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Intesa Sanpaolo

Annual Report Mar 26, 2021

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Annual Report

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Bilanci 2020

Bilancio Consolidato

Progetto di Bilancio d'esercizio della Capogruppo

Questo documento contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come "è possibile," "si dovrebbe," "si prevede," "ci si attende," "si stima," "si ritiene," "si intende," "si progetta," "obiettivo" oppure dall'uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall'uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende operare.

A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.

Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data odierna. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l'osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative.

Assemblea ordinaria del 28 aprile 2021

Relazione e bilancio consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo dell'esercizio 2020

Relazione e bilancio di Intesa Sanpaolo dell'esercizio 2020

Intesa Sanpaolo S.p.A. Sede Legale: Piazza S. Carlo, 156 10121 Torino Sede Secondaria: Via Monte di Pietà, 8 20121 Milano Capitale Sociale Euro 10.084.445.147,92 Registro delle Imprese di Torino e Codice Fiscale 00799960158 Rappresentante del Gruppo IVA "Intesa Sanpaolo" Partita IVA 11991500015 (IT11991500015) N. Iscr. Albo Banche 5361 Codice ABI 3069.2 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia Capogruppo del gruppo bancario "Intesa Sanpaolo" iscritto all'Albo dei Gruppi Bancari

Sommario

Il Gruppo Intesa Sanpaolo 7
Cariche sociali 11
Lettera del Presidente 13
RELAZIONE E BILANCIO
CONSOLIDATO DEL GRUPPO INTESA SANPAOLO
Introduzione 17
RELAZIONE SULL'ANDAMENTO DELLA GESTIONE
Il 2020 in sintesi
Dati economici e indicatori alternativi di performance
Dati patrimoniali e indicatori alternativi di performance
Indicatori alternativi di performance e altri indicatori
L'esercizio 2020 in sintesi
22
24
25
29
Lo scenario macroeconomico e il sistema creditizio 81
I risultati economici e gli aggregati patrimoniali 87
I risultati per settori di attività e per aree geografiche 131
Corporate Governance e politiche di remunerazione 167
Il titolo Intesa Sanpaolo 181
Indicatori Alternativi di Performance e Altre informazioni
Indicatori alternativi di performance
Altre informazioni
La prevedibile evoluzione della gestione
189
193
194
BILANCIO CONSOLIDATO DEL GRUPPO INTESA SANPAOLO
Prospetti contabili consolidati
Stato patrimoniale consolidato
Conto economico consolidato
Prospetto della redditività consolidata complessiva
Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato
Rendiconto finanziario consolidato
200
202
203
204
206
Nota Integrativa consolidata
Parte A - Politiche contabili
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale
Parte C - Informazioni sul conto economico
Parte D - Redditività consolidata complessiva
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura
Parte F - Informazioni sul patrimonio consolidato
Parte G - Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda
Parte H - Informazioni sui compensi e operazioni con parti correlate
Parte I - Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali
Parte L - Informativa di settore
Parte M - Informativa sul leasing
209
287
379
402
403
550
555
575
581
585
589

Attestazione del bilancio consolidato ai sensi dell'art. 154 bis del D.Lgs. n. 58/1998 595
Relazione della Società di revisione al bilancio consolidato 597
Allegati del bilancio del Gruppo Intesa Sanpaolo 611
RELAZIONE E BILANCIO
DI INTESA SANPAOLO
RELAZIONE SULL'ANDAMENTO DELLA GESTIONE
Dati di sintesi, indicatori alternativi di performance e altri indicatori 642
I risultati dell'esercizio di Intesa Sanpaolo
Altre informazioni
647
654
La prevedibile evoluzione della gestione 655
Proposte all'Assemblea 657
BILANCIO DI INTESA SANPAOLO
Prospetti contabili
Stato patrimoniale 664
Conto economico 666
Prospetto della redditività complessiva 667
Prospetto delle variazioni del patrimonio netto
Rendiconto finanziario
668
669
Nota Integrativa
Parte A - Politiche contabili 673
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale 733
Parte C - Informazioni sul conto economico 785
Parte D - Redditività complessiva 804
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura
Parte F - Informazioni sul patrimonio
805
855
Parte G - Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda 858
Parte H - Informazioni sui compensi e operazioni con parti correlate 859
Parte I - Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali 867
Parte L - Informativa di settore 871
Parte M - Informativa sul leasing 872
Attestazione del bilancio d'esercizio ai sensi dell'art. 154 bis del D.Lgs. n. 58/1998 877
Relazione della Società di revisione al bilancio di Intesa Sanpaolo 879
Allegati del bilancio di Intesa Sanpaolo 889
Glossario 915
Contatti 933
Calendario finanziario 937

7

Il Gruppo Intesa Sanpaolo

INTESA SANPAULU Controllate
Filiali Sogeta Filiali
967 Banca 5
Figeuram 08
WBank 9
UBI Banca 852
NORD EST
INTESA SANPAOLO
Controllate
INTESA SANPAOLO Controllate
Filiali: Società Eliali
811 Fideuram 56
UBI Banca 101
ENTRO
INTESA SANPAOLO
Controllate
Filiali Sogeta Filiali
701 Fideuram 40
WBank 6
UBI Banca 486
INTESA SANPAOLO Controllate
Filiali Società Filiali
609 Fideuram 26
IWBank
UBI Banca 302

INTESA m SANPAOLO
and ALEXBANK Massicount Ta
nm BANCA INTESA
mo BANCA INTESTA
Beograd
m CIB BANK
BANK ILIXEMBOURG
m EXIMBANK
PHIDEURAM no INTESA SANPAOLO BANK
Albania
INTEN SNABIOLO
M BANK WIXEMBOURG
Romania
m INTESA SANPAOLO BANK nm INTESA SANPAOLO BANK rm INTESA SANPAOLO BANKA
Bosna i Hercegovina
INTESA SNADIOLO
INTEST SINDICIO
M BANK IRELAND
OM BRASIL SA
ONLESS SHEADING
1000
PRIVATE BANK SUNK
Mornial
non PRAVEX BANK
m PRIVREDNA BANKA ZAGREB UBI> Banca nm VÜB BANKA
AMERICA
Filiali
New York
Uffici di Rappresentanza
Washington D.C.
New York(3)
ASIA
Filiali
Abu Dhabi
Doha
Uffici di Rappresentanza
Beirut
Dubai(3)
EUROPA
Filiali
Bruxelles(1)
Francoforte
Istanbul
Mosca(4)
Uffici di Rappresentanza
Paese
Brasile
Controllate
Intesa Sanpaolo Brasil
Filiali Uffici di Rappresentanza
1 San Paolo(3)
Dubai
Hong Kong
Shanghai
Ho Chi Minh City
Hong Kong(3)
Jakarta
Mumbai(4)
Londra
Madrid
Nizza(2)
OCEANIA
Sydney
Uffici di Rappresentanza Singapore
lokyo
Pechino
Seoul
Shanghai(3)
Singapore(3)
Parigi
Varsavia
Paese
Albania
Controllate
Intesa Sanpaolo Bank Albania
Filiali
35
Croazia
Federazione Russa
Bosnia - Erzegovina Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina
Privredna Banka Zagreb
Banca Intesa
47
161
28
Irlanda
Lussemburgo
Intesa Sanpaolo Bank Ireland
Fideuram Bank Luxembourg
Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg
1
1
1
Moldavia
Paesi Bassi
Eximbank
Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg
17
1
Regno Unito
Repubblica Ceca
Romania
Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval
VUB Banka
Intesa Sanpaolo Bank Romania
1
1
32
Dia Serbia
Slovacchia
Banca Intesa Beograd
VUB Banka
155
186
AFRICA Uffici di Rappresentanza Paese Controllate
Filiali
Slovenia
Svizzera
Ucraina
Intesa Sanpaolo Bank
Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval
Pravex Bank
46
2
45
( วรวก วิท วาง ( ) Ilnaboria CIR Bonk Ca

Cariche sociali

Consiglio di Amministrazione

Presidente Gian Maria GROS-PIETRO
Vice Presidente Paolo Andrea COLOMBO
Consigliere delegato e Chief Executive Officer Carlo MESSINA (a)
Consiglieri Franco CERUTI
Roberto FRANCHINI (1) ()
Anna GATTI
Rossella LOCATELLI
Maria MAZZARELLA
Fabrizio MOSCA (
)
Milena Teresa MOTTA ()
Luciano NEBBIA
Bruno PICCA
Alberto Maria PISANI (
)
Livia POMODORO
Andrea SIRONI (2)
Maria Alessandra STEFANELLI
Guglielmo WEBER
Daniele ZAMBONI
Maria Cristina ZOPPO (
)
Dirigente preposto alla redazione
dei documenti contabili societari
Fabrizio DABBENE

Società di Revisione KPMG S.p.A.

(a) Direttore Generale

  • (*) Componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione
  • (**) Presidente del Comitato per il Controllo sulla Gestione

(1) Nominato dall'Assemblea degli Azionisti il 27 aprile 2020 in sostituzione del Consigliere cessato dalla carica Corrado Gatti

(2) Nominato dall'Assemblea degli Azionisti il 27 aprile 2020 a seguito di cooptazione del Consiglio di Amministrazione in data 2 dicembre 2019

Lettera del Presidente

Signori Azionisti,

la diffusione del virus SARS - COVID-19 e il susseguirsi di ondate di contagio hanno portato a cambiamenti sostanziali nelle abitudini di vita, in particolare nei Paesi più sviluppati. Ne sono state influenzate tutte le attività economiche, per la rapida espansione di modelli di consumo e di modi di lavorare che consentono di ridurre il numero di spostamenti delle persone e di compresenze. La chiusura forzata di attività manifatturiere e di servizi, ancorché temporanea, ha avuto effetti di estremo rilievo sul tessuto produttivo e sull'occupazione; effetti di rimbalzo rilevantissimi si sono manifestati quando è stato possibile sospendere le misure di confinamento. Sono emerse fragilità nella catena di produzione internazionale, che erano state sottovalutate; una maggiore attenzione viene ora rivolta alle eccessive dipendenze rispetto ad ambiti esterni. Ciò potrà portare ad una revisione degli schemi di localizzazione della produzione e dello scambio di beni e servizi, incorporandovi strumenti di mitigazione dei rischi di interruzione delle catene di fornitura. Ne nasceranno opportunità, per i Paesi altamente aperti agli scambi internazionali che sapranno muoversi tra i primi.

La gravità della crisi ha indotto le nazioni del vecchio continente a un nuovo atteggiamento rispetto alla gestione del sistema economico dell'Unione Europea: da una visione austera e rigida, a una più flessibile e inclusiva. La sospensione dei parametri di Maastricht, l'approvazione dello strumento SURE e la definizione del pacchetto Next Generation EU rappresentano, di fatto, un avanzamento sostanziale della costruzione europea lungo linee di crescita sostenibili dal punto di vista sociale, economico ed ambientale. Insieme con gli interventi della Banca Centrale Europea, hanno consentito di superare problemi di liquidità e di iniziare a progettare il futuro.

Il processo di distacco del Regno Unito dall'Unione Europea è avvenuto sulla base di accordi condivisi, che potranno fare da cornice ad un nuovo tipo di rapporto, competitivo ma non conflittuale. L'esito delle elezioni USA, con la vittoria di Joe Biden, fa prevedere una impostazione multilaterale, più distesa e collaborativa, della politica estera americana.

Nel 2020, la dinamica del PIL italiano ha seguito l'attuazione delle misure di contenimento del virus, registrando una recessione di profondità e rapidità inedite nel primo e secondo trimestre, un rimbalzo senza precedenti nel periodo estivo, e un nuovo rallentamento in chiusura d'anno in coincidenza con l'avvio della seconda ondata di contagi. Nonostante la capacità di reazione mostrata dal tessuto produttivo e la presenza di un settore bancario solido in grado di svolgere un ruolo complementare rispetto agli interventi del settore pubblico e della politica monetaria, il nostro Paese ha archiviato l'anno con un calo dell'8,9% del PIL, mostrando, tuttavia, una elevata capacità di resistenza e di reazione.

La velocità della ripartenza, nell'anno in corso, dipenderà dall'evoluzione dell'epidemia e dalla capacità di saper sfruttare efficacemente i fondi messi a disposizione dalla UE con l'approvazione del programma di aiuti. L'implementazione del programma di rinascita europeo vedrà al proprio fianco il sistema bancario con l'importante ruolo di allocare efficientemente le risorse e aiutare i cittadini a smobilizzare i risparmi, accumulati in forma liquida per l'incertezza, verso investimenti profittevoli capaci di generare un impatto sociale durevole e di favorire una crescita sostenibile ed inclusiva. Nei confronti delle imprese, il compito delle banche nel nuovo scenario non sarà solo quello di erogare credito, ma anche di accompagnarle nell'accesso a fonti di finanziamento alternative, con particolare attenzione al capitale di rischio.

La realizzazione di vaccini efficaci in tempi record ha alimentato le aspettative del ritorno ad una nuova normalità. Tuttavia, la continuazione della circolazione del virus e l'emergere di nuove varianti potranno richiedere ancora periodi di sospensione di alcune attività. La capacità di convivere con il contenimento del virus, e la velocità nel ridurne la diffusione, costituiranno vantaggi competitivi rilevanti tra i Paesi.

Intesa Sanpaolo si è mossa con decisione per affrontare l'evento pandemico, dal punto di vista della propria attività e da quello della comunità circostante. La Vostra banca ha garantito, in ogni momento, la continuità del servizio essenziale costituito dall'attività bancaria, tutelando il personale e i clienti; nello stesso tempo, è stato ampliato il ricorso, già esteso, al lavoro a distanza: oltre 80.000 persone, con UBI. Il rafforzamento delle capacità digitali centrali e delle dotazioni individuali, insieme con la messa a punto di modalità efficaci di co-lavoro a distanza, consentirà, una volta cessato il vincolo esterno, di usarle come strumento di organizzazione flessibile, anche a livello individuale, delle diverse attività della persona: ferma restando l'importanza dei rapporti interpersonali in presenza, sia per la loro immediata efficacia, sia per consentire la formazione di legami di gruppo, sia, infine, per la sua indispensabilità nella formazione di professionalità avanzate. Siamo il primo datore di lavoro privato in Italia e sentiamo l'impegno di tracciare sentieri di sviluppo socialmente ed economicamente validi.

Il nostro impegno verso obiettivi di tipo Environmental, Social e Governance è costante, e riconosciuto. Intesa Sanpaolo è l'unica banca italiana inclusa nei Dow Jones Sustainability Indices, nel 2021 nel "Global 100 Most

Sustainable Corporations in the World Index" di Corporate Knights e nel Diversity & Inclusion Index di Refinitiv, che seleziona le 100 migliori aziende quotate a livello mondiale per diversità e inclusione. È inoltre la prima tra le banche europee ad essere presente in tre delle principali valutazioni internazionali ESG (MSCI, Sustainalytics e Bloomberg ESG Disclosure Score), ed è stata inserita nell'indice riguardante la parità di genere Bloomberg Gender-Equality Index (GEI), registrando per il 2021 un punteggio ampiamente superiore alla media del settore finanziario a livello mondiale, e delle società italiane.

La Vostra banca ha tenuto fede al suo ruolo di motore dello sviluppo italiano. Il primo obiettivo è stato di impedire che un arresto temporaneo dell'attività economica producesse danni permanenti al sistema produttivo, per carenza di liquidità: siamo stati i primi a concedere moratorie, ne abbiamo concesse per 95 miliardi. Abbiamo donato 100 milioni di euro per rafforzare il sistema sanitario nazionale, destinato 125 milioni di euro del Fondo Impact (pari al 50% della dotazione) alla riduzione del disagio socio-economico causato da COVID-19 e messo a disposizione delle imprese e dei professionisti 50 miliardi di euro di nuovi crediti per la salvaguardia dell'occupazione e la gestione dei pagamenti durante l'emergenza, oltre a 10 miliardi di euro di nuove linee di credito per supportare circa 2.500 filiere produttive italiane.

Prosegue l'evoluzione del Gruppo Intesa Sanpaolo verso le attività che consentiranno di mantenere la preferenza dei nostri clienti e di conquistarne di nuovi. Abbiamo, compresa UBI, più di 12 milioni di clienti multicanale. L'App Intesa Sanpaolo è valutata tra le migliori in Europa. Tra ISP e UBI, oltre 7 milioni di clienti usano le nostre App. L'accordo con Google e TIM per la creazione di due Region Cloud Hub, a Torino e a Milano, permetterà alla Vostra banca di espandere rapidamente, con sicurezza e con costi competitivi, l'offerta di attività digitale, in modo da anticipare sempre, e poter stimolare, la crescita della domanda.

Parallelamente allo sviluppo degli strumenti digitali, prosegue l'integrazione della gamma di servizi offerti alla clientela. A fianco delle tradizionali attività di raccolta del risparmio e di concessione del credito, da tempo Intesa Sanpaolo è diventato un operatore leader nel vasto campo dei servizi di tutela, investimento e gestione del risparmio, protezione delle persone e dei loro beni, protezione delle imprese. La protezione non si ferma alla copertura dei danni, ma tende ad espandersi alla messa a disposizione diretta dei servizi: con l'acquisizione del controllo di RBM, Intesa Sanpaolo è divenuta un operatore in un settore, quello della salute, destinato a crescere notevolmente.

L'acquisizione del Gruppo UBI Banca ha avuto come obiettivo strategico la creazione di valore per tutti gli stakeholder e il rafforzamento della posizione di leadership nel sistema bancario europeo, a sostegno di una crescita inclusiva e di lungo termine. La progressiva integrazione di UBI non ha determinato costi sociali; prosegue con successo, e in anticipo rispetto alle scadenze originarie. L'integrazione del personale UBI sta avvenendo con piena soddisfazione: come ci aspettavamo, il livello professionale e la collaborazione delle persone che l'operazione UBI porta nel gruppo Intesa Sanpaolo sono eccellenti, e hanno consentito di valorizzarle anche ad alti livelli, nell'ambito della revisione organizzativa che ha arricchito le strutture di Intesa Sanpaolo, allo scopo di ottimizzarle rispetto alla nuova impronta sul territorio e nel settore. Oggi le sinergie stimate sono superiori a quelle previste al momento dell'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio. L'operazione permetterà al Gruppo risultante di rafforzare il ruolo di motore dell'economia reale e sociale, con quote di mercato di circa il 20% in tutti i principali settori di attività.

I risultati del 2020 riflettono una redditività sostenibile, che può contare su un modello di business resiliente e ben diversificato e su numerosi vantaggi competitivi: il 61% del risultato corrente lordo del 2020 proviene da attività di Wealth Management e Protection. La solidità della base patrimoniale si pone ai livelli più alti della zona euro, ed eccede di oltre 23 miliardi il parametro prudenziale stabilito dalla BCE.

Il valore economico generato dall'esercizio 2020 – oltre 19 miliardi di euro – è stato distribuito per il 74% agli stakeholders, di cui il 43% alle persone che lavorano per noi, il 5% agli Azionisti, e il rimanente a fornitori, Stato, Enti, Istituzioni e Comunità. Una quota degli utili è stata, inoltre, destinata a sostenere progetti ad elevato impatto sociale e a favore delle persone caratterizzate da maggiore fragilità socioeconomica attraverso il Fondo Beneficenza.

A fronte di un utile netto consolidato del Gruppo pari a 3.277 milioni di euro e di un utile individuale della Capogruppo pari a 679 milioni di euro, viene proposta all'assemblea ordinaria la distribuzione per cassa di dividendi per 694 milioni di euro, il quantitativo massimo attualmente stabilito dal supervisore, pari a 3,57 centesimi di euro per azione ordinaria al lordo delle ritenute di legge. Una volta superate le restrizioni delle BCE chiederemo l'autorizzazione a distribuire in contanti – dalle riserve – la parte restante del payout ratio previsto, pari complessivamente al 75% di 3,5 miliardi di euro di utile netto rettificato 2020.

Gian Maria Gros-Pietro

RelazioneeBilancioConsolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo

Introduzione

Il bilancio consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo, in applicazione del D. Lgs. 28 febbraio 2005 n. 38, è redatto secondo i principi contabili IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) ed i relativi documenti interpretativi dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC), omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.

Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2020 è stato predisposto sulla base delle "Istruzioni per la redazione del bilancio dell'impresa e del bilancio consolidato delle banche e delle società finanziarie capogruppo di gruppi bancari" della Banca d'Italia, nell'esercizio dei poteri stabiliti dall'art. 43 del D. Lgs. n. 136/2015, con il Provvedimento del 22 dicembre 2005, con cui è stata emanata la Circolare n. 262/05, e con i successivi aggiornamenti e integrazioni. Queste Istruzioni stabiliscono in modo vincolante gli schemi di bilancio e le relative modalità di compilazione, nonché il contenuto della Nota integrativa.

In particolare, per il Bilancio 2020 si è tenuto conto delle integrazioni incluse nella Comunicazione della Banca d'Italia del 15 dicembre 2020 aventi ad oggetto gli impatti del COVID-19 e delle misure a sostegno dell'economia ed alcuni emendamenti agli IAS/IFRS.

Il bilancio consolidato è costituito dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni di patrimonio netto, dal Rendiconto finanziario e dalla Nota integrativa e dalle relative informazioni comparative ed è inoltre corredato da una Relazione sull'andamento della gestione, sui risultati economici conseguiti e sulla situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo.

A supporto dei commenti sui risultati dell'esercizio, nella Relazione sulla gestione vengono presentati ed illustrati prospetti di conto economico e di stato patrimoniale riclassificati. Il relativo raccordo con gli schemi di bilancio, richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006, è riportato tra gli Allegati.

La Relazione sulla gestione contiene informazioni finanziarie estratte dal bilancio consolidato o riconducibili allo stesso ed altre informazioni – quali, a titolo esemplificativo, i dati inerenti all'evoluzione trimestrale e taluni indicatori alternativi di performance – non estratte o direttamente riconducibili al bilancio consolidato. In proposito, si rinvia al capitolo Indicatori Alternativi di Performance della Relazione sulla gestione, anticipando che nel contesto conseguente all'epidemia da COVID-19, non sono stati introdotti nuovi indicatori, né sono state apportate modifiche agli indicatori normalmente utilizzati.

In relazione al contesto pandemico da COVID-19, seguendo le indicazioni fornite nel corso del 2020 dalle Autorità, si segnala che sia nella Relazione sulla gestione nel capitolo "Il 2020 in sintesi" che nelle Parti A ed E della Nota Integrativa sono riportate informazioni di dettaglio sul contesto operativo, sugli impatti sul business e sulle scelte effettuate in relazione alla valutazione delle attività ai fini del Bilancio 2020.

Le informazioni circa il Governo societario e gli assetti proprietari richieste dall'art. 123 bis del TUF figurano, come consentito, in una relazione distinta, approvata dal Consiglio di amministrazione e pubblicata congiuntamente al presente bilancio, consultabile alla sezione Governance del sito internet di Intesa Sanpaolo, all'indirizzo www.group.intesasanpaolo.com.

La Dichiarazione consolidata non finanziaria, redatta ai sensi del D. Lgs. 254 del 30 dicembre 2016, che illustra i temi ambientali, sociali e attinenti al personale è pubblicata - come consentito - come relazione distinta congiuntamente al presente bilancio ed è consultabile alla sezione Sostenibilità del medesimo indirizzo internet.

Vengono altresì pubblicate e rese disponibili sul sito internet secondo i relativi iter approvativi le informazioni in tema di remunerazioni previste dall'art. 123 ter del TUF e l'informativa prevista dal Terzo pilastro di Basilea (il c.d. Pillar 3).

Relazione sull'andamento della gestione

Il 2020 in sintesi

Dati economici e indicatori alternativi di performance(*)

Dati economici consolidati (milioni di euro) variazioni (al netto del Gruppo UBI)
assolute %
Interessi netti 713
7.070
7.005
દર્ 0,9
Commissioni nette 721
7.582
7.962
-380 -4,8
Risultato dell'attività assicurativa 1.343
10
1.268
75 5,9
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 131
1.441
1.928
-487 -25,3
Proventi operativi netti 17.409
18.167
1.614
-758
-4,2
-885
-9.086
Costi operativi
-9.407
-321 -3,4
Risultato della gestione operativa 8.323
8.760
729
-437
-5,0
-54
-4.160
Rettifiche di valore nette su crediti
-2.089
2.071 99,1
Utile (Perdita) delle attività operative cessate 1.163
88
1.075
Risultato netto 2.171
1.106
4.182
-2.011 -48,1

(*) Per più dettagliate informazioni circa gli Indicatori Alternativi di Performance si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sulla Gestione

Dati patrimoniali e indicatori alternativi di performance(*)

31.12.2020
(Dato consolidato al netto del Gruppo UBI)

31.12.2020 (Dato del Gruppo UBI)

31.12.2019 (Dato consolidato)

(*) Per più dettagliate informazioni circa gli Indicatori Alternativi di Performance si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sulla Gestione

Indicatori alternativi di performance e altri indicatori(*)

31.12.2020 31.12.2019

(*) Per più dettagliate informazioni circa gli Indicatori Alternativi di Performance si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sulla Gestione

Informazioni sul titolo azionario 2020 2019
Numero azioni ordinarie (migliaia) 19.430.463 17.509.728
Quotazione alla fine del periodo - azione ordinaria (euro) 1,910 2,349
Quotazione media del periodo - azione ordinaria (euro) 1,800 2,108
Capitalizzazione media di borsa (milioni) 34.961 36.911
Patrimonio netto (milioni di euro) ("J 65.871 55.968
Patrimonio netto per azione (euro) (" 3,425 3,219
Rating - Debiti a lungo termine (Long term rating) 2020 2019
Moody's Baa1 Baa1
Standard & Poor's Global Ratings BBB BBB
Fitch Ratings BBB- BBB
DBRS Morningstar BBB (high) BBB (high)
(*) Il dato del patrimonio netto per azione non considera le eventuali azioni proprie in portafoglio.
Indicatori di redditività consolidati (%)
Cost / Income (a) 52,2
51,8
Risultato netto / Patrimonio netto (ROE) (b) 5,9
8,8
Risultato netto / Totale Attività (ROA) (c) 0,3
0,5

2020 (Dati economici) 31.12.2020 (Dati patrimoniali) 2019 (Dati economici) 31.12.2019 (Dati patrimoniali)

Utile per azione (euro)
Utile base per azione (basic EPS) (d) 0,18
0,24
Utile diluito per azione (diluted EPS) (e) 0,18
0,24
Indicatori di rischiosità consolidati (%) (1
Sofferenze nette / Finanziamenti verso clientela 1,0
1.7
Rettifiche di valore accumulate su finanziamenti in sofferenza
Finanziamenti in sofferenza lordi con clientela
58,8
65.3

2020 (Dati economici) 31.12.2020 (Dati patrimoniali) 2019 (Dati economici) 31.12.2019 (Dati patrimoniali)

Struttura operativa 31.12.2020 31.12.2019 variazioni
assolute
Numero dei dipendenti (g) 105.615 89.102 16.513
Italia 82.778 65.705 17.073
Estero 22.837 23.397 -560
Numero dei consulenti finanziari 5.616 4.972 644
Numero degli sportelli bancari (h) 6.314 4.799 1.515
Italia 5.299 3.752 1.547
Estero 1.015 1.047 -32

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. La tabella riporta per il 2020 i dati consolidati comprensivi del Gruppo UBI. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

(g) L'organico indicato si riferisce al numero puntuale dei dipendenti a fine periodo conteggiando anche i part time come pari a 1 unità. I dati al 31.12.2020 includono 19.474 dipendenti di UBI (19.468 Italia, e 6 Estero, oltre a 7 contratti atipici) e, fra i consulenti finanziari, 698 unità di IW Bank. Sono inclusi i dipendenti del perimetro oggetto di cessione nel contesto dell'operazione di acquisizione del Gruppo UBI.

(h) Il dato comprende le Filiali Retail, le Filiali Terzo Settore, i Centri Imprese e i Centri Corporate. I dati al 31.12.2020 includono 1.764 sportelli di UBI in Italia ed 1 all'estero. Sono inclusi gli sportelli del perimetro oggetto di cessione nel contesto dell'operazione di acquisizione del Gruppo UBI.

L'esercizio 2020 in sintesi

Il contesto conseguente all'epidemia da COVID-19

L'andamento dell'economia

La pandemia da COVID-19 ha sconvolto l'andamento dell'economia globale. Le misure di contenimento del contagio hanno causato una recessione di profondità e rapidità inedite nel primo e secondo trimestre 2020, a cui è seguito un ampio rimbalzo e un nuovo rallentamento nel trimestre autunnale. La Cina ha recuperato i livelli di attività pre-crisi già in corso d'anno, ma molti paesi avanzati restano lontani da un pieno recupero. Negli Stati Uniti, la contrazione del PIL è stata di 3,5%. Lo shock pandemico ha pesato anche sulle economie emergenti. Nelle regioni con controllate Intesa Sanpaolo si stima un calo del PIL di oltre il 4% nell'Europa Centro e Sud Orientale, e intorno al 4,5% nell'Europa Orientale, con una dinamica dei singoli paesi tra il -0,9% in Serbia e il -8,4% in Croazia, nel primo perimetro citato, e tra il -4,4% in Russia e il -6,5% in Moldavia, nel secondo. Diversamente, nei primi tre trimestri in Egitto la crescita è rimasta positiva (+0,9%).

Nell'area euro, il calo del PIL è stato pari a 6,6 punti percentuali. Le ripercussioni economiche negative della crisi pandemica sono state mitigate da misure fiscali che includono sussidi alle famiglie, rafforzamento dei meccanismi di sicurezza sociale, rinvii dei pagamenti fiscali, garanzie al credito bancario e, in alcuni paesi, sussidi per le imprese che hanno subito decurtazioni di fatturato nel 2020. L'Unione Europea ha altresì lanciato diverse misure di sostegno finanziario: una linea di credito del MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) che può arrivare fino al 2% del PIL di ogni stato membro; un fondo (SURE) per il rifinanziamento dei programmi di sostegno all'occupazione; un fondo di garanzia per i crediti erogati dalla Banca Europea per gli Investimenti. Inoltre, è stato lanciato un piano per la ripresa, Next Generation EU, che dal 2021 finanzierà riforme e progetti mediante trasferimenti o crediti agevolati.

La Banca Centrale Europea ha assecondato lo sforzo fiscale principalmente mediante un eccezionale ampliamento dei programmi di acquisto di titoli e l'allentamento delle condizioni sui programmi di rifinanziamento a lungo termine. Alleggerimenti transitori delle norme di vigilanza sono stati introdotti allo scopo di evitare una restrizione pro-ciclica del credito bancario. L'aumento dell'eccesso di liquidità ha mantenuto il tasso di interesse €STR (euro short-term rate) sotto il tasso ufficiale sui depositi presso l'Eurosistema (-0,50%), mentre i tassi swap sono calati significativamente rispetto al dicembre 2019.

Anche l'economia italiana ha subito una netta contrazione del PIL nel 2020, pari a 8,9 punti percentuali. Gli impatti settoriali sono diversificati: alla fine del terzo trimestre le costruzioni avevano più che recuperato i livelli pre-crisi, mentre l'industria manifatturiera e i servizi avevano colmato rispettivamente l'85% e il 65% della perdita di valore aggiunto subita. La necessità di contrastare gli effetti economici e sociali negativi della pandemia ha portato il fabbisogno statale del 2020 a 159 miliardi, in aumento di 117 miliardi sul 2019. Il corrispondente incremento del debito pubblico non si è riflesso in pressioni sui premi per il rischio, in quanto ha trovato indiretta ma pressoché piena copertura nell'aumento del portafoglio di titoli di stato italiani dell'Eurosistema. Il differenziale decennale fra BTP e Bund è calato dai 155 punti base di dicembre 2019 ai 122 punti base di dicembre 2020.

Sul mercato del credito bancario italiano, diversamente da altre crisi, non si è verificato uno shock di offerta, grazie alle misure di policy a supporto della liquidità e del credito. Lo shock di domanda ha avuto effetti opposti, negativo per i prestiti alle famiglie che hanno rallentato da marzo, e positivo per quelli alle imprese, la cui dinamica è tornata in aumento. L'andamento dei prestiti alle imprese è stato sostenuto dalle esigenze di liquidità e dalle erogazioni con garanzie pubbliche, che hanno sfiorato a fine anno i 100 miliardi per le PMI e i 20 miliardi alle imprese di dimensioni maggiori. Le moratorie hanno raccolto 2,7 milioni di domande da parte di imprese e famiglie riguardanti un volume di crediti pari a circa 300 miliardi. Ne è conseguita una dinamica dei prestiti alle società non-finanziarie che ha raggiunto il +8,5% anno su anno a dicembre. All'opposto, la crescita dei prestiti alle famiglie ha subito un rallentamento, particolarmente marcato per il credito al consumo, mentre l'andamento dello stock di prestiti per l'acquisto della casa ha mostrato una buona tenuta. Quanto alla qualità del credito, è proseguita l'azione di derisking delle banche, che ha visto un'accelerazione verso fine anno con significative operazioni di cessione e cartolarizzazione. La raccolta da clientela ha registrato un rafforzamento delle tendenze in atto prima dell'insorgere della crisi. I conti correnti hanno acquistato ancor più vigore, arrivando a crescere del 14% a fine anno. L'incremento sostenuto dei depositi è legato al clima di incertezza e avversione al rischio, tradottosi in una marcata preferenza per la liquidità, minori livelli di consumo e maggiore propensione al risparmio. Inoltre, si è verificata una forte crescita dei depositi delle società non-finanziarie, alimentati in parte dall'aumento dei debiti bancari.

Il risparmio gestito ha mostrato una buona resilienza. Per i fondi comuni, ai forti deflussi nel primo trimestre, connessi al crollo degli indici di borsa per le conseguenze economiche negative della pandemia, hanno fatto seguito nei trimestri successivi robusti afflussi che hanno portato la raccolta netta a chiudere l'anno positivamente. Diversamente, le assicurazioni vita hanno segnato un calo della nuova produzione rispetto al 2019, particolarmente marcato per le polizze tradizionali e molto più contenuto per le unit-linked.

La continuità operativa e le iniziative nei confronti degli stakeholder del Gruppo

Sin dai primi giorni della drammatica emergenza sanitaria e sociale che ha investito il Paese, Intesa Sanpaolo è stata impegnata a fronteggiare efficacemente il contesto, assicurando costantemente la continuità operativa dei propri processi e servizi. Sin dalle prime fasi, in vista di un peggioramento dello scenario di rischio e al fine di rafforzare le contromisure preventive, è stata attivata l'Unità di Emergenza della Capogruppo per definire specifiche strategie di mitigazione e relative linee di intervento, oltre ad assicurare un costante monitoraggio della situazione, a livello di singola Legal Entity del Gruppo, sia in Italia che all'estero.

A partire dal mese di settembre, l'Unità di Emergenza ha integrato il presidio del Gruppo UBI, estendendo le strategie, le azioni di mitigazione e il monitoraggio dell'epidemia a tutte le strutture UBI.

Con riferimento al livello di maturità del modello operativo di gestione della pandemia, a settembre Intesa Sanpaolo ha conseguito la certificazione DNV "MY Care", che ha evidenziato la validità e l'efficacia del modello attuato, distinguendosi per un eccellente approccio alla mitigazione dei rischi, allineato alle migliori pratiche nazionali ed internazionali, non solo per il settore finanziario.

Tra le attività coordinate dall'Unità di Emergenza si evidenzia la stretta collaborazione avviata con l'Ospedale Sacco di Milano per la ricerca scientifica sul virus, che ha consentito lo sviluppo di un progetto congiunto per il sequenziamento genomico e la mappatura geografica sul territorio nazionale del SARS-CoV-2, agente del COVID-19, e la ricostruzione dell'origine e delle modalità di diffusione del virus tra la popolazione italiana.

Per quanto riguarda la gestione delle azioni di mitigazione definite dall'Unità di Emergenza, al fine di velocizzare le escalation e rendere più efficace il processo decisionale, sono state costituite task force operative, con i referenti di tutte le strutture centrali e delle divisioni di Business, focalizzate su due specifici ambiti: sicurezza e comunicazioni e continuità operativa.

Sicurezza e comunicazioni

La task force è stata costituita con l'obiettivo di intraprendere tutte le azioni necessarie per garantire la protezione del personale, dei clienti e dei fornitori, oltre alle comunicazioni verso gli stakeholder interni ed esterni.

La struttura ha tempo per tempo raccolto le informazioni relative all'evoluzione del contesto, sia attraverso fonti esterne, funzionali ad elaborare scenari previsionali di evoluzione dell'epidemia, sia da fonti interne (situazione presenze, andamento delle trasferte, ecc.).

La sicurezza del personale è stata perseguita, oltre che attraverso la fornitura dei dispositivi di protezione individuale ove necessario, attraverso azioni preventive quali la limitazione delle trasferte, l'incentivazione al lavoro flessibile e l'aumento degli spazi di prossimità. All'interno di locali, uffici e filiali aperte al pubblico deve essere sempre rispettata la distanza minima di un metro e vengono evitate tutte le occasioni di assembramento. Vengono inoltre assicurati frequenti cicli di pulizia dei locali, effettuati in conformità alle istruzioni emanate dal Ministero della Salute.

I dipendenti che risultano positivi al virus vengono costantemente monitorati nel corso della malattia, fornendo indicazioni sulle procedure da applicare, anche col supporto della Funzione interna di medicina del lavoro. Il personale che risulta essere un "contatto stretto" di casi positivi deve cautelativamente astenersi dal lavoro nelle sedi aziendali e i locali interessati vengono interdetti all'accesso e sanificati prima di consentirne di nuovo l'uso. È stato inoltre sviluppato un questionario di screening medico da compilare a cura dei dipendenti prima del rientro in sede dopo un'assenza di 15 giorni.

Al fine di garantire le strategie di protezione del personale è stato sviluppato in collaborazione con la Direzione Enterprise Risk Management di Capogruppo un modello di rischio del contagio che supporta il processo decisionale di adozione di misure di intervento da attuare nelle sedi del Gruppo (operatività filiali su appuntamento, chiusura filiali, riduzione dell'occupancy nelle sedi aziendali ecc.) in funzione dell'evoluzione del rischio epidemiologico nelle regioni e nelle province. In ottica preventiva è stato definito anche un piano operativo di risposta a possibili scenari evolutivi, prioritizzati in base all'impatto ed alla probabilità di accadimento, con le relative misure di contenimento. Conseguentemente sono state definite nelle varie fasi della pandemia le linee guida per il rientro graduale dei dipendenti nelle sedi centrali nel rispetto delle norme di sicurezza. In tale contesto, è stato sviluppato un nuovo strumento di pianificazione del rientro in sede che garantisce il monitoraggio centralizzato dell'occupancy dei locali ove opera il Gruppo.

Come ulteriore tutela della salute del personale è stata avviata a novembre una campagna vaccinale, su base volontaria, per la somministrazione ai dipendenti del vaccino antinfluenzale e del vaccino anti-pneumococco.

Per quanto riguarda le comunicazioni interne, è stata predisposta apposita sezione nella intranet aziendale, sono stati inviati sms massivi a tutti i colleghi e diverse comunicazioni via e-mail per fornire aggiornamenti e indicazioni operative soprattutto nei momenti critici.

Sono state anche effettuate puntuali comunicazioni ai fornitori, alla clientela (sul sito vetrina, presso le filiali, ecc.) e ai media e sono state costantemente aggiornate le autorità, le istituzioni e le associazioni di categoria.

A fronte delle crescenti minacce di frodi online che sfruttano l'attuale situazione di emergenza, sono state predisposte comunicazioni specifiche per la clientela, con consigli pratici su come evitare di cadere vittima di questa tipologia di attacchi.

Continuità Operativa

Le principali soluzioni adottate per fronteggiare l'emergenza, mitigare il rischio ed assicurare la continuità del servizio hanno riguardato lo smart working, le filiali, la digitalizzazione dei processi e gli interventi sui processi sistemici.

Lo smart working è considerato la soluzione più efficace per garantire la salvaguardia della salute del personale. La modalità di lavoro a distanza era già una realtà consolidata nel Gruppo e a fronte dell'emergenza è stata estesa alla quasi totalità del personale delle funzioni centrali. Anche il personale di filiale online ed una parte di quello delle filiali "fisiche" è stato messo in condizione di svolgere le proprie mansioni lavorando da casa. Sono state nel contempo implementate le misure per rendere più sicuro il lavoro da remoto, tramite strumenti che aumentano il livello di protezione al fine di gestire al meglio la sicurezza dell'accesso alla rete aziendale.

Quanto alla rete delle Filiali sul territorio, è stato definito un modello operativo con riguardo a orari di apertura, chiusure selettive delle filiali più piccole e modalità di erogazione del servizio. L'accesso in filale è stato organizzato in modo da rispettare regole precise per la distanza interpersonale e per numero di colleghi e clienti presenti nei locali, al fine di tutelare la salute sia dei dipendenti sia della clientela. L'approccio viene adattato nel tempo in funzione dei diversi provvedimenti governativi e dell'andamento del contagio.

Sempre con il fine di tutelare la salute pubblica, sia del personale sia della clientela, sono stati realizzati interventi volti a favorire l'interazione digitale con la clientela, attraverso il perfezionamento dell'offerta a distanza e l'estensione dei processi di dematerializzazione dei contratti e di firma a distanza, con conseguenti investimenti volti al potenziamento dei canali di contatto remoto con la clientela (call center e app digitali) e al rafforzamento della cybersecurity in chiave antifrode. Con riguardo alla digitalizzazione dei processi, sono state previste modifiche a quelli che consentono attività interne e fornitura di servizi alla clientela a distanza, quali rinegoziazione mutui a privati, sospensione rate dei mutui e prestiti, disinvestimenti per clientela sprovvista del servizio a distanza MyKey.

Per quanto attiene, infine, ai processi sistemici, partendo dai Piani di Continuità Operativa (BCP) del Gruppo sono state analizzate tutte le attività critiche e le soluzioni di emergenza relative all'indisponibilità dei locali e del personale, dando priorità alle strutture a presidio dei processi (Tesoreria, Operations, Sistemi Informativi e Cybersecurity e Business Continuity Management) e alle entità/strutture operative sui mercati (Divisione IMI Corporate & Investment Banking, Eurizon, Fideuram, Insurance).

Sono stati attivati i principali siti secondari di emergenza che possono ospitare l'operatività delle strutture sistemiche e con accesso ai mercati in caso di necessità.

Il personale delle unità che svolgono attività critiche, delle strutture a presidio dei processi sistemici e delle strutture che operano sui mercati è stato abilitato e messo nelle condizioni di lavorare da casa. Laddove l'attività richiede la presenza fisica, il personale è stato diviso in gruppi che si recano in sede a turno, senza mai incontrarsi.

È stata infine effettuata e monitorata nel tempo un'attività di valutazione della capacità dei fornitori critici di fronteggiare l'emergenza, che ha rispettato le aspettative del Gruppo.

Le iniziative a sostegno di famiglie e imprese

Numerose sono state le iniziative poste in atto sin dall'inizio per sostenere gli sforzi delle Istituzioni e della società contro la pandemia COVID-19, con la consapevolezza della responsabilità che una grande banca come Intesa Sanpaolo assume in un'emergenza lunga, profonda e per tanti aspetti sconosciuta.

Il 18 marzo Intesa Sanpaolo ha messo a disposizione 100 milioni al Dipartimento della Protezione Civile e al Commissario Straordinario per l'emergenza Coronavirus siglando un Protocollo di intesa, a valere sui fondi in essere destinati ad interventi di carattere benefico, per sostenere attività finalizzate a contenere e superare la diffusione del virus COVID-19. Dopo pochi giorni dalla firma del Protocollo, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha concordato con il Commissario Straordinario Domenico Arcuri e con Angelo Borrelli a nome della Protezione Civile una serie di interventi a contrasto dell'emergenza sanitaria. Nell'ambito di questo accordo sono state regolate donazioni per 88,5 milioni, gestite per il tramite della Protezione Civile, mentre 11,5 milioni di erogazioni liberali sono state destinate direttamente da Intesa Sanpaolo a specifici beneficiari (ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo e Regione Veneto). Di conseguenza, si è provveduto a stipulare un addendum al Protocollo di intesa per ridurre il contributo a favore del Dipartimento della Protezione Civile e al Commissario Straordinario, dagli originari 100 milioni al valore finale di 88,5 milioni che risulta interamente erogato secondo le modalità e finalità previste nel Protocollo.

Agli inizi di giugno, a poco più di due mesi dalla firma del Protocollo di collaborazione con il Commissario Straordinario e la Protezione Civile, i 100 milioni donati da Intesa Sanpaolo sono stati interamente assegnati alla sanità italiana per fronteggiare l'emergenza dell'epidemia da Coronavirus, fornendo un importante sostegno per contribuire in maniera significativa e strutturale al potenziamento del Sistema Sanitario Nazionale.

Gli interventi effettuati sul territorio nazionale sono stati molteplici. In particolare, 53,5 milioni sono stati destinati all'acquisto di materiale medicale richiesto dal Commissario Straordinario in accordo con la Protezione Civile da destinarsi a strutture sanitarie e ad enti pubblici del territorio nazionale sulla base dei fabbisogni dell'emergenza sanitaria. Inoltre, 46,5 milioni sono stati destinati a specifiche strutture sanitarie per progetti connessi all'emergenza COVID-19 e per il rimborso di acquisti relativi ad apparecchiature, strumenti diagnostici e altro materiale medicale già finalizzati da parte delle strutture sanitarie. In termini di distribuzione territoriale, tali interventi specifici sono stati destinati per il 68% al Nord Italia, per il 15% al Centro e per il 17% al Sud. Più in dettaglio, hanno beneficiato della donazione, una delle più ingenti in Europa, 16 strutture ospedaliere e 3 Covid Emergency Center di nuova creazione in otto regioni italiane. In particolare, sono stati realizzati 36 tra reparti sanitari ex novo, reparti riconvertiti per la gestione dell'emergenza COVID-19 e laboratori diagnostici specialistici, nonché l'incremento strutturale di circa 500 nuovi posti letto principalmente di terapia intensiva e sub-intensiva. Inoltre, sulla base delle opere fino ad ora realizzate, è stata garantita una dotazione di oltre 3.000 apparecchiature medicali e diagnostiche indispensabili per la gestione dei pazienti: ventilatori polmonari, caschi CPAP, respiratori, pompe per infusione, sistemi di nebulizzazione a freddo, monitor e umidificatori ad alto flusso, TAC, ecografi, reagenti necessari per la produzione di kit diagnostici. Per garantire la sicurezza di medici e operatori sanitari, Intesa Sanpaolo ha contribuito destinando la donazione anche per l'approvvigionamento di oltre 63 milioni di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, tute e camici.

Nel contesto di un'epidemia che ha colpito duramente la popolazione italiana e con un sentimento di vicinanza a tutte le famiglie che hanno visto le perdite dei propri cari, Intesa Sanpaolo ha voluto sottolineare il valore dell'efficacia e della tempestività con cui sono state individuate le strutture sanitarie beneficiarie di risorse e materiali medicali così necessari nell'emergenza.

Le strutture sanitarie beneficiate dall'intervento di Intesa Sanpaolo sono state:

  • Lombardia: Ospedale San Raffaele, Humanitas sedi di Rozzano (Mi), Bergamo e Castellanza, Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ASST degli Spedali Civili di Brescia, Ospedale San Gerardo di Monza e Policlinico San Matteo di Pavia;
  • Veneto: ULSS 9 Scaligera (Verona) e Regione Veneto (Azienda Ospedaliera di Padova, Azienda Ospedaliera di Verona, Ulss 1 - Dolomiti (Bl), Ulss 2 - Marca Trevigiana (Tv), Ulss 3 - Serenissima (Ve), Ulss 4 - Veneto Orientale (Ve), Ulss 5 - Polesana (Ro), Ulss 6 - Euganea (Pd), Ulss 7 - Pedemontana (Vi), Ulss 8 - Berica (Vi), Ulss 9 - Scaligera (Vr);
  • Piemonte: Istituto di Candiolo IRCCS (Torino), ASL3 e ASL4 di Torino;
  • Emilia-Romagna: Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna;
  • Lazio: Campus Bio-Medico Università Roma;
  • Abruzzo: Presidio ospedaliero ASLTeramo;
  • Campania: Azienda Ospedaliera Dei Colli (Napoli) Ospedale Cotugno e Ospedale Monaldi;
  • Sicilia: Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, Ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca e Ospedale Fratelli Parlapiano

di Ribera.

Tali interventi si aggiungono al contributo di 350.000 euro per la realizzazione dell'ospedale da campo dell'ANA (Associazione Nazionale Alpini) alla Fiera di Bergamo e ai 50.000 euro per la raccolta fondi «Abitare la Cura» avviata da Eco di Bergamo, Caritas Diocesana e Confindustria Bergamo. Intesa Sanpaolo si è proposta come riferimento bancario primario a supporto dell'operatività commerciale offrendo la propria consulenza e conoscenza del network internazionale al Commissario Straordinario per consentirgli di svolgere il suo ruolo di centralità con riferimento all'approvvigionamento dei materiali medicali necessari per gestire l'emergenza in corso.

Intesa Sanpaolo ha anche consegnato, in collaborazione con Caritas e il Gruppo Calzedonia, undicimila indumenti intimi ad alcuni ospedali della Lombardia e del Veneto per essere distribuiti urgentemente e a titolo gratuito a pazienti COVID-19 ricoverati e impossibilitati a ricevere il ricambio necessario dalle famiglie in quarantena. Parte dei capi è stata acquistata da Intesa Sanpaolo e parte è stata donata dal Gruppo Calzedonia. Gli ospedali interessati sono stati: Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Spedali Civili di Brescia, Ospedale di Cremona Oglio Po e Nuovo Robbiani di Soresina in provincia di Cremona, Azienda Ospedale - Università di Padova.

Intesa Sanpaolo Innovation Center e il Laboratorio di Malattie Infettive del Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche Luigi Sacco dell'Università Statale di Milano (Ospedale Sacco) hanno avviato dallo scorso marzo una stretta collaborazione per il sequenziamento genomico e la mappatura geografica sul territorio nazionale del SARS-CoV-2, agente del COVID-19, e la ricostruzione dell'origine e delle modalità di diffusione del virus tra la popolazione italiana. Intesa Sanpaolo ha messo a disposizione competenze e capitale umano in ambito informatico, statistico e di data science e fornendo una maggiore potenza di calcolo, con la creazione di un ambiente di ricerca (server, database, accessi, licenze e strumenti informatici) grazie al quale sono stati sviluppati codici di programmazione per l'automazione di una parte rilevante delle ricerche.

Nel difficile contesto, il Consigliere Delegato e CEO Carlo Messina ha rinunciato ad un milione del bonus che gli sarebbe spettato in base al sistema incentivante 2019 affinché fosse destinato da Intesa Sanpaolo a donazioni a sostegno di specifiche iniziative sanitarie. I 21 top manager a suo diretto riporto hanno anch'essi rinunciato, perché siano destinati ad analoghe donazioni, complessivamente a circa 5 milioni dei rispettivi bonus che sarebbero loro spettati in base al sistema incentivante 2019. Il Consiglio di Amministrazione, che ha apprezzato e condiviso la decisione del management, ha a sua volta rinunciato ad una quota del compenso per contribuire ad ulteriori donazioni. Inoltre, in occasione dell'assegnazione della quota variabile della retribuzione, tutti i dipendenti del Gruppo hanno potuto contribuire con donazioni a sostegno di specifiche iniziative sanitarie tramite un'apposita piattaforma.

Sulla piattaforma digitale di Intesa Sanpaolo www.forfunding.it è anche stata avviata una raccolta fondi tra cittadini e imprese che ha raccolto 3,5 milioni nell'ambito di tutte le iniziative avviate in collaborazione con altre Associazioni, di cui 2,3 milioni per la campagna di crowdfunding di Intesa Sanpaolo a diretto favore del Dipartimento della Protezione Civile e legata alla donazione. Di questi, in seguito all'avvio di una partnership con il gruppo Gucci, è stata finalizzata, sempre in accordo con la Protezione Civile, la donazione di oltre 1 milione al progetto di ricerca dell'Ospedale San Matteo di Pavia, capofila di un Protocollo Medico Sperimentale per l'utilizzo del plasma iperimmune per la cura dei malati COVID-19.

Inoltre, a supporto della fase di ripartenza economico-sociale, il Gruppo ha attivato una serie di interventi e iniziative sui propri territori di riferimento. In particolare, si segnala il progetto avviato con il Comune di Bergamo, denominato "Programma Rinascimento", che mette a disposizione 30 milioni, con contributi a fondo perduto e prestiti di impatto, a supporto delle micro e piccole attività d'impresa, i piccoli esercizi commerciali e artigianali di Bergamo, per sostenere, in questa fase di ripartenza, le attività in difficoltà che non usufruiscono di interventi o agevolazioni da parte delle istituzioni centrali o regionali. Il Programma rappresenta un concreto strumento di sostegno del tessuto produttivo urbano e di quartiere di Bergamo, per aiutare le imprese ad affrontare le spese sostenute durante il lockdown e gli investimenti necessari alla ripartenza, ma ha anche la finalità di incentivare interventi di mobilità sostenibile nell'ambito degli spostamenti casa-lavoro.

  • In analogia con quanto attivato a Bergamo, sono stati avviati i seguenti interventi:
  • Programma "Rinascimento Firenze" volto a sostenere la ripartenza dell'economia cittadina attraverso il prestito d'impatto, elaborato e promosso in collaborazione con Fondazione CR Firenze e che mette a disposizione 50 milioni – con contributi a fondo perduto e prestiti di impatto – a supporto delle piccole e medie imprese, operanti nei settori dell'artigianato artistico, del turismo e della cultura, della filiera moda e 'lifestyle', delle start up e dell'agroindustria dell'area della città metropolitana di Firenze. È rivolto alle realtà imprenditoriali sane prima della pandemia, che hanno sofferto in questi mesi e che si propongono di rilanciare la propria attività investendo in progetti che abbiano un impatto sociale misurabile, quale stabilizzare o aumentare il personale, compiere investimenti nell'ambito delle nuove norme sanitarie, favorire forme di aggregazione tra operatori concorrenti per aumentare la resilienza dell'aggregazione;
  • sono stati avviati programmi sul territorio (Vigevano Solidale e Torino Fondo Sorriso) destinati a famiglie e microimprese, al fine di contenere l'attuale emergenza sociale ed economica legata alla disoccupazione, alla perdita di lavoro e fatturato, causata dalla pandemia. I programmi prevedono in particolare l'erogazione da parte del Gruppo di prestiti di impatto a fronte di un fondo di garanzia solidale precostituito.

Per queste iniziative la Banca ha previsto la possibilità anche per i privati, tramite la piattaforma Forfunding, di partecipare a raccolte fondi dedicate;

– sostegno alla Regione Autonoma della Sardegna: Intesa Sanpaolo si è aggiudicata il bando di gara internazionale, indetto dalla Banca Europea per gli Investimenti, per la gestione di una quota di un fondo EFSI (European Fund for Strategic Investments) con una dotazione totale di 100 milioni. La quota gestita da Intesa Sanpaolo ammonta a 33 milioni e con questi fondi la Banca si pone il compito di favorire la ripresa economica, migliorando la solidità finanziaria e contrastando gli effetti generati dalle misure di contenimento legate all'emergenza epidemiologica da COVID-19 sul territorio della Regione. Al settore dei servizi per il turismo sarà poi riservato il 40% delle risorse a disposizione.

Sempre con riferimento alle iniziative di solidarietà volte a supportare la difficile e delicata fase di ripartenza successiva all'emergenza sanitaria, Intesa Sanpaolo ha offerto il proprio sostegno attraverso altri importanti interventi, ossia:

  • progetto "Ricominciamo insieme sostegno alle generazioni nella famiglia", con il contributo di 5 milioni alla Diocesi di Bergamo, che ha rafforzato la dotazione già messa a disposizione dalla stessa Diocesi alla Caritas Diocesana, Conferenza Episcopale Italiana e altri enti e privati per l'assistenza alle famiglie e la ripartenza del territorio bergamasco;
  • donazione di 5 milioni al Fondo di Solidarietà "Do.Mani alla speranza" e il Fondo "In aiuto alla Chiesa Bresciana" per il

programma di iniziative a sostegno delle famiglie e delle parrocchie in difficoltà.

Quanto alla propria operatività, Intesa Sanpaolo ha posto in essere una serie di misure straordinarie a sostegno dell'economia, delle imprese e delle famiglie italiane. In prima battuta:

  • 5 miliardi di nuovi finanziamenti per le imprese di tutto il territorio nazionale a supporto della gestione del circolante, declinata attraverso linee di credito aggiuntive rispetto a quelle preesistenti;
  • 10 miliardi di liquidità per i clienti Intesa Sanpaolo, grazie a linee di credito già deliberate a loro favore e ora messe a disposizione per finalità ampie e flessibili, quali la gestione dei pagamenti urgenti;
  • la sospensione per 3 mesi delle rate dei finanziamenti a medio/lungo termine in essere, per la sola quota capitale o per l'intera rata prorogabile per altri 3/6 mesi in funzione della durata dell'emergenza. La sospensione dei finanziamenti è estesa anche a favore delle famiglie di tutto il territorio nazionale.

A seguito delle misure varate dal Governo, l'ammontare di risorse in termini di credito messe a disposizione del Paese è stato successivamente elevato a 50 miliardi.

Al fine di contribuire a garantire concretamente la continuità produttiva, a fronte del rallentamento della domanda interna ed estera che la situazione di crisi attuale ha determinato, Intesa Sanpaolo ha inoltre riservato:

  • un plafond di 5 miliardi alle imprese e professionisti associati a Confcommercio per sostenere le imprese con la finalità di garantire la gestione dei pagamenti urgenti e le esigenze immediate di liquidità. È stata poi prevista una convenzione con condizioni dedicate agli associati Confcommercio che include la restituzione delle commissioni sui micro-pagamenti (di importo inferiore ai 10 Euro) accettati tramite POS fisici Intesa Sanpaolo;
  • un plafond di 2 miliardi alle imprese operanti nell'ambito turistico a sostegno della liquidità e degli investimenti. Si è incrementata inoltre la possibilità di sospendere le rate dei finanziamenti in essere fino ad un massimo di due anni, iniziativa estesa già dal terzo trimestre anche alla rete UBI Banca;
  • un'iniziativa con Confartigianato Imprese, col fine di valorizzare il potenziale delle imprese artigiane attraverso un'azione a livello nazionale che ne favorisca la crescita, anche attraverso un percorso che agevoli i processi di innovazione, di sostenibilità e di valorizzazione del capitale umano.

Ancora, il Gruppo Intesa Sanpaolo – attraverso l'esperienza di Intesa Sanpaolo RBM Salute in ambito sanitario – ha messo a disposizione dei membri dei consigli di amministrazione, dei titolari e dei dipendenti delle imprese la sua nuova soluzione assicurativa, per garantire alcune tutele e maggior serenità in caso di contrazione del virus. Intesa Sanpaolo Assicura ha poi attivato iniziative a favore dei propri assicurati estendendo gratuitamente i servizi e le coperture assicurative a tutti. Gli assicurati - positivi al COVID-19 o che dovessero contrarre il virus - potranno fare ricorso alla diaria da ricovero non soltanto in caso di degenza in ospedale, ma anche durante l'isolamento domiciliare (quarantena), senza applicazione di franchigie e carenze.

Intesa Sanpaolo è stata la prima banca italiana a sottoscrivere il protocollo di collaborazione con SACE per sostenere finanziariamente le imprese danneggiate dall'emergenza COVID-19. Grazie a questo accordo la Banca, dopo aver elevato a 50 miliardi l'ammontare di risorse in termini di credito messe a disposizione del Paese, è operativa su tutte le possibili soluzioni previste dal Decreto liquidità, fornendo così il supporto necessario anche alle imprese di grandi dimensioni che al momento non erano coperte da alcuna previsione di sostegno. Si tratta di un passaggio necessario per aiutare le filiere produttive e l'indotto costituito da PMI. Grazie al lavoro coordinato da ABI sono state individuate dal Gruppo le soluzioni più adeguate per gestire efficientemente le operazioni con i propri gestori.

In questo eccezionale momento storico, Intesa Sanpaolo ha inoltre potenziato il Programma Sviluppo Filiere rivolgendosi a 2.500 Filiere italiane, appartenenti a tutti i settori produttivi e distribuite sull'intero territorio nazionale: ad esse sarà destinato il nuovo plafond di 10 miliardi di nuovo credito.

In un mercato composto da tante aziende di piccole dimensioni e in un contesto di difficoltà come quello attuale, il rapporto strategico tra leader della filiera e propri fornitori può diventare infatti uno straordinario moltiplicatore e facilitatore per l'accesso al credito da parte delle imprese minori, facendo leva sulla forza e solidità delle eccellenze del "Made in Italy". Tra le principali iniziative supportate in questo difficile periodo, si segnalano:

  • Filiera automobilistica: si tratta di un'operazione con FCA (80% garanzia SACE), che rappresenta il più grande intervento di sempre a sostegno della filiera industriale italiana e uno dei più grandi interventi di sostegno alle filiere sinora mai realizzato al mondo;
  • Filiera Gucci: per progetti di crescita sul territorio, programmi di internazionalizzazione e di rinnovamento delle strutture produttive, per cui le aziende, in virtù dell'appartenenza alla filiera, possono accedere a una ampia gamma di finanziamenti in tempi rapidi, alle migliori condizioni e velocizzando la fase di erogazione del credito;
  • Filiera Venchi (impresa con diffusione capillare sia a livello nazionale che internazionale, ma con forte radicamento sul territorio cuneese): ne possono beneficiare circa 6.000 rivenditori distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Da ultimo, nell'ambito delle risorse che il Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo, in capo alla Presidenza, può erogare dopo l'assegnazione da parte dell'Assemblea della Banca del 27 aprile 2020, un milione, pari al 16% del totale di 14 milioni disponibili, sarà destinato a progetti di ricerca medica sul COVID-19 a contrasto dell'emergenza Coronavirus. Università ed enti di ricerca italiani riconosciuti stanno candidando i progetti secondo le procedure standard di accesso alle risorse del Fondo. I progetti vengono individuati attraverso un processo di selezione condotto da una commissione di esperti con criteri definiti e trasparenti e seguito in ogni fase.

La gestione del Fondo – previsto dallo Statuto di Intesa Sanpaolo – fa capo alla Presidenza della Banca e privilegia le iniziative relative a inclusione sociale, contrasto al disagio sociale e alla povertà, prevenzione e cura delle malattie, sostegno alla disabilità e a progetti di cooperazione internazionale.

L'ulteriore rafforzamento della solidità patrimoniale

Il 31 marzo 2020, il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, in ottemperanza alla comunicazione della Banca Centrale Europea del 27 marzo 2020 in merito alla politica dei dividendi nel contesto conseguente all'epidemia da COVID-191 , ha deciso di sospendere la proposta di distribuzione cash agli azionisti di circa 3,4 miliardi di euro, pari a 19,2 centesimi di euro per azione, già all'ordine del giorno dell'Assemblea ordinaria convocata per il 27 aprile 2020, e ha deliberato di proporre all'Assemblea ordinaria stessa l'assegnazione a riserve dell'utile dell'esercizio 2019, dopo l'assegnazione di 12,5 milioni al Fondo di beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale.

La proposta, approvata dall'Assemblea del 27 aprile 2020, si è tradotta in un ulteriore rafforzamento della già elevata solidità patrimoniale del Gruppo Intesa Sanpaolo: al 31 dicembre 2020 – tenendo conto delle ulteriori prescrizioni da parte di BCE che, come indicato di seguito, nel mese di dicembre ha rinnovato la raccomandazione alle banche di esercitare prudenza sui dividendi2 , il coefficiente patrimoniale Common Equity Tier 1 ratio – calcolato tenendo conto del trattamento transitorio adottato per mitigare l'impatto dell'IFRS 9 – è pari al 14,7%.

Anche grazie alla forte solidità patrimoniale, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha avuto e intende continuare ad avere come priorità la generazione di benefici per tutti i propri stakeholder, dal supporto all'economia reale e sociale alla creazione e distribuzione di valore per gli azionisti, confermandosi punto di riferimento per la sostenibilità e la responsabilità sociale.

Le principali tematiche contabili nel contesto dell'epidemia

Benché in cauto rallentamento, agli inizi del 2020 l'economia mondiale era avviata su un sentiero di crescita e la solidità degli intermediari finanziari era in corso di progressivo rafforzamento. Questo contesto moderatamente positivo è stato completamente stravolto dall'apparizione del COVID-19: il primo semestre 2020 è stato infatti dominato a livello europeo, dapprima dalla rapida diffusione della pandemia COVID-19, quindi dalla sua emersione nella forma più acuta cui è seguito nei mesi estivi successivi un progressivo e costante contenimento, cui si stava affiancando una graduale e significativa ripresa delle attività economiche e sociali. Dopo il ritorno a una crescita economia sostenuta nel terzo trimestre, cui hanno contribuito le politiche di sostegno messe in atto da governi, dall'Unione Europea e dall'Eurosistema, il forte aumento dei contagi degli ultimi mesi ha riproposto purtroppo una situazione di estrema incertezza che si sta riflettendo sulle prospettive di crescita future. L'improvviso progredire della seconda ondata pandemica, ha visto infatti tutta Europa riproporre misure restrittive, caratterizzate da diversi livelli di limitazioni e volte principalmente ad evitare lockdown generalizzati, circoscrivendo le misure più severe alle aree più colpite dall'insorgere dei contagi e tentando così di consentire, per quanto possibile, il proseguimento delle attività economiche e sociali. Benchè le aspettative sui nuovi vaccini portino a delineare un quadro complessivo di cauto ottimismo, anche per i primi mesi del 2021 lo scenario prospettico resta di incerta lettura.

In questa situazione i diversi Regulators europei (in analogia si sono pronunciate anche le Autorità di USA, UK e Canada) si sono espressi con una serie di provvedimenti (riassunti di seguito per quanto riguarda gli aspetti contabili) che mirano a garantire agli intermediari una flessibilità nella gestione di questo periodo di tensione, assicurando - in primis - il loro sostegno alle misure adottate dai governi nazionali per far fronte all'impatto economico sistemico della pandemia di COVID-19 sotto forma di moratoria dei pagamenti ex lege, nonché alle iniziative analoghe introdotte autonomamente dalle banche. Inoltre, le istituzioni creditizie sono state incoraggiate ad applicare il proprio "judgement" nelle valutazioni creditizie forward looking IFRS 9 per meglio cogliere la specificità di questa situazione del tutto eccezionale. Nei documenti pubblicati da Autorità e standard setters si suggerisce infatti che, alla luce dell'attuale incertezza, nella determinazione dell'Expected Credit Loss (ECL) secondo l'IFRS 9 non si debbano applicare meccanicamente le metodologie già in uso e viene ricordata la necessità dell'utilizzo di un appropriato "judgement".

Le comunicazioni di Autorità, standard setters, Governi

I documenti emessi dai diversi regulator/standard setters, per quanto riguarda l'ambito accounting, si sono concentrati sulle seguenti tematiche specifiche:

  • indicazioni relative alla classificazione dei crediti ed in particolare linee guida per il trattamento delle moratorie;
  • la determinazione dell'Expected Credit Loss (ECL) secondo l'IFRS 9 in ottica forward looking;
  • la trasparenza e l'informativa al mercato;
  • la distribuzione dei dividendi.

Di seguito viene quindi riportata una sintesi dei principali documenti su tali temi.

In data 27 marzo la IFRS Foundation ha pubblicato il documento "COVID-19 - Accounting for expected credit losses applying IFRS 9 Financial Instruments in the light of current uncertainty resulting from the COVID-19 pandemic" 3 . Il documento non modifica il principio IFRS 9, ma ne suggerisce una chiave di lettura nell'attuale contesto pandemico. Nello specifico, si chiarisce che le entità non dovrebbero continuare ad applicare l'esistente metodologia per la determinazione dell'ECL meccanicamente ("Entities should not continue to apply their existing ECL methodology mechanically") e viene riconosciuta la difficoltà nell'incorporare nei modelli sia gli effetti della pandemia, sia i correlati aiuti governativi. Pertanto, qualora le banche si trovino in tale situazione, aggiustamenti manageriali post-modello dovranno essere presi in considerazione. Relativamente

1 Successivamente modificata dalla "Recommendation of The European Central Bank of 27 July 2020 on dividend distributions during the COVID-19 pandemic and repealing Recommendation ECB/2020/19 (ECB/2020/35)", che ha esteso dal 1° ottobre 2020 al 1° gennaio 2021 l'orizzonte temporale circa la politica dei dividendi. Come descritto in dettaglio in seguito, stante l'assenza di chiari miglioramenti nel quadro macro, BCE ha rinnovato l'indicazione della scorsa estate alle banche di esercitare prudenza sui dividendi e sui riacquisti di azioni proprie nella "Recommendation of The European Central Bank of 15 December 2020 on dividend distributions during the COVID-19 pandemic and repealing Recommendation ECB/2020/35 (ECB/2020/62)".

2 Si veda la precedente nota 1.

3 Lo IASB si è anche espresso sulla dilazione dei canoni di leasing, trattato in specifici documenti relativi all'IFRS 16. Il tema è significativo dal punto di vista dei locatari mentre per i locatori (come Intesa Sanpaolo) la tematica è attratta principalmente nell'IFRS 9.

alla classificazione, si conferma che l'estensione delle moratorie ai clienti non dovrebbe tradursi automaticamente nel ritenere che tutti i loro contratti abbiano subito un significativo incremento del rischio creditizio (SICR).

Tra le varie iniziative intraprese, la BCE, con la sua comunicazione del 20 marzo "ECB Banking Supervision provides further flexibility to banks in reaction to coronavirus", ha fornito indicazioni sulla classificazione e valutazione dei crediti. L'intervento rassicura le banche sul fatto che l'adesione alla moratoria non si debba prefigurare come un trigger automatico di inadempienza probabile, essendo stati posticipati ex lege i pagamenti ed essendo, di conseguenza, disattivato il conteggio dei giorni di scaduto ai fini dell'identificazione dei past-due fino al termine della moratoria. La BCE inoltre, benché non di sua stretta competenza, nell'ambito del proprio mandato prudenziale si esprime anche sulle valutazioni forward-looking IFRS 9, raccomandando alle banche di evitare assunzioni eccessivamente pro-cicliche nei propri modelli di stima degli accantonamenti. Nella determinazione delle Expected Credit Loss, la BCE invita gli istituti a "dare un peso maggiore alle prospettive stabili a lungo termine evidenziate dall'esperienza passata nella stima degli accantonamenti per perdite su crediti". La BCE ha anche trasmesso alle banche vigilate un'ulteriore comunicazione4 volta a fornire indicazioni aggiuntive e riferimenti sull'inclusione delle forward-looking information nella determinazione delle ECL secondo l'IFRS 9 nel contesto della pandemia COVID-19. Nella lettera si fa richiamo alle aspettative già espresse da BCE agli intermediari, ossia evitare l'utilizzo di assunzioni eccessivamente pro-cicliche, in considerazione dell'estrema incertezza del contesto ed alla luce della impossibilità di disporre di forward-looking information che possano ritenersi "reasonable and supportable": "In order to mitigate volatility in institutions' regulatory capital and financial statements stemming from IFRS 9 accounting practices in the current context of extraordinary uncertainty we recommend that institutions i) opt to apply the transitional IFRS 9 provisions foreseen in the CRR, and ii) avoid excessively procyclical assumptions in their IFRS 9 models to determine their provisions". Viene inoltre sottolineata la fondamentale importanza della governance relativa ai processi di adjustment, overlays e model updates, che sono ritenuti necessari nell'attuale situazione. La lettera è accompagnata da un Annex, nel quale vengono fornite linee guida sui seguenti tre aspetti:

Collective assessment ai fini dell'identificazione di un significativo incremento del rischio creditizio (SICR)

  • BCE si attende che gli istituti valutino un possibile approccio top-down nel determinare il trasferimento di stage utilizzando il collective assessment e rilevando, conseguentemente, una ECL lifetime sulla porzione di attività finanziarie per le quali si ritiene che il rischio di credito sia aumentato in modo significativo, senza quindi la necessità di identificare a livello individuale quali strumenti finanziari abbiano subito un SICR: "Significant institutions are expected to consider whether a top-down approach to stage transfers can be taken, and in the context of that approach, recognise lifetime expected credit losses on a portion of the financial assets for which credit risk is deemed to have increased significantly without the need to identify which individual financial instruments have suffered a SICR".
  • Previsioni macroeconomiche di lungo periodo BCE riconosce l'attuale incertezza nella determinazione delle previsioni macroeconomiche e invita, quindi, gli intermediari a focalizzarsi sulle aspettative previsionali macroeconomiche di lungo periodo nella determinazione delle ECL IFRS 9, considerando tutte le evidenze storiche che coprano quantomeno uno o più interi cicli economici. E' opinione della banca centrale che il disposto dell'IFRS 9 porti alla conclusione che, laddove non vi siano evidenze attendibili per previsioni specifiche, le prospettive macroeconomiche a lungo termine forniscano la base più rilevante per la stima.

Previsioni macroeconomiche 2020, 2021 e 2022

BCE si è espressa sulle modalità di determinazione delle previsioni ai fini delle stime relative alle chiusure di marzo e giugno (successivamente, analoghe indicazioni sono state reiterate anche per il bilancio 2020), indicando di utilizzare come punto di partenza ("anchor points") le proiezioni macroeconomiche prodotte dal proprio Staff.

Relativamente alle suddette indicazioni, le attività di vigilanza della BCE hanno rilevato un'attuazione eterogenea da parte degli enti vigilati e dunque ha ritenuto opportuno indirizzare una nuova missiva5 (il 4 dicembre 2020) nella quale si rinnova l'importanza di assicurare che il rischio di credito sia adeguatamente valutato, classificato e misurato nei bilanci, raccomandando l'utilizzo di procedure per la valutazione del merito creditizio che consentano di distinguere in maniera tempestiva ed efficace i debitori economicamente sostenibili da quelli non più sostenibili, anche tenendo conto della prospettica cessazione degli interventi di sostegno pubblico, con il principale obiettivo di contenere l'accumulo di asset/crediti problematici ed attenuare i possibili rischi di shock improvvisi ("cliff effect"), tentando al contempo di evitare un'eccessiva prociclicità.

Più in dettaglio, nella lettera del 4 dicembre la BCE individua diverse aree tematiche principali relative alla gestione del rischio di credito verso le quali gli enti significativi devono prestare particolare attenzione nell'applicare politiche e procedure solide, di seguito sintetizzate:

    1. classificazione delle modifiche contrattuali: gli enti devono assicurarsi di classificare correttamente le modifiche contrattuali (moratorie) qualificabili come concessioni accordate ai debitori in difficoltà, classificandole come "oggetto di concessioni" (forborne) nei propri sistemi. Per le modifiche non rientranti nelle Linee Guide EBA sul tema, gli enti devono valutare e classificare caso per caso se le modifiche soddisfano la definizione di forbearance measure;
    1. valutazione del probabile inadempimento: la BCE si attende che gli enti svolgano una valutazione periodica della sussistenza di trigger di UTP dei debitori, comprese le esposizioni che godono di moratorie di pagamento;
    1. valutazione degli aumenti significativi del rischio di credito e staging: la BCE raccomanda agli enti di cercare di identificare l'aumento del rischio di credito nella fase più precoce possibile, indipendentemente dal ricorso alla valutazione analitica o collettiva, valutando in maniera più organica i prestiti soggetti a moratoria e non ricorrendo esclusivamente ai giorni di scaduto quale criterio per l'identificazione di un SICR, rammentando pertanto anche l'utilizzo di informazioni qualitative così come previsto dall'IFRS 9;
    1. stima dei livelli di accantonamento: al fine di garantire una stima corretta dei livelli di accantonamento, viene rinnovata la raccomandazione di continuare ad ancorare gli scenari di base dell'IFRS 9 alle previsioni macroeconomiche pubblicate dalle banche centrali, assicurando anche che eventuali adjustment e overlays siano coerenti con tali scenari;

4 Cfr. BCE "Letter to banks: IFRS 9 in the context of the coronavirus (COVID-19) pandemic" del 1 aprile 2020.

5 Cfr. BCE "Identification and measurement of credit risk in the context of the coronavirus pandemic", 4 dicembre 2020.

  1. governance e coinvolgimento degli organi di amministrazione: la BCE si attende che gli organi di amministrazione esercitino una supervisione adeguata sugli elementi critici della gestione del rischio di credito.

Il 10 dicembre, a margine della riunione del Consiglio Direttivo mensile, la BCE ha pubblicato il periodico aggiornamento delle previsioni macroeconomiche per l'Area Euro predisposto dal proprio staff con il contributo delle singole banche centrali nazionali, riportando scostamenti limitati rispetto alle precedenti previsioni di settembre. Più precisamente, come schematizzato nella tabella seguente, lo scenario Baseline vede un contenimento della caduta del PIL per l'Area Euro del 2020, atteso in calo del 7,3% (a fronte del -8,0% previsto a settembre), seguito da una revisione del rimbalzo per il 2021, previsto ora del +3,9% (rispetto al +5,0% previsto a settembre), compensato da un miglioramento nelle aspettative per il 2022 che vedono un PIL in aumento dal +4,2% (in luogo del +3,2% previsto a settembre). Anche gli scenari alternativi Mild e Severe riportano revisioni minori rispetto alle previsioni di settembre, sintetizzabili in una diversa distribuzione della ripresa nell'arco del triennio previsionale.

"Eurosystem staff macroeconomic projections for the euro area" - dicembre 2020

December 2020 projections
Mild scenario Baseline Severe scenario
2020 2021 2022 2023 2020 2021 2022 2023 2020 2021 2022 2023
Real GDP -7,2 6,0 4,3 2,1 -7,3 3,9 4,2 2,1 -7,6 0,4 3,0 2,9
HICP inflation 0,2 1,1 1,3 1,5 0,2 1,0 1,1 1,4 0,2 0,7 0,6 0,8
Unemployment rate 7,9 8,8 7,5 6,9 8,0 9,3 8,2 7,5 8,1 10,3 9,9 9,4

Contestualmente alla pubblicazione delle previsioni macroeconomiche per l'Area Euro pubblicate da BCE, anche la Banca d'Italia, nell'ambito dell'esercizio previsivo coordinato dell'Eurosistema, ha pubblicato la propria nota di commento relativa alle proiezioni macroeconomiche per l'economia italiana.

Il documento di Bankit fornisce una proiezione di base, che considera l'ipotesi di un persistere dei livelli dell'epidemia riscontrati negli ultimi mesi del 2020, di un suo successivo graduale ritorno sotto controllo nel corso della metà del 2021 e di un completo superamento dell'emergenza entro il 2022.

Lo scenario di base prefigura, dopo una contrazione del PIL in Italia del -9,0% nel 2020, una ripresa nel prossimo triennio (+3,5% nel 2021, +3,8% nel 2022 e +2,3% nel 2023). In termini congiunturali, il PIL si ridurrebbe nell'ultimo trimestre 2020 e rimarrebbe debole all'inizio del 2021, per poi tornare a espandersi a ritmi significativi nella parte centrale dell'anno, grazie all'ipotizzato miglioramento del quadro sanitario e all'effetto delle misure di politica economica.

Rispetto allo scenario di base pubblicato nel Bollettino economico di luglio, la revisione al rialzo nel 2020 riflette l'andamento particolarmente favorevole registrato nel terzo trimestre, mentre nel successivo biennio la ripresa è spostata in avanti di alcuni mesi. Il più contenuto dato medio annuo del 2021 risente dell'effetto trascinamento della flessione del PIL nella parte finale del 2020; la crescita è più rapida dal secondo trimestre in poi e significativamente più forte nel 2022.

Proiezioni macroeconomiche per l'economia italiana – scenario di base

Dicembre 2020
2020 2021 2022 2023
PIL -9,0 3,5 3,8 2,3
Consumi delle famiglie -9,0 3,6 3,0 1,7
Consumi collettivi 0,7 -0,5 1,0 0,4
Investimenti fissi lordi -12,0 9,0 11,5 5,1
di cui: Investimenti in beni strumentali -10,2 8,8 13,5 6,8
Investimenti in costruzioni -14,3 9,2 8,9 2,9
Esportazioni totali -15,9 9,3 4,9 3,4
Importazioni totali -12,4 9,7 6,2 3,2
Prezzi al consumo (IPCA) -0,2 0,5 0,9 1,2
IPCA al netto di beni energetici e alimentari 0,4 0,0 0,6 0,8
Occupazione (ore lavorate) -12,8 3,7 3,8 2,4
Occupazione (numero di occupati) -1,8 -1,0 1,6 1,2
Tasso di disoccupazione 9,2 10,4 10,0 9,5

Lo scenario di base è fortemente dipendente dalle ipotesi sull'evoluzione della pandemia. Minori ripercussioni dei contagi sull'attività nella parte finale del 2020 e all'inizio del 2021 potrebbero tradursi in un ritmo di crescita più elevato nella media dell'anno prossimo.

Per contro, un prolungamento degli effetti sfavorevoli della pandemia a livello globale, se non contrastati efficacemente dalle politiche economiche, potrebbe rappresentare un rischio per le prospettive di crescita se si ripercuotesse sui comportamenti di consumo e investimento, sugli scambi internazionali o sulle condizioni finanziarie.

Considerando tale eventualità, nel documento Bankit sono riportati, a titolo esemplificativo, gli effetti sulla crescita del PIL nelle ipotesi che:

  • 1) la domanda estera ristagni nel 2021 seguita da una crescita graduale nel biennio successivo;
  • 2) gli effetti della pandemia sui comportamenti e le misure di distanziamento sociale si protraggano per un periodo più prolungato, raggiungendo a inizio 2021 un'intensità simile a quella dello scorso aprile e in seguito rientrando con gradualità;
  • 3) si verifichi un irrigidimento dell'offerta di credito, su un livello prossimo a quanto stimato durante la crisi finanziaria globale.

Gli effetti delle diverse ipotesi sulla crescita del PIL in scenari meno favorevoli, sono rappresentate nella seguente tabella, che esprime le differenze percentuali rispetto allo scenario di base:

Proiezioni macroeconomiche per l'economia italiana – Ipotesi scenari meno favorevoli

2020 2021 2022 2023
1 - Quadro internazionale -0,1 -0,9 -0,7 -0,3
2 - Protrarsi della pandemia -0,1 -1,6 -1,0 -1,6
3 - Fattori finanziari 0,0 0,9 -0,7 0,1

Anche l'EBA si è espressa per quanto di sua competenza sul tema delle misure che le banche stavano prendendo a seguito dell'improvvisa emergenza COVID-19, con una serie di documenti pubblicati il 25 marzo, tra cui rileva in particolare lo "Statement on the application of the prudential framework regarding Default, Forbearance and IFRS 9 in light of COVID-19 measures". Il documento EBA ha l'obiettivo di fornire chiarezza al settore bancario dell'UE su come gestire in modo coerente, gli aspetti relativi a (i) classificazione dei prestiti in default, (ii) identificazione delle esposizioni forborne e (iii) trattamento contabile (ai fini della determinazione dello Stage 2 e delle valutazioni forward-looking IFRS 9).

Sull'aspetto delle classificazioni l'EBA è poi entrata più in dettaglio con la pubblicazione, in data 2 aprile, di specifiche Guidelines volte all'individuazione di un trattamento prudenziale semplificato per la classificazione dei crediti ai quali è stata concessa una moratoria entro (e non oltre) il 30 settembre 2020. Sui punti in questione l'EBA specificava che:

  • l'adesione ad una moratoria sia per legge che concessa dalla banca non rappresenta un trigger di default e blocca il conteggio dello scaduto ai fini dell'identificazione del default stesso;
  • relativamente al considerare come misure di forbearance le moratorie, l'EBA esclude che le posizioni interessate possano essere considerate forborne, in quanto mirano ad affrontare i rischi sistemici e ad alleviare i potenziali rischi che potrebbero verificarsi in futuro nella più ampia economia dell'UE;
  • sulla possibile classificazione a Stage 2 delle posizioni oggetto di moratoria, l'EBA chiarisce che l'applicazione di una moratoria pubblica o privata non dovrebbe essere considerata da sola come trigger per l'identificazione di un aumento significativo del rischio di credito, escludendo quindi la classificazione automatica a Stage 2.

Dopo aver monitorato da vicino gli sviluppi della pandemia COVID-19 e, in particolare, l'impatto della seconda ondata COVID-19 e le relative restrizioni governative adottate in molti paesi dell'UE, lo scorso 2 dicembre l'EBA ha comunicato la decisione di riattivare le "Guidelines on legislative and non-legislative loan repayments moratoria", pubblicando una versione rivista dell'omonimo documento del 2 aprile.

La nuova edizione delle Guidelines EBA prevede che le banche possano continuare a fornire sostegno all'economia reale tramite nuove moratorie, mantenendo però un elevato livello di attenzione ai fini della tempestiva individuazione di quegli elementi soggettivi che possano evidenziare difficoltà finanziarie della controparte a cui viene concessa la moratoria, al fine di garantire che eventuali crediti problematici siano prontamente correttamente classificati e rappresentati nei bilanci. Di conseguenza, nella rinnovata versione delle Linee Guida riattivate, l'EBA ha introdotto nuovi vincoli per garantire che il supporto fornito dalle moratorie sia limitato a supportare le carenze di liquidità innescate dai nuovi lockdown e che non vi siano vincoli operativi alla continua disponibilità di credito:

  • riaprendo sino al 31 marzo 2021 la possibilità di concedere moratorie secondo le preesistenti linee guida;
  • introducendo un vincolo di durata massima di 9 mesi alle nuove moratorie o all'estensione di una moratoria già esistente. Il termine si applica anche alla concessione di una moratoria ulteriore a fronte di una moratoria scaduta, e in questo caso si sommano le durate delle due moratorie.

La durata massima di nove mesi non si applica retroattivamente alle moratorie concesse sino al 30 settembre che possono avere conseguentemente durate maggiori (ad esempio 12 mesi).

Alla luce dell'estensione del periodo di moratoria, l'EBA ha anche specificato che le banche dovranno notificare alle rispettive autorità competenti il piano che delinea il processo, le fonti di informazione e le responsabilità ai fini della valutazione della potenziale inadempienza probabile dei debitori soggetti a moratorie sui pagamenti (sia legislativa che o non legislativa), introducendo peraltro specifici requisiti segnaletici informativi ai fini del monitoraggio delle esposizioni soggette a moratoria6 .

Relativamente al tema dell'informativa finanziaria, trattato prevalentemente dall'ESMA, si sottolinea come l'autorità abbia dapprima pubblicato in data 11 marzo una raccomandazione7 , indicando alcune linee-guida di comportamento rispetto all'impatto del COVID-19 sui seguenti temi:

  • informazione continua al mercato: ESMA raccomanda agli emittenti la tempestiva pubblicazione delle informazioni riguardanti l'impatto del COVID-19 sui loro fondamentali, sulle loro prospettive o sulla loro situazione finanziaria, quando tali informazioni siano pertinenti (relevant) e significative (significant), in accordo con gli obblighi di trasparenza definiti dalla Market Abuse Regulation;
  • reporting finanziario: ESMA raccomanda alle società la massima trasparenza in merito agli impatti attuali e potenziali del COVID-19 sulle proprie attività di business, sulla situazione finanziaria e sulla performance economica, in base a una valutazione, per quanto possibile, qualitativa e quantitativa.

6 Cfr. EBA "Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to measures applied in response to the COVID-19 crisis" del 2 giugno.

7 Cfr. ESMA "ESMA recommends action by financial market participants for COVID-19 impact" dell'11 marzo.

Nel corso del mese di ottobre l'ESMA ha poi pubblicato il consueto report annuale8 nel quale indica le aree tematiche di particolare importanza ai fini della redazione dei bilanci 2020 che saranno pubblicati dalle società quotate, con l'obiettivo di favorire un'applicazione uniforme dei principi contabili IFRS e di altri obblighi informativi di carattere finanziario e non finanziario.

Le priorità su cui l'ESMA richiede di porre particolare attenzione per quanto attiene gli IFRS, sono centrate in particolare sulla necessità di fornire un'informativa adeguata e trasparente sulle conseguenze della pandemia COVID-19, con particolare riguardo alla continuità aziendale e alla riduzione di valore delle attività. Nel quadro di incertezza attuale le valutazioni devono essere supportate ove possibile anche da analisi di sensitività, oggetto di specifiche disclosure, per permettere al lettore del bilancio una quanto più completa e trasparente comprensione dei fenomeni.

Sul tema dell'informativa da fornire al mercato, anche IOSCO e CONSOB si sono espresse riprendendo le indicazioni ESMA e rimarcando l'importanza di una disclosure chiara, affidabile e trasparente che fornisca agli investitori informazioni utili per valutare gli impatti della pandemia COVID-19 sugli aggregati economici e patrimoniali.

Inoltre si segnala che la Banca d'Italia, con la sua comunicazione del 15 dicembre 2020, ha integrato le disposizioni che disciplinano i bilanci delle banche (Circolare n. 262 "Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione"), con l'obiettivo di fornire al mercato informazioni sugli effetti che il COVID-19 e le conseguenti misure di sostegno all'economia hanno prodotto sulle strategie, gli obiettivi e le politiche di gestione dei rischi, nonché sulla situazione economico-patrimoniale degli intermediari. Gli interventi proposti tengono anche conto dei contenuti dei sopracitati documenti pubblicati dagli organismi regolamentari e di vigilanza europei e dagli standard setter volti a chiarire le modalità di applicazione degli IAS/IFRS, con particolare riferimento all'IFRS 9.

Il documento contiene inoltre alcune modifiche per tenere conto dei cambiamenti ai principi contabili internazionali IAS/IFRS intervenuti successivamente agli ultimi aggiornamenti delle disposizioni di bilancio. In particolare, il riferimento è alle richieste d'informativa previste dall'IFRS 7 per tener conto degli effetti della "Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse" in materia di hedge accounting (IBOR Reform).

Da ultimo, come già anticipato, si segnala che, in continuità con le misure già intraprese nel mese di marzo 2020 (BCE/2020/19) ed in coerenza con la raccomandazione formulata nel mese di luglio (BCE/2020/35) in cui la Banca Centrale Europea preannunciava che avrebbe riesaminato la propria posizione nel quarto trimestre 2020, per valutare se alla luce del contesto economico, della stabilità del sistema finanziario e dell'affidabilità della pianificazione del capitale, emettere un'ulteriore raccomandazione di sospensione dei dividendi, in data 15 dicembre la BCE ha rinnovato l'indicazione alle banche di esercitare un'estrema prudenza sui dividendi e sui riacquisti di azioni proprie raccomandando in particolare di:

  • considerare la possibilità di non distribuire dividendi in contanti oppure di limitare tali distribuzioni fino al 30 settembre 2021;
  • nel caso si intenda comunque distribuire dividendi o riacquistare azioni proprie, applicare come criterio il valore più basso tra la soglia del 15% dell'utile cumulato 2019-2020 e la soglia dei 20 bps in termini di CET 1;
  • dotarsi di redditività e di un solido profilo patrimoniale, qualora si intendano distribuire dividendi, oltre a contattare preventivamente il proprio JST per stabilire se il livello di distribuzione previsto sia prudente;
  • astenersi dalla distribuzione provvisoria di dividendi a valere sull'utile 2021.

L'approccio del Gruppo Intesa Sanpaolo per la predisposizione del Bilancio al 31 dicembre 2020

Premessa

I concetti espressi dalle diverse Autorità che sono stati riassunti in precedenza, principalmente sui crediti e tesi a evitare penalizzazioni di posizioni in temporanea difficoltà in presenza di robusti programmi di supporto all'economia, sono stati utilizzati coerentemente dal Gruppo anche ai fini della valutazione e della rappresentazione di altre poste nella chiusura del Bilancio al 31 dicembre 2020.

Occorre comunque ribadire che le tematiche di seguito esposte e le scelte effettuate dal Gruppo Intesa Sanpaolo devono essere considerate congiuntamente con l'importante ruolo che la Banca ha e avrà nel fornire il supporto necessario a persone e imprese e con i rilevanti fattori di incertezza e volatilità dei valori che caratterizzano questo periodo, ben messe in evidenza da tutte le Autorità in precedenza citate. Le caratteristiche nuove, eccezionali e senza riscontro dal dopoguerra della crisi attuale, l'ancora indeterminato periodo di persistenza dell'emergenza sanitaria da cui potranno derivare conseguenze economico-finanziarie sulle persone e sulle imprese molto correlate alla durata di tale emergenza, nonché gli interventi già definiti ed in corso di definizione da parte dei Governi e dell'Unione Europea che, per entità e caratteristiche, sono suscettibili di mitigare gli effetti della crisi ma che, d'altra parte, non sono ancora completamente definiti in dettaglio e soprattutto nella tempistica di attuazione, rendono molto complessa l'applicazione di principi contabili ancorati su valori di mercato e su valutazioni prospettiche.

Sulla base, dunque, del quadro generale sopra descritto, di seguito sono riportate le tematiche di bilancio impattate dal tema COVID-19.

8 In questa comunicazione sul bilancio annuale, l'ESMA riprende anche i suggerimenti già forniti con le sue comunicazioni del 25 marzo "Implicazioni contabili dell'epidemia COVID-19 sul calcolo delle perdite attese su crediti secondo l'IFRS 9" e del 20 maggio 2020 "Implicazioni del COVID-19 sulle relazioni semestrali".

Classificazione e valutazione dei crediti secondo il principio IFRS 9 alla luce dei provvedimenti emanati dalle diverse Autorità di vigilanza a seguito dell'emergere della pandemia COVID-19

In tema di classificazione delle esposizioni creditizie, occorre premettere che l'apparizione del COVID-19 ha comportato in primis la necessità, condivisa dal sistema bancario e dalle istituzioni (governi e regulator), di concedere ai clienti ancora in bonis misure generalizzate di sospensione dei pagamenti (moratorie) con procedure semplificate e senza penalizzazioni per i soggetti coinvolti, banche e clientela. Tali misure, in parte regolate da norme nazionali ed in parte decise autonomamente dalle banche, sono state oggetto di una specifica regolamentazione, riassunta nelle specifiche Guidelines EBA ("Guidelines on legislative and non-legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID-19 crisis"). Secondo l'EBA le moratorie, per essere considerate in linea con le sue indicazioni, devono rispettare alcuni requisiti specifici; in sintesi esse devono:

  • essere offerte indistintamente dalla banca ad una platea di soggetti (perfoming) o a seguito e secondo disposizioni di legge;
  • non prevedere rinunce ad interessi o capitali ma solo un mero differimento/allungamento dei pagamenti.

A seguito della attivazione della moratoria "EBA compliant" si blocca il conteggio dello scaduto ai fini dell'identificazione del default (con conseguente classificazione a Past due deteriorato), inoltre il fatto che la banca non rinunci a interessi o capitale di fatto rende superfluo il calcolo delle diminished obligation ai fini dell'individuazione della ristrutturazione onerosa e della conseguente classificazione ad Inadempienza Probabile. La moratoria non viene poi considerata automaticamente come forbearance measure e, conseguentemente, non costituisce anche un trigger di significativo incremento del rischio di credito con scivolamento ai sensi dell'IFRS 9 a Stage 2 (per le posizioni in Stage 1). Peraltro, sino al 30 settembre il nostro Gruppo, per le posizioni verso aziende con più elevata rischiosità (individuata attraverso il rating), nel caso di moratoria decisa dalla Banca, effettuava comunque specifiche valutazioni per verificare se considerare o meno la rinegoziazione come misura di forbearance.

Tale situazione era rimasta valida sino al 30 settembre scorso quando, alla luce del quadro di cauto ottimismo di fine estate, l'EBA non aveva ritenuto adeguato procedere ad una proroga di tale misura eccezionale. L'Autorità aveva quindi ritenuto opportuno ritornare alla prassi secondo cui qualsiasi rinegoziazione dei prestiti debba seguire un approccio caso per caso secondo il consueto quadro prudenziale, cioè con un'analisi volta a valutare se la singola misura sia da considerare una forbearance e/o un trigger di default. A partire dal 1° ottobre quindi tale verifica è stata applicata a tutte le nuove misure verso imprese e privati (indipendentemente dal rating e dalla tipologia di moratoria).

A seguito della seconda ondata di COVID che ha colpito l'Europa da metà ottobre, tuttavia l'EBA ha riconsiderato il tema e, con la sua comunicazione del 2 dicembre, ha:

  • riaperto sino al 31 marzo 2021 la possibilità di concedere moratorie secondo le preesistenti linee guida;
  • introdotto un vincolo di durata massima di nove mesi alle nuove moratorie o all'estensione di una moratoria già esistente. Il termine si applica anche alla concessione di periodi di sospensione non consecutivi (in questo caso si sommano le durate dei diversi periodi). La durata massima di nove mesi non si applica retroattivamente alle moratorie concesse sino al 30 settembre.

Nel corso del mese di dicembre, il Gruppo si è quindi adeguato a quanto previsto nell'amendment emesso dall'EBA il 2 dicembre ripristinando il framework in essere al 30 settembre sopra descritto, introducendo però una valutazione caso per caso sulla classificazione a forborne per le moratorie con durata superiore ai nove mesi, come previsto da EBA.

Relativamente invece all'ambito valutativo delle esposizioni creditizie, i diversi interventi dei regolatori che si sono susseguiti nel corso del 2020 descritti in precedenza hanno progressivamente rafforzato ed adattato all'evolversi della situazione economico sanitaria il quadro normativo che si era delineato con chiarezza già nei primi mesi del 2020 e che è stato progressivamente precisato nel corso dell'anno. Per il Bilancio al 31 dicembre 2020 il Gruppo ha quindi ritenuto di confermare gli approcci adottati via via nel corso del 2020, con gli opportuni affinamenti e adeguamenti derivanti dell'evoluzione del contesto sanitario ed economico di riferimento.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo si è allineato dunque alle indicazioni dei regulator procedendo pertanto a:

  • aggiornare lo scenario macroeconomico ai fini del calcolo dell'ECL (valutazione dei crediti) in allineamento alle indicazioni fornite da BCE e Banca d'Italia ad inizio dicembre;
  • adottare specifici interventi di management overlays ai fini dell'inclusione di correttivi ad hoc, non colti dalla modellistica in uso, per meglio riflettere nella valutazione dei crediti la particolarità degli impatti COVID-19.

Relativamente allo scenario macroeconomico, utilizzato anche ai fini della valutazione dei crediti, la Direzione Studi e Ricerche della Capogruppo ha prodotto scenari IFRS 9 coerenti con gli scenari (baseline, mild e severe) pubblicati a dicembre da BCE e dalla Banca d'Italia, in linea con le indicazioni fornite dalla stessa Banca Centrale con la citata lettera del 4 dicembre 2020 "Identification and measurement of credit risk in the context of the coronavirus pandemic". Nella produzione di detti scenari si sono utilizzati i dati acquisiti dalle elaborazioni di BCE/Banca d'Italia e si è utilizzata la modellistica interna (modello multi-country di Oxford Economics) per ricostruire i percorsi delle variabili non fornite dall'Eurosistema. Infatti le Banche Centrali hanno previsto puntualmente solo l'andamento di alcune variabili macro-economiche (recepite nello scenario) e fornito una narrativa di accompagnamento che è stata utilizzata come base per completare in maniera coerente la proiezione di tutte le variabili utilizzate nei modelli satellite.

In particolare, va notato che soltanto BCE e alcune Banche Centrali Nazionali (per es. Bundesbank) hanno fornito anche scenari alternativi (uno peggiorativo e uno migliorativo), ma limitatamente ai percorsi di poche variabili fondamentali (crescita del PIL reale, inflazione, disoccupazione), mentre Banca d'Italia ha fornito una sensitivity del solo PIL a diverse ipotesi di peggioramento. Per questo motivo, la ricostruzione degli scenari alternativi per l'economia italiana è stata effettuata in modo da garantire la massima coerenza con la narrativa degli scenari alternativi dell'eurosistema e il percorso della crescita reale dell'Eurozona fornito dalla BCE per ciascuno di essi.

La tabella successiva sintetizza gli scenari macroeconomici prodotti e utilizzati per la determinazione delle valutazioni delle Expected Credit Losses, per i quali le principali variabili sono state riprese puntualmente dalle proiezioni delle Banche Centrali, mentre le altre variabili sono state ricostruite mediante simulazioni con la modellistica interna, in coerenza con le indicazioni desumibili dalle pubblicazioni delle banche centrali.

Scenari macroeconomici Intesa Sanpaolo per il calcolo dell'ECL nel Bilancio 2020

Baseline Migliorativo Peggiorativo
2020 2021 2022 2023 2020 2021 2022 2023 2020 2021 2022 2023
Italia Real GDP Italy -9,0% 3,5% 3,8% 2,3% -8,5% 6,2% 2,5% 1,9% -9,1% -0,5% 2,6% 1,7%
CPI Italy -0,2% 0,5% 0,9% 1,2% -0,1% 0,6% 1,2% 1,4% -0,2% -0,3% 0,4% 1,0%
Residential Property Italy 2,4% -2,0% 0,5% 1,0% 2,7% 0,3% 2,0% 3,1% 2,4% -5,0% -2,7% -1,7%
10Y BTP yield 1,2% 0,8% 1,0% 1,2% 1,1% 1,0% 1,4% 2,2% 1,2% 1,0% 1,3% 1,7%
BTP-Bund Spread 10Y 1,6% 1,3% 1,5% 1,6% 1,6% 1,3% 1,5% 1,6% 1,7% 1,6% 1,8% 2,1%
Italian Unemployment 9,2% 10,4% 10,0% 9,5% 9,3% 10,2% 9,9% 9,5% 9,4% 11,6% 11,8% 11,5%
Euro
Area
Real GDP EUR -7,3% 3,9% 4,2% 2,1% -7,2% 6,0% 4,3% 2,1% -7,6% 0,4% 3,0% 2,9%
CPI EUR 0,2% 1,0% 1,1% 1,4% 0,2% 1,1% 1,3% 1,5% 0,2% 0,7% 0,6% 0,8%
Equity ESTOXX 50 -5,2% 4,6% 4,0% 2,9% -1,6% 12,0% 3,6% 3,3% -5,5% -5,2% -7,0% -4,7%
Euro/\$ 1,14 1,18 1,18 1,18 1,14 1,16 1,14 1,17 1,13 1,17 1,17 1,19
Euribor 3M -0,4% -0,5% -0,5% -0,5% -0,4% -0,5% -0,5% -0,2% -0,5% -1,0% -1,0% -0,9%
EurIRS 10Y -0,1% -0,2% -0,1% 0,1% -0,1% 0,0% 0,2% 0,8% -0,2% -0,4% -0,2% -0,2%
10Y Bund yield -0,5% -0,5% -0,5% -0,4% -0,5% -0,2% 0,0% 0,6% -0,5% -0,6% -0,5% -0,4%
EUR Unemployment 8,0% 9,3% 8,2% 7,5% 7,9% 8,8% 7,5% 6,9% 8,1% 10,3% 9,9% 9,4%
US Area Real GDP US -3,5% 4,2% 2,7% 2,1% -3,5% 5,2% 3,9% 2,5% -4,1% 0,3% 0,2% 0,2%
Equity US 10,0% 7,3% -0,4% -0,6% 15,0% 29,0% 6,2% 2,8% 9,8% -4,2% -4,6% -4,4%
US Unemployment 8,2% 6,5% 5,6% 4,8% 8,2% 6,3% 5,1% 4,3% 8,4% 8,7% 7,8% 6,7%

In linea con le diverse ipotesi di evoluzione del quadro sanitario ed alla luce dell'avvio delle imponenti misure di sostegno all'economia, le previsioni del Gruppo – come detto basate sullo scenario BCE / Bankit di dicembre 2020 – si articolano come segue:

  1. lo scenario most likely (o baseline) vede una significativa ripresa del PIL italiano nel 2021 e nel 2022, mentre nel 2023 la crescita rallenta pur rimanendo su livelli sostenuti;

  2. lo scenario peggiorativo (o worst), che alla significativa contrazione del PIL italiano 2020 somma una sostanziale stagnazione del 2021 ed una debole ripresa negli anni successivi;

  3. la previsione migliorativa ipotizza un riassorbimento completo della contrazione 2020 già nei due anni successivi, trainato in particolare da una forte ripresa del 2021.

Con riferimento al quadro sanitario, in sintesi, lo scenario migliorativo presuppone l'effettivo e rapido contenimento del virus anche grazie all'avvio delle imponenti campagne vaccinali messe in atto dai paesi europei, mentre lo scenario worst presuppone un'ulteriore ripresa delle infezioni e un'estensione / irrigidimento delle misure di contenimento fino almeno alla metà del 2021.

Più in dettaglio, nello scenario most likely (baseline) si ipotizza un successo solo parziale nel contenere il virus, con una persistenza delle infezioni nei prossimi trimestri e le conseguenti misure di contenimento. Tuttavia, si prevede che queste ultime comporteranno costi economici inferiori rispetto a quelli sostenuti durante i rigorosi blocchi iniziali, prevedendo pertanto che l'economia si rianimi gradualmente. Il focus principale è atteso sul settore manifatturiero e su determinati servizi non impattati dalla pandemia (medicale ed alimentare), mentre altri servizi, quali ad esempio l'arte, l'intrattenimento, l'alloggio e la ricreazione continuerebbero ad essere parzialmente limitati. Il periodo di transizione durerà fino a quando le campagne vaccinali non avranno raggiunto una massa critica significativa, presumibilmente attesa verso la metà del 2021.

Di conseguenza, lo scenario most likely prefigura, a fronte della contrazione del PIL in Italia del 9,0% nel 2020, una graduale ripresa nel prossimo biennio (3,5% nel 2021 e 3,8% nel 2022).

Nello scenario worst, si presume, invece, che le nuove restrizioni poste in essere per fronteggiare la seconda ondata emersa sul finire del 2020 abbiano un impatto più dannoso sull'attività economica e non riescano a contenere efficacemente la malattia, con l'eventualità di dover affrontare una possibile nuova ondata nella prima parte del 2021. Tale nuova ondata richiederebbe il mantenimento di misure di contenimento più rigorose di quelle di fine 2020. Gli sforzi sostenuti per prevenire la diffusione del virus continuerebbero comunque a smorzare l'attività nei settori dell'economia fino ad una significativa diffusione dei vaccini che in questo caso non manifesterebbe i suoi effetti prima della fine dell'anno.

Dal punto di vista economico, quindi, sono state prese in considerazione ipotesi più pessimistiche, in particolare il manifestarsi, a seguito del protrarsi dell'epidemia o della necessità di contrastare possibili nuovi focolai, di ulteriori ripercussioni sulla fiducia e sulle decisioni di spesa dei cittadini e di investimento delle imprese, cali più consistenti nel commercio mondiale e strozzature alle catene globali del valore con un ulteriore deterioramento delle condizioni finanziarie.

Lo scenario worst, somma, in sintesi, al drastico calo del PIL 2020, una stagnazione nel 2021 con una ripresa più debole negli anni seguenti.

La previsione migliorativa ipotizza un calo più contenuto nel 2020, riassorbito completamente nei due anni successivi. Con riferimento al quadro sanitario, lo scenario migliorativo presuppone un effettivo contenimento del virus, con il rigido periodo di blocco seguito da un graduale riavvio delle economie. Il contenimento riuscito della diffusione del virus durante la seconda ondata è dovuto ai rapidi progressi nei trattamenti e alla efficiente diffusione dei vaccini, aprendo così la strada ad un

graduale ritorno alla normale attività. Tale scenario non presuppone la rinascita del virus e crede in risposte economiche di notevole successo da parte delle autorità.

Rispetto allo scenario baseline, lo scenario migliorativo vede una forte ripresa già nel 2021 favorita dagli evidenti successi delle misure sanitarie e dei supporti pubblici. In questo scenario nei prossimi tre anni vengono sostanzialmente riassorbiti gli impatti della pandemia. Per i paesi più penalizzati dalla pandemia in termini di caduta del PIL nel 2020, come l'Italia, si ipotizza un rimbalzo più rapido, come peraltro osservato fra 2° e 3° trimestre 2020.

I suddetti scenari sono stati applicati ai fini del condizionamento forward-looking dei parametri ai fini della ECL IFRS 9. Per quanto riguarda le banche estere della Divisione International Subsidiary Bank e Banca Intesa Russia, si è proceduto in analogia a quanto fatto centralmente, tenuto conto della minor sofisticazione di alcune realtà.

Sempre in allineamento alle indicazioni dei regulator ed alle best practice riscontabili sul mercato, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha poi proceduto ad adottare specifici interventi di management overlay ai fini dell'inclusione di correttivi ad hoc, non colti dalla modellistica in uso, per meglio riflettere nella valutazione dei crediti la particolarità degli impatti COVID-19. Restano quindi confermate nella sostanza, in considerazione del perdurare dei razionali sottostanti, le scelte individuate già in sede di Relazione Semestrale. In sintesi:

  • trattamenti una tantum per includere con maggiore granularità tramite trigger straordinari di staging gli impatti dello scenario attuale sulle controparti dei microsettori più penalizzati dalla crisi, anche alla luce di analisi specifiche sulle controparti e della presenza di misure di moratoria;
  • adozione di fattori correttivi sui tassi di default per l'inclusione, da un lato degli effetti benefici attesi dalle importanti iniziative di supporto all'economia quali le garanzie statali non colte dai modelli satellite, dall'altro per incorporare nei modelli l'effetto peggiorativo che le moratorie hanno durante il periodo di loro validità nel traslare ad esercizi futuri i passaggi a default.

Di seguito vengono riportate più in dettaglio le scelte del Gruppo su tali aspetti, così come adottate nel bilancio al 31 dicembre 2020. Rispetto alle scelte individuate nella Relazione Semestrale, le soluzioni previste sono caratterizzate da un maggior grado di sofisticazione, alla luce del maggior arco temporale a disposizione e dell'accresciuto bagaglio informativo utilizzabile.

Al fine di meglio cogliere i rischi creditizi delle singole controparti nello scenario COVID-19, a dicembre 2020 è stata eseguita un'analisi micro-settoriale per valutare la rischiosità dei micro settori e procedere, ove necessario, ad una riclassificazione delle controparti a Stage 2 con conseguente aggravio della valutazione (calcolo dell'ECL lifetime). Tale analisi è stata condotta con un mix di un approccio top-down basato sull'analisi micro-settoriale e un approccio bottom-up che tiene conto della valutazione one-to-one delle singole controparti. Più in dettaglio, le controparti corporate sono state spostate allo Stage 2 quando appartengono a micro-settori rischiosi, hanno un rating insoddisfacente e sono state concesse misure straordinarie, ovvero moratorie. Per le controparti Retail e PMI la classificazione allo Stage 2 è legata allo status di CRA (Credit Risk Appetite), rating insoddisfacente e presenza di moratorie. Classificazioni aggiuntive allo stage 2 sono state effettuate sulla base di valutazioni single name effettuate dall'Area CLO sui segmenti Corporate, Retail e PMI.

Relativamente al trattamento nella stima dell'ECL forward looking delle garanzie statali e delle moratorie, i modelli satellite non tengono ovviamente conto dell'impatto delle importanti iniziative di supporto all'economia, messe in campo dai diversi paesi in cui il Gruppo ha un'esposizione creditizia. Tale impatto positivo deve essere invece tenuto in considerazione ai fini della determinazione della ECL, come anche sottolineato dall'ESMA nel suo documento "Accounting implications of the COVID-19 outbreak on the calculation of expected credit losses in accordance with IFRS 9" del 25 marzo scorso: "In ESMA's view, when making forecasts, issuers should consider the nature of this economic shock (i.e. whether the COVID-19 effect is expected to be temporary) and the impact that the economic support and relief measures (including debt moratoria) will have on the credit risk over the expected life of the instruments, which include, depending on the instrument maturities, longer-term estimates". Anche la BCE ha invitato le banche ad "exercise an informed judgement to update those projections to reflect both the lockdowns and the severe social distancing restrictions imposed on the various economies as well as the substantive public support measures announced and implemented across countries".

In particolare, dal sistema di garanzie statali quali quelle derivanti dal decreto "Cura Italia" e dal "Decreto liquidità" si attendono impatti positivi, in quanto queste consentono alle banche di ampliare il proprio supporto alle esigenze di liquidità delle imprese, permettendo almeno a una parte di esse di sopravvivere alla crisi in corso. Questo aspetto è stato dunque oggetto di una apposita analisi quantitativa sulla base delle analisi puntuali effettuate nel contesto del Credit Risk Appetite (CRA), confrontando scenari con e senza garanzie statali, che ha supportato la decisione manageriale volta ad includerne i benefici nella riduzione dei tassi di default e nelle stime di ECL al 31 dicembre.

Inoltre, sulla base di specifiche considerazioni relative all'impatto delle misure di moratoria e sui default prospettici e – in particolare con riferimento alla traslazione temporale di una parte di essi – si è proceduto a stimarne gli effetti in termini di traslazione dei tassi di default attesi. Più in dettaglio, mentre nella Semestrale le simulazioni effettuate sugli effetti delle moratorie (confermate dalle analisi a consuntivo) avevano consentito di traslare all'anno successivo (2021) una parte dei default della clientela dei segmenti Corporate domestico e SME Retail stimati dai modelli, nel presente Bilancio d'esercizio (a fronte di un effetto mitigante 2020 rilevato nei minori default registrati nell'anno) permane, invece, l'atteso "cliff effect" 2021 che comporta flussi aggiuntivi rispetto a quelli indicati dai modelli satellite, stimati alla luce dello scenario aggiornato. L'effetto di tale overlay, considerato nel condizionamento forward-looking nella semestrale, agisce ora attraverso le logiche SICR, determinando un incremento dei passaggi a Stage 2 e, conseguentemente, di ECL.

Il complesso degli approcci valutativi sopra descritti ha comportato un impatto significativo sul conto economico dell'anno. Le rettifiche di valore nette su crediti sono complessivamente risultate pari a 4.160 milioni. Di queste, 2.164 milioni circa sono correlate agli effetti "COVID-19", e riguardano per 986 milioni crediti performing e per 1.178 crediti non performing. Per l'illustrazione dei modelli utilizzati si rinvia alla Nota Integrativa Parte E – Informazioni sui rischi – Rischio di credito.

Impairment test dell'avviamento e delle attività intangibili

In contesti di mercato complessi come quelli attuali, anche le verifiche di tenuta del valore delle attività intangibili risultano particolarmente delicate. La pandemia da COVID-19 e le relative misure restrittive adottate dai vari Governi nel tentativo di contenere la sua diffusione hanno avuto nel 2020 un impatto significativo sul PIL sia dell'Eurozona che dell'Italia. Di conseguenza, le stime di crescita originariamente previste nel Piano d'Impresa per il 2020 e 2021 si sono rivelate non più sostenibili. Il contesto ancora difficile sotto il profilo della crescita della produzione industriale e le previsioni relative al prolungamento delle misure espansive da parte delle autorità di politica monetaria inducono a ritenere probabile uno scenario di tassi di interesse estremamente contenuto per un periodo di tempo abbastanza esteso.

Tale situazione ha inciso sui test d'impairment che il Principio contabile IAS 36 richiede di effettuare, con cadenza almeno annuale, per verificare il valore recuperabile delle attività intangibili a vita indefinita iscritte nel bilancio, rappresentate per Intesa Sanpaolo dal brand name e dall'avviamento. In linea con le indicazioni dell'ESMA, che considerano gli effetti conseguenti alla pandemia da COVID-19 come un indicatore di impairment, ai fini della Relazione semestrale al 30 giugno 2020 era già stato effettuato un impairment test sulla recuperabilità del valore degli avviamenti e del brand name dal quale erano emersi valori recuperabili delle diverse CGU superiori ai corrispondenti valori contabili e, pertanto, non erano state apportate rettifiche di valore alle attività intangibili; si ricorda, in ogni caso, come anche indicato nella Relazione semestrale al 30 giugno 2020, che le analisi di sensitivity condotte sui principali parametri rilevanti ai fini del valore recuperabile avevano fatto emergere marginali criticità con riferimento alla CGU Banca dei Territori.

La metodologia adottata per effettuare il test per il Bilancio 2020 è stata la medesima utilizzata negli esercizi precedenti, basata sulla determinazione del valore d'uso, inteso come valore attuale dei flussi finanziari futuri che si prevede il Gruppo possa generare. A questo fine sono state utilizzate le stime analitiche predisposte internamente per il periodo 2021-2025 che tengono conto per l'esercizio 2021 dei dati di budget, mentre per gli anni successivi i flussi prospettici sono stati determinati attraverso un trascinamento inerziale, senza quindi considerare l'effetto di nuove leve manageriali, dei flussi del 2021 sulla base delle previsioni relative allo scenario macroeconomico predisposto dalla Direzione Studi e Ricerche della Capogruppo, sviluppato per l'arco temporale 2021-2025. Si precisa altresì che i flussi prospettici tengono conto delle sinergie stimate derivanti dall'integrazione del Gruppo UBI.

Con riferimento alla Banca dei Territori, gli esiti dell'impairment test, in conseguenza dell'aumento del valore contabile della CGU a seguito dell'aumento di capitale per l'OPAS su UBI Banca e del peggioramento del contesto macroeconomico rispetto allo scenario considerato ai fini dell'impairment test al 30 giugno 2020, soprattutto con riferimento alla dinamica attesa dei tassi di interesse, stimati su valori negativi fino a tutto il 2024 e solo marginalmente positivi per il 2025, controbilanciati parzialmente dagli effetti positivi conseguenti le sinergie stimate rivenienti dall'aggregazione del Gruppo UBI, hanno evidenziato la necessità di operare una rettifica di valore dell'avviamento allocato alla CGU per 981 milioni al lordo dei correlati effetti fiscali. Per effetto di tale rettifica, l'avviamento relativo alla CGU Banca dei Territori è stato completamente svalutato. Con riferimento all'altra attività intangibile a vita indefinita allocata alla CGU Banca dei Territori, ossia il brand name, il relativo valore contabile, pari a 1.507 milioni, è stato supportato da un'apposita perizia redatta da un esperto indipendente che ha confermato che il fair value è superiore al valore contabile.

Per le altre CGU a cui sono allocate attività intangibili a vita indefinita, ossia IMI Corporate & Investment Banking, Asset Management, Private Banking ed Insurance, non sono emerse necessità di impairment in quanto i loro valori d'uso al 31 dicembre 2020 sono risultati superiori rispetto ai relativi valori di carico contabili.

La rettifica di valore effettuata non ha determinato effetti negativi sui coefficienti di solvibilità del Gruppo Intesa Sanpaolo, in quanto, così come previsto dal Regolamento (UE) n. 575/2013 del 26 giugno 2013 (CRR), il valore degli avviamenti rilevati è già interamente portato in diminuzione dei Fondi Propri.

Infine, con riferimento alle attività immateriali a vita definita, si ricorda che nel corso del 2020, facendo seguito all'acquisizione del Gruppo UBI, nell'ambito del processo di Purchase Price Allocation (PPA) previsto dall'IFRS 3 sono state rilevate nuove attività intangibili, tutte a vita definita, relative alle attività di acquiring e a portafogli di asset management e assicurativo. Dalle analisi effettuate, al 31 dicembre 2020 non sono emerse criticità o indicatori di impairment sulla totalità delle attività immateriali a vita indefinita del Gruppo, comprese quelle rilevate in sede di PPA per l'acquisizione del Gruppo UBI, e pertanto ne è stato confermato il relativo valore contabile.

Dopo le suddette svalutazioni e l'ammortamento delle attività intangibili a vita definita, il valore residuo delle attività intangibili al 31 dicembre 2020 ammonta a 5.841 milioni, di cui 3.154 milioni relativi all'avviamento.

Per l'illustrazione dettagliata dei test svolti si rinvia alla Sezione 10 "Attività immateriali", punto 10.3 della Parte B della Nota Integrativa consolidata, dove sono illustrati in dettaglio la metodologia seguita, le attività svolte ed i risultati.

Impairment test delle partecipazioni e valutazione dei titoli al fair value

Anche per quanto concerne l'impairment test delle partecipazioni, in linea con le indicazioni dell'ESMA, gli effetti conseguenti alla pandemia da COVID-19 sono stati considerati come un indicatore di impairment. Di conseguenza, anche ai fini del Bilancio al 31 dicembre 2020 si è provveduto ad aggiornare la valutazione degli investimenti partecipativi. Nello specifico, le policy valutative del Gruppo, in linea con quanto previsto dallo IAS 36, assumono quali valori recuperabili per tali tipologie di assets i valori d'uso, che presuppongono una stima dei flussi finanziari prospettici che potranno essere generati attraverso l'uso continuativo dell'attività oggetto di valutazione. Al fine di fattorizzare nelle valutazioni gli effetti derivanti dalla pandemia da COVID-19, sono stati presi in considerazione alcuni accorgimenti in ottica prudenziale. In particolare, laddove presenti, si è fatto riferimento agli aggiornamenti resi disponibili dalle società partecipate relativamente a dati del budget 2021 o dei business plan pluriennali aggiornati che, pertanto, recepiscono i riflessi della pandemia da COVID-19 sulla capacità prospettica delle società partecipate di generare flussi reddituali. Laddove, invece, non fossero presenti dati aggiornati che tenessero in conto gli effetti della pandemia, sempre in ottica prudenziale, come richiesto dallo IAS 36, il tasso di sconto è stato incrementato tramite l'aggiunta di un premio relativo al rischio scenario. Infine, relativamente alle valutazioni che mostravano una maggiore correlazione al quadro macroeconomico, si è fatto riferimento ad analisi di sensitivity al fine di apprezzare l'impatto di scenari alternativi sulle valutazioni effettuate.

Tale approccio è stato utilizzato anche nella valutazione dei titoli di capitale con livello di fair value pari a 3, il cui valore è legato ai flussi di cassa prospettici generati dalle società partecipate o da specifici assets in portafoglio (metodi reddituali DCF e DDM o metodi patrimoniali). Il fair value dei titoli di capitale con fair value di livello 1 e 2, ossia che derivano il loro valore direttamente (titoli quotati) o indirettamente (investimenti convertibili o strettamente legati a strumenti quotati o valutati con

multipli di mercato) da quotazioni di mercato, è stato aggiornato come di consueto facendo riferimento alle quotazioni puntuali di mercato.

Infine, con riferimento agli investimenti in Fondi, le valutazioni ai fini del Bilancio al 31 dicembre 2020 sono state aggiornate sulla base degli ultimi NAV disponibili, rilasciati da parte delle società di gestione dei fondi nella seconda parte del 2020 e che, pertanto, tengono in considerazione le stime degli effetti della pandemia sugli investimenti sottostanti e sui risultati prospettici dei fondi. Le valutazioni sono state effettuate in un'ottica prudente anche tramite l'applicazione di eventuali sconti nei casi previsti dalle policy di Gruppo.

Probability test delle imposte anticipate

In base allo IAS 12, l'ammontare delle imposte anticipate iscritto in bilancio deve essere sottoposto a test ogni anno, per verificare se sussista la probabilità di conseguire in futuro imponibili fiscali che ne consentano il recupero.

In merito alle imposte anticipate iscritte tra gli attivi del Gruppo, anche con riguardo al Bilancio 2020 è stata effettuata un'analisi volta a verificare se le previsioni di redditività futura - aggiornate per tener conto dell'evoluzione dello scenario macroeconomico e bancario di riferimento e del perimetro di attività del Gruppo conseguente all'acquisizione dell'ex Gruppo UBI - siano tali da garantirne il riassorbimento e giustificarne quindi l'iscrizione e il mantenimento in bilancio (c.d. "probability test").

Il probability test ha dato esito positivo con riferimento alla totalità delle imposte anticipate iscritte nel bilancio al 31 dicembre 2020.

Per l'informativa di dettaglio si rimanda alla Sezione 11 "Le attività fiscali e le passività fiscali" della Parte B della Nota Integrativa del presente Bilancio Consolidato.

Gli impatti dell'epidemia sui risultati operativi, sulle attività di business e sul profilo di rischio

L'emergenza sanitaria indotta dalla pandemia ancora in corso ha condizionato, a partire dall'ultima settimana di febbraio 2020, sia l'andamento dei mercati sia l'operatività commerciale, quest'ultima penalizzata dalle sempre più severe misure di contenimento imposte, che hanno portato alla sospensione di molte attività produttive nel Paese e nel mondo. Intesa Sanpaolo ha risposto con estrema tempestività all'emergenza, attivando immediatamente una vasta serie di iniziative volte a tutelare la salute delle persone del Gruppo e dei clienti, ad assicurare la business continuity e a contrastare gli effetti di COVID-19 a livello sociale ed economico.

Vengono rappresentati di seguito i principali impatti sull'operatività e i riflessi sulle attività di business e sui risultati operativi, nonché sul profilo di rischio.

Le iniziative poste in essere sul fronte della business continuity e a tutela della salute sono state sviluppate secondo le seguenti linee di intervento:

  • prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro, con la codifica e l'acquisizione delle misure di protezione individuale e collettiva richieste al fine di rispondere adeguatamente alla costante evoluzione delle prescrizioni sanitarie a livello nazionale, locale e di settore in relazione allo sviluppo della situazione pandemica;
  • applicazione su larga scala del lavoro flessibile, con i connessi investimenti a livello di dotazioni tecnologiche e potenziamento della rete informatica aziendale al fine di consentire l'accesso simultaneo ad un numero crescente di utenze;
  • potenziamento dei canali di contatto remoto con la clientela e realizzazione di interventi volti a favorire l'interazione digitale (perfezionamento dell'offerta a distanza, l'estensione dei processi di dematerializzazione dei contratti e di firma digitale…);
  • rafforzamento delle misure di sicurezza informatica per ridurre il rischio di tentata frode ai danni della clientela;
  • revisione dei processi operativi presso le sedi direzionali e la rete distributiva quali, a titolo di esempio, la revisione delle policy di accesso ai siti e di gestione trasferte o la modifica degli orari di apertura al pubblico delle filiali.

Molti degli interventi sopra menzionati sono rapidamente evoluti da una logica tattica – finalizzata a garantire una risposta tempestiva all'emergenza – ad una visione strategica orientata ad indirizzare il cambiamento strutturale nell'organizzazione del lavoro, nei processi aziendali, nell'interazione con la clientela, nelle opportunità di business e nella correlata gestione dei rischi. Tra i fenomeni che ben rappresentano questa evoluzione, assume un ruolo segnaletico la rapida evoluzione dello smart working sia presso la rete commerciale che presso le strutture di sede centrale: rispetto alla situazione "pre-COVID", le utenze abilitate al lavoro da remoto sono passate da circa 19.000 a circa 65.500, pari a circa il 75% delle risorse del Gruppo Intesa Sanpaolo e da circa 2.000 a circa 14.700, pari a circa il 75% delle risorse del Gruppo UBI.

In forza di tale diffusione, in pochi mesi lo smart working è divenuto un elemento fondante di un nuovo modello di prestazione dell'attività lavorativa basato sul duplice connotato del rafforzamento della responsabilizzazione individuale e del migliore bilanciamento tra vita professionale ed extra-professionale.

Sempre nell'ottica del benessere del personale, oltre alla concessione di giorni di ferie addizionali a favore delle persone del Gruppo impegnate nel presidio della rete filiali nelle fasi più acute dell'emergenza, si inserisce la recente iniziativa volta a promuovere una campagna facoltativa destinata ai dipendenti per la somministrazione del vaccino antinfluenzale e del vaccino anti-pneumococco, un'attività che ha visto un rilevante contributo delle funzioni aziendali a vario titolo coinvolte nella ricerca dei preparati sul mercato, nella acquisizione e prioritizzazione delle richieste e nella distribuzione finale ai centri medici convenzionati collocati sull'intero territorio nazionale. Nel medesimo filone si collocano le iniziative di effettuazione di test rapidi per il personale adottate su alcuni siti collocati in aree caratterizzate da particolare diffusione del virus.

Si segnalano, da ultimo, le attività finalizzate a supportare la comunicazione interna ed esterna. Sotto il profilo interno sono stati sfruttati tutti i canali a disposizione al fine di soddisfare le richieste da parte del personale soprattutto in chiave comportamentale e fornire adeguato supporto ai casi di maggiore disagio psicologico.

Sotto il profilo della comunicazione verso l'esterno, si è optato per interventi che potessero coniugare l'effettività e la riconoscibilità del supporto con il ruolo di servizio del Gruppo nei territori di presenza: in tale ottica sono stati finanziati interventi di urgenza per apparecchiature e materiali medicali – concessi a favore di selezionate strutture sanitarie nelle aree

più colpite dall'epidemia – e sono state sostenute, in qualità di sponsor, diverse iniziative finalizzate alla gestione degli effetti sociali della crisi.

Le iniziative poste in essere, come meglio precisato oltre, hanno inevitabilmente avuto importanti riflessi sulla dinamica dei costi operativi e del capital budget. Al fine di mitigare l'impatto di tali componenti straordinarie di spesa e rafforzare il profilo reddituale del Gruppo, nell'ambito delle attività di controllo e razionalizzazione dei costi è stato perseguito l'obiettivo di prioritizzare gli impieghi di risorse, preservando le iniziative di sviluppo strategico e di evoluzione del business model nella prospettiva del contesto profondamente mutato che emergerà una volta superata l'emergenza sanitaria e che, in parte, sta già producendo significativi impatti. In tale contesto, la dinamica degli oneri operativi ha tratto beneficio dall'evoluzione dei comportamenti dei clienti e dalla modifica dei processi operativi interni. Tra gli ambiti maggiormente impattati spiccano le spese per missioni e trasferte, trasporto e contazione valori, postalizzazione alla clientela, ambiti fortemente condizionati dall'uso estensivo dell'interazione digitale e dalla dematerializzazione di pagamenti e contratti, fattori di risparmio che, combinati con il proseguimento dell'attività di controllo dei costi, si intende stabilizzare e rendere strutturali nel tempo in misura significativa.

Per quanto concerne gli effetti sulle attività di business, si segnalano in particolare:

– le misure straordinarie a sostegno dell'economia, delle imprese e delle famiglie italiane da parte di Intesa Sanpaolo, che è stata la prima banca in Italia a concedere moratorie, precedendo lo specifico quadro normativo, e la prima banca in Italia a firmare il protocollo d'intesa con SACE, fornendo immediato supporto alle imprese in applicazione del Decreto Legge c.d. Liquidità n. 23 dell'8 aprile 2020. A fine dicembre sono state perfezionate circa 597.000 richieste di sospensione, per circa 73 miliardi di volumi, principalmente riferibili al Decreto Legge 18/2020 Art. 56 «Cura Italia». Il flusso di richieste ha riguardato la clientela imprese per circa il 74% in termini di volumi.

Riguardo alle misure a sostegno del sistema produttivo, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha messo a disposizione un plafond complessivo di 50 miliardi dedicato ai finanziamenti per le Imprese. Prima banca in Italia a firmare il protocollo d'intesa con SACE, fornendo immediato supporto alle imprese in applicazione del Decreto Liquidità: complessivamente, includendo anche il Fondo PMI, erogati finora crediti garantiti dallo Stato per un ammontare pari a circa 30 miliardi (circa 9 miliardi SACE e circa 21 miliardi Fondo PMI), cui si aggiungono circa 5 miliardi di UBI Banca.

Va inoltre segnalato che il cosiddetto "Decreto di Agosto" ha previsto la possibilità di prorogare al 31 gennaio 2021, in via automatica, senza oneri aggiuntivi e salvo rinuncia del cliente, le sospensioni previste dal Decreto Cura Italia, in scadenza al 30 settembre 2020; il medesimo decreto ha inoltre previsto la possibilità di prorogare le linee di credito transitorie e isolate non rateali con scadenza al 30 settembre 2020. Infine, si segnala che il Decreto Rilancio ha introdotto una misura a sostegno del rilancio del settore delle costruzioni e finalizzato alla riqualificazione del patrimonio immobiliare sotto il profilo energetico e sismico (cosiddetto Superbonus al 110%). La norma, in particolare, prevede la maturazione di un credito fiscale a favore di privati e condomini che effettuano lavori di riqualificazione energetica e sismica nella misura del 110%. La novità della norma è che tale credito fiscale può essere ceduto direttamente dal committente o dall'esecutore dei lavori a un intermediario finanziario. Il Gruppo ha attivato soluzioni dedicate sia per privati e condomini sia per le imprese che praticano lo sconto in fattura per l'acquisto dei crediti fiscali e la relativa liquidazione, con prezzi predefiniti e un servizio di consulenza dedicata attraverso una partnership con la società Deloitte. La proposizione commerciale è stata avviata a far data dal 13 agosto, in contemporanea alla definizione delle norme operative da parte dell'Agenzia delle Entrate.

Anche il Gruppo UBI aveva tempestivamente avviato iniziative di sostegno all'economia e ai territori più colpiti, attraverso la concessione di moratorie / sospensione dei pagamenti (sia in ottemperanza ai dispositivi di legge sia di iniziativa Banca), finanziamenti – sia con garanzia Fondo Centrale di Garanzia (fino a 30.000 euro e oltre 30.000 euro) che con garanzia SACE – anticipazione sociale.

Alla data del 31 dicembre 2020 risulta uno stock di moratorie in essere per l'intero Gruppo pari a 33 miliardi (di cui 28 miliardi relativi alla Capogruppo).

Con riferimento alle moratorie scadute, si segnala che la quasi totalità delle esposizioni non ha presentato rischiosità in aumento.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha inoltre sostenuto le iniziative legislative e non legislative intraprese nei vari Paesi in cui opera per contrastare la situazione di crisi collegata alla pandemia;

– la dinamica del risparmio gestito, che ha subito impatti derivanti sia dalla svalutazione degli asset finanziari sia dalle modalità di gestione del rapporto con i clienti, a causa delle misure di distanziamento sociale.

La risposta del Gruppo per mitigarne gli effetti è stata immediata ed estesa. Da subito è stata avviata un'intensa attività di comunicazione con i clienti per gestire l'eventuale emotività che avrebbe potuto condurre a comportamenti impulsivi e pregiudizievoli (cd. "panic selling"). È inoltre proseguita l'attività di progettazione di nuove soluzioni di investimento destinate alla clientela retail, private e istituzionale, volte a cogliere le opportunità offerte dal contesto di riferimento. Riguardo al tema del controllo dei rischi, particolare attenzione è stata posta alla gestione della liquidità degli OICR aperti, con l'attivazione di un monitoraggio giornaliero della situazione di liquidità di ciascun fondo e dei relativi tassi di riscatto. Sono stati altresì rafforzati i processi di back-office volti alla gestione degli strumenti attivabili per la gestione della liquidità.

Grazie anche alle misure poste in essere, non sono state registrate particolari pressioni né sul fronte dei riscatti/rimborsi dai prodotti gestiti, né tensioni riguardo al grado di liquidità degli asset. Ciò ha consentito di limitare la flessione delle masse gestite principalmente agli impatti derivanti dalla dinamica fatta registrare dagli indici azionari e dai tassi di interesse, entrati sotto pressione soprattutto nel corso del mese di marzo 2020, per poi registrare, nei mesi successivi, una progressiva ripresa che ha portato a chiudere l'anno con patrimoni in gestione superiori a quelli di dicembre 2019.

Alla fine del primo trimestre 2020 il calo delle masse gestite dalla Divisione Asset Management di Intesa Sanpaolo rispetto al dato di fine dicembre 2019 risultava pari al 6,7%, mentre nell'ultima parte del 2020 il trend si è invertito generando una crescita su base annua delle masse gestite del 2,8%. Con riferimento a Pramerica SGR (Gruppo UBI Banca), le variazioni del patrimonio gestito rispetto alla fine del 2019 sono risultate pari rispettivamente a -7,4% a marzo e +4,0% al 31 dicembre 2020;

– la gestione degli investimenti finanziari proprietari, che è proseguita in continuità con l'approccio seguito a partire da marzo 2020. In particolare, a seguito del significativo incremento e volatilità del premio al rischio determinato dalle circostanze eccezionali generate dalla pandemia, a partire dal secondo trimestre del 2020 il Gruppo Intesa Sanpaolo ha avviato un'attività di riduzione e di diversificazione del portafoglio titoli con l'obiettivo di preservare la funzionalità dei portafogli di liquidità ed investimento in termini di un idoneo profilo di rischio, diversificazione e di redditività. A seguito delle azioni sopra descritte, nell'ambito delle misure di rischio gestionali – come indicato in maggior dettaglio nel seguito – si è rilevata una riduzione del VaR medio del quarto trimestre, pari a 200,2 milioni, rispetto al valore medio osservato nel secondo trimestre 2020, pari a 363,5 milioni (tale effetto è il risultato delle vendite operate nonché della minore volatilità registrata sui mercati, che ha comportato misure di rischio più ridotte).

Con riferimento a UBI Banca, a seguito del consolidamento nel Gruppo, si segnala che per quanto attiene alle misure di rischio di mercato gestionale sono state implementate soluzioni tattiche al fine di rendicontare i rischi nel portafoglio di Intesa Sanpaolo. Nel dettaglio, si rileva che il portafoglio di Trading viene rendicontato nell'ambito della Divisione IMI C&IB (valore a fine anno pari a circa 0,8 milioni) mentre il portafoglio HTCS è stato suddiviso fra la Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo (portafoglio di liquidità) e la Divisione IMI C&IB (portafoglio di investimento). Tali portafogli al 31 dicembre 2020 in termini di VaR gestionale assorbono rispettivamente 0,2 milioni e 18 milioni.

Quanto agli impatti più significativi della pandemia da COVID-19 sui proventi operativi del Gruppo, gli incrementi dei volumi intermediati in relazione alle iniziative legislative e non legislative poste in atto per contrastare le situazioni di crisi connesse alla pandemia – unitamente all'apporto derivante dalle operazioni TLTRO con la BCE, che al 31 dicembre 2020 erano pari a circa 70,9 miliardi (escludendo l'apporto di 12 miliardi di UBI Banca) – si sono riflessi positivamente sulla dinamica degli interessi netti, che nei dodici mesi risultano pari 7.070 milioni (al netto di 713 milioni riferiti al perimetro UBI) con una variazione positiva dello 0,9% rispetto al dato omogeneo di 7.005 milioni del 2019.

Per contro è risultata penalizzata la dinamica delle commissioni nette, scese a 7.582 milioni nel 2020 (non considerando, per omogeneità di confronto, 721 milioni riferiti al perimetro UBI), rispetto ai 7.962 milioni del 2019 (-4,8%, pari a -380 milioni). La flessione è risultata particolarmente marcata nel secondo trimestre, in coincidenza con l'adozione delle misure di contenimento più severe; tuttavia, il graduale allentamento delle restrizioni a partire dal mese di maggio ha consentito un'apprezzabile ripresa della componente commissionale nei mesi successivi, con gli ultimi tre mesi del 2020 in progresso del 14,6% rispetto ai tre mesi precedenti e di oltre il 22% rispetto al secondo trimestre (+272 milioni e +389 milioni rispettivamente), riportandosi a livelli prossimi a quelli realizzati nel medesimo periodo del 2019 (-33 milioni, -1,5%).

Riguardo agli oneri operativi, si segnala che al 31 dicembre 2020 le spese sostenute dal Gruppo Intesa Sanpaolo per interventi correlati allo scenario pandemico si attestavano a circa 72 milioni (oltre a 115 milioni di investimenti), mentre i costi relativi al perimetro UBI nel periodo agosto-dicembre si attestavano circa a 8 milioni di spese correnti. Come segnalato in precedenza, sono state tuttavia poste in essere misure ad ulteriore rafforzamento del presidio degli oneri operativi, che hanno consentito alle spese amministrative di Gruppo (al netto del perimetro UBI) di segnare un calo del 5,4%, pari ad un risparmio di 141 milioni, rispetto al 2019 (-3,4%, pari a -321 milioni, il totale degli oneri operativi).

L'effetto più rilevante riguarda tuttavia il sensibile incremento del costo del credito annualizzato, salito a dicembre 2020 a 104 punti base dai 53 punti base a fine 2019 in relazione all'adozione nei modelli di proiezione degli scenari BCE – Banca d'Italia e dei managerial overlay, che hanno determinato un incremento di ECL e Add-on da macroscenario, pur in presenza di tassi di default ancora contenuti. Escludendo la componente covid-related, il costo del credito annualizzato scende a 50 punti base

Le rettifiche di valore nette su crediti sono complessivamente risultate pari a 4.160 milioni (4.214 milioni comprensivi delle risultanze del Gruppo UBI) importo pressochè raddoppiato rispetto ai 2.089 milioni dello stesso periodo del 2019. Di queste, 2.164 milioni sono correlati agli effetti "COVID-19", e riguardano per 986 milioni coperture generiche su crediti performing e per 1.178 milioni coperture specifiche su crediti deteriorati. Tali impatti derivano dall'effetto sulla ECL, dalla rilevante migrazione di posizioni a Stage 2 per effetto del Significant Credit Risk Increase e dalla vulnerabilità delle posizioni in moratoria. Per i crediti deteriorati hanno inciso, oltre ai fattori di rallentamento delle attività di recupero e la conseguente accresciuta anzianità del portafoglio deteriorato, le rettifiche connesse alla rilevante attività di derisking.

Per quanto attiene alle dinamiche di rischio nel rinviare per il rischio di credito a quanto dettagliatamente esposto nella nel precedente paragrafo "L'approccio del Gruppo Intesa Sanpaolo per la predisposizione del Bilancio al 31 dicembre 2020" e nelle specifiche informative di Nota integrativa, si indicano nel seguito i principali impatti sul Gruppo del contesto conseguente all'epidemia da COVID-19 nell'ambito delle altre tipologie di rischio:

– per il rischio di mercato da un punto di vista gestionale, il Gruppo nel quarto trimestre ha proseguito le attività di riduzione del portafoglio titoli. Con riferimento all'intero 2020, si registra un VaR gestionale medio di Gruppo pari a 254,8 milioni, in aumento rispetto al dato omologo del 2019 che era pari a 151,5 milioni. La dinamica dell'indicatore – determinata principalmente dalla Divisione IMI C&IB – è da ascrivere ad un aumento delle misure di rischio riconducibili principalmente alla volatilità che si è registrata sui mercati a seguito dalla pandemia COVID-19.

Nel quarto trimestre si evidenzia una riduzione del VaR gestionale rispetto al trimestre precedente, da 277,6 milioni a 200,2 milioni (valore medio del quarto trimestre), prevalentemente riconducibile ad "effetti rolling" di scenario e di riduzione del portafoglio HTCS della Divisione IMI C&IB.

  • Per quanto pertiene agli assorbimenti regolamentari (rischio di mercato), nonostante l'incremento di volatilità, il portafoglio di negoziazione ha registrato, rispetto al trimestre precedente, solo un lieve incremento del requisito prudenziale. Il risultato è stato possibile grazie ad opportune strategie di copertura che hanno permesso, nonostante un inevitabile incremento della misura ciclica (VaR), di limitare le esposizioni ai fattori di rischio maggiormente colpiti dalla pandemia (spread sovrani e financials). Nel dettaglio, le attività ponderate per i rischi di mercato per il Gruppo Intesa Sanpaolo al 31 dicembre 2020, calcolate a modello interno, sono pari a 17 miliardi. Il dato è in linea con quanto osservato a dicembre 2019 nonostante l'incremento della volatilità che ha colpito i mercati finanziari durante il 2020;
  • per il rischio di liquidità, la crisi legata all'emergenza sanitaria COVID-19 ha comportato sin da marzo 2020 l'attivazione di tutte le necessarie misure preventive di gestione e controllo volte a mitigare un potenziale inasprimento delle condizioni di liquidità. Grazie all'elevata disponibilità di riserve liquide e al significativo apporto della raccolta stabile della clientela, la posizione di liquidità del Gruppo si è sempre mantenuta solida e durante tutto l'esercizio 2020, entrambi gli

indicatori regolamentari – Liquidity Coverage Ratio (LCR) e Net Stable Funding Ratio (NSFR) – sono risultati ampiamente superiori ai requisiti minimi normativi. Nel corso dell'anno, il Liquidity Coverage Ratio (LCR) del Gruppo, misurato secondo il Regolamento Delegato (UE) 2015/61 e consolidando a partire da agosto anche il Gruppo UBI, si è attestato in media a 159,1%. Le riserve di liquidità disponibili presso le diverse tesorerie del Gruppo, consolidando a partire da agosto anche il Gruppo UBI, si sono attestate mediamente a 143 miliardi (ultime 12 osservazioni mensili), raggiungendo al 31 dicembre 2020 un valore totale di 195 miliardi;

  • per il rischio tasso di interesse generato dal portafoglio bancario, la Shift sensitivity del valore per uno shock di +100 punti base dei tassi si è attestata a fine dicembre 2020 a -1.305 milioni, rispetto al dato di fine dicembre 2019 pari a +394 milioni. La variazione dell'esposizione è ascrivibile ad interventi di gestione del portafoglio di banking book, quali la copertura della raccolta a tasso fisso mediante derivati di Cash Flow Hedge, e all'integrazione di UBI;
  • per il rischio di controparte, la crisi legata alla pandemia ha comportato un iniziale aumento delle esposizioni a causa principalmente della discesa dei tassi di interesse dell'area EUR e del generale e rilevante aumento della volatilità sui principali fattori di rischio. Non si sono tuttavia registrate criticità nel processo di marginazione con le controparti di mercato, seppur in presenza di un elevato aumento delle chiamate di collaterale, sia in termini numerici che di volumi, nelle settimane di maggior stress sui mercati. Anche i processi di compensazione presso le controparti centrali non hanno generato problematiche operative. La situazione dei mercati finanziari si è progressivamente stabilizzata, pur permanendo un livello dei tassi di interesse sui minimi storici che comporta livelli di esposizione elevati verso la clientela. Per quanto riguarda la clientela della Divisione Banca dei Territori, la Banca ha dato seguito al decreto "Cura Italia" ai sensi del DL 18 del 17 marzo 2020 (misura governativa italiana ad hoc) anche per i derivati: in particolare i clienti appartenenti ai comparti PMI, in bonis, che abbiano presentato richiesta di moratoria per i finanziamenti hanno facoltà di chiedere la moratoria anche sull'eventuale derivato di copertura, fino a fine gennaio 2021. A fine dicembre sono pervenute 175 richieste di sospensione pagamenti derivati OTC, relative ad un outstanding di 339,8 milioni e pagamenti sospesi fino al 30 giugno 2021 per circa 4,8 milioni. L'operazione più rilevante ha outstanding di 22 milioni e pagamenti sospesi per 285 mila euro;
  • per quanto riguarda i rischi operativi, il Gruppo, sin dall'inizio dell'emergenza, ha deciso come già in precedenza indicato – di adottare iniziative preventive al fine di garantire la continuità dell'operatività aziendale e, allo stesso tempo, preservare il massimo livello di sicurezza di clienti e dipendenti. Ciò anche alla luce della rapida evoluzione osservata nel panorama delle minacce cyber, che cercano di sfruttare a fini fraudolenti le paure e il senso di urgenza delle persone e le opportunità offerte dalle soluzioni di remote banking attivate dalle istituzioni finanziarie. In particolare, è stato attivato il piano di continuità operativa e sono state immediatamente definite ulteriori azioni per far fronte efficacemente all'ampia diffusione della pandemia (estensione dello smart-working alla quasi totalità del personale delle funzioni centrali, al personale di filiale online e ad una parte del personale delle filiali "fisiche", potenziamento dell'infrastruttura IT per la connettività da remoto), è stato accelerato il processo di digital transformation, anticipando importanti investimenti volti ad evolvere le modalità di interazione con la clientela (es. arricchimento dei servizi offerti tramite Internet e Mobile Banking), sono state progressivamente potenziate le infrastrutture di sicurezza per l'accesso alla rete aziendale e le misure a protezione di dati e informazioni, con l'obiettivo di incrementare la capacità di far fronte al forte aumento delle minacce e degli attacchi cyber (es. Distributed Denial of Service, malware) e sono state attivate numerose iniziative formative e campagne di comunicazione volte a sensibilizzare clienti e dipendenti rispetto alle crescenti campagne di social engineering/phishing. È stata inoltre verificata la sostenibilità nel lungo termine delle soluzioni adottate dai fornitori maggiormente critici.

Per quanto attiene alle misure di protezione della salute di colleghi e clienti, si è provveduto all'acquisto e alla distribuzione di dispositivi di protezione come mascherine e guanti, alla fornitura di gel igienizzante, alla periodica sanificazione dei locali aziendali. Tra le diverse azione di mitigazione sopra descritte, solo quest'ultima componente è stata considerata ai fini del calcolo del requisito patrimoniale a fronte dei rischi operativi.

Inoltre, l'accesso in filale, fin dai primi momenti dell'emergenza, è stato organizzato in modo da rispettare regole precise per la distanza interpersonale e per numero di colleghi e clienti presenti nei locali, al fine di tutelare la salute sia dei dipendenti sia della clientela. L'approccio è stato adattato nel tempo in funzione dei diversi provvedimenti governativi e dell'andamento del contagio.

Sempre con il fine di garantire la protezione del personale è stato sviluppato un Modello di rischio del Contagio che supporta il processo decisionale di adozione delle misure da attuare, come ad esempio il piano di rientro del personale di direzione con attività svolgibili da remoto nelle sedi aziendali, nel rispetto della normativa sulla distanza di sicurezza. E' stato sviluppato un questionario di screening medico da compilare a cura dei dipendenti propedeutico all'autorizzazione al rientro in sede e uno strumento che consente la pianificazione della presenza del personale in sede; tale strumento garantisce il monitoraggio centralizzato delle presenze totali nelle sedi centrali.

A fine 2020 ha avuto luogo una campagna vaccinale, su base volontaria, per la somministrazione ai dipendenti del vaccino antinfluenzale e del vaccino anti-pneumococco.

Nel complesso il Gruppo, nei dodici mesi, ha preservato la solidità patrimoniale in quanto, a fronte di un aumento delle attività ponderate per il rischio di circa 49 miliardi in relazione al consolidamento del Gruppo UBI, il Capitale primario di Classe 1 è aumentato di oltre 9 miliardi, portando il Core Tier 1 Ratio transitional al 14,7% dal 13,9% di fine 2019.

In generale, in termini di impatti sui rischi del Gruppo, va notato che, a fronte della tensione registrata nei primi mesi dell'anno, alcuni indicatori già hanno riflesso gli effetti negativi dello scenario COVID-19; per altri, tra i quali talune metriche connesse al rischio di credito, gli impatti negativi allo stato attuale non si sono ancora palesati completamente anche grazie agli effetti delle misure straordinarie poste in essere. L'entità degli impatti per il Gruppo nonché eventuali miglioramenti ovvero peggioramenti nei mesi a venire saranno strettamente connessi all'effettivo sviluppo del contesto macroeconomico e, in particolare, all'evoluzione dello scenario COVID-19, ad eventuali nuove situazioni di tensione che si dovessero verificare nonché a possibili nuove misure di sostegno poste in essere.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo sta attentamente monitorando l'evoluzione del contesto anche attraverso specifiche analisi di scenario e di stress con le quali sono stati valutati gli impatti in termini di redditività e di adeguatezza patrimoniale. Da tali analisi è emerso che, anche considerando scenari più severi di quelli di consenso di mercato e considerati più probabili dalle Banche Centrali, il Gruppo sarebbe comunque in grado di garantire – anche attraverso l'attivazione di specifiche azioni – il rispetto dei vincoli regolamentari e dei limiti, più stringenti, fissati internamente.

L'esercizio 2020

I risultati a livello consolidato

Come illustrato in dettaglio nel seguito, i conti al 31 dicembre 2020 del Gruppo Intesa Sanpaolo recepiscono gli effetti dell'acquisizione di UBI Banca e delle relative controllate, oggetto di consolidamento a partire dalla data di acquisizione (dunque dal mese di agosto). In proposito, si segnala che – data la particolarità dell'operazione – nessuna rettifica è stata apportata ai dati storici del Conto economico e dello Stato Patrimoniale riclassificati per riflettere retroattivamente gli effetti dell'operazione di acquisizione. Di conseguenza, nel presente fascicolo i commenti andamentali sono riferiti – se non diversamente specificato – alle componenti reddituali e patrimoniali al netto dei dati del Gruppo UBI, per consentire un raffronto omogeneo. Tuttavia, al fine di migliorare la comprensione da parte del lettore, nei capitoli dedicati all'analisi dei dati economici e degli aggregati patrimoniali, nelle tabelle sono evidenziate le principali grandezze riferite al Gruppo acquisito e il dato consolidato inclusivo di tali grandezze.

Il conto economico consolidato del 2020 si è chiuso con un utile netto di 3.277 milioni. Il risultato dell'esercizio tiene conto degli effetti dell'operazione di acquisizione di UBI Banca e, in particolare, dell'ammontare – determinato in via definitiva – dell'avviamento negativo derivante dall'aggregazione aziendale di UBI Banca e delle relative controllate nonché degli oneri di integrazione dell'entità acquisita. In proposito, nel rimandare per più dettagliate informazioni al successivo paragrafo "La contabilizzazione dell'operazione di acquisizione", ci si limita in questa sede ad anticipare che l'importo dell'avviamento negativo, al netto degli oneri accessori dell'OPAS (per la componente non imputabile al patrimonio netto) e di altri oneri strettamente connessi all'operazione, è stato rilevato nella voce del conto economico riclassificato "Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte)" per complessivi 2.062 milioni. Tale importo ha fronteggiato il rilevante ammontare degli oneri di integrazione connessi all'acquisizione (1.378 milioni al netto delle imposte). Peraltro, il conto economico recepisce anche la rettifica di valore resasi necessaria per l'avviamento allocato sulla Divisione Banca dei Territori (912 milioni al netto delle imposte), ora interamente svalutato anche in relazione all'aumento del valore contabile della Cash Generating Unit conseguente all'integrazione di UBI Banca, come in precedenza indicato.

Non tenendo conto del complesso degli effetti economici relativi al consolidamento e all'integrazione di UBI Banca e delle sue controllate e della citata rettifica di valore dell'avviamento, l'utile netto consolidato sarebbe stato di 3.083 milioni a fronte dei 4.182 milioni del 2019. Il calo rispetto al precedente esercizio è da ascrivere al rilevante impatto delle rettifiche di valore su crediti (4,2 miliardi rispetto ai 2,1 miliardi del 2019, come più oltre dettagliato) – solo in parte assorbito dal corrispettivo della cessione a Nexi del ramo aziendale relativo all'attività di acquiring nell'ambito dei sistemi di pagamento perfezionato alla fine del primo semestre – e alla flessione delle commissioni nette e del risultato delle attività e passività finanziarie nel contesto conseguente all'epidemia da COVID-19.

Analizzando in dettaglio le componenti di costo e ricavo, al netto – per omogeneità di confronto – degli apporti relativi al Gruppo UBI inclusi nel conto economico consolidato a partire dalla data di acquisizione (dunque dal mese di agosto), i Proventi operativi netti hanno evidenziato una flessione rispetto al 2019. Il citato calo delle commissioni nette e del risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value e il saldo netto negativo tra proventi ed oneri operativi sono stati infatti solo in parte assorbiti dalla dinamica positiva del risultato dell'attività assicurativa e della contenuta crescita degli interessi netti.

Più in dettaglio, gli interessi netti, pari a 7.070 milioni (al netto di 713 milioni del perimetro UBI), hanno evidenziato una variazione positiva a livello complessivo (+0,9%), da ascrivere al più elevato apporto dell'intermediazione con clientela e, nell'ambito degli altri interessi netti, del maggior contributo riveniente dai programmi

TLTRO. Tali dinamiche hanno interamente assorbito i minori apporti da attività e passività finanziarie, da rapporti con banche e su attività deteriorate, questi ultimi in relazione al progressivo ridimensionamento degli NPL, anche in relazione alle operazioni di derisking.

Il calo delle commissioni nette (-4,8% a 7.582 milioni, al netto di 721 milioni del perimetro UBI), che rappresentano quasi il 44% dei proventi operativi netti, è da ascrivere agli effetti della contrazione dell'operatività nel contesto conseguente all'epidemia da COVID-19. La dinamica della voce risente della flessione di tutti i comparti di operatività: attività bancaria commerciale (-6,3%), gestione, intermediazione e consulenza (-2,4%) e altre commissioni nette (-14,2%). Si segnala peraltro che i ricavi commissionali hanno evidenziato una ripresa nel terzo e nell'ultimo trimestre dell'anno, come evidenziato più oltre. Il risultato dell'attività assicurativa – che raggruppa le voci di costo e di ricavo del business assicurativo delle compagnie vita e danni operanti nell'ambito del Gruppo e che include anche le risultanze di Intesa Sanpaolo RBM Salute – ha evidenziato un aumento rispetto al dato omogeneo del 2019 (+5,9% a 1.343 milioni, al netto di 10 milioni relativi al perimetro UBI), per la positiva dinamica del margine tecnico, trainato dall'andamento positivo del ramo danni. La voce ha beneficiato della performance nel comparto salute della società di recente acquisizione.

Il Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value, che ricomprende il risultato dell'attività di negoziazione e copertura, ha invece registrato una significativo calo (-25% circa a 1.441 milioni, al netto di 131 milioni del Gruppo UBI), da ascrivere al minor contributo dell'operatività su titoli valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e passività finanziarie, in relazione alle minori plusvalenze realizzate, che ha interamente assorbito la variazione positiva del risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value.

Gli altri proventi (oneri) operativi netti – voce nella quale sono compendiati gli utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto ed altri proventi ed oneri della gestione caratteristica – hanno evidenziato, al netto del Gruppo UBI, un saldo negativo (oneri netti per 27 milioni rispetto a proventi netti per 4 milioni per il 2019), per la quasi totalità da ascrivere al minore apporto delle partecipazioni valutate al patrimonio netto. A livello consolidato, il saldo netto della voce inclusivo dell'apporto del perimetro UBI è positivo per 12 milioni.

In relazione alle dinamiche delineate, i Proventi operativi netti del 2020 sono pari a 17.409 milioni (al netto di un contributo di 1.614 milioni del perimetro UBI), in contenuta flessione – come già indicato – rispetto al 2019 (-4,2%).

I costi operativi, hanno proseguito la tendenza decrescente (-3,4% a 9.086 milioni, al netto di 885 milioni relativi al perimetro

UBI), sia nella componente delle spese per il personale (-3,8%) in relazione al ridimensionamento degli organici e alla contrazione della componente variabile – i cui effetti hanno più che compensato gli incrementi retributivi legati al rinnovo del CCNL – sia nelle spese amministrative (-5,4%). Queste ultime evidenziano cali su tutte le principali voci di spesa, anche grazie a misure ad ulteriore rafforzamento del loro presidio. Sulla dinamica degli oneri operativi hanno influito anche i minori costi diretti e indiretti del personale, influenzati dall'impiego diffuso del lavoro da remoto nel contesto conseguente all'emergenza sanitaria. Gli ammortamenti, che secondo quanto previsto dal principio IFRS 16, includono anche la quota relativa ai diritti d'uso acquisiti con il leasing operativo, hanno per contro evidenziato una crescita (+3,5%) in relazione ai maggiori investimenti IT.

Il cost/income ratio del periodo, su cui in presenza di minori costi ha inciso la diminuzione dei ricavi, si è attestato al 52,2% (51,8% nel 2019). Includendo il perimetro UBI, il rapporto è del 52,4%.

Per effetto della dinamica di ricavi e costi, il risultato della gestione operativa è pari a 8.323 milioni (al netto del contributo di 729 milioni del perimetro UBI), in flessione del 5% rispetto al dato omogeneo del precedente esercizio.

Come anticipato, le rettifiche di valore nette su crediti (a 4.160 milioni, al netto di 54 milioni relativi al perimetro UBI) risultano di ammontare doppio rispetto al 2019. La dinamica è da ascrivere, nell'ambito del contesto conseguente all'epidemia da COVID-19, alla revisione dello scenario, applicando le metodologie declinate dal Gruppo e tenendo conto del quadro prospettico elaborato dalla BCE e dalla Banca d'Italia con l'appostazione di 2.164 milioni di rettifiche di valore, di cui 986 milioni sui crediti in bonis e 1.178 milioni su crediti non performing. il costo del credito annualizzato, espresso dal rapporto tra rettifiche di valore nette e crediti netti, a causa di questi effetti straordinari, è salito a 104 punti base (53 punti base il valore a fine 2019). Escludendo la componente connessa a COVID-19, il costo del credito annualizzato scende a 50 punti base.

Gli Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività hanno evidenziato una crescita (338 milioni, al netto di 8 milioni relativi al perimetro UBI), a fronte di 254 milioni del 2019, cui hanno contribuito maggiori accantonamenti netti per controversie legali.

La voce Altri proventi (oneri) netti, che include utili e perdite realizzati su investimenti e proventi ed oneri non strettamente correlati alla gestione operativa, presenta un saldo netto positivo superiore a quello del 2019 (64 milioni, +16,4%).

L'utile delle attività operative cessate, pari a 1.163 milioni (88 milioni nel 2019), ricomprende il contributo del ramo aziendale avente ad oggetto l'attività di acquiring nell'ambito dei sistemi di pagamento trasferito a Nexi e, in particolare, la plusvalenza contabilizzata alla fine del primo semestre al perfezionamento della cessione (1.110 milioni, di cui 315 milioni rappresentati da day-one profit correlato all'acquisto delle azioni Nexi) e gli utili riferiti al ramo ceduto (53 milioni).

In conseguenza delle dinamiche sopra delineate, il risultato corrente lordo si è attestato, al netto di 667 milioni relativi al perimetro UBI, a 5.052 milioni (-23%).

Le imposte sul reddito sono state pari a 1.190 milioni (al netto di 170 milioni riferiti al perimetro UBI), con un tax rate del 23,6%, particolarmente contenuto in relazione alla presenza della citata plusvalenza relativa alla cessione del ramo acquiring, per la quale trova applicazione lo specifico regime fiscale (Pex). Includendo le componenti reddituali relative al perimetro UBI, il tax rate è del 23,8%.

La voce Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) ammonta a 174 milioni, al netto di 1.387 milioni relativi al perimetro UBI. In particolare, questi ultimi sono per la quasi totalità (1.378 milioni) costituiti – come in precedenza indicato e come più oltre dettagliato – dagli oneri relativi all'integrazione del Gruppo UBI nel Gruppo Intesa Sanpaolo, riferiti per la maggior parte all'accordo raggiunto con le Organizzazioni Sindacali per le uscite volontarie del personale e

per la rimanente quota alle spese di natura IT e di consulenza connesse al processo di integrazione. La voce Effetti economici dell'allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) è di -102 milioni, cui si aggiungono 2.062 milioni relativi, come accennato, all'avviamento negativo derivante dall'aggregazione aziendale di UBI Banca e delle relative controllate (al netto degli oneri accessori dell'OPAS per la componente non imputabile al patrimonio netto e di altri oneri strettamente connessi all'operazione).

Ancora di ammontare significativo e in crescita rispetto al 2019 è risultato l'ammontare degli oneri finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario, che sono complessivamente ammontati, al netto delle imposte, a 465 milioni (360 milioni nel 2019), corrispondenti a 670 milioni ante imposte, sostanzialmente costituiti dai contributi ordinari e addizionali al fondo di risoluzione, dai contributi ai sistemi di garanzia dei depositi e dai tributi riferiti a controllate estere. Gli importi sopra indicati escludono gli oneri di competenza relativi al perimetro UBI, che ammontano a 47 milioni al netto delle imposte.

Nell'ambito della voce Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) è stata poi rilevata la rettifica di valore dell'avviamento allocato sulla Divisione Banca dei Territori (912 milioni al netto dell'effetto fiscale), che è stato interamente svalutato in conseguenza dell'aumento del valore di carico della Cash Generating Unit a seguito dell'aumento di capitale per l'OPAS su UBI Banca e del peggioramento del contesto macroeconomico rispetto allo scenario considerato ai fini dell'impairment test al 30 giugno 2020.

E' stata infine attribuita ai terzi la quota di utile di loro competenza, pari a 38 milioni (al netto di 19 milioni riferiti al perimetro UBI).

Il conto economico consolidato dell'esercizio 2020 si è chiuso, come in precedenza indicato, con un utile netto di 3.277 milioni. Non tenendo conto del complesso degli effetti economici relativi all'acquisizione e all'integrazione di UBI Banca e delle sue controllate e della rettifica di valore dell'avviamento, l'utile netto consolidato sarebbe stato di 3.083 milioni a fronte dei 4.182 milioni del 2019.

Il conto economico consolidato del quarto trimestre 2020 evidenzia un risultato netto negativo per 3.099 milioni, a fronte dei 3.810 milioni di utile dei tre mesi precedenti. Sul risultato degli ultimi tre mesi dell'esercizio ha inciso la contabilizzazione in via definitiva del costo di acquisizione del Gruppo UBI e dei relativi oneri di integrazione, non ancora ricompresi nei conti al 30 settembre, che avevano peraltro recepito la quantificazione provvisoria dell'avviamento negativo. Ha inoltre influito la già citata rettifica di valore dell'avviamento della Banca dei Territori.

Non tenendo conto del complesso degli effetti economici relativi al consolidamento e all'integrazione di UBI Banca e delle sue controllate – inclusivi della quantificazione definitiva dell'avviamento negativo e dell'ammontare degli oneri di integrazione – e della rettifica di valore dell'avviamento allocato alla Divisione Banca dei Territori, che come già indicato è stato interamente svalutato, il conto economico trimestrale chiuderebbe in sostanziale pareggio, penalizzato dalle rilevanti rettifiche di valore su crediti.

Più in dettaglio, la crescita dei ricavi, trainata dal significativo apporto del comparto commissionale – nei precedenti mesi fortemente impattato dagli effetti negativi della dinamica dei mercati e delle misure restrittive nel contesto pandemico – è stata assorbita dai maggiori costi operativi e soprattutto dalle significative rettifiche di valore su crediti nel contesto conseguente all'epidemia da COVID-19.

Analizzando in maggior dettaglio le componenti di costo e ricavo, i Proventi operativi netti del quarto trimestre hanno evidenziato una crescita rispetto al terzo (+4,1% a 4.251 milioni, al netto di 1.039 milioni riferiti al perimetro UBI).

In particolare, l'apporto degli interessi netti è risultato in contenuto calo (-3,5%), mentre le commissioni nette, che nei precedenti trimestri avevano particolarmente risentito del difficile contesto, sono complessivamente aumentate (+14,6%), in conseguenza della positiva dinamica di tutti i comparti: attività bancaria commerciale (+6%), intermediazione, gestione e consulenza (+16,5%) e altre commissioni nette (+30% circa). In aumento è risultato anche il Risultato dell'attività assicurativa (+5,8%) principalmente per effetto della dinamica del margine tecnico, mentre il Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value è stato inferiore (-48% circa) per la minore operatività sul portafoglio titoli e per il significativo ridimensionamento del Debt Value Adjustment (DVA) correlato alle passività costituite da certificates.

I costi operativi hanno evidenziato una crescita rispetto al trimestre precedente (+13,3% a 2.487 milioni, al netto di 525 milioni riferiti al perimetro UBI Banca) da ascrivere sia alle spese per il personale (+5,8%, soprattutto in relazione alla componente variabile della retribuzione) sia alle spese amministrative (+32,3%, stante la stagionalità che caratterizza l'andamento di questa posta negli ultimi mesi dell'anno).

In relazione alla dinamica di ricavi e costi, il risultato della gestione operativa del quarto trimestre è risultato in calo rispetto al terzo (-6,5% a 1.764 milioni, al netto di 514 milioni riferiti al perimetro UBI Banca).

Di rilievo, come già indicato, è stata l'incidenza delle rettifiche di valore nette su crediti (+77% circa a 1.506 milioni, al netto di 31 milioni riferiti al perimetro UBI), nel contesto conseguente all'emergenza sanitaria.

La voce Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività evidenzia un saldo negativo in crescita (121 milioni, al netto di 1 milione relativo al perimetro UBI, a fronte di un saldo negativo di 60 milioni nel trimestre precedente), in relazione alle maggiori rettifiche di valore su altre attività.

In conseguenza delle dinamiche descritte, il risultato corrente lordo del quarto trimestre ha evidenziato un significativo calo rispetto al trimestre precedente (-80% circa a 196 milioni, al netto di 544 milioni riferiti al perimetro UBI).

Le imposte sul reddito sono state pari a 27 milioni (al netto di 139 milioni riferiti al perimetro UBI).

La voce Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) ammonta a 97 milioni, cui si aggiungono 1.387 milioni relativi al perimetro UBI. In particolare, questi ultimi sono per la quasi totalità (1.378 milioni) costituiti – come in precedenza indicato e come più oltre dettagliato – dagli oneri relativi all'integrazione del Gruppo UBI nel Gruppo Intesa Sanpaolo, riferiti per la maggior parte all'accordo raggiunto con le Organizzazioni Sindacali per le uscite volontarie del personale e per la rimanente quota alle spese di natura IT e di consulenza connesse al processo di integrazione.

La voce Effetti economici dell'allocazione del costo di acquisizione (al netto delle imposte) è negativa per 25 milioni, cui si aggiunge un effetto negativo di 1.202 milioni riferito al Gruppo UBI in relazione alla determinazione in via definitiva del costo di acquisizione di UBI Banca e delle sue controllate.

Gli oneri finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario contabilizzati nel trimestre ammontano a 40 milioni al netto delle imposte (corrispondenti a 58 milioni ante imposte), cui si aggiunge un effetto del perimetro UBI positivo per 2 milioni.

Nell'ambito della voce Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili è stata rilevata la già citata svalutazione dell'avviamento allocato sulla Divisione Banca dei Territori (912 milioni al netto delle imposte), che è stato azzerato in conseguenza dell'aumento del valore di carico della Cash Generating Unit a seguito dell'aumento di capitale per l'OPAS su UBI Banca e del peggioramento del contesto macroeconomico rispetto allo scenario considerato ai fini dell'impairment test effettuato al 30 giugno 2020.

E' stata infine attribuita ai terzi la quota di utile di loro competenza (12 milioni complessivamente, quale risultante di 3 milioni di perdite al netto del perimetro UBI e 15 milioni di utile riferiti a quel perimetro).

Il conto economico consolidato del quarto trimestre 2020 si è chiuso, come anticipato, con un risultato negativo di 3.099 milioni. Come già indicato, non tenendo conto del complesso degli effetti economici relativi all'acquisizione e all'integrazione di UBI Banca e delle sue controllate e della rettifica di valore dell'avviamento, l'utile netto chiuderebbe in sostanziale pareggio.

Quanto alle consistenze patrimoniali, come descritto nel capitolo relativo a cui si rimanda per maggiori dettagli, al 31 dicembre 2020, sulla dinamica degli impieghi e della raccolta ha influito la classificazione tra le attività in via di dismissione, ai sensi dell'IFRS 5, dei crediti oggetto di cessione nel corso del 2021 nell'ambito delle strategie di de-risking del Group NPL Plan e delle attività e passività facenti capo al ramo delle filiali oggetto di cessione nel contesto dell'operazione di acquisizione del Gruppo UBI.

Al 31 dicembre 2020 i finanziamenti verso clientela si sono approssimati a 402 miliardi (al netto delle consistenze riferite al Gruppo UBI per 60 miliardi), in crescita da fine 2019 (+6,6 miliardi, +1,7%), in relazione alle diverse dinamiche delle componenti dell'aggregato a perimetro omogeneo. In particolare, i crediti da attività commerciale sono risultati complessivamente in aumento (+6,6%), grazie alla favorevole dinamica dei mutui e altri finanziamenti a medio-lungo termine a imprese e a privati (+32 miliardi, +18% circa), che riflettono il sostegno del Gruppo all'economia italiana anche in relazione alle misure straordinarie varate dal Governo. La dinamica di questa componente, unitamente al contributo - seppure nolto più ridotto - dei crediti rappresentati da titoli (+0,5 miliardi, +8%), ha assorbito la ben più contenuta diminuzione di anticipazioni e finanziamenti (-6,8 miliardi, -4,6%) e dei conti correnti (-2,4 miliardi, -11,7%).

I crediti deteriorati hanno evidenziato una significativa riduzione (-3,9 miliardi, -27,3%), da ascrivere alle sopra indicate operazioni di de-risking. In particolare, nel 2020 è proseguita la riduzione dell'incidenza dei deteriorati sul complesso dei crediti, grazie sia a minori passaggi a NPL sia alle cartolarizzazioni avvenute nel mese di dicembre di portafogli di crediti in sofferenza (4,3 miliardi circa al lordo delle rettifiche di valore e 1,2 miliardi circa al netto, cui si aggiungono 0,8 miliardi circa al lordo delle rettifiche di valore e 0,4 miliardi circa al netto relativi a UBI Banca), nonché alla contabilizzazione nella voce attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione dei portafogli della Capogruppo classificati a fine 2020 come destinati a prossime cessioni per circa 3,2 miliardi al lordo delle rettifiche di valore e circa 0,5 miliardi al netto (5,4 miliardi circa al lordo delle rettifiche di valore e 2,1 miliardi circa al netto includendo l'apporto di UBI e dei rami in dismissione).

In forte calo è risultata, infine, la componente finanziaria delle operazioni di pronti contro termine (-12,8 miliardi, -43% circa).

Dal lato della provvista, la raccolta diretta bancaria a fine dicembre 2020 ammonta a 457 miliardi (al netto delle consistenze riferite al Gruppo UBI per 68 miliardi), in aumento rispetto al dato di fine 2019 (+31,5 miliardi, +7,4%), trainato dalla componente conti correnti e depositi (+45,2 miliardi, +14% circa). In aumento sono risultate anche le altre forme di raccolta, inclusiva dei certificates e dei commercial paper (+3,4 miliardi, +14% circa) e le passività subordinate (+0,3 miliardi, +4% circa). Sono per contro in calo le obbligazioni (-13,2 miliardi, -20% circa) e, seppure più limitatamente, i certificati di deposito (-0,6 miliardi, -13,6%). Quanto alla componente di natura finanziaria, sono risultate in diminuzione le operazioni di pronti contro termine e prestito di titoli (-3,6 miliardi, -80%), in gran parte riconducibili a controparti istituzionali.

La raccolta diretta assicurativa – che include anche le riserve tecniche, che costituiscono il debito verso la clientela che ha sottoscritto polizze tradizionali o con rischio assicurativo significativo – si attesta, a fine dicembre, a 173 miliardi circa (al netto di 2,7 miliardi riferiti al Gruppo UBI), in aumento rispetto a fine 2019 (+6,7 miliardi, +4%). La dinamica è stata determinata dalla crescita delle diverse componenti dell'aggregato: in misura maggiore le riserve tecniche (+5 miliardi circa, +5,8%) e, seppure in misura minore, l'altra raccolta (+0,5 miliardi, +62% circa) e le passività finanziarie valutate al fair value (+1 miliardo circa, +1,3%), interamente costituite da prodotti unit linked.

La raccolta indiretta del Gruppo si è attestata, a fine 2020, a 552 miliardi, al netto di 89 miliardi relativi al Gruppo UBI. Da inizio anno si evidenzia una crescita del 3,3% attribuibile allo sviluppo equilibrato di entrambe le componenti.

In particolare, il risparmio gestito – che costituisce i due terzi dell'aggregato complessivo – ha mostrato una crescita di 11,4 miliardi (+3,2%), attribuibile essenzialmente alle gestioni patrimoniali (+4,4 miliardi), alle riserve tecniche e passività finanziarie assicurative (+3,7 miliardi) e ai fondi comuni di investimento (+2,4 miliardi). In positivo si sono mossi anche i rapporti con clientela istituzionale e i fondi pensione. Al pari del risparmio gestito, si è osservato un incremento anche della raccolta amministrata (+3,4%, pari a +6 miliardi), concentrato nei titoli e prodotti di terzi affidati in custodia.

I risultati delle Business unit

Il Gruppo Intesa Sanpaolo opera attraverso una struttura organizzativa articolata in sei settori di attività: Banca dei Territori, IMI Corporate & Investment Banking, International Subsidiary Banks, Asset Management, Private Banking e Insurance. Ad esse si aggiungono il Centro di Governo, con funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo dell'intero Gruppo e – ancorché temporaneamente – il contributo del Gruppo UBI.

Gli apporti dei proventi operativi netti dei singoli settori di attività confermano il preponderante contributo dell'attività bancaria commerciale in Italia (il 44% dei proventi operativi netti delle aree di business), in presenza di un apporto comunque significativo dell'attività di corporate e investment banking (24% circa), dell'attività bancaria commerciale all'estero (10% circa) del private banking (11% circa), dell'attività assicurativa (7% circa) e dell'asset management (5% circa).

Ove necessario, i dati divisionali dei periodi posti a raffronto sono stati riesposti in coerenza con le variazioni di perimetro delle business unit al fine di consentire un confronto omogeneo, ad eccezione dei dati relativi al Gruppo UBI, che come già indicato, non sono stati oggetto di riesposizione.

Nel 2020 la Banca dei Territori – che presidia la tradizionale attività di intermediazione creditizia in Italia e i servizi finanziari ad essa correlati – ha realizzato proventi operativi netti per 8.083 milioni, che rappresentano circa la metà dei ricavi consolidati del Gruppo (al netto del Gruppo UBI), in flessione (-3,7%) rispetto al corrispondente periodo dello scorso esercizio, in relazione alla dinamica sia delle commissioni nette (-6,4%), che hanno risentito della brusca frenata nella prima metà dell'anno a seguito del lockdown correlato al contenimento della pandemia COVID-19 - da ascrivere sia al comparto di gestione, intermediazione e consulenza sia a quello del commercial banking - sia, seppure più limitata, degli interessi netti (- 1,1%). Tra le altre componenti di ricavo, che peraltro forniscono un apporto marginale ai proventi della Divisione, il risultato

delle attività e passività finanziarie al fair value ha evidenziato una significativa crescita (+16,3%).

I costi operativi si sono ridotti (-4,3% a 5.065 milioni), sia nella componente delle spese del personale (-5,6%), per la riduzione dell'organico medio, che in quella delle spese amministrative (- 2,1%), nonostante i maggiori costi connessi all'emergenza sanitaria. Per effetto delle dinamiche descritte, il risultato della gestione operativa è ammontato a 3.018 milioni (-2,7%). Il risultato corrente lordo, pari a 385 milioni, è stato fortemente condizionato dal significativo incremento delle rettifiche di valore su crediti principalmente correlate alla revisione dello scenario a seguito dell'evento pandemico. Il risultato netto, dopo l'attribuzione alla Divisione di imposte e oneri di integrazione e in seguito alla rettifica che azzera integralmente l'avviamento connesso all'aumento del valore contabile della Divisione conseguente all'integrazione di UBI Banca (rettifiche di valore dell'avviamento per -912 milioni) si è collocato a -677 milioni.

Le consistenze patrimoniali a fine dicembre 2020 hanno evidenziato una significativa crescita dei volumi intermediati complessivi di raccolta e impiego rispetto a inizio anno (+11,1%). In dettaglio, i crediti verso clientela hanno registrato un aumento (+6,8% a 207.533 milioni) riconducibile ai finanziamenti a medio-lungo termine nei confronti delle imprese e delle aziende retail, che riflettono il sostegno del Gruppo all'economia italiana anche in relazione alle misure straordinarie varate dal Governo. La raccolta diretta bancaria è risultata in forte aumento (+15,3% a 229.677 milioni) nella componente dei debiti verso clientela, per effetto della maggiore liquidità accumulata sui depositi di imprese e privati in attesa di una congiuntura più favorevole.

La Divisione IMI Corporate & Investment Banking (ridenominata a seguito della fusione per incorporazione di Banca IMI nella Capogruppo) – che presidia l'attività di corporate, investment banking e public finance in Italia e all'estero – ha rilevato nel 2020 proventi operativi netti per 4.325 milioni (il 25% circa del dato consolidato di Gruppo al netto del Gruppo UBI), in crescita rispetto al 2019 (+5,4%). In dettaglio, gli interessi netti hanno registrato un significativo incremento (+13,8% a 2.131 milioni), per il più elevato apporto degli impieghi a clientela. Per contro, le commissioni nette, hanno evidenziato un calo (-2% a 979 milioni), per la dinamica rilevata nel comparto del commercial banking. Il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value ha registrato una leggera flessione (-2% a 1.207 milioni), principalmente riconducibile al significativo ridimensionamento degli effetti valutativi derivanti dal debt value adjustment (DVA) correlato alle passività costituite da certificates. I costi operativi sono in diminuzione (-4,4% a 1.098 milioni), sia nella componente delle

spese del personale (-2,1% a 423 milioni), sia in quella delle spese amministrative (-5,6% a 654 milioni), sia per quanto riguarda gli ammortamenti (-8,7% a 21 milioni).

Per effetto delle dinamiche descritte dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa si è attestato a 3.227 milioni, (+9,1%). Il risultato corrente lordo, pari a 2.782 milioni, ha registrato una crescita (+3,1%) nonostante le maggiori rettifiche di valore nette su crediti nel contesto conseguente all'epidemia da COVID-19. L'utile netto di periodo è stato pari a 1.875 milioni (+2,5%).

I volumi intermediati della Divisione hanno, nel complesso, evidenziato un aumento rispetto a inizio anno (+2%). Nel dettaglio, gli impieghi a clientela hanno mostrato un incremento (+2,4% a 135.004 milioni), ascrivibile ai finanziamenti a medio-lungo termine per operazioni di finanza strutturata, così come la raccolta diretta (+1,5% a 88.183 milioni) grazie principalmente allo sviluppo dei debiti verso clientela global corporate.

Nel 2020 i proventi operativi netti della Divisione – che presidia l'attività del Gruppo sui mercati esteri tramite banche commerciali controllate e partecipate – si sono attestati a 1.908 milioni, in calo (-4,5%) rispetto al corrispondente periodo del precedente esercizio (-4% a cambi costanti) per la dinamica di interessi netti (-4,4% a 1.310 milioni) e commissioni nette (-6% a 505 milioni), solo in minima parte compensata dal maggiore apporto del risultato delle attività e passività finanziarie al fair value (+5,6% a 131 milioni). I costi operativi hanno evidenziato un lieve decremento (-1% a 981 milioni, -0,2% a cambi costanti), per effetto di una contenuta diminuzione delle spese del personale (-2,4% a 527 milioni) e di quelle amministrative (-0,6% a 344 milioni), mentre risultano in aumento gli ammortamenti (+4,8% a 110 milioni). Per l'andamento descritto dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa ha registrato una diminuzione (-7,9%), attestandosi a 927 milioni. Il risultato corrente lordo è diminuito del 28,8% a 672 milioni, anche per le maggiori rettifiche di valore su crediti, in larga parte

riconducibili al contesto pandemico. La Divisione ha chiuso il 2020 con un risultato netto di 473 milioni (-34,6%). I volumi intermediati della Divisione hanno evidenziato a fine 2020 un aumento del 6,4% rispetto a inizio anno riconducibile sia ai crediti verso clientela (+6%), nella componente a medio-lungo termine, sia alla raccolta diretta bancaria (+6,7%), segnatamente ai debiti verso clientela.

La Divisione Private Banking – che ha la missione di servire il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals), creando valore attraverso l'offerta di prodotti e servizi mirati all'eccellenza – ha realizzato nel 2020 un risultato corrente lordo pari a 1.282 milioni, in diminuzione (-3,9%) rispetto al 2019 per effetto di minori proventi operativi netti (-27 milioni), soltanto parzialmente compensati da minori oneri operativi (-10 milioni), e di maggiori rettifiche di valore nette su crediti (+10 milioni).

In dettaglio, la dinamica dei ricavi è da ricondurre essenzialmente alla riduzione sia delle commissioni nette (-33 milioni) sia del risultato netto delle attività finanziarie (-13 milioni), in presenza di interessi netti in aumento (+19 milioni) per i maggiori volumi medi. La Divisione ha chiuso il semestre con un utile netto di 873 milioni, in diminuzione (-4,9%) rispetto al 2019.

Al 31 dicembre 2020 le masse gestite e amministrate, che includono anche il contributo dei mandati fiduciari a SIREF Fiduciaria, sono state pari a 213,9 miliardi (+10,4 miliardi rispetto a

inizio anno). Tale andamento è riconducibile all'apporto positivo della raccolta netta, unitamente alla rivalutazione delle masse nella seconda parte dell'anno. La componente di risparmio gestito si è attestata a 130,9 miliardi (+8,3 miliardi).

La Divisione Asset Management – che ha la missione di sviluppare soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo e la presenza nel segmento dell'open market tramite la società controllata Eurizon Capital e le sue partecipate – ha registrato nell'esercizio 2020 proventi operativi netti per 867 milioni, in aumento (+3,2%) rispetto al 2019 soprattutto per il contributo delle commissioni nette (+4,5%). I costi operativi sono rimasti nel complesso stabili (pari a 156 milioni). Dato l'andamento descritto dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa è stato pari a 711 milioni (+4,1%). La Divisione ha chiuso il 2020 con un risultato netto pari a 519 milioni (sostanzialmente in linea con il 2019).

Complessivamente il risparmio gestito dalla Divisione Asset Management si è attestato al 31 dicembre 2020 a 273,3 miliardi, in aumento di 7,5 miliardi (+2,8%) su base annua grazie alla rivalutazione delle masse e alla raccolta netta positiva (+1,5 miliardi).

Nel 2020 la Divisione Insurance – che sovrintende alla gestione delle società controllate del gruppo assicurativo Intesa Sanpaolo Vita e Fideuram Vita, con la missione di sviluppare l'offerta dei prodotti assicurativi e previdenziali rivolti alla clientela del Gruppo – ha conseguito un risultato dell'attività assicurativa pari a 1.268 milioni, superiore (+3,3%) rispetto al 2019. Il miglioramento del risultato, conseguito nonostante la minor redditività riveniente dagli investimenti sul portafoglio vita rispetto al precedente esercizio, è attribuibile in prevalenza all'aumento dei ricavi legati al business danni, quest'ultimo caratterizzato da una significativa riduzione dei sinistri registrati durante il periodo di lockdown a seguito dell'emergenza COVID-19.

Il risultato corrente lordo risulta sostanzialmente stabile (+0,9% a 999 milioni).

L'utile netto è ammontato a 686 milioni (+3,8%).

In relazione al perfezionamento dell'operazione di acquisizione di UBI Banca nel corso dell'esercizio, nell'ambito dell'informativa per settore di attività le risultanze del Gruppo UBI - rendicontate a partire dalla data di acquisizione (dunque dal mese di agosto) vengono temporaneamente rappresentate come una business unit separata e saranno divisionalizzate successivamente, con il procedere dell'integrazione. Come già indicato nei commenti ai risultati consolidati, data la particolarità dell'operazione, nessuna rettifica è stata apportata ai dati storici riclassificati per riflettere retroattivamente gli effetti dell'operazione di acquisizione. Di conseguenza, non vengono riportati dati a raffronto.

I proventi operativi netti, pari a 1.614 milioni, sono composti per il 44% da interessi netti, per il 45% da commissioni e per l'8% dal risultato netto di attività e passività al fair value. In particolare, le commissioni nette evidenziano un trend positivo, confermato anche nell'ultimo trimestre, le prime sia per l'apporto dei servizi di gestione, intermediazione e consulenza sia per la ripresa

dell'attività bancaria tradizionale che ha generato commissioni maggiori rispetto ai periodi precedenti, penalizzati dai fermi e dai rallentamenti generati dal lockdown. I costi operativi risultano pari a 885 milioni. Date le componenti di ricavi e costi descritte, il risultato della gestione operativa si attesta a 729 milioni.

Per effetto della valorizzazione dell'avviamento negativo, rilevato a seguito dell'operazione di acquisizione tramite il calcolo puntuale alla data di acquisizione dei fair value delle attività identificabili acquisite e delle passività assunte del Gruppo UBI, e degli oneri correlati all'integrazione e miglioramento dell'efficienza operativa ed alla riduzione del profilo di rischio, il risultato netto della business unit si attesta a 1.106 milioni.

Quanto alle consistenze patrimoniali, a fine dicembre la raccolta diretta bancaria si è attestata a circa 68 miliardi al netto dei circa 30 miliardi riclassificati tra le passività in via di dismissione relativi al ramo aziendale oggetto di cessione a BPER nell'ambito del progetto di integrazione ISP-UBI, mentre gli impieghi risultano pari a 59,7 miliardi, al netto di circa 24 miliardi, anch'essi riclassificati tra le attività in via di dismissione.

Gli eventi rilevanti

Di seguito si indicano gli eventi rilevanti intervenuti nell'esercizio 2020.

L'integrazione del Gruppo UBI

Il perfezionamento dell'operazione

Il 30 luglio 2020 si è concluso il periodo di adesione all'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (di seguito "Offerta" o "OPAS") volontaria totalitaria promossa da Intesa Sanpaolo su massime n. 1.144.285.146 azioni ordinarie di Unione di Banche Italiane S.p.A. (di seguito "UBI Banca"), rappresentanti l'intero capitale sociale sottoscritto e versato. In pari data, si è conclusa anche l'offerta di acquisto e scambio di azioni UBI Banca riservata a "qualified institutional buyers" (Private Placement) che Intesa Sanpaolo ha effettuato negli Stati Uniti.

Nel rinviare per un'informativa dettagliata al Documento di Offerta, al Prospetto informativo e a tutta la documentazione messa a disposizione ai sensi di legge, nonché alle singole comunicazioni tempo per tempo effettuate circa l'evoluzione dell'Offerta e il suo esito, in questa sede ci si limita a rammentare che l'Offerta è stata promossa da Intesa Sanpaolo il 17 febbraio 2020, inizialmente nella forma di Offerta Pubblica di Acquisto, sulla base di un corrispettivo unitario pari a 1,7000 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione per ciascuna azione di UBI Banca portata in adesione. Le azioni di Intesa Sanpaolo offerte quale corrispettivo sarebbero state emesse grazie a un aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione ai sensi dell'art. 2441, comma 4, cod. civ., riservato agli aderenti all'offerta. In proposito, l'Assemblea del 27 aprile 2020 - con n. 8.935.308.480 voti favorevoli, pari al 98,04467% sulle azioni ordinarie rappresentate - ha attribuito al Consiglio di Amministrazione delega a deliberare entro il 31 dicembre 2020 un aumento del capitale sociale per un importo massimo complessivo di 1.011.548.072,60 euro, oltre sovraprezzo, con emissione di un numero massimo di 1.945.284.755 azioni ordinarie. L'Assemblea ha altresì deliberato di modificare di conseguenza l'articolo 5 dello statuto sociale ed ha conferito mandato al Presidente del Consiglio di Amministrazione e all'Amministratore Delegato della Società, in via tra loro disgiunta, per provvedere, anche a mezzo di procuratori speciali, a quanto richiesto, necessario o utile per l'esecuzione di quanto deliberato. Successivamente, l'Offerta è stata modificata in data 17 luglio 2020 a seguito dell'incremento del corrispettivo unitario, mediante la previsione di un corrispettivo in denaro pari a Euro 0,57 per ciascuna azione UBI Banca portata in adesione; contestualmente il periodo di adesione è stato prorogato d'ufficio dalla CONSOB dal termine iniziale del 28 luglio 2020 al 30 luglio 2020, ai sensi dell'art. 40, comma 4, del Regolamento Emittenti, con delibera n. 21460 del 27 luglio 2020.

Inoltre, si ricorda che al fine di prevenire il sorgere di situazioni potenzialmente rilevanti ai fini antitrust, in data 17 febbraio 2020 Intesa Sanpaolo e BPER Banca (di seguito anche "BPER") hanno stipulato un accordo vincolante ma condizionato al successo dell'OPAS ("Accordo BPER"), che prevede l'acquisto da parte di BPER di un ramo d'azienda composto dagli sportelli bancari dell'entità risultante dall'aggregazione di Intesa Sanpaolo con UBI Banca. L'accordo originario prevedeva la cessione di circa 400/500 filiali dell'entità aggregata e delle relative attività e passività a fronte di un corrispettivo pari a un multiplo pari a 0,55x del CET 1 di UBI Banca allocato alle filiali individuate nel perimetro di cessione. Successivamente, ad esito delle discussioni intercorse fra Intesa Sanpaolo e BPER, per tener opportunamente conto della situazione congiunturale creatasi a seguito dell'esplosione della pandemia da COVID-19, il meccanismo di determinazione del prezzo sopra descritto è stato modificato prevedendo per il ramo in questione un corrispettivo pari a 0,38 volte il valore del CET 1 Fully Loaded alla data di riferimento allocato alle attività di rischio ponderate degli sportelli oggetto di cessione. In data 15 giugno 2020, Intesa Sanpaolo, al fine di rimuovere le specifiche criticità antitrust evidenziate dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ("AGCM"), ha negoziato e sottoscritto un accordo integrativo dell'Accordo BPER in forza del quale è stato ampliato il numero delle filiali da trasferire (da 400/500 a 532, di cui 501 di UBI Banca e 31 di Intesa Sanpaolo) con definizione puntuale degli indirizzi e conseguente ridefinizione della stima delle consistenze. Con provvedimento adottato nell'adunanza del 14 luglio 2020 e notificato a Intesa Sanpaolo in data 16 luglio 2020, l'AGCM ha approvato l'operazione di acquisizione del controllo di UBI Banca subordinatamente all'esecuzione di cessioni strutturali in linea con quanto previsto nell'Accordo BPER e dagli impegni assunti da Intesa Sanpaolo.

Sempre relativamente all'Accordo BPER, il 12 novembre 2020 è stato concluso un accordo integrativo dell'accordo vincolante, con il quale è stata completata l'identificazione delle filiali e sono state individuate le persone da includere nel ramo. Il perimetro definitivo del ramo comprende 486 filiali dotate di autonomia contabile e radicamento dei rapporti giuridici con la clientela (7 in più rispetto a quanto precedentemente concordato) e 134 punti operativi (come ad esempio gli sportelli distaccati) funzionali al presidio commerciale della clientela delle filiali, privi di autonomia contabile. Le persone facenti parte del ramo risultano pari a 5.107 e sono riferibili prevalentemente alla rete di filiali e punti operativi e alle aree di business Private e Corporate, cui si aggiungono quelle riferibili alle aree di governo di "semi-centro" a supporto dei presidi regionali e territoriali di coordinamento della rete del ramo e di "centro" per il rafforzamento delle funzioni centrali, di controllo e IT.

La cessione a BPER Banca del ramo d'azienda ex UBI Banca – inclusivo di un ramo d'azienda di proprietà di UBISS (società consortile controllata da UBI Banca) essenzialmente focalizzato sui servizi alle filiali oggetto di acquisizione – è divenuta efficace il 22 febbraio 2021, mentre il trasferimento degli sportelli di proprietà di Intesa Sanpaolo avrà efficacia dal 21 giugno 2021.

Inoltre, in tema di cessioni al fine di ottemperare agli impegni assunti nei confronti dell'AGCM9 , Intesa Sanpaolo il 15 gennaio 2021 ha sottoscritto con Banca Popolare della Puglia e della Basilicata (di seguito anche "BPPB) un accordo per la cessione a quest'ultima di un ramo d'azienda composto da 17 filiali con autonomia contabile e 9 punti operativi di UBI Banca, per complessivi 148 lavoratori, in Abruzzo, Molise, Basilicata e Calabria. L'operazione è subordinata alle autorizzazioni previste dalla Legge, con perfezionamento atteso entro la fine del primo semestre 2021.

9 Come indicato nel Documento di Registrazione pubblicato in data 26 giugno 2020, qualora, anche in caso di esito favorevole della cessione del ramo bancario a BPER Banca, ad avviso dell'AGCM fosse riscontrato il permanere di possibili criticità antitrust in talune aree locali (nelle quali non sono presenti sportelli oggetto di cessione a BPER), Intesa Sanpaolo si è impegnata a stipulare con uno o più soggetti terzi indipendenti, entro nove mesi dalla data di pagamento dell'Offerta, contratti per la cessione di ulteriori complessivi 17 sportelli bancari di UBI Banca, impegno cui l'AGCM ha condizionato la propria autorizzazione.

Sulla base dei risultati definitivi – comunicati al mercato il 3 agosto 2020 – durante il periodo di adesione sono risultate portate in adesione all'Offerta (incluse quelle portate in adesione attraverso il Private Placement), n. 1.031.958.027 azioni UBI Banca, pari a circa il 90,184% del capitale sociale di UBI Banca. Per effetto del regolamento dell'Offerta (e del Private Placement) e sulla base dei risultati dell'Offerta (e del Private Placement), l'Offerente Intesa Sanpaolo è giunto a detenere complessivamente n. 1.041.458.904 azioni UBI Banca, pari a circa il 91,0139% del capitale sociale di UBI Banca, tenuto conto che (i) l'Offerente deteneva, direttamente e indirettamente (anche a mezzo di società fiduciarie o per interposta persona), complessive n. 249.077 azioni ordinarie dell'Emittente, pari allo 0,0218% e (ii) UBI Banca deteneva n. 9.251.800 azioni proprie rappresentative dello 0,8085% del capitale sociale dell'Emittente.

Si segnala, da ultimo, che sono complessivamente pervenute adesioni "con riserva" per n. 334.454 azioni UBI Banca da parte di n. 103 aderenti. Tali adesioni non sono state conteggiate ai fini della determinazione delle percentuali di adesione all'Offerta. Sulla base dei risultati definitivi sopra indicati, la Condizione Soglia Percentuale (ossia la detenzione da parte dell'Offerente di una partecipazione complessiva pari ad almeno il 66,67% del capitale sociale dell'Emittente), è risultata avverata e anche le altre Condizioni di Efficacia dell'Offerta sono risultate avverate o, secondo i casi, rinunciate da Intesa Sanpaolo. Pertanto, l'Offerta è risultata efficace e ha potuto essere perfezionata.

In data 5 agosto 2020 a fronte del trasferimento del diritto di proprietà delle azioni UBI Banca, Intesa Sanpaolo ha emesso e assegnato agli aderenti all'Offerta un totale di n. 1.754.328.645 nuove azioni Intesa Sanpaolo, pari al 9,107% del capitale sociale di Intesa Sanpaolo, secondo il rapporto di n. 1,7000 azioni Intesa Sanpaolo a fronte di 1 azione UBI Banca. Inoltre, Intesa Sanpaolo ha corrisposto, in data 19 agosto 2020, agli aventi diritto il corrispettivo in denaro (ossia Euro 0,57 per ciascuna azione UBI Banca portata in adesione) e così per un totale di Euro 588.216.075,39.

Poiché la partecipazione detenuta direttamente o indirettamente da Intesa Sanpaolo nel capitale sociale di UBI Banca alla fine del periodo di adesione è risultata superiore al 90% ma inferiore al 95%, si sono verificati i presupposti per l'obbligo di acquisto ai sensi dell'Art. 108, comma 2, del TUF (Testo Unico della Finanza), avendo Intesa Sanpaolo già dichiarato nel Documento di Offerta che non avrebbe posto in essere misure finalizzate a ripristinare le condizioni minime di flottante per un regolare andamento delle contrattazioni delle azioni ordinarie UBI Banca. Pertanto, ai sensi dell'art. 108, comma 2, del TUF, Intesa Sanpaolo ha avuto l'obbligo di acquistare dagli azionisti di UBI Banca che ne avessero fatto richiesta le residue azioni ordinarie, che ammontavano nel complesso a n. 112.327.119 azioni UBI e rappresentavano il 9,8163% del capitale sociale. Il corrispettivo per azione residua, determinato ai sensi delle disposizioni di cui all'articolo 108, commi 3 e 5, del TUF è stato determinato come di seguito:

  • i. un corrispettivo identico a quello offerto agli aderenti all'OPAS, vale a dire per ciascuna azione UBI Banca portata in adesione, n. 1,7000 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione e Euro 0,57; ovvero, in alternativa,
  • ii. solo agli azionisti che ne avessero fatto espressa richiesta, un corrispettivo integrale in contanti il cui importo per ciascuna azione UBI Banca, calcolato ai sensi dell'articolo 50-ter, comma 1, lettera a), del Regolamento Emittenti, era pari alla somma di (x) media ponderata dei prezzi ufficiali delle azioni di Intesa Sanpaolo registrati su Borsa Italiana nei cinque giorni di negoziazione precedenti la data di pagamento (ossia nei giorni 29, 30 e 31 luglio, 3 e 4 agosto 2020) moltiplicata per il rapporto di cambio (Euro 2,969) ed (y) Euro 0,57, per un corrispettivo complessivo di 3,539 euro per azione residua.

La procedura di adempimento dell'obbligo di acquisto ai sensi dell'Art. 108, comma 2, del TUF, che si è tenuta tra il 24 agosto e l'11 settembre 2020, ha visto richieste di vendita relative a complessive 90.691.202 azioni residue, che rappresentano il 7,9256% del capitale sociale di UBI Banca e l'80,7385% delle azioni residue. Con riferimento alle n. 90.691.202 azioni residue:

  • i. per 87.853.597 azioni residue, i relativi titolari hanno richiesto il corrispettivo previsto per l'OPAS; e
  • ii. per le restanti 2.837.605 azioni residue, i relativi titolari hanno richiesto il corrispettivo integrale in contanti, vale a dire Euro 3,539 per azione residua.

Tenuto conto delle (a) n. 1.031.958.027 portate in adesione all'OPAS, delle (b) 90.691.202 azioni residue acquisite nella procedura ex Art. 108, comma 2, del TUF, delle (c) n. 131.645 azioni ordinarie dell'Emittente detenute direttamente o indirettamente da Intesa Sanpaolo e delle (d) n. 8.903.302 azioni proprie detenute da UBI Banca, Intesa Sanpaolo, a seguito della procedura ex Art.108, comma 2 del TUF, è giunta a detenere complessive 1.131.684.176 azioni UBI Banca, pari al 98,8988% del capitale sociale di UBI Banca. Intesa Sanpaolo ha proceduto al pagamento del corrispettivo dell'obbligo di acquisto ai sensi dell'Art. 108, comma 2, del TUF in data 17 settembre 2020 tramite:

i. emissione di 149.351.114 nuove azioni Intesa Sanpaolo, pari allo 0,77% del capitale sociale della banca e pagamento di un corrispettivo di 50.076.550,29 euro agli azionisti aderenti che hanno scelto il corrispettivo previsto per l'OPAS;

ii. pagamento di 10.042.284,10 euro per gli azionisti aderenti che hanno richiesto il corrispettivo integrale in contanti.

Successivamente alla procedura ex Art.108, comma 2 del TUF, Intesa Sanpaolo, essendo venuta a detenere una partecipazione superiore al 95% del capitale sociale di UBI Banca, ha esercitato il diritto di acquisto ai sensi dell'articolo 111 del TUF e, contestualmente, adempiuto all'obbligo di acquisto ai sensi dell'articolo 108, comma 1, del TUF nei confronti degli azionisti di UBI Banca che ne avessero fatto richiesta, mediante apposita procedura congiunta che, come concordato con CONSOB e Borsa Italiana (la "Procedura Congiunta") si è tenuta nel periodo 18 – 29 settembre 2020. La Procedura Congiunta ha avuto a oggetto massime n. 21.635.917 azioni UBI ancora in circolazione. Il corrispettivo previsto nella Procedura Congiunta è stato il medesimo corrisposto per le azioni acquisite nella procedura ex Art. 108, comma 2 del TUF. Durante la Procedura Congiunta sono state presentate richieste di vendita relative a complessive 3.013.070 azioni rimanenti, vale a dire il 13,9262% delle azioni oggetto della procedura. In particolare:

  • i. per 408.474 azioni i relativi titolari hanno richiesto il corrispettivo previsto per l'OPAS; e
  • ii. per le restanti 2.604.596 azioni, i titolari hanno richiesto il corrispettivo integrale in contanti, vale a dire Euro 3,539 per ciascuna azione rimanente.

Per le n. 18.622.847 azioni rimanenti, i relativi titolari non hanno presentato alcuna richiesta di vendita. Tali Azioni rimanenti includono anche n. 8.877.911 azioni proprie (rappresentative dello 0,7758% del capitale sociale dell'Emittente) detenute da UBI Banca e n. 120.985 azioni ordinarie UBI Banca detenute in conto proprio da Intesa Sanpaolo prima del 17 febbraio 2020, data di annuncio dell'Offerta; le azioni proprie di UBI Banca e le azioni ordinarie UBI Banca detenute per proprio conto da Intesa Sanpaolo non sono state oggetto di trasferimento a Intesa Sanpaolo nell'ambito della Procedura Congiunta. Intesa Sanpaolo ha proceduto al pagamento del corrispettivo della Procedura Congiunta in data 5 ottobre 2020 tramite:

  • i. emissione di n. 17.055.121 nuove azioni Intesa Sanpaolo, pari allo 0,09% del capitale sociale della Banca e pagamento di un corrispettivo di 5.718.482,25 euro agli azionisti aderenti che hanno scelto il corrispettivo previsto per l'OPAS e agli azionisti che non hanno presentato alcuna richiesta di vendita;
  • ii. pagamento di 9.217.655,24 euro per gli azionisti aderenti che hanno richiesto il corrispettivo integrale in contanti.

A seguito della conclusione della Procedura Congiunta, Intesa Sanpaolo è venuta a detenere il 100% del capitale sociale di UBI Banca.

Si evidenzia, inoltre, che Borsa Italiana, con il provvedimento n. 8693 assunto in data 17 settembre 2020, ha disposto la revoca delle azioni di UBI Banca dalla quotazione sul Mercato Telematico Azionario (ossia il delisting) a decorrere dal 5 ottobre 2020 (data di esecuzione della Procedura Congiunta), previa sospensione del titolo nelle sedute dell'1 e del 2 ottobre 2020.

Si segnala infine che il 29 gennaio 2021 è stato depositato presso il Registro delle Imprese di Torino il progetto di fusione per incorporazione di UBI Banca S.p.A. in Intesa Sanpaolo S.p.A. La fusione è stata poi approvata, dal Consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo in data 2 marzo.

L'avvio delle attività di integrazione

L'integrazione tra Intesa Sanpaolo (ISP) e UBI Banca (UBI) si pone tre principali obiettivi: i) creare valore attraverso un'integrazione industriale rapida e di successo, che possa conseguire importanti sinergie; ii) valorizzare i talenti dei due Gruppi (persone, competenze, asset distintivi); iii) creare un Champion di dimensione europea, che possa svolgere un ruolo di primo piano nell'evoluzione del settore bancario post COVID-19.

Il Programma di Integrazione ISP-UBI è stato lanciato a settembre 2020, coinvolgendo tutto il Gruppo (oltre 400 manager di ISP e UBI) e adottando una solida Governance che prevede la guida del Programma da parte dei Responsabili di Programma e incontri periodici dedicati sia a livello di cantiere che di Programma (Comitato Guida, SAL di Programma, Comitato di Coordinamento Strategico, SAL di cantiere).

Il Programma adotta inoltre una efficace e granulare organizzazione che prevede 4 cantieri "a staff" e 25 "verticali", oltre 100 sotto-cantieri e oltre 3.000 prodotti finiti monitorati bi-settimanalmente. In particolare, i 4 cantieri "a staff" includono:

  • − "Valorizzazione sinergie, controllo costi e supporto analitico": per stimare e valorizzare le sinergie derivanti dall'integrazione, monitorare costi ed investimenti di Programma, fornire supporto analitico ai cantieri per le principali scelte strategiche;
  • − "Coordinamento di Programma": per coordinare e monitorare lo stato avanzamento lavori del Programma e dei singoli cantieri;
  • − "Comunicazione": per gestire la comunicazione interna, esterna e agli investitori legata al Programma di integrazione;
  • − "Strutture a supporto": per indirizzare on-demand specifiche tematiche (es., legale e compliance) verso i riferimenti già identificati all'interno dei singoli cantieri.

Gli altri cantieri "verticali" invece riguardano i seguenti ambiti:

  • − 1. "Valori fondanti dell'integrazione": per definire i principali valori fondanti dell'integrazione (territorio e comunità, clienti e persone) e identificare specifiche iniziative da implementare;
  • − 2. "ESG-Impact: Responsabilità sociale e ambientale" per mappare le attività in essere in ambito ESG/Impact e definire una roadmap in ambito sostenibilità e per la valorizzazione del territorio e delle comunità;
  • − 3. "Adempimenti societari e comunicazioni obbligatorie" per assicurare il completamento di tutti gli adempimenti societari nei confronti delle autorità di vigilanza e predisporre la documentazione per gli organi istituzionali;
  • − 4. "Adempimenti obbligatori, operativi e "di funzionamento" per mappare e assicurare l'implementazione di tutti gli adempimenti obbligatori e le scelte di "interim" per ciascuna Area di Governance;
  • − 5a-5d: "Modello organizzativo e HR" per Identificare ed indirizzare gli impatti organizzativi derivanti dall'integrazione (anche nel transitorio) e definire il modello organizzativo target, definire la strategia di valorizzazione dei talenti e le relative iniziative e lanciare un piano di change management, identificare ed indirizzare gli impatti HR derivanti dall'integrazione e definire il modello HR target e assicurare un'efficace gestione delle procedure e degli accordi sindacali (sia a regime, sia nel periodo transitorio);
  • − 6. "Integrazione Informatica e Processi" per gestire gli interventi per la migrazione di UBI sulla piattaforma informatica e operativa di ISP, indirizzando gli impatti IT e di processo rinvenienti da tutti i cantieri del Programma di integrazione;
  • − 7a-7d. "Cessioni" per definire strategia, modalità e tempistiche di cessione in coerenza con gli obiettivi di Programma (inclusa la definizione e segregazione del ramo) e gestire gli interventi informatici, di governo e di business per completare in maniera efficace ed efficiente le cessioni previste (filiali ISP a BPER, filiali UBI a BPER e attività assicurative a Unipol SAI Assicurazioni, ulteriori filiali ISP a Banca Popolare di Puglia e Basilicata - BPPB) nei tempi stabiliti (incluso il necessario supporto a BPER);
  • − 8a-8m. "Scelte di Business e di integrazione Operativa" per mappare, prioritizzare ed indirizzare le principali scelte di business di "interim", necessarie per l'integrazione nella fase transitoria (ad esempio, definire policy su decisioni di pricing nell'"interim").

Il Programma ha definito un piano di lavoro congiunto le cui principali milestone hanno riguardato la cessione delle filiali UBI a BPERm completata con successo a febbraio 2021 e la fusione di UBI in ISP (e completamento della relativa migrazione informatica) prevista ad aprile 2021.

Il Programma ad oggi vede avviate tutte le attività previste da piano. In particolare, a titolo di esempio sono riportate di seguito alcune delle principali attività svolte:

  • − nomina di Gaetano Miccichè quale Consigliere delegato e Direttore Generale di UBI Banca;
  • − approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo della lista per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione di UBI Banca;
  • − formulazione dei valori fondanti, con l'identificazione di tre pilastri valoriali chiave su cui fondare l'integrazione;
  • − mappatura delle iniziative ESG/Impact di ISP e UBI (sono in corso selezionati approfondimenti) e definizione della Dichiarazione Consolidata Non Finanziaria 2020;
  • − completamento di tutti gli adempimenti obbligatori propedeutici al piano di integrazione previsti;
  • − recepimento del regolamento del Gruppo ISP da parte di UBI;
  • − sottoscrizione dell'accordo sindacale per le uscite volontarie senza impatti sociali, con tre mesi di anticipo, come illustrato in maggior dettaglio nel seguito;
  • − realizzazione del nuovo assetto organizzativo del Gruppo derivante dall'integrazione in ISP di UBI con pubblicazione di Ordini di Servizio e Note di Servizio per le Aree di Governo, per la Divisione Banca dei Territori (definita l'articolazione target territoriale, che prevede la creazione delle nuove Direzioni Regionali e della Direzione Agribusiness e delle strutture centrali) e per la Divisione IMI C&IB;
  • − approvazione nel Consiglio di Amministrazione di ISP e nel Consiglio di UBI del Cascading del Risk Appetite Framework (RAF) e del Credit Risk Appetite (CRA) sul Gruppo UBI;
  • − in ambito integrazione informatica avvio, secondo il piano, dello sviluppo implementativo delle gap con primi rilasci, conclusione della seconda simulazione con certificazione utente, completamento delle postalizzazioni delle comunicazioni obbligatorie, definizione e messa in atto delle azioni per abilitare la transizione dei clienti UBI sui canali digitali di ISP (es., bonifica cellulari);
  • − avvio delle attività per le ulteriori cessioni filiali a BPER e BPPB con focus sulle attività più urgenti (quali le comunicazioni obbligatorie alla clientela);
  • − completamento delle principali scelte strategiche e di business, sulla base delle analisi sviluppate;
  • − individuazione del ruolo target delle principali società prodotto all'interno del Gruppo;
  • − completamento dell'allineamento dei piani di comunicazione commerciale ISP- UBI verso la clientela;
  • − consolidamento del "footprint" territoriale target di Intesa Sanpaolo Private Banking (ISPB) e completamento della riportafogliazione dei clienti per la gestione degli effetti della scissione BPER, e definizione delle logiche di gestione dei clienti condivisi tra UBI Top Private e ISPB;
  • − finalizzazione del piano di continuità operativa di dettaglio, comprendente interventi IT, organizzativi e procedurali per IW Bank;
  • − definizione del perimetro della clientela UBI da portafogliare in Divisione IMI C&IB (sono in finalizzazione gli ultimi approfondimenti);
  • − presentazione del progetto di integrazione Eurizon/Pramerica alle Autorità di Vigilanza ed avvio dell'iter di fusione;
  • − conclusione delle negoziazioni e presentazione delle istanze per l'acquisizione di Aviva Vita e Lombarda Vita e finalizzazione dell'accordo per l'acquisizione di Cargeas;
  • − conferma della chiusura della filiale di Nizza dopo la fusione del 12 Aprile e individuazione delle soluzioni di contingency per garantire la continuità operativa post integrazione ISP-UBI fino alla chiusura della filiale.

Come sopra accennato, si segnala, in particolare, che il 30 settembre Intesa Sanpaolo ha sottoscritto un accordo sindacale finalizzato nel contempo a un ricambio generazionale senza impatti sociali e a continuare ad assicurare un'alternativa ai possibili percorsi di riconversione/riqualificazione professionale e la valorizzazione delle persone del Gruppo Intesa Sanpaolo risultante dall'acquisizione di UBI Banca.

L'accordo individua le modalità e i criteri per il raggiungimento dell'obiettivo di almeno 5.000 uscite volontarie entro il 2023, con l'accesso al pensionamento o al Fondo di Solidarietà da parte delle persone del Gruppo. Inoltre, entro il 2023 saranno effettuate assunzioni a tempo indeterminato nel rapporto di un'assunzione per ogni due uscite volontarie, fino a comunque 2.500 assunzioni, a fronte delle almeno 5.000 uscite volontarie previste, non computando a tal fine le uscite delle persone che trasferite per effetto dei trasferimenti di rami di azienda. Le assunzioni saranno destinate a sostenere la crescita del Gruppo e le nuove attività, avendo attenzione al supporto alla Rete e alle zone svantaggiate del Paese, anche attraverso la "stabilizzazione" delle persone attualmente in servizio con contratto a tempo determinato. Il Gruppo prevede che almeno la metà delle assunzioni riguardi le province di insediamento storico di UBI Banca (Bergamo, Brescia, Cuneo e Pavia) e il Sud Italia.

La firma dell'accordo, in largo anticipo rispetto alla scadenza di fine anno originariamente prevista, testimonia l'efficace progressione del processo di integrazione.

L'accordo ha previsto in particolare che:

  • l'offerta riguardante le uscite volontarie fosse rivolta a tutte le persone delle società italiane del Gruppo Intesa Sanpaolo che applicano i CCNL Credito, compresi i dirigenti;
  • potesse aderire, secondo modalità comunicate dal Gruppo ed entro il mese di novembre 2020, chi abbia maturato i requisiti di pensionamento entro il 31 dicembre 2026, incluse le regole di calcolo cosiddette "Quota 100" e "Opzione donna";
  • le persone che, pur avendo aderito all'Accordo Intesa Sanpaolo 29 maggio 2019 o all'Accordo UBI 14 gennaio 2020, non fossero rientrate nelle graduatorie potessero presentare domanda di uscita volontaria alle condizioni definite;
  • nel caso in cui le domande di pensionamento o accesso al Fondo di Solidarietà fossero risultate superiori al numero di 5.000 venisse redatta una graduatoria unica a livello di Gruppo sulla base della data di maturazione del diritto alla pensione; nella graduatoria è stata data priorità alle persone che avevano in precedenza aderito all'accordo 29 maggio 2019 ex Gruppo Intesa Sanpaolo o all'accordo 14 gennaio 2020 ex Gruppo UBI e non fossero rientrate tra le uscite previste, nonché ai titolari delle previsioni ex art. 3, comma 3 della L. 104/1992 per sé e alle persone disabili con percentuale di invalidità non inferiore al 67%.

Successivamente, il 14 gennaio 2021, Intesa Sanpaolo ha comunicato che procederà a ulteriori 1.000 assunzioni, in aggiunta alle 2.500 già previste dal sopra descritto accordo sindacale del 29 settembre 2020. Intesa Sanpaolo, facendo seguito alla verifica svolta con le Organizzazioni Sindacali in merito al raggiungimento delle almeno 5.000 uscite volontarie, intende infatti accogliere tutte le oltre 7.200 adesioni volontarie validamente pervenute e procedere di conseguenza, come chiesto dalle Organizzazioni Sindacali, a 3.500 assunzioni complessive, che saranno perfezionate entro il primo semestre 2024.

Questa decisione conferma l'efficace prosecuzione del processo di integrazione di UBI Banca nel Gruppo Intesa Sanpaolo e segue l'accordo sindacale sottoscritto il 30 dicembre 2020 in merito ai trattamenti riguardanti le 5.107 persone incluse nel ramo d'azienda oggetto di cessione a BPER Banca.

Il 30 dicembre 2020 è stato sottoscritto l'accordo sindacale che regola il passaggio del personale a BPER Banca previsto nell'ambito degli adempimenti richiesti dall'autorità antitrust a seguito della conclusione dell'offerta pubblica di scambio con la quale ISP ha acquisito il controllo di UBI Banca. L'accordo è stato firmato dai rappresentanti di Intesa Sanpaolo, BPER Banca e le OOSS.

In particolare, BPER ha condiviso con le organizzazioni sindacali un percorso che durerà fino al 31 dicembre 2021 nel corso del quale, ferma restando per tutto l'anno 2021 l'applicazione dei trattamenti oggi previsti in Intesa Sanpaolo e UBI Banca, ricercherà una armonizzazione delle normative applicate presso BPER, garantendo comunque anche oltre il termine del 2021 non solo i diritti previsti in materia di trattamento retributivi ma anche l'insieme delle contribuzioni spettanti per la previdenza complementare e l'Assistenza Sanitaria Integrativa presso le banche cedenti.

L'accordo prevede dunque una grande continuità, per i colleghi coinvolti, su tutti gli aspetti importanti del rapporto di lavoro: valorizzazione professionale, lavoro agile, ferie, formazione, previdenza complementare, assistenza sanitaria integrativa, finanziamenti mutui affidamenti, e molto altro.

La contabilizzazione dell'operazione di acquisizione

L'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (di seguito "Offerta" o "OPAS"), che ha permesso di ottenere il controllo di UBI Banca da parte di Intesa Sanpaolo si configura come una "business combination" (aggregazione aziendale) da contabilizzare in base alle previsioni dell'International Financial Reporting Standard (IFRS) 3, che prevede l'applicazione del metodo dell'acquisizione. In base a tale metodo, alla data dell'acquisizione, identificata nella data di regolamento dell'Offerta (5 agosto 2020), l'acquirente deve, in estrema sintesi, allocare il costo dell'aggregazione (cosiddetta PPA, "Purchase Price Allocation") alle attività identificabili acquisite ed alle passività assunte, entrambe misurate ai relativi fair value. L'eventuale eccedenza del costo dell'aggregazione non allocato deve essere iscritta come avviamento (goodwill); diversamente la differenza negativa, derivante dalla contabilizzazione dell'aggregazione a prezzi favorevoli è rilevata nel conto economico come avviamento negativo (negative goodwill o badwill).

Il principio IFRS 3 permette che la contabilizzazione iniziale di una aggregazione aziendale possa essere provvisoria e concede all'acquirente un periodo di 12 mesi per ottenere le informazioni necessarie a identificare e valutare gli elementi necessari ai fini della contabilizzazione definitiva dell'aggregazione aziendale, rettificando, quindi, gli importi provvisori con effetto retroattivo dalla data di acquisizione. Avvalendosi di tale facoltà prevista dal principio, in occasione del Resoconto intermedio al 30 settembre 2020 era stato determinato un importo provvisorio del negative goodwill derivante dall'aggregazione aziendale. Nel Bilancio 2020 l'operazione è stata contabilizzata in via definitiva a seguito della conclusione del processo di PPA.

In merito alla determinazione del costo dell'aggregazione, il principio IFRS 3 stabilisce che il corrispettivo trasferito in una aggregazione aziendale deve essere determinato sulla base dei fair value, alla data di acquisizione, delle attività trasferite dall'acquirente ai precedenti soci dell'acquisita, delle passività sostenute dall'acquirente per tali soggetti e delle interessenze emesse dall'acquirente. Nel caso di specie il corrispettivo trasferito è costituito dalla sommatoria di (i) 3.445 milioni di euro, pari al fair value delle azioni emesse da Intesa Sanpaolo in sede di aumento di capitale e assegnate agli azionisti di UBI Banca (n. 1.920.734.880), e (ii) 663 milioni di euro, pari al corrispettivo in denaro agli stessi trasferito. Ai fini della valorizzazione delle azioni Intesa Sanpaolo emesse si è fatto riferimento, in coerenza a quanto previsto dalla Fair value Policy di Intesa Sanpaolo, alla quotazione di riferimento del titolo Intesa Sanpaolo del 4 agosto 2020 (euro 1,7936 per azione), corrispondente all'ultima quotazione disponibile prima dell'efficacia dell'operazione che ha consentito ad Intesa Sanpaolo di acquisire il controllo di UBI Banca.

Infine, si segnala che il principio IFRS 3 stabilisce che nell'aggregazione aziendale realizzata in più fasi l'acquirente deve ricalcolare l'interessenza che deteneva in precedenza nell'acquisita al rispettivo fair value. Relativamente, dunque, alle 120.985 azioni UBI già possedute da Intesa Sanpaolo, si è proceduto a valorizzarle al valore di quotazione di UBI Banca al 4 agosto 2020 (euro 3,709 per azione), per un valore complessivo di 1 milione e ad imputare anche tale ammontare nel computo del costo dell'acquisizione. Sulla base di quanto rappresentato, il costo dell'aggregazione complessivo è risultato pari a 4.109 milioni.

Ai fini della contabilizzazione dell'acquisizione si è proceduto innanzitutto a confrontare il patrimonio netto consolidato di UBI Banca al 31 luglio 2020, in considerazione dell'acquisizione intervenuta come già detto il 4 agosto 2020, con il costo dell'aggregazione (4.109 milioni). Al patrimonio netto consolidato di UBI Banca al 31 luglio 2020 sono stati sottratti gli strumenti di Additional Tier 1 emessi dalla Banca; tali strumenti, sebbene considerati strumenti di capitale ai sensi dello IAS 32 nel patrimonio netto di UBI Banca, sono sottoscritti da terzi e non sono stati oggetto dell'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio e, di conseguenza, devono essere esclusi dal calcolo e continueranno ad essere esposti quali strumenti di capitale anche nel bilancio consolidato di Intesa Sanpaolo. Il patrimonio netto consolidato di UBI Banca ai fini della PPA per il bilancio consolidato di Intesa Sanpaolo è risultato pari a 9.883 milioni.

Al fine della determinazione del negative goodwill sono stati considerati, inoltre, i seguenti effetti nell'ambito del processo di PPA, sempre a valere sul patrimonio netto consolidato del Gruppo UBI al 31 luglio 2020:

  • storno degli avviamenti consolidati del gruppo UBI Banca: il negative goodwill implicito nell'operazione, sostituisce, così come previsto dall'IFRS 3, le evidenze storiche degli avviamenti iscritti nei bilanci dell'entità acquisita;
  • storno delle attività immateriali iscritte a seguito di precedenti PPA del Gruppo UBI Banca: sono state cancellate in quanto nell'ambito del processo di PPA sono state valorizzate nuove attività immateriali, rappresentative del valore dei rapporti e delle masse di tutto il Gruppo UBI presenti alla data di acquisizione.

Inoltre, con riferimento alle filiali oggetto di cessione a BPER e alla Banca Popolare di Puglia e Basilicata, poiché tali operazioni sono strettamente correlate all'acquisizione di UBI Banca, in quanto l'AGCM ha approvato l'OPAS di Intesa Sanpaolo su UBI Banca subordinatamente all'esecuzione di tali cessioni strutturali, la minusvalenza stimata in funzione del prezzo di cessione è stata rilevata, al netto delle correlate rettifiche di prezzo e degli effetti fiscali, a decremento del negative goodwill nel conto economico consolidato, limitatamente alla porzione riconducibile agli sportelli di UBI Banca in quanto il processo di PPA, ai sensi dell'IFRS 3, da cui scaturisce la posta di negative goodwill, riguarda solo le attività e passività del soggetto acquisito (nella fattispecie UBI Banca). Tale minusvalenza è risultata pari a 1.464 milioni al lordo dell'effetto fiscale e 1.061 milioni al netto dello stesso. Si ricorda, infatti, che l'accordo con BPER prevede anche la cessione di 31 filiali di Intesa Sanpaolo.

Per ultimo, si precisa che, poiché per ciascuno dei rami in via di dismissione è previsto un prezzo di cessione rappresentativo del relativo fair value, determinato a livello di compendio aziendale nel suo complesso e non allocabile alle singole poste contabili che lo compongono, le attività e passività comprese nei rami in via dismissione sono state escluse dal processo analitico di calcolo del fair value ai sensi del processo di PPA.

Da tale primo confronto è risultato un negative goodwill, che non tiene ancora conto degli adeguamenti al fair value delle singole poste contabili, pari a 3.234 milioni.

Il processo di PPA si è, quindi, concentrato sulla valutazione al fair value delle attività acquisite e della passività assunte al netto, come specificato in precedenza, delle poste patrimoniali riconducibili alle filiali in cessione riclassificate tra le attività in via di dismissione.

La valutazione al fair value delle singole poste contabili, oggetto di acquisizione, è stata condotta con il supporto di primari esperti terzi indipendenti e ha riguardato principalmente:

  • i crediti in bonis;
  • i crediti non performing;
  • le attività intangibili non rilevate in precedenza dal soggetto acquisito;
  • le partecipazioni di collegamento;
  • il portafoglio immobiliare;
  • il patrimonio artistico di pregio.
  • le obbligazioni emesse.

Inoltre, nell'ambito del processo di PPA, sono state svalutate le attività materiali e immateriali del Gruppo UBI (principalmente hardware e software) che, a seguito del processo di integrazione e migrazione in Intesa Sanpaolo, non saranno più utilizzate e non contribuiranno al processo produttivo aziendale.

In aggiunta, stante l'adozione da parte di UBI Banca di relazioni di copertura in modalità macro-hedge, le specifiche voci patrimoniali che rappresentano l'adeguamento di fair value delle attività e delle passività oggetto di copertura generica dal rischio tasso di interesse sono state stornate nell'ambito del processo di PPA, in quanto ai fini del bilancio consolidato di Intesa Sanpaolo le relazioni di copertura vengono designate ex-novo a partire dalla data di acquisizione e le poste oggetto di copertura vengono rilevate singolarmente al fair value ai sensi dell'IFRS 3. L'importo stornato in sede di PPA non tiene conto della posta di adeguamento al fair value delle attività e delle passività oggetto di copertura generica inclusa nel ramo aziendale oggetto di cessione a BPER.

La procedura di allocazione del costo di acquisizione, unitamente alla contabilizzazione degli eventi strettamente correlati alla stessa, al netto degli effetti fiscali correlati, ha comportato la rilevazione di effetti pari complessivamente a -729 milioni. Il confronto, dunque, tra il costo dell'aggregazione complessivo e il patrimonio netto consolidato di UBI Banca, al netto delle attività intangibili iscritte a seguito di precedenti PPA, espresso al fair value alla data di acquisizione e considerando la minusvalenza registrata sulle filiali in via di dismissione, determina un negative goodwill di 2.505 milioni. Per maggiori dettagli si veda la tabella seguente:

(milioni di euro)
Patrimonio netto Gruppo UBI al 31 luglio 2020 al netto degli strumenti di AT 1 9.883 a
Costo di acquisizione -4.109 b
Storno delle attività intangibili del Gruppo UBI Banca al netto degli effetti fiscali -1.479 c
Minusvalenze filiali in via di dismissione al netto dell'effetto fiscale -1.061 d
Negative Goodwill al lordo degli adeguamenti al fair value delle singole poste contabili 3.234 e = a + b + c + d
Effetti di adeguamento al fair value delle singole poste contabili -729 f
- di cui crediti in bonis 1.290
- di cui crediti deteriorati -1.683
- di cui attività intangibili 593
- di cui partecipazioni collegate 119
- di cui adeguamento di valore attività/passività oggetto di copertura -685
- di cui titoli obbligazionari emessi -296
- di cui write off software / altre attività immateriali -168
- di cui portafoglio immobiliare -126
- di cui patrimonio artistico di pregio 16
- di cui altre poste contabili -52
- di cui effetti di pertinenza terzi -28
- di cui effetti fiscali connessi 291
Negative goodwill 2.505 g = e + f

Con riferimento alla contabilizzazione del negative goodwill, l'IFRS 3 prevede che l'acquirente, al fine di garantire che le valutazioni effettuate in sede di PPA riflettano correttamente tutte le informazioni alla data di acquisizione, prima di rilevare a conto economico un avviamento negativo o badwill, debba effettuare un "reassessment" del processo valutativo già condotto, volto ad accertare la completezza delle attività di rideterminazione dei valori e la ragionevolezza e non arbitrarietà delle metodologie e dei parametri di valutazione adottati. Inoltre, la BCE nel documento "Guide on the supervisory approach to consolidation in the banking sector" del 12 gennaio 2021 ha sottolineato la necessità di adeguate verifiche sulla corretta determinazione del badwill emergente dal processo di PPA.

In tale ambito, Intesa Sanpaolo ha provveduto sia direttamente che con il supporto dei propri consulenti ad un riesame delle principali valutazioni. Quale ulteriore attività di verifica della correttezza e ragionevolezza delle conclusioni raggiunte e del negative goodwill emergente, Intesa Sanpaolo ha richiesto ad un diverso esperto terzo indipendente, identificato nella società Partners S.p.A., di svolgere una verifica indipendente in ordine alla correttezza, ragionevolezza e non arbitrarietà delle scelte metodologiche utilizzate nel processo di PPA, in special modo per quanto attiene le metodologie e i parametri di valutazione adottati. Ad esito delle verifiche effettuate, Partners – nelle persone dei Proff. Angelo Provasoli e Massimiliano Nova – ha espresso un giudizio positivo in merito alla correttezza e alla coerenza metodologica, alla razionalità delle ipotesi adottate, alla congruità delle scelte applicative e alla ragionevolezza complessiva dei risultati della PPA in oggetto.

Tra gli effetti contabili legati all'operazione di acquisizione si segnalano, anche, gli oneri correlati all'OPAS per complessivi 146 milioni, contabilizzati per la parte (112 milioni) direttamente riconducibile all'aumento di capitale ed alla corrispondente emissione di azioni Intesa Sanpaolo a riduzione delle riserve di Patrimonio Netto e per la parte residua (34 milioni) a conto economico.

Ai fini del conto economico riclassificato, alla voce "Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte)", oltre agli effetti, già citati in precedenza, relativi al negative goodwill per 2.505 milioni e agli oneri accessori dell'OPAS per la componente non imputabile al patrimonio netto, pari a -34 milioni, sono stati ricondotti: (i) -85 milioni come minusvalenza, al netto dell'effetto fiscale, legata agli sportelli Intesa Sanpaolo oggetto di cessione a BPER Banca (ii) -37 milioni come ammortamento di competenza del 2020, al netto dell'effetto fiscale, delle differenze emerse nel processo di PPA tra i fair value e i precedenti valori contabili in capo al soggetto acquisito e (iii) -287 milioni al netto dell'effetto fiscale (-428 milioni al lordo dell'effetto fiscale) per il ripristino dell'ECL sui crediti in bonis del Gruppo UBI venuta meno per effetto dell'adeguamento al fair value del portafoglio crediti. L'effetto economico complessivo imputato alla voce "Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte)" è, quindi, risultato pari a 2.062 milioni.

Inoltre, come detto in precedenza, nell'ambito dell'operazione di acquisizione di UBI Banca sono stati imputati nel conto economico consolidato 2020 oneri per complessivi 2.041 milioni, al lordo dell'effetto fiscale (1.378 milioni al netto delle imposte), legati al processo di integrazione dei due Gruppi; di questi, circa 1.340 milioni fanno riferimento all'accordo raggiunto con le Organizzazioni Sindacali per le uscite volontarie del personale, mentre la restante parte è principalmente legata alle spese di natura IT e consulenze connesse al processo di integrazione. Nell'ambito della valutazione complessiva dell'effetto netto dell'operazione, quale "buon affare" o "negative goodwill" risultante, si ritiene che debbano essere considerati anche gli oneri di integrazione spesati nell'esercizio di efficacia della business combination, ancorché non considerati nell'ambito del processo della PPA così come richiesto dall'IFRS 3. Tali oneri non sarebbero, infatti, stati sostenuti in assenza dell'OPAS su UBI Banca e il prezzo offerto da Intesa Sanpaolo, da cui dipende l'importo del negative goodwill, è anche correlato alle sinergie realizzabili a regime il cui ammontare dipende dalla realizzazione del programma di ristrutturazione. Tale approccio è coerente con le aspettative della BCE che nel documento citato in precedenza ha dato indicazioni affinché il badwill venga utilizzato anche a copertura degli oneri di integrazione connessi alla business combination "… Given these uncertainties, the acquirer is expected to take advantage of this relatively low acquisition price to increase the sustainability of the business model of the combined entity, for example to cover transaction or integration costs, or other investments, or to increase the prudence of assets' valuation in particular for non-performing loans …".

Pertanto, complessivamente, l'effetto contabile positivo rilevato nel conto economico 2020 in conseguenza dell'operazione di acquisizione è risultato pari a 684 milioni.

Quanto ai rami aziendali oggetto di prossima cessione a BPER e Banca alla Banca Popolare di Puglia e Basilicata in precedenza descritti, si segnala che le relative attività e passività al 31 dicembre 2020 risultano appostate nelle specifiche voci dell'attivo e del passivo patrimoniale dedicate alle poste in dismissione. Per quanto riguarda le relative consistenze, al 31 dicembre 2020 le attività non correnti in via di dismissione ammontano a 26 miliardi, nel cui ambito gli impieghi (crediti netti verso clientela) sono pari a 24,9 miliardi (di cui 24 miliardi relativi a crediti in bonis e 0,9 miliardi a crediti non performing) e le attività materiali ammontano a 0,7 miliardi. Le passività associate ammontano complessivamente a 33,1 miliardi, nel cui ambito la raccolta (debiti verso clientela) è pari a 32,7 miliardi e le altre passività ammontano a 0,2 miliardi.

Come già in precedenza indicato, si richiama che la minusvalenza stimata in funzione del prezzo di cessione è stata rilevata, al netto delle correlate rettifiche di prezzo e degli effetti fiscali, a decremento del negative goodwill nel conto economico consolidato, limitatamente alla porzione riconducibile agli sportelli di UBI Banca in quanto il processo di PPA, ai sensi dell'IFRS 3, da cui scaturisce la posta di negative goodwill, riguarda solo le attività e passività del soggetto acquisito (nella fattispecie UBI Banca). Tale minusvalenza è risultata pari a 1.464 milioni al lordo dell'effetto fiscale e 1.061 milioni al netto dello stesso. Si ricorda, infatti, che l'accordo con BPER prevede anche la cessione di 31 filiali di Intesa Sanpaolo, il cui onere (108 milioni al lordo dell'effetto fiscale e 85 milioni al netto dello stesso), come già citato, è stato imputato nel conto economico al di fuori del processo di PPA.

Gli altri eventi rilevanti

Come indicato nel Bilancio 2019, nel mese di dicembre di quell'anno è stato approvato dai Consigli di Amministrazione di Intesa Sanpaolo e di Intesa Sanpaolo Vita l'ingresso con quota di controllo nel capitale di RBM Assicurazione Salute, società fondata nel 2007 dal Gruppo RBH facente interamente capo alla famiglia Favaretto.

Nel mese di maggio 2020, Intesa Sanpaolo Vita - ottenute le necessarie autorizzazioni di AGCM e IVASS – ha perfezionato l'acquisizione del 50% più un'azione della società. Nel triennio 2026-2029, poi, la quota di capitale salirà fino al 100%, con il prezzo di acquisto che sarà determinato secondo una formula mista (patrimoniale e reddituale), in base al raggiungimento di obiettivi di crescita prestabiliti.

RBM Assicurazione Salute - unico player indipendente - è il terzo operatore in Italia nel mercato assicurativo salute, oltre a vantare partnership con oltre 130 tra fondi sanitari integrativi e casse di assistenza in Italia. La società opera con la nuova

denominazione Intesa Sanpaolo RBM Salute e si rivolge sia alla clientela tradizionale di RBM che ai clienti retail ed imprese della Banca, integrando con i propri servizi sanitari l'attuale prodotto "XME Protezione" sviluppato da Intesa Sanpaolo Assicura.

L'operazione si configura come una "business combination" (aggregazione aziendale) ed è stata, conseguentemente, contabilizzata, in base alle previsioni dell'IFRS 3, mediante l'applicazione del metodo dell'acquisizione che prevede l'allocazione del costo dell'aggregazione (cosiddetta PPA, "Purchase Price Allocation") alle attività identificabili acquisite ed alle passività assunte, entrambe misurate ai relativi fair value. Il confronto tra il costo di acquisizione complessivo, risultato pari a 657 milioni, e il patrimonio netto al fair value risultante dalla PPA, pari a circa 378 milioni, ha fatto emergere un avviamento pari a 279 milioni, contabilizzato nel bilancio consolidato del Gruppo ed allocato alla CGU Insurance.

Il 13 giugno 2020 si è dato corso all'ultima retrocessione di crediti "high risk" rivenienti dalle ex banche venete riclassificati come sofferenze e/o inadempienze probabili, tenuto conto che il decreto con cui il MEF ha formalizzato la Garanzia High Risk per un importo complessivamente pari a 3,7 miliardi così come il D.L. 99/2017, avevano stabilito che il diritto di Intesa Sanpaolo di retrocedere i crediti "high risk" dovesse essere esercitato "entro tre anni dalla cessione", perfezionatasi il 26 giugno 2017. La retrocessione ha interessato un perimetro complessivo di 201 milioni di valore lordo, a fronte di un prezzo di retrocessione, allineato al valore di bilancio, di 176 milioni, riferito a crediti riclassificati tra i deteriorati nel corso del 2020, fino alla fine del mese di maggio. Nel secondo trimestre 2020, il 18 aprile, si era verificato un altro evento di retrocessione, che aveva interessato un perimetro complessivo di 121 milioni di valore lordo, a fronte di un prezzo di retrocessione, allineato al valore di bilancio, di 103 milioni, riferito a crediti riclassificati tra i deteriorati nel corso del terzo e quarto trimestre 2019. Pertanto, sulla base di quanto sopra riportato, non figurano più crediti "high risk" riclassificati tra le attività in via dismissione ai sensi dell'IFRS 5 e non saranno pianificati altri eventi di retrocessione. Nel complesso, a seguito dell'acquisizione il Gruppo ha ceduto alle banche in liquidazione crediti per un valore lordo di 1.138 milioni ad un prezzo di 953 milioni.

In data 26 giugno 2020 Intesa Sanpaolo ha raggiunto con Aleàtica S.A.U., società spagnola specializzata in investimenti infrastrutturali posseduta al 100% dal fondo australiano IFM Global Infrastructure Fund, un accordo relativo alla cessione integrale della partecipazione in Autostrade Lombarde (di cui Intesa Sanpaolo detiene il 55,8%) e della sua controllata operativa Brebemi, società concessionaria del tratto autostradale Milano Brescia (A35) a fronte di un corrispettivo pari a circa 300 milioni. Ricevute le necessarie autorizzazioni, l'operazione è stata perfezionata il 26 ottobre 2020, con la rilevazione di una plusvalenza netta sul conto economico consolidato del quarto trimestre 2020 complessivamente pari a 65 milioni.

Il 30 giugno 2020, avendo ottenuto le necessarie autorizzazioni da parte delle autorità competenti, Intesa Sanpaolo e Nexi hanno dato esecuzione all'accordo strategico, firmato - e reso noto al mercato - il 19 dicembre 2019, riguardante i sistemi di pagamento, che prevede in particolare:

  • il trasferimento a Nexi (mediante conferimento alla controllata Nexi Payments) del ramo aziendale di Intesa Sanpaolo avente ad oggetto l'attività di acquiring attualmente svolta nei confronti di oltre 380.000 punti vendita; Intesa Sanpaolo manterrà la forza vendita dedicata all'acquisizione di nuovi clienti;
  • una partnership di lunga durata, in cui Nexi diventa nell'ambito dell'acquiring il partner esclusivo di Intesa Sanpaolo e quest'ultima, mantenendo la relazione con la propria clientela, distribuisce i servizi di acquiring di Nexi.

Intesa Sanpaolo ha venduto a Nexi le azioni ricevute a fronte del conferimento e, con parte del corrispettivo, ha acquistato da Mercury UK HoldCo Limited, socio di riferimento di Nexi, azioni di quest'ultima pari a una quota di partecipazione di Intesa Sanpaolo nel capitale sociale di Nexi del 9,9%. Il perfezionamento dell'operazione si è tradotto in una plusvalenza di circa 1,1 miliardi dopo le imposte nel conto economico consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo nel secondo trimestre 2020, che include l'effetto riconducibile alla differenza tra il prezzo di acquisto del 9,9% del capitale sociale di Nexi e il corrispondente valore risultante dalla quotazione di borsa delle azioni Nexi.

Dal 20 luglio ha avuto efficacia la fusione per incorporazione di Banca IMI nella Capogruppo Intesa Sanpaolo, perfezionata ai sensi delle delibere Assembleari e Consiliari assunte dalle due Società e di quanto stabilito nell'Atto di fusione del 19 giugno 2020. L'integrazione di Banca IMI nella Capogruppo, con la conseguente creazione della nuova Divisione IMI Corporate & Investment Banking, si inserisce nel contesto del Piano di Impresa 2018-21 di Intesa Sanpaolo, quale motore chiave per la sua realizzazione.

La nuova Divisione mantiene un chiaro riferimento a Banca IMI anche all'interno del proprio brand, per sottolineare come l'integrazione rappresenti il proseguimento di un percorso di eccellenza iniziato diversi anni fa che viene ulteriormente rafforzato, allo scopo di affrontare al meglio le sfide che solo strutture orientate al futuro, ma ricche di una storia solida alle proprie spalle, saranno in grado di vincere.

La nascita della nuova Divisione IMI Corporate & Investment Banking consente al Gruppo Intesa Sanpaolo di poter servire in maniera ancora più efficace i propri clienti corporate, la pubblica amministrazione e le istituzioni finanziarie, facendo leva su un modello di business unico, su competenze specialistiche e professionalità di primissimo livello e su un brand che rappresenta l'eccellenza italiana in ambito Capital Markets & Investment Banking e racconta una storia fatta di valori imprescindibili e successi duraturi nel tempo. A ciò si aggiunge l'ulteriore rafforzamento di un presidio internazionale consolidato negli anni, tramite un network di hub e filiali corporate presenti in 25 paesi nel mondo, in grado di accompagnare e assistere i clienti nelle attività al di fuori dei confini nazionali.

Il 5 ottobre 2020 Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking (Fideuram – ISP PB), la Divisione Private Banking del Gruppo Intesa Sanpaolo e REYL & Cie SA (REYL), gruppo bancario indipendente e diversificato con sede a Ginevra, hanno concluso un accordo per la costituzione di una partnership strategica: Fideuram – ISP PB acquisirà una partecipazione del 69% in REYL e conferirà la propria controllata bancaria svizzera Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval (ISPBM) a REYL. Una volta finalizzata l'operazione – che è soggetta alle consuete approvazioni regolamentari e si prevede potrà essere completata entro la prima metà del 2021 – ISPBM sarà incorporata in REYL, dando origine a un gruppo bancario privato internazionale di considerevoli dimensioni, con sede a Ginevra, circa 400 collaboratori, masse amministrate superiori a CHF 18 miliardi e un patrimonio netto regolamentare di circa CHF 250 milioni. Oltre che in Svizzera, la Banca sarà presente anche nell'Unione Europea, in America Latina, in Medio Oriente e in Estremo Oriente.

L'accordo permetterà a Fideuram – ISP PB di rafforzare le proprie attività internazionali di private banking, in particolare in aree con promettenti previsioni di crescita, e continuare a svolgere un ruolo di primo piano nel processo di consolidamento attualmente in corso nel settore finanziario svizzero. L'accordo conferma, inoltre, la scelta della Svizzera come sede delle attività internazionali di private banking di Fideuram – ISB PB, permettendole di incrementare in modo significativo la sua attuale presenza nel paese. Con la sua storia distintiva, una presenza di primo piano nel private banking italiano e una solida posizione finanziaria complessiva, Fideuram – ISP PB offre a REYL una forte corrispondenza di cultura e molteplici elementi catalizzatori di crescita, salvaguardando il suo DNA imprenditoriale e il suo innovativo modello di business.

REYL continuerà a guidare la sua efficace strategia di crescita organica a 360˚, fondata sulla capacità di garantire soluzioni innovative per i propri clienti in modo trasversale attraverso le sue cinque linee di attività: Wealth Management, Entrepreneur & Family Office Services, Corporate Advisory & Structuring, Asset Services e Asset Management.

I manager di Fideuram – ISP PB e di REYL hanno definito congiuntamente un piano strategico a lungo termine, che assicurerà una base estremamente robusta su cui costruire un'attività di successo per i prossimi anni. L'operazione comporterà numerosi vantaggi, tra cui una governance ed una patrimonializzazione rafforzate, referenze incrociate per tutti i settori di attività, capitale di avviamento per nuove iniziative di prodotto, opportunità di collocamento, sindacazione e consulenza congiunta, nonché una rete di distribuzione notevolmente estesa.

Il 13 ottobre Intesa Sanpaolo ha attivato, in collaborazione con il Gruppo BEI, una nuova cartolarizzazione sintetica di un portafoglio di prestiti in essere per circa 2 miliardi di euro nell'ambito del programma "GARC" (Gestione Attiva Rischio Credito). L'operazione, attivata congiuntamente con il Fondo Europeo degli Investimenti (FEI) e la Banca Europea degli Investimenti (BEI), è volta all'erogazione di nuovi finanziamenti a condizioni favorevoli alla platea delle PMI e microimprese clienti del Gruppo. In questo modo, la Banca prosegue nel proprio impegno a supporto delle imprese danneggiate dall'emergenza provocata dall'epidemia COVID-19: le risorse liberate attraverso la garanzia rilasciata dal FEI sulla tranche mezzanine saranno utilizzate per erogare nuova finanza alle PMI, incluse le microimprese.

L'iniziativa è in via prioritaria indirizzata agli investimenti delle imprese delle filiere produttive e al supporto degli investimenti in digitalizzazione e sostenibilità, in ottica di accompagnamento al rilancio dell'economia produttiva del Paese. In tal modo le imprese potranno accedere a nuovo credito – anche in abbinamento alle misure previste dai decreti governativi nell'ambito dell'emergenza pandemica, con la garanzia del Fondo Centrale e di Sace – per un importo complessivo di 450 milioni, di cui 100 milioni di finanziamenti sono già stati stipulati a condizioni di particolare favore.

Intesa Sanpaolo sostiene le filiere produttive e i fornitori di filiera grazie alla costruzione di un approccio innovativo nella valutazione del merito creditizio e quindi nell'accesso al credito attraverso il proprio Programma Sviluppo Filiere, ideato a fine 2017 per garantire lo sviluppo del sistema produttivo del Paese, facendo leva sulle catene di fornitura, spesso caratterizzate dalla presenza di piccole e medie imprese di eccellenza, che contribuiscono all'affermazione del Made in Italy nel mondo.

L'operazione di cartolarizzazione si colloca nel quadro delle iniziative di gestione dinamica del rischio di credito di Intesa Sanpaolo, che perseguono l'obiettivo di ottimizzare le risorse della Banca e di stimolare l'accesso al credito delle PMI tramite il ricorso al mercato dei capitali.

Il 30 ottobre è nata, dall'acquisizione di Euroconsult RD Spa, Intesa Sanpaolo Rent Foryou, società del Gruppo che offre soluzioni di noleggio operativo alle imprese produttrici e distributrici e alle loro aziende clienti.

La società nasce con l'obiettivo di arricchire l'offerta bancaria rivolta alle imprese con una soluzione alternativa all'acquisto e al leasing finanziario, innovativa, semplice e sostenibile. Intesa Sanpaolo Rent Foryou mette in contatto offerta e domanda di beni a noleggio, consente ai clienti utilizzatori di usufruire delle ultime tecnologie sul mercato in tempi ristretti, riduce il rischio di obsolescenza e garantisce certezza della spesa, con canoni completamente deducibili. Configurando una business combination (aggregazione aziendale), l'operazione è stata contabilizzata in base al metodo dell'acquisizione previsto dall'International Financial Reporting Standard (IFRS) 3.

Il 18 novembre 2020 Intesa Sanpaolo ha concluso il programma di acquisto di azioni proprie ordinarie - avviato il 16 novembre 2020 - al servizio di piani di assegnazione gratuita di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo ai dipendenti e Consulenti Finanziari del Gruppo nel contesto: (i) del sistema di incentivazione basato su azioni relativo all'esercizio 2019 ("Sistema di Incentivazione 2019"), destinato ai Risk Taker che maturino un premio superiore alla c.d. "soglia di materialità", ai percettori di un importo "particolarmente elevato" e a coloro i quali, tra Middle Management o Professional non Risk Taker, maturino "bonus rilevanti"; nonché (ii) del Piano di Incentivazione 2018-2021 destinato a Consulenti Finanziari delle Reti Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking e Sanpaolo Invest (il "Piano di Incentivazione Fideuram"), che prevede il ricorso ad azioni ordinarie della Capogruppo Intesa Sanpaolo per i beneficiari identificati come Risk Taker. Il programma di acquisto è altresì a servizio, qualora ricorrano determinate condizioni, della corresponsione di compensi riconosciuti in occasione della cessazione anticipata del rapporto di lavoro (c.d. Severance). Gli acquisti sono stati effettuati nei termini autorizzati dall'Assemblea di Intesa Sanpaolo del 27 aprile 2020. Anche le società controllate coinvolte hanno concluso i programmi di acquisto di azioni della controllante per l'assegnazione gratuita ai propri dipendenti, approvati dai rispettivi organi sociali competenti a deliberare e analoghi a quello approvato dall'Assemblea della Capogruppo.

Nei tre giorni di esecuzione del programma (16, 17 e 18 novembre 2020), il Gruppo Intesa Sanpaolo ha complessivamente acquistato - tramite la propria Divisione IMI Corporate & Investment Banking - 25.400.000 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo, pari a circa lo 0,13% del capitale sociale della Capogruppo, a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 1,852 euro, per un controvalore totale di 47.046.279 euro; la sola Capogruppo ha acquistato 15.606.562 azioni a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 1,854 euro, per un controvalore di 28.941.497 euro.

In data 23 novembre UBI Banca ha sottoscritto un accordo con il Gruppo Aviva Vita finalizzato allo scioglimento anticipato della partnership nel settore della distribuzione dei prodotti assicurativi nei rami vita, tramite la quale la Banca aveva acquisito una partecipazione del 20% nel capitale sociale di Aviva Vita, al prezzo di circa 400 milioni. L'accordo ha inoltre previsto l'esercizio dell'opzione call detenuta da UBI Banca per l'acquisto del restante 80% del capitale sociale della partecipata. Un accordo analogo è stato sottoscritto in data 23 dicembre con il Gruppo Cattolica Assicurazioni con il quale UBI Banca aveva in essere degli accordi di bancassurance vita tramite la società Lombarda Vita della quale la Banca detiene il 40% del capitale sociale. Anche in questo caso l'accordo è finalizzato allo scioglimento anticipato della partnership e all'esercizio dell'opzione da parte di UBI Banca per l'acquisto del restante 60% del capitale sociale, ad un prezzo compreso tra 290 e 300 milioni.

L'esecuzione dell'esercizio dell'opzioni è condizionata al rilascio delle necessarie autorizzazioni delle competenti autorità di vigilanza ed è previsto entro il secondo trimestre del 2021.

Gli accordi sopra richiamati sono stati finalizzati alla luce di uno dei cardini dell'operazione di integrazione di UBI Banca, vale a dire la distribuzione ai clienti acquisiti dei prodotti assicurativi del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Sempre nel mese di novembre, la BCE - in relazione al Supervisory Review and Evaluation Process (SREP) – ha reso noto che nel 2021 Intesa Sanpaolo deve continuare a rispettare a livello consolidato il requisito patrimoniale che era stato fissato per l'anno precedente. Il requisito patrimoniale da rispettare complessivamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio risulta pari a 8,44% secondo i criteri transitori in vigore per il 2020 e a 8,63% secondo i criteri a regime.

Il 15 dicembre e il 18 dicembre sono state perfezionate due operazioni di cartolarizzazione di portafogli di crediti in sofferenza di UBI Banca e della Capogruppo, precedentemente ceduti a un veicolo ex Legge 130/99, per circa 5,1 miliardi al lordo delle rettifiche di valore e circa 1,6 miliardi al netto, che rispettano i requisiti normativi per il rilascio della garanzia GACS.

I veicoli di cartolarizzazione hanno emesso titoli senior e titoli subordinati pari, rispettivamente all'87% e 13% del prezzo del portafoglio nel caso dell'operazione perfezionata da UBI Banca e all'81% e 19% del prezzo del portafoglio per l'operazione perfezionata dalla Capogruppo.

In entrambi i casi, i titoli senior sono stati integralmente sottoscritti, e rimarranno detenuti, rispettivamente da UBI Banca e da Intesa Sanpaolo. Per questi titoli, cui è stato assegnato un rating investment grade da parte delle agenzie specializzate, si prevede il rilascio della garanzia GACS entro il primo trimestre del 2021.

I titoli subordinati, inizialmente sottoscritti anch'essi da UBI Banca e Intesa Sanpaolo, sono stati ceduti per il 95% a investitori terzi e mantenuti per il restante 5% in ottemperanza agli obblighi regolamentari vigenti, al fine di conseguire il pieno deconsolidamento contabile e regolamentare del portafoglio.

In data 18 dicembre il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, in linea con il Piano d'Impresa 2018-2021 nonché con quanto annunciato in occasione dell'Offerta Pubblica di Scambio su UBI Banca, ha approvato l'avvio delle attività prodromiche al compimento di una serie di operazioni aventi ad oggetto la dismissione, nel corso del 2021, di portafogli di crediti classificati a "sofferenza" e ad "inadempienza probabile" (UTP). Al 31 dicembre 2020 la totalità dei portafogli presenta un valore al lordo delle rettifiche di valore complessivo pari a 5,9 miliardi. Sulla base di quanto previsto dall'IFRS 5 e dalle policy contabili di Intesa Sanpaolo, i portafogli cedendi, relativi a crediti della Capogruppo, del Gruppo UBI e di Intesa Sanpaolo Provis, sono stati riclassificati nel Bilancio 2020 tra le attività in via di dismissione allineando il valore netto contabile ai prezzi che si stima potranno essere realizzati in sede di cessione, anche attraverso apposite fairness opinion, e che, per quanto riguarda i crediti del Gruppo UBI, corrispondono ai fair value determinati in sede di PPA.

Infine, nell'ambito del più ampio progetto volto alla focalizzazione sul core business ed al rafforzamento dell'attività estera della Divisione Private Banking, in data 18 dicembre 2020, il Consiglio di Amministrazione di ISP ha approvato un'operazione che prevede la cessione da parte di Fideuram Bank Luxembourg (di seguito "FBL") del ramo d'azienda relativo alle attività di Banca Depositaria, di Fund Administration e alcune attività accessorie, insieme ai relativi contratti e risorse. La cessione di tale ramo permetterà di rifocalizzare l'attività di FBL sul core business della gestione dei clienti private internazionali, riducendo allo stesso tempo i rischi operativi, affidando gli stessi servizi in outsourcing. Il perfezionamento dell'operazione è previsto nel corso del primo semestre del 2021, subordinatamente all'ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte delle autorità competenti. Ai fini del Bilancio 2020 le attività e passività afferenti il ramo d'azienda sono state classificate tra le attività e passività in via di dismissione.

Quanto agli eventi intervenuti dopo la chiusura dell'esercizio – oltre alle già citate evoluzioni connesse all'acquisizione e integrazione di Ubi Banca – in data 8 Febbraio 2021 Intesa Sanpaolo Vita ha siglato un memorandum of understanding con BNP Paribas Cardif, che contiene gli elementi essenziali di un successivo accordo definitivo che disciplinerà l'acquisto del 100% di Cargeas Assicurazioni S.p.A., compagnia assicurativa danni operante nel settore della bancassicurazione, prevalentemente tramite la rete bancaria di UBI Banca.

Cargeas ha registrato una Raccolta Premi Danni pari a circa 226 milioni nel 2020, collocando soluzioni nel comparto motor, property, salute, protezione del credito, imprese e tutela del reddito, con circa 600.000 clienti in tutta Italia.

Il perfezionamento dell'operazione è atteso nella prima metà del 2021 ed è subordinato al rilascio delle necessarie autorizzazioni da parte delle competenti autorità.

Il prezzo d'acquisto di 390 milioni sarà interamente corrisposto al momento del perfezionamento dell'operazione.

Da questa iniziativa, coerente con la strategia di crescita nel ramo danni di Intesa Sanpaolo, sono attese significative sinergie oltre che un allineamento agli standard del Gruppo Intesa Sanpaolo per quanto riguarda Corporate Governance, Controllo dei Rischi e livelli di servizio.

BNP Paribas Cardif resta attiva nella fornitura globale di servizi assicurativi, compreso il ramo Danni in Italia e continuerà a proporre l'intera gamma di prodotti sia per il Gruppo BNP Paribas che per altri partner.

Il 23 febbraio 2021, nell'ambito del più ampio quadro strategico che prevede di focalizzarsi maggiormente sul core business, Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking ha stipulato un accordo con State Street Bank International GmbH (Luxembourg Branch) affinché quest'ultima assuma le attività di banca depositaria e amministratore di fondi attualmente svolte dalla controllata Fideuram Bank Luxembourg.

Le funzioni di banca depositaria e amministratore di fondi assunte da State Street rappresentano circa 42 miliardi di euro di patrimonio gestito che rimarrà in gestione al Gruppo Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking.

Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking affida tali servizi a State Street, riconoscendo la capacità di quest'ultima di ridurre i rischi operativi, sostenere i piani di crescita del Gruppo, favorire la continuità e fornire un servizio di alta qualità, coerentemente con la sua posizione di principale partner internazionale al quale il Gruppo Intesa Sanpaolo affida sin dal 2010 le attività di Securities Services.

Il completamento dell'operazione, subordinato alle necessarie autorizzazioni da parte delle autorità competenti, è previsto entro la fine di giugno 2021.

L'avanzamento del Piano d'impresa 2018-2021

Il Piano d'Impresa 2018-2021 ambisce a mantenere una solida e sostenibile creazione e distribuzione di valore per gli Azionisti e a costruire la Banca Numero 1 in Europa.

Il Gruppo punta anche a rafforzare la propria leadership nella Corporate Social Responsibility e a diventare un punto di riferimento per la società, accrescendo al tempo stesso al proprio interno l'inclusione, senza alcuna distinzione.

In un nuovo mondo altamente digitalizzato e competitivo, la Banca continuerà a conseguire i propri obiettivi facendo leva sui suoi valori e sulla comprovata capacità esecutiva di una macchina realizzativa orientata ai risultati.

I pilastri del Piano d'Impresa 2018-2021 sono:

  • Significativo de-risking senza costi per gli Azionisti;
  • Riduzione dei costi attraverso l'ulteriore semplificazione del modello operativo;
  • Crescita dei ricavi cogliendo nuove opportunità di business.

Fattori abilitanti sono le persone, che continuano ad essere la risorsa più importante di Intesa Sanpaolo, e il completamento della trasformazione digitale.

De-risking

Il de-risking costituisce il primo Pilastro del Piano d'Impresa, con il quale il Gruppo si propone di limitare il peso del credito deteriorato sul credito totale, senza costi per gli Azionisti, nonché la definizione e l'implementazione di specifiche Strategie Creditizie, in fase di origination, che rispondono allo scopo di orientare lo sviluppo e la composizione del portafoglio creditizio verso un profilo di rischio/rendimento riconosciuto ottimale nell'orizzonte di medio lungo periodo e coerente con la propensione al rischio e la creazione di valore del Gruppo .

Diversi sono gli strumenti utilizzati dal Gruppo a seconda del grado di rischio e del tipo di clientela.

Per quanto riguarda la gestione dei crediti a sofferenza, la partnership con Intrum ha contribuito a ridimensionarne la portata in termini assoluti e relativi anche attraverso l'efficientamento dei KPI operativi per il monitoraggio delle performance.

Il Gruppo ha già conseguito, con un anno di anticipo, l'obiettivo di riduzione dei crediti deteriorati che il Piano d'Impresa prevede per l'intero quadriennio 2018-21. I crediti deteriorati al lordo delle rettifiche si sono attestati a 20,5 miliardi, escludendo l'apporto di UBI Banca, (-31,6 miliardi da inizio Piano), portando l'incidenza dei crediti deteriorati (al lordo delle rettifiche di valore) sui crediti complessivi al 4,9% escludendo l'apporto di UBI Banca (11,9% a inizio Piano), e al 4,4% includendolo. Il costo del rischio si è attestato a 104 punti base (50 punti base escludendo l'apporto di UBI Banca e gli accantonamenti per gli impatti futuri legati al COVID-19).

Per ciò che concerne il contenimento degli UTP, dal primo semestre 2020 la gestione proattiva dei crediti alle Imprese può contare sulla partnership con Prelios. A fine anno lo stock lordo degli UTP Imprese e Corporate si è ridotto a 7,1 miliardi (7,7 miliardi nel 2019).

Con l'obiettivo di rafforzare i propri modelli di gestione del credito, il Gruppo Intesa Sanpaolo si è dotato dell'unità interna Pulse al fine di gestire in maniera efficace i pagamenti in arretrato per il segmento retail, individuando i motivi alla base delle difficoltà di rimborso del credito, accelerando il percorso di recupero degli arretrati e sostenendo il rientro delle posizioni anche attraverso la proposta al cliente di strategie negoziali tramite l'utilizzo di alberi decisionali. Nel corso dell'anno, l'operatività è stata estesa anche alla concessione di moratorie a clienti in difficoltà per circostanze legate al COVID-19, attività in precedenza riservata alle filiali della Banca dei Territori.

Della gestione attiva del rischio sul portafoglio crediti si occupa infine la Direzione Active Credit Portfolio Steering, in particolare realizzando progetti e operazioni di copertura del rischio di credito finalizzati alla riduzione dei RWA ed estendendo l'applicazione di specifici correttivi di pricing per indirizzare la strategia delle nuove erogazioni verso settori con un miglior profilo di rischio/rendimento (Credit Strategies Adjustment).

Riduzione dei costi

La riduzione dei costi costituisce il Secondo Pilastro del Piano d'Impresa 2018-2020, con il quale il Gruppo si propone di ridurre l'incidenza sul conto economico delle componenti sia fisse che variabili.

Il progetto di Riduzione e rinnovamento del personale stabilisce una serie di obiettivi coordinati in termini di riduzione del costo del lavoro, di riqualificazione professionale e di rinnovamento del personale. Nel corso del 2020, il costo del personale si è attestato a 5,531 miliardi, al netto di 608 milioni relativi al perimetro UBI, (-217 milioni rispetto allo stesso periodo del 2019). L'organico, a perimetro omogeneo (al netto del Gruppo UBI), si è ridotto a 86.141 unità (-11.259 da inizio Piano). Nel corso dell'anno, la riqualificazione del personale ha coinvolto 1.428 persone (4.456 da inizio Piano), mentre il rinnovamento si è concretizzato nell'assunzione di oltre 350 figure specializzate (circa 1.200 da inizio Piano). Per quanto riguarda invece le figure professionali con contratto di lavoro misto, sono attivi circa 400 contratti e 300 stage di inserimento.

Nel quadro delle linee strategiche definite per l'integrazione di UBI Banca nel Gruppo, Intesa Sanpaolo ha raggiunto – come già indicato - un accordo con le organizzazioni sindacali in base al quale ha accolto oltre 7.200 domande di uscita volontaria per pensionamento o accesso al Fondo di Solidarietà entro il dicembre 2023 e contestualmente ha programmato 3.500 assunzioni entro il primo semestre 2024. Altre 5.107 persone del Gruppo UBI rientrano nel ramo di azienda oggetto di cessione a BPER Banca.

Il progetto di Ottimizzazione della strategia distributiva prevede la razionalizzazione della rete degli sportelli bancari e l'integrazione con canali alternativi fisici o virtuali e reti non captive. Nel 2020 il numero degli sportelli Retail si è ridotto a 2.940 (-1.096 da inizio Piano).

Con riferimento all'integrazione con reti non captive, il Gruppo ha intrapreso una serie di iniziative per ampliare la partnership con Poste Italiane, mentre dall'accordo tra SisalPay e Banca 5 è nata Mooney che, con oltre 45.000 esercizi su tutto il territorio nazionale, rappresenta la prima realtà italiana di Proximity Banking & Payments.

Nel loro insieme, le attività di ottimizzazione della strategia distributiva hanno permesso di estendere il coverage del Gruppo fino al 96% della popolazione italiana.

Il progetto di Razionalizzazione del patrimonio immobiliare persegue l'obiettivo di ridurre i costi sostenuti per gli immobili attraverso la dismissione di spazi inutilizzati, il trasferimento in location a minore impatto economico e la rinegoziazione di contratti di locazione per spazi in uso.

Il processo di Semplificazione societaria è proseguito con l'incorporazione di Banca IMI nella Capogruppo nel mese di luglio, completando con successo il programma di integrazioni societarie definito nel Piano d'Impresa.

Il progetto di Riduzione delle spese amministrative, infine, promuove il conseguimento di sinergie in ambito ICT, l'efficienza nelle spese di funzionamento, il controllo delle spese di consulenza, l'accentramento delle decisioni di acquisto e l'estensione delle best practice interne alle Banche Estere.

Ricavi

Il terzo pilastro del Piano d'Impresa punta ad aumentare i Proventi operativi netti, cogliendo significative opportunità di business in tutte le Divisioni.

Per conseguire l'obiettivo di diventare una delle prime quattro compagnie assicurative nel ramo danni in Italia e la prima per i prodotti non-motor retail, si rinnovano costantemente le strategie relative all'offerta dei prodotti e al pricing e si continuano a sviluppare competenze mirate a portare il servizio fornito al cliente all'eccellenza.

Sta proseguendo l'integrazione di RBM Salute, la cui acquisizione – come in precendenza indicato – si è perfezionata a maggio: Intesa Sanpaolo Vita ha acquisito il 50% +1 azione di RBM Assicurazione Salute e ha previsto un piano di incremento della partecipazione fino al 100% del capitale, in modo progressivo dal 2026 al 2029. Con questa operazione, il Gruppo mira a rafforzare significativamente il proprio posizionamento nel business Salute e, in quest'ottica, si sta impegnando a migliorare sempre più il livello di servizio offerto al cliente.

Nella fase acuta dell'emergenza sanitaria, Intesa Sanpaolo ha dimostrato la propria vicinanza ai clienti aggiornando l'offerta per rispondere alle nuove esigenze assicurative: sono state infatti estese alcune coperture di clienti già assicurati in ambito salute e finanziamenti ed è stata lanciata una nuova Polizza Collettiva Pandemie a tutela delle aziende e dei propri dipendenti.

Continua, inoltre, la focalizzazione sull'offerta non-motor per la clientela retail e PMI, che ha previsto, tra l'altro, l'aggiornamento dei moduli salute, casa e infortuni della polizza "XME Protezione".

Il nuovo modello di servizio prevede la rivalutazione del ruolo centrale del gestore, la cui competenza in materia assicurativa viene curata attraverso specifici programmi di formazione e di affiancamento. In ottica di efficientamento dei processi, prosegue la dematerializzazione documentale, già conclusa per il settore motor.

In ottica di consolidamento della crescita internazionale del Private Banking, è stata definita la partnership strategica con Reyl, banca di gestione patrimoniale svizzera: quest'iniziativa si inserisce nel più ampio processo di rafforzamento e riposizionamento delle attività estere della Divisione, in particolare in Svizzera, che è il mercato principale per le attività internazionali. Una volta completata l'operazione di acquisizione, Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking porterà ad oltre 18 miliardi di CHF le masse gestite nel Paese elvetico. Negli ultimi mesi dell'anno sono state inviate le istanze agli enti regolatori per ricevere le autorizzazioni necessarie ad avviare il percorso di integrazione.

Sempre in ottica di rafforzamento dello sviluppo internazionale, è stata avviata l'attività di Advisory in America Latina, è stata resa pienamente operativa l'offerta di prodotti per il mercato Middle East ed è stato definito il modello di servizio e operativo target per le attività in Lussemburgo. In Italia, dall'avvio del Piano, la rete commerciale dei Private Banker è stata potenziata grazie all'inserimento di circa 720 professionisti e al rafforzamento dell'utilizzo del contratto bancario misto.

È stata avviata con successo la commercializzazione di prodotti innovativi, con collocamenti superiori alle aspettative, tra cui alcune Gestioni Patrimoniali e Fondi Alternativi.

Sono in corso di revisione i modelli di servizio per i diversi segmenti di clientela di Intesa Sanpaolo Private Banking e Fideuram, con rafforzamento della struttura HNWI (High Net Worth Individual) per il Private Banking e la definizione di modelli di servizio differenziati per ciascun segmento di clientela per Fideuram.

È infine proseguito lo sviluppo dei servizi di home banking in logica multicanale sia per Fideuram che per Intesa Sanpaolo Private Banking, che ha portato a un significativo incremento dell'operatività tramite piattaforme digitali.

Con riferimento all'Asset Management, la fabbrica prodotto del Gruppo supporta costantemente le strutture di business attraverso lo sviluppo di prodotti coerenti con le esigenze e gli obiettivi di investimento espressi dai diversi segmenti di clientela. Ad esempio, per la clientela retail sono stati pensati prodotti mirati alla riqualificazione della liquidità anche con ingresso graduale nell'azionario e diversificazione valutaria. È stata inoltre avviata la completa operatività (sottoscrizione e post vendita) in fondi comuni Eurizon tramite l'App dedicata agli investimenti.

È proseguito il rafforzamento di "Valore Insieme", il servizio di consulenza evoluta sviluppato per valorizzare le competenze distintive del Gruppo nella gestione dei bisogni di investimento, assicurativi, immobiliari e successori dei clienti: a fine dicembre risultano attivi più di 100.000 contratti.

Lo sviluppo di nuovi servizi digitali ha portato, a partire da luglio, al rilascio di «Smart Save», il primo servizio di «Risparmio Digitale» per investire in fondi comuni tramite App.

L'evoluzione della strategia distributiva mira a rafforzare la diffusione del contratto di lavoro misto, ad ampliare l'offerta dedicata alla clientela istituzionale, a proseguire la valorizzazione della partnership con il gruppo Poste e a sviluppare la presenza internazionale di Eurizon Capital, grazie anche all'apertura di una branch in Spagna e al rafforzamento del presidio in Hong Kong.

La strategia della Divisione Banca dei Territori rivolta alle PMI italiane mira a supportarle nel loro processo di crescita, soprattutto attraverso la digitalizzazione dell'offerta di prodotti: sono diverse le soluzioni adottate per sostenere lo sviluppo

della relazione a distanza coi clienti, sia durante la vendita che nel post-vendita. L'offerta alle imprese si contraddistingue per un continuo sviluppo di prodotti anche legati alla situazione contingente, come ad esempio quelli sui bonus fiscali «edilizi»: è stata infatti lanciata un'offerta per supportare le imprese nell'esecuzione dei lavori di riqualificazione energetica/sismica permettendo la cessione del credito fiscale riveniente dalle norme introdotte dal Decreto Rilancio, che prevede l'innalzamento al 110% della detrazione per spese relative ad interventi di efficientamento energetico e di riduzione rischio sismico. Prosegue inoltre lo sviluppo di prodotti assicurativi rivolti alla clientela business, che tengono in considerazione anche le nuove esigenze di copertura legate all'emergenza sanitaria. Per quanto riguarda i finanziamenti, si segnalano il sostegno alla liquidità delle aziende durante il periodo di lockdown, la prosecuzione del programma Basket Bond e l'apertura del Circular Economy Plafond a investimenti «green». Viene inoltre confermata l'attenzione alla nuova imprenditoria e alle startup innovative.

Prosegue il rafforzamento della finanza straordinaria, tramite anche la sottoscrizione di 12 Bond nell'ambito del programma Basket Bond, e il supporto all'internazionalizzazione delle imprese, grazie all'attività di specialisti dedicati, adottando un approccio che non vuole essere solo commerciale, ma anche di indirizzo e orientamento. Particolarmente rilevante, in tal senso, la partecipazione a fiere e l'organizzazione di eventi tematici, che possono rappresentare per i clienti un'importante occasione per sviluppare un network di relazioni internazionali utile per lo sviluppo di idee imprenditoriali.

Continua lo sviluppo dell'offerta di servizi non finanziari di welfare, corporate travel management, digitalizzazione e networking e formazione a distanza; relativamente alla fornitura di beni strumentali, è stata avviata una società commerciale dedicata al loro noleggio, col coinvolgimento della rete Filiali e della rete ISP Forvalue per il convenzionamento di fornitori di beni e servizi. Il continuo sviluppo della piattaforma Dialogo Industriale consente ai gestori di relazionarsi in modo sempre più consapevole ed efficace nei confronti degli imprenditori, migliorando la propria capacità di comprensione dei loro bisogni; in particolare è stato ampliato il patrimonio informativo a supporto delle strategie di azione per una ripresa sostenibile postemergenza.

Per sviluppare il business internazionale, la Divisione IMI Corporate & Investment Banking (IMI C&IB), oltre a potenziare l'azione commerciale su selezionati clienti, ha perfezionato l'inserimento di 74 specialisti e sta individuando altre posizioni prioritarie da assumere per il potenziamento del coverage e delle competenze nel network internazionale.

Importante, per la Divisione IMI C&IB, anche il rafforzamento della posizione di leadership nel mercato italiano: tra le diverse iniziative, è proseguito il presidio di iniziative commerciali, in sinergia con la Divisione Banca dei Territori e strutture di Governance, anche per sviluppare misure di sostegno alle imprese maggiormente impattate dall'emergenza COVID-19 ed è stata potenziata l'iniziativa Confirming a sostegno delle Filiere Produttive Italiane, per favorire i progetti di crescita e innovazione. Il modello Originate to Share è operativo e sono proseguite le relazioni con un selezionato numero di controparti, sul fronte sia di Origination sia di Distribution, per la definizione di accordi di collaborazione e partnership compatibilmente con il mutato scenario di mercato.

È proseguito anche lo sviluppo della nuova strategia delle Banche Estere, volta a ottimizzare la presenza internazionale, massimizzare le sinergie all'interno del Gruppo e proseguire l'evoluzione digitale.

Nell'ambito del processo di estensione dell'approccio HUB, è proseguito il riposizionamento di Intesa Sanpaolo Bank Slovenia nell'HUB SEE, con l'attivazione dei servizi digitali e di CRM a tutta la clientela. Stanno inoltre continuando le attività di allineamento del modello operativo e di rafforzamento delle sinergie commerciali per l'HUB CE. Prosegue inoltre il piano di riposizionamento in Ucraina. L'avanzamento delle attività risulta in linea con le nuove priorità determinate nel 2020 dal COVID-19.

È poi stata completata la fase pilota per l'adozione di un nuovo Core Banking System (Constellation) in Repubblica Ceca e avviato uno studio di fattibilità per individuare il migliore approccio per il suo sviluppo in Slovacchia.

È in corso di sviluppo un nuovo modello di servizio e operativo in ambito IT per le Banche Estere e prosegue l'estensione del modello distributivo target di Gruppo in Slovacchia, Croazia, Serbia, Ungheria, Slovenia, Romania, Albania e Bosnia.

È stata progressivamente estesa l'adozione del modello di consulenza evoluta nel Wealth Management, destinato ai segmenti di clientela con esigenze di investimento più sofisticate. Continua inoltre l'attivazione di nuove funzionalità e servizi dei canali digitali nelle banche attive (Croazia, Ungheria, Egitto, Albania, Slovenia) e sono state promosse iniziative per favorire l'utilizzo dei servizi digitali durante il periodo di emergenza sanitaria.

Per quanto concerne lo sviluppo dell'attività di Wealth Management in Cina, dopo l'ottenimento della licenza per la distribuzione dei fondi comuni e del permesso commerciale, Yi Tsai ha avviato le attività di business. Nella prima fase è stata avviata la vendita tramite App di prodotti in modalità «execution only» e implementato un sistema «smart advice» basato su una relazione omnicanale tra Financial Advisor e cliente. C'è stato inoltre un ampliamento della rete commerciale a Qingdao e l'avvio del reclutamento in ulteriori 2 città (Pechino e Jinan).

Per quanto riguarda invece la costituzione della Security Company, è stato concluso l'iter con Bankit/BCE per ottenere l'autorizzazione a operare in Cina ed è stata accettata dal regulator cinese CSRC l'istanza per l'ottenimento delle necessarie licenze per la costituzione della società.

Persone e trasformazione digitale

Il Gruppo mette costantemente in atto una serie di iniziative dedicate alle Persone, considerate la risorsa più importante di Intesa Sanpaolo.

Il progetto People Care vuole garantire, a livello di Gruppo, un'efficace progettazione, implementazione e – ove opportuno – gestione diretta di servizi e interventi finalizzati al miglioramento della qualità della vita e del benessere in azienda, migliorando il coinvolgimento e il senso di appartenenza dei dipendenti.

Dal lancio dell'iniziativa è iniziato un percorso che ha visto, da un lato, l'evoluzione di servizi alla persona in modalità sempre più personalizzate e dall'altro l'introduzione di novità inedite per Intesa Sanpaolo. La prima è stata Ascolto e Supporto, un servizio di sostegno psicologico a distanza, 24h/24 e 7gg/7, realizzato in partnership con enti e società specializzate. Avviato a fine 2019 in modalità pilota, Ascolto e Supporto è stato esteso da marzo a tutta la popolazione aziendale del perimetro Italia, anche in relazione all'emergenza Coronavirus e all'improvviso lockdown conseguente.

La seconda e più recente novità è il lancio di CareLab, un portale dedicato al benessere della persona che consente di fruire contenuti multimediali, strumenti e iniziative utili ad avviare o consolidare stili e abitudini di vita salutari, realizzati a cura di

Sta proseguendo il progetto Diversity & Inclusion, finalizzato a creare pari opportunità e favorire un alto livello di engagement delle persone: l'obiettivo è quello di sostenere una maggiore inclusione e di creare le condizioni per la piena valorizzazione femminile, dei soggetti con varie disabilità e per l'efficace reinserimento dei dipendenti che sono stati a lungo assenti dal lavoro. È stata inoltre avviata la stesura di un documento di regole sui temi di Sexual Harassment.

Continuano le job-rotation delle circa 250 persone coinvolte nelle varie edizioni dell'International Talent Program, finalizzato a far crescere la prossima generazione di "middle management" mediante programmi di formazione, affiancamento manageriale e percorsi di carriera personalizzati.

Il potenziamento delle competenze dei dipendenti è stato garantito dall'erogazione di circa 11,8 milioni di ore formazione nell'anno, con un incremento del 10% circa rispetto all'anno precedente. Gli importanti investimenti in formazione hanno permesso di estendere l'offerta formativa digitale a tutti i dipendenti del Gruppo; l'introduzione di nuovi contenuti informativi (circa 2.500 Learning Object nel corso dell'anno, oltre 8.000 in totale), in particolare, ha stimolato un maggiore accesso alle piattaforme formative (Apprendo, App MyLa per i colleghi di Banca dei Territori e App Scuola dei Capi).

Come già indicato, in risposta all'emergenza COVID-19, è stato rafforzato l'impiego dello "smart working", che si è rivelato un modello vincente nell'organizzazione del lavoro oltre che un efficace strumento di intervento, garantendo l'ordinario svolgimento delle attività: sono stati rivisti processi organizzativi e adottate specifiche normative, oltre che misure tecnologiche e informatiche, per permettere l'estensione dello smart working all'interno del Gruppo, estendendone l'utilizzo anche al personale della Rete Territoriale e delle Filiali Online. Ad oggi, circa 65.500 risorse (circa 80.500 con UBI Banca) beneficiano di questa innovativa modalità di lavoro.

Sul fronte della gestione del Personale è in corso una progressiva trasformazione digitale dei servizi HR, che prevede la rivisitazione dei modelli gestionali e dei processi, puntando sulla dematerializzazione e sull'accentramento delle procedure amministrative.

Sta infine proseguendo il percorso di messa in opera del Modello di Strategic Succession Management, che ha l'obiettivo primario di garantire continuità manageriale con riferimento ai ruoli di responsabilità nel Gruppo, in ottica di business continuity, e al contempo abilitare lo sviluppo del Management attraverso l'identificazione proattiva e anticipatoria per livello manageriale e ambito di mestiere delle migliori risorse per favorirne la crescita con azioni mirate.

Il Piano d'Impresa prevede rilevanti investimenti nella Trasformazione digitale in tutti gli ambiti operativi del Gruppo, con particolare riguardo allo sviluppo del multicanale, del self banking e dei servizi a distanza, all'estensione dello smart working, al rafforzamento della cybersecurity, allo sviluppo del data management e alla riprogettazione digitale dei processi aziendali (vendita, credito, transazionali, governance).

Per ciò che concerne i canali distributivi, i numeri del 2020 confermano una crescente diffusione dei servizi digitali in termini di clienti, prodotti e vendite. I clienti multicanale sono circa 10,3 milioni (oltre 12 milioni con UBI Banca), gli utenti dell'App Banking 6,5 milioni (oltre 7 milioni includendo l'App di UBI Banca) e i clienti della Filiale Online 57.600.

I prodotti disponibili su piattaforme multicanale coprono circa l'85% dell'offerta. Le vendite attraverso i canali remoti, anche per effetto dell'emergenza COVID-19, sono salite al 26,4% del totale (erano il 9,2% nel 2019).

Parallelamente è proseguita l'estensione del Modello target di cybersecurity, che attualmente integra 42 società del Gruppo.

I progetti di data management, in particolare nell'advanced analytics & artificial intelligence, perseguono obiettivi strettamente coordinati con quelli commerciali, quali la personalizzazione dei servizi, l'automazione dei processi (ad esempio la Robot Process Automation nell'Asset Management) e la mitigazione del rischio di credito (de-risking).

L'elevato grado di digitalizzazione del Gruppo (il 60% delle attività totali al termine del 2020) ha consentito di rispondere efficacemente all'emergenza COVID-19 con misure straordinarie quali la citata accelerazione del ricorso allo smart working, il rafforzamento delle infrastrutture di accesso ai mercati per gestire elevati picchi di attività on line e una serie di interventi specifici per potenziare l'operatività a distanza.

Per promuovere l'innovazione all'interno del Gruppo sono state lanciate numerose iniziative volte, tra l'altro, ad individuare i trend più rilevanti in campo tecnologico e finanziario, a determinare la soglia di efficienza degli investimenti e a utilizzare nuove metodologie di service design per la realizzazione dei progetti. Particolare attenzione viene infine riservata all'osservazione dell'Ecosistema Fintech, con l'obiettivo di individuare best practice e possibili partner per lo sviluppo di prodotti e servizi ad alta intensità tecnologica.

La sostenibilità

L'emergenza sanitaria da COVID-19 che nel corso del 2020 ha investito l'Italia, l'Europa e gran parte del mondo ha provocato radicali cambiamenti sociali, economici e finanziari. In questo scenario, grazie soprattutto alla propria solidità finanziaria, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha saputo assumere ancor di più il ruolo di acceleratore sociale, rimarcando la propria vocazione di supporto alla rinascita e alla crescita del Paese. Il radicamento sul territorio e l'impegno a perseguire una strategia incentrata sulla sostenibilità sono stati due pilastri a partire dai quali è stato possibile condurre nel corso dell'anno l'operazione di unione con UBI Banca, anch'essa impegnata a supportare l'economia del Paese e capace al contempo di condividere l'impegno di Intesa Sanpaolo verso la crescita sostenibile e inclusiva.

I risultati 2020 hanno consentito a Intesa Sanpaolo di creare valore sostenibile per tutti gli Stakeholder, in linea con gli impegni assunti nel Piano di Impresa 2018-2021, confermando di essere un punto di riferimento anche nella sostenibilità sociale, culturale e ambientale, come dimostrato anche dal posizionamento all'interno dei principali indici e classifiche di sostenibilità. Intesa Sanpaolo è infatti presente nei Dow Jones Sustainability Indices World e Europe, nel Refinitiv Diversity and Inclusion Top 100 Index, nella Leadership Band di CDP con il punteggio A-, e nella classifica stilata da Corporate Knights delle cento aziende più sostenibili al mondo.

L'impegno del Gruppo nell'ambito della sostenibilità si concretizza anche attraverso la partecipazione ad una serie di iniziative internazionali tra cui i Principles for Responsible Banking di UNEP FI, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (UN Sustainable Development Goals), i Principles for Sustainable Insurance, con l'adesione di Intesa Sanpaolo Vita, e i Principles for Responsible Investments (PRI) sottoscritti da Eurizon già nel 2015, cui si sono aggiunte Fideuram Asset Management SGR e Fideuram Asset Management (Ireland) a inizio 2021.

Il Programma interno ISP4ESG, lanciato a fine 2019 con l'obiettivo di consolidare la leadership di Intesa Sanpaolo nella sostenibilità e per cogliere in modo sempre più efficace l'evolversi del contesto esterno e rispondere sempre meglio alle aspettative dei nostri Stakeholder, si è focalizzato nel corso del 2020 principalmente sugli ambiti della Governance e del Credito Sostenibile. Con riferimento al primo filone è stata avviata la Cabina di Regia ESG, con un importante ruolo di supporto al Comitato di Direzione nella proposizione strategica per le tematiche ESG e di coordinamento operativo per l'attuazione delle iniziative da parte delle Divisioni/Aree di Governo; la Cabina di Regia ESG è supportata da una struttura organizzativa dedicata, costruita introducendo la figura del Sustainability Manager (SM) per ciascuna Divisione/Area di Governo. Con riferimento al Credito Sostenibile è stata effettuata una mappatura settoriale ESG del portafoglio creditizio del Gruppo, sviluppando un framework proprietario di aggregazione dei debitori allineato alle best practice di mercato e propedeutico a rispondere ai requisiti regolamentari in rapida evoluzione.

La Banca ha confermato il ruolo di motore dell'economia reale e dello sviluppo sostenibile e inclusivo nel Paese, erogando nel 2020 circa 87 miliardi di nuovo credito a medio-lungo termine (oltre 205 dal 2018), di cui circa 77 miliardi in Italia, con circa 63 miliardi erogati a famiglie e piccole e medie imprese. Inoltre, circa 11.500 aziende italiane sono state riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato, con un impatto positivo generato sull'occupazione attraverso la tutela di circa 57.000 posti di lavoro. Essere una delle realtà più solide e profittevoli in Europa ha permesso al Gruppo di mettere a disposizione strumenti innovativi ed efficaci in grado di generare una ricaduta positiva ed inclusiva sulla società nel suo complesso.

L'inclusione finanziaria e il sostegno al tessuto produttivo

La pandemia da COVID-19 che ha caratterizzato il 2020 ha inasprito le disuguaglianze economiche e sociali già esistenti. Nel 2020 sono stati erogati circa 37,2 miliardi di finanziamenti ad alto impatto sociale (42,5% del totale erogazioni), di cui circa 32 miliardi a sostegno del sistema produttivo durante l'emergenza sanitaria.

In particolare, Intesa Sanpaolo si è prontamente attivata per supportare l'economia reale, attraverso moratorie - inclusi i rinnovi - su finanziamenti a famiglie e imprese per circa 73 miliardi (prima banca in Italia a lanciare l'iniziativa prima che le norme entrassero in vigore), l'erogazione di 21 miliardi di prestiti con garanzia statale, di 9 miliardi di prestiti concessi con garanzia SACE e la messa a disposizione di 50 miliardi di crediti per supportare le imprese e i professionisti, salvaguardando posti di lavoro e permettendo la gestione dei pagamenti durante l'emergenza.

Tra le principali iniziative a sostegno dei territori per fronteggiare la pandemia si evidenzia il già descritto Programma Rinascimento, che include contributi a fondo perduto e prestiti d'impatto a micro-imprese e start-up, allo scopo di recuperare e riadattare il loro modello di business per il periodo post-COVID-19, facendo leva su progetti innovativi per rafforzare la crescita economico-sociale e la coesione territoriale. Questo programma ha riguardato i territori di Bergamo (30 milioni il valore complessivo delle iniziative, in partnership con il comune) e Firenze (50 milioni, in partnership con la fondazione CR Firenze).

Al centro dell'impegno di Intesa Sanpaolo per la crescita del Paese rimane l'attenzione al tema dell'inclusione finanziaria. Nel Piano d'Impresa 2018-2021, Intesa Sanpaolo si è posta tra gli obiettivi quello di diventare la prima Banca d'impatto al mondo e, a tal proposito, il Fund for Impact consente l'erogazione di 1,25 miliardi a categorie con difficoltà di accesso al credito nonostante il loro potenziale. La prima iniziativa avviata col Fund for Impact è stata per Merito, prestito senza garanzie rivolto ai giovani studenti universitari residenti in Italia che nel 2020 ha consentito di erogare 51,5 milioni (90,6 milioni dall'avvio del programma nel 2019). Nel corso dell'anno sono state attivate nuove tipologie di finanziamenti: il primo è rivolto alle madri lavoratrici, Mamma@work (nel 2020 erogati 236.000 euro), per supportarle negli impegni economici successivi alla maternità; il secondo, XME Studio Station, è un prestito destinato alle famiglie con figli che seguono la didattica a distanza finanziando l'acquisto di computer e connettività (nel 2020 sono stati erogati 1,2 milioni). Infine, nel corso del 2020 sono state annunciate due nuove iniziative, a supporto delle madri lavoratrici in India e delle persone over 50 che hanno perso il lavoro o hanno difficoltà ad accedere a regimi pensionistici.

Nel 2020 il Gruppo ha supportato le famiglie e le imprese colpite da terremoti e altri disastri naturali attraverso moratorie di mutui su immobili colpiti per circa 500 milioni e finanziamenti agevolati per oltre 163 milioni (circa 497 milioni dal 2018). Sono stati anche erogati circa 470 milioni a supporto di imprese sociali e del Terzo Settore.

La promozione dell'occupazione e del diritto all'istruzione

Intesa Sanpaolo è da sempre attenta ad investire sui giovani anche per promuovere l'occupazione e il diritto all'istruzione, elementi che per il Gruppo ricoprono valori rilevanti in quanto volti alla riduzione delle disuguaglianze sociali, alla valorizzazione dei talenti, alla creazione di nuova occupazione e quindi alla crescita e allo sviluppo economico del Paese. In collaborazione con Generation Italy la Banca ha avviato il programma Giovani e Lavoro finalizzato ad offrire su un orizzonte temporale pluriennale corsi di formazione gratuiti a 5.000 giovani tra i 18 e i 29 anni non occupati aiutandoli ad acquisire le competenze utili alle aziende e favorendo l'incontro con imprese che ricercano giovani da inserire (obiettivo di assunzione pari almeno al 75-80%). Il programma, avviato nelle aree geografiche con maggior potenziale di sviluppo, partendo nel 2019 da Napoli, Roma e Milano, ad oggi ha visto 15.000 giovani candidati e oltre 1.500 studenti inseriti in aula, con un tasso di assunzione dell'80% per i primi studenti diplomati, coinvolgendo oltre 1.400 aziende tramite incontri sul territorio. L'iniziativa Giovani e Lavoro è orientata anche sul coinvolgimento delle persone del Gruppo per sensibilizzare all'adesione le imprese clienti dei territori interessati dal progetto.

L'emergenza sanitaria da COVID-19 non ha fermato il programma, che nel 2020 ha visto inserire in aula 740 giovani. I corsi sono stati rimodulati ed erogati a distanza e l'offerta formativa si è arricchita con un nuovo percorso in ambito Hi-Tech Industria 4.0. Un'altra iniziativa di particolare rilievo sul fronte della formazione è "P Tech" di Fondazione IBM, alla quale il Gruppo Intesa Sanpaolo collabora nel contrasto all'abbandono scolastico. Attualmente il progetto è attivo nella provincia di Taranto con un percorso che si innesta al terzo anno della scuola superiore per accompagnare gli studenti in 6 anni di formazione altamente specializzata caratterizzati da seminari e workshop tematici finalizzati all'inserimento lavorativo.

Innovazione e digital transformation

Digitalizzazione e multicanalità rappresentano un fattore strategico per il Gruppo a conferma dell'importanza di anticipare i crescenti trend in atto in questi ambiti. Nel corso del 2020, anche a causa dell'emergenza sanitaria, Intesa Sanpaolo ha accelerato la trasformazione digitale per consentire a tutti, clienti e persone del Gruppo, di operare da remoto in piena efficacia, efficienza e sicurezza. L'operato della Banca evidenzia attività di cybersecurity già allineate ai migliori standard internazionali e certificate dalle autorità nazionali, che salvaguardano gli interessi e i diritti dei clienti grazie ad un forte investimento in tecnologie e ad un continuo presidio del patrimonio informatico aziendale. La cura della relazione e l'eccellenza del servizio offerto consentono al Gruppo di affermarsi come prima banca digital del Paese e tra le prime tre banche europee con circa 10,3 milioni di clienti multicanale, pari a circa l'88% del totale clienti.

La sfida dell'innovazione in Italia riveste un ruolo di primaria importanza nello sviluppo della nuova economia. Nel 2020 il Gruppo ha proseguito con il suo programma di sviluppo e valorizzazione di start-up, analizzandone circa 1.400 (circa 2.650 dal 2018) e attivando 8 programmi di accelerazione (attività svolte online a causa del COVID-19) su 155 start-up (circa 390 dal 2018) che sono state presentate a selezionati investitori e altri attori dell'ecosistema (circa 5.600 a fine 2020). Fin dai primi giorni della pandemia il Gruppo, attraverso Intesa Sanpaolo Innovation Center, ha supportato le attività di ricerca dell'Ospedale Sacco di Milano mettendo a disposizione da subito competenze e tecnologia per il sequenziamento genomico e la mappatura del COVID-19.

I prodotti di investimento sostenibile e assicurazione sostenibile

Intesa Sanpaolo è impegnata a rafforzare ulteriormente l'offerta di prodotti di investimento sostenibile, che integrano i criteri finanziari con considerazioni ambientali, sociali e di governance (ESG10). In particolare, Eurizon ha 55 fondi focalizzati su questa tipologia d'investimenti. Dopo il lancio, avvenuto nel 2018, di Eurizon Fund Absolute Green Bonds, il primo fondo gestito da un asset manager italiano specializzato sui mercati obbligazionari internazionali che permette di finanziare progetti legati all'ambiente, a fine 2019 è stato lanciato Eurizon Global Trends 40 (composto di tre comparti azionari che investono su società sensibili alla salvaguardia del pianeta, al benessere delle persone e all'innovazione tecnologica) e nel corso del 2020 si sono delineati 12 nuovi prodotti, tra cui in particolare i nuovi fondi comuni della linea Megatrend Eurizon Planet, Eurizon People e Eurizon Innovation.

A fine 2020 il patrimonio totale di fondi Etici e ESG gestito da Eurizon e Fideuram è pari a 18,4 miliardi.

Anche sul fronte assicurativo, l'impegno a operare in modo sostenibile ha continuato a caratterizzare l'operato del Gruppo: al fine di favorire l'integrazione dei principi ESG dell'interno dell'organizzazione e rafforzare al contempo il posizionamento sul mercato come player sostenibile, la Divisione Insurance ha adottato la propria Politica di Sostenibilità, definendo le linee di indirizzo per promuovere un modello di business responsabile e sostenibile.

Per quanto concerne l'offerta di prodotti sul mercato nel corso dell'anno, Fideuram Vita ha lanciato, all'interno del Fondo Pensione Fideuram, il nuovo comparto Fideuram Millennials interamente basato su criteri di investimento ESG e modificato la politica di investimento del fondo pensione aperto inserendo criteri di esclusione per gli investimenti in determinati settori e paesi.

In ambito Salute, si rammenta che nel corso del 2020 è stata finalizzata – come già indicato - l'acquisizione di RBM Salute (ora Intesa Sanpaolo RBM Salute), leader in questo segmento di business. L'offerta di Intesa Sanpaolo RBM Salute comprende prodotti ESG con forte valenza sociale: il prodotto Tutto Salute, in particolare, è un prodotto modulare ideato per proteggere categorie di clienti che normalmente non sono riconosciute nei contratti di lavoro nazionali (es. stagisti, casalinghe, ecc.).

I contributi alla comunità

Con la pandemia da COVID-19 l'Italia, l'Europa e in larga parte il mondo intero sono stati colpiti contemporaneamente da quattro gravissime crisi: sanitaria, economica, finanziaria e sociale.

Coerentemente con il proprio impegno nel sociale, il Gruppo ha erogato oltre 184 milioni di contributo monetario alla comunità, tra cui risaltano in particolare – come già indicato – i 100 milioni donati nella prima fase dell'emergenza sanitaria a supporto del Servizio Sanitario Nazionale e i 10 milioni a sostegno delle famiglie in difficoltà finanziarie e sociali delle diocesi di Bergamo e Brescia.

Il Fondo di Beneficenza, attraverso il quale la Banca destina una quota degli utili al sostegno di progetti di solidarietà, utilità sociale e valore della persona, nel 2020 ha interpretato il proprio ruolo sociale nel contrasto alle povertà e fragilità, acuite dall'emergenza sanitaria, erogando oltre 16 milioni.

Un'importante iniziativa ha riguardato il contrasto alla povertà che, nel periodo 2018-2020, attraverso il sostegno a enti e associazioni caritative, ha permesso di distribuire 16,1 milioni di pasti, offrire oltre 994.000 posti letto, assicurare 228.000 farmaci e 178.000 indumenti.

Una particolare attenzione è stata rivolta all'infanzia attraverso collaborazioni e progetti sul territorio, tra cui il Programma Intesa Sanpaolo per Bambini Lungodegenti, con l'attivazione del progetto WE-CONNECTED!, realizzato congiuntamente da Intesa Sanpaolo e Intesa Sanpaolo Vita.

Inoltre, For Funding ha ricoperto un ruolo di rilievo nella prima fase dell'emergenza sanitaria, durante il quale sono state ospitate in piattaforma una raccolta fondi a sostegno del Dipartimento Protezione Civile e altre iniziative legate all'emergenza sanitaria, che hanno raccolto nel complesso donazioni per oltre 3,5 milioni.

10 Environmental, Social, Governance.

Il supporto alla Green Economy e alla Circular Economy

Intesa Sanpaolo ha mantenuto alta l'attenzione verso la Green Economy e la Circular Economy, a supporto delle quali sono stati erogati complessivamente finanziamenti pari a oltre 2,5 miliardi, corrispondenti al 2,9% del totale erogato.

In particolare, l'impegno verso la Circular Economy - sviluppato in partnership con la Fondazione Ellen MacArthur - ha previsto, per il periodo 2018-2021, l'istituzione di un plafond dedicato di 5 miliardi di credito (successivamente ampliato a complessivi 6 miliardi in seguito all'integrazione del Gruppo UBI) e l'emissione nel 2019 del Green Bond focalizzato sulla Circular Economy da 750 milioni. Nel 2020 le erogazioni del plafond sono state pari a circa 1,5 miliardi (2,2 miliardi dal lancio del plafond).

Nel 2017 Intesa Sanpaolo è stata la prima banca italiana ad emettere un Green Bond per un importo complessivo di 500 milioni per il finanziamento di progetti dedicati in particolare alle energie rinnovabili e all'efficienza energetica. I proventi del Green Bond hanno finanziato 76 progetti con un risparmio annuale di circa 460 mila tonnellate di emissioni di CO2.

A febbraio 2021 Intesa Sanpaolo ha collocato un terzo Green Bond per un valore di 1,25 miliardi, accolto con grande interesse da parte degli investitori. La domanda per il titolo ha superato i 3,5 miliardi.

A gennaio 2020 il Gruppo si è impegnato a mettere a disposizione a favore del Green Deal europeo un programma di erogazioni di 50 miliardi, in Italia, nel corso dei prossimi anni. In questo contesto, in una logica di sviluppo di soluzioni dedicate alla transizione ESG delle imprese è stato sviluppato S-Loan, il finanziamento mediante il quale la Banca sostiene le PMI attraverso l'individuazione di specifici KPI ESG, condividendo con l'azienda finanziata obiettivi di miglioramento di sostenibilità. Per questo nuovo finanziamento è stato stanziato un plafond dedicato pari a 2 miliardi e nel 2020 sono stati erogati 130 milioni.

Le Persone del Gruppo

Come indicato nel paragrafo relativo al Piano d'impresa, cui si rinvia, i risultati raggiunti nel complesso contesto che ha caratterizzato il 2020 sono stati possibili grazie alle persone che lavorano in Intesa Sanpaolo, che continuano ad essere la risorsa chiave per il Gruppo. La loro valorizzazione, insieme al rafforzamento del loro senso di appartenenza, costituiscono leve cruciali per il raggiungimento degli obiettivi strategici del Gruppo.

La Banca ha risposto con estrema tempestività all'emergenza, attivando in tempi brevi un ampio ricorso allo smart working per circa 65.500 persone (circa 80.500 con UBI Banca) al fine di permettere ai collaboratori di lavorare in sicurezza garantendo la business continuity. Grazie al digitale, è stato possibile riorganizzare rapidamente le attività a distanza e incentivare la formazione flessibile, estesa a tutti i collaboratori della Rete. La formazione ha raggiunto complessivamente nel 2020 circa 11,8 milioni di ore (di cui oltre 11 milioni a distanza) con una percentuale di utenti attivi rispetto all'organico pari a circa il 97%.

Nel corso del 2020 è stata attivata la campagna vaccinale antinfluenzale e anti-pneumococcica per il personale del Gruppo: l'adesione alla campagna è stata volontaria, con la possibilità di aderire alla somministrazione di entrambi i vaccini o di uno solo di essi.

Al fine di rendere ancora più chiaro e concreto l'impegno del Gruppo nella valorizzazione delle diversità e nella promozione di politiche di inclusione, contrastando ogni forma di discriminazione, dopo aver creato nel 2018 una struttura dedicata, nel 2020 sono stati pubblicati i Principi in materia di Diversity & Inclusion ed è stato costituito il Comitato Operativo D&I, con funzione di allineamento, confronto e condivisione delle iniziative di Diversity & Inclusion con tutte le Strutture.

Allo scopo di valorizzare il talento femminile e favorire la creazione di contesti lavorativi equi ed inclusivi, nel corso del 2020 sono proseguite le iniziative di sviluppo per donne professional e manager come programmi di job rotation, percorsi di shadowing e formazione per l'empowerment al femminile.

Numerose sono le iniziative intraprese, in coerenza con gli anni passati e con il supporto del Comitato Welfare, Sicurezza e Sviluppo Sostenibile, per la promozione di tematiche legate al benessere organizzativo, alla disabilità e in favore dei collaboratori in occasione di particolari momenti della vita privata e/o lavorativa, come il programma rivolto alle persone lungoassenti, con l'obiettivo di instaurare un rapporto di vicinanza durante l'assenza e favorire un proficuo rientro al lavoro.

Nell'ambito delle iniziative di welfare aziendale, nel 2020 è stato introdotto CareLab, un sistema virtuale integrato di contenuti, strumenti e iniziative focalizzate su tre ambiti: alimentazione, movimento, energia e benessere emotivo delle persone, con l'obiettivo di accompagnarle nel complesso contesto emergenziale.

Anche nel 2020 è stato incluso nelle schede di performance di oltre 1.200 manager un KPI, pari al 10% della valutazione complessiva, dedicato alla valorizzazione del talento femminile, estendendo il perimetro dei 1.100 manager coinvolti nel 2019. A seguito dell'integrazione del Gruppo UBI, sono state concordate – come già indicato – uscite volontarie per circa 7.200 persone del Gruppo, a fronte delle quali avrà luogo l'assunzione di 3.500 nuovi collaboratori allo scopo di tutelare l'occupazione, favorire lo sviluppo professionale delle persone e garantire il ricambio generazionale.

Task Force on Climate Related Financial Disclosures

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, da ottobre 2018, supporta le raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD), per identificare, valutare e gestire i rischi e le opportunità legati al cambiamento climatico, impegnandosi così alla diffusione di una rendicontazione trasparente in materia di climate change. I principali temi sono presentati nel seguito e un approfondimento degli stessi è presente nella Dichiarazione Consolidata Non Finanziaria e, per gli aspetti di governance, nella Relazione sul Governo Societario e Assetti Proprietari.

Governance

Il Consigliere Delegato e CEO sottopone ai Comitati consiliari competenti e al Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato di Direzione, la definizione delle linee strategiche e delle politiche di sostenibilità (ESG), incluso il contrasto al cambiamento climatico. Il Consiglio di Amministrazione approva le linee strategiche e politiche in materia di sostenibilità (ESG) - con il supporto del Comitato Rischi - tenendo conto degli obiettivi di solida e sostenibile creazione e distribuzione di valore per tutti gli Stakeholder, incluso l'ambiente come dichiarato nel Codice Etico del Gruppo. Inoltre, il Comitato di Direzione - composto dalla prima linea organizzativa - si riunisce con frequenza almeno trimestrale per l'esame delle tematiche di sostenibilità (ESG). Nel 2020 per supportare il Comitato di Direzione nel suo compito di identificare le iniziative ESG e dare priorità rispetto alla loro rilevanza strategica è stata istituita una Cabina di Regia ESG, presieduta dal Chief Financial Officer e dal Responsabile della Direzione Centrale Strategic Support, con un ruolo di supporto nella proposizione strategica per le tematiche ESG e di coordinamento operativo per l'attuazione delle iniziative.

A conferma del suo impegno verso l'ambiente, il Gruppo, già sostenitore degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, sottoscrittore degli Equator Principles (EP) e membro di UNEP FI, è anche sottoscrittore dei Principles for Responsible Investment (PRI) dei Principles for Responsible Banking (PRB) e dei Principles for Sustainable Insurance (PSI).

Strategia

Intesa Sanpaolo è consapevole dell'influenza significativa che un grande Gruppo finanziario diversificato - con ricavi derivanti dalle attività di finanziamento, investimento, sottoscrizione assicurativa e gestione patrimoniale - ha in termini di sostenibilità ambientale e sociale, nel breve e nel lungo periodo; considera l'ambiente - e il tema più specifico del cambiamento climatico come parte fondamentale di una strategia sociale e ambientale più ampia che prevede l'integrazione della sostenibilità in tutte le strutture e le Banche del Gruppo.

Oltre a gestire direttamente i propri consumi energetici in un'ottica di efficientamento e riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra nei propri immobili, il Gruppo può esercitare un'influenza sulle attività e sui comportamenti di clienti e fornitori.

La strategia sul clima è orientata principalmente alla promozione di strumenti di finanza sostenibile per il supporto alla transizione verso un modello economico a basse emissioni di carbonio e verso modelli di economia circolare. L'integrazione delle considerazioni sul clima nella fornitura di servizi finanziari può avere infatti un impatto significativo e contribuire in maniera determinante al contrasto dei cambiamenti climatici.

Gestione dei rischi e delle opportunità

Intesa Sanpaolo tiene conto dei rischi ESG associati alle attività delle imprese clienti e delle attività economiche in cui investe e dedica particolare attenzione all'approfondimento dei settori sensibili che presentano un profilo di rischio socio-ambientale rilevante. Nell'ambito della valutazione del rischio sociale e ambientale, la Banca rivolge una particolare attenzione al rischio derivante dal cambiamento climatico.

L'Area Chief Risk Officer e l'Area Chief Financial Officer, con il supporto delle diverse Aree di Governo e Divisioni, collaborano per individuare e analizzare il ventaglio dei rischi e delle opportunità legati al climate change per integrarli nell'ambito degli ordinari processi di valutazione e presidio dei rischi e delle strategie creditizie, e fissare obiettivi e linee guida volte ad implementare azioni atte a gestire e mitigare tali rischi.

In tale contesto Intesa Sanpaolo a maggio 2020 ha emanato le "Regole in materia di operatività nel settore del carbone" nell'ambito delle "Linee Guida per il governo dei rischi ambientali sociali e di governance in materia di credito" al fine di stabilire specifici criteri di limitazione o esclusione delle attività di finanziamento, andando così a rafforzare il presidio delle tematiche ESG nell'erogazione del credito a settori particolarmente sensibili a livello sociale e ambientale.

Nell'ambito del Risk Appetite Framework, il Gruppo ha introdotto un riferimento specifico al rischio climatico, impegnandosi a svilupparne l'integrazione nel framework di Enterprise Risk Management con particolare riferimento al rischio di credito e al rischio reputazionale. Nel 2020 è proseguita l'attività, iniziata nel 2019, sui settori di business nel portafoglio creditizio potenzialmente più impattati dal rischio climatico, sia derivante da rischio di transizione sia da rischio fisico, in un'ottica di materialità finanziaria.

Dal 2019 Intesa Sanpaolo partecipa alla fase due del gruppo di lavoro "UNEP FI TCFD Banking pilot programme", che coinvolge 39 banche internazionali, coordinate da UNEP FI, con l'obiettivo di migliorare le metodologie per la valutazione dei rischi connessi al cambiamento climatico, anche attraverso analisi di scenario di lungo termine, e migliorarne la disclosure. Il programma ha sviluppato strumenti, framework e paper che hanno consentito ai partecipanti di analizzare meglio ciascuna delle raccomandazioni TCFD. Intesa Sanpaolo ha partecipato attivamente al pilota anche attraverso la redazione di due case study: uno sul rischio fisico pubblicato nel report Charting a new climate (Intesa Sanpaolo case study - Physical climate risk measurement: the UNEP FI Phase I Excel tool applied to Energy and Oil & Gas companies) e uno sul rischio di transizione (quest'ultimo pubblicato a febbraio 2021).

In merito alle opportunità di business relative ai cambiamenti climatici Intesa Sanpaolo è impegnata da anni nella promozione di strumenti di finanza sostenibile con un'offerta di prodotti e servizi ESG per supportare concretamente la transizione verso un modello economico a basse emissioni di carbonio, sia nel campo dei finanziamenti alla Green Economy e alla Circular Economy, sia nell'asset management dove offre un'ampia gamma di fondi ESG.

Metriche e obiettivi

Intesa Sanpaolo rendiconta gli impatti e le performance legate al cambiamento climatico secondo le metriche dello standard GRI (Global Reporting Initiative), il principale standard di riferimento per la rendicontazione di sostenibilità.

  • Emissioni: le emissioni di gas ad effetto serra del gruppo Intesa Sanpaolo sono rendicontate in CO2 equivalente, secondo il protocollo GHG. Il Gruppo rendiconta le emissioni dirette e indirette, Scope 1 e Scope 2, e parte delle emissioni indirette Scope 3, quali ad esempio carta, rifiuti e macchine d'ufficio. Il Gruppo si pone degli obiettivi di riduzione delle emissioni al 2022 e al 2037; gli obiettivi al 2022 prevedono, tra gli altri, una riduzione delle emissioni assolute riconducibili ai consumi energetici (diretti ed indiretti) del 37% rispetto al 2012 e obiettivi di consumo e produzione di energia da fonte rinnovabile. Nel 2020 le emissioni di CO2 (Scope 1 e Scope 2) sono diminuite del 13,1% rispetto al 2019.
  • Finanziamenti: nel 2020 il Gruppo ha erogato oltre 2,5 miliardi a sostegno della Green Economy e della Circular Economy. In particolare, nell'ambito della Circular Economy il Gruppo, che si avvale anche del supporto della

Fondazione Ellen MacArthur, ha già erogato 2,2 miliardi di finanziamenti dal lancio del plafond creditizio di 5 miliardi (successivamente ampliato a 6 miliardi in seguito all'integrazione del Gruppo UBI) messo a disposizione nel Piano d'Impresa 2018-2021, rivolto a imprese che adottano il modello di business circolare ed esteso, a partire dal 2020, anche ai finanziamenti green. In particolare, nel 2020 sono stati erogati alla clientela oltre 5.100 mutui green per un corrispettivo pari a oltre 800 milioni.

Il Gruppo si è impegnato inoltre a mettere a disposizione a favore del Green Deal europeo un programma di erogazioni di 50 miliardi, in Italia, nel corso dei prossimi anni.

In tale contesto, nel 2020, è stato sviluppato S-Loan, il finanziamento dedicato alla transizione ESG delle imprese, in particolare PMI. È stato stanziato un plafond dedicato pari a 2 miliardi e sono stati erogati 130 milioni.

10 i finanziamenti sottoposti allo screening degli EP che hanno raggiunto il perfezionamento finanziario, per un importo accordato di 1.181,5 milioni.

Infine, sono state sottoposte a valutazione ESG/reputazionale 50 partnership e 104 operazioni di finanziamento.

  • Funding: il primo Green Bond da 500 milioni lanciato nel 2017, ha permesso di finanziare 76 progetti con circa 460 mila tonnellate di emissioni di CO2 evitate annualmente. A questo si affianca il Green Bond focalizzato sulla Circular Economy da 750 milioni, emesso nel 2019, che grazie ai 12 progetti finanziati ha permesso di evitare emissioni di gas climalteranti superiori a 255 mila tonnellate di CO2 11 .
  • Investimenti ESG: Intesa Sanpaolo è il primo operatore in Italia nell'ambito dei fondi sostenibili, con un patrimonio pari a 18,4 miliardi (24,5 con UBI Banca) e una quota di mercato di oltre il 22,8% (30,4% con UBI Banca). In particolare, Eurizon Capital ha portato a oltre 17,7 miliardi (circa il 10,1% dei fondi di diritto italiano ed estero) il patrimonio gestito con criteri di sostenibilità ed etici. Eurizon ha lanciato nel 2018 il fondo Eurizon Fund Absolute Green Bonds che, a giugno 2020, aveva investito in 379 obbligazioni green e tematiche, contribuendo a produrre circa 722 mila Megawatt/ora da impianti di energia rinnovabile e risparmiare circa 458 mila tonnellate di CO2.

Il valore economico generato e distribuito

Il valore economico generato nell'esercizio dal Gruppo viene calcolato secondo le istruzioni dell'Associazione Bancaria Italiana ed in coerenza con gli standard di riferimento a livello internazionale. Il calcolo viene effettuato riclassificando le voci del Conto economico consolidato incluso nei prospetti contabili disciplinati dalla Circolare n. 262 della Banca d'Italia.

Il valore economico generato, che nell'esercizio 2020 è stato di oltre 19 miliardi, è rappresentato dal Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa – che tiene dunque conto anche delle rettifiche di valore da deterioramento di crediti e altre attività finanziarie – cui si aggiungono le quote di utili e perdite realizzati su partecipazioni e investimenti e gli altri proventi netti di gestione. L'ammontare del valore economico generato esprime il valore della ricchezza prodotta, in massima parte distribuito tra le controparti (stakeholder) con le quali il Gruppo si rapporta a vario titolo nella sua operatività quotidiana. In particolare:

  • i dipendenti e i collaboratori hanno beneficiato di oltre il 42% del valore economico generato, per un totale di 8,3 miliardi. Nell'importo complessivo sono inclusi, oltre alle retribuzioni del personale dipendente, anche i compensi corrisposti alle reti di consulenti finanziari. Sono compresi anche i benefici per i dipendenti relativi all'accordo di incentivazione all'esodo del personale sottoscritto con le OO.SS. conseguente all'integrazione con UBI Banca;
  • i fornitori hanno beneficiato di quasi il 15% del valore economico generato, per complessivi 2,9 miliardi corrisposti a fronte dell'acquisto di beni e della fornitura di servizi, inclusi quelli connessi con l'acquisizione di UBI Banca;
  • Stato, Enti e istituzioni hanno rilevato un afflusso di risorse complessive di oltre 2 miliardi, pari all'11% circa del valore economico generato e riferibili per oltre 1 miliardo ad imposte indirette e tasse, per oltre 400 milioni alle imposte correnti sul reddito dell'esercizio, e per oltre 700 milioni a tributi ed oneri riguardanti il sistema bancario, rappresentati dai contributi versati ai fondi di risoluzione e garanzia. Numerose sono state inoltre le iniziative in ambito sociale e culturale e gli interventi effettuati a valere sui Fondi di beneficenza e per erogazioni a carattere sociale e culturale, anche nel contesto conseguente alla pandemia COVID-19;
  • agli Azionisti, ai detentori degli strumenti di capitale e ai terzi è stato destinato il 5% circa del valore economico generato, per un ammontare complessivo di circa 1 miliardo, prevalentemente attribuibile al dividendo proposto, soggetto alla Raccomandazione BCE del 15 dicembre 2020 nel contesto conseguente all'epidemia da COVID-19. In particolare, il dividendo proposto è pari a 694 milioni, il massimo consentito secondo quanto previsto da tale Raccomandazione. Per ulteriori dettagli sul punto si rimanda alle Proposte all'assemblea del Bilancio separato di Intesa Sanpaolo S.p.A.

Il restante ammontare, circa 5 miliardi, è stato trattenuto dal sistema impresa ed è prevalentemente costituito dall'utile non distribuito, dalla fiscalità anticipata e differita, dagli ammortamenti e dagli accantonamenti a fondi rischi e oneri. Sul rilevante ammontare del valore economico trattenuto incide la sopra indicata Raccomandazione BCE del 15 dicembre 2020 in tema di dividendi. Peraltro, come già indicato, subordinatamente all'attesa evoluzione delle indicazioni dell'Autorità di Vigilanza successivamente al 30 settembre 2021, in linea con il Piano di Impresa 2018-2021, si prevede una distribuzione di riserve, a valere sui risultati del 2020, che aggiungendosi al predetto dividendo porti al pagamento di un ammontare complessivo corrispondente a un payout ratio pari al 75% di 3.505 milioni di utile netto consolidato rettificato.

11 I fattori di emissione sono stati definiti utilizzando l'approccio del ciclo di vita e seguendo il protocollo GHG; Fonti utilizzate - la fonte principale utilizzata è Ecoinvent. Dove disponibili sono stati utilizzati anche fattori di emissione rappresentativi dei processi considerati (ad es. fattore di emissione per la generazione di elettricità nazionale media => relazione AIB sul mix residuo europeo) e statistiche settoriali per aumentare la rappresentatività del fattore di emissione; I flussi di massa o di energia sono convertiti in tCO2eq applicando i fattori di emissione individuati per ogni KPI; I calcoli delle emissioni evitate sono effettuati al lordo degli impatti per la realizzazione dei progetti (ad es. costruzione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, processi di riciclaggio, ecc.).

Il valore economico milioni
di euro
Valore economico generato 19.490 100,0%
Valore economico distribuito -14.339 73,6%
Dipendenti e collaboratori -8.315 42,7%
Fornitori -2.855 14,7%
Stato, Enti e istituzioni, Comunità -2.189 11,2%
Azionisti, Detentori di strumenti di capitale e Terzi -980 5,0%
Valore economico trattenuto 5.151 26,4%

Un'ampia trattazione degli aspetti di sostenibilità/ESG è contenuta nella Dichiarazione Consolidata non Finanziaria (DCNF) redatta ai sensi del Decreto Legislativo 254/2016, relazione distinta rispetto al Bilancio e disponibile sul sito Internet di Gruppo.

A settembre 2019, per la prima volta e in forma volontaria, Intesa Sanpaolo ha pubblicato una Relazione Consolidata Non Finanziaria semestrale dando evidenza degli indicatori più rilevanti.

Il Progetto Cultura

Progetto Cultura è il programma triennale di iniziative con cui Intesa Sanpaolo esprime attivamente il proprio impegno per la promozione di arte, cultura e conoscenza in tutto il Paese, a favore della crescita delle comunità di riferimento. Avviato nel 2011, il Progetto ha assunto negli anni un'importanza crescente in termini di valore sociale generato, contribuendo in modo significativo a rafforzare il ruolo del Gruppo come banca d'impatto e a consolidare il legame con i territori. La sua presenza nel Piano d'Impresa 2018-2021 testimonia quanto sia parte integrante della mission e delle politiche aziendali della Banca.

Durante la pandemia Intesa Sanpaolo si è confermata solido punto di riferimento per il Paese e in tale contesto l'apporto di Progetto Cultura è stato fondamentale a sostegno del comparto artistico-culturale che, duramente colpito dalla crisi, è considerato uno dei fattori strategici per il rilancio e il futuro dell'Italia.

L'attenzione è rivolta alla valorizzazione sia del patrimonio storico-artistico di proprietà, sia di quello nazionale. Le attività sono ideate, realizzate e organizzate dalla Direzione Arte, Cultura e Beni Storici della Capogruppo, in interlocuzione con i principali musei e istituzioni locali, nazionali e internazionali, con realtà pubbliche e private, con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, con le Fondazioni, con il mondo della scuola e delle Università e con i professionisti del settore culturale.

L'impegno in cultura, riconosciuto come elemento distintivo dell'identità della Banca, unitamente all'impatto sociale ha effetti positivi sui valori del brand, in quanto contribuisce ad accrescere la reputazione del Gruppo e a potenziarne sia il sistema di relazioni con gli stakeholder, sia il posizionamento competitivo. Il polo museale di proprietà, le Gallerie d'Italia, è stato definito il progetto maggiormente iconico di Intesa Sanpaolo.

Le Gallerie d'Italia

Le Gallerie d'Italia a Milano, Napoli e Vicenza valorizzano i palazzi storici e le collezioni d'arte appartenenti al Gruppo, ospitano mostre temporanee frutto di originali progetti scientifici in collaborazione con musei di tutto il mondo e propongono diverse attività formative e culturali.

Nel 2020 il numero dei visitatori è stato condizionato dalla chiusura dei musei per fronteggiare l'epidemia da COVID-19 (quasi un intero semestre, marzo-maggio e novembre-dicembre). Nei mesi di apertura, le Gallerie d'Italia hanno registrato circa 210.000 presenze (di cui quasi 160.000 nei soli due mesi precedenti l'emergenza sanitaria). Al termine del primo lockdown, è stato organizzato un piano di riapertura in piena coerenza con le misure di prevenzione, assicurando la tutela sia del pubblico, sia del personale addetto ai servizi museali.

Nel corso dell'anno sono stati realizzati 15 progetti espositivi (tra mostre temporanee e rinnovamento dei percorsi dedicati alle collezioni permanenti):

  • 3 mostre-dossier inaugurate prima dell'inizio della pandemia:
    • o Umberto Mariani. Frammenti da Bisanzio Atto III (Milano), 19 opere esposte (9 dalle collezioni Intesa Sanpaolo);
    • o Storie restituite. I documenti della persecuzione antisemita nell'Archivio Storico (Milano; in occasione della Giornata della Memoria), 26 materiali documentali dall'Archivio Storico di Intesa Sanpaolo esposti;
    • o Gli eroi del quotidiano. Mimmo Paladino per l'Arma dei Carabinieri. Testi di Margaret Mazzantini (Milano; in collaborazione con l'Arma dei Carabinieri), 20 opere esposte.
  • 3 mostre prorogate dopo l'interruzione del primo lockdown:
    • o Canova | Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna (Milano; a cura di Fernando Mazzocca e Stefano Grandesso, in collaborazione con l'Ermitage di San Pietroburgo e il Museo Thorvaldsen di Copenaghen), 171 opere esposte; durante i mesi di apertura è stata la mostra più visitata in Italia;
    • o David e Caravaggio. La crudeltà della natura, il profumo dell'ideale (Napoli; in collaborazione con Institut Français di Napoli e Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli), 9 opere esposte;

  • o Si aggiunge Andrea Mantegna. Rivivere l'antico, costruire il moderno (Torino, Palazzo Madama; ideata e co-prodotta con Fondazione Torino Musei e Civita Mostre e Musei), 130 opere esposte.
  • 9 progetti espositivi allestiti nel secondo semestre, che hanno comportato un notevole impegno organizzativo:
    • o Cantiere del '900, nuovo allestimento del progetto di studio, valorizzazione ed esposizione delle collezioni Intesa Sanpaolo di arte moderna e contemporanea ospitato nelle Gallerie d'Italia di Milano, 51 opere esposte;
    • o Arte nucleare. Altre dimensioni del reale tra Milano e Napoli, approfondimento temporaneo collegato a Cantiere del '900, 34 opere esposte;
    • o Napoli Liberty. N'aria 'e primmavera (Napoli; a cura di Fernando Mazzocca e Luisa Martorello), 71 opere esposte (4 dalle collezioni ISP);
    • o Ma noi ricostruiremo. La Milano bombardata del 1943 nell'Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo (Milano; a cura di Mario Calabresi), 70 fotografie storiche dall'Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo e foto attuali di Daniele Ratti;
    • o Futuro. Arte e società dagli anni Sessanta a domani (Vicenza; a cura di Luca Beatrice e Walter Guadagnini), 99 opere esposte (25 dalle collezioni di Intesa Sanpaolo), corredate da immagini dell'Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo;
    • o Tiepolo. Venezia, Milano, l'Europa (Milano; a cura di Fernando Mazzocca e Alessandro Morandotti; in collaborazione con Gallerie dell'Accademia di Venezia e Università degli Studi di Torino), 75 opere esposte; sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, unica mostra organizzata in Italia in occasione dei 250 anni dalla scomparsa di Tiepolo;
    • o Vedere l'invisibile. Icone russe dalla collezione Intesa Sanpaolo (Vicenza; inaugurazione prevista a novembre e posticipata a causa dell'emergenza sanitaria; a cura di Franco Barbieri e Silvia Burini, in collaborazione con CSAR-Centro Studi sulle Arti della Russia dell'Università Ca' Foscari di Venezia), aggiornamento in chiave innovativa del percorso permanente dedicato alla collezione Intesa Sanpaolo di icone russe, 70 tavole esposte;
    • o Valery Koshlyakov. Architetture celesti, mostra-dossier di durata annuale inserita nel percorso Vedere l'invisibile, 16 opere dell'artista russo Koshlyakov esposte in un'installazione site specific;
    • o Si aggiunge Folle (mostra digitale on line sulla piattaforma artissima.art, è parte dell'edizione di Artissima Unplugged 2020 di cui Intesa Sanpaolo è partner), 26 foto dall'Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo.
  • I cataloghi realizzati in occasione delle mostre rientrano nel progetto editoriale Gallerie d'Italia in collaborazione con Skira.

La formazione, le attività didattiche e il rapporto con le scuole, i temi dell'accessibilità e dell'inclusione sociale sono da sempre punti di forza delle Gallerie d'Italia. Nei soli primi due mesi dell'anno, prima che la crisi sanitaria ne vietasse lo svolgimento, sono stati attivati 678 workshop frequentati da 17.000 bambini e ragazzi e 107 percorsi riservati a persone con "fragilità", frequentati da 2.000 partecipanti, proposti gratuitamente.

Da segnalare inoltre che alle Gallerie d'Italia lavorano stabilmente 100 giovani storici dell'arte impiegati nella gestione dei servizi museali, nell'ambito della collaborazione con Civita.

Le nuove Gallerie d'Italia: Piazza San Carlo a Torino e Via Toledo a Napoli

Il 14 gennaio 2020 è stato presentato alla stampa il progetto del nuovo museo di Intesa Sanpaolo in Piazza San Carlo a Torino. La quarta sede delle Gallerie d'Italia sarà ospitata nello storico Palazzo Turinetti (circa 6.000 mq) e dedicata principalmente alla fotografia – con particolare attenzione al nostro Archivio Publifoto – e al mondo digitale. Durante il lockdown, con la Direzione Immobili e Logistica e lo Studio De Lucchi non si è interrotto il lavoro da remoto per la realizzazione del progetto esecutivo del museo torinese. A dicembre è stata assegnata all'impresa esecutrice l'area che sarà interessata dai lavori di trasformazione.

È stato inoltre avviato il cantiere per il trasferimento delle Gallerie d'Italia napoletane nel palazzo storico del Banco di Napoli in Via Toledo, su progetto dello Studio De Lucchi. La nuova monumentale sede (circa 9.000 mq) accoglierà, oltre al capolavoro di Caravaggio, nuclei collezionistici dall'archeologia al contemporaneo, e saranno incrementate le attività formative in dialogo con le realtà del territorio. La presentazione alla stampa è stata posticipata a causa dell'epidemia.

La Galleria di Palazzo degli Alberti a Prato

Si è concluso il cantiere della Galleria di Palazzo degli Alberti a Prato, che consente di aprire in via definitiva al pubblico, in un museo rinnovato, le raccolte d'arte già della Cassa di Risparmi e Depositi di Prato. Tali collezioni appartengono oggi a Banca Popolare di Vicenza in LCA e sono state affidate in deposito a Intesa Sanpaolo, proprietaria di Palazzo degli Alberti. Intesa Sanpaolo si è impegnata a valorizzare le opere presenti all'interno dell'edificio e vincolate ad esso – in forza del provvedimento del MiBACT – come collezione indivisibile e pertinenziale. La raccolta è formata da 142 opere, tra cui capolavori di Caravaggio, Giovanni Bellini, Filippo Lippi, Bronzino. L'impegnativo intervento immobiliare, volto ad adeguare il palazzo a sede museale, è stato diretto dalla Direzione Immobili e Logistica di Capogruppo. L'allestimento del percorso espositivo è stato condotto di concerto con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Firenze, Pistoia e Prato. L'iniziativa si configura come la "restituzione" di un patrimonio d'arte di forte valenza identitaria per la comunità, risultato ottenuto grazie all'impegno della Banca (Divisione Banca dei Territori-Direzione regionale Toscana e Umbria, Direzione Immobili e Logistica, Direzione Arte, Cultura e Beni Storici). L'inaugurazione, prevista a dicembre, è stata rimandata a causa dell'aggravarsi della situazione sanitaria.

Patrimonio artistico

L'importante Corporate Collection di Intesa Sanpaolo, che conta oltre 30.000 opere (di cui 1.000 esposte alle Gallerie d'Italia), è costantemente oggetto di azioni di conservazione, studio e valorizzazione.

Progetto Fair Value. Nel 2017 Intesa Sanpaolo ha pionieristicamente avviato il processo di valutazione al fair value del proprio "patrimonio artistico di pregio", sviluppando una procedura volta a garantire la correttezza formale e sostanziale dell'adozione del principio contabile di riferimento (IFRS 13 Fair value measurement). L'operazione si articola in cicli triennali ed è condotta con la Direzione Amministrazione e Fiscale. Nel 2020 è stata effettuata una nuova misurazione del fair value delle circa 3.700 opere appartenenti alla classe "patrimonio artistico di pregio", affidata alla società Eikonos Arte. Il valore aggiornato ammonta a 294 milioni. Nell'ambito del processo di integrazione delle raccolte d'arte proveniente da UBI Banca, è stato definito il perimetro del "patrimonio artistico di pregio" sulla base degli stessi criteri utilizzati per il patrimonio di Intesa Sanpaolo. Dei circa 6.000 beni appartenenti alle collezioni UBI, 721 sono stati considerati di pregio e valutati a fair value (per un valore complessivo di 27 milioni).

Progetto Diogene. Programma di assessment per garantire una migliore gestione delle 30.000 opere di Intesa Sanpaolo e delle Società del Gruppo, che prevede il censimento, la verifica della collocazione e dello stato di conservazione, nonché la valutazione del pregio delle opere. Nel 2020, la verifica – pur nella difficoltà di compiere sopralluoghi durante la pandemia – ha riguardato le opere appartenenti al "patrimonio artistico di pregio". È stata avviata l'analisi delle opere "di minore pregio" appartenenti alla classe "altri beni di interesse storico e decorativo" e degli apparati decorativi dei palazzi di Intesa Sanpaolo in coordinamento con la Direzione Immobili e Logistica della Capogruppo.

Carte dell'Arte. In collaborazione con l'Archivio Storico è proseguito il progetto di riorganizzazione e digitalizzazione dei documenti d'archivio relativi alle opere del "patrimonio artistico di pregio", con particolare riferimento ai titoli di proprietà.

Mappa Storica. Ad integrazione della Mappa Storica (albero genealogico del Gruppo disponibile su sito web) curata dall'Archivio Storico, si sta lavorando alla ricostruzione della politica collezionistica e culturale delle banche confluite nel Gruppo (ad oggi sono stati redatti 27 profili collezionistici).

Aggiornamento dei percorsi permanenti alle Gallerie d'Italia. Nel 2020 sono stati rinnovati i percorsi museali dedicati alle collezioni del '900 (Gallerie d'Italia di Milano) e alla collezione di icone russe (Gallerie d'Italia di Vicenza). L'aggiornamento del percorso del '900 rientra nelle attività propedeutiche al futuro allestimento della preziosa collezione di arte contemporanea Luigi e Peppino Agrati che, in funzione della donazione a Banca Cultura Onlus (ente no profit che fa riferimento alla Banca e che ha già deliberato la propria trasformazione in Fondazione) dovrà essere esposta negli spazi museali di Piazza Scala. Inoltre è stato siglato un accordo di collaborazione triennale con l'Università degli Studi di Padova - Dipartimento dei Beni Culturali, Archeologia, Storia dell'Arte, del Cinema e della Musica per la valorizzazione della raccolta di ceramiche attiche e magnogreche conservata a Vicenza, attraverso un programma di studio, di attività didattiche e di esposizioni ("Progetto MemO" curato dall'Università padovana con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, a cui già partecipano 14 musei veneti ospitanti collezioni archeologiche).

Prestiti. Nel corso del 2020, 185 opere dalle collezioni corporate (e 25 della Fondazione Cariplo) hanno partecipato a 31 mostre temporanee, organizzate da musei italiani (MART di Rovereto, Fondazione Pistoia Musei di Pistoia, Palazzo Reale di Milano, Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli, Fondazione MAXXI di Roma, Musei di San Domenico di Forlì, Museo di Roma, Palazzo Roverella di Rovigo, Castello di Rivoli-Museo d'Arte Contemporanea) ed esteri (Petit Palais di Parigi, Fundación MAPFRE di Madrid, National Museum di Varsavia, Multimedia Art Museum di Mosca, Musée d'Orsay et de l'Orangerie di Parigi).

Comodati. Nel 2020, 29 opere di Intesa Sanpaolo sono state concesse in comodato a terzi. Inoltre, per l'importanza dell'opera, si segnala che è stato affidato a Intesa Sanpaolo da parte dell'ASST di Lodi il dipinto di Francesco Hayez Ritratto della contessa Zumali Marsili, ora ricompreso nel percorso espositivo delle Gallerie d'Italia di Milano. Restauri. Nel 2020 sono stati effettuati 166 interventi di restauro e/o manutenzione straordinaria sulle opere di proprietà.

Convegno "Linee di Energia". Inserito nell'agenda di Artissima Unplugged 2020, si è tenuto il convegno digitale in diretta streaming Linee di energia (2 novembre). È il quarto appuntamento di un progetto di studio dedicato al restauro di opere dell'arte contemporanea, in collaborazione con Fondazione CCR "La Venaria Reale" e con IGIIC-Italian Group dell'International Institute for Conservation. La giornata di studio – che ha coinvolto restauratori, artisti, storici e critici d'arte, curatori, conservatori – ha registrato quasi 300 partecipanti collegati alla diretta e ha raggiunto 8.000 utenti. Con l'occasione è stata presentata la pubblicazione degli atti dei convegni 2017-18-19.

Archivio storico

L'Archivio Storico di Intesa Sanpaolo è tra i maggiori archivi aziendali in Europa. Rappresenta non solo la memoria storica del Gruppo, ma anche un bene culturale collettivo di grande valore. Custodisce 12 km di documentazione composta da carte tra il 1472 e il 2006, oltre a materiali fotografici e multimediali, volumi e una sezione iconografica e museale. Gestisce inoltre l'importante patrimonio di circa 7 milioni di immagini dell'Archivio Publifoto.

Nel 2020 sono proseguiti i lavori di base nell'ambito della conservazione dei documenti (acquisizioni, scarti, inventariazioni e restauri). Si sono inoltre intensificate le attività di digitalizzazione di documenti e fotografie – anche al fine di renderli disponibili al pubblico durante la chiusura delle sale di consultazione a Milano e Roma a causa della pandemia. All'arricchimento del sito dedicato agli inventari dell'Archivio (oltre 70.000 nuove schede pubblicate, oltre 42.300 utenti, oltre

192.500 pagine visualizzate) si aggiungono l'aggiornamento e il restyling del sito della Mappa Storica che restituisce l'albero genealogico del Gruppo. L'Archivio Storico conferma la sua attenzione alle nuove tecnologie con il Progetto Archivi Digitali (PAD), finalizzato alla salvaguardia della documentazione nativa digitale di interesse storico, e con progetti dedicati alla promozione dei Linked Open Data in ambito culturale (tra questi, "Archivi. Che imprese!" per la pubblicazione dei dati sui finanziamenti alle aziende). Sul fronte della valorizzazione, si segnalano: le iniziative dedicate al fondo EGELI formato da oltre 2.000 fascicoli sull'espropriazione dei beni ebraici (mostra Storie restituite alle Gallerie d'Italia, pubblicazione dell'inventario su un sito apposito e realizzazione di una volume); la partecipazione alle manifestazioni digitali Archivissima di Torino e Archivi Aperti organizzata da Rete Fotografia (associazione di cui l'Archivio è socio); in collaborazione con Divisione IMI Corporate & Investment Banking, produzione di un filmato su Raffaele Mattioli, di un docufilm sulla storia di IMI e di tre podcast su Sergio Siglienti.

Una particolare attenzione è riservata all'Archivio Publifoto, anche nell'ottica della futura apertura delle Gallerie d'Italia torinesi. Sono proseguite le attività di conservazione e digitalizzazione (6.580 fotografie restaurate e oltre 12.100 digitalizzate), in parte in collaborazione con Fondazione CCR "La Venaria Reale". Nuclei di foto sono state protagoniste delle mostre Ma noi ricostruiremo (Gallerie d'Italia di Milano), Futuro (Gallerie d'Italia di Vicenza), Folle (sulla piattaforma di Artissima), Noi…non erano solo canzonette (Bologna, Palazzo Belloni; Pesaro, Musei Civici di Palazzo Mosca e Museo Nazionale Rossini).

Nell'ambito della consolidata sinergia tra Archivio Storico e mondo accademico, anche nel 2020 l'Archivio ha contributo alla didattica del corso magistrale "Storia e documentazione di impresa" dell'Università degli Studi di Milano, dando l'opportunità agli studenti di lavorare direttamente sulle fonti. Nel 2020 sono stati portati a termine due lavori di ricerca (sul carteggio Contini-Mattioli con Università dell'Insubria e sul carteggio Montale-Solmi con Università Cattolica di Milano) ed è stato avviato un progetto triennale con Università La Sapienza di Roma e con Università di Buenos Aires (sul rapporto imprese italiane e migrazione in Argentina). Ad oggi, inoltre, sono in lavorazione 16 tesi di laurea e 7 tesi di dottorato che utilizzano le fonti dell'Archivio Intesa Sanpaolo. Si ricordano inoltre le importanti collaborazioni con Fondazione 1563 per l'Arte e la Cultura (Archivio Storico della Compagnia di San Paolo), oltre che con Fondazione CAMERA di Torino e Fondazione CCR "La Venaria Reale".

È stata avviata la ricostruzione dell'albero genealogico delle banche confluite nel Gruppo UBI Banca (individuate ad oggi 130 banche) ed è iniziata la presa in carico di tutti gli archivi ex UBI (censiti finora 10 archivi per circa 2,3 km di documentazione).

Il programma Restituzioni

Restituzioni esprime l'impegno di Intesa Sanpaolo per la difesa e la promozione del patrimonio storico-artistico del Paese. Si tratta del più importante programma di restauri al mondo ed è considerato un'esemplare forma di sinergia tra pubblico e privato. È curato dalla Banca sin dal 1989, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo e gli Enti competenti sui territori per la tutela delle opere d'arte, e si avvale del supporto scientifico di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti e Carla Di Francesco. Grazie ad oltre trent'anni di attività, sono stati "restituiti" 2.000 capolavori del patrimonio italiano, restaurati, valorizzati e condivisi in grandi mostre ospitate alle Gallerie d'Italia e in altri musei nazionali.

Pur con un impatto sulla tempistica dovuto all'emergenza sanitaria, si stanno concludendo i cantieri di restauro della 19a edizione del programma. Gli interventi interessano 218 beni provenienti da tutte e 20 le Regioni italiane – oltre a un'opera dalla Francia, territorio europeo di riferimento del Gruppo –, coinvolgono 52 Enti di tutela (Soprintendenze, Direzioni Regionali Musei e Musei Autonomi), 80 Enti proprietari (tra musei, chiese e siti archeologici) e centinaia di storici dell'arte e restauratori. Merita particolare attenzione, soprattutto in questo momento di difficoltà, l'importante sostegno garantito da Restituzioni al settore del restauro, di cui l'Italia è leader internazionale.

Il 2 dicembre è stato presentato al pubblico, in un evento on line, la "restituzione" di una delle opere incluse nell'attuale edizione, la scultura Madonna con Bambino di Giacomo del Maino (XV secolo) conservata nel Santuario di Grosotto (Sondrio). È nella logica del programma intervenire sia su opere celebri, sia su testimonianze d'arte meno note, ma di grande valore artistico e significative per le comunità di appartenenza.

Partnership nazionali e internazionali

Progetto Cultura sostiene, in forme dinamiche di partnership, importanti istituzioni e iniziative culturali del Paese (mostre, festival, eventi attorno ad arte, fotografia, archivi, editoria e lettura). Tale sostegno si è rivelato ancor più necessario e doveroso nei mesi in cui l'emergenza sanitaria ha messo in gravi difficoltà anche il settore culturale. In particolare, il nostro contributo ha reso possibile la realizzazione di iniziative che, a fronte del distanziamento fisico, hanno saputo riorganizzarsi e convertirsi in manifestazioni digitali, rilanciate anche dai canali social di Intesa Sanpaolo e dal sito di Gruppo.

Cortona On The Move. Progetto "The Covid-19 Visual Project". Con l'Associazione Cortona On The Move, di cui sosteniamo il Festival Internazionale di Fotografia dal 2018, è stato realizzato un archivio digitale permanente e in continuo aggiornamento (on line dall'11 maggio; 853.345 utenti unici) che documenta gli effetti della pandemia nel mondo attraverso progetti fotografici (ad oggi 54) commissionati ad artisti di fama internazionale. Utilizzando tali immagini, è stata organizzata un'edizione speciale del Festival proponendo 21 mostre in diversi luoghi di Cortona, nel rispetto delle norme di distanziamento. Tra queste, Locked in Beauty, con le fotografie di Paolo Woods e Gabriele Galimberti dedicate ai musei chiusi durante il lockdown, tra cui le Gallerie d'Italia (canali social Intesa Sanpaolo e Gallerie d'Italia: 61.965 visualizzazioni).

Salone Internazionale del Libro, Torino. Abbiamo sostenuto le innovative versioni on line con cui si è svolta l'edizione 2020 del Salone, del quale Intesa Sanpaolo è partner da 13 anni: SalTo Extra, programma di 12 incontri in live streaming a cui hanno partecipato 140 ospiti nazionali e internazionali (5 milioni di persone raggiunte, 63.715 interazioni); SalTo Notte, format estivo sperimentale che ha dato voce a editori, autori e artisti in tarda serata in alcuni luoghi simbolici della cultura a Torino,

Napoli, Milano e Roma: 2 delle 6 puntate sono state ospitate alle Gallerie d'Italia di Milano e Napoli (canali social Intesa Sanpaolo e Gallerie d'Italia: oltre 45.000 visualizzazioni); Vita Nova, 22 lezioni on line rivolte alle scuole tenute da 26 autori nazionali e internazionali (20.670 studenti collegati).

Nell'ambito della promozione del libro e della lettura si segnala anche il sostegno al Festival della Lettura di Ivrea e a Il Circolo dei Lettori di Milano (37 incontri nel 2020 di cui 23 on line).

Archivissima e Notte degli Archivi, Torino. Abbiamo sostenuto la 3a edizione in veste digitale del Festival degli Archivi, un palinsesto di oltre 50 puntate di podcast, video, appuntamenti in streaming che ha coinvolto oltre 200 Archivi italiani. È stata anche occasione di valorizzazione del nostro Archivio Storico con un podcast sulla presenza delle donne in banca dalla Grande Guerra ad oggi (piattaforma Archivissima: 125.000 visualizzazioni uniche; canali social Intesa Sanpaolo: 17.244 visualizzazioni).

Quadriennale d'arte, Roma. Intesa Sanpaolo è partner della 17a edizione della Quadriennale d'arte di Roma intitolata Fuori. La Banca ha inoltre sostenuto il progetto di formazione Q-Rated dedicato a giovani artisti e curatori italiani, che si è svolto nel 2018-2019 in preparazione all'edizione 2020 della Quadriennale (6 workshop in diverse città italiane, 120 partecipanti under 35).

Artissima. Fiera internazionale di arte contemporanea di Torino. Intesa Sanpaolo è diventata partner di Artissima, una delle più importanti fiere del settore a livello mondiale. La 27a edizione della manifestazione, Artissima Unplugged 2020, si è svolta in digitale comprendendo due progetti di Intesa Sanpaolo visibili sulla piattaforma artissima.art: la mostra Folle, con immagini dall'Archivio Publifoto (11.000 visualizzazioni; alla mostra è collegato il concorso fotografico Sunday Photo 2020 in collaborazione con "La Stampa"); il convegno Linee di Energia dedicato al restauro delle opere d'arte contemporanea. Rilancio della partnership sui canali social Intesa Sanpaolo: 72.000 visualizzazioni, 2.000 interazioni.

Fondazione Compagnia di San Paolo, Torino. Accordo di collaborazione triennale (2019-2021) che vede la Banca contribuire alla realizzazione di progetti proposti dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, quali il Progetto Sviluppo e Fundraising di Fondazione Museo delle Antichità Egizie, le attività della Fondazione Polo del 900 e interventi conservativi per la tutela di luoghi torinesi di particolare pregio storico e architettonico. A ottobre 2020 si è concluso il restauro del cortile d'onore del Palazzo dell'Arsenale, oggi sede della Scuola d'Applicazione dell'Esercito, realizzato con la Consulta di Torino.

Sempre nell'ambito di Consulta, insieme a Compagnia di San Paolo e ad altre realtà torinesi, dopo il restauro della monumentale statua di Ercole, l'opera è stata riposizionata nella sua collocazione originaria al centro della fontana nei Giardini della Reggia Venaria, un'ulteriore tappa verso la conclusione del più generale programma di recupero del complesso del Teatro delle Acque.

Si ricorda inoltre il restauro, con ricollocazione nella nuova sede del Giardino Grosa accanto al grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino, della scultura La Totalità dell'artista greco Costas Varotsos. Il progetto è stato realizzato con Città di Torino e Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale".

Fondazione 1563 Per l'Arte e la Cultura, Torino. Intesa Sanpaolo ha sostenuto anche nel 2020 le attività dell'Archivio Storico della Compagnia di San Paolo.

Fondazione CAMERA-Centro Italiano per la Fotografia, Torino. La Banca, socio fondatore di CAMERA, è al fianco del Centro sin dal 2015. Tra le iniziative sostenute, si segnala la realizzazione di attività didattiche gratuite utilizzando i materiali dell'Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo che, nei mesi di distanziamento, hanno consentito di produrre guide on line per insegnanti e percorsi per le scuole fruibili anche da remoto.

Nel corso del 2020 si sono consolidate le attività di collaborazione e sostegno di importanti musei italiani: Castello di Rivoli-Museo di Arte Contemporanea (in prestito 2 opere Intesa Sanpaolo in occasione della mostra Espressioni); Museo e Real Bosco di Capodimonte (sostegno alle mostre Gemito. Dalla scultura al disegno, con 17 opere dalle collezioni Intesa Sanpaolo e Luca Giordano. Dalla natura alla scultura); Gallerie dell'Accademia di Venezia (siglato un accordo di partnership per la realizzazione della rassegna Un capolavoro per Venezia, che favorirà la presentazione di opere d'arte veneta nel museo veneziano in prestito da altri musei); Pinacoteca di Brera a Milano; Palazzo Strozzi a Firenze; Museo Archeologico Nazionale di Napoli (contribuito alla pubblicazione del volume Mito e società a cura dell'Università degli Studi Milano, dedicato ai vasi apuli del MANN).

Sono anche state sostenute le mostre: Ulisse. L'arte e il mito (Forlì, Musei di San Domenico, mostra di Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì), in prestito 2 vasi dalla collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo; La riscoperta di un capolavoro. Il Polittico Griffoni (Bologna, Palazzo Fava; mostra di Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, Genus Bononiae-Musei nella Città); Sfida al Barocco. Roma Torino Parigi 1680-1750 (Reggia di Venaria Reale; mostra di Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione 1563 per l'Arte e la Cultura, Consorzio delle Residenze Reali Sabaude), esposte anche 2 opere restaurate nell'ambito dell'edizione di Restituzioni in corso; China Goes Urban (Torino, MAO-Museo d'Arte Orientale; mostra di Fondazione Torino Musei); la mostra fotografica Transmissions people-to-people (Torino, Museo Nazionale del Risorgimento Italiano); Sulle tracce di Raffaello nelle collezioni sabaude (Torino, Musei Reali, Gallerie Sabauda; nell'ambito delle celebrazioni dei 500 anni dalla scomparsa del maestro), in mostra anche la Madonna della Tenda restaurata dalla Fondazione CCR con il contributo di Intesa Sanpaolo; in dialogo con quest'ultima mostra abbiamo sostenuto un progetto di studio e catalogazione di un nucleo di disegni rinascimentali legati a Raffaello e alla sua scuola conservati nella Biblioteca Reale di Torino.

Sono anche state perfezionate collaborazioni con musei internazionali. In linea con la proiezione europea e internazionale del Gruppo, Progetto Cultura cura infatti rapporti di partnership con prestigiosi musei del mondo: Museo Statale Ermitage, San Pietroburgo: rientra nell'accordo triennale (2018-2020) il sostegno alla mostra After Raphael 1520-2020 ospitata nel museo russo, organizzata in occasione dei 500 anni dalla scomparsa di Raffaello; The National Gallery, Londra: è stata

formalizzata una special collaboration per la realizzazione di un grande progetto espositivo dedicato ad Artemisia Gentileschi, la cui prima tappa è stata la rassegna Artemisia allestita alla National Gallery (tra le 35 opere esposte, il San Gennaro dalla cattedrale di Pozzuoli restaurato con il sostegno della Banca); le Gallerie d'Italia di Napoli accoglieranno nel 2022 una seconda esposizione sulla pittrice, in dialogo e a completamento di quella londinese.

Editoria e Musica

I progetti editoriali realizzati nel 2020 in collaborazione con Skira hanno consolidato gli obiettivi di diffusione e di valorizzazione del patrimonio culturale del Gruppo e del Paese, in sintonia con le linee guida di Progetto Cultura: Tosca di G. Puccini, Teatro alla Scala, diretta da Riccardo Chailly con la regia di David Livermore, 17a edizione dell'importante collana editoriale e musicale Vox Imago, proposta in un'innovativa digital edition; In missione con… Giambattista Tiepolo, libro per ragazzi ispirato alla mostra Tiepolo delle Gallerie d'Italia; Palazzo Nervi-Scattolin, Venezia, appartenente alla collana dedicata ai palazzi di proprietà del Gruppo; Architetture del lavoro. Città e paesaggi del patrimonio industriale, edito da Forma Edizioni, volume fotografico sulle architetture delle company towns (tra le fonti di ricerca, anche il materiale documentale del nostro Archivio Storico).

Merita una menzione particolare Collezionisti e valore dell'arte in Italia, primo volume di una serie di studi dedicati al collezionismo e mercato dell'arte in Italia, promossi da Intesa Sanpaolo Private Banking in collaborazione con la Direzione Arte, Cultura e Beni Storici, la Direzione Studi e Ricerche e Miart.

Nel campo della musica, oltre all'organizzazione di cicli di concerti (Filarmonica Teatro Regio - Torino, Associazione Alessandro Scarlatti - Napoli, Società del Quartetto - Milano, Palazzo Marino in Musica - Milano, Stresa Festival, Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo, Milano Musica), le collaborazioni con prestigiose realtà musicali italiane hanno visto la realizzazione di programmi formativi per giovani musicisti (come Esperienza Orchestra della Filarmonica Teatro Regio) o per ragazzi appartenenti a categorie fragili (come i progetti dell'Associazione A. Scarlatti rivolti ai ragazzi dei quartieri disagiati di Napoli). A causa della pandemia, i concerti sono stati rimodulati in programmi digitali o a porte chiuse, consentendo il completamento della quasi totalità degli appuntamenti in calendario.

Officina delle idee

I progetti di Officina delle Idee offrono ai giovani opportunità espressive, formative e professionali. Le attività – borse di studio, progetti di ricerca, percorsi di formazione – sono realizzate in collaborazione con importanti istituzioni pubbliche e private.

Progetto Euploos. Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, Gallerie degli Uffizi, Firenze. Innovativo progetto che vede impegnato un gruppo di lavoro (giovani storici dell'arte, fotografi e informatici) nella realizzazione del catalogo digitale (sito Euploos) dedicato alle opere del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi. Nel 2020 sono stati catalogati circa 5.000 documenti (tra schede catalografiche e riproduzioni fotografiche).

Fondazione CCR - Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale". Affidamento alla Fondazione di opere dalle raccolte Intesa Sanpaolo del Novecento (circa 50 nel 2020) e dall'Archivio Publifoto (900 lastre Publifoto e 541 stampe fotografiche dal patrimonio archivistico ex IMI nel 2020), utilizzate a fini didattici dal Laboratorio per il restauro della carta e della fotografia, avviato con il sostegno della Banca nel 2015 presso il CCR, nell'ambito del Corso di Laurea in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università di Torino. Un'opera di Giulio Turcato dalle collezioni Intesa Sanpaolo è stata messa a disposizione come oggetto di studio e intervento per una tesi magistrale.

Careers in Art. Progetto di Gallerie d'Italia in collaborazione con l'associazione Next Level di Torino, rivolto agli studenti delle scuole superiori di secondo grado nell'ambito dell'alternanza scuola-lavoro, per avvicinarli alle professioni dell'arte. Nel 2020 hanno partecipato 250 studenti per un totale di 500 ore di attività, di cui 70% erogate in modalità a distanza.

Corso Executive di Alta Formazione in "Gestione dei patrimoni artistico-culturali e delle collezioni corporate"

A conferma della centralità data al tema della formazione e ai giovani, è stato avviato il Corso Executive volto a formare competenze specifiche nella gestione dei patrimoni d'arte. Unico in Italia, il progetto è stato realizzato con Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Cariplo, in collaborazione con Intesa Sanpaolo Formazione e Fondazione 1563 per l'Arte e la Cultura e ideato con il contributo scientifico della Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività Culturali. Le iscrizioni sono state aperte a dicembre e il corso, che ha ottenuto il Patrocinio del Ministero per i Beni e per le Attività Culturali e del Turismo, avrà inizio a febbraio 2021. L'iniziativa è la prima tappa del più ampio progetto "Gallerie d'Italia Academy". La campagna social sul lancio del corso (30 novembre) ha ottenuto oltre 14 milioni di visualizzazioni con circa 6.000 click alla pagina Intesa Sanpaolo Formazione; la campagna display e Google Search ha generato circa 3,5 milioni di impression e 34.000 click al sito Intesa Sanpaolo Formazione.

Valorizzazione digitale delle nostre collezioni d'arte e mostre

La situazione di lockdown ha imposto una riflessione sull'importanza e sul ruolo delle iniziative digitali, come modalità sempre più necessaria di accesso e partecipazione del pubblico al patrimonio culturale, con grandi potenzialità in termini di inclusione. Nel corso del 2020 è stata pertanto intensificata la produzione di contenuti on line su sito web e canali social delle Gallerie d'Italia, anche con rilanci dalle piattaforme del Gruppo.

Sono state valorizzate le mostre su siti e canali social:

  • Canova | Thorvaldsen. Virtual tour. È stato lanciato (18 maggio) il virtual tour immersivo della mostra, con approfondimenti nella lingua dei segni, in occasione della Giornata Internazionale dei Musei promossa da ICOM sul tema "Musei per l'eguaglianza" (la campagna social ha ottenuto 8 milioni di visualizzazioni, 462.951 interazioni);
  • Ma noi ricostruiremo. Inaugurazione in diretta streaming. La diretta della conferenza stampa di presentazione (sito Intesa Sanpaolo e ANSA) ha raggiunto circa 400.000 persone, con oltre 250.000 visualizzazioni e 19.000 interazioni;
  • Tiepolo. Inaugurazione in diretta streaming. La diretta della presentazione inaugurale (sito Intesa Sanpaolo e ANSA), ha raggiunto oltre 561.000 persone, con 318.000 visualizzazioni e 13.000 interazioni;
  • Tiepolo. Esperienza immersiva. È stata lanciata (30 ottobre) un'innovativa esperienza virtuale, con tecnologia audio 3D immersiva e mini sito dedicato (22.000 visualizzazioni con un tempo di permanenza medio di 5:50 minuti);
  • Tiepolo. Virtual tour. E' stato lanciato (18 dicembre) un virtual tour che consente la visita interattiva alla rassegna, arricchita da 8 video di approfondimento su una scelta di opere e integrata da un'esperienza audio coinvolgente (9.700 visualizzazioni alla pagina del virtual tour, con un tempo di permanenza medio di 4:10 minuti); la valorizzazione dei contenuti digitali dedicati a Tiepolo sui siti proprietari ha generato 80.000 visualizzazioni di pagina;
  • è stata inoltre effettuata attività di promozione delle mostre: Ma noi ricostruiremo (41.000 visualizzazioni sui siti proprietari; la campagna social ha ottenuto 6 milioni di visualizzazioni), Napoli Liberty (15.000 visualizzazioni sui siti proprietari; la campagna social ha ottenuto 6 milioni di visualizzazioni e 510.000 video views), Futuro (8.000 visualizzazioni sui siti proprietari e 809.000 video views);
  • Video natalizio. È stato lanciato (22 dicembre) il video di auguri natalizi attraverso la promozione delle mostre allestite alle Gallerie d'Italia, con la partecipazione dello staff di Civita che lavora nei nostri musei (la campagna sui canali social Gallerie d'Italia ha generato 20 milioni di visualizzazioni e il contenuto ha totalizzato 1,8 milioni di visualizzazioni).

Sono inoltre state valorizzate le collezioni sui nostri canali social:

  • #iorestoacasa. Sin dal 9 marzo si è aderito alla campagna promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, proponendo contributi dedicati alle collezioni Intesa Sanpaolo, che hanno registrato un interesse crescente;
  • Publifoto sui social (dal 9 aprile). Rubrica a cadenza settimanale con approfondimenti sull'Archivio Publifoto e il mondo della fotografia (oltre 310.000 visualizzazioni);
  • In viaggio con Hector (dal 22 aprile al 2 luglio). Si tratta dell'ideazione e sviluppo di un progetto rivolto alle famiglie e in particolare ai bambini, con video interattivi, quiz e proposte creative, alla scoperta dei palazzi e delle collezioni delle Gallerie d'Italia (9 appuntamenti, 131.672 visualizzazioni di cui 105.916 uniche);
  • Un giorno al museo (dal 24 aprile al 6 luglio). Sono state valorizzate le opere esposte nelle Gallerie milanesi attraverso videoclip con la partecipazione di Luca Massimo Barbero, curatore associato delle collezioni Intesa Sanpaolo di arte moderna e contemporanea, in dialogo con il pubblico, in collaborazione con Sky Arte HD e con Good Days Film (20 appuntamenti, 169.647 visualizzazioni di cui 129.017 uniche, 4.370 interazioni);
  • Campagna social per la riapertura delle Gallerie d'Italia di Vicenza (giugno 2020). In occasione della riapertura del museo vicentino è stata realizzata una campagna sui social, con target la fascia di età 14-18 anni, geolocalizzata su Veneto e su alcune province del nord Italia (11 milioni di visualizzazioni, 137.000 interazioni);
  • Partecipazione a Milano MuseoCity 2020 (dal 31 luglio al 2 agosto). E' stata una visita virtuale alle collezioni delle Gallerie milanesi con focus sulle figure femminili, nell'ambito del palinsesto promosso dal Comune di Milano (12.613 visualizzazioni di cui 11.624 uniche);
  • Partecipazione a Milano ArtWeek 2020 (dal 7 al 13 settembre). Durante la settimana in cui si è svolta la manifestazione in versione digitale promossa dal Comune di Milano in collaborazione con Miart, sono stati creati e diffusi 7 video di approfondimento sui capolavori di Cantiere del '900 (49.649 visualizzazioni di cui 38.921 uniche);
  • Partecipazione a Invito a Palazzo (dal 3 al 10 ottobre). Le Gallerie d'Italia hanno aderito all'edizione digitale della manifestazione promossa da ABI dedicata alle sedi storiche delle banche (52.600 visualizzazioni);
  • Rubrica sui capolavori (dal 17 novembre). Approfondimenti su una selezione delle maggiori opere dalle collezioni Intesa Sanpalo (6 appuntamenti, 40.000 visualizzazioni);
  • Comunicazione interna. Iniziative on line. Si tratta di iniziative volte a coinvolgere i colleghi della Banca: aggiornamenti tramite intranet aziendale sulle nostre attività culturali (65 news; 3 news sulla intranet UBI); su Mosaico e Mosaico International, il format Storie di rinascita che valorizza materiali dell'Archivio Storico Intesa Sanpaolo (dal 10 aprile al 26 maggio) e contributi che approfondiscono il patrimonio storico-artistico del Gruppo, in particolare attorno ai temi della tutela, conservazione e valorizzazione (da giugno): al 31 dicembre sono stati prodotti 40 articoli e 16 videoclip.

Convegno digitale Ripartiamo dall'arte e dalla cultura. Il nostro patrimonio per ricostruire

Intesa Sanpaolo e il quotidiano "Il Foglio" hanno organizzato alle Gallerie d'Italia di Milano un convegno in streaming (17 dicembre), quale momento di riflessione su come la cultura e l'arte possano essere elementi fondamentali per la ripartenza del Paese sconvolto dalla pandemia. Dopo i saluti istituzionali del presidente Giovanni Bazoli e del direttore de "Il Foglio" Claudio Cerasa, sono intervenuti autorevoli protagonisti del mondo della cultura italiana. Lo streaming del convegno (sito Intesa Sanpaolo, ANSA e Il Foglio) ha raggiunto 1,7 milioni di persone con oltre 1,2 milioni di visualizzazioni del video e oltre 15.000 interazioni sui canali social.

Principali rischi ed incertezze

Nel contesto del presente capitolo si è dato conto dei principali rischi e incertezze cui il Gruppo Intesa Sanpaolo è esposto, tenendo conto anche del contesto conseguente all'epidemia da COVID-19. Ulteriori informazioni sono illustrate in dettaglio nella presente Relazione sulla gestione e nella Nota Integrativa.

Più in particolare, ulteriori indicazioni riferite ai rischi connessi al contesto conseguente all'epidemia da COVID-19, sono contenute – come richiesto dalla Comunicazione della Banca d'Italia del 15 dicembre 2020 avente ad oggetto gli impatti del COVID-19 e delle misure a sostegno dell'economia – nella Parte A e nella Parte E della Nota integrativa.

Inoltre, come di consueto, i rischi connessi all'andamento dell'economia mondiale e dei mercati finanziari sono esposti nella parte introduttiva della Relazione sulla gestione, nel capitolo sullo scenario macroeconomico e nel successivo capitolo sulla prevedibile evoluzione della gestione. Nella Parte B della Nota integrativa, nel paragrafo relativo ai test di impairment sono dettagliate le assunzioni sulle quali sono basate le valutazioni e le previsioni effettuate con riferimento alla verifica dei valori delle attività intangibili e dell'avviamento. Quanto alle imposte anticipate, nella Parte B è illustrata anche l'analisi volta a verificare se le previsioni di redditività futura siano tali da garantirne il riassorbimento e giustificarne quindi l'iscrizione e il mantenimento in bilancio (c.d."probability test").

Quanto alla solidità patrimoniale un'illustrazione è contenuta, oltre che nella Relazione sulla gestione, anche nella Parte F della Nota integrativa e nell'Informativa sul Terzo Pilastro di Basilea 3.

Le informazioni sui rischi in generale e più in particolare sui rischi finanziari (rischi di credito e rischi di mercato), sui rischi operativi e sui rischi delle imprese di assicurazione sono dettagliatamente illustrate nella Parte E della Nota integrativa.

Quanto al presupposto della continuità aziendale, gli Amministratori di Intesa Sanpaolo ribadiscono di avere la ragionevole certezza che la società continuerà nella sua esistenza operativa in un futuro prevedibile e che, di conseguenza, il bilancio dell'esercizio 2020 è stato predisposto in questa prospettiva di continuità. Precisano, quindi, di non avere rilevato nella struttura patrimoniale e finanziaria e nell'andamento operativo sintomi che possano indurre incertezze sul punto della continuità aziendale.

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Lo scenario macroeconomico e il sistema creditizio

Lo scenario macroeconomico e il sistema creditizio

Lo scenario macroeconomico

L'economia e i mercati finanziari e valutari

A partire dal gennaio 2020, la pandemia da COVID-19 ha sconvolto l'andamento dell'economia globale. Le misure di contenimento del contagio hanno causato una recessione di profondità e rapidità inedite nel primo e secondo trimestre, seguito da un rimbalzo di notevole ampiezza e quindi da un nuovo rallentamento nel trimestre autunnale. Soprattutto dopo la prima ondata pandemica, la performance economica dei singoli paesi è stata condizionata dalla diversa capacità dei governi di controllare il contagio negli stadi iniziali senza ricorrere a fermi produttivi o periodi di confinamento generalizzato della popolazione. La Cina ha recuperato i livelli di attività pre-crisi già nel corso dell'anno, ma molti paesi avanzati restano lontani da un pieno recupero. Alcuni settori produttivi, in particolare nel terziario, continuano a essere fortemente penalizzati dal perdurante rischio sanitario. Le ripercussioni negative della crisi pandemica sono state mitigate dalle misure fiscali a sostegno dei redditi, mentre il rischio di restrizione delle condizioni finanziarie è stato contrastato dalle banche centrali con il potenziamento dei programmi di acquisto di attività finanziarie e delle operazioni di rifinanziamento del sistema bancario, affiancate dalle autorità di vigilanza che, grazie alla flessibilità consentita dalla regolamentazione, hanno allentato temporaneamente alcuni vincoli prudenziali allo scopo di sostenere il credito all'economia.

Negli Stati Uniti, l'anno si è chiuso con una contrazione del PIL di 3,5%. Malgrado l'aumento di 4,4 punti del tasso di disoccupazione, la crescita del reddito disponibile delle famiglie è stata sostenuta da ingenti trasferimenti dal settore pubblico. Nell'area euro, la contrazione del prodotto interno lordo è stata pari a 6,6 punti percentuali nella media annua. Alla caduta del secondo trimestre è seguito un parziale recupero nel terzo, e poi una nuova caduta nel quarto, sebbene inferiore rispetto a quella associata alla prima ondata pandemica. Diversamente dagli Stati Uniti, le diverse forme di sostegno al mercato del lavoro si sono tradotte più in un calo delle ore lavorate che in un aumento della disoccupazione. Ciò nonostante, a dicembre il tasso di disoccupazione era di oltre un punto percentuale superiore ai livelli pre-crisi.

Le misure fiscali di contrasto agli effetti economici della pandemia si sono riflesse in un aumento del deficit aggregato del settore pubblico di oltre 8 punti percentuali. Tali misure includono rinvii dei pagamenti fiscali, erogazione di garanzie al credito bancario, sussidi alle famiglie, rafforzamento dei meccanismi di sicurezza sociale e, in alcuni paesi, sussidi per le imprese che hanno subito decurtazioni del fatturato nel 2020. L'Unione Europea ha altresì lanciato diverse misure di sostegno finanziario: una linea di credito del MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) denominata PCS (Pandemic Crisis Support), che può arrivare fino al 2% del PIL di ogni stato membro; un fondo (SURE) per il rifinanziamento dei programmi di sostegno all'occupazione; un fondo di garanzia per i crediti erogati dalla Banca Europea per gli Investimenti. Inoltre, è stata raggiunta un'intesa per il lancio di un nuovo piano per la ripresa, Next Generation EU, che dal 2021 finanzierà riforme e progetti coerenti con le priorità di azione dell'Unione mediante trasferimenti o crediti agevolati.

La Banca Centrale Europea ha assecondato lo sforzo fiscale mediante un eccezionale ampliamento dei programmi di acquisto di titoli, incluso il lancio di un programma temporaneo specifico (PEPP, Pandemic Emergency Purchase Programme), l'allentamento delle condizioni sui programmi di rifinanziamento a lungo termine, un'estensione della gamma di attività stanziabili come garanzia e alleggerimenti transitori delle norme di vigilanza. Queste ultime misure sono state introdotte allo scopo di evitare una restrizione pro-ciclica del credito bancario. Il limite quantitativo del PEPP, inizialmente pari a 750 miliardi di euro, è stato successivamente innalzato a 1.350 miliardi in giugno e a 1.850 miliardi in dicembre; la sua scadenza, inizialmente prevista a fine 2020, è stata prorogata fino al marzo 2022. L'aumento dell'eccesso di liquidità ha mantenuto il tasso di interesse €STR (euro short-term rate) sotto il tasso ufficiale sui depositi presso l'Eurosistema (-0,50%), mentre i tassi swap sono calati significativamente rispetto al dicembre 2019 (-21 punti base sulla scadenza biennale e -29 punti base su quella quinquennale).

Anche l'economia italiana ha subito una netta contrazione nel 2020, pari a 8,9 punti percentuali. Il rimbalzo del terzo trimestre ha parzialmente annullato la contrazione del primo semestre, ma ciò nonostante nel quarto trimestre il livello del PIL era ancora del 6,6% inferiore a quello di un anno prima. Infatti, la seconda ondata pandemica ha reso necessaria l'introduzione di nuove misure restrittive a partire da novembre, con effetti negativi sull'attività economica. A dicembre, l'occupazione era inferiore ai livelli pre-crisi di 426mila unità, una flessione che si è riflessa più in un incremento degli inattivi che dei disoccupati in senso stretto. Le dinamiche settoriali sono molto diversificate: alla fine del terzo trimestre le costruzioni avevano più che recuperato i livelli pre-crisi, mentre l'industria manifatturiera e i servizi avevano colmato rispettivamente l'85% e il 65% della perdita di valore aggiunto verificatasi nel primo semestre dell'anno.

La necessità di contrastare gli effetti economici e sociali negativi della pandemia e delle misure di contenimento dei contagi ha portato il fabbisogno del settore statale del 2020 a 159 miliardi, con un aumento di 117 miliardi rispetto al 2019. Il corrispondente incremento del debito pubblico non si è riflesso in pressioni sui premi per il rischio, in quanto ha trovato indiretta ma pressoché piena copertura nell'incremento del portafoglio di titoli di stato italiani dell'Eurosistema. Il differenziale decennale fra BTP e Bund è calato dai 155 punti base del dicembre 2019 a 122 punti base medi nel dicembre 2020.

Il 2020 è stato caratterizzato da fasi del mercato azionario assai diverse tra loro. Nei primi due mesi dell'anno, i principali mercati (ad eccezione della Cina) hanno registrato performance generalmente positive, fino a toccare i massimi del periodo poco dopo la metà di febbraio.

L'inizio improvviso dell'emergenza sanitaria nei paesi occidentali, dapprima in Italia, poi nel resto d'Europa e negli Stati Uniti, ha determinato un rapido e marcato peggioramento nelle aspettative macroeconomiche e sugli utili societari, innescando una forte correzione degli indici azionari, fino a toccare i minimi di periodo attorno alla metà di marzo.

Il pronto annuncio di rilevanti piani di sostegno alle economie da parte dei governi nazionali e della Unione Europea, e le misure fortemente espansive poste in essere da parte delle banche centrali, hanno contribuito ad allentare le preoccupazioni degli investitori e a ridurre i premi per il rischio, sostenendo una prolungata fase di ripresa dei mercati azionari.

Nella seconda metà dell'anno, gli investitori hanno rivolto l'attenzione alle prospettive di ripresa economica nel 2021, nonostante un'ancora limitata visibilità. La stagione dei risultati societari del 3° trimestre è risultata migliore delle attese, e numerose società hanno nuovamente rilasciato un orientamento positivo, segnalando che il punto inferiore del ciclo era stato superato.

Le positive notizie sulla disponibilità di vaccini in tempi più rapidi del previsto hanno determinato, a partire da novembre, una marcata ripresa degli indici azionari, che si è poi consolidata sino alla fine dell'anno.

L'indice Euro Stoxx ha chiuso il 2020 in lieve flessione (-1,6%); il Dax 30 ha sovraperformato (+3,5%), mentre il CAC 40 ha chiuso in negativo (-7,1%); più ampia la flessione dell'IBEX 35 (-15,4%). Al di fuori dell'area euro, l'indice del mercato svizzero SMI ha chiuso l'anno invariato (+0,8%), mentre l'indice FTSE 100 del mercato inglese ha chiuso l'anno in calo del 14,3%.

Riguardo al mercato azionario statunitense, l'indice S&P 500 ha chiuso l'anno in rialzo (+16,3%), mentre l'indice dei titoli tecnologici Nasdaq ha largamente sovraperformato, con un progresso del 43,6%. I principali mercati azionari in Asia hanno registrato performance positive: l'indice Nikkei 225 ha chiuso l'anno in rialzo del 16%, mentre l'indice benchmark cinese SSE A-Share ha chiuso il periodo a +13,9%.

Il mercato azionario italiano ha chiuso il 2020 con il segno negativo, ma in netto recupero rispetto ai minimi di metà marzo: l'indice FTSE MIB ha registrato un calo del 5,4%, in linea con l'andamento dell'indice FTSE Italia All Share (-5,6%). I titoli a media capitalizzazione hanno sovraperformato: il FTSE Italia STAR ha chiuso il periodo in rialzo del 14,1%.

I mercati obbligazionari corporate europei chiudono il 2020 con i premi al rischio (misurati come asset swap spread-ASW) in rialzo rispetto ai livelli di inizio anno, ma in deciso miglioramento rispetto alla fine di marzo. Il 2020 è stato caratterizzato da un'elevata volatilità, con l'intervento delle banche centrali che ha permesso di compensare l'impatto negativo della crisi sanitaria COVID-19.

Dopo un inizio di anno positivo, lo scoppio della pandemia aveva innescato una violenta fase di correzione. Il periodo di negatività, coinciso con il mese di marzo, è proseguito fino a quando l'intervento delle istituzioni nazionali e sovra-nazionali, tramite l'annuncio di manovre di sostegno all'economia, ha attenuato le preoccupazioni degli investitori. Nello specifico, i mercati obbligazionari hanno fortemente beneficiato dell'azione della Banca Centrale Europea, in particolare del nuovo programma di acquisti PEPP. La fase di recupero iniziata in aprile ha permesso di annullare quasi interamente l'impatto negativo della pandemia. Il mercato primario, dopo un iniziale rallentamento delle emissioni, è progressivamente migliorato in corso d'anno.

I temi ESG (Environmental, Social and Governance) si sono confermati di grande interesse per gli investitori e gli emittenti. Secondo i dati forniti da Bloomberg, a livello globale, le emissioni di titoli legati a questo settore sono cresciute di circa il 40% rispetto al 2019. La crisi sanitaria, e suoi impatti economici, hanno dato forte impulso soprattutto ai cosiddetti "social-bond", emissioni i cui proventi sono destinati al sostegno di iniziative a elevato interesse sociale. I bond "social" emessi a livello globale nel corso del 2020 ammontano a circa 160 miliardi di dollari in forte incremento rispetto ai 18 miliardi emessi nello stesso periodo del 2019. In questo contesto, l'Unione Europea ha emesso 39,5 miliardi di euro nell'ambito del suo programma SURE (Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency).

Le economie e i mercati emergenti

Lo shock pandemico da COVID-19 e le conseguenti misure restrittive sul distanziamento e la libera circolazione delle persone hanno drammaticamente pesato sull'evoluzione del ciclo anche nelle economie emergenti, provocando un calo del PIL stimato dal FMI pari a oltre il 3%. Se si esclude la Cina, la cui economia è stimata nello stesso anno in crescita del 2% circa, la contrazione del PIL tra gli emergenti supera il 2% circa.

Le economie più colpite sono state quelle dell'America Latina e dell'area MENA allargata all'Asia Centrale, che hanno risentito anche del sensibile calo di prezzi e produzione delle materie prime energetiche con una riduzione del PIL, stimata dal FMI, oltre il 7% e intorno al 3%, rispettivamente. Più contenuta è stata la caduta del PIL stimata nella regione sub-sahariana dell'Africa (-3% circa), che ha potuto beneficiare di un buon andamento della produzione agricola, e dell'Asia emergente (-1% circa), grazie alla performance dell'economia cinese.

Nelle regioni con controllate Intesa Sanpaolo, considerando i dati relativi al quarto trimestre disponibili però solo per alcuni paesi, si stima una diminuzione del PIL di oltre il 4% nell'Europa Centro e Sud Orientale (CEE/SEE), e intorno al 4,5% nell'Europa Orientale (EE), con una dinamica a livello di singoli paesi compresa tra il -0,9% in Serbia e il -8,4% in Croazia, nel primo caso, e tra il -4,4% in Russia e il -6,5% in Moldavia, nel secondo. La contrazione economica è stata particolarmente acuta nel 2° trimestre (oltre il 10% tendenziale in area CEE/SEE e 8% in area EE), al manifestarsi della prima ondata del contagio, per l'effetto di misure di contrasto particolarmente severe. Ad essa è seguito nel 3° trimestre un forte rimbalzo, grazie all'allentamento delle misure restrittive. Diversamente dalle aree europee, nei primi tre trimestri 2020 in Egitto la crescita è rimasta nel complesso positiva (+0,9%), sebbene con un divario sensibile rispetto alle stime di crescita pre-COVID-19 (5,9% nelle previsioni del FMI).

Nel 2020, la contrazione della domanda interna e la caduta delle quotazioni delle materie prime energetiche hanno favorito un calo tendenziale, anche se non generalizzato, dell'inflazione, più sensibile nelle aree più colpite dalla crisi. Nelle regioni con controllare ISP, la dinamica dei prezzi al consumo nel 2020 è scesa in media al 2,7% circa dal 3,1% dell'intero 2019 in area CEE/SEE (con valori compresi tra il -1,0% in Bosnia H. e sopra il 3,5% in Ungheria e Polonia) e al 3,3% dal 4,8% in area EE. In Egitto, dove la dinamica dei prezzi è in decelerazione dal 2017, l'inflazione nel 2020 ha segnato +5,1% dal 9,4% del 2019. In tutti i Paesi i tassi di inflazione sono posizionati ben all'interno degli intervalli target delle banche centrali, in non pochi casi nella parte inferiore.

Al fine di contenere gli effetti economici della pandemia (e delle associate misure di restrizione) e sostenere un percorso di graduale recupero del ciclo economico, sono state implementate dalle autorità monetarie e fiscali anche dei Paesi emergenti politiche economiche espansive, seppure con diversa intensità.

Con riferimento ai Paesi con controllate Intesa Sanpaolo, il calo della domanda interna per investimenti e consumi è stato nel complesso contrastato dall'azione sia della politica monetaria – attraverso tagli aggressivi dei tassi di interesse, iniezioni massicce di liquidità sui mercati, moratorie e altre misure di supporto al credito – sia della politica fiscale – attraverso provvedimenti a sostegno dei bilanci delle famiglie e delle imprese, schemi di garanzie statali sui prestiti, lancio di programmi di investimento pubblici.

I tassi di politica monetaria, già storicamente bassi, sono stati ridotti ancora in Repubblica Ceca di 175 punti base a 0,25%, in Serbia di 125 punti base, all'1%, in Romania di 100 punti base, all'1,5%. All'esterno dell'area CEE/SEE, i tassi di riferimento sono stati tagliati in Russia di 200 punti base e portati al 4,25%, in Ucraina di ben 750 punti base al 6%, in Moldavia di 285 punti base a 2,65% e in Egitto di 400 punti base a 9,25%. Sul fronte fiscale, il FMI stima che per effetto di maggiori spese e minori incassi i saldi di finanza pubblica in rapporto al PIL siano saliti di 4,5 punti percentuali nell'area CEE/SEE, di 2,4 punti percentuali in Russia e di 1,6 punti percentuali in Egitto.

Grazie al sostegno delle politiche monetarie e ad aspettative di superamento della crisi pandemica attraverso la vaccinazione, i mercati finanziari emergenti dopo una forte reazione negativa allo scoppio della pandemia hanno registrato una ripresa. Con riferimento all'intero 2020, l'indice azionario MSCI emergenti è salito del 16,6%, seguendo al rialzo lo S&P 500 (+16,3%). Sulle principali piazze, guadagni particolarmente consistenti sono stati registrati in Asia (+14% Shanghai).

Nei Paesi con controllate Intesa Sanpaolo di area CEE/SEE, i cui settori produttivi trainanti, come l'automotive, hanno fortemente risentito della crisi innescata dalla pandemia, le quotazioni azionarie, pur in ripresa dopo il crollo subito nel 2° trimestre, hanno in ogni caso registrato un calo in media del 7,0% circa, e a due cifre in alcuni Paesi come in Croazia e Serbia (-13,8% e -12,8% rispettivamente). Fuori dalla regione CEE/SEE, l'indice azionario ha mostrato nell'anno un calo del 10,4% in Russia, penalizzata dalla caduta del prezzo degli idrocarburi, e del 22,3% in Egitto.

Sui mercati valutari, l'indice OITP (Other Important Trading Partners) del dollaro, che esprime l'andamento della valuta USA rispetto ad un paniere di valute emergenti, dopo un apprezzamento del 9% circa nel primo semestre, ha ritracciato durante il semestre successivo riportandosi sui valori di inizio anno. Un ampio deprezzamento è stato registrato da parte di alcune valute, in particolare il dollaro argentino (-28,8%) e la lira turca (-19,9%).

Nei Paesi con controllate Intesa Sanpaolo, in area EE si sono deprezzati verso il dollaro sia il rublo russo (-16,2%) che la grivna ucraina (-16,0%). Tra i paesi CEE e SEE non appartenenti all'Area Euro, hanno accusato un deprezzamento verso l'euro il fiorino ungherese (9% ca.), lo zloty polacco (6,5%) e la corona ceca (3%). Sostanzialmente stabile è rimasta la corona croata, attorno la parità centrale nell'European Exchange Rate Mechanism (ERM II).

L'eccezionale iniezione di liquidità sui mercati ha favorito un calo piuttosto generalizzato dei rendimenti a lungo termine sul piano internazionale e nel complesso delle aree emergenti. Con riferimento ai paesi con controllate Intesa Sanpaolo, il calo del rendimento osservato sui titoli a scadenza decennale è stato in media di circa 40 punti base in area CEE/SEE e di circa 30 punti base in Russia.

Il sistema creditizio italiano

I tassi e gli spread

Anche nel 2020 i tassi bancari si sono ridotti, sebbene i ribassi siano stati contenuti. Il tasso medo sui nuovi prestiti alle imprese ha registrato un calo soprattutto nella prima metà dell'anno, toccando nuovi minimi storici a marzo e aprile. Nel secondo semestre, il trend distensivo si è arrestato. Anche i tassi sui mutui alle famiglie hanno raggiunto nuovi minimi, in particolare quelli sulle erogazioni a tasso fisso che da aprile sono scesi addirittura sotto il livello del tasso variabile. Tuttavia, nel secondo semestre il tasso medio sui flussi di prestiti per l'acquisto della casa ha segnato una stabilizzazione sui minimi. Riflettendo l'evoluzione dei tassi sulle nuove operazioni di finanziamento, il tasso medio sulle consistenze dei prestiti a famiglie e imprese si è ridotto di 21 punti base rispetto alla fine del 2019.

I tassi sui depositi sono scesi leggermente, mostrando lievi limature nel caso dei conti correnti, dati i bassi livelli raggiunti. I tassi sui nuovi depositi con durata prestabilita hanno registrato andamenti altalenanti: dopo una prima fase di aumenti significativi fino a marzo, i tassi sui depositi a tempo si sono ridotti nei mesi estivi, per tornare a rialzarsi moderatamente nei mesi autunnali. In media annua la diminuzione rispetto al 2019 è marginale. E' proseguito con costanza e gradualità il calo del costo complessivo della raccolta da clientela. La forbice tra tassi attivi e passivi si è ristretta ulteriormente, di 10 punti base in media annua.

Come negli otto anni precedenti, anche nel 2020 il mark-down sui depositi a vista si è confermato in territorio negativo, riducendosi ulteriormente da metà anno, per effetto dell'andamento dei tassi monetari e della vischiosità di quelli sui depositi a vista, ancorati sopra lo zero. Anche il mark-up sui tassi a breve si è ridotto.

Gli impieghi

La pandemia e le conseguenti misure di policy hanno avuto effetti significativi sul mercato del credito bancario. Diversamente da altre crisi, non si è verificato uno shock di offerta, grazie alle misure della BCE a supporto della liquidità e del funding a più lungo termine, alle moratorie e ai crediti con garanzia pubblica, nonché alle iniziative delle autorità di vigilanza e regolamentari, volte a consentire alle banche di sostenere il credito e di fronteggiare i rischi connessi alla crisi. Le condizioni di offerta sono rimaste nell'insieme favorevoli, nonostante un'accresciuta prudenza delle banche a fronte dei rischi percepiti e del prevedibile deterioramento della qualità del credito, temporaneamente mitigato dalle politiche di sostegno messe in atto.

Lo shock di domanda ha avuto effetti opposti, negativo per i prestiti alle famiglie che hanno rallentato sensibilmente da marzo, e positivo per quelli alle imprese, la cui dinamica ha invertito il segno, tornando in aumento.

L'andamento dei prestiti alle imprese è stato sostenuto dalle esigenze di liquidità e dalle eccezionali misure di supporto al credito, tramite garanzie pubbliche. Il risultato è stato il ritorno di una notevole domanda di credito da parte delle imprese. Superate le iniziali difficoltà di avvio dei prestiti con garanzia pubblica, l'enorme volume di richieste ha dato impulso a erogazioni in crescita, che hanno sfiorato a fine anno i 100 miliardi per le PMI e i 20 miliardi alle imprese di dimensioni maggiori, assistite da garanzia SACE. A sostenere lo stock dei prestiti hanno concorso anche le moratorie, con 2,7 milioni di domande da parte di imprese e famiglie riguardanti uno stock di crediti pari a circa 300 miliardi. Ne è conseguita una dinamica dei prestiti alle società non-finanziarie che si è progressivamente rafforzata, arrivando a raggiungere il +8, 5% anno su anno a dicembre. Dopo un primo e temporaneo rimbalzo dei finanziamenti a breve termine delle imprese, legato alle immediate esigenze di liquidità conseguenti alle misure di confinamento, la progressiva implementazione delle operazioni con garanzia pubblica si è tradotta in una ripresa dei prestiti a medio-lungo termine.

All'opposto, la crescita robusta dei prestiti alle famiglie ha subito un rallentamento da marzo, particolarmente marcato per il credito al consumo a causa della forte contrazione della spesa di beni durevoli. Dopo la dinamica a due cifre dell'ultima parte del 2019 e dei primi due mesi del 2020, le erogazioni di mutui hanno subito un calo a marzo e aprile per tornare in aumento da maggio, soprattutto grazie alle rinegoziazioni. Quest'ultime sono tornate in calo nei mesi autunnali, trascinando la riduzione dei flussi lordi, mentre i nuovi contratti di mutuo per l'acquisto della casa sono rimasti in aumento. Nel complesso, l'andamento dello stock di prestiti alle famiglie consumatrici per l'acquisto della casa ha mostrato una buona tenuta, rallentando dal 2,5% anno su anno di febbraio fino all'1,9% di agosto, ma mostrando un recupero nell'ultima parte dell'anno, al +2,2% di novembre.

Con riguardo alla qualità del credito, le banche italiane hanno proseguito nell'azione di derisking, che ha visto un'accelerazione verso fine anno con significative operazioni di cessione e cartolarizzazione. Lo stock di sofferenze nette in rapporto al totale dei prestiti si è ridotto a 1,2%, 3,7 punti percentuali in meno rispetto ai massimi del 2015-16. Il ritmo di formazione di nuovi crediti deteriorati nel 3° trimestre 2020 è sceso a nuovi minimi storici, allo 0,9% per l'intera economia in termini di flusso rapportato ai finanziamenti in bonis e annualizzato. Tale andamento continua a riflettere le misure governative di sostegno all'accesso al credito (moratorie e garanzie sui nuovi prestiti), nonché l'utilizzo della flessibilità prevista dalle regole di classificazione dei finanziamenti, in conformità con le indicazioni delle autorità di vigilanza.

La raccolta diretta

Sulla raccolta da clientela l'effetto della pandemia è stato un rafforzamento delle tendenze in atto prima dell'insorgere della crisi. In particolare, i conti correnti, già molto vivaci da circa sette anni, hanno acquistato ancor più vigore, arrivando a crescere di oltre il 10% da settembre, con un picco di +14,2% a dicembre. La forte dinamica della componente a vista ha trainato un aumento sostenuto del complesso dei depositi e della raccolta da clientela, nonostante la brusca accentuazione del calo della componente obbligazionaria a partire da marzo. Quest'ultima riflette soprattutto le minori esigenze di funding a medio-lungo termine, che beneficiano della notevole liquidità resa disponibile dalla BCE. La raccolta totale, inclusiva del rifinanziamento BCE e dei depositi di non residenti, ha accelerato fino a crescere al ritmo del 9% anno su anno nei mesi autunnali e del 12,2% a fine anno.

L'incremento dei depositi è motivato da diversi fattori: da un lato, dal clima di incertezza e avversione al rischio, che si traduce in una marcata preferenza per la liquidità, unita ai minori livelli di consumo e alla maggiore propensione al risparmio. Dall'altro lato, le giacenze sui conti delle imprese sono in parte alimentate dall'aumento dei debiti bancari, conseguente all'accesso alle misure temporanee attivate a sostegno della liquidità e del credito. Si è continuato a osservare, infatti, una forte crescita dei depositi delle società non-finanziarie, che da gennaio a dicembre hanno visto un afflusso record di 88 miliardi, con un tasso di crescita sempre a due cifre da maggio in poi, chiudendo il 2020 con una variazione del +28,7% anno su anno.

La raccolta indiretta e il risparmio gestito

Per la raccolta amministrata, anche nel 2020 si è registrata una riduzione dei titoli di debito che le famiglie detengono in custodia presso le banche. La prosecuzione del trend ha riflesso il calo continuo delle obbligazioni bancarie nei portafogli della clientela retail. In controtendenza, da aprile si è osservato un aumento dei titoli di debito detenuti dalle società nonfinanziarie che, seppure di dimensioni relativamente contenute, appare coerente con l'afflusso di liquidità verificatosi in aggregato sui conti correnti del settore.

L'industria dei fondi comuni è stata caratterizzata nel primo trimestre del 2020 da forti deflussi, accentuatisi bruscamente nel mese di marzo, in seguito al crollo degli indici di borsa innescato dalle conseguenze negative sull'economia mondiale della pandemia. Tuttavia, nei trimestri successivi, robusti afflussi sono confluiti nei fondi comuni, in particolare verso il comparto azionario e obbligazionario, portando così l'industria a chiudere l'anno positivamente. Anche le gestioni patrimoniali si sono dimostrate piuttosto resilienti. Al contrario, le assicurazioni vita hanno segnato un calo della nuova produzione complessiva rispetto al 2019 a causa della forte contrazione dei premi delle polizze di ramo I e V, mentre è risultato molto più contenuto il calo delle polizze unit-linked in linea con la tenuta dei flussi dei fondi comuni.

I risultati economici e gli aggregati patrimoniali

I risultati economici

Aspetti generali

Per consentire una lettura più immediata dei risultati, viene predisposto un conto economico consolidato riclassificato sintetico. Per un confronto omogeneo, i dati economici riferiti ai periodi precedenti sono normalmente riesposti, ove necessario e se materiali, anche per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

Il conto economico consolidato dell'esercizio 2020 recepisce, dalla data di acquisizione e dunque per il periodo agostodicembre, gli effetti economici di UBI Banca e delle relative controllate. In proposito, si segnala che data la particolarità dell'operazione, nessuna rettifica è stata apportata ai dati storici del Conto economico e dello Stato patrimoniale riclassificati per riflettere retroattivamente gli effetti dell'operazione di acquisizione. Di conseguenza, i commenti sono riferiti – se non diversamente specificato – alle componenti reddituali al netto dei dati del Gruppo UBI, per consentire un raffronto omogeneo. Tuttavia, al fine di migliorare la comprensione da parte del lettore, nelle tabelle sono evidenziate le principali grandezze riferite al Gruppo acquisito e il dato consolidato inclusivo di tali grandezze. Le tabelle di dettaglio di evoluzione trimestrale riportano, per il terzo trimestre 2020, unicamente il dato consolidato al netto del Gruppo UBI per un raffronto omogeneo dell'evoluzione dei valori.

Stante quanto sopra, la riesposizione su basi omogenee dei dati di raffronto di conto economico a partire dal primo trimestre 2019 ha ha riguardato:

  • − le risultanze reddituali linea per linea di RBM Assicurazione Salute, entrata nell'area di consolidamento integrale in relazione al perfezionamento dell'acquisizione della quota di controllo della società nel secondo trimestre del 2020;
  • − l'appostazione alla voce Utile (Perdita) delle attività operative cessate delle componenti reddituali riferite al ramo acquiring oggetto di conferimento a Nexi alla fine del primo semestre 2020;
  • − l'inclusione tra gli Oneri operativi dell'effetto legato alle fee da riconoscere a Prelios a seguito dell'accordo, efficace da fine 2019, per il servicing degli UTP, assumendo che esso avesse avuto efficacia dal 1° gennaio 2019, in considerazione del fatto che tale accordo produrrà un impatto continuativo sui futuri conti economici.

I dettagli analitici delle riesposizioni effettuate e delle riclassificazioni rispetto allo schema previsto dalla Circolare 262 della Banca d'Italia sono forniti con distinti prospetti pubblicati tra gli allegati, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.

In sintesi, le riclassificazioni e aggregazioni del conto economico consolidato riguardano le seguenti fattispecie:

  • − i dividendi relativi ad azioni o quote detenute in portafoglio, nonché quelli incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli, che sono riallocati nell'ambito della voce Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • − il Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione (valutato ai sensi dello IAS 39, in relazione all'esercizio dell'opzione di differimento nell'applicazione dell'IFRS 9 da parte del Gruppo), che compendia le quote di Interessi netti, Dividendi, e Risultato delle attività e passività finanziarie riguardanti l'attività assicurativa, è riappostato, unitamente ai premi netti e al saldo di proventi ed oneri della gestione assicurativa, alla specifica voce Risultato dell'attività assicurativa, cui è ricondotto anche l'effetto dell'adeguamento della riserva tecnica, per la componente di competenza degli assicurati, correlato all'impairment di titoli in portafoglio alle compagnie assicurative del Gruppo;
  • − i differenziali su derivati, classificati nel portafoglio di negoziazione, stipulati a copertura di operazioni in divisa, che, in funzione della stretta correlazione esistente, sono ricondotti tra gli interessi netti;
  • − il Risultato netto dell'attività di negoziazione, il Risultato netto dell'attività di copertura, il Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico nonché gli utili e perdite da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da cessione o riacquisto di passività finanziarie, che sono riallocati nell'unica voce Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • − la quota del premio all'emissione dei Certificates riconosciuta alle reti per il loro collocamento, che viene riclassificata dal Risultato netto delle attività e delle passività valutate al Fair Value alle Commissioni nette;
  • − le componenti di rendimento delle polizze assicurative stipulate per far fronte alle indennità contrattuali ed ai piani di fidelizzazione dei consulenti finanziari, che sono portate a diretta riduzione del Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value, coerentemente con l'effetto valutativo degli asset di riferimento, anziché essere evidenziate – in quanto di competenza dei consulenti stessi – tra gli Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività (per gli effetti valutativi) ovvero tra le Commissioni nette o gli Altri proventi (oneri) operativi netti, in funzione della tipologia di polizza assicurativa utilizzata (per gli effetti da realizzo);
  • − i proventi operativi di Risanamento e delle sue controllate, sinteticamente riallocati nell'ambito degli Altri proventi (oneri) operativi netti, in considerazione del fatto che tali entità non sono soggette a Direzione e coordinamento nell'ambito del Gruppo e operano in settori del tutto distinti dall'ambito bancario e finanziario;
  • − i recuperi di spese e di imposte e tasse, che sono portati a riduzione delle spese amministrative, anziché essere evidenziati tra gli Altri proventi;
  • − gli utili e perdite da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (finanziamenti e titoli di debito rappresentativi di finanziamenti), che sono appostati tra le Rettifiche di valore nette su crediti;
  • − le Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relative ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, gli effetti economici delle modifiche contrattuali nonché gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito riferiti a impegni e garanzie rilasciate, ricondotti nell'ambito dell'unica voce Rettifiche di valore nette su crediti;
  • − il rientro del time value del Trattamento di fine rapporto del personale e dei Fondi per rischi ed oneri, che è ricondotto tra gli Interessi netti, in quanto il fenomeno deriva direttamente dall'applicazione del criterio del costo ammortizzato, in

assenza di variazioni nella previsione dei flussi futuri attesi, coerentemente con il trattamento del time value delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato;

  • − le Rettifiche di valore nette per rischio di credito relative ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato diverse dai crediti e le rettifiche di valore per deterioramento di partecipazioni nonché di attività materiali ed immateriali (inclusi gli immobili e altri beni, anche derivanti dall'attività di escussione di garanzie o di acquisto in asta e destinati alla vendita sul mercato nel prossimo futuro), che sono riclassificate alla voce Altri accantonamenti netti e Rettifiche di valore nette su altre attività, la quale recepisce dunque – oltre agli accantonamenti per rischi ed oneri diversi da quelli relativi a impegni e garanzie – gli effetti valutativi delle attività diverse dai crediti, con la sola eccezione delle svalutazioni delle attività intangibili che confluiscono, al netto degli effetti fiscali, nella voce rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili;
  • − gli utili (perdite) realizzati su attività finanziarie valutate al costo ammortizzato diverse dai crediti, su partecipazioni e su altri investimenti, che vengono riappostati alla voce Altri proventi (oneri) netti. La voce recepisce dunque sinteticamente, oltre ai proventi ed oneri non strettamente correlati alla gestione operativa, gli effetti da realizzo delle attività diverse dai crediti. Fanno eccezione gli utili (perdite) realizzati su titoli di debito in presenza di una correlazione con l'attività di negoziazione, che vengono ricondotti nell'ambito del Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • − gli Oneri di integrazione e di incentivazione all'esodo del personale, che sono riclassificati, al netto dell'effetto fiscale, a voce propria dalle voci Spese del personale, Spese amministrative e da altre voci di conto economico;
  • − gli Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione che, al netto dell'effetto fiscale, sono ricondotti a voce propria. Essi normalmente rappresentano le quote di ammortamento, nonché eventuali svalutazioni, delle attività e passività finanziarie e delle immobilizzazioni materiali e immateriali oggetto di valutazione al fair value nell'ambito dell'applicazione del principio IFRS 3. Nel conto economico del 2020 è incluso in questa voce l'effetto positivo relativo alla rilevazione dell'avviamento negativo relativo all'acquisizione di UBI Banca (per ulteriori dettagli si rimanda alla specifica informativa sull'operazione di acquisizione nel capitolo iniziale della presente relazione);
  • − i tributi e gli altri oneri finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario, che sono ricondotti, al netto delle imposte, alla specifica voce;
  • − le Rettifiche di valore dell'avviamento e le svalutazioni delle altre attività intangibili, che ove presenti sono esposte, come in precedenza indicato, al netto delle imposte.

Conto economico riclassificato

2020 2019 (milioni di euro)
variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
Dato
consolidato
(d)
assolute
(e) = (c) - (d)
%
(e) / (d)
Interessi netti 7.783 713 7.070 7.005 65 0,9
Commissioni nette 8.303 721 7.582 7.962 -380 -4,8
Risultato dell'attività assicurativa 1.353 10 1.343 1.268 75 5,9
Risultato netto delle attività e passività
finanziarie al fair value
1.572 131 1.441 1.928 -487 -25,3
Altri proventi (oneri) operativi netti 12 39 -27 4 -31
Proventi operativi netti 19.023 1.614 17.409 18.167 -758 -4,2
Spese del personale -6.139 -608 -5.531 -5.748 -217 -3,8
Spese amministrative -2.679 -219 -2.460 -2.601 -141 -5,4
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e
materiali
-1.153 -58 -1.095 -1.058 37 3,5
Costi operativi -9.971 -885 -9.086 -9.407 -321 -3,4
Risultato della gestione operativa 9.052 729 8.323 8.760 -437 -5,0
Rettifiche di valore nette su crediti -4.214 -54 -4.160 -2.089 2.071 99,1
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore
nette su altre attività
-346 -8 -338 -254 84 33,1
Altri proventi (oneri) netti 64 - 64 55 9 16,4
Utile (Perdita) delle attività operative cessate 1.163 - 1.163 88 1.075
Risultato corrente lordo 5.719 667 5.052 6.560 -1.508 -23,0
Imposte sul reddito -1.360 -170 -1.190 -1.825 -635 -34,8
Oneri di integrazione e incentivazione
all'esodo (al netto delle imposte)
-1.561 -1.387 -174 -106 68 64,2
Effetti economici dell'allocazione dei costi di
acquisizione (al netto delle imposte)
1.960 2.062 -102 -117 -15 -12,8
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema
bancario (al netto delle imposte)
-512 -47 -465 -360 105 29,2
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle
altre attività intangibili (al netto delle imposte)
-912 - -912 - 912 -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di
terzi
-57 -19 -38 30 -68
Risultato netto 3.277 1.106 2.171 4.182 -2.011 -48,1

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Evoluzione trimestrale del conto economico riclassificato

Voci 2020 (milioni di euro)
2019
4° trimestre 3° trimestre

Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo
UBI
(c) =
(a) - (b)
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo
UBI
(c) =
(a) - (b)
trimestre trimestre trimestre trimestre trimestre trimestre
Interessi netti 2.187 432 1.755 2.099 281 1.818 1.750 1.747 1.747 1.741 1.761 1.756
Commissioni nette 2.582 449 2.133 2.133 272 1.861 1.744 1.844 2.166 1.966 1.965 1.865
Risultato dell'attività assicurativa 319 7 312 298 3 295 367 369 320 321 304 323
Risultato netto delle attività e passività
finanziarie al fair value
189 126 63 126 5 121 263 994 356 480 634 458
Altri proventi (oneri) operativi netti 13 25 -12 2 14 -12 12 -15 -10 5 10 -1
Proventi operativi netti 5.290 1.039 4.251 4.658 575 4.083 4.136 4.939 4.579 4.513 4.674 4.401
Spese del personale -1.808 -371 -1.437 -1.595 -237 -1.358 -1.380 -1.356 -1.519 -1.422 -1.419 -1.388
Spese amministrative -885 -131 -754 -658 -88 -570 -583 -553 -752 -637 -625 -587
Ammortamento immobilizzazioni
immateriali e materiali
-319 -23 -296 -303 -35 -268 -267 -264 -285 -261 -252 -260
Costi operativi -3.012 -525 -2.487 -2.556 -360 -2.196 -2.230 -2.173 -2.556 -2.320 -2.296 -2.235
Risultato della gestione operativa 2.278 514 1.764 2.102 215 1.887 1.906 2.766 2.023 2.193 2.378 2.166
Rettifiche di valore nette su crediti -1.475 31 -1.506 -938 -85 -853 -1.398 -403 -693 -473 -554 -369
Altri accantonamenti netti e rettifiche di
valore nette su altre attività
-122 -1 -121 -67 -7 -60 262 -419 -168 -19 -37 -30
Altri proventi (oneri) netti 59 - 59 23 - 23 -21 3 50 -2 1 6
Utile (Perdita) delle attività operative
cessate
- - - - - - 1.134 29 25 22 22 19
Risultato corrente lordo 740 544 196 1.120 123 997 1.883 1.976 1.237 1.721 1.810 1.792
Imposte sul reddito -166 -139 -27 -320 -31 -289 -313 -561 -312 -532 -446 -535
Oneri di integrazione e incentivazione
all'esodo (al netto delle imposte)
-1.484 -1.387 -97 -27 - -27 -35 -15 -27 -27 -30 -22
Effetti economici dell'allocazione dei
costi di acquisizione (al netto delle
imposte)
-1.227 -1.202 -25 3.237 3.264 -27 -24 -26 -12 -37 -28 -40
Tributi ed altri oneri riguardanti il
sistema bancario (al netto delle
imposte)
-38 2 -40 -197 -49 -148 -86 -191 -22 -96 -96 -146
Rettifiche di valore dell'avviamento e
delle altre attività intangibili (al netto
delle imposte)
-912 - -912 - - - - - - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza
di terzi
-12 -15 3 -3 -4 1 -10 -32 8 15 6 1
Risultato netto -3.099 -2.197 -902 3.810 3.303 507 1.415 1.151 872 1.044 1.216 1.050

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Proventi operativi netti

I proventi operativi netti del Gruppo Intesa Sanpaolo nell'esercizio 2020 sono ammontati a 19.023 milioni, comprensivi dell'apporto per circa 1,6 miliardi del Gruppo UBI degli ultimi cinque mesi del 2020. Al netto di tale contributo, i proventi operativi netti hanno evidenziato un calo del 4,2% rispetto al dato omogeneo del 2019 per effetto dell'andamento riflessivo del risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value e delle commissioni nette, solo in parte controbilanciato dalle dinamiche moderatamente positive del risultato dell'attività assicurativa e degli interessi netti. Nel complesso la resilienza dei ricavi ha consentito di contrastare in larga parte gli impatti economici negativi determinati dal perdurare dell'emergenza pandemica.

Interessi netti

(milioni di euro)
Voci 2020 2019 variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
Dato
consolidato
(d)
assolute
(e) = (c) - (d)
%
(e) / (d)
Rapporti con clientela 7.686 617 7.069 7.392 -323 -4,4
Titoli in circolazione -1.698 -93 -1.605 -2.073 -468 -22,6
Intermediazione con clientela 5.988 524 5.464 5.319 145 2,7
Titoli valutati al costo ammortizzato che non costituiscono
finanziamenti
468 33 435 345 90 26,1
Altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con
impatto a conto economico
57 3 54 125 -71 -56,8
Altre attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
768 27 741 868 -127 -14,6
Attività finanziarie 1.293 63 1.230 1.338 -108 -8,1
Rapporti con banche 17 -3 20 79 -59 -74,7
Differenziali su derivati di copertura -712 -5 -707 -724 -17 -2,3
Attività deteriorate 833 106 727 905 -178 -19,7
Altri interessi netti 364 28 336 88 248
Interessi netti 7.783 713 7.070 7.005 65 0,9

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Gli interessi netti, pari a 7.070 milioni escluso il contributo di 713 milioni da parte del Gruppo UBI, hanno presentato una crescita dello 0,9% rispetto al dato omogeneo dell'esercizio precedente. In un contesto di mercato caratterizzato da tassi di interesse ancora ampiamente negativi, il buon risultato è ascrivibile all'intermediazione con clientela, cresciuta del 2,7% a seguito del calo del costo della raccolta costituita da titoli in circolazione ed all'incremento dei volumi di impieghi, mentre le attività finanziarie, segnatamente quelle valutate al fair value, hanno registrato una flessione dell'8,1%. Tra le altre componenti si sono ridotti significativamente sia gli interessi sulle attività deteriorate, conseguenti alla diminuzione dei flussi di nuovi NPL, sia gli interessi netti sui rapporti con banche e, in misura minore, il contributo delle coperture delle poste a vista, incluso nei differenziali su derivati di copertura. Sono invece risultati in significativa crescita gli altri interessi netti, che includono l'apporto positivo derivante dalle operazioni TLTRO con la BCE.

Voci (milioni di euro)
2020 variazioni %
4° trimestre
trimestre
(d)

trimestre
(e)
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
trimestre
(f)
(c/d) (d/e) (e/f)
Rapporti con clientela 2.089 365 1.724 1.729 1.785 1.831 -0,3 -3,1 -2,5
Titoli in circolazione -398 -30 -368 -377 -405 -455 -2,4 -6,9 -11,0
Intermediazione con clientela 1.691 335 1.356 1.352 1.380 1.376 0,3 -2,0 0,3
Titoli valutati al costo
ammortizzato che non
costituiscono finanziamenti
126 17 109 128 111 87 -14,8 15,3 27,6
Altre attività e passività finanziarie
valutate al fair value con impatto
a conto economico
- 1 -1 19 20 16 -5,0 25,0
Altre attività finanziarie valutate al
fair value con impatto sulla
redditività complessiva
181 13 168 182 192 199 -7,7 -5,2 -3,5
Attività finanziarie 307 31 276 329 323 302 -16,1 1,9 7,0
Rapporti con banche -1 -2 1 17 -3 5 -94,1
Differenziali su derivati di
copertura
-199 -27 -172 -175 -182 -178 -1,7 -3,8 2,2
Attività deteriorate 253 79 174 176 187 190 -1,1 -5,9 -1,6
Altri interessi netti 136 16 120 119 45 52 0,8 -13,5
Interessi netti
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI
non sono stati riesposti.
2.187 432 1.755 1.818 1.750 1.747 -3,5 3,9 0,2

Il flusso di interessi netti registrati nel quarto trimestre 2020 è risultato inferiore al terzo trimestre e sostanzialmente in linea con i valori dei primi due trimestri dell'anno. Il calo rispetto al terzo trimestre è da ascrivere alla componente finanziaria, che ha risentito del ridimensionamento del portafoglio titoli, in relazione alla gestione integrata dei portafogli ex Intesa ed ex UBI, e all'effetto del deleveraging.

(milioni di euro)
2020 2019 variazioni
assolute %
Banca dei Territori 4.090 4.134 -44 -1,1
IMI Corporate & Investment Banking 2.131 1.872 259 13,8
International Subsidiary Banks 1.310 1.370 -60 -4,4
Private Banking 196 177 19 10,7
Asset Management - 1 -1
Insurance - - - -
Totale aree di business 7.727 7.554 173 2,3
Centro di governo -657 -549 108 19,7
Gruppo Intesa Sanpaolo
(al netto del Gruppo UBI)
7.070 7.005 65 0,9
Gruppo UBI 713
Gruppo Intesa Sanpaolo 7.783

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

La Banca dei Territori, che rappresenta il 52,9% del risultato delle aree di business operative, ha evidenziato interessi netti pari a 4.090 milioni, collocandosi su valori di poco inferiori a quelli del 2019 (-1,1%, pari a -44 milioni). Il margine di interesse di IMI Corporate & Investment Banking ha registrato un incremento (+13,8%, pari a +259 milioni) principalmente riconducibile alla maggiore contribuzione degli impieghi a clientela, trainati dall'operatività di finanza strutturata. Per contro sono risultati in flessione gli interessi netti dell'International Subsidiary Banks (-4,4%, pari a -60 milioni) attribuibili per la maggior parte alle controllate operanti in Slovacchia e Croazia. La Divisione Private Banking, che in termini relativi presenta una minore incidenza sul consolidato, ha aumentato l'apporto al margine di 19 milioni (+10,7%), grazie alla crescita dei volumi medi, prevalentemente riferita ai depositi a scadenza di tesoreria, e al contenimento del costo medio della raccolta. L'incremento degli interessi netti negativi del Centro di Governo è essenzialmente imputabile al maggior costo della liquidità in eccesso in relazione alla

diminuzione dei tassi di mercato a breve termine, sempre in territorio negativo.

Commissioni nette

Voci 2020 2019 (milioni di euro)
variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato consolidato
al netto del Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
Dato
consolidato
(d)
assolute
(e) =
(c) - (d)
%
(e) / (d)
Attive Passive Nette Attive Passive Nette Attive Passive Nette Attive Passive Nette
Garanzie rilasciate /
ricevute
380 -178 202 18 -12 6 362 -166 196 341 -112 229 -33 -14,4
Servizi di incasso e
pagamento
649 -163 486 40 -6 34 609 -157 452 720 -213 507 -55 -10,8
Conti correnti 1.371 - 1.371 181 - 181 1.190 - 1.190 1.222 - 1.222 -32 -2,6
Servizio Bancomat e carte
di credito
635 -312 323 41 -19 22 594 -293 301 631 -306 325 -24 -7,4
Attività bancaria
commerciale
3.035 -653 2.382 280 -37 243 2.755 -616 2.139 2.914 -631 2.283 -144 -6,3
Intermediazione e
collocamento titoli
1.081 -237 844 112 -7 105 969 -230 739 960 -196 764 -25 -3,3
Intermediazione valute 18 -3 15 3 - 3 15 -3 12 13 -3 10 2 20,0
Gestioni patrimoniali 3.345 -809 2.536 231 -2 229 3.114 -807 2.307 3.110 -739 2.371 -64 -2,7
Distribuzione prodotti
assicurativi
1.519 - 1.519 86 - 86 1.433 - 1.433 1.441 - 1.441 -8 -0,6
Altre commissioni
intermediazione / gestione
338 -100 238 25 -28 -3 313 -72 241 316 -52 264 -23 -8,7
Attività di gestione,
intermediazione e
consulenza
6.301 -1.149 5.152 457 -37 420 5.844 -1.112 4.732 5.840 -990 4.850 -118 -2,4
Altre commissioni 1.012 -243 769 84 -26 58 928 -217 711 1.068 -239 829 -118 -14,2
Totale 10.348 -2.045 8.303 821 -100 721 9.527 -1.945 7.582 9.822 -1.860 7.962 -380 -4,8

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Le commissioni nette conseguite nel 2020, escluso l'apporto di 721 milioni riveniente dal Gruppo UBI, si sono attestate a 7.582 milioni, in calo del 4,8% rispetto all'esercizio 2019 a perimetro omogeneo. Pur evidenziando una ripresa nel terzo e nel quarto trimestre, il risultato è fortemente influenzato dall'andamento della prima metà dell'anno, segnato dal "lockdown" e dal crollo dei mercati finanziari nel pieno della pandemia. Tali fenomeni si sono riflessi in una contrazione dei ricavi commissionali sia dell'attività bancaria commerciale (-6,3%, pari a -144 milioni), con decrementi generalizzati su tutte le componenti, sia dell'attività di gestione, intermediazione e consulenza (-2,4%, pari a -118 milioni); in particolare è diminuito l'apporto legato alle gestioni patrimoniali individuali e collettive (-2,7%, pari a -64 milioni) e all'intermediazione e collocamento titoli (-3,3%, pari a -25 milioni). Infine, anche le altre commissioni hanno mostrato una flessione (-14,2%, pari a -118 milioni), per effetto di minori ricavi su operazioni di factoring e su altre operazioni.

Prendendo in considerazione anche l'operatività del Gruppo UBI per i mesi da agosto a dicembre le commissioni nette raggiungono gli 8.303 milioni.

(milioni di euro)
Voci 2020 variazioni %
4° trimestre
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
trimestre
(d)
trimestre
(e)
trimestre
(f)
(c/d) (d/e) (e/f)
Garanzie rilasciate / ricevute 53 4 49 48 49 50 2,1 -2,0 -2,0
Servizi di incasso e pagamento 151 22 129 106 103 114 21,7 2,9 -9,6
Conti correnti 413 110 303 299 295 293 1,3 1,4 0,7
Servizio Bancomat e carte di credito 100 13 87 83 68 63 4,8 22,1 7,9
Attività bancaria commerciale 717 149 568 536 515 520 6,0 4,1 -1,0
Intermediazione e collocamento titoli 273 72 201 185 168 185 8,6 10,1 -9,2
Intermediazione valute 5 2 3 3 3 3 - - -
Gestioni patrimoniali 839 146 693 548 516 550 26,5 6,2 -6,2
Distribuzione prodotti assicurativi 443 51 392 364 333 344 7,7 9,3 -3,2
Altre commissioni intermediazione / gestione 64 -2 66 63 50 62 4,8 26,0 -19,4
Attività di gestione, intermediazione e consulenza 1.624 269 1.355 1.163 1.070 1.144 16,5 8,7 -6,5
Altre commissioni nette 241 31 210 162 159 180 29,6 1,9 -11,7
Commissioni nette 2.582 449 2.133 1.861 1.744 1.844 14,6 6,7 -5,4
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati
riesposti.

I ricavi commissionali del quarto trimestre mostrano una significativa ripresa, peraltro già evidenziata a partire dal mese di giugno, e risultano essere i più elevati del 2020. In particolare, nel quarto trimestre cresce l'apporto delle commissioni derivanti dall'industria del risparmio gestito (fondi, gestioni patrimoniali e prodotti assicurativi), per quanto attiene all'attività di gestione, intermediazione e consulenza, e di quelle legate ai servizi di incasso e pagamento, per quanto concerne l'attività bancaria commerciale. Si conferma pertanto l'efficacia dell'offerta a distanza da parte del Gruppo, perseguita attraverso il rafforzamento dei canali digitali a supporto della clientela.

Il dato più basso del 2020 si riscontra invece nel secondo trimestre, che sconta le conseguenze del pieno impatto delle misure di distanziamento mirate al contenimento della pandemia.

2020 2019 (milioni di euro)
variazioni
assolute %
Banca dei Territori 3.910 4.179 -269 -6,4
IMI Corporate & Investment Banking 979 999 -20 -2,0
International Subsidiary Banks 505 537 -32 -6,0
Private Banking 1.714 1.747 -33 -1,9
Asset Management 835 799 36 4,5
Insurance 2 - 2 -
Totale aree di business 7.945 8.261 -316 -3,8
Centro di governo -363 -299 64 21,4
Gruppo Intesa Sanpaolo
(al netto del Gruppo UBI)
7.582 7.962 -380 -4,8
Gruppo UBI 721
Gruppo Intesa Sanpaolo 8.303

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Relativamente ai settori di attività, la Banca dei Territori, che rappresenta circa la metà del risultato delle unità operative, ha evidenziato un calo dei ricavi commissionali (-6,4%, pari a -269 milioni), che hanno risentito della brusca frenata nei primi sei mesi dell'anno a seguito del lockdown correlato al contenimento della pandemia COVID-19, da ascrivere sia al comparto di gestione, intermediazione e consulenza sia a quello del commercial banking. Hanno registrato una flessione delle commissioni nette anche IMI Corporate & Investment Banking (-2%, pari a -20 milioni), per effetto della dinamica rilevata nell'ambito del commercial banking, il Private Banking (-1,9%, pari a -33 milioni), riconducibile al calo dele commissioni di performance e all'aumento delle commissioni passive per le incentivazioni a favore delle reti distributive, e l'International Subsidiary Banks (-6%, pari a -32 milioni) essenzialmente attribuibile alla controllata operante in Croazia. Per contro le commissioni dell'Asset Management sono aumentate del 4,5% (+36 milioni) beneficiando delle buone performance dei prodotti di

gestione del risparmio. Il peggioramento dello sbilancio commissionale del Centro di Governo è dovuto principalmente all'incremento delle garanzie ricevute sulle cartolarizzazioni sintetiche di portafoglio e da Sace su operazioni di copertura del rischio di credito.

In applicazione del principio contabile IFRS 15, che richiede di illustrare la disaggregazione dei ricavi provenienti dai contratti con i clienti (ad eccezione di quelli riferiti a contratti di leasing, contratti assicurativi e strumenti finanziari), vengono di seguito esposte la disaggregazione delle commissioni attive e le commissioni passive per settore di attività.

(milioni di euro)
Voci Banca
dei
Territori
IMI
Corporate
&
Investment
Banking
International
Subsidiary
Banks
Private
Banking
Asset
Management
Insurance Centro
di
Governo
(a)
Totale
2020
Gruppo
Intesa
Sanpaolo
(al netto
del
Gruppo
Gruppo
UBI
Totale
2020
Gruppo
Intesa
Sanpaolo
Totale
Variazioni
2019
UBI) assolute %
Garanzie rilasciate 74 250 36 2 - - - 362 18 380 341 21 6,2
Servizi di incasso e
pagamento
343 86 162 7 - - 11 609 40 649 720 -111 -15,4
Conti correnti 1.031 28 124 7 - - - 1.190 181 1.371 1.222 -32 -2,6
Servizio Bancomat e carte di
credito
364 2 195 8 - - 25 594 41 635 631 -37 -5,9
Attività bancaria
commerciale
1.812 366 517 24 - - 36 2.755 280 3.035 2.914 -159 -5,5
Intermediazione e
collocamento titoli
1.044 306 20 194 320 - -915 969 112 1.081 960 9 0,9
Intermediazione valute 6 2 3 3 - - 1 15 3 18 13 2 15,4
Gestioni patrimoniali 112 10 18 1.546 1.654 - -226 3.114 231 3.345 3.110 4 0,1
Distribuzione prodotti
assicurativi
799 - 26 608 - 2 -2 1.433 86 1.519 1.441 -8 -0,6
Altre commissioni
intermediazione / gestione
56 73 13 166 1 - 4 313 25 338 316 -3 -0,9
Attività di gestione,
intermediazione e
consulenza
2.017 391 80 2.517 1.975 2 -1.138 5.844 457 6.301 5.840 4 0,1
Altre commissioni 310 371 74 20 122 - 31 928 84 1.012 1.068 -140 -13,1
Commissione attive 4.139 1.128 671 2.561 2.097 2 -1.071 9.527 821 10.348 9.822 -295 -3,0
Commissioni passive -229 -149 -166 -847 -1.262 - 708 -1.945 -100 -2.045 -1.860 85 4,6
Commissioni nette 3.910 979 505 1.714 835 2 -363 7.582 721 8.303 7.962 -380 -4,8

(a) Al Centro di Governo sono ricondotte le elisioni infrasettoriali.

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati

riesposti.

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Risultato dell'attività assicurativa

Voci (a) 2020 2019
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato consolidato
al netto del Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
Dato
consolidato
(d)
assolute
(e) = (c) - (d)
%
(e) / (d)
Vita Danni Totale Vita Danni Totale Vita Danni Totale Vita Danni Totale
Margine tecnico 196 351 547 -12 - -12 208 351 559 185 243 428 131 30,6
Premi netti (b) 10.056 951 11.007 96 - 96 9.960 951 10.911 9.623 965 10.588 323 3,1
Oneri netti relativi ai sinistri e ai
riscatti (c)
-8.979 -403 -9.382 -87 - -87 -8.892 -403 -9.295 -6.544 -514 -7.058 2.237 31,7
Oneri netti relativi alla variazione
delle riserve tecniche (d)
-2.038 -4 -2.042 -17 - -17 -2.021 -4 -2.025 -4.497 -2 -4.499 -2.474 -55,0
Risultato degli investimenti di
pertinenza degli assicurati su prodotti
assicurativi (e)
1.277 - 1.277 -1 - -1 1.278 - 1.278 1.751 - 1.751 -473 -27,0
Commissioni nette su contratti
d'investimento (f)
329 - 329 -1 - -1 330 - 330 322 1 323 7 2,2
Provvigioni passive su contratti
assicurativi (g)
-460 -159 -619 -2 - -2 -458 -159 -617 -476 -163 -639 -22 -3,4
Altri proventi e oneri tecnici (h) 11 -34 -23 - - - 11 -34 -23 6 -44 -38 -15 -39,5
Margine finanziario 723 10 733 22 - 22 701 10 711 791 12 803 -92 -11,5
Reddito operativo degli investimenti 4.557 10 4.567 26 - 26 4.531 10 4.541 10.084 12 10.096 -5.555 -55,0
Interessi netti 1.620 3 1.623 22 - 22 1.598 3 1.601 1.741 3 1.744 -143 -8,2
Dividendi 256 6 262 - - - 256 6 262 254 2 256 6 2,3
Utili/perdite da realizzo 69 2 71 1 - 1 68 2 70 1.815 7 1.822 -1.752 -96,2
Utili/perdite da valutazione 2.698 - 2.698 6 - 6 2.692 - 2.692 6.352 - 6.352 -3.660 -57,6
Commissioni passive gestione
portafogli (i)
-86 -1 -87 -3 - -3 -83 -1 -84 -78 - -78 6 7,7
Risultato degli investimenti di
pertinenza degli assicurati
-3.834 - -3.834 -4 - -4 -3.830 - -3.830 -9.293 - -9.293 -5.463 -58,8
Prodotti assicurativi (j) -1.354 - -1.354 - - - -1.354 - -1.354 -1.768 - -1.768 -414 -23,4
Plus/minus da valutazione sui
prodotti assicurativi attribuite agli
assicurati (k)
57 - 57 1 - 1 56 - 56 -19 - -19 75
Prodotti di investimento (l) -2.537 - -2.537 -5 - -5 -2.532 - -2.532 -7.506 - -7.506 -4.974 -66,3
Risultato dell'attività assicurativa
al lordo degli effetti da
consolidamento
919 361 1.280 10 - 10 909 361 1.270 976 255 1.231 39 3,2
Effetti da consolidamento 73 - 73 - - - 73 - 73 37 - 37 36 97,3
Risultato dell'attività assicurativa 992 361 1.353 10 - 10 982 361 1.343 1.013 255 1.268 75 5,9

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

(a) La tabella riporta le componenti economiche del business assicurativo suddivise tra quelle relative a:

  • i prodotti considerati assicurativi ai fini IAS/IFRS, che comprendono i contratti nei quali il rischio assicurato è considerato significativo o nei quali la decisione del rendimento dei contratti non è a mercato ma dipende dalle scelte della compagnia;

  • i prodotti d'investimento, che comprendono prodotti di natura finanziaria nei quali il rischio assicurativo non è considerato significativo. Questi ultimi vengono contabilizzati nel bilancio consolidato alla stregua di movimenti finanziari.

(b) La voce comprende i premi emessi relativi ai soli prodotti considerati assicurativi ai fini IAS/IFRS, al netto delle quote cedute in riassicurazione. Per il Ramo Danni è inclusa anche la variazione della riserva premi.

(c) La voce comprende le somme pagate (sinistri, riscatti e scadenze) e la variazione della riserva sinistri ramo danni e della riserva per somme da pagare, al netto delle quote cedute in riassicurazione.

(d) La voce comprende la variazione delle riserve tecniche, al netto delle quote cedute in riassicurazione.

(e) La voce comprende la quota del risultato degli investimenti (a fronte di prodotti assicurativi) di pertinenza degli assicurati, compreso l'impatto dello shadow accounting.

(f) La voce comprende le commissioni nette sui prodotti d'investimento; in particolare i caricamenti pagati dai clienti, le commissioni di gestione prelevate dalle unit finanziarie e le commissioni passive retrocesse dalle compagnie alla rete di vendita e alla società di gestione.

(g) La voce comprende le provvigioni passive sui prodotti assicurativi (inclusi i prodotti unit e index linked assicurativi e i fondi pensione) pagate alla rete di vendita.

(h) Voce residuale che include le commissioni attive di gestione sui prodotti assicurativi (unit e index assicurative e fondi pensione), i rebates, gli interessi netti sui conti correnti della compagnia e sui prestiti subordinati e altri proventi e oneri tecnici.

(i) La voce comprende le commissioni pagate alle società di gestione per la gestione dei portafogli relativi a prodotti assicurativi tradizionali (gestioni separate) e fondi pensione. Sono incluse anche le commissioni dei fondi consolidati sottostanti unit assicurative.

(j) La voce comprende la quota del risultato degli investimenti (a fronte di prodotti assicurativi) di pertinenza degli assicurati, senza l'impatto dello shadow accounting.

(k) La voce comprende la quota parte delle plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi di competenza degli assicurati (shadow accounting).

(l) La voce si riferisce alla valutazione delle passività finanziarie valutate a fair value che rappresentano il debito verso gli assicurati relativo ai prodotti d'investimento.

Il risultato dell'attività assicurativa, che raggruppa le voci di costo e ricavo del business assicurativo delle compagnie vita e danni operanti nell'ambito del Gruppo, include anche le risultanze di RBM Assicurazione Salute, a seguito del perfezionamento dell'acquisizione della quota di controllo avvenuta nel mese di maggio 2020. Nell'esercizio 2020 tale risultato si è attestato a 1.353 milioni; escludendo l'apporto marginale del Gruppo UBI (10 milioni) si rileva una crescita del 5,9% rispetto al 2019. La dinamica è ascrivibile all'aumento del margine tecnico (+30,6%, pari a +131 milioni) trainato dall'andamento positivo del ramo danni, che ha beneficiato dell'ottimo risultato della componente non-motor, grazie alla significativa contrazione dei sinistri correlata al lockdown a fronte dello sviluppo costante dei premi. Il margine tecnico del ramo vita ha evidenziato un incremento più contenuto, determinato da un miglioramento dello sbilancio tra le commissioni nette sui contratti d'investimento, le provvigioni passive e gli altri proventi. Il margine finanziario, quasi interamente riconducibile al ramo vita, è stato pari a 711 milioni, in calo dell'11,5% rispetto al dato omogeneo del 2019, per effetto della minore redditività generata dagli investimenti sul portafoglio vita.

Voci (a) 2020 variazioni % (milioni di euro)
Dato
consolidato
(a)
4° trimestre
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
trimestre
(d)
trimestre
(e)
trimestre
(f)
(c/d) (d/e) (e/f)
Margine tecnico 119 -7 126 113 142 178 11,5 -20,4 -20,2
Premi netti (b) 3.668 59 3.609 2.676 2.028 2.598 34,9 32,0 -21,9
Oneri netti relativi ai sinistri e ai riscatti (c) -4.029 -59 -3.970 -2.103 -1.440 -1.782 88,8 46,0 -19,2
Oneri netti relativi alla variazione delle riserve
tecniche (d)
19 -5 24 -742 -975 -332 -23,9
Risultato degli investimenti di pertinenza degli
assicurati su prodotti assicurativi (e)
538 - 538 358 603 -221 50,3 -40,6
Commissioni nette su contratti d'investimento (f) 93 -1 94 81 67 88 16,0 20,9 -23,9
Provvigioni passive su contratti assicurativi (g) -167 -1 -166 -143 -138 -170 16,1 3,6 -18,8
Altri proventi e oneri tecnici (h) -3 - -3 -14 -3 -3 -78,6 -
Margine finanziario 194 14 180 175 191 165 2,9 -8,4 15,8
Reddito operativo degli investimenti 4.091 16 4.075 1.982 5.385 -6.901 -63,2
Interessi netti 401 13 388 392 418 403 -1,0 -6,2 3,7
Dividendi 72 - 72 63 73 54 14,3 -13,7 35,2
Utili/perdite da realizzo 431 1 430 304 -176 -488 41,4 -63,9
Utili/perdite da valutazione 3.210 4 3.206 1.245 5.090 -6.849 -75,5
Commissioni passive gestione portafogli (i) -23 -2 -21 -22 -20 -21 -4,5 10,0 -4,8
Risultato degli investimenti di pertinenza degli
assicurati
-3.897 -2 -3.895 -1.807 -5.194 7.066 -65,2
Prodotti assicurativi (j) -532 - -532 -390 -676 244 36,4 -42,3
Plus/minus da valutazione sui prodotti
assicurativi attribuite agli assicurati (k)
-27 - -27 22 43 18 -48,8
Prodotti di investimento (l) -3.338 -2 -3.336 -1.439 -4.561 6.804 -68,4
Risultato dell'attività assicurativa al lordo
degli effetti da consolidamento
313 7 306 288 333 343 6,3 -13,5 -2,9
Effetti da consolidamento 6 - 6 7 34 26 -14,3 -79,4 30,8
Risultato dell'attività assicurativa 319 7 312 295 367 369 5,8 -19,6 -0,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti. Per le note cfr. tabella precedente

Il risultato della gestione assicurativa, comprensivo dei rami vita e danni/salute, nel quarto trimestre 2020 ha mostrato un valore superiore al terzo, soprattutto per effetto di un miglioramento del margine tecnico, ed inferiore al primo e al secondo trimestre.

(milioni di euro)
Produzione 2020 2019
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato consolidato
al netto del Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
Dato
consolidato
(d)
Premi
periodici
Premi
unici
Totale di cui
nuova
produzione
Premi
periodici
Premi
unici
Totale di cui
nuova
produzione
Premi
periodici
Premi
unici
Totale di cui
nuova
produzione
Rami Vita 306 9.751 10.057 9.723 35 61 96 33 271 9.690 9.961 9.690 9.624
Premi emessi
prodotti
tradizionali
177 7.259 7.436 7.232 35 60 95 33 142 7.199 7.341 7.199 7.737
Premi emessi
prodotti Unit
Linked
120 1.717 1.837 1.717 - - - - 120 1.717 1.837 1.717 1.112
Premi emessi
prodotti di
Capitalizzazione
- 1 1 - - 1 1 - - - - - 1
Premi emessi
Fondi pensione
9 774 783 774 - - - - 9 774 783 774 774
Rami Danni 899 237 1.136 337 - - - - 899 237 1.136 337 1.126
Premi emessi 943 254 1.197 514 - - - - 943 254 1.197 514 1.249
Variazione della
riserva premi
-44 -17 -61 -177 - - - - -44 -17 -61 -177 -123
Premi ceduti in
riassicurazione
-152 -34 -186 -43 - - - - -152 -34 -186 -43 -162
Premi netti da
prodotti
assicurativi
Produzione
contratti Index
1.053 9.954 11.007 10.017 35 61 96 33 1.018 9.893 10.911 9.984 10.588
Linked - - - - - - - - - - - - -
Produzione
contratti Unit
Linked
74 6.944 7.018 6.950 - - - - 74 6.944 7.018 6.950 8.314
Totale
produzione
relativa ai
contratti di
investimento 74 6.944 7.018 6.950 - - - - 74 6.944 7.018 6.950 8.314
Produzione
totale
1.127 16.898 18.025 16.967 35 61 96 33 1.092 16.837 17.929 16.934 18.902

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

La produzione totale del comparto assicurativo si è attestata a circa 17,9 miliardi, inferiore rispetto ai 18,9 miliardi realizzati nel 2019 su base omogenea. La flessione è imputabile ai prodotti di natura prevalentemente finanziaria di ramo III, in calo a 7 miliardi rispetto agli 8,3 miliardi del precedente esercizio. In positivo nel ramo vita si rileva una crescita delle polizze Unit Linked di natura prevalentemente assicurativa e un lieve incremento delle polizze previdenziali, mentre resta stabile l'operatività nel business danni. La nuova produzione è ammontata a 16,9 miliardi, vicina ai valori della raccolta premi complessiva delle compagnie del Gruppo che è costituita per la maggior parte da nuovi contratti a premio unico.

Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value

(milioni di euro)
Voci 2020 2019 variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
Dato
consolidato
(d)
assolute
(e) = (c) - (d)
%
(e) / (d)
Tassi di interesse 260 58 202 170 32 18,8
Strumenti di capitale 182 26 156 357 -201 -56,3
Valute 156 -9 165 123 42 34,1
Prodotti strutturati di credito -7 - -7 25 -32
Derivati di credito 140 - 140 -40 180
Derivati su merci 18 - 18 18 - -
Risultato operatività su attività valutate al
fair value in contropartita a conto
economico
749 75 674 653 21 3,2
Risultato netto da cessione o riacquisto di
attività valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva e delle passività
finanziarie
823 56 767 1.275 -508 -39,8
Risultato netto delle attività e passività
finanziarie al fair value
1.572 131 1.441 1.928 -487 -25,3

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Le attività e passività finanziarie al fair value hanno prodotto un risultato di 1.441 milioni (1.572 milioni includendo l'apporto del Gruppo UBI), che si raffronta con i 1.928 milioni dell'esercizio precedente.

La flessione è imputabile al risultato netto da cessione o riacquisto di attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e delle passività finanziarie (-508 milioni) che ha risentito di minori plusvalenze su titoli. Per contro, il risultato dell'operatività su attività valutate al fair value in contropartita a conto economico ha mostrato una moderata crescita (+3,2%, +21 milioni) principalmente ascrivibile all'apporto positivo dell'operatività in certificates, le cui dinamiche vanno lette congiuntamente negli apporti alla componente tassi di interesse, strumenti di capitale e derivati di credito.

(milioni di euro)
Voci 2020 variazioni %
4° trimestre
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
trimestre
(d)
trimestre
(e)
trimestre
(f)
(c/d) (d/e) (e/f)
Tassi di interesse -65 56 -121 -8 132 199 -33,7
Strumenti di capitale 113 31 82 52 20 2 57,7
Valute 89 1 88 22 24 31 -8,3 -22,6
Prodotti strutturati di credito 12 - 12 7 12 -38 71,4 -41,7
Derivati di credito -62 - -62 -39 -37 278 59,0 5,4
Derivati su merci 2 - 2 2 7 7 - -71,4 -
Risultato operatività su attività valutate al fair
value in contropartita a conto economico
89 88 1 36 158 479 -97,2 -77,2 -67,0
Risultato netto da cessione o riacquisto di attività
valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva e delle passività finanziarie
100 38 62 85 105 515 -27,1 -19,0 -79,6
Risultato netto delle attività e passività
finanziarie al fair value
189 126 63 121 263 994 -47,9 -54,0 -73,5
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono

Il raffronto trimestrale mostra un progressivo calo rispetto ai valori eccezionalmente elevati del primo trimestre dell'esercizio corrente, riconducibile alla minore operatività sul portafoglio titoli e al significativo ridimensionamento del Debt Value Adjustment (DVA) correlato alle passività costituite da certificates.

Altri proventi (oneri) operativi netti

Nel 2020 gli altri oneri operativi netti sono stati pari a 27 milioni (escludendo i 39 milioni di altri proventi netti rivenienti dal Gruppo UBI) e si confrontano con 4 milioni di altri proventi contabilizzati nel 2019 a perimetro omogeneo. In tale voce confluiscono sia proventi ed oneri di natura operativa – compresi quelli delle entità controllate non soggette a direzione e coordinamento ed operanti in settori del tutto distinti dall'ambito bancario e finanziario – sia gli utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto. La variazione negativa rilevata rispetto al dato dell'esercizio 2019 è quasi interamente riconducibile alla riduzione sulla seconda componente.

Costi operativi

stati riesposti.

(milioni di euro)
Voci 2020 2019 variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
Dato
consolidato
(d)
assolute
(e) = (c) - (d)
%
(e) /
(d)
Salari e stipendi 4.245 427 3.818 3.964 -146 -3,7
Oneri sociali 1.095 111 984 1.012 -28 -2,8
Altri oneri del personale 799 70 729 772 -43 -5,6
Spese del personale 6.139 608 5.531 5.748 -217 -3,8
Spese per servizi informatici 748 68 680 678 2 0,3
Spese di gestione immobili 340 42 298 323 -25 -7,7
Spese generali di funzionamento 373 12 361 367 -6 -1,6
Spese legali e professionali 320 29 291 316 -25 -7,9
Spese pubblicitarie e promozionali 132 6 126 128 -2 -1,6
Costi indiretti del personale 45 3 42 82 -40 -48,8
Altre spese 597 44 553 598 -45 -7,5
Imposte indirette e tasse 1.017 110 907 895 12 1,3
Recupero di spese ed oneri -893 -95 -798 -786 12 1,5
Spese amministrative 2.679 219 2.460 2.601 -141 -5,4
Immobilizzazioni materiali 543 57 486 498 -12 -2,4
Immobilizzazioni immateriali 610 1 609 560 49 8,8
Ammortamenti 1.153 58 1.095 1.058 37 3,5
Costi operativi 9.971 885 9.086 9.407 -321 -3,4
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Nel periodo osservato i costi operativi si sono attestati a 9.971 milioni, inclusi gli 885 milioni di oneri operativi del Gruppo UBI. Escludendo questi ultimi, i costi si attestano a 9.086 milioni, in riduzione del 3,4% rispetto al 2019.

Escludendo i 608 milioni di oneri relativi ai costi dell'organico di UBI, le spese del personale, pari a 5.531 milioni, hanno registrato una flessione del 3,8%. La riduzione è stata favorita principalmente dal ridimensionamento dell'organico medio a perimetro omogeneo e dalla importante contrazione della parte variabile, i cui risparmi complessivi hanno più che compensato l'incremento di costo correlato agli effetti del rinnovo del CCNL. Alla dinamica cedente ha altresì contribuito la diminuzione di alcune voci di spesa impattate dall'emergenza sanitaria e dalle conseguenti iniziative, tra le quali il massiccio ricorso allo smart working.

Nonostante i maggiori costi connessi all'emergenza sanitaria, le spese amministrative sono state contenute in 2.460 milioni (escludendo i 219 milioni ascrivibili ad UBI), in calo del 5,4%. Si sono evidenziati risparmi diffusi, in particolare nelle spese legali e professionali, per la contrazione dei costi sulle consulenze, sui servizi resi da terzi, nelle spese di gestione immobili e sui costi

indiretti del personale, anch'essi influenzati dagli effetti della diffusione dello smart working che ha comportato una riduzione delle missioni di lavoro.

Gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali e immateriali che, secondo quanto previsto dal principio IFRS 16, includono anche la quota relativa ai diritti d'uso acquisiti con il leasing operativo, sono risultati in crescita su basi omogenee (+3,5%) rispetto al dato dell'esercizio 2019, segnatamente nella componente delle immobilizzazioni immateriali. Tale andamento riflette gli investimenti per la crescita nell'Information Technology, con particolare riferimento alla digitalizzazione e alla sicurezza informatica.

Il cost/income ratio consolidato si è attestato nell'esercizio corrente al 52,4%. Escludendo i ricavi e i costi del Gruppo UBI relativi agli ultimi cinque mesi del 2020, l'indicatore è pari al 52,2% e si confronta con un dato del 2019 di poco inferiore (51,8%).

(milioni di euro)
Voci 2020
4° trimestre

trimestre

trimestre

trimestre
variazioni %
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
(d) (e) (f) (c/d) (d/e) (e/f)
Salari e stipendi 1.268 261 1.007 936 954 921 7,6 -1,9 3,6
Oneri sociali 324 67 257 241 247 239 6,6 -2,4 3,3
Altri oneri del personale 216 43 173 181 179 196 -4,4 1,1 -8,7
Spese del personale 1.808 371 1.437 1.358 1.380 1.356 5,8 -1,6 1,8
Spese per servizi informatici 222 38 184 164 167 165 12,2 -1,8 1,2
Spese di gestione immobili 106 26 80 70 77 71 14,3 -9,1 8,5
Spese generali di funzionamento 100 8 92 87 92 90 5,7 -5,4 2,2
Spese legali e professionali 127 16 111 66 59 55 68,2 11,9 7,3
Spese pubblicitarie e promozionali 60 4 56 22 27 21 -18,5 28,6
Costi indiretti del personale 13 2 11 9 9 13 22,2 - -30,8
Altre spese 204 27 177 127 130 119 39,4 -2,3 9,2
Imposte indirette e tasse 322 68 254 216 220 217 17,6 -1,8 1,4
Recupero di spese ed oneri -269 -58 -211 -191 -198 -198 10,5 -3,5 -
Spese amministrative 885 131 754 570 583 553 32,3 -2,2 5,4
Immobilizzazioni materiali 156 34 122 121 121 122 0,8 - -0,8
Immobilizzazioni immateriali 163 -11 174 147 146 142 18,4 0,7 2,8
Ammortamenti 319 23 296 268 267 264 10,4 0,4 1,1
Costi operativi 3.012 525 2.487 2.196 2.230 2.173 13,3 -1,5 2,6

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

(milioni di euro) 2020 2019 variazioni assolute % Banca dei Territori -5.065 -5.291 -226 -4,3 IMI Corporate & Investment Banking -1.098 -1.148 -50 -4,4 International Subsidiary Banks -981 -991 -10 -1,0 Private Banking -604 -614 -10 -1,6 Asset Management -156 -157 -1 -0,6 Insurance -241 -224 17 7,6 Totale aree di business -8.145 -8.425 -280 -3,3 Centro di governo -941 -982 -41 -4,2 Gruppo Intesa Sanpaolo (al netto del Gruppo UBI) -9.086 -9.407 -321 -3,4 Gruppo UBI -885 Gruppo Intesa Sanpaolo -9.971

L'analisi trimestrale a perimetro omogeneo mostra, nel quarto trimestre 2020, costi operativi superiori agli altri trimestri dell'esercizio per i consueti effetti stagionali.

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Con riferimento ai costi operativi, la Banca dei Territori, che contabilizza il 62,2% degli oneri delle aree operative, ha evidenziato forti risparmi rispetto al 2019 (-4,3%, pari a -226 milioni) attribuibili alle spese del personale, per la riduzione dell'organico medio, e alle spese amministrative, nonostante i maggiori costi connessi all'emergenza sanitaria. Hanno registrato un calo anche IMI Corporate & Investment Banking (-4,4%, pari a -50 milioni), principalmente per la flessione delle spese amministrative, il Private Banking (-1,6%, pari a -10 milioni), per la riduzione delle spese del personale e amministrative e l'International Subsidiary Banks (-1%, pari a -10 milioni) essenzialmente grazie ai risparmi sui costi del personale. I costi operativi dell'Asset Management hanno evidenziato una lieve diminuzione (-0,6%) determinata dalle spese amministrative. L'Insurance ha per contro mostrato un aumento (+7,6%, pari a +17 milioni), riconducibile a tutte le componenti di spesa, in relazione alle iniziative progettuali correlate allo sviluppo del business.

Risultato della gestione operativa

Il risultato della gestione operativa è ammontato a 9.052 milioni. Al netto del contributo del Gruppo UBI la voce, pari a 8.323 milioni, ha mostrato un calo del 5% rispetto al 2019, per effetto di una flessione dei ricavi, in parte controbilanciata dalla riduzione dei costi operativi.

Rettifiche di valore nette su crediti

(milioni di euro)
Voci 2020 variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
Dato
consolidato
(d)
assolute
(e) = (c) - (d)
%
(e) /
(d)
Sofferenze -1.832 -106 -1.726 -905 821 90,7
Inadempienze probabili -1.383 -15 -1.368 -1.314 54 4,1
Crediti scaduti / sconfinanti -197 19 -216 -356 -140 -39,3
Crediti Stage 3 -3.412 -102 -3.310 -2.575 735 28,5
di cui titoli di debito - - - - - -
Crediti Stage 2 -762 22 -784 104 -888
di cui titoli di debito -3 1 -4 -16 -12 -75,0
Crediti Stage 1 -16 9 -25 365 -390
di cui titoli di debito 3 - 3 9 -6 -66,7
Rettifiche/Riprese nette su crediti -4.190 -71 -4.119 -2.106 2.013 95,6
Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -29 -9 -20 -6 14
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito
relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate
5 26 -21 23 -44
Rettifiche di valore nette su crediti -4.214 -54 -4.160 -2.089 2.071 99,1

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Nel 2020 le rettifiche su crediti si sono attestate a 4.214 milioni (4.160 milioni al netto delle rettifiche relative al Gruppo UBI per i mesi da agosto e dicembre). Il confronto con i 2.089 milioni dell'esercizio precedente su basi omogenee evidenzia un aumento straordinario determinato essenzialmente dai maggiori accantonamenti dovuti alla revisione dello scenario a seguito dell'evento epidemico, applicando le conservative metodologie declinate dal Gruppo e tenendo conto del quadro prospettico elaborato dalla BCE e dalla Banca d'Italia, con l'appostazione di maggiori rettifiche per 2.164 milioni, di cui circa 1 miliardo sui crediti in bonis (Stage 1 e Stage 2) e la rimanenza sui crediti non performing di Stage 3. Questi ultimi sono risultati in aumento di 735 milioni, per effetto di una crescita su sofferenze (+821 milioni) e su inadempienze probabili (+54 milioni), a fronte di una riduzione sui crediti scaduti/sconfinanti (-140 milioni). Nel 2020 è proseguita la riduzione dell'incidenza dei deteriorati sul complesso dei crediti, grazie sia a minori passaggi a NPL sia alla cartolarizzazione avvenuta nel mese di dicembre di un portafoglio di crediti in sofferenza per circa 4,3 miliardi al lordo delle rettifiche di valore e di circa 1,2 miliardi al netto, nonché alla contabilizzazione nella voce attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione

dei portafogli classificati a fine 2020 come destinati a prossime cessioni per circa 3,2 miliardi al lordo delle rettifiche di valore e circa 0,5 miliardi al netto. Nel complesso le azioni di deleveraging poste in essere da Intesa Sanpaolo e da UBI hanno consentito di ridurre l'incidenza dei crediti deteriorati lordi al 4,4% (4,9% escludendo UBI).

Il costo del credito, espresso dal rapporto tra rettifiche di valore nette e crediti netti, pari a 50 punti base, sale, per effetto dei sopracitati accantonamenti atti a fronteggiare i futuri impatti COVID-19, a 104 punti base (91 punti base includendo UBI e gli effetti connessi all'allocazione del costo di acquisizione) rispetto ai 53 punti base di fine 2019.

La copertura dei crediti deteriorati a fine dicembre è pari complessivamente al 48,6%; escludendo l'impatto della componente UBI, la copertura sui crediti deteriorati si cifra al 49,4%. Non tenendo conto degli effetti dell'allocazione del costo di acquisizione di UBI, la copertura sarebbe del 50,2%.

Nel dettaglio e su basi omogenee le sofferenze hanno richiesto rettifiche nette per 1.726 milioni – che si raffrontano con 905 milioni del 2019 – con un livello di copertura pari al 58,8%. Le rettifiche nette sulle inadempienze probabili, pari a 1.368 milioni, sono risultate in crescita del 4,1%; la copertura su tali posizioni si attesta al 42,6%. Le rettifiche su crediti scaduti e sconfinanti sono ammontate a 216 milioni (-39,3% rispetto all'esercizio 2019) con una copertura pari al 18,2%. La copertura sulle posizioni forborne nell'ambito delle attività deteriorate è del 40,9%. Infine, la copertura sui finanziamenti in

bonis è salita a fine 2020 allo 0,6%, ed incorpora il rischio fisiologico sul portafoglio crediti per tener conto degli effetti derivanti dai mutamenti di scenario.

Si segnala infine che i valori delle rettifiche di valore del Gruppo UBI risentono degli effetti di adeguamento al fair value delle posizioni creditizie avvenuto nell'ambito della contabilizzazione dell'operazione di acquisizione attraverso la "Purchase Price Allocation" prevista dal principio contabile IFRS 3. Inoltre, il ripristino dell'Expected Credit Loss sui crediti vivi del Gruppo UBI (pari a 428 milioni) i cui fondi rettificativi sono stati cancellati con il citato processo ex IFRS 3, benchè non direttamente riconducibile alla Purchase Price Allocation è stato rappresentato nella voce "Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte)", in quanto correlato all'acquisizione.

(milioni di euro)
Voci 2020 variazioni %
4° trimestre
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
trimestre
(d)
trimestre
(e)
trimestre
(f)
(c/d) (d/e) (e/f)
Sofferenze -1.026 -23 -1.003 -295 -244 -184 20,9 32,6
Inadempienze probabili -239 27 -266 -518 -388 -196 -48,6 33,5 98,0
Crediti scaduti / sconfinanti 1 17 -16 -23 -113 -64 -30,4 -79,6 76,6
Crediti Stage 3 -1.264 21 -1.285 -836 -745 -444 53,7 12,2 67,8
di cui titoli di debito - - - - - - - - -
Crediti Stage 2 -304 -10 -294 -29 -471 10 -93,8
di cui titoli di debito -11 1 -12 1 2 5 -50,0 -60,0
Crediti Stage 1 94 1 93 -13 -136 31 -90,4
di cui titoli di debito 2 - 2 1 - - - -
Rettifiche/Riprese nette su crediti -1.474 12 -1.486 -878 -1.352 -403 69,2 -35,1
Utili/perdite da modifiche contrattuali senza
cancellazioni
-16 -6 -10 -2 -4 -4 -50,0 -
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri
per rischio di credito relativo a impegni e garanzie
finanziarie rilasciate
15 25 -10 27 -42 4
Rettifiche di valore nette su crediti -1.475 31 -1.506 -853 -1.398 -403 76,6 -39,0
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati
riesposti.

Nel confronto trimestrale, il secondo e il quarto trimestre 2020 mostrano rettifiche su crediti di rilevante entità a seguito degli accantonamenti straordinari posti in essere per fronteggiare l'emergenza COVID-19.

Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività

(milioni di euro)
Voci 2020 2019 variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
Dato
consolidato
(d)
assolute
(e) = (c) - (d)
%
(e) / (d)
Altri accantonamenti netti -191 -3 -188 -125 63 50,4
Rettifiche di valore nette su titoli valutati al costo
ammortizzato e su titoli valutati al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
-1 -4 3 -67 70
Rettifiche di valore nette su altre attività -136 - -136 -59 77
Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle
imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39
-18 -1 -17 -3 14
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su
altre attività
-346 -8 -338 -254 84 33,1

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Nell'ambito dello schema di conto economico riclassificato, questa voce comprende principalmente gli altri accantonamenti netti ai fondi rischi ed oneri e le rettifiche di valore nette su altre attività e su titoli valutati al costo ammortizzato e al fair value. Nell'esercizio 2020 gli altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività sono ammontati a 338 milioni (346 milioni includendo il Gruppo UBI), che si raffrontano con i 254 milioni contabilizzati nel 2019. L'aumento rilevato nel periodo in esame è dovuto principalmente a più elevati accantonamenti netti per controversie legali e a maggiori rettifiche di valore su altre attività.

(milioni di euro)
Voci 2020 variazioni %
4° trimestre
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
trimestre
(d)
trimestre
(e)
trimestre
(f)
(c/d) (d/e) (e/f)
Altri accantonamenti netti
Rettifiche di valore nette su titoli valutati al costo
ammortizzato e su titoli valutati al fair value con impatto
-59 4 -63 -57 274 -342 10,5
sulla redditività complessiva -3 -4 1 9 - -7 -89 -
Rettifiche di valore nette su altre attività -58 - -58 -5 -9 -64 -44,4 -85,9
Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle
imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39
-2 -1 -1 -7 -3 -6 -86 -50,0
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su
altre attività
-122 -1 -121 -60 262 -419

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Il quarto trimestre presenta altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività per 121 milioni, valore superiore al dato registrato nel terzo trimestre ma non confrontabile sia con il valore del primo trimestre, che inglobava l'accantonamento prudenziale (312 milioni) effettuato per anticipare una prima stima degli effetti della pandemia COVID-19 sui crediti performing, sia con quello del secondo trimestre 2020, che presentava una ripresa, dovuta allo storno del suddetto accantonamento, in quanto le rettifiche di valore su crediti al 30 giugno 2020 avevano recepito l'aggiornamento della valutazione del portafoglio crediti con l'applicazione delle consuete metodologie declinate dal Gruppo e tenendo conto dello scenario prospettico elaborato dalla BCE e dalla Banca d'Italia.

Altri proventi (oneri) netti

In questa voce del conto economico riclassificato sono aggregati gli utili e le perdite su attività finanziarie valutate al costo ammortizzato diverse dai crediti, su partecipazioni e su altri investimenti nonché gli altri proventi ed oneri non strettamente correlati alla gestione operativa.

Relazione sull'andamento della gestione – I risultati economici

Su basi omogenee gli altri proventi netti si sono attestati a 64 milioni e si confrontano con un valore di 55 milioni registrato nell'esercizio 2019.

Utile (Perdita) delle attività operative cessate

Nel 2020 la voce, pari a 1.163 milioni di utili afferenti le componenti reddituali riferite al ramo acquiring oggetto di conferimento a Nexi (1.110 milioni di plusvalenza, di cui 315 milioni day-one profit correlato all'acquisto delle azioni Nexi, e 53 milioni di utili maturati nei primi sei mesi del 2020, riferiti al ramo ceduto), si confronta con gli 88 milioni registrati nel 2019.

Risultato corrente lordo

Nell'anno 2020 l'utile dell'operatività corrente prima della contabilizzazione delle imposte sul reddito si è attestato a 5.719 milioni comprensivo del contributo di 667 milioni generato dal Gruppo UBI. Al netto di tale apporto, la voce è pari a 5.052 milioni, in flessione del 23% rispetto al dato omogeneo del 2019.

Imposte sul reddito

Le imposte su base corrente e differita sono state pari a 1.190 milioni (valore al netto dei 170 milioni di imposte in capo ad UBI), corrispondenti ad un tax rate del 23,6%.

Oneri di integrazione e di incentivazione all'esodo (al netto delle imposte)

Ai fini di un confronto omogeneo tra i due esercizi occorre escludere dal dato contabilizzato in questa voce nel 2020 l'effetto negativo dei costi di integrazione per UBI pari a 1.378 milioni, nonché i residuali 9 milioni di costi di incentivazione all'esodo di UBI. Al netto di tali componenti gli oneri sono ammontati a 174 milioni e si raffrontano ai 106 milioni registrati nel 2019.

Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte)

La voce comprende gli importi riconducibili alle rivalutazioni di crediti, debiti, immobili e all'iscrizione di nuove attività immateriali attuate, in applicazione del principio contabile IFRS 3, in sede di rilevazione delle operazioni di acquisizione di partecipazioni e/o aggregati patrimoniali. Per un confronto omogeneo occorre escludere dal dato contabilizzato nel 2020 l'effetto positivo (2.062 milioni) relativo alla rilevazione del goodwill negativo derivante dall'acquisizione del Gruppo UBI. Al netto di tale posta straordinaria, gli oneri del 2020 si sono attestati a 102 milioni, a fronte dei 117 milioni contabilizzati nell'esercizio 2019.

Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte)

La voce include gli oneri imposti da disposizioni legislative e/o finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario e di conseguenza al di fuori del governo aziendale. Nel 2020 tali oneri hanno raggiunto i 512 milioni; escludendo i 47 milioni riferibili al Gruppo UBI, il valore di 465 milioni risulta comunque più alto rispetto ai 360 milioni del 2019, per effetto dei maggiori oneri ai fondi di garanzia dei depositi e, in misura minore, ai fondi di risoluzione. I tributi contabilizzati nel periodo in esame sono così ripartiti: -233 milioni riferibili ai fondi di risoluzione, -171 milioni ai fondi di garanzia dei depositi, -42 milioni riconducibili ai tributi contabilizzati dalle banche estere e -19 milioni al Fondo Atlante.

Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte)

Nell'anno 2020 la voce è stata valorizzata nel quarto trimestre per 912 milioni, rettifica che azzera integralmente l'avviamento riferito alla Divisione Banca dei Territori, anche in conseguenza dell'aumento del valore contabile della Divisione conseguente all'integrazione di UBI Banca.

Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi

Nell'esercizio corrente sono stati contabilizzati 38 milioni (al netto dei 19 milioni del Gruppo UBI) di utili netti di società dell'area di consolidamento integrale di competenza di terzi (principalmente riferibili all'acquisita compagnia RBM Assicurazione Salute), rispetto ai 30 milioni di perdite nette riferibili a terzi registrate nel 2019.

Risultato netto

In relazione alle dinamiche sopra descritte, l'esercizio 2020 si chiude con un risultato netto consolidato di 3.277 milioni, che include l'apporto da agosto a dicembre del Gruppo UBI e l'effetto del processo di PPA (Purchase Price Allocation) tramite il calcolo puntuale alla data di acquisizione dei fair value delle attività identificabili acquisite e delle passività assunte del Gruppo UBI, nonché l'azzeramento dell'avviamento della Divisione Banca dei Territori connesso all'integrazione di UBI Banca. Al netto di tali contributi, il risultato è pari a 3.083 milioni e si confronta con un dato omogeneo di 4.182 milioni realizzati nel 2019; tale risultato conferma la solidità del Gruppo e la continuità delle performance positive nonostante la flessione imputabile al mutato scenario, che ha richiesto un considerevole incremento delle rettifiche su crediti, e al calo sistemico dei ricavi indotto dalla crisi da COVID-19. Se si escludono infine gli accantonamenti per gli impatti futuri legati alla pandemia il risultato netto si approssima ai 4,5 miliardi.

Gli aggregati patrimoniali

Aspetti generali

Per consentire una valutazione più immediata delle consistenze patrimoniali del Gruppo, viene predisposto anche uno stato patrimoniale sintetico riclassificato.

Lo schema presenta, oltre agli importi relativi al periodo di riferimento, anche i corrispondenti dati di raffronto, riferiti al 1° gennaio 2019 per tenere conto degli effetti della prima applicazione dell'IFRS 16, consentendo così un confronto omogeneo per le voci impattate dal nuovo principio contabile. Inoltre, lo stato patrimoniale riclassificato recepisce anche le modifiche dei dati a raffronto effettuate in applicazione del principio contabile IFRS 3 per tenere conto dell'allocazione definitiva del costo di acquisizione di Autostrade Lombarde.

Sempre per consentire un confronto omogeneo, i dati riferiti ai periodi precedenti sono riesposti, ove necessario e se materiali, anche per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I prospetti riesposti sono ottenuti apportando ai dati storici appropriate rettifiche per riflettere retroattivamente gli effetti significativi di tali variazioni.

Rispetto allo schema previsto dalla Circolare n. 262/05 della Banca d'Italia, sono poi effettuate alcune aggregazioni e riclassificazioni. I dettagli analitici delle riesposizioni, delle aggregazioni e delle riclassificazioni sono forniti, con distinti prospetti, tra gli allegati al bilancio, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.

Le aggregazioni e riclassificazioni di voci hanno riguardato:

  • − l'inclusione della Cassa e disponibilità liquide nell'ambito della voce residuale Altre voci dell'attivo;
  • − l'evidenza separata delle attività finanziarie che costituiscono Finanziamenti verso banche e Finanziamenti verso clientela, indipendentemente dai rispettivi portafogli contabili di allocazione;
  • − l'evidenza separata delle attività finanziarie che non costituiscono finanziamenti, distinte tra attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, attività finanziarie valutate al fair value con impatto al conto economico e attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, al netto di quanto riclassificato nelle voci Finanziamenti verso banche e Finanziamenti verso clientela;
  • − l'evidenza separata delle attività e passività finanziarie del comparto assicurativo, valutate ai sensi dello IAS 39 in relazione all'applicazione del Deferral approach da parte delle società assicurative del Gruppo;
  • − l'aggregazione in unica voce delle Attività materiali ed immateriali, con articolazione nelle sottovoci Attività di proprietà e Diritti d'uso acquisiti con il leasing;
  • − l'inclusione del valore dei Derivati di copertura e dell'Adeguamento di valore delle attività/passività finanziarie oggetto di copertura generica tra le Altre voci dell'attivo/Altre voci del passivo;
  • − l'inclusione delle riserve tecniche a carico dei riassicuratori nelle Altre voci dell'attivo;
  • − l'unificazione, nell'ambito delle Altre voci dell'attivo, delle componenti di natura finanziaria e immateriale relative alla concessione autostradale di cui è titolare Autostrade Lombarde (per il tramite della controllata Brebemi), in considerazione della stretta correlazione gestionale tra le due componenti - tenuto conto che il valore della concessione autostradale è rappresentato dalla loro sommatoria - e della diversità del business svolto dal Gruppo Autostrade Lombarde rispetto a quello delle società che operano all'interno del Gruppo Intesa Sanpaolo;
  • − l'evidenza separata dei Debiti verso banche al costo ammortizzato;
  • − l'aggregazione in un'unica voce dell'ammontare dei Debiti verso clientela al costo ammortizzato e dei Titoli in circolazione;
  • − il raggruppamento in unica voce (Fondi Rischi ed Oneri) dei fondi aventi destinazione specifica (Trattamento di fine rapporto, Fondi per rischi ed oneri, Fondi per impegni e garanzie finanziarie rilasciate);
  • − la riclassificazione dei Debiti per leasing in specifica sottovoce nell'ambito delle Altre voci del passivo;
  • − l'indicazione delle Riserve in modo aggregato, e al netto delle eventuali azioni proprie.

Stato patrimoniale riclassificato

(milioni di euro)
Attività 31.12.2020 31.12.2019 variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
Dato
consolidato
(d)
assolute
(e) =
(c) - (d)
%
(e) / (d)
Finanziamenti verso banche 108.040 19.936 88.104 47.170 40.934 86,8
Finanziamenti verso clientela 461.572 59.748 401.824 395.229 6.595 1,7
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 460.143 59.509 400.634 394.093 6.541 1,7
Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva
e con impatto sul conto economico
1.429 239 1.190 1.136 54 4,8
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti 47.102 9.367 37.735 25.888 11.847 45,8
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 57.065 2.580 54.485 48.636 5.849 12,0
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 57.585 3.389 54.196 72.046 -17.850 -24,8
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai
sensi dello IAS 39
177.170 2.764 174.406 168.233 6.173 3,7
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
1.211 1 1.210 649 561 86,4
Partecipazioni 1.996 613 1.383 1.240 143 11,5
Attività materiali e immateriali 19.044 2.693 16.351 17.157 -806 -4,7
Attività di proprietà 17.238 2.369 14.869 15.659 -790 -5,0
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.806 324 1.482 1.498 -16 -1,1
Attività fiscali 19.503 4.310 15.193 15.476 -283 -1,8
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 28.702 25.620 3.082 494 2.588
Altre voci dell'attivo 23.624 1.421 22.203 24.352 -2.149 -8,8
Totale attività 1.002.614 132.442 870.172 816.570 53.602 6,6
Passività 31.12.2020 31.12.2019 variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
Dato
consolidato
(d)
assolute
(e) =
(c) - (d)
%
(e) / (d)
Debiti verso banche al costo ammortizzato 115.943 17.093 98.850 103.316 -4.466 -4,3
Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione 512.463 67.719 444.744 414.578 30.166 7,3
Passività finanziarie di negoziazione 59.033 959 58.074 45.226 12.848 28,4
Passività finanziarie designate al fair value 3.032 223 2.809 4 2.805
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
1.928 - 1.928 818 1.110
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value
ai sensi dello IAS 39
77.207 270 76.937 75.935 1.002 1,3
Passività fiscali 3.029 802 2.227 2.322 -95 -4,1
Passività associate ad attività in via di dismissione 35.676 32.015 3.661 41 3.620
Altre voci del passivo 24.007 8.330 15.677 23.433 -7.756 -33,1
di cui debiti per leasing 1.747 304 1.443 1.496 -53 -3,5
Riserve tecniche 96.811 2.403 94.408 89.243 5.165 5,8
Fondi per rischi e oneri 7.164 1.009 6.155 5.132 1.023 19,9
di cui fondi per impegni e garanzie finanziarie rilasciate 626 123 503 482 21 4,4
Capitale 10.084 - 10.084 9.086 998 11,0
Riserve 44.775 - 44.775 38.250 6.525 17,1
Riserve da valutazione -515 25 -540 -157 383
Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 809 3 806 504 302 59,9
Strumenti di capitale 7.441 388 7.053 4.103 2.950 71,9
Patrimonio di pertinenza di terzi 450 97 353 554 -201 -36,3
Risultato netto 3.277 1.106 2.171 4.182 -2.011 -48,1
Totale passività e patrimonio netto 1.002.614 132.442 870.172 816.570 53.602 6,6

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Evoluzione trimestrale dei dati patrimoniali riclassificati

Attività 31.12.2020
30.09.2020
(milioni di euro)
2020
2019
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo
UBI
(c) =
(a) - (b)
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo
UBI
(c) =
(a) - (b)
30/6 31/3 31/12 30/9 30/6 31/3
Finanziamenti verso banche 108.040 19.936 88.104 85.307 15.133 70.174 61.649 67.440 47.170 71.958 77.141 85.515
Finanziamenti verso clientela 461.572 59.748 401.824 489.148 85.247 403.901 403.337 404.900 395.229 395.193 394.253 395.595
Crediti verso clientela valutati al costo
ammortizzato
460.143 59.509 400.634 487.629 84.996 402.633 402.075 403.626 394.093 394.289 393.243 394.990
Crediti verso clientela valutati al fair value
con impatto sulla redditività complessiva e
con impatto sul conto economico
1.429 239 1.190 1.519 251 1.268 1.262 1.274 1.136 904 1.010 605
Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato che non costituiscono
finanziamenti
47.102 9.367 37.735 43.453 7.913 35.540 33.937 29.353 25.888 24.104 20.396 19.995
Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto a conto economico
57.065 2.580 54.485 61.317 2.192 59.125 59.943 55.431 48.636 54.542 52.693 47.626
Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
57.585 3.389 54.196 80.621 10.306 70.315 73.403 71.865 72.046 75.052 65.996 66.406
Attività finanziarie di pertinenza delle
imprese di assicurazione valutate al fair
value ai sensi dello IAS 39
177.170 2.764 174.406 170.471 2.693 167.778 165.342 158.687 168.233 167.083 159.220 155.289
Attività finanziarie di pertinenza delle
imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
1.211 1 1.210 1.050 1 1.049 735 604 649 603 615 738
Partecipazioni 1.996 613 1.383 1.766 294 1.472 1.462 1.273 1.240 1.113 1.071 1.075
Attività materiali e immateriali 19.044 2.693 16.351 20.096 3.085 17.011 17.057 16.970 17.157 16.957 16.963 16.967
Attività di proprietà 17.238 2.369 14.869 18.248 2.639 15.609 15.626 15.505 15.659 15.415 15.393 15.385
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.806 324 1.482 1.848 446 1.402 1.431 1.465 1.498 1.542 1.570 1.582
Attività fiscali 19.503 4.310 15.193 19.256 3.860 15.396 15.805 15.992 15.476 15.575 16.139 16.870
Attività non correnti e gruppi di attività in via
di dismissione
28.702 25.620 3.082 2.601 6 2.595 2.593 765 494 2.554 803 1.236
Altre voci dell'attivo 23.624 1.421 22.203 21.762 2.677 19.085 23.385 25.141 24.352 24.501 23.586 22.444
Totale attività 1.002.614 132.442 870.172 996.848 133.407 863.441 858.648 848.421 816.570 849.235 828.876 829.756

2020 (milioni di euro)
Passività 31.12.2020 30.09.2020 2019
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo
UBI
(c) =
(a) - (b)
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo
UBI
(c) =
(a) - (b)
30/6 31/3 31/12 30/9 30/6 31/3
Debiti verso banche al costo ammortizzato 115.943 17.093 98.850 118.554 16.566 101.988 108.601 120.110 103.316 119.509 120.232 123.326
Debiti verso clientela al costo ammortizzato
e titoli in circolazione
512.463 67.719 444.744 535.391 98.091 437.300 426.533 424.533 414.578 415.128 411.588 416.505
Passività finanziarie di negoziazione 59.033 959 58.074 57.022 850 56.172 55.132 54.376 45.226 53.938 51.187 48.433
Passività finanziarie designate al fair value 3.032 223 2.809 2.978 230 2.748 2.060 762 4 4 4 4
Passività finanziarie di pertinenza delle
imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
1.928 - 1.928 1.857 - 1.857 1.771 818 818 879 847 846
Passività finanziarie di pertinenza delle
imprese di assicurazione valutate al fair
value ai sensi dello IAS 39
77.207 270 76.937 73.960 252 73.708 72.860 68.822 75.935 74.405 72.027 70.955
Passività fiscali 3.029 802 2.227 2.584 274 2.310 2.204 2.581 2.322 2.520 2.015 2.634
Passività associate ad attività in via di
dismissione
35.676 32.015 3.661 2.380 - 2.380 2.381 50 41 256 254 260
Altre voci del passivo 24.007 8.330 15.677 32.335 9.030 23.305 33.789 27.078 23.433 32.298 26.573 22.710
di cui debiti per leasing 1.747 304 1.443 1.817 404 1.413 1.439 1.469 1.496 1.523 1.547 1.553
Riserve tecniche 96.811 2.403 94.408 94.536 2.339 92.197 89.950 87.060 89.243 89.337 84.807 82.648
Fondi per rischi e oneri 7.164 1.009 6.155 6.610 1.991 4.619 4.564 5.139 5.132 5.169 5.265 5.698
di cui fondi per impegni e garanzie
finanziarie rilasciate
626 123 503 565 73 492 517 477 482 423 450 449
Capitale 10.084 - 10.084 10.076 - 10.076 9.086 9.086 9.086 9.086 9.086 9.085
Riserve 44.775 - 44.775 44.787 - 44.787 42.419 42.380 38.250 38.197 38.232 41.704
Riserve da valutazione -515 25 -540 -894 26 -920 -1.441 -1.833 -157 -194 -474 -877
Riserve da valutazione di pertinenza delle
imprese di assicurazione
809 3 806 596 1 595 403 182 504 727 322 137
Strumenti di capitale 7.441 388 7.053 7.423 398 7.025 5.549 5.550 4.103 4.103 4.103 4.103
Patrimonio di pertinenza di terzi 450 97 353 277 56 221 221 576 554 563 542 535
Risultato netto 3.277 1.106 2.171 6.376 3.303 3.073 2.566 1.151 4.182 3.310 2.266 1.050
Totale passività e patrimonio netto 1.002.614 132.442 870.172 996.848 133.407 863.441 858.648 848.421 816.570 849.235 828.876 829.756

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

OPERATIVITA' BANCARIA

Finanziamenti verso clientela

Finanziamenti verso clientela: composizione

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019 variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
incidenza
%
Dato
consolidato
(d)
incidenza
%
assolute
(e) = (c) -
(d)
%
(e) / (d)
Conti correnti 20.948 2.879 18.069 4,5 20.455 5,1 -2.386 -11,7
Mutui 248.327 39.630 208.697 51,9 176.640 44,7 32.057 18,1
Anticipazioni e finanziamenti 157.496 15.798 141.698 35,3 148.540 37,6 -6.842 -4,6
Crediti da attività commerciale 426.771 58.307 368.464 91,7 345.635 87,4 22.829 6,6
Operazioni pronti c/termine 16.864 157 16.707 4,2 29.531 7,5 -12.824 -43,4
Crediti rappresentati da titoli 7.194 883 6.311 1,5 5.841 1,5 470 8,0
Crediti deteriorati 10.743 401 10.342 2,6 14.222 3,6 -3.880 -27,3
Finanziamenti verso clientela 461.572 59.748 401.824 100,0 395.229 100,0 6.595 1,7

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Al 31 dicembre 2020 i finanziamenti verso clientela del Gruppo hanno superato i 461 miliardi; escludendo l'apporto del Gruppo UBI già al netto dei crediti in via di dismissione, si sono approssimati a 402 miliardi, con un aumento di 6,6 miliardi, pari a +1,7% su base annua. La crescita dell'aggregato a perimetro omogeneo è da ricondurre ai crediti da attività commerciale (+22,8 miliardi, pari a +6,6%) e, in particolare, all'espansione dei mutui e altri finanziamenti a medio-lungo termine a imprese e a privati (+32,1 miliardi, pari a +18,1%) che riflettono il sostegno del Gruppo all'economia italiana anche in relazione alle misure straordinarie varate dal Governo. Gli impieghi a medio/lungo termine hanno largamente compensato la flessione dei finanziamenti a breve sotto forma di conti correnti attivi (-2,4 miliardi, pari a -11,7%) e di anticipazioni e finanziamenti (-6,8 miliardi, pari a -4,6%). Il favorevole sviluppo dei crediti commerciali ha inoltre controbilanciato il significativo calo delle operazioni pronti contro termine (-12,8 miliardi) e la flessione dei crediti deteriorati (-3,9 miliardi).

Nel comparto domestico dei prestiti a medio/lungo termine, le erogazioni del 2020 destinate alle famiglie (comprensive della clientela small business avente esigenze assimilabili alle famiglie

produttrici) si sono attestate a 22,4 miliardi e quelle destinate alle imprese del perimetro Banca dei Territori (inclusive delle aziende con fatturato fino a 350 milioni) sono ammontate a 25,2 miliardi. Nell'esercizio sono state rilevanti le erogazioni a medio/lungo termine alla clientela della Divisione IMI Corporate & Investment Banking, pari a 29 miliardi. Le erogazioni sul perimetro Italia, inclusive dei finanziamenti al terzo settore e delle erogazioni tramite reti terze, sono ammontate a 77,4 miliardi; comprendendo anche l'operatività delle banche estere, le erogazioni a medio/lungo termine del Gruppo (escluse le operazioni del Gruppo UBI nel periodo agosto-dicembre) hanno raggiunto gli 87,4 miliardi.

Al 31 dicembre 2020 la quota di mercato detenuta dal Gruppo Intesa Sanpaolo sul territorio nazionale senza considerare il Gruppo UBI è stimata al 17,4% per gli impieghi totali; la stima è basata sui dati del campione di segnalazione decadale della Banca d'Italia, non essendo ancora disponibili i dati del sistema bancario complessivo di fine dicembre. A questa si aggiunge il contributo del Gruppo UBI, stimato al 4,8% nella sua attuale configurazione. Al netto dei volumi degli sportelli che saranno oggetto di cessione in ottemperanza alle disposizioni dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la quota complessiva sugli impieghi a clientela si attesterebbe al 20,6%.

(milioni di euro)
31.12.2020 31.12.2019 variazioni
assolute %
Banca dei Territori 207.533 194.358 13.175 6,8
IMI Corporate & Investment Banking 135.004 131.884 3.120 2,4
International Subsidiary Banks 36.079 34.038 2.041 6,0
Private Banking 9.853 9.329 524 5,6
Asset Management 452 435 17 3,9
Insurance - - - -
Totale aree di business 388.921 370.044 18.877 5,1
Centro di governo 12.903 25.185 -12.282 -48,8
Gruppo Intesa Sanpaolo
(al netto del Gruppo UBI)
401.824 395.229 6.595 1,7
Gruppo UBI 59.748
Gruppo Intesa Sanpaolo 461.572

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Nell'analisi per settori di attività la Banca dei Territori, che rappresenta oltre la metà dell'aggregato riconducibile alle realtà operative del Gruppo, ha registrato un incremento significativo da inizio anno (+12,9 miliardi, pari a +6,6%), riconducibile ai finanziamenti a medio-lungo termine nei confronti delle imprese e delle aziende retail, che riflettono il sostegno del Gruppo all'economia italiana anche in relazione alle misure straordinarie varate dal Governo. La Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha mostrato una crescita 3,1 miliardi (+2,4%), ascrivibile ai finanziamenti a medio-lungo termine per operazioni di finanza strutturata. Gli impieghi della Divisione International Subsidiary Banks sono risultati in aumento (+2 miliardi, pari a +6%), segnatamente per i maggiori finanziamenti delle controllate operanti in Slovacchia, Serbia, Croazia ed Egitto. Quanto alle altre Divisioni operative, i cui stock sono comunque di entità relativamente modesta in relazione alle specifiche operatività, hanno mostrato un progresso sia i crediti della Divisione Private Banking (+5,6%), costituiti prevalentemente da affidamenti a

breve, sia quelli della Divisione Asset Management (+3,9%).

Il calo sul Centro di Governo è da porre in relazione ai pronti contro termine con controparti istituzionali.

Finanziamenti verso clientela: qualità del credito

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019 Variazione
Dato
consolidato
(a)
Esposizione netta
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
Incidenza
%
Esposizione
netta
Dato
consolidato
(d)
Incidenza
%
Esposizione
netta
(e) = (c) - (d)
Sofferenze 4.003 91 3.912 1,0 6.740 1,7 -2.828
Inadempienze probabili 6.223 278 5.945 1,5 6.738 1,7 -793
Crediti Scaduti / Sconfinanti 517 32 485 0,1 744 0,2 -259
Crediti Deteriorati 10.743 401 10.342 2,6 14.222 3,6 -3.880
Crediti deteriorati in Stage 3 (soggetti a
impairment)
10.686 399 10.287 2,6 14.195 3,6 -3.908
Crediti deteriorati valutati al fair value con
contropartita il conto economico
57 2 55 - 27 - 28
Crediti in bonis 443.613 58.464 385.149 95,9 375.142 94,9 10.007
Stage 2 69.023 11.295 57.728 14,4 40.078 10,1 17.650
Stage 1 373.512 46.932 326.580 81,3 334.344 84,6 -7.764
Crediti in bonis valutati al fair value con
contropartita il conto economico
1.078 237 841 0,2 720 0,2 121
Crediti in bonis rappresentati da titoli 7.194 883 6.311 1,5 5.841 1,5 470
Stage 2 3.060 42 3.018 0,8 2.942 0,8 76
Stage 1 4.134 841 3.293 0,7 2.899 0,7 394
Crediti detenuti per la negoziazione 22 - 22 - 24 - -2
Totale finanziamenti verso clientela 461.572 59.748 401.824 100,0 395.229 100,0 6.595
di cui forborne performing 5.256 836 4.420 5.663 -1.243
di cui forborne non performing 3.542 157 3.385 4.038 -653
Finanziamenti verso clientela classificati
tra le attività in via di dismissione (*)
26.140 24.252 1.888 382 1.506

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

(*) Al 31 dicembre 2020 la voce include il portafoglio di sofferenze/inadempienze probabili (esposizione netta di 1.189 milioni, di cui Gruppo UBI 742 milioni), nonchè i finanziamenti deteriorati e bonis inclusi nei Rami in cessione a BPER e BPPB (esposizione netta di 24.951 milioni, di cui Gruppo UBI 23.510).

Al 31 dicembre 2020 i crediti deteriorati netti del Gruppo, escluso lo stock di 401 milioni riveniente dal Gruppo UBI già al netto della componente di prossima cessione, si sono attestati a 10,3 miliardi, valore che rappresenta il minimo storico dal 2008. La riduzione del 27,3% da inizio anno conferma l'andamento virtuoso già rilevato nel corso dell'esercizio 2019. Si registra altresì una diminuzione dell'incidenza delle attività deteriorate sul totale dei crediti netti verso clientela, scesa al 2,6%, in coerenza con la strategia di de-risking del Piano d'Impresa, a fronte di una copertura dei crediti deteriorati pari al 49,4% (48,6% includendo UBI e 50,2% non tenendo conto degli effetti dell'allocazione del costo di acquisizione di UBI).

In particolare, a fine dicembre 2020 i finanziamenti classificati in sofferenza, al netto delle rettifiche di valore contabilizzate ed escludendo la componente UBI pari a 91 milioni, si sono attestati a 3,9 miliardi (-2,8 miliardi da inizio anno, corrispondenti al -42%), con un'incidenza sul totale dei crediti pari all'1%; nello stesso periodo il livello di copertura si è attestato al 58,8%. Le inadempienze probabili, pari a 5,9 miliardi (escluso l'apporto di 278 milioni riveniente dal Gruppo UBI), si sono ridotte dell'11,8%, con un'incidenza sul totale degli impieghi a clientela pari all'1,5% e un livello di copertura del 42,6%. I crediti scaduti e sconfinanti, escluso l'apporto di 32 milioni del Gruppo UBI, sono ammontati a 485 milioni (-34,8%), con una copertura pari al 18,2%. Le esposizioni forborne, generate da concessioni verso debitori in difficoltà nel far fronte ai propri impegni finanziari, nell'ambito delle attività deteriorate, sono state pari a 3,4 miliardi, con una copertura del 40,9% (al netto della componente UBI pari a 157 milioni); le esposizioni forborne presenti nei finanziamenti in bonis sono ammontate a 4,4 miliardi (esclusi 836 milioni del Gruppo UBI).

La copertura dei crediti in bonis è salita a 0,6% e include circa 1 miliardo di accantonamenti prudenziali dovuti alla revisione dello scenario; a questi si aggiungono 1,2 miliardi di rettifiche su crediti non performing che portano la cifra complessiva degli accantonamenti dovuti alla revisione dello scenario a seguito della pandemia COVID-19 a circa 2,2 miliardi.

I finanziamenti verso clientela classificati tra le attività in dismissione riguardano in massima parte i finanziamenti deteriorati e in bonis inclusi nei rami oggetto di cessione a BPER e a Banca Popolare di Puglia e Basilicata, per un'esposizione netta di quasi 25 miliardi, in massima parte riferiti al Gruppo UBI (23,5 miliardi). La voce include anche il portafoglio di sofferenze e inadempienze probabili di prossima cessione, per un'esposizione netta di 1,2 miliardi circa.

Voci (milioni di euro)
31.12.2020 31.12.2019
Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive Esposizione netta Rettifiche
di valore
complessive
Esposizione
netta
Variazione esposizione netta
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo
UBI
(c) =
(a) - (b)
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo
UBI
(c) =
(a) - (b)
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo
UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo
UBI
(c) =
(a) - (b)
Dato
consolidato
Dato
consolidato
Dato
consolidato
Dato
consolidato
Di cui:
Gruppo
UBI
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo
UBI
Sofferenze 9.594 93 9.501 -5.591 -2 -5.589 4.003 91 3.912 19.418 -12.678 6.740 -2.737 91 -2.828
Inadempienze
probabili
10.678 317 10.361 -4.455 -39 -4.416 6.223 278 5.945 10.995 -4.257 6.738 -515 278 -793
Crediti Scaduti
/ Sconfinanti
627 34 593 -110 -2 -108 517 32 485 886 -142 744 -227 32 -259
Crediti
Deteriorati
20.899 444 20.455 -10.156 -43 -10.113 10.743 401 10.342 31.299 -17.077 14.222 -3.479 401 -3.880
Crediti
deteriorati in
Stage 3
(soggetti a
impairment)
Crediti
deteriorati
valutati al fair
20.818 441 20.377 -10.132 -42 -10.090 10.686 399 10.287 31.257 -17.062 14.195 -3.509 399 -3.908
value con
contropartita il
conto
economico
81 3 78 -24 -1 -23 57 2 55 42 -15 27 30 2 28
Crediti in
bonis
446.420 58.887 387.533 -2.807 -423 -2.384 443.613 58.464 385.149 376.839 -1.697 375.142 68.471 58.464 10.007
Stage 2 71.037 11.601 59.436 -2.014 -306 -1.708 69.023 11.295 57.728 41.146 -1.068 40.078 28.945 11.295 17.650
Stage 1 374.305 47.049 327.256 -793 -117 -676 373.512 46.932 326.580 334.973 -629 334.344 39.168 46.932 -7.764
Crediti in bonis
valutati al fair
value con
contropartita il
conto
economico
1.078 237 841 - - - 1.078 237 841 720 - 720 358 237 121
Crediti in
bonis
rappresentati
da titoli
7.231 885 6.346 -37 -2 -35 7.194 883 6.311 5.875 -34 5.841 1.353 883 470
Stage 2 3.090 43 3.047 -30 -1 -29 3.060 42 3.018 2.972 -30 2.942 118 42 76
Stage 1 4.141 842 3.299 -7 -1 -6 4.134 841 3.293 2.903 -4 2.899 1.235 841 394
Crediti
detenuti per la
negoziazione
22 - 22 - - - 22 - 22 24 - 24 -2 - -2
Totale
finanziamenti
verso clientela
474.572 60.216 414.356 -13.000 -468 -12.532 461.572 59.748 401.824 414.037 -18.808 395.229 66.343 59.748 6.595
di cui forborne
performing
5.560 889 4.671 -304 -53 -251 5.256 836 4.420 5.918 -255 5.663 -407 836 -1.243
di cui forborne
non
performing
Finanziamenti
verso clientela
classificati tra
le attività in
via di
dismissione
(*)
5.902
29.602
174
24.997
5.728
4.605
-2.360
-3.462
-17
-745
-2.343
-2.717
3.542
26.140
157
24.252
3.385
1.888
7.157
475
-3.119
-93
4.038
382
-496
25.758
157
24.252
-653
1.506

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

(*) Al 31 dicembre 2020 la voce include il portafoglio di sofferenze/inadempienze probabili (esposizione lorda di 3.956 milioni, rettifiche di valore di 2.767 milioni, esposizione netta di 1.189; di cui Gruppo UBI esposizione lorda di 801 milioni, rettifiche di valore di 59 milioni, esposizione netta di 742 milioni), nonchè i finanziamenti deteriorati e bonis inclusi nei Rami in cessione a BPER e BPPB (esposizione lorda 25.646 milioni, rettifiche di valore di 695 milioni, esposizione netta di 24.951 milioni; di cui Gruppo UBI esposizione lorda 24.196 milioni, rettifiche di valore di 686 milioni, esposizione netta di 23.510 milioni).

Altre attività e passività finanziarie dell'operatività bancaria: composizione

(milioni di euro)
Tipologia di strumenti finanziari Attività finanziarie valutate
al fair value con impatto a
conto economico
Attività finanziarie valutate
al fair value
con impatto sulla
redditività complessiva
Titoli valutati al costo
ammortizzato che non
costituiscono
finanziamenti
TOTALE
attività
finanziarie
Passività finanziarie
di negoziazione
(*)
Titoli di debito emessi da Governi
31.12.2020 19.553 42.574 30.732 92.859 X
31.12.2020 (al netto del Gruppo UBI) 17.713 39.626 23.318 80.657 X
31.12.2019 12.510 57.750 12.249 82.509 X
Variazione assoluta (**) 5.203 -18.124 11.069 -1.852
Variazione % (**) 41,59 -31,4 90,4 -2,2
Altri titoli di debito
31.12.2020 3.368 11.311 16.370 31.049 X
31.12.2020 (al netto del Gruppo UBI) 3.353 11.072 14.417 28.842 X
31.12.2019 5.739 11.237 13.639 30.615 X
Variazione assoluta -2.386 -165 778 -1.773
Variazione % -41,6 -1,5 5,7 -5,8
Titoli di capitale
31.12.2020 1.058 3.700 X 4.758 X
31.12.2020 (al netto del Gruppo UBI) 977 3.498 X 4.475 X
31.12.2019 989 3.059 X 4.048 X
Variazione assoluta -12 439 X 427
Variazione % -1,2 14,4 X 10,5
Quote OICR
31.12.2020 3.187 X X 3.187 X
31.12.2020 (al netto del Gruppo UBI) 2.922 X X 2.922 X
31.12.2019 2.996 X X 2.996 X
Variazione assoluta -74 X X -74
Variazione % -2,5 X X -2,5
Debiti verso banche e verso clientela
31.12.2020 X X X X -15.945
31.12.2020 (al netto del Gruppo UBI) X X X X -15.586
31.12.2019 X X X X -7.068
Variazione assoluta
Variazione %
X
X
X
X
X
X
X
X
8.518
Derivati finanziari
31.12.2020 28.283 X X 28.283 -31.839
31.12.2020 (al netto del Gruppo UBI) 27.904 X X 27.904 -31.328
31.12.2019 25.475 X X 25.475 -26.161
Variazione assoluta
Variazione %
2.429
9,5
X
X
X
X
2.429
9,5
5.167
19,8
Derivati creditizi
31.12.2020 1.616 X X 1.616 -1.745
31.12.2020 (al netto del Gruppo UBI) 1.616 X X 1.616 -1.744
31.12.2019 927 X X 927 -1.067
Variazione assoluta
Variazione %
689
74,3
X
X
X
X
689
74,3
677
63,4
31.12.2020 57.065 57.585 47.102 161.752 -49.529
31.12.2020 (al netto del Gruppo UBI) 54.485 54.196 37.735 146.416 -48.658
31.12.2019 48.636 72.046 25.888 146.570 -34.296
Variazione assoluta 5.849 -17.850 11.847 -154 14.362
Variazione % 12,0 -24,8 45,8 -0,1 41,9

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

(*) L'importo della voce non comprende i "certificates" che sono inclusi nella tabella della raccolta diretta bancaria.

(**) La variazione esprime il rapporto tra 31.12.2020 e 31.12.2019 (al netto del Gruppo UBI).

La tabella sopra riportata evidenzia la composizione delle altre attività e passività finanziarie, escluse le compagnie assicurative. Le passività finanziarie di negoziazione non comprendono i "certificates", in quanto ricompresi negli aggregati della raccolta diretta bancaria.

Le altre attività finanziarie del Gruppo Intesa Sanpaolo, escluse quelle delle compagnie assicurative, sono risultate pari a 162 miliardi; trascurando la componente originata dal Gruppo UBI, si sono attestate a 146 miliardi, sostanzialmente stabile da fine 2019, a fronte di passività finanziarie di negoziazione pari a 50 miliardi, di cui 49 miliardi al netto del Gruppo UBI, in crescita del 41,9% a perimetro omogeneo.

La stabilità del totale attività finanziarie è la risultante di un calo su titoli di debito governativi (-1,9 miliardi) e su altri titoli di debito (-1,8 miliardi) e di una crescita su derivati finanziari e creditizi attivi (+3,1 miliardi) e su titoli di capitale (+0,4 miliardi). Per quanto concerne le passività finanziarie di negoziazione, i derivati finanziari e creditizi sono aumentati di 5,8 miliardi.

Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono ammontate a 54 miliardi, con un'evoluzione positiva (+5,8 miliardi, pari a +12%) determinata in larga parte dai titoli di debito emessi da Governi (+5,2 miliardi) e dai derivati finanziari e creditizi (+3,1 miliardi), che hanno ampiamente bilanciato la flessione degli altri titoli di debito (-2,4 miliardi).

Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva ammontano a 54 miliardi risultando in significativa diminuzione del 24,8% da inizio anno per effetto della riduzione delle esposizioni in titoli governativi. I titoli di debito HTCS (Hold to Collect and Sell) risultano quasi interamente classificati a Stage 1 (97%).

Per contro i titoli valutati al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti si sono attestati a 38 miliardi, in aumento del 45,8% per effetto dei nuovi investimenti effettuati in titoli di Stato. I titoli di debito HTC risultano prevalentemente classificati a Stage 1 (88%).

Titoli di debito: stage allocation

(milioni di euro)
Titoli di debito: stage allocation Attività finanziarie
valutate al fair value
con impatto sulla
redditività complessiva
Titoli valutati al costo
ammortizzato che
non costituiscono
finanziamenti
TOTALE
Stage 1
31.12.2020 52.586 42.516 95.102
31.12.2020 (al netto del Gruppo UBI) 49.410 33.179 82.589
31.12.2019 66.400 21.472 87.872
Variazione assoluta (*) -16.990 11.707 7.230
Variazione % (*) -25,6 54,5 8,2
Stage 2
31.12.2020 1.299 4.573 5.872
31.12.2020 (al netto del Gruppo UBI) 1.288 4.543 5.831
31.12.2019 2.587 4.403 6.990
Variazione assoluta (*) -1.299 140 -1.118
Variazione % (*) -50,2 3,2 -16,0
Stage 3
31.12.2020 - 13 13
31.12.2020 (al netto del Gruppo UBI) - 13 13
31.12.2019 - 13 13
Variazione assoluta (*) - - -
Variazione % (*) - - -
TOTALE 31.12.2020 53.885 47.102 100.987
TOTALE 31.12.2020 (al netto del Gruppo UBI) 50.698 37.735 88.433
TOTALE 31.12.2019 68.987 25.888 94.875
Variazione assoluta (*) -18.289 11.847 6.112
Variazione % (*) -26,5 45,8 6,4

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

(*) La variazione esprime il rapporto tra 31.12.2020 e 31.12.2019 (al netto del Gruppo UBI).

Attività finanziarie della clientela

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019 variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
incidenza
%
Dato
consolidato
(d)
incidenza
%
assolute
(e) = (c) -
(d)
%
(e) / (d)
Raccolta diretta bancaria 524.999 68.030 456.969 45,3 425.512 44,3 31.457 7,4
Raccolta diretta assicurativa
e riserve tecniche
175.279 2.673 172.606 17,1 165.945 17,3 6.661 4,0
Raccolta indiretta 641.072 89.231 551.841 54,6 534.456 55,6 17.385 3,3
Elisioni (a) -173.960 -2.673 -171.287 -17,0 -165.129 -17,2 6.158 3,7
Attività finanziarie della clientela 1.167.390 157.261 1.010.129 100,0 960.784 100,0 49.345 5,1

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

(a) Le elisioni si riferiscono a componenti della raccolta indiretta che costituiscono anche forme di raccolta diretta (passività finanziarie del comparto assicurativo valutate al fair value e riserve tecniche).

Al 31 dicembre 2020 le attività finanziarie della clientela raggiungono i 1.167 miliardi. Escludendo le consistenze di oltre 157 miliardi apportate dal Gruppo UBI, l'aggregato si attesta a 1.010 miliardi ed evidenzia una significativa espansione da inizio anno (+5,1%, pari a +49,3 miliardi) determinata dalla raccolta diretta bancaria (+7,4% pari a +31,5 miliardi), dalla raccolta indiretta (+3,3%, pari a +17,4 miliardi) e dalla raccolta diretta assicurativa (+4%, pari a +6,7 miliardi).

Raccolta diretta bancaria

La tabella che segue include i debiti verso clientela, i titoli in circolazione, compresi quelli valutati al fair value, nonché i certificates, che rappresentano una forma di raccolta alternativa a quella obbligazionaria.

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019 variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
incidenza
%
Dato
consolidato
(d)
incidenza
%
assolute
(e) = (c) - (d)
%
(e) / (d)
Conti correnti e depositi 407.832 45.822 362.010 79,2 316.810 74,4 45.200 14,3
Operazioni pronti c/termine e prestito
titoli
944 44 900 0,2 4.505 1,1 -3.605 -80,0
Obbligazioni 70.060 17.813 52.247 11,4 65.485 15,4 -13.238 -20,2
Certificati di deposito 3.976 22 3.954 0,9 4.574 1,1 -620 -13,6
Passività subordinate 11.786 2.130 9.656 2,1 9.308 2,2 348 3,7
Altra raccolta 30.401 2.199 28.202 6,2 24.830 5,8 3.372 13,6
di cui: valutata al fair value (*) 12.536 311 12.225 2,7 10.934 2,6 1.291 11,8
Raccolta diretta bancaria 524.999 68.030 456.969 100,0 425.512 100,0 31.457 7,4

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

(*) Valori inclusi nello schema di Stato patrimoniale nelle voci "Passività finanziarie di negoziazione" e "Passività finanziarie designate al fair value".

La raccolta diretta bancaria del Gruppo è ammontata a 525 miliardi; escludendo lo stock apportato dal Gruppo UBI al netto della componente in via di dismissione pari a 68 miliardi, si è attestata a 457 miliardi, con un incremento del 7,4% da inizio anno.

La dinamica positiva è riconducibile essenzialmente alla crescita dei conti correnti e depositi (+45,2 miliardi), che costituiscono una cospicua riserva per alimentare l'industria del risparmio gestito. Tale componente ha più che compensato l'andamento cedente delle obbligazioni (-13,2 miliardi) e delle operazioni pronti contro termine e prestito di titoli (-3,6 miliardi), in gran parte riconducibili a controparti istituzionali. E' inoltre aumentata l'altra raccolta (+3,4 miliardi), inclusiva dei certificates e dei commercial paper. Al 31 dicembre 2020 la quota sul mercato domestico della raccolta diretta del Gruppo Intesa Sanpaolo, espressa da depositi e obbligazioni, è stimata al 18,8%; come descritto in precedenza per gli impieghi, tale stima non considera l'apporto del Gruppo UBI e si fonda sui dati del campione di segnalazione decadale della Banca d'Italia. Il contributo del Gruppo UBI alla stessa data è stimato pari al 4,9% nella sua attuale configurazione. Al netto dei volumi degli

sportelli che saranno oggetto di cessione in ottemperanza alle

disposizioni dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la quota complessiva sulla raccolta da clientela si attesterebbe intorno al 22%.

(milioni di euro)
31.12.2020 31.12.2019 variazioni
assolute %
Banca dei Territori 229.677 199.256 30.421 15,3
IMI Corporate & Investment Banking 88.183 86.850 1.333 1,5
International Subsidiary Banks 46.308 43.420 2.888 6,7
Private Banking 41.145 39.537 1.608 4,1
Asset Management 14 10 4 40,0
Insurance - - - -
Totale aree di business 405.327 369.073 36.254 9,8
Centro di governo 51.642 56.439 -4.797 -8,5
Gruppo Intesa Sanpaolo
(al netto del Gruppo UBI)
456.969 425.512 31.457 7,4
Gruppo UBI 68.030
Gruppo Intesa Sanpaolo 524.999

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Nell'analisi della raccolta per settori di attività la Banca dei Territori, che rappresenta circa il 57% dell'aggregato riconducibile alle realtà operative del Gruppo, ha evidenziato un forte aumento (+30,4 miliardi, pari a +15,3%) nella componente dei debiti verso clientela, per effetto della maggiore liquidità accumulata sui depositi di imprese e privati in attesa di una congiuntura più favorevole. La Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha registrato una crescita di 1,3 miliardi (+1,5%) principalmente ascrivibile allo sviluppo dei debiti verso clientela global corporate solo in parte compensato dalla diminuzione dei titoli in circolazione della controllata lussemburghese e di quella irlandese nell'ambito della Direzione Internazionale. Hanno mostrato un incremento anche la Divisione International Subsidiary Banks (+2,9 miliardi, pari a +6,7%) grazie alla dinamica della raccolta delle sussidiarie operanti in Slovacchia, Croazia, Ungheria e Serbia, e la Divisione Private Banking (+1,6 miliardi, pari a +4,1%), per lo sviluppo dell'operatività in depositi a scadenza.

La provvista del Centro di Governo si è ridotta di 4,8 miliardi per effetto di un calo dei pronti contro termine verso controparti centrali e dei titoli in circolazione su società partecipate.

Raccolta indiretta

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020
31.12.2019
variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) - (b)
incidenza
%
Dato
consolidato
(d)
incidenza
%
assolute
(e) = (c) - (d)
%
(e) / (d)
Fondi comuni di investimento (a) 165.242 39.843 125.399 22,8 122.998 23,0 2.401 2,0
Fondi pensione aperti e polizze
individuali pensionistiche
10.555 - 10.555 1,9 10.327 1,9 228 2,2
Gestioni patrimoniali (b) 66.701 5.798 60.903 11,0 56.484 10,6 4.419 7,8
Riserve tecniche e passività finanziarie
assicurative
182.935 27.176 155.759 28,2 152.097 28,5 3.662 2,4
Rapporti con clientela istituzionale 16.896 - 16.896 3,1 16.199 3,0 697 4,3
Risparmio gestito 442.329 72.817 369.512 67,0 358.105 67,0 11.407 3,2
Raccolta amministrata 198.743 16.414 182.329 33,0 176.351 33,0 5.978 3,4
Raccolta indiretta 641.072 89.231 551.841 100,0 534.456 100,0 17.385 3,3

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

(a) La voce comprende i fondi comuni istituiti e gestiti da Eurizon Capital, Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking e alcune società estere. La voce non comprende i fondi detenuti da compagnie assicurative del Gruppo e gestiti da Eurizon Capital, i cui valori sono inclusi nelle riserve tecniche, ed il contributo dei fondi istituiti da terzi e gestiti da Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking il cui valore è incluso nella raccolta amministrata.

(b) La voce non comprende le consistenze delle polizze unit linked di Intesa Sanpaolo Vita, il cui valore è incluso nelle Riserve tecniche e passività finanziarie assicurative.

Al 31 dicembre 2020 la raccolta indiretta del Gruppo si è attestata a 552 miliardi, al netto di 89 miliardi relativi al Gruppo UBI. Da inizio anno si evidenzia una crescita del 3,3% attribuibile allo sviluppo equilibrato di entrambe le componenti.

Il risparmio gestito, che con oltre 369 miliardi costituisce i due terzi dell'aggregato complessivo, ha mostrato un progresso di 11,4 miliardi (+3,2%), attribuibile essenzialmente alle gestioni patrimoniali (+4,4 miliardi), alle riserve tecniche e passività finanziarie assicurative (+3,7 miliardi) e ai fondi comuni di investimento (+2,4 miliardi). In positivo si sono mossi anche i rapporti con clientela istituzionale e i fondi pensione. Nell'esercizio la nuova produzione vita delle compagnie assicurative del Gruppo Intesa Sanpaolo, comprensiva dei prodotti previdenziali, si è attestata a 16,6 miliardi. Al pari del risparmio gestito, si è osservato un incremento anche della raccolta amministrata (+3,4%, pari a +6 miliardi), concentrato nei titoli e prodotti di terzi affidati in custodia.

Posizione interbancaria netta

La posizione interbancaria netta al 31 dicembre 2020 ha presentato uno sbilancio negativo di oltre 8 miliardi (11 miliardi escludendo i rapporti interbancari ascrivibili al Gruppo UBI). Su basi omogenee si evidenzia una significativa riduzione rispetto allo sbilancio di 56 miliardi rilevato a inizio anno, in conseguenza dell'espansione dei crediti verso banche. I debiti verso banche, pari a 99 miliardi, includono un'esposizione di 71 miliardi verso la BCE. Includendo l'operatività del Gruppo UBI, i valori salgono rispettivamente a 116 miliardi per i debiti verso controparti bancarie e a 83 miliardi per l'esposizione verso la Banca Centrale Europea.

OPERATIVITA' ASSICURATIVA Attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese assicurative ai sensi dello IAS 39 (1/2)

(milioni di euro)
Tipologia di strumenti
finanziari
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione
valutate al fair value ai sensi dello IAS 39
Attività finanziarie
di pertinenza delle
imprese di assicurazione
valutate al costo
ammortizzato
ai sensi dello IAS 39
TOTALE
Attività
finanziarie di
pertinenza
delle imprese
di
Passività
finanziarie di
pertinenza delle
imprese di
assicurazione
valutate ai sensi
Attività finanziarie
detenute per la
negoziazione
e derivati di
copertura
Attività finanziarie
designate al fair
value
Attività finanziarie
disponibili per la
vendita
assicurazione
valutate ai
sensi dello
IAS 39
dello IAS 39
(*)
Titoli di debito emessi da
Governi
31.12.2020 128 3.295 62.350 - 65.773 X
31.12.2020
(al netto del Gruppo UBI) 128 3.289 60.350 - 63.767 X
31.12.2019 120 4.107 58.012 - 62.239 X
Variazione assoluta (****) 8 -818 2.338 - 1.528
Variazione % (****) 6,7 -19,9 4,0 - 2,5
Altri titoli di debito
31.12.2020 25 1.019 12.578 - 13.622 X
31.12.2020
(al netto del Gruppo UBI)
25 1.019 12.106 - 13.150 X
31.12.2019 25 707 12.099 - 12.831 X
Variazione assoluta (****) - 312 7 - 319
Variazione % (****) - 44,1 0,1 - 2,5
Titoli di capitale
31.12.2020 - 2.750 1.756 - 4.506 X
31.12.2020
(al netto del Gruppo UBI)
- 2.749 1.756 - 4.505 X
31.12.2019 - 2.315 1.480 - 3.795 X
Variazione assoluta (****) - 434 276 - 710
Variazione % (****) - 18,7 18,6 - 18,7
Quote OICR
31.12.2020 166 79.538 12.429 - 92.133 X
31.12.2020
(al netto del Gruppo UBI)
166 79.286 12.397 - 91.849 X
31.12.2019 165 76.620 11.819 - 88.604 X
Variazione assoluta (****) 1 2.666 578 - 3.245
Variazione % (****) 0,6 3,5 4,9 - 3,7
Crediti verso banche e
verso clientela
31.12.2020 - 605 - 1.211 1.816 X
31.12.2020
(al netto del Gruppo UBI)
- 604 - 1.210 1.814 X
31.12.2019 - 516 - 649 1.165 X
Variazione assoluta (****) - 88 - 561 649
Variazione % (****) - 17,1 - 86,4 55,7

(milioni di euro)
Tipologia di strumenti
finanziari
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione
valutate al fair value ai sensi dello IAS 39
Attività finanziarie
di pertinenza delle
imprese di assicurazione
valutate al costo
ammortizzato
ai sensi dello IAS 39
TOTALE
Attività
finanziarie di
pertinenza
delle imprese
di
Passività
finanziarie di
pertinenza delle
imprese di
assicurazione
valutate ai sensi
Attività finanziarie
detenute per la
negoziazione
e derivati di
copertura
Attività finanziarie
designate al fair
value
Attività finanziarie
disponibili per la
vendita
assicurazione
valutate ai
sensi dello
IAS 39
dello IAS 39
(*)
Debiti verso banche
31.12.2020 X X X X X -609 (**)
31.12.2020
(al netto del Gruppo UBI)
X X X X X -609 (**)
31.12.2019 X X X X X -2 (**)
Variazione assoluta (****) 607
Variazione % (****)
Derivati finanziari
31.12.2020 531 - - - 531 -58 (***)
31.12.2020
(al netto del Gruppo UBI)
531 - - - 531 -58 (***)
31.12.2019 248 - - - 248 -49 (***)
Variazione assoluta (****) 283 - - - 283 9
Variazione % (****) - - - 18,4
Derivati creditizi
31.12.2020 - - - - - - (***)
31.12.2020
(al netto del Gruppo UBI)
- - - - - - (***)
31.12.2019 - - - - - - (***)
Variazione assoluta (****) - - - - - -
Variazione % (****) - - - - - -
TOTALE 31.12.2020 850 87.207 89.113 1.211 178.381 -667
TOTALE 31.12.2020
(al netto del Gruppo UBI)
850 86.947 86.609 1.210 175.616 -667
TOTALE 31.12.2019 558 84.265 83.410 649 168.882 -51
Variazione assoluta (****) 292 2.682 3.199 561 6.734 616
Variazione % (****) 52,3 3,2 3,8 86,4 4,0

Attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese assicurative ai sensi dello IAS 39 (2/2)

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

(*) L'importo della voce non comprende le "Passività finanziarie del comparto assicurativo designate al fair value" incluse nella tabella della raccolta diretta assicurativa.

(**) Valore incluso nello schema di Stato Patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39".

(***) Valore incluso nello schema di Stato Patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39".

(****) La variazione esprime il rapporto tra 31.12.2020 e 31.12.2019 (al netto del Gruppo UBI).

Le attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese assicurative ai sensi dello IAS 39, riepilogate nella tabella sopra riportata, sono ammontate, rispettivamente, a 176 miliardi e a 667 milioni, al netto del contributo del Gruppo UBI. La dinamica in crescita delle attività è principalmente imputabile al portafoglio delle attività finanziarie disponibili per la vendita (+3,8%) e a quello delle attività designate al fair value (+3,2%).

Raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019 variazioni
Dato
consolidato
(a)
Di cui:
Gruppo UBI
(b)
Dato
consolidato
al netto del
Gruppo UBI
(c) = (a) -
(b)
incidenza
%
Dato
consolidato
(d)
incidenza
%
assolute
(e) = (c) -
(d)
%
(e) / (d)
Passività finanziarie del comparto
assicurativo designate al fair value IAS39
(*)
77.149 270 76.879 44,5 75.886 45,7 993 1,3
Prodotti Index Linked - - - - - - - -
Prodotti Unit Linked 77.149 270 76.879 44,5 75.886 45,7 993 1,3
Riserve tecniche 96.811 2.403 94.408 54,7 89.243 53,8 5.165 5,8
Rami Vita 95.597 2.403 93.194 54,0 88.169 53,2 5.025 5,7
Riserve matematiche 79.890 2.074 77.816 45,1 75.092 45,3 2.724 3,6
Riserve tecniche con rischio a carico
degli assicurati (**) e riserve da gestione
dei fondi pensione
6.812 - 6.812 3,9 6.960 4,2 -148 -2,1
Altre riserve 8.895 329 8.566 5,0 6.117 3,7 2.449 40,0
Ramo danni 1.214 - 1.214 0,7 1.074 0,6 140 13,0
Altra raccolta assicurativa (***) 1.319 - 1.319 0,8 816 0,5 503 61,6
Raccolta diretta assicurativa e riserve
tecniche
175.279 2.673 172.606 100,0 165.945 100,0 6.661 4,0

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

(*) Valori inclusi nello schema di Stato patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 ".

(**) La voce comprende polizze unit e index linked con rischio assicurativo significativo.

(***) Valori inclusi nello schema di Stato patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39". La voce comprende le passività subordinate.

La raccolta diretta assicurativa, al 31 dicembre 2020, è risultata pari a 175 miliardi, di cui 173 miliardi al netto della componente ascrivibile al Gruppo UBI, in aumento (+4%, pari a +6,7 miliardi) su base annua. Le riserve tecniche, che costituiscono il debito verso la clientela che ha sottoscritto polizze tradizionali o con rischio assicurativo significativo, hanno registrato una crescita di 5,2 miliardi (pari a +5,8%), essenzialmente imputabile al ramo vita, che rappresenta la quasi totalità delle riserve. Le passività finanziarie valutate al fair value, costituite da prodotti unit linked, hanno registrato un incremento di 1 miliardo (+1,3%).

ATTIVITÀ NON CORRENTI IN VIA DI DISMISSIONE E PASSIVITÀ ASSOCIATE

In questa voce sono appostate le attività e le relative passività non più riferite alla normale operatività in quanto oggetto di procedure di dismissione. Al 31 dicembre 2020 sono state rilevate attività in corso di cessione per 28,7 miliardi e passività associate per 35,7 miliardi. Tali importi si riferiscono principalmente all'operatività del Ramo del Gruppo UBI di prossima cessione, rispettivamente per 25,6 miliardi e 32 miliardi.

In particolare, nell'aggregato sono ricompresi i valori del ramo delle filiali in cessione per 24,9 miliardi di impieghi (23,5 miliardi riferiti al perimetro UBI e 1,4 miliardi al perimetro ISP) e 32,7 miliardi di raccolta (30,2 miliardi per il perimetro UBI e 2,5 miliardi per il perimetro ISP).

A questi si aggiungono 1,2 miliardi di crediti deteriorati netti, la cui cessione è stata decisa nell'ambito della strategia di derisking del Gruppo, dopo averne allineato il valore di carico ai prezzi che si stima potranno essere realizzati in sede di cessione, anche attraverso apposite fairness opinion, e che, per quanto riguarda i crediti rivenienti dal Gruppo UBI, corrispondono ai fair value determinati in sede di PPA. In particolare, sono ricompresi 0,5 miliardi riferiti al perimetro ISP (3,2 miliardi al lordo delle rettifiche di valore) e 0,7 miliardi al perimetro UBI (2,7 miliardi al lordo delle rettifiche di valore).

IL PATRIMONIO NETTO

Al 31 dicembre 2020 il patrimonio netto del Gruppo, incluso l'utile maturato nell'esercizio, si è attestato a 65.871 milioni, di cui 64.349 al netto dell'apporto del Gruppo UBI, a fronte dei 55.968 milioni rilevati a inizio anno. L'incremento è da ricondurre – oltre che all'aumento di capitale al servizio dell'OPAS promossa da Intesa Sanpaolo sulla totalità delle azioni ordinarie di UBI Banca (3.363 milioni) – all'apporto dell'utile maturato nell'anno (3.277 milioni, di cui 1.106 riconducibili all'acquisizione del Gruppo UBI), agli strumenti di capitale emessi (+2,9 miliardi, al netto di UBI) e alle riserve di utili in relazione all'attribuzione dell'utile dell'esercizio 2019. Si rammenta infatti che la Banca, in ottemperanza alla comunicazione della Banca Centrale Europea del 27 marzo 2020 in merito alla politica dei dividendi nel contesto conseguente all'epidemia da COVID-19, ha deciso di sospendere la distribuzione cash agli azionisti di circa 3,4 miliardi di euro, ed ha assegnato a riserve l'utile dell'esercizio 2019, dopo l'attribuzione di 12,5 milioni al Fondo di beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale.

Riserve da valutazione

(milioni di euro)
Voci Riserva Variazione del Riserva
31.12.2019 periodo 31.12.2020
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
(titoli di debito) 57 105 162
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
(titoli di capitale)
172 -285 -113
Attività materiali 1.526 43 1.569
Copertura dei flussi finanziari -882 101 -781
Differenze di cambio -956 -228 -1.184
Attività non correnti in via di dismissione - - -
Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico
(variazione del proprio merito creditizio)
- -99 -99
Utili (Perdite) attuariali su piani previdenziali a benefici definiti -410 -1 -411
Quota delle riserve da valutazione relative alle partecipazioni valutate al
patrimonio netto 28 -19 9
Leggi speciali di rivalutazione 308 - 308
Riserve da valutazione (escluse le riserve da valutazione di pertinenza delle
imprese di assicurazione) -157 -383 -540
Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 504 302 806

Le riserve da valutazione bancarie presentano un valore negativo (-540 milioni, al netto di +25 milioni del Gruppo UBI) e in ampliamento rispetto al 31 dicembre 2019 principalmente per effetto delle riserve sui titoli di capitale (-285 milioni) e per differenze di cambio (-228); nell'esercizio sono state rilevate anche riserve su passività designate al fair value (-99 milioni) relative a certificates emessi con protezione del capitale. Tali effetti sono stati solo in parte compensati della positiva dinamica dello spread su titoli di debito governativi, che ha comportato un incremento del valore degli attivi in portafoglio, e dal miglioramento della copertura dei flussi finanziari. Le riserve da valutazione delle imprese di assicurazione ammontano a 806 milioni (al netto di +3 milioni del Gruppo UBI) rispetto ai 504 milioni di fine 2019.

Raccordo tra il patrimonio netto ed il risultato netto della Capogruppo ed i corrispondenti dati a livello consolidato

(milioni di euro)
Causali Patrimonio
netto
di cui: risultato
netto al
31.12.2020
Saldi dei conti della Capogruppo al 31 dicembre 2020
Effetto del consolidamento delle imprese controllate
54.114
5.714
679
5.158
Effetto della valutazione a patrimonio netto delle imprese controllate congiuntamente
e delle altre partecipazioni rilevanti
-194 46
Storno svalutazione partecipazioni e rilevazione impairment avviamento
Dividendi incassati nel periodo
6.211
-
435
-3.043
Altre variazioni 26 2
Saldi dei conti consolidati al 31 dicembre 2020 65.871 3.277

I FONDI PROPRI E I COEFFICIENTI DI SOLVIBILITÀ

(milioni di euro)
Fondi propri e coefficienti di solvibilità 31.12.2020 31.12.2019
IFRS 9
"Fully loaded"
IFRS 9
"Transitional"
IFRS 9
"Transitional"
Fondi propri
Capitale primario di Classe 1 (CET1) al netto delle rettifiche regolamentari 48.941 51.070 41.542
Capitale aggiuntivo di Classe 1 (AT1) al netto delle rettifiche regolamentari 7.486 7.486 4.096
CAPITALE DI CLASSE 1 (TIER 1) 56.427 58.556 45.638
Capitale di Classe 2 (T2) al netto delle rettifiche regolamentari 10.346 9.377 7.057
TOTALE FONDI PROPRI 66.773 67.933 52.695
Attività di rischio ponderate
Rischi di credito e di controparte 301.011 299.564 258.187
Rischi di mercato e di regolamento 19.521 19.521 18.829
Rischi operativi 27.559 27.559 21.212
Altri rischi specifici (a) 428 428 296
ATTIVITA' DI RISCHIO PONDERATE 348.519 347.072 298.524
Coefficienti di solvibilità %
Common Equity Tier 1 ratio 14,0% 14,7% 13,9%
Tier 1 ratio 16,2% 16,9% 15,3%
Total capital ratio 19,2% 19,6% 17,7%

(a) La voce include tutti gli altri elementi non considerati nelle precedenti voci che entrano nel computo dei requisiti patrimoniali complessivi.

Dati al 31.12.2020 inclusivi delle attività e passività del Gruppo UBI.

I fondi propri, le attività ponderate per il rischio ed i coefficienti di solvibilità al 31 dicembre 2020 sono stati determinati in base alla disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013, che traspongono nell'Unione europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (cd. framework Basilea 3), e sulla base delle relative Circolari della Banca d'Italia.

Le disposizioni normative relative ai fondi propri, che prevedevano l'introduzione del framework Basilea 3 in maniera graduale, risultano pienamente in vigore, essendo terminato, con l'esercizio 2018, lo specifico periodo transitorio durante il quale alcuni elementi che a regime sono computabili o deducibili integralmente nel Common Equity, impattavano sul Capitale primario di Classe 1 solo per una quota percentuale. Con riferimento all'introduzione dell'IFRS 9, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha scelto di adottare il cosiddetto "approccio statico" previsto dal Regolamento (UE) 2017/2395. Tale approccio consente la re-introduzione nel Common Equity di una quota progressivamente decrescente fino al 2022 (95% nel 2018, 85% nel 2019, 70% nel 2020, 50% nel 2021 e 25% nel 2022) dell'impatto dell'IFRS 9, calcolato al netto dell'effetto fiscale, risultante dal confronto tra le rettifiche di valore IAS 39 al 31 dicembre 2017 e quelle IFRS 9 al 1° gennaio 2018, escludendo la riclassifica degli strumenti finanziari, e dopo aver azzerato la shortfall al 31 dicembre 2017.

Il Regolamento (UE) 2017/2395 disciplina anche gli obblighi informativi che gli enti sono tenuti a pubblicare, rimandando all'EBA l'emanazione degli orientamenti specifici sul tema. Recependo quanto previsto dalla normativa, l'EBA ha emesso specifiche guidelines secondo cui le banche che adottano un trattamento transitorio con riferimento all'impatto dell'IFRS 9 (quale l'approccio statico citato in precedenza) sono tenute a pubblicare, con frequenza trimestrale, i valori consolidati "Fully

loaded" (come se non fosse stato applicato il trattamento transitorio) e "Transitional" di Common Equity Tier 1 (CET1) capital, Tier 1 capital, Total Capital, Total risk-weighted assets, Capital Ratios e Leverage Ratio.

Fondi propri

Al 31 dicembre 2020, tenendo conto del trattamento transitorio adottato per mitigare l'impatto dell'IFRS 9, i Fondi Propri ammontano a 67.933 milioni; alla medesima data, considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9, i Fondi Propri ammontano a 66.773 milioni. I fondi propri calcolati considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9 ("Fully Loaded") tengono conto di quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2019 che ha previsto la rateizzazione ai fini fiscali delle rettifiche di valore operate in sede di First Time Adoption del principio contabile, con conseguente rilevazione di DTA; tali DTA sono state considerate per il 30% del loro valore contabile ai fini del calcolo dei fondi propri "Transitional", in linea con quanto previsto dall'articolo 473 bis della CRR con riferimento all'applicazione dell'"approccio statico", mentre nei fondi propri "Fully loaded" sono state incluse integralmente tra gli elementi deducibili. L'impatto di tali DTA sui fondi propri "Fully loaded" è comunque transitorio in quanto le stesse saranno riassorbite entro il 2028.

Peraltro, si segnala che il Gruppo al momento non si è avvalso né del nuovo regime transitorio IFRS 9 relativo alle rettifiche di valore dei crediti successive al 31 dicembre 2019 né della reintroduzione del filtro prudenziale per le esposizioni verso le amministrazioni centrali classificate nella categoria FVOCI, entrambe introdotte dalla Commissione Europea con il Regolamento 2020/873 del 24 giugno 2020.

Ai fini del calcolo dei fondi propri al 31 dicembre 2020 si è tenuto conto dell'utile dell'esercizio 2020 al netto del relativo dividendo (e degli altri oneri prevedibili) calcolato sulla base di quanto previsto dalla Banca Centrale Europea che, facendo seguito alle precedenti indicazioni sul tema, ha pubblicato in data 15 dicembre 2020 una Raccomandazione in merito alla politica dei dividendi nel contesto conseguente all'epidemia da COVID-19, chiedendo agli enti creditizi significativi di esercitare massima prudenza nell'adottare decisioni in merito ai dividendi o alla loro distribuzione al fine di remunerare gli azionisti e riservandosi di riesaminare la stessa prima del 30 settembre 2021, data in cui, in assenza di sviluppi avversi significativi, intende abrogare tale raccomandazione e riprendere a valutare i piani patrimoniali e di distribuzione delle banche in base agli esiti del normale ciclo di vigilanza. In particolare, la Banca Centrale Europea raccomanda, in via generale, di non prevedere distribuzioni di importo superiore al minore tra: i) il 15% del proprio utile accumulato per gli esercizi finanziari 2019 e 2020; ii) 20 punti base in termini di coefficiente di capitale primario di classe 1. Stante quanto sopra e considerando la solidità patrimoniale della nostra Banca, è stato considerato in distribuzione a valere sull'utile dell'esercizio 2020 un dividendo di 694 milioni circa, pari a 20 punti base in termini di coefficiente di capitale primario di classe 1 a livello consolidato, importo che rappresenta il minore tra i due parametri sopra indicati e consente il pieno rispetto della Raccomandazione della Banca Centrale Europea.

Si ricorda che i fondi propri al 31 dicembre 2019 erano stati calcolati tenendo conto dell'utile dell'esercizio 2019 al netto della componente che il Consiglio di Amministrazione dell'Emittente, nella seduta del 25 febbraio 2020, aveva proposto di destinare a dividendo per complessivi Euro 3.362 milioni; successivamente, a seguito della raccomandazione della BCE del 27 marzo 2020 in merito alla politica dei dividendi nel contesto conseguente all'epidemia da COVID-19, il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo del 31 marzo 2020 ha modificato la proposta all'Assemblea di destinazione dell'utile risultante dal Bilancio al 31 dicembre 2019, dando seguito alla Raccomandazione della Banca Centrale Europea di non procedere alla distribuzione di dividendi in considerazione del contesto economico indotto dalla suddetta epidemia, proponendo di assegnare a riserve la quota dell'utile destinata a dividendo in virtù della precedente delibera del 25 febbraio 2020. L'Assemblea degli azionisti del 27 aprile 2020 ha approvato l'assegnazione a riserve dell'utile dell'esercizio 2019. Conseguentemente, il Capitale primario di Classe 1 al 31 dicembre 2020 tiene conto, tra le riserve, dell'intero utile riferito all'esercizio 2019 al netto degli altri oneri prevedibili (rateo cedolare sugli strumenti di Additional Tier 1 ed erogazioni a beneficenza). Rispetto al termine originario del 1° ottobre 2020 previsto dalla raccomandazione del 27 marzo scorso, la Banca Centrale Europea ha successivamente esteso, con la comunicazione del 27 luglio 2020, la raccomandazione di non distribuire dividendi fino al 1° gennaio 2021. Tale termine è stato poi ulteriormente esteso al 30 settembre 2021, attraverso la Raccomandazione precedentemente menzionata del 15 dicembre 2020 in cui la Banca Centrale Europea esorta le banche a non distribuire dividendi o a distribuirli in maniera limitata.

I fondi propri includono gli effetti derivanti dal consolidamento del Gruppo UBI, i cui impatti sono principalmente ascrivibili all'aumento di capitale a servizio dell'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio, alla computazione del goodwill negativo emerso a seguito del processo di allocazione del costo di acquisizione ("Purchase Price Allocation") previsto dall'IFRS 3 e all'imputazione nel conto economico degli oneri connessi all'integrazione dei due Gruppi.

Si segnala infine che la svalutazione operata nell'esercizio 2020 con riferimento all'avviamento allocato alla CGU Banca dei Territori non ha generato impatto sui fondi propri, e - di conseguenza - sui coefficienti di solvibilità più oltre indicati, in quanto, ai sensi del Regolamento (UE) 575/2013 (CRR), tale avviamento risultava già dedotto dal Capitale primario di Classe 1.

Attività ponderate per il rischio

Al 31 dicembre 2020, tenendo conto del trattamento transitorio adottato per mitigare l'impatto dell'IFRS 9, le attività ponderate per il rischio ammontano a 347.072 milioni, derivanti in misura prevalente dai rischi di credito e di controparte e, in misura minore, dai rischi operativi e di mercato. Alla medesima data, considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9, le attività ponderate per il rischio ammontano a 348.519 milioni.

Il Capitale primario di Classe 1 e le Attività di rischio ponderate al 31 dicembre 2020 tengono conto dell'impatto dell'applicazione del cosiddetto "Danish Compromise" (art. 49.1 del Regolamento (UE) 575/2013), a seguito della specifica autorizzazione ricevuta dalla BCE nel 2019, per cui gli investimenti assicurativi, ad esclusione di quelli rivenienti dal Gruppo UBI per cui non è ancora stata fatta richiesta di estensione del "Danish Compromise", vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale.

Si precisa che le attività ponderate per il rischio tengono conto del consolidamento delle attività ponderate del Gruppo UBI, incluso il contributo ascrivibile agli sportelli oggetto di cessione a BPER nel corso del 2021, ancorché al 31 dicembre 2020 sia già stata rilevata la minusvalenza stimata derivante dalla cessione dei suddetti sportelli.

Coefficienti di solvibilità

Sulla base di quanto esposto in precedenza, i coefficienti di solvibilità al 31 dicembre 2020 calcolati tenendo conto del trattamento transitorio per l'impatto dell'IFRS 9 ("IFRS 9 Transitional") si collocano sui seguenti valori: Common Equity ratio 14,7%, Tier 1 ratio 16,9% e Total capital ratio 19,6%. Considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9 ("IFRS 9 Fully Loaded") i coefficienti di solvibilità al 31 dicembre 2020 sono i seguenti: Common Equity ratio 14,0%, Tier 1 ratio 16,2% e Total capital ratio 19,2%.

Si segnala, infine, che in data 25 novembre 2020 Intesa Sanpaolo ha comunicato di avere ricevuto la comunicazione della BCE, che fa seguito agli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP), riguardante il requisito patrimoniale da rispettare a livello consolidato che è stato posto pari a quello dello scorso anno. Il requisito patrimoniale da rispettare complessivamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio risulta pari a 8,44% secondo i criteri transitori in vigore per il 2020 e a 8,63% secondo i criteri a regime.

Riconciliazione tra Patrimonio di bilancio e Capitale primario di Classe 1

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
Patrimonio netto di Gruppo 65.871 55.968
Patrimonio netto di terzi 450 554
Patrimonio netto dallo Stato patrimoniale 66.321 56.522
Rettifiche per strumenti computabili nell'AT1 o nel T2 e utile di periodo
- Altri strumenti di capitale computabili nell'AT1 -7.480 -4.091
- Interessi di minoranza computabili nell'AT1 -6 -5
- Interessi di minoranza computabili nel T2 -5 -3
- Interessi di minoranza non computabili a regime -408 -511
- Utile di periodo non computabile (a) -821 -3.451
- Azioni proprie incluse tra le rettifiche regolamentari 263 230
- Altre componenti non computabili a regime -147 -171
Capitale primario di Classe 1 (CET1) prima delle rettifiche regolamentari 57.717 48.520
Rettifiche regolamentari (incluse rettifiche del periodo transitorio) (b) -6.647 -6.978
Capitale primario di Classe 1 (CET1) al netto delle rettifiche regolamentari
51.070

(a) Nel Capitale primario di Classe 1 al 31 dicembre 2020 si è tenuto conto dell'utile del 2020 al netto del relativo dividendo (e degli altri oneri prevedibili) calcolato come da Raccomandazione (ECB/2020/62) del 15 dicembre 2020.

(b) Le rettifiche del periodo transitorio al 31 dicembre 2020 tengono conto del filtro prudenziale che consente la re-introduzione nel Common Equity di una quota progressivamente decrescente fino al 2022 (70% nel 2020) dell'impatto dell'IFRS 9.

Dati al 31.12.2020 inclusivi delle attività e passività del Gruppo UBI.

Dinamica delle attività di rischio ponderate

(milioni di euro)
Voci
Attività di rischio ponderate al 31.12.2019 298.524
Rischi di Credito e di controparte 41.377
Rischi di Mercato e di regolamento 692
Rischi Operativi 6.347
Altri rischi specifici 132
Attività di rischio ponderate al 31.12.2020 347.072

Dati al 31.12.2020 inclusivi delle attività del Gruppo UBI.

Nel corso del 2020, i rischi di credito hanno registrato un aumento di circa 41 miliardi in termini di Attività di rischio ponderate. Tale incremento, ascrivibile principalmente all'ingresso delle esposizioni UBI nel Gruppo e in misura minore dall'incremento di partecipazioni, è stato solo parzialmente compensato dall'effetto di alcuni adeguamenti normativi e metodologici 12, da fenomeni legati alla mitigazione del rischio e ricomposizione di portafoglio.

L'aumento delle attività ponderate relative ai rischi di mercato è da attribuire alla volatilità dei mercati registrata a seguito della crisi COVID-19. A contenere l'incremento hanno contribuito l'attività di derisking del portafoglio, il processo di integrazione di Banca IMI e la riduzione del moltiplicatore prudenziale.

L'aumento delle attività ponderate inerente i rischi operativi (+6,3 miliardi) è principalmente dovuto all'aggiunta del requisito rischi operativi del Gruppo UBI.

L'aumento relativo alla voce "Altri rischi specifici" (+0,13 miliardi) è principalmente dovuto all'aumento della ponderazione dei contributi al fondo di garanzia di una controparte centrale.

12 Applicazione del nuovo framework normativo delle cartolarizzazioni, nuovo trattamento prudenziale della voce "adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica", applicazione anticipata del Supporting Factor per esposizioni verso SMEs (c.d. "quick fix" alla Capital Requirements Regulation – CRR in risposta alla pandemia COVID-19), modifiche apportate ai modelli AIRB a fronte dell'aggiornamento delle serie storiche, estensione del perimetro delle esposizioni private equity autorizzate dall'Organo di Vigilanza con riflesso positivo sugli assorbimenti patrimoniali e nuovo criterio prudenziale per la ponderazione del Software.

131

I risultati per settori di attività e per aree geografiche

I risultati per settori di attività e per aree geografiche

Il Gruppo Intesa Sanpaolo opera attraverso una struttura organizzativa articolata in sei Business Unit. Ad esse si aggiungono il Centro di Governo, con funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo dell'intero Gruppo e – ancorché temporaneamente – il contributo del Gruppo UBI.

L'informativa di settore del Gruppo Intesa Sanpaolo si basa sugli elementi che il management utilizza per assumere le proprie decisioni operative (c.d. "management approach") ed è dunque coerente con i requisiti informativi previsti dall'IFRS 8. Oltre a riflettere le responsabilità operative sancite dall'assetto organizzativo del Gruppo, i settori di attività sono costituiti dall'aggregazione di linee di business che presentano caratteristiche simili con riferimento alla tipologia di prodotti e servizi venduti.

Nella tabella che segue sono riportati i principali dati che sintetizzano l'evoluzione dei settori di attività del Gruppo Intesa Sanpaolo nel 2020.

Nell'analisi di dettaglio condotta sui settori di attività, cui si fa rinvio, è contenuta una descrizione dei prodotti e dei servizi offerti, della tipologia di clientela servita e delle iniziative realizzate nell'esercizio; sono inoltre illustrati i dati di conto economico e i principali aggregati patrimoniali. Per ogni settore è stato infine calcolato il capitale assorbito in base ai RWA (Risk Weighted Assets), questi ultimi determinati sulla base delle disposizioni in vigore (Circolare n. 285) emanate dalla Banca d'Italia a seguito del recepimento della Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e del Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013, modificato dal Regolamento (UE) 2019/876 del 20 maggio 2019, noto anche come CRR II, in vigore al 30 giugno 2019 e in parte già applicabile, che traspongono nell'Unione Europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (cd. framework Basilea 3). Il capitale assorbito tiene anche conto delle modifiche regolamentari introdotte dalla BCE a decorrere dal 12 marzo scorso, che prevedono che il requisito di Pillar 2 possa essere rispettato utilizzando parzialmente strumenti di capitale diversi dal Common Equity Tier 1; per l'asset management e il private banking si è anche considerato il rischio di business; per il comparto assicurativo si è preso a riferimento il capitale assorbito dal rischio assicurativo.

Gli apporti reddituali e i saldi patrimoniali del Gruppo UBI – che come già indicato sono oggetto di consolidamento nel presente Bilancio – sono temporaneamente rappresentati come una business unit separata e saranno divisionalizzati successivamente, con il procedere dell'integrazione dei processi. Come già indicato nei commenti ai risultati economici e agli aggregati patrimoniali consolidati, data la particolarità dell'operazione, nessuna rettifica è stata apportata ai dati storici riclassificati per riflettere retroattivamente gli effetti dell'operazione di acquisizione. Di conseguenza, nel presente capitolo i dati del Gruppo UBI non riportano dati a raffronto. Con riferimento agli aggregati patrimoniali si evidenzia che i dati al 31 dicembre 2020 sono rappresentati al netto delle attività e delle passività oggetto di prossima cessione, che risultano appostate nelle specifiche voci relative alle attività e passività in dismissione.

Ove necessario e se materiali, i dati divisionali dei periodi posti a confronto sono stati riesposti in coerenza con le variazioni di perimetro delle Business Unit, ad eccezione dei dati relativi al Gruppo UBI, che come già indicato non sono stati oggetto di riesposizione.

In particolare la riesposizione ha riguardato:

− l'inclusione, nell'ambito della Divisione Insurance, delle risultanze economiche e patrimoniali di RBM Assicurazione Salute, entrata nell'area di consolidamento integrale in relazione al perfezionamento dell'acquisizione della quota di controllo della società nel secondo trimestre del 2020;

  • − il deconsolidamento linea per linea dalla Banca dei Territori e la riallocazione all'utile/perdita delle attività operative cessate del Centro di Governo delle risultanze economiche riferite al ramo aziendale dedicato all'attività di acquiring nell'ambito dei servizi di pagamento, oggetto di conferimento a Nexi secondo l'accordo sottoscritto a dicembre 2019 e perfezionato alla fine del primo semestre 2020;
  • − la riattribuzione tra la Divisione Banca dei Territori e la Divisione IMI Corporate & Investment Banking (già Divisione Corporate e Investment Banking) dei dati economici e patrimoniali di Mediocredito Italiano, in precedenza interamente ricompresa nella Banca dei Territori, a seguito della sua fusione per incorporazione nella Capogruppo, avvenuta nel mese di novembre 2019;
  • − la riallocazione alle Divisioni di alcuni costi operativi e delle componenti di conto economico e stato patrimoniale relative ai crediti in sofferenza in precedenza attribuiti alla Direzione NPE (ex Capital Light Bank) nell'ambito del Centro di Governo, a seguito della riorganizzazione operativa dell'Area di Governo Chief Lending Officer;
  • − l'inclusione negli oneri operativi della Divisione Banca dei Territori e della Divisione IMI Corporate & Investment Banking (già Divisione Corporate e Investment Banking) dell'esercizio 2019 degli effetti connessi alle fees da riconoscere a Prelios a seguito dell'accordo per il servicing relativo alla gestione delle inadempienze probabili, efficace da fine 2019, assumendo che tale accordo avesse avuto efficacia dal 1° gennaio 2019, in considerazione del fatto che esso produrrà un impatto continuativo sui futuri conti economici;
  • − la revisione del Tasso Interno di Trasferimento, operata nel 2020 in relazione alle dinamiche dei tassi di mercato.

(milioni di euro)
Banca
dei
Territori
IMI
Corporate
&
Investment
Banking
International
Subsidiary
Banks
Private
Banking
Asset
Management
Insurance Centro
di
Governo
Totale
Gruppo
Intesa
Sanpaolo
(al netto
del
Gruppo
UBI)
Gruppo
UBI
Totale
Gruppo
Intesa
Sanpaolo
Proventi operativi netti
2020
8.083 4.325 1.908 1.944 867 1.257 -975 17.409 1.614 19.023
2019 8.392 4.105 1.998 1.971 840 1.216 -355 18.167 18.167
Variazione % -3,7 5,4 -4,5 -1,4 3,2 3,4 -4,2
Costi operativi
2020 -5.065 -1.098 -981 -604 -156 -241 -941 -9.086 -885 -9.971
2019 -5.291 -1.148 -991 -614 -157 -224 -982 -9.407 -9.407
Variazione % -4,3 -4,4 -1,0 -1,6 -0,6 7,6 -4,2 -3,4
Risultato della gestione
operativa
2020 3.018 3.227 927 1.340 711 1.016 -1.916 8.323 729 9.052
2019 3.101 2.957 1.007 1.357 683 992 -1.337 8.760 8.760
Variazione % -2,7 9,1 -7,9 -1,3 4,1 2,4 43,3 -5,0
Risultato netto
2020 -677 1.875 473 873 519 686 -1.578 2.171 1.106 3.277
2019 1.000 1.830 723 918 518 661 -1.468 4.182 4.182
Variazione % 2,5 -34,6 -4,9 0,2 3,8 7,5 -48,1
Finanziamenti verso clientela
31.12.2020 207.533 135.004 36.079 9.853 452 - 12.903 401.824 59.748 461.572
31.12.2019 194.358 131.884 34.038 9.329 435 - 25.185 395.229 395.229
Variazione % 6,8 2,4 6,0 5,6 3,9 - -48,8 1,7
Raccolta diretta bancaria
31.12.2020 229.677 88.183 46.308 41.145 14 - 51.642 456.969 68.030 524.999
31.12.2019 199.256 86.850 43.420 39.537 10 - 56.439 425.512 425.512
Variazione % 15,3 1,5 6,7 4,1 40,0 - -8,5 7,4
Attività di rischio ponderate
31.12.2020 77.668 97.976 32.886 9.549 1.354 - 67.446 286.879 60.193 347.072
31.12.2019 86.829 99.810 32.916 9.184 1.446 - 68.339 298.524 298.524
Variazione % -10,6 -1,8 -0,1 4,0 -6,4 - -1,3 -3,9
Capitale assorbito
31.12.2020 6.672 8.419 3.459 866 159 4.064 3.809 27.448 5.386 32.834
31.12.2019 7.459 8.578 3.467 798 146 3.804 4.028 28.280 28.280
Variazione % -10,6 -1,9 -0,2 8,5 8,9 6,8 -5,4 -2,9

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

SETTORI DI ATTIVITA'

Banca dei Territori

Dati economici 2019 (milioni di euro)
2020 variazioni
assolute %
Interessi netti 4.090 4.134 -44 -1,1
Commissioni nette 3.910 4.179 -269 -6,4
Risultato dell'attività assicurativa - 2 -2
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 93 80 13 16,3
Altri proventi (oneri) operativi netti -10 -3 7
Proventi operativi netti 8.083 8.392 -309 -3,7
Spese del personale -2.955 -3.131 -176 -5,6
Spese amministrative -2.106 -2.152 -46 -2,1
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -4 -8 -4 -50,0
Costi operativi -5.065 -5.291 -226 -4,3
Risultato della gestione operativa 3.018 3.101 -83 -2,7
Rettifiche di valore nette su crediti -2.588 -1.510 1.078 71,4
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -75 -112 -37 -33,0
Altri proventi (oneri) netti 30 111 -81 -73,0
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 385 1.590 -1.205 -75,8
Imposte sul reddito -127 -566 -439 -77,6
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -16 -23 -7 -30,4
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -7 -1 6
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) -912 - 912 -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi - - - -
Risultato netto -677 1.000 -1.677
Dati operativi 31.12.2020 31.12.2019 (milioni di euro)
variazioni
assolute %
Finanziamenti verso clientela 207.533 194.358 13.175 6,8
Raccolta diretta bancaria 229.677 199.256 30.421 15,3
Attività di rischio ponderate 77.668 86.829 -9.161 -10,6
Capitale assorbito 6.672 7.459 -787 -10,6

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

A fronte degli impatti rilevanti del perdurare dell'emergenza pandemica a tutto l'esercizio 2020, i ricavi della Banca dei Territori, pari a 8.083 milioni, che rappresentano circa la metà dei ricavi consolidati del Gruppo, hanno evidenziato una buona resilienza, contenendo la flessione rispetto al 2019 al 3,7%, grazie all'efficacia della rete commerciale e al rafforzamento dell'offerta a distanza tramite i canali digitali a supporto della clientela.

In dettaglio, si segnala una riduzione delle commissioni nette (-6,4%), che hanno risentito della brusca frenata nella prima metà dell'anno a seguito del lockdown correlato al contenimento della pandemia COVID-19, da ascrivere sia al comparto di gestione, intermediazione e consulenza sia a quello del commercial banking. Gli interessi netti hanno mostrato una lieve flessione, collocandosi su livelli di poco inferiori a quelli dello scorso anno (-1,1%). Tra le altre componenti dei proventi operativi netti della Divisione, di entità marginale, si evidenziano, in positivo, il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value (+13 milioni) e, in negativo, gli altri oneri operativi netti (+7 milioni). I costi operativi, pari a 5.065 milioni, si sono ridotti del 4,3% principalmente grazie ai risparmi sulle spese del personale, attribuibili alla riduzione dell'organico medio, e alla diminuzione delle spese amministrative, nonostante i maggiori costi (in particolare in ambito informatico) connessi all'emergenza sanitaria, principalmente per i risparmi sui service in ambito immobiliare e operativo, e per le più contenute spese di funzionamento e per servizi resi da terzi. Per effetto delle dinamiche descritte, il risultato della gestione operativa è ammontato a 3.018 milioni, in calo del 2,7% rispetto al 2019. Il risultato corrente lordo, pari a 385 milioni, è stato fortemente

condizionato dall'appostazione di significative rettifiche di valore su crediti principalmente correlate alla revisione dello scenario a seguito dell'evento pandemico. Infine, il risultato netto, dopo l'attribuzione alla Divisione di imposte per 127 milioni, di oneri di integrazione per 16 milioni e degli effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione per 7 milioni, si è collocato a 235 milioni a fronte di 1.000 milioni del 2019. Includendo la rettifica che azzera integralmente l'avviamento connesso anche all'aumento del valore contabile della Divisione conseguente all'integrazione di UBI Banca per 912 milioni, il risultato netto si attesta a -677 milioni.

Nell'evoluzione trimestrale, si rileva nel quarto trimestre un calo del risultato della gestione operativa rispetto al terzo, ascrivibile al fisiologico incremento dei costi operativi tipico del fine anno che ha più che compensato la crescita dei proventi operativi netti correlata alla ripresa dei ricavi commissionali. Il risultato netto è stato fortemente condizionato dall'appostazione, nell'ultimo trimestre, di significative rettifiche su crediti nonché del citato azzeramento dell'avviamento.

Le consistenze patrimoniali a fine dicembre 2020 hanno evidenziato una significativa crescita dei volumi intermediati complessivi di raccolta e impiego su base annua (+11,1%). In dettaglio, i crediti verso clientela, pari a 207.533 milioni, hanno mostrato un incremento di 13,2 miliardi (+6,8%), riconducibile ai finanziamenti a medio-lungo termine nei confronti delle imprese e delle aziende retail, che riflettono il sostegno del Gruppo all'economia italiana anche in relazione alle misure straordinarie varate dal Governo. La raccolta diretta bancaria, pari a 229.677 milioni, è risultata in forte aumento (+30,4 miliardi, pari a +15,3%) nella componente dei debiti verso clientela, per effetto della maggiore liquidità accumulata sui depositi di imprese e privati in attesa di una congiuntura più favorevole.

Business Tradizionale attività di intermediazione creditizia in Italia e servizi finanziari ad essa correlati.
Missione Servire la clientela Retail, Exclusive e le Piccole e Medie Imprese creando valore attraverso:

il presidio capillare del territorio;

l'attenzione alla specificità dei mercati locali e dei bisogni dei segmenti di clientela servita;

lo sviluppo del livello di servizio reso alla clientela attraverso i diversi canali, al fine di rendere

Gruppo in Italia;

Gruppo sul territorio.
più efficace l'offerta commerciale;
lo sviluppo e la gestione di prodotti e servizi per la clientela di riferimento e dei prodotti leasing, factoring e finanza agevolata per il
la centralità delle figure dei responsabili delle Direzioni Regionali, delle Direzioni di Area e delle filiali quali punti di riferimento del
Struttura organizzativa
Direzioni Sales & Marketing
Privati e Aziende Retail,
Sales & Marketing Imprese
A presidio del territorio Retail, composto dai segmenti Privati Retail, Affluent e Aziende Retail, del
territorio Exclusive (clienti privati con caratteristiche di elevato standing di patrimonio e reddito e
bisogni finanziari complessi) e del territorio Imprese (piccole imprese, imprese e imprese top a
elevata complessità e potenziale di crescita).
Banca 5 Banca di prossimità presente sul territorio negli esercizi convenzionati, con focalizzazione
sull'"instant banking" per fasce di clientela poco bancarizzate.
Direzione Impact Volta allo sviluppo delle iniziative della Impact Bank e al servizio degli enti no profit.
Struttura distributiva Circa 3.300 punti operativi, comprensivi delle filiali Retail e Imprese, capillarmente distribuite sul
territorio nazionale, e delle filiali Impact dedicate al Terzo Settore. La struttura territoriale si articola
in 8 Direzioni Regionali, in ciascuna delle quali, a diretto riporto del Direttore Regionale, sono
presenti (per favorire la focalizzazione commerciale e garantire un miglior presidio del livello di
servizio) tre Direttori Commerciali, specializzati per "territorio commerciale" (Retail, Exclusive e
Imprese), che coordinano circa 400 aree commerciali.

In data 1° luglio 2020 è divenuto operativo l'accordo strategico firmato da Intesa Sanpaolo e Nexi il 19 dicembre 2019, riguardante i sistemi di pagamento, che prevede il trasferimento a Nexi del ramo aziendale di Intesa Sanpaolo avente ad oggetto l'attività di acquiring svolta nei confronti di oltre 380.000 punti vendita. Intesa Sanpaolo mantiene la forza vendita dedicata all'acquisizione di nuovi clienti. Con la partnership, di lunga durata, Nexi diventa, nell'ambito dell'acquiring, il partner esclusivo di Intesa Sanpaolo e quest'ultima, mantenendo la relazione con la propria clientela, distribuisce i servizi di acquiring di Nexi.

Direzione Sales & Marketing Privati e Aziende Retail, Sales & Marketing Imprese

Risparmio e Previdenza

Nell'esercizio il servizio di consulenza evoluta "Valore Insieme" si è arricchito del pacchetto Exclusive, caratterizzato da un modello di pricing "fee-only" e da prodotti dedicati. E' proseguita la diversificazione dei portafogli della clientela in base ai bisogni (spesa, riserva, investimento e previdenza) e ai nuovi Portafogli Consigliati. L'offerta dei prodotti di risparmio è stata ampliata con nuove soluzioni mirate a soddisfare esigenze della clientela quali

impiego della liquidità, ingresso graduale nel comparto azionario, diversificazione valutaria, protezione del capitale investito e con nuovi prodotti con connotazione ESG e Megatrend. La nuova gamma di fondi lussemburghesi «Eurizon Next» valorizza e semplifica la consulenza, con un asset allocation che beneficia delle migliori expertise della SGR. E' stato riaperto il collocamento dei fondi PIR «Eurizon Progetto Italia» e lanciato un nuovo fondo PIR con protezione del 95% del capitale a scadenza. Infine è stata estesa a tutta la rete la linea di fondi di fondi multimanager riservata a «Valore Insieme Exclusive» ed ampliata l'offerta dedicata alle persone giuridiche. In ambito bancassurance sono state lanciate le unit-linked "Prospettiva Sostenibile", caratterizzata per la connotazione ESG, e "Valore Pro Insurance", dedicata ai soli clienti di Valore Insieme, e nuove tranche della polizza di ramo I "Obiettivo SicurezzaInsurance", offerta a plafond. Sull'app Intesa Sanpaolo Mobile è disponibile "Smart Save", primo servizio d'investimento digitale di Intesa Sanpaolo, che consente di effettuare versamenti periodici o estemporanei a partire da 5 euro tramite smartphone, in quattro fondi di Eurizon, proposti in relazione al proprio profilo finanziario.

Nuovo modello di servizio

Da metà gennaio 2020 è operativa un'evoluzione del modello di servizio della Banca dei Territori, che modifica le logiche di segmentazione della clientela privati, concentrandosi sul valore attuale dei clienti e sulle potenzialità che esprimono, mantenendo la centralità della relazione e riorganizzando le filiere commerciali per offrire ai clienti modalità e intensità in linea con le loro esigenze. Il criterio che guida nella definizione dei segmenti e dei portafogli

non è più soltanto il patrimonio, ma anche la stima del reddito e della capacità di spesa, l'età, il nucleo di relazione, l'utilizzo dei canali digitali. Incrementare il focus sui clienti ad alto valore e ad elevato potenziale, identificati sia per patrimonio sia tramite analisi delle movimentazioni di conto corrente, e gestire i clienti retail in modo personalizzato in base alle loro esigenze costituiscono le logiche chiave del cambiamento.

Prodotti transazionali e pagamenti digitali

Durante l'emergenza COVID-19 sono state attivate misure straordinarie per venire incontro ai bisogni della clientela, tra cui interventi per agevolare i clienti privati, che hanno avuto la necessità di aprire un conto corrente in Intesa Sanpaolo e per velocizzare l'apertura di nuovi conti dedicati ad aziende e imprese, l'invio a casa delle carte di pagamento con proroga della possibilità di utilizzo a un mese dopo la scadenza, la gestione in emergenza

dell'erogazione della Cassa Integrazione Guadagni straordinaria, con un processo di richiesta di accredito completamente online, l'azzeramento dei costi per gli invii di denaro tramite il servizio Money Transfer. A supporto della diffusione di carte e pagamenti digitali, sono proseguiti l'aggiornamento dei prodotti esistenti e lo sviluppo di nuovi servizi, con l'offerta di nuove soluzioni di pagamento quali Swatch Pay, Samsung Pay per le carte PagoBancomat e con il completamento dell'offerta Bancomat Pay su canale e-commerce e POS fisici. Inoltre sono state sviluppate soluzioni in logica Open Banking, quali il servizio di pagamento parcheggi dall'app e l'accordo Smart Cities con il Comune di Milano per recepire certificazioni anagrafiche per le pratiche di mutuo.

Prestiti

"PerTe Prestito Diretto" ha visto ulteriormente sviluppata la gamma di beni e servizi proposti, a TAN e TAEG zero grazie al contributo del merchant, con un'offerta innovativa e green, attenta ai temi dell'innovazione, della mobilità sostenibile e dell'ambiente, oltre che al contesto di emergenza sanitaria, tenendo in considerazione aspetti come la sicurezza e il distanziamento sociale. Grazie al Fund For Impact, strumento previsto dal Piano d'Impresa

2018-2021 che permette di promuovere progetti d'inclusione creditizia, sono state realizzate tre nuove iniziative: mamma@work, finanziamento agevolato pensato per conciliare maternità e lavoro; XME StudioStation, prestito a tasso zero volto ad assicurare la fruizione continuativa della formazione scolastica a distanza consentendo alle famiglie di affrontare le spese relative all'acquisto di hardware, software e al canone di un abbonamento a internet; "Obiettivo Pensione", finanziamento-ponte che consente al disoccupato cui mancano tra 6 mesi e 3 anni per accedere alla pensione di vecchiaia o anticipata di raggiungere i requisiti contributivi.

Mutui

"Green - Mutuo Domus", mutuo ipotecario dedicato all'acquisto o costruzione di un immobile a uso abitativo nel territorio italiano in classe energetica elevata (uguale o superiore alla B) o alla ristrutturazione e riqualificazione di un immobile di proprietà con miglioramento di almeno una classe energetica, si pone l'obiettivo di agevolare il rinnovamento del patrimonio immobiliare italiano e la diffusione di case ad alto risparmio energetico, in sinergia con i

criteri del Consorzio Europeo EeMAP, iniziativa cui la Banca ha aderito. Per stimolare la sottoscrizione dei nuovi finanziamenti green, la cui offerta si completa con un plus di servizi forniti da partner selezionati, è stata lanciata l'iniziativa "Diamo Una Casa Alle Api", in collaborazione con WWF, che prevede il versamento di 30 euro per ogni mutuo e 10 per ogni nuovo prestito personale.

Nella fase di emergenza legata al COVID–19, l'attività di proposizione dei mutui è stata modificata realizzando un processo di contingency che permette di completare le fasi di offerta e domanda tramite un'intervista telefonica con il cliente e lo scambio dei documenti tramite mail. Come previsto dal Decreto "Cura Italia" sono state riviste le regole per il Fondo di solidarietà per i mutui per la prima casa, prevedendo in una prima fase un processo a distanza per la raccolta delle richieste, la realizzazione di una task force interna dedicata per l'analisi delle richieste ricevute e l'inoltro a Consap per la valutazione circa l'ammissione. La Banca si è prontamente adeguata per recepire le modifiche legislative, quali l'attivazione preventiva della sospensione e il successivo annullo qualora pervenga entro 20 giorni dall'inoltro della richiesta il diniego da parte di Consap.

Protezione

Per rispondere alle necessità emerse a fronte dell'emergenza sanitaria, sono state previste, a parità di importo del premio pagato e senza costi aggiuntivi, estensioni delle coperture sanitarie offerte ai sottoscrittori di Proteggi Salute e XME Protezione Interventi Chirurgici, per 12 mesi, in caso di contrazione del Coronavirus. Il progetto "Mobilità Protetta" offre soluzioni assicurative personalizzate a supporto delle esigenze di mobilità legate agli spostamenti

casa/lavoro, per la gestione degli impegni familiari o le attività del tempo libero, a piedi, in bicicletta, con monopattino elettrico o con mezzi in sharing. L'offerta assicurativa dedicata al mondo business è stata arricchita con la Polizza Collettiva Infortuni, che permette a imprese e aziende retail di assicurare lavoratori e collaboratori dal rischio infortunio. Inoltre, è stata accresciuta la flessibilità della gamma Tutela Business, con una più ampia scelta di somme assicurabili e massimali.

Giovani

Il finanziamento "per Merito", volto a consentire agli studenti diplomati la prosecuzione degli studi, grazie all'accesso al prestito in base al merito scolastico e senza garanzie, con costi di ingresso azzerati e apertura di credito in conto corrente a tasso agevolato, è stato esteso anche agli studenti delle scuole superiori. Inoltre, dall'anno accademico 2020/2021, per gli studenti universitari residenti al Sud o iscritti negli atenei del Mezzogiorno, al finanziamento "per

Merito" si affianca l'iniziativa StudioSì – Fondo di Specializzazione Intelligente del MIUR cofinanziata dal Fondo Sociale Europeo, la cui gestione è affidata alla Banca Europea per gli Investimenti, che consente a Intesa Sanpaolo in qualità di partner finanziario di erogare prestiti a tasso zero fino a 50.000 euro da restituire in massimo 20 anni, senza alcuna garanzia a corredo, per far fronte ai costi connessi allo studio. Sino al blocco imposto dal COVID-19, sono proseguiti "Z Lab", programma triennale di apprendimento, sperimentazione e orientamento per studenti delle scuole superiori, svolto presso le sedi del Gruppo, per lo sviluppo di competenze trasversali, senso di collaborazione, lavoro in gruppo e creatività e il progetto "Giovani e Lavoro", volto a favorire l'occupazione di giovani tra i 18 e i 29 anni, colmando il disallineamento di competenze tra domanda e offerta, che offre una formazione mirata e gratuita sia per i giovani sia per le imprese aderenti, per profili professionali di cui le aziende hanno bisogno e per i quali è carente l'offerta sul mercato del lavoro.

Multicanalità

È ulteriormente proseguito lo sviluppo dell'attività bancaria multicanale e digitale, giungendo a fine 2020 a 10,3 milioni di clienti multicanale (87,7% dei clienti totali) e 6,5 milioni di utenti attivi sull'app. Quasi tutti i prodotti del catalogo retail, tra cui conto corrente, carte di pagamento, prestiti personali e anche prodotti non bancari, come smartphone, tablet e PC, possono essere acquistati da internet banking e/o app mobile. Nell'anno sono proseguiti lo

sviluppo di nuovi Customer Journey in logica multicanale e la continua ottimizzazione della customer experience della clientela, rendendo maggiormente fruibili da remoto i servizi offerti dai canali digitali, con ad esempio: lancio dell'app Assicurazioni, introduzione nell'app mobile del servizio Parcheggi e delle nuove reportistiche di analisi delle spese, gestione dei fondi comuni nell'app Investo. Il nuovo servizio innovativo "XME Banks", aggregatore finanziario disponibile gratuitamente per i clienti privati titolari del contratto My Key, permette di visualizzare, tramite app e sito, anche i conti correnti e le carte in essere presso altre 87 banche e di effettuare bonifici dai conti collegati in 41 istituti. Per la clientela aziende retail e imprese è stata attivata la nuova piattaforma NDCE Business (IB Persone Giuridiche ed app ISP Mobile Business) tramite la sottoscrizione del contratto My Key Business. La digitalizzazione ha coinvolto anche i finanziamenti alle piccole e medie aziende, con Circolante Impresa Smart, il primo finanziamento a breve termine digitale, sottoscrivibile a distanza in modalità self, senza necessità di recarsi in filiale. Per la clientela imprese è stata definita una nuova esperienza digitale grazie alla semplificazione della gestione della contrattualistica e sono stati attivati il nuovo processo di vendita delle carte credit e debit commercial, sottoscrivibili in offerta a distanza su Inbiz e il nuovo processo digitale per la gestione Ripartizione dei Fidi a Breve termine. È continuata la crescita della Filiale Online, che interagisce con i clienti offrendo servizi e assistenza a 360 gradi. Anche in relazione all'emergenza COVID-19, un importante incremento hanno visto l'utilizzo dei canali remoti e le richieste di assistenza alla Filiale Online, che con 1.070 gestori online distribuiti su 18 sedi ha garantito la continuità operativa, agevolando la relazione cliente-banca. I 161 gestori remoti, inoltre, hanno continuato a offrire un servizio di consulenza a distanza personalizzata agli oltre 57.000 clienti portafogliati, con copertura oraria estesa, in sinergia con le filiali del territorio e

Accordi

con la Filiale Online.

Intesa Sanpaolo, attraverso specifici accordi con Banca Europea per gli Investimenti e Fondo europeo per gli investimenti, ha predisposto più linee di intervento che consentiranno di erogare ai destinatari finali nuovi finanziamenti per oltre 2,8 miliardi, principalmente destinati all'economia italiana, indirizzati a finanziare piccole e medie imprese e midcap italiane, per nuovi investimenti, tra i quali in particolare quelli in progetti di ricerca e investimenti

innovativi, necessità permanenti di capitale circolante e liquidità per superare l'emergenza COVID-19. Nel corso del 2020 sono stati sottoscritti accordi con le principali associazioni nazionali di categoria (Confcommercio, Confartigianato Imprese, Confapi - Confederazione italiana della piccola e media industria privata, Federalberghi, Federturismo, Confindustria Alberghi e Federterme, ANCE - Associazione Nazionale Costruttori Edili, Federlegno Arredo, Anima - Federazione delle Associazioni Nazionali dell'Industria Meccanica Varia e Affine, Confindustria Intellect, Assopellettieri - Associazione Italiana Pellettieri, CDO – Compagnia delle Opere, FINCO - Federazione Industria Prodotti Impianti e Servizi ed Opere Specialistiche per le Costruzioni e la Manutenzione), che hanno riguardato fondamentalmente le medesime tematiche: sostegno alla liquidità aziendale e al circolante, con finanziamenti a breve, medio e lungo termine, anche con le garanzie pubbliche del Fondo Centrale e di SACE, moratorie straordinarie, valorizzazione delle filiere e supporto all'internazionalizzazione; innovazione e sostenibilità con particolare attenzione ai temi ESG, Circular Economy e Start-up innovative; soluzioni rivolte alle persone per fronteggiare bisogni, per favorire lo smart working e per assicurare protezione e coperture assicurative e sanitarie; soluzioni innovative per consentire alle imprese di usufruire al meglio delle opportunità offerte dal Superbonus 110% e dagli altri incentivi fiscali introdotti dal Decreto Rilancio.

Finanziamenti

Di fronte all'emergenza COVID-19, per dare il massimo sostegno alle imprese italiane e consentire loro di superare le difficoltà contingenti e ripartire il prima possibile, anche a tutela dell'occupazione, Intesa Sanpaolo ha attivato, ancor prima del Governo, la possibilità di sospendere le rate di mutui e finanziamenti e ha stanziato un plafond di 50 miliardi per nuove linee di credito della durata di 18 mesi (meno un giorno) per clienti e non clienti che non

hanno linee di credito disponibili, con condizioni favorevoli, e di 10 miliardi dedicati ai clienti Intesa Sanpaolo, che beneficiano di linee di credito già deliberate capienti e messi a disposizione per finalità più ampie e flessibili, quali la gestione dei pagamenti urgenti. L'offerta è stata arricchita con i finanziamenti garantiti dal Fondo di Garanzia in coerenza con il Decreto Liquidità n. 23/2020 convertito nella Legge 40/2020, in particolare grazie al quale PMI, artigiani, liberi professionisti e tutti coloro che esercitano attività di impresa hanno potuto richiedere un finanziamento sino all'importo massimo di 30.000 euro, della durata massima di 120 mesi, con un preammortamento fino a 36 mesi, interamente garantito dal Fondo di Garanzia, attraverso un processo a distanza, dal sito vetrina della Banca. Nell'attuazione delle misure previste dal Decreto Liquidità, per assicurare una risposta tempestiva alle esigenze delle imprese e accelerare le tempistiche di accesso al credito tramite l'intervento del Fondo di Garanzia, Intesa Sanpaolo è intervenuta attivando l'erogazione anticipata rispetto alla risposta dal FdG, il potenziamento dei Nuclei Specialistici e semplificazioni delle procedure. Intesa Sanpaolo è stata inoltre la prima banca italiana a sottoscrivere il protocollo di collaborazione con SACE per l'offerta di finanziamenti per PMI e imprese, destinati a sostenere costi del personale, investimenti o capitale circolante esclusivamente per stabilimenti produttivi e attività imprenditoriali situati in Italia, con valore della garanzia SACE a titolo oneroso variabile tra il 70% e il 90% dell'importo finanziato.

Anche le aziende del settore agricoltura hanno beneficiato dell'iniziativa di sospensione delle rate di mutui e finanziamenti a fronte dell'emergenza legata al COVID-19, confermando la grande attenzione di Intesa Sanpaolo alle imprese italiane dell'agribusiness. Il sostegno al comparto è stato ottenuto anche tramite l'accesso ai finanziamenti garantiti da Ismea, in coerenza con il sopracitato Decreto Liquidità n. 23/2020, grazie al quale le PMI del settore agricolo hanno potuto richiedere finanziamenti per liquidità, investimenti e rinegoziazione del debito.

Il nuovo finanziamento ESG linked "S-Loan" accompagna le aziende in un percorso di crescita e di riconversione industriale in logica di sostenibilità offrendo la possibilità di finanziare gli investimenti beneficiando di uno sconto di tasso al raggiungimento di obiettivi di miglioramento definiti e certificati in ambito ESG. Da dicembre è disponibile "Energia Impresa", finanziamento a medio lungo termine destinato a supportare le imprese nella realizzazione di programmi di investimento nel settore energetico, articolato su quattro linee di intervento, energie rinnovabili, biogas, biometano ed efficienza energetica, e che permette di cogliere le opportunità delle misure di incentivazione offerte dalla normativa.

Per gli interventi di efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico, Intesa Sanpaolo ha messo a punto un'offerta dedicata al Superbonus 110% e agli altri bonus edilizi, come Ecobonus e Sismabonus, che prevede una soluzione modulare basata sull'acquisto del credito d'imposta a prezzo certo definito all'inizio in funzione della tipologia di credito fiscale, un finanziamento ponte facoltativo per l'avvio dei lavori, senza dover attendere la compensazione in 5 o in 10 anni dei debiti fiscali, con l'impegno al rimborso di tale anticipo attraverso la cessione del credito d'imposta alla Banca, la possibilità di beneficiare del servizio di consulenza gratuito di Deloitte nell'individuazione e raccolta della documentazione tecnica e amministrativa per il rilascio del visto di conformità, quando previsto.

E' proseguita l'offerta del prodotto Bond alle PMI italiane, per favorire l'accesso a fonti alternative al debito bancario. L'emissione obbligazionaria consente alle aziende di migliorare la loro reputazione nei confronti del sistema bancario/finanziario e di posizionarsi come aziende innovative nell'utilizzo di nuove forme di finanza, nonché di poter usufruire di capitali messi a disposizione da attori istituzionali altrimenti non accessibili.

Per supportare la clientela in difficoltà a fronte della pandemia, la Banca ha avviato iniziative di sospensione. Per i mutui e i prestiti alle famiglie, ha anche aderito all'Accordo ABI/Associazioni dei consumatori di aprile 2020 (rinnovato a dicembre). Le richieste possono essere presentate anche con un processo a distanza via mail con il gestore della filiale.

Sviluppo Filiere

Il Programma Filiere, forma di credito innovativa lanciata da Intesa Sanpaolo per favorire l'accesso al credito ai fornitori attraverso la valorizzazione dell'appartenenza alla filiera produttiva, ha raggiunto oltre 760 aziende capofila aderenti, di cui circa 420 aderenti al Confirming, strumento che consente di smobilizzare i crediti vantati dai fornitori nei confronti del capofiliera, con un potenziale di 18.400 fornitori. Sono stati siglati nuovi accordi, con il coinvolgimento del doppio livello di fornitori, diretti e indiretti, e anche della filiera a valle, quella dei rivenditori.

Intesa Sanpaolo Rent

Foryou

Valorizzazione della rete filiali

Ad arricchire l'offerta tradizionale bancaria, Intesa Sanpaolo Rent Foryou offre soluzioni di noleggio operativo alle imprese produttrici, distributrici e alle loro aziende clienti favorendo il rinnovo delle dotazioni necessarie alla loro attività, consentendo di usufruire delle ultime tecnologie sul mercato in tempi ristretti, riducendo il rischio di obsolescenza e garantendo certezza della spesa, con canoni completamente deducibili.

L'innovativo servizio "In Vetrina", con i suoi contenuti non finanziari, integra l'offerta core della Banca, con l'obiettivo di sostenere lo sviluppo ed essere punto di riferimento di aziende e imprese clienti. L'allestimento di spazi all'interno delle filiali per attività di promozione e vendita di prodotti e servizi, accompagnato da iniziative di comunicazione su target selezionati di clientela, rappresenta per i partner commerciali una vetrina d'eccezione e

un'opportunità di contatto con i clienti.

Banca 5

Banca 5 (già Banca ITB) è la prima banca online in Italia che opera nei sistemi di pagamento ed è dedicata esclusivamente al canale delle tabaccherie. È autorizzata all'attività di raccolta del risparmio e all'esercizio del credito nelle varie forme, a tutte le operazioni ed ai servizi bancari e finanziari consentiti.

A fine 2019 si è finalizzato l'accordo tra Banca 5 e SisalPay per la costituzione di una newco, da novembre 2020 denominata Mooney, con l'obiettivo di offrire prodotti bancari, servizi di pagamento e transazionali in oltre 40.000 esercizi distribuiti sul territorio nazionale. La nuova rete, pienamente operativa da inizio 2020, integra l'offerta dei servizi e prodotti di Banca 5 e SisalPay.

Al 31 dicembre sono circa 42.000 le tabaccherie abilitate ad offrire i servizi Banca 5; inoltre, nel corso del secondo semestre 2020 anche gli esercenti della ex rete SisalPay hanno iniziato ad erogare alcuni servizi di Banca 5, tra cui prelievo e bonifico (riservati ai clienti Intesa Sanpaolo). A rafforzare la rete commerciale di Mooney contribuisce anche l'offerta "Smart Pos" che consente agli esercenti convenzionati una distribuzione sempre più capillare della gamma di prodotti e servizi Banca 5: a fine anno sono 1.043 i tabaccai convenzionati all'offerta "Smart POS". Si contano inoltre circa 71.000 clienti retail attivi sull'app Banca 5, 41.500 carte vendute e 3.000 conti di pagamento attivi.

Direzione Impact

La Direzione Impact è dedicata alla gestione della clientela del Terzo Settore e al coordinamento dei processi di attivazione e gestione dei Fondi a Impatto. A gennaio 2020 è stato ampliato il network a 90 punti operativi ed è stato rivisto l'assetto organizzativo con la costituzione della Direzione Commerciale Terzo Settore a presidio del network. Si è conclusa, inoltre, l'acquisizione della clientela no profit riveniente dagli altri territori commerciali della Banca dei Territori con iniziative di benvenuto dedicate.

I clienti a fine 2020 sono circa 90.000, le attività finanziarie si sono attestate a 7,3 miliardi, di cui 5,5 miliardi di raccolta diretta, mentre le attività creditizie presentavano un importo deliberato di 3,3 miliardi (di cui 2,3 miliardi di utilizzato).

Il piano commerciale ha previsto la realizzazione di iniziative volte a sviluppare la relazione con le organizzazioni nonprofit e rispondere al meglio alle loro esigenze. A partire da marzo, in seguito all'emergenza COVID-19, sono state attivate due convenzioni, con ACRI e con la Fondazione ONC. Entrambe hanno previsto la costituzione di fondi di garanzia a sostegno delle esigenze di liquidità degli enti del Terzo Settore per fronteggiare il periodo di crisi sanitaria e di un meccanismo di parziale restituzione degli oneri finanziari. Inoltre, l'intera rete commerciale si è attivata per favorire l'accesso alle misure creditizie di natura governativa. Da segnalare, inoltre, la delibera per il sostegno finanziario ad un'iniziativa di Social Housing promossa da Redo SGR – Fondo Immobiliare Lombardia Comparto Uno, società Benefit detenuta per il 66% da Fondazione Cariplo. Il Fondo Immobiliare Lombardia Comparto Uno, con CDP – Fondo Investimenti per L'Abitare con il 68% delle quote, ha l'obiettivo di ottimizzare l'utilizzo di risorse pubbliche e private finalizzandole ad interventi di Social Housing come volàno di rigenerazione urbana. La strategia di investimento si basa su tre direttrici di sostenibilità a lungo termine di natura sociale, ambientale ed economico/finanziaria. Il piano di sviluppo, presentato alla Direzione Impact di Intesa Sanpaolo, prevede oltre 900 milioni di investimenti programmati nei prossimi 20 anni, creando un significativo volàno di sviluppo di Social Housing attraverso partnership pubblico-privato con gli investitori istituzionali legati al territorio lombardo.

IMI Corporate & Investment Banking

(milioni di euro)
Dati economici 2020 2019 variazioni
assolute %
Interessi netti 2.131 1.872 259 13,8
Commissioni nette 979 999 -20 -2,0
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.207 1.232 -25 -2,0
Altri proventi (oneri) operativi netti 8 2 6
Proventi operativi netti 4.325 4.105 220 5,4
Spese del personale -423 -432 -9 -2,1
Spese amministrative -654 -693 -39 -5,6
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -21 -23 -2 -8,7
Costi operativi -1.098 -1.148 -50 -4,4
Risultato della gestione operativa 3.227 2.957 270 9,1
Rettifiche di valore nette su crediti -470 -221 249
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -40 -41 -1 -2,4
Altri proventi (oneri) netti 65 3 62
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 2.782 2.698 84 3,1
Imposte sul reddito -888 -863 25 2,9
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -19 -5 14
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) - - - -
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi - - - -
Risultato netto 1.875 1.830 45 2,5
(milioni di euro)
Dati operativi 31.12.2020 31.12.2019 variazioni
assolute %
Finanziamenti verso clientela 135.004 131.884 3.120 2,4
Raccolta diretta bancaria (a) 88.183 86.850 1.333 1,5
Attività di rischio ponderate 97.976 99.810 -1.834 -1,8
Capitale assorbito 8.419 8.578 -159 -1,9

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

(a) L'importo della voce comprende i "certificates".

Nel 2020 la Divisione IMI Corporate & Investment Banking (già Corporate e Investment Banking) ha realizzato proventi operativi netti pari a 4.325 milioni (che rappresentano circa il 25% del dato consolidato di Gruppo), in crescita del 5,4% rispetto allo scorso anno.

In dettaglio, gli interessi netti, pari a 2.131 milioni, hanno mostrato un incremento del 13,8% beneficiando della maggiore contribuzione degli impieghi a clientela, sostenuti dall'operatività di finanza strutturata e, in misura minore, di Global Corporate. Le commissioni nette, pari a 979 milioni, si sono ridotte del 2% per effetto dell'andamento rilevato nel comparto del commercial banking. Il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value, pari a 1.207 milioni, ha evidenziato una dinamica negativa (-2%) principalmente riconducibile al significativo ridimensionamento degli effetti valutativi derivanti dal debt value adjustment (DVA) correlato alle passività costituite da certificates. I costi operativi sono ammontati a 1.098 milioni, in diminuzione del 4,4% rispetto a quelli dello scorso esercizio soprattutto grazie ai risparmi sulle spese amministrative. Per effetto delle dinamiche descritte dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa si è attestato a 3.227 milioni, in progresso del 9,1% rispetto al valore rilevato nel 2019. Il risultato corrente lordo, pari a 2.782 milioni, ha registrato una crescita del 3,1%, nonostante le maggiori rettifiche di valore nette su crediti appostate in relazione alla pandemia da COVID-19. Infine, l'utile netto è stato pari a 1.875 milioni (+2,5%).

La Divisione IMI Corporate & Investment Banking (IMI C&IB) ha mostrato nel quarto trimestre 2020 una riduzione del risultato della gestione operativa rispetto al terzo dovuta alla stagionalità dei costi operativi tipica dell'ultima parte dell'anno, in presenza di ricavi sostanzialmente stabili. La stessa dinamica è presentata dal risultato corrente lordo mentre l'utile netto ha evidenziato un incremento per effetto di minori imposte.

I volumi intermediati della Divisione hanno evidenziato un aumento rispetto a inizio anno (+2%). Nel dettaglio, gli impieghi a clientela, pari a 135.004 milioni, hanno registrato una crescita di 3,1 miliardi (+2,4%), ascrivibile ai finanziamenti a mediolungo termine per operazioni di finanza strutturata. La raccolta diretta bancaria, pari a 88.183 milioni, si è incrementata di 1,3 miliardi (+1,5%) grazie principalmente allo sviluppo dei debiti verso clientela global corporate solo in parte compensato dalla diminuzione dei titoli in circolazione della controllata lussemburghese e di quella irlandese nell'ambito della Direzione Internazionale. In positivo si sono mosse anche le passività finanziarie valutate al fair value rappresentate dai certificates.

Business

Missione

Attività di corporate e transaction banking, investment banking, public finance e capital markets in Italia e all'estero.

Supportare come "partner strategico e globale" lo sviluppo equilibrato e sostenibile delle imprese e delle istituzioni finanziarie, anche a livello internazionale, tramite una rete specializzata di hub, filiali, uffici di rappresentanza e controllate che svolgono attività di corporate banking.

Favorire la collaborazione tra i settori pubblico e privato con l'obiettivo di supportare la realizzazione di infrastrutture ed investimenti sostenibili, anche perseguendo opportunità di sviluppo all'estero in Paesi strategici per il Gruppo.

Struttura organizzativa

Direzione Global Corporate La Direzione sviluppa e gestisce le relazioni con le aziende corporate italiane ed estere con esigenze diversificate e presenza multinazionale e con gli Enti Pubblici domestici. Garantisce un'offerta globale e integrata di prodotti e servizi per settore economico di riferimento sulla clientela di competenza, integrando i tradizionali prodotti e servizi di commercial banking con quelli di investment banking e capital markets, perseguendo il cross-selling di prodotti e servizi presidiati

dalla Divisione IMI Corporate & Investment Banking, da altre Divisioni e dalle società prodotto del Gruppo. A livello centrale si avvale dell'azione commerciale delle unità di Industry e a livello territoriale del network Italia (Aree) e del network internazionale della Direzione Internazionale. Il coverage si completa inoltre di due unità specificatamente dedicate a deal strategici di Investment Banking a supporto delle Industry (Global Strategic Coverage) e delle Aree territoriali (Network Origination Coverage). La specializzazione per industry comprende tutti i settori industriali: Automotive & Industrials; Basic Materials & Healthcare; Energy; Food & Beverage and Distribution; Infrastructure & Real Estate Partners; Public Finance; Retail and Luxury; Telecom, Media and Technology.

Direzione Internazionale La Direzione garantisce lo sviluppo internazionale della Divisione in accordo con le altre strutture
di relazione e prodotto, assicura la corretta gestione delle attività operative e commerciali di hub,
filiali estere, uffici di rappresentanza e sovraintende alla gestione delle controllate estere (Intesa
Sanpaolo Bank Luxembourg, Intesa Sanpaolo Bank Ireland, Intesa Sanpaolo Brasil - Banco
Multiplo, Banca Intesa – Russia, Intesa Sanpaolo IMI Securities Corp.), assicurandone il
coordinamento complessivo.
La Direzione presidia la relazione commerciale con le financial institutions, sui mercati domestici e
Direzione Financial
Institutions
internazionali, con un modello di servizio dedicato e organizzato per segmento di clientela
(i.e. Banche, Assicurazioni, Asset Managers, Financial Sponsors, Fondi Sovrani e Governi).
L'attività di sviluppo commerciale, particolarmente diversificata e innovativa, si concretizza nella
proposta di soluzioni integrate che facilitino il cross-selling di prodotti di Capital Markets,
Investment Banking, Commercial Banking e Transaction Banking.
Direzione Global Transaction
Banking
La Direzione è dedicata al presidio, per tutto il Gruppo, dei prodotti e servizi di transaction
banking. Sviluppa una vasta gamma di prodotti e servizi digitali per rispondere alle esigenze di
investimento e di ottimizzazione del circolante della clientela, in Italia e all'estero.
Global Markets & Investment
Banking
Nel perimetro della struttura rientrano le attività di capital markets - ivi inclusa la gestione del
portafoglio e del rischio di proprietà attraverso l'accesso diretto o indiretto ai mercati - finanza
strutturata, M&A advisory e primary market (equity e debt capital markets).
Struttura distributiva La Divisione IMI Corporate & Investment Banking, in Italia, si avvale complessivamente di 25 filiali
dedicate alla clientela corporate o al servizio della clientela pubblica. A livello internazionale, è
presente in 25 Paesi a supporto dell'attività cross-border dei suoi clienti con la rete specializzata
costituita da hub, filiali, uffici di rappresentanza e controllate che svolgono attività di corporate
banking.

Direzione Global Corporate

Nel 2020 la Direzione Global Corporate ha confermato il ruolo di partner strategico e finanziario per la propria clientela italiana ed estera, sostenendola attraverso l'organizzazione e partecipazione a numerose operazioni di financing ed investment banking. Grazie alle competenze specialistiche legate al modello per Industry e alle capacità di origination di due team dedicati allo sviluppo di operazioni strategiche di investment banking e finanza strutturata, è proseguito il sostegno in ottica di diversificazione settoriale e geografica a favore di importanti controparti internazionali. Nel corso dell'anno sono state implementate e aggiornate le misure a sostegno delle imprese clienti per far fronte alle conseguenze economiche e finanziarie legate all'emergenza sanitaria COVID-19, garantendo altresì la piena operatività della clientela con processi dedicati a distanza. Tali interventi sono stati effettuati sia su iniziativa della Banca sia su recepimento delle disposizioni introdotte dai diversi Decreti Governativi, come i finanziamenti con garanzia dello Stato tramite Fondo Centrale e SACE. In particolare, è stato perfezionato un finanziamento a favore di FCA Italy e di altre società italiane del gruppo, a supporto dell'intera filiera dell'automotive nazionale, che incorpora un meccanismo innovativo di controllo dei flussi da destinarsi al pagamento dei dipendenti italiani, alla catena dei fornitori e alle spese per investimenti in Italia sui nuovi modelli con motori meno inquinanti. Inoltre, la Banca intende continuare a svolgere un ruolo attivo per supportare il rilancio dell'economia italiana nella delicata fase di "ripartenza" anche attraverso la valorizzazione delle filiere produttive, propulsore indispensabile per il Sistema Italia e cuore del sistema economico e produttivo italiano. In tale ambito sono stati siglati accordi con Enel per attivare processi di evoluzione filiera in ottica ESG e con Gucci. Il Gruppo ha partecipato a numerosi prestiti sindacati, tra i quali si citano quelli a favore del Gruppo Esselunga, Davide Campari Milano, General Motors, WIGA, Leonardo, Nordex, Reliance Industries, EP Infrastructure, Cerved, Polynt, Ulker Biskuvi Sanayi A.S. (gruppo Yildiz), Holding d'Infrastructures de Transport, Angelini Pharma, Residenziale immobiliare 2004, MD, Mediterranean Shipping Company, Inmobiliaria Colonial, Cromwell REIT, Exxon Mobil, Santos e EDF. Alcune operazioni sono state condotte nell'ambito del framework Originate to Share. Diversi finanziamenti sono stati conclusi in ambito ESG, Green e Circular Economy, tra cui Pirelli, El Corte Ingles, Indorama, Downer Edi, Novamont, Moncler, Salvatore Ferragamo, Tesco, Ahold Delhaize NV, Greencycle ed ENI. È stato, inoltre, concluso un finanziamento con Canadian Solar per la realizzazione di impianti fotovoltaici. Si evidenzia il supporto all'acquisition financing in importanti operazioni, come l'acquisizione di Bindi da parte di BC Partners, di Basf Construction Chemicals da parte di Lone Stars, di Coty da parte di KKR e di Pinehill da parte di Indofood CBP. La Banca ha partecipato a diverse operazioni di project financing, tra cui F2i Energie Rinnovabili e Bina Istra (Bouygues), Ventient Energy, VTTI e EnfraGen. Sono stati, inoltre, finalizzati i refinancing di CDP RETI e FLNG Liquefaction 3, Vodafone Hutchinson, Iliad e Louis Delhaize. Nell'M&A il Gruppo ha partecipato come financial advisor alle acquisizioni di Bre.Be.Mi da parte di Aleatica (operazione per la quale la Banca ha svolto anche il ruolo di finanziatore), di Gedi da parte di Giano (Exor) e di Morris Profumi-Atkinson da parte di Euroitalia. Nel Debt Capital Markets la Banca ha svolto il ruolo di bookrunner in numerose emissioni, tra cui LVMH, EssilorLuxottica, AT&T, Nestle, Engie, Ford Motor Credit, United Group BV, Sabine Pass Liquefaction, Unibail Rodamco, Heineken, Signify, Eni, Telefonica, Carrefour, Naturgy, FCA Bank, EDP Energias de Portugal, Iberdrola, General Motors, Ferrari, HeidelbergCement, Snam, APRR, Cellnex, Italgas, Abertis, Acea, Cepsa, Iren, Wolters Kluwer, Volkswagen, Carnival, EDF, Cheniere Energy, WeBuild, Gecina, Cemex SAB de CV, Enagas, Aeroporti di Roma, Azzurra Aeroporti Tengizchevroil, Terna, Hera, EnfraGen e Saipem. Nell'Equity Capital Markets la Banca ha svolto il ruolo di joint global coordinator e joint bookrunner per l'accelerate bookbuilding di Inwit, di joint bookrunner per l'aumento di capitale di Cellnex, oltre al ruolo di coordinator-lead manager nell'IPO di JDE Peet's.

Direzione Internazionale

Nel corso dell'anno la Direzione Internazionale ha gestito l'emergenza COVID-19 sull'intero network internazionale della Divisione IMI C&IB mediante l'attivazione di tutte le soluzioni tecnologiche e organizzative necessarie per la salvaguardia della salute di colleghi e stakeholder nonché per la continuità operativa sui mercati internazionali. La filiale di Shanghai ha inoltre svolto un ruolo importante nel supportare le istituzioni italiane nell'importazione di materiale sanitario in Italia, in particolare nella prima fase della pandemia. L'ampio ricorso al lavoro da remoto, con percentuali di colleghi coinvolti prossime o pari al 100% nella fasi più critiche della pandemia, non ha avuto ripercussioni sul livello di servizio offerto alla clientela, consentendo di mantenere il presidio sul business estero che era stato caratterizzato da un forte sviluppo commerciale nei primi mesi dell'anno, in particolare con la clientela italiana operante all'estero e con i player internazionali presenti sia su mercati maturi sia sui mercati ad alto potenziale. In tale contesto è proseguito il programma Accelerate, avviato nella seconda parte del 2019 dalla Divisione IMI C&IB con l'obiettivo di dare nuovo impulso al business con la clientela internazionale, nell'ambito dell'iniziativa strategica International Growth. Il programma si è focalizzato su analisi forward looking dei diversi settori industriali nello scenario post COVID-19, per essere pronti a contribuire in maniera incisiva alla ripartenza dell'economia nelle aree geografiche in cui opera la Divisione. Lo sviluppo commerciale e organizzativo proseguirà con il programma IMI C&IB International Next, lanciato nel corso dell'ultimo trimestre, che prevede numerose iniziative per adattare il modello commerciale e la struttura organizzativa del network internazionale alle nuove sfide poste dal mutato contesto (tra cui Brexit). Il secondo semestre dell'anno è stato inoltre caratterizzato dal completamento dell'incorporazione della filiale di Banca IMI Londra nella corrispettiva filiale Intesa Sanpaolo, oltre che dall'implementazione delle azioni necessarie per ottemperare allo scenario Brexit. Nel mese di dicembre si è perfezionato l'iter autorizzativo per l'apertura di una nuova filiale a Sydney, che sarà pienamente operativa ad inizio 2021.

L'attuale network estero della Divisione è presente in 25 Paesi, attraverso 14 filiali wholesale, 10 uffici di rappresentanza (cui a livello di Gruppo si aggiunge l'ufficio di Bruxelles facente capo a European Regulatory & Public Affairs e deputato alla gestione dei rapporti con i regolatori sovranazionali), 4 banche corporate (Intesa Sanpaolo Bank Ireland, Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg, Intesa Sanpaolo Brasil S.A. e Banca Intesa-Russia) e Intesa Sanpaolo IMI Securities Corporation.

Direzione Financial Institutions

La Direzione ha continuato ad assistere numerose istituzioni finanziarie italiane e internazionali in operazioni di finanza operativa e straordinaria di particolare complessità e rilevanza strategica, in un contesto di mercato particolarmente sfidante. Per quanto attiene al settore bancario, sia domestico sia internazionale, il Gruppo ha assunto ruoli di advisory, arranging e financing in operazioni finalizzate all'ottimizzazione e al rafforzamento della struttura di capitale, sia sul mercato equity sia su quello del debito, nonché in transazioni di ristrutturazione e cessione di attivi problematici e/o rifinanziamento di asset in bonis. Per quanto attiene al mercato italiano, si ricordano i ruoli di global coordinator nel collocamento di un blocco di azioni Nexi da parte di Mercury UK e, sempre per Nexi, nell'emissione di un prestito obbligazionario convertibile, nonché l'advisory per l'operazione di acquisizione di Nets, incluso il ruolo di MLA per il relativo bridge financing. Sempre sul mercato domestico, si ricordano i ruoli di advisory/arranging con Cassa Centrale Banca in un'operazione GACS per banche di credito cooperativo e i ruoli di joint bookrunner nelle emissioni Tier 2 di MPS e BPER, nonché in quella di debito senior di ICCREA Banca. Sui mercati internazionali, invece, si evidenziano i ruoli di joint bookrunner nelle emissioni senior non preferred di Santander e KBC, nonché nelle emissioni di covered bond di Deutsche Bank, BPCE ed Erste. Da inizio 2020, inoltre, il Gruppo ha ripreso l'attività DCM per operazioni SEC-Registered negli Stati Uniti; in tale ambito si segnala la partecipazione a diverse emissioni dei principali gruppi bancari americani (Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs, JP Morgan, Morgan Stanley, Wells Fargo) e del gruppo canadese Toronto Dominion. L'attività con le financial institutions non bancarie e i governi ha conseguito risultati molto positivi grazie ad una strategia commerciale che ha consentito di cogliere con rapidità le opportunità offerte dal nuovo contesto di mercato. In questo ambito, è stata sviluppata una importante attività con la clientela governativa, impegnata a gestire il nuovo debito derivante dagli interventi a sostegno dell'economia. Sono state, inoltre, effettuate diverse operazioni a sostegno degli operatori finanziari più legati all'economia reale, tra le quali si segnalano le operazioni di finanziamento alle piattaforme di SME lending con garanzia dello Stato (October EU), le operazioni di finanziamento alle maggiori realtà di credito al consumo (Compass, Agos Ducato) e le operazioni di cartolarizzazione, quali quelle sul CQS con Fincontinuo e Dynamica Retail e sui Crediti IVA con Banca Sistema. Si evidenzia, infine, il coinvolgimento in diverse operazioni di rilievo in ambito ESG, tra le quali si segnalano, in particolare, le operazioni di collocamento del primo Green Bond di Unipol e dei primi due Social Bond da parte di CDP, il primo dedicato al Social Housing e il secondo finalizzato a sostenere le imprese e le pubbliche amministrazioni impattate dagli effetti della pandemia. Sul fronte assicurativo si segnala la partecipazione al collocamento del primo RT1 emesso da Unipol. È stato inoltre mantenuto, nonostante il difficile contesto di mercato, un elevato focus anche sulla clientela internazionale con la partecipazione ad operazioni di supporto finanziario per alcuni dei maggiori fondi alternativi internazionali (tra cui Bain Capital, Anacap, Ares, Blackrock) e il collocamento presso operatori esteri delle tranche junior delle recenti operazioni GACS di Intesa Sanpaolo e UBI (Sirio e Rey). Sempre in ambito internazionale, si ricorda l'intervento, come unica banca italiana, nel finanziamento in pool al London Stock Exchange finalizzato all'acquisizione di Refinitiv. La Direzione ha, infine, preso parte all'operazione di riassetto di Borsa Italiana attraverso l'impegno ad acquisire una partecipazione di minoranza di Euronext nell'ambito dell'acquisizione da parte di quest'ultima di Borsa Italiana da LSE. Con questa operazione, il cui closing è atteso entro il primo semestre del 2021, il Gruppo entrerà nel patto parasociale tra gli azionisti stabili del gruppo Euronext. Anche l'attività con le istituzioni finanziarie negli emerging markets è stata impattata dalle condizioni di mercato a livello internazionale. Per quanto riguarda il portafoglio rischi della Banca, si è ridotta in modo significativo l'esposizione verso la Turchia, parzialmente compensata da una ripresa dell'attività con le banche brasiliane favorita da una dinamica favorevole dei tassi. Da segnalare il costante supporto alla clientela esportatrice, caratterizzato da una ripresa di flussi export verso Russia, Bangladesh, Nord Africa ed Egitto. Significativa l'attività di emissione di garanzie verso varie aree geografiche. Relativamente all'area Structured Deals, nonostante il perdurare delle problematiche legate alla pandemia, la parziale ripresa dei prezzi delle commodities ha indotti i produttori ed i traders a rivolgersi al mercato per monetizzare le produzioni future. In particolare, si è registrata nuova attività sia nel settore energia sia in quello dei metalli. In ripresa il ricorso da parte di aziende italiane ad operazioni di finanziamento supportate da SACE e con il contributo di Simest, verso aree quali la Russia, i paesi dell'Europa Orientale e dell'Africa Occidentale. Nel corso del 2020 sono state inoltre realizzate operazioni verso l'Egitto, il Ghana e la Scandinavia. In costante aumento la partecipazione a nuove operazioni di Supply Chain Finance, particolarmente con aziende dell'area nordamericana. Per quanto concerne i fondi di Private Equity e i Sovereign Wealth Funds, il Gruppo è stato coinvolto in un buon numero di operazioni significative, anche sui mercati esteri, rafforzando il proprio posizionamento. Nel mercato italiano, vanno ricordati il ruolo di advisor finanziario di NB Renaissance Partners e Bain Capital nell'acquisizione di Engineering Group, dove la Banca è stata anche MLA e underwriter nell'acquisition financing e global coordinator nell'emissione obbligazionaria della società, e il ruolo di lead arranger e bookrunner nell'acquisition financing a supporto di CVC per l'acquisizione di Genetic, primario operatore italiano attivo nel mercato della produzione e commercializzazione di farmaci generici. È da segnalare, inoltre, il ruolo di global coordinator e joint bookrunner nell'ambito dell'operazione di aumento di capitale di NB Aurora, primo veicolo di permanent capital quotato in Italia sul segmento MIV. Nell'ambito delle operazioni con fondi di private equity nei mercati internazionali, si ricorda il ruolo di underwriter, bookrunner & MLA nel finanziamento per l'acquisizione di Thyssenkrupp Elevator Technologies, società leader nell'installazione e manutenzione di ascensori e sistemi di trasporto passeggeri da parte di Advent, Cinven, ADIA, GIC e RAG e il ruolo di MLA nel rifinanziamento di Curium, società attiva nel settore della medicina nucleare, da parte di CapVest in Francia. Per quanto riguarda l'area dei Sovereign Wealth Funds e dei Pension Funds si segnala il ruolo di joint lead manager and active bookrunner nell'emissione obbligazionaria triple-tranche di Mubadala, la partecipazione alla revolving credit facility a favore di Investcorp ed il finanziamento a favore di un consorzio composto da APG, South Korean Pension Service e Swiss Life AM nell'acquisizione dell'operatore autostradale portoghese Brisa. Per quanto concerne il Fund Financing, infine, si segnala la partecipazione ad una delle prime ESG linked Fund Facilities nel mercato europeo a favore del fondo Investindustrial VII, la partecipazione, in qualità di new lender, alla Revolving Credit Facility diretta al fondo Apax X, nonché l'operazione di anticipo chiamata fondi finalizzata con il fondo Capital Dynamics Clean Energy and Infrastructure VII, partecipato da ADIA, APG e Calstrs.

Direzione Global Transaction Banking

Nel corso del 2020, per supportare le PMI e le imprese corporate durante la pandemia, la Direzione Global Transaction Banking ha sviluppato servizi per migliorare la gestione della liquidità e i livelli di digitalizzazione. In particolare, è stato potenziato il portale digitale Inbiz, rilasciando il nuovo processo di firma digitale e gestione dei contratti direttamente all'interno del corporate banking, oltre a nuove aree di lavoro (es. gestione del circolante) che diano al cliente un unico punto di accesso per i servizi della Banca; sono stati rafforzati i servizi di supporto della clientela grazie all'evoluzione dell'app dedicata e all'assistenza attraverso modalità innovative di colloquio. Nell'ambito del potenziamento del programma filiere, è stato finalizzato l'accordo per offrire il servizio di Dynamic Discounting e proporre ai fornitori il pagamento anticipato delle fatture. È proseguito inoltre lo sviluppo di soluzioni per la Pubblica Amministrazione e i cittadini con servizi quali l'IBAN Check PagoPA attraverso Open Banking e la soluzione PagoPA per alimentare l'app IO. Il supporto commerciale alle imprese è stato costante, anche grazie a forme di consulenza a distanza, che ha permesso di mantenere una solida relazione con i clienti e offrire loro soluzioni adeguate al periodo sia per la gestione del circolante e dell'import/export sia per la digitalizzazione.

Infine, la società di trading commerciale Exetra ha proseguito il supporto alle imprese Made in Italy che vogliono esportare in mercati internazionali.

Global Markets & Investment Banking

Il 2020 è stato un anno pieno di sfide e di grandi avvenimenti chiave: dallo scoppio della pandemia, alle elezioni americane, alla scoperta del vaccino. Relativamente all'area Global Market Securities, l'intenso lavoro di market making (Sales e Trading) su tutte le asset class (Tasso, FX, Commodity, Equity e Credito) e quello di liquidity provider del Brokerage hanno permesso alla Divisione IMI C&IB di soddisfare le richieste della clientela in ogni situazione, generando valore per i clienti. La Divisione ha garantito efficienza e presidio dei mercati durante la pandemia rafforzando nel contempo il remote working e i sistemi interni di controllo e di sicurezza, e promuovendo una sempre maggiore transizione del servizio su modalità elettroniche, in linea con i target di digitalizzazione del Gruppo. Nel corso del 2020, le attività svolte dall'unità Global Market Solutions and Financing hanno confermato la posizione di leadership in Italia sia nelle attività di supporto alla clientela nella gestione dei rischi finanziari, anche con innovative soluzioni ESG-linked, sia nel settore delle cartolarizzazioni e dell'asset based financing; l'unità ha strutturato, finanziato e distribuito soluzioni per la clientela mirate all'ottimizzazione del funding e del capitale economico e regolamentare, al deconsolidamento di attivi performing e non performing e al miglioramento della posizione finanziaria netta della clientela. L'unità ha inoltre consolidato la presenza estera, supportando sia nella gestione rischi sia finanziariamente la clientela corporate e financial institution europea ed extra-europea, nonché importanti investitori esteri nelle loro operazioni di acquisizione di portafogli granulari, sia in Italia che nelle principali giurisdizioni estere. L'area di Finance & Investments ha improntato la strategia verso un pronunciato derisking, sia nei portafogli di banking book sia in quelli di trading, strategie di mitigazione del rischio e azioni volte alla gestione delle circostanze eccezionali dei mercati. È stata garantita la gestione della posizione di liquidità, con l'obiettivo di ottimizzare il margine di interesse nel rispetto delle regole di Liquidity Policy. L'attività del mercato primario nella regione EMEA ha registrato un incremento dei volumi rispetto all'anno precedente pur in un contesto molto volatile degli indici azionari. In tale ambito il team di Equity Capital Markets ha mantenuto il consueto presidio del mercato italiano intervenendo con vari ruoli nelle ABB di Nexi e nella cessione di una quota di Inwit. Nell'ambito delle offerte pubbliche, IMI C&IB ha agito in qualità di coordinatore della raccolta delle adesioni nell'ambito dell'OPAS Intesa Sanpaolo/UBI e delle OPA Gamenet, Molmed e Gedi, che hanno consentito di confermare il ruolo di leadership in Italia. Sul versante internazionale IMI C&IB ha agito nell'ambito dell'IPO di JDE Peet's, nell'aumento di capitale di Cellnex e nelle emissioni obbligazionarie convertibili di STM, Falck Renewables e Pirelli, nonché in qualità di selling agent per Carnival sul NYSE. La Divisione ha infine confermato la propria leadership nel ruolo di specialista e corporate broker sul mercato italiano. Nel mercato obbligazionario italiano, il Debt Capital Markets di IMI C&IB si è posizionato ai vertici nelle classifiche per volumi emessi, incrementati rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente pur in un contesto di mercato molto complesso. Nel segmento Corporate Investment Grade e High Yield la Divisione ha agito in qualità di joint bookrunner nelle emissioni obbligazionarie di primari emittenti in diverse currency (euro, sterline, dollari). Nell'ambito delle Financial Institutions ha agito in qualità di joint bookrunner in emissioni covered, senior unsecured, senior preferred e non preferred, subordinate di primari emittenti italiani ed esteri. Nel segmento degli emittenti sovrani è stata joint bookrunner per la Repubblica Italiana in diverse emissioni tra cui il BTP Futura, BTP Italia e nell'emissione dual tranche di Poste Italiane. La Divisione ha prestato i propri servizi di M&A Advisory nell'ambito di alcune tra le più importanti operazioni annunciate in Italia nel corso del 2020, tra le quali l'acquisizione da parte dei fondi di private equity NB Renaissance e Bain Capital di Engineering e la cessione da parte di TIM di una quota di minoranza in Inwit ad un consorzio guidato da Ardian. A fronte di un generale rallentamento di mercato derivante dalla pandemia, il team di Structured Finance ha conseguito importanti risultati permettendo alla Divisione di mantenere un ruolo di leadership nel mercato italiano e un buon posizionamento competitivo nella più estesa area EMEA. Successivamente allo scoppio della pandemia, vi è stata una particolare focalizzazione dell'attività su operazioni volte a supportare il sistema imprenditoriale italiano in un momento di particolare difficoltà nonché su operazioni con caratteristiche green. Nella parte finale dell'anno vi è stata una ripresa generalizzata delle attività di origination nei diversi segmenti di business, condotto con un approccio selettivo volto a preservare da un lato la qualità creditizia degli impieghi e dall'altro il conseguimento di adeguati ritorni economici. La Divisione, attraverso il desk Corporate Finance BdT ha ricoperto ruoli rilevanti con la clientela della rete commerciale in varie tipologie di operazioni di structured lending, in favore di Wiit, Retelit, Techedge, Arexpo e BioDue, di emissioni obbligazionarie, per la strutturazione dei Basket Bond e nell'equity, tra cui la quotazione di Labomar al segmento AIM Italia di Borsa Italiana.

International Subsidiary Banks

(milioni di euro)
Dati economici 2020 2019
variazioni
assolute %
Interessi netti 1.310 1.370 -60 -4,4
Commissioni nette 505 537 -32 -6,0
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 131 124 7 5,6
Altri proventi (oneri) operativi netti -38 -33 5 15,2
Proventi operativi netti 1.908 1.998 -90 -4,5
Spese del personale -527 -540 -13 -2,4
Spese amministrative -344 -346 -2 -0,6
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -110 -105 5 4,8
Costi operativi -981 -991 -10 -1,0
Risultato della gestione operativa 927 1.007 -80 -7,9
Rettifiche di valore nette su crediti -247 -77 170
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -15 5 -20
Altri proventi (oneri) netti 7 9 -2 -22,2
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 672 944 -272 -28,8
Imposte sul reddito -140 -181 -41 -22,7
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -59 -40 19 47,5
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) - - - -
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi - - - -
Risultato netto 473 723 -250 -34,6
(milioni di euro)
variazioni
Dati operativi 31.12.2020 31.12.2019
assolute %
Finanziamenti verso clientela 36.079 34.038 2.041 6,0
Raccolta diretta bancaria 46.308 43.420 2.888 6,7
Attività di rischio ponderate 32.886 32.916 -30 -0,1
Capitale assorbito 3.459 3.467 -8 -0,2

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

La Divisione International Subsidiary Banks presidia l'attività del Gruppo sui mercati esteri tramite banche commerciali controllate e partecipate che svolgono prevalentemente attività bancaria retail.

Nel 2020 i proventi operativi netti della Divisione si sono attestati a 1.908 milioni, in calo (-4,5%) rispetto al precedente esercizio (-4% a cambi costanti). L'analisi di dettaglio evidenzia che gli interessi netti sono stati pari a 1.310 milioni (-4,4%), principalmente per effetto delle dinamiche evidenziate da VUB Banka (-45 milioni) e PBZ – inclusa Intesa Sanpaolo Bank (Slovenia) e Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina (-32 milioni), solo in parte compensate dagli apporti positivi di Bank of Alexandria (+13 milioni) e CIB Bank (+10 milioni). Le commissioni nette, pari a 505 milioni, hanno mostrato un calo (-6%) essenzialmente riconducibile a PBZ – inclusa Intesa Sanpaolo Bank (Slovenia) e Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina (-33 milioni). Tra le altre componenti di ricavo si evidenzia, in positivo, la dinamica del risultato delle attività e passività finanziarie al fair value (+7 milioni) e, in negativo, quella degli altri oneri operativi netti (+5 milioni).

I costi operativi, pari a 981 milioni, si sono ridotti dell'1% (-0,2% a cambi costanti), grazie al contenimento delle spese del personale e, in minor misura, delle spese amministrative che hanno controbilanciato l'aumento degli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali e materiali.

Per l'andamento descritto dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa ha registrato una diminuzione (-7,9%), attestandosi a 927 milioni. Il risultato corrente lordo, pari a 672 milioni, è diminuito del 28,8%, anche a causa di maggiori

rettifiche di valore su crediti in larga parte riconducibili ad accantonamenti relativi alla pandemia COVID-19. La Divisione ha chiuso il 2020 con un risultato netto di 473 milioni (-34,6%).

Il quarto trimestre 2020 ha evidenziato un risultato della gestione operativa in aumento rispetto al terzo per effetto di una crescita dei ricavi commissionali e del risultato delle attività e passività finanziarie al fair value che ha sopravanzato l'incremento dei costi operativi tipica del fine anno. Il risultato corrente lordo e l'utile netto sono stati negativamente influenzati da maggiori rettifiche di valore su crediti e altri accantonamenti netti.

I volumi intermediati della Divisione hanno evidenziato a fine dicembre 2020 un aumento del 6,4% su base annua riconducibile sia ai crediti verso clientela (+6%), nella componente a medio-lungo termine, sia alla raccolta diretta bancaria (+6,7%), segnatamente i debiti verso clientela. La dinamica dei volumi è principalmente attribuibile alle controllate operanti in Slovacchia, Serbia, Croazia e Ungheria.

Nel corso del 2020 la Divisione International Subsidiary Banks ha continuato nel percorso di convergenza verso un comune modello operativo negli ambiti di governance, controllo/supporto, strategia commerciale e Information Technology.

Con l'obiettivo di rafforzare ed ottimizzare la presenza delle banche estere nei territori di riferimento, nell'ambito dell'HUB Europa Sud-Orientale (Croazia, Bosnia, Slovenia) è stato portato avanti il piano di sviluppo per la banca in Slovenia. Per quanto riguarda l'HUB Europa Centrale (Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria), a seguito della definizione del nuovo modello di governance, è proseguito l'allineamento dei modelli operativi e il rafforzamento delle sinergie commerciali per i settori retail e corporate. Risulta inoltre in fase di prosecuzione l'attività di rifocalizzazione in Ucraina.

In ambito commerciale, è terminata l'estensione del modello di consulenza nei servizi di wealth management in Croazia, Slovenia, Slovacchia e Ungheria. Con riferimento al modello di servizio, nel corso del 2020, si è dato seguito alla diffusione del modello di distribuzione target di Gruppo in Slovacchia, Croazia, Serbia, Ungheria, Slovenia, Romania, Albania e Bosnia (con la conversione di 144 filiali).

In ambito Information Technology è stato adottato il Core Banking System target in Repubblica Ceca ed è stato avviato uno studio di fattibilità per individuare l'approccio target per lo sviluppo del Core Banking System in Slovacchia.

Nel corso dell'anno inoltre sono state avviate le attività progettuali per implementare l'evoluzione della società di servizi IT (ISP International Value Services – ISP IVS) basata in Croazia; risultano altresì intraprese le attività operative della filiale serba grazie al trasferimento del primo nucleo operativo dalla banca serba, ed è stato attivato il processo di registrazione della filiale slovacca.

Con riferimento ai servizi digitali, è continuata l'espansione delle funzionalità e dei servizi digitali in Croazia, Ungheria, Egitto, Slovenia e Albania. È stata inoltra avviata la fase pilota in Serbia, mentre sono proseguite le analisi di dettaglio in Romania e Slovacchia.

Infine, con riferimento allo sviluppo dell'attività di wealth management in Cina, si segnala l'avvio del business attraverso la vendita dei primi prodotti finanziari alla clientela High Net Worth Individual. Invece, per ciò che riguarda la costituzione della Security Company, è stata presentata e accettata l'istanza alla CSRC (China Securities Regulatory Commission) e sono state avviate le relazioni con il regulator locale. Inoltre, si è concluso il processo autorizzativo per la costituzione di una service company funzionale al sostenimento dei costi di pre-apertura della Securities Company e di altri eventuali progetti di sviluppo in Cina post ottenimento delle necessarie autorizzazioni (sia interne sia di Banca d'Italia e BCE).

Business Presidio dell'attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche commerciali
controllate e partecipate.
Missione
Banking.
Indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate estere che svolgono prevalentemente attività
bancaria retail. La Divisione è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del
Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e
analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del
coordinamento dell'operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche
estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione IMI Corporate & Investment
Struttura organizzativa
HUB Europa Sud-Orientale
(SEE HUB)
Presenze in Croazia, Bosnia-Erzegovina, Slovenia.
HUB Europa Centrale
(CE HUB)
Presenze in Slovacchia, Ungheria, Repubblica Ceca.
Altre banche Presenze in Albania, Romania, Serbia, Egitto, Ucraina, Moldavia.
Struttura distributiva 964 filiali in 12 Paesi.

HUB Europa Sud-Orientale (SEE HUB)

Nel 2020 i proventi operativi netti del gruppo Privredna Banka Zagreb sono ammontati a 429 milioni, in calo rispetto al 2019 (-15,6%), in particolare a causa della dinamica cedente delle commissioni, degli interessi netti e del risultato delle attività e passività finanziarie al fair value. I costi operativi, pari a 185 milioni, hanno registrato una diminuzione (-4,4%) grazie ai risparmi su tutte le componenti di spesa. Il risultato della gestione operativa si è attestato a 244 milioni (-22,5%). Il risultato corrente lordo è ammontato a 174 milioni (-34,9%), penalizzato da maggiori rettifiche su crediti; l'utile netto è stato pari a 114 milioni (-43,1%).

Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina ha chiuso il 2020 con un risultato della gestione operativa pari a 22 milioni, in riduzione rispetto al precedente esercizio (-11,4%). Tale dinamica è riconducibile al decremento dei proventi operativi netti (-6,4%) a fronte di una sostanziale stabilità degli oneri operativi. Il risultato corrente lordo, pari a 12 milioni, è diminuito del 41,4% e l'utile netto si è attestato a 9 milioni (-47,5%).

Intesa Sanpaolo Bank (Slovenia) ha realizzato proventi operativi netti per 68 milioni, in diminuzione del 7,6% rispetto al 2019, a causa, principalmente, del calo degli interessi netti, degli altri proventi operativi netti e, in misura minore, delle commissioni nette. I costi operativi sono risultati in flessione (-6,8%) rispetto al precedente esercizio. Il risultato corrente lordo, pari a 20 milioni, è calato del 38,6%, segnatamente a causa delle maggiori rettifiche di valore su crediti. L'utile netto è stato pari a 13 milioni (-45,9%).

HUB Europa Centrale (CE HUB)

Il gruppo VUB Banka ha conseguito un risultato della gestione operativa pari a 229 milioni, in flessione rispetto al precedente esercizio (-2,3%) per effetto di un decremento dei proventi operativi netti (-2,2%) che ha sopravanzato la riduzione dei costi operativi (-2,2%). Il risultato corrente lordo, pari a 159 milioni, ha evidenziato una diminuzione del 18,9%. L'utile netto è ammontato a 83 milioni (-31,1%).

Il gruppo CIB Bank ha presentato proventi operativi netti pari a 177 milioni, in aumento del 4,8% rispetto al 2019 grazie alla dinamica positiva degli interessi netti e del risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value. I costi operativi hanno evidenziato un calo (-9,1%) soprattutto sulle spese del personale. Il risultato netto si è attestato a 21 milioni, in contrazione del 49% rispetto al precedente esercizio per effetto principalmente di maggiori rettifiche di valore nette su crediti.

Altre banche

Intesa Sanpaolo Bank Albania (inclusa Veneto Banka Sh.A.) ha evidenziato un risultato della gestione operativa pari a 17 milioni, in diminuzione rispetto al 2019 (-17,9%) a causa della decrescita dei ricavi e dell'aumento dei costi operativi. Il risultato corrente lordo, pari a 16 milioni, e l'utile netto (10 milioni) si sono attestati su livelli inferiori rispetto agli analoghi valori del precedente esercizio.

Intesa Sanpaolo Bank Romania ha registrato un risultato della gestione operativa pari a 13 milioni, in diminuzione rispetto al 2019 (-20,3%), per effetto di minori proventi operativi netti (-11,4%), segnatamente gli interessi netti, le commissioni nette e il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value, che hanno più che compensato la decrescita dei costi operativi (-6,4%). La società ha chiuso l'esercizio 2020 con un risultato netto sostanzialmente nullo che si confronta con l'utile di 12 milioni rilevato nel 2019.

Banca Intesa Beograd, inclusa Intesa Leasing Beograd, ha realizzato un risultato della gestione operativa pari a 158 milioni, in calo del 5,2% rispetto al 2019. I proventi operativi netti hanno evidenziato una riduzione dell'1,4% ascrivibile principalmente alla dinamica sfavorevole degli altri proventi operativi netti, del risultato delle attività e passività finanziarie al fair value e delle commissioni nette. I costi operativi sono risultati in aumento (+5,1%) rispetto a quelli del precedente esercizio. Il risultato corrente lordo si è attestato a 118 milioni (-17,6%) mentre l'utile netto è ammontato a 82 milioni (-23,1%).

Bank of Alexandria, che ha beneficiato della rivalutazione della lira egiziana, ha conseguito un risultato della gestione operativa pari a 213 milioni, in linea con il precedente esercizio (-4% a cambi costanti). I proventi operativi netti, pari a 364 milioni, sono aumentati (+3,3%; -0,9% a cambi costanti) grazie principalmente alla dinamica positiva del margine di interesse e delle commissioni. I costi operativi hanno mostrato un incremento (+8,2%; +3,8% a cambi costanti) in particolare sulle spese amministrative. Il risultato netto è ammontato a 125 milioni, in calo del 26,3% (-29,3% a cambi costanti).

Pravex ha realizzato un risultato della gestione operativa negativo per 4,9 milioni, che si confronta con -4,2 milioni dell'anno precedente, a causa di minori proventi operativi netti (-18,3%), riconducibili all'evoluzione negativa degli interessi netti, nonostante un calo dei costi operativi (-11,4%). Il risultato netto è stato pari a -4,6 milioni (-3,9 milioni nel 2019).

Eximbank ha registrato un risultato della gestione operativa pari a 0,9 milioni, in decremento del 13,1% rispetto all'esercizio precedente a causa di una crescita dei costi operativi che ha assorbito l'incremento dei proventi operativi netti. Il risultato netto, pari a -1,3 milioni, si confronta con un utile di 2,2 milioni del 2019 per effetto principalmente delle maggiori rettifiche su crediti.

Private Banking

(milioni di euro)
Dati economici 2020 2019 variazioni
assolute %
Interessi netti 196 177 19 10,7
Commissioni nette 1.714 1.747 -33 -1,9
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 28 41 -13 -31,7
Altri proventi (oneri) operativi netti 6 6 - -
Proventi operativi netti 1.944 1.971 -27 -1,4
Spese del personale -347 -353 -6 -1,7
Spese amministrative -200 -205 -5 -2,4
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -57 -56 1 1,8
Costi operativi -604 -614 -10 -1,6
Risultato della gestione operativa 1.340 1.357 -17 -1,3
Rettifiche di valore nette su crediti -12 -2 10
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -42 -30 12 40,0
Altri proventi (oneri) netti -4 9 -13
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 1.282 1.334 -52 -3,9
Imposte sul reddito -378 -394 -16 -4,1
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -30 -21 9 42,9
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -2 -2 - -
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi 1 1 - -
Risultato netto 873 918 -45 -4,9
(milioni di euro)
Dati operativi 31.12.2020 31.12.2019 variazioni
assolute %
Risparmio gestito (1) 130.946 122.660 8.286 6,8
Attività di rischio ponderate 9.549 9.184 365 4,0
Capitale assorbito 866 798 68 8,5

(1) Dati riesposti in coerenza con i criteri di rendicontazione della raccolta indiretta consolidata.

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

La Divisione Private Banking ha la missione di servire il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals), creando valore attraverso l'offerta di prodotti e servizi mirati all'eccellenza. La Divisione coordina l'operatività di Fideuram, Fideuram Investimenti (dal 1° gennaio 2021 Fideuram Asset Management SGR), Intesa Sanpaolo Private Banking, SIREF Fiduciaria, Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval, Fideuram Asset Management Ireland, Fideuram Bank (Luxembourg) e Financière Fideuram.

Nel 2020 la Divisione ha realizzato un risultato corrente lordo pari a 1.282 milioni, in diminuzione di 52 milioni (-3,9%) rispetto al 2019 per effetto della riduzione dei ricavi (-27 milioni) e degli altri proventi netti (-13 milioni) nonché per maggiori accantonamenti per rischi e oneri (+12 milioni) e rettifiche di valore su crediti (+10 milioni). In senso opposto si sono mossi gli oneri operativi, che hanno evidenziato risparmi per 10 milioni, concentrati sulle spese del personale e amministrative.

L'andamento dei proventi operativi netti è da ricondurre alla flessione delle commissioni nette (-33 milioni) e del risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value (-13 milioni), parzialmente compensata dall'aumento del margine di interesse (+19 milioni).

La dinamica delle attività finanziarie è imputabile a minori plusvalenze realizzate con la cessione di titoli di debito del portafoglio al fair value con impatto sulla redditività complessiva, mentre quella delle commissioni nette è riconducibile alla flessione delle commissioni di performance e all'aumento delle commissioni passive per le incentivazioni a favore delle reti distributive. La crescita del margine di interesse è dovuta all'incremento dei volumi medi prevalentemente riferito ai depositi a scadenza di tesoreria e al contenimento del costo medio della raccolta.

La Divisione ha chiuso il 2020 con un utile netto di 873 milioni, in diminuzione del 4,9% rispetto al precedente esercizio.

Relativamente alle masse gestite e amministrate, si segnala che i valori vengono esposti in coerenza con i criteri di rendicontazione della raccolta indiretta utilizzati nel consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo, in particolare attraverso l'elisione di conti correnti della clientela correlati alle operazioni di investimento, di obbligazioni e di certificates che, pur facendo parte del patrimonio del cliente, trovano già rappresentazione nell'ambito della raccolta diretta. Si evidenzia inoltre una riallocazione dei prodotti di terzi da risparmio gestito a risparmio amministrato.

Al 31 dicembre 2020 le masse gestite e amministrate, che includono anche il contributo dei mandati fiduciari a SIREF Fiduciaria, sono state pari a 213,9 miliardi (+10,4 miliardi rispetto a inizio anno). Tale andamento è riconducibile all'apporto positivo della raccolta netta, unitamente alla rivalutazione delle masse nella seconda parte dell'anno. La componente di risparmio gestito si è attestata a 130,9 miliardi (+8,3 miliardi).

Nell'ambito del progetto di sviluppo internazionale della Divisione Private Banking, è stata realizzata la liquidazione di Morval Vonwiller Assets Management Co. Ltd e di Southern Group Ltd ed è stata avviata la liquidazione di Morval Bank & Trust Cayman Ltd e di Intesa Sanpaolo Private Monaco SAM; inoltre si è concluso un accordo per la costituzione di una partnership strategica con Reyl & Cie S.A., banca elvetica controllante dell'omonimo gruppo bancario, e per la cessione da parte di Fideuram Bank (Luxembourg) del ramo d'azienda relativo alle attività di banca depositaria e fund administration a State Street Bank.

In seguito all'acquisizione di UBI Banca da parte di Intesa Sanpaolo, sono state avviate le operazioni di assegnazione a Fideuram della partecipazione totalitaria in IW Bank, unitamente al ramo d'azienda di UBI Banca costituito dalle unità dedicate allo svolgimento delle attività di service a favore di IW Bank, di assegnazione a Intesa Sanpaolo Private Banking del ramo d'azienda costituito dall'unità divisionale "TOP Private Banking" e di conferimento a Fideuram Bank (Luxembourg) di UBI Trustee.

Business Attività di raccolta e gestione del risparmio attraverso reti di consulenti finanziari e private bankers
dipendenti, al servizio della clientela con un potenziale di risparmio elevato.
Missione Migliorare e ampliare il portafoglio prodotti e incrementare il livello di servizio, offrendo alla
clientela la possibilità di scegliere la rete che meglio soddisfa i propri bisogni; assistere i clienti
nella gestione consapevole dei loro patrimoni, partendo da un'attenta analisi delle reali esigenze e
del profilo di rischio; offrire consulenza finanziaria e previdenziale nella piena trasparenza e nel
rispetto delle regole.
Struttura organizzativa
Fideuram Dedicata alla produzione, gestione e distribuzione di servizi e prodotti finanziari alla clientela di
alto profilo attraverso un network di circa 4.800 private bankers appartenenti alle reti Fideuram e
Sanpaolo Invest.
Intesa Sanpaolo Private
Banking
Banca dedicata alla clientela private (attività finanziarie superiori ad 1 milione), alla quale eroga
servizi finanziari volti a proteggere, valorizzare ed accompagnare nel tempo il patrimonio
attraverso una rete di circa 900 private bankers, in larga parte dipendenti.
Intesa Sanpaolo Private
Bank (Suisse) Morval
Banca dedicata allo sviluppo della clientela private internazionale, che opera tramite un gruppo di
società specializzate nel wealth management e nel private banking.
SIREF Fiduciaria Società specializzata nell'erogazione di servizi fiduciari.
Struttura distributiva Network di 230 filiali in Italia, 4 filiali all'estero e 5.741 private bankers.

Asset Management

(milioni di euro)
Dati economici 2020 2019 variazioni
assolute %
Interessi netti - 1 -1
Commissioni nette 835 799 36 4,5
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value -1 5 -6
Altri proventi (oneri) operativi netti 33 35 -2 -5,7
Proventi operativi netti 867 840 27 3,2
Spese del personale -82 -82 - -
Spese amministrative -69 -70 -1 -1,4
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -5 -5 - -
Costi operativi -156 -157 -1 -0,6
Risultato della gestione operativa 711 683 28 4,1
Rettifiche di valore nette su crediti - - - -
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività - - - -
Altri proventi (oneri) netti - - - -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 711 683 28 4,1
Imposte sul reddito -189 -165 24 14,5
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -2 - 2 -
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) - - - -
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -1 - 1 -
Risultato netto 519 518 1 0,2
(milioni di euro)
Dati operativi 31.12.2020 31.12.2019 variazioni
assolute %
Risparmio gestito 273.318 265.813 7.505 2,8
Attività di rischio ponderate 1.354 1.446 -92 -6,4
Capitale assorbito 159 146 13 8,9

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

La Divisione Asset Management ha la missione di sviluppare le migliori soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo e la presenza nel segmento dell'open market tramite la società controllata Eurizon Capital e le sue partecipate.

I proventi operativi netti del 2020, pari a 867 milioni, hanno evidenziato un incremento del 3,2% rispetto all'esercizio precedente ascrivibile alla crescita dei ricavi commissionali, correlata alle buone performance dei prodotti di gestione del risparmio, che ha ampiamente compensato il contributo negativo derivante dalla valutazione al fair value del portafoglio finanziario in cui sono investite le disponibilità liquide della Divisione e, in misura minore, il calo degli altri proventi operativi netti nonostante l'apporto positivo delle partecipate consolidate a patrimonio netto. In particolare le commissioni nette hanno beneficiato della crescita delle commissioni di incentivo incassate a fine anno e di quelle di collocamento; per contro le commissione di gestione hanno risentito del riposizionamento dell'asset mix dei patrimoni gestiti conseguente alle turbolenze dei mercati finanziari a seguito della diffusione della pandemia. I costi operativi hanno evidenziato nel periodo una lieve diminuzione (-0,6%) determinata dalle spese amministrative sia per l'efficientamento della macchina operativa sia per la situazione di crisi che ha rallentato la dinamica della spesa. Dato l'andamento descritto dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa è stato pari a 711 milioni, in progresso del 4,1% rispetto al 2019. La Divisione ha chiuso il 2020 con un risultato netto pari a 519 milioni, su livelli pressoché analoghi a quelli del 2019.

Complessivamente il risparmio gestito dalla Divisione Asset Management si è attestato al 31 dicembre 2020 a 273,3 miliardi, in aumento di 7,5 miliardi (+2,8%) su base annua grazie alla rivalutazione delle masse e alla raccolta netta positiva. Quest'ultima ha apportato nell'esercizio un flusso netto di 1,5 miliardi, cui hanno contribuito i fondi comuni (+1,1 miliardi) e i prodotti dedicati a clienti istituzionali (+1 miliardo), derivanti in particolare dai mandati assicurativi, solo in parte assorbiti dai deflussi delle gestioni patrimoniali per clientela retail e private (-0,6 miliardi). Nel terzo e nel quarto trimestre la crescita delle masse gestite è stata favorita anche dal buon andamento dei mercati che hanno recuperato gli effetti negativi determinati dall'evento epidemico.

Al 31 dicembre 2020 la quota del mercato italiano di Eurizon Capital sul patrimonio gestito è risultata pari al 14,4% (al lordo delle duplicazioni). Escludendo il comparto dei fondi chiusi, in cui la società è presente con il solo fondo azionario "Eurizon Italian Fund- Eltif", la quota di risparmio gestito a fine dicembre sale al 14,8%.

Business Asset management.
Missione Fornire prodotti di risparmio gestito di tipo collettivo (OICR) e individuale alla clientela del Gruppo,
nonché sviluppare la presenza nel segmento dell'open market attraverso specifici accordi di
distribuzione con altre reti e investitori istituzionali.
Struttura organizzativa
Eurizon Capital SGR Specializzata nella gestione attiva del risparmio sia per la clientela retail (fondi comuni di
investimento e gestioni patrimoniali) sia per la clientela istituzionale, alla quale offre un'ampia
gamma di prodotti e servizi di investimento.
Epsilon SGR Specializzata nella gestione di portafoglio su basi quantitative. E' controllata al 100% da Eurizon
Capital SGR.
Eurizon Capital Real Asset
SGR
Specializzata negli investimenti alternativi. E' controllata al 51% da Eurizon Capital SGR e
partecipata per il restante 49% da Intesa Sanpaolo Vita.
Eurizon Capital S.A.
(Lussemburgo)
La società gestisce e distribuisce OICR di diritto lussemburghese rivolti alla clientela retail e
istituzionale e offre un'ampia gamma di servizi dedicati agli investitori istituzionali. È centro di
specializzazione nella gestione a limitato tracking error (LTE) e di prodotti monetari.
Eurizon Capital (HK) Ltd.
(Hong Kong)
Società controllata al 100% da Eurizon Capital SGR, costituita per sviluppare le attività di
consulenza in materia di strumenti finanziari, di gestione di portafogli e di distribuzione sul mercato
asiatico.
Eurizon Asset Management
Slovakia
(Slovacchia)
Società di asset management slovacca, controllata al 100% da Eurizon Capital SGR, cui fanno
capo l'ungherese CIB IFM e la croata PBZ Invest (polo dell'asset management nell'Est Europa).
PBZ Invest d.o.o.
(Croazia)
Società di asset management croata, controllata in via totalitaria dalla società slovacca Eurizon
Asset Management Slovakia. Promuove e gestisce fondi comuni di investimento di diritto croato e
offre servizi di gestione di portafoglio individuale per la clientela retail e istituzionale.
CIB Investment Fund
Management Ltd
(Ungheria)
Società di asset management ungherese, controllata in via totalitaria dalla società slovacca
Eurizon Asset Management Slovakia. Promuove e gestisce fondi comuni di investimento di diritto
ungherese e offre servizi di gestione di portafoglio individuale per la clientela retail e istituzionale.
Eurizon SLJ Capital Ltd
(U.K.)
Società di diritto inglese controllata da Eurizon Capital SGR con il 65% del capitale, attiva nella
ricerca e nella fornitura di servizi di investimento e consulenza.
Oval Money Ltd Startup FinTech italo-inglese attiva nel mondo del risparmio e prevalentemente nel settore dei
servizi di Personal Financing Management, partecipata da Eurizon Capital SGR con il 12,78% del
capitale.
Penghua Fund Management
Company Limited
Fund manager di diritto cinese partecipata da Eurizon Capital SGR per il 49% del capitale.

Insurance

(milioni di euro)
Dati economici 2020 2019 variazioni
assolute %
Interessi netti - - - -
Commissioni nette 2 - 2 -
Risultato dell'attività assicurativa 1.268 1.228 40 3,3
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value - - - -
Altri proventi (oneri) operativi netti -13 -12 1 8,3
Proventi operativi netti 1.257 1.216 41 3,4
Spese del personale -99 -95 4 4,2
Spese amministrative -126 -117 9 7,7
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -16 -12 4 33,3
Costi operativi -241 -224 17 7,6
Risultato della gestione operativa 1.016 992 24 2,4
Rettifiche di valore nette su crediti - - - -
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -17 -2 15
Altri proventi (oneri) netti - - - -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 999 990 9 0,9
Imposte sul reddito -220 -266 -46 -17,3
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -16 -2 14
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -24 -16 8 50,0
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -53 -45 8 17,8
Risultato netto 686 661 25 3,8
Dati operativi 31.12.2020 31.12.2019 (milioni di euro)
variazioni
assolute %
Raccolta diretta assicurativa (1) 172.609 165.953 6.656 4,0
Attività di rischio ponderate - - - -
Capitale assorbito 4.064 3.804 260 6,8

(1) Inclusi i titoli subordinati emessi dalle compagnie.

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

La Divisione Insurance è costituita da Intesa Sanpaolo Vita, Intesa Sanpaolo Life, Fideuram Vita, Intesa Sanpaolo Assicura e Intesa Sanpaolo RBM Salute, con la missione di sviluppare in modo sinergico l'offerta dei prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo.

Nel 2020 la Divisione ha conseguito un risultato dell'attività assicurativa pari a 1.268 milioni, in crescita di 40 milioni (+3,3%) rispetto al 2019. Il miglioramento del risultato, conseguito nonostante la minor redditività riveniente dagli investimenti sul portafoglio vita rispetto al precedente esercizio, è attribuibile in prevalenza all'aumento dei ricavi legati al business danni, quest'ultimo caratterizzato da una significativa riduzione dei sinistri registrati durante il periodo di lockdown a seguito dell'emergenza COVID-19.

Il risultato corrente lordo, pari a 999 milioni, ha evidenziato un aumento di 9 milioni (+0,9%), imputabile alla citata dinamica positiva dei proventi operativi netti, quasi interamente controbilanciata da un incremento degli oneri operativi (+7,6%) e delle rettifiche di valore su altre attività a fronte del difficile contesto di mercato.

Il cost/income, pari al 19,2%, si è mantenuto su livelli eccellenti, di poco superiori a quelli osservati nel 2019.

Infine l'utile netto, dopo l'attribuzione delle imposte per 220 milioni, degli oneri di integrazione e incentivazione all'esodo per 16 milioni, degli effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione per 24 milioni e dell'utile di pertinenza di terzi per 53 milioni, è ammontato a 686 milioni (+3,8%).

La raccolta diretta assicurativa, pari a 172.609 milioni, ha mostrato un incremento del 4% su base annua (+6,7 miliardi) ascrivibile a tutte le componenti e, segnatamente, alla crescita delle riserve tecniche.

La raccolta premi vita e previdenza della Divisione si è attestata a 17 miliardi, con un calo del 5% rispetto all'esercizio precedente imputabile sia ai prodotti tradizionali sia a quelli unit linked. Per contro, i prodotti previdenziali sono risultati in leggero aumento (+1%).

I premi del business protezione sono stati pari a 1.196 milioni, in flessione del 4% rispetto al 2019 riesposto includendo Intesa Sanpaolo RBM Salute per omogeneità di confronto. Si evidenzia un incremento dei prodotti non-motor (escluse le CPI - Credit Protection Insurance), su cui si concentra il Piano d'Impresa 2018-2021, in crescita del 3%.

Business Insurance ramo vita e ramo danni.
Missione Sviluppare l'offerta di prodotti assicurativi e previdenziali rivolti alla clientela del Gruppo.
Struttura organizzativa
Intesa Sanpaolo Vita Capogruppo assicurativa specializzata nell'offerta di prodotti assicurativi, di previdenza e per la
tutela della persona e del patrimonio a servizio della Banca dei Territori. La Compagnia controlla
al 100% Intesa Sanpaolo Life e Intesa Sanpaolo Assicura e detiene il 49% di Intesa Sanpaolo
Smart Care, la società dedicata alla commercializzazione di prodotti hardware e software e alla
prestazione di servizi telematici di assistenza, controllata al 51% da Intesa Sanpaolo (Divisione
Banca dei Territori). Nel mese di maggio 2020 ha acquisito il controllo di RBM Assicurazione
Salute.
Intesa Sanpaolo Life Specializzata nei prodotti vita a più alto tenore finanziario, quali i prodotti unit linked.
Intesa Sanpaolo Assicura Dedicata al business danni, offre alla clientela un'ampia gamma di prodotti in grado di coprire i
danni alla persona, ai veicoli, alla casa e tutelare i finanziamenti.
Intesa Sanpaolo RBM Salute Specializzata nel business salute.
Fideuram Vita Specializzata nell'offerta di prodotti assicurativi, di previdenza e per la tutela della persona e del
patrimonio a servizio della Divisione Private Banking.

Centro di Governo

Al Centro di Governo, cui è demandato il presidio delle funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo dell'intero Gruppo, fanno capo anche la Direzione NPE nonché le attività di Tesoreria e di ALM Strategico.

Le attività delle Strutture del Centro di Governo hanno evidenziato nel 2020 un risultato della gestione operativa negativo per 1.916 milioni, che si confronta con il risultato di -1.337 milioni del precedente esercizio. Tale andamento è essenzialmente riconducibile alla dinamica cedente dei proventi operativi netti, in gran parte imputabile alla contrazione del risultato delle attività e passività finanziarie al fair value, che nel 2019 aveva beneficiato di significative plusvalenze; hanno altresì fornito un apporto negativo gli interessi, per il maggior costo della liquidità in eccesso in relazione alla diminuzione dei tassi di mercato a breve termine, sempre in territorio negativo, e le commissioni, principalmente per effetto dell'incremento delle garanzie ricevute su operazioni di copertura del rischio di credito. Gli oneri operativi, al netto di quanto riaddebitato in quota parte alle business unit in relazione allo svolgimento di attività di service, regolate da specifici contratti, sono risultati più contenuti rispetto a quelli del 2019. Il risultato corrente lordo, che include sia i maggiori accantonamenti su crediti in relazione all'emergenza sanitaria (742 milioni) sia gli utili afferenti le componenti reddituali riferite al ramo acquiring conferito a Nexi (1.163 milioni), si è attestato a -1.779 milioni. Il 2020 si è chiuso con un risultato netto di -1.578 milioni, che si confronta con la perdita di 1.468 milioni contabilizzata nell'anno precedente. Il conto economico del Centro di Governo comprende gli oneri imposti da disposizioni legislative e/o finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario e, di conseguenza, al di fuori del governo aziendale. Tali oneri sono ammontati - al netto delle imposte - a 465 milioni, in aumento rispetto ai 360 milioni del 2019 principalmente per effetto di maggiori oneri riferibili ai fondi di garanzia dei depositi.

Attività di tesoreria

Nell'ambito della Tesoreria e Finanza di Gruppo sono ricomprese le attività di tesoreria di servizio in euro e in valuta, la gestione integrata dei fabbisogni e delle eccedenze di liquidità, nonché dei rischi finanziari (ALM) e di regolamento.

Il 2020 ha visto Intesa Sanpaolo confermare il proprio ruolo sistemico di "partecipante critico" all'interno dei sistemi di regolamento della BCE (T2 per il cash e T2S per i titoli). Nel mese di dicembre, inoltre, si è conclusa la certificazione che permetterà alla Banca di mantenere lo status di "Target2 critical participant" anche per il 2021.

Nel corso dell'anno, l'escalation della pandemia di COVID-19 ha portato anche Intesa Sanpaolo, come la quasi totalità delle altre banche europee, a lavorare con alte percentuali di smart working, concentrando gli sforzi sul "business as usual" e sulle attività propedeutiche all'incremento della digitalizzazione per far fronte all'emergenza. Di riflesso, pur non avendo fermato le attività progettuali dell'area pagamenti, si è registrato un leggero rallentamento anche dei cantieri preposti alla realizzazione del progetto "T2-T2S Consolidation" e di tutti i progetti correlati.

Tale situazione di emergenza ha convinto la BCE a posticipare di un anno (novembre 2022) l'avvio della nuova piattaforma per il regolamento cash (Target2); a metà settembre ha ufficializzato le nuove milestones di progetto per i prossimi due anni.

Parallelamente, tutti i progetti correlati alla "T2-T2S Consolidation" sono stati ripianificati e spostati di un anno. Questo vale per tutta l'orbita dei sistemi ancillari (come quelli di EBA Clearing per il regolamento dei bonifici SEPA) e, soprattutto, per "ECMS" (Eurosystem Collateral Management System), il nuovo sistema centralizzato di gestione del collaterale a trazione Eurosistema, che vedrà la luce nel novembre 2023 e che concluderà il processo di rinnovamento dei "Target Services" della BCE. Da ultimo, sempre nell'ambito dei progetti istituzionali europei, la BCE a settembre ha reso nota la sua strategia per far decollare i pagamenti istantanei nell'area euro. Questo avverrà attraverso l'evoluzione del sistema TIPS (Target Instant Payments System) in un servizio che veicoli al suo interno tutti i pagamenti istantanei europei, inclusi quelli derivanti dalle diverse Clearing Houses nazionali (go-live previsto al 15 dicembre 2021).

Nel 2020 la diffusione a livello mondiale del COVID-19 ha portato la quasi totalità dei Governi a introdurre misure altamente restrittive per la circolazione delle persone e per le attività produttive.

Le principali Banche Centrali hanno agito tempestivamente immettendo liquidità sul mercato e introducendo tutte le misure possibili utili a contrastare i pesanti effetti negativi sulle economie e preservare la trasmissione della liquidità all'interno dei propri sistemi monetari. Il secondo semestre dell'anno ha evidenziato un deciso rimbalzo degli indicatori economici in seguito alla riapertura delle attività economiche e in concomitanza con il ridursi dei casi di COVID-19 tra i Paesi Europei. Nonostante questo, la situazione economica è rimasta molto fragile con molti settori industriali che hanno necessitato di ingenti aiuti da parte dei Governi per il permanere delle incertezze a livello globale. Con l'autunno, la nomina di Biden come nuovo Presidente degli Stati Uniti e, soprattutto, le positive notizie legate all'efficienza dei vaccini per contrastare il COVID-19 hanno fatto da contraltare al riacutizzarsi del contagio. Negli ultimi mesi dell'anno molti Governi hanno dovuto reintrodurre stringenti misure di limitazione della circolazione delle persone seppur evitando una chiusura generalizzata come accaduto in primavera. Nel frattempo, le difficili trattative tra UK ed EU per trovare un accordo post-Brexit hanno finito per generare incertezza sino quasi allo scadere del 31 dicembre 2020, termine ultimo della fase di transizione verso l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea.

In questo contesto la BCE ha creato uno strumento per affrontare gli effetti negativi della pandemia sull'economia con il PEPP (Pandemic Extraordinary Purchase Programme) e introdotto sul mercato ingente liquidità a tassi favorevoli attraverso le TLTRO. Infine, con la riunione di dicembre, ha deciso di ricalibrare la propria politica monetaria incrementando ulteriormente il PEPP fino ad un valore totale di 1.850 miliardi, estendendo inoltre la finestra degli acquisti di tale programma fino a marzo 2022 e introducendo tre nuove aste TLTRO tra giugno e dicembre 2021 applicando condizioni favorevoli sul tasso fino a giugno 2022. Inoltre, durante la riunione, la Presidente Lagarde ha sottolineato come la flessibilità insita in alcuni strumenti sia fondamentale per supportare l'economia europea. Anche la FED ha mantenuto una politica molto accomodante annunciando di voler supportare l'economia americana per lungo tempo.

La curva dell'Euribor che in primavera, nel periodo più acuto della crisi sanitaria, era cresciuta notevolmente sulla scorta del crescente rischio di credito, con gli interventi della BCE ha iniziato un trend discendente che ha spinto al ribasso i fixing Euribor verso nuovi minimi assoluti e con l'intera curva al di sotto del tasso della Deposit Facility (-0,50%). La curva €STR swap è rimasta meno volatile, scontando di volta in volta interventi al ribasso sui tassi che ora vedono un'aspettativa per un taglio di 10 basis points della Deposit Facility tra la fine del 2021 e l'inizio del 2022.

Per quanto riguarda l'attività di raccolta sul mercato cartolare a breve termine in euro e divisa di Intesa Sanpaolo, l'ammontare complessivo è diminuito con il passare dei mesi prevalentemente a causa di un minore interesse per la raccolta di breve termine grazie alla più che solida posizione di liquidità detenuta dalla Banca.

Nel 2020, nel quadro dell'operatività di funding a medio/lungo termine, l'ammontare complessivo delle emissioni del Gruppo collocate sul mercato domestico, attraverso reti proprie e direct listing, è stato pari a 5,15 miliardi. Nell'ambito dei titoli collocati si è registrata una prevalenza (80%) della componente costituita da strumenti finanziari strutturati, rappresentati principalmente da strutture legate ad indici. Nella scomposizione per vita media, il 19% è costituito da strumenti con scadenza fino a 4 anni, il 78% con scadenza 5, 6 e 7 anni ed il restante 3% con scadenza a 8 e 10 anni.

In particolare, nel primo semestre sono state collocate tramite la rete della Divisione Private Banking due emissioni obbligazionarie subordinate (una regolata a tasso fisso ed una a tasso variabile) T2 con durata 7 anni, destinate a clienti professionali e controparti qualificate, per un importo complessivo di circa 900 milioni. I titoli sono negoziati sul Segmento Professionale (ExtraMOT PRO) del Mercato ExtraMOT.

Quanto alla raccolta sui mercati internazionali, nel periodo sono state perfezionate operazioni istituzionali unsecured per un controvalore complessivo di circa 7,14 miliardi, di cui 6,48 miliardi tramite l'emissione di titoli senior preferred e strumenti finanziari subordinati collocati sull'euromercato e 660 milioni tramite l'emissione di titoli obbligazionari e certificates da parte della Divisione IMI Corporate & Investment Banking collocati presso investitori istituzionali domestici.

Con riferimento al comparto senior preferred, nel mese di gennaio è stata perfezionata un'emissione per 350 milioni di GBP (corrispondenti a circa 413 milioni di euro), a tasso fisso a 10 anni, destinata al mercato anglosassone ed europeo. Nel mese di maggio è stato emesso un titolo da 1,25 miliardi, a tasso fisso a 5 anni, destinato ad investitori istituzionali europei. Nel corso dell'anno sono stati inoltre effettuati piazzamenti privati senior preferred in euro, dollari australiani e yen per un controvalore complessivo pari a 300 milioni di euro circa.

Sono inoltre state perfezionate due emissioni di strumenti di capitale AT1 destinate ai mercati internazionali per un importo complessivo pari a 3 miliardi. La prima emissione, per 1,5 miliardi, è stata perfezionata in febbraio in formato dual tranche da 750 milioni ciascuna, con facoltà di rimborso anticipato esercitabile dall'emittente a partire, rispettivamente, dal quinto e dal decimo anno dalla data di emissione e, successivamente, in ciascuna data di pagamento delle cedole. La seconda emissione, da 1,5 miliardi, è stata perfezionata in settembre, sempre in formato dual tranche da 750 milioni ciascuna, con facoltà di rimborso anticipato esercitabile dall'emittente a partire, rispettivamente, dal settimo anno e mezzo e dall'undicesimo anno dalla data di emissione e, successivamente, in ciascuna data di pagamento delle cedole. I termini contrattuali degli strumenti prevedono che il pagamento degli interessi sia a totale discrezione dell'emittente (seppur soggetto a talune limitazioni regolamentari). Qualora il Common Equity Tier 1 (CET1) del Gruppo o di Intesa Sanpaolo scenda al di sotto del 5,125%, il valore nominale degli strumenti verrà ridotto temporaneamente dell'importo necessario a ripristinare la suddetta soglia (5,125% del CET1), tenendo conto anche degli altri strumenti con caratteristiche similari. Infine, si segnala, a gennaio 2020, l'emissione da parte di UBI Banca di uno strumento di AT1 per 400 milioni, con facoltà di rimborso anticipato esercitabile dall'emittente in ogni giorno tra il 20 gennaio 2025 ed il 20 giugno 2025 compresi.

Sono state infine perfezionate due emissioni di strumenti subordinati di tipo T2 in formato club deal denominate in euro e in GBP. A giugno è stata effettuata un'emissione per 350 milioni di GBP (corrispondenti a circa 393 milioni di euro), a tasso fisso a 10 anni destinata al mercato anglosassone, e, nel mese di ottobre, è stato collocato un titolo di 350 milioni, a tasso fisso a 10 anni, incrementato per ulteriori 150 milioni nel mese di dicembre. Infine, a dicembre, Intesa Sanpaolo Vita ha perfezionato un'emissione di 600 milioni di titoli subordinati T2 a tasso fisso a 10 anni, destinata ad investitori istituzionali. In fase di emissione, una parte significativa dell'importo è stata temporaneamente trattenuta dalla Divisione IMI CIB per successiva vendita sul secondario.

Nell'ambito del programma garantito da ISP OBG, si è proceduto in febbraio ad estinguere anticipatamente i titoli della serie n. 6, 15 e 16 per complessivi 3,484 miliardi e ad emettere due nuove serie, la n. 38 e 39 per un ammontare di 1,75 miliardi ciascuna. Nel mese di marzo è stata emessa la serie n. 40 per un ammontare di 1,8 miliardi. I titoli sono a tasso variabile, con una scadenza rispettivamente a 13 anni per la serie n. 38, e 14 anni per le serie n. 39 e 40.

Nel mese di aprile sono stati emessi i titoli della serie n. 41 e 42, ciascuna di 2,4 miliardi a tasso variabile e con scadenza a 15 anni. A giugno sono state emesse due ulteriori serie, la n. 43 e 44, ciascuna di 1,35 miliardi, a tasso variabile e con scadenza, rispettivamente, a 8 e a 16 anni. Nel mese di dicembre è stata effettuata un'estinzione parziale anticipata della serie n. 17 per un ammontare di 200 milioni. Tutti i titoli delle serie emesse sono quotati presso la Borsa di Lussemburgo con rating A High di DBRS interamente sottoscritti dalla Capogruppo e sono stanziabili sull'Eurosistema.

Con riferimento al programma di emissione di OBG garantito da ISP CB Pubblico, nel mese di gennaio la serie n. 10 è stata parzialmente estinta per un importo di 550 milioni e, successivamente, nel mese di luglio, è stata effettuata un'ulteriore estinzione parziale per 300 milioni che ha portato il nominale a 250 milioni.

A valere sul programma di emissione garantito da ISP CB Ipotecario, a gennaio è stata emessa la serie n. 27, per un ammontare di 750 milioni. Il titolo, con rating Aa3 di Moody's, è a tasso variabile con scadenza 11 anni. Il titolo, quotato presso la Borsa di Lussemburgo, è stato interamente sottoscritto dalla Capogruppo ed è stanziabile sull'Eurosistema. Nel corso dell'anno la serie retained n. 20 è stata rimborsata attraverso una prima estinzione parziale nel mese di luglio, per un importo di 700 milioni, e una seconda estinzione, nel mese di agosto, sull'importo residuale di 550 milioni.

Una nuova operazione di cartolarizzazione a valere su un portafoglio di crediti al consumo è stata finalizzata a giugno dalla società veicolo Clara Sec., che ha emesso due classi di titoli per complessivi 7,2 miliardi sottoscritti da Intesa Sanpaolo. La sola classe senior, pari a 6,35 miliardi, quotata e con il rating A High di DBRS e A1 di Moody's, è resa stanziabile sull'Eurosistema. Una seconda operazione di cartolarizzazione a valere su un portafoglio di crediti SME è stata strutturata nel corso del mese di dicembre dalla società veicolo Giada Sec., che ha emesso due classi di titoli per complessivi 10,1 miliardi

interamente sottoscritti da Intesa Sanpaolo. La sola classe senior, pari a 6,61 miliardi, quotata e con il rating A di DBRS e A1 di Moody's, è resa stanziabile sull'Eurosistema.

Per quanto concerne la gestione del collateral, Intesa Sanpaolo si avvale da tempo anche della procedura denominata A.Ba.Co. (Attivi Bancari Collateralizzati), che permette l'utilizzo di prestiti bancari - erogati a società non finanziarie - a garanzia delle operazioni di finanziamento con la Banca d'Italia: al 31 dicembre 2020 l'importo outstanding, al lordo degli haircut applicabili agli impieghi costituiti in pegno da parte del Gruppo, ammontava a circa 16 miliardi.

La diffusione globale del virus a partire dal mese di febbraio ha causato un impatto senza precedenti sui mercati finanziari in termini di intensità e rapidità di aggiustamento. Le successive risposte di politica monetaria e fiscale hanno attenuato tali dinamiche, favorendo ampi recuperi delle principali asset class. Tale dinamica si è estesa al mercato obbligazionario governativo italiano, che durante il secondo semestre ha sovraperformato i mercati core Europe. Nel corso di gennaio, la temporanea compressione degli spread di credito ha consentito una rotazione dell'asset allocation sui mercati governativi e corporate; contemporaneamente l'attività di portafoglio è stata estesa al business model di gestione in circostanze eccezionali al fine di garantire il mantenimento di riserve di liquidità in fasi di estrema perturbazione dei mercati. Superato il picco del mese di marzo, la volatilità dei mercati obbligazionari si è ridotta. Gli interventi di FED e BCE e le iniziative straordinarie dell'Unione Europea hanno ripristinato le correlazioni tipiche delle fasi di ordinato funzionamento dei mercati, restituendo efficacia alle consuete strategie di diversificazione dei portafogli e consentendo una moderata riduzione del rischio di credito nell'ultimo trimestre del 2020.

Relativamente all'operatività in repo, i volumi trattati sui titoli di stato italiani si sono attestati a livelli inferiori rispetto all'anno precedente, mentre i tassi si sono attestati su livelli leggermente superiori a quello della Deposit Facility; in controtendenza l'ultimo trimestre in cui i tassi sono stati pari alla Deposit Facility e talvolta di poco inferiori. Lo spread tra i tassi governativi dei paesi core e quelli italiani ha registrato un progressivo restringimento nel corso dell'anno; ha fatto eccezione l'allargamento registrato sullo scavalco di ogni fine trimestre e nel mese di dicembre; i tassi sullo scavalco di fine periodo hanno scambiato a livelli significativamente inferiori al tasso della Deposit Facility.

ALM Strategico

Con riferimento alle attività di Asset & Liability Management (ALM) del Gruppo, la gestione operativa dei rischi finanziari del banking book di Gruppo è svolta sotto il monitoraggio dell'Area CRO. Il rischio di tasso è monitorato e gestito considerando anzitutto la sensitività del valore di mercato delle varie poste del banking book agli spostamenti paralleli della curva dei tassi; sono inoltre utilizzate specifiche analisi di scenario circa l'evoluzione dei tassi, nonché ipotesi comportamentali su alcune poste particolari. Le scelte strategiche in materia di rischio tasso sono definite dal Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, nell'ambito di limiti fissati dal Consiglio di Amministrazione: la struttura di Tesoreria & Finanza di Gruppo svolge un ruolo attivo di supporto alle decisioni del Comitato, formulando analisi e proposte. La componente strutturale del rischio di liquidità è gestita, sulla base delle policy di liquidità definite a livello di Gruppo, presidiando gli equilibri attuali e prospettici di liquidità, a breve e a lungo termine, definendo il piano di funding sui diversi canali e strumenti (domestico/internazionale, retail/corporate, secured/unsecured, preferred/non preferred/subordinati) nonché gli obiettivi di gap impieghi-raccolta delle Unità di Business.

Area IT, Digital and Innovation

A inizio 2018 è stata costituita l'Area IT, Digital and Innovation (CITDIO) per dare impulso alla trasformazione digitale del Gruppo attraverso l'evoluzione delle architetture dei sistemi informativi e dei processi, l'introduzione di nuove piattaforme digitali, l'innovazione dell'esperienza dei nostri clienti e dipendenti, il rafforzamento dei presidi di sicurezza informatica. L'Area è in costante evoluzione per rispondere in maniera sempre più efficace alla digitalizzazione e porsi come attore proattivo nel disegno e sviluppo di soluzioni. In tal senso, prosegue l'inserimento di nuove competenze digitali (es. Data Scientist, esperti Cyber Security), l'evoluzione delle modalità di lavoro in ottica di miglior time-to-market, la costante focalizzazione sul miglioramento continuo dei livelli di servizio, l'utilizzo delle moderne tecnologie. Collaborando con Business Unit e Aree di Governo, l'Area CITDIO ha proseguito l'attuazione del piano progetti 2018-2021.

Anche nel 2020 particolare focus è stato posto sull'innovazione delle modalità di interazione con la Clientela digitalizzando e integrando i canali di contatto per il miglioramento dell'offerta e dell'user experience. Ad esempio è stata attivata la nuova piattaforma per le Aziende Retail basata sull'architettura digitale di Gruppo che abilita un'esperienza unica e consistente per i Clienti e la possibilità di operare in logica multicanale; sono stati attivati la concessione «fully digital» ad aziende retail di finanziamenti a breve termine (18 mesi), il servizio per la rateizzazione dei movimenti di conto sulle linee di credito anche tramite App, la possibilità per la clientela di visualizzare e negoziare i fondi comuni dall'App Investo, il servizio di aggregazione di conti e carte di pagamento detenute dai Clienti presso altre Banche, l'implementazione, per la gestione della relazione del cliente da remoto su App Mobile e Internet banking, di un sistema di Digital Collaboration integrato con assistente virtuale in tecnologia cognitiva Google; è stato rilasciato il nuovo modello operativo e di servizio in ambito Banca Assicurazione finalizzato alla crescita dei volumi in ambito danni, all'efficientamento dei processi di erogazione delle polizze (adozione di una nuova piattaforma, nuova App, emissione nuovo prodotto Collettiva infortuni, attivazione del canale Offerta a distanza per le polizze Motor); in ambito Corporate sul nuovo Portale Inbiz è stata attivata la digitalizzazione dei contratti e l'adozione dell'identità digitale (sia in Self che in filiale) per la sottoscrizione degli stessi. Per l'adozione dei più moderni strumenti di pagamento digitale in ottica multicanale sono stati rilasciati: il servizio Samsung Pay, il servizio Wearable sulla clientela Swatch Pay e l'App Mobility per il pagamento dei parcheggi.

Anche in risposta all'emergenza COVID-19 è stato accelerato – come già indicato – il processo di trasformazione digitale, per consentire a tutti i clienti e i colleghi di operare da remoto in piena efficacia, efficienza e sicurezza. Per i clienti è stata ampliata la gamma di prodotti e servizi gestibili a distanza e sono stati potenziati i servizi di tutorial nella gestione dei canali digitali, per i colleghi è stato abilitato lo smart working attraverso la diffusione su larga scala di tecnologie e strumenti per

facilitare la collaborazione, l'interazione e la condivisione delle informazioni. Sono stati anche potenziati i servizi di remote interview (videointervista) garantendo così continuità anche sul lato recruiting.

Sempre nel quadro della trasformazione digitale, è stato siglato un Memorandum of Understanding (MoU) con TIM e Google per avviare la realizzazione di due Region Cloud sul nostro territorio, basate su soluzioni green che abbatteranno le emissioni di CO2 , che ci permetteranno di cogliere il potenziale delle moderne tecnologie basate sul cloud e dare al tempo stesso un impulso alla digitalizzazione del territorio attraverso percorsi di formazione dedicati a studenti, PMI e Start-up.

Intesa Sanpaolo, TIM e Google, a conclusione delle trattative avviate con il Memorandum of Understanding sottoscritto il 21 maggio, hanno siglato gli accordi definitivi in base ai quali la Banca migrerà una parte rilevante del proprio sistema informativo sui servizi cloud di Google, che risponderanno ai più elevati standard internazionali di sicurezza e riservatezza delle informazioni, nei Data Center italiani di TIM.

Nel corso del 2020 sono proseguite anche le attività di "De-Risking", volte allo svolgimento di operazioni di cessione di stock di NPLs, al rinnovamento dei processi di lavorazione dei crediti non performing ed alla digitalizzazione delle procedure. Al contempo sono proseguiti gli interventi previsti dall'evoluzione del contesto normativo, tra cui si evidenziano quelli per il completamento delle attività in ambito Targeted Review of Internal Models, il rilascio del tool di Product Governance, in grado di orchestrare e monitorare il ciclo di vita dei prodotti dalla fase di ideazione alla commercializzazione. Sono proseguite le iniziative pluriennali per il rafforzamento dei presidi anti-financial crime di Gruppo con l'implementazione di un sistema basato su Intelligenza Artificiale per supportare il lavoro di controllo dei messaggi di pagamento al fine di ridurre i rischi finanziari e reputazionali in ambito Embarghi ed Antiterrorismo, per l'entrata in vigore della Direttiva UE 65/2014 ("MiFID II") e del Regolamento UE 600/2014 ("MiFIR"). È stata inoltre completata l'integrazione di Banca IMI ed è stato avviato il progetto di integrazione di UBI Banca.

Gruppo UBI

(milioni di euro)
Dati economici 2020
Interessi netti 713
Commissioni nette 721
Risultato dell'attività assicurativa 10
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 131
Altri proventi (oneri) operativi netti 39
Proventi operativi netti 1.614
Spese del personale -608
Spese amministrative -219
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -58
Costi operativi -885
Risultato della gestione operativa 729
Rettifiche di valore nette su crediti -54
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -8
Altri proventi (oneri) netti -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate -
Risultato corrente lordo 667
Imposte sul reddito -170
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -1.387
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) 2.062
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -47
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -19
Risultato netto 1.106
Dati operativi (milioni di euro)
31.12.2020
Dati operativi 31.12.2020
Finanziamenti verso clientela 59.748
Raccolta diretta bancaria 68.030
Attività di rischio ponderate 60.193
Capitale assorbito 5.386

Il prospetto sopra riportato evidenzia le risultanze reddituali e i saldi patrimoniali riferite al perimetro sub-consolidato UBI (UBI Banca e relative controllate), che come già indicato sono oggetto di consolidamento a partire dalla data di acquisizione, dunque a partire dal mese di agosto.

Tali risultanze vengono temporaneamente rappresentate come una business unit separata e saranno divisionalizzate successivamente, con il procedere dell'integrazione. Come già indicato nei commenti ai risultati economici e agli aggregati patrimoniali consolidati, data la particolarità dell'operazione, nessuna rettifica è stata apportata ai dati storici riclassificati per riflettere retroattivamente gli effetti dell'operazione di acquisizione. Di conseguenza, non vengono riportati dati a raffronto e il commento che segue riporta indicazioni unicamente in termini assoluti e andamentali.

I proventi operativi netti, pari a pari a 1.614 milioni, sono composti per il 44% da interessi netti, per il 45% da commissioni e per l'8% dal risultato netto di attività e passività al fair value.

Gli interessi netti, pari a 713 milioni, evidenziano, in particolare nell'ultimo trimestre, una lieve crescita dei volumi medi di impiego concentrata nel medio lungo termine, accompagnata da modesto incremento dei volumi riferiti alla raccolta; la forbice clientela evidenza un lieve peggioramento riferibile principalmente alla contrazione del mark up. Gli interessi netti includono circa 14,4 milioni riferiti alla contabilizzazione di interessi attivi, anche pregressi, per crediti vantati verso l'Erario.

L'attività interbancaria evidenzia un apporto positivo grazie alla contabilizzazione del rateo di interessi positivi sui fondi TLTRO III ottenuti nell'asta di giugno 2020.

Le commissioni nette, pari a 721 milioni, evidenziano un trend positivo, confermato anche dall'andamento degli ultimi tre mesi, caratterizzato nello specifico dall'apporto dei servizi di gestione, intermediazione e consulenza e dalla ripresa dell'attività bancaria tradizionale che ha generato commissioni maggiori rispetto ai periodi precedenti, penalizzati dai fermi e dai rallentamenti generati dal lockdown.

Il risultato netto di attività e passività al fair value, pari a 131 milioni, è principalmente ascrivibile al risultato della negoziazione in derivati per circa 24 milioni, alla cessione dei titoli in portafoglio per circa 57 milioni ed al rilascio della PPA (componente

cash flow) su crediti obbligatoriamente al fair value conseguente alla dinamica del portafoglio sottostante (estinzioni ed incassi), per circa 28 milioni.

La voce Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario comprende prevalentemente il contributo ordinario per l'intero 2020 al fondo di garanzia dei depositi italiano (circa 46 milioni al netto delle imposte).

Si sottolinea che la voce Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) si riferisce alla valorizzazione dell'avviamento negativo rilevato a seguito dell'operazione di acquisizione tramite il calcolo puntuale alla data di acquisizione dei fair value delle attività identificabili acquisite e delle passività assunte del Gruppo UBI. Inoltre, il Bilancio 2020 recepisce gli oneri correlati all'integrazione e miglioramento dell'efficienza operativa ed alla riduzione del profilo di rischio.

Quanto agli aggregati patrimoniali, a fine dicembre l'ammontare complessivo degli impieghi al 31 dicembre 2020 è pari a 59,7 miliardi, essenzialmente classificati fra le Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, al netto di circa 24 miliardi classificati tra le passività in via di dismissione relativi al ramo aziendale oggetto di cessione a BPER nell'ambito del progetto di integrazione ISP-UBI.

La raccolta diretta bancaria, si è attestata a circa 68 miliardi al netto dei circa 30 miliardi riclassificati tra le attività in via di dismissione nell'ambito del progetto di integrazione ISP-UBI. Complessivamente la raccolta bancaria, inclusiva delle consistenze incluse nei rami in via di dismissione, è in linea come risultante da due dinamiche contrapposte, ovvero l'incremento dei debiti verso la clientela a fronte di una progressiva contrazione dei titoli in circolazione.

LE AREE GEOGRAFICHE DI OPERATIVITA'

(milioni di euro)
Italia Europa Resto
del Mondo
Totale
Proventi operativi netti
2020 (Dato consolidato) 15.193 3.072 758 19.023
2020 (Dato consolidato al netto del Gruppo UBI) 13.586 3.071 752 17.409
2019 14.438 2.952 777 18.167
Variazione % -5,9 4,0 -3,2 -4,2
Finanziamenti verso clientela
31.12.2020 (Dato consolidato) 392.185 53.987 15.400 461.572
31.12.2020 (Dato consolidato al netto del Gruppo UBI) 332.486 53.938 15.400 401.824
31.12.2019 322.977 54.694 17.558 395.229
Variazione % 2,9 -1,4 -12,3 1,7
Raccolta diretta bancaria
31.12.2020 (Dato consolidato) 453.127 64.215 7.657 524.999
31.12.2020 (Dato consolidato al netto del Gruppo UBI) 385.147 64.165 7.657 456.969
31.12.2019 351.849 65.056 8.607 425.512
Variazione % 9,5 -1,4 -11,0 7,4

I raggruppamenti per aree geografiche sono effettuati facendo riferimento alla localizzazione delle entità costituenti il Gruppo.

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Con riferimento alla suddivisione per aree geografiche di operatività – effettuata con riferimento alla localizzazione delle entità costituenti il Gruppo – l'attività continua ad essere in massima parte concentrata nel mercato domestico. All'Italia sono infatti da ascrivere, escludendo il Gruppo UBI, il 78% dei ricavi, l'83% dei finanziamenti verso clientela e l'84% della raccolta diretta bancaria da clientela.

Al di fuori dei confini nazionali il Gruppo è presente nei Paesi dell'Europa Centro e Sud Orientale (Croazia, Slovenia, Slovacchia, Serbia, Ungheria, Bosnia-Erzegovina, Albania, Romania), nella Federazione Russa, in Ucraina, in Moldavia e nel bacino del Mediterraneo (Egitto).

Per quanto riguarda l'andamento operativo del 2020, i finanziamenti verso clientela e la raccolta diretta bancaria sono risultati in crescita a perimetro omogeneo in Italia, in contenuta flessione in Europa e in calo nel Resto del Mondo. Quanto ai ricavi, si rileva un andamento riflessivo in Italia e nel Resto del Mondo, a fronte di un aumento in Europa.

Corporate Governance e politiche di remunerazione

Corporate Governance e politiche di remunerazione

La Corporate Governance

Intesa Sanpaolo aderisce al Codice di Autodisciplina delle Società Quotate e adotta un sistema di governance "monistico" in linea con i principi contenuti nello stesso nonché, in generale, con la best practice riscontrabile in ambito nazionale e internazionale, allo scopo di garantire, tenendo anche conto delle disposizioni delle Autorità di Vigilanza, effettive e trasparenti ripartizioni di ruoli e responsabilità dei propri Organi sociali nonché un corretto equilibrio tra funzioni di supervisione strategica, di gestione e di controllo.

Per una descrizione puntuale del sistema di governo societario si rinvia alla "Relazione su governo societario e assetti proprietari" - disponibile nel sito internet della Società (sezione Governance) – redatta sulla base di quanto previsto dall'art. 123-bis del Testo Unico della Finanza, ai sensi del quale gli emittenti devono annualmente fornire al mercato dettagliate informazioni, individuate dalla norma in oggetto, relative agli assetti proprietari, all'adesione a un codice di comportamento in materia di governo societario nonché alla struttura e al funzionamento degli organi sociali e alle pratiche di governance effettivamente applicate.

L'azionariato

Sulla base delle evidenze del libro soci, al 31 dicembre 2020 la situazione degli azionisti titolari di quote superiori all'1% del capitale rappresentato da azioni con diritto di voto, soglia oltre la quale la normativa italiana attualmente in vigore (art.120 TUF e Delibera Consob n. 21525 - Proroga riduzione delle soglie percentuali iniziali di comunicazione ai sensi dell'art. 120, comma 2-bis, del D. Lgs. n. 58 del 1998 per le partecipazioni azionarie nel capitale di società) prevede l'obbligo di comunicazione alla società partecipata ed alla Consob, è indicata nella tabella che segue. Si segnala che, in applicazione della vigente normativa, azionisti a titolo di gestione del risparmio potrebbero aver chiesto l'esenzione dalla segnalazione fino al superamento della soglia del 5%.

Azionista Azioni
ordinarie
% di possesso
Compagnia di San Paolo 1.188.947.304 6,119%
BlackRock Inc. (1) 972.416.733 5,005%
Fondazione Cariplo (2) 767.029.267 3,948%
Norges Bank (2) (3) 408.812.789 2,104%
Fondazione Cariparo (2) 347.111.188 1,786%
Fondazione CR Firenze (2) 327.138.747 1,684%
Fondazione Carisbo 243.955.012 1,256%
JPMorgan Chase & Co. 218.914.020 1,127%

(1) BlackRock Inc. detiene, a titolo di gestione del risparmio, una partecipazione aggregata pari a 5,066% come da segnalazione mod. 120 B del 4 dicembre 2020.

(2) La percentuale di possesso è stata ricalcolata in conseguenza delle variazioni del capitale sociale intervenute a seguito degli aumenti del capitale sociale del 5 agosto 2020, del 17 settembre 2020 e del 5 ottobre 2020 a servizio rispettivamente dell'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio su azioni UBI Banca, della conseguente Procedura di Adempimento dell'Obbligo di Acquisto ai sensi dell'Art. 108, comma 2, del TUF e della successiva Procedura Congiunta per esercitare il Diritto di Acquisto ai sensi dell'art. 111 del TUF ed adempiere all'Obbligo di Acquisto ai sensi dell'art. 108, comma 1, del TUF.

(3) Anche per conto di Government of Norway.

Il modello monistico

Intesa Sanpaolo adotta il modello di governance monistico ed opera, pertanto, tramite un Consiglio di Amministrazione, nell'ambito del quale convergono funzioni di indirizzo e supervisione strategica; le funzioni di controllo sono esercitate dal Comitato per il Controllo sulla Gestione, costituito all'interno del Consiglio, composto integralmente da Consiglieri indipendenti nominati dall'Assemblea degli azionisti; il Consigliere Delegato e CEO-Chief Executive Officer sovrintende alla gestione aziendale nell'ambito dei poteri attribuitigli in conformità con gli indirizzi generali programmatici e strategici determinati dal Consiglio di Amministrazione.

La concreta applicazione del modello monistico alla realtà della Banca è connotata da una chiara ripartizione di ruoli e responsabilità tra gli Organi:

  • è allocata in capo al Consiglio di Amministrazione la funzione di indirizzo e supervisione strategica della Società e il compito di deliberare tutti i più rilevanti atti aziendali;
  • i Comitati endoconsiliari supportano il Consiglio di Amministrazione nello svolgimento delle sue funzioni, al fine di agevolare l'assunzione di decisioni pienamente consapevoli;

  • il Comitato per il Controllo sulla Gestione svolge i poteri e le funzioni attribuite dalla normativa vigente all'organo con funzione di controllo e al comitato per il controllo interno e la revisione contabile, di cui al D. Lgs. n. 39/2010;
  • il Consigliere Delegato e CEO svolge la funzione di gestione corrente, nell'ambito dei poteri delegati dal Consiglio di Amministrazione;
  • − i Manager supportano il Consigliere Delegato e CEO nello svolgimento della funzione di gestione corrente riuniti in Comitati Manageriali, nell'esercizio dei compiti e dei poteri loro attribuiti dal Consiglio di Amministrazione e dettagliati nell'ambito di specifici Regolamenti, che ne disciplinano il funzionamento.

L'Assemblea

L'Assemblea è l'organo che esprime la volontà sociale, le cui determinazioni, adottate in conformità alla legge e allo statuto, vincolano tutti i soci, compresi quelli assenti o dissenzienti.

  • Nel modello monistico adottato dalla Banca, l'Assemblea ordinaria delibera, tra l'altro, in merito:
  • − all'approvazione del bilancio di esercizio e alla distribuzione degli utili;
  • − alla nomina, alla revoca e alla determinazione dei compensi con riferimento alle cariche di Consigliere di Amministrazione, Presidente e Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione nonché Presidente e componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione;
  • − all'approvazione delle politiche di remunerazione dei componenti del Consiglio di Amministrazione e del Personale, nonché dei piani basati su strumenti finanziari;
  • − al conferimento dell'incarico di revisione legale dei conti e alla determinazione del relativo corrispettivo, su proposta motivata del Comitato per il Controllo sulla Gestione, e, ove occorra, alla revoca o modifica dell'incarico conferito, sentito lo stesso Comitato;
  • − sulle altre materie affidate alla sua competenza dalla legge o dallo Statuto.

Il Consiglio di Amministrazione, il Consigliere Delegato e i Comitati endoconsiliari

Il Consiglio di Amministrazione è composto da un minimo di 15 ad un massimo di 19 componenti, anche non soci, nominati dall'Assemblea sulla base di liste presentate dai soci. I Consiglieri restano in carica per tre esercizi sino alla data della successiva Assemblea chiamata ad approvare il bilancio e la proposta di distribuzione degli utili ai sensi dell'art. 2364 c.c. e sono rieleggibili.

L'Assemblea di Intesa Sanpaolo del 30 aprile 2019 ha determinato il numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione in 19 e ha nominato il Consiglio di Amministrazione per gli esercizi 2019/2020/2021, eleggendone Presidente Gian Maria Gros-Pietro e Vice Presidente Paolo Andrea Colombo. La nomina è avvenuta sulla base delle liste di candidati in possesso dei requisiti previsti dalla legge e dallo Statuto. A seguito delle dimissioni rassegnate da un Consigliere nel mese di novembre 2019, ai sensi dell'Articolo 15.3 dello Statuto, il Consiglio di Amministrazione ha provveduto alla sostituzione mediante cooptazione di un nuovo componente, successivamente confermato dall'assemblea del 27 aprile 2020. Quest'ultima, ha altresì provveduto alla nomina di un Consigliere componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione, in sostituzione un componente dimissionario, ai sensi dell'Articolo 15.3 dello Statuto.

Al Consiglio di Amministrazione spetta la gestione dell'impresa: può dunque compiere tutte le operazioni necessarie, utili o comunque opportune per il raggiungimento dell'oggetto sociale, siano esse di ordinaria o di straordinaria amministrazione. Ad esso compete l'esercizio delle funzioni di indirizzo e supervisione strategica della Società e la deliberazione di tutti i più rilevanti atti aziendali.

Per quanto riguarda la funzione di gestione dell'impresa, il Consiglio di Amministrazione, ferme le sue competenze riservate, delega al Consigliere Delegato i poteri necessari ed opportuni ad assicurare unitarietà alla gestione corrente, in attuazione degli indirizzi deliberati dal Consiglio stesso. Il Consiglio di Amministrazione, nell'attribuire la delega al Consigliere Delegato e CEO, ne ha determinato il contenuto, i limiti e le modalità di esercizio, definendo anche come è assicurata al Consiglio l'informativa sull'attività delegata.

Il Consiglio di Amministrazione del 2 maggio 2019 ha nominato Consigliere Delegato Carlo Messina, conferendogli i poteri necessari e opportuni ad assicurare unitarietà alla gestione corrente, in attuazione degli indirizzi deliberati dal Consiglio stesso.

Il Consigliere Delegato è Capo dell'Esecutivo e Direttore Generale e sovraintende alla gestione aziendale nell'ambito dei poteri attribuitigli in conformità con gli indirizzi generali, programmatici e strategici determinati dal Consiglio di Amministrazione. Egli determina e impartisce le direttive operative ed è preposto alla gestione del personale.

Il Consiglio di Amministrazione ha costituito al proprio interno quattro Comitati, le cui prerogative e funzioni rispondono alle previsioni dello Statuto e della normativa di Vigilanza vigenti:

  • Comitato Nomine: svolge funzioni istruttorie e consultive di supporto al Consiglio di Amministrazione con riguardo al processo di nomina o cooptazione dei Consiglieri di amministrazione, in modo da assicurare che la composizione dell'Organo, per dimensione e professionalità, consenta l'efficace assolvimento dei suoi compiti, e nell'ambito del processo di nomina degli Organi delle principali società controllate.
  • Comitato Remunerazioni: ha funzioni istruttorie, propositive e consultive a supporto del Consiglio di Amministrazione in materia di remunerazioni e incentivazioni.
  • Comitato Rischi: supporta il Consiglio di Amministrazione nell'esercizio delle funzioni di supervisione strategica in materia di rischi e sistema di controlli interni e svolge gli ulteriori compiti ad esso attribuiti dalla normativa vigente e dal Consiglio stesso.
  • Comitato per le Operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo S.p.A. e soggetti collegati del Gruppo: svolge i compiti ad esso attribuiti dalla disciplina in materia di operazioni con parti correlate e soggetti collegati; in particolare, rilascia il suo parere sulle operazioni che ricadono nella sfera di applicazione della disciplina e della regolamentazione interna.

Il Comitato per il Controllo sulla Gestione

Il Comitato per il Controllo sulla Gestione, costituito nell'ambito del Consiglio di Amministrazione, è composto da 5 Consiglieri di Amministrazione eletti dall'Assemblea del 30 aprile 2019, che ne ha nominato Presidente Alberto Maria Pisani. L'Assemblea del 27 aprile 2020 ha provveduto a sostituire un componente del Comitato, a seguito delle dimissioni di altro componente rassegnate nel corso del mese di marzo 2020. Tutti i componenti del Comitato sono in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dallo Statuto.

Il Comitato per il Controllo sulla Gestione svolge i compiti assegnati dalla normativa vigente all'organo di controllo di una capogruppo bancaria al vertice di un conglomerato finanziario ed emittente azioni quotate ed opera anche in qualità di Comitato per il controllo interno e la revisione contabile ai sensi dell'art. 19, comma 2, lett. c), del D. Lgs. n. 39/2010. Il Comitato per il Controllo sulla Gestione vigila tra l'altro:

  • sull'osservanza delle norme di legge, regolamentari e statutarie e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione;
  • sull'adeguatezza, efficienza e funzionalità della struttura organizzativa della società e del sistema amministrativocontabile e sulla sua idoneità a rappresentare correttamente i fatti di gestione;
  • sull'adeguatezza, efficienza e funzionalità del sistema dei controlli interni e del processo di gestione dei rischi;
  • sul rispetto della normativa applicabile a Intesa Sanpaolo in qualità di capogruppo bancaria emittente azioni quotate su mercati regolamentati.

Il Comitato può, previa comunicazione al Presidente del Consiglio di Amministrazione, convocare l'Assemblea qualora ciò sia necessario per l'esercizio delle proprie funzioni o nel caso in cui, nell'espletamento del proprio incarico, ravvisi fatti censurabili di rilevante gravità e vi sia urgente necessità di provvedere.

La struttura operativa

Divisioni, Aree di Governo e Strutture Centrali a diretto riporto del Consigliere Delegato e CEO

La struttura della Capogruppo è articolata in sei Divisioni (cui si aggiungono temporaneamente UBI Banca e società controllate) costituite dall'aggregazione di linee di business che presentano caratteristiche simili in relazione alla tipologia di prodotti e servizi offerti e al contesto normativo di riferimento, da nove Aree di Governo, nonché da due Direzioni Centrali a diretto riporto del Consigliere Delegato e CEO, che esercitano funzioni di indirizzo, coordinamento, controllo, supporto e servizio a livello di Gruppo, come indicato in dettaglio nel seguito:

  • Divisioni
    • o Divisione Banca dei Territori;
    • o Divisione IMI Corporate & Investment Banking;
    • o Divisione International Subsidiary Banks;
    • o Divisione Private Banking;
    • o Divisione Asset Management;
    • o Divisione Insurance;

UBI Banca e le relative società controllate vengono temporaneamente (fino alla fusione per incorporazione di UBI Banca in Intesa Sanpaolo) considerate un'area di business.

- Aree di Governo/Direzioni centrali a diretto riporto del Consigliere Delegato e CEO

  • o Area di Governo Chief Operating Officer;
  • o Area di Governo Chief IT, Digital and Innovation Officer;
  • o Area di Governo Chief Cost Management Officer;
  • o Area di Governo Chief Lending Officer;
  • o Area di Governo Chief Financial Officer;
  • o Area di Governo Chief Risk Officer;
  • o Area di Governo Chief Compliance Officer;
  • o Area di Governo Chief Governance Officer;
  • o Area di Governo Chief Institutional Affairs & External Communication Officer;
  • o Direzione Centrale Strategic Support;
  • o Direzione Centrale Tutela Aziendale.

Oltre a tali strutture, il Chief Audit Officer risponde direttamente al Consiglio di Amministrazione al fine di garantirne la necessaria autonomia e indipendenza.

SI riportano di seguito le funzioni attribuite alle Aree di Governo, alla Direzione Centrale Strategic Support e alla Direzione Centrale Tutela Aziendale:

Area di Governo Chief Operating Officer (COO)

L'Area di Governo Chief Operating Officer (COO) ha la funzione di:

  • supportare il Consigliere Delegato e CEO nella definizione delle politiche generali del Gruppo in ambito Sviluppo e Gestione delle risorse umane, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali, in un'ottica di rinnovamento e creazione di valore, nonchè in conformità con la normativa vigente;
  • assicurare il processo di governance delle remunerazioni, supportando gli Organi Societari per la definizione e l'approvazione delle Politiche di Remunerazione, come previsto nelle Linee Guida in materia di remunerazione e incentivazione del Gruppo Intesa Sanpaolo, assicurando inoltre, per il Gruppo, il presidio e il governo del costo del lavoro, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali;
  • proporre al Consigliere Delegato e CEO la definizione e l'evoluzione di modelli organizzativi finalizzati a potenziare l'efficacia e l'efficienza organizzativa del Gruppo, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali, assicurandone l'attuazione;

  • assicurare, per il Gruppo, la definizione degli indirizzi e delle politiche in materia di affari sindacali e welfare nonchè la relativa attuazione, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali ed in conformità con la normativa vigente;
  • assicurare, per il Gruppo, la definizione degli indirizzi e delle politiche in materia di sicurezza fisica nonchè la relativa attuazione;
  • favorire lo sviluppo e la formazione delle persone, il miglioramento della qualità della vita aziendale, sviluppando un approccio inclusivo e attento alle diversità, anche attraverso iniziative dedicate.

Area di Governo Chief IT, Digital and Innovation Officer (CITDIO)

  • L'Area di Governo Chief IT, Digital and Innovation Officer (CITDIO) ha la funzione di:
  • − supportare, in coerenza con le esigenze dei Business Owner, la definizione e lo sviluppo di iniziative, tecnologie e soluzioni d'innovazione;
  • − assicurare la realizzazione delle iniziative identificate dai Business Owner in coerenza con gli obiettivi del Piano di Impresa, indirizzando gli interventi in logica di trasformazione digitale e di innovazione;
  • − definire la strategia, le politiche e gli indirizzi in materia di ICT del Gruppo inclusi gli standard architetturali, metodologici e tecnologici - in coerenza con gli obiettivi e le priorità aziendali, e presidiarne l'attuazione;
  • − presidiare la complessità di sistemi informativi, operations e processi nell'ottica della continua innovazione delle soluzioni tecnologiche, al fine di garantire la costante proiezione del Gruppo verso una dimensione evoluta e coerente con gli sviluppi della digitalizzazione, nel rispetto dei livelli di spesa ed investimento assegnati;
  • − coordinare la definizione e l'attuazione del sistema di governo dei dati per garantirne un elevato livello di qualità e soddisfare i requisiti normativi e di business;
  • − assicurare, per il Gruppo, la definizione e l'attuazione degli indirizzi e delle politiche in materia di cybersecurity, sicurezza informatica e business continuity in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali e in conformità con la normativa vigente;
  • − assicurare i flussi informativi verso gli Organi Aziendali, previsti per gli ambiti di competenza dal Sistema dei Controlli Interni e dai documenti di governance.

Area di Governo Chief Cost Management Officer (CCMO)

  • L'Area di Governo Chief Cost Management Officer (CCMO) ha la funzione di:
  • − coadiuvare gli Organi Societari nel definire, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali, gli indirizzi e le politiche in materia di cost management, immobili, logistica e acquisti di Gruppo;
  • − coordinare l'attuazione degli indirizzi e delle politiche di cost management, immobili, logistica e acquisti da parte delle funzioni preposte del Gruppo, anche nei diversi ambiti societari;
  • − collaborare con l'Area di Governo Chief Financial Officer e con l'Area di Governo Chief IT Digital and Innovation Officer contribuendo alla definizione delle iniziative di investimento promosse dall'Area CITDIO stessa, dalle Divisioni/Business Units e dalle altre Aree di Governo, in coerenza con gli obiettivi del Piano di Impresa;
  • − assicurare, attraverso gli opportuni meccanismi operativi di controllo, il rispetto degli indirizzi e delle politiche nei suddetti ambiti, garantendo, in coerenza con il Piano d'Impresa, il raggiungimento dei risultati di cost management nonché dei livelli di servizio offerti in ambito immobili, logistica e acquisti.

Area di Governo Chief Lending Officer (CLO)

L'Area di Governo Chief Lending Officer (CLO) ha la funzione di:

  • − assumere, direttamente o sottoponendole agli Organi competenti, le decisioni creditizie rilevanti in materia di assunzione e gestione dei rischi di credito del Gruppo, autorizzando direttamente per quanto di competenza, anche per il tramite dei pareri di conformità;
  • − assicurare la gestione proattiva del credito e garantire la gestione e il presidio dei crediti deteriorati del Gruppo, per il perimetro di competenza;
  • − garantire la corretta classificazione e valutazione ai fini di bilancio delle posizioni classificate a credito deteriorato che rientrano nella propria competenza;
  • − gestire gli stock e i flussi di sofferenze mantenuti in gestione interna al Gruppo;
  • − ideare e gestire operazioni di cessione di singole posizioni o di portafogli di NPE, esposizioni creditizie e altri asset in perimetro, con la collaborazione di altre funzioni competenti;
  • − svolgere attività di monitoraggio e controllo sulle attività esternalizzate, incluso il monitoraggio dei KPI delle performance degli outsourcer, assumendo direttamente, o sottoponendole agli Organi competenti, le delibere in ordine alle proposte eccedenti le facoltà delegate agli Outsourcer;
  • − contribuire al processo di formulazione della proposta delle Strategie Creditizie nell'analisi degli impatti sulla concessione del credito e nella loro declinazione in relazione alle variabili di gestione creditizia rilevanti, ferma restando la responsabilità di finalizzazione in capo all'Area di Governo Chief Financial Officer;
  • − coordinare l'attuazione degli Indirizzi Gestionali Creditizi da parte delle unità preposte del Gruppo, anche nei diversi ambiti societari;
  • − analizzare l'evoluzione del costo del credito all'interno del Gruppo, tenendo anche conto dell'applicazione delle suddette Strategie Creditizie;
  • − attribuire e validare i rating alle posizioni di competenza, prestando altresì supporto nella definizione dei processi e strumenti di attribuzione del rating;
  • − definire la normativa di riferimento in materia creditizia, i requisiti per lo sviluppo degli strumenti del credito e contribuire alla formulazione delle proposte di assegnazione delle facoltà di concessione e gestione del credito, ferma restando la responsabilità di finalizzazione delle stesse in capo all'Area di Governo Chief Risk Officer;
  • − promuovere iniziative finalizzate alla diffusione e allo sviluppo della cultura del credito;
  • − garantire, coerentemente con le linee guida dell'Area di Governo Chief Risk Officer e nel rispetto degli Indirizzi Gestionali Creditizi, la sorveglianza sistematica di primo livello del portafoglio crediti di competenza, individuando fenomeni riferiti a

specifici aggregati creditizi caratterizzati da elevati livelli di anomalia per i quali attivare gli opportuni interventi di mitigazione del rischio.

Area di Governo Chief Financial Officer (CFO)

L'Area di Governo Chief Financial Officer (CFO) ha la funzione di:

  • − coadiuvare gli Organi Societari nel definire, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali, gli indirizzi e le politiche di Gruppo in materia di: amministrazione e fiscalità, pianificazione e controllo di gestione, tesoreria e finanza, studi e ricerche, gestione attiva del portafoglio creditizio, relazioni con gli investitori e con le agenzie di rating, responsabilità sociale ed ambientale;
  • − coordinare l'attuazione di tali indirizzi e politiche da parte delle unità preposte del Gruppo anche nei diversi ambiti societari;
  • − presidiare le attività di Asset and Liability Management (ALM), la gestione del portafoglio titoli di Tesoreria, il Funding Plan, la gestione integrata dei rischi di liquidità nonché dei rischi finanziari e di regolamento, assicurare a livello di Gruppo il soddisfacimento dei fabbisogni di raccolta di mezzi finanziari;
  • − definire gli obiettivi qualitativi e quantitativi prospettici del Gruppo attraverso i processi di pianificazione strategica, di budget, di capital management, di assessment interno dell'adeguatezza patrimoniale e della posizione di liquidità (ICAAP/ILAAP), di presidio di Recovery e Resolution Plan ed effettuando l'analisi continua dei risultati economico patrimoniali;
  • − presidiare studi e ricerche in materia di investimenti, economia e mercati;
  • − presidiare le attività di Credit Portfolio Management a livello di Gruppo, supportando le Divisioni nella gestione attiva del rischio di credito, con l'obiettivo di migliorare il profilo rischio-rendimento del portafoglio creditizio in ottica di creazione di valore per gli azionisti, attraverso strategie creditizie mirate e la partecipazione ad operazioni di mercato su portafogli di crediti performing e deteriorati;
  • − assicurare la gestione della comunicazione e dei rapporti con gli investitori, gli analisti finanziari e delle agenzie di rating e presidiare gli ambiti di responsabilità sociale e ambientale del Gruppo, attraverso la pianificazione, la gestione ed il monitoraggio delle politiche e degli strumenti in materia di sostenibilità.

Nell'ambito dell'Area di Governo Chief Financial Officer è inoltre inserita la figura del Dirigente Preposto, che assicura la corretta e tempestiva rappresentazione dei risultati economici e patrimoniali della Banca e dell'intero Gruppo, nonché l'assolvimento dei relativi adempimenti contabili, di vigilanza e fiscali, esercitando il controllo di qualità sui processi che sovrintendono all'informativa amministrativo-finanziaria ai mercati ai sensi della normativa di riferimento.

Area di Governo Chief Risk Officer (CRO)

L'Area di Governo Chief Risk Officer (CRO) ha la funzione di:

  • − governare il macro processo di definizione, approvazione, controllo e attuazione del Risk Appetite Framework (RAF) del Gruppo con il supporto delle altre funzioni aziendali coinvolte;
  • − coadiuvare gli Organi nel definire e attuare, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali, gli indirizzi e le politiche in materia di risk management;
  • − coordinare l'attuazione degli indirizzi e delle politiche in materia di risk management da parte delle unità preposte del Gruppo, anche nei diversi ambiti societari;
  • − garantire la misurazione e il controllo dell'esposizione di Gruppo alle diverse tipologie di rischio, verificando anche l'attuazione degli indirizzi e le politiche di cui al precedente punto;
  • − svolgere il monitoraggio ed i controlli di II livello per il presidio del credito in termini di qualità, composizione ed evoluzione dei diversi portafogli creditizi e per la corretta classificazione e valutazione di singole esposizioni (c.d. single name);
  • − svolgere il monitoraggio e i controlli di II livello per il presidio degli altri rischi, diversi da quelli creditizi;
  • − assicurare la convalida nel continuo e in maniera iterativa dei sistemi di misurazione e gestione dei rischi utilizzati sia per la determinazione dei requisiti patrimoniali sia a fini non regolamentari - con la finalità di valutarne l'adeguatezza rispetto ai requisiti normativi, alle esigenze operative aziendali e a quelle del mercato di riferimento e gestire il processo di validazione interna a livello di Gruppo.

Area di Governo Chief Compliance Officer (CCO)

L'Area di Governo Chief Compliance Officer (CCO) ha la funzione di:

  • − assicurare il presidio del rischio di non conformità alle norme a livello di Gruppo, incluso il rischio di condotta, sia nella componente di rischio operativo che in quella di rischio reputazionale, anche attraverso l'adozione di un modello di compliance graduato per le normative per le quali siano previste forme specifiche di presidio specializzato;
  • − definire, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali, gli indirizzi e le politiche in materia di conformità alle norme del Gruppo, integrando il modello di valutazione e gestione del rischio di non conformità nell'ambito del Risk Appetite Framework;
  • − coordinare l'attuazione degli indirizzi e delle politiche in materia di conformità alle norme da parte delle unità preposte del Gruppo, anche nei diversi ambiti societari;
  • − collaborare con le altre funzioni aziendali di controllo al fine di realizzare un'efficace integrazione del processo di gestione dei rischi;
  • − gestire le relazioni con gli Organi societari e le Autorità di vigilanza inerenti le tematiche di conformità.

Area di Governo Chief Governance Officer (CGO)

L'Area di Governo Chief Governance Officer (CGO) ha la funzione di:

− assicurare assistenza e consulenza agli Organi Sociali nel definire le strategie in materia di operazioni di finanza straordinaria per il Gruppo, in coerenza con gli obiettivi aziendali;

  • − sovrintendere, in stretto rapporto con le Divisioni di Business, all'analisi delle tendenze evolutive dei mercati nazionali ed internazionali di rilevanza per il Gruppo, per identificare potenziali target e/o partnership e/o operazioni societarie straordinarie coerenti con le strategie di crescita e/o di razionalizzazione del Gruppo;
  • − assicurare il rispetto degli indirizzi e delle politiche in materia di governo del portafoglio partecipativo e il raggiungimento di risultati coerenti con il Piano d'Impresa, salvaguardando la migliore tutela dell'interesse del Gruppo;
  • − garantire assistenza e consulenza legale agli Organi Sociali della Capogruppo e all'Alta Direzione, presidiando la corretta applicazione delle norme di diritto societario e di vigilanza in materia di governance e di obblighi istituzionali a livello di Gruppo;
  • − gestire le attività connesse al funzionamento di tutti gli Organi sociali e fornire supporto per i relativi processi;
  • − presidiare il rischio giuridico a livello di Gruppo, gestendo il contenzioso e il relativo rischio operativo e definendo linee guida mediante direttive e istruzioni in tale ambito;
  • − prestare consulenza e assistenza legale alle strutture del Gruppo, seguendo la produzione normativa e giurisprudenziale, anche a livello europeo e internazionale, garantendo il corretto inquadramento normativo di tutte le nuove iniziative e supportando la funzione di compliance nell'identificazione e interpretazione ai fini della gestione del rischio di non conformità;
  • − assicurare la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, archivistico e storico-artistico del Gruppo, secondo linee programmatiche che ne valorizzino il profilo istituzionale.

Area di Governo Chief Institutional Affairs and External Communication Officer (CIAECO)

L'Area di Governo Chief Institutional Affairs and External Communication Officer (CIAECO) ha la funzione di:

  • − promuovere un approccio coordinato, dinamico e orientato al risultato nella gestione delle relazioni istituzionali ed esterne al Gruppo con la finalità di supportare la crescita e lo sviluppo delle attività del Gruppo stesso;
  • − presidiare le relazioni istituzionali del Gruppo, promuovendo e indirizzando i rapporti con le istituzioni, i regolatori e i supervisori, a livello nazionale, europeo ed internazionale;
  • − presidiare, per il Gruppo, le relazioni esterne, promuovendo solidi rapporti con gli stakeholder e i partner di riferimento e i media nazionali ed internazionali;
  • − sostenere la reputazione e promuovere l'immagine e l'identità del Gruppo diffondendone i valori etici, sociali e culturali, coerentemente con quanto previsto dalla mission aziendale.

Chief Audit Officer (CAO)

Il Chief Audit Officer, (CAO) posto alle dirette dipendenze del Consiglio di Amministrazione (e per esse del relativo Presidente), che riporta funzionalmente anche al Comitato per il Controllo sulla Gestione, fermi restando gli opportuni raccordi con il Consigliere Delegato e CEO, ha la funzione di:

  • assicurare una costante e indipendente azione di sorveglianza sul regolare andamento dell'operatività e dei processi della Banca e del Gruppo al fine di prevenire o rilevare l'insorgere di comportamenti o situazioni anomale e rischiose, valutando la funzionalità del sistema dei controlli interni e la sua idoneità a garantire l'efficacia e l'efficienza dei processi aziendali, la salvaguardia del valore delle attività e la protezione dalle perdite, l'affidabilità e l'integrità delle informazioni contabili e gestionali, la conformità delle operazioni alle politiche stabilite dagli Organi di governo aziendali e alle normative interne ed esterne;
  • fornire consulenza alle funzioni aziendali del Gruppo, anche attraverso la partecipazione a progetti, al fine di creare valore aggiunto e migliorare l'efficacia dei processi di controllo, di gestione dei rischi, della conformità e di internal governance;
  • assicurare la sorveglianza sul sistema dei controlli interni delle Società controllate del Gruppo, anche esercitando un'azione di governo ed indirizzo sulle rispettive funzioni di Internal Audit;
  • supportare la governance aziendale e assicurare al Vertice Operativo, agli Organi Societari e agli Enti Istituzionali competenti (Banca Centrale Europea, Banca d'Italia, Consob, ecc.) una tempestiva e sistematica informativa sullo stato del sistema dei controlli, sulle risultanze dell'attività svolta e sull'avanzamento delle azioni correttive;
  • assicurare il corretto svolgimento del processo interno di gestione delle segnalazioni delle violazioni (c.d. Whistleblowing).

La Direzione Centrale Strategic Support ha la responsabilità di:

  • assistere il Consigliere Delegato e CEO in tutte le sue attività interne ed esterne, anche in ambito istituzionale e di rappresentanza;
  • garantire un supporto specialistico al Consigliere Delegato e CEO attraverso la raccolta, la valutazione, la revisione della documentazione di rilevanza strategica e la predisposizione di analisi tecniche, anche in riferimento all'attività degli Organi Consiliari con un focus particolare sull'ottimale operatività del Comitato di Direzione;
  • presidiare selezionate iniziative in Italia e all'estero, assistendo il Consigliere Delegato e CEO nelle operazioni straordinarie, nelle trattative e nei progetti aziendali di maggior impatto che lo vedono direttamente coinvolto;
  • supportare il Presidente del Comitato di Direzione nello svolgimento delle proprie funzioni;
  • coordinare specifiche attività inter-divisionali e inter-funzionali garantendo la coerenza e lo sviluppo delle sinergie rispetto agli indirizzi strategici di Gruppo;
  • facilitare i rapporti con e tra le Aree di Governo e le Business Unit al fine di rafforzare i meccanismi di cooperazione.

La Direzione Centrale Tutela Aziendale ha la responsabilità di assicurare, per il Gruppo, il presidio del rischio di non conformità con riferimento agli ambiti:

  • Protezione dei Dati Personali, ai sensi del D.Lgs. 101/2018 (che adegua la normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento UE 2016/679 – General Data Protection Regulation o GDPR);
  • Tutela della Salute e della Sicurezza nei luoghi di Lavoro, ai sensi del D.Lgs. 81/2008;
  • Tutela Ambientale, ai sensi del D.Lgs. 152/2006.

Le politiche di remunerazione e incentivazione

Gli organismi internazionali e i regolatori negli ultimi anni hanno dedicato crescente attenzione alla materia delle remunerazioni in diversi settori, tra cui, in particolare, quello delle società quotate, quello delle banche e dei gruppi bancari, nonché quello assicurativo e quello del risparmio gestito, con l'obiettivo di orientare gli operatori verso l'adozione di politiche di remunerazione e sistemi retributivi coerenti con i principi – che sono stati rafforzati anche a seguito della crisi economica e finanziaria – riguardanti il processo di elaborazione e approvazione delle politiche di remunerazione e incentivazione, la struttura dei compensi, e la loro trasparenza.

Il quadro normativo è stato oggetto di una rilevante evoluzione - tuttora in corso - sia a livello europeo a livello nazionale, in ciascuno dei settori menzionati.

Con riferimento alle società quotate, l'art. 123-ter del Testo Unico della Finanza ("TUF") prevede l'obbligo di predisporre e mettere a disposizione del pubblico una relazione sulla politica di remunerazione e sui compensi corrisposti, articolata in due sezioni (la prima che illustra la politica della società in materia di remunerazioni e le procedure utilizzate per l'adozione e l'attuazione di tale politica, la seconda che fornisce informazioni sui compensi corrisposti), da redigere includendo le informazioni indicate nel Regolamento Emittenti, e da sottoporre alla deliberazione dell'Assemblea. Sino al 2019, l'Assemblea era chiamata ad esprimersi con voto consultivo sulla prima sezione della politica; nel 2019, in attuazione della cd. Shareholders' Rights Directive II (Direttiva (UE) 2017/828), l'art. 123 ter del TUF è stato modificato prevedendo, tra l'altro, che l'Assemblea debba esprimere un voto vincolante sulla prima sezione della relazione e un voto consultivo sulla seconda sezione. Nel 2020, anche il Regolamento Emittenti - nella parte relativa alla relazione sulla politica di remunerazione e sui compensi corrisposti - è stato modificato in attuazione della Shareholders' Rights Directive, con il fine di rafforzare la trasparenza nei confronti degli azionisti. Anche sul piano dell'autoregolamentazione delle società quotate, la materia delle remunerazioni è oggetto di disciplina nel Codice di Autodisciplina, confluito nel gennaio 2020, nel nuovo "Codice di Corporate Governance", che dovrà essere applicato dalle società che lo adottano a partire dal primo esercizio che inizia successivamente al 31 dicembre 2020.

Nel settore bancario, le politiche e le prassi di remunerazione e incentivazione sono oggetto di una specifica disciplina a livello europeo e nazionale. Tale disciplina ha subito una rilevante evoluzione nel tempo. In particolare, e tra l'altro, in recepimento della cd. CRD III (direttiva 2010/76/UE) e tenendo conto degli indirizzi e criteri definiti in sede internazionale (tra cui, i principi e gli standard del Financial Stability Board, le metodologie del Comitato di Basilea per la Vigilanza bancaria, le Guidelines emanate dal CEBS), la Banca d'Italia, con provvedimento del 30 marzo 2011, ha emanato Disposizioni di vigilanza contenenti una disciplina armonizzata delle politiche, dei sistemi e delle prassi di remunerazione nelle banche e nei gruppi bancari, relative al processo di elaborazione e controllo, alla struttura dei compensi e agli obblighi di informativa al pubblico, prevedendo, tra il resto, l'approvazione delle politiche di remunerazione e incentivazione da parte dell'assemblea, con il fine di pervenire a sistemi di remunerazione che fossero in linea con le strategie e gli obiettivi aziendali di lungo periodo, collegati con i risultati aziendali, opportunamente corretti per tener conto di tutti i rischi, coerenti con i livelli di capitale e di liquidità necessari a fronteggiare le attività intraprese e, in ogni caso, tali da evitare incentivi distorti che possano indurre a violazioni normative o ad un'eccessiva assunzione di rischi per la banca e il sistema nel suo complesso. La Banca d'Italia è nuovamente intervenuta in materia con le raccomandazioni contenute nelle comunicazioni del 2 marzo 2012 e del 13 marzo 2013, evidenziando in via generale l'opportunità che le banche definiscano una linea di azione in merito coerente con l'obiettivo di preservare, anche in chiave prospettica, l'equilibrio della situazione aziendale nonché il mantenimento di condizioni di adeguatezza patrimoniale e di prudente gestione del rischio di liquidità. Successivamente, nel 2014 le Disposizioni di vigilanza in materia di politiche e prassi di remunerazione – contenute nella Circolare di Banca d'Italia n. 285/13 - sono state oggetto di revisione per recepire la disciplina contenuta nella cd. CRD IV (Direttiva 2013/36/UE). In attuazione della CRD IV, nel 2014, sono inoltre state emanate dalla Commissione Europea, le "Norme Tecniche di Regolamentazione" (Regulatory Technical Standards - RTS), relative ai criteri qualitativi e quantitativi per identificare le categorie di personale le cui attività professionali hanno un impatto sostanziale sul profilo di rischio dell'ente (c.d. "Risk Taker"). A dicembre 2015, EBA, sulla base delle previsioni contenute nella CRD IV, ha pubblicato l'aggiornamento delle "Guidelines on sound remuneration policies", precedentemente elaborate dal CEBS, definendo nel dettaglio le regole relative alla struttura della remunerazione, alle politiche di remunerazione ed ai relativi processi di governance e implementazione. Le indicazioni di tali Guidelines sono state recepite da Banca d'Italia che, nel 2018, ha aggiornato la disciplina in materia di politiche e prassi di remunerazione di cui alla Circolare 285. Infine, nel 2019, sono stati emanati la cd CRD V (Direttiva 2019/878/UE), il cui recepimento da parte di Banca d'Italia è parte del prossimo aggiornamento della Circolare 285/2013, nonché il Regolamento (UE) 2019/876 (cd. CRR II). Inoltre EBA, nel 2020, in applicazione di quanto disposto nella CRD V, ha rivisto le norme tecniche di regolamentazione che specificano i criteri per l'identificazione dei Risk Taker (RTS), e ha altresì predisposto un aggiornamento delle Linee Guida sulle politiche di remunerazione.

Per quanto attiene il settore assicurativo, l'ISVAP (oggi IVASS), con regolamento n. 39 del 9 giugno 2011, ha dettato i principi relativi ai processi decisionali, alla struttura e agli obblighi informativi delle politiche di remunerazione delle imprese di assicurazione. Il Regolamento n. 39 è stato successivamente sostituito dal Regolamento IVASS n. 38 del 3 luglio 2018 sul governo societario delle imprese e dei gruppi assicurativi, che attua la cd. Solvency II (Direttiva 2009/138/UE), implementa le Linee Guida emanate da European Insurance and Occupational Pensions Authority (cd. EIOPA) sul sistema di governo societario e riprende le previsioni del Regolamento ISVAP n. 39 del 9 giugno 2011 relativamente alle politiche di remunerazione. Inoltre, il 5 luglio 2018 IVASS ha inviato una Lettera al mercato relativamente gli orientamenti sull'applicazione del principio di proporzionalità nel sistema di governo societario.

Infine, quanto al settore del risparmio gestito, le disposizioni del Regolamento Congiunto Banca d'Italia – CONSOB (emanato ai sensi dell'articolo 6, comma 2-bis del TUF) in materia di remunerazioni – aggiornate in data 27 aprile 2017 per recepire nell'ordinamento italiano le norme sulle politiche e sulle prassi di remunerazione e incentivazione contenute nella Direttiva comunitaria 2014/91/UE (c.d. "Direttiva UCITS V"), e confluite, da dicembre 2019, nel Regolamento della Banca d'Italia di attuazione degli articoli 4-undecies e 6, comma 1, lettere b) e c-bis) del TUF – si applicano anche ai gestori appartenenti a gruppi bancari, in modo distinto a seconda che la SGR si caratterizzi come significativa o meno.

Ciò premesso, Intesa Sanpaolo ha sempre dato ampio spazio al tema delle remunerazioni, al rispetto della relativa normativa e alla sua massima trasparenza al mercato.

Le procedure di adozione e di attuazione delle politiche di remunerazione

Ruolo degli Organi sociali

L'Assemblea

Lo Statuto prevede che l'Assemblea approvi le politiche di remunerazione dei Consiglieri di Amministrazione e del personale, nonché i piani basati su strumenti finanziari.

In tale ambito, l'Assemblea approva, altresì, i criteri per la determinazione dei compensi da accordare in caso di conclusione anticipata del rapporto di lavoro o di cessazione anticipata dalla carica, ivi compresi i limiti fissati a detti compensi secondo quanto previsto dalla normativa vigente ed ha altresì facoltà di deliberare, con le maggioranze qualificate definite dalla normativa di vigilanza vigente, un rapporto tra la componente variabile e quella fissa della remunerazione individuale del personale superiore al rapporto di 1:1 e comunque non eccedente quello massimo stabilito dalla medesima normativa.

L'Assemblea determina il compenso per i componenti del Consiglio di Amministrazione e del Comitato per il Controllo sulla Gestione ed il compenso per le cariche di Presidente e vice Presidente del Consiglio di Amministrazione e di Presidente del Comitato per il Controllo sulla Gestione.

Inoltre, l'Assemblea delibera con voto non vincolante in merito all'informativa annuale sui compensi corrisposti ex art. 123-ter TUF.

Il Consiglio di Amministrazione

In aggiunta al compenso fisso determinato dall'Assemblea, il Consiglio di Amministrazione, in coerenza con le politiche di remunerazione approvate dall'Assemblea, può stabilire la remunerazione dei propri componenti cui il Consiglio stesso attribuisca ulteriori particolari cariche in conformità dello Statuto, ivi inclusa quella di Consigliere Delegato e Direttore Generale.

Spetta al Consiglio l'elaborazione della politica di remunerazione e incentivazione da sottoporre all'Assemblea e la definizione dei sistemi di remunerazione e incentivazione dei soggetti per i quali la normativa di vigilanza riserva tale compito all'organo con funzione di supervisione strategica, ivi inclusa l'individuazione dei parametri da utilizzare per la valutazione degli obiettivi di performance e la definizione del compenso variabile conseguente all'applicazione di tali sistemi.

Compete al Consiglio di Amministrazione la determinazione del compenso spettante al Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, ai sensi dell'art. 154 bis del D. Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58, così come di tutti gli altri Risk Taker Apicali e del personale di livello più elevato delle funzioni aziendali di controllo, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

Il Comitato Remunerazioni

Il Comitato Remunerazioni è stato istituito dal Consiglio di Amministrazione al fine di supportare tale Organo in tutte le attività concernenti le remunerazioni.

Il Comitato supporta il Consiglio di Amministrazione nella preparazione delle proposte da sottoporre all'Assemblea.

Spetta al Comitato formulare le proposte in merito alla remunerazione per il Consigliere Delegato e CEO e per i componenti del Consiglio di Amministrazione cui sono attribuite ulteriori particolari cariche in conformità dello Statuto nonché le proposte in merito ai sistemi di remunerazione per i Risk Taker Apicali di Gruppo e del personale di livello più elevato delle Funzioni Aziendali di Controllo, tenendo conto anche della proposta del Comitato Rischi e del Comitato per il Controllo sulla Gestione per quanto di competenza.

Il Comitato Rischi

Il Comitato Rischi, senza pregiudicare le prerogative del Comitato Remunerazioni, supporta il Consiglio di Amministrazione esaminando le Politiche di remunerazione e incentivazione del Gruppo al fine di verificarne il collegamento con i rischi, attuali e prospettici, il grado di patrimonializzazione e i livelli di liquidità del Gruppo, con particolare riferimento agli obiettivi di performance assegnati ai Risk Taker Apicali non appartenenti alle Funzioni Aziendali di Controllo e ai ruoli assimilati nell'ambito dei Sistemi di Incentivazione.

Inoltre, al fine di rafforzare l'indipendenza delle Funzioni Aziendali di Controllo, il Comitato Rischi (congiuntamente con il Comitato per il Controllo sulla Gestione) esprime un parere in merito ai Sistemi di Incentivazione del Chief Risk Officer e del Responsabile della Direzione Centrale Convalida Interna.

Il Comitato per il Controllo sulla Gestione

Al fine di rafforzare l'indipendenza delle Funzioni Aziendali di Controllo, il Comitato per il Controllo sulla Gestione esprime un parere in merito ai Sistemi di Incentivazione dei Risk Taker Apicali appartenenti alle Funzioni Aziendali di Controllo, del personale di livello più elevato e dei ruoli assimilati alle medesime. Tale parere è espresso congiuntamente con il Comitato Rischi per quanto attiene ai Sistemi di Incentivazione del Chief Risk Officer e del Responsabile della Direzione Centrale Convalida Interna e Controlli.

Il Chief Operating Officer e le Funzioni Aziendali di Controllo

Come sopra ricordato, il compito di approvare le politiche di remunerazione del personale spetta all'Assemblea, su proposta del Consiglio di Amministrazione e con il coinvolgimento del Comitato Remunerazioni.

La predisposizione delle suddette politiche di remunerazione da sottoporre al previsto iter approvativo compete al Chief Operating Officer, che provvede a coinvolgere, per quanto di rispettiva competenza, come previsto dalla Regolazione:

  • l'Area di Governo Chief Risk Officer, al fine di garantire la coerenza delle politiche di remunerazione e dei conseguenti sistemi di incentivazione con il Risk Appetite Framework (RAF) del Gruppo;
  • la Direzione Centrale Pianificazione e Controllo di Gestione, al fine di garantire la coerenza delle politiche di remunerazione e dei conseguenti sistemi di incentivazione con:

    • o gli obiettivi strategici di breve e medio-lungo termine delle Società e del Gruppo;
    • o il livello di patrimonializzazione e di liquidità delle Società e del Gruppo;
  • l'Area di Governo Chief Compliance Officer, al fine di garantire la verifica di conformità delle politiche di remunerazione e dei conseguenti sistemi di incentivazione alle norme, ai regolamenti, ai codici etici ed agli standard di condotta applicabili al Gruppo.

Il Chief Audit Officer, in coerenza con le indicazioni dell'Autorità di Vigilanza, verifica annualmente la conformità delle prassi attuative di remunerazione alle politiche, informando il Consiglio di Amministrazione e l'Assemblea circa l'esito delle verifiche condotte.

La remunerazione dei componenti del Consiglio di Amministrazione

Compensi per la carica di Consigliere di Amministrazione

Lo Statuto della Banca prevede che ai componenti del Consiglio di Amministrazione spetti, oltre al rimborso delle spese sostenute per ragione del loro ufficio, un compenso che viene determinato in misura fissa per l'intero periodo di carica dall'Assemblea all'atto della loro nomina. All'atto della nomina, l'Assemblea determina, inoltre, il compenso additivo delle cariche di Presidente e Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione.

A favore dei Consiglieri di Amministrazione, è prevista la stipula di una polizza di assicurazione per la responsabilità amministrativa nei termini sottoposti all'Assemblea.

Compensi per la carica di Amministratore Delegato e CEO

A norma di Statuto, il Consigliere Delegato ricopre anche la carica di Direttore Generale di Intesa Sanpaolo.

Al Consigliere Delegato e Direttore Generale compete una remunerazione fissa e variabile determinata dal Consiglio di Amministrazione in coerenza con le politiche di remunerazione approvate dall'Assemblea.

Il Consiglio di Amministrazione, su proposta del Comitato Remunerazioni, ha determinato il compenso fisso spettante al Consigliere Delegato. Tale importo si cumula con quello spettante in qualità di Consigliere di Amministrazione. Al Consigliere Delegato in qualità di Direttore Generale spettano la retribuzione annua lorda, il sistema di incentivazione di breve e lungo termine e il trattamento previdenziale integrativo, nonché gli ulteriori fringe benefit del ruolo che vengono determinati dal Consiglio di Amministrazione nel rispetto delle Politiche di remunerazione e incentivazione dei dipendenti.

Compensi per la partecipazione al Comitato per il Controllo sulla Gestione

Lo Statuto prevede che l'Assemblea determini, all'atto della nomina del Comitato per il Controllo sulla Gestione e per l'intero periodo della carica, un compenso specifico per i Consiglieri di Amministrazione che compongono il Comitato, in uguale misura pro-capite ma con un'apposita maggiorazione per il Presidente.

Compensi per la partecipazione agli altri Comitati consiliari

In relazione alle attività che i Consiglieri sono chiamati a svolgere quali componenti dei Comitati endo-consiliari, il Consiglio di Amministrazione, a norma di Statuto, determina un compenso fisso aggiuntivo per tali Consiglieri, in coerenza con le politiche di remunerazione approvate dall'Assemblea. Il Consiglio di Amministrazione ha integrato l'emolumento per la carica di Consigliere con un gettone di presenza in relazione all'effettiva partecipazione dei membri ai lavori dei Comitati e con un ulteriore compenso fisso lordo annuo per i presidenti dei Comitati stessi.

La politica di remunerazione relativa ai dipendenti e ai collaboratori non legati da rapporti di lavoro subordinati

Le politiche di remunerazione del Gruppo Intesa Sanpaolo si ispirano ai seguenti principi:

  • a) allineamento dei comportamenti del management e dei dipendenti con gli interessi di tutti gli Stakeholder, con focus sulla creazione di valore per gli Azionisti, nonché sull'impatto sociale prodotto sulle Comunità;
  • b) correlazione tra remunerazione e rischi assunti, attraverso:
    • l'indirizzo dei comportamenti del management e del personale verso il raggiungimento di obiettivi in un quadro di regole indirizzate al controllo dei rischi aziendali;
    • sistemi retributivi allineati con le politiche di prudente gestione dei rischi finanziari e non (ivi inclusi rischi legali e reputazionali), coerentemente con quanto definito nell'ambito del Risk Appetite Framework di Gruppo;
    • la definizione di una componente fissa sufficientemente elevata da consentire alla parte variabile di contrarsi significativamente e azzerarsi al verificarsi di determinate condizioni.
  • c) orientamento agli obiettivi di medio-lungo temine tenendo conto della Risk Tolerance di Gruppo attraverso la definizione di un insieme di Sistemi di Incentivazione che consentano di orientare le performance su un periodo di accrual più che annuale e di condividere i risultati di medio-lungo termine conseguenti alla realizzazione del Piano d'Impresa;
  • d) merito, al fine di assicurare un accentuato collegamento con la prestazione fornita e la qualità manageriale evidenziata, attraverso:
    • la flessibilità retributiva da realizzarsi mediante il ricorso alla componente variabile della retribuzione legata ai risultati raggiunti e ai rischi assunti;
    • l'attenzione alle risorse chiave e di alta qualità manageriale, destinatarie di un posizionamento competitivo rispetto al mercato di riferimento;
    • la differenziazione delle migliori performance cui saranno riconosciute livelli di premio variabile significativamente superiori rispetto alla media;

  • e) equità, al fine di stimolare comportamenti virtuosi e armonizzare i trattamenti retributivi attraverso:
    • la correlazione tra la retribuzione fissa della persona e il livello di responsabilità gestito, misurato attraverso l'adozione di un sistema di Global Banding13, certificato da primaria società di consulenza o la seniority/ruolo professionale;
    • la differenziazione dei target retributivi e dell'incidenza della componente variabile sulla retribuzione globale in funzione della filiera professionale di appartenenza e/o mercato geografico, a parità di fascia di Banding;
    • l'attenzione al gender pay-gap;
  • f) sostenibilità, al fine di contenere gli oneri derivanti dall'applicazione della policy entro valori compatibili con le disponibilità economico-finanziarie, attraverso:
    • meccanismi di regolazione degli accantonamenti destinati a finanziare il monte incentivi complessivo in funzione della redditività aziendale e dei risultati conseguiti;
    • interventi selettivi sulla retribuzione fissa basati su rigorosi benchmark di mercato;
    • l'individuazione di opportuni cap, sia al monte incentivi sia sull'entità dei premi individuali;
  • g) conformità con le disposizioni di legge e regolamentari, con codici di condotta e le altre disposizioni di autoregolamentazione con focus sui Risk Taker di Gruppo (e tra questi, sui Dirigenti con Responsabilità Strategiche, cd. Risk Taker Apicali), sui Risk Taker di Legal Entity e sulle Funzioni Aziendali di Controllo;
  • h) correttezza nelle relazioni con la clientela.

La retribuzione del personale dipendente si articola in:

  • a) componente fissa;
  • b) componente variabile.

Remunerazione fissa

La componente fissa è definita sulla base di criteri prestabiliti e non discrezionali quali l'inquadramento contrattuale, il ruolo ricoperto, le responsabilità assegnate, la particolare esperienza e le competenze maturate dal dipendente.

  • Nel pieno rispetto delle disposizioni normative, rientrano nella componente fissa:
  • la retribuzione annua lorda che riflette il livello di esperienza professionale e anzianità del personale;
  • le indennità connesse al ruolo ricoperto, non collegate ad alcun tipo di indicatore di performance e assegnate in modo non discrezionale ai Risk Taker14 e al Middle Management15 appartenenti alle Funzioni Aziendali di Controllo e ai responsabili di ruoli commerciali nel perimetro della rete territoriale della Divisione Banca dei Territori;
  • le indennità riconosciute al personale espatriato, a fronte della copertura di eventuali differenziali di costo, qualità della vita e/o livelli retributivi propri del mercato di riferimento di destinazione;
  • le indennità e/o i compensi rivenienti da cariche ricoperte in organi sociali, a condizione che le stesse non siano riversate alla società di appartenenza;
  • gli eventuali benefit, aventi la finalità di accrescere la motivazione e la fidelizzazione delle risorse e assegnati non su base discrezionale. I benefit riconosciuti al personale del Gruppo possono avere natura contrattuale (es. previdenza complementare, assistenza sanitaria, ecc.) o derivare da scelte di politica retributiva (es. autovettura aziendale) e, pertanto, prevedere trattamenti differenziati nei confronti delle diverse categorie di personale.

Remunerazione variabile

La componente variabile è collegata alle prestazioni fornite dal personale e simmetrica rispetto ai risultati effettivamente conseguiti e ai rischi prudenzialmente assunti, ed è composta da:

  • componente variabile a breve termine, corrisposta tramite i Sistemi Incentivanti annuali e il Premio Variabile di Risultato (PVR);
  • componente variabile a lungo termine, corrisposta tramite il Piano POP (Performance-based Option Plan), destinato al Top Management, ai Risk Taker e ai Manager Strategici16, e il Piano LECOIP 2.0, destinato ai Middle Manager (non inclusi nel Piano POP) e al restante Personale17;
  • i Carried Interest ovvero le parti di utile di OICVM o FIA percepite dal personale per la gestione dell'OICVM o del FIA stesso18;
  • eventuali componenti variabili sia di breve sia di lungo termine, legate alla permanenza in azienda (patti di stabilità, di non concorrenza, una tantum di retention) o eccezionali (bonus d'ingresso);
  • eventuali benefit discrezionali.

Non è prevista l'attribuzione di bonus garantiti, con la sola eccezione, prevista per limitati casi di neo-assunti (bonus d'ingresso), fatta salva attenta valutazione ed analisi delle prassi di mercato, esclusivamente per il primo anno.

La distinzione della componente variabile della remunerazione in una quota a breve termine ed in una quota a lungo termine favorisce l'attraction e la retention delle risorse, consente di orientare le performance su un periodo di accrual più che annuale e di condividere i risultati di medio-lungo termine conseguenti alla realizzazione del Piano d'Impresa.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, nel pieno rispetto delle indicazioni normative, adotta tradizionalmente un pay mix opportunamente "bilanciato" tra le suddette componenti al fine di:

13 Il Sistema di Global Banding adottato dal Gruppo Intesa Sanpaolo si basa sul raggruppamento in fasce omogenee di posizioni manageriali assimilabili per livelli di complessità/ responsabilità gestiti, misurati mediante la metodologia internazionale di valutazione dei ruoli IPE (International Position Evaluation).

14 Perimetro Italia, Slovacchia e Croazia.

15 Perimetro Italia e Egitto.

16 Perimetro Italia.

17 Perimetro Italia.

18 Non rientra la quota di utile pro rata attribuita ai membri del personale in ragione di eventuali investimenti da questi effettuati nell'OICVM o nel FIA, purché proporzionale all'effettiva percentuale di partecipazione all'OICVM o FIA e non superiore al ritorno riconosciuto agli altri investitori. Per una corretta applicazione della disciplina, i gestori devono quindi essere in grado di individuare chiaramente le quote di utile che eccedono l'utile pro rata degli investimenti e che si configurano come carried interest.

  • consentire una gestione flessibile del costo del lavoro, in quanto la parte variabile può contrarsi sensibilmente sino ad azzerarsi in relazione al livello dei risultati effettivamente conseguiti nell'esercizio di riferimento;
  • scoraggiare comportamenti focalizzati al raggiungimento di risultati di breve termine, specie se derivanti da assunzione di rischi elevati.

Per conseguire le finalità sopra esposte è prassi del Gruppo stabilire ex ante limiti massimi ed equilibrati alla retribuzione variabile, attraverso la definizione di specifici cap all'incremento dei premi in relazione a eventuali over-performance.

A tratto generale, tale limite massimo alla retribuzione variabile è stato determinato:

  • nel 100% della remunerazione fissa per i ruoli non appartenenti alle Funzioni Aziendali di Controllo, salvo quanto diversamente specificato nella Relazione sulle Remunerazioni;
  • nel 33% della remunerazione fissa per i ruoli appartenenti alle Funzioni Aziendali di Controllo.

Nel computo della remunerazione variabile, rilevano sia la componente a breve termine relativa al Sistema Incentivante o al PVR che la componente a lungo termine assegnata tramite i Piani di incentivazione a lungo termine (il Piano POP e il Piano LECOIP 2.0), nonché eventuali componenti variabili legate alla permanenza in azienda o eccezionali. In particolare, i Piani POP e LECOIP 2.0 incidono sulla remunerazione variabile pro quota per tutto il periodo di maturazione.

Il limite massimo previsto nei criteri generali (1:1) è stato incrementato a 2:1, come previsto da CRD IV, consentito da Banca d'Italia e approvato dall'Assemblea 2018, per i Risk Taker non appartenenti alle Funzioni Aziendali di Controllo e per la popolazione di specifiche e limitate filiere professionali e segmenti di business (investment banking, asset management, private banking, tesoreria).

Inoltre, a partire dal 2019, in conformità con la facoltà accordata dal recente aggiornamento delle Disposizioni di Vigilanza, il limite massimo alla retribuzione variabile è stato incrementato oltre il 2:1 e fino ad un massimo del 4:1 per il personale della filiera "Investimenti" delle Società del risparmio gestito del Gruppo, che svolgono la propria attività esclusivamente per il Gestore stesso.

Infine, l'Assemblea del 27 aprile 2020 ha approvato l'innalzamento a 2:1 del rapporto tra remunerazione variabile e remunerazione fissa anche ai Global Relationship Manager operanti nella Direzione Global Corporate e nella Direzione Financial Institutions, ai Responsabili dei Desk Corporate e Financial Institutions degli Hub presenti nella Direzione Internazionale della Divisione IMI Corporate & Investment Banking nonché ai Mortgage Specialists, Personal Bankers e Senior Customer Advisors appartenenti al Network di Všeobecná Úverová Banka (VUB).

Nell'ambito del rispetto del cap tra remunerazione fissa e variabile (1:1), sono state, comunque, individuate opportune differenziazioni del pay mix con riferimento alle diverse famiglie professionali, ovvero per ambito di business, coerentemente con i riscontri ottenuti attraverso specifiche analisi di benchmarking riferite alle principali banche universali europee che garantiscono inoltre il rispetto del criterio di equità interna, stante l'utilizzo di riferimenti comuni a ciascuna fascia di popolazione.

L'adeguatezza degli importi è ulteriormente verificata rispetto alle prassi di mercato, con la continua partecipazione a indagini retributive a carattere nazionale e internazionale; per i ruoli a contenuto manageriale e altre particolari posizioni di business il riscontro avviene selezionando specifici peer group al fine di valutare l'allineamento competitivo con il mercato di riferimento più appropriato.

In rapporto ai dati di mercato, il Gruppo Intesa Sanpaolo si pone l'obiettivo di allineare le retribuzioni complessive ai valori mediani, fermo restando la possibilità di apportare opportune differenziazioni per posizioni di particolare criticità e/o risorse di elevata qualità manageriale.

La correlazione tra remunerazione, performance e rischi è assicurata per tutta la popolazione aziendale da:

  • il ricorso a un pay mix bilanciato, in quanto la componente fissa risulta sufficientemente elevata così da consentire alla parte variabile, la cui corresponsione non è mai garantita, di contrarsi significativamente e azzerarsi al verificarsi delle condizioni di seguito specificate;
  • l'applicazione del principio di selettività che differenzia le migliori performance e, a fronte di queste, riconosce premi significativamente più elevati rispetto alla media;
  • l'adozione, in base al cosiddetto principio di sostenibilità finanziaria, di un meccanismo strutturato di funding della componente variabile (bonus pool) che correla l'ammontare da destinarsi all'incentivazione di tutti i segmenti aziendali all'andamento di un parametro di Gruppo, ad oggi identificato nel Risultato Corrente Lordo;
  • il ricorso al meccanismo di solidarietà tra risultati di Gruppo e di Divisione/Business Unit, in base al quale la somma dei premi complessivamente erogabili al personale di ciascuna Business Unit dipende in parte dalla performance realizzata dal Gruppo nella sua interezza (riflessa nella dimensione del bonus pool) e in parte da quella dell'Unità Organizzativa di appartenenza, misurata in termini di grado di contribuzione atteso rispetto al Risultato Corrente Lordo di Gruppo;
  • il rispetto delle condizioni di accesso previste dalle regolamentazioni internazionali e nazionali, ovvero:
    • o a livello di gruppo, il raggiungimento di adeguati livelli di solidità patrimoniale e liquidità e, in ogni caso, quantomeno il rispetto dei limiti previsti dal Supervisory Review and Evaluation Process (SREP);
    • o a livello individuale, la correttezza dei comportamenti agiti (assenza di provvedimenti disciplinari che determinino anche solo un giorno di sospensione);
  • la misurazione della performance su più dimensioni, sia quantitative (redditività, crescita, produttività, costo del rischio/sostenibilità – includendo, tra questi ultimi, anche indicatori di Corporate Social Responsibility, CSR, e/o di Environmental, Social and Governance, ESG) che qualitative (azioni o progetti strategici e qualità manageriali), e su perimetri differenti (Gruppo/Struttura/Individuo). A titolo esemplificativo, si rappresentano alcuni indicatori per driver di performance:
    • o Redditività: Proventi Operativi Netti / Risk Weighted Assets, Ricavi / Masse, Risultato Gestione Assicurativa/Riserve Matematiche;
    • o Crescita: Raccolta Netta, Prodotto Bancario Lordo (Impieghi + Raccolta diretta + Raccolta indiretta), Risultato Gestione Assicurativa;
    • o Produttività: Cost/Income, Riduzione costi operativi, Full Combined Ratio;
    • o Costo del rischio/sostenibilità: NPL Ratio lordo, Flussi lordi da bonis a NPE, Perdite Operative / Proventi Operativi Netti, Concentration Risk, Mantenimento dei livelli target di Liquidity Coverage Ratio;
  • il ricorso ad un ulteriore meccanismo che misura il livello di rischio inerente residuo di ciascuna business unit (Q-Factor) e che agisce come eventuale demoltiplicatore del premio conseguito in caso di mancato raggiungimento del target.

È fatto esplicito divieto al singolo dipendente di effettuare strategie di copertura personale o di assicurazioni sulla remunerazione (hedging strategies) o su altri aspetti che possano alterare o inficiare gli effetti di allineamento al rischio aziendale insiti nei meccanismi di remunerazione descritti. La remunerazione non può essere corrisposta in forme, strumenti o modalità elusivi delle disposizioni normative.

La cessazione dal servizio di personale in possesso del diritto alla pensione di vecchiaia o di anzianità e/o dei trattamenti pensionistici dell'A.G.O. non fa venir meno il diritto alla corresponsione delle quote di spettanza, anche differite.

In tutti gli altri casi, è facoltà dell'azienda riconoscere eventuali interventi, in funzione delle specifiche situazioni, in sede di risoluzione del rapporto di lavoro, anche attraverso accordi individuali di natura consensuale, realizzati mediante la sottoscrizione di apposite transazioni.

In ogni caso, nel rispetto dei principi contenuti nel Codice Etico di Gruppo, il Gruppo Intesa-Sanpaolo non sottoscrive con i propri manager e dipendenti accordi individuali ex ante (ovvero, precedentemente all'atto di risoluzione del rapporto di lavoro) che disciplinano i compensi pattuiti in caso di cessazione anticipata del rapporto.

Peraltro, negli ultimi anni la Società ha sottoscritto con le organizzazioni sindacali specifici accordi relativi al cosiddetto "fondo di solidarietà", applicabili per i dipendenti di ogni ordine e grado, ivi compresi i dirigenti, attraverso i quali è stato tra l'altro disciplinato il trattamento da erogare al personale a seguito della cessazione del rapporto di lavoro, in caso di operazioni straordinarie e/o processi di ristrutturazione aziendale.

Secondo quanto previsto dalle Disposizioni di Vigilanza in tema di remunerazioni, i compensi pattuiti in vista o in occasione della conclusione anticipata del rapporto di lavoro o per la cessazione anticipata della carica per la quota eccedente le previsioni del CCNL in merito all'indennità di mancato preavviso, costituiscono la c.d. severance, includendo tra questi anche gli eventuali compensi corrisposti in base al patto di non concorrenza limitatamente alla quota eccedente l'ultima annualità di remunerazione fissa.

I principi per la definizione di tali compensi nel Gruppo Intesa Sanpaolo, ispirati ai criteri della correlazione della severance pay alla performance continuativa fornita nel tempo e del contenimento del potenziale contenzioso, sono:

– salvaguardia del grado patrimonializzazione richiesto dalla Regolamentazione;

– "no reward for failure";

– irreprensibilità dei comportamenti individuali (consistenza con la logica dei compliance breaches).

In ottemperanza a tali criteri e a quanto richiesto dalle Disposizioni di Vigilanza in tema di remunerazioni, in caso di pattuizione di un compenso che rientra in questa fattispecie, il Gruppo ha previsto che tale compenso:

  • sia pari, come ammontare massimo, a 24 mensilità della retribuzione fissa ed è determinato secondo modalità distinte, per segmento di popolazione, in modo da tenere in opportuna considerazione la valutazione complessiva dell'operato del soggetto e avendo particolare riguardo ai livelli di patrimonializzazione, liquidità e redditività del Gruppo e alla presenza o meno di sanzioni individuali comminate dall'Autorità di Vigilanza;
  • sia corrisposto secondo le modalità previste per la remunerazione variabile a breve termine, per ciascun segmento di popolazione;
  • sia incluso nel calcolo del rapporto tra la remunerazione variabile di competenza e la remunerazione fissa dell'ultimo anno di permanenza in azienda ad esclusione degli importi pattuiti e riconosciuti:
    • o in base ad un patto di non concorrenza, per la quota che, per ciascun anno di durata del patto, non eccede l'ultima annualità di remunerazione fissa;
    • o nell'ambito di un accordo per la composizione di una controversia attuale o potenziale (in qualunque sede raggiunto), se calcolati secondo una formula di calcolo predefinita e approvata preventivamente dall'Assemblea.

Il titolo Intesa Sanpaolo

Il titolo Intesa Sanpaolo

L'andamento del titolo

Nel 2020, dopo i primi due mesi caratterizzati da performance positive, l'inizio improvviso dell'emergenza sanitaria e il conseguente rapido e marcato peggioramento nelle aspettative macroeconomiche hanno portato l'indice del settore bancario europeo a registrare un calo del 50% dall'inizio dell'anno a metà marzo; successivamente, l'annuncio di rilevanti piani di sostegno alle economie da parte dei governi nazionali e della EU, le misure fortemente espansive poste in essere da parte della BCE, le notizie positive sulla disponibilità dei vaccini e la ripresa del processo di consolidamento in Europa hanno permesso all'indice bancario europeo di recuperare parzialmente e chiudere il 2020 con un calo del 23,7%. Rispetto all'indice Eurostoxx 50, l'indice bancario europeo ha registrato una performance inferiore del 19% nel 2020.

In tale contesto, l'indice bancario Italiano ha performato leggermente meglio rispetto all'indice di comparto europeo: dopo un inizio dell'anno che ha visto l'indice registrare una crescita del +11,7% rispetto a fine 2019, l'indice ha successivamente ritracciato fino a perdere il 46% a metà marzo, a seguito dell'esplosione della emergenza sanitaria. I mesi successivi hanno visto una parziale ripresa dei corsi, che hanno beneficiato degli interventi del governo e della BCE a sostegno dell'economia, delle notizie sulla disponibilità dei vaccini e dell'avvio del processo di consolidamento, permettendo all'indice bancario italiano di limitare il calo nel 2020 al 21,1% rispetto alla fine del 2019. Nel 2020, l'indice bancario italiano ha evidenziato una performance inferiore del 15,7% rispetto all'indice FTSE MIB, ma superiore del 2,6% rispetto all'indice bancario europeo.

La quotazione dell'azione ordinaria Intesa Sanpaolo nel 2020 ha registrato una dinamica correlata a quella degli indici relativi al settore bancario, con un andamento sostanzialmente stazionario a gennaio, una tendenza al rialzo a febbraio fino alla terza settimana, quando è stato raggiunto il punto di massimo, e una successiva marcata tendenza al ribasso fino ad aprile, quando è stato raggiunto il punto di minimo, seguita da una ripresa fino ai primi di giugno, un andamento fluttuante fino a metà settembre, una fase di calo fino al termine di ottobre e una ripresa nell'ultimo bimestre che ha portato a chiudere l'anno in calo del 18,6% rispetto a fine 2019.

La capitalizzazione di Intesa Sanpaolo è scesa a 37,2 miliardi di euro a fine 2020 da 41,1 miliardi a fine 2019.

Utile per azione

Il capitale sociale di Intesa Sanpaolo è ora costituito interamente da azioni ordinarie.

Il risultato netto loro attribuibile è determinato tenendo conto del valore dei dividendi unitari attribuiti, ripartendo poi la quota residua dell'utile netto – nell'ipotesi teorica di una sua totale assegnazione – in egual misura tra tutte le azioni in circolazione. L'indicatore Utile per azione (EPS – Earning Per Share) viene presentato sia nella configurazione "base", sia in quella "diluita": l'EPS base è calcolato rapportando l'utile teoricamente attribuibile ai portatori delle azioni alla media ponderata delle azioni stesse in circolazione, mentre l'EPS diluito tiene conto anche degli effetti delle eventuali future emissioni.

AZIONI ORDINARIE
31.12.2020 31.12.2019 31.12.2018 31.12.2017 31.12.2016
Media ponderata azioni (numero) 18.240.491.151 17.474.056.021 16.772.376.006 15.837.253.005 15.841.479.283
Risultato attribuibile alle diverse categorie di azioni
(milioni di euro)
3.277 4.182 4.050 6.900 2.929
Utile base per azione (basic EPS) (euro) 0,18 0,24 0,24 0,44 0,18
Utile diluito per azione (diluted EPS) (euro) 0,18 0,24 0,24 0,44 0,18

Price/book value

L'indicatore riflette il valore attribuito dal mercato al capitale sociale di un'azienda quotata e, quindi, indirettamente, al complesso delle attività ad essa riconducibili. Il rapporto, pur misurando il grado di apprezzamento che operatori ed analisti finanziari attribuiscono alle potenzialità reddituali ed alla solidità patrimoniale dell'azienda, risente in misura significativa dei fattori esogeni che influiscono sulle quotazioni azionarie. Anche per il Gruppo Intesa Sanpaolo, la dinamica dell'indicatore – al 31 dicembre 2020 esposto sia sui dati medi che su quelli di fine periodo – risulta influenzata dalla dinamica dei mercati.

(milioni di euro)
31.12.2020 2020 2019 2018 2017 2016
Capitalizzazione di borsa 37.163 34.961 36.911 44.947 44.820 37.152
Patrimonio netto del Gruppo 65.871 60.920 54.996 53.646 52.558 48.344
Price / book value 0,56 0,57 0,67 0,84 0,85 0,77

Pay-out ratio

Il rapporto esprime la proporzione tra quanto destinato alla remunerazione degli azionisti e l'ammontare complessivo degli utili prodotti.

Per l'esercizio 2020 si è ritenuto di sottoporre all'Assemblea la proposta di distribuire 0,0357 euro per azione, in parte a carico della Riserva sovrapprezzo, per un monte dividendi complessivo di 694 milioni, pari al massimo consentito dalla Raccomandazione della Banca Centrale Europea del 15 dicembre 2020, nel limite di 20 centesimi di punto di Common Equity Tier 1 ratio consolidato al 31 dicembre 2020. Inoltre, subordinatamente all'attesa evoluzione delle indicazioni dell'Autorità di Vigilanza successivamente al 30 settembre 2021, in linea con il Piano di Impresa 2018-2021, si prevede una distribuzione di riserve, a valere sui risultati del 2020, che aggiungendosi ai predetti dividendi porti al pagamento di un ammontare complessivo corrispondente a un payout ratio pari al 75% di 3.505 milioni di utile netto consolidato rettificato19 . Per ulteriori informazioni si rimanda alle Proposte all'Assemblea del bilancio separato di Intesa Sanpaolo.

Per l'esercizio 2019 si rammenta che a seguito della revisione in data 31 marzo 2020 delle Proposte all'Assemblea deliberate dal Consiglio di Amministrazione del 25 febbraio 2020, l'utile dell'esercizio 2019 – al netto dell'assegnazione al Fondo di beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale – è stato assegnato alla Riserva straordinaria, coerentemente con la Raccomandazione della Banca Centrale Europea del 27 marzo 2020 in merito alla politica dei dividendi nel contesto conseguente all'epidemia da COVID-19. Per ulteriori informazioni si rimanda alle Proposte all'Assemblea del bilancio separato 2019 di Intesa Sanpaolo.

(milioni di euro)
2020 2019 2018 2017 2016
Risultato d'esercizio 3.277 4.182 4.050 7.316 3.111
Dividendi (*) 694 - 3.449 3.419 2.999
Pay-out ratio 21% - 85% 47% 96%

(*) Per gli esercizi 2020, 2017 e 2016, gli importi attribuiti sono stati in parte a carico di riserve.

19 Escludendo dal risultato netto contabile le componenti relative all'acquisizione di UBI Banca costituite dagli effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione, incluso goodwill negativo, e dagli oneri di integrazione e l'azzeramento del goodwill della Divisione Banca dei Territori.

Dividend yield

L'indicatore misura il rendimento percentuale dell'azione, valorizzata al prezzo di mercato dell'esercizio di riferimento, in rapporto al dividendo attribuito. Tale rendimento, determinato sulla base dei prezzi annui medi, evidenzia nel tempo un livello sostenibile, tenuto anche conto della dinamica dei mercati finanziarie. Per gli esercizi 2020 e 2019 hanno influito – come in precedenza indicato – le Raccomandazioni della Banca Centrale Europea nel contesto conseguente all'epidemia da COVID-19.

Come in precedenza indicato, si rammenta che dal 2018 il capitale sociale è rappresentato unicamente da azioni ordinarie.

(euro)
2020 2019 2018 2017 2016
Azione ordinaria
Dividendo per azione 0,036 - 0,197 0,203 0,178
Prezzo medio del titolo 1,799 2,108 2,567 2,678 2,220
Dividend yield 1,98% - 7,67% 7,58% 8,02%
Azione risparmio
Dividendo per azione - - - 0,214 0,189
Prezzo medio del titolo - - - 2,517 2,084
Dividend yield - - - 8,50% 9,07%

Rating

Nel corso del 2020, le agenzie di rating hanno rivisto i rating di Intesa Sanpaolo per incorporare gli impatti della pandemia. Precisamente:

  • − il 26 aprile Moody's ha affermato il rating sul debito senior unsecured "Baa1" di Intesa Sanpaolo, modificando l'outlook da stabile a "negativo", a causa del deterioramento del contesto operativo in Italia;
  • − il 12 maggio DBRS Morningstar ha confermato i rating "BBB(high)/R-1(low)" di Intesa Sanpaolo, modificando però il trend su entrambi i rating a "negativo" da stabile. La revisione del trend ha fatto seguito all'analoga azione sul rating dell'Italia dello scorso 8 maggio;
  • − il 12 maggio Fitch Ratings ha abbassato i rating di Intesa Sanpaolo a "BBB-/F3" con outlook stabile, a seguito della analoga azione sui rating dell'Italia del 28 aprile scorso;

S&P Global Ratings ha affermato i rating "BBB/A-2" di Intesa Sanpaolo con outlook negativo.

AGENZIA DI RATING
DBRS
Morningstar
Fitch
Ratings
Moody's S&P Global
Ratings
Debito a breve termine R-1 (low) (1) F3 P-2 A-2
Debito senior a lungo termine BBB (high) BBB- Baa1 (2) BBB
Outlook / Trend Negativo Stabile Negativo Negativo
Viability - bbb- - -
(1) Con trend negativo.

(2) Rating sul debito senior. Il rating sui depositi è "Baa1" con outlook stabile.

Si segnala che l'11 marzo 2021 S&P Global Ratings ha confermato il rating a lungo termine senior preferred (unsecured) della Banca a 'BBB' e ne ha migliorato l'outlook da negativo a stabile, allineandolo a quello dell'Italia. Il rating a breve termine è stato confermato ad 'A-2'.

Indicatori Alternativi di Performance e Altre informazioni

Indicatori Alternativi di Performance

Premessa

L'European Securities and Markets Authority - ESMA ha emanato, ai sensi dell'articolo 16 del Regolamento n. 1095/2010/EU, specifici Orientamenti20 in merito ai criteri per la presentazione di Indicatori Alternativi di Performance (IAP) inseriti dagli emittenti europei nelle informazioni regolamentate, inclusa pertanto la Relazione sulla gestione del Bilancio, quando tali indicatori non risultano definiti o previsti dal framework sull'informativa finanziaria. Tali orientamenti sono volti a promuovere l'utilità e la trasparenza degli IAP, confermando un approccio comune verso l'utilizzo di questi ultimi, con miglioramenti della loro comparabilità, affidabilità e comprensibilità e conseguenti benefici agli utilizzatori dell'informativa finanziaria. Consob21 ha recepito in Italia gli Orientamenti e le ha incorporati nelle proprie prassi di vigilanza.

Secondo la definizione degli Orientamenti ESMA, un Indicatore Alternativo di performance è un indicatore di performance finanziaria, posizione finanziaria o flussi di cassa storici o futuri, diverso da un indicatore finanziario definito o specificato nella disciplina applicabile sull'informativa finanziaria. Gli IAP sono solitamente ricavati dalle poste di bilancio redatte conformemente alla disciplina vigente sull'informativa finanziaria. Ciò che li distingue è che gli IAP non sono definiti nel quadro dell'informativa finanziaria, ma il loro uso è comunque diffuso e il loro ruolo è quello di trasmettere una visione della performance dell'entità più vicina alla visione del management rispetto a ciò che risulterebbe dall'uso delle sole misure definite.

Non rientrano strettamente nella definizione di IAP gli indicatori pubblicati in applicazione di misure prudenziali, comprese le misure definite nel Regolamento e nella Direttiva sui requisiti patrimoniali (CRR/CRD IV), gli indicatori fisici o non finanziari, e gli indicatori sociali ed ambientali.

Gli Indicatori Alternativi di Performance di Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo redige il proprio bilancio, in applicazione del D. Lgs. 28 febbraio 2005 n. 38, secondo i principi contabili IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e le relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) ed omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002, sulla base delle "Istruzioni per la redazione del bilancio dell'impresa e del bilancio consolidato delle banche e delle società finanziarie capogruppo di gruppi bancari" emanate dalla Banca d'Italia (Circolare 262/2005 e successivi aggiornamenti), come indicato in dettaglio nella Parte A della Nota integrativa.

Intesa Sanpaolo utilizza anche diversi Indicatori Alternativi di Performance (IAP), con la finalità di una rappresentazione chiara, sintetica ed immediata delle risultanze reddituali, delle consistenze patrimoniali e delle performance ottenute, con la convinzione che tali indicatori forniscano un quadro fedele e veritiero dell'informativa finanziaria e che rappresentino metriche utili per gli investitori per facilitare la comprensione delle dinamiche economiche e patrimoniali.

Tuttavia, si sottolinea che gli Indicatori Alternativi di Performance rappresentano informazioni supplementari rispetto alle misure definite in ambito IFRS e non sono in alcun modo sostitutivi di queste ultime.

Gli IAP di Intesa Sanpaolo - di impiego diffuso in ambito bancario e finanziario - sono anche utilizzati nel processo decisionale, sia operativo che strategico, da parte del Management e vengono presentati nel seguito in conformità ai sopra indicati specifici Orientamenti di ESMA - European Securities and Markets Authority.

Le grandezze impiegate sono puntualmente riconciliabili con le relative misure definite in ambito IFRS attraverso le indicazioni fornite nell'ambito della Relazione sulla gestione e i prospetti di riconciliazione inclusi negli Allegati al Bilancio.

Gli indicatori utilizzati includono i margini del Conto economico riclassificato e gli aggregati dello Stato patrimoniale riclassificato ed altri indicatori calcolati a partire dai valori presenti nel bilancio.

Per ciascun indicatore pubblicato viene fornito anche il corrispondente valore relativo al periodo di confronto, opportunamente riesposto per omogeneità di raffronto ove la riesposizione risulti necessaria e di importo materiale.

Nel contesto conseguente all'epidemia da COVID-19, si segnala che non sono stati introdotti nuovi indicatori, né sono state apportate modifiche agli indicatori normalmente utilizzati.

Margini del conto economico riclassificato e aggregati dello stato patrimoniale riclassificato

Con riferimento ai margini del Conto Economico Riclassificato di Intesa Sanpaolo, si segnalano gli IAP di seguito descritti.

Proventi operativi netti, che recepiscono i proventi caratteristici ed altri proventi e oneri strettamente correlati alla gestione operativa. Il margine è dato dalla somma delle seguenti voci dello schema di conto economico riclassificato:

o Interessi netti

  • o Commissioni nette
  • o Risultato dell'attività assicurativa
  • o Risultato delle attività e passività finanziarie al fair value
  • o Altri proventi (oneri) operativi netti

20 Guidelines on Alternative Performance Measures (APMs) - ESMA/2015/1415en

21 Comunicazione Consob n. 0092543 del 3 dicembre 2015

Costi operativi, indicatore nel quale sono compendiati i costi ed oneri riferiti all'attività operativa inclusi nelle seguenti voci dello schema di conto economico riclassificato:

  • o Spese del personale
  • o Spese amministrative
  • o Ammortamento immobilizzazioni materiali e immateriali

Risultato della gestione operativa, che riporta il risultato della gestione operativa quale differenza tra i Proventi operativi netti e i Costi operativi, così come sopra descritti.

Risultato corrente lordo, che quantifica il risultato della gestione tenendo conto degli effetti da valutazione e realizzo riferiti ai crediti e ad altre attività, ottenuto sottraendo/aggiungendo al Risultato della gestione operativa le seguenti voci:

  • o Rettifiche di valore nette su crediti
  • o Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività
  • o Altri proventi (oneri) netti
  • o Utile (perdita) delle attività operative cessate

Vengono, infine, ricomprese a livello del risultato netto le componenti economiche al di fuori del governo aziendale (imposte, tributi e oneri finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario), le componenti di carattere «contabile» (effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione e rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili), nonché gli oneri correlati a processi di ristrutturazione / riorganizzazione. Si tratta delle seguenti voci dello schema di conto economico riclassificato:

  • o Imposte sul reddito
  • o Oneri di integrazione ed incentivazione all'esodo (al netto delle imposte)
  • o Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte)
  • o Tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte)
  • o Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte)
  • o Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi

Per le informazioni di dettaglio sulla composizione delle singole voci del Conto economico riclassificato sopra citate, si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sulla gestione sui risultati economici. Le riconciliazioni tra le singole voci dello schema di conto economico riclassificato e le voci dei prospetti contabili sono invece riportate in allegato al bilancio, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.

Con riferimento agli aggregati dello Stato patrimoniale riclassificato, la cui logica è prevalentemente di sintesi rispetto agli schemi di bilancio, si indicano nel seguito gli aggregati individuati quali Indicatori Alternativi di performance, rinviando allo specifico capitolo di questa Relazione sulla gestione per l'illustrazione delle rimanenti voci dello schema di stato patrimoniale riclassificato direttamente riconducibili agli schemi di bilancio.

Finanziamenti verso banche

L'aggregato comprende le poste tipiche dell'intermediazione creditizia con banche dal lato dell'attivo.

E' in particolare ricompresa la quota di impieghi con banche inclusa nelle Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato. Sono inoltre qui ricondotte le eventuali quote di impieghi con banche incluse nelle Attività finanziarie detenute per la negoziazione, nelle Attività finanziarie designate al fair value, nelle Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value e nelle Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Finanziamenti verso clientela

L'aggregato comprende le poste tipiche dell'intermediazione creditizia con clientela dal lato dell'attivo. E' in particolare ricompresa la quota di impieghi con clientela inclusa nelle Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, comprensiva della quota di finanziamenti rappresentati da titoli. Sono inoltre qui ricondotte le quote di impieghi a clientela incluse nelle Attività finanziarie detenute per la negoziazione, nelle Attività finanziarie designate al fair value, nelle Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value e nelle Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Attività finanziarie al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti

L'aggregato include le quote di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (banche e clientela) che non sono detenute con finalità di finanziamento. Si tratta, nella sostanza, dei titoli di debito di banche, governi, imprese finanziarie ed assicurazioni.

Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico

Ricomprendono le Attività finanziarie detenute per la negoziazione, designate al fair value e obbligatoriamente valutate al fair value, ad eccezione delle quote che rappresentano rispettivamente finanziamenti verso clientela e finanziamenti verso banche, le quali vengono ricondotte agli omonimi aggregati in precedenza descritti. Il dettaglio dell'aggregato è indicato nella tabella inclusa nel commento agli aggregati patrimoniali.

Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva

Comprendono le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, ad eccezione delle eventuali quote che rappresentano finanziamenti verso clientela e finanziamenti verso banche, ricondotte agli omonimi aggregati in precedenza descritti.

Raccolta diretta bancaria

L'aggregato riunisce le poste relative alla provvista da clientela. Oltre ai debiti verso clientela al costo ammortizzato e ai titoli in circolazione, è ricompresa la raccolta inclusa nelle voci Passività finanziarie di negoziazione e Passività finanziarie designate al fair value.

Raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche

L'aggregato, costituito dalle voci di raccolta relative al comparto assicurativo, include le Passività finanziarie del comparto assicurativo valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 (stante l'applicazione del Deferral approach da parte delle compagnie assicurative del Gruppo). Fanno parte della raccolta diretta assicurativa anche le Riserve tecniche, che rappresentano il debito nei confronti della clientela che ha acquisito polizze tradizionali o polizze con rischio assicurativo significativo. Sono infine comprese le Passività subordinate di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato (ai sensi dello IAS 39, in relazione alla già indicata applicazione del Deferral approach).

Raccolta indiretta

L'aggregato rappresenta l'attività di investimento e distribuzione - di titoli, fondi comuni, gestioni patrimoniali, assicurazioni svolta per conto terzi o in connessione con l'attività di gestione di patrimoni mobiliari. La valorizzazione degli stock è a valore di mercato. La raccolta indiretta è suddivisa in Raccolta Amministrata (tutti i titoli in custodia ed amministrazione non riconducibili a Raccolta Gestita: titoli di Stato, Azioni, Obbligazioni di terzi, ecc) e Raccolta Gestita (fondi comuni, gestioni patrimoniali, fondi pensione e polizze individuali pensionistiche, prodotti assicurativi).

Attività finanziarie della clientela

L'aggregato assomma la Raccolta diretta bancaria, la Raccolta diretta assicurativa e la Raccolta indiretta – così come sopra definite – al netto delle componenti della Raccolta indiretta che costituiscono anche forme di Raccolta diretta (Passività finanziarie del comparto assicurativo e Riserve tecniche).

Per tutti gli Indicatori Alternativi di Performance sopra indicati, nella Relazione sulla gestione e negli allegati al bilancio vengono forniti i dettagli testuali e tabellari delle aggregazioni, oltre allo schema di raccordo tra i prospetti contabili normati dalla Banca d'Italia e gli schemi riclassificati. Nel caso di riesposizioni dei dati di raffronto, gli allegati al bilancio riportano puntualmente i relativi elementi di raccordo.

Altri Indicatori Alternativi di Performance

Con riferimento alla seconda categoria di Indicatori, convenzionalmente rappresentata da altri IAP utilizzati nella Relazione sulla gestione diversi dai margini del Conto economico riclassificato e dagli aggregati dello Stato patrimoniale riclassificato, Intesa Sanpaolo pubblica gli Indicatori riportati di seguito.

Indicatori di redditività

Cost/income ratio

L'indicatore è calcolato rapportando i costi operativi (spese del personale, spese amministrative e ammortamenti) ai proventi operativi netti dello schema di Conto economico riclassificato, ed esprime sinteticamente l'efficienza della gestione operativa. Per ulteriori indicazioni sulla composizione delle voci del numeratore e del denominatore del ratio si rimanda a quanto in precedenza indicato e ai prospetti allegati al bilancio per una puntuale riconciliazione.

ROE – Return On Equity

L'indicatore è calcolato come rapporto tra il risultato netto e patrimonio netto ed esprime la redditività generata dal patrimonio a disposizione. In particolare:

  • al numeratore, viene utilizzato il risultato netto di Conto economico; solo in casi eccezionali l'utile può essere rettificato per tenere conto di eventuali elementi non ricorrenti, che vengono puntualmente specificati nell'ambito dei singoli indicatori impattati. Nelle situazioni infrannuali, l'utile viene annualizzato al netto di eventuali componenti non ricorrenti;
  • al denominatore, il patrimonio netto è quello di fine periodo e non tiene conto degli strumenti di Capitale AT1 e dell'utile di periodo.

ROA – Return On Assets

L'indicatore è calcolato rapportando il risultato netto al totale delle attività, fornendo un'indicazione di sintesi circa la redditività degli asset aziendali. In particolare:

  • al numeratore, viene utilizzato il risultato netto di Conto economico; solo in casi eccezionali l'utile può essere rettificato per tenere conto di eventuali elementi non ricorrenti che vengono puntualmente specificati nell'ambito dei singoli indicatori impattati. Nelle situazioni infrannuali, l'utile viene annualizzato al netto di eventuali componenti non ricorrenti;
  • al denominatore, il totale attivo è quello puntuale di fine periodo.

Price/Book value

L'indicatore, che riflette il valore attribuito dal mercato alla Banca e, quindi, indirettamente al complesso delle attività ad essa riconducibili, è calcolato rapportando la capitalizzazione di borsa all'ammontare del patrimonio netto. Viene pubblicato sulla base di una serie storica sui dati di 5 periodi, cui si aggiunge il calcolo sui valori puntuali alla data di reporting. Più in dettaglio:

  • al numeratore viene utilizzata la capitalizzazione media nel periodo/esercizio oggetto di reporting. La capitalizzazione media è calcolata sulla base del prezzo medio delle azioni (media aritmetica annuale dei prezzi giornalieri di chiusura delle contrattazioni di Borsa italiana) moltiplicato per il numero ponderato delle azioni durante il periodo/esercizio.

In aggiunta alla capitalizzazione media, viene pubblicato anche il valore puntuale di fine periodo, utilizzato ai fini del calcolo del price/book value anche su dati puntuali. La capitalizzazione puntuale di fine periodo è calcolata moltiplicando il prezzo di chiusura delle contrattazioni di Borsaitaliana dell'ultimo giorno del periodo/esercizio moltiplicato per il numero di azioni alla fine del periodo/esercizio.

  • al denominatore viene utilizzato il patrimonio netto medio di pertinenza del Gruppo, calcolato come semisomma del patrimonio di inizio e fine periodo. In aggiunta al patrimonio medio, viene pubblicato anche il patrimonio puntuale di fine periodo/esercizio a fini del calcolo del price/book value anche su dati puntuali.

Pay-out ratio

L'indicatore esprime la proporzione tra quanto destinato alla remunerazione degli azionisti e l'ammontare complessivo degli utili prodotti. In particolare:

  • al numeratore viene utilizzato l'ammontare dei dividendi cash di cui è stata proposta/deliberata la distribuzione agli azionisti, inclusivo di eventuali importi rivenienti da distribuzione di riserve disponibili;
  • al denominatore, viene utilizzato il risultato netto di Conto economico.

Dividend Yield

L'indicatore misura il rendimento percentuale dell'azione valorizzata al prezzo di mercato in rapporto al dividendo. In particolare:

  • al numeratore viene utilizzato l'ammontare del dividendo unitario proposto/deliberato;
  • al denominatore viene utilizzato il prezzo medio del titolo, calcolato come media aritmetica annuale dei prezzi giornalieri di chiusura delle contrattazioni di Borsa Italiana.

Indicatori di rischiosità

Sofferenze nette/Finanziamenti verso clientela

L'indicatore rapporta i finanziamenti verso clientela in sofferenza all'ammontare complessivo dei Finanziamenti verso clientela, fornendo indicazioni sintetiche circa la qualità del portafoglio crediti. I valori sono quelli di bilancio, al netto cioè delle relative rettifiche di valore, e non includono i crediti di prossima cessione appostati tra le attività in dismissione. Per la definizione dell'aggregato Finanziamenti verso clientela, si rinvia a quanto in precedenza esposto.

Rettifiche di valore accumulate su finanziamenti in sofferenza/Finanziamenti in sofferenza lordi con clientela

L'indicatore rapporta l'ammontare complessivo delle rettifiche di valore accumulate sui Finanziamenti verso clientela all'ammontare dei Finanziamenti verso clientela in sofferenza al lordo delle relative rettifiche di valore accumulate, fornendo indicazioni sintetiche circa il livello di copertura dei finanziamenti in sofferenza. I valori non includono i crediti di prossima cessione appostati tra le attività in dismissione. Per la definizione dell'aggregato Finanziamenti verso clientela si rinvia a quanto in precedenza esposto.

Costo del credito/Costo del rischio

L'indicatore rapporta l'ammontare delle rettifiche di valore del periodo del conto economico riclassificato all'ammontare dei Finanziamenti verso clientela alla fine del periodo, fornendo indicazioni sintetiche circa l'incidenza nell'esercizio delle rettifiche di valore sul portafoglio. Per la definizione dell'aggregato Finanziamenti verso clientela si rinvia a quanto in precedenza esposto.

Altri indicatori

Loan to deposit ratio

L'indicatore rapporta i Finanziamenti verso clientela all'ammontare della Raccolta diretta bancaria, fornendo indicazioni sintetiche circa il grado di liquidità. Per la definizione degli aggregati Finanziamenti verso clientela e Raccolta diretta bancaria si rinvia a quanto in precedenza esposto.

Altre informazioni

In relazione ad informazioni da produrre nel fascicolo di bilancio in quanto richieste da specifiche disposizioni si segnala che: - l'elenco delle società del Gruppo e delle società partecipate è riportato, secondo le modalità previste della Banca d'Italia,

  • nell'ambito della Nota integrativa del presente bilancio consolidato (Parte A e Parte B Attivo Sezione 7);
  • nella Nota integrativa del presente bilancio sono altresì riportate (Parte E Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura – Premessa) le informazioni circa gli obblighi previsti, ai sensi dell'art. 15 del Regolamento Mercati Consob n. 20249/2017 (e successive modifiche e integrazioni), con riferimento alle società controllate costituite e regolate dalla legge di Stati non appartenenti all'Unione Europea;
  • le informazioni relative all'operatività e ai rapporti della Banca e del Gruppo nei confronti di parti correlate sono riportate nella Parte H delle Note integrative al bilancio;
  • per quanto riguarda le informazioni ai sensi dell'art.123 bis del Testo Unico della Finanza, relative al sistema di Corporate Governance ed agli assetti proprietari di Intesa Sanpaolo, nonché alle informazioni sui compensi ai Componenti degli Organi di amministrazione e controllo, ai Direttori generali e ai Dirigenti con responsabilità strategiche e sulle azioni della Capogruppo detenute, nonché sull'attribuzione di strumenti finanziari a esponenti aziendali, dipendenti o collaboratori di cui all'art. 123 ter del Testo Unico della Finanza, si rinvia a quanto sinteticamente descritto nello specifico capitolo della presente Relazione, alla Relazione su Governo Societario e Assetti Proprietari, e alla Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti, pubblicate nella sezione "Governance" del sito internet della Banca, all'indirizzo: www.group.intesasanpaolo.com;
  • l'informativa al pubblico relativa al Terzo Pilastro di Basilea (c.d. Pillar 3) riportata in apposito separato fascicolo, viene resa disponibile dopo la sua approvazione nel sopra indicato sito internet della Banca;
  • l'informativa al pubblico Stato per Stato (Country-By-Country Reporting) così come prevista dall'Art. 89 della Direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (CRD IV), è pubblicata sul sopra indicato sito internet della Banca;
  • la Dichiarazione consolidata non finanziaria, disciplinata dal D.Lgs. n. 254 del 30 dicembre 2016 in attuazione della Direttiva 2014/95/UE, è riportata in apposito separato fascicolo, consultabile alla sezione "Sostenibilità" nel sopra indicato sito internet della Banca.

La prevedibile evoluzione della gestione

L'avvio delle campagne vaccinali ha migliorato le prospettive di ripresa per la seconda metà del 2021. Tuttavia, l'ondata autunnale e invernale della pandemia influenzerà negativamente l'attività economica almeno nella prima parte dell'anno, soprattutto in Europa. Dal punto di vista settoriale, commercio e servizi continueranno a essere più colpiti di manifatturiero e costruzioni, ma successivamente dovrebbero sperimentare anche una ripresa più veloce durante la fase di allentamento delle misure restrittive e di riduzione dei contagi. Le politiche fiscali saranno ancora orientate al sostegno dei settori penalizzati dalla pandemia e alla mitigazione delle ripercussioni negative sui redditi delle famiglie. Non si prevedono ulteriori misure di allentamento della politica monetaria né negli Stati Uniti, né nell'Eurozona. I tassi di interesse a breve termine resteranno vicini ai minimi recenti.

In assenza di nuove ondate di contagio da COVID-19 in corso d'anno (e rinnovata adozione di severe misure di lockdown) e con una efficace distribuzione dei vaccini, le economie emergenti sono attese in sensibile recupero nel corso del 2021, con un tasso di crescita del PIL che il FMI vede nel complesso degli emergenti intorno al 6%. Nei Paesi con controllate Intesa Sanpaolo, in area CEE/SEE la ripresa risentirà negativamente, nella prima parte dell'anno, di una caduta tendenziale della crescita per effetto della seconda ondata del contagio pandemico e, successivamente, dei riflessi, in termini di cadute occupazionali e dismissione di attività produttive, della crisi economica intervenuta nel 2020. Per contro, l'intera regione beneficerà, in aggiunta agli effetti positivi del superamento della emergenza sanitaria, dell'avvio dei progetti di investimento legati al piano fiscale europeo Next Generation UE.

Fuori della regione CEE/SEE, la crescita del PIL è prevista in cauta ripresa in Russia, grazie anche al recupero atteso dei prezzi degli idrocarburi, più sostenuta in Egitto, favorita dal lancio degli imponenti progetti infrastrutturali annunciati dalle Autorità locali, verso un trend che nel lungo periodo è stimato dal FMI sopra al 5%.

Le prospettive economiche restano ovunque soggette a prevalenti rischi verso il basso associati all'eventualità di nuove ondate dell'infezione da SARS-CoV-2, in particolare ove queste ultime dovessero interferire negativamente sulla efficacia dei piani di somministrazione vaccinale attualmente in corso.

Con riguardo al sistema bancario italiano, sull'andamento dei prestiti nel 2021 influirà il peggioramento del rischio di credito e l'attesa emersione delle esposizioni deteriorate. Per i prestiti alle imprese, dopo i notevoli volumi erogati nel 2020, è prevedibile un rallentamento della dinamica, soprattutto col venir meno delle misure governative di supporto alla liquidità e al credito. Le prospettive dei mutui sono condizionate dallo scenario del settore degli immobili residenziali, che si è indebolito nel 2020 e ha visto un peggioramento delle aspettative degli operatori, sia di breve sia di medio-lungo termine. Più in generale, sull'evoluzione dei prestiti alle famiglie pesa la riduzione del reddito disponibile, la fragilità del contesto occupazionale, l'incertezza e il conseguente risparmio precauzionale che frenano le decisioni di spesa. D'altro canto, i tassi di interesse restano molto bassi e l'offerta delle banche non risulta aver subito particolari restrizioni con riguardo ai prestiti alle famiglie.

La raccolta da clientela vedrà il proseguimento della crescita dei depositi, in particolare di quelli a vista, sebbene in graduale rallentamento rispetto alla forte dinamica del 2020. La preferenza per la liquidità, l'avversione al rischio e i rendimenti di mercato ancora bassi continueranno ad alimentare le giacenze dei conti correnti. L'utilizzo dell'ampio rifinanziamento offerto dalla BCE consentirà di limitare le esigenze di funding a medio-lungo termine, tanto che lo stock di obbligazioni è visto in calo lungo tutto il 2021. Il continuo afflusso verso i conti correnti e il sostanziale contributo delle TLTRO III, sia in termini di tasso negativo sia di ingenti volumi, consentiranno di contenere il costo della raccolta. Sono possibili marginali limature dei tassi sui conti correnti anche se si esclude una loro discesa in negativo. Di conseguenza, i tassi sui prestiti saranno ancora molto bassi, nonostante il prevedibile peggioramento del rischio di credito.

Nel 2021, per il Gruppo Intesa Sanpaolo, includendo l'acquisizione di UBI Banca, ci si attende un utile netto superiore a 3,5 miliardi di euro, con un costo del rischio inferiore a 70 centesimi di punto.

Per quanto riguarda la politica dei dividendi del Gruppo, oltre ai 694 milioni di dividendi cash per il 2020 da distribuire il prossimo maggio, in linea con il Piano di Impresa 2018-2021 si prevede, subordinatamente alle indicazioni che verranno fornite dalla BCE in merito alle politiche dei dividendi successivamente al 30 settembre 2021, termine della raccomandazione del 15 dicembre 2020:

  • − a valere sui risultati del 2020, una distribuzione cash da riserve, possibilmente entro la fine del 2021, che aggiungendosi ai predetti dividendi porti al pagamento di un ammontare complessivo corrispondente a un payout ratio pari al 75% dei 3.505 milioni di euro di utile netto rettificato22;
  • − a valere sui risultati del 2021, il pagamento di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari al 70% dell'utile netto, da distribuire in parte come acconto nell'anno in corso23 .

Considerando la predetta politica dei dividendi del Gruppo a valere sui risultati del 2020 e del 2021, viene confermata la solidità dei coefficienti patrimoniali, con un Common Equity Tier 1 ratio a regime nel 2021 minimo al 13% pro-forma24 (12% non pro-forma25).

25 Se non si considerano gli assorbimenti delle DTA indicati nella nota precedente.

22 Escludendo dal risultato netto contabile le componenti relative all'acquisizione di UBI Banca costituite dagli effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione, incluso goodwill negativo, e dagli oneri di integrazione e l'azzeramento del goodwill della Divisione Banca dei Territori.

23 Subordinatamente all'approvazione da parte della BCE e dell'Assemblea della modifica allo Statuto sociale che consente al Consiglio di Amministrazione di deliberare la distribuzione di acconti sui dividendi.

24 Stimato applicando i parametri indicati a regime, considerando l'assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all'affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro esente da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all'acquisizione dell'Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e l'atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e delle DTA relative all'acquisizione di UBI Banca derivanti dalla PPA, dagli oneri di integrazione e dalla cessione del ramo d'azienda a BPER Banca.

Sulla base dell'attuale stato di avanzamento del processo di integrazione di UBI Banca, si stimano sinergie in aumento a oltre 1.000 milioni di euro, a regime nel 2024 e a oltre l'80% nel 2023, dai circa 700 milioni attesi al momento dell'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio, di cui per i costi a oltre 700 milioni da circa 550 milioni e per i ricavi a oltre 300 milioni da circa 150 milioni.

Il Consiglio di Amministrazione

Torino, 23 marzo 2021

Bilancio Consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo

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Prospetti contabili consolidati

Stato patrimoniale consolidato

(milioni di euro)
Voci dell'attivo 31.12.2020 31.12.2019 Variazioni
assolute %
10. Cassa e disponibilità liquide 9.814 9.745 69 0,7
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 58.246 49.414 8.832 17,9
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 53.165 45.152 8.013 17,7
b) attività finanziarie designate al fair value 3 195 -192 -98,5
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 5.078 4.067 1.011 24,9
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 57.858 72.410 -14.552 -20,1
35. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value
ai sensi dello IAS 39
177.170 168.202 8.968 5,3
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 615.260 467.815 147.445 31,5
a) crediti verso banche 110.095 49.027 61.068
b) crediti verso clientela 505.165 418.788 86.377 20,6
45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
1.211 612 599 97,9
50. Derivati di copertura 1.134 3.029 -1.895 -62,6
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 2.400 1.569 831 53,0
70. Partecipazioni 1.996 1.240 756 61,0
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 93 28 65
90. Attività materiali 10.850 8.878 1.972 22,2
100. Attività immateriali 8.194 9.211 -1.017 -11,0
di cui:
- avviamento 3.154 4.055 -901 -22,2
110. Attività fiscali 19.503 15.467 4.036 26,1
a) correnti 2.326 1.716 610 35,5
b) anticipate 17.177 13.751 3.426 24,9
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 28.702 494 28.208
130. Altre attività 10.183 7.988 2.195 27,5
Totale dell'attivo 1.002.614 816.102 186.512 22,9

Stato patrimoniale consolidato

(milioni di euro)
Voci del passivo e del patrimonio netto 31.12.2020 31.12.2019 Variazioni
assolute
%
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 630.146 519.382 110.764 21,3
a) debiti verso banche 115.947 103.324 12.623 12,2
b) debiti verso clientela 422.365 331.181 91.184 27,5
c) titoli in circolazione 91.834 84.877 6.957 8,2
15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
1.935 826 1.109
20. Passività finanziarie di negoziazione 59.033 45.226 13.807 30,5
30. Passività finanziarie designate al fair value 3.032 4 3.028
35. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai
sensi dello IAS 39
77.207 75.935 1.272 1,7
40. Derivati di copertura 7.088 9.288 -2.200 -23,7
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 733 527 206 39,1
60. Passività fiscali 3.029 2.321 708 30,5
a) correnti 284 455 -171 -37,6
b) differite 2.745 1.866 879 47,1
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 35.676 41 35.635
80. Altre passività 14.439 12.070 2.369 19,6
90. Trattamento di fine rapporto del personale 1.200 1.134 66 5,8
100. Fondi per rischi e oneri 5.964 3.997 1.967 49,2
a) impegni e garanzie rilasciate 626 482 144 29,9
b) quiescenza e obblighi simili 324 232 92 39,7
c) altri fondi per rischi e oneri 5.014 3.283 1.731 52,7
110. Riserve tecniche 96.811 89.136 7.675 8,6
120. Riserve da valutazione -515 -157 358
125. Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 809 504 305 60,5
130. Azioni rimborsabili - - -
140. Strumenti di capitale 7.441 4.103 3.338 81,4
150. Riserve 17.461 13.279 4.182 31,5
160. Sovrapprezzi di emissione 27.444 25.075 2.369 9,4
170. Capitale 10.084 9.086 998 11,0
180. Azioni proprie (-) -130 -104 26 25,0
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 450 247 203 82,2
200. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 3.277 4.182 -905 -21,6
Totale del passivo e del patrimonio netto 1.002.614 816.102 186.512 22,9

Conto economico consolidato

(milioni di euro)
2020 2019 Variazioni
assolute
%
10. Interessi attivi e proventi assimilati 10.183 10.193 -10 -0,1
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 10.277 10.565 -288 -2,7
20. Interessi passivi e oneri assimilati -2.451 -3.269 -818 -25,0
30. Margine di interesse 7.732 6.924 808 11,7
40. Commissioni attive 10.312 9.658 654 6,8
50. Commissioni passive -2.334 -2.159 175 8,1
60. Commissioni nette 7.978 7.499 479 6,4
70. Dividendi e proventi simili 86 117 -31 -26,5
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 628 506 122 24,1
90. Risultato netto dell'attività di copertura 71 -61 132
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 633 1.385 -752 -54,3
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -193 97 -290
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
870 1.218 -348 -28,6
c) passività finanziarie -44 70 -114
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value
con impatto a conto economico
-9 123 -132
a) attività e passività finanziarie designate al fair value 57 -103 160
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value -66 226 -292
115. Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle
imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39
3.463 3.991 -528 -13,2
120. Margine di intermediazione 20.582 20.484 98 0,5
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: -4.364 -2.201 2.163 98,3
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -4.356 -2.175 2.181
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di
-8 -26 -18 -69,2
135. assicurazione ai sensi dello IAS39 -81 -9 72
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -29 -6 23
150. Risultato netto della gestione finanziaria 16.108 18.268 -2.160 -11,8
160. Premi netti 10.842 10.147 695 6,8
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -12.802 -12.673 129 1,0
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 14.148 15.742 -1.594 -10,1
190. Spese amministrative: -12.160 -9.692 2.468 25,5
a) spese per il personale -7.562 -5.825 1.737 29,8
b) altre spese amministrative -4.598 -3.867 731 18,9
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -793 -73 720
a) impegni e garanzie rilasciate 4 23 -19 -82,6
b) altri accantonamenti netti -797 -96 701
210. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali -578 -523 55 10,5
220. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali -818 -692 126 18,2
230. Altri oneri/proventi di gestione 3.347 774 2.573
240. Costi operativi -11.002 -10.206 796 7,8
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni -16 53 -69
Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e
260. immateriali -42 -13 29
270. Rettifiche di valore dell'avviamento -981 - 981
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 101 96 5 5,2
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 2.208 5.672 -3.464 -61,1
300. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente -59 -1.564 -1.505 -96,2
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 2.149 4.108 -1.959 -47,7
320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte 1.136 64 1.072
330. Utile (Perdita) d'esercizio 3.285 4.172 -887 -21,3
340. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi -8 10 -18
350. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza della capogruppo 3.277 4.182 -905 -21,6
Utile base per azione (basic EPS) - euro 0,18 0,24
Utile diluito per azione (diluted EPS) - euro 0,18 0,24

Prospetto della redditività consolidata complessiva

2020 2019 (milioni di euro)
Variazioni
assolute %
10. Utile (Perdita) d'esercizio 3.285 4.172 -887 -21,3
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico -354 227 -581
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva -284 -15 269
30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del
proprio merito creditizio)
-103 - 103
40. Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - -
50. Attività materiali 46 279 -233 -83,5
60. Attività immateriali - - -
70. Piani a benefici definiti -13 -37 -24 -64,9
80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - -
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - - -
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico 340 997 -657 -65,9
100. Coperture di investimenti esteri - - -
110. Differenze di cambio -239 64 -303
120. Coperture dei flussi finanziari 180 -95 275
130. Strumenti di copertura (elementi non designati) - - -
140. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
142 549 -407 -74,1
145. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva di
pertinenza delle imprese di assicurazione
273 477 -204 -42,8
150. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - -
160. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto -16 2 -18
170. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte -14 1.224 -1.238
180. Redditività complessiva (Voce 10+170) 3.271 5.396 -2.125 -39,4
190. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi 46 -35 81
200. Redditività complessiva consolidata di pertinenza della capogruppo 3.225 5.431 -2.206 -40,6

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2020

(milioni di euro)
31.12.2020
Capitale
azioni
ordinarie
altre
azioni
Sovrap
prezzi
di
emissione
Riserve
di utili
altre Riserve
da
valutazione
Riserve da
valutazione di
pertinenza
delle imprese
di
assicurazione
Strumenti
di
capitale
Azioni
proprie
Utile
(Perdita)
d'esercizio
Patrimonio
netto
Patrimonio
netto
del
Gruppo
Patrimonio
netto
di terzi
ESISTENZE AL 31.12.2019 9.455 - 25.095 12.462 779 -251 504 4.103 -104 4.172 56.215 55.968 247
Modifica saldi apertura - - - - - - - - - - - - -
ESISTENZE AL 1.1.2020 9.455 - 25.095 12.462 779 -251 504 4.103 -104 4.172 56.215 55.968 247
ALLOCAZIONE RISULTATO ESERCIZIO
PRECEDENTE (a)
Riserve - - - 4.160 - - - - - -4.160 - - -
Dividendi e altre destinazioni - - - -29 - - - - - -12 -41 -12 -29
VARIAZIONI DELL'ESERCIZIO
Variazioni di riserve - - 5 - 213 - - - - - 218 218 -
Operazioni sul patrimonio netto
Emissione nuove azioni 999 - 2.364 - - - - - 15 - 3.378 3.378 -
Acquisto azioni proprie - - - - - - - - -41 - -41 -41 -
Distribuzione dividendi - - - - - - - - - - - - -
Variazione strumenti di capitale - - - - - - - 3.338 - - 3.338 3.338 -
Derivati su proprie azioni - - - - - - - - - - - - -
Stock option - - - - - - - - - - - - -
Variazioni interessenze partecipative - - - - - - - - - - - - -
Altre variazioni -213 - -1 197 - - - - - - -17 -203 186
Redditività complessiva esercizio 2020 - - - - - -319 305 - - 3.285 3.271 3.225 46
PATRIMONIO NETTO AL 31.12.2020 10.241 - 27.463 16.790 992 -570 809 7.441 -130 3.285 66.321 65.871 450
del Gruppo 10.084 - 27.444 16.469 992 -515 809 7.441 -130 3.277 65.871
di terzi 157 - 19 321 - -55 - - - 8 450

(a) La voce comprende i dividendi ed eventuali importi destinati al fondo beneficenza della Capogruppo, nonché relativi alle società consolidate di pertinenza di terzi.

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2019

(milioni di euro)
31.12.2019
Capitale
azioni
ordinarie
altre
azioni
Sovrap
prezzi
di
emissione
Riserve
di utili
altre Riserve
da
valutazione
Riserve da
valutazione di
pertinenza
delle imprese
di
assicurazione
Strumenti
di
capitale
Azioni
proprie
Utile
(Perdita)
d'esercizio
Patrimonio
netto
Patrimonio
netto
del
Gruppo
Patrimonio
netto
di terzi
ESISTENZE AL 31.12.2018 9.473 - 24.789 12.390 578 -980 9 4.103 -84 4.072 54.350 54.024 326
Modifica saldi apertura - - - - - - - - - - - - -
ESISTENZE AL 1.1.2019 9.473 - 24.789 12.390 578 -980 9 4.103 -84 4.072 54.350 54.024 326
ALLOCAZIONE RISULTATO ESERCIZIO
PRECEDENTE (a)
Riserve 587 -587 - - -
Dividendi e altre destinazioni -9 -3.485 -3.494 -3.463 -31
VARIAZIONI DELL'ESERCIZIO
Variazioni di riserve 307 -322 199 184 184 -
Operazioni sul patrimonio netto
Emissione nuove azioni - - - 17 17 17 -
Acquisto azioni proprie - -37 -37 -37 -
Distribuzione dividendi - - - -
Variazione strumenti di capitale - - -
Derivati su proprie azioni - - -
Stock option - - -
Variazioni interessenze partecipative - - -
Altre variazioni -18 -1 -184 2 -201 -188 -13
Redditività complessiva esercizio 2019 729 495 4.172 5.396 5.431 -35
PATRIMONIO NETTO AL 31.12.2019 9.455 - 25.095 12.462 779 -251 504 4.103 -104 4.172 56.215 55.968 247
del Gruppo 9.086 - 25.075 12.500 779 -157 504 4.103 -104 4.182 55.968
di terzi 369 - 20 -38 - -94 - - - -10 247

(a) La voce comprende i dividendi ed eventuali importi destinati al fondo beneficenza della Capogruppo, nonché relativi alle società consolidate di pertinenza di terzi.

Rendiconto finanziario consolidato

(milioni di euro)
2020 2019
A. ATTIVITA' OPERATIVA
1. Gestione 7.210 9.813
Risultato d'esercizio (+/-) 3.285 4.172
Plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre attività/passività finanziarie valutate al
fair value con impatto a conto economico (-/+)
-5.174 271
Plus/minusvalenze su attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39 (-/+) -2.356 -2.711
Plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) -71 61
Plus/minusvalenze su attività di copertura di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39 (-/+) - -
Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/-) 4.957 2.673
Rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) 2.377 1.215
Accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) 793 73
Premi netti non incassati (-) - 1
Altri proventi/oneri assicurativi non incassati (-/+) 3.508 5.954
Imposte, tasse e crediti d'imposta non liquidati (+/-) -370 -160
Rettifiche/riprese di valore nette delle attività operative cessate al netto dell'effetto fiscale (+/-) - -
Altri aggiustamenti (+/-) 261 -1.736
2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie -56.815 -15.270
Attività finanziarie detenute per la negoziazione -5.206 -4.912
Attività finanziarie designate al fair value 203 16
Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 252 -740
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 28.421 -9.924
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 -5.786 -9.426
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -73.160 6.792
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 -462 340
Altre attività -1.077 2.584
3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie (*) 47.433 9.890
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 29.528 3.679
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 1.108 7
Passività finanziarie di negoziazione 12.769 2.403
Passività finanziarie designate al fair value 2.609 -106
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 150 1.969
Altre passività 1.269 1.938
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa -2.172 4.433
B. ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da 1.520 359
Vendite di partecipazioni 102 10
Dividendi incassati su partecipazioni 23 9
Vendite di attività materiali 96 340
Vendite di attività immateriali 5 -
Vendite di società controllate e di rami d'azienda 1.294 -
2. Liquidità assorbita da -1.877 -1.647
Acquisti di partecipazioni -52 -182
Acquisti di attività materiali -430 -497
Acquisti di attività immateriali
Acquisti di società controllate e di rami d'azienda
-1.006
-389
-968
-
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento -357 -1.288
C. ATTIVITÀ DI PROVVISTA
Emissioni/acquisti di azioni proprie -26 -20
Emissione/acquisti di strumenti di capitale 2.749 -234
Distribuzione dividendi e altre finalità -41 -3.494
Vendita/acquisto di controllo di terzi -1 -14
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista 2.681 -3.762
LIQUIDITÀ NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO 152 -617
RICONCILIAZIONE
Voci di bilancio
Cassa e disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio 9.745 10.350
Liquidità totale netta generata/assorbita nell'esercizio 153 -617
Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi -84 12
CASSA E DISPONIBILITA' LIQUIDE ALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO 9.814 9.745

LEGENDA: (+) generata (–) assorbita

(*) Con riferimento all'informativa prevista dal par. 44 B dello IAS 7, si precisa che le variazioni delle passività derivanti da attività di finanziamento ammontano a 47,4 miliardi (liquidità generata) e sono riferibili per 40 miliardi a flussi finanziari, per 5,1 miliardi a variazioni di fair value e per 2,3 miliardi ad altre variazioni.

Nota integrativa consolidata

Parte A – Politiche contabili

A.1 - PARTE GENERALE

SEZIONE 1 - DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ AI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI

Il bilancio consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo, in applicazione del D. Lgs. 28 febbraio 2005 n. 38, è redatto secondo i principi contabili IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e le relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) ed omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.

Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2020 è stato predisposto sulla base delle "Istruzioni per la redazione del bilancio dell'impresa e del bilancio consolidato delle banche e delle società finanziarie capogruppo di gruppi bancari" emanate dalla Banca d'Italia, nell'esercizio dei poteri stabiliti dall'art. 43 del D. Lgs. n. 136/2015 () , con il Provvedimento del 22 dicembre 2005 con cui è stata emanata la Circolare n. 262/05, con i successivi aggiornamenti del 18 novembre 2009, del 21 gennaio 2014, del 22 dicembre 2014, del 15 dicembre 2015, del 22 dicembre 2017 e del 30 novembre 201826 .

Queste Istruzioni stabiliscono in modo vincolante gli schemi di bilancio e le relative modalità di compilazione, nonché il contenuto della Nota integrativa.

Nella predisposizione del bilancio sono stati applicati i principi IAS/IFRS omologati ed in vigore al 31 dicembre 2020 (inclusi i documenti interpretativi denominati SIC e IFRIC) il cui elenco è riportato tra gli allegati del presente bilancio.

Nella tabella che segue sono riportati i nuovi principi contabili internazionali o le modifiche di principi contabili già in vigore, con i relativi Regolamenti di omologazione da parte della Commissione Europea, entrati in vigore nell'esercizio 2020.

Regolamento
omologazione
Titolo Data di entrata in vigore
2075/2019 Modifiche ai riferimenti al Quadro Concettuale (*) 01/01/2020
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2020 o
successiva
2014/2019 Modifiche allo IAS 1 Presentazione del Bilancio - Definizione di
rilevante
01/01/2020
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2020 o
successiva
Modifiche allo IAS 8 Principi contabili, cambiamenti nelle stime
contabili ed errori - Definizione di rilevante
01/01/2020
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2020 o
successiva
34/2020 Modifiche all'IFRS 9 Strumenti finanziari - Riforma degli indici di
riferimento per la determinazione dei tassi di interesse (**)
01/01/2020
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2020 o
successiva
Modifiche allo IAS 39 Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione
- Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di
interesse (**)
01/01/2020
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2020 o
successiva
Modifiche all'IFRS 7 Strumenti finanziari: informazioni integrative -
Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di
interesse (**)
01/01/2020
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2020 o
successiva
551/2020 Modifiche all'IFRS 3 Aggregazioni aziendali: definizione di un'attività
aziendale
01/01/2020
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2020 o
successiva
1434/2020 Modifiche all'IFRS 16 Leasing - Concessioni sui canoni connesse
alla COVID-19
01/06/2020
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2020 o
successiva

Principi contabili internazionali omologati al 31.12.2020 ed in vigore dal 2020

(*) Il documento aggiorna i riferimenti al Quadro Concettuale presenti in: IFRS 2, IFRS 3, IFRS 6, IFRS 14, IAS 1, IAS 8, IAS 34, IAS 37, IAS 38, IFRIC 12, IFRIC 19, IFRIC 20, IFRIC 22, SIC 32.

(**) Il Regolamento n. 34/2020, omologato in data 15 gennaio 2020, è obbligatoriamente applicabile dal 1° gennaio 2020, salvo la possibilità di applicazione anticipata di cui si è avvalso il Gruppo Intesa Sanpaolo per il Bilancio 2019.

() L'Art. 43 del D. Lgs. n.136/2015 ha confermato alla Banca d'Italia i poteri in materia di forme tecniche dei bilanci già precedentemente attribuiti alla stessa Autorità dal D. Lgs. n. 38/2005.

26 Con la comunicazione della Banca d'Italia del 15 dicembre 2020 sono state integrate le disposizioni che disciplinano i bilanci delle banche (Circolare n. 262) aventi ad oggetto gli impatti del COVID-19 e delle misure di sostegno dell'economia ed emendamenti agli IAS/IFRS.

Come evidenziato nella precedente tabella, sono applicabili obbligatoriamente e per la prima volta, a partire dal 2020 alcune modifiche – nessuna delle quali di particolare rilevanza per il Gruppo Intesa Sanpaolo – apportate ai principi contabili già in vigore, che sono state omologate dalla Commissione Europea nel corso del 2019 e del 2020.

Nello specifico si tratta dei seguenti Regolamenti di omologazione:

  • Regolamento n. 2075/2019 del 29 novembre 2019 che ha recepito alcune modifiche agli IFRS relative ai riferimenti al quadro concettuale ("Conceptual Framework"). Le modifiche mirano ad aggiornare in diversi Principi Contabili e in diverse interpretazioni i riferimenti al Framework precedente, sostituendoli con i riferimenti al quadro concettuale rivisto a marzo 2018. Si ricorda che il Conceptual Framework non è un Principio contabile e pertanto non è oggetto di omologazione, mentre il documento in oggetto, proprio in quanto va a modificare alcuni IAS/IFRS, è stato oggetto di omologazione;
  • Regolamento n. 2104/2019 del 29 novembre 2019 che ha adottato talune modifiche allo IAS 1 "Presentazione del Bilancio" e allo IAS 8 "Principi contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori" che chiarisce la definizione di informazione materiale. Viene evidenziato che la materialità dipende dalla natura e dalla rilevanza dell'informazione o da entrambe. L'entità, inoltre, verifica se un'informazione, sia individualmente che in combinazione con altre informazioni, è materiale nel contesto complessivo del bilancio.
  • Regolamento n. 551/2020 del 21 aprile 2020 Modifiche all'IFRS 3, che adotta le modifiche introdotte con la pubblicazione dello IASB del 22 ottobre 2018 "Definizione di un'attività aziendale (Modifiche dell'IFRS 3)", che fornisce chiarimenti ed ulteriori elementi di analisi sulla definizione di business nell'ambito delle aggregazioni aziendali. Con le modifiche introdotte, al fine di facilitarne l'applicazione pratica, viene quindi data la definizione di "business" (o "attività aziendale" secondo la traduzione adottata nel regolamento di omologazione), intesa come "un insieme integrato di attività e beni ("a set of activities and assets") che può essere condotto e gestito allo scopo di fornire beni o servizi ai clienti e che genera proventi da investimento (quali dividendi o interessi) o altri proventi da attività ordinarie". Viene inoltre chiarito che un business – al fine dell'applicazione del par. 3 dell'IFRS 3 per l'identificazione di un'aggregazione aziendale - è costituito da fattori di produzione e processi applicati a tali fattori che sono in grado di contribuire alla creazione di produzione. Le modifiche apportate includono anche un test opzionale ("concentration test") che dovrebbe aiutare le società a determinare se l'insieme acquisito di attività e beni è un business o viceversa un gruppo di attività. I chiarimenti forniti non comportano modifiche alla prassi già seguita dal Gruppo Intesa Sanpaolo in tema di definizione di business.

Con il Regolamento n. 1434/2020 del 9 ottobre 2020 la Commissione Europea ha recepito l'Amendment all'IFRS 16 "Covid-19-Related Rent Concessions", che lo IASB ha pubblicato il 28 maggio al fine di fornire un espediente pratico ai locatari, ovvero la facoltà di non applicare le regole di contabilizzazione delle modifiche del leasing nel caso di concessioni sugli affitti per le cause riconducibili al COVID-19.

Nell'attuale contesto economico e data la numerosità dei contratti interessati dalle agevolazioni previste nelle varie normative, potrebbe risultare molto oneroso per i locatari applicare le attuali disposizioni dell'IFRS 16 in tema di "lease modification". L'espediente pratico, facoltativo e temporaneo, si applica solo alle concessioni di locazione che si verificano come diretta conseguenza della pandemia di COVID-19 e solo se sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

  • − il corrispettivo rivisto è sostanzialmente uguale o inferiore al corrispettivo originale;
  • − la riduzione dei canoni di leasing si riferisce ai pagamenti originariamente dovuti entro il 30 giugno 2021 o prima;

− non sono state apportate altre modifiche sostanziali ai termini del contratto di locazione.

  • I locatari che applicano l'espediente pratico sono tenuti a fornire informativa in bilancio e nelle relazioni infrannuali:
  • − se hanno applicato l'espediente pratico a tutte le concessioni di affitto ammissibili o, in caso contrario, la natura dei contratti a cui hanno applicato l'espediente pratico; e
  • − l'ammontare rilevato a conto economico nel periodo di riferimento derivante dall'applicazione dell'espediente pratico.

Le scritture contabili risultanti dipenderanno dalle varie tipologie di concessione sugli affitti (ad esempio, riduzione dell'affitto, rinvio del pagamento di alcune rate o rinuncia a tutto l'affitto), ma comporteranno in ogni caso il riconoscimento del beneficio della concessione a conto economico.

Non è prevista alcuna esenzione per i locatori che sono tenuti a valutare se le concessioni di affitto rappresentano modificazioni del contratto di locazione e a contabilizzarle di conseguenza.

Come previsto dall'art. 2 del Regolamento, le modifiche sono efficaci a partire dal 1° giugno 2020 per gli esercizi finanziari che iniziano il 1° gennaio 2020 o successivamente. Lo IASB ha fissato la data di entrata in vigore delle modifiche all'IFRS 16 al 1° giugno 2020 e la Commissione Europea ha ritenuto opportuno applicare le disposizioni del presente regolamento con effetto retroattivo per garantire certezza del diritto per gli emittenti interessati e coerenza con altri principi contabili.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo non si avvale dell'applicazione di tale espediente pratico, anche in considerazione della non materialità degli impatti per il Gruppo.

Si ricorda, infine, che il Gruppo Intesa Sanpaolo si è avvalso della possibilità di applicare anticipatamente già al Bilancio 2019 il Regolamento n. 34/2020 del 15 gennaio 2020 che ha adottato il documento emesso dallo IASB a settembre 2019 sulla "Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse (modifiche all'IFRS 9 "Strumenti finanziari", allo IAS 39 "Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione" e all'IFRS 7 "Strumenti finanziari: informazioni integrative")" e obbligatoriamente applicabile dal 1° gennaio 2020. Con il regolamento in oggetto sono state introdotte alcune modifiche in tema di coperture (hedge accounting) con la finalità di evitare che le incertezze sull'ammontare e sulle tempistiche dei flussi di cassa derivanti dalla riforma dei tassi possano comportare l'interruzione delle coperture in essere e difficoltà a designare nuove relazioni di copertura.

Le modifiche in oggetto si collocano nell'ambito del progetto volto ad analizzare gli effetti sul bilancio della riforma sui tassi interbancari – la cosiddetta Interest Rate Benchmark Reform o IBOR Reform. La tematica è relativa agli sviluppi connessi alla revisione o sostituzione di alcuni indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse in varie giurisdizioni, come il LIBOR, il TIBOR e, in ambito europeo, l'EONIA, sulla base delle indicazioni del G20 e del Financial Stability Board.

Lo IASB si è occupato dei possibili impatti contabili della riforma dei tassi benchmark con un progetto articolato in due fasi: la prima riguarda in particolare i possibili impatti contabili nel periodo che precede la sostituzione dei tassi benchmark esistenti con i nuovi tassi (cd. pre-replacement issue); la seconda fase del progetto, conclusasi con la pubblicazione ad agosto 2020

del documento "Interest Rate Benchmark Reform – Phase 2 – Amendments to IFRS 9, IAS 39, IFRS 7, IFRS 4 and IAS 16" – omologato con il Regolamento n. 25/2021 del 13 gennaio 2021, riguarda invece l'analisi dei possibili impatti contabili derivanti dall'applicazione dei nuovi tassi e altre tematiche di minore urgenza (cd. replacement issue).

Con la prima fase del progetto, conclusasi con la pubblicazione del citato Regolamento n. 34/2020, vengono quindi introdotte alcune modifiche per evitare l'interruzione delle coperture in essere. Lo IASB ritiene infatti che l'interruzione delle coperture per il solo effetto dell'incertezza, in questo scenario, non fornisca informazioni utili per i lettori dei bilanci e, pertanto, ha deciso di apportare alcune deroghe temporanee alla normativa in essere per evitare questi effetti distorsivi, da applicare fino a quando non sia stata completata la riforma degli indici di riferimento.

A tale riguardo lo IASB ha identificato le seguenti previsioni contabili dell'hedge accounting che potrebbero essere impattate dalla riforma degli indici di riferimento nella fase di "pre-replacement":

  • 1) Il requisito dell'altamente probabile (highly probable requirement): lo IAS 39 e l'IFRS 9 prevedono che le operazioni programmate, per poter essere designate quale elemento coperto, devono rispettare il requisito dell'altamente probabile.
  • 2) La valutazione prospettica e retrospettiva dell'efficacia delle coperture in merito al superamento dei test di efficacia (prospective e retrospective assesment) previsti dall'IFRS 9 e dallo IAS 39 per consentire l'applicazione dell'hedge accounting.
  • 3) La designazione delle componenti di rischio (risk components): l'IFRS 9 e lo IAS 39 consentono di designare una componente di rischio non contrattualmente definita quando è separatamente individuabile e attendibilmente misurabile.

Per ognuna di tali previsioni lo IASB ha previsto una semplificazione, presumendo che gli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse esistenti non siano modificati a seguito della riforma dei tassi interbancari.

Le modifiche sono applicabili obbligatoriamente a partire dal 1° gennaio 2020, prevedendo la possibilità di applicazione anticipata, di cui si è avvalso il Gruppo Intesa Sanpaolo ai fini della predisposizione del Bilancio 2019.

Nella tabella che segue sono, invece, riportati i nuovi principi contabili internazionali o le modifiche di principi contabili già in vigore, con i relativi Regolamenti di omologazione da parte della Commissione Europea, la cui applicazione obbligatoria decorre dal 1° gennaio 2021 – nel caso di bilanci coincidenti con l'anno solare – o da data successiva e rispetto ai quali Intesa Sanpaolo non si è avvalsa di un'applicazione anticipata.

Principi contabili internazionali omologati al 31.12.2020 e con applicazione successiva al 31.12.2020

Regolamento
omologazione
Titolo Data di entrata in vigore
2097/2020 Modifiche all'IFRS 4 Contratti assicurativi - Proroga dell'esenzione
temporanea dall'applicazione dell'IFRS 9
01/01/2021
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2021 o
successiva
25/2021 (*) Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di
interesse — fase 2 Modifiche all'IFRS 9, allo IAS 39, all'IFRS 7,
all'IFRS 4 e all'IFRS 16
01/01/2021
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2021 o
successiva

(*) Il Regolamento n. 25/2021 è stato omologato in data 13 gennaio 2021.

Con il Regolamento n. 2097/2020 del 15 dicembre 2020 è stata recepita la proroga dell'esenzione temporanea dell'applicazione dell'IFRS 9 (modifiche all'IFRS 4 Contratti assicurativi) pubblicata dallo IASB in data 25 giugno 2020. In considerazione della decisione dello IASB di differire la data di prima applicazione dell'IFRS 17 al 1° gennaio 2023 – avvenuta anch'essa in data 25 giugno 2020 – viene contestualmente prorogata al 1° gennaio 2023 l'autorizzazione a rinviare l'applicazione dell'IFRS 9 (il cosiddetto "Deferral Approach") al fine di rimediare alle conseguenze contabili temporanee dello sfasamento tra la data di entrata in vigore dell'IFRS 9 Strumenti Finanziari e quella del futuro IFRS 17 Contratti Assicurativi.

Infine con il Regolamento n. 25/2021 del 13 gennaio 2021 sono state recepite le modifiche "Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse — fase 2 Modifiche all'IFRS 9, allo IAS 39, all'IFRS 7, all'IFRS 4 e all'IFRS 16", pubblicate dallo IASB in data 27 agosto 2020, in merito alle tematiche relative alla fase due del progetto sulla revisione dei tassi.

Le principali modifiche predisposte riguardano:

  • Modification/derecognition

La tematica riguarda la rappresentazione contabile delle modifiche ai contratti in essere per riflettere i nuovi tassi e se queste debbano essere contabilizzate – ai sensi dell'IFRS 9 - come una modifica ("modification") o come una cancellazione contabile ("derecognition"). In proposito, l'intervento normativo mira a salvaguardare le modifiche inerenti l'IBOR Reform:

  • o viene chiarito che le modifiche a seguito della IBOR Reform relative alla sostituzione del tasso IBOR esistente con il nuovo tasso Risk Free Rate, anche in assenza di modifica ai termini contrattuali, non debbano costituire un evento di derecognition, ma siano da considerare contabilmente come una "modification"; e
  • o viene proposto un espediente pratico che consente di rappresentare tali modifiche, effettuate su basi economiche equivalenti, con un adeguamento prospettico del tasso di interesse effettivo, con impatti sul margine di interesse dei futuri periodi (e non con l'applicazione del "modification accounting" ai sensi dell'IFRS 9).

Analoghi interventi in tema di modifiche dei contratti sono introdotti anche all'IFRS 16 "Leasing" e all'IFRS 4 "Contratti assicurativi" ed in linea con quanto previsto per gli strumenti finanziari e sopra sintetizzato.

  • Hedge accounting

Nella seconda fase del progetto lo IASB ha analizzato l'impatto sulle relazioni di copertura derivanti dalle modifiche causate dalla riforma IBOR su strumenti finanziari facenti parte di una relazione di copertura e che possono costituire potenziali nuovi trigger per il discontinuing delle coperture, prevedendo alcune eccezioni allo IAS 39 (e all'IFRS 9 per chi

lo ha adottato anche per le coperture) che consentano di non effettuare il discontinuing a seguito dell'aggiornamento della documentazione sulla relazione di copertura (per la modifica del rischio coperto, del sottostante coperto o del derivato di copertura o della modalità di verifica della tenuta della copertura). L'eventuale effetto di inefficacia deve comunque essere rilevato a conto economico.

Sono inoltre state introdotte delle modifiche in tema di designazione di componenti di rischio separatamente identificabili ("separately identifiable risk components"). Quando una relazione di copertura è modificata per effetto della riforma o nuove relazioni di copertura sono designate, un tasso di interesse alternativo designato come una componente di rischio non contrattualmente specificata potrebbe non soddisfare il requisito del "separately identificable requirement", per il fatto che il mercato del tasso di interesse alternativo può non essere sufficientemente sviluppato alla data della designazione. In proposito è stato previsto che un tasso di interesse alternativo soddisfi tale requisito se l'entità si aspetta ragionevolmente che entro 24 mesi dalla designazione diventi separatamente identificabile.

Le modifiche introdotte dallo IASB mirano quindi a non discontinuare le relazioni di copertura in essere per effetto della riforma, pertanto non sono previsti impatti per il Gruppo Intesa Sanpaolo.

  • Disclosure

E' previsto un ulteriore arricchimento della disclosure, oltre alle integrazioni all'IFRS 7 già implementate nell'ambito delle modifiche della fase 1, con integrazione delle richieste di informativa qualitativa e quantitativa da fornire in bilancio sulla natura e sui rischi connessi all'IBOR Reform, sulla gestione di tali rischi e sui progressi nel processo di transizione ai nuovi tassi.

Le modifiche in oggetto saranno obbligatoriamente applicabili, a partire dai bilanci che iniziano il 1° gennaio 2021, con la possibilità di applicazione anticipata facoltativa. Alla luce degli approfondimenti effettuati, il Gruppo non ha ritenuto necessario avvalersi dell'applicazione anticipata delle modifiche per il Bilancio 2020.

Nella tabella che segue sono riportati i nuovi principi contabili internazionali o le modifiche di principi contabili già in vigore non ancora omologati da parte della Commissione Europea.

Principi contabili internazionali non ancora omologati al 31.12.2020

Principio/
Interpretazione
Titolo Data di pubblicazione
IFRS 17 Insurance Contracts 18/05/2017
Principio/
Interpretazione
Modifiche Data di pubblicazione
IAS 1 Presentation of Financial Statements: Classification of Liabilities as Current or Non
current
23/01/2020
IAS 1 Presentation of Financial Statements: Classification of Liabilities as Current or Non
current - Deferral of Effective Date
15/07/2020
IFRS 3 Business Combination 14/05/2020
IAS 16 Property, Plant and Equipment 14/05/2020
IAS 37 Provisions, Contingent Liabilities and Contingent Assets 14/05/2020
IFRS 17 Insurance Contracts 25/06/2020

In questo contesto, data la particolare rilevanza, si segnala il principio IFRS 17 "Contratti assicurativi", pubblicato dallo IASB nel mese di maggio 2017 e non ancora oggetto di omologazione da parte della Commissione Europea.

In data 25 giugno 2020 lo IASB ha pubblicato la versione finale degli "Amendments to IFRS 17 Insurance Contracts" che introducono alcune modifiche all'IFRS 17 al fine di raggiungere i seguenti macro-obiettivi:

  • ridurre i costi di implementazione legati all'adozione del nuovo principio sostenuti dalle compagnie attraverso l'introduzione di alcune semplificazioni;
  • rendere i risultati di bilancio esposti in base a quanto previsto dallo standard IFRS 17 più facilmente spiegabili rispetto alla formulazione originale del principio;
  • differire la prima applicazione dell'IFRS 17 al 1° gennaio 2023, con conseguente proroga del Deferral Approach IFRS 9, al fine di permettere alle compagnie di completare in tempi utili le attività progettuali.

A seguire si riportano alcuni tra gli elementi principali dell'IFRS 17:

  • − l'iscrizione iniziale della passività assicurativa: al momento della sottoscrizione del contratto con il soggetto assicurato, l'impresa riconosce una passività il cui ammontare è dato dalla somma algebrica del valore attuale dei flussi di cassa attesi contrattuali (scontati tenendo anche conto di un opportuno risk margin, per i rischi di tipo non finanziario) e del margine economico atteso (il contractual service margin o CSM rappresentativo del valore attuale degli utili futuri);
  • − la misurazione successiva della passività assicurativa: l'IFRS 17 richiede una misurazione ad ogni reporting period degli elementi sopra indicati (i flussi di cassa e il margine economico atteso), per verificare la congruità delle stime rispetto alle condizioni correnti di mercato. Gli effetti di eventuali disallineamenti devono essere immediatamente recepiti nei bilanci: a conto economico qualora i cambiamenti siano riferiti a eventi già avvenuti nel passato oppure a riduzione del margine economico atteso qualora i cambiamenti siano riferiti a eventi futuri;
  • − i raggruppamenti di contratti: l'applicazione dell'IFRS 17 prevede l'identificazione di "portafogli" di contratti assicurativi (unit of account, ovvero di gruppi di contratti che condividono rischi simili e gestiti unitariamente) suddivisi in gruppi

composti da contratti sottoscritti dagli assicurati nelle medesime annualità (coorti, ovvero generazioni annue di contratti assicurativi) e caratteristiche simili di profittabilità attesa. In questo contesto il principio prevede nette separazioni (anche in termini di disclosure) di quelli che sono i contratti "onerosi"27 dai restanti;

  • − la misurazione del ricavo assicurativo: l'IFRS 17 prevede una esposizione nel conto economico della redditività "per margini" conseguiti nel corso della vita delle polizze, ossia quando l'impresa effettivamente ottiene i profitti stimati rispetto all'esposizione dei premi assicurativi introitati dalla Compagnia assicurativa;
  • − la misurazione della performance: nell'ottica di una migliore (e uniforme) disclosure degli andamenti delle Compagnie, è prevista una rappresentazione distinta e separata delle due componenti principali che tipicamente concorrono a formare la redditività delle imprese assicuratrici: la prima, che rappresenta il profitto derivante dall'attività di "copertura" prestata (il c.d. "margine tecnico") e la seconda che raggruppa – invece – tutte le componenti di carattere "finanziario" (i risultati degli investimenti, gli effetti delle variabili finanziarie utilizzate nelle valutazioni dei contratti, ecc.);
  • − le modifiche contrattuali: a seguito di modifiche contrattuali (concordate tra le parti o per cambiamenti normativi) la cui presenza "at inception" avrebbe determinato l'esclusione del contratto stesso dall'ambito assicurativo, l'IFRS 17 richiede la derecognition e la contestuale iscrizione di una nuova posta, valutata secondo i principi contabili che ad essa si riferiscono;
  • − la metodologia per i contratti con "direct participation features" (gli elementi di partecipazione discrezionale agli utili): è delineata una metodologia particolare per i contratti che prevedono una partecipazione diretta degli assicurati ai risultati di (taluni) attivi detenuti dalla Compagnia, secondo cui è rimessa alle entità la possibilità di riconoscere talune variazioni nella passività (dovute a modifiche dei rendimenti degli attivi a copertura, e dunque sostanzialmente correlate alla componente variabile di ricavo) in patrimonio netto.

L'IFRS 17 introduce pertanto nuove logiche di determinazione della redditività delle Compagnie assicurative anche al fine di perseguire una maggiore comparabilità dell'informativa finanziaria prodotta dai competitor del settore. Tali nuove logiche porteranno a potenziali impatti nel disegno dei nuovi prodotti assicurativi oltre che nel relativo pricing ed a nuove logiche di misurazione dei rischi in ottica di Asset and Liability Management. L'informativa finanziaria vedrà l'introduzione di nuovi key performance indicators basati sulla marginalità di prodotto rispetto all'attuale raccolta premi presa a riferimento sia a livello nazionale sia a livello internazionale.

Le compagnie assicurative infine dovranno disegnare un nuovo modello operativo target che permetta la gestione delle nuove grandezze reddituali previste dal principio con importanti investimenti sia dal punto di vista dei processi interni sia dal punto di vista informatico.

Per quanto riguarda invece il processo di omologazione dell'IFRS 17, nel corso del mese di settembre 2020 l'EFRAG ha pubblicato la bozza di "Endorsement Advice" nella quale esprime parere positivo sull'endorsement del principio, fatta eccezione per il requisito delle coorti annuali in merito al quale il Board non ha raggiunto una posizione condivisa. La bozza di advice è in consultazione per quattro mesi prima dell'invio all'ARC (Accounting Regulatory Committee) e alla Commissione Europea per la votazione in Parlamento (prevista indicativamente a marzo 2021).

Secondo tale criterio ("annual cohorts") è possibile aggregare i contratti in gruppi, ai fini della rilevazione e valutazione in bilancio, ma ciascun gruppo non può includere contratti emessi a distanza di oltre un anno l'uno dall'altro. Tale aspetto rimane, infatti, non affrontato dalle modifiche introdotte a giugno 2020 dallo IASB e risulta essere il punto di principale criticità del nuovo principio. In proposito, recependo anche le considerazioni delle Compagnie Assicurative, l'EFRAG ha evidenziato come questa tecnica contabile appaia particolarmente onerosa per le imprese. Inoltre, uno studio condotto dall'EFRAG indicherebbe come per gli analisti l'applicazione di questa regola contabile non fornisca informazioni utili.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo e Intesa Sanpaolo Vita, in particolare, si sono fatte parte attiva sul tema delle coorti annuali, partecipando a varie iniziative a livello nazionale ed europeo.

Si segnala che a partire da giugno 2019 ha preso avvio il progetto di implementazione dell'IFRS 17 nelle Compagnie della Divisione Insurance ed è articolato in più filoni:

  • − definizione dell'impianto metodologico: sono identificati gli argomenti chiave ai quali corrispondono altrettante metodologie (definite nei cosiddetti Technical Paper) in termini di classificazione dei prodotti, determinazione dei cash flow prospettici e calcolo del "contractual service margin" o CSM;
  • − evoluzione dei sistemi informativi: nel 2020 è stata completata la migrazione sul nuovo sistema contabile SAP. Sono in corso le attività di analisi, predisposizione dei business requirement e di implementazione finalizzate a includere nella filiera di contabilità / bilancio la parte dei processi relativi al calcolo delle misure prospettiche introdotte dall'IFRS 17 (principalmente cash flow, risk adjustment e CSM). Sono inoltre in corso le analisi per l'impianto del nuovo sistema di contabilità tecnica su tutte le compagnie;
  • − sviluppo di attività di formazione per l'intera durata del progetto suddivisa tra Top Management, tecnica ed operativa;
  • − modifiche dei processi e della normativa interna: avviata l'attività di disegno dei nuovi processi che dovranno essere normati in ottica IFRS 17 ed identificazione delle funzioni aziendali coinvolte.

Al fine di valutare gli impatti patrimoniali in FTA e gli impatti economici e di rappresentazione dei risultati nel corso di ogni periodo la Divisione Insurance sta effettuando con cadenza trimestrale delle simulazioni preliminari/sensitivity (financial impact assessment – FIA). Ad ogni trimestre viene raggiunto un maggior grado di complessità e di aderenza al nuovo standard così da poter valutare l'impatto delle scelte metodologiche in corso di consolidamento. I risultati delle simulazioni non possono al momento essere considerati predittivi degli effetti che si avranno sul conto economico e sul patrimonio netto, in quanto non includono decisioni metodologiche ancora da valutare a livello progettuale ed eventuali azioni manageriali da attivare prima della FTA.

Sono inoltre state avviate le analisi per l'estensione delle attività progettuali alle nuove compagnie assicurative che sono entrate a far parte della Divisione Insurance durante l'esercizio 2020 (RBM Salute e Compagnie ex UBI).

27 Quelli in cui gli oneri in uscita superino i benefici stimati.

Tra i documenti in attesa di omologazione si ricordano anche le seguenti modifiche ai principi contabili pubblicate nel corso dell'anno:

  • − Amendments allo IAS 1 "Classification of Liabilities as Current or Non-Current", pubblicato in data 23 gennaio 2020 con l'obiettivo di proporre alcune modifiche di portata limitata allo IAS 1 "Presentazione del bilancio", al fine di chiarire come classificare i debiti e le altre passività tra quelli correnti o non correnti. La proposta in oggetto chiarisce – senza modificarli – gli attuali requisiti dello IAS 1; i chiarimenti mirano a promuovere la coerenza nell'applicazione dello IAS 1 tra le società per determinare se, nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria, i debiti e le altre passività con una data di regolamento incerta debbano essere classificati come correnti (dovuti o potenzialmente da liquidare entro un anno) o non correnti. Con la successiva pubblicazione del 15 luglio 2020 viene differita di un anno la data di entrata in vigore delle modifiche, al 1° gennaio 2023 in luogo del 2022, senza introdurre ulteriori modifiche;
  • − Narrow-scope amendments to IFRS Standards (Amendments to IFRS 3 Business combinations, IAS 16 Property, Plant and Equipment, IAS 37 Provisions, Contingent Liabilities and Contingent Assets, Annual Improvements 2018-2020), pubblicati il 14 maggio 2020 e che introducono una serie di modifiche di minore rilevanza ad alcuni standard IFRS:
    • o Onerous contracts cost of fulfilling a contract Amendments to IAS 37 Provisions, Contingent Liabilities and Contingent Assets: viene precisato che per valutare se un contratto sia oneroso occorre includere nella stima tutti i costi direttamente imputabili (ie directly related cost approach), anziché i soli costi marginali. Di conseguenza, la valutazione sull'eventuale onerosità di un contratto include non solo i costi incrementali (ad esempio il costo del materiale diretto impiegato nella lavorazione), ma anche tutti i costi che l'impresa non può evitare a seguito della stipula del contratto (ad esempio la quota del costo del personale e dell'ammortamento dei macchinari impiegati per l'adempimento del contratto);
    • o Property, Plan, Equipment: Proceeds before Intended Use Amendment to IAS 16: introduce il divieto di detrarre dal costo degli immobili, impianti e macchinari, gli importi ricevuti dalla vendita di articoli prodotti mentre la società stava predisponendo l'asset per le finalità previste. La società dovrà riconoscere tali proventi delle vendite e i relativi costi nel conto economico;
    • o Reference to Conceptual Framework Amendments to IFRS 3 Business Combination: è stato aggiornato il riferimento alla nuova versione del Conceptual Framework del 2018 ed inserita un'eccezione ai requisiti per la rilevazione delle passività potenziali (contingent liabilities) ai sensi dell'IFRS 3, al fine di evitare modifiche rispetto alle modalità di contabilizzazione preesistenti. Inoltre, viene esplicitato il divieto di rilevare attività potenziali (ovvero quelle attività la cui esistenza sarà confermata solo da eventi futuri incerti) nelle operazioni di aggregazione aziendale (precedentemente questo divieto era riportato esplicitamente solo nelle Basis for Conclusion).

Il pacchetto di modifiche emanato dallo IASB contiene anche i consueti miglioramenti annuali – Annual Improvements to IFRS Standards 2018-2020 - che chiariscono la formulazione o correggono errori, sviste o conflitti tra i requisiti dei principi. Tali emendamenti minori apportano limitate modifiche all'IFRS 1 "First-time Adoption of International Financial Reporting Standards", all'IFRS 9 "Financial Instruments" e all'IFRS 16 "Leasing".

Per tutte le modifiche proposte la data di prima applicazione è prevista a partire dal 1° gennaio 2022.

SEZIONE 2 - PRINCIPI GENERALI DI REDAZIONE

Il bilancio consolidato è costituito dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni di patrimonio netto, dal Rendiconto finanziario, dalla Nota integrativa e dalle relative informazioni comparative ed è inoltre corredato da una Relazione degli amministratori sull'andamento della gestione, sui risultati economici conseguiti e sulla situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo Intesa Sanpaolo. In conformità a quanto disposto dall'art. 5 del D. Lgs. n. 38/2005, il bilancio è redatto utilizzando l'Euro quale moneta di conto.

Gli importi dei Prospetti contabili e della Nota integrativa, così come quelli indicati nella Relazione sulla gestione, sono espressi – qualora non diversamente specificato – in milioni di Euro.

Il bilancio è redatto con l'applicazione dei principi generali previsti dallo IAS 1 e degli specifici principi contabili omologati dalla Commissione Europea e illustrati nella Parte A.2 della presente Nota integrativa, nonché in aderenza con le assunzioni generali previste dal Quadro Sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio elaborato dallo IASB. Non sono state effettuate deroghe all'applicazione dei principi contabili IAS/IFRS.

Nella Relazione sulla gestione e nella Nota integrativa sono fornite le informazioni richieste dai principi contabili internazionali, dalle Leggi, dalla Banca d'Italia e dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa – Consob, oltre ad altre informazioni non obbligatorie ma ritenute ugualmente necessarie ai fini di una rappresentazione corretta e veritiera della situazione del Gruppo. Si è inoltre tenuto conto dei documenti di tipo interpretativo e di supporto all'applicazione dei principi contabili in relazione agli impatti da COVID-19, emanati dagli organismi regolamentari e di vigilanza europei e dagli standard setter illustrati più nel dettaglio nella Successiva Sezione 5 – Altri aspetti.

I Prospetti contabili di stato patrimoniale e i relativi dettagli di Nota integrativa presentano – in conformità a quanto previsto dall'IFRS 5 – tra le componenti relative alle attività in dismissione, oltre ad alcuni immobili, le attività e passività afferenti il ramo d'azienda relativo alle attività di Banca Depositaria e Fund Administration che sarà ceduto nel corso del 2021 da parte di Fideuram Bank Luxembourg, i portafogli di sofferenze e UTP oggetto di cessione nel corso del 2021 nonché le attività e passività afferenti le filiali oggetto di cessione a BPER e a terzi nell'ambito dell'operazione di acquisizione di UBI Banca.

I Prospetti contabili e la Nota integrativa presentano oltre agli importi del periodo di riferimento, anche i corrispondenti dati di raffronto riferiti al 31 dicembre 2019. Con riferimento all'ingresso nel perimetro di consolidamento del Gruppo UBI a partire dal mese di agosto, si evidenzia che - in linea con quanto previsto dalla Circolare 262 della Banca d'Italia - i conti dello stato patrimoniale, del conto economico e della redditività complessiva come pure le tabelle della nota integrativa riferiti al periodo a confronto non sono stati oggetto di riesposizione per includere le grandezze relative al Gruppo UBI, risultando pertanto non immediatamente comparabili.

Negli Allegati vengono presentati i prospetti di raccordo con i dati di Stato Patrimoniale e di Conto Economico originariamente pubblicati nel Bilancio 2019, oltre a specifici schemi di raccordo tra questi ultimi e i prospetti riclassificati inclusi nella Relazione sulla gestione che correda il presente bilancio.

Contenuto dei prospetti contabili

Prospetto di stato patrimoniale e Prospetto di conto economico

Gli schemi dello stato patrimoniale e del conto economico sono costituiti da voci, sottovoci e da ulteriori dettagli informativi (i "di cui" delle voci e sottovoci).

A seguito della scelta del Gruppo di avvalersi dell'opzione di applicazione del c.d. Deferral Approach, prevista dall'IFRS 9 "Strumenti finanziari" anche per i conglomerati finanziari a prevalenza bancaria, in virtù della quale le attività e le passività finanziarie delle Compagnie assicurative controllate continuano ad essere rilevate in bilancio ai sensi di quanto prescritto dallo IAS 39, negli schemi consolidati previsti dalla Circolare 262 sono state aggiunte specifiche voci di Stato Patrimoniale e di Conto Economico per rappresentare la valorizzazione delle attività e passività di pertinenza delle imprese assicurative e i relativi effetti economici valutati ai sensi dello IAS 39.

Per completezza si segnala che con riferimento agli schemi definiti dalla Banca d'Italia sono riportate anche le voci che non presentano importi né per l'esercizio al quale si riferisce il bilancio, né per quello precedente. Nel conto economico i ricavi sono indicati senza segno, mentre i costi sono preceduti dal segno meno.

Prospetto della redditività complessiva

Il prospetto della redditività complessiva, partendo dall'utile (perdita) d'esercizio, espone le componenti reddituali rilevate in contropartita delle riserve da valutazione, al netto del relativo effetto fiscale, in conformità ai principi contabili internazionali. La redditività complessiva consolidata è rappresentata fornendo separata evidenza delle componenti reddituali che non saranno in futuro riversate nel conto economico e di quelle che, diversamente, potranno essere successivamente riclassificate nell'utile (perdita) dell'esercizio al verificarsi di determinate condizioni. Il prospetto distingue inoltre la quota di redditività di pertinenza della Capogruppo da quelle di pertinenza dei soci di minoranza. Come per lo Stato Patrimoniale ed il Conto Economico, rispetto agli schemi definiti dalla Banca d'Italia sono riportate anche le voci che non presentano importi né per l'esercizio al quale si riferisce il bilancio, né per quello precedente. Gli importi negativi sono preceduti dal segno meno.

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto

Nel prospetto delle variazioni del patrimonio netto viene riportata la composizione e la movimentazione dei conti di patrimonio netto intervenuta nell'esercizio di riferimento del bilancio ed in quello precedente, suddivisi tra il capitale sociale, le riserve di capitale, di utili e da valutazione di attività o passività di bilancio ed il risultato economico. Le azioni proprie in portafoglio sono portate in diminuzione del patrimonio netto. Il prospetto è presentato invertendo le righe e le colonne rispetto al medesimo prospetto previsto dall'aggiornamento della Circolare n. 262/2005 della Banca d'Italia.

Rendiconto finanziario

Il prospetto dei flussi finanziari intervenuti nell'esercizio di riferimento del bilancio ed in quello precedente è stato predisposto seguendo il metodo indiretto, in base al quale i flussi derivanti dall'attività operativa sono rappresentati dal risultato dell'esercizio rettificato degli effetti delle operazioni di natura non monetaria.

I flussi finanziari sono suddivisi tra quelli derivanti dall'attività operativa, quelli generati dall'attività di investimento e quelli prodotti dall'attività di provvista.

Nel prospetto i flussi generatisi nel corso dell'esercizio sono indicati senza segno, mentre quelli assorbiti sono preceduti dal segno meno.

Contenuto della Nota integrativa

La Nota integrativa comprende le informazioni previste dai principi contabili internazionali e dalla Circolare n. 262 della Banca d'Italia emanata il 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti applicabili per la redazione del presente bilancio. Come già evidenziato in merito ai prospetti contabili, in relazione all'applicazione del Deferral approach da parte delle compagnie assicurative del Gruppo, l'informativa di nota integrativa prevista dalla Circolare 262 è integrata con le tabelle previste dal previgente 4° aggiornamento della Circolare 262 per rappresentare le informazioni richieste dallo IAS 39.

SEZIONE 3 - AREA E METODI DI CONSOLIDAMENTO

Area di consolidamento

Il bilancio consolidato include Intesa Sanpaolo e le società da questa direttamente o indirettamente controllate, comprendendo nel perimetro di consolidamento – come specificamente previsto dai principi IAS/IFRS – anche le società operanti in settori di attività dissimili da quello di appartenenza della Capogruppo, nonché le partecipazioni di private equity. Analogamente, sono incluse anche le entità strutturate quando ne ricorrano i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall'esistenza di una quota partecipativa.

Sono considerate controllate le imprese nelle quali Intesa Sanpaolo è esposta a rendimenti variabili, o detiene diritti su tali rendimenti, derivanti dal proprio rapporto con le stesse e nel contempo ha la capacità di incidere sui rendimenti esercitando il proprio potere su tali entità.

Il controllo può configurarsi solamente con la presenza contemporanea dei seguenti elementi:

  • − il potere di dirigere le attività rilevanti della partecipata;
  • − l'esposizione o i diritti a rendimenti variabili derivanti dal rapporto con l'entità oggetto di investimento;
  • − la capacità di esercitare il proprio potere sull'entità oggetto di investimento per incidere sull'ammontare dei suoi rendimenti.

Sono considerate controllate congiuntamente le entità nelle quali, su base contrattuale, il controllo è condiviso fra la Capogruppo, direttamente o indirettamente, e uno o più altri soggetti esterni al Gruppo, ovvero quando per le decisioni riguardanti le attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo.

Sono considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali Intesa Sanpaolo, direttamente o indirettamente, possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali") o nelle quali – pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali in virtù di particolari legami giuridici, quali la partecipazione a patti di sindacato.

Sono escluse dall'area di consolidamento, e classificate sulla base di quanto previsto dall'IFRS 9, alcune interessenze superiori al 20%, peraltro di importo contenuto, in quanto Intesa Sanpaolo, direttamente o indirettamente, detiene esclusivamente diritti patrimoniali su una porzione dei frutti degli investimenti, non ha accesso alle politiche di gestione e può esercitare diritti di governance limitati alla tutela dei propri interessi patrimoniali.

Sono inoltre escluse dall'area di consolidamento integrale le interessenze partecipative detenute, direttamente o attraverso fondi, in società che svolgono attività di venture capital. Tali interessenze partecipative sono incluse nella categoria delle Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.

Sono, infine, escluse dall'area di consolidamento le società non partecipate delle quali si sono ricevute azioni in pegno con diritto di voto superiore al 20%, in considerazione della finalità di tale strumento che è quella di tutela del credito concesso e non di esercizio del controllo e di indirizzo delle politiche finanziarie ed economiche, al fine di usufruire dei benefici economici da esse derivanti.

Intesa Sanpaolo non esercita su Risanamento S.p.A. e sulle società da questa controllate l'attività di direzione e coordinamento di cui all'art. 2497 c.c. e seguenti.

In merito alle modifiche al perimetro di consolidamento intervenute nel 2020, gli ingressi di maggior rilievo hanno riguardato, oltre a RBM Assicurazione Salute (successivamente ridenominata in Intesa Sanpaolo RBM Salute), UBI Banca e le sue società controllate:

  • − Fondo Immobiliare Porta Nuova Gioia;
  • − BancAssurance Popolari;
  • − BPB Immobiliare;
  • − IW Bank;
  • − KEDOMUS;
  • − Prestitalia;
  • − UBI Factor;
  • − UBI Leasing;
  • − Ubi Sicura (ridenominata Intesa Sanpaolo Insurance Agency)
  • − UBI Sistemi e Servizi;
  • − Pramerica SGR;
  • − UBI Finance CB 2;
  • − UBI Finance;
  • − Pramerica Management Company.

Si segnalano inoltre gli ingressi di Intesa Sanpaolo (Qingdao) Service Company Limited e, a fine esercizio, di Intesa Sanpaolo Forvalue, Intesa Sanpaolo Rent ForYou e Intesa Sanpaolo Value Services.

Quanto alle uscite, quella di maggiore rilievo riguarda Autostrade Lombarde, la cui cessione è stata perfezionata nel mese di ottobre. Per completezza si indicano anche le uscite, per cessazione, di Trade Receivables Investment Vehicle, di Morval Vonwiller Asset Management e Cib Factor Financial Service LTD under voluntary liquidation. Con riferimento alle entità under common control – senza pertanto alcun impatto a livello consolidato – non figurano più nell'area di consolidamento integrale Banca IMI (incorporata in Capogruppo), Neva Finventures (incorporata in Intesa Sanpaolo Innovation Center), PBZ Nekretnine D.O.O. (incorporata in PBZ Card D.O.O. nell'ambito del gruppo PBZ) e, nell'ambito del Gruppo Risanamento, Etoile Actualis S.a.r.l. (incorporata in Etoile Francois Premier S.a.r.l).

Nel prospetto che segue sono indicate le partecipazioni controllate in via esclusiva al 31 dicembre 2020.

1. Partecipazioni in società controllate in via esclusiva

Denominazione imprese Sede Sede Tipo RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE Disponib.
operativa legale rapporto
(a)
Impresa partecipante quota
%
voti %
(b)
1 Banca 5 S.p.A.
Capitale Euro 30.000.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
2 Banca Comerciala Eximbank S.A.
Capitale Mdl 1.250.000.000
Chisinau Chisinau 1 Intesa Sanpaolo 100,00
3 Banca Intesa AD Beograd
Capitale Rsd 21.315.900.000
Novi Beograd Beograd 1 Intesa Sanpaolo Holding International 100,00
4 Bancassurance Popolari S.p.a.
Capitale Euro 61.080.900
Milano Milano 1 Unione Banche Italiane 100,00
5 Bank of Alexandria
Capitale Egp 800.000.000
Il Cairo Il Cairo 1 Intesa Sanpaolo 80,00
6 Banka Intesa Sanpaolo d.d (d)
Capitale Euro 22.173.218
Koper Koper 1 Intesa Sanpaolo
Privredna Banka Zagreb d.d.
48,13
51,00
99,13
7 BPB Immobiliare S.r.l.
Capitale Eur 185.680.000
Bergamo Bergamo 1 Unione Banche Italiane 100,00
8 Cib Bank Ltd Budapest Budapest 1 Intesa Sanpaolo 100,00
9 Capitale Huf 50.000.000.003
CIB Insurance Broker Ltd
Capitale Huf 10.000.000
Budapest Budapest 1 Cib Bank Ltd 100,00
10 CIB Investment Fund Management Ltd
Capitale Huf 600.000.000
Budapest Budapest 1 Eurizon Asset Management Slovakia Sprav.
Spol. A.S.
100,00
11 CIB Leasing Ltd
Capitale Huf 53.000.000
Budapest Budapest 1 Cib Bank Ltd 100,00
12 CIB Rent Operative Leasing Ltd
Capitale Huf 5.000.000
Budapest Budapest 1 Cib Bank Ltd 100,00
13 Compagnia Italiana Finanziaria - CIF S.r.l.
Capitale Euro 10.000
Milano Milano 1 IN.FRA - Investire nelle Infrastrutture 61,45
14 Consorzio Studi e ricerche fiscali Gruppo Intesasanpaolo (h) Roma Roma 1 Fideuram IntesaSanpaolo Private Banking 7,50
Capitale Euro 258.228 Eurizon Capital SGR
Intesa Sanpaolo vita
5,00
7,50
Intesa Sanpaolo 80,00
100,00
15 Duomo Funding Plc (e) Dublino Dublino 2 Intesa Sanpaolo -
16 Epsilon SGR S.p.A.
Capitale Euro 5.200.000
Milano Milano 1 Eurizon Capital SGR 100,00
17 Etoile François Premier S.a.r.l ( c) Parigi Parigi 1 Risanamento Europa 100,00
Capitale Euro 5.000
18 Eurizon Asset Management Slovakia Sprav. Spol. A.S.
Capitale Euro 4.093.560
Bratislava Bratislava 1 Eurizon Capital 100,00
19 Eurizon Asia Capital limited (già Eurizon Capital (HK) limited) (h)
Capitale Hkd 58.000.000
Hong Kong West
Kowloon
1 Eurizon Capital SGR 100,00
20 Eurizon Capital Real Asset SGR S.p.a.(h) Milano Milano 1 Eurizon Capital SGR 51,00
Capitale Euro 2.500.000 Intesa Sanpaolo vita 49,00
100,00
21 Eurizon Capital S.A. Lussemburgo Lussemburgo 1 Eurizon Capital SGR 100,00
22 Capitale Euro 7.557.200
Eurizon Capital SGR S.p.A.
Capitale Euro 99.000.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
23 Eurizon Slj Capital Ltd
Capitale GBP 1.001.000
Londra Londra 1 Eurizon Capital SGR 65,00
24 Exelia S.r.l.(h)
Capitale Ron 8.252.600
Brasov Brasov 1 Intesa Sanpaolo Holding International 100,00
25 Exetra S.p.a.(h)
Capitale Euro 158.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 85,00

Denominazione imprese Sede Sede Tipo RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE Disponib.
operativa legale rapporto
(a)
Impresa partecipante quota
%
voti %
(b)
26 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A.
Capitale Euro 300.000.000
Roma Torino 1 Intesa Sanpaolo 100,00
27 Fideuram Asset Management (Ireland) DAC
(già Fideuram Asset Management (Ireland) Ltd)
Capitale Euro 1.000.000
Dublino Dublino 1 Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking 100,00
28 Fideuram Bank ( Luxembourg) S.A.
Capitale Euro 40.000.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking 100,00
29 Fideuram Investimenti S.G.R. S.p.A.
Capitale Euro 25.850.000
Milano Milano 1 Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking 99,50
30 Fideuram Vita S.p.A.
Capitale Euro 357.446.836
Roma Roma 1 Intesa Sanpaolo
Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking
80,01
19,99
31 Financière Fideuram S.A. Parigi Parigi 1 Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking 100,00
100,00
32 Capitale Euro 346.761.600
IMI Capital Markets USA Corp.
Capitale Usd 5.000
New York New York 1 IMI Investments 100,00
33 IMI Finance Luxemburg S.A. (h)
Capitale Euro 100.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. 100,00
34 IMI Investments S.A.
Capitale Euro 21.660.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo 100,00
35 IMMIT - Immobili Italiani S.r.l. (h)
Capitale Euro 100.000
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo 100,00
36 Immobiliare Cascina Rubina S.r.l.(c)
Capitale Euro 10.000
Milano Milano 1 Risanamento 100,00
37 IN.FRA - Investire nelle Infrastrutture S.r.l.
Capitale Euro 10.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
38 Iniziative Logistiche S.r.l.
Capitale Euro 10.000
Milano Milano 1 IN.FRA - Investire nelle Infrastrutture 60,02
39 Intesa Invest AD Beograd (h)
Capitale Rsd 236.975.800
Beograd Beograd 1 Banca Intesa AD Beograd 100,00
40 Intesa Leasing (Closed Joint-Stock Company)
Capitale Rub 3.000.000
Mosca Mosca 1 Banca Intesa Joint-Stock Company 100,00
41 Intesa Leasing d.o.o. Beograd
Capitale Rsd 960.374.301
Beograd Beograd 1 Banca Intesa Beograd 100,00
42 Intesa Sanpaolo (Qingdao) Service Company Limited
Capitale CNY 60.000.000
Qingdao Qingdao 1 Intesa Sanpaolo 100,00
43 Intesa Sanpaolo Agents4you S.p.A. (h)
Capitale Euro 120.000
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo 100,00
44 Intesa Sanpaolo Assicura S.p.A.
Capitale Euro 27.912.258
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo Vita 100,00
45 Intesa Sanpaolo Bank Albania Sh.A.
Capitale All 5.562.517.674
Tirana Tirana 1 Intesa Sanpaolo 100,00
46 Intesa Sanpaolo Bank Ireland Plc
Capitale Euro 400.500.000
Dublino Dublino 1 Intesa Sanpaolo 100,00
47 Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg S.A.
Capitale Euro 1.389.370.555
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo Holding International 100,00
48 Intesa Sanpaolo Banka d.d. Bosna I Hercegovina
Capitale Bam 44.782.000
Sarajevo Sarajevo 1 Privredna Banka Zagreb 99,99 100,00
49 Intesa Sanpaolo Brasil S.A. - Banco Multiplo
Capitale Brl 334.114.545
San Paolo San Paolo 1 Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo Holding International
99,90
0,10
50 Intesa Sanpaolo Casa S.p.a.(h) Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
100,00
51 Capitale Euro 1.000.000
Intesa Sanpaolo Expo Institutional Contact S.r.l (h)
Capitale Euro 50.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
52 Intesa Sanpaolo Formazione società consortile per azioni (h)
Capitale Euro 174.600
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
Denominazione imprese Sede Sede Tipo RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE Disponib.
operativa legale rapporto
(a)
Impresa partecipante quota
%
voti %
(b)
53 Intesa Sanpaolo Forvalue S.p.a.
Capitale Euro 2.000.000
Milano Torino 1 Intesa Sanpaolo 100,00
54 Intesa Sanpaolo Funding LLC (già Intesa Funding LLC)
Capitale Usd 25.000
New York Wilmington 1 Intesa Sanpaolo 100,00
55 Intesa Sanpaolo Harbourmaster III S.A.
Capitale Euro 5.500.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo Holding International 100,00
56 Intesa Sanpaolo Highline S.r.l. (h)
Capitale Euro 500.000
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo 100,00
57 Intesa Sanpaolo Holding International S.A.
Capitale Euro 2.157.957.270
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo 100,00
58 Intesa Sanpaolo Imi Securities Corp
Capitale Usd 44.500.000
New York New York 1 Imi Capital Market Usa Corp 100,00
59 Intesa Sanpaolo Innovation Center S.c.p.a
Capitale Euro 9.254.940
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo Vita
99,99
0,01
60 Intesa Sanpaolo Insurance Agency S.p.a.
Capitale Eur 200.000
Milano Milano 1 Unione Banche Italiane 100,00
61 Intesa Sanpaolo International Value Services LTD
Capitale Hrk 100.000
Zagabria Zagabria 1 Intesa Sanpaolo Holding International 100,00
62 Intesa Sanpaolo Life Designed activity company (già Intesa
Sanpaolo Life Ltd)
Capitale Euro 625.000
Dublino Dublino 1 Intesa Sanpaolo Vita 100,00
63 Intesa Sanpaolo Private Argentina S.A. (h)
Capitale Ars 13.404.506
Buenos Aires Buenos Aires 1 Fideuram IntesaSanpaolo Private Banking
Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval
S.A.
4,97
95,03
100,00
64 Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval S.A. (f)
Capitale Chf 22.217.000
Ginevra Ginevra 1 Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking 96,91
65 Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A.
Capitale Euro 105.497.424
Milano Milano 1 Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking 100,00
66 Intesa Sanpaolo Private Monaco S.A.(h)
Capitale Euro 1.200.000
Monaco Monaco 1 Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval
S.A.
100,00
67 Intesa Sanpaolo Provis S.p.A.
Capitale Euro 6.425.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
68 Intesa Sanpaolo RBM Salute S.P.A. (i) Preganziol Venezia 1 Intesa Sanpaolo Vita 50,00
69 Capitale Eur 160.000.000
Intesa Sanpaolo RE.O.CO. S.p.A.
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
70 Capitale Euro 13.000.000
Intesa Sanpaolo Rent FORYOU S.P.A. (l)
Capitale Eur 630.000
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo Forvalue 60,00
71 Intesa Sanpaolo Romania S.A. Commercial Bank Bucarest Bucarest 1 Intesa Sanpaolo 99,73
Capitale Ron 1.156.639.410 Intesa Sanpaolo Holding International 0,27
100,00
72 Intesa Sanpaolo Servicos e emprendimentos LTDA EM
Liquidacao (h)
Sao Paulo Sao Paulo 1 Intesa Sanpaolo 100,00
73 Capitale Brl 3.283.320
Intesa Sanpaolo Servitia S.A.
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo Holding International 100,00
Capitale Euro 1.500.000
74 Intesa Sanpaolo Smart Care S.r.l. Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo 51,01
Capitale Euro 1.633.000 Intesa Sanpaolo Vita 48,99
100,00
75 Intesa Sanpaolo Vita S.p.A.
Capitale Euro 320.422.509
Milano Torino 1 Intesa Sanpaolo 99,99
76 ISP CB Ipotecario S.r.l. Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 60,00
Capitale Euro 120.000
77 ISP CB Pubbico S.r.l. Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 60,00
78 Capitale Euro 120.000
ISP OBG S.r.l.
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 60,00
79 Capitale Euro 42.038
IW BANK SPA
Milano Milano 1 Unione Banche Italiane 100,00
Capitale Eur 67.950.000

Denominazione imprese Sede Sede Tipo RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE Disponib.
operativa legale rapporto
(a)
Impresa partecipante quota
%
voti %
(b)
80 Joint-Stock Company Banca Intesa
Capitale Rub 10.820.180.800
Mosca Mosca 1 Intesa Sanpaolo Holding International
Intesa Sanpaolo
53,02
46,98
100,00
81 Kedomus S.R.L
Capitale Eur 300.000
Brescia Brescia 1 Unione Banche Italiane 100,00
82 Lux Gest Asset Management S.A.
Capitale Euro 200.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg 100,00
83 Mecenate S.R.L in liquidazione (h)
Capitale Eur 10.000
Arezzo Arezzo 1 Unione Banche Italiane 95,00
84 Milano Santa Giulia S.p.A. (c)
Capitale Euro 139.041
Milano Milano 1 Risanamento 100,00
85 Morval Bank & Trust Cayman Ltd
Capitale Euro 7.850.000
George Town George Town 1 Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval 100,00
86 Morval Vonwiller Advisors S.A. (h)
Capitale Uyu 495.000
Montevideo Montevideo 1 Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval 100,00
87 MSG Comparto Quarto S.r.l. (c)
Capitale Euro 20.000
Milano Milano 1 Milano Santa Giulia 100,00
88 MSG Comparto Secondo S.r.l. (c)
Capitale Euro 50.000
Milano Milano 1 Milano Santa Giulia 100,00
89 MSG Comparto Terzo S.r.l. (c)
Capitale Euro 20.000
Milano Milano 1 Milano Santa Giulia 100,00
90 Neva S.G.R S.p.A. (già Imi Fondi Chiusi S.p.a.) (h)
Capitale Euro 2.000.000
Torino Bologna 1 Intesa Sanpaolo Innovation Center 100,00
91 OOO Intesa Realty Russia (h)
Capitale Rub10.000
Mosca Mosca 1 Intesa Sanpaolo 100,00
92 Oro Italia Trading S.P.A. in liquidazione (h)
Capitale Eur 500.000
Arezzo Arezzo 1 Unione Banche Italiane 100,00
93 PBZ Card d.o.o.
Capitale Hrk 43.422.200
Zagabria Zagabria 1 Privredna Banka Zagreb 100,00
94 PBZ Invest d.o.o.
Capitale Hrk 5.000.000
Zagabria Zagabria 1 Eurizon Asset Management Slovakia Sprav.
Spol. A.S.
100,00
95 PBZ Leasing d.o.o.
Capitale Hrk 15.000.000
Zagabria Zagabria 1 Privredna Banka Zagreb 100,00
96 PBZ Stambena Stedionica d.d.
Capitale Hrk 115.000.000
Zagabria Zagabria 1 Privredna Banka Zagreb 100,00
97 Porta Nuova Gioia
Capitale Eur 500.000
Milano Milano 1 Unione Banche Italiane 100,00
98 Pramerica Management Company S.A.
Capitale Eur 125.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Pramerica SGR 100,00
99 Pramerica SGR S.P.A.
Capitale Eur19.955.465
Bergamo Bergamo 1 Unione Banche Italiane 65,00
100 Pravex Bank Public Joint-Stock Company
Capitale Uah 979.089.724
Kiev Kiev 1 Intesa Sanpaolo 100,00
101 Prestitalia S.P.A.
Capitale Eur 205.722.715
Bergamo Bergamo 1 Unione Banche Italiane 100,00
102 Private Equity International S.A. (g)
Capitale Euro 107.000.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo 94,39 100,00
103 Privredna Banka Zagreb d.d.
Capitale Hrk 1.907.476.900
Zagabria Zagabria 1 Intesa Sanpaolo Holding International 97,47
104 Qingdao Yicai Fund Distribution Co. Ltd.
Capitale Cny 371.000.000
Qingdao Qingdao 1 Intesa Sanpaolo 100,00
105 Recovery Property Utilisation and Services ZRT.
Capitale Huf 20.000.000
Budapest Budapest 1 Cib Bank 100,00
106 Ri. Rental S.r.l. (c)
Capitale Euro 10.000
Milano Milano 1 Risanamento 100,00
107 Risanamento Europa S.r.l. (c)
Capitale Euro 10.000
Milano Milano 1 Risanamento 100,00

Denominazione imprese Sede Sede Tipo RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE Disponib.
operativa legale rapporto
(a)
Impresa partecipante quota
%
voti %
(b)
108 Risanamento S.p.A. (c)
Capitale Euro 197.951.784
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 48,88
109 Romulus Funding Corporation (e) New York New York 2 Intesa Sanpaolo -
110 Sanpaolo Invest SIM S.p.A.
Capitale Euro 15.264.760
Roma Torino 1 Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking 100,00
111 Società Benefit Cimarosa 1 S.p.a. (h)
Capitale Eur 100.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
112 Società Italiana di Revisione e Fiduciaria – S.I.RE.F. S.p.A.
Capitale Euro 2.600.000
Milano Milano 1 Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking 100,00
113 Southern Group Limited (h)
Capitale Usd 50.000
George Town George Town 1 Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval
S.A.
100,00
114 SRM Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (h)
Capitale Euro 90.000
Napoli Napoli 1 Intesa Sanpaolo 60,00 25,00
115 Sviluppo Comparto 3 S.r.l.(c) Milano Milano 1 Milano Santa Giulia 100,00
116 Capitale Euro 50.000
UBI Academy SOC. CONS A R L. (h)
Bergamo Bergamo 1 Unione Banche Italiane 88,00
Capitale Eur 100.000 IW Bank 3,00
Prestitalia 1,50
UBI Factor 1,50
UBI Leasing 1,50
UBI Sistemi e Servizi 3,00
Pramerica SGR 1,50
117 UBI Factor SPA Milano Milano 1 Unione Banche Italiane 100,00
100,00
Capitale Eur 36.115.820
118 UBI Finance CB 2 SRL Milano Milano 1 Unione Banche Italiane 60,00
Capitale Eur 10.000
119 UBI Finance S.R.L. Milano Milano 1 Unione Banche Italiane 60,00
Capitale Eur 10.000
120 UBI Leasing SPA Brescia Brescia 1 Unione Banche Italiane 100,00
Capitale Eur 383.714.623
121 UBI Sistemi e Servizi S.C.P.A. Brescia Brescia 1 Unione Banche Italiane 91,93
Capitale Eur 36.149.949 Banca Assurance Popolari 0,07
IW Bank 4,31
Prestitalia 0,07
UBI Academy
UBI Factor
0,01
0,72
Intesa Sanpaolo Insurance Agency 0,01
Pramerica SGR 1,44
98,56
122 UBI Trustee S.A. (h)
Capitale Eur 250.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Unione Banche Italiane 100,00
123 Unione di Banche Italiane SPA
Capitale Eur 2.843.177.160
Bergamo Bergamo 1 Intesa Sanpaolo 100,00
124 Vseobecna Uverova Banka a.s.
Capitale Euro 430.819.064
Bratislava Bratislava 1 Intesa Sanpaolo Holding International 97,03
125 VUB Leasing a.s.
Capitale Euro 46.600.000
Bratislava Bratislava 1 Vseobecna Uverova Banka 100,00

(a) Tipo di rapporto:

1 - maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria;

2 - altre forme di controllo.

(b) Ove differente dalla quota % viene indicata la disponibilità dei voti nell'assemblea ordinaria, distinguendo, ove applicabile, tra diritto di voto effettivi e potenziali.

  • (c) Società non soggetta ad attività di direzione e coordinamento ai sensi dell'art. 2497 e segg. C.C.
  • (d) Si segnala la presenza di un impegno di legge nei confronti degli azionisti di minoranza per l'acquisto del residuo 0,8% del capitale sociale.
  • (e) Società per la quale si ha il controllo ai sensi dell'IFRS10 pur non detenendo una quota di interessenza sociale.

(f) Si segnala la presenza di opzioni put and call agreement sul 3,09% del capitale sociale detenuto da azionisti di minoranza.

(g) La controllata Private Equity International ha emesso in data 23/12/2016 una nuova categoria di azioni di classe C, pari al 5,6 % del capitale della società. Tali azioni non dispongono di diritti di voto in assemblea e il loro rendimento è correlato ai risultati economici di determinati investimenti in portafoglio alla medesima Private Equity International.

(h) società consolidata con il metodo del patrimonio netto in considerazione della limitata materialità

  • (i) Si segnala la presenza di opzioni put and call agreement sul 50% del capitale sociale detenuto da azionisti di minoranza.
  • (l) Si segnala la presenza di opzioni put and call agreement sul 40% del capitale sociale detenuto da azionisti di minoranza.

2. Valutazioni e assunzioni significative per determinare l'area di consolidamento

Come indicato in precedenza sono considerate controllate le imprese nelle quali Intesa Sanpaolo è esposta a rendimenti variabili, o detiene diritti su tali rendimenti, derivanti dal proprio rapporto con le stesse e nel contempo ha la capacità di incidere sui rendimenti esercitando il proprio potere su tali entità.

Il controllo può configurarsi solamente con la presenza contemporanea dei seguenti elementi:

  • − il potere di dirigere le attività rilevanti della partecipata;
  • − l'esposizione o i diritti a rendimenti variabili derivanti dal rapporto con l'entità oggetto di investimento;
  • − la capacità di esercitare il proprio potere sull'entità oggetto di investimento per incidere sull'ammontare dei suoi rendimenti.

Nello specifico il Gruppo considera i seguenti fattori per valutare l'esistenza di controllo:

  • − lo scopo e la struttura della partecipata, al fine di identificare gli obiettivi dell'entità, le sue attività rilevanti, ovvero quelle che maggiormente ne influenzano i rendimenti, e come tali attività sono governate;
  • − il potere, al fine di comprendere se il Gruppo ha diritti contrattuali che attribuiscono la capacità di dirigere le attività rilevanti;
  • − l'esposizione alla variabilità dei rendimenti della partecipata, al fine di valutare se il rendimento percepito dal Gruppo può variare in via potenziale in funzione dei risultati raggiunti dalla partecipata.

Inoltre, al fine di valutare l'esistenza del controllo sono prese in considerazione le potenziali relazioni principale-agente; per valutare se opera come principale o come agente, il Gruppo prende in considerazione i seguenti fattori:

  • − il potere decisionale sulle attività rilevanti della partecipata;
  • − i diritti detenuti da altri soggetti;
  • − la remunerazione a cui il Gruppo ha diritto;
  • − l'esposizione del Gruppo alla variabilità dei rendimenti derivanti dall'eventuale partecipazione detenuta nella partecipata.

L'IFRS 10 identifica come "attività rilevanti" solo le attività che influenzano significativamente i rendimenti della società partecipata.

In termini generali, quando le attività rilevanti sono gestite attraverso diritti di voto, i seguenti fattori forniscono evidenza di controllo:

  • − possesso, direttamente o indirettamente attraverso le proprie controllate, di più della metà dei diritti di voto di una entità a meno che, in casi eccezionali, possa essere chiaramente dimostrato che tale possesso non costituisce controllo;
  • − possesso della metà, o di una quota inferiore, dei voti esercitabili in assemblea e capacità pratica di governare unilateralmente le attività rilevanti attraverso:
    • o il controllo di più della metà dei diritti di voto in virtù di un accordo con altri investitori;
    • o il potere di determinare le politiche finanziarie e operative dell'entità in virtù di clausole statutarie o di un contratto;
    • o il potere di nominare o di rimuovere la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione o dell'equivalente organo di governo societario;
    • o il potere di esercitare la maggioranza dei diritti di voto nelle sedute del consiglio di amministrazione o dell'equivalente organo di governo societario.

Per esercitare il potere è necessario che i diritti vantati dal Gruppo sull'entità partecipata siano sostanziali; per essere sostanziali tali diritti devono essere praticamente esercitabili quando le decisioni sulle attività rilevanti devono essere prese. L'esistenza e l'effetto di diritti di voto potenziali, ove sostanziali, sono presi in considerazione all'atto di valutare se sussiste il potere o meno di dirigere le politiche finanziarie e gestionali di un'altra entità.

Può accadere talvolta che il Gruppo eserciti un "controllo di fatto" su talune entità quando, pur in assenza della maggioranza dei diritti di voto, si possiedono diritti tali da consentire l'indirizzo in modo unidirezionale delle attività rilevanti dell'entità partecipata.

Di contro possono emergere casistiche dove il Gruppo, pur possedendo oltre la metà dei diritti di voto, non controlla le entità oggetto di investimento in quanto, a seguito di accordi con altri investitori, l'esposizione ai rendimenti variabili derivanti dal rapporto con tali entità non è considerata significativa.

Tra le controllate possono essere comprese anche eventuali "entità strutturate" nelle quali i diritti di voto non rappresentano gli elementi determinanti per la valutazione del controllo, ivi incluse società veicolo (SPE/SPV) e fondi di investimento. Le entità strutturate sono considerate controllate laddove:

  • − il Gruppo dispone di potere attraverso diritti contrattuali che consentono il governo delle attività rilevanti;
  • − il Gruppo è esposto ai rendimenti variabili derivanti da tali attività.

3. Partecipazioni in società controllate in via esclusiva con interessenze di terzi

3.1 Interessenze di terzi, disponibilità dei voti di terzi e dividendi distribuiti ai terzi

Denominazioni imprese Interessenze
dei terzi
%
Disponib. dei
voti di terzi %
(1)
Dividendi
distribuiti a
terzi
1 Bank of Alexandria 20,00 20,00 23
2 Banca Intesa Sanpaolo D.D. 0,87 0,87
3 Compagnia Italiana Finanziaria - CIF S.r.l. 38,55 38,55
4 Eurizon SLJ Capital Limited 35,00 35,00
5 Fideuram Investimenti SGR S.p.A. 0,50 0,50
6 Iniziative Logistiche S.r.l. 39,98 39,98
7 Intesa Sanpaolo Banka D.D. Bosna I Hercegovina 0,01
8 Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval S.A. 3,09 3,09
9 Intesa Sanpaolo RBM Salute S.p.A. 50,00 50,00
10 Intesa Sanpaolo Rent FORYOU S.p.A. 40,00 40,00
11 Intesa Sanpaolo Vita S.p.A. 0,01 0,01
12 ISP CB Ipotecario S.r.l. 40,00 40,00
13 ISP CB Pubblico S.r.l. 40,00 40,00
14 ISP OBG S.r.l. 40,00 40,00
15 Pramerica SGR S.p.A. 35,00 35,00
16 Private Equity International S.A. 5,61 6
17 Privredna Banka Zagreb DD 2,23 2,23
18 Risanamento S.p.A. 51,12 51,12
19 UBI Finance CB 2 S.r.l. 40,00 40,00
20 UBI Finance S.r.l. 40,00 40,00
21 UBI Sistemi e Servizi S.C.P.A. 1,44 1,44
22 Vseobecna Uverova Banka A.S. 2,97 2,97

(1) Disponibilità voti nell'assemblea ordinaria

3.2 Partecipazioni con interessenze di terzi significative: informazioni contabili

(milioni di euro)
Denominazioni Totale attivo Cassa e disponibilità liquide Attività finanziarie Attività materiali e immateriali Passività finanziarie Patrimonio netto Margine di interessi Margine di intermediazione Costi operativi corrente al
Utile (Perdita) della operatività
lordo delle imposte
Utile (Perdita) della operatività corrente al
netto delle imposte
Utile (Perdita) dei gruppi di attività in via
di dismissione al netto delle imposte
Utile (perdita) d'esercizio (1) Altre componenti reddituali al netto delle
imposte (2)
Redditività complessiva (3) = (1) + (2)
1 Bank of Alexandria 5.462 79 5.057 211 4.479 683 331 377 -192 164 125 - 125 -4 121
2 Pramerica SGR S.p.a. 471 - 69 111 15 245 -16 104 -21 83 57 - 57 - 57
3 Gruppo Risanamento S.p.a. 740 6 2 699 185 124 -10 -12 -13 -24 -26 - -26 2 -24
4 Vseobecna Uverova Banka A.S. 20.169 161 18.157 234 17.695 1.691 277 434 -268 110 85 - 85 6 91

4. Restrizioni significative

In termini di restrizioni significative aventi ad oggetto limitazioni nel trasferimento di risorse all'interno del Gruppo Intesa Sanpaolo si segnalano le seguenti fattispecie.

La controllata Private Equity International ha emesso in data 23 dicembre 2016 una nuova categoria di azioni di classe C, pari al 5,6% del capitale della società. Tali azioni non dispongono di diritti di voto in assemblea e il loro rendimento è correlato ai risultati economici di determinati investimenti posseduti dalla medesima Private Equity International.

Inoltre il Gruppo Intesa Sanpaolo è soggetto alla disciplina prudenziale prevista dalla Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e dal Regolamento (UE) N. 575/2013 (CRR) e controlla istituti finanziari soggetti alla medesima disciplina o a discipline analoghe volte comunque a preservare l'adeguata patrimonializzazione in funzione dei rischi assunti; pertanto la capacità delle banche o delle entità finanziarie controllate di distribuire capitale o dividendi è vincolata al rispetto di dette discipline in termini di requisiti patrimoniali. A tal proposito, si segnala che, in continuità con le misure già intraprese nel mese di marzo 2020 (BCE/2020/19) ed in coerenza con la raccomandazione formulata nel mese di luglio (BCE/2020/35), in data 15 dicembre la BCE ha rinnovato l'indicazione alle banche di esercitare un'estrema prudenza sui dividendi e sui riacquisti di azioni proprie raccomandando in particolare di:

  • considerare la possibilità di non distribuire dividendi in contanti oppure di limitare tali distribuzioni fino al 30 settembre 2021;
  • nel caso si intenda comunque distribuire dividendi o riacquistare azioni proprie, applicare come criterio il valore più basso tra la soglia del 15% dell'utile cumulato 2019-2020 e la soglia dei 20 bps in termini di CET 1;
  • dotarsi di redditività e di un solido profilo patrimoniale, qualora si intendano distribuire dividendi, oltre a contattare preventivamente il proprio JST per stabilire se il livello di distribuzione previsto sia prudente;
  • astenersi dalla distribuzione provvisoria di dividendi a valere sull'utile 2021.

Infine, nell'ambito del Gruppo sono presenti società assicurative soggette ai Requisiti Patrimoniali di Solvibilità delle Compagnie assicurative prescritti dalla normativa Solvency II.

5. Altre informazioni

Non risultano bilanci di società controllate utilizzati nella preparazione del bilancio consolidato di Intesa Sanpaolo riferiti ad una data diversa da quella del bilancio consolidato stesso.

Metodi di consolidamento

Consolidamento integrale

Il consolidamento integrale consiste nell'acquisizione "linea per linea" degli aggregati di stato patrimoniale e di conto economico delle società controllate. Dopo l'attribuzione ai terzi, in voce propria, delle quote di loro pertinenza del patrimonio e del risultato economico, il valore della partecipazione viene annullato in contropartita al valore residuo del patrimonio della controllata.

Le differenze risultanti da questa operazione, se positive, sono rilevate – dopo l'eventuale imputazione ad elementi dell'attivo o del passivo della controllata – nella voce Attività immateriali come avviamento o come altre attività intangibili. Le differenze negative sono imputate al conto economico.

Le attività, passività, proventi ed oneri tra imprese consolidate vengono integralmente eliminati.

Le acquisizioni di società sono contabilizzate secondo il "metodo dell'acquisizione" previsto dall'IFRS 3, in base al quale le attività identificabili acquisite e le passività identificabili assunte (comprese quelle potenziali) devono essere rilevate ai rispettivi fair value alla data di acquisizione. Inoltre, per ogni aggregazione aziendale, eventuali quote di minoranza nella società acquisita possono essere rilevate al fair value o in proporzione alla quota della partecipazione di minoranza nelle attività nette identificabili della società acquisita. L'eventuale eccedenza del corrispettivo trasferito (rappresentato dal fair value delle attività cedute, delle passività sostenute e degli strumenti di capitale emessi) e della eventuale rilevazione al fair value delle quote di minoranza rispetto al fair value delle attività e passività acquisite viene rilevata come avviamento; qualora il prezzo risulti inferiore, la differenza viene imputata al conto economico.

Il "metodo dell'acquisizione" viene applicato a partire dalla data dell'acquisizione, ossia dal momento in cui si ottiene effettivamente il controllo della società acquisita. Pertanto, i risultati economici di una controllata acquisita nel corso del periodo di riferimento sono inclusi nel bilancio consolidato a partire dalla data della sua acquisizione. Parimenti, i risultati economici di una controllata ceduta sono inclusi nel bilancio consolidato fino alla data in cui il controllo è cessato.

La differenza tra il corrispettivo di cessione e il valore contabile alla data di dismissione (ivi incluse le differenze di cambio rilevate tempo per tempo nel patrimonio netto in sede di consolidamento) è rilevata nel conto economico.

Ove necessario – e fatti salvi casi del tutto marginali – i bilanci delle società consolidate eventualmente redatti in base a criteri contabili diversi sono resi conformi ai principi del Gruppo.

Consolidamento con il metodo del patrimonio netto

Sono consolidate con il metodo sintetico del patrimonio netto le imprese collegate e le imprese sottoposte a controllo congiunto.

Il metodo del patrimonio netto prevede l'iscrizione iniziale della partecipazione al costo ed il suo successivo adeguamento di valore sulla base della quota di pertinenza del patrimonio netto della partecipata.

Le differenze tra il valore della partecipazione ed il patrimonio netto della partecipata di pertinenza sono incluse nel valore contabile della partecipata.

Nella valorizzazione della quota di pertinenza non vengono considerati eventuali diritti di voto potenziali.

La quota di pertinenza dei risultati d'esercizio della partecipata è rilevata in specifica voce del conto economico consolidato. Se esistono evidenze che il valore di una partecipazione possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione

potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento. Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata nel conto economico.

Per il consolidamento delle società sottoposte a controllo congiunto e delle partecipazioni in società collegate sono stati utilizzati i bilanci (annuali o infrannuali) più recenti approvati dalle società. In alcuni marginali casi le società non applicano i principi IAS/IFRS e pertanto per tali società è stato verificato che l'eventuale applicazione dei principi IAS/IFRS non avrebbe prodotto effetti significativi sul bilancio consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Conversione dei bilanci in moneta diversa dall'euro

I bilanci delle imprese operanti in aree diverse dall'euro sono convertiti in euro applicando alle voci dell'attivo e del passivo patrimoniale i cambi correnti alla data di chiusura dell'esercizio e alle voci di conto economico i cambi medi dell'esercizio.

Le differenze di cambio da conversione dei bilanci di queste imprese, derivanti dall'applicazione di cambi diversi per le attività e passività e per il conto economico, sono imputate alla voce Riserve da valutazione del patrimonio netto. Le differenze cambio sui patrimoni netti delle partecipate vengono anch'esse rilevate nella voce Riserve da valutazione.

Tutte le differenze di cambio vengono riversate nel conto economico nell'esercizio in cui la partecipazione viene dismessa.

SEZIONE 4 - EVENTI SUCCESSIVI ALLA DATA DI RIFERIMENTO DEL BILANCIO

Successivamente alla chiusura dell'esercizio si segnala la cessione a BPER Banca del ramo d'azienda ex UBI Banca – inclusivo di un ramo d'azienda di proprietà di UBISS (società consortile controllata da UBI Banca) essenzialmente focalizzato sui servizi alle filiali oggetto di acquisizione – divenuta efficace il 22 febbraio 2021.

Per ulteriori dettagli sull'operazione e per l'indicazione di altre evoluzioni minori si rimanda a quanto indicato nella Relazione sulla gestione al capitolo "L'esercizio 2020 in sintesi".

SEZIONE 5 - ALTRI ASPETTI

RISCHI, INCERTEZZE E IMPATTI DELL'EPIDEMIA COVID-19

Con la comunicazione del 15 dicembre 2020 avente ad oggetto gli "impatti del COVID-19 e delle misure a sostegno dell'economia ed emendamenti agli IAS/IFRS", la Banca d'Italia ha integrato le disposizioni che disciplinano i bilanci delle banche contenute nella "Circolare n. 262 - Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione" al fine di fornire al mercato informazioni sugli effetti che il COVID-19 e le misure di sostegno all'economia hanno prodotto sulle strategie, gli obiettivi e le politiche di gestione dei rischi, nonché sulla situazione economica e patrimoniale degli intermediari.

Nel definire le integrazioni la Banca d'Italia ha tenuto conto, ove applicabile, dei documenti pubblicati negli ultimi mesi dagli organismi regolamentari e di vigilanza europei e dagli standard setter volti a chiarire le modalità di applicazione degli IAS/IFRS nell'attuale contesto, con particolare riferimento all'IFRS 9, nonché alla prevista informativa per l'emendamento all'IFRS 16 in materia di concessioni sui canoni di locazione connesse con il COVID-19.

Nel corso del 2020, infatti, si sono susseguiti, coerentemente con l'evoluzione del quadro sanitario ed economico, gli interventi normativi, prevalentemente di tipo interpretativo e di supporto all'applicazione dei principi contabili in relazione agli impatti da COVID-19. La tabella seguente riporta i documenti più rilevanti indicandone anche l'ambito di applicazione.

Tematica principale
Ente emittente Data Titolo Classificazione Misurazione Informativa
Finanziaria
EBA 25.3.20 Statement on the application of the prudential framework
regarding Default, Forbearance and IFRS 9 in light of COVID 19
measures
X
ESMA 25.3.20 Public Statement. Accounting implications of the COVID 19
outbreak on the calculation of expected credit losses in
accordance with IFRS 9
X
IFRS Foundation 27.3.20 IFRS 9 and Covid-19 - Accounting for expected credit losses
applying IFRS 9 Financial Instruments in the light of current
uncertainty resulting from the covid-19 pandemic
X
BCE 1.4.20 IFRS 9 in the context of the coronavirus (COVID 19) pandemic X
EBA 2.4.20 Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan
repayments applied in the light of the COVID 19 crisis
X
ESMA 20.5.20 Implications of the COVID-19 outbreak on the half-yearly financial
reports
X
EBA 2.6.20 Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to
measures applied in response to the COVID 19 crisis
X X
ESMA 28.10.20 European common enforcement priorities for 2020 annual
financial reports
X
EBA 2.12.20 Guidelines amending Guidelines EBA/GL/2020/02 on legislative
and non legislative moratoria on loan repayments applied in the
light of the COVID 19 crisis
X
BCE 4.12.20 Identification and measurement of credit risk in the context of the
coronavirus (COVID 19) pandemic
X X

Gli interventi dei regolatori, volti essenzialmente a chiarire il trattamento delle moratorie, indicare i presupposti minimi per una chiara informativa finanziaria in questo contesto, indirizzare uniformemente la definizione degli scenari prospettici e permettere flessibilità nella definizione delle valutazioni creditizie, hanno via via rafforzato ed adattato all'evolversi della situazione il quadro normativo che si era iniziato a delineare già nei primi mesi del 2020 e si è progressivamente precisato nel

corso dell'anno. Si sottolinea comunque che le indicazioni fornite dai regolatori permettono / invitano gli intermediari ad esercitare flessibilità ed il proprio giudizio esperto nel prendere decisioni, avendo comunque ben chiaro che le indicazioni fornite non costituiscono un "rilassamento" delle regole ma piuttosto la concessione di un'ulteriore necessaria discrezionalità nel difficile contesto attuale. Per il Bilancio al 31 dicembre 2020, il Gruppo ha quindi ritenuto di confermare gli approcci adottati a partire dalla relazione semestrale 2020, riportati sinteticamente nei paragrafi successivi e più in dettaglio nella Parte E, con gli opportuni affinamenti e adeguamenti derivanti dal maggior lasso temporale disponibile per la messa in essere degli stessi nonché per tener conto dell'evoluzione del contesto sanitario ed economico di riferimento.

Ciò premesso, è opportuno sottolineare che sin dai primi giorni della drammatica emergenza sanitaria e sociale che ha investito il Paese, Intesa Sanpaolo è stata totalmente impegnata a fronteggiare efficacemente il difficile contesto, assicurando costantemente, pur a fronte di non indifferenti oneri operativi e di ulteriori investimenti, la continuità operativa dei propri processi e servizi. Come più dettagliatamente illustrato nella Relazione sulla gestione, le principali soluzioni adottate con successo per fronteggiare l'emergenza, mitigare il rischio ed assicurare la continuità del servizio hanno riguardato lo smart working, le filiali, la digitalizzazione dei processi e gli interventi sui processi sistemici.

Se l'apparizione del COVID-19 non ha comportato la sospensione delle attività del Gruppo o la scomparsa dei mercati di riferimento in cui opera, cionondimeno esso ha contribuito a creare un clima di estrema incertezza. A tale riguardo, occorre ricordare che la preparazione del bilancio consolidato in conformità agli IFRS richiede - come di consueto - che il management effettui stime e ipotesi che influenzano l'ammontare riportato in bilancio delle attività, delle passività, delle entrate e delle spese rilevate nell'esercizio nonché delle altre componenti di conto economico complessivo. Come indicato con maggiori dettagli nell'apposito paragrafo della presente Nota integrativa (Parte A – A2: Sezione relativa alle principali voci di bilancio - Utilizzo di stime e assunzioni nella predisposizione dell'informativa finanziaria), le stime effettuate dal management si basano sull'esperienza storica e su altri presupposti che si ritiene siano ragionevoli. Le principali aree di incertezza nella stima includono quelle relative alle perdite su crediti, il fair value di strumenti finanziari (inclusi derivati), imposte sul reddito delle società, benefici per i dipendenti, avviamento e attività immateriali, il fair value delle attività e passività identificabili a seguito di aggregazioni aziendali (a questo proposito si ricorda l'acquisizione del Gruppo UBI perfezionata all'inizio di agosto), riduzione di valore di attività non finanziarie, cancellazione di attività e passività finanziarie e accantonamenti per rischi ed oneri. Il COVID-19, quale prima pandemia globale da oltre un secolo, continua a influenzare significativamente i mercati in cui il nostro Gruppo opera. I governi di tutto il mondo hanno imposto da un lato una serie di misure specifiche per contenere l'epidemia, tra cui chiusure aziendali, restrizioni agli spostamenti e quarantene, dall'altro stanno cercando di evitare il rallentamento dell'economia e favorirne una rapida ripresa una volta risolta la crisi sanitaria. Questa situazione ha causato e continua a causare una maggiore volatilità e incertezza nel settore finanziario e nei mercati, che si è riflessa anche nelle aree chiave di determinazione delle stime. La Banca ha utilizzato dunque stime, ipotesi e giudizi che riflettono questa incertezza. Nel quadro di incertezza attuale le valutazioni del Gruppo sono peraltro supportate, come meglio dettagliato di seguito, anche da analisi di sensitività, oggetto di specifiche disclosure, per permettere al lettore del bilancio una quanto più completa e trasparente comprensione dei fenomeni in atto.

Scenario macroeconomico del Gruppo Intesa Sanpaolo per la valutazione dei crediti nel bilancio 2020

A parziale riduzione di questo quadro di incertezza, sono peraltro intervenuti i regolatori (BCE in primis: IFRS 9 in the context of the coronavirus - COVID 19 - pandemic), che hanno invitato le istituzioni creditizie ad ancorare i loro scenari prospettici per la valutazione dei crediti secondo il principio IFRS 9 alle previsioni macroeconomiche prodotte dalla BCE stessa e dalle banche centrali nazionali. Conseguentemente, ai fini della valutazione dei crediti, la Direzione Studi e Ricerche della Capogruppo, in interazione con l'Area Chief Risk Officer, ha prodotto scenari IFRS 9 coerenti con quelli (baseline, mild e severe) pubblicati da BCE e dalla Banca d'Italia il 10 dicembre 2020 e in linea con le indicazioni ribadite dalla stessa Banca Centrale con la lettera del 4 dicembre 2020 "Identification and measurement of credit risk in the context of the coronavirus pandemic". Nella produzione di detti scenari si è utilizzato il modello in uso (multi-country di Oxford Economics) per ricostruire i percorsi delle variabili non fornite dall'Eurosistema. Infatti, le Banche Centrali hanno previsto puntualmente l'andamento delle variabili macro-economiche principali (puntualmente recepite nello scenario) e fornito una narrativa di accompagnamento che è stata utilizzata come base per completare in maniera coerente la proiezione di tutte le variabili utilizzate nei modelli satellite.

In particolare, va notato che soltanto BCE e alcune banche centrali nazionali (per esempio la Bundesbank) hanno fornito anche scenari alternativi (uno meno ottimista e uno più ottimista), ma limitatamente ai percorsi di poche variabili fondamentali (crescita del PIL reale, inflazione, disoccupazione), mentre Banca d'Italia ha fornito una sensitivity del solo PIL a diverse ipotesi di peggioramento. Per questo motivo, la ricostruzione degli scenari alternativi per l'economia italiana è stata effettuata in modo da garantire la massima coerenza con la narrativa degli scenari alternativi dell'eurosistema ed il percorso della crescita reale dell'Eurozona fornito dalla BCE per ciascuno di essi.

Per quanto riguarda le banche estere della Divisione International Subsidiary Banks e Banca Intesa Russia, si è proceduto in analogia a quanto fatto centralmente, tenuto conto della minor sofisticazione di alcune realtà. In particolare le banche che adottano i modelli satellite interni ai fini della stima della PD Point in Time (PIT) Forward Looking hanno introdotto scenari locali coerenti con quello BCE di dicembre 2020 o con gli scenari rilasciati dal Regulator locale.

Per l'illustrazione tabellare degli scenari effettivamente utilizzati nella valutazione sui crediti si rimanda alla specifica sezione della Parte E della presente Nota Integrativa dove sono riportati anche, come di seguito meglio specificato, ulteriori dettagli in tema di sensitività dell'ECL alla variazione degli scenari macroeconomici.

Analisi di sensitività alla luce degli scenari alternativi

Come già fatto negli esercizi precedenti e come anche raccomandato nelle recenti indicazioni ESMA (documento "European common enforcement priorities for 2020 annual financial reports"), il Gruppo fornisce in Nota integrativa analisi di sensitività sulle tematiche indicate di seguito al fine di permettere al lettore del bilancio una migliore comprensione delle scelte valutative del Gruppo in questo particolare contesto. In particolare, si rimanda alle seguenti parti della presente nota integrativa per quanto riguarda:

  • effetti del cambiamento di uno o più dei parametri non osservabili utilizzati nelle tecniche di valutazione impiegate per la determinazione del fair value per le attività e passività finanziarie valutate al fair value di livello 3 (Parte A - A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni);

  • analisi di sensitività per le attività immobiliari valutate al fair value. L'analisi ha riguardato essenzialmente gli immobili della Capogruppo Intesa Sanpaolo e di UBI, che rappresentano il perimetro Core del patrimonio immobiliare del Gruppo (Parte A - A.4.5 Gerarchia del fair value - Sensibilità delle valutazioni immobiliari);
  • sensitivity del Valore d'Uso delle Cash Generating Unit per le quali residuano attività intangibili a vita indefinita (Parte B Attivo: Sezione 10 Attività immateriali);
  • sensitivity alle variazioni dei tassi di interesse delle passività nette a benefici definiti (Parte B Passivo: Sezione 10.5 Fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti);
  • analisi di sensitività dell'ECL IFRS 9 al fine di analizzarne la variabilità relativamente ai singoli scenari alternativi (Parte E - Sezione 2 Politiche e gestione del rischio di credito);
  • sensitivity del margine di interesse nell'ipotesi di variazione dei tassi ed analisi di sensitività del portafoglio bancario al rischio di prezzo per le attività quotate detenute nella categoria HTCS (Parte E - Portafoglio bancario: rischio tasso di interesse e rischio prezzo);
  • analisi di scenario relativa all'evoluzione di prezzi azionari, tassi di interesse, spread creditizi, tassi di cambio e prezzi delle materie prime per l'attività di trading (Parte E - Portafoglio di negoziazione: rischio tasso di interesse e rischio prezzo);
  • sensitivity del fair value del portafoglio di attivi finanziari delle compagnie assicurative rispetto ad un movimento dei tassi di interesse, dei credit spread e dei corsi azionari (Parte E - Rischi assicurativi: Rischi Finanziari).

Valutazione degli avviamenti nello scenario COVID-19

In contesti di mercato complessi come quelli attuali, anche le verifiche di tenuta del valore delle attività intangibili risultano particolarmente delicate. La pandemia da COVID-19 e le relative misure restrittive adottate dai vari Governi nel tentativo di contenere la sua diffusione hanno avuto nel 2020 un impatto significativo sul PIL sia dell'Eurozona che dell'Italia. Di conseguenza, le stime di crescita originariamente previste nel Piano d'Impresa per il 2020 e 2021 si sono rivelate non più sostenibili. Il contesto ancora difficile sotto il profilo della crescita della produzione industriale e le previsioni relative al prolungamento delle misure espansive da parte delle autorità di politica monetaria inducono a ritenere probabile uno scenario di tassi di interesse estremamente contenuto per un periodo di tempo abbastanza esteso.

Tale situazione ha inciso sui test d'impairment che il Principio contabile IAS 36 richiede di effettuare, con cadenza almeno annuale, per verificare il valore recuperabile delle attività intangibili a vita indefinita iscritte nel bilancio, rappresentate per Intesa Sanpaolo dal brand name e dall'avviamento. In linea con le indicazioni dell'ESMA, che considerano gli effetti conseguenti alla pandemia da COVID-19 come un indicatore di impairment e richiede particolare attenzione nelle attività di verifica, in sede di Bilancio al 31 dicembre 2020, nell'effettuare l'annuale valutazione circa la tenuta del valore degli avviamenti, gli effetti conseguenti alla pandemia da COVID-19 sono stati attentamente considerati. Per maggiori dettagli sull'impairment test dell'avviamento e del brand name si rimanda alla Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale.

Classificazione e valutazione crediti nello scenario COVID-19

Come evidente dalla rilevante produzione normativa sul tema, riportata in precedenza, il COVID-19 ha avuto un particolare impatto sulle tematiche della classificazione delle esposizioni creditizie, in particolare per gli aspetti collegati alle moratorie dei pagamenti, nonché per la determinazione dell'Expected Credit Losses (ECL) ai sensi del principio IFRS 9.

In tema di classificazione delle esposizioni creditizie occorre premettere che l'apparizione del COVID-19 ha comportato in primis la necessità, condivisa dal sistema bancario e dalle istituzioni (governi e regulator), di concedere ai clienti già in bonis misure generalizzate di sospensione dei pagamenti (moratorie) con procedure semplificate e senza penalizzazioni per i soggetti coinvolti, banche e clientela. Tali misure, in parte regolate da norme nazionali ed in parte decise autonomamente dalle banche, sono state oggetto di una specifica regolamentazione, riassunta nelle Guidelines EBA ("Guidelines on legislative and non-legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID-19 crisis"). In sintesi, la concessione secondo le suddette Guidelines da parte di banche e intermediari finanziari di moratorie ex lege, o anche private (purché correlate a un'oggettiva esigenza di contesto che va a impattare su più soggetti finanziati e non sul singolo prestito), non costituisce automaticamente un evento di default, con conseguente classificazione del credito come deteriorato e nemmeno una misura di forbearance, con passaggio del credito a Stage 2. L'EBA indica le condizioni per la qualificazione di moratorie generali di pagamento, nonché i termini di concessione e la durata della moratoria e per l'applicabilità della esenzione.

In tema di valutazione dei crediti, il Gruppo ISP ha adottato fin dalla trimestrale al 31 marzo 2020 un approccio prudenziale circa l'adeguamento dei risultati della ECL derivanti dai modelli IFRS 9 in uso, nel contesto dell'incerto ma atteso peggioramento delle condizioni economiche - anche drastico nel breve periodo - pur tenendo conto degli effetti derivanti dalle misure di supporto pubblico rese tempestivamente disponibili dalle autorità nazionali e sostenute dalla politica accomodante della BCE.

Questo approccio è stato progressivamente reso più sofisticato e più coerente attraverso la definizione di management overlay che si sono via via arricchiti a seguito della migliore percezione dell'evoluzione della crisi (in parte declinata nelle stime della ECL dagli aggiornamenti delle previsioni macroeconomiche precedentemente descritte), della definizione di nuovi framework di valutazione delle vulnerabilità attese (es. aggiornamento del framework del CRA, introduzione vulnerabilità microsettoriali), nonché degli esiti delle risposte operative adottate dal Gruppo (es, campagne di re-rating, campagne di rivitalizzazione e ristrutturazione del segmento Imprese, analisi prioritaria portafoglio moratorie, ecc.); tutte iniziative che si sono caratterizzate per tempestività ed intensità e sono state sostenute da adeguati presidi del rischio prospettico nella fase di set up e decisione manageriale.

Per una più approfondita trattazione degli aspetti qui brevemente riassunti, in particolare per tematiche dei management overlay adottati dal Gruppo nel contesto della pandemia COVID, si rimanda dunque alla Parte E – Sezione 2: Politiche di gestione del rischio di credito del presente bilancio.

Impatti economici conseguenti al COVID-19 nel bilancio consolidato 2020

Nel rimandare allo specifico paragrafo contenuto nella Relazione sulla gestione per quanto riguarda l'illustrazione in dettaglio degli "Impatti dell'epidemia sui risultati operativi, sulle attività di business e sul profilo di rischio", si specifica che stante quanto sopra esposto, ai fini del Bilancio 2020 si registrano complessivamente impatti correlati alla crisi COVID-19 relativi alla valutazione dei crediti pari a complessivi 2.164 milioni di maggiori accantonamenti. Gli effetti sono attribuibili al portafoglio performing per 986 milioni e ai deteriorati per 1.178 milioni. Con riferimento ai crediti deteriorati, si specifica che, oltre all'effetto dell'aggiornamento dello scenario, si rilevano anche gli effetti negativi dei maggiori accantonamenti specifici su posizioni deteriorate le cui prospettive di recupero sono state giudicate particolarmente impattate dal peggiorato contesto indotto dalla crisi. Il peggioramento dello scenario macroeconomico e l'incertezza sulle prospettive future hanno, inoltre, da un lato portato ad accelerare le attività di derisking del portafoglio non performing con i conseguenti impatti negativi sul conto economico, dall'altro hanno visto un aggravio della valutazione per il maggior vintage delle residue posizioni non performing. Tra gli impatti indiretti conseguenti al COVID-19 si richiama anche la svalutazione dell'intero avviamento residuo della Divisione Banca dei Territori (981 milioni) effettuata anche per effetto dell'aggiornamento dello scenario macroeconomico a

A completamento dell'informativa, in linea con quanto previsto dalla citata comunicazione del 15 dicembre di Banca d'Italia che integra la Circolare 262, si vedano anche le informazioni quantitative circa i finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19 e le relative rettifiche di valore nette per rischio di credito pubblicate, rispettivamente:

  • in Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale – Attivo, nelle tabelle:

fine 2020, in particolar modo con riferimento alla dinamica attesa dei tassi di interesse.

  • o 3.3a Finanziamenti valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva oggetto di misure di sostegno Covid-19: valore lordo e rettifiche di valore complessive;
  • o 4.4a Finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno Covid-19: valore lordo e rettifiche di valore complessive;
  • in Parte C Informazioni sul conto economico:
    • o 8.1a Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo a finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno Covid-19: composizione;
    • o 8.2a Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo a finanziamenti valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva oggetto di misure di sostegno Covid-19: composizione.

Inoltre, si rimanda alla Parte E del presente Bilancio consolidato per l'informativa qualitativa circa gli impatti della pandemia COVID-19 sulle tematiche della classificazione delle esposizioni creditizie, in particolare per gli aspetti collegati alle moratorie dei pagamenti, nonché sulla valutazione dell'incremento significativo del rischio di credito (SICR) e la misurazione delle perdite attese ai fini della determinazione dell'Expected Credit Losses (ECL) ai sensi del principio IFRS 9.

Infine, per le informazioni quantitative in merito ai trasferimenti tra i diversi stadi di rischio di credito e i finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19 suddivisi per categoria di esposizioni deteriorate, si fa rinvio alle seguenti tabelle di parte E (Sezione 2 "Rischi del consolidato prudenziale") del presente Bilancio consolidato:

  • A.1.3a Finanziamenti oggetto di misure di sostegno Covid-19: trasferimenti tra i diversi stadi di rischio di credito (valori lordi);
  • A.1.5a Finanziamenti oggetto di misure di sostegno Covid-19: valori lordi e netti.

MODIFICHE CONTRATTUALI DERIVANTI DA COVID-19

Vengono di seguito riportate le informative di dettaglio richieste dalle specifiche istruzioni della Circolare 262 della Banca d'Italia sulle modifiche contrattuali derivanti da COVID-19 alla luce delle disposizioni dell'IFRS 9 e dell'IFRS 16.

Modifiche contrattuali e cancellazione contabile (IFRS 9)

Le moratorie concesse dal Gruppo, in linea con le indicazioni EBA, rispettano alcuni requisiti specifici; Più in dettaglio devono: - essere offerte indistintamente ad una platea di soggetti (performing) o a seguito e secondo disposizioni di legge;

  • non prevedere rinunce ad interessi contrattuali o capitali, ma solo un mero differimento/allungamento dei pagamenti.

Poiché le moratorie concesse prevedono solo un mero differimento / allungamento del periodo in cui i pagamenti sono dovuti, l'applicazione di una moratoria non comporta, quindi, la derecognition del credito.

Emendamento del principio contabile IFRS 16

Benchè la fattispecie non risulti rilevante per il Gruppo, si specifica che con riferimento ai contratti di leasing (lato locatario), avendo valutato la natura dei contratti in essere ed il ruolo attivo svolto dalla Banca nel supporto all'economia, Intesa Sanpaolo ha stabilito di non applicare il "practical expedient" introdotto a valere sul principio IFRS 16 – Leasing in tema di sconti e dilazioni dei pagamenti sui contratti di leasing passivi in essere.

ALTRI ASPETTI

Opzione per il consolidato fiscale nazionale

Intesa Sanpaolo e le società italiane del Gruppo hanno adottato il c.d. "consolidato fiscale nazionale", disciplinato dagli artt. 117-129 del TUIR, introdotto nella legislazione fiscale dal D.Lgs. n. 344/2003. Esso consiste in un regime opzionale, in virtù del quale il reddito complessivo netto o la perdita fiscale di ciascuna società controllata partecipante al consolidato fiscale – unitamente alle ritenute subite, alle detrazioni e ai crediti di imposta – sono trasferiti alla società controllante, in capo alla quale è determinato un unico reddito imponibile o un'unica perdita fiscale riportabile (risultanti dalla somma algebrica dei redditi/perdite propri e delle società controllate partecipanti) e, conseguentemente, un unico debito/credito di imposta. In virtù di questa opzione, le imprese del Gruppo che hanno aderito al "consolidato fiscale nazionale" determinano l'onere fiscale di propria pertinenza ed il corrispondente reddito imponibile viene trasferito alla Capogruppo. Tenuto conto che anche presso il Gruppo UBI Banca era attivo il regime del consolidato fiscale nazionale, a seguito dell'esito positivo dell'OPAS promossa da Intesa Sanpaolo si è determinata, nel corso del 2020, la contestuale presenza di due distinti consolidati fiscali nell'ambito

dell'unico Gruppo Intesa Sanpaolo. Tale situazione è destinata a risolversi nel corso del 2021 quando, per effetto della incorporazione della consolidante UBI Banca in Intesa Sanpaolo, si determinerà l'interruzione del consolidato fiscale coordinato dall'incorporata e l'ingresso delle società dell'ex Gruppo UBI nel consolidato fiscale presieduto dall'incorporante con decorrenza dal 1° gennaio 2021.

Costituzione del Gruppo IVA

Intesa Sanpaolo e la totalità delle società italiane del Gruppo che hanno i requisiti per parteciparvi hanno optato per la costituzione del Gruppo IVA, disciplinato dagli articoli da 70-bis a 70-duodecies del DPR n. 633/1972.

L'opzione è efficace dal 1° gennaio 2019 e ha durata triennale, con rinnovo automatico di anno in anno, salvo revoca.

Per effetto dell'opzione, sia le prestazioni di servizi sia le cessioni di beni tra soggetti partecipanti non sono rilevanti, tranne poche eccezioni, ai fini del tributo. Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate da un soggetto partecipante ad un soggetto esterno, si considerano effettuate dal gruppo; le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate da un soggetto esterno ad un soggetto partecipante, si considerano effettuate al gruppo. Tenuto conto che analoga opzione era stata esercitata anche nell'ambito dell'ex Gruppo UBI, a seguito dell'esito positivo dell'OPAS promossa da Intesa Sanpaolo si è determinata, nel corso del 2020, la contestuale presenza di due separati Gruppi IVA nell'ambito dell'unico Gruppo Intesa Sanpaolo; tale situazione è destinata a risolversi al più tardi entro la fine dell'esercizio 2021, anche per effetto della prevista incorporazione di UBI Banca in Intesa Sanpaolo e delle ulteriori operazioni di razionalizzazione che avranno luogo nel corso del 2021.

Regime di "adempimento collaborativo"

Intesa Sanpaolo ha chiesto ed ottenuto dall'Agenzia delle Entrate di essere ammessa al regime di "adempimento collaborativo" previsto dal D.Lgs. n. 128/2015. L'adesione ha effetto dal periodo d'imposta 2017.

Tale regime ha la finalità di promuovere l'adozione di forme di comunicazione e di cooperazione rafforzate basate sul reciproco affidamento tra Amministrazione finanziaria e contribuente, nonché di favorire nel comune interesse la prevenzione e la risoluzione delle controversie in materia fiscale.

Il regime prevede, a fronte del dovere di Intesa Sanpaolo di mantenere un adeguato sistema di rilevazione, misurazione e gestione del rischio fiscale nonché di agire in maniera collaborativa e trasparente, il dovere dell'Agenzia delle Entrate di promuovere una relazione improntata a principi di trasparenza, collaborazione e correttezza. E' in atto l'adesione progressiva a detto regime anche da parte delle principali controllate italiane.

Oltre ad Intesa Sanpaolo, hanno richiesto di essere ammesse e sono state ammesse al regime anche Fideuram (con effetto dal 2018) nonchè Intesa Sanpaolo Vita, Intesa Sanpaolo Assicura, Fideuram Vita, Eurizon SGR ed Epsilon SGR (con effetto dal 2019).

Intesa Sanpaolo Private Banking, Fideuram Investimenti SGR (dal 1° gennaio 2021 Fideuram Asset Management SGR), Sanpaolo Invest SIM e S.I.RE.F hanno chiesto di essere ammesse ed è presumibile che saranno incluse nel regime entro il 2021 con effetto dal 2020.

Revisione contabile

Il bilancio consolidato è sottoposto a revisione contabile da parte della società KPMG S.p.A., in esecuzione della Delibera dell'Assemblea del 10 maggio 2011, che ha attribuito a questa società l'incarico per gli esercizi dal 2012 al 2020 compreso.

Altri aspetti

Nell'articolo 35 del Decreto Legge n. 34/2019 ('decreto crescita'), convertito dalla Legge n. 58/2019, è stata introdotta una riformulazione della disciplina di trasparenza delle erogazioni pubbliche contenuta nell'articolo 1, commi 125-129 della legge n. 124/2017. La riformulazione ha indicato come oggetto degli obblighi di trasparenza le informazioni relative a sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, "non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria", effettivamente erogati dalle pubbliche amministrazioni nonché dai soggetti di cui all'articolo 2-bis del decreto legislativo n. 33/2013.

Alla luce di tale riformulazione, ulteriori chiarimenti interpretativi intervenuti con la circolare Assonime n. 32 del 23 dicembre 2019 hanno confermato che oggetto dell'obbligo di trasparenza sono le attribuzioni di vantaggi economici derivanti da un rapporto bilaterale tra un soggetto pubblico e uno specifico beneficiario. Sono espressamente escluse le somme percepite dall'impresa a titolo di corrispettivo per una prestazione svolta o a titolo di retribuzione per un incarico ricevuto oppure dovute a fine risarcitori. Sono altresì esclusi i vantaggi economici ricevuti in applicazione di un regime generale, quali ad esempio agevolazioni fiscali o contributi accessibili a tutti i soggetti che soddisfano determinate condizioni.

In considerazione di quanto sopra, nell'esercizio 2020 non risultano per le Società italiane del Gruppo fattispecie da segnalare.

Per completezza informativa, si rinvia anche al Registro Nazionale degli Aiuti di Stato, pubblicamente consultabile sul relativo sito internet, nel quale sono pubblicate le misure di Aiuto e i relativi Aiuti individuali concessi e registrati nel sistema dai Soggetti gestori, ancorché per le società italiane del Gruppo le fattispecie ivi indicate per l'anno 2020 non rappresentino, alla luce di quanto sopra, oggetto degli obblighi di trasparenza in bilancio di cui ai commi 125 e 125-bis.

A. 2 – PARTE RELATIVA ALLE PRINCIPALI VOCI DI BILANCIO

Al fine di garantire l'omogeneità dei criteri di redazione del Bilancio, il Gruppo Intesa Sanpaolo si è dotato di un corpo normativo interno di regole e policy relativo ai vari ambiti operativi ed organizzativi.

Il documento metodologico di riferimento per l'applicazione dei principi contabili è rappresentato dalle Regole Contabili di Gruppo, nelle quali vengono descritti i modelli applicativi adottati dal Gruppo, nel contesto di quanto statuito dai principi contabili di riferimento e dalle legislazioni applicabili alle diverse Società/Entità controllate, esplicitando le scelte operate nei casi in cui la normativa preveda dei regimi contabili alternativi od opzionali.

Con riferimento ai processi valutativi, il Gruppo ha formalizzato nel documento "Linee Guida per la valutazione delle Poste Patrimoniali di Bilancio" i principi e il quadro normativo di riferimento per la valutazione delle poste patrimoniali, i ruoli e le responsabilità degli Organi Societari, del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari e delle funzioni aziendali della Capogruppo che intervengono nel processo di valutazione; i presupposti su cui si basano i processi di valutazione e il sistema dei controlli posti in essere per garantire una corretta valutazione; i macro-processi di valutazione basati sui principi contabili declinati nelle diverse categorie di poste patrimoniali valutate (attive e passive); le regole di indirizzo e coordinamento delle Società del Gruppo in materia di valutazione delle poste patrimoniali.

Tra le linee guida e le policy si segnalano inoltre, le Regole in materia di Business Model, le Regole in materia di valutazione dell'expected credit loss secondo il principio IFRS 9 ('"Impairment Policy") e la "Fair Value Policy" alle quali si aggiungono documenti più specifici nell'ambito dei crediti deteriorati, degli equity investment e della gestione degli strumenti finanziari di copertura.

Con riferimento infine alle tematiche di vigilanza prudenziale il Gruppo ha redatto uno specifico documento denominato Regole di vigilanza prudenziale armonizzata.

In linea generale tali documenti vengono approvati da parte degli Organi Societari competenti. L'aggiornamento avviene a cura delle strutture manageriali per esigenze originate sia da fattori esogeni (ad esempio, cambiamento della normativa) che endogeni al Gruppo (ad esempio, nuova operatività e prodotti) e, in funzione della rilevanza e pervasività delle modifiche apportate, sono soggette ad uno specifico iter approvativo.

Si premette che i criteri adottati dalle Imprese di assicurazione controllate sono oggetto di specifica disamina in un apposito capitolo in calce alla presente sezione. Alla luce, infatti, della scelta effettuata dal Gruppo Intesa Sanpaolo, in qualità di conglomerato finanziario a prevalenza bancaria, di adottare il c.d. "Deferral Approach", le attività e le passività finanziarie delle Compagnie assicurative controllate continuano ad essere rilevate in bilancio ai sensi di quanto prescritto dallo IAS 39 in attesa dell'entrata in vigore del nuovo principio contabile internazionale sui contratti assicurativi prevista per il 202328 .

1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (FVTPL)

Criteri di classificazione

Sono classificate in questa categoria le attività finanziarie diverse da quelle classificate tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e tra le Attività finanziare valutate al costo ammortizzato. La voce, in particolare, include:

  • le attività finanziarie detenute per la negoziazione, essenzialmente rappresentate da titoli di debito e di capitale e dal valore positivo dei contratti derivati detenuti con finalità di negoziazione;
  • le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, rappresentate dalle attività finanziarie che non soddisfano i requisiti per la valutazione al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva. Si tratta di attività finanziarie i cui termini contrattuali non prevedono esclusivamente rimborsi del capitale e pagamenti dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (cd. "SPPI test" non superato) oppure che non sono detenute nel quadro di un modello di business il cui obiettivo è il possesso di attività finalizzato alla raccolta dei flussi finanziari contrattuali (Business model "Hold to Collect") o il cui obiettivo è conseguito sia mediante la raccolta dei flussi finanziari contrattuali che mediante la vendita di attività finanziarie (Business model "Hold to Collect and Sell");
  • le attività finanziarie designate al fair value, ossia le attività finanziarie così definite al momento della rilevazione iniziale e ove ne sussistano i presupposti. In relazione a tale fattispecie, un'entità può designare irrevocabilmente all'iscrizione un'attività finanziaria come valutata al fair value con impatto a conto economico se, e solo se, così facendo elimina o riduce significativamente un'incoerenza valutativa.

Trovano quindi evidenza in questa voce:

  • i titoli di debito e i finanziamenti che sono inclusi in un business model Other/Trading (non riconducibili quindi ai business model "Hold to Collect" o "Hold to Collect and Sell") o che non superano il test SPPI, incluse le quote dei prestiti sindacati sottoscritti o altre tipologie di finanziamenti che, sin dall'origine, vengono destinate alla cessione e che non sono riconducibili ad un Business model Hold to Collect and Sell.
  • gli strumenti di capitale non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto detenuti per finalità di negoziazione o per cui non si sia optato, in sede di rilevazione iniziale, per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva;

28 In data 25 giugno 2020 lo IASB ha pubblicato la versione finale degli "Amendments to IFRS 17 Insurance Contracts" nella quale viene confermato il differimento della data di prima applicazione obbligatoria dello Standard al 1° gennaio 2023 (in luogo del 1° gennaio 2022 precedentemente proposto nell'ED 2019/4) e la contestuale possibilità di proroga del "Deferral approach" nell'applicazione dell'IFRS 9 alla stessa data. Tale aspetto è stato recepito dalla Commissione Europea con la pubblicazione del Regolamento n. 2097/2020 "Proroga dell'esenzione temporanea dell'applicazione dell'IFRS 9 (modifiche all'IFRS 4)" del 15 dicembre 2020.

- le quote di OICR.

La voce accoglie inoltre i contratti derivati, contabilizzati tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione, che sono rappresentati come attività se il fair value è positivo e come passività se il fair value è negativo. E' possibile compensare i valori correnti positivi e negativi derivanti da operazioni in essere con la medesima controparte - anche tra i contratti derivati allocati nel portafoglio di negoziazione e i contratti derivati di copertura, come previsto dalla Circolare 262 - soltanto qualora si abbia correntemente il diritto legale di compensare gli importi rilevati contabilmente e si intenda procedere al regolamento su base netta delle posizioni oggetto di compensazione.

Fra i derivati sono inclusi anche quelli incorporati in contratti finanziari complessi - in cui il contratto primario è una passività finanziaria - che sono stati oggetto di rilevazione separata in quanto:

  • le loro caratteristiche economiche ed i rischi non sono strettamente correlati alle caratteristiche del contratto sottostante;
  • gli strumenti incorporati, anche se separati, soddisfano la definizione di derivato;
  • gli strumenti ibridi cui appartengono non sono valutati al fair value con le relative variazioni rilevate a Conto Economico.

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica), non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie. In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto a conto economico in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. In questo caso, il tasso di interesse effettivo dell'attività finanziaria riclassificata è determinato in base al suo fair value alla data di riclassificazione e tale data viene considerata come data di rilevazione iniziale per l'allocazione nei diversi stadi di rischio creditizio (stage assignment) ai fini dell'impairment.

Per maggiori informazioni sui criteri di classificazione degli strumenti finanziari si rinvia al successivo paragrafo "I criteri di classificazione delle attività finanziarie".

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di debito e per i titoli di capitale, alla data di erogazione per i finanziamenti ed alla data di sottoscrizione per i contratti derivati.

All'atto della rilevazione iniziale le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico vengono rilevate al fair value, senza considerare i costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono valorizzate al fair value. Gli effetti dell'applicazione di tale criterio di valutazione sono imputati nel Conto Economico.

Per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari quotati in un mercato attivo, vengono utilizzate quotazioni di mercato. In assenza di un mercato attivo, vengono utilizzati metodi di stima e modelli valutativi comunemente adottati, che tengono conto di tutti i fattori di rischio correlati agli strumenti e che sono basati su dati rilevabili sul mercato quali: valutazione di strumenti quotati che presentano analoghe caratteristiche, calcoli di flussi di cassa scontati, modelli di determinazione del prezzo di opzioni, valori rilevati in recenti transazioni comparabili, ecc. Per i titoli di capitale e per gli strumenti derivati che hanno per oggetto titoli di capitale, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un'ampia gamma di possibili valutazioni del fair value, nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa.

Per maggiori informazioni sui criteri di determinazione del fair value, si rinvia alla Sezione "A.4 Informativa sul Fair Value".

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI)

Criteri di classificazione

Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:

  • l'attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito sia mediante l'incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente che mediante la vendita (Business model "Hold to Collect and Sell"), e

  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (cd. "SPPI test" superato).

Sono inoltre inclusi nella voce gli strumenti di capitale, non detenuti per finalità di negoziazione, per i quali, al momento della rilevazione iniziale, è stata esercitata l'opzione per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

In particolare, vengono inclusi in questa voce:

  • i titoli di debito che sono riconducibili ad un business model Hold to Collect and Sell e che hanno superato il test SPPI;
  • le interessenze azionarie, non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto, che non sono detenute con finalità di negoziazione, per cui si è esercitata l'opzione per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva;
  • i finanziamenti che sono riconducibili ad un business model Hold to Collect and Sell e che hanno superato il test SPPI, incluse le quote dei prestiti sindacati sottoscritti o altre tipologie di finanziamenti che, sin dall'origine, vengono destinate alla cessione e che sono riconducibili ad un Business model Hold to Collect and Sell.

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica), non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie.

In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto sulla redditività complessiva in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Nel caso di riclassifica dalla categoria in oggetto a quella del costo ammortizzato, l'utile (perdita) cumulato rilevato nella riserva da valutazione è portato a rettifica del fair value dell'attività finanziaria alla data della riclassificazione. Nel caso invece di riclassifica nella categoria del fair value con impatto a conto economico, l'utile (perdita) cumulato rilevato precedentemente nella riserva da valutazione è riclassificato dal patrimonio netto all'utile (perdita) d'esercizio.

Per maggiori informazioni sui criteri di classificazione degli strumenti finanziari si rinvia al successivo paragrafo "I criteri di classificazione delle attività finanziarie".

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di debito e per i titoli di capitale ed alla data di erogazione per i finanziamenti. All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le Attività classificate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, diverse dai titoli di capitale, sono valutate al fair value, con la rilevazione a Conto Economico degli impatti derivanti dall'applicazione del costo ammortizzato, degli effetti dell'impairment e dell'eventuale effetto cambio, mentre gli altri utili o perdite derivanti da una variazione di fair value vengono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto finché l'attività finanziaria non viene cancellata. Al momento della dismissione, totale o parziale, l'utile o la perdita cumulati nella riserva da valutazione vengono riversati, in tutto o in parte, a Conto Economico.

Gli strumenti di capitale per cui è stata effettuata la scelta per la classificazione nella presente categoria sono valutati al fair value e gli importi rilevati in contropartita del patrimonio netto (Prospetto della redditività complessiva) non devono essere successivamente trasferiti a conto economico, neanche in caso di cessione. La sola componente riferibile ai titoli di capitale in questione che è oggetto di rilevazione a conto economico è rappresentata dai relativi dividendi.

Il fair value viene determinato sulla base dei criteri già illustrati per le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.

Per i titoli di capitale inclusi in questa categoria, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un'ampia gamma di possibili valutazioni del fair value, nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa.

Per maggiori informazioni sui criteri di determinazione del fair value, si rinvia alla Sezione "A.4 Informativa sul Fair Value".

Le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - sia sotto forma di titoli di debito che di crediti – sono soggette alla verifica dell'incremento significativo del rischio creditizio (impairment) prevista dall'IFRS 9, al pari delle Attività al costo ammortizzato, con conseguente rilevazione a conto economico di una rettifica di valore a copertura delle perdite attese. Più in particolare, sugli strumenti classificati in stage 1 (ossia sulle attività finanziarie al momento dell'origination, ove non deteriorate, e sugli strumenti per cui non si è verificato un significativo incremento del rischio creditizio rispetto alla data di rilevazione iniziale) viene contabilizzata, alla data di rilevazione iniziale e ad ogni data di reporting successiva, una perdita attesa ad un anno. Invece, per gli strumenti classificati in stage 2 (bonis per i quali si è verificato un incremento significativo del rischio creditizio rispetto alla data di rilevazione iniziale) e in stage 3 (esposizioni deteriorate) viene contabilizzata una perdita attesa per l'intera vita residua dello strumento finanziario.

Viceversa non sono assoggettati al processo di impairment i titoli di capitale.

Si rinvia al successivo paragrafo "Perdite di valore delle attività finanziarie" per approfondimenti.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al

coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Criteri di classificazione

Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie (in particolare finanziamenti e titoli di debito) che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:

  • l'attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito mediante l'incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente (Business model "Hold to Collect"), e
  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (cd. "SPPI test" superato).

Più in particolare, formano oggetto di rilevazione in questa voce:

  • gli impieghi con banche nelle diverse forme tecniche che presentano i requisiti di cui sopra;
  • gli impieghi con clientela nelle diverse forme tecniche che presentano i requisiti di cui sopra;
  • i titoli di debito che presentano i requisiti di cui sopra.

Sono inoltre inclusi in tale categoria i crediti di funzionamento connessi con la prestazione di attività e di servizi finanziari come definiti dal T.U.B. e dal T.U.F. (ad esempio per distribuzione di prodotti finanziari ed attività di servicing).

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie, non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie. In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al costo ammortizzato in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Gli utili o le perdite risultanti dalla differenza tra il costo ammortizzato dell'attività finanziaria e il relativo fair value sono rilevati a conto economico nel caso di riclassifica tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico e a Patrimonio netto, nell'apposita riserva di valutazione, nel caso di riclassifica tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Per maggiori informazioni sui criteri di classificazione degli strumenti finanziari si rinvia al successivo paragrafo "I criteri di classificazione delle attività finanziarie".

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale dell'attività finanziaria avviene alla data di regolamento per i titoli di debito ed alla data di erogazione nel caso di crediti. All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

In particolare, per quel che attiene ai crediti, la data di erogazione normalmente coincide con la data di sottoscrizione del contratto. Qualora tale coincidenza non si manifesti, in sede di sottoscrizione del contratto si provvede ad iscrivere un impegno ad erogare fondi che si chiude alla data di erogazione del finanziamento. L'iscrizione del credito avviene sulla base del fair value dello stesso, pari all'ammontare erogato, o prezzo di sottoscrizione, comprensivo dei costi/proventi direttamente riconducibili al singolo credito e determinabili sin dall'origine dell'operazione, ancorché liquidati in un momento successivo. Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.

Le operazioni di pronti contro termine con obbligo di riacquisto o di rivendita a termine sono iscritte in Bilancio come operazioni di raccolta o impiego. In particolare, le operazioni di vendita a pronti e di riacquisto a termine sono rilevate in Bilancio come debiti per l'importo percepito a pronti, mentre le operazioni di acquisto a pronti e di rivendita a termine sono rilevate come crediti per l'importo corrisposto a pronti.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie in esame sono valutate al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo. In questi termini, l'attività è riconosciuta in Bilancio per un ammontare pari al valore di prima iscrizione diminuito dei rimborsi di capitale, più o meno l'ammortamento cumulato (calcolato con il metodo del tasso di interesse effettivo) della differenza tra tale importo iniziale e l'importo alla scadenza (riconducibile tipicamente ai costi/proventi imputati direttamente alla singola attività) e rettificato dell'eventuale fondo a copertura delle perdite. Il tasso di interesse effettivo è individuato calcolando il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri dell'attività, per capitale ed interesse, all'ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti all'attività finanziaria medesima. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi direttamente attribuibili ad un'attività finanziaria lungo la sua vita residua attesa.

Il metodo del costo ammortizzato non viene utilizzato per le attività – valorizzate al costo storico – la cui breve durata fa ritenere trascurabile l'effetto dell'applicazione della logica dell'attualizzazione, per quelle senza una scadenza definita e per i crediti a revoca.

I criteri di valutazione, come meglio indicato nel paragrafo "Perdite di valore delle attività finanziarie", sono strettamente connessi all'inclusione degli strumenti in esame in uno dei tre stages (stadi di rischio creditizio) previsti dall'IFRS 9, l'ultimo dei

quali (stage 3) comprende le attività finanziarie deteriorate e i restanti (stage 1 e 2) le attività finanziarie in bonis.

Con riferimento alla rappresentazione contabile dei suddetti effetti valutativi, le rettifiche di valore riferite a questa tipologia di attività sono rilevate nel Conto Economico:

  • all'atto dell'iscrizione iniziale, per un ammontare pari alla perdita attesa a dodici mesi;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove il rischio creditizio non sia risultato significativamente incrementato rispetto all'iscrizione iniziale, in relazione alle variazioni dell'ammontare delle rettifiche di valore per perdite attese nei dodici mesi successivi;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove il rischio creditizio sia risultato significativamente incrementato rispetto all'iscrizione iniziale, in relazione alla rilevazione di rettifiche di valore per perdite attese riferibili all'intera vita residua prevista contrattualmente per l'attività;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove dopo che si è verificato un incremento significativo del rischio di credito rispetto all'iscrizione iniziale – la "significatività" di tale incremento sia poi venuta meno, in relazione all'adeguamento delle rettifiche di valore cumulate per tener conto del passaggio da una perdita attesa lungo l'intera vita residua dello strumento ("lifetime") ad una a dodici mesi.

Le attività finanziarie in esame, ove risultino in bonis, sono sottoposte ad una valutazione, volta a definire le rettifiche di valore da rilevare in bilancio, a livello di singolo rapporto creditizio (o "tranche" di titolo), in funzione dei parametri di rischio rappresentati da probability of default (PD), loss given default (LGD) ed exposure at default (EAD), derivati dai modelli AIRB e opportunamente corretti per tener conto delle previsioni del principio contabile IFRS 9.

Se, oltre ad un incremento significativo del rischio di credito, si riscontrano anche oggettive evidenze di una perdita di valore, l'importo della perdita viene misurato come differenza tra il valore contabile dell'attività – classificata come "deteriorata", al pari di tutti gli altri rapporti intercorrenti con la medesima controparte – e il valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati, scontati al tasso di interesse effettivo originario. L'importo della perdita, da rilevare a Conto Economico, è definito sulla base di un processo di valutazione analitica o determinato per categorie omogenee e, quindi, attribuito analiticamente ad ogni posizione e tiene conto, come dettagliato nel paragrafo "Perdite di valore delle attività finanziarie", di informazioni forward looking e dei possibili scenari alternativi di recupero.

Rientrano nell'ambito delle attività deteriorate gli strumenti finanziari ai quali è stato attribuito lo status di sofferenza, inadempienza probabile o di scaduto/sconfinante da oltre novanta giorni secondo le regole di Banca d'Italia, coerenti con la normativa IAS/IFRS e di Vigilanza europea.

I flussi di cassa previsti tengono conto dei tempi di recupero attesi e del presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie.

Il tasso effettivo originario di ciascuna attività rimane invariato nel tempo ancorché sia intervenuta una ristrutturazione del rapporto che abbia comportato la variazione del tasso contrattuale ed anche qualora il rapporto divenga, nella pratica, infruttifero di interessi contrattuali.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a Conto Economico. La ripresa di valore non può eccedere il costo ammortizzato che lo strumento finanziario avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.

I ripristini di valore connessi con il trascorrere del tempo sono appostati nel margine di interesse.

In alcuni casi, durante la vita delle attività finanziarie in esame e, in particolare, dei crediti, le condizioni contrattuali originarie sono oggetto di successiva modifica per volontà delle parti del contratto. Quando, nel corso della vita di uno strumento, le clausole contrattuali sono oggetto di modifica occorre verificare se l'attività originaria deve continuare ad essere rilevata in bilancio o se, al contrario, lo strumento originario deve essere oggetto di cancellazione dal bilancio (derecognition) e debba essere rilevato un nuovo strumento finanziario.

In generale, le modifiche di un'attività finanziaria conducono alla cancellazione della stessa ed all'iscrizione di una nuova attività quando sono "sostanziali". La valutazione circa la "sostanzialità" della modifica deve essere effettuata considerando sia elementi qualitativi sia elementi quantitativi. In alcuni casi, infatti, potrà risultare chiaro, senza il ricorso a complesse analisi, che i cambiamenti introdotti modificano sostanzialmente le caratteristiche e/o i flussi contrattuali di una determinata attività mentre, in altri casi, dovranno essere svolte ulteriori analisi (anche di tipo quantitativo) per apprezzare gli effetti delle stesse e verificare la necessità di procedere o meno alla cancellazione dell'attività ed alla iscrizione di un nuovo strumento finanziario.

Le analisi (quali-quantitative) volte a definire la "sostanzialità" delle modifiche contrattuali apportate ad un'attività finanziaria dovranno pertanto considerare:

  • le finalità per cui le modifiche sono state effettuate: ad esempio, rinegoziazioni per motivi commerciali e concessioni per difficoltà finanziarie della controparte:
    • o le prime, volte a "trattenere" il cliente, vedono coinvolto un debitore che non versa in una situazione di difficoltà finanziaria. In questa casistica sono incluse tutte le operazioni di rinegoziazione che sono volte ad adeguare l'onerosità del debito alle condizioni di mercato. Tali operazioni comportano una variazione delle condizioni originarie del contratto, solitamente richieste dal debitore, che attiene ad aspetti connessi alla onerosità del debito, con un conseguente beneficio economico per il debitore stesso. In linea generale si ritiene che, ogniqualvolta la banca effettui una rinegoziazione al fine di evitare di perdere il proprio cliente, tale rinegoziazione debba essere considerata come sostanziale in quanto, ove non fosse effettuata, il cliente potrebbe finanziarsi presso un altro intermediario e la banca subirebbe un decremento dei ricavi futuri previsti;
    • o le seconde, effettuate per "ragioni di rischio creditizio" (misure di forbearance), sono riconducibili al tentativo della banca di massimizzare il recupero dei flussi di cassa del credito originario. I rischi e i benefici sottostanti, successivamente alle modifiche, di norma, non sono sostanzialmente trasferiti e, conseguentemente, la rappresentazione contabile che offre informazioni più rilevanti per il lettore del bilancio (salvo quanto si dirà in seguito in tema di elementi oggettivi), è quella effettuata tramite il "modification accounting" - che implica la rilevazione a conto economico della differenza tra valore contabile e valore attuale dei flussi di cassa modificati scontati al tasso di interesse originario - e non tramite la derecognition;
  • la presenza di specifici elementi oggettivi ("trigger") che incidono sulle caratteristiche e/o sui flussi contrattuali dello strumento finanziario (quali, a solo titolo di esempio, il cambiamento di divisa o la modifica della tipologia di rischio a cui

si è esposti, ove la si correli a parametri di equity e commodity), che si ritiene comportino la derecognition in considerazione del loro impatto (atteso come significativo) sui flussi contrattuali originari.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

4. Operazioni di copertura

Il Gruppo Intesa Sanpaolo si avvale della possibilità, prevista in sede di introduzione dell'IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS 39 in tema di "hedge accounting" (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) per ogni tipologia di copertura (sia per le coperture specifiche che per le macro coperture).

Criteri di classificazione: tipologia di coperture

Le operazioni di copertura dei rischi sono finalizzate a neutralizzare potenziali perdite, attribuibili ad un determinato rischio, e rilevabili su un determinato elemento o gruppo di elementi, nel caso in cui quel particolare rischio dovesse effettivamente manifestarsi.

Le tipologie di coperture utilizzate sono le seguenti:

  • copertura di fair value: ha l'obiettivo di coprire l'esposizione alla variazione del fair value (attribuibile alle diverse tipologie di rischio) di attività e passività iscritte in bilancio o porzioni di esse, di gruppi di attività/passività, di impegni irrevocabili e di portafogli di attività e passività finanziarie, inclusi i core deposits, come consentito dallo IAS 39 omologato dalla Commissione Europea. Le coperture generiche di fair value ("macro hedge") hanno l'obiettivo di ridurre le oscillazioni di fair value, imputabili al rischio di tasso di interesse, di un importo monetario, riveniente da un portafoglio di attività o di passività finanziarie. Non possono essere oggetto di copertura generica importi netti derivanti dallo sbilancio di attività e passività;
  • copertura di flussi finanziari: ha l'obiettivo di coprire l'esposizione a variazioni dei flussi di cassa futuri attribuibili a particolari rischi associati a poste del bilancio. Tale tipologia di copertura è utilizzata essenzialmente per stabilizzare il flusso di interessi della raccolta a tasso variabile nella misura in cui quest'ultima finanzia impieghi a tasso fisso. In talune circostanze, analoghe operazioni sono poste in essere relativamente ad alcune tipologie di impieghi a tasso variabile;
  • copertura di un investimento in valuta: attiene alla copertura dei rischi di un investimento in un'impresa estera espresso in valuta.

Solo gli strumenti che coinvolgono una controparte esterna al Gruppo possono essere designati come strumenti di copertura. Data la scelta esercitata dal Gruppo di avvalersi della possibilità di continuare ad applicare integralmente le regole dello IAS 39 per le relazioni di copertura, non è possibile designare i titoli di capitale classificati tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI) come oggetti coperti per il rischio di prezzo o di cambio, dato che tali strumenti non impattano il conto economico, nemmeno in caso di vendita (se non per i dividendi che sono rilevati a conto economico).

Criteri di iscrizione

Gli strumenti derivati di copertura, al pari di tutti i derivati, sono inizialmente iscritti e successivamente misurati al fair value.

Una relazione si qualifica come di copertura, e trova coerente rappresentazione contabile, se e soltanto se tutte le seguenti condizioni sono soddisfatte:

  • all'inizio della copertura vi è una designazione e documentazione formale della relazione di copertura, degli obiettivi della società nella gestione del rischio e della strategia nell'effettuare la copertura. Tale documentazione include l'identificazione dello strumento di copertura, l'elemento o l'operazione coperta, la natura del rischio coperto e come l'impresa valuta l'efficacia dello strumento di copertura nel compensare l'esposizione alle variazioni di fair value dell'elemento coperto o dei flussi finanziari attribuibili al rischio coperto;
  • la copertura è attesa altamente efficace;
  • la programmata operazione oggetto di copertura, per le coperture di flussi finanziari, è altamente probabile e presenta un'esposizione alle variazioni di flussi finanziari che potrebbe incidere sul Conto economico;
  • l'efficacia della copertura può essere attendibilmente valutata;
  • la copertura è valutata sulla base di un criterio di continuità ed è considerata altamente efficace per tutti gli esercizi di riferimento per cui la copertura era designata.

Criteri di valutazione

I derivati di copertura sono valutati al fair value. In particolare:

  • nel caso di copertura di fair value, si compensa la variazione del fair value dell'elemento coperto con la variazione del fair value dello strumento di copertura. Tale compensazione è riconosciuta attraverso la rilevazione a Conto Economico delle

variazioni di valore, riferite sia all'elemento coperto (per quanto riguarda le variazioni prodotte dal fattore di rischio sottostante), sia allo strumento di copertura. L'eventuale differenza, che rappresenta la parziale inefficacia della copertura, ne costituisce di conseguenza l'effetto economico netto. Nel caso di operazioni di copertura generica di fair value ("macro hedge") le variazioni di fair value con riferimento al rischio coperto delle attività e delle passività oggetto di copertura sono imputate nello stato patrimoniale, rispettivamente, nella voce 60. "Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica" oppure 50. "Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica";

  • nel caso di copertura di flussi finanziari, le variazioni di fair value del derivato sono imputate a patrimonio netto, per la quota efficace della copertura, e sono rilevate a Conto Economico solo quando, con riferimento alla posta coperta, si manifesta la variazione dei flussi di cassa da compensare o se la copertura risulta inefficace;
  • le coperture di un investimento in valuta sono contabilizzate allo stesso modo delle coperture di flussi finanziari.

L'efficacia della copertura dipende dalla misura in cui le variazioni di fair value dello strumento coperto o dei relativi flussi finanziari attesi risultano compensati da quelle dello strumento di copertura. Pertanto l'efficacia è apprezzata dal confronto delle suddette variazioni, tenuto conto dell'intento perseguito dall'impresa nel momento in cui la copertura è stata posta in essere. Si ha efficacia quando le variazioni di fair value (o dei flussi di cassa) dello strumento finanziario di copertura neutralizzano quasi integralmente, cioè nei limiti stabiliti dall'intervallo 80-125%, le variazioni dello strumento coperto, per l'elemento di rischio oggetto di copertura.

La valutazione dell'efficacia è effettuata ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale utilizzando:

  • test prospettici, che giustificano l'applicazione della contabilizzazione di copertura, in quanto dimostrano la sua efficacia attesa;
  • test retrospettivi, che evidenziano il grado di efficacia della copertura raggiunto nel periodo cui si riferiscono, ovvero, misurano quanto i risultati effettivi si siano discostati dalla copertura perfetta.

La contabilizzazione delle coperture di fair value cessa prospetticamente nei seguenti casi:

    1. lo strumento di copertura giunge a scadenza, è venduto, cessato o esercitato;
    1. la copertura non soddisfa più i criteri per la contabilizzazione di copertura sopra detti;
    1. l'impresa revoca la designazione.

Se le verifiche non confermano l'efficacia della copertura, da quel momento la contabilizzazione delle operazioni di copertura, secondo quanto sopra esposto, viene interrotta, il contratto derivato di copertura viene riclassificato tra gli strumenti di negoziazione e lo strumento finanziario coperto riacquisisce il criterio di valutazione corrispondente alla sua classificazione di bilancio. Qualora l'attività o passività coperta sia valutata al costo ammortizzato, il maggiore o minore valore derivante dalla valutazione della stessa a fair value per effetto della copertura divenuta inefficace viene imputato a Conto Economico secondo il metodo del tasso di interesse effettivo. Nel caso di interruzione di una relazione di copertura generica di fair value, le rivalutazioni/svalutazioni cumulate iscritte nella voce 60. "Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica" oppure 50. "Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica" sono rilevate a conto economico tra gli interessi attivi o passivi lungo la durata residua delle originarie relazioni di copertura, ferma restando la verifica che ne sussistano i presupposti.

In ciascuna delle seguenti circostanze un'impresa deve cessare prospetticamente la contabilizzazione di copertura di flussi finanziari:

  • a) lo strumento di copertura giunge a scadenza o è venduto, cessato o esercitato (a questo scopo, la sostituzione o il riporto di uno strumento di copertura con un altro strumento di copertura non è una conclusione o una cessazione se tale sostituzione o riporto è parte della documentata strategia di copertura dell'impresa). In tal caso, l'utile (o perdita) complessivo dello strumento di copertura rimane rilevato direttamente nel patrimonio netto fino all'esercizio in cui la copertura era efficace e resta separatamente iscritto nel patrimonio netto sino a quando la programmata operazione, oggetto di copertura, si verifica;
  • b) la copertura non soddisfa più i criteri per la contabilizzazione di copertura. In tal caso, l'utile o la perdita complessiva dello strumento di copertura rilevata direttamente nel patrimonio netto a partire dall'esercizio in cui la copertura era efficace resta separatamente iscritta nel patrimonio netto sino a quando la programmata operazione si verifica;
  • c) non si ritiene più che la programmata operazione debba accadere, nel qual caso qualsiasi correlato utile o perdita complessiva sullo strumento di copertura rilevata direttamente nel patrimonio netto dall'esercizio in cui la copertura era efficace va rilevata a Conto Economico;
  • d) l'impresa revoca la designazione. Per le coperture di una programmata operazione, l'utile o la perdita complessiva dello strumento di copertura rilevata direttamente nel patrimonio netto a partire dall'esercizio in cui la copertura era efficace resta separatamente iscritta nel patrimonio netto sino a quando la programmata operazione si verifica o ci si attende non debba più accadere.

5. Partecipazioni

Criteri di classificazione, iscrizione e valutazione

La voce include le interessenze detenute in società controllate congiuntamente e collegate.

Sono considerate società sottoposte a controllo congiunto (joint ventures) le entità per le quali, su base contrattuale, il controllo è condiviso fra il Gruppo e uno o più altri soggetti, ovvero quando per le decisioni riguardanti le attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo.

Sono considerate società sottoposte ad una influenza notevole (collegate), le entità in cui il Gruppo possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali") o nelle quali - pur con una quota di diritti di voto inferiore - ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.

Non sono considerate sottoposte ad influenza notevole alcune interessenze superiori al 20%, nelle quali il Gruppo detiene esclusivamente diritti patrimoniali su una porzione dei frutti degli investimenti, non ha accesso alle politiche di gestione e può esercitare diritti di governance limitati alla tutela degli interessi patrimoniali.

Le partecipazioni sono rilevate al costo e contabilizzate in base al metodo del patrimonio netto. Se esistono evidenze che il valore di una partecipazione possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento.

Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata a conto economico.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico.

Criteri di cancellazione

Le partecipazioni vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati dalle attività stesse o quando la partecipazione viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici ad essa connessi.

6. Attività materiali

Criteri di classificazione

Le attività materiali comprendono i terreni, gli immobili strumentali, gli investimenti immobiliari, il patrimonio artistico di pregio, gli impianti tecnici, i mobili e gli arredi nonché le attrezzature di qualsiasi tipo che si ritiene di utilizzare per più di un periodo.

Le attività materiali detenute per essere utilizzate nella produzione o nella fornitura di beni e servizi sono classificate come "attività ad uso funzionale" secondo lo IAS 16. Gli immobili posseduti con finalità di investimento (per conseguire canoni di locazione o per l'apprezzamento del capitale investito) sono classificati come "attività detenute a scopo di investimento" in base allo IAS 40.

La voce accoglie anche attività materiali classificate in base allo IAS 2 - Rimanenze, che si riferiscono sia a beni derivanti dall'attività di escussione di garanzie o dall'acquisto in asta che l'impresa ha intenzione di vendere nel prossimo futuro, senza effettuare rilevanti opere di ristrutturazione, e che non hanno i presupposti per essere classificati nelle categorie precedenti, sia al portafoglio immobiliare delle Società immobiliari del Gruppo, comprensivo di aree edificabili, immobili in costruzione, immobili ultimati in vendita e iniziative di sviluppo immobiliare, detenuto in un'ottica di dismissione.

Sono, infine, inclusi i diritti d'uso acquisiti con il leasing e relativi all'utilizzo di un'attività materiale (per le società locatarie) e le attività concesse in leasing operativo (per le società locatrici).

Criteri di iscrizione

Le attività materiali sono inizialmente iscritte al costo che comprende, oltre al prezzo di acquisto, tutti gli eventuali oneri accessori direttamente imputabili all'acquisto e alla messa in funzione del bene.

Le spese di manutenzione straordinaria che comportano un incremento dei benefici economici futuri vengono imputate ad incremento del valore dei cespiti, mentre gli altri costi di manutenzione ordinaria sono rilevati a Conto Economico.

Criteri di valutazione

Le attività materiali sono valutate al costo, dedotti eventuali ammortamenti e perdite di valore, ad eccezione degli immobili ad uso funzionale e del patrimonio artistico di pregio che sono valutati secondo il metodo della rideterminazione del valore. Gli immobili detenuti a scopo di investimento sono valutati con il metodo del fair value.

Per le attività materiali soggette alla valutazione secondo il metodo della rideterminazione del valore:

  • se il valore contabile di un bene è incrementato a seguito di una rideterminazione di valore, l'incremento deve essere rilevato nel prospetto della redditività complessiva e accumulato nel patrimonio netto sotto la voce riserva di rivalutazione; invece nel caso in cui ripristini una svalutazione della stessa attività rilevata precedentemente nel conto economico deve essere rilevato come provento;
  • se il valore contabile di un bene è diminuito a seguito della rideterminazione di valore, la diminuzione deve essere rilevata nel prospetto della redditività complessiva nella misura in cui vi siano eventuali saldi a credito nella riserva di rivalutazione in riferimento a tale attività; altrimenti tale riduzione va contabilizzata nel conto economico.

Le attività materiali sono sistematicamente ammortizzate, adottando come criterio di ammortamento il metodo a quote costanti, lungo la loro vita utile. Il valore ammortizzabile è rappresentato dal costo dei beni (o dal valore netto rideterminato qualora il metodo adottato per la valutazione sia quello della rideterminazione del valore) al netto del valore residuo al termine del processo di ammortamento, se significativo. Gli immobili vengono ammortizzati per una quota ritenuta congrua per rappresentare il deperimento dei cespiti nel tempo a seguito del loro utilizzo, tenuto conto delle spese di manutenzione di carattere straordinario, che vengono portate ad incremento del valore dei cespiti. Ai fini della determinazione della vita utile delle diverse tipologie di cespiti e dei corrispondenti coefficienti di ammortamento, il patrimonio immobiliare del Gruppo è stato segmentato in quattro cluster: (i) Immobili storici vincolati e non, (ii) Immobili cielo-terra, (iii) Filiali bancarie e (iv) Altri immobili.

Non vengono invece ammortizzati:

  • i terreni, siano essi stati acquisiti singolarmente o incorporati nel valore dei fabbricati, in quanto hanno vita utile indefinita;
  • il patrimonio artistico di pregio, gli altri beni storico artistici e decorativi in quanto la loro vita utile non può essere stimata ed il loro valore è normalmente destinato ad aumentare nel tempo;
  • gli immobili ad uso investimento che, come richiesto dal principio contabile IAS 40, essendo valutati al fair value con contropartita il conto economico, non devono essere ammortizzati.

Se esiste qualche indicazione che dimostri che un'attività materiale valutata al costo possa aver subito una perdita di valore, si procede al confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a Conto Economico.

Qualora vengano meno i motivi che hanno portato alla rilevazione della perdita, si dà luogo ad una ripresa di valore, che non può superare il valore che l'attività avrebbe avuto, al netto degli ammortamenti calcolati, in assenza di precedenti perdite di valore.

Per quel che attiene alle attività materiali rilevate ai sensi dello IAS 2, le stesse sono valutate al minore tra il costo ed il valore netto di realizzo, fermo restando che si procede comunque al confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero ove esista qualche indicazione che dimostri che il bene possa aver subito una perdita di valore. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a conto economico.

Attività materiali rappresentate dal diritto d'uso di beni di cui a contratti di "leasing"

Ai sensi dell'IFRS 16 il "leasing" è un contratto, o parte di un contratto, che, in cambio di un corrispettivo, trasferisce il diritto di utilizzo di un'attività (l'attività sottostante) per un periodo di tempo.

Secondo l'IFRS 16, i leasing sono contabilizzati sulla base del modello del right of use, per cui, alla data iniziale, il locatario ha un'obbligazione finanziaria a effettuare pagamenti dovuti al locatore per compensare il suo diritto a utilizzare il bene sottostante durante la durata del leasing.

Quando l'attività è resa disponibile al locatario per il relativo utilizzo (data iniziale), il locatario riconosce sia la passività che l'attività consistente nel diritto di utilizzo.

In particolare il diritto d'uso acquisito con il leasing è rilevato come somma del valore attuale dei canoni futuri da pagare per la durata contrattuale, dei pagamenti per leasing corrisposti alla data o prima della decorrenza del leasing, degli eventuali incentivi ricevuti, dei costi diretti iniziali e degli eventuali costi stimati per lo smantellamento o il ripristino dell'attività sottostante il leasing.

La passività finanziaria iscritta corrisponde al valore attuale dei pagamenti dovuti per il leasing.

In merito al tasso di attualizzazione, sulla base dei requisiti IFRS 16, il Gruppo utilizza per ogni contratto di leasing il tasso di interesse implicito, laddove sia disponibile. Per quanto riguarda i contratti di leasing dal punto di vista del locatario, in alcuni casi, ad esempio con riferimento ai contrati di affitto, il tasso di interesse implicito non può essere sempre determinato prontamente senza ricorrere a stime e assunzioni (il locatario non ha abbastanza informazioni sul valore residuo non garantito del bene locato). In questi casi, il Gruppo ha sviluppato una metodologia per definire il tasso di interesse incrementale in alternativa al tasso di interesse implicito ed ha deciso di adottare il tasso interno di trasferimento (TIT) della raccolta. Si tratta di una curva tassi non garantita (unsecured) e amortizing, prevedendo il contratto di leasing dei canoni, tipicamente costanti, lungo la durata del contratto, e non un unico pagamento a scadenza. Tale tasso tiene conto del merito creditizio del locatario, della durata del leasing, nonché dell'ambiente economico nel quale la transazione ha luogo e pertanto è in linea con quanto richiesto dal principio.

La durata del leasing viene determinata tenendo conto di:

  • periodi coperti da un'opzione di proroga del leasing, in caso l'esercizio della medesima sia ragionevolmente certo;
  • periodi coperti da un'opzione di risoluzione del leasing, in caso l'esercizio della medesima sia ragionevolmente certo.

Nel corso della durata del contratto di leasing, il locatario deve:

  • valutare il diritto d'uso al costo, al netto degli ammortamenti cumulati e delle rettifiche cumulate di valore determinate e contabilizzate in base alle previsioni dello IAS 36 "Riduzioni di valore delle attività", rettificato per tenere conto delle eventuali rideterminazioni della passività del leasing;
  • incrementare la passività riveniente dall'operazione di leasing a seguito della maturazione di interessi passivi calcolati al tasso di interesse implicito del leasing, o, alternativamente, al tasso di finanziamento marginale e ridurla per i pagamenti delle quote capitale e interessi.

In caso di modifiche nei pagamenti dovuti per il leasing la passività deve essere rideterminata; l'impatto della rideterminazione della passività è rilevato in contropartita dell'attività consistente nel diritto di utilizzo.

Criteri di cancellazione

Un'attività materiale è eliminata dallo Stato Patrimoniale al momento della dismissione o quando il bene è permanentemente ritirato dall'uso e dalla sua dismissione non sono attesi benefici economici futuri.

7. Attività immateriali

Criteri di classificazione

Le attività immateriali comprendono l'avviamento e le altre attività immateriali disciplinate dallo IAS 38. Possono includere i diritti d'uso acquisiti con il leasing e relativi all'utilizzo di un'attività immateriale (per i locatari) e le attività concesse in leasing operativo (per i locatori).

Le attività immateriali sono iscritte come tali se sono identificabili e trovano origine in diritti legali o contrattuali. Tra le attività immateriali è anche iscritto l'avviamento che rappresenta la differenza positiva tra il costo di acquisto ed il fair value delle attività e passività di pertinenza di un'impresa acquisita.

Criteri di iscrizione e valutazione

Le attività immateriali sono iscritte al costo, rettificato per eventuali oneri accessori solo se è probabile che i futuri benefici economici attribuibili all'attività si realizzino e se il costo dell'attività stessa può essere determinato attendibilmente. In caso contrario il costo dell'attività immateriale è rilevato a conto economico nell'esercizio in cui è stato sostenuto.

Per le attività a vita utile definita, il costo è ammortizzato in quote costanti o in quote decrescenti determinate in funzione dell'afflusso dei benefici economici attesi dall'attività. Le attività a vita utile indefinita non sono invece soggette ad ammortamento sistematico, bensì ad un test periodico di verifica dell'adeguatezza del relativo valore di iscrizione in bilancio. Se esiste qualche indicazione che dimostri che un'attività possa avere subìto una perdita di valore, si procede alla stima del valore di recupero dell'attività. L'ammontare della perdita, rilevato a conto economico, è pari alla differenza tra il valore contabile dell'attività ed il valore recuperabile.

In particolare tra le attività immateriali sono incluse:

  • attività immateriali basate sulla tecnologia, quali il software applicativo, che sono ammortizzate in funzione della prevista obsolescenza tecnologica delle stesse e comunque non oltre un periodo massimo di sette anni; in particolare, i costi sostenuti internamente per lo sviluppo di progetti di software costituiscono attività immateriali e sono iscritti all'attivo solo se tutte le seguenti condizioni sono rispettate: i) il costo attribuibile all'attività di sviluppo è attendibilmente determinabile, ii) vi è l'intenzione, la disponibilità di risorse finanziarie e la capacità tecnica a rendere l'attività disponibile all'uso o alla vendita, iii) è dimostrabile che l'attività è in grado di produrre benefici economici futuri. I costi di sviluppo del software capitalizzati comprendono le sole spese sostenute che possono essere attribuite direttamente al processo di sviluppo. I costi di sviluppo software capitalizzati sono ammortizzati sistematicamente lungo la vita stimata del relativo prodotto/servizio in modo da riflettere le modalità con cui ci si attende che i benefici economici futuri derivanti dall'attività siano consumati dall'entità dall'inizio della produzione lungo la vita stimata del prodotto;
  • attività immateriali legate alla clientela rappresentate dalla valorizzazione, in occasione di operazioni di aggregazione, dei rapporti di asset management, delle attività non finanziarie correlate a prestazioni di servizi e del portafoglio assicurativo. Tali attività, a vita definita, sono originariamente valorizzate attraverso l'attualizzazione, con l'utilizzo di un tasso rappresentativo del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell'attività, dei flussi rappresentativi dei margini reddituali lungo un periodo esprimente la durata residua, contrattuale o stimata, dei rapporti in essere al momento dell'operazione di aggregazione. Esse sono ammortizzate, per i rapporti di asset management e per le attività non finanziarie correlate a prestazioni di servizi in quote costanti lungo il periodo di afflusso di maggiore significatività dei benefici economici attesi nel caso di rapporti non aventi una scadenza predeterminata e, per i rapporti legati a contratti assicurativi, in quote decrescenti corrispondenti al periodo di durata dei contratti nel caso di rapporti con scadenza definita (vita residua delle polizze);
  • attività immateriali legate al marketing rappresentate dalla valorizzazione del marchio ("brand name") anch'esso iscritto in occasione di operazioni di aggregazione. Tale attività è considerata a vita indefinita in quanto si ritiene che possa contribuire per un periodo indeterminato alla formazione dei flussi reddituali.

Infine, tra le attività immateriali è incluso l'avviamento.

L'avviamento può essere iscritto, nell'ambito di operazioni di aggregazione, quando la differenza positiva fra il corrispettivo trasferito e l'eventuale rilevazione al fair value della quota di minoranza ed il fair value degli elementi patrimoniali acquisiti è rappresentativo delle capacità reddituali future della partecipazione (goodwill).

Qualora tale differenza risulti negativa (badwill) o nell'ipotesi in cui il goodwill non trovi giustificazione nelle capacità reddituali future della partecipata, la differenza stessa viene iscritta direttamente a conto economico.

Con periodicità annuale (od ogni volta che vi sia evidenza di perdita di valore) viene effettuato un test di verifica dell'adeguatezza del valore dell'avviamento. A tal fine viene identificata l'Unità generatrice di flussi finanziari cui attribuire l'avviamento. Nell'ambito del Gruppo Intesa Sanpaolo le Unità generatrici di flussi finanziari corrispondono alle divisioni operative rappresentate nel segment reporting. L'ammontare dell'eventuale riduzione di valore è determinato sulla base della differenza tra il valore di iscrizione dell'avviamento ed il suo valore di recupero, se inferiore. Detto valore di recupero è pari al maggiore tra il fair value dell'Unità generatrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d'uso. Le conseguenti rettifiche di valore vengono rilevate a conto economico.

Criteri di cancellazione

Un'attività immateriale è eliminata dallo stato patrimoniale al momento della dismissione o qualora non siano più attesi benefici economici futuri.

8. Altre attività

Le altre attività accolgono essenzialmente partite in attesa di sistemazione e poste non riconducibili ad altre voci dello stato patrimoniale, tra cui si ricordano i crediti derivanti da forniture di beni e servizi non finanziari, le partite fiscali diverse da quelle rilevate a voce propria (ad esempio, connesse con l'attività di sostituto di imposta), l'oro, l'argento e i metalli preziosi e i ratei attivi diversi da quelli che vanno capitalizzati sulle relative attività finanziarie, ivi inclusi quelli derivanti da contratti con i clienti ai sensi dell'IFRS 15, paragrafi 116 e successivi. Come previsto dai paragrafi 91 e successivi dell'IFRS 15, i costi sostenuti per l'acquisizione e l'adempimento dei contratti con la clientela aventi durata pluriennale sono capitalizzati e ammortizzati nella misura in cui siano incrementali e si preveda di recuperarli.

9. Attività non correnti o gruppi di attività/passività in via di dismissione

Vengono classificate nella voce dell'attivo "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e in quella del passivo "Passività associate ad attività in via di dismissione" attività non correnti o gruppi di attività/passività per i quali è stato avviato un processo di dismissione e la loro vendita è ritenuta altamente probabile. Tali attività/passività sono valutate al minore tra il valore di carico ed il loro fair value al netto dei costi di cessione, ad eccezione di alcune tipologie di attività (es. attività finanziarie rientranti nell'ambito di applicazione dell'IFRS 9) per cui l'IFRS 5 prevede specificatamente che debbano essere applicati i criteri valutativi del principio contabile di pertinenza.

È possibile che tra le attività non correnti e gruppi di attività in dismissione siano inclusi portafogli di attività per cui non esistono quotazioni in un mercato attivo. In tale evenienza, si procede ad una loro valutazione al fair value facendo

riferimento, in presenza di un accordo raggiunto con la controparte acquirente, ai prezzi di cessione risultanti da tale accordo; in assenza di un accordo, applicando specifiche tecniche valutative in funzione dall'attività e ricorrendo eventualmente a fairness opinion esterne.

I proventi ed oneri (al netto dell'effetto fiscale), riconducibili a gruppi di attività in via di dismissione o rilevati come tali nel corso dell'esercizio, sono esposti nel conto economico in voce separata.

10. Fiscalità corrente e differita

Le imposte sul reddito, calcolate nel rispetto delle legislazioni fiscali nazionali, sono contabilizzate come costo in base al criterio della competenza economica, coerentemente con le modalità di rilevazione in bilancio dei costi e ricavi che le hanno generate. Esse rappresentano pertanto il saldo della fiscalità corrente e differita relativa al reddito dell'esercizio. Le Attività e Passività fiscali correnti accolgono il saldo netto delle posizioni delle società del Gruppo nei confronti delle Amministrazioni finanziarie italiana ed estere riconducibili all'ambito della fiscalità diretta. In particolare, tali poste accolgono il saldo netto tra le passività fiscali di anni pregressi e correnti dell'esercizio, calcolate in base ad una prudenziale previsione dell'onere tributario dovuto per l'esercizio, determinato in base alle norme tributarie in vigore, e le attività fiscali correnti rappresentate dagli acconti, dalle ritenute d'acconto subite o da altri crediti d'imposta. Il rischio insito nei suddetti procedimenti – allo stesso modo dei rischi insiti in procedimenti che non hanno richiesto versamenti a titolo provvisorio – viene valutato secondo le logiche dello IAS 37, in relazione alle probabilità di impiego di risorse economiche per il loro adempimento.

Tenuto conto dell'adozione del consolidato fiscale nazionale da parte del Gruppo, le posizioni fiscali riferibili alle società del Gruppo sono gestite in modo distinto sotto il profilo amministrativo.

La fiscalità differita viene determinata in base al criterio del cosiddetto balance sheet liability method, tenuto conto dell'effetto fiscale connesso alle differenze temporanee tra il valore contabile delle attività e passività ed il loro valore fiscale che determineranno importi imponibili o deducibili nei futuri periodi. A tali fini, si intendono "differenze temporanee tassabili" quelle che nei periodi futuri determineranno importi imponibili e "differenze temporanee deducibili" quelle che negli esercizi futuri determineranno importi deducibili.

La fiscalità differita viene calcolata applicando le aliquote di imposizione stabilite dalle disposizioni di legge in vigore alle differenze temporanee tassabili per cui esiste la probabilità di un effettivo sostenimento di imposte ed alle differenze temporanee deducibili per cui esiste una ragionevole certezza che vi siano ammontari imponibili futuri al momento in cui si manifesterà la relativa deducibilità fiscale (c.d. probability test). Le imposte anticipate e differite relative alla medesima imposta e scadenti nel medesimo periodo vengono compensate.

Qualora le Attività e Passività fiscali differite si riferiscano a componenti che hanno interessato il conto economico, la contropartita è rappresentata dalle imposte sul reddito.

Nei casi in cui le imposte anticipate e differite riguardino transazioni che hanno interessato direttamente il patrimonio netto senza influenzare il conto economico (quali le rettifiche di prima applicazione degli IAS/IFRS, le valutazioni degli strumenti finanziari rilevati al fair value con impatto sulla redditività complessiva o dei contratti derivati di copertura di flussi finanziari), le stesse vengono iscritte in contropartita al patrimonio netto, interessando le specifiche riserve quando previsto (es. riserve da valutazione).

La fiscalità latente sulle poste patrimoniali in sospensione d'imposta "tassabili in ogni caso di utilizzo" è iscritta in bilancio in riduzione del patrimonio netto. La fiscalità differita relativa alle rivalutazioni per conversione all'euro direttamente imputate a specifica Riserva ex art. 21 D.Lgs. 213/98 in sospensione d'imposta, viene iscritta in bilancio in riduzione della Riserva stessa. La fiscalità latente riferita alle poste patrimoniali in sospensione d'imposta "tassabili soltanto in ipotesi di distribuzione" non viene iscritta in bilancio, in quanto la consistenza delle riserve disponibili già assoggettate a tassazione consente di ritenere che non saranno effettuate operazioni che ne comportino la tassazione.

La fiscalità differita riferita alle società incluse nel consolidato fiscale viene rilevata in bilancio dalle stesse, in applicazione del criterio di competenza economica ed in considerazione della valenza del consolidato fiscale limitata agli adempimenti di liquidazione delle posizioni fiscali correnti.

La fiscalità latente sulle componenti di patrimonio netto delle società consolidate non viene iscritta in bilancio qualora non si ritenga probabile il verificarsi dei presupposti per la relativa tassazione, e ciò anche in relazione alla natura durevole dell'investimento.

11. Fondi per rischi ed oneri

Fondi per rischi ed oneri a fronte di impegni e garanzie rilasciate

La sottovoce dei fondi per rischi ed oneri in esame accoglie i fondi per rischio di credito rilevati a fronte degli impegni ad erogare fondi ed alle garanzie rilasciate che rientrano nel perimetro di applicazione delle regole sull'impairment ai sensi dell'IFRS 9. Per tali fattispecie sono adottate, in linea di principio, le medesime modalità di allocazione tra i tre stage (stadi di rischio creditizio) e di calcolo della perdita attesa esposte con riferimento alle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

L'aggregato accoglie, peraltro, anche i fondi per rischi ed oneri costituiti a fronte di altre tipologie di impegni e di garanzie rilasciate che, in virtù delle proprie peculiarità, non rientrano nel richiamato perimetro di applicazione dell'impairment ai sensi dell'IFRS 9.

Fondi di quiescenza e per obblighi simili

I Fondi di quiescenza sono costituiti in attuazione di accordi aziendali e si qualificano come piani a benefici definiti. La passività relativa a tali piani ed il relativo costo previdenziale delle prestazioni di lavoro corrente sono determinati sulla base di ipotesi attuariali applicando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", che prevede la proiezione degli esborsi futuri sulla base di analisi storiche statistiche e della curva demografica e l'attualizzazione finanziaria di tali flussi sulla base di un tasso di interesse di mercato. I contributi versati in ciascun esercizio sono considerati come unità separate, rilevate e valutate singolarmente ai fini della determinazione dell'obbligazione finale. Il tasso utilizzato per l'attualizzazione è determinato in base ai rendimenti di mercato rilevati alle date di valutazione di obbligazioni di aziende primarie tenendo conto della durata media

residua della passività. Il valore attuale dell'obbligazione alla data di riferimento del bilancio è inoltre rettificato del fair value delle eventuali attività a servizio del piano.

Gli utili e le perdite attuariali (ovvero le variazioni nel valore attuale dell'obbligazione derivanti dalle modifiche alle ipotesi attuariali e dalle rettifiche basate sull'esperienza passata) sono riconosciuti nel prospetto della redditività complessiva.

Altri fondi

Gli altri fondi per rischi ed oneri accolgono gli accantonamenti relativi ad obbligazioni legali o connessi a rapporti di lavoro oppure a contenziosi, anche fiscali, originati da un evento passato per i quali sia probabile l'esborso di risorse economiche per l'adempimento delle obbligazioni stesse, sempre che possa essere effettuata una stima attendibile del relativo ammontare.

Conseguentemente, la rilevazione di un accantonamento avviene se e solo se:

  • vi è un'obbligazione in corso (legale o implicita) quale risultato di un evento passato;
  • è probabile che per adempiere all'obbligazione si renderà necessario l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici; e
  • può essere effettuata una stima attendibile dell'importo derivante dall'adempimento dell'obbligazione.

L'importo rilevato come accantonamento rappresenta la migliore stima della spesa richiesta per adempiere all'obbligazione esistente alla data di riferimento del bilancio e riflette rischi ed incertezze che inevitabilmente caratterizzano una pluralità di fatti e circostanze. Laddove l'elemento temporale sia significativo, gli accantonamenti vengono attualizzati utilizzando i tassi correnti di mercato. L'accantonamento e gli incrementi dovuti al fattore temporale sono rilevati a Conto Economico.

L'accantonamento viene stornato quando diviene improbabile l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici per adempiere l'obbligazione oppure quando si estingue l'obbligazione.

Nella voce sono inclusi anche i benefici a lungo termine ai dipendenti, i cui oneri vengono determinati con i medesimi criteri attuariali descritti per i fondi di quiescenza. Gli utili e le perdite attuariali vengono rilevati tutti immediatamente nel conto economico.

12. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Criteri di classificazione

I Debiti verso banche, i Debiti verso clientela e i Titoli in circolazione ricomprendono le varie forme di provvista interbancaria e con clientela, le operazioni di pronti contro termine con obbligo di riacquisto a termine e la raccolta effettuata attraverso certificati di deposito, titoli obbligazionari ed altri strumenti di raccolta in circolazione, al netto degli eventuali ammontari riacquistati.

Sono inoltre inclusi i debiti iscritti dall'impresa in qualità di locatario nell'ambito di operazioni di leasing.

Criteri di iscrizione

La prima iscrizione di tali passività finanziarie avviene alla data di sottoscrizione del contratto, che normalmente coincide con il momento della ricezione delle somme raccolte o della emissione dei titoli di debito.

La prima iscrizione è effettuata sulla base del fair value delle passività, normalmente pari all'ammontare incassato o al prezzo di emissione, aumentato degli eventuali costi/proventi aggiuntivi direttamente attribuibili alla singola operazione di provvista o di emissione. Sono esclusi i costi interni di carattere amministrativo.

I debiti per leasing vengono iscritti al valore attuale dei pagamenti di leasing futuri, attualizzati utilizzando il tasso di interesse implicito dell'operazione oppure, se non determinabile, attraverso il tasso marginale di finanziamento.

Criteri di valutazione

Dopo la rilevazione iniziale, le passività finanziarie vengono valutate al costo ammortizzato col metodo del tasso di interesse effettivo.

Fanno eccezione le passività a breve termine, per le quali il fattore temporale risulta trascurabile, che rimangono iscritte per il valore incassato.

I debiti per leasing vengono rideterminati quando vi è una lease modification (e.g. una modifica del contratto che non è contabilizzata/considerata come contratto separato); l'effetto della rideterminazione andrà registrato in contropartita all'attività per diritto d'uso.

Criteri di cancellazione

Le passività finanziarie sono cancellate dal bilancio quando risultano scadute o estinte. La cancellazione avviene anche in presenza di riacquisto di titoli obbligazionari precedentemente emessi. La differenza tra valore contabile della passività e l'ammontare corrisposto per acquistarla viene registrata a Conto Economico.

Il ricollocamento sul mercato di titoli propri successivamente al loro riacquisto è considerato come una nuova emissione con iscrizione al nuovo prezzo di collocamento.

13. Passività finanziarie di negoziazione

Criteri di iscrizione

Gli strumenti finanziari in oggetto sono iscritti alla data di sottoscrizione o alla data di emissione ad un valore pari al fair value dello strumento, senza considerare eventuali costi o proventi di transazione direttamente attribuibili agli strumenti stessi. In tale categoria di passività sono, in particolare, inclusi i contratti derivati di trading con fair value negativo, nonché i derivati

impliciti con fair value negativo oggetto di scorporo dalle passività valutate al costo ammortizzato. Inoltre sono incluse le passività che si originano da scoperti tecnici generati dall'attività di negoziazione di titoli e i certificates rientranti nel business model di trading.

Criteri di valutazione

Tutte le passività di negoziazione sono valutate al fair value con imputazione del risultato della valutazione nel Conto Economico.

Criteri di cancellazione

Le Passività finanziarie detenute per negoziazione vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando la passività finanziaria è ceduta con trasferimento sostanziale di tutti i rischi ed i benefici derivanti dalla proprietà della stessa.

14. Passività finanziarie designate al fair value

Criteri di classificazione

Formano oggetto di rilevazione nella presente voce le passività finanziarie designate al fair value con contropartita in Conto Economico, sulla base della facoltà riconosciuta alle imprese (c.d. "fair value option") dall'IFRS 9 e nel rispetto delle casistiche previste dalla normativa di riferimento.

In tale categoria di passività sono, in particolare, inclusi i certificates rientranti nel business model di banking book.

Criteri di iscrizione

L'iscrizione di tali passività avviene alla data di emissione in misura pari al loro fair value, incluso il valore dell'eventuale derivato embedded e al netto delle commissioni di collocamento pagate.

Criteri di valutazione

Tali passività sono valutate al fair value con imputazione del risultato secondo le seguenti regole previste dall'IFRS 9:

  • le variazioni di fair value che sono attribuibili alla variazione del proprio merito creditizio devono essere rilevate nel Prospetto della redditività complessiva (Patrimonio Netto);
  • le restanti variazioni di fair value devono essere rilevate nel Conto Economico.

Gli importi rilevati nel Prospetto della redditività complessiva non rigirano successivamente a conto economico. Tale modalità di contabilizzazione non deve essere applicata qualora la rilevazione degli effetti del proprio merito di credito a Patrimonio netto determini o accentui un accounting mismatch a conto economico. In questo caso gli utili o le perdite legate alla passività, incluse quelle che si determinano come effetto della variazione del proprio merito creditizio, devono essere rilevate a conto economico.

Criteri di cancellazione

Le passività finanziarie designate al fair value vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando la passività finanziaria è ceduta con trasferimento sostanziale di tutti i rischi ed i benefici derivanti dalla proprietà della stessa.

15. Operazioni in valuta

Definizione

La valuta estera è una valuta differente dalla valuta funzionale dell'impresa, che a sua volta è la valuta dell'ambiente economico prevalente in cui l'impresa stessa opera.

Criteri di rilevazione iniziale

Le operazioni in valuta estera sono registrate, al momento della rilevazione iniziale, in divisa di conto, applicando all'importo in valuta estera il tasso di cambio in vigore alla data dell'operazione.

Criteri di rilevazione successiva

Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale, le poste di bilancio in valuta estera vengono valorizzate come segue:

  • le poste monetarie sono convertite al tasso di cambio alla data di chiusura;
  • le poste non monetarie valutate al costo storico sono convertite al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione;
  • le poste non monetarie valutate al fair value sono convertite utilizzando i tassi di cambio in essere alla data di chiusura.

Le differenze di cambio che derivano dal regolamento di elementi monetari o dalla conversione di elementi monetari a tassi diversi da quelli di conversione iniziali, o di conversione del bilancio precedente, sono rilevate nel conto economico del periodo in cui sorgono.

Quando un utile o una perdita relativi ad un elemento non monetario sono rilevati a patrimonio netto, la differenza cambio relativa a tale elemento è rilevata anch'essa a patrimonio. Per contro, quando un utile o una perdita sono rilevati a conto economico, è rilevata in conto economico anche la relativa differenza cambio.

16. Altre informazioni

Azioni proprie

Le eventuali azioni proprie detenute sono portate in riduzione del patrimonio netto. Analogamente, il costo originario delle stesse e gli utili o le perdite derivanti dalla loro successiva vendita sono rilevati come movimenti del patrimonio netto.

Ratei e risconti

I ratei ed i risconti che accolgono oneri e proventi di competenza del periodo maturati su attività e passività sono iscritti in bilancio a rettifica delle attività e passività a cui si riferiscono.

Spese per migliorie su beni di terzi

I costi di ristrutturazione di immobili non di proprietà vengono capitalizzati in considerazione del fatto che per la durata del contratto di affitto la società utilizzatrice ha il controllo dei beni e può trarre da essi benefici economici futuri. I suddetti costi, classificati tra le Altre attività come previsto dalle Istruzioni della Banca d'Italia, vengono ammortizzati per un periodo non superiore alla durata del contratto di affitto.

Trattamento di fine rapporto del personale

Il trattamento di fine rapporto si configura come un "beneficio successivo al rapporto di lavoro" classificato come:

  • "piano a contribuzione definita" per le quote di trattamento di fine rapporto del personale maturande a partire dal 1° gennaio 2007 (data di entrata in vigore della riforma della previdenza complementare di cui al Decreto Legislativo 5 dicembre 2005 n. 252) sia nel caso di opzione da parte del dipendente per la previdenza complementare, sia nel caso di destinazione al fondo di Tesoreria presso l'INPS. Per tali quote l'importo contabilizzato tra i costi del personale è determinato sulla base dei contributi dovuti senza l'applicazione di metodologie di calcolo attuariali;
  • "piano a benefici definiti" per la quota del trattamento di fine rapporto del personale maturata sino al 31 dicembre 2006. Tali quote sono iscritte sulla base del loro valore attuariale determinato utilizzando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", senza applicazione del pro-rata del servizio prestato in quanto il costo previdenziale ("current service cost") del TFR è quasi interamente maturato e la rivalutazione dello stesso, per gli anni a venire, non si ritiene dia luogo a significativi benefici per i dipendenti.

Ai fini dell'attualizzazione, il tasso utilizzato è determinato con riferimento al rendimento di mercato di obbligazioni di aziende primarie tenendo conto della durata media residua della passività, ponderata in base alla percentuale dell'importo pagato e anticipato, per ciascuna scadenza, rispetto al totale da pagare e anticipare fino all'estinzione finale dell'intera obbligazione. I costi per il servizio del piano sono contabilizzati tra i costi del personale, mentre gli utili e le perdite attuariali sono rilevati nel prospetto della redditività complessiva.

Pagamenti basati su azioni

I piani di remunerazione del personale basati su azioni vengono rilevati nel conto economico, con un corrispondente incremento del patrimonio netto, sulla base del fair value degli strumenti finanziari attribuiti alla data di assegnazione, suddividendo l'onere lungo il periodo previsto dal piano.

In presenza di opzioni, il fair value delle stesse è calcolato utilizzando un modello che considera, oltre ad informazioni quali il prezzo di esercizio e la vita dell'opzione, il prezzo corrente delle azioni e la loro volatilità attesa, i dividendi attesi e il tasso di interesse risk-free, anche le caratteristiche specifiche del piano in essere. Nel modello di valorizzazione sono valutate in modo distinto l'opzione e la probabilità di realizzazione delle condizioni in base alle quali le opzioni sono state assegnate. La combinazione dei due valori fornisce il fair value dello strumento assegnato.

L'eventuale riduzione del numero di strumenti finanziari assegnati è contabilizzata come cancellazione di una parte degli stessi.

Benefici ai dipendenti

Si definiscono benefici ai dipendenti tutti i tipi di remunerazione erogati dall'azienda in cambio dell'attività lavorativa svolta dai dipendenti. I benefici ai dipendenti si suddividono tra:

  • benefici a breve termine (diversi dai benefici dovuti ai dipendenti per la cessazione del rapporto di lavoro e dai benefici retributivi sotto forma di partecipazione al capitale) che si prevede di liquidare interamente entro dodici mesi dal termine dell'esercizio nel quale i dipendenti hanno prestato l'attività lavorativa e rilevati interamente a conto economico al momento della maturazione (rientrano in tale categoria, ad esempio, i salari, gli stipendi e le prestazioni "straordinarie");
  • benefici successivi al rapporto di lavoro dovuti dopo la conclusione del rapporto di lavoro che obbligano l'impresa ad un'erogazione futura nei confronti dei dipendenti. Tra questi, rientrano il trattamento di fine rapporto e i fondi pensione che, a loro volta si suddividono in piani a contribuzione definita e piani a benefici definiti o fondi di quiescenza aziendale;
  • benefici per la cessazione del rapporto di lavoro, ossia quei compensi che l'azienda riconosce ai dipendenti come contropartita alla cessazione del rapporto di lavoro, in seguito alla decisione della stessa di concludere il rapporto di lavoro prima della normale data di pensionamento;
  • benefici a lungo termine, diversi dai precedenti, che non si prevede siano estinti interamente entro i dodici mesi successivi al temine dell'esercizio in cui i dipendenti hanno svolto le proprie prestazioni lavorative.

Compensazione di strumenti finanziari

Ai sensi dello IAS 32, paragrafo 42, le attività finanziarie e le passività finanziarie sono oggetto di compensazione ed evidenziate in bilancio per il saldo netto, qualora l'entità:

  • abbia un diritto legale ad operare tale compensazione, correntemente esercitabile in tutte le circostanze, siano esse afferenti al normale svolgimento del business siano esse relative a situazioni di inadempimento, insolvenza, fallimento delle parti;
  • intenda regolare le transazioni per il saldo netto o in base ad un regolamento su base lorda i cui effetti sostanziali siano equivalenti ad un regolamento netto.

Per gli strumenti derivati rientranti in accordi di compensazione che rispettano i requisiti in precedenza illustrati la Circolare n. 262 prevede di effettuare la compensazione anche tra i derivati di negoziazione e i derivati di copertura, prevedendo una rappresentazione su base netta di tali sbilanci: convenzionalmente, il saldo netto viene allocato nel portafoglio di negoziazione piuttosto che nei derivati di copertura, in funzione della prevalenza del valore assoluto tra lo sbilancio dei derivati di negoziazione e quello dei derivati di copertura.

In ottemperanza a quanto richiesto dal principio contabile IFRS 7, informazioni di maggior dettaglio sono fornite nelle tavole contenute nella Parte B – Altre informazioni della presente nota integrativa, nelle quali sono esposti in particolare:

  • i valori di bilancio di attività e passività che presentano i requisiti previsti dallo IAS 32, paragrafo 42, prima e dopo la compensazione contabile;
  • le esposizioni soggette ad accordi quadro di compensazione che non hanno dato luogo a compensazione ma che potenzialmente la possono attivare in seguito a specifiche circostanze;
  • le garanzie reali ad esse connesse.

Crediti d'imposta connessi con i Decreti Legge "Cura Italia" e "Rilancio" acquistati a seguito di cessione da parte dei beneficiari diretti o di precedenti acquirenti (es. ecobonus)

I Decreti Legge n. 18/2020 (c.d. "Cura Italia") e n. 34/2020 (c.d. "Rilancio") hanno introdotto nell'ordinamento italiano misure fiscali di incentivazione connesse sia con spese per investimenti (es. eco e sismabonus) sia con spese correnti (es. canoni di locazione di locali ad uso non abitativo). Tali incentivi fiscali si applicano a famiglie o imprese, sono commisurati a una percentuale della spesa sostenuta (che in alcuni casi raggiunge anche il 110%) e sono erogati sotto forma di crediti d'imposta o di detrazioni d'imposta (trasformabili su opzione in crediti d'imposta). Le caratteristiche principali di tali crediti d'imposta sono: i) la possibilità di utilizzo in compensazione; ii) la cedibilità a terzi acquirenti; e iii) la non rimborsabilità da parte dell'Erario.

La contabilizzazione dei crediti d'imposta acquistati da un soggetto terzo (cessionario del credito d'imposta) non è riconducibile ad uno specifico principio contabile internazionale. Lo IAS 8 prevede che, nei casi in cui vi sia una fattispecie non esplicitamente trattata da un principio contabile IAS/IFRS, la direzione aziendale definisca un'accounting policy idonea a garantire un'informativa rilevante e attendibile di tali operazioni.

A tal fine il Gruppo Intesa Sanpaolo, tenendo in considerazione le indicazioni espresse dalle Autorità29, si è dotato di una accounting policy che fa riferimento alla disciplina contabile prevista dall'IFRS 9, applicandone in via analogica le disposizioni compatibili con le caratteristiche dell'operazione e considerando che i crediti d'imposta in questione sono, sul piano sostanziale, assimilabili a un'attività finanziaria. Il Gruppo acquista i crediti secondo la propria tax capacity, con l'obiettivo di detenerli e utilizzarli per le compensazioni future, pertanto, tali crediti sono riconducibili ad un business model Hold to Collect e rilevati al costo ammortizzato, con rappresentazione della remunerazione nel margine di interesse durante l'arco temporale di recupero. La valutazione di tali crediti dovrà essere effettuata considerando i flussi di utilizzo attraverso le compensazioni future stimate, non risulta invece applicabile alla specifica casistica il framework contabile previsto dall'IFRS 9 per il calcolo delle perdite attese, ossia su questi crediti d'imposta non viene calcolata ECL, in quanto non esiste un rischio di credito della controparte, tenuto conto che il realizzo del credito avviene tramite compensazione con dei debiti e non tramite incasso. Come specificato dal documento congiunto delle Autorità, tenuto conto che i crediti d'imposta acquistati non rappresentano, ai sensi dei principi contabili internazionali, attività fiscali, contributi pubblici, attività immateriali o attività finanziarie, la classificazione più appropriata, ai fini della presentazione in bilancio, è quella residuale fra le Altre Attività dello stato patrimoniale.

Operazioni di finanziamento TLTRO III

Le TLTRO III (Targeted Longer Term Refinancing Operation) mirano a preservare condizioni favorevoli del credito bancario e a sostenere l'orientamento accomodante della politica monetaria. Alcuni dei parametri definiti dalla BCE il 6 giugno 2019 sono stati successivamente rivisti in senso migliorativo, da ultimo in data 10 dicembre 2020, alla luce delle ricadute economiche derivanti dal protrarsi dell'emergenza COVID-19. Il finanziamento ottenibile da ciascun istituto bancario dipende dall'ammontare dei prestiti concessi a determinate date di rilevazione a società non finanziarie e famiglie (prestiti idonei). Le operazioni sono condotte con cadenza trimestrale, a partire da settembre 2019 e ciascuna operazione ha durata pari a tre anni.

Il tasso di interesse per ciascuna operazione è fissato ad un livello pari a quello medio delle operazioni di rifinanziamento principali dell'Eurosistema (MRO), attualmente pari allo 0%, fatta eccezione per il periodo compreso tra il 24 giugno 2020 e il 23 giugno 2022 ("special interest rate period"), in cui si applicherà un tasso inferiore di 50 punti base. Le banche che concedono prestiti idonei netti superiori ad un valore di riferimento ("benchmark net lending") possono beneficiare di una riduzione del tasso di interesse. In dettaglio, il tasso migliorativo applicato sarà pari al tasso medio sui depositi presso la banca centrale (Deposit Facility), attualmente pari a -0,5%, per l'intera durata della rispettiva operazione, con l'eccezione dello "special interest rate period" a cui si aggiungerà l'ulteriore riduzione di 50 punti base (e in ogni caso non più alto del - 1%). Gli interessi sono regolati posticipatamente alla scadenza di ciascuna operazione di TLTRO III o al momento del rimborso anticipato.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo applica alle operazioni TLTRO III il trattamento contabile definito ai sensi dell'IFRS 9, considerando le condizioni di rifinanziamento definite dalla BCE come tassi di mercato nell'ambito delle misure di politica monetaria dell'Eurosistema.

Secondo la policy contabile del Gruppo, i tassi preferenziali previsti per il periodo dal 24 giugno 2020 al 23 giugno 2022 sono rilevati ai sensi dell'IFRS 9 come tassi variabili applicabili al periodo di riferimento in quanto il Consiglio Direttivo della BCE può in qualsiasi momento modificare prospetticamente il tasso di interesse delle operazioni TLTRO III (come ha peraltro fatto ad aprile e dicembre 2020). Gli interessi vengono rilevati quindi tempo per tempo sulla base del tasso di interesse dello strumento per ogni periodo (pari a -0,5% fino al 24 giugno 2020; pari a -1% fino al 23 giugno 2022 e pari a -0.5% successivamente e fino a scadenza, sulla base dei tassi attuali) come previsto dal paragrafo B5.4.5 dell'IFRS 9.

29 Banca d'Italia, Consob e IVASS hanno pubblicato in data 5 gennaio il documento n. 9 del Tavolo di coordinamento in materia di applicazione degli IAS/IFRS "Trattamento contabile dei crediti d'imposta connessi con i Decreti Legge "Cura Italia" e "Rilancio" acquistati a seguito di cessione da parte dei beneficiari diretti o di precedenti acquirenti".

Presupposto per la rilevazione degli interessi migliorativi – in continuità con l'impostazione già adottata per il TLTRO II - è una stima attendibile del verificarsi del raggiungimento dei target previsti (benchmark net lending), che il Gruppo effettua tramite i report previsionali sull'andamento degli impieghi monitorati a date predefinite e approvati da adeguato livello del management.

In caso di eventuali modifiche alle previsioni sul raggiungimento di tali target troverebbero applicazione le disposizioni dell'IFRS 9 sulle revisioni delle stime dei flussi di cassa.

Riconoscimento dei ricavi e dei costi

I ricavi sono flussi lordi di benefici economici derivanti dallo svolgimento dell'attività ordinaria dell'impresa e sono rilevati nel momento in cui viene trasferito il controllo dei beni o servizi al cliente, ad un ammontare che rappresenta l'importo del corrispettivo a cui si ritiene di avere diritto. In particolare, la rilevazione dei ricavi avviene tramite l'applicazione di un modello che deve soddisfare i seguenti criteri:

  • identificazione del contratto, definito come un accordo in cui le parti si sono impegnate ad adempiere alle rispettive obbligazioni;
  • individuazione delle singole obbligazioni di fare ("performance obligations") contenute nel contratto;
  • determinazione del prezzo della transazione, ossia il corrispettivo atteso per il trasferimento al cliente dei beni o dei servizi;
  • ripartizione del prezzo della transazione a ciascuna "performance obligation", sulla base dei prezzi di vendita della singola obbligazione;
  • riconoscimento dei ricavi nel momento in cui (o man mano che) l'obbligazione di fare risulta adempiuta trasferendo al cliente il bene o servizio promesso.

Il prezzo dell'operazione rappresenta l'importo del corrispettivo a cui l'entità ritiene di aver diritto in cambio del trasferimento al cliente dei beni e servizi promessi. Esso può includere importi fissi, variabili o entrambe le casistiche. I ricavi configurati da corrispettivi variabili vengono rilevati a Conto economico se attendibilmente stimabili e unicamente se è altamente probabile che tale corrispettivo non debba essere, in periodi successivi, in tutto o in una sua parte significativa, stornato dal Conto economico. In caso di forte prevalenza di fattori di incertezza legati alla natura del corrispettivo, il medesimo sarà rilevato solo al momento in cui tale incertezza verrà risolta.

I ricavi possono essere riconosciuti:

  • in un momento preciso, quando l'entità adempie l'obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio promesso, o
  • nel corso del tempo, mano a mano che l'entità adempie l'obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio promesso.

Il bene è trasferito quando, o nel corso del periodo in cui, il cliente ne acquisisce il controllo.

In particolare:

  • gli interessi corrispettivi sono riconosciuti pro rata temporis sulla base del tasso di interesse contrattuale o di quello effettivo nel caso di applicazione del costo ammortizzato. La voce interessi attivi (ovvero interessi passivi) comprende anche i differenziali o i margini, positivi (o negativi), maturati sino alla data di riferimento del bilancio, relativi a contratti derivati finanziari:
    • a) di copertura di attività e passività che generano interessi;
    • b) classificati nello Stato Patrimoniale nel portafoglio di negoziazione, ma gestionalmente collegati ad attività e/o passività finanziarie valutate al fair value (fair value option);
    • c) connessi gestionalmente con attività e passività classificate nel portafoglio di negoziazione e che prevedono la liquidazione di differenziali o di margini a più scadenze;
  • gli interessi di mora, eventualmente previsti in via contrattuale, sono contabilizzati a Conto Economico solo al momento del loro effettivo incasso;
  • i dividendi sono rilevati a Conto Economico al momento in cui ne viene deliberata la distribuzione, a meno che tale data non sia nota o l'informazione non sia immediatamente disponibile, nel qual caso è ammessa la rilevazione al momento dell'incasso;
  • le commissioni per ricavi da servizi sono iscritte, sulla base dell'esistenza di accordi contrattuali, nel periodo in cui i servizi stessi sono stati prestati. Le commissioni considerate nel costo ammortizzato ai fini della determinazione del tasso di interesse effettivo, sono rilevate tra gli interessi;
  • gli utili e perdite derivanti dalla negoziazione di strumenti finanziari sono riconosciuti al Conto Economico al momento del perfezionamento della vendita, sulla base della differenza tra il corrispettivo pagato o incassato ed il valore di iscrizione degli strumenti stessi;
  • i ricavi derivanti dalla vendita di attività non finanziarie sono rilevati al momento del perfezionamento della vendita, ovvero quando è adempiuta l'obbligazione di fare nei confronti del cliente.

I costi sono rilevati a Conto Economico secondo il principio della competenza; i costi relativi all'ottenimento e l'adempimento dei contratti con la clientela sono rilevati a Conto Economico nei periodi nei quali sono contabilizzati i relativi ricavi.

Utilizzo di stime e assunzioni nella predisposizione dell'informativa finanziaria

La predisposizione dell'informativa finanziaria richiede anche il ricorso a stime e ad assunzioni che possono determinare significativi effetti sui valori iscritti nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico, nonché sull'informativa relativa alle attività e passività potenziali riportate in bilancio. L'elaborazione di tali stime implica l'utilizzo delle informazioni disponibili e l'adozione di valutazioni soggettive, fondate anche sull'esperienza storica, utilizzata ai fini della formulazione di assunzioni ragionevoli per la rilevazione dei fatti di gestione. Per loro natura le stime e le assunzioni utilizzate possono variare di esercizio in esercizio e, pertanto, non è da escludersi che negli esercizi successivi i valori iscritti in bilancio possano variare anche in maniera significativa a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate.

In presenza di incertezze più significative e/o di attività oggetto di misurazione di particolare materialità la valutazione è supportata, con il ricorso a periti/esperti esterni, da specifiche fairness opinion.

Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l'impiego di valutazioni soggettive da parte della direzione aziendale sono:

  • la quantificazione delle perdite per riduzione di valore dei crediti, delle partecipazioni e, in genere, delle altre attività finanziarie;
  • l'utilizzo di modelli valutativi per la rilevazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
  • la valutazione della congruità del valore degli avviamenti e delle altre attività immateriali;
  • la quantificazione del fair value degli immobili e del patrimonio artistico di pregio;
  • la quantificazione dei fondi del personale e dei fondi per rischi e oneri;
  • le stime e le assunzioni sulla recuperabilità della fiscalità differita attiva;
  • le ipotesi demografiche (legate alla mortalità prospettica della popolazione assicurata) e finanziarie (derivanti dalla possibile evoluzione dei mercati finanziari) utilizzate nello strutturare i prodotti assicurativi e nel definire le basi di calcolo delle riserve integrative previste da normativa assicurativa, oltre alle riserve shadow e da Liability adeguacy test previste dall'IFRS 4.

Per talune delle fattispecie appena elencate possono essere identificati i principali fattori che sono oggetto di stime da parte del Gruppo e che quindi concorrono a determinare il valore di iscrizione in bilancio di attività e passività. Senza pretesa di esaustività, si segnala che:

  • per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati su mercati attivi, qualora sia necessario l'utilizzo di parametri non desumibili dal mercato, le principali stime riguardano, da un lato, lo sviluppo dei flussi finanziari futuri (o anche flussi reddituali, nel caso di titoli azionari), eventualmente condizionati a eventi futuri e, dall'altro, il livello di determinati parametri in input non quotati su mercati attivi;
  • per l'allocazione nei tre stadi di rischio creditizio previsti dall'IFRS 9 di crediti e titoli di debito classificati tra le Attività finanziarie al costo ammortizzato e le Attività finanziarie al fair value con impatto sulla redditività complessiva ed il calcolo delle relative perdite attese, le principali stime riguardano:
    • o la determinazione dei parametri di significativo incremento del rischio di credito, basati essenzialmente su modelli di misurazione delle probabilità di default (PD) all'origination delle attività finanziarie e alla data di bilancio;
    • o l'inclusione di fattori forward looking, anche di tipo macroeconomico, per la determinazione di PD e LGD;
    • o la determinazione delle probabilità di vendita di attività finanziarie deteriorate, mediante realizzo delle posizioni sul mercato;
  • per la determinazione delle stime dei flussi di cassa futuri rivenienti dai crediti deteriorati, sono presi in considerazione alcuni elementi: i tempi di recupero attesi, il presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie nonché i costi che si ritiene verranno sostenuti per il recupero dell'esposizione creditizia;
  • per la determinazione del valore d'uso delle attività immateriali a vita indefinita (brand name e avviamento) in riferimento alle Cash Generating Units (CGU) di cui si compone il Gruppo, sono oggetto di stima, separatamente ed opportunamente attualizzati, i flussi finanziari futuri nel periodo di previsione analitica e i flussi utilizzati per determinare il c.d. "terminal value", generati dalla CGU. Rientra tra gli elementi oggetto di stima anche il costo del capitale;
  • per la determinazione del valore d'uso delle attività immateriali a vita definita (portafogli di asset management e assicurativo) in riferimento alle CGU di cui si compone il Gruppo, sono oggetto di stima la vita utile, da un lato, ed i flussi finanziari futuri rivenienti dall'attività, dall'altro. Anche nel caso delle attività immateriali a vita definita rientra tra gli elementi oggetto di stima il costo del capitale;
  • la determinazione del fair value degli immobili e del patrimonio artistico di pregio viene effettuata attraverso la predisposizione di apposite perizie da parte di società qualificate ed indipendenti. Per la predisposizione delle perizie relative agli immobili sono oggetto di stima i canoni di locazione, i prezzi di vendita, i tassi di attualizzazione e i tassi di capitalizzazione, mentre per la predisposizione delle perizie relative al patrimonio artistico di pregio la stima del valore è stata desunta dall'andamento degli scambi di opere analoghe (per tecnica, misure, soggetto) dello stesso autore, o di scuole e movimenti regionali prossimi per stile e tecnica;
  • per la quantificazione dei fondi di quiescenza e per obblighi simili è oggetto di stima il valore attuale delle obbligazioni, tenuto conto dei flussi, opportunamente attualizzati, derivanti dalle analisi storico statistiche, e della curva demografica;
  • per la quantificazione dei fondi per rischi e oneri è oggetto di stima ove possibile l'ammontare degli esborsi necessari per l'adempimento delle obbligazioni, tenuto conto della probabilità effettiva del dover impiegare risorse;
  • per la determinazione delle poste relative alla fiscalità differita è stimata la probabilità di un futuro effettivo sostenimento di imposte (differenze temporanee tassabili) ed il grado di ragionevole certezza – se esistente – di ammontari imponibili futuri al momento in cui si manifesterà la deducibilità fiscale (differenze temporanee deducibili e perdite fiscali riportate a nuovo).

I criteri di classificazione delle attività finanziarie

La classificazione delle attività finanziarie nelle tre categorie previste dal principio dipende da due criteri, o driver, di classificazione: il modello di business con cui sono gestiti gli strumenti finanziari (o Business Model) e le caratteristiche contrattuali dei flussi finanziari delle attività finanziarie (o SPPI Test).

Dal combinato disposto dei due driver sopra menzionati discende la classificazione delle attività finanziare, secondo quanto di seguito evidenziato:

  • Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: attività che superano l'SPPI test e rientrano nel business model Hold to collect (HTC);
  • Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI): attività che superano l'SPPI test e rientrano nel business model Hold to collect and sell (HTCS);
  • Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (FVTPL): è una categoria residuale, in cui rientrano gli strumenti finanziari che non sono classificabili nelle categorie precedenti in base a quanto emerso dal business model test o dal test sulle caratteristiche dei flussi contrattuali (SPPI test non superato).

SPPI test

Affinché un'attività finanziaria possa essere classificata al costo ammortizzato o a FVOCI - oltre all'analisi relativa al business model - è necessario che i termini contrattuali dell'attività stessa prevedano, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire ("solely payment of principal and interest" - SPPI). Tale analisi deve essere effettuata, in particolare, per i finanziamenti e i titoli di debito.

Il test SPPI deve essere effettuato su ogni singolo strumento finanziario, al momento dell'iscrizione nel bilancio. Successivamente alla rilevazione iniziale, e finché è rilevata in bilancio, l'attività non è più oggetto di nuove valutazioni ai fini del test SPPI. Qualora si proceda alla cancellazione (derecognition contabile) di uno strumento finanziario e all'iscrizione di una nuova attività finanziaria occorre procedere all'effettuazione del test SPPI sul nuovo asset.

Ai fini dell'applicazione del test SPPI, l'IFRS 9 fornisce le definizioni di:

  • Capitale: è il fair value dell'attività finanziaria all'atto della rilevazione iniziale. Tale valore può modificarsi durante la vita dello strumento finanziario, per esempio per effetto dei rimborsi di parte del capitale;
  • Interesse: è il corrispettivo per il valore temporale del denaro (time value of money) e per il rischio di credito associato al capitale in essere in un particolare periodo di tempo. Può anche includere la remunerazione per altri rischi e costi di base associati all'attività creditizia e un margine di profitto.

Nel valutare se i flussi contrattuali di un'attività finanziaria possono essere definiti come SPPI, l'IFRS 9 fa riferimento al concetto generale di "contratto base di concessione del credito" (basic lending arrangement), che è indipendente dalla forma legale dell'attività. Quando le clausole contrattuali introducono l'esposizione a rischi o volatilità dei flussi finanziari contrattuali non coerente con la definizione di basic lending arrangement, come ad esempio l'esposizione a variazione dei prezzi di azioni o di merci, i flussi contrattuali non soddisfano la definizione di SPPI. L'applicazione del driver di classificazione basato sui flussi di cassa contrattuali richiede talvolta un giudizio soggettivo e, pertanto, la definizione di policy interne di applicazione.

Nei casi in cui il valore temporale del denaro sia modificato ("modified time value of money") - ad esempio, quando il tasso di interesse dell'attività finanziaria è rideterminato periodicamente, ma la frequenza della rideterminazione o la frequenza del pagamento delle cedole non rispecchiano la natura del tasso di interesse (ad esempio il tasso di interesse è rivisto mensilmente sulla base di un tasso a un anno) oppure quando il tasso d'interesse è rideterminato periodicamente sulla base di una media di particolari tassi di breve o medio-lungo termine - l'impresa deve valutare, sia utilizzando elementi quantitativi che qualitativi, se i flussi contrattuali rispondano ancora alla definizione di SPPI (c.d. benchmark cash flows test). Qualora dal test emerga che i flussi di cassa contrattuali (non attualizzati) risultano "significativamente differenti" rispetto ai flussi di cassa (anch'essi non attualizzati) di uno strumento benchmark (ovvero senza l'elemento di time value modificato) i flussi di cassa contrattuali non possono essere considerati come rispondenti alla definizione di SPPI.

Analisi particolari (c.d. "look through test") sono richieste dal principio e vengono di conseguenza poste in essere anche per gli strumenti multipli legati contrattualmente ("contrattually linked instruments" – CLI) che creano concentrazioni di rischio di credito per il ripianamento del debito e per i non recourse asset, ad esempio nei casi in cui il credito può essere fatto valere solo in relazione a determinate attività del debitore o ai flussi finanziari derivanti da determinate attività.

Anche la presenza di clausole contrattuali che possono modificare la periodicità o l'ammontare dei flussi di cassa contrattuali deve essere considerata per valutare se tali flussi soddisfano i requisiti per essere considerati SPPI (ad esempio opzioni di prepagamento, possibilità di differire i flussi di cassa previsti contrattualmente, strumenti con derivati incorporati, strumenti subordinati, eccetera).

Tuttavia, come previsto dall'IFRS 9, una caratteristica dei flussi finanziari contrattuali non influisce sulla classificazione dell'attività finanziaria qualora possa avere solo un effetto de minimis sui flussi finanziari contrattuali dell'attività finanziaria (in ciascun esercizio e cumulativamente). Analogamente, se una caratteristica dei flussi finanziari non è realistica (not genuine), ovvero se influisce sui flussi finanziari contrattuali dello strumento soltanto al verificarsi di un evento estremamente raro, molto insolito e molto improbabile, essa non influisce sulla classificazione dell'attività finanziaria.

Ai fini dell'effettuazione del test SPPI, per l'operatività in titoli di debito il Gruppo Intesa Sanpaolo si avvale dei servizi forniti da noti info-provider. Tale scelta, da un lato, permette agli operatori di front office che operano in titoli di avere un esito immediato per lo svolgimento del test, consentendo uno snellimento delle pratiche in sede di acquisto, dall'altro, consente di avvalersi di impostazioni di mercato condivise da molteplici operatori e società di revisione. Solo nel caso in cui i titoli non siano gestiti dagli info-provider, il test è effettuato manualmente tramite l'utilizzo di un tool proprietario basato su una metodologia sviluppata internamente (alberi decisionali).

Viceversa, per l'effettuazione del test SPPI nell'ambito dei processi di concessione del credito si è sviluppato un tool proprietario basato su una metodologia sviluppata internamente (alberi decisionali). In particolare, date le significative differenti caratteristiche, è prevista una gestione differenziata per i prodotti riconducibili a uno standard contrattuale (tipicamente portafoglio crediti retail) e finanziamenti tailor made (tipicamente portafoglio crediti corporate).

Per i prodotti standard, il test SPPI è effettuato in sede di strutturazione dello standard contrattuale, attraverso il processo «Coordinamento Nuovi Prodotti» e l'esito del test viene esteso a tutti i singoli rapporti riconducibili al medesimo prodotto a catalogo. Invece per i prodotti tailor made, il test SPPI è effettuato per ogni nuova linea di credito / rapporto sottoposta all'organo deliberante attraverso l'utilizzo del tool proprietario.

Gli alberi decisionali - inseriti nel tool proprietario - sono stati predisposti internamente (sia per i titoli di debito che i finanziamenti) e catturano le possibili caratteristiche non SPPI compliant. Tengono conto delle indicazioni fornite dall'IFRS 9, oltre a recepire le interpretazioni del principio definite dal Gruppo. Gli alberi sono utilizzati sia per l'implementazione delle regole del tool proprietario, sia per la verifica e per la validazione della metodologia adottata dagli info-provider.

Business model

Per quanto riguarda il business model, l'IFRS 9 individua tre fattispecie in relazione alla modalità con cui sono gestiti i flussi di cassa e le vendite delle attività finanziarie:

  • Hold to Collect (HTC): si tratta di un modello di business il cui obiettivo si realizza attraverso l'incasso dei flussi di cassa contrattuali delle attività finanziarie incluse nei portafogli ad esso associati. L'inserimento di un portafoglio di attività finanziarie in tale business model non comporta necessariamente l'impossibilità di vendere gli strumenti anche se è necessario considerare la frequenza, il valore e la tempistica delle vendite negli esercizi precedenti, le ragioni delle vendite e le aspettative riguardo alle vendite future;
  • Hold to Collect and Sell (HTCS): è un modello di business misto, il cui obiettivo viene raggiunto attraverso l'incasso dei flussi di cassa contrattuali delle attività finanziarie in portafoglio e (anche) attraverso un'attività di vendita che è parte integrante della strategia. Entrambe le attività (raccolta dei flussi contrattuali e vendita) sono indispensabili per il raggiungimento dell'obiettivo del modello di business. Pertanto, le vendite sono più frequenti e significative rispetto ad un business model HTC e sono parte integrante delle strategie perseguite;
  • Other/Trading: si tratta di una categoria residuale che comprende sia le attività finanziarie detenute con finalità di trading sia le attività finanziarie gestite con un modello di business non riconducibile alle categorie precedenti (Hold to Collect ed Hold to Collect and Sell). In generale tale classificazione si applica ad un portafoglio di asset finanziari la cui gestione e performance sono valutate sulla base del fair value.

Il business model riflette le modalità con le quali le attività finanziarie sono gestite per generare flussi di cassa a beneficio dell'entità e viene definito dal top management mediante l'opportuno coinvolgimento delle strutture di business. Viene osservato considerando la modalità di gestione delle attività finanziarie e, come conseguenza, la misura in cui i flussi di cassa del portafoglio derivano dall'incasso di flussi contrattuali, dalla vendita delle attività finanziarie o da entrambe queste attività. La valutazione non avviene sulla base di scenari che, in base a previsioni ragionevoli dell'entità, non sono destinati a verificarsi, come i cosiddetti scenari «worst case» o «stress case». Per esempio, se l'entità prevede di vendere un determinato portafoglio di attività finanziarie solo in uno scenario «stress case», tale scenario non influisce sulla valutazione del modello di business dell'entità per tali attività se tale scenario, in base a previsioni ragionevoli dell'entità, non è destinato a verificarsi.

Il modello di business non dipende dalle intenzioni che il management ha con riferimento ad un singolo strumento finanziario, ma fa riferimento alle modalità con le quali gruppi di attività finanziarie vengono gestiti ai fini del raggiungimento di un determinato obiettivo di business.

In sintesi, il business model:

  • riflette le modalità con cui le attività finanziarie sono gestite per generare flussi di cassa;
  • viene definito dal top management, mediante l'opportuno coinvolgimento delle strutture di business;
  • deve essere osservabile considerando le modalità di gestione delle attività finanziarie.

In termini operativi l'assessment del modello di business viene effettuato in coerenza con l'organizzazione aziendale, la specializzazione delle funzioni di business, il modello di risk cascading e l'assegnazione dei poteri delegati (limiti). Nell'effettuare l'assessment del business model si utilizzano tutti i fattori rilevanti disponibili alla data dell'assessment. Le evidenze sopra richiamate comprendono la strategia, i rischi e la loro gestione, le politiche di remunerazione, il reporting e l'ammontare delle vendite. Nell'analisi del business model è essenziale che gli elementi indagati mostrino tra di loro coerenza ed in particolare siano coerenti rispetto alla strategia perseguita. L'evidenza di attività non in linea con la strategia deve essere analizzata e adeguatamente giustificata.

A tale proposito ed in relazione agli intenti gestionali per cui le attività finanziare sono detenute, è stato redatto un apposito documento "Regole in materia di business model" (approvato dai competenti livelli di governance), destinato alla Capogruppo e alle Società del Gruppo Bancario. Esso definisce e declina gli elementi costitutivi del business model in relazione alle attività finanziarie inserite nei portafogli gestiti nello svolgimento dell'operatività sulle strutture di business per il Gruppo Intesa Sanpaolo. Il primo impianto del documento è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione, con il parere favorevole del Comitato Rischi. Più in dettaglio, la mappatura del modello di business adottato dalle diverse strutture attraverso cui il Gruppo opera, con riferimento sia ai crediti che ai titoli di debito, tiene conto dell'articolazione del modello Divisionale e del Centro di Governo; tale articolazione è stata individuata come il livello rilevante per la definizione e la rappresentazione dei diversi modelli di business applicati dai Risk Taking Center del Gruppo.

Nell'ambito dell'Area Chief Risk Officer, la Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato della Capogruppo sovraintende, ad alto livello, la procedura necessaria per determinare il modello di business di un determinato insieme di attività e verifica la necessità di eventuali aggiornamenti (da riportare, con cadenza almeno annuale, nel documento di Regole in materia di business model).

Monitoraggi del Business Model

Il monitoraggio del business model di riferimento delle diverse strutture attraverso cui il Gruppo opera è effettuato dalla Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato che utilizza indicatori aventi l'obiettivo di verificare la coerenza tra strategia dichiarata e quella perseguita all'interno dei modelli di business; tali indicatori, differenziati per i diversi business model, sono stati sviluppati in linea con l'IFRS 9 e in coerenza con policy e regole aziendali.

Per i portafogli Hold to Collect, il Gruppo ha definito le soglie di ammissibilità delle vendite che non inficiano la classificazione (frequenti ma non significative, individualmente e in aggregato, oppure infrequenti anche se di ammontare significativo) e, contestualmente, si sono stabiliti i parametri per individuare le vendite coerenti con tale modello di business in quanto riconducibili ad un incremento del rischio di credito o per titoli prossimi alla scadenza.

Più nel dettaglio, nell'ambito di un modello di business HTC le vendite sono ammesse:

  • in caso di aumento del rischio di credito, che avviene:

  • o per i titoli, quando si verifica un downgrade di predeterminati notches rispetto al rating all'origination. L'approccio adottato prevede che il numero di notch sia differenziato in funzione del rating all'origination, in coerenza con la metodologia in uso per l'identificazione della "significant deterioration", ossia per il passaggio di staging;

  • o per i crediti, se si tratta di cessioni di crediti deteriorati o di crediti classificati in stage 2;
  • per i titoli prossimi a scadenza (ovvero, secondo le norme di Gruppo, nei 6 mesi precedenti la scadenza), purché quanto incassato approssimi il valore attuale dei flussi contrattuali rimanenti;
  • quando sono frequenti ma non significative in termini di valore o occasionali anche se significative in termini di valore. Al fine di determinare questi aspetti sono state definite soglie di frequenza e significatività:
    • o la frequenza è definita come il rapporto percentuale tra il numero di posizioni vendute nel corso del periodo di osservazione e la media delle posizioni in portafoglio nel periodo di osservazione;
    • o la significatività è definita come il rapporto percentuale tra il valore nominale delle vendite e il valore nominale medio degli strumenti in portafoglio nel periodo considerato, applicando, per i soli titoli di debito, una metodologia che prevede un maggior peso per le vendite di posizioni acquistate più recentemente.
    • Nella misurazione dell'eventuale superamento della soglia di significatività, alle posizioni vendute e con riferimento alle posizioni acquistate più recentemente vengono applicati dei moltiplicatori per favorire il rispetto della logica propria del business model HTC.

Con riferimento alla determinazione dei "Rischi" e del "Reporting" sui modelli di business HTCS e Trading si applica in linea di principio quanto normato dal RAF e dal Market Risk Charter, nonché da policy interne nell'ambito dei controlli sui rischi di mercato e contestualmente sono definite talune misure volte a monitorare la coerenza del modello di business HTCS e Other/Trading.

Con riferimento al business model HTCS, il principio IFRS 9 non prevede la necessità di limiti alla frequenza o al valore delle vendite, tuttavia il Gruppo ha stabilito per i soli titoli di debito degli indicatori al fine di garantirne nel tempo la corretta attribuzione al business model scelto. Gli stessi sono definiti come:

  • Holding Period - misura la giacenza temporale di un determinato strumento in portafoglio;

  • Indice di Turnover - misura la velocità di rotazione delle posizioni in portafoglio su un predefinito arco temporale. Nell'ambito del monitoraggio degli indicatori sopra definiti sono previsti dei limiti e soglie di early warning a seconda del complesso delle strategie perseguite dal portafoglio classificato Hold to Collect and Sell.

Con riferimento infine ai titoli di debito o di capitale detenuti con finalità di trading è prevista una misura della coerenza di inclusione nel business model scelto, rappresentata dall'indicatore di "permanenza media attesa" (c.d.Vintage) che misura la giacenza temporale osservata di ogni titolo in portafoglio.

Le misure di monitoraggio relative ai diversi business model sono oggetto di regolare reporting in comitati tecnici.

Modalità di determinazione del costo ammortizzato

Il costo ammortizzato di un'attività o passività finanziaria è il valore a cui è stata misurata, alla rilevazione iniziale, l'attività o la passività finanziaria al netto dei rimborsi di capitale, accresciuto o diminuito dall'ammortamento complessivo, calcolato usando il metodo dell'interesse effettivo, delle differenze tra il valore iniziale e quello a scadenza e al netto di qualsiasi perdita di valore.

Il tasso di interesse effettivo è quel tasso che eguaglia il valore attuale di un'attività o passività finanziaria al flusso contrattuale dei pagamenti futuri in denaro o ricevuti fino alla scadenza o alla successiva data di ricalcolo del prezzo. Per il calcolo del valore attuale si applica il tasso di interesse effettivo al flusso dei futuri incassi o pagamenti lungo l'intera vita utile dell'attività o passività finanziaria o per un periodo più breve in presenza di talune condizioni (per esempio revisione dei tassi di mercato).

Successivamente alla rilevazione iniziale, il costo ammortizzato permette di allocare ricavi e costi portati in diminuzione o aumento dello strumento lungo l'intera vita attesa dello stesso per il tramite del processo di ammortamento. La determinazione del costo ammortizzato è diversa a seconda che le attività/passività finanziarie oggetto di valutazione siano a tasso fisso o variabile e – in quest'ultimo caso – a seconda che la variabilità del tasso sia nota o meno a priori. Per gli strumenti a tasso fisso o a tasso fisso per fasce temporali, i flussi futuri di cassa vengono quantificati in base al tasso di interesse noto (unico o variabile) durante la vita del finanziamento. Per le attività/passività finanziarie a tasso variabile, la cui variabilità non è nota a priori (ad esempio perché legata ad un indice), la determinazione dei flussi di cassa è effettuata sulla base dell'ultimo tasso noto. Ad ogni data di revisione del tasso si procede al ricalcolo del piano di ammortamento e del tasso di rendimento effettivo su tutta la vita utile dello strumento, cioè fino alla data di scadenza. L'aggiustamento viene riconosciuto come costo o provento nel conto economico.

La valutazione al costo ammortizzato viene effettuata per le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e per quelle valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, nonché per le passività finanziarie valutate al costo ammortizzato.

Le attività e le passività finanziarie negoziate a condizioni di mercato sono inizialmente rilevate al loro fair value, che normalmente corrisponde all'ammontare erogato o pagato comprensivo, per gli strumenti valutati al costo ammortizzato, dei costi di transazione e delle commissioni direttamente imputabili.

Sono considerati costi di transazione i costi ed i proventi marginali interni o esterni attribuibili all'emissione, all'acquisizione o alla dismissione di uno strumento finanziario e non riaddebitabili al cliente. Tali commissioni, che devono essere direttamente riconducibili alla singola attività o passività finanziaria, incidono sul rendimento effettivo originario e rendono il tasso di interesse effettivo associato alla transazione diverso dal tasso di interesse contrattuale. Sono esclusi i costi/proventi relativi

indistintamente a più operazioni e le componenti correlate ad eventi che possono verificarsi nel corso della vita dello strumento finanziario, ma che non sono certi all'atto della definizione iniziale, quali ad esempio: commissioni per retrocessione, per mancato utilizzo, per estinzione anticipata. Inoltre non sono considerati nel calcolo del costo ammortizzato i costi che l'impresa dovrebbe sostenere indipendentemente dall'operazione (es. costi amministrativi, di cancelleria, di comunicazione), quelli che, pur essendo specificatamente attribuibili all'operazione, rientrano nella normale prassi di gestione del finanziamento (ad esempio, attività finalizzate all'erogazione del fido), nonché le commissioni per servizi incassate a seguito dell'espletamento di attività di Finanza Strutturata che si sarebbero comunque incassate indipendentemente dal successivo finanziamento dell'operazione (quali ad esempio le commissioni di facility e di arrangement).

Con particolare riferimento ai crediti, si considerano costi riconducibili allo strumento finanziario le provvigioni pagate ai canali distributivi, i compensi pagati per consulenza/assistenza per l'organizzazione e/o la partecipazione ai prestiti sindacati ed infine le commissioni up front correlate a crediti erogati a tassi superiori a quelli di mercato; mentre i ricavi considerati nel calcolo del costo ammortizzato sono le commissioni up-front correlate a crediti erogati a tassi inferiori a quelli di mercato, quelle di partecipazione alle operazioni sindacate e le commissioni di brokeraggio collegate a provvigioni riconosciute da società di intermediazione.

Per quanto riguarda i titoli non valutati al fair value con impatto a conto economico, sono considerati costi di transazione le commissioni per contratti con broker operanti sui mercati azionari italiani, quelle erogate agli intermediari operanti sui mercati azionari e obbligazionari esteri definite sulla base di tabelle commissionali. Non si considerano attratti dal costo ammortizzato i bolli, in quanto non significativi.

Per i titoli emessi, sono considerati nel calcolo del costo ammortizzato le commissioni di collocamento dei prestiti obbligazionari pagate a terzi, le quote pagate alle borse valori ed i compensi pagati ai revisori per l'attività svolta a fronte di ogni singola emissione, mentre non si considerano attratte dal costo ammortizzato le commissioni pagate ad agenzie di rating, le spese legali e di consulenza/revisione per l'aggiornamento annuale dei prospetti informativi, i costi per l'utilizzo di indici e le commissioni che si originano durante la vita del prestito obbligazionario emesso.

Il costo ammortizzato si applica anche per la valutazione della perdita di valore degli strumenti finanziari sopra elencati nonché per l'iscrizione di quelli emessi o acquistati ad un valore diverso dal loro fair value. Questi ultimi vengono iscritti al fair value, anziché per l'importo incassato o pagato, calcolato attualizzando i flussi di cassa futuri ad un tasso uguale al tasso di rendimento effettivo di strumenti simili (in termini di merito creditizio, scadenze contrattuali, valuta, ecc.), con contestuale rilevazione nel Conto Economico di un onere o di un provento finanziario; successivamente alla valorizzazione iniziale, sono valutati al costo ammortizzato con l'evidenziazione di interessi effettivi maggiori o minori rispetto a quelli nominali. Infine, sono valutate al costo ammortizzato anche le passività strutturate che non sono valutate al fair value con imputazione al Conto Economico in quanto si è provveduto a scorporare e rilevare separatamente il contratto derivato incorporato nello strumento finanziario.

Come indicato dall'IFRS 9, in alcuni casi, un'attività finanziaria è considerata deteriorata al momento della rilevazione iniziale poiché il rischio di credito è molto elevato e, in caso di acquisto, è acquistata con grossi sconti (rispetto al valore di erogazione iniziale). Nel caso in cui le attività finanziarie in oggetto, sulla base dell'applicazione dei driver di classificazione (ovvero SPPI test e Business model), siano classificate tra le attività valutate al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva, le stesse sono qualificate come "Purchased or Originated Credit Impaired Asset" (in breve "POCI") e sono assoggettate ad un trattamento peculiare per quel che attiene al processo di impairment. Inoltre, sulle attività finanziarie qualificate come POCI, si calcola, alla data di rilevazione iniziale, un tasso di interesse effettivo corretto per il credito (c.d. "credit-adjusted effective interest rate"), per la cui individuazione è necessario includere, nelle stime dei flussi finanziari, le perdite attese iniziali. Per l'applicazione del costo ammortizzato, e il conseguente calcolo degli interessi, si applica, quindi, tale tasso di interesse effettivo corretto per il credito.

Con riferimento ai crediti deteriorati rivenienti da operazioni di aggregazioni aziendali, la differenza tra il valore di prima iscrizione (il fair value determinato in sede di PPA) dei POCI e il precedente valore di carico contabile presso il soggetto acquisito viene suddivisa in due componenti: una legata ai minori flussi recuperabili stimati in sede di determinazione del fair value, che pertanto scontano le perdite creditizie attese lungo l'intera durata residua, e l'altra legata all'attualizzazione di tali minori flussi recuperabili. Si precisa che l'effetto reversal dell'attualizzazione (relativa alla stima dei flussi recuperabili attribuiti ai crediti deteriorati in sede di PPA) viene contabilizzato, pro rata temporis, fra gli interessi attivi in modo da integrare il tasso di interesse contrattuale con il maggior rendimento derivante dal minor valore attribuito ai flussi recuperabili che, come detto in precedenza, tengono conto delle perdite attese lungo l'intera durata residua delle attività POCI.

Il criterio di valutazione al costo ammortizzato non si applica per le attività/passività finanziarie coperte per le quali è prevista la rilevazione delle variazioni di fair value relative al rischio coperto a Conto Economico. Lo strumento finanziario viene però nuovamente valutato al costo ammortizzato in caso di cessazione della copertura, momento a partire dal quale le variazioni di fair value precedentemente rilevate sono ammortizzate, calcolando un nuovo tasso di interesse effettivo di rendimento che considera il valore del credito aggiustato del fair value della parte oggetto di copertura, fino alla scadenza della copertura originariamente prevista. Inoltre, come già ricordato nei paragrafi relativi alle attività e passività finanziarie valutate al costo ammortizzato, la valutazione al costo ammortizzato non si applica per le attività/passività finanziarie la cui breve durata fa ritenere trascurabile l'effetto economico dell'attualizzazione né per i crediti senza una scadenza definita o a revoca.

Modalità di determinazione delle perdite di valore

Perdite di valore delle attività finanziarie

Ad ogni data di bilancio, ai sensi dell'IFRS 9, le attività finanziarie diverse da quelle valutate al fair value con impatto a conto economico sono sottoposte ad una valutazione volta a verificare se esistano evidenze che possano far ritenere non interamente recuperabile il valore di iscrizione delle attività stesse. Un'analisi analoga viene effettuata anche per gli impegni ad erogare fondi e per le garanzie rilasciate che rientrano nel perimetro da assoggettare ad impairment ai sensi dell'IFRS 9. Propedeuticamente alla determinazione delle perdite di valore, ad ogni data di reporting occorre procedere con l'allocazione degli strumenti finanziari (cd. Stage Assignment" o "Staging"), nelle seguenti categorie:

  • Stage 1: comprendente gli strumenti finanziari per i quali, dal momento della loro rilevazione iniziale sino alla data di reporting, non siano state rilevate evidenze di un significativo incremento del rischio di credito;
  • Stage 2: che comprende le attività finanziarie che hanno evidenziato un significativo incremento del rischio creditizio rispetto al momento della rilevazione iniziale;
  • Stage 3: nel caso in cui sussistano evidenze di perdite di valore (c.d. "evidenze di impairment"), le attività finanziarie in questione – coerentemente, ove esistenti, con tutte quelle restanti di pertinenza della medesima controparte – sono considerate deteriorate (impaired) e pertanto classificate nello Stage 3.
    • Le esposizioni deteriorate (impaired), sono rappresentate dalle attività finanziarie classificate nelle categorie delle sofferenze, delle inadempienze probabili ("unlikely to pay" – UTP) e delle esposizioni scadute da oltre novanta giorni, definite nella Circolare di Banca d'Italia n.272/2008.

Preliminarmente all'illustrazione delle modalità di determinazione delle perdite di valore delle attività finanziarie performing e non performing, si precisa che i trattamenti di seguito descritti devono essere letti unitamente agli interventi introdotti – anche su indicazione dei regulator - a seguito della pandemia COVID-19 che sono inquadrati in via generale nella Sezione 5 della presente Parte A della Nota Integrativa e descritti più in dettaglio nella Parte E – Sezione 1 Rischi di credito (2.3 Metodi di misurazione delle perdite attese).

Perdite di valore delle attività finanziarie performing

Per le attività finanziarie per cui non sussistono evidenze di impairment (strumenti finanziari non deteriorati), occorre verificare se esistono indicatori tali per cui il rischio creditizio della singola operazione risulti significativamente incrementato rispetto al momento di iscrizione iniziale. Le conseguenze di tale verifica, dal punto di vista della classificazione (o, più propriamente, dello staging) e della valutazione, sono le seguenti:

  • ove tali indicatori sussistano, l'attività finanziaria confluisce nello stage 2. La valutazione, in tal caso, in coerenza con il dettato dei principi contabili internazionali e pur in assenza di una perdita di valore manifesta, prevede la rilevazione di rettifiche di valore pari alle perdite attese lungo l'intera vita residua dello strumento finanziario. Tali rettifiche sono oggetto di revisione ad ogni data di reporting successiva sia per verificarne periodicamente la congruità rispetto alle stime di perdita costantemente aggiornate, sia per tener conto – nel caso in cui vengano meno gli indicatori di una rischiosità creditizia "significativamente incrementata" – del mutato orizzonte previsionale di calcolo della perdita attesa;
  • ove tali indicatori non sussistano, l'attività finanziaria confluisce nello stage 1. La valutazione, in tal caso, in coerenza con il dettato dei principi contabili internazionali e pur in assenza di perdita di valore manifesta, prevede la rilevazione di perdite attese, per lo specifico strumento finanziario, nel corso dei dodici mesi successivi. Tali rettifiche sono oggetto di revisione ad ogni data di bilancio successiva sia per verificarne periodicamente la congruità rispetto alle stime di perdita costantemente aggiornate, sia per tener conto – nel caso dovessero presentarsi indicatori di una rischiosità creditizia "significativamente incrementata" – del mutato orizzonte previsionale di calcolo della perdita attesa.

Per quel che attiene alla valutazione delle attività finanziarie e, in particolare, all'identificazione del "significativo incremento" del rischio di credito (condizione necessaria e sufficiente per la classificazione dell'attività oggetto di valutazione nello stage 2), gli elementi che - ai sensi del principio e della sua declinazione operativa effettuata dal Gruppo Intesa Sanpaolo costituiscono le determinanti principali da prendere in considerazione sono i seguenti:

  • la variazione (oltre soglie determinate) delle probabilità di default lifetime rispetto al momento dell'iscrizione iniziale in bilancio dello strumento finanziario. Si tratta, dunque, di una valutazione effettuata adottando un criterio "relativo", che si configura come il "driver" principale;
  • l'eventuale presenza di uno scaduto che ferme restando le soglie di significatività identificate dalla normativa risulti tale da almeno 30 giorni. In presenza di tale fattispecie, in altri termini, la rischiosità creditizia dell'esposizione si ritiene presuntivamente "significativamente incrementata" e, dunque, ne consegue il "passaggio" nello stage 2 (ove l'esposizione precedentemente fosse ricompresa nello stage 1);
  • l'eventuale presenza di misure di forbearance, che sempre in via presuntiva comportano la classificazione delle esposizioni tra quelle il cui rischio di credito risulta "significativamente incrementato" rispetto all'iscrizione iniziale;
  • per le banche appartenenti al perimetro estero, infine, sono considerati ai fini del passaggio tra "stages" e ove opportuno – anche alcuni degli indicatori dei sistemi di monitoraggio del credito specificatamente utilizzati da ciascuna banca. Il riferimento, in particolare, è alle c.d. "watch-lists", ovvero a quei sistemi di monitoraggio del credito che – sulla base della qualità creditizia attuale della controparte debitrice – ricomprendono all'interno di un determinato range le esposizioni in bonis al di sopra di un determinato livello di rischiosità.

Focalizzando l'attenzione sul principale dei trigger sopra evidenziati (la variazione di probabilità di default lifetime), il significativo incremento del rischio di credito («SICR») è determinato mettendo a confronto la variazione relativa della Probabilità di Default lifetime registrata tra la data di prima iscrizione del rapporto e quella di osservazione (Delta PD Lifetime) con soglie di significatività predeterminate. L'attribuzione di una PD Lifetime ai singoli rapporti viene effettuata tramite riconduzione alla masterscale dei rating per singolo segmento sia alla data di prima iscrizione sia all'osservazione. I rating sono determinati sulla base di modelli interni ove disponibili o gestionali. In assenza di rating vengono assegnate le PD Benchmark sul tipo di controparte valutata.

La determinazione di significativo deterioramento è data pertanto dall'incremento della PD lifetime causata dai downgrade della posizione tra l'origination della stessa e la data di reporting ("observation") nonché dalla variazione della previsione dei fattori macro-economici futuri.

La suddetta variazione "relativa" di PD lifetime si configura come l'indicatore dell'incremento o del decremento del rischio di credito riscontrato nel periodo di riferimento. Per poter stabilire se, ai sensi di quanto richiesto dall'IFRS 9, un eventuale incremento di rischio creditizio possa considerarsi "significativo" (e comportare, quindi, il passaggio tra stages), è necessario definire apposite soglie. Gli incrementi di PD lifetime inferiori a tali soglie non sono considerati significativi e, di conseguenza, non comportano il trasferimento di singole linee di credito/tranches di titoli di debito dallo stage 1 allo stage 2; tale spostamento è, invece, necessario in presenza di incrementi relativi di PD superiori alle soglie in questione. Le soglie

utilizzate sono stimate sulla base di un processo di simulazioni ed ottimizzazioni di performance predittive, sviluppate utilizzando dati storici granulari di portafoglio. Sono definite soglie puntuali per i modelli Corporate, Retail, Large Corporate e SME Retail ed estese per affinità metodologica agli altri modelli. Le soglie si differenziano per durata residua, granularità annuale e classe di rating.

La determinazione delle soglie è stata calibrata al fine di trovare un corretto bilanciamento tra gli indicatori di performance relativi alla capacità delle soglie stesse di:

  • intercettare posizioni a stage 2 prima del loro passaggio a default;
  • identificare le posizioni per le quali il rientro a stage 1 sia sinonimo di un effettivo miglioramento del merito di credito.

Alcune considerazioni peculiari valgono poi per il c.d. "staging" dei titoli. A differenza dei crediti, infatti, per questa tipologia di esposizioni, operazioni di compravendita successive al primo acquisto (effettuate con riferimento al medesimo ISIN) possono rientrare abitualmente nell'ordinaria attività di gestione delle posizioni (con conseguente necessità di individuare una metodologia da adottare per l'identificazione delle vendite e rimborsi al fine di determinare le quantità residue delle singole transazioni cui associare una qualità creditizia/rating all'origination da comparare con quella della data di reporting). In questo contesto, si è ritenuto che l'utilizzo della metodologia "first-in-first-out" o "FIFO" (per il riversamento a conto economico dell'ECL registrata, in caso di vendite e rimborsi) contribuisca ad una gestione più trasparente del portafoglio, anche dal punto di vista degli operatori di front office, consentendo, contestualmente, un continuo aggiornamento della valutazione del merito creditizio sulla base dei nuovi acquisti.

Una volta definita l'allocazione delle esposizioni nei diversi stadi di rischio creditizio, la determinazione delle perdite attese (ECL) è effettuata, a livello di singola operazione o tranche di titolo, partendo dalla modellistica IRB/Gestionale, basata sui parametri di Probabilità di Default (PD), Loss Given Default (LGD) e Exposure at Default (EAD), su cui sono effettuati opportuni interventi correttivi, in modo da garantirne la compliance con le prescrizioni peculiari dell'IFRS 9. Per PD, LGD ed EAD valgono le seguenti definizioni:

  • PD (Probabilità di Default): probabilità di migrare dallo stato di bonis a quello di credito deteriorato nell'orizzonte temporale di un anno. Nei modelli coerenti con le disposizioni di vigilanza, il fattore PD viene tipicamente quantificato attraverso il rating. Nel Gruppo Intesa Sanpaolo i valori di PD derivano dai modelli di rating interno laddove disponibili, integrati da valutazioni esterne o da dati medi di segmento/portafoglio;
  • LGD (Loss Given Default): percentuale di perdita in caso di default. Nei modelli coerenti con le disposizioni di vigilanza viene quantificata attraverso l'esperienza storica dei recuperi attualizzati sulle pratiche passate a credito deteriorato;

  • EAD (Exposure At Default) o equivalente creditizio: ammontare dell'esposizione al momento del default. Come già sopra evidenziato, per poter rispettare il dettato dell'IFRS 9 si è reso necessario effettuare specifici interventi di adeguamento sui suddetti fattori, tra cui si ricordano in particolare:

  • l'adozione di una PD Point in Time (PIT) a fronte della PD Through the Cycle (TTC) usata ai fini di Basilea;

  • la rimozione dalla LGD TTC di alcune componenti aggiuntive, quali i costi indiretti (costi non ripetibili) e ulteriori margini di conservativismo specificatamente introdotti per i modelli regolamentari, nonché della componente legata al ciclo economico avverso (cd. Downturn);
  • l'utilizzo di PD e, ove necessario, di LGD multiperiodali al fine di determinare la perdita attesa per l'intera vita residua dello strumento finanziario (stage 2 e 3);
  • l'utilizzo, nell'ambito del processo di attualizzazione dei flussi di cassa futuri attesi, del tasso di interesse effettivo della singola operazione, a differenza di quanto previsto dai modelli regolamentari, in cui lo sconto dei singoli flussi di cassa avviene tramite i tassi di attualizzazione determinati in conformità con la normativa prudenziale.

In relazione all'EAD multiperiodale, in linea con il dettato dell'IFRS 9, il Gruppo Intesa Sanpaolo fa riferimento ai piani al costo ammortizzato per quel che riguarda sia i crediti che i titoli di debito, a prescindere dalle relative modalità di valutazione (costo ammortizzato o fair value con impatto sulla redditività complessiva). Per gli impegni ad erogare fondi (margini), l'EAD è, invece, assunta pari al valore nominale ponderato per un apposito Fattore di Conversione Creditizia (CCF).

La valutazione delle attività finanziarie riflette, inoltre, la miglior stima degli effetti delle condizioni correnti e future, prime tra tutte quelle di contesto economico, sulla base delle quali vengono condizionate le PD e LGD forward looking. Nell'ambito dell'IFRS 9, anche in base alle indicazioni dei Regulators internazionali, assumono rilevanza, in particolare, le informazioni sugli scenari macroeconomici futuri in cui la Banca può trovarsi ad operare e che influenzano, di tutta evidenza, la situazione dei debitori con riferimento sia alla "rischiosità" di migrazione delle esposizioni verso classi di qualità inferiore (riguardando quindi lo "staging") sia agli ammontari recuperabili (riguardando quindi la determinazione della perdita attesa sulle esposizioni). Da un punto di vista metodologico, sono stati analizzati diversi possibili approcci alternativi al fine di prendere in considerazione tali elementi. Rispetto alle diverse alternative considerate, l'approccio che il Gruppo Intesa Sanpaolo ha deciso di adottare è rappresentato dal c.d. "Most likely scenario + Add-on". Secondo tale approccio, il condizionamento macroeconomico di PD e LGD viene effettuato tramite uno scenario base («Most Likely», coerente con quanto utilizzato per altre finalità aziendali quali, a titolo esemplificativo, budget e piani di impresa) e poi corretto con un Add-On volto ad includere le eventuali differenze rispetto a scenari peggiorativi e migliorativi. Qualora l'impatto dell'Add-On risulti complessivamente positivo sui parametri di rischio, è stato scelto di sterilizzarne l'effetto sia per finalità di staging che di calcolo dell'ECL.

Lo scenario macroeconomico è determinato dall'Ufficio Studi interno della Banca tramite modelli previsivi portati poi in condivisione con il mercato per determinare il consenso. Gli scenari alternativi migliorativi e peggiorativi sono determinati tramite stress delle variabili in input ai modelli previsivi.

In particolare la determinazione dello scenario "most-likely" e di quelli alternativi avviene utilizzando un complesso di strumenti analitici e previsionali stand-alone che determinano il sentiero previsionale per alcuni blocchi di variabili, in dettaglio:

  • conti nazionali e inflazione dei primi 6 paesi dell'Eurozona, degli Stati Uniti e del Giappone;
  • tassi ufficiali (BCE, Fed, BoJ), curve dei tassi swap EUR e USD, alcuni punti delle curve governative;
  • tassi di cambio per EUR, USD, JPY e GBP;
  • indici di borsa (DJ Eurostoxx 50 e S&P 500);

  • alcuni dati di dettaglio per l'economia italiana (produzione industriale, prezzi degli immobili, occupazione, saldi di finanza pubblica).

Tali previsioni vengono poi elaborate tramite il modello strutturale multi-paese "Global Economic Model" di Oxford Economics, ove sostituiscono i percorsi previsionali dello scenario base fornito dalla società con l'aggiornamento periodico del database. Il modello viene quindi risolto per ricavare un quadro previsionale globale coerente, inclusivo di variabili per le quali non sono stati sviluppati modelli ad hoc, e per disporre di un ambiente di simulazione utilizzabile per generare eventuali scenari alternativi. Tale passo può richiedere alcune iterazioni, soprattutto qualora il quadro previsionale atteso mediante ricorso ad elaborazioni interne si discosti significativamente da quello di Oxford Economics. In tal caso, può essere necessario procedere a interventi ulteriori di fine tuning su specifiche variabili secondarie che gli analisti ritengono non coerenti con lo scenario di previsione o che risultino caratterizzate da una volatilità trimestrale non spiegabile.

La selezione dei percorsi alternativi viene effettuata con il ricorso a informazioni esterne. In particolare:

  • tassi di crescita medi annui del PIL di alcuni paesi: rappresenta il driver fondamentale della simulazione, gli scostamenti vengono determinati in modo da replicare la dispersione delle stime di crescita pubblicate da Consensus Economics nel più recente rapporto disponibile alla data della simulazione, considerando le previsioni minima e massima (previa applicazione di un filtro per l'identificazione e l'eliminazione di eventuali outliers). In presenza di outliers, il dato anomalo viene scartato e si considerano il massimo e il minimo dei valori restanti. Poiché le stime di consenso sono disponibili soltanto per i primi due anni dell'orizzonte di simulazione, per il terzo anno si ricorre a una estrapolazione degli scostamenti individuati per i primi due anni;
  • indici di borsa (DJ Eurostoxx 50, S&P500) e dei prezzi immobiliari residenziali statunitensi: vengono utilizzati come riferimento le previsioni minime e massime del panel di Thomson Reuters;
  • prezzi immobiliari residenziali italiani: non disponendo al momento di stime di consenso, i percorsi alternativi partono dalla distribuzione delle variazioni trimestrali storiche disponibili dal 1980 al trimestre corrente.

A partire dal valore di percentile identificato, per lo scenario Most likely, vengono identificate le variazioni corrispondenti a uno scarto di probabilità, calcolato attraverso l'analisi statistica della distribuzione storica delle osservazioni. Le due variazioni (positiva e negativa) rispetto allo scenario Most-Likely, vengono quindi utilizzate per il calcolo del livello dei singoli indici identificati, ricostruendo -per ognuno- i due sentieri alternativi (uno positivo e uno negativo) che rappresentano l'input per la determinazione del fattore di Add-On. Lo scarto di probabilità adottato viene identificato sulla base delle caratteristiche di variabilità della serie, in modo da ottenere uno scostamento dallo scenario Most-Likely di ampiezza significativa.

In aggiunta alla definizione dei percorsi alternativi, viene mantenuta una mappa di possibili additional factors, cioè eventi o scenari idiosincratici avversi (es. Brexit, etc.), non esplicitamente incorporati nelle serie storiche utilizzate per la definizione dello scenario Most-Likely o nei percorsi alternativi, che possono generare ulteriori effetti significativi sulle perdite attese. Di tali eventi/scenari si valutano:

  • il possibile orizzonte di realizzazione (time frame);
  • il grado di inclusione nello scenario Most-Likely o nei percorsi alternativi;
  • il potenziale impatto, valutato in termini qualitativi.

La mappa di additional factors attinge anche agli elenchi di fattori di rischio contenuti nei rapporti previsionali di IMF (World Economic Outlook) e Commissione Europea e può mutare nel tempo.

Nella valutazione del time-frame per gli additional factors, si evidenzia se il fattore è impossibile da collocare in uno specifico orizzonte temporale, caratteristica che rende poco praticabile la sua incorporazione nello scenario Most-Likely o nei percorsi alternativi.

Le valutazioni effettuate tengono conto del fatto che le stime di consenso potrebbero includere previsioni che già incorporano nelle proprie stime la realizzazione, totale o parziale, di uno o più fattori di rischio, sicché i percorsi alternativi potrebbero già incorporare in qualche misura tali fattori addizionali.

In condizioni di incertezza marcata delle proiezioni macroeconomiche nazionali ed interazionali e in presenza di scostamenti significativi in senso migliorativo delle proiezioni rispetto allo scenario TTC, possono essere introdotti elementi di prudenzialità con riferimento agli scostamenti dei valori minimi e massimi delle variabili basati sul Consensus o storici sopradescritti.

I suddetti scenari macroeconomici (most likely e alternativi) vengono utilizzati dai modelli interni per determinare i parametri point-in-time (PIT).

Nello specifico, le serie storiche dei tassi di default acquisite da Banca d'Italia sono differenziate sui principali macro-settori economici (es Famiglie consumatrici, Famiglie produttrici, Costruzioni, …) e, per ciascuno di essi, specifici modelli satellite stabiliscono le relazioni con le variabili macroeconomiche e permettono di ottenere i tassi di default prospettici. Questi consentono a loro volta di condizionare le matrici di transizione TTC tra classi di rating e di ottenere così le matrici di transizione PIT per ciascuno scenario (Most likely e alternativi); da queste ultime si ottengono le PD condizionate lifetime.

In particolare, ai fini della determinazione delle matrici TTC per i segmenti Corporate, SME Retail e Retail vengono utilizzati i tassi di default interni, mentre per i segmenti Low Default, per i quali la profondità delle serie storiche interne è più esigua, si utilizzano i tassi di sistema di Banca d'Italia. Ai fini della determinazione delle matrici Point in Time forward-looking vengono, invece, utilizzati i tassi di default di sistema per tutti i segmenti.

Un analogo processo viene utilizzato per determinare le griglie di LGD PIT.

Tenendo conto del piano di rimborso dei singoli finanziamenti, delle loro PD e LGD condizionate, della maturity residua e dello staging si determinano le perdite di valore delle attività finanziarie performing.

Perdite di valore delle attività finanziarie non performing

I crediti deteriorati sono rappresentati dalle posizioni in sofferenza, dalle inadempienze probabili e dalle posizioni scadute e/o sconfinanti da oltre 90 giorni.

I crediti deteriorati classificati a sofferenza sono assoggettati alle seguenti modalità di valutazione:

− valutazione analitico-statistica, che è adottata per le esposizioni inferiori a 2 milioni ed è basata sull'applicazione di apposite griglie di LGD, a cui si aggiunge un Add-On al fine di tenere conto delle informazioni legate all'evoluzione delle condizioni correnti riferibili a variabili gestionali altamente correlate con la dinamica delle perdite e forward looking riferite agli impatti di scenari macroeconomici futuri attesi (come illustrato nei paragrafi precedenti);

− valutazione analitico-specifica, che è adottata per i clienti con esposizioni superiori a 2 milioni ed è basata sulle percentuali di svalutazione attribuite dal gestore, a seguito di appositi processi di analisi e valutazione anche alla luce dell'evoluzione delle condizioni correnti, a cui si aggiunge una componente di Add-On al fine di tenere conto delle informazioni forward looking, in particolare quelle riferite agli impatti di scenari macroeconomici futuri (ad eccezione delle sofferenze assistite da garanzie ipotecarie o relative a operazioni di leasing immobiliare per le quali gli impatti di scenari futuri sono inclusi tramite le modalità di determinazione degli haircut al valore degli immobili in garanzia).

Anche la valutazione delle inadempienze probabili (Unlikely to Pay – UTP) è operata sulla base di differenti approcci:

  • − valutazione analitico-statistica, per le esposizioni inferiori a 2 milioni, basata sull'applicazione di apposite griglie statistiche di LGD a cui si aggiunge un Add-On al fine di tener conto delle già citate informazioni legate alle condizioni correnti e agli impatti di scenari macroeconomici futuri, nonché di permanenza nello stato di rischio con l'obiettivo di penalizzare le posizioni con anzianità maggiore o che non presentano movimentazioni e/o recuperi per un determinato periodo di tempo;
  • − valutazione analitico-specifica, per le esposizioni di cassa superiori a 2 milioni, basata sulle percentuali di svalutazione attribuite dal gestore, a seguito di appositi processi di analisi e valutazione anche alla luce dell'evoluzione delle condizioni correnti, a cui si aggiunge una componente di Add-On al fine di tener conto, anche in questo caso, degli impatti di scenari macroeconomici futuri e di permanenza nello stato di rischio.

Per le Società del Gruppo, il valore soglia per la valutazione analitico-statistica è fissato da parte dei competenti Organi delle singole Società, di concerto con le strutture di Intesa Sanpaolo, ad un livello in ogni caso non superiore a quello fissato dalla Capogruppo.

Indipendentemente dalla suddivisione di tali esposizioni tra quelle oggetto di valutazione analitico-statistica e quelle oggetto di valutazione analitico-specifica (come sopra identificate), tra gli Add-On previsti sono inclusi gli scenari di vendita per i crediti deteriorati cedibili qualora il piano d'impresa e la pianificazione di riduzione dei crediti deteriorati prevedano operazioni di cessione e tali operazioni siano ancora da realizzare. La valutazione dei crediti deteriorati cedibili, quindi, considera la possibilità di realizzo di tali crediti anche attraverso la vendita.

I crediti deteriorati classificati nella categoria dei crediti scaduti e/o sconfinanti sono, invece, oggetto di valutazione analitica su basi statistiche indipendentemente dall'ammontare dell'esposizione. Anche in questo caso, comunque, la rettifica definita sulla base delle griglie statistiche di LGD è integrata per tener conto della componente di Add-On ascrivibile all'effetto dell'evoluzione delle condizioni correnti e degli scenari macroeconomici futuri.

Le esposizioni creditizie devono continuare a essere rilevate come deteriorate sino a quando non siano trascorsi almeno tre mesi dal momento in cui non soddisfano più le condizioni per essere classificate come tali (cd probation period). Tali esposizioni sono mantenute, sino al maturare delle condizioni per l'uscita dal credito deteriorato, nelle rispettive classi di rischio e valutate in modalità analitico-statistica o analitico-specifica tenendo conto della loro minore rischiosità.

Di seguito viene fornita una breve descrizione delle modalità con cui vengono poste in essere la valutazione analiticospecifica ed analitico-statistica:

  • la valutazione analitico-specifica per le sofferenze e le inadempienze probabili superiori ai 2 milioni è una valutazione operata dai gestori sulle singole posizioni basata su un'analisi quali-quantitativa della situazione economico-patrimoniale e finanziaria del debitore, della rischiosità del rapporto creditizio, degli obiettivi e delle strategie di riduzione dei crediti deteriorati previsti dal "NPL Plan", di eventuali fattori mitiganti (garanzie) e tenendo conto dell'effetto finanziario del tempo stimato come necessario per il recupero.

In particolare per le sofferenze, assumono rilevanza una serie di elementi, diversamente presenti a seconda delle caratteristiche delle posizioni, e da valutare con la massima accuratezza e prudenza, tra i quali si citano a mero titolo esemplificativo:

  • o natura del credito, privilegiato o chirografario;
  • o consistenza patrimoniale netta degli obbligati/terzi datori di garanzie reali;
  • o complessità del contenzioso in essere o potenziale e/o delle questioni giuridiche sottese;
  • o esposizione degli obbligati nei confronti del sistema bancario e di altri creditori;
  • o ultimi bilanci disponibili;
  • o stato giuridico degli obbligati e pendenza di procedure concorsuali e/o individuali.

Ai fini della determinazione del presumibile valore di realizzo dei crediti garantiti da beni immobili, per tenere conto sia delle serie storiche dei recuperi sia di considerazioni forward-looking in coerenza con l'IFRS 9, viene applicato un approccio incentrato sulla valutazione dei beni immobili con riferimento all'asta media attesa ed al relativo abbattimento del prezzo osservato, determinando degli haircut medi differenziati per tipologia di garanzia immobiliare (abitativa, commerciale, industriale e terreni). Per le sofferenze ipotecarie in valutazione analitico-specifica non viene, quindi, applicato un Add-On da scenario macroeconomico, al fine di evitare duplicazioni, in quanto la componente forward looking è già tenuta in considerazione tramite l'haircut.

Con riferimento alle sofferenze immobiliari rivenienti da contratti di leasing, alla luce delle peculiarità del prodotto (assenza di aste), l'haircut è stimato come deprezzamento del bene osservato tra il valore di perizia al momento dell'ingresso in sofferenza e l'effettivo prezzo di vendita.

Con riferimento alle inadempienze probabili inoltre, la valutazione si basa sull'analisi quali-quantitativa della situazione economico-patrimoniale e finanziaria del debitore e su una puntuale verifica della situazione di rischio.

La determinazione della perdita da impairment presuppone la valutazione dei flussi di cassa futuri che si ritiene il debitore sia in grado di produrre e che saranno destinati anche al servizio del debito finanziario. Tale stima deve essere effettuata sulla base di due approcci alternativi:

  • o scenario di continuità operativa (c.d. "Going Concern Approach"): i flussi di cassa operativi del debitore (o del garante effettivo) continuano ad essere prodotti e sono utilizzati per ripagare i debiti finanziari contratti. L'ipotesi di continuità non esclude l'eventuale realizzo di garanzie, ma solo nella misura in cui ciò possa avvenire senza pregiudicare la capacità del debitore di generare flussi di cassa futuri. Il metodo "going concern" trova applicazione anche ai casi in cui la recuperabilità dell'esposizione si basi sulla eventuale cessione di attività da parte del debitore o su operazioni straordinarie. Similmente a quanto previsto per le Sofferenze anche per quanto riguarda gli UTP, vengono utilizzati Haircut nella valutazione delle garanzie immobiliari. Per le posizioni Going Concern, tali haircut sono determinati sulla base degli Haircut applicati nel processo liquidatorio (sofferenza o UTP Gone Concern), applicando un fattore di calibrazione pari alla probabilità di migrazione degli UTP a sofferenza;
  • o scenario di cessazione dell'attività (c.d. "Gone Concern Approach"): applicabile nei casi in cui si ritiene che i flussi di cassa del debitore siano destinati a venir meno. Si tratta di uno scenario la cui applicazione potrebbe eventualmente riguardare posizioni per le quali è prevista la classificazione a sofferenza. In tale contesto, assumendo che non siano ragionevolmente percorribili interventi degli azionisti e/o operazioni straordinarie di ristrutturazione del debito in contesti di turnaround, il recupero del credito si basa sostanzialmente sul valore delle garanzie che assistono il credito della Banca al netto dell'applicazione di un haircut (determinato come per le Sofferenze) nonché, in subordine, sul valore di realizzo degli asset patrimoniali, tenuto conto della massa passiva e delle eventuali cause di prelazione;
  • la valutazione analitico-statistica, effettuata per le sofferenze e le inadempienze probabili di importo inferiore ai 2 milioni e per i crediti scaduti e/o sconfinanti, presenta delle peculiarità a seconda della tipologia di esposizione interessata.

Con riferimento alle sofferenze, la valutazione analitico-statistica si basa sulle griglie di LGD Sofferenza, dove il modello LGD Defaulted Asset si caratterizza prevalentemente per la differenziazione dei tassi di perdita in funzione, oltre che del segmento regolamentare, della permanenza nello stato di rischio ("vintage") e per l'eventuale attivazione di procedure di recupero giudiziali. Le griglie risultano inoltre differenziate per gli altri assi di analisi significativi in sede di stima del modello (es. forma tecnica, tipologia di garanzia, area geografica, fascia di esposizione, ecc.). Le griglie dei tempi di recupero si articolano principalmente per segmento regolamentare e per ulteriori assi di analisi significativi in sede di modellistica (es. procedure di recupero, fascia di esposizione, forma tecnica).

Con riferimento alle inadempienze probabili, la valutazione è effettuata mediante l'applicazione di griglie di LGD statistica stimate appositamente per le posizioni classificate come Inadempienze Probabili, in coerenza con le griglie di LGD stimate per le sofferenze. Il modello di stima della griglia di LGD per le Inadempienze Probabili è infatti analogo a quello descritto in precedenza per le sofferenze e calcola il tasso di perdita atteso del rapporto oggetto di valutazione in funzione delle caratteristiche dello stesso. La LGD per le Inadempienze Probabili è ottenuta tramite ricalibrazione della LGD sofferenza attraverso il modulo Danger Rate. Il Danger Rate è un fattore correttivo moltiplicativo volto a ricalibrare la LGD sofferenza con l'informazione disponibile sugli altri eventi di default, in modo da determinare una LGD rappresentativa di tutti i possibili eventi di default e della loro evoluzione.

Inoltre, per le due sottoclassi dello stato rischio "Inadempienze Probabili" ("Inadempienze Probabili Non Forborne" e "Inadempienze Probabili Forborne"), sono stimate griglie differenziate per tenere in opportuna considerazione le caratteristiche dei crediti Forborne, che, oltre a presentare livelli medi di perdita più contenuti per effetto delle "Forbearance Measures", risentono anche dei vincoli normativi che ne impediscono il rientro in bonis prima dei 12 mesi dalla data dell'avvenuta rinegoziazione.

Con riferimento ai crediti scaduti e/o sconfinanti, le metodologie di determinazione delle griglie sono analoghe a quelle descritte per le Inadempienze Probabili (Framework Danger Rate). Il fattore vintage è in questo caso colto dall'introduzione di una differenziazione in funzione della durata dello scaduto (Past Due a 90 giorni/180 giorni) che determina una significativa variazione dei tassi di perdita delle griglie che si articolano inoltre, in maniera differenziata, per segmento regolamentare e per ulteriori assi di analisi (es. forma tecnica, tipologia di garanzia, area geografica, fascia di esposizione, ecc.) comuni alle altre categorie del credito deteriorato.

Anche nei modelli di stima della LGD utilizzati nella valutazione analitico-statistica delle esposizioni non performing, sono stati effettuati gli interventi di rimozione di alcune componenti aggiuntive specificatamente introdotte per i modelli regolamentari, analogamente a quanto già evidenziato per le esposizioni performing.

Per quel che attiene all'inclusione di informazioni correnti e forward looking, si segnala che, in relazione alle esposizioni deteriorate, oltre ad una componente legata a variabili gestionali correnti applicata dal gestore delle singole posizioni nel caso di valutazioni analitico specifiche e basata su apposito add on nel caso di valutazioni analitico statistiche, è stata considerata una componente legata agli scenari most-likely e peggiorativi previsti nell'orizzonte temporale dei successivi tre anni, secondo i criteri già descritti.

Come richiesto dall'IFRS 9, occorre, infatti, considerare anche gli effetti dello scenario forward looking rispetto alle stime di LGD attraverso la componente sopra richiamata. Come già detto, la componente di scenario forward looking è volta a catturare la non linearità della relazione tra le variabili macroeconomiche e la misurazione dell'ECL, tramite analisi dell'incertezza previsionale delle variabili utilizzate per la predisposizione dello scenario most-likely. Essa si basa sul medesimo framework metodologico impiegato per i crediti performing, ma ignora in ottica prudenziale lo scenario migliorativo, considerando i soli scenari peggiorativo e most-likely medi sull'orizzonte dei tre anni successivi.

Sempre in relazione a scenari prospettici, con riferimento alla categoria delle inadempienze probabili, che racchiude posizioni ancora vive ma con segnali di criticità, sia per le posizioni con valutazione analitico-specifica, sia per quelle con valutazione analitico-statistica, qualora non siano presenti misure di forbearance efficaci, è prevista l'applicazione in un'ulteriore componente aggiuntiva (oltre al citato Add on da scenario macroeconomico) finalizzata a ridurre il valore recuperabile delle

posizioni in funzione dell'anzianità nello stato di rischio e dell'assenza di movimentazione e/o recuperi per un determinato periodo di tempo.

Passando ad analizzare gli scenari alternativi di recupero, si evidenzia come il Gruppo Intesa Sanpaolo, in relazione agli obiettivi di riduzione dello stock di crediti non performing in essere, inclusi nei piani aziendali, ed agli impegni assunti con gli Organi di Vigilanza, con specifico riferimento alla c.d. NPL Strategy, considera la vendita di determinati portafogli come la strategia che può, in determinate condizioni, massimizzare il recupero dei cash flow, anche in considerazione dei tempi di recupero.

In particolare, la BCE, con la "NPL Guidance" pubblicata nel marzo 2017, ha richiesto alle Banche con un'incidenza di crediti deteriorati superiore alla media delle Banche Europee la definizione di una strategia volta a raggiungere una progressiva riduzione degli stessi. Intesa Sanpaolo ha sottoposto alla BCE nel corso del 2017 un piano di riduzione dei crediti deteriorati prevalentemente incentrato sulle attività di recupero attraverso la gestione interna.

Nell'ultima parte dell'anno 2017 - alla luce delle evoluzioni regolamentari, con la pubblicazione, nel mese di ottobre, della bozza di Addendum alla "NPL Guidance" finalizzata a determinare livelli minimi di accantonamento prudenziale per i crediti deteriorati, e delle indicazioni fornite dall'Autorità di Vigilanza alle banche con esposizioni deteriorate superiori alla media circa la necessità di procedere con maggiore incisività nel percorso di riduzione dei crediti non performing – Intesa Sanpaolo, nell'ambito della predisposizione del Piano d'Impresa 2018-2021, approvato dal Consiglio di Amministrazione, ha identificato tra i punti prioritari un significativo de-risking da realizzare anche attraverso la cessione di un portafoglio di sofferenze.

Conseguentemente, allo scenario "ordinario", che ipotizza una strategia di recupero basata sull'incasso del credito tipicamente attraverso azioni legali, mandati a società di recupero, realizzo delle garanzie ipotecarie, è stato affiancato – come strategia di recupero – anche lo scenario di vendita del credito medesimo.

In aderenza con la citata "NPL Guidance" le strategie aziendali in ordine alla riduzione dei crediti deteriorati sono rappresentate nel "NPL plan", documento approvato dal Consiglio di Amministrazione per l'invio all'Organo di Vigilanza e oggetto di aggiornamento annuale.

Qualora il suddetto documento identifichi obiettivi e strategie di dismissione e conseguentemente un portafoglio di crediti deteriorati che può essere oggetto di cessione, i crediti inclusi in tale portafoglio sino al raggiungimento degli obiettivi di cessione sono valutati tenendo conto sia del valore recuperabile attraverso la gestione operativa, sia di valutazioni di mercato (sulla base di perizie esterne) e/o di prezzi di vendita se già definiti.

Qualora l'"NPL plan" identifichi in modo specifico le posizioni da cedere, tali posizioni vengono valutate esclusivamente tenendo conto dei valori di mercato stabiliti da periti esterni sulla base di un'apposita fairness opinion o, se già definito attraverso un accordo vincolante con l'acquirente, del prezzo di cessione.

Qualora l'"NPL plan" identifichi un più ampio portafoglio di crediti oggetto di potenziale cessione rappresentato da crediti che hanno caratteristiche di cedibilità (quindi ad esempio posizioni che non presentano situazioni di contenzioso, che non siano cartolarizzate o che non siano quota parte di finanziamenti in pool), rispetto agli obiettivi di vendita, il valore di bilancio del suddetto portafoglio viene determinato ponderando il valore recuperabile attraverso la gestione operativa con il valore recuperabile attraverso la cessione.

In particolare, il valore recuperabile dei crediti deteriorati cedibili è quantificato come valore medio tra (i) il "valore in ipotesi di cessione" (fair value) e (ii) il "valore in ipotesi di collection", assumendo come pesi di ponderazione, rispettivamente, la percentuale dei crediti cedibili che il Gruppo prevede di vendere e quella che prevede di mantenere in portafoglio. Si osserva che il "valore in ipotesi di collection" è determinato secondo le logiche ordinarie seguite dal Gruppo per l'impairment dei crediti deteriorati, vale a dire sulla base di una valutazione analitica per le esposizioni superiori a una definita soglia e sulla base di una valutazione analitico-statistica per le altre. La valutazione analitico-statistica delle esposizioni "sotto-soglia" prevede il raggruppamento delle stesse in cluster omogenei per rischio di credito. Come illustrato in precedenza, la valutazione del valore in ipotesi di cessione è effettuata da un perito esterno.

Come già anticipato, si segnala, inoltre, che le attività finanziarie acquistate o originate già deteriorate (POCI) presentano delle particolarità in tema di impairment. In proposito, a fronte delle stesse, sin dalla data di rilevazione iniziale e per tutta la vita degli strumenti in questione, devono essere contabilizzate rettifiche di valore pari all'ECL lifetime. A ogni data di riferimento successiva del bilancio, deve, quindi, essere adeguato l'ammontare dell'ECL lifetime, rilevando a conto economico l'importo dell'eventuale variazione delle perdite attese lungo tutta la vita del credito come utile o perdita per riduzione di valore. Alla luce di quanto esposto, le attività finanziarie POCI sono inizialmente iscritte nello stage 3, ferma restando la possibilità di essere spostate successivamente fra i crediti performing, sui quali, però, continuerà ad essere rilevata una perdita attesa pari all'ECL lifetime.

Per quel che attiene ai crediti deteriorati, si ricorda, infine, che il Gruppo Intesa Sanpaolo ricorre allo stralcio/cancellazione – integrale o parziale - di partite contabili inesigibili (c.d. "write-off") e procede alla conseguente imputazione a perdite del residuo non ancora rettificato nei seguenti casi:

  • a) irrecuperabilità del credito, risultante da elementi certi e precisi (quali, a titolo di esempio, irreperibilità e nullatenenza del debitore, mancati recuperi da esecuzioni mobiliari ed immobiliari, pignoramenti negativi, procedure concorsuali chiuse con non completo ristoro per la Banca, se non vi sono ulteriori garanzie utilmente escutibili etc.);
  • b) cessione di credito;
  • c) rinuncia al credito, in conseguenza di remissione unilaterale del debito o residuo a fronte di contratti transattivi;
  • d) senza rinuncia al credito. Per quel che attiene agli stralci integrali o parziali senza rinuncia del credito, al fine di evitare il mantenimento in Bilancio di crediti che, pur continuando ad essere gestiti dalle strutture di recupero, presentano possibilità di recupero molto marginali, si procede allo stralcio integrale o parziale per irrecuperabilità del credito pur senza chiusura della pratica legale. Lo stralcio può interessare solo la porzione di credito coperta da accantonamenti; pertanto ciascun credito può essere stralciato fino al limite del Net Book Value.

Su base periodica, pertanto si procede alla definizione di portafogli di crediti a sofferenza da assoggettare ad uno stralcio totale o parziale aventi le seguenti macro-caratteristiche:

  • percentuale di copertura pari al 100% e anzianità (intesa come periodo di permanenza nello stato di "sofferenza") > di 1 anno;

  • percentuale di copertura > 95% e anzianità (intesa come periodo di permanenza nello stato di "sofferenza") > 5 anni o > 8 anni, rispettivamente in caso di crediti non ipotecari e di crediti ipotecari.

È poi possibile procedere alla definizione di portafogli da stralciare con caratteristiche omogenee diverse da quelle sopra indicate, ma riferibili a esposizioni che presentino marginali possibilità di recupero della quota accantonata e in presenza di una quota di accantonamento minima (calcolata tenendo conto degli stralci accumulati sulla posizione, secondo la stessa regola prevista a livello prudenziale dal framework del cosiddetto "Calendar Provisioning") almeno pari al complemento a 1 del fair value stimato sulla base dei prezzi rilevati nelle ultime cessioni di crediti a sofferenza operate dal Gruppo.

Perdite di valore di partecipazioni

Ad ogni data di bilancio le partecipazioni di collegamento o sottoposte a controllo congiunto sono assoggettate ad un test di impairment al fine di verificare se esistono obiettive evidenze che possano far ritenere non interamente recuperabile il valore di iscrizione delle attività stesse.

Il processo di rilevazione di eventuali impairment prevede la verifica della presenza di indicatori di possibili riduzioni di valore e la determinazione dell'eventuale svalutazione. Gli indicatori di impairment sono sostanzialmente suddivisibili in due categorie: indicatori qualitativi e indicatori quantitativi.

Tra quelli qualitativi si segnalano:

  • il conseguimento di risultati economici negativi o comunque un significativo scostamento rispetto ad obiettivi di budget o previsti da piani pluriennali comunicati al mercato;
  • l'annuncio/avvio di procedure concorsuali o di piani di ristrutturazione;
  • la revisione al ribasso del "rating" di oltre due classi;
  • l'inadempimento rispetto agli obblighi di puntuale ed integrale pagamento dei titoli di debito emessi;
  • il ricorso a strumenti di politica industriale finalizzati a fronteggiare gravi crisi o per consentire alle aziende di affrontare processi di ristrutturazione/riorganizzazione.

Tra gli indicatori quantitativi si segnalano:

  • la riduzione del fair value al di sotto del valore di bilancio di oltre il 30% ovvero per un periodo superiore a 24 mesi;
  • la capitalizzazione di borsa inferiore al patrimonio netto contabile della società, nel caso di titoli quotati su mercati attivi, ovvero da un valore contabile della partecipazione nel bilancio separato superiore al valore contabile nel bilancio consolidato dell'attivo netto e dell'avviamento della partecipata o dalla distribuzione da parte di quest'ultima di un dividendo superiore al proprio reddito complessivo.

La presenza di indicatori di impairment comporta la rilevazione di una svalutazione nella misura in cui il valore recuperabile risulti inferiore al valore di iscrizione.

Il valore recuperabile è rappresentato dal maggiore tra il fair value al netto dei costi di vendita ed il valore d'uso.

Per i metodi utilizzati per la determinazione del fair value si rimanda a quanto indicato nella Sezione A.4 – Informativa sul fair value.

Il valore d'uso è il valore attuale dei flussi finanziari attesi rivenienti dall'attività; esso riflette la stima dei flussi finanziari attesi dalla attività, la stima delle possibili variazioni nell'ammontare e/o nella tempistica dei flussi finanziari, il valore finanziario del tempo, il prezzo atto a remunerare la rischiosità della attività ed altri fattori che possano influenzare l'apprezzamento, da parte degli operatori di mercato, dei flussi finanziari attesi rivenienti dall'attività.

Nella determinazione del valore d'uso si utilizza il metodo dell'attualizzazione dei flussi di cassa futuri.

Perdite di valore di altre attività non finanziarie

Le attività materiali ed immateriali con vita utile definita sono soggette a test di impairment se esiste un'indicazione che il valore contabile del bene non può più essere recuperato. Il valore recuperabile viene determinato con riferimento al fair value dell'attività materiale o immateriale al netto degli oneri di dismissione o al valore d'uso se determinabile e se esso risulta superiore al fair value.

Per le immobilizzazioni materiali diverse dagli immobili e dal patrimonio artistico di pregio e le immobilizzazioni immateriali (diverse da quelle rilevate a seguito di operazioni di aggregazione) si assume che il valore di carico corrisponda normalmente al valore d'uso, in quanto determinato da un processo di ammortamento stimato sulla base dell'effettivo contributo del bene al processo produttivo e risultando estremamente aleatoria la determinazione di un fair value. I due valori si discostano, dando luogo a impairment, in caso di danneggiamenti, uscita dal processo produttivo o altre circostanze similari non ricorrenti.

Come precisato nell'ambito dell'illustrazione delle "Attività materiali ed immateriali", il Gruppo valuta gli immobili ad uso funzionale e il patrimonio artistico di pregio secondo il metodo della rideterminazione del valore; in tal caso, qualsiasi perdita per riduzione di valore di un'attività rivalutata deve essere trattata come una diminuzione della rivalutazione fino a concorrenza della stessa, dopodiché qualunque differenza è imputata a conto economico.

Come illustrato nella Parte A.4 Informativa sul fair value - Fair value del patrimonio immobiliare e del patrimonio artistico di pregio, per gli immobili strumentali annualmente viene effettuata un'analisi di scenario sui trend del mercato immobiliare, al fine di valutare se si sono presentati scostamenti di rilievo nel valore dei cespiti. Qualora siano state riscontrate variazioni di particolare entità (+ o – 10%), si procede con la predisposizione di una perizia aggiornata per adeguare il fair value del bene alle valutazioni del mercato immobiliare. In assenza di scostamenti significativi si procede alla rideterminazione del valore attraverso una nuova perizia ogni 2 anni per gli immobili cosiddetti "trophy asset" (ovvero gli immobili di particolare prestigio utilizzati da funzioni Direzionali ubicati nelle principali città sede della banca oppure di particolare interesse storico artistico perché vincolati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali) e ogni tre anni per gli altri immobili strumentali.

Per quanto concerne il patrimonio artistico di pregio, la rideterminazione di valore è effettuata tramite una nuova perizia ogni tre anni. Annualmente viene comunque svolta una analisi di scenario per individuare eventuali variazioni di valore apprezzabile al fine di anticipare l'attività valutativa. Qualora il monitoraggio annuale evidenzi un possibile scostamento di valore, in positivo o in negativo, superiore al 15% per singole opere di autori presenti nelle collezioni della banca e confrontabili in base a criteri oggettivi (dimensioni, tecnica, periodo di realizzazione, etc.), è necessario commissionare nuove perizie di stima.

Le attività immateriali rilevate a seguito di operazioni di acquisizione ed in applicazione del principio IFRS 3 ad ogni data di bilancio sono sottoposte ad un test di impairment al fine di verificare se esistono obiettive evidenze che l'attività possa aver subito una riduzione di valore.

Le attività immateriali a vita definita, rappresentate dal valore del portafoglio di asset management e dal valore del portafoglio assicurativo, in presenza di indicatori di impairment vengono sottoposte ad un nuovo processo valutativo per verificare la recuperabilità dei valori iscritti in bilancio. Il valore recuperabile viene determinato sulla base del valore d'uso, ovvero del valore attuale, stimato attraverso l'utilizzo di un tasso rappresentativo del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell'attività, dei margini reddituali generati dai rapporti in essere alla data della valutazione lungo un orizzonte temporale esprimente la durata residua attesa degli stessi.

Le attività immateriali a vita indefinita, rappresentate dalla valorizzazione del marchio ("brand name") e dall'avviamento, non presentando flussi finanziari autonomi, sono annualmente sottoposte ad una verifica dell'adeguatezza del valore iscritto tra le attività con riferimento alla Cash Generating Unit (CGU) a cui i valori sono stati attribuiti in occasione delle operazioni di aggregazione aziendale. L'ammontare dell'eventuale riduzione di valore è determinato sulla base della differenza tra il valore contabile della CGU e il valore recuperabile della stessa rappresentato dal maggiore tra il fair value, al netto di eventuali costi di vendita, ed il valore d'uso.

Il valore contabile delle CGU deve essere determinato in maniera coerente con il criterio con cui è determinato il valore recuperabile delle stesse. Nell'ottica di un'impresa bancaria non è possibile individuare i flussi generati da una CGU senza considerare i flussi derivanti da attività/passività finanziarie, posto che queste ultime integrano il core business aziendale.

In altri termini, il valore recuperabile delle CGU è influenzato dai suddetti flussi e pertanto il valore contabile delle stesse deve essere determinato coerentemente al perimetro di stima del valore recuperabile e deve, quindi, includere anche le attività/passività finanziarie. A tal fine, queste attività e passività devono essere opportunamente allocate alle CGU di riferimento.

Seguendo questa impostazione, il valore contabile delle CGU di Intesa Sanpaolo può essere determinato in termini di contributo al patrimonio netto consolidato inclusa la parte di pertinenza di terzi.

Pertanto, il valore di carico delle CGU composte da società che appartengono ad una singola divisione operativa o coincidono con una singola legal entity (Asset Management, Private Banking, Insurance e International Subsidiary Banks) è determinato attraverso la sommatoria dei singoli valori contabili di ogni società nel bilancio consolidato, intesi come contributo al patrimonio netto consolidato e corrispondenti al loro patrimonio netto contabile, tenendo conto di eventuali avviamenti e intangibles registrati in sede di acquisizione (al netto dei successivi ammortamenti e di eventuali svalutazioni) e delle scritture di consolidamento. Per la determinazione del valore di carico delle altre due divisioni (Banca dei Territori e IMI Corporate & Investment Banking), poiché la Capogruppo e altre banche contribuiscono gestionalmente ad entrambe e tale suddivisione non è rappresentata nelle informazioni contabili, non è possibile determinare il valore di carico complessivo delle CGU sulla base di valori contabili. Di conseguenza è necessario ricorrere a fattori gestionali per operare la suddivisione dopo aver attribuito in maniera analitica gli intangibles e gli avviamenti alle due CGU in coerenza con le informazioni contabili disponibili. Il driver gestionale è identificato nel "capitale regolamentare", determinato dalle strutture della Direzione Rischi Finanziari e di Mercato, per ogni divisione operativa: esso rappresenta l'assorbimento patrimoniale necessario per fronteggiare le fattispecie di rischio previste dalle vigenti disposizioni di vigilanza regolamentare. I valori contabili così determinati tengono già conto degli effetti di eventuali impairment effettuati sulle singole attività, ivi inclusi quelli eventualmente relativi ad attività immateriali a vita definita.

Per i metodi utilizzati per la determinazione del fair value si rimanda a quanto indicato nella Sezione A.4 – Informativa sul fair value.

Il valore d'uso di una CGU è determinato attraverso la stima del valore attuale dei flussi finanziari futuri che si prevede possano essere generati dalla CGU. Tali flussi finanziari sono determinati utilizzando l'ultimo piano d'impresa pubblico disponibile ovvero, in mancanza, attraverso la formulazione di un piano previsionale interno da parte del management o attraverso altre evidenze esterne disponibili. Normalmente il periodo di previsione analitico comprende un arco temporale massimo di cinque anni. Il flusso dell'ultimo esercizio di previsione analitica viene proiettato in perpetuità, attraverso un appropriato tasso di crescita "g" ai fini del cosiddetto "Terminal value". Il tasso "g" viene determinato assumendo come fattore di crescita il minore tra il tasso medio di crescita rilevato nel periodo di previsione analitica ed il tasso medio di sviluppo del Prodotto Interno Lordo nei Paesi in cui i flussi si generano.

Nella determinazione del valore d'uso i flussi finanziari devono essere attualizzati ad un tasso che rifletta le valutazioni correnti del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell'attività. In particolare i tassi di attualizzazione utilizzati incorporano la componente risk free e premi per il rischio correlati alla componente azionaria osservati su un arco temporale sufficientemente ampio per riflettere condizioni di mercato e cicli economici differenziati. Inoltre, per ogni CGU, in considerazione della diversa rischiosità dei rispettivi ambiti operativi, sono utilizzati coefficienti Beta differenziati. Tutti i tassi così determinati sono corretti per tenere conto del cosiddetto "Rischio Paese".

I flussi finanziari prodotti dalle partecipate estere sono stimati nella valuta nella quale essi si generano e convertiti in euro utilizzando il tasso di cambio a pronti alla data di determinazione del valore d'uso.

Aggregazioni aziendali

In tema di Aggregazioni aziendali il principio contabile di riferimento è l'IFRS 3.

Il trasferimento del controllo di un'impresa (o di un gruppo di attività e beni integrati, condotti e gestiti unitariamente) configura un'operazione di aggregazione aziendale.

A tal fine il controllo si considera trasferito quando l'investitore è esposto a rendimenti variabili, o detiene diritti su tali rendimenti, derivanti dal proprio rapporto con la partecipata e nel contempo ha la capacità di incidere sui rendimenti esercitando il proprio potere su tale entità.

L'IFRS 3 richiede che per tutte le operazioni di aggregazione venga individuato un acquirente. Quest'ultimo deve essere identificato nel soggetto che ottiene il controllo su un'altra entità o gruppo di attività. Nel caso in cui non si sia in grado di identificare un soggetto controllante seguendo la definizione di controllo sopra descritta, come per esempio nel caso di operazioni di scambio di interessenze partecipative, l'individuazione dell'acquirente deve avvenire con l'utilizzo di altri fattori quali: l'entità il cui fair value è significativamente maggiore, l'entità che eventualmente versa un corrispettivo in denaro, l'entità che emette le nuove azioni.

L'acquisizione, e quindi il primo consolidamento dell'entità acquisita, deve essere contabilizzata nella data in cui l'acquirente ottiene effettivamente il controllo sull'impresa o attività acquisite. Quando l'operazione avviene tramite un'unica operazione di scambio, la data dello scambio normalmente coincide con la data di acquisizione. Tuttavia è sempre necessario verificare l'eventuale presenza di accordi tra le parti che possano comportare un trasferimento del controllo prima della data dello scambio.

Il corrispettivo trasferito nell'ambito di un'operazione di aggregazione deve essere determinato come sommatoria del fair value, alla data dello scambio, delle attività cedute, delle passività sostenute o assunte e degli strumenti di capitale emessi dall'acquirente in cambio del controllo.

Nelle operazioni che prevedono il pagamento in denaro (o quando è previsto il pagamento mediante strumenti finanziari assimilabili alla cassa) il prezzo è il corrispettivo pattuito, eventualmente attualizzato nel caso in cui sia previsto un pagamento rateale con riferimento ad un periodo superiore al breve termine; nel caso in cui il pagamento avvenga tramite uno strumento diverso dalla cassa, quindi mediante l'emissione di strumenti rappresentativi di capitale, il prezzo è pari al fair value del mezzo di pagamento al netto dei costi direttamente attribuibili all'operazione di emissione di capitale. Per le modalità di determinazione del fair value degli strumenti finanziari, si rimanda a quanto indicato nella Sezione A.4 – Informativa sul fair value, con l'accortezza che, in presenza di azioni quotate su mercati attivi, il fair value è rappresentato dalla quotazione di Borsa alla data dell'acquisizione o, in mancanza, dall'ultima quotazione disponibile.

Sono inclusi nel corrispettivo dell'aggregazione aziendale alla data di acquisizione gli aggiustamenti subordinati ad eventi futuri, se previsti dagli accordi e solo nel caso in cui siano probabili, determinabili in modo attendibile e realizzati entro i dodici mesi successivi alla data di acquisizione del controllo mentre non vengono considerati gli indennizzi per riduzione del valore delle attività utilizzate in quanto già considerati o nel fair value degli strumenti rappresentativi di capitale o come riduzione del premio o incremento dello sconto sull'emissione iniziale nel caso di emissione di strumenti di debito.

I costi correlati all'acquisizione sono gli oneri che l'acquirente sostiene per la realizzazione dell'aggregazione aziendale; a titolo esemplificativo questi comprendono i compensi professionali corrisposti a revisori, periti, consulenti legali, i costi per perizie e controllo dei conti, predisposizione di documenti informativi richiesti dalle norme, nonché le spese di consulenza sostenute per identificare potenziali target da acquisire se è contrattualmente stabilito che il pagamento sia effettuato solo in caso di esito positivo dell'aggregazione, nonché i costi di registrazione ed emissione di titoli di debito o titoli azionari.

L'acquirente deve contabilizzare i costi correlati all'acquisizione come oneri nei periodi in cui tali costi sono sostenuti e i servizi sono ricevuti, ad eccezione dei costi di emissione di titoli azionari o di titoli di debito che devono essere rilevati secondo quanto disposto dallo IAS 32.

Le operazioni di aggregazione aziendale sono contabilizzate secondo il "metodo dell'acquisizione", in base al quale le attività identificabili acquisite (comprese eventuali attività immateriali in precedenza non rilevate dall'impresa acquisita) e le passività identificabili assunte (comprese quelle potenziali) devono essere rilevate ai rispettivi fair value alla data di acquisizione.

Inoltre, come espressamente previsto dall'IFRS 3, per ogni aggregazione aziendale eventuali quote di minoranza nella società acquisita possono essere rilevate al fair value (con conseguente incremento del corrispettivo trasferito) o in proporzione alla quota della partecipazione di minoranza nelle attività nette identificabili delle società acquisite.

Se il controllo viene realizzato attraverso acquisti successivi, l'acquirente deve ricalcolare l'interessenza che deteneva in precedenza nella società acquisita al rispettivo fair value alla data di acquisizione e rilevare nel conto economico l'eventuale differenza rispetto al precedente valore di carico.

L'eccedenza tra il corrispettivo trasferito (rappresentato dal fair value delle attività trasferite, delle passività sostenute o degli strumenti di capitale emessi dall'acquirente), eventualmente integrato dal valore delle quote di minoranza (determinato come sopra esposto) e dal fair value delle interessenze già possedute dall'acquirente, ed il fair value delle attività e passività acquisite deve essere rilevata come avviamento; qualora queste ultime risultino, invece, superiori alla sommatoria del corrispettivo, delle quote di minoranza e del fair value delle quote già possedute, la differenza deve essere imputata a conto economico.

La contabilizzazione dell'operazione di aggregazione può avvenire provvisoriamente entro la fine dell'esercizio in cui l'aggregazione viene realizzata e deve essere perfezionata entro dodici mesi dalla data di acquisizione.

Le contabilizzazioni di ulteriori quote di partecipazione in società già controllate sono considerate, ai sensi dell'IFRS 10, come operazione sul capitale, ossia operazioni con soci che agiscono nella loro qualità di soci. Pertanto le differenze tra i costi di acquisizione ed il valore contabile delle quote di minoranza acquisite sono imputate al patrimonio netto di gruppo; parimenti, le vendite di quote di minoranza senza perdita del controllo non generano utili/perdite nel conto economico ma variazioni del patrimonio netto di gruppo.

Non configurano aggregazioni aziendali le operazioni finalizzate al controllo di una o più imprese che non costituiscono un'attività aziendale o al controllo in via transitoria o, infine, se l'aggregazione aziendale è realizzata con finalità riorganizzative, quindi tra due o più imprese o attività aziendali già facenti parte del Gruppo Intesa Sanpaolo, e che non comporta cambiamento degli assetti di controllo indipendentemente dalla percentuale di diritti di terzi prima e dopo l'operazione (cosiddette aggregazioni aziendali di imprese sottoposte a controllo comune). Tali operazioni sono considerate prive di sostanza economica. Pertanto, in assenza di specifiche indicazioni previste dai principi IAS/IFRS e in aderenza con le presunzioni dello IAS 8 che richiede che – in assenza di un principio specifico – l'impresa debba fare uso del proprio giudizio nell'applicare un principio contabile che fornisca un'informativa rilevante, attendibile, prudente e che rifletta la sostanza economica dell'operazione, esse sono contabilizzate salvaguardando la continuità dei valori dell'acquisita nel bilancio dell'acquirente.

Le fusioni rientrano tra le operazioni di concentrazione tra imprese, rappresentando la forma di aggregazione aziendale più completa, in quanto comportano l'unificazione sia giuridica che economica dei soggetti che vi partecipano.

Le fusioni, siano esse proprie, cioè con la costituzione di un nuovo soggetto giuridico oppure "per incorporazione" con la confluenza di un'impresa in un'altra impresa già esistente, sono trattate secondo i criteri precedentemente illustrati, in particolare:

  • se l'operazione comporta il trasferimento del controllo di un'impresa, essa viene trattata come un'operazione di aggregazione ai sensi dell'IFRS 3;
  • se l'operazione non comporta il trasferimento del controllo, essa viene contabilizzata privilegiando la continuità dei valori della società incorporata.

Criteri di redazione dell'informativa di settore

L'informativa di settore del Gruppo Intesa Sanpaolo si basa sugli elementi che il management utilizza per prendere le proprie decisioni operative (c.d. "management approach") ed è dunque coerente con i requisiti informativi previsti dall'IFRS 8.

Il modello organizzativo del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in sei settori di attività con specifiche responsabilità operative: Banca dei Territori, IMI Corporate & Investment Banking, International Subsidiary Banks, Asset Management, Private Banking e Insurance. Ai suddetti settori operativi si aggiungono, inoltre, strutture di supporto rappresentate dalla Tesoreria, dalla Direzione NPE e dalle altre Direzioni centrali concentrate nel Centro di Governo.

Gli apporti reddituali e i saldi patrimoniali del Gruppo UBI – che come già indicato sono oggetto di consolidamento dalla data di acquisizione – sono temporaneamente rappresentati come una business unit separata e saranno divisionalizzati successivamente, con il procedere dell'integrazione dei processi. Come già indicato nei commenti ai risultati economici e agli aggregati patrimoniali consolidati, data la particolarità dell'operazione, nessuna rettifica è stata apportata ai dati storici riclassificati per riflettere retroattivamente gli effetti dell'operazione di acquisizione.

L'attribuzione dei risultati economici e patrimoniali ai diversi settori di attività si basa sui principi contabili utilizzati nella redazione e presentazione del bilancio consolidato. L'utilizzo degli stessi criteri di rendicontazione consente una più agevole riconciliazione dei dati settoriali con quelli consolidati. Al fine di rappresentare più efficacemente i risultati e per meglio comprendere le componenti che li hanno generati, per ciascun settore oggetto di informativa viene presentato il conto economico riclassificato con valori che esprimono il contributo al risultato di Gruppo.

Per quanto attiene alla valorizzazione dei ricavi e dei costi derivanti dalle operazioni infra-settoriali, l'applicazione del modello di contribuzione a Tassi Interni di Trasferimento (TIT) multipli per le varie scadenze permette la corretta attribuzione della componente interessi netti alle Divisioni.

Specifici accordi contrattuali fra le entità del Gruppo regolano l'applicazione dei prezzi di trasferimento per le altre componenti reddituali riferibili alle transazioni che prevedono la ripartizione dei risultati tra fabbriche di prodotto/unità di servizio ed enti di relazione/unità clienti. A ciascun settore sono addebitati i costi diretti e, per la parte di competenza, i costi per i servizi svolti dagli enti centrali, nei confronti delle business unit operative il riaddebito è effettuato sulla base dei servizi effettivamente prestati, lasciando allocati sul Centro di Governo i costi relativi allo svolgimento delle attività di indirizzo e controllo.

Il risultato netto delle Business Unit è indicato al netto degli effetti fiscali, calcolati applicando le principali componenti di determinazione del tax rate effettivo in coerenza con la politica fiscale del Gruppo.

I settori di attività sono rappresentati al netto dei rapporti infragruppo interni ad essi e al lordo dei rapporti tra diversi settori.

Per ogni settore è stato inoltre calcolato il capitale assorbito in base ai RWA (Risk Weighted Assets) determinati coerentemente con le disposizioni stabilite dalla Banca d'Italia secondo la normativa regolamentare vigente; per l'asset management e il private banking si è anche considerato il rischio di business; per il comparto assicurativo si è preso a riferimento il capitale assorbito dal rischio assicurativo.

A completamento dell'informativa per settore di attività viene anche fornita un'illustrazione dei principali dati economici e aggregati patrimoniali riferiti ai comparti geografici in cui il Gruppo opera. I settori geografici sono definiti sulla base dell'articolazione territoriale dell'attività del Gruppo e tengono conto sia della rilevanza economica e strategica sia delle caratteristiche e opportunità dei mercati di riferimento. Tali settori sono riconducibili a tre principali raggruppamenti geografici definiti in base al criterio di residenza delle entità giuridiche costituenti il Gruppo: Italia, Europa e Resto del mondo.

Attività e passività assicurative

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha deciso di avvalersi dell'opzione di applicazione del c.d. "Deferral Approach", in virtù del quale le attività e le passività finanziarie delle Compagnie assicurative controllate continuano ad essere rilevate in bilancio ai sensi di quanto prescritto dallo IAS 39, in attesa dell'entrata in vigore del nuovo principio contabile internazionale sui contratti assicurativi (IFRS 17), prevista per il 202330. Per completezza ed in maniera sintetica, di seguito vengono quindi riportati:

  • i criteri di classificazione e valutazione delle attività e passività finanziarie utilizzati dalle Imprese di assicurazione del Gruppo, rimandando per maggiori dettagli a quanto esposto nella Parte A "Politiche contabili" della Nota integrativa consolidata al Bilancio 2017. Non sono, invece, riproposti i criteri di iscrizione e cancellazione, dato il sostanziale allineamento tra le previsioni dell'IFRS 9 e quelle dello IAS 39 al riguardo;
  • le impostazioni adottate per i prodotti specifici del comparto assicurativo.

Per quel che attiene al trattamento delle voci di bilancio delle Compagnie assicurative diverse da quelle di natura finanziaria, si rimanda a quanto precedentemente rappresentato, dato che le società del gruppo bancario e quelle del comparto assicurativo condividono le medesime politiche contabili

1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione

Criteri di classificazione

Sono classificate in questa categoria le attività finanziarie allocate nel portafoglio di negoziazione, essenzialmente rappresentate da titoli di debito e di capitale e dal valore positivo dei contratti derivati detenuti con finalità di negoziazione. Fra i contratti derivati sono inclusi anche quelli incorporati in strumenti finanziari complessi che sono stati oggetto di rilevazione separata in quanto:

  • le loro caratteristiche economiche ed i rischi non sono strettamente correlati alle caratteristiche del contratto sottostante;

  • gli strumenti incorporati, anche se separati, soddisfano la definizione di derivato;

  • gli strumenti ibridi cui appartengono non sono valutati al fair value con le relative variazioni rilevate a conto economico.

I derivati sono rappresentati come attività se il fair value è positivo e come passività se il fair value è negativo. E' possibile compensare i valori correnti positivi e negativi derivanti da operazioni in essere con la medesima controparte soltanto qualora

30 Come indicato nella prima parte del presente capitolo, in data 25 giugno 2020 lo IASB ha pubblicato la versione finale degli "Amendments to IFRS 17 Insurance Contracts" nella quale viene confermato il differimento della data di prima applicazione obbligatoria dello Standard al 1° gennaio 2023 (in luogo del 1° gennaio 2022 precedentemente proposto nell'ED 2019/4) e la contestuale possibilità di proroga del "Deferral approach" nell'applicazione dell'IFRS 9 alla stessa data. Tale aspetto è stato recepito dalla Commissione Europea con la pubblicazione del Regolamento n. 2097/2020 "Proroga dell'esenzione temporanea dell'applicazione dell'IFRS 9 (modifiche all'IFRS 4)" del 15 dicembre 2020.

si abbia correntemente il diritto legale di compensare gli importi rilevati contabilmente e si intenda procedere al regolamento su base netta delle posizioni oggetto di compensazione.

Non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui si sia in presenza di eventi inusuali e che difficilmente si possono ripresentare nel breve periodo.

In tali casi è possibile riclassificare titoli di debito e di capitale non più detenuti per finalità di negoziazione in altre categorie previste dallo IAS 39 qualora ne ricorrano le condizioni per l'iscrizione (Attività finanziarie detenute sino alla scadenza, Attività finanziarie disponibili per la vendita, Crediti). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione. In sede di riclassificazione viene effettuata la verifica in merito all'eventuale presenza di contratti derivati incorporati da scorporare.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie detenute per la negoziazione sono valorizzate al fair value. Gli effetti dell'applicazione di tale criterio di valutazione sono imputati nel conto economico.

Per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari quotati in un mercato attivo, vengono utilizzate quotazioni di mercato. In assenza di un mercato attivo, vengono utilizzati metodi di stima e modelli valutativi comunemente adottati, che tengono conto di tutti i fattori di rischio correlati agli strumenti e che sono basati su dati rilevabili sul mercato quali: valutazione di strumenti quotati che presentano analoghe caratteristiche, calcoli di flussi di cassa scontati, modelli di determinazione del prezzo di opzioni, valori rilevati in recenti transazioni comparabili, ecc. I titoli di capitale, le quote di OICR e gli strumenti derivati che hanno per oggetto titoli di capitale, non quotati in un mercato attivo, per i quali non sia possibile determinare il fair value in maniera attendibile secondo le linee guida sopra indicate, sono mantenuti al costo.

2. Attività finanziarie disponibili per la vendita

Criteri di classificazione

Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie non diversamente classificate come Crediti, Attività detenute per la negoziazione, Attività detenute sino a scadenza o Attività finanziarie valutate al fair value. In particolare, vengono incluse in questa voce, oltre ai titoli obbligazionari che non sono oggetto di attività di trading e che non sono classificati tra le Attività detenute sino alla scadenza o valutate al fair value oppure tra i Crediti, anche le interessenze azionarie non gestite con finalità di negoziazione e non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto, inclusi gli investimenti di private equity ed in fondi di private equity, nonché la quota dei prestiti sindacati sottoscritti che, sin dall'origine, viene destinata alla cessione.

Nei casi consentiti dai principi contabili, sono ammesse riclassifiche esclusivamente verso la categoria Attività finanziarie detenute sino alla scadenza. È possibile inoltre riclassificare i titoli di debito oltre che nella categoria delle Attività finanziarie detenute sino alla scadenza, anche nei Crediti, in presenza di intento di detenzione per il prevedibile futuro e qualora ne ricorrano le condizioni per l'iscrizione. Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le Attività disponibili per la vendita sono valutate al fair value, con la rilevazione a conto economico del valore corrispondente al costo ammortizzato, mentre gli utili o le perdite derivanti da una variazione di fair value vengono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto sino a che l'attività finanziaria non viene cancellata o non viene rilevata una perdita di valore. Al momento della dismissione, totale o parziale, o della rilevazione di una perdita di valore, l'utile o la perdita cumulati vengono riversati, in tutto o in parte, a conto economico.

Il fair value viene determinato sulla base dei criteri già illustrati per le attività finanziarie detenute per la negoziazione.

I titoli di capitale inclusi in questa categoria e le quote di OICR che hanno per oggetto titoli di capitale, non quotati in un mercato attivo, per i quali non sia possibile determinare il fair value in maniera attendibile, sono mantenuti al costo.

Le attività finanziarie disponibili per la vendita sono sottoposte ad una verifica volta ad individuare l'esistenza di obiettive evidenze di riduzione di valore.

Se sussistono tali evidenze, l'importo della perdita viene misurato come differenza tra il valore contabile dell'attività ed il fair value.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico, nel caso di crediti o titoli di debito, ed a patrimonio netto nel caso di titoli di capitale. L'ammontare della ripresa non può in ogni caso superare il costo ammortizzato che lo strumento avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.

3. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza

Criteri di classificazione

Sono classificati nella presente categoria i titoli di debito quotati con pagamenti fissi o determinabili e con scadenza fissa, che si ha intenzione e capacità di detenere sino a scadenza.

Nei casi consentiti dai principi contabili, sono ammesse riclassifiche esclusivamente verso la categoria delle Attività finanziarie disponibili per la vendita. Qualora nel corso di un esercizio venisse venduto o riclassificato, prima della scadenza, un importo non irrilevante degli investimenti classificati in tale categoria, le rimanenti attività finanziarie detenute fino a scadenza verrebbero riclassificate come Attività finanziarie disponibili per la vendita e l'uso del portafoglio in questione sarebbe precluso per i successivi due esercizi, a meno che le vendite o riclassificazioni:

  • siano così prossime alla scadenza o alla data dell'opzione dell'attività finanziaria, che le oscillazioni del tasso di interesse di mercato non avrebbero un effetto significativo sul fair value dell'attività stessa;
  • si siano verificate dopo l'incasso sostanzialmente di tutto il capitale originario dell'attività finanziaria attraverso pagamenti ordinari programmati o anticipati; o

  • siano attribuibili a un evento isolato non controllabile, che non sia ricorrente e non si possa pertanto ragionevolmente prevedere.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le Attività finanziarie detenute sino alla scadenza sono valutate al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo.

Gli utili o le perdite riferiti ad attività detenute sino a scadenza sono rilevati nel conto economico nel momento in cui le attività sono cancellate o hanno subito una riduzione di valore, nonché tramite il processo di ammortamento della differenza tra il valore di iscrizione e il valore rimborsabile alla scadenza.

Le attività detenute sino alla scadenza sono sottoposte ad una verifica volta ad individuare l'esistenza di obiettive evidenze di riduzione di valore.

Se sussistono tali evidenze l'importo della perdita viene misurato come differenza tra il valore contabile dell'attività e il valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati, scontati al tasso di interesse effettivo originario. L'importo della perdita viene rilevato nel conto economico.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico. La ripresa di valore non può eccedere il costo ammortizzato che lo strumento finanziario avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.

4. Crediti

Criteri di classificazione

I crediti includono gli impieghi con clientela e con banche, sia erogati direttamente sia acquistati da terzi, che prevedono pagamenti fissi o comunque determinabili, che non sono quotati in un mercato attivo e che non sono stati classificati all'origine tra le Attività finanziarie disponibili per la vendita.

Nella voce Crediti rientrano inoltre i crediti commerciali, le operazioni pronti contro termine con obbligo di rivendita a termine ed i titoli acquistati in sottoscrizione o collocamento privato, con pagamenti determinati o determinabili, non quotati in mercati attivi.

Non sono ammesse riclassifiche in altre categorie di attività finanziarie previste dallo IAS 39.

Criteri di valutazione

Dopo la rilevazione iniziale, i crediti sono valutati al costo ammortizzato, pari al valore di prima iscrizione diminuito/aumentato dei rimborsi di capitale, delle rettifiche/riprese di valore e dell'ammortamento – calcolato col metodo del tasso di interesse effettivo – della differenza tra l'ammontare erogato e quello rimborsabile a scadenza, riconducibile tipicamente ai costi/proventi imputati direttamente al singolo credito. Il tasso di interesse effettivo è individuato calcolando il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri del credito, per capitale ed interesse, all'ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti al credito. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi lungo la vita residua attesa del credito.

Il metodo del costo ammortizzato non viene utilizzato per i crediti la cui breve durata fa ritenere trascurabile l'effetto dell'applicazione della logica dell'attualizzazione. Detti crediti vengono valorizzati al costo storico. Analogo criterio di valorizzazione viene adottato per i crediti senza una scadenza definita o a revoca.

I crediti sono sottoposti ad una ricognizione volta ad individuare quelli che, a seguito del verificarsi di eventi occorsi dopo la loro iscrizione, mostrino oggettive evidenze di una possibile perdita di valore. Rientrano in tale ambito i crediti ai quali è stato attribuito lo status di sofferenza, inadempienza probabile, o di scaduto/sconfinante secondo le regole di Banca d'Italia, coerenti con la normativa IAS/IFRS e di vigilanza europea.

I crediti deteriorati sono oggetto di un processo di valutazione analitica, o con determinazione della previsione di perdita per categorie omogenee ed attribuzione analitica ad ogni posizione, e l'ammontare della rettifica di valore di ciascun credito è pari alla differenza tra il valore di bilancio dello stesso al momento della valutazione (costo ammortizzato) ed il valore attuale dei previsti flussi di cassa futuri, calcolato applicando il tasso di interesse effettivo originario.

I flussi di cassa previsti tengono conto dei tempi di recupero attesi, del presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie nonché dei costi che si ritiene verranno sostenuti per il recupero dell'esposizione creditizia.

Il tasso effettivo originario di ciascun credito rimane invariato nel tempo ancorché sia intervenuta una ristrutturazione del rapporto che abbia comportato la variazione del tasso contrattuale ed anche qualora il rapporto divenga, nella pratica, infruttifero di interessi contrattuali.

La rettifica di valore è iscritta a conto economico.

Il valore originario dei crediti viene ripristinato negli esercizi successivi nella misura in cui vengano meno i motivi che ne hanno determinato la rettifica, purché tale valutazione sia oggettivamente collegabile ad un evento verificatosi successivamente alla rettifica stessa. La ripresa di valore è iscritta nel conto economico e non può in ogni caso superare il costo ammortizzato che il credito avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.

I ripristini di valore connessi con il trascorrere del tempo sono appostati tra le riprese di valore.

I crediti per i quali non sono state individuate singolarmente evidenze oggettive di perdita sono sottoposti alla valutazione di una rettifica di valore collettiva. Tale valutazione avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito e le relative percentuali di perdita sono stimate tenendo conto di serie storiche e di altri elementi osservabili alla data della valutazione, che consentano di stimare il valore della perdita latente in ciascuna categoria di crediti. Nella valutazione si tiene conto anche della rischiosità connessa con il Paese di residenza della controparte.

Le rettifiche di valore determinate collettivamente sono imputate nel conto economico.

5. Attività finanziarie valutate al fair value

Criteri di classificazione

I principi contabili IAS/IFRS omologati dalla Commissione Europea consentono di classificare nella categoria degli strumenti finanziari valutati al fair value con contropartita in conto economico qualsiasi attività finanziaria così definita al momento dell'acquisizione, nel rispetto delle casistiche previste dalla normativa di riferimento.

Non sono ammesse riclassifiche in altre categorie di attività finanziarie.

Il Gruppo classifica in tale categoria gli investimenti a fronte di polizze assicurative.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, gli strumenti finanziari in questione sono valorizzati al fair value. Gli effetti dell'applicazione di tale criterio di valutazione sono imputati nel conto economico.

6. Debiti e titoli in circolazione

Criteri di classificazione

I Debiti verso banche, i Debiti verso clientela e i Titoli in circolazione ricomprendono le varie forme di provvista interbancaria e con clientela, le operazioni pronti contro termine con obbligo di riacquisto a termine e la raccolta effettuata attraverso certificati di deposito, titoli obbligazionari ed altri strumenti di raccolta in circolazione, al netto degli eventuali ammontari riacquistati.

Sono inoltre inclusi i debiti iscritti dall'impresa in qualità di locatario nell'ambito di operazioni di leasing finanziario.

Criteri di valutazione

Dopo la rilevazione iniziale, le passività finanziarie vengono valutate al costo ammortizzato col metodo del tasso di interesse effettivo.

Fanno eccezione le passività a breve termine, per le quali il fattore temporale risulta trascurabile, che rimangono iscritte per il valore incassato.

7. Passività finanziarie di negoziazione

Criteri di iscrizione

Gli strumenti finanziari in oggetto sono iscritti alla data di sottoscrizione o alla data di emissione ad un valore pari al costo corrispondente al fair value dello strumento, senza considerare eventuali costi o proventi di transazione direttamente attribuibili agli strumenti stessi.

In tale categoria di passività sono, in particolare, inclusi il valore negativo dei contratti derivati di trading, nonché il valore negativo dei derivati impliciti presenti in contratti complessi ma non strettamente correlati agli stessi. Inoltre sono incluse le passività che originano da scoperti tecnici generati dall'attività di negoziazione di titoli.

Criteri di cancellazione

Le Passività finanziarie detenute per negoziazione vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando la passività finanziaria è ceduta con trasferimento sostanziale di tutti i rischi ed i benefici derivanti dalla proprietà delle stesse.

8. Passività finanziarie valutate al fair value

Criteri di classificazione

Formano oggetto di rilevazione nella presente voce le passività finanziarie designate al fair value con contropartita in conto economico, sulla base della facoltà riconosciuta alle imprese (c.d. "fair value option") dallo IAS 39, nel rispetto delle casistiche previste dalla normativa di riferimento.

Il Gruppo si è avvalso della possibilità di designare come passività al fair value i prodotti di natura finanziaria che non presentano un rischio assicurativo significativo e che non sono inclusi in gestioni separate e non prevedono, quindi, elementi di partecipazione discrezionale agli utili. Anche gli investimenti relativi a tali forme di raccolta, come già precedentemente esposto, sono valutati al fair value eliminando o riducendo notevolmente possibili "asimmetrie contabili" che altrimenti risulterebbero dalla rilevazione di queste attività e delle relative passività sulla base di criteri contabili differenti.

Criteri di valutazione

Tali passività sono valutate al fair value con imputazione del risultato della valutazione nel conto economico.

9. Prodotti a contenuto assicurativo

I prodotti per i quali il rischio assicurativo è valutato significativo comprendono: le polizze di ramo primo temporanee caso morte, le polizze di rendita e miste con coefficienti di conversione in rendita garantiti al momento dell'emissione, alcune tipologie di polizze unit linked e le polizze danni. Per tali prodotti, la disciplina IAS/IFRS conferma sostanzialmente quanto previsto dai principi contabili nazionali in materia assicurativa.

L'IFRS 4, in sintesi prevede:

  • l'iscrizione dei premi lordi a Conto Economico fra i proventi; essi comprendono tutti gli importi maturati durante l'esercizio a seguito della stipula dei contratti di assicurazione al netto degli annullamenti; analogamente, i premi ceduti ai riassicuratori sono iscritti quali costi dell'esercizio;

  • a fronte dei proventi per i premi lordi, è accantonato alle riserve tecniche l'importo degli impegni verso gli assicurati, calcolati analiticamente per ciascun contratto secondo quanto definito dai principi contabili locali in materia;
  • i prodotti a contenuto assicurativo inseriti all'interno delle gestioni separate sono valutati applicando il cosiddetto shadow accounting, ossia allocando le differenze tra il valore di carico e quello di mercato, relativamente ai titoli classificati disponibili per la vendita, per la componente di competenza degli assicurati alle riserve tecniche, e per quella di competenza delle società assicurative al patrimonio netto. Nel caso in cui, invece, i titoli siano valutati al fair value, rilevato a Conto Economico, la differenza tra il valore di carico ed il valore di mercato viene registrata a Conto Economico determinando una variazione delle riserve tecniche per la quota di competenza degli assicurati;
  • nella determinazione dello shadow accounting il Gruppo utilizza, per ogni gestione, l'aliquota media di retrocessione e il tasso minimo garantito definiti in base alle condizioni contrattuali dei diversi prodotti collegati alla gestione;
  • le passività relative ai prodotti con partecipazione discrezionale agli utili sono rappresentate complessivamente senza distinzione tra la componente garantita e quella discrezionale.

In conformità alle previsioni dell'IFRS 4 il Gruppo verifica l'adeguatezza prospettica del valore delle passività iscritte attraverso il cosiddetto Liability Adequacy Test (LAT).

10. Prodotti di natura finanziaria inclusi in gestioni separate

I prodotti di natura finanziaria che, pur non avendo un rischio assicurativo significativo, sono inclusi in gestioni separate, e quindi prevedono elementi di partecipazione discrezionale agli utili, comprendono la maggioranza delle polizze sulla durata della vita e delle polizze miste di ramo primo, nonché le polizze di capitalizzazione di ramo quinto. Essi sono contabilizzati secondo i principi dettati dall'IFRS 4, ovvero, sinteticamente:

  • i prodotti sono esposti in bilancio in modo sostanzialmente analogo a quanto previsto dai principi contabili locali in materia, con evidenza a Conto Economico dei premi, dei pagamenti e della variazione delle riserve tecniche;
  • ai prodotti a contenuto assicurativo inseriti all'interno delle gestioni separate, e che quindi prevedono elementi di partecipazione discrezionale agli utili, si applica il cosiddetto shadow accounting, come già rappresentato nel paragrafo precedente;
  • nella determinazione dello shadow accounting il Gruppo utilizza, per ogni gestione, l'aliquota media di retrocessione e il tasso minimo garantito definiti in base alle condizioni contrattuali dei diversi prodotti collegati alla gestione;
  • le passività relative ai prodotti con partecipazione discrezionale agli utili sono rappresentate in modo complessivo, senza distinzione tra la componente garantita e quella discrezionale.

11. Prodotti di natura finanziaria non inclusi in gestioni separate

I prodotti di natura finanziaria che non presentano un rischio assicurativo significativo e non sono inclusi in gestioni separate, e quindi non prevedono elementi di partecipazione discrezionale agli utili, sono esposti in bilancio come passività finanziarie e sono valutati al fair value, sulla base della prevista opzione (Fair Value Option), o al costo ammortizzato. Questi prodotti finanziari comprendono sostanzialmente le polizze index linked e parte delle unit linked, nonché le polizze a provvista specifica di attivi non incluse in gestioni separate. Tali prodotti sono contabilizzati secondo i principi dettati dallo IAS 39, come di seguito sintetizzato:

  • le polizze index e unit linked considerate investment contracts sono valutate al fair value, mentre i prodotti a specifica provvista di attivi non inclusi in gestioni separate sono valutati al costo ammortizzato;
  • il Conto Economico non riflette i premi relativi a questi prodotti, ma le sole componenti di ricavo, rappresentate dai caricamenti e dalle commissioni, e di costo, costituite dalle provvigioni e dagli altri oneri; esso riflette, inoltre, i costi ed i ricavi rappresentati dalle variazioni del fair value delle passività accese a fronte di tali contratti. Più in dettaglio, i principi contabili internazionali, contenuti nello IAS 39 e nell'IFRS 15, prevedono che, per le passività valutate al fair value, i ricavi ed i costi relativi ai prodotti in oggetto siano identificati e separati nelle due componenti di (i) origination, da imputare a Conto Economico al momento dell'emissione del prodotto, e di (ii) investment management service, da ripartire lungo la vita del prodotto, in funzione di come viene fornito il servizio. Inoltre, nel caso dei prodotti a specifica provvista di attivi non inclusi in gestioni separate, i ricavi e costi incrementali confluiscono nella determinazione del costo ammortizzato;
  • l'eventuale componente assicurativa insita nei prodotti index e unit linked, qualora separabile, è oggetto di autonoma valutazione e rappresentazione contabile.

A. 3 – INFORMATIVA SUI TRASFERIMENTI TRA PORTAFOGLI DI ATTIVITA' FINANZIARIE

Successivamente all'adozione dell'IFRS 9, il Gruppo Intesa Sanpaolo non ha effettuato cambiamenti di business model per la gestione delle proprie attività finanziarie e, conseguentemente, non sono avvenuti trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie.

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica) non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il modello di business per la gestione di tali attività finanziarie. È atteso che tali modifiche siano altamente infrequenti e devono essere determinate dal management a seguito di rilevanti cambiamenti esterni o interni, dimostrabili a soggetti esterni.

A.3.1 Attività finanziarie riclassificate: cambiamento di modello di business, valore contabile e interessi attivi L'informativa non è dovuta in quanto non sussistono attività finanziarie riclassificate iscritte nell'attivo di bilancio.

A.3.2 Attività finanziarie riclassificate: cambiamento di modello di business, fair value ed effetti sulla redditività complessiva

L'informativa non è dovuta in quanto nell'esercizio 2020 non sono stati effettuati trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie.

A.3.3 Attività finanziarie riclassificate: cambiamento del modello di business e tasso di interesse effettivo L'informativa non è dovuta in quanto non sussistono attività finanziarie riclassificate iscritte nell'attivo di bilancio.

A. 4 – INFORMATIVA SUL FAIR VALUE

FAIR VALUE, INDEPENDENT PRICE VERIFICATION E PRUDENT VALUE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI

Il quadro delle valutazioni finanziarie al fair value si articola su tre pilastri: la misurazione del fair value secondo i principi contabili internazionali (IFRS), la verifica indipendente dei prezzi (IPV – Independent Price Verification), e la misurazione del prudent value, questi ultimi stabiliti dalla (CRR - Capital Requirement Regulation). I successivi paragrafi descrivono le modalità con cui tali elementi sono stati recepiti ed utilizzati dal Gruppo Intesa Sanpaolo.

Principi generali fair value

Il Gruppo Intesa Sanpaolo disciplina e formalizza la misurazione del fair value degli strumenti finanziari attraverso le Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value di Gruppo, documento predisposto a cura della Direzione Rischi Finanziari e di Mercato e la cui applicazione si estende alla Capogruppo e a tutte le controllate oggetto di consolidamento, ivi comprese le Compagnie Assicurative.

Le "Linee Guida di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value", previo parere favorevole del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, sono oggetto di revisione e approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Rischi. Le "Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value" sono oggetto di esame, revisione e approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, a ciò specificatamente delegato dagli Organi Amministrativi, che esamina altresì gli interventi ed aggiornamenti materialmente rilevanti, la cui proposta compete alla Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato.

Le "Regole per la valutazione degli Equity Investments non quotati", elaborate dalla Direzione Centrale M&A e Partecipazioni di Gruppo, disciplinano invece la misurazione del fair value dei titoli di capitale non quotati e degli strumenti finanziari aventi come sottostante titoli di capitale non quotati.

Il principio contabile IFRS13 che armonizza le regole di misurazione e la relativa informativa, definisce il fair value come il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato (ossia non in una liquidazione forzosa o in una vendita sottocosto) alla data di valutazione. Il fair value è un criterio di valutazione di mercato, non specificatamente riferito alla singola banca. Sottostante la definizione di fair value c'è la presunzione che la banca si trovi nel normale esercizio della sua attività senza alcuna intenzione di liquidare i propri beni, di ridurre in via significativa il livello delle proprie attività ovvero di procedere alla definizione di transazioni a condizioni sfavorevoli.

La banca valuta il fair value di un'attività o passività adottando le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nella determinazione del prezzo dell'attività o passività, presumendo che essi agiscano per soddisfare nel modo migliore il proprio interesse economico. La valutazione del fair value suppone che l'operazione di vendita dell'attività o di trasferimento della passività abbia luogo:

a. nel mercato attivo principale dell'attività o passività;

b. in assenza di un mercato principale, nel mercato attivo più vantaggioso per l'attività o passività.

La banca non deve effettuare una ricerca esaustiva di tutti i possibili mercati per identificare il mercato principale o, in assenza del mercato principale, il mercato più vantaggioso, ma deve prendere in considerazione tutte le informazioni che sono ragionevolmente disponibili. In assenza di un'evidenza contraria, si presume che il mercato nel quale normalmente l'entità opera per vendere l'attività o trasferire la passività sia il mercato principale o, in assenza di un mercato principale, il mercato più vantaggioso. Il Gruppo Intesa Sanpaolo ritiene che il mercato principale di un'attività o passività finanziaria possa essere identificato con il mercato nel quale normalmente opera il Gruppo Intesa Sanpaolo.

Il Gruppo considera, coerentemente con l'IFRS 13, un mercato attivo come un mercato in cui le operazioni relative all'attività o alla passività si verificano con una frequenza e con volumi sufficienti a fornire informazioni utili per la determinazione del prezzo su base continuativa. Più precisamente uno strumento finanziario è considerato quotato in un mercato attivo se i prezzi sono prontamente e regolarmente disponibili tramite un listino, operatore, intermediario, settore industriale, agenzia di determinazione del prezzo, autorità di regolamentazione, e tali prezzi rappresentano operazioni di mercato effettive che avvengono regolarmente in normali contrattazioni.

In specifiche casistiche, disciplinate dalle Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value e pur in presenza di quotazioni su mercati regolamentati, vengono effettuati appositi approfondimenti, tesi a verificare la significatività delle quotazioni espresse dal mercato ufficiale. Nel caso di significativa riduzione nel volume o nel livello di operatività rispetto al consueto per l'attività o passività (o per attività o passività similari) evidenziata da alcuni indicatori (numerosità delle transazioni, scarsa significatività dei prezzi espressi dal mercato, incremento significativo dei premi impliciti per il rischio di liquidità, allargamento o incremento dello spread bid-ask, riduzione o assenza totale di mercato per nuove emissioni, scarsità di informazioni di dominio pubblico), devono essere effettuate analisi delle transazioni o dei prezzi quotati. Una diminuzione del volume e del livello di attività da sola potrebbe non indicare che il prezzo di una transazione o il prezzo quotato non rappresenta il fair value o che la transazione in quel mercato non sia ordinaria. Se un'entità determina che una transazione o un prezzo quotato non rappresenta il fair value (es. transazioni non ordinarie) un aggiustamento ai prezzi delle transazioni o ai prezzi quotati è necessario se l'entità usa quei prezzi come base per la valutazione al fair value e tale aggiustamento può essere significativo rispetto alla valutazione al fair value nel suo complesso.

Principi generali Independent Price Verification

Il Gruppo Intesa Sanpaolo disciplina e formalizza il processo di verifica indipendente dei prezzi, attraverso le Linee Guida e Regole di Verifica Indipendente dei Prezzi di Gruppo, documenti coordinati a cura della Direzione Rischi Finanziari e di Mercato e la cui applicazione si estende alla Capogruppo e a tutte le controllate appartenenti al Gruppo Bancario oggetto di consolidamento.

Le "Linee Guida di Verifica Indipendente dei Prezzi", previo parere favorevole del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, sono oggetto di revisione ed approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Rischi. Le "Regole di Verifica Indipendente dei Prezzi" (Independent Price Verification) di I e II livello" sono oggetto di revisione e approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, a ciò specificamente delegato dagli Organi Amministrativi, che esamina altresì gli interventi ed aggiornamenti materialmente rilevanti, la cui proposta compete alla Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato.

Secondo quanto disposto dal Regolamento UE 575/2013 (Capital Requirement Regulation – CRR), art. 4, par. 1.70 e 105, par. 8 il Gruppo Intesa Sanpaolo disciplina il processo di verifica Indipendente dei Prezzi (IPV – Independent Price Verification), che consiste nella verifica regolare dell'esattezza e dell'indipendenza dei prezzi di mercato degli strumenti finanziari o dei dati immessi nei modelli di pricing, effettuata da un'unità organizzativa indipendente dalle funzioni di business, con frequenza commisurata all'attività di negoziazione svolta e alla natura del mercato.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha strutturato un processo IPV articolato su 3 livelli di controllo coerentemente con quanto indicato dalla Circolare Banca d'Italia 285/2013 (Disposizioni di vigilanza per le banche), recepita nel Sistema dei Controlli Interni Integrati, che richiede l'integrazione dei processi di gestione dei rischi con i processi e le metodologie di valutazione, anche a fini contabili, delle attività aziendali.

In ambito IPV le funzioni di controllo di I, II e III livello hanno le seguenti responsabilità principali:

  • la funzione di controllo di I livello partecipa alla definizione del quadro di riferimento metodologico ed effettua le implementazioni ed i controlli di I livello, riportando gli esiti al business e alle funzioni di controllo di II livello;
  • la funzione di controllo di II livello definisce il quadro di riferimento metodologico e di controllo, garantisce l'allineamento con le normative vigenti e la coerenza fra controlli IPV, valutazioni contabili ed aggiustamenti supplementari di valutazione (AVA) (effettuati, rispettivamente, sulla base delle Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value e delle Linee Guida e Regole di Valutazione Prudente Strumenti Finanziari al Fair Value) supervisiona i controlli di I livello ed effettua i controlli di II livello;
  • la funzione di controllo di III livello effettua controlli di revisione interna, volta ad individuare violazioni delle procedure e della regolamentazione nonché a valutare periodicamente la completezza, l'adeguatezza, la funzionalità (in termini di efficienza ed efficacia) e l'affidabilità della struttura organizzativa delle altre componenti del sistema dei controlli interni e del sistema informativo a livello di Gruppo, con cadenza prefissata in relazione alla natura e all'intensità dei rischi.

I controlli IPV di I e II livello sono controlli di tipo qualitativo e quantitativo e si distinguono in base alla tipologia degli strumenti sottoposti al controllo. Si applicano coerentemente sia ai dati di input sottostanti alle valutazioni, sia alle valutazioni stesse, e garantiscono la coerenza fra valutazioni gestionali e valutazioni contabili effettuate sui diversi sistemi. Sono caratterizzati da completezza e adeguatezza di applicazione, assenza di sovrapposizioni, sequenzialità e complementarietà nell'esecuzione. Gli strumenti di controllo IPV utilizzano, per quanto possibile, appositi applicativi o procedure informatiche, che consentono analisi dati estensive con frequenza anche giornaliera. In particolare:

  • i controlli di I livello sono volti a garantire la validazione dei dati di mercato inseriti nei sistemi e si basano su un'analisi approfondita dei dati ottenuti da provider esterni. Nel caso in cui, a seguito dei controlli di I livello, per il dato presente nei sistemi si registri il superamento di determinate soglie, o comunque il dato non sia ritenuto corretto dalle funzioni di controllo di I livello, si attiva un processo di confronto (challenge) con il coinvolgimento del business e delle funzioni di controllo di II livello, compatibilmente con il grado di complessità della segnalazione.
  • I controlli di II livello sono caratterizzati da sequenzialità e complementarietà nell'esecuzione rispetto a quelli di I livello e volti a garantire l'allineamento tra valutazioni gestionali e contabili, basandosi su un'analisi approfondita dei dati di consenso o controparti e, qualora questi non risultassero disponibili, tramite applicazione dei modelli di pricing associati ai rispettivi strumenti.

Le risultanze del processo IPV sono analizzate, valutate e coordinate dal Tavolo Valutazioni Finanziarie, organo tecnico appositamente costituito, con l'obiettivo di favorire l'integrazione ed il confronto tra le funzioni di business e le funzioni di controllo.

Il fair value degli strumenti finanziari

L'esistenza di quotazioni in un mercato attivo costituisce la miglior evidenza del fair value; tali quotazioni rappresentano quindi i prezzi da utilizzare in via prioritaria per la valutazione delle attività e delle passività finanziarie. In assenza di un mercato attivo, il fair value viene determinato utilizzando tecniche di valutazione volte a stabilire, in ultima analisi, quale prezzo avrebbe avuto il prodotto, alla data di valutazione, in un libero scambio motivato da normali considerazioni commerciali. La scelta tra le suddette metodologie di valutazione non è opzionale, dovendo le stesse essere applicate in ordine gerarchico:

la disponibilità di un prezzo espresso da un mercato attivo impedisce di ricorrere ad uno degli altri approcci valutativi.

Input delle tecniche di valutazione

Si definiscono input le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nel determinare il prezzo dell'attività o della passività, incluse le assunzioni circa il rischio quali, ad esempio, il rischio inerente a una particolare tecnica di valutazione utilizzata per misurare il fair value o il rischio inerente agli input della tecnica di valutazione. Gli input possono essere osservabili o non osservabili.

Sono input osservabili quelli elaborati utilizzando dati di mercato, come le informazioni disponibili al pubblico su operazioni o fatti effettivi, e che riflettono le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nel determinare il prezzo dell'attività o della passività.

Sono input non osservabili quelli per i quali non sono disponibili informazioni di mercato e che sono elaborati utilizzando le migliori informazioni disponibili in merito a assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero per determinare il prezzo dell'attività o della passività.

Gerarchia del fair value

L'IFRS 13 stabilisce una gerarchia del fair value che classifica in tre livelli gli input delle tecniche di valutazione adottate per valutare il fair value. Tale gerarchia attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di Livello 1) e minima priorità agli input non osservabili (dati di Livello 3). In particolare:

  • Il livello di fair value viene classificato a 1 quando la valutazione dello strumento è ottenuta direttamente da prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche a cui l'entità può accedere alla data di valutazione.
  • Il livello di fair value viene classificato a 2 qualora non sia stato riscontrato un prezzo da mercato attivo e la valutazione avvenga via tecnica di valutazione, sulla base di parametri osservabili sul mercato, oppure sull'utilizzo di parametri non osservabili ma supportati e confermati da evidenze di mercato, quali prezzi, spread o altri input.
  • Il livello di fair value viene classificato a 3 quando le valutazioni sono effettuate utilizzando input diversi, non tutti desunti direttamente da parametri osservabili sul mercato e comportano quindi stime ed assunzioni da parte del valutatore.

Nel caso in cui differenti input siano utilizzati per valutare il fair value di un'attività o passività, la classificazione nella gerarchia è determinata in base all'input di più basso livello utilizzato per la valutazione. Per assegnare la gerarchia del fair value viene data priorità agli input delle tecniche di valutazione piuttosto che alle tecniche di valutazione stesse.

L'allegato "Gerarchia del Fair Value" delle "Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value" definisce, con riferimento ai rispettivi modelli/input di valutazione degli strumenti finanziari, le regole minimali che devono soddisfare gli input di mercato per essere classificati a livello 2, e le soglie di significatività che, qualora superate, portino ad una attribuzione al livello 3.

Per gli strumenti finanziari di livello 1 viene utilizzato il prezzo "corrente" offerto ("denaro") per le attività finanziarie ed il prezzo corrente richiesto ("lettera") per le passività finanziarie, rilevato sul mercato principale al quale si ha accesso, alla chiusura del periodo di riferimento.

Nel caso di strumenti finanziari per i quali il differenziale domanda-offerta risulta scarsamente rilevante, o per le attività e passività finanziarie con caratteristiche tali da portare a posizioni compensative per il rischio di mercato, viene utilizzato un prezzo medio di mercato (sempre riferito all'ultimo giorno del periodo di riferimento) in luogo del prezzo di offerta o del prezzo richiesto.

Sono considerati strumenti finanziari di livello 1 i titoli obbligazionari contribuiti (ovvero per i quali è disponibile il Composite Bloomberg Bond Trader sull'Information Provider Bloomberg o, in alternativa, una quotazione sul circuito EuroMTS o almeno tre quotazioni eseguibili sull'Information Provider Bloomberg), titoli azionari contribuiti (ovvero quotati sul mercato ufficiale di riferimento), i fondi comuni di investimento UCITS contribuiti (rientranti nell'ambito di applicazione delle direttive comunitarie), le operazioni in cambi spot, i contratti derivati per i quali siano disponibili quotazioni su un mercato attivo (per esempio futures e opzioni exchanged traded) e i fondi "hedge" per i quali sia disponibile, con la periodicità prevista dal contratto di sottoscrizione, il NAV (Net Asset Value), e in cui tra gli asset in cui il fondo investe prevalgano, in termini percentuali sul NAV, asset classificati a livello 1, verificato che gli strumenti di livello 3 non superino una predeterminata soglia.

Per differenza, tutti gli altri strumenti finanziari che non appartengono alle categorie sopra descritte o che non presentano la profondità di contribuzione definita dalle Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value non sono considerati strumenti di livello 1.

In assenza di quotazione su un mercato attivo o in assenza di un regolare funzionamento del mercato, cioè quando il mercato non ha un sufficiente e continuativo numero di transazioni, spread denaro-lettera e volatilità non sufficientemente contenuti, la determinazione del fair value degli strumenti finanziari è prevalentemente realizzata grazie all'utilizzo di tecniche di valutazione aventi l'obiettivo di stabilire il prezzo al quale, in una transazione ordinaria l'attività sarebbe venduta o la passività trasferita tra partecipanti al mercato, alla data di valutazione, in condizioni attuali di mercato.

Nel caso di strumenti classificati a livello 2 la valutazione è basata su prezzi o spread creditizi desunti dalle quotazioni ufficiali di strumenti sostanzialmente simili in termini di fattori di rischio, utilizzando una data metodologia di calcolo (modello di valutazione). Il ricorso a tale approccio si traduce nella ricerca di transazioni presenti su mercati attivi, relative a strumenti che, in termini di fattori di rischio, sono comparabili con lo strumento oggetto di valutazione. Le metodologie di calcolo classificate di livello 2 consentono di riprodurre i prezzi di strumenti finanziari quotati su mercati attivi (calibrazione del modello) senza includere parametri discrezionali – cioè parametri il cui valore non può essere desunto da quotazioni di strumenti finanziari presenti su mercati attivi ovvero non può essere fissato su livelli tali da replicare quotazioni presenti su mercati attivi – tali da influire in maniera determinante sul prezzo di valutazione finale.

Sono valutati secondo modelli che utilizzano input di livello 2:

  • i titoli obbligazionari privi di quotazioni ufficiali espresse da un mercato attivo e il cui fair value è determinato tramite l'utilizzo di un appropriato credit spread, individuato a partire da strumenti finanziari contribuiti e liquidi con caratteristiche similari;
  • i finanziamenti il cui fair value è determinato tramite l'utilizzo di un appropriato credit spread individuato a partire da evidenze di mercato di strumenti finanziari con caratteristiche similari;
  • i contratti derivati (ivi inclusi quelli cartolarizzati) la cui valutazione è effettuata mediante appositi modelli, alimentati da parametri di input (quali curve di tasso, cambi e volatilità) osservati sul mercato;
  • i prodotti strutturati di credito (ABS, CLO HY, CDO,..) per cui non sono disponibili prezzi significativi e il cui fair value viene determinato utilizzando tecniche di valutazione che tengono conto di parametri desumibili dal mercato;
  • titoli di capitale non contribuiti valutati con il ricorso a transazioni dirette, ovvero transazioni significative sul titolo registrate in un arco di tempo ritenuto sufficientemente breve rispetto al momento della valutazione ed in condizioni di mercato costanti, o per i quali sono utilizzati i cosiddetti modelli valutativi "relativi" basati su moltiplicatori;
  • i fondi hedge in cui prevalgono, in termini percentuali sul NAV, gli asset di livello 2, verificato che gli strumenti di livello 3 non superino una predeterminata soglia.

Nel caso di strumenti classificati a livello 3, per la determinazione del fair value è necessario ricorrere a modelli valutativi che presuppongono l'utilizzo di parametri di input non direttamente osservabili sul mercato e che quindi comportano stime e assunzioni da parte del valutatore. In particolare, la valutazione dello strumento finanziario viene condotta utilizzando una metodologia di calcolo basata su specifiche ipotesi riguardanti:

  • lo sviluppo dei cash-flows futuri, eventualmente condizionati ad eventi futuri cui possono essere attribuite probabilità desunte dall'esperienza storica o sulla base di ipotesi di comportamento;
  • il livello di determinati parametri in input non quotati su mercati attivi, per la cui stima sono comunque privilegiate le informazioni acquisite da prezzi e spread osservati sul mercato. Nel caso queste non siano disponibili, si ricorre a dati

storici del fattore di rischio specifico sottostante o a ricerche specializzate in materia (ad es. report di Agenzie di Rating o di primari attori del mercato).

Sono valutati secondo tale metodologia:

  • alcune operazioni in derivati, in titoli obbligazionari o in strutturati di credito complessi valutati con input di livello 3;
  • hedge fund in cui gli asset di livello 3 sono superiori ad una predeterminata soglia;
  • fondi di private equity, fondi di private debt, fondi immobiliari e fondi chiusi derivanti da cessioni di credito non performing valutati al NAV, con eventuale applicazione di sconti;
  • quote partecipative e altri titoli di capitale la cui valutazione viene effettuata con l'utilizzo di modelli fondati su flussi finanziari attualizzati o con metodi patrimoniali;
  • finanziamenti il cui fair value è determinato tramite l'utilizzo di un credit spread che non soddisfa i criteri per essere considerato livello 2;
  • finanziamenti con rischio sottostante di natura azionaria, il cui fair value è calcolato sulla base dell'attualizzazione dei flussi contrattuali previsti.

Il trasferimento di livello di fair value delle attività e passività finanziarie valutate al fair value su base ricorrente, avviene, come definito dall'IFRS 13, come segue: il trasferimento tra i livelli 2 e 3 si determina a fronte di una variazione nell'osservabilità o nella significatività di un input alle valutazioni; il trasferimento tra i livelli 1 e 2 o 3 si determina a fronte di una variazione della disponibilità dei prezzi su un mercato attivo.

Per i derivati OTC, la scelta iniziale del livello di gerarchia di fair value dipende dal grado di osservabilità e significatività dei parametri utilizzati per la valutazione della componente "risk free". Il calcolo della componente legata al rischio di insolvenza della controparte/emittente può comportare il trasferimento a livello 3 quando l'esposizione corrente è positiva per la banca e la controparte è in status creditizio deteriorato, oppure quando la determinazione del rischio di insolvenza richiede input non osservabili e la componente di bilateral Credit Value Adjustment (bCVA) sia significativa rispetto al fair value complessivo del netting set, oppure quando la sensitivity al downgrading della controparte sia significativa rispetto al fair value complessivo del netting set.

Per gli strumenti di capitale non contribuiti il trasferimento di livello avviene:

  • − quando nel periodo si sono resi disponibili input osservabili sul mercato (es. prezzi definiti nell'ambito di transazioni comparabili sul medesimo strumento tra controparti indipendenti e consapevoli). In questo caso, il Gruppo Intesa Sanpaolo procede alla riclassifica dal livello 3 al livello 2;
  • − quando gli elementi direttamente o indirettamente osservabili presi a base per la valutazione sono venuti meno, ovvero non sono più aggiornati (es. transazioni comparabili non più recenti o multipli non più applicabili). In questo caso, il Gruppo Intesa Sanpaolo ricorre a tecniche di valutazione che utilizzano input non osservabili.

Processo di valutazione degli strumenti finanziari

Il processo di valutazione degli strumenti finanziari si articola in diverse fasi che vengono brevemente riassunte qui di seguito:

  • individuazione delle fonti per le valutazioni: le Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value stabiliscono, per ogni categoria di riferimento (asset class), i processi necessari all'identificazione dei parametri di mercato e le modalità secondo le quali tali dati devono essere recepiti e utilizzati;
  • certificazione e trattamento dei dati di input alle valutazioni periodiche: tale fase consiste nel controllo puntuale, ad ogni data di valutazione contabile, dei parametri di mercato utilizzati (rilevazione dell'integrità del dato storicizzato sulla piattaforma proprietaria rispetto alla fonte di contribuzione), nel test di verosimiglianza (congruenza di ogni singolo dato con dati simili o comparabili) e nella verifica delle concrete modalità applicative.
  • certificazione delle metodologie di valutazione: in questa fase viene verificata la consistenza e l'aderenza delle varie metodologie valutative utilizzate con la corrente prassi di mercato, al fine di porre in luce eventuali aspetti critici insiti nei modelli di valutazione usati e di determinare eventuali aggiustamenti necessari alla valutazione;
  • monitoraggio e revisione delle metodologie di valutazione: il monitoraggio consiste nel verificare costantemente l'aderenza al mercato del modello di valutazione, e consente di evidenziare tempestivamente eventuali scostamenti, avviando le necessarie verifiche ed interventi.

Individuazione, certificazione e trattamento dei dati di input alle valutazioni

Il processo di calcolo del fair value e la necessità di distinguere tra prodotti valutabili in base a prezzi effettivi di mercato, piuttosto che tramite l'applicazione di tecniche di valutazione, evidenzia la necessità di stabilire dei principi univoci nella determinazione dei parametri di mercato. A tal fine le Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value, stabiliscono i processi necessari all'identificazione dei parametri di mercato, le fonti di contribuzione ritenute idonee e le modalità secondo cui tali dati devono essere recepiti (cut off) ed utilizzati per la valutazione degli strumenti finanziari detenuti a vario titolo nei portafogli di proprietà della Capogruppo e delle società controllate. Le stesse fonti vengono utilizzate nel caso di valutazioni effettuate a favore di terze parti secondo accordi di Service Level Agreement, preventivamente formalizzati. L'idoneità dei dati di input alle valutazioni è garantita dal rispetto dei requisiti di riferimento: comparabilità, reperibilità e trasparenza del dato, ovvero alla possibilità di reperire il dato su uno o più sistemi di infoproviding, misura del bid-ask di contribuzione e, infine, relativamente ai prodotti OTC, verifica della comparabilità delle fonti di contribuzione

L'utilizzo di tutti i parametri di mercato in Intesa Sanpaolo è subordinato alla loro certificazione da parte della Direzione Rischi Finanziari e di Mercato, in termini di controllo puntuale (rilevando l'integrità del dato storicizzato sulla piattaforma proprietaria rispetto alla fonte di contribuzione), di test di verosimiglianza (congruenza di ogni singolo dato con dati simili o comparabili) e di verifica delle concrete modalità applicative.

Certificazione delle metodologie di valutazione

Le metodologie di valutazione utilizzate dal Gruppo Intesa Sanpaolo sono certificate dalla Direzione Centrale Rischi Finanziarie e di Mercato, con il coinvolgimento di tutte le strutture competenti. La certificazione è volta a verificare la consistenza delle metodologie con la prassi di mercato corrente, ad evidenziare eventuali criticità o limiti, ed a determinare eventuali aggiustamenti al fair value, coerentemente con quanto stabilito dalla normativa vigente. Il processo di certificazione considera tutti gli aspetti della metodologia di valutazione (assunzioni di base, derivazione matematica, eventuali approssimazioni, algoritmi numerici utilizzati, input e output) ma anche tutti gli elementi di contesto che sono rilevanti ai fini della valutazione, fra cui le caratteristiche dei prodotti associati (payoff, clausole di estinzione anticipata, etc.), degli eventuali accordi accessori (ad es. accordi di netting o collaterale), del mercato su cui i prodotti vengono negoziati, le modalità di utilizzo da parte degli utenti finali (ad es. precisione vs performance, calcolo delle misure di rischio, etc.). Tali aspetti sono oggetto di analisi qualitative e quantitative e sono opportunamente riportati nella documentazione interna.

In casi di elevata complessità e/o in presenza di turbolenza nei mercati (c.d. market dislocation) è possibile ricorrere ad una validazione indipendente da parte di accreditate società di servizi finanziari.

A conclusione del processo di certificazione, la metodologia di valutazione viene censita nel documento Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value.

Monitoraggio e revisione delle metodologie di valutazione

Come richiesto dalla normativa vigente, le metodologie di valutazione in corso di utilizzo sono sottoposte ad un processo di costante monitoraggio delle loro performance rispetto alle evoluzioni degli strumenti finanziari, dei mercati, ed alle innovazioni metodologiche sviluppate dalla comunità scientifica di riferimento, al fine di garantire la loro continua aderenza al mercato, evidenziare tempestivamente eventuali inadeguatezze ed avviare le necessarie verifiche ed interventi. Le Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value dettagliano tutti gli elementi considerati per il monitoraggio periodico e la revisione delle metodologie di valutazione. Le funzioni coinvolte nel processo di monitoraggio sono le stesse funzioni coinvolte nel processo di certificazione delle metodologie di valutazione sopra citato e nel processo IPV disciplinato dalle Linee Guida e Regole di Verifica Indipendente dei Prezzi.

Rischio di valutazione: aggiustamenti al fair value

Il Gruppo Intesa Sanpaolo definisce il rischio di valutazione come il rischio di perdite derivanti dall'incertezza valutativa del prezzo di uscita degli strumenti finanziari al fair value, a causa di eventuali limiti delle tecniche di valutazione applicate o di particolari condizioni del mercato.

La principale misura di rischio di valutazione associato ad uno strumento finanziario sono gli aggiustamenti al fair value, volti a tenere in considerazione l'incertezza valutativa o la difficoltà di smobilizzo di particolari posizioni finanziarie, e possono essere riferiti ad un singolo strumento finanziario oppure alla posizione netta per un dato fattore di rischio. Gli aggiustamenti possono essere calcolati come componenti additive della valutazione oppure essere incluse direttamente nella valutazione. Essi sono rivisti periodicamente, anche alla luce dell'evoluzione dei mercati, ovvero dell'eventuale introduzione di nuovi strumenti liquidi, di diverse metodologie di calcolo e, in generale, di affinamenti metodologici, che possono portare anche a modifiche sostanziali nelle metodologie di valutazione prescelte e nelle loro implementazioni.

In particolare il Gruppo Intesa Sanpaolo considera aggiustamenti al fair value per le seguenti categorie di incertezza valutativa.

  • Incertezza dei dati di input: l'eventuale incertezza valutativa legata ai dati di input alla valutazione (siano essi mid, bid o ask) viene misurata rispetto alle condizioni temporanee o strutturali sui mercati o in relazione all'entità dei controvalori detenuti (in caso di concentrazione), e laddove necessario si procede ad un aggiustamento al fair value quantificando il conseguente impatto sulle valutazioni.
  • Illiquidità delle posizioni o dei fattori di rischio sottostanti: analogamente rispetto al caso precedente, lo spread bid-ask di mercato viene misurato e laddove necessario si procede ad un aggiustamento al fair value quantificando il conseguente impatto sulle valutazioni.
  • Rischio di modello: si basa sull'individuazione e l'utilizzo di varianti dello stesso modello o di modelli alternativi, con i quali effettuare analisi di confronto volte a quantificare la variabilità delle valutazioni (in particolare l'eventuale direzionalità del prezzo al variare del modello) ed il comportamento del modello in vari scenari di mercato (stress test). La quantificazione dell'aggiustamento al fair value si basa, laddove possibile, su grandezze finanziarie facilmente comprensibili e misurabili (e.g. vega, delta, shift di correlazione).
  • Rischio di controparte e di finanziamento: i rischi di controparte e finanziamento, collettivamente indicati come XVA, includono il Bilateral Credit Value Adjustment (bCVA) e il Funding Value Adjustment (FVA). Il bCVA tiene in considerazione il premio al rischio di controparte legato alla possibilità che le controparti possano non onorare i propri mutui impegni (ad esempio in caso di fallimento). A sua volta, essa è data da due componenti, dette Credit Value Adjustment (CVA, di segno negativo) e Debt Value Adjustment (DVA, di segno positivo), che considerano, rispettivamente, gli scenari in cui la Controparte fallisce prima della Banca (e la Banca presenta un'esposizione positiva nei confronti della Controparte), e viceversa gli scenari in cui la Banca fallisce prima della Controparte (e la Banca presenta un'esposizione negativa nei confronti della Controparte). Il Funding Value Adjustment (FVA, di segno negativo) tiene invece in considerazione il premio al rischio di finanziamento legato ai costi di finanziamento dei flussi di cassa (cedole, dividendi, collaterale, etc.) generati dal complessivo portafoglio di derivati OTC della Banca. Il calcolo degli XVA dipende dal profilo di esposizione complessiva fra le due controparti, calcolata tramite tecniche di simulazione dei fattori di rischio sottostanti alle operazioni considerate, tenendo in considerazione eventuali accordi di mitigazione del rischio di controparte (in particolare accordi di netting e di collateralizzazione), nonché eventuali clausole contrattuali. Il calcolo degli XVA dipende inoltre dalle Loss Given Default (LGD) basate sul valore stimato del recupero atteso in caso di fallimento delle controparti, e dalle probabilità di default delle controparti (PD). LGD e PD sono ottenute dalle quotazioni di mercato dei Credit Default Swap oppure si basano sulle stime interne per settore/rating utilizzate per il rischio di credito. Inoltre, il calcolo del FVA si basa su una curva di finanziamento rappresentativa delle migliori controparti di mercato con cui la Banca potrebbe rinegoziare le operazioni, secondo il principio IFRS13 del mercato più vantaggioso, non ravvisando, al momento, un reale mercato principale per tali transazioni.

Il processo di gestione degli aggiustamenti al fair value è formalizzato nelle Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti

Finanziari al Fair Value e nelle Regole per la valutazione degli equity investments non quotati in appropriate metodologie di calcolo a seconda del diverso configurarsi dei punti sopra indicati, ed avviene nel modo più oggettivo, consistente e sistematico possibile a cura della Direzione Rischi Finanziari e di Mercato. L'introduzione ed il rilascio degli aggiustamenti al fair value dipende dalla dinamica dei fattori sopra indicati. Tali processi sono una combinazione di elementi quantitativi, rigidamente specificati, e di elementi qualitativi, valutati in base alla diversa configurazione nel tempo dei fattori di rischio che hanno generato gli aggiustamenti; quindi le stime successive alla prima iscrizione sono sempre guidate dalla mitigazione o dal venir meno di detti rischi.

Per i nuovi prodotti la decisione di applicare degli aggiustamenti viene presa in sede di processo di approvazione nuovi prodotti su proposta della Direzione Rischi Finanziari e di Mercato.

L'applicazione degli aggiustamenti è sottoposta ad una procedura autorizzativa che, al di sopra di una determinata soglia di rilevanza definita per specifiche casistiche, coinvolge sia l'area del Chief Risk Officer che il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari.

A.4.1 Livelli di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati

I paragrafi che seguono riepilogano, per tipologia di strumento finanziario (titoli, derivati, prodotti strutturati, hedge fund, finanziamenti), le informazioni sui modelli di valutazione utilizzati.

I. La valutazione dei titoli di debito non contribuiti

La valutazione del fair value dei titoli obbligazionari non contribuiti viene effettuata utilizzando il metodo reddituale ovvero calcolando il valore attuale dei flussi di cassa futuri attesi utilizzando un appropriato premio al rischio rappresentato dallo spread di credito, individuato a partire da strumenti finanziari contribuiti e liquidi con caratteristiche similari. Le fonti da cui attingere tale misura sono le seguenti:

  • titoli di debito contribuiti e liquidi del medesimo emittente;
  • credit default swap sulla medesima reference entity;
  • titoli contribuiti e liquidi emessi da emittente con medesimo rating e appartenente al medesimo settore.

In ogni caso si tiene conto della differente seniority del titolo da prezzare relativamente alla struttura del debito dell'emittente.

Nel caso degli emittenti pubblici italiani viene costruita una matrice di rating/durata sulla base dei livelli di spread delle emissioni governative cui vengono applicati i differenziali tra le varie classi di rating/durata rispetto ad emissioni pubbliche (regioni, province, comuni, enti governativi).

In fase di applicazione dello spread per il pricing dello strumento non contribuito, qualora la curva di credito 'fair' stimata non rispettasse le stesse caratteristiche dello strumento, si considerano dei fattori correttivi.

Inoltre, nel caso di titoli obbligazionari non quotati su mercati attivi, al fine di tenere in considerazione il maggior premio richiesto dal mercato rispetto ad un titolo similare contribuito, si aggiunge al credit spread "fair" una ulteriore componente stimata sulla base dei bid/ask spread rilevati sul mercato.

Infine, nel caso in cui lo strumento includa una componente opzionale si provvede ad un ulteriore aggiustamento dello spread aggiungendo una componente volta a cogliere i costi di copertura e l'eventuale illiquidità dei sottostanti. Tale componente è determinata in base alla tipologia di opzione utilizzando i corrispondenti modelli di valutazione dei derivati citati nel seguito.

Similarmente, per la determinazione e misurazione del credit spread di Intesa Sanpaolo delle passività finanziarie del Gruppo Bancario designate al fair value, si fa riferimento a titoli obbligazionari emessi dalla Capogruppo, con cedole periodiche regolari, scadenza oltre un anno e quotati su un mercato attivo sulla base di quanto prescritto dagli IAS/IFRS. Dalle quotazioni di mercato si desume il merito creditizio implicito, che viene poi perfezionato attraverso modelli di interpolazione, che generano curve di credit spread differenziate per tipo di cedola, scadenza e livello di subordinazione. Analogamente i Certificates emessi sono valutati al fair value scomponendoli nelle due seguenti componenti: titolo obbligazionario emesso, valutato come sopra descritto, ed una componente opzionale, valutata tramite i corrispondenti modelli di pricing dei derivati descritti nel seguito.

Infine, la valutazione delle passività finanziarie designate al fair value delle Compagnie Assicurative (principalmente passività collegate a contratti di investimento di tipo Unit Linked che non presentano un rischio assicurativo significativo) riflette il valore di mercato degli asset sottostanti per la cui definizione si applicano le diverse metodologie qui descritte.

II. La valutazione dei finanziamenti

La valutazione al fair value dei finanziamenti viene effettuata tramite le contribuzioni da parte di info provider qualora disponibili, ovvero calcolando il valore attuale dei flussi di cassa futuri attesi utilizzando un appropriato credit spread, individuato a partire dalle seguenti fonti:

  • finanziamenti contribuiti sul mercato;
  • curve rating/settore specifiche del mercato dei finanziamenti;
  • titoli contribuiti del medesimo emittente;
  • credit default swap sulla medesima reference entity.

In ogni caso si tiene conto della differente seniority dello strumento da prezzare relativamente alla struttura del debito dell'emittente.

In fase di applicazione dello spread per il pricing del finanziamento, qualora la curva di credito 'fair' stimata non rispettasse le stesse caratteristiche dello strumento, si considerano dei fattori correttivi.

Inoltre, qualora per la determinazione dello spread creditizio dei finanziamenti si faccia riferimento alle curve create attraverso titoli obbligazionari, occorrerà applicare una base Loan – Bond, volta a catturare l'eventuale differente struttura del mercato e la diversa forma tecnica.

Al fine di tenere in considerazione il premio richiesto dal mercato per strumenti illiquidi e/o strutturati, si applicano alcuni aggiustamenti allo spread creditizio.

I finanziamenti con rischio sottostante equity non quotato (rientrano in tale fattispecie gli strumenti finanziari che, ai sensi dello IAS 32, non sono equiparabili a equity, ad esempio finanziamenti convertibili in azioni) vengono di regola valutati tramite l'attualizzazione dei flussi previsti dal contratto. Trattandosi di titoli di debito, per l'attualizzazione dei flussi si utilizzerà di regola un tasso costituito dalla somma di: un tasso risk free, uno spread derivante dal CDS o misurato su titoli quotati o su erogazioni analoghe, e di un eventuale ulteriore premio per il rischio.

Nel caso di finanziamenti non performing, il fair value è determinato in funzione del valore recuperabile della posizione. Tale stima è sviluppata tenendo conto degli elementi contrattuali che caratterizzano il credito e può comportare, ad esempio, la valutazione dei flussi di cassa rivenienti dalla vendita degli immobili posti a garanzia oppure la valutazione di eventuali strumenti di capitale acquisibili a seguito dell'introduzione di una clausola di conversione di equity della posizione.

III. La valutazione dei derivati OTC

Gli strumenti derivati laddove non scambiati su mercati regolamentati, sono strumenti Over The Counter (OTC), ovvero negoziati bilateralmente con controparti di mercato, e la loro valutazione è effettuata mediante apposite metodologie di valutazione e parametri di input (quali, ad esempio, le curve di tasso di interesse, tassi di cambio e volatilità) sottoposte ai processi di certificazione monitoraggio illustrati in precedenza.

Il fair value di un derivato OTC viene calcolato tenendo in considerazione il premio al rischio legato ai diversi fattori di rischio sottostanti. In particolare, si distinguono due casi rilevanti, a seconda che lo strumento sia soggetto o meno ad accordi di collateralizzazione (CSA), volti a mitigare il rischio di controparte e finanziamento.

  • a. Nel caso di operazioni con CSA con caratteristiche tali da ridurre il rischio di controparte e finanziamento ad un livello trascurabile, il fair value è calcolato secondo il principio del non-arbitraggio, includendo il premio al rischio di mercato relativo ai fattori di rischio sottostanti al contratto (ad es. tassi di interesse, volatilità, etc.), e considerando, nei casi più rilevanti, come tasso di sconto dei flussi di cassa futuri il tasso di remunerazione del collaterale.
  • b. Nel caso di operazioni senza CSA, ovvero con CSA con caratteristiche tali da non ridurre il rischio di controparte e finanziamento ad un livello trascurabile (ad es. One Way CSA, oppure con soglie o minimum transfer amount non trascurabili), il fair value dello strumento può essere espresso, sotto opportune ipotesi, come la somma del valore di riferimento (o base), pari al prezzo del corrispondente strumento collateralizzato, e di alcune ulteriori componenti valutative legate al premio al rischio di controparte e finanziamento, collettivamente indicati come XVA (cfr. "Rischio di valutazione: aggiustamenti al fair value").

In considerazione della numerosità e complessità dei contratti derivati OTC, è stato individuato un quadro sistematico di riferimento che rappresenta le linee comuni (algoritmi di calcolo, modelli di elaborazione, dati di mercato utilizzati, assunzioni di base del modello) sulle quali si fonda la loro valutazione,

La tabella seguente illustra le principali metodologie utilizzate per la valutazione dei derivati OTC in funzione della classe di appartenenza del sottostante.

Classe del
Sottostante
Modelli di Valutazione Utilizzati Principali dati di mercato e parametri di
input dei modelli
Tasso d'interesse Net Present Value, Black, SABR, Libor Market
Model,
Hull-White,
Lognormale
Bivariato,
Rendistato, Hagan formula esatta per CMS
Curve dei tassi d'interesse (depositi, FRA,
Futures, OIS, swap, basis swap, CMS, paniere
Rendistato), volatilità opzioni cap/floor/swaption,
correlazioni tra tassi d'interesse
Tasso di cambio Net
present
Value
FX,
Garman-Kohlhagen,
Lognormale
con
Volatilità
Incerta
(LMUV),
Stochastic Local Volatility (SLV), Local Volatility
(LV)
Curve dei tassi d'interesse, curve FX spot e
forward, volatilità FX,
volatilità e correlazioni
quanto
Equity Accrual, Net present Value Equity, Black-Scholes
generalizzato, Heston, Local Volatility, Jump
Diffusion
Curve dei tassi di interesse, prezzi spot dei
sottostanti, dividendi attesi, volatilità e correlazioni
dei sottostanti, volatilità e correlazioni quanto
Inflazione Inflation NPV, Inflation SABR, Inflation Jarrow
Yildirim
Curve dei tassi d'interesse nominali e di inflazione,
volatilità dei tassi d'interesse e di inflazione,
coefficienti di stagionalità dell'indice dei prezzi al
consumo, correlazione dei tassi di inflazione
Commodity Net present Value Commodity, Black-Scholes
generalizzato,
Independent
Forward,
Local
Volatility, 2-Factors Jump Diffusion
Curve dei tassi d'interesse, prezzi spot, forward e
futures dei sottostanti, volatilità e correlazioni dei
sottostanti, volatilità e correlazioni quanto
Credito Net present Value, CDS Option (o modello
lognormale), Contingent CDS
Probabilità di default, Recovery rate, volatilità
dell'indice di credito.

Come previsto dall'IFRS 13, per pervenire alla determinazione del fair value, il Gruppo Intesa Sanpaolo considera anche l'effetto del rischio di inadempimento (non-performance risk) nella determinazione del fair value. Tale rischio include sia le variazioni del merito creditizio della controparte che le variazioni del merito di credito dell'emittente stesso (own credit risk).

IV. La valutazione dei prodotti strutturati di credito

Con riferimento agli ABS (asset backed securities), nel caso in cui non siano disponibili prezzi significativi, si fa ricorso a tecniche di valutazione che tengano conto di parametri desumibili da mercato attivo (input di livello 2) o, se non osservabili, stimati (input di livello 3 se significativo).

In questo caso i cash flow sono acquisiti da info provider o piattaforme specializzate; gli spread sono desunti dai prezzi disponibili sul mercato/info provider di mercato, rafforzati da un'analisi qualitativa relativa alla performance dei sottostanti desumibili dai periodici investor reports e volta ad evidenziare aspetti strutturali non (o non pienamente) ricompresi nelle analisi precedentemente descritte, relativi all'effettiva futura capacità di pagare i flussi di cassa attesi e ad analisi di relative value rispetto ad altre strutture similari.

Per le Cartolarizzazioni di Loans verso Corporate Europei High Yield (CLO HY Loans) la valutazione tramite Valuation technique prevede il calcolo del net present value dei cash flow attesi, determinati tramite piattaforme specializzate, scontati utilizzando gli spread espressi dal mercato. Nella modellizzazione dei flussi attesi futuri si tiene conto di tutti gli aspetti contrattuali dei CLO HY Loans che possono influenzare la waterfall, cioè la ripartizione dei cashflow derivanti dal collaterale sulle note.

A valle di questa valutazione, sono affinate le analisi creditizie dei sottostanti per incorporare ulteriori elementi valutativi non ricompresi nei modelli quantitativi. In particolare, è prevista una Qualitative Credit Review che consta di un'analisi accurata degli aspetti creditizi riguardanti sia la struttura stessa del CLO HY che il collaterale presente. Questa ha lo scopo di identificare elementi di debolezza presenti o futuri, che emergono dalle caratteristiche dei sottostanti, che potrebbero non essere stati colti dalle agenzie di rating e pertanto non pienamente considerati nelle valutazioni al punto precedente.

V. La valutazione dei titoli di capitale non contribuiti

Nell'ambito dei titoli di capitale di livello 2 rientrano:

  • titoli di capitale valutati con il ricorso a transazioni dirette, ovvero transazioni significative sul titolo registrate in un arco temporale ritenuto sufficientemente breve rispetto al momento della valutazione ed in condizioni di mercato costanti;
  • titoli di capitale valutati con metodi relativi, basati su moltiplicatori: multipli impliciti in transazioni avvenute su società comparabili, quotate o non quotate, in un arco temporale ritenuto sufficientemente breve rispetto al momento della valutazione ed in condizioni di mercato costanti (multipli di M&A), o multipli impliciti nelle quotazioni di borsa di un campione di società comparabili (multipli di borsa).

Nell'ambito dei titoli di capitale di livello 3, per i quali, non risultando applicabili in termini significativi i modelli "relativi" descritti sopra, vengono quindi utilizzati modelli valutativi "assoluti", rientrano:

  • titoli di capitale per i quali vengono applicati modelli analitici fondati su flussi, che prevedono la determinazione del valore attraverso la stima dei flussi finanziari o reddituali che la società si prevede generi nel tempo, attualizzati con un tasso appropriato in funzione del livello di rischio dello strumento;
  • titoli di capitale valutati sulla base di criteri patrimoniali quali il NAV o l'Adjusted Net Asset Value (ANAV), che stima il fair value delle diverse componenti del patrimonio della partecipata.

Eventuali valori ritenuti rappresentativi del fair value del titolo azionario derivanti da clausole pattizie (ad esempio, opzioni) vengono classificati al livello 2 o 3 della gerarchia del fair value a seconda dell'osservabilità degli input utilizzati nella valutazione. Nello specifico, se la negoziazione della clausola ha determinato prezzi d'esercizio, o algoritmi e multipli pre-definiti, il titolo viene classificato a livello 2.

Il criterio del costo quale stima del fair value si utilizza in via residuale, in caso di non applicabilità di tutti i metodi precedenti per mancanza di sufficienti informazioni e nei casi in cui vi è un'ampia gamma di possibili valutazioni del fair value e non risulta possibile individuare tra queste un valore più appropriato.

Nella fattispecie qui trattata rientrano anche gli Strumenti Finanziari Partecipativi che, ai sensi dello IAS 32, hanno le caratteristiche per essere considerati titoli di capitale.

VI. La valutazione dei fondi hedge

La determinazione del fair value di un fondo hedge è il risultato di un processo analitico che prevede due distinti approcci applicati rispettivamente ad investimenti in fondi effettuati tramite acquisto diretto di quote e ad investimenti in fondi tramite l'utilizzo di una managed account platform (MAP), che garantisce trasparenza quotidiana sugli strumenti sottostanti ai fondi.

Per i fondi non gestiti via MAP, il fair value corrisponde al Net Asset Value (NAV) fornito dall'amministratore del fondo a cui può essere applicato un aggiustamento derivante da un processo di valutazione volto a cogliere i principali fattori di rischio ai quali è soggetta la gestione dei fondi, riconducibili alle due seguenti tipologie:

  • rischio controparte (broker), ovvero il rischio a cui gli asset del fondo sono sottoposti nel momento in cui questo deleghi l'attività di prime brokerage o di custodian ad un service provider, soggetto a rischio default;
  • rischio illiquidità, ovvero il rischio che gli asset del fondo siano illiquidi per scarsità di quotazioni disponibili oppure per mancanza di informazioni sulle politiche di valutazione utilizzate dal fondo.

Tali rischi sono valutati sulla base delle informazioni presenti nella documentazione ricevuta periodicamente dai gestori o dagli amministratori dei fondi.

Per i fondi gestiti via MAP, il fair value corrisponde al NAV fornito dall'amministratore del fondo. Per questa tipologia di fondi non si applica alcun aggiustamento in quanto si ritiene che l'infrastruttura che garantisce la transparency quotidiana permetta un controllo e monitoraggio degli strumenti sottostanti tale da mitigare il rischio controparte e di illiquidità.

Per entrambe le tipologie di investimento, il livello della gerarchia del fair value viene attribuito sulla base della prevalenza, in termini percentuali sul NAV, del peso degli asset prezzati in base ai diversi livelli.

VII. La valutazione dei fondi di private debt

Per i fondi Private Debt FIA (Fondi di Investimento Alternativi), il processo di autorizzazione degli investimenti prevede una due diligence iniziale volta a verificare la coerenza tra la policy di valutazione degli asset di ciascun fondo e le Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value. Successivamente la valutazione del fondo avviene al NAV.

VIII. La valutazione dei fondi chiusi di private equity, dei fondi immobiliari e dei fondi chiusi derivanti da cessioni di crediti non performing

I fondi chiusi di private equity sono di regola valutati utilizzando l'ultimo Net Asset Value approvato dalla S.g.R. (pubblicato con cadenza semestrale o trimestrale), rettificato solo per considerare gli eventi non ancora verificatisi alla data di riferimento del NAV quali:

  • una transazione rilevante su una partecipata;
  • il fallimento o la liquidazione di una partecipata;
  • l'allineamento a quotazioni correnti di eventuali asset quotati;
  • richiami da parte del fondo e relative distribuzioni.

I fondi immobiliari chiusi sono valutati utilizzando l'ultimo Net Asset Value disponibile, corretto per eventuali richiami o distribuzioni successive e applicando, ove ritenuto necessario, uno sconto determinato con modello interno. In particolare tale modello permette la determinazione di uno sconto sul Net Asset Value sulla base di cinque diverse variabili: (i) la dimensione della S.g.r. che gestisce il fondo; (ii) la numerosità dei sottoscrittori; (iii) il rendimento storico del fondo; (iv) il rendimento di periodo del fondo e (v) il livello di indebitamento. Tali variabili sono tarate diversamente a seconda del business model e del conseguente profilo di rischio del fondo, distinguendo a tal fine tra fondi core, value added ed opportunistici.

Relativamente ai fondi chiusi derivanti da cessioni di crediti non performing, il NAV viene recepito come fair value solo a seguito di apposita verifica tramite un'analisi dei metodi e dei parametri adottati dalla SGR al fine di valutarne l'adeguatezza rispetto alle previsioni dell'IFRS 13. Qualora non sia possibile effettuare tale analisi, si procede attraverso un'autonoma valutazione al fair value degli attivi sottostanti il fondo (look through) sulla base delle informazioni circa le prospettive di recupero attese dei crediti e tramite l'applicazione di un tasso di sconto che tenga in considerazione i parametri di mercato e il rendimento atteso di un potenziale investitore terzo.

In assenza delle informazioni necessarie ad effettuare le valutazioni richiamate ai punti precedenti, il fair value del fondo è calcolato tramite l'applicazione di correttivi al NAV attraverso l'applicazione di parametri di sconto determinati facendo riferimento a multipli di borsa e multipli di transazioni aventi ad oggetto fondi che per struttura, dimensioni, tipologia e strategia di investimento sono ritenuti comparabili con il fondo da valutare.

La valutazione delle attività e passività finanziarie non valutate al fair value su base ricorrente

Infine, per gli strumenti finanziari attivi e passivi valutati al costo ammortizzato, il cui fair value è determinato ai soli fini informativi di nota integrativa, si precisa:

  • il fair value dei titoli obbligazionari viene determinato applicando le medesime metodologie esposte in precedenza;
  • la valutazione del fair value degli altri strumenti finanziari attivi e passivi a medio e lungo termine viene effettuata attraverso l'attualizzazione dei flussi di cassa futuri basata sul discount rate adjustment approach, che prevede che i fattori di rischio creditizio siano considerati nel tasso di attualizzazione dei cash flow futuri;
  • per le attività e passività di breve periodo, il valore di bilancio viene assunto quale ragionevole approssimazione del fair value.

Per maggiori informazioni si fa rinvio a quanto riportato nel paragrafo A.4.5.4.

Come richiesto dal principio IFRS 13, la tabella che segue evidenzia, per le attività finanziarie e per le passività finanziarie valutate al fair value di livello 3, l'informativa quantitativa sugli input non osservabili significativi utilizzati nella valutazione del fair value.

(migliaia di euro)
Attività/passività finanziarie Tecnica Principali input non osservabili Valore Valore Unità Cambiamenti Cambiamenti
di
valutazione
minimo
del range
massimo
del range
di FV
favorevoli
di FV
sfavorevoli
di di
variazione variazione
Titoli e Finanziamenti Discounting Cash Flows Credit Spread -7 4 % 5.486 -2.959
Titoli e Finanziamenti strutturati JD model JD parameters 6 -7 % 32 -272
Titoli e Finanziamenti strutturati Modello a due fattori di
tasso
Correlazione -30 60 % 465 -223
ABS Discounting Cash Flows Credit Spread -5 5 % 6.363 -5.917
ABS Discounting Cash Flows Recovery rate -25 10 % -5.360 2.144
CLO Cash Discounting Cash Flows Credit Spread -7 9 % 2.602 -3.316
Derivati OTC oggetto di
aggiustamento di Fair Value per
CVA/DVA
CVA Loss Given Default Rate (LGD) 0 100 % 2.791 -4.374
Derivati OTC oggetto di
aggiustamento di Fair Value per
CVA/DVA
CVA Probabilità di default (PD) in funzione
del rating interno della controparte
CCC BBB Rating
interno
96 -87
Derivati OTC - Equity basket option Modello di Black -
Scholes
Correlazione in basket equity 76,77 93,64 % 29 -25
Derivati OTC - Equity option Modello di Black -
Scholes
Volatilità storica 8,15 82,83 % 5.276 -3.094
Derivati OTC - Equity option Modello di Marshall Olkin Correlazione storica -4,23 73,37 % 413 -271
Derivati OTC - Spread option su tassi
swap
Modello Lognormale
bivariato
Correlazione tra tassi swap -78,80 69,38 % 276 -390

A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni

Per quanto riguarda la descrizione dei processi valutativi utilizzati dal Gruppo per gli strumenti valutati a livelli 3 in maniera ricorrente e non ricorrente, si rinvia a quanto riportato, rispettivamente, nei paragrafi A.4.1 e A.4.5.

Per le attività e le passività finanziarie valutate al fair value di livello 3 per le quali sia possibile, stante il modello valutativo in uso, eseguire un'analisi di sensitività, la tabella che segue evidenzia (come richiesto dal principio IFRS 13) gli effetti del cambiamento di uno o più dei parametri non osservabili utilizzati nelle tecniche di valutazione impiegate per la determinazione del fair value.

Attività/passività finanziarie Parametri non osservabili Sensitivity
(migliaia di
euro)
Variazione
parametro
non osservabile
Titoli e Finanziamenti FVTPL e FVTOCI Credit spread -257 1 bp
Titoli e Finanziamenti FVTPL e FVTOCI JD parameters -73 1%
Titoli e Finanziamenti FVTPL e FVTOCI Correlazione -34 1%
Titoli FVTPL e FVTOCI Recovery rate -214 -1%
Derivati OTC - Interest Rates Correlazione per spread options tra tassi swap -83 0,1
Derivati OTC - Equity Correlazione tra sottostanti basket equity -32 0,1
Derivati OTC - Equity Volatilità storica -1.929 10%
Derivati OTC - Equity CPPI Correlazione storica -88 0,1

A.4.3. Gerarchia del fair value (trasferimenti tra i diversi livelli)

Con riferimento alla descrizione dei principi adottati per stabilire quando si verificano i trasferimenti tra i diversi livelli della gerarchia del fair value (cfr. IFRS 13, par.95) si rimanda a quanto descritto in precedenza (cfr. "Gerarchia del fair value").

A.4.4. Altre informazioni

Il Gruppo Intesa Sanpaolo fa riferimento alle posizioni nette in derivati di ciascuna controparte ai fini del calcolo del bCVA (per maggiori dettagli in merito alla valutazione dei derivati si rimanda al precedente paragrafo A.4.1). Il Gruppo non si avvale, invece, per altre fattispecie, della possibilità prevista dall'IFRS 13, par. 48, che consente di "valutare il fair value di un gruppo di attività e passività finanziarie sulla base del prezzo che si percepirebbe dalla vendita di una posizione netta lunga (ossia un'attività) per una particolare esposizione al rischio o dal trasferimento di una posizione netta corta (ossia una passività) per una particolare esposizione al rischio in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione, alle condizioni di mercato correnti".

Principi generali prudent value

Il quadro delle valutazioni finanziarie si completa con la Valutazione Prudente delle poste valutate al fair value, che prevede il calcolo di ulteriori rettifiche alle valutazioni, rilevanti a soli fini prudenziali senza impatti sul fair value calcolato ai fini contabili in accordo con i principi IFRS.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo disciplina e formalizza la misurazione del valore prudente degli strumenti finanziari attraverso le Linee Guida e Regole di Valutazione Prudente Strumenti Finanziari al Fair Value di Gruppo, documento predisposto a cura della Direzione Rischi Finanziari e di Mercato e la cui applicazione si estende alla Capogruppo e a tutte le controllate appartenenti al Gruppo Bancario oggetto di consolidamento.

Le "Linee Guida di Valutazione Prudente Strumenti Finanziari", previo parere favorevole del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, sono oggetto di revisione ed approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Rischi. Le "Regole di Valutazione Prudente degli Strumenti Finanziari" sono oggetto di revisione e approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, a ciò specificatamente delegato dagli Organi Amministrativi, che esamina altresì gli interventi ed aggiornamenti materialmente rilevanti, la cui proposta compete alla Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato.

Secondo quanto disposto dal Regolamento UE 575/2013 (Capital Requirement Regulation – CRR), la valutazione prudente comporta il calcolo di specifiche rettifiche di valore supplementari (Additional Valuation Adjustment - AVA) per gli strumenti finanziari valutati al fair value, volti ad intercettare diverse fonti di incertezza valutativa garantendo il raggiungimento di un adeguato grado di certezza nella valutazione delle posizioni. Il valore totale degli AVA viene detratto dal capitale primario di classe 1, senza impatto sul fair value contabile.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, in linea con i criteri indicati nel Regolamento Delegato (UE) 2016/101, è soggetto all'applicazione del metodo di base per la determinazione degli AVA sia a livello individuale sia a livello consolidato per tutte le posizioni valutate al fair value. In particolare sono considerati i seguenti AVA:

  • Incertezza delle quotazioni di mercato: rappresenta l'incertezza delle quotazioni di mercato calcolato a livello di esposizione oggetto di valutazione.
  • Costi di chiusura: rappresenta l'incertezza del prezzo di uscita calcolato a livello di esposizione oggetto di valutazione.
  • Rischi di modello: tiene conto del rischio del modello di valutazione che deriva dalla potenziale esistenza di una gamma di diversi modelli o calibrature di modelli utilizzati dai partecipanti al mercato e dalla mancanza di un prezzo di uscita solido per il prodotto specifico in fase di valutazione.
  • Differenziali creditizi non realizzati: rappresenta l'incertezza della valutazione nell'aggiustamento necessario conformemente alla disciplina contabile applicabile, al fine di includere il valore attuale delle perdite attese in caso di default della controparte riguardo a posizioni su derivati.
  • Costi di investimento e di finanziamento: rappresenta l'incertezza della valutazione nei costi di finanziamento (funding) utilizzati in sede di valutazione del prezzo di uscita conformemente alla disciplina contabile applicabile.
  • Posizioni concentrate: rappresenta l'incertezza relativa al prezzo di uscita delle posizioni definite come concentrate.
  • Costi amministrativi futuri: considera i costi amministrativi e i futuri costi di copertura lungo la vita attesa delle esposizioni oggetto di valutazione per le quali non è applicato un prezzo di uscita diretto per gli AVA per le posizioni concentrate.
  • Chiusure anticipate delle posizioni: considera le potenziali perdite derivanti dalle chiusure anticipate non contrattuali delle posizioni di negoziazione dei clienti.
  • Rischi operativi: considera le perdite potenziali che possono essere sostenute a seguito dei rischi operativi connessi ai processi di valutazione.

Il valore prudente corrisponde al valore di uscita dalla posizione ("exit price") con un livello di certezza pari al 90%. Laddove possibile, tale valore viene determinato sulla base di una distribuzione di exit price osservati sul mercato. In tutti gli altri casi viene utilizzato un approccio basato su esperti, facendo riferimento alle informazioni qualitative e quantitative disponibili.

Il valore di AVA associato alla singola posizione ed alla singola fonte di incertezza valutativa, corrisponde quindi alla differenza fra il valore prudente ed il fair value. L'AVA totale si ottiene aggregando i singoli AVA tenendo conto dei corrispondenti coefficienti di ponderazione.

Le "Regole di Valutazione Prudente degli Strumenti Finanziari" declinano, per ciascun AVA, la definizione ed interpretazione, il perimetro di applicazione, i dati di input e la metodologia dettagliata di calcolo per ciascuna classe di strumenti finanziari.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo applica dal 30 giugno 2020 al 31 dicembre 2020 un coefficiente di aggregazione degli AVA pari al 66% come stabilito dal Regolamento Delegato (UE) 866/2020 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 giugno 2020, al fine di meglio gestire l'estrema volatilità dei prezzi di mercato e dello shock sistemico legati alla pandemia COVID‐19.

FAIR VALUE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE E DEL PATRIMONIO ARTISTICO DI PREGIO

Fair value del patrimonio immobiliare

Come già ampiamente illustrato nella prima parte relativa alle politiche contabili, il Gruppo adotta il criterio della rideterminazione di valore per la valutazione del patrimonio immobiliare ad uso funzionale contabilizzato in base al principio IAS 16 e del fair value per gli immobili di investimento contabilizzati in base al principio IAS 40.

Metodologia di valutazione del patrimonio immobiliare

Il metodo della rideterminazione del valore applicato agli immobili ad uso funzionale prevede che le attività materiali, il cui fair value può essere attendibilmente determinato, siano iscritte ad un valore rideterminato, pari al loro fair value alla data della rideterminazione di valore al netto degli ammortamenti e delle eventuali perdite per riduzione di valore accumulate. Per gli immobili detenuti a scopo di investimento, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha scelto il metodo di valutazione al fair value,

secondo il quale, successivamente alla rilevazione iniziale, tutti gli investimenti immobiliari sono valutati al fair value.

Approccio valutativo

L'IFRS 13 definisce il fair value come "il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività o che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra entità operanti sul mercato alla data di valutazione".

L'approccio valutativo è stato definito sulla base della valenza strumentale e del piano di utilizzo degli immobili, che possono essere individuati secondo tre gruppi principali:

  • "trophy asset", ovvero gli immobili di particolare prestigio utilizzati da funzioni Direzionali ubicati nelle principali città sede della Banca oppure di particolare interesse storico artistico perché vincolati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali;
  • "strumentali";

– "non strumentali". Le proprietà sono valutate individualmente ("asset by asset") senza considerare alcuno sconto, o premio, che possa essere

negoziato in fase di trattativa commerciale se tutto, o parte del portafoglio, venisse ceduto in blocco o per lotti. Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha scelto di affidare l'attività di valutazione a Società esterne con struttura internazionale, professionalmente qualificate, e in grado di fornire valutazioni immobiliari sulla base degli standard RICS Valuation31 che garantiscono:

  • una determinazione del valore coerente con la configurazione di fair value indicata nei principi contabili internazionali;
  • il rispetto dei requisiti professionali, etici e di indipendenza dei periti, allineati alle previsioni degli standard internazionali ed europei.

Per determinare il valore dei beni vengono utilizzate le seguenti metodologie di determinazione del valore in funzione delle caratteristiche del bene e delle condizioni del mercato dì riferimento; il valutatore determina il metodo più idoneo per ogni singolo immobile.

  • Metodo dei Flussi di cassa Attualizzati (o Discounted Cash Flow): il metodo reddituale finanziario (o dei flussi di cassa attualizzati) è basato sull'attualizzazione (per un periodo variabile in riferimento alla situazione locativa/occupazionale dell'immobile e alla successiva ottimizzazione) dei futuri ricavi netti derivanti dall'affitto o dalla vendita della proprietà. Al termine di tale periodo si ipotizza un valore della proprietà come venduta ad un prezzo ottenuto capitalizzando il reddito dell'ultimo anno ad un tasso di mercato per investimenti analoghi all'oggetto di stima o attraverso la vendita frazionata. Questo metodo è utilizzato per la valutazione di tutti gli immobili utilizzati strumentalmente o oggetto di contratto di locazione verso terzi, ubicati in Italia.
  • Metodo Comparativo o del Mercato: il metodo comparativo o del mercato è basato sul confronto fra il bene in esame e altri simili recentemente oggetto di compravendita o correntemente offerti sullo stesso mercato o su piazze concorrenziali. Il suddetto criterio si basa sulla comparazione con proprietà che siano state vendute od offerte di recente sul libero mercato e, possibilmente, aventi le medesime caratteristiche. In mancanza di osservazioni direttamente riferibili alla proprietà in esame si ricorre a casistiche il più possibile assimilabili alla stessa, apportando le necessarie correzioni. Questo metodo, rappresentando la base anche per gli altri metodi di valutazione, può essere adottato in particolare per i beni non in uso strumentale e/o comunque liberi e disponibili ubicati in Italia e all'estero.
  • Metodo Reddituale della capitalizzazione diretta: il metodo reddituale è basato sul valore corrente dei redditi potenziali di mercato di una proprietà, ottenuto capitalizzando il reddito ad un tasso di mercato. Tale metodo è applicato prevalentemente ad immobili strumentali all'estero, in cui si preveda una permanenza prolungata all'interno dell'edificio.
  • Valore di Investimento "Worth": il Valore di Investimento o "Worth" è definito dagli IVS come: "the value of an asset to a particular owner or prospective owner for individual investment or operational objectives". Tale definizione è coerente a quanto disposto dell'ultima edizione del "RICS Valuation – Global Standards 2017" della Royal Institution of Chartered Surveyors del Regno Unito, dove il Valore di Investimento è definito come "il valore di un bene, per il proprietario o per un potenziale proprietario, correlato ad un determinato fine d'investimento od obiettivo operativo".

Il Valore di Investimento è applicabile a quegli immobili edificati in proprio o immobili aventi una forte connotazione strumentale soggetti a significativi investimenti per l'adeguamento tecnologico, costruttivo e funzionale.

Per la definizione del Valore di Investimento di tali immobili viene previsto un piano di utilizzo a uso strumentale per 12+6 anni senza break option, il cui canone annuo viene determinato applicando un opportuno tasso di rendimento lordo all'ammontare dei costi diretti e indiretti capitalizzati dalla Proprietà comprensivi dei costi di acquisto del terreno.

31 Standard contenuti nel documento della Royal Institution of Chartered Surveyors del Regno Unito intitolato "RICS Valuation – Global Standard 2017" (anche detto "Red Book")

Periodicità della valutazione

Le rideterminazioni di valore devono essere effettuate con regolarità tale da assicurare che il valore contabile non differisca in modo rilevante da quello che sarebbe stato determinato utilizzando il fair value alla data di riferimento del bilancio.

La frequenza delle rideterminazioni del valore dipende dalle oscillazioni di fair value delle attività materiali oggetto di rivalutazione. Quando il fair value dell'attività rivalutata differisce in modo rilevante dal suo valore contabile, è richiesta un'ulteriore rideterminazione del valore.

In dettaglio, sulla base dell'andamento fatto registrare dai mercati, è stata individuata una differente periodicità di valutazione che in funzione delle caratteristiche dei beni e della loro localizzazione, si ritiene funzionale a cogliere le variazioni significative del valore dei beni stessi.

Per gli immobili classificati come immobili ad uso funzionale viene effettuata la seguente distinzione:

  • per gli immobili cosiddetti "trophy asset", la rideterminazione è effettuata mediante una verifica del valore svolta attraverso una analisi di scenario (analisi del trend di mercato) ogni anno e con una nuova perizia ogni due anni;
  • per quanto concerne gli altri immobili ad uso strumentale, la rideterminazione è effettuata con l'analisi di scenario (analisi del trend di mercato) ogni anno e tramite una nuova perizia ogni tre anni.

Qualora dall'analisi di scenario vengano riscontrate variazioni di particolare entità (+/– 10%), è necessario effettuare perizie puntuali e aggiornate per adeguare il fair value del bene alle valutazioni del mercato immobiliare.

Per gli immobili destinati a scopo di investimento il valore viene determinato sulla base di nuove perizie ogni anno.

Sulla base delle regole di periodicità di valutazione, a fine 2020, a conclusione del primo ciclo triennale di valutazione al fair value, si è proceduto all'aggiornamento delle perizie dell'intero patrimonio degli immobili ad uso funzionale, diversi dai Trophy Assets.

Nel complesso sono state effettuate n° 3.507 perizie di cui n° 1.240 c.d. "full /on site" basate su un'ispezione fisica delle proprietà immobiliari da parte del valutatore per le unità immobiliari più significative e n° 2.267 "desktop" basate su una valutazione condotta senza effettuare l'ispezione fisica per le altre unità immobiliari.

Analisi di scenario

Nell'ambito dell'aggiornamento annuale del fair value degli immobili strumentali, negli anni in cui non è prevista la rivalutazione dell'immobile si esegue un'analisi di scenario (analisi del trend di mercato) attraverso l'utilizzo delle migliori fonti informative disponibili per i diversi paesi di ubicazione degli immobili finalizzata alla rilevazione sulla base di banche dati, degli scostamenti dei valori di mercato tra il periodo di analisi e quello precedente.

In particolare per gli immobili situati in Italia, la definizione delle variazioni avviene attraverso l'utilizzo di almeno 3 fonti tra loro differenti. La fonte principale è quella fornita dalla Agenzia delle Entrate secondo le relative zone OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare); la seconda fonte di pubblicazione è rappresentata da Nomisma per cui, per le relative zonizzazioni, sono eseguite le medesime interrogazioni svolte per OMI (base dati principale e la terza analisi si basa sulle analisi delle variazioni intercorse nell'anno di analisi per quanto espresso dalle offerte presenti sul mercato immobiliare.

Pertanto l'attività seguita dai periti è quella di definire per ogni immobile gli scostamenti su base annuale dei canoni e/o dei prezzi per asset class di riferimento.

Gli immobili localizzati all'estero vengono raggruppati, per ogni nazione, nei diversi cluster in base alla località e all'asset class di ciascuno. Vengono predisposte analisi di mercato puntuali sulla base delle conoscenze locali e nazionali del particolare mercato immobiliare di riferimento.

Lo studio di mercato tiene conto inoltre dei seguenti drivers macroeconomici:

  • analisi dei dati economici (tasso di disoccupazione, PIL pro capite, inflazione ed indice dei prezzi al consumo), tali fattori macroeconomici costituiscono la prima analisi economica, a supporto delle previsioni del mercato immobiliare;
  • indicazione del movimento del rendimento medio;
  • indicazione del movimento dei canoni di mercato;
  • indicazione del range di movimento dei valori unitari.

Sulla base dell'indagine di mercato summenzionata e sulla base di una adeguata ponderazione qualitativa dei key-drivers macroeconomici, viene definito un range di scostamento percentuale rispetto all'ultima perizia effettuata che viene confrontato con la soglia di target definita, individuando un fattore sintetico percentuale, per ogni singolo immobile e inserito in un unico foglio di lavoro.

Questa attività viene svolta in prossimità della chiusura di fine anno così da esprimere un range di scostamento che possa essere inserito in una soglia e poter, sulla base delle stesse, pianificare per tempo l'aggiornamento di stima puntuale per quegli immobili il cui scostamento sia oltre tale soglia.

La soglia di variazione ammessa è pari a +/-10%

Nel caso gli scostamenti rilevati dovessero essere superiori a tale soglia viene effettuata una nuova valutazione entro la fine dell'anno.

Gli immobili classificati come "trophy asset" presenti nel patrimonio immobiliare, come previsto dalle regole circa la periodicità di valutazione (nella fattispecie ogni 2 anni), sono stati oggetto di integrale valutazione a fine 2019 e, pertanto, sono stati oggetto di analisi di scenario per corrente esercizio. L'esito di tale attività non ha evidenziato immobili che hanno mostrato variazioni oltre la soglia di riferimento.

Sensibilità delle valutazioni

Analogamente agli strumenti finanziari, sono assoggettate ad analisi di sensitività quelle attività e passività non finanziarie valutate al fair value di livello 3 per le quali, in funzione del modello valutativo in uso per la determinazione del fair value, ne sia possibile l'esecuzione ed i cui risultati siano significativi. L'analisi ha riguardato essenzialmente gli immobili della Capogruppo Intesa Sanpaolo e del Gruppo UBI, che rappresentano il perimetro Core del patrimonio immobiliare del Gruppo.

Si precisa che l'analisi di sensitività è stata condotta identificando le variabili di maggiore rilevanza nell'ambito del modello di valutazione utilizzato al 31 dicembre 2020 per la valutazione delle diverse classi di immobili, rappresentato dal metodo dei flussi di cassa attualizzati. In particolare, si è fatto riferimento ai canoni di mercato, per gli immobili ad uso funzionale, e al c.d. "exit value" per gli immobili detenuti a scopo di investimento. Per le variabili sopra identificate è stata ipotizzata una variazione pari a +5% / -5% a fronte della quale si è rilevato uno scostamento medio del fair value del patrimonio immobiliare di poco superiore al 6% in entrambi gli scenari ipotizzati.

Fair value del patrimonio artistico di pregio

Anche il patrimonio artistico di pregio della banca viene valutato secondo il metodo della rideterminazione del valore che prevede che le attività materiali, il cui fair value può essere attendibilmente determinato, siano iscritte ad un valore rideterminato, pari al loro fair value alla data della rideterminazione di valore.

Le opere d'arte incluse nella classe di cespiti "patrimonio artistico di pregio" sono beni di particolare rilevanza, riconosciuti in campo scientifico nell'ambito storico-artistico e conformi alle linee guida ministeriali evidenziate in particolare nel D.M. 537 del 6 dicembre 2017 sull'esportazione delle opere d'arte quali: lo stato di conservazione, l'importanza storica dell'artista, l'importanza critica/storico artistica dell'opera, la provenienza illustre, la qualità e attribuzione certa, la dichiarazione di interesse dello Stato italiano.

Approccio valutativo

L'attività valutativa si esplica per mezzo dell'accertamento del valore tramite il ricorso a perizie esterne, affidate ad esperti qualificati e indipendenti.

I valori vengono acquisiti dalle banche dati online con oltre 100 milioni di opere come Artnet e Artprice, che monitorano i risultati delle principali case d'aste italiane e internazionali. Sono parametri oggettivi che vanno confrontati con il mercato nel suo complesso, in un'analisi che prevede di monitorare anche le gallerie e le mostre‐mercato.

In dettaglio, ai fini della determinazione del fair value, si considerano sia fattori oggettivi, relativi a valenza storico-critica e artistica dell'autore, stato di conservazione, tecnica di esecuzione, dimensioni e qualità dell'opera, rilevanza dell'opera nella produzione dell'artista, pubblicazione dell'opera su cataloghi specializzati, periodo di esecuzione dell'opera, diffusione internazionale delle opere dell'artista, provenienza illustre, certezza dell'attribuzione, garanzia dell'autenticità di un'opera, sia fattori soggettivi (che possono mutare nel tempo, in funzione dell'evoluzione e dei gusti del mercato), quali la reputazione del museo che ospita l'opera dell'artista, il prestigio di fiere/mostre/gallerie/case d'asta che intermediano l'opera, la reputazione della critica che ne parla e dei collezionisti, nonché la qualità della comunicazione sull'opera dell'artista.

Una volta identificati tali fattori rilevanti, la determinazione del fair value avviene per comparazione, in prima istanza con opere paragonabili a quelle in esame (per periodo di realizzazione/anno, tecnica, dimensioni, tipicità del soggetto e stato di conservazione), dello stesso autore e medesimo periodo, se disponibili (tale evenienza è più facilmente praticabile nel caso delle opere del comparto moderno e contemporaneo), ed in seconda istanza con opere di artisti o di scuole e ambiti prossimi per stile, poetica e per importanza della medesima epoca storica. Nel caso siano disponibili più opere similari, si considerano valori medi per tenere conto della volatilità dei prezzi.

Oltre a considerare l'andamento degli scambi in asta, partendo da quelle più recenti e includendo nell'analisi anche gli invenduti, (che rappresentano un possibile indicatore di perdita di valore tendenziale dell'opera /autore nel mercato), la valutazione considera anche l'attenzione corrente del mercato nei confronti di un'opera o un autore, misurata dal numero e dalla qualità di mostre temporanee allestite in spazi museali di rilevanza internazionale e corredate da pubblicazioni specifiche.

Inoltre, si tiene conto anche della presenza della dichiarazione di interesse storico-artistico formalmente espressa dal Ministero (Mibact) (comunemente detta "notifica"), che lega al territorio italiano parte delle opere d'arte in collezione e ne vincola la circolazione al territorio nazionale, riducendo la quotazione ottenibile sul mercato internazionale.

La determinazione dei prezzi è influenzata anche dall'importanza degli acquirenti/venditori (ad esempio, i prezzi corrisposti da collezionisti celebri o noti investitori possono assumere maggiore rilevanza).

L'approccio valutativo è impostato sul monitoraggio degli oggettivi valori di mercato delle opere comprese nella classe oggetto di indagine, che segue tre principi metodologici:

  • privilegia un principio prudenziale, analizzando i valori medi di una pluralità di fonti informative diverse, fondate su basi dati robuste, aggiornate e statisticamente rappresentative: in un mercato di opere "singolari", spesso prive di transazioni per decenni, questo approccio garantisce la periodica individuazione di eventuali valori outlier ed evita di seguire eventuali dinamiche speculative;
  • è di natura comparativa, monitorando le transazioni occorse a livello globale in una pluralità di canali distributivi, per evitare di considerare solo alcune forme di transazione e i relativi valori economici: in un mercato globale con una domanda globale, questo approccio consente di verificare la presenza di eventuali arbitraggi geografici o l'emergenza di specifici fenomeni di apprezzamento/deprezzamento potenzialmente impattanti;
  • è di natura ricorsiva, poiché aggiorna e monitora l'andamento dei prezzi sull'arco temporale più breve che le specificità del mercato ammettono, ovvero il semestre: in un mercato in cui non esistono scambi pubblici monitorati giornalmente, la brevità dell'arco di rilevazione assicura la massima cura e tempestività delle eventuali variazioni.

Tale metodo risulta applicabile su tutto il comparto del "patrimonio artistico di pregio".

Periodicità della valutazione

Per quanto concerne il patrimonio artistico di pregio, la rideterminazione di valore è effettuata tramite una perizia ogni tre anni. Annualmente viene comunque svolta una analisi di scenario per individuare eventuali variazioni di valore apprezzabile al fine di anticipare l'attività valutativa.

Sulla base delle regole di periodicità di valutazione, a fine 2020, a conclusione del primo ciclo triennale di valutazione al fair value, si è proceduto all'aggiornamento delle perizie dell'intero patrimonio artistico di pregio di Intesa Sanpaolo.

Analisi di scenario

Al fine di individuare ed apprezzare le variazioni del mercato delle opere oggetto di valutazione, viene effettuato un monitoraggio dell'andamento del mercato volto a cogliere i segnali di variazione significativa che richiedano di anticipare le perizie rispetto alle periodicità stabilita.

Tale monitoraggio ha duplice natura:

– Monitoraggio delle quotazioni di mercato delle prime opere per valore presenti nelle collezioni ISP, che rappresentano il 75% del valore complessivo delle opere comprese nella classe "patrimonio artistico di pregio", verificando sia l'esito delle principali aste internazionali (il cui calendario segue precise scadenze stagionali), sia le segnalazioni delle due principali banche dati mondiali (Artprice e Artnet), i cui analytics forniscono utili strumenti di monitoraggio delle quotazioni;

– Monitoraggio dell'andamento del mercato dell'arte in generale, al fine di evidenziare tendenze e novità rispetto al "patrimonio artistico di pregio" di ISP, verificando sia l'esito delle principali aste internazionali (il cui calendario segue precise scadenze stagionali), sia le segnalazioni delle due principali banche dati mondiali (Artprice e Artnet); poiché le opere di molti autori presenti nella collezione ISP transitano molto raramente in asta per il ridotto numero di pezzi rimasti sul mercato, è importante controllare l'andamento di artisti e opere simili o assimilabili; per questa ragione l'azione di monitoraggio non si limita ai soli autori e alle sole opere possedute, ma si estende agli autori e alle opere riconducibili allo stesso ambito, per tener conto anche dei dati tendenziali.

Qualora il monitoraggio annuale evidenzi un potenziale scostamento di valore, in positivo o in negativo, superiore al 15% per singole opere/collezioni di autori presenti nelle collezioni ISP e confrontabili in base a criteri oggettivi (quali periodo di realizzazione/anno, dimensioni, tecnica, periodo di realizzazione, etc.), si procede a commissionare le perizie di stima secondo le consuete procedure interne al fine di allineare il valore di carico.

Informativa di natura quantitativa

A.4.5. Gerarchia del fair value

A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value – Escluse compagnie assicurative

(milioni di euro)
Attività/Passività misurate al fair value 31.12.2020 31.12.2019
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico 22.890 31.994 3.362 17.934 28.658 2.822
a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 21.861 30.900 404 17.161 27.622 369
di cui: titoli di capitale 663 - 1 713 - 1
di cui: OICR 169 3 31 661 2 24
b) Attività finanziarie designate al fair value - 1 2 - 195 -
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate
al fair value 1.029 1.093 2.956 773 841 2.453
di cui: titoli di capitale 10 191 193 2 94 179
di cui: OICR 1.018 227 1.740 771 128 1.410
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva 49.681 7.747 430 63.815 8.173 422
di cui: titoli di capitale 1.559 1.754 387 611 2.048 400
3. Derivati di copertura 1 1.118 15 8 3.008 13
4. Attività materiali - - 7.252 - - 5.748
5. Attività immateriali - - - - - -
Totale 72.572 40.859 11.059 81.757 39.839 9.005
1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione 15.742 43.168 123 18.422 26.704 100
2. Passività finanziarie designate al fair value - 3.032 - - 4 -
3. Derivati di copertura 1 7.084 3 - 9.284 4
Totale 15.743 53.284 126 18.422 35.992 104

Escluse le compagnie assicurative, gli strumenti di livello 3, che presentano la maggiore discrezionalità nella determinazione del fair value, rappresentano una quota contenuta del portafoglio di Attività finanziarie, con un'incidenza dell'8,9% per quanto riguarda le attività finanziarie. Tra le attività finanziarie di livello 3, la quota principale è rappresentata dalla quota di OICR e tra essi 343 milioni sono rappresentati da quote del Fondo Atlante e dell'Italian Recovery Fund attivati nell'ambito della normativa a sostegno del sistema bancario. Si segnalano inoltre le quote rappresentate dai seguenti fondi: Investimenti per l'abitare (190 milioni), F2I (104 milioni) e l'IDEA CCR2 (103 milioni).

Quanto alle passività, la quota di strumenti di livello 3 è inferiore all'1% rispetto al totale delle passività. Oltre il 58% delle attività finanziarie valutate al fair value (escluso il comparto assicurativo) è misurato attraverso il ricorso a quotazioni di mercato, quindi senza lasciare alcuna discrezionalità al valutatore.

Al 31 dicembre 2020 l'impatto del rischio di non performance (Credit Value Adjustment e Debt Value Adjustment) nella determinazione del fair value dei contratti derivati è pari a 259 milioni in riduzione del fair value positivo ed a 163 milioni in aumento del fair value negativo.

L'impatto del Funding Value Adjustment è pari a 176 milioni, corrispondente al costo di finanziamento dei flussi di cassa generati dal complessivo portafoglio dei derivati OTC della Banca.

La determinazione quantitativa dei menzionati aggiustamenti valutativi prescinde dalla misurazione degli effetti delle correlate strategie di copertura gestionale, ove presenti.

Tra le poste valutate al fair value con livello 3 nella voce Attività materiali è incluso il patrimonio immobiliare e il patrimonio artistico di pregio che rappresentano il 65,6% delle attività di bilancio al fair value di livello 3.

Oltre ai trasferimenti relativi ad attività e passività finanziarie valutate al livello 3 dettagliati nel seguito, si segnala che nel corso del 2020 si sono avuti trasferimenti:

  • − da livello 1 a livello 2 di:
    • o attività finanziarie di negoziazione per 35 milioni (valore di bilancio al 31 dicembre 2020);
    • o attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per 32 milioni (valore di bilancio al 31 dicembre 2020);
    • o passività finanziarie di negoziazione per 3.122 milioni (valore di bilancio al 31 dicembre 2020); a riguardo si rinvia a quanto descritto nella parte B Passivo in relazione alla particolare situazione di illiquidità dei certificates da ricondurre all'emergenza COVID-19 registrata soprattutto nella prima parte dell'anno;
  • − da livello 2 a livello 1 di:
    • o attività finanziarie di negoziazione per 97 milioni (valore di bilancio al 31 dicembre 2020);
    • o attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per 25 milioni (valore di bilancio al 31 dicembre 2020);

I trasferimenti tra livelli di fair value derivano dall'evoluzione dell'osservabilità dei prezzi o dati di mercato utilizzati per effettuare le valutazioni degli strumenti e della significatività degli input non osservabili.

Il passaggio da livello 1 a livello 2 è conseguenza del venir meno della presenza di un mercato attivo per quello strumento verificata analizzando l'affidabilità e la reciproca coerenza delle quotazioni disponibili secondo quanto previsto nella Fair Value Policy di Gruppo. Per contro, i titoli per i quali viene effettuata una valutazione da mark-to-model utilizzando input osservabili sul mercato, – classificati, dunque, a livello 2 – vengono trasferiti al livello 1 nel momento in cui si riscontra l'esistenza di un mercato attivo.

A.4.5.1 Bis Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value –Compagnie assicurative

(milioni di euro)
Attività/Passività misurate al fair value 31.12.2020 31.12.2019
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 321 33 47 284 22 46
di cui: titoli di capitale - - - - - -
di cui: OICR 120 - 47 119 - 46
2. Attività finanziarie valutate al fair value 86.779 51 377 83.816 141 308
di cui: titoli di capitale 2.749 - - 2.315 - -
di cui: OICR 79.538 - - 76.521 99 -
3. Attività finanziarie disponibili per la vendita 82.076 4.845 2.192 79.315 2.162 1.902
di cui: titoli di capitale 1.713 - 43 1.480 - -
di cui: OICR 10.271 20 2.138 9.917 - 1.902
4. Derivati di copertura - 449 - - 206 -
5. Attività materiali - - 8 - - -
6. Attività immateriali - - - - - -
Totale 169.176 5.378 2.624 163.415 2.531 2.256
1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione 4 54 - - 45 -
2. Passività finanziarie valutate al fair value - 77.149 - - 75.886 -
3. Derivati di copertura - - - - 4 -
Totale 4 77.203 - - 75.935 -

Per le compagnie assicurative, come si rileva dalla tabella, gli strumenti di livello 3, che presentano la maggiore discrezionalità nella determinazione del fair value, rappresentano una quota contenuta del portafoglio di Attività finanziarie, con un'incidenza dell'1,5% per quanto riguarda le attività finanziarie.

Oltre il 95% delle attività finanziarie valutate al fair value del comparto assicurativo è misurato attraverso il ricorso a quotazioni di mercato, quindi senza lasciare alcuna discrezionalità al valutatore.

Oltre ai trasferimenti relativi ad attività e passività finanziarie del comparto assicurativo valutate al livello 3 dettagliati nel seguito, si segnala che nel corso del 2020 si sono avuti trasferimenti:

− da livello 1 a livello 2 di:

  • o attività finanziarie valutate al fair value per 2 milioni (valore di bilancio al 31 dicembre 2020)
  • o attività finanziarie disponibili per la vendita per 2.280 milioni (valore di bilancio al 31 dicembre 2020); − da livello 2 a livello 1 di:
    • o attività finanziarie valutate al fair value per 159 milioni (valore di bilancio al 31 dicembre 2020);
    • o attività finanziarie disponibili per la vendita per 75 milioni (valore di bilancio al 31 dicembre 2020).

I trasferimenti tra livelli di fair value derivano dall'evoluzione dell'osservabilità dei prezzi o dati di mercato utilizzati per effettuare le valutazioni degli strumenti e della significatività degli input non osservabili.

Il passaggio da livello 1 a livello 2 è conseguenza del venir meno della presenza di un mercato attivo per quello strumento verificata analizzando l'affidabilità e la reciproca coerenza delle quotazioni disponibili secondo quanto previsto nella Fair Value Policy di Gruppo. Per contro, i titoli per i quali viene effettuata una valutazione da mark-to-model utilizzando input osservabili sul mercato, – classificati, dunque, a livello 2 – vengono trasferiti al livello 1 nel momento in cui si riscontra l'esistenza di un mercato attivo.

A.4.5.2. Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3) - Escluse compagnie assicurative

(milioni di euro)
Attività valutate al fair value con impatto a conto economico Attività
finanziarie
valutate al
fair value
con impatto
sulla
redditività
complessiva
Derivati
di
copertura
Attività
materiali
Attività
immateriali
TOTALE di cui: a)
Attività
finanziarie
detenute per
la
negoziazione
di cui: b)
Attività
finanziarie
designate
al fair
value
di cui: c)
Altre attività
finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair
value
1. Esistenze iniziali 2.822 369 - 2.453 422 13 5.748 -
2. Aumenti 1.496 205 2 1.289 230 2 2.468 -
2.1 Acquisti 333 53 2 278 26 - 54 -
2.2 Profitti imputati a: 155 17 - 138 17 2 199 -
2.2.1 Conto Economico 155 17 - 138 1 2 7 -
- di cui plusvalenze 102 7 - 95 1 - - -
2.2.2 Patrimonio netto - X X X 16 - 192 -
2.3 Trasferimenti da altri livelli 131 40 - 91 18 - - -
2.4 Altre variazioni in aumento 877 95 - 782 169 - 2.215 -
3. Diminuzioni -956 -170 - -786 -222 - -964 -
3.1 Vendite -139 -69 - -70 -7 - -11 -
3.2 Rimborsi -61 -1 - -60 -50 - - -
3.3 Perdite imputate a: -367 -73 - -294 -13 - -263 -
3.3.1 Conto Economico -367 -73 - -294 -12 - -150 -
- di cui minusvalenze -297 -26 - -271 -6 - - -
3.3.2 Patrimonio netto - X X X -1 - -113 -
3.4 Trasferimenti ad altri livelli -92 -24 - -68 -15 - - -
3.5 Altre variazioni in diminuzione -297 -3 - -294 -137 - -690 -
4. Rimanenze finali 3.362 404 2 2.956 430 15 7.252 -

Il punto 2.4 "Altre variazioni in aumento" include gli importi riconducibili alle operazioni di aggregazione aziendale. Tra le principali si segnala quella relativa alle "Attività materiali" (2.061 milioni) conseguente all'acquisizione delle società del Gruppo UBI.

Il punto 3.5 "Altre variazioni in diminuzione" delle "Attività materiali" include l'importo di 668 milioni riconducibili alle componenti del ramo in cessione a Bper e Banca Popolare di Puglia e Basilicata.

(milioni di euro)
Attività
finanziarie
detenute
per la
negoziazione
Attività
finanziarie
valutate al
fair value
Attività
finanziarie
disponibili per
la vendita
Derivati di
copertura
Attività
materiali
Attività
immateriali
1. Esistenze iniziali 46 308 1.902 - - -
2. Aumenti 1 70 716 - 9 -
2.1 Acquisti - - 550 - - -
2.2 Profitti imputati a: 1 - 46 - - -
2.2.1 Conto Economico 1 - 3 - - -
- di cui plusvalenze - - - - - -
2.2.2 Patrimonio netto X X 43 - - -
2.3 Trasferimenti da altri livelli - 4 39 - - -
2.4 Altre variazioni in aumento - 66 81 - 9 -
3. Diminuzioni - -1 -426 - -1 -
3.1 Vendite - -1 -269 - - -
3.2 Rimborsi - - - - - -
3.3 Perdite imputate a: - - -76 - - -
3.3.1 Conto Economico - - -6 - - -
- di cui minusvalenze - - - - - -
3.3.2 Patrimonio netto X X -70 - - -
3.4 Trasferimenti ad altri livelli - - - - - -
3.5 Altre variazioni in diminuzione - - -81 - -1 -
4. Rimanenze finali 47 377 2.192 - 8 -

A.4.5.2. Bis Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3) - Compagnie assicurative

A.4.5.3 Variazioni annue delle passività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3) - Escluse compagnie assicurative

(milioni di euro)
Passività Passività Derivati di
finanziarie finanziarie copertura
detenute
per la
designate al
fair value
negoziazione
1. Esistenze iniziali 100 - 4
2. Aumenti 62 - -
2.1 Emissioni - - -
2.2 Perdite imputate a: 5 - -
2.2.1 Conto Economico 5 - -
- di cui minusvalenze - - -
2.2.2 Patrimonio netto X X -
2.3 Trasferimenti da altri livelli 57 - -
2.4 Altre variazioni in aumento - - -
3. Diminuzioni -39 - -1
3.1 Rimborsi - - -
3.2 Riacquisti - - -
3.3 Profitti imputati a: -19 - -1
3.3.1 Conto Economico -19 - -1
- di cui plusvalenze - - -
3.3.2 Patrimonio netto X X -
3.4 Trasferimenti ad altri livelli -6 - -
3.5 Altre variazioni in diminuzione -14 - -
4. Rimanenze finali 123 - 3

Le "Passività finanziarie detenute per la negoziazione" si riferiscono a contratti derivati aventi fair value negativo.

I trasferimenti da altri livelli e ad altri livelli descritti nelle tabelle precedenti sono stati effettuati in conformità alle linee guida descritte nel paragrafo A.4.3 – Gerarchia del fair value.

Peraltro, per più complete informazioni sulla sensitività dei valori degli strumenti finanziari al variare dei principali parametri di input, si rinvia alle analisi complessive svolte con riferimento al portafoglio di negoziazione nell'ambito della Parte E della presente Nota Integrativa.

A.4.5.3 Bis Variazioni annue delle passività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3) - Compagnie assicurative

Non si rilevano passività finanziarie al livello 3 per le Compagnie assicurative.

A.4.5.4 Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli di fair value – Escluse compagnie assicurative

(milioni di euro)
Attività/Passività non misurate al fair value
o misurate al fair value su base non ricorrente
31.12.2020 31.12.2019
Valore di
bilancio
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Valore
di
bilancio
Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
2. Attività materiali detenute a scopo di investimento
3. Attività non correnti e gruppi di attività in via di
615.260
-
33.151
-
421.891
-
175.989
-
467.815
-
11.302
-
336.518
-
129.200
-
dismissione 28.702 - - 28.702 494 - 58 436
Totale 643.962 33.151 421.891 204.691 468.309 11.302 336.576 129.636
1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato
2. Passività associate ad attività in via di dismissione
630.146
35.676
47.158
-
499.225
-
86.112
35.676
519.382
41
40.488
-
446.865
-
33.889
41
Totale 665.822 47.158 499.225 121.788 519.423 40.488 446.865 33.930

A.4.5.4 Bis Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli di fair value – Compagnie assicurative

31.12.2020 (milioni di euro)
Attività/Passività non misurate al fair value 31.12.2019
o misurate al fair value su base non ricorrente Valore
di
bilancio
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Valore di
bilancio
Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza - - - - - - - -
2. Crediti verso banche 1.180 - 74 1.106 581 - 64 516
3. Crediti verso clientela 31 - 25 6 31 - 25 7
4. Attività materiali detenute a scopo di investimento - - - - - - - -
5. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - - - - - - -
Totale 1.211 - 99 1.112 612 - 89 523
1. Debiti verso banche 609 - 2 607 2 - 2 -
2. Debiti verso clientela 428 - 348 80 77 - 7 69
3. Titoli in circolazione 898 - 898 - 747 - 747 -
4. Passività associate ad attività in via di dismissione - - - - - - - -
Totale 1.935 - 1.248 687 826 - 756 69

Attività e passività finanziarie

Per quanto riguarda le attività e le passività finanziarie non valutate al fair value (crediti e crediti rappresentati da titoli, debiti e titoli in circolazione), la prassi adottata dal Gruppo prevede la determinazione del fair value attraverso il calcolo del valore attuale dei flussi di cassa futuri, ad un tasso che incorpora la stima dei principali rischi e delle incertezze associati allo strumento finanziario oggetto di valutazione (il cosiddetto "discount rate adjustment approach").

In particolare il tasso di interesse utilizzato per l'attualizzazione dei cash flow futuri è determinato tenendo in considerazione i seguenti fattori di rischio:

  • − il rischio tasso di interesse, che rappresenta il rendimento che il mercato offre per ogni unità di capitale prestato a controparti prive di rischio;
  • − il rischio di credito, che rappresenta il premio per aver prestato capitale a controparti che presentano rischio di insolvenza;
  • − il costo della liquidità connesso al credito.

Nel caso di strumenti a tasso fisso, i flussi di cassa sono pari a quelli previsti dal contratto; per gli strumenti a tasso variabile, i flussi di cassa futuri sono determinati sulla base dei tassi di interesse forward, impliciti nelle curve di tassi zero coupon osservati in corrispondenza delle diverse date di fixing e differenziate per tipologia di indicizzazione.

Il valore del premio per il rischio (credit spread) è determinato a livello di singola posizione, tramite l'acquisizione della classe di rischio (LGD) e del rating (PD). Queste grandezze, unitamente alla durata media finanziaria residua, costituiscono il criterio guida per l'acquisizione del credit spread. La costruzione della curva di spread segue le medesime regole anche nel caso dei titoli emessi da Intesa Sanpaolo.

Nel determinare i fair value esposti nella tabella A.4.5.4 sono state utilizzate le seguenti assunzioni:

  • − per i crediti rappresentati da titoli, vengono seguite le medesime regole previste per la valutazione al fair value delle altre categorie di titoli;
  • − per i titoli emessi, le regole utilizzate sono le stesse applicate ai titoli dell'attivo;

  • − il valore di bilancio viene assunto quale ragionevole approssimazione del fair value per:
  • − le poste finanziarie (attive e passive) a vista o aventi durata originaria uguale o inferiore a 12 mesi e durata residua uguale o inferiore a 12 mesi. Nella tabella sono esposte nella colonna corrispondente al livello 2 della gerarchia del fair value le poste finanziarie a breve termine e i cash collateral dati a garanzia di operazioni finanziarie, mentre figurano nella colonna corrispondente al livello 3 della gerarchia del fair value gli impieghi a vista;
  • − le attività deteriorate che, nella tabella, sono confluite nella colonna corrispondente al livello 3 della gerarchia del fair value.

A. 5 – INFORMATIVA SUL C.D. "DAY ONE PROFIT/LOSS"

L'IFRS 9 stabilisce che l'iscrizione iniziale degli strumenti finanziari deve avvenire al fair value. Normalmente, il fair value di uno strumento finanziario alla data di rilevazione iniziale in bilancio è pari al "prezzo di transazione"; in altre parole, al costo o all'importo erogato per le attività finanziarie o alla somma incassata per le passività finanziarie.

L'affermazione che all'atto dell'iscrizione iniziale in bilancio il fair value di uno strumento finanziario coincide con il prezzo della transazione è intuitivamente generalmente riscontrabile nel caso di transazioni del livello 1 della gerarchia del fair value. Anche nel caso del livello 2, che si basa su prezzi derivati indirettamente dal mercato (comparable approach), l'iscrizione iniziale vede, in molti casi, sostanzialmente coincidere fair value e prezzo. Eventuali differenze tra prezzo e fair value sono di norma da attribuire ai cosiddetti margini commerciali che transitano a conto economico al momento della prima valutazione dello strumento finanziario.

Nel caso del livello 3, invece, sussiste una discrezionalità parziale dell'operatore nella valutazione dello strumento e, pertanto, proprio per la maggiore soggettività nella determinazione del fair value non è disponibile un inequivocabile termine di riferimento da raffrontare con il prezzo della transazione. Per lo stesso motivo, risulta difficile determinare con precisione anche un eventuale margine commerciale da imputare a conto economico. In tal caso, l'iscrizione iniziale deve sempre avvenire al prezzo della transazione. La successiva valutazione non può includere la differenza tra prezzo e fair value riscontrata all'atto della prima valutazione, definita anche come Day-One-Profit (DOP).

Tale differenza deve essere riconosciuta a conto economico solo se deriva da cambiamenti dei fattori su cui i partecipanti al mercato basano le loro valutazioni nel fissare i prezzi (incluso l'effetto tempo). Ove lo strumento abbia una scadenza definita e non sia immediatamente disponibile un modello che monitori i cambiamenti dei fattori su cui gli operatori basano i prezzi, è ammesso il transito del DOP a conto economico linearmente sulla vita dello strumento finanziario stesso.

Nel caso in cui uno strumento classificato nel livello 3 della gerarchia del fair value venga riclassificato nel livello 2, i residui Day-One-Profit sospesi patrimonialmente vengono iscritti a conto economico in un'unica soluzione. Analogamente, nel caso di operazioni gestite "a libro" nell'ambito dell'operatività della Banca, i Day-One-Profit registrati sulle operazioni di livello 3 (incluse nella suddetta gestione "a libro") sono rilevati a conto economico nel momento in cui la Banca pone in essere operazioni che nella sostanza eliminano i rischi dello strumento di livello 3 che ha generato il DOP.

Nella tabella è rappresentata la dinamica dell'ammontare del DOP sospeso nello Stato Patrimoniale.

(milioni di euro)
1. Esistenze iniziali 1
2. Aumenti -
2.1 Nuove operazioni -
3. Diminuzioni -
3.1 Rilasci a conto economico -
4. Rimanenze finali 1

Si segnala infine che nell'ambito dell'operazione che ha comportato il trasferimento a Nexi del ramo d'azienda dedicato all'attività di acquiring, in data 30 giugno 2020 Intesa Sanpaolo ha comprato il 9,9% di Nexi SpA da Mercury UK HoldCoLimited, socio di riferimento della società, ad un prezzo predeterminato di 10,5 euro per azione corrispondente ad un esborso per cassa di 653 milioni; poiché le azioni Nexi SpA sono quotate alla Borsa Italiana, e quindi con un fair value di livello 1, la differenza, pari a 315 milioni, tra l'ammontare corrisposto e il corrispondente valore sulla base della quotazione di borsa alla data di efficacia della compravendita è stata imputata come provento a conto economico.

Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale

ATTIVO

SEZIONE 1 - CASSA E DISPONIBILITÀ LIQUIDE - VOCE 10

1.1 Cassa e disponibilità liquide: composizione

(milioni di euro)
31.12.2019
3.795
5.950
9.814 9.745
31.12.2020
3.957
5.857

SEZIONE 2 - ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO A CONTO ECONOMICO VOCE 20

2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello1 Livello 2 Livello 3
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito 20.979 1.223 176 15.199 1.953 173
1.1 Titoli strutturati 1.288 46 3 1.133 82 4
1.2 Altri titoli di debito 19.691 1.177 173 14.066 1.871 169
2. Titoli di capitale 663 - 1 713 - 1
3. Quote di O.I.C.R. 169 3 31 661 2 24
4. Finanziamenti - 14 7 1 23 -
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - 14 7 1 23 -
Totale (A) 21.811 1.240 215 16.574 1.978 198
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari 50 28.044 189 587 24.730 158
1.1 di negoziazione 50 28.043 104 587 24.730 158
1.2 connessi con la fair value option - - - - - -
1.3 altri - 1 85 - - -
2. Derivati creditizi - 1.616 - - 914 13
2.1 di negoziazione - 1.616 - - 914 -
2.2 connessi con la fair value option - - - - - -
2.3 altri - - - - - 13
Totale (B) 50 29.660 189 587 25.644 171
TOTALE (A+B) 21.861 30.900 404 17.161 27.622 369

Nella voce di cui sopra sono compresi i titoli connessi con operazioni di cartolarizzazione per un ammontare complessivo di circa 889 milioni, di cui 485 milioni senior, 396 milioni mezzanine e 8 milioni junior.

Il fair value lordo positivo degli Strumenti derivati posti in essere con il compensatore legale LCH LTD - soddisfacendo i requisiti previsti per la compensazione contabile tra saldi lordi positivi e negativi ai sensi dello IAS 32 paragrafo 42, è stato oggetto di compensazione con rappresentazione del fair value netto rispettivamente tra le Passività in Derivati di copertura e le Passività finanziarie di negoziazione.

2.2 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione debitori/emittenti/controparti

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito 22.378 17.325
a) Banche Centrali 25 9
b) Amministrazioni pubbliche 19.690 12.824
c) Banche 1.179 2.030
d) Altre società finanziarie 1.153 2.002
di cui: imprese di assicurazione 30 25
e) Società non finanziarie 331 460
2. Titoli di capitale 664 714
a) Banche 83 69
b) Altre società finanziarie 39 64
di cui: imprese di assicurazione 11 25
c) Società non finanziarie 542 581
d) Altri emittenti - -
3. Quote di OICR 203 687
4. Finanziamenti 21 24
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 1 2
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie 20 22
f) Famiglie - -
Totale A 23.266 18.750
B. Strumenti derivati
a) Controparti centrali 1.752 596
b) Altre 28.147 25.806
Totale B 29.899 26.402
TOTALE (A+B) 53.165 45.152

2.3 Attività finanziarie designate al fair value: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1.Titoli di debito - 1 2 - 195 -
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito - 1 2 - 195 -
2.Finanziamenti - - - - - -
2.1 Strutturati - - - - - -
2.2 Altri - - - - - -
Totale - 1 2 - 195 -

2.4 Attività finanziarie designate al fair value: composizione debitori/emittenti

Voci 31.12.2020 (milioni di euro)
31.12.2019
1. Titoli di debito 3 195
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 1 1
c) Banche - 194
d) Altre società finanziarie 2 -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
2. Finanziamenti - -
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale 3 195

2.5 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Titoli di debito 1 256 283 - 318 411
1.1 Titoli strutturati 1 - 11 - 30 6
1.2 Altri titoli di debito - 256 272 - 288 405
2. Titoli di capitale 10 191 193 2 94 179
3. Quote di O.I.C.R. 1.018 227 1.740 771 128 1.410
4. Finanziamenti - 419 740 - 301 453
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - 419 740 - 301 453
Totale 1.029 1.093 2.956 773 841 2.453

Nella voce di cui sopra sono compresi i titoli connessi con operazioni di cartolarizzazione per un ammontare complessivo di circa 449 milioni, di cui 24 milioni senior, 238 milioni mezzanine e 187 milioni junior.

2.6 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione debitori/emittenti

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
1.Titoli di capitale 394 275
di cui: banche
di cui: altre società finanziarie
2
12
1
6
di cui: società non finanziarie 379 268
2. Titoli di debito 540 729
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 534 678
di cui: imprese di assicurazione 1 346
e) Società non finanziarie 6 51
3. Quote di O.I.C.R. 2.985 2.309
4. Finanziamenti 1.159 754
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 6 -
c) Banche 24 6
d) Altre società finanziarie 189 191
di cui: imprese di assicurazione 24 21
e) Società non finanziarie 776 474
f) Famiglie 164 83
Totale 5.078 4.067

L'aggregato quote di O.I.C.R. include per 343 milioni le interessenze detenute dal Gruppo in Italian Recovery Fund (già Fondo Atlante II) e nel Fondo Atlante quali fondi di investimento alternativi a sostegno delle banche italiane nelle operazioni di ricapitalizzazione e nella gestione dei crediti in sofferenza del settore. Si segnalano inoltre le quote rappresentate dai seguenti fondi: Investimenti per l'abitare (190 milioni), F2I (104 milioni) e l'IDEA CCR2 (103 milioni).

L'aggregato Finanziamenti include le esposizioni creditizie classificate tra le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value per il mancato superamento del test sulle caratteristiche contrattuali dei cash flow (SPPI Test) previsto dai principi contabili internazionali IFRS 9.

SEZIONE 3 - ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO SULLA REDDITIVITA' COMPLESSIVA- VOCE 30

3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Titoli di debito 48.122 5.738 25 63.204 5.769 14
1.1 Titoli strutturati 97 - - - - -
1.2 Altri titoli di debito 48.025 5.738 25 63.204 5.769 14
2. Titoli di capitale 1.559 1.754 387 611 2.048 400
3. Finanziamenti - 254 19 - 356 8
Totale 49.681 7.746 431 63.815 8.173 422

I finanziamenti inclusi nella presente voce, come illustrato nella parte A Politiche contabili, sono riferiti alle quote dei prestiti sindacati sottoscritti e destinati alla successiva cessione.

Nella voce sono compresi titoli connessi con operazioni di cartolarizzazione per un ammontare complessivo di circa 1.116 milioni di cui circa 1.060 milioni senior, 56 milioni mezzanine e nessun valore per i junior.

Nella sottovoce 2.Titoli di capitale sono incluse le quote di partecipazione nel capitale di Banca d'Italia per un ammontare di 1.584 milioni. Al riguardo si segnala che per la relativa valutazione si è fatto riferimento, come nei precedenti esercizi, al metodo di valutazione delle transazioni dirette in considerazione delle compravendite intervenute a partire dal 2015 e proseguite negli anni successivi; considerato che tutte le principali transazioni sono state perfezionate al valore nominale, l'utilizzo di tale approccio consente di confermare il valore di iscrizione nel Bilancio della Banca delle quote detenute. Inoltre, il valore dell'investimento è stato supportato anche dall'utilizzo di un metodo alternativo basato sull'attualizzazione dei futuri dividendi derivanti dall'investimento (DDM – "Dividend Discount Model"). L'utilizzo, per il Bilancio 2020, in continuità con l'impostazione seguita nel precedente esercizio, dell'input di livello 2 (prezzo delle transazioni dirette) quale riferimento per la determinazione del fair value, ha determinato, inoltre, la conferma del livello 2 nell'ambito della gerarchia del fair value.

Il valore di bilancio dei titoli di capitale rivenienti dal recupero delle attività finanziarie impaired ammonta a 70 milioni.

3.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione per debitori/emittenti

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
1. Titoli di debito 53.885 68.987
a) Banche Centrali - 22
b) Amministrazioni pubbliche 43.142 57.999
c) Banche 6.071 6.003
d) Altre società finanziarie 2.692 3.052
di cui: imprese di assicurazione 12 41
e) Società non finanziarie 1.980 1.911
2. Titoli di capitale 3.700 3.059
a) Banche 1.892 2.167
b) Altri emittenti: 1.808 892
- altre società finanziarie 1.359 399
di cui: imprese di assicurazione 3 3
- società non finanziarie 427 481
- altri 22 12
3. Finanziamenti 273 364
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 26 16
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie 247 348
f) Famiglie - -
Totale 57.858 72.410

3.3 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Valore lordo Rettifiche di valore complessive (milioni di euro)
Write-off
parziali
Primo
stadio
di cui:
Strumenti con
basso rischio
di credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
complessivi
Titoli di debito 52.612 1.527 1.314 44 -26 -15 -44 -
Finanziamenti 218 - 57 5 -2 -1 -4 -
Totale 31.12.2020 52.830 1.527 1.371 49 -28 -16 -48 -
Totale 31.12.2019 66.792 7.637 2.625 36 -47 -20 -35 -
di cui: attività finanziarie impaired
acquisite o originate
X X - - X - - -

3.3a Finanziamenti valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva oggetto di misure di sostegno Covid-19: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Al 31 dicembre 2020 la fattispecie non risulta presente.

SEZIONE 3 BIS - ATTIVITÀ FINANZIARIE DI PERTINENZA DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE VALUTATE AL FAIR VALUE AI SENSI DELLO IAS 39 - VOCE 35

Si riportano di seguito i dettagli delle voci IAS 39 incluse nella voce 35 di schema di Stato Patrimoniale Attivo riferita alle imprese di assicurazione.

In relazione all'applicazione del Deferral Approach, negli schemi consolidati previsti dalla circolare 262 della Banca d'Italia, è stata infatti creata la "Voce 35 Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39" che accoglie le componenti di cui al seguente schema:

(milioni di euro)
Composizione della voce Attività finanziarie di pertinenza delle imprese
di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 – Voce 35
31.12.2020 31.12.2019
20. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 401 352
30. Attività finanziarie valutate al fair value 87.207 84.265
40. Attività finanziarie disponibili per la vendita 89.113 83.379
80. Derivati di Copertura 449 206
TOTALE Voce 35 177.170 168.202

3.1 Bis Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
Livello 1 Livello 2 Livello3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito 144 9 - 136 9 -
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito 144 9 - 136 9 -
2. Titoli di capitale - - - - - -
3 Quote di O.I.C.R. 120 - 47 119 - 46
4. Finanziamenti - - - - - -
4.1 Pronti contro termine attivi - - - - - -
4.2 Altri - - - - - -
Totale A 264 9 47 255 9 46
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari: 57 24 - 29 13 -
1.1 di negoziazione 55 14 - 29 11 -
1.2 connessi con la fair value option 2 10 - - 2 -
1.3 altri - - - - - -
2. Derivati creditizi: - - - - - -
2.1 di negoziazione - - - - - -
2.2 connessi con la fair value option - - - - - -
2.3 altri - - - - - -
Totale B 57 24 - 29 13 -
TOTALE (A+B) 321 33 47 284 22 46

3.2 Bis Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione per debitori/emittenti

Voci 31.12.2020 (milioni di euro)
31.12.2019
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito 153 145
a) Governi e Banche Centrali 128 120
b) Altri enti pubblici - -
c) Banche 9 9
d) Altri emittenti 16 16
2. Titoli di capitale - -
a) Banche - -
b) Altri emittenti: - -
- imprese di assicurazione - -
- società finanziarie - -
- imprese non finanziarie - -
- altri - -
3. Quote di O.I.C.R 167 165
4. Finanziamenti - -
a) Governi e Banche Centrali - -
b) Altri enti pubblici - -
c) Banche - -
d) Altri soggetti - -
Totale A 320 310
B. Strumenti derivati
a) Banche 81 42
- Fair value 81 42
b) Clientela - -
- Fair value - -
Totale B 81 42
Totale ( A + B ) 401 352

3.3 Bis Attività finanziarie valutate al fair value: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci/Valori 31.12.2020 31.12.2019
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Titoli di debito 4.259 51 4 4.771 42 1
1.1 Titoli strutturati 21 2 - - - -
1.2 Altri titoli di debito 4.238 49 4 4.771 42 1
2. Titoli di capitale 2.749 - - 2.315 - -
3. Quote di O.I.C.R. 79.538 - - 76.521 99 -
4. Finanziamenti 233 - 373 209 - 307
4.1 Strutturati - - - - - -
4.2 Altri 233 - 373 209 - 307
Totale 86.779 51 377 83.816 141 308
Costo 82.081 50 376 80.338 140 308

3.4 Bis Attività finanziarie valutate al fair value: composizione per debitori/emittenti

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
1. Titoli di debito 4.314 4.814
a) Governi e Banche Centrali 3.295 4.107
b) Altri Enti pubblici 18 18
c) Banche 432 324
d) Altri emittenti 569 365
2. Titoli di capitale 2.749 2.315
a) Banche 176 170
b) Altri emittenti: 2.573 2.145
- imprese di assicurazione 105 109
- società finanziarie 47 49
- imprese non finanziarie 1.339 1.166
- altri 1.082 821
3. Quote di O.I.C.R. 79.538 76.620
4. Finanziamenti 606 516
a) Governi e Banche Centrali - -
b) Altri enti pubblici - -
c) Banche 606 516
d) Altri soggetti - -
Totale 87.207 84.265

3.5 Bis Attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Titoli di debito 70.092 4.825 11 67.918 2.162 -
1.1 Titoli strutturati 18 28 - 18 - -
1.2 Altri titoli di debito 70.074 4.797 11 67.900 2.162 -
2. Titoli di capitale 1.713 - 43 1.480 - -
2.1 Valutati al fair value 1.713 - 43 1.480 - -
2.2 Valutati al costo - - - - - -
3. Quote di O.I.C.R. 10.271 20 2.138 9.917 - 1.902
4. Finanziamenti - - - - - -
Totale 82.076 4.845 2.192 79.315 2.162 1.902

3.6 Bis Attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione per debitori/emittenti

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
1. Titoli di debito 74.928 70.080
a) Governi e Banche Centrali 62.350 57.981
b) Altri enti pubblici 95 104
c) Banche 5.146 3.805
d) Altri emittenti 7.337 8.190
2. Titoli di capitale 1.756 1.480
a) Banche 122 84
b) Altri emittenti: 1.634 1.396
- imprese di assicurazione 23 41
- società finanziarie - 28
- imprese non finanziarie 1.611 1.327
- altri - -
3. Quote di O.I.C.R. 12.429 11.819
4. Finanziamenti - -
a) Governi e Banche Centrali - -
b) Altri enti pubblici - -
c) Banche - -
d) Altri soggetti - -
Totale 89.113 83.379

3.7 Bis Attività finanziarie disponibili per la vendita oggetto di copertura specifica

Non si segnalano Attività finanziarie disponibili per la vendita oggetto di copertura specifica riferibili a società Assicurative.

(milioni di euro) Fair value 31.12.2020 Valore nozionale Fair value 31.12.2019 Valore nozionale Livello 1 Livello 2 Livello 3 31.12.2020 Livello 1 Livello 2 Livello 3 31.12.2019 A) Derivati finanziari - 449 - 1.248 - 206 - 972 1) fair value - - - - - - - - 2) flussi finanziari - 449 - 1.248 - 206 - 972 3) investimenti esteri - - - - - - - - B) Derivati creditizi - - - - - - - - 1) fair value - - - - - - - - 2) flussi finanziari - - - - - - - -

Totale - 449 - 1.248 - 206 - 972

3.8 Bis Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli

3.9 Bis Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologia di copertura
(milioni di euro)
Operazioni/Tipo di copertura FAIR VALUE FLUSSI FINANZIARI INVESTIM.
ESTERI
ESTERI
rischio
di tasso
rischio
di
cambio
Specifica
rischio
di
credito
rischio
di
prezzo
più
rischi
Generica Specifica Generica
1. Attività finanziarie disponibili per la vendita - - - - - X 449 X X
2. Crediti - - - X - X - X X
3. Attività finanziarie detenute sino alla
scadenza
X - - X - X - X X
4. Portafoglio X X X X X - X - X
5. Altre operazioni - - - - - X - X -
Totale attività - - - - - - 449 - -
1. Passività finanziarie - - - X - X - X X
2. Portafoglio X X X X X - X - X
Totale passività - - - - - - - - -
1. Transazioni attese X X X X X X - X X
2. Portafoglio di attività e passività finanziarie X X X X X - X - -

INFORMATIVA AI SENSI DELL'IFRS 4

Come già indicato, il Gruppo Intesa Sanpaolo si avvale della facoltà di applicazione del c.d. "Deferral Approach" o Temporary Exemption, in virtù del quale le attività e le passività finanziarie delle Compagnie assicurative controllate continuano ad essere rilevate in bilancio ai sensi di quanto previsto dallo IAS 39.

In particolare le imprese di assicurazione del Gruppo che applicano lo IAS 39 sono:

  • − Intesa Sanpaolo Vita S.p.A.
  • − Intesa Sanpaolo Assicura S.p.A.
  • − Intesa Sanpaolo Life Ltd.
  • − Fideuram Vita S.p.A.
  • − BancAssurance Popolari S.p.A.
  • − Intesa Sanpaolo RBM Salute S.p.A.

Nella presente sezione sono riportate le informazioni richieste dall'IFRS 4 Insurance Contracts a seguito dell'esercizio dell'opzione, riconosciuta alle imprese di assicurazione facenti parte di conglomerati finanziari a prevalenza bancaria ai sensi del Regolamento n. 2017/1988 e del successivo Regolamento 2020/2097, di posticipare la prima applicazione dell'IFRS 932 .

Il Gruppo ha verificato il possesso dei requisiti per l'applicabilità della Temporary exemption. Nell'ambito delle Compagnie assicurative è soddisfatto il requisito della predominanza assicurativa che prevede che la percentuale del valore contabile delle passività legate all'attività assicurativa sul valore contabile delle passività complessive dell'entità sia maggiore del 90% (predominance ratio). Inoltre, non sono presenti trasferimenti di attività finanziarie diverse da quelle valutate al FVTPL tra imprese del Gruppo che utilizzano Principi contabili differenti.

A seguire, come previsto dalla normativa di riferimento, si fornisce l'informativa quantitativa riferita alle entità che applicheranno l'IFRS 9 in via posticipata.

32 Si segnala che con il Regolamento n. 2097/2020 del 15 dicembre 2020 è stata recepita la proroga dell'esenzione temporanea dell'applicazione dell'IFRS 9 Strumenti finanziari al 1° gennaio 2023, in considerazione della decisione dello IASB del 25 giugno 2020 di differire la data di prima applicazione dell'IFRS 17 Contratti Assicurativi al 1° gennaio 2023.

Dettaglio dei titoli delle compagnie assicurative che superano SPPI Test

(milioni di euro)
Voce Fair Value alla
data di
chiusura
Variazioni di
fair value
nell'esercizio
Altre
variazioni
nell'esercizio
(3)
Fair Value alla
data di
chiusura
precedente
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi
dello IAS 39 176.564 7.243 1.635 167.686
di cui
Attività finanziarie con termini contrattuali che prevedono a determinate date flussi finanziari
rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale
da restituire (1) 74.447 3.246 1.712 69.489
Titoli di debito
Titoli strutturati
74.447
11
3.246
1
1.712
-2
69.489
12
Altri titoli di debito 74.436 3.245 1.714 69.477
Finanziamenti - - - -
Altre attività finanziarie - - - -
Altre attività finanziarie diverse da quelle con termini contrattuali che prevedono a
determinate date flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e
dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (2)
15.797 326 684 14.787
Titoli di debito 666 7 -126 785
Titoli strutturati 35 - 29 6
Altri titoli di debito 631 7 -155 779
Titoli di capitale 1.756 1 275 1.480
Quote di OICR 12.857 51 530 12.276
Finanziamenti - - - -
Strumenti derivati 518 267 5 246
Altre attività finanziarie - - - -
Altre attività finanziarie collegate a contratti per i quali il rischio dell'investimento è a carico
degli assicurati 86.320 3.671 -761 83.410
Titoli di debito 4.282 51 -534 4.765
Titoli strutturati 23 - 23 -
Altri titoli di debito 4.259 51 -557 4.765
Titoli di capitale 2.749 144 290 2.315
Quote di OICR 79.277 3.475 -526 76.328
Finanziamenti - - - -
Strumenti derivati 12 1 9 2
Altre attività finanziarie - - - -
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39 (*)
di cui 73 4 -3 72
Attività finanziarie con termini contrattuali che prevedono a determinate date flussi finanziari
rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale
da restituire (1) 32 3 -21 50
Titoli di debito 32 3 -21 50
Titoli strutturati - - - -
Altri titoli di debito 32 3 -21 50
Finanziamenti - - - -
Altre attività finanziarie - - - -
Altre attività finanziarie diverse da quelle con termini contrattuali che prevedono a
determinate date flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e
dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (2)
41 1 18 22
Titoli di debito 41 1 18 22
Titoli strutturati - - - -
Altri titoli di debito 41 1 18 22
Titoli di capitale - - - -
Quote di OICR - - - -
Finanziamenti - - - -
Strumenti derivati - - - -
Altre attività finanziarie - - - -

(*) La voce titoli di debito riporta il valore di fair value come richiesto dall'emendemnt IFRS4. Tali titoli sono iscritti in stato patrimoniale al valore di costo ammortizzato

(1) escluse le attività finanziarie che soddisfano la definizione di possedute per negoziazione di cui all'IFRS 9, o che sono gestite e il cui rendimento è valutato in base al fair value (2) include tutte le attività finanziarie diverse ovvero qualsiasi attività finanziaria:

i) con termini contrattuali che non prevedono a determinate date flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire;

ii) che soddisfa la definizione di "posseduta per negoziazione" di cui all'IFRS 9; o

iii) che è gestita o il cui rendimento è valutato in base al fair value

(3) La colonna include i movimenti non riconducibili a variazioni di fair value (acquisti, vendite, rimborsi, etc.)

Nella tabella sopra richiamata sono inclusi gli investimenti il cui rischio è interamente a carico degli assicurati che sono classificate tra le Attività finanziarie valutate al fair value.

Agli importi sopra indicati si aggiungono finanziamenti verso clientela per 606 milioni.

Esposizione al rischio di credito per gli strumenti finanziari delle compagnie assicurative che superano l'SPPI test

(milioni di euro)
Attività finanziarie con termini contrattuali che prevedono a determinate date flussi
finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse
sull'importo del capitale da restituire (1)
Rating di rischio
credito
Valore contabile (2)
esercizio corrente
Valore contabile (2)
esercizio precedente
Titoli di debito 72.652 68.079
Titoli strutturati Investment
Grade
10 12
Altri titoli di debito 72.642 68.067
Finanziamenti - -
Altre attività finanziarie - -
Attività finanziarie con termini contrattuali che prevedono a determinate date flussi
finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse
sull'importo del capitale da restituire (1) che non hanno un basso rischio di credito
Rating di rischio
credito
Valore
contabile (2)
esercizio
corrente
Valore di
mercato
esercizio
corrente
(milioni di euro)
Valore
contabile (2)
esercizio
precedente
Titoli di debito 1.823 1.826 1.458
Titoli strutturati 1 2 -
Altri titoli di debito Non Investment
Grade
1.822 1.824 1.458
Finanziamenti - - -
Altre attività finanziarie - - -

(1) escluse le attività finanziarie che soddisfano la definizione di possedute per negoziazione di cui all'IFRS 9, o che sono gestite e il cui rendimento è valutato in base al fair value (valore equo)

(2) nel caso di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, prima di qualsiasi rettifica per riduzione di valore.

SEZIONE 4 – ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL COSTO AMMORTIZZATO – VOCE 40

4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
di cui:
impaired
acquisite
o
originate
Livello1 Livello2 Livello3 Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
di cui:
impaired
acquisite
o
originate
Livello 1 Livello 2 Livello 3
A. Crediti verso Banche centrali 76.149 - - - 74.210 1.940 17.095 - - 15.429 1.663
1. Depositi a scadenza 1.376 - - X X X 1.325 - - X X X
2. Riserva obbligatoria 73.403 - - X X X 14.982 - - X X X
3. Pronti contro termine 604 - - X X X 344 - - X X X
4. Altri 766 - - X X X 444 - - X X X
B. Crediti verso banche 33.881 65 - 1.437 25.820 6.667 31.850 82 - 1.128 22.740 8.064
1. Finanziamenti 31.873 65 - - 25.245 6.667 30.072 82 - - 22.011 8.064
1.1 Conti correnti e depositi a
vista
14.041 - - X X X 11.423 - - X X X
1.2. Depositi a scadenza 2.072 - - X X X 1.765 - - X X X
1.3. Altri finanziamenti: 15.760 65 - X X X 16.884 82 - X X X
- Pronti contro termine
attivi
6.104 - - X X X 6.953 - - X X X
- Finanziamenti per
leasing
5 - - X X X 5 - - X X X
- Altri 9.651 65 - X X X 9.926 82 - X X X
2. Titoli di debito 2.008 - - 1.437 575 - 1.778 - - 1.128 729 -
2.1 Titoli strutturati 134 - - 136 - - - - - - - -
2.2 Altri titoli di debito 1.874 - - 1.301 575 - 1.778 - - 1.128 729 -
TOTALE 110.030 65 - 1.437 100.030 8.607 48.945 82 - 1.128 38.169 9.727

La sottovoce "Altri finanziamenti" include crediti di funzionamento, ossia operazioni connesse con la prestazione di attività e di servizi finanziari privi di affidamento, per un ammontare pari a 164 milioni. Su tali esposizioni classificate in Stage1 sono state registrate rettifiche di valore non significative.

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(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2020 31.12.2019
Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
di cui:
impaired
acquisite
o
originate
Livello
1
Livello 2 Livello 3 Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
di cui:
impaired
acquisite
o
originate
Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Finanziamenti 442.263 10.656 610 - 313.840 155.072 374.728 14.153 308 - 289.575 110.175
1.1. Conti correnti 20.948 1.158 32 X X X 20.455 1.780 1 X X X
1.2. Pronti contro termine attivi 16.864 - - X X X 29.531 - - X X X
1.3. Mutui 248.108 5.739 346 X X X 176.447 7.435 250 X X X
1.4. Carte di credito, prestiti personali
e cessioni del quinto
19.164 373 20 X X X 17.379 508 2 X X X
1.5. Finanziamenti per leasing 13.963 1.585 115 X X X 10.345 2.006 - X X X
1.6. Factoring 11.484 75 17 X X X 10.192 56 - X X X
1.7. Altri finanziamenti 111.732 1.726 80 X X X 110.379 2.368 55 X X X
2. Titoli di debito 52.202 44 - 31.714 8.021 12.310 29.852 55 - 10.174 8.774 9.298
2.1. Titoli strutturati 1.568 - - 1.279 26 290 - - - - - -
2.2. Altri titoli di debito 50.634 44 - 30.435 7.995 12.020 29.852 55 - 10.174 8.774 9.298
Totale 494.465 10.700 610 31.714 321.861 167.382 404.580 14.208 308 10.174 298.349 119.473

4.2 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela

Nella voce di cui sopra sono inclusi i titoli connessi con operazioni di cartolarizzazione per un ammontare complessivo di circa 6.493 milioni di cui circa 6.481 milioni riguardano titoli senior e 12 milioni titoli mezzanine. La sottovoce "Altri finanziamenti" include crediti di funzionamento, ossia operazioni connesse con la prestazione di attività e di servizi finanziari privi di affidamento, per un ammontare pari a 1.022 milioni. Su tali esposizioni classificate in Stage1 sono state registrate rettifiche di valore non significative.

4.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione per debitori/emittenti dei crediti verso clientela

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
Primo e
secondo
stadio
Terzo stadio di cui: attività
impaired
acquisite o
originate
Primo e
secondo stadio
Terzo stadio di cui: attività
impaired
acquisite o
originate
1. Titoli di debito 52.202 44 - 29.852 55 -
a) Amministrazioni pubbliche 34.004 17 - 15.844 27 -
b) Altre società finanziarie 14.276 14 - 11.763 13 -
di cui: imprese di assicurazioni 6 - - - - -
c) Società non finanziarie 3.922 13 - 2.245 15 -
2. Finanziamenti verso: 442.263 10.656 610 374.728 14.153 308
a) Amministrazioni pubbliche 17.367 179 1 16.044 238 -
b) Altre società finanziarie 47.888 295 4 57.487 315 5
di cui: imprese di assicurazioni 171 - - 90 - -
c) Società non finanziarie 209.134 7.129 369 162.800 10.151 140
d) Famiglie 167.874 3.053 236 138.397 3.449 163
TOTALE 494.465 10.700 610 404.580 14.208 308

(milioni di euro)
Valore lordo Write-off
parziali
Primo
stadio
di cui:
Strumenti con
basso rischio
di credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
complessivi
Titoli di debito 46.694 - 7.691 119 -38 -64 -75 -
Finanziamenti 480.682 - 72.359 20.863 -811 -2.018 -10.142 6.532
Totale 31.12.2020 527.376 - 80.050 20.982 -849 -2.082 -10.217 6.532
Totale 31.12.2019 404.070 - 51.271 31.443 -666 -1.150 -17.153 8.135
acquisite o originate di cui: attività finanziarie impaired X X 99 673 X -5 -157 109

4.4 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: valore lordo e rettifiche di valore complessive

4.4a Finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno Covid-19: valore lordo e rettifiche di valore complessive

(milioni di euro)
Primo
stadio
Valore lordo
di cui:
Secondo
Terzo stadio
stadio
Strumenti
con basso
rischio di
credito
Rettifiche di valore complessive
Secondo
stadio
Terzo stadio
1. Finanziamenti oggetto di concessione
conforme con le GL
19.850 - 12.226 439 -65 -473 -112
2. Finanziamenti oggetto di altre misure di
concessione
52 - 107 35 - -6 -11
3. Nuovi finanziamenti 29.562 - 2.369 30 -41 -20 -5
Totale 49.464 - 14.702 504 -106 -499 -128

Nella riga "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" sono riportate le informazioni relative alle attività finanziarie oggetto di moratoria che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modifiche e integrazioni.

I finanziamenti rappresentati nelle sottovoci 1 e 2 della tabella sopra riportata sono oggetto di moratorie che risultano ancora in essere alla data del 31 dicembre 2020.

SEZIONE 4 BIS – ATTIVITÀ FINANZIARIE DI PERTINENZA DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE VALUTATE AL COSTO AMMORTIZZATO AI SENSI DELLO IAS 39 – VOCE 45

Si riportano di seguito i dettagli delle voci IAS39 incluse nella voce 45 di schema di Stato Patrimoniale Attivo riferita alle imprese di assicurazione.

In relazione all'applicazione del Deferral Approach, negli schemi consolidati previsti dalla circolare 262 della Banca d'Italia, è stata infatti creata la "Voce 45 Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39" che accoglie le componenti di cui al seguente schema:

(milioni di euro)
Composizione della voce Attività finanziarie di pertinenza delle imprese
di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 - Voce 45
31.12.2020 31.12.2019
50. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza - -
60. Crediti verso banche 1.180 581
70. Crediti verso la clientela 31 31
TOTALE Voce 45 1.211 612

4.1 Bis Attività finanziarie detenute sino alla scadenza

Non si segnalano Attività finanziarie detenute sino alla scadenza riferibili a società Assicurative.

4.4 Bis Crediti verso banche: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
Valore di
bilancio
Fair value Valore di
bilancio
Fair value
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
A. Crediti verso Banche Centrali - - - - - - - -
1. Depositi vincolati - -
2. Riserva obbligatoria - -
3. Pronti contro termine attivi - -
4. Altri - -
B. Crediti verso banche 1.180 - 74 1.106 581 - 64 516
1. Finanziamenti 1.140 - 34 1.106 541 - 24 516
1.1 Conti correnti e depositi liberi 1.140 541
1.2 Depositi vincolati - -
1.3 Altri finanziamenti: - -
- Pronti contro termine attivi - -
- Leasing finanziario - -
- Altri - -
2. Titoli di debito 40 - 40 - 40 - 40 -
2.1 Titoli strutturati - -
2.2 Altri titoli di debito 40 40
Totale 1.180 - 74 1.106 581 - 64 516

4.5 Bis Crediti verso banche oggetto di copertura specifica

Non si segnalano Crediti verso banche oggetto di copertura specifica riferibili a società Assicurative.

4.6 Bis Crediti verso clientela: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
Valore di bilancio Valore di bilancio
Non
Deteriorati
Deteriorati Fair value Deteriorati Fair value
Acquistati Altri Livello 1 Livello 2 Livello 3 Acquistati Altri Livello 1 Livello 2 Livello 3
Finanziamenti 4 - - - 3 1 3 - - - 2 2
1. Conti correnti - - - X X X - - - X X X
2. Pronti contro termine attivi - - - X X X - - - X X X
3. Mutui - - - X X X - - - X X X
4. Carte di credito, prestiti personali
e cessioni del quinto
- - - X X X - - - X X X
5. Leasing finanziario - - - X X X - - - X X X
6. Factoring - - - X X X - - - X X X
7. Altri finanziamenti 4 - - X X X 3 - - X X X
Titoli di debito 27 - - - 22 5 28 - - - 23 5
8. Titoli strutturati - - - X X X - - - X X X
9. Altri titoli di debito 27 - - X X X 28 - - X X X
Totale 31 - - - 25 6 31 - - - 25 7

4.7 Bis Crediti verso clientela: composizione per debitori/emittenti

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
Non Deteriorati Non Deteriorati
Deteriorati Acquistati Altri Deteriorati Acquistati Altri
1. Titoli di Debito 27 - - 28 - -
a) Governi 9 - - 9 - -
b) Altri Enti pubblici - - - - - -
c) Altri emittenti 18 - - 19 - -
- imprese non finanziarie 13 - - 14 - -
- imprese finanziarie 5 - - 5 - -
- assicurazioni - - - - - -
- altri - - - - - -
2. Finanziamenti verso: 4 - - 3 - -
a) Governi - - - - - -
b) Altri Enti pubblici - - - - - -
c) Altri soggetti 4 - - 3 - -
- imprese non finanziarie - - - - - -
- imprese finanziarie 2 - - 2 - -
- assicurazioni - - - - - -
- altri 2 - - 1 - -
Totale 31 - - 31 - -

4.8 Bis Crediti verso clientela oggetto di copertura specifica

Non si segnalano Crediti verso clientela oggetto di copertura specifica riferibili a società Assicurative.

SEZIONE 5 - DERIVATI DI COPERTURA – VOCE 50

Per quanto riguarda gli obiettivi e le strategie sottostanti alle operazioni di copertura si rinvia all'informativa fornita nell'ambito della Parte E – Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, Sezione 2 - Rischi di mercato. Sono considerate tra i derivati con fair value di livello 1 solo le operazioni negoziate su mercati organizzati.

5.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli

(milioni di euro)
Fair value 31.12.2020 Valore
nozionale
Fair value 31.12.2019 Valore
nozionale
Livello 1 Livello 2 Livello 3 31.12.2020 Livello 1 Livello 2 Livello 3 31.12.2019
A. Derivati finanziari
1. Fair Value 1 1.102 15 104.015 8 2.998 13 81.451
2. Flussi Finanziari - 16 - 6.500 - 10 - 526
3. Investimenti esteri - - - - - - - -
B. Derivati creditizi
1. Fair Value - - - - - - - -
2. Flussi Finanziari - - - - - - - -
Totale 1 1.118 15 110.515 8 3.008 13 81.977

Il fair value lordo positivo delle attività in Derivati di copertura poste in essere con il compensatore legale LCH LTD, soddisfacendo i requisiti previsti per la compensazione contabile tra saldi lordi positivi e negativi ai sensi dello IAS 32 paragrafo 42, è stato oggetto di compensazione con rappresentazione del fair value netto tra le passività in Derivati di copertura.

5.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologia di copertura

(milioni di euro)
Operazioni/Tipo di copertura Fair Value Flussi finanziari Investim.
esteri
Specifica
Generica
titoli di
debito e
tassi di
interesse
titoli di
capitale
e indici
azionari
valute e
oro
credito merci altri Specifica Generica
1. Attività finanziarie valutate al fair value
con impatto sulla redditività complessiva
10 - 53 - X X X - X X
2. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
11 X - - X X X 16 X X
3. Portafoglio X X X X X X 1 X - X
4. Altre operazioni - - - - - - X - X -
Totale attività 21 - 53 - - - 1 16 - -
1. Passività finanziarie 717 X 234 - - - X - X X
2. Portafoglio X X X X X X 92 X - X
Totale passività 717 - 234 - - - 92 - - -
1. Transazioni attese X X X X X X X - X X
2. Portafoglio di attività e passività
finanziarie
X X X X X X - X - -

Nella tabella è indicato il fair value positivo dei derivati di copertura, suddiviso in relazione all'attività o alla passività coperta e alla tipologia di copertura realizzata.

Si tratta prevalentemente di contratti derivati utilizzati nella copertura specifica di fair value delle passività emesse e nelle coperture generiche di fair value di passività rappresentate da poste a vista (core deposits).

SEZIONE 6 – ADEGUAMENTO DI VALORE DELLE ATTIVITÀ FINANZIARIE OGGETTO DI COPERTURA GENERICA – VOCE 60

6.1 Adeguamento di valore delle attività coperte: composizione per portafogli coperti

Adeguamento di valore delle attività coperte / Valori 31.12.2020 (milioni di euro)
31.12.2019
1. Adeguamento positivo 2.400 1.569
1.1 di specifici portafogli: 2.397 1.558
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.397 1.558
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
1.2 complessivo 3 11
2. Adeguamento negativo - -
2.1 di specifici portafogli: - -
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - -
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
2.2 complessivo - -
Totale 2.400 1.569

SEZIONE 7 – LE PARTECIPAZIONI – VOCE 70

7.1 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi

Denominazioni Sede Sede Tipo RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE Disponi
legale operativa di
rapporto
(a)
Impresa partecipante Quota
%
bilità
voti
%
(b)
A. IMPRESE CONTROLLATE IN MODO CONGIUNTO
1 Augusto S.r.l.
Capitale Euro 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Milano Milano 7 Intesa Sanpaolo 5,00
2 Colombo S.r.l.
Capitale Euro 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Milano Milano 7 Intesa Sanpaolo 5,00
3 Diocleziano S.r.l.
Capitale Euro 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Milano Milano 7 Intesa Sanpaolo 5,00
4 Immobiliare Novoli S.p.A.
Capitale Euro 15.635.514 suddiviso in azioni da Euro 0,60
Firenze Firenze 7 Intesa Sanpaolo 50,00
5 Mir Capital Management S.A.
Capitale Euro 31.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Lussemburgo Lussemburgo 7 Private Equity International 50,00
6 Mir Capital S.C.A. SICAR
Capitale Euro 58.415.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Lussemburgo Lussemburgo 7 Private Equity International 50,00
7 PBZ Croatia Osiguranje Public Limited Company
for Compulsory Pension Fund Management
Zagabria Zagabria 7 Privredna Banka Zagreb 50,00
8 Capitale HRK 56.000.000 suddiviso in azioni da HRK 1.000
Vub Generali Dochodkova Spravcovska Spolocnost A.S.
Capitale Euro 10.090.976 suddiviso in azioni da Euro 33.194
Bratislava Bratislava 7 Vseobecna Uverova Banka 50,00
B. IMPRESE SOTTOPOSTE A INFLUENZA NOTEVOLE
1 24-7 Finance S.r.l. (c)
Capitale 10.000 Euro suddiviso in azioni da Euro 1
Brescia Brescia 4 Unione Banche Italiane 10,00
2 Adriano Lease Sec S.r.l. (c)
Capitale Euro 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Conegliano Conegliano 4 Intesa Sanpaolo 5,00
3 Apulia Finance N. 4 S.r.l. (c)
Capitale Euro 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Conegliano Conegliano 4 Intesa Sanpaolo 10,00
4 Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A.
Capitale Euro 300.926.000 suddiviso in azioni da Euro 1.000
Assago Assago 4 Intesa Sanpaolo
Unione Banche Italiane
17,37
3,34
5 Aviva Vita S.p.a. Milano Milano 4 Unione Banche Italiane 20,00
6 Capitale Euro 155.000.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Back2Bonis
Milano Milano 4 Unione Banche Italiane 22,18
Capitale Euro 415.077.088 suddiviso in azioni da Euro
485.828,37
Intesa Sanpaolo 17,01
7 Backtowork24 Srl (d)
Capitale Euro 2.410.576 suddiviso in azioni da Euro 0.01
Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo 16,70 51,00
8 Bancomat S.p.A.
Capitale Euro 21.095.726 suddiviso in azioni da Euro 5
Roma Roma 4 Intesa Sanpaolo
Unione Banche Italiane
24,20
7,35
Banca 5 0,01
9 Berica ABS 3 S.r.l. (c)
Capitale Euro 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Vicenza Vicenza 4 Intesa Sanpaolo 5,00
10 Brera Sec S.R.L. (c) Conegliano Conegliano 4 Intesa Sanpaolo 5,00
11 Capitale EUR 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Camfin S.p.A.
Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo 6,85 10,70
12 Capitale EUR 1.080.000 suddiviso in azioni da Euro 0,003
Cassa di Risparmio di Fermo S.p.A.
Fermo Fermo 4 Intesa Sanpaolo 33,33
13 Capitale Euro 39.241.088 suddiviso in azioni da Euro 51,65
Clara Sec S.r.l.
Capitale Euro 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Conegliano Conegliano 4 Intesa Sanpaolo 5,00
Denominazioni Sede Sede RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE Disponi
legale operativa di
rapporto
(a)
Impresa partecipante Quota
%
bilità
voti
%
(b)
14 Claris Finance 2005 S.r.l. (c )
Capitale Euro 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Roma Roma 4 Intesa Sanpaolo 5,00 100,00
15 Compagnia Aerea Italiana S.p.A.
Capitale Euro 3.526.845 suddiviso in azioni da Euro
0,00004
Roma Fiumicino 4 Intesa Sanpaolo 27,49
16 Equiter S.p.A.
Capitale Euro 150.004.017 suddiviso in azioni da Euro 1
Torino Torino 4 Intesa Sanpaolo 32,88
17 Euromilano S.p.A.
Capitale Euro 1.356.582 suddiviso in azioni da Euro 15,51
Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo 43,43
18 Eusebi Holdings B.V.
Capitale Euro 100 suddiviso in azioni da Euro 1
Amsterdam Amsterdam 4 Intesa Sanpaolo 47,00
19 Experientia Global S.A.
Capitale CHF 125.000 suddiviso in azioni da CHF 100
Losanna Basilea 4 Intesa Sanpaolo 20,00
20 FI.NAV Comparto A crediti
Caoitale USD 355.249.212 suddiviso in azioni da Usd 1
Roma Roma 4 Intesa Sanpaolo 43,50
21 Focus Investments S.p.A.
Capitale Euro 183.333 suddiviso in azioni da Euro 0,14
Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo 8,33 25,00
22 Fondo di Rigenerazione Urbana Sicilia S.r.l. (e)
Capitale Euro 50.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Palermo Torino 4 Intesa Sanpaolo 100,00
23 Fondo per la ricerca e l'innovazione Srl (e)
Capitale Euro 25.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Torino Torino 4 Intesa Sanpaolo 100,00
24 Fondo Sardegna Energia Srl (e)
Capitale Euro 25.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Cagliari Cagliari 4 Intesa Sanpaolo 100,00
25 Foodquote S.r.l. Foggia Foggia 4 Intesa Sanpaolo 34,04
26 Capitale Euro 47.186 suddiviso in azioni da Euro 0,0010
Giada Sec S.r.l
Capitale Euro 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Conegliano Conegliano 4 Intesa Sanpaolo 5,00
27 Indaco Venture Partners SGR S.p.A.
( già Venture Capital Partners SGR)
Capitale Euro 750.000 suddiviso in azioni da Euro 0,50
Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo 24,50
28 Intrum Italy S.p.A.
Capitale Euro 300.000 suddiviso in azioni da Euro 0,01
Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo 49,00
29 Ism Investimenti S.p.A.
Capitale Euro 6.654.902 suddiviso in azioni da Euro 1
Mantova Mantova 4 Intesa Sanpaolo 27,36
30 Lombarda vita S.p.a.
Capitale Euro 185.300.000 suddiviso in azioni da Euro 5
Brescia Brescia 4 Unione Banche italiane 40,00
31 Marketwall S.r.l.
Capitale Euro 20.409 suddiviso in azioni da Euro 1
Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo 33,00
32 Misr Alexandria for Financial Investments Mutual Fund Co.
Capitale EGP 30.708.000 suddiviso in azioni da EGP 1000
Il Cairo Il Cairo 4 Bank of Alexandria 25,00
33 Misr International Towers Co.
Capitale EGP 50.000.000 suddiviso in azioni da EGP 10
Il Cairo Il Cairo 4 Bank of Alexandria 27,86
34 Montefeltro Sviluppo Soc.cons. A.r.
Capitale Euro 73.000 suddiviso in azioni da Euro 10
Urbania Urbania 4 Unione Banche Italiane 26,37
35 Neva First - FCC
Capitale Euro 135.252.525 suddiviso in azioni da Euro
99,80
Torino Torino 4 Intesa Sanpaolo Innovation
Center
72,98
36 Oval Money LTD Londra Londra 4 Intesa Sanpaolo 24,73
37 Capitale GBP 16.692 suddiviso in azioni da GBP 0,00040
Penghua Fund Management Co. Ltd.
Shenzhen Shenzhen 4 Eurizon Capital SGR
Eurizon Capital SGR
12,78
49,00
38 Capitale CNY 150.000.000 suddiviso in azioni da CNY 1
Pietra S.r.l.
Capitale Euro 40.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo 22,22

Denominazioni Sede Sede Tipo RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE Disponi
legale operativa di
rapporto
(a)
Impresa partecipante Quota
%
bilità
voti
%
(b)
39 Polis Fondi SGR
Capitale Euro 5.200.000 suddiviso in azioni da Euro 10
Milano Milano 4 Unione Banche Italiane 19,60
40 Rainbow
Capitale Euro 48.500.000 suddiviso in azioni da Euro
50.000
Verona Verona 4 Intesa Sanpaolo 43,20
41 R.C.N. Finanziaria S.p.A.
Capitale Euro 1.000.000 suddiviso in azioni da Euro 0,50
Mantova Mantova 4 Intesa Sanpaolo 23,96
42 RSCT FUND - COMPARTO CREDITI
Capitale Euro 360.264.343 suddiviso in azioni da Euro 1
Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo 71,97
43 SF Consulting S.r.l.
Capitale Euro 93.600 suddiviso in azioni da Euro 0,52
Bergamo Bergamo 4 Unione Banche Italiane 35,00
44 Sicily Investments S.a.r.l.
Capitale Euro 12.500 suddiviso in azioni da Euro 25
Lussemburgo Lussemburgo 4 Intesa Sanpaolo 25,20
45 Sisalpay Group S.p.a.
Capitale Euro 10.050.000 suddiviso in azioni da Euro 0,20
Milano Milano 4 Banca 5 30,00
46 Slovak Banking Credit Bureau s.r.o.
Capitale Euro 9.958 suddiviso in azioni da Euro 3.319,39
Bratislava Bratislava 4 Vseobecna Uverova Banka 33,33
47 Trinacria Capital S.a.r.l.
Capitale Euro 12.500 suddiviso in azioni da Euro 25
Lussemburgo Lussemburgo 4 Intesa Sanpaolo 25,20
48 UBI SPV GROUP 2016 S.R.L.
Capitale Euro 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Milano Milano 4 Unione Banche Italiane 10,00
49 UBI SPV LEASE 2016 S.R.L.
Capitale Euro 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Milano Milano 4 Unione Banche Italiane 10,00
50 UFI SERVIZI S.R.L.
Capitale Euro 150.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Roma Roma 4 Prestitalia 23,17
51 Yolo Group Srl
Capitale Euro 40.014 suddiviso in azioni da Euro 0,01
Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo vita 2,50
52 Zhong Ou Asset Management Company Limited
Capitale 220.000.000 CNY suddiviso in azioni da CNY 1
Shanghai Shanghai 4 Unione Banche Italiane 25,00
53 Consorzio Bancario SIR S.p.A. in liquidazione
Capitale Euro 1.515.151 suddiviso in azioni da Euro 0,01
Roma Roma 4 Intesa Sanpaolo
Unione Banche Italiane
38,49
0,02
54 Europrogetti e Finanza S.p.A. in liquidazione
Capitale Euro 5.636.400 suddiviso in azioni da Euro 1
Roma Roma 4 Intesa Sanpaolo 15,97
55 Impresol S.r.l. in liquidazione
Capitale Euro 112.100 suddiviso in azioni da Euro 1
Milano Milano 4 Immobiliare Cascina Rubina 30,00
56 Iniziative Immobiliari Industriali S.p.A. In liquidazione
Capitale Euro 510.000 suddiviso in azioni da Euro 0,51
Arquà Polesine Arquà Polesine 4 Intesa Sanpaolo 20,00
57 Leonardo Technology S.r.l. in liquidazione
Capitale Euro 242.081 suddiviso in azioni da Euro 1
Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo 26,60
58 Network Impresa S.p.A. in concordato preventivo
Capitale Euro 562.342 suddiviso in azioni da Euro 1
Limena Limena 4 Intesa Sanpaolo 28,95
59 Sviluppo Industriale S.p.A. in Liquidazione (già Sviluppo
Industriale S.p.A. in Concordato Preventivo)
Pistoia Pistoia 4 Intesa Sanpaolo 28,27
60 Capitale Euro 628.444 suddiviso in azioni da Eur 22,26
UBI Finance 2 S.R.L., in liquidazione
Capitale Euro 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Brescia Brescia 4 Unione Banche Italiane 10,00

(a) Tipo di rapporto:

1 - maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria;

2 - influenza dominante nell'assemblea ordinaria;

  • 3 accordi con altri soci;
  • 4 società sottoposta a influenza notevole;
  • 5 direzione unitaria ex art. 26, comma 1, del "decreto legislativo 87/92";
  • 6 direzione unitaria ex art. 26, comma 2, del "decreto legislativo 87/92";
  • 7 controllo congiunto;
  • 8 Altro tipo di Rapporto.
  • (b) Ove differente dalla quota % viene indicata la disponibilità dei voti nell'assemblea ordinaria, distinguendo, ove applicabile, tra diritto di voto effettivi e potenziali.

(c) Si tratta di veicoli utilizzati per operazioni di cartolarizzazione nell'ambito del Gruppo.

(d) In qualsiasi momento ricompreso tra la data di sottoscrizione del secondo aumento di capitale (24/11/2020) e la scadenza del 42° mese da tale data, Intesa Sanpaolo ha diritto di incrementare, in una o più tranches, la propria partecipazione al capitale sociale della società, ottenendo una partecipazione complessiva massima del 51%. Non ricorrono, al momento, i presupposti ai sensi dell'IFRS 10, per la classificazione dell'interessenza tra le imprese controllate.

(e) Fondi Jessica:gli effetti economici delle operazioni di investimento in equity e di finanziamento sottostanti l'attività del fondo ricadono integralmente sulla BEI.

L'illustrazione dei criteri e dei metodi di determinazione dell'area di consolidamento e delle motivazioni per cui una partecipata è sottoposta a controllo congiunto o influenza notevole, è contenuta nella Parte A – Politiche contabili, alla quale si fa rinvio.

7.2 Partecipazioni significative: valore di bilancio, fair value e dividendi percepiti

(milioni di euro)
Denominazioni Valore di bilancio Fair value Dividendi percepiti (a)
A. IMPRESE CONTROLLATE IN MODO CONGIUNTO - - -
B. IMPRESE SOTTOPOSTE A INFLUENZA NOTEVOLE
1 Intrum Italy S.p.A. 331 - -
2 RSCT FUND - Comparto Crediti 257 - -
3 Penghua Fund Management Co. Ltd. 240 - 12
4 Lombarda Vita S.p.A. 218 - -
5 BACK2BONIS 163 - -
6 FI.NAV Comparto A1 Crediti 126 - -
7 Zhong Ou Asset Management 115 - -
8 Aviva Vita S.p.A. 112 - -
9 Equiter S.p.A. 108 - 5
10 Sisalpay Group S.p.A. 57 - -
TOTALE 1.727 - 17

a) I dividendi sono pagati da società del Gruppo valutate con il metodo del patrimonio netto, e benchè non rientrino nella voce "250 Utili (Perdite) delle partecipazioni", in quanto rappresentano una variazione negativa della voce "70 Partecipazioni" dell'Attivo, sono esposte comunque in tale tabella come previsto dalla normativa di riferimento.

7.3 Partecipazioni significative: informazioni contabili

(milioni di euro)
Denominazioni Cassa e disponibilità liquide Attività finanziarie Attività non finanziarie Passività finanziarie Passività non finanziarie Ricavi totali Margine di interesse Rettifiche e riprese di valore su attività
materiali e immateriali
Utile (Perdita) della operatività corrente
al lordo delle imposte
Utile (Perdita) della operatività corrente
al netto delle imposte
Utile (Perdita) dei gruppi di attività in via
di dismissione al netto delle imposte
Utile (perdita) d'esercizio
(1)
Altre componenti reddituali al netto
delle imposte
(2)
Redditività complessiva
(3) = (1) + (2)
A. IMPRESE CONTROLLATE IN MODO CONGIUNTO
B. IMPRESE SOTTOPOSTE A INFLUENZA NOTEVOLE
Intrum Italy S.p.A. X 58 67 12 45 113 X X 21 14 - 14 - 14
RSCT FUND - Comparto Crediti X - - - - - X X - - - - - -
Penghua Fund Management Co. Ltd. X 511 175 138 164 423 X X 114 77 - 77 - 77
Lombarda Vita S.p.A. X 8.783 525 255 8.733 332 X X 21 14 - 14 2 16
BACK2BONIS X - - - - - X X - - - - - -
FI.NAV Comparto A1 Crediti X 61 229 - 3 - - - - - - -
Zhong Ou Asset Management X 380 95 - 243 163 X X 34 26 - 26 - 26
Aviva Vita S.p.A. X 18.278 333 13.580 4.608 965 X X 12 8 - 8 - 8
Equiter S.p.A. X 205 105 - 2 24 X X 20 16 - 16 - 16
Sisalpay Group S.p.A. X 217 729 1.117 59 227 X X -27 -20 - -20 - -20

I dati sono aggiornati a dicembre 2020, ad eccezione delle assicurative UBI (Aviva, Lombarda Vita) e Sisalpay che sono riferiti al 30/09.

(milioni di euro)

Denominazioni
Patrimonio netto
complessivo
Pro quota patrimonio Avviamento Altre variazioni Valore di bilancio
consolidato
A. IMPRESE CONTROLLATE IN MODO CONGIUNTO
B. IMPRESE SOTTOPOSTE A INFLUENZA NOTEVOLE
Intrum Italy S.p.A. 69 33 301 -3 331
RSCT FUND - Comparto Crediti 360 259 - -2 257
Penghua Fund Management Co. Ltd. 375 184 56 - 240
Lombarda Vita S.p.A. 320 128 90 - 218
BACK2BONIS 415 163 - - 163
FI.NAV Comparto A1 Crediti 290 126 - - 126
Zhong Ou Asset Management 232 55 60 - 115
Aviva Vita S.p.A. 423 84 28 112
Equiter S.p.A. 308 101 7 - 108
Sisalpay Group S.p.A. - - 57 57
2.793 1.133 599 -5 1.727

7.4 Partecipazioni non significative: informazioni contabili

(milioni di euro)
Denominazioni Valore di bilancio delle partecipazioni Totale attivo Totale passività Ricavi totali corrente al
Utile (Perdita) della operatività
netto delle imposte
Utile (Perdita) dei gruppi di attività in via
di dismissione al netto delle imposte
Utile (perdita) d'esercizio
(1)
Altre componenti reddituali al netto delle
imposte
(2)
Redditività complessiva
(3) = (1) + (2)
IMPRESE CONTROLLATE IN MODO CONGIUNTO 44 241 173 20 5 - 5 - 5
IMPRESE SOTTOPOSTE A INFLUENZA NOTEVOLE 225 7.256 6.680 30 -46 - -64 - -64

7.5 Partecipazioni: variazioni annue

(milioni di euro)
31.12.2020 31.12.2019
1.240 943
348
970 182
549 -
- -
74 73
11 93
-299 -51
-113 -10
-21 -15
-74 -12
-91 -14
1.996 1.240
3.314 3.240
2.020 1.999
1.055

Le sottovoci B.3 Rivalutazioni e C.3 Svalutazioni, comprendono gli utili e le perdite delle società valutate al Patrimonio netto.

La sottovoce B.4 Altre variazioni positive, comprende gli utili da cessione, le riclassifiche da altri portafogli e gli eventuali goodwill.

La sottovoce C.4 Altre variazioni negative, comprende il pagamento di dividendi, le fusioni, le variazioni negative, nonché le perdite da cessione.

7.6 Valutazioni e assunzioni significative per stabilire l'esistenza di controllo congiunto o influenza notevole

Sono considerate società sottoposte a controllo congiunto (joint ventures), le entità per le quali, su base contrattuale, il controllo è condiviso fra il Gruppo e uno o più altri soggetti, ovvero quando per le decisioni riguardanti le attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo.

Sono considerate società sottoposte ad una influenza notevole (collegate), le entità in cui il Gruppo possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali") o nelle quali – pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato. Non sono considerate sottoposte ad influenza notevole alcune interessenze superiori al 20%, nelle quali il Gruppo detiene esclusivamente diritti patrimoniali su una porzione dei frutti degli investimenti, non ha accesso alle politiche di gestione e può esercitare diritti di governance limitati alla tutela dei propri interessi patrimoniali.

7.7 Impegni riferiti a partecipazioni in società controllate in modo congiunto

Al 31 dicembre 2020 non si segnalano impegni a sottoscrivere ricapitalizzazioni in società controllate in modo congiunto.

7.8 Impegni riferiti a partecipazioni in società sottoposte ad influenza notevole

Al 31 dicembre 2020 si segnalano impegni a sottoscrivere le ricapitalizzazioni di Bancomat per circa 2,7 milioni e di Marketwall per 0,9 milioni, società sottoposte ad influenza notevole.

Sono inoltre da considerare gli impegni assunti per l'esercizio delle opzioni call detenute da UBI Banca per l'acquisto del restante 80% del capitale sociale di Aviva Vita e del restante 60% del capitale sociale di Lombarda Vita. Come riportato anche in Relazione sulla Gestione, l'esecuzione dell'esercizio delle citate opzioni è condizionata al rilascio delle ncessarie autorizzazioni delle competenti autorità di vigilanza ed è previsto entro il secondo trimestre del 2021.

7.9 Restrizioni significative

In termini di restrizioni significative non ci sono segnalazioni.

7.10 Altre informazioni

Per la maggior parte delle società sottoposte a controllo congiunto o influenza notevole le tempistiche di disponibilità del bilancio di fine esercizio non sono compatibili con le tempistiche di chiusura del bilancio consolidato di Intesa Sanpaolo; a tal proposito per l'applicazione del metodo del patrimonio netto si fa riferimento all'ultima reportistica contabile disponibile, rappresentata, nella maggior parte dei casi, dal resoconto intermedio di gestione dei 9 mesi per le partecipate quotate o dall'ultimo bilancio o relazione semestrale disponibili per le altre partecipate. In ogni caso, quando la reportistica contabile della società collegata o della joint venture utilizzata nell'applicazione del metodo del patrimonio netto è riferita a una data diversa dal bilancio di Intesa Sanpaolo, vengono effettuate rettifiche per tener conto degli effetti di operazioni o fatti significativi che siano intervenuti tra quella data e la data di riferimento del bilancio di Intesa Sanpaolo.

I test di impairment sulle partecipazioni

Come richiesto dai principi IFRS le partecipazioni sono state sottoposte al test di impairment al fine di verificare se esistono obiettive evidenze che possano far ritenere non interamente recuperabile il valore di iscrizione delle attività stesse.

Per le partecipazioni di collegamento e controllo congiunto, il processo di rilevazione di eventuali impairment prevede la verifica della presenza di indicatori di impairment e la determinazione dell'eventuale svalutazione. Gli indicatori di impairment sono sostanzialmente suddivisibili in due categorie: indicatori qualitativi, quali il conseguimento di risultati economici negativi o comunque un significativo scostamento rispetto ad obiettivi di budget o previsti da piani pluriennali comunicati al mercato, l'annuncio/avvio di procedure concorsuali o di piani di ristrutturazione, la revisione al ribasso del rating di oltre due classi; indicatori quantitativi rappresentati da una riduzione del fair value al di sotto del valore di bilancio di oltre il 30% ovvero per un periodo superiore a 24 mesi, da una capitalizzazione di borsa inferiore al patrimonio netto contabile della società, nel caso di titoli quotati su mercati attivi, ovvero da un valore contabile della partecipazione nel bilancio separato superiore al valore contabile nel bilancio consolidato dell'attivo netto e dell'avviamento implicito della partecipata o dalla distribuzione da parte di quest'ultima di un dividendo superiore al proprio reddito complessivo. In presenza di indicatori di impairment viene determinato il valore recuperabile, rappresentato dal maggiore tra il fair value al netto dei costi di vendita ed il Valore d'uso, e se esso risulta inferiore al valore di iscrizione si procede alla rilevazione dell'impairment.

Con riferimento ad alcune partecipazioni, laddove siano stati rilevati indicatori di impairment, sono state effettuate valutazioni basate su metodologie di mercato (transazioni dirette o comparabili e multipli di mercato) o in alternativa valutazioni "fondamentali", basate sulla stima dei flussi di cassa attesi attualizzati attraverso il metodo "discounted cash flow" o, infine, su metodi alternativi. I risultati di tali valutazioni hanno comportato la rilevazione di rettifiche di valore.

In particolare le principali rettifiche di valore hanno riguardato le partecipazioni nella Cassa di Risparmio di Fermo S.p.A. (10 milioni) e nel Fondo Rainbow (3 milioni).

SEZIONE 8 – RISERVE TECNICHE A CARICO DEI RIASSICURATORI – VOCE 80

8.1 Riserve tecniche a carico dei riassicuratori: composizione

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
A. Ramo danni 92 28
A1. Riserve premi 21 14
A2. Riserve sinistri 71 14
A3. Altre riserve - -
B. Ramo vita 1 -
B1. Riserve matematiche - -
B2. Riserve per somme da pagare - -
B3. Altre riserve 1 -
C. Riserve tecniche allorchè il rischio dell'investimento è sopportato dagli assicurati - -
C1. Riserve relative a contratti le cui prestazioni sono connesse con fondi di investimento e
indici di mercato
- -
C2. Riserve derivanti dalla gestione dei fondi pensione - -
D. Totale riserve tecniche a carico dei riassicuratori 93 28

8.2 Variazione della voce 80 "Riserve tecniche a carico dei riassicuratori"

Al 31 dicembre 2020 le riserve tecniche a carico dei riassicuratori non hanno subito variazioni significative.

SEZIONE 9 - ATTIVITÀ MATERIALI – VOCE 90

(milioni di euro)
Attività/Valori 31.12.2020 31.12.2019
1. Attività materiali ad uso funzionale, valutate al costo 2.677 2.224
Di cui - Attività materiali ad uso funzionale - Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.803 1.498
2. Attività materiali detenute a scopo di investimento, valutate al costo - -
3. Attività materiali ad uso funzionale, rivalutate 6.498 5.466
Di cui - Attività materiali ad uso funzionale, rivalutate - Diritti d'uso acquisiti con il leasing - -
4. Attività materiali detenute a scopo di investimento, valutate al fair value 762 282
Di cui - Attività materiali a scopo di investimento - Diritti d'uso acquisiti con il leasing 3 -
5. Rimanenze di attività materiali disciplinate dallo IAS 2 913 906
Totale Attività materiali voce 90 10.850 8.878

9.1 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo

(milioni di euro)
Attività/Valori 31.12.2020 31.12.2019
1. Attività di proprietà 874 726
a) terreni - -
b) fabbricati - -
c) mobili 176 171
d) impianti elettronici 597 503
e) altre 101 52
2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.803 1.498
a) terreni 8 -
b) fabbricati 1.692 1.464
c) mobili - 1
d) impianti elettronici 19 11
e) altre 84 22
Totale 2.677 2.224
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute 3 2

9.2 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al costo

Non sono presenti Attività materiali detenute a scopo di investimento valutate al costo nel Gruppo Intesa Sanpaolo.

9.3 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività rivalutate

(milioni di euro)
Attività/Valori 31.12.2020 31.12.2019
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività di proprietà - - 6.498 - - 5.466
a) terreni - - 2.481 - - 2.206
b) fabbricati - - 3.695 - - 2.972
c) patrimonio artistico di pregio - - 322 - - 288
d) impianti elettronici - - - - - -
e) altre - - - - - -
2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - - - -
a) terreni - - - - - -
b) fabbricati - - - - - -
c) mobili - - - - - -
d) impianti elettronici - - - - - -
e) altre - - - - - -
TOTALE - - 6.498 - - 5.466
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie
ricevute - - - - - -

9.4 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al fair value

(milioni di euro)
Attività/Valori 31.12.2020 31.12.2019
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività di proprietà - - 759 - - 282
a) terreni - - 259 - - 85
b) fabbricati - - 500 - - 197
2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - 3 - - -
a) terreni - - - - - -
b) fabbricati - - 3 - - -
TOTALE - - 762 - - 282
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie
ricevute - - 131 - - 68

Come illustrato nella Parte A – FAIR VALUE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE E DEL PATRIMONIO ARTISTICO DI PREGIO, si segnala che:

  • sulla base delle regole di periodicità di valutazione, a fine 2020 si è proceduto all'aggiornamento delle perizie dell'intero patrimonio degli immobili ad uso investimento e di quelli ad uso funzionale diversi dai Trophy Assets.
  • L'attività di valutazione è stata affidata a Società esterne con struttura internazionale, professionalmente qualificate e in grado di fornire valutazioni immobiliari sulla base degli standard RICS Valuation, che garantiscono una determinazione del valore coerente con la configurazione di fair value indicata nei principi contabili internazionali, nonché il rispetto dei requisiti professionali, etici e di indipendenza dei periti, allineati alle previsioni degli standard internazionali ed europei. Gli immobili classificati come "trophy asset" presenti nel patrimonio immobiliare sono stati oggetto di integrale valutazione a fine 2019 e, pertanto, sono stati oggetto di analisi di scenario per l'esercizio 2020;
  • a fine 2020, a conclusione del primo ciclo triennale di valutazione al fair value, si è proceduto all'aggiornamento delle valutazioni dell'intero patrimonio artistico di pregio di Intesa Sanpaolo, tramite il ricorso a perizie esterne, affidate ad esperti qualificati e indipendenti.

9.5 Rimanenze di attività materiali disciplinate dallo IAS 2: composizione

(milioni di euro)
Attività/Valori 31.12.2020 Di cui: 31.12.2019
Gruppo
bancario
Imprese
di
assicuraz.
Altre
imprese
1. Rimanenze di attività materiali ottenute tramite
l'escussione delle garanzie ricevute
234 218 - 16 229
a) terreni 24 12 - 12 23
b) fabbricati 209 205 - 4 205
c) mobili - - - - -
d) impianti elettronici - - - - -
e) altri 1 1 - - 1
2. Altre rimanenze di attività materiali 679 26 - 653 677
Totale 913 244 - 669 906
di cui: valutate al fair value al netto dei costi di vendita 2 2 - - 1

9.6 Attività materiali ad uso funzionale: variazioni annue

(milioni di euro)
Attività/Valori Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Patrimonio
artistico
di pregio
Altre Totale
A. Esistenze lorde 2.211 4.907 1.607 5.544 288 222 14.779
A.1 Riduzioni di valore totali nette -5 -471 -1.435 -5.030 - -148 -7.089
A.2 Esistenze nette 2.206 4.436 172 514 288 74 7.690
B. Aumenti: 559 2.163 67 339 48 170 3.346
B.1 Acquisti 496 1.574 52 282 28 164 2.596
di cui operazioni di aggregazione aziendale 496 1.486 41 107 27 130 2.287
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - 24 10 54 - - 88
B.3 Riprese di valore - 2 - - - - 2
B.4 Variazioni positive di fair value imputate a: 23 162 - - 11 - 196
a) patrimonio netto 23 157 - - 11 - 191
b) conto economico - 5 - - - - 5
B.5 Differenze positive di cambio - - - - - - -
B.6 Trasferimenti da immobili detenuti
a scopo di investimento 4 9 X X X X 13
B.7 Altre variazioni 36 392 5 3 9 6 451
C. Diminuzioni: -276 -1.212 -63 -237 -14 -59 -1.861
C.1 Vendite - -39 - -2 - -2 -43
di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - - - - -
C.2 Ammortamenti - -343 -30 -168 - -31 -572
C.3 Rettifiche di valore da deterioramento -1 -4 - - - - -5
a) patrimonio netto -1 - - - - - -1
b) conto economico - -4 - - - - -4
C.4 Variazioni negative di fair value imputate a: -85 -42 - - -14 - -141
a) patrimonio netto -65 -38 - - -9 - -112
b) conto economico -20 -4 - - -5 - -29
C.5 Differenze negative di cambio -5 -25 -1 -2 - -1 -34
C.6 Trasferimenti a: -165 -457 -9 -15 - -19 -665
a) attività materiali detenute a scopo di investimento -10 -21 X X X X -31
b) attività in via di dismissione -155 -436 -9 -15 - -19 -634
C.7 Altre variazioni -20 -302 -23 -50 - -6 -401
D. Rimanenze finali nette 2.489 5.387 176 616 322 185 9.175
D.1 Riduzioni di valore totali nette - 538 1.717 5.483 - 656 8.394
D.2 Rimanenze finali lorde 2.489 5.925 1.893 6.099 322 841 17.569
E. Valutazione al costo 1.687 2.632 - - 98 - 4.417

Nella tabella sopra esposta sono rappresentati i valori della attività di proprietà nonché quelli dei diritti d'uso acquisiti con il leasing.

9.6 Di cui - Attività materiali ad uso funzionale - Diritti d'uso acquisiti con il leasing: variazioni annue

(milioni di euro)
Attività/Valori Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Patrimonio
artistico
di pregio
Altre Totale
A. Esistenze lorde - 1.674 1 15 - 31 1.721
A.1 Riduzioni di valore totali nette - -210 - -4 - -9 -223
A.2 Esistenze nette - 1.464 1 11 - 22 1.498
B. Aumenti: 13 865 - 14 - 80 972
B.1 Acquisti 12 493 - 14 - 75 594
di cui operazioni di aggregazione aziendale 12 420 - 12 - 56 500
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - - - - - - -
B.3 Riprese di valore - - - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value imputate a: - - - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - - -
b) conto economico - - - - - - -
B.5 Differenze positive di cambio - - - - - - -
B.6 Trasferimenti da immobili detenuti
a scopo di investimento - - X X X X -
B.7 Altre variazioni 1 372 - - - 5 378
C. Diminuzioni: -5 -637 -1 -6 - -18 -667
C.1 Vendite - -38 - - - - -38
di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - - - - -
C.2 Ammortamenti - -226 - -4 - -12 -242
C.3 Rettifiche di valore da deterioramento - - - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - - -
b) conto economico - - - - - - -
C.4 Variazioni negative di fair value imputate a: - - - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - - -
b) conto economico - - - - - - -
C.5 Differenze negative di cambio - -7 - - - - -7
C.6 Trasferimenti a: - -105 - - - - -105
a) attività materiali detenute a scopo di investimento - -1 X X X X -1
b) attività in via di dismissione - -104 - - - - -104
C.7 Altre variazioni -5 -261 -1 -2 - -6 -275
D. Rimanenze finali nette 8 1.692 - 19 - 84 1.803
D.1 Riduzioni di valore totali nette - 471 - 13 - 22 506
D.2 Rimanenze finali lorde 8 2.163 - 32 - 106 2.309
E. Valutazione al costo - - - - - - -

9.7 Attività materiali detenute a scopo di investimento: variazioni annue

(milioni di euro)
Attività/Valori TOTALE
Terreni Fabbricati
A. Esistenze lorde 85 197
A.1 Riduzioni di valore totali nette - -
A.2 Esistenze nette 85 197
B. Aumenti 199 382
B.1 Acquisti 161 349
di cui operazioni di aggregazione aziendale 159 337
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - -
B.3 Variazioni positive di fair value - 1
B.4 Riprese di valore - 1
B.5 Differenze di cambio positive - -
B.6 Trasferimenti da immobili ad uso funzionale 10 21
B.7 Altre variazioni 28 10
C. Diminuzioni -25 -76
C.1 Vendite -3 -7
di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
C.2 Ammortamenti - -
C.3 Variazioni negative di fair value -9 -10
C.4 Rettifiche di valore da deterioramento - -1
C.5 Differenze di cambio negative - -
C.6 Trasferimenti ad altri portafogli di attività -13 -35
a) immobili ad uso funzionale -4 -9
b) attività non correnti in via di dismissione -9 -26
C.7 Altre variazioni - -23
D. Rimanenze finali 259 503
E. Valutazione al fair value - -

Nella tabella sopra esposta sono rappresentati i valori della attività di proprietà nonché quelli dei diritti d'uso acquisiti con il leasing.

9.7 Di cui - Attività materiali detenute a scopo di investimento - Diritti d'uso acquisiti con il leasing: variazioni annue

(milioni di euro)
Attività/Valori TOTALE
Terreni Fabbricati
A. Esistenze lorde - -
A.1 Riduzioni di valore totali nette - -
A.2 Esistenze nette - -
B. Aumenti - 3
B.1 Acquisti - -
di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - -
B.3 Variazioni positive di fair value - -
B.4 Riprese di valore - -
B.5 Differenze di cambio positive - -
B.6 Trasferimenti da immobili ad uso funzionale - -
B.7 Altre variazioni - 3
C. Diminuzioni - -
C.1 Vendite - -
di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
C.2 Ammortamenti - -
C.3 Variazioni negative di fair value - -
C.4 Rettifiche di valore da deterioramento - -
C.5 Differenze di cambio negative - -
C.6 Trasferimenti ad altri portafogli di attività - -
a) immobili ad uso funzionale - -
b) attività non correnti in via di dismissione - -
C.7 Altre variazioni - -
D. Rimanenze finali - 3
E. Valutazione al fair value - -

9.8 Rimanenze di attività materiali disciplinate dallo IAS 2: variazioni annue

(milioni di euro)
Attività/Valori Rimanenze di attività materiali ottenute tramite l'escussione delle
garanzie ricevute
TOTALE
Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Altre attività
materiali
A. Esistenze iniziali 23 205 - - 1 677 906
B. Aumenti 16 36 - - 5 7 64
B.1 Acquisti 1 12 - - 5 2 20
B.2 Riprese di valore 5 - - - - 5 10
B.3 Differenze di cambio positive - - - - - - -
B.4 Altre variazioni 10 24 - - - - 34
C. Diminuzioni -15 -32 - - -5 -5 -57
C.1 Vendite -9 -16 - - -5 -2 -32
C.2 Rettifiche di valore da deterioramento -4 -9 - - - -1 -14
C.3 Differenze di cambio negative -2 -1 - - - - -3
C.4 Altre variazioni - -6 - - - -2 -8
D. Rimanenze finali 24 209 - - 1 679 913

9.8 di cui: di pertinenza del Gruppo bancario

(milioni di euro)
Attività/Valori Rimanenze di attività materiali ottenute tramite l'escussione delle garanzie Altre
rimanenze di
TOTALE
Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Altre attività
materiali
A. Esistenze iniziali 4 192 - - 1 28 225
B. Aumenti 10 36 - - 5 2 53
B.1 Acquisti 1 12 - - 5 2 20
B.2 Riprese di valore - - - - - - -
B.3 Differenze di cambio positive - - - - - - -
B.4 Altre variazioni 9 24 - - - - 33
C. Diminuzioni -2 -23 - - -5 -4 -34
C.1 Vendite -2 -8 - - -5 -2 -17
C.2 Rettifiche di valore da deterioramento - -9 - - - - -9
C.3 Differenze di cambio negative - - - - - - -
C.4 Altre variazioni - -6 - - - -2 -8
D. Rimanenze finali 12 205 - - 1 26 244

9.8 di cui: di pertinenza delle imprese di assicurazione

Non sono presenti Rimanenze di attività materiali disciplinate dallo IAS 2 di pertinenza delle imprese di assicurazione del Gruppo Intesa Sanpaolo.

9.8 di cui: di pertinenza delle altre imprese

(milioni di euro)
Attività/Valori Rimanenze di attività materiali ottenute tramite l'escussione delle garanzie
ricevute
Altre
rimanenze di
attività
TOTALE
Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Altre materiali
A. Esistenze iniziali 19 13 - - - 649 681
B. Aumenti 6 - - - - 5 11
B.1 Acquisti - - - - - - -
B.2 Riprese di valore 5 - - - - 5 10
B.3 Differenze di cambio positive - - - - - - -
B.4 Altre variazioni 1 - - - - - 1
C. Diminuzioni -13 -9 - - - -1 -23
C.1 Vendite -7 -8 - - - - -15
C.2 Rettifiche di valore da deterioramento -4 - - - - -1 -5
C.3 Differenze di cambio negative -2 -1 - - - - -3
C.4 Altre variazioni - - - - - - -
D. Rimanenze finali 12 4 - - - 653 669

9.9 Impegni per acquisto di attività materiali

Gli impegni per acquisto di attività materiali in essere al 31 dicembre 2020 ammontano a circa 33 milioni.

SEZIONE 10 - ATTIVITÀ IMMATERIALI - VOCE 100

10.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di attività

(milioni di euro)
Attività/Valori 31.12.2020 Gruppo
bancario
Di cui:
Imprese di
assicurazione
Altre
imprese
31.12.2019
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
A.1 Avviamento X 3.154 X 2.380 X 774 X - X 4.055
A.1.1 Di pertinenza del gruppo x 3.155 x 2.381 x 774 x - x 4.055
A.1.2 Di pertinenza di terzi x -1 x -1 x - x - x -
A.2 Altre attività immateriali 3.130 1.910 2.975 1.910 155 - - - 3.274 1.882
A.2.1 Attività valutate al costo:
a) Attività immateriali generate
3.130 1.910 2.975 1.910 155 - - - 3.274 1.882
internamente 1.848 - 1.825 - 23 - - - 1.613 -
b) Altre attività 1.282 1.910 1.150 1.910 132 - - - 1.661 1.882
A.2.2 Attività valutate al fair value:
a) Attività immateriali generate
- - - - - - - - - -
internamente - - - - - - - - - -
b) Altre attività - - - - - - - - - -
Totale 3.130 5.064 2.975 4.290 155 774 - - 3.274 5.937

Si segnala che al 31/12/2020 l'ammontare del software è pari a 2.273 milioni, prodotto internamente per 1.827 milioni e acquistato all'esterno per 446 milioni.

Nella tabella che segue viene riportata l'allocazione dell'avviamento tra le diverse "Cash Generating Unit".

(milioni di euro)
CGU/Avviamenti (*) 31.12.2020 31.12.2019
Banca dei Territori - 983
IMI Corporate & Investment Banking 56 56
Insurance 773 494
Asset Management 1.059 1.060
Private Banking 1.266 1.291
International Subsidiary Banks - -
Bank of Alexandria (Egitto) - -
Pravex Bank (Ucraina) - -
Autostrade Lombarde - 171
Totale 3.154 4.055

(*) La tabella non include le quote di avviamento riclassificate tra le attività in via di dismissione al 31.12.2020 e riconducibili al Ramo della Banca Depositaria e Fund Administration di FLB (CGU Private Banking) in cessione nel corso del 2021 e alle 31 filiali oggetto di cessione a BPER in ottemperanza alle indicazioni delle autorità competenti a seguito dell'acquisizione di UBI Banca.

Con riferimento alla composizione delle CGU si rinvia a quanto esposto nel successivo capitolo delle "Informazioni sulle attività intangibili e sull'avviamento".

10.2 Attività immateriali: variazioni annue

Avviamento Altre attività immateriali:
generate internamente
Altre attività immateriali:
altre
(milioni di euro)
TOTALE
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
A. Esistenze iniziali 20.309 5.695 - 9.908 2.384 38.296
A.1 Riduzioni di valore totali nette -16.254 -4.082 - -8.247 -502 -29.085
A.2 Esistenze iniziali nette 4.055 1.613 - 1.661 1.882 9.211
B. Aumenti 298 837 - 946 30 2.111
B.1 Acquisti 297 34 - 910 - 1.241
di cui operazioni di aggregazione aziendale 297 - - 732 - 1.029
B.2 Incrementi di attività immateriali interne X 795 - - - 795
B.3 Riprese di valore X - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
B.5 Differenze di cambio positive - - - - - -
B.6 Altre variazioni 1 8 - 36 30 75
C. Diminuzioni -1.199 -602 - -1.325 -2 -3.128
C.1 Vendite -171 -5 - -946 - -1.122
di cui operazioni di aggregazione aziendale -171 - - -936 - -1.107
C.2 Rettifiche di valore -981 -561 - -255 -2 -1.799
- Ammortamenti X -561 - -255 -2 -818
- Svalutazioni -981 - - - - -981
patrimonio netto X - - - - -
conto economico -981 - - - - -981
C.3 Variazioni negative di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
C.4 Trasferimenti alle attività non correnti
in via di dismissione -45 - - - - -45
C.5 Differenze di cambio negative - - - -7 - -7
C.6 Altre variazioni -2 -36 - -117 - -155
D. Rimanenze finali nette 3.154 1.848 - 1.282 1.910 8.194
D.1 Rettifiche di valore totali nette 17.198 4.643 - 8.502 504 30.847
E. Rimanenze finali lorde 20.352 6.491 - 9.784 2.414 39.041
F. Valutazione al costo - - - - - -

La sottovoce B.1 include l'incremento per l'Avviamento derivante dall'acquisizione di Intesa Sanpaolo RBM Salute S.p.A., nonché l'incremento per Altre attività immateriali derivante dall'acquisizione del Gruppo UBI.

La sottovoce C.1 Vendite accoglie il decremento di Avviamento ed Altre attività immateriali derivante dalla cessione della partecipazione nel Gruppo Autostrade Lombarde.

10.2 di cui: di pertinenza del Gruppo bancario

Avviamento Altre attività immateriali:
generate internamente
Altre attività immateriali:
altre
(milioni di euro)
Totale
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
A. Esistenze iniziali 18.871 5.682 - 7.948 2.384 34.885
A.1 Riduzioni di valore totali nette -15.481 -4.071 - -7.375 -502 -27.429
A.2 Esistenze iniziali nette 3.390 1.611 - 573 1.882 7.456
B. Aumenti - 805 - 875 30 1.710
B.1 Acquisti - 23 - 875 - 898
di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - 699 - 699
B.2 Incrementi di attività immateriali interne X 782 - - - 782
B.3 Riprese di valore X - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
B.5 Differenze di cambio positive - - - - - -
B.6 Altre variazioni - - - - 30 30
C. Diminuzioni -1.010 -591 - -298 -2 -1.901
C.1 Vendite - -5 - -10 - -15
di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - - - -
C.2 Rettifiche di valore -963 -550 - -184 -2 -1.699
- Ammortamenti X -550 - -184 -2 -736
- Svalutazioni -963 - - - - -963
patrimonio netto X - - - - -
conto economico -963 - - - - -963
C.3 Variazioni negative di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
C.4 Trasferimenti alle attività non correnti
in via di dismissione -45 - - - - -45
C.5 Differenze di cambio negative - - - -7 - -7
C.6 Altre variazioni -2 -36 - -97 - -135
D. Rimanenze finali nette 2.380 1.825 - 1.150 1.910 7.265
D.1 Rettifiche di valore totali nette 16.444 4.621 - 7.559 504 29.128
E. Rimanenze finali lorde 18.824 6.446 - 8.709 2.414 36.393
F. Valutazione al costo - - - - - -

10.2 di cui: di pertinenza delle imprese di assicurazione

Avviamento Altre attività immateriali:
generate internamente
Altre attività immateriali:
altre
(milioni di euro)
Totale
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
A. Esistenze iniziali 1.230 13 - 977 - 2.220
A.1 Riduzioni di valore totali nette -736 -11 - -825 - -1.572
A.2 Esistenze iniziali nette 494 2 - 152 - 648
B. Aumenti 280 32 - 35 - 347
B.1 Acquisti 279 11 - 35 - 325
di cui operazioni di aggregazione aziendale 279 - - 33 - 312
B.2 Incrementi di attività immateriali interne X 13 - - - 13
B.3 Riprese di valore X - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
B.5 Differenze di cambio positive - - - - - -
B.6 Altre variazioni 1 8 - - - 9
C. Diminuzioni - -11 - -55 - -66
C.1 Vendite - - - - - -
di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - - - -
C.2 Rettifiche di valore - -11 - -35 - -46
- Ammortamenti X -11 - -35 - -46
- Svalutazioni - - - - - -
patrimonio netto X - - - - -
conto economico - - - - - -
C.3 Variazioni negative di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
C.4 Trasferimenti alle attività non correnti
in via di dismissione - - - - - -
C.5 Differenze di cambio negative - - - - - -
C.6 Altre variazioni - - - -20 - -20
D. Rimanenze finali nette 774 23 - 132 - 929
D.1 Rettifiche di valore totali nette 736 22 - 860 - 1.618
E. Rimanenze finali lorde 1.510 45 - 992 - 2.547
F. Valutazione al costo - - - - - -

10.2 di cui: di pertinenza delle altre imprese

Avviamento Altre attività immateriali:
generate internamente
Altre attività immateriali:
altre
(milioni di euro)
Totale
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
A. Esistenze iniziali 208 - - 983 - 1.191
A.1 Riduzioni di valore totali nette -37 - - -47 - -84
A.2 Esistenze iniziali nette 171 - - 936 - 1.107
B. Aumenti 18 - - 36 - 54
B.1 Acquisti 18 - - - - 18
di cui operazioni di aggregazione aziendale 18 - - - - 18
B.2 Incrementi di attività immateriali interne X - - - - -
B.3 Riprese di valore X - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
B.5 Differenze di cambio positive - - - - - -
B.6 Altre variazioni - - - 36 - 36
C. Diminuzioni -189 - - -972 - -1.161
C.1 Vendite -171 - - -936 - -1.107
di cui operazioni di aggregazione aziendale -171 - - -936 - -1.107
C.2 Rettifiche di valore -18 - - -36 - -54
- Ammortamenti X - - -36 - -36
- Svalutazioni -18 - - - - -18
patrimonio netto X - - - - -
conto economico -18 - - - - -18
C.3 Variazioni negative di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
C.4 Trasferimenti alle attività non correnti
in via di dismissione - - - - - -
C.5 Differenze di cambio negative - - - - - -
C.6 Altre variazioni - - - - - -
D. Rimanenze finali nette - - - - - -
D.1 Rettifiche di valore totali nette 18 - - 83 - 101
E. Rimanenze finali lorde 18 - - 83 - 101
F. Valutazione al costo - - - - - -

10.3 Altre informazioni

Al 31 dicembre 2020 si segnalano impegni riferibili ad investimenti in attività immateriali, prevalentemente software, pari a circa 18 milioni.

Informazioni sulle attività intangibili e sull'avviamento

L'applicazione del principio contabile IFRS 3 nella contabilizzazione delle operazioni di acquisizione può comportare l'iscrizione di nuove attività immateriali e la rilevazione di avviamenti.

Nel caso del Gruppo Intesa Sanpaolo, le operazioni di acquisizione effettuate nel corso dei precedenti esercizi, nonché quelle concluse nel corso del 2020 che hanno visto l'acquisizione del Gruppo Unione Banche Italiane S.p.A. (di seguito "Gruppo UBI"), RBM Assicurazione Salute e Euroconsult Rental Divison hanno comportato la rilevazione di significativi importi per attività immateriali e per avviamento.

Nel corso del 2020 sono state, infatti, perfezionate diverse operazioni di aggregazione aziendale tra le quali, quella maggiormente significativa, è l'acquisizione del Gruppo UBI da parte di Intesa Sanpaolo che, in data 17 febbraio 2020, ha lanciato un'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio avente a oggetto la totalità delle azioni ordinarie UBI Banca. Tale operazione, conclusasi nel mese di agosto 2020, avendo comportato l'acquisizione del controllo di UBI Banca, si è configurata come una "business combination" ai sensi dell'IFRS 3 e, di conseguenza, è stata contabilizzata in base all'Acquisition Method (Metodo dell'Acquisizione) secondo il quale l'acquirente, alla data di acquisizione, deve allocare il costo di un'aggregazione aziendale rilevando le attività, le passività e le passività potenziali ai relativi fair value (Purchase Price Allocation - "PPA"). Nell'ambito della PPA relativa all'operazione di acquisizione del Gruppo UBI, Intesa Sanpaolo, nel rispetto della disciplina prevista dai principi contabili IFRS 3 e IAS 38, ha identificato e iscritto le seguenti attività intangibili a vita utile definita:

  • − AUM (Asset Under Management) per 513 milioni: fanno riferimento al collocamento e alla distribuzione di prodotti legati al risparmio gestito, alle gestioni patrimoniali, ai fondi comuni di investimento, alle SICAV, ai prodotti previdenziali e assicurativi presso la rete del Gruppo UBI (le filiali di UBI Banca, IW Bank e i promotori finanziari di IW Bank), nonché alla componente produzione (ideazione e produzione dei prodotti finanziari e gestione dei patrimoni di proprietà dei clienti) in-house dei medesimi in capo a Pramerica SGR, che funge da fabbrica prodotto a beneficio della rete commerciale. Le due distinte attività sono state considerate come differenti componenti di valore dell'intangibile, legate l'una alla distribuzione e l'altra alla produzione dei prodotti di risparmio gestito;
  • − AUA (Asset Under Administration) per 41 milioni: comprendono le relazioni con la clientela relative ai rapporti di amministrazione e custodia senza deleghe di gestione all'intermediario;
  • − Acquiring per 40 milioni: consiste nella specifica relazione con la clientela merchant legata all'attività di "acquiring", ovvero l'attività di acquisizione delle operazioni effettuate con carte di pagamento collegate ai circuiti internazionali.

Ai fini dell'allocazione alle CGU del Gruppo degli intangibili rilevati nell'ambito della PPA relativa all'acquisizione del Gruppo UBI, si precisa che ancorché a livello di segmenti operativi, ai sensi dell'IFRS 8, sia stato identificato per il Bilancio 2020 uno specifico settore rappresentato dal Gruppo UBI, al fine dell'identificazione delle CGU per l'impairment test delle attività intangibili si è provveduto ad allocare i contributi del Gruppo UBI alle singole Divisioni del Gruppo. Tale approccio è stato adottato già per il Bilancio al 31 dicembre 2020, in anticipo, quindi, rispetto alle operazioni di integrazione delle entità del Gruppo UBI all'interno delle divisioni che si esplicheranno nel corso del 2021, in quanto l'identificazione del settore operativo "Gruppo UBI" è provvisoria e tenuto conto del suo valore di carico patrimoniale e dell'assenza di avviamenti allocati (come noto l'acquisizione del Gruppo UBI ha comportato la rilevazione di un badwill) la sua qualificazione come una CGU separata avrebbe dato una rappresentazione fuorviante degli esiti dell'impairment test dell'avviamento, non coerente con quelle che saranno le dinamiche attese delle Divisioni del Gruppo in termini di redditività prospettica rispetto ai contenuti patrimoniali e con quello che è stato fatto per le predisposizione del budget 2021 e delle proiezioni per gli anni successivi del Gruppo Intesa Sanpaolo, in cui il contributo del Gruppo UBI è stato allocato alle singole Divisioni.

Di conseguenza gli intangibili rilevati nell'ambito della PPA relativa all'acquisizione del Gruppo UBI sono stati allocati alle seguenti CGU:

  • − l'intangibile AUM è stato allocato alla CGU Banca dei Territori per 350 milioni rilevati con riferimento alla rete commerciale di UBI Banca, alla CGU Asset Management per 113 milioni con riferimento alla componente produzione di Pramerica SGR e per 50 milioni alla CGU Private Banking per quanto concerne gli AUM di pertinenza di IW Bank;
  • − l'intangibile AUA è stato allocato per 19 milioni alla CGU Banca dei Territori e per 22 milioni alla CGU Private Banking;
  • − l'intangibile acquiring è stato allocato alla CGU Banca dei Territori.

Nel corso dell'esercizio 2020 sono, inoltre, state perfezionate le seguenti ulteriori operazioni di acquisizione:

  • − acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo Vita ("ISV") di RBM Assicurazione Salute ("RBM"), terzo player italiano nel mercato assicurativo salute. Nell'ambito del processo di PPA è stata iscritta una specifica attività intangibile, tipica del business assicurativo, per un importo pari a circa 32 milioni di euro, ovvero il Value of Business Acquired ("VoBA"), precedentemente non rilevato nel bilancio di RBM. Il valore di tale intangibile è rappresentato dalla capacità dei contratti con la clientela, in essere al momento dell'acquisizione, di generare ricavi lungo la vita utile residua dei rapporti acquisiti. Inoltre, dal confronto tra il costo di acquisizione complessivo e il patrimonio netto al fair value, comprensivo dell'attività intangibile di cui sopra, è risultata una differenza residua pari a 279 milioni che è stata imputata ad avviamento. Sia l'avviamento che il VoBA (Intangible assicurativo – produzione) sono stati allocati all'interno della Divisione Insurance;
  • − acquisizione da parte di ISP Forvalue della società Euroconsult Rental Divison, successivamente ridenominata ISP Rent for You, avente per oggetto sociale l'attività di noleggio di beni strumentali a liberi professionisti, imprese, società, istituti di credito ed enti pubblici o privati. Intesa Sanpaolo ha rilevato un avviamento pari a 18 milioni, iscritto a seguito dell'aggregazione aziendale quale importo residuale del costo di acquisizione e allocato alla Divisione Banca dei Territori.

Infine, si ricorda che, nel corso dell'anno 2020, sono intervenuti ulteriori eventi che hanno comportato una riduzione o una differente allocazione all'interno del Gruppo delle attività intangibili complessivamente rilevate rispetto al 31 dicembre 2019; in particolare:

  • − cancellazione dell'avviamento di Autostrade Lombarde a seguito del perfezionamento della cessione, in data 26 ottobre 2020, della stessa ad Aleàtica S.A.U., società spagnola specializzata in investimenti infrastrutturali posseduta al 100% dal fondo australiano IFM Global Infrastructure Fund;
  • − cancellazione dell'avviamento e delle attività intangibili riconducibili al ramo dedicato all'attività di acquiring trasferito a Nexi il 30 giugno 2020, data nella quale Intesa Sanpaolo e Nexi hanno perfezionato l'accordo strategico riguardante i sistemi di pagamento. Il contratto ha previsto il trasferimento a Nexi del ramo aziendale di Intesa Sanpaolo avente ad

oggetto l'attività di acquiring e una partnership in cui Nexi è divenuta, nell'ambito dell'acquiring, il partner esclusivo di Intesa Sanpaolo e quest'ultima, mantenendo la relazione con la propria clientela, distribuisce i servizi di acquiring di Nexi;

  • − riclassifica di quota parte dell'avviamento, determinato in 25 milioni, della Divisione Private Banking tra le attività in via di dismissione, a seguito dell'approvazione da parte dei Consigli di Amministrazione di Intesa Sanpaolo e di Fideuram della cessione del ramo d'azienda di Fideuram Bank Luxembourg relativo alle attività di banca depositaria e Fund Administration;
  • − riclassifica tra le attività in via di dismissione dell'avviamento, determinato in 20 milioni, in precedenza allocato alla Banca dei Territori, associato a 31 sportelli di Intesa Sanpaolo che saranno ceduti a Banca Popolare dell'Emilia Romagna nel 2021.

Nel prospetto che segue sono sintetizzati i valori delle attività intangibili e dell'avviamento iscritti nel Bilancio consolidato con la relativa dinamica nel corso dell'esercizio, suddivisi per Cash Generating Unit (CGU), che rappresentano le aggregazioni di attività al cui livello devono essere effettuati gli impairment test sugli avviamenti e delle altre attività intangibili per la verifica del valore recuperabile.

CGU Bilancio
31.12.19
Acquisizione
Gruppo
UBI
Acquisizione
ISP RBM
Salute
Acquisizione
ISP Rent
for You
Riclassifica
Ramo Banca
Depositaria e
Fund
Administration
Fideuram
Bank
Luxembourg
Riclassifica
31 sportelli
ISP
oggetto di
cessione a
BPER
Cessione
Autostrade
Lombarde
Cessione
Ramo
Acquiring
Rettifiche
di valore
Altre
variazioni
(1)
Ammort. (milioni di euro)
Bilancio
31.12.20
DIVISIONE BANCA DEI
TERRITORI
2.568 409 - 18 - -20 - - -981 - -16 1.978
- Intangibile asset management -
distribuzione
- Intangibile assicurativo -
65 207 - - - - - - - - -11 261
distribuzione 13 143 - - - - - - - - -4 152
- Intangibile brand name 1.507 - - - - - - - - - - 1.507
- Intangible under administration
distribuzione
- 19 - - - - - - - - - 19
- Intangibile acquiring - 40 - - - - - - - - -1 39
- Avviamento 983 - - 18 - -20 - - -981 - - -
DIVISIONE IMI CORPORATE &
INVESTMENT BANKING
56 - - - - - - - - - - 56
- Avviamento 56 - - - - - - - - - - 56
DIVISIONE ASSET
MANAGEMENT
1.060 113 - - - - - - - -1 -2 1.170
- Intangibile asset management -
produz. e distribuz.
- 113 - - - - - - - - -2 111
- Avviamento 1.060 - - - - - - - - -1 - 1.059
DIVISIONE PRIVATE BANKING 1.697 72 - - -25 - - - - - -5 1.739
- Intangibile asset management -
produz. e distribuz.
- Intangibile assicurativo -
31 36 - - - - - - - - -4 63
distribuzione - 14 - - - - - - - - - 14
- Intangibile brand name
- Intangible under administration
375 - - - - - - - - - - 375
distribuzione - 22 - - - - - - - - -1 21
- Avviamento 1.291 - - - -25 - - - - - - 1.266
DIVISIONE INSURANCE 618 - 311 - - - - - - - -31 898
- Intangibile assicurativo -
produzione
124 - 32 - - - - - - - -31 125
- Avviamento 494 - 279 - - - - - - - - 773
DIVISIONE INTERNATIONAL
SUBSIDIARY BANKS
- - - - - - - - - - - -
- Avviamento - - - - - - - - - - - -
BANK OF ALEXANDRIA (Egitto) - - - - - - - - - - - -
PRAVEX BANK (Ucraina) - - - - - - - - - - - -
AUTOSTRADE LOMBARDE 171 - - - - - -171 - - - - -
- Avviamento 171 - - - - - -171 - - - - -
-
TOTALE CGU 6.170 594 311 18 -25 -20 -171 - -981 -1 -54 5.841
- Intangibile asset management 96 356 - - - - - - - - -17 435
- Intangibile assicurativo
- Intangible asset under
137 157 32 - - - - - - - -35 291
administration
- Intangibile Acquiring
-
-
41
40
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-1
-1
40
39
- Intangibile brand name 1.882 - - - - - - - - - - 1.882
- Avviamento 4.055 - 279 18 -25 -20 -171 - -981 -1 - 3.154
ATTIVITA' IN VIA DI
DISMISSIONE
69 - - - 25 20 - -69 - - - 45
- Avviamento - Ramo Banca
Depositaria
- Avviamento - 31 sportelli ISP
- - - - 25 - - - - - - 25
oggetto di cessione a BPER - - - - - 20 - - - - - 20
- Avviamento - Ramo Acquiring
- Intangibile relazioni con la
49 - - - - - - -49 - - - -
clientela - Ramo Acquiring 20 - - - - - - -20 - - - -

(1) = differenze cambio sull'avviamento riferito a Eurizon Capital SLJ.

Le attività intangibili rilevate includono l'attività immateriale legata alla clientela rappresentata dalla valorizzazione del portafoglio assicurativo (Value of Business Acquired), dalla raccolta amministrata (Asset Under Administration, AUA) e gestita (Asset Under Management, AUM) e dall'attività di acquiring. Tali attività immateriali, a vita definita, sono state originariamente valorizzate attraverso l'attualizzazione dei flussi rappresentativi dei margini reddituali lungo un periodo esprimente la durata residua, contrattuale o stimata, dei rapporti in essere alla data dell'operazione di aggregazione.

È inoltre valorizzato il c.d. "brand name", attività immateriale legata al marketing, rappresentata dalla valorizzazione del marchio; tale attività è considerata a vita indefinita in quanto si ritiene che possa contribuire per un periodo indefinito alla formazione dei flussi reddituali.

A fronte delle attività immateriali a vita utile definita, si è provveduto ad imputare a conto economico la quota di ammortamento di competenza dell'anno (incluso nella voce "220. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali") per un ammontare complessivo pari a 54 milioni al lordo dell'effetto fiscale.

In base al principio IAS 36, devono essere sottoposte annualmente ad impairment test per verificare la recuperabilità del valore sia le attività immateriali a vita utile indefinita sia l'avviamento. Inoltre, per le attività immateriali a vita utile definita l'impairment test deve essere svolto quando sia rilevata la presenza di indicatori di perdita. Il valore recuperabile è rappresentato dal maggiore tra il Valore d'Uso ed il Fair value, al netto dei costi di vendita.

In linea con le indicazioni dell'ESMA, che considerano gli effetti conseguenti alla pandemia da COVID-19 come un indicatore di impairment, ai fini della Relazione semestrale al 30 giugno 2020 era già stato effettuato un impairment test sulla recuperabilità del valore degli avviamenti e del brand name dal quale erano emersi valori recuperabili delle diverse CGU superiori ai corrispondenti valori contabili e, pertanto, non erano state apportate rettifiche di valore alle attività intangibili; si ricorda, in ogni caso, come anche indicato nella Relazione semestrale al 30 giugno 2020, che le analisi di sensitivity condotte sui principali parametri rilevanti ai fini del valore recuperabile avevano fatto emergere marginali criticità con riferimento alla CGU Banca dei Territori. Nel periodo tra giugno e dicembre del 2020, a seguito di politiche fiscali espansive da parte dei governi e di un orientamento accomodante della BCE in tema di politica monetaria, la ripresa relativa ai tassi di interesse si è ulteriormente allontanata, con stime di valori negativi fino al 2024 e solo moderatamente positivi nel 2025. Al 30 giugno 2020, di contro, l'Euribor a 3 mesi era stimato su valori positivi già dal 2024 con un trend di crescita che si rifletteva anche sul 2025. Con riferimento al PIL, sia per l'Italia che per l'Eurozona, le stime aggiornate a dicembre 2020, rispetto a quelle di giugno, sono state riviste al ribasso per il 2021 mentre per gli anni successivi prevedono crescite più consistenti per poi allinearsi al 2025, ultimo anno di previsioni analitiche.

In linea con le indicazioni dell'ESMA, anche ai fini del Bilancio 2020, nell'effettuare l'annuale valutazione circa la tenuta del valore degli avviamenti, gli effetti conseguenti alla pandemia da COVID-19 sono stati attentamente considerati.

Per quanto riguarda le altre attività intangibili a vita utile definita sono state svolte analisi specifiche sulla tenuta del valore recuperabile e non sono emersi fattori di criticità; peraltro va tenuto in considerazione il processo di ammortamento che ne ha ridotto i valori contabili rispetto a quelli originari di iscrizione e le indicazioni del principio che richiedono che il valore recuperabile venga determinato facendo riferimento alle masse (Riserve tecniche, Asset Under Management, Asset Under Administration o, più in generale, rapporti con la clientela) di tutta la CGU alla data e non solo a quelle residue rispetto a cui era stato determinato il valore iniziale dell'attività intangibile. In proposito si segnala che lo IAS 36, ai fini della determinazione del Valore d'Uso degli intangibili soggetti ad impairment test, dispone che si debba fare riferimento ai flussi di cassa relativi all'intangibile nelle sue condizioni correnti (alla data di impairment test), senza distinzione tra i flussi di cassa riferiti all'asset originariamente rilevato in sede di applicazione dell'IFRS 3 e quelli relativi agli asset in essere al momento dell'impairment test; questo in quanto risulterebbe difficile, specie in caso di operazioni straordinarie tra business o modifiche dell'asset a seguito di significativi turnover delle masse, dei clienti, dei contratti, ecc., distinguere i flussi riferiti all'asset originario dagli altri.

Tale concetto è replicabile anche per la determinazione, ai fini dell'impairment test degli avviamenti, del Valore d'Uso delle CGU, i cui flussi di cassa devono essere considerati con riferimento a tutte le attività e passività comprese nella CGU e non solo per le attività e passività a fronte delle quali è stato rilevato un avviamento in sede di applicazione dell'IFRS 3.

Anche con riferimento agli impairment test per il Bilancio 2020, come già avvenuto per i precedenti bilanci e per la Relazione semestrale al 30 giugno 2020, in considerazione della volatilità dei mercati finanziari e dei valori da essi ritraibili, ai fini della determinazione del valore recuperabile dell'avviamento, si è fatto riferimento al Valore d'Uso che rappresenta il valore attuale dei flussi finanziari netti futuri ricavabili dall'attività (o business) oggetto di valutazione.

In particolare, per il bilancio al 31 dicembre 2020, la verifica di recuperabilità del valore dell'avviamento è stata svolta con l'applicazione del metodo DCF – Discounted Cash Flow model – a cui si è aggiunta, come attività di controllo della coerenza delle risultanze emerse dal metodo DCF, l'applicazione del metodo DDM – Dividend Discounted Model – ; a tali verifiche si è ulteriormente aggiunta una verifica autonoma, attraverso il ricorso ad un esperto indipendente, del fair value del brand name per la componente attribuita alla Banca dei Territori, CGU alla quale è allocata la parte prevalente di tale attività intangibile.

Si segnala che le verifiche menzionate in precedenza non hanno riguardato le CGU International Subsidiary Banks, Bank of Alexandria e Pravex Bank in considerazione dell'assenza, alla data di verifica, di attività intangibili a vita indefinita, allocate su tali CGU, da sottoporre ad impairment test.

Gli esiti dell'impairment test al 31 Dicembre 2020, in conseguenza dell'incremento del valore contabile della CGU Banca dei Territori a seguito dell'aumento di capitale per l'OPAS su UBI Banca e del peggioramento del contesto macroeconomico rispetto al precedente impairment test, soprattutto con riferimento alla dinamica attesa dei tassi di interesse, stimati su valori negativi fino a tutto il 2024 e solo marginalmente positivi per il 2025, controbilanciati parzialmente dagli effetti positivi conseguenti le sinergie stimate rivenienti dall'aggregazione del Gruppo UBI, hanno evidenziato la necessità di operare una rettifica di valore dell'avviamento allocato alla CGU Banca dei Territori per 981 milioni al lordo dei correlati effetti fiscali. Per effetto di tale rettifica, l'avviamento relativo a tale CGU è stato completamente svalutato.

Si precisa, infine, che le metodologie, gli assunti e gli esiti della procedura di impairment test delle attività intangibili e dell'avviamento, definiti dal management, sono stati approvati dal Consiglio di Amministrazione preliminarmente all'approvazione del progetto del Bilancio 2020.

L'impairment test dei valori intangibili

Il portafoglio assicurativo

La valorizzazione del portafoglio assicurativo avviene, in linea con i modelli utilizzati dalla prassi per la determinazione dell'embedded value, attraverso l'attualizzazione dei flussi rappresentativi dei margini reddituali lungo un periodo esprimente la durata residua del portafoglio polizze in essere al momento della valutazione. Il valore così determinato, essendo considerato "a vita definita", viene ammortizzato in quote variabili lungo un periodo esprimente la durata residua dei contratti assicurativi.

Il valore di bilancio dell'intangibile assicurativo è riferito al portafoglio assicurativo di Intesa Sanpaolo Vita e della controllata Intesa Sanpaolo Life DAC (già Intesa Sanpaolo Life) distribuito da Intesa Sanpaolo. A questo, nel corso del 2020, si è aggiunto il Value of Business Acquired (VoBA) riveniente dall'acquisizione di ISP RBM Salute per un ammontare di 32 milioni allocato alla Divisione Insurance. Il valore di tale intangibile è rappresentato dalla capacità dei contratti con la clientela, in essere al momento dell'acquisizione, di generare ricavi lungo la vita utile residua dei rapporti acquisiti. Si tratta pertanto di una attività intangibile strettamente legata alla specifica relazione contrattuale con il cliente (le polizze assicurative) che, per sua natura, ha una durata determinata, stimata in 5 anni.

Infine, sempre nel corso del 2020, nell'ambito del processo di PPA relativo all'operazione di acquisizione del Gruppo UBI, è stato iscritto uno specifico intangibile legato alla distribuzione, da parte di UBI Banca e IW Bank, dei prodotti assicurativi del Gruppo UBI. La stima del valore di tale intangibile è stata condotta da un esperto indipendente scontando i flussi economici netti attesi su un orizzonte temporale definito. La vita utile stimata è risultata pari a 27 anni. L'ammontare iscritto in bilancio è risultato pari a 157 milioni ed è stato allocato alla CGU Banca dei Territori per la componente distribuita da UBI Banca (143 milioni) e alla CGU Private Banking per la componente distribuita da IW Bank (14 milioni).

Ai fini del Bilancio 2020 si è provveduto ad imputare a conto economico la quota di ammortamento dell'asset di competenza. Relativamente all'intangibile che risultava già iscritto nel Bilancio 2019, l'ammortamento dell'esercizio in questione è stato pari a circa il 20% del valore dell'attività iscritto in Bilancio a fine 2019. Anche con riferimento a questa tipologia di intangibile sono state aggiornate e approfondite le analisi già compiute in corso d'anno sui principali indicatori di impairment senza tuttavia procedere ad un ricalcolo puntuale del valore dell'attività intangibile in quanto l'andamento del business assicurativo nel corso del 2020 non ha evidenziato particolari criticità. A tale riguardo si evidenzia che anche le attività intangibili assicurative, iscritte a seguito dell'acquisizione del Gruppo UBI e di ISP RBM Salute, non sono state sottoposte ad analisi circa la tenuta del valore delle stesse, in considerazione del ristretto periodo di tempo intercorso dalla loro iscrizione (e, dunque, dall'assenza di indicatori di impairment nel frattempo sorti) e dell'ammortamento comunque registrato.

Nella tabella che segue è indicato il valore delle riserve matematiche, con esclusione di quelle rivenienti dal Gruppo UBI, (inclusive delle componenti che nel bilancio IFRS sono classificate tra le passività finanziarie del comparto assicurativo) suddivise per le diverse tipologie di prodotto che hanno contribuito alla valorizzazione iniziale del portafoglio assicurativo.

Portafoglio assicurativo (milioni di euro)
RISERVE DA MODELLO(a)
31.12.2020 Variazione
rispetto
al 31.12.2019
Tradizionali 72.919 + 0,4%
Previdenza 3.795 + 13,6%
Unit Linked 79.913 + 3,6%
TOTALE 156.627 + 2,3%

(a) Sono incluse la riserva matematica e la riserva riporto premi. I dati sono al lordo della "riserva shadow".

Le riserve tecniche hanno evidenziato, nel corso del 2020, una crescita lungo il periodo considerato. Alla fine dell'esercizio, infatti, le riserve si attestano a circa 157 miliardi, mostrando un incremento (+2,3%), rispetto al valore registrato a dicembre 2019, pari a 153 miliardi. In particolare, le riserve a fronte dei prodotti tradizionali mostrano una lieve crescita nel periodo considerato (+0,4%), attestandosi al 31 dicembre 2020 ad un ammontare complessivo di circa 73 miliardi; anche le riserve a fronte dei prodotti Unit Linked hanno registrato al 31 dicembre 2020 una progressione (+3,5%), per un monte riserve complessivo pari a circa 80 miliardi.

L'analisi sulla redditività dei prodotti presenti nei portafogli non evidenzia alcuna indicazione di possibile perdita di valore dell'attività.

Nella tabella che segue sono sintetizzati i valori dell'attività intangibile assicurativa secondo la CGU di pertinenza.

(milioni di euro)
CGU Bilancio
31.12.2019
Acquisizione
Gruppo UBI
Acquisizione
ISP RBM
Salute
Ammortamento Bilancio
31.12.2020
DIVISIONE BANCA DEI TERRITORI
Intangibile assicurativo - distribuzione 13 143 - -4 152
DIVISIONE INSURANCE
Intangibile assicurativo - produzione 124 - 32 -31 125
DIVISIONE PRIVATE BANKING
Intangibile assicurativo - produz. e distribuz. - 14 - - 14
TOTALE GRUPPO 137 157 32 -35 291

Il portafoglio di asset under management e under administration

Nell'ambito dell'operazione di acquisizione di determinate attività e passività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca in LCA, nel 2017 era stata valorizzata l'attività immateriale legata alla raccolta gestita (Asset Under Management, AUM), rappresentata dalla capacità dei rapporti esistenti alla data di acquisizione di generare flussi reddituali lungo la vita utile residua di tali rapporti. Il metodo di valutazione adottato per stimare il valore economico di tale attività immateriale si basa sui flussi economici netti futuri riferibili all'attività di raccolta indiretta; tali flussi sono stimati sulla base dell'evoluzione delle masse, del margine di intermediazione al netto dei costi operativi e dell'effetto fiscale. In particolare, l'evoluzione delle masse gestite è stata stimata lungo un orizzonte temporale definito e tenendo in considerazione il decadimento delle stesse fisiologicamente osservabile lungo un arco temporale storico ritenuto significativo, pari, nello specifico, a 13 anni. La valutazione, supportata dalla perizia di un terzo indipendente, aveva comportato l'iscrizione di un'attività intangibile legata al portafoglio di asset management delle ex Banche Venete pari a 80 milioni alla data di acquisizione, interamente allocata alla CGU Banca dei Territori; tenuto conto sia dell'ammortamento degli scorsi esercizi (pari a 15 milioni), sia dell'ammortamento del periodo (pari a 6 milioni), al 31 dicembre 2020 l'attività immateriale è iscritta nel bilancio consolidato per un valore pari a 59 milioni.

Similmente nell'ambito dell'operazione di acquisizione da parte di Fideuram del Gruppo Morval, attivo nel private banking e wealth management, a partire dal 2018 era stata valorizzata l'attività intangibile riferibile ai rapporti di asset management, iscritta in bilancio per l'importo di 34 milioni, interamente allocata alla CGU Private Banking. Tenuto conto sia dell'ammortamento degli scorsi esercizi (pari a 3 milioni), sia dell'ammortamento del periodo (pari a 3 milioni), al 31 dicembre 2020 tale attività immateriale è iscritta nel bilancio consolidato per un valore pari a 28 milioni.

Infine, come detto in precedenza, nel corso del 2020, nell'ambito della PPA relativa all'operazione di acquisizione del gruppo UBI, sono state iscritte attività intangibili legate alla raccolta indiretta, ed in particolare all'attività immateriale inerente la raccolta amministrata e gestita (Asset under Administration, AUA e Asset Under Management, AUM). In particolare, le attività di AUM fanno riferimento sia al collocamento e distribuzione dei prodotti di investimento presso la rete del Gruppo UBI (le filiali di UBI, IW Bank e i promotori finanziari di IW Bank) sia alla componente produzione (ideazione e produzione dei prodotti finanziari e gestione dei patrimoni di proprietà dei clienti) in-house dei medesimi in capo a Pramerica, SGR che funge da fabbrica prodotto a beneficio della rete commerciale. Le due distinte attività possono, anche in considerazione della forte integrazione nell'ambito del Gruppo UBI, essere considerate come differenti componenti di valore dell'intangibile, legate l'una alla distribuzione, l'altra alla produzione dei prodotti di risparmio gestito.

All'interno del risparmio amministrato rientrano le relazioni con la clientela relative ai rapporti di amministrazione e custodia senza deleghe di gestione all'intermediario. Anche in questo caso, la stima del valore di tali intangibili, effettuata da un esperto indipendente è stata condotta scontando i flussi economici netti attesi su un orizzonte temporale definito. La vita utile attribuita all'intangibile AUM è stata stimata in 20 anni, mentre quella relativa all'intangibile AUA in 15 anni. Complessivamente l'ammontare iscritto è risultato pari a 397 milioni, di cui 356 milioni con riferimento all'intangibile AUM e 41 milioni all'intangibile AUA. Tali intangibili sono stati allocati alla CGU Banca dei Territori (207 milioni con riferimento all'intangibile AUM e 19 milioni all'intangibile AUA) e alla CGU Private Banking (36 milioni con riferimento all'intangibile AUM e 22 milioni all'intangibile AUA) per la componente distribuzione e alla CGU Asset Management (113 milioni) per la componente legata alla produzione dei prodotti finanziari.

Con riferimento alla verifica sull'assenza di indicatori di impairment, si specifica che dalle analisi svolte non emerge alcun segnale di perdita di valore delle attività intangibili rilevate. A tale proposito si evidenzia che i volumi delle masse sottostanti alla valorizzazione delle attività intangibili risultano trascurabili se confrontati con le masse complessive delle CGU di riferimento (contributo medio pari a circa l'8%), confermando quindi la tenuta del valore dell'intangibile iscritto in bilancio e tenuto conto che l'impairment test non deve limitarsi ai soli flussi di cassa rivenienti dalle masse acquisite, ma deve tenere conto di tutti i flussi di cassa legati alle masse della CGU di riferimento.

Infine, per completezza si evidenzia che le attività intangibili AUM e AUA iscritte a seguito dell'acquisizione del Gruppo UBI non sono state sottoposte ad analisi circa la tenuta del valore delle attività in considerazione del ristretto periodo di tempo intercorso dall'iscrizione dell'attività (e, dunque, dall'assenza di indicatori di impairment nel frattempo sorti) e dell'ammortamento comunque registrato.

Nella tabella che segue sono sintetizzati i valori delle attività intangibili AUM e AUA, attribuiti alla CGU Banca dei Territori, alla CGU Private Banking e alla CGU Asset Management.

CGU Bilancio
31.12.2019
Acquisizione
Gruppo UBI
Ammortamento (milioni di euro)
Bilancio
31.12.2020
DIVISIONE BANCA DEI TERRITORI
Intangibile asset management - distribuzione 65 207 -11 261
Intangible under administration distribuzione - 19 - 19
DIVISIONE PRIVATE BANKING
Intangibile asset management - produz. e distribuz. 31 36 -4 63
Intangible under administration distribuzione - 22 -1 21
DIVISIONE ASSET MANAGEMENT
Intangibile asset management - produz. e distribuz. - 113 -2 111
TOTALE GRUPPO 96 397 -18 475

L'intangibile Acquiring

Nell'ambito della PPA relativa all'acquisizione del Gruppo UBI, è stata identificata una specifica attività intangibile riferibile alla relazione con la clientela merchant legata all'attività di Acquiring, ovvero l'attività di acquisizione delle operazioni effettuate con carte di pagamento collegate ai circuiti internazionali. Il valore di tale attività risiede nei benefici economici rivenienti nel corso del tempo dalle relazioni instaurate con la propria clientela merchant e, di conseguenza, la stima del valore dell'intangibile in oggetto è stata condotta, da un esperto indipendente, scontando i flussi economici netti attesi su un orizzonte temporale definito. La vita utile dell'attività intangibile acquiring è stata definita in 15 anni. L'ammontare iscritto in bilancio è risultato pari a 40 milioni ed è stato allocato alla CGU Banca dei Territori. A seguito della rilevazione dell'ammortamento di competenza del 2020, pari ad un milione, al 31 dicembre 2020, l'intangibile in oggetto risulta iscritto per un valore di 39 milioni. Come per gli altri intangibili iscritti nel corso del 2020, anche l'attività intangibile acquiring non è stata sottoposta a specifiche analisi circa la presenza di indicatori di impairment, tenuto conto della recente valorizzazione, dell'assenza di indicatori di impairment nel frattempo sorti e dell'ammortamento comunque registrato. Con riferimento all'attività intangibile rilevata nel 2018 a seguito dell'acquisizione del ramo d'azienda di Nexi Payments relativo all'attività di acquiring nei confronti dei clienti ex banche venete, si evidenzia che alla fine di giugno 2020 è stata perfezionata l'operazione di trasferimento a Nexi del ramo aziendale di Intesa Sanpaolo avente ad oggetto l'attività di acquiring, con conseguente eliminazione dell'avviamento e degli intangibili specifici riconducibili al ramo trasferito a Nexi.

Il "brand name" (o marchio)

Il "brand name" rientra tra le attività immateriali legate al marketing identificate dall'IFRS 3 quale potenziale attività immateriale rilevabile in sede di purchase price allocation (PPA).

Al riguardo si rileva che il termine "brand" non è usato nei principi contabili in una accezione restrittiva come sinonimo di "logo" e "nome", ma piuttosto come termine generale di marketing che definisce quell'insieme di asset intangibili fra loro complementari (tra cui, oltre al nome e al logo, le competenze, la fiducia riposta dal consumatore, la qualità dei servizi, ecc.) che concorrono a definire il c.d. "brand equity".

Con riferimento all'acquisizione del Gruppo Sanpaolo IMI si era ritenuto opportuno limitare l'analisi a due soli brand: quello corporate Sanpaolo IMI, inteso come brand "ombrello" al quale erano legati anche gli altri delle banche rete, ed il brand della controllata Banca Fideuram in quanto brand autonomo e fortemente conosciuto sul mercato con riferimento all'attività di collocamento di prodotti finanziari attraverso una rete di promotori. Si tratta in entrambi i casi di un'attività immateriale a vita utile indefinita, in quanto si ritiene che tale componente immateriale possa contribuire per un periodo indeterminato alla formazione dei flussi reddituali. Per la valorizzazione dei due marchi erano stati utilizzati sia metodi di mercato sia metodi basati sui flussi e, dunque, sull'analisi fondamentale. Il valore era stato determinato come media dei valori ottenuti attraverso i diversi metodi.

Il valore iscritto nel Bilancio 2020, da testare tramite impairment test, risulta pari a 1.882 milioni ed è allocato per 1.507 milioni alla CGU Banca dei Territori e per 375 milioni alla CGU Private Banking.

Ancorché si tratti di un attività immateriale che non presenta flussi reddituali autonomi, e quindi considerata nell'ambito delle attività volte a verificare la tenuta del valore degli avviamenti delle diverse CGU, ai fini del presente impairment test si è tenuto conto che la verifica della recuperabilità del valore dell'avviamento della CGU Banca dei Territori ha dato esito negativo, comportando la svalutazione integrale dell'avviamento allocato, ed è quindi stata effettuata anche una verifica autonoma di recuperabilità del valore del brand name a tale CGU allocato attraverso il ricorso ad un esperto indipendente, il Prof. Mauro Bini, Ordinario di Finanza aziendale dell'Università Bocconi che, con l'applicazione di diversi modelli di valorizzazione, ha attestato un fair value superiore al valore di iscrizione in bilancio.

In assenza di transazioni specifiche su marchi comparabili bancari, la stima del fair value è stata effettuata mediante ricorso al:

  • − Royalty Relief;
  • − valore implicito in stime di brand da PPA comparabili;
  • − valore implicito nelle stime pubbliche dei brand fornite da terze parti indipendenti (Brand Finance);
  • − Hirose.

Criterio Royalty Relief

Il criterio del Royalty Relief desume il valore del brand sulla base del valore attuale dei redditi rivenienti dal marchio, stimati come prodotto tra un tasso di royalty ricostruito sulla base di tassi impliciti in PPA comparabili ed il valore di fatturato netto (nel caso delle banche i proventi operativi).

Il criterio del valore implicito in stime di brand da PPA comparabili

Il criterio del valore implicito in stime di brand da PPA comparabili desume il valore del brand sulla base dei multipli "Fair Value del Marchio / Proventi operativi" rilevati in sede di PPA e delle loro determinanti fondamentali.

Il multiplo, calcolato rispetto ai proventi operativi netti, è ricavato dai fair value dei brand rilevati in sede di PPA di banche commerciali dalla banca dati Markables.

Criterio del valore implicito nelle stime pubbliche dei brand fornite da terze parti indipendenti (Brand Finance)

Brand Finance è una società inglese specializzata nella stima del valore dei marchi. Brand Finance pubblica ogni anno la stima aggiornata del valore dei marchi delle prime 500 banche mondiali.

La valorizzazione dei marchi effettuata da Brand Finance è coerente con il criterio relief from royalties, diffuso nella prassi valutativa per la stima di valore dei marchi, secondo cui il valore del marchio corrisponde al valore attuale dei flussi di royalty risparmiate. I saggi di royalty sono ricavati sulla base degli accordi di licenza d'uso di marchi di società comparabili ed applicati allo specifico brand bancario sulla base della forza del marchio stimata ed attualizzati ad un costo opportunità del capitale coerente con il brand rating assegnato.

Criterio Hirose

Il criterio si fonda sul confronto tra la marginalità dell'impresa branded (in questo caso la CGU Banca dei Territori) ed imprese unbranded concorrenti. La metodologia reddituale adottata è riconducibile al criterio del profit-split.

Dalle analisi effettuate, tutti e quattro i metodi utilizzati hanno restituito un valore del brand Intesa Sanpaolo relativo alla CGU Banca dei Territori superiore al valore di bilancio di tale intangibile a testimonianza del valore del marchio del Gruppo e del conseguente vantaggio competitivo che lo stesso permette di mantenere rispetto ai concorrenti.

L'impairment test delle CGU e degli avviamenti

Premessa

Come detto in precedenza, in base al principio IAS 36, sia le attività immateriali a vita utile indefinita sia l'avviamento devono essere sottoposte ad impairment test per verificare la recuperabilità del loro valore annualmente e ogni qualvolta vi sia un'indicazione di una riduzione durevole di valore (cd. indicatori di impairment).

Come noto, a seguito del rapido peggioramento delle condizioni economiche mondiali dovute all'esplosione dell'epidemia da COVID-19, soprattutto nel corso della prima parte dell'anno, i mercati finanziari mondiali hanno scontato uno scenario particolarmente negativo, caratterizzato da estrema volatilità, soprattutto a causa del forte calo della domanda a seguito delle interruzioni temporanee della produzione e delle aspettative di una grave recessione.

L'epidemia e le relative misure restrittive adottate dai vari Governi nel tentativo di contenere la sua diffusione hanno avuto nel primo semestre un impatto significativo sul PIL sia dell'Eurozona che dell'Italia. In particolare, nella prima parte del 2020 i mercati finanziari mondiali hanno subito forti cali mentre, a partire dalla fine di marzo si è assistito ad un parziale recupero grazie anche agli interventi di politica monetaria da parte della BCE e alle rilevanti manovre economiche messe in atto dai Governi. Tali misure espansive, di concerto con il graduale allentamento dei provvedimenti di sospensione delle attività, hanno favorito una parziale ripresa dell'attività economica ed un contestuale rientro delle tensioni sui mercati finanziari; infatti, dopo una forte contrazione dell'attività economica e degli scambi internazionali nel mese di aprile, nei mesi estivi si sono intravisti alcuni segnali di ripresa. Dopo il ritorno a una crescita economica sostenuta nel terzo trimestre, cui hanno continuato a contribuire le politiche di sostegno messe in atto da governi, dall'Unione Europea e dall'Eurosistema, il forte aumento dei contagi degli ultimi mesi del 2020 ha riproposto una situazione di estrema incertezza che si sta riflettendo sulle prospettive di crescita future. L'improvviso progredire della seconda ondata pandemica, ha visto infatti tutta Europa riproporre misure restrittive, caratterizzate da diversi livelli di limitazioni e volte principalmente ad evitare lockdown generalizzati, circoscrivendo le misure più severe alle aree più colpite dall'insorgere dei contagi e tentando così di consentire, per quanto possibile, il proseguimento delle attività economiche e sociali. La recrudescenza della pandemia tra ottobre e dicembre, particolarmente intensa nell'Unione europea e negli Stati Uniti, e il conseguente rafforzamento in molti paesi delle misure di contenimento si sono tradotte in un nuovo rallentamento dell'economia mondiale nell'ultimo trimestre del 2020. Benché le aspettative sui nuovi vaccini portino a delineare un quadro complessivo di un cauto ottimismo, per i primi mesi del 2021 lo scenario prospettico resta di incerta lettura.

In generale, la visione degli organismi di vigilanza, condivisa dal Gruppo Intesa Sanpaolo è che, trattandosi di una crisi che ha origini da un'emergenza sanitaria e non, come molte altre già vissute, derivante da fattori economico-finanziari, le importanti misure di contenimento del virus messe in atto nella maggior parte dei Paesi possano consentire una graduale ripresa delle attività entro un periodo non troppo lungo e che quindi i riflessi sui contesti produttivi siano significativamente negativi nel breve periodo, ma che già dal 2021 si possa osservare un'inversione di tendenza con un'importante ripresa del PIL. Appare quindi al momento ragionevole ritenere che, sebbene nel breve periodo si possa assistere ad un significativo impatto sull'economia reale, terminata l'emergenza sanitaria, le misure di sostegno all'economia permetteranno un recupero produttivo importante. Tale visione è confermata anche dalle ultime stime del Fondo Monetario Internazionale, che prefigurano una caduta del PIL mondiale del 3,5% nel 2020, seguita da una ripresa del 5,5% nel 2021, della BCE che prevede una ripresa del PIL in Europa del 3,9% nel 2021 e della Banca d'Italia che prevede una ripresa del PIL in Italia del 3,5% nel 2021. Occorre però aggiungere che le misure espansive e l'orientamento in tema di politica monetaria della BCE, le cui aspettative sono che i tassi di interesse di riferimento si mantengano su livelli pari o inferiori a quelli attuali finché le prospettive di inflazione non convergeranno saldamente su un livello sufficientemente prossimo ma inferiore al 2%, hanno ulteriormente allontanato la ripresa dei tassi di intessere a breve termine che sono stimati su valori negativi fino al 2024 e solo moderatamente positivi nel 2025. Più precisamente, la BCE allo scopo di evitare una restrizione pro-ciclica del credito bancario ha ampliato il programma di acquisto di titoli, incluso il lancio di un programma temporaneo specifico (PEPP, Pandemic Emergency Purchase Programme), ha allentato le condizioni sui programmi di rifinanziamento a lungo termine, estendendo la gamma di attività stanziabili come garanzie; tali soluzioni hanno aumentato l'eccesso di liquidità con conseguente effetto di ulteriore riduzione dei tassi di interesse. Gli aspetti sopra richiamati si riflettono in maniera rilevante sulla redditività attuale e soprattutto prospettica dell'attività bancaria.

E' questo lo scenario prospettico che viene delineato anche da parte dei diversi Regulators che si sono espressi sul tema in una serie di provvedimenti che mirano, in generale, ad assicurare un'adeguata analisi di impatto della crisi in atto e ad evitare che i soggetti emittenti strumenti finanziari riducano l'informativa a causa dell'incertezza derivante dalla pandemia. In particolar modo, in data 20 maggio 2020 l'Autorità Europea degli Strumenti Finanziari e dei Mercati (ESMA) ha pubblicato il documento "Implications of the Covid-19 outbreak on the half-yearly financial reports" all'interno del quale sono state affrontate le principali implicazioni della pandemia da COVID-19, con specifico riferimento all'informativa da fornire nelle relazioni semestrali degli emittenti quotati. Nel corso del mese di ottobre l'ESMA ha poi pubblicato il consueto report annuale nel quale indica le aree tematiche di particolare importanza ai fini della redazione dei bilanci 2020 che saranno pubblicati dalle società quotate, con l'obiettivo di favorire un'applicazione uniforme dei principi contabili IFRS e di altri obblighi informativi di carattere finanziario e non finanziario. Coerentemente con lo scenario descritto in precedenza, l'ESMA ritiene infatti che la pandemia abbia introdotto un elevato grado di incertezza con riferimento agli effetti a catena sul sistema economico e finanziario a livello europeo e globale, evidenziando pertanto la necessità di fornire un adeguato livello di trasparenza nell'informativa finanziaria. Con particolare riferimento all'impairment test delle attività intangibili, l'ESMA ritiene che, conformemente alle disposizioni dello IAS 36, l'impatto negativo del COVID-19 fornisce una forte indicazione che uno o più degli indicatori di riduzione di valore nello IAS 36 siano stati attivati. Nell'effettuare il nuovo calcolo del valore recuperabile delle CGU ai fini del Bilancio 2020 le società devono considerare attentamente gli effetti della pandemia e, nell'attuale contesto di profonda incertezza, le proiezioni dei flussi di cassa alla base del calcolo devono essere definite sulla base di stime ragionevoli, sostenibili e realistiche, prevalentemente basate su evidenze provenienti dall'esterno, al fine di evitare il rischio di distorsioni eccessivamente ottimistiche o pessimistiche. I tassi di sconto utilizzati devono invece riflettere le attuali valutazioni di mercato del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell'attività, escludendo pertanto i rischi e le incertezze già presi in considerazione nei flussi di cassa. L'ESMA ha inoltre ribadito l'importanza delle analisi di sensitivity sulle assunzioni sottostanti le stime effettuate.

Anche la Consob ha richiamato in uno specifico documento l'attenzione degli emittenti a fornire informazioni aggiornate sia sui rischi legati al COVID-19, che possono avere impatto sulla situazione economico-patrimoniale e finanziaria, sia sulle eventuali misure intraprese o pianificate per mitigare detti rischi nonché un'indicazione di natura qualitativa e/o quantitativa dei potenziali impatti che sono stati considerati per la stima dell'andamento futuro delle società.

Si segnala, infine, che l'Organismo Italiano di Valutazione (OIV) ha emesso un documento di orientamento, sotto forma di Discussion Paper, per i soggetti esperti, che siano interni o esterni alle entità che devono svolgere l'impairment test nel rispetto dei principi contabili internazionali. Tale documento ha la finalità di ridurre la disparità di soluzioni adottate dagli esperti per far fronte all'incertezza indotta dalla crisi, favorendo la convergenza verso soluzioni condivise al fine di accrescere l'affidabilità delle valutazioni poste in essere. Il documento è articolato sotto forma di linee guida strutturate che rappresentano un punto di riferimento per la stima del valore recuperabile delle attività in un contesto di crisi, offrendo alcune indicazioni da seguire nella costruzione dell'impianto valutativo ai fini del test di impairment e presentando alcune soluzioni adottabili per trattare l'incertezza delle valutazioni. La metodologia adottata da Intesa Sanpaolo per l'impairment test dell'avviamento e delle partecipazioni risulta in linea con le linee guida risultanti dal Discussion Paper dell'OIV.

Pertanto, alla luce di quanto sopra esposto, coerentemente alle indicazioni fornite dalle principali autorità di vigilanza, in sede di Bilancio al 31 dicembre 2020, nell'effettuare l'annuale valutazione circa la tenuta del valore degli avviamenti, gli effetti conseguenti alla pandemia da COVID-19 sono stati attentamente considerati.

In particolare, per quanto riguarda lo scenario macroeconomico e bancario sottostante la stima dei flussi finanziari attesi sono state considerate proiezioni in linea con le evidenze di mercato. Più in dettaglio, con riferimento al PIL, per gli anni 2021 e 2022 le stime sono complessivamente in linea con i tassi di ripresa elaborati dagli organismi internazionali precedentemente citati e per gli anni successivi sono state allineate alle medie di crescita degli anni antecedenti l'inizio della pandemia. Con riferimento ai tassi, è stato incorporato uno scenario di tassi a breve negativi fino al 2024 ed uno spread BTP/Bund superiore a quello corrente per tutto il periodo previsionale. Successivamente al termine del periodo previsionale il tasso di crescita di lungo termine "g" relativo all'Italia (dove sono presenti tutti gli avviamenti iscritti) è stato posto pari al tasso di inflazione atteso e quindi pari a zero in termini reali. L'attualizzazione dei flussi è stata effettuata con tassi superiori a quelli correnti di oltre 175 bps.

Sotto il profilo dei modelli utilizzati per la stima del Valore d'Uso delle CGU, non sono state apportate variazioni rispetto a quanto fatto negli esercizi precedenti e nella Relazione semestrale al 30 giugno 2020 ed in considerazione dei maggiori elementi di incertezza sullo scenario, è stata rafforzato un secondo modello, alternativo al DCF – Discounted Cash Flow model, rappresentato dal DDM – Dividend Discounted Model.

Infine, tra i rafforzamenti operati nello svolgimento dell'impairment test va citata anche la verifica di recuperabilità autonoma del valore del brand name.

La definizione delle Cash Generating Unit (CGU)

La stima del Valore d'Uso, ai fini dell'effettuazione del test di impairment, ai sensi dello IAS 36, di attività immateriali a vita indefinita (inclusi gli avviamenti) che non generano flussi finanziari se non con il concorso di altre attività aziendali, richiede la preliminare attribuzione di tali attività immateriali ad unità organizzative relativamente autonome nel profilo gestionale, in grado di generare flussi di risorse finanziarie largamente indipendenti da quelle prodotte da altre aree di attività, ma interdipendenti all'interno dell'unità organizzativa che li genera.

Nella terminologia degli IAS/IFRS tali unità organizzative sono denominate Cash Generating Unit (CGU). Per l'identificazione delle CGU è rilevante il significato dell'impairment test.

Dal testo dello IAS 36 si deduce la necessità di correlare il livello al quale l'avviamento è testato con il livello di reporting interno al quale la direzione controlla le dinamiche accrescitive e riduttive di tale valore. Sotto questo profilo, la definizione di tale livello dipende strettamente dai modelli organizzativi e dall'attribuzione delle responsabilità gestionali ai fini della

definizione degli indirizzi dell'attività operativa e del conseguente monitoraggio. I modelli organizzativi possono prescindere (e nel caso del Gruppo Intesa Sanpaolo prescindono) dall'articolazione delle entità giuridiche attraverso le quali è sviluppata l'operatività e, molto spesso, sono strettamente correlati con la definizione dei segmenti operativi del business che sono alla base della rendicontazione per settori prevista dall'IFRS 8. Queste considerazioni con riferimento ai criteri per la determinazione delle CGU per l'impairment test dell'avviamento sono, peraltro, coerenti con la definizione di valore recuperabile di un'attività - la cui determinazione è alla base degli impairment test - secondo la quale è rilevante l'importo che l'impresa si attende di recuperare da quella attività, considerando le sinergie con altre attività.

Dunque, in coerenza con le logiche di formazione dei prezzi che hanno dato origine alla contabilizzazione dell'avviamento, il valore recuperabile ai fini degli impairment test della CGU, cui l'avviamento è allocato, deve includere la valorizzazione delle sinergie non solo esterne (o universali) ma anche quelle interne, che lo specifico acquirente può ritrarre dall'integrazione delle attività acquisite nelle proprie combinazioni economiche, evidentemente in funzione dei modelli di gestione del business definiti.

Il modello organizzativo del Gruppo Intesa Sanpaolo prevede che:

  • − le scelte gestionali siano fortemente accentrate presso i responsabili dei segmenti operativi;
  • − le strategie, l'identificazione di nuovi prodotti o servizi, le iniziative di penetrazione commerciale siano delineate e indirizzate centralmente per ogni divisione operativa;
  • − i processi di pianificazione ed i sistemi di rendicontazione vengano gestiti a livello di segmento operativo;
  • − vengano definite aree specialistiche trasversali che forniscono supporto e sviluppano prodotti a beneficio di molte partecipate;
  • − la gestione dei rischi finanziari sia anch'essa fortemente accentrata per la necessità di dover mantenere, anche per disposizioni di vigilanza regolamentare, un equilibrio tra le politiche di allocazione del capitale ed i rischi finanziari assunti nello sviluppo dei diversi business;

− le diverse divisioni operino in mercati o settori omogenei in termini di caratteristiche economiche e di grado di sviluppo.

In conseguenza di tale accentramento, i flussi dei ricavi risultano fortemente dipendenti dalle politiche formulate a livello di segmento operativo in funzione di uno sviluppo equilibrato dell'intera divisione e non delle singole aree operative o delle entità giuridiche autonomamente considerate.

Nel Gruppo Intesa Sanpaolo le divisioni operative individuate sono le seguenti:

  • − Banca dei Territori;
  • − IMI Corporate & Investment Banking;
  • − Insurance;
  • − Asset Management;
  • − Private Banking;
  • − International Subsidiary Banks.

Per i motivi sopra esposti, le divisioni operative citate corrispondono, in termini generali, alle CGU del Gruppo e, contemporaneamente, costituiscono le aree elementari di attività che alimentano l'informativa di settore (segment reporting). Tali divisioni, in generale, sono state quindi considerate rappresentative delle Cash Generating Unit, in quanto ognuna di esse costituisce il più piccolo gruppo di attività che genera flussi finanziari in entrata indipendenti ed anche, come detto, il livello minimo al quale i processi di pianificazione e di rendicontazione interni vengono gestiti da parte della Capogruppo Intesa Sanpaolo. Si tratta, quindi, del livello minimo al quale l'avviamento può essere allocato secondo criteri non arbitrari e monitorato.

Si precisa, inoltre, che ancorché a livello di segmenti operativi ai sensi dell'IFRS 8 sia stato identificato per la rendicontazione del Bilancio 2020 uno specifico settore rappresentato dal Gruppo UBI, al fine dell'identificazione delle CGU per l'impairment test dell'avviamento al 31 dicembre 2020 si è provveduto ad allocare alle singole Divisioni del Gruppo i contributi del Gruppo UBI sia in termini di contenuti patrimoniali che di flussi prospettici; tale approccio, coerente con le scelte effettuate per la predisposizione del budget 2021, è stato adottato già per il presente impairment test in quanto l'identificazione del settore operativo "Gruppo UBI" è provvisoria e tenuto conto del suo valore di carico patrimoniale e dell'assenza di avviamenti allocati (come noto l'acquisizione del Gruppo UBI ha comportato la rilevazione di un badwill) la sua qualificazione come una CGU separata avrebbe dato una rappresentazione fuorviante degli esiti dell'impairment test, non coerente con quelle che saranno le dinamiche attese delle Divisioni del Gruppo in termini di redditività prospettica rispetto ai contenuti patrimoniali e con quello che è stato fatto per le predisposizione del budget 2021 e delle proiezioni per gli anni successivi del Gruppo Intesa Sanpaolo, in cui il contributo del Gruppo UBI è stato allocato alle singole Divisioni.

La Divisione International Subsidiary Banks merita alcune specifiche considerazioni, in relazione alla sua particolare struttura ed alle condizioni in cui opera.

Va anzitutto segnalato che le diverse società del Gruppo che concorrono a formare la Divisione hanno flussi finanziari strettamente dipendenti dalle politiche formulate dalla Direzione della Divisione e dalle Direzioni Centrali della Capogruppo. Tali politiche sono definite e realizzate in conformità ad un disegno gestionale ispirato ad un organico sviluppo dell'intera Divisione e non delle singole società che vi fanno parte, autonomamente considerate. In particolare, le strategie di espansione dei diversi comparti operativi, l'identificazione e lo sviluppo di nuovi prodotti creditizi, di risparmio o di servizi, i limiti nell'assunzione di rischi finanziari, le iniziative di penetrazione commerciale e di specializzazione operativa, sono delineate ed indirizzate centralmente, secondo una strategia di portafoglio, e non sono demandate alle singole partecipate. Di qui una forte interazione dei flussi che impone, ad un tempo, sia il governo unitario ed integrato di tutte le società della Divisione, sia il monitoraggio ed il controllo direzionale dell'operatività dell'insieme delle attività della stessa Divisione.

Tuttavia, occorre considerare che non tutti i fattori che influiscono sul grado di complementarietà dei flussi finanziari all'interno della Divisione, e dunque sull'intensità della loro interdipendenza, sono controllabili dalle Direzioni della Divisione.

Vi sono infatti circostanze esterne al Gruppo che nel tempo possono variamente influire sulla capacità di gestire in modo sistemico i flussi della CGU e di controllare la generazione dei medesimi. Si tratta di circostanze che qualificano in prevalenza le condizioni dell'ambiente in cui le diverse entità sono ubicate, inteso in ampio senso.

Infatti, nel caso di Banche operanti in Paesi esteri, devono essere in specie considerati gli effetti del cosiddetto "rischio Paese": il rischio, cioè, correlato ad eventi economico-politico-istituzionali del Paese estero in cui la società controllata e le relative attività sono collocate.

In particolare, qualora i flussi finanziari che la Capogruppo può ritrarre dalle attività facenti giuridicamente capo a una controllata estera siano profondamente condizionati - nella misura, nella qualità e nella direzione - da circostanze istituzionali, economiche e politiche del Paese in cui essa risiede, quest'ultima non può più essere considerata parte integrante del modello di gestione unitaria della CGU cui è stata associata. La società che si trova in siffatta situazione, deve pertanto, anche se talora solo temporaneamente, essere esclusa dalla CGU, indipendentemente dalla volontà della Direzione del Gruppo di mantenervela, a causa dei citati fattori sui quali evidentemente la Direzione della Banca e del Gruppo non può influire. I flussi di tale società, infatti, finiscono per dipendere più dalle condizioni d'ambiente del Paese che dalle logiche di gestione unitaria e accentrata della Divisione e pertanto ai fini dell'impairment test essa deve essere assoggettata ad autonoma valutazione, fino a quando le condizioni che attenuano la capacità di controllare e gestire in modo sistemico i flussi della controllata non siano ripristinate.

Con riferimento alla banca ucraina Pravex, ai fini dell'impairment test 2008 una prudente attenzione ai fenomeni economici ed istituzionali dell'Ucraina, che stava attraversando una profonda crisi economica e valutaria, ed un'accorta valutazione delle conseguenze che essi producevano sulle variabili gestionali della società controllata in oggetto, specie se osservate nella loro interdipendenza rispetto alle variabili dell'intera CGU, avevano indotto a considerare tale società come CGU autonoma e distinta, ed era stata pertanto enucleata dalla Divisione International Subsidiary Banks del Gruppo. Successivamente Pravex Bank era stata allocata funzionalmente alla Capital Light Bank (ora Direzione Centrale NPE), per poi rientrare nuovamente nella Divisione International Subsidiary Banks nel corso del 2018.

Relativamente, invece, alla controllata Bank of Alexandria, ai fini dell'impairment test 2011, la banca era stata enucleata dalla CGU International Subsidiary Banks a causa di una profonda crisi politica dell'Egitto.

Ai fini dell'impairment test 2020, non essendo emersi elementi di rilievo tali da mettere in discussione la decisione intrapresa nei precedenti bilanci, si è ritenuto opportuno confermare le scelte operate con riferimento ai precedenti bilanci e quindi considerare Pravex Bank e Bank of Alexandria, nello svolgimento dell'impairment test del bilancio consolidato, come CGU autonome e distinte. Si ricorda, tuttavia, che gli avviamenti relativi a Pravex Bank e Bank of Alexandria sono stati azzerati in sede di impairment test relativo, rispettivamente, ai Bilanci 2008 e 2011 e non sono presenti avviamenti nemmeno con riferimento alle altre banche estere della Divisione.

Per quanto concerne Pravex Bank e Bank of Alexandria, la separata valutazione ai fini dell'impairment test di tali entità non incide sulla volontà del Gruppo nel sostenere lo sviluppo delle partecipate.

Infine, si segnala che al 31 dicembre 2020 non figura più la CGU Autostrade Lombarde in quanto la società è stata venduta nel mese di ottobre 2020 ad un prezzo superiore al valore contabile comprensivo dell'avviamento.

Come già menzionato in precedenza, le CGU International Subsidiary Banks, Bank of Alexandria e Pravex Bank non presentano, alla data di verifica, attività intangibili a vita indefinita e, conseguentemente, non sono state sottoposte ad impairment test.

Il valore contabile delle CGU

Il valore contabile delle CGU deve essere determinato in modo coerente con il criterio con cui è stimato il valore recuperabile delle stesse. Nell'ottica di un'impresa bancaria non è possibile individuare i flussi generati da una CGU senza considerare i flussi derivanti da attività/passività finanziarie, posto che queste ultime rappresentano il core business aziendale. In altri termini, il valore recuperabile delle CGU è influenzato dai suddetti flussi e pertanto il valore contabile delle stesse deve essere determinato coerentemente al perimetro di stima del valore recuperabile e deve, quindi, includere anche le attività/passività finanziarie.

A tal fine, queste attività e passività devono essere opportunamente allocate alle CGU di riferimento.

Seguendo questa impostazione (cosiddetta "equity side"), il valore contabile delle CGU di Intesa Sanpaolo può essere determinato in termini di contributo al patrimonio netto consolidato inclusa la parte di pertinenza di terzi.

Pertanto, il valore di carico delle CGU composte da società che appartengono ad una singola divisione operativa è stato determinato attraverso la sommatoria dei singoli contributi patrimoniali.

Dove invece la Capogruppo o altre società del Gruppo contribuiscono gestionalmente a più CGU, e tale ripartizione non è rappresentata nelle informazioni contabili, è necessario ricorrere a valori gestionali. Per il caso specifico il driver gestionale è stato identificato nel "capitale regolamentare" delle singole divisioni, che rappresenta l'assorbimento patrimoniale necessario per fronteggiare le fattispecie di rischio previste dalle vigenti disposizioni di vigilanza regolamentare.

Si precisa che il contributo del valore di carico del Gruppo UBI, che, come detto in precedenza, al 31 dicembre 2020, è stato identificato come segmento operativo autonomo ai sensi dell'IFRS 8, è stato allocato alle CGU del Gruppo in coerenza con la rappresentazione adottata fini del budget 2021 e dei flussi prospettici e con le operazioni di integrazione attraverso le quali il Gruppo UBI sarà inglobato nelle divisioni del Gruppo Intesa Sanpaolo nel corso del 2021.

Nella tabella che segue sono riportati i valori contabili delle CGU e le quote di avviamento e del "brand name" allocate ad ognuna di esse; i valori, essendo finalizzati allo svolgimento dell'impairment test, sono comprensivi della quota di avviamento attribuibile ai terzi (inclusa nell'ultima colonna assieme al patrimonio netto di pertinenza delle minoranze).

(milioni di euro)
Valori
CGU Valore
contabile
di cui
avviamento
quota Gruppo
di cui
"brand
name"
di cui
di pertinenza
di terzi
Banca dei Territori 22.305 981 1.507 58
IMI Corporate & Investment Banking 23.232 56 - 69
Insurance 7.228 773 - 1
Asset Management 2.612 1.059 - 95
Private Banking 4.693 1.266 375 -
International Subsidiary Banks 6.397 - - 91
Bank of Alexandria (Egitto) 684 - - 137
Pravex Bank (Ucraina) 49 - - -
TOTALE 67.200 4.135 1.882 451
Attività in via di dismissione (*) 45 45 - -
TOTALE GRUPPO 67.245 4.180 1.882 451

(*) Al 31.12.2020 sono state riclassificate tra le attività in via di dismissione le porzioni di avviamento riconducibili al Ramo della Banca Depositaria e Fund Administration di FLB (CGU Private Banking) in cessione nel corso del 2021 e alle 31 filiali oggetto di cessione a BPER in ottemperanza alle indicazioni delle autorità competenti a seguito dell'acquisizione di UBI Banca.

Criteri per la stima del Valore d'Uso delle CGU

Il Valore d'Uso delle CGU è determinato attraverso la stima del valore attuale dei flussi finanziari futuri che si prevede possano essere generati dalle CGU. Tali flussi finanziari sono di norma stimati utilizzando l'ultimo piano d'impresa pubblico disponibile, ovvero, in mancanza, attraverso la formulazione di un piano previsionale interno da parte del management. Normalmente il periodo di previsione analitica comprende un arco temporale massimo di cinque anni. Il flusso dell'ultimo esercizio di previsione analitica viene proiettato in perpetuità (tramite il ricorso a formule di rendita perpetua o alternativamente temporanea qualora non risulti realistico che le attività oggetto di valutazione siano idonee a produrre flussi finanziari positivi in un arco temporale di lungo periodo), attraverso un appropriato tasso di crescita "g" ai fini del cosiddetto "Terminal Value". Il tasso "g" viene determinato assumendo come fattore di crescita il tasso di sviluppo del Prodotto Interno Lordo nei Paesi in cui i flussi si generano.

Alternativamente, il Terminal Value potrebbe essere determinato ricorrendo ad un valore finale di vendita o di liquidazione. Nella determinazione del Valore d'Uso i flussi finanziari devono essere attualizzati ad un tasso che rifletta le valutazioni correnti del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell'attività. In particolare i tassi di attualizzazione da utilizzare devono incorporare i valori correnti di mercato con riferimento alla componente risk free e premio per il rischio correlati alla componente azionaria osservati su un arco temporale sufficientemente ampio per riflettere condizioni di mercato e cicli economici differenziati.

Inoltre, per ogni CGU, in considerazione della diversa rischiosità dei rispettivi ambiti operativi, devono essere utilizzati coefficienti Beta differenziati. Tutti i tassi così determinati sono corretti per tenere conto del cosiddetto "rischio Paese".

All'approccio basato sul Valore d'Uso fa eccezione l'avviamento rilevato sul ramo d'azienda relativo alle attività di banca depositaria e Fund Administration in cessione e quello sul ramo associato ai 31 sportelli di Intesa Sanpaolo che saranno ceduti a BPER nel 2021. Si ricorda che, nel Bilancio 2020, tali avviamenti sono stati riclassificati nella apposita voce di stato patrimoniale "Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate", come previsto dall'IFRS 5. Lo IAS 36 esclude dal suo ambito di applicazione le attività classificate secondo l'IFRS 5; di conseguenza l'avviamento relativo al ramo d'azienda relativo alle attività di banca depositaria e Fund Administration, per il quale non risultavano evidenze di impairment al momento antecedente la messa in dismissione dell'attività, in quanto ampiamente inferiore ai valori di fair value riconosciuti in sede di definizione del prezzo di cessione, è stato riclassificato fra le attività in via di dismissione e, coerentemente con quanto previsto dall'IFRS 5, valutato al minore fra il costo e il fair value al netto dei costi di cessione.

Con riferimento invece all'avviamento inerente il ramo costituito dalle filiali di Intesa Sanpaolo in cessione a BPER, è stato considerato tra le consistenze patrimoniali prese in considerazione per la determinazione della minusvalenza da cessione già contabilizzata nel Bilancio 2020, tenuto conto delle indicazioni dell'IFRS 5 per cui un'attività in via di dismissione deve essere rilevata al minore tra il valore di carico contabile e il fair value al netto dei costi di vendita.

La stima dei flussi finanziari

Anche con riferimento alla determinazione del Valore d'Uso delle CGU ai fini dell'impairment test per il Bilancio 2020, la volatilità dei mercati finanziari e le incertezze che caratterizzano il futuro scenario macroeconomico rendono particolarmente complessa la definizione dei flussi di cassa futuri della gestione operativa nel breve periodo e dei tassi di crescita rilevanti per la determinazione del valore terminale delle CGU.

Lo scenario previsionale di medio termine adottato come riferimento è stato elaborato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo tenendo conto delle previsioni dei principali organismi ed istituzioni nazionali e internazionali.

In particolare, le previsioni per l'arco temporale 2021-2025 si basano su uno scenario di riferimento per l'economia mondiale che continua ad essere fortemente influenzato dagli effetti della pandemia da COVID-19. Come di seguito dettagliato, tale scenario risulta nel complesso solo marginalmente diverso da quello 2021-2023 elaborato dalla BCE e dalla Banca d'Italia, utilizzato ai fini delle valutazioni creditizie come suggerito dalle suddette Autorità, e presenta tassi di crescita molto contenuti per gli anni successivi.

Lo scenario di riferimento ipotizza che l'ondata invernale di contagi freni ancora l'attività economica nel primo semestre in Europa, e che, invece, gli effetti in Asia e nelle Americhe siano limitati. In seguito, prenderebbe piede una ripresa connessa inizialmente all'allentamento delle restrizioni, successivamente più estesa; la volatilità delle economie avanzate si ridurrebbe grazie alla maggiore resilienza garantita dal progresso delle campagne vaccinali avviate alla fine del mese di dicembre 2020.

Nel 2021 si stima un rimbalzo del PIL mondiale di 5,1% dopo la caduta di circa -4,2% del 2020, mentre il commercio internazionale, che ha già recuperato i livelli pre-crisi nel novembre 2020, potrebbe crescere del 12,4% a prezzi correnti dopo il -9,4% del 2020. Lo scenario di base ipotizza una ripresa globale trainata dall'Asia nel 2021. Dal punto di vista settoriale, il rimbalzo è più marcato per i servizi, rispetto all'industria, più resiliente, in particolare durante la seconda ondata della pandemia. L'allentamento delle restrizioni e il regresso dei contagi potranno condurre a un rapido sblocco di risparmio forzoso, nella direzione di una maggiore domanda di servizi (turismo, viaggi, ristorazione, intrattenimento), oltre che verso gli acquisti di beni durevoli e semi-durevoli di consumo.

Negli Stati Uniti, si prevede una crescita del PIL di 4,2% nel 2021 e di 2,7% nel 2022, dopo una contrazione di -3,5% nel 2020. Si ipotizza che la Federal Reserve mantenga i tassi ufficiali stabili fino a tutto il 2023, e che nel 2021 i programmi di acquisto contrastino le pressioni al rialzo che il forte aumento delle emissioni di debito potrebbe altrimenti esercitare sui tassi a medio e lungo termine. Tuttavia, il miglioramento delle prospettive economiche porta ugualmente a un modesto aumento della pendenza sulla curva dei rendimenti, anche perché i programmi di acquisto saranno ridimensionati con l'avanzare della ripresa post-pandemica.

Nell'Eurozona, l'impatto economico della pandemia è stato più ampio che negli Stati Uniti anche durante la seconda ondata, ma quest'ultima si è caratterizzata per l'adozione di misure di contenimento più selettive, che hanno inciso in misura minore sull'attività economica rispetto alla prima ondata primaverile. Inoltre, la ripresa del commercio mondiale ha sostenuto l'attività manifatturiera, compensando in parte la debolezza della domanda interna. In termini di medie annue, il PIL è calato di -6,6% nel 2020, con un nuovo calo nel trimestre autunnale per effetto delle restrizioni sanitarie introdotte in tempi diversi in tutti i paesi. Nel 2021 si prevede un rimbalzo di 4,1%, seguito da un altro anno di crescita robusta nel 2022. Anche in Europa, la ripresa è sostenuta da stimoli fiscali ingenti, sebbene meno marcati rispetto agli Stati Uniti, che hanno mitigato l'impatto della crisi sul reddito disponibile delle famiglie: il deficit aggregato dell'area è stimato all'8,4% del PIL nel 2020, e dovrebbe calare al 6,2% nel 2021 soprattutto per il miglioramento della componente ciclica e il riassorbimento delle misure emergenziali di sostegno. Anche le politiche monetarie continueranno a contribuire al sostegno del ciclo economico. La crescita dovrebbe restare superiore al potenziale anche nel 2022, come trascinamento degli stimoli fiscali decisi dai governi europei in questi mesi e per il possibile impatto del piano per la ripresa NGEU (Next Generation EU) che sarà lanciato dall'Unione Europea nei prossimi mesi. Lo scenario adotta l'ipotesi che il picco delle erogazioni NGEU avvenga nel 2023, con un contributo differenziale alla crescita della domanda aggregata più intenso nel 2022 e nel 2023. Nell'Eurozona, il ritorno ai livelli pre-crisi del prodotto interno lordo avverrà soltanto nel secondo semestre 2022. Ciò è dovuto alla persistente riduzione della domanda di viaggi e turismo, alla più modesta dinamica della domanda estera, agli effetti negativi del calo di ore lavorate e fatturato dei lavoratori autonomi sul reddito delle famiglie, e alla maggiore probabilità di fallimenti di imprese. Il tasso di disoccupazione dovrebbe raggiungere il picco nel primo semestre 2021 all'8,7%, per tornare a calare nel secondo semestre. Il punto di arresto sarà però superiore al minimo toccato nel primo trimestre 2020. Il profilo ipotizzato per la crescita del PIL si discosta poco da quello centrale pubblicato dallo staff della BCE nel dicembre 2020, successivamente alla chiusura di questo scenario: in particolare, la BCE prevede una crescita di poco più bassa nel 2021 (3,9%) ma più alta nel 2022 (4,2%) e nel 2023 (2,1%). Rispetto al consenso di dicembre, lo scenario qui presentato è più conservativo fino al 2024 incluso.

L'inflazione, calante nel 2020 come effetto del temporaneo crollo delle quotazioni petrolifere avvenuto durante la prima ondata pandemica e del taglio temporaneo dell'IVA in Germania, tornerà a salire nel 2021 per il venir meno di tali fattori transitori. Tuttavia, i livelli restano simili a quelli precedenti la crisi pandemica, e quindi compatibili con la prosecuzione della fase di politica monetaria accomodante.

Per l'Italia, lo scenario di base prevede un rimbalzo di 4,7% a/a del PIL nel 2021, dopo il calo di -8,9% del 2020. La crescita del PIL resta superiore al potenziale nel 2022 (2,4%) e nel 2023 (1,4%), nell'ipotesi che la domanda aggregata sia sostenuta dai flussi connessi al programma NGEU. Con il consolidarsi della ripresa, infatti, la politica fiscale dovrebbe tornare a focalizzarsi sulla riduzione del debito, con effetti negativi di breve termine sulla domanda. Tuttavia, questi ultimi potrebbero essere mitigati dal lancio del piano UE per la ripresa, che potrebbe apportare risorse crescenti fino al 2023. Il livello pre-crisi del PIL viene recuperato soltanto dal 2024. Le proiezioni a più lungo termine (0,6%) restano ancorate a una stima prudente della crescita potenziale. Di riflesso, il tasso di disoccupazione raggiunge il picco nel corso del 2021 e successivamente cala ma restando ampiamente superiore ai minimi precedenti la pandemia (e ancor più al livello anomalo del secondo trimestre 2020, distorto da un ampio passaggio di occupati allo stato di 'inattivi'). Si è ipotizzata una flessione dei prezzi immobiliari nel 2021 (in parte come correzione di un anomalo incremento rilevato durante la crisi pandemica da Istat), seguita da una successiva, moderata, ripresa.

Si precisa che il costo del credito ai fini del budget 2021 è stato stimato assumendo una crescita del PIL reale Italia del 3,5%, in linea con le previsioni macro-economiche fornite dalla Banca d'Italia che fanno seguito a quelle fornite dalla BCE per l'area euro il 10 dicembre 2020, tenuto conto delle indicazioni della BCE che "[…] raccomanda agli enti significativi di continuare ad ancorare gli scenari di base dell'IFRS 9 alle previsioni della BCE in maniera non distorta".

Le proiezioni di crescita per l'economia italiana sono generalmente inferiori alle stime di consenso pubblicate nello stesso periodo sull'orizzonte 2021-25. Nel breve periodo la proiezione 2021 è superiore a quella pubblicata da Banca d'Italia nel dicembre 2020 (3,5%) e a quella della Commissione Europea (4,1%), mentre la proiezione 2022 è molto più bassa rispetto a quella di Banca d'Italia (3,8%). In effetti, il concretizzarsi di rischi al ribasso connessi alla crisi pandemica nel primo trimestre 2021 porterebbe a una riduzione della stima 2021 ma a un rialzo di quella 2022.

Nello scenario di riferimento si ipotizza che non si verifichino nuovi picchi di instabilità politica nell'orizzonte previsionale, o che i loro effetti sui premi per il rischio siano compensati dagli acquisti netti dell'Eurosistema e dalla riduzione della quota del debito detenuta da altri settori. La dinamica del debito pubblico ha comunque un impatto sfavorevole sul premio per il rischio: lo scenario di riferimento implica che il rapporto debito/PIL chiuda il 2021 al 162% e che non scenda significativamente negli anni seguenti. Considerando il potenziamento delle misure di salvaguardia, però, si ipotizza che il rifinanziamento 2021 avvenga senza aumenti del differenziale BTP-Bund e che successivamente si verifichi una parziale e graduale convergenza verso la media storica.

La Banca Centrale Europea ha segnalato che intende mantenere i tassi ufficiali a livelli non superiori a quelli attuali fino a quando l'inflazione prevista non si sarà chiaramente avvicinata all'obiettivo, e a condizione che le previsioni siano confortate anche da una dinamica coerente dell'inflazione sottostante. Inoltre, non si esclude che la BCE possa manifestare una maggiore tolleranza nei confronti di un periodo di inflazione superiore all'obiettivo, a compensazione della lunga fase di bassa inflazione osservata negli ultimi anni. In conclusione, lo scenario non include variazioni dei tassi ufficiali nei prossimi tre anni, né al rialzo, né al ribasso. Successivamente, si ipotizza che i tassi vengano gradualmente riportati in territorio positivo.

Le proiezioni sui tassi di interesse a breve termine sono stabili fino a metà 2023, con i tassi Euribor 3 mesi appena sotto il -0,5%. Il profilo della proiezione è stato ulteriormente abbassato su tutto l'orizzonte, come effetto dell'impatto relativamente protratto della crisi pandemica sui livelli di attività economica e, quindi, sui tempi di ritorno dell'inflazione verso l'obiettivo della Banca Centrale Europea. L'eccezionale livello dell'eccesso di riserve, che è stato ulteriormente ampliato dal lancio del nuovo programma temporaneo di acquisti denominato PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme), e che si prevede persista per gran parte dell'orizzonte di previsione grazie alla politica di reinvestimento delle scadenze di capitale, tenderà a mantenere i tassi a brevissimo termine vicino al tasso sui depositi overnight presso la BCE per un periodo più prolungato rispetto a quanto ipotizzato in passato.

Il livello dei tassi di interesse trimestrali previsto nello scenario di base è inferiore alle stime di consenso su tutto l'orizzonte di previsione. Fino a metà 2023 le proiezioni si discostano poco dai tassi impliciti nei futures, la cui curva si è ulteriormente appiattita durante la crisi pandemica, mentre risultano più elevate in seguito. Il differenziale positivo fra proiezioni a lungo termine e consenso da una parte, tassi impliciti nei futures dall'altra, è spiegato dal fatto che la proiezione assume implicitamente un parziale percorso di normalizzazione (sebbene a livelli più bassi del periodo pre-crisi).

Le stime sulla curva dei tassi a medio e lungo termine sono state ulteriormente ribassate sull'orizzonte di previsione. I tassi swap quinquennali tornano sopra lo zero soltanto dal 2024, mentre quelli decennali tornano a essere positivi dal 2022. La curva dei tassi diventa più ripida dal 2021, come riflesso della ripresa economica internazionale e del ritorno dell'inflazione sui livelli pre-crisi in un contesto in cui i tassi a più breve termine restano bloccati dalla forward guidance della Banca Centrale. Dal 2022, inizia a incidere anche il ridimensionamento degli acquisti netti della BCE.

La pandemia e le conseguenti misure di policy hanno avuto effetti significativi sul mercato del credito bancario. Diversamente da altre crisi, non si è verificato uno shock di offerta, grazie alle misure della BCE (APP – Asset purchase programme, PEPP e TLTRO III) a supporto della liquidità e del funding a più lungo termine, alle moratorie e ai crediti con garanzia pubblica, nonché alle iniziative delle autorità di vigilanza e regolamentari, volte a consentire alle banche di sostenere il credito e di fronteggiare i rischi connessi alla crisi. Grazie all'estensione nel tempo delle misure della BCE e al persistere a lungo dei tassi molto bassi, le condizioni di offerta restano nell'insieme favorevoli lungo tutto l'orizzonte dello scenario, nonostante un'accresciuta prudenza delle banche a fronte dei rischi percepiti e del prevedibile deterioramento della qualità del credito, temporaneamente mitigato dalle politiche di sostegno messe in atto.

Lo shock di domanda ha avuto effetti opposti, negativo per i prestiti alle famiglie che hanno rallentato sensibilmente da marzo, e positivo per quelli alle imprese, la cui dinamica ha invertito il segno, tornando in aumento. L'andamento dei prestiti alle imprese è sostenuto dalle esigenze di liquidità e dalle eccezionali misure di supporto al credito, tramite garanzie pubbliche. Il risultato è stato un enorme volume di richieste di prestiti con garanzia pubblica ed erogazioni in crescita. A sostenere lo stock dei prestiti hanno concorso anche le moratorie. Dopo un primo e temporaneo rimbalzo dei finanziamenti a breve, per le immediate esigenze di liquidità, la progressiva implementazione delle operazioni con garanzia pubblica si è tradotta in una dinamica a due cifre dei prestiti a medio-lungo termine, che proseguirà in parte nel 2021.

Sull'andamento dei prestiti nel 2021 influirà il peggioramento del rischio di credito e l'attesa emersione delle esposizioni deteriorate. Per i prestiti alle imprese, dopo i notevoli volumi erogati nel 2020, è prevedibile un marcato rallentamento della dinamica, soprattutto col venir meno delle misure governative di supporto alla liquidità e al credito.

Dal 2022 in poi la crescita sarà moderata e più coerente col profilo di evoluzione del PIL. All'aumento dell'indebitamento occorso nel 2020 e in parte anche nel 2021, negli anni successivi si dovrà rispondere con interventi di rafforzamento della struttura patrimoniale e un ritorno alle fonti di mercato, limitando il ricorso al credito bancario.

Le prospettive dei mutui sono condizionate dallo scenario del settore degli immobili residenziali, che si è indebolito nel 2020 e ha visto un peggioramento delle aspettative degli operatori, sia di breve sia di medio-lungo termine. Più in generale, sull'evoluzione dei prestiti alle famiglie pesa la riduzione del reddito disponibile, la fragilità del contesto occupazionale, l'incertezza e il conseguente risparmio precauzionale che frenano le decisioni di spesa. Pertanto, si ritiene che l'andamento dei prestiti alle famiglie resterà sotto tono anche nel 2021, almeno nella prima metà dell'anno. D'altro canto, i tassi di interesse restano molto bassi e l'offerta delle banche non risulta aver subito particolari restrizioni con riguardo ai prestiti alle famiglie.

Una ripresa dei finanziamenti alle famiglie è attesa a ritmi moderati negli anni successivi, grazie a tassi di riferimento negativi fino al 2024 e molto bassi anche nel 2025. Inoltre, la crescita dei mutui sarà favorita, dal 2022, da una graduale risalita dei prezzi delle case, mentre il tono disteso dell'offerta di credito bancario alle famiglie permarrà anche per i prossimi anni.

Diversamente da quanto osservato per i prestiti, sulla raccolta da clientela l'effetto della pandemia è stato un rafforzamento delle tendenze in atto prima dell'insorgere della crisi. In particolare, i conti correnti, già molto vivaci da diversi anni, hanno acquistato ancor più vigore, arrivando a crescere di oltre il 10% a/a. La forte dinamica della componente a vista traina un aumento sostenuto del complesso dei depositi e della raccolta da clientela, nonostante l'accentuazione del calo della componente obbligazionaria.

La crescita dei depositi in questa fase è motivata da diversi fattori: da un lato, dal clima di incertezza e avversione al rischio, che si traduce in una marcata preferenza per la liquidità, unita ai minori livelli di consumo e alla maggiore propensione al risparmio. Dall'altro lato, le giacenze sui conti delle imprese sono in parte alimentate dall'aumento dei debiti bancari, conseguente all'accesso alle misure temporanee attivate a sostegno della liquidità e del credito.

Per le suddette ragioni, si prevede che la dinamica robusta dei conti correnti proseguirà nel 2021. Anche dopo il superamento dell'eccezionalità del contesto economico e sociale causato dalla pandemia, negli anni successivi al 2021 permarranno condizioni favorevoli alla crescita dei conti correnti, dati i rendimenti di mercato molto bassi o negativi, l'ampia liquidità che sarà assicurata ancora dalla BCE per un periodo prolungato e il possibile perdurare di un clima di incertezza. Il ritmo sarà però decisamente più moderato del 2020 e in decelerazione progressiva. Nel complesso, i depositi sono visti in crescita lungo tutto il periodo di previsione.

Le obbligazioni hanno segnato una brusca accentuazione del calo a partire da marzo 2020, per le minori esigenze di funding a medio-lungo termine legate alla notevole liquidità resa disponibile dalla BCE. Un ritorno alla crescita delle obbligazioni è visto solo nel corso del 2022, anche se modesta lungo tutto l'orizzonte di scenario. Condizioni finanziarie favorevoli potranno tornare a sostenere le emissioni sul mercato all'ingrosso, alimentate dal collocamento di strumenti ammissibili al rispetto dei requisiti di assorbimento delle perdite, in un contesto di crescita contenuta dei prestiti a medio-lungo termine. La raccolta complessiva da clientela registrerà una crescita moderata.

Con tassi di riferimento negativi fino al 2024 e condizioni favorevoli di accesso al credito, i tassi sui prestiti saranno ancora molto bassi nel 2021 e negli anni successivi. Le misure di policy attuate a sostegno della liquidità e del credito contribuiscono a contenere i tassi sui prestiti, nonostante il peggioramento del rischio di credito. Una modesta risalita dei tassi sui prestiti seguirà quella dei tassi monetari e di policy, ipotizzata nel biennio 2024-25.

L'ampio afflusso verso i conti correnti e il sostanziale contributo delle TLTRO III, sia in termini di tasso negativo sia di ingenti volumi, consentiranno di contenere il costo della raccolta anche nel 2021 e negli anni successivi. I tassi sui conti correnti sono visti ancora ai minimi storici, con possibili marginali limature, anche se si esclude una loro discesa in negativo. Sulla base del profilo assunto per i tassi monetari e di policy, una piccola risalita dei tassi sulla raccolta si dovrebbe verificare solo dal 2024.

La forbice tra tassi attivi e passivi è vista in lieve ribasso nel 2021 a confronto con la media del 2020 ed essenzialmente invariata negli anni 2022-23. Una modesta riapertura della forbice sarà possibile solo nel 2024-25, grazie alla ripresa dei tassi attivi, unita alla minore velocità di aggiustamento dei tassi passivi. Tuttavia, la redditività unitaria dell'intermediazione resterà molto bassa nell'intero orizzonte.

Come negli otto anni precedenti, nel 2020 il mark-down sui depositi a vista si è confermato in territorio negativo, dove è atteso restare per tutto l'orizzonte dello scenario per approssimarsi allo zero solo nel 2025, dati i tassi Euribor molto bassi.

Il mark-up sui tassi a breve è atteso in leggero calo nel 2021 rispetto alla media del 2020, in parte per il trascinamento di quanto già verificatosi nel secondo semestre 2020. Seguirà una sostanziale stabilizzazione nel successivo biennio 2022-23. Una modesta riduzione del mark-up si avrà nel 2024-25, con l'avvio della risalita dei tassi di mercato.

Nel 2020 il risparmio gestito ha mostrato una buona tenuta. Anche le gestioni patrimoniali si sono dimostrate piuttosto resilienti. Diversamente, le assicurazioni vita hanno segnato un calo della nuova produzione rispetto al 2019, particolarmente marcato per le polizze tradizionali e più contenuto per il complesso delle unit-linked.

Per il 2021, si attendono flussi di raccolta netta positivi e più elevati rispetto all'anno precedente, sia con riguardo ai fondi comuni sia alle gestioni patrimoniali. A supportare tale crescita vi è l'aspettativa di un andamento favorevole degli indici di borsa.

Con riferimento al settore delle assicurazioni vita, nel 2021 si prevede un significativo recupero della nuova produzione complessiva. In particolare, viene confermata la prospettiva di una ricomposizione interna, con una crescita dei premi delle polizze unit-linked ben superiore a quella delle polizze tradizionali.

Anche per gli anni successivi 2022-25, il perdurare di un quadro di tassi d'interesse bassi continuerà a favorire l'industria dell'asset management e delle assicurazioni vita. I flussi di risparmio verso questi comparti potranno essere alimentati dal bacino delle ampie disponibilità confluite negli anni passati e nel 2020 sui depositi bancari. Sulla base di questi fattori caratterizzanti dello scenario a medio termine, proseguirà la strategia di diversificazione dei ricavi attuata dalle banche in risposta all'erosione della redditività dell'intermediazione tradizionale causata dal basso livello dei tassi di interesse.

Nella tabella seguente sono illustrate le variabili macro economiche attese nel periodo 2021-2025 per la sola Italia in quanto le CGU operanti in Paesi esteri non presentano avviamenti iscritti.

(valori in percentuale)
Italia 2020 2021 2022 2023 2024 2025
ECONOMIA REALE
PIL reale Italia -8,9 4,7 2,4 1,4 1,0 0,6
Prezzi al consumo Italia -0,1 0,2 1,1 1,3 1,5 1,5
Tasso di riferimento puntuale (BCE) 0,00 0,00 0,00 0,00 0,25 0,50
Tasso Euribor 3m (valore medio) -0,42 -0,53 -0,52 -0,44 -0,09 0,24
IRS 10 anni -0,1 -0,1 0,1 0,3 0,8 1,0
BTP 10 anni 1,12 0,82 1,10 1,43 1,99 2,34
Spread vs. Bund (basis points) 161 122 123 129 137 147
SETTORE BANCARIO
Impieghi 1,4 3,6 1,3 1,8 2,0 2,1
Raccolta diretta 5,6 3,9 2,5 2,6 2,5 2,4
Tasso prestiti 2,36 2,24 2,24 2,27 2,47 2,66
Tasso raccolta 0,55 0,50 0,49 0,51 0,61 0,71
Spread medio clientela 1,81 1,74 1,76 1,77 1,86 1,95
Fondi comuni 2,2 4,3 3,9 3,5 3,7 3,4
Gestioni patrimoniali 3,3 3,1 2,6 2,4 2,6 2,3
Riserve tecniche vita 2,9 4,0 3,7 3,7 3,7 3,7

Rispetto alle previsioni elaborate per l'ultimo impairment test effettuato, riferito alla Relazione semestrale al 30 giugno 2020, le misure espansive e l'orientamento in tema di politica monetaria della BCE hanno ulteriormente allontanato la ripresa dei tassi di interesse che sono ora stimati su valori negativi fino al 2024 e solo moderatamente positivi nel 2025. Al 30 giugno 2020, di contro, l'Euribor a 3 mesi era stimato su valori positivi già dal 2024 con un trend di crescita che si rifletteva anche sul 2025; nello specifico l'Euribor a 3 mesi previsto al 2025 dalle proiezioni macro-economiche considerate al 30 giugno 2020 era pari a 78 bps, contro un dato pari a 24 bps risultante dallo scenario di riferimento aggiornato al 31 dicembre 2020. Le previsioni circa le variazioni dell'Euribor a 3 mesi sono corerenti con quelle riferite al tasso di riferimento della BCE, per cui lo scenario di giugno 2020 prevedeva un rialzo a 0,25 bps già al 2023 con un valore a 1,25 bps al 2025, mentre lo scenario

aggiornato a dicembre 2020 prevede un rialzo a 0,25 bps solo al 2024 e un valore a 0,50 bps al 2025. Tali stime si riflettono anche sulle previsioni circa il rendimento del BTP a 10 anni, stimato a oltre 360 bps al 2025 nello scenario di giugno 2020 e ora rivisto al ribasso al circa 100 bps al 2025 nello scenario aggiornato a dicembre 2020. Con riferimento alle altre variabili macro-economiche, si segnala che per quanto riguarda il PIL, sia per l'Italia che per l'Eurozona, le stime aggiornate a dicembre 2020, rispetto a quelle di giugno, sono state riviste al ribasso per il 2021 mentre per gli anni successivi prevedono crescite più consistenti per poi allinearsi al 2025, ultimo anno di previsioni analitiche.

Nel confronto con le previsioni formulate in sede di impairment test per il bilancio 2019, si osserva che i dati a consuntivo dell'esercizio 2020 da un lato risentono degli effetti sull'economia reale indotti dai lockdown e dagli interventi pubblici di sostegno conseguenti alla pandemia che si sono tradotti in un calo molto marcato del PIL e in un tasso di crescita degli aggregati bancari degli impieghi e della raccolta significativamente superiori alle stime, dall'altro nella componente finanziaria dei tassi hanno confermato i dati previsionali.

In relazione alle prospettive, in particolare al termine del periodo di proiezione analitica, le previsioni attuali confermano il riposizionamento del PIL a fine periodo allo 0,6% considerato per l'Italia un tasso di crescita strutturale e conseguenti tassi di crescita degli impieghi e della raccolta di poco superiori al 2%, mentre sul fronte dei tassi la nuova stima dell'Euribor a 3 mesi riferita al 2024 porta ad un valore prudente ancora negativo (a differenza del valore positivo stimato lo scorso anno) con un conseguente spread medio bancario in calo di circa 30 bps e un ritorno su valori positivi solo nella seconda metà del 2025, con una stima di impatto positivo sullo spread prudentemente contenuta in 10 bps. I tassi a lungo termine sono anch'essi ora previsti prudenzialmente significativamente più bassi nel 2024 (l'IRS a 10 anni da 1,6% dello scorso anno allo 0,8% attuale) e con una marginale crescita nel 2025.

Le stime dei flussi finanziari attesi dalle diverse CGU sottoposte ad impairment test tengono conto dello scenario macroeconomico descritto in precedenza e sono state operate seguendo due stadi di valutazione.

Nel caso di specie, sono state utilizzate le stime prospettiche predisposte internamente per il periodo 2021-2025 che tengono conto per l'esercizio 2021 dei dati di budget, mentre per gli anni successivi i flussi prospettici sono stati determinati attraverso un trascinamento inerziale, senza quindi considerare l'effetto di nuove leve manageriali, dei flussi del 2021 sulla base delle previsioni relative allo scenario macroeconomico predisposto dalla Direzione Studi e Ricerche, sviluppato per l'arco temporale 2021-2025. Si precisa altresì che i flussi prospettici tengono conto delle sinergie stimate derivanti dall'integrazione del Gruppo UBI. I flussi stimati prevedono una progressiva ripresa dei proventi operativi consolidati anche in relazione alle sinergie di ricavo derivanti dall'aggregazione del Gruppo UBI. Si prevede una crescita dei ricavi sostenuta dal contributo positivo di tutte le Divisioni di business e accompagnata da una riduzione del costo del rischio. In particolare l'andamento dei proventi operativi sarà caratterizzato dal recupero del comparto commissionale grazie all'aumento delle masse in gestione e alla ripresa dell'attività bancaria commerciale, da un trend di crescita prima moderato e poi più sostenuto del margine di interesse e dal crescente contributo positivo dell'attività assicurativa. Sul versante dei costi operativi, il Gruppo prevede di conseguire una riduzione del saldo complessivo, soprattutto grazie alla prosecuzione delle azioni di contenimento della spesa e alle importanti sinergie derivanti dalla razionalizzazione delle spese correnti e progettuali e dal risparmio sul costo del personale per effetto delle uscite nette concordate.

Gli utili previsti per gli esercizi di previsione fino al 2025 sono stati rettificati, come richiesto dal principio IAS 36, per tenere conto delle componenti non monetarie e delle quote di utili di pertinenza di terzi e per escludere gli effetti di eventuali operazioni di riorganizzazione o di ristrutturazione, ad accezione degli effetti delle azioni già considerate nel Piano d'Impresa 2018-2021, e di plusvalenze derivanti da future dismissioni di asset aziendali. Inoltre, i flussi finanziari sono comprensivi dell'attribuzione alle diverse CGU dei flussi correlati ai corporate assets centrali. Coerentemente con la logica "equity side", già citata in relazione alla determinazione del valore contabile delle CGU, i flussi utilizzati ai fini dell'impairment test sono comprensivi dei flussi correlati alle attività e passività finanziarie, posto che queste ultime rappresentano il core business aziendale.

Nell'ambito dei criteri di valutazione di matrice finanziaria, quale è quello impiegato ai fini della determinazione del Valore d'Uso, il valore di un'impresa al termine del periodo di previsione analitica dei flussi (il cosiddetto "Terminal Value") è generalmente determinato capitalizzando all'infinito, ad un appropriato tasso "g", il flusso di cassa conseguibile "a regime". Tale tasso può essere assunto, anche in via differenziata nel tempo, costante ovvero decrescente (o in più rare circostanze crescente).

In alternativa alla metodologia di stima del Terminal Value illustrata, la dottrina prevede anche (i) l'approccio basato sull'impiego di multipli di uscita (o "exit multiple") e (ii) l'approccio basato sulla stima del valore di liquidazione dell'impresa. In particolare, con riguardo all'approccio sub (i) si segnala che la stima di un multiplo a termine presenta elementi di complessità (e, potenzialmente, di soggettività) che risultano ancora più accentuati in momenti di incertezza e volatilità dei mercati quale quello attuale. L'approccio sub (ii) è valido unicamente per le imprese destinate a cessare al termine del periodo di previsione analitica e, pertanto, non è utilmente impiegabile in presenza di prospettive di continuità aziendale.

Nelle scelte da effettuare con riferimento ai criteri per l'estrapolazione dei flussi finanziari oltre il periodo di previsione analitica è necessario tenere conto del contesto di mercato nel quale si sta procedendo nella definizione dello scenario prospettico.

Per quanto riguarda l'impairment test al 31 dicembre 2020, il 2025, ultimo anno di previsione analitica, depurato delle principali componenti non ricorrenti, è stato proiettato in perpetuità, sulla base dei fattori di crescita descritti nel seguito, ai fini del Terminal Value.

Coerentemente con quanto effettuato negli impairment test degli esercizi precedenti, il tasso g è stato determinato come tasso medio di crescita del PIL nominale dell'Italia, osservato e previsto nel periodo 2008-2025 (si rammenta infatti che, in considerazione delle svalutazioni operate nei bilanci precedenti, alle CGU International Subsidiary Banks, Bank of Alexandria e Pravex Bank non risulta allocato alcun avviamento e, conseguentemente, non risulta necessario determinare il tasso "g" ai fini del test dell'avviamento per i Paesi esteri in cui il Gruppo opera). In particolare, il PIL nominale risulta dalla somma del tasso di crescita del PIL reale e del tasso d'inflazione. I dati attesi di PIL reale e di inflazione, utilizzati per il calcolo del tasso g, sono stati desunti dalle proiezioni della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo descritte in precedenza. Ciascuna componente è stata calcolata quale media del periodo 2008-2025.

La scelta effettuata in relazione al periodo di osservazione dei tassi di crescita, considerato l'attuale particolare contesto macroeconomico, merita alcune considerazioni.

Le dinamiche del PIL reale negli ultimi anni sono state negative o solo marginalmente positive a causa della crisi economico finanziaria. Già a partire dal 2015 c'è stata una inversione di tendenza rispetto al contesto di crisi macroeconomica con la

ripresa di un percorso di crescita, seppur molto debole. Tale crescita, con l'eccezione del 2020, profondamente condizionato dall'emergenza sanitaria da COVID-19, è stata confermata dall'ultimo aggiornamento delle previsioni macroeconomiche fornite dalla Direzione Studi e Ricerche.

Al fine di considerare sia periodi di crisi dell'ultimo decennio, sia gli effetti attesi derivanti dalla pandemia, incluse le prospettive di ripresa dal 2021, il tasso di crescita per la stima del valore terminale è stato determinato come media dei tassi del PIL per il periodo 2008-2025, in quanto ritenuto sufficientemente ampio per includere, e dunque mediare, sia periodi di forte crisi, sia un periodo prospettico di ritorno ad un contesto di crescita economica, ancorché moderata pur tenendo conto dell'impatto dell'esplosione della crisi sanitaria nel 2020. In sintesi, il periodo considerato è caratterizzato da logiche di prudenza in quanto tiene conto, da un lato, della crisi finanziaria iniziata nel 2008 e, dall'altro, degli effetti della pandemia da COVID-19 e di aspettative di crescita economica fino al 2025. Si precisa che, per l'Italia, il periodo 2008-2025 presenta un valore negativo come tasso medio di crescita reale. Infatti, le stime previsionali per i prossimi esercizi prospettano una crescita moderata in termini reali, conducendo ad una crescita media per il periodo 2008-2025 marginalmente negativa.

Poiché il tasso g viene utilizzato per la determinazione del Terminal Value, è stato considerato realistico e razionale non ipotizzare una crescita reale negativa da proiettarsi in perpetuità; pertanto ai fini del calcolo è stata assunta una crescita media reale pari a zero, con conseguente corrispondenza del tasso g con la crescita media dell'inflazione per il periodo 2008- 2025. Tale scelta appare coerente anche con la distribuzione, per il periodo considerato, dei dati relativi al PIL reale che evidenziano una netta maggioranza di rilevazioni positive rispetto a quelle negative che però, in termini assoluti, tendono a prevalere nel dato medio.

Inoltre, in un'ottica prudenziale, è stato verificato che il tasso g non risultasse superiore al tasso di crescita del PIL nominale dell'Italia nel 2025 o, per ciascuna CGU, al tasso di crescita dell'ultimo anno di previsioni analitiche.

I tassi di attualizzazione dei flussi

Nella determinazione del Valore d'Uso i flussi finanziari devono essere attualizzati ad un tasso che rifletta le valutazioni correnti del mercato, del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell'attività.

Nella pratica, la prima caratteristica (condizioni correnti di mercato) si traduce nella determinazione di tutti i parametri in base alle informazioni più aggiornate disponibili alla data di riferimento della stima, al fine di considerare al meglio le valutazioni correnti del mercato. La seconda caratteristica (coerenza tra rischi/flussi e tassi) deve essere declinata in relazione con le specificità dei flussi utilizzati per l'impairment test delle CGU. Il tasso (nelle sue diverse componenti) deve, dunque, essere scelto osservando le specificità dei flussi utilizzati nella valutazione di ognuna delle CGU, in modo da risultare congruo e consistente rispetto a tali flussi. In particolare, la coerenza assume importanza con riguardo all'inflazione, al rischio Paese e agli altri fattori di rischio che potrebbero essere espressi, secondo lo IAS 36, nei flussi o nel tasso. Occorre evidenziare che una caratteristica comune a tutte le CGU contenenti avviamenti (e, in generale, intangibili a vita indefinita) è la prospettiva di lungo periodo dei flussi utilizzati nella stima del Valore d'Uso delle CGU medesime. Infatti, l'avviamento ha per definizione vita utile indefinita e, dunque, i flussi di cassa attesi dal medesimo sono normalmente proiettati in perpetuità.

Tale prospettiva di lungo periodo dovrebbe essere riflessa in tutti i parametri del tasso di attualizzazione tramite una opportuna scelta di ciascuno dei medesimi, in modo tale che essi esprimano condizioni "normali" nel lungo termine. Normalmente il tasso di attualizzazione deve comprendere il costo delle diverse fonti di finanziamento dell'attività da valutare e cioè il costo dell'equity ed il costo del debito (si tratta del cosiddetto WACC, cioè il costo medio ponderato del capitale).

Tuttavia, nel caso di un'impresa bancaria, esso è stimato nell'ottica "equity side" cioè considerando solamente il costo del capitale proprio (Ke), coerentemente con le modalità di determinazione dei flussi che, come già rilevato, sono comprensivi dei flussi derivanti dalle attività e passività finanziarie.

Il costo del capitale è stato determinato utilizzando il "Capital Asset Pricing Model" (CAPM). Sulla base di tale modello, il costo del capitale viene determinato quale somma del rendimento di investimenti privi di rischio e di un premio per il rischio, a sua volta dipendente dalla rischiosità specifica dell'attività (intendendo per tale sia la rischiosità del comparto operativo sia la rischiosità geografica rappresentata dal cosiddetto "rischio Paese").

Il costo del capitale è determinato al netto delle imposte, per coerenza con i flussi finanziari oggetto di attualizzazione.

Poiché le diverse CGU del Gruppo Intesa Sanpaolo operano in comparti di business diversi e con fattori di rischio differenziati, sono stati identificati costi specifici del capitale per ognuna delle CGU.

Si segnala che, poiché i flussi finanziari sono stati determinati in termini nominali, anche i tassi di attualizzazione sono stati determinati in termini nominali, ossia incorporando le attese di inflazione.

Scendendo nel dettaglio delle diverse componenti che contribuiscono alla determinazione dei tassi di attualizzazione si segnala che:

  • − con riferimento alla componente risk free ed al country risk premium (CRP) si sono tenuti in considerazione i valori attuali estremamente contenuti con riferimento al contesto generale dei tassi di interesse. Sebbene, infatti, il livello dei tassi di interesse non sia previsto su valori positivi se non a partire dal 2025, è comunque opportuno svolgere alcune riflessioni per valutare se la situazione attuale possa, o meno, essere ragionevolmente prevista durare anche oltre il c.d. "periodo esplicito" di proiezione dei flussi finanziari per le valutazioni ai fini dei test di impairment. Come noto, infatti, una componente rilevante del calcolo del valore delle CGU è rappresentato dal c.d. Terminal Value, calcolato come rendita perpetua di un flusso di cassa conseguibile "a regime"; in tal senso le riflessioni si devono concentrare sull'analisi dell'attuale contesto macroeconomico, per verificare se il corrente livello dei tassi d'interesse possa essere rappresentativo di una situazione ordinaria e quindi incorporabile nel tasso di sconto del flusso implicito nel Terminal Value, in una logica di calcolo di lungo periodo, quale quella sottostante il processo di impairment test. Sulla base della situazione descritta in precedenza, considerata la già citata prospettiva di lungo periodo che deve guidare l'impairment test e il fatto che l'attuale basso livello dei tassi di interesse (specie nella componente risk-free), fortemente influenzato dalle politiche monetarie della BCE, difficilmente potrebbe continuare a perdurare oltre il medio termine, si è ritenuto, per il Bilancio 2020, di adottare un approccio prudente che prevede l'utilizzo di tassi di sconto differenziati per l'attualizzazione dei flussi di cassa delle CGU, coerentemente con quanto fatto per i precedenti Bilanci e per la Relazione semestrale al 30 giugno 2020 e così come consentito dallo IAS 36; nello specifico:
    • o per quanto concerne il risk free ricompreso nel tasso di attualizzazione dei flussi finanziari dell'orizzonte "esplicito" di previsione, si è ritenuto di utilizzare il rendimento medio mensile (mese di dicembre 2020) dei titoli di Stato tedeschi (Bund) a 10 anni;

o per quanto concerne il risk free ricompreso nel tasso di attualizzazione del flusso finanziario del Terminal Value (flusso di cassa in perpetuità oltre il periodo di previsione esplicita), si è ritenuto di utilizzare il rendimento medio annuo dei titoli di Stato tedeschi (Bund) a 10 anni previsto al 2025, ultimo anno di previsione analitica dei flussi, stimato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

Coerentemente con quanto esposto sopra, anche per il CRP si è considerata una metodologia che prevede l'utilizzo di valori differenziati. Si ricorda inoltre che – non sussistendo avviamenti allocati a CGU diverse da quelle operanti (prevalentemente) in Italia – il "rischio Paese" coincide nella sostanza con il "rischio Italia". Il CRP, dunque, nelle scelte metodologiche per l'impairment test dell'avviamento ai fini del Bilancio 2020 è stato calcolato come segue:

  • o per quanto concerne il CRP ricompreso nel tasso di attualizzazione dei flussi finanziari dell'orizzonte "esplicito" di previsione, è stato considerato lo spread BTP-Bund medio del mese di dicembre 2020;
  • o per quanto concerne il CRP ricompreso nel tasso di attualizzazione dei flussi finanziari del Terminal Value, è stato considerato lo spread BTP-Bund medio annuo stimato al 2025 sulla base dello scenario previsionale di medio termine citato in precedenza.

Ai fini del Terminal Value sono stati, pertanto, prudenzialmente considerati tassi risk free e spread per il rischio paese complessivamente di oltre 175 bps più elevati rispetto ai valori correnti di fine anno proiettabili quindi in perpetuità secondo la logica di lungo periodo sottostante l'impairment test;

  • − l'equity risk premium, ovvero il premio per il rischio aziendale rappresentato dalla differenza tra il rendimento del mercato azionario ed il rendimento di un investimento in titoli privi di rischio determinato avendo a riferimento un arco temporale sufficientemente ampio - è stato determinato facendo riferimento a dati storici, sia per la maggiore affidabilità e dimostrabilità, sia anche alla luce dell'attuale contesto macroeconomico che, da un lato, si riflette in prezzi di borsa significativamente volatili e non sempre espressivi dei "fondamentali" economici e, dall'altro lato, configura un quadro di incertezza nel quale è arduo formulare previsioni di risultati attendibili al fine di una stima dell'equity risk premium implicito nelle quotazioni di borsa. Nello specifico è stata utilizzata la media geometrica dell'equity risk premium rilevata sul mercato statunitense nel periodo 1928-2020 corretta per il differenziale tra il tasso di inflazione USA ed il tasso di inflazione tedesco (quale mercato di riferimento per la rilevazione del risk free);
  • − il coefficiente Beta, che misura la rischiosità specifica della singola azienda o settore operativo, è stato determinato identificando - per ogni CGU - un campione di società comparabili (in termini di business) e rispetto a questo campione è stato utilizzato il dato medio o mediano dei Beta rilevati attraverso osservazioni con periodicità mensile su un orizzonte di cinque anni.

Riepilogo dei tassi di crescita e dei tassi di attualizzazione utilizzati

Nella tabella che segue vengono sintetizzati per ogni CGU oggetto di impairment test i parametri rilevanti ai fini della determinazione del Valore d'Uso: i tassi di crescita medi ponderati 2020-2025 dei flussi delle diverse CGU comprensivi dell'attribuzione dei flussi correlati ai corporate assets centrali, i tassi di crescita "g" ai fini del Terminal Value, i diversi tassi di attualizzazione ed i tassi di inflazione.

TASSI/
PARAMETRI
Tassi di crescita
nominali per
impairment test
(periodo 2021 - 2025)
TASSI DI ATTUALIZZAZIONE NOMINALI TASSI DI
CRESCITA "G"
NEL LUNGO
PERIODO
TASSI DI
INFLAZIONE
2020
flussi
2020
Terminal
Value
2019
flussi
2019
Terminal
Value
2020 2019 2020
CGU
CGU oggetto di impairment test
Banca dei Territori n.a. (1) 6,68% 8,44% 8,58% 10,57% 1,19% 1,32% 1,19%
IMI Corporate & Investment
Banking
9,73% 7,01% 8,77% 7,15% 9,14% 1,19% 1,32% 1,19%
Insurance 12,92% 6,23% 7,99% 6,21% 8,20% 1,19% 1,32% 1,19%
Asset Management 9,15% 6,01% 7,78% 6,97% 8,96% 1,19% 1,32% 1,19%
Private Banking 11,00% 6,90% 8,66% 7,14% 9,13% 1,19% 1,32% 1,19%

(1) In considerazione del flusso 2021 di segno negativo la rappresentazione del tasso di crescita 2021-2025 risulta non applicabile.

I risultati dell'impairment test

Gli esiti dell'impairment test hanno evidenziato la necessità di operare una rettifica di valore dell'avviamento, pari a 981 milioni, per la CGU Banca dei Territori. Le restanti CGU sulle quali sono allocate attività intangibili a vita indefinita non hanno, invece, evidenziato tale necessità in quanto i loro valori d'uso al 31 dicembre 2020 sono risultati ampiamente superiori rispetto ai relativi valori di carico contabili. Tenuto conto dei correlati effetti fiscali l'impatto netto sul conto economico 2020 derivante dalla svalutazione sopra citata è risultato negativo per 912 milioni. Si segnala altresì che, per completezza di analisi, si è calcolato il Valore d'Uso anche delle CGU a cui non sono più allocati intangibili a vita indefinita; il Valore d'Uso complessivo di Gruppo si conferma superiore alla somma dei valori contabili delle singole CGU.

Nella tabella che segue è riportato il dettaglio delle rettifiche di valore registrate al 31 dicembre 2020:

(milioni di euro)

Valori al 31 Dicembre 2020
Valori
CGU
Valore Avviamento
ante
impairment
test
Brand
name ante
impairment
test
Impairment Valore
contabile
ante
impairment
test
Avviamento Brand name contabile
post
impairment
test
Avviamento
post
impairment
test
Brand
name post
impairment
test
Banca dei Territori 22.305 981 1.507 -981 - 21.324 - 1.507
IMI Corporate & Investment Banking 23.232 56 - - - 23.232 56 -
Insurance 7.228 773 - - - 7.228 773 -
Asset Management 2.612 1.059 - - - 2.612 1.059 -
Private Banking 4.693 1.266 375 - - 4.693 1.266 375
International Subsidiary Banks 6.397 - - - - 6.397 - -
Bank of Alexandria (Egitto) 684 - - - - 684 - -
Pravex Bank (Ucraina) 49 - - - - 49 - -
Attività in via di dismissione (1) 45 45 - - - 45 45 -
TOTALE 67.245 4.180 1.882 -981 - 66.264 3.199 1.882

(1) Al 31.12.2020 sono state riclassificate tra le attività in via di dismissione le porzioni di avviamento riconducibili al Ramo della Banca Depositaria e Fund Administation di FLB (CGU Private Banking) in cessione nel corso del 2021 e alle 31 filiali oggetto di cessione a BPER in ottemperanza alle indicazioni delle autorità competenti a seguito dell'acquisizione di UBI Banca.

Verifica dei risultati dell'impairment test attraverso una metodologia di calcolo alternativa

Poiché il valore di una società o di un ramo d'azienda può essere determinato anche attraverso l'attualizzazione dei flussi finanziari distribuibili, intendendo per tali i flussi finanziari futuri che si stima saranno generati dall'area di business (le singole CGU) al netto della quota di reddito che deve essere mantenuta nel patrimonio per preservare i requisiti regolamentari di vigilanza, è stata verificata la recuperabilità del valore contabile degli avviamenti allocati alle CGU anche attraverso l'attualizzazione dei suddetti flussi finanziari secondo il modello Dividend Discounted Model (DDM) nella versione con excess capital.

Con riferimento ai requisiti regolamentari di vigilanza, è stato utilizzato un Common Equity Tier 1 ratio del 10,25% che, rispetto al ratio target previsto dal Risk Appetite Framework di Gruppo, tiene conto di un buffer prudenziale per recepire l'attuale incertezza legata al contesto pandemico ed è anche significativamente superiore al requisito patrimoniale (8,63%) comunicato dalla BCE a seguito degli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP).

Integrando, quindi, i flussi finanziari attesi determinati come illustrato in precedenza - per tenere conto in aumento delle eccedenze di capitale rispetto ai suddetti limiti minimi di capitale, o in diminuzione delle quote di reddito necessarie per coprire i fabbisogni derivanti dalla dinamica crescente stimata delle attività di rischio ponderate - si sono ottenuti i flussi finanziari distribuibili. Questi flussi, stimati per ogni CGU, sono stati attualizzati applicando i medesimi tassi di attualizzazione e tassi di crescita "g" utilizzati nell'applicazione del metodo Discounted Cash Flow (DCF).

I risultati di questa metodologia hanno confermato le risultanze emerse in base al calcolo effettuato con il metodo del DCF, anche in merito alla presenza di una perdita di valore con riferimento all'avviamento allocato alla CGU Banca dei Territori. Si precisa però che la perdita di valore sulla CGU Banca dei Territori risultante dall'applicazione del modello DDM è risultata di importo inferiore rispetto alla perdita di valore emersa con il metodo DCF (quindi in questo caso si sarebbe registrata una svalutazione solo parziale dell'avviamento attribuito alla CGU Banca dei Territori), in quanto il modello DDM, nella versione excess capital, considera comunque potenzialmente distribuibili, con conseguente beneficio sul valore finale, i flussi in eccesso rispetto al requisito minimo di capitale, a prescindere dalla dividend policy adottata dalla banca. Pertanto, nel modello DDM risultano sostanzialmente neutrali le restrizioni poste dalla BCE con riferimento alla distribuzione dei dividendi a valere sugli utili 2019 e, parzialmente, 2020. Di contro il modello DCF considera come valore di carico contabile delle CGU le rispettive consistenze patrimoniali, che quindi incorporano i dividendi non distribuiti, mentre i flussi finanziari attesi futuri sono stati stimati non prevedendo un impiego di tale liquidità in quanto al momento sono considerati come "surplus assets" nella prospettiva di una loro possibile distribuzione non appena ciò sarà possibile nel rispetto delle indicazioni dell'Autorità di vigilanza e continuando a garantire la solidità patrimoniale della banca.

In ogni caso, con riferimento alla CGU Banca dei Territori, nonostante il fatto che dall'applicazione del metodo di controllo sia emersa una perdita di valore di importo più contenuto rispetto a quella risultante dal metodo principale, che avrebbe comportato il mantenimento, nel bilancio di fine anno, di una parte dell'avviamento relativo a tale CGU, prudenzialmente si è proceduto con la completa svalutazione di tale avviamento secondo quanto emerso dall'applicazione del metodo principale.

Raccordo tra gli esiti dell'impairment test e le valutazioni espresse dal mercato

Rispetto alle valutazioni espresse dal mercato, il Valore d'Uso del Gruppo risulta superiore alla capitalizzazione di borsa. La quotazione del titolo Intesa Sanpaolo al 31 dicembre 2020 (1,91 euro), risulta in decremento rispetto ai valori misurati al termine dell'anno precedente. Infatti, la performance del titolo Intesa Sanpaolo, nel corso del 2020, ha fatto registrare un calo di circa il 19%, sovraperformando l'indice settoriale italiano (FTSE It All-Shr Banks -21%) ma sottoperformando l'indice di riferimento di Borsa Italiana (FTSE MIB Index -5%). Il titolo Intesa Sanpaolo ha comunque fatto registrare una performance superiore all'andamento dell'indice Stoxx 600 banks che ha subito un decremento pari al 24% da inizio anno.

Per quanto concerne i mercati azionari, nella prima parte del 2020, soprattutto tra la fine di febbraio e la metà di marzo, i principali listini mondiali hanno subito forti cali, accompagnati da un rialzo della volatilità su valori molto elevati. Questi andamenti hanno interessato in particolare le quotazioni di società, tra cui le aziende di credito, le cui prospettive sono particolarmente influenzate dall'impatto delle misure di contenimento della pandemia. Da aprile i corsi azionari hanno parzialmente recuperato le perdite registrate nella fase più acuta della pandemia, beneficiando di una maggiore propensione degli investitori ad assumere rischi, favorita dalle forti misure espansive, sia monetarie che fiscali, e dal progressivo allentamento dei provvedimenti restrittivi.

Nell'ultimo trimestre dell'anno, dopo una prima fase di correzione, a causa dei rinnovati timori derivanti dall'aumento dei contagi nel periodo autunnale, i corsi azionari hanno fatto registrare elevati rialzi, beneficiando soprattutto degli annunci sull'efficacia dei vaccini prodotti dalle principali case farmaceutiche. Tali rialzi sono proseguiti anche nei primi mesi del 2021: il titolo Intesa Sanpaolo in questo periodo ha avuto una crescita di oltre il 15%.

Peraltro, si ricorda che i titoli del settore bancario, stanno anche scontando nella capitalizzazione di borsa gli effetti derivanti dalle raccomandazioni della BCE, emesse nel corso dell'anno, in materia di distribuzioni di dividendi.

Le valutazioni degli analisti finanziari, che si basano su prospettive di breve periodo, nel corso del 2020 hanno fatto registrare un decremento dei target price medi che comunque si collocano ad un valore superiore alla quotazione di borsa del titolo a fine anno. I target price si sono mediamente attestati su un valore di 2,3 euro per azione, con un decremento del 5% circa rispetto a quelli previsti alla fine del 2019 (pari a 2,4 euro per azione). Si segnala, peraltro, che nel corso dei primi due mesi del 2021 si è osservata una crescita dei target price degli analisti che sono ritornati sui livelli di fine 2019.

In ogni caso, occorre rimarcare che le valutazioni espresse dagli analisti finanziari presentano caratteristiche che le differenziano da una valutazione "fondamentale" rappresentata dal Valore d'Uso.

Sulle tali valutazioni si possono fare le seguenti osservazioni:

  • − i flussi reddituali prospettici previsti dagli analisti si estendono generalmente fino al 2022 e risultano, a livello di Gruppo, sostanzialmente in linea rispetto alle stime prodotte internamente dal Gruppo. In particolare, facendo riferimento agli analisti che forniscono dettagli anche relativamente alle singole Divisioni, le stime prodotte internamente risultano conservative relativamente alle Divisioni Banca dei Territori, Asset Management e International Subsidiary Banks, sostanzialmente allineate relativamente alla Divisione Private Banking e più generose con riferimento alle Divisioni IMI Corporate & Investment Banking e Insurance;
  • − il costo del capitale utilizzato (nei casi in cui questo parametro viene esplicitato) è spesso determinato in termini complessivi a livello di Gruppo; il costo del capitale di Intesa Sanpaolo utilizzato per l'attualizzazione del flusso del Terminal Value risulta inferiore rispetto ai valori risultanti dai report degli analisti. Questi ultimi, tendono a mantenere costanti i tassi di sconto applicati, a differenza di quelli utilizzati ai fini dell'impairment test che devono essere in linea con gli attuali livelli dei tassi di mercato, così come previsto dallo IAS 36. Inoltre, il costo del capitale utilizzato dagli analisti è generalmente stimato come rendimento minimo, richiesto da un generico investitore, implicito nelle quotazioni di borsa. Nel costo del capitale si riflettono, dunque, fattori macroeconomici e di contesto di breve periodo che, come detto in precedenza, sono esogeni alla capacità del gruppo di generare utili sufficienti a remunerare i propri azionisti nel lungo periodo;
  • − similmente a quanto osservato per l'impairment test del Bilancio 2019 e per la Relazione Semestrale 2020, sotto il profilo metodologico sono spesso utilizzati multipli (in termini di P/E o di ROE) o altri criteri (Gordon Model) applicati a quotazioni di mercato attuali o alla redditività attesa per i prossimi esercizi (con riferimento al massimo al 2022); si tratta, quindi, di metodologie che forniscono un Fair Value, piuttosto che un Valore d'Uso di lungo periodo. Tale aspetto incide considerevolmente sulla differenza tra i target price e il valore d'uso per azione stimato internamente. Le stime interne relativamente ai flussi finanziari prospettici, utilizzati per il calcolo del valore della banca, mostrano, infatti, come nel medio - lungo periodo, una volta che si saranno attenuati i rischi e le incertezze che caratterizzano lo scenario di breve termine, il Gruppo sarà in grado di generare una redditività superiore a quella attuale. Tale aspetto non viene colto dalle stime degli analisti che, come detto, hanno una prospettiva di breve termine.

Con riferimento agli obiettivi di tali valutazioni, occorre evidenziare che esse sono destinate agli investitori finanziari e dunque con una prospettiva di definizione di prezzi e di valori di breve periodo. Tali valutazioni rappresentano il valore potenzialmente ottenibile dalla cessione in Borsa di limitati quantitativi di titoli ovvero dalla dismissione di quote di minoranza e quindi sono strettamente ancorate ai prezzi ed alle condizioni di mercato correnti. Viceversa il Valore d'Uso risponde ad una logica generale, secondo la quale il valore di un'attività è diretta espressione dei flussi finanziari che è in grado di generare lungo il periodo del suo utilizzo. Tale valore è, quindi, anche basato sulle aspettative interne dell'impresa, a differenza delle valutazioni di mercato che, invece, sono ancorate alle attese di breve periodo del mercato stesso.

In sintesi, dunque, la differenza tra i valori risultanti dalle stime degli analisti, che si riflette in una differenza metodologica tra fair value e valore d'uso, può essere spiegata, con i seguenti fattori:

  • − differente orizzonte temporale di riferimento preso in considerazione dal mercato rispetto alla stima effettuata internamente: il limitato periodo di estensione delle stime circa i flussi finanziari (2022 vs 2025 utilizzato ai fini dell'impairment test), come detto, impatta considerevolmente sulla stima della valorizzazione del Gruppo oltre al fatto che gli analisti, proprio in considerazione della limitata estensione delle proiezioni considerata, stimano generalmente un tasso di crescita g di lungo periodo pari allo 0%;
  • − differente valore del costo del capitale che, nelle stime degli analisti, essendo calcolato come valore implicito nelle correnti quotazioni di borsa, si colloca su valori tendenzialmente elevati e fattorizza elementi esogeni alla capacità del gruppo di produrre utili al fine di remunerare i propri azionisti;

− differente unit of valuations: il fair value calcolato dagli analisti rappresenta il prezzo di una singola azione a differenza del Valore d'Uso che valorizza l'intero capitale della Banca. Tra i due valori incide dunque un premio per il controllo, assente nel primo caso, che la dottrina valorizza generalmente in un range compreso tra il 15% e il 25%.

Infine occorre anche osservare che il Gruppo Intesa Sanpaolo opera in molti settori oltre a quello bancario, e in particolare è importante l'operatività nei comparti di wealth management che anche in periodi di crisi presentano una grande resilienza. L'applicazione di multipli di borsa dei competitors quotati alle singole CGU di Intesa Sanpaolo farebbe emergere un valore di Intesa Sanpaolo come somma delle parti superiore di oltre 50% rispetto alla capitalizzazione del titolo a conferma di quello che in dottrina è documentato come "sconto di holding" per cui il valore di un'azienda che possiede assets partecipativi diversificati è generalmente inferiore alla somma dei singoli assets.

In conclusione, si ritiene che i test di impairment debbano essere svolti con la consapevolezza che l'attuale situazione economica, ulteriormente penalizzata dall'emergenza legata alla pandemia da COVID-19, incide in modo importante sui flussi finanziari attesi dalle attività operative nel breve e medio periodo, in particolar modo sulle rettifiche di valore su crediti, senza però intaccare le primarie fonti di generazione di reddito ed i vantaggi competitivi di cui il Gruppo Intesa Sanpaolo dispone, come peraltro hanno dimostrato sia i risultati degli ultimi anni, con il costante raggiungimento degli obiettivi previsionali, che le dinamiche reddituali dell'esercizio 2020: nonostante la crisi più grave dal dopoguerra, nel 2020 i risultati operativi del Gruppo sono stati apprezzabili, la dinamica dei principali aggregati di ricavi ha risentito in misura contenuta del contesto critico e si è confermata la strutturale capacità di ridurre i costi operativi.

Inoltre, in proposito si segnala che nel corso degli ultimi esercizi il Gruppo ha posto in essere operazioni di cessione di rami o di partecipazioni che hanno fatto emergere rilevanti proventi da realizzo (es. Setefi, Allfunds Bank, Intrum, Nexi), a conferma della presenza nel Gruppo di plusvalori latenti non recepiti nei valori contabili ma riconosciuti in transazioni realizzate con terzi. Inoltre, il modello di business resiliente e ben diversificato, con focus sulle fabbriche prodotto, su cui si concentra buona parte del differenziale rispetto ai valori contabili, garantisce al Gruppo primarie fonte di reddito anche in condizioni avverse con riferimento allo scenario prettamente bancario.

Ciononostante, le misure espansive e l'orientamento in tema di politica monetaria della BCE hanno ulteriormente allontanato nel corso dell'anno la ripresa dei tassi di interesse a breve termine, che sono stimati su valori negativi fino al 2024 e solo moderatamente positivi nel 2025, influenzando in maniera significativa la redditività della CGU Banca dei Territori; tale CGU, operando principalmente come banca commerciale retail, è quella, tra le CGU del Gruppo, che risulta maggiormente impattata in conseguenza di uno scenario di tassi d'interesse negativi o marginalmente positivi. Infatti, come indicato in precedenza, gli esiti dell'impairment test hanno comportato la necessità di svalutare integralmente l'avviamento allocato a tale CGU. Per le altre CGU del Gruppo ISP a cui sono allocati avviamenti i valori recuperabili sono risultati invece ampiamente superiori rispetto ai rispettivi valori contabili.

Considerati tali elementi, si ritiene che il Valore d'Uso, nell'attuale contesto di mercato, risulti maggiormente espressivo del valore recuperabile delle attività operative del Gruppo.

Peraltro, nello sviluppo del modello valutativo, sono state adottate cautele sia nella stima dei flussi previsionali, sia nella scelta dei parametri finanziari:

  • − i flussi previsionali a livello di Gruppo sono sostanzialmente in linea con quelli previsti dagli analisti finanziari le cui stime si estendono fino al 2022; inoltre, i consuntivi degli ultimi anni sono stati sostanzialmente allineati ai dati previsionali;
  • − i flussi previsionali delle singole CGU includono l'allocazione integrale degli effetti finanziari dei servizi resi dal Centro di Governo; pertanto non si è reso necessario il calcolo del valore recuperabile del Gruppo nel suo complesso (cd. test di 2° livello) che lo IAS 36 richiede nel caso non risulti possibili allocare gli asset centrali (o corporate assets) alle singole CGU;
  • − il costo del capitale è stato determinato in modo analitico, sulla base di parametri desunti dai mercati per ogni CGU, in funzione della diversa rischiosità dei rispettivi business, considerando in modo anch'esso analitico i diversi fattori di rischio; inoltre, in considerazione del livello estremamente basso degli attuali tassi risk free, ai fini del Terminal Value sono stati prudenzialmente considerati il risk free e lo spread per rischio Paese previsti per il 2025 che, per le CGU che presentano avviamenti, sono di oltre 175 bps più elevati rispetto ai valori correnti di dicembre 2020 utilizzati per l'attualizzazione dei flussi del periodo di pianificazione esplicito. Peraltro, il valore medio ponderato ottenuto del Ke delle singole CGU è assolutamente coerente con il costo del capitale di Intesa Sanpaolo espresso dal mercato;
  • − il tasso di crescita g, ai fini del Terminal Value per l'Italia, che rappresenta l'area dove rimangono iscritti ancora avviamenti, è stato posto pari a zero in termini reali;
  • − i flussi finanziari attesi ai fini della determinazione del Valore d'Uso non hanno tenuto conto di un impiego della liquidità riferita ai dividendi degli esercizi 2019 e 2020 non distribuiti a causa delle restrizioni previste dalla BCE; anzi, in conseguenza dell'attuale contesto di tassi negativi, il rendimento associato a tale liquidità considerato nei flussi prospettici è addirittura negativo. In ogni caso, prudentemente, ai fini della determinazione del Valore d'Uso delle CGU è stato considerato come "surplus asset" da aggiungere al valore determinato con l'attualizzazione dei flussi finanziari il solo dividendo a valere sull'utile 2020 (e non anche quello a valere sull'esercizio 2019) nella prospettiva di una sua piena distribuzione sulla base della dividend policy di Intesa Sanpaolo (pay-out ratio del 75%) una volta superati i vincoli posti dal regolatore.

I parametri e le informazioni utilizzati per la verifica della recuperabilità dei valori intangibili a vita indefinita sono significativamente influenzati dal quadro macroeconomico e dalle dinamiche dei mercati finanziari che potrebbero registrare mutamenti ad oggi non prevedibili. Qualora il quadro macroeconomico mostrasse, nel futuro, peggioramenti rispetto a quanto ipotizzato, ciò avrebbe effetti, sulla stima dei flussi finanziari delle diverse CGU e sulle principali assunzioni adottate, che potrebbero condurre nei bilanci dei prossimi esercizi a risultati diversi da quelli prospettati nel presente Bilancio.

Le assunzioni e le ipotesi adottate ai fini del presente impairment test sono state formulate in un contesto caratterizzato da estrema incertezza, in particolar modo legata ai risvolti dell'emergenza sanitaria sulle attività produttive e ad eventuali futuri ritorni di focolai epidemici. Va tuttavia osservato che le divisioni operative che presentano ancora significativi valori di avviamento (Insurance, Asset Management e Private Banking) hanno da sempre, e si aspetta avranno anche in futuro, redditività tali da giustificare ampiamente i valori di avviamento iscritti.

Le analisi di sensitività

Poiché il Valore d'Uso viene determinato attraverso il ricorso a stime ed assunzioni che possono presentare elementi di incertezza, sono state svolte, come richiesto dai principi IAS/IFRS, delle analisi di sensitività finalizzate a verificare la sensibilità dei risultati ottenuti al variare di taluni parametri e ipotesi di fondo, con riferimento al metodo DCF. Tali analisi risultano importanti ancora di più in questo contesto previsionale caratterizzato da estrema incertezza specie con riferimento all'entità degli impatti e alle tempistiche entro cui si esauriranno i risvolti negativi della pandemia da COVID-19 e agli effetti legati alla presumibile conseguente ripresa economica; in proposito, la considerazione di scenari alternativi e di elementi di stress nelle principali variabili valutative e macro-economiche consente di apprezzare gli impatti sugli esiti dell'impairment test legati alla contingente situazione di incertezza che, tra le altre cose, rende particolarmente difficile la formulazione di stime previsionali.

Per le CGU che presentano valori residui di avviamenti, è stato verificato l'impatto sul Valore d'Uso di una variazione sino a 50 bps in aumento per tassi di attualizzazione o in diminuzione per il tasso di crescita ai fini del Terminal Value. Inoltre, sono state condotte analisi di variazione del Valore d'Uso conseguente ad una variazione in senso peggiorativo dei flussi finanziari utilizzati ai fini del Terminal Value. Per nessuna delle CGU oggetto di verifica emergerebbero casistiche di impairment nei casi analizzati anche in considerazione di un aumento di 50 bps dei tassi di attualizzazione o di una diminuzione di pari entità del tasso g o di una diminuzione del 10% del flusso del Terminal Value. Da tale analisi è stata esclusa la CGU Banca dei Territori per cui, come detto in precedenza, ad esito del presente impairment test si è proceduto a svalutare integralmente il relativo avviamento.

Nella tabella che segue è riportata la sensitivity (in termini percentuali) del Valore d'Uso delle CGU per le quali residuano avviamenti, alla variazione del tasso di crescita "g" o del tasso di attualizzazione di rispettivamente -/+ 10 bps, nonché alla variazione in diminuzione del 10% dei flussi finanziari utilizzati ai fini del Terminal Value.

Sensitivity VARIAZIONE VALORE D'USO
CGU tasso di
crescita "g"
- 10 bps
tasso di
attualizzazione
+ 10 bps
flusso del
Terminal value
- 10%
IMI Corporate & Investment Banking -0,97% -1,25% -10,15%
Insurance -1,17% -1,46% -7,55%
Asset Management -1,19% -1,49% -7,49%
Private Banking -1,03% -1,32% -7,25%

In base a quanto riportato nella tabella precedente, variazioni dei tassi di attualizzazione (in incremento) o dei tassi di crescita (in riduzione) contenute nei 10 bps comporterebbero un decremento generale dei Valori d'Uso ricompreso tra lo 0,97% e l'1,49%. Per ciò che concerne il flusso finanziario considerato ai fini del Terminal Value, un decremento del 10% dello stesso comporterebbe riduzioni dei Valori d'Uso ricomprese tra il 7,25% e il 10,15%. In ogni caso, per nessuna CGU emergerebbero problematiche di impairment in corrispondenza di tale sensitivity.

Sempre in un'ottica di stress test sono state eseguite analisi volte ad evidenziare i valori limite dei principali input, oltre i quali l'impairment test delle CGU richiederebbe di registrare un impairment; in proposito si riportano nella tabella che segue i tassi di crescita "g" ed i tassi di attualizzazione per ciascuna CGU che porterebbero, a parità di flussi da attualizzare, a Valori d'Uso allineati ai valori di iscrizione in bilancio.

Sensitivity
CGU
Tasso di
crescita "g"
Differenza
rispetto
al tasso "g"
utilizzato
Tasso di
attualizzazione del
TV
Differenza rispetto
al tasso di
attualizzazione
del TV utilizzato
IMI Corporate & Investment Banking -3,98% -517 bps 12,66% 389 bps
Insurance -9,66% -1.085 bps 15,69% 770 bps
Asset Management (1) n.a n.a n.a n.a
Private Banking (1) n.a n.a n.a n.a

(1) Per le CGU Asset Management e Private Banking i flussi attualizzati lungo l'orizzonte di previsione esplicito risultano sostanzialmente già superiori rispetto ai valori di carico e, conseguentemente, l'analisi di sensitivity sui parametri che modificano il valore attualizzato del Terminal Value, a parità di flusso, risulta non applicabile, in quanto non si perverrebbe mai ad una riduzione del Terminal Value tale da ricondurre il Valore d'Uso della CGU a valori prossimi al valore di carico contabile.

Come evidente dai dati contenuti nella tabella, i Valori d'Uso delle CGU si ridurrebbero fino ai valori contabili, con conseguenti problematiche di impairment, solo in corrispondenza di significativi peggioramenti dei tassi di attualizzazione (Ke) e dei tassi di crescita "g".

Al fine di considerare nelle stime previsionali le variabili chiave derivanti da scenari alternativi rispetto a quello base utilizzato ai fini del presente impairment test, sono stati stimati gli impatti sui risultati lordi medi del Gruppo e delle CGU per il periodo 2021-2023 in corrispondenza di un peggioramento lungo l'orizzonte temporale considerato di alcuni parametri

macroeconomici, nello specifico il PIL reale Italia e lo spread BTP-Bund. Tali sensitivity sono coerenti con le risposte del Gruppo a seguito della raccomandazione della BCE contenuta nella "SREP 2020 Operational Letter" del 23 novembre 2020. Nello specifico, è stato verificato che la riduzione di -50 e -100 bps del PIL Italia per ciascun esercizio dal 2021 al 2023 farebbe emergere una riduzione media annua dell'utile lordo di Gruppo nel range -4% / -6%, principalmente ascrivibile alla Banca dei Territori; le motivazioni sono riconducibili a:

  • − impatto negativo sulla redditività delle Divisioni per effetto della contrazione dei volumi di lending;
  • − impatto negativo sulla componente commissionale per effetto della contrazione delle masse gestite e del rallentamento dell'attività di commercial banking;
  • − aumento del Costo del Funding correlato al peggioramento del merito creditizio del Paese;
  • − aumento delle Rettifiche su crediti, per l'inasprimento delle condizioni generali del mercato creditizio.

Tenuto conto che per la CGU Banca dei Territori si è già provveduto a svalutare integralmente l'avviamento, per nessuna CGU emergerebbero problematiche di impairment in corrispondenza di tale sensitivity.

Si ricorda, infine, che con riferimento all'incertezza legata al contesto pandemico e alle conseguenti difficoltà nel formulare proiezioni economico-finanziarie a medio-lungo termine, lo scenario macro-economico di riferimento alla base dei flussi prospettici delle CGU, così come le tempistiche circa il ritorno ad una situazione pre-crisi, sono allineati a quelli previsti dalle Autorità di Vigilanza.

SEZIONE 11 – LE ATTIVITÀ FISCALI E LE PASSIVITÀ FISCALI – VOCE 110 DELL'ATTIVO E VOCE 60 DEL PASSIVO

11.1 Attività per imposte anticipate: composizione

Le imposte anticipate, contabilizzate con riferimento alle differenze temporanee deducibili ammontano a 17.177 milioni e si riferiscono per 15.771 milioni ad imposte rilevate in contropartita del conto economico e per 1.406 milioni ad imposte rilevate in contropartita del patrimonio netto.

Le prime attengono a perdite portate a nuovo, alla quota non compensata dei benefici connessi alla deducibilità in esercizi futuri di rettifiche su crediti e accantonamenti a fondi rischi e oneri, nonché al beneficio riveniente dal riallineamento del valore fiscale degli avviamenti, dei marchi e delle altre attività immateriali ex art. 15, comma 10, 10-bis e 10-ter del D.L. n. 185/2008. Le attività per imposte anticipate in contropartita del patrimonio netto attengono quasi esclusivamente alla fiscalità su riserve da valutazione negative relative ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, alle coperture dei flussi finanziari ed alla rilevazione di perdite attuariali su fondi del personale.

11.2 Passività per imposte differite: composizione

Le imposte differite ammontano a 2.745 milioni e sono rilevate in contropartita del conto economico per 1.253 milioni, oltre a 1.492 milioni rilevati in contropartita del patrimonio netto.

11.3 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del conto economico)

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 Di cui: 31.12.2019
Gruppo
bancario
Imprese
di
assicuraz.
Altre
imprese
1. Importo iniziale 12.526 12.154 329 43 12.696
2. Aumenti 5.239 5.124 91 24 434
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 1.713 1.626 63 24 328
a) relative a precedenti esercizi 16 16 - - 22
b) dovute al mutamento di criteri contabili - - - - -
c) riprese di valore - - - - -
d) altre 1.697 1.610 63 24 306
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - - - - -
2.3 Altri aumenti 422 410 12 - 106
2.4 Operazioni di aggregazione aziendale 3.104 3.088 16 - -
3. Diminuzioni -1.994 -1.897 -41 -56 -604
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio -1.509 -1.468 -40 -1 -458
a) rigiri -1.228 -1.223 -4 -1 -374
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità -3 -3 - - -6
c) mutamento di criteri contabili - - - - -
d) altre -278 -242 -36 - -78
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - - - - -
3.3 Altre diminuzioni -430 -429 -1 - -146
a) trasformazioni in crediti d'imposta
di cui alla legge n. 214/2011
- - - - -3
b) altre -430 -429 -1 - -143
3.4 Operazioni di aggregazione aziendale -55 - - -55 -
4. Importo finale 15.771 15.381 379 11 12.526

Nella voce "Aumenti", la sottovoce d) "altre" è riferibile a differenze temporanee deducibili sorte nell'esercizio principalmente connesse ad accantonamenti a fondi per rischi ed oneri, all'iscrizione di attività per imposte anticipate convertibili su perdita fiscale IRES e ad ammortamenti e svalutazioni su immobilizzazioni materiali e immateriali non deducibili nell'anno.

La voce "Altri aumenti" accoglie principalmente: (i) trasferimento della fiscalità anticipata da quella in contropartita del patrimonio netto e correlata all'allocazione della Purchase Price Acquisition del Gruppo UBI; (ii) lo storno della compensazione con le passività fiscali differite, effettuata al 31 dicembre 2019; (iii) la predetta voce include inoltre attività per imposte anticipate iscritte a fronte della perdita fiscale riportabile (addizionale IRES 3,5%) e attività per imposte anticipate iscritte a fronte della perdita fiscale riportabile (IRES 24%) non utilizzata nel Consolidato Fiscale.

Nell'ambito delle "Diminuzioni", la sottovoce a) "rigiri" è principalmente riferibile all'annullamento di imposte anticipate di cui alla Legge n. 214/2011 e di imposte anticipate precedentemente iscritte a fronte di accantonamenti ai fondi per rischi ed oneri a seguito del relativo utilizzo avvenuto nell'esercizio.

Nella voce "Altre diminuzioni", la sottovoce b) "altre" accoglie il trasferimento a voce "Attività disponibili per la vendita" della fiscalità originata su accantonamenti a fondi rischi ed oneri in relazione al ramo degli sportelli in cessione a Bper da parte di UBI in quanto correlate al ramo oggetto di dismissione.

11.4 Variazioni delle imposte anticipate di cui alla L. n. 214/2011

Voci 31.12.2020 31.12.2019
1. Importo iniziale 8.247 8.281
2. Aumenti 2.427 4
3. Diminuzioni -664 -38
3.1 Rigiri -644 -
3.2 Trasformazione in crediti d'imposta - -3
a) derivante da perdite di esercizio - -3
b) derivante da perdite fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni -20 -35
4. Importo finale 10.010 8.247

11.5 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del conto economico)

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 Di cui: 31.12.2019
Gruppo
bancario
Imprese
di
assicuraz.
Altre
imprese
1. Importo iniziale 1.189 832 310 47 1.404
2. Aumenti 428 364 56 8 249
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio 81 20 53 8 102
a) relative a precedenti esercizi - - - - 2
b) dovute al mutamento di criteri contabili - - - - -
c) altre 81 20 53 8 100
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - - - - -
2.3 Altri aumenti 177 174 3 - 147
2.4 Operazioni di aggregazione aziendale 170 170 - - -
3. Diminuzioni -364 -318 -16 -30 -464
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio -247 -231 -16 - -395
a) rigiri -201 -200 -1 - -21
b) dovute al mutamento di criteri contabili - - - - -
c) altre -46 -31 -15 - -374
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - - - - -
3.3 Altre diminuzioni -88 -87 - -1 -69
3.4 Operazioni di aggregazione aziendale -29 - - -29 -
4. Importo finale 1.253 878 350 25 1.189

Nell'ambito degli "Aumenti", la sottovoce c) "altre" è riferibile a differenze temporanee tassabili sorte nell'esercizio principalmente relative ad avviamenti e al maggior valore delle partecipazioni.

Gli "Altri aumenti" di cui al punto 2.3 comprendono principalmente lo storno della compensazione con le attività fiscali anticipate in contropartita del conto economico, effettuata al 31 dicembre 2019. La voce accoglie inoltre la riclassifica da imposte differite con contropartita patrimonio netto a contropartita conto economico.

Nell'ambito delle "Diminuzioni", la sottovoce a) "rigiri" è principalmente riferibile al rilascio di passività fiscali differite su avviamenti e sulle immobilizzazioni immateriali.

Le "Altre diminuzioni" di cui al punto 3.3 includono essenzialmente la compensazione con le attività fiscali anticipate in contropartita del conto economico effettuata nell'esercizio.

11.6 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del patrimonio netto)

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 Di cui: 31.12.2019
Gruppo
bancario
Imprese
di
assicuraz.
Altre
imprese
1. Importo iniziale 1.225 872 128 225 1.242
2. Aumenti 1.492 1.414 75 3 244
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 496 421 75 - 240
a) relative a precedenti esercizi - - - - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - - - - -
c) altre 496 421 75 - 240
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali 13 10 - 3 -
2.3 Altri aumenti 6 6 - - 4
2.4 Operazioni di aggregazione aziendale 977 977 - - -
3. Diminuzioni -1.311 -1.085 -1 -225 -261
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio -404 -404 - - -219
a) rigiri -375 -375 - - -192
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità - - - - -
c) dovute al mutamento di criteri contabili - - - - -
d) altre -29 -29 - - -27
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - - - - -
3.3 Altre diminuzioni -687 -681 -1 -5 -42
3.4 Operazioni di aggregazione aziendale -220 - - -220 -
4. Importo finale 1.406 1.201 202 3 1.225

Nell'ambito degli "Aumenti", la sottovoce c) "altre" è riferibile a differenze temporanee deducibili sorte nell'esercizio connesse principalmente ai risultati valutativi dei derivati di copertura di flussi finanziari, delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e a rettifiche di valore su crediti verso la clientela non deducibili.

Nell'ambito delle "Diminuzioni", la sottovoce a) "rigiri" è principalmente riferibile all'annullamento delle imposte anticipate precedentemente iscritte in relazione alla valutazione al fair value di strumenti derivati di copertura di flussi finanziari e delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, a seguito dell'adeguamento degli effetti valutativi ovvero del relativo realizzo avvenuti nell'esercizio.

Le "Altre diminuzioni" di cui al punto 3.3 includono essenzialmente la compensazione con le passività fiscali differite in contropartita del patrimonio netto e al trasferimento della fiscalità anticipata a quella in contropartita del conto economico e correlata all'allocazione della Purchase Price Acquisition del Gruppo UBI.

11.7 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del patrimonio netto)

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 Di cui: 31.12.2019
Gruppo
bancario
Imprese
di
assicuraz.
Altre
imprese
1. Importo iniziale 677 337 340 - 824
2. Aumenti 1.327 1.097 229 1 487
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio 490 280 209 1 471
a) relative a precedenti esercizi 2 2 - - -
b) dovute al mutamento dei criteri contabili - - - - -
c) altre 488 278 209 1 471
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - - - - -
2.3 Altri aumenti 19 18 1 - 16
2.4 Operazioni di aggregazione aziendale 818 799 19 - -
3. Diminuzioni -512 -512 - - -634
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio -167 -167 - - -502
a) rigiri -148 -148 - - -89
b) dovute al mutamento dei criteri contabili - - - - -
c) altre -19 -19 - - -413
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - - - - -
3.3 Altre diminuzioni -345 -345 - - -132
3.4 Operazioni di aggregazione aziendale - - - - -
4. Importo finale 1.492 922 569 1 677

Nell'ambito degli "Aumenti", la sottovoce c) "altre" è principalmente riferibile a differenze temporanee tassabili sorte nell'esercizio connesse alla valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Gli "Altri aumenti" di cui al punto 2.3 comprendono principalmente lo storno della compensazione con le attività fiscali anticipate in contropartita del conto economico, effettuata al 31 dicembre 2019.

Nell'ambito delle "Diminuzioni", la sottovoce a) "rigiri" è riferibile all'annullamento delle imposte differite precedentemente iscritte a fronte della valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e svalutazioni su immobili IAS 16.

La voce "Altre diminuzioni" si riferisce alla compensazione con le attività fiscali anticipate in contropartita sia del patrimonio netto sia del conto economico e al trasferimento della fiscalità anticipata a quella in contropartita del conto economico e correlata all'allocazione della Purchase Price Acquisition del Gruppo UBI.

Probability test sulla fiscalità differita

Il principio contabile internazionale IAS 12 prevede che la rilevazione delle passività e attività fiscali differite deve essere effettuata sulla base dei seguenti criteri:

  • − una passività fiscale differita (o anche imposta differita o DTL) deve essere rilevata, in linea di principio, per tutte le differenze temporanee imponibili;
  • − un'attività fiscale differita (o anche imposta anticipata o DTA) deve essere rilevata per tutte le differenze temporanee deducibili, se è probabile il realizzo di redditi imponibili capienti rispetto alle differenze temporanee deducibili. Le imposte anticipate non contabilizzate in passato – in quanto non sussistevano i presupposti per il loro riconoscimento – sono iscritte nell'esercizio in cui tali presupposti si manifestano.

Le imposte anticipate si distinguono poi in imposte anticipate "qualificate" e imposte anticipate "non qualificate".

Per le prime, come meglio precisato nel prosieguo, la normativa prevede un particolare meccanismo di conversione in crediti d'imposta che legittima di per sé la loro iscrizione in bilancio.

L'ammontare delle imposte anticipate "non qualificate" iscritto in bilancio deve essere invece sottoposto a test, per verificare se sussista la probabilità di conseguire in futuro imponibili fiscali che ne consentano il recupero (c.d. "probability test").

Le imposte anticipate "qualificate" ammontano a 10.010 milioni mentre le imposte anticipate "non qualificate" sottoposte al probability test ammontano a 7.167 milioni33 (a cui si affiancano 2.745 milioni di imposte differite).

33 A tale ammontare si aggiungono 410 milioni di imposte anticipate "non qualificate" esposte nella voce dell'attivo dello Stato Patrimoniale "120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione", anch'esse assoggettate al probability test.

Il probability test relativo alle imposte anticipate "non qualificate" iscritte nel Bilancio 2020 è stato svolto avuto separato riguardo – in ragione delle diverse condizioni di utilizzo delle sottostanti differenze temporanee – alle seguenti fattispecie:

  • − imposte anticipate IRES iscritte a fronte di perdite fiscali pregresse. Trattasi, in particolare, delle imposte anticipate relative alle perdite fiscali (i) di Intesa Sanpaolo - principalmente generate dalle ex Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza e loro ex controllate Banca Nuova e Banca Apulia ("ex Banche Venete"), cui si aggiungono quelle generate, ai soli fini dell'addizionale IRES, da Intesa Sanpaolo e dalle banche incorporate da Intesa Sanpaolo - e (ii) delle società dell'ex Gruppo UBI, in primis UBI Banca, di cui è prevista l'incorporazione da parte di Intesa Sanpaolo nel corso del 2021;
  • − imposte anticipate iscritte a fronte delle perdite fiscali della controllata lussemburghese Intesa Sanpaolo Holding International (ISPHI);
  • − altre imposte anticipate scaturenti da differenze temporanee deducibili ai fini IRES manifestatesi presso le società italiane del Gruppo (comprese quelle dell'ex Gruppo UBI), incluse nel bilancio consolidato ("altre imposte anticipate IRES");

− imposte anticipate scaturenti da differenze temporanee deducibili ai fini IRAP ("imposte anticipate IRAP").

Nel Bilancio 2020 sono iscritte imposte anticipate relative a perdite fiscali pregresse per complessivi 2.000 milioni, di cui 1.541 milioni corrispondenti all'aliquota IRES base del 24% e 459 milioni all'aliquota IRES addizionale del 3,5%. Di tali imposte anticipate 1.423 milioni – già al netto del beneficio, imputato a Intesa Sanpaolo, derivante dalla trasformazione in crediti di imposta di 110 milioni di imposte anticipate relative a perdite fiscali, per effetto della cessione realizzata entro il 31 dicembre di crediti deteriorati, ai sensi dell'art. 55, D.L. n. 18/2020 (Decreto "Cura Italia") – sono relative alla Capogruppo (comprese le ex Banche Venete) e 577 milioni alle società dell'ex Gruppo UBI, in primis UBI Banca, incorporande in Intesa Sanpaolo.

Il probability test sulle imposte anticipate relative alle perdite fiscali è stato effettuato considerando la posizione individuale di Intesa Sanpaolo.

Per le perdite delle ex Banche Venete, la possibilità di utilizzo su base esclusivamente individuale da parte di Intesa Sanpaolo scaturisce dalle norme che ne hanno stabilito il trasferimento (l'art. 7, comma 3, del D.L. n. 99/2017, convertito con modificazioni dalla L. n. 121/2017, e l'art. 15 del D.L. n. 18/2016) in concomitanza con l'acquisizione dei rami aziendali di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca (avvenuta nel 2017) e dalla successiva incorporazione delle loro ex controllate Banca Nuova e Banca Apulia (con decorrenza, rispettivamente, dal 1°gennaio 2018 e dal 1°gennaio 2019). Per le perdite di UBI Banca e delle altre società dell'ex Gruppo UBI incorporande in Intesa Sanpaolo, la medesima possibilità scaturisce dalla prevista incorporazione in Capogruppo nel corso del 2021.

Le prospettive reddituali di Intesa Sanpaolo sono state stimate, per gli esercizi 2021-2025, assumendo le stime previsionali predisposte dalla Direzione Pianificazione e Controllo di Gestione a partire dai dati di consuntivo 2020 e budget 2021, considerando l'aggiornamento delle "Stime macroeconomiche e bancarie a lungo termine" diffuse dalla Direzione Studi e Ricerche nel dicembre scorso, senza tener conto degli effetti di nuove leve manageriali (trattasi della medesima base dati utilizzata ai fini dell'impairment test dei valori intangibili nel Bilancio 2020); per gli esercizi successivi al 2025, assumendo in via prudenziale che il risultato lordo si mantenga costante, pari dunque a quello stimato per l'esercizio 2025 (senza quindi considerare un tasso di crescita "g").

Dalle analisi condotte è emerso che il totale assorbimento delle imposte anticipate in questione potrà realizzarsi in un orizzonte temporale ritenuto compatibile con il requisito di "probabilità" del recupero richiesto dallo IAS 12.

Si segnala per completezza che nel bilancio dell'ex Gruppo UBI al 31 dicembre 2019 erano indicate imposte anticipate non iscritte di competenza dello stesso Gruppo pari a circa 550 milioni, interamente riferibili a perdite fiscali illimitatamente riportabili delle banche (c.d. ex Good Banks) acquisite. In sede di PPA, fermo che tali importi restano comunque potenzialmente iscrivibili negli esercizi futuri, è stato deciso di adottare un approccio in continuità rispetto a quello di UBI, scegliendo, prudentemente, di non iscrivere le sopra citate DTA. Tale impostazione viene confermata anche ai fini della redazione del presente Bilancio. Il tema verrà riconsiderato in occasione delle previsioni reddituali legate al nuovo piano d'impresa.

Nel Bilancio 2020 risultano altresì iscritte, per 47 milioni, imposte anticipate derivanti da perdite fiscali, pregresse e in corso di assorbimento, della controllata lussemburghese Intesa Sanpaolo Holding International (ISPHI). Le analisi svolte in relazione alle previsioni reddituali della controllata lussemburghese confermano la capacità di tale società di utilizzare le perdite a fronte delle quali sono appostate imposte anticipate.

Nello svolgimento del probability test sulle "altre imposte anticipate IRES" e sulle "imposte anticipate IRAP", iscritte nel bilancio di Gruppo al 31 dicembre 2020 sono state considerate separatamente dalle altre le imposte anticipate derivanti da differenze temporanee deducibili relative a svalutazioni e perdite su crediti (diverse da quelle scaturenti dalla prima applicazione del principio contabile internazionale IFRS 9; cfr. infra), nonché, se iscritte in bilancio entro l'esercizio 2014, quelle relative all'avviamento e alle altre attività immateriali a vita indefinita34 (imposte anticipate "qualificate" e differenze temporanee "qualificate"). Rileva al riguardo che, a decorrere dal periodo di imposta chiuso al 31 dicembre 2011, è consentita la conversione in crediti di imposta delle imposte anticipate IRES iscritte in bilancio a fronte di perdite fiscali derivanti dalla deduzione differita di differenze temporanee "qualificate" (art. 2, comma 56-bis, D.L. 29 dicembre 2010 n. 225, introdotto dall'art. 9, D.L. 6 dicembre 2011 n. 201). A decorrere dal periodo di imposta 2013, analoga possibilità di conversione è prevista, qualora dalla dichiarazione IRAP emerga un valore della produzione netta negativo, anche per le imposte anticipate IRAP afferenti a differenze temporanee "qualificate" che abbiano concorso alla determinazione del valore della produzione netta negativo (art. 2, comma 56-bis.1, D.L. 29 dicembre 2010 n. 225, introdotto dalla L. n. 147/2013). Tali forme di convertibilità – che si aggiungono a quella già prevista per il caso in cui dal bilancio individuale risulti una perdita di esercizio (art. 2, commi 55 e 56, D.L. n. 225/2010, come da ultimo modificato dalla L. n. 147/2013) – costituiscono una modalità di recupero aggiuntiva e integrativa, che risulta idonea ad assicurare il recupero delle imposte anticipate "qualificate" in ogni situazione, indipendentemente dalla redditività futura dell'impresa. Infatti, qualora in un determinato esercizio si verificassero eccedenze delle differenze temporanee "qualificate" rispetto al reddito imponibile o al valore della produzione netta, il

34 Con l'art. 17, D.L. 27 giugno 2015, n. 83, è stata esclusa la convertibilità in crediti d'imposta (a qualunque titolo prevista dal D.L. 29 dicembre 2010 n. 225) delle attività per imposte anticipate relative "al valore dell'avviamento e delle altre attività immateriali iscritte per la prima volta a partire dai bilanci relativi all'esercizio in corso alla data di entrata in vigore" della disposizione, cioè a partire dal 2015.

recupero delle relative imposte anticipate non si manifesterebbe in una riduzione delle imposte correnti, ma mediante l'iscrizione di imposte anticipate sulla perdita fiscale o sul valore della produzione netta negativo, convertibili in crediti d'imposta ai sensi dell'art. 2, commi 56-bis e 56-bis.1, D.L. n. 225/2010. La convertibilità delle imposte anticipate su perdite fiscali e valore della produzione netta negativo che siano determinate da differenze temporanee "qualificate" si configura pertanto quale presupposto idoneo e sufficiente per l'iscrizione in bilancio delle imposte anticipate "qualificate", consentendo di escluderle dall'ambito applicativo del probability test reddituale.

Un limite alla convertibilità tout court delle imposte anticipate "qualificate" è stato introdotto dall'art. 11 del D.L. n. 59 del 3 maggio 2016, modificato dal D.L. n. 237 del 23 dicembre 2016, che ha subordinato la trasformabilità in credito di imposta delle imposte anticipate "qualificate" alle quali non abbia corrisposto un effettivo pagamento anticipato di imposte ("DTA di tipo 2") alla corresponsione di un canone annuo, pari all'1,5% del loro valore complessivo, per gli esercizi 2016-2030. Nessun canone è dovuto per la trasformabilità in credito di imposta delle imposte anticipate "qualificate" alle quali abbia invece corrisposto un effettivo pagamento anticipato di maggiori imposte ("DTA di tipo 1"). Tenuto conto che le imposte anticipate "qualificate", sia quelle iscritte nel tempo dalle Società facenti parte del consolidato fiscale di Intesa Sanpaolo sia quelle confluite nel bilancio della Capogruppo a seguito dell'acquisizione dei rami aziendali delle ex Banche Venete sia da ultimo quelle dell'ex Gruppo UBI, sono risultate tutte "DTA di tipo 1", il Gruppo non è al momento tenuto alla corresponsione del canone.

La Legge di Bilancio 2019 (L. 30 dicembre 2018, n. 145), all'art. 1, commi 1067 e 1068, ha previsto la deducibilità (sia ai fini IRES che IRAP) in dieci periodi di imposta, a partire da quello in corso al 31 dicembre 2018, delle rettifiche di valore sui crediti verso la clientela iscritte nei bilanci delle banche e degli enti finanziari in occasione della prima applicazione principio contabile internazionale IFRS 935. Secondo quanto chiarito nella Relazione illustrativa del Provvedimento, le imposte anticipate iscritte in bilancio a fronte del differimento della citata deduzione non sono convertibili in crediti di imposta in base alle citate disposizioni del D.L. n. 225/2010. Tali imposte, pertanto, debbono essere assoggettate al probability test.

Su tali basi, l'effettuazione del probability test sulle altre imposte anticipate IRES si è articolata come segue:

  • − individuazione delle "altre imposte anticipate IRES", ossia di quelle non relative alle perdite fiscali di Intesa Sanpaolo e delle società dell'ex Gruppo UBI incorporande nonché di ISPHI, la cui iscrivibilità in bilancio è stata oggetto di una verifica a sé stante (cfr. sopra);
  • − individuazione, nell'ambito delle altre imposte anticipate, di quelle "non qualificate", poiché non convertibili in crediti verso l'Erario (cfr. sopra);
  • − analisi di tali imposte anticipate "non qualificate" e delle imposte differite passive iscritte nel bilancio consolidato, distinguendole per causale e per prevedibile timing di riassorbimento;
  • − quantificazione previsionale degli imponibili futuri del Gruppo, tesa a verificare la capacità di assorbimento delle "altre imposte anticipate IRES" "non qualificate". La stima degli imponibili futuri è stata operata, per gli esercizi dal 2021 al 2025, avuto riguardo ai dati previsionali predisposti dalla Direzione Pianificazione e Controllo di Gestione a partire dai dati di consuntivo 2020 e budget 2021, considerando l'aggiornamento delle "Stime macroeconomiche e bancarie a lungo termine" diffuse dalla Direzione Studi e Ricerche nel dicembre scorso, senza considerare l'effetto di nuove leve manageriali (trattasi della medesima base dati utilizzata ai fini dell'impairment test dei valori intangibili nel Bilancio 2020); per gli esercizi successivi è stato ipotizzato per cautela un trascinamento delle proiezioni, senza considerare un tasso di crescita "g".

L'elaborazione svolta ha evidenziato una base imponibile IRES capiente, in grado di assorbire la fiscalità differita iscritta relativamente all'IRES nel bilancio al 31 dicembre 2020.

Anche per le "imposte anticipate IRAP", il probability test è stato effettuato in forma analitica con riferimento alle sole imposte anticipate "non qualificate" (per quelle convertibili in crediti verso l'Erario, come detto, le prospettive certe di utilizzo sulla base delle ipotesi di conversione in crediti di imposta previste dai commi 56-bis e 56-bis.1, art. 2, D.L. n. 225/2010, si configurano, infatti, quale presupposto sufficiente per l'iscrizione in bilancio, rendendo implicitamente superato il probability test ad esse relativo). Il test è stato effettuato confrontando gli imponibili prospettici IRAP di Intesa Sanpaolo e società incorporande, stimati sulla base dei medesimi dati previsionali assunti ai fini del probability test sulle perdite fiscali, con i rientri delle variazioni temporanee non qualificate riscontrate al 31 dicembre 2020 e determinando, per ciascun esercizio, la base imponibile IRAP residua.

Tenuto conto che ai fini IRAP, diversamente da quanto previsto per le perdite fiscali IRES, non opera un regime di carry forward degli imponibili negativi né la possibilità di compensarli nell'ambito di un consolidato, qualora in uno o più esercizi la base imponibile residua sia negativa, le imposte anticipate IRAP iscrivibili in bilancio debbono essere limitate alle sole corrispondenti alle differenze temporanee assorbibili in ciascun esercizio considerato.

Dalle elaborazioni svolte emerge una base imponibile residua IRAP positiva in ciascuno degli esercizi compresi nell'orizzonte temporale di riferimento del test.

A supporto dei positivi esiti del probability test si rileva che:

  • − le stime reddituali prospettiche utilizzate ai fini del probability test vengono aggiornate annualmente per tener conto dei mutamenti intervenuti medio tempore negli scenari di mercato;
  • − in una prospettiva di ulteriore prudenza, ai fini dell'effettuazione del probability test, il risultato imponibile degli anni per i quali non si dispone di una stima analitica degli utili prospettici, anche in presenza di un trend crescente di utili, viene comunque assunto pari (i.e. non crescente rispetto) a quello dell'ultimo anno coperto dalla citata stima;
  • − secondo la vigente normativa italiana, le perdite fiscali sono riportabili senza limiti temporali (art. 84, TUIR);
  • − le perdite fiscali del Gruppo Intesa Sanpaolo a fronte delle quali sono iscritte imposte anticipate derivano da cause ben identificabili riconducibili ad aspetti "contingenti": i) acquisizione delle ex Banche Venete, cui è ascrivibile circa il 65% (60% al netto dell'effetto "Cura Italia") delle DTA relative alle perdite pregresse e acquisizione di UBI Banca; ii) alcune peculiari norme del sistema fiscale italiano, che hanno determinato l'insorgenza di DTA i cui reversal penalizzano e continueranno a penalizzare (ma solo entro un predefinito arco temporale) gli imponibili fiscali (rateizzazione delle rettifiche su crediti non dedotte sino al 2014; rateizzazione delle perdite attese su crediti verso la clientela rilevate in sede

35 Il periodo di rateizzazione decennale, che avrebbe dovuto originariamente concludersi nel 2027, è stato procrastinato di un anno dalla Legge di bilancio 2020 (L. 27 dicembre 2019, n. 160).

di FTA dell'IFRS 9; reiterato differimento nel tempo dell'inizio e della fine del periodo di recupero degli avviamenti riallineati a pagamento);

− Intesa Sanpaolo presenta un solido track record di redditività, confermato anche dall'ultimo esercizio chiuso con risultati apprezzabili pur in un contesto fortemente impattato dalla pandemia.

Pertanto, le prospettive di recupero che emergono dalle stime sono da ritenere compatibili con il requisito di "probabilità di recupero" richiesto dallo IAS 12 e, conseguentemente, le citate imposte anticipate possono essere iscritte nello stato patrimoniale al 31 dicembre 2020 per il loro intero ammontare.

11.8 Altre informazioni

Oltre a quanto sopra indicato, non risultano altre informazioni da segnalare.

SEZIONE 12 - ATTIVITÀ NON CORRENTI E GRUPPI DI ATTIVITA' IN VIA DI DISMISSIONE E PASSIVITA' ASSOCIATE - VOCE 120 DELL'ATTIVO E VOCE 70 DEL PASSIVO

12.1 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: composizione per tipologia di attività

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
A. Attività possedute per la vendita
A.1 Attività finanziarie 26.304 333
A.2 Partecipazioni 4 -
A.3 Attività materiali 695 38
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute 6 12
A.4 Attività immateriali 45 -
A.5 Altre attività non correnti 1.654 -
Totale A 28.702 371
di cui valutate al costo 28.357 96
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 156 -
di cui valutate al fair value livello 3 189 275
B. Attività operative cessate
B.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - -
- Attività finanziarie detenute per la negoziazione - -
- Attività finanziarie designate al fair value - -
- Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - -
B.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
B.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - 49
B.4 Partecipazioni - -
B.5 Attività materiali - -
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute - -
B.6 Attività immateriali - 70
B.7 Altre attività - 4
Totale B - 123
di cui valutate al costo - 123
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -
di cui valutate al fair value livello 3 - -
C. Passività associate ad attività possedute per la vendita
C.1 Debiti -32.597 -4
C.2 Titoli -17 -
C.3 Altre passività -3.062 -2
Totale C -35.676 -6
di cui valutate al costo -35.668 -6
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 -6 -
di cui valutate al fair value livello 3 -2 -
D. Passività associate ad attività operative cessate
D.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - -
D.2 Passività finanziarie di negoziazione - -
D.3 Passività finanziarie designate al fair value - -
D.4 Fondi - -1
D.5 Altre passività - -34
Totale D - -35
di cui valutate al costo - -35
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -
di cui valutate al fair value livello 3 - -

Al 31 dicembre le attività possedute per la vendita ammontano a 28.702 milioni e sono composte principalmente da: (i) 26.395 milioni relativi ai rami delle filiali oggetto di cessione da parte della Capogruppo e di UBI a BPER e a Banca

Popolare di Puglia e Basilicata (tale ammontare include crediti in bonis per 24.053 milioni e crediti deteriorati per 898 milioni, valori netti); (ii) 1.090 milioni relativi al ramo d'azienda oggetto di cessione da parte di Fideuram Bank Luxembourg e relativo alle attività di Banca Depositaria, di Fund Administration e alcune attività accessorie, insieme ai relativi contratti e risorse e (iii) 1.189 milioni riferibili a crediti non performing che saranno oggetto di cessione nell'ambito di operazioni in programma per il 2021, dopo averne allineato il valore di carico ai prezzi che si stima potranno essere realizzati in sede di cessione, anche attraverso apposite fairness opinion, e che, per quanto riguarda i crediti rivenienti dal Gruppo UBI, corrispondono ai fair value determinati in sede di PPA.

Le "Passività associate ad attività possedute per la vendita" ammontano a 35.676 milioni e sono composte principalmente da: (i) 34.598 milioni relativi al ramo filiali oggetto di cessione da parte della Capogruppo e di UBI a BPER e a Banca popolare di Puglia e Basilicata e (ii) 1.065 milioni relativi al ramo d'azienda oggetto di cessione da parte di Fideuram Bank Luxembourg e relativo alle attività di Banca Depositaria, di Fund Administration e alcune attività accessorie, insieme ai relativi contratti e risorse.

Relativamente ai compendi aziendali oggetto di cessione a BPER e Banca Popolare di Puglia e Basilicata, si segnala che il Gruppo, terminato il processo di puntuale identificazione delle attività e passività afferenti i rami, ha proceduto, al 31 dicembre 2020, alla riclassifica delle stesse tra le attività e passività in via di dismissione, quale gruppo di attività in via di dismissione e passività associate ai sensi dell'IFRS 5, rispettivamente nella voce 120. "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e nella voce 70. "Passività associate ad attività in via di dismissione".

A tal riguardo si specifica che non sono soddisfatti i criteri dettati dal Principio per l'identificazione del ramo ceduto quale "attività operativa cessata", in quanto i rami non possono essere considerati, a norma del par. 32 dell'IFRS 5, quale "separate major line of business". In particolare, le filiali e i punti operativi oggetto di cessione non possono essere considerati linee di business separate rispetto al Gruppo nel suo complesso, essendo principalmente operativi nell'attività di intermediazione creditizia retail, che rimane, anche successivamente alla cessione, il core business della Banca stessa. Tantomeno i rami possono essere considerati come separate aree geografiche di attività, tenuto conto della dislocazione in termini regionali e provinciali delle filiali afferenti i rami stessi.

Nel rispetto delle previsioni dell'IFRS 5, le attività e passività incluse nel ramo oggetto di dismissione sono state valutate sulla base del prezzo di cessione riferito ai compendi aziendali nel loro complesso. In particolar modo, sia il prezzo di cessione del ramo d'azienda ceduto a BPER, che sulla base delle disposizioni contrattuali è stato calcolato come un multiplo inferiore all'unità (nella fattispecie 0,38x) del capitale regolamentare del ramo d'azienda, sia quello relativo al ramo d'azienda che sarà ceduto a Banca Popolare di Puglia e Basilicata sono risultati inferiori ai valori contabili dei rami stessi. Pertanto, al momento della riclassifica, si è proceduto ad allineare il valore di bilancio dei rami d'azienda ai prezzi di cessione, rilevando una minusvalenza, al netto delle correlate rettifiche di prezzo e degli effetti fiscali, pari a 1.146 milioni. Limitatamente alla porzione riconducibile agli sportelli di UBI, la minusvalenza pari a 1.061 milioni al netto dell'effetto fiscale è stata ricondotta a decremento del negative goodwill contabilizzato nel conto economico consolidato ad esito del processo di Purchase Price Allocation previsto dall'IFRS 3. La perdita rilevata al momento della riclassifica non è stata allocata alle singole attività e passività dei due rami, sulla base di quanto previsto dallo IAS 36, secondo cui una perdita per riduzione di valore non può ridurre il valore contabile di un'attività al di sotto del valore recuperabile della stessa. Nel caso di specie, i contratti siglati con BPER e Banca Popolare di Puglia e Basilicata riportano prezzi riferiti ai rami nel loro complesso, definiti dalle parti sulla base di una valutazione effettuata non tanto sulla qualità degli attivi sottostanti, quanto piuttosto sugli attuali valori di mercato del business bancario che prezzano valori significativamente inferiori rispetto al valore del patrimonio netto contabile. Ne consegue che il valore recuperabile delle singole attività e passività afferenti i rami non risulta intaccato dal prezzo concordato dalle parti e che, pertanto, la perdita rilevata al momento della riclassifica non può essere allocata alle singole attività e passività. Pertanto si è provveduto a rilevare le minusvalenze in contropartita alla voce 70. "Passività associate ad attività in via di dismissione" affinché il valore contabile netto dei rami risulti allineato al prezzo di cessione.

Ulteriormente, si segnala che:

  • − al fine di pareggiare il ramo in cessione a BPER, l'accordo tra le parti prevede che all'attivo siano aggiunte posizioni a pareggio dei rami ed in particolare posizioni di interbancario e/o disponibilità liquide. Tali poste saranno puntualmente quantificate alla data di esecuzione in quanto andranno in compensazione del ramo in base ai valori delle attività e delle passività a tale data. Pertanto, ai fini del presente bilancio consolidato, si è ritenuto, stante l'impossibilità di identificare puntualmente le posizioni di interbancario e/o disponibilità liquide di non procedere alla classificazione come "in via di dismissione" di tali poste. Quanto precede perché le posizioni di interbancario e/o disponibilità liquide, che dovranno essere cedute alla data di esecuzione, non risultano al 31 dicembre 2020 identificabili, venendo pertanto a mancare i requisiti previsti dal principio contabile per la loro riclassifica;
  • − l'accordo raggiunto con BPER definisce in via transattiva che debbano essere ceduti, alla data di esecuzione, strumenti derivati per 85 milioni idonei, a tale data, a ricostruire una macro copertura del rischio in cessione. In coerenza al trattamento sopra esposto con riferimento alle posizioni di interbancario e/o disponibilità liquide, al 31 dicembre 2020 tali strumenti derivati non sono stati riclassificati tra le passività in via di dismissione in quanto non puntualmente identificabili alla data di reporting.

12.2 Altre informazioni

Al 31 dicembre 2020 non si segnalano ulteriori informazioni rilevanti.

12.3 Informazioni sulle partecipazioni in società sottoposte ad influenza notevole non valutate al patrimonio netto

Al 31 dicembre 2020 non si segnalano partecipazioni sottoposte ad influenza notevole non valutate al patrimonio netto classificate come possedute per la vendita.

SEZIONE 13 - ALTRE ATTIVITÀ – VOCE 130

13.1 Altre attività: composizione

(milioni di euro)
Voci
Partite varie 3.913
Crediti verso erario 4.611
Partite in corso di lavorazione 989
Assegni e altri valori in cassa 420
Partite viaggianti 201
Debitori diversi per operazioni in titoli 49
TOTALE 31.12.2020 10.183
TOTALE 31.12.2019 7.988

La sottovoce "Partite varie" include le seguenti principali componenti: (i) ratei e risconti pari a 590 milioni; (ii) imposta di bollo pari a 507 milioni; (iii) costi sostenuti per l'ottenimento e l'esecuzione dei contratti per un ammontare pari a 402 milioni, riferito prevalentemente ai costi per bonus capitalizzati da Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking (e pertanto soggetti a ammortamento per 44 milioni) in quanto strettamente correlati all'acquisizione ed al mantenimento della raccolta; (iv) crediti di funzionamento, ossia crediti per operazioni connesse con la prestazione di attività e servizi non finanziari, per un ammontare pari a 86 milioni.

La sottovoce "Crediti verso l'Erario" include crediti verso l'Erario del comparto assicurativo pari a 2.893 milioni.

PASSIVO

SEZIONE 1 – PASSIVITA' FINANZIARIE VALUTATE AL COSTO AMMORTIZZATO - VOCE 10

1.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2020 31.12.2019
Valore
di
Fair value Valore di
bilancio
Fair value
bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Debiti verso banche centrali 86.235 X X X 51.541 X X X
2. Debiti verso banche 29.712 X X X 51.783 X X X
2.1 Conti correnti e depositi a vista 5.026 X X X 4.457 X X X
2.2 Depositi a scadenza 2.981 X X X 2.396 X X X
2.3 Finanziamenti 17.690 X X X 40.855 X X X
2.3.1 Pronti contro termine passivi 10.067 X X X 33.924 X X X
2.3.2 Altri 7.623 X X X 6.931 X X X
2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti
patrimoniali
- X X X 175 X X X
2.5 Debiti per leasing 4 X X X 8 X X X
2.6 Altri debiti 4.011 X X X 3.892 X X X
Totale 115.947 - 101.979 13.963 103.324 - 90.122 13.162

L'illustrazione dei criteri di determinazione del fair value è riportata nella Parte A – Politiche contabili.

Le operazioni di pronti contro termine passivi a fronte di attività cedute e non cancellate dal bilancio sono dettagliate nella Parte E-Sezione E.2.

All'interno della voce "Debiti verso Banche Centrali" è ricompreso il saldo delle operazioni di finanziamento TLTRO per complessivi 82.854 milioni, compreso il Gruppo UBI, interamente ascrivibili all'operazione TLTRO III.

Tra i pronti contro termine passivi del Gruppo esposti in tabella sono compresi long term repo per un valore di bilancio complessivo di 238 milioni riconducibili a Banca Fideuram per operazioni di derisking perfezionate in esercizi precedenti al duplice scopo di finanziare, da un lato, l'attività della banca (con le operazioni di repo) e di ridurre, dall'altro, i rischi creditizi connessi al portafoglio titoli in essere (prevedendo anche l'acquisizione di garanzie finanziarie). Le operazioni hanno come sottostante un portafoglio non sostituibile di titoli di Stato italiani (con scadenza compresa tra il 2020 e il 2033) coperti dal rischio tasso mediante contratti interest rate swap e dal rischio di credito mediante contratti credit default swap, già presenti in bilancio al momento della stipula delle operazioni di repo ed iscritti tra le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato. Il valore nominale dei repo coincide con quello dei titoli ed anche la data di scadenza.

Ai fini della rilevazione in bilancio è stata effettuata una valutazione delle finalità sottostanti al complesso degli accordi contrattuali, tenendo conto delle indicazioni fornite dall'Autorità di Vigilanza nel Documento Banca d'Italia / Consob / IVASS n.6 dell'8 marzo 2013 – Trattamento contabile di operazioni di "repo strutturati a lungo termine".

L'analisi ha riguardato la struttura, i flussi di cassa ed i rischi connessi con le operazioni al fine di verificare se la fattispecie descritta in precedenza sia assimilabile alle operazioni di term structured repo descritte nel suddetto Documento e se, ai fini del rispetto del principio della prevalenza della sostanza sulla forma, ricorrano gli indicatori di cui al paragrafo B.6 della Guidance on Implementing dell'IFRS 9, in base ai quali l'operazione posta in essere potrebbe risultare sostanzialmente assimilabile a quella di un contratto derivato e, in particolare, ad un credit default swap.

La fattispecie descritta si articola in operazioni di pronti contro termine passivi che non risultano essere contestuali alle operazioni di acquisto dei titoli e di stipula dell'interest rate swap in quanto i titoli e gli strumenti derivati erano già presenti in portafoglio. Inoltre, l'acquisto dei titoli e la stipula dei derivati sono avvenuti con controparti di mercato differenti da quelle con cui sono stati conclusi i repo. Peraltro, anche il rischio di credito è stato chiuso con garanzie finanziarie.

Dall'analisi svolta sono pertanto emersi elementi di differenziazione rispetto alle operazioni di term structured repo descritte nel citato Documento, a supporto dell'inapplicabilità delle linee guida previste al paragrafo B.6 della Guidance on Implementing dell'IFRS 9, conseguendo che le operazioni devono essere rilevate in bilancio considerando separatamente le singole componenti contrattuali.

1.2 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso clientela

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Componenti del gruppo 31.12.2020 31.12.2019
Valore
di
Fair value Fair value
bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Conti correnti e depositi a vista 380.881 X X X 294.894 X X X
2. Depositi a scadenza 26.951 X X X 21.915 X X X
3. Finanziamenti 3.846 X X X 6.371 X X X
3.1 Pronti contro termine passivi 944 X X X 4.505 X X X
3.2 Altri 2.902 X X X 1.866 X X X
4. Debiti per impegni di riacquisto di propri
strumenti patrimoniali
27 X X X 14 X X X
5. Debiti per leasing 1.736 X X X 1.480 X X X
6. Altri debiti 8.924 X X X 6.507 X X X
Totale 422.365 - 352.682 69.997 331.181 - 313.393 18.227

1.3 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei titoli in circolazione

(milioni di euro)
Tipologia titoli / Valori 31.12.2020 31.12.2019
Valore di
bilancio
Fair value Valore di Fair value
Livello 1 Livello 2 Livello 3 bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3
A. Titoli
1. obbligazioni 81.846 47.158 36.678 48 74.794 40.488 35.761 6
1.1 strutturate 6.862 - 6.933 48 2.098 690 1.351 6
1.2 altre 74.984 47.158 29.745 - 72.696 39.798 34.410 -
2. altri titoli 9.988 - 7.886 2.104 10.083 - 7.589 2.494
2.1 strutturate - - - - - - - -
2.2 altri 9.988 - 7.886 2.104 10.083 - 7.589 2.494
Totale 91.834 47.158 44.564 2.152 84.877 40.488 43.350 2.500

1.4 Dettaglio dei debiti / titoli subordinati

Al 31 dicembre 2020 non si segnalano debiti subordinati verso banche e clientela.

Alla data di riferimento si rilevano titoli in circolazione subordinati per 11.786 milioni, ascrivibili per 9.888 milioni alla Capogruppo e per 1.898 milioni a UBI S.p.A.

1.5 Dettaglio dei debiti strutturati

Al 31 dicembre 2020 non si segnalano debiti strutturati.

1.6 Debiti per leasing

I debiti per operazioni di leasing sono quantificati applicando il principio contabile IFRS 16.

SEZIONE 1 BIS – PASSIVITA' FINANZIARIE DI PERTINENZA DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE VALUTATE AL COSTO AMMORTIZZATO AI SENSI DELLO IAS 39 - VOCE 15

Si riportano di seguito i dettagli delle voci IAS39 incluse nella voce 15 di schema di Stato Patrimoniale Passivo riferita alle imprese di assicurazione.

In relazione all'applicazione del Deferral Approach, negli schemi consolidati previsti dalla circolare 262 della Banca d'Italia, è stata infatti creata la "Voce 15 Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39" che accoglie componenti di cui al seguente schema:

Composizione della voce Passiità finanziarie di pertinenza delle imprese
di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 - Voce 15
31.12.2020 31.12.2019
10. Debiti verso banche 609 2
20. Debiti verso la clientela 428 77
30. Titoli in circolazione 898 747
TOTALE Voce 15 1935 826

1.1 Bis Debiti verso banche: composizione merceologica

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2020 31.12.2019
1. Debiti verso banche centrali - -
2. Debiti verso banche 609 2
2.1 Conti correnti e depositi liberi - -
2.2 Depositi vincolati - -
2.3 Finanziamenti 607 -
2.3.1 Pronti contro termine passivi - -
2.3.2 Finanziamenti per locazione finanziaria -
2.3.3 Altri 607 -
2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali - -
2.5 Debiti per leasing -
2.6 Altri debiti 2 2
TOTALE (Valore di bilancio) 609 2
Fair value - livello 1 - -
Fair value - livello 2 2 2
Fair value - livello 3 607 -
Totale Fair value 609 2

1.2 Bis Dettaglio della voce "Debiti verso banche": debiti subordinati

Al 31 dicembre 2020 si rilevano debiti subordinati per 606 milioni, ascrivibili interamente ad Intesa Sanpaolo Vita.

1.3 Bis Dettaglio della voce "Debiti verso banche": debiti strutturati

Al 31 dicembre 2020 non si segnalano debiti strutturati di pertinenza delle Imprese di Assicurazione.

1.4 Bis Debiti verso banche oggetto di copertura specifica

Al 31 dicembre 2020 non si segnalano debiti verso banche oggetto di copertura specifica di pertinenza delle Imprese di Assicurazione.

1.5 Bis Debiti per leasing

I debiti per operazioni di leasing sono quantificati applicando il principio contabile IFRS 16.

1.6 Bis Debiti verso clientela: composizione merceologica

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2020 31.12.2019
1. Conti correnti e depositi liberi - -
2. Depositi vincolati - -
3. Finanziamenti - -
3.1 Pronti contro termine passivi - -
3.2 Finanziamenti per locazione finanziaria - -
3.3 Altri - -
4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali 341 -
5. Debiti per leasing 7 8
6. Altri debiti 80 69
Totale (valore di bilancio) 428 77
Fair value - livello 1 - -
Fair value - livello 2 348 7
Fair value - livello 3 80 69
Totale Fair Value 428 76

L'ammontare relativo alla voce "Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali" è riferibile ad opzioni put vendute, aventi come sottostante quote di minoranza di partecipazioni consolidate integralmente, ascrivibili al Put & Call Agreament per l'acquisto del 50% di Intesa Sanpaolo RBM Salute S.p.A.

1.7 Bis Dettaglio della voce "Debiti verso clientela": debiti subordinati

Al 31 dicembre 2020 non si segnalano Debiti verso clientela subordinati di pertinenza delle Imprese di Assicurazione.

1.8 Bis Dettaglio della voce "Debiti verso clientela": debiti strutturati

Al 31 dicembre 2020 non si segnalano Debiti verso clientela strutturati di pertinenza delle Imprese di Assicurazione.

1.9 Bis Debiti verso clientela oggetto di copertura specifica

Al 31 dicembre 2020 non si segnalano Debiti verso clientela oggetto di copertura specifica di pertinenza delle Imprese di Assicurazione.

1.10 Bis Debiti per leasing

I debiti per operazioni di leasing sono quantificati applicando il principio contabile IFRS 16.

1.11 Bis Titoli in circolazione: composizione merceologica

(milioni di euro)
Tipologia titoli / Valori 31.12.2020 31.12.2019
Valore di
bilancio
Fair Value Fair Value
Livello 1 Livello 2 Livello 3 bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3
A.Titoli
1. Obbligazioni 898 - 898 - 747 - 747 -
1.1 strutturate - - - - - - - -
1.2 altre 898 - 898 - 747 - 747 -
2. Altri titoli - - - - - - - -
2.1 strutturati - - - - - - - -
2.2 altri - - - - - - - -
Totale 898 - 898 - 747 - 747 -

1.12 Bis Dettaglio della voce "Titoli in circolazione": titoli subordinati

Al 31 dicembre 2020 risultano 898 milioni di competenza delle imprese di assicurazione completamente riferibili ad altre obbligazioni- livello 2 (fair value 898 milioni); alla fine del 2019 erano pari a 747 milioni.

1.13 Bis Dettaglio della voce "Titoli in circolazione": titoli oggetto di copertura specifica

Non si segnalano Titoli in circolazione oggetto di copertura specifica riferibili a società Assicurative.

SEZIONE 2 – PASSIVITA' FINANZIARIE DI NEGOZIAZIONE– VOCE 20

2.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica

Tipologia operazioni/Valori 31.12.2020 31.12.2019 (milioni di euro)
Valore
nominale
Fair value Fair
value
Valore
nominale
Fair value Fair
value
o
nozionale
Livello 1 Livello 2 Livello 3 (*) o
nozionale
Livello 1 Livello 2 Livello 3 (*)
A. Passività per cassa
1. Debiti verso banche 11.117 12.913 210 - 13.123 3.978 4.616 8 - 4.624
2. Debiti verso clientela 2.438 2.810 12 - 2.822 2.274 2.440 4 - 2.444
3. Titoli di debito 4.736 - 4.821 - X 6.264 5.918 442 - X
3.1 Obbligazioni - - - - X - - - - X
3.1.1 Strutturate - - - - X - - - - X
3.1.2 Altre obbligazioni - - - - X - - - - X
3.2 Altri titoli 4.736 - 4.821 - X 6.264 5.918 442 - X
3.2.1 Strutturati 4.736 - 4.821 - X 6.264 5.918 442 - X
3.2.2 Altri - - - - X - - - - X
Totale A 18.291 15.723 5.043 - 15.945 12.516 12.974 454 - 7.068
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari X 19 36.367 122 X X 5.446 25.166 99 X
1.1 Di negoziazione X 19 36.343 106 X X 5.446 25.101 75 X
1.2 Connessi con la fair value
option
X - - - X X - - - X
1.3 Altri X - 24 16 X X - 65 24 X
2. Derivati creditizi X - 1.758 1 X X 2 1.084 1 X
2.1 Di negoziazione X - 1.758 1 X X 2 1.084 1 X
2.2 Connessi con la fair value
option
X - - - X X - - - X
2.3 Altri X - - - X X - - - X
Totale B X 19 38.125 123 X X 5.448 26.250 100 X
Totale (A+B) 18.291 15.742 43.168 123 X 12.516 18.422 26.704 100 X

(*) Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.

L'illustrazione dei criteri di determinazione del fair value è riportata nella Parte A – Politiche contabili.

Le operazioni Pronti contro termine passive a fronte di attività cedute e non cancellate dal bilancio sono dettagliate nella Parte E- Sezione E 2.

L'aggregato 3.2.1 Altri Titoli – strutturati include i derivati cartolarizzati che alla scadenza prevedono la restituzione parziale o integrale dei premi versati, ai sensi della Circolare di Banca d'Italia n. 1034598/14 del 21 ottobre 2014, emessi dal Gruppo fino a tutto il 2019. Si segnala che il contesto di mercato in cui ci si è trovati ad operare a seguito all'emergenza COVID-19 ha determinato importanti effetti anche sulla dinamica dell'own credit risk (c.d. DVA), che ha registrato un repentino e materiale incremento. L'analisi del numero di scambi giornalieri e dei relativi controvalori sui due mercati quotati di riferimento (EuroTLX e SeDeX) ha evidenziato una situazione di estrema illiquidità, soprattutto nella prima parte dell'anno, oltre che un allargamento sensibile dello spread bid-ask, che ha portato a trasferire a livello 2 della Gerarchia del fair value i certificates precedentemente classificati a livello 1.

Gli strumenti derivati includono per 4.683 milioni i certificates aventi caratteristiche assimilabili a derivati finanziari in ragione della prevalenza dei rischi di mercato rispetto alla restituzione dei premi versati.

Le variazioni di fair value rilevate nell'esercizio per il cambiamento del proprio merito di credito sono risultate negative per 77 milioni e si riferiscono a Strumenti derivati ed a Titoli di debito - Altri titoli.

2.2 Dettaglio delle "Passività finanziarie di negoziazione": passività subordinate

Al 31 dicembre 2020 il Gruppo non ha in essere Passività finanziarie di negoziazione: passività subordinate

2.3 Dettaglio delle "Passività finanziarie di negoziazione": debiti strutturati

Al 31 dicembre 2020 i debiti strutturati classificati nella voce "Passività finanziarie di negoziazione" ammontano a 42 milioni verso clientela e a 27 milioni verso banche.

SEZIONE 3 – PASSIVITA' FINANZIARIE DESIGNATE AL FAIR VALUE- VOCE 30

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2020 31.12.2019
Valore
nominale
Fair value Fair
value
(*)
Valore
nominale
Fair value Fair
value
(*)
Livello1 Livello 2 Livello 3 Livello1 Livello 2 Livello 3
1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
1.1 Strutturati - - - - X - - - - X
1.2 Altri - - - - X - - - - X
di cui:
- impegni a erogare fondi - X X X X - X X X X
- garanzie finanziarie rilasciate - X X X X - X X X X
2. Debiti verso clientela 5 - 4 - 4 4 - 4 - 4
2.1 Strutturati 5 - 4 - X 4 - 4 - X
2.2 Altri - - - - X - - - - X
di cui:
- impegni a erogare fondi - X X X X - X X X X
- garanzie finanziarie rilasciate - X X X X - X X X X
3. Titoli di debito 2.930 - 3.028 - 2.878 - - - - -
3.1 Strutturati 2.930 - 3.028 - X - - - - X
3.2 Altri - - - - X - - - - X
Totale 2.935 - 3.032 - 2.882 4 - 4 - 4

3.1 Passività finanziarie designate al fair value: composizione merceologica

(*) Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.

L'illustrazione dei criteri di determinazione del fair value è riportato nella Parte A – Politiche contabili.

Il Gruppo ha classificato al punto 2.1 "Debiti verso clientela- strutturati" il piano di Co-Investimenti Lecoip per rapporti di lavoro cessati anzitempo di dipendenti di società del Gruppo e le polizze vita collegate ad iniziative sociali, che il Gruppo gestisce sulla base del fair value.

Il Gruppo ha classificato al punto 3.1 "Titoli di debito – strutturati" i certificates che alla scadenza prevedono la restituzione parziale o integrale dei premi versati. Questi, se emessi successivamente al 1° gennaio 2020, sono classificati tra le "Passività finanziarie designate al fair value" (c.d. Fair Value Option), a seguito dell'implementazione di un nuovo modello di business per la distribuzione di tali strumenti, improntato a logiche di banking book con l'obiettivo di generare una raccolta stabile.

I certificates rappresentativi di Passività finanziarie designate al fair value rilevano le relative variazioni di fair value attribuibili alle variazioni del proprio merito creditizio nell'ambito del Prospetto della redditività complessiva (Patrimonio netto). Nell'esercizio le variazioni riconducibili al proprio merito creditizio sono risultate negative per 143 milioni, cui si aggiungono 7 milioni riconducibili alle società del Gruppo UBI acquisite in corso d'anno tra le riserve di patrimonio netto.

3.2 Dettaglio "Passività finanziarie designate al fair value": passività subordinate

Al 31 dicembre 2020 il Gruppo non ha in essere passività subordinate classificate nella voce Passività finanziarie designate al fair value.

SEZIONE 3 BIS – PASSIVITA' FINANZIARIE DI PERTINENZA DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE DESIGNATE AL FAIR VALUE AI SENSI DELLO IAS 39 - VOCE 35

Si riportano di seguito i dettagli delle voci IAS39 incluse nella voce 35 di schema di Stato Patrimoniale Passivo riferita alle imprese di assicurazione.

In relazione all'applicazione del Deferral Approach, negli schemi consolidati previsti dalla circolare 262 della Banca d'Italia, è stata infatti creata la "Voce 35 Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione designate al fair value ai sensi dello IAS 39" che accoglie componenti di cui al seguente schema:

Composizione della voce Passività finanziarie di pertinenza delle imprese
di assicurazione designate al fair value ai sensi dello IAS 39 - Voce 35
31.12.2020 31.12.2019
40. Passività finanziarie di negoziazione 58 45
50. Passività finanziarie valutate al fair value
60. Derivati di Copertura
77.149
0
75.886
4
TOTALE Voce 35 77.207 75.935

3.1 Bis Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2020 31.12.2019
Valore
nominale
Fair value Fair
value
valore
nominale
Fair value Fair
value
o
nozionale
Livello 1 Livello 2 Livello 3 (*) o
nozionale
Livello 1 Livello 2 Livello 3 (*)
A. Passività per cassa
1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - - - - - -
3. Titoli di debito - - - - X - - - - X
3.1 Obbligazioni - - - - X - - - - X
3.1.1 Strutturate - - - - X - - - - -
3.1.2 Altre obbligazioni - - - - X - - - - -
3.2 Altri titoli - - - - X - - - - X
3.2.1 Strutturati - - - - X - - - - -
3.2.2 Altri - - - - X - - - - -
Totale A - - - - - - - - - -
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari X 4 54 - X X - 45 - X
1.1 Di negoziazione X 4 48 - X X - 45 - X
1.2 Connessi con la fair value option X - 6 - X X - - - X
1.3 Altri X - - - X X - - - X
2. Derivati creditizi X - - - X X - - - X
2.1 Di negoziazione X - - - X X - - - X
2.2 Connessi con la fair value option X - - - X X - - - X
2.3 Altri X - - - X X - - - X
Totale B X 4 54 - X X - 45 - X
Totale (A+B) X 4 54 - X X - 45 - X

(*) Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.

3.2 Bis Dettaglio della voce "Passività finanziarie di negoziazione": passività subordinate

Per quanto riguarda le Passività finanziarie di negoziazione: passività subordinate, non si rilevano importi per le Imprese di Assicurazione al 31 dicembre 2020.

3.3 Bis Dettaglio della voce "Passività finanziarie di negoziazione": debiti strutturati

Per quanto riguarda le Passività finanziarie di negoziazione: debiti strutturati, non si rilevano importi per le Imprese di Assicurazione al 31 dicembre 2020.

3.4 Bis Passività finanziarie valutate al fair value: composizione merceologica

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2020 31.12.2019
Valore
nominale
Fair value Fair
value
Valore
nominale
Fair value Fair
value
Livello 1 Livello 2 Livello 3 (*) Livello 1 Livello 2 Livello 3 (*)
1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
1.1 Strutturati - - - - X - - - - X
1.2 Altri - - - - X - - - - X
2. Debiti verso clientela 77.149 - 77.149 - 78.165 75.886 - 75.886 - 75.886
2.1 Strutturati - - - - X - - - - X
2.2 Altri 77.149 - 77.149 - X 75.886 - 75.886 - X
3. Titoli di debito - - - - - - - - - -
3.1 Strutturati - - - - X - - - - X
3.2 Altri - - - - X - - - - X
Totale 77.149 - 77.149 - 78.165 75.886 - 75.886 - 75.886

(*) Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.

3.5 Bis Dettaglio della voce "Passività finanziarie valutate al fair value": passività subordinate

Al 31 dicembre 2020 non si segnalano passività subordinate classificate nella voce "Passività finanziarie valutate al fair value".

3.6 Bis Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli gerarchici

Fair value
31.12.2020
Valore
Fair value
31.12.2019
Valore
nozionale
nozionale
31.12.2020
Livello 1
31.12.2019
Livello 1
Livello 2
Livello 3
Livello 2
Livello 3
A) Derivati finanziari
-
-
-
-
-
4
-
141
1) fair value
-
-
-
-
-
-
-
-
2) flussi finanziari
-
-
-
-
-
4
-
141
3) investimenti esteri
-
-
-
-
-
-
-
-
B) Derivati creditizi
-
-
-
-
-
-
-
-
1) fair value
-
-
-
-
-
-
-
-
2) flussi finanziari
-
-
-
-
-
-
-
-
Totale
-
-
-
-
-
4
-
141

3.7 Bis Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologie di copertura Non si segnalano Derivati di copertura riferiti a portafogli coperti riferibili a società Assicurative.

SEZIONE 4 – DERIVATI DI COPERTURA – VOCE 40

4.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli gerarchici

(milioni di euro)
Voci Fair value 31.12.2020 Valore
nozionale
Fair value 31.12.2019 Valore
nozionale
Livello 1 Livello 2 Livello 3 31.12.2020 Livello 1 Livello 2 Livello 3 31.12.2019
A) Derivati finanziari 1 7.084 3 153.406 - 9.284 4 137.400
1) Fair value 1 3.386 3 147.451 - 7.592 4 131.347
2) Flussi finanziari - 3.698 - 5.955 - 1.692 - 6.053
3) Investimenti esteri - - - - - - - -
B. Derivati creditizi - - - - - - - -
1) Fair value - - - - - - - -
2) Flussi finanziari - - - - - - - -
Totale 1 7.084 3 153.406 - 9.284 4 137.400

4.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologie di copertura

(milioni di euro)
Operazioni/Tipo di copertura FAIR VALUE FLUSSI INVESTIM.
Specifica Generica FINANZIARI
ESTERI
titoli di
debito e
tassi di
interesse
titoli di
capitale e
indici
azionari
valute
e oro
credito merci altri Specifica Generica
1. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
156 - 14 - X X X - X X
2. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
2.260 X 279 - X X X 5 X X
3. Portafoglio X X X X X X 516 X - X
4. Altre operazioni - - - - - - X - X -
Totale attività 2.416 - 293 - - - 516 5 - -
1. Passività finanziarie 44 X 121 - - - X 16 X X
2. Portafoglio X X X X X X - X 3.677 X
Totale passività 44 - 121 - - - - 16 3.677 -
1. Transazioni attese X X X X X X X - X X
2. Portafoglio di attività e passività finanziarie X X X X X X - X - -

Nella tabella è indicato il fair value negativo dei derivati di copertura, suddiviso in relazione all'attività o alla passività coperta e alla tipologia di copertura realizzata.

Si tratta prevalentemente dei contratti derivati di copertura specifica di fair value, dei crediti erogati e dei contratti derivati di copertura generica dei flussi finanziari di portafogli di passività. Tali coperture dei flussi finanziari si riferiscono a titoli a tasso variabile utilizzati per finanziare impieghi a tasso fisso.

SEZIONE 5 – ADEGUAMENTO DI VALORE DELLE PASSIVITA' FINANZIARIE OGGETTO DI COPERTURA GENERICA – VOCE 50

5.1 Adeguamento di valore delle passività finanziarie coperte

(milioni di euro)
Adeguamento di valore delle passività coperte/ Componenti del gruppo 31.12.2020 31.12.2019
1. Adeguamento positivo delle passività finanziarie 733 527
2. Adeguamento negativo delle passività finanziarie - -
Totale 733 527

SEZIONE 6 – PASSIVITÀ FISCALI – VOCE 60

Per quanto riguarda le informazioni di questa sezione, si rimanda a quanto esposto nella Sezione 11 dell'Attivo.

SEZIONE 7 - PASSIVITÀ ASSOCIATE AD ATTIVITÀ IN VIA DI DISMISSIONE – VOCE 70

Per quanto riguarda le informazioni di questa sezione, si rimanda a quanto esposto nella Sezione 12 dell'Attivo.

SEZIONE 8 – ALTRE PASSIVITÀ – VOCE 80

8.1 Altre passività: composizione

(milioni di euro)
Voci
Partite varie 8.043
Partite verso l'Erario 2.099
Debiti verso fornitori 1.979
Partite in corso di lavorazione 1.223
Somme da erogare al personale 473
Somme a disposizione di terzi 424
Debiti verso enti previdenziali 198
TOTALE 31.12.2020 14.439
TOTALE 31.12.2019 12.070

La sottovoce "Partite varie" include le seguenti principali componenti: (i) partite illiquide di portafoglio e operazioni in titoli pari a 2.744 milioni; (ii) bonifici in corso di esecuzione pari a 1.663 milioni; (iii) ratei e risconti passivi pari a 758 milioni.

La sottovoce include inoltre, come previsto dal paragrafo 116 a) dell'IFRS 15, le passività derivanti da contratti con clienti pari a 96 milioni.

SEZIONE 9 – TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DEL PERSONALE – VOCE 90

9.1 Trattamento di fine rapporto del personale: variazioni annue

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
A. Esistenze iniziali 1.134 1.190
B. Aumenti 545 315
B.1 Accantonamenti dell'esercizio 9 16
B.2 Altre variazioni 536 299
- di cui operazioni di aggregazione aziendale 277 -
C. Diminuzioni -479 -371
C.1 Liquidazioni effettuate -148 -147
C.2 Altre variazioni -331 -224
- di cui operazioni di aggregazione aziendale -1 -
D. Rimanenze finali 1.200 1.134
Totale 1.200 1.134

La sottovoce C.1. si riferisce agli utilizzi del fondo al 31 dicembre 2020.

Per maggiori informazioni sulle risultanze dei conteggi attuariali si rimanda alla successiva Sezione 10.5 - Fondi di quiescenza aziendali a prestazione definita.

9.2 Altre informazioni

Il valore attuale del trattamento di fine rapporto, che è inquadrabile tra i piani a benefici definiti non finanziati, è pari, a dicembre 2020, a 1.200 milioni, mentre a fine 2019 ammontava a 1.134 milioni.

SEZIONE 10 – FONDI PER RISCHI E ONERI – VOCE 100

10.1 Fondi per rischi e oneri: composizione

(milioni di euro)
Voci/Componenti 31.12.2020 31.12.2019
1. Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate 626 482
2. Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate - -
3. Fondi di quiescenza aziendali 324 232
4. Altri fondi per rischi ed oneri 5.014 3.283
4.1 controversie legali e fiscali 965 770
4.2 oneri per il personale 2.601 1.632
4.3 altri 1.448 881
Totale 5.964 3.997

Non vi sono fattispecie riconducibili alla voce "2 – Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate".

Il contenuto della voce "4 - Altri fondi rischi ed oneri" è illustrato al successivo punto 10.6.

10.2 Fondi per rischi e oneri: variazioni annue

(milioni di euro)
Voci Fondi su altri
impegni e
altre garanzie
rilasciate
Fondi di
quiescenza
Altri fondi
per rischi ed
oneri
Totale
A. Esistenze iniziali - 232 3.283 3.515
B. Aumenti - 111 4.520 4.631
B.1 Accantonamento dell'esercizio - 6 4.097 4.103
B.2 Variazioni dovute al passare del tempo - 2 1 3
B.3 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - - - -
B.4 Altre variazioni - 103 422 525
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - 81 356 437
C. Diminuzioni - -19 -2.789 -2.808
C.1 Utilizzo nell'esercizio - -12 -1.162 -1.174
C.2 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - - -5 -5
C.3 Altre variazioni - -7 -1.622 -1.629
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - -
D. Rimanenze finali - 324 5.014 5.338

Come specificato nel commento alla precedente tabella, non vi sono fattispecie riconducibili alla voce "Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate".

Negli "Altri fondi per rischi ed oneri" sono inclusi accantonamenti netti a voce 200 lettera b) di conto economico per 797 milioni e, per il residuo, accantonamenti netti ad altre voci di conto economico. In particolare si segnala l'accantonamento relativo alla minusvalenza connessa alla cessione dei Rami a BPER e Banca di Puglia e Basilicata per 1.572 milioni, l'accantonamento conseguente dell'accordo di incentivazione all'esodo del personale sottoscritto con le OO.SS. lo scorso 29 settembre 2020 conseguente all'integrazione con UBI Banca e gli stanziamenti effettuati in relazione agli oneri di integrazione del Gruppo UBI.

Al punto C.3 "Altre variazioni" sono compresi i fondi rischi ed oneri stanziati a fronte della cessione dei Rami a BPER, trasferiti alla voce "Passività associate ad attività possedute per la vendita".

Infine si segnala che al 31 dicembre 2020 risultano variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto pari a 5 milioni.

10.3 Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate

(milioni di euro)
Voci Fondi per rischio di credito relativo a impegni e
garanzie finanziarie rilasciate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Totale
1. Impegni a erogare fondi 98 85 95 278
2. Garanzie finanziarie rilasciate 35 70 243 348
Totale 133 155 338 626

10.4 Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate

Al 31 dicembre 2020 non risultano fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate.

10.5 Fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti

1. Illustrazione delle caratteristiche dei fondi e dei connessi rischi

Con riferimento ai fondi di previdenza complementare a prestazione definita, la determinazione dei valori attuariali richiesti dall'applicazione dello IAS 19 "Benefici ai dipendenti" viene effettuata da un attuario indipendente, con l'utilizzo del "metodo della proiezione unitaria" (Project Unit Credit Method), come evidenziato in dettaglio nella parte A – Politiche contabili.

I fondi a prestazione definita, nei quali le società del Gruppo Intesa Sanpaolo risultano coobbligate, si possono distinguere in:

  • fondi interni di previdenza complementare;
  • fondi esterni di previdenza complementare.

I fondi interni includono:

  • Tre piani a benefici definiti in essere presso la filiale di Londra, relativi alle filiali ex Cariplo, ex Banca Commerciale Italiana ed ex Banco Ambrosiano Veneto: i fondi pensione privati sono stati costituiti dai datori di lavoro britannici per integrare il livello della pensione statale, storicamente molto bassa. Le filiali londinesi di Banca Commerciale Italiana, Cariplo e Banco Ambrosiano Veneto costituirono fondi a benefici definiti per i propri dipendenti al momento della loro apertura, sotto forma di Trusts retti dalla legislazione inglese e amministrati da un Board di Trustees, nominati in parte dal datore di lavoro ed in parte dagli iscritti. Tali fondi sono operativi per i dipendenti assunti sino alla fine del 1999 per Banco Ambrosiano Veneto e Cariplo e fino alla fine del 2000 per Banca Commerciale Italiana. In linea generale tutti i fondi garantiscono una pensione pagabile al compimento del 65° anno di età e il beneficio è determinato, con regole distinte per i diversi fondi, sulla base dello stipendio lordo annuale percepito durante l'ultimo anno di servizio;
  • Piano medico post-pensionistico (medical plan) e altri benefici a favore dei dipendenti di Bank of Alexandria (Egitto): trattasi di piani a benefici definiti che prevedono l'assistenza sanitaria e altri benefici ai dipendenti, anche dopo il pensionamento. La banca è responsabile dei costi e dei rischi collegati all'erogazione di tali benefici;
  • Piani a benefici definiti in essere presso Banca Intesa Beograd: trattasi di benefici a lungo termine stabiliti dal Contratto Collettivo (che fa riferimento a disposizioni legislative della Repubblica di Serbia), a favore del personale in servizio da corrispondere nel momento in cui verrà meno il rapporto di lavoro;
  • Piani a benefici definiti in essere presso UBI Banca: hanno, in generale, lo scopo di garantire, a favore degli iscritti, un trattamento integrativo delle pensioni corrisposte dalla "assicurazione invalidità, vecchiaia e superstiti" gestita dall'INPS nella misura e con le modalità previste dai singoli regolamenti; in tale ambito si distinguono i Fondi relativi ad ex Centrobanca, ad ex Banca Regionale Europea, ad ex Carime e ad ex Banca Adriatica.

Il Fondo di previdenza integrativo per il personale della società Centrobanca - Banca Centrale di Credito Popolare S.p.A., al quale risultano iscritti, ormai in forma residuale, 8 pensionati prevede una pensione integrativa diretta per vecchiaia e anzianità, al momento della maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni erogate dall'INPS (purché l'iscritto abbia maturato almeno 15 anni di iscrizione al Fondo) e una pensione integrativa diretta per invalidità, al momento della maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni erogate dall'INPS (purché siano trascorsi almeno 5 anni di iscrizione al Fondo).

Il Fondo per il personale della ex Banca Regionale Europea è un fondo di integrazione dell'Assicurazione Obbligatoria Invalidità Vecchiaia e Superstiti per il personale della Banca Regionale Europea (incorporata in UBI Banca con efficacia novembre 2016) proveniente dalla ex Banca del Monte di Lombardia e dalla ex Cassa di Risparmio di Cuneo; il fondo eroga i seguenti trattamenti previdenziali a titolo di pensione diretta:

  • o per vecchiaia, quando gli iscritti abbiano maturato i limiti contrattuali di età tempo per tempo vigenti purché siano trascorsi almeno 15 anni di iscrizione al Fondo;
  • o per anzianità, quando gli iscritti abbiano maturato i limiti minimi di servizio tempo per tempo vigenti previsti dal contratto;
  • o per invalidità, quando, ottenuto il riconoscimento dello stato di invalidità e qualunque sia l'età, sia maturata una anzianità computabile per la prestazione di almeno cinque anni, o, qualunque sia l'anzianità, se l'invalidità è permanente e dipendente da cause di servizio.

Inoltre, ai superstiti dell'iscritto spetta una pensione indiretta in caso di morte in attività di servizio dopo un anno di iscrizione al Fondo o dopo qualunque periodo se la morte è dipesa da cause di servizio ed una pensione di reversibilità in caso di morte, purché sia stata liquidata la pensione diretta.

Il Fondo ex Carime, confluita in UBI Banca a febbraio 2017, a sua volta include i seguenti fondi: Fondo della ex Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania, Fondo della ex Cassa di Risparmio di Puglia, Fondo della ex Cassa di Risparmio Salernitana. I fondi prevedono i seguenti trattamenti previdenziali a titolo di pensione diretta per:

  • o vecchiaia, quando gli iscritti abbiano compiuto il 60° anno di età, se uomini, o il 55° anno di età, se donne, e purché abbiano prestato almeno 15 anni di servizio;
  • o anzianità, quando gli iscritti abbiano maturato 35 anni di anzianità di servizio, se uomini, o 30 anni, se donne, indipendentemente dall'età anagrafica;
  • o invalidità, a qualunque età quando siano inabili in modo assoluto e permanente al lavoro e siano iscritti al fondo (inoltre per il Fondo ex Cassa di Risparmio di Puglia l'invalidità deve dipendere da cause di servizio e per il Fondo ex Cassa di Risparmio Salernitana è richiesta l'iscrizione da almeno 5 anni).

Inoltre, ai superstiti dell'iscritto spetta una pensione indiretta in caso di morte in attività di servizio ed una pensione di reversibilità in caso di morte, purché sia stata liquidata la pensione diretta.

Il Fondo ex Banca Adriatica, incorporata in UBI Banca nell'ottobre 2017, include a sua volta: il Fondo di quiescenza del personale ramo credito ex Cassa di Risparmio di Macerata S.p.A. (ex Banca Ca.Ri.Ma.), il Fondo di quiescenza ex dipendenti Banca Ca.Ri.Ma. passati alla Se.Ri.Ma. (ora Equitalia Servizi di Riscossione S.p.A.), il Fondo di quiescenza del personale ex Mediocredito Fondiario Centro Italia Spa, il Fondo di quiescenza del personale ramo esattoriale ex Cassa di Risparmio di Pesaro, il Fondo di quiescenza del personale ex Cassa di Risparmio di Jesi, il Fondo di quiescenza del personale ramo esattoriale ex Cassa di Risparmio di Pesaro Spa passati alla ex SE.RI.T. S.p.A.

I fondi esterni includono:

  • il Fondo Pensione a Prestazione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo, nuova denominazione assunta dall'ex Fondo di Previdenza Complementare per il Personale del Banco di Napoli – Sezione A, individuato come collettore di altre forme a "prestazione definita" nell'ambito del processo di riordino e razionalizzazione dei regimi previdenziali esistenti nel Gruppo Intesa Sanpaolo, con salvaguardia dei diritti degli iscritti (attivi e pensionati). A tal fine sono state conferite al "Fondo"– in sezioni virtualmente separate nell'ambito della Sezione A - le appostazioni patrimoniali presenti nei bilanci delle forme previdenziali preesistenti, per assicurare la piena copertura delle prestazioni integrative. Il Fondo, ente con personalità giuridica e gestione patrimoniale autonoma, include le seguenti gestioni: dipendenti iscritti e altri beneficiari di provenienza ex Banco di Napoli; personale in quiescenza beneficiario dell'Assegno Integrativo di Quiescenza, già fondo interno di SANPAOLO IMI; personale dipendente e in quiescenza proveniente dalla Cassa di Risparmio in Bologna, già iscritto al Fondo di Previdenza Complementare per il Personale della citata Cassa, confluito nel Fondo per il Personale del Banco di Napoli nel corso del 2004; personale in quiescenza proveniente dal Fondo di Previdenza Complementare ex Fin.Opi e confluito nel Fondo in argomento il 1° giugno 2005; personale dipendente ed in quiescenza proveniente dall'ex Banca Popolare dell'Adriatico, già iscritto al Fondo di Previdenza del Personale della Banca Popolare dell'Adriatico, confluito nel Fondo in argomento il 30 giugno 2006; personale in quiescenza proveniente dalla Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone già iscritto nel Fondo di Previdenza Complementare per il personale della predetta Cassa, confluita nel Fondo nel corso del 2006; personale in quiescenza proveniente dalla Cassa di Risparmio di Forlì già iscritto nel Fondo di Previdenza Complementare per il personale della citata Cassa, confluita nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2007; personale in quiescenza proveniente dal Fondo interno ex Carive, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2008; personale in quiescenza proveniente dal Fondo Interno ex FIP di CR Firenze, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2010; personale in quiescenza proveniente dal Fondo Interno della Cassa di Risparmio di Terni e Narni, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2010; personale in quiescenza proveniente dal Fondo Interno della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, confluito nel Fondo in argomento il 1° settembre 2012; personale esattoriale in quiescenza proveniente dal Fondo Oneri Integrativi Previdenziali per il Personale Esattoriale già dipendente Cariplo, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2015; personale in quiescenza già iscritto al Fondo di Previdenza Complementare per il Personale del Mediocredito Lombardo S.p.A., confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2015; personale in quiescenza già iscritto al Fondo Pensione dei Dirigenti, ex Dirigenti e aventi diritto dell'ex Comit, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2015; personale in quiescenza già iscritto presso i Fondi Pensione delle "Casse del Centro", in particolare gli iscritti al Fondo integrazione delle prestazioni dell'INPS per l'assicurazione obbligatoria di invalidità, vecchiaia e superstiti per il personale della Cassa di Risparmio di Città di Castello, Fondo integrazione delle prestazioni dell'INPS per l'assicurazione obbligatoria di invalidità, vecchiaia e superstiti per il personale della Cassa di Risparmio di Foligno, Fondo aziendale pensione complementare dell'AGO per il Personale della Cassa di Risparmio di Spoleto, Fondo pensione integrativo/complementare del trattamento pensionistico obbligatorio per i dipendenti della Cassa di Risparmio di Rieti, Fondo di Previdenza per il Personale della Cassa di Risparmio della Provincia di Viterbo e Fondo Pensionistico Integrativo aziendale per i dipendenti della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, confluiti nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2015; personale in quiescenza già iscritto al Fondo di Previdenza Aziendale Complementare delle prestazioni INPS a favore del Personale dipendente della Cassa di Risparmio di Civitavecchia, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2015; personale in quiescenza già iscritto al Fondo Integrativo della SIL – Società Italiana Leasing S.p.A, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2015; personale in quiescenza già iscritto al Fondo Pensione Complementare per il Personale della Banca Monte Parma, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2016; personale dipendente ed in quiescenza già iscritto al Fondo Pensione per il Personale ex Crediop assunto sino al 30 settembre 1989, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2016; il personale in quiescenza già iscritto al Fondo Integrativo Pensionistico della Cassa di Risparmio di Mirandola, confluito nel Fondo in argomento il 1° aprile 2016; personale in quiescenza già iscritto al Fondo di Previdenza per il Personale dell'ex Cassa di Risparmio di Prato confluito nel Fondo in argomento il 1° maggio 2018; personale in quiescenza già iscritto al Fondo a prestazione definita dell'ex Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana confluito nel Fondo in argomento il 1° maggio 2018; personale

dipendente ed in quiescenza proveniente dalla Cassa di Previdenza Integrativa per il Personale dell'Istituto Bancario Sanpaolo di Torino, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2019;. personale dipendente ed in quiescenza proveniente dalla Cassa di Previdenza del Personale della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, confluito nel Fondo in argomento il 1° luglio 2019.

E' necessario precisare che qualora il Fondo, dopo l'approvazione del bilancio, presenti un disavanzo tecnico secondo la metodologia civilistica, lo statuto ne prevede il ripianamento immediato da parte delle Banche coobbligate.

  • il Fondo pensione per il personale Cariplo, fondo con personalità giuridica e piena autonomia patrimoniale, il cui scopo è quello di garantire un trattamento pensionistico integrativo degli assegni dell'AGO ai pensionati Cariplo già tali al 30 giugno 1998;
  • un Piano a benefici definiti in essere presso la filiale di New York: il fondo fu creato nel 1977 dalla filiale della Banca Commerciale Italiana e garantisce un trattamento pensionistico a tutti i dipendenti residenti negli Stati Uniti che abbiano avuto almeno 5 anni di servizio presso la Banca. Il beneficio si intende maturato anche se il rapporto di lavoro cessa anticipatamente. Il beneficio è calcolato sulla base della media della retribuzione di lavoro più elevata ricevuta in tre anni consecutivi durante gli ultimi 10 anni di lavoro prima della cessazione dal servizio, oppure, se il rapporto di lavoro cessa prima, sulla base della media della retribuzione degli ultimi tre anni di lavoro. Attualmente il fondo non è più gestito nei libri contabili della Filiale di New York, ma è stato interamente trasferito al Fondo Prudential (Fondo a prestazione definita che gestisce le posizioni degli iscritti);
  • il Fondo di Previdenza della Cassa di Risparmio di Firenze: fondo con personalità giuridica e piena autonomia patrimoniale il cui scopo è quello di garantire un trattamento pensionistico integrativo al personale della Cassa, in servizio al 31 dicembre 1990 e già iscritto al preesistente "fondo ex esonerato";
  • un Piano per la previdenza dei dipendenti di Intesa Sanpaolo Private Banking (Suisse) Morval SA: il piano garantisce un trattamento integrativo alla maturazione dei requisiti pensionistici in base alla locale normativa previdenziale (LPP) oppure in caso di evento sfavorevole (invalidità e decesso); le obbligazioni sono fronteggiate da un patrimonio dedicato, gestito mediante un rapporto contrattualizzato stipulato tra la società e Axa Fondazione previdenza professionale, Winterthur;
  • il Fondo Pensione del Gruppo UBI Banca della ex Banca Popolare di Bergamo: il Fondo provvede in attuazione dell'accordo del 21/3/1989, ad erogare mensilmente ai beneficiari, un trattamento integrativo sotto forma di rendita nella misura prevista dall'accordo medesimo;
  • Il Fondo Pensione per il Personale della ex Banca Popolare di Ancona: Il Fondo eroga prestazioni aggiuntive o integrative alle prestazioni erogate dall'Inps secondo i regolamenti di n. 5 forme pensionistiche a prestazione definita acquisite nel tempo per incorporazione e/o accordi. La sezione I di tale Fondo, è a prestazione definita e con garanzia di ripianamento per le rispettive quote di aderenti da parte di Ubi Banca, Credito Valtellinese ed Agenzia Entrate Riscossioni.

In data 5 dicembre 2017 Intesa Sanpaolo S.p.A., anche nella qualità di Capogruppo, ha sottoscritto un accordo con le Organizzazioni Sindacali, in qualità di Fonti Istitutive, per l'integrazione della Cassa di Previdenza Integrativa per il Personale dell'Istituto Bancario San Paolo di Torino nel Fondo di Previdenza Complementare per il Personale del Banco di Napoli – Sezione A (che dal 1° gennaio 2019 ha cambiato denominazione in "Fondo pensione a prestazione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo", con sede a Torino). Tale accordo ha previsto anche la formulazione agli iscritti di un'offerta individuale di capitalizzazione della prestazione integrativa, che si è si è concretizzata a partire del secondo semestre del 2018, proseguendo nel corso del 2019 e del 2020: le adesioni pervenute nel corrente esercizio hanno determinato una flessione dell'obbligazione di circa 10 milioni, fronteggiate in parte dal patrimonio del Fondo (circa 5 milioni), in parte attraverso l'utilizzo dei Fondi appositamente costituiti presso la banca, in forza della garanzia prestata (circa 5 milioni).

Con riferimento alle politiche di investimento e di gestione integrata dei rischi, da parte dei Fondi viene verificato il grado di copertura e le possibili evoluzioni in diversi scenari. Allo scopo vengono studiate diverse configurazioni di universi investibili e di mix e allocazione di portafoglio, al fine di rispondere nel modo più adeguato possibile agli obiettivi previdenziali e reddituali.

2. Variazioni nell'esercizio delle passività (attività) nette a benefici definiti e dei diritti di rimborso

Come già illustrato nella Parte A – Politiche contabili, per i fondi a benefici definiti, la passività è determinata attraverso il metodo della "proiezione unitaria del credito" ed è iscritta in bilancio al netto delle eventuali attività a servizio del piano. Inoltre, con l'entrata in vigore al 1° gennaio 2013 del nuovo IAS 19 revised, gli utili e le perdite attuariali calcolati nel processo di valutazione dei piani sono immediatamente rilevati nel prospetto della redditività complessiva e, quindi, nel patrimonio netto.

(milioni di euro)
Passività del piano pensionistico 31.12.2020 31.12.2019
obbligazioni a benefici definiti TFR Piani
interni
Piani
esterni
TFR Piani
interni
Piani
esterni
Esistenze iniziali 1.134 253 1.734 1.190 199 1.775
Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro 4 3 8 3 3 7
Costo previdenziale per prestazioni di lavoro passate - - - - - -
Interessi passivi 5 14 10 13 15 21
Perdite attuariali rilevate per variazioni ipotesi finanziarie 25 17 66 57 22 125
Perdite attuariali rilevate per variazioni ipotesi demografiche 6 - 1 1 3 35
Perdite attuariali basate sull'esperienza passata 3 11 8 1 4 2
Differenze positive di cambio - - - - 16 3
Aumenti - operazioni di aggregazioni aziendali 277 81 9 - - -
Contributi dei partecipanti al piano X - 1 X - 1
Utili attuariali rilevati per variazioni ipotesi finanziarie - -4 - - - -
Utili attuariali rilevati per variazioni ipotesi demografiche -10 -2 -1 - - -
Utili attuariali basati sull'esperienza passata -29 - -10 - - -30
Differenze negative di cambio - -14 -2 - - -
Indennità pagate -148 -13 -119 -147 -8 -125
Diminuzioni - operazioni di aggregazioni aziendali -1 - - - - -
Effetto riduzione del fondo X - -14 X - -77
Effetto estinzione del fondo X - - X - -
Altre variazioni in aumento 225 - 1 240 - 1
Altre variazioni in diminuzione -291 -1 - -224 -1 -4
Rimanenze finali 1.200 345 1.692 1.134 253 1.734
Passività del piano pensionistico
obbligazioni a benefici definiti
31.12.2020 31.12.2019
TFR Piani
interni
Piani
esterni
TFR Piani
interni
Piani
esterni
Piani non finanziati 1.200 167 - 1.134 84 -
Piani finanziati parzialmente - - - - - -
Piani finanziati pienamente - 178 1.692 - 169 1.734

Gli utili e le perdite attuariali per variazioni di ipotesi finanziarie sono dovute alla dinamica dei tassi. L'andamento della curva Eur Composite AA utilizzata per la determinazione del valore attuale delle obbligazioni a benefici definiti ha evidenziato, rispetto all'anno precedente, una flessione media dello 0,49% sulle diverse scadenze temporali.

3. Informativa sul fair value delle attività a servizio del piano

Nelle tabelle successive sono riportate la movimentazione delle attività a servizio del piano presenti per alcuni fondi a benefici definiti e la composizione delle stesse.

(milioni di euro)
Attività a servizio del piano 31.12.2020 31.12.2019
Piani
interni
Piani
esterni
Piani
interni
Piani
esterni
Esistenze iniziali 132 1.577 109 1.616
Rendimento delle attività al netto degli interessi 2 52 11 75
Interessi attivi 2 9 3 19
Differenze positive di cambio - - 6 2
Aumenti- operazioni di aggregazione aziendale - 9 - -
Contributi versati dal datore di lavoro 5 3 6 3
Contributi versati dai partecipanti al piano - 2 - -
Differenze negative di cambio -7 -2 - 1
Diminuzioni- operazioni di aggregazione aziendale - - - -
Indennità pagate -3 -119 - -125
Effetto riduzione del fondo - -9 -3 -39
Effetto estinzione del fondo - - - -
Altre variazioni - 14 - 25
Rimanenze finali 131 1.536 132 1.577
(milioni di euro)
31.12.2020 31.12.2019
Attività a servizio del piano: informazioni
integrative
Piani
interni
% Piani
esterni
% Piani
interni
% Piani
esterni
%
Strumenti di capitale 67 51,1 267 17,4 70 53,0 243 15,4
- di cui livello 1 di fair value 67 246 70 224
Fondi comuni di investimento - - 279 18,2 - - 224 14,2
- di cui livello 1 di fair value - 216 - 165
Titoli di debito 52 39,7 478 31,1 50 37,9 587 37,2
- di cui livello 1 di fair value 52 472 50 587
Immobili e partecipazioni in società
immobiliari
8 6,1 409 26,6 8 6,1 434 27,5
- di cui livello 1 di fair value - - - -
Gestioni assicurative - - - - - - - -
- di cui livello 1 di fair value - - - -
Altre attività 4 3,1 103 6,7 4 3,0 89 5,7
- di cui livello 1 di fair value - - - -
TOTALE ATTIVITA' 131 100,0 1.536 100,0 132 100,0 1.577 100,0
(milioni di euro)
Attività a servizio del piano: informazioni
integrative
31.12.2020 31.12.2019
Piani
interni
% Piani
esterni
% Piani
interni
% Piani
esterni
%
Strumenti di capitale 67 51,1 267 17,4 70 53,0 243 15,4
- di cui società finanziarie 67 59 70 59
- di cui società non finanziarie - 208 - 184
Fondi comuni di investimento - - 279 18,2 - - 224 14,2
Titoli di debito 52 39,7 478 31,1 50 37,9 587 37,2
Titoli di stato 52 252 50 367
- di cui rating investment grade 52 248 50 367
- di cui rating speculative grade - 4 - -
Società finanziarie - 105 - 115
- di cui rating investment grade - 75 - 84
- di cui rating speculative grade - 30 - 31
Società non finanziarie - 121 - 105
- di cui rating investment grade - 87 - 79
- di cui rating speculative grade - 34 - 26
Immobili e partecipazioni in società immobiliari 8 6,1 409 26,6 8 6,1 434 27,5
Gestioni assicurative - - - - - - - -
Altre attività 4 3,1 103 6,7 4 3,0 89 5,7
TOTALE ATTIVITA' 131 100,0 1.536 100,0 132 100,0 1.577 100,0

La differenza tra le passività nette a benefici definiti (cfr precedente informativa 10.5, punto 2) e le attività a servizio del piano (cfr precedente informativa 10.5, punto 3) trova rilevazione contabile nei fondi di quiescenza aziendale e, per alcune fattispecie, negli altri fondi per rischi ed oneri.

4. Descrizione delle principali ipotesi attuariali

Nella tabella che segue sono riportate le ipotesi attuariali ed i tassi di riferimento utilizzati dai diversi fondi.

31.12.2020
Ipotesi attuariali
31.12.2019
Tasso
di
sconto
Tasso
di
rendimento
atteso
Tasso
atteso di
incrementi
retributivi
Tasso
annuo di
inflazione
Tasso
di
sconto
Tasso
di
rendimento
atteso
Tasso
atteso di
incrementi
retributivi
Tasso
annuo di
inflazione
TFR 0,0% X 0,0% - da 0,42%
a 1,72%
X da 2,44%
a 2,85%
-
PIANI INTERNI
- di cui Italia da -0,0%
a 0,1%
- 2,0% 1,1% - - - -
- di cui Egitto 14,5% - 6,7% 6,7% 13,8% - 6,5% 6,5%
- di cui Inghilterra 1,5% - 2,7% 2,7% 2,0% - 1,9% 1,9%
- di cui Serbia 3,0% - 4,5% - 3,5% - 4,0% -
PIANI ESTERNI
- di cui Italia da -0,1%
a 0,3%
da -0%
a 3,5%
da 2%
a 2,5 %
da 0,7%
a 1,2%
da 0,4%
a 0,8%
4,0% da 2,6%
a 2,7%
da 0,7%
a 1,5%
- di cui Stati Uniti 2,3% 2,3% - - 3,0% 3,0% - -
- di cui Svizzera 0,2% - 0,0% 0,5% 0,3% - - 0,5%

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, a partire dall'esercizio 2013, utilizza prevalentemente come tasso di attualizzazione la curva dei tassi Eur Composite AA ponderata in base al rapporto tra i pagamenti e gli anticipi riferiti a ciascuna scadenza da un lato, e l'ammontare complessivo dei pagamenti e degli anticipi che devono essere sostenuti fino all'estinzione finale dell'intera obbligazione. In particolare, nel caso di piani a benefici definiti, il tasso utilizzato corrisponde al tasso medio che riflette i parametri di mercato cui si riferisce il piano. La curva Eur Composite AA è ricavata giornalmente tramite l'information provider di Bloomberg e fa riferimento ad un paniere di titoli emessi da emittenti corporate "investment grade" compresi nella classe "AA" di rating residenti nell'area euro e appartenenti a diversi settori.

5. Informazioni su importo, tempistica e incertezza sui flussi finanziari

Analisi di sensitivity 31.12.2020
TFR PIANI INTERNI PIANI ESTERNI
+50 bps -50 bps +50 bps -50 bps +50 bps -50 bps
Tasso di attualizzazione 1.147 1.255 334 356 1.600 1.795
Tasso di incrementi retributivi 1.200 1.200 348 342 1.717 1.669
Tasso di inflazione 1.242 1.159 353 337 1.756 1.632

L'analisi di sensitivity sul tasso di rendimento atteso non viene effettuata in quanto non ha effetti sul calcolo della passività

L'analisi di sensitivity è stata effettuata sulle passività nette a benefici definiti (di cui alla precedente informativa 10.5, punto 2). I dati esposti, in valore assoluto, indicano quale sarebbe l'ammontare delle passività nette a benefici definiti in presenza di una variazione di +/- 50 bps di tasso.

La duration media dell'obbligazione a benefici definiti è pari a 12,48 anni per i fondi pensione e 8,48 anni per il TFR.

Gli eventuali esborsi da effettuarsi nel prossimo esercizio (ripianamento disavanzo tecnico previsto dallo statuto del Fondo Pensione a Prestazione Definita del Gruppo Intesa Sanpaolo) saranno determinati nel momento della redazione del bilancio del Fondo stesso, che avverrà nei prossimi mesi di maggio/giugno.

6. Piani relativi a più datori di lavoro

Nel gruppo sono presenti i seguenti piani a benefici definiti relativi a più datori di lavoro:

Fondo Pensioni per il Personale ex Crediop assunto sino al 30 Settembre 1989 che, in data 1° gennaio 2016, è confluito all'interno della Sezione A del Fondo Pensione Complementare per il personale del Banco di Napoli (oggi Fondo Pensione a Prestazione Definita del Gruppo Intesa Sanpaolo).

Gli impegni di Crediop S.p.A. (ora Dexia- Crediop) e del Sanpaolo IMI (ora Intesa Sanpaolo) nei confronti del Fondo, sono regolati dall'accordo del 28/05/1999 stipulato tra le due parti e il suo trasferimento all'interno del Fondo Pensione a Prestazione Definita del Gruppo Intesa Sanpaolo non ha modificato le garanzie e gli impegni a suo tempo sottoscritti tra le due entità;

  • Fondo di quiescenza ex dipendenti Banca Ca.Ri.Ma. passati alla Se.Ri.Ma. (ora Equitalia Servizi di Riscossione Spa), i cui servizi di riscossione furono trasferiti il 1° gennaio 1990 all'ex Equitalia Marche S.P.A. (attualmente Agenzia delle Entrate - Riscossione), l''accordo sindacale e le intese intercorse tra i sottoscrittori dell'operazione sancirono che l'allora controllante Ca.Ri.Ma. (poi Banca Marche S.p.A., poi Nuova Banca Marche S.p.A. e successivamente Banca Adriatica S.p.A. poi incorporata in Ubi Banca) continuasse ad accantonare nel proprio bilancio le riserve matematiche inerenti il personale assunto precedentemente al perfezionarsi dell'operazione;

  • Il Fondo Pensione per il Personale della ex Banca Popolare di Ancona, che come precedentemente riferito, prevede una garanzia di ripianamento per le rispettive quote di aderenti da parte di Ubi Banca, Credito Valtellinese ed Agenzia Entrate Riscossioni.

7. Piani a benefici definiti che condividono i rischi tra entità sotto controllo comune

Il Fondo Pensione a Prestazione Definita del Gruppo Intesa Sanpaolo e il Fondo di Previdenza della Cassa di Risparmio di Firenze, sono piani a benefici definiti che condividono i rischi tra diverse Società del Gruppo. Tali Società rilasciano, per i propri dipendenti e pensionati iscritti, garanzia solidale nei confronti degli enti previdenziali in argomento. La passività in capo ad ogni Società coobbligata viene determinata da un Attuario Indipendente attraverso il metodo della "proiezione unitaria del credito" ed è iscritta in bilancio al netto delle attività a servizio del piano. Analogamente, il current service cost, che rappresenta il valore attuale medio alla data della valutazione delle prestazioni maturate dai lavoratori in servizio nel corso dell'esercizio, viene calcolato per ogni Società dal medesimo Attuario.

10.6 Fondi per rischi ed oneri - altri fondi

I fondi per controversie legali e fiscali sono rappresentati principalmente da accantonamenti a fronte di contenzioso fiscale, stanziamenti per anatocismo, servizi di investimento, procedimenti penali e irregolarità operative, cause per recupero crediti, cause del lavoro e altre vertenze civili e amministrative.

Il fondo per oneri per il personale include gli oneri per incentivazione all'esodo volontario inclusa la quota parte derivante dall'integrazione del Gruppo UBI, gli oneri per premi di anzianità ai dipendenti ed altri oneri diversi.

Gli Altri fondi accolgono prevalentemente i rischi relativi all'operatività, indennità private bankers ed altri contenziosi, oltre al fondo stanziato a fronte degli oneri di integrazione del Gruppo UBI.

(milioni di euro)
Voci/Componenti 31.12.2020 31.12.2019
Altri fondi
1. controversie legali e fiscali 965 770
2. oneri per il personale 2.601 1.632
oneri per iniziative di incentivazione all'esodo 1.904 1.006
premi per anzianità ai dipendenti 210 210
altri oneri diversi del personale 487 416
3. altri rischi e oneri 1.448 881
indennità diverse agli agenti della rete distributiva 338 290
altri 1.110 591
Totale 5.014 3.283

Gli accantonamenti vengono attualizzati utilizzando i tassi correnti di mercato nei casi in cui l'elemento temporale sia significativo.

In particolare, il tasso di attualizzazione utilizzato dal Gruppo, ai fini della redazione dell'informativa finanziaria periodica, è quello corrispondente alla curva IRS zero coupon o al tasso corrente dei titoli governativi del Paese di riferimento nel caso in cui il rischio specifico sia già considerato nella determinazione degli esborsi attesi.

SEZIONE 11 – RISERVE TECNICHE – VOCE 110

11.1 Riserve tecniche: composizione

Questa voce corrisponde alla voce C del passivo dello stato patrimoniale d'impresa di assicurazione.

(milioni di euro)
Voci Lavoro
diretto
Lavoro
indiretto
31.12.2020 31.12.2019
A. Ramo danni 1.213 - 1.213 967
A1. riserve premi 780 - 780 711
A2. riserve sinistri 424 - 424 251
A3. altre riserve 9 - 9 5
B. Ramo vita 88.786 - 88.786 81.209
B1. riserve matematiche 78.755 - 78.755 74.406
B2. riserve per somme da pagare 1.136 - 1.136 686
B3. altre riserve 8.895 - 8.895 6.117
C. Riserve tecniche allorché il rischio dell'investimento è sopportato dagli
assicurati
6.812 - 6.812 6.960
C1. riserve relative a contratti le cui prestazioni sono connesse con fondi di
investimento e indici di mercato
664 - 664 750
C2. riserve derivanti dalla gestione dei fondi pensione 6.148 - 6.148 6.210
D. Totale riserve tecniche 96.811 - 96.811 89.136

11.2 Riserve tecniche: variazioni annue

Voci 31.12.2020 (milioni di euro)
31.12.2019
A. Ramo danni 1.213 967
Esistenze iniziali 967 789
Operazioni di aggregazione aziendale 137 -
Variazione della riserva (+/-) 109 178
B. Ramo vita e altre riserve tecniche 95.598 88.169
Esistenze iniziali 88.169 80.008
Operazioni di aggregazione aziendale 2.045 -
Variazioni per premi 9.950 9.495
Variazione per pagamenti -9.003 -6.745
Variazione per redditi e altri bonus riconosciuti agli assicurati (+/-) 1.220 1.649
Variazione per differenza cambio (+/-) - -
Variazione delle altre riserve tecniche (+/-) 3.217 3.762
C. Totale riserve tecniche 96.811 89.136

SEZIONE 12 – AZIONI RIMBORSABILI – VOCE 130

Voce non applicabile per il Gruppo.

SEZIONE 13 – PATRIMONIO DEL GRUPPO – VOCI 120, 130, 140, 150, 160, 170 E 180

13.1 "Capitale" e "Azioni proprie": composizione

Per quanto riguarda le informazioni di questa sezione si rimanda al successivo punto 13.3.

13.2 Capitale - Numero azioni della capogruppo: variazioni annue

Voci/Tipologie
Ordinarie
A. Azioni esistenti all'inizio dell'esercizio 17.509.728.425
- interamente liberate 17.509.728.425
- non interamente liberate -
A.1 Azioni proprie (-) -26.380.005
A.2 Azioni in circolazione: esistenze iniziali 17.483.348.420
B. Aumenti 1.927.436.679
B.1 Nuove emissioni 1.920.734.880
- a pagamento: 1.920.734.880
operazioni di aggregazioni di imprese -
conversione di obbligazioni -
esercizio di warrant -
altre (OPAS UBI) 1.920.734.880
- a titolo gratuito: -
a favore dei dipendenti -
a favore degli amministratori -
altre -
B.2 Vendita di azioni proprie 99.992
B.3 Altre variazioni 6.601.807
C. Diminuzioni -22.449.795
C.1 Annullamento -
C.2 Acquisto di azioni proprie -15.891.692
C.3 Operazioni di cessione di imprese -
C.4 Altre variazioni -6.558.103
D. Azioni in circolazione: rimanenze finali 19.388.335.304
D.1 Azioni proprie (+) 42.128.001
D.2 Azioni esistenti alla fine dell'esercizio 19.430.463.305
- interamente liberate 19.430.463.305
- non interamente liberate -

13.3 Capitale: altre informazioni

Al 31 dicembre 2020, il capitale sociale della Banca è pari a 10.084 milioni, suddiviso in numero 19.430.463.305 azioni ordinarie, prive di valore nominale. Ogni azione ordinaria attribuisce il diritto ad un voto nell'Assemblea. Alla data del presente documento il capitale risulta interamente versato e liberato. Al 31 dicembre 2020 il Gruppo detiene azioni proprie per un ammontare pari a 130 milioni.

13.4 Riserve di utili: altre informazioni

Le riserve di Gruppo ammontano a 17.461 milioni e includono: la riserva legale, la riserva straordinaria, le riserve da concentrazione (L. 30/7/1990, art. 7, comma 3, n. 218 e L. 30/7/1990, art. 7, n. 218) e le altre riserve, nonché la riserva da consolidamento.

La riserva legale, costituita a norma di legge, deve essere almeno pari ad un quinto del capitale sociale; essa è stata costituita in passato tramite accantonamenti degli utili netti annuali per almeno un ventesimo degli stessi. Nel caso in cui la riserva dovesse diminuire, occorre reintegrarla tramite l'obbligo di destinarvi un ventesimo dell'utile.

Le riserve da concentrazione ex L. 30 luglio 1990 n. 218 sono state costituite in occasione di operazioni di riorganizzazione o concentrazione effettuate ai sensi della citata legge.

Le altre riserve comprendono le riserve di pertinenza delle filiali estere ed altre riserve costituite nel passato a fronte di specifiche disposizioni normative.

Le riserve da consolidamento si sono generate a seguito dell'eliminazione del valore contabile delle partecipazioni in contropartita alla corrispondente frazione del patrimonio netto di ciascuna partecipata.

Le riserve da valutazione risultano positive per 294 milioni ed includono le riserve da valutazione delle attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per 87 milioni, le riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione per 809 milioni, le riserve su contratti derivati di copertura di flussi finanziari per -781 milioni, le riserve da valutazione in cambi (relative a investimenti in partecipazioni consolidate integralmente) per -1.184 milioni, le riserve da rivalutazioni di attività materiali e leggi speciali di rivalutazione per 1.878 milioni, le riserve da valutazione relative a passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) per -104 milioni, nonché la riserva negativa su utili (perdite) attuariali su piani previdenziali a benefici definiti per -422 milioni, oltre a circa 11 milioni di riserve da valutazione annesse ad investimenti partecipativi di minoranza.

13.5 Strumenti di capitale: composizioni e variazioni annue

Emittente
Concedente
Tasso di interesse Step
up
Data
di
emissione
Data
di
scadenza
Rimborso
anticipato
a partire
dal
Val. Importo
originario
in unità di valuta
Valore di
bilancio
(milioni di
euro)
Intesa Sanpaolo 6,25% fisso NO 16-mag-2017 perpetuo 16-mag-2024 Eur 750.000.000 745
Intesa Sanpaolo 7,00% fisso (fino alla prima data
di call)
NO 19-gen-2016 perpetuo 19-gen-2021 Eur 1.250.000.000 1.243
Intesa Sanpaolo 7,75% fisso (fino alla prima data
di call)
NO 11-gen-2017 perpetuo 11-gen-2027 Eur 1.250.000.000 1.245
Intesa Sanpaolo 7,70% fisso (fino alla prima data
di call)
NO 17-set-2015 perpetuo 17-set-2025 Usd 1.000.000.000 878
Intesa Sanpaolo 3,75% fisso NO 26-feb-2020 perpetuo 27-feb-2025 Eur 750.000.000 723
Intesa Sanpaolo 4,125% fisso NO 26-feb-2020 perpetuo 27-feb-2030 Eur 750.000.000 732
Intesa Sanpaolo 5,875% fisso pagabile
semestralmente
NO 01-set-2020 perpetuo 01-set-2031 Eur 750.000.000 744
Intesa Sanpaolo 5,5% fisso pagabile
semestralmente
NO 01-set-2020 perpetuo 01-mar-2028 Eur 750.000.000 743
Ubi Banca 5,875% fisso pagabile
semestralmente
NO 20-gen-2020 perpetuo 20-gen-2025 Eur 400.000.000 388
Totale 7.441

13.6 Altre informazioni

Non si ravvisano altre informazioni da segnalare.

SEZIONE 14 - PATRIMONIO DI PERTINENZA DI TERZI – VOCE 190

Per i dettagli relativi alla composizione del patrimonio di pertinenza di terzi si fa rimando alla sezione F "Parte B.1. Patrimonio consolidato: ripartizione per tipologia di impresa".

14.1 Dettaglio della voce 190 "patrimonio di pertinenza di terzi"

(milioni di euro)
Denominazioni
imprese
31.12.2020
Partecipazioni in società consolidate con interessenze di terzi significative 386
1 Bank of Alexandria 137
2 Pramerica SGR S.p.A. 93
3 Risanamento S.p.A. 66
4 Vseobecna Uverova Banka A.S. 50
5 Privredna Banka Zagreb DD 40
Altre partecipazioni 64
TOTALE 2020 450
TOTALE 2019 247

14.2 Strumenti di capitale: composizione e variazioni annue Non si segnalano strumenti di capitale di pertinenza di terzi.

ALTRE INFORMAZIONI

1. Impegni e garanzie finanziarie rilasciate – Escluse compagnie assicurative

(milioni di euro)
Valore nominale su impegni e garanzie
finanziarie rilasciate
31.12.2020 31.12.2019
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio
1. Impegni a erogare fondi 191.818 45.905 1.592 239.315 193.247
a) Banche Centrali 1.728 34 - 1.762 1.573
b) Amministrazioni pubbliche 9.123 1.378 6 10.507 7.840
c) Banche 28.978 1.410 7 30.395 30.901
d) Altre società finanziarie 20.132 5.219 22 25.373 17.329
e) Società non finanziarie 118.711 35.706 1.496 155.913 124.835
f) Famiglie 13.146 2.158 61 15.365 10.769
2. Garanzie finanziarie rilasciate 35.320 8.436 923 44.679 38.693
a) Banche Centrali 120 - - 120 1
b) Amministrazioni pubbliche 451 29 - 480 532
c) Banche 2.791 144 1 2.936 3.291
d) Altre società finanziarie 914 654 4 1.572 1.185
e) Società non finanziarie 30.470 7.399 908 38.777 33.223
f) Famiglie 574 210 10 794 461

Nella presente tabella - secondo le indicazioni della Circolare 262 - tra gli "impegni a erogare fondi" figurano gli impegni che possono dar luogo a rischi di credito soggetti alle regole di determinazione della perdita attesa secondo quanto previsto dall'IFRS 9, inclusi i margini revocabili disponibili su linee di credito concesse alla clientela e alle banche (per un importo complessivo pari a 163.010 milioni nel 2020).

1.Bis Garanzie rilasciate e impegni – Compagnie assicurative

Al 31 dicembre 2020 tale fattispecie non è presente.

  • 2. Altri impegni e altre garanzie rilasciate Escluse compagnie assicurative
    • Al 31 dicembre 2020 tale fattispecie non è presente.

3. Attività costituite a garanzia di proprie passività e impegni

(milioni di euro)
Portafogli 31.12.2020 31.12.2019
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 1.967 8.195
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 9.107 35.316
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 198.061 152.316
4. Attività materiali - -
di cui: attività materiali che costituiscono rimanenze - -

Si segnala che sono stati oggetto di elisione depositi infragruppo per 989 milioni costituiti a servizio dell'operatività in prestito titoli con soggetti esterni al Gruppo.

4. Composizione degli investimenti a fronte delle polizze unit-linked e index-linked

(milioni di euro)
Voci Prestazioni
connesse
con fondi di
investimento
e indici di mercato
Prestazioni
connesse
alla gestione dei
fondi pensione
31.12.2020
Attività in bilancio 80.816 6.169 86.985
Attività infragruppo 266 - 266
Totale Attività 81.082 6.169 87.251
Passività finanziarie in bilancio 77.134 2.076 79.210
Riserve tecniche in bilancio 3.615 4.093 7.708
Passività infragruppo 325 - 325
Totale Passività 81.074 6.169 87.243

5. Gestione e intermediazione per conto terzi

Tipologia servizi 31.12.2020 (milioni di euro)
31.12.2019
1. Esecuzione di ordini per conto della clientela
a) Acquisti 655.950 617.113
1. regolati 643.520 603.029
2. non regolati 12.430 14.084
b) Vendite 654.024 576.949
1. regolati 653.911 576.858
2. non regolati 113 91
2. Gestioni di portafogli
a) individuali 66.701 56.484
b) collettive 175.797 133.325
3. Custodia e amministrazione di titoli
a) titoli di terzi in deposito: connessi con lo svolgimento di banca depositaria (escluse le
gestioni di portafoglio)
37.844 40.817
1. titoli emessi dalle società incluse nel consolidamento - -
2. altri titoli 37.844 40.817
b) titoli di terzi in deposito (escluse gestioni di portafogli): altri 505.343 420.034
1. titoli emessi dalle società incluse nel consolidamento 16.492 3.831
2. altri titoli 488.851 416.203
c) titoli di terzi depositati presso terzi 500.385 415.836
d) titoli di proprietà depositati presso terzi 147.891 142.665
4. Altre operazioni 532.520 581.284

Precisazione circa le clausole contrattuali dei debiti finanziari

In relazione al punto 3: "Principio IFRS 7 – Clausole contrattuali dei debiti finanziari", del Documento Banca d'Italia / Consob / Isvap n. 4 del marzo 2010, si precisa quanto segue:

  • nessuna Società del Gruppo Intesa Sanpaolo è incorsa nel mancato rispetto di clausole contrattuali previste in emissioni obbligazionarie, contratti di finanziamento a medio-lungo termine ricevuti da Organismi finanziari ed in altri contratti di debito, che abbiano comportato o possano comportare la decadenza del beneficio del termine;
  • le emissioni obbligazionarie, i finanziamenti a medio-lungo termine da Organismi Sovrannazionali ovvero altri contratti di debito delle Società del Gruppo Intesa Sanpaolo possono prevedere clausole di negative pledges e di covenants, di contenuto standard in base alle prassi normalmente in uso.

La natura degli impegni assunti, in linea con la prassi dei mercati, e le remote probabilità che gli eventi di default si verifichino, consentono di considerare tali clausole come non significative.

6. Attività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi-quadro di compensazione o ad accordi similari

(milioni di euro)
Forme tecniche Ammontare
lordo delle
attività
finanziare
Ammontare
delle
passività
finanziarie
Ammontare
netto delle
attività
finanziarie
Ammontari correlati non
oggetto di
compensazione in
Ammontare
netto
Ammontare netto
(a)
compensato
riportato in
in bilancio
bilancio (c=a
(b)
b)
Bilancio 31.12.2020 31.12.2019
Strumenti
finanziari
(d)
Depositi di
contante
ricevuti in
garanzia (e)
(f=c-d-e)
1. Derivati 76.804 54.645 22.159 18.083 2.535 1.541 569
2. Pronti contro termine 24.243 - 24.243 24.159 17 67 34
3. Prestito titoli - - - - - - -
4. Altre - - - - - - -
TOTALE
31.12.2020
101.047 54.645 46.402 42.242 2.552 1.608 X
TOTALE
31.12.2019
96.235 37.566 58.669 54.399 3.667 X 603

7. Passività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi-quadro di compensazione o ad accordi similari

(milioni di euro)
Forme tecniche
Ammontare
lordo delle
passività
finanziarie
(a)
Ammontare
delle attività
finanziarie
compensato
in bilancio
Ammontare
netto delle
passività
finanziarie
riportato in
Ammontari correlati non
oggetto di
compensazione in
bilancio
Ammontare
netto
31.12.2020
Ammontare
netto
31.12.2019
(b) bilancio (c=a-b) Strumenti
finanziari
(d)
Depositi di
contante
posti a
garanzia (e)
(f=c-d-e)
1. Derivati 91.240 54.645 36.595 17.205 17.416 1.974 327
2. Pronti contro termine 12.059 - 12.059 11.966 38 55 519
3. Prestito titoli - - - - - - -
4. Altre - - - - - - -
TOTALE 31.12.2020 103.299 54.645 48.654 29.171 17.454 2.029 X
TOTALE 31.12.2019 93.582 37.566 56.016 39.115 16.055 X 846

Il principio IFRS 7, modificato nel corso del 2013, richiede di fornire specifica informativa circa gli strumenti finanziari che sono stati compensati nello Stato Patrimoniale ai sensi dello IAS 32 o che sono potenzialmente compensabili, al ricorrere di determinate condizioni, ma vengono esposti nello Stato Patrimoniale senza effettuare compensazioni in quanto regolati da "accordi quadro di compensazione o similari" che non rispettano tutti i criteri stabiliti dallo IAS 32 paragrafo 42.

Al riguardo, si segnala che il Gruppo Intesa Sanpaolo ha in essere accordi che soddisfano i requisiti previsti dallo IAS 32, paragrafo 42 per la compensazione in bilancio. Tale compensazione è stata effettuata per un fair value complessivo di 54.645 milioni e si riferisce all'operatività in derivati OTC con il compensatore legale LCH Ltd.

Per quanto riguarda gli strumenti potenzialmente compensabili, al ricorrere di taluni eventi, e da esporre nelle tabelle 5 e 6, si segnala che Intesa Sanpaolo utilizza accordi bilaterali di netting che consentono, nel caso di default della controparte, la compensazione delle posizioni creditorie e debitorie relative a derivati finanziari e creditizi, nonché delle operazioni di tipo SFT (Securities Financing Transactions). In particolare sono presenti accordi tipo ISDA (per operazioni in derivati) e GMRA (per pronti contro termine).

Con riferimento alle operazioni di prestito titoli, nelle tabelle 6 e 7 occorre riportare esclusivamente le operazioni che prevedono il versamento di garanzia in denaro che rientra nella piena disponibilità del prestatore, in quanto si tratta dell'unica

tipologia di operazioni che trova rappresentazione nello Stato Patrimoniale. Intesa Sanpaolo non ha in essere al 31 dicembre 2020 operazioni della specie.

Ai fini della compilazione delle tabelle e in linea con quanto previsto dall'IFRS 7 e dalle nuove disposizioni che regolano il bilancio delle banche, si segnala che:

  • gli effetti della potenziale compensazione dei controvalori di bilancio delle attività e passività finanziarie sono indicati in corrispondenza della colonna (d) "Strumenti finanziari", unitamente al fair value delle garanzie reali finanziarie rappresentate da titoli;
  • gli effetti della potenziale compensazione dell'esposizione con le relative garanzie in contanti figurano in corrispondenza della colonna (e) "Depositi in contante ricevuti/dati in garanzie";
  • le operazioni di pronti contro termine sono rappresentate nelle tabelle secondo il criterio di valutazione del costo ammortizzato, mentre le relative garanzie reali finanziarie sono riportate al loro fair value;
  • le operazioni in derivati sono rappresentate al fair value.

Tali effetti sono computati per ogni singola controparte assistita da un accordo quadro di netting nei limiti dell'esposizione indicata nella colonna (c).

In base alle modalità di compilazione sopra descritte, gli accordi di netting tra gli strumenti finanziari e le relative garanzie consentono di ridurre in modo significativo l'esposizione creditoria/debitoria verso la controparte, come indicato in corrispondenza della colonna (f) "Ammontare netto". Tali effetti sono computati per ogni singola controparte assistita da un accordo quadro di netting nei limiti dell'esposizione indicata nella colonna (c).

In base alle modalità di compilazione sopra descritte, gli accordi di netting tra gli strumenti finanziari e le relative garanzie consentono di ridurre in modo significativo l'esposizione creditoria/debitoria verso la controparte, come indicato in corrispondenza della colonna (f) "Ammontare netto".

8. Operazioni di prestito titoli

Si segnala la presenza del servizio bancario accessorio di prestito titoli offerto prevalentemente da Intesa Sanpaolo Private Banking (ISPB) alla clientela (persone fisiche, persone giuridiche ed enti commerciali). Il contratto comporta il trasferimento della proprietà di un certo quantitativo di titoli di una data specie con l'obbligo per ISPB di restituirli, a fronte di un corrispettivo a titolo di remunerazione per la disponibilità degli stessi. L'operatività ha per oggetto titoli di Stato che ISPB, a sua volta, trasferisce alla Capogruppo Intesa Sanpaolo per finalità non speculative.

Al 31 dicembre 2020, il collateral dell'operatività, riferito principalmente a ISPB, è pari a 989 milioni.

9. Informativa sulle attività a controllo congiunto

Per il Gruppo Intesa Sanpaolo la fattispecie non è presente.

Parte C – Informazioni sul conto economico

SEZIONE 1 – GLI INTERESSI - VOCI 10 E 20

1.1. Interessi attivi e proventi assimilati: composizione

(milioni di euro)
Voci Titoli di
debito
Finanz. Altre
operazioni
2020 2019
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico 63 22 - 85 144
1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione 40 - - 40 86
1.2 Attività finanziarie designate al fair value 2 - - 2 4
1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 21 22 - 43 54
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
753 4 X 757 871
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 571 8.948 X 9.519 9.695
3.1 Crediti verso banche 24 305 X 329 630
3.2 Crediti verso clientela 547 8.643 X 9.190 9.065
4. Derivati di copertura X X -1.008 -1.008 -1.024
5. Altre attività X X 12 12 21
6. Passività finanziarie X X X 818 486
Totale 1.387 8.974 -996 10.183 10.193
di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired 2 825 - 827 900
di cui: interessi attivi su leasing finanziario - 325 - 325 291

Gli interessi attivi includono anche quelli su titoli utilizzati in operazioni di pronti contro termine.

Gli interessi su attività finanziarie impaired includono anche gli interessi dovuti al trascorrere del tempo, pari a 464 milioni (c.d. time value) che nel 2019 erano risultati pari a 466 milioni.

Nella voce "Derivati di copertura" sono compresi i differenziali relativi ai derivati di copertura a correzione degli interessi attivi rilevati sugli strumenti finanziari coperti.

Nella voce "Passività finanziarie" sono inclusi gli interessi su operazioni di raccolta con tassi negativi. In tale ambito, sono stati rilevati interessi attivi su operazioni di finanziamento TLTRO per complessivi 544 milioni nell'esercizio 2020 e a 243 milioni nel 2019. L'importo rilevato nell'esercizio 2020 si riferisce per 484 milioni agli interessi maturati sulle operazioni TLTRO III e include anche l'apporto del Gruppo UBI (a partire dalla data di acquisizione del 4 agosto).Come meglio rappresentato nella Parte A Politiche Contabili della presente Nota Integrativa al paragrafo "Operazioni di finanziamento TLTRO III" gli interessi sono stati rilevati nel presupposto del conseguimento dei benchmark previsti, attendibilmente stimati sulla base di report previsionali sull'andamento degli impieghi monitorati a date predefinite e approvati da adeguato livello del management. In caso di eventuali modifiche alle previsioni sul raggiungimento di tali target troverebbero applicazione le disposizioni dell'IFRS 9 sulle revisioni delle stime dei flussi di cassa.

1.2. Interessi attivi e proventi assimilati: altre informazioni

1.2.1 Interessi attivi su attività finanziarie in valuta

Al 31 dicembre 2020 il saldo del conto accoglie 1.986 milioni relativi ad attività finanziarie in valuta.

1.3 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione

(milioni di euro)
Voci/Forme tecniche Debiti Titoli Altre operazioni 2020 2019
1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 688 1.645 X 2.333 3.111
1.1 Debiti verso banche centrali 37 X X 37 91
1.2 Debiti verso banche 201 X X 201 417
1.3 Debiti verso clientela 450 X X 450 594
1.4 Titoli in circolazione X 1.645 X 1.645 2.009
2. Passività finanziarie di negoziazione 4 - 2 6 15
3. Passività finanziarie designate al fair value 10 1 - 11 34
4. Altre passività e fondi X X 27 27 33
5. Derivati di copertura X X -319 -319 -271
6. Attività finanziarie X X X 393 347
Totale 702 1.646 -290 2.451 3.269
di cui: interessi passivi relativi ai debiti per leasing -27 - - -27 -24

Nelle voci "Debiti verso banche" e "Debiti verso clientela" sono inclusi anche gli interessi su operazioni di pronti contro termine anche se effettuate a fronte di titoli iscritti nell'attivo. I derivati di copertura si riferiscono agli interessi su passività e ricomprendono i differenziali relativi ai derivati di copertura a correzione degli interessi passivi rilevati sugli strumenti finanziari coperti.

Nella voce "Attività finanziarie" sono inclusi gli interessi su operazioni di impiego con tassi negativi.

1.4. Interessi passivi e oneri assimilati: altre informazioni

1.4.1 Interessi passivi su passività in valuta

Nel 2020 tra gli interessi passivi e oneri assimilati sono stati contabilizzati 804 milioni relativi a passività finanziarie in valuta.

1.5. Differenziali relativi alle operazioni di copertura

(milioni di euro)
Voci 2020 2019
A. Differenziali positivi relativi a operazioni di copertura 2.496 1.677
B. Differenziali negativi relativi a operazioni di copertura -3.185 -2.430
C. Saldo (A-B) -689 -753

SEZIONE 2 – LE COMMISSIONI - VOCI 40 E 50

2.1 Commissioni attive: composizione

(milioni di euro)
Tipologia servizi/Valori 2020 2019
a) garanzie rilasciate 379 340
b) derivati su crediti - -
c) servizi di gestione, intermediazione e consulenza: 4.652 4.073
1. negoziazione di strumenti finanziari 108 94
2. negoziazione di valute 18 13
3. gestioni individuali di portafogli 2.868 2.642
3.1 individuali 694 666
3.2 collettive 2.174 1.976
4. custodia e amministrazione titoli 70 63
5. banca depositaria 31 31
6. collocamento di titoli 619 444
7. attività di ricezione e trasmissione di ordini 149 126
8. attività di consulenza 189 164
8.1 in materia di investimenti 176 152
8.2 in materia di struttura finanziaria 13 12
9. distribuzione di servizi di terzi 600 496
9.1 gestioni di portafogli 406 391
9.1.1 individuali 12 10
9.1.2 collettive 394 381
9.2 prodotti assicurativi 147 47
9.3 altri prodotti 47 58
d) servizi di incasso e pagamento 649 719
e) servizi di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
f) servizi per operazioni di factoring 77 92
g) esercizio di esattorie e ricevitorie - -
h) attività di gestione di sistemi multilaterali di negoziazione - -
i) tenuta e gestione dei conti correnti 1.362 1.218
j) altri servizi 3.193 3.216
Totale 10.312 9.658

La sottovoce "Altri servizi" accoglie commissioni per servizi bancomat e carte di credito per 650 milioni, commissioni per finanziamenti concessi per 645 milioni, nonché le commissioni attive incassate dalle Imprese di Assicurazione pari a 1.578 milioni.

Si evidenzia che a seguito della riconduzione nell'ambito dei servizi di incasso e pagamento delle commissioni su bonifici estero, precedentemente ricomprese tra le negoziazioni di valute, si è proceduto a riesporre i dati della sottovoce c) 2. e della sottovoce d) dell'esercizio 2019.

2.2 Commissioni passive: composizione

(milioni di euro)
Servizi/Valori
2020
2019
2019
a) garanzie ricevute
180
115
b) derivati su crediti
13
10
c) servizi di gestione e intermediazione:
1.172
1.002
1. negoziazione di strumenti finanziari
45
45
2. negoziazione di valute
3
3
3. gestione di portafogli:
91
54
3.1 proprie
20
14
3.2 delegate a terzi
71
40
4. custodia e amministrazione di titoli
69
57
5. collocamento di strumenti finanziari
211
155
6. offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi
753
688
d) servizi di incasso e pagamento
163
213
e) altri servizi
806
819
Totale
2.334
2.159

Nella sottovoce "e) Altri servizi" sono inclusi 312 milioni per servizi bancomat e carte di credito, 229 milioni per collocamento prodotti assicurativi di investimento, 171 milioni per servizi bancari riferiti a filiali italiane, 59 milioni per servizi bancari riferiti a filiali estere e 35 milioni per altri servizi residuali.

Come richiesto dall'IFRS 15, paragrafo 116 b), si segnala che le commissioni includono i ricavi rilevati nel corso dell'esercizio inclusi nel saldo di apertura delle passività derivanti da contratti con clienti. In linea con il paragrafo 116 c) dell'IFRS 15, si specifica che sono inclusi ricavi derivanti da performance obligation adempiute negli anni precedenti per un ammontare pari a 26 milioni .

SEZIONE 3 – DIVIDENDI E PROVENTI SIMILI - VOCE 70

3.1 Dividendi e proventi simili: composizione

(milioni di euro)
Voci/Proventi 2020 2019
Dividendi Proventi
simili
Dividendi Proventi
simili
A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 23 - 36 -
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 3 22 3 28
C. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 35 3 50 -
D. Partecipazioni - - 0 -
Totale 61 25 89 28

SEZIONE 4 – IL RISULTATO NETTO DELL'ATTIVITÀ DI NEGOZIAZIONE - VOCE 80

4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze Utili da
negoziazione
Minusvalenze Perdite da
negoziazione
Risultato
netto
1. Attività finanziarie di negoziazione 573 6.053 -404 -5.815 407
1.1 Titoli di debito 482 4.855 -328 -4.438 571
1.2 Titoli di capitale 87 1.038 -64 -1.179 -118
1.3 Quote di O.I.C.R. 4 16 -11 -28 -19
1.4 Finanziamenti - - -1 - -1
1.5 Altre - 144 - -170 -26
2. Passività finanziarie di negoziazione 36 26 -211 -104 -253
2.1 Titoli di debito - - - - -
2.2 Debiti 12 1 -174 -10 -171
2.3 Altre 24 25 -37 -94 -82
3. Attività e passività finanziarie:
differenze di cambio X X X X -246
4. Strumenti derivati 36.427 94.911 -31.223 -99.631 720
4.1 Derivati finanziari: 35.129 92.947 -29.747 -98.111 454
- Su titoli di debito e tassi di interesse 31.447 82.240 -27.935 -85.634 118
- Su titoli di capitale e indici azionari 3.412 8.902 -1.532 -10.698 84
- Su valute e oro X X X X 236
- Altri 270 1.805 -280 -1.779 16
4.2 Derivati su crediti 1.298 1.964 -1.476 -1.520 266
di cui: coperture naturali connesse con la fair
value option
X X X X -
Totale 37.036 100.990 -31.838 -105.550 628

Gli utili e le perdite delle "Attività finanziarie di negoziazione" sono esposti per singola operazione di compravendita ed includono il risultato sia delle posizioni lunghe che di quelle corte.

Nella colonna "Risultato netto" sono inclusi gli utili, perdite, plusvalenze e minusvalenze da operazioni su valute e da derivati su valute e oro.

Per quanto riguarda i prodotti finanziari strutturati ed i loro effetti sul conto economico, si rinvia per più dettagliate informazioni alla Parte E di questa Nota Integrativa – Informazioni sui rischi e politiche di copertura.

SEZIONE 5 – IL RISULTATO NETTO DELL'ATTIVITÀ DI COPERTURA - VOCE 90

5.1 Risultato netto dell'attività di copertura: composizione

(milioni di euro)
Componenti reddituali/Valori 2020 2019
A. Proventi relativi a:
A.1 Derivati di copertura del fair value 6.286 1.071
A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) 5.018 3.491
A.3 Passività finanziarie coperte (fair value) 573 156
A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari 2 4
A.5 Attività e passività in valuta - -
Totale proventi dell'attività di copertura (A) 11.879 4.722
B. Oneri relativi a:
B.1 Derivati di copertura del fair value -8.572 -2.949
B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) -1.923 -1.068
B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) -1.306 -750
B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari -7 -16
B.5 Attività e passività in valuta - -
Totale oneri dell'attività di copertura (B) -11.808 -4.783
C. Risultato netto dell'attività di copertura (A - B) 71 -61
di cui: risultato delle coperture su posizioni nette - -

SEZIONE 6 – UTILI (PERDITE) DA CESSIONE/RIACQUISTO - VOCE 100

6.1 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione

(milioni di euro)
Voci/Componenti reddituali 2020 2019
0
0 Utili Perdite Risultato Utili Perdite Risultato
netto netto
A. Attività finanziarie
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 211 -404 -193 228 -131 97
1.1 Crediti verso banche 2 -2 - - -2 -2
1.2 Crediti verso clientela 209 -402 -193 228 -129 99
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva 1.458 -588 870 1.321 -103 1.218
2.1 Titoli di debito 1.458 -588 870 1.321 -103 1.218
2.2 Finanziamenti - - - - - -
Totale attività (A) 1.669 -992 677 1.549 -234 1.315
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato
1. Debiti verso banche 17 -14 3 16 - 16
2. Debiti verso clientela 5 -2 3 1 - 1
3. Titoli in circolazione 214 -264 -50 77 -24 53
Totale passività (B) 236 -280 -44 94 -24 70

Gli utili e le perdite delle "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" rappresentate da titoli di debito sono esposti per singola operazione di compravendita.

SEZIONE 7 – IL RISULTATO NETTO DELLE ALTRE ATTIVITÀ E PASSIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO A CONTO ECONOMICO- VOCE 110

7.1 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle attività e delle passività finanziarie designate al fair value

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze Utili da
realizzo
Minusvalenze Perdite da
realizzo
Risultato
netto
1. Attività finanziarie - - - -2 -2
1.1 Titoli di debito - - - -2 -2
1.2 Finanziamenti - - - - -
2. Passività finanziarie 82 1 -27 -1 55
2.1 Titoli in circolazione 78 1 -27 -1 51
2.2 Debiti verso banche - - - - -
2.3 Debiti verso clientela 4 - - - 4
3. Attività e passività finanziarie in valuta: differenze di
cambio X X X X 4
Totale 82 1 -27 -3 57

Quanto alle modalità di determinazione del credit spread, si rinvia a quanto descritto nella Parte A della Nota integrativa consolidata nella sezione A.4 – Informativa sul fair value.

7.2 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze Utili da
realizzo
Minusvalenze Perdite da
realizzo
Risultato
netto
1. Attività finanziarie 197 42 -276 -19 -56
1.1 Titoli di debito 24 20 -159 -6 -121
1.2 Titoli di capitale 23 1 -8 -1 15
1.3 Quote di O.I.C.R. 74 3 -63 -6 8
1.4 Finanziamenti 76 18 -46 -6 42
2. Attività finanziarie in valuta: differenze di cambio X X X X -10
Totale 197 42 -276 -19 -66

SEZIONE 7 BIS – RISULTATO NETTO DELLE ATTIVITÀ' E PASSIVITA' FINANZIARIE DI PERTINENZA DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE AI SENSI DELLO IAS 39 - VOCE 115

Si riportano di seguito i dettagli delle voci IAS 39 incluse nella voce 115 di schema di Conto economico riferita alle imprese di assicurazione.

In relazione all'applicazione del Deferral Approach, negli schemi consolidati previsti dalla circolare 262 della Banca d'Italia, è stata infatti creata la "Voce 115 Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39" che accoglie le componenti di cui al seguente schema:

(milioni di euro)
Composizione della voce Risultato netto delle attività e passività finanziarie
di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39 - Voce 115
2020 2019
10. Interessi attivi e proventi assimilati 1.594 1.707
20. Interessi passivi e oneri assimilati -54 -41
70. Dividendi e proventi simili 262 256
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione -112 -86
90. Risultato netto dell'attività di copertura (*) - -
100. Utile / perdita da cessione o riacquisto di: 129 226
a) crediti - -
b) attività finanziarie disponibili per la vendita 129 226
c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza - -
d) passività finanziarie - -
110. Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value 1.644 1.929
TOTALE Voce 115 3.463 3.991

(*) Non sono presenti coperture in hedge accounting

7.1 Bis. Interessi attivi e proventi assimilati: composizione

Voci/Forme tecniche Titoli di debito Finanziamenti Altre operazioni 2020 (milioni di euro)
2019
0 0 0 00.01.1900
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 7 - - 7 6
2. Attività finanziarie valutate al fair value 1 - - 1 20
3. Attività finanziarie disponibili per la vendita 1.581 - - 1.581 1.679
4. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza - - - - -
5. Crediti verso banche 1 1 - 2 2
6. Crediti verso clientela - - - - -
7. Derivati di copertura X X 3 3 -
8. Altre attività X X - - -
Totale 1.590 1 3 1.594 1.707

7.2 Bis. Interessi attivi e proventi assimilati: differenziali relativi alle operazioni di copertura

Per quanto riguarda i differenziali relativi alle operazioni di copertura, ammontano a 3 milioni.

7.3 Bis. Interessi attivi e proventi assimilati: altre informazioni

7.3.1 Bis Interessi attivi su attività finanziarie in valuta

Non si segnalano importi riferiti a società assicurative.

7.4.Bis. Interessi passivi e oneri assimilati: composizione

(milioni di euro)
Voci/Forme tecniche Debiti Titoli Altre
operazioni
2020 2019
1. Debiti verso banche centrali - X - - -
2. Debiti verso banche 7 X 10 17 5
3. Debiti verso clientela - X - - -
4. Titoli in circolazione X 37 - 37 36
5. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
6. Passività finanziarie valutate al fair value - - - - -
7. Altre passività e fondi X X - - -
8. Derivati di copertura X X - - -
Totale 7 37 10 54 41

7.5. Bis. Interessi passivi e oneri assimilati: differenziali relativi alle operazioni di copertura Non si segnalano importi riferiti a società assicurative.

7.6. Bis. Interessi passivi e oneri assimilati: altre informazioni

7.6.1 Bis Interessi passivi su passività in valuta

Non si segnalano importi riferiti a società assicurative.

7.7 Bis. Dividendi e proventi simili - composizione

(milioni di euro)
Voci/Proventi 2020 2019
Dividendi Proventi da quote di
O.I.C.R.
Dividendi Proventi da
quote di
O.I.C.R.
A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione - - - -
B. Attività finanziarie disponibili per la vendita 41 177 42 160
C. Attività finanziarie valutate al fair value 44 - 50 4
D. Partecipazioni - X - X
Totale 85 177 92 164

7.8 Bis. Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze Utili da Minusvalenze Perdite da
negoziazione negoziazione netto
1. Attività finanziarie di negoziazione 4 - - - 4
1.1 Titoli di debito 2 - - - 2
1.2 Titoli di capitale - - - - -
1.3 Quote di O.I.C.R. 2 - - - 2
1.4 Finanziamenti - - - - -
1.5 Altre - - - - -
2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
2.1 Titoli di debito - - - - -
2.2 Debiti - - - - -
2.3 Altre - - - - -
3. Attività e passività finanziarie: differenze di cambio X X X X -116
4. Strumenti derivati 25 113 -60 -78 -
4.1 Derivati finanziari: 25 113 -60 -78 -
- Su titoli di debito e tassi di interesse - - - -3 -3
- Su titoli di capitale e indici azionari 25 113 -60 -75 3
- Su valute e oro X X X X -
- Altri - - - - -
4.2 Derivati su crediti - - - - -
Totale 29 113 -60 -78 -112

7.9 Bis. Risultato netto dell'attività di copertura: composizione Non si segnalano attività di copertura riferite a società assicurative

7.10 Bis. Utili (Perdite) da cessione / riacquisto: composizione

(milioni di euro)
Voci/Componenti reddituali 2020 2019
Utili Perdite Risultato netto Utili Perdite Risultato netto
Attività finanziarie
1. Crediti verso banche - - - - - -
2. Crediti verso clientela - - - - - -
3. Attività finanziarie disponibili per la vendita 252 -123 129 326 -100 226
3.1 Titoli di debito 160 -43 117 210 -28 182
3.2 Titoli di capitale 64 -54 10 40 -2 38
3.3 Quote di O.I.C.R. 28 -26 2 76 -70 6
3.4 Finanziamenti - - - - - -
4. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza - - - - - -
Totale attività 252 -123 129 326 -100 226
Passività finanziarie
1. Debiti verso banche - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - -
3. Titoli in circolazione - - - - - -
Totale passività - - - - - -

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze Utili da
realizzo
Minusvalenze Perdite da
realizzo
Risultato
netto
1. Attività finanziarie 4.125 1.787 -1.281 -1.866 2.765
1.1 Titoli di debito 70 147 -44 -76 97
1.2 Titoli di capitale 340 106 -233 -134 79
1.3 Quote di O.I.C.R. 3.669 1.530 -979 -1.648 2.572
1.4 Finanziamenti 46 4 -25 -8 17
2. Passività finanziarie 7 - -460 -669 -1.122
2.1 Titoli di debito - - - - -
2.2 Debiti verso banche - - - -10 -10
2.3 Debiti verso clientela 7 - -460 -659 -1.112
3. Attività e passività finanziarie in valuta:
differenze di cambio X X X X -2
4. Derivati creditizi e finanziari 18 147 -22 -140 3
Totale 4.150 1.934 -1.763 -2.675 1.644

SEZIONE 8 –RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE NETTE PER RISCHIO DI CREDITO – VOCE 130

8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti reddituali RETTIFICHE DI VALORE RIPRESE DI VALORE 2020 2019
Primo e secondo stadio Terzo stadio Primo e secondo stadio Terzo stadio
Write-off Altre
A. Crediti verso banche -42 - -1 45 1 3 -2
- Finanziamenti -30 - -1 34 1 4 -2
- Titoli di debito -12 - - 11 - -1 -
di cui: crediti impaired acquisiti o originati - - - - - - -
B. Crediti verso clientela -1.875 -273 -4.235 693 1.331 -4.359 -2.173
- Finanziamenti -1.826 -273 -4.235 645 1.329 -4.360 -2.117
- Titoli di debito -49 - - 48 2 1 -56
di cui: crediti impaired acquisiti o originati -1 -1 -113 1 17 -97 -25
C. Totale -1.917 -273 -4.236 738 1.332 -4.356 -2.175

Come esposto anche nella Relazione sulla Gestione le rettifiche di valore relative a Finanziamenti (primo e secondo stadio) includono l'importo di 428 milioni al lordo dell'effetto fiscale per il ripristino dell'ECL sui crediti in bonis del Gruppo UBI venuta meno per effetto dell'adeguamento al fair value del portafoglio crediti.

8.1a Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo a finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno Covid-19: composizione

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti reddituali Rettifiche di valore nette
Primo e secondo stadio Terzo stadio
Totale
Write-off Altre 2020
1. Finanziamenti oggetto di concessione conforme con le GL -307 - -66 -373
2. Finanziamenti oggetto di altre misure di concessione -3 - -4 -7
3. Nuovi finanziamenti -60 - -6 -66
Totale -370 - -76 -446

Le rettifiche di valore su posizioni oggetto di misure di concessione sono prevalentemente determinate dall'applicazione delle metodologie valutative conseguenti al COVID-19, delineate nella Parte A - Sezione 5 Altri Aspetti e descritte più in dettaglio nella Parte E – Sezione 1 Rischi di credito della presente Nota integrativa.

Nella riga "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" sono riportate le informazioni relative alle attività finanziarie oggetto di moratoria che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modifiche e integrazioni.

8.2 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti reddituali RETTIFICHE DI VALORE RIPRESE DI VALORE 2020 2019
Primo e secondo
stadio
Write-off
Terzo stadio Primo e secondo
stadio
Terzo
stadio
Write
off
Altre
A. Titoli di debito -25 - - 23 - -2 -26
B. Finanziamenti -2 - -4 - - -6 -
- Verso clientela -2 - -4 - - -6 -
- Verso banche - - - - - - -
di cui: attività finanziarie impaired acquisite o
originate
- - - - - - -
C. Totale -27 - -4 23 - -8 -26

8.2a Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo a finanziamenti valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva oggetto di misure di sostegno Covid-19: composizione La fattispecie non è presente.

SEZIONE 8 BIS –RETTIFICHE / RIPRESE DI VALORE NETTE DI PERTINENZA DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE AI SENSI DELLO IAS 39 – VOCE 135

8.1 Bis. Rettifiche di valore nette per deterioramento: composizione Non si segnalano importi riferiti a società assicurative.

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti reddituali RETTIFICHE DI VALORE RIPRESE DI VALORE 2020 2019
Specifiche
cancellazione
altre Specifiche
da interessi
altre riprese
A. Titoli di debito - - - - - -
B. Titoli di capitale - -80 X X -80 -8
C. Quote di O.IC.R. - -1 - - -1 -1
D. Finanziamenti a banche - - - - - -
E. Finanziamenti a clientela - - - - - -
F. Totale - -81 - - -81 -9

8.2 Bis. Rettifiche di valore nette per deterioramento di attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione

8.3 Bis. Rettifiche di valore nette per deterioramento di attività finanziarie detenute sino alla scadenza: composizione Non si segnalano importi riferiti a società assicurative.

8.4 Bis. Rettifiche di valore nette per deterioramento di altre operazioni finanziarie: composizione Non si segnalano importi riferiti a società assicurative.

SEZIONE 9 –UTILI/PERDITE DA MODIFICHE CONTRATTUALI SENZA CANCELLAZIONI – VOCE 140

9.1 Utili (perdite) da modifiche contrattuali: composizione

Nell'ambito degli utili (perdite) da modifiche contrattuali senza cancellazioni sono state rilevate perdite per 29 milioni.

SEZIONE 10 - PREMI NETTI - VOCE 160

10.1 Premi netti: composizione

(milioni di euro)
Premi derivanti dall'attività assicurativa Lavoro diretto Lavoro indiretto 2020 2019
A. Ramo Vita
A.1 Premi lordi contabilizzati (+) 10.057 - 10.057 9.624
A.2 Premi ceduti in riassicurazione (-) -1 X -1 -1
A.3 Totale 10.056 - 10.056 9.623
B. Ramo Danni
B.1 Premi lordi contabilizzati (+) 980 - 980 672
B.2 Premi ceduti in riassicurazione (-) -156 X -156 -33
B.3 Variazione dell'importo lordo della riserva premi (+/-) -46 - -46 -121
B.4 Variazione della riserva premi a carico dei riassicuratori (+/-) 8 - 8 6
B.5 Totale 786 - 786 524
C. Totale premi netti 10.842 - 10.842 10.147

SEZIONE 11 - SALDO ALTRI PROVENTI E ONERI DELLA GESTIONE ASSICURATIVA - VOCE 170

11.1 Saldo altri proventi e oneri della gestione assicurativa: composizione

(milioni di euro)
Voci 2020 2019
1. Variazione netta delle riserve tecniche -1.917 -4.446
2. Sinistri di competenza dell'esercizio -9.295 -6.719
3. Altri proventi e oneri della gestione assicurativa -1.590 -1.508
Totale -12.802 -12.673

11.2 Composizione della sottovoce "Variazione netta delle riserve tecniche"

(milioni di euro)
Variazione netta delle riserve tecniche 2020 2019
1. Ramo vita
A. Riserve matematiche -458 -2.548
A.1 Importo lordo annuo -458 -2.548
A.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori - -
B. Altre riserve tecniche -1.658 -1.076
B.1 Importo lordo annuo -1.658 -1.076
B.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori - -
C. Riserve tecniche allorchè il rischio dell'investimento è sopportato dagli assicurati 203 -820
C.1 Importo lordo annuo 203 -820
C.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori - -
Totale "riserve ramo vita" -1.913 -4.444
2. Ramo danni
Variazioni altre riserve tecniche del ramo danni diverse dalla riserva sinistri al netto delle
cessioni in riassicurazione
-4 -2

11.3 Composizione della sottovoce "Sinistri di competenza dell'esercizio"

(milioni di euro)
Oneri per sinistri 2020 2019
RAMO VITA: ONERI RELATIVI AI SINISTRI, AL NETTO DELLE CESSIONI IN RIASSICURAZIONE
A. Importi pagati -8.540 -6.649
A.1 Importo lordo annuo -8.541 -6.650
A.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori 1 1
B. Variazione della riserva per somme da pagare -439 105
B.1 Importo lordo annuo -439 105
B.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori - -
Totale sinistri ramo vita -8.979 -6.544
RAMO DANNI: ONERI RELATIVI AI SINISTRI, AL NETTO DEI RECUPERI E DELLE CESSIONI IN RIASSICURAZIONE
C. Importi pagati -300 -122
C.1 Importo lordo annuo -351 -129
C.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori 51 7
D. Variazione dei recuperi al netto delle quote a carico dei riassicuratori - 1
E. Variazioni della riserva sinistri -16 -54
E.1 Importo lordo annuo -59 -56
E.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori 43 2
Totale sinistri ramo danni -316 -175

11.4 Composizione della sottovoce "Altri proventi ed oneri della gestione assicurativa"

(milioni di euro)
2020 2019
Altri proventi 141 118
Ramo vita 94 89
Ramo danni 47 29
Altri oneri -1.731 -1.626
Ramo vita -1.640 -1.539
Ramo danni -91 -87

SEZIONE 12 - LE SPESE AMMINISTRATIVE - VOCE 190

12.1 Spese per il personale: composizione

(milioni di euro)
Tipologia di spese 2020 2019
1) Personale dipendente 7.530 5.794
a) salari e stipendi 4.274 3.961
b) oneri sociali 1.104 1.012
c) indennità di fine rapporto 59 41
d) spese previdenziali 4 4
e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale 9 16
f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili: 8 11
- a contribuzione definita - -
- a benefici definiti 8 11
g) versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: 319 311
- a contribuzione definita 317 309
- a benefici definiti 2 2
h) costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali 199 194
i) altri benefici a favore dei dipendenti 1.554 244
2) Altro personale in attività 11 13
3) Amministratori e sindaci 21 18
4) Personale collocato a riposo - -
Totale 7.562 5.825

Si precisa che la sottovoce 3 "Amministratori e Sindaci" include i compensi corrisposti ai componenti del Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, ai membri dei Consigli di Amministrazione e dei Collegi Sindacali delle diverse società del Gruppo.

12.2 Numero medio dei dipendenti per categoria

2020 2019
Personale dipendente 100.049 84.617
a) dirigenti 1.901 1.569
b) quadri direttivi 39.211 32.421
c) restante personale dipendente 58.937 50.627
Altro personale 123 157
TOTALE 100.172 84.774

L'organico medio 2020 (per la cui determinazione i part time vengono conteggiati come da prassi in misura pari a 0.5 unità lavorative) risulta aumentato rispetto al 2019 principalmente per effetto dell'ingresso in perimetro di consolidamento delle società del Gruppo UBI.

12.3 Fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti: costi e ricavi

(milioni di euro)
2020 2019
TFR Piani
interni
Piani
esterni
TFR Piani
interni
Piani
esterni
Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro -4 -3 -8 -3 -3 -7
Interessi passivi -5 -14 -10 -13 -15 -21
Interessi attivi - 2 9 - 3 19
Rimborso da terzi - - - - - -
Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro
passate
- - - - - -
Riduzione del fondo X - - X - -
Estinzione del fondo X - - X - -

Nella presente tabella sono illustrate le componenti economiche relative al "Fondo di Trattamento di fine rapporto" – voce 90 del passivo dello Stato Patrimoniale e ai "Fondi per rischi ed oneri - quiescenza ed obblighi simili" - voce 100b del passivo dello Stato Patrimoniale.

12.4 Altri benefici a favore di dipendenti

Il saldo della voce nell'esercizio 2020 ammonta a 1.554 milioni ed è relativa ad oneri per incentivazione all'esodo del personale (prevalentemente imputabili alla integrazione con UBI), nonché a contributi per assistenza malattia, contributi mensa, premi di assicurazioni stipulate a favore dei dipendenti e stanziamenti a fronte dei premi di anzianità.

12.5 Altre spese amministrative: composizione

(milioni di euro)
Tipologia di spesa/valori 2020 2019
Spese di manutenzione servizi informatici e apparecchiature elettroniche 852 628
Spese telefoniche, teletrasmissioni e trasmissione dati 80 64
Spese per servizi informatici 932 692
Canoni passivi per locazione immobili e spese condominiali 40 51
Spese di vigilanza 47 42
Spese per pulizia locali 55 44
Spese per manutenzione immobili, mobili e impianti 89 73
Spese energetiche 102 104
Spese diverse immobiliari 10 10
Spese di gestione immobili 343 324
Spese per stampati, cancelleria, materiali di consumo e pubblicazioni 52 36
Spese per trasporti ed altri servizi collegati (incluso conta valori) 71 92
Spese per visure ed informazioni 198 184
Spese postali e telegrafiche 54 59
Spese generali di funzionamento 375 371
Spese per consulenze professionali 230 170
Spese legali e giudiziarie 158 143
Premi di assicurazione banche e clientela 54 44
Spese legali e professionali 442 357
Spese pubblicitarie e promozionali 142 126
Servizi resi da terzi 437 362
Costi indiretti del personale 45 82
Altre spese 913 708
Imposte indirette e tasse 1.021 895
Recuperi imposte e tasse -3 -5
Recuperi spese diverse -49 -45
Totale 4.598 3.867

Le altre spese comprendono 659 milioni relativi alla contribuzione al Fondo di Risoluzione delle crisi bancarie a al Fondo di Tutela dei depositi; nel 2019 le analoghe spese ammontavano a 473 milioni.

All'interno della voce sono ricompresi, nell'ambito delle diverse categorie di spesa, i costi relativi all'integrazione del Gruppo UBI.

Inoltre, si segnala che al 31 dicembre 2020 le spese sostenute dal Gruppo Intesa Sanpaolo per interventi correlati allo scenario pandemico si attestavano a circa 71 milioni.

SEZIONE 13 - ACCANTONAMENTI NETTI AI FONDI PER RISCHI E ONERI - VOCE 200

13.1 Accantonamenti netti per rischio di credito relativi a impegni ad erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: composizione

Voci Accantonamenti Riattribuzioni (milioni di euro)
Accantonamenti netti
Stage 1 -101 80 -21
Stage 2 -86 27 -59
Stage 3 -69 153 84
Totale -256 260 4

13.2 Accantonamenti netti relativi ad impegni e ad altre garanzie rilasciate: composizione

Per quanto riguarda gli accantonamenti netti relativi ad impegni e ad altre garanzie rilasciate, non si rilevano importi al 31 dicembre 2020.

13.3 Accantonamenti netti agli altri fondi per rischi e oneri: composizione

Accantonamenti Riattribuzioni (milioni di euro)
Accantonamenti netti
Accantonamenti netti ai fondi oneri per controversie legali e fiscali -184 51 -133
Accantonamenti netti ai fondi oneri diversi per il personale - - -
Accantonamenti netti ai fondi rischi e oneri diversi -716 52 -664
Totale -900 103 -797

La voce "accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri", il cui saldo è negativo per 797 milioni, accoglie gli stanziamenti che hanno riguardato principalmente le cause per anatocismo, cause di lavoro, procedimenti penali e irregolarità operative ed altri contenziosi.

La sottovoce "Accantonamenti netti ai fondi rischi e oneri diversi" include principalmente gli stanziamenti effettuati in relazione agli oneri di integrazione del Gruppo UBI per 434 milioni.

SEZIONE 14 – RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE NETTE SU ATTIVITÀ MATERIALI - VOCE 210

(milioni di euro)
Attività/Componente reddituale Ammortamento Rettifiche di valore
per deterioramento
Riprese di valore Risultato netto
A. Attività materiali
A.1 Ad uso funzionale (572) (4) 2 -574
- Di proprietà -330 -4 2 -332
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing -242 - - -242
A.2 Detenute a scopo di investimento - -1 1 -
- Di proprietà - -1 1 -
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - -
A.3 Rimanenze - -14 10 -4
B. Attività possedute per la vendita X - - -
Totale -572 -19 13 -578

14.1 Rettifiche di valore nette su attività materiali: composizione

SEZIONE 15 – RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE NETTE SU ATTIVITÀ IMMATERIALI - VOCE 220

15.1 Rettifiche di valore nette di attività immateriali: composizione

(milioni di euro)
Attività/Componente reddituale Ammortamento Rettifiche di valore
per deterioramento
Riprese di valore Risultato netto
A. Attività immateriali
A.1 Di proprietà -818 - - -818
- Generate internamente dall'azienda -561 - - -561
- Altre -257 - - -257
A.2 Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - -
B. Attività possedute per la vendita X - - -
Totale -818 - - -818

Per la descrizione delle modalità di effettuazione degli impairment test sui valori intangibili e delle relative rettifiche di valore iscritte a conto economico si rimanda a quanto esposto nella "Parte B – Sezione 10 – attività immateriali" della presente Nota Integrativa.

SEZIONE 16 – GLI ALTRI ONERI E PROVENTI DI GESTIONE - VOCE 230

16.1 Altri oneri di gestione: composizione

(milioni di euro)
Tipologia di spesa/Valori
Altri oneri per operazioni di credito al consumo e leasing 24
Ammortamento delle spese per migliorie su beni di terzi 28
Altri oneri 314
Totale
2020
366
Totale
2019
296

La voce "Altri oneri" include perdite e minusvalenze su metalli preziosi e oro (60 milioni).

16.2 Altri proventi di gestione: composizione

(milioni di euro)
Componenti reddituali/Valori
Recuperi di spese 872
Fitti attivi ed altri proventi da gestione immobiliare 27
Altri proventi su attività di credito al consumo e leasing 51
Rimborsi per servizi resi a terzi
Negative Goodwill 2.505
Altri proventi 232
Totale
2020
3.713
Totale
2019
1.070

Come richiesto dal paragrafo 116 c) dell'IFRS 15, si specifica che sono inclusi ricavi derivanti da performance obbligation adempiute negli anni precedenti per un ammontare pari a 23 milioni.

La voce "Negative Goodwill" è riferita all'operazione di acquisizione del Gruppo UBI. Per maggiori dettagli in merito alla contabilizzazione dell'operazione di acquisizione si rinvia a quanto descritto nella Parte G della presente Nota integrativa e nella Relazione sulla Gestione che accompagna il presente Bilancio.

La voce "Altri proventi" include utili e plusvalenze su metalli preziosi e oro (70 milioni) e proventi derivanti dalla concessione autostradale (56 milioni).

SEZIONE 17 – UTILI (PERDITE) DELLE PARTECIPAZIONI - VOCE 250

17.1 Utili (Perdite) delle partecipazioni: composizione

(milioni di euro)
Componenti reddituali/Settori 2020 2019
1) Imprese a controllo congiunto
A. Proventi 6 9
1. Rivalutazioni 5 6
2. Utili da cessione 1 -
3. Riprese di valore - -
4. Altri proventi - 3
B. Oneri -5 -2
1. Svalutazioni -1 -
2. Rettifiche di valore da deterioramento -4 -2
3. Perdite da cessione - -
4. Altri oneri - -
Risultato netto 1 7
2) Imprese sottoposte a influenza notevole
A. Proventi 74 72
1. Rivalutazioni 69 67
2. Utili da cessione 5 5
3. Riprese di valore - -
4. Altri proventi - -
B. Oneri -91 -26
1. Svalutazioni -73 -12
2. Rettifiche di valore da deterioramento -17 -13
3. Perdite da cessione -1 -1
4. Altri oneri - -
Risultato netto -17 46
Totale -16 53

Per le imprese sottoposte a controllo congiunto e sottoposte ad influenza notevole sono inclusi, nella riga "Rivalutazioni", i proventi derivanti dalla valutazione al patrimonio netto e, nella riga "Svalutazioni", gli oneri derivanti dalla valutazione al patrimonio netto delle partecipazioni stesse.

SEZIONE 18 - RISULTATO NETTO DELLA VALUTAZIONE AL FAIR VALUE DELLE ATTIVITÀ MATERIALI E IMMATERIALI - VOCE 260

18.1 Risultato netto della valutazione al fair value (o al valore rivalutato) o al valore di presumibile realizzo delle attività materiali e immateriali: composizione

(milioni di euro)
Attività/Componenti reddituale Rivalutazioni Svalutazioni Differenze cambio Risultato
Positive Negative netto
A. Attività materiali 6 -48 - - -42
A.1 Ad uso funzionale: 5 -29 - - -24
- Di proprietà 5 -29 - - -24
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - - -
A.2 Detenute a scopo di investimento: 1 -19 - - -18
- Di proprietà 1 -19 - - -18
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - - -
A.3 Rimanenze - - - - -
B. Attività immateriali - - - - -
B.1 Di proprietà: - - - - -
B.1.1 Generate internamente dall'azienda - - - - -
B.1.2 Altre - - - - -
B.2 Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - - -
Totale 6 -48 - - -42

SEZIONE 19 – RETTIFICHE DI VALORE DELL'AVVIAMENTO - VOCE 270

19.1 Rettifiche di valore dell'avviamento: composizione

I risultati delle verifiche di recuperabilità degli avviamenti iscritti in bilancio hanno determinato per l'anno 2020 la necessità di contabilizzare rettifiche di valore pari a 981 milioni. Si rinvia a quanto illustrato nella parte A - Politiche contabili per l'approfondimento delle modalità di determinazione delle perdite di valore dell'avviamento.

Per la descrizione delle modalità di effettuazione degli impairment test sugli avviamenti e sulle relative risultanze si rimanda a quanto esposto nella "Parte B – Sezione 10 – Attività immateriali" della presente Nota Integrativa.

SEZIONE 20 – UTILI (PERDITE) DA CESSIONE DI INVESTIMENTI - VOCE 280

20.1 Utili (Perdite) da cessione di investimenti: composizione

(milioni di euro)
Componente reddituale/Valori 2020 2019
A. Immobili 7 -7
- Utili da cessione 17 14
- Perdite da cessione -10 -21
B. Altre attività (a) 94 103
- Utili da cessione 95 103
- Perdite da cessione -1 -
Risultato netto 101 96

(a) Inclusi utili e perdite da cessione di società controllate.

L'utile da cessione di cui alla sottovoce B. Altre attività è riferibile alla cessione del ramo di credito su Pegno (Monte Pegni) ed alla cessione della controllata Gruppo Autostrade Lombarde.

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SEZIONE 21 - LE IMPOSTE SUL REDDITO DELL'ESERCIZIO DELL'OPERATIVITÀ CORRENTE - VOCE 300

21.1 Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente: composizione

(milioni di euro)
Componenti reddituali/Settori 2020 2019
1. Imposte correnti (-) -633 -1.827
2. Variazioni delle imposte correnti dei precedenti esercizi (+/-) 94 62
3. Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio (+) 110 38
3.bis Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio per crediti d'imposta di cui alla Legge n. 214/2011 (+) - 3
4. Variazione delle imposte anticipate (+/-) 203 -133
5. Variazione delle imposte differite (+/-) 167 293
6. Imposte di competenza dell'esercizio (-) (-1+/-2+3+3bis+/-4+/-5) -59 -1.564

Nell'anno 2020 sono stati rilevati i benefici fiscali, per complessivi 90 milioni, conseguenti al regime fiscale agevolativo (cosiddetta "Patent Box") per il marchio Intesa Sanpaolo e per altri marchi di rilevanza strategica per Gruppo, in relazione ai periodi d'imposta 2015-2019. Il beneficio è ottenuto attraverso abbattimenti dell'imponibile fiscale IRES e IRAP pari, rispettivamente, al 30% del contributo economico dei marchi per i quali è presentata istanza nel 2015, al 40% nel 2016 e al 50% nei periodi di imposta successivi.

21.2 Riconciliazione tra onere fiscale teorico e onere fiscale effettivo di bilancio

(milioni di euro)
2020
Utile (perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 2.208
Utile (perdita) delle attività operative cessate al lordo delle imposte 1.164
Utile imponibile teorico 3.372
Imposte Incidenza % su
utile imponibile
teorico
Imposte sul reddito - onere fiscale teorico 1.114 33,1
Variazioni in aumento delle imposte 732 21,7
Altri costi indeducibili 717 21,3
Altre 15 0,4
Variazioni in diminuzione delle imposte -1.759 -52,2
Effetti della participation exemption -379 -11,2
Effetti delle minori aliquote società estere -269 -8,0
Altre -1.111 -33,0
Totale variazioni delle imposte -1.027 -30,5
Onere fiscale effettivo di bilancio 87 2,6
di cui: - onere (provento) fiscale effettivo sull'operatività corrente 59 1,8
- onere (provento) fiscale effettivo sulle attività operative
cessate
28 0,8

SEZIONE 22 – UTILE (PERDITA) DELLE ATTIVITÀ OPERATIVE CESSATE AL NETTO DELLE IMPOSTE - VOCE 320

22.1 Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte: composizione

(milioni di euro)
Componenti reddituali/Valori 2020 2019
1. Proventi 180 426
2. Oneri -126 -338
3. Risultato delle valutazioni del gruppo di attività e delle passività associate - -
4. Utili (perdite) da realizzo 1.110 -
5. Imposte e tasse -28 -24
Utile (perdita) 1.136 64

L'utile delle attività operative cessate recepisce gli effetti economici e il risultato della cessione del ramo aziendale avente ad oggetto l'attività di acquiring nell'ambito dei sistemi di pagamento, trasferito a Nexi nel corso del 2020 secondo l'accordo stipulato nel 2019.

22.2 Dettaglio delle imposte sul reddito relative alle attività operative cessate

(milioni di euro)
Voci 2020 2019
1. Fiscalità corrente (-) -28 -24
2. Variazione delle imposte anticipate (+/-) 1 -
3. Variazione delle imposte differite (-/+) -1 -
4. Imposte sul reddito di esercizio (-1+/-2+/-3) -28 -24

SEZIONE 23 – UTILE (PERDITA) D'ESERCIZIO DI PERTINENZA DI TERZI - VOCE 340

23.1 Dettaglio della voce 340 "Utile (perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi"

(milioni di euro)
Denominazioni imprese 31.12.2020
Partecipazioni consolidate con interessenze di terzi significative
1 Bank of Alexandria S.A.E. -25
2 Pramerica SGR S.p.A. -17
3 Intesa Sanpaolo RBM Salute S.p.A. -4
4 Privredna Banka Zagreb d.d. -2
5 Ubi Sistemi e Servizi S.c.p.a. -2
6 Vseobecna Uverova Banka a.s. -2
7 Autostrade Lombarde S.p.A. 29
8 Risanamento S.p.A. 13
9 Compagnia Italiana Finanziaria S.r.l. 1
10 Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval S.A. 1
TOTALE 2020 -8
TOTALE 2019 10

SEZIONE 24 – ALTRE INFORMAZIONI

Non si segnalano ulteriori informazioni oltre a quelle già fornite nelle precedenti sezioni.

SEZIONE 25 – UTILE PER AZIONE

Utile per azione

Azioni ordinarie
31.12.2020 31.12.2019
Media ponderata azioni (numero) 18.240.491.151 17.474.056.021
Risultato attribuibile alle diverse categorie di azioni (milioni di euro) 3.277 4.182
Utile base per azione (basic EPS) (euro) 0,18 0,24
Utile diluito per azione (diluted EPS) (euro) 0,18 0,24

25.1 Numero medio delle azioni ordinarie a capitale diluito

Per ulteriori informazioni su questa sezione, si rimanda a quanto esposto nella Relazione sull'andamento della gestione ai capitoli "L'azionariato" e "L'andamento del titolo".

25.2 Altre informazioni

Non si segnalano ulteriori informazioni.

Parte D – Redditività consolidata complessiva

Prospetto analitico della redditività consolidata complessiva 2020 (milioni di euro)
2019
10. Utile (Perdita) d'esercizio 3.285 4.172
Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico -354 227
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: -301 -16
a) variazione di fair value -266 -7
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto -35 -9
Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito
30. creditizio):
a) variazione del fair value
-143
-143
-
-
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto - -
40. Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: - -
a) variazione di fair value (strumento coperto) - -
b) variazione di fair value (strumento di copertura) - -
50. Attività materiali 54 297
60. Attività immateriali - -
70. Piani a benefici definiti -15 -60
80 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - -
100. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico 51 6
Altre componenti reddituali con rigiro a conto economico 340 997
110. Copertura di investimenti esteri: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico
c) altre variazioni
-
-
-
-
120. Differenze di cambio: -239 64
a) variazione di valore - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni -239 64
130. Copertura dei flussi finanziari: 225 -128
a) variazioni di fair value 367 98
b) rigiro a conto economico -227 -235
c) altre variazioni
di cui: risultato delle posizioni nette
85
-
9
-
140. Strumenti di copertura (elementi non designati): - -
a) variazione di valore - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva di pertinenza delle
145. imprese di assicurazione
a) variazione di valore
392
476
979
1.020
b) rigiro a conto economico -76 -37
c) altre variazioni -8 -4
Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività
150. complessiva: 210 781
a) variazioni di fair value
b) rigiro a conto economico
508
-289
837
-106
- rettifiche per rischio di credito 41 34
- utili/perdite da realizzo -330 -140
c) altre variazioni -9 50
160. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
170. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto: -16 2
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico
- rettifiche da deterioramento
-
-
-
-
- utili/perdite da realizzo - -
c) altre variazioni -16 2
180. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali con rigiro a conto economico -232 -701
190. Totale altre componenti reddituali -14 1.224
200.
210.
Redditività complessiva (Voce 10+190)
Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi
3.271
46
5.396
-35
220. Redditività consolidata complessiva di pertinenza della capogruppo 3.225 5.431

Parte E Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura

PREMESSA

Nella presente Parte E l'informativa qualitativa e quantitativa è esposta secondo l'ordine stabilito dalla Circolare n. 262 della Banca d'Italia, che disciplina in modo puntuale – oltre che la forma delle esposizioni tabellari – anche la sequenza dei diversi argomenti, ad eccezione della sezione relativa ai rischi di mercato in relazione all'applicazione dei modelli interni.

Nella redazione della presente Parte si è tenuto conto anche delle prescrizioni della comunicazione della Banca d'Italia del 15 dicembre 2020 che ha integrato le disposizioni della Circolare n. 262 per quanto riguarda la disclosure degli impatti del COVID-19. A completamento dell'informativa qualitativa e quantitativa esposta nella presente Parte E, in linea con quanto previsto dalla citata comunicazione del 15 dicembre di Banca d'Italia, si vedano anche le informazioni qualitative pubblicate in Parte A – Politiche contabili del presente Bilancio consolidato (Sezione Altri aspetti) e quelle quantitative circa i finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19 e le relative rettifiche di valore nette per rischio di credito (pubblicate, rispettivamente, in Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale – Attivo e in Parte C – Informazioni sul conto economico del presente Bilancio consolidato).

Principi di base

Il Gruppo Intesa Sanpaolo attribuisce una forte rilevanza alla gestione e al controllo dei rischi, quali condizioni per garantire un'affidabile e sostenibile generazione di valore in un contesto di rischio controllato.

La strategia di risk management punta ad una visione completa e coerente dei rischi, considerando sia lo scenario macroeconomico sia il profilo di rischio del Gruppo, stimolando la crescita della cultura del rischio e rafforzando una trasparente e accurata rappresentazione della rischiosità dei portafogli del Gruppo.

Le strategie di assunzione dei rischi sono riassunte nel Risk Appetite Framework (RAF) del Gruppo, approvato dal Consiglio di Amministrazione. Il RAF viene definito per garantire che le attività di assunzione del rischio rimangano in linea con le aspettative degli azionisti, tenendo conto della posizione di rischio in cui si trova il Gruppo e della congiuntura economica. Il framework definisce sia i principi generali di massima propensione al rischio sia i presidi del profilo di rischio complessivo e dei principali rischi specifici.

I principi generali che guidano la strategia di assunzione di rischio del Gruppo sono sintetizzabili nei seguenti punti:

  • Intesa Sanpaolo è un Gruppo Bancario focalizzato su un modello di business commerciale, dove l'attività retail domestica rimane una forza strutturale del Gruppo;
  • l'obiettivo del Gruppo non è quello di eliminare i rischi, ma di comprenderli e gestirli in modo da garantire un adeguato ritorno a fronte dei rischi presi, assicurando solidità e continuità aziendale nel lungo periodo;
  • Intesa Sanpaolo ha un profilo di rischio contenuto dove adeguatezza patrimoniale, stabilità degli utili, solida posizione di liquidità e una forte reputazione rappresentano i cardini per preservare la propria redditività corrente e prospettica;
  • Intesa Sanpaolo ambisce ad un livello di patrimonializzazione in linea con i principali peer europei;
  • Intesa Sanpaolo intende mantenere un forte presidio sui principali rischi specifici (non necessariamente connessi a shock macroeconomici) cui il Gruppo può essere esposto;
  • Intesa Sanpaolo riconosce la rilevanza strategica dei fattori ESG (Environmental Social and Governance) e l'urgenza di limitare il cambiamento climatico. Il Gruppo si impegna a includere questi aspetti nei processi decisionali strategici e a integrarli pienamente nel suo framework di gestione dei rischi con l'obiettivo di mantenere un profilo di rischio contenuto. Ciò implica monitorare come i rischi ESG e quelli connessi al cambiamento climatico si riflettano sui rischi attuali (rischio di credito, operativo, reputazionale, mercato e di liquidità) e includere elevati standard etici e ambientali nei processi interni, nei prodotti e nei servizi offerti ai clienti oltre che nella selezione di controparti e fornitori;
  • Intesa Sanpaolo attribuisce grande enfasi al monitoraggio e al controllo dei Rischi Non Finanziari, per garantire la sostenibilità del proprio modello operativo nel lungo periodo anche attraverso il contenimento delle perdite operative ed evitando i danni reputazionali. Ciò è perseguito:
    • o per i rischi operativi (ivi compresi quelli IT, cyber, di continuità operativa, legale e terze parti), mediante la definizione di controlli specifici e limiti dedicati e tramite il monitoraggio di indicatori che permettano di ridurre le perdite e preservare la continuità operativa;
    • o per il rischio di non conformità, attraverso il rispetto formale e sostanziale delle norme, con l'obiettivo di non incorrere in sanzioni e di mantenere un solido rapporto di fiducia con tutti i suoi stakeholder;
    • o per il rischio reputazionale, adoperandosi per la gestione attiva della propria immagine e cercando di prevenire e contenere eventuali effetti negativi sulla stessa.

I principi generali sono applicabili sia a livello di Gruppo sia a livello di business unit o società. In caso di crescita verso l'esterno, tali principi generali saranno applicati, considerando le specifiche caratteristiche del mercato e del contesto competitivo in cui avviene la crescita.

Il Risk Appetite Framework rappresenta quindi la cornice complessiva entro cui è prevista la gestione dei rischi assunti dal Gruppo con la definizione dei principi generali di propensione al rischio e la conseguente articolazione del presidio:

  • del profilo di rischio complessivo;
  • dei principali rischi specifici del Gruppo.

Il presidio del profilo di rischio complessivo discende dalla definizione dei principi generali e si articola in una struttura di limiti per assicurare che il Gruppo, anche in condizioni di stress severo, rispetti dei livelli minimi di solvibilità, liquidità, redditività e fondi propri e passività eleggibili ai fini del Minimum Requirement for Own Funds and Eligible Liabilities e contenga entro limiti adeguati anche i rischi non finanziari.

In particolare, il presidio del rischio complessivo intende mantenere adeguati livelli di:

  • − patrimonializzazione, anche in condizioni di stress macroeconomico severo, con riferimento sia al Pillar 1 sia al Pillar 2, monitorando il Common Equity Ratio, il Total Capital Ratio, il Leverage Ratio e la Risk Bearing Capacity;
  • liquidità, tale da fronteggiare periodi di tensione, anche prolungati, sui diversi mercati di approvvigionamento del funding, con riferimento sia alla situazione di breve termine sia a quella strutturale monitorando i limiti interni di Liquidity Coverage Ratio, Net Stable Funding Ratio, Loan/Deposit ratio, e Asset Encumbrance e Survival Period in scenario avverso;
  • stabilità degli utili, monitorando l'utile netto adjusted e i costi operativi adjusted su ricavi, che rappresentano le principali cause potenziali di instabilità degli stessi;
  • fondi propri e passività eleggibili ai fini del Minimum Requirement for Own Funds and Eligible Liabilities (MREL), al fine di essere in grado di assorbire eventuali perdite e di ricostituire la posizione patrimoniale del Gruppo, continuando a svolgere le proprie funzioni economiche critiche durante e dopo un'eventuale crisi;
  • rischi non finanziari, al fine di minimizzare il potenziale impatto di eventi negativi che compromettano la stabilità economica e l'immagine del Gruppo.

In conformità con quanto previsto dalle linee guida EBA (EBA/GL/2015/02) in termini di "Minimum list of quantitative and qualitative recovery plan indicators", il Gruppo include come early warning nel RAF anche indicatori di qualità dell'attivo, mercato e macroeconomici, al fine di garantire coerenza con il proprio Recovery Plan.

Il presidio dei rischi specifici è realizzato con la definizione di limiti ad hoc e azioni di mitigazione da porre in essere al fine di limitare l'impatto sul Gruppo di scenari futuri particolarmente severi. Tali limiti e azioni riguardano le concentrazioni di rischio più significative quali, ad esempio, concentrazione su singole controparti, sul rischio sovrano e sul settore pubblico, nonché altre tipologie di operatività ritenute meritevoli di particolare attenzione da parte degli Organi Societari (es: operatività esposta a valuation risk).

Nell'ambito del presidio dei rischi specifici, il Credit Risk Appetite Framework (CRA), uno specifico RAF per il rischio di credito introdotto nel 2015, identifica aree di crescita per i crediti e aree da tenere sotto controllo, utilizzando un approccio basato sui rating e su altri indicatori statistici predittivi, allo scopo di orientare la crescita degli impieghi ottimizzando la gestione dei rischi. I limiti di CRA sono approvati nell'ambito del RAF e vengono sottoposti a costante monitoraggio da parte della Direzione Centrale Credit Risk Management. Essi hanno contribuito al miglioramento del profilo di rischio del portafoglio crediti in termini di perdita attesa e distribuzione degli impieghi per classi di rischio.

I limiti definiti nell'ambito del RAF si distinguono in due categorie, Hard Limit e Soft Limit, che differiscono per il processo di escalation innescato da una loro eventuale violazione. In particolare, con riferimento ai limiti di Gruppo, la cui governance è dettagliatamente disciplinata nelle Linee Guida del Risk Appetite Framework di Gruppo, la responsabilità di approvare il piano di rientro è attribuita:

  • − al Consiglio di Amministrazione per gli Hard Limit, tipicamente utilizzati con riferimento alle principali metriche poste a presidio del rischio complessivo (es. Common Equity Tier 1 ratio, Liquidity Coverage ratio);
  • − al Consigliere Delegato e CEO per i Soft Limit, definiti sulle metriche poste a presidio dei principali rischi specifici (es. concentrazione single name, concentrazione verso il settore pubblico Italia).

Ai limiti propriamente detti possono accompagnarsi delle soglie di Early Warning, al superamento delle quali si prevede una tempestiva discussione nell'ambito del comitato manageriale competente36 .

La definizione del Risk Appetite Framework è un processo articolato guidato dal Chief Risk Officer, che prevede una stretta interazione con il Chief Financial Officer ed i Responsabili delle varie Business Unit, si sviluppa in coerenza con i processi di ICAAP, ILAAP e Recovery Plan e rappresenta la cornice di rischio all'interno della quale vengono sviluppati il Budget ed il Piano Industriale. In questo modo si garantisce coerenza tra la strategia e la politica di assunzione dei rischi e il processo di Pianificazione e di Budget.

Nell'ambito del processo di aggiornamento annuale del RAF è possibile individuare alcune fasi principali:

  • − Risk Identification: viene svolta all'interno del Gruppo in modo continuativo al fine di mantenere un costante allineamento con il mutevole contesto interno ed esterno e di garantire l'adeguatezza dei presidi e dei vincoli posti in essere a salvaguardia della continuità aziendale nel lungo periodo. Vengono in tale fase analizzati i contesti normativi, le situazioni del mercato di riferimento, la posizione del Gruppo e la natura delle minacce potenziali, con il supporto di appositi Stress Test;
  • − Risk Assessment: in questa fase si valuta il rischio effettivamente assunto (Risk Profile) rispetto al massimo rischio assumibile (Risk Capacity) e alla propensione al rischio (Risk Appetite), investigando i principali tipi di rischio, anche prospettici, del Gruppo, sulla base di tecniche sia quantitative sia qualitative; vengono in particolare approfonditi, secondo i principi di proporzionalità e materialità, gli elementi già considerati nella fase precedente;
  • − Raccordo tra RAF, Piano di Impresa, Budget: la coerenza tra RAF e Piano di Impresa/Budget viene ricercata in tutte le fasi dei relativi iter di predisposizione attraverso un percorso di condivisione e confronto reciproco che si protrae per diversi mesi, impegnando non solo le strutture dell'Area di Governo Chief Risk Officer e dell'Area di Governo Chief Financial Officer bensì anche le Divisioni/Strutture di Business;

− Approvazione del RAF: coerentemente con quanto previsto dalla normativa in materia, il Consiglio di Amministrazione definisce e approva gli obiettivi di rischio, la soglia di tolleranza (ove identificata) e le politiche di governo dei rischi.

Il RAF è aggiornato con cadenza annuale in vista della predisposizione del Budget annuale e/o del Piano di Impresa. In corso d'anno, al verificarsi di avvenimenti di rilievo, quali variazioni eccezionali del contesto di mercato in cui il Gruppo opera, evoluzioni significative della configurazione del Gruppo stesso e/o del suo approccio strategico o su diretta indicazione del Consiglio di Amministrazione, anche per il tramite del Comitato Rischi, l'Area di Governo CRO valuta il persistere

36 Il Comitato manageriale competente varia a seconda delle metriche RAF considerate:

per le metriche di adeguatezza patrimoniale, rischio di credito e stabilità degli utili, la competenza è del Comitato di Direzione;

per le metriche di liquidità e relative a rischi finanziari, la competenza è del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo;

per le metriche relative ai rischi non finanziari, la competenza è del Comitato Coordinamento Controlli, Reputational e Operational Risk di Gruppo.

dell'adeguatezza del framework RAF e, se del caso, propone revisioni anche parziali del RAF stesso.

La diffusione dell'epidemia di COVID-19 che ha investito il Paese nel primo trimestre del 2020, le tensioni sui mercati finanziari e l'incertezza generata dal diffondersi dell'emergenza sanitaria a livello globale hanno reso necessaria un'attenta analisi del Risk Appetite Framework che ha riguardato sia le dimensioni chiave del profilo di rischio del Gruppo, sia un'accurata valutazione di tutti i fattori di rischio specifici. I risultati di questa analisi hanno individuato significativi punti di attenzione, in coerenza con i quali si è provveduto a modificare, nel corso del secondo trimestre 2020, numerosi limiti e azioni di risk strategy.

Successivamente, nel terzo trimestre, l'acquisizione del Gruppo UBI ha reso necessario un'attività di verifica della tenuta dei limiti sul nuovo e più ampio perimetro di Gruppo, a garanzia del mantenimento di un adeguato presidio dei rischi. Il principio base che ha orientato tale attività è stato rappresentato dalla continuità dell'appetito per il rischio del Gruppo post acquisizione. In particolare, per assicurare un trattamento omogeneo della clientela, garantire la continuità dell'operatività corrente e un coerente presidio dei rischi del Gruppo, si è reso necessario estendere al perimetro UBI Banca e IW Bank il framework e la normativa inerente il Credit Risk Appetite (CRA), nonché la Governance per la gestione dei breach dei limiti in coerenza con quanto già in essere in Intesa Sanpaolo e sono stati definiti specifici limiti dedicati all'operatività di UBI Banca e IW Bank.

La definizione del Risk Appetite Framework e i conseguenti limiti operativi sui principali rischi specifici, l'utilizzo di strumenti di misurazione del rischio nell'ambito dei processi gestionali del credito e di controllo dei rischi operativi, l'impiego di misure di capitale a rischio per la rendicontazione delle performance aziendali e la valutazione dell'adeguatezza del capitale interno del Gruppo rappresentano i passaggi fondamentali della declinazione operativa della strategia di rischio, definita dal Consiglio d'Amministrazione, lungo tutta la catena decisionale del Gruppo, fino alla singola unità operativa e al singolo desk.

Il Gruppo articola quindi tali principi generali in politiche, limiti e criteri applicati alle diverse categorie di rischio ed aree d'affari, in un quadro strutturato di limiti e procedure di governo e di controllo.

La valutazione del profilo di rischio complessivo del Gruppo viene effettuata annualmente con l'ICAAP, che rappresenta il processo di autovalutazione dell'adeguatezza patrimoniale secondo regole interne al Gruppo, le cui risultanze sono poi oggetto di discussione e analisi anche da parte del Supervisore.

In ottemperanza ai dettami BCE, il processo ICAAP incorpora due prospettive complementari, entrambe analizzate sia in ottica di consuntivazione sia, in ottica prospettica, in uno scenario di base e in uno scenario avverso:

  • − Prospettiva regolamentare, nella quale si dà rappresentazione, in entrambi gli scenari, delle metriche regolamentari sui rischi di primo pilastro, con un orizzonte temporale di medio termine (tre anni);
  • − Prospettiva economica gestionale, nella quale si dà rappresentazione delle misure e metriche gestionali che coprono tutti i rischi, inclusi quelli di secondo pilastro, con un orizzonte temporale di un anno nello scenario avverso, che viene esteso a tre anni per lo scenario di base.

Specificamente per il 2020, in considerazione del particolare contesto connesso alla pandemia, è stata svolta una specifica analisi di uno scenario COVID-19, sul quale è stata inoltre condotta un'ulteriore prova di stress.

Il perimetro di analisi comprende anche il comparto assicurativo al fine di cogliere al meglio le peculiarità del modello di business del Gruppo (conglomerato finanziario).

La riconciliazione quantitativa tra requisiti regolamentari e stime gestionali di adeguatezza patrimoniale viene riportata in un documento dedicato annesso all'ICAAP nel quale sono evidenziate le differenze di perimetro e di definizione dei rischi considerati nei due ambiti, nonché le differenze, ove apprezzabili, tra quanto considerato nelle due viste in termini di principali parametri (ad es. intervallo di confidenza e periodo di detenzione) e di assunzioni (quali ad esempio quelle relative alla diversificazione degli effetti).

Il Gruppo redige inoltre un piano di Recovery secondo le indicazioni degli organismi di vigilanza. Il processo che governa la redazione di tale piano è parte integrante della risposta regolamentare al problema della risoluzione transfrontaliera delle banche e delle istituzioni finanziarie "too-big-to-fail". Il Recovery Plan (disciplinato dalla Bank Recovery and Resolution Directive, recepita nell'ordinamento italiano dal Decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180) stabilisce le modalità e le misure con cui intervenire per ripristinare la sostenibilità economica a lungo termine di un'istituzione in caso di grave deterioramento della propria situazione finanziaria.

Nell'annuale processo di redazione del Recovery Plan, l'Area di Governo Chief Risk Officer provvede ad identificare gli scenari di stress in grado di evidenziare le principali vulnerabilità del Gruppo e del suo modello di business (es. rilevante esposizione verso il mercato domestico) nonché a misurarne il potenziale impatto sul profilo di rischio del Gruppo. Si segnala che, alla luce del particolare contesto economico e finanziario influenzato dalla pandemia generata dal COVID-19, ai fini della predisposizione del Recovery Plan 2020 la BCE ha concesso al Gruppo Intesa Sanpaolo specifici Operational Relief, in linea con le misure auspicate in materia dall'EBA ("EBA statement on additional supervisory measures in the COVID-19 pandemic" – 22 April 2020); in tale contesto, in considerazione della specificità dell'esercizio, nel 2020 è stato concesso alle banche di ipotizzare il breach di almeno un indicatore di capitale o di liquidità con un solo scenario COVID-19 based, di natura fast, ovvero di rapido accadimento.

A seguito della pubblicazione dell'European Banking Authority's Final Report on Recommendation on the coverage of entities in a group recovery plan (EBA/Rec/2017/02), datato 1° novembre 2017, Intesa Sanpaolo ha adottato specifici criteri per la classificazione delle società del Gruppo tra:

  • Group relevant;
  • Locally relevant;
  • Not relevant.

L'applicazione di tali criteri al perimetro di Gruppo ha comportato la classificazione tra le Group relevant entities della Capogruppo nonché di Fideuram, VUB Group, Banka Intesa Sanpaolo d.d., Intesa Sanpaolo Bank Ireland, Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg, CIB Group, Gruppo Privredna Banka Zagreb, Banca Intesa Beograd e Intesa Sanpaolo Romania. Le restanti società sono rientrate nella categoria not relevant entities. La sopra descritta ripartizione risulta coerente con il perimetro coperto dal Recovery Plan del 2019.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo assicura piena coerenza del modello di business e del sistema dei controlli interni con il Piano di Impresa, il Budget, il RAF, il Recovery Plan, l'ICAAP e l'ILAAP, come illustrato nel seguente schema.

Stress Test

Gli esercizi di stress rappresentano uno strumento fondamentale di risk management che consente alle banche di adottare una prospettiva forward-looking nelle proprie attività di risk management, pianificazione strategica e capital planning. L'attività di stress testing quale elemento fondamentale dei processi decisionali aziendali è opportunamente formalizzata e deve disporre di un'idonea infrastruttura dati.

La conduzione degli esercizi di stress test si compone di tre fasi fondamentali:

  • − selezione e approvazione degli scenari;
  • − esecuzione delle attività di stress test;
  • − approvazione degli esiti.

Intesa Sanpaolo distingue le seguenti tipologie di esercizio di stress test:

  • − esercizio multirischio, basato sull'analisi di scenario, consente di valutare in ottica forward-looking gli impatti simultanei sul Gruppo di molteplici fattori di rischio, tenendo conto anche delle interrelazioni fra gli stessi ed eventualmente della capacità di reazione del Top Management. Questo tipo di esercizio, che richiede la full revaluation degli impatti, è utilizzato anche nell'ambito dei processi Risk Appetite Framework (RAF), Internal Capital Adequacy Assessment Process (ICAAP) / Internal Liquidity Adequacy Assessment Process (ILAAP) e Recovery Plan;
  • − esercizio multirischio regolamentare, disposto e coordinato dal supervisor/regulator che ne definisce le ipotesi generali e gli scenari, richiede la full revaluation degli impatti;
  • − esercizio situazionale, disposto dal Top Management o dal supervisor/regulator al fine di valutare in ottica forwardlooking l'impatto di eventi particolari (relativi al contesto geo-politico, finanziario, economico, competitivo etc.). Il suo perimetro può variare da caso a caso;
  • − esercizio monorischio o specifico, finalizzato a valutare l'impatto prodotto da scenari (o da uno o più specifici fattori) su aree di rischio specifiche.

Con specifico riferimento agli esercizi multirischio regolamentari, si rammenta che in data 19 marzo 2020 l'EBA ha ufficialmente comunicato il rinvio, dal 2020 al 2021, dell'EU Wide Stress Test; fino a quel momento il Gruppo Intesa Sanpaolo aveva proceduto all'invio dell'Advance Data Collection (9 marzo 2020), ovverosia dei dati di partenza rappresentati dal fine 2019. Per il 2021 il Gruppo sta partecipando al 2021 EU-Wide Stress Test, l'esercizio condotto dall'Autorità Bancaria Europea (EBA), in collaborazione con la Banca d'Italia, la Banca Centrale Europea (BCE) e il Comitato Europeo per il Rischio Sistemico (CERS) sui bilanci al 31 dicembre 2020 delle banche europee.

Cultura del rischio

In misura sempre maggiore nel corso degli ultimi anni la Banca ha inteso dare rilievo alla diffusione della Risk Culture, intesa come insieme in primo luogo di valori e di conseguenza di comportamenti volti a rafforzare trasversalmente le dimensioni della cooperazione, dell'informazione e dell'assunzione di responsabilità nei confronti del rischio insito nell'attività bancaria. L'obiettivo è quello di promuovere un'impostazione di lavoro orientata all'innovazione, alla sostenibilità etica e alla ricerca di soluzioni proattive. Una particolare attenzione è riservata alla diffusione di una piena consapevolezza dei principi guida, anche nell'aggiornamento sistematico ed accurato della documentazione di riferimento sul rischio (e.g. Tableau de Bord, ICAAP, Risk Appetite Framework) e del set informativo funzionale all'esercizio delle attività operative.

Nel corso del 2020 sono stati promossi alcuni workshop/webinar su temi emergenti con potenziali rilevanti impatti sui rischi (Financial Market Transparency Crypto Asset, incertezza nell'era-COVID-19, evoluzioni nei modelli di business e operativi post-COVID-19, informazione e post-verità); sono stati pubblicati alcuni articoli sulla rivista interna Mosaico; si è realizzato un progetto pilota di coaching, con il coinvolgimento di diverse aree della banca, focalizzato sulla cooperazione. E' stata inoltre progettata una nuova edizione del Risk Culture Assessment, che dovrebbe svolgersi nel biennio 2021-2022, con un particolare focus nel primo anno sulle funzioni centrali e su alcune aree strategiche della rete.

Inoltre, nel corso del 2020 nell'ambito del progetto di evoluzione del framework di model risk management, sono state svolte diverse iniziative formative finalizzate alla promozione e diffusione della model risk awareness e alla progressiva estensione e attuazione del framework all'interno del Gruppo; in particolare, sono stati attivati numerosi workshop interni (rivolti alle Funzioni Aziendali coinvolte nelle fasi del ciclo di vita del modello) e sono stati implementati e resi fruibili alcuni oggetti formativi (c.d. Learning Object) all'interno della piattaforma aziendale (Apprendo).

Organizzazione del governo dei rischi

Le politiche relative all'assunzione e i processi di gestione dei rischi ai quali il Gruppo è o potrebbe essere esposto sono approvate dal Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, in qualità di Capogruppo, con il supporto del Comitato Rischi. Il Comitato per il Controllo sulla Gestione, organo con funzioni di controllo, vigila sull'adeguatezza, efficienza, funzionalità e affidabilità del processo di gestione dei rischi e del Risk Appetite Framework.

Il Consigliere Delegato e CEO esercita il potere di proposta di adozione delle delibere che riguardano il sistema dei rischi e cura l'esecuzione di tutte le delibere del Consiglio di Amministrazione, con particolare riguardo all'attuazione degli indirizzi strategici, del RAF e delle politiche di governo dei rischi.

Gli Organi societari beneficiano anche dell'azione di alcuni Comitati manageriali in tema di presidio dei rischi. Tali Comitati operano nel rispetto delle responsabilità primarie degli Organi sul sistema dei controlli interni e delle prerogative delle funzioni aziendali di controllo ed in particolare della funzione di controllo dei rischi. In particolare:

  • − il Comitato di Direzione, presieduto dal Consigliere Delegato e CEO, è un organismo di Gruppo con ruolo deliberativo, consultivo e informativo, che, nell'ambito della Sessione Analisi Rischi di Gruppo, mira ad assicurare il presidio e la gestione dei rischi e la salvaguardia del valore aziendale a livello di Gruppo, ivi compreso il sistema dei controlli interni, in attuazione degli indirizzi strategici e delle politiche di gestione definite dal Consiglio di Amministrazione. Tra i diversi compiti, si segnala l'esame della proposta di RAF del Gruppo, propedeutica alla presentazione al Consiglio di Amministrazione, l'analisi del package ICAAP e ILAAP di Gruppo e del Tableau de Bord dei rischi.
  • − il Comitato Rischi Finanziari di Gruppo è un organismo tecnico con ruolo deliberativo, informativo e consultivo, focalizzato sia sul business bancario (rischi finanziari proprietari di banking e trading book e Active Value Management) sia su quello assicurativo ramo vita e danni (esposizione dei risultati all'andamento delle variabili di mercato e delle variabili tecniche). Le funzioni di tale Comitato sono articolate in due sessioni:
    • o la Sessione Analisi e Valutazione dei Rischi, presieduta dal Chief Risk Officer, cui compete, tra l'altro, la responsabilità di valutare, in via preventiva all'approvazione del Consiglio di Amministrazione, le linee guida di assunzione e misurazione dei rischi finanziari e del rischio di liquidità di Gruppo e le proposte di limiti operativi per l'operatività finanziaria riferita al rischio di tasso di interesse del banking book, al trading book e valuation risk, definendone, nell'ambito delle deleghe ricevute, l'articolazione sulle principali unità del Gruppo;
    • o la Sessione Indirizzi Gestionali e Scelte Operative, presieduta dal Chief Financial Officer, fornisce gli indirizzi operativi in attuazione degli indirizzi strategici e delle politiche di gestione del rischio definite dal Consiglio di Amministrazione, relative alla gestione del banking book, ai rischi di liquidità, tasso e cambio, e analizza periodicamente il profilo di rischio finanziario complessivo e l'esposizione al rischio di liquidità e di tasso del Gruppo e delle singole banche e società del Gruppo, verificando gli eventuali sconfinamenti dei limiti e monitorando le procedure di rientro approvate.
  • il Comitato Modelli Interni rischi di Credito e di Pillar 2 è un organismo tecnico con ruolo deliberativo, informativo e consultivo. In particolare, per quanto attiene i sistemi interni di misurazione dei rischi, il Comitato svolge il ruolo di Comitato manageriale competente per:

    • o i modelli interni di misurazione e gestione del rischio di credito;
    • o i modelli interni relativi ai rischi di Pillar 237 .
  • − il Comitato Coordinamento Controlli, Reputational e Operational Risk di Gruppo è articolato in apposite e distinte sessioni:

    • o sessione Sistema dei Controlli Interni Integrato, con ruolo informativo e consultivo, che ha l'obiettivo di rafforzare il coordinamento ed i meccanismi di cooperazione interfunzionale nell'ambito del sistema dei controlli interni del

37 Nel perimetro sono esclusi i modelli di Pillar 2 per la misurazione e quantificazione dei rischi finanziari di Banking Book, già rientranti nell'ambito del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo e i modelli di Pillar 2 per la misurazione e quantificazione dei rischi operativi e reputazionali, che rientrano invece nelle competenze del Comitato Coordinamento Controlli Operational e Reputational Risk; sono invece ricompresi i modelli utilizzati nell'ambito degli esercizi di Stress Testing e delle valutazioni prospettiche di Conto Economico.

Gruppo, agevolando l'integrazione del processo di gestione dei rischi;

o sessione Operational e Reputational Risk, con ruolo deliberativo, informativo e consultivo, che ha il compito di presidiare gli indirizzi e le politiche, nell'ambito delle indicazioni formulate dal Consiglio di Amministrazione, in materia di gestione dei rischi operativi e reputazionali e di verificare periodicamente il profilo di rischio operativo complessivo, monitorando l'attuazione degli interventi di mitigazione individuati nell'ambito delle indicazioni formulate dagli Organi societari e/o dal Comitato di Direzione.

Alle sessioni del Comitato partecipano, tra gli altri, i Responsabili delle Funzioni aziendali di controllo nonché, quale membro permanente, il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari. Ciò contribuisce all'assolvimento degli obblighi di legge a questo assegnati e alle attribuzioni previste nei Regolamenti aziendali in materia di sorveglianza sul processo di informativa finanziaria e consente altresì di promuovere, per quanto di competenza, il coordinamento e l'integrazione interfunzionale delle attività di controllo;

  • − il Comitato Crediti di Gruppo è un organo tecnico con ruolo deliberativo e consultivo, volto ad assicurare la gestione coordinata delle problematiche inerenti i rischi di credito ed è articolato in due distinte sessioni (Sessione Crediti Performing e Sessione Crediti Non Performing). Il Comitato, tra l'altro, delibera in merito alla concessione, rinnovo e conferma degli affidamenti nell'ambito delle deleghe ad esso attribuite;
  • − il Comitato di Gruppo Sign-Off Hold To Collect and Sell (HTCS), infine, ha il compito di proporre l'assunzione di rischi di mercato avanzata da parte delle strutture di business della Capogruppo o delle società controllate sulle quote HTCS previste nell'ambito delle operazioni Originate to Share. Tali operazioni consistono in finanziamenti sindacati originati con l'intento di essere distribuiti ad operatori terzi sul mercato primario o post primario e che all'origination prevedono un holding period inferiore o uguale ai 12 mesi.

L'Area di Governo Chief Risk Officer – collocata a diretto riporto del Consigliere Delegato e CEO -, nella quale sono concentrate le funzioni di risk management, inclusi i controlli sul processo di gestione dei rischi, e di validazione interna, costituisce componente rilevante della "seconda linea di difesa" del sistema dei controlli interni, separata e indipendente rispetto alle funzioni di supporto al business.

L'Area ha la responsabilità di governare il macro processo di definizione, approvazione, controllo e attuazione del Risk Appetite Framework del Gruppo con il supporto delle altre funzioni aziendali coinvolte, nonché di coadiuvare gli Organi societari nel definire, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali, gli indirizzi e le politiche in materia di gestione dei rischi del Gruppo e ne coordina e verifica l'attuazione da parte delle unità preposte del Gruppo, anche nei diversi ambiti societari; assicura il presidio del profilo di rischio complessivo del Gruppo, ivi compreso quello connesso al rischio di modello, definendo le metodologie e monitorando le esposizioni alle diverse tipologie di rischio e riportandone periodicamente la situazione agli Organi societari; attua i controlli di II livello sia sul credito sia sugli altri rischi, diversi da quelli creditizi, oltre ad assicurare la convalida dei sistemi interni per la misurazione dei rischi.

A tali scopi, l'Area di Governo Chief Risk Officer si articola nelle seguenti Strutture:

  • − Direzione Centrale Credit Risk Management;
  • − Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato;
  • − Direzione Centrale Enterprise Risk Management;
  • − Direzione Centrale Convalida Interna e Controlli;
  • − Foreign Banks Risk Governance;
  • − Coordinamento Iniziative Risk Management.

L'Area di Governo Chief Risk Officer declina operativamente gli orientamenti strategici e gestionali lungo tutta la catena decisionale della Banca, fino alla singola unità operativa. Ad essa riportano le funzioni di controllo dei rischi delle Società controllate con modello di gestione decentrata e i referenti della funzione di controllo dei rischi di Capogruppo presso le Società controllate con modello di gestione accentrata.

L'Area di Governo Chief Compliance Officer, collocata a diretto riporto del Consigliere Delegato e CEO, in posizione di indipendenza e autonomia dalle strutture operative e di separatezza dalla revisione interna, assicura il presidio del rischio di non conformità alle norme a livello di Gruppo, ivi incluso il rischio di condotta. Nell'ambito del Risk Appetite Framework, l'Area di Governo Chief Compliance Officer (i) propone gli statement e i limiti con riferimento al rischio di non conformità, e (ii) collabora con l'Area di Governo Chief Risk Officer nel monitoraggio e controllo dei rischi non finanziari per l'ambito compliance, e, in caso di violazione dei limiti previsti, nell'identificazione/analisi degli eventi ascrivibili alla mancata conformità alle norme e nell'individuazione degli opportuni interventi correttivi.

  • L'Area di Governo Chief Compliance Officer si articola nelle seguenti Strutture:
  • − Direzione Centrale Compliance Regolamentare BdT e Private;
  • − Direzione Centrale Compliance Regolamentare Corporate e Investment Banking;
  • − Direzione Centrale Compliance Governance e Controlli;
  • − Direzione Centrale Anti Financial Crime, cui sono attribuiti, tra gli altri, i compiti e le responsabilità della funzione antiriciclaggio;
  • − Compliance Digital & Data Transformation.

La Capogruppo svolge nei confronti delle Società del Gruppo un ruolo di indirizzo e coordinamento38, mirato a garantire un efficace ed efficiente presidio dei rischi a livello di Gruppo, esercitando la responsabilità nella definizione delle linee guida e delle regole metodologiche inerenti il processo di gestione dei rischi, perseguendo, in particolare, l'informativa integrata a livello di Gruppo nei confronti degli Organi aziendali della Capogruppo, in merito alla completezza, adeguatezza, funzionalità e affidabilità del sistema dei controlli interni. Con particolare riferimento alle Funzioni aziendali di controllo, all'interno del Gruppo si distinguono due tipologie di modelli: (i) il Modello di gestione accentrata basato sull'accentramento delle attività presso la Capogruppo e (ii) il Modello di gestione decentrata che prevede la presenza di Funzioni aziendali di controllo istituite localmente, che svolgono l'attività sotto l'azione di indirizzo e coordinamento delle omologhe Funzioni aziendali di controllo della Capogruppo, cui riportano funzionalmente.

Gli Organi aziendali delle Società del Gruppo, indipendentemente dal modello di controllo adottato all'interno della propria Società, sono consapevoli delle scelte effettuate dalla Capogruppo e sono responsabili dell'attuazione, nell'ambito delle rispettive realtà aziendali, delle strategie e politiche perseguite in materia di controlli, favorendone l'integrazione nell'ambito dei controlli di gruppo.

Per quanto concerne il Gruppo UBI, per tradurre in pratica il citato compito di indirizzo e coordinamento da parte della Capogruppo, nelle more di una completa integrazione, è stato adottato il modello di gestione decentrata, stante la presenza di funzioni aziendali locali dotate di standing e risorse adeguate a garantire una sana e prudente gestione dei rischi della controllata. In particolare, le Funzioni aziendali di controllo della Capogruppo e della controllata stanno procedendo speditamente nella condivisione di approcci e strumenti per completare l'integrazione di tali framework, al fine di sfruttare al massimo le possibili sinergie.

38 In proposito, si specifica che Intesa Sanpaolo non esercita su Risanamento S.p.A. e sulle sue controllate attività di direzione e coordinamento ai sensi degli art. 2497 e seguenti del Codice Civile.

Il sistema di controllo interno

Intesa Sanpaolo, per garantire una sana e prudente gestione, coniuga la profittabilità dell'impresa con un'assunzione dei rischi consapevole e con una condotta operativa improntata a criteri di correttezza.

Pertanto, la Banca, in linea con la normativa di legge e di Vigilanza ed in coerenza con le indicazioni del Codice di Autodisciplina delle società quotate, si è dotata di un sistema di controllo interno idoneo a rilevare, misurare e verificare nel continuo i rischi tipici dell'attività sociale.

Il sistema dei controlli interni di Intesa Sanpaolo è costituito dall'insieme delle regole, delle funzioni, delle strutture, delle risorse, dei processi e delle procedure che mirano ad assicurare, nel rispetto della sana e prudente gestione, il conseguimento delle seguenti finalità:

  • verifica dell'attuazione delle strategie e delle politiche aziendali;
  • contenimento del rischio entro i limiti indicati nel quadro di riferimento per la determinazione della propensione al rischio della Banca (Risk Appetite Framework - RAF);
  • salvaguardia del valore delle attività e protezione dalle perdite;
  • efficacia ed efficienza dei processi aziendali;
  • affidabilità e sicurezza delle informazioni aziendali e delle procedure informatiche;
  • prevenzione del rischio che la Banca sia coinvolta, anche involontariamente, in attività illecite (con particolare riferimento a quelle connesse con il riciclaggio, l'usura ed il finanziamento al terrorismo);
  • conformità dell'operatività aziendale con la legge e la normativa di vigilanza, nonché con le politiche, i regolamenti e le procedure interne.

Il sistema dei controlli interni riveste un ruolo cruciale e coinvolge tutta l'organizzazione aziendale (organi, strutture, livelli gerarchici, tutto il personale). In ottemperanza alle previsioni contenute nella Circolare della Banca d'Italia n. 285/2013 (Parte Prima, Titolo IV, Capitolo 3) è stato formalizzato il "Regolamento del sistema dei controlli interni integrato" che ha l'obiettivo di definire le linee guida del sistema dei controlli interni di Intesa Sanpaolo, in qualità di Banca e di Capogruppo di Gruppo bancario, attraverso la declinazione dei principi di riferimento e la definizione delle responsabilità degli Organi e delle funzioni con compiti di controllo che contribuiscono, a vario titolo, al corretto funzionamento del sistema dei controlli interni, nonché l'individuazione delle modalità di coordinamento e dei flussi informativi che favoriscono l'integrazione del sistema.

Il sistema dei controlli interni è delineato da una infrastruttura documentale (impianto normativo) che permette di ripercorrere in modo organico e codificato le linee guida, le procedure, le strutture organizzative, i rischi ed i controlli presenti in azienda, recependo, oltre agli indirizzi aziendali e alle indicazioni degli Organi di Vigilanza, anche le disposizioni di legge, ivi compresi i principi dettati dal Decreto Legislativo 231/2001.

L'impianto normativo è costituito da "Documenti di Governance", tempo per tempo adottati, che sovraintendono al funzionamento della Banca (Statuto, Codice Etico, Codice Interno di Comportamento di Gruppo, Regolamento di Gruppo, Regolamento dei Comitati di Gruppo, Regolamento delle operazioni con parti correlate, Regolamento del sistema dei controlli interni integrato, Facoltà e poteri, Linee guida, Funzionigrammi delle Strutture Organizzative, ecc.) e da norme più strettamente operative che regolamentano i processi aziendali, le singole attività e i relativi controlli (Regole, Guide di processo, Schede Controllo, eccetera).

Più nello specifico le regole aziendali disegnano soluzioni organizzative che:

  • assicurano una sufficiente separatezza tra le funzioni operative e quelle di controllo ed evitano situazioni di conflitto di interesse nell'assegnazione delle competenze;
  • sono in grado di identificare, misurare e monitorare adeguatamente i principali rischi assunti nei diversi segmenti operativi;
  • consentono la registrazione di ogni fatto di gestione e, in particolare, di ogni operazione con adeguato grado di dettaglio assicurandone la corretta attribuzione sotto il profilo temporale;
  • assicurano sistemi informativi affidabili e idonee procedure di reporting ai diversi livelli direzionali ai quali sono attribuite funzioni di controllo;
  • garantiscono che le anomalie riscontrate dalle unità operative, dalla funzione di revisione interna o dalle altre funzioni di controllo, siano tempestivamente portate a conoscenza di livelli appropriati dell'azienda e gestite con immediatezza; – garantiscono adeguati livelli di continuità operativa.

Inoltre, le soluzioni organizzative aziendali prevedono attività di controllo a ogni livello operativo che consentano l'univoca e formalizzata individuazione delle responsabilità, in particolare nei compiti di controllo e di correzione delle irregolarità riscontrate.

A livello di Corporate Governance, Intesa Sanpaolo ha adottato il modello monistico di amministrazione e controllo, ai sensi degli artt. 2409-sexiesdecies e seguenti codice civile. Essa opera quindi tramite un Consiglio di Amministrazione, alcuni componenti del quale fanno altresì parte del Comitato per il Controllo sulla Gestione. In base al modello citato:

  • il Consiglio di Amministrazione è l'organo con funzione di supervisione strategica ed esercita tutti i compiti ad esso riservati dallo Statuto, dalla normativa vigente e dai documenti di governance della Banca;
  • il Consigliere Delegato e CEO esercita i compiti attribuiti dalla normativa di vigilanza all'organo con funzione di gestione indicati nei documenti di governance della Banca, approvati dal Consiglio di Amministrazione, fatte salve le attribuzioni riservate al Consiglio stesso;
  • il Comitato per il Controllo sulla Gestione svolge la funzione di controllo.

Il Consiglio di Amministrazione elegge tra i propri componenti, al di fuori del Presidente del Consiglio stesso, dei componenti del Comitato per il Controllo sulla Gestione e del numero minimo di Consiglieri Indipendenti, un Consigliere Delegato.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo adotta un sistema dei controlli interni basato su tre livelli, in coerenza con le disposizioni normative e regolamentari vigenti.

Tale modello prevede le seguenti tipologie di controllo:

– I livello: controlli di linea che sono diretti ad assicurare il corretto svolgimento delle operazioni (ad esempio, controlli di tipo gerarchico, sistematici e a campione) e che, per quanto possibile, sono incorporati nelle procedure informatiche. Essi sono effettuati dalle stesse strutture operative e di business, anche attraverso unità dedicate esclusivamente a

compiti di controllo ovvero eseguiti nell'ambito del back office;

– II livello: controlli sui rischi e sulla conformità che hanno l'obiettivo di assicurare, tra l'altro:

  • o la corretta attuazione del processo di gestione dei rischi;
  • o il rispetto dei limiti operativi assegnati alle varie funzioni;

o la conformità dell'operatività aziendale alle norme, incluse quelle di autoregolamentazione.

Le funzioni preposte a tali controlli sono distinte da quelle produttive e concorrono alla definizione delle politiche di governo dei rischi e del processo di gestione dei rischi. Presso il Gruppo Intesa Sanpaolo, rientrano nel II livello le seguenti strutture di Capogruppo e le omologhe unità locali delle società del Gruppo, ove costituite:

  • o Area di Governo Chief Compliance Officer, cui sono attribuiti i compiti e le responsabilità della "funzione di conformità alle norme (compliance)" così come definiti nella normativa di riferimento; all'interno dell'Area di Governo Chief Compliance Officer è presente la Direzione Centrale Anti Financial Crime, cui sono attribuiti i compiti e le responsabilità della "funzione antiriciclaggio", così come definiti nella normativa di riferimento;
  • o Area di Governo Chief Risk Officer, cui sono attribuiti i compiti e le responsabilità della "funzione di controllo dei rischi (risk management)", così come definiti dalla normativa di riferimento; all'interno dell'Area di Governo Chief Risk Officer è presente la Direzione Centrale Convalida Interna e Controlli, cui sono attribuiti, inter alia, i compiti e le responsabilità della "funzione di convalida", così come definiti nella normativa di riferimento.
  • III livello: controlli di revisione interna volti ad individuare violazioni delle procedure e della regolamentazione, nonché a valutare periodicamente la completezza, l'adeguatezza, la funzionalità (in termini di efficienza ed efficacia) e l'affidabilità del sistema dei controlli interni e del sistema informativo a livello di Gruppo, con cadenza prefissata in relazione alla natura e all'intensità dei rischi. Presso il Gruppo Intesa Sanpaolo, l'attività di revisione interna è svolta dal Chief Audit Officer di Capogruppo e dalle omologhe unità locali delle Società del Gruppo ove costituite.

Il sistema dei controlli interni è periodicamente soggetto a ricognizione e adeguamento in relazione all'evoluzione dell'operatività aziendale e al contesto di riferimento.

Intesa Sanpaolo presenta una struttura dei controlli aderente alle indicazioni dettate dagli Organi di Vigilanza.

La Funzione di Risk Management e Convalida Interna

L'Area di Governo del Chief Risk Officer declina operativamente gli orientamenti strategici e gestionali in materia di rischi lungo tutta la catena decisionale della Banca, fino alla singola unità operativa. I compiti e le funzioni sono ampiamente trattati nei capitoli successivi della presente Parte.

Tramite la Direzione Centrale Convalida Interna e Controlli, l'Area di Governo del Chief Risk Officer svolge controlli di II livello a presidio del credito e degli altri rischi.

Le attività sul credito sono volte a verificare la corretta classificazione, la congruità degli accantonamenti e l'adeguatezza del processo di recupero su singole esposizioni (cd. Single name).

In via generale lo sviluppo delle attività di controllo prevede l'esame dei singoli processi del credito, anche al fine di verificare la presenza di idonei presidi di controllo di I livello, ivi comprese le modalità di esecuzione e tracciabilità. Le potenziali aree di indagine da approfondire mediante i controlli Single name considerano quindi anche le risultanze dei monitoraggi agiti dalle Funzioni di Controllo di I livello nell'ambito dei differenti cluster creditizi.

Le attività di controllo sui rischi diversi dal credito sono mirate a verificare la corretta sussistenza dei presidi di controllo di I livello in termini di completezza, efficienza, rilevazione e tracciabilità, individuando eventuali aree di rafforzamento e richiedendo, ove necessario, azioni correttive.

In accordo con le recenti evoluzioni del contesto regolamentare, la Direzione Centrale Convalida Interna e Controlli è responsabile dello sviluppo, della manutenzione e del presidio di un framework per il governo del rischio modello finalizzato ad assicurare l'identificazione, la valutazione, il monitoraggio e la mitigazione del rischio per tutti i Sistemi Interni, ivi inclusi i sistemi di misurazione dei rischi di Primo e Secondo Pilastro e i sistemi utilizzati ai fini contabili. A tal fine la Direzione, di concerto con le Funzioni interessate, si occupa principalmente delle seguenti attività: a) definire, sviluppare ed evolvere il Framework metodologico per garantire un approccio omogeneo a livello di Gruppo per l'identificazione dei modelli, l'assegnazione della relativa priorità, la valutazione e la mitigazione del rischio modello, ivi inclusa la metodologia di quantificazione del buffer di capitale economico per il rischio modello; b) definire, sviluppare, gestire ed evolvere la piattaforma di Model Management del Gruppo (Model Inventory) con l'obiettivo di assicurare un inventario completo ed aggiornato dei modelli e la tracciatura dei processi collegati alle varie fasi del loro ciclo di vita; c) assicurare la periodica identificazione e valutazione del rischio modello; d) presidiare il processo per l'assegnazione della priorità ai modelli (Tier) con l'obiettivo di indirizzare in modo efficiente il loro governo, con particolare riferimento al livello di profondità, analiticità e frequenza delle attività di convalida e di sviluppo; e) fornire una periodica informativa sul Model Risk Management Framework e sulle risultanze delle valutazioni del rischio modello al Responsabile dell'Area CRO, ai comitati manageriali competenti ed agli Organi Societari.

Inoltre, alla Direzione Centrale Convalida Interna e Controlli è assegnata la funzione di convalida, volta a valutare su base continuativa, in ottemperanza alle disposizioni di vigilanza per le banche39, la rispondenza nel tempo dei sistemi interni di misurazione e gestione dei rischi per la determinazione dei requisiti patrimoniali alle prescrizioni normative, alle esigenze aziendali e all'evoluzione del mercato di riferimento, nonché dei modelli gestionali e contabili in applicazione del principio IFRS 9. La funzione di convalida è affidata alla Direzione Centrale Convalida Interna e Controlli che ne è responsabile a livello di Gruppo in ottemperanza a quanto richiesto dalla normativa di vigilanza in merito alla gestione unitaria del processo di controllo sui Sistemi Interni di misurazione dei rischi, coerentemente con i requisiti di indipendenza previsti dalla normativa di riferimento.

È prevista la predisposizione di un piano di validazione, aggiornato con frequenza almeno semestrale, che viene sottoposto all'approvazione del Consiglio di Amministrazione.

Per quanto concerne i rischi di primo pilastro, la validazione è un prerequisito per l'utilizzo ai fini regolamentari dei sistemi

39 Regolamento UE n. 575/2013 (CRR), EBA guidelines, Direttiva UE n 2013/36 (CRD IV), Circ. Banca d'Italia n. 285/2013.

interni. La funzione di Convalida valuta40 i sistemi di gestione e di misurazione dei rischi in termini di modelli, processi, infrastrutture informatiche e la loro rispondenza nel tempo alle prescrizioni normative, alle esigenze aziendali e all'evoluzione del mercato di riferimento. Il livello di coinvolgimento della struttura dipende dalle differenti tipologie di validazione (sviluppo/adozione dei sistemi interni, istanza di adozione degli stessi, estensione dei sistemi interni/istanza di model change, notifica ex ante e convalida continuativa).

I risultati delle attività, sia in fase di prima istanza sia nel continuo (con cadenza almeno annuale), sono comunicati alle funzioni competenti, trasmessi al Chief Audit Officer, per la relativa attività di revisione interna, ai Comitati manageriali competenti e agli Organi di Governo per la delibera di attestazione della rispondenza dei sistemi interni ai requisiti normativi e inoltrati alle Autorità di Vigilanza.

Per quanto concerne i rischi di secondo pilastro, la funzione di convalida conduce attività di analisi delle metodologie, in particolare verificando la coerenza economico-statistica delle metriche di misurazione o di valutazione adottate nella quantificazione dei rischi rilevanti, la robustezza delle metodologie adottate e delle stime prodotte per la misurazionevalutazione dei rischi rilevanti ed effettuando un confronto con metodologie alternative per la misurazione e l'aggregazione dei singoli rischi. Le analisi sono svolte, sia preventivamente, in caso di adozione/modifiche ai sistemi interni utilizzati ai fini Secondo Pilastro, sia ex post nell'ambito del processo di controllo prudenziale. Queste ultime sono sintetizzate nel resoconto ICAAP/ILAAP e nella Relazione annuale sui modelli gestionali mentre, nel caso di modifiche sostanziali o rilevanti ai sistemi interni, la funzione di convalida produce una relazione da sottoporre ai Comitati manageriali competenti e agli Organi di Governo41 .

La funzione gestisce, inoltre, il processo di convalida a livello di Gruppo, interagendo con le Autorità di Vigilanza, con gli Organi Aziendali di riferimento e con le funzioni responsabili dei controlli di terzo livello previsti dalla normativa; adotta un approccio decentrato per le società dotate di funzioni di convalida locali42 (alcune società estere), coordinando e supervisionando le attività di queste ultime, ed uno accentrato per le altre. Le metodologie adottate sono state sviluppate in attuazione dei principi che ispirano le Disposizioni di Vigilanza per le banche, le direttive e i regolamenti comunitari, gli orientamenti generali dei comitati internazionali, le best practice in materia e si sostanziano in analisi documentali, empiriche e di prassi operativa.

La Funzione di Compliance

Il Gruppo Intesa Sanpaolo riconosce il rilievo strategico del presidio del rischio di compliance, nella convinzione che il rispetto delle norme e la correttezza negli affari costituiscano elementi fondamentali nello svolgimento dell'attività bancaria, che per sua natura è fondata sulla fiducia.

Le responsabilità ed i compiti della funzione di conformità sono attribuiti al Chief Compliance Officer, che è indipendente e autonomo rispetto alle strutture operative, riferisce direttamente agli Organi Sociali e ha accesso a tutte le attività della Banca nonché a qualsiasi informazione rilevante per lo svolgimento dei propri compiti.

Il Modello di Compliance di Gruppo è declinato nelle Linee guida approvate dagli Organi Sociali di Intesa Sanpaolo, che indicano le responsabilità delle diverse strutture aziendali e i macro processi per la mitigazione del rischio di non conformità:

  • individuazione e valutazione dei rischi di non conformità;
  • proposizione degli interventi organizzativi funzionali alla loro mitigazione;
  • valutazione in via preventiva della conformità dei progetti innovativi, delle operazioni e dei nuovi prodotti e servizi;
  • consulenza e assistenza agli organi di vertice ed alle unità di business sulle materie in cui assume rilievo il rischio di non conformità;
  • monitoraggio della permanenza delle condizioni di conformità, sia mediante il controllo sul rispetto della normativa da parte delle strutture aziendali, sia attraverso l'utilizzo delle informazioni provenienti dalle altre funzioni di controllo;
  • diffusione di una cultura aziendale improntata a principi di onestà, correttezza e rispetto della lettera e dello spirito delle norme.

Il perimetro normativo e le modalità di presidio degli ambiti normativi che presentano rischi di non conformità apprezzabili per il Gruppo sono declinati nelle citate Linee guida. Il Chief Compliance Officer presenta agli Organi Sociali relazioni periodiche sull'adeguatezza del presidio della conformità, con riferimento a tutti gli ambiti normativi applicabili al Gruppo che presentino rischi di non conformità. Tali relazioni comprendono, su base annuale, l'identificazione e la valutazione dei principali rischi di non conformità cui il Gruppo è esposto e la programmazione dei relativi interventi di gestione e, su base semestrale, la descrizione delle attività effettuate, delle criticità rilevate e dei rimedi individuati. Specifica informativa viene inoltre fornita al verificarsi di eventi di particolare rilevanza.

Relativamente alle modalità di indirizzo, coordinamento e controllo del Gruppo, le Linee guida di Compliance prevedono l'adozione di due distinti modelli, declinati per tenere conto dell'articolazione operativa e territoriale del Gruppo stesso. In particolare:

  • per le Banche e le Società italiane specificamente individuate, la cui operatività è connotata da un elevato livello di integrazione con la Capogruppo, le attività di presidio della conformità sono accentrate presso la Capogruppo;
  • per le altre Società, per cui sussiste un obbligo normativo o specificamente individuate in ragione dell'attività svolta, nonché per le Filiali estere, è prevista la costituzione di una funzione di conformità interna e la nomina di un Compliance Officer locale, cui sono attribuite le responsabilità in materia di compliance; i Compliance Officer delle Società controllate riportano funzionalmente alle strutture del Chief Compliance Officer, mentre per quelli delle Filiali estere, salvo che la normativa locale non lo consenta, è prevista una dipendenza gerarchica dalle strutture del Chief Compliance Officer.

40 La funzione di convalida è inoltre responsabile del calcolo dei tassi di default ai fini, inter alias, dello sviluppo / ricalibrazione dei modelli e del processo di monitoraggio ai fini ECAF.

41 In caso di modifiche sostanziali/rilevanti l'iter di approvazione prevede la presentazione, da parte della Direzione Centrale Risk Management competente, degli interventi di aggiornamento del Sistema Interno Gestionale corredati anche delle analisi d'impatto sulle metriche di rischio e dalla relazione della funzione di convalida, al Comitato manageriale competente per l'approvazione. Successivamente viene fornita un'informativa su tali modifiche al Consiglio di Amministrazione.

42 Si precisa che è stato formalizzato il riporto funzionale delle unità locali di convalida alla Direzione Centrale Convalida Interna e Controlli.

La Funzione Antiriciclaggio

I compiti e le responsabilità della Funzione Antiriciclaggio, come previsti dalla normativa, sono attribuiti alla Direzione Centrale Anti Financial Crime che riporta al Chief Compliance Officer risultando in tal modo indipendente e autonoma rispetto alle strutture operative, riferisce direttamente agli Organi Sociali e ha accesso a tutte le attività della Banca nonché a qualsiasi informazione rilevante per lo svolgimento dei propri compiti.

In particolare, la Direzione Centrale Anti Financial Crime assicura il presidio del rischio di non conformità in materia di riciclaggio, finanziamento del terrorismo, violazione degli embarghi e armamenti (c.d. Financial Crime), attraverso:

  • la definizione dei principi generali da adottare nell'ambito del Gruppo per la gestione del rischio di non conformità;
  • l'individuazione e valutazione dei rischi di non conformità;
  • il monitoraggio nel continuo, con il supporto delle funzioni competenti, delle evoluzioni del contesto normativo nazionale ed internazionale di riferimento, verificando l'adeguatezza dei processi e delle procedure aziendali rispetto alle norme applicabili e proponendo le opportune modifiche organizzative e procedurali;
  • la prestazione di consulenza a favore delle funzioni aziendali, nonché la definizione di piani formativi adeguati;
  • la predisposizione di idonea informativa periodica agli Organi Sociali e all'Alta Direzione;
  • lo svolgimento dei previsti adempimenti specifici, quali in particolare la verifica rafforzata sulla clientela, i controlli sulla corretta gestione dell'Archivio per la conservazione dei dati nonché il presidio e l'inoltro mensile all'Unità di Informazione Finanziaria dei dati relativi alle segnalazioni antiriciclaggio aggregate, la valutazione delle segnalazioni di operazioni sospette pervenute dalle strutture operative per la trasmissione all'Unità di Informazione Finanziaria di quelle ritenute fondate.

La Direzione Centrale Anti Financial Crime presidia inoltre il rischio di non conformità in materia di corruzione e responsabilità amministrativa enti (D. Lgs. 231/2001).

La Direzione Centrale Anti Financial Crime svolge il proprio ruolo di indirizzo, coordinamento e controllo del Gruppo secondo un modello analogo a quello descritto per la funzione di Compliance.

La Funzione di Internal Auditing

Le attività di revisione interna sono affidate al Chief Audit Officer, posto alle dirette dipendenze del Consiglio di Amministrazione (e per esse del relativo Presidente), che riporta funzionalmente anche al Comitato per il Controllo sulla Gestione, fermi restando gli opportuni raccordi con il Consigliere Delegato e CEO. Il Chief Audit Officer non ha alcuna responsabilità diretta di aree operative.

La funzione ha una struttura e un modello di controllo articolato in coerenza con l'evoluzione dell'assetto organizzativo di Intesa Sanpaolo e del Gruppo.

Riportano funzionalmente al Chief Audit Officer le strutture di Internal Audit delle società italiane ed estere del Gruppo.

La funzione di revisione interna valuta, in un'ottica di terzo livello, la funzionalità complessiva del sistema dei controlli interni, portando all'attenzione degli Organi aziendali i possibili miglioramenti, con particolare riferimento al Risk Appetite Framework (RAF), al processo di gestione dei rischi nonché agli strumenti di misurazione e controllo degli stessi.

In particolare, la funzione valuta la completezza, l'adeguatezza, la funzionalità e l'affidabilità delle componenti del sistema dei controlli interni, del processo di gestione dei rischi e dei processi aziendali, avendo riguardo anche alla capacità di individuare e prevenire errori ed irregolarità. In tale contesto, sottopone, tra l'altro, a verifica le funzioni aziendali di controllo dei rischi e di conformità alle norme anche attraverso la partecipazione a progetti, al fine di creare valore aggiunto e migliorare l'efficacia dei processi di controllo e la governance dell'organizzazione.

L'azione di audit riguarda in modo diretto sia Intesa Sanpaolo, sia le società del Gruppo.

Alla funzione di revisione interna compete anche la valutazione dell'efficacia del processo di definizione del RAF aziendale, della coerenza interna dello schema complessivo e della conformità dell'operatività aziendale al RAF medesimo.

Il Responsabile della funzione di revisione interna è dotato della necessaria autonomia e indipendenza dalle strutture operative; la funzione ha accesso a tutte le attività svolte sia presso gli uffici centrali sia presso le strutture periferiche. In caso di attribuzione a soggetti terzi di attività rilevanti per il funzionamento del sistema dei controlli interni (ad esempio dell'attività di elaborazione dei dati), la funzione di revisione interna deve poter accedere anche alle attività svolte da tali soggetti.

La funzione opera con personale dotato delle adeguate conoscenze e competenze professionali, utilizzando come riferimento le best practice e gli standard internazionali per la pratica professionale dell'internal auditing definiti dall'Institute of Internal Auditors (IIA).

La funzione, come previsto dagli standard internazionali, viene sottoposta almeno ogni cinque anni a una Quality Assurance Review esterna, la più recente verifica è stata avviata a fine 2018 su richiesta del Comitato per il Controllo sulla Gestione e si è conclusa nel primo trimestre 2019 con la conferma della massima valutazione prevista ("Generalmente Conforme").

Nello svolgimento dei propri compiti, la funzione utilizza metodologie strutturate di risk assessment, per individuare le aree di maggiore attenzione in essere e i principali nuovi fattori di rischio. In funzione delle valutazioni emerse dal risk assessment e delle priorità che ne conseguono, nonché delle eventuali richieste specifiche di approfondimento espresse dal vertice e dagli Organi aziendali, predispone e sottopone al vaglio preventivo del Comitato per il Controllo sulla Gestione, e alla successiva approvazione del Consiglio di Amministrazione, un Piano Annuale degli interventi sulla base del quale poi opera nel corso dell'esercizio oltre che un Piano Pluriennale.

Il Chief Audit Officer assicura il corretto svolgimento del processo interno di gestione delle segnalazioni delle violazioni (c.d. whistleblowing).

Il Chief Audit Officer coordina la sessione "Sistema dei Controlli Interni Integrato" del Comitato Coordinamento Controlli, Reputational e Operational Risk di Gruppo.

Nel corso dell'esercizio l'azione di audit ha riguardato in modo diretto la Capogruppo nonché le altre partecipate per le quali l'attività è stata fornita in "service"; per le altre entità del Gruppo dotate di proprie funzioni interne di audit sono state esercitate attività di indirizzo e coordinamento funzionale delle strutture locali, al fine di garantire omogeneità nei controlli e adeguata attenzione alle diverse tipologie di rischio, verificandone altresì i livelli di efficacia ed efficienza sia sotto il profilo strutturale che operativo. Su tali società, come già più sopra richiamato, sono stati svolti anche interventi diretti di revisione e verifica in veste di Capogruppo.

I punti di debolezza rilevati durante le attività di controllo sono stati sistematicamente segnalati alle funzioni aziendali interessate per una sollecita azione di miglioramento, nei cui confronti è stata successivamente espletata un'attività di follow-up atta a verificarne l'efficacia.

Le valutazioni di sintesi sul sistema di controllo interno derivate dagli accertamenti svolti sono state portate periodicamente a conoscenza del Comitato per il Controllo sulla Gestione e del Consiglio di Amministrazione. Gli esiti degli accertamenti conclusisi con giudizio negativo o che evidenziano carenze di rilievo sono stati trasmessi integralmente al Consiglio di Amministrazione, al Consigliere Delegato e CEO e al Comitato per il Controllo sulla Gestione nonché ai Consigli di Amministrazione e ai Collegi Sindacali delle entità controllate interessate.

I principali punti di debolezza riscontrati e la loro relativa evoluzione sono stati inseriti nel Tableau de Bord (TdB) Audit, con l'evidenza delle azioni di mitigazione in corso nonché dei relativi responsabili e delle scadenze previste, in modo da effettuare un sistematico monitoraggio. Da ultimo, il Chief Audit Officer ha garantito un'attività continuativa di autovalutazione della propria efficienza ed efficacia, in linea con un proprio piano interno di "assicurazione e miglioramento qualità" redatto conformemente a quanto raccomandato dagli standard internazionali per la pratica professionale di Audit. In tale ambito, nel corso del 2020, è proseguito il programma di evoluzione della funzione, anche in coerenza con le strategie del Piano di Impresa 2018-2021, denominato Future Audit Solutions and Trasformation (FAST).

Il Dirigente preposto

Il presidio sull'affidabilità dei documenti contabili societari e sul processo d'informativa finanziaria è svolto dal Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Intesa Sanpaolo (Dirigente preposto), nel rispetto delle previsioni di cui all'art. 154-bis TUF e delle relative disposizioni attuative. Tale presidio è altresì assicurato con riferimento alle controllate regolate dalla legge di Stati non appartenenti all'Unione Europea, secondo le regole di vigilanza sul sistema amministrativo contabile ex art. 15 Reg. Mercati Consob n. 20249/2017 (e successive modifiche e integrazioni).

  • Ai fini degli adempimenti richiesti dalle disposizioni citate, il Dirigente preposto:
  • − esercita sull'intero Gruppo un ruolo d'indirizzo e coordinamento in materia amministrativa e di presidio sul sistema dei controlli interni funzionali all'informativa finanziaria;
  • − sovrintende all'attuazione degli adempimenti di legge secondo impostazioni comuni al Gruppo, definite da specifici regolamenti interni.
  • In particolare, il Dirigente preposto:
  • − dirama le istruzioni per la corretta ed omogenea applicazione dei principi contabili e dei criteri di valutazione, formalizzati nelle Regole Contabili di Gruppo, sottoposte ad aggiornamento periodico;
  • − predispone idonee procedure amministrativo contabili per la formazione del bilancio d'esercizio e del bilancio consolidato, curandone l'adeguamento in rapporto ai requisiti d'informativa societaria di tempo in tempo vigenti;
  • − accerta l'adeguatezza delle procedure amministrativo contabili e l'efficacia del sistema dei controlli sul processo di informativa finanziaria;
  • − presidia la corrispondenza alle risultanze contabili dell'informativa societaria resa al mercato; a tal fine ha facoltà di ottenere tempestivamente ogni informazione reputi necessaria per lo svolgimento dei propri compiti e coordina lo scambio informativo con la società incaricata della revisione legale dei conti.

Con specifico riguardo ai processi d'informativa finanziaria, Il Dirigente preposto:

  • − mantiene un sistema di rapporti e flussi informativi con le funzioni di Capogruppo e le Società del Gruppo finalizzato ad assicurare l'adeguatezza delle rappresentazioni patrimoniali, economiche, finanziarie e delle descrizioni dei principali rischi ed incertezze cui il Gruppo risulti esposto, monitorando l'affidabilità del processo di acquisizione di dati e informazioni rilevanti;
  • − presidia il sistema dei controlli interni sul processo di informativa finanziaria:
    • o esprimendo un parere di adeguatezza in via preventiva sugli interventi di modifica dell'assetto organizzativo in essere (nuova normativa interna) avente riflesso sull'adeguatezza delle procedure ai fini dell'informativa finanziaria;
    • o predisponendo programmi di verifica miranti ad accertare l'adeguatezza e l'effettiva applicazione nel periodo delle procedure amministrative e contabili, estesi anche alle società controllate regolate dalla legge di Stati non appartenenti all'Unione Europea secondo le disposizioni CONSOB (Regolamento Mercati, art. 15 cit.);
  • − acquisisce, in relazione ai riflessi sul processo d'informativa finanziaria e sull'affidabilità delle informazioni societarie, gli esiti delle attività svolte dalle Funzioni aziendali di controllo ed in particolare dal Chief Audit Officer a cui compete l'attività di assurance complessiva sul sistema dei controlli interni nei termini indicati nel "Regolamento sul sistema dei controlli interni integrato";
  • − acquisisce gli eventuali suggerimenti formulati dalla Società di revisione legale dei conti, a conclusione del processo di revisione del bilancio della Capogruppo e del bilancio consolidato, e i relativi riscontri in termini di interventi di miglioramento delle procedure che hanno influenza sui dati contabili, monitorandone l'effettiva implementazione ed efficacia;
  • − riferisce periodicamente, circa l'ambito e i risultati delle attività di assurance svolte, al Comitato rischi, al Comitato per il Controllo sulla Gestione e al Consiglio di Amministrazione;
  • − sottopone all'Organismo di Vigilanza di cui al D.Lgs n. 231/01 le risultanze del piano di verifica condotto in attuazione del presidio sul processo di informativa finanziaria, con specifica attenzione alla prevenzione degli illeciti penali e amministrativi descritti nel "Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D. Lgs 8 giugno 2001, n. 231.

Il Dirigente preposto contribuisce alle attività di vigilanza sulle condizioni d'indipendenza della Società di revisione legale dei conti secondo le modalità disciplinate dall'apposito Regolamento aziendale, in coerenza ai disposti di legge (D.Lgs. 39/2010 modificato dal D.Lgs. 135/2016 in recepimento della Direttiva 2014/56/UE e Regolamento Europeo 537/2014). Il citato Regolamento aziendale attribuisce al Dirigente preposto un ruolo di supervisione, presidio e monitoraggio degli incarichi di revisione contabile e degli altri servizi conferiti dalle strutture della Capogruppo e dalle società del Gruppo a società di revisione, alle loro reti e a soggetti alle stesse collegati, e il compito di informare regolarmente a tale riguardo il Comitato per il Controllo sulla Gestione.

Il Dirigente preposto assicura, inoltre, informative periodiche al Consiglio di Amministrazione in ordine alle responsabilità di legge e regolamentari attribuite a quest'Organo in materia di vigilanza sull'adeguatezza dei poteri e mezzi conferiti allo stesso Dirigente preposto e sul rispetto effettivo delle procedure amministrative e contabili. Tali informative sono preliminarmente discusse con il Comitato per il Controllo sulla Gestione e gli altri Comitati endoconsiliari, per i profili di rispettiva competenza.

Attestazioni di cui all'art. 154-bis TUF

In relazione alle funzioni di sorveglianza e di presidio attribuitegli, Il Dirigente preposto:

  • − sottoscrive, unitamente al Consigliere Delegato e CEO, le attestazioni sul bilancio di esercizio e su quello consolidato ai sensi dell'art. 154-bis TUF, comma 5, circa l'adeguatezza e l'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili, la conformità ai principi contabili internazionali, la corrispondenza dei documenti alle risultanze dei libri e delle scritture contabili, l'idoneità degli stessi a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, finanziaria ed economica nonché un'analisi attendibile dell'andamento, del risultato della gestione e dei principali rischi cui il Gruppo risulta esposto;
  • − attesta la corrispondenza degli atti e delle comunicazioni diffusi al mercato alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili, ai sensi dell'art. 154-bis TUF, comma 2.
  • Il presidio dell'informativa contabile e finanziaria esercitato dal Dirigente preposto è imperniato sull'esame:
  • − della completezza e della coerenza delle informazioni rese al mercato, attraverso uno strutturato sistema di flussi informativi proveniente dalle funzioni della Capogruppo e dalle società in merito agli eventi rilevanti per l'informativa contabile e finanziaria, in specie con riferimento ai principali rischi e incertezze cui esse risultano esposte;
  • − l'idoneità e l'effettiva applicazione delle procedure ossia processi organizzativi e applicativi informatici utilizzate ai fini della predisposizione dei documenti contabili societari e di ogni altra comunicazione di carattere finanziario rilevante ai sensi dell'154-bis del TUF.

Particolare attenzione viene posta nell'esaminare l'adeguatezza delle impostazioni di controllo contabile e del regolare svolgimento delle attività funzionali al processo d'informativa finanziaria; il focus degli accertamenti è rappresentato dalle fasi di lavoro che, nell'ambito dei diversi processi aziendali, comportano la registrazione, l'elaborazione, la valutazione e la rappresentazione dei dati e delle informazioni che alimentano il financial reporting e il relativo sistema dei controlli interni.

Con riguardo al presidio delle architetture e delle applicazioni informatiche strumentali alla gestione di tali informazioni, i processi elaborativi e gli interventi di sviluppo sui sistemi di sintesi assumono speciale rilievo.

Il modello organizzativo a presidio dell'adeguatezza delle procedure amministrative, contabili, d'informativa finanziaria e del relativo sistema dei controlli interni è disciplinato dal regolamento aziendale "Linee Guida di Governo Amministrativo Finanziario". In particolare il modello prevede il ricorso ad approcci di verifica differenziati tenuto conto da un lato della rischiosità potenziale dei processi rilevanti ai fini dell'informativa contabile e finanziaria e dall'altra della necessità di assicurare un'attività di controllo integrata e sinergica con quella svolta dalla Funzione Internal Auditing e dalle altre Funzioni aziendali di controllo.

A tale scopo la verifica delle procedure può avvalersi di analisi approfondite, condotte secondo metodologie specifiche funzionali alla verifica della correttezza dell'informativa contabile e finanziaria, svolte dalle strutture a supporto del Dirigente Preposto (approccio analitico) nonché, qualora presenti, delle evidenze rilevate dalle funzioni aziendali di controllo o da enti esterni quali Società di revisione, Autorità di vigilanza, ecc. (approccio sintetico).

Ai fini della valutazione dell'adeguatezza dei processi rilevanti per l'informativa finanziaria, il Dirigente Preposto si avvale pertanto delle risultanze delle attività di controllo svolte dalle strutture a diretto riporto, dalla Funzione Internal Auditing e dalle altre Funzioni aziendali di controllo. A tale scopo, nell'ambito del Comitato Coordinamento Controlli e Operational Risk previsto dal Sistema dei Controlli Interni Integrato, le Funzioni aziendali di controllo e il Dirigente preposto condividono i piani annuali di verifica e le relative risultanze. Le criticità derivanti da ispezioni condotte da enti esterni (Società di revisione, Autorità di vigilanza) sono inoltre raccolte e valutate, sotto il profilo del rischio d'informativa finanziaria.

Ad esito della predisposizione dei documenti contabili societari secondo le regole ed i criteri declinati nella Parte A della Nota Integrativa e delle attività di vigilanza esercitate sui processi d'informativa finanziaria secondo le impostazioni testé descritte, il Consigliere Delegato e CEO e il Dirigente preposto sottoscrivono le attestazioni previste dall'art. 154-bis TUF, comma 5.

Tali attestazioni sono incluse nel fascicolo dei bilanci d'esercizio e consolidato e rese al pubblico secondo il modello stabilito con regolamento Consob.

Relazione ex art 15 Reg. Mercati Consob n. 20249/2017 e successive modifiche e integrazioni

La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa in tema di tutela del risparmio e disciplina dei mercati finanziari, ha fissato alcune condizioni per la quotazione delle società controllanti costituite e regolate dalla legge di Stati non appartenenti all'Unione Europea (art. 15 del Regolamento Mercati cit.). Intesa Sanpaolo ha provveduto di conseguenza, con un piano di azioni finalizzate ad assicurare l'esistenza delle condizioni richieste per le società controllate che rivestono significativa rilevanza, individuate in osservanza dei criteri stabiliti dal citato art. 15:

  • − assicurando la messa a disposizione del pubblico delle situazioni contabili delle società controllate predisposte ai fini della redazione del bilancio consolidato;
  • − acquisendo dalle controllate lo statuto e la composizione e i poteri degli organi sociali;
  • − accertando che le società controllate: (i) forniscano al revisore della società controllante le informazioni a questo necessarie per condurre l'attività di controllo dei conti annuali e infra-annuali della stessa società controllante, (ii) dispongano di un sistema amministrativo–contabile idoneo a far pervenire regolarmente alla direzione e al revisore della società controllante i dati economici, patrimoniali e finanziari necessari per la redazione del bilancio consolidato.

Ad esito delle attività svolte e degli accertamenti condotti, si conferma il rispetto delle condizioni ex art 15 Reg. Mercati Consob n. 20249/2017 (e successive modifiche e integrazioni).

Il Comitato per il Controllo sulla Gestione ed il Consiglio di Amministrazione sono stati informati, in ordine al rispetto di tali previsioni normative riferite alle società costituite e regolate dalla legge di Stati non appartenenti all'Unione Europea, nell'ambito della citata "Relazione sul sistema dei controlli interni rilevanti per l'informativa finanziaria" predisposta al fine di illustrare il complesso delle attività di governo e controllo condotte in attuazione delle diverse disposizioni di legge e regolamenti di Gruppo in materia di presidio dell'informativa finanziaria, organicamente coordinate dal Dirigente preposto.

ll perimetro dei rischi

Il perimetro dei rischi individuati, presidiati e integrati nel capitale economico, si articola come segue:

  • rischio di credito e di controparte. All'interno di tale categoria vengono anche ricondotti il rischio di concentrazione, il
  • rischio paese ed i rischi residui, rispettivamente da cartolarizzazioni e da incertezza sui tassi di recupero creditizio;
  • rischio di mercato (trading book), comprendente il rischio di posizione, di regolamento e di concentrazione sul portafoglio di negoziazione;
  • rischio finanziario del banking book, rappresentato principalmente da tasso di interesse e tasso di cambio;
  • rischi operativi;
  • rischio assicurativo;
  • rischio strategico;
  • rischio sugli immobili di proprietà detenuti a qualunque titolo;
  • rischio su partecipazioni non integralmente consolidate;
  • rischio relativo ai fondi pensione a benefici definiti;
  • rischio modello.

La copertura dei rischi, a seconda della loro natura, frequenza e dimensione potenziale d'impatto, è affidata ad una costante combinazione tra azioni ed interventi di attenuazione/immunizzazione, procedure/processi di controllo e protezione patrimoniale anche tramite stress test.

Particolare attenzione viene posta alla gestione della posizione di liquidità sia di breve termine che strutturale, assicurando – con specifiche "policy e procedures" – il pieno rispetto dei limiti stabiliti a livello di Gruppo e di sottoperimetri operativi coerenti con la normativa internazionale ed il Risk Appetite approvato a livello di Gruppo.

Il Gruppo, inoltre, riconosce grande rilevanza al presidio del rischio di reputazione, la cui gestione è perseguita non solo tramite strutture organizzative con specifici compiti di promozione e protezione dell'immagine aziendale, ma anche attraverso processi dedicati di identificazione e valutazione del rischio reputazionale e la realizzazione di specifici flussi di reporting. Inoltre, a partire dal 2018, è stato introdotto uno specifico add-on sul capitale economico nell'ambito del rischio operativo, definito in funzione delle perdite operative, con l'obiettivo di rafforzare la protezione a fronte di possibili ricadute reputazionali. Infine, una particolare attenzione è dedicata al presidio dei rischi sociali, ambientali e di governance (rischi ESG) associati alle attività delle imprese clienti e delle attività economiche in cui il Gruppo è coinvolto.

Nel corso degli anni il Gruppo ha sviluppato e implementato i necessari miglioramenti strutturali ed operativi di una reportistica integrata dei rischi il più possibile completa, precisa e su base periodica, col fine di supportare il senior management.

I processi di monitoraggio dei rischi sono stati interessati da un progressivo rafforzamento dei presidi di Data & Reporting Governance, anche in ottemperanza alla normativa di riferimento ('Principi per un'efficace aggregazione e reportistica dei dati di rischio – BCBS239'). L'Area di Governo Risk Chief Officer ha previsto interventi su specifici ambiti, tra cui l'adozione di tassonomie condivise e di prassi uniformi per la descrizione del ciclo di vita del dato all'interno dei principali processi di monitoraggio dei rischi; nel corso del 2020 è stato altresì avviato, nel rispetto delle specificità dell'Area, un percorso di convergenza verso il framework target di Gruppo disegnato e normato dalla Direzione Data Office. Più in generale il rafforzamento dei presidi di Data & Reporting Governance ha interessato gli elementi di seguito schematizzati.

Il Gruppo ha altresì rafforzato l'attenzione sul presidio della qualità del dato, definendo processi, ruoli e responsabilità, tassonomie di riferimento (dimensioni della qualità) e individuando la relativa strumentazione a supporto.

Nel perimetro delle attività di Data & Reporting Governance sono inclusi: rischio di credito, rischio di mercato e controparte, rischio tasso di banking book, rischio di liquidità, rischi operativi, nonché il processo dell'integrazione rischi.

Le misurazioni relative alle singole tipologie di rischio del Gruppo sono integrate in una grandezza di sintesi, rappresentata dal capitale economico, che consiste nella massima perdita "inattesa" in cui il Gruppo può incorrere in un orizzonte di un anno. Esso rappresenta una metrica chiave per definire l'assetto finanziario e la tolleranza del Gruppo al rischio e per orientare l'operatività, assicurando l'equilibrio tra i rischi assunti e il ritorno per gli azionisti. Esso viene stimato, oltre che sulla base della situazione attuale, anche a livello prospettico, in funzione delle ipotesi di budget e dello scenario economico previsto. La valutazione del capitale è inclusa nel reporting aziendale ed è sottoposta trimestralmente al Comitato di Direzione, al Comitato Rischi e al Consiglio di Amministrazione, nell'ambito del Tableau de Bord dei rischi di Gruppo.

Oltre al governo dei rischi sopra descritti, Intesa Sanpaolo presta molta attenzione all'identificazione e al presidio di specifici ambiti di rischio emergenti, che potrebbero compromettere, nel medio periodo, il raggiungimento degli obiettivi strategici del Gruppo o influenzare in modo sensibile l'evoluzione della situazione economica e patrimoniale.

Per le finalità sopra descritte, il Gruppo Intesa Sanpaolo utilizza un vasto insieme di tecniche e strumenti per la misurazione e la gestione dei rischi, diffusamente descritto in questa Parte E della Nota Integrativa al Bilancio Consolidato, con riferimento alle tipologie di rischio di seguito indicate e secondo le modalità previste dalla informativa qualitativa di cui alla Circolare 262 di Banca d'Italia.

La tabella seguente riporta la mappatura della disclosure sui rischi con riferimento al Bilancio e al Pillar 3.

BILANCIO PILLAR 3
Sezione/Capitolo Paragrafo Sezione
RISCHI DEL GRUPPO BANCARIO PARTE E - SEZIONE 2
- Rischio di credito Capitolo 1.1 Sezioni 6-7-8-9-10
- Operazioni di cartolarizzazione Capitolo 1.1 Paragrafo C Sezione 12
- Rischio di mercato Capitolo 1.2 Sezione 13
- Portafoglio di negoziazione di vigilanza Paragrafo 1.2.1
- Portafoglio bancario Paragrafo 1.2.2
- Rischio di controparte Capitolo 1.3 Sezione 11
- Derivati Finanziari Paragrafo 1.3.1
- Derivati Creditizi Paragrafo 1.3.1
- Coperture contabili Paragrafo 1.3.2
- Rischio di Liquidità Capitolo 1.4 Sezione 5
- Rischi Operativi Capitolo 1.5 Sezione 14
RISCHI DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE PARTE E - SEZIONE 3
- Rischi assicurativi Capitolo 3.1
- Rischi finanziari Capitolo 3.2
RISCHI DELLE ALTRE IMPRESE PARTE E - SEZIONE 4

Alcune informazioni previste nella presente parte si basano su dati gestionali interni e possono non coincidere con quelle riportate nelle parti B e C della Nota Integrativa.

Il Gruppo, oltre al rischio di credito, di mercato di trading book, finanziario di banking book, di liquidità, operativo e delle imprese di assicurazione, ampiamente trattati nei paragrafi successivi, ha individuato e presidia i seguenti altri rischi.

Rischio Strategico

Il Gruppo Intesa Sanpaolo definisce il rischio strategico, attuale o prospettico, come il rischio legato ad una potenziale flessione degli utili o del capitale derivante da cambiamenti del contesto operativo o da decisioni aziendali errate, attuazione inadeguata di decisioni, scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo.

Il rischio strategico è fronteggiato innanzitutto da policy e procedure che prevedono che le decisioni più rilevanti siano riportate al Consiglio di Amministrazione supportate dalla valutazione attuale e prospettica dei rischi e dell'adeguatezza patrimoniale. Il forte accentramento delle decisioni strategiche, con il coinvolgimento dei massimi Organi di governo aziendale ed il supporto delle diverse Funzioni aziendali, assicura la mitigazione del rischio strategico.

Analizzando la definizione di rischio strategico si può osservare come questo sia riferito a due distinte componenti fondamentali:

  • − la componente legata agli eventuali impatti discendenti da errate decisioni aziendali e scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo: è la componente che non richiede capitale per essere fronteggiata, ma rientra nei rischi mitigati dalle modalità con cui vengono prese le decisioni strategiche e dal loro accentramento nei vertici aziendali, dove tutte le decisioni di rilievo sono sempre assistite da attività di identificazione e misurazione ad hoc dei rischi impliciti nell'iniziativa;
  • − una seconda componente è riferibile più direttamente al rischio di business, ovvero legata al rischio di potenziale flessione degli utili, derivante da inadeguata attuazione di decisioni e da cambiamenti del contesto operativo e da variazioni nel costo del finanziamento. Tale componente, oltre che dai sistemi di regolazione della gestione aziendale, viene fronteggiata con apposito capitale interno, valutato in base ad un approccio simulativo alla volatilità del margine che esprime il rischio derivante dal business mix del Gruppo e delle sue Business Unit.

Il rischio strategico, inoltre, è valutato anche nell'ambito delle prove di stress a valere su un modello a più fattori che descrive le relazioni tra variazioni dello scenario economico e il business mix risultante dalle ipotesi di pianificazione, con analisi mirate alla valutazione degli impatti sia sulla componente margine di interesse sia sui margini derivanti dall'andamento delle commissioni nette.

Rischio di reputazione

Il Gruppo Intesa Sanpaolo riconosce grande rilevanza al rischio di reputazione, ossia al rischio attuale e prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da una percezione negativa dell'immagine della Banca da parte di clienti, controparti, azionisti, investitori o Autorità di Vigilanza.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo persegue la gestione attiva della propria immagine presso tutti gli stakeholder, attraverso il coinvolgimento di tutte le Unità Organizzative e ricercando una crescita robusta e sostenibile, in grado di creare valore per tutti i portatori di interesse. Inoltre, il Gruppo si propone di minimizzare i possibili effetti negativi sulla propria reputazione attraverso la governance rigorosa e dettagliata, la gestione proattiva dei rischi e l'indirizzo e il controllo delle attività. La gestione complessiva dei rischi reputazionali viene anzitutto perseguita:

– attraverso il rispetto degli standard etici e comportamentali e delle policy di autoregolamentazione. Il Codice Etico adottato dal Gruppo contiene i valori di riferimento sui quali Intesa Sanpaolo intende impegnarsi e declina i principi di condotta volontari nelle relazioni con tutti gli stakeholder (clienti, dipendenti, fornitori, azionisti, ambiente e più in generale la collettività), con obiettivi anche più ampi rispetto a quelli richiesti dalle vigenti normative. Il Gruppo ha inoltre emanato policy di comportamento volontarie (policy sui diritti umani, policy ambientale e policy sul settore armamenti) e aderito a

principi internazionali (UN Global Compact, UNEP FI, Equator Principles) volti a perseguire il rispetto dell'ambiente e dei diritti umani;

  • in modo sistematico e autonomo dalle strutture aziendali con compiti specifici di presidio della reputazione le quali, ciascuna per i propri ambiti di competenza, intrattengono la relazione con gli stakeholder di riferimento;
  • in modo trasversale alle funzioni aziendali, tramite i processi di Reputational Risk Management governati dall'Area di Governo Chief Risk Officer;
  • mediante un sistema integrato di presidio dei rischi primari volto al contenimento dell'esposizione agli stessi e al rispetto dei limiti di riferimento contenuti nel Risk Appetite Framework.

Il Gruppo inoltre persegue il continuo rafforzamento della governance del rischio reputazionale anche attraverso un sistema integrato di presidio dei rischi di conformità, nella convinzione che il rispetto delle norme e la correttezza negli affari costituiscano elementi fondamentali nello svolgimento dell'attività bancaria, che per sua natura è fondata sulla fiducia.

A tutela degli interessi della clientela e della reputazione del Gruppo, particolare attenzione è poi dedicata alla definizione e gestione della propensione al rischio della clientela stessa, perseguita attraverso l'individuazione delle caratteristiche soggettive e oggettive del cliente; le valutazioni di adeguatezza in sede di strutturazione del prodotto e prestazione del servizio di consulenza sono assistite da elementi oggettivi, che considerano la reale natura dei rischi che il cliente sopporta all'atto della sottoscrizione di operazioni in derivati oppure dell'effettuazione di investimenti finanziari.

La commercializzazione dei prodotti finanziari, più in particolare, è anche disciplinata da specifiche valutazioni preventive dei rischi sia dal punto di vista della banca (insieme dei rischi con diretto impatto proprietario, siano essi di credito, finanziari e operativi) sia dal punto di vista del cliente (rischio del portafoglio, complessità e frequenza delle operazioni, concentrazione su emittenti o su divisa estera, coerenza con gli obiettivi ed i profili di tolleranza al rischio, conoscenza e consapevolezza dei prodotti e dei servizi proposti).

I citati processi di Reputational Risk Management (RRM) sono coordinati dall'Area di Governo Chief Risk Officer e coinvolgono a diverso titolo funzioni di controllo, specialistiche e di business. Tali processi includono:

  • il Reputational Risk Assessment, che si propone di identificare gli scenari di rischio reputazionale più rilevanti a cui il Gruppo Intesa Sanpaolo è esposto. Tale processo si svolge con cadenza annuale ed è volto a raccogliere l'opinione del Top Management in merito al potenziale impatto di tali scenari sull'immagine del Gruppo, al fine di individuare adeguate strategie di comunicazione e specifiche azioni di mitigazione, se necessarie;
  • l'ESG & Reputational Risk Clearing, cui è affidato l'obiettivo di individuare e valutare ex ante i potenziali rischi reputazionali connessi alle operazioni di business più significative, ai principali progetti di Capital Budget e alla selezione dei fornitori/partner del Gruppo;
  • il Reputational Risk Monitoring, volto a monitorare l'evoluzione del posizionamento reputazionale di Intesa Sanpaolo (nel web, ad esempio) anche attraverso il contributo di analisi esterne.

Rischi ESG (Environmental, Social and Governance)

Il rischio ESG è determinato dai potenziali impatti negativi di una società o di un'attività, sull'ambiente, sulle persone e sulle comunità e comprende inoltre i rischi connessi alla condotta aziendale (corporate governance). Il rischio ESG può pertanto avere ripercussioni sulla redditività, sul profilo reputazionale, sulla qualità del credito e può comportare conseguenze legali.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, consapevole dell'influenza che un gruppo bancario può avere in termini di sostenibilità sia nel breve sia nel lungo periodo, rivolge particolare attenzione ai rischi ambientali, sociali e di governance associati alle attività delle imprese clienti e inerenti i settori considerati sensibili, caratterizzati cioè da un profilo di rischio ESG di rilievo. Il modello di governo dei rischi ESG di Intesa Sanpaolo prevede:

  • un quadro normativo di riferimento, che discende dai valori e dai principi generali del Gruppo, delineati in particolare dal "Codice Etico" e dai "Principi in materia di Diritti Umani", e che definisce per i settori di business considerati come più sensibili ai rischi ESG, i criteri generali di limitazione ed esclusione all'operatività creditizia. Sono inoltre previste delle policy di autoregolamentazione che introducono dei criteri specifici per l'operatività in alcuni settori sensibili ("Regole per l'operatività creditizia nel settore del carbone" e "Regole in materia di operatività nel settore armamenti");
  • un processo di valutazione dei rischi ESG connessi all'operatività del Gruppo, in particolare con riferimento al finanziamento dei clienti Corporate, declinato nell'ambito dei processi decisionali di riferimento. In quest'ambito particolare attenzione è riservata ai finanziamenti sottoposti ad Equator Principles, associazione a cui il Gruppo aderisce dal 2007 e alle operazioni classificate come Operazioni di Maggior Rilievo.

Nell'ambito dei rischi ESG, particolare rilievo assume il climate change risk, rispetto al quale, in coerenza con gli sviluppi regolamentari, sono in corso attività progettuali volte ad una sua integrazione nel framework complessivo di risk management. A tal fine, una particolare attenzione è stata dedicata nel corso del 2020, alla conduzione di alcuni esercizi di analisi di scenario all'interno di iniziative di respiro internazionale (per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo, della presente sezione, dedicato ai Rischi Emergenti).

Rischio sugli immobili di proprietà

Il rischio sugli immobili di proprietà viene definito come il rischio legato alla possibilità di subire perdite economiche in base ad una variazione sfavorevole del valore degli stessi ed è quindi ricompreso nella categoria dei rischi finanziari di Banking Book. La gestione degli immobili è fortemente accentrata e costituisce investimento prevalentemente strumentale alle attività aziendali. Al fine di rappresentare la rischiosità del portafoglio immobiliare di proprietà, viene calcolato un capitale economico basandosi sulla volatilità storicamente osservata degli indici di prezzi immobiliari principalmente italiani, tipologia di esposizione prevalente nel portafoglio immobiliare del Gruppo, con granularità di indicazione geografica e di destinazione d'uso appropriata al portafoglio immobiliare alla data di riferimento.

Rischio su partecipazioni non integralmente consolidate

Il rischio sul portafoglio partecipativo è legato alla possibilità di subire perdite economiche dovute alla variazione sfavorevole dei valori degli investimenti non integralmente consolidati.

Il perimetro considerato comprende gli strumenti di capitale detenuti in società finanziarie e non finanziarie; sono inclusi gli strumenti di partecipazione finanziaria, gli impegni per l'acquisto e derivati aventi come sottostanti strumenti di capitale e i fondi azionari.

Il modello utilizzato per la stima del Capitale Economico è basato su un approccio PD/LGD, analogo al modello di portafoglio del rischio di credito, a valere sul portafoglio partecipativo stand-alone. La LGD di riferimento è quella regolamentare, mentre gli altri parametri del modello sono i medesimi utilizzati nel modello di portafoglio del rischio di credito.

Rischio relativo ai fondi pensione a benefici definiti

Il rischio relativo ai fondi pensione a benefici definiti viene ricondotto alla possibilità di dover incrementare la riserva che Intesa Sanpaolo Capogruppo mantiene a garanzia delle prestazioni dei detti fondi pensione, in base ad una variazione sfavorevole nel valore delle attività e/o passività delle Casse di Previdenza coinvolte. Tale rischio viene compiutamente considerato nell'ambito della valutazione dell'adeguatezza patrimoniale, misurato e controllato sia dal punto di vista del capitale economico, con un modello econometrico a valere sulle principali variabili macroeconomiche, anche negli scenari prospettici di base e di stress.

Rischio modello

Il rischio modello è definito come la perdita potenziale che un ente potrebbe subire a seguito di decisioni principalmente basate sui risultati di modelli interni, a causa di errori nello sviluppo, nell'attuazione o nell'utilizzo degli stessi. In continuità con gli anni precedenti, nell'ambito del Resoconto ICAAP 2020, la Direzione Centrale Convalida Interna e Controlli ha aggiornato la valutazione del rischio modello (sinteticamente espressa attraverso uno score) delle metodologie a supporto della misurazione dei rischi di Primo e Secondo Pilastro che concorrono anche al calcolo del Capitale Economico ed ha fornito alla Direzione Centrale Enterprise Risk Management i parametri funzionali alla quantificazione del buffer di capitale economico a fronte del rischio di modello.

Rischi emergenti

Il rafforzamento del complessivo sistema di governo dei rischi passa anche attraverso l'identificazione, la comprensione e il presidio dei cosiddetti rischi emergenti ossia quei rischi caratterizzati da componenti poco conosciute o in rapida evoluzione, potenzialmente rilevanti nel medio termine rispetto alla posizione finanziaria e al modello di business del Gruppo, ancorché le loro ricadute non siano facilmente valutabili e non siano ancora compiutamente integrabili nei framework di gestione dei rischi più consolidati.

L'individuazione di tali fattispecie deriva in prima battuta dall'analisi costante del contesto esterno e delle principali evidenze raccolte dalla funzione di risk management nell'ambito dei processi caratteristici di identificazione e valutazione, ma passa anche per il confronto con i propri peer e con le best practice di mercato, oltre che con le altre funzioni di controllo/di business della Banca.

In quest'ottica, Intesa Sanpaolo attribuisce una particolare rilevanza ai rischi connessi al percorso di evoluzione digitale, alle terze parti, ai cambiamenti climatici e alle tensioni geopolitiche e geoeconomiche:

– La pandemia da COVID-19 ha rappresentato un eccezionale acceleratore nel processo di digitalizzazione, determinando un incremento notevole dell'utilizzo dei servizi via internet banking e via APP. Il percorso intrapreso proseguirà nel medio lungo periodo, con logiche volte a un consolidamento della operational resilience degli istituti finanziari attraverso un percorso coordinato tra investimenti in digitalizzazione e spesa per consolidare la sicurezza e l'affidabilità dell'infrastruttura tecnologica.

In questo contesto sono aumentate anche le attività di Cyber crime a danno dei clienti, sempre più spesso vittime di attività fraudolente con responsabilità esterne alla banca (es. campagne phishing, utilizzo illecito dei numeri di telefono e degli sms della banca, diffusione di malware, etc.), finalizzate all'appropriazione di valori.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo mira a contenere questo fenomeno attraverso: costanti campagne di sensibilizzazione della clientela contro le frodi Cyber; un'attività di advocacy su Autorità (AGCOM, ABF, Bankit) ed operatori Telco per contrastare le nuove tecniche (es. Swap SIM, Spoofing, Swap ALIAS) usate dai frodatori per aumentare l'efficacia delle frodi; un rafforzamento della collaborazione con istituzioni, associazioni di categoria e diversi nuclei delle Forze dell'Ordine e un continuo aggiornamento delle regole e dei sistemi antifrode per contrastare le nuove tecniche.

  • Il COVID-19 ha anche impegnato il Gruppo Intesa Sanpaolo a garantire la continuità del proprio business e salvaguardare la salute dei propri dipendenti attraverso evoluzioni rilevanti dei propri processi. In tal senso, il Gruppo sarà chiamato a rinnovare le proprie priorità di medio-lungo periodo per adeguarle al contesto "new normal": è pertanto ragionevole ritenere che anche da questo percorso emergeranno ulteriori aree di rischio, correlate alla ulteriore variazione delle modalità di lavoro (es. smart working e web collaboration, adeguamento degli spazi fisici), al lancio di nuovi prodotti e servizi e alla definizione di un rapporto di collaborazione e/o concorrenza con i nuovi player di mercato (es. FinTech). Parimenti, outsourcer e fornitori potranno a loro volta essere esposti a tali rischi, con potenziali ripercussioni anche sulle banche servite. Nel medio-lungo termine dovranno anche essere asseverati gli eventuali rischi di concentrazione derivanti dal ricorso a player best-of-breed (es. cloud service provider) per i servizi necessari al perseguimento degli obiettivi di digitalizzazione.
  • Il Gruppo Intesa Sanpaolo è consapevole di avere sull'ambiente un impatto diretto (dovuto ad esempio al proprio consumo di risorse) e indiretto (attraverso la propria attività di business) ed è da tempo attento al climate change risk, ovvero a tutti quei rischi collegati ai cambiamenti climatici causati dall'accumulo dei gas serra nell'atmosfera. Ad esempio, a seguito della firma dell'accordo di Parigi, è verosimile ritenere che la riduzione dei gas serra (GHG) possa avere significative implicazioni finanziarie per alcuni settori (es. riduzione/abbandono combustibili fossili) e di conseguenza sulle aziende appartenenti a tali settori, con cui intrattiene relazioni di business.

Il Gruppo intende quindi presidiare attivamente gli effetti del cambiamento climatico e ha deciso, sin dal 2018, di supportare le raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD), impegnandosi alla diffusione di una rendicontazione trasparente in materia di rischi e opportunità legati a tale cambiamento; nel 2019 Intesa Sanpaolo ha introdotto uno statement qualitativo nel RAF inerente il climate change risk, impegnandosi a svilupparne l'integrazione nel framework di risk management esistente. Sempre nel 2019 Intesa Sanpaolo ha avviato la partecipazione al gruppo di lavoro internazionale "TCFD Pilot Banking Group Phase II", coordinato da UNEP FI, con l'obiettivo di sviluppare e testare metodologie condivise per la valutazione del rischio connesso al cambiamento climatico per i portafogli bancari. L'esercizio, completato nel corso del 2020, ha considerato sia il rischio di transizione, inteso come il rischio finanziario che potrebbe derivare dal processo di aggiustamento verso un'economia a basse emissioni di carbonio, sia il rischio fisico connesso agli impatti ambientali del cambiamento climatico (es. innalzamento del livello del mare a seguito dell'aumento della temperatura media oppure eventi climatici estremi come alluvioni e siccità). Il programma ha coinvolto circa quaranta banche in cinque continenti che stanno lavorando per attuare le raccomandazioni della Task Force per la rendicontazione finanziaria legata al clima (TCFD). L'esercizio di analisi di scenario sviluppato ha interessato una porzione del portafoglio creditizio Corporate con riferimento ai settori Oil & Gas e Power & Utilities ed è stato sviluppato secondo una logica top-down con integrazione di elementi bottom–up definiti a livello di singolo borrower; gli esiti di tale esercizio hanno contribuito alla stesura del documento pubblicato da UNEP FI "From Disclosure to Action" e "Charting a New Climate".

Inoltre, nel 2020 è stato condotto un primo esercizio di applicazione della EU Green Taxonomy, nell'ambito del pilota condotto da EBA (EBA pilot sensitivity exercise on climate risk) e riferito al portafoglio creditizio che comprende le controparti corporate domiciliate sul territorio UE. L'esercizio ha visto la partecipazione, su base volontaria, di 29 Banche e ha permesso ad EBA di effettuare anche una prima analisi di sensitivity al climate change risk (transition risk). Le competenze acquisite nell'ambito di queste esperienze hanno consentito di porre le basi per lo sviluppo di un approccio metodologico strutturato all'analisi di scenario, da applicare al perimetro di Gruppo. Con riferimento ai rischi ambientali diretti per Intesa Sanpaolo, ed in particolare al rischio idrogeologico (alluvioni e frane) legato anche al climate change e al potenziale accadimento di scenari di crisi in Italia che possono avere ripercussioni sugli immobili di Intesa Sanpaolo, è prevista l'attivazione di una serie di strutture. Al fine di garantire la continuità operativa nelle aree maggiormente colpite dal maltempo, vengono attivati i referenti per le crisi delle strutture territoriali e centrali per la segnalazione tempestiva di criticità, con particolare riferimento a ritardi nel trasporto valori e corrispondenza, difficoltà del personale nel raggiungere il posto di lavoro, difficoltà per l'operatività e per l'impiantistica delle filiali. Contestualmente, già alla prima allerta meteo, si attiva la struttura di Gestione Eventi Critici (GEC) e nel caso di gravissimi eventi calamitosi viene attivato anche il NOGE (Nucleo Operativo Gestione Emergenze del Business Continuity Management Department) che, monitorata la situazione, valuta la chiusura temporanea degli stabili e attiva eventuali altri interventi.

– Le prospettive sulla crescita economica globale evidenziano significative vulnerabilità e rischi di "downside", principalmente legati all'incertezza sulla ripresa del commercio e della manifattura globale e alle ancora elevate tensioni geopolitiche. Inoltre, la diffusione della malattia "COVID-19", con le sue implicazioni per la salute pubblica, l'attività economica e il commercio, è un elemento suscettibile di influire al ribasso in modo significativo sulla crescita globale.

Assorbimento del Capitale Economico per tipologia di rischio e per Business Unit

Di seguito viene riportata l'articolazione del Capitale Economico di Gruppo per tipologia di rischio e per Business Unit.

L'assorbimento del Capitale Economico per Business Unit riflette la distribuzione delle diverse attività del Gruppo e le specializzazioni delle aree d'affari.

La parte preponderante dei rischi si concentra nella Business Unit "IMI Corporate & Investment Banking" (30,8% del Capitale Economico totale): ciò è dovuto sia alla tipologia di clientela servita (Corporate e Financial Institutions) sia all'attività di Capital Market. A questa Business Unit, infatti, sono attribuiti una significativa quota dei rischi creditizi e dei rischi di trading book. La Business Unit "Banca dei Territori" (15,8% del Capitale Economico totale), rappresenta una fonte di assorbimento rilevante di Capitale Interno coerentemente con la sua connotazione di core business del Gruppo a servizio della clientela Retail, Private e Small/Middle Corporate. Ad essa viene allocata una parte consistente del rischio creditizio e dei rischi operativi.Alla Business Unit "Insurance" (12,0% del Capitale Economico totale) viene allocata la maggior parte dei rischi assicurativi.Alla Business Unit "International Subsidiary Banks" è attribuito il 8,6% dei rischi complessivi, principalmente rischio di credito.Al "Centro di Governo" sono attribuiti, oltre ai rischi di credito, i rischi tipici di Corporate Center, in particolare quelli derivanti dalle partecipazioni, i rischi inerenti le esposizioni in default, il rischio tasso e di cambio di Banking Book, i rischi derivanti dalla gestione del portafoglio FVTOCI della Capogruppo (20,2% del Capitale Economico complessivo).

L'assorbimento del Capitale Economico delle Business Unit "Private Banking" ed "Asset Management" risulta marginale (rispettivamente 1,9% e 0,5%), per la natura di business prevalentemente orientata ad una operatività di asset management. Il restante assorbimento di capitale (10,2%) è da ricondursi al Gruppo UBI.

La normativa Basilea 3

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, relativamente al recepimento delle riforme degli accordi del Comitato di Basilea ("Basilea 3"), ha intrapreso adeguate iniziative progettuali, ampliando gli obiettivi del Progetto Basilea 2, al fine di migliorare i sistemi di misurazione e i connessi sistemi di gestione dei rischi.

Con riferimento all'acquisizione del Gruppo UBI e agli impatti in ambito di gestione dei rischi e ai modelli interni di Pillar 1 per i rischi di credito, mercato, controparte e operativi, il Gruppo ha intrapreso le opportune attività di analisi e di intervento, e, nell'ottica della integrazione dell'ex-Gruppo UBI in Intesa Sanpaolo, nel corso del mese di settembre 2020 ha inviato, alle competenti Autorità di Vigilanza, il piano strategico "return to compliance plan" finalizzato al ripristino della compliance regolamentare tramite l'estensione dei modelli interni della Capogruppo ai portafogli di UBI Banca e, laddove opportuno, delle sue controllate. In tale contesto è stato altresì richiesto l'utilizzo temporaneo dei modelli interni per il rischio di credito e operativo (Pillar 1) dell'ex-Gruppo UBI Banca ai fini delle segnalazioni di vigilanza a livello consolidato sino alla piena integrazione.

Per quanto riguarda i rischi creditizi, non si segnalano nuove autorizzazioni relative ai modelli interni rispetto alla situazione al 31 dicembre 2019.

L'aggiornamento periodico e il relativo allineamento all'evoluzione della normativa dei sistemi IRB nonché la loro estensione alle controllate estere (secondo il piano di roll-out di Gruppo) procedono in accordo con la Regulatory Roadmap condivisa con i Supervisori.

Con riferimento allo stato di avanzamento del piano di estensione dei modelli interni per il rischio di credito (piano di roll-out), la quota di esposizioni autorizzate al sistema IRB è pari all'86,6% del portafoglio crediti; le autorizzazioni in itinere, riguardanti l'estensione dei modelli interni al portafoglio SME Retail della ex-Banca Apulia e la validazione dei modelli interni per le operazioni di Leasing e Factoring del portafoglio SME Retail, rappresentano lo 0,3% del portafoglio, mentre le istanze da avanzare per i rimanenti portafogli di banche italiane ed estere del Gruppo rappresentano il 5,4% del portafoglio. Per la componente residuale, pari al 7,7%, è stato comunicato l'utilizzo permanente del metodo Standardizzato agli organi di Vigilanza.

Per quanto riguarda il rischio di controparte, il Gruppo bancario ha migliorato la misurazione ed il monitoraggio del rischio, affinando gli strumenti richiesti nell'ambito della normativa di "Basilea 3".

Ai fini segnaletici Capogruppo è autorizzata alla segnalazione del requisito a fronte di rischio di controparte sia per derivati che SFT (Securities Financing Transactions, ossia repo, pronti contro termine e security lending) tramite la metodologia dei modelli interni. Tale autorizzazione è stata ottenuta per i derivati a partire dal primo trimestre del 2014, per gli SFT a partire dalla segnalazione del 31 dicembre 2016.

Ai fini gestionali le metodologie avanzate di misurazione del rischio sono implementate per i derivati OTC di Capogruppo a partire dal 2010 e successivamente estese nel corso del 2015 alle Securities Financing Transactions.

Per quanto attiene ai rischi operativi, si evidenzia che il Gruppo ha ottenuto l'autorizzazione all'utilizzo del Metodo Avanzato AMA (modello interno) per la determinazione del relativo requisito patrimoniale a partire dalla segnalazione al 31 dicembre 2009.

Il resoconto annuale del processo di controllo prudenziale ai fini di adeguatezza patrimoniale (ICAAP), basato sull'utilizzo esteso delle metodologie interne di misurazione dei rischi, di determinazione del capitale interno e del capitale complessivo disponibile, è stato approvato e inviato alla BCE nel mese di aprile 2020.

Nell'ambito dell'adozione di "Basilea 3", il Gruppo pubblica le informazioni riguardanti l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti alla loro identificazione, misurazione e gestione nel documento denominato Terzo Pilastro di Basilea 3 o "Pillar 3".

Il documento viene pubblicato sul sito Internet (www.group.intesasanpaolo.com) con cadenza trimestrale.

Altri Fattori di Rischio

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, oltre ai sopracitati rischi, valuta con attenzione i fattori di rischio di seguito esposti.

Brexit

Il 31 gennaio 2020 il Regno Unito (UK) è ufficialmente uscito dall'Unione europea (UE) sulla base dell'accordo di recesso, il c.d. Withdrawal Agreement, raggiunto tra UK ed UE ad ottobre 2019 e ratificato da entrambe le parti a inizio 2020. Dal 1° febbraio 2020 è iniziato un periodo di transizione di 11 mesi che è terminato il 31 dicembre 2020 e durante il quale UE e UK hanno negoziato i termini delle proprie relazioni future. Dopo vari round negoziali tenutisi nel corso dell'anno, il 24 dicembre 2020, la Commissione europea e il Governo britannico hanno raggiunto un Accordo sugli scambi e la cooperazione tra l'UE e il Regno Unito (Accordo), che è stato provvisoriamente applicato al termine del periodo transitorio in attesa del completamento dell'iter previsto per la relativa entrata in vigore. L'Accordo disciplina solo marginalmente la materia dei servizi finanziari, lasciando quindi principalmente alle parti interessate l'onere di adottare delle misure di mitigazione.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo – presente in UK con le Divisioni IMI Corporate & Investment Banking, Asset Management e Private Banking – tramite un progetto interfunzionale dedicato si era da tempo preparato, in ottica prudenziale, prima ad un recesso del Regno Unito dall'UE senza accordo di recesso (c.d. Hard Brexit), e successivamente anche all'eventualità in cui, al 31 dicembre 2020, sebbene UK e UE avessero raggiunto un accordo sulle relazioni future, in tale accordo non fosse trattata la materia dei servizi finanziari.

A tal riguardo, il Progetto ha implementato una "Brexit Strategy" per garantire il presidio dei rischi derivanti dalla Brexit e la continuità operativa e di business attraverso la definizione di piani di contingency, anche nel worst case di un no-deal. In particolare, ha gestito i seguenti principali rischi prevedendo e indirizzando le opportune attività di mitigazione:

a) Perdita del regime europeo del c.d. passporting per servizi finanziari

Il Gruppo, ottenute le necessarie autorizzazioni dal Supervisore europeo, ha predisposto ed inviato ad ottobre 2020 al Supervisore UK una nuova application per l'autorizzazione della filiale unica in UK derivante dalla fusione tra ISP e BIMI (effective date 20 luglio 2020). In attesa di ottenere autorizzazione formale da parte del Supervisore UK, l'adesione al c.d. Temporary Permission Regime (TPR), concessa dalle autorità britanniche, consente alle entità del Gruppo presenti in UK di continuare ad operare nel Regno Unito per un massimo di 3 anni.

Il Gruppo ha inoltre previsto un piano di contingency per garantire la continuità del business per l'operatività e gli asset che, in assenza di passporting, non potrebbero più essere gestiti dalle filiali in UK, prevedendone il trasferimento presso entità del Gruppo in UE.

b) Limitazioni nell'accesso alle controparti centrali (CCP) situate in UK da parte delle Banche UE Il Gruppo ha attivato gli interventi finalizzati ad estendere le membership presso CCP europee per Interest Rate Derivatives (IRD,) Credit Default Swaps (CDS), Exchange Trade Derivatives (ETD), Bond e Repo, al fine di garantire la continuità del business.

Inoltre, per le posizioni esistenti detenute presso CCP UK è stata attivata una strategia di immunizzazione del rischio che ha consentito una consistente riduzione del capitale regolamentare.

  • c) Rischio di discontinuità dei contratti Il Gruppo prosegue l'attività di repapering con le controparti per contratti di derivati OTC non compensati da una CCP e conclusi con controparti del Regno Unito, mentre sono state completate le ricontrattualizzazioni di altre tipologie di contratti (supply, outsourcing…); il Gruppo ha inoltre previsto soluzioni IT e organizzative per bloccare l'operatività relativa ai contratti non rinegoziati entro la fine del transition period. Sono state inoltre previste garanzie adeguate ai trasferimenti di dati personali ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR).
  • d) Rischio di non compliance alla normativa UK (Senior Managers Regime e Requisiti di Reporting) Il Gruppo ha effettuato una attività di adeguamento alla normativa del Regno Unito. In particolare, il Gruppo si è adeguato al c.d. Senior Managers and Certification Regime (SM&CR) che prevede la designazione, previa approvazione da parte del Supervisore UK, di alcune figure di top management (c.d. Senior Managers) con precise aree di responsabilità per le filiali che operano nel Regno Unito come third-country branches. Inoltre, il Gruppo ha implementato i nuovi requisiti di reporting per ottemperare agli obblighi di segnalazione previsti per le third country branches presenti nel Regno Unito e previsti dalla normativa europea relativamente all'operatività sui mercati e agli strumenti finanziari.
  • e) Rischio di interruzione dell'operatività con controparti di mercato con sede in UK Il Gruppo ha completato le attività di onboarding delle principali Controparti / Broker (Organised Trading Facilities incluse) EU-based sui quali le entità UK-based hanno deciso di migrare interamente o parzialmente la propria operatività in caso di no-deal.

Nel primo semestre 2021 il Gruppo Intesa Sanpaolo garantirà uno stretto presidio post go-live della Brexit e monitorerà eventuali sviluppi negoziali con impatti sui servizi finanziari oltre che la gestione delle attività residuali.

Interest Rate Benchmark Reform

I tassi benchmark europei sono stati oggetto negli ultimi anni di una profonda riforma le cui ragioni sono da ricercarsi in gran parte nell'introduzione del Regolamento dell'Unione Europea (Benchmarks Regulation, Regolamento UE 2016/1011), pubblicato nel 2016 e in vigore da gennaio 2018. Tale regolamento, oggetto di parziale revisione a fine 2020, nel prevedere precise regole per contributori, utilizzatori ed amministratori dei benchmark, ha imposto anche la rilevazione dei fixing basandosi, per quanto possibile, su effettive transazioni concluse sui mercati di riferimento, in linea con le raccomandazioni del Financial Stability Board ed i Principi IOSCO, emanati in considerazione del ruolo centrale dei tassi di riferimento per il corretto funzionamento del sistema finanziario a livello mondiale.

Nel caso specifico dei benchmark di tasso a breve termine, dichiarati critici dalle autorità europee, si sono rese necessarie riforme riferite a:

  • − Euribor: da novembre 2019 è stata resa pienamente operativa la revisione da parte di EMMI (European Money Market Institute) della metodologia di rilevazione del fixing (c.d. metodologia ibrida), utilizzando ove presenti le transazioni concluse sul mercato monetario non garantito fino a 12 mesi da parte delle banche contributrici. La riforma è stata gestita in piena continuità per quanto concerne la misurazione del mercato di riferimento, la rilevazione e l'utilizzo del fixing. La metodologia come previsto dalla Benchmark regulation, è stata sottoposta a revisione nell'ultima parte del 2020 ed è previsto che nel corso del 2021 vengano rivisti alcuni aspetti di dettaglio per rendere per quanto possibile ancor più robusta la metodologia ibrida;
  • − Eonia: a partire da ottobre 2019 la rilevazione del fixing avviene calcolando lo stesso a partire dal nuovo tasso risk free pubblicato dalla Banca Centrale Europea (tasso €STR), rilevato sulla base delle transazioni overnight concluse dalle primarie banche europee e segnalate nel rispetto delle regole imposte dal Money Market Statistical Reporting (UE 2014/1333). Il fixing Eonia sarà pubblicato fino al 3 gennaio 2022 e a seguire sarà definitivamente sostituito da €STR addizionato di uno spread fisso. Il tasso €STR costituisce anche la base per la rilevazione del tasso c.d. fallback di Euribor, da indicare nei contratti e da utilizzare in caso di eventuale futura cessazione permanente della pubblicazione di Euribor (tipologie di curve e convenzione sono oggetto di discussione e solo nel corso del 2021 ci sarà un indirizzo più chiaro).

Al di fuori dei confini dell'area euro, le autorità britanniche hanno già annunciato da tempo che la pubblicazione del Libor dovrebbe cessare a partire dalla fine del 2021 e sono già presenti nelle singole nazioni tassi risk free alternativi che progressivamente andranno a sostituire il Libor stesso. Data la complessità della transizione, con regole potenzialmente diverse nelle singole giurisdizioni, sulla base degli esiti di una consultazione pubblica lanciata a fine 2020, verrà valutato se, ai soli fini di consentire la transizione per i contratti in essere, sarà ammissibile prevedere una data ultima di utilizzo del Libor nel 2023.

Intesa Sanpaolo ha mantenuto negli ultimi anni un elevato livello di attenzione alle evoluzioni in ambito benchmark, avviando sin dal 2016, un progetto dedicato che ha visto la partecipazione di tutte le Funzioni aziendali coinvolte a diverso titolo. Nel corso del 2020 sono proseguite le attività progettuali, con focus in particolare sui seguenti aspetti:

  • − discounting switch da Eonia ad €STR per le operazioni oggetto di clearing, secondo le tempistiche dettate dalle Casse di compensazione europee e statunitensi (luglio e ottobre 2020);
  • − avvio delle negoziazioni bilaterali con le controparti per la migrazione dei Credit Support Annex (CSA) da Eonia ad €STR;
  • − progressivo maggior utilizzo di derivati contro tasso €STR per esigenze di copertura;
  • − predisposizione delle attività a tutti i livelli per garantire la progressiva transizione dal Libor ai nuovi risk free rates, anche attraverso il rafforzamento della governance del cantiere progettuale Libor e di quello Utilizzatori benchmarks per coprire aspetti regolamentari e di business, con il supporto delle funzioni specialistiche. E' stata rafforzata anche la partecipazione ai lavori da parte delle filiali estere HUB in quanto utilizzatrici dei benchmarks di tasso in divisa;
  • − informativa costante alle Controllate anche estere e, da novembre 2020, allineamento anche con UBI per una gestione sinergica delle attività in corso;
  • − presidio delle evoluzioni in ambito International Swaps and Derivatives Association (ISDA) per l'adozione dei nuovi protocolli e attività di aggiornamento della contrattualistica per inserimento clausole di fallback nei contratti;
  • − collaborazione con le autorità italiane a supporto dello sviluppo del mercato dei nuovi tassi risk free;
  • − partecipazione alle consultazioni pubbliche a livello internazionale, fornendo anche un contributo ad ABI per elaborare riscontri a livello nazionale;
  • − fornitura dei riscontri in materia di preparazione alla transizione per autorità estere di Nazioni presso cui sono presenti realtà del Gruppo, nonché al Joint Supervisory Team ECB di riferimento per aspetti generali riferiti al Gruppo; erogazione di attività formative per i colleghi, via piattaforma Apprendo ed aule remote.

Intesa Sanpaolo ha inoltre partecipato in continuità a numerose iniziative, tra le quali le attività dei gruppi di lavoro a livello europeo, organizzate da EMMI e dalla Banca Centrale Europea (in collaborazione con EC ed ESMA).

In quest'ultimo ambito, in particolare, Intesa Sanpaolo ha agito anche nel 2020 in qualità di voting member e partecipante a singoli filoni progettuali nel Working Group on euro risk free rates, per il quale ricopre dal 2020 anche il nuovo ruolo di Ambassador per l'Italia. Tale Gruppo di lavoro ha avuto tra le attività principali la designazione di €STR come nuovo benchmark di riferimento per il mercato monetario a breve termine, la pubblicazione di raccomandazioni per la transizione da Eonia ad €STR, la gestione di relazioni con IASB e EC e a fine 2020 ha lanciato due consultazioni pubbliche della massima rilevanza per il futuro assetto dei tassi fallback.

Come indicato nel Capitolo "Politiche contabili" della presente Nota Integrativa, il Gruppo Intesa Sanpaolo si è avvalso della possibilità di applicare anticipatamente già al Bilancio 2019 il Regolamento n. 34/2020 del 15 gennaio 2020. Tale regolamento ha adottato il documento emesso dallo IASB sulla "Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse (modifiche all'IFRS 9 Finanziamenti finanziari, allo IAS 39 Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione e all'IFRS 7 Strumenti finanziari: informazioni integrative)", con cui sono state introdotte alcune modifiche in tema di coperture (hedge accounting) con la finalità di evitare che le incertezze sull'ammontare e sulle tempistiche dei flussi di cassa derivanti dalla riforma dei tassi possano comportare l'interruzione delle coperture in essere e difficoltà a designare nuove relazioni di copertura.

SEZIONE 1 – RISCHI DEL CONSOLIDATO CONTABILE

Nella presente Sezione le informazioni sono fornite con riferimento alle imprese incluse nel consolidato contabile.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

A. QUALITA' DEL CREDITO

Ai fini dell'informativa di natura quantitativa sulla qualità del credito, con il termine "esposizioni creditizie" si intendono esclusi i titoli di capitale e le quote di O.I.C.R..

A.1. Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica, distribuzione economica

A.1.1. Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio) - Escluse compagnie assicurative

(milioni di euro)
Portafogli/qualità Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
scadute
deteriorate
Esposizioni
scadute
non
deteriorate
Altre
esposizioni
non
deteriorate
TOTALE
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 4.003 6.245 517 4.790 599.705 615.260
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
1 - - - 54.157 54.158
3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - 3 3
4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - 57 - 2 1.640 1.699
5. Attività finanziarie in corso di dismissione 1.015 1.064 8 437 23.616 26.140
Totale
31.12.2020
5.019 7.366 525 5.229 679.121 697.260
Totale
31.12.2019
6.756 7.093 744 2.828 521.805 539.226

A.1.1 Bis. Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio) - Compagnie assicurative

(milioni di euro)
Portafogli/qualità Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
scadute
deteriorate
Esposizioni
scadute non
deteriorate
Esposizioni
non
deteriorate
TOTALE
1. Attività finanziarie disponibili per la vendita - - - - 74.928 74.928
2. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza - - - - - -
3. Crediti verso banche - - - - 1.180 1.180
4. Crediti verso clientela - - - - 31 31
5. Attività finanziarie valutate al fair value - - - - 4.920 4.920
6. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - - -
TOTALE 31.12.2020 - - - - 81.059 81.059
TOTALE 31.12.2019 - - - - 76.022 76.022

A.1.2. Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti) – Escluse compagnie assicurative

Portafogli/qualità Esposizione
lorda
ATTIVITA' DETERIORATE
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Write-off
parziali
complessivi
Esposizione
lorda
ATTIVITA' NON DETERIORATE
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
(milioni di euro)
TOTALE
(esposizione
netta)
1. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
20.982 -10.217 10.765 6.532 607.436 -2.941 604.495 615.260
2. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
49 -48 1 - 54.202 -45 54.157 54.158
3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - X X 3 3
4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
81 -24 57 - X X 1.642 1.699
5. Attività finanziarie in corso di dismissione 5.424 -3.337 2.087 2.328 24.178 -125 24.053 26.140
Totale
31.12.2020
26.536 -13.626 12.910 8.860 685.816 -3.111 684.350 697.260
Totale
31.12.2019
31.890 -17.297 14.593 8.135 524.877 -1.895 524.633 539.226
Portafogli/qualità ATTIVITÀ DI EVIDENTE SCARSA QUALITÀ CREDITIZIA (milioni di euro)
ALTRE ATTIVITÀ
Minusvalenze cumulate Esposizione netta Esposizione netta
1. Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
-45 37 52.261
2. Derivati di copertura - - 1.134
Totale
31.12.2020
-45 37 53.395
Totale
31.12.2019
-36 48 46.732

A.1.2. Bis Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti) – Compagnie assicurative

(milioni di euro)
Portafogli / Qualità Attività deteriorate Attività non deteriorate Totale
(esposizione
netta)
Esposizione
lorda
Rettifiche
specifiche
Esposizione
netta
Esposizione
lorda
Rettifiche
di
portafoglio
Esposizione
netta
1. Attività finanziarie disponibili per la vendita - - - 74.928 - 74.928 74.928
2. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza - - - - - - -
3. Crediti verso banche - - - 1.180 - 1.180 1.180
4. Crediti verso clientela - - - 31 - 31 31
5. Attività finanziarie valutate al fair value - - - X X 4.920 4.920
6. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - - - -
Totale 31.12.2020 - - - 76.139 - 81.059 81.059
Totale 31.12.2019 - - - 70.692 - 76.022 76.022
(milioni di euro)
Portafogli / Qualità Attività di evidente scarsa qualità
creditizia
Minusvalenze
cumulate
Esposizione
netta
Esposizione
netta
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione - - 234
2. Derivati di copertura - - 449
Totale
31.12.2020
- - 683
Totale
31.12.2019
- - 393

B. INFORMATIVA SULLE ENTITA' STRUTTURATE (DIVERSE DALLE SOCIETA' PER LA CARTOLARIZZAZIONE)

Il Gruppo, coerentemente con quanto stabilito dall'IFRS 12, considera entità strutturate le entità costituite per raggiungere un obiettivo limitato e ben definito attraverso accordi contrattuali che spesso impongono rigidi vincoli alle facoltà decisionali degli organi direttivi dell'entità; in tale senso le entità strutturate sono configurate in modo che i diritti di voto, o diritti similari, non rappresentano il fattore preponderante per stabilire il soggetto che controlla l'entità, in quanto si riferiscono a materie di natura amministrativa, mentre le relative attività operative sono dirette mediante accordi contrattuali condivisi in sede di strutturazione dell'entità strutturata e che difficilmente possono essere modificati; tra le caratteristiche che contraddistinguono le entità strutturate vi sono:

  • attività limitate;
  • un obiettivo limitato e ben definito;
  • patrimonio netto insufficiente per consentire all'entità strutturata di finanziare le proprie attività senza sostegno finanziario subordinato.

Il Gruppo risulta operativo attraverso entità strutturate principalmente per il tramite di Special Purpose Entities (SPEs) e OICR.

B.1. Entità strutturate consolidate

Non risultano entità strutturate consolidate contabilmente, diverse dalle società di cartolarizzazione, rientranti nel perimetro del Gruppo Bancario Intesa Sanpaolo.

B.2. Entità strutturate non consolidate contabilmente

B.2.1. Entità strutturate consolidate prudenzialmente

Non risultano entità strutturate consolidate prudenzialmente, diverse dalle società di cartolarizzazione, rientranti nel perimetro del Gruppo Bancario Intesa Sanpaolo.

B.2.2. Altre entità strutturate

Informativa di natura qualitativa

Come indicato in precedenza, l'operatività del Gruppo attraverso entità strutturate si svolge anche per il tramite di SPEs. A tale fine, per SPEs si intendono le entità legali costituite per il raggiungimento di uno specifico obiettivo, ben definito e limitato: – raccogliere fondi sul mercato emettendo appositi strumenti finanziari;

  • sviluppare e/o finanziare una specifica iniziativa di business, in grado di generare, attraverso un'attività economica, flussi di cassa tali da consentire il rimborso del debito;
  • finanziare l'acquisizione di una società (target) che, attraverso la propria attività economica, sarà in grado di generare flussi di cassa in capo alla SPE, tali da consentire il rimborso integrale del debito.

Ai fini della presente sezione non rileva l'operatività attraverso società veicolo di cartolarizzazione, ovvero costituite per acquisire, cedere e gestire determinati assets, separandoli dal bilancio della società originante (Originator), sia per la realizzazione di operazioni di cartolarizzazione di attivi sia per la provvista di fondi attraverso operazioni di autocartolarizzazione o di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (OBG). Per tali tipologie di società veicolo si rimanda alle sezioni C. Operazioni di cartolarizzazione e D. Operazioni di cessione della parte E della Nota Integrativa consolidata.

In taluni casi il Gruppo risulta sponsor della SPE attraverso la strutturazione dell'operazione al fine di raggiungere determinati obiettivi, quali la raccolta di fondi, la cartolarizzazione di proprie attività anche ai fini di provvista o l'offerta di un servizio finanziario alla clientela.

Nello specifico l'operatività del Gruppo si articola attraverso le seguenti tipologie di entità strutturate rappresentate da società veicolo (SPEs).

SPE Project Financing

Sono strumenti di finanziamento di progetti "capital intensive", che si basano sulla validità economica e finanziaria dell'operazione industriale o infrastrutturale che viene posta in essere, rimanendo indipendente dal grado di affidabilità/capacità di credito degli sponsor che hanno sviluppato l'idea imprenditoriale. Il finanziamento dell'iniziativa è basato sulla capacità del progetto di generare flussi di cassa positivi, sufficienti a ripagare i prestiti ottenuti e a garantire un'adeguata remunerazione del capitale investito, coerentemente con il grado di rischio assunto.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo finanzia entità della specie, come normali clienti affidati, senza ricoprirne il ruolo di sponsor.

SPE Asset Backed

Si tratta di operazioni finalizzate all'acquisizione/costruzione/gestione di determinati asset fisici da parte di SPE finanziate da uno o più soggetti, le cui prospettive di recupero del credito dipendono principalmente dai cash flow generati dagli asset stessi. Si tratta perciò di attività che per loro natura generano flussi di cassa derivanti dalla gestione ordinaria (ad esempio canoni di affitto o di noleggio, contratti di trasporto merci, ecc.) oppure da un'attività di gestione straordinaria (ad esempio un piano di sviluppo o dismissione di un patrimonio immobiliare). Gli stessi asset costituiscono generalmente oggetto di garanzia reale a fronte del finanziamento erogato al veicolo.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo finanzia entità della specie, come normali clienti affidati, senza detenere forme di partecipazione azionaria diretta né interessenze tali da configurare il ruolo di sponsor. Il rischio assunto è sempre un normale rischio di credito e i benefici sono rappresentati dalla remunerazione del finanziamento concesso.

SPE Leveraged & Acquisition Finance

In questa categoria sono ricomprese le esposizioni (affidamenti ed utilizzi in relazione a operazioni di finanziamento strutturate, abitualmente a medio/lungo termine) verso soggetti giuridici in cui la maggioranza del capitale sociale è detenuta da fondi di private equity.

Si tratta per lo più di posizioni volte a supportare progetti di Leveraged Buy Out (quindi ad elevata leva finanziaria), connesse cioè all'acquisizione di aziende o parti di esse anche attraverso il ricorso a veicoli appositamente creati (SPE). Questi, in un momento successivo all'acquisizione del pacchetto azionario/quote della società target, normalmente si fondono per incorporazione con quest'ultima. Le società target dell'operazione sono generalmente caratterizzate da buone prospettive di sviluppo e di valorizzazione, da cash flow stabili nel medio periodo e da bassi livelli di indebitamento originari. Il Gruppo Intesa Sanpaolo finanzia entità della specie, come normali clienti affidati, senza ricoprirne il ruolo di sponsor.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo presenta investimenti/esposizioni anche verso entità strutturate rappresentate da OICR.

Tra le principali fattispecie figurano gli investimenti effettuati dal Gruppo in alcuni fondi chiusi e riservati di Private Equity e di Venture e Seed Capital.

Tra le esposizioni verso OICR figurano anche gli investimenti in quote di fondi immobiliari derivanti da operazioni di conferimento di porzioni del portafoglio immobiliare del Gruppo.

Sono altresì presenti investimenti in OICR derivanti da operazioni di recupero crediti o da apporti di Non Performing Loans, congiuntamente ad altri soggetti bancari, a fondi gestiti da soggetti specializzati.

Gli investimenti in OICR ricomprendono anche le quote possedute in Fondo Atlante e Italian Recovery Fund, fondi di investimento alternativi gestiti dalla SGR Quaestio Capital Management, impegnati in operazioni di valorizzazione di Non Performing Loans di banche italiane.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo presenta infine investimenti in hedge fund per cui si rimanda alla specifica sezione della parte E della Nota Integrativa consolidata.

Ulteriori investimenti in OICR sono effettuati dal Gruppo, per il tramite della controllata Eurizon Capital SGR e delle società da questa a sua volta controllate, nell'ambito delle politiche di gestione del portafoglio finanziario emanate dalla stessa SGR e società controllate, in accordo con quanto stabilito dalle Linee guida del Gruppo Intesa Sanpaolo. Nello specifico la SGR e relative controllate sono caratterizzate dalla presenza sia temporanea che strutturale di disponibilità liquide rinveniente dal patrimonio aziendale, non stabilmente investito in partecipazioni o altre attività immobilizzate, e dalla dinamica ordinaria dei flussi di cassa. In base a quanto definito nelle linee guida per la gestione del portafoglio finanziario, nell'ambito delle attività di gestione della liquidità, le disponibilità strutturali e quelle temporanee legate alla dinamica dei flussi di cassa a breve termine e a vista compongono il portafoglio di liquidità al netto di quanto mantenuto in c/c o investito in depositi a termine. In relazione alle attività svolte dalla SGR e dalle relative controllate e alle caratteristiche delle disponibilità in esame, le eccedenze di liquidità devono essere investite in attività che presentino un rischio moderato e siano facilmente liquidabili. Nell'ambito di tale portafoglio rientrano gli investimenti in fondi monetari e fondi obbligazionari a breve termine, entrambi specializzati nell'area euro istituiti e/o gestiti da Eurizon Capital SGR o da società da questa controllate. L'investimento da parte del Gruppo negli OICR gestiti da una società controllate non pregiudica l'autonomia gestionale e la capacità delle SGR di agire nell'esclusivo interesse degli investitori, in considerazione delle specifiche disposizioni previste dalla normativa di settore e dalle Autorità di Vigilanza.

Informativa di natura quantitativa

Voci di
bilancio /
Tipologia
di entità
strutturata
Portafogli contabili dell'attivo Totale
attività
(A)
Portafogli
contabili
del passivo
Totale
passività
(B)
VALORE
CONTABILE
NETTO
(C = A-B)
Esposizione
massima
al rischio
di perdita
(D)
(milioni di euro)
Differenza
tra
esposizione
al rischio di
perdita e
valore
contabile
(E = D - C)
1. Società veicolo 3.660 479 3.181 4.477 1.296
Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
350 Debiti vs clientela 477
Altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
3 Passività finanziarie di
negoziazione
2
Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
22 -
Attività valutate a costo ammortizzato
Crediti verso clientela
3.285
2. OICR 3.514 288 3.226 3.920 694
Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
218 Debiti vs clientela 281
Attività finanziarie designate al fair value 2.984 Passività finanziarie di
negoziazione
7
Attività valutate a costo ammortizzato
Crediti verso clientela
312 -

L'esposizione massima al rischio, rappresentante la massima esposizione del Gruppo alle perdite derivanti dalle proprie interessenze in entità strutturate, coincide, in genere, con il valore contabile netto a cui vengono sommate, ove applicabile, talune tipologie di esposizioni fuori bilancio (es. linee di credito non revocabili o garanzie rilasciate); il valore contabile netto corrisponde all'esposizione di bilancio al netto delle rettifiche di valore registrate nell'esercizio in corso o in quelli precedenti.

Per gli OICR l'esposizione massima al rischio comprende anche gli impegni del Gruppo, non ancora richiamati dal fondo, a sottoscrivere ulteriori quote.

Nella tabella seguente si riportano l'ammontare e la tipologia dei ricavi percepiti nel corso dell'esercizio da entità strutturate; la componente principale dei ricavi rilevati è relativa a commissioni derivanti dall'attività di gestione e collocamento degli OICR sponsorizzati e gestiti da SGR del Gruppo e collocati presso la clientela. Le commissioni in oggetto sono addebitate dalla SGR ai fondi oggetto di gestione e retrocesse in parte alla rete distributrice per il servizio di collocamento.

(milioni di euro)
Tipologia di entità strutturata sponsorizzata Interessi Commissioni Dividendi Altri
proventi
TOTALE
OICR 44 2.169 22 -115 2.120
Società veicolo 98 13 - 7 118

SEZIONE 2 – RISCHI DEL CONSOLIDATO PRUDENZIALE

Nella presente sezione i dati vengono indicati al lordo dei rapporti intrattenuti con le altre società incluse nel consolidamento di bilancio; tali dati includono convenzionalmente, in proporzione all'interessenza detenuta, anche le attività e le passività delle società bancarie, finanziarie e strumentali controllate congiuntamente e consolidate proporzionalmente ai fini di vigilanza. Laddove il contributo dei rapporti intercorrenti fra le società appartenenti al consolidato prudenziale e le altre società incluse nel perimetro del consolidamento del bilancio sia rilevante, in calce alle informative interessate viene fornito il relativo dettaglio.

La tabella che segue riporta la riconciliazione dei dati di Stato patrimoniale consolidato con i dati di Stato patrimoniale riferiti al perimetro di vigilanza

(milioni di euro)
Voci dell'attivo 31.12.2020 Effetti del
deconsolidamento
31.12.2020
Bilancio e del consolidamento
di controparti diverse
da quelle incluse
nel gruppo bancario
(*)
Vigilanza
10. Cassa e disponibilità liquide 9.814 -13 9.801
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 58.246 817 59.063
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 53.165 454 53.619
b) attività finanziarie designate al fair value 3 - 3
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 5.078 363 5.441
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 57.858 7 57.865
35. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 177.170 -177.170 -
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 615.260 791 616.051
a) Crediti verso banche 110.095 - 110.095
b) Crediti verso clientela 505.165 791 505.956
45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 1.211 -1.211 -
50. Derivati di copertura 1.134 - 1.134
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 2.400 - 2.400
70. Partecipazioni 1.996 7.107 9.103
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 93 -93 -
90. Attività materiali 10.850 -1.117 9.733
100. Attività immateriali 8.194 -929 7.265
di cui: -
- avviamento 3.154 -774 2.380
110. Attività fiscali 19.503 -690 18.813
a) correnti 2.326 -104 2.222
b) anticipate 17.177 -586 16.591
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 28.702 - 28.702
130. Altre attività 10.183 -3.854 6.329
Totale dell'attivo 1.002.614 -176.355 826.259
Voci del passivo e del patrimonio netto 31.12.2020
Bilancio
Effetti del
deconsolidamento
e del consolidamento
di controparti diverse
31.12.2020
Vigilanza
da quelle incluse
nel gruppo bancario
(*)
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 630.146 2.972 633.118
a) debiti verso banche 115.947 -257 115.690
b) debiti verso la clientela 422.365 1.309 423.674
c) titoli in circolazione 91.834 1.920 93.754
15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato
ai sensi dello IAS 39
1.935 -1.935 -
20. Passività finanziarie di negoziazione 59.033 120 59.153
30. Passività finanziarie designate al fair value 3.032 - 3.032
35. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 77.207 -77.207 -
40. Derivati di copertura 7.088 - 7.088
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 733 - 733
60. Passività fiscali 3.029 -990 2.039
a) correnti 284 -45 239
b) differite 2.745 -945 1.800
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 35.676 - 35.676
80. Altre passività 14.439 -2.255 12.184
90. Trattamento di fine rapporto del personale 1.200 -9 1.191
100. Fondi per rischi e oneri 5.964 -154 5.810
a) impegni e garanzie rilasciate 626 -27 599
b) quiescenza e obblighi simili 324 - 324
c) altri fondi per rischi e oneri 5.014 -127 4.887
110. Riserve tecniche 96.811 -96.811 -
120. Riserve da valutazione -515 - -515
125. Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 809 - 809
130. Azioni rimborsabili - - -
140. Strumenti di capitale 7.441 - 7.441
150. Riserve 17.461 - 17.461
160. Sovrapprezzi di emissione 27.444 - 27.444
170. Capitale 10.084 - 10.084
180. Azioni proprie (-) -130 - -130
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 450 -86 364
200. Utile (Perdita) di periodo (+/-) 3.277 - 3.277
Totale del passivo e del patrimonio netto 1.002.614 -176.355 826.259

(*) Gli effetti sono riconducibili al:

  • deconsolidamento delle società non facenti parte del Gruppo Bancario; - consolidamento con il metodo proporzionale delle società controllate congiuntamente e consolidate con il metodo del patrimonio netto in Bilancio.

1.1. RISCHIO DI CREDITO

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

1. ASPETTI GENERALI

Le strategie, il Risk Appetite Framework, le Facoltà e le Regole di Concessione e gestione del credito nel Gruppo sono indirizzate:

  • al raggiungimento di un obiettivo di crescita delle attività creditizie sostenibile e coerente con la propensione al rischio e la creazione di valore;
  • alla diversificazione del portafoglio, limitando la concentrazione delle esposizioni su singole controparti/gruppi, su singoli settori di attività economica o aree geografiche;
  • ad un'efficiente selezione dei gruppi economici e dei singoli affidati, attraverso un'accurata analisi del merito creditizio finalizzata a contenere il rischio di insolvenza;
  • a privilegiare gli interventi creditizi volti a sostenere l'economia reale e il sistema produttivo;
  • al costante controllo delle relazioni, effettuato sia con procedure informatiche, sia con un'attività di sorveglianza sistematica delle posizioni, allo scopo di cogliere tempestivamente eventuali sintomi di squilibrio e promuovere gli interventi correttivi volti a prevenire il possibile deterioramento del rapporto.

Il costante monitoraggio della qualità del portafoglio crediti viene perseguito attraverso l'adozione di precise modalità operative in tutte le fasi gestionali della relazione di affidamento.

Occorre poi sottolineare che il Piano d'Impresa 2018-2021 contempla – tra le altre – l'ambizione di eccellere nella qualità degli attivi, nel cui ambito la gestione efficace dei Crediti deteriorati è tra le prime priorità. Tra le operazioni finalizzate nel corso dell'esercizio, volte a ridurre i crediti NPL del Gruppo, anche alla luce dell'integrazione con UBI avvenuta a partire da agosto 2020, rientrano alcune operazioni straordinarie di de-risking. Dai crediti deteriorati a fine 2020 sono esclusi i portafogli classificati come destinati a prossime cessioni, contabilizzati nella voce attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, pari - escludendo l'apporto di UBI Banca - a circa 3,2 miliardi di euro al lordo delle rettifiche di valore e 0,5 miliardi al netto e pari - includendolo - rispettivamente a circa 5,4 miliardi post PPA (di cui 1,5 miliardi relativi al ramo oggetto di cessione a BPER Banca) e 2,1 miliardi (di cui 0,9 miliardi relativi al ramo oggetto di cessione a BPER Banca).

I principali contenuti di tali strategie ed i risultati dell'anno sono descritti nella Sezione "Il Piano di Impresa 2018-2021" della Relazione sull'andamento della gestione.

1.1.Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Dall'inizio della pandemia, tutte le funzioni della Banca sono state coinvolte in un ampio e complesso insieme di iniziative volte a supportare le diverse tipologie di clientela del Gruppo. Ciò è avvenuto sia attraverso l'offerta dei sostegni di natura governativa sia tramite iniziative poste in essere autonomamente dal Gruppo.

La pandemia ha determinato una significativa minaccia alla resilienza delle aziende del portafoglio creditizio del Gruppo. D'altro canto, sono state messe in atto una serie di misure pubbliche senza precedenti per sostenere l'economia, che devono essere considerate nella valutazione del rischio. La velocità dei cambiamenti del contesto economico e sociale ha aumentato il livello di incertezza delle previsioni economiche su cui si fondano le stime di appetito per il rischio. In questa fase è quindi necessaria una maggior capacità di adattamento e attenzione alle diverse sfide poste agli attuali modelli di valutazione del rischio di credito. Si è quindi deciso di ri-calibrare l'appetito per il rischio, al fine di evitare comportamenti pro-ciclici e, al contempo, sostenere l'economia, mantenendo una posizione finanziaria e patrimoniale solida.

Con specifico riferimento al framework del Credit Risk Appetite (CRA), già approvato dal Consiglio di Amministrazione del 4 febbraio 2020, sono stati rivisti i driver di rischiosità e resilienza sul perimetro Corporate Domestico e Large Corporate (componente Italia) ed inoltre è stato introdotto un indicatore di vulnerabilità. I driver di rischiosità e resilienza sul perimetro Corporate Domestico e Large Corporate (componente Italia) sono stati rivisti, al fine di tenere in considerazioni l'effetto peculiare del lockdown sugli specifici micro-settori e la ripresa prevista nel 2021. L'indicatore di vulnerabilità è basato sul profilo di liquidità dell'azienda e sulla conseguente capacità di servire il debito esistente e quello contratto a fronte dell'emergenza COVID-19. La valutazione sulla sostenibilità si colloca in un generico anno di ritorno alla normalità, successivo alla crisi. La scelta metodologica di considerare un orizzonte temporale post-crisi è dovuta all'esigenza di sterilizzare effetti transitori della crisi stessa, quali le misure istituzionali eccezionali (e.g. moratorie, preammortamento delle nuove operazioni garantite) e la volatilità del capitale circolante netto, nonché di valutare la sostenibilità nel medio-lungo periodo al fine di ridurre effetti pro-ciclici. Questo indicatore può quindi contribuire a fornire una prima risposta, seppur parziale, all'aspettativa di ridurre al minimo eventuali effetti cliff-edge nel momento in cui scadranno le moratorie.

Per il Segmento SME Retail si è ritenuto opportuno intervenire sui driver di rischiosità e resilienza sostituendoli con un fattore unico di resilienza, declinato a livello di micro-settore. In particolare, tale intervento è stato volto a definire una maggiore granularità su macrosettori molto popolati in modo tale da differenziare il trattamento di controparti che hanno subito maggiormente le conseguenze della pandemia dalla clientela appartenente a microsettori più resilienti all'attuale contesto economico. L'utilizzo di scenari micro-settoriali ha consentito di individuare le imprese maggiormente colpite dal lock-down e di stimare in anticipo il loro fabbisogno di nuova finanza, consentendo quindi di individuare, valutare e attuare soluzioni che possano supportare meglio queste imprese. Grazie anche all'introduzione di misure istituzionali eccezionali, molte controparti hanno fatto ricorso ad ulteriore debito per cercare di superare la fase di crisi.

In aggiunta alle metodologie e ai processi sviluppati dall'Area Chief Lending Officer (CLO) e dall'Area Chief Risk Officer (CRO), la Direzione Centrale Convalida Interna e Controlli (Area CRO) ha sviluppato un modello, mediante tecniche di Machine Learning, finalizzato ad assegnare, alle posizioni del perimetro Corporate Performing, uno score di rischiosità in termini di probabilità di classificazione a maggior rischio nei successivi sei mesi. Tale modello è stato affinato nel corso dell'anno al fine di renderlo maggiormente reattivo e adatto a recepire i segnali di crisi/ripresa specifici del periodo Covid. Il principale obiettivo del modello è quello di supportare le attività di controllo di II livello sul credito (cd. single name), in particolare per ciò che attiene la selezione delle posizioni da sottoporre a verifica.

In linea con il piano di roll out aggiornato da parte del Gruppo Intesa Sanpaolo e adottato in seguito alle misure disposte dalla Vigilanza per effetto della crisi emergenziale COVID-19, sono proseguite le attività di ristima di tutti i modelli PD Corporate e Large Corporate (presentazione istanza Q1 2021), LGD/EAD Bancario (Q1 2021), LGD/EAD Leasing/Factoring (Q4 2021), Finanza Strutturata (Q4 2021), Retail (Q1 2021), SME Retail (Q4 2021)) e di chiusura dei relativi remediation plan43 .

Con riferimento alla determinazione dell'Expected Credit Loss (ECL), come più dettagliatamente illustrato al Paragrafo 2.3 "Metodi di misurazione delle perdite attese" della presente Sezione, il contesto macroeconomico che ha caratterizzato il 2020 ha reso necessario intervenire sulle modalità di determinazione della stessa per meglio cogliere i fattori specifici connessi alla pandemia. Con riferimento alle valutazioni performing, queste hanno subito un notevole incremento nel corso del 2020.

Già a marzo 2020, il Gruppo ha seguito le indicazioni fornite dalle diverse autorità di integrare l'ordinario processo valutativo con interventi di management overlay al fine di anticipare una prima stima dei possibili effetti sulla valutazione dei crediti legati alla pandemia COVID-19. I riflessi economici di detti interventi, iscritti in bilancio tra gli accantonamenti a fondi rischi ed oneri (e nei fondi del passivo), sono stati determinati:

  • considerando l'effetto pieno, su tutto il portafoglio performing, dello scenario alternativo peggiorativo definito a dicembre 2019 (scenario «worst»), che presentava evidenze di un rallentamento economico ancora più accentuato rispetto a quello previsto dalla BCE;
  • stimando l'impatto del denotch della parte più rischiosa del portafoglio performing definito con approccio top-down ai soli fini valutativi – attraverso l'identificazione dei settori economici maggiormente a rischio.

A giugno 2020 è stato possibile adottare un processo valutativo più strutturato. Sono state recepite, nella costruzione degli scenari most-likely e alternativi, le proiezioni macroeconomiche della Banca Centrale Europea, rilasciate il 4 giugno, e della Banca d'Italia, prendendo in considerazione anche l'impatto delle garanzie statali e delle moratorie nella stima dell'ECL forward looking. Infine è stato introdotto un aggravio specifico sui taluni microsettori di attività economica particolarmente impattati dalla crisi COVID-19 per includere con maggiore granularità gli impatti del contesto macroeconomico sui microsettori, è stata effettuata una modifica metodologica ai modelli previsionali (modelli satellite) modificando gli indicatori di ciclo macro-economico (forniti a livello sistemico dalla Banca d'Italia) dai tassi di decadimento (passaggio a sofferenza) ai tassi di default44 e sono state, di conseguenza, aggiornate le soglie di significativo deterioramento del rischio di credito (SICR).

A settembre 2020 non sono state effettuate modifiche rilevanti all'approccio descritto.

Infine, a dicembre 2020, lo scenario macroeconomico è stato aggiornato recependo le indicazioni fornite da BCE e dalla Banca d'Italia, sono state aggiornate le soglie di significativo deterioramento (SICR) ed è stata rimodulata la correzione microsettoriale utilizzando un criterio più analitico e mirato.

Per quanto riguarda l'ECL dei crediti deteriorati, sono state recepite le proiezioni macroeconomiche della Banca Centrale Europea e della Banca d'Italia su giugno e dicembre 2020 per la stima del condizionamento agli scenari attesi (forward looking). In continuità con gli scorsi esercizi è stata confermata l'esclusione dello scenario migliorativo rimanendo ancorati allo scenario peggiorativo.

Allo scopo di supportare la clientela impattata dalla pandemia, il presidio del rischio è stato accompagnato dalle iniziative coordinate dalle Divisioni e dall'Area Chief Lending Officer, che hanno assicurato una tempestiva risposta sia dal punto di vista commerciale che creditizio.

Tutte le iniziative sono state pianificate in coerenza con i principi di sana e prudente gestione e secondo l'appetito per il rischio in ambito credito del Gruppo. Le iniziative sono state, in alcuni casi, attivate anticipando alcuni interventi legislativi e orientando le prassi del sistema bancario italiano.

Le iniziative a sostegno avviate nel 2020 hanno riguardato in particolare:

  • la sospensione delle rate dei mutui e dei finanziamenti esistenti per famiglie e imprese (moratorie ex-lege e non legislative);
  • l'attivazione di misure concrete a sostegno delle Imprese Italiane, tra cui plafond e strumenti di supporto della liquidità e per gli investimenti abbinabili a garanzie rilasciate dal Fondo di Garanzia per le PMI ex legge 662/96 e SACE, nonché soluzioni innovative per garantire la business continuity;
  • la sospensione della revoca dei fidi a breve termine, in attuazione delle iniziative di legge previste dal Decreto "Cura Italia" e successivamente dal Decreto "Agosto".

Con riferimento specifico alla gestione del portafoglio, agli indicatori standard di anticipazione dei segnali di deterioramento (early warning indicators) e ai processi di gestione proattiva del credito, è stato introdotto un ulteriore livello operativo di valutazione che coniuga previsioni settoriali e ulteriori indicatori di rischio.

Nell'ambito delle ordinarie iniziative sul credito, il Gruppo ha attivato diverse iniziative volte a gestire eventuali effetti repentini (c.d. "cliff edge") determinati dal termine delle moratorie, legislative e non, sul ripagamento del debito concesse per gestire gli impatti derivanti dalla pandemia. In particolare, sono stati individuati perimetri prioritari sulla base dei seguenti indicatori di rischio:

– rischio di settore medio/alto;

– rating;

– indicatori di vulnerabilità definiti congiuntamente tra Area CLO e Area CRO (basati sui profili di liquidità della controparte, e sulla capacità di onorare il servizio del debito derivante dall'emergenza COVID-19).

43 Tra le misure di sostegno previste da BCE a fronte dell'attuale emergenza sanitaria – comunicate tramite le FAQ pubblicate in data 20 marzo 2020 e lettera indirizzata al Gruppo in data 30 marzo 2020 – è stato stabilito, pur mantenendo valide le decisioni e misure già prese, il posticipo di 6 mesi:

delle scadenze per le azioni correttive imposte nell'ambito di ispezioni (ordinarie, legate al progetto TRIM e sui modelli interni di rischio); – dell'emissione di TRIM Decision, lettere di follow up relative a ispezioni ordinarie e decision sui modelli interni, a meno che il Gruppo non richieda

esplicitamente il provvedimento in quanto legato a benefici per lo stesso. 44 Mentre in condizioni ordinarie infatti l'andamento dei tassi di decadimento e dei tassi di default è generalmente comparabile, in caso di cambiamenti rapidi ed estesi del contesto macroeconomico il comportamento dei due indicatori si disallinea, rendendo l'utilizzo dei tassi di decadimento meno appropriato per la determinazione dei parametri point-in-time del portafoglio.

Il Gruppo sta gestendo la delicata fase di gestione delle scadenze di tale portafoglio attraverso le seguenti azioni:

  • comunicazioni mirate ai clienti per preavvisarli in merito alle scadenze delle misure di sostegno;
  • studio di iniziative di proroghe moratorie / rifinanziamento / prodotti dedicati a supporto della clientela impattata da COVID-19.

L'area CLO definisce e lancia, in via routinaria, iniziative dedicate a specifiche aree di rischio per le quali ritiene opportuno procedere con ulteriori approfondimenti.

Sulla base della segmentazione di business, i team gestionali coinvolti nelle iniziative valutano la rischiosità delle controparti e forniscono alle unità centrali feedback basati su un set predefinito di risultati, sulla cui scelta contribuisce un'analisi strutturata del gestore della relazione (analisi forward-looking quando possibile, valutazione del rischio della controparte atteso nel mese successivo ovvero nei prossimi 12 mesi).

Con riferimento al processo di gestione proattiva del segmento Corporate e in aggiunta alle iniziative che coinvolgono la rete Intesa Sanpaolo, è stato inoltre intensificato il dialogo interno con i gestori della relazione e i desk di prodotto, con particolare focus sui settori maggiormente esposti all'emergenza pandemica, al fine di rilevare tempestivamente segnali di potenziale tensione finanziaria. Utilizzando un approccio bottom-up, i clienti Corporate e le posizioni di importo rilevante (c.d. "big ticket") selezionate sono stati indirizzati ad una fase di valutazione della sostenibilità del debito e di individuazione delle misure di supporto più appropriate.

L'analisi si è basata sia su fonti interne che esterne. In molti casi Intesa Sanpaolo ha richiesto una revisione del piano aziendale delle controparti, e degli scenari post-COVID-19, supportata da analisi indipendenti condotte da consulenti esterni (solitamente Big Four o consulenti industriali internazionali). L'ambito standard delle valutazioni indipendenti svolte dai consulenti esterni include: i) analisi del settore (domanda, concorrenza, tendenza, impatto di COVID-19); ii) dati sugli scambi commerciali storici e correnti; iii) ipotesi alla base dei business plan (top line, costi variabili e fissi, capitale circolante, generazione di flussi di cassa, ecc.) e iv) analisi di sensitività (downside case).

Il Gruppo, al fine di considerare correttamente gli impatti dell'attuale situazione economica con una visione forward looking che fornisca maggiore stabilità alla valutazione del merito creditizio attraverso una più ampia considerazione degli effetti di medio-lungo termine, ha avviato una specifica attività di re-rating per la clientela Corporate. Specifiche linee guida sono state fornite alla rete al fine di garantire un approccio comune da parte degli analisti della Banca. Le linee guida richiedono l'aggiornamento del rating nel caso in cui le proiezioni finanziarie del cliente ovvero le prospettive del settore di appartenenza ravvisino il rischio di una potenziale incapacità della controparte di fronteggiare le fasi avverse del ciclo economico (c.d. "through the cycle").

L'iniziativa di re-rating, che si affianca al piano standard di revisione annuale, è stata avviata su un perimetro comprendente la Divisione Banca dei Territori e la Divisione IMI Corporate & Investment Banking. Le principali logiche di realizzazione dell'iniziativa comprendono i seguenti aspetti:

  • priorità all'aggiornamento del profilo di rischio per la clientela appartenente ai settori maggiormente vulnerabili agli effetti economici della crisi pandemica in corso (Rischio Alto e Medio);
  • analisi approfondita attraverso business model dei settori più duramente colpiti;
  • il giudizio di rating dovrebbe fattorizzare il profilo di rischio del cliente atteso alla fine del 2021, senza però trascurare l'effetto della crisi sulla sostenibilità finanziaria;
  • la stima dei tempi di recupero delle performances economico-finanziarie dell'azienda;
  • il giudizio di rating dovrebbe scontare, in via conservativa, l'effetto della crisi laddove il recupero avvenga in un orizzonte temporale superiore ai 24 mesi;
  • l'uso di moratoria pubblica o specifica non dovrebbe essere di per sé un fattore scatenante per un downgrade, in quanto è volta a preservare la continuità aziendale.

L'iniziativa è stata focalizzata su circa 15.600 clienti con un'esposizione complessiva di 11 miliardi. Al 31 dicembre 2020, il 51% dell'esposizione (circa 5,5 miliardi) è risultato aggiornato, con i seguenti esiti:

  • il 50% (sul totale di 5,5 miliardi già oggetto dell'attività di re-rating) ha riportato un rating invariato;
  • il 30% ha riportato un peggioramento del rating;
  • il 20% ha riportato un miglioramento del rating;
  • il portafoglio Investment Grade è rimasto invariato per il 60% del perimetro, mentre il 32% ha registrato un peggioramento;
  • le controparti con rating "R", corrispondente alle classi di rischio peggiore e che rappresentano solo il 6% del perimetro totale, sono state oggetto di un peggioramento del rating nel 37% dei casi analizzati.
  • Relativamente alle previsioni settoriali, il perimetro oggetto di attività di re-rating ha evidenziato i seguenti risultati:
  • le controparti appartenenti a settori con impatto settoriale da COVID-19 "Basso" (circa 42% del perimetro) presentano un'elevata percentuale di rating invariati (72%);
  • i settori con prospettive di impatto settoriale "Medio" (circa il 44% del perimetro) evidenziano un miglioramento del rating nel 29% dei casi;
  • per le controparti appartenenti a settori con prospettive di "Alto" impatto settoriale da COVID-19 (circa il 13% del perimetro) la percentuale di peggioramento del rating sale al 54%.

Le attività di re-rating riferite alle controparti nel perimetro dell'iniziativa per le quali il rating non risultava ancora aggiornato al 31 dicembre 2020 stanno proseguendo nel primo trimestre del 2021 e sono oggetto di presidio costante da parte delle funzioni dell'area Chief Lending Officer.

Nell'ambito delle iniziative a sostegno della clientela impattata dalla crisi pandemica, Intesa Sanpaolo ha fornito alle controllate estere un framework organico e omogeneo al fine del trattamento delle moratorie (legislative e non), in coerenza sia con quanto effettuato in Capogruppo, sia con le "EBA Guidelines on legislative and non-legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID-19 crisis". In particolare, sono state fornite indicazioni in corrispondenza degli snodi chiave:

  • a) nel I/IIQ in corrispondenza della definizione da parte di EBA delle "general payment moratoria", con la declinazione dei criteri di accesso e delle modalità di applicazione in termini di delibera e targatura forborne;
  • b) nel II/IIIQ in occasione della comunicazione della scadenza del 30 Settembre per le "general payment moratoria" e

conseguente phase out a partire dal 1 Ottobre 2020;

c) nel IVQ in occasione della riattivazione delle "general payment moratoria", con l'introduzione del limite dei 9 mesi di sospensione complessivi e data di attivazione moratorie entro il 31 Marzo 2021.

Con riferimento al rischio di controparte, la crisi legata alla pandemia ha comportato un iniziale aumento delle esposizioni, a causa principalmente della discesa dei tassi di interesse area EUR e del generale e rilevante aumento della volatilità sui principali fattori di rischio. Non si sono tuttavia registrate criticità nel processo di marginazione con le controparti di mercato, seppur in presenza di un elevato aumento delle chiamate di collaterale, sia in termini numerici che di volumi, nelle settimane di maggior stress sui mercati. Anche i processi di compensazione presso le controparti centrali non hanno generato problematiche operative. La situazione dei mercati finanziari si è progressivamente stabilizzata, pur permanendo un livello dei tassi di interesse sui minimi storici che comporta livelli di esposizione elevati verso la clientela. Per quanto riguarda la clientela Banca dei Territori, la Banca ha dato seguito al decreto "Cura Italia" ai sensi del DL 18 del 17 marzo 2020 (misura governativa italiana ad hoc) anche per i derivati: in particolare i clienti appartenenti ai comparti PMI, in bonis, che abbiano presentato richiesta di moratoria per i finanziamenti hanno facoltà di chiedere la moratoria anche sull'eventuale derivato di copertura, fino a fine gennaio 2021. A fine dicembre sono pervenute 175 richieste di sospensione pagamenti derivati OTC, relative ad un outstanding di 340 milioni e pagamenti sospesi fino al 30 giugno 2021 per circa 4,8 milioni. L'operazione più rilevante ha outstanding di 22 milioni e pagamenti sospesi per 285 mila euro.

Da ultimo, con riferimento alle tematiche del rischio di credito, si ricorda che il Gruppo pubblica l'informativa prevista dalle "Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to measures applied in response to the COVID-19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/07) nell'informativa al pubblico "Terzo Pilastro" o "Pillar 3".

2. POLITICHE DI GESTIONE DEL RISCHIO DI CREDITO

2.1.Aspetti organizzativi

Nell'ambito del Gruppo Intesa Sanpaolo, un ruolo fondamentale nella gestione e controllo del rischio di credito è svolto dagli Organi societari che, secondo le proprie competenze, assicurano l'adeguato presidio del rischio di credito individuando gli orientamenti strategici e le politiche di gestione del rischio, verificandone nel continuo l'efficienza e l'efficacia e definendo i compiti e le responsabilità delle funzioni e strutture aziendali coinvolte nei processi.

Il presidio e governo del credito assicurato dagli Organi societari è riflesso nell'attuale assetto organizzativo che individua specifiche aree di responsabilità centrale riconducibili a:

  • Area di Governo Chief Lending Officer;
  • Area di Governo Chief Risk Officer;
  • Area di Governo Chief Financial Officer;

che garantiscono, con l'adeguato livello di segregazione, lo svolgimento delle funzioni di gestione e l'attuazione delle attività di controllo del rischio, nonché la definizione dei processi e degli applicativi a supporto.

L'Area di Governo Chief Lending Officer, avvalendosi delle proprie strutture (Direzione Centrale Concessione BdT, Direzione Centrale Concessione CIB, Direzione Centrale Crediti ISB, Direzione Centrale Governo del Credito, Direzione Centrale Presidio Valore del Credito e Direzione Centrale NPE):

  • assume, direttamente o sottoponendole agli Organi competenti, le decisioni creditizie rilevanti in materia di assunzione e gestione dei rischi di credito del Gruppo, autorizzando direttamente per quanto di competenza, anche per il tramite dei pareri di conformità;
  • assicura, per il perimetro di competenza, la gestione proattiva del credito e garantisce la gestione e il presidio dei crediti deteriorati e in sofferenza mantenuti in gestione interna al Gruppo;
  • idea e gestisce operazioni di cessione di singole posizioni o di portafogli di NPE, esposizioni creditizie e altri asset in perimetro, con la collaborazione di altre funzioni competenti;
  • svolge attività di monitoraggio e controllo sulle attività esternalizzate, incluso il monitoraggio dei KPI delle performance degli outsourcer, assumendo direttamente, o sottoponendole agli Organi competenti, le delibere in ordine alle proposte eccedenti le facoltà delegate agli Outsourcer;
  • contribuisce al processo di formulazione della proposta delle Strategie Creditizie nell'analisi degli impatti sulla concessione del credito e nella loro declinazione in relazione alle variabili di gestione creditizia rilevanti, ferma restando la responsabilità di finalizzazione in capo all'Area di Governo Chief Financial Officer;
  • coordina l'attuazione degli Indirizzi Gestionali Creditizi da parte delle unità preposte del Gruppo, anche nei diversi ambiti societari;
  • analizza l'evoluzione del costo del credito all'interno del Gruppo, tenendo anche conto dell'applicazione delle suddette Strategie Creditizie;
  • attribuisce e valida i rating alle posizioni di competenza, prestando altresì supporto nella definizione dei processi e strumenti di attribuzione del rating;
  • definisce la normativa di riferimento in materia creditizia, i requisiti per lo sviluppo degli strumenti del credito e contribuisce alla formulazione delle proposte di assegnazione delle facoltà di concessione e gestione del credito, ferma restando la responsabilità di finalizzazione delle stesse in capo all'Area di Governo Chief Risk Officer;
  • promuove iniziative finalizzate alla diffusione e allo sviluppo della cultura del credito;
  • garantisce, coerentemente con le linee guida dell'Area di Governo Chief Risk Officer e nel rispetto degli Indirizzi Gestionali Creditizi, la sorveglianza sistematica di primo livello del portafoglio crediti di competenza, individuando fenomeni riferiti a specifici aggregati creditizi caratterizzati da elevati livelli di anomalia per i quali attivare gli opportuni interventi di mitigazione del rischio.

L'Area di Governo Chief Risk Officer ha la responsabilità di declinare il Risk Appetite Framework nell'ambito della gestione dei rischi di credito, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali ed assicura la misurazione e il controllo delle esposizioni

di rischio di Gruppo. Specificamente, l'area di Governo Chief Risk Officer:

  • definisce le metriche per quanto concerne la misurazione del rischio creditizio, anche relativamente alla valutazione collettiva dei crediti in bonis ed alla valutazione su base statistica dei crediti deteriorati;
  • fornisce i modelli di pricing risk adjusted e gli indirizzi in merito alla Perdita Attesa, al Capitale Economico (ECAP) e agli RWA;
  • monitora gli assorbimenti di capitale relativi al rischio di credito, supportando l'Area di Governo Chief Financial Officer nell'attività di gestione attiva del capitale;
  • formula le proposte di attribuzione delle Facoltà di Concessione e Gestione del Credito;
  • convalida i sistemi interni per la misurazione dei rischi;
  • governa il rischio modello;
  • svolge i controlli di II livello per il presidio del rischio di credito.

Le attività sono condotte direttamente dall'Area di Governo Chief Risk Officer sia per la Capogruppo che per le principali società controllate, sulla base di un contratto di servizio.

Con riferimento alle politiche di gestione del credito, l'Area di Governo Chief Financial Officer:

  • coadiuva gli Organi Societari nel definire, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali, gli indirizzi e le politiche di Gruppo in materia di amministrazione, pianificazione e controllo di gestione, studi e ricerche, gestione attiva del portafoglio creditizio, relazioni con gli investitori e con le agenzie di rating e responsabilità sociale ed ambientale;
  • presidia le attività di Credit Portfolio Management a livello di Gruppo, supportando le Divisioni nella gestione attiva del rischio di credito, con l'obiettivo di migliorare il profilo rischio-rendimento del portafoglio creditizio in ottica di creazione di valore per gli azionisti, attraverso strategie creditizie mirate (comprensive di un apposito meccanismo incentivante e disincentivante) e la partecipazione ad operazioni di mercato su portafogli di crediti performing (anche in acquisto) e deteriorati;
  • presiede il coordinamento della "Cabina di Regia Group NPL Plan", organismo manageriale con funzioni consultive, di monitoraggio e di indirizzo, costituito allo scopo di assicurare che gli obiettivi strategici del Piano NPL di Gruppo, approvato annualmente Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, siano realizzati nel rispetto dei target di performance, solidità dei ratio patrimoniali e creazione di valore per il Gruppo.

Il Chief IT, Digital and Innovation Officer definisce il modello e presidia il sistema di Data Governance e di Data Quality del Gruppo, assicurandone la diffusione e l'implementazione e coordinando le attività degli attori coinvolti.

Infine, come per tutti gli ambiti di rischio ed in primis per quello creditizio, il Chief Audit Officer svolge l'attività di revisione interna, volta a individuare violazioni delle procedure e della regolamentazione nonché a valutare periodicamente la completezza, l'adeguatezza, la funzionalità (in termini di efficienza ed efficacia) e l'affidabilità del sistema dei controlli interni e del sistema informativo (ICT audit), con cadenza prefissata in relazione alla natura ed all'intensità dei rischi.

2.2.Sistemi di gestione, misurazione e controllo

Intesa Sanpaolo, in qualità di Capogruppo, ha stabilito delle linee di comportamento in merito all'assunzione di rischio creditizio, al fine di evitare l'eccessiva concentrazione delle esposizioni, di limitare le potenziali perdite negli scenari avversi, di preservare una qualità del credito coerente agli obiettivi di equilibrio patrimoniale ed economico.

Elementi fondamentali per la gestione, misurazione e controllo del rischio di credito sono dati da Perdita Attesa e Risk Weighted Assets, che incorporano gli effetti della dimensione dell'esposizione (Exposure At Default - EAD), della rischiosità relativa del cliente (Probabilty of Default - PD), della previsione di perdita ove ricorrano condizioni di insolvenza – tenuto conto delle garanzie che mitigano l'assunzione di rischio correlata all'affidamento (Loss Given Default - LGD) – e la durata dell'esposizione (maturity), come dettagliato nel paragrafo 2.3.

Le componenti che concorrono alla determinazione dei Risk Weighted Assets costituiscono gli elementi centrali per la determinazione dei livelli di Facoltà di Concessione del credito, dei limiti del Credit Risk Appetite (CRA), del pricing del credito, del calcolo delle rettifiche di valore sulle esposizioni performing e delle rettifiche di valore analitico-statistiche sulle esposizioni non performing, nonché del calcolo del capitale economico e regolamentare.

Il Credit Risk Appetite ha finalità di ottimizzare il profilo rischio-rendimento degli attivi. Mediante le "Regole in materia di Credit Risk Appetite" vengono definite le modalità di applicazione del CRA e le modalità di calcolo della classe di colore di CRA, cui sono associati limiti di esposizione al fine di perseguire una crescita degli impieghi coerente con l'appetito per il rischio definito per il Gruppo. A seguito dell'acquisizione del Gruppo UBI Banca, al fine di assicurare un trattamento omogeneo della clientela, garantire la continuità dell'operatività corrente e un coerente presidio dei rischi del Gruppo, si è reso necessario estendere il framework Credit Risk Appetite (CRA) di Intesa Sanpaolo al perimetro di UBI Banca e IW Bank. Sono stati quindi definiti specifici limiti dedicati all'operatività di UBI Banca e IW Bank nonché la Governance per la gestione dei breach dei limiti in coerenza con quanto già in essere in Intesa Sanpaolo.

Il calcolo del pricing delle operazioni ha come obiettivo la definizione di adeguatezza delle condizioni economiche in considerazione della generazione di valore rispetto alla rischiosità espressa e a tutte le componenti che rientrano nel calcolo del valore, comprensivo anche dei costi imputati alle strutture.

Il capitale a rischio viene definito come la massima perdita "inattesa" in cui il Gruppo può incorrere a determinati livelli di confidenza. Il calcolo è effettuato con riferimento alla situazione del portafoglio attuale e a livello dinamico, determinandone il livello prospettico, sia sulla base dello scenario macroeconomico atteso, sia in relazione a scenari di stress. Il capitale a rischio costituisce elemento fondamentale per la valutazione di adeguatezza patrimoniale del Gruppo e nell'ambito del processo ICAAP viene calcolato sia con riferimento ai parametri regolamentari che in ottica gestionale.

I livelli di Facoltà fissati i termini di RWA, delimitano il potere di delibera nella fase di concessione, specificando le figure professionali delegate e gli iter deliberativi per gli affidamenti per le singole controparti. In particolare, nel caso in cui la concessione di crediti da parte delle controllate del Gruppo ecceda determinate soglie è prevista la richiesta del "Parere di Conformità" agli organi competenti della Capogruppo.

La fase di concessione del credito è disciplinata anche da metriche complementari agli RWA che definiscono meccanismi di coordinamento e strumenti di supporto per l'esercizio continuativo delle responsabilità indirizzo, coordinamento e controllo, in attuazione delle disposizioni di governo societario. In particolare, la normativa aziendale contempla le Regole di Concessione, che specificano le modalità attraverso le quali assumere il rischio di credito verso la clientela e le Regole in materia di Strategie Creditizie che rispondono allo scopo di orientare lo sviluppo e la composizione del portafoglio creditizio verso un profilo di rischio/rendimento riconosciuto ottimale nell'orizzonte di medio lungo periodo.

Con riferimento all'integrazione UBI, a partire da fine Novembre 2020, è stata emanata la normativa transitoria in materia creditizia avente per oggetto la gestione del rischio di credito da attuare nel periodo transitorio.

Tali disposizioni operative transitorie prevedono principalmente:

  • regole comuni per la gestione della clientela condivisa tra ISP e UBI, prevedendo il cumulo dei rischi per la clientela condivisa e un meccanismo di coordinamento tra i gestori delle posizioni condivise;
  • la necessità di richiedere un parere di conformità ai competenti Organi Deliberanti di Intesa Sanpaolo per le proposte di concessione del credito e per le proposte di gestione (classificazione, rettifica di valore e rinuncia) del credito deteriorato oltre soglie stabilite dalle competenti funzioni di Intesa Sanpaolo;
  • una gestione uniforme del presidio su Operazioni di Maggior Rilievo, Parti Correlate, Soggetti Collegati, Esponenti ed altri soggetti rilevanti ex Art. 136 TUB di UBI Banca e Intesa Sanpaolo.

I processi di gestione del rischio di credito prevedono inoltre che tutte le posizioni creditizie siano oggetto di un riesame periodico svolto dalle strutture centrali o periferiche competenti e che la clientela non sia valutata solo in fase di primo affidamento ma anche nel continuo, mediante un processo di monitoraggio con periodicità mensile, che interagisce con i processi e le procedure di gestione e di controllo del credito al fine di assicurare una valutazione tempestiva dell'insorgere di eventuali segnali di deterioramento, con riflesso sul grado di rischiosità delle esposizioni. È attivo infatti, con adattamenti introdotti in concomitanza agli aggiornamenti apportati ai modelli di rating interno, il sistema di intercettamento e classificazione denominato Early Warning System, applicato ai portafogli Corporate, SME Retail, Retail e Institutions. Il motore è stato sviluppato a partire dagli indicatori individuati nell'Asset Quality Review e si compone di una parte statistica, una parte qualitativa e una integrazione di trigger manuali a evento. L'aggiornamento degli indicatori è giornaliero e laddove gli stessi confermino una potenziale situazione di anomalia nella gestione del rapporto, le relative posizioni sono intercettate e segnalate nel Processo di Gestione proattiva.

La valutazione delle rettifiche di valore delle esposizioni performing e sulle esposizioni non performing45 si basa su metodologie coerenti con il principio contabile internazionale IFRS 9, dettagliatamente descritte nella Parte A - Sezione "A. 2 – Parte Relativa alle principali voci di Bilancio" ed in particolare nel paragrafo "Modalità di determinazione delle perdite di valore".

Il rischio Paese rappresenta una componente aggiuntiva del rischio di insolvenza dei singoli prenditori, misurato nell'ambito dei sistemi di controllo dei rischi creditizi. Tale componente è collegata alle perdite potenzialmente derivanti dall'attività di finanziamento internazionale causate da eventi in un determinato Paese che sottostanno, almeno in parte, al controllo del relativo Governo, ma non a quello dei singoli soggetti residenti nello stesso Paese. Il rischio Paese si sostanzia pertanto sia in rischio di trasferimento per le controparti non sovrane, determinato dal blocco dei pagamenti verso l'estero, sia in rischio sovrano che viene invece misurato attraverso il giudizio sul merito creditizio dello Stato sovrano. In questa definizione rientrano tutte le forme di prestito cross-border verso i soggetti residenti in un determinato Paese, siano essi il Governo, una banca, un'impresa privata o un singolo individuo.

La componente di rischio Paese viene utilizzata nell'ambito della concessione di credito a soggetti non residenti, al fine di valutare in via preliminare la capienza dei limiti per il rischio paese stabiliti ex ante. Tali limiti, espressi in termini di capitale economico, identificano il massimo rischio accettabile per il Gruppo, definito su base annua nell'ambito del Risk Appetite Framework di Gruppo.

Il rischio di controparte è una particolare fattispecie di rischio di credito, relativo ai contratti derivati OTC e SFT (Securities

45 La valutazione analitico-statistica delle esposizioni non performing si applica alle esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate e alle posizioni in sofferenza e inadempienza probabile di importo pari o inferiore euro 2 milioni per la Capogruppo. Per le Società del Gruppo, il valore soglia per la valutazione analitico-statistica è fissato da parte dei competenti Organi delle singole Società, di concerto con le strutture di Intesa Sanpaolo, ad un livello in ogni caso non superiore a quello fissato dalla Capogruppo.

Financing Transactions ossia pronti contro termine, prestito titoli e repo), che si riferisce all'eventuale insolvenza della controparte prima della scadenza del contratto. Tale rischio, sovente denominato rischio di sostituzione, è connesso all'eventualità che il valore di mercato della posizione sia divenuto positivo e, dunque, che, in caso di insolvenza della controparte, la parte solvente sia costretta a sostituire la posizione sul mercato, sopportando una perdita.

Per quanto riguarda il rischio di controparte, il Gruppo bancario si è dotato di un modello interno per la misurazione del rischio a livello regolamentare (solo per Capogruppo) e gestionale.

Ai fini della misurazione gestionale degli utilizzi delle linee di credito per i derivati e SFT, l'intero Gruppo bancario adotta il metodo dell'esposizione potenziale futura (stimata con la PFE – Potential Future Exposure – effettiva media). La Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato provvede giornalmente alla stima delle misure di rischio di controparte, ai fini della misurazione degli utilizzi delle linee di credito per derivati OTC e SFT per Capogruppo e Fideuram. Si precisa che anche per le altre banche del Gruppo viene applicato il metodo della PFE, in modalità semplificata, tramite l'utilizzo di Add-on stimati internamente.

Inoltre a completamento del processo di analisi di rischio sulle misure di esposizione attivato nel tempo a seguito degli sviluppi sopra riportati, sono stati attivati i seguenti processi aziendali:

  • definizione e calcolo periodico di prove di stress su scenari di mercato e scenari congiunti mercato/credito sulle misure di rischio controparte;
  • definizione e analisi periodica del rischio di correlazione sfavorevole (Wrong Way Risk), ovvero del rischio di una correlazione positiva tra l'esposizione futura nei confronti di una controparte e la sua probabilità di default;
  • definizione e monitoraggio di limiti gestionali;
  • contribuzione delle misure di rischio di inflows/outflows di collaterale, calcolate tramite il modello interno sul rischio di controparte, per le operazioni in derivati OTC e SFT con accordi di marginazione (CSA, GMRA e analoghi);
  • reporting periodico al management delle misure calcolate a modello interno di esposizione, requisito di capitale, livello di utilizzo dei limiti gestionali, risultati delle prove di stress e delle analisi di rischio di correlazione sfavorevole;
  • definizione e calcolo periodico di analisi di back-testing per monitorare nel tempo le performance predittive del modello rispetto ai movimenti dei fattori di rischio sottostanti le transazioni in portafoglio.

Il rischio di concentrazione deriva dall'esposizione a controparti, gruppi di controparti connesse e controparti nello stesso settore economico o che svolgono la stessa attività o che operano nella stessa regione geografica. Nell'ambito dell'aggiornamento annuale del Risk Appetite Framework, queste sono oggetto di appositi stress test volti a identificare e a valutare le minacce per il Gruppo e le azioni di mitigazione più appropriate:

  • definizione di limiti di esposizione per specifiche aree geografiche ed insiemi di controparti (es: top 20);
  • azioni di limitazione ex ante delle esposizioni particolarmente concentranti, con particolare riferimento alle c.d. "grandi esposizioni" e agli affidamenti verso Paesi a rischio;
  • azioni di correzione ex post del profilo, tramite il mercato secondario del credito, seguendo opportune metriche di giudizio basate sulla massimizzazione del valore complessivo di portafoglio.

Si evidenzia che l'acquisizione di UBI non ha alterato significativamente la posizione complessiva del Gruppo, sia per quanto concerne le posizioni in titoli sia per quanto attiene alle esposizioni creditizie. Alla data dell'acquisizione, il Gruppo UBI deteneva una posizione in titoli di dimensioni contenute e un portafoglio crediti caratterizzato da una limitata incidenza di soggetti corporate e una netta prevalenza di controparti medio-piccole e privati, con conseguenti benefici in termini di diversificazione e frazionamento del portafoglio crediti complessivo di Gruppo.

La Direzione Centrale Convalida Interna e Controlli nell'ambito dell'Area di Governo Chief Risk Officer, con specifiche attività di controllo, nonché di indirizzo e coordinamento, presidia i processi di concessione e gestione del credito sul portafoglio bonis a livello di Gruppo valutandone, attraverso controlli su singole posizioni, la corretta classificazione. Inoltre, valuta la rispondenza nel tempo dei sistemi interni di misurazione e gestione dei rischi per la determinazione dei requisiti patrimoniali alle prescrizioni normative, alle esigenze aziendali e all'evoluzione del mercato di riferimento.

L'attività creditizia del Gruppo risulta orientata verso la clientela italiana (80% del totale, in linea con il valore del 2019) ed è prevalentemente rivolta a famiglie oltre che a piccole medie imprese.

L'interscambio dei flussi informativi di base tra le diverse entità del Gruppo è assicurato dalla Centrale Rischi di Gruppo e dalla "Posizione Complessiva di Rischio", che consentono di evidenziare ed analizzare i rischi creditizi in capo ad ogni controparte/gruppo economico, sia verso il Gruppo nel suo complesso, sia nei confronti delle singole realtà che lo compongono.

Dalla mensilità di settembre 2018 - a seguito della predisposizione dell'architettura di alimentazione e generazione della segnalazione Anacredit finalizzata a supportare la "raccolta di dati granulari sul credito e sul rischio di credito" così come definita dal Regolamento UE 2016/867 del 18 maggio 2016 - è operativo il nuovo impianto segnaletico nel rispetto delle disposizioni regolamentari definite dalla BCE e poste in essere dalle Banche Centrali Nazionali di riferimento.

2.3.Metodi di misurazione delle perdite attese

La perdita attesa risulta dal prodotto di esposizione, probabilità di default e Loss Given Default.

In Intesa Sanpaolo la probabilità di default è misurata attraverso modelli di rating differenziati a seconda del segmento di operatività della controparte (Corporate, SME Retail, Retail, Stati Sovrani, Enti del Settore Pubblico e Banche). Tali modelli consentono di sintetizzare la qualità creditizia della controparte in una misura, il rating, che ne riflette la probabilità di insolvenza con un orizzonte temporale di un anno, calibrata su un livello medio del ciclo economico. I rating calcolati sono, inoltre, raccordati alle classificazioni delle agenzie ufficiali di rating per mezzo di una scala omogenea di riferimento.

Al segmento Corporate sono applicati una pluralità di modelli di rating caratterizzati dall'utilizzo di tutte le fonti informative disponibili e dall'integrazione del giudizio di analisti del credito e gestori della relazione. In particolare:

  • alla generalità delle imprese sono applicati modelli differenziati a seconda del mercato di riferimento (domestico o internazionale) e della fascia dimensionale;
  • per i finanziamenti specializzati sono in uso modelli specifici dedicati alle iniziative immobiliari, alle operazioni di project finance, alle operazioni di Leveraged Buy-Out/acquisition finance e asset finance.

Il modello Corporate è anche utilizzato per il calcolo degli RWA rinvenienti per il portafoglio Equity di Banking Book. Per quanto concerne il portafoglio Retail, l'articolazione dei modelli è la seguente:

  • per il segmento SME Retail è in uso un modello di rating per controparte fortemente decentrato e nel quale gli elementi quantitativi-oggettivi sono integrati da quelli qualitativi soggettivi;
  • per il segmento Retail è in uso, a partire da settembre 2018, un modello di rating per controparte composto dal segmento Mutui Retail e dal segmento Other Retail.

Relativamente al portafoglio Institutions:

  • i modelli per le banche (banche delle economie mature e banche dei Paesi emergenti) si compongono di una parte quantitativa e una parte qualitativa, differenziate a seconda dell'appartenenza a Paesi maturi o emergenti, una componente di rating Paese in qualità di rischio sistemico e una componente di rischio Paese specifico, per le banche maggiormente correlate con il rischio Stato;
  • i modelli per Comuni e Province sono di tipo default model, e per le Regioni sono di tipo "shadow" basati sui rating di agenzia. Sulle ASL e gli altri Enti del settore è stato adottato un approccio di estensione del rating dell'Ente di riferimento (es: Regione), eventualmente modificato a partire da valutazioni sui dati di bilancio (notching).

Relativamente al portafoglio Sovereign, la struttura del modello di rating prevede un modulo quantitativo che tiene conto del rating strutturale assegnato dalle principali agenzie internazionali, del rischio implicito nelle quotazioni di mercato del debito sovrano, della valutazione macroeconomica stimata con un modello econometrico di regressione e di una componente di giudizio qualitativo, che integra il giudizio quantitativo con elementi rilevabili dal più ampio perimetro di informazioni pubblicamente disponibili sull'assetto politico ed economico dei singoli Stati sovrani. Il modello di rating Sovereign è utilizzato esclusivamente a fini gestionali.

Per le banche estere del Gruppo sono adottati modelli PD che possono essere:

  • sviluppati dalle stesse banche estere, in modo da cogliere le specificità del rischio delle controparti locali;
  • in estensione da Capogruppo;
  • mutuati da Capogruppo con adattamenti alla realtà locale.

Alcuni di questi modelli sono utilizzati ai fini di segnalazione, altri solo a fini gestionali, come specificato nella tabella di seguito rappresentata.

I modelli di Loss Given Default (LGD) sono basati sulla nozione di "Economic LGD", ovvero il valore attuale dei flussi di cassa ricavati nelle varie fasi del processo di recupero al netto degli eventuali costi amministrativi di diretta imputazione oltre che di quelli indiretti di gestione sostenuti dal Gruppo e si compone, in sintesi, dei seguenti elementi:

  • stima di un Modello di LGD Sofferenza: a partire dalla LGD osservata sul portafoglio, o "Workout LGD", determinata in funzione dei flussi di recupero e dei costi, viene stimato un modello econometrico di regressione della LGD su variabili ritenute discriminanti per la determinazione della perdita associata all'evento di Sofferenza;
  • applicazione del "Danger Rate", un fattore correttivo moltiplicativo volto a ricalibrare la LGD Sofferenza con l'informazione disponibile sugli altri stati di default, in modo da determinare una LGD rappresentativa di tutti i possibili stati di default e della loro evoluzione;
  • applicazione di un altro fattore correttivo additivo, o "Componente Saldo e Stralcio": questa componente viene utilizzata come add-on alla stima ricalibrata per il Danger Rate al fine di tenere in considerazione i tassi di perdita associati a posizioni per le quali non si è verificato il passaggio a Sofferenza (posizioni in stato di Inadempienza probabile o Past Due).

La determinazione della LGD si avvale di modelli differenziati e specializzati per segmento di operatività (Corporate, SME Retail, Retail, Factoring, Leasing, Enti pubblici e Banche). Come per la PD, per la LGD nelle banche estere del Gruppo sono adottati modelli sviluppati dalle banche stesse, in estensione da Capogruppo con utilizzo dei parametri locali quando necessario o mutuati da Capogruppo con adattamenti alla realtà di ciascuna banca estera.

Per le banche il modello di determinazione della LGD si discosta in parte dai modelli sviluppati per gli altri segmenti in quanto il modello di stima utilizzato si basa sul prezzo degli strumenti di debito osservati 30 giorni dopo la data ufficiale di default e relativi ad un campione di banche che hanno subito il default di tutto il mondo, acquisito da fonte esterna. Il modello si completa con una stima econometrica per la determinazione dei driver più significativi, in linea con quanto effettuato per gli altri modelli.

La LGD Sovereign è stimata analizzando i tassi di recupero storici sui default sovrani e differenziata su cinque categorie a seconda dei fattori di rischio che caratterizzano i singoli paesi. La componente di rischio paese associata alle esposizioni verso controparti non sovrane attribuisce ai paesi LGD differenziate sulla base dell'area geografica di appartenenza, e stimate a partire dall'analisi delle evoluzioni del tasso di cambio della valuta locale rispetto al dollaro USA e di eventuali sostegni ricevuti dal Fondo anticrisi del Fondo Monetario Internazionale.

I modelli LGD Sovereign e transfer sono esclusivamente utilizzati a fini gestionali.

Il calcolo dell'esposizione al default (EAD) si avvale di parametri regolamentari (SME Retail, Factoring, Leasing, Enti pubblici e Banche) e di modelli differenziati e specializzati per segmento di operatività (Corporate e Retail). Specificamente, la metodologia si basa sui dati dei 12 mesi precedenti l'evento di default e si differenzia in base alla presenza o meno di un margine disponibile alla data di osservazione. In ogni caso vengono applicati fattori correttivi in adempimento ai dettami regolamentari e al fine di introdurre un margine di conservativismo sulle stime.

1) ISP autorizzata FIRB dal dicembre 2008, LGD AIRB dal dicembre 2010 ed EAD dal 2017, Banca IMI (2012, dal 2020 incorporata in Capogruppo), ISP Ireland (2010) , VUB (2010) , Intesa Sanpaolo Bank (2017) , ISP Luxembourg (2017). Dal 2017 il modello Corporate è utilizzato anche per calcolare il rischio sul portafoglio Equity di Banking book con LGD 65%/90%.

2) VUB autorizzata da giugno 2012 con riferimento ai modelli PD ed LGD Mutui Retail.

3) VUB autorizzata da giugno 2014.

4) ISP e Banca IMI (incorporata in Capogruppo nel 2020) autorizzate dal 2017.

A seguito dell'acquisizione del Gruppo UBI Banca, al fine di assicurare un trattamento omogeneo della clientela, garantire la continuità dell'operatività corrente e un coerente presidio dei rischi del Gruppo, a settembre 2020 è stato trasmesso all'Organo di Vigilanza il piano strategico per il ripristino della compliance regolamentare relativamente ai rischi di Pillar 1 e la richiesta di utilizzo temporaneo dei relativi modelli interni per il rischio di credito e operativi ai fini delle segnalazioni di vigilanza a livello consolidato. Con specifico riferimento al rischio di credito, sono state avviate le attività propedeutiche alla trasmissione delle richieste a BCE per richiedere l'estensione dei modelli interni Intesa Sanpaolo ai portafogli UBI acquisiti.

In particolare, il Gruppo UBI era stato autorizzato da Banca d'Italia all'utilizzo dei sistemi interni di rating avanzati (AIRB – Advanced Internal Rating Based) per il calcolo dei requisiti patrimoniali a fronte del rischio di credito relativo rispettivamente al segmento Retail regolamentare, sottoclassi "Esposizioni garantite da immobili residenziali" e "Altre esposizioni al dettaglio (SME Retail)", e al segmento Corporate regolamentare. L'autorizzazione prevede l'utilizzo delle stime interne dei parametri di Probabilità di Default (PD) e di Loss Given Default (LGD) per i portafogli RRE – Residential Real Estate (Privati e Imprese Retail), Retail Altro (Imprese Retail) e Corporate. Inoltre, era stato autorizzato ad applicare i nuovi modelli (estensione dei modelli interni per la determinazione degli assorbimenti patrimoniali relativi ai portafogli Corporate e Retail provenienti dalle Nuove Banche, nonché estensione progressiva del perimetro IRB al segmento Other Retail Privati e Qualiyfing Revolving), con conseguente beneficio in termini di minori assorbimenti patrimoniali.

Alla data, l'ambito di applicazione degli approcci autorizzati AIRB, in termini di perimetro societario, è rappresentato da IW Bank e UBI Banca.

Per le società del Gruppo incluse nel piano di roll out, i modelli interni di rating (PD), le componenti EAD e LGD sono sottoposte ad un processo di validazione indipendente agito dalla funzione di Convalida e a un controllo di terzo livello da parte della funzione di Revisione Interna. Ad esito delle attività, vengono prodotte per le autorità di supervisione una relazione di conformità dei modelli alla normativa di Vigilanza, nell'ambito della quale si accerta anche lo scostamento effettivo tra le stime presuntive effettuate ex-ante e i valori reali realizzati ex-post. La relazione, approvata dal Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, attesta il permanere dei requisiti di conformità.

La metodologia di stima della Expected Credit Loss (ECL) adottata ai fini della determinazione delle perdite di valore sui crediti in coerenza con il principio internazionale IFRS 9 è effettuata, a livello di singola operazione o tranche di titolo, partendo dalla modellistica IRB dei parametri di Probabilità di Default (PD), Loss Given Default (LGD) e Exposure at Default (EAD), sulla quale sono effettuati opportuni interventi correttivi, in modo da garantirne la coerenza con le prescrizioni del principio. La descrizione dettagliata delle metodologie adottate dal Gruppo è riportata nella Parte A - Sezione "A. 2 – Parte relativa alle principali voci di Bilancio" ed in particolare nel paragrafo "Modalità di determinazione delle perdite di valore" cui si fa riferimento, nonché a quanto indicato in dettaglio nella sezione "L'approccio del Gruppo Intesa Sanpaolo per la predisposizione del Bilancio al 31 dicembre 2020" della Relazione sull'andamento della gestione e nella Parte A – Sezione 5 – Altri Aspetti – Rischi, Incertezze e Impatti dell'epidemia COVID-19.

In particolare la valutazione delle attività finanziarie riflette la miglior stima degli effetti delle condizioni future, prime tra tutte quelle di contesto economico, sulla base delle quali vengono condizionate le PD e LGD forward looking. Nell'ambito dell'IFRS 9, anche in base alle indicazioni dei Regulators internazionali, assumono rilevanza, in particolare, le informazioni sugli scenari macroeconomici futuri in cui la Banca può trovarsi ad operare e che influenzano, di tutta evidenza, la situazione dei debitori con riferimento sia alla "rischiosità" di migrazione delle esposizioni verso classi di qualità inferiore (riguardando quindi lo "staging") sia agli ammontari recuperabili (riguardando quindi la determinazione della perdita attesa sulle esposizioni). Da un punto di vista metodologico, sono stati analizzati diversi possibili approcci alternativi al fine di prendere in considerazione tali elementi. Rispetto alle diverse alternative considerate, l'approccio che il Gruppo Intesa Sanpaolo ha deciso di adottare è rappresentato dal c.d. "Most likely scenario + Add-on". Secondo tale approccio, il condizionamento macroeconomico di PD e LGD viene effettuato tramite uno scenario base ("Most Likely", coerente con quanto utilizzato per altre finalità aziendali quali, a titolo esemplificativo, budget e piani di impresa) e poi corretto con un Add-On volto ad includere le eventuali differenze rispetto a scenari peggiorativi e migliorativi. Qualora l'impatto dell'Add-On risulti complessivamente positivo sui parametri di rischio, è stato scelto di sterilizzarne l'effetto sia per finalità di staging che di calcolo dell'ECL. Gli scenari macroeconomici, come indicato nella successiva sezione "Modifiche dovute al COVID-19" sono stati determinati

dalla Direzione Studi e Ricerche della Banca tramite modelli previsivi tenendo conto delle previsioni dei principali organismi ed istituzioni nazionali ed internazionali.

Con riferimento a UBI, per la stima delle collettive relative al portafoglio crediti performing è stato utilizzato lo stesso scenario macroeconomico adottato dalla Capogruppo e sono stati effettuati alcuni interventi sulle metodologie adottate, con l'obiettivo di garantire una progressiva convergenza verso gli approcci di Intesa, in vista dell'integrazione prevista nel 2021. In particolare sono stati utilizzati i modelli satellite di Capogruppo comprensivi di overlay garanzie e moratorie e sono stati incorporati ulteriori fattori prudenziali connessi al contesto COVID-19 (correzioni microsettoriali) coerenti con la Capogruppo. Sono state infine avviate le attività propedeutiche all'applicazione a regime dei modelli statistici di Intesa Sanpaolo, in vista delle attività di integrazione del 2021.

Anche l'efficacia dei modelli IFRS 9 viene monitorata dalla funzione di Convalida almeno con cadenza annuale sui parametri di rischio (criteri di staging, modelli di PD, LGD e haircut), sia tramite test di model performance, sia in termini di verifiche di model design e attività di data treatment e code review. Gli esiti vengono rappresentati, in analogia a quanto sopra descritto, nella relazione annuale sui modelli interni ai fini gestionali. In merito alle analisi svolte nel corso del 2020, non sono emerse criticità ed è stato espresso un parere di generale adeguatezza rispetto agli ambiti oggetto di analisi.

Modifiche dovute al COVID-19

Come già sottolineato nella parte introduttiva della presente Sezione, il COVID-19 ha avuto un particolare impatto sulle tematiche della classificazione delle esposizioni creditizie, in particolare per gli aspetti collegati alle moratorie dei pagamenti, nonché sulla valutazione dell'incremento significativo del rischio di credito (SICR) e la misurazione delle perdite attese ai fini della determinazione dell'Expected Credit Losses (ECL) ai sensi del principio IFRS 9.

La classificazione delle esposizioni creditizie oggetto di moratorie COVID-19 è stata oggetto di una regolamentazione nelle specifiche Guidelines EBA ("Guidelines on legislative and non-legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID-19 crisis"). Secondo l'EBA le moratorie, per essere considerate in linea con le sue indicazioni, devono rispettare alcuni requisiti specifici; in sintesi esse devono:

  • essere offerte indistintamente dalla banca ad una platea di soggetti (performing) o a seguito e secondo disposizioni di legge;
  • non prevedere rinunce ad interessi contrattuali o capitali ma solo un mero differimento/allungamento dei pagamenti.

A seguito della attivazione della moratoria "EBA compliant" si blocca il conteggio dello scaduto ai fini dell'identificazione del default (con conseguente classificazione a Past Due deteriorato); inoltre non essendoci rinuncia da parte della banca al rimborso del capitale o alla maturazione degli interessi contrattuali, risulta sostanzialmente irrilevante il calcolo della diminished obligation ai fini dell'individuazione della ristrutturazione onerosa e della conseguente classificazione ad Inadempienza Probabile. La moratoria non viene considerata automaticamente come forbearance measure e, conseguentemente, non costituisce anche un trigger di significativo incremento del rischio di credito con scivolamento ai sensi dell'IFRS 9 a Stage 2 (per le posizioni già in Stage 1). Peraltro, sino al 30 settembre il Gruppo, per le posizioni verso aziende con più elevata rischiosità (individuata attraverso il rating), nel caso di moratoria decisa dalla Banca, effettuava comunque specifiche valutazioni per verificare se considerare o meno la rinegoziazione come misura di forbearance.

In seguito, alla luce del quadro di cauto ottimismo di fine estate, l'EBA non aveva ritenuto adeguato procedere ad una proroga di tale misura eccezionale. L'Autorità aveva quindi ritenuto opportuno ritornare alla prassi secondo cui qualsiasi rinegoziazione dei prestiti debba seguire un approccio caso per caso secondo il consueto quadro prudenziale, cioè con un'analisi volta a valutare se la singola misura sia da considerare una forbearance e/o un evento di default. A partire dal 1°ottobre, quindi, tale verifica è stata applicata a tutte le nuove misure verso imprese e privati (indipendentemente dal rating e dalla tipologia di moratoria).

A seguito della seconda ondata di COVID-19 che ha colpito l'Europa da metà ottobre, l'EBA ha riconsiderato il tema e con la sua comunicazione del 2 dicembre ("Guidelines amending Guidelines EBA/GL/2020/02 on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID-19 crisis") ha:

  • riaperto sino al 31 marzo 2021 la possibilità di concedere moratorie secondo le preesistenti linee guida;
  • introdotto un vincolo di durata massima di nove mesi alle nuove moratorie o all'estensione di una moratoria già esistente. Il termine si applica anche alla concessione di periodi di sospensione non consecutivi (in questo caso si sommano le durate dei diversi periodi). La durata massima di nove mesi non si applica retroattivamente alle moratorie concesse sino al 30 settembre.

Nel corso del mese di dicembre, il Gruppo si è quindi adeguato a quanto previsto nell'amendment emesso da EBA il 2 dicembre, ripristinando il framework in essere al 30 Settembre sopra descritto e introducendo però una valutazione caso per caso sulla classificazione a forborne per le moratorie di nuova concessione o soggette a proroga al momento in cui la durata della sospensione superi i nove mesi, come previsto da EBA.

Prendendo atto, con la riapertura delle moratorie, del venir meno di uno dei principali strumenti di monitoraggio della qualità creditizia e cioè la regolarità dei pagamenti, l'EBA ha altresì specificato che le banche dovranno notificare alle rispettive

autorità competenti un piano che delinea il processo, le fonti di informazione e le responsabilità ai fini della valutazione della potenziale inadempienza probabile dei debitori soggetti a moratorie sui pagamenti (sia legislativa che non legislativa). Tale tematica – ben presente al nostro Gruppo già prima della dovuta sollecitazione delle autorità – è in corso di progressivo rafforzamento, anche ai fini della valutazione delle posizioni come meglio illustrato di seguito, attraverso il processo di revisione ed aggiornamento del rating delle singole controparti, cui si affianca un'analisi specifica sulla singola controparte che ha beneficiato della moratoria volta a cogliere la vulnerabilità della posizione nello specifico contesto COVID-19.

In tema di valutazione dei crediti, il Gruppo ha proceduto a definire in ottica prudenziale specifici adeguamenti sia al processo di valutazione del SICR che ai modelli di valutazione delle perdite attese per tener conto delle specificità degli impatti del COVID-19 sull'economia. L'approccio è stato progressivamente reso più sofisticato e più coerente attraverso la definizione di management overlay che si sono via via arricchiti a seguito della migliore percezione dell'evoluzione della crisi, della definizione di nuovi framework di valutazione delle vulnerabilità attese (es. aggiornamento del framework del CRA, introduzione vulnerabilità microsettoriali), nonché degli esiti delle risposte operative adottate dal Gruppo (es, campagne di rerating, campagne di rivitalizzazione e ristrutturazione del segmento Imprese, analisi prioritaria portafoglio moratorie, ecc.).

In particolare l'approccio adottato, rafforzato nel Bilancio 2020 per alcuni interventi di seguito descritti, si caratterizza anche per una elevata coerenza con le indicazioni della Lettera BCE del 4 dicembre 2020, che sollecita gli enti significativi ad individuare l'aumento significativo del rischio di credito nella fase più precoce possibile e, dato il livello di incertezza indotto dalla crisi pandemica, all'utilizzo di integrazioni nell'applicazione dell'IFRS 9, attraverso l'innesto di parametri soggettivi di giudizio esperto o aggiustamento successivo dei modelli di base (overlay), con particolare attenzione alla coerenza che tali parametri devono avere rispetto alla direzione delle variabili macroeconomiche osservabili e delle previsioni prospettiche.

Si è proceduto quindi a confermare nella sostanza, in considerazione del perdurare dei razionali sottostanti, le scelte individuate in sede di Relazione semestrale. In sintesi:

  • trattamenti una tantum per includere con maggiore granularità tramite trigger straordinari di staging gli impatti dello scenario attuale sulle controparti dei microsettori più penalizzati dalla crisi, anche alla luce di analisi specifiche sulle controparti e della presenza di misure di moratoria;
  • adozione di fattori correttivi sui tassi di default per l'inclusione, da un lato degli effetti benefici attesi dalle importanti iniziative di supporto all'economia quali le garanzie statali non colte dai modelli satellite, dall'altro per incorporare nei modelli l'effetto peggiorativo che le moratorie hanno durante il periodo di loro validità nel traslare ad esercizi futuri i passaggi a default.

Rispetto alle scelte individuate nella Relazione semestrale, le soluzioni previste nel Bilancio 2020 sono caratterizzate ovviamente da alcuni affinamenti e da un maggior grado di sofisticazione, alla luce del maggior arco temporale a disposizione e dell'accresciuto bagaglio informativo utilizzabile. I trattamenti elencati di seguito sono stati applicati anche al portafoglio UBI (al netto delle posizioni in cessione e riclassificate fra le attività in via di dismissione) in maniera sostanzialmente equivalente alla luce delle informazioni disponibili.

Anche le banche estere hanno adottato azioni di management overlay locali con approccio prudenziale.

Di seguito si fornisce quindi una descrizione degli interventi adottati ai fini di Bilancio 2020, indicando brevemente - ove opportuno - gli aggiornamenti rispetto a quanto applicato in semestrale.

Effetti delle garanzie statali acquisite

Questo overlay incorpora, in quanto non previsti dai modelli satellite, gli effetti mitiganti sul rischio prospettico derivante dall'acquisizione di garanzie statali quali quelle derivanti dai decreti "Cura Italia" e "liquidità". Tali garanzie, infatti, hanno consentito alle banche di fornire supporto alla liquidità di controparti che in caso contrario non avrebbero potuto riceverlo, permettendo almeno a una parte di esse di sopravvivere alla crisi in corso.

In analogia a quanto fatto nella Relazione semestrale, questo aspetto è stato oggetto di analisi quantitativa, sulla base delle analisi puntuali effettuate in relazione a evidenze derivate dal Credit Risk Appetite (CRA). In particolare, su un sottoinsieme giudicato adeguatamente rappresentativo dei clienti Intesa Sanpaolo, utilizzando il metodo dei bilanci prospettici sono stati identificati i clienti "con fabbisogno di liquidità" e quelli che tra di loro avrebbero difficoltà a ripagare il debito dopo il periodo di pre-ammortamento ("vulnerabili"). Sono state, quindi, definite due misure di probabilità di default media:

  • probabilità di default media A: in uno scenario ipotetico senza garanzie statali, presumendo che i clienti "con fabbisogno di liquidità" appartenenti alle classi CRA più rischiose (CRA Rosso) abbiano un deterioramento dei loro rating o vadano in default;
  • probabilità di default media B: in uno scenario con garanzie statali i clienti con "fabbisogno di liquidità" e CRA Rosso non vulnerabili sono ipotizzati non avere un deterioramento di rating, mentre quelli vulnerabili avrebbero lo stesso deterioramento ipotizzato sopra.

Il rapporto tra le probabilità di default in questi 2 scenari consente di ottenere un fattore di mitigazione con cui scontare il tasso di default previsto dal modello su 24 mesi.

L'analisi dell'impatto delle garanzie statali evidenzia un importante fattore di contenimento dell'incremento dei tassi di default di sistema conseguente al peggioramento dello scenario in quanto aumenta la platea di clienti che possono accedere al credito e quindi aumenta la liquidità in circolazione aiutando le aziende in temporanea difficoltà. Si ritiene l'effetto stimato comunque prudente, in quanto non sono stati considerati ulteriori benefici (ad es. lo schema delle garanzie riduce i tassi di interesse applicati dalle banche, riducendo di conseguenza il servizio del debito per le imprese e introducendo periodi di preammortamento di 24 mesi).

Effetti delle moratorie concesse: traslazione dei flussi di default

Questo overlay è stato incorporato negli esiti dei modelli satellite di condizionamento forward-looking in quanto teso a "correggere" la stima dei flussi di default attesi (sulla base dell'applicazione degli scenari macroeconomici "COVID" precedentemente descritti) per incorporare l'effetto che le moratorie durante il periodo di loro validità hanno sui passaggi in default. In sostanza, riduce la previsione dei flussi di default durante il periodo di validità della moratoria e la trasla (in aggiunta a quelli stimati dal modello satellite) a quelli successivi, quando le moratorie ex-lege saranno scadute.

L'overlay è applicato alle controparti appartenenti ai segmenti Corporate, Sme Corporate, Sme Retail e Mutui.

Nella Relazione semestrale, le simulazioni effettuate sugli effetti delle moratorie (confermate dalle analisi a consuntivo) avevano consentito di traslare all'anno successivo (2021) una parte dei default della clientela Corporate domestico e SME Retail al tempo stimati dai modelli satellite per il secondo semestre 2020.

Nel Bilancio d'esercizio 2020, invece, l'effetto mitigante trova rilevazione direttamente nei minori default dell'anno, mentre è stato mantenuto, invece, l'atteso "cliff effect" dovuto al passaggio del tempo che comporta per il 2021 flussi aggiuntivi rispetto a quelli stimati dai modelli satellite. Inoltre, al fine di tener conto dello scenario aggiornato - che implica condizioni più severe in termini di crescita dell'attività economica (beni e servizi) nel 2021 - si è rivisto al ribasso rispetto alla semestrale il tasso di sopravvivenza dei default non realizzati nel 2020 e traslati nel 2021. Questi sono stati portati dal 30% al 15% nello scenario base; di conseguenza sono state altresì ricalibrate le percentuali nello scenario migliorativo (30%) e peggiorativo (con azzeramento della sopravvivenza).

Gli effetti di tale overlay, unitamente allo scenario macroeconomico adottato, agiscono attraverso le logiche SICR del Delta PD, quindi con incremento dei passaggi a Stage 2 e di ECL. Inoltre, ai fini del Bilancio 2020, sono state anche condotte ulteriori valutazioni dei criteri di vulnerabilità dei crediti in moratoria che hanno condotto a trasferire portafogli a Stage 2 attraverso i trigger di seguito descritti.

Vulnerabilità microsettoriale e moratorie per l'identificazione di trigger straordinari di scivolamento a Stage 2

Come è noto, il principio IFRS 9 richiede che qualora sia rilevato un significativo incremento del rischio di credito (Significant Increase in Credit Risk – SICR, che comporta la necessità di includere le esposizioni nel cd. Stage 2), occorre valutare le perdite attese lungo l'intera vita residua dell'esposizione creditizia. Negli altri casi (assenza di significativo incremento del rischio di credito), la perdita attesa va calcolata avendo a riferimento l'orizzonte temporale di 12 mesi (esposizione ricompresa nel cd. Stage 1).

Nell'approccio adottato dal Gruppo Intesa Sanpaolo, il parametro che misura la variazione del rischio creditizio e, dunque, l'eventuale incremento "significativo" del rischio, è il rischio di default, espresso dalle variazioni della Probabilità lungo l'intera durata residua dell'attività finanziaria (di seguito, "Delta PD lifetime"), calcolata tenendo in considerazione gli effetti degli scenari macroeconomici attesi.

Oltre alla PD lifetime, nell'identificazione del SICR Intesa Sanpaolo prende in considerazione altri due elementi: (i) i giorni di scaduto come indicatore di deterioramento del merito di credito della controparte, deterioramento che diventa in via presuntiva "significativo" qualora lo scaduto superi i 30 giorni; (ii) le concessioni di misure di forbearance.

Ciò premesso, per quanto riguarda la staging allocation derivante dalla componente "Delta PD Lifetime" - che è la casistica prevalente di determinazione delle esposizioni in Stage 2 - il condizionamento forward-looking basato su scenari come quelli determinati dalla crisi pandemica, solo parzialmente limitati dagli effetti mitiganti presentemente descritti, è già un importante elemento di spiegazione della migrazione da Stage 1 a Stage 2 del portafoglio performing rilevato nel corso del 2020.

In tale contesto hanno inciso anche le iniziative varate per il re-rating delle controparti nel corso del 2020 (sia in ambito Banca dei Territori che IMI C&IB) che sono state supportate da apposite linee guida e tool di analisi, volte a supportare la valutazione al fine di identificare correttamente gli aspetti di deterioramento della qualità creditizia derivante da elementi anche non direttamente collegati alla crisi pandemica o da essa intensificati, rispetto ad elementi più contingenti derivanti dalla crisi e tenendo conto, secondo una prospettiva più forward-looking nella valutazione del rating, della capacità e velocità di recupero delle controparti maggiormente impattate e degli effetti differenziati sui settori di appartenenza.

Per quanto riguarda, invece, i trigger "30 giorni past due" e "forbearance" che rappresentano anche in condizioni ordinarie una quota marginale delle causali di classificazione a Stage 2 (di norma la revisione del rating intercetta anticipatamente il peggioramento della qualità creditizia della controparte), le diverse iniziative in tema di moratoria dei pagamenti, descritte in precedenza, hanno determinato un depotenziamento della loro significatività ai fini di staging allocation sul quale sono intevenuti i trigger straordinari di scivolamento a Stage 2 definiti dal Gruppo.

Un ulteriore fattore da considerare, inoltre, discende dai fattori di vulnerabilità originati dalla situazione pandemica e dalle relative ricadute economiche che non siano adeguatamente intercettate dalle metodologie di stima della PD Lifetime. Questo aspetto è stato individuato, già a partire dalla Relazione semestrale 2020, nella considerazione delle specificità microsettoriali. Infatti, ai fini della determinazione della PD Lifetime la metodologia IFRS 9, derivata dagli approcci seguiti per l'applicazione delle norme prudenziali, considera settori ampi per garantire la stabilità delle stime. Nell'attuale contesto di crisi, ci si attende che l'impatto sui singoli microsettori possa essere diversificato, con comportamenti anche molto polarizzati rispetto all'andamento del macrosettore di appartenenza, per cui tale distanza possa comportare un grado di peggioramento della qualità creditizia non colto dalle attuali regole di SICR.

Su tale aspetto si è espressa anche la BCE nella Lettera BCE del 4 dicembre 2020:" […] I debitori sono colpiti (direttamente o indirettamente) dalla pandemia di coronavirus (COVID-19) in misura differente, a seconda del loro settore. A tale riguardo, le informazioni macroeconomiche e/o l'impatto avverso sull'attività di determinati settori potrebbero essi stessi denotare un aumento significativo del rischio di credito per le esposizioni che hanno subito effetti negativi. Il passaggio a stage 2 potrebbe essere necessario anche soltanto a seguito di queste circostanze particolari, sempre che informazioni più granulari a disposizione non dimostrino che le esposizioni possano permanere a stage 1. Ricorrendo a un approccio più differenziato, si potrebbe confutare l'ipotesi che gli effetti avversi derivanti dal contesto operativo, finanziario ed economico si ripercuotano sull'intero portafoglio".

A tal fine, si è tenuto conto di una analisi bottom-up effettuata a supporto della revisione del Framework del Credit Risk Appetite (CRA) per effetto della pandemia COVID-19, che è stata basata sull'applicazione degli scenari micro-settoriali rilasciati dalla Direzione Studi e Ricerche. La metodologia CRA prevede l'elaborazione di dati di bilancio prospettici, per singola controparte, simulati considerando lo scenario microsettoriale di appartenenza e, sulla base di questi dati, la stima di un rating forward looking nel punto di atterraggio al termine dell'orizzonte di previsione.

Inoltre sulla base del rating prospettico sono state rigenerate le matrici di transizione Point-in-Time secondo la metodologia IFRS 9 e, di conseguenza, calcolata la nuova ECL a livello di controparte. Conseguentemente è stato possibile, su un cluster significativo di esposizioni raggruppate per microsettore, confrontare tale ECL con quella calcolata sulle stesse controparti secondo la metodologia IFRS 9 (basata sui modelli satellite a livello di macro aggregati) e calcolare il relativo "delta ECL".

Pertanto, qualora il microsettore evidenzi un comportamento peggiorativo tale da superare la soglia di "delta ECL" relativa, esso viene considerato più vulnerabile del macroaggregato di riferimento. Sulla base, inoltre, di una valutazione expert based, sono stati aggiunti ulteriori 21 microsettori (ritenuti vulnerabili e non colti dalla metodologia dei bilanci prospettici per aspetti specifici, come nel caso delle imprese operanti nel settore delle costruzioni per le quali la variabile "fatturato" non è significativa) fino ad individuare nel complesso 56 microsettori, rappresentativi del 16% delle esposizioni dei segmenti Corporate e SME Corporate del perimetro in esame.

Ciò premesso, sono stati dunque definiti i seguenti trigger di passaggio a Stage 2 per le controparti appartenenti ai segmenti Corporate e SME Corporate (non già classificate in tale stadio di rischio) qualora rientrino nelle seguenti tre condizioni simultanee:

  • appartengono ai micro-settori ad alto rischio come sopra identificati;
  • hanno sfruttato almeno una volta il provvedimento straordinario della moratoria;
  • hanno un rating peggiore o uguale a M4 (equivalente a BB nella scala di rating esterni), per evitare di considerare le controparti che possono avere approfittato del provvedimento per opportunità e non per necessità.

Anche per quanto riguarda i portafogli Retail e Sme Retail è stato introdotto un trigger straordinario di scivolamento in Stage 2 per le controparti che hanno usufruito di almeno un provvedimento straordinario (moratoria) e che sono considerate rischiose (rating pari o peggiore di RT10 per il Retail o M4 per lo Sme Retail). Inoltre, si è tenuto conto delle evidenze emerse dall'Action Plan «moratoria, rifinanziamento e rinegoziazione», nell'ambito delle iniziative Coraggio Italia, completato nel corso del IVQ 2020 al fine di analizzare prioritariamente i cluster più rischiosi di clientela con moratorie in scadenza. Per quanto l'iniziativa in corso si configura con un approccio rolling a valere sui portafogli con moratorie in scadenze successive, il primo lotto lavorato è stato verificato negli esiti per integrare i trigger di Stage 2 "straordinari" non già colti dalle soprarichiamate regole.

Sono stati considerati gli esiti dell'iniziativa su portafogli Privati e Imprese Retail della Divisione Banca dei Territori che, a partire da cluster definiti sulla base di driver di rischio specifici, hanno richiesto ai singoli gestori una valutazione prioritaria (scaturita in un esito semaforico) volta ad individuare la clientela sulla quale supportare la ripresa dei pagamenti a scadenza con idonei interventi in funzione della prospettiva di un accompagnamento temporaneo alle difficoltà finanziarie. In sintesi gli esiti semaforici prevedevano, agli estremi, la clusterizzazione delle esposizioni in semaforo verde con ripresa dei pagamenti sostenibili senza interventi, salvo eventuali rifinanziamenti dei dispositivi in essere, e rossi con ripresa pagamenti non sostenibile, nessun intervento possibile e quindi oggetto di iniziative volte al loro trasferimento a stati di maggior rischio. Il semaforo giallo è stato invece assegnato in presenza di ripresa pagamenti non sostenibile, con valutazione di necessità di rinegoziazione, e ripresa pagamenti temporaneamente non sostenibile, quindi con necessità di proroga e di attento monitoraggio dell'evoluzione del rischio, mentre quello arancione in caso di valutazione di ripresa pagamenti non sostenibile, ma con scarse possibilità di intervento e quindi da considerare in watch list per i mesi successivi.

Di conseguenza, sono state classificate in Stage 2 le posizioni emerse con esito semaforico giallo o arancione, non già in Stage 2 per effetto dell'applicazione delle metodologie IFRS 9 o dei Trigger di Stage 2 precedentemente descritti.

Anche gli esiti, desumibili a fine 2020, dell'iniziativa "Rivitalizzazione e Ristrutturazione del Segmento Imprese post-COVID" sul perimetro CIB sono state analizzate per il trasferimento in Stage 2 in riferimento al livello di severity Arancione e Giallo, che ha riguardato circa il 15% del cluster.

Scenari utilizzati nella determinazione dell'ECL ed analisi di sensitività

Come indicato più in dettaglio nel capitolo "L'esercizio 2020 in sintesi" della Relazione sulla gestione, ai fini delle valutazioni dell'Expected Credit Loss secondo IFRS 9 al 31 dicembre 2020, il Gruppo ha allineato le proprie previsioni macroeconomiche alle indicazioni, ribadite nella recente Lettera della BCE del 4 dicembre 2020, le quali sottolineano che "[…] si raccomanda agli enti significativi di continuare ad ancorare gli scenari di base dell'IFRS 9 alle previsioni della BCE in maniera non distorta". In particolare la Direzione Studi e Ricerche, in interazione con Area CRO, ha prodotto gli scenari IFRS 9 (most likely e alternativi) utilizzando le previsioni (baseline, mild e severe) pubblicate da Eurosistema/BCE il 10 dicembre, unitamente alle analoghe previsioni baseline per l'economia Italiana pubblicate da Banca d'Italia.

La tabella successiva mostra, dunque, gli scenari prodotti e utilizzati per la determinazione delle valutazioni delle Expected Credit Losses. In particolare, sono state utilizzate direttamente le previsioni BCE / Banca d'Italia per gli indicatori da loro forniti, mentre - come avviene abitualmente con gli indicatori extra UE, identificati soltanto in parte - le altre variabili necessarie sono state sono state ricostruite mediante simulazioni con la modellistica interna secondo la metodologia standard prevista per tale processo nel Gruppo Intesa Sanpaolo.

Per quanto riguarda le banche estere della Divisione International Subsidiary Banks e Banca Intesa Russia, si è proceduto in analogia a quanto fatto centralmente, tenuto conto della minor sofisticazione di alcune realtà. In particolare le banche che adottano i modelli satellite interni ai fini della stima della PD Point in Time (PIT) Forward Looking hanno introdotto scenari locali coerenti con quello BCE di dicembre 2020 o con gli scenari rilasciati dal Regulator locale.

Scenari macroeconomici Intesa Sanpaolo per il calcolo dell'ECL nel Bilancio 2020
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Baseline Migliorativo Peggiorativo
2020 2021 2022 2023 2020 2021 2022 2023 2020 2021 2022 2023
Italia Real GDP Italy -9,0% 3,5% 3,8% 2,3% -8,5% 6,2% 2,5% 1,9% -9,1% -0,5% 2,6% 1,7%
CPI Italy -0,2% 0,5% 0,9% 1,2% -0,1% 0,6% 1,2% 1,4% -0,2% -0,3% 0,4% 1,0%
Residential Property Italy 2,4% -2,0% 0,5% 1,0% 2,7% 0,3% 2,0% 3,1% 2,4% -5,0% -2,7% -1,7%
10Y BTP yield 1,2% 0,8% 1,0% 1,2% 1,1% 1,0% 1,4% 2,2% 1,2% 1,0% 1,3% 1,7%
BTP-Bund Spread 10Y 1,6% 1,3% 1,5% 1,6% 1,6% 1,3% 1,5% 1,6% 1,7% 1,6% 1,8% 2,1%
Italian Unemployment 9,2% 10,4% 10,0% 9,5% 9,3% 10,2% 9,9% 9,5% 9,4% 11,6% 11,8% 11,5%
Euro
Area
Real GDP EUR -7,3% 3,9% 4,2% 2,1% -7,2% 6,0% 4,3% 2,1% -7,6% 0,4% 3,0% 2,9%
CPI EUR 0,2% 1,0% 1,1% 1,4% 0,2% 1,1% 1,3% 1,5% 0,2% 0,7% 0,6% 0,8%
Equity ESTOXX 50 -5,2% 4,6% 4,0% 2,9% -1,6% 12,0% 3,6% 3,3% -5,5% -5,2% -7,0% -4,7%
Euro/\$ 1,14 1,18 1,18 1,18 1,14 1,16 1,14 1,17 1,13 1,17 1,17 1,19
Euribor 3M -0,4% -0,5% -0,5% -0,5% -0,4% -0,5% -0,5% -0,2% -0,5% -1,0% -1,0% -0,9%
EurIRS 10Y -0,1% -0,2% -0,1% 0,1% -0,1% 0,0% 0,2% 0,8% -0,2% -0,4% -0,2% -0,2%
10Y Bund yield -0,5% -0,5% -0,5% -0,4% -0,5% -0,2% 0,0% 0,6% -0,5% -0,6% -0,5% -0,4%
EUR Unemployment 8,0% 9,3% 8,2% 7,5% 7,9% 8,8% 7,5% 6,9% 8,1% 10,3% 9,9% 9,4%
US Area Real GDP US -3,5% 4,2% 2,7% 2,1% -3,5% 5,2% 3,9% 2,5% -4,1% 0,3% 0,2% 0,2%
Equity US 10,0% 7,3% -0,4% -0,6% 15,0% 29,0% 6,2% 2,8% 9,8% -4,2% -4,6% -4,4%
US Unemployment 8,2% 6,5% 5,6% 4,8% 8,2% 6,3% 5,1% 4,3% 8,4% 8,7% 7,8% 6,7%

Alla luce della situazione epidemiologica prospettabile agli inizi di dicembre 2020, nello scenario baseline si ipotizza un solo parziale successo nel contenere il virus, con una persistenza delle infezioni nei primi trimestri 2021 e le conseguenti misure di contenimento. Tuttavia, si prevede che queste ultime comporteranno costi economici inferiori rispetto a quelli sostenuti durante i rigorosi blocchi iniziali. Si prevede dunque che l'economia si rianimerà gradualmente. Il periodo di transizione durerà fino a quando le campagne vaccinali non avranno raggiunto una massa critica significativa, che si presume accada verso la metà del 2021.

Nello scenario worst, si presume, invece, che le nuove restrizioni poste in essere per fronteggiare la seconda ondata emersa sul finire del 2020 abbiano un impatto più dannoso sull'attività economica e non riescano a contenere efficacemente la malattia, con l'eventualità di dover affrontare una possibile nuova ondata nel corso del 2021. Tale nuova ondata richiederebbe il mantenimento di misure di contenimento più rigorose di quelle di fine 2020. Gli sforzi sostenuti per prevenire la diffusione del virus continuerebbero comunque a smorzare l'attività nei settori dell'economia fino ad una significativa diffusione dei vaccini che in questo caso non esplicherebbe i suoi effetti solo a fino anno.

Lo scenario migliorativo, con riferimento al quadro sanitario, presuppone un effettivo contenimento del virus. Il rigido periodo di blocco è seguito da un graduale riavvio delle economie. Il contenimento riuscito della diffusione del virus durante la seconda ondata è dovuto ai rapidi progressi nei trattamenti e alla efficiente diffusione dei vaccini, aprendo così la strada ad un graduale ritorno alla normale attività. Tale scenario non presuppone la rinascita del virus e crede in risposte economiche di notevole successo da parte delle autorità.

Tali scenari sono stati applicati nella valutazione dei crediti secondo il modello "Most-Likely scenario + Add-on" descritto nelle "Politiche contabili" e nel precedente capitolo della presente sezione della Nota Integrativa.

In considerazione dell'elevata incertezza che ha caratterizzato il contesto economico-finanziario di riferimento, evidenziata dall'estrema volatilità degli scenari sopra evidenziati, l'Expected Credit Loss (ECL) di Gruppo per l'anno 2020 determinata nella logica del principio IFRS 9 è stata oggetto di analisi di sensitività al fine di analizzarne la variabilità ai diversi scenari alternativi, anche alla luce del rafforzamento delle indicazioni fornite in tal senso dai Regulator nel corso del 2020, finalizzate a sensibilizzare gli enti finanziari ad includere in Bilancio una disclosure adeguata a consentire al mercato di interpretare le possibili evoluzioni – e potenziali impatti - del rischio di credito nel breve/medio periodo.

Tale analisi è stata condotta sul portafoglio crediti performing (Stage 1 e Stage 2) relativamente al perimetro rappresentativo del Gruppo (Capogruppo e banche della Divisione IMI C&IB che rappresentano circa l'80% dell'esposizione complessiva del Gruppo) assumendo come scenario di riferimento i singoli scenari alternativi (migliorativo e peggiorativo) utilizzati ai fini della determinazione dell'Add-On, in luogo dello scenario Most-Likely, mantenendo attivi gli effetti derivanti dall'adozione dei managerial adjustments e overlays, utilizzati per tener conto - nel contesto di eccezionalità quale quello COVID-19 – degli elementi specifici che permettono di rendere più coerenti le stime delle perdite attese.

La sensitivity del portafoglio allo scenario peggiorativo, vedrebbe un significativo scivolamento di controparti in Stage 2, la cui esposizione subirebbe un potenziale incremento del 25%, con un conseguente aumento dell'ECL 2020 stimato attorno al 17% (circa 400 milioni), e un maggior coverage medio di circa 10 bps.

Viceversa, l'analisi di sensitività del portafoglio allo scenario migliorativo, vedrebbe una significativa riduzione dello stock di posizioni in Stage 2 che si ridurrebbe del 30% con un potenziale beneficio economico sull'ECL 2020 in diminuzione del 29% (superiore a 600 milioni), e conseguente diminuzione dell'indice di copertura di circa 18 bps.

A completamento dell'informativa, in linea con quanto previsto dalla citata comunicazione del 15 dicembre di Banca d'Italia

che integra la Circolare 262, si vedano anche le informazioni quantitative circa i finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19 e le relative rettifiche di valore nette per rischio di credito pubblicate, rispettivamente:

  • in Parte B Informazioni sullo stato patrimoniale Attivo, nelle tabelle:
    • o 3.3a Finanziamenti valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva oggetto di misure di sostegno Covid-19: valore lordo e rettifiche di valore complessive;
    • o 4.4a Finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno Covid-19: valore lordo e rettifiche di valore complessive;
  • in Parte C Informazioni sul conto economico:
    • o 8.1a Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo a finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno Covid-19: composizione;
    • o 8.2a Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo a finanziamenti valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva oggetto di misure di sostegno Covid-19: composizione.

Infine, per le informazioni quantitative in merito ai trasferimenti tra i diversi stadi di rischio di credito e i finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19 suddivisi per categoria di esposizioni deteriorate, si fa rinvio alle seguenti tabelle della presente parte E (Sezione 2 "Rischi del consolidato prudenziale") del presente Bilancio consolidato:

  • A.1.3a Finanziamenti oggetto di misure di sostegno Covid-19: trasferimenti tra i diversi stadi di rischio di credito (valori lordi);
  • A.1.5a Finanziamenti oggetto di misure di sostegno Covid-19: valori lordi e netti.

2.4.Tecniche di mitigazione del rischio di credito

Rientrano nell'ambito delle tecniche di mitigazione del rischio quegli strumenti che contribuiscono a ridurre la perdita che la Banca andrebbe a sopportare in caso di default della controparte ovvero la Loss Given Default descritta nel paragrafo precedente; esse comprendono, in particolare, le garanzie ed alcuni contratti che determinano una riduzione del rischio di credito.

La valutazione di tali fattori mitiganti è effettuata associando ad ogni singola esposizione una Loss Given Default che assume valori più elevati nel caso di finanziamenti ordinari non garantiti e si riduce, invece, in funzione della forza incrementale dei fattori mitiganti eventualmente presenti. I valori di Loss Given Default sono successivamente aggregati a livello di cliente, in modo da esprimere una valutazione sintetica della forza dei fattori mitiganti sul complessivo rapporto creditizio.

Nell'ambito del processo di concessione e gestione del credito, viene incentivata l'acquisizione di fattori mitiganti a fronte di controparti con un rating non investment grade, ovvero di alcune tipologie di operazioni a medio lungo termine.

Tra i fattori mitiganti a più alto impatto rientrano i pegni su attività finanziarie e le ipoteche su immobili residenziali; altre forme di mitigazione del rischio sono i pegni su attività non finanziarie e le ipoteche su immobili non residenziali.

La forza delle garanzie personali rilasciate da soggetti rated, tipicamente banche/assicurazioni, Confidi e imprese, viene invece graduata sulla base della tipologia della garanzia e della qualità creditizia del garante.

Processi di dettaglio disciplinano la materiale acquisizione delle singole garanzie, individuando le strutture responsabili nonché le modalità per il loro corretto perfezionamento, per l'archiviazione della documentazione e per la completa e tempestiva rilevazione negli applicativi delle pertinenti informazioni.

L'insieme della regolamentazione interna, dei controlli organizzativi e procedurali, è volto ad assicurare che:

  • siano previsti tutti gli adempimenti per la validità ed efficacia della protezione del credito;
  • sia definita, per le garanzie di uso generale e corrente, una contrattualistica standard corredata da complete istruzioni per il suo utilizzo;
  • siano individuate le modalità di approvazione dei testi di garanzia difformi dagli standard da parte di strutture diverse rispetto a quelle preposte alla gestione della relazione commerciale con il cliente.

La gestione delle garanzie attive utilizza una piattaforma unica a livello di gruppo ed integrata con l'anagrafe dei beni e con il portale che gestisce le valutazioni immobiliari.

L'erogazione del credito con acquisizione di garanzie reali è soggetta a norme e processi interni per la valutazione del bene, il perfezionamento della garanzia e il controllo del valore. L'eventuale realizzo forzoso della garanzia è curato da strutture specialistiche deputate al recupero del credito.

La presenza di garanzie reali non esime, in ogni caso, da una valutazione complessiva del rischio di credito, incentrata principalmente sulla capacità del prenditore di far fronte alle obbligazioni assunte indipendentemente dall'accessoria garanzia.

La valutazione delle garanzie pignoratizie è basata sul valore reale, inteso quale valore di mercato per gli strumenti finanziari quotati in un mercato regolamentato, o diversamente, quale valore di presunto realizzo. Al valore così determinato sono applicati degli scarti percentuali, differenziati in funzione degli strumenti finanziari assunti a garanzia.

Per le garanzie immobiliari si considera, invece, il valore di mercato prudenziale o, per gli immobili in corso di realizzazione, il costo di costruzione, al netto di scarti prudenziali distinti sulla base della destinazione dell'immobile.

La valutazione dei beni è effettuata da tecnici interni ed esterni. I tecnici esterni sono inseriti in apposito elenco di professionisti accreditati sulla base di una verifica individuale della capacità, professionalità ed esperienza. La valutazione di immobili residenziali posti a garanzia di mutui a privati è affidata principalmente a società specializzate. L'operato dei periti è costantemente monitorato, tramite riscontri statistici e controlli a campione effettuati centralmente.

I tecnici devono redigere le stime sulla base di rapporti di perizia standardizzati e differenziati secondo la metodologia di valutazione da applicare e le caratteristiche del bene, nel rispetto delle Regole di valutazione immobiliare ai fini creditizi redatte dalla Banca. Le regole interne sono coerenti con le "Linee Guida per la valutazione degli immobili in garanzia delle esposizioni creditizie" promosse da ABI e con gli European Valuation Standards.

La gestione delle valutazioni immobiliari si avvale di un'apposita piattaforma integrata che presidia l'intera fase dell'istruttoria tecnica, garantendo un corretto conferimento degli incarichi, con modalità indipendenti e sulla base di criteri obiettivi, un completo monitoraggio del work flow, una puntuale applicazione degli standard valutativi e la conservazione di tutte le informazioni e dei documenti attinenti ai beni immobili.

Il valore di mercato dell'immobile dato a garanzia viene ricalcolato periodicamente attraverso varie metodologie di valutazione che si avvalgono di prezzi/coefficienti acquisiti da un fornitore esterno che presenta comprovate capacità e reputazione nella

rilevazione e misurazione dei prezzi di mercato del patrimonio immobiliare italiano.

Il valore dei beni è soggetto ad un monitoraggio costante. Per gli immobili in corso di costruzione, i periti eseguono sopralluoghi e verificano lo stato di avanzamento lavori. Un aggiornamento puntuale della valutazione è effettuato nei casi di restrizione o frazionamento dell'ipoteca, in presenza di danni all'immobile, a fronte di significative svalutazioni evidenziate dagli indicatori di mercato utilizzati per la sorveglianza del fair value e, in ogni caso, secondo scadenze stabilite per le esposizioni di maggior rilievo o a fronte di garanzie immobiliari che assistono crediti deteriorati.

Al fine di limitare i rischi di insussistenza o cessazione della protezione sono previste specifiche tutele, quali: il reintegro del pegno in presenza di una diminuzione del valore iniziale dei beni o, per le garanzie immobiliari, l'obbligo della copertura assicurativa contro i danni da incendio nonché la presenza di un'adeguata sorveglianza del valore del bene immobile. E' inoltre operante una polizza assicurativa "ombrello" che, salvo limitate eccezioni, copre i danni sull'intero portafoglio di immobili ipotecati a garanzia dei finanziamenti concessi. Le garanzie sono sottoposte a un puntuale e periodico controllo mediante un apposito applicativo, il c.d. "verificatore CRM", all'interno del quale sono stati implementati una serie di test per appurare l'effettivo rispetto dei requisiti richiesti dalla regolamentazione in materia di Vigilanza prudenziale.

L'applicativo di supporto consente di accertare se le garanzie ricevute risultano eleggibili o meno con riferimento a tutti i tre metodi ammessi dalla normativa per il calcolo del requisito patrimoniale (Standardised e Internal Rating Based). In accordo con le peculiarità proprie di ciascuna categoria, l'esito di eleggibilità è definito a livello di singola garanzia per quelle unfunded (tipicamente le garanzie personali) ovvero, nel caso di garanzie reali, per ciascun bene o strumento finanziario.

La Banca ha completato l'implementazione di due sistemi integrati di gestione di tutti i beni e garanzie (PGA – Portale Garanzie Attive e ABS – Archivio Beni di Sistema) al fine di rendere più efficiente la gestione dei collaterali. Parallelamente è stato sviluppato uno specifico sistema dedicato alla gestione delle sofferenze, per la tracciatura delle principali azioni giudiziarie, in particolare quelle connesse all'escussione delle garanzie reali immobiliari (EPC - Ex Parte Creditoris).

Per quanto riguarda la mitigazione del rischio di controparte per i derivati OTC (non regolamentati) e per le operazioni di tipo SFT (Securities Financing Transactions, ossia Prestito titoli e Pronti contro termine), il Gruppo utilizza accordi bilaterali di netting che consentono, nel caso di default della controparte, la compensazione delle posizioni creditorie e debitorie.

Questo avviene tramite la sottoscrizione di accordi di tipo ISDA (International Swap Derivatives Association) e ISMA/PSA (International Securities Market Association / Public Securities Association), che permettono, nel rispetto della normativa di vigilanza, anche la riduzione degli assorbimenti di capitale regolamentare.

Inoltre, il Gruppo ha in essere accordi di collateral, principalmente con marginazione giornaliera, per la copertura dell'operatività in derivati OTC (Credit Support Annex), anche in virtù dell'obbligo di marginazione dei derivati non compensabili centralmente, previsto dalla normativa EMIR; per gli SFT la Banca pone in essere accordi di marginazione giornaliera (GMRA - Global Master Repurchase Agreements e GMSLA - Global Master Securities Lending Agreement).

Nell'ambito del rischio sostituzione, a mitigazione dell'esposizione a rischio verso definite controparti, la Banca acquista protezione tramite Credit Default Swap single names. Inoltre la Banca utilizza anche l'acquisto di CDS single names o su indici a mitigazione del rischio di aggiustamento della valutazione del credito o CVA.

Nel corso del 2020 in Capogruppo sono proseguite le attività relative al Progetto "GARC" (Gestione Attiva Rischi di Credito), piattaforma utilizzata per il presidio del rischio di credito di portafogli "in bonis". L'iniziativa prevede l'acquisizione in via sistematica di garanzie (di tipo personale e reale) a supporto dell'attività di lending verso le imprese. In particolare, considerato il contesto economico e di mercato del 2020, nel corso dell'esercizio, sono state attivate iniziative specifiche a sostegno delle imprese danneggiate dall'emergenza COVID-19, con garanzia rilasciata dal Fondo di Garanzia per le PMI.

Le garanzie acquisite consentono la copertura dal rischio di default (past due, unlikely to pay, bad loan) di portafogli granulari e consentono la liberazione di capitale economico e regolamentare, così come previsto dalla vigente disciplina di Vigilanza in materia (tra gli altri Regolamento UE n. 575/2013 e Circolare della Banca d'Italia n. 285/2013).

Nel corso dell'esercizio – sempre nell'ambito del Progetto GARC – sono stati finalizzati (i) il portafoglio "Linea A" relativo ad un'operazione di cartolarizzazione sintetica tranched cover su portafogli di nuova erogazione promossa dalla Regione Piemonte nell'ambito del Programma Operativo Regionale 2014-2020 - Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (F.E.S.R.) – Asse III " Competitività dei sistemi produttivi" - Obiettivo tematico III.3 "Promuovere la competitività delle PMI"– "Misura a sostegno dell'accesso al credito per le PMI piemontesi mediante la costituzione del Fondo Tranched Cover Piemonte 2017"; (ii) un portafoglio di nuova erogazione dedicato alla nuova imprenditoria delle imprese della Regione Veneto nell'ambito del programma Fondo di Garanzia per le PMI.

Per i dettagli delle operazioni effettuate nel corso del 2020 in seno al Progetto GARC, si rimanda a quanto illustrato nell'ambito del presente capitolo al paragrafo C. Operazioni di cartolarizzazione.

In ottica di ottimizzazione degli assorbimenti patrimoniali sono state inoltre rinnovate operazioni di copertura del rischio di espropriazione delle riserve obbligatorie e libere detenute da alcune banche del Gruppo ISP che operano in Bosnia Erzegovina, Egitto e Moldavia.

3. ESPOSIZIONI CREDITIZIE DETERIORATE

3.1 Strategie e politiche di gestione

Il 31 marzo 2020 il Consiglio di Amministrazione ha approvato la revisione annuale del Piano NPL di Gruppo, effettuata sulla base delle Linee guida per le banche sui crediti deteriorati della BCE, coerente con lo scenario macroeconomico base antecedente la pandemia COVID-19. Tale documento, trasmesso al Supervisor il 1° aprile 2020, è stato successivamente aggiornato sulla base della revisione del budget di Gruppo (approvato dal Consiglio di Amministrazione il 4 agosto 2020) per includere gli effetti derivanti dalla pandemia COVID-19. Il Piano NPL 2018-2021 è coerente sia con il Piano d'Impresa 2018- 2021, approvato dal Consiglio di Amministrazione a febbraio 2018, che con il Risk Appetite Framework e tiene conto delle osservazioni e raccomandazioni dell'Organo di Vigilanza.

Il Piano NPL di Gruppo è articolato in un documento principale (2018-2021 Group NPL Plan) che include la sintesi delle iniziative dettagliate negli "Operational Plans" (piani operativi elaborati a livello di Business Owner che includono i target di diminuzione degli stock dei crediti deteriorati, le iniziative di dettaglio e i fattori abilitanti, nonché i relativi costi e investimenti necessari per il raggiungimento degli obiettivi prefissati) e le proiezioni sottostanti il Piano NPL, con il livello granulare e secondo i requisiti definiti dalla BCE.

Nel Piano d'Impresa 2018-2021 il De-risking rappresenta il Primo Pilastro, con il quale il Gruppo si propone di limitare il peso del credito deteriorato sul credito totale, senza costi per gli azionisti. Nell'orizzonte del Piano è prevista la diminuzione del 49% dello Stock dei crediti deteriorati lordi rispetto al dato di inizio 2018 ed il raggiungimento di una incidenza lorda dei crediti deteriorati su totale dei crediti pari al 6,0% (dall'11,9% di inizio 2018 dopo la FTA IFRS 9 ed includendo le due ex Banche Venete). A seguito del perfezionamento, nel corso dell'esercizio, di alcune operazioni straordinarie di de-risking, oltre alla classificazione di portafogli di crediti deteriorati del Gruppo Intesa Sanpaolo ed UBI Banca destinati a prossime cessioni nella voce Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, pari a circa 5,4 miliardi al lordo delle rettifiche di valore post PPA (la cui fase di execution sarà perfezionata nel corso del 2021), il Gruppo ha già conseguito, con un anno di anticipo, l'obiettivo di riduzione dei crediti deteriorati che il Piano d'Impresa prevede per l'intero quadriennio 2018-21. I crediti deteriorati al lordo delle rettifiche si sono attestati a 20,9 miliardi (incluso il portafoglio crediti deteriorati ex UBI Banca) portando l'incidenza dei crediti deteriorati (al lordo delle rettifiche) sui crediti complessivi al 4,4% con un costo del rischio pari a 104 punti base (50 punti base escludendo l'apporto di UBI Banca e gli accantonamenti per gli impatti futuri legati al COVID-19).

Si segnala in via preliminare che a decorrere da novembre 2019, in linea con le ulteriori precisazioni introdotte dalla Circolare 272 della Banca d'Italia per recepire quanto previsto dalle Linee Guida EBA 2016/07 del 18/01/2017 sull'applicazione della Definizione di Default contenuta nell'art. 178 del Regolamento 575/2013 (CRR), il Gruppo Intesa Sanpaolo ha adottato in via anticipata la Nuova Definizione di Default. Tale definizione dei crediti deteriorati converge con la definizione di attività finanziarie "impaired" contenuta nel principio contabile IFRS 9, con conseguente iscrizione di tutti i crediti deteriorati nell'ambito dello Stage 3.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo adotta, nell'identificazione delle esposizioni deteriorate, un approccio "per debitore". Pertanto è l'intera controparte nel rapporto di credito a venir valutata e successivamente classificata, e non le singole linee di credito concesse alla medesima controparte.

Sulla base del quadro regolamentare, secondo le regole di Banca d'Italia, coerenti con la normativa IAS/IFRS e di Vigilanza europea, integrato dalle disposizioni interne attuative, le attività finanziarie deteriorate sono classificate in funzione del loro stato di criticità in una delle tre citate categorie:

  • esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate: in tale categoria rientrano le esposizioni per cassa diverse da quelle definite come sofferenze o inadempienze probabili, che, alla data di riferimento della segnalazione, sono scadute o sconfinanti continuativamente da oltre 90 giorni. L'esposizione complessiva verso un debitore deve essere rilevata come scaduta e/o sconfinante qualora, alla data di riferimento della segnalazione, l'ammontare del capitale, degli interessi e/o delle commissioni non pagato alla data in cui era dovuto, superi entrambe le seguenti soglie (di seguito congiuntamente definite "Soglie di Rilevanza"):
    • o limite assoluto pari a 100 euro per le esposizioni retail e pari a 500 euro per le esposizioni diverse da quelle retail
    • (cd. "Soglia Assoluta") da confrontare con l'importo complessivo scaduto e/o sconfinante del debitore;
    • o limite relativo dell'1% da confrontare con il rapporto tra l'importo complessivo scaduto e/o sconfinante e l'importo complessivo di tutte le esposizioni iscritte a bilancio verso lo stesso debitore (cd. "Soglia Relativa");
  • inadempienze probabili: esposizioni per le quali secondo il giudizio della banca creditrice risulta improbabile l'adempimento integrale (in linea capitale e/o interessi e senza considerare il ricorso ad azioni quali l'escussione delle garanzie). Tale valutazione va operata in maniera indipendente dalla presenza di eventuali importi (o rate) scaduti e non pagati. Poiché la valutazione dell'improbabilità dell'adempimento è a giudizio della banca, non è necessario attendere il sintomo esplicito di anomalia (il mancato rimborso), laddove sussistano elementi che implicano una situazione di rischio di inadempimento del debitore (ad esempio, una crisi del settore industriale in cui opera il debitore). Il complesso delle esposizioni per cassa e fuori bilancio verso un medesimo debitore che versa nella suddetta situazione è dunque denominato "Inadempienza probabile" (salvo che non ricorrano le condizioni per la classificazione del debitore fra le sofferenze). Tra le inadempienze probabili sono incluse, salvo che non ricorrano i presupposti per una loro classificazione fra le sofferenze, le esposizioni verso gli emittenti che non abbiano onorato puntualmente gli obblighi di pagamento (in linea capitale o interessi) relativamente ai titoli di debito quotati. A tal fine si riconosce il "periodo di grazia" previsto dal contratto o, in assenza, riconosciuto dal mercato di quotazione del titolo.

La policy del Gruppo Intesa Sanpaolo ha inoltre previsto, all'interno delle "inadempienze probabili", un'ulteriore classificazione, individuata come "inadempienze probabili forborne" nella quale possono essere ricomprese controparti che evidenziano almeno un'esposizione sottoposta a misura di "forbearance" regolarmente rispettata o che permangono nello stato di rischio nelle more della decorrenza del cure period normativamente imposto (minimo 12 mesi);

– sofferenze: esposizioni per cassa e fuori bilancio nei confronti di un soggetto in stato di insolvenza (anche non accertato giudizialmente) o in situazioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente dalle eventuali previsioni di perdita formulate dalla Banca. Si prescinde, pertanto, dall'esistenza di eventuali garanzie (reali o personali) poste a presidio delle esposizioni. Sono escluse le esposizioni la cui situazione di anomalia sia riconducibile a profili attinenti al rischio Paese.

E' inoltre prevista la tipologia delle "esposizioni oggetto di concessioni – forbearance", riferita alle esposizioni oggetto di rinegoziazione e/o di rifinanziamento per difficoltà finanziaria (manifesta o in procinto di manifestarsi) del cliente che, di fatto, costituisce un sottoinsieme sia dei crediti deteriorati (Esposizioni oggetto di concessioni deteriorate), che di quelli in bonis (Altre esposizioni oggetto di concessioni).

Le Esposizioni oggetto di concessioni deteriorate non formano una categoria a sé stante di attività deteriorate, ma costituiscono un sottoinsieme delle precedenti categorie di attività deteriorate.

Le attività deteriorate sono oggetto di un processo di valutazione cui consegue la determinazione della previsione di perdita per categorie omogenee (individuate in funzione dello stato di rischio, della durata dello stato di rischio nonché della rilevanza dell'esposizione rappresentata) e l'attribuzione della rettifica di valore per ogni posizione.

I crediti deteriorati sono valutati secondo due metodologie:

  • valutazione analitico-statistica: per le esposizioni pari o inferiori a determinate soglie e per tutte le esposizioni scadute e/o sconfinanti, basata sull'applicazione di apposite griglie statistiche di LGD;
  • valutazione analitico-specifica, per le esposizioni superiori a determinate soglie, basata su stime di svalutazione attribuite dal gestore, a seguito di analisi e valutazioni improntate a criteri prestabiliti.

Oltre alla componente di valutazione determinata attraverso modelli statistici o attraverso la valutazione esperta individuale, viene calcolata una componente finalizzata a tenere conto dell'evoluzione delle variabili gestionali correnti, dei futuri scenari macroeconomici, della rischiosità incrementale della controparte al permanere nello specifico stato di rischio per le inadempienze probabili (vintage), nonché delle prospettive di vendita, se presenti.

La valutazione delle posizioni deteriorate classificate tra le attivià in dismissione è stata effettuata sulla base degli attesi prezzi di vendita dei portafogli attraverso apposite fairness opinion.

Le modalità di valutazione dei crediti deteriorati sono descritte dettagliatamente nella Parte A - Sezione "A. 2 – Parte relativa alle principali voci di bilancio" ed in particolare nel paragrafo "Perdite di valore delle attività finanziarie non performing" cui si fa rimando.

Le valutazioni sono effettuate in occasione della classificazione delle esposizioni tra i crediti deteriorati e sono comunque oggetto di revisione con cadenza periodica.

La valutazione dei crediti è altresì oggetto di revisione ogni qualvolta intervenga un nuovo evento suscettibile di incidere sulle prospettive di recupero (es. variazione del valore dei beni sui quali è stata acquisita una garanzia, sviluppi dei contenziosi in corso, ecc.).

Affinché tali eventi possano essere tempestivamente recepiti, si procede ad un monitoraggio periodico del patrimonio informativo relativo ai debitori e ai garanti e ad un costante controllo sull'andamento degli accordi stragiudiziali e sulle diverse fasi delle procedure giudiziali in essere.

La gestione del Credito Deteriorato del Gruppo può essere effettuata direttamente da strutture organizzative interne o essere effettuata da/con partner esterni opportunamente incaricati. Le strutture organizzative interne sono individuate, sulla base di prefissate soglie di rilevanza, in Unità organizzative territoriali (a livello regionale), che svolgono attività specialistica, ovvero strutture di Direzione Centrale, alle quali competono altresì funzioni di indirizzo e coordinamento dell'intera materia.

La classificazione delle posizioni tra le attività finanziarie deteriorate è effettuata su proposta sia delle Strutture territoriali proprietarie della relazione commerciale, sia delle funzioni specialistiche periferiche e centrali preposte al controllo e alla gestione dei crediti deteriorati. La classificazione avviene anche tramite automatismi qualora si verifichino predeterminate condizioni oggettive di inadempienza. Ci si riferisce, ad esempio, ai crediti scaduti e/o sconfinanti continuativamente sopra determinate soglie e per determinati periodi e alle posizioni in bonis oggetto di concessione di misure di forbearance per le quali non è stato ancora superato il cosiddetto "probation period" di 12 mesi, qualora le stesse vengano a rilevare i presupposti per la riallocazione tra i crediti deteriorati mediante la verifica di parametri oggettivi.

Inoltre, automatismi di sistema, nell'evidenziare eventuali disallineamenti, garantiscono ai crediti deteriorati significativi di controparti condivise tra diversi intermediari del Gruppo, la necessaria univoca convergenza degli indirizzi gestionali. La significatività è rappresentata dal superamento di una prestabilita soglia di rilevanza dei crediti classificati a maggior rischio, rispetto alla complessiva esposizione.

Sempre attraverso automatismi di sistema, è altresì assicurata l'allocazione delle posizioni nello stato rischio più rappresentativo del loro merito creditizio (sofferenze escluse), nel perdurare dell'inadempienza di rilievo.

Il ritorno in bonis delle esposizioni deteriorate, disciplinato dall'Organo di Vigilanza nonché da specifica normativa interna, avviene su iniziativa delle Strutture preposte alla gestione, previo accertamento del venir meno delle condizioni di criticità e dello stato di insolvenza.

Le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate e le Inadempienze Probabili, non soggette a misure di forbearance, devono continuare ad essere classificate come tali sino a quando non siano trascorsi almeno 3 mesi dal momento in cui non soddisfano più le condizioni per essere classificate come tali. Durante il probation period dovrà essere valutato il comportamento della controparte alla luce della relativa situazione finanziaria (in particolare, mediante verifica dell'assenza di sconfini sopra le Soglie di Rilevanza).

Per le controparti classificate ad Inadempienza Probabile Forborne prevale l'applicazione del cd. "cure period" di almeno 12 mesi, al termine del quale la posizione potrà essere riclassificata in bonis, a condizione che non siano presenti sconfini in capo al debitore e il debitore abbia pagato un ammontare significativo di capitale e interessi e che, più in generale, siano comunque soddisfatti i criteri per il rientro in bonis delle controparti.

Per quanto attiene alle esposizioni classificate tra i "crediti scaduti e/o sconfinanti", il passaggio in bonis è effettuato in via automatica trascorso il probation period di 90 giorni; lo stesso meccanismo è applicato alle esposizioni di modesta entità, già automaticamente classificate a inadempienze probabili, qualora, sempre per verifica automatica, sia rilevato il superamento delle condizioni che ne hanno determinato la classificazione.

La Direzione Centrale Convalida Interna e Controlli dell'Area di Governo del Chief Risk Officer effettua attività di controllo di secondo livello su singole controparti in credito deteriorato, al fine di verificare la corretta classificazione e/o l'adeguato provisioning.

3.2 Write-off

Per quel che attiene ai crediti deteriorati, si ricorda, infine, che il Gruppo Intesa Sanpaolo ricorre allo stralcio/cancellazione – integrale o parziale – di partite contabili inesigibili (c.d. "write-off") e procede alla conseguente imputazione a perdite del residuo non ancora rettificato nei seguenti casi:

  • a) irrecuperabilità del credito, risultante da elementi certi e precisi (quali, a titolo di esempio, irreperibilità e nullatenenza del debitore, mancati recuperi da esecuzioni mobiliari ed immobiliari, pignoramenti negativi, procedure concorsuali chiuse con non completo ristoro per la Banca, se non vi sono ulteriori garanzie utilmente escutibili etc.);
  • b) cessione del credito;
  • c) rinuncia al credito, in conseguenza di remissione unilaterale del debito o residuo a fronte di contratti transattivi;
  • d) senza rinuncia al credito. Al fine di evitare il mantenimento in Bilancio di crediti che, pur continuando ad essere gestiti dalle strutture di recupero, presentano possibilità di recupero molto marginali, si procede allo stralcio integrale o parziale per irrecuperabilità del credito pur senza chiusura della pratica legale. Lo stralcio può interessare solo la porzione di credito coperta da accantonamenti; pertanto ciascun credito può essere stralciato fino al limite del Net Book Value.

Su base periodica, pertanto, si procede alla definizione di portafogli di crediti a sofferenza da assoggettare ad uno stralcio totale o parziale:

  • percentuale di copertura pari al 100% e anzianità (intesa come periodo di permanenza nello stato di "sofferenza") > di 1 anno;
  • aventi congiuntamente una percentuale di copertura > 95% e anzianità (intesa come periodo di permanenza nello stato di "sofferenza") > 5 anni o > 8 anni, rispettivamente in caso di crediti non ipotecari e di crediti ipotecari;
  • con caratteristiche omogenee diverse da quelle sopra indicate, ma che abbiano un coverage minimo (calcolato tenendo conto degli stralci accumulati sulla posizione, secondo la stessa regola prevista a livello prudenziale dal framework del cosiddetto "Calendar Provisioning") almeno pari al complemento a 1 del fair value stimato sulla base dei prezzi rilevati nelle ultime cessioni di crediti a sofferenza operate dal Gruppo.

Nel corso del 2020 il Gruppo ha effettuato circa 2,8 miliardi di stralci di crediti deteriorati lordi. Di questi, circa 2,3 miliardi riguardano crediti in sofferenza, per la maggior parte con utilizzo del fondo già accantonato. Tali stralci sono riferibili per oltre il 90% a posizioni cancellate che sono ancora soggette a procedure di escussione, per le quali gli eventuali recuperi da incasso successivi al write-off saranno rilevati fra le riprese di valore del conto economico.

3.3 Attività finanziarie impaired acquisite o originate

In base al principio IFRS 9, i crediti considerati deteriorati già dal momento della rilevazione iniziale in bilancio, in ragione dell'elevato rischio di credito associato, vengono definiti Purchased or Originated Credit Impaired Asset (POCI).

Tali crediti, qualora rientrino nel perimetro di applicazione dell'impairment ai sensi dell'IFRS 9, vengono valutati appostando – sin dalla data di rilevazione iniziale – fondi a copertura delle perdite che coprano l'intera vita residua del credito (cd. Expected Credit Loss lifetime). Trattandosi di crediti deteriorati, ne è prevista l'iscrizione iniziale nell'ambito dello Stage 3, ferma restando la possibilità di essere spostati, nel corso della vita, a Stage 2 nel caso in cui, sulla base dell'analisi del rischio creditizio, non risultino più impaired.

I crediti POCI iscritti nel bilancio del Gruppo possono derivare da singole operazioni di rinegoziazione di esposizioni deteriorate svolte nell'ambito della routinaria attività creditizia, oppure essere rilevati nell'ambito di operazioni di Business Combinations. Relativamente a quest'ultima fattispecie, l'acquisizione dell'ex Gruppo UBI avvenuta nel corso del 2020 ha comportato la rilevazione di un cospicuo portafoglio di crediti deteriorati, che sono pertanto stati inizialmente rilevati come POCI ai sensi del principio contabile IFRS 9 ed iscritti in bilancio al fair value determinato in sede di Purchase Price Allocation quale valore di prima iscrizione. Più in dettaglio, alla data di acquisizione le risultanze contabili del Gruppo UBI presentavano un ammontare di crediti deteriorati lordi di circa 6,5 miliardi (8 miliardi in termini di credito vantato). Fin dalla rilevazione iniziale, per una parte rilevante di tale portafoglio acquisito vi erano operazioni di deleveraging già avviate dall'ex Gruppo UBI alla data di acquisizione e concluse a fine 2020, cui si aggiunge un'ulteriore quota significativa di crediti deteriorati ex UBI inclusi nel ramo d'azienda composto da sportelli bancari oggetto di cessione a BPER a fronte di un accordo, vincolante e condizionato al successo dell'OPAS, stipulato tra Intesa Sanpaolo e BPER Banca per prevenire il sorgere di situazioni potenzialmente rilevanti ai fini antitrust.

Nel mese di dicembre 2020, inoltre, il Gruppo Intesa Sanpaolo, proseguendo il percorso di deleveraging di crediti NPLs che ha caratterizzato gli ultimi anni, ha avviato ulteriori iniziative volte alla dismissione dei crediti deteriorati acquisiti, il cui closing è atteso nel corso del 2021, comportando pertanto la riclassificazione fra le attività in via di dismissione ai sensi dell'IFRS 5 dei tali crediti POCI.

Alla luce delle dismissioni già effettuate o attese nel corso del 2021, i crediti POCI riferibili all'ex Gruppo UBI iscritti nel bilancio consolidato al 31 dicembre 2020 fra le attività valutate al costo ammortizzato, ammontano complessivamente a 327 milioni riferibili per 267 milioni a crediti deteriorati e per 60 milioni a posizioni rientrate in bonis (Stage 2).

4. ATTIVITÀ FINANZIARIE OGGETTO DI RINEGOZIAZIONI COMMERCIALI ED ESPOSIZIONI OGGETTO DI CONCESSIONI

Le misure di concessione ("forbearance measures") rappresentano quelle concessioni nei confronti di un debitore che affronta, o potrebbe trovarsi ad affrontare, situazioni di difficoltà nel rispetto dei propri impegni contrattuali tali da non consentirgli di far fronte agli originari impegni di pagamento ("troubled debt").

Con il termine "concessioni" si indicano sia le modifiche contrattuali accordate al debitore in difficoltà finanziaria ("modification"), sia l'erogazione di un nuovo finanziamento per consentire il soddisfacimento dell'obbligazione preesistente ("refinancing"). Rientrano nelle "concessioni" anche le modifiche contrattuali, liberamente richiedibili da un debitore nel contesto di un contratto già sottoscritto, ma solamente allorché il creditore ritenga che esistano i presupposti perchè quel debitore risulti in difficoltà finanziaria (c.d. "embedded forbearance clauses"). Sono pertanto da escludere dalla nozione di forborne le rinegoziazioni effettuate per motivi/prassi commerciali, che prescindono dalle difficoltà finanziarie del debitore.

In molti casi, una situazione di difficoltà finanziaria è accompagnata da una situazione di squilibrio economico del debitore, rappresentata dalla inadeguatezza della gestione tipica a remunerare, attraverso le consuete fonti di cassa e alle normali condizioni di mercato, tutti i fattori produttivi di cui l'impresa ha bisogno.

L'individuazione delle esposizioni oggetto di misure di concessione ("forborne assets" o "esposizioni forborne"), coerentemente con quanto previsto dalla normativa EBA e a differenza dell'approccio "per debitore" utilizzato dal Gruppo Intesa Sanpaolo per la classificazione delle esposizioni deteriorate, avviene necessariamente secondo un approccio "per transazione". Con il termine "esposizione", in questo contesto, si fa riferimento al singolo contratto rinegoziato e non al complesso delle esposizioni nei confronti del medesimo debitore.

Più in generale, la policy del Gruppo Intesa Sanpaolo, muovendo dalle indicazioni fornite dalle Autorità di Vigilanza, prevede degli elementi per l'identificazione della difficoltà finanziaria (del debitore performing) che, in presenza di rinegoziazione/rifinanziamento, comporta la classificazione di una (o più) linea/linee di credito tra quella/e oggetto di concessione nel caso si verifichi almeno una delle seguenti condizioni:

– un peggioramento significativo del rating del debitore rilevato nel corso dei tre mesi precedenti;

– la presenza di scaduti pari o superiori a trenta giorni alla data della misura;

– esito semaforico EWS (Early Warning System) pari a "rosso", associato a un livello di rating nella fascia più rischiosa.

Lo stato di difficoltà finanziaria si presume sempre nel caso in cui il debitore sia classificato tra le attività deteriorate.

La definizione di esposizione forborne risulta essere "trasversale" alle macro-categorie di classificazione dei crediti (performing e non performing). I forborne assets, possono essere ricompresi nello Stage 2 (performing) o nello Stage 3 (Non Performing – c.d. operazioni oggetto di concessioni deteriorate).

Le misure di forbearance concesse vengono monitorate per periodi minimi, differenziati in base allo stato amministrativo di rischio assegnato alla controparte, in dettaglio:

– 24 mesi per le posizioni in bonis ("probation period");

– 36 mesi per le posizioni classificate a deteriorato, rappresentati da 12 mesi di "cure period" e ulteriori 24 mesi di "probation period".

All'atto della concessione di una misura di Forbearance ad una controparte performing, vengono effettuate verifiche quantitative (indicatore di obbligazione finanziaria ridotta stabilito nella misura dell'1%) e/o qualitative previste dalla Linee Guida EBA sull'applicazione della definizione di default ai sensi dell'articolo 178 del regolamento (UE) n. 575/2013 che potrebbero determinare l'eventuale classificazione tra i Crediti Deteriorati.

L'identificazione di un'esposizione come forborne implica necessariamente, secondo le interpretazioni del Gruppo Intesa Sanpaolo, l'esistenza di un "incremento significativo" della rischiosità rispetto all'origination del credito (e, quindi, una classificazione – in sede di assegnazione dell'attributo "forborne" – negli stages 2 o 3).

A differenza delle misure di forbearance, che riguardano crediti relativi a controparti in difficoltà finanziaria, le rinegoziazioni per motivi commerciali vedono coinvolti debitori che non versano in condizioni di difficoltà finanziaria e includono tutte le operazioni volte ad adeguare l'onerosità del debito alle condizioni di mercato.

Le operazioni aventi per oggetto le rinegoziazioni commerciali comportano una variazione delle condizioni originarie del contratto, solitamente richieste dal debitore, che attiene in genere ad aspetti connessi alla onerosità del debito (o alla sua durata), con un conseguente beneficio economico per il debitore. In linea generale si ritiene che, ogniqualvolta la banca effettui una rinegoziazione al fine di evitare di perdere il proprio cliente, tale rinegoziazione debba essere considerata come sostanziale in quanto, se non fosse effettuata, il cliente si finanzierebbe presso un altro intermediario e la banca subirebbe un decremento dei ricavi futuri previsti.

Tali operazioni, a determinate condizioni, sono contabilmente assimilate ad un'estinzione anticipata del debito originario e all'apertura di un nuovo finanziamento.

L'ammontare delle esposizioni creditizie lorde per cassa verso clientela (deteriorate e non) oggetto di concessioni è esposto nella successiva tabella A.1.7bis, nella sezione Informazioni di natura quantitativa – A. Qualità del credito.

Relativamente all'influenza, nel processo di valutazione del SICR e della misurazione delle perdite attese, delle misure di sostegno all'economia tramite moratorie dei pagamenti, si rimanda al precedente Paragrafo 2.3 "Metodi di misurazione delle perdite attese" della precedente Sezione.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

A. QUALITÀ DEL CREDITO

Ai fini dell'informativa di natura quantitativa sulla qualità del credito, con il termine "esposizioni creditizie" si intendono esclusi i titoli di capitale e le quote di O.I.C.R.

Con il termine "esposizioni creditizie per cassa" si intendono tutte le attività finanziarie per cassa vantate verso banche o clientela, qualunque sia il loro portafoglio di allocazione contabile (valutate al fair value con impatto a conto economico, valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, valutate al costo ammortizzato, attività finanziarie in via di dismissione).

Con il termine "esposizioni creditizie fuori bilancio" si intendono tutte le operazioni finanziarie diverse da quelle per cassa (garanzie finanziarie rilasciate, impegni revocabili e irrevocabili, derivati, ecc.) che comportano l'assunzione di un rischio creditizio, qualunque sia la finalità di tali operazioni (negoziazione, copertura, ecc.). Tra le esposizioni creditizie fuori bilancio, è altresì incluso il rischio di controparte connesso con le eventuali operazioni di prestito titoli. Così come viene riportato se del caso il rischio di controparte connesso con le esposizioni relative a operazioni pronti contro termine passive, di concessione o assunzione di merci in prestito, nonché con i finanziamenti con margini rientranti nella nozione di "Operazioni SFT" (Securities Financing Transactions) definita nella normativa prudenziale.

Le esposizioni creditizie deteriorate (per cassa e fuori bilancio) non includono le attività finanziarie detenute per la negoziazione e i derivati di copertura, che sono pertanto, convenzionalmente, rilevati tra le esposizioni creditizie non deteriorate.

Nelle tabelle che seguono nelle esposizioni fuori bilancio sono inclusi – a partire dal Bilancio 2018 – anche gli impegni revocabili.

A.1. Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica, distribuzione economica e territoriale

A.1.1. Consolidato prudenziale - Distribuzione delle attività finanziarie per fasce di scaduto (valori di bilancio)

(milioni di euro)
Portafogli/stadi di rischio PRIMO STADIO SECONDO STADIO TERZO STADIO
Da oltre
30 giorni
Da oltre
30 giorni
Da oltre
30 giorni
Da 1 giorno
a 30 giorni
fino a 90
giorni
Oltre 90
giorni
Da 1 giorno
a 30 giorni
fino a 90
giorni
Oltre 90
giorni
Da 1 giorno
a 30 giorni
fino a 90
giorni
Oltre 90
giorni
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.202 347 169 1.019 703 349 589 330 7.997
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
- - - - - - - - -
3. Attività finanziarie in corso di dismissione 270 17 1 132 15 3 54 34 1.602
Totale
31.12.2020
2.472 364 170 1.151 718 352 643 364 9.599
Totale
31.12.2019
1.277 170 848 474 402 299 394 313 10.792

A.1.2. Consolidato prudenziale – Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: dinamica delle rettifiche di valore complessive e degli accantonamenti complessivi

(milioni di euro)
Causali/ stadi di rischio RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE
Attività rientranti nel primo stadio Attività rientranti nel secondo stadio
Attività
finanziarie
valutate al
costo
ammortizzato
Attività
finanziarie
valutate al
fair value
con impatto
sulla
redditività
complessiva
Attività
finanziarie
in corso di
dismissione
di cui:
svalutazioni
individuali
di cui:
svalutazioni
collettive
Attività
finanziarie
valutate al
costo
ammortizzato
Attività
finanziarie
valutate al
fair value
con impatto
sulla
redditività
complessiva
Attività
finanziarie
in corso di
dismissione
di cui:
svalutazioni
individuali
di cui:
svalutazioni
collettive
Rettifiche complessive
iniziali
681 47 - 506 222 1.154 20 - 970 204
Variazioni in aumento da
attività finanziarie acquisite o
originate
710 13 - 560 163 472 2 - 364 110
Cancellazioni diverse dai
write-off
-219 -11 - -122 -108 -145 -4 - -58 -91
Rettifiche/riprese di valore
nette per rischio di credito
(+/-)
-319 -6 - -253 -72 721 1 - 676 46
Modifiche contrattuali senza
cancellazioni
-5 - - - -5 26 - - 26 -
Cambiamenti della
metodologia di stima
3 - - 2 1 1 - - 3 -2
Write-off non rilevati
direttamente a conto
economico
- - - - - - - - - -
Altre variazioni 14 -14 41 27 14 -149 -3 84 -25 -43
Rettifiche complessive
finali
865 29 41 720 215 2.080 16 84 1.956 224
Recuperi da incasso su
attività finanziarie oggetto di
write-off
- - - - - - - - - -
Write-off rilevati direttamente
a conto economico
- - - - - - - - - -
(milioni di euro)
Causali/ stadi di rischio RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE
ACCANTONAMENTI
Attività rientranti nel terzo stadio Di
cui:attività
finanziarie
impaired
acquisite
COMPLESSIVI SU
IMPEGNI A EROGARE
FONDI E GARANZIE
FINANZIARIE
RILASCIATE
Attività
finanziarie
valutate al
costo
ammortizzato
Attività
finanziarie
valutate al
fair value
con impatto
sulla
redditività
complessiva
Attività
finanziarie
in corso di
dismissione
di cui:
svalutazioni
individuali
di cui:
svalutazioni
collettive
o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Rettifiche complessive iniziali 17.161 35 94 16.815 475 193 74 76 299 19.641
Variazioni in aumento da attività finanziarie
acquisite o originate
606 10 - 592 24 571 53 20 40 1.926
Cancellazioni diverse dai write-off -7.713 - -91 -7.644 -160 -41 -21 -17 -15 -8.236
Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di
credito (+/-)
2.987 3 - 2.966 24 79 26 66 -6 3.473
Modifiche contrattuali senza cancellazioni 11 - - 10 1 - - - - 32
Cambiamenti della metodologia di stima 1 - - 1 - - 1 - 2 8
Write-off non rilevati direttamente a conto
economico
-2.497 - - -2.422 -75 -72 - - - -2.497
Altre variazioni -334 - 3.334 2.821 179 -14 -5 10 -4 2.974
Rettifiche complessive finali 10.222 48 3.337 13.139 468 716 128 155 316 17.321
Recuperi da incasso su attività finanziarie
oggetto di write-off
68 - - 67 1 - - - - 68
Write-off rilevati direttamente a conto
economico
-273 - - -263 -10 -1 - - - -273

Il Gruppo Intesa Sanpaolo non si avvale del metodo semplificato per la valutazione del fondo a copertura perdite in relazione ai crediti commerciali, alle attività derivanti da contratto e ai crediti impliciti nei contratti di leasing (metodo previsto dall'IFRS 9 paragrafo 5.5.15).

A.1.3. Consolidato prudenziale – Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: trasferimenti tra diversi stadi di rischio di credito (valori lordi e nominali)

(milioni di euro)
Portafogli/stadi di rischio VALORI LORDI/VALORE NOMINALE
Trasferimenti tra
primo stadio e
secondo stadio
Trasferimenti tra
secondo stadio e
terzo stadio
Trasferimenti tra
primo stadio e terzo
stadio
Da primo
a secondo
stadio
Da
secondo
stadio a
primo
stadio
Da
secondo
stadio a
terzo
stadio
Da terzo
stadio a
secondo
stadio
Da primo
stadio a
terzo
stadio
Da terzo
stadio a
primo
stadio
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 44.386 9.642 1.335 440 1.186 137
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
402 263 12 - 3 -
3. Attività finanziarie in corso di dismissione 1.057 494 250 45 89 7
4. Impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate 40.373 6.382 183 29 220 32
Totale 31.12.2020 86.218 16.781 1.780 514 1.498 176
Totale 31.12.2019 56.080 36.285 3.494 960 1.067 338

A.1.3a Finanziamenti oggetto di misure di sostegno Covid-19: trasferimenti tra i diversi stadi di rischio di credito (valori lordi)

Portafogli/stadi di rischio VALORI LORDI/VALORE NOMINALE
Trasferimenti tra primo
stadio e secondo stadio
stadio e terzo stadio Trasferimenti tra secondo Trasferimenti tra primo
stadio e terzo stadio
Da primo
stadio a
secondo
stadio
Da secondo
stadio a
primo stadio
Da secondo
stadio a terzo
stadio
Da terzo
stadio a
secondo
stadio
Da primo
stadio a terzo
stadio
Da terzo
stadio a
primo stadio
A. Finanziamenti valutati al costo ammortizzato 7.834 788 126 109 158 32
A.1 oggetto di concessione conforme con le GL 6.111 786 117 108 117 29
A.2 oggetto di altre misure di concessione 23 - 9 - 11 -
A.3 nuovi finanziamenti 1.700 2 - 1 30 3
B. Finanziamenti valutati al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
- - - - - -
B.1 oggetto di concessione conforme con le GL - - - - - -
B.2 oggetto di altre misure di concessione - - - - - -
B.3 nuovi finanziamenti - - - - - -
Totale
31.12.2020
7.834 788 126 109 158 32

Nella riga "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" sono riportate le informazioni relative alle attività finanziarie oggetto di moratoria che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modifiche e integrazioni.

(milioni di euro)

(milioni di euro)
Tipologie esposizioni/valori Esposizione lorda Rettifiche di
valore
Esposizione
Netta
Write-off
parziali
Deteriorate Non
deteriorate
complessive e
accantonamenti
complessivi
complessivi
A. Esposizioni creditizie per cassa
a) Sofferenze 4 X -4 - 79
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni - X - - -
b) Inadempienze probabili 79 X -14 65 -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni 79 X -14 65 -
c) Esposizioni scadute deteriorate - X - - -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni - X - - -
d) Esposizioni scadute non deteriorate X 4 - 4 -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni X - - - -
e) Altre esposizioni non deteriorate X 117.372 -39 117.333 -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni X - - - -
Totale (A) 83 117.376 -57 117.402 79
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio -
a) Deteriorate 8 X - 8 -
b) Non deteriorate X 66.296 -2 66.294 -
Totale (B) 8 66.296 -2 66.302 -
Totale (A+B) 91 183.672 -59 183.704 -
79

A.1.4. Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche: valori lordi e netti

A.1.5. Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi e netti

(milioni di euro)
Tipologie esposizioni/valori Esposizione lorda Rettifiche di
valore
Esposizione
Netta
Write-off
parziali
Deteriorate Non
deteriorate
complessive e
accantonamenti
complessivi
complessivi
A. Esposizioni creditizie per cassa
a) Sofferenze 13.755 X -8.737 5.018 8.036
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni 1.985 X -1.066 919 454
b) Inadempienze probabili 12.299 X -4.771 7.528 743
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni 5.222 X -1.596 3.626 524
c) Esposizioni scadute deteriorate 637 X -111 526 2
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni 37 X -4 33 -
d) Esposizioni scadute non deteriorate X 5.353 -127 5.226 -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni X 243 -16 227 -
e) Altre esposizioni non deteriorate X 588.517 -2.949 585.568 -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni X 5.656 -303 5.353 -
Totale (A) 26.691 593.870 -16.695 603.866 8.781
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
a) Deteriorate 2.606 X -314 2.292 -
b) Non deteriorate X 324.107 -283 323.824 -
Totale (B) 2.606 324.107 -597 326.116 -
Totale (A+B) 29.297 917.977 -17.292 929.982 8.781

I rapporti intercorrenti tra il Gruppo Bancario e le altre Società non bancarie incluse nel perimetro di consolidamento contabile ammontano a:

  • 269 milioni, rettificati per 27 milioni, inclusi tra le esposizioni per cassa verso clientela lorde deteriorate;

  • 7.002 milioni, rettificati per 17 milioni, inclusi tra le esposizioni per cassa verso clientela lorde non deteriorate;

  • 92 milioni, rettificati per 3 milioni, inclusi tra le esposizioni fuori bilancio verso clientela lorde deteriorate;

  • 5.719 milioni, rettificati per 17 milioni, inclusi tra le esposizioni fuori bilancio verso clientela lorde non deteriorate.

Le esposizioni comprendono anche le attività finanziarie allocate nel portafoglio contabile delle attività in via di dismissione.

A.1.5a Finanziamenti oggetto di misure di sostegno Covid-19: valori lordi e netti

(milioni di euro)
Tipologie finanziamenti / valori Esposizione lorda Rettifiche di valore
complessive e
accantonamenti
complessivi
Esposizione netta
A. FINANZIAMENTI IN SOFFERENZA 25 -9 16
a) Oggetto di concessione conformi con le GL 22 -8 14
b) Oggetto di altre misure di concessione 2 -1 1
c) Nuovi finanziamenti 1 - 1
B. FINANZIAMENTI IN INADEMPIENZE PROBABILI 484 -130 354
a) Oggetto di concessione conformi con le GL 424 -114 310
b) Oggetto di altre misure di concessione 33 -10 23
c) Nuovi finanziamenti 27 -6 21
C. FINANZIAMENTI SCADUTI DETERIORATI 42 -5 37
a) Oggetto di concessione conformi con le GL 34 -4 30
b) Oggetto di altre misure di concessione 1 - 1
c) Nuovi finanziamenti 7 -1 6
D. ALTRI FINANZIAMENTI SCADUTI NON DETERIORATI 316 -8 308
a) Oggetto di concessione conformi con le GL 155 -7 148
b) Oggetto di altre misure di concessione 2 - 2
c) Nuovi finanziamenti 159 -1 158
E. ALTRI FINANZIAMENTI NON DETERIORATI 68.076 -628 67.448
a) Oggetto di concessione conformi con le GL 34.237 -556 33.681
b) Oggetto di altre misure di concessione 159 -6 153
c) Nuovi finanziamenti 33.680 -66 33.614
TOTALE (A+B+C+D+E) 68.943 -780 68.163

Nella riga "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" sono riportate le informazioni relative alle attività finanziarie oggetto di moratoria che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modifiche e integrazioni.

I finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19 esposti in tabella comprendono anche i finanziamenti allocati nel portafoglio contabile delle attività finanziarie in via di dismissione.

A.1.6. Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa verso banche: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde

(milioni di euro)
Causali/Categorie Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
scadute
deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 4 96 -
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - -
B. Variazioni in aumento - 2 -
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate - 1 -
B.2 ingressi da attività finanziarie impaired acquisite o originate - 1 -
B.3 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate - - -
B.4 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - -
B.5 altre variazioni in aumento - - -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale
C. Variazioni in diminuzione - -19 -
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate - - -
C.2 write-off - - -
C.3 incassi - -19 -
C.4 realizzi per cessioni - - -
C.5 perdite da cessione - - -
C.6 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate - - -
C.7 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - -
C.8 altre variazioni in diminuzione - - -
D. Esposizione lorda finale
- di cui: esposizioni cedute non cancellate
4
-
79
-
-
-

A.1.6. Bis Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa verso banche: dinamica delle esposizioni lorde oggetto di concessioni distinte per qualità creditizia

Causali/Qualità Esposizioni (milioni di euro)
Esposizioni
oggetto di oggetto di
concessioni: concessioni:
deteriorate non deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 96 -
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - -
B. Variazioni in aumento 1 -
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorare non oggetto di concessioni 1 -
B.2 ingressi da esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni - X
B.3 ingressi da esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X -
B.4 ingressi da esposizioni deteriorate non oggetto di concessioni - -
B.5 altre variazioni in aumento - -
C. Variazioni in diminuzione -18 -
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni X -
C.2 uscite verso esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni - X
C.3 uscite verso esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X -
C.4 write-off - -
C.5 incassi -18 -
C.6 realizzi per cessioni - -
C.7 perdite da cessione - -
C.8 altre variazioni in diminuzione - -
D. Esposizione lorda finale 79 -
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - -

A.1.7. Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde

(milioni di euro)
Causali/Categorie Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
scadute
deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 19.525 11.610 886
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 26 78 9
B. Variazioni in aumento 3.281 5.303 900
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate 200 2.154 734
B.2 ingressi da attività finanziarie impaired acquisite o originate 1.328 1.733 80
B.3 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate 1.160 731 19
B.4 modifiche contrattuali senza cancellazioni - 5 -
B.5 altre variazioni in aumento 593 680 67
C. Variazioni in diminuzione -9.051 -4.614 -1.149
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate -19 -354 -219
C.2 write-off -2.376 -392 -2
C.3 incassi -859 -1.178 -134
C.4 realizzi per cessioni -1.572 -726 -3
C.5 perdite da cessione -209 -53 -
C.6 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate -56 -1.104 -750
C.7 modifiche contrattuali senza cancellazioni - -20 -
C.8 altre variazioni in diminuzione -3.960 -787 -41
D. Esposizione lorda finale 13.755 12.299 637
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 8 15 1

Nella voce "Ingressi da attività finanziarie impaired acquisite o originate" sono riportati gli ammontari derivanti dall'operazione di acquisizione delle società del Gruppo UBI Banca.

Relativamente alle esposizioni verso banche, le operazioni di acquisizione aziendale ammontano ad un totale di 1 milione tra le inadempienze probabili.

Relativamente alle esposizioni verso clientela le operazioni di acquisizione aziendale ammontano, alla data dell'operazione, a 1.247 milioni di sofferenze, 1.733 milioni di inadempienze probabili e 80 milioni di past due.

Nelle "Altre variazioni in aumento" sono ricompresi, prevalentemente, gli incrementi dei saldi per addebiti e l'incremento dei saldi in valuta a seguito della variazione del tasso di cambio.

Le "Altre variazioni in diminuzione" includono principalmente il portafoglio crediti classificati come "sofferenze" e "inadempienze probabili" oggetto di cessione nel corso dell'esercizio.

A.1.7. Bis Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni lorde oggetto di concessioni distinte per qualità creditizia

(milioni di euro)
Causali/Qualità Esposizioni
oggetto di
concessioni:
deteriorate
Esposizioni
oggetto di
concessioni: non
deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 7.541 5.927
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 89 214
B. Variazioni in aumento 2.671 3.512
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni 236 1.540
B.2 ingressi da esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni 425 X
B.3 ingressi da esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X 221
B.4 ingressi da esposizioni deteriorate non oggetto di concessioni 228 10
B.5 altre variazioni in aumento 1.782 1.741
C. Variazioni in diminuzione -2.968 -3.540
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni X -2.350
C.2 uscite verso esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni -221 X
C.3 uscite verso esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X -425
C.4 write-off -468 -
C.5 incassi -587 -602
C.6 realizzi per cessioni -660 -3
C.7 perdite da cessione -49 -
C.8 altre variazioni in diminuzione -983 -160
D. Esposizione lorda finale 7.244 5.899
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 11 2

A.1.8 Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa deteriorate verso banche: dinamica delle rettifiche di valore complessive

Causali/Categorie SOFFERENZE INADEMPIENZE
PROBABILI
(milioni di euro)
ESPOSIZIONI SCADUTE
DETERIORATE
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
A. Rettifiche complessive iniziali 4 - 14 14 - -
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - - - - -
B. Variazioni in aumento 1 - - - - -
B.1 rettifiche di valore di attività impaired acquisite o
originate
- X - X - X
B.2 altre rettifiche di valore 1 - - - - -
B.3 perdite da cessione - - - - - -
B.4 trasferimenti da altre categorie di esposizioni
deteriorate
- - - - - -
B.5 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - - - - -
B.6 altre variazioni in aumento - - - - - -
C. Variazioni in diminuzione -1 - - - - -
C.1 riprese di valore da valutazione -1 - - - - -
C.2 riprese di valore da incasso - - - - - -
C.3 utili da cessione - - - - - -
C.4 write-off - - - - - -
C.5 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni
deteriorate
- - - - - -
C.6 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - - - - -
C.7 altre variazioni in diminuzione - - - - - -
D. Rettifiche complessive finali 4 - 14 14 - -
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - - - - -

A.1.9 Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa deteriorate verso clientela: dinamica delle rettifiche di valore complessive

(milioni di euro)
Causali/Categorie SOFFERENZE INADEMPIENZE
PROBABILI
ESPOSIZIONI SCADUTE
DETERIORATE
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
A. Rettifiche complessive iniziali 12.769 1.635 4.379 1.540 142 14
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 9 3 34 30 1 -
B. Variazioni in aumento 3.437 592 2.492 939 182 6
B.1 rettifiche di valore di attività impaired acquisite o
originate
352 X 275 X 7 X
B.2 altre rettifiche di valore 2.236 293 1.885 590 122 5
B.3 perdite da cessione 209 30 53 13 - -
B.4 trasferimenti da altre categorie di esposizioni
deteriorate
445 127 141 18 11 -
B.5 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - 28 28 - -
B.6 altre variazioni in aumento 195 142 110 290 42 1
C. Variazioni in diminuzione -7.469 -1.161 -2.100 -883 -213 -16
C.1 riprese di valore da valutazione -413 -73 -330 -177 -40 -
C.2 riprese di valore da incasso -193 -16 -163 -76 -12 -1
C.3 utili da cessione -42 -8 -31 -12 - -
C.4 write-off -2.376 -348 -392 -120 -2 -
C.5 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni
deteriorate
-30 -6 -435 -126 -132 -13
C.6 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - -8 -8 - -
C.7 altre variazioni in diminuzione -4.415 -710 -741 -364 -27 -2
D. Rettifiche complessive finali 8.737 1.066 4.771 1.596 111 4
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 3 - 3 2 - -

Nella voce "Ingressi da attività finanziarie impaired acquisite o originate" sono inclusi principalmente gli ammontari derivanti dall'operazione di acquisizione delle società del Gruppo UBI Banca.

Relativamente alle esposizioni creditizie verso clientela, l'ammontare delle rettifiche di valore rivenienti dall'operazione di aggregazione aziendale alla data di acquisizione è pari a 344 milioni di sofferenze, 273 milioni di inadempienze probabili e 2 milioni di past due. Tali ammontari, limitatamente al dettaglio "di cui Forborne" sono stati riportati nella voce "Altre variazioni in Aumento" (107 milioni di sofferenze e 195 milioni di inadempienze probabili).

L'ammontare delle riprese di valore da incasso riferite alle esposizioni creditizie per cassa deteriorate verso clientela derivanti da pagamenti del debitore, a titolo di rimborso della quota capitale ovvero della quota interesse è di 65 milioni per le sofferenze, 158 milioni per le inadempienze e 12 milioni per i past due. Le riprese di valore da incasso derivanti dal recupero di garanzie ammontano a 128 milioni per le sofferenze ed a 5 milioni per le inadempienze probabili.

Nelle "Altre variazioni in aumento" sono ricompresi, prevalentemente, gli incassi di crediti cancellati integralmente dal bilancio (in contropartita della voce "Riprese di valore da incasso") e gli incrementi dei saldi dei fondi in valuta a seguito della variazione del tasso di cambio.

Le "Altre variazioni in diminuzione" includono principalmente il portafoglio crediti classificati come "sofferenze" e "inadempienze probabili" oggetto di cessione nel corso dell'esercizio. In tale voce trovano inoltre allocazione gli incassi di interessi di mora accertati in esercizi precedenti, le perdite da cessione per la quota non coperta da fondo, il decremento dei fondi in valuta a seguito della variazione del tasso di cambio, nonché la riduzione dei fondi rettificativi dovuta al trascorrere del tempo.

A.2. Classificazione delle esposizioni in base ai rating esterni e interni

A.2.1. Consolidato prudenziale - Distribuzione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate per classi di rating esterni (valori lordi)

Il Gruppo Intesa Sanpaolo adotta sui portafogli oggetto della segnalazione le valutazioni delle seguenti agenzie di rating esterne: Standard & Poor's Ratings Services, Moody's Investors Service, Fitch Ratings, DBRS Morningstar e Cerved Group Spa. Le suddette agenzie sono valide per tutte le banche appartenenti al Gruppo46 .

Si evidenzia che, in ottemperanza a quanto sancito dalla normativa, laddove siano presenti due valutazioni dello stesso cliente, viene adottata quella più prudenziale; nel caso di tre valutazioni quella intermedia, qualora presenti tutte le valutazioni, la seconda migliore.

Esposizioni CLASSI DI RATING ESTERNI (milioni di euro)
SENZA
TOTALE
RATING
Classe 1 classe 2 classe 3 classe 4 classe 5 classe 6
A. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 16.486 31.695 119.379 14.094 5.177 848 441.539 629.218
- Primo stadio 16.247 28.462 114.095 9.079 3.355 353 356.549 528.140
- Secondo stadio 239 3.233 5.281 5.010 1.821 295 64.004 79.883
- Terzo stadio - - 3 5 1 200 20.986 21.195
B. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
13.149 16.882 17.896 3.425 456 113 2.337 54.258
- Primo stadio 12.946 16.417 17.630 3.109 425 94 2.218 52.839
- Secondo stadio 203 465 266 316 31 6 84 1.371
- Terzo stadio - - - - - 13 35 48
C. Attività finanziarie in corso di dismissione - - 51 75 - - 29.475 29.601
- Primo stadio - - 51 75 - - 21.215 21.341
- Secondo stadio - - - - - - 2.836 2.836
- Terzo stadio - - - - - - 5.424 5.424
Totale (A+B+C) 29.635 48.577 137.326 17.594 5.633 961 473.351 713.077
di cui: attività finanziarie impaired acquisite o originate - 5 3 2 1 2 2.816 2.829
D. Impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate
- Primo stadio 10.637 24.776 39.935 10.654 2.109 135 144.606 232.852
- Secondo stadio 184 2.136 6.883 3.029 524 246 41.339 54.341
- Terzo stadio - - - - - 5 2.601 2.606
Totale (D) 10.821 26.912 46.818 13.683 2.633 386 188.546 289.799
Totale (A+B+C+D) 40.456 75.489 184.144 31.277 8.266 1.347 661.897 1.002.876

Le tabelle che seguono riportano il raccordo (mapping) tra le classi di rischio ed i rating delle agenzie utilizzate.

Mapping dei rating a lungo termine rilasciati dalle agenzie di rating esterne

Rating a lungo termine per esposizioni verso: amministrazioni centrali e banche centrali, intermediari vigilati; enti del settore pubblico; enti territoriali, banche multilaterali di sviluppo; imprese e altri soggetti

ECAI
Moody's Fitch
Standard &
Poor's
DBRS
Morningstar
Cerved Rating
Agency
Classe di merito di credito
Classe 1 da Aaa a Aa3 da AAA a AA- -
Classe 2 da A1 a A3 da A+ a A- da A1.1 a A3.1
Classe 3 da Baa1 a Baa3 da BBB+ a BBB- B1.1
Classe 4 da Ba1 a Ba3 da BB+ a BB- da B1.2 a B2.2
Classe 5 da B1 a B3 da B+ a B- C1.1
Classe 6 Caa1 e inferiori CCC+ e inferiori da C1.2 a C2.1

46 Per le sole cartolarizzazioni, l'ex Gruppo UBI ha fatto ricorso all'agenzia DBRS Ratings Limited, facente parte del gruppo DBRS Morningstar. L'agenzia Cerved Group Spa è stata utilizzata solo per le società prodotto UBI Leasing e UBI Factor dell'ex Gruppo UBI.

Rating a breve termine per esposizioni verso intermediari vigilati e imprese

ECAI
Moody's Fitch Standard & Poor's DBRS Morningstar
Classe di merito di credito
Classe 1 P -1 F1 +, F1 A -1 + , A -1 R -1
Classe 2 P -2 F2 A -2 R -2
Classe 3 P -3 F3 A -3 R -3
Classe da 4 a 6 NP inferiori a F3 inferiori a A -3 R-4 R-5

Rating per esposizioni verso O.I.C.R.

ECAI
Moody's Fitch
DBRS Morningstar
Standard & Poor's
Classe di merito di credito
Classe 1 da Aaa a Aa3 da AAA a AA- da AAA m/f a AA - m/f
Classe 2 da A1 a A3 da A+ a A- da A + m/f a A - m/f
Classi 3 e 4 da Baa1 a Ba3 da BBB+ a BB- da BBB + m/f a BB - m/f
Classi 5 e 6 B1 e inferiori B+ e inferiori B + m/f e inferiori

Metodo standardizzato – Rating a lungo termine per esposizioni verso cartolarizzazioni

ECAI
Moody's DBRS Morningstar Fitch
Standard & Poor's
Classe di merito di credito
Classe 1 da Aaa a Aa3 da AAA a AAL da AAA a AA
Classe 2 da A1 a A3 da AH a AL da A+ a A
Classe 3 da Baa1 a Ba3 da BBBH a BBBL da BBB+ a BBB
Classe 4 da Baa1 a Ba3 da BBH a BBL da BB+ a BB
Classe 5 B1 e inferiori BH e inferiori B+ e inferiori

Metodo standardizzato – Rating a breve termine per esposizioni verso cartolarizzazioni

ECAI
Moody's Fitch DBRS
Morningstar
Standard & Poor's
Classe di merito di credito
Classe 1 P -1 F 1 +, F 1 R-1 (high), R-1
(middle), R-1 (low)
A -1 + , A -1
Classe 2 P -2 F2 R-2 (high), R-2
(middle), R-2 (low)
A -2
Classe 3 P -3 F3 R-3 A -3
Classi da 4 a 6 NP inferiori a F3 - inferiori a A -3

Metodo IRB – Rating a lungo termine per esposizioni verso cartolarizzazioni

Moody's
DBRS Morningstar
Fitch
Standard & Poor's
Classe di merito di credito
Classe 1
Aaa
AAA
AAA
Classe 2
Aa
AA
AA
Classe 3
A1
AH
A+
Classe 4
A2
A
A
Classe 5
A3
AL
A
Classe 6
Baa1
BBBH
BBB+
Classe 7
Baa2
BBBH
BBB
Classe 8
Baa3
BBBL
BBB
Classe 9
Ba1
BBH
BB+
Classe 10
Ba2
BB
BB
Classe 11
Ba3
BBL
BB
Classe 12
Inferiori a Ba3
inferiori a BBL
Inferiori a BB
ECAI

Metodo IRB – Rating a breve termine per esposizioni verso cartolarizzazioni

ECAI
Moody's Fitch DBRS Morningstar Standard & Poor's
Classe di merito di credito
Classe 1 P -1 F 1 +, F 1 R-1 (high), R-1
(middle), R-1 (low)
A -1 + , A -1
Classe 2 P -2 F2 R-2 (high), R-2
(middle), R-2 (low)
A -2
Classe 3 P -3 F3 R-3 A -3
Tutte le altre valutazioni del merito di credito inferiori a P-3 inferiori a F3 Tutti gli altri rating inferiori a A -3

A.2.2. Consolidato prudenziale - Distribuzione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate per classi di rating interni (valori lordi)

Come già evidenziato nelle Informazioni di natura qualitativa, nel paragrafo "La normativa Basilea 3", il Gruppo Intesa Sanpaolo dispone di un insieme di rating validati relativi ai diversi segmenti di operatività delle controparti (Corporate, SME Retail, Retail e Enti del Settore Pubblico e Banche).

Ai fini della redazione della tabella, oltre ai rating relativi ai modelli validati, sono stati impiegati tutti i rating utilizzati nei sistemi di gestione e controllo dei rischi creditizi, ivi compresi i rating di agenzie esterne per controparti appartenenti a segmenti di clientela per cui non è disponibile un modello interno.

Le esposizioni prive di rating ammontano al 9% di quelle relative alle controparti in bonis e si riferiscono ai portafogli non coperti da modelli di rating, a controparti per le quali il roll out dei modelli di rating non è ancora stato completato (principalmente controllate estere), nonché alle società del Gruppo con mission principale diversa da quella creditizia integrate nel sistema di credit risk management o a esposizioni marginali.

Escludendo le controparti prive di rating e i crediti deteriorati, si osserva una concentrazione elevata nelle classi investment grade (classi 1, 2, 3 che rappresentano i rating tra AAA e BBB-), pari al 77,1% del totale, mentre il 18,4% rientra nella fascia BB+/BB- (classe 4) e il 4,4% nelle classi più rischiose (di cui lo 0,6% inferiore a B-).

Esposizioni SENZA (milioni di euro)
TOTALE
Rating 1 Rating 2 Classi di rating interni
Rating 3
Rating 4 Rating 5 Rating 6 RATING
A. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 64.942 104.362 241.084 108.945 24.965 6.241 78.679 629.218
- Primo stadio 64.572 100.960 223.161 76.460 9.811 818 52.358 528.140
- Secondo stadio 370 3.402 17.922 32.482 14.628 3.321 7.758 79.883
- Terzo stadio - - 1 3 526 2.102 18.563 21.195
B. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
13.758 12.683 18.054 2.715 397 112 6.539 54.258
- Primo stadio 13.677 12.387 17.482 2.456 359 100 6.378 52.839
- Secondo stadio 81 296 572 259 38 5 120 1.371
- Terzo stadio - - - - - 7 41 48
C. Attività finanziarie in corso di dismissione 6.172 8.074 5.335 2.581 795 487 6.157 29.601
- Primo stadio 6.041 7.661 4.714 1.798 393 147 587 21.341
- Secondo stadio 131 413 621 783 402 333 153 2.836
- Terzo stadio - - - - - 7 5.417 5.424
Totale (A+B+C) 84.872 125.119 264.473 114.241 26.157 6.840 91.375 713.077
di cui: attività finanziarie impaired acquisite o originate - 4 8 26 24 62 2.705 2.829
D. Impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate
- Primo stadio 29.390 57.356 94.392 32.986 3.716 147 14.865 232.852
- Secondo stadio 3.224 9.120 16.104 16.438 4.576 593 4.286 54.341
- Terzo stadio - - - - 596 396 1.614 2.606
Totale (D) 32.614 66.476 110.496 49.424 8.888 1.136 20.765 289.799
Totale (A+B+C+D) 117.486 191.595 374.969 163.665 35.045 7.976 112.140 1.002.876

Oltre alle tabelle previste dalla normativa, di seguito viene riportata la distribuzione dei rating relativa ai finanziamenti verso la clientela in bonis appartenente alle principali Banche del Gruppo.

Al 31 dicembre 2020, la quota dei crediti verso clientela in bonis a cui è stato attribuito un rating analitico o da agenzia esterna, rappresenta il 94% dei crediti delle principali Banche del Gruppo.

La distribuzione evidenzia una quota elevata di Investment Grade (da AAA a BBB incluso), pari al 66,6%, in lieve peggioramento rispetto all'esercizio precedente (67,1%).

Gli spostamenti tra classi di rating sono principalmente determinati dalle variazione dei parametri di rischio conseguenti all'aggiornamento dei modelli.

Di seguito si evidenziano i dettagli relativi alla distribuzione rating dei seguenti portafogli: Corporate, Mutui Retail (Mutui residenziali a privati), SME Retail e altri crediti a privati, Sovereign & Enti Pubblici.

I portafogli evidenziano una quota di Investment Grade rispettivamente pari al 57,9%, 77,4%, 67,7%, e 92,0%.

.

A.3. Distribuzione delle esposizioni creditizie garantite per tipologia di garanzia

A.3.1. Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche garantite

(milioni di euro)
Esposizione
lorda
Esposizione
netta
Garanzie reali (*)
(1)
Garanzie
personali (*)
(2)
(*)
Derivati su crediti
Immobili -
ipoteche
Immobili -
finanziamenti
per leasing
Titoli Altre
garanzie
reali
CLN Altri
derivati
Controparti
centrali
1. Esposizioni creditizie per cassa garantite: 6.762 6.756 - 5 5.839 - - -
1.1. totalmente garantite 5.757 5.752 - 5 5.631 - - -
- di cui deteriorate - - - - - - - -
1.2. parzialmente garantite 1.005 1.004 - - 208 - - -
- di cui deteriorate - - - - - - - -
2. Esposizioni creditizie "fuori bilancio"
garantite:
7.513 7.513 - - 2.863 2.460 - -
2.1. totalmente garantite 5.770 5.770 - - 2.863 1.747 - -
- di cui deteriorate - - - - - - - -
2.2. parzialmente garantite 1.743 1.743 - - - 713 - -
- di cui deteriorate - - - - - - - -

(*) Fair Value della garanzia o, qualora sia di difficile determinazione, valore contrattuale della stessa, quest'ultimo esposto - come previsto dalla normativa - sino a concorrenza del valore dell'esposizione netta.

(milioni di euro)
Garanzie personali (*)
(2)
Derivati su crediti
Altri derivati Amministrazioni Banche Altre Altri (1)+(2)
Banche Altre
società
finanziarie
Altri
soggetti
pubbliche società
finanziarie
soggetti
1. Esposizioni creditizie per cassa garantite: - - - 2 188 86 40 6.160
1.1. totalmente garantite - - - 2 23 - 38 5.699
- di cui deteriorate - - - - - - - -
1.2. parzialmente garantite - - - - 165 86 2 461
- di cui deteriorate - - - - - - - -
2. Esposizioni creditizie "fuori bilancio"
garantite: - - - 49 81 - 36 5.489
2.1. totalmente garantite - - - 44 74 - 14 4.742
- di cui deteriorate - - - - - - - -
2.2. parzialmente garantite - - - 5 7 - 22 747
- di cui deteriorate - - - - - - - -

(*) Fair Value della garanzia o, qualora sia di difficile determinazione, valore contrattuale della stessa, quest'ultimo esposto - come previsto dalla normativa - sino a concorrenza del valore dell'esposizione netta.

A.3.2. Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela garantite

(milioni di euro)
Esposizione
lorda
Esposizione
netta
Garanzie reali (*)
(1)
Garanzie personali (*)
(2)
Derivati su crediti
Immobili -
Ipoteche
Immobili -
finanziamenti
per leasing
Titoli Altre
garanzie
reali
CLN Altri
derivati
Controparti
centrali
1. Esposizioni creditizie per cassa garantite: 341.730 330.843 175.065 10.724 27.297 13.450 - 76
1.1. totalmente garantite 284.745 275.711 172.513 10.651 26.710 10.607 - -
- di cui deteriorate 16.660 9.342 6.035 1.543 46 264 - -
1.2. parzialmente garantite 56.985 55.132 2.552 73 587 2.843 - 76
- di cui deteriorate 2.746 1.143 508 2 35 62 - -
2. Esposizioni creditizie "fuori bilancio"
garantite:
52.438 52.292 2.651 18 13.210 2.552 - -
2.1. totalmente garantite 42.789 42.690 2.117 10 12.608 2.088 - -
- di cui deteriorate 451 402 91 - 8 7 - -
2.2. parzialmente garantite 9.649 9.602 534 8 602 464 - -
- di cui deteriorate 261 232 38 - 1 17 - -

(*) Fair Value della garanzia o, qualora sia di difficile determinazione, valore contrattuale della stessa, quest'ultimo esposto - come previsto dalla normativa - sino a concorrenza del valore dell'esposizione netta.

(milioni di euro)
Garanzie personali (*)
(2)
Derivati su crediti
Altri derivati Amministrazioni Banche Altre Altri (1)+(2)
Banche Altre
società
finanziarie
Altri
soggetti
pubbliche società
finanziarie
soggetti
1. Esposizioni creditizie per cassa garantite: 45 32 - 44.624 579 2.229 31.494 305.615
1.1. totalmente garantite - 4 - 22.891 463 1.633 25.527 270.999
- di cui deteriorate - - - 176 7 146 1.057 9.274
1.2. parzialmente garantite 45 28 - 21.733 116 596 5.967 34.616
- di cui deteriorate - - - 63 1 21 143 835
2. Esposizioni creditizie "fuori bilancio"
garantite:
- - - 2.327 125 1.762 25.628 48.273
2.1. totalmente garantite - - - 1.793 113 1.358 22.241 42.328
- di cui deteriorate - - - 2 - 17 265 390
2.2. parzialmente garantite - - - 534 12 404 3.387 5.945
- di cui deteriorate - - - 1 - 4 56 117

(*) Fair Value della garanzia o, qualora sia di difficile determinazione, valore contrattuale della stessa, quest'ultimo esposto - come previsto dalla normativa - sino a concorrenza del valore dell'esposizione netta.

A.4. Consolidato prudenziale – Attività finanziarie e non finanziarie ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute

(milioni di euro)
Esposizione
creditizia
cancellata
Valore
lordo
Rettifiche di
valore
complessive
Valore di bilancio di cui
ottenute nel
corso
dell'esercizio
A. Attività materiali 342 406 -54 352 117
A.1. Ad uso funzionale 3 3 - 3 1
A.2. A scopo di investimento 139 137 -6 131 67
A.3. Rimanenze 200 266 -48 218 49
B. Titoli di capitale e titoli di debito 381 382 -139 243 43
C. Altre attività - - - - -
D. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 8 9 -3 6 -
D.1. Attività materiali 8 9 -3 6 -
D.2. Altre attività - - - - -
Totale
31.12.2020
731 797 -196 601 160
Totale
31.12.2019
654 681 -115 566 54

Per il Gruppo, i beni escussi (valore di bilancio) sono rappresentati principalmente da:

  • ̵ Attività materiali ad uso funzionale: fabbricati (3 milioni);
  • ̵ Attività materiali a scopo di investimento: fabbricati (95 milioni); terreni (36 milioni);
  • ̵ Attività materiali Rimanenze: fabbricati (205 milioni), terreni (12 milioni); altro (1 milione);
  • ̵ Titoli di capitale e titoli di debito:
    • o partecipazioni per 64 milioni di euro (di cui 60 milioni riferiti alla partecipazione Risanamento);
    • o attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value per 109 milioni;
    • o attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per 70 milioni. Si tratta di attività finanziarie non precedentemente concesse dal debitore a garanzia di preesistenti finanziamenti erogati, ma acquisite nell'ambito di accordi bilaterali con lo stesso, a seguito dei quali il Gruppo ha provveduto alla cancellazione dell'esposizione creditizia;
  • ̵ Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: terreni (6 milioni).

B. DISTRIBUZIONE E CONCENTRAZIONE DELLE ESPOSIZIONI CREDITIZIE

B.1. Consolidato prudenziale - Distribuzione settoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela

(milioni di euro)
Esposizioni/Controparti Amministrazioni pubbliche Società finanziarie Società finanziarie (di cui:
imprese di assicurazione)
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze 143 -93 73 -223 - -
- di cui esposizioni oggetto di concessioni - - 20 -98 - -
A.2 Inadempienze probabili 53 -37 241 -181 - -
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 15 -30 60 -82 - -
A.3 Esposizioni scadute deteriorate 2 - 33 -5 - -
- di cui esposizioni oggetto di concessioni - - - - - -
A.4 Esposizioni non deteriorate 114.408 -105 68.442 -196 1.676 -1
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 52 - 215 -6 - -
Totale (A) 114.606 -235 68.789 -605 1.676 -1
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 3 -3 24 -2 - -
B.2 Esposizioni non deteriorate 38.835 -6 54.880 -48 8.592 -
Totale (B) 38.838 -9 54.904 -50 8.592 -
Totale (A+B)
31.12.2020
153.444 -244 123.693 -655 10.268 -1
Totale (A+B)
31.12.2019
137.248 -298 128.779 -610 13.272 -4
(milioni di euro)
Esposizioni/Controparti Società non finanziarie Famiglie
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze 3.503 -6.289 1.299 -2.132
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 654 -775 245 -193
A.2 Inadempienze probabili 5.208 -3.881 2.026 -672
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 2.614 -1.293 937 -191
A.3 Esposizioni scadute deteriorate 81 -16 410 -90
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 9 -1 24 -3
A.4 Esposizioni non deteriorate 228.141 -1.797 179.803 -978
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 3.828 -247 1.485 -66
Totale (A) 236.933 -11.983 183.538 -3.872
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 2.208 -295 57 -14
B.2 Esposizioni non deteriorate 213.248 -194 16.105 -35
Totale (B) 215.456 -489 16.162 -49
Totale (A+B) 31.12.2020 452.389 -12.472 199.700 -3.921
Totale (A+B) 31.12.2019 357.033 -14.735 153.885 -3.957

B.2. Consolidato prudenziale - Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela

(milioni di euro)
Esposizioni/Aree geografiche Italia Altri paesi europei
Esposizione
netta
Rettifiche valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze 4.786 -8.081 225 -531
A.2 Inadempienze probabili 7.019 -4.404 384 -229
A.3 Esposizioni scadute deteriorate 428 -64 82 -37
A.4 Esposizioni non deteriorate 434.825 -2.312 113.417 -597
Totale (A) 447.058 -14.861 114.108 -1.394
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 2.231 -278 48 -32
B.2 Esposizioni non deteriorate 188.002 -169 96.444 -88
Totale (B) 190.233 -447 96.492 -120
Totale (A+B) 31.12.2020 637.291 -
-15.308
210.600 -
-1.514
Totale (A+B) 31.12.2019 489.846 -17.756 201.497 -1.425
(milioni di euro)
Esposizioni/Aree geografiche America Asia Resto del mondo
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze - -48 3 -30 4 -47
A.2 Inadempienze probabili 32 -80 51 -20 42 -38
A.3 Esposizioni scadute deteriorate 2 - - - 14 -10
A.4 Esposizioni non deteriorate 21.060 -72 13.635 -25 7.857 -70
Totale (A) 21.094 -200 13.689 -75 7.917 -165
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 11 - 1 - 1 -4
B.2 Esposizioni non deteriorate 26.830 -18 8.807 -5 2.985 -3
Totale (B) 26.841 -18 8.808 -5 2.986 -7
Totale (A+B)
31.12.2020
47935
47.935
-218 22.497 -80 10.903 -172
Totale (A+B)
31.12.2019
54.440 -194 20.674 -31 10.488 -194

B.2.bis Consolidato prudenziale – Ripartizione per area geografica dei rapporti con clientela residente in Italia

(milioni di euro)
Esposizioni / Aree geografiche Italia Nord Ovest Italia Nord Est Italia Centro Italia Sud e Isole
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze 1.587 -2.526 800 -1.528 1.211 -1.992 1.188 -2.035
A.2 Inadempienze probabili 2.803 -1.970 1.211 -727 1.715 -1.061 1.290 -646
A.3 Esposizioni scadute deteriorate 136 -20 53 -8 111 -17 128 -19
A.4 Esposizioni non deteriorate 157.457 -928 74.171 -386 144.129 -534 59.068 -464
Totale A 161.983 -5.444 76.235 -2.649 147.166 -3.604 61.674 -3.164
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 670 -90 524 -64 886 -108 151 -16
B.2 Esposizioni non deteriorate 84.545 -82 31.574 -28 59.347 -38 12.536 -21
Totale B 85.215 -172 32.098 -92 60.233 -146 12.687 -37
Totale (A+B)
31.12.2020
247.198 -5.616 108.333 -2.741 207.399 -3.750 74.361 -3.201
Totale (A+B)
31.12.2019
163.645 -5.786 94.305 -3.702 173.871 -4.564 58.025 -3.704

B.3. Consolidato prudenziale - Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso banche

(milioni di euro)
Esposizioni/Aree geografiche Italia Altri paesi europei
Esposizioni netta Rettifiche valore
complessive
Esposizioni netta Rettifiche valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze - - - -1
A.2 Inadempienze probabili - - - -
A.3 Esposizioni scadute deteriorate - - - -
A.4 Esposizioni non deteriorate 76.623 -9 33.849 -17
Totale (A) 76.623 -9 33.849 -18
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate - - - -
B.2 Esposizioni non deteriorate 9.707 - 38.017 -1
Totale (B) 9.707 - 38.017 -1
Totale (A+B) 31.12.2020 86.330 -9 71.866 -19
Totale (A+B) 31.12.2019 26.984 -9 61.992 -19
(milioni di euro)
America Asia Resto del mondo
Esposizioni/Aree geografiche Esposizioni
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizioni
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizioni
netta
Rettifiche
valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze - - - -3 - -
A.2 Inadempienze probabili 65 -14 - - - -
A.3 Esposizioni scadute deteriorate - - - - - -
A.4 Esposizioni non deteriorate 2.594 -2 2.233 -5 2.038 -6
Totale (A) 2.659 -16 2.233 -8 2.038 -6
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 8 - - - - -
B.2 Esposizioni non deteriorate 5.621 - 9.382 - 2.160 -1
Totale (B) 5.629 - 9.382 - 2.160 -1
Totale (A+B) 31.12.2020 8.288 -16 11.615 -8 4.198 -7
Totale (A+B) 31.12.2019 8.719 -18 12.488 -6 5.130 -9
(milioni di euro)
Esposizioni/Aree geografiche ITALIA NORD OVEST ITALIA NORD EST ITALIA CENTRO ITALIA SUD E ISOLE
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze - - - - - - - -
A.2 Inadempienze probabili - - - - - - - -
A.3 Esposizioni scadute deteriorate - - - - - - - -
A.4 Esposizioni non deteriorate 4.311 -4 418 - 71.889 -5 5 -
Totale A 4.311 -4 418 - 71.889 -5 5 -
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate - - - - - - - -
B.2 Esposizioni non deteriorate 5.854 - 923 - 2.713 - 217 -
Totale B 5.854 - 923 - 2.713 - 217 -
Totale (A+B)
31.12.2020
10.165 -
-4
1.341 -
-
74.602 -
-5
222 -
-
Totale (A+B)
31.12.2019
9.762 -4 1.156 - 16.022 -5 44 -

B.3.bis Consolidato prudenziale – Ripartizione per area geografica dei rapporti con banche residenti in Italia

B.4 Grandi esposizioni

Grandi esposizioni
a) Valore di bilancio (milioni di euro) 232.932
b) Valore ponderato (milioni di euro) 19.174
c) Numero 7

In base alle disposizioni normative vigenti il numero delle grandi esposizioni esposto in tabella è determinato facendo riferimento alle "esposizioni" non ponderate che superano il 10% del Capitale Ammissibile, così come definito dal Regolamento UE n. 575/2013 (CRR), dove per "esposizioni" si intende la somma delle attività di rischio per cassa e delle operazioni fuori bilancio (escluse quelle dedotte dal Capitale Ammissibile) nei confronti di un cliente, o di un gruppo di clienti connessi, senza l'applicazione di fattori di ponderazione. Tali criteri espositivi portano a ricomprendere nella tabella di bilancio relativa alle grandi esposizioni anche soggetti che – pur con ponderazione pari allo 0% - presentano un'esposizione non ponderata superiore al 10% del Capitale Ammissibile ai fini dei grandi rischi.

Conformemente a quanto previsto nel documento EBA "Orientamenti sui clienti connessi ai sensi dell'articolo 4.1 punto 39) del regolamento (UE) n.575/2013", sono previste - nelle segnalazioni di vigilanza - modalità convenzionali di rappresentazione dei Gruppi di clienti connessi che possono prevedere (nel caso dei c.d. silos) la ripetizione - in corrispondenza di ogni gruppo economico direttamente controllato da un'Amministrazione centrale o ad essa legato da dipendenza economica - delle esposizioni verso le Amministrazioni centrali corrispondenti.

Si precisa che gli ammontari di cui alle lettere a) e b) e la numerosità di cui alla lettera c) riportati nella tabella sopra riportata considerano tuttavia una volta sola l'esposizione nei confronti delle varie Amministrazioni Centrali verso cui il Gruppo Intesa Sanpaolo risulta esposto.

C. OPERAZIONI DI CARTOLARIZZAZIONE

Non formano oggetto di rilevazione nella presente sezione le operazioni di cartolarizzazione nelle quali siano originator banche del Gruppo Intesa Sanpaolo e per le quali il complesso delle passività emesse (es. titoli ABS, finanziamenti nella fase di warehousing) dalle società veicolo sia sottoscritto all'atto dell'emissione da una o più società del Gruppo. Per l'illustrazione di questa tipologia di operazioni si rimanda alla sezione della Parte E della Nota Integrativa Consolidata relativa al rischio di liquidità.

Informazioni di natura qualitativa

Con riferimento all'operazione di aggregazione del Gruppo UBI nel Gruppo Intesa Sanpaolo descritta nella Parte G della presente Nota Integrativa, si evidenzia che sono in essere presso il Gruppo UBI sei operazioni di cartolarizzazione.

Si riepilogano di seguito le operazioni di cartolarizzazione effettuate nel corso del 2020.

Cartolarizzazioni GARC

Nell'ambito dell'operatività "GARC" nel corso dell'esercizio sono state perfezionate quattro operazioni di cartolarizzazione sintetica: GARC Leasing-1, GARC Corp-3, GARC Energy Renewables-1 e GARC SME-9. Per le prime tre operazioni indicate è stato ceduto ad investitori specializzati il rischio junior relativo ad un portafoglio rispettivamente di:

  • i) circa 1,5 miliardi di euro di finanziamenti leasing verso circa 2.500 imprese appartenenti al segmento regolamentare Corporate, valutati attraverso l'applicazione dei modelli interni (IRB Avanzato). Per tale operazione Intesa Sanpaolo detiene il 5% del portafoglio cartolarizzato in ottemperanza alla retention rule prevista dalla normativa di vigilanza;
  • ii) circa 3,1 miliardi di euro di finanziamenti verso circa 500 imprese appartenenti al segmento regolamentare Corporate valutati attraverso l'applicazione dei modelli interni (IRB Avanzato). Per tale operazione Intesa Sanpaolo detiene il 5% del portafoglio cartolarizzato in ottemperanza alla retention rule prevista dalla normativa di vigilanza;
  • iii) circa 1,3 miliardi di euro di finanziamenti e leasing relativi a 42 progetti su energie rinnovabili localizzati principalmente in Italia e valutati attraverso l'applicazione dei modelli interni (IRB Avanzato). Per tale operazione Intesa Sanpaolo detiene il 10% del portafoglio cartolarizzato in ottemperanza alla retention rule prevista dalla normativa di vigilanza.

Nell'ambito dell'operazione GARC SME-9 è stato ceduto al Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI) il rischio mezzanino relativo ad un portafoglio di circa 1,8 miliardi di euro di finanziamenti verso circa 4.000 imprese appartenenti ai segmenti regolamentari Corporate e SME Corporate valutati attraverso l'applicazione dei modelli interni (IRB Avanzato). L'iniziativa, realizzata in cooperazione con la Banca Europea per gli Investimenti (BEI), è volta a mettere a disposizione nuovi finanziamenti per complessivi 450 milioni alle PMI e Midcap danneggiate dall'emergenza provocata dall'epidemia Covid-19. Per quest'ultima operazione Intesa Sanpaolo detiene il 5% del portafoglio cartolarizzato in ottemperanza alla retention rule prevista dalla normativa di vigilanza.

Complessivamente i portafogli delle operazioni sono prevalentemente costituiti da clientela operante nel Nord Italia.

Cartolarizzazione tranched cover – Fondo di Garanzia per le PMI

Nel corso del 2020, nell'ambito delle attività con il Fondo di Garanzia per le PMI, è stata finalizzata l'operazione tranched cover su un portafoglio di nuova erogazione dedicato alla nuova imprenditoria della Regione Veneto. In particolare, la garanzia del Fondo, incrementata anche dalle risorse messe a disposizione dalla Sezione Speciale Regione Veneto, è a copertura del rischio junior di un portafoglio di finanziamenti pari a circa 15 milioni di euro verso circa 90 imprese della Regione Veneto.

Per tali operazioni Intesa Sanpaolo detiene il 20% del portafoglio cartolarizzato in ottemperanza alla retention rule prevista dalla normativa di vigilanza.

Nel corso dell'esercizio è stata inoltre ottenuta l'ammissione alla garanzia del Fondo per quattro nuovi portafogli, per un importo complessivo di circa 1,3 miliardi di euro, attivati a sostegno delle imprese danneggiate dall'emergenza COVID-19. Il ramp-up di tali portafogli si completerà tra la seconda metà del 2021 e i primi mesi del 2022.

Cartolarizzazione "Tranched Cover Piemonte 2017 – Linea A"

Nel corso dell'esercizio è stato finalizzato il portafoglio "Linea A" relativo ad un'operazione di cartolarizzazione sintetica tranched cover su finanziamenti di nuova erogazione promossa dalla Regione Piemonte nell'ambito del Programma Operativo Regionale 2014-2020 - Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (F.E.S.R.) – Asse III " Competitività dei sistemi produttivi" - Obiettivo tematico III.3 "Promuovere la competitività delle PMI"– "Misura a sostegno dell'accesso al credito per le PMI piemontesi mediante la costituzione del Fondo Tranched Cover Piemonte 2017". L'operazione prevede il rilascio di una garanzia reale sulla tranche junior da parte di Finpiemonte S.p.A. a copertura del rischio di credito relativo ad un portafoglio di circa 109 milioni di euro verso circa 500 imprese del Piemonte.

Per tale operazione Intesa Sanpaolo detiene il 100% delle tranche senior e il 20% delle tranche junior in ottemperanza alla retention rule prevista dalla normativa di vigilanza.

Cartolarizzazione Yoda

Nell'ambito della più ampia strategia di riduzione del profilo di rischio prevista nel Piano di Impresa 2018-2021, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha avviato e completato nel mese di dicembre 2020 un processo finalizzato al deconsolidamento di un portafoglio di crediti di Intesa Sanpaolo classificati a "sofferenza", per il tramite di un'operazione di cartolarizzazione e successiva richiesta del rilascio della garanzia statale "GACS" a beneficio dei detentori dei titoli senior emessi nell'ambito dell'operazione, una volta che tali titoli senior abbiano ottenuto un rating "investment grade" non inferiore a BBB o equivalente, così come previsto dalla Legge n. 49/2016.

Il portafoglio individuato alla data di cut-off del 30 giugno 2020 è pari ad un GBV (Gross Book Value) di circa 4,5 miliardi (4,3 alla data di cessione di dicembre 2020) e un NBV (Net Book Value) pari a circa 1,3 miliardi (1,2 miliardi alla data di cessione).

L'operazione è stata strutturata in due fasi principali:

  • i) "autocartolarizzazione": in tale fase è stata perfezionata la cessione del portafoglio a un veicolo di cartolarizzazione, Yoda SPV S.r.l., costituito ai sensi della Legge n. 130/99, con integrale sottoscrizione da parte di ISP dei titoli senior, mezzanine e junior emessi dalla stessa SPV per finanziare il prezzo di acquisto del portafoglio. Contestualmente all'emissione dei titoli, ISP ha erogato un prestito a ricorso limitato come linea di liquidità a beneficio della suddetta SPV. In questa fase dell'operazione, non avendo ancora trasferito i rischi e i benefici degli asset ceduti, il portafoglio ha continuato ad essere consolidato nel bilancio di ISP. Contestualmente all'emissione dei titoli della cartolarizzazione è stato rilasciato, da parte di Moodys, DBRS e Scope, il rating per la classe senior dei titoli investment grade "BBB" o equivalente (i.e. BBB per DBRS e Scope, Baa2 per Moodys);
  • ii) "placement" dei titoli subordinati mezzanine e junior e deconsolidamento contabile del portafoglio ceduto: in tale fase e stato concluso il processo di due diligence da parte degli investitori e a seguito della ricezione delle offerte vincolanti per la cessione del 95% dei titoli mezzanine e junior, ISP ha perfezionato in data 23 dicembre 2020 la cessione delle notes a investitori terzi. A seguito della cessione si è perfezionato anche il deconsolidamento contabile e prudenziale del portafoglio ed è stata richiesta la garanzia GACS al Ministero dell'Economia e delle Finanze e alla Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici.

Le attività cartolarizzate presentano la seguente distribuzione per aree territoriali:

  • 31,2% Nord-Ovest;
  • 23,9% Nord-Est;
  • 23,7% Centro;
  • 20,8% Sud più Isole;
  • 0,4% Estero.

La ripartizione per settori di attività economica dei debitori ceduti si concentra in misura prevalente nei settori:

  • "Costruttori" con una percentuale del 30,9%;
  • "Attività manifatturiere" con una percentuale del 18,5%;
  • "Distribuzione" con una percentuale del 16,6%;
  • "Affari immobiliari" con una percentuale del 13,6%;
  • e in misura residuale, in altri settori di attività (Servizi, Trasporti, Agricoltura, Sistema moda, Attività Finanziarie e Assicurative, Utility ed altro).

A fronte della cessione del portafoglio, la SPV ha emesso titoli di tre differenti classi (senior, mezzanine e junior) con il seguente tranching:

  • Senior notes: 81% del prezzo di cessione, pari a 1.010 milioni di euro di valore nominale;
  • Mezzanine notes: 17% del prezzo di cessione, pari a 210 milioni di euro di valore nominale;
  • Junior notes: 2% del prezzo di cessione, pari a 20 milioni di euro di valore nominale.

A tal riguardo si evidenzia che le notes sottoscritte da Intesa Sanpaolo, in ragione del business model in uso e del lookthrough test effettuato, sono state classificate:

  • tra i titoli al costo ammortizzato, per quanto riguarda le tranche senior;
  • tra i titoli FVTPL, per quanto attiene le tranche mezzanine e junior.

Cartolarizzazione Sirio

Nel mese di dicembre 2020 è stata perfezionata da UBI Banca un'operazione di deconsolidamento di un portafoglio crediti classificati a sofferenza per il tramite di una cartolarizzazione con emissione di titoli Senior, Mezzanine e Junior. I titoli Senior emessi nell'ambito dell'operazione hanno ottenuto un rating "investment grade" (BBB) e pertanto è stato anche possibile richiedere il rilascio della garanzia statale "GACS" a beneficio dei detentori di questa classe di titoli, così come previsto dalla Legge n. 49/2016.

Il portafoglio è costituito da circa 22.600 rapporti, corrispondenti a circa 14.300 debitori, prevalentemente SMEs, con un Gross Book Value ("GBV") di circa 1 miliardo.

La ripartizione per settori di attività economica dei debitori ceduti si concentra in:

  • Società non finanziarie circa 77%;
  • Società finanziarie circa 1%;
  • Altro circa 22%.

Le attività cartolarizzate presentano la seguente distribuzione geografica:

  • Nord circa 52,5%;
  • Centro circa 29%;
  • Sud e Isole circa 18%;
  • Estero circa 0,5%.

L'operazione è stata strutturata mediante la cessione dei crediti al veicolo di cartolarizzazione Sirio SPV S.r.l. ("SPV"), costituito ai sensi della Legge n. 130/99, con una integrale sottoscrizione da parte di UBI Banca dei titoli senior, mezzanine e junior emessi dalla stessa SPV per finanziare il prezzo di acquisto del portafoglio. Contestualmente all'emissione dei titoli, UBI Banca ha anche erogato un prestito a ricorso limitato come linea di liquidità a beneficio della suddetta SPV. Contestualmente all'emissione dei titoli della cartolarizzazione è stato rilasciato, da parte di DBRS e Scope, il rating per la classe senior dei titoli investment grade "BBB".

È stato poi concluso un processo di due diligence da parte di investitori terzi a cui UBI Banca ha ceduto, in data 23 dicembre 2020, il 95% delle notes Junior e Mezzanine. A seguito della cessione, si è perfezionato anche il deconsolidamento contabile e prudenziale del portafoglio ed è stata richiesta la garanzia GACS al Ministero dell'Economia e delle Finanze e alla Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici.

Di seguito le tre differenti classi di notes (senior, mezzanine e junior) emesse dalla SPV, con il relativo tranching:

  • Senior notes: 86% del prezzo di cessione, pari a 290 milioni di valore nominale;
  • Mezzanine notes: 11% del prezzo di cessione, pari a 35 milioni di valore nominale;
  • Junior notes: 3% del prezzo di cessione, pari a circa 10 milioni di valore nominale.

Si evidenzia infine che le notes sottoscritte da UBI Banca, in ragione del business model in uso e del look-through test effettuato, anche in coerenza con l'approccio adottato in Intesa Sanpaolo, sono state classificate:

  • tra i titoli al costo ammortizzato, per quanto riguarda le tranche senior;
  • tra i titoli FVTPL, per quanto attiene le tranche mezzanine e junior.

Informazioni di natura quantitativa

C.1. Consolidato prudenziale - Esposizioni derivanti dalle principali operazioni di cartolarizzazione "proprie" ripartite per tipologia di attività cartolarizzate e per tipologia di esposizioni

Per cassa

(milioni di euro)
Tipologia attività cartolarizzate/Esposizioni ESPOSIZIONI PER CASSA
Valore
di
bilancio
Senior
Rettifiche/
riprese
di valore
Valore
di
bilancio
Mezzanine
Rettifiche/
riprese
di valore
Valore
di
bilancio
Junior
Rettifiche/
riprese
di valore
A. Oggetto di integrale cancellazione dal bilancio 3.469 -12 238 - 188 -127
– Prestiti verso imprese (incluse PMI) (*) 2.725 -12 234 185 -127
– Mutui ipotecari su immobili residenziali 743 4 1
– Crediti al consumo 1 - - 2 -
B. Oggetto di parziale cancellazione dal bilancio - - - - - -
C. Non cancellate dal bilancio 21.187 -53 223 -11 367 -6
– Prestiti verso imprese (incluse PMI) () (*) 19.208 -51 50 -8 149 -1
– Leasing (***) 1.247 -1 - - 6 -
– Mutui ipotecari su immobili residenziali (***) 732 -1 173 -3 212 -5
TOTALE 24.656 -65 461 -11 555 -133

(*) L'intero importo è riferito ad attività finanziarie deteriorate relative alle cartolarizzazioni Savoy e Kerma (si fa rimando rispettivamente al Bilancio 2018 e 2019 per la descrizione delle operazioni) e alle cartolarizzazioni Yoda e Sirio (descritte nel paragrafo "Informazioni di natura qualitativa" della presente Sezione).

(**) Gli importi ricomprendono attività finanziarie deteriorate per un ammontare pari a euro 37 milioni per le esposizioni Senior, euro 30 milioni per quelle Mezzanine ed euro 18 milioni per quelle Junior.

(***) Le voci includono anche gli ammontari in bonis relativi alle operazioni di cartolarizzazione sintetica originate dal Gruppo Intesa Sanpaolo.

Fuori bilancio

Al 31 dicembre 2020 la fattispecie non è presente.

C.2. Consolidato prudenziale - Esposizioni derivanti dalle principali operazioni di cartolarizzazione di "terzi" ripartite per tipologia delle attività cartolarizzate e per tipologia di esposizione

Per cassa

(milioni di euro)
Tipologia attività cartolarizzate/Esposizioni ESPOSIZIONI PER CASSA
Senior Mezzanine Junior
Valore
di
bilancio
Rettifiche/
riprese
di valore
Valore
di
bilancio
Rettifiche/
riprese
di valore
Valore
di
bilancio
Rettifiche/
riprese
di valore
Leasing - - 11 - 2 -
Obbligazioni bancarie garantite 47 16
Mutui ipotecari su immobili commerciali 113 -5 20 -4 - -
Cartolarizzazioni 154 -7 - - - -
Crediti al commercio 522 4 14 - 1 -
Crediti al consumo 246 - 65 -3 - -
Mutui ipotecari su immobili residenziali 645 -2 101 - - -
Prestiti verso imprese (incluse PMI) (*) 962 -1 275 - 6 -1
Altre attività (**) 5.990 5 - - - -
TOTALE 8.679 -6 502 -7 9 -1

(*) Tra le esposizioni sono ricomprese attività finanziarie deteriorate per un ammontare pari rispettivamente ad euro 41 milioni Mezzanine ed euro 1 milione Junior. L'aggregato include anche i titoli di debito emessi dal veicolo di cartolarizzazione costituito nell'ambito dell'operazione di cessione delle Casse di Risparmio di Cesena, Rimini e San Miniato a Credit Agricole da parte dello Schema Volontario FITD a cui la banca aderisce. Le relative Junior Notes sono state oggetto di svalutazione integrale.

(**) L'importo contempla anche i titoli Romulus per 4.097 milioni detenuti in portafoglio dal Gruppo Bancario, rappresentati convenzionalmente tra le cartolarizzazioni di terzi, nonchè crediti verso il veicolo Duomo Funding Plc per 1.384 milioni quali utilizzo di linee di credito. Per maggiori dettagli, in merito alla tipologia delle attività sottostanti, si rimanda alla sezione 4 - Rischi delle altre imprese della presente Parte E.

Fuori bilancio

(milioni di euro)
Tipologia attività
cartolarizzate/Esposizioni
GARANZIE RILASCIATE LINEE DI CREDITO
Senior Mezzanine Junior Senior Mezzanine Junior
Esposiz.
netta
Rettifiche/
riprese
di
valore
Esposiz.
netta
Rettifiche/
riprese
di
valore
Esposiz.
netta
Rettifiche/
riprese
di
valore
Esposiz.
netta
Rettifiche/
riprese
di
valore
Esposiz.
netta
Rettifiche/
riprese
di
valore
Esposiz.
netta
Rettifiche/
riprese
di
valore
Duomo ABCP Conduit
transactions (*)
- - - - - - (*) (*) - - - -
Totale - - - - - - - - - - - -
(*) Con riferimento all'operatività posta in essere tramite Duomo Funding Plc e finanziata da ABCP, Intesa Sanpaolo ha concesso linee di liquidità (pari a 4.392 milioni di euro di
esposizione netta e 3 milioni di euro di rettifiche di valore) a garanzia di attivi già ricompresi nelle "Altre attività" della Tabella C.2 per cassa.
NOME CARTOLARIZZAZIONE /
DENOMINAZIONE SOCIETÀ VEICOLO
SEDE LEGALE CONSOLIDAMENTO
(a)
ATTIVITA' (b) (milioni di euro)
PASSIVITA' (b)
Crediti Titoli
di
debito
Altre Senior Mezzanine Junior
Adriano Lease Sec S.r.l. (c) Conegliano Veneto (TV) (e) 2.411 - 130 1.062 - 1.351
Apulia Finance n. 4 S.r.l. (c) (h) Conegliano Veneto (TV) (e) 62 - 12 - - 59
Augusto S.r.l. (d) Milano (e) - - 2 13 - -
Berica ABS 3 S.r.l. (h) Vicenza (e) (f) (f) (f) (f) (f) (f)
Berica ABS 4 S.r.l. (h) Vicenza Non consolidato (f) (f) (f) (f) (f) (f)
Brera Sec S.r.l. (c) Conegliano Veneto (TV) (e) 13.967 - 804 10.946 - 3.457
Clara S.r.l. (c) Conegliano Veneto (TV) (e) 6.573 - 1.220 6.350 - 824
Diocleziano S.r.l. (d) Milano (e) 1 - 1 49 - -
Giada S.r.l. (c) Conegliano Veneto (TV) (e) 9.613 - 587 6.610 - 3.485
ISP CB Ipotecario S.r.l. (g) Milano Consolidato 16.401 - 4.454 19.896
ISP CB Pubblico S.r.l. (g) Milano Consolidato 2.275 1.563 1.308 4.968
ISP OBG S.r.l. (g) Milano Consolidato 46.391 - 8.461 54.756
UBI Finance S.r.l. (g) Milano Consolidato 15.688 - 1.686 17.473
UBI Finance CB2 S.r.l. (g) Milano Consolidato - - 3.004 2.868
UBI SPV Lease 2016 S.r.l. (c) Milano (e) 2.799 - 394 2.100 - 1.001

C.3. Consolidato prudenziale- Interessenze in società veicolo per la cartolarizzazione

(a) Metodo di consolidamento riferito al c.d. perimetro "prudenziale".

(b) I dati rappresentati sono al lordo di eventuali rapporti infragruppo.

(c) Veicolo di autocartolarizzazione descritto nel paragrafo 2 delle Informazioni Quantitative della sezione 1.4 Gruppo Bancario - Rischio di Liquidità della presente Nota Integrativa Consolidata

(d) Gli ammontari riportati tra le attività e le passività si riferiscono agli ultimi dati di bilancio disponibili (31.12.2019).

(e) Veicolo consolidato al Patrimonio Netto.

(f) Per le informazioni di Bilancio relative a questo veicolo si rimanda al prospetto pubblicato nella sezione C.4 della presente Nota Integrativa Consolidata.

(g) Trattasi di veicolo funzionale all'emissione di covered bond effettuata dal Gruppo Intesa Sanpaolo. Per ulteriori informazioni si rimanda alla sezione D.4 della Parte E della presente Nota Integrativa Consolidata.

(h) Veicolo riveniente dall'acquisizione di certe attività e passività delle ex Banche Venete

Si segnala che, nell'ambito delle operazioni di cartolarizzazione strutturate dal Gruppo Intesa Sanpaolo a valere su proprie attività, tra cui quelle denominate Towers, K-Equity, Savoy, Kerma, Yoda, Maior, Iseo e Sirio in aggiunta a quanto rappresentato nella tabella che precede sono utilizzati anche altri special purpose vehicles che rappresentano soggetti terzi e indipendenti rispetto ad Intesa Sanpaolo e nei confronti dei quali il Gruppo non intrattiene legami partecipativi.

C.4 Consolidato prudenziale – Società veicolo per la cartolarizzazione non consolidate

Tra le società veicolo per la cartolarizzazione non consolidate vengono rappresentati sia i veicoli nei quali il Gruppo Intesa Sanpaolo non detiene alcuna partecipazione al capitale che quelli per cui detiene una partecipazione residuale. Per ogni veicolo di questi, utilizzati per operazioni in cui il Gruppo opera come originator, vengono riportate nella tabella sottostante le attività, le passività, nonché i costi e i ricavi.

(milioni di euro)
Berica ABS 4 S.r.l. () (*) Berica ABS 3 S.r.l. (*)
A. Attività 320 279
A.1 Crediti 320 279
A.2 Titoli - -
A.3 Altre attività - -
B. Impiego diponibilità liquide 13 13
B.1 Depositi presso Banche - -
B.2 Ratei e risconti attivi - -
B.3 Altri crediti 13 13
B. Passività 289 249
B.1 Titoli emessi di categoria A 45 11
B.2 Titoli emessi di categoria B 76 94
B.3 Titoli emessi di categoria C 47 -
B.4 Titoli emessi di categoria J 95 115
B.5 Altre passività 26 29
C. Interessi passivi e altri oneri 6 6
D. Interessi attivi e altri ricavi 9 8

(*) I veicoli sono utilizzati per operazioni di cartolarizzazione che hanno ad oggetto mutui ipotecari residenziali. Le attività cartolarizzate incluse nel veicolo non sono state oggetto di derecognition ai sensi dei principi contabili internazionali.

(**) Società veicolo non partecipata dal gruppo Intesa Sanpaolo.

Tra le entità strutturate non consolidate utilizzate per operazioni di cartolarizzazione, il Gruppo detiene anche interessenze residuali nei veicoli Augusto e Diocleziano consolidate a Patrimonio Netto. Tali veicoli sono entità utilizzate in operazioni di cartolarizzazione di assets, in prevalenza finanziamenti fondiari e di opere pubbliche, di società sottoposta a controllo congiunto ceduta negli esercizi precedenti.

La dimensione quantitativa dell'interessenza che il Gruppo detiene in tali veicoli è residuale. Non sono altresì presenti accordi che possano comportare l'obbligo per il Gruppo di fornire supporto finanziario ai veicoli in oggetto.

Si segnala che il Gruppo Intesa Sanpaolo controlla le società Romulus Funding Corporation e Duomo Funding Plc (inserite solo nel perimetro di consolidamento contabile ai sensi dell'IFRS 10) utilizzate per operazioni in cui il Gruppo Intesa Sanpaolo opera come sponsor e la cui operatività è descritta nella Sezione 4 - Rischi delle altre imprese, della presente Parte E.

C.5. Consolidato prudenziale - Attività di servicer – cartolarizzazioni proprie: incassi dei crediti cartolarizzati e rimborsi dei titoli emessi dalla società veicolo per la cartolarizzazione

SERVICER
SOCIETA' VEICOLO
ATTIVITÀ
CARTOLARIZZATE
(dato di fine periodo)
INCASSI DI CREDITI
REALIZZATI
NELL'ANNO
QUOTA PERCENTUALE DEI TITOLI RIMBORSATI
(dato di fine periodo)
(milioni di euro) (milioni di euro) Senior Mezzanine Junior
Deteriorate Non
deteriorate
Deteriorate Non
deteriorate
Attività
Deterior.
Attività
non
deteriorate
Attività
Deterior.
Attività
non
deteriorate
Attività
Deterior.
Attività
non
deteriorate
Intesa
Sanpaolo
Apulia Finance n.4 S.r.l. (*) 25 37 2 5 0% 100% 0% 0% 0% 0%
Intesa
Sanpaolo
Intesa
Berica ABS 3 S.r.l. 38 241 3 40 0% 99% 0% 0% 0% 0%
Sanpaolo Berica ABS 4 S.r.l. 38 282 3 48 0% 94% 0% 0% 0% 0%
Intesa
Sanpaolo
Brera Sec S.r.l. (*) 118 13.849 13 2.361 0% 33% 0% 0% 0% 0%
Intesa
Sanpaolo
Clara Sec S.r.l. (*) 37 6.536 4 1.159 0% 0% 0% 0% 0% 0%
Intesa
Sanpaolo
UBI Banca
Giada Sec S.r.l. () ()
UBI SPV LEASE 2016 (
) (**)
2
75
9.611
2.724
-
4
461
492
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
0%
Totale 333 33.280 29 4.566

(*) Veicolo utilizzato per operazioni di autocartolarizzazione.

(**) Veicolo strutturato nel corso del 2020 relativo ad operazioni per cui non è stato effettuato nessun rimborso di titoli al 31 dicembre 2020.

C.6. Consolidato prudenziale - Società veicolo per la cartolarizzazione consolidate

Nel corso dell'esercizio 2020 non si rilevano operazioni che utilizzano società veicolo per la cartolarizzazione consolidate.

D. OPERAZIONI DI CESSIONE

A. Attività finanziarie cedute e non cancellate integralmente

Informazioni di natura qualitativa

Per quanto riguarda la descrizione dell'operatività rappresentata nelle tabelle D.1 e D.3, di seguito riportate, si fa rimando a quanto riportato in calce alle tabelle stesse.

Per quanto attiene in particolare all'operatività in titoli di debito a fronte di pronti contro termine a medio e lungo termine, si rimanda invece a quanto riportato nella presente Nota integrativa - Parte B.

Informazioni di natura quantitativa

Consolidato prudenziale - Attività finanziarie cedute rilevate per intero e passività finanziarie associate: valori di bilancio

(milioni di euro)
Attività finanziarie cedute rilevate per intero Passività finanziarie associate
Valore
di
bilancio
di cui: oggetto di
operazioni di
cartolarizzazione
di cui: oggetto di
contratti di
vendita con patto
di riacquisto
di cui
deteriorate
Valore di
bilancio
di cui: oggetto di
operazioni di
cartolarizzazione
di cui: oggetto
di contratti di
vendita con
patto di
riacquisto
A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 1.075 - 1.075 X 1.040 - 1.040
1. Titoli di debito 887 - 887 X 847 - 847
2. Titoli di capitale 188 - 188 X 193 - 193
3. Finanziamenti - - - X - - -
4. Derivati - - - X - - -
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
- - - - - - -
1. Titoli di debito - - - - - - -
2. Titoli di capitale - - - X - - -
3. Finanziamenti - - - - - - -
C. Attività finanziarie designate al fair value - - - - - - -
1. Titoli di debito - - - - - - -
2. Finanziamenti - - - - - - -
D. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
5.048 - 5.048 - 4.987 - 4.981
1. Titoli di debito 5.048 - 5.048 - 4.987 - 4.981
2. Titoli di capitale - - - X - - -
3. Finanziamenti - - - - - - -
E. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
3.062 137 2.863 18 2.911 97 2.767
1. Titoli di debito 2.925 - 2.863 - 2.814 - 2.767
2. Finanziamenti 137 137 - 18 97 97 -
TOTALE
31.12.2020
9.185 137 8.986 18 8.938 97 8.788
TOTALE
31.12.2019
32.353 686 31.610 69 32.135 411 31.680

Non figurano nella tabella sopra riportata le operazioni di "covered bond" in cui il Gruppo Intesa Sanpaolo risulta sia cedente sia finanziatore del veicolo emittente i titoli di debito.

L'operatività rappresentata in tabella è riferibile prevalentemente all'utilizzo di titoli in portafoglio per operazioni di pronti contro termine a breve e medio lungo termine e ai crediti verso clientela ceduti nell'ambito delle operazioni di cartolarizzazione K-Equity e rivenienti dall'acquisizione delle ex Banche venete.

Consolidato prudenziale – Attività finanziarie cedute rilevate parzialmente e passività finanziarie associate: valori di bilancio

Non sussiste la fattispecie per il Gruppo Intesa Sanpaolo.

Consolidato prudenziale - Operazioni di cessione con passività aventi rivalsa esclusivamente sulle attività cedute e non cancellate integralmente: fair value

(milioni di euro)
Rilevate per Rilevate 31.12.2020 31.12.2019
intero parzialmente
A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 1.075 - 1.075 2.395
1. Titoli di debito 887 - 887 2.395
2. Titoli di capitale 188 - 188 -
3. Finanziamenti - - - -
4. Derivati - - - -
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair
value
- - - -
1. Titoli di debito - - - -
2. Titoli di capitale - - - -
3. Finanziamenti - - - -
C. Attività finanziarie designate al fair value - - - -
1. Titoli di debito - - - -
2. Finanziamenti - - - -
D. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva 5.048 - 5.048 24.457
1. Titoli di debito 5.048 - 5.048 24.457
2. Titoli di capitale - - - -
3. Finanziamenti - - - -
E. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (fair
value) 3.062 - 3.062 5.605
1. Titoli di debito 2.925 - 2.925 4.885
2. Finanziamenti 137 - 137 720
Totale attività finanziarie 9.185 - 9.185 32.457
Totale passività finanziarie associate 8.886 - 8.886 32.279
Valore netto
31.12.2020
299 - 299 X
Valore netto
31.12.2019
178 - X 178

Non figurano nella tabella sopra riportata le operazioni di "covered bond" in cui il Gruppo Intesa Sanpaolo risulta sia cedente sia finanziatore del veicolo emittente i titoli di debito.

B. Attività finanziarie cedute e cancellate integralmente con rilevazione del continuo coinvolgimento Al 31 dicembre 2020 la fattispecie non è presente.

C. Attività finanziarie cedute e cancellate integralmente

Informazioni di natura qualitativa

Operazioni di cessione di tipo multioriginator di portafogli creditizi – in particolare di quelli "unlikely to pay" – riconducibili a cessione dei crediti a un fondo comune di investimento con attribuzione delle relative quote agli intermediari cedenti

Al 31 dicembre 2020, il Gruppo Intesa Sanpaolo detiene quote in fondi comuni di investimento acquisite nell'ambito di operazioni di cessione di tipo multioriginator di portafogli creditizi.

In relazione alle disposizioni contenute nella Comunicazione della Banca d'Italia del 23 dicembre 2019, si riporta di seguito l'informativa inerente: "Le operazioni di cessione di tipo multioriginator di portafogli creditizi – in particolare di quelli "unlikely to pay" – riconducibili a cessione dei crediti a un fondo comune di investimento con attribuzione delle relative quote agli intermediari cedenti".

Fondo Back2Bonis

Nell'ottica di perseguire le attività di de-risking previste dal Piano d'Impresa 2018-2021, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha avviato nel corso del terzo trimestre 2020 un processo finalizzato al deconsolidamento di un portafoglio di esposizioni creditizie classificate ad "Unlikely to Pay" con sottostante immobiliare, contratti e beni detenute dalla capogruppo ISP e da UBI Banca, con contestuale conversione degli stessi in quote del fondo mobiliare denominato Back2Bonis.

L'operazione, il cui closing è avvenuto alla fine del 2020, si è concretizzata per Intesa Sanpaolo nella cessione di un portafoglio crediti, contratti, rapporti giuridici e beni derivanti da contratti di leasing per un ammontare lordo complessivo di 166 milioni ed esposizione netta pari a 71 milioni, con contestuale sottoscrizione delle quote del Fondo Back2Bonis per un controvalore di 70,6 milioni, sostanzialmente allineato al NBV dei crediti ceduti.

L'operazione si è concretizzata mediante: (i) la cessione dei crediti bancari e dei crediti derivanti da contratti di leasing a un veicolo di cartolarizzazione Ampre S.r.l.; (ii) la cessione dei rapporti giuridici e beni derivanti dai contratti di leasing ad Ampre LeaseCo S.r.l.; (iii) la cessione dei contratti di breve termine revolving e dei relativi rapporti giuridici e crediti di ISP nonché dei contratti di medio-lungo termine con erogazioni residue e dei relativi rapporti giuridici, diversi dai rapporti e beni leasing attraverso la fronting bank messa a disposizione da Banca Finanziaria Internazionale S.p.A., (iv) la sottoscrizione integrale dei titoli emessi dal veicolo di cartolarizzazione da parte del fondo Back2Bonis e (v) l'acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo delle quote del Fondo quale contropartita dei crediti oggetto di cessione.

UBI Banca, in aggiunta all'operazione già perfezionata lo scorso anno, ha ceduto finanziamenti appartenenti a 14 controparti, per un importo complessivo pari a 33.8milioni di euro (valore netto contabile alla cessione), ricevendo quale corrispettivo

quote del Fondo "Back2Bonis" per 32,1 milioni di euro, generando un risultato negativo di cessione di circa 1,7 milioni di euro. Il fondo Back2Bonis, costituito sotto la forma di un fondo comune mobiliare di tipo chiuso le cui quote sono riservate per la sottoscrizione a investitori professionali, è una piattaforma multi-originator per la gestione di crediti di tipo "Real Estate Small & Medium Size" classificati quali Unlikely to Pay e derivanti da finanziamenti e linee di credito concessi a società operanti nell'ambito immobiliare o a fondi immobiliari (ivi inclusi quelli non interamente erogati/utilizzati al momento della cessione).

Con il perfezionamento dell'operazione di apporto dei crediti alla piattaforma, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha provveduto a deconsolidare i crediti con successiva iscrizione delle quote del Fondo in sostituzione dei suddetti crediti.

Al 31 dicembre 2020, il Gruppo Intesa Sanpaolo detiene una partecipazione pari a circa il 39% nel fondo Back2Bonis classificata tra le interessenze ad influenza notevole per un valore di bilancio pari a 163 milioni.

Il Fondo Back2Bonis è stato oggetto di valutazione da parte di un terzo indipendente che ha espresso un fair value allineato al relativo valore di iscrizione in bilancio al 31 dicembre 2020.

Fondo FI.NAV.

Nell'ottica di perseguire le attività di de-risking previste dal Piano d'Impresa 2018-2021, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha avviato nell'ultimo trimestre del 2018 un'operazione di conferimento al Fondo FI.NAV. - fondo comune di investimento mobiliare italiano di tipo chiuso multicomparto - di un portafoglio di crediti ipotecari e chirografari non performing del settore dello shipping.

Il Fondo è riservato a investitori istituzionali, gestito dalla SGR Davy Investment Fund Service Limited, non facente parte del Gruppo Intesa Sanpaolo, con sede in Irlanda, e si compone di due comparti autonomi: FI.NAV. Comparto A – Crediti, in cui sono confluiti i crediti conferiti dal Gruppo Intesa Sanpaolo e Unicredit e FI.NAV. Comparto B – Nuova Finanza, in cui confluiranno capitali di investitori terzi per il rilancio delle navi rimpossessate.

L'operazione, definita nel 2018, si è perfezionata lo scorso 2019 concretizzandosi in una cessione a titolo oneroso di crediti pro-soluto per un ammontare lordo complessivo di 155 milioni ed esposizione netta pari a 102 milioni, pari al prezzo di cessione, con compensazione del prezzo di cessione con il prezzo di sottoscrizione delle quote del Fondo e, pertanto, senza effetti nel conto economico dell'esercizio 2019.

Nel primo trimestre 2020 si è perfezionata la cessione di un'ulteriore tranche di crediti pro-soluto per un ammontare lordo di 37 milioni e un valore netto di 34 milioni, allineato al prezzo di cessione e, pertanto, senza effetti nel conto economico dell'esercizio.

Ai sensi dell'IFRS 9, l'operazione si è configurata per il Gruppo Intesa Sanpaolo quale derecognition dei crediti ceduti in quanto, a seguito della stessa, la gestione è divenuta di esclusiva competenza del Fondo; il Gruppo Intesa Sanpaolo ha pertanto proceduto alla cancellazione dei relativi crediti dal proprio bilancio e alla contestuale iscrizione al corrispondente fair value delle quote del Fondo attribuite.

Le società del Gruppo coinvolte nell'operazione sono state la capogruppo Intesa Sanpaolo (che include le quote delle ex controllate Cassa di Risparmio in Bologna e Mediocredito acquisite nell'ambito di operazioni di incorporazione nel 2019) e Banca IMI, incorporata il 20 luglio 2020.

Il Fondo FI.NAV., iscritto nel bilancio della Capogruppo per ad un valore pari a 138,6 milioni, è stato oggetto di valutazione da parte di un terzo indipendente, che ha espresso un fair value pari a 135,2 milioni; si è pertanto proceduto ad adeguare il valore del fondo rilevando un effetto negativo di 3,4 milioni.

Al 31 dicembre 2020, la Capogruppo ISP detiene una partecipazione del 43,5% nel Fondo FI.NAV. classificata tra le interessenze ad influenza notevole per un valore di bilancio consolidato pari a 126 milioni con una valutazione al cambio corrente.

Fondo RSCT – Comparto Crediti

Nell'ambito delle attività di derisking previste dal Piano d'Impresa 2018-2021, Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha individuato l'opportunità di conferire asset (crediti e titoli) a valere su posizioni non performing al fondo chiuso RSCT FUND, in cambio di quote del fondo medesimo. II progetto è stato seguito da Pillarstone che ha selezionato un portafoglio di imprese industriali e commerciali con l'obiettivo di individuare per ciascuna di esse una strategia di massimizzazione delle potenzialità di recupero dei crediti anche attraverso iniezioni di nuova finanza.

L'operazione si è realizzata nel maggio 2020 con il conferimento di un portafoglio di crediti verso 18 società originati dal Gruppo ISP (ISP e Banca IMI, poi incorporata in ISP il 20 luglio 2020), Unicredit, BPER Banca e Crédit Agricole al Fondo d'Investimento Alternativo chiuso di nuova costituzione RSCT Fund, gestito da Davy Investment Fund Services, gestore di fondi alternativi autorizzato dalla Banca Centrale d'Irlanda.

RSCT Fund è strutturato in due comparti separati, il comparto A per la gestione dei crediti acquisiti dalle banche cessionarie e il comparto B per la gestione della nuova finanza.

La cessione ha riguardato un portafoglio di crediti, notes Sirti e strumenti finanziari partecipativi PS Reti per un ammontare lordo di 377 milioni (ISP e Banca IMI) ad un valore netto di 256 milioni, sostanzialmente allineato al prezzo di cessione e, pertanto, senza effetti sul conto economico dell'esercizio.

A luglio si è realizzata un'ulteriore cessione di una posizione creditizia per un ammontare lordo di 6,5 milioni ad un valore di 4,5 milioni, con compensazione del prezzo di cessione con il prezzo di sottoscrizione delle quote del Fondo senza effetti sul conto economico dell'esercizio.

Il Fondo RSCT, iscritto ad un valore pari a 259,3 milioni, è stato oggetto di valutazione da parte di un terzo indipendente, che ha espresso un fair value pari a 257,3 milioni; si è pertanto proceduto ad adeguare il valore del fondo rilevando un effetto negativo di 2 milioni.

Al 31 dicembre 2020, la Capogruppo detiene una partecipazione del 71,97% in RSCT Fund classificata tra le interessenze ad influenza notevole per un valore di bilancio pari a 257,3 milioni.

Fondo IDEA CCR Corporate Credit Recovery II - Comparto Crediti

Nel 2018 il Gruppo Intesa Sanpaolo (nello specifico Intesa Sanpaolo e le banche successivamente incorporate: Cassa di Risparmio del Veneto, Cassa di Risparmio di Firenze, Cassa di Risparmio di Friuli Venezia Giulia, Cassa di Risparmio in Bologna e Mediocredito) ha partecipato al Fondo chiuso italiano IDEA, gestito da Dea Capital Alternative Funds S.G.R. Spa, dedicato al rilancio delle imprese italiane di medie dimensioni che si trovano in situazioni di tensione finanziaria, ma con fondamentali industriali solidi. L'operazione, perfezionata nel 2018, si è realizzata mediante il conferimento di crediti deteriorati per nominali 59 milioni ed esposizione netta pari al prezzo di cessione 39,2 milioni, con compensazione del prezzo di cessione con il prezzo di sottoscrizione, di pari importo, delle quote del Fondo IDEA CCR Corporate Credit Recovery II - Comparto Crediti.

A tali partecipazioni si aggiungono le partecipazioni di UBI Banca che nel mese di dicembre del presente esercizio ha effettuato la cessione, al Fondo Idea CCR II - Comparto Crediti, di finanziamenti relativi a 7 controparti, per un importo pari a circa 48,2 milioni di euro (valore netto contabile alla cessione), oltre a SFP ed altri strumenti finanziari interamente detenuti da UBI Banca per un importo pari a circa 1,7 milioni di euro, ottenendo in corrispettivo quote del Fondo per 46,8 milioni, e generando un risultato negativo di cessione di circa 3,1milioni di euro.

Le cessioni effettuate nel corso del 2020 da parte di UBI Banca fanno seguito ad analoghe operazioni avvenute tra il 2017 e nel 2019 nei confronti del Fondo IDeA Corporate Credit Recovery II (Idea CCR II), gestito da Dea Capital Alternative Funds SGR.

Al 31 dicembre 2020 il Gruppo Intesa Sanpaolo detiene una partecipazione del 38% nel Fondo IDEA classificata tra le Attività Finanziarie obbligatoriamente al fair value per un valore di bilancio pari a 135 milioni.

Il Fondo IDEA CCR Corporate Credit Recovery II è stato oggetto di valutazione da parte di un terzo indipendente che ha espresso un fair value allineato al relativo valore di iscrizione in bilancio al 31 dicembre 2020.

Consolidato prudenziale - Operazioni di covered bond

Nella presente sezione devono essere rilevate le operazioni di covered bond in cui la Banca cedente e la Banca finanziatrice coincidono. Il Gruppo Intesa Sanpaolo utilizza i covered bond prevalentemente come forma di raccolta cartolare garantita da attivi originati dalla stessa Intesa Sanpaolo o da altra società del Gruppo.

Intesa Sanpaolo ha realizzato nel tempo tre programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (OBG).

Il primo Programma, avviato nel 2009, ha un ammontare massimo di 20 miliardi (l'ammontare massimo originario era pari a 10 miliardi). Il garante delle OBG è il veicolo ISP CB Pubblico, cessionario di portafogli di crediti e titoli in bonis al settore pubblico, originati dalla ex controllata Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo, ora Intesa Sanpaolo. Nel tempo la Banca ha ceduto al veicolo attività per un valore nominale originario complessivo pari a 14,3 miliardi (al netto di retrocessioni di attivi per 0,5 miliardi), l'ultima delle quali (per un importo di 1 miliardo) effettuata nell'aprile 2013. Nel mese di settembre 2020 è stata perfezionata la retrocessione di un cliente per un controvalore di 132 milioni.

Al 31 dicembre 2020 i crediti e i titoli ceduti al veicolo hanno un valore di bilancio di 3,8 miliardi.

A fronte di tali cessioni si sono realizzate nel tempo emissioni di OBG per un nominale complessivo di 24,2 miliardi (di cui 17,3 miliardi relativi ad emissioni acquistate interamente dalla Capogruppo e oggetto di estinzione anticipata o giunte a

scadenza e 3,5 miliardi oggetto di offerta di scambio agli investitori nel corso del 2012, dei quali 2 miliardi scaduti nel secondo trimestre 2017).

Nel corso dell'esercizio 2020 è stata parzialmente estinta in via anticipata la decima serie di OBG, per un ammontare complessivo nominale di 0,85 miliardi.

Pertanto, al 31 dicembre 2020, restano in essere emissioni effettuate a valere sul programma garantito dal veicolo ISP CB Pubblico per un nominale complessivo di 4,1 miliardi, di cui 4 miliardi sottoscritte da Intesa Sanpaolo e 0,1 miliardi collocate presso investitori terzi.

Tutti i titoli emessi a valere sul programma sono quotati alla Borsa del Lussemburgo e hanno rating A2 di Moody's.

Il secondo Programma, avviato nel 2010, dell'ammontare massimo di 25 miliardi (l'ammontare massimo originario era pari a 20 miliardi), vede come garante delle OBG il veicolo ISP CB Ipotecario S.r.l., cessionario di mutui ipotecari residenziali italiani e, inizialmente, obbligazioni Adriano Finance S.r.l., originati da Intesa Sanpaolo. Nel tempo la Banca ha ceduto al veicolo mutui per un valore nominale originario complessivo pari a 33,8 miliardi (al netto delle retrocessioni). Al 31 dicembre 2020 i crediti ceduti al veicolo hanno un valore di bilancio di 16,4 miliardi.

A fronte delle cessioni di tali attivi, Intesa Sanpaolo ha realizzato, nel corso del tempo, emissioni di OBG per un valore nominale complessivo di 33,2 miliardi (di cui oggetto di estinzione anticipata o scaduti per complessivi 15,3 miliardi alla data di dicembre 2019).

Nel corso dell'esercizio 2020 non ci sono state nuove cessioni sul programma ed inoltre:

  • nel mese di gennaio è stata emessa la ventisettesima serie di OBG nella forma di un titolo a tasso variabile per un nominale di 0,75 miliardi, con scadenza a 11 anni, quotato presso la Borsa del Lussemburgo e con rating Aa3 di Moody's. Il titolo è stato interamente sottoscritto dalla Capogruppo;
  • nel corso dell'anno è stata estinta anticipatamente in due tranche la ventesima serie, la prima a luglio per un importo di 0,7 miliardi e la seconda ad agosto per l'importo residuale di 0,55 miliardi;
  • nel corso dell'anno è stata parzialmente estinta in via anticipata la ventiseiesima serie di OBG, per un ammontare nominale complessivo di 0,5 miliardi.

Tutti i titoli emessi a valere sul programma sono quotati alla Borsa del Lussemburgo ed hanno rating Aa3 di Moody's.

Al 31 dicembre 2020 risultano in essere emissioni effettuate a valere sul programma garantito dal veicolo ISP CB Ipotecario per un nominale complessivo di 16,9 miliardi, di cui 12 miliardi collocate presso investitori terzi e 4,9 miliardi sottoscritte da Intesa Sanpaolo. Di queste ultime una parte è stata successivamente impegnata in operazioni di pronti contro termine passivi per un importo di 1,8 miliardi.

Il terzo Programma multi-originator di emissione di OBG, avviato nel 2012, vede come garante dei titoli il veicolo ISP OBG S.r.l.. Tale programma è assistito da mutui ipotecari per un ammontare massimo di 50 miliardi (l'ammontare massimo originario era pari a 30 miliardi) ed è finalizzato a realizzare emissioni retained.

Il portafoglio posto a garanzia delle emissioni di OBG è composto da mutui ipotecari originati da Intesa Sanpaolo, Banco di Napoli, Cassa di Risparmio del Veneto, Cassa di Risparmio in Bologna e Banca CR Firenze (fuse per incorporazione in Intesa Sanpaolo tra luglio 2018 e febbraio 2019). Nel tempo il Gruppo Intesa Sanpaolo ha ceduto al veicolo mutui ipotecari per un valore nominale originario complessivo di 62,4 miliardi (al netto delle esclusioni).

Nel corso del 2020 sono state effettuate le seguenti cessioni:

  • nel mese di marzo 2020 per un totale di 6 miliardi;
  • nel mese di giugno 2020 per un totale di 5,1 miliardi;
  • nel mese di novembre 2020 per un totale di 1,6 miliardi.

Nel mese di maggio 2020 sono inoltre state perfezionate retrocessioni di crediti deteriorati per un nominale di 65 milioni.

Al 31 dicembre 2020 i crediti ceduti da Intesa Sanpaolo al veicolo hanno un valore di bilancio di 46,4 miliardi.

A fronte della cessione di tali attivi, Intesa Sanpaolo ha realizzato, nel corso del tempo, emissioni di OBG per un valore nominale complessivo di 70,75 miliardi (di cui 33,95 miliardi estinte anticipatamente e rimborsate).

Nel corso del 2020:

  • nel mese di febbraio sono stati estinti anticipatamente i titoli della sesta, quindicesima e sedicesima serie per complessivi 3,5 miliardi;
  • nel mese di febbraio sono state emesse la trentottesima e la trentanovesima serie di OBG ciascuna per un nominale di 1,75 miliardi a tasso variabile e con scadenza rispettivamente a 13 e 14 anni;
  • nel mese di marzo è stata emessa la quarantesima serie di OBG per un nominale di 1,8 miliardi. Si tratta di un titolo a tasso variabile con scadenza a 14 anni;
  • nel mese di aprile sono stati emessi i titoli della quarantunesima e quarantaduesima serie, ciascuna di 2,4 miliardi a tasso variabile e con scadenza a 15 anni;
  • nel mese di giugno sono state emesse la quarantatreesima e la quarantaquattresima serie di OBG, ciascuna di 1,35 miliardi, a tasso variabile e con scadenza rispettivamente a 8 e 16 anni;
  • nel mese di dicembre è stata parzialmente estinta la diciassettesima serie per complessivi 0,2 miliardi.

Tutti i titoli emessi a valere sul programma sono quotati alla Borsa del Lussemburgo ed hanno rating A (High) di DBRS. Le emissioni hanno caratteristiche che le rendono stanziabili per operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema. Al 31 dicembre 2020 risultano in essere emissioni effettuate a valere sul programma garantito dal veicolo ISP OBG per un nominale complessivo di 45,90 miliardi, interamente sottoscritte da Intesa Sanpaolo e successivamente impegnate, in parte, in un'operazione di pronti contro termine passivi per un importo di 50 milioni.

Nelle società dell'ex Gruppo UBI Banca sono attualmente presenti due Programmi di Obbligazioni Bancarie Garantite facenti capo a due Società Veicolo rispettivamente denominate UBI Finance S.r.l. e UBI Finance CB2 S.r.l..

Il Primo Programma, UBI Finance, è stato avviato dall'ex Gruppo UBI Banca nel corso dell'esercizio 2008 e prevede ad oggi la possibilità da parte di UBI Banca di emettere titoli, rivolti ad investitori istituzionali, per un ammontare massimo di 15 miliardi. Il Programma include un portafoglio di mutui ipotecari residenziali ceduti dalle banche rete dell'ex Gruppo UBI; queste ultime hanno aderito al Programma in qualità sia di Banche Originator, che di Banche Finanziatrici.

Ad oggi partecipano al Programma UBI Banca e IW Bank. Al 31 dicembre 2020 i crediti ceduti al veicolo hanno un valore di bilancio complessivo di 16,7 miliardi, di cui 0,2 miliardi ceduti da IW Bank e la restante parte ceduta interamente da UBI Banca.

Per completezza di informazione, si segnala che nell'ambito delle attività connesse all'integrazione delle società dell'ex Gruppo UBI Banca nel Gruppo Intesa Sanpaolo nel mese di gennaio 2021 è stata perfezionata un'operazione di riacquisto di crediti per complessivi 5,2 miliardi di euro (in termini di debito residuo capitale), di cui 0,2 miliardi riacquistati da IW Bank, corrispondenti alla data di riacquisto all'intero portafoglio di propria pertinenza, ed i restanti 5 miliardi riacquistati da UBI Banca.

Nel corso dell'esercizio 2020 non sono state fatte nuove emissioni di titoli né estinzioni di emissioni già in essere. Pertanto, tenuto conto delle diverse obbligazioni emesse nei precedenti esercizi, il controvalore nominale dei titoli al 31 dicembre 2020 ammontava complessivamente a 12 miliardi di euro.

Alla stessa data, il rating attribuito alle suddette obbligazioni era pari a Aa3 per Moody's ed AA per DBRS.

Il Secondo Programma di Obbligazioni Bancarie Garantite dell'ex Gruppo UBI Banca, denominato UBI Finance CB2, era stato costituito nel 2012 ed era finalizzato ad emettere nuovi titoli obbligazionari "retained", ovvero sottoscritti dalla stessa UBI Banca e utilizzati come titoli stanziabili a garanzia di operazioni con l'Eurosistema.

Il plafond previsto su questo Programma per l'emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite era pari a 5 miliardi di euro.

Anche per il secondo Programma i crediti cartolarizzati, rappresentati principalmente da mutui ipotecari commerciali, erano stati ceduti dalle banche rete dell'ex Gruppo UBI, che avevano aderito al Programma in qualità sia di Banche Originator, che di Banche Finanziatrici.

Nel secondo semestre 2020, a seguito dell'ingresso delle società dell'ex Gruppo UBI Banca nel Gruppo Intesa Sanpaolo, è stata decisa la chiusura anticipata del Programma UBI Finance CB2: nel mese di dicembre 2020 i covered bond emessi sotto questo Programma sono stati richiamati ed estinti, ed i due originator, UBI Banca ed IW Bank, hanno proceduto all'integrale riacquisto dei crediti ceduti ancora in essere per un importo complessivo pari a 2,9 miliardi di euro (in termini di debito residuo capitale), di cui 2,899 miliardi di euro di pertinenza di UBI Banca ed i restanti 12,8 milioni di euro relativi al portafoglio di IW Bank.

La chiusura effettiva del Programma è prevista per il successivo mese di gennaio 2021.

Nella tabella che segue vengono evidenziati i principali dati relativi a ISP CB Pubblico, ISP CB Ipotecario, ISP OBG, UBI Finance e UBI Finance CB2 riferiti al 31 dicembre 2020.

(milioni di euro)
COVERED BONDS DATI VEICOLO FINANZIAMENTO
SUBORDINATO(1)
OBG EMESSE
Totale
attivo
Svalutazioni
cumulate sul
portafoglio
cartolarizzato
importo Importo
nominale
(2)
Valore di
bilancio
(2)
Crediti e titoli del settore
ISP CB PUBBLICO pubblico in bonis 5.146 7 4.968 146 153
ISP CB IPOTECARIO (3) RMBS (Mutui ipotecari
residenziali in bonis)
20.856 62 19.896 13.763 14.450
ISP OBG Mutui ipotecari 54.852 233 54.756 50 50
UBI FINANCE Mutui ipotecari residenziali 17.374 253 17.420 8.534 9.104
UBI FINANCE CB2 Mutui ipotecari commerciali 3.004 - 2.957 - -

(1) Nella voce è stato indicato il prestito subordinato concesso ai veicoli per finanziare l'acquisto del portafoglio posto a garanzia delle OBG. Tale prestito è oggetto di derecognition nel bilancio IAS compliant individuale. L'ammontare del finanziamento si riferisce all'emissione già realizzata nell'ambito di un programma di ammontare massimo superiore.

(2) L'importo nominale ed il valore di bilancio riportati in tabella sono da considerarsi al netto dei titoli riacquistati.

(3) I Titoli (OBG) emessi da Intesa Sanpaolo sono stati oggetto di collocamento sul mercato presso investitori istituzionali per la quasi totalità dell'ammontare emesso.

A questa tipologia di Obbligazioni Bancarie Garantite, previste dalla normativa italiana (L. 80/2005), si aggiungono i c.d. "mortgage bonds" emessi dalla partecipata slovacca VUB. Si tratta di titoli il cui valore nominale e il cui rendimento è garantito dai c.d. "mortgage loans", ovvero finanziamenti con scadenza compresa tra quattro e trent'anni garantiti da un pegno su immobili situati nella Repubblica Slovacca, anche in corso di realizzazione, e che è finanziato per almeno il 90% del suo valore dall'emissione di questi titoli.

Ogni emissione è caratterizzata da una specifica copertura e l'intero valore nominale dell'emissione, inclusi gli interessi, deve essere garantito da mutui ipotecari su immobili locali per un ammontare pari almeno al 90% del loro valore nominale e da liquidità, depositi presso la Banca centrale slovacca o presso altre banche residenti, titoli di Stato o altri mortgage bonds per il restante 10%.

Al 31 dicembre 2020 la controllata VUB aveva emesso titoli di questo tipo per 3,4 miliardi, iscritti in bilancio ad un valore pari a circa 3,4 miliardi.

E. CONSOLIDATO PRUDENZIALE - MODELLI PER LA MISURAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO

Al 31 dicembre 2020, la perdita attesa gestionale sui crediti verso la clientela in bonis (che tiene conto delle forme tecniche di cassa e di firma) risultava pari allo 0,39%, in calo di circa 2 basis point rispetto al dato di fine 2019; la riduzione è ascrivibile principalmente all'uscita di operatività a maggior rischio che compensa il lieve incremento di rischiosità osservato sulle controparti comuni ai due periodi.

Il capitale economico complessivo era pari al 2,15% dell'utilizzato, registrando un calo rispetto al dato del 2019 (-0,22%), determinato principalmente dalla riduzione del rischio di concentrazione derivante dalle esposizioni in titoli, e da una ricomposizione di portafoglio meno rischiosa.

I dati degli indicatori al 31 dicembre 2019 sono stati rivalutati in linea con l'approccio ICAAP 2020.

Per le società che rientrano nel piano di roll-out, i modelli interni di rating, di LGD e di EAD sono sottoposti ad un processo di controllo di secondo livello da parte della funzione di Convalida, come descritto nel paragrafo 2.3 della presente Sezione, e ad un controllo di terzo livello da parte della funzione di Revisione Interna. Le funzioni di controllo producono per il Supervisor una relazione annuale di conformità dei modelli alla normativa di Vigilanza, nell'ambito della quale si verifica lo scostamento tra le stime effettuate ex ante e i valori realizzati ex post. Tale relazione, approvata dal Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, attesta il permanere dei requisiti di conformità.

1.2. RISCHI DI MERCATO

Come già in parte evidenziato nella Premessa, nel Gruppo Intesa Sanpaolo le politiche relative all'assunzione dei rischi finanziari sono definite dagli Organi Amministrativi della Capogruppo, i quali si avvalgono del supporto di specifici Comitati, tra i quali si segnalano il Comitato di Direzione, presieduto dal Consigliere Delegato e CEO e composto da dirigenti responsabili delle principali funzioni aziendali), e il Comitato Rischi Finanziari di Gruppo.

Al Comitato di Direzione, organismo di Gruppo con ruolo deliberativo, informativo e consultivo, sono attribuite, tra le altre, le funzioni di coadiuvare il Consigliere Delegato e CEO nello svolgimento delle funzioni che gli competono, rafforzare il coordinamento e i meccanismi di cooperazione tra le diverse aree di business, di governo e di controllo della Banca e del Gruppo, nell'ottica di condividere le principali scelte aziendali, e di contribuire ad assicurare il coordinamento e la gestione integrata dei rischi e la salvaguardia del valore aziendale a livello di Gruppo, ivi compreso il buon funzionamento del sistema dei controlli interni.

Al Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, presieduto dal Chief Risk Officer e dal Chief Financial Officer, compete la responsabilità di definire le linee guida metodologiche e di misurazione dei rischi finanziari, l'articolazione dei limiti operativi e la verifica del profilo di rischio del Gruppo e delle sue principali unità operative. Il Comitato delinea, inoltre, le scelte strategiche relative alla gestione del banking book da sottoporre agli Organi competenti e fissa gli indirizzi in tema di rischio di liquidità, tasso e cambio. Questo organismo opera in forza delle deleghe operative e funzionali assegnate dagli Organi Statutari e sulla base dell'azione di coordinamento del Comitato di Direzione.

Il profilo di rischio finanziario complessivo del Gruppo e gli opportuni interventi volti a modificarlo sono esaminati periodicamente dal Comitato Rischi Finanziari di Gruppo.

La Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato della Capogruppo è responsabile dello sviluppo delle metodologie di misurazione e del monitoraggio dei rischi aziendali nonché delle proposte riguardanti il sistema dei limiti operativi della Banca e del Gruppo. La stessa è inoltre responsabile, in regime di outsourcing, della misurazione dei rischi in essere per quelle realtà operative con le quali sia stato stipulato uno specifico contratto di servizio.

La tabella che segue evidenzia le voci dello Stato Patrimoniale consolidato che sono soggette a rischi di mercato, mostrando le posizioni per le quali la principale metrica di misurazione del rischio è rappresentata dal VaR gestionale (il VaR gestionale viene calcolato su un perimetro più ampio di quello oggetto di Modello Interno sui rischi di mercato. Per maggiore trattazione si rimanda al paragrafo successivo) e quelle per le quali i rischi vengono monitorati con altre metriche. Queste ultime sono rappresentate principalmente dall'analisi di sensitività ai differenti fattori di rischio (tasso di interesse, credit spread, ecc.).

(milioni di euro)
Attività/passività finanziarie PRINCIPALI METRICHE DI MISURAZIONE DEL RISCHIO
VALORE DI
BILANCIO
(a perimetro
di vigilanza)
Var
gestionale
Altre Fattori di rischio misurati
con le metriche
ricomprese
nella colonna Altre
Attività soggette al rischio di mercato 743.216 109.594 633.622
Attività finanziarie detenute per la negoziazione 53.619 53.437 182 Rischio di tasso, credit spread, equity
Attività finanziarie designate al fair value 3 1 2 Rischio di tasso, credit spread
Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate
al fair value
5.441 2.286 3.155 Rischio di tasso, credit spread
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva (ifrs 7 par. 8 lett. h))
57.865 53.807 4.058 Rischio di tasso, equity
Crediti verso banche 110.095 - 110.095 Rischio di tasso
Crediti verso clientela 505.956 - 505.956 Rischio di tasso
Derivati di copertura 1.134 63 1.071 Rischio di tasso
Partecipazioni 9.103 - 9.103 Rischio equity
Passività soggette al rischio di mercato 702.391 62.318 640.073
Debiti verso banche 115.690 - 115.690 Rischio di tasso
Debiti verso clientela 423.674 - 423.674 Rischio di tasso
Titoli in circolazione 93.754 - 93.754 Rischio di tasso
Passivita' finanziarie di negoziazione 59.153 59.116 37 Rischio di tasso
Passivita' finanziarie designate al fair value (ifrs 7
par. 8 lett. e))
3.032 3.032 - -
Derivati di copertura 7.088 170 6.918 Rischio di tasso

PORTAFOGLIO DI NEGOZIAZIONE DI VIGILANZA

1.2.1. RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE E RISCHIO DI PREZZO

In coerenza con l'utilizzo di modelli interni e dei modelli gestionali di misurazione del rischio, le sezioni relative al rischio di tasso di interesse e al rischio di prezzo sono state raggruppate nell'ambito del portafoglio di riferimento.

Informazioni di natura qualitativa

L'attività di quantificazione dei rischi di trading (perimetro di calcolo gestionale) si basa sull'analisi giornaliera e di periodo della vulnerabilità del portafoglio di negoziazione di Intesa Sanpaolo (inclusa la Divisione IMI C&IB), che rappresenta la quota prevalente dei rischi di mercato del Gruppo, a movimenti avversi di mercato, relativamente ai seguenti fattori di rischio:

  • − tassi di interesse;
  • − titoli azionari e indici;
  • − fondi di investimento;
  • − tassi di cambio;
  • − volatilità implicite;
  • − spread dei credit default swap (CDS);
  • − spread delle emissioni obbligazionarie;
  • − strumenti di correlazione;
  • − dividend derivatives;
  • − asset backed securities (ABS);
  • − merci.

Alcune altre società controllate del Gruppo detengono portafogli di negoziazione minori la cui rischiosità è marginale (inferiore all'1% circa dei rischi gestionali complessivi del Gruppo). In particolare, i fattori di rischio dei portafogli di negoziazione delle partecipate estere sono titoli governativi locali, posizioni su tassi di interesse e tassi di cambio riferiti a pay-off di natura lineare.

VaR gestionale

L'analisi dei profili di rischio di mercato relativi al portafoglio di negoziazione (perimetro gestionale) si avvale di alcuni indicatori quantitativi di cui il VaR è il principale. Essendo il VaR un indicatore di sintesi che non cattura pienamente tutte le possibili fattispecie di perdita potenziale, il presidio dei rischi è stato arricchito con altre misure, in particolare le misure di simulazione per la quantificazione dei rischi rivenienti da parametri illiquidi (dividendi, correlazione, ABS).

Le stime di VaR vengono svolte giornalmente con metodologie di simulazione storica pesata, intervallo di confidenza 99% e orizzonte temporale di 1 giorno.

In linea con quanto approvato dal CdA, in relazione ai limiti di VaR per legal entity, il VaR gestionale della componente di Trading è inclusivo del portafoglio HTCS della Divisione IMI C&IB.

Con particolare riferimento alla legal entity UBI Banca, a seguito del consolidamento nel Gruppo, per quanto attiene alle misure di rischio di mercato gestionale, sono state implementate soluzioni tattiche al fine di rendicontare i rischi nel portafoglio di Intesa Sanpaolo. Nel dettaglio si rileva che il portafoglio di Trading viene rendicontato nell'ambito della Divisione IMI C&IB mentre il portafoglio HTCS è stato suddiviso fra la Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo (portafoglio di liquidità) e la Divisione IMI C&IB (portafoglio di investimento).

Sensitivity e greche

Le misure di sensitività consentono di rendere più accurata la profilatura dei rischi, soprattutto in presenza di componenti opzionali. Esse misurano il rischio riconducibile alla variazione del valore di una posizione finanziaria al mutare di una quantità predefinita dei parametri di valutazione quali, ad esempio, ipotesi di rialzo dei tassi di interesse di un punto base.

Misure di livello

Le misure di livello sono indicatori di rischio che si fondano sull'assunzione che esista una relazione diretta tra l'entità di una posizione finanziaria e il profilo di rischio. Esse vengono utilizzate per il monitoraggio delle esposizioni a rischio emittente/settore/paese ai fini di analisi di concentrazione, attraverso l'individuazione del valore nozionale, del valore di mercato ovvero della conversione della posizione di uno o più strumenti benchmark (c.d. posizione equivalente).

Stress test

Gli stress test misurano la variazione di valore di strumenti o portafogli a fronte di variazioni dei fattori di rischio di intensità e correlazione non attesi, ovvero estremi, nonché variazioni rappresentative di aspettative sulla evoluzione futura delle variabili di mercato. Gli stress test in ambito gestionale vengono applicati periodicamente alle esposizioni a rischio di mercato, tipicamente adottando scenari basati sull'analisi storica dell'andamento dei fattori di rischio, al fine di individuare nel passato situazioni di worst case, ovvero definendo griglie di variazioni di fattori di rischio per evidenziare la direzionalità e non linearità nelle strategie di trading.

Validazione modello interno

Per alcuni dei fattori di rischio inclusi nelle rilevazioni di VaR gestionale, con riferimento al regulatory trading book della Capogruppo, l'Autorità di Vigilanza ha validato i modelli interni per la segnalazione degli assorbimenti patrimoniali di Intesa Sanpaolo.

In particolare, nell'ambito dei rischi di mercato, i profili di rischio validati sono: (i) generico/specifico su titoli di debito e su titoli di capitale; (ii) rischio di posizione su quote di OICR con riferimento alle sole quote in CPPI (Constant Proportion Portfolio Insurance) ed ai portafogli di Hedge fund con look through approach); (iii) rischio di posizione su dividend derivatives; (iv) rischio di posizione in merci.

Stressed VaR

L'assorbimento patrimoniale include il requisito relativo allo stressed VaR. Il requisito deriva dalla determinazione del VaR relativo ad un periodo di stress dei mercati. Sulla base delle indicazioni riportate nel documento "Revision to the Basel II market risk framework" di Basilea, l'individuazione di tale periodo è stata effettuata considerando le linee guida seguenti:

  • − il periodo deve costituire uno scenario di stress per il portafoglio;
  • − il periodo deve incidere significativamente sui principali fattori di rischio del portafoglio di Intesa Sanpaolo;

− il periodo deve permettere di utilizzare, per tutti i fattori di rischio in portafoglio, serie storiche reali.

Coerentemente con l'approccio di simulazione storica utilizzato per il calcolo del VaR, quest'ultimo punto è una condizione discriminante nella selezione dell'orizzonte temporale. Infatti, al fine di garantire l'effettiva consistenza dello scenario adottato ed evitare l'utilizzo di fattori driver o comparable, il periodo storico deve garantire l'effettiva disponibilità dei dati di mercato. Alla data di redazione del documento il periodo utile per la rilevazione dello Stressed VaR per Intesa Sanpaolo è tra il

11 ottobre 2011 ed il 28 settembre 2012.

Incremental Risk Charge (IRC)

L'Incremental Risk Charge (IRC) è la massima perdita potenziale del portafoglio di credit trading dovuta a un upgrade/downgrade e fallimento degli emittenti, riferita a un orizzonte temporale annuale, con intervallo di confidenza pari al 99,9%. Tale misura è aggiuntiva rispetto al VaR e consente la corretta rappresentazione del rischio specifico su titoli di debito e derivati di credito poiché coglie, oltre al rischio idiosincratico, anche i rischi di evento e di default.

Si fornisce nel seguito evidenza delle stime e dell'evoluzione del VaR gestionale di Intesa Sanapolo (inclusivo del portafoglio HTCS della Divisione IMI C&IB), definito come la somma del VaR e della simulazione sui parametri illiquidi.

Informazioni di natura quantitativa

Evoluzione del VaR gestionale giornaliero

Nel corso del quarto trimestre 2020, i rischi di mercato gestionali originati dal Gruppo sono in riduzione rispetto alle medie del terzo trimestre 2020. Si rileva infatti la diminuzione da 277,6 milioni (terzo trimestre medio) a 200,2 milioni. La dinamica dell'indicatore è determinata principalmente dalla Divisione IMI C&IB dove si rileva una riduzione del VaR complessivo da 271,6 milioni a 201,0 milioni..

Tale effetto è principalmente riconducibile ad "effetti rolling" di scenario stante le ridotte volatilità di mercato nonché alla riduzione del portafoglio titoli HTCS della Divisione IMI C&IB.

Con riferimento alla sola componente di Trading Book si rileva una riduzione complessiva dei rischi da 73,3 milioni a 59,0 milioni. Si rileva che l'apporto al 31 Dicembre 2020 del portafoglio di trading della legal enity UBI Banca, confluito nella Divisione IMI C&IB, risulta pari a 0,795 milioni.

VaR gestionale giornaliero di trading

(milioni di euro)
4° trimestre
medio
4° trimestre
minimo
4° trimestre
massimo
3° trimestre
medio
2° trimestre
medio
1° trimestre
medio
Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo 3,4 2,3 4,5 9,9 37,9 15,0
Divisione IMI C&IB 201,0 132,8 280,4 271,6 325,6 159,8
di cui Trading Book Divisione IMI C&IB 52,5 35,5 72,1 59,6 47,7 26,1
Totale 200,2 131,0 278,5 277,6 363,5 174,8
di cui GroupTrading Book (a) 59,0 40,9 79,8 73,3 85,6 41,1

La tabella riporta su ogni riga la variabilità storica del VaR gestionale giornaliero calcolato sulla serie storica trimestrale rispettivamente della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo, della Divisione IMI C&IB e del Gruppo Intesa Sanpaolo (inclusivo delle altre controllate); la stima del valore minimo e del valore massimo sul perimetro complessivo non corrisponde alla somma dei valori individuali di colonna poiché è ricalcolata sulla serie storica aggregata.

(a) Il dato Group Trading Book include il VaR gestionale della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo, della Divisione IMI C&IB (perimetro Trading Book) e delle altre controllate.

Per l'intero 2020 si registra un VaR gestionale medio di Gruppo pari a 254,8 milioni, in aumento rispetto al dato omologo del 2019 che era pari a 151,5 milioni. La dinamica dell'indicatore – determinata principalmente dalla Divisione IMI C&IB – è da ascrivere ad un aumento delle misure di rischio riconducibili principalmente alla volatilità che si è registrata sui mercati a seguito dalla pandemia COVID-19.

VaR gestionale giornaliero di trading - Confronto 2020 – 2019

(milioni di euro)
2020 2019
medio minimo massimo ultimo
giorno
medio minimo massimo
Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo
Divisione IMI C&IB
di cui Trading Book Divisione IMI C&IB
16,5
239,9
46,6
2,3
85,0
20,7
42,6
356,3
72,1
2,7
133,2
36,4
15,4
136,0
29,5
10,7
84,1
23,1
19,0
192,3
38,4
Totale
di cui GroupTrading Book (a)
254,8
65,3
96,1
31,4
395,9
98,6
137,6
41,6
151,5
45,0
95,1
35,0
208,8
57,1

La tabella riporta su ogni riga la variabilità storica del VaR gestionale giornaliero calcolato sulla serie storica del 2020 rispettivamente per la Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo, la Divisione IMI C&IB e il Gruppo Intesa Sanpaolo (inclusivo delle altre controllate); la stima del valore minimo e del valore massimo sul perimetro complessivo non corrisponde alla somma dei valori individuali di colonna poiché è ricalcolata sulla serie storica aggregata.

(a) Il dato Group Trading Book include il VaR gestionale della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo, della Divisione IMI C&IB (perimetro Trading Book) e delle altre controllate.

Per il Gruppo Intesa Sanpaolo, fino a giugno 2020, il trend del VaR nel 2020 è spiegato prevalentemente dalla volatilità sui mercati finanziari legata all'emergenza sanitaria generata dalla pandemia COVID-19 (la ricaduta prevalente è registrata sui titoli governativi del portafoglio HTCS della Divisione IMI C&IB). Dal terzo trimestre invece si registra il calo delle misure per i seguenti effetti:

  • la fusione per incorporazione in Capogruppo di Banca IMI che ha determinato, sul VaR gestionale di Gruppo (inclusivo del book HTCS), un effetto di diversificazione (mese di luglio);
  • "effetto rolling di scenario" e riduzione del portafoglio HTCS della Divisione IMI C&IB nei mesi successivi; con riferimento agli effetti rolling di scenario, stante la minore volatilità dei mercati, gli scenari più volatili escono dalla coda delle distribuzioni del VaR gestionale.

Analizzando l'andamento della composizione del profilo di rischio del Gruppo nel quarto trimestre 2020, con riferimento ai diversi fattori, si osserva la tendenziale prevalenza del rischio credit spread pari al 76% del VaR gestionale complessivo di Gruppo (65% per sola componente di Trading Book). Con riferimento invece ai singoli "risk taking center", si osserva la prevalenza del rischio tassi di interesse e tasso di cambio per la Direzione Finanza e Tesoreria di Gruppo (rispettivamente pari al 48% e 42%) e del fattore di rischio credit spread per la Divisione IMI C&IB (77%).

Contributo dei fattori di rischio al VaR gestionale complessivo

4° trimestre 2020 Azioni Hedge
fund
Tassi Credit
spread
Cambi Altri
parametri
Merci
Direzione Tesoreria e
Finanza di Gruppo
0% 0% 48% 10% 42% 0% 0%
Divisione IMI C&IB 3% 2% 16% 77% 0% 1% 1%
Totale 3% 2% 16% 76% 1% 1% 1%

La tabella riporta su ogni riga il contributo dei fattori di rischio fatto 100% il capitale a rischio complessivo, distinguendo tra la Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo e la Divisione IMI C&IB, nonché fornendo la distribuzione sul perimetro complessivo di gruppo, calcolato come media delle stime giornaliere del quarto trimestre 2020.

Il controllo dei rischi relativamente all'attività del Gruppo Intesa Sanpaolo si avvale anche di analisi di scenario e prove di stress. A fine dicembre, gli impatti di selezionati scenari relativi all'evoluzione di prezzi azionari, tassi di interesse, spread creditizi, tassi di cambio e prezzi delle materie prime sono così sintetizzati nella tabella che segue:

(milioni di euro)
TASSI
EQUITY
D'INTERESSE
CREDIT SPREAD CAMBI MATERIE PRIME
Crash Bullish +40bp lower
rate
-25bp +25bp -5% +5% Crash Bullish
Totale 43 -8 -247 134 690 -639 11 -6 2 -
di cui HTCS della
Divisione IMI C&IB
- - -157 99 614 -586 - - - -

In particolare:

  • per le posizioni sui mercati azionari si registrerebbe una perdita di 8 milioni in caso di forte rialzo dei corsi azionari e ribasso delle volatilità;
  • per le posizioni su tassi di interesse si registrerebbe una perdita di 247 milioni in caso di rialzo delle curve dei tassi di 40 bps (di cui -157 milioni riconducibili al portafoglio HTCS della Divisione IMI C&IB);
  • per le posizioni su credit spread, un allargamento di 25 bps degli spread creditizi comporterebbe una perdita di 639 milioni (di cui -586 milioni riconducibili al portafoglio HTCS della Divisione IMI C&IB);
  • per le posizioni su cambio si registrerebbe una perdita di 6 milioni in caso di apprezzamento dell'euro contro le altre valute;
  • infine, per le posizioni su materie prime si registrerebbe un guadagno sia in caso di aumento (valori marginalmente positivi) che di riduzione dei prezzi delle materie prime.

Backtesting

L'efficacia del modello di calcolo del VaR deve essere monitorata giornalmente per mezzo di analisi di backtesting che, relativamente al perimetro regolamentare, consentono di confrontare:

  • le stime giornaliere del valore a rischio;
  • le rilevazioni giornaliere di profitti/perdite di backtesting per la cui determinazione si utilizzano le evidenze gestionali giornaliere del profit and loss effettivo conseguito dai singoli desk, depurato delle componenti che non sono pertinenti alle verifiche di backtesting: tra queste rientrano a titolo di esempio fees e costi finanziari di gestione delle posizioni che vengono regolarmente rendicontati in ambito gestionale.

Il backtesting consente di verificare la capacità del modello di cogliere correttamente, da un punto di vista statistico, la variabilità nella valutazione giornaliera delle posizioni di trading, coprendo un periodo di osservazione di un anno (circa 250 stime). Eventuali criticità relative all'adeguatezza del modello interno sono rappresentate da situazioni in cui le rilevazioni giornaliere dei profitti/perdite di backtesting evidenzino sull'anno di osservazione più di quattro rilevazioni in cui la perdita giornaliera è superiore alla stima del valore a rischio. La normativa vigente richiede che i test retrospettivi siano effettuati considerando sia la serie di P&L effettivi che quelli ipotetici.

Al 31 dicembre 2020 il Gruppo Intesa Sanpaolo non beneficia dell'esclusione degli scostamenti dal calcolo dell'addendo dei test retrospettivi alla luce della pandemia di COVID-19 (Reg. 2020/873, art. 500 quater). Le eccezioni riportate nel seguito sono le uniche registrate da Intesa Sanpaolo nel corso degli ultimi dodici mesi.

L'incremento del VaR di Capogruppo evidenziato dal grafico sottostante a partire dal mese di luglio è da ricondurre agli effetti dell'integrazione del portafoglio di trading di Banca IMI.

Nel corso del quarto trimestre47 non sono state registrate eccezioni di backtesting. I due overshooting riportati nel grafico per il periodo gennaio 2020 – dicembre 2020 fanno riferimento alla legal entity Intesa Sanpaolo prima dell'integrazione di Banca IMI. Nello stesso periodo Banca IMI aveva registrato tre eccezioni. I breach più recenti sono legati al turmoil di mercato successivo alla crisi del COVID-19.

47 Le stime non includono il portafoglio di negoziazione di UBI.

Il rischio emittente

Il rischio emittente del portafoglio titoli di trading viene analizzato tramite misure di livello, ovvero in termini di mark to market, aggregando le esposizioni per classi di rating e settore, e viene monitorato con un sistema di limiti operativi basati sia sulle classi di rating/settore che su indicatori di concentrazione.

Composizione delle esposizioni per tipologia emittente

TOTALE DETTAGLIO
Corporate Financial Emerging Covered Governativi Securitis.
Direzione Tesoreria e
Finanza di Gruppo
Divisione IMI C&IB
9%
91%
1%
14%
0%
38%
0%
7%
4%
2%
95%
23%
0%
16%
Totale 100% 13% 35% 6% 2% 29% 15%

La tabella riporta nella colonna Totale il contributo all'esposizione complessiva al rischio emittente della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo e della Divisione IMI C&IB, dettagliando il contributo dell'esposizione per tipologia di emittente. Il perimetro corrisponde al portafoglio di trading soggetto a limite di plafond emittente (escluso Governativo Italia e AAA, titoli propri) e comprensivo dei cds (valore assoluto).

La composizione del portafoglio soggetto a rischio emittente evidenzia una prevalenza dei titoli appartenenti al settore governativi per la Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo e al settore financial e governativi per la Divisione IMI C&IB.

Limiti operativi

La struttura dei limiti riflette il livello di rischiosità ritenuto accettabile con riferimento alle singole aree di business in coerenza con gli orientamenti gestionali e strategici definiti dai vertici aziendali. L'attribuzione e il controllo dei limiti ai vari livelli gerarchici comporta l'assegnazione di poteri delegati ai differenti responsabili delle aree di business, volti al raggiungimento del migliore trade-off tra un ambiente di rischio controllato e le esigenze di flessibilità operativa. Il concreto funzionamento del sistema dei limiti e dei poteri delegati si fonda sui seguenti concetti: base di gerarchia e interazione.

L'applicazione di tali principi ha condotto alla definizione di una struttura di limiti nella quale assume particolare rilevanza la distinzione tra limiti di primo livello e limiti di secondo livello:

  • − limiti di primo livello (VaR): a livello di singola Legal Entity sono approvati dal Consiglio di Amministrazione, contestualmente all'approvazione del RAF. L'andamento dell'assorbimento di tali limiti e la relativa analisi di congruità sono oggetto di periodica analisi da parte del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo. Tali limiti vengono, successivamente alla loro approvazione, declinati sui desk delle singole legal entity, sentite anche le proposte delle Business Unit;
  • − limiti di secondo livello (sensitivity e greche): hanno l'obiettivo di controllare l'operatività dei differenti desk sulla base di

misure differenziate in funzione della specificità degli strumenti trattati e delle strategie operative, quali le sensitivity, le greche e le esposizioni equivalenti;

  • − altri limiti rilevanti: hanno l'obiettivo di presidiare particolare operatività (a titolo di esempio plafond per operatività a rischio emittente, limite per Incremental Risk Charge).
  • Taluni dei suddetti limiti possono essere attratti dalla disciplina RAF.

L'utilizzo dei limiti di IRC a fine anno per Intesa Sanpaolo è pari al 35,3% (limite pari a 600 milioni).

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Nell'ambito degli impatti generati della pandemia da COVID-19 sulle dinamiche di rischio di mercato, le circostanze eccezionali che hanno caratterizzato i mercati finanziari tra il primo ed il secondo trimestre del 2020 hanno determinato nel mese di maggio revisioni del framework RAF con riferimento sia alle misure di Trading che alla componente HTCS. In particolare, alla luce del mutato contesto:

  • da un punto di vista gestionale, il Gruppo nel quarto trimestre ha proseguito le attività di riduzione del portafoglio titoli. Si evidenzia nel quarto trimestre una riduzione del VaR gestionale rispetto al trimestre precedente, da 277,6 milioni a 200,2 milioni, prevalentemente riconducibile ad "effetti rolling" di scenario e di riduzione del portafoglio HTCS della Divisione IMI C&IB;
  • per quanto pertiene gli assorbimenti regolamentari (rischio di mercato), nonostante l'incremento di volatilità, il portafoglio di negoziazione ha registrato, rispetto al trimestre percedente, solo un lieve incremento del requisito prudenziale. Il risultato è stato possibile grazie ad opportune strategie di copertura che hanno permesso, nonostante un inevitabile incremento della misura ciclica (VaR), di limitare le esposizioni ai fattori di rischio maggiormente colpiti dalla pandemia (spread sovrani e financials). Nel dettaglio, le attività ponderate per i rischi di mercato per il Gruppo Intesa Sanpaolo al 31 dicembre 2020, calcolate a modello interno, sono pari a 17 miliardi. Il dato è in linea con quanto osservato a Dicembre 2019 nonostante l'incremento della volatilità che ha colpito i mercati finanziari durante il 2020.

PORTAFOGLIO BANCARIO

1.2.2 RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE E RISCHIO DI PREZZO

Informazioni di natura qualitativa

Aspetti generali, procedure di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

Il rischio di mercato originato dal portafoglio bancario si riferisce in larga parte all'esposizione in attività, passività e operazioni fuori bilancio sensibili ai tassi d'interesse (rischio di tasso) assunta dalla Capogruppo e dalle altre principali società del Gruppo che svolgono attività creditizia (retail e corporate banking). Rientra nel portafoglio bancario anche l'esposizione ai rischi di mercato derivante dagli investimenti azionari in società quotate non consolidate integralmente, detenuti prevalentemente dalla Capogruppo.

Il sistema interno di misurazione del rischio di tasso di interesse valuta e descrive l'effetto delle variazioni dei tassi di interesse sul valore economico e sul margine d'interesse e individua tutte le fonti significative di rischio che influenzano il banking book:

  • repricing risk: rischio originato da disallineamenti nelle scadenze (per le posizioni a tasso fisso) e nella data di revisione del tasso (per le posizioni a tasso variabile) delle poste finanziarie dovuto a movimenti paralleli della curva dei rendimenti;
  • yield curve risk: rischio originato da disallineamenti nelle scadenze e nella data di revisione del tasso dovuto a mutamenti nell'inclinazione e conformazione della curva dei rendimenti;
  • basis risk (rischio di base): rischio originato dall'imperfetta correlazione nell'aggiustamento dei tassi attivi e passivi di strumenti a tasso variabile che possono differire per parametro di indicizzazione, modalità di revisione del tasso, algoritmo di indicizzazione etc. Tale rischio emerge a seguito di variazioni non parallele dei tassi di mercato;
  • option risk (rischio di opzione): rischio dovuto alla presenza di opzioni automatiche o che dipendono dalle dinamiche comportamentali della controparte nelle attività, passività e strumenti fuori bilancio del Gruppo.

Il rischio di tasso è presidiato attraverso la fissazione di limiti e di un Early Warning all'esposizione approvati nell'ambito del Risk Appetite Framework (RAF). L'Early Warning in particolare consente di controllare l'esposizione al rischio di torsioni della curva. La Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato procede alla verifica mensile che i limiti e l'Early Warning approvati nel Risk Appetite Framework (RAF) siano rispettati a livello consolidato e individuale.

Inoltre, il Gruppo si è dotato di uno specifico documento di policy interna del rischio di tasso (Linee Guida IRRBB) soggetto ad approvazione del CdA che disciplina l'intero framework di gestione del rischio di tasso del Gruppo ed in particolare gli aspetti di governance, le metodologie in uso e la definizione degli scenari.

Per la misurazione del rischio di tasso d'interesse generato dal portafoglio bancario, sono adottate le seguenti metriche:

    1. sul valore economico:
    2. o shift sensitivity del fair value (∆EVE);
    3. o basis risk (BR) del fair value;
    4. o value at risk (VaR).
    1. sul margine d'interesse:
    2. o sensitivity del margine di interesse (∆NII);
    3. o basis risk del margine d'interesse.

La shift-sensitivity del valore economico (o shift-sensitivity del fair value) misura la variazione del valore economico del banking book ed è calcolata a livello di singolo cash flow per ciascun strumento finanziario, sulla base di diversi shock istantanei di tasso e sulla base di simulazioni storiche di stress volte ad identificare i casi di worst e best case. Essa riflette le variazioni del valore attuale dei flussi di cassa delle posizioni già in bilancio per tutta la durata residua fino a scadenza (run-off balance sheet). I flussi di cassa utilizzati per determinare il present value sono sviluppati al tasso contrattuale, al TIT (tasso interno di trasferimento) o al tasso risk-free (Euribor/Libor) e attualizzati con le curve di sconto risk-free. Nel calcolo del present value dei crediti è considerata la componente di perdita attesa, che rappresenta la quantità di flussi di cassa che la banca si aspetta di non recuperare su una data esposizione e che quindi ne riduce il valore. A tal fine il valore attuale dell'impiego aggiustato per il rischio di credito viene calcolato decurtando i flussi di cassa attesi per il corrispondente livello di perdita attesa secondo una metodologia denominata "cash flow adjustment" (o CFA).

Ai fini del controllo dell'esposizione e del monitoraggio dei limiti, il calcolo avviene sommando algebricamente l'equivalente in Euro delle shift-sensitivity delle posizioni nelle diverse valute applicando uno shock parallelo di +100 bps alle curve dei tassi nelle diverse divise. In modo analogo avviene il calcolo per gli shock non-paralleli ai fini del controllo dell'esposizione e del monitoraggio dell'Early Warning. La sensitivity delle valute rilevanti viene poi corretta, con una tecnica gestionale di "currency aggregation" per tenere in considerazione l'imperfetta correlazione con i tassi della divisa principale (l'Euro).

Il basis risk (BR) del fair value è una misura di rischio finalizzata a catturare l'effetto causato sul portafoglio bancario a tasso variabile dall'imperfetta correlazione delle variazioni degli indici di mercato. La metodologia di stima del Basis Risk del fair value si basa sull'applicazione di shock, diversificati per curva di riferimento dei principali fattori di rischio. Il livello di shock specifico è calcolato come variazione della base di ciascun reference rate rispetto ad un tasso eletto pivot nella stessa divisa.

Il Value at Risk (VaR) misura la massima perdita che potrebbe verificarsi entro un determinato orizzonte temporale (holding period) e con un certo livello di confidenza. Il VaR viene determinato adottando un livello di confidenza del 99% ed un holding period pari a 10 giorni. Per la stima del VaR si ricorre al metodo della simulazione storica dei fattori di rischio, rappresentata dalle curve di mercato risk-free dei tassi d'interesse, in cui l'esposizione della banca viene rivalutata (full evaluation) sulla base delle curve osservate negli ultimi 250 giorni precedenti la data di valutazione.

La sensitivity del margine di interesse quantifica l'impatto sul margine d'interesse di shock della curva dei tassi di interesse. Per il monitoraggio gestionale dei limiti, la sensitivity del margine viene misurata su un orizzonte di breve termine (12 mesi), ed escludendo potenziali effetti derivanti dalla nuova operatività e da futuri cambiamenti nel mix delle attività e passività, applicando shock paralleli ed istantanei ai tassi di interesse. La metodologia assume implicitamente che le quote capitale di operazioni in scadenza o in riprezzamento siano reinvestite o rifinanziate con operazioni aventi le stesse caratteristiche finanziare di quelle scadute (constant balance sheet assumption), entro i 12 mesi dalla data di analisi (data situazione di fine mese). Inoltre per finalità di simulazione prospettica del margine, vengono condotte analisi dinamiche che prevedono una variazione nella composizione e nei volumi delle attività e delle passività, applicando anche shock non paralleli e non istantanei, su orizzonti temporali di medio termine (fino a 3 anni).

Nel calcolo delle suddette misure di rischio Intesa Sanpaolo adotta modelli comportamentali di rappresentazione delle poste patrimoniali in base al loro profilo contrattuale, fatta eccezione per quelle categorie di strumenti che presentano profili rischio diversi da quelli contrattualmente previsti. Per tale operatività si è pertanto scelto di utilizzare, ai fini del calcolo delle misure di rischio, una rappresentazione comportamentale; in particolare:

  • − per i mutui, si fa ricorso a tecniche statistiche per determinare la probabilità di estinzione anticipata (prepayment), al fine di ridurre l'esposizione del Gruppo al rischio tasso (overhedge) ed al rischio liquidità (overfunding). La metodologia sviluppata stima coefficienti di prepayment diversificati in funzione della tipologia di clientela e delle caratteristiche finanziarie dell'operazione, come la tipologia di tasso del finanziamento (fisso, variabile), la durata originaria del finanziamento, il seasoning, inteso come età del finanziamento alla data dell'evento di prepayment. Oggetto dell'analisi sono le estinzioni parziali, le estinzioni totali e le surroghe. Il modello del prepayment esamina inoltre le motivazioni che spingono il cliente a prepagare; rispetto a tale aspetto, è possibile suddividere il fenomeno tra componente strutturale (cd. "Core Prepayment") e componente congiunturale (cd. "Coupon Incentive"), collegata principalmente alle variazioni di mercato. I fenomeni legati al prepayment sono monitorati mensilmente ed i coefficienti di prepayment da applicare al modello sono ristimati almeno con periodicità annuale e sono sottoposti a periodiche verifiche di backtesting, come previsto da apposito documento di model change;
  • − per le poste contrattualmente a vista, viene adottato un modello di rappresentazione finanziaria volto a riflettere le caratteristiche comportamentali di stabilità delle masse e di reattività parziale e ritardata alle variazioni dei tassi di mercato, al fine di stabilizzare il valore ed il margine di interesse sia in termini assoluti sia di variabilità nel tempo.

Inoltre, nell'ambito della simulazione dinamica del margine di interesse, viene adottato un ulteriore modello comportamentale volto a simulare gli effetti di potenziali rinegoziazioni delle condizioni contrattuali degli attivi di medio lungo termine. In termini di rischio, le rinegoziazioni modificano la duration del portafoglio dei finanziamenti a medio e lungo termine e comportano una contrazione del margine di interesse per effetto della revisione dei tassi/spread contrattuali a condizioni più vantaggiose per i clienti. Per rappresentare correttamente il fenomeno delle rinegoziazioni in termini di percentuali di mutui rinegoziati nonché di caratteristiche finanziarie degli stessi, sono stati stimati modelli specifici.

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Nel corso del 2020 si sono attuati interventi nella gestione del portafoglio di banking book - quali la copertura mediante derivati di Cash Flow Hedge - finalizzati alla mitigazione di potenziali impatti negativi del COVID-19.

Informazioni di natura quantitativa

Portafoglio bancario: modelli interni e altre metodologie di analisi della sensitività

Il rischio di tasso di interesse generato dal portafoglio bancario del Gruppo Intesa Sanpaolo, misurato mediante la Shift sensitivity del valore ha registrato nel corso del 2020 un valore medio pari a -1.074 milioni con un valore minimo pari a -1.815 milioni ed un valore massimo pari a 297 milioni, attestandosi a fine 2020 su di un valore pari a -1.305 milioni (394 milioni il valore di fine esercizio 2019).

La sensitivity del margine di interesse – nell'ipotesi di variazione di +50, -50 e di +100 punti base dei tassi – ammonta alla fine dell'esercizio 2020, rispettivamente a 1.312 milioni, a -1.011 milioni e a 2.581 milioni. Quest'ultimo dato è in aumento rispetto al valore di fine 2019, pari a 1.837 milioni.

Il rischio di tasso di interesse, misurato in termini di VaR, è stato nel corso del 2020 mediamente pari a 626 milioni, con un valore massimo pari a 869 milioni ed un valore minimo pari a 271 milioni, attestandosi a fine 2020 su di un valore pari a 492 milioni (227 milioni il valore di fine 2019).

Il rischio di cambio espresso dagli investimenti partecipativi in divisa estera (banking book) e misurato in termini di VaR, è stato nel corso del 2020 mediamente pari a 73 milioni, con un valore massimo pari a 96 milioni ed un valore minimo pari a 35 milioni, attestandosi a fine 2020 su di un valore pari a 78 milioni (35 milioni il valore di fine 2019).

Il rischio di prezzo generato dal portafoglio azionario di minoranza quotato, in gran parte detenuto nella categoria HTCS, ha registrato nel 2020 un livello medio, misurato in termini di VaR, di 255 milioni, con valori massimo e minimo pari rispettivamente a 419 milioni e a 45 milioni, attestandosi a fine 2020 su di un valore pari a 304 milioni (43 milioni il valore di fine 2019).

Nella tabella sottostante si fornisce una rappresentazione dell'andamento delle principali misure di rischio.

2020 31.12.2020 (miloni di euro)
31.12.2019
medio minimo massimo
Shift Sensitivity del Fair Value +100 bp -1.074 -1.815 297 -1.305 394
Shift Sensitivity del Margine di Interesse -50bp -944 -1.016 -847 -1.011 -1.037
Shift Sensitivity del Margine di Interesse +50bp 1.076 847 1.362 1.312 939
Shift Sensitivity del Margine di Interesse +100bp 2.102 1.634 2.692 2.581 1.837
Value at Risk Tasso d'interesse 626 271 869 492 227
Value at Risk Cambio 73 35 96 78 35
Value at Risk Investimenti Azionari Quotati 255 45 419 304 43

Le esposizioni al 31 dicembre 2020 riportate nella tabella includono le metriche del Gruppo UBI armonizzate con le metodologie in uso presso Intesa Sanpaolo che contribuiscono in maniera contenuta alla rischiosità complessiva del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Infine, nella tabella sottostante si fornisce un'analisi di sensitività del portafoglio bancario al rischio di prezzo, che mette in rilievo l'impatto sul Patrimonio Netto, simulando uno shock dei prezzi pari a ±10%, per le sopracitate attività quotate detenute nella categoria HTCS.

Rischio di prezzo: impatto sul patrimonio netto

(milioni di euro)
I Trimestre 2020
impatto sul
patrimonio netto al
31.03.2020
II Trimestre 2020
impatto sul
patrimonio netto al
30.06.2020
III Trimestre 2020
impatto sul
patrimonio netto al
30.09.2020
IV Trimestre 2020
impatto sul
patrimonio netto al
31.12.2020
impatto sul
patrimonio netto al
31.12.2019
Shock di prezzo 10% 49 141 159 155 50
Shock di prezzo -10% -49 -141 -159 -155 -50

1.2.3. RISCHIO DI CAMBIO

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio

Si definisce "Rischio di Cambio" la perdita potenziale derivante dalle variazioni del rapporto di cambio che possa avere impatti negativi sia sulla valorizzazione delle attività e delle passività di bilancio, che sulla redditività, nonché sui ratios patrimoniali. Vengono individuati due tipi di Rischio di Cambio: Strutturale e Transattivo.

Per Rischio di Cambio Strutturale si intende la perdita potenziale derivante dalle variazioni del rapporto di cambio che possa avere impatti negativi sulle riserve cambi che sono parte del Patrimonio Netto consolidato di Gruppo, e comprende anche il rischio cambio connesso agli strumenti ibridi di capitale. Le principali fonti del rischio di cambio strutturale sono quindi le partecipazioni. L'attività di gestione del Rischio di Cambio Strutturale del Gruppo Intesa Sanpaolo attribuisce alla Capogruppo poteri di direzione e coordinamento in materia al fine di pervenire alla definizione di una strategia unitaria di Gruppo.

Questa scelta, coerente con il ruolo di interlocutore istituzionale dell'Organo di Vigilanza della Capogruppo, consente il presidio dell'attività in linea con le specifiche responsabilità previste dalle Disposizioni di vigilanza prudenziale, nonché di attenuare e/o gestire in modo appropriato questa tipologia di rischio.

Per Rischio di Cambio Transattivo si intende la perdita potenziale derivante dalle variazioni del rapporto di cambio che può avere impatti negativi sia sulla valorizzazione delle attività e delle passività di bilancio, che sulla redditività relativa a operazioni di raccolta e impiego in divisa diversa dall'euro. Le principali fonti del rischio di cambio sono rappresentate da: impieghi e raccolta in divisa non euro con clientela corporate e/o retail; conversione in moneta di conto di attività, passività, e degli utili di filiali estere, negoziazione di divise e banconote estere, incasso e/o pagamento di interessi, commissioni, dividendi, spese amministrative in divisa, acquisto di titoli e strumenti finanziari con lo scopo di rivendita nel breve termine, ecc. Rientra nel rischio di cambio transattivo anche quello relativo ad operatività connessa con quella che genera rischio di cambio strutturale rappresentata ad esempio dai dividendi, gli utili in corso di formazione e gli eventi societari.

B. Attività di copertura del rischio di cambio

Il presidio e la copertura del rischio di Cambio Transattivo sono svolti, a livello accentrato, dalla Direzione Centrale Tesoreria e Finanza di Gruppo della Capogruppo, mentre a livello locale viene effettuato dalle singole funzioni di tesoreria delle Società e Banche del Gruppo.

Il principio generale di gestione del rischio di Cambio Strutturale prevede che le relative esposizioni non siano di regola oggetto di copertura specifica, in quanto il Rischio di Cambio derivante dagli investimenti nei paesi dove il Gruppo possiede Partecipazioni riflette la view strategica di lungo termine di investire nella crescita macro economica di detti Paesi: un'eventuale copertura implicherebbe la rinuncia dell'extra profitto risultante dal differenziale dei tassi rispetto ai tassi Euro; inoltre nel lungo termine la diversificazione del portafoglio di Gruppo tra divise differenti ne ottimizza il rischio/rendimento e mitiga, seppur in maniera limitata, l'esposizione al rischio Italia del Gruppo; tali investimenti consentono per loro natura, entro certi limiti, la stabilità dei ratio patrimoniali.

Le esposizioni al rischio cambio sono misurate dalla Direzione Rischi Finanziari e di Mercato e, con riferimento al rischio di cambio transattivo, sottoposte al rispetto di limiti di VaR su base giornaliera nonché sottoposte ad analisi di stress test col resto del portafoglio di negoziazione.

Alla data di redazione del Bilancio non sono presenti operazioni a copertura del patrimonio netto, mentre sono presenti coperture gestionali del rischio di cambio di attività e passività di bilancio relative all'attività del Banking Book.

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Le strategie e i presidi in essere, finalizzati alla gestione del rischio di cambio, non hanno necessitato di modifiche o azioni particolari durante il periodo pandemico del COVID-19.

Informazioni di natura quantitativa

1. Distribuzione per valuta di denominazione delle attività e passività e dei derivati

(milioni di euro)
Voci VALUTE
Dollaro
USA
Sterlina Franco
svizzero
Fiorino
ungherese
Lira
Egitto
Kuna
croata
Yen Altre
valute
A. ATTIVITA' FINANZIARIE 33.853 3.084 1.484 4.610 4.479 7.273 3.365 10.280
A.1 Titoli di debito 12.278 613 13 918 1.668 922 2.431 2.039
A.2 Titoli di capitale 437 3 8 - 34 1 - 318
A.3 Finanziamenti a banche 5.104 186 276 1.183 662 2.559 132 2.279
A.4 Finanziamenti a clientela 16.023 2.280 962 2.369 2.115 3.790 802 5.533
A.5 Altre attività finanziarie 11 2 225 140 - 1 - 111
B. ALTRE ATTIVITA' 2.927 88 54 100 157 250 72 241
C. PASSIVITA' FINANZIARIE 35.257 1.960 676 4.420 3.917 5.234 767 6.246
C.1 Debiti verso banche 12.635 203 49 710 16 241 5 1.079
C.2 Debiti verso clientela 10.306 644 388 3.638 1.942 4.991 205 4.862
C.3 Titoli di debito 12.311 1.112 231 - 1.959 - 557 271
C.4 Altre passività finanziarie 5 1 8 72 - 2 - 34
D. ALTRE PASSIVITA' 294 13 3 26 106 175 1 90
E. DERIVATI FINANZIARI
- Opzioni
posizioni lunghe 111 6 30 2 - - 1 12
posizioni corte 227 3 6 - - - 6 22
- Altri derivati
posizioni lunghe
65.582 10.845 4.778 1.819 - 7 5.655 11.069
posizioni corte 66.768 11.853 5.460 1.390 - 130 8.415 13.440
TOTALE ATTIVITA' 102.473 14.023 6.346 6.531 4.636 7.530 9.093 21.602
TOTALE PASSIVITA' 102.546 13.829 6.145 5.836 4.023 5.539 9.189 19.798
SBILANCIO (+/-) -73 194 201 695 613 1.991 -96 1.804

2. Modelli interni ed altre metodologie per l'analisi della sensitività

Come già anticipato, la gestione del rischio di cambio transattivo, relativo alle attività di negoziazione, è inserita nell'ambito delle procedure operative e delle metodologie di stima del modello interno basato sui calcoli di VaR, come illustrato in precedenza.

Il rischio di cambio (strutturale) espresso dagli investimenti partecipativi in divisa estera (banking book), ivi incluse le Società del Gruppo, origina a fine esercizio 2020 un VaR (intervallo di confidenza 99%, holding period 10 giorni) pari a 78 milioni. Tale impatto potenziale si rifletterebbe unicamente sul Patrimonio Netto.

1.3. GLI STRUMENTI DERIVATI E LE POLITICHE DI COPERTURA

A partire dal 2014, la Capogruppo è stata autorizzata all'utilizzo dei modelli interni di tipo EPE (Expected Positive Exposure) per la determinazione del requisito per il rischio di controparte. Tale metodologia si applica alla quasi totalità del portafoglio dei derivati (come si evince dalla tabella sottostante, al 31 dicembre 2020 circa il 96% dell'EAD complessiva relativa ai derivati finanziari e creditizi è valutata con modelli EPE). I derivati il cui rischio di controparte è misurato con metodi diversi da modelli interni rappresentano una quota residuale del portafoglio (al 31 dicembre 2020 pari a circa il 4% dell'EAD complessiva) e si riferiscono a:

− contratti residuali di Intesa Sanpaolo non EPE (nel rispetto della non materialità delle soglie EBA);

− EAD generate da tutte le altre banche e società del gruppo che segnalano a metodo del valore corrente.

Come previsto da Basilea III, anche le CCP generano requisito patrimoniale e sono quindi ricomprese nel perimetro EPE e nelle evidenze sotto riportate.

La tabella seguente riporta l'EAD complessiva delle esposizioni in derivati finanziari e creditizi, suddiviso per metodologia di valutazione (modelli interni di tipo EPE o metodo del valore corrente).

(milioni di euro)
Categorie di transazioni Exposure at default (EAD)
31.12.2020 31.12.2019
Metodo del
valore corrente
Modelli interni
EPE
Metodo del
valore corrente
Modelli interni
EPE
Contratti derivati 829 19.999 402 17.138

ll modello interno di tipo EPE tiene conto del collaterale incassato a mitigazione dell'esposizione creditizia e dell'eventuale collaterale pagato in eccesso. Il valore delle garanzie ricevute e inglobate nel calcolo dell'EAD ammonta per Capogruppo a circa 5 miliardi mentre il collaterale pagato risulta pari a 22 miliardi (tale importo è comprensivo del collaterale a fronte dell'operatività con controparti centrali).

1.3.1. Gli strumenti derivati di negoziazione

A. DERIVATI FINANZIARI

A.1. Derivati finanziari di negoziazione: valori nozionali di fine periodo

(milioni di euro)
Attività sottostanti/Tipologie derivati 31.12.2020 31.12.2019
Over the counter Mercati Mercati
Controparti
centrali
Senza controparti centrali organizzati Controparti
centrali
Senza controparti centrali organizzati
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
1. Titoli di debito e tassi d'interesse 1.850.843 277.526 75.307 162.222 1.638.170 171.607 56.717 211.811
a) Opzioni - 81.269 7.722 54.385 - 83.974 7.429 63.006
b) Swap 1.850.843 196.257 64.170 - 1.638.170 87.633 47.391 -
c) Forward - - 2.484 - - - 1.897 -
d) Futures - - 931 107.837 - - - 148.805
e) Altri - - - - - - - -
2. Titoli di capitale e indici azionari - 6.828 31.621 1.897 - 9.152 16.504 23.392
a) Opzioni - 6.515 31.608 401 - 9.152 16.491 21.046
b) Swap - 313 13 - - - 13 -
c) Forward - - - 7 - - - -
d) Futures - - - 1.489 - - - 2.346
e) Altri - - - - - - - -
3. Valute e oro - 158.342 20.387 375 - 189.826 19.479 339
a) Opzioni - 17.135 1.232 117 - 26.439 888 80
b) Swap - 52.006 5.701 16 - 55.590 6.355 -
c) Forward - 88.952 12.860 - - 107.501 11.815 8
d) Futures - - - 242 - - - 250
e) Altri - 249 594 - - 296 421 1
4. Merci - 2.993 740 1.685 - 7.342 912 1.637
5. Altri - - - - - - - -
Totale 1.850.843 445.689 128.055 166.179 1.638.170 377.927 93.612 237.179

A.2. Derivati finanziari di negoziazione: fair value lordo positivo e negativo – ripartizione per prodotti

(milioni di euro)
Tipologie derivati 31.12.2020 31.12.2019
Over the counter Mercati Over the counter Mercati
Controparti
centrali
Senza controparti centrali organizzati Controparti
centrali
Senza controparti centrali organizzati
Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
1. Fair value positivo
a) Opzioni - 2.426 774 45 - 2.466 95 581
b) Interest rate swap 51.707 14.225 7.368 - 36.322 12.697 6.724 -
c) Cross currency
swap
- 1.254 353 - - 1.379 262 -
d) Equity swap - 3 6 - - - 4 -
e) Forward - 1.282 153 - - 917 82 -
f) Futures - - - - - - - -
g) Altri - 173 60 1 - 257 68 1
Totale 51.707 19.363 8.714 46 36.322 17.716 7.235 582
2. Fair value negativo
a) Opzioni - 2.393 6.404 18 - 2.499 4.772 1.155
b) Interest rate swap 52.369 19.447 1.124 - 41.748 12.633 789 -
c) Cross currency
swap
- 1.542 778 - - 1.421 840 -
d) Equity swap - 1 - - - - 1 -
e) Forward - 1.120 260 - - 847 93 -
f) Futures - - - - - - - -
g) Altri - 173 62 1 - 262 70 -
Totale 52.369 24.676 8.628 19 41.748 17.662 6.565 1.155

A.3. Derivati finanziari di negoziazione "over the counter": valori nozionali fair value lordo positivo e negativo per controparti

(milioni di euro)
Attività sottostanti Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
Contratti non rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale X 8.908 12.988 53.411
- fair value positivo X 1.233 236 5.989
- fair value negativo X -767 -228 -257
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale X 15.893 9.689 6.039
- fair value positivo X 549 132 9
- fair value negativo X -1.511 -167 -4.690
3) Valute e oro
- valore nozionale X 2.002 8.205 10.180
- fair value positivo X 7 105 416
- fair value negativo X -654 -78 -216
4) Merci
- valore nozionale X 2 49 689
- fair value positivo X - - 38
- fair value negativo X - -4 -56
5) Altri
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
Contratti rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale 1.850.843 207.570 53.533 16.423
- fair value positivo 51.707 12.089 2.335 1.855
- fair value negativo -52.369 -17.356 -3.543 -426
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale - 2.831 3.974 23
- fair value positivo - 77 35 1
- fair value negativo - -140 -90 -
3) Valute e oro
- valore nozionale - 116.127 30.332 11.883
- fair value positivo - 1.845 480 482
- fair value negativo - -1.814 -640 -472
4) Merci
- valore nozionale - 697 987 1.309
- fair value positivo - 17 74 73
- fair value negativo - -18 -71 -106
5) Altri
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -

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A.4. Vita residua dei derivati finanziari "over the counter": valori nozionali

(milioni di euro)
Sottostanti/Vita residua Fino ad 1 anno Oltre 1 anno e
fino a 5 anni
Oltre 5 anni Totale
A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi di interesse 610.662 847.456 745.558 2.203.676
A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale ed indici azionari 10.235 26.200 2.014 38.449
A.3 Derivati finanziari su valute e oro 124.341 36.995 17.393 178.729
A.4 Derivati finanziari su merci 2.302 1.431 - 3.733
A.5 Altri derivati finanziari - - - -
Totale
31.12.2020
747.540 912.082 764.965 2.424.587
Totale
31.12.2019
654.445 776.275 678.989 2.109.709

B. DERIVATI CREDITIZI

B.1. Derivati creditizi di negoziazione: valori nozionali di fine periodo

(milioni di euro)
Categorie di operazioni Derivati di negoziazione
su un singolo
soggetto
su più soggetti
(basket)
1. Acquisti di protezione
a) Credit default products 7.072 58.781
b) Credit spread products - -
c) Total rate of return swap - -
d) Altri - -
Totale 31.12.2020 7.072 58.781
Totale 31.12.2019 9.019 50.385
2. Vendite di protezione
a) Credit default products 7.253 51.887
b) Credit spread products - -
c) Total rate of return swap - -
d) Altri - -
Totale 31.12.2020 7.253 51.887
Totale 31.12.2019 10.559 46.581

Al 31 dicembre 2020 non sussistono contratti ricompresi nella tabella sopra riportata che sono stati inclusi nel perimetro dei prodotti strutturati di credito.

B.2. Derivati creditizi di negoziazione: fair value lordo positivo e negativo – ripartizione per prodotti

(milioni di euro)
Tipologie derivati Totale 31.12.2020 Totale 31.12.2019
1. Fair value positivo
a) Credit default products 1.616 1.770
b) Credit spread products - -
c) Total rate of return swap - -
d) Altri - -
Totale 1.616 1.770
2. Fair value negativo
a) Credit default products 1.759 1.942
b) Credit spread products - -
c) Total rate of return swap - -
d) Altri - -
Totale 1.759 1.942

Al 31 dicembre 2020 non sussistono contratti ricompresi nella tabella sopra riportata che sono stati inclusi nel perimetro dei prodotti strutturati di credito.

(milioni di euro)
Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
Contratti non rientranti in accordi di compensazione
1) Acquisto protezione
− valore nozionale X - - 218
− fair value positivo X - - 40
− fair value negativo X - - -
2) Vendita protezione
− valore nozionale X - 35 13
− fair value positivo X - - -
− fair value negativo X - -1 -15
Contratti rientranti in accordi di compensazione
1) Acquisto protezione
− valore nozionale 40.675 14.151 10.809 -
− fair value positivo 1 61 35 -
− fair value negativo -1.113 -234 -258 -
2) Vendita protezione
− valore nozionale 37.301 12.225 9.566 -
− fair value positivo 1.003 211 265 -
− fair value negativo -1 -42 -95 -

B.3. Derivati creditizi di negoziazione "over the counter": valori nozionali, fair value lordo (positivo e negativo) per controparti

Al 31 dicembre 2020 non sussistono contratti ricompresi nella tabella sopra riportata che sono stati inclusi nel perimetro dei prodotti strutturati di credito.

B.4. Vita residua dei derivati creditizi di negoziazione "over the counter": valori nozionali

(milioni di euro)
Sottostanti/Vita residua Fino ad 1 anno Oltre 1 anno e
fino a 5 anni
Oltre 5 anni Totale
1. Vendita di protezione 4.508 53.829 803 59.140
2. Acquisto di protezione 4.842 60.220 791 65.853
Totale 31.12.2020 9.350 114.049 1.594 124.993
Totale 31.12.2019 17.496 97.073 1.975 116.544

B.5. Derivati creditizi connessi con la fair value option: variazioni annue

Il Gruppo Intesa Sanpaolo non detiene in portafoglio derivati creditizi connessi con la fair value option.

1.3.2. Le coperture contabili

Informazioni di natura qualitativa

Il Gruppo Intesa Sanpaolo in sede di prima applicazione dell'IFRS 9, ha esercitato l'opzione prevista dal Principio di continuare ad applicare integralmente le regole dello IAS 39 per tutte le tipologie di coperture (micro e macro). Pertanto non trovano applicazione le previsioni dell'IFRS 9 in tema di copertura.

A. Attività di copertura del fair value

L'attività di copertura posta in essere dal Gruppo Intesa Sanpaolo è finalizzata ad immunizzare il portafoglio bancario dalle variazioni di fair value della raccolta e degli impieghi causate dai movimenti della curva dei tassi di interesse (rischio tasso).

Il Gruppo adotta sia coperture specifiche (micro fair value hedge) che coperture generiche (macro fair value hedge).

Nell'ambito del micro fair value hedge, sono coperti principalmente prestiti obbligazionari emessi, titoli dell'attivo ed impieghi a clientela.

Nell'ambito del macro fair value hedge, la copertura generica viene applicata a:

  • − raccolta a vista stabile (core deposit), sulla base normativa di riferimento nella versione carved out dello IAS 39 secondo l'opzione prevista dall'IFRS 9 di avvalersi della possibilità di applicare integralmente le disposizioni dello IAS 39 in materia di coperture;
  • − quota già fissata di impieghi a tasso variabile, in cui il macro fair value hedge è applicato alla copertura del rischio di tasso insito nelle cedole a tasso variabile degli impieghi erogati, quando il tasso cedolare viene fissato;
  • − una porzione degli impieghi creditizi a tasso fisso. Per questa tipologia, si è adottato un modello di copertura generica a portafoglio aperto secondo un approccio bottom-layer che, in coerenza con la metodologia di misurazione dei rischi di tasso di interesse che prevede la modellizzazione del fenomeno del prepayment, risulta maggiormente correlato all'attività di gestione dei rischi ed al dinamismo delle masse.
  • − una porzione delle opzioni implicite su impieghi creditizi a clientela. Per questa tipologia, si è adottato un modello di copertura generica su un portafoglio statico di sottostanti coperti.

Le principali tipologie di derivati utilizzati sono rappresentate da interest rate swap (IRS) plain o strutturati, overnight index swap (OIS), cross currency swap (CCS) e opzioni su tassi realizzati con controparti terze ovvero con altre Società del Gruppo che, a loro volta, coprono il rischio sul mercato affinché siano rispettati i requisiti di esternalizzazione delle coperture con controparti terze richiesti per qualificare le coperture come IAS compliant a livello di bilancio consolidato.

I derivati non sono quotati su mercati regolamentati, ma negoziati nell'ambito dei circuiti OTC. Rientrano tra i contratti OTC anche quelli intermediati tramite Clearing House.

B. Attività di copertura dei flussi finanziari

L'attività di copertura posta in essere dal Gruppo Intesa Sanpaolo ha l'obiettivo di coprire l'esposizione a variazione dei flussi di cassa futuri, attribuibili ai movimenti della curva dei tassi di interesse, associati ad una particolare attività/passività, come pagamenti di interessi futuri variabili su un debito/credito o ad una transazione futura prevista altamente probabile.

Il Gruppo adotta sia coperture specifiche (micro cash flow hedge) che coperture generiche (macro cash flow hedge).

Nell'ambito del micro cash flow hedge, sono coperti principalmente prestiti obbligazionari emessi.

Nell'ambito del macro cash flow hedge, la copertura generica viene applicata a:

− raccolta a tasso variabile nella misura in cui è utilizzata per finanziare impieghi a tasso fisso;

− impieghi a tasso variabile a copertura della raccolta a tasso fisso.

I derivati utilizzati sono interest rate swap (IRS) realizzati con controparti terze ovvero con altre Società del Gruppo che, a loro volta, coprono il rischio sul mercato affinché siano rispettati i requisiti richiesti di esternalizzazione delle coperture con controparti terze per qualificare le coperture come IAS compliant a livello di bilancio consolidato.

I derivati non sono quotati su mercati regolamentati, ma negoziati nell'ambito dei circuiti OTC. Rientrano tra i contratti OTC anche quelli intermediati tramite Clearing House.

C. Attività di copertura di investimenti esteri

Nel corso del 2020 sono stati posti in essere interventi di copertura gestionale del rischio di cambio transattivo.

D. Strumenti di copertura

Le principali cause di inefficacia del modello adottato dal Gruppo per la verifica dell'efficacia delle coperture sono imputabili ai seguenti fenomeni:

  • − disallineamento tra nozionale del derivato e del sottostante coperto rilevato al momento della designazione iniziale o generato successivamente, come nel caso di rimborsi parziali dei mutui o riacquisto dei prestiti obbligazionari;
  • − applicazione di curve diverse su derivato di copertura ed oggetto coperto ai fini dell'effettuazione del test di efficacia sulle coperture di tipo fair value hedge. I derivati, normalmente collateralizzati o intermediati tramite Clearing House, sono scontati alla curva Eonia/Ester, gli oggetti coperti sono scontati alla curva di indicizzazione dello strumento di copertura;
  • − inclusione nel test di efficacia del valore della gamba variabile del derivato di copertura, nell'ipotesi di copertura di "tipo fair value hedge".

L'inefficacia della copertura è prontamente rilevata ai fini:

  • − della determinazione dell'effetto a conto economico;
  • − della valutazione in merito alla possibilità di continuare ad applicare le regole di hedge accounting.

Il Gruppo non utilizza le coperture dinamiche, così come definite nell'IFRS 7, paragrafo 23C.

E. Elementi coperti

Le principali tipologie di elementi coperti sono:

  • − titoli di debito dell'attivo;
  • − titoli di debito emessi e raccolta non cartolare;
  • − impieghi a tasso fisso;
  • − impieghi a tasso variabile;
  • − componente opzionale implicita nei mutui a tasso variabile;
  • − cedola già fissata di impieghi a tasso variabile;
  • − raccolta a vista modellizzata.

E.1 Titoli di debito dell'attivo

Sono coperti in relazioni di copertura di tipo micro fair value hedge, utilizzando IRS, OIS e CCS come strumenti di copertura. È coperto il rischio tasso per tutta la durata dell'obbligazione.

Per verificare l'efficacia della copertura è utilizzato il Dollar Offset Method. Tale metodo è basato sul rapporto tra le variazioni cumulate (da inizio copertura) di fair value dello strumento di copertura, attribuibili al rischio coperto, e le variazioni passate di fair value dell'elemento coperto (cd. delta fair value), al netto del rateo di interesse.

Sono relazioni di copertura di tipo micro fair value hedge anche quelle da riferire alle operazioni di vendita forward su titoli del portafoglio HTCS, effettuate per consentire un hedge dei rischi sul fair value da movimenti di spread di credito e delle curve di tasso. Per quanto attiene il contratto di vendita forward, che si configura come derivato in quanto transazione "non regular way", si procede alla separazione della componente spot (il prezzo a pronti) dalla componente interessi designando come strumento di copertura in una relazione di fair value hedging solo la componente spot.

E.2 Titoli di debito emessi e raccolta non cartolare

Il Gruppo attualmente ha attive relazioni di copertura di tipo micro fair value hedge su raccolta a tasso fisso o strutturata e coperture di micro cash flow hedge o macro cash flow hedge su raccolta a tasso variabile, utilizzando IRS, OIS e CCS come strumenti di copertura.

È coperto il rischio tasso per tutta la durata dell'obbligazione.

Per le coperture di tipo micro, l'efficacia della copertura è verificata utilizzando il Dollar Offset Method. Tale metodo è basato sul rapporto tra le variazioni cumulate (da inizio copertura) di fair value o dei flussi di cassa dello strumento di copertura, attribuibili al rischio coperto, e le variazioni passate di fair value o dei flussi di cassa dell'elemento coperto (cd. delta fair value), al netto del rateo di interesse.

Per le coperture di tipo macro, l'efficacia della copertura è verificata mediante un test di capienza. Tale test prevede un confronto tra la consistenza degli elementi coperti, riferiti alla raccolta in essere e prevista (cd. operazioni future altamente probabili) a tasso variabile e quella degli strumenti di copertura, che deve essere sempre riscontrata lungo l'intera vita della relazione di copertura e per singola fascia temporale. L'oggetto coperto, in questo caso, è rappresentato dai flussi di cassa attesi originati dalla raccolta che si verificheranno lungo la vita delle emissioni stesse.

E.3 Impieghi a tasso fisso

Il Gruppo ha designato relazioni di copertura di tipo micro fair value hedge su impieghi a tasso fisso e di macro fair value hedge, riconducibile a mutui del segmento retail della Capogruppo e delle Banche Rete, utilizzando principalmente IRS come strumenti di copertura.

È coperto il rischio tasso per tutta la durata del sottostante.

Per le coperture di tipo micro, l'efficacia della copertura è verificata utilizzando il Dollar Offset Method.

Per le coperture di tipo macro, il portafoglio di impieghi oggetto di copertura è di tipo aperto, cioè è costituito dinamicamente dagli strumenti a tasso fisso gestiti a livello aggregato tramite i derivati di copertura stipulati nel tempo.

L'efficacia delle macro coperture sugli impieghi a tasso fisso è periodicamente verificata sulla base di specifici test prospettici e retrospettivi volti a dimostrare che il portafoglio oggetto di possibile copertura contiene un ammontare di attività il cui profilo di sensitivity e le cui variazioni di fair value per il rischio tasso rispecchiano quelle dei derivati utilizzati per la copertura.

E.4 Impieghi a tasso variabile

Il Gruppo attualmente ha attive relazioni di copertura di tipo macro cash flow hedge su impieghi a tasso variabile, utilizzando principalmente IRS come strumenti di copertura.

L'efficacia della copertura è verificata mediante un test di capienza. Tale test prevede un confronto tra la consistenza degli elementi coperti, riferiti agli impieghi in essere a tasso variabile e quella degli strumenti di copertura, che deve essere sempre riscontrata lungo l'intera vita della relazione di copertura e per singola fascia temporale. L'oggetto coperto, in questo caso, è rappresentato dai flussi di cassa attesi originati dagli impieghi che si verificheranno lungo la vita degli attivi stessi.

E.5 Componente opzionale implicita nei mutui a tasso variabile

Sono coperte in relazioni di copertura sia di tipo micro che macro fair value hedge le componenti opzionali implicite (opzioni di tasso) nei mutui a tasso variabile, utilizzando opzioni (cap, floor, collar) come strumenti di copertura.

I sottostanti possono essere coperti parzialmente o totalmente, nel tempo e nell'importo. Per le relazioni di tipo macro, il portafoglio di impieghi oggetto di copertura è di tipo statico, cioè è definito ad inizio copertura senza che possano essere aggiunti nel tempo nuovi elementi coperti.

Per verificare l'efficacia della copertura è utilizzato il Dollar Offset Method.

E.6 Cedola già fissata di impieghi a tasso variabile

È coperta in relazioni di copertura di tipo macro fair value hedge, utilizzando OIS come strumenti di copertura.

Scopo di questo tipo di copertura è quello di immunizzare il rischio tasso determinato dalle cedole già fissate degli impieghi a tasso variabile.

Per verificare l'efficacia della copertura è utilizzato il Dollar Offset Method, mentre l'effettiva consistenza degli elementi coperti è verificata con un test di capienza.

E.7 Raccolta a vista modellizzata.

La raccolta a vista modellizzata è coperta in relazioni di copertura di tipo macro fair value hedge, come previsto dal "carve out" dello IAS 39, utilizzando IRS e OIS come strumenti di copertura.

Scopo di questo tipo di copertura è quello di immunizzare il margine di interesse da possibili cali dei tassi che riducano lo spread generato dalla raccolta core.

Il modello è oggetto di continuo monitoraggio ed attività di verifica da parte della Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato, al fine di recepire tempestivamente le variazioni delle principali caratteristiche (masse, stabilità, reattività) e, ove opportuno, apportare i necessari aggiustamenti. Per verificare l'efficacia della copertura è utilizzato il Dollar Offset Method.

Informazioni di natura quantitativa

A. Derivati finanziari di copertura

A.1 Derivati finanziari di copertura: valori nozionali di fine periodo

Attività sottostanti/Tipologie derivati 31.12.2020 (milioni di euro)
31.12.2019
Over the counter Mercati Over the counter
Controparti
Senza controparti centrali
centrali
organizzati Controparti
centrali
Senza controparti centrali organizzati
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
1. Titoli di debito e tassi d'interesse 225.066 25.626 5.617 - 21.477 184.377 6.235 -
a) Opzioni - 2.229 - - - 2.689 - -
b) Swap 225.066 22.827 4.173 - 21.477 181.668 4.645 -
c) Forward - 550 1.444 - - - 1.590 -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - 20 - - - 20 - -
2. Titoli di capitale e indici azionari - - - - - - - -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
3. Valute e oro - 7.425 31 59 - 6.682 36 136
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - 7.425 31 59 - 6.682 36 136
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
4. Merci - - - - - - - -
5. Altri - - - - - - - -
TOTALE 225.066 33.051 5.648 59 21.477 191.059 6.271 136

Il valore nozionale medio nell'esercizio dei derivati finanziari di copertura ammonta a 184.802 milioni

A.2 Derivati finanziari di copertura: fair value lordo positivo e negativo - ripartizione per prodotti

(milioni di euro)
Tipologie derivati Fair value positivo e negativo Variazione del valore
usato per calcolare
l'efficacia della
copertura
Totale
31.12.2020
Totale
31.12.2019
Over the counter Over the counter Totale Totale
Senza controparti centrali Senza controparti centrali 31.12.2020 31.12.2019
Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Mercati organizzati Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Mercati organizzati
Fair value positivo
a) Opzioni - 10 - - - 19 - - -155 -183
b) Interest rate swap 3.082 834 1 - 392 2.583 11 - 2.682 2.127
c) Cross currency swap - 287 - - - 385 - - 103 116
d) Equity swap - - - - - - - - - -
e) Forward - - 1 - - - 28 - - -
f) Futures - - - - - - - - - -
g) Altri - 1 - - - 1 - - - -
Totale 3.082 1.132 2 - 392 2.988 39 - 2.630 2.060
Fair value negativo
a) Opzioni - 3 - - - 4 - - 3 1
b) Interest rate swap 9.455 2.626 161 - 907 8.039 141 - 8.871 6.242
c) Cross currency swap - 407 5 - - 397 1 - 204 356
d) Equity swap - - - - - - - - - -
e) Forward - - 12 - - - - - - -
f) Futures - - - - - - - - - -
g) Altri - - - 2 - - - 3 - -
Totale 9.455 3.036 178 2 907 8.440 142 3 9.078 6.599

A.3 Derivati finanziari di copertura "over the counter": valori nozionali, fair value lordo positivo e negativo per controparti

(milioni di euro)
Attività sottostanti Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
Contratti non rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale X 3.509 2.108 -
- fair value positivo X - 2 -
- fair value negativo X -129 -44 -
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale
- fair value positivo
X
X
-
-
-
-
-
-
- fair value negativo X - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale X 31 - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X -5 - -
4) Merci
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
5) Altri
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
Contratti rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale 225.066 23.972 1.654 -
- fair value positivo 3.082 781 64 -
- fair value negativo -9.455 -1.845 -784 -
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale
- fair value positivo
-
-
-
-
-
-
-
-
- fair value negativo - - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale - 6.555 870 -
- fair value positivo - 282 5 -
- fair value negativo - -235 -172 -
4) Merci
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -
5) Altri
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -

A.4 Vita residua dei derivati finanziari di copertura "over the counter": valori nozionali

(milioni di euro)
Sottostanti/Vita residua Fino ad 1 anno Oltre 1 anno e
fino a 5 anni
Oltre 5 anni Totale
A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi di interesse 59.252 96.968 100.089 256.309
A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale ed indici azionari - - - -
A.3 Derivati finanziari su valute ed oro 1.208 3.405 2.843 7.456
A.4 Derivati finanziari su merci - - - -
A.5 Altri derivati finanziari - - - -
Totale
31.12.2020
60.460 100.373 102.932 263.765
Totale
31.12.2019
70.476 63.507 84.824 218.807

B. Derivati creditizi di copertura

  • B.1 Derivati creditizi di copertura: valori nozionali di fine periodo
  • B.2 Derivati creditizi di copertura: fair value lordo positivo e negativo - ripartizione per prodotti
  • B.3 Derivati creditizi di copertura "over the counter": valori nozionali, fair value lordo positivo e negativo per controparti
  • B.4 Vita residua dei derivati creditizi di copertura "over the counter": valori nozionali
    • Il Gruppo Intesa Sanpaolo non detiene in portafoglio derivati creditizi classificati di copertura.

C. Strumenti non derivati di copertura

C.1 Strumenti di copertura diversi da derivati: ripartizione per portafoglio contabile e tipologia di copertura

Il Gruppo Intesa Sanpaolo si avvale della possibilità, prevista in sede di introduzione dell'IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS 39 in tema di "hedge accounting" (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) per ogni tipologia di copertura (sia per le coperture specifiche che per le macro coperture). Per questa ragione il Gruppo Intesa Sanpaolo non ha in portafoglio strumenti finanziari da riportare nella tabella "C.1 Strumenti di copertura diversi da derivati: ripartizione per portafoglio contabile e tipologia di copertura".

INFORMATIVA SULL'INCERTEZZA DERIVANTE DALLA RIFORMA DEGLI INDICI DI RIFERIMENTO DEI DERIVATI DI COPERTURA

Come illustrato nella parte A Politiche Contabili, il Gruppo Intesa Sanpaolo applica, a decorrere dal Bilancio 2019, il Regolamento n.34/2020 del 15 gennaio 2020 che ha adottato il documento emesso dallo IASB a settembre 2019 sulla "Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse (modifiche all'IFRS 9 Finanziamenti finanziari, allo IAS 39 Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione e all'IFRS 7 Strumenti finanziari: informazioni integrative"). Con il regolamento in oggetto sono state introdotte alcune modifiche in tema di coperture (hedge accounting) con la finalità di evitare che le incertezze sull'ammontare e sulle tempistiche dei flussi di cassa derivanti dalla riforma dei tassi possano comportare l'interruzione delle coperture in essere e difficoltà a designare nuove relazioni di copertura. Pertanto, l'analisi della tenuta delle coperture è stata effettuata considerando i flussi e le tempistiche dei derivati di copertura in essere, presumendo che gli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse esistenti non siano modificati a seguito della riforma dei tassi interbancari (cd. Interest Rate Benchmark Reform o IBOR Reform).

A seguire si fornisce l'informativa richiesta dall'IFRS 7, paragrafo 24H, in merito all'incertezza derivante dalla riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse sulle relazioni di copertura e l'importo nominale degli strumenti di copertura potenzialmente impattati dalla riforma dei tassi benchmark.

Derivati di copertura del fair value

I derivati di copertura delle relazioni di fair value del Gruppo sono principalmente indicizzati all'Euribor, la cui metodologia di calcolo è stata oggetto di revisione nel corso del 2019 per poter continuare ad utilizzare tale parametro anche dopo il 1° gennaio 2022, sia per i contratti esistenti che per quelli nuovi. Per rendere l'Euribor conforme al regolamento dell'UE sui benchmark (Benchmarks Regulation, BMR - Regolamento n. 2016/1011/UE), l'EMMI - European Money Markets Institute – ha reso operativo il passaggio ad una nuova metodologia di calcolo "ibrida". L'attuale sistema di calcolo – le cui attività sono state completate a fine novembre 2019 – non modifica la variabile economica che l'indice misura: l'Euribor esprime l'effettivo costo della raccolta per le banche europee contributrici ed è sempre disponibile e consultabile.

Pertanto, il Gruppo non ritiene che ci sia incertezza sul timing o sull'ammontare dei flussi di cassa dell'Euribor e non considera le coperture di fair value collegate all'Euribor come impattate dalla riforma al 31 dicembre 2020, in continuità con l'impostazione già adottata per il Bilancio al 31 dicembre 2019.

Nell'ambito delle relazioni di copertura di fair value sono presenti anche derivati indicizzati a benchmark impattati dalla riforma, in particolare all'EONIA e al LIBOR per le varie divise, che saranno oggetto di futura sostituzione con i nuovi tassi risk free. In ambito europeo il fixing EONIA, calcolato a partire da ottobre 2019 sulla base del nuovo tasso risk free €STR, sarà pubblicato fino a fine 2021 e poi definitivamente sostituito da €STR. Anche per la pubblicazione del LIBOR è attesa la cessazione a partire dalla fine del 2021 e sono già presenti nelle singole nazioni tassi risk free alternativi che progressivamente andranno a sostituire il LIBOR stesso.

Nello specifico, al 31 dicembre 2020 sono presenti derivati di fair value hedge indicizzati a parametri impattati dalla riforma per un nozionale complessivo di 48.175 milioni che al netto del contributo del gruppo UBI (2.621 milioni) si attesta a 45.554 milioni (83.808 milioni al 31 dicembre 2019) riferibili ai seguenti parametri:

  • EONIA per un nozionale di 32.461 milioni che escludendo il gruppo UBI (1.693 milioni) si attesta a 30.768 milioni (67.651 milioni al 31 dicembre 2019), di cui 17.947 milioni (18.529 milioni al 31 dicembre 2019) con scadenza successiva al 31 dicembre 2021 a cui occorre aggiungere 1.693 milioni del gruppo UBI sull'analoga scadenza;
  • LIBOR USD per un nozionale di 15.266 milioni che escludendo il gruppo UBI (902 milioni) si attesta a 14.364 milioni (15.535 milioni al 31 dicembre 2019), di cui 14.144 milioni (14.857 milioni al 31 dicembre 2019) con scadenza successiva al 31 dicembre 2021 a cui occorre aggiungere 493 milioni del gruppo UBI sull'analoga scadenza;
  • altri tassi impattati dalla riforma rappresentati da LIBOR in altre divise per un nozionale di 448 milioni che escludendo il gruppo UBI (26 milioni) si attesta a 422 milioni (622 milioni al 31 dicembre 2019), di cui 416 milioni (469 milioni al 31 dicembre 2019), con scadenza successiva al 31 dicembre 2021 a cui occorre aggiungere 21 milioni del gruppo UBI sull'analoga scadenza.

Il nozionale complessivo dei derivati di fair value hedge impattati dalla riforma, incluso il Gruppo UBI, rappresenta il 19% del totale dei derivati di fair value hedge del Gruppo (39% al 31 dicembre 2019) ed il 18% considerando i soli derivati con scadenza successiva al 31 dicembre 2021 (16% al 31 dicembre 2019). Si evidenzia inoltre che nel corso del 2020 si è registrato un progressivo maggior utilizzo di derivati indicizzati all'€STR nelle attività di copertura in modalità hedge accounting.

Derivati di copertura di flussi finanziari

I derivati di copertura delle relazioni di cash flow sono indicizzati all'Euribor. Come già evidenziato per il fair value hedge, il Gruppo non ritiene che ci sia incertezza sul timing o sull'ammontare dei flussi di cassa dell'Euribor e, pertanto, non considera le coperture di cash flow come impattate dalla riforma al 31 dicembre 2020.

D. Strumenti coperti

Il Gruppo Intesa Sanpaolo si avvale della possibilità, prevista in sede di introduzione dell'IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS 39 in tema di "hedge accounting" (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) per ogni tipologia di copertura (sia per le coperture specifiche che per le macro coperture).

D.1 Coperture del fair value

(milioni di euro)
Coperture
specifiche:
valore di
Coperture
specifiche -
posizioni nette:
Coperture specifiche Coperture
generiche:
Valore di
bilancio valore di
bilancio delle
Variazioni
cumulate di
Cessazione
della
Variazioni del
valore usato
bilancio
attività o fair value copertura: per rilevare
passività (prima dello variazioni l'inefficacia
della
compensazione)
strumento
coperto
cumulate
residue del
della
copertura
fair value
A. Attività
1. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulle altre componenti reddituali –
copertura di: 36.859 - 1.390 607 1.265 -
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 34.915 - 1.402 607 1.232 X
1.2 Titoli di capitale e indici azionari - - - - - X
1.3 Valute e oro - - - - - X
1.4 Crediti - - - - - X
1.5 Altri 1.944 - -12 - 33 X
2. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato -copertura di:
41.054 - 4.797 27 3.981 77.305
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 40.399 - 4.484 27 3.665 X
1.2 Titoli di capitale e indici azionari - - - - - X
1.3 Valute e oro 120 - -3 - - X
1.4 Crediti - - - - - X
1.5 Altri 535 - 316 - 316 X
31.12.2020
Totale
77.913 - 6.187 634 5.246 77.305
31.12.2019
Totale
69.968 - 4.462 107 3.207 68.055
B. Passività
1. Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - copertura di:
60.506 - 1.949 -5 2.084 34.996
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 55.132 - 1.711 -5 1.827 X
1.2 Valute e oro - - - - - X
1.3 Altri 5.374 - 238 - 257 X
31.12.2020
Totale
60.506 - 1.949 -5 2.084 34.996
31.12.2019
Totale
40.312 - 1.391 264 1.641 20.016

D.2 Copertura dei flussi finanziari e degli investimenti esteri

Variazione del
valore usato per
rilevare
l'inefficacia della
copertura
Riserve da
copertura
(milioni di euro)
Cessazione della
copertura: valore
residuo delle
riserve di
copertura
A. Copertura di flussi finanziari
1. Attività 37 37 -
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 37 37 -
1.2 Titoli di capitale e indici azionari - - -
1.3 Valute e oro - - -
1.4 Crediti - - -
1.5 Altri - - -
2. Passività -1.075 -818 -
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse
1.2 Valute e oro
-1.075
-
-818
-
-
-
1.3 Altri - - -
Totale (A) 31.12.2020 -1.038 -781 -
Totale (A) 31.12.2019 -1.216 -1.259 -
B. Copertura degli investimenti esteri X - -
Totale (A+B) 31.12.2020 -1.038 -781 -
Totale (A+B) 31.12.2019 -1.216 -1.259 -

E. Effetti delle operazioni di copertura a patrimonio netto

E.1 Riconciliazione delle componenti di patrimonio netto

(milioni di euro)
Riserva da copertura dei flussi finanziari Riserva da copertura di investimenti esteri
Titoli di
debito e
tassi
d'interesse
Titoli di
capitale
e indici
azionari
Valute e
oro
Crediti Altri Titoli di
debito e
tassi
d'interesse
Titoli di
capitale
e indici
azionari
Valute e
oro
Crediti Altri
Esistenze iniziali -1.259 - - - - - - - - -
Variazioni di fair value (quota
efficace)
478 - - - - - - - - -
Rigiri a conto economico - - - - - - - - - -
di cui: transazioni future non più
attese
- - - - - X X X X X
Altre variazioni - - - - - - - - - -
di cui: trasferimenti al valore
contabile iniziale degli strumenti
coperti
- - - - - X X X X X
Rimanenze finali -781 - - - - - - - - -

Si segnala che la fattispecie "Strumenti di copertura (elementi non designati)" non risulta presente dal momento che il Gruppo Intesa Sanpaolo si avvale della possibilità, prevista in sede di introduzione dell'IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS39 in tema di "hedge accounting" (nella versione "carved out omologata dalla Commissione Europea) per ogni tipologia di copertura (sia per coperture specifiche che per le macro coperture).

1.3.3. Altre informazioni sugli strumenti derivati (di negoziazione e di copertura)

A. Derivati finanziari e creditizi

A.1 Derivati finanziari e creditizi "over the counter": fair value netti per controparti

(milioni di euro)
Controparti Banche Altre società Altri soggetti
centrali finanziarie
A. Derivati finanziari
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale 2.042.697 - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo -5.579 - - -
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
4) Merci
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
5) Altri
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
B. Derivati creditizi
1) Acquisto protezione
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
2) Vendita protezione
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -

La tabella accoglie i valori rivenienti dalle compensazioni effettuate in bilancio per i derivati i cui accordi di compensazione soddisfano i criteri previsti dallo IAS 32 paragrafo 42.

In particolare quanto esposto si riferisce ai derivati finanziari e creditizi OTC di negoziazione e di copertura in essere con il compensatore legale LCH Ltd per i quali si è proceduto alla separata compensazione in bilancio dei fair value riconducibili all'operatività in conto proprio ed all'operatività per conto della clientela.

Il risultato complessivamente negativo per 5.579 milioni (fair value negativo di 60.224 milioni e fair value positivo di 54.645 milioni) è riportato nella Parte B di Nota integrativa tra le Passività finanziarie di negoziazione per 2.168 milioni per la prima operatività e tra le passività in Derivati di copertura per 3.411 milioni per la seconda operatività.

1.4 RISCHIO DI LIQUIDITA'

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità

Si definisce rischio di liquidità il rischio che la Banca non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento per l'incapacità sia di reperire fondi sul mercato (funding liquidity risk), sia di smobilizzare i propri attivi (market liquidity risk).

La predisposizione di un adeguato sistema di governo e gestione di tale rischio assume un ruolo fondamentale per il mantenimento della stabilità non solo della singola banca, ma anche del mercato, considerato che gli squilibri di una singola istituzione finanziaria possono avere ripercussioni sistemiche. Tale sistema deve essere integrato in quello complessivo per la gestione dei rischi e prevedere controlli incisivi e coerenti con l'evoluzione del contesto di riferimento.

Il sistema interno di controllo e gestione del rischio di liquidità di Intesa Sanpaolo si sviluppa nel quadro del Risk Appetite Framework del Gruppo e nel rispetto delle soglie massime di tolleranza al rischio di liquidità ivi approvate, che stabiliscono che il Gruppo debba mantenere una posizione di liquidità adeguata in modo da fronteggiare periodi di tensione, anche prolungati, sui diversi mercati di approvvigionamento del funding, anche attraverso la costituzione di adeguate riserve di liquidità rappresentate da titoli marketable e rifinanziabili presso Banche Centrali. A tal fine, è richiesto il mantenimento di un equilibrato rapporto fra fonti in entrata e flussi in uscita, sia nel breve che nel medio-lungo termine. Tale obiettivo è sviluppato dalle «Linee Guida di Governo del rischio Liquidità di Gruppo» approvate dagli Organi Societari di Intesa Sanpaolo, applicando le vigenti disposizioni regolamentari in materia.

Le disposizioni sulla liquidità introdotte dall'Unione Europea sin da giugno 2013 e successivamente aggiornate, stabiliscono che le banche debbano rispettare il requisito minimo di copertura della liquidità di breve termine (Liquidity Coverage Ratio - LCR), come previsto dall'art. 38 del Regolamento Delegato (EU) 2015/61 e suoi supplementi/modifiche (livello minimo del 100% dal 1° gennaio 2018). L'entrata in vigore del requisito minimo di liquidità strutturale (Net Stable Funding Ratio = 100%) è invece prevista a partire da giugno 2021, a seguito dell'approvazione finale e successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta lo scorso maggio 2019, del pacchetto bancario di riforme contente la Direttiva UE 2019/878 (c.d. CRD V) e il Regolamento 2019/876 (c.d. CRR2).

Le «Linee Guida di Governo del rischio Liquidità» del Gruppo Intesa Sanpaolo - che già facevano riferimento alle Circolari Banca d'Italia 263 e 285, nonché alla Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e al Regolamento UE 575/2013 (CRR), hanno via via recepito tutte le disposizioni normative in materia adeguando la composizione delle attività liquide ammesse alle Riserve di Liquidità (RdL) e le definizioni dei flussi di liquidità a 30 giorni, validi per il calcolo del LCR. Relativamente alla liquidità strutturale, sono state recepite le ultime novità regolamentari emanate in materia di Net Stable Funding Ratio (NSFR), in previsione della prossima entrata in vigore della citata ultima regolamentazione europea.

Le "Linee Guida di Governo del Rischio di Liquidità del Gruppo", approvate dagli Organi Societari di Intesa Sanpaolo, illustrano i compiti delle diverse funzioni aziendali, le norme e l'insieme dei processi di controllo e gestione finalizzati ad assicurare un prudente presidio del rischio di liquidità, prevenendo l'insorgere di situazioni di crisi. A tal fine, comprendono le procedure per l'identificazione dei fattori di rischio, la misurazione dell'esposizione al rischio e la verifica del rispetto dei limiti, nonché le regole per l'effettuazione di prove di stress e l'individuazione di appropriate iniziative di attenuazione del rischio, oltre alla predisposizione di piani d'emergenza e il reporting informativo agli organi aziendali.

I principi essenziali a cui si ispira il sistema interno di controllo e gestione del rischio di liquidità definito da tali Linee Guida sono:

  • presenza di una politica di gestione della liquidità approvata dai vertici e chiaramente comunicata all'interno dell'istituzione;
  • esistenza di una struttura operativa che operi all'interno di limiti assegnati e di una struttura di controllo autonoma dalla prima;
  • disponibilità costante di riserve di liquidità adeguate in relazione alla soglia di tolleranza al rischio di liquidità prescelta;
  • valutazione dell'impatto di diversi scenari, inclusi quelli di stress, sui flussi temporali in entrata e in uscita e sull'adeguatezza quantitativa e qualitativa delle riserve di liquidità;
  • adozione di un sistema di prezzi per il trasferimento interno dei fondi che incorpori accuratamente il costo/beneficio della liquidità, sulla base delle condizioni di raccolta del Gruppo Intesa Sanpaolo;
  • gestione della liquidità in situazione di crisi che tenga in considerazione le linee guida sul governo dei processi di gestione della crisi nell'ambito del Piano di Recovery e del Piano di Resolution.

Le «Linee Guida di Governo del rischio Liquidità di Gruppo» definiscono in dettaglio i compiti attribuiti agli Organi Societari e riportano al vertice alcuni importanti adempimenti quali l'approvazione degli indicatori di misurazione, la definizione delle principali ipotesi sottostanti agli scenari di stress e la composizione delle soglie di attenzione utilizzate per l'attivazione dei piani di emergenza.

Al fine di perseguire una politica di gestione dei rischi integrata e coerente, le decisioni strategiche a livello di Gruppo in materia di governo e gestione del rischio di liquidità sono rimesse agli Organi Societari della Capogruppo. In questa prospettiva, la Capogruppo svolge le proprie funzioni di presidio e gestione della liquidità con riferimento non solo alla propria realtà aziendale, ma anche valutando l'operatività complessiva del Gruppo e il rischio di liquidità a cui esso è esposto.

Le funzioni aziendali della Capogruppo preposte a garantire la corretta applicazione delle Linee Guida e l'adeguatezza della posizione di liquidità del Gruppo sono, in particolare, la Direzione Centrale Tesoreria e Finanza di Gruppo la Direzione Pianificazione e Controllo di Gestione, responsabili nell'ambito dell'area Chief Financial Officer (CFO) della gestione della liquidità, e la Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato, che nell'ambito dell'area Chief Risk Officer (CRO) ha la responsabilità diretta della misurazione del rischio di liquidità su base consolidata.

La liquidità del Gruppo è gestita dalle citate strutture dell'area CFO attraverso una costante interazione con le Business Unit, nel quadro dei relativi business plan redatti nel rispetto dei seguenti indirizzi:

  • costante attenzione al grado di fidelizzazione della clientela, finalizzata al mantenimento di un'elevata consistenza di depositi stabili;
  • monitoraggio del gap raccolta-impieghi tempo per tempo espresso dalle Business Unit, rispetto agli obiettivi assegnati in sede di piano e di budget;

– equilibrato ricorso al mercato istituzionale, con una particolare attenzione alla diversificazione di segmenti e strumenti; – ricorso selettivo alle operazioni di rifinanziamento dalle Banche Centrali.

La Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato ha la responsabilità diretta dei controlli di secondo livello e in qualità di attivo partecipante ai Comitati manageriali, svolge un ruolo primario nella gestione e diffusione delle informazioni sul rischio di liquidità, contribuendo al miglioramento complessivo della consapevolezza del Gruppo sulla posizione in essere. In particolare, garantisce la misurazione, sia puntuale che prospettica, in condizioni normali e di stress, dell'esposizione di Gruppo ai rischi di liquidità, verificando il rispetto dei limiti ed attivando, in caso di superamento degli stessi, le procedure di reporting nei confronti dei competenti Organi Societari e monitorando le azioni di rientro concordate in caso di eventuali sconfinamenti.

Il Chief Audit Officer valuta la funzionalità del complessivo assetto del sistema dei controlli a presidio del processo di misurazione, gestione e controllo dell'esposizione al rischio di liquidità di Gruppo e verifica l'adeguatezza e la rispondenza del processo ai requisiti stabiliti dalla normativa. Gli esiti dei controlli svolti sono sottoposti, con cadenza almeno annuale, agli Organi Societari.

Le metriche di misurazione e gli strumenti di attenuazione del rischio di liquidità, sono formalizzati dalle Linee Guida di Governo del rischio Liquidità di Gruppo che definiscono l'impianto metodologico degli indicatori della liquidità sia di breve termine, che strutturale.

Gli indicatori della liquidità di breve termine intendono assicurare un livello adeguato e bilanciato tra flussi di cassa in uscita e in entrata aventi scadenza certa o stimata compresa nell'orizzonte temporale di 12 mesi, garantendo adeguata disponibilità di riserve liquide (c.d. Liquidity Buffer), liberamente utilizzabili in qualità di strumento principale di mitigazione del rischio di liquidità. A tal fine e in coerenza con la soglia massima di tolleranza al rischio di liquidità, il sistema dei limiti è declinato prevedendo specifici indicatori di breve termine sia di natura regolamentare sul mese (Liquidity Coverage Ratio - LCR), che di definizione interna (indicatori di Survival Period).

L'indicatore di LCR ha la finalità di rafforzare il profilo di rischio di liquidità di breve termine, assicurando la detenzione di sufficienti attività liquide di elevata qualità (HQLA – High Quality Liquid Assets) non vincolate che possano essere facilmente e immediatamente convertite in contanti nei mercati privati per soddisfare i fabbisogni di liquidità a 30 giorni in uno scenario di stress acuto di liquidità. A tal fine, il Liquidity Coverage Ratio misura il rapporto tra: (i) il valore dello stock di HQLA e (ii) il totale dei deflussi di cassa netti calcolato secondo i parametri di scenario definiti dal Regolamento Delegato (UE) 2015/61.

Il Survival Period è invece un indicatore interno finalizzato a misurare il primo giorno in cui la Posizione Netta di Liquidità (calcolata come differenza fra tra le Riserve di Liquidità disponibili e i deflussi netti) diventa negativa, ovvero quando non risulta più disponibile ulteriore liquidità per coprire i deflussi netti simulati in uscita. A tal fine sono previste due diverse ipotesi di scenario, baseline e stressed, finalizzate a misurare rispettivamente: (i) l'indipendenza del Gruppo dalla raccolta interbancaria sui mercati finanziari, (ii) il periodo di sopravvivenza in caso di ulteriori tensioni, di mercato e idiosincratiche, di severità medio-alta, gestite senza prevedere restrizioni all'attività creditizia nei confronti della clientela. Sull'indicatore di Survival Perod in condizioni di stress è stabilito il mantenimento di un orizzonte minimo di sopravvivenza allo scopo di prevedere un livello complessivo di riserve in grado di fronteggiare le maggiori uscite di cassa in un intervallo di tempo adeguato a porre in essere i necessari interventi operativi per ricondurre il Gruppo in condizioni di equilibrio

La Politica di Liquidità strutturale del Gruppo Intesa Sanpaolo prevede l'adozione del requisito strutturale, Net Stable Funding Ratio (NSFR), previsto dalla normativa regolamentare. Tale indicatore è finalizzato a promuovere un maggiore ricorso alla raccolta stabile, evitando che l'operatività a medio e lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine. A tal fine, esso stabilisce un ammontare minimo "accettabile" di provvista superiore all'anno in relazione alle necessità originate dalle caratteristiche di liquidità e di durata residua delle attività e delle esposizioni fuori bilancio. Ad integrazione, la politica interna di Liquidità strutturale prevede anche degli indicatori di early warning applicati su scadenze superiori a 1 anno, con particolare attenzione ai gap di lungo termine (> 5 anni).

Nell'ambito delle Linee Guida di Governo del Rischio di Liquidità del Gruppo è inoltre previsto che siano assicurate le modalità di governo di un'eventuale crisi di liquidità, definita come una situazione di difficoltà o incapacità della Banca di far fronte ai propri impegni di cassa in scadenza, a meno di attivare procedure e/o utilizzare strumenti in maniera non riconducibile, per intensità o modalità, all'ordinaria amministrazione. Il Contingency Liquidity Plan, prefiggendosi gli obiettivi di salvaguardia del patrimonio del Gruppo e, contestualmente, di garanzia della continuità operativa in condizioni di grave emergenza sul fronte della liquidità, assicura l'identificazione dei segnali di pre-allarme, il loro continuo monitoraggio, la definizione delle procedure da attivare nel caso si manifestino tensioni sulla liquidità, indicando anche le linee di azione immediate e gli strumenti di intervento per la risoluzione dell'emergenza. Gli indici di pre-allarme, finalizzati a cogliere i segnali di una potenziale tensione di liquidità, sia sistemica sia specifica, sono monitorati con periodicità giornaliera dalla Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato. In tale ambito, è formalmente assegnato alla Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo la responsabilità di redigere il Contingency Funding Plan (CFP), che contiene le diverse linee d'azione attivabili allo scopo di fronteggiare potenziali situazioni di stress, indicando la dimensione degli effetti mitiganti perseguibili in un orizzonte temporale di breve termine.

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

L'emergenza sanitaria generata dalla pandemia COVID-19 ha posto sfide uniche anche sul fronte del rischio di liquidità e il Gruppo, sin dall'inizio dell'emergenza, ha preventivamente adottato tutte le necessarie misure di gestione e controllo volte a mitigare il potenziale inasprimento delle condizioni di liquidità della banca.

La posizione di liquidità del Gruppo - sostenuta da adeguate attività liquide di elevata qualità (HQLA) e dal significativo contributo di raccolta stabile retail - si è mantenuta nel corso di tutto l'esercizio 2020 all'interno dei limiti di rischio previsti dalla vigente Policy di Liquidità di Gruppo. Entrambi gli indicatori regolamentari, LCR e NSFR, che hanno anche beneficiato a partire da fine agosto del contributo positivo apportato dal Gruppo UBI, risultano ampiamente superiori ai requisiti normativi. Nel corso del 2020, il Liquidity Coverage Ratio (LCR) del Gruppo Intesa Sanpaolo, misurato secondo il Regolamento Delegato (UE) 2015/61, consolidando a partire da agosto anche il Gruppo UBI, si è attestato in media48 a 159.1%. Anche il NSFR si è confermato ampiamente superiore al 100%, sostenuto da una solida base di raccolta stabile della clientela, da

48 Il dato esposto si riferisce alla media semplice delle ultime 12 osservazioni mensili, come da linee guida dell'EBA, "Guidelines on LCR disclosure to complement the disclosure of liquidity risk management under Article 435 of Regulation EU No. 575/2013", Giugno 2017.

adeguata raccolta cartolare wholesale a medio-lungo termine e dalla nuova raccolta TLTRO con ECB. Il NSFR del Gruppo resta peraltro ampiamente superiore al 100% anche escludendo l'apporto positivo di tale raccolta TLTRO.

A fine dicembre 2020, il valore puntuale delle complessive riserve HQLA disponibili a pronti presso le diverse Tesorerie del Gruppo, includendo il Gruppo UBI, ammonta a complessivi 170 miliardi e risulta composto per oltre 47% da Cassa e Depositi detenuti presso Banche Centrali. Aggiungendo le altre riserve marketable e/o stanziabili presso le Banche Centrali, incluse le autocartolarizzazioni retained, le riserve di liquidità unencumbered di Gruppo risultano pari a complessivi 195 miliardi.

(milioni di euro)
Disponibili a pronti
(netto haircut)
31.12.2020 * 31.12.2019
Riserve di Liquidità HQLA 170.264 95.762
Cassa e Depositi presso Banche Centrali (HQLA) 80.698 22.326
Titoli altamente Liquidi (HQLA) 89.566 73.436
Altre Riserve stanziabili e/o marketable 24.403 22.594
Totale Riserve di Liquidità di Gruppo 194.667 118.356

*I dati includono il contributo del Gruppo UBI

In considerazione dell'elevata consistenza delle riserve di liquidità disponibili (liquide o stanziabili), anche le prove di stress, in uno scenario combinato di crisi di mercato e specifica (con significativa perdita di raccolta clientela) mostrano per il Gruppo Intesa Sanpaolo risultati superiori alla soglia obiettivo, con un avanzo di liquidità in grado di fronteggiare fuoriuscite di cassa straordinarie per un periodo di tempo largamente superiore a 3 mesi.

La strategia di funding in Intesa Sanpaolo è incentrata sul mantenimento di un profilo diversificato per clientela, prodotto, durata e valuta. Le principali fonti di finanziamento di Intesa Sanpaolo comprendono: (i) depositi derivanti dal mercato domestico Retail e Corporate, che rappresentano la parte stabile di raccolta, (ii) funding di breve termine su mercati wholesale, costituiti per gran parte da operatività in repo e raccolta CD/CP, e (iii) raccolta di medio/lungo termine, composta principalmente da proprie emissioni (Covered Bonds/ABS e altri titoli di debito senior sul mercato dell'Euro e US, oltre a subordinati) e dalle operazioni di rifinanziamento con l'Eurosistema (TLTRO). Le Linee Guida di Governo del Rischio di Liquidità del Gruppo prevedono il regolare monitoraggio dell'analisi di concentrazione sia del funding (per controparte/prodotto), che delle Riserve di Liquidità (per emittente/controparte).

Adeguata e tempestiva informativa sull'evolversi delle condizioni di mercato e della posizione della Banca e/o del Gruppo è regolarmente rilasciata agli Organi aziendali e ai Comitati interni, al fine di assicurare la piena conoscenza e governabilità dei fattori di rischio. Tale reportistica comprende la valutazione dell'esposizione al rischio di liquidità determinata anche sulla base di ipotesi di scenari avversi. Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo è regolarmente coinvolto nella definizione della strategia di mantenimento di una posizione di liquidità adeguata a livello dell'intero Gruppo.

La valutazione aziendale dell'adeguatezza della posizione di liquidità di Intesa Sanpaolo trova riscontro nel resoconto ILAAP (Internal Liquidity Adequacy Assessment Process), che comprende anche il Funding Plan del Gruppo. Nell'ambito del processo di approvazione annuale di tale resoconto da parte dagli Organi Superiori di Intesa Sanpaolo, il Liquidity Adequacy Statement (LAS) dei Consiglieri membri del Consiglio di Amministrazione, che espone anche le evidenze principali dell'autovalutazione dell'adeguatezza della posizione di liquidità, tenuto conto delle risultanze e dei valori espressi dai principali indicatori, manifesta il convincimento che la gestione della posizione di liquidità sia adeguata e profondamente radicata nella cultura e nei processi aziendali del Gruppo, osservando inoltre che, anche da un punto di vista prospettico, l'attuale sistema di regole e procedure appare adeguato a governare una pronta ed efficace reazione, nel caso in cui i rischi e le sfide si concretizzino effettivamente in scenari di stress severi ed avversi.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

1. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie

La distribuzione temporale delle attività e passività finanziarie è rappresentata nelle tabelle che seguono secondo le regole stabilite dalla normativa di bilancio (Circolare 262 di Banca d'Italia e relativi chiarimenti emessi dall'Organo di Vigilanza), ricorrendo all'utilizzo di informazioni di natura contabile esposte per durata residua contrattuale. Non sono stati pertanto utilizzati dati di natura gestionale che prevedono, ad esempio, la modellizzazione delle poste a vista del passivo e la rappresentazione delle poste per cassa secondo il loro grado di liquidabilità.

Valuta di denominazione: Euro

(milioni di euro)
Voci/ Scaglioni temporali A vista Da oltre 1
giorno a
7 giorni
Da oltre 7
giorni a
15 giorni
Da oltre
15 giorni
a 1 mese
Da oltre 1
mese fino
a 3 mesi
Da oltre 3
mesi fino
a 6 mesi
Da oltre 6
mesi fino
a 1 anno
Da oltre 1
anno fino
a 5 anni
Oltre 5
anni
Indeterminata
Durata
A. Attività per cassa 68.766 12.637 7.360 11.453 23.998 26.664 38.397 197.438 200.220 71.918
A.1 Titoli di Stato 38 11 153 526 1.495 5.445 2.980 15.103 43.066 -
A.2 Altri titoli di debito 168 311 715 3.063 141 377 696 8.967 18.344 -
A.3 Quote OICR 2.944 - - - - - - - - 10
A.4 Finanziamenti 65.616 12.315 6.492 7.864 22.362 20.842 34.721 173.368 138.810 71.908
- Banche 16.518 3.382 854 200 1.138 664 2.612 936 290 71.659
- Clientela 49.098 8.933 5.638 7.664 21.224 20.178 32.109 172.432 138.520 249
B. Passività per cassa 427.627 3.087 1.496 4.734 10.496 7.730 9.301 137.774 27.639 -
B.1 Depositi e conti correnti 400.833 1.251 825 1.625 3.262 3.842 3.652 7.499 746 -
- Banche 4.364 247 30 45 126 248 150 1.114 342 -
- Clientela 396.469 1.004 795 1.580 3.136 3.594 3.502 6.385 404 -
B.2 Titoli di debito 140 128 493 3.075 6.633 3.084 4.712 42.722 22.715 -
B.3 Altre passività 26.654 1.708 178 34 601 804 937 87.553 4.178 -
C. Operazioni "fuori bilancio"
C.1 Derivati finanziari con scambio di
capitale
- Posizioni lunghe 2.087 13.199 5.439 7.082 25.102 10.669 9.710 17.795 8.970 -
- Posizioni corte 3.774 12.286 4.152 6.053 21.722 7.754 6.922 16.909 12.231 -
C.2 Derivati finanziari senza scambio di
capitale
- Posizioni lunghe 23.036 139 9 63 207 304 662 147 159 -
- Posizioni corte 31.146 44 18 104 206 441 743 147 159 -
C.3 Depositi e finanziamenti da ricevere
- Posizioni lunghe 63.628 - - - - - - - - -
- Posizioni corte - 63.628 - - - - - - - -
C.4 Impegni irrevocabili a erogare fondi
- Posizioni lunghe 14.471 22.214 67 222 230 1.122 1.675 16.208 3.548 -
- Posizioni corte 59.065 9 7 40 26 76 91 221 10 -
C.5 Garanzie finanziarie rilasciate 856 5 2 7 92 81 168 285 112 -
C.6 Garanzie finanziarie ricevute - - - - - - - - - -
C.7 Derivati creditizi con scambio di capitale
- Posizioni lunghe - - - - - 17 53 325 1.042 -
- Posizioni corte - - - - - 17 53 325 1.042 -
C.8 Derivati creditizi senza scambio di
capitale
- Posizioni lunghe 1.193 - - - - - - - - -
- Posizioni corte 1.246 - - - - - - - - -

Valuta di denominazione: Altre valute

(milioni di euro)
Voci/ Scaglioni temporali A vista Da oltre 1
giorno a
7 giorni
Da oltre 7
giorni a
15 giorni
Da oltre
15 giorni
a 1 mese
Da oltre 1
mese fino
a 3 mesi
Da oltre 3
mesi fino
a 6 mesi
Da oltre 6
mesi fino
a 1 anno
Da oltre 1
anno fino
a 5 anni
Oltre 5
anni
Indeterminata
Durata
A. Attività per cassa 5.221 3.467 4.370 2.476 4.942 3.529 6.718 21.437 12.677 1.780
A.1 Titoli di Stato 35 240 130 287 1.290 738 1.578 4.037 5.909 -
A.2 Altri titoli di debito 42 73 16 99 141 315 317 2.676 2.162 4
A.3 Quote OICR 277 - - - - - - - - -
A.4 Finanziamenti 4.867 3.154 4.224 2.090 3.511 2.476 4.823 14.724 4.606 1.776
- Banche 1.867 2.223 2.839 413 698 141 1.868 268 182 1.745
- Clientela 3.000 931 1.385 1.677 2.813 2.335 2.955 14.456 4.424 31
B. Passività per cassa 21.047 3.697 3.437 4.414 6.446 1.377 1.701 10.172 6.022 -
B.1 Depositi e conti correnti 19.434 1.593 809 2.238 1.696 873 972 1.690 210 -
- Banche 987 625 230 976 482 42 50 783 68 -
- Clientela 18.447 968 579 1.262 1.214 831 922 907 142 -
B.2 Titoli di debito 14 436 191 315 1.466 365 630 7.969 4.865 -
B.3 Altre passività 1.599 1.668 2.437 1.861 3.284 139 99 513 947 -
C. Operazioni "fuori bilancio"
C.1 Derivati finanziari con scambio di
capitale
- Posizioni lunghe 856 14.306 5.969 9.180 19.964 9.983 10.636 18.378 11.513 -
- Posizioni corte 739 15.144 7.549 10.243 21.605 12.359 14.019 19.638 8.122 -
C.2 Derivati finanziari senza scambio di
capitale
- Posizioni lunghe 1.744 6 151 37 80 142 328 102 - -
- Posizioni corte 1.902 93 88 28 78 73 193 102 1 -
C.3 Depositi e finanziamenti da ricevere
- Posizioni lunghe 1.212 - - - - - - - - -
- Posizioni corte 4 - 641 1 7 530 - 29 - -
C.4 Impegni irrevocabili a erogare fondi
- Posizioni lunghe 298 35 7 190 631 1.008 1.521 9.706 522 -
- Posizioni corte 12.280 138 1 1 38 56 155 158 168 -
C.5 Garanzie finanziarie rilasciate 535 11 6 20 74 125 221 547 35 -
C.6 Garanzie finanziarie ricevute - 1 - - - - - 10 2 -
C.7 Derivati creditizi con scambio di capitale
- Posizioni lunghe - - - - - - - 37 - -
- Posizioni corte - - - - - - - 37 - -
C.8 Derivati creditizi senza scambio di
capitale
- Posizioni lunghe 414 - - - - - - - - -
- Posizioni corte 432 - - - - - - - - -

2. Operazioni di autocartolarizzazione

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha posto in essere operazioni di cartolarizzazione nelle quali la totalità delle passività emesse dalle società veicolo coinvolte è stata sottoscritta da società del Gruppo stesso.

Di seguito viene fornita una breve illustrazione delle operazioni in essere al 31 dicembre 2020.

Adriano Lease SEC S.r.l.

Si tratta di un'operazione di cartolarizzazione, perfezionata nel mese di dicembre 2017, concretizzatasi con la cessione di un portafoglio di crediti selezionati, da parte di Mediocredito Italiano S.p.A., in base a criteri predefiniti e derivanti da contratti di leasing performing, aventi ad oggetto beni immobili, strumentali ed autoveicoli, alla società Adriano Lease Sec S.r.l., per un ammontare complessivo di circa 4,2 miliardi. L'obiettivo dell'operazione è l'ampliamento della riserva di liquidità della banca utilizzabile per le operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema.

Il veicolo Adriano Lease Sec s.r.l. ha provveduto in origine all'emissione di due tranche di titoli:

  • − una tranche senior (Class A), del valore nominale di 2,9 miliardi, quotata e assistita da rating A1 di Moody's e A di DBRS Morningstar);
  • − una tranche junior (Class B), del valore nominale di 1,4 miliardi, non quotata e priva di rating.

A seguito della fusione per incorporazione, i titoli originariamente acquistati da Mediocredito Italiano S.p.A., sono confluiti in Intesa Sanpaolo; al 31 dicembre 2020 i titoli senior sono pari a 1.062 milioni ed i titoli junior a 1.351 milioni. I titoli senior sono stanziabili sull'Eurosistema.

Apulia Finance N. 4 S.r.l.

Nel mese di maggio 2008, Banca Apulia S.p.A. (oggi incorporata in Intesa Sanpaolo), ha perfezionato un'operazione di cartolarizzazione di mutui ipotecari, residenziali e commerciali, ceduti alla società veicolo Apulia Finance N. 4 S.r.l.

A fronte del portafoglio ceduto sono stati emessi nel mese di luglio 2008 da parte di Apulia Finance 2008 S.r.l., società veicolo acquirente del portafoglio ceduto, titoli Asset Backed per complessivi 378,4 milioni così ripartiti:

  • − tranche senior classe A per 319,8 milioni, collocata sul mercato e con rating all'emissione AAA assegnato da Moody's. Il titolo è stato interamente rimborsato nel mese di dicembre 2020.
  • − tranche junior classe B per 58,6 milioni, retained e priva di rating.

I titoli senior classe A, denominati in euro, prevedevano il pagamento di una cedola semestrale a tasso variabile indicizzata all'Euribor 6 mesi maggiorato di uno spread di 0,70%, erano quotate presso Luxembourg Stock Exchange.

I titoli junior, sempre denominati in euro, sono stati interamente sottoscritti da Banca Apulia S.p.A. (oggi incorporata in Intesa Sanpaolo). Il rimborso del nominale è subordinato al rimborso integrale delle notes di classe superiore.

Al 31 dicembre 2020 il valore dei titoli sottoscritti in essere è pari a 59 milioni rappresentati solo dai titoli junior.

Brera Sec S.r.l.

Nel mese di ottobre 2017 è stata strutturata una operazione di autocartolarizzazione realizzata con la cessione di cinque portafogli di crediti alla società veicolo Brera Sec S.r.l. originati da Capogruppo e da quattro banche del Gruppo successivamente incorporate da Intesa Sanpaolo (Banco di Napoli, Cassa di Risparmio di Forlì e della Romagna e Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, incorporate nella seconda metà del 2018, e Cassa di Risparmio in Bologna incorporata nella prima metà del 2019). Il sottostante è costituito da mutui ipotecari residenziali in capo a famiglie consumatrici e/o produttrici. L'operazione è stata la prima operazione di cartolarizzazione Residential Mortgage Backed Security ("RMBS") multi-Originator del Gruppo.

L'operazione ha previsto l'emissione da parte della SPV di due tranche di titoli:

  • − una tranche senior, quotata presso la Borsa del Lussemburgo, con rating attribuito da due agenzie di rating (Moody's e DBRS Morningstar) come previsto dai criteri della Banca Centrale Europea per la stanziabilità;
  • − una tranche junior non quotata e senza rating. Sia i titoli senior che i titoli junior sono stati sottoscritti pro-quota da ogni singola banca cedente sulla base del prezzo di cessione di ciascun portafoglio, in modo tale che i crediti potessero rimanere nel bilancio di ciascuna banca cedente (no derecognition).

Il titolo senior emesso nell'ambito dell'operazione è stato utilizzato come collaterale a garanzia di operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema.

Intesa Sanpaolo ha assunto una quota di minoranza (5%) nella SPV di nuova costituzione e che è stata acquistata sul mercato, il cui controllo (95%) rimarrà in capo ad un'entità societaria esterna al Gruppo (fondazione di diritto olandese, c.d. Stichting). Intesa Sanpaolo si occupa della gestione contabile del Veicolo, mentre la gestione amministrativa societaria è seguita da Securitisation Services S.p.A.

Il corrispettivo totale di cessione è pari a 7,1 miliardi. Il prezzo di cessione del portafoglio ceduto è stato regolato con l'emissione dei titoli dell'11 dicembre 2017 per complessivi 7,1 miliardi.

I titoli senior, quotati con il rating Aa3 di Moody's e A (High) di DBRS Morningstar sono stanziabili sull'Eurosistema e sono stati sottoscritti da Intesa Sanpaolo.

Al 31 dicembre 2020 il valore dei titoli sottoscritti in essere è, per Intesa Sanpaolo, pari a 4.081 milioni per i titoli senior e 1.067 milioni per i titoli junior.

Brera Sec S.r.l. (SME)

Nel mese di ottobre 2018 è stata strutturata una operazione di autocartolarizzazione realizzata con la cessione di tre portafogli di crediti alla società veicolo Brera Sec S.r.l. originati da Capogruppo e da tre banche del Gruppo successivamente incorporate da Intesa Sanpaolo (Banco di Napoli, incorporata nella seconda metà del 2018, e Cassa di Risparmio in Bologna e Cassa di Risparmio di Firenze incorporate nella prima metà del 2019). Il sottostante è costituito da finanziamenti ipotecari e non in capo a piccole e medie imprese ed imprese corporate (queste ultime solo se con fatturato di gruppo inferiore a 100 milioni).

Si tratta della seconda operazione di cartolarizzazione Asset Backed Security ("ABS") multi-Originator del Gruppo, la prima con asset sottostante crediti SME. L'operazione ha previsto l'emissione da parte della SPV di due tranche di titoli: una tranche senior quotata presso la Borsa del Lussemburgo, con rating attribuito da due agenzie di rating (Moody's e DBRS Morningstar) come previsto dai criteri della Banca Centrale Europea per la stanziabilità ed una tranche junior non quotata e senza rating. Sia i titoli senior che i titoli junior sono stati sottoscritti pro-quota da ogni singola banca cedente sulla base del prezzo di cessione di ciascun portafoglio, in modo tale che i crediti potessero rimanere nel bilancio di ciascuna banca cedente (no derecognition).

Il titolo senior emesso nell'ambito dell'operazione è stato utilizzato come collaterale a garanzia di operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema.

In seguito alla fusione per incorporazione di Cassa di Risparmio in Bologna e Cassa di Risparmio di Firenze in Intesa Sanpaolo, avvenute in data 25 febbraio 2019, i rispettivi crediti ceduti sono confluiti nel portafoglio di Intesa Sanpaolo.

All'origination, il corrispettivo totale di cessione è stato pari a 5,3 miliardi. Il prezzo di cessione è stato regolato con l'emissione dei titoli, il 14 dicembre 2018, per complessivi 5,3 miliardi.

I titoli senior, quotati con il rating A1 di Moody's ed A (High) di DBRS Morningstar, sono stanziabili sull'Eurosistema e risultano sottoscritti da Intesa Sanpaolo.

Al 31 dicembre 2020 il valore dei titoli in essere, sottoscritti da Intesa Sanpaolo, è pari a 1.031 milioni per i titoli senior e 1.530 milioni per i titoli junior.

Brera Sec S.r.l. (SEC 2)

Nel mese di settembre 2019 è stata strutturata una nuova operazione di autocartolarizzazione realizzata con la cessione del portafoglio di crediti alla società veicolo Brera Sec S.r.l. originati da Intesa Sanpaolo. L'operazione costituisce la terza operazione di cartolarizzazione Residential Mortgage Backed Security ("RMBS") del Gruppo.

L'operazione ha previsto l'emissione da parte della SPV, il 27 novembre 2019, di due tranche di titoli: una tranche senior, quotata presso la Borsa di Lussemburgo con rating attribuito da due agenzie di rating (Moody's e DBRS Morningstar) come previsto dai criteri della Banca Centrale Europea per la stanziabilità, ed una tranche junior non quotata e senza rating.

Sia i titoli senior che i titoli junior sono stati sottoscritti da Intesa Sanpaolo in modo che i crediti ceduti possano rimanere nel bilancio di Intesa Sanpaolo (no derecognition).

Il titolo senior emesso nell'ambito dell'operazione è stato utilizzato come collaterale a garanzia di operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema.

Il corrispettivo totale di cessione è pari a 7,5 miliardi. Il prezzo di cessione del portafoglio è stato regolato con l'emissione dei titoli, il 27 novembre 2019, per complessivi 7,5 miliardi.

I titoli senior, quotati con il rating A1 di Moody's e A (High) di DBRS Morningstar, sono stanziabili sull'Eurosistema e sono stati sottoscritti integralmente da Intesa Sanpaolo.

Al 31 dicembre 2020 il valore dei titoli in essere, sottoscritti da Intesa Sanpaolo, è pari a 5.834 milioni per i titoli senior e a 860 milioni per i titoli junior.

Clara Sec S.r.l.

Nel corso dell'anno 2020 è stata strutturata una nuova operazione di autocartolarizzazione revolving avente per oggetto crediti rivenienti da prestiti personali performing nell'ambito del credito al consumo ed erogati a famiglie consumatrici, operazione sottoposta ad un processo periodico di riacquisto dei crediti.

L'operazione si è realizzata con la cessione, in due tranche (aprile e maggio) del portafoglio di crediti originati da Intesa Sanpaolo alla società veicolo Clara Sec S.r.l. e costituisce la quarta operazione di cartolarizzazione Asset Backed Security ("ABS") del Gruppo.

Intesa Sanpaolo ha assunto una quota di minoranza (5%) nella SPV di nuova costituzione e che è stata acquistata sul mercato, il cui controllo (95%) rimarrà in capo ad un'entità esterna al Gruppo (fondazione di diritto olandese, c.d. Stichting).

Intesa Sanpaolo si occupa della gestione contabile del Veicolo, mentre la gestione amministrativa societaria è seguita da Securitisation Services S.p.A.

L'operazione ha previsto l'emissione da parte della SPV, il 23 giugno 2020, di due tranche di titoli: una tranche senior, quotata con rating attribuito da due agenzie di rating (Moody's e DBRS Morningstar) come previsto dai criteri della Banca Centrale Europea per la stanziabilità, ed una tranche junior non quotata e senza rating.

Sia i titoli senior che i titoli junior sono stati sottoscritti da Intesa Sanpaolo in modo che i crediti ceduti possano rimanere nel bilancio di Intesa Sanpaolo (no derecognition).

Il titolo senior emesso nell'ambito dell'operazione è stato utilizzato come collaterale a garanzia di operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema.

Il corrispettivo totale di cessione è pari a 7,6 miliardi. Nell'ambito di tale operazione il 23 giugno 2020 sono stati emessi titoli per 7,2 miliardi. I titoli senior, quotati con il rating A1 di Moody's e A (High) di DBRS, sono stanziabili sull'Eurosistema e sono stati sottoscritti integralmente da Intesa Sanpaolo.

Al 31 dicembre 2020 il valore dei titoli in essere, sottoscritti da Intesa Sanpaolo, rimane invariato ed è pari a 6.350 milioni per i titoli senior e a 824 milioni per i titoli junior.

Giada Sec S.r.l.

Nel mese di novembre 2020 è stata strutturata una nuova operazione di autocartolarizzazione realizzata con la cessione del portafoglio di crediti, erogati ad imprese appartenenti al segmento small business, SME e Corporate originati da Intesa Sanpaolo, alla società veicolo Giada Sec S.r.l.. Si tratta della quinta operazione di cartolarizzazione Asset Backed Security ("ABS") del Gruppo, seconda con asset sottostante crediti SME.

Intesa Sanpaolo ha assunto una quota di minoranza (5%) nella SPV di nuova costituzione e che è stata acquistata sul mercato, il cui controllo (95%) rimarrà in capo ad un'entità societaria esterna al Gruppo (fondazione di diritto olandese, c.d. Stichting).

L'operazione si configura come revolving, ISP avrà facoltà di cedere al Veicolo ulteriori portafogli di crediti di analoghe caratteristiche e qualità che il Veicolo acquisterà attingendo agli incassi generati dal portafoglio tempo per tempo segregato.

Il corrispettivo totale di cessione è pari a 10,1 miliardi. Il prezzo di cessione del portafoglio è stato regolato con l'emissione dei titoli, il 21 dicembre 2020, per complessivi 10,1 miliardi.

L'operazione ha previsto l'emissione da parte della SPV, il 21 dicembre 2020, di due tranche di titoli: una tranche Senior, quotata presso la Borsa di Lussemburgo con rating attribuito da due agenzie di rating (Moody's e DBRS Morningstar) come previsto dai criteri della Banca Centrale Europea per la stanziabilità, ed una tranche junior non quotata e senza rating.

Sia i titoli senior che i titoli junior sono stati sottoscritti da Intesa Sanpaolo in modo che i crediti ceduti possano rimanere nel bilancio di Intesa Sanpaolo (no derecognition).

Il titolo senior emesso nell'ambito dell'operazione è stato utilizzato come collaterale a garanzia di operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema.

I titoli senior, quotati con il rating rating A1 di Moody's e A di DBRS Morningstar, sono stanziabili sull'Eurosistema e sono stati sottoscritti integralmente da Intesa Sanpaolo.

Al 31 dicembre 2020 il valore dei titoli in essere, sottoscritti da Intesa Sanpaolo, rimane invariato ed è pari a 6.610 milioni per i titoli senior e a 3.485 milioni per i titoli junior.

UBI SPV Lease 2016

L'operazione di autocartolarizzazione UBI SPV Lease 2016 deriva dall'aggregazione dell'ex Gruppo UBI Banca nel Gruppo Intesa Sanpaolo avvenuta nel corso del terzo trimestre del 2020. L'operazione di autocartolarizzazione è stata realizzata su portafogli della società UBI Leasing nell'esercizio 2016, con la finalità di generare attivi stanziabili per operazioni di rifinanziamento con la Banca Centrale Europea.

Per l'operazione è stata costituita la società veicolo UBI SPV Lease 2016 Srl, a cui sono stati trasferiti crediti performing e relativi contratti di leasing per 3.065 milioni di euro (in termini di credito in linea capitale); la cessione è stata perfezionata in data 23 giugno 2016, con data di efficacia contabile ed economica il precedente 31 maggio.

L'operazione ha previsto l'emissione da parte della SPV il 28 luglio 2016 di 2 tranche di titoli:

  • − titoli di Classe A (senior tranches): nominale 2.100 milioni, a tasso variabile, scadenza 2050, dotati all'emissione di rating A1 da parte di Moody's e A (low) da parte di DBRS;
  • − titoli di Classe B (junior tranches): nominale 1.001 milioni, scadenza 2050, senza rating e con rendimento pari all'additional return dell'operazione.

La sottoscrizione del titolo junior ha inoltre permesso la costituzione, all'interno dell'operazione, di una Riserva di Cassa di 31,5 milioni di euro, ancora interamente disponibile alla data di riferimento della presente Nota.

L'ammortamento dei titoli non è ancora iniziato e pertanto la situazione degli stessi al 31 dicembre 2020 è rimasta invariata.

Alla data del 31 dicembre 2020 il portafoglio cartolarizzato, che rimane iscritto negli attivi dell'originator, ammonta a 2.616 milioni di euro di debito residuo capitale.

La tabella che segue fornisce una indicazione delle caratteristiche dei titoli emessi dai veicoli e sottoscritti dalle società del Gruppo.

(milioni di euro)
Veicolo Tipo di
titolo
emesso
Tipologia
attivo
cartolarizz.
Rating
esterno
Nozionale
al
31.12.2020
ADRIANO LEASE SEC SRL
di cui emissioni in Euro
2.413
Crediti derivanti A1 Moody's / A di DBRS
Classe A Senior da canoni di leasing Morningstar 1.062
Classe B Junior Crediti derivanti
da canoni di leasing
no rating 1.351
APULIA FINANCE 4 SRL
di cui emissioni in Euro 59
Classe A Senior Mutui ipotecari residenziali no rating -
Classe B Junior Mutui ipotecari residenziali no rating 59
BRERA SEC S.r.l.
di cui emissioni in Euro 5.148
Class A RMBS F/R Notes Senior Mutui ipotecari residenziali Aa3 Moody's / AH di DBRS
Morningstar
4.081
Class B RMBS Fixed Rate and Additional Return Notes Junior Mutui ipotecari residenziali no rating 1.067
BRERA SEC S.r.l. (SME)
di cui emissioni in Euro 2.561
Crediti clientela A1 Moody's / AH di DBRS
Class A RMBS F/R Notes Senior PMI e large corporate
Crediti clientela PMI e large
Morningstar 1.031
Class B RMBS Fixed Rate and Additional Return Notes Junior corporate no rating 1.530
BRERA SEC SRL (SEC 2)
di cui emissioni in Euro 6.694
Class A RMBS F/R Notes Senior Mutui ipotecari residenziali A1 Moody's / AH di DBRS
Morningstar
5.834
Class B RMBS Fixed Rate and Additional Return Notes Junior Mutui ipotecari residenziali no rating 860
CLARA SEC S.r.l.
di cui emissioni in Euro 7.174
Class A RMBS F/R Notes Senior Prestiti personali A1 Moody's / AH di DBRS
Morningstar
6.350
Class B RMBS Fixed Rate and Additional Return Notes Junior Prestiti personali no rating 824
GIADA SEC S.r.l.
di cui emissioni in Euro 10.095
Crediti clientela Small business, A1 Moody's / A di DBRS
Class A RMBS F/R Notes Senior SME e Corporate. Morningstar 6.610
Class B RMBS Fixed Rate and Additional Return Notes Junior Crediti clientela Small business,
SME e Corporate.
no rating 3.485
UBI SPV LEASE 2016 S.r.l.
di cui emissioni in Euro 3.101
Class A Senior Leasing A2 Moody's / A di DBRS
Morningstar
2.100
Class B Junior Leasing no rating 1.001
TOTALE 37.245

Nel corso dell'esercizio 2020 sono state estinte le operazioni di autocartolarizzazione Berica ABS 5 S.r.l, Claris RMBS 2016 S.r.l. e Claris RMBS 2014 S.r.l.

ALTRE INFORMAZIONI SUI RISCHI FINANZIARI

ESPOSIZIONE AL RISCHIO SOVRANO PER PAESE DI RESIDENZA DELLA CONTROPARTE

Nella tabella che segue è riportato, sulla base di dati gestionali, il valore delle principali esposizioni del Gruppo Intesa Sanpaolo al rischio di credito sovrano.

(milioni di euro)
TITOLI DI DEBITO IMPIEGHI
GRUPPO BANCARIO IMPRESE DI
ASSICURAZIONE
TOTALE
Attività
finanziarie
valutate al
costo
ammortizzato
Attività
finanziarie
valutate al fair value
con impatto sulla
redditività
complessiva
Attività
finanziarie
valutate al fair value
con impatto a conto
economico
Paesi UE 28.506 30.557 3.034 60.526 122.623 12.099
Austria - 41 -76 2 -33 -
Belgio 793 531 -23 4 1.305 -
Bulgaria - - 10 64 74 -
Croazia 11 1.205 171 164 1.551 1.227
Cipro - - - - - -
Repubblica Ceca - - - - - -
Danimarca - - - - - -
Estonia - - - - - -
Finlandia - 13 2 3 18 -
Francia 2.564 3.555 388 2.081 8.588 4
Germania 515 1.053 1.551 298 3.417 -
Grecia - 12 47 - 59 -
Ungheria 23 829 11 37 900 249
Irlanda 145 516 -3 57 715 -
Italia 20.210 13.206 1.791 54.963 90.170 10.237
Lettonia - - - - - 32
Lituania 6 - - - 6 -
Lussemburgo - - 3 - 3 -
Malta - - - - - -
Paesi Bassi 52 323 77 77 529 -
Polonia 50 61 - 18 129 -
Portogallo 84 356 -22 39 457 -
Romania 66 314 17 288 685 6
Slovacchia - 672 - - 672 86
Slovenia 1 186 2 - 189 196
Spagna 3.986 7.657 -936 2.431 13.138 62
Svezia - 27 24 - 51 -
Paesi non UE
Albania
267 270 1 - 538 1
Egitto - 1.723 2 63 1.788 240
Giappone - 2.020 410 - 2.430 -
Russia - 94 - - 94 -
Serbia 2 718 8 - 728 93
Regno Unito - - - 101 101 -
U.S.A. 1.258 3.566 613 72 5.509 -
Dati gestionali

Come evidenziato nella tabella, a fine 2020 l'esposizione in titoli verso lo Stato italiano ammonta a circa 90 miliardi (86 miliardi a fine 2019, che non includevano UBI Banca), a cui si aggiungono circa 10 miliardi rappresentati da impieghi (11 miliardi a fine 2019).

INFORMATIVA SUI PRODOTTI STRUTTURATI DI CREDITO

L'esposizione al rischio in prodotti strutturati di credito, si attesta al 31 dicembre 2020 a 2.729 milioni, con un decremento netto di 1.065 milioni, rispetto allo stock di 3.794 milioni del 31 dicembre 2019. L'esposizione include investimenti in ABS (Asset Backed Securities) per 1.449 milioni, in CLO (Collateralized Loan Obligations) per 1.207 milioni ed in maniera residuale in CDO (Collateralized Debt Obligations) per 73 milioni, per i quali sostanzialmente si annovera operatività marginale nell'anno.

(milioni di euro)
Categorie contabili Esposizione al 31.12.2020 31.12.2019 variazioni
Collateralized
Loan
Obligations
Asset
Backed
Securities
Collateralized
Debt
Obligations
Totale assolute %
Attività finanziarie detenute per la negoziazione 380 469 - 849 1.514 -665 -43,9
Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al
fair value
- 4 - 4 20 -16 -80,0
Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
444 675 - 1.119 1.485 -366 -24,6
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 383 301 73 757 775 -18 -2,3
Totale 1.207 1.449 73 2.729 3.794 -1.065 -28,1

La presente informativa include quali prodotti strutturati di credito, titoli di debito detenuti dal Gruppo il cui tranching all'emissione presenti diversi gradi di subordinazione e che non siano stati emessi nell'ambito di operazioni originate da entità del gruppo Intesa Sanpaolo e da Public Entity, oltre che di operazioni con cui il Gruppo finanzia la propria clientela corporate e financial institution (operatività posta in essere dal Gruppo per il tramite della controllata Duomo Funding Plc).

La strategia dell'operatività in prodotti strutturati di credito ha previsto, da un lato, investimenti che potessero conseguire l'obiettivo di sfruttare le opportunità di mercato e, dall'altro, continue dismissioni del portafoglio anche riferibili alle posizioni che a suo tempo erano state impattate dalla crisi finanziaria.

L'esposizione in ABS e CLO valutati al fair value passa da 3.019 milioni di dicembre 2019 a 1.972 milioni di dicembre 2020, con un decremento netto di 1.047 milioni da ascrivere prevalentemente all'operatività su posizioni della Divisione IMI Corp & Inv Banking, a valere sul portafoglio delle attività detenute per la negoziazione ed in misura minore sul portafoglio delle attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

L'esposizione in titoli di debito classificati tra le attività valutate al costo ammortizzato di 775 milioni a dicembre 2019, si confronta con una esposizione di 757 milioni a dicembre 2020.

Da un punto di vista economico, il risultato complessivo del 2020 è di -5 milioni, in flessione rispetto ai +27 milioni registrati lo scorso anno.

Il risultato sulle attività di negoziazione, voce 80 del conto economico, pari a -6 milioni (nel 2019 era stato +15 milioni), è da riferire interamente alle esposizioni in ABS e determinato sostanzialmente da effetti valutativi.

Tale andamento, ancorché rifletta un peggioramento se confrontato con lo scorso anno, denota una ripresa rispetto all'impatto negativo afferente alla componente unrealized, avuto nei precedenti trimestri dell'anno (-18 milioni al 30 settembre, -34 milioni al 30 giugno e -39 milioni al 31 marzo) ed imputabile alla dislocazione dei mercati intervenuta nel periodo per l'emergenza sanitaria COVID-19.

Il risultato delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value di -1 milione si confronta con un risultato di +10 milioni rilevato al 31 dicembre 2019 (quest'ultimo determinato da +16 milioni di utili da realizzo e da -6 milioni da componenti valutative).

Le esposizioni in titoli di debito classificati tra le attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, registrano nel 2020 una variazione negativa di fair value di -6 milioni a riserva di patrimonio netto (da +2 milioni di riserva positiva a dicembre 2019, a riserva di -4 milioni di dicembre 2020); a tale effetto si aggiunge un impatto economico di +4 milioni per le cessioni intervenute nell'anno (risultato di +1 milione nel 2019).

Sui titoli di debito classificati tra le attività valutate al costo ammortizzato, al 31 dicembre 2020 le rettifiche di valore sono risultate pari a -2 milioni e si confrontano con un impatto di +1 milione del 2019.

Quanto ai comparti monoline e packages non monoline, al 31 dicembre 2020 non risultano posizioni, così come a fine 2019. Si segnala che con riferimento al perimetro ex Gruppo UBI, non sono in essere prodotti strutturati di credito.

(milioni di euro)
Risultati di conto economico 31.12.2020 variazioni
per categoria contabile Collateralized
Loan
Obligations
Asset
Backed
Securities
Collateralized
Debt
Obligations
Totale 31.12.2019 assolute %
Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
- -6 - -6 15 -21
Attività finanziarie obbligatoriamente valutate
al fair value
- -1 - -1 10 -11
Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
- 4 - 4 1 3
Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
- -2 - -2 1 -3
Totale - -5 - -5 27 -32

INFORMATIVA SULLE LEVERAGED TRANSACTIONS

La BCE ha pubblicato, nel 2017, specifiche Linee Guida sulle Leveraged Transactions ("Guidance on Leveraged Transactions"), che si applicano a tutti gli enti significativi sottoposti alla vigilanza diretta della BCE stessa. Obiettivo dichiarato della regolamentazione è il rafforzamento dei presidi aziendali sulle operazioni qualificate "a leva", in presenza di un loro incremento a livello globale e in un contesto di mercato fortemente competitivo, caratterizzato da un periodo prolungato di tassi bassi e dalla conseguente ricerca di rendimenti.

Il perimetro oggetto delle Linee Guida della BCE include, oltre alle esposizioni nei confronti di soggetti la cui maggioranza del capitale è detenuta da uno o più sponsor finanziari, anche le esposizioni nelle quali il livello di leva finanziaria del prenditore misurato come rapporto tra Indebitamento finanziario complessivo e MOL, risulti superiore a 4. Sono peraltro esplicitamente escluse dal perimetro delle Leveraged Transactions le controparti con rating in area Investment Grade, persone fisiche, istituti di credito, istituti finanziari e società del settore finanziario in genere, enti pubblici, enti "no profit", nonché le controparti con affidamenti al di sotto di una certa soglia di materialità (5 milioni di euro), le controparti SME Retail e quelle SME Corporate (quest'ultime se non possedute da sponsor finanziario). Sono inoltre escluse le operazioni di specialised lending (project finance, real estate e object financing) e alcune altre tipologie di affidamenti, quali le operazioni di trade finance.

Al 31 dicembre 2020 per il Gruppo Intesa Sanpaolo, compreso Gruppo UBI, le operazioni che rispondono alla definizione di "Leveraged Transactions" delle Linee Guida BCE, ammontano a quasi 33 miliardi (31 miliardi al netto delle posizioni UBI classificate come leveraged transactions cedute a BPER), di cui 22 miliardi relativi al Gruppo ISP e riferiti a 1.674 linee di credito; al 31 dicembre 2019 l'ammontare per il Gruppo ISP era di 21 miliardi, riferiti a 1.912 linee di credito.

Si segnala che, coerentemente con quanto richiesto dalle Linee Guida BCE, nell'ambito del Credit Risk Appetite è stato sottoposto all'approvazione del Consiglio di Amministrazione uno specifico limite per lo stock in essere di Leveraged Transactions e dei limiti sui flussi di nuove operazioni, in linea con l'appetito di rischio della Banca su questa tipologia di operatività.

INFORMATIVA SUGLI INVESTIMENTI IN HEDGE FUND

La consistenza del portafoglio Hedge Fund al 31 dicembre 2020, risulta pari a 39 milioni nell'ambito del trading book e 277 milioni nella sfera banking book, a fronte rispettivamente di 115 milioni e di 194 milioni a dicembre 2019.

Gli investimenti nel portafoglio banking book, sono contabilizzati nella categoria delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, afferenti a fondi che adottano strategie di investimenti a medio/lungo termine e tempi di riscatto superiori a quelli previsti per i fondi UCITS (Undertakings for Collective Investment in Transferable Securities).

Nel corso del 2020 si è registrato un incremento degli stocks pari a 7 milioni rispetto al 31 dicembre 2019, determinato da strategie diverse, in base al portafoglio di allocazione degli strumenti.

Nello specifico, l'aumento è dovuto a nuovi investimenti per 83 milioni nel portafoglio di banking book, in considerazione di una ritrovata stabilità dei mercati finanziari internazionali, dovuta sia ad una ripresa economica, sia alle robuste misure di sostegno attivate dalle diverse autorità monetarie e fiscali per il COVID-19.

Tale impatto risulta compensato parzialmente dalle dismissioni in ambito trading per 76 milioni, intervenute principalmente nel primo trimestre dell'anno, quale azione finalizzata alla riduzione del rischio intrinseco del portafoglio, in una situazione di estrema volatilità e dislocazione dei mercati di riferimento per effetto dell'emergenza sanitaria, utilizzando la maggior dinamicità consentita per i portafogli di trading book.

Quanto agli effetti economici, il risultato netto delle attività di negoziazione, voce 80 del conto economico (portafoglio di trading book), al 31 dicembre 2020 è negativo per 21 milioni e si confronta con un risultato pari a +2 milioni di dicembre 2019; il saldo di periodo include perdite da valutazione per 5 milioni e perdite da cessione per 16 milioni; queste ultime sostanzialmente, conseguenti alla decisione di de-risking adottata dal Comitato Investimenti in data 12 marzo 2020, che ha determinato la riduzione del portafoglio di trading.

Il risultato netto delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, voce 110 di conto economico (portafoglio di banking book), è positivo per 18 milioni (a dicembre 2019 il risultato era stato +5 milioni), da imputare a componenti valutative, le quali confermano il trend in recupero rispetto alle valutazioni registrate nei precedenti trimestri del 2020. Con riferimento al perimetro ex Gruppo UBI, non si segnalano investimenti in Hedge Fund.

INFORMATIVA CIRCA L'OPERATIVITA' IN DERIVATI DI NEGOZIAZIONE STIPULATI CON LA CLIENTELA

Considerando i soli rapporti con clientela, alla data del 31 dicembre 2020, il Gruppo Intesa Sanpaolo presentava, in relazione all'operatività di intermediazione in derivati con le controparti clientela retail, imprese non finanziarie ed enti ed amministrazioni pubbliche (escluse quindi, oltre alle istituzioni creditizie, anche le imprese finanziarie e quelle assicurative) un fair value positivo, al lordo degli accordi di netting, pari a 8.934 milioni che al netto del contributo del gruppo UBI per 234 milioni si attestava a 8.700 milioni (7.694 milioni al 31 dicembre 2019). Il valore nozionale di tali derivati era pari a 75.296 milioni che al netto del contributo del gruppo UBI (6.783 milioni) ammontava a 68.513 milioni (62.528 milioni al 31 dicembre 2019).

In particolare il nozionale dei contratti plain vanilla risultava pari a 69.636 milioni che al netto del contributo del gruppo UBI (6.783 milioni) si attestava a 62.853 milioni (58.403 milioni al 31 dicembre 2019), mentre gli strutturati erano pari a 5.660 milioni (4.125 milioni al 31 dicembre 2019).

Si segnala che il fair value positivo dei contratti in essere con i 10 clienti più esposti era di 5.802 milioni (5.269 milioni al 31 dicembre 2019), di cui 543 milioni (476 milioni al 31 dicembre 2019) da riferire a contratti strutturati.

Per contro, il fair value negativo riferito al totale dei contratti in essere, determinato con gli stessi criteri, per le medesime tipologie di contratti, nei confronti delle stesse controparti, risultava - sempre alla data del 31 dicembre 2020 - pari a 1.460 milioni che al netto del contributo del gruppo UBI (2 milioni), ammontava a 1.458 milioni (1.410 milioni al 31 dicembre 2019). Il valore nozionale di tali derivati era pari a 19.222 milioni, che al netto del contributo del gruppo UBI (712 milioni), si attestava a 18.510 milioni (20.334 milioni al 31 dicembre 2019).

In particolare il nozionale dei contratti plain vanilla risultava pari a 23.649 milioni (17.392 milioni al 31 dicembre 2019), mentre quello degli strutturati era pari a 1.413 milioni (2.942 milioni al 31 dicembre 2019).

Il fair value degli strumenti finanziari derivati stipulati con la clientela è stato determinato tenendo conto, come per tutti gli altri derivati OTC, della qualità creditizia delle singole controparti (cosiddetto bilateral Credit Value Adjustment). Sui contratti in rimanenza al 31 dicembre 2020, ciò ha comportato la rilevazione a conto economico, nell'ambito del "Risultato netto dell'attività di negoziazione", di un impatto negativo di 50 milioni.

Per quanto concerne le metodologie utilizzate nella determinazione del fair value degli strumenti finanziari, si rinvia ai paragrafi specificatamente dedicati a tale argomento nell'ambito delle Note illustrative delle politiche contabili. Si precisa che sono stati considerati "strutturati" i contratti costituiti dalla combinazione di più strumenti derivati elementari e che i valori sopra riportati non includono i fair value dei derivati embedded in obbligazioni strutturate emesse nonché le relative coperture poste in essere dal gruppo.

1.5. RISCHI OPERATIVI

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo

Il rischio operativo è definito come il rischio di subire perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni49 .

Il Gruppo Intesa Sanpaolo adotta una strategia di assunzione e gestione dei rischi operativi orientata a criteri di prudente gestione e finalizzata a garantire solidità e continuità aziendale nel lungo periodo. Inoltre, il Gruppo pone particolare attenzione al conseguimento di un equilibrio ottimale tra obiettivi di crescita e di redditività e rischi conseguenti.

In coerenza con tali finalità, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha da tempo definito un framework per la gestione dei rischi operativi, stabilendo normativa e processi organizzativi per la misurazione, la gestione e il controllo degli stessi.

Ai fini di Vigilanza il Gruppo adotta, per la determinazione del requisito patrimoniale, il Metodo Avanzato (nel seguito anche AMA o modello interno) in partial use con i metodi standardizzato (TSA) e base (BIA). Il Metodo Avanzato è adottato da Intesa Sanpaolo SpA e dalle principali banche e società delle Divisioni Private Banking e Asset Management, da VUB Banka, VUB Leasing e PBZ Banka.

In seguito all'operazione di acquisizione di UBI da parte di Intesa Sanpaolo, anche le società dell'ex Gruppo UBI partecipano alla definizione del requisito patrimoniale del Gruppo Intesa Sanpaolo50 .

Modello di Governo

Un framework di gestione dei rischi operativi efficace ed efficiente presuppone che lo stesso sia strettamente integrato nei processi decisionali e nella gestione dell'operatività aziendale. Per tale ragione, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha scelto di coinvolgere con responsabilità diretta nel processo di gestione dei rischi operativi (cd. Operational Risk Management) le Unità Organizzative (business unit, strutture centrali/di supporto) della Capogruppo, delle Banche e delle Società del Gruppo. Il modello di governo del rischio operativo è sviluppato in ottica di:

  • ottimizzazione e valorizzazione dei presidi organizzativi, delle interrelazioni e dei flussi informativi intercorrenti fra le Unità Organizzative esistenti e integrazione dell'approccio di gestione del rischio operativo con gli altri modelli aziendali sviluppati a fronte di specifici rischi (es. Continuità Operativa, Sicurezza Informatica, etc.);
  • trasparenza e diffusione dei modelli, delle metodologie e dei criteri di analisi, valutazione e misurazione utilizzati, al fine di facilitare il processo di diffusione culturale e la comprensione delle logiche sottostanti le scelte adottate.

49 Per la componente di perdite economiche, nel rischio operativo sono compresi anche i rischi: legale, di condotta, di non conformità, di financial crime, IT e cyber, di sicurezza fisica, di continuità operativa, di informativa finanziaria, terze parti e di modello. Sono esclusi rischi strategici e di reputazione. 50 In particolare, l'ex Gruppo UBI adotta, ai fini della determinazione del capitale regolamentare a fronte dei rischi operativi, il Metodo Avanzato in partial use con i metodi standardizzato (TSA) e base (BIA). L'ex Gruppo UBI Banca è stato autorizzato ad utilizzare il proprio modello AMA a partire dal calcolo regolamentare di giugno 2012 per le seguenti società: UBI Banca, UBI Sistemi e Servizi e IW Bank Private Investments.

Rischio ICT

In linea con il quadro metodologico definito per il governo dei rischi operativi, il modello di governo del rischio ICT è sviluppato in ottica di integrazione e coordinamento delle competenze specifiche delle strutture coinvolte.

Per Rischio ICT (Information and Communication Technology) si intende il rischio di incorrere in perdite economiche, di reputazione e di quote di mercato, in relazione all'utilizzo di tecnologia dell'informazione e della comunicazione. Nella rappresentazione integrata dei rischi aziendali a fini prudenziali tale tipologia di rischio è considerata, secondo gli specifici aspetti, tra i rischi operativi, reputazionali e strategici.

Il rischio ICT comprende:

  • − il rischio cyber: il rischio di incorrere in perdite economiche, di reputazione e di quote di mercato dovuto a:
    • o qualunque accesso o tentativo di accesso non autorizzato al sistema informativo del Gruppo o ai dati e alle informazioni digitali ivi contenuti;
    • o qualunque evento (doloso o involontario) favorito o causato dall'uso della tecnologia o ad essa connesso che ha o potrebbe avere un impatto negativo sull'integrità, la disponibilità, la riservatezza e/o l'autenticità dei dati e delle informazioni aziendali, ovvero sulla continuità dei processi aziendali;
    • o uso e/o diffusione impropri di dati e informazioni digitali, anche non direttamente prodotti e gestiti dal Gruppo ISP.
    • Il rischio cyber include il rischio di sicurezza informatica.
  • − il rischio IT: il rischio di incorrere in perdite economiche, di reputazione e di quote di mercato in relazione all'utilizzo del sistema informativo aziendale e connesso a malfunzionamento di hardware, software e reti.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo considera il sistema informativo uno strumento di primaria importanza per il conseguimento dei propri obiettivi strategici, di business e di responsabilità sociale, anche in considerazione della criticità dei processi aziendali che da esso dipendono. Conseguentemente si impegna a creare un ambiente resiliente e ad investire in attività e infrastrutture volte a minimizzare l'impatto potenziale di eventi ICT e a proteggere il proprio business, la propria immagine, i propri clienti e i propri dipendenti.

Il Gruppo si è dotato, quindi, di un sistema di principi e regole finalizzati a identificare e misurare il rischio ICT a cui sono esposti gli asset aziendali, valutare i presidi esistenti e individuare le adeguate modalità di trattamento di tali rischi, coerente con il processo di gestione dei rischi operativi.

Processo di Gestione dei Rischi Operativi Di Gruppo

Il processo di gestione dei rischi operativi del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola nelle seguenti fasi:

Identificazione

La fase di identificazione comprende le attività di raccolta e classificazione delle informazioni quali-quantitative che consentano di individuare e descrivere le potenziali aree di rischio operativo del Gruppo. In particolare prevede:

  • la raccolta e l'aggiornamento dei dati sugli eventi operativi (Loss Data Collection), decentrata sulle Unità Organizzative;
  • l'individuazione dei processi aziendali e delle componenti del sistema informativo a maggior rischio potenziale;
  • la determinazione della applicabilità e della rilevanza dei fattori di rischio operativo definiti;
  • l'identificazione dei progetti che implicheranno modifiche rilevanti al sistema informativo o modifiche a componenti rilevanti del sistema informativo;
  • l'individuazione degli scenari di rischio rilevanti, anche in funzione del contesto esterno (es. dati esterni di perdita, evoluzione regolamentare, trend emergenti, strategic e threat intelligence);
  • l'individuazione e l'analisi di criticità che interessano le aree di operatività del Gruppo.

Misurazione e valutazione

La fase di misurazione e valutazione comprende le attività di determinazione quali-quantitativa dell'esposizione ai rischi operativi del Gruppo.

Essa prevede:

  • lo svolgimento almeno annuale del processo di valutazione dell'esposizione al rischio operativo e ICT (Autodiagnosi: insieme dei processi di Operational e ICT Risk Assessment);
  • l'esecuzione di analisi preventive dei rischi operativi e ICT derivanti da accordi con terze parti (es. esternalizzazione di attività), operazioni di business o iniziative progettuali, introduzione o revisione di nuovi prodotti e servizi, avvio di nuove attività e ingresso in nuovi mercati;
  • la definizione della rilevanza delle criticità individuate;
  • la trasformazione delle valutazioni raccolte (es. dati interni ed esterni di perdita operativa, livelli di presidio dei fattori di rischio, probabilità e impatto in caso di realizzazione degli scenari di rischio) in misure sintetiche di rischio;
  • la determinazione del capitale economico e regolamentare mediante il modello interno e i metodi semplificati definiti dalla normativa vigente.

Monitoraggio e controllo

La fase di monitoraggio ha l'obiettivo di analizzare e controllare nel continuo l'evoluzione dell'esposizione ai rischi operativi, basandosi sull'organizzazione strutturata dei risultati ottenuti dalle attività di identificazione e di valutazione e misurazione e sull'osservazione di indicatori che rappresentino una buona proxy dell'esposizione ai rischi operativi (es. limiti, early warning e indicatori definiti in ambito RAF).

Mitigazione

La fase di mitigazione comprende le attività finalizzate al contenimento dell'esposizione ai rischi operativi, definite sulla base di quanto emerso in sede di identificazione, misurazione, valutazione e monitoraggio. Essa prevede:

  • − l'individuazione, definizione e attuazione delle azioni correttive (cd. azioni di mitigazione) necessarie a colmare le carenze di presidio rilevate o a ricondurre la rilevanza delle criticità individuate entro la tolleranza definita;
  • − la promozione di iniziative finalizzate alla diffusione della cultura del rischio operativo all'interno del Gruppo;
  • − la definizione delle strategie di trasferimento dei rischi operativi, in termini di ottimizzazione delle coperture assicurative e delle altre eventuali forme di trasferimento del rischio tempo per tempo adottate dal Gruppo.

A tale riguardo, oltre ad usufruire di un programma assicurativo tradizionale (a tutela da illeciti come l'infedeltà dei dipendenti, furto e danneggiamenti, trasporto valori, frode informatica, falsificazione, cyber, incendio e terremoto nonché da responsabilità civile verso terzi), il Gruppo ha stipulato, nel rispetto dei requisiti stabiliti dalla normativa e per fruire dei benefici patrimoniali dalla stessa previsti, una polizza assicurativa denominata Operational Risk Insurance Programme che offre una copertura ad hoc, elevando sensibilmente i massimali coperti, con trasferimento al mercato assicurativo del rischio derivante da perdite operative rilevanti.

Inoltre, per quanto riguarda i rischi legati a immobili e infrastrutture e al fine di contenere gli impatti di fenomeni quali eventi ambientali catastrofici, situazioni di crisi internazionali, manifestazioni di protesta sociale, il Gruppo può attivare le proprie soluzioni di continuità operativa.

Comunicazione

La fase di comunicazione comprende la predisposizione di idonei flussi informativi connessi alla gestione dei rischi operativi, volti fornire informazioni utili, ad esempio, per:

  • − l'analisi e la comprensione delle eventuali dinamiche sottostanti l'evoluzione del livello di esposizione ai rischi operativi;
  • − l'analisi e la comprensione delle principali criticità rilevate;
  • − la definizione delle azioni di mitigazione e delle priorità di intervento.

Autodiagnosi

L'autodiagnosi è il processo annuale attraverso il quale le Unità Organizzative identificano il proprio livello di esposizione al rischio operativo e ICT. Essa comprende l'Operational Risk Assessment e l'ICT Risk Assessment, a loro volta costituiti da:

  • Valutazione del Contesto Operativo (VCO): attività tramite la quale vengono identificati i Fattori di Rischio rilevanti e viene valutato il relativo livello di presidio51 .
  • Analisi di Scenario (AS): metodologia di analisi prospettica che trova declinazione in un processo sistematico, tipicamente ripetuto a cadenza predefinita ma che può essere condotto anche ad hoc, e che consiste nell'ipotizzare il verificarsi di situazioni particolari (o scenari) e nel prevederne le conseguenze. Una volta identificati e opportunamente caratterizzati, gli scenari debbono essere valutati: bisogna cioè determinare probabilità di accadimento (frequenza) e impatto potenziale (impatto medio e caso peggiore), in caso di accadimento, della situazione descritta dallo scenario medesimo.

Modello interno per la misurazione del rischio operativo

Il modello interno di calcolo dell'assorbimento patrimoniale del Gruppo Intesa Sanpaolo è concepito in modo da combinare tutte le principali fonti informative sia di tipo quantitativo (perdite operative: eventi interni ed esterni, stime derivanti dall'Analisi di Scenario) che qualitativo (Valutazione del Contesto Operativo).

Il capitale a rischio è quindi individuato come la misura minima, a livello di Gruppo, necessaria per fronteggiare la massima perdita potenziale; è stimato utilizzando un modello di Loss Distribution Approach (modello statistico di derivazione attuariale per il calcolo del Value at Risk delle perdite operative), applicato sia ai dati quantitativi sia ai risultati dell'analisi di scenario su un orizzonte temporale di un anno, con un intervallo di confidenza del 99,90%. La metodologia prevede inoltre l'applicazione di un fattore di correzione, derivante dalle analisi qualitative sulla rischiosità del contesto operativo (VCO), per tenere conto

51 La valutazione di applicabilità e rilevanza dei Fattori di Rischio viene effettuata, per quanto concerne il rischio ICT da parte delle funzioni tecniche, delle funzioni di cybersecurity e delle funzioni di continuità operativa, per quanto concerne il rischio operativo dalle funzioni di Operational Risk Management Decentrato.

dell'efficacia dei controlli interni nelle varie Unità Organizzative.

La componente di mitigazione assicurativa del modello interno è stata autorizzata da Banca d'Italia nel mese di giugno 2013 e ha esplicato i suoi benefici gestionali e sul requisito patrimoniale con pari decorrenza.

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Il Gruppo, sin dall'inizio dell'emergenza, ha deciso di adottare iniziative preventive al fine di garantire la continuità dell'operatività aziendale e, allo stesso tempo, preservare il massimo livello di sicurezza di clienti e dipendenti. Ciò anche alla luce della rapida evoluzione osservata nel panorama delle minacce cyber, che cercano di sfruttare a fini fraudolenti le paure e il senso di urgenza delle persone e le opportunità offerte dalle soluzioni di remote banking attivate dalle istituzioni finanziarie, in particolare, è stato attivato il piano di continuità operativa e sono state immediatamente definite ulteriori azioni per far fronte efficacemente all'ampia diffusione della pandemia (es. estensione dello smart-working alla quasi totalità del personale delle funzioni centrali, al personale di filiale online e ad una parte del personale delle filiali "fisiche", potenziamento dell'infrastruttura IT per la connettività da remoto), è stato accelerato il processo di digital transformation, anticipando importanti investimenti volti ad evolvere le modalità di interazione con la clientela (es. arricchimento dei servizi offerti tramite Internet e Mobile Banking), sono state progressivamente potenziate le infrastrutture di sicurezza per l'accesso alla rete aziendale e le misure a protezione di dati e informazioni con l'obiettivo di incrementare la capacità di far fronte al forte aumento delle minacce e degli attacchi cyber (es. Distributed Denial of Service, malware) e sono state attivate numerose iniziative formative e campagne di comunicazione volte a sensibilizzare clienti e dipendenti rispetto alle crescenti campagne di social engineering/phishing. È stata inoltre verificata la sostenibilità nel lungo termine delle soluzioni adottate dai fornitori maggiormente critici.

Per quanto attiene alle misure di protezione della salute di colleghi e clienti, si è provveduto all'acquisto e alla distribuzione di dispositivi di protezione come mascherine e guanti, alla fornitura di gel igienizzante, alla periodica sanificazione dei locali aziendali. Tra le diverse azione di mitigazione sopra descritte, solo quest'ultima componente è stata considerata ai fini del calcolo del requisito patrimoniale a fronte dei rischi operativi.

Inoltre, l'accesso in filale, fin dai primi momenti dell'emergenza, è stato organizzato in modo da rispettare regole precise per la distanza interpersonale e per numero di colleghi e clienti presenti nei locali, al fine di tutelare la salute sia dei dipendenti sia della clientela. L'approccio è stato adattato nel tempo in funzione dei diversi provvedimenti governativi e dell'andamento del contagio.

Sempre con il fine di garantire la protezione del personale è stato sviluppato un Modello di rischio del Contagio che supporta il processo decisionale di adozione delle misure da attuare, come ad esempio il piano di rientro del personale di direzione con attività svolgibili da remoto nelle sedi aziendali, nel rispetto della normativa sulla distanza di sicurezza. E' stato sviluppato un questionario di screening medico da compilare a cura dei dipendenti propedeutico all'autorizzazione al rientro in sede e uno strumento che consente la pianificazione della presenza del personale in sede; tale strumento garantisce il monitoraggio centralizzato delle presenze totali nelle sedi centrali.

A fine 2020 ha avuto luogo una campagna vaccinale, su base volontaria, per la somministrazione ai dipendenti del vaccino antinfluenzale e del vaccino anti-pneumococco.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Per la determinazione del requisito patrimoniale, il Gruppo adotta una combinazione dei Metodi (AMA, TSA e BIA) previsti dalla normativa.

L'assorbimento patrimoniale così ottenuto è di 2.205 milioni al 31 dicembre 2020, in crescita rispetto ai 1.697 milioni del 31 dicembre 2019. L'aumento del requisito è principalmente dovuto all'aggiunta del requisito rischi operativi del Gruppo UBI (417 milioni al 31 dicembre 2020).

Di seguito si illustra la ripartizione del requisito patrimoniale relativo al Metodo Avanzato (AMA Intesa Sanpaolo e UBI) ripartito per tipologia di evento operativo.

Ripartizione del Requisito Patrimoniale (Metodo Avanzato – AMA) per tipologia di evento operativo

Con riferimento alle fonti di manifestazione del rischio operativo, viene di seguito fornita una rappresentazione grafica relativa all'impatto delle perdite contabilizzate nel corso dell'esercizio in base alla tipologia di evento. Nel corso del 2020 la tipologia di evento più significativa è stata Clienti, Prodotti e Prassi Operative che include le perdite connesse a inadempienze relative a obblighi professionali verso clienti, fornitori o outsourcer e a prestazioni di servizi e fornitura di prodotti alla clientela eseguite in modo improprio o negligente.

Ripartizione delle perdite operative contabilizzate nel 2020, suddivise per tipologia di evento

RISCHI LEGALI

Al 31 dicembre 2020 risultavano pendenti a livello di Gruppo – con esclusione di Risanamento S.p.A. non soggetta a direzione e coordinamento da parte di Intesa Sanpaolo - circa 26.300 vertenze, (di cui Gruppo UBI 3.300) diverse da quelle di tipo fiscale, con un petitum52 complessivo di circa 4.100 milioni (di cui Gruppo UBI 1.224 milioni). Tale importo comprende l'insieme delle vertenze in essere per le quali il rischio di esborso di risorse economiche derivante dalla potenziale soccombenza è stato valutato possibile o probabile e, quindi, non include le vertenze per le quali il rischio è stato valutato remoto.

I rischi connessi alle suddette vertenze sono stati oggetto di specifica ed attenta analisi da parte della Capogruppo e delle società del Gruppo. In presenza di vertenze per le quali si stima sussista una probabilità di esborso superiore al 50% e qualora sia possibile effettuare una stima attendibile del relativo ammontare (c.d. vertenze con rischio probabile), si è provveduto a disporre specifici e congrui accantonamenti al Fondo per Rischi e Oneri. Ferma restando l'alea di incertezza che caratterizza ogni contenzioso, la stima delle obbligazioni che potrebbero emergere dalle controversie – e pertanto l'entità degli accantonamenti eventualmente costituiti – deriva dalle valutazioni previsionali circa l'esito del giudizio. Tali valutazioni previsionali vengono in ogni caso effettuate sulla base di tutte le informazioni disponibili al momento della stima.

Le vertenze con rischio probabile sono circa 18.300 (di cui Gruppo UBI 2.100) con un petitum di 2.250 milioni (di cui Gruppo UBI 348 milioni) e accantonamenti per 765 milioni (di cui Gruppo UBI 144 milioni). La componente riferita alla Capogruppo Intesa Sanpaolo risulta pari a circa 4.950 controversie con un petitum di 1.500 milioni e accantonamenti per 469 milioni, quella relativa alle altre controllate italiane risulta pari a circa 2.540 controversie (di cui Gruppo UBI 2.100) con un petitum di 619 milioni (di cui Gruppo UBI 348 milioni) ed accantonamenti per 233 milioni (di cui Gruppo UBI 144 milioni) mentre quella riferita alle controllate estere è di circa 10.85053 controversie con un petitum di 129 milioni e accantonamenti per 63 milioni.

L'articolazione per principali categorie delle vertenze con rischio probabile evidenzia la prevalenza di fattispecie correlate alla ordinaria attività bancaria e creditizia del Gruppo: le vertenze riguardanti contestazioni relative ai prodotti e servizi bancari e di investimento o su posizioni creditizie e revocatorie fallimentari rappresentano circa il 77% del petitum e il 71% degli accantonamenti. Le restanti vertenze sono rappresentate prevalentemente da altri procedimenti civili e amministrativi, da cause giuslavoristiche o procedimenti di tipo penale o connessi a irregolarità operative.

La numerosità dei contenziosi in essere è fortemente impattata da alcune fattispecie di contenziosi "massivi" presenti in Italia con riferimento alle tematiche inerenti l'anatocismo e altre condizioni di conto/affidamento e ai servizi di investimento e all'estero con riferimento sempre a condizioni di conto/affidamento e a prestiti in valuta diversa da quella locale. Complessivamente il numero di tali contenziosi è superiore a 14.000 unità.

Nei paragrafi che seguono sono fornite sintetiche informazioni sulle vertenze considerate rilevanti - principalmente quelle con petitum superiore a 20 milioni e con rischio di esborso ritenuto 'probabile' o 'possibile' - nonché su casistiche considerate di rilievo.

Contenzioso in materia di anatocismo e altre condizioni di conto/affidamento, nonché in materia di usura

Nel 2020 le vertenze rientranti in questo filone di contenzioso - che rappresenta da anni una parte rilevante del contenzioso civile promosso nei confronti del sistema bancario italiano non hanno mostrato significative variazioni - sia nel numero assoluto che nel valore complessivo delle domande rispetto all'anno precedente. Nel complesso il numero delle vertenze inclusivo delle mediazioni, con rischio probabile è pari a circa 3.800 (di cui Gruppo UBI 900). Il petitum risulta pari a 637 milioni (di cui Gruppo UBI 108 milioni) con accantonamenti per 199 milioni (di cui Gruppo UBI 47 milioni). Come per le altre vertenze civili, la valutazione del rischio relativo a questo filone di contenzioso viene effettuata analiticamente tenendo conto, per ogni vertenza, delle domande avanzate, delle difese che sono state svolte, dell'andamento del giudizio e degli orientamenti della giurisprudenza.

Si ricorda poi che nel 2014 e nel 2016 l'art. 120 TUB, che regolamenta la capitalizzazione degli interessi nelle operazioni bancarie, è stato modificato stabilendo il divieto di anatocismo e delegando il CICR a regolare la materia. A febbraio 2017 l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato nei confronti di Intesa Sanpaolo un procedimento per presunte pratiche commerciali scorrette aventi ad oggetto, tra l'altro, le modalità con le quali era stata chiesta ai clienti l'autorizzazione all'addebito degli interessi sul conto prevista dalla nuova normativa introdotta nel 2016. A ottobre 2017 l'Autorità ha concluso il procedimento ritenendo che Intesa Sanpaolo avrebbe attuato una politica "aggressiva" finalizzata all'acquisizione dell'autorizzazione, sollecitando i clienti a concederla mediante vari mezzi comunicativi e senza metterli in condizioni di considerare le conseguenze di tale scelta in termini di conteggio di interessi sugli interessi debitori capitalizzati. Alla luce di ciò, l'Autorità ha stabilito una sanzione a carico di Intesa Sanpaolo di 2 milioni. Intesa Sanpaolo ha presentato ricorso dinanzi al T.A.R. del Lazio, ritenendo il provvedimento infondato; il procedimento è ancora in corso.

Contenzioso in materia di servizi di investimento

Anche in questo ambito le vertenze hanno mostrato un andamento in numero assoluto in leggera flessione rispetto all'anno precedente; il sottogruppo più significativo è quello delle vertenze in materia di derivati, che in numero e valore restano sostanzialmente stabili, ma comunque per importi nel complesso non rilevanti. Il numero complessivo delle vertenze con rischio probabile rientranti in questa tipologia di contenzioso risulta pari a circa 580 (di cui Gruppo UBI 180). Il petitum ammonta complessivamente a circa 272 milioni (di cui Gruppo UBI 87 milioni) con accantonamenti per 129 milioni (di cui Gruppo UBI 49 milioni). Come per le altre vertenze civili, la valutazione del rischio relativa a questo filone di contenzioso viene effettuata analiticamente tenendo conto, per ogni vertenza, delle domande avanzate, delle difese che sono state svolte, dell'andamento del giudizio e degli orientamenti della giurisprudenza. Con riferimento al contenzioso del Gruppo UBI si rileva inoltre la presenza di circa 173 controversie per un petitum di 146 milioni relative a vertenze avviate dagli azionisti e obbligazionisti subordinati "azzerati" delle ex "Old Banks" Banca delle Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio e

52 I dati di petitum non comprendono le pretese di valore indeterminato, vale a dire quelle che all'instaurarsi della vertenza non contengono una specifica richiesta economica; il valore di queste vertenze viene determinato nel corso del procedimento allorché emergono gli elementi sufficienti per la valutazione.

53 Sono incluse circa 8.300 controversie (di cui 6.000 circa sorte nel 2020) riferite alla controllata Banca Intesa Beograd, riguardanti azioni avviate dalla clientela che contesta la validità (1) di alcuni oneri previsti dai contratti di finanziamento, (2) degli oneri relativi all'assicurazione per i finanziamenti immobiliari (entrambe le tipologie di contenzioso sono comuni ad altre banche del paese). Per quanto numericamente significative, il valore medio delle richieste è assai contenuto: nel complesso il petitum legato alle due vicende risulta pari a poco più di 1 milione.

Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti, valutate con rischio possibile54 .

Sentenza della Cassazione in materia di derivati con Enti territoriali – La Corte di Cassazione, con la sentenza a Sezioni Unite n. 8770/2020 del 12 maggio 2020, ha affermato la nullità di alcuni contratti derivati OTC (Interest Rate Swap con upfront) stipulati tra una banca italiana ed un Comune, stabilendo sostanzialmente che: 1) l'upfront rappresenta una forma di nuovo indebitamento con effetti pluriennali di spesa a carico dell'Ente e, pertanto, i contratti derivati che prevedano un upfront richiedono l'autorizzazione del Consiglio Comunale (non della Giunta Comunale), la cui mancanza causa l'invalidità dei derivati; 2) i contratti di swap costituiscono una "scommessa legale", consentita solo nella misura in cui questi contratti acquistano la forma di una "scommessa razionale", conclusa in termini tali da consentire a entrambe le parti di comprendere i rischi sottostanti il contratto, che deve quindi indicare il mark to market, i costi impliciti e gli scenari probabilistici.

La decisione ha sollevato critiche da parte di molti autori ed alcune Corti di merito si sono già discostate dai principi dettati dalla Cassazione.

Tuttavia a settembre la Banca ha subito due decisioni sfavorevoli in questo ambito: 1) il Tribunale di Pavia ha condannato la Banca a rimborsare circa 9,3 milioni, oltre accessori, alla Provincia di Pavia, riportando testualmente la motivazione della sentenza della Cassazione; 2) la Corte d'Appello di Milano ha rigettato l'appello proposto dalla Banca nella causa promossa dal Comune di Mogliano Veneto; tale sentenza (che riprende solo in minima parte le argomentazioni della Cassazione) ha confermato la pronuncia di primo grado che aveva condannato la Banca a rimborsare al Comune 5,8 milioni, pagamento già eseguito nel 2018. Entrambe le decisioni sono state impugnate.

La decisione, inoltre, pur essendo resa nei confronti di un Comune, contiene alcuni principi generali sulla causa e sull'oggetto degli swap che potrebbero essere ritenuti applicabili a tutti i contratti derivati.

In tale contesto, al fine di valutare l'impatto della decisione sui contenziosi in essere anche alla luce dell'evoluzione giurisprudenziale, è stata fatta una specifica rivalutazione del rischio connesso ai giudizi relativi ai contratti in derivati stipulati con Enti territoriali, con società controllate di Enti e con soggetti privati e, laddove opportuno, sono stati disposti specifici accantonamenti.

Contenzioso relativo a finanziamenti CHF nei confronti della controllata croata Privredna Banka Zagreb Dd – Come già evidenziato nei precedenti bilanci, Privredna Banka Zagreb ("PBZ") ed altre sette banche croate si stanno difendendo nell'ambito di un'azione avviata da Potrošač – Croatian Union of the Consumer Protection Association - in relazione a finanziamenti denominati o indicizzati in franchi svizzeri erogati in passato. Secondo l'attrice le banche convenute avrebbero posto in essere condotte scorrette attraverso l'asserito utilizzo di previsioni illegittime in materia di tasso di interesse, che poteva essere modificato unilateralmente dalla banca e denominando in franchi svizzeri (o indicizzando a tale valuta) i finanziamenti erogati senza asseritamente informare adeguatamente i consumatori dei rischi prima della sottoscrizione dei relativi contratti di finanziamento.

Nel settembre 2019 la Corte Suprema croata, nell'ambito dell'azione collettiva avviata da Potrošač, ha respinto l'impugnazione proposta dalle banche convenute avverso la decisione della High Commercial Court del 2018 ed ha confermato l'orientamento delle corti inferiori secondo cui le banche, inserendo nei contratti di finanziamento clausole relative alla denominazione nella valuta svizzera (o indicizzazione alla medesima) illegittime e nulle, avrebbero leso gli interessi collettivi e i diritti dei consumatori. La decisione della Corte Suprema è stata impugnata da PBZ davanti alla Corte Costituzionale, che all'inizio del 2021 ha respinto il ricorso.

Sulla scorta della cennata azione per la tutela degli interessi collettivi dei consumatori, svariati clienti hanno avviato cause individuali nei confronti di PBZ, nonostante la maggior parte di essi avesse liberamente accettato di convertire in Euro i finanziamenti originariamente denominati in CHF (o indicizzati a tale valuta), con effetto retroattivo, in coerenza con l'Act on the Amendments to the Consumer Credit Act (Croatian Official Gazette 102/2015).

Nel marzo 2020 la Corte Suprema Croata, nell'ambito di un procedimento denominato "model case" (un procedimento della Corte Suprema con effetti vincolanti per gli organi giurisdizionali di rango inferiore, avente l'obiettivo di uniformare l'indirizzo giurisprudenziale), ha stabilito che gli accordi di conversione conclusi tra le banche ed i consumatori finanziati, sulla base della Legge di Conversione croata del 2015, producono effetti giuridici e sono validi anche nel caso in cui le clausole dei contratti di finanziamento relative alla valuta svizzera o al tasso di interesse variabile fossero nulle. Tale decisione avrà un impatto positivo sui contenziosi individuali relativi a finanziamenti in franchi svizzeri (o indicizzati a tale valuta) convertiti in base alla Legge di Conversione, che dovrebbero pertanto essere definiti a favore della controllata croata.

Nel corso del 2020 il numero delle cause individuali avviate contro PBZ è aumentato; ad ogni modo alla fine del 2020 le cause pendenti erano ancora alcune migliaia. Non si può escludere che in futuro possano essere avviate ulteriori cause nei confronti di PBZ in relazione a questo tipo di finanziamenti.

Sulla base delle informazioni disponibili, gli accantonamenti appostati alla fine del 2020 appaiono ragionevolmente adeguati a fronteggiare i rischi connessi alle cause avviate nei confronti della controllata. La materia è seguita con attenzione al fine di adottare le opportune iniziative del caso, ove necessario, in coerenza con gli eventuali sviluppi della medesima.

ENPAM – Nel giugno 2015 la Fondazione ENPAM – Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri (ENPAM) ha citato dinanzi al Tribunale di Milano la Cassa di Risparmio di Firenze (poi incorporata in Intesa Sanpaolo), unitamente ad altri soggetti fra cui JP Morgan Chase & Co e BNP Paribas. Le contestazioni di ENPAM riguardano la negoziazione (nel 2005) di alcuni prodotti finanziari complessi, nonché la successiva "permuta" (avvenuta nel 2006) di tali prodotti con altri analoghi; questi ultimi erano dei credit linked notes, vale a dire titoli il cui rimborso del capitale a scadenza era legato al rischio di credito relativo ad una tranche di un CDO sintetico. A causa dei default che hanno colpito il portafoglio

54 Si ricorda che il contratto di acquisizione delle Nuove Banche ha previsto determinate dichiarazioni, garanzie e obblighi di manleva assunti dal Venditore (Fondo Nazionale di Risoluzione) a favore di UBI Banca [le garanzie e le manleve si riferiscono anche al periodo precedente alla data di costituzione degli "Enti Ponte" (23 novembre 2015) e coprono, pertanto, anche le eventuali passività originate dalle attività svolte dalle Banche (c.d. "Old Banks") prima di essere sottoposte alla procedura di risoluzione], in relazione tra l'altro ai rapporti con REV Gestioni Crediti Spa e con il Fondo Atlante II [in qualità di cessionari dei crediti delle Banche classificati a sofferenza e a inadempienze probabili (le cessioni di credito sono avvenute "pro-soluto" e, pertanto, il cessionario si assume tutti i rischi e i benefici del credito ceduto, IAS 39 – Derecognition)], ai rischi di natura legale, o in genere connessi al contenzioso in essere o minacciato, ovvero alle violazioni di legge e alle eventuali passività potenziali.

del CDO, l'investimento avrebbe fatto registrare rilevanti perdite.

Nell'atto di citazione ENPAM ha presentato diverse domande di accertamento e di condanna, in particolare per responsabilità contrattuale e extracontrattuale e per violazione degli artt. 23, 24 e 30 TUF, chiedendo la restituzione di un importo di circa 222 milioni e il risarcimento del danno in via equitativa; la parte riferibile alla posizione della Cassa dovrebbe essere pari a circa 103 milioni (oltre a interessi e al preteso maggior danno).

La Cassa è stata citata in quanto cessionaria della succursale italiana della Cortal Consors S.A. (poi incorporata da BNP Paribas), che aveva prestato ad ENPAM i servizi di investimento nel cui ambito erano stati sottoscritti i suddetti titoli.

La Cassa ha sollevato diverse eccezioni in via preliminare (fra cui il difetto di legittimazione passiva e la prescrizione) e nel merito ha rilevato, tra l'altro, l'inapplicabilità delle citate norme del TUF, la mancata prova del danno e la sua quantificazione nonché, in subordine, il concorso di ENPAM nella causazione del danno. Per il caso in cui fosse condannata, la Cassa ha chiesto di accertare la sua quota interna di responsabilità rispetto a quelle degli altri convenuti e condannare questi ultimi a tenerla manlevata.

A febbraio 2018 il giudice ha ammesso la consulenza tecnica d'ufficio finalizzata a verificare, tra l'altro:

  • se i titoli erano adeguati rispetto alle finalità indicate nello Statuto e nelle "Linee Guida agli investimenti" dell'Ente;
  • l'eventuale differenza tra il risultato conseguito da ENPAM e quello che sarebbe stato conseguito qualora fossero stati effettuati altri investimenti coerenti con quelli indicati nello Statuto e nelle "Linee Guida agli investimenti" dell'Ente (tenuto anche conto dell'esigenza di diversificazione del rischio).

All'esito della consulenza il Giudice ha caldeggiato una definizione transattiva della vertenza. A seguito della trattativa tra le parti nel novembre 2020 è stato perfezionato un accordo transattivo mediante pagamento ad ENPAM; la quota a carico di Intesa Sanpaolo ha trovato piena capienza nell'importo accantonato lo scorso anno proprio in relazione ad una possibile soluzione transattiva. All'udienza del 2 dicembre 2020 è stata dichiarata l'estinzione della causa.

Florida 2000 – Nel 2018, Florida 2000 s.r.l. (unitamente a due amministratori della società) ha contestato la legittimità delle condizioni contrattuali praticate ai rapporti intrattenuti con la Banca, chiedendo la condanna di quest'ultima alla restituzione di 22,6 milioni addebitati a titolo di interessi e commissioni non dovute nonché al risarcimento dei danni quantificati nell'ulteriore importo di 22,6 milioni.

Nell'elaborato tecnico depositato da ultimo dal perito nominato dal Tribunale la somma da restituire con riferimento alla domanda relativa alle condizioni contrattuali è stata quantificata in un importo contenuto. Risulta invece remoto l'accoglimento della domanda di risarcimento del danno in quanto rimasta sfornita di prova. La causa è stata assunta a decisione nel dicembre 2020 dopo l'esame dell'ultima perizia depositata.

Gruppo Alitalia: Azioni revocatorie – Nell'agosto 2011, società del Gruppo Alitalia – e precisamente Alitalia Linee Aeree, Alitalia Servizi, Alitalia Airport e Alitalia Express – hanno promosso nei confronti della Banca, davanti al Tribunale di Roma, cinque giudizi di revocatoria fallimentare (di cui uno contro la ex Cassa di Risparmio di Firenze) con richiesta di restituzione di complessivi 44,6 milioni.

Con la costituzione in giudizio, è stata opposta una linea difensiva basata principalmente sulla nullità delle azioni per indeterminatezza delle domande, sulla esclusione del presupposto soggettivo della conoscenza dello stato di insolvenza del Gruppo Alitalia (oggetto prima del piano Air France e poi del successivo salvataggio pilotato dal Governo italiano), nonché sulla non revocabilità delle partite in accredito, considerata la peculiarità delle movimentazioni di conto.

A marzo 2016 il Tribunale di Roma ha accolto la domanda di Alitalia Servizi, condannando la Banca alla restituzione di circa 17 milioni, oltre accessori.

Oltre che censurabile nel merito, la pronuncia risulta essere stata emessa prima del termine previsto per il deposito delle comparse conclusionali, per cui, nell'atto di appello successivamente proposto, è stata sollevata in via pregiudiziale eccezione di nullità della sentenza, unitamente alla richiesta di sospensione della provvisoria esecutività della stessa, quest'ultima accolta con provvedimento del 15 luglio 2016 della Corte di Appello. Nel giudizio sono state depositate le difese finali e si è in attesa della sentenza.

La causa avviata da Alitalia Linee Aeree è invece stata vinta in primo grado ed è in corso la fase di appello, mentre i giudizi promossi da Alitalia Express e da Alitalia Servizi contro la ex C.R. di Firenze si sono conclusi favorevolmente nei primi due gradi e pende termine per eventuale ricorso in Cassazione.

Per Alitalia Airport, pure vinta in prima istanza, la sentenza favorevole è invece passata in giudicato.

Tirrenia di Navigazione in A.S.: Azioni revocatorie – A luglio 2013 Tirrenia di Navigazione in A.S. ha promosso avanti al Tribunale di Roma due revocatorie fallimentari contro la ex Cassa di Risparmio di Venezia per 2,7 milioni e contro l'ex Banco di Napoli per 33,8 milioni.

In entrambi i giudizi parte attrice ha desunto la conoscenza dello stato di insolvenza per tutto il semestre anteriore all'ammissione ad amministrazione straordinaria sulla base di notizie diffuse dai media, del mancato rinnovo di concessioni per la navigazione, del venire meno di contributi statali (perché ritenuti aiuti di Stato) e delle evidenze della centrale dei rischi. Sotto il profilo oggettivo, la pretesa è quantificata alla stregua del c.d. "rientro utile" conseguito sui conti di Tirrenia,

corrispondente alla differenza tra la massima esposizione debitoria e il saldo finale dei conti determinatasi nel semestre che ha preceduto la dichiarazione di insolvenza.

La causa contro l'ex CR Venezia si è conclusa in primo grado nel 2016 con condanna al pagamento di 2,8 milioni e pende appello proposto dalla Banca.

Nel giudizio contro l'ex Banco di Napoli sono state invece depositate, nel mese di dicembre, le difese finali e si è in attesa della sentenza.

Vertenza Selarl Bruno Raulet (già Dargent Tirmant Raulet) – Si tratta di una causa promossa in Francia nel 2001 dal fallimento dell'imprenditore immobiliare Philippe Vincent, che ha chiesto alla Banca un risarcimento di 56,6 milioni per l'asserito "sostegno finanziario abusivo" che sarebbe stato concesso all'imprenditore. La pretesa del fallimento è sempre stata rigettata nei vari gradi di giudizio intercorsi durante 17 anni, fino alla sentenza della Corte di Colmar del maggio 2018 che ha condannato la Banca al risarcimento di circa 23 milioni. La sentenza di Colmar è stata impugnata davanti alla Corte di

Cassazione francese, che nel gennaio 2020 ha annullato e cassato con rinvio alla Corte di Appello di Metz la decisione della Corte di Appello di Colmar.

In conseguenza di ciò, nel primo trimestre del 2020 la Banca ha ottenuto la restituzione dei circa 23 milioni pagati a seguito della sentenza della Corte di appello di Colmar del 2018.

Alla fine di luglio il curatore fallimentare ha riassunto la causa davanti alla Corte d'Appello di Metz, chiedendo il pagamento di 55,6 milioni (pari all'intero passivo fallimentare, dedotto quanto ricavato dalla vendita dell'immobile il cui acquisto venne finanziato dalla Banca); la Banca si è costituita ed ha contestato le pretese avversarie. Nel novembre scorso la Corte ha fissato l'udienza per la discussione nel mese di marzo 2021, che sarà preceduta da uno scambio di ulteriori memorie; quindi la corte si pronuncerà sulla vertenza (si stima entro l'estate 2021).

Contenzioso società esattoriali – Nel contesto della reinternalizzazione della riscossione dei tributi da parte dello Stato, Intesa Sanpaolo ha ceduto ad Equitalia S.p.A., oggi Agenzia delle Entrate Riscossione, la totalità del capitale sociale di Gest Line ed ETR/ESATRI, società che gestivano l'attività esattoriale, impegnandosi a indennizzare l'acquirente per gli oneri da questa sopportati in conseguenza dell'attività di riscossione svolta sino alla data dell'acquisto delle partecipazioni.

Si tratta in particolare di passività per il contenzioso (con enti impositori, contribuenti e dipendenti) nonché di sopravvenienze passive e minusvalenze rispetto alla situazione patrimoniale di cessione. Nel complesso le pretese avanzate risultano pari a circa 80 milioni. È in corso un tavolo tecnico di confronto con Agenzia delle Entrate Riscossione per la valutazione delle reciproche pretese.

Fondazione Monte dei Paschi di Siena (FMPS) – Nel 2014 la FMPS ha proposto un'azione di risarcimento dei danni che le sarebbero derivati da un finanziamento concesso nel 2011 da un pool di 13 banche e destinato a fornirle le risorse per la sottoscrizione di un aumento di capitale di MPS; i danni lamentati sarebbero conseguenza della riduzione del valore di mercato delle azioni MPS acquistate con le somme erogate dalle banche. Nel giudizio FMPS ha convenuto 8 ex amministratori della Fondazione in carica nel 2011 e le 13 banche del pool (fra cui Intesa Sanpaolo e Banca IMI); alle banche viene attribuita una responsabilità di natura extra-contrattuale per avere concorso nella presunta violazione da parte degli ex amministratori del limite statutario del rapporto debito-patrimonio. La pretesa risarcitoria è quantificata in circa 286 milioni, in solido fra tutti i convenuti.

Nelle difese delle banche è stato evidenziato tra l'altro che la presunta violazione del suddetto limite statutario non sussiste in concreto, in quanto basata su un'erronea valutazione delle poste di bilancio della Fondazione; inoltre nel contratto di finanziamento è stata la stessa FMPS a garantire alle banche che il limite statutario non era violato; da ciò consegue che un eventuale inadempimento dello Statuto sarebbe fonte, al più, di responsabilità esclusiva degli ex amministratori della Fondazione stessa; infine non sussiste il nesso causale tra il comportamento censurato e l'evento dannoso.

Il Tribunale di Firenze, avanti cui pende attualmente il giudizio, nel novembre 2019 ha pronunciato sentenza non definitiva respingendo alcune eccezioni pregiudiziali/preliminari sollevate dalle banche e riservando la decisione sulle istanze istruttorie delle parti. Le banche hanno impugnato la sentenza avanti la Corte d'Appello di Firenze con riferimento al rigetto dell'eccezione di difetto di giurisdizione ritenendo sussistenti solide argomentazioni per ottenere la riforma della pronuncia in appello; la prima udienza di comparizione è fissata a maggio 2021.

Il Giudice di primo grado a scioglimento della riserva assunta per decidere sulle istanze istruttorie ha ammesso la consulenza tecnica d'ufficio richiesta dalla Fondazione in merito al superamento del limite di indebitamento previsto dallo Statuto in occasione della concessione del finanziamento. Successivamente il processo è stato dichiarato interrotto per il decesso di uno dei convenuti; l'udienza per la prosecuzione del giudizio è prevista nell'aprile 2021. Per una valutazione puntuale del rischio di causa occorre attendere lo svolgimento della consulenza tecnica. Al momento il rischio può essere considerato possibile.

Gruppo Elifani – Causa promossa nel 2009 da Edilizia Immobiliare San Giorgio 89 S.r.l., San Paolo Edilizia S.r.l., Hotel Cristallo S.r.l. e dal socio garante Mario Elifani volta ad ottenere il risarcimento dei danni subiti per asserita condotta illegittima della Banca, per avere richiesto garanzie sproporzionate rispetto al credito concesso, escusso garanzie pignoratizie, applicato interessi usurari su mutui ed effettuato erronee segnalazioni in Centrale Rischi. L'importo inizialmente preteso ammontava a circa 116 milioni e la controversia ha come presupposto le medesime circostanze in massima parte già lamentate nei giudizi in tema di anatocismo e interessi ultralegali promosse dalle suddette società nel 2004 e definite transattivamente a inizio 2014. Il giudizio ha avuto esito favorevole per la Banca sia in primo che in secondo grado. Con ordinanza del 27 dicembre 2019 la Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso delle controparti, con rinvio. Le controparti hanno riassunto la causa avanti la Corte d'Appello di Milano quantificando la domanda in circa 72 milioni, oltre interessi e rivalutazione e così per complessivi circa 100 milioni. L'udienza per la precisazione delle conclusioni è fissata per giugno 2021. Anche in questa fase della vertenza la Banca dispone di validi elementi di difesa, tenuto conto che nei gradi precedenti del giudizio la condotta oggetto di contestazione era stata sostanzialmente ritenuta corretta. Al momento il rischio di causa è ritenuto possibile, mentre maggiori elementi potranno emergere all'esito della prossima udienza.

Energy s.r.l. - La Energy s.r.l., società alla quale il Fallimento C.I.S.I. s.r.l. ha ceduto tutti i propri diritti nei confronti dei terzi, ha proposto dinnanzi al Tribunale di Roma nei confronti di Intesa Sanpaolo domanda di vanificazione della revoca del finanziamento agevolato di circa 22 milioni concesso alla C.I.S.I. s.r.l. nel 1997 ai sensi della L. 488/92 e la condanna in solido del Ministero dello Sviluppo Economico, di Intesa Sanpaolo (quale concessionaria per l'istruttoria procedimentale) e di Vittoria Assicurazioni (garante del pagamento della seconda tranche del finanziamento) a risarcire i danni asseritamente subiti, quantificati complessivamente in circa 53 milioni. La società ha posto a fondamento della domanda l'esito favorevole di un procedimento penale originato da un esposto nei confronti della C.I.S.I. e del suo amministratore per gravi irregolarità ed inadempienze nell'esecuzione del piano industriale oggetto di finanziamento, procedimento che aveva indotto alla revoca della concessione di finanza agevolata. Intesa Sanpaolo si è costituita negando la fondatezza delle pretese avversarie, eccependo la nullità della citazione, l'intervenuta prescrizione di qualsiasi ragione risarcitoria verso la Banca, l'infondatezza nel merito delle pretese e l'inidonea rappresentazione di un danno. Tenutasi la prima udienza e scambiate le memorie istruttorie, l'udienza per la precisazione delle conclusioni è stata fissata per il mese di marzo 2021. Precedenti iniziative giudiziarie promosse da C.I.S.I. e poi dal suo Fallimento sia dinnanzi al Giudice amministrativo sia a

quello ordinario sono state rigettate con riguardo alla posizione di Intesa Sanpaolo (in particolare una richiesta risarcitoria nei confronti della banca per asseriti danni). Pur tenuto conto dell'esito favorevole dei precedenti giudizi, nonché delle difese svolte, il rischio di causa è allo stato ritenuto possibile.

Private banker (Sanpaolo Invest) – Una verifica ispettiva effettuata dall'Audit ha fatto emergere gravi irregolarità da parte di un private banker di Sanpaolo Invest.

Le verifiche svolte hanno accertato gravi irregolarità ai danni di diversi clienti, quali distrazioni di fondi e rendicontazioni riportanti importi incrementali non veritieri. In data 28 giugno 2019 la Società ha risolto per giusta causa il contratto di agenzia con il private banker ed ha provveduto a comunicare i fatti emersi all'Autorità Giudiziaria ed all'Organismo di vigilanza dei consulenti finanziari che ha dapprima sospeso e poi radiato a dicembre 2019 il private banker dall'Albo unico dei consulenti finanziari.

A seguito dell'illecito, la società ha ricevuto complessivamente 276 richieste risarcitorie (comprendenti reclami, mediazioni e cause), per un importo di circa 62 milioni, per lo più fondate su asserite distrazioni di denaro, perdite derivanti da operatività disconosciuta in strumenti finanziari, false rendicontazioni e addebito di commissioni relative al servizio di consulenza.

Ad oggi pendono 173 richieste, per un valore attuale di circa 51 milioni, a seguito della definizione di 103 posizioni (34 transatte e 69 ritirate o definite in conseguenza di accordi commerciali).

Dai clienti indebitamente accreditati è stato recuperato l'importo complessivo di 4,2 milioni (già restituito ai clienti danneggiati), e ad oggi pendono sequestri per 4 milioni circa.

A carico del private banker, è stato disposto un sequestro conservativo, pari a quanto rinvenuto su conti e depositi accesi presso istituti di credito e sulla posizione previdenziale risultante presso Enasarco. Nella conseguente causa di merito l'ex private banker ha formulato domanda riconvenzionale per complessivi 0,6 milioni, a titolo di mancata corresponsione delle indennità di risoluzione del rapporto.

È stato inoltre avviato un ulteriore giudizio nei confronti dell'ex-private banker per il recupero dei crediti derivanti dal proprio recesso dal contratto di agenzia, per complessivi 1,6 milioni, oltre interessi a titolo di indennità di mancato preavviso, di penale relativa ad un contratto di finanziamento e di restituzione di anticipi di bonus.

A fronte dei rischi connessi al predetto illecito, la Società ha effettuato un adeguato accantonamento tenuto conto dei prevedibili esborsi senza tenere conto della copertura prevista dall'apposita polizza assicurativa.

Sentenza della Corte di Giustizia UE dell'11 settembre 2019 in materia di contratti di credito ai consumatoric.d. sentenza Lexitor – L'articolo 16, par. 1, della direttiva 2008/48 in materia di contratti di credito ai consumatori stabilisce che in caso di rimborso anticipato del finanziamento il consumatore "ha diritto ad una riduzione del costo totale del credito, che comprende gli interessi e i costi dovuti per la restante durata del contratto". Secondo la sentenza Lexitor, questa norma deve essere interpretata nel senso che il diritto alla riduzione del costo totale del credito include tutti i costi posti a carico del consumatore; quindi anche quelli relativi a prestazioni preliminari o contestuali alla stipula del contratto (c.d. costi upfront – ad esempio gli oneri di istruttoria o le commissioni agenziali).

L'art. 16, par. 1, della direttiva 2008/48 è stato recepito in Italia con l'art. 125 sexies del Testo Unico Bancario (TUB), secondo cui in caso di rimborso anticipato "il consumatore ha diritto a una riduzione del costo totale del credito, pari all'importo degli interessi e dei costi dovuti per la vita residua del contratto". In base a questa norma la Banca d'Italia, l'Arbitro Bancario Finanziario e la giurisprudenza hanno ritenuto che l'obbligo di restituzione riguardasse solo gli oneri che maturano nel corso del rapporto (c.d. costi recurring) e che siano stati corrisposti anticipatamente dal cliente al finanziatore: in caso di rimborso anticipato, tali oneri devono appunto essere restituiti per la parte non maturata; l'obbligo di restituzione non riguarda invece i costi upfront.

A seguito della sentenza Lexitor è sorta la questione se l'art. 125 sexies TUB debba essere interpretato conformemente al principio da essa stabilito o se il nuovo principio richieda una modifica legislativa.

Secondo il principio comunitario dell'"interpretazione conforme", i giudici nazionali sono tenuti ad interpretare le norme del proprio ordinamento in modo da renderle coerenti con il dettato delle disposizioni europee. Tuttavia, se la norma nazionale ha un'interpretazione univoca, essa non può essere (re)interpretata dal giudice per allinearla alle diverse previsioni di una direttiva europea: i principi riconosciuti dallo stesso ordinamento dell'Unione escludono che al giudice nazionale possa essere richiesto di procedere ad una lettura contra legem delle norme dell'ordinamento interno. A questo proposito va rilevato che l'art. 125 sexies TUB è chiaro nel suo tenore letterale e nella sua portata precettiva: esso dispone che, in ipotesi di rimborso anticipato, l'obbligo di restituzione riguardi solo i costi recurring, con esclusione quindi dei costi upfront; l'univocità della portata della norma trova conferma nella circostanza che – come detto sopra – essa è sempre stata letta ed applicata in questo senso.

La Banca d'Italia peraltro a dicembre 2019 ha emanato "linee orientative" attuative del principio della Corte UE, nel senso che tutti i costi (compresi quindi quelli upfront) vadano inclusi fra gli oneri da restituire in caso di rimborso anticipato, sia per i nuovi rapporti sia per i rapporti in essere.

Intesa Sanpaolo ha deciso di seguire le "linee orientative" della Banca d'Italia, pur ritenendo fondate le suddette argomentazioni legali sulla non interpretabilità dell'art. 125 sexies TUB in senso conforme alla sentenza Lexitor. Pertanto Intesa Sanpaolo si riserva di riconsiderare tale impostazione operativa alla luce dei futuri sviluppi. È stato quindi disposto un accantonamento al Fondo Rischi e Oneri corrispondente ai maggiori oneri stimati derivanti dalla decisione di seguire le "linee orientative" della Banca d'Italia.

Per quanto concerne invece le controversie relative a rapporti estinti, nel corso del 2020, le decisioni giudiziali sono state discordanti e non è emerso un orientamento giurisprudenziale prevalente. Tenuto conto di ciò e alla luce delle argomentazioni legali sopra esposte (che saranno ampliate e integrate nelle difese svolte nelle suddette controversie), si ritiene che allo stato non vi siano elementi per ritenere probabile la soccombenza generalizzata in questo tipo di contenzioso.

Nel corso del 2020 sono stati promossi 1.062 giudizi in materia di estinzione anticipata cessione del quinto (di cui Gruppo UBI 417), per un petitum complessivo di 2,6 milioni (di cui Gruppo UBI 1,1 milioni). Nel 2019 i giudizi introdotti erano stati 924 (di cui Gruppo UBI 382), per un petitum complessivo di 2,4 milioni (di cui Gruppo UBI 1,1 milioni).

Offerta di diamanti – Nell'ottobre 2015, la Banca ha stipulato un accordo di collaborazione con Diamond Private Investment (DPI) per disciplinare le modalità di segnalazione dell'offerta dei diamanti da parte di DPI ai clienti di Intesa Sanpaolo. Con tale iniziativa, si intendeva rendere disponibile ai clienti una soluzione di diversificazione con le caratteristiche del cosiddetto "bene rifugio" in cui allocare una quota marginale del patrimonio con un orizzonte temporale di lungo periodo. I diamanti erano oggetto di vendita da diversi anni presso altre primarie reti bancarie nazionali.

L'attività di segnalazione si è svolta prevalentemente nel 2016, con un calo significativo a partire dalla fine del medesimo anno.

Complessivamente i clienti che hanno acquistato diamanti sono circa 8.000, per un importo complessivo pari a oltre 130 milioni. Il processo di commercializzazione è stato improntato a criteri di trasparenza, con presidi progressivamente rafforzati nel tempo, inclusi, tra l'altro, controlli di qualità sui diamanti e di congruità dei prezzi praticati da DPI.

Nel febbraio 2017, l'AGCM ha avviato, nei confronti delle società che commercializzano diamanti, (DPI e altra società) procedimenti per l'accertamento di comportamenti in violazione delle disposizioni in materia di pratiche commerciali scorrette. In aprile tali procedimenti sono stati estesi alle banche che hanno svolto attività di segnalazione dei servizi di dette società.

A conclusione di tali procedimenti, il 30 ottobre 2017 l'AGCM ha notificato i provvedimenti sanzionatori per aver accertato la presunta contrarietà al Codice del Consumo delle condotte di DPI nonché delle banche a cui il procedimento era stato esteso, consistenti – in sintesi – nell'aver fornito una rappresentazione parziale, ingannevole e fuorviante delle caratteristiche dell'acquisto di diamanti, delle modalità di determinazione del prezzo – prospettato come quotazione – e dell'andamento del mercato. L'Autorità ha irrogato a Intesa Sanpaolo una sanzione di 3 milioni, ridotta rispetto all'iniziale determinazione di 3,5 milioni, avendo l'Autorità riconosciuto il pregio delle iniziative poste in essere dalla Banca a partire dal 2016 per rafforzare i presidi del processo di offerta volti a garantire, in particolare, la corretta informativa alla clientela.

A seguito del provvedimento dell'AGCM, la Banca ha corrisposto l'importo oggetto di sanzione e depositato ricorso al TAR del Lazio per l'impugnazione. Con riferimento al suddetto ricorso, nel corso del 2020 non vi sono stati sviluppi da segnalare. A partire da novembre 2017, la Banca ha:

  • − rescisso l'accordo di collaborazione con Diamond Private Investment (DPI) e cessato l'attività, già sospesa nel precedente mese di ottobre;
  • − attivato un processo che prevede il riconoscimento alla clientela dell'originario costo sostenuto per l'acquisto dei preziosi ed il ritiro delle pietre, al fine di soddisfare le esigenze di rivendita della clientela che, a causa della illiquidità che si è creata sul mercato, non sono soddisfatte da DPI;
  • − inviato nel mese di gennaio 2018 una comunicazione ai clienti possessori di diamanti per ribadire la natura di bene durevole delle pietre, confermando, tra l'altro, la disponibilità della Banca ad intervenire direttamente a fronte di eventuali esigenze di realizzo manifestate dalla clientela e non soddisfatte da DPI.

Al 31 dicembre 2020 le richieste di riacquisto pervenute dalla clientela e soddisfatte dalla Banca sono 6.725 per un controvalore complessivo di 114,3 milioni, con un flusso di richieste in progressivo esaurimento nel corso del 2020. La valutazione dei diamanti riacquistati viene effettuata prendendo in considerazione i valori espressi dall'indice IDEX Diamond Retail Benchmark, una delle principali piattaforme di trading on line utilizzato nelle principali piazze da più di 7.000 operatori. Nel mese di febbraio 2019 è stato notificato un sequestro preventivo penale per 11,1 milioni, somma corrispondente alle

commissioni riconosciute da DPI alla Banca. Le indagini preliminari avviate dalla Procura della Repubblica di Milano riguardano anche altre quattro Banche (maggiormente coinvolte) e due società che commercializzano diamanti.

Nell'ottobre 2019 è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini dal quale emerge che sono indagati due gestori della Banca per l'ipotesi di truffa aggravata (in concorso con altri soggetti da individuare) ed è in corso l'identificazione di altri esponenti per l'ipotesi di autoriciclaggio, mentre ad ISP viene contestato l'illecito amministrativo ex D. Lgs. 231/2001 in relazione a quest'ultimo reato presupposto.

Nel settembre 2020 la Banca ha appreso da fonti di stampa della chiusura delle indagini preliminari da parte della Procura della Repubblica di Milano nell'ambito di un ulteriore procedimento penale pendente in relazione a tale vicenda in cui però né la Banca né suoi esponenti/dipendenti risultano allo stato coinvolti.

Contenzioso derivante dall'operazione di acquisizione di certe attività, passività e rapporti giuridici facenti capo a Banca Popolare di Vicenza S.p.A. in LCA e a Veneto Banca S.p.A. in LCA – In via preliminare si ricorda quanto segue:

  • a) in base agli accordi fra le due Banche in LCA e Intesa Sanpaolo (Contratto di Cessione del 26 giugno 2017 e Secondo Accordo Ricognitivo del 17 gennaio 2018) sono individuate due distinte categorie di contenziosi (riferibili anche alle partecipate delle ex Banche Venete incluse nella cessione):
    • o il c.d. Contenzioso Pregresso, incluso fra le passività dell'Insieme Aggregato trasferito a Intesa Sanpaolo, che ricomprende i contenziosi civili relativi a giudizi già pendenti al 26 giugno 2017 salvo alcune eccezioni e comunque diversi da quelli rientranti nel c.d. Contenzioso Escluso (cfr. punto successivo);
    • o il c.d. Contenzioso Escluso, che resta di competenza delle Banche in LCA e che riguarda, tra l'altro, le vertenze promosse (anche prima del 26 giugno 2017) da azionisti/obbligazionisti convertibili e/o subordinati di una delle due ex Banche Venete, quelle connesse a crediti deteriorati, quelle relative a rapporti estinti alla data della cessione e tutte le controversie (quale che ne sia l'oggetto) sorte dopo la cessione e relative ad atti o fatti occorsi prima della stessa;
  • b) con il Contenzioso Pregresso sono stati trasferiti a Intesa Sanpaolo i relativi accantonamenti; in ogni caso, qualora gli accantonamenti trasferiti si rivelassero insufficienti, Intesa Sanpaolo avrebbe diritto di essere indennizzata dalle Banche in LCA, ai termini previsti nel Contratto di Cessione del 26 giugno 2017;
  • c) successivamente al 26 giugno 2017, sono state avviate o riassunte nei confronti di Intesa Sanpaolo alcune cause rientranti nel Contenzioso Escluso. Con riguardo a queste cause:
    • o Intesa Sanpaolo fa e farà valere in giudizio la propria estraneità e carenza di legittimazione passiva; ciò, sia sulla base di quanto previsto dal Decreto Legge n. 99/2017 (art. 3) e dagli accordi stipulati con le Banche in LCA, sia in conformità alle prescrizioni della Commissione europea in materia di aiuti di Stato (Decisione C(2017) 4501 final e Allegato B del Contratto di Cessione del 26.6.2017), che vietano a Intesa Sanpaolo di farsi carico di qualunque "claim" relativo a pretese di azionisti e obbligazionisti subordinati delle ex Banche Venete;
    • o in caso di condanna nei confronti di Intesa Sanpaolo (e comunque per gli oneri a qualsiasi titolo sostenuti da Intesa Sanpaolo in relazione al suo coinvolgimento in ogni Contenzioso Escluso), quest'ultima ha diritto di essere integralmente ristorata dalle Banche in LCA;
  • o le stesse Banche in LCA hanno contrattualmente riconosciuto la propria legittimazione passiva rispetto al Contenzioso Escluso tant'è che si sono costituite in vari giudizi avviati (o riassunti) nei confronti di Intesa Sanpaolo da azionisti e obbligazionisti convertibili e/o subordinati (o comunque rientranti nella categoria del Contenzioso Escluso), chiedendo di veder dichiarata la propria esclusiva legittimazione passiva e la conseguente estromissione di Intesa Sanpaolo da tali giudizi;
  • d) in base agli accordi fra le due Banche in LCA e Intesa Sanpaolo, rientrano nel Contenzioso Escluso (e dunque hanno il medesimo trattamento sopra descritto, alla luce delle disposizioni in precedenza richiamate, nonché in base ai criteri previsti dai contratti di ritrasferimento sottoscritti in data 10 luglio 2017, come successivamente integrati) anche le vertenze in materia di commercializzazione di azioni/obbligazioni convertibili e/o subordinate promosse nei confronti di Banca Nuova e Banca Apulia (successivamente fuse per incorporazione in Intesa Sanpaolo).

Fra le suddette vertenze del Contenzioso Escluso si segnalano n. 90 vertenze (per un valore complessivo di circa 94 milioni) aventi ad oggetto contestazioni relative a finanziamenti ceduti a Intesa Sanpaolo e derivanti da c.d. "operazioni baciate"; tale espressione fa riferimento a finanziamenti concessi dalle ex Banche Venete (o dalle loro partecipate italiane Banca Nuova / Banca Apulia) funzionali, o comunque collegati, a investimenti in azioni o obbligazioni convertibili e/o subordinate delle due ex Banche Venete.

Le contestazioni più ricorrenti riguardano:

  • − la violazione da parte delle ex Banche Venete (o delle loro partecipate) degli adempimenti previsti dalle norme sui servizi di investimento; in particolare, i clienti sostengono di essere stati indotti ad acquistare le azioni in base a informazioni false o fuorvianti sulle caratteristiche di rischiosità del prodotto;
  • − la nullità dell'operazione "baciata" per violazione dell'art. 2358 cod. civ., che vieta alle società la concessione di finanziamenti per l'acquisto di azioni proprie, salvo in alcuni limitati casi.

La giurisprudenza in materia di operazioni baciate è ancora molto scarsa e non consente di trarre indicazioni sicure su quale potrebbe essere la sorte dei crediti in capo a Intesa Sanpaolo. Tra le poche sentenze ad oggi emesse, quattro hanno dichiarato la nullità del finanziamento ceduto a Intesa Sanpaolo per la parte destinata all'acquisto di azioni e sono state o saranno appellate. In sei casi la decisione è stata invece favorevole a Intesa Sanpaolo, che ha dimostrato la mancanza di una effettiva correlazione tra finanziamento e investimento azionario, o ha sostenuto con successo la propria assenza di responsabilità, trattandosi di contenziosi avviati dopo la cessione ma con riferimento a fatti precedenti alla stessa.

Con riguardo ai rischi derivanti da tali contenziosi, va considerato che il Contratto di Cessione prevede:

  • − che qualsiasi passività, onere e/o effetto negativo che dovesse derivare a Intesa Sanpaolo da azioni, contestazioni o pretese avanzate da azionisti e obbligazionisti subordinati costituisce una Passività Esclusa ai sensi del Contratto e, come tale, deve essere oggetto di manleva a carico delle banche in LCA;
  • − l'obbligo di ciascuna Banca in LCA di tenere manlevata e indenne Intesa Sanpaolo da qualsiasi danno derivante dalla, o connesso alla, violazione o non conformità delle Dichiarazioni e Garanzie rilasciate dalle due Banche in LCA con riguardo all'Insieme Aggregato trasferito a Intesa Sanpaolo, in particolare quelle relative alla piena regolarità, validità e efficacia dei finanziamenti e dei contratti oggetto di cessione.

Sulla base di queste previsioni, Intesa Sanpaolo ha diritto di essere tenuta indenne dalle Banche in LCA per qualsiasi effetto negativo subito qualora questi finanziamenti risultassero in tutto o in parte invalidi, inesigibili o comunque non soddisfatti in conseguenza di contestazioni legali.

Intesa Sanpaolo ha già fatto formale riserva in questo senso alle due Banche in LCA per tutti i crediti acquisiti e derivanti da finanziamenti potenzialmente qualificabili come "baciati", anche se non (ancora) formalmente contestati dalla clientela (si veda oltre "Iniziative avviate nei confronti delle LCA)".

Nel 2019 Intesa Sanpaolo ha inviato alle Banche in LCA alcune comunicazioni (claim) contenenti richieste (o riserva di richiesta) di rimborso/indennizzo relativamente a danni già subìti o potenziali e a violazioni delle suddette Dichiarazioni e Garanzie, in relazione al Contenzioso Pregresso e al Contezioso escluso nonché in relazione a valore e recuperabilità di talune attività trasferite a Intesa Sanpaolo.

Al fine di consentire alle Banche in LCA un più compiuto esame delle richieste di indennizzo formulate, Intesa Sanpaolo su richiesta delle Banche in LCA ha concesso più volte (rispetto a quanto previsto contrattualmente) l'estensione del termine per la contestazione delle richieste avanzate. Attualmente il termine è fissato al 30 settembre 2021.

Lo scorso 22 gennaio 2021 sono state inviate alle Banche in LCA le richieste di indennizzo relative al Contenzioso Pregresso e al Contenzioso Escluso, per gli ulteriori oneri maturati sino al 30.6.2020.

Con riferimento ai claim già notificati si segnala che allo stato non è sorta alcuna contestazione, né si ha motivo di temere che il trascorrer del tempo pregiudichi in alcun modo le nostre ragioni

A questo riguardo, si segnala inoltre che il Paragrafo 11.1.9 del Contratto di Cessione prevede che "l'esatto e puntuale pagamento di qualsiasi obbligo e responsabilità assunti a favore di ISP da parte di BPVi e/o VB sarà garantito dall'Ente Erogante [i.e. il MEF]: (i) per quanto riguarda gli obblighi di indennizzo assunti da BPVi e/o VB e relativi al Contenzioso Pregresso, fino all'ammontare massimo del petitum di ciascun Contenzioso Pregresso quale indicato negli atti di causa, al netto degli specifici fondi rischi trasferiti ad ISP con l'Insieme Aggregato; (ii) per quanto riguarda i restanti obblighi e responsabilità assunti da BPVi e/o VB, sino all'importo massimo di Euro 1,5 miliardi" (la "Garanzia Indennizzi").

Tale previsione si pone in coerenza e in attuazione dell'art. 4, comma 1, lett. c), del Decreto Legge n. 99/2017: il MEF "concede la garanzia dello Stato, autonoma e a prima richiesta, sull'adempimento degli obblighi a carico del soggetto in liquidazione derivanti da impegni, dichiarazioni e garanzie concesse dal soggetto in liquidazione nel contratto di cessione, per un importo massimo pari alla somma tra euro 1.500 milioni e il risultato della differenza tra il valore dei contenziosi pregressi dei soggetti in liquidazione, come indicato negli atti di causa, e il relativo accantonamento a fondo rischi, per un importo massimo di euro 491 milioni".

La Garanzia Indennizzi costituisce dunque un presupposto essenziale del Contratto di Cessione. Ad oggi tale garanzia non è stata ancora formalizzata tramite apposito Decreto del MEF; l'emanazione della garanzia da parte dello Stato è un atto "dovuto" e previsto, oltre che dal Contratto di Cessione del 26 giugno 2017, anche dal citato D.L. n. 99/2017.

Nell'ambito di un procedimento penale davanti al Tribunale di Roma per l'ipotesi di aggiotaggio e ostacolo all'esercizio delle funzioni delle Autorità di Vigilanza nei confronti di esponenti e dirigenti di Veneto Banca, nel gennaio 2018 il GUP ha autorizzato la citazione di Intesa Sanpaolo quale responsabile civile. Secondo il giudice, l'esclusione dalla cessione a Intesa Sanpaolo dei debiti, delle responsabilità e delle passività derivanti dalle operazioni di commercializzazione di azioni e obbligazioni subordinate – prevista dal Decreto Legge n. 99/2017 – sarebbe inopponibile ai terzi, mentre si applicherebbe alla fattispecie l'art. 2560 c.c. e, pertanto, Intesa Sanpaolo sarebbe subentrata in tali passività.

A seguito di tale provvedimento, si sono costituite in quel giudizio oltre 3.800 parti civili titolari di azioni o obbligazioni subordinate di Veneto Banca. Intesa Sanpaolo si è quindi costituita chiedendo la propria esclusione dal procedimento, in applicazione delle previsioni del Decreto Legge n. 99/2017, delle norme dettate per la liquidazione coatta amministrativa delle banche e, ancor prima, dei principi e delle norme contenuti nella legge fallimentare, oltre che dei principi costituzionali e delle decisioni assunte in sede comunitaria con riferimento all'operazione relativa alle ex Banche Venete. A sua volta, Veneto Banca in LCA è intervenuta volontariamente affermando la propria legittimazione passiva esclusiva, sostanziale e processuale.

Nel marzo 2018 il GUP ha dichiarato la propria incompetenza territoriale, trasferendo gli atti alla Procura della Repubblica di Treviso. Sono pertanto venute meno la citazione del responsabile civile e le costituzioni delle parti civili.

A seguito del trasferimento degli atti alla Procura di Treviso, è stato disposto il rinvio a giudizio dell'ex Amministratore Delegato di Veneto Banca, Vincenzo Consoli, per i reati di aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza bancaria e falso in prospetto.

Il GUP ha respinto la richiesta di autorizzazione alla citazione di Intesa Sanpaolo quale responsabile civile.

Analoga richiesta è stata respinta nell'ambito del procedimento penale davanti al Tribunale di Vicenza nei confronti di esponenti e dirigenti della Banca Popolare di Vicenza.

Città Metropolitana di Roma Capitale (già Provincia di Roma) – Davanti alla Procura della Repubblica di Roma pende un procedimento penale a carico di un ex manager di Banca Imi per concorso in truffa aggravata ai danni dell'ente pubblico Città Metropolitana di Roma Capitale, già Provincia di Roma.

Il procedimento si riferisce alla complessa operazione di acquisto da parte dell'ente territoriale, tramite il Fondo Immobiliare Provincia di Roma (interamente partecipato dalla Provincia medesima), della nuova sede dell'EUR.

L'operazione immobiliare è stata finanziata per euro 232 milioni da Unicredit, BNL e Banca IMI (ciascuna per la quota di 1/3). Al dipendente dell'ex Banca IMI viene contestato di aver indotto in errore – in concorso con tre manager delle altre due banche finanziatrici, sette manager della SGR gestore del Fondo della Provincia e due pubblici ufficiali – gli organi di controllo interni al Fondo e rappresentativi della Provincia, facendo ottenere alle banche finanziatrici un ingiusto profitto e cagionando di conseguenza all'ente pubblico un danno rilevante. In particolare, la Procura sostiene che le banche finanziatrici avrebbero sottoscritto con il Fondo Immobiliare un prestito a condizioni diverse e più onerose rispetto a quelle previste nel bando di gara indetto dall'ente pubblico per l'operazione.

Nel procedimento penale è indagata ai sensi del d.lgs. 231/01 anche ISP (quale incorporante di Banca IMI), insieme alle altre due banche finanziatrici e alla società di gestione del fondo immobiliare.

Anche in base alle prime ricostruzioni, si confida che emerga la correttezza dell'operato della Banca.

Vertenze rilevanti riferite al Gruppo UBI

Fallimento Oromare – Il Fallimento Oromare società consortile a r.l. ha convenuto in giudizio UBI nell'ottobre del 2018 sostenendo l'abusiva concessione e mantenimento del credito bancario nei confronti della fallita da parte della banca, formulando domanda di risarcimento danni per 22,5 milioni.

Le difese di UBI hanno eccepito il difetto di legittimazione attiva del Fallimento, richiamando l'orientamento giurisprudenziale secondo il quale l'azione non spetta alla massa fallimentare bensì ai singoli creditori. È stata inoltre data evidenza del fatto che il credito in contestazione venne concesso a sostegno dell'impresa in un momento di particolare sviluppo e di gestione economica finanziaria equilibrata.

Il rischio di soccombenza nel giudizio, che si trova in fase istruttoria, è possibile.

Fallimento Eugenio Tombolini SpA e altri – La società Eugenio Tombolini SpA e soci e garanti della stessa nel 2016 hanno convenuto Nuova Banca delle Marche55 contestando di non aver adempiuto ad un accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis l.fall e di aver applicato interessi illegittimi su conti correnti e finanziamenti, quantificando la domanda in 94 milioni.

La banca si è costituita in giudizio eccependo la carenza di legittimazione attiva di alcuni attori e la propria carenza di legittimazione passiva in relazione ad alcuni rapporti contestati, in quanto estranei al perimetro di acquisizione. Sono state inoltre dedotte la prescrizione di alcune domande, l'infondatezza della ricostruzione dei fatti operata da controparte in ordine all'accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis l. fall. e l'infondatezza delle contestazioni relative agli interessi applicati. Nuova Banca delle Marche ha quindi chiesto l'autorizzazione alla chiamata in causa del terzo REV Gestione Crediti S.p.A. (soggetto con capitale integralmente detenuto da Banca d'Italia), titolare di alcuni dei rapporti contestati.

Il giudizio, interrotto per fallimento della Eugenio Tombolini SpA e di altre società attrici, è stato riassunto. In luogo di Nuova Banca delle Marche e di Rev Gestione Crediti S.p.a. si è costituita UBI Banca SpA. Nel giugno 2020 il Tribunale ha disposto CTU contabile, attualmente in corso. Il rischio di soccombenza nel giudizio è possibile.

Engineering Service Srl – Nel 2015 Engineering Service Srl ha promosso un giudizio civile nei confronti del MISE, di BPER ed UBI, in relazione alla concessione di agevolazioni pubbliche all'imprenditoria. Parte attrice imputa ad UBI (e BPER) ritardi nella gestione dell'istruttoria e delle erogazioni, ritardi che avrebbero determinato una crisi di liquidità dell'impresa e la conseguente perdita del contributo pubblico.

Nei confronti di UBI è formulata domanda di risarcimento danni per 28 milioni circa.

Le difese di UBI hanno evidenziato che la banca svolgeva il ruolo di capofila della Rappresentanza Temporanea di Imprese composta da BPER e che i tempi dell'istruttoria sono dipesi da quest'ultima. UBI ha svolto quindi domanda di manleva nei confronti di BPER. Il giudizio è ancora in fase istruttoria. Il rischio di soccombenza è valutato come possibile.

55 Cfr. nota precedente.

Fondazione Cassa Risp. di Pesaro – La Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro 2018 ha promosso azione risarcitoria nei confronti di UBI Banca (in qualità di ente asseritamente succeduto all'emittente Banca Marche S.p.A.56) e di PwC (la società di revisione che ha certificato tutti i bilanci ed attestato i dati indicati nel Prospetto Informativo) sostenendo che le convenute avrebbero diffuso presso il pubblico dei risparmiatori dati e informazioni relativi alla situazione economica e patrimoniale nonché alle prospettive reddituali della Banca della Marche S.p.A. che si sarebbero rivelati totalmente errati e fuorvianti. Tali informazioni, contenute nei bilanci al 31 dicembre 2010 e al 30 giugno 2011 nel Prospetto informativo, avrebbero indotto la Fondazione a sottoscrivere le azioni della Banca emesse in sede di aumento di capitale nel marzo 2012. Il valore di tali titoli si è successivamente azzerato, determinando una perdita quantificata in 52 milioni circa.

Nel corso del giudizio Banca d'Italia ha svolto intervento adesivo dipendente sostenendo l'eccezione di carenza di legittimazione passiva sollevata da UBI, in ragione delle previsioni di cui al D. Lgs. 180/2015 che ha disciplinato la procedura di risoluzione di Banca delle Marche. Il Tribunale, rigettate tutte le istanze istruttorie formulate, ha rinviato la causa per la precisazione delle conclusioni all'8 giugno 2021.

Abba' Andrea + 207 – Trattasi di controversia pendente avanti al Tribunale di Milano, sez. Imprese, avviata nel 2019 dal Signor Abbà e da n. 207 obbligazionisti subordinati di Banca delle Marche57. Gli attori domandano la dichiarazione di nullità delle obbligazioni e il risarcimento del danno subito. La domanda è quantificata in 31 milioni circa.

La banca si è costituita in giudizio eccependo la propria carenza di legittimazione passiva, in particolare deducendo l'esclusione delle obbligazioni in questione dal perimetro della cessione dalla Old Bank all'Ente Ponte. UBI ha altresì eccepito la prescrizione delle domande attoree e il difetto di legittimazione delle controparti, le quali non essendo "primi prenditori" non sono, ex lege, legittimati a far valere il vizio genetico delle obbligazioni originarie. È stata infine evidenziata l'assenza dei motivi di nullità delle obbligazioni, nonché del nesso causale tra le condotte contestate alla banca e il danno.

Banca d'Italia, in qualità di gestore del Fondo Nazionale di Risoluzione, è intervenuta nel procedimento aderendo alle tesi e conclusioni formulate da UBI.

Il giudizio è in fase iniziale, in quanto non si è ancora svolta la fase istruttoria.

Terni Reti srl – Giudizio promosso a luglio 2020 dinanzi al Tribunale di Terni dalla Terni Reti Sud s.r.l., con capitale sociale detenuto integralmente dal Comune di Terni, per sentir dichiarare la nullità di contratto derivato di tipo Collar, stipulato ad agosto 2007 per asserita violazione degli obblighi di informativa gravanti sull'intermediario (ex Banca delle Marche58). La società attrice contesta altresì il difetto di causa astratta e concreta del negozio impugnato, in quanto la Banca non solo non avrebbe condiviso con la Società i dati relativi al mark to market e agli scenari probabilistici relativi al Derivato, ma avrebbe anche suggerito un derivato inefficiente, in funzione del perseguimento degli obiettivi di copertura in rapporto all'indebitamento sottostante, con conseguente deviazione dalla 'causa concreta'.

La banca si è tempestivamente costituita in giudizio contestando nel merito la fondatezza delle contestazioni attoree, in quanto la banca ha fornito ampia informativa in merito alle caratteristiche del derivato oggetto di contestazione, tale da porre la cliente in condizione di effettuare una scelta consapevole del prodotto sottoscritto. Sono state altresì contestate le affermazioni in merito ad una asserita inefficienza del contratto, sulla scorta delle risultanze di una Consulenza Tecnica di Parte, disposta da UBI in sede di redazione delle difese.

Il giudizio si trova nella fase iniziale, in quanto la prima udienza si è tenuta il 15 dicembre 2020.

Ac Costruzioni s.r.l. - Giudizio promosso dalla AC Costruzioni S.r.l. (successivamente fallita) e Cava Aurelio (deceduto in corso di causa) nei confronti di Banca Carime Spa volto ad ottenere declaratoria della responsabilità contrattuale e/o extracontrattuale della banca per la revoca degli affidamenti effettuata in data 28/05/1998 e la condanna della stessa al risarcimento dei danni conseguenti all'intimata revoca, quantificati in complessivi 33 milioni circa.

Le domande avversarie sono state integralmente respinte sia dal Tribunale di Cosenza che dalla Corte d'Appello di Catanzaro, in accoglimento delle ragioni formulate dalla convenuta. La sentenza di secondo grado è stata impugnata dagli eredi del Cava e successivamente, dal fallimento della AC Costruzioni, con controricorso e ricorso incidentale. Il giudizio di legittimità è ancora nella fase iniziale, in quanto non è ancora stata fissata udienza di discussione dinanzi alla Suprema Corte.

Mariella Burani Fashion Group S.p.A. in liquidazione e fallimento ("MBFG") - Il Fallimento Mariella Burani Fashion Group S.p.a. nel gennaio del 2018 ha convenuto in giudizio gli ex amministratori e sindaci della Mariella Burani Fashion Group S.p.A, la società di revisione e UBI Banca (quale incorporante di Centrobanca), chiedendo la condanna al risarcimento di pretesi danni subiti per effetto di plurimi atti di mala gestio della società in bonis.

Secondo la prospettazione attorea Centrobanca, confluita in UBI, avrebbe continuato a sostenere finanziariamente la controllante della società fallita (Mariella Burani Holding S.p.A.), nonostante i segnali di insolvenza già manifestatisi a decorrere da settembre 2007, cagionando un danno quantificato in 94 milioni circa.

La banca ha eccepito in via preliminare il difetto di legittimazione attiva del Fallimento in quanto il finanziamento oggetto di contestazione era stato erogato a favore della controllante di Mariella Burani Fashion Group S.p.a; inoltre l'asserito danno di cui il fallimento chiede il risarcimento sarebbe stato in realtà subito dai creditori della società (e non dalla procedura).

Per quanto riguarda il merito delle contestazioni, la banca ha evidenziato la correttezza del proprio operato nonché l'esclusiva responsabilità della società finanziata in bonis alla quale è imputabile in via esclusiva la redazione di bilanci falsi, la diffusione di false informazioni e la continuazione dell'attività sociale in una asserita situazione di insolvenza.

Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi - A gennaio 2016 la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi ha promosso azione risarcitoria nei confronti di UBI Banca (in qualità di ente asseritamente succeduto all'emittente Banca Marche S.p.A. 59) e di PwC (la società di revisione che ha certificato tutti i bilanci ed attestato i dati indicati nel Prospetto Informativo) sostenendo che le convenute avrebbero diffuso presso il pubblico dei risparmiatori dati e informazioni relativi alla situazione economica e

56 Cfr. nota precedente.

57 Cfr. nota precedente.

58 Cfr. nota precedente.

59 Cfr. nota precedente.

patrimoniale nonché alle prospettive reddituali della Banca della Marche S.p.A. che si sarebbero rivelati totalmente errati e fuorvianti. Tali informazioni, contenute nei bilanci al 31/12/2010 e al 30/6/2011 nel Prospetto informativo, avrebbero indotto la Fondazione a sottoscrivere le azioni della Banca emesse in sede di aumento di capitale nel marzo 2012. Il valore di tali titoli si è successivamente azzerato determinando una perdita quantificata in 25 milioni circa.

Nel corso del giudizio Banca d'Italia ha svolto intervento adesivo dipendente sostenendo l'eccezione di carenza di legittimazione passiva sollevata da UBI, in ragione delle previsioni di cui al D. Lgs. 180/2015 che ha disciplinato la procedura di risoluzione di Banca delle Marche.

Con sentenza resa in data 18 marzo 2020 il Tribunale di Ancona ha accolto l'eccezione di carenza di legittimazione passiva sollevata dalla banca, rigettando le domande formulate. Pende attualmente impugnazione proposta dalla Fondazione dinanzi alla Corte d'Appello di Ancona.

Melania Group S.p.A. - Giudizio promosso da Melania Group e dai garanti di questa nel 2015 per presunta illegittima interruzione del credito ed errata segnalazione in Centrale Rischi, con richiesta di risarcimento dei danni patiti quantificati in 38 milioni. Viene altresì richiesto l'azzeramento degli interessi maturati su conti correnti intestati alla società per superamento del "tasso soglia". La banca in sede di costituzione in giudizio ha chiesto la reiezione delle domande formulate, proponendo domanda riconvenzionale in virtù dei saldi debitori intestati a Melania Group. Con sentenza di dicembre 2019 il Tribunale di Ancona ha respinto le domande risarcitorie formulate da controparte, accogliendo la domanda riconvenzionale della banca in minor misura rispetto alla richiesta. Pende giudizio d'appello promosso da UBI (incorporante Banca Adriatica60), con prima udienza fissata ad aprile 2021.

Fallimento Isoldi Holding - Il Fallimento Isoldi ha convenuto in giudizio UBI (incorporante di Nuova Banca Etruria61 e di Centrobanca) e altre 5 banche con atto di citazione di giugno 2020 invocando la loro responsabilità, in via solidale con l'organo amministrativo di Isoldi Holding, in relazione ad una serie di atti dissipativi che avrebbero contribuito alla artificiale sopravvivenza della società nel periodo giugno 2011 – giugno 2013. La condotta si sarebbe realizzata mediante la predisposizione di un piano di risanamento ex art. 67, co. 3, lett. d) l. fall. fondato su atti illegittimi e di un accordo ad esso strumentale, che prevedeva l'erogazione di nuova finanza, atti che avrebbero artificialmente procrastinato la crisi della società ed occultato l'irrevocabilità del dissesto. Il danno complessivamente lamentato ammonta ad 33,5 milioni circa.

UBI Banca si è costituita eccependo il proprio difetto di legittimazione passiva per quanto riguarda le domande relative a Banca Etruria, trattandosi di fatti esclusi dalla cessione. È intervenuta in giudizio con intervento adesivo REV Gestione Crediti (soggetto con capitale integralmente detenuto da Banca d'Italia).

Contenzioso del lavoro

Per quanto riguarda il contenzioso del lavoro, al 31 dicembre 2020 non risultano in essere controversie rilevanti sotto l'aspetto sia qualitativo che quantitativo. In generale, tutte le cause di lavoro sono assistite da accantonamenti specifici, adeguati a fronteggiare eventuali esborsi.

Attività potenziali

Quanto alle attività potenziali ed in particolare al contenzioso IMI/SIR si ricorda che a seguito della sentenza passata in giudicato con cui era stata accertata la responsabilità penale del giudice Metta corrotto (e dei correi Rovelli, Acampora, Pacifico e Previti), i responsabili erano stati condannati al risarcimento dei danni, rimettendone la relativa quantificazione al giudice civile. Intesa Sanpaolo aveva quindi promosso una causa presso il Tribunale di Roma per ottenere la condanna dei suddetti responsabili al risarcimento del danno.

Con sentenza del maggio 2015, il Tribunale di Roma ha provveduto a quantificare i danni patrimoniali e non patrimoniali in favore di Intesa Sanpaolo e a condannare Acampora e Metta – nonché in solido con quest'ultimo (ai sensi della Legge n. 117 del 1988 sulla responsabilità dei magistrati) la Presidenza del Consiglio dei Ministri – al pagamento in favore di Intesa Sanpaolo di 173 milioni al netto del prelievo fiscale, oltre interessi legali a decorrere dal 1° febbraio 2015 sino al soddisfo, e al ristoro delle spese legali. L'importo della condanna teneva conto di quanto ricevuto dalla Banca a seguito di transazioni nel frattempo intervenute con la famiglia Rovelli e con le controparti Previti e Pacifico.

La Corte d'Appello di Roma nel luglio 2016 ha sospeso l'efficacia esecutiva della sentenza di primo grado per la somma eccedente l'importo di 130 milioni oltre accessori e spese, rinviando la causa per la precisazione delle conclusioni a giugno 2018. Per effetto di questa decisione, a dicembre 2016 la Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva accreditato a favore di Intesa Sanpaolo la somma di euro 131.173.551,58 (corrispondenti a 130 milioni di cui all'ordinanza, oltre interessi legali e spese liquidate). Onde evitare contestazioni, si era proceduto a richiedere ed incassare solo l'importo esatto del dispositivo stesso, senza operare il c.d. "gross-up". Il 16 aprile 2020 è stata depositata la sentenza della Corte d'Appello di Roma che ha sostanzialmente confermato la pronuncia resa dal Tribunale, pur riducendo l'importo del danno non patrimoniale all'importo di 8 milioni (rispetto a 77 milioni che erano stati quantificati dal giudice di primo grado), e ha stabilito una condanna di 108 milioni, da ritenersi sempre al netto del prelievo fiscale, oltre ad interessi legali e spese.

Nel secondo trimestre 2020 è stato depositato dalla banca ricorso per la correzione di un errore materiale contenuto nella pronuncia in relazione al calcolo del danno liquidato; la Corte d'Appello con provvedimento depositato il 7 dicembre 2020 ha rigettato il ricorso presentato dalla banca.

Intesa Sanpaolo depositerà quindi ricorso per Cassazione avverso la pronuncia della Corte d'Appello in relazione alla riduzione della quantificazione del danno non patrimoniale e a all'errore di calcolo del danno patrimoniale per cui era stata presentata l'istanza di correzione.

60 Cfr. nota precedente.

61 Cfr. nota precedente.

CONTENZIOSO FISCALE

A livello di Gruppo, a fine 2020 il valore complessivo delle pretese per contenziosi fiscali (imposta, sanzioni e interessi) è di 211 milioni, in aumento rispetto ai 175 milioni del 31 dicembre 2019.

I rischi derivanti dal contenzioso fiscale del Gruppo sono presidiati da adeguati accantonamenti ai fondi per rischi e oneri (74 milioni nel 2020 rispetto ai 62 milioni del 2019).

Al 31 dicembre 2020 per la Capogruppo sono pendenti 687 pratiche di contenzioso (612 pratiche al 31 dicembre 2019), per un valore complessivo della pretesa (imposta, sanzioni e interessi) di 139 milioni (111 milioni al 31 dicembre 2019), conteggiato tenendo conto sia dei procedimenti in sede amministrativa sia dei procedimenti in sede giurisdizionale nei diversi gradi di merito e di legittimità. Relativamente a tali contesti, i rischi effettivi al 31 dicembre 2020 sono stati quantificati in 57 milioni (54 milioni al 31 dicembre 2019).

Rispetto al 31 dicembre 2019, i principali eventi che hanno dato luogo nel 2020 a movimentazioni significative per la Capogruppo sono rappresentati:

  • − in aumento (circa +42 milioni), dall'avvenuta acquisizione in gestione da parte del Contenzioso Fiscale di una vecchia pratica di contenzioso in Brasile risalente al 1995, sino al 2019 ricompresa nel Contenzioso Legale, per 35 milioni (collegata alle garanzie prestate da ISP al Banco Santander a fronte della cessione della ex controllata Banco Sudameris), e da nuove contestazioni per IMU ed imposta di registro per 5,4 milioni, oltre a interessi maturati sul contenzioso in essere;
  • − in diminuzione (circa -13,8 milioni), dalla definizione della contestazione Infogroup per 7,3 milioni, dalla favorevole chiusura di contenziosi in materia di imposta sostitutiva su finanziamenti, registro, INVIM relativa a un risalente contenzioso su conferimento immobili effettuato nel 1997 da parte di Carical a Carime e IMU per 4,5 milioni e, infine, dalla chiusura del contenzioso ex Centro Leasing avverso l'avviso di liquidazione dell'imposta di registro sull'immobile oggetto di leasing sito in Roma, Via Tuscolana di circa 2 milioni.

Sempre rispetto al 31 dicembre 2019, per la Capogruppo le principali differenze degli accantonamenti sono collegate:

  • − in aumento (circa +13 milioni), alle contestazioni IMU, di cui meglio in seguito; all'acquisizione della suindicata pratica di contenzioso in Brasile e agli interessi maturati sui contenziosi in essere;
  • − in diminuzione (circa -10 milioni), dall'avvenuta definizione della contestazione Infogroup con l'utilizzo di circa 7,3 milioni per IVA, IRES e IRAP, dalla chiusura della sopra citata posizione nota come "Immobiliare Tuscolana" per circa 2 milioni e del contenzioso INVIM sul conferimento immobili da parte di Carical per circa 0,8 milioni.

Nel corso dell'anno sono stati chiusi 212 rilievi della Capogruppo per un contestato totale di 13,8 milioni con un esborso di circa 9 milioni.

Per le partecipate italiane il contenzioso fiscale al 31 dicembre 2020 ammonta a complessivi 63 milioni (53 milioni al 31 dicembre 2019), fronteggiati da accantonamenti specifici per 10 milioni (1 milione nel bilancio 2019). I dati esposti includono anche le posizioni di contenzioso passivo delle partecipate UBI Banca e sue controllate. Rispetto al 31 dicembre 2019, i principali eventi che hanno dato luogo a movimentazioni significative dell'ammontare complessivo sia delle pretese (+10 milioni) che degli accantonamenti (+9 milioni) sono i seguenti:

  • − inclusione del perimetro delle società del Gruppo UBI (totale contestato di 9,9 milioni e accantonamento di 2,7 milioni);
  • − per Intesa Sanpaolo Provis, incremento di 0,6 milioni del totale contestato e di 1,5 milioni dell'accantonamento su numerose pratiche di modesto importo unitario. La variazione sull'accantonamento è dovuta al controverso tema della soggettività passiva del tributo IMU in relazione a contratti di leasing immobiliare risolti senza reimpossessamento dei beni per i quali si è ritenuto opportuno cautelare integralmente il rischio;
  • − per Banca Fideuram, è stato effettuato un accantonamento prudenziale a seguito dell'ultima sentenza sfavorevole della CTR Lazio n. 3417/16/20 depositata l'11 novembre 2020 e in relazione a contenziosi pendenti in tema di mancata effettuazione della ritenuta del 27% sugli interessi maturati negli anni 2009, 2010 e 2011 su conti correnti bancari esteri intrattenuti presso la Fideuram Bank (Luxembourg) da due fondi comuni di investimento di diritto lussemburghese "storici" (Fonditalia e Interfund SICAV), per i quali negli anni accertati Banca Fideuram era unicamente banca collocatrice e banca corrispondente (valore complessivo delle controversie 9,3 milioni).

Le vertenze fiscali relative alle controllate estere sono di ammontare pari a 9 milioni (11 milioni a fine 2019) fronteggiate da accantonamenti per 7 milioni (in linea con il 2019). La riduzione del contestato è principalmente riferita a controversie di Intesa Sanpaolo Bank Albania definite e alla riduzione di valore delle cause di Intesa Sanpaolo Brasil S.A. e Alexbank per adeguamento al cambio valuta di fine esercizio. Gli accantonamenti dello scorso anno sono confermati. Non si segnalano nuove controversie di importo rilevante nell'anno.

Tuttavia, va sottolineato che per effetto della proroga dei termini di decadenza e prescrizione, disposta dai vari interventi normativi riguardanti la pandemia da COVID-19, gli atti di accertamento, liquidazione, contestazione, irrogazione della sanzione scadenti tra il 9 marzo e il 31 dicembre 2020 ed emessi dalle Autorità fiscali entro il 31 dicembre 2020, verranno notificati validamente al contribuente nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2021.

Nei paragrafi che seguono sono fornite informazioni sulle controversie attualmente in essere (comprese quelle sorte prima del 2020) più rilevanti.

Capogruppo

Contenziosi in materia di imposta di registro, per un petitum complessivo di 38 milioni, su riqualificazione di operazioni di conferimento d'azienda e cessione di partecipazioni in cessione di azienda e conseguente accertamento di maggior valore dell'azienda

Si tratta di contenziosi aventi ad oggetto recuperi di imposta di registro su operazioni di conferimento aziendale e successiva vendita delle partecipazioni, riqualificati dal Fisco come cessioni di rami aziendali e sul conseguente accertamento di maggior valore del ramo. Tali contenziosi non sono stati definiti con la cd. pace fiscale, ex articolo 6 del decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019 (D.L. n. 119/2018), o perché la Banca aveva già provveduto al versamento dell'intero ammontare accertato e per effetto della definizione non avrebbe avuto diritto alla restituzione delle somme eccedenti rispetto a quanto dovuto per la definizione, o perché vi erano fondate prospettive di esito favorevole dei giudizi pendenti in Cassazione.

Rientra in tale casistica anche la controversia (petitum 8 milioni), pendente dinanzi la Corte di Cassazione su ricorso dell'Avvocatura Generale dello Stato avverso la sentenza di secondo grado favorevole alla Banca, in tema di imposta di registro su riqualificazione in cessione di ramo di azienda della complessa operazione con cui la società Manzoni s.r.l. trasferiva alla Melville s.r.l., mediante scissione parziale non proporzionale, un ramo d'azienda "private equity" alla stessa pervenuto tramite due diversi conferimenti di ramo da parte di Intesa Sanpaolo e dell'allora IMI Investimenti. La Banca ha affidato a primario studio legale l'incarico dell'assistenza in giudizio.

Contenzioso in tema di IMU su immobili non reimpossessati a seguito della risoluzione dei relativi contratti di leasing

Da tempo si discute in merito all'individuazione della soggettività passiva dell'IMU con riferimento ad immobili di proprietà delle società di leasing concessi in locazione finanziaria a terzi, il cui contratto di leasing è stato risolto anticipatamente per inadempimento del locatario ovvero si è sciolto per effetto di procedure concorsuali coinvolgenti il locatario stesso, senza che quest'ultimo abbia però provveduto alla riconsegna del bene al locatore. Su tale questione è sorto negli anni un contenzioso fiscale (che ha riguardato anche la ex Mediocredito Italiano e la Provis) riguardante la riconducibilità della soggettività passiva IMU (ancora) in capo all'utilizzatore ovvero (già) alla società di leasing nel lasso temporale intercorrente tra la data di risoluzione (o scioglimento) del contratto di leasing e la data di materiale riconsegna del bene al locatore. La posizione di Intesa Sanpaolo - in linea con quella di tutte le altre società di leasing italiane e con le indicazioni dell'ASSILEA - era stata sino al 2019 che in tale lasso temporale il soggetto passivo dell'IMU dovesse continuare ad essere l'utilizzatore. A fine 2019, l'orientamento giurisprudenziale della Corte di Cassazione era ancora ondivago, ma nel 2020 si è affermata la tesi della soggettività IMU delle società di leasing dalla data di risoluzione giuridica del contratto, indipendentemente dal reimpossessamento del bene. Inoltre, la Legge di Bilancio 2020 ha previsto l'abolizione dell'Imposta unica comunale (IUC), nelle sue componenti relative all'Imposta municipale propria (IMU) ed al Tributo sui servizi indivisibili (TASI), e l'unificazione delle due imposte nella nuova IMU e, in data 18 marzo 2020, il Ministero dell'Economia e Finanze – Dipartimento delle Finanze – Direzione Legislazione Tributaria e Federalismo Fiscale, con la circolare nr. 1/DF, a commento delle modifiche ha fornito precise indicazioni sulla soggettività passiva della nuova IMU con riferimento alla data della risoluzione del contratto di leasing, in linea con la giurisprudenza prevalente. In considerazione di ciò, la banca ha deciso di procedere, a partire dal 2020, al pagamento dell'IMU su tutti gli immobili in leasing con contratti risolti, indipendentemente dall'avvenuta riconsegna del bene, promuovendo ove possibile le azioni di rivalsa nei confronti degli ex utilizzatori. E' stato altresì deciso il progressivo abbandono di tutti i contenziosi pendenti (oltre 300 per la Capogruppo) su accertamenti relativi alle annualità fino al 2019, previo esperimento di un tentativo di conciliazione giudiziale presso i Comuni interessati per l'annullamento delle sanzioni e la compensazione delle spese di giudizio.

Il petitum complessivo è di 11 milioni interamente cautelato nel fondo rischi contenzioso.

Contenzioso in tema di IVA su operazioni di leasing nautico

Con riguardo alla incorporata Mediocredito Italiano in Intesa Sanpaolo, era stata avviata una verifica fiscale generale da parte della Guardia di Finanza di Milano in data 17 aprile 2019 che riguardava gli anni d'imposta 2014 e 2015 ai fini IVA e gli anni d'imposta 2015 e 2017 ai fini delle imposte dirette. La verifica si è conclusa in data 13 ottobre 2020.

Relativamente all'anno d'imposta 2014 ai fini IVA, la Guardia di Finanza aveva già notificato il Processo Verbale di Constatazione ("PVC") lo scorso 31 luglio 2019 contestando: i) il regime IVA di non imponibilità, ai sensi dell'articolo 8-bis del D.P.R. n. 633/72, applicato dalla società al leasing nautico e ii) la non imponibilità dell'art. 7-bis del D.P.R. n. 633/72 per una operazione di riscatto di imbarcazione. L'importo totale di IVA contestata ammontava a 2,3 milioni (di cui 1,7 sul primo rilievo e 0,6 sul secondo). E' stato conseguentemente notificato l'avviso di accertamento da parte della Direzione Regionale Lombardia (maggiorato di interessi e sanzioni), avverso il quale è stato presentato il ricorso la cui l'udienza, originariamente fissata dalla Commissione Tributaria Provinciale di Milano lo scorso 24 novembre, è stata posticipata al 24 marzo 2021. Sulla posizione la banca ha effettuato accantonamenti in merito alla prima contestazione, solo per il rischio per imposta e interessi e non anche per sanzioni, mentre per la seconda si ritiene che l'eventuale passività fiscale ricada contrattualmente sul cliente. Per l'anno d'imposta 2015, ai fini IVA la Guardia di Finanza ha notificato il PVC in data 13 ottobre 2020 contestando, analogamente a quanto fatto per l'anno precedente, il regime IVA di non imponibilità ex articolo 8-bis del D.P.R. n. 633/72, applicato dalla società al leasing nautico. L'importo totale di IVA contestata ammonta a 0,9 milioni. Non è stato ancora notificato il relativo avviso di accertamento. Anche su questa posizione, la banca ha già accantonato nello scorso esercizio la quota relativa al rischio per imposta e interessi come avvenuto per il 2014.

Relativamente agli anni d'imposta 2015 e 2017 ai fini delle imposte dirette la verifica si è conclusa invece senza la rilevazione di irregolarità.

* * * Con riferimento alla incorporata Banca Nuova (già facente parte del Gruppo Banca Popolare di Vicenza), sono in corso interlocuzioni con l'Agenzia delle Entrate della Sicilia per la definizione in adesione del processo verbale di constatazione relativo al periodo d'imposta 2015 notificato a Intesa Sanpaolo, in qualità di società incorporante, in data 20 dicembre 2019 e contenente rilievi per complessivi 1,6 milioni di maggior reddito imponibile e imposte IRES e IRAP per complessivi 0,46 milioni, oltre sanzioni e interessi. La contestazione è stata segnalata alla Banca Popolare di Vicenza in l.c.a. - e al Ministero dell'Economia e delle Finanze per opportuna informativa e in considerazione degli impegni di garanzia assunti con l'art. 2, comma c), del d.m. 25 giugno 2017, n. 187, ai sensi dell'art. 4, comma 1, lett. c), del decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99 -, tenuta a mantenere indenne ISP della eventuale passività, ai sensi dell'Articolo 11 del contratto concluso in data 26 giugno 2017, per l'acquisizione delle attività, passività e rapporti giuridici. A seguito della definizione nel 2021 si procederà a inoltrare formale richiesta di indennizzo per l'importo definitivamente dovuto all'Amministrazione finanziaria.

Con riguardo invece alle controversie di Intesa Sanpaolo definite nel periodo, si richiama la sentenza favorevole della Corte di Cassazione relativa alla ex Cassa di Risparmio di Piacenza e Vigevano in tema di imposta di registro sull'aumento di capitale in base alle agevolazioni della legge Amato del valore di circa 0,8 milioni. Inoltre, la sentenza negativa della Corte di Cassazione avverso l'avviso di liquidazione dell'imposta di registro per circa 2 milioni complessivi emesso nei confronti dell'incorporata Centro Leasing in relazione alla compravendita di un immobile in leasing sito in Roma, Via Tuscolana. Infine, la contestazione della Direzione Provinciale di Firenze alla Engineering – Ingegneria Informatica S.p.A. in merito al regime Iva applicato nel 2014 dalla Infogroup Informatica e Servizi Telematici S.c.p.A.

Per quanto concerne le filiali di Intesa Sanpaolo localizzate all'estero si evidenzia che: i) è in corso una verifica fiscale in materia di IVA sulla filiale di Londra con riferimento ai periodi d'imposta 2016, 2017 e 2018; ii) sono in corso tre verifiche fiscali in materia di imposte dirette sulla filiale di New York per i periodi d'imposta 2015, 2016 e 2017; iii) sulla filiale di

New York è in fase di avvio anche una quarta verifica condotta dall'IRS con riferimento alla dichiarazione dei redditi presentata per il periodo d'imposta 2018. Infine, nel mese di novembre 2020 si è chiusa la verifica fiscale presso la filiale di Francoforte relativa ai periodi d'imposta 2016 – 2018 rispetto ai seguenti ambiti: i) imposte sui redditi; ii) IVA; iii) ritenute; iv) perdite fiscali riportate; v) transfer pricing; vi) trade tax tedesca. L'amministrazione finanziaria tedesca ha formulato un unico rilievo in tema di inerenza dei costi di regia accertando complessivamente per tutti gli anni una maggiore imposta di 1,2 milioni, senza comminare sanzioni. La filiale, sulla base del parere espresso dal consulente, ha ritenuto opportuno aderire alla contestazione.

Società del Gruppo

Per Banca Fideuram si è accennato sopra al contenzioso riguardante la presunta mancata effettuazione della ritenuta sugli interessi su conti correnti bancari esteri intrattenuti presso la Fideuram Bank (Luxembourg) da due fondi comuni di investimento di diritto lussemburghese "storici". Più in dettaglio, la banca è risultata soccombente in secondo grado a novembre 2020 anche con riferimento al 2011, come per gli anni 2009 e 2010. Pertanto, si è ritenuto opportuno predisporre – sentito il consulente incaricato dell'assistenza nei giudizi pendenti in Corte di Cassazione - un accantonamento a fondo rischi a copertura del rischio comprensivo di sanzioni e interessi.

Intesa Sanpaolo Private Banking, ha da tempo pendenti contenziosi IRES e IRAP relativi alla deduzione (avvenuta negli anni 2011 e seguenti) della quota di ammortamento dell'avviamento, scaturita dai conferimenti dei rami aziendali private di Intesa Sanpaolo e della Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna nel 2009, Banca di Trento e Bolzano e Cassa di Risparmio di Firenze nel 2010, Cassa di Risparmio Pistoia e Lucchesia e Cassa di Risparmio dell'Umbria nel 2013, affrancati dalla conferitaria ai sensi dell'art. 15, comma 10, del D.L. 29 novembre 2008, n. 185.

In merito allo stato dei contenziosi si segnala quanto segue:

  • − anno 2011: favorevole sentenza n. 2763/2019, depositata il 26.6.2019, della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia che ha respinto l'appello principale dell'Agenzia delle Entrate avverso la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Milano n. 7028/2017 (ammontare della complessiva pretesa pari a 7,9 milioni, di cui 3,8 per imposte e 3,5 per sanzioni). Il giudice di secondo grado ha anche accolto l'appello incidentale della società sulla questione pregiudiziale della decadenza dell'Amministrazione finanziaria dal potere di accertamento; l'affrancamento dell'avviamento era stato evidenziato nella dichiarazione relativa al periodo d'imposta 2010, e gli avvisi sono stati notificati nel corso del 2017, quindi oltre i termini decadenziali individuati dall'art. 43 D.P.R. n. 600/73. Il giudizio pende in Cassazione su ricorso dell'Avvocatura Generale dello Stato e per la banca è stato predisposto controricorso dal consulente esterno incaricato;
  • − anno 2012: sfavorevoli sentenze della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia nn. 5172/2019 e 5173/2019 che hanno accolto gli appelli dell'Agenzia delle entrate (ammontare della complessiva pretesa pari a 8 milioni di cui 3,9 per imposte e 3,5 per sanzioni). Il ricorso per Cassazione è stato affidato dalla banca al medesimo consulente;
  • − anno 2013: il giudizio pende dinanzi la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia su appello dell'Agenzia delle entrate (ammontare della complessiva pretesa pari a 10,2 milioni di cui 4,9 per imposta e 4,4 per sanzioni). L'appello è stato discusso in pubblica udienza il 20 ottobre 2020. Si è in attesa della sentenza;
  • − anni 2014 e 2015: la Sez. 2^ della Commissione Tributaria Provinciale di Milano con sentenza n. 504/2/2020 del 7/02/2020, depositata il 13/02/2020, ha accolto i ricorsi IRES e IRAP per entrambe le annualità (giudizi riuniti). L'ammontare della pretesa tributaria ammonta a 16,1 milioni (di cui 7,9 per imposte e 7,2 milioni per sanzioni), oltre interessi. In data 12 novembre 2020 è stato notificato l'appello dell'Agenzia delle Entrate avverso la predetta sentenza. La banca si è costituita nel giudizio tramite le strutture interne.

Il totale contestato ad Intesa Sanpaolo Private Banking ammonta dunque, per imposte, sanzioni ed interessi, a 42,2 milioni. Il rischio di passività è valutato di tipo remoto, in quanto la legittimità dell'affrancamento degli avviamenti che si generano ex novo in capo alla conferitaria – posto a suo tempo in essere anche da altre società del Gruppo e contestato a nessuna - è stata esplicitamente ammessa dall'Agenzia con la Circolare n. 8/E del 2010.

Il contenzioso fiscale passivo in essere al 31 dicembre 2020 a carico di UBI Banca S.p.A. e delle società da questa controllate è principalmente derivante dalle c.d. ex "Good Banks" acquisite nell'anno 2017. Il valore delle controversie assomma complessivamente per il Gruppo a 9,9 milioni (di cui 6,5 UBI Banca) e gli accantonamenti sono pari a 2,7 milioni (di cui 1,1 milioni UBI Banca).

La pretesa tributaria a carico di UBI Banca S.p.A. è in gran parte imputabile a due contenziosi originati dalla ex Banca delle Marche S.p.A. Per scelte operative effettuate dalla banca in questione all'epoca dei fatti, i pagamenti sostenuti nelle more del giudizio erano stati imputati in larga parte a conto economico (3,5 milioni) mentre solo euro 418mila sono iscritti quale attività in riscossione provvisoria, integralmente cautelata da accantonamento a fondo rischi. Avverso la sfavorevole sentenza del giudizio di appello, la banca ha dato incarico a un consulente esterno per la predisposizione del ricorso in Corte di Cassazione.

Per effetto di quanto sopra e considerati per UBI Banca ulteriori pagamenti definitivi in pendenza di giudizio per 0,3 milioni e debiti su contenziosi iscritti per 0,2 milioni, la passività potenziale al 31 dicembre 2020 su contenziosi passivi incardinati a carico di UBI Banca S.p.A. e delle società controllate ammonta a 3,1 milioni (senza tener conto di pagamenti in via provvisoria fatti da altri coobbligati o di eventuali manleve).

In merito alle due posizioni più significative, entrambe rivenienti dall'incorporata Nuova Banca delle Marche S.p.A. (a sua volta incorporante di Medioleasing S.p.A.), si segnala quanto segue.

Un contenzioso concerne l'applicazione dell'imposta sostitutiva ex D.P.R. n. 601/1973 in relazione ad un contratto di finanziamento dalla Banca delle Marche S.p.A. alla Medioleasing di 400 milioni stipulato il 27 dicembre 2007 nella Repubblica di San Marino (valore controversia 2,2 milioni, oltre interessi). Ambedue le società hanno impugnato gli avvisi di liquidazione dell'Agenzia delle entrate avanti le commissioni tributarie competenti, risultando soccombenti in primo e secondo grado (CTR Marche n. 499/2020 e n. 500/2020 depositate il 10 settembre 2020). Pendono i termini per proporre ricorso avanti la Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio la Medioleasing ha provveduto al pagamento di 1,7 milioni con imputazione diretta a conto economico e l'ex Banca delle Marche ha versato circa 0,4 milioni a titolo di riscossione provvisoria, iscritto nell'attivo dello stato patrimoniale e cautelato.

L'altro contenzioso è in tema di IVA per l'annualità 2005 (valore controversia 1,6 milioni). In data 2 dicembre 2010 l'Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale di Ancona ha notificato alla Medioleasing un avviso di accertamento con richiesta di una

maggiore IVA pari a 0,7 milioni, oltre interessi e contestuale irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di 0,9 milioni. La contestazione si basava su una presunta riqualifica di contratti di leasing nautico (contraddistinti dal c.d. "maxicanone" iniziale) in compravendita del bene oltre ad operazioni di sale and lease back immobiliare. La Medioleasing è risultata soccombente in primo e secondo grado: nel mese di novembre 2013 ha proposto ricorso avanti la Corte di Cassazione. La data di trattazione non è ancora stata fissata. In pendenza di giudizio, la società ha provveduto al pagamento integrale con imputazione diretta a conto economico.

Infine, Provis ha pratiche di contenzioso IMU e TASI pendenti o comunque prossime all'avvio del valore complessivo di 1,9 milioni.

Con riguardo alle società controllate estere si segnalano le seguenti evoluzioni del contenzioso intervenute nell'anno.

I tre contenziosi (petitum complessivo 0,5 milioni) della controllata Intesa Sanpaolo Bank Albania in qualità di incorporante di Veneto Banka risultano definiti. L'esito è stato sfavorevole, ma senza effetti negativi sul conto economico 2020, avendo la banca albanese considerato definitivo il pagamento dell'intero ammontare in contestazione effettuato nel 2019. Intesa Sanpaolo Bank Albania è altresì interessata da due contenziosi (importo complessivo 2,3 milioni) entrambi pendenti in Cassazione su ricorso della banca: i) il primo, avente ad oggetto la cancellazione di crediti non più esigibili che secondo l'amministrazione finanziaria avrebbero portato ad una diminuzione non legittima della base imponibile ai fini delle imposte dirette delle annualità dal 2003 al 2007 (1,3 milioni); ii) il secondo, relativo ad errori commessi nella dichiarazione dei redditi del periodo d'imposta 2011 (1 milioni).

Intesa Sanpaolo Brasil S.A. – Banco Multiplo, è stata oggetto di una verifica da parte del Receita Federal do Brasil (RFB), cui ha fatto seguito un avviso di accertamento in tema di imposte dirette per gli anni 2015 e 2016. La contestazione riguarda l'improprio utilizzo di perdite fiscali pregresse, ad avviso delle autorità fiscali brasiliane non utilizzabili poiché generate prima della riorganizzazione che ha interessato Intesa Sanpaolo Brasil S.A. – Banco Multiplo che ne avrebbe modificato l'attività svolta e la compagine societaria. Il rilievo mosso dal RFB è pari a 1,7 milioni di euro su cui la società non ha effettuato alcun accantonamento giudicando remoto, anche sulla base della valutazione del consulente locale, il rischio di soccombere in giudizio. Il primo grado di giudizio si è chiuso con esito sfavorevole alla Banca che ha presentato ricorso in appello il 14 dicembre 2020. Il petitum si è ridotto di circa 0,6 milioni rispetto al 31 dicembre 2019 in conseguenza della svalutazione della valuta locale.

Alexbank ha in corso due verifiche fiscali relative rispettivamente alla corporate income tax, con riferimento al periodo d'imposta 2019, e all'imposta di bollo, con riferimento al periodo d'imposta 2019. Al momento non risultano formulate contestazioni. Inoltre, è pendente un contenzioso avente ad oggetto il mancato versamento dell'imposta di bollo da parte delle filiali della banca del valore complessivo di circa 4,5 milioni di euro al cambio del 31 dicembre 2020 per i periodi d'imposta 1984 – 2008 (86,8 milioni di lire egiziane).

E' pendente il contenzioso della controllata ucraina Pravex Bank relativo al disconoscimento della perdita fiscale di 4 milioni circa riportata nel 2018 da anni precedenti. La contestazione non determina effetti sul conto economico del 2018 in quanto la società non ha iscritto la fiscalità anticipata e presenta una situazione fiscale che non consente comunque l'utilizzo di detta perdita. Nel corso del 2019 è stato anche presentato ricorso in primo grado relativamente ad un ulteriore accertamento delle autorità fiscali locali in materia di IVA del valore di 20 mila euro circa.

A marzo 2020, Exelia è stata oggetto di verifica fiscale ai fini IVA da parte dell'amministrazione fiscale rumena (ANAF) con riferimento ai periodi d'imposta 2014 – 2019. Tale verifica si è conclusa e l'ANAF ha stabilito che i servizi forniti da Exelia sono qualificabili come servizi di natura finanziaria ai fini IVA e di conseguenza esenti, derivando da ciò la totale indetraibilità dell'IVA sugli acquisti di beni e servizi. L'amministrazione finanziaria ha quindi contestato un omesso pagamento IVA pari a 369 mila euro, oltre sanzioni per 146 mila euro, per i periodi d'imposta oggetto di verifica. Occorre precisare, con riferimento all'importo delle sanzioni, che la società pagando l'ammontare integrale delle imposte richieste ha ottenuto l'annullamento integrale delle stesse beneficiando di un'ordinanza del Governo prevista per i casi di versamento integrale delle maggiori imposte dovute per gli anni pregressi.

Quanto agli accertamenti/approfondimenti in essere da parte delle Amministrazioni finanziarie locali, si segnala quanto segue. A febbraio 2020, PBZ CARD O.O.O. è stata oggetto di verifica fiscale da parte dell'amministrazione fiscale croata con riferimento alla profit tax relativamente al periodo d'imposta 2018. La società non ha ancora ricevuto alcun rilievo formale. E' in corso la verifica fiscale su IMI SEC avente a oggetto le annualità 2015 e 2016. Nel corso del 2019 la verifica è stata estesa anche al 2017. Al momento non si segnalano contestazioni.

A fronte della totalità delle pratiche di contenzioso fiscale in essere al 31 dicembre 2020, per un valore complessivo, come in precedenza indicato, di 211 milioni, di cui 139 milioni relativi a Intesa Sanpaolo, nell'attivo dello stato patrimoniale di Gruppo sono iscritti 45 milioni di crediti per importi pagati a titolo provvisorio in presenza di accertamenti, 27 milioni dei quali riferiti alla Capogruppo.

* * * * *

La quota del fondo rischi che fronteggia le relative controversie con iscrizione a ruolo provvisoria ammonta a 28 milioni, di cui 25 milioni relativi a Intesa Sanpaolo.

Detti versamenti a titolo provvisorio sono stati effettuati in ottemperanza a specifiche disposizioni legislative, che ne prevedono l'obbligatorietà in base a un meccanismo di tipo automatico del tutto indipendente dall'effettiva fondatezza delle connesse pretese fiscali, e quindi dal maggiore o minore rischio di soccombenza nei relativi giudizi. Si tratta cioè di pagamenti eseguiti unicamente in ragione dell'esecutorietà di cui sono dotati gli atti amministrativi che contengono la pretesa fiscale di riferimento, la quale non viene meno neppure in presenza di impugnazione, che non ha efficacia sospensiva, e nulla toglie o aggiunge alle valutazioni sull'effettivo rischio di soccombenza, la cui misurazione è operata secondo il criterio previsto dallo IAS 37 per le passività.

SEZIONE 3 – RISCHI DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE

3.1 RISCHI ASSICURATIVI

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA E QUANTITATIVA

Ramo Vita

I rischi tipici del portafoglio assicurativo Vita (gestito attraverso Intesa Sanpaolo Vita, Intesa Sanpaolo Life, Fideuram Vita e BancAssurance Popolari) possono essere riassunti in tre categorie: rischi di tariffazione, rischi demografico-attuariali e rischi di riservazione.

I rischi di tariffazione vengono presidiati dapprima in sede di definizione delle caratteristiche tecniche e di pricing di prodotto e nel tempo mediante verifica periodica della sostenibilità e della redditività (sia a livello di prodotto che di portafoglio complessivo delle passività). In sede di definizione di un prodotto viene utilizzato lo strumento di profit testing, con l'obiettivo di misurarne la redditività e di identificare in via preventiva eventuali elementi di debolezza attraverso specifiche analisi di sensitivity.

I rischi demografico-attuariali si manifestano qualora si misuri un andamento sfavorevole della sinistralità effettiva rispetto a quella stimata nella costruzione della tariffa e sono riflessi a livello di riservazione. Per sinistralità si intende non solo quella attuariale ma anche quella finanziaria (rischio di tasso di interesse garantito). La società presidia tali rischi mediante una sistematica analisi statistica dell'evoluzione delle passività del proprio portafoglio contratti, suddivisa per tipologia di rischi e mediante simulazioni sulla redditività attesa degli attivi posti a copertura delle riserve tecniche.

Il rischio di riservazione è presidiato in sede di determinazione puntuale delle riserve matematiche, con una serie di controlli sia di dettaglio (per esempio un controllo preventivo sulla corretta memorizzazione a sistema delle variabili necessarie al calcolo, quali rendimenti, quotazioni, basi tecniche, parametri per le riserve integrative, ricalcolo dei valori di singoli contratti) sia d'insieme, mediante il raffronto dei risultati con le stime che vengono prodotte mensilmente. Particolare attenzione viene posta al controllo della corretta presa in carico dei contratti, attraverso la quadratura del relativo portafoglio con ricostruzione delle movimentazioni suddivise per causa intervenute nel periodo e della coerenza degli importi liquidati, rispetto alla movimentazione delle riserve.

Nelle tabelle che seguono viene data rappresentazione della struttura per scadenze delle riserve matematiche, escluse le riserve per somme da pagare e al lordo delle elisioni intercompany, e della struttura per rendimento minimo garantito al 31 dicembre 2020.

(milioni di euro)
Dettaglio riserve matematiche pure del segmento vita: scadenza Riserva
matematica
%
Fino ad 1 anno 1.461 1,70
Da 1 a 5 anni 3.373 3,94
Da 6 a 10 anni 1.413 1,65
Da 11 a 20 anni 2.450 2,86
Oltre 20 anni 77.020 89,85
TOTALE 85.717 100,00
(milioni di euro)
Dettaglio della concentrazione dei rischi
per tipologia di garanzia
Totale
riserve
%
Prodotti assicurativi e investimenti con garanzia
rendimento annuo
0% - 1% 32.261 34,20
Da 1% a 3% 37.648 39,91
Da 3% a 5% 6.036 6,40
Prodotti assicurativi 9.772 10,36
Riserva Shadow 8.605 9,13
TOTALE 94.322 100,00

Le riserve matematiche vengono calcolate sulla quasi totalità del portafoglio contratto per contratto e la metodologia utilizzata per la determinazione delle riserve tiene conto di tutti gli impegni futuri dell'impresa.

La ripartizione per scadenza delle passività finanziarie, al lordo delle elisioni intercompany, rappresentate dalle attività a copertura degli impegni derivanti dalle polizze unit ed index linked e dalle passività subordinate, è rappresentata dalla tabella che segue.

(milioni di euro)
Dettaglio della ripartizione per scadenza delle passività
finanziarie
Con scadenza
nei 12 mesi
Con scadenza
oltre i 12 mesi
Totale al
31.12.2020
Totale al
31.12.2019
Unit linked 101 77.358 77.459 76.165
Index linked - - - -
Passività subordinate - 2.130 2.130 1.536
Totale 101 79.488 79.589 77.701

Ramo Danni

I rischi tipici del portafoglio assicurativo Danni (gestito attraverso Intesa Sanpaolo Assicura, Intesa Sanpaolo RBM Salute e Intesa Sanpaolo Vita) sono riconducibili principalmente a rischi di tariffazione e di riservazione.

I rischi di tariffazione vengono presidiati dapprima in sede di definizione delle caratteristiche tecniche e di pricing del prodotto e nel tempo mediante verifica periodica della sostenibilità e della redditività (sia a livello di prodotto che di portafoglio complessivo delle passività).

Il rischio di riservazione è presidiato in sede di determinazione puntuale delle riserve tecniche. In particolare, per le imprese che esercitano i rami danni, le riserve tecniche si possono distinguere in: riserve premi, riserve sinistri, riserve per partecipazione agli utili e ristorni, altre riserve tecniche e riserva di perequazione.

Con riferimento all'assunzione del rischio, le polizze al momento dell'acquisizione vengono controllate con un sistema automatico di riscontro dei parametri assuntivi associati alla tariffa di riferimento. Il controllo, oltre che formale, è quindi anche sostanziale e consente, in particolare, di accertare esposizioni a livello di capitali e massimali, al fine di verificare la corrispondenza del portafoglio con le impostazioni tecniche e tariffarie concordate con la rete di vendita.

In seconda battuta, vengono effettuati controlli statistici per verificare situazioni potenzialmente anomale (come, ad esempio, la concentrazione per zona o tipologia di rischio) e per tenere sotto controllo i cumuli a livello di singola persona (con particolare riferimento alle polizze che prevedono coperture nei rami infortuni e malattia). Ciò anche allo scopo di fornire le opportune indicazioni sui profili di portafoglio alla unità organizzativa Attuariato Bilancio e Riassicurazione, per impostare il piano riassicurativo annuale.

Nella tabella che segue si riporta, per i principali rami nei quali opera la società, lo sviluppo dei sinistri per generazione al 31 dicembre 2020.

(milioni di euro)
Sviluppo riserve sinistri ANNO DI GENERAZIONE/ACCADIMENTO TOTALE
2016 2017 2018 2019 2020
Importo riserva:
al 31/12 dell'anno di generazione N 402 466 565 686 598
al 31/12 dell'anno N+1 205 247 269 278
al 31/12 dell'anno N+2 112 113 143
al 31/12 dell'anno N+3 105 108
al 31/12 dell'anno N+4 103
Importo complessivo sinistri pagati cumulati 96 93 116 215 303 823
Riserva sinistri in bilancio al 31.12.2020 7 15 27 62 295 406
Riserva finale per sinistri esercizi precedenti 18
Totale Riserva sinistri in bilancio al
31.12.2020 424

3.2 RISCHI FINANZIARI

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA E QUANTITATIVA

Rischi Finanziari

Tali rischi derivano dal livello o dalla volatilità dei prezzi di mercato di strumenti finanziari che impattano sul valore di bilancio sia delle attività che della passività. I fattori di rischio individuati dalla Compagnia sono:

  • Rischio tasso: impatta attività e passività per le quali il valore è sensibile ai cambiamenti nella struttura a termine dei tassi di interesse o della volatilità dei tassi di interesse;
  • Rischio azionario: deriva dal livello o dalla volatilità dei prezzi di mercato per i titoli azionari e impatta attività e passività ilcui valore risulti sensibile alle variazioni dei prezzi azionari;
  • Rischio immobiliare: deriva dal livello o dalla volatilità dei prezzi di mercato delle proprietà immobiliari e impatta attività epassività sensibili a tali variazioni;
  • Rischio cambio: deriva da variazioni del livello o della volatilità dei tassi di cambio di valuta;
  • Rischio spread: impatta attività e passività per le quali il valore è sensibile alle variazioni sfavorevoli dei credit spread;
  • Rischio di concentrazione: riflette il rischio di detenere percentuali elevate in attività finanziarie con la stessa controparte.

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Nel corso del 2020, l'analisi dell'esposizione al rischio del Gruppo Assicurativo è stata fortemente condizionata dallo scenario economico/sociale/finanziario dettato dall'emergenza pandemica COVID-19. Sono stati attivati monitoraggi settimanali e mensili sulla situazione di solvibilità e di liquidità del Gruppo Assicurativo che sono stati inviati all'Autorità di Vigilanza a partire dal mese di marzo. Sono stati inoltre rafforzati i monitoraggi relativi ai rischi operativi con particolare riferimento all'insorgere di perdite derivanti dalla business continuity e/o dipendenti dai rischi cyber.

Portafogli di investimento

Gli investimenti delle società del segmento assicurativo del Gruppo Intesa Sanpaolo (Intesa Sanpaolo Vita, Intesa Sanpaolo Assicura, Intesa Sanpaolo Life, Fideuram Vita, Intesa Sanpaolo RBM Salute e BancAssurance Popolari) vengono realizzati a fronte del patrimonio libero ed a copertura delle obbligazioni contrattuali assunte nei confronti della clientela. Queste ultime sono relative alle polizze vita di tipo tradizionale rivalutabile, a quelle di tipo Index e Unit linked, ai fondi pensione e alle polizze danni.

I portafogli di investimento ammontano complessivamente, a valori di bilancio e alla data del 31 dicembre 2020, a 179.570 milioni. Di questi, una quota pari a 92.344 milioni è relativa alle polizze vita tradizionali rivalutabili, il cui rischio finanziario è condiviso con gli assicurati in virtù del meccanismo di determinazione dei rendimenti delle attività in gestione separata, alle polizze danni ed agli investimenti a fronte del patrimonio libero; l'altra componente, il cui rischio è interamente sopportato dagli assicurati, è costituita da investimenti a fronte di polizze Index Linked, Unit Linked e Fondi Pensione ed è pari a 87.226 milioni.

In considerazione del diverso tipo di rischiosità, l'analisi dei portafogli investimenti, dettagliata nel seguito, è incentrata sugli attivi detenuti a copertura delle polizze vita tradizionali rivalutabili, delle polizze danni e del patrimonio libero.

Attività finanziarie a fronte di gestioni separate e patrimonio libero

In termini di composizione per asset class, al netto delle posizioni in strumenti finanziari derivati, l'84,08 % delle attività, pari a 77.256 milioni, è costituito da titoli obbligazionari mentre la quota relativa a titoli di capitale pesa per il 1,92% ed è pari a 1.760 milioni. La restante parte, pari a 12.863 milioni, è costituita da investimenti in OICR, Private Equity e Hedge Fund (14%).

Il valore di bilancio dei derivati ammonta a 413 milioni circa, di questi la quasi totalità è riferita a derivati classificati di copertura, mentre la quota relativa a derivati di gestione efficace62 apporta un contributo negativo di -37 milioni circa.

Gli investimenti a fronte del patrimonio libero di Intesa Sanpaolo Vita e Fideuram Vita sono pari, alla fine del 2020 ed a valori di mercato, a 1.832 milioni circa e presentano una rischiosità, in termini di VaR (intervallo di confidenza 99%, holding period 10 giorni), pari a 18 milioni circa.

62 Il Regolamento ISVAP n.36 del 31 gennaio 2011 in materia di investimenti definisce "derivati di gestione efficace" tutti i derivati finalizzati al raggiungimento di prefissati obiettivi di investimento in maniera più veloce, agevole, economica o più flessibile rispetto a quanto sia possibile operando sugli attivi sottostanti.

Esposizione al rischio di tasso

La distribuzione per scadenze della componente obbligazionaria evidenzia un 12,43% a breve (inferiore a un anno), un 34,57% a medio termine e un 53% a lungo termine (oltre i 5 anni).

(milioni di euro)
Attività finanziarie Valore
di bilancio
% Duration
Titoli obbligazionari a tasso fisso 71.930 78,28 6,61
entro 1 anno 9.455 10,28
da 1 a 5 anni 24.519 26,69
oltre i 5 anni 37.956 41,31
Titoli obbligazionari a tasso variabile/indicizzati 5.327 5,80 3,68
entro 1 anno 144 0,16
da 1 a 5 anni 2.192 2,38
oltre i 5 anni 2.991 3,26
TOTALE 77.257 84,08 -
Titoli di partecipazione al capitale 1.760 1,92
OICR, Private Equity, Hedge Fund 12.863 14,00
TOTALE AL 31.12.2020 91.880 100,00

La sensitivity del fair value del portafoglio di attivi finanziari rispetto ad un movimento dei tassi di interesse, sintetizzata nella tabella seguente, mette in evidenza l'esposizione del portafoglio: a titolo di esempio, un movimento parallelo della curva di +100 punti base comporta una variazione negativa, nei portafogli obbligazionari, di 4.726 milioni.

(milioni di euro)
Valore
di Bilancio
% Variazione di fair value
a seguito di variazione
dei tassi di interesse
+100 bps -100 bps
Titoli obbligazionari a tasso fisso 71.930 93,10 -4.436 5.029
Titoli obbligazionari a tasso variabile/indicizzato 5.327 6,90 -290 214
Effetto copertura al rischio tasso di interesse - - - -
TOTALE 77.257 100,00 -4.726 5.243

Esposizione al rischio di credito

Nella tabella che segue è riportata la distribuzione per fasce di rating del portafoglio obbligazionario: i titoli con rating AAA/AA pesano per il 5,5% del totale investimenti mentre il 5,72% circa si colloca nell'area single A. I titoli dell'area low investment grade (BBB) costituiscono il 70,66% del totale, mentre è residuale (2,21%) la quota di titoli speculative grade o unrated. Si fa presente che, con riferimento all'esposizione verso titoli con rating BBB, la parte prevalente dell'esposizione è relativa a titoli obbligazionari emessi dalla Repubblica Italiana.

(milioni di euro)
Dettaglio delle attività finanziarie per rating dell'emittente Valori di
bilancio
%
Titoli obbligazionari 77.257 84,08
AAA 1.374 1,50
AA 3.671 4,00
A 5.254 5,72
BBB 64.932 70,66
Speculative grade 1.979 2,15
Senza rating 47 0,05
Titoli di partecipazione al capitale 1.760 1,92
OICR, Private Equity, Hedge Fund 12.863 14,00
TOTALE 91.880 100,00

L'analisi dell'esposizione in termini di emittenti/controparti evidenzia le seguenti componenti: i titoli emessi da Governi, Banche Centrali e altri enti pubblici rappresentano il 80,91% dei titoli obbligazionari mentre i titoli di emittenti corporate contribuiscono per circa il 19,09%.

A fine esercizio 2020, i valori di sensitivity del fair value dei titoli obbligazionari rispetto ad una variazione del merito creditizio degli emittenti, intesa come shock dei credit spread di mercato di ±100 punti base, sono riportati nella tabella seguente.

Valore
di Bilancio
% (milioni di euro)
Variazioni di fair value a
seguito di variazioni degli
spread di credito
+100 bps -100 bps
Titoli obbligazionari di emittenti governativi
Titoli obbligazionari di emittenti corporate
62.506
14.751
80,91
19,09
-4.102
-642
4.686
618
TOTALE 77.257 100,00 -4.744 5.304

Esposizione al rischio azionario

La sensitivity del portafoglio azionario a fronte di un ipotetico deterioramento dei corsi azionari pari al 10% risulta quantificata in 176 milioni, come si evince dalla tabella seguente.

(milioni di euro)
Valore
di Bilancio
% Variazioni di fair value a
seguito di variazioni
dei corsi azionari
-10%
Titoli azionari società finanziarie
Titoli azionari società non finanziarie e altri soggetti
208
1.552
11,82
88,18
-21
-155
TOTALE 1.760 100,00 -176

Esposizione al rischio di cambio

Il 97% circa degli investimenti è rappresentato da attività denominate nella divisa comunitaria. A fronte della residualeesposizione al rischio di cambio sono state contrapposte posizioni in strumenti finanziari derivati, principalmente Domestic Currency Swap, nella stessa valuta.

Strumenti finanziari derivati

Gli strumenti finanziari derivati sono utilizzati a fini di copertura dei rischi finanziari presenti nel portafoglio investimenti oppure a fini di gestione efficace.

Nella tabella sottostante si riportano i valori di bilancio degli strumenti finanziari derivati al 31 dicembre 2020.

(milioni di euro)
Tipologia sottostanti TITOLI DI DEBITO /
TASSI DI INTERESSE
TITOLI DI CAPITALE,
INDICI AZIONARI,
COMMODITY, CAMBI
TOTALE
Quotati Non
Quotati
Quotati Non
Quotati
Quotati Non
Quotati
Derivati di copertura
Derivati di gestione efficace
-
-
449
-48
-
52
-
11
-
52
449
-37
TOTALE - 401 52 11 52 412

SEZIONE 4 – RISCHI DELLE ALTRE IMPRESE

I rischi delle altre imprese sono essenzialmente concentrati:

  • nelle società Romulus Funding Corp. e Duomo Funding Plc, inserite nel perimetro di consolidamento ai sensi dell'IFRS 10;
  • nelle società del Gruppo Risanamento, consolidate contabilmente a partire dal 2015, ma non sottoposte ad attività di direzione e coordinamento.

VEICOLI ROMULUS FUNDING CORPORATION E DUOMO FUNDING PLC

Informazioni di natura qualitativa e quantitativa

Si tratta di due società veicolo che costituiscono la piattaforma asset-backed commercial paper conduit del Gruppo Intesa Sanpaolo, costituite al fine di rispondere alla strategia di Intesa Sanpaolo di fornire alla clientela un canale alternativo di funding tramite accesso al mercato internazionale delle asset-backed commercial paper. Gli asset originati dalla clientela europea sono acquistati dal veicolo Duomo, mentre al veicolo Romulus spettano gli attivi americani e l'attività di raccolta finanziaria sul mercato statunitense attraverso l'emissione delle asset-backed commercial paper. Si segnala, tuttavia, che a causa dei successivi downgrading di Intesa Sanpaolo intervenuti alla fine del 2014, gli investitori statunitensi hanno progressivamente disinvestito senza che il veicolo avesse la possibilità di trovare nuovi investitori terzi cui collocare le assetbacked commercial paper.

Al 31 dicembre 2020, pertanto, i titoli emessi dal veicolo Romulus pari a 4,3 miliardi sono stati sottoscritti dalla Capogruppo Intesa Sanpaolo per circa 4,1 miliardi.

I rischi in capo a tali entità, in particolare quelli di tasso di interesse e di cambio che potrebbero emergere dall'operatività delle due società, devono essere coperti in accordo con le policy di gestione di tali rischi definite dal Gruppo Intesa Sanpaolo.

In linea generale non è consentito alle società assumere posizioni in cambi.

Al 31 dicembre 2020, gli attivi del veicolo Romulus includono 4,3 miliardi di crediti verso il veicolo Duomo.

A fronte di tali attivi il veicolo ha emesso Asset-backed Commercial Papers (ABCP) per un valore di bilancio di 4,1 miliardi che sono stati per la quasi totalità sottoscritti dalla Capogruppo Intesa Sanpaolo.

Quanto al portafoglio del veicolo Duomo, a fine 2020 esso risulta principalmente composto da crediti verso clientela per 5,6 miliardi.

Nel prospetto che segue sono indicati i dati e le informazioni relative ai due veicoli sopra citati e riferiti al 31 dicembre 2020.

(milioni di euro)
ROMULUS E DUOMO Dati veicolo Linee di
liquidità (2)
Garanzie rilasciate di cui: posseduti dal Gruppo
Totale
attivo
Perdite
cumulate
natura importo importo importo classificazione
contabile
Valutazione
ROMULUS FUNDING CORP. 4.269 (1) - - 4.268 4.084 Att.Fin.al
costo
amm.
Costo
ammortizzato
DUOMO FUNDING PLC 5.654 - 5.776 - - -

(1) Interamente rappresentati da finanziamenti erogati a Duomo, per operazioni contabilizzate nel bilancio di quest'ultimo veicolo.

(2) Trattasi di Fully Supporting Liquidity Facilities rilasciate dalla capogruppo Intesa Sanpaolo impegnate per 5.776 milioni a fronte di un accordato pari a 8.451 milioni.

L'incidenza del totale attivo dei conduit Romulus e Duomo, al netto dei rapporti intercorrenti tra i due veicoli, rispetto al totale attivo consolidato, è pari allo 1%.

Il rischio del portafoglio dei due veicoli è composto per circa il 64,3% da crediti commerciali e per la restante parte da prestiti al consumo (18,3%), da crediti derivanti da contratti di leasing (5,7%), factoring contracts (4,5%), mutui ipotecari (1,3%), prestiti a PMI (1,3%) e da prestiti/contratti di leasing a società farmaceutiche (4,6%). Gli eligible assets detenuti dai veicoli sono espressi principalmente in euro (94,7% del portafoglio complessivo). La restante parte è suddivisa in sterline inglesi (1,5 %) e dollari USA (1,5%), dollari australiani (1,8%) e peso messicano (0,4%).

Sempre con riferimento al portafoglio di eligible assets si forniscono le seguenti informazioni.

Relativamente alla distribuzione per rating del portafoglio crediti si segnala che il 100% risulta privo di rating. Con riferimento alla distribuzione geografica degli assets detenuti dai due veicoli si segnala che i debitori sono localizzati per il 94% in Italia.

GRUPPO RISANAMENTO

Con riferimento ai rischi delle altre imprese si segnalano anche i potenziali effetti derivanti dalla sfavorevole congiuntura del mercato immobiliare sul Gruppo Risanamento, in considerazione della specifica natura dell'attività svolta dal Gruppo medesimo.

Occorre sottolineare che anche il mercato immobiliare ha subito consistenti effetti connessi alla diffusione della pandemia COVID-19.

Con riferimento al punto specifico occorre tenere conto che gli asset di proprietà del Gruppo Risanamento sono in larga parte aree destinate ad operazioni di sviluppo di medio/lungo periodo; in particolare, per Milano Santa Giulia S.p.A. (che detiene il principale asset del Gruppo) la recente pubblicazione della proposta di Variante al Piano attuativo rappresenta un importante passaggio dell'iter autorizzativo preliminare, ed avvicina l'avvio della fase di realizzazione vera e propria, anche in considerazione della scadenza delle Olimpiadi invernali 2026, che come noto dovranno utilizzare la nuova arena.

Pur non potendosi al momento prevedere la futura evoluzione della pandemia, la fase di completamento dalla procedura urbanistica e di realizzazione delle opere fa sì che, per Santa Giulia, il confronto con il mercato potrà avvenire in condizioni diverse, ed auspicabilmente migliori, dell'attuale.

Inoltre, si riportano di seguito le considerazioni svolte in sede di svolgimento della valutazione del patrimonio immobiliare per tener conto delle incertezze correlate alle non prevedibili modalità e tempistiche di evoluzione futura della pandemia:

  • − l'attuale contesto genera dubbi riguardo agli scenari futuri, e nessuno può ancora prevedere con sufficiente certezza quali saranno gli impatti dell'emergenza sanitaria sulle economie mondiali e sui mercati immobiliari. Per questa ragione la valutazione del patrimonio immobiliare è stata elaborata in condizioni di incertezza rilevante;
  • − a motivo di tale incertezza, che rende poco significative le numericamente scarse transazioni effettivamente concluse negli ultimi mesi, si è ritenuto di non sviluppare ulteriori indagini di mercato a supporto della valutazione, sia perché l'operazione Milano Santa Giulia andrà a costituire una nuova polarità urbana (le cui quotazioni saranno differenti e significativamente superiori rispetto al contesto circostante), sia perché le attuali dinamiche del mercato immobiliare, fortemente condizionate dall'emergenza sanitaria, non sono verosimilmente rappresentative dello scenario con cui andrà a confrontarsi l'offerta immobiliare di Milano Santa Giulia (di medio/lungo periodo), a sviluppo ultimato;
  • − stante quanto sopra si è comunque ritenuto di incorporare nei parametri di stima, utilizzati ai fini della valutazione, elementi di prudenza per tenere in considerazione l'incertezza precedentemente indicata. A seguito di tale valutazione il principale asset del gruppo (Milano Santa Giulia) ha mostrato una riduzione del fair value pari a circa 15 milioni, corrispondente a circa il 2% rispetto ai valori di mercato osservati nello scorso esercizio, risultando comunque ancora superiore rispetto al valore contabile.

La situazione generale precedentemente illustrata si riflette inevitabilmente sul settore immobiliare le cui aspettative sono condizionate dalla crescita dell'economia, dalle difficoltose condizioni di accesso al credito, nonché dall'elevato tasso di disoccupazione; la situazione congiunturale del settore immobiliare appare quindi ancora incerta e complessa così come lo è il quadro macroeconomico di riferimento. L'evoluzione del mercato immobiliare attesa nei prossimi mesi è, infatti, collegata al quadro evolutivo del complesso scenario economico.

Il mercato immobiliare è soggetto ad un andamento ciclico dei valori degli affitti e dei prezzi degli immobili; la durata dei cicli è variabile, ma comunque di norma sempre pluriennale. I fattori macroeconomici che maggiormente influenzano i valori immobiliari e quindi determinano l'andamento dei cicli sono i seguenti:

  • − andamento dei tassi di interesse;
  • − liquidità presente sul mercato e presenza di investimenti alternativi remunerativi;
  • − crescita economica.

La politica di gestione del Gruppo Risanamento è finalizzata a minimizzare gli effetti delle diverse fasi del ciclo attraverso contratti di lunga durata stipulati con conduttori di elevato standing, il mantenimento di un "vacancy rate" basso, in modo da evitare il rischio di riaffitto in fasi di limitata domanda di spazi per la locazione e investimenti in progetti di sviluppo caratterizzati da elevati standard qualitativi.

Di seguito viene fornita una rappresentazione dei principali rischi specifici di natura immobiliare gestiti dal Gruppo Risanamento.

Mancata vendita / valorizzazione asset non in linea con le previsioni strategiche del Gruppo Risanamento

Il rischio riguarda tutti i potenziali eventi che possono influire sul raggiungimento degli obiettivi dell'attività di vendita e di locazione degli asset del Gruppo Risanamento. Attualmente, infatti, la possibilità di identificare controparti commerciali che presentino requisiti allineati alle aspettative ed alle esigenze della Società risulta essere talvolta elemento indipendente da fattori e da leve influenzabili internamente. Le conseguenze operative si potrebbero tradurre in una rarefazione delle operazioni di compravendita e nell'aumento degli immobili sfitti.

Il Gruppo Risanamento gestisce tale rischio attraverso una costante attività di monitoraggio sulle attività commerciali e del rispetto degli obiettivi strategici che consente di valutare e attuare azioni di vendita nella piena conoscenza degli obiettivi strategici prefissati.

Rischi connessi alla realizzazione esecutiva dei progetti

La realizzazione delle iniziative immobiliari presenta i rischi connessi all'attività di progettazione, alle problematiche ambientali, all'attività edificatoria, nonché alla sua durata e alla potenziale esposizione dell'iniziativa alla ciclicità del mercato immobiliare.

Tale ultimo aspetto è connaturato a progetti di grande dimensione e di lungo periodo che, dovendo coniugare gli adempimenti amministrativi all'innovativa qualità progettuale, utilizzandola quale stimolo alla domanda presente sul mercato, non può che risentire degli effetti ciclici del settore immobiliare.

Il potenziale rischio in oggetto si traduce, inoltre, nella possibilità che i) errori o criticità di progettazione compromettano gli obiettivi di tempestività e corretta realizzazione delle opere ii) le opere non siano, per cause imputabili all'appaltatore, realizzate nei tempi e nei modi previsti.

Con riferimento al punto i), il Gruppo si è dotato di un processo strutturato di selezione dei progettisti che mira ad identificare professionisti di comprovate capacità tecniche; inoltre è prevista la stipula di accordi con clausole contrattuali di garanzia e manleva. Il Gruppo monitora le attività di progettazione attraverso un dialogo costante con le controparti in tutte le attività correlate tramite verifica degli avanzamenti periodici della qualità e della conformità del lavoro.

Con riferimento al punto ii), il Gruppo adotta processi strutturati di selezione del fornitore, al fine di selezionare appaltatori che, oltre a requisiti di onorabilità, eticità, idoneità tecnico professionale, adeguatezza operativa/organizzativa, presentano un elevato grado di solidità patrimoniale e finanziaria. È previsto un monitoraggio costante dell'attività degli appaltatori, che permette di disporre in ogni momento delle informazioni per valutarne la situazione e per intraprendere tempestivamente le adeguate azioni correttive. Inoltre, sono previste clausole contrattuali di garanzia per il committente.

Fermi restando i rischi sopra indicati, permane la considerazione, già esplicitata nei bilanci degli esercizi precedenti, correlata alla sottoscrizione dell'accordo con un primario operatore internazionale per lo sviluppo in partnership dell'iniziativa immobiliare denominata Milano Santa Giulia, che rappresenta il principale asset del Gruppo.

Tale accordo, infatti, seppur ad oggi sospensivamente condizionato all'approvazione della variante al Masterplan del Progetto Milano Santa Giulia, è di notevole rilievo per il Gruppo Risanamento in quanto (i) conferma la bontà e la fattibilità del progetto (ii) potrà creare vantaggi e sinergie sia nella fase di sviluppo sia in quella di commercializzazione.

Complessivamente il portafoglio immobiliare del Gruppo Risanamento è iscritto nel bilancio consolidato di Intesa Sanpaolo per un valore di 692 milioni.

Nel dettaglio il portafoglio si suddivide in:

  • − immobili ad uso funzionale: 39 milioni (sede sociale e operativa);
  • − aree e progetti di sviluppo immobiliare: 613 milioni (Milano Santa Giulia);
  • − immobili di trading: 40 milioni.

Come già rilevato, Intesa Sanpaolo non esercita su Risanamento S.p.A. e sulle società da essa controllate l'attività di direzione e coordinamento di cui all'art. 2497 c.c. e seguenti.

Parte F Informazioni sul patrimonio consolidato

SEZIONE 1 – IL PATRIMONIO CONSOLIDATO

A. Informazioni di natura qualitativa

Il presidio dell'adeguatezza patrimoniale a livello consolidato e di singola partecipata è assicurato dall'attività di capital management nell'ambito della quale vengono definite, nel rispetto dei vincoli regolamentari e in coerenza con il profilo di rischio assunto dal Gruppo, la dimensione e la combinazione ottimale tra i diversi strumenti di patrimonializzazione.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo assegna un ruolo prioritario alla gestione e all'allocazione delle risorse patrimoniali, sia come leva strategica che come strumento per assicurare la coerenza dei piani operativi delle unità di business.

Una volta definiti gli obiettivi strategici di redditività, solidità patrimoniale e di liquidità che il Gruppo intende perseguire, le risorse patrimoniali e finanziarie sono allocate alle unità di business attraverso un processo che ne valuta il potenziale di crescita, la capacità di creazione di valore e l'autonomia finanziaria.

Il capitale a rischio considerato è duplice:

  • capitale regolamentare a fronte dei rischi di Pillar 1;

  • capitale interno complessivo a fronte dei rischi di Pillar 2, ai fini del processo ICAAP.

Il capitale regolamentare e il capitale interno complessivo differiscono tra loro per definizione e per copertura delle categorie di rischio. Il primo discende da schemi definiti nella normativa di vigilanza, il secondo dalle misurazioni gestionali.

L'attività di capital management si sostanzia, pertanto, nel governo dell'adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica attraverso un attento presidio sia dei vincoli regolamentari di Pillar 1 (dal 1° gennaio 2014 secondo le regole di Basilea III), sia dei vincoli gestionali di Pillar 2. Le proiezioni sono prodotte anche in situazioni di stress al fine di assicurare che le risorse disponibili siano adeguate a coprire tutti i rischi anche in condizioni congiunturali avverse. Dal 2013 inoltre, il Gruppo redige un Recovery Plan, in linea con le previsioni regolamentari (direttive "Bank Recovery and Resolution Directive – BRRD" - 2014/59/UE, recepita in Italia il 16 novembre 2015 con D.lgs 180, 181 e "Bank Recovery and Resolution Directive – BRRD II" - Direttiva (UE) 2019/879, non ancora recepita nella normativa italiana alla data di redazione del presente bilancio), le prassi internazionali ed in coerenza sia con il Risk Appetite Framework di Gruppo sia con il modello di gestione delle crisi adottato dalla Banca.

Annualmente, nell'ambito del processo di assegnazione degli obiettivi di budget viene svolta una verifica di compatibilità delle proiezioni a livello consolidato e di singola partecipata. In funzione delle dinamiche attese degli aggregati patrimoniali ed economici, se necessario, già in questa fase vengono identificate le opportune azioni di "capital management" per assicurare alle singole unità di business le risorse finanziarie necessarie.

Trimestralmente, viene effettuata un'attività di monitoraggio del rispetto dei livelli di patrimonializzazione, intervenendo, quando necessario, con appropriate azioni.

Il rispetto dell'adeguatezza patrimoniale viene perseguito attraverso varie leve, quali la politica di distribuzione dei dividendi, la definizione di operazioni di finanza strategica (aumenti di capitale, emissione di prestiti convertibili e di obbligazioni subordinate, dismissione di attività non strategiche, ecc.) e la gestione degli investimenti, in particolare degli impieghi, in funzione della rischiosità delle controparti.

Ulteriori analisi ai fini del controllo preventivo dell'adeguatezza patrimoniale vengono svolte in occasione di operazioni di carattere straordinario (fusioni, acquisizioni, cessioni, ecc.) sia interne al gruppo che modificative del perimetro dello stesso.

A seguito del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP), la BCE fornisce annualmente la decisione finale del requisito patrimoniale che Intesa Sanpaolo deve rispettare a livello consolidato.

Il 26 novembre 2019 Intesa Sanpaolo ha ricevuto la decisione finale della BCE riguardante il requisito patrimoniale da rispettare a partire dal 1° gennaio 2020.

Applicando la modifica regolamentare introdotta dalla BCE a decorrere dal 12 marzo 2020, che prevede che il requisito di Pillar 2 venga rispettato utilizzando parzialmente strumenti di capitale diversi dal Common Equity Tier 1, il requisito patrimoniale da rispettare complessivamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio risulta pari a 8,40% secondo i criteri transitori in vigore per il 2020 e a 8,59% secondo i criteri a regime.

A determinare tale requisito concorrono:

  • a) il requisito SREP in termini di Total Capital ratio pari a 9,5%, che comprende il requisito minimo di Pillar 1 dell'8% e il requisito aggiuntivo di Pillar 2 pari a 1,5%, di cui nel Common Equity Tier 1 ratio rispettivamente pari a 4,5% e 0,84% e nel Tier 1 ratio rispettivamente del 6% e del 1,13%;
  • b) il requisito aggiuntivo relativo al Capital Conservation Buffer, pari a 2,5% secondo i criteri a regime in vigore già dal 2019 e il requisito aggiuntivo O-SII Buffer (Other Systemically Important Institutions Buffer), pari a 0,56% secondo i criteri transitori in vigore per il 2020 e a 0,75% secondo i criteri a regime nel 2021.

Considerando il requisito aggiuntivo costituito dalla riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente (Institution specific Countercyclical Capital Buffer)63 il requisito di Common Equity Tier 1 ratio da rispettare risulta pari a 8,44% secondo i criteri transitori in vigore per il 2020 e a 8,63% secondo i criteri a regime.

63 Countercyclical Capital Buffer calcolato considerando l'esposizione al 31 dicembre 2020 nei vari Paesi in cui è presente il Gruppo e i rispettivi requisiti stabiliti dalle competenti autorità nazionali relativi al 2020-2021 se disponibili o al più recente aggiornamento del periodo di riferimento (requisito pari a zero per l'Italia per il 2020 e il primo trimestre 2021).

A partire dal 30 settembre 2019, il Gruppo Intesa Sanpaolo, a seguito dell'autorizzazione ricevuta da BCE, calcola i coefficienti patrimoniali applicando il cosiddetto Danish Compromise - per cui gli investimenti assicurativi - ad esclusione di quelli rivenienti dal Gruppo UBI per cui non è ancora stata fatta richiesta di estensione del "Danish Compromise" - detenuti indirettamente per il tramite di Intesa Sanpaolo Vita, vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale.

Non si segnalano variazioni in merito a provvedimenti autorizzativi relativi ai modelli interni di rischio di credito rispetto al 31 dicembre 2019.

Non si segnalano variazioni nell'ambito di applicazione dei modelli interni relativi al rischio di controparte per i derivati (OTC ed ETD) e per gli SFT rispetto al 31 dicembre 2019.

Non si segnalano variazioni nell'ambito di applicazione dei modelli interni relativi ai rischi operativi rispetto al 31 dicembre 2019.

Il 25 novembre 2020 Intesa Sanpaolo ha ricevuto la decisione finale della BCE riguardante il requisito patrimoniale da rispettare a partire dal 1° gennaio 2021. Il requisito patrimoniale da rispettare complessivamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio risulta pari a 8,59% per il 2021 secondo i criteri a regime.

A determinare tale requisito concorrono:

  • a) il requisito SREP in termini di Total Capital ratio pari a 9,5%, che comprende il requisito minimo di Pillar 1 dell'8% e il requisito aggiuntivo di Pillar 2 pari a 1,5%, di cui nel Common Equity Tier 1 ratio rispettivamente pari a 4,5% e 0,84% e nel Tier 1 ratio rispettivamente del 6% e del 1,13%;
  • b) il requisito aggiuntivo relativo al Capital Conservation Buffer, pari a 2,5% secondo i criteri a regime in vigore già dal 2019 e il requisito aggiuntivo O-SII Buffer (Other Systemically Important Institutions Buffer) pari a 0,75% secondo i criteri a regime nel 2021.

Considerando il requisito aggiuntivo costituito dalla riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente (Institution specific Countercyclical Capital Buffer)1 il requisito di Common Equity Tier 1 ratio da rispettare risulta pari a 8,63% secondo i criteri a regime.

A partire dal 1° gennaio 2018 ha preso avvio il periodo transitorio (2018-2022) volto a mitigare gli impatti patrimoniali legati all'introduzione del nuovo principio contabile IFRS 9. Intesa Sanpaolo, infatti, avvalendosi della facoltà prevista dal Regolamento UE 2395/2017, ha optato per l'adozione dell'approccio "statico" che consente di sterilizzare nel proprio CET1 una quota progressivamente decrescente dell'impatto IFRS 9 relativo alla sola componente di FTA relativa all'impairment. In particolare, la risultante dal confronto tra le rettifiche di valore IAS 39 al 31/12/2017 e quelle IFRS 9 all'1/1/2018 – relativo ai crediti e titoli in bonis (stage 1 e 2) ed alle rettifiche su NPL (stage 3) al netto della fiscalità e azzerata l'eventuale shortfall in essere - viene re-inclusa nel patrimonio secondo percentuali di phase-in pari al 70% nel 2020, 50% nel 2021 e infine 25% nel 2022.

Nell'ambito del contesto legato alla pandemia COVID-19, è stato pubblicato, con iter approvativo accelerato (c.d. "quick fix"), il Regolamento (UE) 2020/873 del 24 giugno 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 575/2013 (CRR) e (UE) 2019/876 (CRR 2), contenente disposizioni temporanee di sostegno in termini di capitale e liquidità.

Tra le disposizioni contenute nel Regolamento (UE) 2020/873 inerenti al calcolo dei fondi propri, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha optato per non avvalersi al 31 dicembre 2020, né delle modifiche al regime transitorio per l'applicazione dell'IFRS 9 (art. 473 bis CRR), né della reintroduzione temporanea del filtro prudenziale volto ad escludere gli utili e le perdite non realizzati misurati al valore equo con impatto sulla redditività complessiva (FVTOCI) per le esposizioni verso le amministrazioni centrali e organismi del settore pubblico (art.468 CRR).

Ai fini del calcolo dei coefficienti patrimoniali al 31 dicembre 2020, il Gruppo Intesa Sanpaolo applica il Regolamento Delegato (UE) 2020/2176, entrato in vigore in data 23 dicembre 2020, che modifica il Regolamento delegato (UE) 241/2014 per quanto riguarda la deduzione delle attività sotto forma di software dagli elementi del capitale primario di classe 1. Il Regolamento, il cui scopo è, tra gli altri, anche quello di sostenere la transizione verso un settore bancario più digitalizzato, introduce il criterio di ammortamento prudenziale applicato a tutte le attività sotto forma di software su un periodo di 3 anni, indipendentemente dalla vita utile stimata a fini contabili. Nello specifico, la differenza, se positiva, tra l'ammortamento accumulato prudenziale e l'ammortamento accumulato contabile (incluse le perdite di valore durevoli) viene completamente dedotta dal capitale CET1.

B. Informazioni di natura quantitativa

B.1. Patrimonio contabile consolidato: ripartizione per tipologia di impresa

(milioni di euro)
Voci del patrimonio netto Consolidato
prudenziale
Imprese
di
assicurazione
Altre
imprese
Elisioni e
aggiustamenti
da
consolidamento
TOTALE
di cui
Terzi
1. Capitale sociale 10.140 - 101 - 10.241 157
2. Sovrapprezzi di emissione 27.463 - - - 27.463 19
3. Riserve 17.760 358 -450 114 17.782 321
4. Strumenti di capitale 7.441 - - - 7.441 -
5. (Azioni proprie) -130 -3 - 3 -130 -
6. Riserve da valutazione: 236 808 58 -863 239 -55
- Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
-107 - - - -107 6
- Coperture su titoli di capitale designati al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
- - - - - -
- Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al
fair value con impatto sulla redditività complessiva
202 - - - 202 3
- Attività materiali 1.589 - 9 - 1.598 28
- Attività immateriali - - - - - -
- Coperture di investimenti esteri - - - - - -
- Copertura dei flussi finanziari -781 - - - -781 -
- Strumenti di copertura (elementi non designati) - - - - - -
- Differenze di cambio -1.319 - 49 - -1.270 -86
- Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - - - - -
- Passività finanziarie designate al fair value con impatto a
conto economico (variazioni del proprio merito creditizio)
-102 - - - -102 -
- Utili (perdite) attuariali relativi a piani previdenziali a benefici
definiti
-427 -1 - - -428 -6
- Quote delle riserve da valutazione delle partecipazioni
valutate a patrimonio netto
873 - - -863 10 -
- Leggi speciali di rivalutazione 308 - - - 308 -
- Quota delle riserve da valutazione di pertinenza delle
imprese di assicurazione
- 809 - - 809 -
7. Utile (perdita) d'esercizio (+/-) del gruppo e di terzi 3.325 743 -83 -700 3.285 8
Patrimonio netto 66.235 1.906 -374 -1.446 66.321 450

Nella tavola sopra riportata sono indicate le componenti del patrimonio netto contabile, sommando quelle del Gruppo con quelle di terzi, ripartite per tipologia di imprese oggetto di consolidamento. Più in dettaglio, nella colonna riferita al Gruppo bancario viene indicato l'importo che risulta dal consolidamento delle società appartenenti al Gruppo bancario, al lordo degli effetti economici di transazioni effettuate con altre società incluse nel perimetro di consolidamento; le società controllate, diverse da quelle appartenenti al Gruppo bancario e consolidate integralmente sono qui valorizzate con il metodo del patrimonio netto. Nelle colonne Imprese di assicurazione ed Altre imprese sono riportati gli importi che risultano dal consolidamento, al lordo degli effetti economici derivanti da transazioni effettuate con le società appartenenti al Gruppo bancario. Nelle colonne Elisioni ed Aggiustamenti sono invece indicate le rettifiche necessarie per ottenere il dato rappresentato in bilancio.

B.2. Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva:
composizione
(milioni di euro)
Attività/valori Consolidato
prudenziale
Imprese di
assicurazione
Altre
imprese
Elisioni e
aggiustamenti
da consolidamento
TOTALE
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
1. Titoli di debito 1.182 -287 690 -3 - - -690 3 1.182 -287
- di cui valutati ai sensi dello IAS 39 690 -3 690 -3 - - -690 3 690 -3
2. Titoli di capitale 245 -321 37 -4 - - -37 4 245 -321
- di cui valutati ai sensi dello IAS 39 37 -4 37 -4 - - -37 4 37 -4
2bis. Quote di O.I.C.R. (ai sensi IAS39) 51 -14 51 -14 - - -51 14 51 -14
3. Finanziamenti 3 -4 - - - - - - 3 -4
Totale al 31.12.2020 1.481 -626 778 -21 - - -778 21 1.481 -626
Totale al 31.12.2019 1.204 -479 500 -16 - - -500 16 1.204 -479

La riserva sui titoli di capitale classificati a livello 1 risulta negativa per circa 244 milioni.

B.3. Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: variazioni annue

(milioni di euro)
Attività/valori Titoli di
debito
Titoli di
debito: di
cui valutati
ai sensi
dello IAS39
Titoli di
capitale
Titoli di
capitale: di
cui valutati
ai sensi
dello IAS39
Quote di
OICR (ai
sensi IAS39)
Finanziamenti
1. Esistenze iniziali 485 421 207 31 32 -
2. Variazioni positive 2.622 1.915 516 420 490 6
2.1. Incrementi di fair value 2.436 1.857 510 417 487 -
2.2. Rettifiche di valore per rischio di credito 74 - X - - 3
2.3. Rigiro a conto economico di riserve negative da realizzo 54 - - - - -
2.3bis Rigiro a conto economico di riserve negative da
deterioramento (ai sensi IAS39)
- - - - 1 -
2.4. Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto (titoli di
capitale)
- - 1 - - -
2.5. Altre variazioni 58 58 5 3 2 3
3. Variazioni negative -2.212 -1.649 -799 -418 -485 -7
3.1. Riduzioni di fair value -1.787 -1.568 -682 -393 -470 -7
3.2. Riprese di valore per rischio di credito -49 - - - - -
3.2bis Rettifiche da deterioramento (ai sensi IAS39) - - -8 -8 -4 -
3.3. Rigiro a conto economico da riserve positive: da realizzo -306 -22 -13 -13 -8 -
3.4. Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto (titoli di
capitale)
- - -34 - - -
3.5. Altre variazioni -70 -59 -62 -4 -3 -
4. Rimanenze finali 895 687 -76 33 37 -1

La negoziazione di azioni proprie

Nel corso dell'esercizio, Intesa Sanpaolo e le società del Gruppo – in forza di apposite autorizzazioni assembleari – hanno effettuato le seguenti transazioni su azioni proprie:

Azioni ordinarie:
Rimanenze iniziali n. 43.882.399
Acquisti n. 32.416.226
Vendite n. -10.364.881
Rimanenze finali n. 65.933.744

B.4. Riserve da valutazione relative a piani a benefici definiti: variazioni annue

Nell'esercizio le riserve in argomento hanno registrato una variazione negativa di 13 milioni, pertanto al 31 dicembre 2020 per piani a benefici definiti è presente una riserva negativa complessiva pari a circa 428 milioni.

SEZIONE 2 – I FONDI PROPRI E I COEFFICIENTI DI VIGILANZA BANCARI

Per l'informativa sui fondi propri e sull'adeguatezza patrimoniale si rinvia al separato fascicolo Terzo Pilastro di Basilea 3 – Informativa al pubblico al 31 dicembre 2020.

Parte G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda

SEZIONE 1 - OPERAZIONI REALIZZATE DURANTE L'ESERCIZIO

1.1 Operazioni di aggregazione

Denominazione Data
dell'operazione
(a)
Costo
operazione
Interessenza
%
(b)
Margine di
intermediaz.
(c)
Utile/
Perdita
d'esercizio
(d)
(milioni di euro)
Utile/Perdita
rilevata
dalla
data di
acquisizione
(e)
1. Gruppo UBI 05-ago-20 4.109 100 3.480 -3.503 -147
2. RBM Assicurazione Salute 11-mag-20 657 100 n.a. 62 (f)
4
3. Euroconsult Rental Division 30-ott-20 25 100 n.a. 2 -

(a) Data di acquisizione del controllo.

(b) Somma della percentuale di interessenza acquisita con diritto di voto nell'assemblea ordinaria e di eventuali opzioni sulle azioni delle minoranze.

(c) Margine di intermediazione (Voce 120 del conto economico) riferito all'intero esercizio 2020.

(d) Utile/Perdita registrata dalla partecipata/business per l'intero esercizio 2020.

(e) Utile/Perdita registrata dalla partecipata/business successivamente alla data di acquisizione e inclusa nel risultato consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo.

(f) Utile d'esercizio risultante dal Bilancio della società redatto secondo i Principi Contabili Nazionali emanati dall'OIC.

Oltre alle operazioni di aggregazione aziendale riepilogate nella tabella precedente, contabilizzate sulla base di quanto previsto dall'IFRS 3, sono state realizzate alcune operazioni straordinarie infragruppo, senza effetti sul bilancio consolidato; tali operazioni, escluse dall'ambito di applicazione dell'IFRS 3, hanno comportato il trasferimento di rami d'azienda o entità giuridiche tra società appartenenti al Gruppo Intesa Sanpaolo o operazioni di aggregazione tra le società stesse (under common control).

In considerazione della finalità meramente riorganizzativa delle operazioni ed in applicazione della policy contabile di Gruppo in materia, esse sono state contabilizzate in continuità di valori contabili nei bilanci separati delle società coinvolte, senza la rilevazione di effetti economici.

Le principali operazioni infragruppo perfezionate nell'esercizio hanno riguardato:

  • fusione per incorporazione di PBZ Nekretnine D.o.o. in PBZ Card D.o.o.;
  • fusione per incorporazione di Neva Finventures in Intesa Sanpaolo Innovation Center;
  • fusione per incorporazione di Banca IMI in Intesa Sanpaolo;

  • fusione per incorporazione di Etoile Actualis S.a.r.l. in Etoile Francois Premier S.a.r.l. (entrambe le società appartengono al Gruppo Risanamento).

Variazioni annue dell'avviamento

(milioni di euro)
Attività/Valori 31.12.2020
Avviamento iniziale 4.055
Aumenti 297
- Avviamenti rilevati nel corso dell'esercizio 297
- Differenze positive di cambio e altre variazioni -
Diminuzioni -1.198
- Rettifiche di valore rilevate nel corso dell'esercizio -981
- Disinvestimenti -171
- Differenze negative di cambio e altre variazioni (riclassifica tra le attività in via di dismissione) -46
Avviamento finale 3.154

Avviamenti

(milioni di euro)
CGU/Avviamenti (*) 31.12.2020 (*) 31.12.2019
Banca dei Territori - 983
IMI Corporate & Investment Banking 56 56
Insurance 773 494
Asset Management 1.059 1.060
Private Banking 1.266 1.291
International Subsidiary Banks - -
Bank of Alexandria (Egitto) - -
Pravex Bank (Ucraina) - -
Autostrade Lombarde - 171
Totale 3.154 4.055

(*) La tabella non include le quote di avviamento riclassificate tra le attività in via di dismissione al 31.12.2020 e riconducibili al Ramo della Banca Depositaria e Fund Administration di FLB (CGU Private Banking) in cessione nel corso del 2021 e alle 31 filiali oggetto di cessione a BPER in ottemperanza alle indicazioni delle autorità competenti a seguito dell'acquisizione di UBI Banca.

1.2 Altre informazioni

L'acquisizione del Gruppo UBI

In data 17 febbraio 2020 Intesa Sanpaolo, ai sensi degli artt. 102, comma 1, TUF e dell'art. 37 del Regolamento Emittenti, ha annunciato il lancio di un'Offerta Pubblica di Scambio volontaria totalitaria (di seguito "OPS"), ai sensi e per gli effetti degli artt. 102 e 106, comma 4, del TUF, avente a oggetto la totalità delle azioni ordinarie di Unione di Banche Italiane S.p.A. (di seguito "UBI Banca"), pari a 1.144.285.146 azioni ordinarie. Nel rinviare per un'informativa dettagliata al Documento di Offerta, al Prospetto informativo e a tutta la documentazione messa a disposizione ai sensi di legge, nonché alle singole comunicazioni tempo per tempo effettuate circa l'evoluzione dell'Offerta e il suo esito, in questa sede ci si limita a rammentare che con il lancio dell'OPS, Intesa Sanpaolo si è impegnata ad offrire, inizialmente, agli aderenti all'Offerta, per ogni 10 azioni di UBI Banca portate in adesione e quale corrispettivo delle medesime, n. 17 azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo di nuova emissione aventi le medesime caratteristiche delle azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo già in circolazione. Ciò equivale ad un corrispettivo unitario pari a 1,7000 azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo di nuova emissione per ciascuna azione di UBI Banca portata in adesione all'OPS.

L'offerta era condizionata alle seguenti principali autorizzazioni:

  • i. autorizzazione preventiva, della Banca Centrale Europea ("BCE") e di Banca d'Italia, all'acquisizione diretta di una partecipazione di controllo in UBI Banca e nelle sue partecipazioni controllate e collegate;
  • ii. autorizzazione preventiva dell'IVASS all'acquisizione indiretta di una partecipazione di controllo in BancAssurance Popolari S.p.A. e di partecipazioni qualificate in Aviva Vita S.p.A. e Lombarda Vita S.p.A.;
  • iii. autorizzazione di BCE e Banca d'Italia per l'accertamento preventivo che le modifiche statutarie dell'offerente derivanti dall'aumento di capitale al servizio dell'offerta non contrastassero con una sana e prudente gestione dell'emittente e per la computabilità delle nuove azioni emesse nell'ambito del suddetto aumento tra i fondi propri di Intesa Sanpaolo quale capitale primario di classe 1;
  • iv. autorizzazione da parte dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ("AGCM"), nonché delle autorità antitrust di Albania e Serbia;
  • v. ulteriori autorizzazioni necessarie in relazione all'offerta, comprese quelle necessarie da parte delle autorità competenti straniere.

L'OPS era, inoltre, subordinata al verificarsi della condizione di efficacia in base alla quale Intesa Sanpaolo fosse venuta a detenere, ad esito dell'offerta, una partecipazione pari ad almeno il 66,67% del capitale sociale di UBI Banca (definita "Condizione Soglia Percentuale"), con possibilità di rinunciare parzialmente a tale condizione purché la partecipazione che Intesa Sanpaolo avrebbe detenuto ad esito dell'offerta fosse comunque almeno pari al 50% del capitale sociale più un'azione ordinaria del capitale sociale di UBI Banca.

Al fine di prevenire il sorgere di situazioni potenzialmente rilevanti ai fini antitrust, in data 17 febbraio 2020 Intesa Sanpaolo e BPER Banca (di seguito anche "BPER") hanno stipulato un accordo vincolante ma condizionato al successo dell'Offerta ("Accordo BPER"), che prevede l'acquisto da parte di BPER di un ramo d'azienda composto dagli sportelli bancari dell'entità risultante dall'aggregazione di Intesa Sanpaolo con UBI Banca. L'accordo originario prevedeva la cessione di circa 400/500 filiali dell'entità aggregata e delle relative attività e passività a fronte di un corrispettivo pari a un multiplo pari a 0,55x del CET 1 di UBI Banca allocato alle filiali individuate nel perimetro di cessione. Successivamente, ad esito delle discussioni intercorse fra Intesa Sanpaolo e BPER, per tener opportunamente conto della situazione congiunturale creatasi a seguito dell'esplosione della pandemia da COVID-19, il meccanismo di determinazione del prezzo sopra descritto è stato modificato prevedendo per il ramo in questione un corrispettivo pari a 0,38 volte il valore del CET 1 Fully Loaded alla data di riferimento allocato alle attività di rischio ponderate degli sportelli oggetto di cessione. In data 15 giugno 2020, Intesa Sanpaolo, al fine di rimuovere le specifiche criticità antitrust evidenziate dall'AGCM, ha negoziato e sottoscritto un accordo integrativo dell'Accordo BPER in forza del quale è stato ampliato il numero delle filiali da trasferire (da 400/500 a 532, di cui 501 di UBI Banca e 31 di Intesa Sanpaolo) con definizione puntuale degli indirizzi e conseguente ridefinizione della stima delle consistenze. Con provvedimento adottato nell'adunanza del 14 luglio 2020 e notificato a Intesa Sanpaolo in data 16 luglio 2020, l'AGCM ha approvato l'operazione di acquisizione del controllo di UBI Banca subordinatamente all'esecuzione di

cessioni strutturali in linea con quanto previsto nell'Accordo BPER e dagli impegni assunti da Intesa Sanpaolo. Il perimetro definitivo oggetto di trasferimento a BPER si compone di un ramo d'azienda di proprietà di UBI Banca (costituito da 455 Filiali bancarie e da 132 Punti Operativi), di un ramo d'azienda di proprietà di Intesa Sanpaolo (costituito da 31 Filiali bancarie e 2 Punti Operativi) e di un ramo d'azienda di proprietà di UBISS (società consortile controllata da UBI Banca), essenzialmente focalizzato sui servizi alle filiali oggetto di acquisizione.

Il trasferimento a BPER Banca dei rami d'azienda di proprietà di UBI Banca e di UBISS ha avuto efficacia giuridica il 22 febbraio 2021, mentre il trasferimento del ramo di proprietà di Intesa Sanpaolo avrà efficacia dal 21 giugno 2021.

Sempre in data 17 febbraio 2020 il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo ha deliberato di sottoporre all'Assemblea Straordinaria dei soci la proposta di delegare all'organo amministrativo di Intesa Sanpaolo, ai sensi dell'art. 2443 del Codice Civile, l'aumento del capitale sociale a servizio dell'offerta, in via scindibile e anche in più tranche, da liberarsi mediante (e a fronte del) conferimento in natura delle azioni di UBI Banca portate in adesione all'offerta, e dunque con esclusione del diritto di opzione ai sensi dell'art. 2441, comma 4, Codice Civile, con emissione di massime n. 1.945.284.755 azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo con godimento regolare e aventi le stesse caratteristiche di quelle in circolazione alla data di emissione. L'Assemblea, riunitasi in data 27 aprile 2020, ha approvato la proposta del Consiglio di Amministrazione relativa alla delega ai fini dell'aumento di capitale per un importo massimo complessivo di 1.011.548.072,60 euro, oltre sovrapprezzo. L'Assemblea ha altresì deliberato di modificare, di conseguenza, l'articolo 5 dello statuto sociale ed ha conferito mandato al Presidente del Consiglio di Amministrazione e all'Amministratore Delegato della Società, in via tra loro disgiunta, per provvedere, anche a mezzo di procuratori speciali, a quanto richiesto, necessario o utile per l'esecuzione di quanto deliberato.

A seguito dell'autorizzazione della BCE, rilasciata il 2 giugno 2020, in merito alle modifiche statutarie di Intesa Sanpaolo connesse al suddetto aumento di capitale, nonché alla computabilità delle azioni da emettersi in tale contesto tra i fondi propri di Intesa Sanpaolo quale Capitale Primario di Classe 1, in data 16 giugno 2020, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato, in esecuzione della delega conferita dall'Assemblea Straordinaria, l'aumento del capitale sociale a pagamento a servizio dell'OPS. Nel corso del mese di giugno sono pervenute le ulteriori autorizzazioni da parte di BCE, Banca d'Italia, IVASS, autorità straniere e, infine, l'approvazione da parte della CONSOB dei documenti propedeutici all'avvio della procedura di adesione che ha avuto inizio il 6 luglio 2020 e si è conclusa il 30 luglio 2020.

Durante il periodo di adesione, in data 16 luglio 2020, anche l'AGCM ha autorizzato l'operazione di acquisizione del controllo di UBI Banca, subordinatamente all'esecuzione di cessioni strutturali in linea con quanto previsto nell'Accordo BPER e dagli impegni assunti da Intesa Sanpaolo, come definiti nel documento di offerta, imponendo talune specifiche misure attuative in relazione alle predette cessioni di sportelli. In particolar modo, il provvedimento prevede che l'autorizzazione sia condizionata, tra l'altro, alla vendita a soggetti terzi diversi da BPER di 17 filiali bancarie di UBI Banca situate in Molise, Basilicata, Abruzzo e Calabria. In ottemperanza alle prescrizioni imposte dall'AGCM in data 19 ottobre 2020 è stata avviata una procedura competitiva per la cessione delle filiali, al termine della quale Banca Popolare di Puglia e Basilicata (BPPB) ha presentato un'offerta vincolante in data 22 dicembre 2020.

In data 17 luglio 2020, il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo ha deliberato di aumentare il corrispettivo unitario dell'offerta e di riconoscere per ciascuna azione di UBI Banca portata in adesione, oltre al corrispettivo in azioni, pari a n. 1,7000 azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo di nuova emissione, un corrispettivo in denaro pari a Euro 0,57 modificando così l'originaria Offerta Pubblica di Scambio in un'Offerta Pubblica di Scambio e Acquisto (di seguito "Offerta" o "OPAS").

Sulla base dei risultati definitivi – comunicati al mercato il 3 agosto 2020 – durante il periodo di adesione sono risultate portate in adesione all'Offerta (incluse quelle portate in adesione attraverso il Private Placement), n. 1.031.958.027 azioni UBI Banca, pari a circa il 90,184% del capitale sociale di UBI Banca. Sulla base dei risultati definitivi dell'OPAS, Intesa Sanpaolo ha ritenuto che la Condizione Soglia Percentuale (ossia la detenzione da parte dell'offerente di una partecipazione complessiva pari ad almeno il 66,67% del capitale sociale di UBI Banca) risultasse avverata, al pari di tutte le altre condizioni di efficacia dell'offerta.

In data 5 agosto 2020 a fronte del trasferimento del diritto di proprietà delle azioni UBI Banca, Intesa Sanpaolo ha emesso e assegnato agli aderenti all'Offerta un totale di n. 1.754.328.645 nuove azioni Intesa Sanpaolo, pari al 9,107% del capitale sociale di Intesa Sanpaolo, secondo il rapporto di n. 1,7000 azioni Intesa Sanpaolo a fronte di 1 azione UBI Banca. Inoltre, Intesa Sanpaolo ha corrisposto, in data 19 agosto 2020, agli aventi diritto il corrispettivo in denaro (ossia Euro 0,57 per ciascuna azione UBI Banca portata in adesione) e così per un totale di Euro 588.216.075,39.

Poiché la partecipazione detenuta direttamente o indirettamente da Intesa Sanpaolo nel capitale sociale di UBI Banca alla fine del periodo di adesione è risultata superiore al 90% ma inferiore al 95%, si sono verificati i presupposti per l'obbligo di acquisto ai sensi dell'Art. 108, comma 2, del TUF (Testo Unico della Finanza), avendo Intesa Sanpaolo già dichiarato nel Documento di Offerta che non avrebbe posto in essere misure finalizzate a ripristinare le condizioni minime di flottante per un regolare andamento delle contrattazioni delle azioni ordinarie UBI Banca. Pertanto, ai sensi dell'art. 108, comma 2, del TUF, Intesa Sanpaolo ha avuto l'obbligo di acquistare dagli azionisti di UBI Banca che ne avessero fatto richiesta le residue azioni ordinarie, che ammontavano nel complesso a n. 112.327.119 azioni UBI e rappresentavano il 9,8163% del capitale sociale. Il corrispettivo per azione residua, determinato ai sensi delle disposizioni di cui all'articolo 108, commi 3 e 5, del TUF è stato determinato come di seguito:

  • i. un corrispettivo identico a quello offerto agli aderenti all'OPAS, vale a dire per ciascuna azione UBI Banca portata in adesione, n. 1,7000 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione e Euro 0,57; ovvero, in alternativa,
  • ii. solo agli azionisti che ne avessero fatto espressa richiesta, un corrispettivo integrale in contanti il cui importo per ciascuna azione UBI Banca, calcolato ai sensi dell'articolo 50-ter, comma 1, lettera a), del Regolamento Emittenti, era pari alla somma di (x) media ponderata dei prezzi ufficiali delle azioni di Intesa Sanpaolo registrati su Borsa Italiana nei cinque giorni di negoziazione precedenti la data di pagamento (ossia nei giorni 29, 30 e 31 luglio, 3 e 4 agosto 2020) moltiplicata per il rapporto di cambio (Euro 2,969) ed (y) Euro 0,57, per un corrispettivo complessivo di 3,539 euro per azione residua.

La procedura di adempimento dell'obbligo di acquisto ai sensi dell'Art. 108, comma 2, del TUF, che si è tenuta tra il 24 agosto e l'11 settembre 2020, ha visto richieste di vendita relative a complessive 90.691.202 azioni residue, che rappresentano il 7,9256% del capitale sociale di UBI Banca e l'80,7385% delle azioni residue. Con riferimento alle n. 90.691.202 azioni residue:

  • i. per 87.853.597 azioni residue, i relativi titolari hanno richiesto il corrispettivo previsto per l'OPAS; e
  • ii. per le restanti 2.837.605 azioni residue, i relativi titolari hanno richiesto il corrispettivo integrale in contanti, vale a dire Euro 3,539 per azione residua.

Tenuto conto delle (a) n. 1.031.958.027 portate in adesione all'OPAS, delle (b) 90.691.202 azioni residue acquisite nella procedura ex Art. 108, comma 2, del TUF, delle (c) n. 131.645 azioni ordinarie dell'Emittente detenute direttamente o indirettamente da Intesa Sanpaolo e delle (d) n. 8.903.302 azioni proprie detenute da UBI Banca, Intesa Sanpaolo, a seguito della procedura ex Art.108, comma 2 del TUF, è giunta a detenere complessive 1.131.684.176 azioni UBI Banca, pari al 98,8988% del capitale sociale di UBI Banca. Intesa Sanpaolo ha proceduto al pagamento del corrispettivo dell'obbligo di acquisto ai sensi dell'Art. 108, comma 2, del TUF in data 17 settembre 2020 tramite:

i. emissione di 149.351.114 nuove azioni Intesa Sanpaolo, pari allo 0,77% del capitale sociale della banca e pagamento di un corrispettivo di 50.076.550,29 euro agli azionisti aderenti che hanno scelto il corrispettivo previsto per l'OPAS;

ii. pagamento di 10.042.284,10 euro per gli azionisti aderenti che hanno richiesto il corrispettivo integrale in contanti.

Successivamente alla procedura ex Art.108, comma 2 del TUF, Intesa Sanpaolo, essendo venuta a detenere una partecipazione superiore al 95% del capitale sociale di UBI Banca, ha esercitato il diritto di acquisto ai sensi dell'articolo 111 del TUF e, contestualmente, adempiuto all'obbligo di acquisto ai sensi dell'articolo 108, comma 1, del TUF nei confronti degli azionisti di UBI Banca che ne avessero fatto richiesta, mediante apposita procedura congiunta che, come concordato con CONSOB e Borsa Italiana (la "Procedura Congiunta") si è tenuta nel periodo 18 – 29 settembre 2020. La Procedura Congiunta ha avuto a oggetto massime n. 21.635.917 azioni UBI ancora in circolazione. Il corrispettivo previsto nella Procedura Congiunta è stato il medesimo corrisposto per le azioni acquisite nella procedura ex Art. 108, comma 2 del TUF. Durante la Procedura Congiunta sono state presentate richieste di vendita relative a complessive 3.013.070 azioni rimanenti, vale a dire il 13,9262% delle azioni oggetto della procedura. In particolare:

  • i. per 408.474 azioni i relativi titolari hanno richiesto il corrispettivo previsto per l'OPAS; e
  • ii. per le restanti 2.604.596 azioni, i titolari hanno richiesto il corrispettivo integrale in contanti, vale a dire Euro 3,539 per ciascuna azione rimanente.

Per le n. 18.622.847 azioni rimanenti, i relativi titolari non hanno presentato alcuna richiesta di vendita. Tali Azioni rimanenti includono anche n. 8.877.911 azioni proprie (rappresentative dello 0,7758% del capitale sociale dell'Emittente) detenute da UBI Banca e n. 120.985 azioni ordinarie UBI Banca detenute in conto proprio da Intesa Sanpaolo prima del 17 febbraio 2020, data di annuncio dell'Offerta; le azioni proprie di UBI Banca e le azioni ordinarie UBI Banca detenute per proprio conto da Intesa Sanpaolo non sono state oggetto di trasferimento a Intesa Sanpaolo nell'ambito della Procedura Congiunta. Intesa Sanpaolo ha proceduto al pagamento del corrispettivo della Procedura Congiunta in data 5 ottobre 2020 tramite:

  • i. emissione di n. 17.055.121 nuove azioni Intesa Sanpaolo, pari allo 0,09% del capitale sociale della Banca e pagamento di un corrispettivo di 5.718.482,25 euro agli azionisti aderenti che hanno scelto il corrispettivo previsto per l'OPAS e agli azionisti che non hanno presentato alcuna richiesta di vendita;
  • ii. pagamento di 9.217.655,24 euro per gli azionisti aderenti che hanno richiesto il corrispettivo integrale in contanti.

A seguito della conclusione della Procedura Congiunta, Intesa Sanpaolo è venuta a detenere il 100% del capitale sociale di UBI Banca.

Inoltre, a partire dal 5 ottobre 2020, Borsa Italiana ha disposto la revoca della quotazione dal Mercato Telematico Azionario per le azioni UBI Banca.

Le disposizioni normative previste dall'IFRS 3

L'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio che ha permesso di ottenere il controllo di UBI Banca da parte di Intesa Sanpaolo si configura come una "business combination" (aggregazione aziendale) da contabilizzare in base alle previsioni dell'International Financial Reporting Standard (IFRS) 3, che prevede l'applicazione del metodo dell'acquisizione. In base a tale metodo, alla data dell'acquisizione, l'acquirente deve procedere a:

  • identificare l'acquirente e la data dell'acquisizione;
  • determinare il costo dell'acquisizione;
  • allocare il costo dell'acquisizione (cosiddetta "Purchase Price Allocation", di seguito "PPA"), rilevando le attività, le passività e le passività potenziali ritenute identificabili dell'acquisita ai relativi fair value a tale data, ad eccezione delle attività non correnti (o gruppi in dismissione) classificate come possedute per la vendita secondo quanto previsto dall'IFRS 5. Queste ultime infatti sono contabilizzate al fair value al netto dei costi di vendita.

L'eventuale eccedenza del costo dell'aggregazione non allocato deve essere iscritta come avviamento ("goodwill"); diversamente la differenza negativa, derivante dalla contabilizzazione dell'aggregazione a prezzi favorevoli è rilevata nel conto economico come avviamento negativo ("negative goodwill").

Identificazione dell'acquirente e della data di acquisizione

Fermo restando l'identificazione di Intesa Sanpaolo quale soggetto acquirente, un aspetto fondamentale per la contabilizzazione di una business combination è la determinazione della data di acquisizione, ossia la data in cui l'acquirente ottiene effettivamente il controllo del soggetto acquisito. La determinazione della data di acquisizione è altresì importante perché è solo a partire dal momento di ottenimento del controllo che i risultati del business o delle società partecipate acquisite sono inclusi linea per linea nella situazione economico-finanziaria dell'acquirente. Essa è anche la data alla quale sono misurati il fair value delle attività e passività oggetto di acquisizione di cui si riferirà successivamente.

Con riferimento all'operazione in oggetto la data di acquisizione è stata identificata nel 5 agosto 2020, vale a dire la data di regolamento dell'OPAS nella quale a fronte dell'emissione da parte di Intesa Sanpaolo, secondo il rapporto di n. 1,7000 azioni Intesa Sanpaolo per ogni azione UBI Banca portata in adesione, di un totale di n. 1.754.328.645 nuove azioni, pari al 9,107% del capitale sociale di Intesa Sanpaolo, è stata trasferita ad Intesa Sanpaolo la titolarità delle azioni UBI Banca, equivalenti al 90,18% del capitale sociale della banca. È dunque da tale data che Intesa Sanpaolo ha acquisito il controllo di UBI Banca ai sensi dell'IFRS 10, con conseguente obbligo di includerla nel proprio perimetro di consolidamento.

Non essendo possibile per UBI Banca predisporre una situazione patrimoniale consolidata alla chiusura del 4 agosto 2020, giorno antecedente la data di acquisizione ai sensi dell'IFRS 3, si è ritenuto fare riferimento, ai fini del processo di PPA e del primo consolidamento del Gruppo UBI nel Gruppo Intesa Sanpaolo, alla situazione patrimoniale consolidata predisposta dal Gruppo UBI al 31 luglio 2020, tenuto conto del breve lasso temporale, tra l'altro inclusivo di un sabato e di una domenica, tra tale data e il 4 agosto. Il risultato economico del Gruppo UBI è stato, quindi, consolidato a partire dal 1° agosto 2020.

Determinazione del costo di acquisizione (o corrispettivo trasferito)

Ai sensi dell'IFRS 3, par. 37, il corrispettivo trasferito in una aggregazione aziendale deve essere determinato sulla base dei fair value, alla data di acquisizione, delle attività trasferite dall'acquirente ai precedenti soci dell'acquisita, delle passività sostenute dall'acquirente per tali soggetti e delle interessenze emesse dall'acquirente.

Nel caso dell'acquisizione del Gruppo UBI il costo di acquisizione è costituito dalla sommatoria del fair value delle azioni emesse da Intesa Sanpaolo in sede di aumento di capitale e assegnate agli azionisti di UBI Banca e dal corrispettivo in denaro agli stessi trasferito nell'ambito di quanto previsto dall'OPAS. Ai fini della determinazione del fair value delle azioni Intesa Sanpaolo emesse si è fatto riferimento al prezzo di riferimento del titolo Intesa Sanpaolo del 4 agosto 2020, pari a 1,7936 euro per azione, vale a dire l'ultimo prezzo disponibile prima dell'efficacia dell'OPAS e quindi dell'emissione delle azioni Intesa Sanpaolo a beneficio degli azionisti di UBI Banca. Il prezzo è stato altresì utilizzato anche per la valorizzazione delle azioni emesse successivamente e destinate agli azionisti di UBI Banca che hanno aderito alla procedura ex Art. 108, comma 2 del TUF e alla Procedura Congiunta, in quanto l'impegno ad acquisire le ulteriori azioni UBI Banca è sorto in sede di efficacia dell'OPAS. Infatti, ai sensi dell'art. 108, comma 2, del TUF, poiché la partecipazione detenuta direttamente o indirettamente da Intesa Sanpaolo nel capitale sociale di UBI Banca alla fine del periodo di adesione è risultata superiore al 90% ma inferiore al 95%, è sorta l'obbligazione per Intesa Sanpaolo di acquistare dagli azionisti di UBI Banca che ne avessero fatto richiesta le residue azioni ordinarie. Il corrispettivo in denaro è stato valorizzato, in linea con quanto previsto dall'IFRS 3, par. 37, al fair value delle attività trasferite e quindi all'esborso per cassa effettivamente liquidato.

Infine, ai fini della determinazione del costo di acquisizione, si segnala che l'IFRS 3.42 stabilisce che "nell'aggregazione aziendale realizzata in più fasi l'acquirente deve ricalcolare l'interessenza che deteneva in precedenza nell'acquisita al rispettivo fair value". Relativamente, dunque, alle 120.985 azioni di UBI Banca già possedute da Intesa Sanpaolo, si è proceduto a valorizzarle al prezzo di quotazione di UBI Banca al 4 agosto 2020, pari a 3,709 euro, per un valore complessivo di 0,4 milioni e ad imputare anche tale valore nel computo del costo dell'acquisizione.

Sulla base di quanto rappresentato in precedenza, il costo di acquisizione complessivo è risultato pari a 4.109 milioni. Di seguito si riporta una tabella di dettaglio con l'esplicitazione di come tale ammontare è stato calcolato.

Determinazione del costo di acquisizione del Gruppo UBI
Totale azioni UBI Banca alla data di acquisizione 1.144.285.146
- di cui azioni in adesione all'OPAS e riacquistate con Corrispettivo (1) a 1.129.844.049
- di cui azioni riacquistate con corrispettivo integrale in contanti b 5.442.201
- di cui azioni già possedute da Intesa Sanpaolo c 120.985
- di cui azioni proprie UBI Banca 8.877.911
Prezzo azioni Intesa Sanpaolo (euro) - 4 agosto 2020 d 1,7936
Prezzo azioni UBI Banca (euro) - 4 agosto 2020 e 3,7090
Concambio f 1,7000
Corrispettivo in denaro OPAS p/a (euro) g 0,5700
Corrispettivo integrale in contanti p/a (euro) h 3,5390
N° azioni emesse i = a * f 1.920.734.883
Valore dell'aumento di capitale ISP (milioni di euro) l = i * d 3.445
Corrispettivo in denaro (milioni di euro) m = a * g + b * h 663
Valore Azioni già possedute da Intesa Sanpaolo (milioni di euro) n = c * e 1
Costo di acquisizione complessivo (milioni di euro) o = l + m + n 4.109

(1) Per Corrispettivo si intende la somma del corrispettivo in azioni pari a n. 1,7000 azioni ordinarie di ISP di nuova emissione e il corrispettivo in denaro pari a Euro 0,57 p/a.

Tra gli effetti contabili legati all'operazione di acquisizione si segnalano, anche, gli oneri correlati all'OPAS per complessivi 146 milioni, contabilizzati, in linea con quanto previsto dallo IAS 32 e dall'IFRS 3, per la parte direttamente riconducibile all'aumento di capitale ed alla corrispondente emissione di azioni Intesa Sanpaolo, pari a 112 milioni, a riduzione delle riserve di Patrimonio Netto e per la parte residua, pari a 34 milioni, a conto economico.

Allocazione del costo dell'acquisizione (c.d. Purchase Price Allocation - PPA)

L'acquirente, alla data d'acquisizione, deve procedere ad allocare il costo dell'aggregazione aziendale rilevando le attività, le passività e le passività potenziali ritenute identificabili dell'acquisita ai relativi fair value a tale data, ad eccezione delle attività non correnti (o gruppi in dismissione) classificate come possedute per la vendita secondo quanto previsto dall'IFRS 5. Queste ultime infatti sono contabilizzate al fair value al netto dei costi di vendita.

L'acquirente deve rilevare separatamente le attività, le passività e le passività potenziali identificabili nell'acquisito alla data di acquisizione solo se, a tale data, esse soddisfano i criteri seguenti:

  • a) nel caso di un'attività diversa da un'attività immateriale, è probabile che gli eventuali futuri benefici economici connessi affluiscano all'acquirente ed è possibile valutarne il fair value attendibilmente;
  • b) nel caso di una passività diversa da una passività potenziale, è probabile che per estinguere l'obbligazione sarà richiesto l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici ed è possibile valutarne il fair value attendibilmente;

c) nel caso di un'attività immateriale o di una passività potenziale, il relativo fair value può essere valutato attendibilmente. La rilevazione di tali attività e passività al loro fair value, a seguito dell'allocazione del costo di acquisizione, si riflette sui conti economici successivi alla data di acquisizione che devono considerare i ricavi e i costi riferiti al business acquisito in base al costo dell'aggregazione aziendale sostenuto dall'acquirente. Ad esempio, la quota di ammortamento rilevata, dopo la data di acquisizione, nel conto economico dell'acquirente e riferita alle attività ammortizzabili dell'acquisito, deve basarsi sui fair value di tali attività ammortizzabili alla data di acquisizione, ossia il loro costo per l'acquirente. Inoltre, in caso di dismissione di

attività rilevate al fair value in sede di PPA, ai fini del bilancio del soggetto acquirente occorre determinare l'utile o la perdita da cessione sulla base del valore di carico contabile comprensivo del plusvalore residuo alla data di cessione. L'eventuale eccedenza tra il costo sostenuto per l'operazione di aggregazione ed il fair value delle attività, passività e

passività potenziali identificabili deve essere rilevata come avviamento ("goodwill"); qualora invece il fair value delle attività nette identificabili del soggetto acquisito risulti superiore al costo di acquisizione occorre rilevare un provento ("negative goodwill") nel conto economico dell'acquirente.

La determinazione degli impatti del processo di PPA ha comportato la necessità di avvalersi in alcuni casi del supporto di esperti indipendenti mediante i quali si è proceduto alla determinazione, anche con il supporto delle strutture interne del Gruppo UBI e del Gruppo Intesa Sanpaolo, del fair value alla data di acquisizione di talune poste patrimoniali. Le restanti poste patrimoniali sono state valutate internamente dalle strutture del Gruppo.

Con riferimento al periodo di valutazione entro il quale ottenere le informazioni necessarie per effettuare la valutazione al fair value delle attività e passività identificabili del soggetto acquisito e terminare il processo di PPA, l'IFRS 3 prevede che tale periodo termini non appena l'acquirente abbia ricevuto tutte le informazioni necessarie in essere alla data di acquisizione o abbia appurato che non è possibile ottenere maggiori informazioni per effettuare le valutazioni delle poste acquisite. In ogni caso il periodo di valutazione non può protrarsi per oltre un anno dalla data di acquisizione. Relativamente all'operazione di acquisizione del Gruppo UBI, il periodo di valutazione e, conseguentemente il processo di PPA, sono terminati il 5 febbraio 2021, data di approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione dei risultati d'esercizio e consolidati del Gruppo Intesa Sanpaolo al 31 dicembre 2020, in quanto, a tale data, tutte le attività di identificazione delle attività e passività acquisite, comprese quelle potenziali, e di misurazione del fair value delle stesse risultano terminate. In particolar modo, tutti gli esperti indipendenti coinvolti nel processo di PPA hanno ritenuto di avere tutti gli elementi necessari per la determinazione del fair value delle attività e passività acquisite, concludendo così le loro attività di stima. Anche le attività connesse alla definizione del compendio aziendale oggetto di cessione a BPER e alla quantificazione della relativa minusvalenza, si ritiene, con la stipula tra le parti del Quinto Accordo Integrativo in data 15 gennaio 2021, che siano state sostanzialmente portate a termine. Infine, Partners S.p.A., nelle persone dei Proff. Angelo Provasoli e Massimiliano Nova, a cui Intesa Sanpaolo ha richiesto di svolgere un esame critico dei metodi di valutazione adottati, verificando in particolare la completezza delle valorizzazioni e la ragionevolezza e non arbitrarietà delle metodologie e dei parametri di valutazione adottati, ha espresso un giudizio positivo in merito alla correttezza e alla coerenza metodologica, alla razionalità delle ipotesi adottate, alla congruità delle scelte applicative e alla ragionevolezza complessiva dei risultati del processo di PPA.

Le riclassifiche di voci patrimoniali operate in sede di PPA

Con riferimento alla classificazione o designazione di attività acquisite e passività assunte identificabili in una aggregazione aziendale, l'IFRS 3, al par. 15, prevede che alla data di acquisizione, l'acquirente deve classificare o designare le attività acquisite e le passività assunte identificabili per quanto necessario per applicare successivamente altri IFRS. L'acquirente deve effettuare tali classificazioni o designazioni sulla base dei termini contrattuali, delle condizioni economiche, dei propri principi operativi o contabili nonché di altre condizioni pertinenti, in essere alla data di acquisizione.

In alcune situazioni, gli IFRS dispongono un diverso trattamento contabile, a seconda del modo in cui l'entità classifica o designa una particolare attività o passività. Esempi di classificazioni o designazioni che l'acquirente deve effettuare sulla base delle condizioni pertinenti in essere alla data di acquisizione includono:

  • la classificazione di particolari attività e passività finanziarie come valutate al fair value rilevato nell'utile (perdita) d'esercizio o al costo ammortizzato o come attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo in conformità all'IFRS 9;
  • la designazione dello strumento derivato come strumento di copertura in conformità all'IFRS 9 e
  • la verifica per stabilire se il derivato incorporato debba essere separato dal contratto primario in conformità all'IFRS 9 (che è una questione di «classificazione» nel senso in cui lo stesso IFRS utilizza questo termine).

In questo quadro di riferimento, al fine di integrare efficacemente e tempestivamente le posizioni del portafoglio titoli di banking book di UBI Banca all'interno dei portafogli di Liquidità e di Investimento del Gruppo Intesa Sanpaolo, sono state identificate le seguenti linee guida per il dimensionamento e la suddivisione delle esposizioni rivenienti da UBI Banca: i) continuità con le linee guida di Gruppo; ii) garanzia di un adeguato buffer di liquidità, tale da soddisfare le vigenti prescrizioni normative in ambito Liquidity Coverage Ratio (LCR). Tali linee guida risultano coerenti con le policy aziendali di Gruppo in

termini di mission della gestione, nonché in termini di WAL (Weighted Average Life) dei portafogli target e garantiscono una costruzione dei portafogli finanziari in continuità con l'attuale struttura di questi ultimi.

La logica sopra individuata ha permesso di estendere i Modelli di Business definiti presso il Gruppo Intesa Sanpaolo anche al portafoglio riveniente da UBI Banca. In tale ambito, l'ottimizzazione del profilo di rischio del portafoglio detenuto da UBI Banca ha previsto la classificazione, a partire dalla data di acquisizione, nel portafoglio Hold to Collect (HTC) del Gruppo Intesa Sanpaolo di parte del portafoglio precedentemente classificato Hold to Collect and Sell (HTCS) da UBI Banca. Tale decisione risponde alla finalità di perseguire una maggiore diversificazione dell'asset allocation del portafoglio Hold to Collect riveniente da UBI Banca, prevalentemente concentrato su esposizioni governative di rischio Italia, destinando allo stesso esposizioni di emittenti Corporate, Financial ed Emerging Markets precedentemente detenute in Hold to Collect and Sell per un valore di bilancio complessivo di 1.622 milioni, con larghissima prevalenza di emittenti investment grade.

Una volta individuato il business model all'interno del quale viene inquadrato lo strumento finanziario, il soggetto acquirente deve comunque effettuare il test SPPI, così come richiesto dall'IFRS 9, per le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato oppure al fair value con impatto sulla redditività complessiva. Stante la sostanziale omogeneità fra la metodologia di esecuzione del test SPPI utilizzata dal Gruppo UBI Banca e quella impiegata dal Gruppo Intesa Sanpaolo, la generalità degli strumenti iscritti nelle voci 30 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e 40 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato dello stato patrimoniale attivo nel Gruppo UBI è stata confermata nelle medesime voci contabili anche ai fini del Bilancio Consolidato di Intesa Sanpaolo. Tuttavia, il test può condurre a risultati differenti quando è eseguito in momenti diversi, stante l'evoluzione dello scenario dei tassi di mercato. In particolare, per gli strumenti che presentano un time value of money modificato, l'impresa deve condurre un test di valutazione il cui obiettivo è definire in che misura i flussi di cassa contrattuali, non attualizzati, potrebbero differire dai flussi di cassa (anch'essi non attualizzati) che si manifesterebbero se il time value of money non fosse modificato (c.d. benchmark cash flows). Qualora dal test emergesse che i flussi di cassa contrattuali risultano "significativamente differenti" rispetto ai flussi di cassa benchmark, l'impresa non potrà considerare i flussi di cassa contrattuali come rispondenti alla definizione di SPPI. Il test è stato condotto considerando l'effetto della modifica su ciascun periodo di reporting e cumulativamente lungo l'intera vita residua dello strumento finanziario, determinando una riclassifica, per un valore complessivo di 125 milioni, dalle attività valutate al costo ammortizzato alle attività obbligatoriamente valutate al fair value con impatto a conto economico.

In tema di classificazione iniziale dei titoli di capitale, il portafoglio di UBI Banca è stato, innanzitutto, analizzato al fine di individuare gli investimenti in comune con altre società del Gruppo Intesa Sanpaolo. Per tutti gli investimenti in comune si è adottata la classificazione in uso presso il Gruppo Intesa Sanpaolo con conseguente riclassifica di alcuni investimenti iscritti tra le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI) nel bilancio di UBI Banca che nel Bilancio consolidato di Intesa Sanpaolo sono classificati come società collegate, in quanto sottoposte ad influenza notevole ai sensi dello IAS 28 nell'ambito del Gruppo.

Sempre in tema di classificazione iniziale degli investimenti comuni sono state identificate tutte le situazioni nelle quali l'investimento riveniente dal Gruppo UBI sommato a quello già detenuto dal Gruppo Intesa Sanpaolo portava al superamento della soglia del 20% di detenzione del capitale sociale. A tal fine, per tutte le fattispecie cui è presente il superamento di tale soglia, è stata verificata la governance della società partecipata, la presenza di eventuali patti parasociali e i diritti di voto e amministrativi spettanti al Gruppo Intesa Sanpaolo. In tutti i casi la presunzione è stata superata e, di conseguenza, nessuno di tali investimenti è stato iscritto tra le partecipazioni.

I restanti investimenti, non già detenuti dal Gruppo Intesa Sanpaolo, sono stati analizzati individualmente al fine di stabilire caso per caso l'attivazione, prevista dall'IFRS 9, dell'opzione per la classificazione tra le attività finanziarie al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI).

Come previsto dal par. 15 dell'IFRS 3, le operazioni di copertura in essere presso il Gruppo UBI alla data di acquisizione sono state oggetto di analisi e di valutazione per definire le strategie da ri-designare per il bilancio consolidato di Intesa Sanpaolo a partire dalla data di acquisizione ed in coerenza con le policy del Gruppo Intesa Sanpaolo. Le scelte adottate sono strettamente interrelate con l'operazione di cessione del ramo d'azienda a BPER. Nello specifico, e con riferimento alle relazioni di copertura, assume rilevanza il fatto che è stata ceduta una significativa porzione dei sottostanti coperti, riferibili alle poste patrimoniali delle filiali individuate per la cessione, ma non dei correlati derivati. Alla luce di quanto sopra, le analisi condotte hanno portato ad individuare le seguenti tipologie di coperture oggetto di riclassifiche:

  • Macro Fair Value Hedge su impieghi a tasso fisso. Le coperture in oggetto sono state confermate, tranne quelle in situazione di over hedge a fronte dei sottostanti inclusi nel ramo in cessione e, comunque, con interventi sui derivati in eccesso rispetto agli oggetti coperti nelle relazioni di copertura in essere. A tal fine è stato individuato un portafoglio di derivati da classificare nel portafoglio di trading alla data di acquisizione, individuati attraverso una metodologia che si basa sul pareggio delle sensitivity per bucket tra i finanziamenti ceduti e i relativi derivati di copertura;
  • Macro Fair Value Hedge su finanziamenti a tasso variabile con cap. Per tale tipologia di derivati non è stata confermata la designazione come di copertura per l'intero portafoglio; alla luce di questa scelta i relativi derivati di copertura sono stati riclassificati tra i derivati di trading.
  • Macro Fair Value Hedge su poste a vista. Le coperture in essere sono state confermate nell'ambito del processo di PPA, tranne le coperture delle poste a vista per la parte ceduta a BPER. Anche in questo caso è stato individuato un portafoglio di derivati riclassificato tra i derivati di trading.

Si rimanda al paragrafo successivo per il dettaglio della riclassifica tra le attività e passività in via di dismissione delle poste contabili relative al ramo d'azienda oggetto di cessione a BPER e a quello che sarà ceduto a BPPB.

Attività e passività in via di dismissione – I rami d'azienda in cessione a BPER e BPPB

Gli accordi vincolanti e condizionati al successo dell'OPAS stipulati con BPER e BPPB, che prevedono l'acquisto da parte di BPER e BPPB di rami d'azienda composti dagli sportelli bancari dell'entità risultante dall'aggregazione di Intesa Sanpaolo con UBI Banca, hanno determinato la riclassifica, fino al perfezionamento delle operazioni, delle attività e passività afferenti ai due rami tra le attività e passività in via di dismissione così come previsto dall'IFRS 5 – Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate. Il principio in parola, al par. 6, prevede infatti che "un'entità deve classificare un'attività non corrente (o un gruppo in dismissione) come posseduta per la vendita, se il suo valore contabile sarà recuperato principalmente con un'operazione di vendita anziché con il suo uso continuativo". Essendo entrambi gli accordi strettamente correlati all'acquisizione di UBI Banca, in quanto l'AGCM ha approvato l'operazione di acquisizione di UBI Banca da parte di Intesa Sanpaolo subordinatamente all'esecuzione di cessioni strutturali in linea con quanto previsto negli accordi con BPER e BPPB, i rami sono stati classificati tra le attività in via di dismissione a partire dalla data di acquisizione e, conseguentemente, valutati nell'ambito del processo di PPA limitatamente alla porzione riconducibile ai soli sportelli di UBI Banca in quanto il processo di PPA ai sensi dell'IFRS 3, da cui scaturisce la posta di negative goodwill, riguarda solo le attività e passività del soggetto acquisito (nella fattispecie UBI Banca).

Dal punto di vista valutativo dei rami, l'IFRS 3, al par. 31 prevede che "l'acquirente deve valutare un'attività non corrente acquisita (o gruppo in dismissione), che alla data di acquisizione è classificata come posseduta per la vendita secondo quanto previsto dall'IFRS 5 Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate, al fair value al netto dei costi di vendita, in conformità ai paragrafi 15–18 del predetto IFRS". Per il caso di specie, avendo siglato un accordo vincolante con BPER e BPPB, le attività e passività dei rami non sono state oggetto di specifica valutazione nell'ambito del processo di PPA, avendo assunto quale fair value alla data di acquisizione il prezzo di cessione riferito ai compendi aziendali nel loro complesso, in linea con quanto previsto dall'IFRS 13 per cui "il presente IFRS definisce il fair value come il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione".

In particolar modo, sia il prezzo di cessione del ramo d'azienda ceduto a BPER, che sulla base delle disposizioni contrattuali è stato calcolato come un multiplo inferiore all'unità (nella fattispecie 0,38x) del capitale regolamentare del ramo d'azienda, sia quello relativo al ramo d'aziendale che sarà ceduto a BPPB, pari a 8,9 milioni, sono risultati inferiori ai valori contabili dei rami stessi. Pertanto, sulla base di quanto sopra, al momento della riclassifica, si è proceduto ad allineare il valore di bilancio dei rami d'azienda ai fair value rappresentati dai prezzi di cessione, rilevando una minusvalenza, al netto delle correlate rettifiche di prezzo e degli effetti fiscali, a decremento del negative goodwill contabilizzato nel conto economico consolidato, limitatamente alla porzione riconducibile agli sportelli di UBI Banca. Tale minusvalenza è risultata pari a 1.464 milioni al lordo dell'effetto fiscale e 1.061 milioni al netto dello stesso. Si ricorda, infine, che l'accordo con BPER prevede anche la cessione di 31 filiali di Intesa Sanpaolo, il cui onere (108 milioni al lordo dell'effetto fiscale e 85 milioni al netto dello stesso), è stato imputato nel conto economico al di fuori del processo di PPA.

La perdita rilevata al momento della riclassifica non è stata allocata alle singole attività e passività dei due rami, in quanto, nel caso di specie, i contratti siglati con BPER e BPPB riportano prezzi riferiti ai rami nel loro complesso, definiti dalle parti sulla base di una valutazione effettuata non tanto sulla qualità degli attivi sottostanti, quanto piuttosto sugli attuali valori di mercato del business bancario che prezzano valori significativamente inferiori rispetto al valore del patrimonio netto contabile. Ne consegue che il valore recuperabile delle singole attività e passività afferenti i rami non risulta intaccato dal prezzo concordato dalle parti e che, pertanto, la perdita rilevata al momento della riclassifica non può essere allocata alle singole attività e passività, tenuto anche conto delle indicazioni dello IAS 36 per cui l'attribuzione delle perdite non può, nella sostanza, comportare le rilevazione di un'attività ad un importo inferiore rispetto al suo valore recuperabile.

Il fair value delle attività e passività acquisite

Sulla base di quanto esposto in precedenza, il processo di PPA si è, quindi, concentrato sulla valutazione al fair value delle attività acquisite e della passività assunte al netto delle poste patrimoniali riconducibili alle filiali in cessione a BPER e BPPB riclassificate tra le attività in via di dismissione.

La valutazione al fair value delle singole poste contabili, oggetto di acquisizione, è stata condotta con il supporto di primari esperti terzi indipendenti e ha riguardato principalmente:

  • i crediti verso clientela e banche (sia in bonis che non performing);
  • le relazioni di macro-copertura;
  • le attività intangibili non rilevate in precedenza dal soggetto acquisito;
  • le partecipazioni di collegamento e i titoli di capitale;
  • le attività materiali;
  • le obbligazioni emesse e i debiti verso banche e clientela.

Inoltre, nell'ambito del processo di PPA, sono state svalutate le attività materiali e immateriali del Gruppo UBI (principalmente hardware e software) che, a seguito del processo di integrazione e migrazione in Intesa Sanpaolo, non saranno più utilizzate e non contribuiranno al processo produttivo aziendale. Tali svalutazioni, pari a 168 milioni al lordo del correlato effetto fiscale, sono state portate a decurtazione del negative goodwill rilevato ad esito del processo di PPA.

Si è, inoltre, proceduto allo storno degli avviamenti consolidati rivenienti dal Bilancio del Gruppo UBI, in quanto ai sensi dell'IFRS 3, l'avviamento o il goodwill negativo riconosciuto nel bilancio consolidato del soggetto acquirente riassumono, e pertanto sostituiscono, le evidenze storiche degli avviamenti iscritti nei bilanci delle entità acquisite. Sono altresì state stornate le attività immateriali iscritte a seguito di precedenti PPA del Gruppo UBI, in quanto nell'ambito del processo di PPA sono state valorizzate nuove attività immateriali, rappresentative del valore dei rapporti e delle masse di tutto il Gruppo UBI.

Per le fattispecie con il maggior impatto nell'ambito del processo di PPA si fornisce nel seguito una breve illustrazione della metodologia valutativa e delle relative risultanze.

Crediti verso clientela e banche

Le valutazioni sono state effettuate con il supporto di Prometeia, primario esperto indipendente attivo nei settori dell'Enterprise Risk Management e del Financial Advisory, che ha provveduto a determinare il fair value alla data di acquisizione del portafoglio dei crediti verso banche e dei crediti verso clientela oggetto di acquisizione. Come già riportato nei paragrafi precedenti, la valutazione non ha incluso i crediti afferenti i rami in cessione a BPER e BPPB, riclassificati a

partire dalla data di acquisizione tra le attività in via di dismissione e valutati sulla base del prezzo concordato tra le parti. Il fair value complessivo risulta, nel suo complesso, negativo rispetto al relativo valore contabile per 393 milioni. Tale differenza complessiva è il risultato della composizione degli effetti valutati delle poste in bonis (positivi per 1.290 milioni) e di quelle deteriorate (negativi per 1.683 milioni) di seguito descritte nel dettaglio. Peraltro, con riferimento ai crediti in bonis la valutazione al fair value ha comportato l'azzeramento del fondo rettificativo precedentemente iscritto da UBI. Si segnala, in proposito, che con imputazione nel conto economico 2020 (e quindi al di fuori del processo di PPA) è stato ricostituito un fondo rettificativo di 428 milioni determinato prudentemente, tenendo conto del contesto macroeconomico, degli indicatori di rischio già presenti in UBI e con l'applicazione dei modelli di stima in uso in Intesa Sanpaolo.

Crediti in bonis

Il portafoglio oggetto di valutazione è riconducibile all'operatività in bonis a medio e lungo termine, mentre per l'operatività a breve termine intesa quali operazioni a vista o con durata residua inferiore ai 12 mesi, il valore contabile acquisito dalla situazione patrimoniale del Gruppo UBI alla data di acquisizione è da ritenersi una ragionevole approssimazione del fair value secondo quanto previsto dall'IFRS 13, tenuto conto che l'attualizzazione dei flussi di cassa futuri risulta poco significativa anche in presenza di variazioni dei tassi di mercato di riferimento. Sulla base di quanto sopra, è stata pertanto esclusa la riserva obbligatoria e la totalità dei conti correnti, dei pronti contro termine e del factoring, tutte poste a vista o con scadenze a breve termine, mentre sono rientrati quasi integralmente nel periodo di valutazione sia i mutui ipotecari che i finanziamenti relativi al leasing. Complessivamente i crediti in bonis oggetto di valutazione nell'ambito del processo di PPA sono risultati pari a circa 45,5 miliardi.

La determinazione del fair value alla data di acquisizione dei crediti in bonis oggetto di valutazione ai fini della PPA, non essendo presente un mercato attivo per questa tipologia di strumenti, ha ipotizzato, così come previsto dall'IFRS 13, di replicare il prezzo che si percepirebbe in concomitanza di una vendita in una regolare operazione di mercato, adottando pertanto le assunzioni che un normale operatore ragionevolmente utilizzerebbe nella determinazione del prezzo, definendo quindi un quadro valutativo di riferimento il più possibile omogeneo con le situazioni effettivamente riscontrabili sul mercato.

Ciò premesso la metodologia utilizzata al fine di stimare il fair value dei crediti in bonis, sviluppata come anticipato in precedenza con il supporto di Prometeia, replica la metodologia attualmente prevalente sul mercato che consiste nell'utilizzare per la valutazione un modello di tipo Discounted Cash Flow (DCF), in cui i flussi di cassa sono stati attualizzati ad un opportuno tasso di sconto che incorpora la stima dei principali fattori di rischio.

Per quanto riguarda i flussi di cassa futuri sono stati considerati:

  • i flussi in conto capitale, rappresentativi del piano dei flussi di rimborso capitale dei singoli rapporti;
  • i flussi in conto interesse, previsti nel piano di liquidazione degli interessi contrattuali per l'operatività a tasso fisso e calcolati in funzione di regole di indicizzazione dei parametri di mercato impliciti nelle cedole non note, degli spread contrattuali e delle eventuali componenti opzionali embedded per l'operatività a tasso variabile.

Il tasso usato per l'attualizzazione è stato ottenuto come somma di tre componenti:

  • il livello dei tassi di interesse risk-free quotati sulle diverse divise di denominazione e osservati sui vari tenor della curva;
  • il cost of funding, corrispondente alla curva di remunerazione del costo della liquidità del Gruppo Intesa Sanpaolo e articolato sulla base di regole che tengono conto delle caratteristiche del portafoglio oggetto di valutazione;
  • il livello del credit spread medio, che riflette il rischio di insolvenza associato a ciascuna operazione di impiego performing in funzione del segmento di controparte, dei parametri di rischio creditizio, ovvero la classe di probabilità di default (PD) e di Loss Given default (LGD) e della durata media finanziaria residua dell'operazione stessa. Per il calcolo dei credit spread sono stati considerati sia la componente di perdita attesa, a partire dai livelli di PD e LGD derivanti dall'applicazione dei modelli interni di Intesa Sanpaolo, sia la componente di perdita inattesa, a partire dal capitale regolamentare delle posizioni acquisite ed il costo del capitale stimato internamente da Intesa Sanpaolo.

Inoltre, nell'ambito di un processo di calcolo improntato alla prudenza e al fine di ottenere una configurazione di flussi di cassa maggiormente rispondente a quanto osservato nella realtà, sono stati utilizzati opportuni coefficienti di prepayment che stimano la probabilità di estinzione anticipata, totale o parziale, degli impieghi retail e corporate. Nello specifico, la metodologia sviluppata ha stimato coefficienti di prepayment diversificati in funzione della tipologia di clientela (Retail e Imprese) e delle caratteristiche finanziarie dell'operazione. Le matrici di prepayment hanno consentito il ricalcolo del profilo accelerato di cash flow in conto capitale e conto interesse del portafoglio crediti e la revisione, di conseguenza, dei parametri di durata media residua di ciascun finanziamento utilizzati per l'attribuzione del credit spread e per il calcolo della curva del cost of funding sui diversi segmenti temporali di riferimento. I flussi in conto capitale e conto interessi sono stati quindi scontati in funzione di tassi di interesse risk-free, livelli di cost of funding e credit spread coerenti con il nuovo profilo di scadenza accelerato.

Infine, con lo scopo di incorporare nel calcolo del fair value anche un'ipotesi di convergenza delle condizioni contrattuali dei mutui retail in portafoglio verso le condizioni in essere presso Intesa Sanpaolo, è stata considerata un'ipotesi di rinegoziazione dei livelli dei tassi contrattuali fissi e variabili osservati alla data di acquisizione e di riduzione dei tassi contrattuali stessi alle condizioni benchmark del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Le citate componenti prudenziali relative ai prepayment ed alle rinegoziazioni hanno comportato una riduzione del fair value dei crediti di circa il 30%.

Il processo di valutazione ha determinato un fair value complessivo dei crediti in bonis superiore al relativo valore contabile per complessivi 1.290 milioni, al lordo del correlato effetto fiscale.

Crediti non performing

Trattandosi di posizioni acquisite già in stato deteriorato, i crediti non performing del Gruppo UBI sono stati considerati come Purchased or Originated Credit Impaired (di seguito "POCI") ai sensi dell'IFRS 9 e di quanto previsto dalla Circolare 262 della Banca d'Italia che li definisce come "esposizioni che soddisfano la definizione di attività finanziaria impaired acquisita o originata di cui all'Appendice A dell'IFRS 9. Sono incluse, tra l'altro, le esposizioni creditizie deteriorate acquisite nell 'ambito di operazioni di cessione (individuale o di portafoglio) e di aggregazione aziendale". L'IFRS 9 prevede che sui crediti acquistati o originati deteriorati si debba calcolare, alla data di rilevazione iniziale, un tasso di interesse effettivo corretto per il credito (c.d. "credit-adjusted effective interest rate"), per la cui individuazione è necessario includere, nelle stime dei flussi finanziari, le perdite attese iniziali sui crediti.

Analogamente a quanto effettuato per i crediti in bonis, non essendo presente un mercato attivo per questa tipologia di strumenti, anche la determinazione del fair value alla data di acquisizione del portafoglio dei crediti non performing ipotizza di replicare il prezzo che si percepirebbe in concomitanza di vendita in una regolare operazione di mercato, adottando pertanto le assunzioni che un normale operatore ragionevolmente utilizzerebbe nella determinazione del prezzo, definendo quindi un quadro valutativo di riferimento il più possibile omogeneo con le situazioni effettivamente riscontabili sul mercato.

Complessivamente, il valore netto di bilancio dei crediti non performing oggetto di valutazione è risultato pari a circa 3 miliardi, a fronte di un valore lordo di circa 5,2 miliardi.

La metodologia utilizzata con il supporto di Prometeia ha pertanto replicato la metodologia attualmente prevalente sul mercato che consiste nell'utilizzare per la valutazione di portafogli di crediti non performing un modello di tipo "Discounted Cash Flow". Il modello è stato applicato ai singoli rapporti, eventualmente classificati in cluster omogenei, applicando i seguenti elementi chiave:

  • la stima della distribuzione dei flussi di cassa, in termini di ammontare e tempi di recupero, al netto di spese e costi legali;
  • il tasso di attualizzazione, che deve considerare il profilo di rischio dei flussi oggetto di attualizzazione, tenendo anche conto delle condizioni correnti di mercato.

I risultati ottenuti sono stati sottoposti ad analisi di sensitività, al fine di apprezzare la variabilità dei valori ottenuti al variare delle principali assunzioni valutative adottate. La significatività dei risultati ottenuti è stata altresì assoggetta ad un'ulteriore verifica sulla base dei dati desumibili dalle transazioni osservate sul mercato.

Come meglio evidenziato di seguito, la metodologia ha previsto alcune specificità per le diverse classi di rischio, in particolare, per le sofferenze, da un lato, e per gli UTP e Past Due dall'altro.

Con riferimento alle sofferenze secured, si è proceduto ad una stima analitica del recupero atteso derivante dalla vendita delle attività poste a garanzia della posizione. Ai fini della valutazione è stato assunto che la vendita dei collateral sia realizzata attraverso aste giudiziarie, ipotizzando un haircut ed una durata media del processo di recupero in linea con i benchmark di mercato. Per le sofferenze unsecured (non assistite da garanzia ipotecaria) la metodologia ha previsto l'applicazione di curve statistiche di recupero benchmark differenziate in funzione dell'anzianità della posizione e del segmento della controparte.

I flussi di cassa lordi così determinati, sono successivamente stati corretti al fine di recepire un fattore prudenziale legato al rischio per la volatilità dei recuperi. Questa componente sconta gli elementi di incertezza associati ai recuperi e permette pertanto di tenere conto delle possibili evoluzioni sul mercato dei crediti deteriorati anche dovute agli effetti ipotizzabili della crisi da COVID-19; infatti, secondo la maggior parte degli analisti nel corso del 2021, al termine del periodo di durata delle moratorie, si registrerà un aumento dei crediti deteriorati nei bilanci delle banche, che a sua volta, causerà un aumento dell'offerta di tale tipologia di crediti sul mercato degli NPL con conseguente riduzione del livello dei prezzi delle cessioni.

Le spese legali sono state determinate approssimando quelle generalmente sostenute per il recupero mediante valori benchmark, stimati in proporzione ai recuperi lordi e coerenti con quanto osservato sul mercato.

Analogamente, sono stati stimati i costi di servicing utilizzando valori benchmark coerenti con quanto mediamente richiesto da accordi di servicing di portafogli di crediti non performing, ipotizzando di applicare una base fee annuale rispetto al vantato in gestione e una success fee sugli incassi lordi realizzati.

Per quanto riguarda il tasso di sconto utilizzato per l'attualizzazione dei flussi di recupero, esso è stato determinato come costo medio ponderato dei tassi correnti di mercato di una ipotetica operazione di cartolarizzazione caratterizzata con emissione di notes con diversa seniority. Le strutture sono state ipotizzate senza il ricorso alla garanzia statale denominata GACS in considerazione della prossima scadenza del relativo provvedimento legislativo. La cessione di crediti non performing tramite cartolarizzazione rappresenta, infatti, ad oggi la prassi di cessione prevalente sul mercato domestico.

Relativamente invece alle esposizioni classificate come UTP e Past Due, è stata prevista l'applicazione di una metodologia di calcolo del fair value basata sull'applicazione del cosiddetto approccio Steady-state Cash Flow, che rappresenta la metodologia principale di valutazione dei crediti prevista in ambito Asset Quality Review (AQR). Nell'approccio standard Steady-state Cash Flow, i flussi di cassa di recupero relativi all'esposizione sono determinati stimando il present value dei cash flow previsionali del debitore quantificati tramite l'analisi congiunta di diverse voci del bilancio della controparte, e allocandoli successivamente a copertura dell'esposizione in relazione all'effettiva classe di seniority di ciascuna posizione.

Per quanto riguarda le esposizioni UTP e Past Due relative a controparti per le quali non fosse disponibile almeno un bilancio nella base dati Centrale Bilanci, non essendo possibile l'applicazione dell'approccio Steady-state, è stata prevista l'applicazione di una metodologia di calcolo del fair value alternativa basata su griglie di Danger Rate e Cure Rate benchmark ricavate a partire da informazioni di mercato e finanziarie.

Per le operazioni di cessione di crediti non performing perfezionate da UBI dopo la data di acquisizione, essendo queste avvenute a ridosso dalla data di acquisizione, si sono considerati quali fair value i prezzi di cessione effettivamente negoziati con le controparti acquirenti.

L'ultima fase del processo valutativo condotto sul portafoglio di crediti non performing si è concentrata sull'analisi di benchmarking rispetto ai prezzi delle recenti transazioni osservate sul mercato per cluster omogenei. L'analisi è stata strutturata con l'obiettivo di dare evidenza dei benchmark di mercato in merito ai prezzi delle cessioni di crediti di Non Performing Loans (NPL), con particolare riferimento ai crediti a Sofferenza e in stato di Unlikely To Pay. I risultati dell'analisi hanno evidenziato come i prezzi di valutazione delle sofferenze, se confrontati con le transazioni dell'ultimo triennio e biennio, risultino moderatamente prudenziali per tenere conto delle possibili evoluzioni sul mercato dei crediti deteriorati dovute agli effetti ipotizzabili della crisi da COVID-19. Per quanto riguarda i crediti UTP, il fair value medio determinato in sede di PPA è risultato sostanzialmente allineato alle media dei prezzi delle transazioni osservate nel triennio 2018-2020.

Il processo di valutazione ha stimato un fair value dei crediti deteriorati inferiore al relativo valore netto di bilancio del Gruppo UBI ante acquisizione per 1.683 milioni, al lordo del correlato effetto fiscale. Tale importo è stato rilevato a decurtazione del negative goodwill.

Le relazioni di copertura

Stante l'adozione da parte di UBI Banca di relazioni di copertura in modalità macro ai sensi dello IAS 39, alla data di acquisizione erano presenti specifiche voci patrimoniali rappresentanti l'adeguamento di fair value per il rischio coperto delle poste oggetto di copertura generica. Nello specifico risultavano valorizzate le voci "Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica" e "Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica",

in cui figurano rispettivamente il saldo delle variazioni di valore delle attività e delle passività oggetto di copertura generica (macrohedging) dal rischio tasso di interesse in applicazione di quanto previsto dal par. 89A dello IAS 39.

Tali effetti di adeguamento di valore delle attività finanziarie e delle passività finanziarie oggetto di copertura generica sono stati stornati ai fini della determinazione del negative goodwill nell'ambito del processo di PPA in quanto:

  • le relazioni di copertura sono state designate ex-novo a partire dalla data di acquisizione;
  • le poste oggetto di copertura sono state rilevate singolarmente al fair value nell'ambito del processo di PPA ai sensi dell'IFRS 3.

Ai fini della definizione dell'impatto sul negative goodwill, è stato stornato l'importo incluso a titolo convenzionale e definito tra le parti, quale posta di adeguamento delle attività e passività oggetto di copertura generica, nel ramo in cessione a BPER; poiché tale importo è stato riclassificato tra le attività in via di dismissione e valutato nell'ambito del prezzo complessivo di cessione del ramo esso non è stato valutato in sede di PPA.

Lo storno delle relazioni di copertura come sopra rappresentato ha comportato la rilevazione di un minusvalore pari a 685 milioni, al lordo del correlato effetto fiscale, contabilizzato a decurtazione del negative goodwill.

Attività intangibili non rilevate in precedenza dal soggetto acquisito

Ai sensi dall'IFRS 3 e dallo IAS 38, le attività intangibili sono attività non monetarie identificabili, prive di consistenza fisica iscrivibili in bilancio separatamente dall'avviamento solo se identificabili. Lo IAS 38 precisa che un'attività immateriale soddisfa il criterio di identificabilità solo se:

  • è separabile, ossia può essere separata o scorporata dall'entità e venduta, trasferita, data in licenza, locata o scambiata, individualmente o insieme al relativo contratto, attività o passività, oppure;
  • deriva da diritti contrattuali o da altri diritti legali, indipendentemente dal fatto che tali diritti siano trasferibili o separabili dall'impresa o da altri diritti e obbligazioni;
  • il fair value dell'attività può essere determinato attendibilmente.

Inoltre, con riferimento al criterio di separabilità, l'IFRS 3 prevede che un'attività immateriale acquisita soddisfa il criterio di separabilità se c'è evidenza di operazioni di scambio per tale tipo di attività o per una attività similare, anche se tali operazioni non sono frequenti e indipendentemente dal fatto che l'acquirente sia in esse coinvolto. Se un'attività immateriale acquisita in un'aggregazione aziendale è separabile o deriva da diritti contrattuali o da altri diritti legali, esistono sufficienti informazioni per valutare in modo attendibile il fair value dell'attività.

Tenuto conto di quanto sopra, ai fini della valorizzazione delle attività intangibili nell'ambito della PPA relativa all'acquisizione del Gruppo UBI è stato dato incarico a Deloitte, primaria società di consulenza, la quale ha identificato e valorizzato tre attività intangibili legate alla clientela del Gruppo UBI: le attività di Asset under Management (AuM), di Asset under Administration (AuA) e di Acquiring.

All'interno delle attività di AuM rientrano tipicamente le relazioni con la clientela bancaria relative all'intermediazione di prodotti di risparmio gestito, ovvero Gestioni Patrimoniali, Fondi comuni di investimento e SICAV, nonché prodotti previdenziali e assicurativi. Nel caso specifico del Gruppo UBI, le attività di AuM non fanno riferimento al solo collocamento e distribuzione dei suddetti prodotti presso la rete del Gruppo UBI, ma anche alla componente produzione (ideazione e produzione dei prodotti finanziari e gestione dei patrimoni di proprietà dei clienti) in-house dei medesimi in capo a Pramerica, SGR che funge da fabbrica prodotto a beneficio della rete commerciale. Le due distinte attività possono pertanto, anche in considerazione della forte integrazione nell'ambito del Gruppo UBI, essere considerate come differenti componenti di valore dell'intangibile, legate l'una alla distribuzione, l'altra alla produzione dei prodotti di risparmio gestito. All'interno delle attività di AuA rientrano, invece, le relazioni con la clientela relative ai rapporti di amministrazione e custodia senza deleghe di gestione all'intermediario. Si è infine identificata una specifica relazione con la clientela merchant legata all'attività di Acquiring, ovvero l'attività di acquisizione delle operazioni effettuate con carte di pagamento collegate ai circuiti internazionali coerentemente con il principio di separabilità previsto dallo IAS 38 e IFRS 3, e alla luce delle recenti operazioni di analoghe attività avvenute sul mercato italiano.

La stima del valore degli intangibili è stata condotta scontando i flussi economici netti attesi su un orizzonte temporale definito. I flussi economici netti delle attività immateriali sono stati stimati tenendo opportunamente conto dei volumi, della marginalità netta, dei costi operativi e dell'assorbimento patrimoniale legato al rischio operativo associabile all'intangibile. Nella stima dei flussi si è anche tenuto conto del costo figurativo associato all'utilizzo di alcuni beni che contribuiscono alla realizzazione dei flussi di risultato riconducibili agli Intangibili (i cosiddetti "Contributory Asset"). Per l'attualizzazione dei flussi economici netti prospettici riferiti alle attività intangibili AuM e AuA è stato utilizzato il costo del capitale, pari al tasso di rendimento dei mezzi propri richiesto dagli azionisti per investimenti con analoghe caratteristiche di rischio. Tale tasso è stato stimato attraverso il metodo del CAPM (Capital Asset Pricing Model).

La vita utile degli intangibili è stata stimata sulla base dei tassi di decadimento (churn rate) della clientela acquisita.

Sulla base di quanto sopra, le analisi hanno condotto alla rilevazione di nuove attività intangibili, rilevate in contropartita di un incremento del negative goodwill, per complessivi 593 milioni, al lordo del correlato effetto fiscale, di cui 512 milioni riferiti ad AuM, 41 milioni ad AuA e 40 milioni all'attività di Acquiring.

Le partecipazioni di collegamento e i titoli di capitale

Nell'ambito del processo di PPA sono stati valutati i titoli di capitale e le partecipazioni sottoposte a influenza notevole ai sensi dello IAS 28 e pertanto consolidate con il metodo del patrimonio netto. Il portafoglio oggetto di valutazione è composto da alcuni investimenti, di cui i principali sono rappresentati da:

  • Lombarda Vita, della quale UBI Banca detiene il 40%, frutto degli accordi sottoscritti con il Gruppo Cattolica Assicurazioni. Nell'ambito del rinnovo di tali accordi, nel 2010 sono state anche rimodulate le opzioni sulle rispettive quote di partecipazione nella joint venture, prevedendo unicamente delle opzioni di acquisto, esercitabili in funzione del verificarsi di predeterminate condizioni;
  • Aviva Vita, della quale UBI Banca detiene il 20%, frutto della partnership tra il Gruppo Aviva e il Gruppo UBI nel settore della distribuzione di prodotti assicurativi nei rami vita. Anche in questo caso, nell'ambito della definizione degli accordi tra i due Gruppi, nel corso del 2014 sono state previste opzioni di acquisto sulle rispettive quote di partecipazione nella compagnia, esercitabili in funzione del verificarsi di predeterminate condizioni;
  • Zhong Ou Asset Management Company (di seguito "ZOAM"), della quale UBI Banca detiene il 25%, frutto di un accordo di partnership nell'ambito dell'attività di asset management focalizzato sul mercato cinese, sottoscritto tra UBI Banca e gli attuali soci della compagnia. Gli accordi prevedono un meccanismo teso a dare stabilità alla compagine azionaria, tramite una serie di opzioni call, esercitabili al verificarsi di predeterminati eventi, aventi ad oggetto le rispettive partecipazioni detenute dai soci.

La valutazione delle tre partecipazioni sopracitate, e dei derivati ad esse connesse, è stata affidata ad un esperto terzo indipendente, identificato in Partners S.p.A., mentre l'analisi del fair value degli altri investimenti è stata svolta internamente dalle strutture del Gruppo Intesa Sanpaolo preposte alla valutazione dei titoli di capitale.

Nella stima del fair value delle diverse società Partners ha fatto ricorso a più criteri, in particolare per le società assicurative Aviva Vita e Lombarda Vita si è fatto riferimento al Dividend Discount Model (DDM), in base al quale il fair value è funzione dei flussi finanziari attesi che ciascuna società potrà distribuire, in termini di dividendi e/o di eccesso di capitale regolamentare (excess capital). Per la partecipazione in ZOAM è stato ritenuto più adatto utilizzare il metodo reddituale levered, in base al quale il fair value è funzione dei flussi reddituali attesi che la società potrà generare. I risultati così ottenuti sono stati riscontrati con il criterio dei multipli di Borsa: in base a tale metodo, il fair value è stimato utilizzando moltiplicatori calcolati sulla base di dati di mercato borsistico con riguardo a società quotate comparabili. Inoltre, per tener conto della maggior illiquidità delle società valutate rispetto al campione di società quotate è stato utilizzato uno sconto.

Nella valutazione della partecipazione in ZOAM lo sconto di liquidità oltre ad essere più ampio, è stato applicato anche al metodo reddituale per tenere anche conto dei vincoli agli investimenti esteri posti dalle autorità locali. Inoltre, considerate le caratteristiche specifiche dell'investimento, è stato applicato anche uno sconto di minoranza. Per Aviva Vita e Lombarda Vita, è stato utilizzato anche il criterio delle transazioni comparabili, con ruolo di controllo: il fair value è stimato utilizzando moltiplicatori (P/BV e P/E) calcolati sulla base dei prezzi negoziati in recenti transazioni comparabili.

Per quanto concerne la valutazione delle opzioni call su Aviva Vita e Lombarda Vita, il criterio utilizzato per stimare il fair value delle opzioni è il metodo binomiale che parte dal valore dell'asset sottostante alla data di valutazione, elabora sulla base della appropriata volatilità del mercato e del tasso risk-free un'ampia serie di possibili scenari alternativi di valore dell'asset a data futura ed associa a ciascun scenario di valore una probabilità di avveramento.

Le restanti partecipazioni e i titoli di capitale sono stati valutati internamente dalle strutture preposte del Gruppo Intesa Sanpaolo sulla base delle previsioni e delle regole definite internamente le quali declinano principi e metodologie per la valorizzazione dei titoli di capitale non quotati in linea con i criteri di valutazione stabiliti dagli IAS/IFRS e dai Principi Italiani di Valutazione (PIV) pubblicati nel 2015 dall'Organismo Italiano di Valutazione.

Le analisi svolte hanno comportato la rilevazione di un plusvalore complessivo rispetto al relativo valore contabile pari a 103 milioni, al lordo del correlato effetto fiscale, di cui 119 milioni ascrivibili alle partecipazioni (148 milioni la quota riferibili alle 3 partecipazioni descritte in precedenza) e -16 milioni ai titoli di capitale. La valutazione delle opzioni call ha invece determinato un plusvalore rispetto al valore contabile pari a 5 milioni.

Le attività materiali

Le attività materiali comprendono gli immobili ad uso funzionale, gli investimenti immobiliari, i terreni, i mobili, gli arredi e le attrezzature di vario genere che si ritiene saranno utilizzate lungo un arco temporale maggiore dell'esercizio. Sono inclusi inoltre i diritti d'uso (Right of Use o "RoU") acquisiti con il leasing e relativi all'utilizzo di un'attività materiale (per i locatari), le attività concesse in leasing operativo (per i locatori), nonché le migliorie e le spese incrementative sostenute su beni di proprietà e diritti di utilizzo di attività materiali rivenienti da contratti di leasing. Nell'ambito del processo di PPA, si è proceduto, secondo quanto indicato dall'IFRS 3, a valorizzare al fair value alla data di acquisizione gli immobili (terreni e fabbricati) ed il patrimonio artistico di pregio. Per le altre attività materiali è stato invece mantenuto il costo che è stato ritenuto rappresentativo del loro valore in quanto determinato da un processo di ammortamento stimato sulla base dell'effettivo contributo del bene al processo produttivo.

Il portafoglio immobiliare

La valutazione è stata effettuata con l'ausilio di CBRE, primaria società qualificata in grado di fornire valutazioni immobiliari sulla base dei migliori standard del settore, che attraverso un'apposita perizia ha provveduto a determinare il fair value alla data di acquisizione del patrimonio immobiliare, sia ad uso funzionale che di investimento, del Gruppo UBI. Il valore di bilancio complessivo di tale patrimonio alla data di acquisizione era pari a 1,7 miliardi, di cui 1,2 miliardi relativi ad immobili ad uso strumentale e 0,5 miliardi relativi ad immobili ad uso di investimento.

Ai fini della stima del fair value sono state utilizzate le metodologie già in essere nel Gruppo Intesa Sanpaolo. In particolare, l'approccio valutativo è stato definito sulla base della valenza strumentale e del piano di utilizzo degli immobili (strumentali /non strumentali). Per valore di libero mercato si è inteso il miglior prezzo al quale la cessione di una proprietà potrà ragionevolmente intendersi come incondizionatamente conclusa, contro corrispettivo in denaro. Tale concetto risulta in linea con quanto previsto dall'IFRS 13 che definisce il fair value come "il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività o che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra entità operanti sul mercato alla data di valutazione". Il valutatore ha utilizzato il metodo del Discounted Cash Flow che consente di analizzare i flussi di ricavi e di costi (capitali e non) connessi all'immobile oggetto di stima in un definito orizzonte temporale. Questo approccio ha consentito

una piena esplicitazione delle analisi del valutatore con riferimento agli eventi che si potranno verificare nell'orizzonte temporale fissato. In particolare, tale metodo ha permesso di considerare in maniera dettagliata l'impatto sul valore dell'immobile sia dei canoni di locazione in essere, sia dei costi che dei ricavi derivanti dall'ottimizzazione dell'immobile, al fine di conseguire il raggiungimento del miglior utilizzo dell'immobile.

Nella valutazione si è tenuto conto sia del corrente contesto del mercato immobiliare, sia della destinazione d'uso degli immobili prevista da Intesa Sanpaolo al fine di meglio rappresentare la differenziazione tra le proprietà ad uso diretto/strumentale rispetto a quelle ad uso investimento, o che ragionevolmente, in logica prudenziale, si presume diverranno tali.

Si precisa infine che, con riferimento ai sette immobili di proprietà di UBI Banca a Milano, ceduti nel corso del mese di agosto, ai fini dei fair value determinato nell'ambito del processo di PPA sono stati assunti i prezzi di cessione, comportando un plusvalore di 36 milioni, al lordo dell'effetto fiscale, contabilizzato ad incremento della voce di negative goodwill nel bilancio consolidato di Intesa Sanpaolo. Tali immobili alla data di acquisizione risultavano classificati tra le attività in via di dismissione. Sulla base di quanto sopra, il fair value complessivo del portafoglio immobiliare è risultato inferiore al valore di carico contabile per 126 milioni, al lordo del correlato effetto fiscale.

Il patrimonio artistico di pregio

Il Gruppo UBI detiene un patrimonio artistico, derivante dai vari istituti che hanno costituito nel tempo il Gruppo, rappresentato da circa 6.000 opere ed iscritto alla data di acquisizione ad un valore contabile pari a 13 milioni. Nell'ambito di tali opere d'arte sono state enucleate 721 opere di particolare rilevanza sulla base della valenza storico-critica e artistica, dello stato di conservazione e della rilevanza di natura economica. Tali opere sono confluite in una specifica classe denominata "patrimonio artistico di pregio" e sono state oggetto di apposita perizia in sede di PPA da parte di Open Care, primaria società qualificata ed indipendente del settore.

La valutazione del patrimonio artistico di pregio è stata effettuata attraverso la stima del "Valore commerciale o di mercato corrente" delle singole opere delle diverse categorie desunto dall'andamento degli scambi di opere analoghe (per tecnica, misure, soggetto) dello stesso autore, o di scuole e movimenti regionali prossimi per stile e poetica. Le informazioni sono state ottenute con l'ausilio di database specializzati che monitorano i risultati delle principali case d'aste italiane e internazionali e tramite consultazione dei principali report di settore. Si tratta pertanto di parametri oggettivi che sono stati confrontati con il mercato nel suo complesso, in un'analisi che ha previsto l'inclusione nel monitoraggio dei valori espressi anche dalle gallerie e nelle principali fiere di settore. Oltre a considerare l'andamento degli scambi in asta, partendo da quelle più recenti e includendo nell'analisi anche gli invenduti, che rappresentano un possibile indicatore di perdita di valore tendenziale dell'opera, la valutazione ha considerato anche l'attenzione corrente del mercato nei confronti di un'opera o di un autore, misurata dal numero e dalla qualità di mostre temporanee allestite in spazi museali di rilevanza internazionale e corredate da pubblicazioni specifiche.

Sulla base di quanto sopra, il fair value del patrimonio artistico di pregio è risultato superiore al valore di carico contabile per 16 milioni, al lordo del correlato effetto fiscale.

Obbligazioni emesse e debiti verso banche e clientela

La valutazione è stata effettuata con il supporto di Prometeia, primario esperto indipendente del settore, che ha provveduto a determinare il fair value alla data di acquisizione del portafoglio delle obbligazioni emesse, dei debiti verso banche e dei debiti verso la clientela. Come già riportato nei paragrafi precedenti, la valutazione non ha incluso le passività afferenti i rami in cessione a BPER e BPPB, riclassificate a partire dalla data di acquisizione tra le attività in via di dismissione e valutate sulla base del prezzo complessivamente concordato tra le parti.

Ai fini della determinazione del perimetro oggetto di valutazione, per l'operatività a breve termine intesa quali operazioni a vista o con durata residua inferiore ai 12 mesi il valore contabile acquisito dalla situazione patrimoniale del Gruppo UBI alla data di acquisizione è stato ritenuto una ragionevole approssimazione del fair value secondo quanto previsto dall'IFRS 13, tenuto conto che l'attualizzazione dei flussi di cassa futuri risulta poco significativa anche in presenza di variazioni dei tassi di mercato di riferimento.

Con riferimento ai debiti verso banche e clientela, dalle analisi effettuate sono rientrate nel perimetro di valutazione esclusivamente le poste di debito verso la Cassa Depositi e Prestiti (CDP), messe a disposizione nell'ambito degli interventi a sostegno delle PMI, e verso la Banca Europea per gli Investimenti (BEI), mentre è stata valutata la totalità del portafoglio dei titoli emessi dal Gruppo UBI. Complessivamente, pertanto, le passività oggetto di valutazione nell'ambito del processo di PPA sono risultate pari a circa 23,6 miliardi, di cui 1 miliardo riferito ai debiti verso BEI, 0,5 miliardi riferiti ai debiti verso CDP e 22,1 miliardi riferiti ai titoli in circolazione.

Per quanto riguarda la valutazione dei titoli obbligazionari quotati, il fair value è stato determinato sulla base dei prezzi quotati sul mercato alla data di acquisizione. Sulla base dei principi definiti dalle policy del Gruppo Intesa Sanpaolo, la valutazione delle obbligazioni quotate è stata effettuata sulla base della gerarchia dei mercati considerati attivi e delle corrispondenti modalità di rilevazione del fair value al 4 agosto 2020.

Con riferimento invece alla valutazione delle obbligazioni non quotate e dei finanziamenti con BEI e CDP, Prometeia ha adottato in modello "Discounting Cash Flow" basato sull'attualizzazione dei flussi di cassa attesi in futuro, costituiti da:

  • flussi in conto capitale, rappresentativi del piano dei flussi di cassa delle singole passività;
  • flussi in conto interesse, previsti nel piano contrattuale di liquidazione degli interessi per l'operatività a tasso fisso e calcolati in funzione delle regole di indicizzazione dei parametri di mercato impliciti nelle cedole non note, degli spread contrattuali e delle eventuali componenti opzionali embedded per l'operatività a tasso variabile.

Per le obbligazioni strutturate si è inoltre fatto ricorso aggiuntivo ai term sheet e ai piani di ammortamento.

Il tasso usato per l'attualizzazione è stato ottenuto come somma di tre componenti:

– il livello della curva dei tassi di interesse risk-free alle diverse scadenze;

  • il cost of funding, che riflette la curva del costo della liquidità del Gruppo Intesa Sanpaolo, determinato al fine di tener conto delle caratteristiche delle obbligazioni oggetto di valutazione, in termini di durata media finanziaria. Più in dettaglio, è stata utilizzata la curva degli spread stimata a partire dalle quotazioni di mercato di titoli comparable;
  • il livello del credit spread medio. A ciascuna operazione è stato associato un livello del credit spread che ne riflette il rischio di insolvenza, in funzione dei parametri di rischio e della durata media finanziaria residua dell'operazione stessa.

Le analisi svolte hanno comportato la rilevazione alla data di acquisizione di un minusvalore complessivo rispetto al relativo valore contabile pari a 296 milioni, al lordo del correlato effetto fiscale.

Altre poste contabili valutate nel processo di PPA

Oltre a quanto descritto in precedenza, sono state inoltre valutate al fair value altre poste contabili, principalmente rappresentate dai titoli di debito iscritti nei portafogli dell'attivo al costo ammortizzato, dai fondi per rischi e oneri e da talune passività potenziali precedentemente non rilevate nel Bilancio del Gruppo UBI. In particolare, con riferimento ai fondi per rischi e oneri sono state analizzate le principali tipologie di rischio a fronte delle quali risultavano appostati accantonamenti a bilancio da parte del Gruppo UBI; le analisi si sono concentrate sulla necessità, in applicazione delle policy e delle metodologie applicative adottate dal Gruppo Intesa Sanpaolo, di eventuali accantonamenti integrativi a fronte di fattispecie di rischio omogenee. Per quanto riguarda le passività potenziali sono emerse casistiche marginali legate a penali per la risoluzione anticipata di precedenti accordi commerciali conseguente il change of control di UBI Banca.

Dalle analisi svolte è emerso un effetto negativo complessivo per tali poste, al lordo del correlato effetto fiscale, pari a 69 milioni.

Si segnala infine che, con riferimento alle attività per imposte anticipate non ancora rilevate in Bilancio, nel processo di PPA si è ritenuto, in un'ottica di prudenza, di non rilevare l'ammontare di competenza di UBI Banca, che al 31 dicembre 2019 risultava pari a circa 550 milioni, ed era interamente riferibile a perdite fiscali illimitatamente riportabili.

Gli effetti fiscali

Lo IAS 12 prevede che in un'aggregazione aziendale, poiché le attività acquisite e le passività assunte identificabili sono rilevate ai rispettivi fair value alla data di acquisizione, si generano differenze temporanee quando il valore riconosciuto fiscalmente alle attività identificabili acquisite e alle passività identificabili assunte non è influenzato dall'aggregazione aziendale. Per esempio, quando il valore contabile di un'attività viene incrementato fino al suo fair value, ma il valore riconosciuto fiscalmente dell'attività continua a essere il costo del precedente proprietario, si genera una differenza temporanea imponibile che si traduce in una passività fiscale differita.

Così come previsto dallo IAS 12 le passività fiscali differite o le attività fiscali anticipate rilevate in sede di PPA sono state iscritte in contropartita del negative goodwill rilevato ad esito del processo di PPA.

Inoltre, nella determinazione degli effetti fiscali in sede di PPA si è tenuto conto, così come previsto dallo IAS 12, della situazione attuale e prospettica al momento ipotizzabile con riferimento agli imponibili fiscali di UBI Banca e delle sue controllate. Nello specifico, con riferimento a talune fattispecie della PPA con impatto anche sui bilanci individuali e deducibili nel 2020, in primis rettifiche su crediti e write-off, non si sono verificati i presupposti per la rilevazione della corrispondente fiscalità anticipata IRAP.

La determinazione del negative goodwill

Sulla base di quanto riepilogato in precedenza si riporta nel seguito un prospetto di sintesi del processo di allocazione del costo di acquisizione e del negative goodwill risultante.

(milioni di euro)
Patrimonio netto Gruppo UBI al 31 luglio 2020 al netto degli strumenti di AT 1 9.883 a
Costo di acquisizione 4.109 b
Storno delle attività intangibili del Gruppo UBI Banca al netto degli effetti fiscali -1.479 c
Minusvalenze filiali in via di dismissione al netto dell'effetto fiscale -1.061 d
Negative Goodwill al lordo degli adeguamenti al fair value delle singole poste
contabili
3.234 e = a - b + c + d
Effetti di adeguamento al fair value delle singole poste contabili -729 f
- di cui crediti in bonis
- di cui crediti deteriorati
- di cui adeguamento di valore attività/passività oggetto di copertura
- di cui attività intangibili
- di cui partecipazioni collegate e titoli di capitale
- di cui opzioni connesse alle partecipazioni collegate
- di cui titoli obbligazionari emessi e debiti verso banche e clientela
- di cui write off software e altre attività immateriali
- di cui portafoglio immobiliare
1.290
-1.683
-685
593
103
5
-296
-168
-126
- di cui patrimonio artistico di pregio
- di cui altre poste contabili ed effetti di pertinenza di terzi
- di cui effetti fiscali connessi
16
-69
291
Patrimonio Netto Gruppo UBI al fair value alla data di acquisizione 6.614 g = a + c + d + f
Negative goodwill 2.505 g - b

Con riferimento agli strumenti di Additional Tier 1 (AT1) emessi da UBI Banca, pari a 398 milioni, ancorché classificati all'interno del patrimonio netto ai sensi dello IAS 32 (voce 140. Strumenti di capitale), essi non sono stati considerati nel valore del patrimonio netto del Gruppo UBI da confrontare con il costo di acquisizione, in quanto tali strumenti non sono stati oggetto dell'OPAS promossa da Intesa Sanpaolo, la quale ha riguardato esclusivamente le azioni ordinarie emesse da UBI Banca, e a conclusione dell'operazione essi continuano a figurare come strumenti finanziari sottoscritti da soggetti terzi. Conseguentemente, nell'ambito del processo di PPA sono stati considerati come "non controlling interests" da rilevare comunque al fair value ai sensi dell'IFRS 3. Per quanto riguarda la determinazione del fair value si è fatto riferimento al prezzo di quotazione alla data di acquisizione, essendo gli strumenti in oggetto quotati alla Borsa di Irlanda (Global Exchange Market), che ha confermato il valore contabile di iscrizione nel bilancio di UBI Banca.

Come esposto nella tabella sopra, ad esito del processo di PPA condotto ai sensi dell'IFRS 3 è risultato un negative goodwill pari a 2.505 milioni.

Con riferimento al processo valutativo, condotto prevalentemente con il supporto di esperti indipendenti, che ha comportato la rilevazione del negative goodwill sopra menzionato, si evidenzia che il paragrafo 36 dell'IFRS 3 prevede che l'acquirente, al fine di garantire che le valutazioni riflettano correttamente tutte le informazioni alla data di acquisizione, prima di rilevare a conto economico una posta di negative goodwill debba effettuare un "reassessment" del processo valutativo già condotto volto ad accertare la completezza delle attività di rideterminazione dei valori e la ragionevolezza e non arbitrarietà delle metodologie e dei parametri di valutazione adottati. Inoltre, la BCE nel mese di gennaio 2021 ha pubblicato una guida in relazione alla computabilità del negative goodwill nei Fondi Propri del soggetto acquirente sottolineando la necessità di adeguate verifiche sulla corretta determinazione del negative goodwill emergente dal processo di PPA. In tale ambito Intesa Sanpaolo ha provveduto, sia direttamente che con il supporto dei propri consulenti precedentemente indicati, ad un riesame delle principali valutazioni.

Inoltre, quale ulteriore attività di verifica della correttezza e ragionevolezza delle conclusioni raggiunte e del negative goodwill emergente, Intesa Sanpaolo ha richiesto a Partners S.p.A., nelle persone dei Proff. Angelo Provasoli e Massimiliano Nova, di svolgere un esame critico dei metodi di valutazione adottati, verificando in particolare la completezza delle valorizzazioni e la ragionevolezza e non arbitrarietà delle metodologie e dei parametri di valutazione adottati. Ad esito delle verifiche effettuate, Partners ha espresso un giudizio positivo in merito alla correttezza e alla coerenza metodologica, alla razionalità delle ipotesi adottate, alla congruità delle scelte applicative e alla ragionevolezza complessiva dei risultati derivanti dal processo di PPA.

La situazione patrimoniale di primo consolidamento del Gruppo UBI

Sulla base delle riclassifiche operate in sede di prima iscrizione e degli effetti relativi alla misurazione al fair value delle attività e delle passività identificabili, si riporta di seguito la situazione patrimoniale del Gruppo UBI così come contabilizzata alla data di acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo. Nel dettaglio, la situazione patrimoniale fornisce evidenza alla data di acquisizione dei dati patrimoniali sulla base dei valori contabili rivenienti dal Gruppo UBI e dei valori di prima iscrizione (fair value) nel bilancio consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Voci dell'attivo Valore
contabile alla
data di
acquisizione
Riclassifiche
operate in sede
di acquisizione
Differenze di
Fair Value
(milioni di euro)
Fair value alla
data di
acquisizione
10. Cassa e disponibilità liquide 597 -143 - 454
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico
3.325 -173 -52 3.100
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
12.748 -1.394 18 11.372
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 106.945 -21.186 -230 85.529
50. Derivati di copertura 20 -71 - -51
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di
copertura generica (+/-)
935 -85 -850 -
70. Partecipazioni 285 9 154 448
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori - - - -
90. Attività materiali 2.884 -638 -164 2.082
100. Attività immateriali 1.747 -1 -1.099 647
di cui:
- avviamento 1.465 - -1.465 -
110. Attività fiscali 3.559 - 1.487 5.046
a) correnti 974 - - 974
b) anticipate 2.585 - 1.487 4.072
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 92 23.694 36 23.822
130. Altre attività 1.034 -12 14 1.036
Totale dell'attivo 134.171 - -686 133.485

(milioni di euro)
Voci del passivo Valore
contabile alla
Riclassifiche
operate in sede
Differenze di
Fair Value
Fair value alla
data di
data di
acquisizione
di acquisizione acquisizione
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 114.752 -27.558 334 87.528
20. Passività finanziarie di negoziazione 794 284 - 1.078
30. Passività finanziarie designate al fair value 473 - - 473
40. Derivati di copertura 749 -288 - 461
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di
copertura generica (+/-)
165 - -165 -
60. Passività fiscali 297 - 731 1.028
a) correnti 51 - - 51
b) differite 246 - 731 977
70. Passività associate ad attività in via di dismissione - 28.053 1.464 29.517
80. Altre passività 3.637 -396 7 3.248
90. Trattamento di fine rapporto del personale 276 -70 - 206
100. Fondi per rischi e oneri 397 -25 174 546
a) impegni e garanzie rilasciate 62 -19 - 43
b) quiescenza e obblighi simili 81 - - 81
c) altri fondi per rischi e oneri 254 -6 174 422
110. Riserve tecniche 2.299 - - 2.299
120. Riserve da valutazione - - - -
130. Azioni rimborsabili - - - -
140. Strumenti di capitale 398 - - 398
150. Riserve (Riserva IFRS 2 per piani di incentivazione) - - 10 10
150.- 200. Voci di patrimonio netto esclusi gli strumenti di capitale 9.883 - -3.269 6.614
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 51 - 28 79
Totale del passivo e del patrimonio netto 134.171 - -686 133.485

Nel corso del 2020, a partire dalla data di acquisizione, sono affluiti a conto economico gli effetti di competenza del periodo connessi all'ammortamento delle differenze tra fair value e valori di bilancio emerse in sede di PPA; tali differenze si riferiscono principalmente a poste contabili al costo ammortizzato (ad esempio crediti verso clientela o titoli in circolazione). L'impatto sul conto economico 2020 è risultato negativo per un importo, al netto del correlato effetto fiscale, pari a 37 milioni.

Ai fini del conto economico riclassificato, alla voce "Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte)", oltre agli effetti, già citati in precedenza, relativi al negative goodwill per 2.505 milioni e agli oneri accessori dell'OPAS per la componente non imputabile al patrimonio netto, pari a -34 milioni, sono stati ricondotti: (i) -85 milioni come minusvalenza, al netto dell'effetto fiscale, legata agli sportelli Intesa Sanpaolo oggetto di cessione a BPER Banca (ii) -37 milioni come ammortamento di competenza del 2020, al netto dell'effetto fiscale, delle differenze emerse nel processo di PPA tra i fair value e i precedenti valori contabili in capo al soggetto acquisito e (iii) -287 milioni al netto dell'effetto fiscale (-428 milioni al lordo dell'effetto fiscale) per il ripristino dell'Expected Credit Loss sui crediti in bonis del Gruppo UBI venuta meno per effetto dell'adeguamento al fair value del portafoglio crediti64. L'effetto economico complessivo imputato alla voce "Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte)" è, quindi, risultato pari a 2.062 milioni.

Infine, sempre con riferimento all'operazione di aggregazione, sono stati imputati nel conto economico del Bilancio 2020 oneri per complessivi 2.041 milioni, al lordo dell'effetto fiscale (1.378 milioni al netto delle imposte), legati al processo di integrazione dei due Gruppi; di questi, circa 1.340 milioni fanno riferimento all'accordo raggiunto con le Organizzazioni Sindacali per le uscite volontarie del personale, mentre la restante parte è principalmente legata alle spese di natura IT e consulenze connesse al processo di integrazione. Nell'ambito della valutazione complessiva dell'effetto netto dell'operazione, quale "buon affare" o "negative goodwill" risultante, si ritiene che debbano essere considerati anche gli oneri di integrazione spesati nell'esercizio di efficacia della business combination, ancorché non considerati nell'ambito del processo della PPA così come richiesto dall'IFRS 3. Tali oneri non sarebbero, infatti, stati sostenuti in assenza dell'OPAS su UBI Banca e il prezzo offerto da Intesa Sanpaolo, da cui dipende l'importo del negative goodwill, è anche correlato alle sinergie realizzabili a regime il cui ammontare dipende dalla realizzazione del programma di ristrutturazione. Tale approccio è coerente con le aspettative della BCE che nel documento citato in precedenza ha dato indicazioni affinché il badwill venga utilizzato anche a copertura degli oneri di integrazione connessi alla business combination "… Given these uncertainties, the acquirer is expected to take advantage of this relatively low acquisition price to increase the sustainability of the business model of the

64 Ai sensi di quanto previsto dall'IFRS 9, sugli impieghi in bonis rivenienti dal Gruppo UBI, qualificandosi come crediti neo-originati ai fini del bilancio consolidato di Intesa Sanpaolo, è stata contabilizzato l'accantonamento per la ECL a 12 mesi o life-time in funzione dello staging. Tale effetto, così come previsto dall'IFRS 3, è stato rilevato al di fuori del processo della PPA; infatti, l'IFRS 3, al par. B41, prevede che l'acquirente non deve rilevare, alla data di acquisizione, un fondo a copertura perdite per perdite attese su crediti perché gli effetti dell'incertezza sui flussi finanziari futuri sono già inclusi nella valutazione del fair value. Tuttavia, alla prima data di reporting successiva alla data di acquisizione, dovendo tali crediti seguire le comuni regole previste dall'IFRS 9, è necessario contabilizzare l'accantonamento per la ECL. Tale approccio è simile a quello che sarebbe stato utilizzato se l'entità avesse originato o acquisito all'interno di un portafoglio tali crediti, invece che acquisirli in una business combination.

combined entity, for example to cover transaction or integration costs, or other investments, or to increase the prudence of assets' valuation in particular for non-performing loans …".

L'acquisizione di RBM Assicurazione Salute

In data 19 dicembre 2019 Intesa Sanpaolo Vita (di seguito "ISPV") e gli azionisti di RBH, holding finanziaria controllata dalla Famiglia Favaretto, hanno raggiunto un accordo per l'acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo Vita di RBM Assicurazione Salute (di seguito "RBM"), terzo player italiano nel mercato assicurativo Salute. Il contratto di investimento siglato tra le parti

  • prevede la progressiva acquisizione, tra il 2020 e il 2029, da parte di ISPV, dell'intero capitale sociale della società attraverso: – l'acquisizione del 50% più un'azione del capitale sociale di RBM, con pagamento per cassa al momento del closing con conseguente acquisizione del controllo di RBM da parte di ISPV ai sensi dell'IFRS 10;
  • l'acquisizione di un'ulteriore quota pari e non inferiore al 20% con pagamento per cassa mediante un meccanismo incrociato di opzioni put and call siglato con RBH esercitabili tra il 1° gennaio e il 31 luglio 2026;
  • l'acquisizione della restante parte del capitale sociale, pari al 30% meno un'azione, con pagamento per cassa mediante un meccanismo incrociato di opzioni put and call siglato con RBH esercitabili tra il 1° gennaio e il 31 luglio 2029.

L'acquisizione di RBM, successivamente ridenominata Intesa Sanpaolo RBM Salute, permetterà al Gruppo Intesa Sanpaolo l'immediato posizionamento, con un ruolo di leadership, in un settore attualmente in forte espansione che ha visto il segmento dei prodotti Salute in crescita di quasi il 10% nel quadriennio 2015-18 a fronte di un trend sostanzialmente flat degli altri prodotti relativi al ramo Danni.

L'esecuzione del contratto di compravendita era condizionata all'ottenimento delle consuete autorizzazioni da parte delle Autorità di Vigilanza (AGCM e IVASS), rilasciate rispettivamente in data 17 marzo e 16 aprile 2020. Conclusosi l'iter autorizzativo, l'operazione è stata finalizzata dalle parti in data 11 maggio 2020 con l'acquisizione da parte di ISPV del 50% più un'azione del capitale sociale di RBM a fronte di un corrispettivo pari a 327 milioni.

Al momento del closing, sulla base della quota acquisita e dei diritti di governance spettanti al Gruppo Intesa Sanpaolo, ISPV (e di conseguenza indirettamente Intesa Sanpaolo) ha acquisito il controllo della società ai sensi dell'IFRS 10 con conseguente obbligo di consolidamento integrale di RBM nel proprio bilancio consolidato.

L'operazione così strutturata si configura come una business combination ai sensi dell'IFRS 3.

La contabilizzazione dell'operazione di aggregazione e il processo di PPA

Avendo assunto il controllo di RBM ai sensi dell'IFRS 10 con l'acquisizione del 50% più un'azione del capitale sociale, l'operazione di aggregazione è stata rilevata secondo il "metodo dell'acquisizione" previsto dall'IFRS 3 con conseguente allocazione del costo di acquisizione (PPA – Purchase Price Allocation).

Ferma restando l'identificazione di ISPV quale soggetto acquirente, la data di acquisizione rappresenta un elemento rilevante ai fini della contabilizzazione dell'operazione in quanto rappresenta la data di riferimento per la determinazione dei fair value delle attività e passività acquisite oltre che la data a partire dalla quale i risultati economici del soggetto acquisito sono recepiti nel conto economico consolidato del soggetto acquirente. In proposito, nonostante ISPV abbia acquisito il controllo di RBM in data 11 maggio 2020, tenuto opportunamente conto del fatto che la società, ai sensi degli accordi contrattuali, ha predisposto una situazione patrimoniale ed economica al 30 aprile 2020 e che tra tale data e l'11 maggio 2020 non sono intervenuti eventi straordinari o materiali, la data di acquisizione contabile è stata convenzionalmente assunta al 1° maggio 2020. Pertanto, ai fini della situazione patrimoniale oggetto di primo consolidamento, così come per la determinazione dei fair value delle attività e passività acquisite, sono stati assunti i saldi di chiusura al 30 aprile 2020. Analogamente, con riferimento al recepimento degli effetti economici nel bilancio consolidato di ISPV e di Intesa Sanpaolo, data l'immaterialità dei saldi maturati nei primi undici giorni del mese di maggio, il contributo economico di RBM è stato contabilizzato nel bilancio del Gruppo Intesa Sanpaolo a partire dal 1° maggio 2020.

Il costo dell'acquisizione è stato determinato a partire dal corrispettivo trasferito alla data del closing per il 50% + 1 delle azioni RBM, pari a 327 milioni. Inoltre, tenuto conto della chiara volontà strategica di Intesa Sanpaolo Vita di acquisire nel tempo anche le restanti azioni di RBM, fino ad arrivare nel 2029 a possedere il 100% della società, così come stabilito dagli accordi contrattuali che prevedono un meccanismo di opzioni Put e Call, che nella sostanza rappresenta un acquisto a termine, esercitabili al 2026 e al 2029, si è optato per considerare nel costo di acquisizione anche le azioni sottostanti l'accordo di Put e Call attraverso l'espressione del patrimonio di pertinenza di terzi al fair value, sulla base dell'opzione consentita dal par. 19 dell'IFRS 3. Stante la presenza delle put option in favore dell'azionista di minoranza, per ISPV si configura un impegno incondizionato ad acquistare le azioni sottostanti le opzioni che deve essere rilevato come passività finanziaria nel bilancio consolidato del soggetto controllante. Pertanto, il patrimonio di pertinenza terzi è stato cancellato a fronte della rilevazione di una passività finanziaria, anch'essa espressa al fair value, rappresentativa dell'impegno di ISPV ad acquistare le azioni di RBM di pertinenza terzi. Per quanto riguarda la determinazione del fair value alla data di acquisizione della passività finanziaria connessa alle put options si è fatto riferimento ai meccanismi di calcolo previsto dagli accordi contrattuali per determinare la miglior stima dell'esborso a termine che è stata poi attualizzata ad un tasso espressivo della rischiosità implicita nella stima stessa dell'esborso a termine, per sua natura aleatoria in quanto legata al patrimonio netto e agli utili futuri di RBM sulla base di quanto previsto dal business plan. A seguito dei calcoli effettuati, basati sulla formula patrimoniale e reddituale prevista dagli accordi ed applicata al Business Plan 2020 – 2028 di RBM, il valore attualizzato stimato per le due opzioni è risultato pari rispettivamente a 110 milioni per quella esercitabile al 2026 e a 220 milioni per quella esercitabile al 2029, con un valore complessivo della passività finanziaria alla data di acquisizione pari a 330 milioni.

Il corrispettivo complessivo dell'acquisizione di RBM è quindi risultato pari a 657 milioni, come sommatoria del prezzo pagato da ISPV per acquisire il 50% più un'azione della società, pari a 327 milioni e del fair value della passività finanziaria rilevata alla data di acquisizione a fronte della sottoscrizione delle opzioni put previste nel contratto di investimento, pari a 330 milioni. Così come previsto dall'IFRS 3, nell'ambito del processo di PPA le attività e le passività del soggetto acquisito sono state rilevate ai rispettivi fair value. In termini di differenze tra valore contabile e fair value, con riferimento alle attività e passività già rilevate in bilancio, si segnala quanto segue:

– portafoglio immobiliare: è stata ottenuta una perizia da CBRE, primaria società qualificata in grado di fornire valutazioni immobiliari sulla base dei migliori standard del settore, che ha definito puntualmente il fair value alla data di acquisizione dell'immobile di proprietà della società, sito in Milano, determinando una differenza negativa rispetto al precedente valore contabile pari a un milione;

  • portafoglio obbligazionario composto da titoli di Stato italiani, di breve durata e acquistati per finalità di copertura delle riserve tecniche, iscritti ai sensi dello IAS 39 in parte tra le attività finanziarie valutate al fair value e in parte tra le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato. Per entrambe le categorie il valore di iscrizione iniziale è stato assunto pari al fair value alla data di acquisizione;
  • altre voci dell'attivo: riconducibili principalmente a crediti per premi da incassare dai contraenti delle polizze emesse. Considerata la scadenza a breve termine di tali poste (sempre inferiore ai 12 mesi), il fair value è stato approssimato al valore contabile, in linea con quanto previsto dall'IFRS 13.

Con riferimento invece alle voci del passivo, RBM ha rilevato riserve tecniche alla data di acquisizione per 137 milioni, debiti per 57 milioni, riconducibili alle relazioni con fornitori, intermediari, riassicuratori, coassicurati e dipendenti, rilevati tra le altre passività; anche per tali poste, considerata la loro breve durata e la natura di debiti commerciali, il fair value è stato assunto pari al valore contabile. Risultano inoltre fondi per rischi e oneri per 7 milioni.

È stata infine rilevata un'attività intangibile tipica del business assicurativo, precedentemente non rilevata nel bilancio di RBM, ovvero il Value of Business Acquired (VoBA). Il VoBA è un intangibile specifico identificato nell'ambito della client relationship e specificatamente indicato tra le attività intangibili tipiche del business assicurativo secondo l'IFRS 4, rappresentativo dei rapporti contrattuali nei quali si sostanzia la relazione con la clientela acquisita. Essendo un'attività intangibile strettamente legata alla specifica relazione contrattuale con il cliente (le polizze assicurative) è stata assunte a vita utile definita. Secondo la prassi valutativa in materia, e come anche previsto dall'IFRS 4, il valore del VoBA è stato stimato, con il supporto di Deloitte, primario consulente esperto del settore, come differenza tra il valore del patrimonio netto IAS/IFRS di RBM ed il valore degli Own Funds, definito ai fini della normativa Solvency II che tiene conto delle riserve tecniche della società riespresse al fair value. La riesposizione al fair value delle riserve tecniche, al lordo del correlato effetto fiscale, ha determinato un valore del VoBA pari a 32 milioni.

Sintesi del processo di allocazione del costo di acquisizione e la determinazione dell'avviamento

In virtù degli accordi di put&call sottoscritti, l'avviamento è stato rilevato sul 100% della società acquisita come differenza tra il costo dell'acquisizione complessivo, pari al corrispettivo trasferito per il 50% più un'azione della società più il fair value della passività finanziaria relativa alle put option sottostanti la quota di minoranza, ed il patrimonio netto oggetto di acquisizione al 30 aprile 2020 espresso al fair value nell'ambito del processo di PPA.

Si riporta nel seguito un prospetto di sintesi del processo di allocazione del costo di acquisizione e del goodwill risultante.

(milioni di euro)
Corrispettivo trasferito al Closing per il 50% + 1 azione del capitale sociale a 327
Fair value passività finanziaria per put option su 20% di RBM b 110
Fair value passività finanziaria per put option su 30% - 1 azione di RBM c 220
Totale della passività finanziaria d = b + c 330
Costo di acquisizione complessivo di RBM alla data di acquisizione e = a + d 657
Patrimonio netto IAS/IFRS RBM al 30/04/2020 f 355
Effetti di PPA g 23
- Rilevazione VoBA 32
- Delta fair value su immobile -1
- Effetti fiscali correlati -8
Patrimonio netto RBM al 30/04/2020 al fair value h = f + g 378
Avviamento rilevato e - h 279

Come risultante dalla tabella riportata in precedenza, dal confronto tra il costo di acquisizione complessivo e il patrimonio netto rivalutato al fair value risulta una differenza residua da allocare pari a 279 milioni, che è stata imputata ad avviamento nel Bilancio 2020. Per lo IAS 36 l'avviamento e le attività intangibili rilevate in un'aggregazione aziendale devono, dalla data di acquisizione, essere allocate alla CGU che si prevede possa beneficiare delle sinergie dell'aggregazione; nell'ambito del Gruppo Intesa Sanpaolo, sia l'avviamento che il VoBA rilevati nell'ambito dell'acquisizione di RBM sono state allocati alla CGU Insurance.

Per completezza, si riporta di seguito la situazione patrimoniale di RBM così come contabilizzata alla data di acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo Vita.

(milioni di euro)
Voci dell'attivo Valore contabile
alla data di
acquisizione
Differenze di fair
value
Fair value alla
data di
acquisizione
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione
valutate al fair value ai sensi dello IAS 39
31 - 31
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione
valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39
41 - 41
Partecipazioni - - -
Attività materiali e immateriali 4 310 314
- di cui VoBa - 32 32
- di cui avviamento - 279 279
Attività fiscali 9 - 9
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - -
Altre voci dell'attivo 474 - 474
Totale dell'attivo 559 310 869
(milioni di euro)
Voci del passivo e del patrimonio netto Valore contabile
alla data di
acquisizione
Differenze di fair
value
Fair value alla
data di
acquisizione
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione
valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39
- - -
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione
valutate al fair value ai sensi dello IAS 39
- - -
Passività fiscali 1 10 11
Altre voci del passivo 57 - 57
Riserve tecniche 137 - 137
Fondi per rischi e oneri 7 - 7
Voci di patrimonio netto 357 300 657
Totale del passivo e del patrimonio netto 559 310 869

L'acquisizione di Euroconsult Rental Division

A seguito dell'accordo siglato in data 30 ottobre 2020, ISP Forvalue, società con socio unico soggetta ad attività di direzione e coordinamento di Intesa Sanpaolo, si è impegnata ad acquisire l'intero capitale sociale di Euroconsult Rental Divison S.p.a. (di seguito "Euroconsult"), società operante nel mercato del noleggio a liberi professionisti, imprese, società, istituti di credito ed enti pubblici o privati di beni strumentali nei settori "beauty & health", "trade", "hospitality", "office & services" e "manifacturing".

L'acquisizione di Euroconsult, successivamente ridenominata Intesa Sanpaolo Rent for You, attiva dal 2009 nel mercato italiano del noleggio di beni strumentali con una quota di mercato compresa tra il 2% e il 3%, permette al gruppo Intesa Sanpaolo di posizionarsi strategicamente in un business in forte espansione con elevata marginalità industriale ed ottima redditività del capitale. Il contratto sottoscritto tra le parti prevede la progressiva acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo Forvalue, tra il 2020 e il 2025, dell'intero capitale sociale di Euroconsult attraverso l'acquisto del 60% del capitale in due tranche - la prima, pari a 4,8 milioni di euro, corrisposta in data 30 ottobre 2020 e la seconda da corrispondere a 12 mesi per un medesimo importo con possibili aggiustamenti di prezzo al verificarsi di determinate condizioni – e successivamente della quota residua, pari al 40%, a partire da marzo 2025, tramite opzione put&call ad uno strike price calcolato secondo una formula patrimoniale-reddituale che rispecchia l'effettivo andamento della società target nel periodo 2020-2024.

L'operazione in oggetto si configura come una "business combination" ai sensi dell'IFRS 3 ed è stata contabilizzata secondo il "metodo dell'acquisizione". Nel caso di specie il corrispettivo complessivo dell'acquisizione di Euroconsult è risultato pari a 25 milioni, pari alla somma del prezzo corrisposto da Intesa Sanpaolo Forvalue per acquisire il 60% della società (10 milioni) e dell'ammontare della passività finanziaria rilevata alla data di acquisizione a fronte della sottoscrizione delle opzioni put previste nel contratto di investimento (pari a 15 milioni).

Dal confronto tra il corrispettivo trasferito e il patrimonio netto al fair value alla data di acquisizione di Euroconsult, risultato pari a 7 milioni, è emersa una differenza residua da allocare pari a 18 milioni, che è stata imputata ad avviamento nel Bilancio

  1. Inoltre, come previsto dallo IAS 36, l'avviamento rilevato nell'ambito dell'acquisizione di Euroconsult è stato allocato alla CGU Banca dei Territori.

SEZIONE 2 - OPERAZIONI REALIZZATE DOPO LA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO

2.1 Operazioni di aggregazione

Successivamente alla chiusura dell'esercizio 2020 non sono state realizzate operazioni di aggregazione aziendale disciplinate dall'IFRS 3.

SEZIONE 3 – RETTIFICHE RETROSPETTIVE

Non si segnalano rettifiche rilevate nell'esercizio corrente relative alle aggregazioni aziendali verificatesi in esercizi precedenti.

Parte H Informazioni sui compensi e operazioni con parti correlate

A) LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

1. Aspetti procedurali

Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo S.p.A. ha adottato, nel rispetto delle procedure previste dalla normativa, il Regolamento di Gruppo per la gestione delle operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo S.p.A., Soggetti Collegati del Gruppo e Soggetti Rilevanti ex art. 136 TUB.

Tale Regolamento tiene conto sia della disciplina emanata dalla Consob, ai sensi dell'art. 2391 bis c.c., che delle disposizioni di vigilanza introdotte dalla Banca d'Italia il 12 dicembre 2011 in materia di attività di rischio e conflitti di interesse delle banche e dei gruppi bancari nei confronti di "Soggetti Collegati" ed emanate in attuazione dell'art. 53, comma 4 e ss. del Testo Unico Bancario e in conformità alla delibera del CICR del 29 luglio 2008, n. 277 nonché, in aggiunta, delle regole stabilite dall'art. 136 del Testo Unico Bancario.

Il Regolamento disciplina per l'intero Gruppo Intesa Sanpaolo i seguenti aspetti:

  • − i criteri per identificare le Parti Correlate e i Soggetti Collegati;
  • − il processo di istruttoria, deliberazione e informazione agli Organi sociali per le operazioni realizzate con Parti Correlate e Soggetti Collegati;
  • − l'informazione al mercato per le operazioni con Parti Correlate;
  • − i limiti prudenziali e gli adempimenti di segnalazione periodica alla Banca d'Italia per le attività di rischio nei confronti dei Soggetti Collegati;
  • − le regole che riguardano i controlli e i presidi organizzativi;
  • − le regole generali di disclosure e di astensione per la gestione degli interessi personali degli esponenti, dei dipendenti e dei collaboratori aziendali anche diversi dai Soggetti Collegati.

Ai sensi del Regolamento sono considerati Parti Correlate di Intesa Sanpaolo: i soggetti che esercitano il controllo o l'influenza notevole, le entità controllate e collegate, le joint venture, i fondi pensione del Gruppo, gli Esponenti e i Key Manager di Intesa Sanpaolo, con i relativi stretti familiari e le entità partecipate rilevanti.

L'insieme dei Soggetti Collegati di Gruppo è costituito dai Soggetti Collegati di ciascuna banca del Gruppo (compresa la Capogruppo) e di ciascun intermediario vigilato rilevante con fondi propri superiori al 2% del totale dei fondi propri a livello consolidato. Rispetto a ciascuna banca o intermediario vigilato rilevante del Gruppo sono Soggetti Collegati: i) gli azionisti che esercitano il controllo, l'influenza notevole o che sono comunque tenuti a richiedere autorizzazione ai sensi dell'art. 19 TUB o in grado di nominare un componente dell'organo con funzione di gestione o di supervisione strategica e i relativi gruppi societari, ii) le entità controllate, controllate congiunte e collegate, nonché le entità da queste controllate anche congiuntamente ad altri; iii) gli esponenti aziendali con i relativi parenti fino al secondo grado e le entità partecipate rilevanti.

In via di autoregolamentazione, la Banca ha esteso la disciplina in materia di operazioni con Parti Correlate e quella sull'attività di rischio e conflitti di interesse nei confronti dei Soggetti Collegati a: i) gli azionisti di Intesa Sanpaolo e relativi gruppi societari che abbiano una partecipazione al capitale con diritto di voto della Banca superiore alla soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate calcolata sulle sole azioni in proprietà o in gestione, nonché le entità da questi controllate anche congiuntamente ad altri; ii) le società nelle quali hanno cariche esecutive gli stretti familiari di esponenti con cariche esecutive nelle banche e negli intermediari vigilati rilevanti del Gruppo; iii) le società con le quali il Gruppo presenta significativi legami partecipativi e finanziari in quanto riferibili ad almeno due dei seguenti indicatori:

  • − partecipazione della controparte al capitale di Intesa Sanpaolo con una quota compresa tra l'1% e la soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate;
  • − partecipazione da parte di entità del Gruppo Intesa Sanpaolo nella controparte superiore al 10% dei diritti di voto;
  • − esposizione significativa creditizia del Gruppo verso la controparte.

Tale soluzione consente di sviluppare uno standard più elevato di monitoraggio delle transazioni con le principali entità in potenziale rischio di conflitto di interessi - assoggettandole agli adempimenti istruttori, deliberativi e di informativa successiva agli Organi e al mercato riservati alle operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati - e contenere entro i limiti prudenziali stabiliti dalla Banca d'Italia anche le attività di rischio svolte dal Gruppo con tali soggetti.

Il Regolamento contempla le diverse cautele istruttorie che devono essere osservate dalle strutture della Capogruppo e dalle società controllate nella realizzazione di operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo, Soggetti Collegati di Gruppo e Soggetti rilevanti ex art. 136 TUB, al fine di soddisfare le esigenze di correttezza sostanziale delle transazioni, richiedendo, tra l'altro, un esame dettagliato delle motivazioni, degli interessi, degli effetti dal punto di vista patrimoniale, economico e finanziario e delle condizioni dell'operazione.

In coerenza con la regolamentazione adottata dalla Consob e dalla Banca d'Italia, è inoltre previsto un regime di esenzioni, integrali o parziali, dall'applicazione della disciplina.

Per quanto attiene ai profili deliberativi delle operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo e Soggetti Collegati di Gruppo, il procedimento viene differenziato per:

  • − operazioni di importo esiguo: di controvalore inferiore o pari a euro 250.000 per le persone fisiche ed euro 1 milione per i soggetti diversi dalle persone fisiche (escluse dall'applicazione della disciplina);
  • − operazioni di minore rilevanza: di controvalore superiore alle soglie di esiguità (euro 250.000 per le persone fisiche ed euro 1 milione per i soggetti diversi dalle persone fisiche), ma inferiore o pari alle soglie di maggiore rilevanza di seguito indicate;
  • − operazioni di maggiore rilevanza: di controvalore superiore alla soglia del 5% degli indicatori definiti dalla Consob e dalla Banca d'Italia (circa euro 3,4 miliardi per il Gruppo Intesa Sanpaolo);
  • − operazioni di competenza assembleare, a norma di legge o di Statuto.

Nel processo finalizzato all'approvazione delle operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo e Soggetti Collegati di Gruppo, un ruolo qualificato è svolto dal Comitato per le operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo S.p.A. e Soggetti Collegati del Gruppo (di seguito Comitato per le operazioni con Parti Correlate), in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dal Codice di autodisciplina delle società quotate e dall'art. 148 del Testo Unico della Finanza. Il Comitato per le operazioni con Parti Correlate può avvalersi, ove ritenuto opportuno, di esperti indipendenti in relazione alla significatività, alle particolari caratteristiche economiche o strutturali dell'operazione o alla natura della parte correlata o soggetto collegato.

Per le operazioni di maggiore rilevanza le strutture devono coinvolgere il Comitato nelle fasi dell'istruttoria e delle trattative, attraverso l'invio di un flusso completo e tempestivo e con la facoltà del Comitato di richiedere ulteriori informazioni e formulare osservazioni.

Tutte le operazioni – che non siano esenti in base al Regolamento – realizzate dalla Capogruppo con una parte correlata o soggetto collegato sono riservate alla competenza deliberativa del Consiglio, previo parere del Comitato per le operazioni con Parti Correlate.

Il Regolamento prevede specifici presidi nel caso in cui sia deliberata un'operazione di minore o maggiore rilevanza, nonostante il parere negativo del Comitato di indipendenti.

Le operazioni realizzate dalle società controllate con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo e Soggetti Collegati di Gruppo devono essere deliberate dal Consiglio di Amministrazione delle stesse società interessate previo benestare della Capogruppo, che viene rilasciato secondo l'iter sopra descritto.

Il Regolamento definisce altresì i criteri generali per l'informativa da rendere, almeno trimestralmente, anche ai sensi dell'art. 150 del Testo Unico della Finanza, agli amministratori e all'organo di controllo in ordine alle operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati perfezionate nel periodo di riferimento dalla Capogruppo o da società controllate, al fine di fornire un quadro completo dell'insieme delle operazioni più significative poste in essere, nonché dei volumi e delle principali caratteristiche di tutte quelle delegate. L'informativa deve riguardare tutte le operazioni, anche se esenti da procedura deliberativa, di controvalore superiore alle soglie di esiguità; sono escluse le operazioni di minore rilevanza di finanziamento e di raccolta bancaria infragruppo (sempre che non riguardino una società controllata con interessi significativi di altra parte correlata o soggetto collegato e presentino condizioni non di mercato o standard). Per le operazioni di minore rilevanza infragruppo ordinarie e a condizioni di mercato è, invece, prevista un'informativa di tipo aggregato su base annuale.

Le operazioni realizzate dalle banche italiane controllate con Parti Correlate e Soggetti Collegati di Gruppo, che non siano considerate esenti, fermo il benestare della Capogruppo, devono essere deliberate dal relativo Consiglio di Amministrazione, previo parere di un Comitato di Consiglieri indipendenti costituito all'interno del Consiglio di Amministrazione della Banca stessa. Sono, inoltre, previste regole specifiche di rendicontazione delle operazioni agli Organi della Banca.

Il Regolamento disciplina inoltre l'operatività con Soggetti Rilevanti ai sensi dell'art. 136 TUB che deve essere applicato da tutte le banche italiane del Gruppo Intesa Sanpaolo, ivi inclusa la Capogruppo. Tale norma richiede l'adozione di una procedura deliberativa aggravata (delibera unanime dell'organo amministrativo, con esclusione del voto dell'esponente interessato, e voto favorevole dei componenti l'organo di controllo) per consentire agli esponenti bancari di assumere, direttamente o indirettamente, obbligazioni con la banca nella quale gli stessi rivestono la carica di esponente.

Sono inoltre fatti salvi gli obblighi previsti dal codice civile (art. 2391) e dall'art. 53 TUB in materia di interessi degli amministratori.

In particolare, l'art. 2391 c.c. stabilisce che ciascun Consigliere dia notizia di ogni interesse detenuto, per conto proprio o di terzi, che possa rilevare nell'esercizio della funzione gestoria, con riferimento a una determinata operazione. Ai sensi della predetta disposizione, sono di competenza del Consiglio le delibere relative a quelle operazioni, anche con Parti Correlate, nelle quali il Consigliere Delegato sia titolare di un interesse per conto proprio o di terzi e osservi quindi l'obbligo di astensione dal compiere l'operazione, investendo della stessa l'organo collegiale ex art. 2391 c.c.

In aggiunta, l'art. 53 TUB prevede che gli amministratori delle banche debbano astenersi dalle deliberazioni in cui abbiano un conflitto di interessi per conto proprio o di terzi.

2. Informazioni sui saldi con parti correlate

I saldi creditori e debitori in essere al 31 dicembre 2020 nei conti consolidati nei confronti di parti correlate - diverse da quelle infragruppo consolidate integrali - risultano di ammontare complessivamente non rilevante rispetto alla dimensione patrimoniale del Gruppo. Parimenti non risulta rilevante l'incidenza dei proventi e oneri con parti correlate sul risultato di gestione consolidato.

31.12.2020
Importo
(milioni di euro)
Incidenza
(%)
Totale attività finanziarie (1) 10.693 1,2
Totale altre attività (2) 572 1,3
Totale passività finanziarie (3) 7.706 1,0
Totale altre passività (4) 1.631 1,0
(1) Include le voci 20, 30, 35, 40, 45 e 70 dell'attivo di Stato Patrimoniale

(2) Include le voci 50, 60, 120 e 130 dell'attivo di Stato Patrimoniale

(3) Include le voci 10, 15, 20, 30 e 35 del passivo di Stato Patrimoniale

(4) Include le voci 40, 50, 70, 80, 90 e 100 e 110 del passivo di Stato Patrimoniale

31.12.2020
Importo
(milioni di euro)
Incidenza
(%)
Totale interessi attivi 50 0,5
Totale interessi passivi (1) 67 0,0
Totale commissioni attive 89 0,9
Totale commissioni passive -133 5,7
Totale costi di funzionamento (2) -145 1,2

(1) Il saldo positivo degli interessi passivi è dovuto ai differenziali dei derivati di copertura, che rettificano gli interessi rilevati sugli strumenti finanziari coperti.

(2) Include la voce 180 del conto economico

Nei confronti di società collegate, nell'esercizio si registrano rettifiche di valore nette su finanziamenti pari a circa 19 milioni, parzialmente compensate da rilasci su accantonamenti per impegni e garanzie rilasciate per circa 16 milioni.

Si riportano di seguito i principali termini di riferimento dell'operatività con ciascuna categoria di controparte correlata, sulla base dei soggetti indicati nello IAS 24, al netto dell'operatività con entità consolidate integralmente, con la categoria degli Azionisti rilevanti di Intesa Sanpaolo e relativi gruppi societari (entità controllate anche congiuntamente ad altri, controllanti o sottoposte a comune controllo) che abbiano una partecipazione al capitale con diritto di voto della Banca superiore alla soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate calcolata sulle sole azioni in proprietà o in gestione, nonché con gli ulteriori soggetti inclusi nel perimetro definito in via di autoregolamentazione.

Nella tabella che segue non viene invece rappresentata l'incidenza delle operazioni con parti correlate sui flussi finanziari del Gruppo, in quanto non significativa.

Per maggiore chiarezza e coerentemente con le segnalazioni inviate alle Autorità di Vigilanza, si precisa che le poste fuori bilancio sono state dettagliate su due colonne distinte, raggruppando da un lato le garanzie/impegni rilasciati e dall'altro le garanzie/impegni ricevuti. Nella prima categoria sono stati inclusi anche gli impegni revocabili rilasciati il cui importo complessivo è pari a 85 milioni.

Entità
controllate
non
consolidate
integralmente
Entità
sottoposte a
controllo
congiunto e
relative
controllate
Entità
collegate e
relative
controllate
Esponenti,
Key
Manager e
soggetti ad
essi
riconducibili
Fondi
Pensione
TOTALE Azionisti
(*)
(milioni di euro)
Società con le
quali il Gruppo
presenta
significativi
legami
partecipativi e
finanziari (**)
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico
2 - 57 - - 59 805 1.292
a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione - - 5 - - 5 795 1.292
b) attività finanziarie designate al fair value 2 - - - - 2 - -
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
- - 52 - - 52 10 -
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
- - - - - - 22 4
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS
39
- - - - - - 250 24
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2 49 744 9 - 804 3.487 1.939
a) Crediti verso banche - - 4 - - 4 3.371 32
b) Crediti verso clientela 2 49 740 9 - 800 116 1.907
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione valutate al costo ammortizzato ai
sensi dello IAS 39
- - - - - - - -
Altre attività 7 - 353 - 1 361 204 7
Partecipazioni 46 44 1.914 - - 2.004 - -
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 32 12 861 23 241 1.169 1.150 353
a) debiti verso banche 1 - 3 - - 4 827 15
b) debiti verso la clientela 31 12 858 23 241 1.165 323 338
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione valutate al costo ammortizzato ai
sensi dello IAS 39
- - - - - - - -
Passività finanziarie di negoziazione - - - - - - 3.658 1.328
Passività finanziarie designate al fair value - - - - - - - -
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS
39
- - - - - - 46 3
Altre passività 4 - 41 16 518 579 131 921
Garanzie e impegni rilasciati 24 25 1.290 1 1 1.341 1.150 1.398
Garanzie e impegni ricevuti - 16 31 5 - 52 34 722

(*) Azionisti e relativi gruppi societari che detengono una partecipazione al capitale superiore alla soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate calcolata sulle sole azioni in proprietà o in gestione, nonché le entità da questi controllate congiuntamente.

(**) Società che presentano almeno due dei seguenti indicatori: i) partecipazione della controparte al capitale di Intesa Sanpaolo con una quota compresa tra l'1% e la soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate; ii) partecipazione da parte di entità del Gruppo ISP nella controparte superiore al 10% dei diritti di voto; iii) esposizione significativa creditizia del Gruppo verso la controparte. Gli importi riportati si riferiscono in larga misura alle controparti Goldman Sachs International, The Goldman Sachs Group Inc. e Nexi Payments S.p.A.

Per completezza si segnala che le entità collegate maggiormente significative incluse nel perimetro delle parti correlate, secondo quanto previsto dalla formulazione dello IAS 24 in vigore, sono: Intrum Italy S.p.A., RSCT Fund - Comparto Crediti, Penghua Fund Management Co. Ltd, Lombarda Vita S.p.A., Back2Bonis, FI.NAV. - Comparto A Crediti, Zhong Ou Asset Management Company Ltd, Aviva Vita S.p.A., Equiter S.p.A., Sisalpay Group S.p.A., Cassa di Risparmio di Fermo S.p.A., Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A.. Tra le principali entità sottoposte a controllo congiunto (joint venture) si segnalano: Mir Capital Sca Sicar, PBZ Croatia Osiguranje Public Limited Company for Compulsory Pension Fund Management e VUB Generali Dochodkova Spravcovska Spolocnost AS.

3. Informazioni sulle operazioni con parti correlate

Si rappresenta che le operazioni con parti correlate infragruppo, consolidate integrali, non sono incluse nel presente documento in quanto elise a livello consolidato.

Per quanto concerne le operazioni di Intesa Sanpaolo S.p.A. si rinvia a quanto esposto nella Parte H del Bilancio Individuale.

Operazioni di maggiore rilevanza

Nel corso dell'esercizio non sono state effettuate dal Gruppo Intesa Sanpaolo operazioni qualificabili come di "maggiore rilevanza" non ordinarie e non a condizioni di mercato o standard soggette – in applicazione del Regolamento di Gruppo per la gestione delle Operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo S.p.A., Soggetti Collegati del Gruppo e Soggetti Rilevanti ex art. 136 TUB – all'obbligo di pubblicazione di un documento informativo al mercato.

Si ricorda che le operazioni di maggiore rilevanza nel periodo sono quelle che superano la soglia del 5% dei Fondi Propri a livello consolidato (circa 3,4 miliardi di euro) o degli altri indicatori definiti dalla normativa Consob.

Operazioni di maggiore rilevanza infragruppo

Nel corso dell'esercizio, al netto delle operazioni tra società del Gruppo consolidate integralmente, non sono state effettuate dal Gruppo Intesa Sanpaolo operazioni infragruppo di maggiore rilevanza esenti, ai sensi del citato Regolamento interno, dall'iter deliberativo aggravato e dall'obbligo di pubblicazione di un documento informativo al mercato.

Altre operazioni significative

Le operazioni realizzate dal Gruppo Intesa Sanpaolo con parti correlate rientrano nell'ambito dell'ordinaria operatività del Gruppo e sono di norma poste in essere a condizioni di mercato e comunque sulla base di valutazioni di reciproca convenienza economica, nel rispetto delle procedure interne sopra richiamate.

Si segnalano di seguito le principali operazioni "di minore rilevanza" perfezionate nel periodo da società del Gruppo Intesa Sanpaolo con controparti correlate; per la descrizione delle operazioni di Intesa Sanpaolo si rinvia a quanto esposto nella Parte H Individuale.

I rapporti tra il Gruppo Intesa Sanpaolo e gli esponenti aziendali, i key manager, i relativi stretti familiari e i soggetti da questi partecipati sono riconducibili alla normale operatività del Gruppo e sono posti in essere applicando, ove ne ricorrano i presupposti, le convenzioni riservate a tutto il personale dipendente con pieno rispetto e trasparenza delle condizioni praticate.

Con riferimento all'operatività con gli Azionisti, che detengono quote del capitale con diritto di voto di Intesa Sanpaolo S.p.A. superiori alla soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate calcolata sulle sole azioni in proprietà o in gestione, e con le entità con significativi legami partecipativi e finanziari (ai quali in via di autoregolamentazione è stata estesa l'applicazione della disciplina in materia di operazioni con parti correlate, assoggettandole all'iter istruttorio, deliberativo e informativo riservato alle operazioni con parti correlate), sono state realizzate principalmente operazioni ordinarie di natura creditizia e in strumenti finanziari concluse a condizioni di mercato.

Si segnalano, in particolare, le operazioni in strumenti finanziari OTC poste in essere da Banca IMI S.p.A. (società incorporata in Intesa Sanpaolo S.p.A. nel corso dell'esercizio) nell'ambito della corrente attività, con JP Morgan Securities PLC, Goldman Sachs Bank Europe SE, BlackRock Fund Managers Ltd, JP Morgan AG, Goldman Sachs International, Quaestio Capital SGR S.p.A., Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Goldman Sachs Asset Management International e JP Morgan Asset Management UK.

Riguardo alle operazioni con società controllate congiuntamente e collegate, nonché con le relative controllate, si segnalano le operazioni in strumenti finanziari OTC poste in essere da Banca IMI S.p.A. nell'ambito della corrente attività, con Cassa di Risparmio di Fermo nonché, tra le operazioni di natura finanziaria, l'estinzione anticipata da parte di Unione di Banche Italiane S.p.A. delle cartolarizzazioni relative alle società veicolo UBI SPV Group 2016 S.r.l. e 24-7 Finance S.r.l., che a causa del riacquisto degli attivi da parte di queste ultime a seguito della cessione di sportelli a BPER, si sarebbero trovate in un'avanzata fase di ammortamento.

Si evidenziano inoltre la sottoscrizione di un contratto di fornitura tra Banca 5 e Sisalpay S.p.A. per l'emissione di una carta di pagamento con marchio Sisalpay, nonché un affidamento ordinario e a condizioni di mercato di UBI Banca S.p.A. a Euromilano S.p.A..

Da ultimo, con riferimento all'operatività con i Fondi Pensione costituiti a favore dei dipendenti di Intesa Sanpaolo e di altre Società del Gruppo, si segnalano le operazioni ordinarie in strumenti finanziari OTC poste in essere da Banca IMI S.p.A. con il Fondo Pensione Cariplo.

Altre informazioni rilevanti

Con riferimento alle società valutate al patrimonio netto, sono state registrate rettifiche di valore delle partecipazioni in Destination, Oval, Rainbow, Cassa di Risparmio di Fermo, Mir Capital, Matipay e RSCT Fund - Comparto Crediti.

Nei confronti dei Fondi Pensione a beneficio di dipendenti del Gruppo, verso i quali le società del Gruppo Intesa Sanpaolo risultano coobbligate in forza delle garanzie prestate, nel periodo sono stati effettuati versamenti, di entità non materiale, per il ripianamento del disavanzo tecnico dei Fondi stessi.

B) INFORMAZIONI SUI COMPENSI CORRISPOSTI AI COMPONENTI DEGLI ORGANI DI AMMINISTRAZIONE E DI CONTROLLO E AI DIRIGENTI CON RESPONSABILITÀ STRATEGICHE

La tabella che segue riporta l'ammontare dei compensi corrisposti nel 2020 ai componenti degli Organi di Amministrazione e Controllo e ai Direttori Generali delle società controllate, nonché i compensi relativi agli altri dirigenti con responsabilità strategiche della Capogruppo che rientrano nella nozione di "parte correlata", inclusi gli importi massimi relativi alla parte variabile della retribuzione che saranno corrisposti in denaro e/o in azioni della Capogruppo, in base alle politiche di retribuzione e di incentivazione del Gruppo, subordinatamente alla verifica del conseguimento dei target assegnati e alle determinazioni dei competenti Organi di Capogruppo.

(milioni di euro)
ORGANI DI
AMMINISTRAZIONE/
ORGANI DI
CONTROLLO(1)
ALTRI MANAGERS (2) TOTALE al 31.12.2020
Importo
di
competenza
Importo
corrisposto
Importo
di
competenza
Importo
corrisposto
Importo
di
competenza
Importo
corrisposto
Benefici a breve termine (3)
Benefici successivi al rapporto di
19 15 45 39 64 54
lavoro (4) - - 7 6 7 6
Altri benefici a lungo termine (5) - - 4 - 4 -
Indennità per la cessazione del
rapporto di lavoro (6)
- - - - - -
Pagamenti in azioni (7) - - 16 - 16 -
Totale 19 15 72 45 91 60

(1) Cifre riferite a 430 cariche. In tabella non sono ricompresi circa 1,2 milioni riferiti a 85 cariche nei Consigli di Amministrazione (o organi assimilati) in quanto riversati interamente ad altre Società del Gruppo

(2) Cifre riferite a 89 posizioni. In tabella non sono ricompresi circa 2,9 milioni riferiti a 7 cariche di Direttori Generali (o figure assimilate) in quanto riversati interamente ad altre Società del Gruppo

(3) Include anche i compensi fissi e variabili degli Amministratori in quanto assimilabili al costo del lavoro e gli oneri sociali a carico dell'azienda per i dipendenti

(4) Include la contribuzione aziendale ai fondi pensione e l'accantonamento al TFR nelle misure previste dalla legge e dai regolamenti aziendali

(5) Include una stima degli accantonamenti per i premi di anzianità dei dipendenti

(6) Include le indennità contrattualmente dovute per la cessazione del rapporto di lavoro

(7) Include la quota della parte variabile della retribuzione a breve/lungo termine da corrispondere in azioni di Intesa Sanpaolo / tramite il Piano POP

Dettagliate informazioni in merito alle politiche di remunerazione, ai sensi dell'art. 123 ter del Testo Unico della Finanza, vengono annualmente pubblicate nell'ambito della specifica "Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti", nella quale vengono indicati:

  • − il dettaglio analitico dei compensi corrisposti ai componenti degli organi di Amministrazione e di Controllo, ai Direttori Generali e agli altri Dirigenti con Responsabilità Strategiche;
  • − i dettagli e l'evoluzione dei piani di Stock-option assegnate ai componenti dell'Organo di Amministrazione, ai Direttori Generali e agli altri Dirigenti con Responsabilità Strategiche;
  • − i dettagli e l'evoluzione dei Piani di incentivazione basati su strumenti finanziari, diversi dalle stock option, a favore del Consigliere Delegato e CEO e degli altri Dirigenti con Responsabilità Strategiche;
  • − i dettagli dei piani di incentivazione monetari a favore del Consigliere Delegato e CEO e degli altri Dirigenti con Responsabilità Strategiche;
  • − le azioni della Capogruppo e delle società controllate detenute dai componenti degli Organi di amministrazione e controllo e dai Dirigenti con responsabilità strategiche nonché dagli altri soggetti collegati.

Parte I Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali

A. INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Descrizione degli accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali

Piano di incentivazione annuale basato su strumenti finanziari

Le Disposizioni di Vigilanza in materia di politiche e prassi di remunerazione e incentivazione nelle banche e nei gruppi bancari emanate il 30 marzo 2011 (ora integrate nella Circolare 285 della Banca d'Italia), hanno prescritto tra l'altro, che parte dei premi annuali erogati ai cosiddetti "Risk Taker" venga attribuito mediante l'assegnazione di strumenti finanziari, in un orizzonte di tempo pluriennale. Conseguentemente, il Gruppo Intesa Sanpaolo prevede piani di incentivazione annuali collegati alle performance in ottemperanza ai quali:

  • − con riferimento ai risultati dell'esercizio 2015 e in attuazione della delibera assembleare del 27 aprile 2016, il 16 novembre 2016, il Gruppo ha complessivamente acquistato – tramite Banca IMI, incaricata dell'esecuzione del programma – n. 8.440.911 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo (pari allo 0,05% circa del capitale sociale ordinario) a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 2,149 euro, per un controvalore totale di 18.139.446 euro;
  • − con riferimento ai risultati dell'esercizio 2016 e in attuazione della delibera assembleare del 27 aprile 2017, il 18 settembre 2017, il Gruppo ha complessivamente acquistato – tramite Banca IMI, incaricata dell'esecuzione del programma – n. 8.091.160 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo (pari allo 0,05% circa del capitale sociale ordinario) a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 2,937 euro, per un controvalore totale di 23.762.245 euro;
  • − con riferimento ai risultati dell'esercizio 2017 e in attuazione della delibera assembleare del 27 aprile 2018, il 12 settembre 2018, il Gruppo ha complessivamente acquistato – tramite Banca IMI, incaricata dell'esecuzione del programma – n. 12.686.321 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo (pari allo 0,07% circa del capitale sociale ordinario) a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 2,291 euro, per un controvalore totale di 29.061.008 euro;
  • − con riferimento ai risultati dell'esercizio 2018 e in attuazione della delibera assembleare del 30 aprile 2019, il 17 e 18 settembre 2019, il Gruppo ha complessivamente acquistato – tramite Banca IMI, incaricata dell'esecuzione del programma – n. 17.137.954 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo (pari allo 0,10% circa del capitale sociale ordinario) a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 2,129 euro, per un controvalore totale di 36.481.543 euro. Il programma di acquisto è altresì al servizio dell'eventuale corresponsione di compensi riconosciuti a Risk Taker in occasione della cessazione anticipata del rapporto di lavoro (c.d. Severance), come previsto dalle Disposizioni di Vigilanza;
  • − con riferimento ai risultati dell'esercizio 2019 e in attuazione della delibera assembleare del 27 aprile 2020, il 16, 17 e 18 novembre 2020, il Gruppo ha complessivamente acquistato – tramite la propria Divisione IMI Corporate & Investment Banking, incaricata dell'esecuzione del programma – n. 25.400.000 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo (pari allo 0,13% circa del capitale sociale della Capogruppo) a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 1,852 euro, per un controvalore totale di 47.046.279 euro. Il programma di acquisto è altresì al servizio del Piano di Incentivazione 2018-2021 destinato ai Consulenti Finanziari delle Reti Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking e Sanpaolo Invest nonché dell'eventuale corresponsione di compensi riconosciuti a Risk Taker in occasione della cessazione anticipata del rapporto di lavoro (c.d. Severance), come previsto dalle Disposizioni di Vigilanza.

Le Assemblee di cui sopra hanno, altresì, autorizzato l'alienazione sul mercato regolamentato delle azioni eventualmente eccedenti l'effettivo fabbisogno, ovvero la loro conservazione a servizio di eventuali futuri piani di incentivazione.

Le suddette azioni saranno attribuite ai beneficiari nel rispetto delle norme attuative contenute nei sistemi di incentivazione che richiedono, di norma, la permanenza in servizio dei beneficiari sino al momento dell'effettiva consegna dei titoli agli stessi e sottopongono ciascuna quota differita dell'incentivo (sia essa erogata in forma cash, sia mediante strumenti finanziari) a un meccanismo di correzione ex post – cosiddetta "malus condition" – secondo il quale il relativo importo riconosciuto e il numero delle eventuali azioni attribuite potranno essere decurtati in relazione al grado di conseguimento, nell'esercizio a cui la quota differita fa riferimento, di specifici obiettivi economico-patrimoniali che misurano la sostenibilità nel tempo dei risultati conseguiti.

Piani di incentivazione a lungo termine 2018-2021: Piano POP e Piano LECOIP 2.0

In concomitanza con il lancio del Piano d'Impresa 2018-2021 sono stati avviati due nuovi piani d'incentivazione a lungo termine destinati a differenti cluster di popolazione:

  • − Piano POP (Performance-based Option Plan) destinato al Top Management, ai Risk Taker e ai Manager Strategici;
  • − Piano LECOIP 2.0 destinato ai Manager e al restante personale.

Con riferimento alla popolazione Top Management, Risk Taker e Manager Strategici, che ha un impatto diretto sui risultati del Gruppo, si è ritenuto necessario adottare uno strumento esplicitamente connesso al raggiungimento degli obiettivi del Piano d'Impresa e con un profilo di rischio/rendimento adeguato al ruolo ricoperto e ai livelli di ambizione e sfida del nuovo Business Plan.

Il Piano POP è basato su strumenti finanziari collegati alle azioni ("Call Option") e sottoposti al raggiungimento di condizioni di performance chiave del Piano d'Impresa nonché subordinati a condizioni di attivazione e di accesso individuale (c.d. compliance breach).

L'intero ammontare maturato sarà liquidato in azioni e in un orizzonte temporale di 3/5 anni, in funzione del cluster di appartenenza del beneficiario, previa verifica delle condizioni di malus, definite in modo speculare alle condizioni di attivazione, negli anni in cui queste siano previste.

Inoltre, a giugno 2018 il Gruppo ha firmato con J.P. Morgan un accordo di accollo liberatorio, con cui ha trasferito a J.P. Morgan l'obbligo di consegna ai dipendenti del Gruppo Intesa Sanpaolo delle eventuali azioni ordinarie che saranno dovute alla scadenza delle Opzioni POP e, conseguentemente, alla controparte stessa l'assunzione di tutti i rischi di volatilità del Piano.

Con riferimento ai Manager e al restante personale, in sostanziale continuità con il LECOIP 2014-2017, è stato invece introdotto un piano di retention 2018 – 2021 LECOIP 2.0.

Il piano LECOIP 2.0, finalizzato a favorire la condivisione a tutti i livelli dell'organizzazione del valore creato nel tempo a seguito del raggiungimento degli obiettivi del Piano d'Impresa e a promuovere l'identificazione e lo spirito di appartenenza al Gruppo, è assegnato in Certificates emessi da JP Morgan, ovvero strumenti finanziari basati su azioni. In particolare, il Piano LECOIP 2.0 prevede:

  • − l'assegnazione gratuita al dipendente di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione rivenienti da un aumento gratuito di capitale ("Free Shares");
  • − l'assegnazione gratuita al dipendente di ulteriori azioni ordinarie Intesa Sanpaolo, di nuova emissione a fronte del medesimo aumento gratuito di capitale ("Matching Shares"), e la sottoscrizione, da parte del dipendente, di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione rivenienti da un aumento di capitale a pagamento riservato ai dipendenti, con emissione di azioni a un prezzo scontato rispetto al valore di mercato ("Azioni Scontate").

I Certificates sono suddivisi in due categorie e hanno caratteristiche diverse a seconda che siano destinati ai dipendenti "Professional" oppure "Manager" del perimetro italiano del Gruppo. I Certificates riflettono i termini di alcune opzioni aventi come sottostante azioni ordinarie Intesa Sanpaolo e consentono al dipendente di ricevere alla scadenza, salvo il verificarsi di determinati eventi, un ammontare per cassa (o in azioni ordinarie Intesa Sanpaolo) pari al valore di mercato originario delle Free Shares e delle Matching Shares per i dipendenti "Professional" e al 75% dello stesso per i dipendenti "Manager", più l'eventuale apprezzamento, rispetto al valore di mercato originario, connesso all'ammontare di Free Shares, Matching Shares e Azioni Scontate.

I Piani POP e LECOIP 2.0 sono stati sottoposti all'approvazione dell'Assemblea ordinaria dei soci del 27 aprile 2018.

Con particolare riferimento al Piano LECOIP 2.0, la parte straordinaria della stessa Assemblea ha deliberato in merito al conferimento di una delega al Consiglio di Amministrazione ad aumentare il capitale sociale ai sensi dell'art. 2443 del codice civile, funzionale all'attuazione del Piano LECOIP 2.0. Tali aumenti di capitale sono stati eseguiti in data 11 luglio 2018 contestualmente all'avvio dei Piani di incentivazione a lungo termine 2018-2021.

Entrambi i piani di incentivazione a lungo termine in oggetto (POP e LECOIP 2.0) rientrano nel perimetro di applicazione dell'IFRS 2 e sono qualificabili come operazioni con pagamento basato su azioni regolate con strumenti rappresentativi di capitale (cd. piani "equity-settled").

Con riferimento al Piano POP, alla data di assegnazione è stato definito il fair value degli strumenti rappresentativi di capitale oggetto del piano (rappresentato dal fair value delle opzioni rettificato per il vincolo di disponibilità cui saranno soggette le azioni a seguito dell'esercizio delle opzioni) e non più modificato. Il Piano prevede la presenza di condizioni di servizio e di performance non di mercato (le condizioni di attivazione e le performance conditions), di cui è stato tenuto conto al fine di determinare il numero di azioni per la valorizzazione del costo del piano. Tali stime saranno oggetto di revisione nel corso del vesting period e fino alla scadenza. Il costo del piano, così definito, è imputato a conto economico (come costo del lavoro) pro rata temporis lungo il periodo di maturazione del beneficio, in contropartita ad una specifica riserva di Patrimonio Netto. Al verificarsi degli eventi che comportano per i dipendenti la perdita del diritto ai benefici del Piano POP (performance condition, condizioni di attivazione e venir meno della permanenza in servizio) Intesa Sanpaolo iscrive in bilancio un'attività finanziaria in contropartita al Patrimonio Netto. Nelle valutazioni successive le variazioni di fair value sono rilevate a conto economico. Per quanto concerne il diritto di accollo – essendo nella sostanza configurabile come la modalità operativa adottata dal Gruppo per adempiere all'obbligazione di delivery fisica delle azioni rinveniente dal Piano - la rappresentazione contabile è quella di uno strumento di capitale movimentando in contropartita il Patrimonio Netto.

Per quanto riguarda il Piano LECOIP 2.0, alla data di assegnazione è stato calcolato il fair value degli strumenti rappresentativi di capitale oggetto del piano (equivalente alla somma del fair value delle azioni assegnate gratuitamente e dal fair value dello sconto per le azioni a pagamento) e non più modificato. Il Piano prevede la presenza di condizioni di servizio e di performance non di mercato (i trigger events), di cui è stato tenuto conto al fine di determinare il numero di azioni per la valorizzazione del costo del piano. Tali stime saranno oggetto di revisione nel corso del vesting period e fino alla scadenza. Il costo del piano, così definito, è imputato a conto economico (come costo del lavoro) pro rata temporis lungo il periodo di maturazione del beneficio, in contropartita ad una specifica riserva di Patrimonio Netto.

Al verificarsi degli eventi che comportano per i dipendenti la perdita del diritto ai benefici dei LECOIP 2.0 Certificates (trigger events e venir meno della permanenza in servizio) Intesa Sanpaolo iscrive in bilancio un'attività finanziaria in contropartita al Patrimonio Netto. In particolare, i Certificates iscritti nel bilancio del gruppo, in ambito IFRS 9, sono classificati tra le Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value. Nelle valutazioni successive le variazioni di fair value sono rilevate a conto economico.

B. INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Evoluzione dei piani di incentivazione annuali basati su strumenti finanziari nel 2020

Numero
di
azioni
Prezzo medio
di esercizio
(euro)
Vita Residua
Strumenti finanziari esistenti al 31 dicembre 2019 27.416.160 - Maggio 2020/ Maggio 2024
Strumenti finanziari assegnati nel corso dell'esercizio 18.139.869 - Maggio 2021/ Maggio 2025
Strumenti finanziari non più attribuibili (a) 101.078 -
Strumenti finanziari vested nel corso dell'esercizio e attribuiti 8.110.877 -
Strumenti finanziari esistenti al 31 dicembre 2020 37.344.074 - Maggio 2021/ Maggio 2025
di cui: vested ed attribuiti al 31 dicembre 2020 - - -

(a) Azioni non più consegnabili ai beneficiari a seguito del venir meno del relativo rapporto di lavoro e/o per effetto dell'applicazione delle c.d. malus condition

In aggiunta alle azioni sopra indicate, in conformità con le Disposizioni di Banca d'Italia in tema di remunerazioni e con le Politiche di Remunerazione e Incentivazione di Gruppo, nel corso dell'anno 2020 sono state assegnate 410.693 azioni con riferimento ai compensi riconosciuti a Risk Taker in occasione della cessazione anticipata del rapporto di lavoro (c.d. Severance). Tali azioni, attribuite in un orizzonte di tempo pluriennale, hanno una vita residua compresa tra gennaio 2021 e luglio 2025.

Dettaglio per vita residua

Vita residua Numero
di
azioni
Maggio - Novembre 2021 19.507.021
Maggio - Novembre 2022 9.632.392
Maggio - Novembre 2023 5.554.023
Maggio 2024 1.748.447
Maggio 2025 902.191

Evoluzione degli strumenti a lungo termine basati su azioni: LECOIP 2.0 e POP

a luglio 2018
Numero
di azioni
Free Shares
Fair
value
medio
unitario
a luglio 2018
Numero
di azioni
Matching Shares
Fair
value
medio
unitario
Azioni scontate
a luglio 2018
Numero
di azioni
Fair
value
medio
unitario
(b)
PIANO LECOIP 2.0
Azioni Sell to
cover
a luglio 2018 (a)
Numero
di azioni
Fair
value
medio
unitario
Numero
totale
azioni
assegnate
a luglio
2018
Numero
LECOIP
Certificates
al
31.12.2019
Variazioni
dell'esercizio
(c)
Numero
LECOIP
Certificates
al
31.12.2020
Fair value
medio
al
31.12.2020
Totale
Dipendenti
25.147.152 2,4750 47.411.243 2,4750 507.908.765 0,3771 96.595.275 2,5416 677.062.435 70.094.666 -1.408.701 68.685.965 2,3645

(a) Azioni assegnate destinate a coprire l'esborso relativo all'imposizione fiscale a carico del dipendente.

(b) Fair value dello sconto di sottoscrizione.

(c) Numero di Certificates per cui è previsto il subentro di Intesa Sanpaolo nei diritti che sarebbero stati riconosciuti ai dipendenti a fronte dei Certificates derivante dal mancato rispetto della condizione di permanenza in servizio e altre condizioni di maturazione.

PERFORMANCE-BASED OPTION PLAN (POP)
Opzioni POP a luglio 2018 (a) Opzioni POP al 31.12.2019 Variazioni
dell'esercizio (b)
Opzioni POP al 31.12.2020
Numero
opzioni POP
Fair value
medio
unitario
Numero
opzioni
POP
Fair value medio
unitario
Numero
opzioni POP
Fair value medio
unitario
Totale Beneficiari
(Top Management,
Risk Takers and Key
Managers)
517.066.285 0,3098 491.075.556 0,0560 -7.271.278 483.804.278 0,0004

(a) Numero di opzioni POP e relativo fair value medio assegnate in data 11 luglio 2018 ai beneficiari (Top Management, Risk Taker e Manager Strategici)

(b) Numero di opzioni POP per cui è previsto il subentro di Intesa Sanpaolo nei diritti che sarebbero stati riconosciuti ai dipendenti a fronte del mancato rispetto della permanenza in servizio e altre condizioni di maturazione.

Parte L Informativa di settore

Distribuzione per settori di attività: dati economici esercizio 2020(a)

(milioni di euro)
Voci Banca
dei
Territori
IMI
Corporate
&
Investment
Banking
International
Subsidiary
Banks
Private
Banking
Asset
Management
Insurance Centro
di
Governo
(b)
Totale
Gruppo
Intesa
Sanpaolo
(al netto
del
Gruppo
UBI)
Gruppo
UBI
Totale
Gruppo
Intesa
Sanpaolo
Interessi netti 4.090 2.131 1.310 196 - - -657 7.070 713 7.783
Commissioni nette 3.910 979 505 1.714 835 2 -363 7.582 721 8.303
Risultato dell'attività assicurativa - - - - - 1.268 75 1.343 10 1.353
Risultato netto delle attività e passività
finanziarie al fair value
93 1.207 131 28 -1 - -17 1.441 131 1.572
Altri proventi (oneri) operativi netti -10 8 -38 6 33 -13 -13 -27 39 12
Proventi operativi netti 8.083 4.325 1.908 1.944 867 1.257 -975 17.409 1.614 19.023
Spese del personale -2.955 -423 -527 -347 -82 -99 -1.098 -5.531 -608 -6.139
Spese amministrative -2.106 -654 -344 -200 -69 -126 1.039 -2.460 -219 -2.679
Ammortamento immobilizzazioni
immateriali e materiali
-4 -21 -110 -57 -5 -16 -882 -1.095 -58 -1.153
Costi operativi -5.065 -1.098 -981 -604 -156 -241 -941 -9.086 -885 -9.971
Risultato della gestione operativa 3.018 3.227 927 1.340 711 1.016 -1.916 8.323 729 9.052
Rettifiche di valore nette su crediti -2.588 -470 -247 -12 - - -843 -4.160 -54 -4.214
Altri accantonamenti netti e rettifiche
di valore nette su altre attività
-75 -40 -15 -42 - -17 -149 -338 -8 -346
Altri proventi (oneri) netti 30 65 7 -4 - - -34 64 - 64
Utile (Perdita) delle attività operative
cessate
- - - - - - 1.163 1.163 - 1.163
Risultato corrente lordo 385 2.782 672 1.282 711 999 -1.779 5.052 667 5.719
Imposte sul reddito -127 -888 -140 -378 -189 -220 752 -1.190 -170 -1.360
Oneri di integrazione e incentivazione
all'esodo (al netto delle imposte)
-16 -19 -59 -30 -2 -16 -32 -174 -1.387 -1.561
Effetti economici dell'allocazione dei
costi di acquisizione (al netto delle
imposte)
-7 - - -2 - -24 -69 -102 2.062 1.960
Tributi ed altri oneri riguardanti il
sistema bancario (al netto delle
imposte)
- - - - - - -465 -465 -47 -512
Rettifiche di valore dell'avviamento e
delle altre attività intangibili (al netto
delle imposte)
-912 - - - - - - -912 - -912
Utile (Perdita) del periodo di
pertinenza di terzi
- - - 1 -1 -53 15 -38 -19 -57
Risultato netto -677 1.875 473 873 519 686 -1.578 2.171 1.106 3.277

(a) Dati riferiti agli schemi riclassificati, come riportati nella relazione sull'andamento della gestione.

(b) Al Centro di Governo sono ricondotte le elisioni infrasettoriali.

In applicazione del principio contabile IFRS 15, in particolare dei paragrafi 114 e 115 che richiedono di illustrare la disaggregazione dei ricavi provenienti dai contratti con i clienti, vengono di seguito esposte le commissioni attive e passive per settore di attività.

Voci Banca
dei
Territori
IMI
Corporate
&
Investment
International
Subsidiary
Banks
Private
Banking
Asset
Management
Insurance Centro
di
Governo
(a)
Totale
2020
Gruppo
Intesa
Gruppo
UBI
Totale
2020
Gruppo
Intesa
Totale
2019
(milioni di euro)
Variazioni
Banking Sanpaolo
(al netto
del
Gruppo
UBI)
Sanpaolo assolute %
Garanzie
rilasciate
74 250 36 2 - - - 362 18 380 341 21 6,2
Servizi di incasso
e pagamento
343 86 162 7 - - 11 609 40 649 720 -111 -
15,4
Conti correnti
Servizio
Bancomat e carte
1.031 28 124 7 - - - 1.190 181 1.371 1.222 -32 -2,6
di credito 364 2 195 8 - - 25 594 41 635 631 -37 -5,9
Attività bancaria
commerciale
1.812 366 517 24 - - 36 2.755 280 3.035 2.914 -159 -5,5
Intermediazione e
collocamento titoli
1.044 306 20 194 320 - -915 969 112 1.081 960 9 0,9
Intermediazione
valute
6 2 3 3 - - 1 15 3 18 13 2 15,4
Gestioni
patrimoniali
112 10 18 1.546 1.654 - -226 3.114 231 3.345 3.110 4 0,1
Distribuzione
prodotti
assicurativi
Altre commissioni
intermediazione /
799 - 26 608 - 2 -2 1.433 86 1.519 1.441 -8 -0,6
gestione 56 73 13 166 1 - 4 313 25 338 316 -3 -0,9
Attività di
gestione,
intermediazione
e consulenza
2.017 391 80 2.517 1.975 2 -1.138 5.844 457 6.301 5.840 4 0,1
Altre
commissioni
310 371 74 20 122 - 31 928 84 1.012 1.068 -140 -
13,1
Commissione
attive
4.139 1.128 671 2.561 2.097 2 -1.071 9.527 821 10.348 9.822 -295 -3,0
Commissioni
passive
-229 -149 -166 -847 -1.262 - 708 -1.945 -100 -2.045 -1.860 85 4,6
Commissioni
nette
3.910 979 505 1.714 835 2 -363 7.582 721 8.303 7.962 -380 -4,8

(a) Al Centro di Governo sono ricondotte le elisioni infrasettoriali.

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo. I dati relativi al Gruppo UBI non sono stati riesposti.

Distribuzione per settore di attività: dati patrimoniali al 31 dicembre 2020(a)

Voci Banca
dei
Territori
IMI
Corporate
&
Investment
Banking
International
Subsidiary
Banks
Private
Banking
Asset
Management
Insurance Centro
di
Governo
(b)
Totale
Gruppo
Intesa
Sanpaolo
(al netto
del
Gruppo
UBI)
Gruppo
UBI
(milioni di euro)
Totale
Gruppo
Intesa
Sanpaolo
Finanziamenti verso clientela 207.533 135.004 36.079 9.853 452 - 12.903 401.824 59.748 461.572
Raccolta diretta bancaria 229.677 88.183 46.308 41.145 14 - 51.642 456.969 68.030 524.999

(a) Dati riferiti agli schemi riclassificati, come riportati nella relazione sull'andamento della gestione.

(b) Al Centro di Governo sono ricondotte le elisioni infrasettoriali.

Distribuzione per aree geografiche: dati economici esercizio 2020 (a)

(milioni di euro)
Voci Italia Europa Resto
del Mondo
Totale
Interessi netti 5.807 1.406 570 7.783
Commissioni nette 6.854 1.304 145 8.303
Risultato dell'attività assicurativa 1.081 272 - 1.353
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.482 89 1 1.572
Altri proventi (oneri) operativi netti -31 1 42 12
Proventi operativi netti 15.193 3.072 758 19.023
Spese del personale -5.407 -586 -146 -6.139
Spese amministrative -2.189 -394 -96 -2.679
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -1.004 -122 -27 -1.153
Costi operativi -8.600 -1.102 -269 -9.971
Risultato della gestione operativa 6.593 1.970 489 9.052
Rettifiche di valore nette su crediti -3.817 -295 -102 -4.214
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre
attività
-323 -12 -11 -346
Altri proventi (oneri) netti 57 6 1 64
Utile (Perdita) delle attività operative cessate 1.163 - - 1.163
Risultato corrente lordo 3.673 1.669 377 5.719
Imposte sul reddito -950 -348 -62 -1.360
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle
imposte)
-1.493 -52 -16 -1.561
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto
delle imposte)
1.962 -2 - 1.960
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle
imposte)
-434 -78 - -512
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili
(al netto delle imposte)
-912 - - -912
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -28 -4 -25 -57
Risultato netto 1.818 1.185 274 3.277

Le Filiali estere sono indicate nella ripartizione geografica con riferimento al Paese di localizzazione delle filiali stesse. Per quanto riguarda le imposte sul reddito, dal momento che Intesa Sanpaolo non ha esercitato l'opzione per il regime di esenzione del reddito delle filiali estere (c.d. Branch exemption), i redditi di tali entità vengono tassati anche in Italia.

In applicazione del principio contabile IFRS15, in particolare dei paragrafi 114 e 115, che richiedono di illustrare la disaggregazione dei ricavi provenienti dai contratti con i clienti, vengono di seguito esposte le commissioni attive e passive per area geografica di attività.

(milioni di euro)
Voci Italia Europa Resto
del Mondo
Totale
Commissioni attive 10.499 2.672 178 13.349
Commissioni passive -3.645 -1.368 -33 -5.046

Distribuzione per aree geografiche: dati patrimoniali al 31 dicembre 2020(a)

Voci Italia Europa Resto
del Mondo
(milioni di euro)
Totale
Finanziamenti verso clientela 392.185 53.987 15.400 461.572
Raccolta diretta bancaria 453.127 64.215 7.657 524.999

I raggruppamenti per aree geografiche sono effettuati facendo riferimento alla localizzazione delle entità costituenti il Gruppo.

(a) Dati riferiti agli schemi riclassificati, come riportati nella relazione sull'andamento della gestione.

Parte M Informativa sul leasing

Nella presente parte sono fornite le informazioni richieste dall'IFRS 16 che non sono presenti nelle altre parti del bilancio, distinte tra locatario e locatore.

SEZIONE 1 - LOCATARIO

INFORMAZIONI QUALITATIVE

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha in essere essenzialmente contratti di leasing immobiliare e inerenti ad automobili o altri veicoli. Sono presenti inoltre, per valori residuali, altre tipologie di contratti di leasing aventi ad oggetto prevalentemente hardware.

Al 31.12.2020, i contratti di leasing sono 10.326 (n. 7.650 al 31 dicembre 2019), di cui 7.275 (n. 5.152 al 31 dicembre 2019) relativi a leasing immobiliare, per un valore di diritti d'uso complessivo pari a 1.806 milioni (1.498 milioni al 31 dicembre 2019). L'aggregazione con il Gruppo UBI più che compensa gli effetti del piano di accorpamento delle filiali e di ottimizzazione degli spazi messo in opera dalla Capogruppo.

I contratti di leasing immobiliare includono nella grande maggioranza immobili destinati all'uso come uffici o filiali bancarie. I contratti, di norma, nel perimetro Italia hanno durate superiori ai 12 mesi e presentano tipicamente opzioni di rinnovo ed estinzione esercitabili dal locatore e dal locatario secondo le regole di legge oppure specifiche previsioni contrattuali. Solitamente questi contratti non includono l'opzione di acquisto al termine del leasing oppure costi di ripristino significativi per le società. Sulla base delle caratteristiche dei contratti di locazione italiani e di quanto previsto dalla Legge 392/1978, nel caso di sottoscrizione di un nuovo contratto di affitto con una durata contrattuale di sei anni e l'opzione di rinnovare tacitamente il contratto di sei anni in sei anni, la durata complessiva del leasing viene posta pari a dodici anni. Tale indicazione generale viene superata se vi sono elementi nuovi o situazioni specifiche all'interno del contratto. Nel perimetro estero, le durate contrattuali possono variare in funzione delle prassi locali, ma in genere non eccedono la durata di 5 anni con possibilità di rinnovo. Anche per le partecipate estere, si tratta di contratti che non prevedono né opzione di acquisto al termine del leasing né costi di ripristino significativi per le società.

I contratti riferiti ad altri leasing sono relativi soprattutto ad autovetture ed all'hardware. Nel caso delle autovetture, si tratta di contratti di noleggio a lungo termine riferiti alla flotta aziendale messa a disposizione dei dipendenti (uso promiscuo) oppure delle strutture organizzative delle singole società. Generalmente tali contratti hanno durata quadriennale, con pagamenti mensili, senza opzione di rinnovo e non includono l'opzione di acquisto del bene. Il contratto può essere prorogato in funzione della gestione del parco auto; nel caso di estinzione anticipata è possibile che sia prevista una penale.

I contratti di leasing diversi da quelli relativi ad immobiliare e ad automobili sono, per la maggior parte, relativi ad hardware e sono di importo non significativo.

Nel 2020 sono state effettuate operazioni di vendita o retrolocazione di importo poco rilevante.

Le operazioni di sub leasing sono di importo non significativo e riconducibili a rapporti infragruppo.

Infine, si precisa che il Gruppo si avvale delle esenzioni consentite dal principio IFRS 16 per i leasing a breve termine (i.e. durata inferiore o uguale ai 12 mesi) o i leasing di attività di modesto valore (i.e. valore inferiore o uguale ai 5.000 euro).

INFORMAZIONI QUANTITATIVE

Nella Parte B – Attivo della Nota integrativa sono esposti rispettivamente le informazioni sui diritti d'uso acquisiti con il leasing (Tabella 9.1 – Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo e Tabella 9.4 – Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al fair value) e nella Parte B – Passivo sono esposti i debiti per leasing (Tabella 1.1 – Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche, Tabella 1.2 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso clientela e Tabella 1.6 bis – Debiti verso clientela: composizione merceologica). In particolare i diritti d'uso acquisiti con il leasing ammontano a 1.806 milioni (1.498 milioni al 31 dicembre 2019), di cui 1.703 milioni relativi a leasing immobiliari (1.464 milioni al 31 dicembre 2019). I debiti per leasing ammontano a 1.747 milioni (1.496 milioni al 31 dicembre 2019). Si rimanda a tali sezioni per maggiori dettagli.

Nella Parte C della Nota integrativa sono contenute le informazioni sugli interessi passivi sui debiti per leasing e gli altri oneri connessi con i diritti d'uso acquisiti con il leasing e i proventi derivanti da operazioni di sub-leasing. Si rimanda alle specifiche sezioni per maggiori dettagli.

La tabella che segue suddivide le spese di ammortamento per le attività consistenti nel diritto d'uso nelle varie categorie, in linea con l'esposizione delle attività materiali/immateriali

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
Spese per ammortamenti per classe di attività - -
Attività materiali ad uso funzionale 242 222
a) fabbricati 226 210
b) mobili - -
c) impianti elettronici 4 3
d) altre 12 9
Attività materiali per investimento - -
a) fabbricati - -
TOTALE 242 222

Al 31.12.2020 non si rilevano importi materiali relativi a impegni per leasing non ancora stipulati.

Non si segnalano ulteriori informazioni degne di menzione oltre a quelle già fornite nella presente sezione.

SEZIONE 2 - LOCATORE

INFORMAZIONI QUALITATIVE

Il Gruppo Intesa Sanpaolo effettua operazioni di leasing nel ruolo di locatore principalmente attraverso la Capogruppo Intesa Sanpaolo, la controllata UBI Leasing e alcune partecipate estere, in particolare PBZ Leasing, VUB Leasing, CIB Leasing e Intesa Leasing Beograd.

L'operatività riguarda principalmente il leasing finanziario su beni immobiliari, industriali e commerciali. Inoltre le società sono presenti sul mercato con prodotti di leasing aventi per oggetto beni strumentali, veicoli industriali, imbarcazioni e navi da diporto. I rischi associati ai diritti di proprietà sui beni oggetto di leasing del perimetro Italia vengono gestiti mediante l'obbligatorietà della sottoscrizione di una polizza all-risk, offerta in convenzione oppure sottoscritta direttamente dal cliente con il proprio assicuratore.

L'attività di leasing operativo riguarda sia immobili che veicoli ed attrezzature.

Nella Nota integrativa sono esposti:

  • − i finanziamenti per leasing (Parte B, Attivo: Tabella 4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche e Tabella 4.2 – Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela);
  • − le attività concesse in leasing operativo contenute nella voce 90 Attività materiali ed illustrate nella Parte B, Attivo (Tabella 9.4 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al fair value); si tratta di immobili non più utilizzati funzionalmente dal Gruppo nel processo produttivo, locati a soggetti terzi o detenuti per il possibile apprezzamento di valore. Gli importi relativi alla fattispecie non sono significativi.

Si rimanda a tali sezioni per maggiori dettagli.

Nella Parte C della Nota integrativa sono contenute le informazioni sugli interessi attivi sui finanziamenti per leasing e sugli altri proventi dei leasing finanziari e operativi. Si rimanda alle specifiche sezioni per maggiori dettagli.

2. Leasing finanziario

2.1. Classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere e riconciliazione con i finanziamenti per leasing iscritti nell'attivo

La tabella fornisce la classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere per il leasing e la riconciliazione tra i pagamenti da ricevere e i finanziamenti per leasing, in conformità a quanto previsto dall'IFRS 16, paragrafo 94. In particolare si precisa che i pagamenti da ricevere per leasing, rappresentativi della sommatoria dei pagamenti minimi dovuti in linea capitale e in linea interessi, sono esposti al netto dei fondi rettificativi e del valore residuo non garantito spettante al locatore. La riconciliazione con i finanziamenti per leasing, esposti in bilancio nell'ambito delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, avviene sottraendo gli utili finanziari non maturati e aggiungendo il valore residuo non garantito.

(milioni di euro)
31.12.2020 31.12.2019
Fasce temporali Pagamenti da ricevere per il
leasing
Pagamenti da ricevere per il
leasing
Fino a 1 anno 2.936 2.287
Da oltre 1 anno fino a 2 anni 2.413 1.860
Da oltre 2 anno fino a 3 anni 2.074 1.640
Da oltre 3 anno fino a 4 anni 1.695 1.267
Da oltre 4 anno fino a 5 anni 1.440 1.065
Da oltre 5 anni 4.872 4.341
Totale dei pagamenti da ricevere per leasing 15.430 12.460
Riconciliazione con finanziamenti -123 104
Utili finanziari non maturati (+) 2.648 2.101
Valore residuo non garantito (-) -2.771 -1.997
Finanziamenti per leasing 15.553 12.356

2.2. Altre informazioni

2.2.1 Classificazione finanziamenti per leasing per tipologia di bene locato

La tabella riporta la classificazione dei finanziamenti per leasing per qualità creditizia (non deteriorati e deteriorati) e per tipologia di bene locato. I valori sono espressi al netto delle rettifiche.

(milioni di euro)
Esposizioni non
deteriorate
Esposizioni
deteriorate
10.778 1.453
1.993 69
1.185 63
849 41
214 21
122 1
12 -
12 -
- -
- -

2.2.2 Classificazione dei beni riferibili al leasing finanziario

La tabella che segue fornisce una scomposizione per categoria di bene locato (non ancora trasferito alle attività materiali) relativo a crediti per leasing, al netto delle rettifiche di valore.

(milioni di euro)
Beni inoptati Beni ritirati a
seguito di
risoluzione
Altri beni
A. Beni immobili 15 219 11.997
B. Beni strumentali - 1 2.061
C. Beni mobili 53 - 1.195
- Autoveicoli 40 - 850
- Aeronavale e ferroviario 1 - 234
- Altri 12 - 111
D. Beni immateriali - - 12
- Marchi - - 12
- Software - - -
- Altri - - -
TOTALE 68 220 15.265

I beni inoptati sono beni ancora presso i clienti, per i quali non è stata esercitata l'opzione di riscatto, connessi a posizioni che non presentano condizioni di deterioramento del merito creditizio. I beni ritirati a seguito di risoluzione sono relativi a contratti risolti dove il cliente non è ancora stato liberato dagli obblighi contrattuali, pur avendo provveduto alla riconsegna del bene oggetto del contratto di leasing. Nella categoria "altri beni" rientrano le attività sottostanti gli altri crediti in leasing non inclusi nelle precedenti colonne.

3. Leasing operativo

3.1. Classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere

L'attività si riferisce ai canoni di locazione da ricevere relativi ad immobili di proprietà.

(milioni di euro)
Fasce temporali 31.12.2020 31.12.2019
Pagamenti da
ricevere per il leasing
Pagamenti da
ricevere per il leasing
Fino a 1 anno 15 11
Da oltre 1 anno fino a 2 anni 11 8
Da oltre 2 anni fino a 3 anni 8 7
Da oltre 3 anni fino a 4 anni 10 11
Da oltre 4 anni fino a 5 anni 9 8
Da oltre 5 anni 19 13
Totale 72 58

3.2. Altre informazioni

Non si segnalano ulteriori informazioni degne di menzione oltre a quelle già fornite nella presente sezione.

Attestazione del bilancio consolidato ai sensi dell'art. 154 bis del D. Lgs. 58/1998

    1. I sottoscritti Carlo Messina, in qualità di Consigliere Delegato e CEO, e Fabrizio Dabbene, in qualità di Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, di Intesa Sanpaolo, attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154 bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
    2. − l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e
    3. − l'effettiva applicazione

delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato nel corso del 2020.

    1. La verifica dell'adeguatezza e dell'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2020 è avvenuta sulla base di metodologie definite da Intesa Sanpaolo in coerenza con i modelli COSO e, per la componente IT, COBIT, che costituiscono framework di riferimento per il sistema di controllo interno generalmente accettati a livello internazionale65 .
    1. Si attesta, inoltre, che:
    2. 3.1 Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2020:
      • − è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
      • − corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
      • − è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento.
    3. 3.2 La relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti.

23 marzo 2021

Carlo Messina Fabrizio Dabbene

Consigliere Delegato e CEO Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

65 Il COSO Framework è stato elaborato dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission, organismo statunitense che ha l'obiettivo di migliorare la qualità dell'informativa societaria, attraverso la definizione di standard etici ed un sistema di corporate governance ed organizzativo efficace. Il COBIT Framework - Control OBjectives for IT and related technology è un insieme di regole predisposto dall'IT Governance Institute, organismo statunitense che ha l'obiettivo di definire e migliorare gli standard aziendali nel settore IT.

Relazione della Società di revisione al bilancio consolidato

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KPMG S.p.A. Revisione e organizzazione contabile Via Vittor Pisani, 25 20124 MILANO MI Telefono +39 02 6763 1 Email [email protected] PEC [email protected]

Relazione della società di revisione indipendente ai sensi degli artt. 14 del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e 10 del Regolamento (UE) n. 537 del 16 aprile 2014

Agli Azionisti di Intesa Sanpaolo S.p.A.

Relazione sulla revisione contabile del bilancio consolidato

Giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo (nel seguito anche il "Gruppo"), costituito dallo stato patrimoniale al 31 dicembre 2020, dal conto economico, dal prospetto della redditività complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto e dal rendiconto finanziario per l'esercizio chiuso a tale data e dalla nota integrativa che include anche la sintesi dei più significativi principi contabili applicati.

A nostro giudizio, il bilancio consolidato fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo Intesa Sanpaolo al 31 dicembre 2020, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D.Lgs. 38/05 e dell'art. 43 del D.Lgs. 136/15.

Elementi alla base del giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nel paragrafo "Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato" della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto a Intesa Sanpaolo S.p.A. (nel seguito anche la "Banca" o la "Capogruppo") in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio, Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati su cui basare il nostro giudizio.

KPMG Sip A. è una società per azioni di dintto italiano e fa parte del network KPMG di entità indipendenti affiliate a KPMG International Limited, società di diritto inglese,

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Partita IVA 00709600159 VAT number IT00709600159 Sede legale: Via Vittor Pisani, 25
Sede legale: Via Vittor Pisani, 25
20124 Milano MI ITALIA

Aspetti chiave della revisione contabile

Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro giudizio sul bilancio consolidato nel suo complesso; pertanto su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato.

Classificazione e valutazione dei crediti verso la clientela iscritti tra le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Nota integrativa consolidata "Parte A - Politiche contabili": paragrafo A.2.3 "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato".

Nota integrativa consolidata "Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Attivo": Sezione 4 "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato"

Nota integrativa consolidata "Parte C - Informazioni sul conto economico": Sezione 8.1 "Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione".

Nota integrativa consolidata "Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura": paragrafo 1.1 "Rischio di credito".

L'erogazione di crediti alla clientela
rappresenta una rilevante attività del Gruppo.
incluso:
I crediti verso la clientela, iscritti tra le attività
finanziarie valutate al costo ammortizzato, al
31 dicembre 2020 ammontano a €505,165
milioni e rappresentano il 50% del totale
attivo del bilancio consolidato.
Le rettifiche di valore nette sui crediti verso la
cliente a addebitate al conto economico
dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2020
ammontano a €4.359 milioni.
Procedure di revisione in risposta
all'aspetto chiave
Ai fini della classificazione, gli Amministratori
effettuano analisi, talvolta complesse, rivolte
a individuare le posizioni che,
successivamente all'erogazione, mostrano
evidenze di una possibile perdita di valore,
considerando sia informazioni interne, legate
all'andamento delle posizioni creditorie, sia
informazioni esterne, legate al settore di
riferimento o all'esposizione complessiva dei
debitori verso il sistema bancario.
La valutazione dei crediti verso la clientela è
una attività di stima complessa,
caratterizzata da un alto grado di incertezza
e di soggettività, nella quale gli
Amministratori utilizzano modelli di
valutazione sviluppati internamente che
tengono in considerazione numerosi
elementi quantitativi e qualitativi quali, tra gli
altri, i dati storici relativi agli incassi, i flussi di
cassa attesi e i relativi tempi attesi di
recupero, l'esistenza di indicatori di possibili
Le nostre procedure di revisione hanno
- la comprensione dei processi aziendali e
del relativo ambiente informatico della
Capogruppo e delle società del Gruppo
con riferimento all'erogazione, al
monitoraggio, alla classificazione e alla
valutazione dei crediti verso la clientela:
l'esame della configurazione e della
messa in atto dei controlli e lo
svolgimento di procedure per valutare
l'efficacia operativa dei controlli ritenuti
rilevanti, con particolare riferimento
all'identificazione dei crediti che
presentano indicatori di perdite di valore
e alla determinazione delle rettifiche di
valore:
l'analisi dei criteri di classificazione
utilizzati al fine di ricondurre i crediti
verso la clientela alle categorie richieste
dall'IFRS 9 (c.d. "staging");
l'analisi delle politiche e dei modelli di
valutazione analitici e forfetari utilizzati e
l'esame della ragionevolezza delle
principali assunzioni e variabili in essi
contenuti, nonché l'analisi degli
adeguamenti resi necessari alla luce
degli effetti economici riconducibili alla
pandemia da Covid-19; tale attività è
stata svolta con il supporto di esperti del
network KPMG;

Aspetto chiave Procedure di revisione in risposta
all'aspetto chiave
perdite di valore, la valutazione delle
eventuali garanzie, l'impatto di variabili
macroeconomiche, di scenari futuri e di rischi
dei settori nei quali operano i clienti della
Capogruppo e delle società del Gruppo.
La complessità dell'attività di stima degli
Amministratori è aumentata nel corso del
2020, a seguito dell'emergenza sanitaria
legata alla pandemia da Covid-19 che ha
pesantemente inciso sulle condizioni
economiche attuali e sugli scenari
macroeconomici prospettici, richiedendo un
aggiornamento dei processi e delle
metodologie di valutazione.
Per tali ragioni abbiamo considerato la
classificazione e la valutazione dei crediti
verso la clientela iscritti tra le attività
finanziarie valutate al costo ammortizzato un
aspetto chiave dell'attività di revisione.
la selezione di un campione di crediti
valutati con metodologie forfetarie, la
verifica dell'applicazione dei modelli di
valutazione adottati e la verifica della
corrispondenza delle percentuali di
svalutazione applicate con quelle
previste da tali modelli;
la selezione di un campione di crediti
valutati analiticamente e l'esame della
ragionevolezza degli indicatori di perdite
di valore identificati e delle assunzioni
relative alla recuperabilità, anche in base
alle eventuali garanzie ricevute;
l'analisi delle variazioni significative delle
categorie di crediti e delle relative
rettifiche di valore rispetto ai dati degli
esercizi precedenti e la discussione dei
risultati con le funzioni aziendali
coinvolte:
l'esame dell'appropriatezza
dell'informativa di bilancio relativa ai
crediti verso la clientela iscritti tra le
attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato, anche alla luce dei
maggiori requisiti informativi attualmente
applicabili a seguito della pandemia da
Covid-19.

Classificazione e valutazione delle attività e delle passività finanziarie valutate al fair value

Nota integrativa consolidata "Parte A – Politiche contabili": paragrafo A.2.1 "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico", paragrafo A.2.2 "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva", paragrafo A.2.4 "Operazioni di copertura", paragrafo A.2.13 "Passività finanziarie di negoziazione", paragrafo A.2.14 "Passività finanziarie designate al fair value", paragrafo A.4 "Informativa sul fair value".

Nota integrativa consolidata "Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Attivo": Sezione 2 "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico", Sezione 3 "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva", Sezione 3bis "Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39", Sezione 5 "Derivati di copertura".

Nota integrativa consolidata "Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale - Passivo": Sezione 2 "Passività finanziarie di negoziazione", Sezione 3 "Passività finanziarie designate al fair value", Sezione 3bis "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione designate al fair value ai sensi dello IAS 39", Sezione 4 "Derivati di copertura".

Nota integrativa consolidata "Parte C - Informazioni sul conto economico": Sezione 4 "Il risultato netto dell'attività di negoziazione", Sezione 5 "Il risultato netto dell'attività di copertura", Sezione 7 "Il risultato netto delle altre attività e delle passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico", Sezione 7bis "Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39".

Nota integrativa consolidata "Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura": paragrafo 1.2 "Rischi di mercato", paragrafo 1.3 "Gli strumenti derivati e le politiche di copertura" e paragrafo 3.2 "Rischi finanziari".

Aspetto chiave Procedure di revisione in risposta
all'aspetto chiave
L'acquisto, la vendita e la detenzione di
strumenti finanziari costituiscono rilevanti
attività della Capogruppo e delle società del
Gruppo. Il bilancio consolidato al 31
dicembre 2020 include attività finanziarie
valutate al fair value per complessivi
€294.408 milioni e passività finanziarie
valutate al fair value per complessivi
€146.360 milioni.
Le nostre procedure di revisione hanno
incluso:
la comprensione dei processi aziendali e
del relativo ambiente informatico della
Capogruppo e delle società del Gruppo
con riferimento all'acquisto, alla vendita,
alla classificazione e alla valutazione
degli strumenti finanziari;
Una parte di esse, pari rispettivamente a
€52.660 milioni e a €130.613 milioni, è
costituita da attività e da passività finanziarie
valutate al fair value per le quali non esiste
un prezzo quotato su un mercato attivo,
identificate dagli Amministratori della
Capogruppo e delle società del Gruppo
come strumenti finanziari con livello di fair
value 2 e 3.
l'esame della configurazione e della
messa in atto dei controlli e lo
svolgimento di procedure per valutare
l'efficacia operativa dei controlli ritenuti
rilevanti con particolare riferimento al
processo di classificazione e di
valutazione degli strumenti finanziari con
livello di fair value 2 e 3, anche alla luce
degli effetti economici riconducibili alla
pandemia da Covid-19; tali procedure
Ai fini della classificazione e, soprattutto,
della valutazione degli strumenti finanziari
con livello di fair value 2 e 3, gli
Amministratori esercitano un elevato grado
di giudizio in relazione alla complessità dei
modelli e dei parametri utilizzati.
sono state svolte con il supporto di
esperti del network KPMG;
l'esame, su base campionaria,
dell'appropriata classificazione degli
strumenti finanziari in base al livello di
fair value;
l ale complessità è aumentata nel corso del
2020, a seguito dell'emergenza sanitaria
legata alla pandemia da Covid-19 che ha
pesantemente inciso sulle condizioni
economiche attuali e sugli scenari
macroeconomici prospettici.
Per tali ragioni abbiamo considerato la
- l'analisi, per un campione di strumenti
finanziari con livello di fair value 2 e 3,
della ragionevolezza dei parametri
utilizzati dagli Amministratori ai fini della
valutazione, anche alla luce degli effetti
economici riconducibili alla pandemia da
Covid-19; tale attività è stata svolta con il
classificazione e la valutazione delle attività
e delle passività finanziarie valutate al fair
value un aspetto chiave dell'attività di
revisione.
supporto di esperti del network KPMG;
l'analisi delle variazioni nella
composizione dei portafogli di strumenti
finanziari rispetto all'esercizio
precedente e la discussione dei risultati
con le funzioni aziendali coinvolte;
l'esame dell'appropriatezza
dell'informativa di bilancio relativa agli
strumenti finanziari e ai relativi livelli di
fair value, anche alla luce dei maggiori
requisiti informativi attualmente
applicabili a seguito della pandemia da
Covid-19.

Valutazione delle attività immateriali a vita utile indefinita

Nota integrativa consolidata "Parte A – Politiche contabili": paragrafo A.2.7 "Attività immateriali"

Nota integrativa consolidata "Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale - Attivo": Sezione 10 "Attività immateriali"

Nota integrativa consolidata "Parte C - Informazioni sul conto economico": Sezione 15 "Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali", Sezione 19 "Rettifiche di valore dell'avviamento"

Aspetto chiave Procedure di revisione in risposta
all'aspetto chiave
Negli esercizi passati, a seguito di alcune
operazioni di aggregazione aziendale, il
Gruppo Intesa Sanpaolo ha rilevato nel
bilancio consolidato attività immateriali a vita
utile indefinita che, al 31 dicembre 2020,
ammontano a €5.064 milioni e sono
costituite principalmente da avviamenti per
€3.154 milioni e marchi per €1.882 milioni.
Le rettifiche di valore nette sugli avviamenti
addebitate al conto economico dell'esercizio
chiuso al 31 dicembre 2020 ammontano a
€981 milioni.
Come indicato nella nota integrativa
consolidata, le attività immateriali a vita
indefinita sono state allocate dagli
Amministratori della Capogruppo, secondo
quanto previsto dall'IFRS 3, ad alcune
divisioni operative ("Cash Generating Unit" o
"CGU") da essi individuate.
Come nei precedenti esercizi, gli
Amministratori hanno svolto un test di
impairment con riferimento ai valori contabili
iscritti alla data di bilancio per identificare
eventuali perdite per riduzione di valore delle
CGU, a cui le attività immateriali a vita utile
indefinita sono state allocate, rispetto al loro
valore recuperabile. Tale valore recuperabile
è basato sul valore d'uso, determinato con il
metodo dell'attualizzazione dei flussi
finanziari attesi.
Lo svolgimento del test di impairment
comporta valutazioni complesse che
richiedono un elevato grado di giudizio, con
particolare riferimento alla stima:
dei flussi finanziari attesi delle CGU, la
cui determinazione deve tener conto dei
flussi di cassa prodotti in passato,
dell'andamento economico generale e
del settore di appartenenza nonché delle
previsioni formulate dagli Amministratori
circa gli andamenti economici futuri del
Gruppo;
Le nostre procedure di revisione hanno
incluso:
la comprensione del processo adottato
nella predisposizione del test di
impairment approvato dagli
Amministratori della Capogruppo;
la comprensione del processo di
predisposizione del piano pluriennale del
Gruppo approvato dagli Amministratori
della Capogruppo;
l'esame degli scostamenti tra i risultati
storici e i piani pluriennali degli esercizi
precedenti, al fine di analizzare
l'accuratezza del processo previsionale
adottato dagli Amministratori;
l'analisi dei criteri di identificazione delle
CGU e la riconciliazione del valore delle
attività e delle passività alle stesse
attribuite con il bilancio;
l'analisi delle principali assunzioni
utilizzate dagli Amministratori nella
determinazione del valore d'uso delle
CGU. Le nostre analisi hanno incluso
l'esame della continuità di applicazione
della metodologia adottata negli esercizi
precedenti e il confronto delle principali
assunzioni utilizzate con informazioni
acquisite da fonti esterne, ove
disponibili, anche alla luce degli effetti
economici riconducibili alla pandemia da
Covid-19; tale attività è stata svolta con il
supporto di esperti del network KPMG;
la verifica dell'analisi di sensitività
illustrata nella nota integrativa con
riferimento alle assunzioni chiave
utilizzate per lo svolgimento del test di
impairment;
l'esame dell'appropriatezza
dell'informativa di bilancio relativa alle
attività immateriali a vita utile indefinita e
al test di impairment, anche alla luce dei
maggiori requisiti informativi attualmente
applicabili a seguito della pandemia da
Covid-19.

Aspetto chiave Procedure di revisione in risposta
all'aspetto chiave
dei parametri finanziari da utilizzare ai
fini dell'attualizzazione dei flussi
finanziari.
La complessità dell'attività di stima degli
Amministratori è aumentata nel corso del
2020, a seguito dell'emergenza sanitaria
legata alla pandemia da Covid-19 che ha
pesantemente inciso sulle condizioni
economiche attuali e sugli scenari
macroeconomici prospettici.
Per tali ragioni abbiamo considerato la
valutazione delle attività immateriali a vita
utile indefinita un aspetto chiave dell'attività
di revisione.

Rilevazione contabile dell'operazione di aggregazione aziendale del Gruppo UBI Banca e valutazione della "Purchase Price Allocation"

Nota integrativa consolidata "Parte G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda" G.1.2. "Altre informazioni"

Aspetto chiave Procedure di revisione in risposta
all'aspetto chiave
Nel corso dell'esercizio 2020, la Capogruppo
ha perfezionato l'acquisto della totalità delle
azioni di Unione di Banche Italiane S.p.A.
("UBI Banca"), a un prezzo pari a €4.109
milioni (nel seguito anche "l'Operazione").
L'Operazione include un accordo vincolante,
sottoscritto con BPER Banca S.p.A. che ha
previsto la cessione di un ramo d'azienda
costituito da un insieme di filiali del gruppo
risultante dall'Operazione comprensive dei
dipendenti e dei rapporti con la clientela.
Trattandosi di una aggregazione aziendale,
gli Amministratori della Capogruppo hanno
applicato le regole di contabilizzazione della
dell'Operazione secondo quanto previsto
dall'IFRS 3 e, conseguentemente, hanno
proceduto all'identificazione della data di
acquisizione, alla determinazione del costo
dell'acquisizione e all'allocazione del costo
dell'acquisizione ("Purchase Price Allocation"
o "PPA").
Le nostre procedure di revisione hanno
incluso:
- l'analisi dei documenti contrattuali
connessi all'Operazione;
- l'analisi di conformità ai principi contabili
internazionali delle modalità di rilevazione
contabile dell'Operazione adottate dal
Gruppo;
- la verifica, su base campionaria,
dell'accuratezza delle rilevazioni contabili;
- l'analisi dell'approccio valutativo, delle
assunzioni e delle metodologie utilizzate ai
fini della valutazione ai valori correnti alla
data di acquisizione degli attivi e dei
passivi oggetto di acquisizione con
particolare riferimento ai crediti verso
clientela e verso banche, ai titoli in
circolazione e ai debiti verso clientela, alle
imposte anticipate e alle attività
immateriali identificabili ("client
Il processo di allocazione del costo di
acquisizione, quale differenza fra il prezzo di
acquisto e il valore netto delle attività e delle
passività acquisite, espresso al relativo fair
value, ha fatto emergere un badwill pari a
€2.505 milioni iscritto nel conto economico
consolidato dell'esercizio chiuso al 31
dicembre 2020.
Data la rilevanza dell'Operazione e
considerata la presenza di valutazioni
relationship"); tale attività è stata svolta
con il supporto di esperti del network
KPMG:
l'esame della rappresentazione contabile
del compendio oggetto di cessione nel
corso del 2021 a BPER Banca anche
tramite l'analisi degli accordi sottoscritti tra
le parti, la verifica del prezzo di cessione e
della relativa minusvalenza imputata a
conto economico e l'analisi della relazione

complesse che hanno richiesto un elevato

Aspetto chiave Procedure di revisione in risposta
all'aspetto chiave
grado di giudizio da parte degli
Amministratori della Capogruppo nel
processo di "Purchase Price Allocation".
abbiamo considerato la rilevazione contabile
della citata operazione di aggregazione
aziendale un aspetto chiave dell'attività di
revisione.
predisposta dal consulente esterno
incaricato dagli Amministratori;
- l'esame dell'appropriatezza
dell'informativa di bilancio relativa alla
citata operazione di aggregazione
aziendale.

Classificazione e valutazione di portafogli di crediti deteriorati destinati alla dismissione

Nota integrativa consolidata "Parte A – Politiche contabili": paragrafo A.2.9 "Attività non ricorrenti o gruppi in attività/passività in via di dismissione"

Nota integrativa consolidata "Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale - Attivo": Sezione 12 "Attività non ricorrenti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate"

Nota integrativa consolidata "Parte C - Informazioni sul conto economico": Sezione 8 "Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito"

Aspetto chiave Procedure di revisione in risposta
all'aspetto chiave
Nel corso dell'esercizio 2020 il Gruppo
Intesa Sanpaolo ha avviato operazioni di
cessione di portafogli di crediti deteriorati,
per un valore netto di €1,2 miliardi (a fronte
di un valore lordo di €4 miliardi), il cui
perfezionamento è previsto nel corso
dell'esercizio 2021.
Ai fini della redazione del bilancio
consolidato al 31 dicembre 2020, gli
Amministratori:
hanno classificato tali crediti tra le attività
in via di dismissione come previsto
dall'IFRS 5;
hanno misurato i portafogli di crediti
deteriorati destinati alla dismissione
tenuto conto del prospettato scenario di
vendita e della miglior stima del valore di
cessione di tali crediti ai fini della
determinazione della relativa perdita
attesa ("Expected Credit Loss"),
secondo le previsioni dell'IFRS 9.
L'impatto dell'aggiornamento dell'Expected
Credit Loss, è stato rilevato nel conto
economico consolidato dell'esercizio chiuso
al 31 dicembre 2020 tra le rettifiche di valore
nette per rischio di credito verso clientela,
che ammontano complessivamente a €4.359
milioni.
Ai fini della stima del valore di cessione dei
crediti deteriorati destinati alla dismissione.
Le nostre procedure di revisione hanno
incluso:
l'ottenimento e l'analisi della
documentazione relativa ai portafogli di
crediti deteriorati destinati alla cessione
al fine di verificare la sussistenza dei
requisiti in materia di classificazione
previsti dall'IFRS 5;
l'ottenimento e l'analisi della relazione
predisposta dalla società di consulenza
incaricata per la determinazione della
stima del valore di cessione dei suddetti
portafogli; tale attività è stata svolta con
il supporto di esperti del network KPMG;
l'analisi dell'appropriatezza della
metodologia utilizzata e della
ragionevolezza dei principali parametri
utilizzati dagli Amministratori ai fini della
determinazione della stima del valore di
cessione dei portafogli di crediti
deteriorati; tale attività è stata svolta con
il supporto di esperti del network KPMG;
l'esame dell'appropriatezza
dell'informativa di bilancio relativa alla
classificazione e alla valutazione di
portafogli di crediti deteriorati destinati
alla dismissione.

gli Amministratori esercitano un elevato grado di giudizio in relazione alla

E-MARKET CERTIEN

Aspetto chiave Procedure di revisione in risposta
all'aspetto chiave
complessità dei modelli valutativi utilizzati,
anche a seguito dell'emergenza sanitaria
legata alla pandemia da Covid-19 che ha
pesantemente inciso sulle condizioni
economiche attuali e sugli scenari
macroeconomici prospettici.
Per tali ragioni abbiamo ritenuto che la
classificazione e la valutazione dei crediti
deteriorati destinati alla dismissione
costituiscano un aspetto chiave dell'attività di
revisione in considerazione della complessità
della stima e della rilevanza degli effetti
patrimoniali ed economici sul bilancio
consolidato.

Responsabilità degli Amministratori e del Comitato per il Controllo sulla Gestione di Intesa Sanpaolo S.p.A. per il bilancio consolidato

Gli Amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D.Lgs. 38/05 e dell'art. 43 del D.Lgs. 136/15 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

Gli Amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità del Gruppo di continuare a operare come un'entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio consolidato, per l'appropriatezza dell'utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli Amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio consolidato a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della Capogruppo o per l'interruzione dell'attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.

Il Comitato per il Controllo sulla Gestione ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell'informativa finanziaria del Gruppo.

Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato

l nostri obiettivi sono l'acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio consolidato nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l'emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche degli utilizzatori prese sulla base del bilancio consolidato.

Nell'ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre:

  • abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio consolidato, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti o eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno:
  • abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze e non per esprimere un giudizio sull'efficacia del controllo interno del Gruppo;
  • abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli Amministratori, inclusa la relativa informativa;
  • siamo giunti a una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli Amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull'eventuale esistenza di un'incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità del Gruppo di continuare a operare come un'entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio ovvero, qualora tale informativa sia inadequata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che il Gruppo cessi di operare come un'entità in funzionamento;
  • abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio consolidato nel suo complesso, inclusa l'informativa, e se il bilancio consolidato rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione;
  • abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati sulle informazioni finanziarie delle imprese o delle differenti attività economiche svolte all'interno del Gruppo per esprimere un giudizio sul bilancio consolidato. Siamo responsabili della direzione, della supervisione e dello svolgimento dell'incarico di revisione contabile del Gruppo. Siamo gli unici responsabili del giudizio di revisione sul bilancio consolidato.

Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati a un livello appropriato come richiesto dagli ISA Italia, tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile.

Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le relative misure di salvaguardia.

Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più rilevanti nell'ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione.

Altre informazioni comunicate ai sensi dell'art. 10 del Regolamento (UE) 537/14

L'Assemblea degli Azionisti di Intesa Sanpaolo S.p.A. ci ha conferito in data 10 maggio 2011 l'incarico di revisione legale del bilancio d'esercizio della Capogruppo e del bilancio consolidato del Gruppo per gli esercizi dal 31 dicembre 2012 al 31 dicembre 2020.

Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell'art. 5, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 537/14 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Banca nell'esecuzione della revisione legale.

Confermiamo che il giudizio sul bilancio consolidato espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al Comitato per il Controllo sulla Gestione, nella sua funzione di Comitato per il controllo interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell'art. 11 del citato Regolamento.

Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari

Giudizio ai sensi dell'art. 14, comma 2, lettera e), del D.Lgs. 39/10 e dell'art. 123-bis, comma 4, del D.Lgs. 58/98

Gli Amministratori di Intesa Sanpaolo S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari del Gruppo Intesa Sanpaolo al 31 dicembre 2020, incluse la loro coerenza con il relativo bilancio consolidato e la loro conformità alle norme di legge.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) 720B al fine di esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D.Lgs. 58/98, con il bilancio consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo al 31 dicembre 2020 e sulla conformità delle stesse alle norme di legge, nonché di rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi.

A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari sopra richiamate sono coerenti con il bilancio consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo al 31 dicembre 2020 e sono redatte in conformità alle norme di legge.

Con riferimento alla dichiarazione di cui all'art. 14, comma 2, lettera e), del D.Lgs. 39/10, rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.

Dichiarazione ai sensi dell'art. 4 del Regolamento Consob di attuazione del D.Lgs. 30 dicembre 2016, n. 254

Gli Amministratori di Intesa Sanpaolo S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della dichiarazione non finanziaria ai sensi del D.Lgs. 30 dicembre 2016, n. 254.

Abbiamo verificato l'avvenuta approvazione da parte degli Amministratori della dichiarazione non finanziaria.

Ai sensi dell'art. 3, comma 10, del D.Lgs. 30 dicembre 2016, n. 254, tale dichiarazione è oggetto di separata attestazione di conformità da parte nostra.

Milano, 24 marzo 2021

KPMG S.p.A.

Mario Corti Socio

Allegati del bilancio del Gruppo Intesa Sanpaolo

Prospetti di raccordo relativi al bilancio consolidato

Raccordi tra prospetti contabili consolidati pubblicati e prospetti contabili consolidati modificati

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2019 pubblicato e Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2019 modificato

Raccordo tra Conto Economico consolidato 2019 pubblicato e Conto economico 2019 modificato

Raccordi tra prospetti contabili consolidati modificati/pubblicati e prospetti contabili consolidati riesposti

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2019 pubblicato e Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2019 riesposto

Raccordo tra Conto Economico consolidato 2019 modificato e Conto economico consolidato 2019 riesposto

Raccordo tra Conto Economico consolidato 2020 e Conto economico consolidato 2020 riesposto

Prospetti contabili consolidati riesposti

Stato Patrimoniale consolidato riesposto

Conto Economico consolidato riesposto

Raccordi tra prospetti contabili consolidati riesposti e schemi di bilancio consolidati riclassificati

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato e Stato Patrimoniale consolidato riclassificato

Raccordo tra Conto Economico consolidato riesposto e Conto Economico consolidato riclassificato

Raccordi tra prospetti contabili consolidati pubblicati e prospetti contabili consolidati modificati

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2019 pubblicato e Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2019 modificato

Lo Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2019 pubblicato, non ha necessitato di modifiche.

Raccordo tra Conto Economico consolidato 2019 pubblicato e Conto economico consolidato 2019 modificato

Il Conto Economico consolidato 2019 pubblicato, non ha necessitato di modifiche.

Raccordi tra prospetti contabili consolidati modificati/pubblicati e prospetti contabili consolidati riesposti

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2019 pubblicato e Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2019 riesposto

(milioni di
Voci dell'attivo 31.12.2019
Modificato
Variazione
perimetro di
consolidamento
(a)
euro)
31.12.2019
Riesposto
10. Cassa e disponibilità liquide 9.745 - 9.745
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 49.414 - 49.414
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 45.152 - 45.152
b) attività finanziarie designate al fair value 195 - 195
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 4.067 - 4.067
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi
72.410 - 72.410
35. dello IAS 39 168.202 31 168.233
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 467.815 - 467.815
a) Crediti verso banche 49.027 - 49.027
b) Crediti verso clientela 418.788 - 418.788
45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
612 37 649
50. Derivati di copertura 3.029 - 3.029
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 1.569 - 1.569
70. Partecipazioni 1.240 - 1.240
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 28 - 28
90. Attività materiali 8.878 4 8.882
100. Attività immateriali
di cui:
9.211 - 9.211
- avviamento 4.055 - 4.055
110. Attività fiscali 15.467 9 15.476
a) correnti 1.716 - 1.716
b) anticipate 13.751 9 13.760
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 494 - 494
130. Altre attività 7.988 387 8.375
Totale dell'attivo 816.102 468 816.570

(a) La riesposizione si riferisce all'ingresso nel gruppo della società RBM Assicurazione Salute S.p.A.

Allegati del bilancio del Gruppo Intesa Sanpaolo

(milioni di
Voci del passivo e del patrimonio netto 31.12.2019
Modificato
Variazione
perimetro di
consolidamento
euro)
31.12.2019
Riesposto
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 519.382 - 519.382
a) debiti verso banche 103.324 - 103.324
b) debiti verso la clientela 331.181 - 331.181
c) titoli in circolazione 84.877 - 84.877
15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
826 - 826
20. Passività finanziarie di negoziazione 45.226 - 45.226
30. Passività finanziarie designate al fair value 4 - 4
35. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai
sensi dello IAS 39
75.935 - 75.935
40. Derivati di copertura 9.288 - 9.288
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 527 - 527
60. Passività fiscali 2.321 1 2.322
a) correnti 455 - 455
b) differite 1.866 1 1.867
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 41 - 41
80. Altre passività 12.070 52 12.122
90. Trattamento di fine rapporto del personale 1.134 - 1.134
100. Fondi per rischi e oneri 3.997 1 3.998
a) impegni e garanzie rilasciate 482 - 482
b) quiescenza e obblighi simili 232 - 232
c) altri fondi per rischi e oneri 3.283 1 3.284
110. Riserve tecniche 89.136 107 89.243
120. Riserve da valutazione -157 - -157
125. Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 504 - 504
130. Azioni rimborsabili - - -
140. Strumenti di capitale 4.103 - 4.103
150. Riserve 13.279 - 13.279
160. Sovrapprezzi di emissione 25.075 - 25.075
170. Capitale 9.086 - 9.086
180. Azioni proprie (-) -104 - -104
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 247 307 554
200. Utile (Perdita) di periodo (+/-) 4.182 - 4.182
Totale del passivo e del patrimonio netto 816.102 468 816.570

(a) La riesposizione si riferisce all'ingresso nel gruppo della società RBM Assicurazione Salute S.p.A

Raccordo tra Conto Economico consolidato 2019 modificato e Conto economico consolidato 2019 riesposto

(milioni di euro)
2019
Modificato
Variazione
perimetro
Servicing UTP (b) 2019
Riesposto
di
consolidamento
(a)
10. Interessi attivi e proventi assimilati
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo
10.193
10.565
-
-
-
-
10.193
10.565
20. Interessi passivi e oneri assimilati -3.269 - - -3.269
30. Margine di interesse 6.924 - - 6.924
40. Commissioni attive 9.658 - - 9.658
50. Commissioni passive -2.159 - - -2.159
60. Commissioni nette 7.499 - - 7.499
70. Dividendi e proventi simili 117 - - 117
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 506 - - 506
90. Risultato netto dell'attività di copertura -61 - - -61
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 1.385 - - 1.385
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 97 - - 97
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva 1.218 - - 1.218
c) passività finanziarie 70 - - 70
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value
con impatto a conto economico
123 - - 123
a) attività e passività finanziarie designate al fair value -103 - - -103
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 226 - - 226
115. Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle
imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39
3.991 - - 3.991
120. Margine di intermediazione 20.484 - - 20.484
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: -2.201 - - -2.201
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -2.175 - - -2.175
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva -26 - - -26
135. Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di
assicurazione ai sensi dello IAS39
-9 - - -9
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -6 - - -6
150. Risultato netto della gestione finanziaria 18.268 - - 18.268
160. Premi netti 10.147 441 - 10.588
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -12.673 -357 - -13.030
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 15.742 84 - 15.826
190. Spese amministrative: -9.692 -19 -98 -9.809
a) spese per il personale -5.825 -4 - -5.829
b) altre spese amministrative -3.867 -15 -98 -3.980
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -73 - - -73
a) impegni e garanzie rilasciate 23 - - 23
b) altri accantonamenti netti -96 - - -96
210. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali -523 - - -523
220. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali -692 - - -692
230. Altri oneri/proventi di gestione 774 - - 774
240. Costi operativi -10.206 -19 -98 -10.323
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 53 - - 53
260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e
immateriali
-13 - - -13
270. Rettifiche di valore dell'avviamento - - - -
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 96 - - 96
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 5.672 65 -98 5.639
300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente -1.564 -19 32 -1.551
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 4.108 46 -66 4.088
320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte 64 - - 64
330. Utile (Perdita) di periodo 4.172 46 -66 4.152
340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi 10 -46 66 30
350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 4.182 - - 4.182

(a) La riesposizione si riferisce ai risultati economici del 2019 della società RBM Assicurazione Salute S.p.A.

(b) Effetto connesso alle fee da riconoscere a Prelios a seguito dell'accordo per il servicing dei crediti Unlikely To Pay (UTP), efficace da fine 2019.

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2020 e Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2020 riesposto

Lo Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2020, non ha necessitato di modifiche.

Raccordo tra Conto Economico consolidato 2020 e Conto economico consolidato 2020 riesposto

(milioni di euro)
2020 Variazione 2020
perimetro
di
Riesposto
consolidamento
(a)
10. Interessi attivi e proventi assimilati 10.183 - 10.183
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 10.277 - 10.277
20. Interessi passivi e oneri assimilati -2.451 - -2.451
30. Margine di interesse 7.732 - 7.732
40. Commissioni attive 10.312 - 10.312
50. Commissioni passive -2.334 - -2.334
60. Commissioni nette 7.978 - 7.978
70. Dividendi e proventi simili 86 - 86
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 628 - 628
90. Risultato netto dell'attività di copertura 71 - 71
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 633 - 633
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -193 - -193
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 870 - 870
c) passività finanziarie -44 - -44
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a
110. conto economico -9 - -9
a) attività e passività finanziarie designate al fair value 57 - 57
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value -66 - -66
115. Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione ai sensi dello IAS 39
3.463 - 3.463
120. Margine di intermediazione - 20.582
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: 20.582
-4.364
- -4.364
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -4.356 - -4.356
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva -8 - -8
Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello
135. IAS39 -81 - -81
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -29 - -29
150. Risultato netto della gestione finanziaria 16.108 - 16.108
160. Premi netti 10.842 165 11.007
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -12.802 -88 -12.890
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 14.148 77 14.225
190. Spese amministrative: -12.160 -7 -12.167
a) spese per il personale -7.562 -2 -7.564
b) altre spese amministrative -4.598 -5 -4.603
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -793 - -793
a) impegni e garanzie rilasciate 4 - 4
b) altri accantonamenti netti -797 - -797
210. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali -578 - -578
220. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali -818 - -818
230. Altri oneri/proventi di gestione 3.347 - 3.347
240. Costi operativi -11.002 -7 -11.009
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni -16 - -16
260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali -42 - -42
270. Rettifiche di valore dell'avviamento -981 - -981
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 101 - 101
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 2.208 70 2.278
300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente -59 -21 -80
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 2.149 49 2.198
320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte 1.136 - 1.136
330. Utile (Perdita) di periodo 3.285 49 3.334
340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi -8 -49 -57
350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 3.277 - 3.277

(a) La riesposizione si riferisce ai risultati economici dei primi 4 mesi 2020 della società RBM Assicurazione Salute S.p.A.

Prospetti contabili consolidati riesposti

Stato Patrimoniale consolidato

(milioni di euro)
Voci dell'attivo 31.12.2020 31.12.2019 variazioni
Riesposto assolute %
10. Cassa e disponibilità liquide 9.814 9.745 69 0,7
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 58.246 49.414 8.832 17,9
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 53.165 45.152 8.013 17,7
b) attività finanziarie designate al fair value 3 195 -192 -98,5
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 5.078 4.067 1.011 24,9
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi
57.858 72.410 -14.552 -20,1
35. dello IAS 39 177.170 168.233 8.937 5,3
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 615.260 467.815 147.445 31,5
a) Crediti verso banche 110.095 49.027 61.068
b) Crediti verso clientela 505.165 418.788 86.377 20,6
45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
1.211 649 562 86,6
50. Derivati di copertura 1.134 3.029 -1.895 -62,6
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 2.400 1.569 831 53,0
70. Partecipazioni 1.996 1.240 756 61,0
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 93 28 65
90. Attività materiali 10.850 8.882 1.968 22,2
100. Attività immateriali 8.194 9.211 -1.017 -11,0
di cui: -
- avviamento 3.154 4.055 -901 -22,2
110. Attività fiscali 19.503 15.476 4.027 26,0
a) correnti 2.326 1.716 610 35,5
b) anticipate 17.177 13.760 3.417 24,8
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 28.702 494 28.208
130. Altre attività 10.183 8.375 1.808 21,6

Totale dell'attivo 1.002.614 816.570 186.044 22,8

Voci del passivo e del patrimonio netto 31.12.2020 31.12.2019 (milioni di euro)
Riesposto variazioni
assolute %
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 630.146 519.382 110.764 21,3
a) debiti verso banche 115.947 103.324 12.623 12,2
b) debiti verso la clientela 422.365 331.181 91.184 27,5
c) titoli in circolazione 91.834 84.877 6.957 8,2
15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
1.935 826 1.109
20. Passività finanziarie di negoziazione 59.033 45.226 13.807 30,5
30. Passività finanziarie designate al fair value 3.032 4 3.028
35. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai
sensi dello IAS 39
77.207 75.935 1.272 1,7
40. Derivati di copertura 7.088 9.288 -2.200 -23,7
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 733 527 206 39,1
60. Passività fiscali 3.029 2.322 707 30,4
a) correnti 284 455 -171 -37,6
b) differite 2.745 1.867 878 47,0
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 35.676 41 35.635
80. Altre passività 14.439 12.122 2.317 19,1
90. Trattamento di fine rapporto del personale 1.200 1.134 66 5,8
100. Fondi per rischi e oneri 5.964 3.998 1.966 49,2
a) impegni e garanzie rilasciate 626 482 144 29,9
b) quiescenza e obblighi simili 324 232 92 39,7
c) altri fondi per rischi e oneri 5.014 3.284 1.730 52,7
110. Riserve tecniche 96.811 89.243 7.568 8,5
120. Riserve da valutazione -515 -157 358
125. Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 809 504 305 60,5
130. Azioni rimborsabili - - -
140. Strumenti di capitale 7.441 4.103 3.338 81,4
150. Riserve 17.461 13.279 4.182 31,5
160. Sovrapprezzi di emissione 27.444 25.075 2.369 9,4
170. Capitale 10.084 9.086 998 11,0
180. Azioni proprie (-) -130 -104 26 25,0
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 450 554 -104 -18,8
200. Utile (Perdita) di periodo (+/-) 3.277 4.182 -905 -21,6
Totale del passivo e del patrimonio netto 1.002.614 816.570 186.044 22,8

Conto Economico consolidato riesposto

2020 2019 variazioni (milioni di euro)
Riesposto Riesposto assolute %
10. Interessi attivi e proventi assimilati 10.183 10.193 -10 -0,1
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 10.277 10.565 -288 -2,7
20. Interessi passivi e oneri assimilati -2.451 -3.269 -818 -25,0
30. Margine di interesse 7.732 6.924 808 11,7
40. Commissioni attive 10.312 9.658 654 6,8
50. Commissioni passive -2.334 -2.159 175 8,1
60. Commissioni nette 7.978 7.499 479 6,4
70. Dividendi e proventi simili 86 117 -31 -26,5
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 628 506 122 24,1
90. Risultato netto dell'attività di copertura 71 -61 132
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 633 1.385 -752 -54,3
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -193 97 -290
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 870 1.218 -348 -28,6
c) passività finanziarie -44 70 -114
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico
-9 123 -132
a) attività e passività finanziarie designate al fair value 57 -103 160
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value -66 226 -292
115. Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione ai sensi dello IAS 39
3.463 3.991 -528 -13,2
120. Margine di intermediazione 20.582 20.484 98 0,5
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: -4.364 -2.201 2.163 98,3
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -4.356 -2.175 2.181
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva -8 -26 -18 -69,2
135. Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello
IAS39
-81 -9 72
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -29 -6 23
150. Risultato netto della gestione finanziaria 16.108 18.268 -2.160 -11,8
160. Premi netti 11.007 10.588 419 4,0
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -12.890 -13.030 -140 -1,1
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 14.225 15.826 -1.601 -10,1
190. Spese amministrative: -12.167 -9.809 2.358 24,0
a) spese per il personale -7.564 -5.829 1.735 29,8
b) altre spese amministrative -4.603 -3.980 623 15,7
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -793 -73 720
a) impegni e garanzie rilasciate 4 23 -19 -82,6
210. b) altri accantonamenti netti
Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali
-797
-578
-96
-523
701
55
10,5
220. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali -818 -692 126 18,2
230. Altri oneri/proventi di gestione 3.347 774 2.573
240. Costi operativi -11.009 -10.323 686 6,6
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni -16 53 -69
260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali -42 -13 29
270. Rettifiche di valore dell'avviamento -981 - 981
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 101 96 5 5,2
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 2.278 5.639 -3.361 -59,6
300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente -80 -1.551 -1.471 -94,8
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 2.198 4.088 -1.890 -46,2
320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte 1.136 64 1.072
330. Utile (Perdita) di periodo 3.334 4.152 -818 -19,7
340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi -57 30 -87
350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 3.277 4.182 -905 -21,6

Raccordi tra prospetti contabili consolidati riesposti e schemi di bilancio consolidati riclassificati

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato e Stato Patrimoniale consolidato riclassificato

(milioni di euro)
Attività 31.12.2020
Dato
consolidato
(inclusivo
31.12.2019
Riesposto
del Gruppo
UBI)
Finanziamenti verso banche 108.040 47.170
Voce 40a (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso banche 108.015 47.164
Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Finanziamenti verso banche - -
Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value - Finanziamenti verso banche - -
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - Finanziamenti verso banche 25 6
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti verso
Voce 30 (parziale) banche - -
Finanziamenti verso clientela 461.572 395.229
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 460.143 394.093
Voce 40b (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso clientela 452.918 388.881
- Voce 40b (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso clientela (Diritti concessori -
componente di natura finanziaria)
- -670
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (enti pubblici, imprese non finanziarie ed
Voce 40b (parziale) altri) 7.225 5.882
Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e con impatto sul conto economico 1.429 1.136
Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Finanziamenti verso clientela 21 24
Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value - Finanziamenti verso clientela - -
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - Finanziamenti verso clientela 1.135 748
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti verso
Voce 30 (parziale) clientela 273 364
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti 47.102 25.888
Voce 40a (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (banche) 2.080 1.863
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie ed
Voce 40b (parziale) assicurazioni) 45.022 24.025
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 57.065 48.636
Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 53.143 45.128
Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value - Titoli di debito 3 195
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 3.919 3.313
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 57.585 72.046
Voce 30 (parziale) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 57.585 72.046
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 177.170 168.233
Voce 35 Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 177.170 168.233
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 1.211 649
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello
Voce 45 IAS 39 1.211 649
Partecipazioni
1.996 1.240
Voce 70 Partecipazioni 1.996 1.240
Attività materiali e immateriali 19.044 17.157
Attività di proprietà 17.238 15.659
Voce 90 (parziale) Attività materiali 9.044 7.384
Voce 100 Attività immateriali 8.194 9.211
-Voce 100 (parziale) Attività immateriali (Diritti concessori - componente di natura immateriale) - -936
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.806 1.498
Voce 90 (parziale) Attività materiali 1.806 1.498
Attività fiscali 19.503 15.476
Voce 110 Attività fiscali 19.503 15.476
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 28.702 494
Voce 120 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 28.702 494
Altre voci dell'attivo
23.624 24.352
Voce 10 Cassa e disponibilità liquide 9.814 9.745
+ Voce 40b (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso clientela (Diritti concessori -
componente di natura finanziaria)
- 670
Voce 50 Derivati di copertura 1.134 3.029
Voce 60 Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 2.400 1.569
Voce 80 Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 93 28
+ Voce 100 (parziale) Attività immateriali (Diritti concessori - componente di natura immateriale) - 936
Voce 130 Altre attività 10.183 8.375
Totale attività 1.002.614 816.570
(milioni di euro)
31.12.2020 31.12.2019
Dato
consolidato
Passività (inclusivo Riesposto
del Gruppo
Debiti verso banche al costo ammortizzato UBI)
115.943 103.316
Voce 10 a) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche 115.947 103.324
- Voce 10 a) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche (di cui debiti per leasing) -4 -8
Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione 512.463 414.578
Voce 10 b) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela 422.365 331.181
Voce 10 c) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli in circolazione 91.834 84.877
- Voce 10 b) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela (di cui debiti per leasing) -1.736 -1.480
Passività finanziarie di negoziazione 59.033 45.226
Voce 20 Passività finanziarie di negoziazione 59.033 45.226
Passività finanziarie designate al fair value 3.032 4
Voce 30 Passività finanziarie designate al fair value 3.032 4
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 1.928 818
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi
Voce 15 dello IAS 39 1.935 826
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi
- Voce 15 (parziale) dello IAS 39 (di cui debiti per leasing) -7 -8
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 77.207 75.935
Voce 35 Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 77.207 75.935
Passività fiscali 3.029 2.322
Voce 60 Passività fiscali 3.029 2.322
Passività associate ad attività in via di dismissione 35.676 41
Voce 70 Passività associate ad attività in via di dismissione 35.676 41
Altre voci del passivo 24.007 23.433
Voce 40 Derivati di copertura 7.088 9.288
Voce 50 Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 733 527
Voce 80 Altre passività 14.439 12.122
Voce 10 a) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche (di cui debiti per leasing) 4 8
Voce 10 b) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela (di cui debiti per leasing) 1.736 1.480
Voce 15 (parziale) Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi
dello IAS 39 (di cui debiti per leasing)
7 8
Riserve tecniche 96.811 89.243
Voce 110 Riserve tecniche 96.811 89.243
Fondi per rischi e oneri 7.164 5.132
Voce 90 Trattamento di fine rapporto del personale 1.200 1.134
Voce 100 a) Fondi per rischi e oneri - Impegni e garanzie rilasciate 626 482
Voce 100 b) Fondi per rischi e oneri - Quiescenza e obblighi simili 324 232
Voce 100 c) Fondi per rischi e oneri - Altri fondi per rischi e oneri 5.014 3.284
Capitale 10.084 9.086
Voce 170 Capitale 10.084 9.086
Riserve 44.775 38.250
Voce 130 Azioni rimborsabili - -
Voce 150 Riserve 17.461 13.279
Voce 160 Sovrapprezzi di emissione 27.444 25.075
- Voce 180 Azioni proprie -130 -104
Riserve da valutazione -515 -157
Voce 120 Riserve da valutazione -515 -157
Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 809 504
Voce 125 Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 809 504
Strumenti di capitale 7.441 4.103
Voce 140 Strumenti di capitale 7.441 4.103
Patrimonio di pertinenza di terzi 450 554
Voce 190 Patrimonio di pertinenza di terzi 450 554
Risultato netto 3.277 4.182
Voce 200 Utile (Perdita) di periodo (+/-) 3.277 4.182
Totale passività e patrimonio netto 1.002.614 816.570

Raccordo tra Conto Economico consolidato riesposto e Conto Economico consolidato riclassificato

(milioni di euro)
2020 2019
Voci Dato
consolidato
(inclusivo del
Gruppo UBI)
Riesposto Riesposto
Interessi netti 7.783 7.005
Voce 30 Margine di interesse 7.732 6.924
- Voce 30 (parziale) Margine di interesse - Rapporti tra Banche/Altre imprese e Comparto Assicurativo -32 -31
- Voce 30 (parziale) Margine di interesse - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento 81 115
- Voce 30 (parziale) Margine di interesse (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) 77 91
Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto
a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività
+ Voce70 (parziale) complessiva (Dividendi incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli) 4 15
+ Voce 80 (parziale) Differenziali Hedging swap -61 -79
+ Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Rientro time value trattamento di fine rapporto e altri fondi del personale) -18 -28
+ Voce 200 (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Rientro time value fondi rischi ed oneri) - -2
Commissioni nette
Voce 60
Commissioni nette 8.303
7.978
7.962
7.499
- Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Contributo comparto assicurativo 235 290
- Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento 3 25
- Voce 60 (parziale) Commissioni nette (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) 1 -
+ Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Collocamento Certificates) 39 197
+ Voce 110 a) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
(a) attività e passività finanziarie designate al fair value (Collocamento Certificates) 93 -
+ Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze
assicurative stipulate a favore delle Reti di consulenti finanziari)
3 6
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Recuperi spese varie) -49 -55
Risultato dell'attività assicurativa 1.353 1.268
Risultato netto delle attività e passività finanziaria di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi
Voce 115 dello IAS39 3.463 3.991
Voce 160 Premi netti 11.007 10.588
Voce 170 Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -12.890 -13.030
+ Voce 30 (parziale) Margine di interesse - Rapporti tra Banche/Altre imprese con Comparto Assicurativo 32 31
+ Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Contributo comparto assicurativo -235 -290
+ Voce 80 (parziale) Rapporti tra Banche/Altre imprese con Comparto Assicurativo 42 -14
+ Voce 135 (parziale) Impairment titoli con impatto sulla redditività complessiva quota di competenza degli assicurati -63 -6
+ Voce 210 (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali -3 -2
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.572 1.928
Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione 628 506
Voce 90 Risultato netto dell'attività di copertura 71 -61
Voce 110 a) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
(a) attività e passività designate al fair value
57 -103
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
Voce 110 b) (b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value -66 226
Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
Voce 100 b) redditività complessiva 870 1.218
Voce 100 c) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di passività finanziarie -44 70
Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto
a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività
+ Voce 70 (parziale) complessiva (inclusi i dividendi su OICR) 87 117
Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto
a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività
- Voce 70 (parziale) complessiva (Dividendi incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli) -4 -15
- Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Collocamento Certificates) -39 -197
- Voce 80 (parziale) Rapporti tra Banche/Altre imprese con Comparto Assicurativo -42 14
- Voce 80 (parziale) Differenziali Hedging swap 61 79
Risultato netto dell'attività di negoziazione (Componenti correlate ad Utili (Perdite) delle partecipazioni
- Voce 80 (parziale) valutate al patrimonio netto) -47 -
- Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) 18 -
Risultato netto dell'attività di copertura - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e
- Voce 90 (parziale) coordinamento 4 11
Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
+ Voce 100 a) (parziale) (governi, imprese finanziarie ed assicurazioni) - Effetto correlato al risultato di negoziazione 87 103
Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
- Voce 100 b) (parziale) redditività complessiva (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) -4 -
- Voce 110 a) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
(a) attività e passività finanziarie designate al fair value (Collocamento Certificates) -93 -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze
- Voce 110 b) (parziale) assicurative stipulate a favore delle Reti di consulenti finanziari) -12 -23
Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
- Voce 110 b) (parziale) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Oneri riguardanti il sistema bancario) 31 -13
Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di passività finanziarie - Riclassifica operatività entità non soggette
- Voce 100 c) (parziale) a direzione e coordinamento (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) - -13
+ Voce 200 b) (parziale)
+ Voce 230 (parziale)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Oneri cessione NTV)
Altri oneri/ proventi di gestione (Negoziazione e valutazione altre attività)
-
9
9
-
(milioni di euro)
2020 2019
Dato
Voci consolidato
(inclusivo del
Gruppo UBI)
Riesposto Riesposto
Altri proventi (oneri) operativi netti 12 4
Voce 70 Dividendi e proventi simili 86 117
Voce 230 Altri oneri / proventi di gestione 3.347 774
+ Voce 30 (parziale) Margine di interesse - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento -81 -115
+ Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento -3 -25
Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto
- Voce 70 (parziale) a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività
complessiva (inclusi i dividendi su OICR)
-87 -117
Risultato netto dell'attività di negoziazione (Componenti correlate ad Utili (Perdite) delle partecipazioni
+ Voce 80 (parziale) valutate al patrimonio netto) 47 -
Risultato netto dell'attività di copertura - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e
+ Voce 90 (parziale) coordinamento -4 -11
Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
+ Voce 110 b) (parziale) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze
assicurative stipulate a favore delle Reti di consulenti finanziari) - -
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Recuperi spese) -19 -16
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Recuperi imposte indirette) -845 -738
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri non ricorrenti) 18 50
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Effetti valutativi altre attività) 66 25
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Svalutazioni durature immobilizzazioni materiali riacquisite) - -
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Utili/perdite da cessione di immobilizzazioni materiali riacquisite) - -
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri/proventi di integrazione) - -1
- Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) -2.505 -
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Negoziazione e valutazione altre attività) -9 -
+ Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) delle partecipazioni (valutate al patrimonio netto) 1 61
Proventi operativi netti 19.023 18.167
Spese del personale -6.139 -5.748
Voce 190 a) Spese per il personale -7.564 -5.829
- Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) 1.406 52
- Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Rientro time value trattamento di fine rapporto e altri fondi del personale) 18 28
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Recuperi spese) 1 1
Spese amministrative -2.679 -2.601
Voce 190 b) Altre spese amministrative -4.603 -3.980
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Oneri di integrazione) 269 45
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) 710 526
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Recuperi spese varie) 49 55
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) 33 -
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Recuperi imposte indirette) 845 738
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Recuperi di spese) 18 15
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -1.153 -1.058
Voce 210 Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali -578 -523
Voce 220 Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali -818 -692
-Voce 210 (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali 3 2
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Oneri di integrazione) 27 20
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività materiali (Svalutazioni) 7 4
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività materiali (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) -2 -
Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Entità non soggette a direzione e coordinamento –
- Voce 220 (parziale) diritti concessori) 14 19
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Oneri di integrazione) 117 48
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Svalutazioni) - 3
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) 77 61
Costi operativi -9.971 -9.407
Risultato della gestione operativa
9.052 8.760
Rettifiche di valore nette su crediti -4.214 -2.089
Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -29 -6
Voce 200 a) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito relativo a impegni e garanzie rilasciate 4 23
+Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti -274 -14
Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
+Voce 100 a) (parziale) (enti pubblici, imprese non finanziarie ed altri) -1 8
+Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti
(Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione)
34 28
+Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Finanziamenti
-4.356 -2.119
+Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Titoli di debito (enti pubblici, imprese non finanziarie ed altri)
- -15
Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
- Voce 130 a) (parziale) ammortizzato (Oneri di integrazione) 21 6
Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
-Voce 130 a) (parziale) ammortizzato -(Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) 428 -
Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al fair value con
+Voce 130 b) (parziale) impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti -7 -
  • Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Accantonamenti per oneri non ricorrenti) -34

(milioni di euro)
Voci 2020
Dato
consolidato
(inclusivo del
2019
Gruppo UBI)
Riesposto Riesposto
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -346 -254
Voce 135 Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39 -81 -9
Voce 260 Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali -42 -13
Voce 200 b) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Altri accantonamenti netti
Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze
-797 -96
+ Voce 110 b) (parziale) assicurative stipulate a favore delle Reti di consulenti finanziari)
Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
9 17
+ Voce 130 a) (parziale)
+ Voce 130 a) (parziale)
ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie ed assicurazioni)
Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Titoli di debito verso Banche
1
-1
-41
-
+ Voce 130 b) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva - Titoli di debito
-1 -26
- Voce 135 (parziale) Impairment titoli con impatto sulla redditività complessiva quota di competenza degli assicurati 63 6
- Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Rientro time value fondi rischi ed oneri) - 2
- Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) 109 -
- Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Oneri cessione NTV) - -9
- Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Altri accantonamenti netti (oneri di integrazione) 450 -29
- Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Altri accantonamenti netti (definizione contenzioso fiscale) 5 -9
- Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Accantonamenti per oneri non ricorrenti) 34 -
+ Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività materiali (Svalutazioni) -7 -4
+ Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Svalutazioni) - -3
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Svalutazioni durature immobilizzazioni materiali riacquisite) - -
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Effetti valutativi altre attività) -66 -25
+ Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (Rettifiche/Riprese di valore per deterioramento di partecipazioni collegate) -22 -15
Altri proventi (oneri) netti 64 55
Voce 250 Utili (Perdite) di partecipazioni -16 53
Voce 280 Utili (Perdite) da cessione di investimenti 101 96
Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(governi, imprese finanziarie ed assicurazioni)
82 103
Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(Banche)
- -
- Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(governi, imprese finanziarie ed assicurazioni) - (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione)
- -
- Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(governi, imprese finanziarie ed assicurazioni) - Effetto correlato al risultato di negoziazione
-87 -103
+ Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Altri accantonamenti netti (definizione contenzioso fiscale) -5 9
+ Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Entità non soggette a direzione e coordinamento –
diritti concessori)
-14 -19
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Utili/perdite da cessione di immobilizzazioni materiali riacquisite) - -
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri non ricorrenti) -18 -50
- Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (valutate al patrimonio netto) -1 -61
- Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (Rettifiche/Riprese di valore per deterioramento di partecipazioni collegate) 22 15
- Voce 280 (parziale) Utili (Perdite) da cessione di investimenti (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) - 12
Utile (Perdita) delle attività operative cessate 1.163 88
Voce 320 Utile (Perdita) dei gruppi di attività operative cessate al netto delle imposte 1.136 64
+ Voce 320 (parziale) Utile (Perdita) dei gruppi di attività operative cessate al netto delle imposte (Imposte) 27 24
Risultato corrente lordo 5.719 6.560
Imposte sul reddito -1.360 -1.825
Voce 300 Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente -80 -1.551
- Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Oneri di integrazione) -729 -35
- Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) -226 -62
- Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) -229 -153
- Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre
attività intangibili)
-69 0
- Voce 320 (parziale) Utile (Perdita) dei gruppi di attività operative cessate al netto delle imposte (Imposte) -27 -24
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -1.561 -106
+ Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato (Oneri di integrazione)
-21 -6
+ Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) -1.406 -52
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Oneri di integrazione) -269 -45
+ Voce 200 (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Oneri di integrazione) -450 29
+ Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Oneri di integrazione) -27 -20
+ Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Oneri di integrazione) -117 -48
+ Voce 230 (parziale)
+ Voce 300 (parziale)
Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri/proventi di integrazione)
Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Oneri di integrazione)
-
729
1
35
Voci 2020
Dato
consolidato
(inclusivo del
Gruppo UBI)
(milioni di euro)
2019
Riesposto Riesposto
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) 1.960 -117
+ Voce 30 (parziale) Margine di interesse (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) -77 -91
+ Voce 60 (parziale) Commissioni nette (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) -1
- Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) -18 -
+Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti
(Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione)
-34 -28
+ Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(governi, imprese finanziarie ed assicurazioni) - (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione)
- -
+ Voce 100 b) (parziale) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione)
4 -
+ Voce 100 c) (parziale) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di passività finanziarie - Riclassifica operatività entità non soggette
a direzione e coordinamento (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione)
- 13
+ Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato -(Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione)
-428 -
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) -33 -
+ Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) -109 -
+ Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività materiali (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) 2 -
+ Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) -77 -61
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) 2.505 -
+ Voce 280 (parziale) Utili (Perdite) da cessione di investimenti (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) - -12
+ Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) 226 62
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -512 -360
+ Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
(b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Oneri riguardanti il sistema bancario)
-31 13
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) -710 -526
+ Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) 229 153
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) -912 -
Voce 270 Rettifiche di valore dell'avviamento -981 -
+ Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre
attività intangibili)
69 -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -57 30
Voce 340 Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi -57 30
Risultato netto 3.277 4.182

Altri allegati del Bilancio consolidato

Elenco dei principi contabili IAS/IFRS omologati dalla Commissione Europea al 31 dicembre 2020

PRINCIPI CONTABILI
Regolamento omologazione
IFRS 1 Prima adozione dei principi contabili internazionali 1126/2008 mod. 1260/2008 - 1274/2008 - 69/2009 - 70/2009 -254/2009 - 494/2009 - 495/2009 - 1136/2009 -
1164/2009 - 550/2010 - 574/2010 - 662/2010 - 149/2011 - 1205/2011 - 475/2012 - 1254/2012 - 1255/2012 -
183/2013 - 301/2013 -1174/2013 - 2173/2015 - 2343/2015 - 2441/2015 - 1905/2016 - 2067/2016 - 182/2018
IFRS 2 Pagamenti basati su azioni 1126/2008 mod. 1261/2008 - 495/2009 - 243/2010 - 244/2010 - 1254/2012 - 1255/2012 - 28/2015 -
IFRS 3 Aggregazioni aziendali 2067/2016 - 289/2018 - 2075/2019
1126/2008 mod. 495/2009 - 149/2011 - 1254/2012 - 1255/2012 - 1174/2013 - 1361/2014 - 28/2015 -
IFRS 4 Contratti assicurativi 1905/2016 - 2067/2016 - 412/2019 - 2075/2019 - 551/2020
1126/2008 mod. 1274/2008 - 494/2009 - 1165/2009 - 1255/2012 - 1905/2016 - 2067/2016 - 1988/2017 -
IFRS 5 Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative 2097/2020 () - 25/2021 ()
1126/2008 mod. 1274/2008 - 70/2009 - 494/2009 - 1142/2009 - 243/2010 - 475/2012 - 1254/2012 -
IFRS 6 cessate
Esplorazione e valutazione delle risorse minerarie
1255/2012 - 2343/2015 - 2067/2016
1126/2008 - 2075/2019
IFRS 7 Strumenti finanziari: informazioni integrative 1126/2008 mod. 1274/2008 - 53/2009 - 70/2009 - 495/2009 - 824/2009 - 1165/2009 - 574/2010 - 149/2011 -
1205/2011 - 475/2012 - 1254/2012 - 1255/2012 - 1256/2012 - 1174/2013 - 2343/2015 - 2406/2015 -
2067/2016 - 34/2020 - 25/2021 (*)
IFRS 8 Settori operativi 1126/2008 mod. 1274/2008 - 243/2010 - 632/2010 - 475/2012 - 28/2015
IFRS 9 Strumenti finanziari 2067/2016 - 498/2018 - 34/2020 - 25/2021 (*)
IFRS 10 Bilancio consolidato 1254/2012 mod. 313/2013 - 1174/2013 - 1703/2016
IFRS 11 Accordi a controllo congiunto 1254/2012 mod. 313/2013 - 2173/2015 - 412/2019
IFRS 12 Informativa sulle partecipazioni in altre entità 1254/2012 mod. 313/2013 - 1174/2013 - 1703/2016 - 182/2018
IFRS 13 Valutazioni del fair value 1255/2012 mod. 1361/2014 - 2067/2016
IFRS 15 Ricavi provenienti da contratti con i clienti 1905/2016 - 1987/2017
IFRS 16 Leasing 1986/2017 - 1434/2020 - 25/2021 (*)
IAS 1 Presentazione del bilancio 1126/2008 mod. 1274/2008 - 53/2009 - 70/2009 - 494/2009 - 243/2010 - 149/2011 - 475/2012 - 1254/2012 -
1255/2012 - 301/2013 - 2113/2015 - 2406/2015 - 1905/2016 - 2067/2016 - 2075/2019 - 2104/2019
IAS 2 Rimanenze 1126/2008 mod. 70/2009 - 1255/2012 - 1905/2016 - 2067/2016
IAS 7 Rendiconto finanziario 1126/2008 mod. 1260/2008 - 1274/2008 - 70/2009 - 494/2009 - 243/2010 - 1254/2012 - 1174/2013 -
1990/2017
IAS 8 Principi contabili, cambiamenti nelle stime ed errori 1126/2008 mod. 1274/2008 - 70/2009 - 1255/2012 - 2067/2016 - 2075/2019 - 2104/2019
IAS 10 Fatti intervenuti dopo la data di riferimento del bilancio 1126/2008 mod. 1274/2008 - 70/2009 - 1142/2009 - 1255/2012 - 2067/2016
IAS 12 Imposte sul reddito 1126/2008 mod. 1274/2008 - 495/2009 - 475/2012 - 1254/2012 - 1255/2012 - 1174/2013 - 1905/2016 -
2067/2016 - 1989/2017 - 412/2019
IAS 16 Immobili, impianti e macchinari 1126/2008 mod. 1260/2008 - 1274/2008 - 70/2009 - 495/2009 - 1255/2012 - 301/2013 - 28/2015 -
IAS 19 Benefici per i dipendenti 2113/2015 - 2231/2015 - 1905/2016
1126/2008 mod. 1274/2008 - 70/2009 - 475/2012 - 1255/2012 - 29/2015 - 2343/2015 - 402/2019
IAS 20 Contabilizzazione dei contributi pubblici e informativa sull'assistenza 1126/2008 mod. 1274/2008 - 70/2009 - 475/2012 - 1255/2012 - 2067/2016
IAS 21 pubblica
Effetti delle variazioni dei cambi delle valute estere
1126/2008 mod. 1274/2008 - 69/2009 - 494/2009 - 149/2011 - 475/2012 - 1254/2012 - 1255/2012 -
IAS 23 Oneri finanziari 2067/2016
1126/2008 mod. 1260/2008 - 70/2009 - 2113/2015 - 2067/2016 - 412/2019
IAS 24 Informativa di bilancio sulle operazioni con parti correlate 1126/2008 mod. 1274/2008 - 632/2010 - 475/2012 - 1254/2012 - 1174/2013 - 28/2015
IAS 26 Rilevazione e rappresentazione in bilancio di fondi pensione 1126/2008
IAS 27 Bilancio separato 1126/2008 mod. 1274/2008 - 69/2009 - 70/2009 - 494/2009 - 1254/2012 - 1174/2013 - 2441/2015
IAS 28 Partecipazioni in società collegate e Joint Venture 1126/2008 mod. 1274/2008 - 70/2009 - 494/2009 - 495/2009 - 1254/2012 - 1255/2012 - 2441/2015 -
1703/2016 - 2067/2016 - 182/2018 - 237/2019
IAS 29 Rendicontazione contabile in economie iperinflazionate 1126/2008 mod. 1274/2008 - 70/2009
IAS 32 Strumenti finanziari: esposizione nel bilancio 1126/2008 mod. 1274/2008 - 53/2009 - 70/2009 - 494/2009 - 495/2009 - 1293/2009 - 475/2012 - 1254/2012 -
1255/2012 - 1256/2012 - 301/2013 - 1174/2013 - 1905/2016 - 2067/2016
IAS 33 Utile per azione 1126/2008 mod. 1274/2008 - 494/2009 - 495/2009 - 475/2012 - 1254/2012 - 1255/2012 - 2067/2016
IAS 34 Bilanci intermedi 1126/2008 mod. 1274/2008 - 70/2009 - 495/2009 - 149/2011 - 475/2012 - 1255/2012 - 301/2013 - 1174/2013
- 2343/2015 - 2406/2015 - 1905/2016 - 2075/2019
IAS 36 Riduzione di valore delle attività 1126/2008 mod. 1274/2008 - 69/2009 - 70/2009 - 495/2009 - 243/2010 - 1254/2012 - 1255/2012 - 1374/2013
- 2113/2015 - 1905/2016 - 2067/2016
IAS 37 Accantonamenti, passività e attività potenziali 1126/2008 mod. 1274/2008 - 495/2009 - 28/2015 - 1905/2016 - 2067/2016 - 2075/2019
IAS 38 Attività immateriali 1126/2008 mod. 1260/2008 - 1274/2008 - 70/2009 - 495/2009 - 243/2010 - 1254/2012 - 1255/2012 - 28/2015
IAS 39 Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione (ad eccezione di talune
disposizioni relative alla contabilizzazione delle operazioni di
copertura)
- 2231/2015 - 1905/2016 - 2075/2019
1126/2008 mod. 1274/2008 - 53/2009 - 70/2009 - 494/2009 - 495/2009 - 824/2009 - 839/2009 - 1171/2009 -
243/2010 - 149/2011 - 1254/2012 - 1255/2012 - 1174/2013 - 1375/2013 - 28/2015 - 1905/2016 - 2067/2016 -
34/2020 - 25/2021 (*)
IAS 40 Investimenti immobiliari 1126/2008 mod. 1274/2008 - 70/2009 - 1255/2012 - 1361/2014 - 2113/2015 - 1905/2016 - 400/2018
IAS 41 Agricoltura 1126/2008 mod. 1274/2008 - 70/2009 - 1255/2012 - 2113/2015

(*) Le società applicano quanto previsto dal presente Regolamento al più tardi a partire dalla data di inizio del loro primo esercizio finanziario che cominci dopo il 1° gennaio 2021.

INTERPRETAZIONI Regolamento omologazione
IFRIC 1 Cambiamenti nelle passività iscritte per smantellamenti, ripristini e passività similari 1126/2008 mod. 1260/2008 - 1274/2008
IFRIC 2 Azioni dei soci in entità cooperative e strumenti simili 1126/2008 mod. 53/2009 - 1255/2012 - 301/2013 - 2067/2016
IFRIC 5 Diritti derivanti da interessenze in fondi per smantellamenti, ripristini e bonifiche 1126/2008 mod. 1254/2012 - 2067/2016
IFRIC 6 ambientali
Passività derivanti dalla partecipazione ad un mercato specifico - Rifiuti di
apparecchiature elettriche ed elettroniche
1126/2008
IFRIC 7 Applicazione del metodo della rideterminazione del valore ai sensi dello IAS 29 -
Rendicontazione contabile in economie iperinflazionate
1126/2008 mod. 1274/2008
IFRIC 10 Bilanci intermedi e riduzione di valore 1126/2008 mod. 1274/2008 - 2067/2016
IFRIC 12 Accordi per servizi in concessione 254/2009 - 1905/2016 - 2067/2016 - 2075/2019
IFRIC 14 Il limite relativo ad una attività a servizio di un piano a benefici definiti, le previsioni di
contribuzione minima e la loro interazione
1263/2008 mod. 1274/2008 - 633/2010 - 475/2012
IFRIC 16 Coperture di un investimento netto in una gestione estera 460/2009 mod. 243/2010 - 1254/2012 - 2067/2016
IFRIC 17 Distribuzioni ai soci di attività non rappresentate da disponibilità liquide 1142/2009 mod. 1254/2012 - 1255/2012
IFRIC 19 Estinzione di passività finanziarie con strumenti rappresentativi di capitale 662/2010 mod. 1255/2012 - 2067/2016 - 2075/2019
IFRIC 20 Costi di sbancamento nella fase di produzione di una miniera a cielo aperto 1255/2012 - 2075/2019
IFRIC 21 Tariffe 634/2014
IFRIC 22 Operazioni in valuta estera e anticipi 519/2018 - 2075/2019
IFRIC 23 Incertezza sui trattamenti ai fini dell'imposta sul reddito 1595/2018
SIC 7 Introduzione dell'euro 1126/2008 mod. 1274/2008 - 494/2009
SIC 10 Assistenza pubblica – Nessuna specifica relazione con le attività operative 1126/2008 mod. 1274/2008
SIC 25 Imposte sul reddito – Cambiamenti nella condizione fiscale di un'entità o dei suoi 1126/2008 mod. 1274/2008
SIC 29 azionisti
Accordi per servizi in concessione: informazioni integrative
1126/2008 mod. 1274/2008 - 254/2009
SIC 32 Attività immateriali – Costi connessi a siti web 1126/2008 mod. 1274/2008 - 1905/2016 - 2075/2019

Relazione e Bilancio di Intesa Sanpaolo

641

Relazione sull'andamento della gestione

Dati di sintesi, indicatori alternativi di performance e altri indicatori (*)

Dati economici (milioni di euro) variazioni
assolute %
Interessi netti 5.232
5.283
-21 -1,0
Commissioni nette 4.492
4.834
-342 -7,1
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.301
1.676
-375 -22,4
Proventi operativi netti 13.648
-130
13.778
-0,9
-7.122
Costi operativi
-7.396
-274 -3,7
Risultato della gestione operativa 6.526
6.382
144 2,3
-3.657
Rettifiche di valore nette su crediti
-1.926
1.731 89,9
Risultato netto 679
3.084
-2.405 -78,0

(*) Per più dettagliate informazioni circa gli Indicatori Alternativi di Performance si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sulla Gestione del Bilancio consolidato.

Dati patrimoniali (milioni di euro) variazioni
assolute %
Finanziamenti verso clientela 348.826
342.584
6.242 1,8
Totale attività 631.732
585.224
46.508 7,9
Raccolta diretta da clientela 371.934
338.660
33.274 9,8
Raccolta indiretta da clientela 279.731
274.280
190.910
5.451 2,0
di cui: Risparmio gestito 188.866 2.044 1,1
Patrimonio netto 54.114
48.867
5.247 10,7

31.12.2020 31.12.2019

Coefficienti patrimoniali (%)
Capitale primario di Classe 1 (CET1) al netto delle rettifiche
regolamentari/Attività di rischio ponderate (Common Equity Tier 1 ratio)
13,3
11,5
Capitale di Classe 1 (TIER 1) / Attività di rischio ponderate 15,4
12,9
Totale fondi propri / Attività di rischio ponderate 17,7
15,3
Attività di rischio ponderate (milioni di euro) 334.337
296.173
31.12.2020
31.12.2019
Indicatori di redditività (%)
Cost / Income 52,2
53,7
Risultato netto / Patrimonio netto (ROE) (a) 1,5
7,4
Risultato netto / Totale Attività (ROA) (6) 0,1
0,5

2020 (Dati economici) 31.12.2020 (Dati patrimoniali)

2019 (Dati economici) 31.12.2019 (Dati patrimoniali)

Indicatori di rischiosità (%)
Sofferenze nette / Finanziamenti verso clientela 1,0
1,7
Rettifiche di valore accumulate su finanziamenti in sofferenza
Finanziamenti in sofferenza lordi con clientela
58.4
65.4
Struttura operativa 31.12.2020 31.12.2019 variazioni
assolute
Numero dei dipendenti (*) 58.429 60.890 -2.461
Italia 57.590 60.060 -2.470
Estero 839 830 g
Numero degli sportelli bancari 3.318 3.536 -218
Italia 3.304 3.521 -217
Estero 14 15 -1
31.12.2020
31.12.2019

I risultati dell'esercizio di Intesa Sanpaolo

Premessa

In merito al contenuto della Relazione sulla Gestione del bilancio separato 2020 di Intesa Sanpaolo S.p.A., si fa rinvio alla relazione che accompagna il bilancio consolidato.

Aspetti generali

Di seguito si riportano il conto economico e lo stato patrimoniale della Capogruppo Intesa Sanpaolo al 31 dicembre 2020.

Al fine di consentire una lettura più immediata dei risultati, il conto economico viene esposto secondo uno schema riclassificato sintetico.

Inoltre, al fine di consentire un confronto omogeneo, i dati economici riferiti ai periodi precedenti sono riesposti, ove necessario, per riflettere retroattivamente gli effetti delle operazioni societarie intervenute nel corso del 2020. In particolare, le riesposizioni hanno riguardato l'incorporazione di Banca Imi S.p.A. avvenuta in data 20 luglio 2020, con efficacia contabile e fiscale dal 1° gennaio 2020.

Infine, il conto economico posto a confronto include gli effetti connessi all'accordo con Prelios S.p.A. per il servicing delle esposizioni classificate tra le "inadempienze probabili", efficace da fine 2019. A tal proposito, per consentire un confronto su basi omogenee dei costi operativi, si è proceduto a riesporre i dati del 2019 includendo tra le "spese amministrative" l'onere per le fee da riconoscere a Prelios, assumendo che il predetto accordo di servicing avesse avuto decorrenza dal 1° gennaio 2019 e in considerazione del fatto che produrrà un impatto continuativo sui futuri conti economici.

I dettagli analitici delle riesposizioni e delle riclassificazioni effettuate rispetto allo schema previsto dalla Circolare 262 della Banca d'Italia sono forniti, con distinti prospetti, tra gli allegati, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.

In sintesi, tali riclassificazioni e aggregazioni hanno riguardato le seguenti fattispecie:

  • ─ i dividendi relativi a partecipazioni valutate al patrimonio netto, nonché quelli incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli, che sono stati riallocati nell'ambito del Risultato delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • ─ i differenziali su derivati, classificati nel portafoglio di negoziazione, stipulati a copertura di operazioni in divisa, che, in funzione della stretta correlazione esistente, sono stati ricondotti tra gli interessi netti;
  • ─ il Risultato netto dell'attività di negoziazione, il Risultato netto dell'attività di copertura e il Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico, che sono riallocati nell'ambito del Risultato delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • ─ la quota del premio all'emissione dei certificates riconosciuta alle reti per il loro collocamento, che viene riclassificata dal Risultato netto delle attività e delle passività valutate al fair value alle Commissioni nette;
  • ─ gli Utili e perdite da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da cessione o riacquisto di passività finanziarie, che sono stati riallocati nell'ambito del Risultato delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • ─ i recuperi di spese e di imposte e tasse, che sono stati portati a riduzione delle spese amministrative, anziché essere evidenziati tra gli Altri proventi;
  • ─ gli Utili e perdite da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, con forme tecniche di finanziamenti e titoli di debito con controparti enti pubblici, imprese non finanziarie ed altri, che sono stati appostati tra le Rettifiche di valore nette su crediti;
  • ─ le Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relative ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato con forme tecniche di finanziamenti e titoli di debito con controparti enti pubblici, imprese non finanziarie ed altri, e le Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva con forme tecniche di finanziamenti, che sono state appostate tra le Rettifiche di valore nette su crediti;
  • ─ le Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relative ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato con forme tecniche di titoli di debito con controparti governi, imprese finanziarie ed assicurazioni, e le Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva con forme tecniche di titoli di debito, che sono state appostate tra gli Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività;
  • ─ il rientro del time value del Trattamento di fine rapporto del personale e dei Fondi per rischi ed oneri, che è stato ricondotto tra gli Interessi netti, in quanto il fenomeno deriva direttamente dall'applicazione del criterio del costo ammortizzato, in assenza di variazioni nella previsione dei flussi futuri attesi;
  • ─ le Rettifiche di valore nette per deterioramento di partecipazioni collegate nonché di attività materiali ed immateriali (inclusi gli immobili e altri beni derivanti dall'attività di escussione di garanzie o di acquisto in asta e destinati alla vendita sul mercato nel prossimo futuro), che sono state riclassificate nella voce Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività, che recepisce dunque – oltre agli accantonamenti per rischi ed oneri diversi da quelli relativi a impegni e garanzie – gli effetti valutativi delle attività diverse dai crediti, con la sola eccezione delle svalutazioni delle

attività intangibili che confluiscono, al netto degli effetti fiscali, nella voce Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili;

  • ─ gli Utili e perdite da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, con forme tecniche di titoli di debito con controparti governi, imprese finanziarie ed assicurazioni, che sono stati appostati tra gli Altri proventi (oneri) netti. Fanno eccezione gli utili (perdite) realizzati in presenza di una correlazione con l'attività di negoziazione, che vengono ricondotti nell'ambito del Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • ─ gli Utili (perdite) realizzati su partecipazioni e su altri investimenti, che vengono appostati alla voce Altri proventi (oneri) netti. La voce recepisce dunque sinteticamente, oltre ai proventi ed oneri non strettamente correlati alla gestione operativa, gli effetti da realizzo delle attività diverse dai crediti;
  • ─ gli Oneri di integrazione e di incentivazione all'esodo del personale, che sono stati riclassificati, al netto dell'effetto fiscale, a voce propria dalle voci Spese per il personale, Spese amministrative e, in misura minore, da altre voci di conto economico;
  • ─ gli Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione che, al netto dell'effetto fiscale, sono stati ricondotti a voce propria. Essi rappresentano le quote di ammortamento, nonché eventuali svalutazioni ed effetti da realizzo, delle attività e passività finanziarie e delle immobilizzazioni materiali e immateriali oggetto di valutazione al fair value nell'ambito dell'applicazione del principio IFRS 3;
  • ─ i tributi e gli altri oneri finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario, che sono stati ricondotti, al netto delle imposte, alla specifica voce;
  • ─ le Rettifiche di valore dell'avviamento, delle partecipazioni di controllo e delle altre attività intangibili, che sono esposte, al netto delle imposte.

Conto economico riclassificato

Dati riesposti su basi omogenee.

2020 2019 (milioni di euro)
variazioni
assolute %
Interessi netti 5.232 5.283 -51 -1,0
Commissioni nette 4.492 4.834 -342 -7,1
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.301 1.676 -375 -22,4
Altri proventi (oneri) operativi netti 2.623 1.985 638 32,1
Proventi operativi netti 13.648 13.778 -130 -0,9
Spese del personale -4.421 -4.605 -184 -4,0
Spese amministrative -1.803 -1.924 -121 -6,3
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -898 -867 31 3,6
Costi operativi -7.122 -7.396 -274 -3,7
Risultato della gestione operativa 6.526 6.382 144 2,3
Rettifiche di valore nette su crediti -3.657 -1.926 1.731 89,9
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -236 -210 26 12,4
Altri proventi (oneri) netti 91 -41 132
Utile (Perdita) delle attività operative cessate 1.153 88 1.065
Risultato corrente lordo 3.877 4.293 -416 -9,7
Imposte sul reddito -257 -735 -478 -65,0
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -1.240 -51 1.189
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -74 -91 -17 -18,7
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -366 -265 101 38,1
Rettifiche di valore dell'avviamento, delle altre attività intangibili e delle partecipazioni di
controllo (al netto delle imposte)
-1.261 -67 1.194
Risultato netto 679 3.084 -2.405 -78,0

Il conto economico dell'esercizio 2020 si è chiuso con un utile netto di 679 milioni, rispetto a 3.084 milioni del 2019 (-2.405 milioni; -78%), mentre il risultato corrente lordo, pari a 3.877 milioni, segna una riduzione di 416 milioni (-9,7%).

A tal riguardo si evidenzia che il risultato dell'anno corrente è stato caratterizzato da talune poste non ricorrenti che lo rendono non immediatamente comparabile con il periodo precedente. Nello specifico, l'esercizio 2020 beneficia della plusvalenza di 1.100 milioni derivante dalla cessione a Nexi S.p.A. del ramo relativo all'attività di acquiring nell'ambito dei sistemi di pagamento perfezionatasi a giugno 2020, ma risente allo stesso tempo degli oneri connessi all'integrazione di UBI Banca e alla cessione del ramo sportelli a BPER (1.189 milioni, al netto delle imposte) – secondo quanto previsto nell'ambito dell'operazione di acquisizione di UBI Banca – nonché della svalutazione integrale dell'avviamento della Divisione "Banca dei Territori" (1.086 milioni, al netto delle imposte). Oltre a tali componenti non ricorrenti, nell'anno si rilevano un incremento degli altri proventi netti (per 132 milioni) e un calo dei costi operativi (per 274 milioni), cui si contrappongono una flessione dei proventi operativi netti (per 130 milioni), maggiori rettifiche di valore nette su crediti (per 1.731 milioni), maggiori tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario (per 101 milioni, al netto delle imposte) e maggiori impairment su partecipazioni di controllo (108 milioni, al netto delle imposte), con conseguente effetto sulla relativa fiscalità (minori imposte sul reddito per 478 milioni).

Gli interessi netti, pari a 5.232 milioni, segnano una leggera flessione (-1%). Pur in presenza di impieghi i cui volumi medi evidenziano un aumento sull'anno precedente, il risultato risente della diminuzione dei tassi d'interesse, in linea con il trend di mercato, nonché del più limitato contributo delle coperture delle poste a vista, che hanno registrato una lieve contrazione. Il contributo dell'intermediazione derivante dall'operatività con la clientela è stato pari a 3.850 milioni, in flessione di 139 milioni rispetto al 2019. In calo di 169 milioni anche gli interessi su attività deteriorate che ammontano a 634 milioni, per effetto della riduzione degli stock di NPL. Gli interessi sulle attività finanziarie si sono attestati a 565 milioni, in riduzione di 83 milioni. L'apporto dell'interbancario è risultato negativo per 142 milioni, con una variazione positiva di 120 milioni rispetto all'esercizio 2019. Infine, in significativa crescita gli altri interessi netti, che includono l'apporto positivo derivante dalle operazioni TLTRO con la BCE, i quali ammontano a 325 milioni, a fronte dei 105 milioni del 2019.

Le commissioni nette, pari a 4.492 milioni, segnano una flessione di 342 milioni (-7,1%) rispetto ai 4.834 milioni dell'esercizio precedente, penalizzate dall'emergenza sanitaria connessa al COVID-19. L'andamento risente del calo generalizzato di tutti i comparti e, nello specifico, dell'attività bancaria commerciale (-83 milioni; -4,6%), dell'attività di gestione, intermediazione e consulenza (-105 milioni; -4,5%) e delle altre commissioni nette (-154 milioni; -21,9%).

Nell'ambito dell'attività bancaria commerciale si registrano minori commissioni su garanzie rilasciate e ricevute (-41 milioni), su conti correnti (-32 milioni, di cui -34 milioni dovuti alle commissioni disponibilità fondi), su servizi di incasso e pagamento (-12 milioni); sostanzialmente stabili le commissioni su servizi bancomat e carte di credito (+1 milione).

Il calo delle commissioni nette per attività di gestione, intermediazione e consulenza è riferibile principalmente a titoli e derivati (-63 milioni), ai prodotti assicurativi (-25 milioni) e alle gestioni patrimoniali (-11 milioni); in riduzione anche le commissioni relative ai fondi (-5 milioni) e le altre commissioni di intermediazione e gestione (-6 milioni), mentre registrano una lieve crescita le commissioni di intermediazione valute (+2 milioni) e di raccolta ordini (+1 milione).

Infine, nell'ambito delle altre commissioni nette, si registra una diminuzione delle commissioni su altri finanziamenti (-153 milioni, di cui -72 milioni imputabili alle commissioni su crediti al consumo).

Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value ammonta a 1.301 milioni, contro i 1.676 milioni registrati nell'esercizio precedente (-375 milioni; -22,4%). La voce ha risentito della situazione di disruption registrata dai mercati finanziari, a partire da marzo 2020, conseguente alla pandemia COVID-19, che ha determinato un significativo incremento e volatilità del premio di rischio per tutti i Paesi dell'area Euro.

La predetta flessione è principalmente ascrivibile al minor apporto dell'operatività in titoli OCI e passività finanziarie (-357 milioni), per effetto dei minori utili da cessione di titoli di debito OCI di 395 milioni, a causa della minore operatività intervenuta nell'anno e il diverso corso dei mercati di riferimento. Alla suddetta variazione negativa contribuiscono anche le perdite su attività valutate al fair value in contropartita al conto economico, pari a 18 milioni, a cui concorrono positivamente i risultati dell'operatività in cambi e trading per 98 milioni, l'operatività di "hedge accounting" per 82 milioni, grazie alle coperture specifiche di titoli in circolazione e di titoli di debito dell'attivo, e le attività e passività designate al fair value per 58 milioni da riferirsi all'operatività in certificates. A tali dinamiche positive si contrappongono la variazione negativa di 224 milioni del risultato delle attività obbligatoriamente valutate al fair value, principalmente riferibile a titoli di debito rivenienti da cartolarizzazioni, e il minor apporto per 32 milioni della componente dividendi.

Gli Altri proventi operativi netti si attestano a 2.623 milioni e si comparano con i 1.985 milioni del 2019 (+638 milioni; +32,1%). L'aggregato include i dividendi da società partecipate per 2.451 milioni (1.816 milioni nell'esercizio a raffronto) e, per la parte residua, altri proventi netti di natura operativa.

La variazione della voce è pressoché integralmente ascrivibile alla componente dividendi, in aumento di 635 milioni. In particolare, nell'esercizio 2020 sono stati contabilizzati dividendi per complessivi 2.451 milioni (650 milioni Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A.; 600 milioni Eurizon Capital SGR S.p.A.; 504 milioni Intesa Sanpaolo Vita S.p.A.; 500 milioni Intesa Sanpaolo Holding International S.A.; 102 milioni Private Equity International S.A.; 89 milioni Bank of Alexandria; 5 milioni Equiter S.p.A. e 1 milione per altri minori).

Gli altri proventi netti di natura operativa hanno registrato un incremento di 4 milioni, principalmente per effetto di maggiori rimborsi per servizi resi a terzi (14 milioni), minori oneri per migliorie su beni di terzi (per 6 milioni) e maggiori proventi netti su attività di credito al consumo e leasing (4 milioni), cui si contrappongono minori proventi netti non ricorrenti (-19 milioni).

Per effetto delle predette dinamiche, i Proventi operativi netti assommano a 13.648 milioni e risultano sostanzialmente stabili rispetto al saldo del periodo precedente, pari a 13.778 milioni (-130 milioni; -0,9%).

I Costi operativi sono pari a 7.122 milioni, in calo del 3,7% rispetto all'esercizio precedente, grazie alla riduzione delle spese per il personale, che scendono da 4.605 milioni a 4.421 milioni (-4%) e delle altre spese amministrative, che passano da 1.924 milioni a 1.803 milioni (-6,3%).

Con riferimento alle spese per il personale, la riduzione di 184 milioni è correlata al ridimensionamento degli organici, i cui risparmi hanno più che compensato gli incrementi contrattuali derivanti dal rinnovo del CCNL, al minor accantonamento della componente variabile, nonché alla flessione delle retribuzioni per prestazioni straordinarie e delle indennità di trasferta per effetto della sospensione della mobilità del personale intervenuta dal mese di marzo 2020 a seguito dell'emergenza sanitaria in corso.

Per quanto attiene le altre spese amministrative, il decremento di 121 milioni è ascrivibile principalmente al comparto delle spese professionali ed assicurative (-32 milioni) per la contrazione dei costi sulle consulenze, ai costi indiretti del personale (-31 milioni) per effetto delle minori trasferte e missioni di lavoro in relazione all'emergenza sanitaria, e agli oneri per servizi prestati da terzi (-30 milioni) a causa della minore operatività dovuta al COVID-19.

Si rappresenta che all'interno delle spese amministrative sono stati registrati costi connessi alla pandemia COVID-19 per circa 55 milioni, principalmente dovuti all'acquisto di dispositivi medici di protezione individuale, pulizia e sanificazione locali, dotazioni per smart working e iniziative in ambito sociale a supporto delle comunità locali.

Per contro, nell'ambito dei costi operativi risultano in crescita gli ammortamenti su immobilizzazioni materiali e immateriali, che passano da 867 a 898 milioni (+31 milioni; +3,6%). L'incremento è riferibile alla componente delle attività immateriali (+43 milioni; +8,7%) ed è incentrato sul software prodotto internamente e sulla formazione digitale che conferma la dinamica di crescita iniziata nello scorso esercizio e proseguita in quello corrente, ulteriormente accelerata nell'ultima parte dell'anno. In relazione alla categoria dei beni materiali, si rileva invece una riduzione (-12 milioni; -3,2%), attribuibile principalmente ai beni in leasing.

L'andamento dei proventi e degli oneri operativi sopra illustrato ha determinato un Risultato della gestione operativa di 6.526 milioni. Su basi omogenee, il confronto con i 6.382 milioni dell'esercizio precedente evidenzia una crescita di 144 milioni, pari a +2,3%.

Le Rettifiche di valore nette su crediti sono complessivamente pari a 3.657 milioni, in aumento di 1.731 milioni (+89,9%) rispetto all'anno precedente. Con riferimento all'esercizio 2020, le rettifiche di valore su crediti deteriorati, pari a 2.933 milioni (2.364 milioni nel 2019), si riferiscono per il 50,5% a sofferenze, per il 43,1% a inadempienze probabili e per il 6,4% a esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate. Per quanto attiene i crediti in bonis, le rettifiche di valore nette al 31 dicembre 2020 ammontano a 724 milioni (a fronte di riprese di valore pari a 438 milioni registrate nell'esercizio precedente): l'importante aumento delle rettifiche di valore è stato determinato essenzialmente dai maggiori accantonamenti dovuti alla revisione dello scenario a seguito dell'evento pandemico, applicando le conservative metodologie declinate dal Gruppo e tenendo conto del quadro prospettico elaborato dalla BCE e dalla Banca d'Italia.

Gli Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività ammontano a -236 milioni e si confrontano con i -210 milioni dell'esercizio 2019. Essi attengono a stanziamenti a fronte di controversie legali e oneri diversi (116 milioni), a rettifiche di valore nette su titoli di debito valutati al costo ammortizzato non assimilabili a finanziamenti e su titoli di debito valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva (5 milioni) e a rettifiche di valore nette su altre attività (115 milioni) che includono, in particolare, il risultato della valutazione al fair value degli immobili e delle opere d'arte di pregio, le rettifiche di valore per deterioramento di partecipazioni non di controllo e altri oneri non ricorrenti.

Gli Altri proventi (oneri) netti sono pari a 91 milioni (-41 milioni al 31 dicembre 2019).

L'Utile delle attività operative cessate, interamente riferibile al ramo aziendale relativo all'attività di acquiring oggetto di cessione a Nexi S.p.A. in virtù dell'accordo stipulato sui sistemi di pagamento, è pari a 1.153 milioni e si raffronta con un ammontare pari a 88 milioni dell'esercizio a confronto; l'importo dell'esercizio 2020 include la plusvalenza di 1.100 milioni, al lordo delle imposte, connessa al perfezionamento dell'operazione e, per il residuo, gli utili del primo semestre riferiti al ramo ceduto.

Il Risultato corrente lordo è pertanto pari a 3.877 milioni, contro i 4.293 milioni dell'esercizio 2019 (-416 milioni; -9,7%).

Le Imposte sul reddito calcolate sulle componenti che contribuiscono al risultato corrente lordo, sono negative per 257 milioni, a fronte dei -735 milioni dell'anno precedente. Le stesse risentono della diversa rilevanza fiscale delle componenti del conto economico che danno luogo al differenziale rispetto alle aliquote nominali (IRES 27,5% e IRAP 5,56%); inoltre, in entrambi gli esercizi un importante differenziale rispetto alle aliquote nominali dipende dal regime fiscale della componente dividendi e dell'utile delle attività operative cessate.

Gli Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) ammontano a 1.240 milioni e sono principalmente riferiti a spese per il personale (734 milioni), ad accantonamenti netti ai fondi rischi e oneri (341 milioni) e ad altre spese amministrative (130 milioni). Il consistente incremento della voce rispetto all'esercizio 2019 (il cui saldo era pari a 51 milioni) è dovuto principalmente alla contabilizzazione degli oneri connessi all'integrazione di UBI Banca, quali in particolare l'onere connesso all'accordo per esodi del personale dipendente sottoscritto con le OO.SS. lo scorso 29 settembre (711,5 milioni al netto delle imposte), i costi direttamente riferibili alla migrazione informatica e all'integrazione di UBI (386,6 milioni al netto delle imposte) e gli oneri connessi alla cessione del ramo sportelli a BPER (90,4 milioni al netto delle imposte).

Gli Effetti economici derivanti dall'allocazione dei costi di acquisizione (al netto dell'effetto fiscale) sono risultati pari a -74 milioni, a fronte dei -91 milioni dell'esercizio 2019 (-17 milioni; -18,7%). La voce comprende gli importi riconducibili alle rivalutazioni di crediti, debiti, immobili e all'iscrizione di nuove attività immateriali attuate, in applicazione del principio contabile IFRS 3, in sede di rilevazione delle operazioni di acquisizione di partecipazioni e/o aggregati patrimoniali. L'onere registrato si riferisce principalmente all'ammortamento o al rilascio a conto economico per estinzione anticipata della rivalutazione di crediti verso la clientela

La voce relativa ai Tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario ammonta a -366 milioni, al netto dell'effetto fiscale pari a 177 milioni, e accoglie i contributi ordinari, straordinari e addizionali ai fondi di risoluzione e tutela depositi nonché le svalutazioni del Fondo Atlante I e di Italian Recovery Fund.

Le Rettifiche di valore dell'avviamento, delle altre attività intangibili e delle partecipazioni di controllo (al netto del relativo effetto fiscale) ammontano a -1.261 milioni, a fronte dei -67 milioni nel 2019. Le stesse sono riferibili all'impairment integrale dell'avviamento della Divisione "Banca dei Territori" (per 1.086 milioni al netto delle imposte) e alla svalutazione di talune partecipazioni di controllo (per complessivi 175 milioni al netto delle imposte, tra cui si citano Intesa Sanpaolo Provis per 149,2 milioni, Pravex Bank per 13 milioni, Risanamento per 9,4 milioni, Intesa Sanpaolo Re.o.co per 2,7 milioni e Imi Fondi Chiusi Sgr S.p.A. per 0,6 milioni).

Stato patrimoniale riclassificato

Lo stato patrimoniale riclassificato al 31 dicembre 2020 include le risultanze dell'operazione di fusione per incorporazione di Banca Imi S.p.A., perfezionatasi a luglio 2020 e con efficacia contabile e fiscale dal 1° gennaio 2020.

Inoltre, analogamente ai dati economici, comprende la riesposizione degli effetti connessi all'accordo sottoscritto a fine 2019 con Prelios S.p.A. per il servicing delle esposizioni classificate tra le "inadempienze probabili", assumendo che il predetto accordo avesse avuto efficacia dal 1° gennaio 2019.

I dettagli analitici delle riesposizioni, delle aggregazioni e delle riclassificazioni sono forniti, con distinti prospetti, tra gli allegati al bilancio, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.

Le aggregazioni di voci dello stato patrimoniale riclassificato hanno riguardato:

  • ─ l'evidenza separata delle attività finanziarie che costituiscono Finanziamenti verso banche e Finanziamenti verso clientela, indipendentemente dai rispettivi portafogli contabili di allocazione;
  • ─ l'evidenza separata delle attività finanziarie che non costituiscono finanziamenti, distinte tra attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, attività finanziarie valutate al fair value con impatto al conto economico e attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, al netto di quanto riclassificato nelle voci Finanziamenti verso banche e Finanziamenti verso clientela;
  • ─ l'esposizione nella voce Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico dei titoli di debito, titoli di capitale, quote di OICR e strumenti derivati detenuti per la negoziazione, dei titoli di debito designati al fair value e dei titoli di debito, titoli di capitale e quote di OICR obbligatoriamente valutati al fair value;
  • ─ l'inclusione della Cassa e disponibilità liquide nell'ambito della voce residuale Altre voci dell'attivo;
  • ─ l'inclusione del valore dei Derivati di copertura e dell'Adeguamento di valore delle attività e passività finanziarie oggetto di copertura generica tra le Altre voci dell'attivo/Altre voci del Passivo;
  • ─ l'esposizione in un'unica voce delle Attività materiali ed immateriali;
  • ─ l'esposizione in un'unica voce dell'ammontare dei Debiti verso clientela al costo ammortizzato e dei Titoli in circolazione;
  • ─ il raggruppamento in un'unica voce (Fondi per rischi ed oneri) dei fondi aventi destinazione specifica (Trattamento di fine rapporto, Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate, Fondi su altri impegni e garanzie rilasciate, Fondi di quiescenza e Altri fondi per rischi ed oneri);
  • ─ la riclassificazione dei Debiti per leasing verso banche e verso clientela in specifica sottovoce nell'ambito delle Altre voci del passivo;
  • ─ l'indicazione delle Riserve in modo aggregato e al netto delle eventuali azioni proprie.

Nei relativi commenti, sempre con la finalità di una più efficace rappresentazione della composizione degli aggregati, le Attività/Passività finanziarie di negoziazione rappresentate dai contratti derivati sono presentate su base netta.

(milioni di euro)
Attività 31.12.2020 31.12.2019 variazioni
assolute %
Finanziamenti verso banche 89.204 43.450 45.754
Finanziamenti verso clientela 348.826 342.584 6.242 1,8
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 347.767 341.048 6.719 2,0
Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e con
impatto sul conto economico
1.059 1.536 -477 -31,1
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti 33.283 22.554 10.729 47,6
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 56.277 55.756 521 0,9
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 40.716 58.349 -17.633 -30,2
Partecipazioni 24.668 21.757 2.911 13,4
Attività materiali e immateriali 10.132 11.242 -1.110 -9,9
Attività di proprietà 9.106 10.184 -1.078 -10,6
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.026 1.058 -32 -3,0
Attività fiscali 14.216 14.412 -196 -1,4
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.798 469 1.329
Altre voci dell'attivo 12.612 14.651 -2.039 -13,9
Totale attività 631.732 585.224 46.508 7,9
Passività 31.12.2020 31.12.2019 variazioni
assolute %
Debiti verso banche al costo ammortizzato 130.650 131.292 -642 -0,5
Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione 359.708 327.725 31.983 9,8
Passività finanziarie di negoziazione 60.830 53.944 6.886 12,8
Passività finanziarie designate al fair value 2.810 5 2.805
Passività fiscali 832 1.139 -307 -27,0
Passività associate ad attività in via di dismissione 2.594 41 2.553
Altre voci del passivo 15.143 18.021 -2.878 -16,0
di cui debiti per leasing 1.035 1.077 -42 -3,9
Fondi per rischi e oneri 5.051 4.190 861 20,5
di cui fondi per impegni e garanzie finanziarie rilasciate 404 391 13 3,3
Capitale 10.084 9.086 998 11,0
Riserve 35.122 31.242 3.880 12,4
Riserve da valutazione 1.176 1.389 -213 -15,3
Strumenti di capitale 7.053 4.066 2.987 73,5
Risultato netto 679 3.084 -2.405 -78,0
Totale passività e patrimonio netto 631.732 585.224 46.508 7,9

Dati riesposti su basi omogenee, ove necessario e se materiali.

Si commentano di seguito i principali aggregati patrimoniali al 31 dicembre 2020, confrontati con quelli al 31 dicembre 2019, riesposti su basi omogenee.

Al 31 dicembre 2020 i finanziamenti verso clientela ammontano complessivamente a 348,8 miliardi, in aumento rispetto ai 342,6 miliardi dell'esercizio precedente (+6,2 miliardi; +1,8%).

Sotto il profilo della qualità degli impieghi, le esposizioni deteriorate nette, escluse quelle rappresentate da titoli, si riducono del 27% attestandosi a 9,6 miliardi contro i 13,1 miliardi del 31 dicembre 2019.

Tale calo è frutto delle azioni intraprese dalla Banca, come da Piano di Impresa 2018-2021, volte a dimezzare nel quadriennio i crediti deteriorati al lordo delle rettifiche di valore a un ammontare del 6% in rapporto al totale dei crediti alla clientela.

A tale proposito, si segnala che nel quarto trimestre del 2020 la Banca ha ceduto NPL per complessivi 1,2 miliardi circa al netto delle rettifiche di valore. Inoltre, sempre con riferimento ai crediti non performing, a fine esercizio sono stati classificati tra le attività in via di dismissione i crediti che saranno oggetto di cessione in operazioni in programma per il 2021 per 2.324 milioni (267 milioni, al netto delle rettifiche di valore) e i crediti connessi alla cessione di sportelli per 1.449 milioni (1.441 milioni, al netto delle rettifiche di valore), secondo quanto previsto nell'ambito dell'operazione di acquisizione di UBI Banca. La dinamica delle singole componenti delinea:

─ una riduzione delle sofferenze del 42% (da 5.909 a 3.425 milioni);

─ una flessione delle inadempienze probabili, che passano da 6.521 a 5.743 milioni, pari all'11,9%;

─ la riduzione dei crediti scaduti e/o sconfinanti, la cui esposizione si attesta a 382 milioni rispetto ai 660 milioni del 31 dicembre 2019.

I crediti netti in bonis, esclusi quelli rappresentati da titoli e quelli infragruppo, ammontano a 328,3 miliardi, contro i 315,9 miliardi del 31 dicembre 2019, evidenziando quindi un aumento di 12,4 miliardi (+3,93%). Il relativo coverage medio si attesta a 0,57% (0,40% al 31 dicembre 2019).

La raccolta diretta, costituita dai debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione, nonché dai certificates, che rappresentano una forma di raccolta non al costo ammortizzato alternativa a quella obbligazionaria, assomma a 371,9 miliardi, in aumento di 33,3 miliardi (+9,8%) rispetto al 31 dicembre 2019, incremento ascrivibile alla raccolta non cartolare per circa 36,1 miliardi e ai certificates per 1,3 miliardi, mentre la raccolta cartolare evidenzia una contrazione di 4,1 miliardi.

L'esposizione netta verso Banche, costituita dai finanziamenti verso banche al costo ammortizzato e detenuti per la negoziazione al netto dei debiti verso banche al costo ammortizzato, ammonta a -41,4 miliardi e si confronta con -87,8 miliardi al 31 dicembre 2019 (-46,4 miliardi), principalmente per effetto dell'incremento della riserva obbligatoria, nell'ambito dei crediti verso Banche centrali.

Le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti ammontano a 33,3 miliardi, in aumento di 10,7 miliardi (+47,6%) rispetto all'esercizio precedente, principalmente per effetto dell'incremento dei titoli di debito verso governi, imprese finanziarie ed assicurazioni.

Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico, che includono i derivati finanziari e creditizi e i titoli di debito e di capitale detenuti con finalità di negoziazione e altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, ammontano a 56,3 miliardi, in lieve flessione rispetto ai 55,8 miliardi 31 dicembre 2019. Le passività finanziarie di negoziazione e designate al fair value, al netto dei certificates, già inclusi nella raccolta diretta, assommano a 51,4 miliardi, in aumento di 8,4 miliardi rispetto ai 43 miliardi del 2019. La variazione è ascrivibile principalmente all'aumento degli scoperti tecnici (per 17,4 miliardi), parzialmente compensato dalla riduzione del fair value dei derivati finanziari (per 9,5 miliardi).

Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva ammontano a 40,7 miliardi. Lo stock, costituito da investimenti di natura partecipativa e da interessenze di private equity per 3,3 miliardi e da titoli di debito per 37,4 miliardi, evidenzia una riduzione di 17,6 miliardi, dovuta principalmente a quest'ultimo comparto.

Le partecipazioni, che si attestano a circa 24,7 miliardi, comprendono quote societarie di controllo, di collegamento e di controllo congiunto, e si incrementano di 2,9 miliardi rispetto al periodo posto a confronto (+13,4%), principalmente a seguito dell'acquisizione della partecipazione totalitaria di UBI Banca.

Le attività materiali e immateriali ammontano a 10,1 miliardi, in riduzione di 1,1 miliardi rispetto al periodo a confronto (-9,9%), principalmente a seguito dell'impairment integrale dell'avviamento della Divisione "Banca dei Territori".

Le attività fiscali, al netto delle passività fiscali, ammontano a 13,4 miliardi, in leggero aumento di 0,1 miliardi (+0,8%) sul 2019.

I fondi per rischi e oneri sono pari a circa 5,1 miliardi, in aumento rispetto ai 4,2 miliardi del 2019 (+0,9 miliardi), principalmente per effetto dell'incremento degli altri fondi diversi dalla quiescenza e dagli impegni e garanzie finanziarie rilasciate, parzialmente compensato dalla riduzione del trattamento di fine rapporto del personale. In particolare, evidenziano un significativo incremento i fondi oneri per il personale, in relazione agli impegni di spesa connessi all'accordo per esodi sottoscritto con le OO.SS. lo scorso 29 settembre.

Le attività non correnti in via di dismissione e passività associate accolgono le attività e le relative passività non più riferite alla normale operatività in quanto oggetto di cessione. Al 31 dicembre 2020 sono presenti attività/gruppi di attività in corso di cessione per 1,8 miliardi mentre le passività associate ammontano a 2,6 miliardi. La voce include i crediti/debiti e le altre attività/passività afferenti il ramo filiali oggetto di cessione a BPER nel corso del 2021, i crediti non performing di prossima cessione e alcuni singoli immobili.

Il patrimonio netto, comprensivo dell'utile di esercizio pari a 679 milioni, ammonta a 54,1 miliardi a fronte dei 48,9 miliardi al 31 dicembre 2019.

Nell'ambito delle variazioni del patrimonio netto si evidenzia che, nel corso dell'esercizio 2020, il capitale sociale si è incrementato di 998 milioni (+11%) e la riserva sovrapprezzo emissione azioni di 2,4 miliardi a seguito dell'aumento di capitale al servizio dell'Offerta pubblica di Acquisto e Scambio Volontaria (OPAS) promossa da Intesa Sanpaolo S.p.A. sulla totalità delle azioni ordinarie di UBI Banca S.p.A. Si segnala inoltre che nel corso dell'esercizio 2020 la Banca ha effettuato quattro nuove emissioni di strumenti di capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1) da nominali 750 milioni ciascuno, incrementando il saldo di tali strumenti a 7 miliardi (+3 miliardi circa). Infine, si cita la rilevazione tra le riserve di utili dell'avanzo di fusione connesso all'incorporazione della controllata Banca Imi S.p.A. (2,1 miliardi), perfezionatasi a luglio 2020.

I fondi propri si attestano a circa 59 miliardi. Il calcolo è stato effettuato secondo le regole introdotte, con efficacia 1° gennaio 2014, con regolamento europeo n. 575/2013 (CRR) e direttiva 2013/36/UE (CRD IV) nell'ambito del nuovo quadro normativo di riferimento nell'Unione europea per banche e imprese d'investimento. I coefficienti patrimoniali si confermano elevati, ampiamente superiori ai requisiti normativi. In particolare, il Common Equity Tier 1, secondo i criteri transitori in vigore per il 2020, si posiziona al 13,3%.

Altre informazioni

Intesa Sanpaolo esercita, ai sensi degli art. 2497 e seguenti del Codice Civile, attività di direzione e coordinamento nei confronti delle proprie controllate dirette e indirette, ivi comprese le società che in base alla vigente normativa non fanno parte del Gruppo bancario con le sole eccezioni di Risanamento S.p.A. e relative società controllate.

La presente Relazione del bilancio di Intesa Sanpaolo S.p.A. comprende il solo commento sull'andamento della gestione della Banca ed i relativi Indicatori Alternativi di Performance. Per tutte le altre informazioni richieste da disposizioni di Legge e normative, si rinvia a quanto esposto – nel contesto della trattazione degli specifici argomenti – nella Nota integrativa del presente bilancio separato o nel bilancio consolidato e nella relativa Relazione sulla gestione.

In particolare, si rinvia alla Nota integrativa del presente bilancio separato per quanto attiene:

  • − alle informazioni relative all'operatività e ai rapporti della Banca nei confronti di parti correlate, che sono riportate nella Parte H;
  • − alle informazioni sui rischi finanziari ed operativi, che sono illustrate nella Parte E;
  • − all'elenco delle società controllate, controllate in modo congiunto e sottoposte ad influenza notevole, che è riportato nella Parte B;

− alle informazioni sul patrimonio, riportate nella Parte F.

Si rinvia invece al bilancio consolidato per quanto attiene:

  • − alle informazioni sui principali rischi ed incertezze, in quanto valgono le medesime considerazioni esposte nel corrispondente paragrafo del capitolo "L'esercizio 2020 in sintesi" del bilancio consolidato;
  • − ai rischi connessi alla stabilità patrimoniale ed alla continuità aziendale, sui quali ci si è soffermati nel capitolo "L'esercizio 2020 in sintesi" e nel contesto della Relazione sulla gestione del bilancio consolidato;
  • − alle informazioni circa gli obblighi previsti, ai sensi dell'art. 15 del Regolamento Mercati Consob, con riferimento alle società controllate aventi sede in stati extra-europei, che sono riportate nella Parte E.

Per le informazioni relative al sistema di Corporate Governance di Intesa Sanpaolo, richieste dall'art. 123-bis del Testo Unico della Finanza, si rinvia a quanto sinteticamente esposto nella Relazione sulla gestione consolidata e all'apposito separato fascicolo "Relazione su Governo Societario e Assetti Proprietari", pubblicato contestualmente al presente bilancio.

Per l'informativa in tema di remunerazioni richiesta dall'art. 123-ter del Testo Unico della Finanza, si rinvia a quanto sinteticamente esposto nella Relazione sulla gestione consolidata e all'apposita separata informativa "Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti", pubblicata annualmente.

Quanto alla Dichiarazione non finanziaria ai sensi del D. Lgs. 254/2016, si segnala che la società ha predisposto la dichiarazione non finanziaria a livello consolidato, ai sensi dell'art. 4 del Decreto stesso. Il documento è pubblicato congiuntamente al bilancio consolidato.

Infine, per quanto riguarda l'illustrazione degli Indicatori Alternativi di Performance utilizzati nell'ambito della Relazione sulla gestione, si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sulla gestione del Bilancio consolidato.

La prevedibile evoluzione della gestione

Per Intesa Sanpaolo, che nel corso del 2021 integrerà UBI Banca al netto del ramo d'azienda ceduto a BPER Banca e delle attività e passività oggetto di scissione parziale a favore di Intesa Sanpaolo Private Banking e Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, ci si attende un risultato netto in incremento rispetto al 2020. La politica dei dividendi, oltre ai 694 milioni di dividendi cash per il 2020 da distribuire il prossimo maggio, in linea con il Piano di Impresa 2018-2021 prevede, subordinatamente alle indicazioni che verranno fornite dalla BCE in merito successivamente al 30 settembre 2021, termine della raccomandazione del 15 dicembre 2020:

  • a valere sui risultati del 2020, una distribuzione cash da riserve, possibilmente entro la fine del 2021, che aggiungendosi ai predetti dividendi porti al pagamento di un ammontare complessivo corrispondente a un payout ratio pari al 75% dei 3.505 milioni di euro di utile netto consolidato rettificato66 ,
  • a valere sui risultati del 2021, il pagamento di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari al 70% dell'utile netto consolidato, da distribuire in parte come acconto nell'anno in corso67 .

Il Consiglio di Amministrazione

Torino, 23 marzo 2021

66 Escludendo dal risultato netto contabile consolidato le componenti relative all'acquisizione di UBI Banca costituite dagli effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione, incluso goodwill negativo, e dagli oneri di integrazione e l'azzeramento del goodwill della Divisione Banca dei Territori.

67 Subordinatamente all'approvazione da parte della BCE e dell'Assemblea della modifica allo Statuto sociale che consenta al Consiglio di Amministrazione di deliberare la distribuzione di acconti sui dividendi.

Proposte all'Assemblea

Signori Azionisti.

A norma dell'art. 2364 del codice civile e degli artt. 7.3 e 29.3 dello Statuto della Società, sottoponiamo alla Vostra approvazione il bilancio dell'esercizio 1° gennaio – 31 dicembre 2020 della Capogruppo Intesa Sanpaolo S.p.A. e la proposta di destinazione dell'utile d'esercizio.

Si segnala che le riclassificazioni operate sulle poste del patrimonio netto sono illustrate nella Sezione 12 della Parte B - Passivo della Nota integrativa del Bilancio. Si ricorda inoltre che, ai sensi dell'art. 6, 1° comma, lett. a), del D.Lgs. n. 38/2005 attualmente in vigore, una quota degli utili dell'esercizio corrispondente alle plusvalenze iscritte nel conto economico, al netto del relativo onere fiscale e diverse da quelle riferibili agli strumenti finanziari di negoziazione e all'operatività in cambi e di copertura, che discendono dall'applicazione del criterio del valore equo (fair value), deve essere iscritta in una riserva indisponibile. Tale importo, al 31 dicembre 2020 è risultato pari a euro 127.964.928,21.

Il 15 dicembre 2020 la Banca Centrale Europea, facendo seguito alle precedenti indicazioni sul tema, ha pubblicato una Raccomandazione in merito alla politica dei dividendi nel contesto conseguente all'epidemia da COVID-19, chiedendo agli enti creditizi significativi di esercitare massima prudenza nell'adottare decisioni in merito ai dividendi o alla loro distribuzione al fine di remunerare gli azionisti e riservandosi di riesaminare la stessa prima del 30 settembre 2021, data in cui, in assenza di sviluppi avversi significativi, intende abrogare tale raccomandazione e riprendere a valutare i piani patrimoniali e di distribuzione delle banche in base agli esiti del normale ciclo di vigilanza. La medesima raccomandazione è stata formulata dalla Banca d'Italia nei confronti delle banche sottoposte alla sua supervisione diretta.

In particolare, la Banca Centrale Europea raccomanda, in via generale, di non prevedere distribuzioni di importo superiore al minore tra: i) il 15% del proprio utile accumulato per gli esercizi finanziari 2019 e 2020; ii) 20 punti base in termini di coefficiente di capitale primario di classe 1.

Stante quanto sopra e considerando la solidità patrimoniale della nostra Banca, Vi proponiamo l'assegnazione di un importo complessivo di 694 milioni circa, pari a 20 punti base in termini di coefficiente di capitale primario di classe 1 a livello consolidato, importo che rappresenta il minore tra i due parametri sopra indicati e consente il pieno rispetto della Raccomandazione della Banca Centrale Europea.

Vi proponiamo, in dettaglio, di ripartire l'utile netto dell'esercizio 2020 di Intesa Sanpaolo S.p.A., che ammonta a euro 678.696.963,96, nel seguente modo:

(euro)
Utile di esercizio 678.696.963,96
Assegnazione alle n. 19.430.463.305 azioni ordinarie di un dividendo unitario di euro 0,0274 per complessivi 532.394.694,56
Assegnazione al Fondo di beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale 16.500.000,00
Assegnazione del residuo utile alla Riserva straordinaria 129.802.269,40

Stante quanto sopra e tenuto conto che l'utile netto consolidato relativo all'esercizio 2020 è pari a 3.277 milioni, Vi proponiamo altresì di deliberare una parziale distribuzione della Riserva sovrapprezzo, in ragione di euro 0,0083 per ognuna delle 19.430.463.305 azioni costituenti il capitale sociale, per un importo complessivo di euro 161.272.845,43.

Conseguentemente, il monte dividendi complessivo ammonta a euro 693.667.539,99, pari a euro 0,0357 per ciascuna delle n. 19.430.463.305 azioni ordinarie.

La suddetta assegnazione di riserve sarà soggetta allo stesso regime fiscale della distribuzione di dividendi.

Nel caso di approvazione della proposta, i requisiti patrimoniali consolidati evidenzierebbero un Common Equity Tier 1 Ratio del 14,7% e un Ratio complessivo del 19,6%, entrambi ampiamente soddisfacenti le prescrizioni degli Organismi Comunitari e dell'Organo di Vigilanza. Anche a livello individuale, i requisiti patrimoniali risulterebbero ampiamente superiori a quelli minimi previsti.

Vi proponiamo che il tutto sia posto in pagamento, con l'osservanza delle disposizioni di legge, a decorrere dal giorno 26 maggio 2021, con stacco della cedola il giorno 24 maggio 2021.

Si precisa che verrà girata a Riserva straordinaria la quota dividendi non distribuita a fronte delle azioni proprie di cui la Banca si trovasse eventualmente in possesso alla record date del giorno 25 maggio 2021.

Se la proposta formulata otterrà la vostra approvazione, e tenuto conto dell'avvenuta riclassificazione alla Riserva straordinaria dell'importo complessivo netto di segno positivo di euro 2.080.191.860,89, relativo alla differenza di fusione derivante dall'annullamento delle azioni della società controllata incorporata nell'esercizio Banca IMI S.p.A., il patrimonio netto di Intesa Sanpaolo S.p.A. risulterà come indicato nella tabella sotto riportata.

(milioni di euro)
Patrimonio netto Bilancio 2020 Variazioni Capitale e riserve
del Bilancio 2020
dopo le delibere
dell'Assemblea
Capitale 10.084 - 10.084
Sovrapprezzi di emissione 27.603 -161 27.442
Riserve 7.609 130 7.739
Riserve da valutazione 1.176 - 1.176
Strumenti di capitale 7.053 - 7.053
Azioni proprie in portafoglio -90 - -90
Totale riserve 43.351 -31 43.320
TOTALE 53.435 -31 53.404

Nella consapevolezza della necessità di mantenere una robusta patrimonializzazione, soprattutto nell'attuale difficile contesto, ma anche della solidità della nostra Banca e dell'importanza del riconoscimento agli azionisti del valore generato attraverso la gestione del nostro Gruppo, Vi segnaliamo che il Consiglio di Amministrazione, subordinatamente alla sopra citata evoluzione delle indicazioni dell'Autorità di Vigilanza, intende convocare un'assemblea da tenersi dopo il 30 settembre del corrente anno per proporVi una distribuzione di riserve di utili, a valere sui risultati del 2020, che aggiungendosi ai predetti dividendi porti al pagamento di un ammontare complessivo corrispondente a un payout ratio pari al 75% di 3.505 milioni di euro di utile netto consolidato rettificato68 .

Il Consiglio di Amministrazione

Torino, 23 marzo 2021

68 Escludendo dal risultato netto contabile le componenti relative all'acquisizione di UBI Banca costituite dagli effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione, incluso goodwill negativo, e dagli oneri di integrazione e l'azzeramento del goodwill della Divisione Banca dei Territori.

Proposte all'Assemblea

Bilancio di Intesa Sanpaolo

661

Prospetti contabili

Stato patrimoniale

Voci dell'attivo 31.12.2020 (importi in euro)
variazioni
31.12.2019 assolute %
10. Cassa e disponibilità liquide 5.402.330.985 6.013.356.038 -611.025.053 -10,2
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 57.072.628.465 22.973.103.973 34.099.524.492
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 53.737.448.596 19.871.692.215 33.865.756.381
b) attività finanziarie designate al fair value 1.163.237 195.028.564 -193.865.327 -99,4
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 3.334.016.632 2.906.383.194 427.633.438 14,7
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
40.988.130.226 33.276.643.885 7.711.486.341 23,2
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 470.244.703.700 439.932.789.628 30.311.914.072 6,9
a) crediti verso banche 90.616.181.852 122.454.605.998 -31.838.424.146 -26,0
b) crediti verso clientela 379.628.521.848 317.478.183.630 62.150.338.218 19,6
50. Derivati di copertura 1.014.885.703 2.830.373.955 -1.815.488.252 -64,1
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di
copertura generica (+/-)
2.333.380.783 1.525.813.562 807.567.221 52,9
70. Partecipazioni 24.668.230.420 24.410.762.610 257.467.810 1,1
80. Attività materiali 6.557.904.180 6.688.430.072 -130.525.892 -2,0
90. Attività immateriali 3.573.624.987 4.551.602.210 -977.977.223 -21,5
di cui:
- avviamento 67.487.402 1.242.487.402 -1.175.000.000 -94,6
100. Attività fiscali 14.216.445.687 14.016.892.094 199.553.593 1,4
a) correnti 1.428.233.703 1.480.236.864 -52.003.161 -3,5
b) anticipate 12.788.211.984 12.536.655.230 251.556.754 2,0
110. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.798.133.896 469.027.127 1.329.106.769
120. Altre attività 3.861.580.219 3.739.834.486 121.745.733 3,3

Stato patrimoniale

Voci del passivo e del patrimonio netto 31.12.2020 31.12.2019 (importi in euro)
variazioni
assolute %
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 491.392.699.923 476.324.527.437 15.068.172.486 3,2
a) debiti verso banche 130.653.717.279 152.978.451.667 -22.324.734.388 -14,6
b) debiti verso clientela 288.693.749.406 247.937.370.294 40.756.379.112 16,4
c) titoli in circolazione 72.045.233.238 75.408.705.476 -3.363.472.238 -4,5
20. Passività finanziarie di negoziazione 60.829.575.108 16.446.060.192 44.383.514.916
30. Passività finanziarie designate al fair value 2.810.054.443 1.914.031.202 896.023.241 46,8
40. Derivati di copertura 5.386.985.108 7.323.119.194 -1.936.134.086 -26,4
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di
copertura generica (+/-)
721.478.156 521.940.321 199.537.835 38,2
60. Passività fiscali 831.482.469 928.948.213 -97.465.744 -10,5
a) correnti 12.857.298 23.592.680 -10.735.382 -45,5
b) differite 818.625.171 905.355.533 -86.730.362 -9,6
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 2.594.333.881 41.034.565 2.553.299.316
80. Altre passività 8.000.290.475 7.500.204.651 500.085.824 6,7
90. Trattamento di fine rapporto del personale 926.629.701 1.057.087.202 -130.457.501 -12,3
100. Fondi per rischi e oneri 4.124.438.581 3.099.839.100 1.024.599.481 33,1
a) impegni e garanzie rilasciate 404.079.280 384.991.008 19.088.272 5,0
b) quiescenza e obblighi simili 212.006.481 205.670.392 6.336.089 3,1
c) altri fondi per rischi e oneri 3.508.352.820 2.509.177.700 999.175.120 39,8
110. Riserve da valutazione 1.175.672.767 1.374.623.166 -198.950.399 -14,5
120. Azioni rimborsabili - - - -
130. Strumenti di capitale 7.053.190.135 4.102.664.631 2.950.525.504 71,9
140. Riserve 7.609.176.236 3.399.458.545 4.209.717.691
150. Sovrapprezzi di emissione 27.602.889.913 25.233.266.887 2.369.623.026 9,4
160. Capitale 10.084.445.148 9.085.663.010 998.782.138 11,0
170. Azioni proprie (-) -90.059.757 -60.813.066 29.246.691 48,1
180. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 678.696.964 2.136.974.390 -1.458.277.426 -68,2

Totale del passivo e del patrimonio netto 631.731.979.251 560.428.629.640 71.303.349.611 12,7

Conto economico

Voci variazioni (importi in euro)
2020 2019 assolute %
10. Interessi attivi e proventi assimilati 7.265.227.533 7.282.086.219 -16.858.686 -0,2
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 7.376.596.616 7.568.715.562 -192.118.946 -2,5
20. Interessi passivi e oneri assimilati -2.037.749.884 -2.874.258.933 -836.509.049 -29,1
30. Margine di interesse 5.227.477.649 4.407.827.286 819.650.363 18,6
40. Commissioni attive 5.243.401.909 5.097.939.877 145.462.032 2,9
50. Commissioni passive -847.625.430 -609.465.768 238.159.662 39,1
60. Commissioni nette 4.395.776.479 4.488.474.109 -92.697.630 -2,1
70. Dividendi e proventi simili 2.536.369.058 2.144.099.724 392.269.334 18,3
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 463.395.069 38.655.668 424.739.401
90. Risultato netto dell'attività di copertura 36.167.928 -36.699.444 72.867.372
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 562.385.475 357.904.493 204.480.982 57,1
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -200.010.161 -25.917.941 174.092.220
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva 782.793.418 214.497.933 568.295.485
c) passività finanziarie -20.397.782 169.324.501 -189.722.283
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value
con impatto a conto economico
-51.273.079 17.662.586 -68.935.665
a) attività e passività finanziarie designate al fair value 55.848.050 -95.452.555 151.300.605
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value -107.121.129 113.115.141 -220.236.270
120. Margine di intermediazione 13.170.298.579 11.417.924.422 1.752.374.157 15,3
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: -3.377.134.142 -1.965.432.618 1.411.701.524 71,8
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -3.369.195.440 -1.953.858.693 1.415.336.747 72,4
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
-7.938.702 -11.573.925 -3.635.223 -31,4
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -6.847.805 -5.072.667 1.775.138 35,0
150. Risultato netto della gestione finanziaria 9.786.316.632 9.447.419.137 338.897.495 3,6
160. Spese amministrative: -8.573.392.874 -7.155.003.404 1.418.389.470 19,8
a) spese per il personale -5.521.457.139 -4.498.946.183 1.022.510.956 22,7
b) altre spese amministrative -3.051.935.735 -2.656.057.221 395.878.514 14,9
170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -629.401.493 -65.645.408 563.756.085
a) impegni e garanzie rilasciate -14.342.480 -863.098 13.479.382
b) altri accantonamenti netti -615.059.013 -64.782.310 550.276.703
180. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali -381.324.336 -391.583.737 -10.259.401 -2,6
190. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali -594.720.957 -536.880.647 57.840.310 10,8
200. Altri oneri/proventi di gestione 620.289.244 807.164.212 -186.874.968 -23,2
210. Costi operativi -9.558.550.416 -7.341.948.984 2.216.601.432 30,2
220. Utili (Perdite) delle partecipazioni -154.091.601 -56.028.166 98.063.435
230. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e
immateriali
-33.266.293 -10.204.141 23.062.152
240. Rettifiche di valore dell'avviamento -1.155.000.000 - 1.155.000.000 -
250. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 28.757.915 -111.598 28.869.513
260. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte -1.085.833.763 2.039.126.248 -3.124.960.011
270. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente 638.567.347 34.130.294 604.437.053
280. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte -447.266.416 2.073.256.542 -2.520.522.958
290. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte 1.125.963.380 63.717.848 1.062.245.532
300. Utile/ (perdita) d'esercizio 678.696.964 2.136.974.390 -1.458.277.426 -68,2

Prospetto della redditività complessiva

2020 2019 (importi in euro)
variazioni
assolute %
10. Utile (Perdita) d'esercizio 678.696.964 2.136.974.390 -1.458.277.426 -68,2
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico -360.098.685 185.090.204 -545.188.889
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva -273.450.666 -42.656.869 230.793.797
30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni
del proprio merito creditizio)
-99.343.048 - 99.343.048
40. Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
- - -
50. Attività materiali 6.868.573 243.806.202 -236.937.629 -97,2
60. Attività immateriali - - -
70. Piani a benefici definiti 5.826.456 -16.059.129 21.885.585
80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - -
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - - -
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico 147.207.873 127.327.803 19.880.070 15,6
100. Copertura di investimenti esteri - - -
110. Differenze di cambio - - -
120. Copertura dei flussi finanziari 57.941.774 -32.963.321 90.905.095
130. Strumenti di copertura (elementi non designati) - - -
140. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
89.266.099 160.291.124 -71.025.025 -44,3
150. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - -
160. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - - -
170. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte -212.890.812 312.418.007 -525.308.819
180. Redditività complessiva (Voce 10+170) 465.806.152 2.449.392.397 -1.983.586.245 -81,0

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto al 31 dicembre 2020

(importi in euro)
31.12.2020
Capitale
azioni
ordinarie
Altre
azioni
Sovrap
prezzi
di
emissione
di utili Riserve
altre
Riserve
da
valutazione
Strumenti
di
capitale
Azioni
proprie
Utile (Perdita)
di
esercizio
Patrimonio
netto
ESISTENZE AL 31.12.2019 9.085.663.010 - 25.233.266.887 2.620.031.391 779.427.154 1.374.623.166 4.102.664.631 -60.813.066 2.136.974.390 45.271.837.563
Modifica saldi apertura - - - - - - - - - -
ESISTENZE AL 1.1.2020 9.085.663.010 - 25.233.266.887 2.620.031.391 779.427.154 1.374.623.166 4.102.664.631 -60.813.066 2.136.974.390 45.271.837.563
ALLOCAZIONE
RISULTATO ESERCIZIO
PRECEDENTE (a)
Riserve - - - 2.124.474.390 - - - - -2.124.474.390 -
Dividendi e altre
destinazioni
- - - - - - - - -12.500.000 -12.500.000
VARIAZIONI
DELL'ESERCIZIO
Variazioni di riserve - - 4.634.860 1.875.305.322 209.937.979 13.940.413 - - - 2.103.818.574
Operazioni sul
patrimonio netto
Emissione nuove azioni 998.782.138 - 2.364.988.166 - - - - 15.423.396 - 3.379.193.700
Acquisto azioni proprie - - - - - - - -44.670.087 - -44.670.087
Distribuzione dividendi - - - - - - - - - -
Variazione strumenti di
capitale
- - - - - - 2.950.525.504 - - 2.950.525.504
Derivati su proprie
azioni
- - - - - - - - - -
Stock option - - - - - - - - - -
Redditività complessiva
esercizio 2020
- - - - - -212.890.812 - - 678.696.964 465.806.152
PATRIMONIO NETTO AL
31.12.2020
10.084.445.148 - 27.602.889.913 6.619.811.103 989.365.133 1.175.672.767 7.053.190.135 -90.059.757 678.696.964 54.114.011.406
(a) La voce comprende i dividendi ed eventuali importi destinati al fondo beneficenza della Capogruppo.

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto al 31 dicembre 2019

(importi in euro)
31.12.2019
Capitale
azioni
ordinarie
altre
azioni
Sovrap
prezzi
di
emissione
di utili Riserve
altre
Riserve
da
valutazione
Strumenti
di
capitale
Azioni
proprie
Utile (Perdita)
di
esercizio
Patrimonio
netto
ESISTENZE AL
31.12.2018
9.085.469.852 - 24.925.954.843 3.789.063.006 580.686.746 1.080.919.802 4.102.664.631 -39.659.294 3.685.594.819 47.210.694.405
Modifica saldi apertura - - - - - - - - - -
ESISTENZE AL 1.1.2019 9.085.469.852 - 24.925.954.843 3.789.063.006 580.686.746 1.080.919.802 4.102.664.631 -39.659.294 3.685.594.819 47.210.694.405
ALLOCAZIONE
RISULTATO ESERCIZIO
PRECEDENTE (a)
Riserve 222.727.057 -222.727.057 -
Dividendi e altre
destinazioni
-3.462.867.762 -3.462.867.762
VARIAZIONI
DELL'ESERCIZIO
Variazioni di riserve 307.312.044 -1.391.758.672 198.740.408 -18.714.643 -904.420.863
Operazioni sul
patrimonio netto
Emissione nuove
azioni
193.158 9.184.010 9.377.168
Acquisto azioni proprie -30.337.782 -30.337.782
Distribuzione dividendi -
Variazione strumenti di
capitale
-
Derivati su proprie
azioni
-
Stock option -
Redditività
complessiva esercizio
2019
- - - - - 312.418.007 - - 2.136.974.390 2.449.392.397
PATRIMONIO NETTO AL
31.12.2019
9.085.663.010 - 25.233.266.887 2.620.031.391 779.427.154 1.374.623.166 4.102.664.631 -60.813.066 2.136.974.390 45.271.837.563
(a) La voce comprende i dividendi ed eventuali importi destinati al fondo beneficenza della Capogruppo.

Bilancio di Intesa Sanpaolo – Prospetti contabili

Rendiconto finanziario

(importi in euro)
2020 2019
A. ATTIVITA' OPERATIVA
1. Gestione -2.371.802.450 4.284.196.502
Risultato d'esercizio (+/-) 678.696.964 2.136.974.390
Plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre attività/passività valutate al fair value
con impatto a conto economico (-/+)
Plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+)
-5.859.422.819
-36.167.928
430.144.514
36.699.444
Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/-) 3.585.541.872 2.290.736.569
Rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) 976.045.293 928.464.384
Accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) 1.902.643.200 349.860.084
Imposte, tasse e crediti d'imposta non liquidati (+/-) -636.520.178 -103.632.907
Rettifiche/riprese di valore nette delle attività operative cessate al netto dell'effetto fiscale - 580.265
Altri aggiustamenti (+/-) -2.982.618.854 -1.785.630.241
2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie -44.103.039.995 -8.733.476.554
Attività finanziarie detenute per la negoziazione 5.425.641.906 -2.234.701.675
Attività finanziarie designate al fair value 193.952.071 -92.727.758
Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value -71.578.282 2.011.123.391
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 17.664.635.156 -1.334.227.853
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -68.732.046.636 -9.278.921.460
Altre attività 1.416.355.790 2.195.978.801
3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie (*) 41.374.549.139 6.466.091.485
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 36.587.024.184 7.189.107.970
Passività finanziarie di negoziazione 6.714.952.826 1.785.194.860
Passività finanziarie designate al fair value 2.725.597.691 92.991.220
Altre passività -4.653.025.562 -2.601.202.565
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa -5.100.293.306 2.016.811.433
B. ATTIVITA' DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da 3.810.968.915 2.117.346.687
Vendite di partecipazioni 344.364.396 10.744.005
Dividendi incassati su partecipazioni 2.450.848.103 2.093.438.488
Vendite di attività materiali 36.556.416 13.164.194
Vendite di attività immateriali - -
Vendite di rami d'azienda 979.200.000 -
2. Liquidità assorbita da -2.029.874.080 -1.768.795.669
Acquisti di partecipazioni -890.764.121 -574.612.952
Acquisti di attività materiali -299.523.548 -386.334.765
Acquisti di attività immateriali -839.586.411 -807.847.952
Acquisti di rami d'azienda - -
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento 1.781.094.835 348.551.018
C. ATTIVITA' DI PROVVISTA
Emissioni/acquisti di azioni proprie -29.246.691 -21.153.772
Emissione/acquisti di strumenti di capitale 2.749.100.248 -233.386.742
Distribuzione dividendi e altre finalità -12.500.000 -3.462.867.762
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista 2.707.353.557 -3.717.408.276
LIQUIDITÀ NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO -611.844.914 -1.352.045.825
RICONCILIAZIONE
Voci di bilancio
Cassa e disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio 6.013.356.038 7.363.132.608
Liquidità totale netta generata/assorbita nell'esercizio -611.844.914 -1.352.045.825
Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi 819.861 2.269.255
CASSA E DISPONIBILITA' LIQUIDE ALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO 5.402.330.985 6.013.356.038

LEGENDA: (+) generata (–) assorbita

(*) Con riferimento all'informativa prevista dal par. 44 B dello IAS 7, si precisa che le variazioni delle passività derivanti da attività di finanziamento ammontano a +41,4 miliardi (liquidità generata) e sono riferibili per +36,6 miliardi a flussi finanziari, per +9,4 miliardi a variazioni di fair value e per -4,6 miliardi ad altre variazioni.

Nota integrativa

Parte A – Politiche contabili

A.1 - PARTE GENERALE

SEZIONE 1 - DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ AI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI

Il bilancio di Intesa Sanpaolo, in applicazione del D. Lgs. 28 febbraio 2005 n. 38, è redatto secondo i principi contabili IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e le relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) ed omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.

Il bilancio al 31 dicembre 2020 è stato predisposto sulla base delle "Istruzioni per la redazione del bilancio dell'impresa e del bilancio consolidato delle banche e delle società finanziarie capogruppo di gruppi bancari" emanate dalla Banca d'Italia, nell'esercizio dei poteri stabiliti dall'art. 43 del D. Lgs. n. 136/2015 () , con il Provvedimento del 22 dicembre 2005 con cui è stata emanata la Circolare n. 262/05, con i successivi aggiornamenti del 18 novembre 2009, del 21 gennaio 2014, del 22 dicembre 2014, del 15 dicembre 2015, del 22 dicembre 2017 e del 30 novembre 201869 .

Queste Istruzioni stabiliscono in modo vincolante gli schemi di bilancio e le relative modalità di compilazione, nonché il contenuto della Nota integrativa.

Nella predisposizione del bilancio sono stati applicati i principi IAS/IFRS omologati ed in vigore al 31 dicembre 2020 (inclusi i documenti interpretativi denominati SIC e IFRIC) il cui elenco è riportato tra gli allegati del bilancio consolidato.

Nella tabella che segue sono riportati i nuovi principi contabili internazionali o le modifiche di principi contabili già in vigore, con i relativi Regolamenti di omologazione da parte della Commissione Europea, entrati in vigore nell'esercizio 2020.

() L'Art. 43 del D. Lgs. n.136/2015 ha confermato alla Banca d'Italia i poteri in materia di forme tecniche dei bilanci già precedentemente attribuiti alla stessa Autorità dal D. Lgs. n. 38/2005.

69 Con la comunicazione della Banca d'Italia del 15 dicembre 2020 sono state integrate le disposizioni che disciplinano i bilanci delle banche (Circolare n. 262/05) aventi ad oggetto gli impatti del COVID-19 e delle misure di sostegno dell'economia ed emendamenti agli IAS/IFRS.

Regolamento
omologazione
Titolo Data di entrata in vigore
2075/2019 Modifiche ai riferimenti al Quadro Concettuale (*) 01/01/2020
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2020 o
successiva
2014/2019 Modifiche allo IAS 1 Presentazione del Bilancio - Definizione di
rilevante
01/01/2020
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2020 o
successiva
Modifiche allo IAS 8 Principi contabili, cambiamenti nelle stime
contabili ed errori - Definizione di rilevante
01/01/2020
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2020 o
successiva
34/2020 Modifiche all'IFRS 9 Strumenti finanziari - Riforma degli indici di
riferimento per la determinazione dei tassi di interesse (**)
01/01/2020
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2020 o
successiva
Modifiche allo IAS 39 Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione -
Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di
interesse (**)
01/01/2020
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2020 o
successiva
Modifiche all'IFRS 7 Strumenti finanziari: informazioni integrative -
Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di
interesse (**)
01/01/2020
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2020 o
successiva
551/2020 Modifiche all'IFRS 3 Aggregazioni aziendali: definizione di un'attività
aziendale
01/01/2020
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2020 o
successiva
1434/2020 Modifiche all'IFRS 16 Leasing - Concessioni sui canoni connesse
alla COVID-19
01/06/2020
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2020 o
successiva

Principi contabili internazionali omologati al 31.12.2020 ed in vigore dal 2020

(*) Il documento aggiorna i riferimenti al Quadro Concettuale presenti in: IFRS 2, IFRS 3, IFRS 6, IFRS 14, IAS 1, IAS 8, IAS 34, IAS 37, IAS 38, IFRIC 12, IFRIC 19, IFRIC 20, IFRIC 22, SIC 32.

(**) Il Regolamento n. 34/2020, omologato in data 15 gennaio 2020, è obbligatoriamente applicabile dal 1° gennaio 2020, salvo la possibilità di applicazione anticipata di cui si è avvalso il Gruppo Intesa Sanpaolo per il Bilancio 2019.

Come evidenziato nella precedente tabella, sono applicabili obbligatoriamente e per la prima volta, a partire dal 2020 alcune modifiche – nessuna delle quali di particolare rilevanza per la banca – apportate ai principi contabili già in vigore, che sono state omologate dalla Commissione Europea nel corso del 2019 e del 2020.

Nello specifico si tratta dei seguenti Regolamenti di omologazione:

  • Regolamento n. 2075/2019 del 29 novembre 2019 che ha recepito alcune modifiche agli IFRS relative ai riferimenti al quadro concettuale ("Conceptual Framework"). Le modifiche mirano ad aggiornare in diversi Principi Contabili e in diverse interpretazioni i riferimenti al Framework precedente, sostituendoli con i riferimenti al quadro concettuale rivisto a marzo 2018. Si ricorda che il Conceptual Framework non è un Principio contabile e pertanto non è oggetto di omologazione, mentre il documento in oggetto, proprio in quanto va a modificare alcuni IAS/IFRS, è stato oggetto di omologazione;
  • Regolamento n. 2104/2019 del 29 novembre 2019 che ha adottato talune modifiche allo IAS 1 "Presentazione del Bilancio" e allo IAS 8 "Principi contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori" che chiarisce la definizione di informazione materiale. Viene evidenziato che la materialità dipende dalla natura e dalla rilevanza dell'informazione o da entrambe. L'entità, inoltre, verifica se un'informazione, sia individualmente che in combinazione con altre informazioni, è materiale nel contesto complessivo del bilancio.
  • Regolamento n. 551/2020 del 21 aprile 2020 Modifiche all'IFRS 3, che adotta le modifiche introdotte con la pubblicazione dello IASB del 22 ottobre 2018 "Definizione di un'attività aziendale (Modifiche dell'IFRS 3)", che fornisce chiarimenti ed ulteriori elementi di analisi sulla definizione di business nell'ambito delle aggregazioni aziendali. Con le modifiche introdotte, al fine di facilitarne l'applicazione pratica, viene quindi data la definizione di "business" (o "attività aziendale" secondo la traduzione adottata nel regolamento di omologazione), intesa come "un insieme integrato di attività e beni ("a set of activities and assets") che può essere condotto e gestito allo scopo di fornire beni o servizi ai clienti e che genera proventi da investimento (quali dividendi o interessi) o altri proventi da attività ordinarie". Viene inoltre chiarito che un business – al fine dell'applicazione del par. 3 dell'IFRS 3 per l'identificazione di un'aggregazione aziendale - è costituito da fattori di produzione e processi applicati a tali fattori che sono in grado di contribuire alla creazione di produzione. Le modifiche apportate includono anche un test opzionale ("concentration test") che dovrebbe aiutare le società a determinare se l'insieme acquisito di attività e beni è un business o viceversa un gruppo di attività. I chiarimenti forniti non comportano modifiche alla prassi già seguita da Intesa Sanpaolo in tema di definizione di business.

Con il Regolamento n. 1434/2020 del 9 ottobre 2020 la Commissione Europea ha recepito l'Amendment all'IFRS 16 "Covid 19-Related Rent Concessions", che lo IASB ha pubblicato il 28 maggio al fine di fornire un espediente pratico ai locatari, ovvero la facoltà di non applicare le regole di contabilizzazione delle modifiche del leasing nel caso di concessioni sugli affitti per le cause riconducibili al COVID-19.

Nell'attuale contesto economico e data la numerosità dei contratti interessati dalle agevolazioni previste nelle varie normative, potrebbe risultare molto oneroso per i locatari applicare le attuali disposizioni dell'IFRS 16 in tema di "lease modification". L'espediente pratico, facoltativo e temporaneo, si applica solo alle concessioni di locazione che si verificano come diretta conseguenza della pandemia di Covid-19 e solo se sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

  • ─ il corrispettivo rivisto è sostanzialmente uguale o inferiore al corrispettivo originale;
  • ─ la riduzione dei canoni di leasing si riferisce ai pagamenti originariamente dovuti entro il 30 giugno 2021 o prima;

─ non sono state apportate altre modifiche sostanziali ai termini del contratto di locazione.

  • I locatari che applicano l'espediente pratico sono tenuti a fornire informativa in bilancio e nelle relazioni infrannuali:
  • ─ se hanno applicato l'espediente pratico a tutte le concessioni di affitto ammissibili o, in caso contrario, la natura dei contratti a cui hanno applicato l'espediente pratico; e
  • ─ l'ammontare rilevato a conto economico nel periodo di riferimento derivante dall'applicazione dell'espediente pratico.

Le scritture contabili risultanti dipenderanno dalle varie tipologie di concessione sugli affitti (ad esempio, riduzione dell'affitto, rinvio del pagamento di alcune rate o rinuncia a tutto l'affitto), ma comporteranno in ogni caso il riconoscimento del beneficio della concessione a conto economico.

Non è prevista alcuna esenzione per i locatori che sono tenuti a valutare se le concessioni di affitto rappresentano modificazioni del contratto di locazione e a contabilizzarle di conseguenza.

Come previsto dall'art. 2 del Regolamento, le modifiche sono efficaci a partire dal 1° giugno 2020 per gli esercizi finanziari che iniziano il 1° gennaio 2020 o successivamente. Lo IASB ha fissato la data di entrata in vigore delle modifiche all'IFRS 16 al 1° giugno 2020 e la Commissione Europea ha ritenuto opportuno applicare le disposizioni del presente regolamento con effetto retroattivo per garantire certezza del diritto per gli emittenti interessati e coerenza con altri principi contabili.

Intesa Sanpaolo non si avvale dell'applicazione di tale espediente pratico, anche in considerazione della non materialità degli impatti.

Si ricorda, infine, che la Banca si è avvalsa della possibilità di applicare anticipatamente già al Bilancio 2019 il Regolamento n. 34/2020 del 15 gennaio 2020 che ha adottato il documento emesso dallo IASB a settembre 2019 sulla "Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse (modifiche all'IFRS 9 "Strumenti finanziari", allo IAS 39 "Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione" e all'IFRS 7 "Strumenti finanziari: informazioni integrative")" e obbligatoriamente applicabile dal 1° gennaio 2020. Con il regolamento in oggetto sono state introdotte alcune modifiche in tema di coperture (hedge accounting) con la finalità di evitare che le incertezze sull'ammontare e sulle tempistiche dei flussi di cassa derivanti dalla riforma dei tassi possano comportare l'interruzione delle coperture in essere e difficoltà a designare nuove relazioni di copertura.

Le modifiche in oggetto si collocano nell'ambito del progetto volto ad analizzare gli effetti sul bilancio della riforma sui tassi interbancari – la cosiddetta Interest Rate Benchmark Reform o IBOR Reform. La tematica è relativa agli sviluppi connessi alla revisione o sostituzione di alcuni indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse in varie giurisdizioni, come il LIBOR, il TIBOR e, in ambito europeo, l'EONIA, sulla base delle indicazioni del G20 e del Financial Stability Board.

Lo IASB si è occupato dei possibili impatti contabili della riforma dei tassi benchmark con un progetto articolato in due fasi: la prima riguarda in particolare i possibili impatti contabili nel periodo che precede la sostituzione dei tassi benchmark esistenti con i nuovi tassi (cd. pre-replacement issue); la seconda fase del progetto, conclusasi con la pubblicazione ad agosto 2020 del documento "Interest Rate Benchmark Reform – Phase 2 - Amendments to IFRS 9, IAS 39, IFRS 7, IFRS 4 and IAS 16" – omologato con il Regolamento n. 25/2021 del 13 gennaio 2021, riguarda invece l'analisi dei possibili impatti contabili derivanti dall'applicazione dei nuovi tassi e altre tematiche di minore urgenza (cd. Replacement issue).

Con la prima fase del progetto, conclusasi con la pubblicazione del citato Regolamento n. 34/2020, vengono quindi introdotte alcune modifiche per evitare l'interruzione delle coperture in essere. Lo IASB ritiene infatti che l'interruzione delle coperture per il solo effetto dell'incertezza, in questo scenario, non fornisca informazioni utili per i lettori dei bilanci e, pertanto, ha deciso di apportare alcune deroghe temporanee alla normativa in essere per evitare questi effetti distorsivi, da applicare fino a quando non sia stata completata la riforma degli indici di riferimento.

A tale riguardo lo IASB ha identificato le seguenti previsioni contabili dell'hedge accounting che potrebbero essere impattate dalla riforma degli indici di riferimento nella fase di "pre-replacement":

  • 1) Il requisito dell'altamente probabile (highly probable requirement): lo IAS 39 e l'IFRS 9 prevedono che le operazioni programmate, per poter essere designate quale elemento coperto, devono rispettare il requisito dell'altamente probabile.
  • 2) La valutazione prospettica e retrospettiva dell'efficacia delle coperture in merito al superamento dei test di efficacia (prospective e retrospective assesment) previsti dall'IFRS 9 e dallo IAS 39 per consentire l'applicazione dell'hedge accounting.
  • 3) La designazione delle componenti di rischio (risk components): l'IFRS 9 e lo IAS 39 consentono di designare una componente di rischio non contrattualmente definita quando è separatamente individuabile e attendibilmente misurabile.

Per ognuna di tali previsioni lo IASB ha previsto una semplificazione, presumendo che gli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse esistenti non siano modificati a seguito della riforma dei tassi interbancari. Le modifiche sono applicabili obbligatoriamente a partire dal 1° gennaio 2020, prevedendo la possibilità di applicazione anticipata, di cui si è avvalsa la Banca ai fini della predisposizione del Bilancio 2019.

Nella tabella che segue sono, invece, riportati i nuovi principi contabili internazionali o le modifiche di principi contabili già in vigore, con i relativi Regolamenti di omologazione da parte della Commissione Europea, la cui applicazione obbligatoria decorre dal 1° gennaio 2021 – nel caso di bilanci coincidenti con l'anno solare – o da data successiva e rispetto ai quali Intesa Sanpaolo non si è avvalsa di un'applicazione anticipata.

Principi contabili internazionali omologati al 31.12.2020 e con applicazione successiva al 31.12.2020

Regolamento
omologazione
Titolo Data di entrata in vigore
2097/2020 Modifiche all'IFRS 4 Contratti assicurativi - Proroga dell'esenzione
temporanea dall'applicazione dell'IFRS 9
01/01/2021
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2021 o
successiva
25/2021 (*) Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di
interesse — fase 2 Modifiche all'IFRS 9, allo IAS 39, all'IFRS 7,
all'IFRS 4 e all'IFRS 16
01/01/2021
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2021 o
successiva

Con il Regolamento n. 2097/2020 del 15 dicembre 2020 è stata recepita la proroga dell'esenzione temporanea dell'applicazione dell'IFRS 9 (modifiche all'IFRS 4 Contratti assicurativi) pubblicata dallo IASB in data 25 giugno 2020 che assume rilevanza solo a livello di Gruppo Intesa Sanpaolo.

Infine, con il Regolamento n. 25/2021 del 13 gennaio 2021 sono state recepite le modifiche "Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse — fase 2 Modifiche all'IFRS 9, allo IAS 39, all'IFRS 7, all'IFRS 4 e all'IFRS 16", pubblicate dallo IASB in data 27 agosto 2020, in merito alle tematiche relative alla fase due del progetto sulla revisione dei tassi.

Le principali modifiche predisposte riguardano:

(*) Il Regolamento n. 25/2021 è stato omologato in data 13 gennaio 2021.

  • Modification/derecognition

La tematica riguarda la rappresentazione contabile delle modifiche ai contratti in essere per riflettere i nuovi tassi e se queste debbano essere contabilizzate – ai sensi dell'IFRS 9 - come una modifica ("modification") o come una cancellazione contabile ("derecognition"). In proposito, l'intervento normativo mira a salvaguardare le modifiche inerenti l'IBOR Reform:

  • o viene chiarito che le modifiche a seguito della IBOR Reform relative alla sostituzione del tasso IBOR esistente con il nuovo tasso Risk Free Rate, anche in assenza di modifica ai termini contrattuali, non debbano costituire un evento di derecognition, ma siano da considerare contabilmente come una "modification"; e
  • o viene proposto un espediente pratico che consente di rappresentare tali modifiche, effettuate su basi economiche equivalenti, con un adeguamento prospettico del tasso di interesse effettivo, con impatti sul margine di interesse dei futuri periodi (e non con l'applicazione del "modification accounting" ai sensi dell'IFRS 9).

Analoghi interventi in tema di modifiche dei contratti sono introdotti anche all'IFRS 16 "Leasing" e all'IFRS 4 "Contratti assicurativi" ed in linea con quanto previsto per gli strumenti finanziari e sopra sintetizzato.

  • Hedge accounting

Nella seconda fase del progetto lo IASB ha analizzato l'impatto sulle relazioni di copertura derivanti dalle modifiche causate dalla riforma IBOR su strumenti finanziari facenti parte di una relazione di copertura e che possono costituire potenziali nuovi trigger per il discontinuing delle coperture, prevedendo alcune eccezioni allo IAS 39 (e all'IFRS 9 per chi lo ha adottato anche per le coperture) che consentano di non effettuare il discontinuing a seguito dell'aggiornamento della documentazione sulla relazione di copertura (per la modifica del rischio coperto, del sottostante coperto o del derivato di copertura o della modalità di verifica della tenuta della copertura). L'eventuale effetto di inefficacia deve comunque essere rilevato a conto economico.

Sono inoltre state introdotte delle modifiche in tema di designazione di componenti di rischio separatamente identificabili ("separately identifiable risk components"). Quando una relazione di copertura è modificata per effetto della riforma o nuove relazioni di copertura sono designate, un tasso di interesse alternativo designato come una componente di rischio non contrattualmente specificata potrebbe non soddisfare il requisito del "separately identificable requirement", per il fatto che il mercato del tasso di interesse alternativo può non essere sufficientemente sviluppato alla data della designazione. In proposito è stato previsto che un tasso di interesse alternativo soddisfi tale requisito se l'entità si aspetta ragionevolmente che entro 24 mesi dalla designazione diventi separatamente identificabile.

Le modifiche introdotte dallo IASB mirano quindi a non discontinuare le relazioni di copertura in essere per effetto della riforma, pertanto non sono previsti impatti per Intesa Sanpaolo.

  • Disclosure

E' previsto un ulteriore arricchimento della disclosure, oltre alle integrazioni all'IFRS 7 già implementate nell'ambito delle modifiche della fase 1, con integrazione delle richieste di informativa qualitativa e quantitativa da fornire in bilancio sulla natura e sui rischi connessi all'IBOR Reform, sulla gestione di tali rischi e sui progressi nel processo di transizione ai nuovi tassi.

Le modifiche in oggetto saranno obbligatoriamente applicabili, a partire dai bilanci che iniziano il 1° gennaio 2021, con la possibilità di applicazione anticipata facoltativa. Alla luce degli approfondimenti effettuati, la Banca non ha ritenuto necessario avvalersi dell'applicazione anticipata delle modifiche per il bilancio 2020.

Nella tabella che segue sono riportati i nuovi principi contabili internazionali o le modifiche di principi contabili già in vigore non ancora omologati da parte della Commissione Europea.

Principio/
Interpretazione
Titolo Data di pubblicazione
IFRS 17 Insurance Contracts 18/05/2017
Principio/
Interpretazione
Modifiche Data di pubblicazione
IAS 1 Presentation of Financial Statements: Classification of Liabilities as Current or Non
current
23/01/2020
IAS 1 Presentation of Financial Statements: Classification of Liabilities as Current or Non
current - Deferral of Effective Date
15/07/2020
IFRS 3 Business Combination 14/05/2020
IAS 16 Property, Plant and Equipment 14/05/2020
IAS 37 Provisions, Contingent Liabilities and Contingent Assets 14/05/2020
IFRS 17 Insurance Contracts 25/06/2020

Principi contabili internazionali non ancora omologati al 31.12.2020

SEZIONE 2 - PRINCIPI GENERALI DI REDAZIONE

Il bilancio è costituito dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni di patrimonio netto, dal Rendiconto finanziario, dalla Nota integrativa e dalle relative informazioni comparative ed è inoltre corredato da una Relazione degli amministratori sull'andamento della gestione, sui risultati economici conseguiti e sulla situazione patrimoniale e finanziaria di Intesa Sanpaolo. Per le informazioni da includere nella Relazione sulla gestione prescritte da disposizioni normative si rinvia alla Relazione sulla gestione del bilancio consolidato. In conformità a quanto disposto dall'art. 5 del D. Lgs. n. 38/2005, il bilancio è redatto utilizzando l'Euro quale moneta di conto.

Gli importi dei Prospetti contabili sono espressi in unità di Euro, mentre i dati riportati nella Nota integrativa, così come quelli indicati nella Relazione sulla gestione, sono espressi – qualora non diversamente specificato – in milioni di Euro.

Il bilancio è redatto con l'applicazione dei principi generali previsti dallo IAS 1 e degli specifici principi contabili omologati dalla Commissione Europea e illustrati nella Parte A.2 della presente Nota integrativa, nonché in aderenza con le assunzioni generali previste dal Quadro Sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio elaborato dallo IASB. Non sono state effettuate deroghe all'applicazione dei principi contabili IAS/IFRS.

Nella Relazione sulla gestione e nella Nota integrativa sono fornite le informazioni richieste dai principi contabili internazionali, dalle Leggi, dalla Banca d'Italia e dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa – Consob, oltre ad altre informazioni non obbligatorie ma ritenute ugualmente necessarie ai fini di una rappresentazione corretta e veritiera della situazione della Banca. Si è inoltre tenuto conto dei documenti di tipo interpretativo e di supporto all'applicazione dei principi contabili in relazione agli impatti da COVID-19, emanati dagli organismi regolamentari e di vigilanza europei e dagli standard setter illustrati più nel dettaglio nella successiva Sezione 4 - Altri aspetti.

Prospetti contabili di stato patrimoniale e i relativi dettagli di Nota integrativa presentano – in conformità a quanto previsto dall'IFRS 5 – tra le componenti relative alle attività in dismissione, oltre ad alcuni immobili, i portafogli di sofferenze/inadempienze probabili oggetto di cessione nel 2021 nonché le attività e passività afferenti le filiali oggetto di cessione a BPER nell'ambito dell'operazione di acquisizione di UBI Banca.

I Prospetti contabili e la Nota integrativa presentano oltre agli importi del periodo di riferimento, anche i corrispondenti dati di raffronto riferiti al 31 dicembre 2019. Si segnala in proposito che in data 20 luglio 2020 si è perfezionata la fusione per incorporazione della controllata Banca IMI, con efficacia contabile e fiscale retrodata al 1° gennaio 2020. A tal riguardo si evidenzia che - in linea con quanto previsto dalla Circolare 262 - i conti dello stato patrimoniale, del conto economico e della redditività complessiva come pure le tabelle della nota integrativa riferiti al periodo a confronto (31 dicembre 2019) non sono stati oggetto di riesposizione per includere le grandezze di Banca IMI, risultando pertanto non immediatamente comparabili. Si evidenzia, inoltre, che nelle tabelle della Nota Integrativa relative alle variazioni annue, le consistenze dell'incorporata Banca IMI – quando non diversamente indicato – sono incluse tra le "Altre variazioni in aumento".

Negli Allegati vengono presentati i prospetti di raccordo con i dati di Stato Patrimoniale e di Conto Economico originariamente pubblicati nel Bilancio 2019, oltre a specifici schemi di raccordo tra questi ultimi e i prospetti riclassificati inclusi nella Relazione sulla gestione che correda il presente bilancio.

Contenuto dei prospetti contabili

Prospetto di stato patrimoniale e Prospetto di conto economico

Gli schemi dello stato patrimoniale e del conto economico sono costituiti da voci, sottovoci e da ulteriori dettagli informativi (i "di cui" delle voci e sottovoci). Per completezza rispetto agli schemi definiti dalla Banca d'Italia sono riportate anche le voci che non presentano importi né per l'esercizio al quale si riferisce il bilancio, né per quello precedente. Nel conto economico i ricavi sono indicati senza segno, mentre i costi sono preceduti dal segno meno.

Prospetto della redditività complessiva

Il prospetto della redditività complessiva, partendo dall'utile (perdita) d'esercizio, espone le componenti reddituali rilevate in contropartita delle riserve da valutazione, al netto del relativo effetto fiscale, in conformità ai principi contabili internazionali. La redditività complessiva è rappresentata fornendo separata evidenza delle componenti reddituali che non saranno in futuro riversate nel conto economico e di quelle che, diversamente, potranno essere successivamente riclassificate nell'utile (perdita) dell'esercizio al verificarsi di determinate condizioni. Come per lo Stato Patrimoniale ed il Conto Economico, rispetto agli schemi definiti dalla Banca d'Italia sono riportate anche le voci che non presentano importi né per l'esercizio al quale si riferisce il bilancio, né per quello precedente. Gli importi negativi sono preceduti dal segno meno.

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto

Nel prospetto delle variazioni del patrimonio netto viene riportata la composizione e la movimentazione dei conti di patrimonio netto intervenuta nell'esercizio di riferimento del bilancio ed in quello precedente, suddivisi tra il capitale sociale, le riserve di capitale, di utili e da valutazione di attività o passività di bilancio ed il risultato economico. Le azioni proprie in portafoglio sono portate in diminuzione del patrimonio netto. Il prospetto è presentato invertendo le righe e le colonne rispetto al medesimo prospetto previsto dall'aggiornamento della Circolare n. 262/2005 della Banca d'Italia.

Rendiconto finanziario

Il prospetto dei flussi finanziari intervenuti nell'esercizio di riferimento del bilancio ed in quello precedente è stato predisposto seguendo il metodo indiretto, in base al quale i flussi derivanti dall'attività operativa sono rappresentati dal risultato dell'esercizio rettificato degli effetti delle operazioni di natura non monetaria.

I flussi finanziari sono suddivisi tra quelli derivanti dall'attività operativa, quelli generati dall'attività di investimento e quelli prodotti dall'attività di provvista.

Nel prospetto i flussi generatisi nel corso dell'esercizio sono indicati senza segno, mentre quelli assorbiti sono preceduti dal segno meno.

Contenuto della Nota integrativa

La Nota integrativa comprende le informazioni previste dai principi contabili internazionali e dalla Circolare n. 262 della Banca d'Italia emanata il 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti applicabili per la redazione del presente bilancio.

SEZIONE 3 - EVENTI SUCCESSIVI ALLA DATA DI RIFERIMENTO DEL BILANCIO

Si rimanda alla corrispondente sezione del Bilancio consolidato.

SEZIONE 4 - ALTRI ASPETTI

RISCHI, INCERTEZZE E IMPATTI DELL'EPIDEMIA COVID-19

Con la comunicazione del 15 dicembre 2020 avente ad oggetto gli "impatti del COVID-19 e delle misure a sostegno dell'economia ed emendamenti agli IAS/IFRS", la Banca d'Italia ha integrato le disposizioni che disciplinano i bilanci delle banche contenute nella "Circolare n. 262 - Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione" al fine di fornire al mercato informazioni sugli effetti che il COVID-19 e le misure di sostegno all'economia hanno prodotto sulle strategie, gli obiettivi e le politiche di gestione dei rischi, nonché sulla situazione economica e patrimoniale degli intermediari.

Nel definire le integrazioni la Banca d'Italia ha tenuto conto, ove applicabile, dei documenti pubblicati negli ultimi mesi dagli organismi regolamentari e di vigilanza europei e dagli standard setter volti a chiarire le modalità di applicazione degli IAS/IFRS nell'attuale contesto, con particolare riferimento all'IFRS 9, nonché alla prevista informativa per l'emendamento all'IFRS 16 in materia di concessioni sui canoni di locazione connesse con il COVID-19.

Nel corso del 2020, infatti, si sono susseguiti, coerentemente con l'evoluzione del quadro sanitario ed economico, gli interventi normativi, prevalentemente di tipo interpretativo e di supporto all'applicazione dei principi contabili in relazione agli impatti da COVID-19. La tabella seguente riporta i documenti più rilevanti indicandone anche l'ambito di applicazione.

Tematica principale
Ente emittente Data Titolo Classificazione Misurazione Informativa
Finanziaria
EBA 25.3.20 Statement on the application of the prudential framework
regarding Default, Forbearance and IFRS 9 in light of COVID 19
measures
X
ESMA 25.3.20 Public Statement. Accounting implications of the COVID 19
outbreak on the calculation of expected credit losses in
accordance with IFRS 9
X
IFRS Foundation 27.3.20 IFRS 9 and Covid-19 - Accounting for expected credit losses
applying IFRS 9 Financial Instruments in the light of current
uncertainty resulting from the covid-19 pandemic
X
BCE 1.4.20 IFRS 9 in the context of the coronavirus (COVID 19) pandemic X
EBA 2.4.20 Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan
repayments applied in the light of the COVID 19 crisis
X
ESMA 20.5.20 Implications of the COVID-19 outbreak on the half-yearly financial
reports
X
EBA 2.6.20 Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to
measures applied in response to the COVID 19 crisis
X X
ESMA 28.10.20 European common enforcement priorities for 2020 annual
financial reports
X
EBA 2.12.20 Guidelines amending Guidelines EBA/GL/2020/02 on legislative
and non legislative moratoria on loan repayments applied in the
light of the COVID 19 crisis
X
BCE 4.12.20 Identification and measurement of credit risk in the context of the
coronavirus (COVID 19) pandemic
X X

Gli interventi dei regolatori, volti essenzialmente a chiarire il trattamento delle moratorie, indicare i presupposti minimi per una chiara informativa finanziaria in questo contesto, indirizzare uniformemente la definizione degli scenari prospettici e permettere flessibilità nella definizione delle valutazioni creditizie, hanno via via rafforzato ed adattato all'evolversi della situazione il quadro normativo che si era iniziato a delineare già nei primi mesi del 2020 e si è progressivamente precisato nel corso dell'anno. Si sottolinea comunque che le indicazioni fornite dai regolatori permettono / invitano gli intermediari ad esercitare flessibilità ed il proprio giudizio esperto nel prendere decisioni, avendo comunque ben chiaro che le indicazioni fornite non costituiscono un "rilassamento" delle regole ma piuttosto la concessione di un'ulteriore necessaria discrezionalità nel difficile contesto attuale. Per il Bilancio al 31 dicembre 2020, la Banca ha quindi ritenuto di confermare gli approcci adottati a partire dalla relazione semestrale 2020, riportati sinteticamente nei paragrafi successivi e più in dettaglio nella Parte E della Nota Integrativa al bilancio consolidato, con gli opportuni affinamenti e adeguamenti derivanti dal maggior lasso temporale disponibile per la messa in essere degli stessi nonché per tener conto dell'evoluzione del contesto sanitario ed economico di riferimento.

Ciò premesso, è opportuno sottolineare che sin dai primi giorni della drammatica emergenza sanitaria e sociale che ha investito il Paese, Intesa Sanpaolo è stata totalmente impegnata a fronteggiare efficacemente il difficile contesto, assicurando

costantemente, pur a fronte di non indifferenti oneri operativi e di ulteriori investimenti, la continuità operativa dei propri processi e servizi. Come più dettagliatamente illustrato nella Relazione sulla gestione al bilancio consolidato, le principali soluzioni adottate con successo per fronteggiare l'emergenza, mitigare il rischio ed assicurare la continuità del servizio hanno riguardato lo smart working, le filiali, la digitalizzazione dei processi e gli interventi sui processi sistemici.

Se l'apparizione del COVID-19 non ha comportato la sospensione delle attività della Banca e del Gruppo o la scomparsa dei mercati di riferimento in cui opera, cionondimeno esso ha contribuito a creare un clima di estrema incertezza. A tale riguardo, occorre ricordare che la preparazione del bilancio consolidato in conformità agli IFRS richiede - come di consueto - che il management effettui stime e ipotesi che influenzano l'ammontare riportato in bilancio delle attività, delle passività, delle entrate e delle spese rilevate nell'esercizio nonché delle altre componenti di conto economico complessivo. Come indicato con maggiori dettagli nell'apposito paragrafo della presente Nota integrativa (Parte A – A2: Sezione relativa alle principali voci di bilancio - Utilizzo di stime e assunzioni nella predisposizione dell'informativa finanziaria), le stime effettuate dal management si basano sull'esperienza storica e su altri presupposti che si ritiene siano ragionevoli. Le principali aree di incertezza nella stima includono quelle relative alle perdite su crediti, il fair value di strumenti finanziari (inclusi derivati), imposte sul reddito delle società, benefici per i dipendenti, avviamento e attività immateriali, riduzione di valore di attività non finanziarie, cancellazione di attività e passività finanziarie e accantonamenti per rischi ed oneri. Il COVID-19, quale prima pandemia globale da oltre un secolo, continua a influenzare significativamente i mercati in cui il nostro Gruppo opera. I governi di tutto il mondo hanno imposto da un lato una serie di misure specifiche per contenere l'epidemia, tra cui chiusure aziendali, restrizioni agli spostamenti e quarantene, dall'altro stanno cercando di evitare il rallentamento dell'economia e favorirne una rapida ripresa una volta risolta la crisi sanitaria. Questa situazione ha causato e continua a causare una maggiore volatilità e incertezza nel settore finanziario e nei mercati, che si è riflessa anche nelle aree chiave di determinazione delle stime. La Banca ha utilizzato dunque stime, ipotesi e giudizi che riflettono questa incertezza. Nel quadro di incertezza attuale le valutazioni del Gruppo sono peraltro supportate, come meglio dettagliato di seguito, anche da analisi di sensitività, oggetto di specifiche disclosure, per permettere al lettore del bilancio una quanto più completa e trasparente comprensione dei fenomeni in atto.

Scenario macroeconomico del Gruppo Intesa Sanpaolo per la valutazione dei crediti nel bilancio 2020

A parziale riduzione di questo quadro di incertezza, sono peraltro intervenuti i regolatori (BCE in primis: IFRS 9 in the context of the coronavirus - COVID 19 - pandemic), che hanno invitato le istituzioni creditizie ad ancorare i loro scenari prospettici per la valutazione dei crediti secondo il principio IFRS 9 alle previsioni macroeconomiche prodotte dalla BCE stessa e dalle banche centrali nazionali. Conseguentemente, ai fini della valutazione dei crediti, la Direzione Studi e Ricerche della Capogruppo, in interazione con l'Area Chief Risk Officer, ha prodotto scenari IFRS 9 coerenti con quelli (baseline, mild e severe) pubblicati da BCE e dalla Banca d'Italia il 10 dicembre 2020 e in linea con le indicazioni ribadite dalla stessa Banca Centrale con la lettera del 4 dicembre 2020 "Identification and measurement of credit risk in the context of the coronavirus pandemic". Nella produzione di detti scenari si è utilizzato il modello in uso (multi-country di Oxford Economics) per ricostruire i percorsi delle variabili non fornite dall'Eurosistema. Infatti, le Banche Centrali hanno previsto puntualmente l'andamento delle variabili macro-economiche principali (puntualmente recepite nello scenario) e fornito una narrativa di accompagnamento che è stata utilizzata come base per completare in maniera coerente la proiezione di tutte le variabili utilizzate nei modelli satellite.

In particolare, va notato che soltanto BCE e alcune banche centrali nazionali (per esempio la Bundesbank) hanno fornito anche scenari alternativi (uno meno ottimista e uno più ottimista), ma limitatamente ai percorsi di poche variabili fondamentali (crescita del PIL reale, inflazione, disoccupazione), mentre Banca d'Italia ha fornito una sensitivity del solo PIL a diverse ipotesi di peggioramento. Per questo motivo, la ricostruzione degli scenari alternativi per l'economia italiana è stata effettuata in modo da garantire la massima coerenza con la narrativa degli scenari alternativi dell'eurosistema ed il percorso della crescita reale dell'Eurozona fornito dalla BCE per ciascuno di essi.

Per quanto riguarda le banche estere della Divisione International Subsidiary Banks e Banca Intesa Russia, si è proceduto in analogia a quanto fatto centralmente, tenuto conto della minor sofisticazione di alcune realtà. In particolare le banche che adottano i modelli satellite interni ai fini della stima della PD Point in Time (PIT) Forward Looking hanno introdotto scenari locali coerenti con quello BCE di dicembre 2020 o con gli scenari rilasciati dal Regulator locale.

Per l'illustrazione tabellare degli scenari effettivamente utilizzati nella valutazione sui crediti si rimanda alla specifica sezione della Parte E della Nota Integrativa al Bilancio consolidato dove sono riportati anche, come di seguito meglio specificato, ulteriori dettagli in tema di sensitività dell'ECL alla variazione degli scenari macroeconomici.

Analisi di sensitività alla luce degli scenari alternativi

Come già fatto negli esercizi precedenti e come anche raccomandato nelle recenti indicazioni ESMA (documento "European common enforcement priorities for 2020 annual financial reports"), il Gruppo fornisce in Nota integrativa al Bilancio consolidato analisi di sensitività sulle tematiche indicate di seguito al fine di permettere al lettore del bilancio una migliore comprensione delle scelte valutative del Gruppo in questo particolare contesto. In particolare, si rimanda alle seguenti parti della presente Nota integrativa consolidata per quanto riguarda:

  • effetti del cambiamento di uno o più dei parametri non osservabili utilizzati nelle tecniche di valutazione impiegate per la determinazione del fair value per le attività e passività finanziarie valutate al fair value di livello 3 (Parte A - A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni);
  • analisi di sensitività per le attività immobiliari valutate al fair value. L'analisi ha riguardato essenzialmente gli immobili della Capogruppo Intesa Sanpaolo e di UBI, che rappresentano il perimetro Core del patrimonio immobiliare del Gruppo (Parte A - A.4.5 Gerarchia del fair value - Sensibilità delle valutazioni immobiliari);
  • sensitivity del Valore d'Uso delle Cash Generating Unit per le quali residuano attività intangibili a vita indefinita (Parte B Attivo: Sezione 10 Attività immateriali);
  • sensitivity alle variazioni dei tassi di interesse delle passività nette a benefici definiti (Parte B Passivo: Sezione 10.5 Fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti);
  • analisi di sensitività dell'ECL IFRS 9 al fine di analizzarne la variabilità relativamente ai singoli scenari alternativi (Parte E - Sezione 2 Politiche e gestione del rischio di credito);
  • sensitivity del margine di interesse nell'ipotesi di variazione dei tassi ed analisi di sensitività del portafoglio bancario al rischio di prezzo per le attività quotate detenute nella categoria HTCS (Parte E - Portafoglio bancario: rischio tasso di interesse e rischio prezzo);
  • analisi di scenario relativa all'evoluzione di prezzi azionari, tassi di interesse, spread creditizi, tassi di cambio e prezzi delle materie prime per l'attività di trading (Parte E - Portafoglio di negoziazione: rischio tasso di interesse e rischio prezzo);
  • sensitivity del fair value del portafoglio di attivi finanziari delle compagnie assicurative rispetto ad un movimento dei tassi di interesse, dei credit spread e dei corsi azionari (Parte E - Rischi assicurativi: Rischi Finanziari).

Valutazione degli avviamenti nello scenario COVID-19

In contesti di mercato complessi come quelli attuali, anche le verifiche di tenuta del valore delle attività intangibili risultano particolarmente delicate. La pandemia da COVID-19 e le relative misure restrittive adottate dai vari Governi nel tentativo di contenere la sua diffusione hanno avuto nel 2020 un impatto significativo sul PIL sia dell'Eurozona che dell'Italia. Di conseguenza, le stime di crescita originariamente previste nel Piano d'Impresa per il 2020 e 2021 si sono rivelate non più sostenibili. Il contesto ancora difficile sotto il profilo della crescita della produzione industriale e le previsioni relative al prolungamento delle misure espansive da parte delle autorità di politica monetaria inducono a ritenere probabile uno scenario di tassi di interesse estremamente contenuto per un periodo di tempo abbastanza esteso.

Tale situazione ha inciso sui test d'impairment che il Principio contabile IAS 36 richiede di effettuare, con cadenza almeno annuale, per verificare il valore recuperabile delle attività intangibili a vita indefinita iscritte nel bilancio, rappresentate per Intesa Sanpaolo dal brand name e dall'avviamento. In linea con le indicazioni dell'ESMA, che considerano gli effetti conseguenti alla pandemia da COVID-19 come un indicatore di impairment e richiede particolare attenzione nelle attività di verifica, in sede di Bilancio al 31 dicembre 2020, nell'effettuare l'annuale valutazione circa la tenuta del valore degli avviamenti, gli effetti conseguenti alla pandemia da COVID-19 sono stati attentamente considerati. Per maggiori dettagli sull'impairment test dell'avviamento e del brand name si rimanda alla Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale del bilancio consolidato.

Classificazione e valutazione crediti nello scenario COVID-19

Come evidente dalla rilevante produzione normativa sul tema, riportata in precedenza, il COVID-19 ha avuto un particolare impatto sulle tematiche della classificazione delle esposizioni creditizie, in particolare per gli aspetti collegati alle moratorie dei pagamenti, nonché per la determinazione dell'Expected Credit Losses (ECL) ai sensi del principio IFRS9.

In tema di classificazione delle esposizioni creditizie occorre premettere che l'apparizione del COVID-19 ha comportato in primis la necessità, condivisa dal sistema bancario e dalle istituzioni (governi e regulator), di concedere ai clienti già in bonis misure generalizzate di sospensione dei pagamenti (moratorie) con procedure semplificate e senza penalizzazioni per i soggetti coinvolti, banche e clientela. Tali misure, in parte regolate da norme nazionali ed in parte decise autonomamente dalle banche, sono state oggetto di una specifica regolamentazione, riassunta nelle Guidelines EBA ("Guidelines on legislative and non-legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID-19 crisis"). In sintesi, la concessione secondo le suddette Guidelines da parte di banche e intermediari finanziari di moratorie ex lege, o anche private (purché correlate a un'oggettiva esigenza di contesto che va a impattare su più soggetti finanziati e non sul singolo prestito), non costituisce automaticamente un evento di default, con conseguente classificazione del credito come deteriorato e nemmeno una misura di forbearance, con passaggio del credito a Stage 2. L'EBA indica le condizioni per la qualificazione di moratorie generali di pagamento, nonché i termini di concessione e la durata della moratoria e per l'applicabilità della esenzione.

In tema di valutazione dei crediti, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha adottato fin dalla trimestrale al 31 marzo 2020 un approccio prudenziale circa l'adeguamento dei risultati della ECL derivanti dai modelli IFRS 9 in uso, nel contesto dell'incerto ma atteso peggioramento delle condizioni economiche - anche drastico nel breve periodo - pur tenendo conto degli effetti derivanti dalle misure di supporto pubblico rese tempestivamente disponibili dalle autorità nazionali e sostenute dalla politica accomodante della BCE.

Questo approccio è stato progressivamente reso più sofisticato e più coerente attraverso la definizione di management overlay che si sono via via arricchiti a seguito della migliore percezione dell'evoluzione della crisi (in parte declinata nelle stime della ECL dagli aggiornamenti delle previsioni macroeconomiche precedentemente descritte), della definizione di nuovi framework di valutazione delle vulnerabilità attese (es. aggiornamento del framework del CRA, introduzione vulnerabilità microsettoriali), nonché degli esiti delle risposte operative adottate dal Gruppo (es, campagne di re-rating, campagne di rivitalizzazione e ristrutturazione del segmento Imprese, analisi prioritaria portafoglio moratorie, ecc.); tutte iniziative che si sono caratterizzate per tempestività ed intensità e sono state sostenute da adeguati presidi del rischio prospettico nella fase di set up e decisione manageriale.

Per una più approfondita trattazione degli aspetti qui brevemente riassunti, in particolare per tematiche dei management overlay adottati dal Gruppo nel contesto della pandemia COVID, si rimanda dunque alla Parte E – Sezione 2: Politiche di gestione del rischio di credito del bilancio consolidato.

Impatti economici conseguenti al COVID-19 nel bilancio 2020

Si rimanda allo specifico paragrafo contenuto nella Relazione sulla gestione del Bilancio consolidato per quanto riguarda l'illustrazione in dettaglio degli "Impatti dell'epidemia sui risultati operativi, sulle attività di business e sul profilo di rischio", in particolare per quanto riguarda la valutazione delle posizioni creditizie per le quali il portafoglio della Capogruppo Intesa Sanpaolo SpA rappresenta la parte preponderante.

Tra gli impatti indiretti conseguenti al COVID-19 si richiama anche la svalutazione dell'intero avviamento residuo della Divisione Banca dei Territori (981 milioni) effettuata anche per effetto dell'aggiornamento dello scenario macroeconomico a fine 2020, in particolar modo con riferimento alla dinamica attesa dei tassi di interesse.

A completamento dell'informativa, in linea con quanto previsto dalla citata comunicazione del 15 dicembre di Banca d'Italia che integra la Circolare 262, si vedano anche le informazioni quantitative circa i finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19 e le relative rettifiche di valore nette per rischio di credito pubblicate, rispettivamente:

  • in Parte B Informazioni sullo stato patrimoniale Attivo, nelle tabelle:
    • o 3.3a Finanziamenti valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva oggetto di misure di sostegno Covid-19: valore lordo e rettifiche di valore complessive;
    • o 4.4a Finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno Covid-19: valore lordo e rettifiche di valore complessive;
  • in Parte C Informazioni sul conto economico:
    • o 8.1a Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo a finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno Covid-19: composizione;
    • o 8.2a Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo a finanziamenti valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva oggetto di misure di sostegno Covid-19: composizione.

Infine, per le informazioni quantitative in merito ai trasferimenti tra i diversi stadi di rischio di credito e i finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19 suddivisi per categoria di esposizioni deteriorate, si fa rinvio alle seguenti tabelle di parte E (Sezione 2 "Rischi del consolidato prudenziale") del presente Bilancio:

  • A.1.5a Finanziamenti oggetto di misure di sostegno Covid-19: trasferimenti tra i diversi stadi di rischio di credito (valori lordi);
  • A.1.7a Finanziamenti oggetto di misure di sostegno Covid-19: valori lordi e netti.

MODIFICHE CONTRATTUALI DERIVANTI DA COVID-19

Vengono di seguito riportate le informative di dettaglio richieste dalle specifiche istruzioni della Circolare 262 della Banca d'Italia sulle modifiche contrattuali derivanti da COVID-19 alla luce delle disposizioni dell'IFRS9 e dell'IFRS16.

Modifiche contrattuali e cancellazione contabile (IFRS 9)

Le moratorie concesse dala Banca in linea con le indicazioni EBA, rispettano alcuni requisiti specifici; Più in dettaglio devono: - essere offerte indistintamente ad una platea di soggetti (performing) o a seguito e secondo disposizioni di legge;

  • non prevedere rinunce ad interessi contrattuali o capitali, ma solo un mero differimento/allungamento dei pagamenti.

Poiché le moratorie concesse prevedono solo un mero differimento / allungamento del periodo in cui i pagamenti sono dovuti, l'applicazione di una moratoria non comporta, quindi, la derecognition del credito.

Emendamento del principio contabile IFRS 16

Benchè la fattispecie non risulti rilevante per la Banca, si specifica che con riferimento ai contratti di leasing (lato locatario), avendo valutato la natura dei contratti in essere ed il ruolo attivo svolto dalla Banca nel supporto all'economia, Intesa Sanpaolo ha stabilito di non applicare il "practical expedient" introdotto a valere sul principio IFRS16 – Leasing in tema di sconti e dilazioni dei pagamenti sui contratti di leasing passivi in essere.

ALTRI ASPETTI

Opzione per il consolidato fiscale nazionale

Intesa Sanpaolo e le società italiane del Gruppo hanno adottato il c.d. "consolidato fiscale nazionale", disciplinato dagli artt. 117-129 del TUIR, introdotto nella legislazione fiscale dal D.Lgs. n. 344/2003. Esso consiste in un regime opzionale, in virtù del quale il reddito complessivo netto o la perdita fiscale di ciascuna società controllata partecipante al consolidato fiscale – unitamente alle ritenute subite, alle detrazioni e ai crediti di imposta – sono trasferiti alla società controllante, in capo alla quale è determinato un unico reddito imponibile o un'unica perdita fiscale riportabile (risultanti dalla somma algebrica dei redditi/perdite propri e delle società controllate partecipanti) e, conseguentemente, un unico debito/credito di imposta. In virtù di questa opzione, le imprese del Gruppo che hanno aderito al "consolidato fiscale nazionale" determinano l'onere fiscale di propria pertinenza ed il corrispondente reddito imponibile viene trasferito alla Capogruppo. Tenuto conto che anche presso il Gruppo UBI Banca era attivo il regime del consolidato fiscale nazionale, a seguito dell'esito positivo dell'OPAS promossa da Intesa Sanpaolo si è determinata, nel corso del 2020, la contestuale presenza di due distinti consolidati fiscali nell'ambito dell'unico Gruppo Intesa Sanpaolo. Tale situazione è destinata a risolversi nel corso del 2021 quando, per effetto della incorporazione della consolidante UBI Banca in Intesa Sanpaolo, si determinerà l'interruzione del consolidato fiscale coordinato dall'incorporata e l'ingresso delle società dell'ex Gruppo UBI nel consolidato fiscale presieduto dall'incorporante con decorrenza dal 1° gennaio 2021.

Costituzione del Gruppo IVA

Intesa Sanpaolo e la totalità delle società italiane del Gruppo che hanno i requisiti per parteciparvi hanno optato per la costituzione del Gruppo IVA, disciplinato dagli articoli da 70-bis a 70-duodecies del DPR n. 633/1972. L'opzione è efficace dal 1° gennaio 2019 e ha durata triennale, con rinnovo automatico di anno in anno, salvo revoca.

Per effetto dell'opzione, sia le prestazioni di servizi sia le cessioni di beni tra soggetti partecipanti non sono rilevanti, tranne

poche eccezioni, ai fini del tributo. Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate da un soggetto partecipante ad un soggetto esterno, si considerano effettuate dal gruppo; le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate da un soggetto esterno ad un soggetto partecipante, si considerano effettuate al gruppo. Tenuto conto che analoga opzione era stata esercitata anche nell'ambito dell'ex Gruppo UBI, a seguito dell'esito positivo dell'OPAS promossa da Intesa Sanpaolo si è determinata, nel corso del 2020, la contestuale presenza di due separati Gruppi IVA nell'ambito dell'unico Gruppo Intesa Sanpaolo; tale situazione è destinata a risolversi al più tardi entro la fine dell'esercizio 2021, anche per effetto della prevista incorporazione di UBI Banca in Intesa Sanpaolo e delle ulteriori operazioni di razionalizzazione che avranno luogo nel corso del 2021.

Regime di "adempimento collaborativo"

Intesa Sanpaolo ha chiesto ed ottenuto dall'Agenzia delle Entrate di essere ammessa al regime di "adempimento collaborativo" previsto dal D.Lgs. n. 128/2015. L'adesione ha effetto dal periodo d'imposta 2017.

Tale regime ha la finalità di promuovere l'adozione di forme di comunicazione e di cooperazione rafforzate basate sul reciproco affidamento tra Amministrazione finanziaria e contribuente, nonché di favorire nel comune interesse la prevenzione e la risoluzione delle controversie in materia fiscale.

Il regime prevede, a fronte del dovere di Intesa Sanpaolo di mantenere un adeguato sistema di rilevazione, misurazione e gestione del rischio fiscale nonché di agire in maniera collaborativa e trasparente, il dovere dell'Agenzia delle Entrate di promuovere una relazione improntata a principi di trasparenza, collaborazione e correttezza. E' in atto l'adesione progressiva a detto regime anche da parte delle principali controllate italiane.

Oltre ad Intesa Sanpaolo, hanno richiesto di essere ammesse e sono state ammesse al regime anche Fideuram (con effetto dal 2018) nonchè Intesa Sanpaolo Vita, Intesa Sanpaolo Assicura, Fideuram Vita, Eurizon SGR ed Epsilon SGR (con effetto dal 2019).

Intesa Sanpaolo Private Banking, Fideuram Investimenti SGR (dal 1° gennaio 2021 Fideuram Asset Management SGR), Sanpaolo Invest Sim e Siref hanno chiesto di essere ammesse ed è presumibile che saranno incluse nel regime entro il 2021 con effetto dal 2020.

L'Attestazione di cui all'art. 154 bis TUF e le società controllate extra-UE

Quanto all'informativa circa l'Attestazione di cui all'art. 154 bis del TUF e circa le società controllate aventi sede in Stati extraeuropei che presentino carattere significativo in base alla normativa Consob, si fa rinvio a quanto indicato nella Parte E della Nota integrativa al bilancio consolidato.

Revisione contabile

Il bilancio di Intesa Sanpaolo è sottoposto a revisione contabile da parte della società KPMG S.p.A., in esecuzione della Delibera dell'Assemblea del 10 maggio 2011, che ha attribuito a questa società l'incarico per gli esercizi dal 2012 al 2020 compreso.

Altri aspetti

Nell'articolo 35 del Decreto Legge n. 34/2019 ('decreto crescita'), convertito dalla Legge n. 58/2019, è stata introdotta una riformulazione della disciplina di trasparenza delle erogazioni pubbliche contenuta nell'articolo 1, commi 125-129 della legge n. 124/2017. La riformulazione ha indicato come oggetto degli obblighi di trasparenza le informazioni relative a sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, "non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria", effettivamente erogati dalle pubbliche amministrazioni nonché dai soggetti di cui all'articolo 2-bis del decreto legislativo n. 33/2013.

Alla luce di tale riformulazione, ulteriori chiarimenti interpretativi intervenuti con la circolare Assonime n. 32 del 23 dicembre 2019 hanno confermato che oggetto dell'obbligo di trasparenza sono le attribuzioni di vantaggi economici derivanti da un rapporto bilaterale tra un soggetto pubblico e uno specifico beneficiario. Sono espressamente escluse le somme percepite dall'impresa a titolo di corrispettivo per una prestazione svolta o a titolo di retribuzione per un incarico ricevuto oppure dovute a fine risarcitori. Sono altresì esclusi i vantaggi economici ricevuti in applicazione di un regime generale, quali ad esempio agevolazioni fiscali o contributi accessibili a tutti i soggetti che soddisfano determinate condizioni. In considerazione di quanto sopra, nell'esercizio 2020 non risultano per Intesa Sanpaolo fattispecie da segnalare.

Per completezza informativa, si rinvia anche al Registro Nazionale degli Aiuti di Stato, pubblicamente consultabile sul relativo sito internet, nel quale sono pubblicate le misure di Aiuto e i relativi Aiuti individuali concessi e registrati nel sistema dai Soggetti gestori, ancorché per Intesa Sanpaolo le fattispecie ivi indicate per l'anno 2020 non rappresentino, alla luce di quanto sopra, oggetto degli obblighi di trasparenza in bilancio di cui ai commi 125 e 125-bis.

A. 2 – PARTE RELATIVA ALLE PRINCIPALI VOCI DI BILANCIO

Al fine di garantire l'omogeneità dei criteri di redazione del Bilancio, il Gruppo Intesa Sanpaolo si è dotato di un corpo normativo interno di regole e policy relativo ai vari ambiti operativi ed organizzativi.

Il documento metodologico di riferimento per l'applicazione dei principi contabili è rappresentato dalle Regole Contabili di Gruppo, nelle quali vengono descritti i modelli applicativi adottati dal Gruppo, nel contesto di quanto statuito dai principi contabili di riferimento e dalle legislazioni applicabili alle diverse Società/Entità controllate, esplicitando le scelte operate nei casi in cui la normativa preveda dei regimi contabili alternativi od opzionali.

Con riferimento ai processi valutativi, il Gruppo ha formalizzato nel documento "Linee Guida per la valutazione delle Poste Patrimoniali di Bilancio" i principi e il quadro normativo di riferimento per la valutazione delle poste patrimoniali, i ruoli e le responsabilità degli Organi Societari, del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari e delle funzioni

aziendali della Capogruppo che intervengono nel processo di valutazione; i presupposti su cui si basano i processi di valutazione e il sistema dei controlli posti in essere per garantire una corretta valutazione; i macro-processi di valutazione basati sui principi contabili declinati nelle diverse categorie di poste patrimoniali valutate (attive e passive); le regole di indirizzo e coordinamento delle Società del Gruppo in materia di valutazione delle poste patrimoniali.

Tra le linee guida e le policy si segnalano inoltre, le Regole in materia di Business Model, le Regole in materia di valutazione dell'expected credit loss secondo il principio IFRS 9 ('"Impairment Policy") e la "Fair Value Policy" alle quali si aggiungono documenti più specifici nell'ambito dei crediti deteriorati, degli equity investment e della gestione degli strumenti finanziari di copertura.

Con riferimento infine alle tematiche di vigilanza prudenziale il Gruppo ha redatto uno specifico documento denominato Regole di vigilanza prudenziale armonizzata.

In linea generale tali documenti vengono approvati da parte degli Organi Societari competenti. L'aggiornamento avviene a cura delle strutture manageriali per esigenze originate sia da fattori esogeni (ad esempio, cambiamento della normativa) che endogeni al Gruppo (ad esempio, nuova operatività e prodotti) e, in funzione della rilevanza e pervasività delle modifiche apportate, sono soggette ad uno specifico iter approvativo.

1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (FVTPL)

Criteri di classificazione

Sono classificate in questa categoria le attività finanziarie diverse da quelle classificate tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e tra le Attività finanziare valutate al costo ammortizzato. La voce, in particolare, include:

  • le attività finanziarie detenute per la negoziazione, essenzialmente rappresentate da titoli di debito e di capitale e dal valore positivo dei contratti derivati detenuti con finalità di negoziazione;
  • le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, rappresentate dalle attività finanziarie che non soddisfano i requisiti per la valutazione al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva. Si tratta di attività finanziarie i cui termini contrattuali non prevedono esclusivamente rimborsi del capitale e pagamenti dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (cd. "SPPI test" non superato) oppure che non sono detenute nel quadro di un modello di business il cui obiettivo è il possesso di attività finalizzato alla raccolta dei flussi finanziari contrattuali (Business model "Hold to Collect") o il cui obiettivo è conseguito sia mediante la raccolta dei flussi finanziari contrattuali che mediante la vendita di attività finanziarie (Business model "Hold to Collect and Sell");
  • le attività finanziarie designate al fair value, ossia le attività finanziarie così definite al momento della rilevazione iniziale e ove ne sussistano i presupposti. In relazione a tale fattispecie, un'entità può designare irrevocabilmente all'iscrizione un'attività finanziaria come valutata al fair value con impatto a conto economico se, e solo se, così facendo elimina o riduce significativamente un'incoerenza valutativa.

Trovano quindi evidenza in questa voce:

  • i titoli di debito e i finanziamenti che sono inclusi in un business model Other /Trading (non riconducibili quindi ai business model "Hold to Collect" o "Hold to Collect and Sell") o che non superano il test SPPI, incluse le quote dei prestiti sindacati sottoscritti o altre tipologie di finanziamenti che, sin dall'origine, vengono destinate alla cessione e che non sono riconducibili ad un Business model Hold to Collect and Sell;
  • gli strumenti di capitale non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto detenuti per finalità di negoziazione o per cui non si sia optato, in sede di rilevazione iniziale, per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva;
  • le quote di OICR.

La voce accoglie inoltre i contratti derivati, contabilizzati tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione, che sono rappresentati come attività se il fair value è positivo e come passività se il fair value è negativo. E' possibile compensare i valori correnti positivi e negativi derivanti da operazioni in essere con la medesima controparte- anche tra i contratti derivati allocati nel portafoglio di negoziazione e i contratti derivati di copertura, come previsto dalla Circolare 262 - soltanto qualora si abbia correntemente il diritto legale di compensare gli importi rilevati contabilmente e si intenda procedere al regolamento su base netta delle posizioni oggetto di compensazione.

Fra i derivati sono inclusi anche quelli incorporati in contratti finanziari complessi - in cui il contratto primario è una passività finanziaria - che sono stati oggetto di rilevazione separata in quanto:

  • le loro caratteristiche economiche ed i rischi non sono strettamente correlati alle caratteristiche del contratto sottostante;
  • gli strumenti incorporati, anche se separati, soddisfano la definizione di derivato;
  • gli strumenti ibridi cui appartengono non sono valutati al fair value con le relative variazioni rilevate a Conto Economico.

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica), non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie. In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto a conto economico in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. In questo caso, il tasso di interesse effettivo dell'attività finanziaria riclassificata è determinato in base al suo fair value alla data di riclassificazione e tale data viene considerata come data di rilevazione iniziale per l'allocazione nei diversi stadi di rischio creditizio (stage assignment) ai fini dell'impairment.

Per maggiori informazioni sui criteri di classificazione degli strumenti finanziari si rinvia al successivo paragrafo "I criteri di

classificazione delle attività finanziarie".

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di debito e per i titoli di capitale, alla data di erogazione per i finanziamenti ed alla data di sottoscrizione per i contratti derivati.

All'atto della rilevazione iniziale le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico vengono rilevate al fair value, senza considerare i costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono valorizzate al fair value. Gli effetti dell'applicazione di tale criterio di valutazione sono imputati nel Conto Economico.

Per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari quotati in un mercato attivo, vengono utilizzate quotazioni di mercato. In assenza di un mercato attivo, vengono utilizzati metodi di stima e modelli valutativi comunemente adottati, che tengono conto di tutti i fattori di rischio correlati agli strumenti e che sono basati su dati rilevabili sul mercato quali: valutazione di strumenti quotati che presentano analoghe caratteristiche, calcoli di flussi di cassa scontati, modelli di determinazione del prezzo di opzioni, valori rilevati in recenti transazioni comparabili, ecc. Per i titoli di capitale e per gli strumenti derivati che hanno per oggetto titoli di capitale, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un'ampia gamma di possibili valutazioni del fair value, nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa.

Per maggiori informazioni sui criteri di determinazione del fair value, si rinvia alla Sezione "A.4 Informativa sul Fair Value".

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI)

Criteri di classificazione

  • Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:
  • l'attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito sia mediante l'incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente che mediante la vendita (Business model "Hold to Collect and Sell"), e
  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (cd. "SPPI test" superato).

Sono inoltre inclusi nella voce gli strumenti di capitale, non detenuti per finalità di negoziazione, per i quali, al momento della rilevazione iniziale, è stata esercitata l'opzione per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

In particolare, vengono inclusi in questa voce:

  • i titoli di debito che sono riconducibili ad un business model Hold to Collect and Sell e che hanno superato il test SPPI;
  • le interessenze azionarie, non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto, che non sono detenute con finalità di negoziazione, per cui si è esercitata l'opzione per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva;
  • i finanziamenti che sono riconducibili ad un business model Hold to Collect and Sell e che hanno superato il test SPPI, incluse le quote dei prestiti sindacati sottoscritti o altre tipologie di finanziamenti che, sin dall'origine, vengono destinate alla cessione e che sono riconducibili ad un Business model Hold to Collect and Sell.

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica), non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie.

In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto sulla redditività complessiva in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Nel caso di riclassifica dalla categoria in oggetto a quella del costo ammortizzato, l'utile (perdita) cumulato rilevato nella riserva da valutazione è portato a rettifica del fair value dell'attività finanziaria alla data della riclassificazione. Nel caso invece di riclassifica nella categoria del fair value con impatto a conto economico, l'utile (perdita) cumulato rilevato precedentemente nella riserva da valutazione è riclassificato dal patrimonio netto all'utile (perdita) d'esercizio.

Per maggiori informazioni sui criteri di classificazione degli strumenti finanziari si rinvia al successivo paragrafo "I criteri di

classificazione delle attività finanziarie".

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di debito e per i titoli di capitale ed alla data di erogazione per i finanziamenti. All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le Attività classificate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, diverse dai titoli di capitale, sono valutate al fair value, con la rilevazione a Conto Economico degli impatti derivanti dall'applicazione del costo ammortizzato, degli effetti dell'impairment e dell'eventuale effetto cambio, mentre gli altri utili o perdite derivanti da una variazione di fair value vengono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto finché l'attività finanziaria non viene cancellata. Al momento della dismissione, totale o parziale, l'utile o la perdita cumulati nella riserva da valutazione vengono riversati, in tutto o in parte, a Conto Economico.

Gli strumenti di capitale per cui è stata effettuata la scelta per la classificazione nella presente categoria sono valutati al fair value e gli importi rilevati in contropartita del patrimonio netto (Prospetto della redditività complessiva) non devono essere successivamente trasferiti a conto economico, neanche in caso di cessione. La sola componente riferibile ai titoli di capitale in questione che è oggetto di rilevazione a conto economico è rappresentata dai relativi dividendi.

Il fair value viene determinato sulla base dei criteri già illustrati per le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.

Per i titoli di capitale inclusi in questa categoria, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un'ampia gamma di possibili valutazioni del fair value, nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa.

Per maggiori informazioni sui criteri di determinazione del fair value, si rinvia alla Sezione "A.4 Informativa sul Fair Value".

Le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - sia sotto forma di titoli di debito che di crediti – sono soggette alla verifica dell'incremento significativo del rischio creditizio (impairment) prevista dall'IFRS 9, al pari delle Attività al costo ammortizzato, con conseguente rilevazione a conto economico di una rettifica di valore a copertura delle perdite attese. Più in particolare, sugli strumenti classificati in stage 1 (ossia sulle attività finanziarie al momento dell'origination, ove non deteriorate, e sugli strumenti per cui non si è verificato un significativo incremento del rischio creditizio rispetto alla data di rilevazione iniziale) viene contabilizzata, alla data di rilevazione iniziale e ad ogni data di reporting successiva, una perdita attesa ad un anno. Invece, per gli strumenti classificati in stage 2 (bonis per i quali si è verificato un incremento significativo del rischio creditizio rispetto alla data di rilevazione iniziale) e in stage 3 (esposizioni deteriorate) viene contabilizzata una perdita attesa per l'intera vita residua dello strumento finanziario.

Viceversa non sono assoggettati al processo di impairment i titoli di capitale.

Si rinvia al successivo paragrafo "Perdite di valore delle attività finanziarie" per approfondimenti.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Criteri di classificazione

Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie (in particolare finanziamenti e titoli di debito) che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:

  • l'attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito mediante l'incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente (Business model "Hold to Collect"), e
  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (cd. "SPPI test" superato).

Più in particolare, formano oggetto di rilevazione in questa voce:

  • gli impieghi con banche nelle diverse forme tecniche che presentano i requisiti di cui sopra;
  • gli impieghi con clientela nelle diverse forme tecniche che presentano i requisiti di cui sopra;
  • i titoli di debito che presentano i requisiti di cui sopra.

Sono inoltre inclusi in tale categoria i crediti di funzionamento connessi con la prestazione di attività e di servizi finanziari come definiti dal T.U.B. e dal T.U.F. (ad esempio per distribuzione di prodotti finanziari ed attività di servicing).

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie, non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie. In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al costo ammortizzato in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Gli utili o le perdite risultanti dalla differenza tra il costo ammortizzato dell'attività finanziaria e il relativo fair value sono rilevati a conto economico nel caso di riclassifica tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico e a Patrimonio netto, nell'apposita riserva di valutazione, nel caso di riclassifica tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Per maggiori informazioni sui criteri di classificazione degli strumenti finanziari si rinvia al successivo paragrafo "I criteri di classificazione delle attività finanziarie".

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale dell'attività finanziaria avviene alla data di regolamento per i titoli di debito ed alla data di erogazione nel caso di crediti. All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

In particolare, per quel che attiene ai crediti, la data di erogazione normalmente coincide con la data di sottoscrizione del contratto. Qualora tale coincidenza non si manifesti, in sede di sottoscrizione del contratto si provvede ad iscrivere un impegno ad erogare fondi che si chiude alla data di erogazione del finanziamento. L'iscrizione del credito avviene sulla base del fair value dello stesso, pari all'ammontare erogato, o prezzo di sottoscrizione, comprensivo dei costi/proventi direttamente riconducibili al singolo credito e determinabili sin dall'origine dell'operazione, ancorché liquidati in un momento successivo. Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.

Le operazioni di pronti contro termine con obbligo di riacquisto o di rivendita a termine sono iscritte in Bilancio come operazioni di raccolta o impiego. In particolare, le operazioni di vendita a pronti e di riacquisto a termine sono rilevate in Bilancio come debiti per l'importo percepito a pronti, mentre le operazioni di acquisto a pronti e di rivendita a termine sono rilevate come crediti per l'importo corrisposto a pronti.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie in esame sono valutate al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo. In questi termini, l'attività è riconosciuta in Bilancio per un ammontare pari al valore di prima iscrizione diminuito dei rimborsi di capitale, più o meno l'ammortamento cumulato (calcolato con il metodo del tasso di interesse effettivo) della differenza tra tale importo iniziale e l'importo alla scadenza (riconducibile tipicamente ai costi/proventi imputati direttamente alla singola attività) e rettificato dell'eventuale fondo a copertura delle perdite. Il tasso di interesse effettivo è individuato calcolando il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri dell'attività, per capitale ed interesse, all'ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti all'attività finanziaria medesima. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi direttamente attribuibili ad un'attività finanziaria lungo la sua vita residua attesa.

Il metodo del costo ammortizzato non viene utilizzato per le attività – valorizzate al costo storico – la cui breve durata fa ritenere trascurabile l'effetto dell'applicazione della logica dell'attualizzazione, per quelle senza una scadenza definita e per i crediti a revoca.

I criteri di valutazione, come meglio indicato nel paragrafo "Perdite di valore delle attività finanziarie", sono strettamente connessi all'inclusione degli strumenti in esame in uno dei tre stages (stadi di rischio creditizio) previsti dall'IFRS 9, l'ultimo dei quali (stage 3) comprende le attività finanziarie deteriorate e i restanti (stage 1 e 2) le attività finanziarie in bonis.

Con riferimento alla rappresentazione contabile dei suddetti effetti valutativi, le rettifiche di valore riferite a questa tipologia di attività sono rilevate nel Conto Economico:

  • all'atto dell'iscrizione iniziale, per un ammontare pari alla perdita attesa a dodici mesi;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove il rischio creditizio non sia risultato significativamente incrementato rispetto all'iscrizione iniziale, in relazione alle variazioni dell'ammontare delle rettifiche di valore per perdite attese nei dodici mesi successivi;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove il rischio creditizio sia risultato significativamente incrementato rispetto all'iscrizione iniziale, in relazione alla rilevazione di rettifiche di valore per perdite attese riferibili all'intera vita residua prevista contrattualmente per l'attività;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove dopo che si è verificato un incremento significativo del rischio di credito rispetto all'iscrizione iniziale – la "significatività" di tale incremento sia poi venuta meno, in relazione all'adeguamento delle rettifiche di valore cumulate per tener conto del passaggio da una perdita attesa lungo l'intera vita residua dello strumento ("lifetime") ad una a dodici mesi.

Le attività finanziarie in esame, ove risultino in bonis, sono sottoposte ad una valutazione, volta a definire le rettifiche di valore da rilevare in bilancio, a livello di singolo rapporto creditizio (o "tranche" di titolo), in funzione dei parametri di rischio rappresentati da probability of default (PD), loss given default (LGD) ed exposure at default (EAD), derivati dai modelli AIRB e opportunamente corretti per tener conto delle previsioni del principio contabile IFRS 9.

Se, oltre ad un incremento significativo del rischio di credito, si riscontrano anche oggettive evidenze di una perdita di valore, l'importo della perdita viene misurato come differenza tra il valore contabile dell'attività – classificata come "deteriorata", al pari di tutti gli altri rapporti intercorrenti con la medesima controparte – e il valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati, scontati al tasso di interesse effettivo originario. L'importo della perdita, da rilevare a Conto Economico, è definito sulla base di un processo di valutazione analitica o determinato per categorie omogenee e, quindi, attribuito analiticamente ad ogni posizione e tiene conto, come dettagliato nel paragrafo "Perdite di valore delle attività finanziarie", di informazioni forward looking e dei possibili scenari alternativi di recupero.

Rientrano nell'ambito delle attività deteriorate gli strumenti finanziari ai quali è stato attribuito lo status di sofferenza, inadempienza probabile o di scaduto/sconfinante da oltre novanta giorni secondo le regole di Banca d'Italia, coerenti con la normativa IAS/IFRS e di Vigilanza europea.

I flussi di cassa previsti tengono conto dei tempi di recupero attesi e del presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie.

Il tasso effettivo originario di ciascuna attività rimane invariato nel tempo ancorché sia intervenuta una ristrutturazione del rapporto che abbia comportato la variazione del tasso contrattuale ed anche qualora il rapporto divenga, nella pratica, infruttifero di interessi contrattuali.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a Conto Economico. La ripresa di valore non può eccedere il costo ammortizzato che lo strumento finanziario avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.

I ripristini di valore connessi con il trascorrere del tempo sono appostati nel margine di interesse.

In alcuni casi, durante la vita delle attività finanziarie in esame e, in particolare, dei crediti, le condizioni contrattuali originarie sono oggetto di successiva modifica per volontà delle parti del contratto. Quando, nel corso della vita di uno strumento, le clausole contrattuali sono oggetto di modifica occorre verificare se l'attività originaria deve continuare ad essere rilevata in bilancio o se, al contrario, lo strumento originario deve essere oggetto di cancellazione dal bilancio (derecognition) e debba essere rilevato un nuovo strumento finanziario.

In generale, le modifiche di un'attività finanziaria conducono alla cancellazione della stessa ed all'iscrizione di una nuova attività quando sono "sostanziali". La valutazione circa la "sostanzialità" della modifica deve essere effettuata considerando sia elementi qualitativi sia elementi quantitativi. In alcuni casi, infatti, potrà risultare chiaro, senza il ricorso a complesse analisi, che i cambiamenti introdotti modificano sostanzialmente le caratteristiche e/o i flussi contrattuali di una determinata attività mentre, in altri casi, dovranno essere svolte ulteriori analisi (anche di tipo quantitativo) per apprezzare gli effetti delle stesse e verificare la necessità di procedere o meno alla cancellazione dell'attività ed alla iscrizione di un nuovo strumento finanziario.

Le analisi (quali-quantitative) volte a definire la "sostanzialità" delle modifiche contrattuali apportate ad un'attività finanziaria dovranno pertanto considerare:

  • le finalità per cui le modifiche sono state effettuate: ad esempio, rinegoziazioni per motivi commerciali e concessioni per difficoltà finanziarie della controparte:
    • o le prime, volte a "trattenere" il cliente, vedono coinvolto un debitore che non versa in una situazione di difficoltà finanziaria. In questa casistica sono incluse tutte le operazioni di rinegoziazione che sono volte ad adeguare l'onerosità del debito alle condizioni di mercato. Tali operazioni comportano una variazione delle condizioni originarie del contratto, solitamente richieste dal debitore, che attiene ad aspetti connessi alla onerosità del debito, con un conseguente beneficio economico per il debitore stesso. In linea generale si ritiene che, ogniqualvolta la banca effettui una rinegoziazione al fine di evitare di perdere il proprio cliente, tale rinegoziazione debba essere considerata come sostanziale in quanto, ove non fosse effettuata, il cliente potrebbe finanziarsi presso un altro intermediario e la banca subirebbe un decremento dei ricavi futuri previsti;
    • o le seconde, effettuate per "ragioni di rischio creditizio" (misure di forbearance), sono riconducibili al tentativo della banca di massimizzare il recupero dei flussi di cassa del credito originario. I rischi e i benefici sottostanti, successivamente alle modifiche, di norma, non sono sostanzialmente trasferiti e, conseguentemente, la rappresentazione contabile che offre informazioni più rilevanti per il lettore del bilancio (salvo quanto si dirà in seguito in tema di elementi oggettivi), è quella effettuata tramite il "modification accounting" - che implica la rilevazione a conto economico della differenza tra valore contabile e valore attuale dei flussi di cassa modificati scontati al tasso di interesse originario - e non tramite la derecognition;
  • la presenza di specifici elementi oggettivi ("trigger") che incidono sulle caratteristiche e/o sui flussi contrattuali dello strumento finanziario (quali, a solo titolo di esempio, il cambiamento di divisa o la modifica della tipologia di rischio a cui si è esposti, ove la si correli a parametri di equity e commodity), che si ritiene comportino la derecognition in considerazione del loro impatto (atteso come significativo) sui flussi contrattuali originari.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

4. Operazioni di copertura

Intesa Sanpaolo si avvale della possibilità, prevista in sede di introduzione dell'IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS 39 in tema di "hedge accounting" (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) per ogni tipologia di copertura (sia per le coperture specifiche che per le macro coperture).

Criteri di classificazione: tipologia di coperture

Le operazioni di copertura dei rischi sono finalizzate a neutralizzare potenziali perdite, attribuibili ad un determinato rischio, e rilevabili su un determinato elemento o gruppo di elementi, nel caso in cui quel particolare rischio dovesse effettivamente manifestarsi.

Le tipologie di coperture utilizzate sono le seguenti:

  • copertura di fair value: ha l'obiettivo di coprire l'esposizione alla variazione del fair value (attribuibile alle diverse tipologie di rischio) di attività e passività iscritte in bilancio o porzioni di esse, di gruppi di attività/passività, di impegni irrevocabili e di portafogli di attività e passività finanziarie, inclusi i core deposits, come consentito dallo IAS 39 omologato dalla Commissione Europea. Le coperture generiche di fair value ("macro hedge") hanno l'obiettivo di ridurre le oscillazioni di fair value, imputabili al rischio di tasso di interesse, di un importo monetario, riveniente da un portafoglio di attività o di passività finanziarie. Non possono essere oggetto di copertura generica importi netti derivanti dallo sbilancio di attività e passività;
  • copertura di flussi finanziari: ha l'obiettivo di coprire l'esposizione a variazioni dei flussi di cassa futuri attribuibili a particolari rischi associati a poste del bilancio. Tale tipologia di copertura è utilizzata essenzialmente per stabilizzare il flusso di interessi della raccolta a tasso variabile nella misura in cui quest'ultima finanzia impieghi a tasso fisso. In talune circostanze, analoghe operazioni sono poste in essere relativamente ad alcune tipologie di impieghi a tasso variabile;
  • copertura di un investimento in valuta: attiene alla copertura dei rischi di un investimento in un'impresa estera espresso in valuta.

Solo gli strumenti che coinvolgono una controparte esterna alla Banca possono essere designati come strumenti di copertura. Data la scelta esercitata dal Gruppo di avvalersi della possibilità di continuare ad applicare integralmente le regole dello IAS 39 per le relazioni di copertura, non è possibile designare i titoli di capitale classificati tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI) come oggetti coperti per il rischio di prezzo o di cambio, dato che tali strumenti non impattano il conto economico, nemmeno in caso di vendita (se non per i dividendi che sono rilevati a conto economico).

Criteri di iscrizione

Gli strumenti derivati di copertura, al pari di tutti i derivati, sono inizialmente iscritti e successivamente misurati al fair value. Una relazione si qualifica come di copertura, e trova coerente rappresentazione contabile, se e soltanto se tutte le seguenti condizioni sono soddisfatte:

  • all'inizio della copertura vi è una designazione e documentazione formale della relazione di copertura, degli obiettivi della società nella gestione del rischio e della strategia nell'effettuare la copertura. Tale documentazione include l'identificazione dello strumento di copertura, l'elemento o l'operazione coperta, la natura del rischio coperto e come l'impresa valuta l'efficacia dello strumento di copertura nel compensare l'esposizione alle variazioni di fair value dell'elemento coperto o dei flussi finanziari attribuibili al rischio coperto;
  • la copertura è attesa altamente efficace;
  • la programmata operazione oggetto di copertura, per le coperture di flussi finanziari, è altamente probabile e presenta un'esposizione alle variazioni di flussi finanziari che potrebbe incidere sul Conto economico;
  • l'efficacia della copertura può essere attendibilmente valutata;
  • la copertura è valutata sulla base di un criterio di continuità ed è considerata altamente efficace per tutti gli esercizi di riferimento per cui la copertura era designata.

Criteri di valutazione

I derivati di copertura sono valutati al fair value. In particolare:

  • nel caso di copertura di fair value, si compensa la variazione del fair value dell'elemento coperto con la variazione del fair value dello strumento di copertura. Tale compensazione è riconosciuta attraverso la rilevazione a Conto Economico delle variazioni di valore, riferite sia all'elemento coperto (per quanto riguarda le variazioni prodotte dal fattore di rischio sottostante), sia allo strumento di copertura. L'eventuale differenza, che rappresenta la parziale inefficacia della copertura, ne costituisce di conseguenza l'effetto economico netto. Nel caso di operazioni di copertura generica di fair value ("macro hedge") le variazioni di fair value con riferimento al rischio coperto delle attività e delle passività oggetto di copertura sono imputate nello stato patrimoniale, rispettivamente, nella voce 60. "Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica" oppure 50. "Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica";
  • nel caso di copertura di flussi finanziari, le variazioni di fair value del derivato sono imputate a patrimonio netto, per la quota efficace della copertura, e sono rilevate a Conto Economico solo quando, con riferimento alla posta coperta, si manifesta la variazione dei flussi di cassa da compensare o se la copertura risulta inefficace;
  • le coperture di un investimento in valuta sono contabilizzate allo stesso modo delle coperture di flussi finanziari.

L'efficacia della copertura dipende dalla misura in cui le variazioni di fair value dello strumento coperto o dei relativi flussi finanziari attesi risultano compensati da quelle dello strumento di copertura. Pertanto l'efficacia è apprezzata dal confronto delle suddette variazioni, tenuto conto dell'intento perseguito dall'impresa nel momento in cui la copertura è stata posta in essere. Si ha efficacia quando le variazioni di fair value (o dei flussi di cassa) dello strumento finanziario di copertura neutralizzano quasi integralmente, cioè nei limiti stabiliti dall'intervallo 80-125%, le variazioni dello strumento coperto, per l'elemento di rischio oggetto di copertura.

La valutazione dell'efficacia è effettuata ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale utilizzando:

  • test prospettici, che giustificano l'applicazione della contabilizzazione di copertura, in quanto dimostrano la sua efficacia attesa;
  • test retrospettivi, che evidenziano il grado di efficacia della copertura raggiunto nel periodo cui si riferiscono, ovvero, misurano quanto i risultati effettivi si siano discostati dalla copertura perfetta.

La contabilizzazione delle coperture di fair value cessa prospetticamente nei seguenti casi:

    1. lo strumento di copertura giunge a scadenza, è venduto, cessato o esercitato;
    1. la copertura non soddisfa più i criteri per la contabilizzazione di copertura sopra detti;
    1. l'impresa revoca la designazione.

Se le verifiche non confermano l'efficacia della copertura, da quel momento la contabilizzazione delle operazioni di copertura, secondo quanto sopra esposto, viene interrotta, il contratto derivato di copertura viene riclassificato tra gli strumenti di negoziazione e lo strumento finanziario coperto riacquisisce il criterio di valutazione corrispondente alla sua classificazione di bilancio. Qualora l'attività o passività coperta sia valutata al costo ammortizzato, il maggiore o minore valore derivante dalla valutazione della stessa a fair value per effetto della copertura divenuta inefficace viene imputato a Conto Economico secondo il metodo del tasso di interesse effettivo. Nel caso di interruzione di una relazione di copertura generica di fair value, le rivalutazioni/svalutazioni cumulate iscritte nella voce 60. "Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica" oppure 50. "Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica" sono rilevate a conto economico tra gli interessi attivi o passivi lungo la durata residua delle originarie relazioni di copertura, ferma restando la verifica che ne sussistano i presupposti.

In ciascuna delle seguenti circostanze un'impresa deve cessare prospetticamente la contabilizzazione di copertura di flussi finanziari:

  • a) lo strumento di copertura giunge a scadenza o è venduto, cessato o esercitato (a questo scopo, la sostituzione o il riporto di uno strumento di copertura con un altro strumento di copertura non è una conclusione o una cessazione se tale sostituzione o riporto è parte della documentata strategia di copertura dell'impresa). In tal caso, l'utile (o perdita) complessivo dello strumento di copertura rimane rilevato direttamente nel patrimonio netto fino all'esercizio in cui la copertura era efficace e resta separatamente iscritto nel patrimonio netto sino a quando la programmata operazione, oggetto di copertura, si verifica;
  • b) la copertura non soddisfa più i criteri per la contabilizzazione di copertura. In tal caso, l'utile o la perdita complessiva dello strumento di copertura rilevata direttamente nel patrimonio netto a partire dall'esercizio in cui la copertura era efficace resta separatamente iscritta nel patrimonio netto sino a quando la programmata operazione si verifica;
  • c) non si ritiene più che la programmata operazione debba accadere, nel qual caso qualsiasi correlato utile o perdita complessiva sullo strumento di copertura rilevata direttamente nel patrimonio netto dall'esercizio in cui la copertura era efficace va rilevata a Conto Economico;
  • d) l'impresa revoca la designazione. Per le coperture di una programmata operazione, l'utile o la perdita complessiva dello strumento di copertura rilevata direttamente nel patrimonio netto a partire dall'esercizio in cui la copertura era efficace resta separatamente iscritta nel patrimonio netto sino a quando la programmata operazione si verifica o ci si attende non debba più accadere.

5. Partecipazioni

Criteri di classificazione

La voce include le interessenze detenute in società controllate, controllate congiuntamente e collegate.

Sono considerate società controllate le entità in cui Intesa Sanpaolo è esposta a rendimenti variabili, o detiene diritti su tali rendimenti, derivanti dal proprio rapporto con le stesse e nel contempo ha la capacità di incidere su tali rendimenti esercitando il proprio potere su tali entità.

Sono considerate società sottoposte a controllo congiunto (joint ventures) le entità per le quali, su base contrattuale, il controllo è condiviso fra Intesa Sanpaolo e un altro o più soggetti esterni al Gruppo, ovvero quando per le decisioni riguardanti le attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo.

Sono considerate società sottoposte ad una influenza notevole (collegate), le entità in cui Intesa Sanpaolo possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali") o nelle quali - pur con una quota di diritti di voto inferiore - ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.

Non sono considerate sottoposte ad influenza notevole alcune interessenze superiori al 20%, nelle quali Intesa Sanpaolo detiene esclusivamente diritti patrimoniali su una porzione dei frutti degli investimenti, non ha accesso alle politiche di gestione e può esercitare diritti di governance limitati alla tutela degli interessi patrimoniali.

Criteri di iscrizione

Le partecipazioni sono iscritte alla data di regolamento. All'atto della rilevazione iniziale le interessenze partecipative sono contabilizzate al costo.

Criteri di valutazione

Le partecipazioni sono valutate al costo, eventualmente rettificato per perdite di valore. Se esistono evidenze che il valore di una partecipazione possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento.

Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata a conto economico.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico.

Criteri di cancellazione

Le partecipazioni vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati dalle attività stesse o quando la partecipazione viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici ad essa connessi.

6. Attività materiali

Criteri di classificazione

Le attività materiali comprendono i terreni, gli immobili strumentali, gli investimenti immobiliari, il patrimonio artistico di pregio, gli impianti tecnici, i mobili e gli arredi nonché le attrezzature di qualsiasi tipo che si ritiene di utilizzare per più di un periodo. Le attività materiali detenute per essere utilizzate nella produzione o nella fornitura di beni e servizi sono classificate come "attività ad uso funzionale" secondo lo IAS 16. Gli immobili posseduti con finalità di investimento (per conseguire canoni di locazione o per l'apprezzamento del capitale investito) sono classificati come "attività detenute a scopo di investimento" in base allo IAS 40.

La voce accoglie anche attività materiali classificate in base allo IAS 2 - Rimanenze, che si riferiscono sia a beni derivanti dall'attività di escussione di garanzie o dall'acquisto in asta che l'impresa ha intenzione di vendere nel prossimo futuro, senza effettuare rilevanti opere di ristrutturazione, e che non hanno i presupposti per essere classificati nelle categorie precedenti. Sono, infine, inclusi i diritti d'uso acquisiti con il leasing e relativi all'utilizzo di un'attività materiale (per i locatari) e le attività concesse in leasing operativo (per i locatori).

Criteri di iscrizione

Le attività materiali sono inizialmente iscritte al costo che comprende, oltre al prezzo di acquisto, tutti gli eventuali oneri accessori direttamente imputabili all'acquisto e alla messa in funzione del bene.

Le spese di manutenzione straordinaria che comportano un incremento dei benefici economici futuri vengono imputate ad incremento del valore dei cespiti, mentre gli altri costi di manutenzione ordinaria sono rilevati a Conto Economico.

Criteri di valutazione

Le attività materiali sono valutate al costo, dedotti eventuali ammortamenti e perdite di valore, ad eccezione degli immobili ad uso funzionale e del patrimonio artistico di pregio che sono valutati secondo il metodo della rideterminazione del valore. Gli immobili detenuti a scopo di investimento sono valutati con il metodo del fair value.

Per le attività materiali soggette alla valutazione secondo il metodo della rideterminazione del valore:

  • se il valore contabile di un bene è incrementato a seguito di una rideterminazione di valore, l'incremento deve essere rilevato nel prospetto della redditività complessiva e accumulato nel patrimonio netto sotto la voce riserva di rivalutazione; invece nel caso in cui ripristini una svalutazione della stessa attività rilevata precedentemente nel conto economico deve essere rilevato come provento;
  • se il valore contabile di un bene è diminuito a seguito della rideterminazione di valore, la diminuzione deve essere rilevata nel prospetto della redditività complessiva nella misura in cui vi siano eventuali saldi a credito nella riserva di rivalutazione in riferimento a tale attività; altrimenti tale riduzione va contabilizzata nel conto economico.

Le attività materiali sono sistematicamente ammortizzate, adottando come criterio di ammortamento il metodo a quote costanti, lungo la loro vita utile. Il valore ammortizzabile è rappresentato dal costo dei beni (o dal valore netto rideterminato qualora il metodo adottato per la valutazione sia quello della rideterminazione del valore) al netto del valore residuo al termine del processo di ammortamento, se significativo. Gli immobili vengono ammortizzati per una quota ritenuta congrua per rappresentare il deperimento dei cespiti nel tempo a seguito del loro utilizzo, tenuto conto delle spese di manutenzione di carattere straordinario, che vengono portate ad incremento del valore dei cespiti. Ai fini della determinazione della vita utile delle diverse tipologie di cespiti e dei corrispondenti coefficienti di ammortamento, il patrimonio immobiliare della Banca è stato segmentato in quattro cluster: (i) Immobili storici vincolati e non, (ii) Immobili cielo-terra, (iii) Filiali bancarie e (iv) Altri immobili.

Non vengono invece ammortizzati:

  • i terreni, siano essi stati acquisiti singolarmente o incorporati nel valore dei fabbricati, in quanto hanno vita utile indefinita; - il patrimonio artistico di pregio, gli altri beni storico artistici e decorativi in quanto la loro vita utile non può essere stimata
  • ed il loro valore è normalmente destinato ad aumentare nel tempo; - gli immobili ad uso investimento che, come richiesto dal principio contabile IAS 40, essendo valutati al fair value con contropartita il conto economico, non devono essere ammortizzati.

Se esiste qualche indicazione che dimostri che un'attività materiale valutata al costo possa aver subito una perdita di valore, si procede al confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a Conto Economico.

Qualora vengano meno i motivi che hanno portato alla rilevazione della perdita, si dà luogo ad una ripresa di valore, che non può superare il valore che l'attività avrebbe avuto, al netto degli ammortamenti calcolati, in assenza di precedenti perdite di valore.

Per quel che attiene alle attività materiali rilevate ai sensi dello IAS 2, le stesse sono valutate al minore tra il costo ed il valore netto di realizzo, fermo restando che si procede comunque al confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero ove esista qualche indicazione che dimostri che il bene possa aver subito una perdita di valore. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a conto economico.

Attività materiali rappresentate dal diritto d'uso di beni di cui a contratti di "leasing"

Ai sensi dell'IFRS 16 il "leasing" è un contratto, o parte di un contratto, che, in cambio di un corrispettivo, trasferisce il diritto di utilizzo di un'attività (l'attività sottostante) per un periodo di tempo.

Secondo l'IFRS 16, i leasing sono contabilizzati sulla base del modello del right of use, per cui, alla data iniziale, il locatario ha un'obbligazione finanziaria a effettuare pagamenti dovuti al locatore per compensare il suo diritto a utilizzare il bene sottostante durante la durata del leasing.

Quando l'attività è resa disponibile al locatario per il relativo utilizzo (data iniziale), il locatario riconosce sia la passività che l'attività consistente nel diritto di utilizzo.

In particolare il diritto d'uso acquisito con il leasing è rilevato come somma del valore attuale dei canoni futuri da pagare per la durata contrattuale, dei pagamenti per leasing corrisposti alla data o prima della decorrenza del leasing, degli eventuali incentivi ricevuti, dei costi diretti iniziali e degli eventuali costi stimati per lo smantellamento o il ripristino dell'attività sottostante il leasing.

La passività finanziaria iscritta corrisponde al valore attuale dei pagamenti dovuti per il leasing.

In merito al tasso di attualizzazione, sulla base dei requisiti IFRS 16, il Gruppo utilizza per ogni contratto di leasing il tasso di interesse implicito, laddove sia disponibile. Per quanto riguarda i contratti di leasing dal punto di vista del locatario, in alcuni casi, ad esempio con riferimento ai contrati di affitto, il tasso di interesse implicito non può essere sempre determinato prontamente senza ricorrere a stime e assunzioni (il locatario non ha abbastanza informazioni sul valore residuo non garantito del bene locato). In questi casi, il Gruppo ha sviluppato una metodologia per definire il tasso di interesse incrementale in alternativa al tasso di interesse implicito ed ha deciso di adottare il tasso interno di trasferimento (TIT) della raccolta. Si tratta di una curva tassi non garantita (unsecured) e amortizing, prevedendo il contratto di leasing dei canoni, tipicamente costanti, lungo la durata del contratto, e non un unico pagamento a scadenza. Tale tasso tiene conto del merito creditizio del locatario, della durata del leasing, nonché dell'ambiente economico nel quale la transazione ha luogo e pertanto è in linea con quanto richiesto dal principio.

La durata del leasing viene determinata tenendo conto di:

  • periodi coperti da un'opzione di proroga del leasing, in caso l'esercizio della medesima sia ragionevolmente certo;

  • periodi coperti da un'opzione di risoluzione del leasing, in caso l'esercizio della medesima sia ragionevolmente certo.

  • Nel corso della durata del contratto di leasing, il locatario deve:

  • valutare il diritto d'uso al costo, al netto degli ammortamenti cumulati e delle rettifiche cumulate di valore determinate e contabilizzate in base alle previsioni dello IAS 36 "Riduzioni di valore delle attività", rettificato per tenere conto delle eventuali rideterminazioni della passività del leasing;
  • incrementare la passività riveniente dall'operazione di leasing a seguito della maturazione di interessi passivi calcolati al tasso di interesse implicito del leasing, o, alternativamente, al tasso di finanziamento marginale e ridurla per i pagamenti delle quote capitale e interessi.

In caso di modifiche nei pagamenti dovuti per il leasing la passività deve essere rideterminata; l'impatto della rideterminazione della passività è rilevato in contropartita dell'attività consistente nel diritto di utilizzo

Criteri di cancellazione

Un'attività materiale è eliminata dallo Stato Patrimoniale al momento della dismissione o quando il bene è permanentemente ritirato dall'uso e dalla sua dismissione non sono attesi benefici economici futuri.

7. Attività immateriali

Criteri di classificazione

Le attività immateriali comprendono l'avviamento e le altre attività immateriali disciplinate dallo IAS 38. Possono includere i diritti d'uso acquisiti con il leasing e relativi all'utilizzo di un'attività immateriale (per i locatari) e le attività concesse in leasing operativo (per i locatori).

Le attività immateriali sono iscritte come tali se sono identificabili e trovano origine in diritti legali o contrattuali. Tra le attività immateriali è anche iscritto l'avviamento che rappresenta la differenza positiva tra il costo di acquisto ed il fair value delle attività e passività di pertinenza di un'impresa acquisita.

Criteri di iscrizione e valutazione

Le attività immateriali sono iscritte al costo, rettificato per eventuali oneri accessori solo se è probabile che i futuri benefici economici attribuibili all'attività si realizzino e se il costo dell'attività stessa può essere determinato attendibilmente. In caso contrario il costo dell'attività immateriale è rilevato a conto economico nell'esercizio in cui è stato sostenuto.

Per le attività a vita utile definita, il costo è ammortizzato in quote costanti o in quote decrescenti determinate in funzione dell'afflusso dei benefici economici attesi dall'attività. Le attività a vita utile indefinita non sono invece soggette ad ammortamento sistematico, bensì ad un test periodico di verifica dell'adeguatezza del relativo valore di iscrizione in bilancio.

Se esiste qualche indicazione che dimostri che un'attività possa avere subìto una perdita di valore, si procede alla stima del valore di recupero dell'attività. L'ammontare della perdita, rilevato a conto economico, è pari alla differenza tra il valore contabile dell'attività ed il valore recuperabile.

In particolare tra le attività immateriali sono incluse:

  • attività immateriali basate sulla tecnologia, quali il software applicativo, che sono ammortizzate in funzione della prevista obsolescenza tecnologica delle stesse e comunque non oltre un periodo massimo di sette anni; in particolare, i costi sostenuti internamente per lo sviluppo di progetti di software costituiscono attività immateriali e sono iscritti all'attivo solo se tutte le seguenti condizioni sono rispettate: i) il costo attribuibile all'attività di sviluppo è attendibilmente determinabile, ii) vi è l'intenzione, la disponibilità di risorse finanziarie e la capacità tecnica a rendere l'attività disponibile all'uso o alla vendita, iii) è dimostrabile che l'attività è in grado di produrre benefici economici futuri. I costi di sviluppo del software capitalizzati comprendono le sole spese sostenute che possono essere attribuite direttamente al processo di sviluppo. I costi di sviluppo software capitalizzati sono ammortizzati sistematicamente lungo la vita stimata del relativo prodotto/servizio in modo da riflettere le modalità con cui ci si attende che i benefici economici futuri derivanti dall'attività siano consumati dall'entità dall'inizio della produzione lungo la vita stimata del prodotto;
  • attività immateriali legate alla clientela rappresentate dalla valorizzazione, in occasione di operazioni di aggregazione, dei rapporti di asset management, delle attività non finanziarie correlate a prestazioni di servizi e del portafoglio assicurativo.

Tali attività, a vita definita, sono originariamente valorizzate attraverso l'attualizzazione, con l'utilizzo di un tasso rappresentativo del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell'attività, dei flussi rappresentativi dei margini reddituali lungo un periodo esprimente la durata residua, contrattuale o stimata, dei rapporti in essere al momento dell'operazione di aggregazione. Esse sono ammortizzate, per i rapporti di asset management e per le attività non finanziarie correlate a prestazioni di servizi in quote costanti lungo il periodo di afflusso di maggiore significatività dei benefici economici attesi nel caso di rapporti non aventi una scadenza predeterminata e, per i rapporti legati a contratti assicurativi, in quote decrescenti corrispondenti al periodo di durata dei contratti nel caso di rapporti con scadenza definita (vita residua delle polizze);

  • attività immateriali legate al marketing rappresentate dalla valorizzazione del marchio ("brand name") anch'esso iscritto in occasione di operazioni di aggregazione. Tale attività è considerata a vita indefinita in quanto si ritiene che possa contribuire per un periodo indeterminato alla formazione dei flussi reddituali.

Infine, tra le attività immateriali è incluso l'avviamento.

L'avviamento può essere iscritto, nell'ambito di operazioni di aggregazione, quando la differenza positiva fra il fair value degli elementi patrimoniali acquisiti e il costo di acquisto della partecipazione è rappresentativo delle capacità reddituali future della partecipazione (goodwill).

Qualora tale differenza risulti negativa (badwill) o nell'ipotesi in cui il goodwill non trovi giustificazione nelle capacità reddituali future della partecipata, la differenza stessa viene iscritta direttamente a conto economico.

Con periodicità annuale (od ogni volta che vi sia evidenza di perdita di valore) viene effettuato un test di verifica dell'adeguatezza del valore dell'avviamento. A tal fine viene identificata l'Unità generatrice di flussi finanziari cui attribuire l'avviamento. Nell'ambito del Gruppo Intesa Sanpaolo le Unità generatrici di flussi finanziari corrispondono alle divisioni operative rappresentate nel segment reporting. Il Business operativo svolto direttamente dalla Capogruppo rientra nell'ambito delle Unità generatrici di flussi finanziari rappresentate dalla Banca dei Territori e dal Corporate e Investiment banking. L'avviamento è pertanto allocato in tali divisioni.

Criteri di cancellazione

Un'attività immateriale è eliminata dallo stato patrimoniale al momento della dismissione o qualora non siano più attesi benefici economici futuri.

8. Altre attività

Le altre attività accolgono essenzialmente partite in attesa di sistemazione e poste non riconducibili ad altre voci dello stato patrimoniale, tra cui si ricordano i crediti derivanti da forniture di beni e servizi non finanziari, le partite fiscali diverse da quelle rilevate a voce propria (ad esempio, connesse con l'attività di sostituto di imposta), l'oro, l'argento e i metalli preziosi e i ratei attivi diversi da quelli che vanno capitalizzati sulle relative attività finanziarie, ivi inclusi quelli derivanti da contratti con i clienti ai sensi dell'IFRS 15, paragrafi 116 e successivi. Come previsto dai paragrafi 91 e successivi dell'IFRS 15, i costi sostenuti per l'acquisizione e l'adempimento dei contratti con la clientela aventi durata pluriennale sono capitalizzati e ammortizzati nella misura in cui siano incrementali e si preveda di recuperarli.

9. Attività non correnti o gruppi di attività/passività in via di dismissione

Vengono classificate nella voce dell'attivo "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e in quella del passivo "Passività associate ad attività in via di dismissione" attività non correnti o gruppi di attività/passività per i quali è stato avviato un processo di dismissione e la loro vendita è ritenuta altamente probabile. Tali attività/passività sono valutate al minore tra il valore di carico ed il loro fair value al netto dei costi di cessione, ad eccezione di alcune tipologie di attività (es. attività finanziarie rientranti nell'ambito di applicazione dell'IFRS 9) per cui l'IFRS 5 prevede specificatamente che debbano essere applicati i criteri valutativi del principio contabile di pertinenza.

È possibile che tra le attività non correnti e gruppi di attività in dismissione siano inclusi portafogli di attività per cui non esistono quotazioni in un mercato attivo. In tale evenienza, si procede ad una loro valutazione al fair value facendo riferimento, in presenza di un accordo raggiunto con la controparte acquirente, ai prezzi di cessione risultanti da tale accordo; in assenza di un accordo, applicando specifiche tecniche valutative in funzione dall'attività e ricorrendo eventualmente a fairness opinion esterne.

I proventi ed oneri (al netto dell'effetto fiscale), riconducibili a gruppi di attività in via di dismissione o rilevati come tali nel corso dell'esercizio, sono esposti nel conto economico in voce separata.

10. Fiscalità corrente e differita

Le imposte sul reddito, calcolate nel rispetto delle legislazioni fiscali nazionali, sono contabilizzate come costo in base al criterio della competenza economica, coerentemente con le modalità di rilevazione in bilancio dei costi e ricavi che le hanno generate. Esse rappresentano pertanto il saldo della fiscalità corrente e differita relativa al reddito dell'esercizio. Le Attività e Passività fiscali correnti accolgono il saldo netto delle posizioni della Banca nei confronti delle Amministrazioni finanziarie italiana ed estere riconducibili all'ambito della fiscalità diretta. In particolare, tali poste accolgono il saldo netto tra le passività fiscali di anni pregressi e correnti dell'esercizio, calcolate in base ad una prudenziale previsione dell'onere tributario dovuto per l'esercizio, determinato in base alle norme tributarie in vigore, e le attività fiscali correnti rappresentate dagli acconti, dalle ritenute d'acconto subite o da altri crediti d'imposta. Il rischio insito nei suddetti procedimenti – allo stesso modo dei rischi insiti in procedimenti che non hanno richiesto versamenti a titolo provvisorio – viene valutato secondo le logiche dello IAS 37, in relazione alle probabilità di impiego di risorse economiche per il loro adempimento.

Tenuto conto dell'adozione del consolidato fiscale nazionale da parte del Gruppo, le posizioni fiscali riferibili alla Banca e a quelle originate da altre società del Gruppo sono gestite in modo distinto sotto il profilo amministrativo.

La fiscalità differita viene determinata in base al criterio del cosiddetto balance sheet liability method, tenuto conto dell'effetto fiscale connesso alle differenze temporanee tra il valore contabile delle attività e passività ed il loro valore fiscale che determineranno importi imponibili o deducibili nei futuri periodi. A tali fini, si intendono "differenze temporanee tassabili" quelle che nei periodi futuri determineranno importi imponibili e "differenze temporanee deducibili" quelle che negli esercizi futuri determineranno importi deducibili.

La fiscalità differita viene calcolata applicando le aliquote di imposizione stabilite dalle disposizioni di legge in vigore alle differenze temporanee tassabili per cui esiste la probabilità di un effettivo sostenimento di imposte ed alle differenze temporanee deducibili per cui esiste una ragionevole certezza che vi siano ammontari imponibili futuri al momento in cui si manifesterà la relativa deducibilità fiscale (c.d. probability test). Le imposte anticipate e differite relative alla medesima imposta e scadenti nel medesimo periodo vengono compensate.

Qualora le Attività e Passività fiscali differite si riferiscano a componenti che hanno interessato il conto economico, la contropartita è rappresentata dalle imposte sul reddito.

Nei casi in cui le imposte anticipate e differite riguardino transazioni che hanno interessato direttamente il patrimonio netto senza influenzare il conto economico (quali le rettifiche di prima applicazione degli IAS/IFRS, le valutazioni degli strumenti finanziari rilevati al fair value con impatto sulla redditività complessiva o dei contratti derivati di copertura di flussi finanziari), le stesse vengono iscritte in contropartita al patrimonio netto, interessando le specifiche riserve quando previsto (es. riserve da valutazione).

La fiscalità latente riferita alle poste patrimoniali in sospensione d'imposta "tassabili soltanto in ipotesi di distribuzione" non viene iscritta in bilancio, in quanto la consistenza delle riserve disponibili già assoggettate a tassazione consente di ritenere che non saranno effettuate operazioni che ne comportino la tassazione.

La fiscalità differita riferita alle società incluse nel consolidato fiscale viene rilevata in bilancio dalle stesse, in applicazione del criterio di competenza economica ed in considerazione della valenza del consolidato fiscale limitata agli adempimenti di liquidazione delle posizioni fiscali correnti.

11. Fondi per rischi ed oneri

Fondi per rischi ed oneri a fronte di impegni e garanzie rilasciate

La sottovoce dei fondi per rischi ed oneri in esame accoglie i fondi per rischio di credito rilevati a fronte degli impegni ad erogare fondi ed alle garanzie rilasciate che rientrano nel perimetro di applicazione delle regole sull'impairment ai sensi dell'IFRS 9. Per tali fattispecie sono adottate, in linea di principio, le medesime modalità di allocazione tra i tre stage (stadi di rischio creditizio) e di calcolo della perdita attesa esposte con riferimento alle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

L'aggregato accoglie, peraltro, anche i fondi per rischi ed oneri costituiti a fronte di altre tipologie di impegni e di garanzie rilasciate che, in virtù delle proprie peculiarità, non rientrano nel richiamato perimetro di applicazione dell'impairment ai sensi dell'IFRS 9.

Fondi di quiescenza e per obblighi simili

I Fondi di quiescenza sono costituiti in attuazione di accordi aziendali e si qualificano come piani a benefici definiti. La passività relativa a tali piani ed il relativo costo previdenziale delle prestazioni di lavoro corrente sono determinati sulla base di ipotesi attuariali applicando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", che prevede la proiezione degli esborsi futuri sulla base di analisi storiche statistiche e della curva demografica e l'attualizzazione finanziaria di tali flussi sulla base di un tasso di interesse di mercato. I contributi versati in ciascun esercizio sono considerati come unità separate, rilevate e valutate singolarmente ai fini della determinazione dell'obbligazione finale. Il tasso utilizzato per l'attualizzazione è determinato in base ai rendimenti di mercato rilevati alle date di valutazione di obbligazioni di aziende primarie tenendo conto della durata media residua della passività. Il valore attuale dell'obbligazione alla data di riferimento del bilancio è inoltre rettificato del fair value delle eventuali attività a servizio del piano.

Gli utili e le perdite attuariali (ovvero le variazioni nel valore attuale dell'obbligazione derivanti dalle modifiche alle ipotesi attuariali e dalle rettifiche basate sull'esperienza passata) sono riconosciuti nel prospetto della redditività complessiva.

Altri fondi

Gli altri fondi per rischi ed oneri accolgono gli accantonamenti relativi ad obbligazioni legali o connessi a rapporti di lavoro oppure a contenziosi, anche fiscali, originati da un evento passato per i quali sia probabile l'esborso di risorse economiche per l'adempimento delle obbligazioni stesse, sempre che possa essere effettuata una stima attendibile del relativo ammontare.

Conseguentemente, la rilevazione di un accantonamento avviene se e solo se:

  • vi è un'obbligazione in corso (legale o implicita) quale risultato di un evento passato;
  • è probabile che per adempiere all'obbligazione si renderà necessario l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici; e
  • può essere effettuata una stima attendibile dell'importo derivante dall'adempimento dell'obbligazione.

L'importo rilevato come accantonamento rappresenta la migliore stima della spesa richiesta per adempiere all'obbligazione esistente alla data di riferimento del bilancio e riflette rischi ed incertezze che inevitabilmente caratterizzano una pluralità di fatti e circostanze. Laddove l'elemento temporale sia significativo, gli accantonamenti vengono attualizzati utilizzando i tassi correnti di mercato. L'accantonamento e gli incrementi dovuti al fattore temporale sono rilevati a Conto Economico.

L'accantonamento viene stornato quando diviene improbabile l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici per adempiere l'obbligazione oppure quando si estingue l'obbligazione.

Nella voce sono inclusi anche i benefici a lungo termine ai dipendenti, i cui oneri vengono determinati con i medesimi criteri

attuariali descritti per i fondi di quiescenza. Gli utili e le perdite attuariali vengono rilevati tutti immediatamente nel conto economico.

12. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Criteri di classificazione

I Debiti verso banche, i Debiti verso clientela e i Titoli in circolazione ricomprendono le varie forme di provvista interbancaria e con clientela, le operazioni di pronti contro termine con obbligo di riacquisto a termine e la raccolta effettuata attraverso certificati di deposito, titoli obbligazionari ed altri strumenti di raccolta in circolazione, al netto degli eventuali ammontari riacquistati.

Sono inoltre inclusi i debiti iscritti dalla Banca in qualità di locatario nell'ambito di operazioni di leasing.

Criteri di iscrizione

La prima iscrizione di tali passività finanziarie avviene alla data di sottoscrizione del contratto, che normalmente coincide con il momento della ricezione delle somme raccolte o della emissione dei titoli di debito.

La prima iscrizione è effettuata sulla base del fair value delle passività, normalmente pari all'ammontare incassato o al prezzo di emissione, aumentato degli eventuali costi/proventi aggiuntivi direttamente attribuibili alla singola operazione di provvista o di emissione. Sono esclusi i costi interni di carattere amministrativo.

I debiti per leasing vengono iscritti al valore attuale dei pagamenti di leasing futuri, attualizzati utilizzando il tasso di interesse implicito dell'operazione oppure, se non determinabile, attraverso il tasso marginale di finanziamento.

Criteri di valutazione

Dopo la rilevazione iniziale, le passività finanziarie vengono valutate al costo ammortizzato col metodo del tasso di interesse effettivo. Fanno eccezione le passività a breve termine, per le quali il fattore temporale risulta trascurabile, che rimangono iscritte per il valore incassato.

I debiti per leasing vengono rideterminati quando vi è una lease modification (e.g. una modifica del contratto che non è contabilizzata/considerata come contratto separato); l'effetto della rideterminazione andrà registrato in contropartita all'attività per diritto d'uso.

Criteri di cancellazione

Le passività finanziarie sono cancellate dal bilancio quando risultano scadute o estinte. La cancellazione avviene anche in presenza di riacquisto di titoli obbligazionari precedentemente emessi. La differenza tra valore contabile della passività e l'ammontare corrisposto per acquistarla viene registrata a Conto Economico.

Il ricollocamento sul mercato di titoli propri successivamente al loro riacquisto è considerato come una nuova emissione con iscrizione al nuovo prezzo di collocamento.

13. Passività finanziarie di negoziazione

Criteri di iscrizione

Gli strumenti finanziari in oggetto sono iscritti alla data di sottoscrizione o alla data di emissione ad un valore pari al fair value dello strumento, senza considerare eventuali costi o proventi di transazione direttamente attribuibili agli strumenti stessi. In tale categoria di passività sono, in particolare, inclusi i contratti derivati di trading con fair value negativo, nonché i derivati

impliciti con fair value negativo oggetto di scorporo dalle passività valutate al costo ammortizzato.

Inoltre sono incluse le passività che si originano da scoperti tecnici generati dall'attività di negoziazione di titoli e i certificates rientranti nel business model di trading.

Criteri di valutazione

Tutte le passività di negoziazione sono valutate al fair value con imputazione del risultato della valutazione nel Conto Economico.

Criteri di cancellazione

Le Passività finanziarie detenute per negoziazione vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando la passività finanziaria è ceduta con trasferimento sostanziale di tutti i rischi ed i benefici derivanti dalla proprietà della stessa.

14. Passività finanziarie designate al fair value

Criteri di classificazione

Formano oggetto di rilevazione nella presente voce le passività finanziarie designate al fair value con contropartita in Conto Economico, sulla base della facoltà riconosciuta alle imprese (c.d. "fair value option") dall'IFRS 9 e nel rispetto delle casistiche previste dalla normativa di riferimento.

In tale categoria di passività sono, in particolare, inclusi i certificates rientranti nel business model di banking book.

Criteri di iscrizione

L'iscrizione di tali passività avviene alla data di emissione in misura pari al loro fair value, incluso il valore dell'eventuale derivato embedded e al netto delle commissioni di collocamento pagate.

Criteri di valutazione

Tali passività sono valutate al fair value con imputazione del risultato secondo le seguenti regole previste dall'IFRS 9:

  • le variazioni di fair value che sono attribuibili alla variazione del proprio merito creditizio devono essere rilevate nel Prospetto della redditività complessiva (Patrimonio Netto);
  • le restanti variazioni di fair value devono essere rilevate nel Conto Economico.

Gli importi rilevati nel Prospetto della redditività complessiva non rigirano successivamente a conto economico. Tale modalità di contabilizzazione non deve essere applicata qualora la rilevazione degli effetti del proprio merito di credito a Patrimonio netto determini o accentui un accounting mismatch a conto economico. In questo caso gli utili o le perdite legate alla passività, incluse quelle che si determinano come effetto della variazione del proprio merito creditizio, devono essere rilevate a conto economico.

Criteri di cancellazione

Le passività finanziarie designate al fair value vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando la passività finanziaria è ceduta con trasferimento sostanziale di tutti i rischi ed i benefici derivanti dalla proprietà della stessa.

15. Operazioni in valuta

Definizione

La valuta estera è una valuta differente dalla valuta funzionale dell'impresa, che a sua volta è la valuta dell'ambiente economico prevalente in cui l'impresa stessa opera.

Criteri di rilevazione iniziale

Le operazioni in valuta estera sono registrate, al momento della rilevazione iniziale, in divisa di conto, applicando all'importo in valuta estera il tasso di cambio in vigore alla data dell'operazione.

Criteri di rilevazione successiva

Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale, le poste di bilancio in valuta estera vengono valorizzate come segue: - le poste monetarie sono convertite al tasso di cambio alla data di chiusura;

  • le poste non monetarie valutate al costo storico sono convertite al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione;
  • le poste non monetarie valutate al fair value sono convertite utilizzando i tassi di cambio in essere alla data di chiusura.

Le differenze di cambio che derivano dal regolamento di elementi monetari o dalla conversione di elementi monetari a tassi diversi da quelli di conversione iniziali, o di conversione del bilancio precedente, sono rilevate nel conto economico del periodo in cui sorgono.

Quando un utile o una perdita relativi ad un elemento non monetario sono rilevati a patrimonio netto, la differenza cambio relativa a tale elemento è rilevata anch'essa a patrimonio. Per contro, quando un utile o una perdita sono rilevati a conto economico, è rilevata in conto economico anche la relativa differenza cambio.

16. Altre informazioni

Azioni proprie

Le eventuali azioni proprie detenute sono portate in riduzione del patrimonio netto. Analogamente, il costo originario delle stesse e gli utili o le perdite derivanti dalla loro successiva vendita sono rilevati come movimenti del patrimonio netto.

Ratei e risconti

I ratei ed i risconti che accolgono oneri e proventi di competenza del periodo maturati su attività e passività sono iscritti in bilancio a rettifica delle attività e passività a cui si riferiscono.

Spese per migliorie su beni di terzi

I costi di ristrutturazione di immobili non di proprietà vengono capitalizzati in considerazione del fatto che per la durata del contratto di affitto la società utilizzatrice ha il controllo dei beni e può trarre da essi benefici economici futuri. I suddetti costi, classificati tra le Altre attività come previsto dalle Istruzioni della Banca d'Italia, vengono ammortizzati per un periodo non superiore alla durata del contratto di affitto.

Trattamento di fine rapporto del personale

Il trattamento di fine rapporto si configura come un "beneficio successivo al rapporto di lavoro" classificato come:

  • "piano a contribuzione definita" per le quote di trattamento di fine rapporto del personale maturande a partire dal 1° gennaio 2007 (data di entrata in vigore della riforma della previdenza complementare di cui al Decreto Legislativo 5 dicembre 2005 n. 252) sia nel caso di opzione da parte del dipendente per la previdenza complementare, sia nel caso di destinazione al fondo di Tesoreria presso l'INPS. Per tali quote l'importo contabilizzato tra i costi del personale è determinato sulla base dei contributi dovuti senza l'applicazione di metodologie di calcolo attuariali;
  • "piano a benefici definiti" per la quota del trattamento di fine rapporto del personale maturata sino al 31 dicembre 2006. Tali quote sono iscritte sulla base del loro valore attuariale determinato utilizzando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", senza applicazione del pro-rata del servizio prestato in quanto il costo previdenziale ("current service cost") del TFR è quasi interamente maturato e la rivalutazione dello stesso, per gli anni a venire, non si ritiene dia luogo a significativi benefici per i dipendenti.

Ai fini dell'attualizzazione, il tasso utilizzato è determinato con riferimento al rendimento di mercato di obbligazioni di aziende primarie tenendo conto della durata media residua della passività, ponderata in base alla percentuale dell'importo pagato e anticipato, per ciascuna scadenza, rispetto al totale da pagare e anticipare fino all'estinzione finale dell'intera obbligazione. I costi per il servizio del piano sono contabilizzati tra i costi del personale, mentre gli utili e le perdite attuariali sono rilevati nel prospetto della redditività complessiva.

Pagamenti basati su azioni

I piani di remunerazione del personale basati su azioni vengono rilevati nel conto economico, con un corrispondente incremento del patrimonio netto, sulla base del fair value degli strumenti finanziari attribuiti alla data di assegnazione, suddividendo l'onere lungo il periodo previsto dal piano.

In presenza di opzioni, il fair value delle stesse è calcolato utilizzando un modello che considera, oltre ad informazioni quali il prezzo di esercizio e la vita dell'opzione, il prezzo corrente delle azioni e la loro volatilità attesa, i dividendi attesi e il tasso di interesse risk-free, anche le caratteristiche specifiche del piano in essere. Nel modello di valorizzazione sono valutate in modo distinto l'opzione e la probabilità di realizzazione delle condizioni in base alle quali le opzioni sono state assegnate. La combinazione dei due valori fornisce il fair value dello strumento assegnato.

L'eventuale riduzione del numero di strumenti finanziari assegnati è contabilizzata come cancellazione di una parte degli stessi.

Benefici ai dipendenti

Si definiscono benefici ai dipendenti tutti i tipi di remunerazione erogati dall'azienda in cambio dell'attività lavorativa svolta dai dipendenti. I benefici ai dipendenti si suddividono tra:

  • benefici a breve termine (diversi dai benefici dovuti ai dipendenti per la cessazione del rapporto di lavoro e dai benefici retributivi sotto forma di partecipazione al capitale) che si prevede di liquidare interamente entro dodici mesi dal termine dell'esercizio nel quale i dipendenti hanno prestato l'attività lavorativa e rilevati interamente a conto economico al momento della maturazione (rientrano in tale categoria, ad esempio, i salari, gli stipendi e le prestazioni "straordinarie");
  • benefici successivi al rapporto di lavoro dovuti dopo la conclusione del rapporto di lavoro che obbligano l'impresa ad un'erogazione futura nei confronti dei dipendenti. Tra questi, rientrano il trattamento di fine rapporto e i fondi pensione che, a loro volta si suddividono in piani a contribuzione definita e piani a benefici definiti o fondi di quiescenza aziendale;
  • benefici per la cessazione del rapporto di lavoro, ossia quei compensi che l'azienda riconosce ai dipendenti come contropartita alla cessazione del rapporto di lavoro, in seguito alla decisione della stessa di concludere il rapporto di lavoro prima della normale data di pensionamento;
  • benefici a lungo termine, diversi dai precedenti, che non si prevede siano estinti interamente entro i dodici mesi successivi al temine dell'esercizio in cui i dipendenti hanno svolto le proprie prestazioni lavorative.

Compensazione di strumenti finanziari

Ai sensi dello IAS 32, paragrafo 42, le attività finanziarie e le passività finanziarie sono oggetto di compensazione ed evidenziate in bilancio per il saldo netto, qualora l'entità:

  • abbia un diritto legale ad operare tale compensazione, correntemente esercitabile in tutte le circostanze, siano esse afferenti al normale svolgimento del business siano esse relative a situazioni di inadempimento, insolvenza, fallimento delle parti;
  • intenda regolare le transazioni per il saldo netto o in base ad un regolamento su base lorda i cui effetti sostanziali siano equivalenti ad un regolamento netto.

Per gli strumenti derivati rientranti in accordi di compensazione che rispettano i requisiti in precedenza illustrati la Circolare n. 262 prevede di effettuare la compensazione anche tra i derivati di negoziazione e i derivati di copertura, prevedendo una rappresentazione su base netta di tali sbilanci: convenzionalmente, il saldo netto viene allocato nel portafoglio di negoziazione piuttosto che nei derivati di copertura, in funzione della prevalenza del valore assoluto tra lo sbilancio dei derivati di negoziazione e quello dei derivati di copertura.

In ottemperanza a quanto richiesto dal principio contabile IFRS 7, informazioni di maggior dettaglio sono fornite nelle tavole contenute nella Parte B – Altre informazioni della presente nota integrativa, nelle quali sono esposti in particolare:

  • i valori di bilancio di attività e passività che presentano i requisiti previsti dallo IAS 32, paragrafo 42, prima e dopo la compensazione contabile;
  • le esposizioni soggette ad accordi quadro di compensazione che non hanno dato luogo a compensazione ma che potenzialmente la possono attivare in seguito a specifiche circostanze;
  • le garanzie reali ad esse connesse.

Crediti d'imposta connessi con i Decreti Legge "Cura Italia" e "Rilancio" acquistati a seguito di cessione da parte dei beneficiari diretti o di precedenti acquirenti (es. ecobonus)

I Decreti Legge n. 18/2020 (c.d. "Cura Italia") e n. 34/2020 (c.d. "Rilancio") hanno introdotto nell'ordinamento italiano misure fiscali di incentivazione connesse sia con spese per investimenti (es. eco e sismabonus) sia con spese correnti (es. canoni di locazione di locali ad uso non abitativo). Tali incentivi fiscali si applicano a famiglie o imprese, sono commisurati a una percentuale della spesa sostenuta (che in alcuni casi raggiunge anche il 110%) e sono erogati sotto forma di crediti d'imposta o di detrazioni d'imposta (trasformabili su opzione in crediti d'imposta). Le caratteristiche principali di tali crediti d'imposta sono: i) la possibilità di utilizzo in compensazione; ii) la cedibilità a terzi acquirenti; e iii) la non rimborsabilità da parte dell'Erario.

La contabilizzazione dei crediti d'imposta acquistati da un soggetto terzo (cessionario del credito d'imposta) non è riconducibile ad uno specifico principio contabile internazionale. Lo IAS 8 prevede che, nei casi in cui vi sia una fattispecie non esplicitamente trattata da un principio contabile IAS/IFRS, la direzione aziendale definisca un'accounting policy idonea a garantire un'informativa rilevante e attendibile di tali operazioni.

A tal fine il Gruppo Intesa Sanpaolo, tenendo in considerazione le indicazioni espresse dalle Autorità70, si è dotato di una accounting policy che fa riferimento alla disciplina contabile prevista dall'IFRS 9, applicandone in via analogica le disposizioni compatibili con le caratteristiche dell'operazione e considerando che i crediti d'imposta in questione sono, sul piano sostanziale, assimilabili a un'attività finanziaria. La banca acquista i crediti secondo la propria tax capacity, con l'obiettivo di detenerli e utilizzarli per le compensazioni future, pertanto, tali crediti sono riconducibili ad un business model Hold to Collect e rilevati al costo ammortizzato, con rappresentazione della remunerazione nel margine di interesse durante l'arco temporale di recupero. La valutazione di tali crediti dovrà essere effettuata considerando i flussi di utilizzo attraverso le compensazioni future stimate, non risulta invece applicabile alla specifica casistica il framework contabile previsto dall'IFRS 9 per il calcolo delle perdite attese, ossia su questi crediti d'imposta non viene calcolata ECL, in quanto non esiste un rischio di credito della controparte, tenuto conto che il realizzo del credito avviene tramite compensazione con dei debiti e non tramite incasso,. Come specificato dal documento congiunto delle Autorità, tenuto conto che i crediti d'imposta acquistati non rappresentano, ai sensi dei principi contabili internazionali, attività fiscali, contributi pubblici, attività immateriali o attività finanziarie, la classificazione più appropriata, ai fini della presentazione in bilancio, è quella residuale fra le Altre Attività dello stato patrimoniale.

Operazioni di finanziamento TLTRO III

Le TLTRO III (Targeted Longer Term Refinancing Operation) mirano a preservare condizioni favorevoli del credito bancario e a sostenere l'orientamento accomodante della politica monetaria. Alcuni dei parametri definiti dalla BCE il 6 giugno 2019 sono stati successivamente rivisti in senso migliorativo, da ultimo in data 10 dicembre 2020, alla luce delle ricadute economiche derivanti dal protrarsi dell'emergenza Covid-19. Il finanziamento ottenibile da ciascun istituto bancario dipende dall'ammontare dei prestiti concessi a determinate date di rilevazione a società non finanziarie e famiglie (prestiti idonei). Le operazioni sono condotte con cadenza trimestrale, a partire da settembre 2019 e ciascuna operazione ha durata pari a tre anni.

Il tasso di interesse per ciascuna operazione è fissato ad un livello pari a quello medio delle operazioni di rifinanziamento principali dell'Eurosistema (MRO), attualmente pari allo 0%, fatta eccezione per il periodo compreso tra il 24 giugno 2020 e il 23 giugno 2022 ("special interest rate period"), in cui si applicherà un tasso inferiore di 50 punti base. Le banche che concedono prestiti idonei netti superiori ad un valore di riferimento ("benchmark net lending") possono beneficiare di una riduzione del tasso di interesse. In dettaglio, il tasso migliorativo applicato sarà pari al tasso medio sui depositi presso la Banca Centrale (Deposit Facility), attualmente pari a -0,5%, per l'intera durata della rispettiva operazione, con l'eccezione dello "special interest rate period" a cui si aggiungerà l'ulteriore riduzione di 50 punti base (e in ogni caso non più alto del -1%). Gli interessi sono regolati posticipatamente alla scadenza di ciascuna operazione di TLTRO III o al momento del rimborso anticipato.

Intesa Sanpaolo applica alle operazioni TLTRO III il trattamento contabile definito ai sensi dell'IFRS 9, considerando le condizioni di rifinanziamento definite dalla BCE come tassi di mercato nell'ambito delle misure di politica monetaria dell'Eurosistema.

Secondo la policy contabile della banca, i tassi preferenziali previsti per il periodo dal 24 giugno 2020 al 23 giugno 2022 sono rilevati ai sensi dell'IFRS 9 come tassi variabili applicabili al periodo di riferimento in quanto il Consiglio Direttivo della BCE può in qualsiasi momento modificare prospetticamente il tasso di interesse delle operazioni TLTRO III (come ha peraltro fatto ad aprile e dicembre 2020). Gli interessi vengono rilevati quindi tempo per tempo sulla base del tasso di interesse dello strumento per ogni periodo (pari a -0,5% fino al 24 giugno 2020; pari a -1% fino al 23 giugno 2022 e pari a -0.5% successivamente e fino a scadenza, sulla base dei tassi attuali) come previsto dal paragrafo B5.4.5 dell'IFRS 9.

Presupposto per la rilevazione degli interessi migliorativi – in continuità con l'impostazione già adottata per il TLTRO II - è una stima attendibile del verificarsi del raggiungimento dei target previsti (benchmark net lending), che la banca effettua tramite i report previsionali sull'andamento degli impieghi monitorati a date predefinite e approvati da adeguato livello del management.

In caso di eventuali modifiche alle previsioni sul raggiungimento di tali target troverebbero applicazione le disposizioni dell'IFRS 9 sulle revisioni delle stime dei flussi di cassa.

Riconoscimento dei ricavi e dei costi

I ricavi sono flussi lordi di benefici economici derivanti dallo svolgimento dell'attività ordinaria dell'impresa e sono rilevati nel momento in cui viene trasferito il controllo dei beni o servizi al cliente, ad un ammontare che rappresenta l'importo del corrispettivo a cui si ritiene di avere diritto. In particolare, la rilevazione dei ricavi avviene tramite l'applicazione di un modello che deve soddisfare i seguenti criteri:

  • identificazione del contratto, definito come un accordo in cui le parti si sono impegnate ad adempiere alle rispettive obbligazioni;
  • individuazione delle singole obbligazioni di fare ("performance obligations") contenute nel contratto;
  • determinazione del prezzo della transazione, ossia il corrispettivo atteso per il trasferimento al cliente dei beni o dei servizi;
  • ripartizione del prezzo della transazione a ciascuna "performance obligation", sulla base dei prezzi di vendita della singola obbligazione;
  • riconoscimento dei ricavi nel momento in cui (o man mano che) l'obbligazione di fare risulta adempiuta trasferendo al cliente il bene o servizio promesso.

Il prezzo dell'operazione rappresenta l'importo del corrispettivo a cui l'entità ritiene di aver diritto in cambio del trasferimento al cliente dei beni e servizi promessi. Esso può includere importi fissi, variabili o entrambe le casistiche. I ricavi configurati da corrispettivi variabili vengono rilevati a Conto economico se attendibilmente stimabili e unicamente se è altamente probabile che tale corrispettivo non debba essere, in periodi successivi, in tutto o in una sua parte significativa, stornato dal Conto

70 Banca d'Italia, Consob e IVASS hanno pubblicato in data 5 gennaio il documento n. 9 del Tavolo di coordinamento in materia di applicazione degli IAS/IFRS "Trattamento contabile dei crediti d'imposta connessi con i Decreti Legge "Cura Italia" e "Rilancio" acquistati a seguito di cessione da parte dei beneficiari diretti o di precedenti acquirenti".

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economico. In caso di forte prevalenza di fattori di incertezza legati alla natura del corrispettivo, il medesimo sarà rilevato solo al momento in cui tale incertezza verrà risolta.

I ricavi possono essere riconosciuti:

  • in un momento preciso, quando l'entità adempie l'obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio promesso, o
  • nel corso del tempo, mano a mano che l'entità adempie l'obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio promesso.

Il bene è trasferito quando, o nel corso del periodo in cui, il cliente ne acquisisce il controllo.

In particolare:

  • gli interessi corrispettivi sono riconosciuti pro rata temporis sulla base del tasso di interesse contrattuale o di quello effettivo nel caso di applicazione del costo ammortizzato. La voce interessi attivi (ovvero interessi passivi) comprende anche i differenziali o i margini, positivi (o negativi), maturati sino alla data di riferimento del bilancio, relativi a contratti derivati finanziari:
    • a) di copertura di attività e passività che generano interessi;
    • b) classificati nello Stato Patrimoniale nel portafoglio di negoziazione, ma gestionalmente collegati ad attività e/o passività finanziarie valutate al fair value (fair value option);
    • c) connessi gestionalmente con attività e passività classificate nel portafoglio di negoziazione e che prevedono la liquidazione di differenziali o di margini a più scadenze;
  • gli interessi di mora, eventualmente previsti in via contrattuale, sono contabilizzati a Conto Economico solo al momento del loro effettivo incasso;
  • i dividendi sono rilevati a Conto Economico al momento in cui ne viene deliberata la distribuzione, a meno che tale data non sia nota o l'informazione non sia immediatamente disponibile, nel qual caso è ammessa la rilevazione al momento dell'incasso;
  • le commissioni per ricavi da servizi sono iscritte, sulla base dell'esistenza di accordi contrattuali, nel periodo in cui i servizi stessi sono stati prestati. Le commissioni considerate nel costo ammortizzato ai fini della determinazione del tasso di interesse effettivo, sono rilevate tra gli interessi;
  • gli utili e perdite derivanti dalla negoziazione di strumenti finanziari sono riconosciuti al Conto Economico al momento del perfezionamento della vendita, sulla base della differenza tra il corrispettivo pagato o incassato ed il valore di iscrizione degli strumenti stessi;
  • i ricavi derivanti dalla vendita di attività non finanziarie sono rilevati al momento del perfezionamento della vendita, ovvero quando è adempiuta l'obbligazione di fare nei confronti del cliente.

I costi sono rilevati a Conto Economico secondo il principio della competenza; i costi relativi all'ottenimento e l'adempimento dei contratti con la clientela sono rilevati a Conto Economico nei periodi nei quali sono contabilizzati i relativi ricavi.

Utilizzo di stime e assunzioni nella predisposizione dell'informativa finanziaria

La predisposizione dell'informativa finanziaria richiede anche il ricorso a stime e ad assunzioni che possono determinare significativi effetti sui valori iscritti nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico, nonché sull'informativa relativa alle attività e passività potenziali riportate in bilancio. L'elaborazione di tali stime implica l'utilizzo delle informazioni disponibili e l'adozione di valutazioni soggettive, fondate anche sull'esperienza storica, utilizzata ai fini della formulazione di assunzioni ragionevoli per la rilevazione dei fatti di gestione. Per loro natura le stime e le assunzioni utilizzate possono variare di esercizio in esercizio e, pertanto, non è da escludersi che negli esercizi successivi i valori iscritti in bilancio possano variare anche in maniera significativa a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate.

In presenza di incertezze più significative e/o di attività oggetto di misurazione di particolare materialità la valutazione è supportata, con il ricorso a periti/esperti esterni, da specifiche fairness opinion.

Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l'impiego di valutazioni soggettive da parte della direzione aziendale sono:

  • la quantificazione delle perdite per riduzione di valore dei crediti, delle partecipazioni e, in genere, delle altre attività finanziarie;
  • l'utilizzo di modelli valutativi per la rilevazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
  • la valutazione della congruità del valore degli avviamenti e delle altre attività immateriali;
  • la quantificazione del fair value degli immobili e del patrimonio artistico di pregio;
  • la quantificazione dei fondi del personale e dei fondi per rischi e oneri;
  • le stime e le assunzioni sulla recuperabilità della fiscalità differita attiva.

Per talune delle fattispecie appena elencate possono essere identificati i principali fattori che sono oggetto di stime da parte della Banca e che quindi concorrono a determinare il valore di iscrizione in bilancio di attività e passività. Senza pretesa di esaustività, si segnala che:

  • per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati su mercati attivi, qualora sia necessario l'utilizzo di parametri non desumibili dal mercato, le principali stime riguardano, da un lato, lo sviluppo dei flussi finanziari futuri (o anche flussi reddituali, nel caso di titoli azionari), eventualmente condizionati a eventi futuri e, dall'altro, il livello di determinati parametri in input non quotati su mercati attivi;
  • per l'allocazione nei tre stadi di rischio creditizio previsti dall'IFRS 9 di crediti e titoli di debito classificati tra le Attività finanziarie al costo ammortizzato e le Attività finanziarie al fair value con impatto sulla redditività complessiva ed il calcolo delle relative perdite attese, le principali stime riguardano:
    • o la determinazione dei parametri di significativo incremento del rischio di credito, basati essenzialmente su modelli di misurazione delle probabilità di default (PD) all'origination delle attività finanziarie e alla data di bilancio;
    • o l'inclusione di fattori forward looking, anche di tipo macroeconomico, per la determinazione di PD e LGD;
    • o la determinazione delle probabilità di vendita di attività finanziarie deteriorate, mediante realizzo delle posizioni sul mercato;

  • per la determinazione delle stime dei flussi di cassa futuri rivenienti dai crediti deteriorati, sono presi in considerazione alcuni elementi: i tempi di recupero attesi, il presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie nonché i costi che si ritiene verranno sostenuti per il recupero dell'esposizione creditizia;
  • per la determinazione del valore d'uso delle attività immateriali a vita indefinita (brand name e avviamento) in riferimento alle Cash Generating Units (CGU) in cui è articolata Intesa Sanpaolo, sono oggetto di stima, separatamente ed opportunamente attualizzati, i flussi finanziari futuri nel periodo di previsione analitica e i flussi utilizzati per determinare il c.d. "terminal value", generati dalla CGU. Rientra tra gli elementi oggetto di stima il costo del capitale;
  • per la determinazione del valore d'uso delle attività immateriali a vita definita (portafogli di asset management e assicurativo) in riferimento alle CGU in cui è articolata Intesa Sanpaolo, sono oggetto di stima la vita utile, da un lato, ed i flussi finanziari futuri rivenienti dall'attività, dall'altro. Anche nel caso delle attività immateriali a vita definita rientra tra gli elementi oggetto di stima il costo del capitale;
  • la determinazione del fair value degli immobili e del patrimonio artistico di pregio viene effettuata attraverso la predisposizione di apposite perizie da parte di società qualificate ed indipendenti. Per la predisposizione delle perizie relative agli immobili sono oggetto di stima i canoni di locazione, i prezzi di vendita, i tassi di attualizzazione e i tassi di capitalizzazione, mentre per la predisposizione delle perizie relative al patrimonio artistico di pregio la stima del valore è stata desunta dall'andamento degli scambi di opere analoghe (per tecnica, misure, soggetto) dello stesso autore, o di scuole e movimenti regionali prossimi per stile e tecnica;
  • per la quantificazione dei fondi di quiescenza e per obblighi simili è oggetto di stima il valore attuale delle obbligazioni, tenuto conto dei flussi, opportunamente attualizzati, derivanti dalle analisi storico statistiche, e della curva demografica;
  • per la quantificazione dei fondi per rischi e oneri è oggetto di stima ove possibile l'ammontare degli esborsi necessari per l'adempimento delle obbligazioni, tenuto conto della probabilità effettiva del dover impiegare risorse;
  • per la determinazione delle poste relative alla fiscalità differita è stimata la probabilità di un futuro effettivo sostenimento di imposte (differenze temporanee tassabili) ed il grado di ragionevole certezza – se esistente – di ammontari imponibili futuri al momento in cui si manifesterà la deducibilità fiscale (differenze temporanee deducibili e perdite fiscali riportate a nuovo).

I criteri di classificazione delle attività finanziarie

La classificazione delle attività finanziarie nelle tre categorie previste dal principio dipende da due criteri, o driver, di classificazione: il modello di business con cui sono gestiti gli strumenti finanziari (o Business Model) e le caratteristiche contrattuali dei flussi finanziari delle attività finanziarie (o SPPI Test).

Dal combinato disposto dei due driver sopra menzionati discende la classificazione delle attività finanziare, secondo quanto di seguito evidenziato:

  • Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: attività che superano l'SPPI test e rientrano nel business model Hold to collect (HTC);
  • Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI): attività che superano l'SPPI test e rientrano nel business model Hold to collect and sell (HTCS);
  • Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (FVTPL): è una categoria residuale, in cui rientrano gli strumenti finanziari che non sono classificabili nelle categorie precedenti in base a quanto emerso dal business model test o dal test sulle caratteristiche dei flussi contrattuali (SPPI test non superato).

SPPI test

Affinché un'attività finanziaria possa essere classificata al costo ammortizzato o a FVOCI - oltre all'analisi relativa al business model - è necessario che i termini contrattuali dell'attività stessa prevedano, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire ("solely payment of principal and interest" - SPPI). Tale analisi deve essere effettuata, in particolare, per i finanziamenti e i titoli di debito.

Il test SPPI deve essere effettuato su ogni singolo strumento finanziario, al momento dell'iscrizione nel bilancio. Successivamente alla rilevazione iniziale, e finché è rilevata in bilancio, l'attività non è più oggetto di nuove valutazioni ai fini del test SPPI. Qualora si proceda alla cancellazione (derecognition contabile) di uno strumento finanziario e all'iscrizione di una nuova attività finanziaria occorre procedere all'effettuazione del test SPPI sul nuovo asset.

Ai fini dell'applicazione del test SPPI, l'IFRS 9 fornisce le definizioni di:

  • Capitale: è il fair value dell'attività finanziaria all'atto della rilevazione iniziale. Tale valore può modificarsi durante la vita dello strumento finanziario, per esempio per effetto dei rimborsi di parte del capitale;
  • Interesse: è il corrispettivo per il valore temporale del denaro (time value of money) e per il rischio di credito associato al capitale in essere in un particolare periodo di tempo. Può anche includere la remunerazione per altri rischi e costi di base associati all'attività creditizia e un margine di profitto.

Nel valutare se i flussi contrattuali di un'attività finanziaria possono essere definiti come SPPI, l'IFRS 9 fa riferimento al concetto generale di "contratto base di concessione del credito" (basic lending arrangement), che è indipendente dalla forma legale dell'attività. Quando le clausole contrattuali introducono l'esposizione a rischi o volatilità dei flussi finanziari contrattuali non coerente con la definizione di basic lending arrangement, come ad esempio l'esposizione a variazione dei prezzi di azioni o di merci, i flussi contrattuali non soddisfano la definizione di SPPI. L'applicazione del driver di classificazione basato sui flussi di cassa contrattuali richiede talvolta un giudizio soggettivo e, pertanto, la definizione di policy interne di applicazione.

Nei casi in cui il valore temporale del denaro sia modificato ("modified time value of money") - ad esempio, quando il tasso di interesse dell'attività finanziaria è rideterminato periodicamente, ma la frequenza della rideterminazione o la frequenza del pagamento delle cedole non rispecchiano la natura del tasso di interesse (ad esempio il tasso di interesse è rivisto mensilmente sulla base di un tasso a un anno) oppure quando il tasso d'interesse è rideterminato periodicamente sulla base di una media di particolari tassi di breve o medio-lungo termine - l'impresa deve valutare, sia utilizzando elementi quantitativi che qualitativi, se i flussi contrattuali rispondano ancora alla definizione di SPPI (c.d. benchmark cash flows test). Qualora dal test emerga che i flussi di cassa contrattuali (non attualizzati) risultano "significativamente differenti" rispetto ai flussi di cassa (anch'essi non attualizzati) di uno strumento benchmark (ovvero senza l'elemento di time value modificato) i flussi di cassa contrattuali non possono essere considerati come rispondenti alla definizione di SPPI.

Analisi particolari (c.d. "look through test") sono richieste dal principio e vengono di conseguenza poste in essere anche per gli strumenti multipli legati contrattualmente ("contrattually linked instruments" – CLI) che creano concentrazioni di rischio di credito per il ripianamento del debito e per i non recourse asset, ad esempio nei casi in cui il credito può essere fatto valere solo in relazione a determinate attività del debitore o ai flussi finanziari derivanti da determinate attività.

Anche la presenza di clausole contrattuali che possono modificare la periodicità o l'ammontare dei flussi di cassa contrattuali deve essere considerata per valutare se tali flussi soddisfano i requisiti per essere considerati SPPI (ad esempio opzioni di prepagamento, possibilità di differire i flussi di cassa previsti contrattualmente, strumenti con derivati incorporati, strumenti subordinati, eccetera).

Tuttavia, come previsto dall'IFRS 9, una caratteristica dei flussi finanziari contrattuali non influisce sulla classificazione dell'attività finanziaria qualora possa avere solo un effetto de minimis sui flussi finanziari contrattuali dell'attività finanziaria (in ciascun esercizio e cumulativamente). Analogamente, se una caratteristica dei flussi finanziari non è realistica (not genuine), ovvero se influisce sui flussi finanziari contrattuali dello strumento soltanto al verificarsi di un evento estremamente raro, molto insolito e molto improbabile, essa non influisce sulla classificazione dell'attività finanziaria.

Ai fini dell'effettuazione del test SPPI, per l'operatività in titoli di debito Intesa Sanpaolo si avvale dei servizi forniti da noti infoprovider. Tale scelta, da un lato, permette agli operatori di front office che operano in titoli di avere un esito immediato per lo svolgimento del test, consentendo uno snellimento delle pratiche in sede di acquisto, dall'altro, consente di avvalersi di impostazioni di mercato condivise da molteplici operatori e società di revisione. Solo nel caso in cui i titoli non siano gestiti dagli info-provider, il test è effettuato manualmente tramite l'utilizzo di un tool proprietario basato su una metodologia sviluppata internamente (alberi decisionali).

Viceversa, per l'effettuazione del test SPPI nell'ambito dei processi di concessione del credito si è sviluppato un tool proprietario basato su una metodologia sviluppata internamente (alberi decisionali). In particolare, date le significative differenti caratteristiche, è prevista una gestione differenziata per i prodotti riconducibili a uno standard contrattuale (tipicamente portafoglio crediti retail) e finanziamenti tailor made (tipicamente portafoglio crediti corporate).

Per i prodotti standard, il test SPPI è effettuato in sede di strutturazione dello standard contrattuale, attraverso il processo «Coordinamento Nuovi Prodotti» e l'esito del test viene esteso a tutti i singoli rapporti riconducibili al medesimo prodotto a catalogo. Invece per i prodotti tailor made, il test SPPI è effettuato per ogni nuova linea di credito / rapporto sottoposta all'organo deliberante attraverso l'utilizzo del tool proprietario.

Gli alberi decisionali - inseriti nel tool proprietario - sono stati predisposti internamente (sia per i titoli di debito che i finanziamenti) e catturano le possibili caratteristiche non SPPI compliant. Tengono conto delle indicazioni fornite dall'IFRS 9, oltre a recepire le interpretazioni del principio definite dal Gruppo Intesa Sanpaolo. Gli alberi sono utilizzati sia per l'implementazione delle regole del tool proprietario, sia per la verifica e per la validazione della metodologia adottata dagli info-provider.

Business model

Per quanto riguarda il business model, l'IFRS 9 individua tre fattispecie in relazione alla modalità con cui sono gestiti i flussi di cassa e le vendite delle attività finanziarie:

  • Hold to Collect (HTC): si tratta di un modello di business il cui obiettivo si realizza attraverso l'incasso dei flussi di cassa contrattuali delle attività finanziarie incluse nei portafogli ad esso associati. L'inserimento di un portafoglio di attività finanziarie in tale business model non comporta necessariamente l'impossibilità di vendere gli strumenti anche se è necessario considerare la frequenza, il valore e la tempistica delle vendite negli esercizi precedenti, le ragioni delle vendite e le aspettative riguardo alle vendite future;
  • Hold to Collect and Sell (HTCS): è un modello di business misto, il cui obiettivo viene raggiunto attraverso l'incasso dei flussi di cassa contrattuali delle attività finanziarie in portafoglio e (anche) attraverso un'attività di vendita che è parte integrante della strategia. Entrambe le attività (raccolta dei flussi contrattuali e vendita) sono indispensabili per il raggiungimento dell'obiettivo del modello di business. Pertanto, le vendite sono più frequenti e significative rispetto ad un business model HTC e sono parte integrante delle strategie perseguite;
  • Other/Trading: si tratta di una categoria residuale che comprende sia le attività finanziarie detenute con finalità di trading sia le attività finanziarie gestite con un modello di business non riconducibile alle categorie precedenti (Hold to Collect ed Hold to Collect and Sell). In generale tale classificazione si applica ad un portafoglio di asset finanziari la cui gestione e performance sono valutate sulla base del fair value.

Il business model riflette le modalità con le quali le attività finanziarie sono gestite per generare flussi di cassa a beneficio dell'entità e viene definito dal top management mediante l'opportuno coinvolgimento delle strutture di business. Viene osservato considerando la modalità di gestione delle attività finanziarie e, come conseguenza, la misura in cui i flussi di cassa del portafoglio derivano dall'incasso di flussi contrattuali, dalla vendita delle attività finanziarie o da entrambe queste attività. La valutazione non avviene sulla base di scenari che, in base a previsioni ragionevoli dell'entità, non sono destinati a verificarsi, come i cosiddetti scenari «worst case» o «stress case». Per esempio, se l'entità prevede di vendere un determinato portafoglio di attività finanziarie solo in uno scenario «stress case», tale scenario non influisce sulla valutazione del modello di business dell'entità per tali attività se tale scenario, in base a previsioni ragionevoli dell'entità, non è destinato a verificarsi.

Il modello di business non dipende dalle intenzioni che il management ha con riferimento ad un singolo strumento finanziario, ma fa riferimento alle modalità con le quali gruppi di attività finanziarie vengono gestiti ai fini del raggiungimento di un determinato obiettivo di business.

In sintesi, il business model:

  • riflette le modalità con cui le attività finanziarie sono gestite per generare flussi di cassa;
  • viene definito dal top management, mediante l'opportuno coinvolgimento delle strutture di business;
  • deve essere osservabile considerando le modalità di gestione delle attività finanziarie.

In termini operativi l'assessment del modello di business viene effettuato in coerenza con l'organizzazione aziendale, la specializzazione delle funzioni di business, il modello di risk cascading e l'assegnazione dei poteri delegati (limiti). Nell'effettuare l'assessment del business model si utilizzano tutti i fattori rilevanti disponibili alla data dell'assessment. Le evidenze sopra richiamate comprendono la strategia, i rischi e la loro gestione, le politiche di remunerazione, il reporting e l'ammontare delle vendite. Nell'analisi del business model è essenziale che gli elementi indagati mostrino tra di loro coerenza ed in particolare siano coerenti rispetto alla strategia perseguita. L'evidenza di attività non in linea con la strategia deve essere analizzata e adeguatamente giustificata.

A tale proposito ed in relazione agli intenti gestionali per cui le attività finanziare sono detenute, è stato redatto un apposito documento "Regole in materia di business model" (approvato dai competenti livelli di governance), destinato alla Capogruppo e alle Società del Gruppo Bancario. Esso definisce e declina gli elementi costitutivi del business model in relazione alle attività finanziarie inserite nei portafogli gestiti nello svolgimento dell'operatività sulle strutture di business per Intesa Sanpaolo. Il primo impianto del documento è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione, con il parere favorevole del Comitato Rischi. Più in dettaglio, la mappatura del modello di business adottato dalle diverse strutture attraverso cui la Banca opera, con riferimento sia ai crediti che ai titoli di debito, tiene conto dell'articolazione del modello Divisionale e del Centro di Governo; tale articolazione è stata individuata come il livello rilevante per la definizione e la rappresentazione dei diversi modelli di business applicati dai Risk Taking Center di Intesa Sanpaolo.

Nell'ambito dell'Area Chief Risk Officer, la Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato della Banca sovraintende, ad alto livello, la procedura necessaria per determinare il modello di business di un determinato insieme di attività e verifica la necessità di eventuali aggiornamenti (da riportare, con cadenza almeno annuale, nel documento di Regole in materia di business model).

Monitoraggi del Business Model

Il monitoraggio del business model di riferimento delle diverse strutture attraverso cui Intesa Sanpaolo opera è effettuato dalla Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato che utilizza indicatori aventi l'obiettivo di verificare la coerenza tra strategia dichiarata e quella perseguita all'interno dei modelli di business; tali indicatori, differenziati per i diversi business model, sono stati sviluppati in linea con l'IFRS 9 e in coerenza con policy e regole aziendali.

Per i portafogli Hold to Collect, Intesa Sanpaolo ha definito le soglie di ammissibilità delle vendite che non inficiano la classificazione (frequenti ma non significative, individualmente e in aggregato, oppure infrequenti anche se di ammontare significativo) e, contestualmente, si sono stabiliti i parametri per individuare le vendite coerenti con tale modello di business in quanto riconducibili ad un incremento del rischio di credito o per titoli prossimi alla scadenza.

Più nel dettaglio, nell'ambito di un modello di business HTC le vendite sono ammesse:

  • in caso di aumento del rischio di credito, che avviene:

  • o per i titoli, quando si verifica un downgrade di predeterminati notches rispetto al rating all'origination. L'approccio adottato prevede che il numero di notch sia differenziato in funzione del rating all'origination, in coerenza con la metodologia in uso per l'identificazione della "significant deterioration", ossia per il passaggio di staging; o per i crediti, se si tratta di cessioni di crediti deteriorati o di crediti classificati in stage 2;

  • per i titoli prossimi a scadenza (ovvero, secondo le norme di Gruppo, nei 6 mesi precedenti la scadenza), purché quanto incassato approssimi il valore attuale dei flussi contrattuali rimanenti;
  • quando sono frequenti ma non significative in termini di valore o occasionali anche se significative in termini di valore. Al fine di determinare questi aspetti sono state definite soglie di frequenza e significatività:
    • o la frequenza è definita come il rapporto percentuale tra il numero di posizioni vendute nel corso del periodo di osservazione e la media delle posizioni in portafoglio nel periodo di osservazione;
    • o la significatività è definita come il rapporto percentuale tra il valore nominale delle vendite e il valore nominale medio degli strumenti in portafoglio nel periodo considerato, applicando, per i soli titoli di debito, una metodologia che prevede un maggior peso per le vendite di posizioni acquistate più recentemente.

Nella misurazione dell'eventuale superamento della soglia di significatività, alle posizioni vendute e con riferimento alle posizioni acquistate più recentemente vengono applicati dei moltiplicatori per favorire il rispetto della logica propria del business model HTC.

Con riferimento alla determinazione dei "Rischi" e del "Reporting" sui modelli di business HTCS e Trading si applica in linea di principio quanto normato dal RAF e dal Market Risk Charter, nonché da policy interne nell'ambito dei controlli sui rischi di mercato e contestualmente sono definite talune misure volte a monitorare la coerenza del modello di business HTCS e Other/Trading.

Con riferimento al business model HTCS, il principio IFRS 9 non prevede la necessità di limiti alla frequenza o al valore delle vendite, tuttavia Intesa Sanpaolo ha stabilito per i soli titoli di debito degli indicatori al fine di garantirne nel tempo la corretta attribuzione al business model scelto. Gli stessi sono definiti come:

  • Holding Period - misura la giacenza temporale di un determinato strumento in portafoglio;

  • Indice di Turnover - misura la velocità di rotazione delle posizioni in portafoglio su un predefinito arco temporale.

Nell'ambito del monitoraggio degli indicatori sopra definiti sono previsti dei limiti e soglie di early warning a seconda del complesso delle strategie perseguite dal portafoglio classificato Hold to Collect and Sell.

Con riferimento infine ai titoli di debito o di capitale detenuti con finalità di trading è prevista una misura della coerenza di inclusione nel business model scelto, rappresentata dall'indicatore di "permanenza media attesa" (c.d. Vintage) che misura la giacenza temporale osservata di ogni titolo in portafoglio.

Le misure di monitoraggio relative ai diversi business model sono oggetto di regolare reporting in comitati tecnici.

Modalità di determinazione del costo ammortizzato

Il costo ammortizzato di un'attività o passività finanziaria è il valore a cui è stata misurata, alla rilevazione iniziale, l'attività o la passività finanziaria al netto dei rimborsi di capitale, accresciuto o diminuito dall'ammortamento complessivo, calcolato usando il metodo dell'interesse effettivo, delle differenze tra il valore iniziale e quello a scadenza e al netto di qualsiasi perdita di valore.

Il tasso di interesse effettivo è quel tasso che eguaglia il valore attuale di un'attività o passività finanziaria al flusso contrattuale dei pagamenti futuri in denaro o ricevuti fino alla scadenza o alla successiva data di ricalcolo del prezzo. Per il calcolo del valore attuale si applica il tasso di interesse effettivo al flusso dei futuri incassi o pagamenti lungo l'intera vita utile dell'attività o passività finanziaria o per un periodo più breve in presenza di talune condizioni (per esempio revisione dei tassi di mercato).

Successivamente alla rilevazione iniziale, il costo ammortizzato permette di allocare ricavi e costi portati in diminuzione o aumento dello strumento lungo l'intera vita attesa dello stesso per il tramite del processo di ammortamento. La determinazione del costo ammortizzato è diversa a seconda che le attività/passività finanziarie oggetto di valutazione siano a tasso fisso o variabile e – in quest'ultimo caso – a seconda che la variabilità del tasso sia nota o meno a priori. Per gli strumenti a tasso fisso o a tasso fisso per fasce temporali, i flussi futuri di cassa vengono quantificati in base al tasso di interesse noto (unico o variabile) durante la vita del finanziamento. Per le attività/passività finanziarie a tasso variabile, la cui variabilità non è nota a priori (ad esempio perché legata ad un indice), la determinazione dei flussi di cassa è effettuata sulla base dell'ultimo tasso noto. Ad ogni data di revisione del tasso si procede al ricalcolo del piano di ammortamento e del tasso di rendimento effettivo su tutta la vita utile dello strumento, cioè fino alla data di scadenza. L'aggiustamento viene riconosciuto come costo o provento nel conto economico.

La valutazione al costo ammortizzato viene effettuata per le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e per quelle valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, nonché per le passività finanziarie valutate al costo ammortizzato.

Le attività e le passività finanziarie negoziate a condizioni di mercato sono inizialmente rilevate al loro fair value, che normalmente corrisponde all'ammontare erogato o pagato comprensivo, per gli strumenti valutati al costo ammortizzato, dei costi di transazione e delle commissioni direttamente imputabili.

Sono considerati costi di transazione i costi ed i proventi marginali interni o esterni attribuibili all'emissione, all'acquisizione o alla dismissione di uno strumento finanziario e non riaddebitabili al cliente. Tali commissioni, che devono essere direttamente riconducibili alla singola attività o passività finanziaria, incidono sul rendimento effettivo originario e rendono il tasso di interesse effettivo associato alla transazione diverso dal tasso di interesse contrattuale. Sono esclusi i costi/proventi relativi indistintamente a più operazioni e le componenti correlate ad eventi che possono verificarsi nel corso della vita dello strumento finanziario, ma che non sono certi all'atto della definizione iniziale, quali ad esempio: commissioni per retrocessione, per mancato utilizzo, per estinzione anticipata. Inoltre non sono considerati nel calcolo del costo ammortizzato i costi che l'impresa dovrebbe sostenere indipendentemente dall'operazione (es. costi amministrativi, di cancelleria, di comunicazione), quelli che, pur essendo specificatamente attribuibili all'operazione, rientrano nella normale prassi di gestione del finanziamento (ad esempio, attività finalizzate all'erogazione del fido), nonché le commissioni per servizi incassate a seguito dell'espletamento di attività di Finanza Strutturata che si sarebbero comunque incassate indipendentemente dal successivo finanziamento dell'operazione (quali ad esempio le commissioni di facility e di arrangement).

Con particolare riferimento ai crediti, si considerano costi riconducibili allo strumento finanziario le provvigioni pagate ai canali distributivi, i compensi pagati per consulenza/assistenza per l'organizzazione e/o la partecipazione ai prestiti sindacati ed infine le commissioni up front correlate a crediti erogati a tassi superiori a quelli di mercato; mentre i ricavi considerati nel calcolo del costo ammortizzato sono le commissioni up-front correlate a crediti erogati a tassi inferiori a quelli di mercato, quelle di partecipazione alle operazioni sindacate e le commissioni di brokeraggio collegate a provvigioni riconosciute da società di intermediazione.

Per quanto riguarda i titoli non valutati al fair value con impatto a conto economico, sono considerati costi di transazione le commissioni per contratti con broker operanti sui mercati azionari italiani, quelle erogate agli intermediari operanti sui mercati azionari e obbligazionari esteri definite sulla base di tabelle commissionali. Non si considerano attratti dal costo ammortizzato i bolli, in quanto non significativi.

Per i titoli emessi, sono considerati nel calcolo del costo ammortizzato le commissioni di collocamento dei prestiti obbligazionari pagate a terzi, le quote pagate alle borse valori ed i compensi pagati ai revisori per l'attività svolta a fronte di ogni singola emissione, mentre non si considerano attratte dal costo ammortizzato le commissioni pagate ad agenzie di rating, le spese legali e di consulenza/revisione per l'aggiornamento annuale dei prospetti informativi, i costi per l'utilizzo di indici e le commissioni che si originano durante la vita del prestito obbligazionario emesso.

Il costo ammortizzato si applica anche per la valutazione della perdita di valore degli strumenti finanziari sopra elencati nonché per l'iscrizione di quelli emessi o acquistati ad un valore diverso dal loro fair value. Questi ultimi vengono iscritti al fair value, anziché per l'importo incassato o pagato, calcolato attualizzando i flussi di cassa futuri ad un tasso uguale al tasso di rendimento effettivo di strumenti simili (in termini di merito creditizio, scadenze contrattuali, valuta, ecc.), con contestuale rilevazione nel Conto Economico di un onere o di un provento finanziario; successivamente alla valorizzazione iniziale, sono valutati al costo ammortizzato con l'evidenziazione di interessi effettivi maggiori o minori rispetto a quelli nominali. Infine, sono valutate al costo ammortizzato anche le passività strutturate che non sono valutate al fair value con imputazione al Conto Economico in quanto si è provveduto a scorporare e rilevare separatamente il contratto derivato incorporato nello strumento finanziario.

Come indicato dall'IFRS 9, in alcuni casi, un'attività finanziaria è considerata deteriorata al momento della rilevazione iniziale poiché il rischio di credito è molto elevato e, in caso di acquisto, è acquistata con grossi sconti (rispetto al valore di

erogazione iniziale). Nel caso in cui le attività finanziarie in oggetto, sulla base dell'applicazione dei driver di classificazione (ovvero SPPI test e Business model), siano classificate tra le attività valutate al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva, le stesse sono qualificate come "Purchased or Originated Credit Impaired Asset" (in breve "POCI") e sono assoggettate ad un trattamento peculiare per quel che attiene al processo di impairment. Inoltre, sulle attività finanziarie qualificate come POCI, si calcola, alla data di rilevazione iniziale, un tasso di interesse effettivo corretto per il credito (c.d. "credit-adjusted effective interest rate"), per la cui individuazione è necessario includere, nelle stime dei flussi finanziari, le perdite attese iniziali. Per l'applicazione del costo ammortizzato, e il conseguente calcolo degli interessi, si applica, quindi, tale tasso di interesse effettivo corretto per il credito.

Con riferimento ai crediti deteriorati rivenienti da operazioni di aggregazioni aziendali, la differenza tra il valore di prima iscrizione (il fair value determinato in sede di PPA) dei POCI e il precedente valore di carico contabile presso il soggetto acquisito viene suddivisa in due componenti: una legata ai minori flussi recuperabili stimati in sede di determinazione del fair value, che pertanto scontano le perdite creditizie attese lungo l'intera durata residua, e l'altra legata all'attualizzazione di tali minori flussi recuperabili. Si precisa che l'effetto reversal dell'attualizzazione (relativa alla stima dei flussi recuperabili attribuiti ai crediti deteriorati in sede di PPA) viene contabilizzato, pro rata temporis, fra gli interessi attivi in modo da integrare il tasso di interesse contrattuale con il maggior rendimento derivante dal minor valore attribuito ai flussi recuperabili che, come detto in precedenza, tengono conto delle perdite attese lungo l'intera durata residua delle attività POCI.

Il criterio di valutazione al costo ammortizzato non si applica per le attività/passività finanziarie coperte per le quali è prevista la rilevazione delle variazioni di fair value relative al rischio coperto a Conto Economico. Lo strumento finanziario viene però nuovamente valutato al costo ammortizzato in caso di cessazione della copertura, momento a partire dal quale le variazioni di fair value precedentemente rilevate sono ammortizzate, calcolando un nuovo tasso di interesse effettivo di rendimento che considera il valore del credito aggiustato del fair value della parte oggetto di copertura, fino alla scadenza della copertura originariamente prevista. Inoltre, come già ricordato nei paragrafi relativi alle attività e passività finanziarie valutate al costo ammortizzato, la valutazione al costo ammortizzato non si applica per le attività/passività finanziarie la cui breve durata fa ritenere trascurabile l'effetto economico dell'attualizzazione né per i crediti senza una scadenza definita o a revoca.

Modalità di determinazione delle perdite di valore

Perdite di valore delle attività finanziarie

Ad ogni data di bilancio, ai sensi dell'IFRS 9, le attività finanziarie diverse da quelle valutate al fair value con impatto a conto economico sono sottoposte ad una valutazione volta a verificare se esistano evidenze che possano far ritenere non interamente recuperabile il valore di iscrizione delle attività stesse. Un'analisi analoga viene effettuata anche per gli impegni ad erogare fondi e per le garanzie rilasciate che rientrano nel perimetro da assoggettare ad impairment ai sensi dell'IFRS 9.

Propedeuticamente alla determinazione delle perdite di valore, ad ogni data di reporting occorre procedere con l'allocazione degli strumenti finanziari (cd. Stage Assignment" o "Staging"), nelle seguenti categorie:

  • Stage 1: comprendente gli strumenti finanziari per i quali, dal momento della loro rilevazione iniziale sino alla data di reporting, non siano state rilevate evidenze di un significativo incremento del rischio di credito;
  • Stage 2: che comprende le attività finanziarie che hanno evidenziato un significativo incremento del rischio creditizio rispetto al momento della rilevazione iniziale;
  • Stage 3: nel caso in cui sussistano evidenze di perdite di valore (c.d. "evidenze di impairment"), le attività finanziarie in questione – coerentemente, ove esistenti, con tutte quelle restanti di pertinenza della medesima controparte – sono considerate deteriorate (impaired) e pertanto classificate nello Stage 3.

Le esposizioni deteriorate (impaired), sono rappresentate dalle attività finanziarie classificate nelle categorie delle sofferenze, delle inadempienze probabili ("unlikely to pay" – UTP) e delle esposizioni scadute da oltre novanta giorni, definite nella Circolare di Banca d'Italia n.272/2008.

Preliminarmente all'illustrazione delle modalità di determinazione delle perdite di valore delle attività finanziarie performing e non performing, si precisa che i trattamenti di seguito descritti devono essere letti unitamente agli interventi introdotti – anche su indicazione dei regulator - a seguito della pandemia COVID-19 che sono inquadrati in via generale nella Sezione 4 della presente Parte A della Nota Integrativa e descritti più in dettaglio nella Parte E – Sezione 1 Rischi di credito (2.3 Metodi di misurazione delle perdite attese) del bilancio consolidato del Gruppo.

Perdite di valore delle attività finanziarie performing

Per le attività finanziarie per cui non sussistono evidenze di impairment (strumenti finanziari non deteriorati), occorre, verificare se esistono indicatori tali per cui il rischio creditizio della singola operazione risulti significativamente incrementato rispetto al momento di iscrizione iniziale. Le conseguenze di tale verifica, dal punto di vista della classificazione (o, più propriamente, dello staging) e della valutazione, sono le seguenti:

  • ove tali indicatori sussistano, l'attività finanziaria confluisce nello stage 2. La valutazione, in tal caso, in coerenza con il dettato dei principi contabili internazionali e pur in assenza di una perdita di valore manifesta, prevede la rilevazione di rettifiche di valore pari alle perdite attese lungo l'intera vita residua dello strumento finanziario. Tali rettifiche sono oggetto di revisione ad ogni data di reporting successiva sia per verificarne periodicamente la congruità rispetto alle stime di perdita costantemente aggiornate, sia per tener conto – nel caso in cui vengano meno gli indicatori di una rischiosità creditizia "significativamente incrementata" – del mutato orizzonte previsionale di calcolo della perdita attesa;
  • ove tali indicatori non sussistano, l'attività finanziaria confluisce nello stage 1. La valutazione, in tal caso, in coerenza con il dettato dei principi contabili internazionali e pur in assenza di perdita di valore manifesta, prevede la rilevazione di perdite attese, per lo specifico strumento finanziario, nel corso dei dodici mesi successivi. Tali rettifiche sono oggetto di revisione ad ogni data di bilancio successiva sia per verificarne periodicamente la congruità rispetto alle stime di perdita costantemente aggiornate, sia per tener conto – nel caso dovessero presentarsi indicatori di una rischiosità creditizia "significativamente incrementata" – del mutato orizzonte previsionale di calcolo della perdita attesa.

Per quel che attiene alla valutazione delle attività finanziarie e, in particolare, all'identificazione del "significativo incremento" del rischio di credito (condizione necessaria e sufficiente per la classificazione dell'attività oggetto di valutazione nello stage 2), gli elementi che - ai sensi del principio e della sua declinazione operativa effettuata dal Gruppo Intesa Sanpaolo costituiscono le determinanti principali da prendere in considerazione sono i seguenti:

  • la variazione (oltre soglie determinate) delle probabilità di default lifetime rispetto al momento dell'iscrizione iniziale in bilancio dello strumento finanziario. Si tratta, dunque, di una valutazione effettuata adottando un criterio "relativo", che si configura come il "driver" principale;
  • l'eventuale presenza di uno scaduto che ferme restando le soglie di significatività identificate dalla normativa risulti tale da almeno 30 giorni. In presenza di tale fattispecie, in altri termini, la rischiosità creditizia dell'esposizione si ritiene presuntivamente "significativamente incrementata" e, dunque, ne consegue il "passaggio" nello stage 2 (ove l'esposizione precedentemente fosse ricompresa nello stage 1);
  • l'eventuale presenza di misure di forbearance, che sempre in via presuntiva comportano la classificazione delle esposizioni tra quelle il cui rischio di credito risulta "significativamente incrementato" rispetto all'iscrizione iniziale;
  • per le banche appartenenti al perimetro estero, infine, sono considerati ai fini del passaggio tra "stages" e ove opportuno – anche alcuni degli indicatori dei sistemi di monitoraggio del credito specificatamente utilizzati da ciascuna banca. Il riferimento, in particolare, è alle c.d. "watch-lists", ovvero a quei sistemi di monitoraggio del credito che – sulla base della qualità creditizia attuale della controparte debitrice – ricomprendono all'interno di un determinato range le esposizioni in bonis al di sopra di un determinato livello di rischiosità.

Focalizzando l'attenzione sul principale dei trigger sopra evidenziati (la variazione di probabilità di default lifetime), il significativo incremento del rischio di credito («SICR») è determinato mettendo a confronto la variazione relativa della Probabilità di Default lifetime registrata tra la data di prima iscrizione del rapporto e quella di osservazione (Delta PD Lifetime) con soglie di significatività predeterminate. L'attribuzione di una PD Lifetime ai singoli rapporti viene effettuata tramite riconduzione alla masterscale dei rating per singolo segmento sia alla data di prima iscrizione sia all'osservazione. I rating sono determinati sulla base di modelli interni ove disponibili o gestionali. In assenza di rating vengono assegnate le PD Benchmark sul tipo di controparte valutata.

La determinazione di significativo deterioramento è data pertanto dall'incremento della PD lifetime causata dai downgrade della posizione tra l'origination della stessa e la data di reporting ("observation") nonché dalla variazione della previsione dei fattori macro-economici futuri.

La suddetta variazione "relativa" di PD lifetime si configura come l'indicatore dell'incremento o del decremento del rischio di credito riscontrato nel periodo di riferimento. Per poter stabilire se, ai sensi di quanto richiesto dall'IFRS 9, un eventuale incremento di rischio creditizio possa considerarsi "significativo" (e comportare, quindi, il passaggio tra stages), è necessario definire apposite soglie. Gli incrementi di PD lifetime inferiori a tali soglie non sono considerati significativi e, di conseguenza, non comportano il trasferimento di singole linee di credito/tranches di titoli di debito dallo stage 1 allo stage 2; tale spostamento è, invece, necessario in presenza di incrementi relativi di PD superiori alle soglie in questione. Le soglie utilizzate sono stimate sulla base di un processo di simulazioni ed ottimizzazioni di performance predittive, sviluppate utilizzando dati storici granulari di portafoglio. Sono definite soglie puntuali per i modelli Corporate, Retail, Large Corporate e SME Retail ed estese per affinità metodologica agli altri modelli. Le soglie si differenziano per durata residua, granularità annuale e classe di rating.

La determinazione delle soglie è stata calibrata al fine di trovare un corretto bilanciamento tra gli indicatori di performance relativi alla capacità delle soglie stesse di:

  • intercettare posizioni a stage 2 prima del loro passaggio a default;
  • identificare le posizioni per le quali il rientro a stage 1 sia sinonimo di un effettivo miglioramento del merito di credito.

Alcune considerazioni peculiari valgono poi per il c.d. "staging" dei titoli. A differenza dei crediti, infatti, per questa tipologia di esposizioni, operazioni di compravendita successive al primo acquisto (effettuate con riferimento al medesimo ISIN) possono rientrare abitualmente nell'ordinaria attività di gestione delle posizioni (con conseguente necessità di individuare una metodologia da adottare per l'identificazione delle vendite e rimborsi al fine di determinare le quantità residue delle singole transazioni cui associare una qualità creditizia/rating all'origination da comparare con quella della data di reporting). In questo contesto, si è ritenuto che l'utilizzo della metodologia "first-in-first-out" o "FIFO" (per il riversamento a conto economico dell'ECL registrata, in caso di vendite e rimborsi) contribuisca ad una gestione più trasparente del portafoglio, anche dal punto di vista degli operatori di front office, consentendo, contestualmente, un continuo aggiornamento della valutazione del merito creditizio sulla base dei nuovi acquisti.

Una volta definita l'allocazione delle esposizioni nei diversi stadi di rischio creditizio, la determinazione delle perdite attese (ECL) è effettuata, a livello di singola operazione o tranche di titolo, partendo dalla modellistica IRB/Gestionale, basata sui parametri di Probabilità di Default (PD), Loss Given Default (LGD) e Exposure at Default (EAD), su cui sono effettuati opportuni interventi correttivi, in modo da garantirne la compliance con le prescrizioni peculiari dell'IFRS 9. Per PD, LGD ed EAD valgono le seguenti definizioni:

  • PD (Probabilità di Default): probabilità di migrare dallo stato di bonis a quello di credito deteriorato nell'orizzonte temporale di un anno. Nei modelli coerenti con le disposizioni di vigilanza, il fattore PD viene tipicamente quantificato attraverso il rating. In Intesa Sanpaolo i valori di PD derivano dai modelli di rating interno laddove disponibili, integrati da valutazioni esterne o da dati medi di segmento/portafoglio;
  • LGD (Loss Given Default): percentuale di perdita in caso di default. Nei modelli coerenti con le disposizioni di vigilanza viene quantificata attraverso l'esperienza storica dei recuperi attualizzati sulle pratiche passate a credito deteriorato;

  • EAD (Exposure At Default) o equivalente creditizio: ammontare dell'esposizione al momento del default.

Come già sopra evidenziato, per poter rispettare il dettato dell'IFRS 9 si è reso necessario effettuare specifici interventi di adeguamento sui suddetti fattori, tra cui si ricordano in particolare:

  • l'adozione di una PD Point in Time (PIT) a fronte della PD Through the Cycle (TTC) usata ai fini di Basilea;
  • la rimozione dalla LGD TTC di alcune componenti aggiuntive, quali i costi indiretti (costi non ripetibili) e ulteriori margini di conservativismo specificatamente introdotti per i modelli regolamentari, nonché della componente legata al ciclo economico avverso (cd. Downturn);

  • l'utilizzo di PD e, ove necessario, di LGD multiperiodali al fine di determinare la perdita attesa per l'intera vita residua dello strumento finanziario (stage 2 e 3);
  • l'utilizzo, nell'ambito del processo di attualizzazione dei flussi di cassa futuri attesi, del tasso di interesse effettivo della singola operazione, a differenza di quanto previsto dai modelli regolamentari, in cui lo sconto dei singoli flussi di cassa avviene tramite i tassi di attualizzazione determinati in conformità con la normativa prudenziale.

In relazione all'EAD multiperiodale, in linea con il dettato dell'IFRS 9, Intesa Sanpaolo fa riferimento ai piani al costo ammortizzato per quel che riguarda sia i crediti che i titoli di debito, a prescindere dalle relative modalità di valutazione (costo ammortizzato o fair value con impatto sulla redditività complessiva). Per gli impegni ad erogare fondi (margini), l'EAD è, invece, assunta pari al valore nominale ponderato per un apposito Fattore di Conversione Creditizia (CCF).

La valutazione delle attività finanziarie riflette, inoltre, la miglior stima degli effetti delle condizioni correnti e future, prime tra tutte quelle di contesto economico, sulla base delle quali vengono condizionate le PD e LGD forward looking. Nell'ambito dell'IFRS 9, anche in base alle indicazioni dei Regulators internazionali, assumono rilevanza, in particolare, le informazioni sugli scenari macroeconomici futuri in cui la Banca può trovarsi ad operare e che influenzano, di tutta evidenza, la situazione dei debitori con riferimento sia alla "rischiosità" di migrazione delle esposizioni verso classi di qualità inferiore (riguardando quindi lo "staging") sia agli ammontari recuperabili (riguardando quindi la determinazione della perdita attesa sulle esposizioni). Da un punto di vista metodologico, sono stati analizzati diversi possibili approcci alternativi al fine di prendere in considerazione tali elementi. Rispetto alle diverse alternative considerate, l'approccio che Intesa Sanpaolo ha deciso di adottare è rappresentato dal c.d. "Most likely scenario + Add-on". Secondo tale approccio, il condizionamento macroeconomico di PD e LGD viene effettuato tramite uno scenario base («Most Likely», coerente con quanto utilizzato per altre finalità aziendali quali, a titolo esemplificativo, budget e piani di impresa) e poi corretto con un Add-On volto ad includere le eventuali differenze rispetto a scenari peggiorativi e migliorativi. Qualora l'impatto dell'Add-On risulti complessivamente positivo sui parametri di rischio, è stato scelto di sterilizzarne l'effetto sia per finalità di staging che di calcolo dell'ECL. Lo scenario macroeconomico è determinato dall'Ufficio Studi interno della Banca tramite modelli previsivi portati poi in condivisione con il mercato per determinare il consenso. Gli scenari alternativi migliorativi e peggiorativi sono determinati tramite stress delle variabili in input ai modelli previsivi.

In particolare la determinazione dello scenario "most-likely" e di quelli alternativi avviene utilizzando un complesso di strumenti analitici e previsionali stand-alone che determinano il sentiero previsionale per alcuni blocchi di variabili, in dettaglio:

  • conti nazionali e inflazione dei primi 6 paesi dell'Eurozona, degli Stati Uniti e del Giappone; - tassi ufficiali (BCE, Fed, BoJ), curve dei tassi swap EUR e USD, alcuni punti delle curve governative;
  • tassi di cambio per EUR, USD, JPY e GBP;
  • indici di borsa (DJ Eurostoxx 50 e S&P 500);
  • alcuni dati di dettaglio per l'economia italiana (produzione industriale, prezzi degli immobili, occupazione, saldi di finanza pubblica).

Tali previsioni vengono poi elaborate tramite il modello strutturale multi-paese "Global Economic Model" di Oxford Economics, ove sostituiscono i percorsi previsionali dello scenario base fornito dalla società con l'aggiornamento periodico del database. Il modello viene quindi risolto per ricavare un quadro previsionale globale coerente, inclusivo di variabili per le quali non sono stati sviluppati modelli ad hoc, e per disporre di un ambiente di simulazione utilizzabile per generare eventuali scenari alternativi. Tale passo può richiedere alcune iterazioni, soprattutto qualora il quadro previsionale atteso mediante ricorso ad elaborazioni interne si discosti significativamente da quello di Oxford Economics. In tal caso, può essere necessario procedere a interventi ulteriori di fine tuning su specifiche variabili secondarie che gli analisti ritengono non coerenti con lo scenario di previsione o che risultino caratterizzate da una volatilità trimestrale non spiegabile.

  • La selezione dei percorsi alternativi viene effettuata con il ricorso a informazioni esterne. In particolare:
  • tassi di crescita medi annui del PIL di alcuni paesi: rappresenta il driver fondamentale della simulazione, gli scostamenti vengono determinati in modo da replicare la dispersione delle stime di crescita pubblicate da Consensus Economics nel più recente rapporto disponibile alla data della simulazione, considerando le previsioni minima e massima (previa applicazione di un filtro per l'identificazione e l'eliminazione di eventuali outliers). In presenza di outliers, il dato anomalo viene scartato e si considerano il massimo e il minimo dei valori restanti. Poiché le stime di consenso sono disponibili soltanto per i primi due anni dell'orizzonte di simulazione, per il terzo anno si ricorre a una estrapolazione degli scostamenti individuati per i primi due anni;
  • indici di borsa (DJ Eurostoxx 50, S&P500) e dei prezzi immobiliari residenziali statunitensi: vengono utilizzati come riferimento le previsioni minime e massime del panel di Thomson Reuters;
  • prezzi immobiliari residenziali italiani: non disponendo al momento di stime di consenso, i percorsi alternativi partono dalla distribuzione delle variazioni trimestrali storiche disponibili dal 1980 al trimestre corrente.

A partire dal valore di percentile identificato, per lo scenario Most likely, vengono identificate le variazioni corrispondenti a uno scarto di probabilità, calcolato attraverso l'analisi statistica della distribuzione storica delle osservazioni. Le due variazioni (positiva e negativa) rispetto allo scenario Most-Likely, vengono quindi utilizzate per il calcolo del livello dei singoli indici identificati, ricostruendo -per ognuno- i due sentieri alternativi (uno positivo e uno negativo) che rappresentano l'input per la determinazione del fattore di Add-On. Lo scarto di probabilità adottato viene identificato sulla base delle caratteristiche di variabilità della serie, in modo da ottenere uno scostamento dallo scenario Most-Likely di ampiezza significativa.

In aggiunta alla definizione dei percorsi alternativi, viene mantenuta una mappa di possibili additional factors, cioè eventi o scenari idiosincratici avversi (es. Brexit, etc.), non esplicitamente incorporati nelle serie storiche utilizzate per la definizione dello scenario Most-Likely o nei percorsi alternativi, che possono generare ulteriori effetti significativi sulle perdite attese. Di tali eventi/scenari si valutano:

  • il possibile orizzonte di realizzazione (time frame);
  • il grado di inclusione nello scenario Most-Likely o nei percorsi alternativi;
  • il potenziale impatto, valutato in termini qualitativi.

La mappa di additional factors attinge anche agli elenchi di fattori di rischio contenuti nei rapporti previsionali di IMF (World Economic Outlook) e Commissione Europea e può mutare nel tempo.

Nella valutazione del time-frame per gli additional factors, si evidenzia se il fattore è impossibile da collocare in uno specifico orizzonte temporale, caratteristica che rende poco praticabile la sua incorporazione nello scenario Most-Likely o nei percorsi alternativi.

Le valutazioni effettuate tengono conto del fatto che le stime di consenso potrebbero includere previsioni che già incorporano nelle proprie stime la realizzazione, totale o parziale, di uno o più fattori di rischio, sicché i percorsi alternativi potrebbero già incorporare in qualche misura tali fattori addizionali.

In condizioni di incertezza marcata delle proiezioni macroeconomiche nazionali ed interazionali e in presenza di scostamenti significativi in senso migliorativo delle proiezioni rispetto allo scenario TTC, possono essere introdotti elementi di prudenzialità con riferimento agli scostamenti dei valori minimi e massimi delle variabili basati sul Consensus o storici sopradescritti.

I suddetti scenari macroeconomici (most likely e alternativi) vengono utilizzati dai modelli interni per determinare i parametri point-in-time (PIT).

Nello specifico, le serie storiche dei tassi di default acquisite da Banca d'Italia sono differenziate sui principali macro-settori economici (es Famiglie consumatrici, Famiglie produttrici, Costruzioni, …) e, per ciascuno di essi, specifici modelli satellite stabiliscono le relazioni con le variabili macroeconomiche e permettono di ottenere i tassi di default prospettici. Questi consentono a loro volta di condizionare le matrici di transizione TTC tra classi di rating e di ottenere così le matrici di transizione PIT per ciascuno scenario (Most likely e alternativi); da queste ultime si ottengono le PD condizionate lifetime.

In particolare, ai fini della determinazione delle matrici TTC per i segmenti Corporate, SME Retail e Retail vengono utilizzati i tassi di default interni, mentre per i segmenti Low Default, per i quali la profondità delle serie storiche interne è più esigua, si utilizzano i tassi di sistema di Banca d'Italia. Ai fini della determinazione delle matrici Point in Time forward-looking vengono, invece, utilizzati i tassi di default di sistema per tutti i segmenti.

Un analogo processo viene utilizzato per determinare le griglie di LGD PIT.

Tenendo conto del piano di rimborso dei singoli finanziamenti, delle loro PD e LGD condizionate, della maturity residua e dello staging si determinano le perdite di valore delle attività finanziarie performing.

Perdite di valore delle attività finanziarie non performing

I crediti deteriorati sono rappresentati dalle posizioni in sofferenza, dalle inadempienze probabili e dalle posizioni scadute e/o sconfinanti da oltre 90 giorni.

I crediti deteriorati classificati a sofferenza sono assoggettati alle seguenti modalità di valutazione:

  • − valutazione analitico-statistica, che è adottata per le esposizioni inferiori a 2 milioni ed è basata sull'applicazione di apposite griglie di LGD, a cui si aggiunge un Add-On al fine di tenere conto delle informazioni legate all'evoluzione delle condizioni correnti riferibili a variabili gestionali altamente correlate con la dinamica delle perdite e forward looking riferite agli impatti di scenari macroeconomici futuri attesi (come illustrato nei paragrafi precedenti);
  • − valutazione analitico-specifica, che è adottata per i clienti con esposizioni superiori a 2 milioni ed è basata sulle percentuali di svalutazione attribuite dal gestore, a seguito di appositi processi di analisi e valutazione anche alla luce dell'evoluzione delle condizioni correnti, a cui si aggiunge una componente di Add-On al fine di tenere conto delle informazioni forward looking, in particolare quelle riferite agli impatti di scenari macroeconomici futuri (ad eccezione delle sofferenze assistite da garanzie ipotecarie o relative a operazioni di leasing immobiliare per le quali gli impatti di scenari futuri sono inclusi tramite le modalità di determinazione degli haircut al valore degli immobili in garanzia).

Anche la valutazione delle inadempienze probabili (Unlikely to Pay – UTP) è operata sulla base di differenti approcci:

  • − valutazione analitico-statistica, per le esposizioni inferiori a 2 milioni, basata sull'applicazione di apposite griglie statistiche di LGD a cui si aggiunge un Add-On al fine di tener conto delle già citate informazioni legate alle condizioni correnti e agli impatti di scenari macroeconomici futuri, nonché di permanenza nello stato di rischio con l'obiettivo di penalizzare le posizioni con anzianità maggiore o che non presentano movimentazioni e/o recuperi per un determinato periodo di tempo;
  • valutazione analitico-specifica, per le esposizioni di cassa superiori a 2 milioni, basata sulle percentuali di svalutazione attribuite dal gestore, a seguito di appositi processi di analisi e valutazione anche alla luce dell'evoluzione delle condizioni correnti, a cui si aggiunge una componente di Add-On al fine di tener conto, anche in questo caso, degli impatti di scenari macroeconomici futuri e di permanenza nello stato di rischio.

Indipendentemente dalla suddivisione di tali esposizioni tra quelle oggetto di valutazione analitico-statistica e quelle oggetto di valutazione analitico-specifica (come sopra identificate), tra gli Add-On previsti sono inclusi gli scenari di vendita per i crediti deteriorati cedibili qualora il piano d'impresa e la pianificazione di riduzione dei crediti deteriorati prevedano operazioni di cessione e tali operazioni siano ancora da realizzare. La valutazione dei crediti deteriorati cedibili, quindi, considera la possibilità di realizzo di tali crediti anche attraverso la vendita.

I crediti deteriorati classificati nella categoria dei crediti scaduti e/o sconfinanti sono, invece, oggetto di valutazione analitica su basi statistiche indipendentemente dall'ammontare dell'esposizione. Anche in questo caso, comunque, la rettifica definita sulla base delle griglie statistiche di LGD è integrata per tener conto della componente di Add-On ascrivibile all'effetto dell'evoluzione delle condizioni correnti e degli scenari macroeconomici futuri.

Le esposizioni creditizie devono continuare a essere rilevate come deteriorate sino a quando non siano trascorsi almeno tre mesi dal momento in cui non soddisfano più le condizioni per essere classificate come tali (cd probation period). Tali esposizioni sono mantenute, sino al maturare delle condizioni per l'uscita dal credito deteriorato, nelle rispettive classi di rischio e valutate in modalità analitico-statistica o analitico-specifica tenendo conto della loro minore rischiosità.

Di seguito viene fornita una breve descrizione delle modalità con cui vengono poste in essere la valutazione analiticospecifica ed analitico-statistica:

  • la valutazione analitico-specifica per le sofferenze e le inadempienze probabili superiori ai 2 milioni è una valutazione operata dai gestori sulle singole posizioni basata su un'analisi quali-quantitativa della situazione economico-patrimoniale e finanziaria del debitore, della rischiosità del rapporto creditizio, degli obiettivi e delle strategie di riduzione dei crediti deteriorati previsti dal "NPL Plan", di eventuali fattori mitiganti (garanzie) e tenendo conto dell'effetto finanziario del tempo stimato come necessario per il recupero.

In particolare per le sofferenze, assumono rilevanza una serie di elementi, diversamente presenti a seconda delle caratteristiche delle posizioni, e da valutare con la massima accuratezza e prudenza, tra i quali si citano a mero titolo esemplificativo:

  • o natura del credito, privilegiato o chirografario;
  • o consistenza patrimoniale netta degli obbligati/terzi datori di garanzie reali;
  • o complessità del contenzioso in essere o potenziale e/o delle questioni giuridiche sottese;
  • o esposizione degli obbligati nei confronti del sistema bancario e di altri creditori;
  • o ultimi bilanci disponibili;
  • o stato giuridico degli obbligati e pendenza di procedure concorsuali e/o individuali.

Ai fini della determinazione del presumibile valore di realizzo dei crediti garantiti da beni immobili, per tenere conto sia delle serie storiche dei recuperi sia di considerazioni forward-looking in coerenza con l'IFRS 9, viene applicato un approccio incentrato sulla valutazione dei beni immobili con riferimento all'asta media attesa ed al relativo abbattimento del prezzo osservato, determinando degli haircut medi differenziati per tipologia di garanzia immobiliare (abitativa, commerciale, industriale e terreni). Per le sofferenze ipotecarie in valutazione analitico-specifica non viene, quindi, applicato un Add-On da scenario macroeconomico, al fine di evitare duplicazioni, in quanto la componente forward looking è già tenuta in considerazione tramite l'haircut.

Con riferimento alle sofferenze immobiliari rivenienti da contratti di leasing alla luce delle peculiarità del prodotto (assenza di aste) l'haircut è stimato come deprezzamento del bene osservato tra il valore di perizia al momento dell'ingresso in sofferenza e l'effettivo prezzo di vendita.

Con riferimento alle inadempienze probabili inoltre, la valutazione si basa sull'analisi quali-quantitativa della situazione economico-patrimoniale e finanziaria del debitore e su una puntuale verifica della situazione di rischio.

La determinazione della perdita da impairment presuppone la valutazione dei flussi di cassa futuri che si ritiene il debitore sia in grado di produrre e che saranno destinati anche al servizio del debito finanziario. Tale stima deve essere effettuata sulla base di due approcci alternativi:

  • o scenario di continuità operativa (c.d. "Going Concern Approach"): i flussi di cassa operativi del debitore (o del garante effettivo) continuano ad essere prodotti e sono utilizzati per ripagare i debiti finanziari contratti. L'ipotesi di continuità non esclude l'eventuale realizzo di garanzie, ma solo nella misura in cui ciò possa avvenire senza pregiudicare la capacità del debitore di generare flussi di cassa futuri. Il metodo "going concern" trova applicazione anche ai casi in cui la recuperabilità dell'esposizione si basi sulla eventuale cessione di attività da parte del debitore o su operazioni straordinarie. Similmente a quanto previsto per le Sofferenze anche per quanto riguarda gli UTP, vengono utilizzati Haircut nella valutazione delle garanzie immobiliari. Per le posizioni Going Concern, tali haircut sono determinati sulla base degli Haircut applicati nel processo liquidatorio (sofferenza o UTP Gone Concern), applicando un fattore di calibrazione pari alla probabilità di migrazione degli UTP a sofferenza;
  • o scenario di cessazione dell'attività (c.d. "Gone Concern Approach"): applicabile nei casi in cui si ritiene che i flussi di cassa del debitore siano destinati a venir meno. Si tratta di uno scenario la cui applicazione potrebbe eventualmente riguardare posizioni per le quali è prevista la classificazione a sofferenza. In tale contesto, assumendo che non siano ragionevolmente percorribili interventi degli azionisti e/o operazioni straordinarie di ristrutturazione del debito in contesti di turnaround, il recupero del credito si basa sostanzialmente sul valore delle garanzie che assistono il credito della Banca al netto dell'applicazione di un haircut (determinato come per le Sofferenze), nonché, in subordine, sul valore di realizzo degli asset patrimoniali, tenuto conto della massa passiva e delle eventuali cause di prelazione;
  • la valutazione analitico-statistica, effettuata per le sofferenze e le inadempienze probabili di importo inferiore ai 2 milioni e per i crediti scaduti e/o sconfinanti, presenta delle peculiarità a seconda della tipologia di esposizione interessata.

Con riferimento alle sofferenze, la valutazione analitico-statistica si basa sulle griglie di LGD Sofferenza, dove il modello LGD Defaulted Asset si caratterizza prevalentemente per la differenziazione dei tassi di perdita in funzione, oltre che del segmento regolamentare, della permanenza nello stato di rischio ("vintage") e per l'eventuale attivazione di procedure di recupero giudiziali. Le griglie risultano inoltre differenziate per gli altri assi di analisi significativi in sede di stima del modello (es. forma tecnica, tipologia di garanzia, area geografica, fascia di esposizione, ecc.). Le griglie dei tempi di recupero si articolano principalmente per segmento regolamentare e per ulteriori assi di analisi significativi in sede di modellistica (es. procedure di recupero, fascia di esposizione, forma tecnica).

Con riferimento alle inadempienze probabili, la valutazione è effettuata mediante l'applicazione di griglie di LGD statistica stimate appositamente per le posizioni classificate come Inadempienze Probabili, in coerenza con le griglie di LGD stimate per le sofferenze. Il modello di stima della griglia di LGD per le Inadempienze Probabili è infatti analogo a quello descritto in precedenza per le sofferenze e calcola il tasso di perdita atteso del rapporto oggetto di valutazione in funzione delle caratteristiche dello stesso. La LGD per le Inadempienze Probabili è ottenuta tramite ricalibrazione della LGD sofferenza attraverso il modulo Danger Rate. Il Danger Rate è un fattore correttivo moltiplicativo volto a ricalibrare la LGD sofferenza con l'informazione disponibile sugli altri eventi di default, in modo da determinare una LGD rappresentativa di tutti i possibili eventi di default e della loro evoluzione.

Inoltre, per le due sottoclassi dello stato rischio "Inadempienze Probabili" ("Inadempienze Probabili Non Forborne" e "Inadempienze Probabili Forborne"), sono stimate griglie differenziate per tenere in opportuna considerazione le caratteristiche dei crediti Forborne, che, oltre a presentare livelli medi di perdita più contenuti per effetto delle "Forbearance Measures", risentono anche dei vincoli normativi che ne impediscono il rientro in bonis prima dei 12 mesi dalla data dell'avvenuta rinegoziazione.

Con riferimento ai crediti scaduti e/o sconfinanti, le metodologie di determinazione delle griglie sono analoghe a quelle descritte per le Inadempienze Probabili (Framework Danger Rate). Il fattore vintage è in questo caso colto dall'introduzione di una differenziazione in funzione della durata dello scaduto (Past Due a 90 giorni/180 giorni) che determina una significativa variazione dei tassi di perdita delle griglie che si articolano inoltre, in maniera differenziata, per segmento regolamentare e per ulteriori assi di analisi (es. forma tecnica, tipologia di garanzia, area geografica, fascia di esposizione, ecc.) comuni alle altre categorie del credito deteriorato.

Anche nei modelli di stima della LGD utilizzati nella valutazione analitico-statistica delle esposizioni non performing, sono stati effettuati gli interventi di rimozione di alcune componenti aggiuntive specificatamente introdotte per i modelli regolamentari, analogamente a quanto già evidenziato per le esposizioni performing.

Per quel che attiene all'inclusione di informazioni correnti e forward looking, si segnala che, in relazione alle esposizioni deteriorate, oltre ad una componente legata a variabili gestionali correnti applicata dal gestore delle singole posizioni nel caso di valutazioni analitico specifiche e basata su apposito add on nel caso di valutazioni analitico statistiche, è stata considerata una componente legata agli scenari most-likely e peggiorativi previsti nell'orizzonte temporale dei successivi tre anni, secondo i criteri già descritti.

Come richiesto dall'IFRS 9, occorre, infatti, considerare anche gli effetti dello scenario forward looking rispetto alle stime di LGD attraverso la componente sopra richiamata. Come già detto, la componente di scenario forward looking è volta a catturare la non linearità della relazione tra le variabili macroeconomiche e la misurazione dell'ECL, tramite analisi dell'incertezza previsionale delle variabili utilizzate per la predisposizione dello scenario most-likely. Essa si basa sul medesimo framework metodologico impiegato per i crediti performing, ma ignora in ottica prudenziale lo scenario migliorativo, considerando i soli scenari peggiorativo e most-likely medi sull'orizzonte dei tre anni successivi.

Sempre in relazione a scenari prospettici, con riferimento alla categoria delle inadempienze probabili, che racchiude posizioni ancora vive ma con segnali di criticità, sia per le posizioni con valutazione analitico-specifica, sia per quelle con valutazione analitico-statistica, qualora non siano presenti misure di forbearance efficaci, è prevista l'applicazione in un'ulteriore componente aggiuntiva (oltre al citato Add on da scenario macroeconomico) finalizzata a ridurre il valore recuperabile delle posizioni in funzione dell'anzianita' nello stato di rischio e dell'assenza di movimentazione e/o recuperi per un determinato periodo di tempo.

Passando ad analizzare gli scenari alternativi di recupero, si evidenzia come il Gruppo Intesa Sanpaolo, in relazione agli obiettivi di riduzione dello stock di crediti non performing in essere, inclusi nei piani aziendali, ed agli impegni assunti con gli Organi di Vigilanza, con specifico riferimento alla c.d. NPL Strategy, considera la vendita di determinati portafogli come la strategia che può, in determinate condizioni, massimizzare il recupero dei cash flow, anche in considerazione dei tempi di recupero.

In particolare, la BCE, con la "NPL Guidance" pubblicata nel marzo 2017, ha richiesto alle Banche con un'incidenza di crediti deteriorati superiore alla media delle Banche Europee la definizione di una strategia volta a raggiungere una progressiva riduzione degli stessi. Intesa Sanpaolo ha sottoposto alla BCE nel corso del 2017 un piano di riduzione dei crediti deteriorati prevalentemente incentrato sulle attività di recupero attraverso la gestione interna.

Nell'ultima parte dell'anno 2017 - alla luce delle evoluzioni regolamentari, con la pubblicazione, nel mese di ottobre, della bozza di Addendum alla "NPL Guidance" finalizzata a determinare livelli minimi di accantonamento prudenziale per i crediti deteriorati, e delle indicazioni fornite dall'Autorità di Vigilanza alle banche con esposizioni deteriorate superiori alla media circa la necessità di procedere con maggiore incisività nel percorso di riduzione dei crediti non performing – Intesa Sanpaolo, nell'ambito della predisposizione del Piano d'Impresa 2018-2021, approvato dal Consiglio di Amministrazione ha identificato tra i punti prioritari un significativo de-risking da realizzare anche attraverso la cessione di un portafoglio di sofferenze.

Conseguentemente, allo scenario "ordinario", che ipotizza una strategia di recupero basata sull'incasso del credito tipicamente attraverso azioni legali, mandati a società di recupero, realizzo delle garanzie ipotecarie, è stato affiancato - come strategia di recupero - anche lo scenario di vendita del credito medesimo.

In aderenza con la citata "NPL Guidance" le strategie aziendali in ordine alla riduzione dei crediti deteriorati sono rappresentate nel "NPL plan", documento approvato dal Consiglio di Amministrazione per l'invio all'Organo di Vigilanza e oggetto di aggiornamento annuale.

Qualora il suddetto documento identifichi obiettivi e strategie di dismissione e conseguentemente un portafoglio di crediti deteriorati che può essere oggetto di cessione, i crediti inclusi in tale portafoglio sino al raggiungimento degli obiettivi di cessione sono valutati tenendo conto sia del valore recuperabile attraverso la gestione operativa, sia di valutazioni di mercato (sulla base di perizie esterne) e/o di prezzi di vendita se già definiti.

Qualora l'"NPL plan" identifichi in modo specifico le posizioni da cedere, tali posizioni vengono valutate esclusivamente tenendo conto dei valori di mercato stabiliti da periti esterni sulla base di un'apposita fairness opinion o, se già definito attraverso un accordo vincolante con l'acquirente, del prezzo di cessione.

Qualora l'"NPL plan" identifichi un più ampio portafoglio di crediti oggetto di potenziale cessione rappresentato da crediti che hanno caratteristiche di cedibilità (quindi ad esempio posizioni che non presentano situazioni di contenzioso, che non siano cartolarizzate o che non siano quota parte di finanziamenti in pool), rispetto agli obiettivi di vendita, il valore di bilancio del suddetto portafoglio viene determinato ponderando il valore recuperabile attraverso la gestione operativa con il valore recuperabile attraverso la cessione.

In particolare, il valore recuperabile dei crediti deteriorati cedibili è quantificato come valore medio tra (i) il "valore in ipotesi di cessione" (fair value) e (ii) il "valore in ipotesi di collection", assumendo come pesi di ponderazione, rispettivamente, la percentuale dei crediti cedibili che il Gruppo prevede di vendere e quella che prevede di mantenere in portafoglio. Si osserva che il "valore in ipotesi di collection" è determinato secondo le logiche ordinarie seguite da Intesa Sanpaolo per l'impairment dei crediti deteriorati, vale a dire sulla base di una valutazione analitica per le esposizioni superiori a una definita soglia e sulla base di una valutazione analitico-statistica per le altre. La valutazione analitico-statistica delle esposizioni "sotto-soglia" prevede il raggruppamento delle stesse in cluster omogenei per rischio di credito. Come illustrato in precedenza, la valutazione del valore in ipotesi di cessione è effettuata da un perito esterno.

Come già anticipato, si segnala, inoltre, che le attività finanziarie acquistate o originate già deteriorate (POCI) presentano delle particolarità in tema di impairment. In proposito, a fronte delle stesse, sin dalla data di rilevazione iniziale e per tutta la vita degli strumenti in questione, devono essere contabilizzate rettifiche di valore pari all'ECL lifetime. A ogni data di riferimento successiva del bilancio, deve, quindi, essere adeguato l'ammontare dell'ECL lifetime, rilevando a conto economico l'importo dell'eventuale variazione delle perdite attese lungo tutta la vita del credito come utile o perdita per riduzione di valore. Alla luce di quanto esposto, le attività finanziarie POCI sono inizialmente iscritte nello stage 3, ferma restando la possibilità di essere spostate successivamente fra i crediti performing, sui quali, però, continuerà ad essere rilevata una perdita attesa pari all'ECL lifetime.

Per quel che attiene ai crediti deteriorati, si ricorda, infine, che Intesa Sanpaolo ricorre allo stralcio/cancellazione – integrale o parziale - di partite contabili inesigibili (c.d. "write-off") e procede alla conseguente imputazione a perdite del residuo non ancora rettificato nei seguenti casi:

  • a) irrecuperabilità del credito, risultante da elementi certi e precisi (quali, a titolo di esempio, irreperibilità e nullatenenza del debitore, mancati recuperi da esecuzioni mobiliari ed immobiliari, pignoramenti negativi, procedure concorsuali chiuse con non completo ristoro per la Banca, se non vi sono ulteriori garanzie utilmente escutibili etc.);
  • b) cessione di credito;
  • c) rinuncia al credito, in conseguenza di remissione unilaterale del debito o residuo a fronte di contratti transattivi;
  • d) senza rinuncia al credito. Per quel che attiene agli stralci integrali o parziali senza rinuncia del credito, al fine di evitare il mantenimento in Bilancio di crediti che, pur continuando ad essere gestiti dalle strutture di recupero, presentano possibilità di recupero molto marginali, si procede allo stralcio integrale o parziale per irrecuperabilità del credito pur senza chiusura della pratica legale. Lo stralcio può interessare solo la porzione di credito coperta da accantonamenti; pertanto ciascun credito può essere stralciato fino al limite del Net Book Value.

Su base periodica, pertanto si procede alla definizione di portafogli di crediti a sofferenza da assoggettare ad uno stralcio totale o parziale aventi le seguenti macro-caratteristiche:

  • percentuale di copertura pari al 100% e anzianità (intesa come periodo di permanenza nello stato di "sofferenza") > di 1 anno;
  • percentuale di copertura > 95% e anzianità (intesa come periodo di permanenza nello stato di "sofferenza") > 5 anni o > 8 anni, rispettivamente in caso di crediti non ipotecari e di crediti ipotecari.

E' poi possibile procedere alla definizione di portafogli da stralciare con caratteristiche omogenee diverse da quelle sopra indicate, ma riferibili a esposizioni che presentino marginali possibilità di recupero della quota accantonata e in presenza di una quota di accantonamento minima (calcolata tenendo conto degli stralci accumulati sulla posizione, secondo la stessa regola prevista a livello prudenziale dal framework del cosiddetto "Calendar Provisioning") almeno pari al complemento a 1 del fair value stimato sulla base dei prezzi rilevati nelle ultime cessioni di crediti a sofferenza operate dal Gruppo.

Perdite di valore di partecipazioni

Ad ogni data di bilancio le partecipazioni di collegamento o sottoposte a controllo congiunto sono assoggettate ad un test di impairment al fine di verificare se esistono obiettive evidenze che possano far ritenere non interamente recuperabile il valore di iscrizione delle attività stesse.

Il processo di rilevazione di eventuali impairment prevede la verifica della presenza di indicatori di possibili riduzioni di valore e la determinazione dell'eventuale svalutazione. Gli indicatori di impairment sono sostanzialmente suddivisibili in due categorie: indicatori qualitativi e indicatori quantitativi.

Tra quelli qualitativi si segnalano:

  • il conseguimento di risultati economici negativi o comunque un significativo scostamento rispetto ad obiettivi di budget o previsti da piani pluriennali comunicati al mercato;
  • l'annuncio/avvio di procedure concorsuali o di piani di ristrutturazione;
  • la revisione al ribasso del "rating" di oltre due classi;
  • l'inadempimento rispetto agli obblighi di puntuale ed integrale pagamento dei titoli di debito emessi;
  • il ricorso a strumenti di politica industriale finalizzati a fronteggiare gravi crisi o per consentire alle aziende di affrontare processi di ristrutturazione/riorganizzazione.

Tra gli indicatori quantitativi si segnalano:

  • la riduzione del fair value al di sotto del valore di bilancio di oltre il 30% ovvero per un periodo superiore a 24 mesi;
  • la capitalizzazione di borsa inferiore al patrimonio netto contabile della società, nel caso di titoli quotati su mercati attivi, ovvero da un valore contabile della partecipazione nel bilancio separato superiore al valore contabile nel bilancio consolidato dell'attivo netto e dell'avviamento della partecipata o dalla distribuzione da parte di quest'ultima di un dividendo superiore al proprio reddito complessivo.

La presenza di indicatori di impairment comporta la rilevazione di una svalutazione nella misura in cui il valore recuperabile risulti inferiore al valore di iscrizione.

Il valore recuperabile è rappresentato dal maggiore tra il fair value al netto dei costi di vendita ed il valore d'uso.

Per i metodi utilizzati per la determinazione del fair value, si rimanda a quanto indicato nella Sezione A.4 – Informativa sul fair value.

Il valore d'uso è il valore attuale dei flussi finanziari attesi rivenienti dall'attività; esso riflette la stima dei flussi finanziari attesi dalla attività, la stima delle possibili variazioni nell'ammontare e/o nella tempistica dei flussi finanziari, il valore finanziario del tempo, il prezzo atto a remunerare la rischiosità della attività ed altri fattori che possano influenzare l'apprezzamento, da parte degli operatori di mercato, dei flussi finanziari attesi rivenienti dall'attività.

Nella determinazione del valore d'uso si utilizza il metodo dell'attualizzazione dei flussi di cassa futuri.

Per quanto riguarda le partecipazioni di controllo, le singole partecipazioni non assumono rilevanza individualmente ai fini dell'effettuazione dell'impairment test nel bilancio separato ma rientrano nell'impairment test delle Cash Generating Units (CGU) svolto a livello consolidato. Le CGU identificate sono rappresentate in alcuni casi (Banca dei Territori e IMI Corporate & Investment Banking) da attività svolte direttamente dalla Capogruppo e da alcune partecipate, in altri casi (International Subsidiary Banks) da aggregazioni di società partecipate, in altri casi (Private Banking e Asset Management) coincidono con

le entità giuridiche di riferimento. Quando una partecipazione non produce flussi di cassa ampiamente indipendenti da altre attività essa viene sottoposta ad impairment test non già autonomamente, bensì a livello di CGU. Pertanto, quando le attività riferibili ad una controllata sono incluse in una CGU più ampia della partecipazione medesima, come più diffusamente illustrato nel capitolo successivo a cui si rinvia, l'impairment test può essere svolto solo a quest'ultimo livello e non a livello di singola partecipata per la quale non sarebbe correttamente stimabile un valore d'uso.

Perdite di valore di altre attività non finanziarie

Le attività materiali ed immateriali con vita utile definita sono soggette a test di impairment se esiste un'indicazione che il valore contabile del bene non può più essere recuperato. Il valore recuperabile viene determinato con riferimento al fair value dell'attività materiale o immateriale al netto degli oneri di dismissione o al valore d'uso se determinabile e se esso risulta superiore al fair value.

Per le immobilizzazioni materiali diverse dagli immobili e dal patrimonio artistico di pregio e le immobilizzazioni immateriali (diverse da quelle rilevate a seguito di operazioni di aggregazione) si assume che il valore di carico corrisponda normalmente al valore d'uso, in quanto determinato da un processo di ammortamento stimato sulla base dell'effettivo contributo del bene al processo produttivo e risultando estremamente aleatoria la determinazione di un fair value. I due valori si discostano, dando luogo a impairment, in caso di danneggiamenti, uscita dal processo produttivo o altre circostanze similari non ricorrenti.

Come precisato nell'ambito dell'illustrazione delle "Attività materiali ed immateriali", Intesa Sanpaolo valuta gli immobili ad uso funzionale e il patrimonio artistico di pregio secondo il metodo della rideterminazione del valore; in tal caso, qualsiasi perdita per riduzione di valore di un'attività rivalutata deve essere trattata come una diminuzione della rivalutazione fino a concorrenza della stessa, dopodiché qualunque differenza è imputata a conto economico.

Come illustrato nella Parte A.4 Informativa sul fair value - Fair value del patrimonio immobiliare e del patrimonio artistico di pregio, per gli immobili strumentali annualmente viene inoltre effettuata un'analisi di scenario sui trend del mercato immobiliare, al fine di valutare se si sono presentati scostamenti di rilievo nel valore dei cespiti. Qualora siano state riscontrate variazioni di particolare entità (+ o – 10%), si procede con la predisposizione di una perizia aggiornata per adeguare il fair value del bene alle valutazioni del mercato immobiliare. In assenza di scostamenti significativi si procede alla rideterminazione del valore attraverso una nuova perizia ogni 2 anni per gli immobili cosiddetti "trophy asset" (ovvero gli immobili di particolare prestigio utilizzati da funzioni Direzionali ubicati nelle principali città sede della Banca oppure di particolare interesse storico artistico perché vincolati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali) e ogni tre anni per gli altri immobili strumentali.

Per quanto concerne il patrimonio artistico di pregio, la rideterminazione di valore è effettuata tramite una nuova perizia ogni tre anni. Annualmente viene comunque svolta una analisi di scenario per individuare eventuali variazioni di valore apprezzabile al fine di anticipare l'attività valutativa. Qualora il monitoraggio annuale evidenzi un possibile scostamento di valore, in positivo o in negativo, superiore al 15% per singole opere di autori presenti nelle collezioni della Banca e confrontabili in base a criteri oggettivi (dimensioni, tecnica, periodo di realizzazione, etc.), è necessario commissionare nuove perizie di stima.

Le attività immateriali rilevate a seguito di operazioni di acquisizione ed in applicazione del principio IFRS 3 ad ogni data di bilancio sono sottoposte ad un test di impairment al fine di verificare se esistono obiettive evidenze che l'attività possa aver subito una riduzione di valore.

Le attività immateriali a vita definita, rappresentate dal valore del portafoglio di asset management e dal valore del portafoglio assicurativo, in presenza di indicatori di impairment vengono sottoposte ad un nuovo processo valutativo per verificare la recuperabilità dei valori iscritti in bilancio. Il valore recuperabile viene determinato sulla base del valore d'uso, ovvero del valore attuale, stimato attraverso l'utilizzo di un tasso rappresentativo del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell'attività, dei margini reddituali generati dai rapporti in essere alla data della valutazione lungo un orizzonte temporale esprimente la durata residua attesa degli stessi.

Le attività immateriali a vita indefinita, rappresentate dalla valorizzazione del marchio ("brand name") e dall'avviamento, non presentando flussi finanziari autonomi, sono annualmente sottoposte ad una verifica dell'adeguatezza del valore iscritto tra le attività con riferimento alla Cash Generating Unit (CGU) a cui i valori sono stati attribuiti in occasione delle operazioni di aggregazione aziendale. Poiché l'identificazione delle CGU richiede di analizzare le caratteristiche gestionali e le modalità di reporting utilizzate dal management e poiché la logica di assunzione delle decisioni strategiche da parte del management della Capogruppo è quella del Gruppo nel suo complesso e non già della sola Capogruppo come entità singola, le CGU sono individuate con riferimento al bilancio consolidato.

Le CGU identificate sono rappresentate in alcuni casi (Banca dei Territori e IMI Corporate & Investment Banking) da attività svolte direttamente dalla Capogruppo e da alcune partecipate, in altri casi (International Subsidiary Banks) da aggregazioni di società partecipate, in altri casi (Private Banking e Asset Management) coincidono con le entità giuridiche di riferimento. Trattandosi, come detto, delle medesime CGU identificate a livello consolidato, l'analisi svolta a tale livello in relazione alla verifica della tenuta degli avviamenti e delle altre attività a vita indefinita iscritti nel bilancio del Gruppo Intesa Sanpaolo, è valida anche con riferimento ai valori iscritti nel bilancio separato della Capogruppo. Pertanto, l'analisi svolta a livello consolidato con riferimento alle singole CGU viene assunta, previo confronto con il valore contabile degli attivi nel bilancio separato, senza operare, nel caso di superamento del test di impairment, un nuovo test nel bilancio separato.

Qualora a livello di bilancio consolidato con riferimento ad una determinata CGU si presenti la necessità di rilevare un impairment, tale svalutazione deve essere attribuita alle attività che compongono la CGU partendo dall'avviamento. Nel caso la necessità di dover rilevare una rettifica di valore riguardi CGU non coincidenti con le entità giuridiche di riferimento, la svalutazione viene attribuita alle partecipate, dopo l'azzeramento dell'avviamento di pertinenza della CGU iscritto nel bilancio separato a voce propria, in funzione dei rispettivi fair value.

Per l'illustrazione dei criteri di determinazione del valore recuperabile delle CGU si rinvia a quanto esposto nella Parte A - Politiche contabili del bilancio consolidato.

Aggregazioni aziendali

In tema di Aggregazioni aziendali il principio contabile di riferimento è l'IFRS 3.

Il trasferimento del controllo di un'impresa (o di un gruppo di attività e beni integrati, condotti e gestiti unitariamente) configura un'operazione di aggregazione aziendale.

A tal fine il controllo si considera trasferito quando l'investitore è esposto a rendimenti variabili, o detiene diritti su tali rendimenti, derivanti dal proprio rapporto con la partecipata e nel contempo ha la capacità di incidere sui rendimenti esercitando il proprio potere su tale entità.

L'IFRS 3 richiede che per tutte le operazioni di aggregazione venga individuato un acquirente. Quest'ultimo deve essere identificato nel soggetto che ottiene il controllo su un'altra entità o gruppo di attività. Nel caso in cui non si sia in grado di identificare un soggetto controllante seguendo la definizione di controllo sopra descritta, come per esempio nel caso di operazioni di scambio di interessenze partecipative, l'individuazione dell'acquirente deve avvenire con l'utilizzo di altri fattori quali: l'entità il cui fair value è significativamente maggiore, l'entità che eventualmente versa un corrispettivo in denaro, l'entità che emette le nuove azioni.

L'acquisizione, e quindi il primo consolidamento dell'entità acquisita, deve essere contabilizzata nella data in cui l'acquirente ottiene effettivamente il controllo sull'impresa o attività acquisite. Quando l'operazione avviene tramite un'unica operazione di scambio, la data dello scambio normalmente coincide con la data di acquisizione. Tuttavia è sempre necessario verificare l'eventuale presenza di accordi tra le parti che possano comportare un trasferimento del controllo prima della data dello scambio.

Il corrispettivo trasferito nell'ambito di un'operazione di aggregazione deve essere determinato come sommatoria del fair value, alla data dello scambio, delle attività cedute, delle passività sostenute o assunte e degli strumenti di capitale emessi dall'acquirente in cambio del controllo.

Nelle operazioni che prevedono il pagamento in denaro (o quando è previsto il pagamento mediante strumenti finanziari assimilabili alla cassa) il prezzo è il corrispettivo pattuito, eventualmente attualizzato nel caso in cui sia previsto un pagamento rateale con riferimento ad un periodo superiore al breve termine; nel caso in cui il pagamento avvenga tramite uno strumento diverso dalla cassa, quindi mediante l'emissione di strumenti rappresentativi di capitale, il prezzo è pari al fair value del mezzo di pagamento al netto dei costi direttamente attribuibili all'operazione di emissione di capitale. Per le modalità di determinazione del fair value degli strumenti finanziari, si rimanda a quanto indicato nella Sezione A.4 – Informativa sul fair value, con l'accortezza che, in presenza di azioni quotate su mercati attivi, il fair value è rappresentato dalla quotazione di Borsa alla data dell'acquisizione o, in mancanza, dall'ultima quotazione disponibile.

Sono inclusi nel corrispettivo dell'aggregazione aziendale alla data di acquisizione gli aggiustamenti subordinati ad eventi futuri, se previsti dagli accordi e solo nel caso in cui siano probabili, determinabili in modo attendibile e realizzati entro i dodici mesi successivi alla data di acquisizione del controllo mentre non vengono considerati gli indennizzi per riduzione del valore delle attività utilizzate in quanto già considerati o nel fair value degli strumenti rappresentativi di capitale o come riduzione del premio o incremento dello sconto sull'emissione iniziale nel caso di emissione di strumenti di debito.

I costi correlati all'acquisizione sono gli oneri che l'acquirente sostiene per la realizzazione dell'aggregazione aziendale; a titolo esemplificativo questi comprendono i compensi professionali corrisposti a revisori, periti, consulenti legali, i costi per perizie e controllo dei conti, predisposizione di documenti informativi richiesti dalle norme, nonché le spese di consulenza sostenute per identificare potenziali target da acquisire se è contrattualmente stabilito che il pagamento sia effettuato solo in caso di esito positivo dell'aggregazione, nonché i costi di registrazione ed emissione di titoli di debito o titoli azionari.

L'acquirente deve contabilizzare i costi correlati all'acquisizione come oneri nei periodi in cui tali costi sono sostenuti e i servizi sono ricevuti, ad eccezione dei costi di emissione di titoli azionari o di titoli di debito che devono essere rilevati secondo quanto disposto dallo IAS 32.

Le operazioni di aggregazione aziendale sono contabilizzate secondo il "metodo dell'acquisizione", in base al quale le attività identificabili acquisite (comprese eventuali attività immateriali in precedenza non rilevate dall'impresa acquisita) e le passività identificabili assunte (comprese quelle potenziali) devono essere rilevate ai rispettivi fair value alla data di acquisizione.

Inoltre, come espressamente previsto dall'IFRS 3, per ogni aggregazione aziendale eventuali quote di minoranza nella società acquisita possono essere rilevate al fair value (con conseguente incremento del corrispettivo trasferito) o in proporzione alla quota della partecipazione di minoranza nelle attività nette identificabili delle società acquisite.

Se il controllo viene realizzato attraverso acquisti successivi, l'acquirente deve ricalcolare l'interessenza che deteneva in precedenza nella società acquisita al rispettivo fair value alla data di acquisizione e rilevare nel conto economico l'eventuale differenza rispetto al precedente valore di carico.

L'eccedenza tra il corrispettivo trasferito (rappresentato dal fair value delle attività trasferite, delle passività sostenute o degli strumenti di capitale emessi dall'acquirente), eventualmente integrato dal valore delle quote di minoranza (determinato come sopra esposto) e dal fair value delle interessenze già possedute dall'acquirente, ed il fair value delle attività e passività acquisite deve essere rilevata come avviamento; qualora queste ultime risultino, invece, superiori alla sommatoria del corrispettivo, delle quote di minoranza e del fair value delle quote già possedute, la differenza deve essere imputata a conto economico.

La contabilizzazione dell'operazione di aggregazione può avvenire provvisoriamente entro la fine dell'esercizio in cui l'aggregazione viene realizzata e deve essere perfezionata entro dodici mesi dalla data di acquisizione.

Non configurano aggregazioni aziendali le operazioni finalizzate al controllo di una o più imprese che non costituiscono un'attività aziendale o se l'aggregazione aziendale è realizzata con finalità riorganizzative, quindi tra due o più imprese o attività aziendali già facenti parte del Gruppo Intesa Sanpaolo, e che non comporta cambiamento degli assetti di controllo indipendentemente dalla percentuale di diritti di terzi prima e dopo l'operazione (cosiddette aggregazioni aziendali di imprese sottoposte a controllo comune). Tali operazioni sono considerate prive di sostanza economica. Pertanto, in assenza di specifiche indicazioni previste dai principi IAS/IFRS e in aderenza con le presunzioni dello IAS 8 che richiede che – in assenza di un principio specifico – l'impresa debba fare uso del proprio giudizio nell'applicare un principio contabile che fornisca un'informativa rilevante, attendibile, prudente e che rifletta la sostanza economica dell'operazione, esse sono contabilizzate salvaguardando la continuità dei valori dell'acquisita nel bilancio dell'acquirente.

Le fusioni rientrano tra le operazioni di concentrazione tra imprese, rappresentando la forma di aggregazione aziendale più completa, in quanto comportano l'unificazione sia giuridica che economica dei soggetti che vi partecipano.

Le fusioni, siano esse proprie, cioè con la costituzione di un nuovo soggetto giuridico oppure "per incorporazione" con la confluenza di un'impresa in un'altra impresa già esistente, sono trattate secondo i criteri precedentemente illustrati, in particolare:

  • se l'operazione comporta il trasferimento del controllo di un'impresa, essa viene trattata come un'operazione di aggregazione ai sensi dell'IFRS 3;
  • se l'operazione non comporta il trasferimento del controllo, essa viene contabilizzata privilegiando la continuità dei valori della società incorporata.

A. 3 – INFORMATIVA SUI TRASFERIMENTI TRA PORTAFOGLI DI ATTIVITA' FINANZIARIE

Successivamente all'adozione dell'IFRS 9, il Gruppo Intesa Sanpaolo non ha effettuato cambiamenti di business model per la gestione delle proprie attività finanziarie e, conseguentemente, non sono avvenuti trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie.

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica) non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il modello di business per la gestione di tali attività finanziarie. È atteso che tali modifiche siano altamente infrequenti e devono essere determinate dal management a seguito di rilevanti cambiamenti esterni o interni, dimostrabili a soggetti esterni.

A.3.1 Attività finanziarie riclassificate: cambiamento di modello di business, valore di bilancio e interessi attivi L'informativa non è dovuta in quanto non sussistono attività finanziarie riclassificate iscritte nell'attivo di bilancio.

A.3.2 Attività finanziarie riclassificate: cambiamento di modello di business, fair value ed effetti sulla redditività complessiva

L'informativa non è dovuta in quanto nell'esercizio 2020 non sono stati effettuati trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie.

A.3.3 Attività finanziarie riclassificate: cambiamento del modello di business e tasso di interesse effettivo L'informativa non è dovuta in quanto non sussistono attività finanziarie riclassificate iscritte nell'attivo di bilancio.

A. 4 – INFORMATIVA SUL FAIR VALUE

FAIR VALUE, INDEPENDENT PRICE VERIFICATION E PRUDENT VALUE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI

Il quadro delle valutazioni finanziarie al fair value si articola su tre pilastri: la misurazione del fair value secondo i principi contabili internazionali (IFRS), la verifica indipendente dei prezzi (IPV – Independent Price Verification), e la misurazione del prudent value, questi ultimi stabiliti dalla CRR - Capital Requirement Regulation. I successivi paragrafi descrivono le modalità con cui tali elementi sono stati recepiti ed utilizzati dalla Banca.

Principi generali fair value

La Banca disciplina e formalizza la misurazione del fair value degli strumenti finanziari attraverso le Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value di Gruppo, documento predisposto a cura della Direzione Rischi Finanziari e di Mercato.

Le "Linee Guida di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value", previo parere favorevole del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, sono oggetto di revisione e approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Rischi. Le "Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value" sono oggetto di esame, revisione e approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, a ciò specificatamente delegato dagli Organi Amministrativi, che esamina altresì gli interventi ed aggiornamenti materialmente rilevanti, la cui proposta compete alla Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato.

Le "Regole per la valutazione degli Equity Investments non quotati", elaborate dalla Direzione Centrale M&A e Partecipazioni di Gruppo, disciplinano invece la misurazione del fair value dei titoli di capitale non quotati e degli strumenti finanziari aventi come sottostante titoli di capitale non quotati.

Il principio contabile IFRS13 che armonizza le regole di misurazione e la relativa informativa, definisce il fair value come il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato (ossia non in una liquidazione forzosa o in una vendita sottocosto) alla data di valutazione. Il fair value è un criterio di valutazione di mercato, non specificatamente riferito alla singola banca. Sottostante la definizione di fair value c'è la presunzione che la banca si trovi nel normale esercizio della sua attività senza alcuna intenzione di liquidare i propri beni, di ridurre in via significativa il livello delle proprie attività ovvero di procedere alla definizione di transazioni a condizioni sfavorevoli.

La banca valuta il fair value di un'attività o passività adottando le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nella determinazione del prezzo dell'attività o passività, presumendo che essi agiscano per soddisfare nel modo migliore il proprio interesse economico. La valutazione del fair value suppone che l'operazione di vendita dell'attività o di trasferimento della passività abbia luogo:

a. nel mercato attivo principale dell'attività o passività;

b. in assenza di un mercato principale, nel mercato attivo più vantaggioso per l'attività o passività.

La banca non deve effettuare una ricerca esaustiva di tutti i possibili mercati per identificare il mercato principale o, in assenza del mercato principale, il mercato più vantaggioso, ma deve prendere in considerazione tutte le informazioni che sono ragionevolmente disponibili. In assenza di un'evidenza contraria, si presume che il mercato nel quale normalmente l'entità opera per vendere l'attività o trasferire la passività sia il mercato principale o, in assenza di un mercato principale, il mercato più vantaggioso. La Banca ritiene che il mercato principale di un'attività o passività finanziaria possa essere identificato con il mercato nel quale normalmente opera la Banca.

La banca considera, coerentemente con l'IFRS 13, un mercato attivo come un mercato in cui le operazioni relative all'attività o alla passività si verificano con una frequenza e con volumi sufficienti a fornire informazioni utili per la determinazione del prezzo su base continuativa. Più precisamente uno strumento finanziario è considerato quotato in un mercato attivo se i prezzi sono prontamente e regolarmente disponibili tramite un listino, operatore, intermediario, settore industriale, agenzia di determinazione del prezzo, autorità di regolamentazione, e tali prezzi rappresentano operazioni di mercato effettive che avvengono regolarmente in normali contrattazioni.

In specifiche casistiche, disciplinate dalle Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value e pur in presenza di quotazioni su mercati regolamentati, vengono effettuati appositi approfondimenti, tesi a verificare la significatività delle quotazioni espresse dal mercato ufficiale. Nel caso di significativa riduzione nel volume o nel livello di operatività rispetto al consueto per l'attività o passività (o per attività o passività similari) evidenziata da alcuni indicatori (numerosità delle transazioni, scarsa significatività dei prezzi espressi dal mercato, incremento significativo dei premi impliciti per il rischio di liquidità, allargamento o incremento dello spread bid-ask, riduzione o assenza totale di mercato per nuove emissioni, scarsità di informazioni di dominio pubblico), devono essere effettuate analisi delle transazioni o dei prezzi quotati. Una diminuzione del volume e del livello di attività da sola potrebbe non indicare che il prezzo di una transazione o il prezzo quotato non rappresenta il fair value o che la transazione in quel mercato non sia ordinaria. Se un'entità determina che una transazione o un prezzo quotato non rappresenta il fair value (es. transazioni non ordinarie) un aggiustamento ai prezzi delle transazioni o ai prezzi quotati è necessario se l'entità usa quei prezzi come base per la valutazione al fair value e tale aggiustamento può essere significativo rispetto alla valutazione al fair value nel suo complesso.

Principi generali Independent Price Verification

La Banca disciplina e formalizza il processo di verifica indipendente dei prezzi, attraverso le Linee Guida e Regole di Verifica Indipendente dei Prezzi di Gruppo, documenti coordinati a cura della Direzione Rischi Finanziari e di Mercato e la cui applicazione si estende alla Capogruppo e a tutte le controllate appartenenti al Gruppo Bancario oggetto di consolidamento.

Le "Linee Guida di Verifica Indipendente dei Prezzi", previo parere favorevole del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, sono oggetto di revisione ed approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Rischi. Le "Regole di Verifica Indipendente dei Prezzi" di I e II livello" sono oggetto di revisione e approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, a ciò specificamente delegato dagli Organi Amministrativi, che esamina altresì gli interventi ed aggiornamenti materialmente rilevanti, la cui proposta compete alla Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato.

Secondo quanto disposto dal Regolamento UE 575/2013 (Capital Requirement Regulation – CRR), art. 4, par. 1.70 e 105, par. 8 la Banca disciplina il processo di verifica Indipendente dei Prezzi (IPV – Independent Price Verification), che consiste nella verifica regolare dell'esattezza e dell'indipendenza dei prezzi di mercato degli strumenti finanziari o dei dati immessi nei modelli di pricing, effettuata da un'unità organizzativa indipendente dalle funzioni di business, con frequenza commisurata all'attività di negoziazione svolta e alla natura del mercato.

La Banca ha strutturato un processo IPV articolato su 3 livelli di controllo coerentemente con quanto indicato dalla Circolare Banca d'Italia 285/2013 (Disposizioni di vigilanza per le banche), recepita nel Sistema dei Controlli Interni Integrati, che richiede l'integrazione dei processi di gestione dei rischi con i processi e le metodologie di valutazione, anche a fini contabili, delle attività aziendali.

In ambito IPV le funzioni di controllo di I, II e III livello hanno le seguenti responsabilità principali:

  • − la funzione di controllo di I livello partecipa alla definizione del quadro di riferimento metodologico ed effettua le implementazioni ed i controlli di I livello, riportando gli esiti al business e alle funzioni di controllo di II livello;
  • − la funzione di controllo di II livello definisce il quadro di riferimento metodologico e di controllo, garantisce l'allineamento con le normative vigenti e la coerenza fra controlli IPV, valutazioni contabili ed aggiustamenti supplementari di valutazione (AVA) (effettuati, rispettivamente, sulla base delle Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value e delle Linee Guida e Regole di Valutazione Prudente Strumenti Finanziari al Fair Value); supervisiona i controlli di I livello ed effettua i controlli di II livello;
  • − la funzione di controllo di III livello effettua controlli di revisione interna, volta ad individuare violazioni delle procedure e della regolamentazione nonché a valutare periodicamente la completezza, l'adeguatezza, la funzionalità (in termini di efficienza ed efficacia) e l'affidabilità della struttura organizzativa delle altre componenti del sistema dei controlli interni e del sistema informativo a livello di Banca, con cadenza prefissata in relazione alla natura e all'intensità dei rischi.

I controlli IPV di I e II livello sono controlli di tipo qualitativo e quantitativo e si distinguono in base alla tipologia degli strumenti sottoposti al controllo. Si applicano coerentemente sia ai dati di input sottostanti alle valutazioni, sia alle valutazioni stesse, e garantiscono la coerenza fra valutazioni gestionali e valutazioni contabili effettuate sui diversi sistemi. Sono caratterizzati da completezza e adeguatezza di applicazione, assenza di sovrapposizioni, sequenzialità e complementarietà nell'esecuzione. Gli strumenti di controllo IPV utilizzano, per quanto possibile, appositi applicativi o procedure informatiche, che consentono analisi dati estensive con frequenza anche giornaliera. In particolare:

  • − i controlli di I livello sono volti a garantire la validazione dei dati di mercato inseriti nei sistemi e si basano su un'analisi approfondita dei dati ottenuti da provider esterni. Nel caso in cui, a seguito dei controlli di I livello, per il dato presente nei sistemi si registri il superamento di determinate soglie, o comunque il dato non sia ritenuto corretto dalle funzioni di controllo di I livello, si attiva un processo di confronto (challenge) con il coinvolgimento del business e delle funzioni di controllo di II livello, compatibilmente con il grado di complessità della segnalazione.
  • − I controlli di II livello sono caratterizzati da sequenzialità e complementarietà nell'esecuzione rispetto a quelli di I livello e volti a garantire l'allineamento tra valutazioni gestionali e contabili, basandosi su un'analisi approfondita dei dati di consenso o controparti e, qualora questi non risultassero disponibili, tramite applicazione dei modelli di pricing associati ai rispettivi strumenti.

Le risultanze del processo IPV sono analizzate, valutate e coordinate dal Tavolo Valutazioni Finanziarie, organo tecnico appositamente costituito, con l'obiettivo di favorire l'integrazione ed il confronto tra le funzioni di business e le funzioni di controllo.

Il fair value degli strumenti finanziari

L'esistenza di quotazioni in un mercato attivo costituisce la miglior evidenza del fair value; tali quotazioni rappresentano quindi i prezzi da utilizzare in via prioritaria per la valutazione delle attività e delle passività finanziarie. In assenza di un mercato attivo, il fair value viene determinato utilizzando tecniche di valutazione volte a stabilire, in ultima analisi, quale prezzo avrebbe avuto il prodotto, alla data di valutazione, in un libero scambio motivato da normali considerazioni commerciali. La scelta tra le suddette metodologie di valutazione non è opzionale, dovendo le stesse essere applicate in ordine gerarchico: la disponibilità di un prezzo espresso da un mercato attivo impedisce di ricorrere ad uno degli altri approcci valutativi.

Input delle tecniche di valutazione

Si definiscono input le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nel determinare il prezzo dell'attività o della passività, incluse le assunzioni circa il rischio quali, ad esempio, il rischio inerente a una particolare tecnica di valutazione utilizzata per misurare il fair value o il rischio inerente agli input della tecnica di valutazione. Gli input possono essere osservabili o non osservabili.

Sono input osservabili quelli elaborati utilizzando dati di mercato, come le informazioni disponibili al pubblico su operazioni o fatti effettivi, e che riflettono le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nel determinare il prezzo dell'attività o della passività.

Sono input non osservabili quelli per i quali non sono disponibili informazioni di mercato e che sono elaborati utilizzando le migliori informazioni disponibili in merito a assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero per determinare il prezzo dell'attività o della passività.

Gerarchia del fair value

L'IFRS 13 stabilisce una gerarchia del fair value che classifica in tre livelli gli input delle tecniche di valutazione adottate per valutare il fair value. Tale gerarchia attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di Livello 1) e minima priorità agli input non osservabili (dati di Livello 3). In particolare:

  • − Il livello di fair value viene classificato a 1 quando la valutazione dello strumento è ottenuta direttamente da prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche a cui l'entità può accedere alla data di valutazione.
  • − Il livello di fair value viene classificato a 2 qualora non sia stato riscontrato un prezzo da mercato attivo e la valutazione avvenga via tecnica di valutazione, sulla base di parametri osservabili sul mercato, oppure sull'utilizzo di parametri non osservabili ma supportati e confermati da evidenze di mercato, quali prezzi, spread o altri input.
  • − Il livello di fair value viene classificato a 3 quando le valutazioni sono effettuate utilizzando input diversi, non tutti desunti direttamente da parametri osservabili sul mercato e comportano quindi stime ed assunzioni da parte del valutatore.

Nel caso in cui differenti input siano utilizzati per valutare il fair value di un'attività o passività, la classificazione nella gerarchia è determinata in base all'input di più basso livello utilizzato per la valutazione. Per assegnare la gerarchia del fair value viene data priorità agli input delle tecniche di valutazione piuttosto che alle tecniche di valutazione stesse.

L'allegato "Gerarchia del Fair Value" delle "Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value" definisce, con riferimento ai rispettivi modelli/input di valutazione degli strumenti finanziari, le regole minimali che devono soddisfare gli input di mercato per essere classificati a livello 2, e le soglie di significatività che, qualora superate, portino ad una attribuzione al livello 3.

Per gli strumenti finanziari di livello 1 viene utilizzato il prezzo "corrente" offerto ("denaro") per le attività finanziarie ed il prezzo corrente richiesto ("lettera") per le passività finanziarie, rilevato sul mercato principale al quale si ha accesso, alla chiusura del periodo di riferimento.

Nel caso di strumenti finanziari per i quali il differenziale domanda-offerta risulta scarsamente rilevante, o per le attività e passività finanziarie con caratteristiche tali da portare a posizioni compensative per il rischio di mercato, viene utilizzato un prezzo medio di mercato (sempre riferito all'ultimo giorno del periodo di riferimento) in luogo del prezzo di offerta o del prezzo richiesto.

Sono considerati strumenti finanziari di livello 1 i titoli obbligazionari contribuiti (ovvero per i quali è disponibile il Composite Bloomberg Bond Trader sull'Information Provider Bloomberg, o, in alternativa, una quotazione sul circuito EuroMTS o almeno tre quotazioni eseguibili sull'Information Provider Bloomberg), titoli azionari contribuiti (ovvero quotati sul mercato ufficiale di riferimento), i fondi comuni di investimento UCITS contribuiti (rientranti nell'ambito di applicazione delle direttive comunitarie), le operazioni in cambi spot, i contratti derivati per i quali siano disponibili quotazioni su un mercato attivo (per esempio futures e opzioni exchanged traded) e i fondi "hedge" per i quali sia disponibile, con la periodicità prevista dal contratto di

sottoscrizione, il NAV (Net Asset Value), e in cui tra gli asset in cui il fondo investe prevalgano, in termini percentuali sul NAV, asset classificati a livello 1, verificato che gli strumenti di livello 3 non superino una predeterminata soglia.

Per differenza, tutti gli altri strumenti finanziari che non appartengono alle categorie sopra descritte o che non presentano la profondità di contribuzione definita dalle Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value non sono considerati strumenti di livello 1.

In assenza di quotazione su un mercato attivo o in assenza di un regolare funzionamento del mercato, cioè quando il mercato non ha un sufficiente e continuativo numero di transazioni, spread denaro-lettera e volatilità non sufficientemente contenuti, la determinazione del fair value degli strumenti finanziari è prevalentemente realizzata grazie all'utilizzo di tecniche di valutazione aventi l'obiettivo di stabilire il prezzo al quale, in una transazione ordinaria l'attività sarebbe venduta o la passività trasferita tra partecipanti al mercato, alla data di valutazione, in condizioni attuali di mercato.

Nel caso di strumenti classificati a livello 2 la valutazione è basata su prezzi o spread creditizi desunti dalle quotazioni ufficiali di strumenti sostanzialmente simili in termini di fattori di rischio, utilizzando una data metodologia di calcolo (modello di valutazione). Il ricorso a tale approccio si traduce nella ricerca di transazioni presenti su mercati attivi, relative a strumenti che, in termini di fattori di rischio, sono comparabili con lo strumento oggetto di valutazione. Le metodologie di calcolo classificate di livello 2 consentono di riprodurre i prezzi di strumenti finanziari quotati su mercati attivi (calibrazione del modello) senza includere parametri discrezionali – cioè parametri il cui valore non può essere desunto da quotazioni di strumenti finanziari presenti su mercati attivi ovvero non può essere fissato su livelli tali da replicare quotazioni presenti su mercati attivi – tali da influire in maniera determinante sul prezzo di valutazione finale.

Sono valutati secondo modelli che utilizzano input di livello 2:

  • − i titoli obbligazionari privi di quotazioni ufficiali espresse da un mercato attivo e il cui fair value è determinato tramite l'utilizzo di un appropriato credit spread, individuato a partire da strumenti finanziari contribuiti e liquidi con caratteristiche similari;
  • − i finanziamenti il cui fair value è determinato tramite l'utilizzo di un appropriato credit spread individuato a partire da evidenze di mercato di strumenti finanziari con caratteristiche similari;
  • − i contratti derivati (ivi inclusi quelli cartolarizzati) la cui valutazione è effettuata mediante appositi modelli, alimentati da parametri di input (quali curve di tasso, cambi e volatilità) osservati sul mercato;
  • − i prodotti strutturati di credito (ABS, CLO HY, CDO.) per cui non sono disponibili prezzi significativi e il cui fair value viene determinato utilizzando tecniche di valutazione che tengono conto di parametri desumibili dal mercato;
  • − titoli di capitale non contribuiti valutati con il ricorso a transazioni dirette, ovvero transazioni significative sul titolo registrate in un arco di tempo ritenuto sufficientemente breve rispetto al momento della valutazione ed in condizioni di mercato costanti o per i quali sono utilizzati i cosiddetti modelli valutativi "relativi" basati su moltiplicatori;
  • − i fondi hedge in cui prevalgono, in termini percentuali sul NAV, gli asset di livello 2, verificato che gli strumenti di livello 3 non superino una predeterminata soglia.

Nel caso di strumenti classificati a livello 3, per la determinazione del fair value è necessario ricorrere a modelli valutativi che presuppongono l'utilizzo di parametri di input non direttamente osservabili sul mercato e che quindi comportano stime e assunzioni da parte del valutatore. In particolare, la valutazione dello strumento finanziario viene condotta utilizzando una metodologia di calcolo basata su specifiche ipotesi riguardanti:

− lo sviluppo dei cash-flows futuri, eventualmente condizionati ad eventi futuri cui possono essere attribuite probabilità desunte dall'esperienza storica o sulla base di ipotesi di comportamento;

− il livello di determinati parametri in input non quotati su mercati attivi, per la cui stima sono comunque privilegiate le informazioni acquisite da prezzi e spread osservati sul mercato. Nel caso queste non siano disponibili, si ricorre a dati storici del fattore di rischio specifico sottostante o a ricerche specializzate in materia (ad es. report di Agenzie di Rating o di primari attori del mercato).

Sono valutati secondo tale metodologia:

  • − alcune operazioni in derivati, in titoli obbligazionari o in strutturati di credito complessi valutati con input di livello 3;
  • − hedge fund in cui gli asset di livello 3 sono superiori ad una predeterminata soglia;
  • − fondi di private equity, fondi di private debt, fondi immobiliari e fondi chiusi derivanti da cessioni di credito non performing valutati al NAV, con eventuale applicazione di sconti;
  • − quote partecipative e altri titoli di capitale la cui valutazione viene effettuata con l'utilizzo di modelli fondati su flussi finanziari attualizzati o con metodi patrimoniali;
  • − finanziamenti il cui fair value è determinato tramite l'utilizzo di un credit spread che non soddisfa i criteri per essere considerato livello 2;
  • − finanziamenti con rischio sottostante di natura azionaria, il cui fair value è calcolato sulla base dell'attualizzazione dei flussi contrattuali previsti.

Il trasferimento di livello di fair value delle attività e passività finanziarie valutate al fair value su base ricorrente, avviene, come definito dall'IFRS 13, come segue: il trasferimento tra i livelli 2 e 3 si determina a fronte di una variazione nell'osservabilità o nella significatività di un input alle valutazioni; il trasferimento tra i livelli 1 e 2 o 3 si determina a fronte di una variazione della disponibilità dei prezzi su un mercato attivo.

Per i derivati OTC, la scelta iniziale del livello di gerarchia di fair value dipende dal grado di osservabilità e significatività dei parametri utilizzati per la valutazione della componente "risk free". Il calcolo della componente legata al rischio di insolvenza della controparte/emittente può comportare il trasferimento a livello 3 quando l'esposizione corrente è positiva per la banca e la controparte è in status creditizio deteriorato, oppure quando la determinazione del rischio di insolvenza richiede input non osservabili e la componente di bilateral Credit Value Adjustment (bCVA) sia significativa rispetto al fair value complessivo del netting set, oppure quando la sensitivity al downgrading della controparte sia significativa rispetto al fair value complessivo del netting set.

Per gli strumenti di capitale non contribuiti il trasferimento di livello avviene:

  • − quando nel periodo si sono resi disponibili input osservabili sul mercato (es. prezzi definiti nell'ambito di transazioni comparabili sul medesimo strumento tra controparti indipendenti e consapevoli). In questo caso, Intesa Sanpaolo procede alla riclassifica dal livello 3 al livello 2;
  • − quando gli elementi direttamente o indirettamente osservabili presi a base per la valutazione sono venuti meno, ovvero non sono più aggiornati (es. transazioni comparabili non più recenti o multipli non più applicabili). In questo caso, Intesa Sanpaolo ricorre a tecniche di valutazione che utilizzano input non osservabili.

Processo di valutazione degli strumenti finanziari

Il processo di valutazione degli strumenti finanziari si articola in diverse fasi che vengono brevemente riassunte qui di seguito:

  • − individuazione delle fonti per le valutazioni: le Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value stabiliscono, per ogni categoria di riferimento (asset class), i processi necessari all'identificazione dei parametri di mercato e le modalità secondo le quali tali dati devono essere recepiti e utilizzati;
  • − certificazione e trattamento dei dati di input alle valutazioni periodiche: tale fase consiste nel controllo puntuale, ad ogni data di valutazione contabile, dei parametri di mercato utilizzati (rilevazione dell'integrità del dato storicizzato sulla piattaforma proprietaria rispetto alla fonte di contribuzione), nel test di verosimiglianza (congruenza di ogni singolo dato con dati simili o comparabili) e nella verifica delle concrete modalità applicative.
  • − certificazione delle metodologie di valutazione: in questa fase viene verificata la consistenza e l'aderenza delle varie metodologie valutative utilizzate con la corrente prassi di mercato, al fine di porre in luce eventuali aspetti critici insiti nei modelli di valutazione usati e di determinare eventuali aggiustamenti necessari alla valutazione;
  • − monitoraggio e revisione delle metodologie di valutazione: il monitoraggio consiste nel verificare costantemente l'aderenza al mercato del modello di valutazione, e consente di evidenziare tempestivamente eventuali scostamenti, avviando le necessarie verifiche ed interventi.

Individuazione, certificazione e trattamento dei dati di input alle valutazioni

Il processo di calcolo del fair value e la necessità di distinguere tra prodotti valutabili in base a prezzi effettivi di mercato, piuttosto che tramite l'applicazione di tecniche di valutazione, evidenzia la necessità di stabilire dei principi univoci nella determinazione dei parametri di mercato. A tal fine le Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value stabiliscono i processi necessari all'identificazione dei parametri di mercato, le fonti di contribuzione ritenute idonee e le modalità secondo cui tali dati devono essere recepiti (cut off) ed utilizzati per la valutazione degli strumenti finanziari detenuti a vario titolo nei portafogli di proprietà della Capogruppo e delle società controllate. Le stesse fonti vengono utilizzate nel caso di valutazioni effettuate a favore di terze parti secondo accordi di Service Level Agreement, preventivamente formalizzati. L'idoneità dei dati di input alle valutazioni è garantita dal rispetto dei requisiti di riferimento: comparabilità, reperibilità e trasparenza del dato, ovvero alla possibilità di reperire il dato su uno o più sistemi di infoproviding, misura del bid-ask di contribuzione e, infine, relativamente ai prodotti OTC, verifica della comparabilità delle fonti di contribuzione.

L'utilizzo di tutti i parametri di mercato in Intesa Sanpaolo è subordinato alla loro certificazione da parte della Direzione Rischi Finanziari e di Mercato, in termini di controllo puntuale (rilevando l'integrità del dato storicizzato sulla piattaforma proprietaria rispetto alla fonte di contribuzione), di test di verosimiglianza (congruenza di ogni singolo dato con dati simili o comparabili) e di verifica delle concrete modalità applicative.

Certificazione delle metodologie di valutazione

Le metodologie di valutazione utilizzate dal Gruppo Intesa Sanpaolo sono certificate dalla Direzione Centrale Rischi Finanziarie e di Mercato, con il coinvolgimento di tutte le strutture competenti. La certificazione è volta a verificare la consistenza delle metodologie con la prassi di mercato corrente, ad evidenziare eventuali criticità o limiti, ed a determinare eventuali aggiustamenti al fair value, coerentemente con quanto stabilito dalla normativa vigente. Il processo di certificazione considera tutti gli aspetti della metodologia di valutazione (assunzioni di base, derivazione matematica, eventuali approssimazioni, algoritmi numerici utilizzati, input e output) ma anche tutti gli elementi di contesto che sono rilevanti ai fini della valutazione, fra cui le caratteristiche dei prodotti associati (payoff, clausole di estinzione anticipata, etc.), degli eventuali accordi accessori (ad es. accordi di netting o collaterale), del mercato su cui i prodotti vengono negoziati, le modalità di utilizzo da parte degli utenti finali (ad es. precisione vs performance, calcolo delle misure di rischio, etc.). Tali aspetti sono oggetto di analisi qualitative e quantitative e sono opportunamente riportati nella documentazione interna.

In casi di elevata complessità e/o in presenza di turbolenza nei mercati (c.d. market dislocation) è possibile ricorrere ad una validazione indipendente da parte di accreditate società di servizi finanziari.

A conclusione del processo di certificazione, la metodologia di valutazione viene censita nel documento Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value.

Monitoraggio e revisione delle metodologie di valutazione

Come richiesto dalla normativa vigente, le metodologie di valutazione in corso di utilizzo sono sottoposte ad un processo di costante monitoraggio delle loro performance rispetto alle evoluzioni degli strumenti finanziari, dei mercati, ed alle innovazioni metodologiche sviluppate dalla comunità scientifica di riferimento, al fine di garantire la loro continua aderenza al mercato, evidenziare tempestivamente eventuali inadeguatezze ed avviare le necessarie verifiche ed interventi. Le Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value dettagliano tutti gli elementi considerati per il monitoraggio periodico e la revisione delle metodologie di valutazione. Le funzioni coinvolte nel processo di monitoraggio sono le stesse funzioni coinvolte nel processo di certificazione delle metodologie di valutazione sopra citato e nel processo IPV disciplinato dalle Linee Guida e Regole di Verifica Indipendente dei Prezzi.

Rischio di valutazione: aggiustamenti al fair value

La banca definisce il rischio di valutazione come il rischio di perdite derivanti dall'incertezza valutativa del prezzo di uscita degli strumenti finanziari al fair value, a causa di eventuali limiti delle tecniche di valutazione applicate o di particolari condizioni del mercato.

La principale misura di rischio di valutazione associato ad uno strumento finanziario sono gli aggiustamenti al fair value, volti a tenere in considerazione l'incertezza valutativa o la difficoltà di smobilizzo di particolari posizioni finanziarie, e possono essere riferiti ad un singolo strumento finanziario oppure alla posizione netta per un dato fattore di rischio. Gli aggiustamenti possono essere calcolati come componenti additive della valutazione oppure essere incluse direttamente nella valutazione. Essi sono rivisti periodicamente, anche alla luce dell'evoluzione dei mercati, ovvero dell'eventuale introduzione di nuovi strumenti liquidi, di diverse metodologie di calcolo e, in generale, di affinamenti metodologici, che possono portare anche a modifiche sostanziali nelle metodologie di valutazione prescelte e nelle loro implementazioni.

In particolare, la banca considera aggiustamenti al fair value per le seguenti categorie di incertezza valutativa:

  • − Incertezza dei dati di input: l'eventuale incertezza valutativa legata ai dati di input alla valutazione (siano essi mid, bid o ask) viene misurata rispetto alle condizioni temporanee o strutturali sui mercati o in relazione all'entità dei controvalori detenuti (in caso di concentrazione), e laddove necessario si procede ad un aggiustamento al fair value quantificando il conseguente impatto sulle valutazioni.
  • − Illiquidità delle posizioni o dei fattori di rischio sottostanti: analogamente rispetto al caso precedente, lo spread bid-ask di mercato viene misurato e laddove necessario si procede ad un aggiustamento al fair value quantificando il conseguente impatto sulle valutazioni.
  • − Rischio di modello: si basa sull'individuazione e l'utilizzo di varianti dello stesso modello o di modelli alternativi, con i quali effettuare analisi di confronto volte a quantificare la variabilità delle valutazioni (in particolare l'eventuale direzionalità del prezzo al variare del modello) ed il comportamento del modello in vari scenari di mercato (stress test). La quantificazione dell'aggiustamento al fair value si basa, laddove possibile, su grandezze finanziarie facilmente comprensibili e misurabili (e.g. vega, delta, shift di correlazione).
  • Rischio di controparte e di finanziamento: i rischi di controparte e finanziamento, collettivamente indicati come XVA, includono il Bilateral Credit Value Adjustment (bCVA) e il Funding Value Adjustment (FVA). Il bCVA tiene in considerazione il premio al rischio di controparte legato alla possibilità che le controparti possano non onorare i propri mutui impegni (ad esempio in caso di fallimento). A sua volta, essa è data da due componenti, dette Credit Value Adjustment (CVA, di segno negativo) e Debt Value Adjustment (DVA, di segno positivo), che considerano, rispettivamente, gli scenari in cui la Controparte fallisce prima della Banca (e la Banca presenta un'esposizione positiva nei confronti della Controparte), e viceversa gli scenari in cui la Banca fallisce prima della Controparte (e la Banca presenta un'esposizione negativa nei confronti della Controparte). Il Funding Value Adjustment (FVA, di segno negativo) tiene invece in considerazione il premio al rischio di finanziamento, legato ai costi di finanziamento dei flussi di cassa (cedole, dividendi, collaterale, etc.) generati dal complessivo portafoglio di derivati OTC della banca. Il calcolo degli XVA dipende dal profilo di esposizione complessiva fra le due controparti, calcolata tramite tecniche di simulazione dei fattori di rischio sottostanti alle operazioni considerate, tenendo in considerazione eventuali accordi di mitigazione del rischio di controparte (in particolare accordi di netting e di collateralizzazione), nonché eventuali clausole contrattuali. Il calcolo degli XVA dipende inoltre dalle Loss Given Default (LGD) basate sul valore stimato del recupero atteso in caso di fallimento delle controparti, e dalle probabilità di default delle controparti (PD). LGD e PD sono ottenute dalle quotazioni di mercato dei Credit Default Swap oppure si basano sulle stime interne per settore/rating utilizzate per il rischio di credito. Inoltre, il calcolo del FVA si basa su una curva di finanziamento rappresentativa delle migliori controparti di mercato con cui la Banca potrebbe rinegoziare le operazioni, secondo il principio IFRS13 del mercato più vantaggioso, non ravvisando, al momento, un reale mercato principale per tali transazioni.

Il processo di gestione degli aggiustamenti al fair value è formalizzato nelle Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti

Finanziari al Fair Value e nelle "Regole per la valutazione degli equity investments non quotati" in appropriate metodologie di calcolo a seconda del diverso configurarsi dei punti sopra indicati, ed avviene nel modo più oggettivo, consistente e sistematico possibile a cura della Direzione Rischi Finanziari e di Mercato. L'introduzione ed il rilascio degli aggiustamenti al fair value dipende dalla dinamica dei fattori sopra indicati. Tali processi sono una combinazione di elementi quantitativi, rigidamente specificati, e di elementi qualitativi, valutati in base alla diversa configurazione nel tempo dei fattori di rischio che hanno generato gli aggiustamenti; quindi le stime successive alla prima iscrizione sono sempre guidate dalla mitigazione o dal venir meno di detti rischi.

Per i nuovi prodotti la decisione di applicare degli aggiustamenti viene presa in sede di processo di approvazione nuovi prodotti su proposta della Direzione Rischi Finanziari e di Mercato.

L'applicazione degli aggiustamenti è sottoposta ad una procedura autorizzativa che, al di sopra di una determinata soglia di rilevanza definita per specifiche casistiche, coinvolge sia l'area del Chief Risk Officer che il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari.

A.4.1 Livelli di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati

I paragrafi che seguono riepilogano, per tipologia di strumento finanziario (titoli, derivati, prodotti strutturati, hedge fund e finanziamenti), le informazioni sui modelli di valutazione utilizzati.

I. La valutazione dei titoli di debito non contribuiti

La valutazione del fair value dei titoli obbligazionari non contribuiti viene effettuata utilizzando il metodo reddituale ovvero calcolando il valore attuale dei flussi di cassa futuri attesi utilizzando un appropriato premio al rischio rappresentato dallo spread di credito, individuato a partire da strumenti finanziari contribuiti e liquidi con caratteristiche similari. Le fonti da cui attingere tale misura sono le seguenti:

  • − titoli di debito contribuiti e liquidi del medesimo emittente;
  • − credit default swap sulla medesima reference entity;
  • − titoli contribuiti e liquidi emessi da emittente con medesimo rating e appartenente al medesimo settore.

In ogni caso si tiene conto della differente seniority del titolo da prezzare relativamente alla struttura del debito dell'emittente.

Nel caso degli emittenti pubblici italiani viene costruita una matrice di rating/durata sulla base dei livelli di spread delle emissioni governative cui vengono applicati i differenziali tra le varie classi di rating/durata rispetto ad emissioni pubbliche (regioni, province, comuni, enti governativi).

In fase di applicazione dello spread per il pricing dello strumento non contribuito, qualora la curva di credito 'fair' stimata non rispettasse le stesse caratteristiche dello strumento, si considerano dei fattori correttivi.

Inoltre, nel caso di titoli obbligazionari non quotati su mercati attivi, al fine di tenere in considerazione il maggior premio richiesto dal mercato rispetto ad un titolo similare contribuito, si aggiunge al credit spread "fair" una ulteriore componente stimata sulla base dei bid/ask spread rilevati sul mercato.

Infine, nel caso in cui lo strumento includa una componente opzionale si provvede ad un ulteriore aggiustamento dello spread aggiungendo una componente volta a cogliere i costi di copertura e l'eventuale illiquidità dei sottostanti. Tale componente è determinata in base alla tipologia di opzione utilizzando i corrispondenti modelli di valutazione dei derivati citati nel seguito.

Similarmente, per la determinazione e misurazione del credit spread di Intesa Sanpaolo delle passività finanziarie della Banca designate al fair value, si fa riferimento a titoli obbligazionari emessi dalla Capogruppo, con cedole periodiche regolari, scadenza oltre un anno e quotati su un mercato attivo sulla base di quanto prescritto dagli IAS/IFRS. Dalle quotazioni di mercato si desume il merito creditizio implicito, che viene poi perfezionato attraverso modelli di interpolazione, che generano curve di credit spread differenziate per tipo di cedola, scadenza e livello di subordinazione. Analogamente i Certificates emessi sono valutati al fair value scomponendoli nelle due seguenti componenti: titolo obbligazionario emesso, valutato come sopra descritto, ed una componente opzionale, valutata tramite i corrispondenti modelli di pricing dei derivati descritti nel seguito.

II. La valutazione dei finanziamenti

La valutazione al fair value dei finanziamenti viene effettuata tramite le contribuzioni da parte di info provider qualora disponibili ovvero calcolando il valore attuale dei flussi di cassa futuri attesi utilizzando un appropriato credit spread, individuato a partire dalle seguenti fonti:

  • − finanziamenti contribuiti sul mercato;
  • − curve rating/settore specifiche del mercato dei finanziamenti;
  • − titoli contribuiti del medesimo emittente;
  • − credit default swap sulla medesima reference entity.

In ogni caso si tiene conto della differente seniority dello strumento da prezzare relativamente alla struttura del debito dell'emittente.

In fase di applicazione dello spread per il pricing del finanziamento, qualora la curva di credito 'fair' stimata non rispettasse le stesse caratteristiche dello strumento, si considerano dei fattori correttivi.

Inoltre, qualora per la determinazione dello spread creditizio dei finanziamenti si faccia riferimento alle curve create attraverso titoli obbligazionari, occorrerà applicare una base Loan – Bond, volta a catturare l'eventuale differente struttura del mercato e la diversa forma tecnica.

Al fine di tenere in considerazione il premio richiesto dal mercato per strumenti illiquidi e/o strutturati si applicano alcuni aggiustamenti allo spread creditizio.

I finanziamenti con rischio sottostante equity non quotato (rientrano in tale fattispecie gli strumenti finanziari che, ai sensi dello IAS 32, non sono equiparabili a equity, ad esempio finanziamenti convertibili in azioni) vengono di regola valutati tramite l'attualizzazione dei flussi previsti dal contratto. Trattandosi di titoli di debito, per l'attualizzazione dei flussi si

utilizzerà di regola un tasso costituito dalla somma di: un tasso risk free, uno spread derivante dal CDS o misurato su titoli quotati o su erogazioni analoghe, e di un eventuale ulteriore premio per il rischio.

Nel caso di finanziamenti non performing, il fair value è determinato in funzione del valore recuperabile della posizione. Tale stima è sviluppata tenendo conto degli elementi contrattuali che caratterizzano il credito e può comportare, ad esempio, la valutazione dei flussi di cassa rivenienti dalla vendita degli immobili posti a garanzia oppure la valutazione di eventuali strumenti di capitale acquisibili a seguito dell'introduzione di una clausola di conversione di equity della posizione.

III. La valutazione dei derivati OTC

Gli strumenti derivati laddove non scambiati su mercati regolamentati, sono strumenti Over The Counter (OTC), ovvero negoziati bilateralmente con controparti di mercato, e la loro valutazione è effettuata mediante apposite metodologie di valutazione e parametri di input (quali, ad esempio, le curve di tasso di interesse, tassi di cambio e volatilità) sottoposte ai processi di certificazione monitoraggio illustrati in precedenza.

Il fair value di un derivato OTC viene calcolato tenendo in considerazione il premio al rischio legato ai diversi fattori di rischio sottostanti. In particolare, si distinguono due casi rilevanti, a seconda che lo strumento sia soggetto o meno ad accordi di collateralizzazione (CSA), volti a mitigare il rischio di controparte e finanziamento.

  • a. Nel caso di operazioni con CSA con caratteristiche tali da ridurre il rischio di controparte e finanziamento ad un livello trascurabile, il fair value è calcolato secondo il principio del non-arbitraggio, includendo il premio al rischio di mercato relativo ai fattori di rischio sottostanti al contratto (ad es. tassi di interesse, volatilità, etc.), e considerando, nei casi più rilevanti, come tasso di sconto dei flussi di cassa futuri il tasso di remunerazione del collaterale.
  • b. Nel caso di operazioni senza CSA, ovvero con CSA con caratteristiche tali da non ridurre il rischio di controparte e finanziamento ad un livello trascurabile (ad es. One Way CSA, oppure con soglie o minimum transfer amount non trascurabili), il fair value dello strumento può essere espresso, sotto opportune ipotesi, come la somma del valore di riferimento (o base), pari al prezzo del corrispondente strumento collateralizzato, e di alcune ulteriori componenti valutative legate al premio al rischio di controparte e finanziamento, collettivamente indicati come XVA (cfr. "Rischio di valutazione: aggiustamenti al fair value").

In considerazione della numerosità e complessità dei contratti derivati OTC, è stato individuato un quadro sistematico di riferimento che rappresenta le linee comuni (algoritmi di calcolo, modelli di elaborazione, dati di mercato utilizzati, assunzioni di base del modello) sulle quali si fonda la loro valutazione.

La tabella seguente illustra le principali metodologie utilizzate per la valutazione dei derivati OTC in funzione della classe di appartenenza del sottostante.

Classe del
Sottostante
Modelli di Valutazione Utilizzati Principali dati di mercato e parametri di
input dei modelli
Tasso d'interesse Net Present Value, Black, SABR, Libor Market
Model,
Hull-White,
Lognormale
Bivariato,
Rendistato, Hagan formula esatta per CMS
Curve dei tassi d'interesse (depositi, FRA,
Futures, OIS, swap, basis swap, CMS, paniere
Rendistato), volatilità opzioni cap/floor/swaption,
correlazioni tra tassi d'interesse
Tasso di cambio Net
present
Value
FX,
Garman-Kohlhagen,
Lognormale
con
Volatilità
Incerta
(LMUV),
Stochastic Local Volatility (SLV), Local Volatility
(LV)
Curve dei tassi d'interesse, curve FX spot e
forward, volatilità FX,
volatilità e correlazioni
quanto
Equity Accrual, Net present Value Equity, Black-Scholes
generalizzato, Heston, Local Volatility, Jump
Diffusion
Curve dei tassi di interesse, prezzi spot dei
sottostanti, dividendi attesi, volatilità e correlazioni
dei sottostanti, volatilità e correlazioni quanto
Inflazione Inflation NPV, Inflation SABR, Inflation Jarrow
Yildirim
Curve dei tassi d'interesse nominali e di inflazione,
volatilità dei tassi d'interesse e di inflazione,
coefficienti di stagionalità dell'indice dei prezzi al
consumo, correlazione dei tassi di inflazione
Commodity Net present Value Commodity, Black-Scholes
generalizzato,
Independent
Forward,
Local
Volatility, 2-Factors Jump Diffusion
Curve dei tassi d'interesse, prezzi spot, forward e
futures dei sottostanti, volatilità e correlazioni dei
sottostanti, volatilità e correlazioni quanto
Credito Net present Value, CDS Option (o modello
lognormale), Contingent CDS
Probabilità di default, Recovery rate, volatilità
dell'indice di credito.

Come previsto dall'IFRS 13, per pervenire alla determinazione del fair value, la Banca considera anche l'effetto del rischio di inadempimento (non-performance risk) nella determinazione del fair value. Tale rischio include sia le variazioni del merito creditizio della controparte che le variazioni del merito di credito dell'emittente stesso (own credit risk).

IV. La valutazione dei prodotti strutturati di credito

Con riferimento agli ABS (asset backed securities), nel caso in cui non siano disponibili prezzi significativi, si fa ricorso a tecniche di valutazione che tengano conto di parametri desumibili da mercato attivo (input di livello 2) o, se non osservabili, stimati (input di livello 3 se significativo).

In questo caso i cash flow sono acquisiti da info provider o piattaforme specializzate; gli spread sono desunti dai prezzi disponibili sul mercato/info provider di mercato, rafforzati da un'analisi qualitativa relativa alla performance dei sottostanti desumibili dai periodici investor reports e volta ad evidenziare aspetti strutturali non (o non pienamente) ricompresi nelle analisi precedentemente descritte, relativi all'effettiva futura capacità di pagare i flussi di cassa attesi e ad analisi di relative value rispetto ad altre strutture similari.

Per le Cartolarizzazioni di Loans verso Corporate Europei High Yield (CLO HY Loans) la valutazione tramite Valuation technique prevede il calcolo del net present value dei cash flow attesi, determinati tramite piattaforme specializzate, scontati utilizzando gli spread espressi dal mercato. Nella modellizzazione dei flussi attesi futuri si tiene conto di tutti gli aspetti contrattuali dei CLO HY Loans che possono influenzare la waterfall, cioè la ripartizione dei cashflow derivanti dal collaterale sulle note.

A valle di questa valutazione, sono affinate le analisi creditizie dei sottostanti per incorporare ulteriori elementi valutativi non ricompresi nei modelli quantitativi. In particolare, è prevista una Qualitative Credit Review che consta di un'analisi accurata degli aspetti creditizi riguardanti sia la struttura stessa del CLO HY che il collaterale presente. Questa ha lo scopo di identificare elementi di debolezza presenti o futuri, che emergono dalle caratteristiche dei sottostanti, che potrebbero non essere stati colti dalle agenzie di rating e pertanto non pienamente considerati nelle valutazioni al punto precedente.

V. La valutazione dei titoli di capitale non contribuiti

Nell'ambito dei titoli di capitale di livello 2 rientrano:

  • − titoli di capitale valutati con il ricorso a transazioni dirette, ovvero transazioni significative sul titolo registrate in un arco temporale ritenuto sufficientemente breve rispetto al momento della valutazione ed in condizioni di mercato costanti;
  • − titoli di capitale valutati con metodi relativi, basati su moltiplicatori: multipli impliciti in transazioni avvenute su società comparabili, quotate o non quotate, in un arco temporale ritenuto sufficientemente breve rispetto al momento della valutazione ed in condizioni di mercato costanti (multipli di M&A), o multipli impliciti nelle quotazioni di borsa di un campione di società comparabili (multipli di borsa).

Nell'ambito dei titoli di capitale di livello 3, per i quali, non risultando applicabili in termini significativi i modelli "relativi" descritti sopra, vengono quindi utilizzati modelli valutativi "assoluti", rientrano:

  • − titoli di capitale per i quali vengono applicati modelli analitici fondati su flussi, che prevedono la determinazione del valore attraverso la stima dei flussi finanziari o reddituali che la società si prevede generi nel tempo, attualizzati con un tasso appropriato in funzione del livello di rischio dello strumento;
  • − titoli di capitale valutati sulla base di criteri patrimoniali quali il NAV o l'Adjusted Net Asset Value (ANAV), che stima il fair value delle diverse componenti del patrimonio della partecipata.

Eventuali valori ritenuti rappresentativi del fair value del titolo azionario derivanti da clausole pattizie (ad esempio, opzioni) vengono classificati al livello 2 o 3 della gerarchia del fair value a seconda dell'osservabilità degli input utilizzati nella valutazione. Nello specifico, se la negoziazione della clausola ha determinato prezzi d'esercizio, o algoritmi e multipli pre-definiti, il titolo viene classificato a livello 2.

Il criterio del costo quale stima del fair value si utilizza in via residuale, in caso di non applicabilità di tutti i metodi precedenti per mancanza di sufficienti informazioni e nei casi in cui vi è un'ampia gamma di possibili valutazioni del fair value e non risulta possibile individuare tra queste un valore più appropriato.

Nella fattispecie qui trattata rientrano anche gli Strumenti Finanziari Partecipativi che, ai sensi dello IAS 32, hanno le caratteristiche per essere considerati titoli di capitale.

VI. La valutazione dei fondi hedge

La determinazione del fair value di un fondo hedge è il risultato di un processo analitico che prevede due distinti approcci applicati rispettivamente ad investimenti in fondi effettuati tramite acquisto diretto di quote e ad investimenti in fondi tramite l'utilizzo di una managed account platform (MAP), che garantisce trasparenza quotidiana sugli strumenti sottostanti ai fondi.

Per i fondi non gestiti via MAP, il fair value corrisponde al Net Asset Value (NAV) fornito dall'amministratore del fondo a cui può essere applicato un aggiustamento derivante da un processo di valutazione volto a cogliere i principali fattori di rischio ai quali è soggetta la gestione dei fondi, riconducibili alle due seguenti tipologie:

  • − rischio controparte (broker), ovvero il rischio a cui gli asset del fondo sono sottoposti nel momento in cui questo deleghi l'attività di prime brokerage o di custodian ad un service provider, soggetto a rischio default
  • − rischio illiquidità, ovvero il rischio che gli asset del fondo siano illiquidi per scarsità di quotazioni disponibili oppure per mancanza di informazioni sulle politiche di valutazione utilizzate dal fondo.

Tali rischi sono valutati sulla base delle informazioni presenti nella documentazione ricevuta periodicamente dai gestori o dagli amministratori dei fondi.

Per i fondi gestiti via MAP, il fair value corrisponde al NAV fornito dall'amministratore del fondo. Per questa tipologia di fondi non si applica alcun aggiustamento in quanto si ritiene che l'infrastruttura che garantisce la transparency quotidiana permetta un controllo e monitoraggio degli strumenti sottostanti tale da mitigare il rischio controparte e di illiquidità.

Per entrambe le tipologie di investimento, il livello della gerarchia del fair value viene attribuito sulla base della prevalenza, in termini percentuali sul NAV, del peso degli asset prezzati in base ai diversi livelli.

VII. La valutazione dei fondi di private debt

Per i fondi Private Debt FIA (Fondi di Investimento Alternativi), il processo di autorizzazione degli investimenti prevede una due diligence iniziale volta a verificare la coerenza tra la policy di valutazione degli asset di ciascun fondo e le Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value. Successivamente la valutazione del fondo avviene al NAV.

VIII. La valutazione dei fondi chiusi di private equity, dei fondi immobiliari e dei fondi chiusi derivanti da cessioni di crediti non performing

I fondi chiusi di private equity sono di regola valutati utilizzando l'ultimo Net Asset Value approvato dalla S.g.R. (pubblicato con cadenza semestrale o trimestrale), rettificato solo per considerare gli eventi non ancora verificatisi alla data di riferimento del NAV quali:

  • una transazione rilevante su una partecipata;
  • il fallimento o la liquidazione di una partecipata;
  • l'allineamento a quotazioni correnti di eventuali asset quotati;
  • richiami da parte del fondo e relative distribuzioni.

I fondi immobiliari chiusi sono valutati utilizzando l'ultimo Net Asset Value disponibile, corretto per eventuali richiami o distribuzioni successive e applicando, ove ritenuto necessario, uno sconto determinato con modello interno. In particolare tale modello permette la determinazione di uno sconto sul Net Asset Value sulla base di cinque diverse variabili: (i) la dimensione della S.g.r. che gestisce il fondo; (ii) la numerosità dei sottoscrittori; (iii) il rendimento storico del fondo; (iv) il rendimento di periodo del fondo e (v) il livello di indebitamento. Tali variabili sono tarate diversamente a seconda del business model e del conseguente profilo di rischio del fondo, distinguendo a tal fine tra fondi core, value added ed opportunistici.

Relativamente ai fondi chiusi derivanti da cessioni di crediti non performing, il NAV viene recepito come fair value solo a seguito di apposita verifica tramite un'analisi dei metodi e dei parametri adottati dalla SGR al fine di valutarne l'adeguatezza rispetto alle previsioni dell'IFRS 13. Qualora non sia possibile effettuare tale analisi, si procede attraverso un'autonoma valutazione al fair value degli attivi sottostanti il fondo (look through) sulla base delle informazioni circa le prospettive di recupero attese dei crediti e tramite l'applicazione di un tasso di sconto che tenga in considerazione i parametri di mercato e il rendimento atteso di un potenziale investitore terzo.

In assenza delle informazioni necessarie ad effettuare le valutazioni richiamate ai punti precedenti, il fair value del fondo è calcolato tramite l'applicazione di correttivi al NAV attraverso l'applicazione di parametri di sconto determinati facendo riferimento a multipli di borsa e multipli di transazioni aventi ad oggetto fondi che per struttura, dimensioni, tipologia e strategia di investimento sono ritenuti comparabili con il fondo da valutare.

La valutazione delle attività e passività finanziarie non valutate al fair value su base ricorrente

Infine, per gli strumenti finanziari attivi e passivi valutati al costo ammortizzato, il cui fair value è determinato ai soli fini informativi di nota integrativa, si precisa:

  • il fair value dei titoli obbligazionari viene determinato applicando le medesime metodologie esposte in precedenza;
  • la valutazione del fair value degli altri strumenti finanziari attivi e passivi a medio e lungo termine viene effettuata attraverso l'attualizzazione dei flussi di cassa futuri basata sul discount rate adjustment approach, che prevede che i fattori di rischio creditizio siano considerati nel tasso di attualizzazione dei cash flow futuri;
  • per le attività e passività di breve periodo, il valore di bilancio viene assunto quale ragionevole approssimazione del fair value.

Per maggiori informazioni si fa rinvio a quanto riportato nel paragrafo A.4.5.4.

Come richiesto dal principio IFRS 13, la tabella che segue evidenzia, per le attività finanziarie e per le passività finanziarie valutate al fair value di livello 3, l'informativa quantitativa sugli input non osservabili significativi utilizzati nella valutazione del fair value.

Attività/passività finanziarie Tecnica
di
valutazione
Principali input non
osservabili
Valore
minimo
del range
di
variazione
Valore
massimo
del range di
variazione
Unità Cambiamenti
di FV
favorevoli
(migliaia di euro)
Cambiamenti
di FV
sfavorevoli
Titoli e Finanziamenti Discounting Cash
Flows
Credit Spread -7 4 % 5.394 -2.913
Titoli e Finanziamenti strutturati JD model JD parameters 6 -7 % 32 -272
Titoli e Finanziamenti strutturati Modello a due fattori
di tasso
Correlazione -23 14 % 466 -225
ABS Discounting Cash
Flows
Credit Spread -5 5 % 6.363 -5.917
ABS Discounting Cash
Flows
Recovery rate -25 10 % -5.360 2.144
CLO Cash Discounting Cash
Flows
Credit Spread -7 9 % 2.602 -3.316
Derivati OTC oggetto di aggiustamento
di Fair Value per CVA/DVA
CVA Loss Given Default Rate
(LGD)
0 100 % 2.791 -4.374
Derivati OTC oggetto di aggiustamento
di Fair Value per CVA/DVA
CVA Probabilità di default (PD)
in funzione del rating
interno della controparte
CCC BBB Rating
interno
96 -87
Derivati OTC - Equity basket option Modello di Black -
Scholes
Correlazione in basket
equity
76,77 93,64 % 29 -25
Derivati OTC - Equity option Modello di Black -
Scholes
Volatilità storica 8,15 82,83 % 5.276 -3.094
Derivati OTC - Equity option Modello di Marshall
Olkin
Correlazione storica -4,23 73,37 % 413 -271
Derivati OTC - Spread option su tassi
swap
Modello Lognormale
bivariato
Correlazione tra tassi
swap
-78,80 69,38 % 276 -390

A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni

Per quanto riguarda la descrizione dei processi valutativi utilizzati dal Gruppo per gli strumenti valutati a livelli 3 in maniera ricorrente e non ricorrente, si rinvia a quanto riportato, rispettivamente, nei paragrafi A.4.1 e A.4.5.

Per le attività e le passività finanziarie valutate al fair value di livello 3 per le quali sia possibile, stante il modello valutativo in uso, eseguire un'analisi di sensitività, la tabella che segue evidenzia (come richiesto dal principio IFRS 13) gli effetti del cambiamento di uno o più dei parametri non osservabili utilizzati nelle tecniche di valutazione impiegate per la determinazione del fair value.

Attività/passività finanziarie Parametri non osservabili Sensitivity
(migliaia di
euro)
Variazione
parametro
non osservabile
Titoli e Finanziamenti FVTPL e FVTOCI Credit spread -249 1 bp
Titoli e Finanziamenti FVTPL e FVTOCI JD parameters -73 1%
Titoli e Finanziamenti FVTPL e FVTOCI Correlazione -34 1%
Titoli FVTPL e FVTOCI Recovery rate -214 -1%

A.4.3 Gerarchia del fair value (trasferimenti tra i diversi livelli)

Con riferimento alla descrizione dei principi adottati per stabilire quando si verificano i trasferimenti tra i diversi livelli della gerarchia del fair value (cfr. IFRS 13, par.95) si rimanda a quanto descritto in precedenza (cfr. "Gerarchia del fair value").

A.4.4 Altre informazioni

La Banca fa riferimento alle posizioni nette in derivati di ciascuna controparte ai fini del calcolo del bCVA (per maggiori dettagli in merito alla valutazione dei derivati si rimanda al precedente paragrafo A.4.1). La Banca non si avvale, invece, per altre fattispecie, della possibilità prevista dall'IFRS 13, par. 48, che consente di "valutare il fair value di un gruppo di attività e passività finanziarie sulla base del prezzo che si percepirebbe dalla vendita di una posizione netta lunga (ossia un'attività) per una particolare esposizione al rischio o dal trasferimento di una posizione netta corta (ossia una passività) per una particolare

esposizione al rischio in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione, alle condizioni di mercato correnti."

Principi generali prudent value

Il quadro delle valutazioni finanziarie si completa con la Valutazione Prudente delle poste valutate al fair value, che prevede il calcolo di ulteriori rettifiche alle valutazioni, rilevanti a soli fini prudenziali senza impatti sul fair value calcolato ai fini contabili in accordo con i principi IFRS.

La Banca disciplina e formalizza la misurazione del valore prudente degli strumenti finanziari attraverso le Linee Guida e Regole di Valutazione Prudente Strumenti Finanziari al Fair Value di Gruppo, documento predisposto a cura della Direzione Rischi Finanziari e di Mercato e la cui applicazione si estende alla Capogruppo e a tutte le controllate appartenenti al Gruppo Bancario oggetto di consolidamento.

Le "Linee Guida di Valutazione Prudente Strumenti Finanziari", previo parere favorevole del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, sono oggetto di revisione ed approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Rischi. Le "Regole di Valutazione Prudente degli Strumenti Finanziari" sono oggetto di revisione e approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, a ciò specificatamente delegato dagli Organi Amministrativi, che esamina altresì gli interventi ed aggiornamenti materialmente rilevanti, la cui proposta compete alla Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato.

Secondo quanto disposto dal Regolamento UE 575/2013 (Capital Requirement Regulation – CRR), la valutazione prudente comporta il calcolo di specifiche rettifiche di valore supplementari (Additional Valuation Adjustment - AVA) per gli strumenti finanziari valutati al fair value, volti ad intercettare diverse fonti di incertezza valutativa garantendo il raggiungimento di un adeguato grado di certezza nella valutazione delle posizioni. Il valore totale degli AVA viene detratto dal capitale primario di classe 1, senza impatto sul fair value contabile.

La Banca, in linea con i criteri indicati nel Regolamento Delegato (UE) 2016/101, è soggetto all'applicazione del metodo di base per la determinazione degli AVA sia a livello individuale sia a livello consolidato per tutte le posizioni valutate al fair value. In particolare sono considerati i seguenti AVA:

  • − Incertezza delle quotazioni di mercato: rappresenta l'incertezza delle quotazioni di mercato calcolato a livello di esposizione oggetto di valutazione.
  • − Costi di chiusura: rappresenta l'incertezza del prezzo di uscita calcolato a livello di esposizione oggetto di valutazione.
  • − Rischi di modello: tiene conto del rischio del modello di valutazione che deriva dalla potenziale esistenza di una gamma di diversi modelli o calibrature di modelli utilizzati dai partecipanti al mercato e dalla mancanza di un prezzo di uscita solido per il prodotto specifico in fase di valutazione.
  • − Differenziali creditizi non realizzati: rappresenta l'incertezza della valutazione nell'aggiustamento necessario conformemente alla disciplina contabile applicabile, al fine di includere il valore attuale delle perdite attese in caso di default della controparte riguardo a posizioni su derivati.
  • − Costi di investimento e di finanziamento: rappresenta l'incertezza della valutazione nei costi di finanziamento (funding) utilizzati in sede di valutazione del prezzo di uscita conformemente alla disciplina contabile applicabile.
  • − Posizioni concentrate: rappresenta l'incertezza relativa al prezzo di uscita delle posizioni definite come concentrate.
  • − Costi amministrativi futuri: considera i costi amministrativi e i futuri costi di copertura lungo la vita attesa delle esposizioni oggetto di valutazione per le quali non è applicato un prezzo di uscita diretto per gli AVA per le posizioni concentrate.
  • − Chiusure anticipate delle posizioni: considera le potenziali perdite derivanti dalle chiusure anticipate non contrattuali delle posizioni di negoziazione dei clienti.
  • − Rischi operativi: considera le perdite potenziali che possono essere sostenute a seguito dei rischi operativi connessi ai processi di valutazione.

Il valore prudente corrisponde al valore di uscita dalla posizione ("exit price") con un livello di certezza pari al 90%. Laddove possibile, tale valore viene determinato sulla base di una distribuzione di exit price osservati sul mercato. In tutti gli altri casi viene utilizzato un approccio basato su esperti, facendo riferimento alle informazioni qualitative e quantitative disponibili.

Il valore di AVA associato alla singola posizione ed alla singola fonte di incertezza valutativa, corrisponde quindi alla differenza fra il valore prudente ed il fair value. L'AVA totale si ottiene aggregando i singoli AVA tenendo conto dei corrispondenti coefficienti di ponderazione.

Le "Regole di Valutazione Prudente degli Strumenti Finanziari" declinano, per ciascun AVA, la definizione ed interpretazione, il perimetro di applicazione, i dati di input e la metodologia dettagliata di calcolo per ciascuna classe di strumenti finanziari.

La Banca applica dal 30 giugno 2020 al 31 dicembre 2020 un coefficiente di aggregazione degli AVA pari al 66% come stabilito dal Regolamento Delegato (UE) 866/2020 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 giugno 2020, al fine di meglio gestire l'estrema volatilità dei prezzi di mercato e dello shock sistemico legati alla pandemia COVID‐19.

FAIR VALUE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE E DEL PATRIMONIO ARTISTICO DI PREGIO

Fair value del patrimonio immobiliare

Come già ampiamente illustrato nella prima parte relativa alle politiche contabili, il Gruppo adotta il criterio della rideterminazione di valore per la valutazione del patrimonio immobiliare ad uso funzionale contabilizzato in base al principio IAS 16 e del fair value per gli immobili di investimento contabilizzati in base al principio IAS 40.

Metodologia di valutazione del patrimonio immobiliare

Il metodo della rideterminazione del valore applicato agli immobili ad uso funzionale prevede che le attività materiali, il cui fair value può essere attendibilmente determinato, siano iscritte ad un valore rideterminato, pari al loro fair value alla data della rideterminazione di valore al netto degli ammortamenti e delle eventuali perdite per riduzione di valore accumulate.

Per gli immobili detenuti a scopo di investimento, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha scelto il metodo di valutazione al fair value, secondo il quale, successivamente alla rilevazione iniziale, tutti gli investimenti immobiliari sono valutati al fair value.

Approccio valutativo

L'IFRS 13 definisce il fair value come "il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività o che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra entità operanti sul mercato alla data di valutazione".

L'approccio valutativo è stato definito sulla base della valenza strumentale e del piano di utilizzo degli immobili, che possono essere individuati secondo tre gruppi principali:

  • "trophy asset", ovvero gli immobili di particolare prestigio utilizzati da funzioni Direzionali ubicati nelle principali città sede della Banca oppure di particolare interesse storico artistico perché vincolati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali;
  • "strumentali";

– "non strumentali". Le proprietà sono valutate individualmente ("asset by asset") senza considerare alcuno sconto, o premio, che possa essere

negoziato in fase di trattativa commerciale se tutto, o parte del portafoglio, venisse ceduto in blocco o per lotti. Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha scelto di affidare l'attività di valutazione a Società esterne con struttura internazionale, professionalmente qualificate, e in grado di fornire valutazioni immobiliari sulla base degli standard RICS Valuation71 che garantiscono:

  • una determinazione del valore coerente con la configurazione di fair value indicata nei principi contabili internazionali;
  • il rispetto dei requisiti professionali, etici e di indipendenza dei periti, allineati alle previsioni degli standard internazionali ed europei.

Per determinare il valore dei beni vengono utilizzate le seguenti metodologie di determinazione del valore in funzione delle caratteristiche del bene e delle condizioni del mercato dì riferimento; il valutatore determina il metodo più idoneo per ogni singolo immobile.

  • Metodo dei Flussi di cassa Attualizzati (o Discounted Cash Flow): il metodo reddituale finanziario (o dei flussi di cassa attualizzati) è basato sull'attualizzazione (per un periodo variabile in riferimento alla situazione locativa/occupazionale dell'immobile e alla successiva ottimizzazione) dei futuri ricavi netti derivanti dall'affitto o dalla vendita della proprietà. Al termine di tale periodo si ipotizza un valore della proprietà come venduta ad un prezzo ottenuto capitalizzando il reddito dell'ultimo anno ad un tasso di mercato per investimenti analoghi all'oggetto di stima o attraverso la vendita frazionata. Questo metodo è utilizzato per la valutazione di tutti gli immobili utilizzati strumentalmente o oggetto di contratto di locazione verso terzi, ubicati in Italia.
  • Metodo Comparativo o del Mercato: il metodo comparativo o del mercato è basato sul confronto fra il bene in esame e altri simili recentemente oggetto di compravendita o correntemente offerti sullo stesso mercato o su piazze concorrenziali. Il suddetto criterio si basa sulla comparazione con proprietà che siano state vendute od offerte di recente sul libero mercato e, possibilmente, aventi le medesime caratteristiche. In mancanza di osservazioni direttamente riferibili alla proprietà in esame si ricorre a casistiche il più possibile assimilabili alla stessa, apportando le necessarie correzioni. Questo metodo, rappresentando la base anche per gli altri metodi di valutazione, può essere adottato in particolare per i beni non in uso strumentale e/o comunque liberi e disponibili ubicati in Italia e all'estero.
  • Metodo Reddituale della capitalizzazione diretta: il metodo reddituale è basato sul valore corrente dei redditi potenziali di mercato di una proprietà, ottenuto capitalizzando il reddito ad un tasso di mercato. Tale metodo è applicato prevalentemente ad immobili strumentali all'estero, in cui si preveda una permanenza prolungata all'interno dell'edificio.
  • Valore di Investimento "Worth": il Valore di Investimento o "Worth" è definito dagli IVS come: "the value of an asset to a particular owner or prospective owner for individual investment or operational objectives". Tale definizione è coerente a quanto disposto dell'ultima edizione del "RICS Valuation – Global Standards 2017" della Royal Institution of Chartered Surveyors del Regno Unito, dove il Valore di Investimento è definito come "il valore di un bene, per il proprietario o per un potenziale proprietario, correlato ad un determinato fine d'investimento od obiettivo operativo".

Il Valore di Investimento è applicabile a quegli immobili edificati in proprio o immobili aventi una forte connotazione strumentale soggetti a significativi investimenti per l'adeguamento tecnologico, costruttivo e funzionale.

Per la definizione del Valore di Investimento di tali immobili viene previsto un piano di utilizzo a uso strumentale per 12+6 anni senza break option, il cui canone annuo viene determinato applicando un opportuno tasso di rendimento lordo all'ammontare dei costi diretti e indiretti capitalizzati dalla Proprietà comprensivi dei costi di acquisto del terreno.

71 Standard contenuti nel documento della Royal Institution of Chartered Surveyors del Regno Unito intitolato "RICS Valuation – Global Standard 2017" (anche detto "Red Book")

Periodicità della valutazione

Le rideterminazioni di valore devono essere effettuate con regolarità tale da assicurare che il valore contabile non differisca in modo rilevante da quello che sarebbe stato determinato utilizzando il fair value alla data di riferimento del bilancio.

La frequenza delle rideterminazioni del valore dipende dalle oscillazioni di fair value delle attività materiali oggetto di rivalutazione. Quando il fair value dell'attività rivalutata differisce in modo rilevante dal suo valore contabile, è richiesta un'ulteriore rideterminazione del valore.

In dettaglio, sulla base dell'andamento fatto registrare dai mercati, è stata individuata una differente periodicità di valutazione che in funzione delle caratteristiche dei beni e della loro localizzazione, si ritiene funzionale a cogliere le variazioni significative del valore dei beni stessi.

Per gli immobili classificati come immobili ad uso funzionale viene effettuata la seguente distinzione:

  • per gli immobili cosiddetti "trophy asset", la rideterminazione è effettuata mediante una verifica del valore svolta attraverso una analisi di scenario (analisi del trend di mercato) ogni anno e con una nuova perizia ogni due anni;
  • per quanto concerne gli altri immobili ad uso strumentale, la rideterminazione è effettuata con l'analisi di scenario (analisi del trend di mercato) ogni anno e tramite una nuova perizia ogni tre anni.

Qualora dall'analisi di scenario vengano riscontrate variazioni di particolare entità (+/– 10%), è necessario effettuare perizie puntuali e aggiornate per adeguare il fair value del bene alle valutazioni del mercato immobiliare.

Per gli immobili destinati a scopo di investimento il valore viene determinato sulla base di nuove perizie ogni anno.

Sulla base delle regole di periodicità di valutazione, a fine 2020, a conclusione del primo ciclo triennale di valutazione al fair value, si è proceduto all'aggiornamento delle perizie dell'intero patrimonio degli immobili ad uso funzionale, diversi dai Trophy Assets.

Nel complesso sono state effettuate n° 3.507 perizie di cui n° 1.240 c.d. "full /on site" basate su un'ispezione fisica delle proprietà immobiliari da parte del valutatore per le unità immobiliari più significative e n° 2.267 "desktop" basate su una valutazione condotta senza effettuare l'ispezione fisica per le altre unità immobiliari.

Analisi di scenario

Nell'ambito dell'aggiornamento annuale del fair value degli immobili strumentali, negli anni in cui non è prevista la rivalutazione dell'immobile si esegue un'analisi di scenario (analisi del trend di mercato) attraverso l'utilizzo delle migliori fonti informative disponibili per i diversi paesi di ubicazione degli immobili finalizzata alla rilevazione sulla base di banche dati, degli scostamenti dei valori di mercato tra il periodo di analisi e quello precedente.

In particolare per gli immobili situati in Italia, la definizione delle variazioni avviene attraverso l'utilizzo di almeno 3 fonti tra loro differenti. La fonte principale è quella fornita dalla Agenzia delle Entrate secondo le relative zone OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare); la seconda fonte di pubblicazione è rappresentata da Nomisma per cui, per le relative zonizzazioni, sono eseguite le medesime interrogazioni svolte per OMI (base dati principale e la terza analisi si basa sulle analisi delle variazioni intercorse nell'anno di analisi per quanto espresso dalle offerte presenti sul mercato immobiliare.

Pertanto l'attività seguita dai periti è quella di definire per ogni immobile gli scostamenti su base annuale dei canoni e/o dei prezzi per asset class di riferimento.

Gli immobili localizzati all'estero vengono raggruppati, per ogni nazione, nei diversi cluster in base alla località e all'asset class di ciascuno. Vengono predisposte analisi di mercato puntuali sulla base delle conoscenze locali e nazionali del particolare mercato immobiliare di riferimento.

Lo studio di mercato tiene conto inoltre dei seguenti drivers macroeconomici:

  • analisi dei dati economici (tasso di disoccupazione, PIL pro capite, inflazione ed indice dei prezzi al consumo), tali fattori macroeconomici costituiscono la prima analisi economica, a supporto delle previsioni del mercato immobiliare;
  • indicazione del movimento del rendimento medio;
  • indicazione del movimento dei canoni di mercato;
  • indicazione del range di movimento dei valori unitari.

Sulla base dell'indagine di mercato summenzionata e sulla base di una adeguata ponderazione qualitativa dei key-drivers macroeconomici, viene definito un range di scostamento percentuale rispetto all'ultima perizia effettuata che viene confrontato con la soglia di target definita, individuando un fattore sintetico percentuale, per ogni singolo immobile e inserito in un unico foglio di lavoro.

Questa attività viene svolta in prossimità della chiusura di fine anno così da esprimere un range di scostamento che possa essere inserito in una soglia e poter, sulla base delle stesse, pianificare per tempo l'aggiornamento di stima puntuale per quegli immobili il cui scostamento sia oltre tale soglia.

La soglia di variazione ammessa è pari a +/-10%

Nel caso gli scostamenti rilevati dovessero essere superiori a tale soglia viene effettuata una nuova valutazione entro la fine dell'anno.

Gli immobili classificati come "trophy asset" presenti nel patrimonio immobiliare, come previsto dalle regole circa la periodicità di valutazione (nella fattispecie ogni 2 anni), sono stati oggetto di integrale valutazione a fine 2019 e, pertanto, sono stati oggetto di analisi di scenario per corrente esercizio. L'esito di tale attività non ha evidenziato immobili che hanno mostrato variazioni oltre la soglia di riferimento.

Sensibilità delle valutazioni

Analogamente agli strumenti finanziari, sono assoggettate ad analisi di sensitività quelle attività e passività non finanziarie valutate al fair value di livello 3 per le quali, in funzione del modello valutativo in uso per la determinazione del fair value, ne sia possibile l'esecuzione ed i cui risultati siano significativi. L'analisi ha riguardato essenzialmente gli immobili della Capogruppo Intesa Sanpaolo e del Gruppo UBI, che rappresentano il perimetro Core del patrimonio immobiliare del Gruppo. Si precisa che l'analisi di sensitività è stata condotta identificando le variabili di maggiore rilevanza nell'ambito del modello di

valutazione utilizzato al 31 dicembre 2020 per la valutazione delle diverse classi di immobili, rappresentato dal metodo dei flussi di cassa attualizzati. In particolare, si è fatto riferimento ai canoni di mercato, per gli immobili ad uso funzionale, e al c.d. "exit value" per gli immobili detenuti a scopo di investimento. Per le variabili sopra identificate è stata ipotizzata una variazione pari a +5% / -5% a fronte della quale si è rilevato uno scostamento medio del fair value del patrimonio immobiliare di poco superiore al 6% in entrambi gli scenari ipotizzati.

Fair value del patrimonio artistico di pregio

Anche il patrimonio artistico di pregio della banca viene valutato secondo il metodo della rideterminazione del valore che prevede che le attività materiali, il cui fair value può essere attendibilmente determinato, siano iscritte ad un valore rideterminato, pari al loro fair value alla data della rideterminazione di valore.

Le opere d'arte incluse nella classe di cespiti "patrimonio artistico di pregio" sono beni di particolare rilevanza, riconosciuti in campo scientifico nell'ambito storico-artistico e conformi alle linee guida ministeriali evidenziate in particolare nel D.M. 537 del 6 dicembre 2017 sull'esportazione delle opere d'arte quali: lo stato di conservazione, l'importanza storica dell'artista, l'importanza critica/storico artistica dell'opera, la provenienza illustre, la qualità e attribuzione certa, la dichiarazione di interesse dello Stato italiano.

Approccio valutativo

L'attività valutativa si esplica per mezzo dell'accertamento del valore tramite il ricorso a perizie esterne, affidate ad esperti qualificati e indipendenti.

I valori vengono acquisiti dalle banche dati online con oltre 100 milioni di opere come Artnet e Artprice, che monitorano i risultati delle principali case d'aste italiane e internazionali. Sono parametri oggettivi che vanno confrontati con il mercato nel suo complesso, in un'analisi che prevede di monitorare anche le gallerie e le mostre‐mercato.

In dettaglio, ai fini della determinazione del fair value, si considerano sia fattori oggettivi, relativi a valenza storico-critica e artistica dell'autore, stato di conservazione, tecnica di esecuzione, dimensioni e qualità dell'opera, rilevanza dell'opera nella produzione dell'artista, pubblicazione dell'opera su cataloghi specializzati, periodo di esecuzione dell'opera, diffusione internazionale delle opere dell'artista, provenienza illustre, certezza dell'attribuzione, garanzia dell'autenticità di un'opera, sia fattori soggettivi (che possono mutare nel tempo, in funzione dell'evoluzione e dei gusti del mercato), quali la reputazione del museo che ospita l'opera dell'artista, il prestigio di fiere/mostre/gallerie/case d'asta che intermediano l'opera, la reputazione della critica che ne parla e dei collezionisti, nonché la qualità della comunicazione sull'opera dell'artista.

Una volta identificati tali fattori rilevanti, la determinazione del fair value avviene per comparazione, in prima istanza con opere paragonabili a quelle in esame (per periodo di realizzazione/anno, tecnica, dimensioni, tipicità del soggetto e stato di conservazione), dello stesso autore e medesimo periodo, se disponibili (tale evenienza è più facilmente praticabile nel caso delle opere del comparto moderno e contemporaneo), ed in seconda istanza con opere di artisti o di scuole e ambiti prossimi per stile, poetica e per importanza della medesima epoca storica. Nel caso siano disponibili più opere similari, si considerano valori medi per tenere conto della volatilità dei prezzi.

Oltre a considerare l'andamento degli scambi in asta, partendo da quelle più recenti e includendo nell'analisi anche gli invenduti, (che rappresentano un possibile indicatore di perdita di valore tendenziale dell'opera /autore nel mercato), la valutazione considera anche l'attenzione corrente del mercato nei confronti di un'opera o un autore, misurata dal numero e dalla qualità di mostre temporanee allestite in spazi museali di rilevanza internazionale e corredate da pubblicazioni specifiche.

Inoltre, si tiene conto anche della presenza della dichiarazione di interesse storico-artistico formalmente espressa dal Ministero (Mibact) (comunemente detta "notifica"), che lega al territorio italiano parte delle opere d'arte in collezione e ne vincola la circolazione al territorio nazionale, riducendo la quotazione ottenibile sul mercato internazionale.

La determinazione dei prezzi è influenzata anche dall'importanza degli acquirenti/venditori (ad esempio, i prezzi corrisposti da collezionisti celebri o noti investitori possono assumere maggiore rilevanza).

L'approccio valutativo è impostato sul monitoraggio degli oggettivi valori di mercato delle opere comprese nella classe oggetto di indagine, che segue tre principi metodologici:

  • privilegia un principio prudenziale, analizzando i valori medi di una pluralità di fonti informative diverse, fondate su basi dati robuste, aggiornate e statisticamente rappresentative: in un mercato di opere "singolari", spesso prive di transazioni per decenni, questo approccio garantisce la periodica individuazione di eventuali valori outlier ed evita di seguire eventuali dinamiche speculative;
  • è di natura comparativa, monitorando le transazioni occorse a livello globale in una pluralità di canali distributivi, per evitare di considerare solo alcune forme di transazione e i relativi valori economici: in un mercato globale con una domanda globale, questo approccio consente di verificare la presenza di eventuali arbitraggi geografici o l'emergenza di specifici fenomeni di apprezzamento/deprezzamento potenzialmente impattanti;
  • è di natura ricorsiva, poiché aggiorna e monitora l'andamento dei prezzi sull'arco temporale più breve che le specificità del mercato ammettono, ovvero il semestre: in un mercato in cui non esistono scambi pubblici monitorati giornalmente, la brevità dell'arco di rilevazione assicura la massima cura e tempestività delle eventuali variazioni.

Tale metodo risulta applicabile su tutto il comparto del "patrimonio artistico di pregio".

Periodicità della valutazione

Per quanto concerne il patrimonio artistico di pregio, la rideterminazione di valore è effettuata tramite una perizia ogni tre anni. Annualmente viene comunque svolta una analisi di scenario per individuare eventuali variazioni di valore apprezzabile al fine di anticipare l'attività valutativa.

Sulla base delle regole di periodicità di valutazione, a fine 2020, a conclusione del primo ciclo triennale di valutazione al fair value, si è proceduto all'aggiornamento delle perizie dell'intero patrimonio artistico di pregio di Intesa Sanpaolo.

Analisi di scenario

Al fine di individuare ed apprezzare le variazioni del mercato delle opere oggetto di valutazione, viene effettuato un monitoraggio dell'andamento del mercato volto a cogliere i segnali di variazione significativa che richiedano di anticipare le perizie rispetto alle periodicità stabilita.

Tale monitoraggio ha duplice natura:

  • Monitoraggio delle quotazioni di mercato delle prime opere per valore presenti nelle collezioni ISP, che rappresentano il 75% del valore complessivo delle opere comprese nella classe "patrimonio artistico di pregio", verificando sia l'esito delle principali aste internazionali (il cui calendario segue precise scadenze stagionali), sia le segnalazioni delle due principali banche dati mondiali (Artprice e Artnet), i cui analytics forniscono utili strumenti di monitoraggio delle quotazioni;
  • Monitoraggio dell'andamento del mercato dell'arte in generale, al fine di evidenziare tendenze e novità rispetto al "patrimonio artistico di pregio" di ISP, verificando sia l'esito delle principali aste internazionali (il cui calendario segue precise scadenze stagionali), sia le segnalazioni delle due principali banche dati mondiali (Artprice e Artnet); poiché le opere di molti autori presenti nella collezione ISP transitano molto raramente in asta per il ridotto numero di pezzi rimasti sul mercato, è importante controllare l'andamento di artisti e opere simili o assimilabili; per questa ragione l'azione di monitoraggio non si limita ai soli autori e alle sole opere possedute, ma si estende agli autori e alle opere riconducibili allo stesso ambito, per tener conto anche dei dati tendenziali.

Qualora il monitoraggio annuale evidenzi un potenziale scostamento di valore, in positivo o in negativo, superiore al 15% per singole opere/collezioni di autori presenti nelle collezioni ISP e confrontabili in base a criteri oggettivi (quali periodo di realizzazione/anno, dimensioni, tecnica, periodo di realizzazione, etc.), si procede a commissionare le perizie di stima secondo le consuete procedure interne al fine di allineare il valore di carico.

Informativa di natura quantitativa

A.4.5. Gerarchia del fair value

A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

(milioni di euro)
Attività/Passività misurate al fair value 31.12.2020 31.12.2019
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico
19.876 34.462 2.735 3.730 16.881 2.362
a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 19.749 33.674 315 3.715 16.001 156
di cui: titoli di capitale 652 - - - - -
di cui: OICR 26 - 31 18 - 24
b) Attività finanziarie designate al fair value - 1 - - 195 -
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate
al fair value 127 787 2.420 15 685 2.206
di cui: titoli di capitale - 83 191 - 92 139
di cui: OICR 127 227 1.416 15 - 959
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva 37.290 3.417 281 29.971 3.034 272
di cui: titoli di capitale 1.460 1.634 237 522 2.000 269
3. Derivati di copertura 1 999 15 - 2.817 13
4. Attività materiali - - 4.875 - - 4.963
5. Attività immateriali - - - - - -
Totale 57.167 38.878 7.906 33.701 22.732 7.610
1. Passività finanziarie di negoziazione 15.383 45.324 123 433 15.942 71
2. Passività finanziarie designate al fair value - 2.810 - - 1.914 -
3. Derivati di copertura 1 5.383 3 - 7.319 4
Totale 15.384 53.517 126 433 25.175 75

Nel corso del 2020, ai sensi dell'IFRS13 par. 93 lettera c), sono intervenuti trasferimenti da livello 1 a livello 2 di attività per 67 milioni e di passività per 3.122 milioni, oltre a trasferimenti da livello a 2 a livello 1 di attività per 122 milioni; in particolare si segnala:

  • da livello 1 a livello 2

o "Attività finanziarie detenute per la negoziazione" in titoli di debito per 35 milioni;

o "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla reddittività complessiva" in titoli di debito per 32 milioni;

o "Passività finanziarie di negoziazione" in certificates aventi caratteristiche assimilabili a strumenti derivati, riferibili all'incorporazione di Banca IMI, per 3.122 milioni;

  • da livello 2 a livello 1

  • o "Attività finanziarie detenute per la negoziazione" in titoli di debito per 97 milioni;

  • o "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla reddittività complessiva" in titoli di debito per 25 milioni.

I trasferimenti tra livelli di fair value derivano dall'evoluzione dell'osservabilità dei prezzi o dei dati di mercato utilizzati per effettuare le valutazioni degli strumenti finanziari e dalla significatività degli input non osservabili.

Il passaggio da livello 1 a livello 2 è conseguenza del venir meno della presenza di un mercato attivo, verificata attraverso l'analisi dell'affidabilità e della reciproca coerenza delle quotazioni disponibili secondo quanto previsto nella Fair Value Policy di Gruppo. Per contro, gli strumenti finanziari per i quali viene effettuata una valutazione da mark-to-model – utilizzando input osservabili sul mercato e classificati, dunque, a livello 2 – vengono trasferiti al livello 1 nel momento in cui si riscontra l'esistenza di un mercato attivo.

Al 31 dicembre 2020, l'impatto del rischio di non performance (Credit Value Adjustment e Debt Value Adjustment) nella determinazione del fair value dei contratti derivati è pari a 246 milioni in riduzione del fair value positivo e a 154 milioni in aumento del fair value negativo.

L'impatto del Funding Value Adjustment in riduzione del fair value è pari a 173 milioni e corrisponde al costo di finanziamento dei flussi di cassa generati dal complessivo portafoglio dei derivati OTC della Banca.

La determinazione quantitativa dei menzionati aggiustamenti valutativi prescinde dalla misurazione degli effetti delle correlate strategie di copertura gestionale, ove presenti.

L'aggregato delle "Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" include quote di OICR di livello 3 riferite, per 308 milioni, alle interessenze detenute dalla Banca nel Fondo Atlante e in Italian Recovery Fund (già Fondo Atlante II) quali fondi d'investimento alternativi a sostegno delle banche italiane nelle operazioni di ricapitalizzazione e nella gestione dei crediti in sofferenza del settore.

L'aggregato delle "Attività materiali", pari a 4.875 milioni, è da riferire alla valutazione in base al criterio della rideterminazione del valore degli immobili ad uso strumentale e del patrimonio artistico di pregio ed alla valutazione al fair value degli immobili ad uso investimento.

(milioni di euro)
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico
Attività
finanziarie
valutate al fair
value con
impatto sulla
redditività
complessiva
Derivati
di
copertura
Attività
materiali
Attività
immateriali
TOTALE di cui: a)
Attività
finanziarie
detenute per
la
negoziazione
di cui: b)
Attività
finanziarie
designate
al fair
value
di cui: c) Altre
attività finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair
value
1. Esistenze iniziali 2.362 156 - 2.206 272 13 4.963 -
2. Aumenti 1.402 307 - 1.095 85 2 202 -
2.1 Acquisti 248 53 - 195 27 - 10 -
2.2 Profitti imputati a: 110 16 - 94 2 2 122 -
2.2.1 Conto Economico 110 16 - 94 - 2 5 -
- di cui plusvalenze 80 6 - 74 - - - -
2.2.2 Patrimonio netto - X X X 2 - 117 -
2.3 Trasferimenti da altri livelli 129 39 - 90 18 - - -
2.4 Altre variazioni in aumento 915 199 - 716 38 - 70 -
3. Diminuzioni -1.029 -148 - -881 -76 - -290 -
3.1 Vendite -193 -69 - -124 - - -6 -
3.2 Rimborsi -390 - - -390 -37 - - -
3.3 Perdite imputate a: -284 -53 - -231 -5 - -145 -
3.3.1 Conto Economico -284 -53 - -231 -4 - -38 -
- di cui minusvalenze -231 -6 - -225 - - - -
3.3.2 Patrimonio netto - X X X -1 - -107 -
3.4 Trasferimenti ad altri livelli -53 -24 - -29 -15 - - -
3.5 Altre variazioni in diminuzione -109 -2 - -107 -19 - -139 -
4. Rimanenze finali 2.735 315 - 2.420 281 15 4.875 -

A.4.5.2 Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)

Le voci dei trasferimenti di livelli delle "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico" si riferiscono a trasferimenti in uscita dal livello 3 per complessivi 53 milioni e in entrata al livello 3 per complessivi 129 milioni.

Nel primo caso si tratta di trasferimenti di "Attività finanziarie detenute per la negoziazione" da livello 3 a livello 2 di titoli di debito per 11 milioni e di derivati finanziari per 13 milioni, a cui occorre aggiungere trasferimenti di "Attività finanziarie obbligatoriamente al fair value" da livello 3 a livello 2 relativi a quote di O.I.C.R. per 22 milioni e di finanziamenti per 7 milioni. Nel secondo caso si tratta di trasferimenti di "Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" da livello 2 a livello 3 quali finanziamenti per 73 milioni e titoli di capitale per 17 milioni, a cui occorre aggiungere trasferimenti di "Attività finanziarie detenute per la negoziazione" da livello 2 a livello 3 quali titoli di debito per 15 milioni, finanziamenti per 7 milioni e derivati finanziari per 5 milioni e trasferimenti da livello 1 a livello 3 relativi di quote di O.I.C.R. per 12 milioni.

I trasferimenti da livello 1 a livello 3 delle quote di O.I.C.R. sono intervenuti per il venir meno, in termini di percentuali sul NAV, di asset di livello 1 non superiori al 30% nella composizione di investimenti effettuati dai fondi in strumenti finanziari

I trasferimenti di livello dei titoli di debito sono intervenuti nel primo caso per l'utilizzo nella valutazione al fair value al 31 dicembre 2020 di parametri osservabili sul mercato e nel secondo caso per il venir meno dell'osservabilità sul mercato dei parametri di riferimento in conformità alle linee guida descritte nel paragrafo A.4.3 – Gerarchia del fair value.

Per quanto attiene i trasferimenti di livello dei contratti derivati, essi sono da riferire al mutare dello stato di rischio delle controparti, considerato che per i derivati con controparti deteriorate, lo strumento è classificato di livello 3 della gerarchia del fair value dello strumento, mentre per i trasferimenti dei finanziamenti essi sono dovuti all'utilizzo o meno di parametri osservabili sul mercato, nella definizione del fair value.

Il trasferimento dei titoli di capitale trasferiti da livello 2 a livello 3 delle "Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" è da riferire alla discontinuità emersa nel metodo di valutazione utilizzato nella determinazione del fair value di taluni investimenti.

Per le "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla reddittività complessiva" si segnalano i trasferimenti da livello 3 a livello 2 di titoli di capitale per 10 milioni e di titoli di debito per 5 milioni per effetto dell'utilizzo nella valutazione al fair value di parametri osservabili sul mercato e trasferimenti da livello 2 a livello 3 di finanziamenti per 18 milioni.

I trasferimenti di livello di fair value sono stati effettuati in conformità alle linee guida descritte nel paragrafo A.4.3 – Gerarchia del fair value.

La voce "Rimborsi" delle "Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" è da riferire all'estinzione del finanziamento subordinato della controllata Private Equity International (PEI) per 390 milioni, riguardante le azioni PEI Redimibili non configurabili come "strumento rappresentativo di capitale" in considerazione dell'obbligatoria redimibilità e, pertanto, classificate tra i finanziamenti obbligatoriamente al fair value. L'estinzione si è perfezionata nel 2020 in parte mediante conversione in equity ordinario PEI e in parte mediante rimborso.

Nell'esercizio si è proceduto all'aggiornamento del valore degli immobili ad uso funzionale (con la sola eccezione degli immobili cd. "trophy asset", il cui valore era stato aggiornato lo scorso esercizio) e delle opere d'arte di pregio, entrambi valutati in base al criterio della rideterminazione del valore, nonché degli immobili a scopo investimento, valutati al fair value. Tale adeguamento ha comportato la rilevazione di profitti e perdite, sia a conto economico sia a patrimonio netto, esposti, rispettivamente, nelle sottovoci 2.2 e 3.3. Le "Altre variazioni in diminuzione" includono principalmente gli ammortamenti.

A.4.5.3 Variazioni annue delle passività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)

(milioni di euro)
Passività
finanziarie
detenute
per la
negoziazione
Passività
finanziarie
designate al
fair value
Derivati di
copertura
1. Esistenze iniziali 71 - 4
2. Aumenti 91 - -
2.1 Emissioni - - -
2.2 Perdite imputate a: 5 - -
2.2.1 Conto Economico 5 - -
- di cui minusvalenze - - -
2.2.2 Patrimonio netto X - -
2.3 Trasferimenti da altri livelli 57 - -
2.4 Altre variazioni in aumento 29 - -
3. Diminuzioni -39 - -1
3.1 Rimborsi - - -
3.2 Riacquisti - - -
3.3 Profitti imputati a: -34 - -1
3.3.1 Conto Economico -34 - -1
- di cui plusvalenze - - -
3.3.2 Patrimonio netto X - -
3.4 Trasferimenti ad altri livelli -5 - -
3.5 Altre variazioni in diminuzione - - -
4. Rimanenze finali 123 - 3

Le "Rimanenze finali" delle "Passività finanziarie detenute per la negoziazione" di livello 3 si riferiscono ai contratti derivati aventi fair value negativo per 69 milioni ed a certificates assimilabili a strumenti derivati per prevalenza dei rischi di mercato per 54 milioni.

I trasferimenti in uscita dal livello 3 per complessivi 5 milioni si riferiscono a contratti derivati, mentre quelli in entrata al livello 3 per complessivi 57 milioni si riferiscono a certificates assimilabili a strumenti derivati per prevalenza dei rischi di mercato.

A.4.5.4 Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

(milioni di euro)
Attività/Passività non misurate al fair value
o misurate al fair value su base non ricorrente
31.12.2020 31.12.2019
Valore di
bilancio
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Valore di
bilancio
Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 470.245 23.458 346.439 111.809 439.933 739 342.015 106.057
2. Attività materiali detenute a scopo di investimento - - - - - - - -
3. Attività non correnti e gruppi di attività in via di
dismissione
1.798 - 904 913 469 - 58 411
Totale 472.043 23.458 347.343 112.722 440.402 739 342.073 106.468
1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 491.393 38.256 420.415 35.035 476.325 40.918 369.133 68.320
2. Passività associate ad attività in via di dismissione 2.594 - 1.264 1.302 41 - - 41
Totale 493.987 38.256 421.679 36.337 476.366 40.918 369.133 68.361

Attività e passività finanziarie

Per quanto riguarda le attività e le passività finanziarie non valutate al fair value (crediti e crediti rappresentati da titoli, debiti e titoli in circolazione), la prassi adottata dalla Banca prevede la determinazione del fair value attraverso il calcolo del valore attuale dei flussi di cassa futuri, ad un tasso che incorpora la stima dei principali rischi e delle incertezze associati allo strumento finanziario oggetto di valutazione (il cosiddetto "discount rate adjustment approach").

In particolare, il tasso di interesse utilizzato per l'attualizzazione dei cash flow futuri è determinato tenendo in considerazione i seguenti fattori di rischio:

  • − il rischio tasso di interesse, che rappresenta il rendimento che il mercato offre per ogni unità di capitale prestato a controparti prive di rischio;
  • − il rischio di credito, che rappresenta il premio per aver prestato capitale a controparti che presentano rischio di insolvenza;
  • − il costo della liquidità connesso al credito.

Nel caso di strumenti a tasso fisso, i flussi di cassa sono pari a quelli previsti dal contratto; per gli strumenti a tasso variabile, i flussi di cassa futuri sono determinati sulla base dei tassi di interesse forward, impliciti nelle curve di tassi zero coupon osservati in corrispondenza delle diverse date di fixing e differenziate per tipologia di indicizzazione.

Il valore del premio per il rischio (credit spread) è determinato a livello di singola posizione, tramite l'acquisizione della classe di rischio (LGD) e del rating (PD). Queste grandezze, unitamente alla durata media finanziaria residua, costituiscono il criterio guida per l'acquisizione del credit spread. La costruzione della curva di spread segue le medesime regole anche nel caso dei titoli emessi da Intesa Sanpaolo.

Nel determinare i fair value esposti nella tabella A.4.5.4 sono state utilizzate le seguenti assunzioni:

  • − per i crediti rappresentati da titoli, vengono seguite le medesime regole previste per la valutazione al fair value delle altre categorie di titoli;
  • − per i titoli emessi, le regole utilizzate sono le stesse applicate ai titoli dell'attivo;
  • − il valore di bilancio viene assunto quale ragionevole approssimazione del fair value per:
    • o le poste finanziarie (attive e passive) a vista o aventi durata originaria uguale o inferiore a 12 mesi e durata residua uguale o inferiore a 12 mesi - nella tabella sono esposte nella colonna corrispondente al livello 2 della gerarchia del fair value le poste finanziarie a breve termine ed i cash collateral dati a garanzia di operazioni finanziarie, mentre figurano nella colonna corrispondente al livello 3 della gerarchia del fair value gli impieghi a vista;
    • o le attività deteriorate che, nella tabella, sono confluite nella colonna corrispondente al livello 3 della gerarchia del fair value.

A. 5 – INFORMATIVA SUL C.D. "DAY ONE PROFIT/LOSS"

L'IFRS 9 stabilisce che l'iscrizione iniziale degli strumenti finanziari deve avvenire al fair value. Normalmente, il fair value di uno strumento finanziario alla data di rilevazione iniziale in bilancio è pari al "prezzo di transazione"; in altre parole, al costo o all'importo erogato per le attività finanziarie o alla somma incassata per le passività finanziarie.

L'affermazione che all'atto dell'iscrizione iniziale in bilancio il fair value di uno strumento finanziario coincide con il prezzo della transazione è intuitivamente generalmente riscontrabile nel caso di transazioni del livello 1 della gerarchia del fair value. Anche nel caso del livello 2, che si basa su prezzi derivati indirettamente dal mercato (comparable approach), l'iscrizione iniziale vede, in molti casi, sostanzialmente coincidere fair value e prezzo. Eventuali differenze tra prezzo e fair value sono di norma da attribuire ai cosiddetti margini commerciali che transitano a conto economico al momento della prima valutazione dello strumento finanziario.

Nel caso del livello 3, invece, sussiste una discrezionalità parziale dell'operatore nella valutazione dello strumento e, pertanto, proprio per la maggiore soggettività nella determinazione del fair value non è disponibile un inequivocabile termine di riferimento da raffrontare con il prezzo della transazione. Per lo stesso motivo, risulta difficile determinare con precisione anche un eventuale margine commerciale da imputare a conto economico. In tal caso, l'iscrizione iniziale deve sempre avvenire al prezzo della transazione. La successiva valutazione non può includere la differenza tra prezzo e fair value riscontrata all'atto della prima valutazione, definita anche come Day-One-Profit (DOP).

Tale differenza deve essere riconosciuta a conto economico solo se deriva da cambiamenti dei fattori su cui i partecipanti al mercato basano le loro valutazioni nel fissare i prezzi (incluso l'effetto tempo). Ove lo strumento abbia una scadenza definita e non sia immediatamente disponibile un modello che monitori i cambiamenti dei fattori su cui gli operatori basano i prezzi, è ammesso il transito del DOP a conto economico linearmente sulla vita dello strumento finanziario stesso.

Nel caso in cui uno strumento classificato nel livello 3 della gerarchia del fair value venga riclassificato nel livello 2, i residui Day-One-Profit sospesi patrimonialmente vengono iscritti a conto economico in un'unica soluzione. Analogamente, nel caso di operazioni gestite "a libro" nell'ambito dell'operatività della Banca, i Day-One-Profit registrati sulle operazioni di livello 3 (incluse nella suddetta gestione "a libro") sono rilevati a conto economico nel momento in cui la Banca pone in essere operazioni che nella sostanza eliminano i rischi dello strumento di livello 3 che ha generato il DOP.

Nella tabella è rappresentata la dinamica dell'ammontare del DOP sospeso nello Stato Patrimoniale.

(milioni di euro)
1. Esistenze iniziali 1
2. Aumenti -
2.1 Nuove operazioni -
3. Diminuzioni -
3.1 Rilasci a conto economico -
4. Rimanenze finali 1

Si segnala infine che nell'ambito dell'operazione che ha comportato il trasferimento a Nexi del ramo d'azienda dedicato all'attività di acquiring, in data 30 giugno 2020 Intesa Sanpaolo ha comprato il 9,9% di Nexi SpA da Mercury UK HoldCoLimited, socio di riferimento della società, ad un prezzo predeterminato di 10,5 euro per azione corrispondente ad un esborso per cassa di 653 milioni; poiché le azioni Nexi SpA sono quotate alla Borsa Italiana, e quindi con un fair value di livello 1, la differenza, pari a 315 milioni, tra l'ammontare corrisposto e il corrispondente valore sulla base della quotazione di borsa alla data di efficacia della compravendita è stata imputata come provento a conto economico.

Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale

ATTIVO

SEZIONE 1 - CASSA E DISPONIBILITÀ LIQUIDE - VOCE 10

1.1 Cassa e disponibilità liquide: composizione

(milioni di euro)
31.12.2019
2.918
3.095
6.013

SEZIONE 2 - ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO A CONTO ECONOMICO – VOCE 20

2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020
31.12.2019
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito 19.022 1.666 176 3.697 373 2
1.1 Titoli strutturati 1.289 46 3 - - -
1.2 Altri titoli di debito 17.733 1.620 173 3.697 373 2
2. Titoli di capitale 652 - - - - -
3. Quote di O.I.C.R. 26 - 31 18 - 24
4. Finanziamenti - 15 7 - 8 -
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - 15 7 - 8 -
Totale (A) 19.700 1.681 214 3.715 381 26
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari 49 30.350 101 - 15.217 130
1.1 di negoziazione 49 30.350 101 - 15.217 130
1.2 connessi con la fair value option - - - - - -
1.3 altri - - - - - -
2. Derivati creditizi - 1.643 - - 403 -
2.1 di negoziazione - 1.643 - - 403 -
2.2 connessi con la fair value option - - - - - -
2.3 altri - - - - - -
Totale (B) 49 31.993 101 - 15.620 130
Totale (A+B) 19.749 33.674 315 3.715 16.001 156

I Titoli di debito connessi con operazioni di cartolarizzazione ammontano complessivamente a 889 milioni, di cui 485 milioni riferibili a titoli senior, 396 milioni riferibili a titoli mezzanine e 8 milioni riferibili a titoli junior, prevalentemente rappresentati tra gli Altri titoli di debito.

I Titoli strutturati al 31 dicembre 2020, riferibili all'incorporata Banca IMI e quindi non presenti nel periodo a confronto, si compongono in 1.170 milioni di strumenti del tipo "equity linked", 18 milioni di emissioni perpetual, 111 milioni di strutture a tasso misto (fisso, indicizzato e trasformabile) e 39 milioni di titoli che presentano opzionalità di tipo tasso complesso (in particolare reverse floater, step-up e step-down).

I valori al 31 dicembre 2020 degli Strumenti derivati includono i risultati della compensazione contabile tra saldi lordi positivi e negativi ai sensi dello IAS 32 paragrafo 42 per l'operatività riveniente dall'incorporata Banca IMI, che non trovano rappresentazione nella Parte E della presente Nota Integrativa.

In particolare, il fair value lordo positivo dei contratti derivati posti in essere con il compensatore legale LCH Ltd per 52.208 milioni - riferibile per 50.891 milioni all'operatività in conto proprio e per 1.317 milioni all'operatività originata da clientela e da società del Gruppo - soddisfacendo i requisiti della compensazione contabile, è stato oggetto di compensazione con rappresentazione del fair value netto rispettivamente tra le Passività in Derivati di copertura e le Passività finanziarie di negoziazione. Il fair value positivo complessivo degli Strumenti derivati al lordo delle compensazioni in bilancio si attesterebbe a 84.351 milioni.

2.2 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione debitori/emittenti

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito 20.864 4.072
a) Banche Centrali 25 9
b) Amministrazioni pubbliche 17.610 2.334
c) Banche 1.302 1.194
d) Altre società finanziarie 1.597 418
di cui: imprese di assicurazione 474 -
e) Società non finanziarie 330 117
2. Titoli di capitale 652 -
a) Banche 82 -
b) Altre società finanziarie 31 -
di cui: imprese di assicurazione 11 -
c) Società non finanziarie 539 -
d) Altri emittenti - -
3. Quote di OICR 57 42
4. Finanziamenti 22 8
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 1 -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie 21 8
f) Famiglie - -
Totale A 21.595 4.122
B. Strumenti derivati
a) Controparti centrali 1.857 -
b) Altre 30.286 15.750
Totale B 32.143 15.750
TOTALE (A+B) 53.738 19.872

Le quote di O.I.C.R. in portafoglio a fine esercizio sono rappresentate da hedge fund per 39 milioni, da quote SICAV per 12 milioni e da investimenti in fondi immobiliari per 6 milioni.

2.3 Attività finanziarie designate al fair value: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1.Titoli di debito - 1 - - 195 -
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito - 1 - - 195 -
2.Finanziamenti - - - - - -
2.1 Strutturati - - - - - -
2.2 Altri - - - - - -
Totale - 1 - - 195 -

La Banca ha incluso in tale categoria i titoli di debito correlati con strumenti finanziari valutati al fair value in contropartita del conto economico, quali derivati finanziari. A fronte dei titoli di debito non sono state attivate coperture per il tramite di derivati creditizi o strumenti similari ad attenuazione del relativo rischio di credito.

La variazione del fair value attribuibile alla misurazione del rischio di credito delle attività finanziarie designate al fair value è risultata essere sia nell'esercizio che cumulativamente poco significativa.

2.4 Attività finanziarie designate al fair value: composizione debitori/emittenti

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
1. Titoli di debito 1 195
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 1 1
c) Banche - 194
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
2. Finanziamenti - -
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale 1 195

2.5 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Titoli di debito - 241 275 - 288 411
1.1 Titoli strutturati - - 5 - - 6
1.2 Altri titoli di debito - 241 270 - 288 405
2. Titoli di capitale - 83 191 - 92 139
3. Quote di O.I.C.R. 127 227 1.416 15 - 959
4. Finanziamenti - 236 538 - 305 697
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - 236 538 - 305 697
Totale 127 787 2.420 15 685 2.206

Tra i titoli di debito sono inclusi i titoli connessi con operazioni di cartolarizzazione per un ammontare complessivo di 478 milioni, di cui 60 milioni senior, 232 milioni mezzanine e 186 milioni junior.

La variazione della sottovoce 4.2 "Finanziamenti - Altri", rispetto al periodo a confronto, è principalmente riferibile all'estinzione del finanziamento subordinato della controllata Private Equity International (PEI), che rappresentava le azioni PEI Redimibili non come "strumento rappresentativo di capitale" bensì come una passività finanziaria subordinata, stante la previsione del rimborso obbligatorio a 15 anni dalla data di emissione. A seguito delle modifiche statutarie relative al capitale di PEI, si è perfezionata nell'anno l'estinzione del predetto finanziamento, in parte mediante conversione in equity ordinario PEI e in parte mediante rimborso.

2.6 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione debitori/emittenti

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
1.Titoli di capitale 274 231
di cui: banche - -
di cui: altre società finanziarie 3 3
di cui: società non finanziarie 271 228
2. Titoli di debito 516 699
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 516 677
di cui: imprese di assicurazione 1 54
e) Società non finanziarie - 22
3. Quote di O.I.C.R. 1.770 974
4. Finanziamenti 774 1.002
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 6 -
c) Banche 9 7
d) Altre società finanziarie 115 432
di cui: imprese di assicurazione 10 25
e) Società non finanziarie 639 558
f) Famiglie 5 5
Totale 3.334 2.906

La voce 3. "Quote di O.I.C.R." si riferisce a fondi di private equity e venture capital per 473 milioni, fondi immobiliari per 333 milioni, fondi di private debt per 212 milioni, hedge fund per 277 milioni, fondi per le infrastrutture per 152 milioni e altri fondi azionari per 15 milioni. La voce include, altresì, per 308 milioni le interessenze detenute dalla Banca nel Fondo Atlante e in Italian Recovery Fund (già Fondo Atlante II), quali fondi d'investimento alternativi a sostegno delle banche italiane nelle operazioni di ricapitalizzazione e nella gestione dei crediti in sofferenza del settore.

La voce 4. "Finanziamenti" include le esposizioni creditizie classificate tra le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value per il mancato superamento del test sulle caratteristiche contrattuali dei cash flow (SPPI Test) previsto dal principio contabile internazionale IFRS 9.

SEZIONE 3 - ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO SULLA REDDITIVITA' COMPLESSIVA- VOCE 30

3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Titoli di debito 35.830 1.529 25 29.449 795 3
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito 35.830 1.529 25 29.449 795 3
2. Titoli di capitale 1.460 1.634 237 522 2.000 269
3. Finanziamenti - 254 19 - 239 -
Totale 37.290 3.417 281 29.971 3.034 272

I finanziamenti, come illustrato nella Parte A Politiche Contabili, sono riferiti alle quote dei prestiti sindacati sottoscritti e destinati alla successiva cessione.

Tra i titoli di debito sono inclusi i titoli connessi con operazioni di cartolarizzazione per un ammontare complessivo di 1.116 milioni, di cui 1.060 milioni senior e 56 milioni mezzanine.

Tra le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (voce "2. Titoli di capitale" – Livello 2) sono incluse le quote di partecipazione nel capitale di Banca d'Italia. Al riguardo si segnala che per la relativa valutazione si è fatto riferimento, come nei precedenti esercizi, al metodo di valutazione delle transazioni dirette in considerazione delle compravendite intervenute a partire dal 2015 e proseguite negli esercizi seguenti, compreso il 2020; considerato che tutte le principali transazioni sono state perfezionate al valore nominale, l'utilizzo di tale approccio consente di confermare il valore di iscrizione nel bilancio della Banca delle quote detenute. A supporto della valutazione secondo il metodo delle transazioni dirette è stata effettuata anche una valutazione secondo il metodo DDM (Discounted Dividend Model) basato sull'attualizzazione dei futuri dividendi derivanti dall'investimento. L'applicazione del DDM ha restituito un valore della partecipazione in Banca d'Italia sostanzialmente allineato al valore iscritto nel Bilancio di Intesa Sanpaolo al 31 dicembre 2020. L'utilizzo, per il Bilancio 2020, in continuità con l'impostazione seguita nei precedenti esercizi, del prezzo delle transazioni dirette quale riferimento per la determinazione del fair value, ha determinato, inoltre, la conferma del livello 2 nell'ambito della gerarchia del fair value.

Nella voce "2. Titoli di capitale" sono ricompresi gli strumenti rappresentati da investimenti in BDC – Business Development Companies per 37 milioni; si tratta di strumenti azionari quotati per i quali, in ragione del presumibile orizzonte temporale dell'investimento, la Banca ha esercitato l'opzione di rilevazione delle variazioni di fair value in contropartita del patrimonio netto.

Il valore di bilancio dei titoli di capitale rivenienti dal recupero delle attività finanziarie impaired ammonta a 70 milioni.

3.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione per debitori/emittenti

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
1. Titoli di debito 37.384 30.247
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 30.478 27.421
c) Banche 3.549 2.176
d) Altre società finanziarie 2.184 467
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie 1.173 183
2. Titoli di capitale 3.331 2.791
a) Banche 1.791 2.169
b) Altri emittenti: 1.540 622
- altre società finanziarie 1.149 186
di cui: imprese di assicurazione 3 3
- società non finanziarie 380 436
- altri 11 -
3. Finanziamenti 273 239
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 26 -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie 247 239
f) Famiglie - -
Totale 40.988 33.277

3.3 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: valore lordo e rettifiche di valore complessive

(milioni di euro)
Valore lordo Rettifiche di valore complessive Write-off
parziali
complessivi
Primo
stadio
di cui:
Strumenti con
basso rischio
di credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Titoli di debito 36.553 975 853 35 -11 -12 -34 -
Finanziamenti 219 - 57 4 -2 -1 -4 -
Totale 31.12.2020 36.772 975 910 39 -13 -13 -38 -
Totale 31.12.2019 28.829 5.404 1.672 36 -9 -7 -35 -
di cui: attività finanziarie impaired
acquisite o originate
X X - - X - - -

Per quanto concerne l'approccio utilizzato nella rappresentazione del valore lordo e delle rettifiche di valore complessive delle attività finanziarie impaired, si rimanda a quanto esposto nella Parte A – Politiche contabili.

3.3a Finanziamenti valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva oggetto di misure di sostegno Covid-19: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Al 31 dicembre 2020 la fattispecie non risulta presente.

SEZIONE 4 - ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL COSTO AMMORTIZZATO – VOCE 40

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
di cui:
impaired
acquisite
o
originate
Livello
1
Livello
2
Livello
3
Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
di cui:
impaired
acquisite
o
originate
Livello
1
Livello
2
Livello
3
A. Crediti verso Banche centrali 52.591 - - - 52.591 - 10.456 - - - 10.456 -
1. Depositi a scadenza 29 - - X X X 85 - - X X X
2. Riserva obbligatoria 52.554 - - X X X 10.370 - - X X X
3. Pronti contro termine - - - X X X - - - X X X
4. Altri 8 - - X X X 1 - - X X X
B. Crediti verso banche 37.961 64 - 1.159 29.638 7.296 111.917 82 - 138 92.446 19.631
1. Finanziamenti 36.540 64 - - 29.373 7.296 111.492 82 - - 92.168 19.631
1.1 Conti correnti e depositi a vista 13.660 - - X X X 8.785 - - X X X
1.2. Depositi a scadenza 5.516 - - X X X 68.053 - - X X X
1.3. Altri finanziamenti: 17.364 64 - X X X 34.654 82 - X X X
- Pronti contro termine attivi 8.690 - - X X X 23.523 - - X X X
- Finanziamenti per leasing 5 - - X X X 5 - - X X X
- Altri 8.669 64 - X X X 11.126 82 - X X X
2. Titoli di debito 1.421 - - 1.159 265 - 425 - - 138 278 -
2.1 Titoli strutturati - - - - - - - - - - - -
2.2 Altri titoli di debito 1.421 - - 1.159 265 - 425 - - 138 278 -
Totale 90.552 64 - 1.159 82.229 7.296 122.373 82 - 138 102.902 19.631

4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche

La sottovoce "Altri finanziamenti" include crediti di funzionamento, ossia crediti per operazioni connesse con la prestazione di attività e di servizi finanziari privi di affidamento, per un ammontare pari a 65 milioni (al 31 dicembre 2019, 43 milioni). Su tali esposizioni, classificate in Stage 1, sono state registrate riprese di valore non significative.

4.2 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2020 31.12.2019
Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
di cui:
impaired
acquisite
o
originate
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
di cui:
impaired
acquisite
o
originate
Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Finanziamenti 332.161 9.551 246 - 254.545 98.898 288.318 12.836 312 - 227.534 83.486
1.1. Conti correnti 8.037 1.033 4 X X X 11.287 1.682 1 X X X
1.2. Pronti contro termine attivi 16.546 - - X X X 15.294 - - X X X
1.3. Mutui 196.156 5.583 225 X X X 162.724 7.429 309 X X X
1.4. Carte di credito, prestiti
personali e cessioni del quinto
12.451 211 - X X X 13.785 399 - X X X
1.5. Finanziamenti per leasing 9.040 1.217 - X X X 9.575 1.459 - X X X
1.6. Factoring 9.078 55 - X X X 9.933 51 - X X X
1.7. Altri finanziamenti 80.853 1.452 17 X X X 65.720 1.816 2 X X X
2. Titoli di debito 37.886 31 - 22.299 9.665 5.615 16.283 41 - 601 11.579 2.940
2.1. Titoli strutturati - - - - - - - - - - - -
2.2. Altri titoli di debito 37.886 31 - 22.299 9.665 5.615 16.283 41 - 601 11.579 2.940
Totale 370.047 9.582 246 22.299 264.210 104.513 304.601 12.877 312 601 239.113 86.426

Tra i crediti verso clientela sono compresi i finanziamenti erogati a valere su fondi di terzi in amministrazione con rischio a carico della Banca per un ammontare pari a 67 milioni.

Tra i titoli di debito sono inclusi titoli connessi con operazioni di cartolarizzazione per un ammontare complessivo di 3.573 milioni, di cui 3.561 milioni senior e 12 milioni mezzanine. Tra i titoli senior sono compresi 1.008 milioni riferiti al veicolo YODA SPV S.r.l., a cui nel corso dell'anno è stato ceduto ai sensi della L. 130/99 un portafoglio di crediti classificati come "sofferenze" e 1.173 milioni riferiti al veicolo Kerma SPV S.r.l., a cui è stato ceduto ai sensi della L. 130/99 un portafoglio di crediti classificati come "inadempienze probabili" (Unlikely To Pay – UTP) nell'ambito della partnership con Prelios perfezionatasi nel corso del 2019.

Vi figurano, inoltre, titoli di debito per 4.083 milioni connessi alla cartolarizzazione del veicolo Romulus Funding Corporation inclusa nel perimetro di consolidamento del Gruppo.

Nel corso dell'esercizio sono stati acquisiti, nell'ambito di operazioni di business combination under common control, crediti deteriorati pari a 254 milioni.

La sottovoce "Altri finanziamenti" include crediti di funzionamento, ossia crediti per operazioni connesse con la prestazione di attività e di servizi finanziari privi di affidamento, per un ammontare pari a 490 milioni (al 31 dicembre 2019, 576 milioni). Su tali esposizioni, classificate nel Primo stadio, sono state registrate rettifiche di valore non significative (0,5 milioni).

4.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione per debitori/emittenti dei crediti verso clientela

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
Primo e
secondo
stadio
Terzo stadio Di cui: attività
impaired
acquisite o
originate
Primo e
secondo stadio
Terzo stadio Di cui: attività
impaired
acquisite o
originate
1. Titoli di debito 37.886 31 - 16.283 41 -
a) Amministrazioni pubbliche 24.122 17 - 5.546 27 -
b) Altre società finanziarie 11.007 - - 9.727 - -
di cui: imprese di assicurazioni - - - - - -
c) Società non finanziarie 2.757 14 - 1.010 14 -
2. Finanziamenti verso: 332.161 9.551 246 288.318 12.836 312
a) Amministrazioni pubbliche 13.594 178 - 13.044 237 -
b) Altre società finanziarie 45.664 290 3 34.534 272 5
di cui: imprese di assicurazioni 497 - - 958 - -
c) Società non finanziarie 156.451 6.596 131 127.019 9.270 169
d) Famiglie 116.452 2.487 112 113.721 3.057 138
TOTALE 370.047 9.582 246 304.601 12.877 312

4.4 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: valore lordo e rettifiche di valore complessive

(milioni di euro)
Valore lordo Rettifiche di valore complessive Write-off
parziali
Primo
stadio
di cui:
Strumenti con
basso rischio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
complessivi
Titoli di debito 33.634 di credito
4.225
5.752 88 -27 -52 -57 -
Finanziamenti 369.780 12.921 53.439 18.637 -481 -1.446 -9.022 6.390
Totale 31.12.2020 403.414 17.146 59.191 18.725 -508 -1.498 -9.079 6.390
Totale 31.12.2019 388.760 109.978 39.500 27.934 -446 -840 -14.975 7.742
di cui: attività finanziarie impaired acquisite
o originate
X X 16 403 X - -173 109

Per quanto concerne l'approccio utilizzato nella rappresentazione del valore lordo e delle rettifiche di valore complessive delle attività finanziarie impaired si rimanda a quanto esposto nella Parte A – Politiche contabili.

4.4a Finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno Covid-19: valore lordo e rettifiche di valore complessive

(milioni di euro)
Valore lordo Rettifiche di valore complessive
Primo
stadio
di cui:
Strumenti
Secondo
stadio
Terzo stadio Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo stadio
con basso
rischio di
credito
1. Finanziamenti oggetto di concessione
conforme con le GL
14.603 8 10.054 286 -41 -366 -61
2. Finanziamenti oggetto di altre misure di
concessione
- - 31 16 - -1 -2
3. Nuovi finanziamenti 26.758 8 1.683 25 -32 -12 -4
Totale 41.361 16 11.768 327 -73 -379 -67

Nella riga "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" sono riportate le informazioni relative alle attività finanziarie oggetto di moratoria che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modifiche e integrazioni.

SEZIONE 5 - DERIVATI DI COPERTURA – VOCE 50

Per quanto riguarda gli obiettivi e le strategie sottostanti alle operazioni di copertura si rinvia all'informativa fornita nell'ambito della Parte E – Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, Sezione 2 - Rischi di mercato.

5.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli

(milioni di euro)
Fair value 31.12.2020 Valore
nozionale
Fair value 31.12.2019 Valore
nozionale
Livello 1 Livello 2 Livello 3 31.12.2020 Livello 1 Livello 2 Livello 3 31.12.2019
A. Derivati finanziari
1. Fair Value 1 999 15 78.074 - 2.817 13 61.296
2. Flussi Finanziari - - - 5.400 - - - 100
3. Investimenti esteri - - - - - - - -
B. Derivati creditizi
1. Fair Value - - - - - - - -
2. Flussi Finanziari - - - - - - - -
Totale 1 999 15 83.474 - 2.817 13 61.396

I valori al 31 dicembre 2020 dei derivati di copertura includono i risultati della compensazione contabile tra saldi lordi positivi e negativi ai sensi dello IAS 32 paragrafo 42 per l'operatività riveniente dall'incorporata Banca IMI, che non trovano rappresentazione nella Parte E della presente Nota Integrativa.

In particolare, il fair value lordo positivo delle attività in Derivati di copertura per l'operatività in conto proprio poste in essere con il compensatore legale LCH Ltd per 2.437 milioni, soddisfacendo i requisiti della compensazione contabile, è stato oggetto di compensazione con rappresentazione del fair value netto tra le passività in Derivati di copertura. Il fair value positivo complessivo dei derivati di copertura al lordo delle compensazioni in bilancio si attesterebbe a 3.452 milioni (di cui 3.427 milioni a copertura di Fair value e 25 milioni a copertura di Flussi finanziari).

(milioni di euro)
Operazioni/Tipo di copertura Fair Value Flussi finanziari Investim.
esteri
Specifica
Generica
titoli di
debito e
tassi di
interesse
titoli di
capitale
e indici
azionari
valute e
oro
credito merci altri Specifica Generica
1. Attività finanziarie valutate al fair value
con impatto sulla redditività complessiva
2 - 53 - X X X - X X
2. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
9 X - - X X X - X X
3. Portafoglio X X X X X X - X - X
4. Altre operazioni - - - - - - X - X -
Totale attività 11 - 53 - - - - - - -
1. Passività finanziarie 632 X 234 - - - X - X X
2. Portafoglio X X X X X X 85 X - X
Totale passività 632 - 234 - - - 85 - - -
1. Transazioni attese X X X X X X X - X X
2. Portafoglio di attività e passività
finanziarie
X X X X X X - X - -

5.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologia di copertura

Nella tabella è indicato il fair value positivo dei derivati di copertura, suddiviso in relazione all'attività o alla passività coperta e alla tipologia di copertura realizzata.

Considerando i valori al lordo della compensazione in bilancio, emerge la prevalenza di contratti derivati utilizzati nella copertura specifica di fair value delle passività emesse e nella copertura generica di fair value di passività rappresentate da poste a vista (core deposit).

SEZIONE 6 – ADEGUAMENTO DI VALORE DELLE ATTIVITÀ FINANZIARIE OGGETTO DI COPERTURA GENERICA – VOCE 60

6.1 Adeguamento di valore delle attività coperte: composizione per portafogli coperti

(milioni di euro)
Adeguamento di valore delle attività coperte / Valori 31.12.2020 31.12.2019
1. Adeguamento positivo 2.333 1.526
1.1 di specifici portafogli: 2.333 1.526
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.333 1.526
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
1.2 complessivo - -
2. Adeguamento negativo - -
2.1 di specifici portafogli: - -
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - -
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
2.2 complessivo - -
Totale 2.333 1.526

Forma oggetto di rilevazione nella presente voce il saldo delle variazioni di valore delle attività oggetto di copertura generica (macrohedging) del rischio di tasso di interesse, per la cui applicazione la Banca si avvale della possibilità, prevista dall'IFRS 9, di continuare ad applicare le previsioni consentite dallo IAS 39 nella versione carve-out.

La variazione annua dell'adeguamento positivo di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato è conseguente alla riduzione dei tassi di riferimento utilizzati nella definizione del fair value degli attivi coperti per il rischio tasso.

SEZIONE 7 – PARTECIPAZIONI – VOCE 70

7.1 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi

Denominazioni Sede
legale
Sede
operativa
Quota di
partecipazione
%
Disponibilità
voti
%
(a)
A. IMPRESE CONTROLLATE IN VIA ESCLUSIVA
1 BANCA 5 S.P.A. Milano Milano 100,00
2 BANCA COMERCIALA EXIMBANK S.A. Chisinau Chisinau 100,00
3 BANK OF ALEXANDRIA Il Cairo Il Cairo 80,00
4 BANKA INTESA SANPAOLO D.D. (b) Koper Koper 48,13
5 CIB BANK LTD Budapest Budapest 100,00
6 CONSORZIO STUDI E RICERCHE FISCALI GRUPPO INTESA SANPAOLO Roma Roma 80,00
7 EURIZON CAPITAL SGR S.P.A. Milano Milano 100,00
8 EXETRA S.P.A. (c) Milano Milano 85,00
9 FIDEURAM - INTESA SANPAOLO PRIVATE BANKING S.P.A. Torino Roma 100,00
10 FIDEURAM VITA S.P.A. Roma Roma 80,01
11 IMI INVESTMENTS S.A. Lussemburgo Lussemburgo 100,00
12 IMMIT - IMMOBILI ITALIANI S.R.L. Torino Torino 100,00
13 IN.FRA - INVESTIRE NELLE INFRASTRUTTURE S.R.L. Milano Milano 100,00
14 INTESA SANPAOLO (QINGDAO) SERVICE COMPANY LIMITED Qingdao Qingdao 100,00
15 INTESA SANPAOLO AGENTS4YOU S.P.A. Torino Torino 100,00
16 INTESA SANPAOLO BANK ALBANIA SH.A. Tirana Tirana 100,00
17 INTESA SANPAOLO BANK IRELAND PLC Dublino Dublino 100,00
18 INTESA SANPAOLO BRASIL S.A. - BANCO MULTIPLO San Paolo San Paolo 99,90
19 INTESA SANPAOLO CASA S.P.A. Milano Milano 100,00
20 INTESA SANPAOLO EXPO INSTITUTIONAL CONTACT S.R.L. Milano Milano 100,00
21 INTESA SANPAOLO FORMAZIONE SOCIETA' PER AZIONI Milano Milano 100,00
22 INTESA SANPAOLO FORVALUE S.P.A. Torino Milano 100,00
23 INTESA SANPAOLO FUNDING LLC Wilmington Delaware New York 100,00
24 INTESA SANPAOLO HIGHLINE S.R.L. Torino Torino 100,00
25 INTESA SANPAOLO HOLDING INTERNATIONAL S.A. Lussemburgo Lussemburgo 100,00
26 INTESA SANPAOLO INNOVATION CENTER S.P.A. Torino Torino 99,99
27 INTESA SANPAOLO PROVIS S.P.A. Milano Milano 100,00
28 INTESA SANPAOLO RE.O.CO. S.P.A. Milano Milano 100,00
29 INTESA SANPAOLO ROMANIA S.A. COMMERCIAL BANK Bucarest Bucarest 99,73
30 INTESA SANPAOLO SERVICOS E EMPRENDIMENTOS LTDA EM LIQUIDACAO San Paolo San Paolo 100,00
31 INTESA SANPAOLO SMART CARE S.R.L. Torino Torino 51,01
32 INTESA SANPAOLO VITA S.P.A. Torino Milano 99,99
33 ISP CB IPOTECARIO S.R.L. Milano Milano 60,00
34 ISP CB PUBBLICO S.R.L. Milano Milano 60,00
35 ISP OBG S.R.L. Milano Milano 60,00
36 JOINT STOCK COMPANY BANCA INTESA (d) Mosca Mosca 46,98
37 OOO INTESA REALTY RUSSIA Mosca Mosca 100,00
38 PRAVEX BANK JOINT-STOCK COMPANY Kiev Kiev 100,00
39 PRIVATE EQUITY INTERNATIONAL S.A. (e) Lussemburgo Lussemburgo 94,39 100,00
40 QINGDAO YICAI FUND DISTRIBUTION CO. LTD. Qingdao Qingdao 100,00
41 RISANAMENTO S.P.A. (d) (f) Milano Milano 48,88
42 SOCIETA' BENEFIT CIMAROSA 1 S.P.A. Milano Milano 100,00
43 SRM STUDI E RICERCHE PER IL MEZZOGIORNO Napoli Napoli 60,00 25,00
44 UNIONE DI BANCHE ITALIANE S.P.A. (g) Bergamo Bergamo 100,00
B. IMPRESE CONTROLLATE IN MODO CONGIUNTO
1 AUGUSTO S.R.L. Milano Milano 5,00
2 COLOMBO S.R.L. Milano Milano 5,00
3 DIOCLEZIANO S.R.L. Milano Milano 5,00
4 IMMOBILIARE NOVOLI S.P.A. Firenze Firenze 50,00

Denominazioni Sede
legale
Sede
operativa
Quota di
partecipazione
%
Disponibilità
voti
%
(a)
C. IMPRESE SOTTOPOSTE AD INFLUENZA NOTEVOLE
1 ADRIANO LEASE SEC S.R.L. (h) Conegliano Conegliano 5,00
2 APULIA FINANCE N. 4 S.R.L. (h) Conegliano Conegliano 10,00
3 AUTOSTRADA PEDEMONTANA LOMBARDA S.P.A. Assago Assago 17,37
4 BACK2BONIS Milano Milano 17,01
5 BACKTOWORK24 S.R.L. (i) Milano Milano 16,70 51,00
6 BANCOMAT S.P.A. Roma Roma 24,20
7 BERICA ABS 3 S.R.L. (h) Vicenza Vicenza 5,00
8 BRERA SEC S.R.L. (h) Conegliano Conegliano 5,00
9 CAMFIN S.P.A. (j) Milano Milano 6,85 10,70
10 CASSA DI RISPARMIO DI FERMO S.P.A. Fermo Fermo 33,33
11 CLARA SEC. S.R.L. (h) Conegliano Conegliano 5,00
12 CLARIS FINANCE 2005 S.R.L. (h) (k) Roma Roma 5,00 100,00
13 COMPAGNIA AEREA ITALIANA S.P.A. Roma Fiumicino 27,49
14 EQUITER S.P.A. Torino Torino 32,88
15 EUROMILANO S.P.A. Milano Milano 43,43
16 EUSEBI HOLDINGS B.V. Amsterdam Amsterdam 47,00
17 EXPERIENTIA GLOBAL S.A. Losanna Basilea 20,00
18 FI.NAV. COMPARTO A - CREDITI Roma Roma 43,50
19 FOCUS INVESTMENTS S.P.A. Milano Milano 8,33 25,00
20 FONDO DI RIGENERAZIONE URBANA SICILIA S.R.L. (l) Palermo Torino 100,00
21 FONDO PER LA RICERCA E L'INNOVAZIONE S.R.L. RIF (l) Torino Torino 100,00
22 FONDO SARDEGNA ENERGIA S.R.L. (l) Cagliari Cagliari 100,00
23 FOODQUOTE S.R.L. Foggia Foggia 34,04
24 GIADA SEC. S.R.L. (h) Conegliano Conegliano 5,00
25 INDACO VENTURE PARTNERS SGR S.P.A. Milano Milano 24,50
26 INTRUM ITALY S.P.A. Milano Milano 49,00
27 ISM INVESTIMENTI S.P.A. Mantova Mantova 27,36
28 MARKETWALL S.R.L. Milano Milano 33,00
29 NETWORK IMPRESA S.P.A. IN CONCORDATO PREVENTIVO Limena Limena 28,95
30 OVAL MONEY LTD Londra Londra 24,73
31 PIETRA S.R.L. Milano Milano 22,22
32 RAINBOW Verona Verona 43,20
33 RCN FINANZIARIA S.P.A. Mantova Mantova 23,96
34 RSCT FUND - COMPARTO CREDITI Milano Milano 71,97
35 SICILY INVESTMENTS S.A.R.L. Lussemburgo Lussemburgo 25,20
36 TRINACRIA CAPITAL S.A.R.L. Lussemburgo Lussemburgo 25,20
37 CONSORZIO BANCARIO SIR S.P.A. - IN LIQUIDAZIONE Roma Roma 38,49
38 EUROPROGETTI & FINANZA S.R.L. - IN LIQUIDAZIONE Roma Roma 15,97
39 INIZIATIVE IMMOBILIARI INDUSTRIALI S.P.A. - IN LIQUIDAZIONE Arqua' Polesine Arquà Polesine 20,00
40 LEONARDO TECHNOLOGY S.R.L. - IN LIQUIDAZIONE Milano Milano 26,60
41 SVILUPPO INDUSTRIALE S.P.A. - IN LIQUIDAZIONE Pistoia Pistoia 28,27

(a) Ove differente dalla quota di partecipazione %, viene indicata l'effettiva disponibilità dei voti nell'assemblea ordinaria, distinguendo, ove applicabile, tra diritti di voto effettivi e potenziali.

(b) Si segnala la presenza di un impegno di legge nei confronti degli azionisti di minoranza per l'acquisto del residuo 0,7% del capitale sociale.

(c) In caso di messa in liquidazione della partecipazione, il socio di minoranza ha la facoltà di vendere, ed Intesa Sanpaolo dovrà acquistare, l'intera partecipazione di minoranza.

(d) Società inclusa tra le partecipazioni rilevanti in quanto, complessivamente, il Gruppo detiene una quota di controllo oppure ricorrono gli altri presupposti previsti dall'IFRS 10.

(e) La controllata Private Equity International S.A. ha emesso in data 23/12/2016 una nuova categoria di azioni di classe C, pari al 5,6% del capitale della società. Tali azioni non dispongono di diritti di voto in assemblea e il loro rendimento è correlato ai risultati economici di determinati investimenti in portafoglio alla medesima Private Equity International S.A.

(f) Società non soggetta ad attività di direzione e coordinamento ai sensi dell'art. 2497 e segg. C.C.

(g) La percentuale è calcolata senza tener conto delle azioni proprie detenute da UBI Banca che saranno annullate al momento dell'incorporazione della società nella Capogruppo Intesa Sanpaolo.

(h) Si tratta di veicoli utilizzati per operazioni di cartolarizzazione nell'ambito del Gruppo.

(i) In qualsiasi momento ricompreso tra la data di sottoscrizione del Secondo Aumento di Capitale (24/11/2020) e la scadenza del 42° mese da tale data, Intesa Sanpaolo ha il diritto di incrementare, in una o più tranches, la propria partecipazione al capitale sociale della società ottenendo una partecipazione complessiva massima del 51%. Non ricorrono, al momento, i presupposti ai sensi dell'IFRS 10 per la classificazione dell'interessenza tra le Imprese Controllate.

(j) Il differente valore tra la quota effettiva e il numero di voti in assemblea è legata alla presenza di varie categorie di azioni (A e B). Solo le azioni di cat. A (detenute anche da Intesa Sanpaolo) attribuiscono diritto di voto in assemblea.

(k) Intesa Sanpaolo ha il diritto ad acquistare il 95% del capitale entro 6 mesi dall'estinzione della cartolarizzazione. Non ricorrono, al momento, i presupposti ai sensi dell'IFRS 10 per la classificazione dell'interessenza tra le Imprese Controllate.

(l) Fondi Jessica: gli effetti economici delle operazioni di investimento in equity e di finanziamento sottostanti l'attività del fondo ricadono integralmente sulla BEI.

L'illustrazione dei criteri e dei metodi di determinazione dell'area di consolidamento e delle motivazioni per cui una partecipata è sottoposta a controllo congiunto o influenza notevole, è contenuta nella Parte A – Politiche contabili, alla quale si fa rinvio.

Il fair value al 31.12.2020 della sola partecipazione quotata Risanamento S.p.A, è pari a 47 milioni.

7.2 Partecipazioni significative: valore di bilancio, fair value e dividendi percepiti

Per l'informativa relativa al presente paragrafo, non richiesta dalle istruzioni della Banca d'Italia in materia di bilanci, si rimanda al contenuto dell'analoga sezione della Nota Integrativa Consolidata.

7.3 Partecipazioni significative: informazioni contabili

Per l'informativa relativa al presente paragrafo non richiesta dalle istruzioni della Banca d'Italia in materia di bilanci, si rimanda al contenuto dell'analoga sezione della Nota Integrativa Consolidata.

7.4 Partecipazioni non significative: informazioni contabili

Per l'informativa relativa al presente paragrafo, non richiesta dalle istruzioni della Banca d'Italia in materia di bilanci, si rimanda al contenuto dell'analoga sezione della Nota Integrativa Consolidata.

7.5 Partecipazioni: variazioni annue

(milioni di euro)
31.12.2020 31.12.2019
A. Esistenze iniziali 24.411 26.258
B. Aumenti 5.171 3.953
B.1 acquisti 4.648 953
di cui operazioni di aggregazione aziendale 80 344
B.2 riprese di valore - 18
B.3 rivalutazioni - -
B.4 altre variazioni 523 2.982
C. Diminuzioni -4.914 -5.800
C.1 vendite -4.642 -5.715
di cui operazioni di aggregazione aziendale -4.337 -5.714
C.2 rettifiche di valore -232 -79
C.3 svalutazioni - -
C.4 altre variazioni -40 -6
D. Rimanenze finali 24.668 24.411
E. Rivalutazioni totali - 251
F. Rettifiche totali -7.815 -8.091

La sottovoce B.1 "Acquisti" attiene principalmente alle seguenti operazioni:

  • acquisizione della partecipazione totalitaria di Unione di Banche Italiane S.p.A. tramite Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (OPAS) promossa dalla Banca, per complessivi 4.143 milioni tenuto conto anche dei relativi oneri accessori. Il costo di acquisizione è pari alla somma del fair value delle azioni emesse dalla Banca nell'ambito dell'aumento di capitale al servizio dell'OPS – pari al prezzo di riferimento del titolo Intesa Sanpaolo S.p.A. del 4 agosto 2020, ultimo prezzo disponibile prima dell'efficacia dell'OPAS – e del corrispettivo in denaro offerto agli azionisti di UBI, per un totale pari 4.143 milioni comprensivo degli oneri accessori sostenuti per l'acquisizione della partecipazione;
  • acquisizione di una quota di partecipazione nel Fondo RSCT Comparto Crediti per 259 milioni, perfezionatasi mediante il conferimento di taluni asset (crediti e titoli) a valere su esposizioni non performing, in cambio di quote del Fondo stesso;
  • acquisizione di una quota di partecipazione nel fondo mobiliare di tipo chiuso Back2Bonis per 71 milioni, perfezionatasi mediante il conferimento di un portafoglio di crediti non performing, in cambio di quote del Fondo stesso;
  • incremento della quota di partecipazione detenuta nel fondo FI.NAV Comparto A Crediti per 69 milioni, a seguito conferimento di un ulteriore ammontare di crediti non performing in cambio di quote del fondo stesso;
  • sottoscrizione di un aumento di capitale sociale di Intesa Sanpaolo Provis S.p.A. per 40 milioni;
  • acquisizione, nell'ambito dell'incorporazione di Banca IMI S.p.A., del 100% di IMI Investments S.A. per 23 milioni;
  • costituzione di Intesa Sanpaolo (Qingdao) Service Company Limited per 7 milioni, detenuta al 100% dalla Banca.

La sottovoce B.4 "Altre variazioni" è riconducibile principalmente:

– alla conversione delle azioni privilegiate redimibili in azioni ordinarie di categoria B di Intesa Sanpaolo Private Equity International S.A. per 290 milioni. Le predette azioni privilegiate, infatti, si qualificavano come un finanziamento subordinato classificato tra le "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico";

  • all'intervento di patrimonializzazione per 115 milioni a favore di Intesa Sanpaolo Provis S.p.A.;
  • all'utile da cessione per 72 milioni di Autostrade Lombarde.

La sottovoce C.1 "Vendite" comprende essenzialmente:

  • l'incorporazione di Banca IMI S.p.A. per 4.337 milioni; tale valore include gli Strumenti di Capitale Additional Tier 1 che erano stati emessi da Banca IMI S.p.A. per 1.600 milioni e sottoscritti integralmente dalla Capogruppo, classificati nell'ambito delle "Partecipazioni" e che in sede di fusione sono stati oggetto di elisione;
  • la cessione di Autostrade Lombarde S.p.A. per 236 milioni;
  • la cessione di AM Investco Italy S.p.A. per 59 milioni, a seguito dell'esercizio dell'opzione put detenuta dalla Banca.

La sottovoce C.2. "Rettifiche di valore" riguarda la svalutazione delle interessenze detenute in Intesa Sanpaolo Provis S.p.A. per 149 milioni, Pravex Bank Joint Stock Company per 13 milioni, Risanamento S.p.A. per 10 milioni, FI.NAV Comparto A Crediti per 3 milioni, Rainbow per 3 milioni, Intesa Sanpaolo RE.O.CO. S.p.A. per 3 milioni ed altre minori per 6 milioni. La sottovoce include, altresì, l'impairment di 45 milioni relativo ad AM Investco Italy S.p.A., ceduta nell'ultimo trimestre dell'anno, rettifica che ha trovato compensazione nel fair value positivo dell'opzione put detenuta dalla Banca tramite il cui esercizio si è perfezionata la cessione integrale dell'interessenza.

7.6 Impegni riferiti a partecipazioni in società controllate in modo congiunto

Per l'informativa relativa al presente paragrafo si rimanda al contenuto dell'analoga sezione della Nota Integrativa Consolidata.

7.7 Impegni riferiti a partecipazioni in società sottoposte ad influenza notevole

Per l'informativa relativa al presente paragrafo si rimanda al contenuto dell'analoga sezione della Nota Integrativa Consolidata.

7.8 Restrizioni significative

Per l'informativa relativa al presente paragrafo si rimanda al contenuto dell'analoga sezione della Nota Integrativa Consolidata.

7.9 Altre informazioni

Per l'informativa relativa al presente paragrafo si rimanda al contenuto dell'analoga sezione della Nota Integrativa Consolidata.

I test di impairment sulle partecipazioni

Come richiesto dai principi IAS/IFRS le partecipazioni sono state sottoposte al test di impairment al fine di verificare se esistono obiettive evidenze che possano far ritenere non interamente recuperabile il valore di iscrizione delle attività stesse. Per le partecipazioni di collegamento e controllo congiunto, il processo di rilevazione di eventuali impairment prevede la verifica della presenza di indicatori di impairment e la determinazione dell'eventuale svalutazione. Gli indicatori di impairment sono sostanzialmente suddivisibili in due categorie: indicatori qualitativi, quali il conseguimento di risultati economici negativi o comunque un significativo scostamento rispetto ad obiettivi di budget o previsti da piani pluriennali comunicati al mercato, l'annuncio/avvio di procedure concorsuali o di piani di ristrutturazione, la revisione al ribasso del "rating" di oltre due classi; indicatori quantitativi rappresentati da una riduzione del fair value al di sotto del valore di bilancio di oltre il 30% ovvero per un periodo superiore a 24 mesi, da una capitalizzazione di borsa inferiore al patrimonio netto contabile della società, nel caso di titoli quotati su mercati attivi, ovvero da un valore contabile della partecipazione nel bilancio separato superiore al valore contabile nel bilancio consolidato dell'attivo netto e dell'avviamento della partecipata o dalla distribuzione da parte di quest'ultima di un dividendo superiore al proprio reddito complessivo. In presenza di indicatori di impairment viene determinato il valore recuperabile, rappresentato dal maggiore tra il fair value al netto dei costi di vendita ed il Valore d'uso, e se quest'ultimo risulta inferiore al valore di iscrizione si procede alla rilevazione dell'impairment.

Con riferimento alle partecipazioni di collegamento o sottoposte a controllo congiunto, laddove siano stati rilevati indicatori di impairment, sono state effettuate valutazioni basate su metodologie di mercato (transazioni dirette o comparabili e multipli di mercato) o in alternativa valutazioni "fondamentali", basate sulla stima dei flussi di cassa attesi attualizzati attraverso il metodo "discounted cash flow" o, infine, su metodi alternativi. I risultati di tali valutazioni hanno comportato la necessità di operare rettifiche di valore principalmente riferite alle partecipazioni nel Fondo Rainbow (3 milioni) e nel Fondo FI.NAV (per 3 milioni).

Per quanto riguarda le partecipazioni di controllo, le singole interessenze, benché rilevanti in qualità di singoli asset dal punto di vista contabile, non presentano capacità autonome di generazione e governo dei flussi di cassa, in considerazione del modello organizzativo che prevede CGU di maggiori dimensioni delle singole entità giuridiche. Pertanto le partecipazioni di controllo non assumono rilevanza individualmente ai fini dell'effettuazione dell'impairment test nel bilancio separato ma sono aggregate (assieme alle attività operative svolte direttamente dalla Capogruppo) in CGU coerenti con quelle identificate a livello di bilancio consolidato; tale approccio è legato al modello organizzativo utilizzato dal Gruppo, per cui data l'incapacità delle singole partecipazioni appartenenti ad una data CGU di generare flussi indipendenti rispetto alle altre partecipazioni, risulterebbe impossibile calcolarne il valore recuperabile individuale, secondo le disposizioni dello IAS 36.

In considerazione della coerenza che deve essere preservata tra l'impairment test condotto nel bilancio consolidato e quello nel bilancio separato, oltre all'omogeneità nella composizione delle CGU, occorre considerare attentamente la correlazione tra gli elementi oggetto di verifica nei due bilanci: gli avviamenti attribuiti alle differenti CGU sia nel bilancio consolidato che nel bilancio separato si riflettono in parte nell'avviamento riferito alla sola Capogruppo e in parte nei valori contabili delle

partecipazioni di controllo. Gli avviamenti relativi a queste ultime sono infatti impliciti nei valori di carico delle partecipazioni nel bilancio separato ed emergono nel bilancio consolidato a seguito del processo di consolidamento secondo i valori determinati in sede di acquisizione secondo l'IFRS 3.

Qualora a livello di bilancio consolidato emerga la necessità di svalutare l'avviamento riferito ad una determinata CGU, tale svalutazione deve essere attribuita nel bilancio separato alle attività, riferite alla medesima CGU, non già testate individualmente, ovvero l'avviamento, il brand name e le partecipazioni di controllo. Come descritto nella Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale – Attivo del Bilancio consolidato, i test di impairment svolti con riferimento alle CGU nel Bilancio Consolidato hanno determinato la necessità di svalutare l'avviamento allocato alla CGU Banca dei Territori. A livello di bilancio separato di Intesa Sanpaolo tale avviamento non risultava attribuito a nessuna partecipazione di controllo, ma allocato direttamente sulla Capogruppo; conseguentemente si è proceduto a svalutare l'analogo avviamento presente a livello di bilancio separato di Intesa Sanpaolo e allocato alla CGU Banca dei Territori senza riflessi sul valore di bilancio delle partecipazioni di controllo.

Un trattamento differenziato è stato riservato alle società che non presentano avviamenti nel bilancio consolidato ma che hanno chiuso l'esercizio 2020 in perdita, per le quali si è prudenzialmente verificato che quest'ultimo risultato fosse dovuto a situazioni contingenti o strutturali; da tale analisi è emersa la necessità di effettuare alcune rettifiche di valore, allineando il valore di bilancio degli investimenti al patrimonio netto pro-quota delle partecipate. Le svalutazioni sono riferite alle interessenze detenute in Intesa Sanpaolo Provis S.p.A. per 149 milioni, in Pravex Bank Joint Stock Company per 13 milioni, in Risanamento S.p.A. per 10 milioni e Intesa Sanpaolo Re.O.Co. S.p.A. per 3 milioni.

SEZIONE 8 - ATTIVITÀ MATERIALI – VOCE 80

(milioni di euro)
Attività/Valori 31.12.2020 31.12.2019
1. Attività materiali ad uso funzionale, valutate al costo 1.610 1.646
Di cui – Attività materiali ad uso funzionale – Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.023 1.058
2. Attività materiali detenute a scopo investimento, valutate al costo - -
3. Attività materiali ad uso funzionale, rivalutate 4.652 4.753
Di cui – Attività materiali ad uso funzionale, rivalutate – Diritti d'uso acquisiti con il leasing - -
4. Attività materiali detenute a scopo investimento, valutate al fair value 210
Di cui – Attività materiali a scopo di investimento – Diritti d'uso acquisiti con il leasing 2 -
5. Rimanenze di attività materiali disciplinate dallo IAS 2 73 79
Totale Attività materiali voce 80 6.558 6.688

8.1 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo

(milioni di euro)
Attività/Valori 31.12.2020 31.12.2019
1. Attività di proprietà 587 588
a) terreni - -
b) fabbricati - -
c) mobili 122 144
d) impianti elettronici 461 439
e) altre 4 5
2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.023 1.058
a) terreni 1 -
b) fabbricati 1.008 1.043
c) mobili - -
d) impianti elettronici 1 2
e) altre 13 13
Totale 1.610 1.646
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute - -

Nella sottovoce 2. figurano i diritti d'uso acquisiti con il leasing a seguito dell'entrata in vigore, a far data dall'1.1.2019, del principio contabile IFRS 16.

8.2 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al costo

Non sono presenti attività materiali detenute a scopo di investimento valutate al costo.

(milioni di euro)
Attività/Valori 31.12.2020 31.12.2019
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività di proprietà - - 4.652 - - 4.753
a) terreni - - 1.947 - - 2.033
b) fabbricati - - 2.411 - - 2.433
c) patrimonio artistico di pregio - - 294 - - 287
d) impianti elettronici - - - - - -
e) altre - - - - - -
2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - - - -
a) terreni - - - - - -
b) fabbricati - - - - - -
c) mobili - - - - - -
d) impianti elettronici - - - - - -
e) altre - - - - - -
Totale - - 4.652 - - 4.753
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie
ricevute
- - - - - -

8.3 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività rivalutate

8.4 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al fair value

(milioni di euro)
Attività/Valori 31.12.2020 31.12.2019
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività di proprietà - - 221 - - 210
a) terreni - - 71 - - 70
b) fabbricati - - 150 - - 140
2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - 2 - - -
a) terreni - - - - - -
b) fabbricati - - 2 - - -
Totale - - 223 - - 210
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie
ricevute
- - 6 - - 6

Come illustrato nella Parte A – FAIR VALUE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE E DEL PATRIMONIO ARTISTICO DI PREGIO, si segnala che:

  • sulla base delle regole di periodicità di valutazione, a fine 2020 si è proceduto all'aggiornamento delle perizie dell'intero patrimonio degli immobili ad uso investimento e di quelli ad uso funzionale diversi dai Trophy Assets.
  • L'attività di valutazione è stata affidata a Società esterne con struttura internazionale, professionalmente qualificate e in grado di fornire valutazioni immobiliari sulla base degli standard RICS Valuation, che garantiscono una determinazione del valore coerente con la configurazione di fair value indicata nei principi contabili internazionali, nonché il rispetto dei requisiti professionali, etici e di indipendenza dei periti, allineati alle previsioni degli standard internazionali ed europei. Gli immobili classificati come "trophy asset" presenti nel patrimonio immobiliare sono stati oggetto di integrale valutazione a fine 2019 e, pertanto, sono stati oggetto di analisi di scenario per l'esercizio 2020;
  • a fine 2020, a conclusione del primo ciclo triennale di valutazione al fair value, si è proceduto all'aggiornamento delle valutazioni dell'intero patrimonio artistico di pregio di Intesa Sanpaolo, tramite il ricorso a perizie esterne, affidate ad esperti qualificati e indipendenti.

Relativamente alle previsioni di cui allo IAS 40 paragrafo 75, lettera c), g), h) non si segnalano informazioni degne di nota.

8.5 Rimanenze di attività materiali disciplinate dallo IAS 2: composizione

Voci 31.12.2020 (milioni di euro)
31.12.2019
1. Rimanenze di attività materiali ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute 65 67
a) terreni - -
b) fabbricati 65 67
c) mobili - -
d) impianti elettronici - -
e) altri - -
2. Altre rimanenze di attività materiali 8 12
Totale 73 79
di cui: valutate al fair value al netto dei costi di vendita - -

8.6 Attività materiali ad uso funzionale: variazioni annue

(milioni di euro)
Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Patrimonio
artistico di
pregio
Altre Totale
A. Esistenze iniziali lorde 2.033 3.760 1.429 5.210 287 82 12.801
A.1 Riduzioni di valore totali nette - -284 -1.285 -4.769 - -64 -6.402
A. Esistenze nette 2.033 3.476 144 441 287 18 6.399
B. Aumenti: 19 490 12 184 21 9 735
B.1 Acquisti - 50 2 129 - 7 188
di cui: operazioni di aggregazione aziendale - 1 - - - - 1
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - 23 10 54 - - 87
B.3 Riprese di valore - - - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value imputate a 18 93 - - 11 - 122
a) patrimonio netto 18 89 - - 11 - 118
b) conto economico - 4 - - - - 4
B.5 Differenze positive di cambio - - - - - - -
B.6 Trasferimenti da immobili detenuti a scopo di investimento - - X X X X -
B.7 Altre variazioni 1 324 - 1 10 2 338
C. Diminuzioni: -104 -547 -34 -163 -14 -10 -872
C.1 Vendite - -27 - - - - -27
di cui: operazioni di aggregazione aziendale - - - - - - -
C.2 Ammortamenti - -215 -21 -134 - -8 -378
C.3 Rettifiche di valore da deterioramento imputate a - - - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - - -
b) conto economico - - - - - - -
C.4 Variazioni negative di fair value imputate a -80 -37 - - -14 - -131
a) patrimonio netto -61 -37 - - -9 - -107
b) conto economico -19 - - - -5 - -24
C.5 Differenze negative di cambio - -2 - - - - -2
C.6 Trasferimenti a: -19 -37 - -1 - - -57
a) attività materiali detenute a scopo di investimento -10 -18 X X X X -28
b) attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione -9 -19 - -1 - - -29
C.7 Altre variazioni -5 -229 -13 -28 - -2 -277
D. Rimanenze finali nette 1.948 3.419 122 462 294 17 6.262
D.1 Riduzioni di valore totali nette - -311 -1.306 -4.877 - -71 -6.565
D.2 Rimanenze finali lorde 1.948 3.730 1.428 5.339 294 88 12.827
E. Valutazione al costo 1.226 1.563 - - 89 - 2.878

Nelle sottovoci B.4 e C.4 sono riportate le variazioni, rispettivamente, positive e negative di fair value relative agli immobili (terreni e fabbricati) ad uso funzionale e ai beni artistici di pregio, per i quali la Banca applica il criterio della rideterminazione del valore.

Le "Altre variazioni" in aumento e in diminuzione si riferiscono principalmente a rinegoziazioni avvenute nel corso dell'anno sui contratti di locazione (IFRS 16) e, per la sola parte di variazioni in diminuzione, agli ammortamenti contabilizzati nell'esercizio su cespiti rivenienti dall'acquisizione dei rami d'azienda delle ex-Banche Venete, fronteggiati dal fondo per rischi ed oneri a suo tempo appositamente costituito.

La sottovoce "E - Valutazione al costo" è valorizzata per le sole attività materiali valutate secondo il criterio della rideterminazione del valore, in conformità con le istruzioni contenute nella Circolare n° 262 di Banca d'Italia.

8.6 bis Di cui - Attività materiali ad uso funzionale - Diritti d'uso acquisiti con il leasing: variazioni annue

(milioni di euro)
Voci Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Patrimonio
artistico di
pregio
Altre Totale
A. Esistenze iniziali lorde - 1.178 - 3 - 19 1.200
A.1 Riduzioni di valore totali nette - -135 - -1 - -6 -142
A. Esistenze nette - 1.043 - 2 - 13 1.058
B. Aumenti: 1 360 - - - 9 370
B.1 Acquisti - 41 - - - 7 48
di cui: operazioni di aggregazione aziendale - 1 - - - - 1
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - - - - - - -
B.3 Riprese di valore - - - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value imputate a - 1 - - - - 1
a) patrimonio netto - 1 - - - - 1
b) conto economico - - - - - - -
B.5 Differenze positive di cambio - - - - - - -
B.6 Trasferimenti da immobili detenuti a scopo di investimento - - X X X X -
B.7 Altre variazioni 1 318 - - - 2 321
C. Diminuzioni: - -395 - -1 - -9 -405
C.1 Vendite - -26 - - - - -26
di cui: operazioni di aggregazione aziendale - - - - - - -
C.2 Ammortamenti - -136 - -1 - -7 -144
C.3 Rettifiche di valore da deterioramento imputate a - - - - - - -
) patrimonio netto - - - - - - -
b) conto economico - - - - - - -
C.4 Variazioni negative di fair value imputate a - - - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - - -
b) conto economico - - - - - - -
C.5 Differenze negative di cambio - -2 - - - - -2
C.6 Trasferimenti a: - -2 - - - - -2
a) attività materiali detenute a scopo di investimento - - X X X X -
b) attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -2 - - - - -2
C.7 Altre variazioni - -229 - - - -2 -231
D. Rimanenze finali nette 1 1.008 - 1 - 13 1.023
D.1 Riduzioni di valore totali nette - -253 - -2 - -13 -268
D.2 Rimanenze finali lorde 1 1.261 - 3 - 26 1.291
E. Valutazione al costo - - - - - - -

8.7 Attività materiali detenute a scopo di investimento: variazioni annue

(milioni di euro)
Voci Terreni Fabbricati
A. Esistenze iniziali 70 140
B. Aumenti 10 23
B.1 Acquisti - 1
di cui: operazioni di aggregazione aziendale - -
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - -
B.3 Variazioni positive di fair value - 1
B.4 Riprese di valore - -
B.5 Differenze di cambio positive - -
B.6 Trasferimenti da immobili ad uso funzionale 10 18
B.7 Altre variazioni - 3
C. Diminuzioni -9 -11
C.1 Vendite -1 -4
di cui: operazioni di aggregazione aziendale - -
C.2 Ammortamenti - -
C.3 Variazioni negative di fair value -7 -7
C.4 Rettifiche di valore da deterioramento - -
C.5 Differenze di cambio negative - -
C.6 Trasferimenti a: - -
a) immobili ad uso funzionale - -
b) attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
C.7 Altre variazioni -1 -
D. Rimanenze finali 71 152
E. Valutazione al fair value - -

Le attività materiali detenute a scopo di investimento, costituite da terreni e fabbricati, sono valutate al fair value, in conformità allo IAS 40.

Al riguardo si evidenzia che nell'esercizio si è proceduto all'aggiornamento del relativo fair value, i cui effetti sono rilevabili nelle sottovoci B.3 "Variazioni positive di fair value" e C.3 "Variazioni negative di fair value".

8.7 bis Di cui - Attività materiali detenute a scopo di investimento - Diritti d'uso acquisiti con il leasing: variazioni
annue
(milioni di euro)
Voci Terreni Fabbricati
A. Esistenze iniziali - -
B. Aumenti - 2
B.1 Acquisti - -
di cui: operazioni di aggregazione aziendale - -
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - -
B.3 Variazioni positive di fair value - -
B.4 Riprese di valore - -
B.5 Differenze di cambio positive - -
B.6 Trasferimenti da immobili ad uso funzionale - -
B.7 Altre variazioni - 2
C. Diminuzioni - -
C.1 Vendite - -
di cui: operazioni di aggregazione aziendale - -
C.2 Ammortamenti - -
C.3 Variazioni negative di fair value - -
C.4 Rettifiche di valore da deterioramento - -
C.5 Differenze di cambio negative - -
C.6 Trasferimenti a: - -
a) immobili ad uso funzionale - -
b) attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
C.7 Altre variazioni - -
D. Rimanenze finali - 2
E. Valutazione al fair value - -

8.8 Rimanenze di attività materiali disciplinate dallo IAS 2: variazioni annue

(milioni di euro)
Voci Terreni Fabbricati Rimanenze di attività materiali ottenute tramite l'escussione delle
garanzie ricevute
Mobili
Impianti
elettronici
Altre Altre
rimanenze
di attività
materiali
Totale
A. Esistenze iniziali - 67 - - - 12 79
B. Aumenti - 1 - - - - 1
B.1 Acquisti - - - - - - -
- di cui: operazioni di aggregazione aziendale - - - - - - -
B.2 Riprese di valore - - - - - - -
B.3 Differenze di cambio positive - - - - - - -
B.4 Altre variazioni - 1 - - - - 1
C. Diminuzioni - -3 - - - -4 -7
C.1 Vendite - - - - - -2 -2
C.2 Rettifiche di valore da deterioramento - -3 - - - - -3
C.3 Differenze di cambio negative - - - - - - -
C.4 Altre variazioni - - - - - -2 -2
D. Rimanenze finali - 65 - - - 8 73

8.9 Impegni per acquisto di attività materiali

Gli impegni per acquisto di attività materiali in essere al 31 dicembre 2020 ammontano a circa 27 milioni.

SEZIONE 9 - ATTIVITÀ IMMATERIALI - VOCE 90

9.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di attività

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
A.1 Avviamento X 67 X 1.242
A.2 Altre attività immateriali 1.999 1.507 1.803 1.507
A.2.1 Attività valutate al costo 1.999 1.507 1.803 1.507
a) attività immateriali generate internamente 1.792 - 1.603 -
b) altre attività 207 1.507 200 1.507
A.2.2 Attività valutate al fair value - - - -
a) attività immateriali generate internamente - - - -
b) altre attività - - - -
Totale 1.999 1.574 1.803 2.749

Le altre attività immateriali a durata indefinita e l'avviamento derivano essenzialmente da componenti rivenienti dal processo di allocazione dei costi di acquisizione ai sensi dell'IFRS 3, nell'ambito dell'incorporazione di Sanpaolo IMI in Banca Intesa, perfezionatasi in data 1° gennaio 2007 e alle successive operazioni di aggregazione aziendale "under common control". L'impairment test effettuato a fine esercizio sugli avviamenti iscritti in bilancio, a causa degli effetti negativi sui flussi attesi nel breve-medio periodo derivanti dall'attuale contesto economico soprattutto dalla dinamica attesa dei tassi di interesse, a cui si è contrapposto anche l'aumento del valore contabile della CGU "Banca dei Territori" conseguente all'integrazione di UBI Banca, ha evidenziato la necessità di svalutare integralmente l'avviamento della Divisione "Banca dei Territori" per l'importo di 1.155 milioni.

La sottovoce delle "altre attività Immateriali generate internamente" a durata definita si riferisce a licenze software sviluppate internamente e alla formazione digitale. La sottovoce "altre attività" ricomprende invece le licenze software acquistate da fornitori esterni, oltre agli "intangibili" identificati nell'ambito del processo di Purchase Price Allocation del prezzo pagato a fronte di operazioni di "Business Combination". L'IFRS 3 prevede infatti che l'acquisizione di una Business Combination debba essere contabilizzata usando il purchase method e che il prezzo pagato sia allocato alle attività acquisite e alle passività assunte misurate ai loro rispettivi fair value. Gli "intangibili" identificati, che esprimono il valore delle relazioni acquisite, sono ammortizzati lungo la durata stimata del loro beneficio.

L'ammontare al 31 dicembre 2020 del software, sia prodotto internamente sia acquistato all'esterno, è pari a 1.769 milioni, cui si aggiungono 147 milioni di nuovi investimenti in software non ancora entrati in produzione.

9.2 Attività immateriali: variazioni annue

Voci Avviamento Altre attività
immateriali:
generate
internamente
Altre attività
immateriali: altre
(milioni di euro)
Totale
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
A. Esistenze iniziali 7.626 6.257 - 2.655 2.009 18.547
A.1 Riduzioni di valore totali nette -6.384 -4.654 - -2.455 -502 -13.995
A.2 Esistenze iniziali nette 1.242 1.603 - 200 1.507 4.552
B. Aumenti - 782 - 59 - 841
B.1 Acquisti - - - 59 - 59
- di cui: operazioni di aggregazione aziendale - - - - - -
B.2 Incrementi di attività immateriali interne X 781 - - - 781
B.3 Riprese di valore X - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
B.5 Differenze di cambio positive - - - - - -
B.6 Altre variazioni - 1 - - - 1
C. Diminuzioni -1.175 -593 - -52 - -1.820
C.1 Vendite - -5 - - - -5
- di cui: operazioni di aggregazione aziendale - - - - - -
C.2 Rettifiche di valore -1.155 -547 - -48 - -1.750
- Ammortamenti X -546 - -48 - -594
- Svalutazioni -1.155 -1 - - - -1.156
+ patrimonio netto X - - - - -
+ conto economico -1.155 -1 - - - -1.156
C.3 Variazioni negative di fair value: - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
C.4 Trasferimenti alle attività non correnti in via di
dismissione
-20 -1 - - - -21
C.5 Differenze di cambio negative - - - - - -
C.6 Altre variazioni - -40 - -4 - -44
D. Rimanenze finali nette 67 1.792 - 207 1.507 3.573
D.1 Rettifiche di valori totali nette 7.153 5.204 - 2.507 502 15.366
E. Rimanenze finali lorde 7.220 6.996 - 2.714 2.009 18.939
F. Valutazione al costo - - - - - -

9.3 Attività immateriali: altre informazioni

Al 31 dicembre 2020 gli impegni riferibili ad investimenti in attività immateriali, essenzialmente software, sono pari a circa 18 milioni.

Informazioni sulle attività intangibili e sull'avviamento

Le attività intangibili e l'avviamento iscritto nel Bilancio di Intesa Sanpaolo derivano prevalentemente dall'operazione di fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo IMI realizzata il 1° gennaio 2007 e dalle successive integrazioni delle banche reti.

Nel corso dell'esercizio 2020, come già specificato nella relazione consolidata, alla fine di giugno è stata perfezionata l'operazione di trasferimento a Nexi del ramo aziendale di Intesa Sanpaolo avente ad oggetto l'attività di acquiring, con conseguente eliminazione dell'avviamento e degli intangibili specifici riconducibili al ramo trasferito a Nexi, classificati tra le attività in via di dismissione nel Bilancio 2019. Si ricorda che l'accordo prevedeva il trasferimento a Nexi del ramo aziendale di Intesa Sanpaolo avente ad oggetto l'attività di acquiring e una partnership in cui Nexi è divenuta, nell'ambito dell'acquiring, il partner esclusivo di Intesa Sanpaolo che ha comunque mantenuto la relazione con la propria clientela tramite la distribuzione dei servizi di acquiring di Nexi.

Inoltre, nel corso 2020, è stato raggiunto un accordo tra il Gruppo Intesa Sanpaolo e BPER Banca per la cessione di un ramo d'azienda composto da un insieme di filiali e altri rapporti di Intesa Sanpaolo tra cui i rispettivi dipendenti e i rapporti con la clientela. Anche per il Bilancio separato di Intesa Sanpaolo, come specificato nella relazione consolidata, tale operazione non ha comportato modifiche nel valore complessivo degli intangibili rilevati nel Bilancio separato, ma ha comportato la rilevazione di un decremento del valore dell'avviamento della CGU Banca dei Territori, per circa 20 milioni, a fronte della riclassifica tra le attività in via di dismissione, ai sensi dell'IFRS 5.

Si rinvia alla Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale – Attivo del Bilancio consolidato per maggiori illustrazioni delle diverse componenti e dei criteri di valorizzazione.

Nel prospetto che segue sono sintetizzati i diversi valori iscritti con la movimentazione degli stessi avvenuta nel corso dell'esercizio 2020.

(milioni di euro)
Bilancio
2019
Ammort. Cessione
Ramo
Acquiring
Riclassifica
31 sportelli
ISP oggetto
di cessione
a BPER
Rettifiche
di valore
Bilancio
2020
DIVISIONE BANCA DEI TERRITORI 2.758 -9 - -20 -1.155 1.574
- Intangibile asset management - distribuzione 65 -6 - - - 59
- Intangibile assicurativo - distribuzione 11 -3 - - - 8
- Intangibile brand name 1.507 - - - - 1.507
- Avviamento 1.175 - - -20 -1.155 -
DIVISIONE IMI CORPORATE & INVESTMENT
BANKING
67 - - - - 67
- Intangibile brand name - - - - - -
- Avviamento 67 - - - - 67
TOTALE CGU 2.825 -9 - -20 -1.155 1.641
- Intangibile asset management - distribuzione 65 -6 - - - 59
- Intangibile assicurativo - distribuzione 11 -3 - - - 8
- Intangibile brand name 1.507 - - - - 1.507
- Avviamento 1.242 - - -20 -1.155 67
ATTIVITA' IN VIA DI DISMISSIONE - RAMO
ACQUIRING
79 - -79 20 - 20
- Avviamento - Ramo Acquiring 59 - -59 - - -
- Intangibile relazioni con la clientela - Ramo Acquiring 20 - -20 - - -
- Avviamento - 31 sportelli ISP oggetto di cessione a
BPER
- - - 20 - 20

Le attività intangibili a vita definita rappresentate nel prospetto sopra illustrato fanno riferimento ad attività legate al rapporto con la clientela e sono rappresentate dal portafoglio assicurativo (per la componente di valore attribuibile all'attività distributiva) e dai rapporti di asset management (per la componente di valore attribuibile all'attività distributiva). Tali attività immateriali a vita utile definita sono originariamente valorizzate attraverso l'attualizzazione dei flussi rappresentativi dei margini reddituali lungo un periodo esprimente la durata residua, contrattuale e stimata, dei rapporti in essere alla data dell'operazione di aggregazione.

È inoltre valorizzato il c.d. "brand name", attività immateriale legata al marketing, rappresentata dalla valorizzazione del marchio. Tale attività è considerata a vita indefinita in quanto si ritiene che possa contribuire per un periodo indefinito alla formazione dei flussi reddituali.

A fronte delle attività immateriali a vita utile definita si è provveduto ad imputare a conto economico la quota di ammortamento di competenza dell'anno (incluso nella voce "190. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali") per un ammontare complessivo pari a 9 milioni.

In base al principio IAS 36, debbono essere sottoposte annualmente ad un impairment test per verificare la recuperabilità del valore sia le attività immateriali a vita utile indefinita sia l'avviamento. Per le attività immateriali a vita utile definita occorre determinare l'eventuale perdita di valore ogni volta che si sia rilevata la presenza di indicatori di perdita. Il valore recuperabile è rappresentato dal maggiore tra il Valore d'uso ed il fair value, al netto dei costi di vendita.

In linea con le indicazioni dell'ESMA, che considerano gli effetti conseguenti alla pandemia da COVID-19 come un indicatore di impairment, ai fini della Relazione semestrale al 30 giugno 2020 era già stato effettuato un impairment test sulla recuperabilità del valore degli avviamenti e del brand name dal quale erano emersi valori recuperabili delle diverse CGU superiori ai corrispondenti valori contabili e, pertanto, non erano state apportate rettifiche di valore alle attività intangibili; si ricorda, in ogni caso, come anche indicato nella Relazione semestrale al 30 giugno 2020, che le analisi di sensitivity condotte sui principali parametri rilevanti ai fini del valore recuperabile avevano fatto emergere marginali criticità con riferimento alla CGU Banca dei Territori.

In linea con le indicazioni dell'ESMA, anche ai fini del Bilancio 2020, nell'effettuare l'annuale valutazione circa la tenuta del valore degli avviamenti, gli effetti conseguenti alla pandemia da COVID-19 sono stati attentamente considerati.

Per quanto riguarda le altre attività intangibili a vita utile definita sono state svolte analisi specifiche sulla tenuta del valore recuperabile e non sono emersi fattori di criticità; peraltro va tenuto in considerazione il processo di ammortamento che ne ha ridotto i valori contabili rispetto a quelli originari di iscrizione e le indicazioni del principio che richiedono che il valore recuperabile venga determinato facendo riferimento alle masse di tutta la CGU alla data e non solo a quelle residue rispetto a cui era stato determinato il valore iniziale dell'attività intangibile. In proposito si segnala che lo IAS 36, ai fini della determinazione del Valore d'uso degli intangibili soggetti ad impairment test, dispone che si debba fare riferimento ai flussi di cassa relativi all'intangibile nelle sue condizioni correnti (alla data di impairment test), senza distinzione tra i flussi di cassa riferiti all'asset originariamente rilevato in sede di applicazione dell'IFRS 3 e quelli derivanti da successive modifiche, migliorie o sviluppi dello stesso intercorsi dalla data di acquisizione; questo in quanto risulterebbe difficile, specie in caso di operazioni straordinarie tra business o modifiche dell'asset a seguito di significativi turnover delle masse, dei clienti, dei contratti, ecc., distinguere i flussi riferiti all'asset originario dagli altri.

Tale concetto è replicabile anche per la determinazione, ai fini dell'impairment test degli avviamenti, del Valore d'uso delle CGU, i cui flussi di cassa devono essere considerati con riferimento a tutte le attività e passività comprese nella CGU e non solo per le attività e passività a fronte delle quali è stato rilevato un avviamento in sede di applicazione dell'IFRS 3.

Anche con riferimento agli impairment test per il Bilancio 2020, come già avvenuto per i precedenti bilanci e per la Relazione semestrale al 30 giugno 2020, in considerazione dell'instabilità dei mercati finanziari e dei valori da essi ritraibili, ancora generalmente depressi, ai fini della determinazione del valore recuperabile dell'avviamento si è fatto riferimento a valori d'uso che rappresenta il valore attuale dei flussi finanziari netti futuri ricavabili dall'attività (o business) oggetto di valutazione.

Si precisa, inoltre, che le metodologie e gli assunti della procedura di impairment test delle attività intangibili e dell'avviamento definiti dal management sono stati approvati dal Consiglio di Amministrazione preliminarmente all'approvazione del progetto di Bilancio 2020.

Gli esiti dell'impairment test al 31 dicembre 2020 hanno evidenziato la necessità di operare una rettifica di valore dell'intero avviamento allocato alla CGU Banca dei Territori.

L'impairment test dei valori intangibili

Il portafoglio assicurativo

Ai fini del Bilancio 2020 si è provveduto ad imputare a conto economico la quota di ammortamento dell'asset di competenza. L'ammortamento dell'esercizio, che per il portafoglio assicurativo è calcolato a quote variabili corrispondenti alla vita residua delle polizze, è stato pari a 3 milioni al lordo dell'effetto fiscale, pari a circa il 27% del valore dell'attività iscritto a fine 2019. Anche con riferimento a questa tipologia di intangibile sono state aggiornate e approfondite le analisi già compiute in corso d'anno sui principali indicatori di impairment senza tuttavia procedere ad un ricalcolo puntuale del valore dell'attività intangibile per l'andamento del business assicurativo che, nel corso del 2020, non ha evidenziato particolari criticità o indicatori di impairment desumibili dall'andamento delle diverse variabili oggetto di costante monitoraggio a cadenza periodica.

Il portafoglio di asset management

Nell'ambito dell'operazione di acquisizione di determinate attività e passività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca in LCA, nel corso del 2017, era stata valorizzata l'attività immateriale legata alla raccolta amministrata e gestita (Asset Under Management, AUM) riveniente dall'Insieme Aggregato acquisito, rappresentata dalla capacità dei rapporti esistenti alla data di acquisizione di generare flussi reddituali lungo la vita utile residua di tali rapporti. Tali attività intangibili sono state incrementate nel corso del 2019 a seguito dell'incorporazione di Banca Apulia.

Ai fini dell'impairment test al 31 dicembre 2020, non sono emerse particolari criticità in merito alla tenuta del valore iscritto, tenuto conto del fatto che, come anche specificato in precedenza, la valorizzazione ai fini dell'impairment test non dovrebbe limitarsi ai soli flussi di cassa rivenienti dalle masse acquisite ma dovrebbe tenere conto di tutti i flussi di cassa legati alle masse della CGU di riferimento, che risultano essere significativamente superiori rispetto alle nuove masse acquisite.

Per maggiori dettagli si rimanda alla Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale – Attivo del Bilancio consolidato.

Il "brand name" o (marchio)

Il "brand name" rientra tra le attività immateriali legate al marketing, identificate dall'IFRS 3, quale potenziale attività immateriale rilevabile in sede di allocazione dei costi di aggregazioni aziendali.

Al riguardo si rileva che il termine "brand" non è usato nei principi contabili in una accezione restrittiva come sinonimo di "logo" e "nome", ma piuttosto come termine generale di marketing che definisce quell'insieme di asset intangibili fra loro complementari (tra cui, oltre al nome e al logo, le competenze, la fiducia riposta dal consumatore, la qualità dei servizi, ecc.) che concorrono a definire il c.d. "brand equity".

Il valore iscritto nel Bilancio di Intesa Sanpaolo si riferisce al brand Sanpaolo IMI rilevato in sede di fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo IMI.

Ancorché si tratti di un attività immateriale che non presenta flussi reddituali autonomi, e quindi considerata nell'ambito delle attività volte a verificare la tenuta del valore degli avviamenti delle diverse CGU, ai fini del presente impairment test si è tenuto conto che la verifica della recuperabilità del valore dell'avviamento della CGU Banca dei Territori ha dato esito negativo, comportando la svalutazione integrale dell'avviamento allocato, ed è quindi stata effettuata anche una verifica autonoma di recuperabilità del valore del brand name a tale CGU allocato attraverso il ricorso ad un esperto indipendente, il Prof. Mauro Bini, Ordinario di Finanza aziendale dell'Università Bocconi che, con l'applicazione di diversi modelli di valorizzazione, ha attestato un fair value superiore al valore di iscrizione in bilancio.

Per maggiori dettagli si rimanda alla Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale – Attivo del Bilancio consolidato.

L'impairment test delle CGU e degli avviamenti

La stima del Valore d'uso, ai fini della verifica, ai sensi dello IAS 36, dell'eventuale impairment di attività immateriali a vita indefinita (inclusi gli avviamenti) che non generano flussi finanziari se non con il concorso di altre attività aziendali, richiede la preliminare attribuzione di tali attività immateriali ad unità organizzative relativamente autonome nel profilo gestionale, in grado di generare flussi di risorse finanziarie largamente indipendenti da quelle prodotte da altre aree di attività, ma interdipendenti all'interno dell'unità organizzativa che li genera. Nella terminologia degli IAS/IFRS tali unità organizzative sono denominate Cash Generating Unit (CGU).

In particolare, l'allocazione degli avviamenti, alla data dell'aggregazione aziendale, si riferisce ai benefici prodotti dalle sinergie attese dall'aggregazione.

A livello di Gruppo Intesa Sanpaolo sono state indentificate le seguenti CGU:

  • Banca dei Territori;
  • IMI Corporate & Investment Banking;
  • Insurance;
  • Asset Management;
  • Private Banking;
  • International Subsidiary Banks;
  • Bank of Alexandria;
  • Pravex Bank.

Per la descrizione dei criteri relativi alla definizione delle CGU del Gruppo si rimanda alla Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale – Attivo del Bilancio consolidato. Più in particolare, l'avviamento iscritto nel Bilancio di Intesa Sanpaolo è attribuito alle CGU Banca dei Territori e IMI Corporate & Investment Banking.

Poiché l'identificazione delle CGU richiede di analizzare le caratteristiche gestionali e le modalità di reporting utilizzate dal management e poiché la logica di assunzione delle decisioni strategiche da parte del management della Capogruppo è quella del Gruppo nel suo complesso e non già della sola Capogruppo come entità singola, le CGU sono state individuate con riferimento al Bilancio consolidato.

Peraltro, come evidenziato nelle Politiche Contabili, le partecipazioni di controllo non sono assunte, ai fini dei test di impairment, come singoli asset da sottoporre al test in parola individualmente. La definizione delle CGU, considerato il modello organizzativo adottato da Intesa Sanpaolo, prescinde dall'articolazione delle entità giuridiche in quanto le partecipazioni sono aggregate, insieme alle attività operative svolte direttamente dalla Capogruppo, in CGU di maggiori dimensioni o con differente struttura. Pertanto l'impairment test svolto a livello consolidato assume rilevanza anche a livello di bilancio separato.

Per l'illustrazione dei test di impairment su tale voce si rinvia alla Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale – Attivo del Bilancio consolidato.

Qualora a livello di bilancio consolidato emerga la necessità di svalutare l'avviamento riferito ad una determinata CGU, tale svalutazione deve essere attribuita nel bilancio separato alle attività, riferite alla medesima CGU, non già testate individualmente, ovvero l'avviamento, il brand name e le partecipazioni di controllo. Come descritto nella Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale – Attivo del Bilancio consolidato, ad esito delle verifiche condotte è emersa la necessità di svalutare l'avviamento allocato alla CGU Banca dei Territori a causa degli effetti negativi sui flussi attesi nel breve-medio periodo derivanti dall'attuale contesto economico fortemente influenzato dalla pandemia da COVID-19 (soprattutto dalla dinamica attesa dei tassi di interesse) e per effetto dell'incremento del patrimonio netto dovuto all'aumento di capitale sociale al servizio dell'operazione di acquisizione di UBI Banca, che indirettamente ha comportato anche un incremento del valore contabile della Banca dei Territori. A livello di bilancio separato di Intesa Sanpaolo tale avviamento non risulta allocato a nessuna partecipazione di controllo, tenuto conto delle operazioni che nel tempo hanno portato all'incorporazione in Intesa Sanpaolo delle banche reti, ma risulta allocato direttamente sulla Capogruppo; conseguentemente si è proceduto a svalutare per 1.155 milioni, l'analogo avviamento presente a livello di bilancio separato di Intesa Sanpaolo e allocato alla CGU Banca dei Territori.

SEZIONE 10 – LE ATTIVITÀ FISCALI E LE PASSIVITÀ FISCALI – VOCE 100 DELL'ATTIVO E VOCE 60 DEL PASSIVO

10.1 Attività per imposte anticipate: composizione

(milioni di euro)
31.12.2020 31.12.2019
Contropartita del Conto economico IRES (27,5%) IRAP (5,56%) IRES (27,5%) IRAP (5,56%)
A. Differenze temporanee deducibili
Rettifiche di crediti deducibili in futuri esercizi 3.611 476 4.010 523
di cui relativi a paesi di insediamento di filiali estere 14 - 12 -
Accantonamenti per oneri futuri 581 83 495 65
Maggior valore fiscale di partecipazioni, titoli e altri beni 121 57 129 57
Oneri straordinari per incentivi all'esodo 448 88 261 51
Avviamenti, marchi e altri intangible 3.927 775 4.045 799
Altre 2.092 89 1.530 15
di cui relativi a paesi di insediamento di filiali estere 2 - 4 -
B. Differenze temporanee tassabili compensate
Costi dedotti in via extracontabile - - - -
Plusvalenze rateizzate - - - -
Minor valore fiscale di partecipazioni, titoli e altri beni -79 -1 -49 -2
Altre - - - -
TOTALE (A+B) 10.701 1.567 10.421 1.508
Contropartita del Patrimonio netto IRES (27,5%) IRAP (5,56%) IRES (27,5%) IRAP (5,56%)
Cash flow hedge 335 65 347 68
Rilevazione di utili/perdite attuariali 139 8 141 8
Attività finanziarie valutate al fair value 66 13 20 4
Attività materiali 23 4 17 3
Compensazione con passività per imposte differite in
contropartita del patrimonio netto -110 -23 - -
TOTALE 453 67 525 83
Totale attività per imposte anticipate 11.154 1.634 10.946 1.591

La voce "Altre" delle Differenze temporanee deducibili comprende perdite portate a nuovo per 1.485 milioni.

Per completezza si segnala che nella voce 110 "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" dell'attivo di stato patrimoniale figurano Attività per imposte anticipate (rilevate in contropartita del Conto economico) per 16 milioni relative ad accantonamenti per oneri futuri correlati al ramo filiali oggetto di cessione a BPER.

10.2 Passività per imposte differite: composizione

(milioni di euro)
31.12.2020 31.12.2019
Contropartita del Conto economico IRES (27,5%) IRAP (5,56%) IRES (27,5%) IRAP (5,56%)
A. Differenze temporanee tassabili
Costi dedotti in via extracontabile 418 82 473 88
Minor valore fiscale di titoli e altri beni 190 16 151 13
di cui relativi a paesi di insediamento di filiali estere - - - -
Altre 4 - - -
B. Differenze temporanee deducibili compensate
Rettifiche di crediti deducibili in futuri esercizi - - - -
Maggior valore fiscale di titoli e altri beni -55 -1 - -
Altre - - - -
TOTALE (A+B) 557 97 624 101
Contropartita del Patrimonio netto IRES (27,5%) IRAP (5,56%) IRES (27,5%) IRAP (5,56%)
Cash flow hedge 12 3 - -
Rilevazione di utili/perdite attuariali - - - -
Attività finanziarie valutate al fair value 98 21 15 5
Attività materiali 133 31 130 30
Compensazione con attività per imposte anticipate in
contropartita del patrimonio netto -110 -23 - -
TOTALE 133 32 145 35
Totale passività per imposte differite 690 129 769 136

10.3 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del conto economico)

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
1. Importo iniziale 11.929 10.751
2. Aumenti 1.618 1.584
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 1.232 196
a) relative a precedenti esercizi 6 20
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) riprese di valore - -
d) altre 1.226 176
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti 205 1.388
2.4 Operazioni di aggregazione aziendale 181 1.288
3. Diminuzioni -1.279 -406
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio -1.161 -302
a) rigiri -1.046 -288
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità - -
c) mutamento di criteri contabili - -
d) altre -115 -14
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni: -118 -104
a) trasformazione in crediti d'imposta di cui alla L. 214/2011 - -
b) altre -118 -104
3.4 Operazioni di aggregazione aziendale - -
4. Importo finale 12.268 11.929

Nell'ambito degli "Aumenti", la sottovoce d) "altre" è riferibile principalmente a differenze temporanee deducibili sorte nell'esercizio connesse ad accantonamenti a fondi per rischi e oneri (620 milioni) e all'iscrizione di attività per imposte anticipate convertibili su perdita fiscale IRES (521 milioni).

Nella voce "Altri aumenti" è riportato lo storno della compensazione con le passività fiscali differite, effettuata al 31 dicembre 2019, pari a 71 milioni, di cui 51 milioni relativi alle passività fiscali differite in contropartita del conto economico e 20 milioni relativi alle passività fiscali differite in contropartita del patrimonio netto.

La predetta voce include inoltre 73 milioni di attività per imposte anticipate iscritte a fronte della perdita fiscale riportabile (addizionale IRES 3,5%) e 61 milioni di attività per imposte anticipate iscritte a fronte della perdita fiscale riportabile (IRES 24%) non utilizzata nel Consolidato Fiscale.

Nell'ambito delle "Diminuzioni", la sottovoce a) "rigiri" è principalmente riferibile all'annullamento di imposte anticipate di cui alla Legge n. 214/2011 (587 milioni) e di imposte anticipate precedentemente iscritte a fronte di accantonamenti ai fondi per rischi e oneri a seguito del relativo utilizzo avvenuto nell'esercizio (310 milioni).

Nell'ambito delle "Altre diminuzioni", la sottovoce b) "altre" si riferisce per 16 milioni ad attività per imposte anticipate relative ad accantonamenti per oneri futuri correlati al ramo filiali oggetto di cessione a BPER, che sono state riclassificate tra le "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" in conformità all'IFRS 5 e per 80 milioni alla compensazione con le passività fiscali differite dell'esercizio, di cui 56 milioni con le passività fiscali differite in contropartita del conto economico e 24 milioni con le passività fiscali differite in contropartita del patrimonio netto.

10.3.1 Variazioni delle imposte anticipate di cui alla L. n. 214/2011

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
1. Importo iniziale 8.246 7.437
2. Aumenti 690 830
- di cui operazioni di aggregazione aziendale 101 830
3. Diminuzioni -606 -21
3.1 Rigiri -587 -
3.2 Trasformazione in crediti d'imposta - -
a) derivante da perdite di esercizio - -
b) derivante da perdite fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni -19 -21
4. Importo finale 8.330 8.246

10.4 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del conto economico)

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
1. Importo iniziale 725 797
2. Aumenti 65 187
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio 13 75
a) relative a precedenti esercizi - 2
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre 13 73
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti 51 112
2.4 Operazioni di aggregazione aziendale 1 28
3. Diminuzioni -136 -259
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio -70 -199
a) rigiri -65 -2
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre -5 -197
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni -66 -60
3.4 Operazioni di aggregazione aziendale - -
4. Importo finale 654 725

Nell'ambito degli "Aumenti", la sottovoce c) "altre" è riferibile a differenze temporanee tassabili sorte nell'esercizio principalmente relative ad avviamenti (7 milioni) e al maggior valore delle partecipazioni (4 milioni).

Nella voce "Altri aumenti" è riportato lo storno della compensazione con le attività fiscali anticipate in contropartita del conto economico, effettuata al 31 dicembre 2019, pari a 51 milioni.

Nell'ambito delle "Diminuzioni", la sottovoce a) "rigiri" è principalmente riferibile al rilascio di passività fiscali differite su avviamenti (64 milioni).

La voce "Altre diminuzioni" si riferisce per 56 milioni alla compensazione con le attività fiscali anticipate in contropartita del conto economico effettuata nell'esercizio.

10.5 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del patrimonio netto)

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
1. Importo iniziale 608 587
2. Aumenti 413 168
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 412 119
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre 412 119
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - 49
2.4 Operazioni di aggregazione aziendale 1 49
3. Diminuzioni -501 -147
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio -366 -131
a) rigiri -366 -131
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità - -
c) dovute al mutamento di criteri contabili - -
d) altre - -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni -135 -16
3.4 Operazioni di aggregazione aziendale - -
4. Importo finale 520 608

Nell'ambito degli "Aumenti", la sottovoce c) "altre" è riferibile a differenze temporanee deducibili sorte nell'esercizio connesse principalmente ai risultati valutativi dei derivati di copertura di flussi finanziari (302 milioni) e delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (99 milioni).

Nell'ambito delle "Diminuzioni", la sottovoce a) "rigiri" è principalmente riferibile all'annullamento delle imposte anticipate precedentemente iscritte in relazione alla valutazione al fair value di strumenti derivati di copertura di flussi finanziari (316 milioni) e delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (44 milioni) a seguito dell'adeguamento degli effetti valutativi ovvero del relativo realizzo avvenuti nell'esercizio.

La voce "Altre diminuzioni" si riferisce per 133 milioni alla compensazione con le passività fiscali differite in contropartita del patrimonio netto.

10.6 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del patrimonio netto)

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
1. Importo iniziale 180 574
2. Aumenti 266 122
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio 245 76
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre 245 76
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti 20 46
2.4 Operazioni di aggregazione aziendale 1 46
3. Diminuzioni -281 -516
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio -124 -487
a) rigiri -122 -86
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre -2 -401
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni -157 -29
3.4 Operazioni di aggregazione aziendale - -
4. Importo finale 165 180

Nell'ambito degli "Aumenti", la sottovoce c) "altre" è principalmente riferibile a differenze temporanee tassabili sorte nell'esercizio connesse alla valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (223 milioni).

Nella voce "Altri aumenti" è riportato lo storno della compensazione con le attività fiscali anticipate in contropartita del conto economico, effettuata al 31 dicembre 2019.

Nell'ambito delle "Diminuzioni", la sottovoce a) "rigiri" è riferibile all'annullamento delle imposte differite precedentemente iscritte a fronte della valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva. La voce "Altre diminuzioni" si riferisce per 133 milioni alla compensazione con le attività fiscali anticipate in contropartita del patrimonio netto e per 24 milioni alla compensazione con le attività fiscali anticipate in contropartita del conto economico.

Come indicato nell'ambito delle politiche contabili con riferimento alla fiscalità corrente e differita, si segnala che non viene iscritta in bilancio la fiscalità latente riferita alle poste patrimoniali in sospensione d'imposta "tassabili soltanto in ipotesi di distribuzione", in quanto la consistenza delle riserve disponibili già assoggettate a tassazione consente di ritenere che non saranno effettuate operazioni che comportino la tassazione delle citate riserve in sospensione.

Probability test sulla fiscalità differita

Con riferimento al probability test sulla fiscalità differita si fa rinvio a quanto esposto nella Parte B – Attivo della Nota integrativa consolidata.

Il test effettuato a livello di Gruppo e a livello individuale ha evidenziato una base imponibile capiente e in grado di assorbire la fiscalità differita iscritta nel Bilancio al 31 dicembre 2020.

10.7 Altre informazioni

Non si segnalano ulteriori informazioni oltre a quelle già fornite nella presente Sezione.

SEZIONE 11 - ATTIVITÀ NON CORRENTI E GRUPPI DI ATTIVITA' IN VIA DI DISMISSIONE E PASSIVITA' ASSOCIATE - VOCE 110 DELL'ATTIVO E VOCE 70 DEL PASSIVO

11.1 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: composizione per tipologia di attività

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
A. Attività possedute per la vendita
A.1 Attività finanziarie 1.710 325
A.2 Partecipazioni - -
A.3 Attività materiali 38 11
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute - -
A.4 Attività immateriali 20 -
A.5 Altre attività non correnti 30 -
Totale A 1.798 336
di cui valutate al costo 1.795 336
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 3 -
di cui valutate al fair value livello 3 - -
B. Attività operative cessate
B.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - -
- Attività finanziarie detenute per la negoziazione - -
- Attività finanziarie designate al fair value - -
- Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - -
B.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
B.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - 49
B.4 Partecipazioni - -
B.5 Attività materiali - -
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute - -
B.6 Attività immateriali - 80
B.7 Altre attività - 4
Totale B - 133
di cui valutate al costo - 133
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -
di cui valutate al fair value livello 3 - -
C. Passività associate ad attività possedute per la vendita
C.1 Debiti -2.500 -4
C.2 Titoli - -
C.3 Altre passività -94 -2
Totale C -2.594 -6
di cui valutate al costo -2.592 -6
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 -2 -
di cui valutate al fair value livello 3 - -
D. Passività associate ad attività operative cessate
D.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - -
D.2 Passività finanziarie di negoziazione - -
D.3 Passività finanziarie designate al fair value - -
D.4 Fondi - -1
D.5 Altre passività - -34
Totale D - -35
di cui valutate al costo - -35
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -
di cui valutate al fair value livello 3 - -

Nella tabella in esame figurano le attività e le relative passività non più riferite alla normale operativa in quanto oggetto di procedure di dismissione.

Al 31 dicembre 2020, le "Attività possedute per la vendita" comprendono il ramo filiali oggetto di cessione a BPER (per un importo complessivo pari a 1.486 milioni di euro, di cui 1.441 milioni costituiti da crediti verso la clientela) e relative attività correlate (per 35 milioni). A questi si aggiungono – dopo averne allineato il valore di carico ai prezzi che si stima potranno essere realizzati, anche attraverso apposite fairness opinion – i crediti non performing che saranno oggetto di cessione nell'ambito di operazioni in programma per il 2021 (per un GBV di 2.324 milioni e un valore di bilancio pari a 267 milioni) e singoli immobili in via di dismissione (per 10 milioni).

Le "Passività associate ad attività possedute per la vendita" sono costituite principalmente dalle passività del ramo filiali oggetto di cessione a BPER (per un importo complessivo pari a 2.513 milioni, di cui 2.500 costituiti da debiti verso la clientela) e relative passività correlate (per 76 milioni).

11.2 Altre informazioni

Al 31 dicembre 2020 non si segnalano ulteriori informazioni rilevanti.

SEZIONE 12 - ALTRE ATTIVITÀ – VOCE 120

12.1 Altre attività: composizione

(milioni di euro)
Voci
Partite verso l'Erario 1.476
Partite in corso di lavorazione 706
Fatture da emettere 456
Assegni bancari tratti su terzi in corso di negoziazione 278
Ratei e risconti non ricondotti 156
Assegni e altri valori in cassa 104
Migliorie e spese incrementative sostenute su beni di terzi 62
Crediti verso società del Gruppo per consolidato fiscale 43
Altre partite 581
TOTALE 31.12.2020 3.862
TOTALE 31.12.2019 3.740

Come previsto dal paragrafo 116 e successivi dell'IFRS 15, si segnala che le attività derivanti da contratti con clienti, incluse nella sottovoce "Altre partite" e "Fatture da emettere", sono pari a 232 milioni, mentre a fine 2019 ammontavano a 457 milioni.

PASSIVO

SEZIONE 1 – PASSIVITA' FINANZIARIE VALUTATE AL COSTO AMMORTIZZATO - VOCE 10

1.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2020 31.12.2019
Valore
di
bilancio
Fair Value Valore di Fair value
Livello 1 Livello 2 Livello 3 bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Debiti verso banche centrali 72.809 X X X 49.834 X X X
2. Debiti verso banche 57.845 X X X 103.145 X X X
2.1 Conti correnti e depositi a vista 8.368 X X X 14.697 X X X
2.2 Depositi a scadenza 28.659 X X X 64.431 X X X
2.3 Finanziamenti 14.323 X X X 22.624 X X X
2.3.1 Pronti contro termine passivi 8.935 X X X 16.470 X X X
2.3.2 Altri 5.388 X X X 6.154 X X X
2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti
patrimoniali
- X X X - X X X
2.5 Debiti per leasing 4 X X X 7 X X X
2.6 Altri debiti 6.491 X X X 1.386 X X X
Totale 130.654 - 102.440 28.367 152.979 - 91.216 62.056

L'illustrazione dei criteri di determinazione del fair value è riportata nella Parte A – Politiche contabili.

I "Debiti verso Banche Centrali" includono finanziamenti ricevuti dalla Banca Centrale Europea nell'ambito del programma TLTRO per complessivi 70 miliardi, interamente ascrivibili alla trance denominata "TLTRO III". Le operazioni di pronti contro termine passivi effettuate a fronte di attività finanziarie cedute e non cancellate sono

dettagliate nella Parte E – Sezione E della Nota Integrativa.

1.2 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso clientela

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2020 31.12.2019
Valore
di
Fair Value Valore di
bilancio
Fair value
bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Conti correnti e depositi a vista 268.077 X X X 232.262 X X X
2. Depositi a scadenza 9.779 X X X 6.664 X X X
3. Finanziamenti 2.131 X X X 2.815 X X X
3.1 Pronti contro termine passivi 875 X X X 1.495 X X X
3.2 Altri 1.256 X X X 1.320 X X X
4. Debiti per impegni di riacquisto di propri
strumenti patrimoniali
- X X X - X X X
5. Debiti per leasing 1.031 X X X 1.057 X X X
6. Altri debiti 7.676 X X X 5.139 X X X
Totale 288.694 - 282.174 6.622 247.937 - 241.767 6.224

Le operazioni di pronti contro termine passive effettuate a fronte di attività finanziarie cedute e non cancellate sono dettagliate nella Parte E – Sezione E della Nota Integrativa.

Tra gli "Altri Debiti" sono inclusi 98 milioni relativi alle operazioni di cartolarizzazione quali Berica ABS 3 S.r.l. e Berica ABS 4 S.r.l. oltre a quelle rientranti nel programma K-Equity.

Per maggiori dettagli si rimanda alla parte E – Sezione C della Nota Integrativa.

1.3 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei titoli in circolazione

(milioni di euro)
Tipologia titoli / Valori 31.12.2020 31.12.2019
Valore di Fair Value Valore di Fair value
bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3 bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3
A. Titoli
1. obbligazioni 71.074 38.256 34.833 43 73.653 40.918 34.398 37
1.1 strutturate 2.362 - 2.377 43 442 - 399 37
1.2 altre 68.712 38.256 32.456 - 73.211 40.918 33.999 -
2. altri titoli 971 - 968 3 1.756 - 1.752 3
2.1 strutturate - - - - - - - -
2.2 altri 971 - 968 3 1.756 - 1.752 3
Totale 72.045 38.256 35.801 46 75.409 40.918 36.150 40

L'incremento della sottovoce 1.1 "Obbligazioni – strutturate" rispetto al 31 dicembre 2019 è da riferire all'incorporazione della controllata Banca IMI, intervenuta nel corso del 2020.

1.4 Dettaglio dei debiti / titoli subordinati

Al 31 dicembre 2020 non si segnalano debiti subordinati verso banche e clientela. Alla data di riferimento Intesa Sanpaolo ha in essere titoli subordinati in circolazione per 9.893 milioni, mentre non ha debiti subordinati verso banche e clientela.

1.5 Dettaglio dei debiti strutturati

Alla data di riferimento Intesa Sanpaolo ha in essere debiti strutturati per 227 milioni.

1.6 Debiti per leasing

Al 31 dicembre 2020 Intesa Sanpaolo ha in essere debiti per leasing per 1.035 milioni, 145 milioni in scadenza entro un anno, 472 milioni in scadenza tra 1 e 5 anni e 418 milioni in scadenza oltre i 5 anni.

I debiti per leasing si riferiscono per 4 milioni a controparti banche e per 1.031 milioni a controparti clientela.

Gli stessi derivano dall'applicazione, con decorrenza 1° gennaio 2019, del principio contabile IFRS 16 relativo al "Leasing".

SEZIONE 2 – PASSIVITA' FINANZIARIE DI NEGOZIAZIONE– VOCE 20

2.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2020 31.12.2019
Valore
nominale
o
Fair value
Fair
Valore
Value
nominale
(*)
o
Fair value Fair
value
(*)
nozionale Livello 1 Livello 2 Livello 3 nozionale Livello 1 Livello 2 Livello 3
A. Passività per cassa
1. Debiti verso banche 11.117 12.913 210 - 13.123 - - - - -
2. Debiti verso clientela 2.107 2.451 12 - 2.462 429 433 - - 433
3. Titoli di debito 4.649 - 4.733 - X - - - - X
3.1 Obbligazioni - - - - X - - - - X
3.1.1 Strutturate - - - - X - - - - X
3.1.2 Altre obbligazioni - - - - X - - - - X
3.2 Altri titoli 4.649 - 4.733 - X - - - - X
3.2.1 Strutturati 4.649 - 4.733 - X - - - - X
3.2.2 Altri - - - - X - - - - X
Totale A 17.873 15.364 4.955 - 15.585 429 433 - - 433
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari X 19 38.612 122 X X - 15.507 71 X
1.1 Di negoziazione X 19 38.557 73 X X - 15.421 1 X
1.2 Connessi con la fair value
option
X - - - X X - 4 - X
1.3 Altri X - 55 49 X X - 82 70 X
2. Derivati creditizi X - 1.757 1 X X - 435 - X
2.1 Di negoziazione X - 1.757 1 X X - 435 - X
2.2 Connessi con la fair value
option
X - - - X X - - - X
2.3 Altri X - - - X X - - - X
Totale B X 19 40.369 123 X X - 15.942 71 X
Totale (A+B) 17.873 15.383 45.324 123 X 429 433 15.942 71 X

(*) Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.

I Debiti verso banche e verso clientela rappresentano, per gli interi ammontari, le posizioni in "scoperti tecnici" sui titoli. I Titoli di debito comparto "Altri titoli strutturati" rappresentano, anch'essi per gli interi ammontari, i derivati cartolarizzati (certificates) che alla scadenza prevedono la restituzione parziale o integrale dei premi versati, ai sensi della Circolare di Banca d'Italia n. 1034598/14 del 21 ottobre 2014. Si segnala che il contesto di mercato in cui la Banca si è trovata ad operare a seguito all'emergenza COVID-19 ha determinato importanti effetti anche sulla dinamica dell'own credit risk (c.d. DVA), che ha registrato un repentino e materiale incremento. L'analisi del numero di scambi giornalieri e dei relativi controvalori sui due mercati quotati di riferimento (EuroTLX e SeDeX) ha evidenziato una situazione di estrema illiquidità, soprattutto nella prima parte dell'anno, nonchè un allargamento sensibile dello spread bid-ask, che ha portato a trasferire i certificates dal livello 1 al livello 2 della Gerarchia del fair value.

Gli strumenti derivati includono per 4.683 milioni i certificates aventi caratteristiche assimilabili a derivati finanziari in ragione della prevalenza dei rischi di mercato rispetto alla restituzione dei premi versati.

Le variazioni di fair value rilevate nell'esercizio per il cambiamento del proprio merito di credito sono risultate complessivamente negative per 76 milioni e si riferiscono a Strumenti derivati ed a Titoli di debito - Altri titoli.

I valori al 31 dicembre 2020 degli Strumenti derivati includono i risultati della compensazione contabile tra saldi lordi positivi e negativi ai sensi dello IAS 32 paragrafo 42 per l'operatività riveniente dall'incorporata Banca IMI, che non trovano rappresentazione nella Parte E della presente Nota Integrativa.

In particolare, le Passività finanziarie di negoziazione - Strumenti Derivati espongono il fair value netto compensato negativo di 2.168 milioni, relativo al fair value dei derivati OTC originato da clientela e società del Gruppo trasferiti sul compensatore LCH Ltd; tale fair value netto riviene dalla compensazione in bilancio del fair value positivo delle Attività finanziarie detenute per la negoziazione per 1.317 milioni e del fair value negativo delle Passività finanziarie di negoziazione per 3.485 milioni. Da ultimo, si evidenzia che il fair value lordo negativo dei derivati OTC posti in essere con il compensatore legale LCH Ltd per l'operatività in conto proprio, pari a 48.390 milioni, è stato oggetto di compensazione con rappresentazione del fair value netto tra le Passività in Derivati di copertura.

Il fair value negativo complessivo dei derivati OTC al lordo delle compensazioni in bilancio si attesterebbe a 90.218 milioni includendo i risultati delle compensazioni di 1.317 milioni per l'operatività originata da clientela e società del Gruppo e di 48.390 milioni per operatività in conto proprio.

2.2 Dettaglio delle "Passività finanziarie di negoziazione": passività subordinate

L'aggregato "Passività finanziarie di negoziazione" include passività subordinate per 131 milioni.

2.3 Dettaglio delle "Passività finanziarie di negoziazione": debiti strutturati

Al 31 dicembre 2020 i debiti strutturati classificati nella voce "Passività finanziarie di negoziazione" ammontano a 42 milioni verso clientela e a 27 milioni verso banche.

SEZIONE 3 – PASSIVITA' FINANZIARIE DESIGNATE AL FAIR VALUE- VOCE 30

3.1 Passività finanziarie designate al fair value: composizione merceologica

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2020 31.12.2019
Valore
nominale
Fair value Fair
value
(*)
Valore
nominale
Fair value Fair
value
(*)
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Debiti verso banche 1 - 1 - 1 1 - 1 - 1
1.1 Strutturati 1 - 1 - X 1 - 1 - X
1.2 Altri - - - - X - - - - X
di cui:
- impegni a erogare fondi - X X X X - X X X X
- garanzie finanziarie rilasciate - X X X X - X X X X
2. Debiti verso clientela 6 - 4 - 4 4 - 4 - 4
2.1 Strutturati 6 - 4 - X 4 - 4 - X
2.2 Altri - - - - X - - - - X
di cui:
- impegni a erogare fondi - X X X X - X X X X
- garanzie finanziarie rilasciate - X X X X - X X X X
3. Titoli di debito 2.716 - 2.805 - 2.668 1.850 - 1.909 - 1.850
3.1 Strutturati 2.716 - 2.805 - X - - - - X
3.2 Altri - - - - X 1.850 - 1.909 - X
Totale 2.723 - 2.810 - 2.673 1.855 - 1.914 - 1.855

(*) Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.

La Banca ha classificato nei "debiti verso clientela" e nei "debiti verso banche" il piano di Co-Investimenti Lecoip per rapporti di lavoro cessati anzitempo di dipendenti di società del Gruppo e "nei debiti verso clientela" le polizze vita collegate ad iniziative sociali, che la Banca gestisce sulla base del fair value.

La sottovoce 3.1 Titoli di debito comparto Strutturati, al 31 dicembre 2020 accoglie i certificates che alla scadenza prevedono la restituzione parziale o integrale dei premi versati, ai sensi della Circolare di Banca d'Italia n. 1034598/14 del 21 ottobre 2014 (certificates a capitale garantito o protetto). Questi, se emessi successivamente al 1° gennaio 2020, sono classificati tra le "Passività finanziarie designate al fair value" (c.d. Fair Value Option), a seguito dell'implementazione in Banca di in un nuovo modello di business improntato a logiche di banking book con l'obiettivo di generare una raccolta stabile.

I certificates rappresentativi di "Passività finanziarie designate al fair value" rilevano le relative variazioni di fair value attribuibili alle variazioni del proprio merito creditizio nell'ambito del Prospetto della redditività complessiva (Patrimonio netto). Nell'esercizio le variazioni del proprio merito creditizio sono risultate negative per 137 milioni.

La sottovoce 3.2 Titoli di debito - Altri del 31 dicembre 2019 includeva le emissioni obbligazionarie della Banca sottoscritte interamente dalla controllata Banca IMI, contabilmente annullate a seguito dell'incorporazione nella Capogruppo Intesa Sanpaolo della stessa Banca IMI, intervenuta nel 2020.

3.2 Dettaglio "Passività finanziarie designate al fair value": passività subordinate

Intesa Sanpaolo non ha in essere passività subordinate classificate nella voce "Passività finanziarie designate al fair value".

SEZIONE 4 – DERIVATI DI COPERTURA – VOCE 40

4.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli gerarchici

(milioni di euro)
Voci Fair value 31.12.2020 Valore
nozionale
Fair value 31.12.2019 Valore
nozionale
Livello 1 Livello 2 Livello 3 31.12.2020 Livello 1 Livello 2 Livello 3 31.12.2019
A) Derivati finanziari 1 5.383 3 127.995 - 7.319 4 111.035
1) Fair value 1 1.690 3 122.175 - 5.775 4 105.391
2) Flussi finanziari - 3.693 - 5.820 - 1.544 - 5.644
3) Investimenti esteri - - - - - - - -
B. Derivati creditizi - - - - - - - -
1) Fair value - - - - - - - -
2) Flussi finanziari - - - - - - - -
Totale 1 5.383 3 127.995 - 7.319 4 111.035

I valori al 31 dicembre 2020 dei derivati di copertura includono i risultati della compensazione contabile tra saldi lordi positivi e negativi ai sensi dello IAS 32 paragrafo 42 per l'operatività riveniente dall'incorporata Banca IMI, che non trovano rappresentazione nella Parte E della presente Nota Integrativa.

In particolare, le passività in Derivati di copertura espongono il fair value netto compensato di 3.411 milioni, relativo al fair value dei derivati OTC per l'operatività in conto proprio trasferiti sul compensatore LCH Ltd; tale fair value netto riviene dalla compensazione in bilancio del fair value lordo positivo delle Attività finanziarie detenute per la negoziazione per 50.891 milioni e dei Derivati di copertura per 2.437 milioni e del fair value lordo negativo delle Passività finanziarie di negoziazione per 48.390 milioni e dei Derivati di copertura per 8.349 milioni.

Il fair value negativo complessivo dei derivati di copertura al lordo delle compensazioni in bilancio si attesterebbe a 10.325 milioni (di cui 8.842 milioni a copertura di Fair value e 1.483 milioni a copertura di Flussi finanziari).

4.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologie di copertura

(milioni di euro)
Operazioni/Tipo di copertura Fair Value
Specifica
Generica Flussi
finanziari
Investim.
esteri
titoli di
debito e
tassi di
interesse
titoli di
capitale e
indici
azionari
valute
e oro
credito merci altri Specifica Generica
1. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
52 - 2 - X X X - X X
2. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
1.196 X 273 - X X X - X X
3. Portafoglio X X X X X X 13 X - X
4. Altre operazioni - - - - - - X - X -
Totale attività 1.248 - 275 - - - 13 - - -
1. Passività finanziarie 44 X 114 - - - X 16 X X
2. Portafoglio X X X X X X - X 3.677 X
Totale passività 44 - 114 - - - - 16 3.677 -
1. Transazioni attese X X X X X X X - X X
2. Portafoglio di attività e passività finanziarie X X X X X X - X - -

Nella tabella è indicato il fair value negativo dei derivati di copertura, suddiviso in relazione all'attività o alla passività coperta e alla tipologia di copertura realizzata.

Considerando i valori al lordo della compensazione in bilancio, emerge la prevalenza di contratti derivati utilizzati nella copertura generica di fair value dei crediti erogati e specifica di finanziamenti e titoli di debito, nonché di contratti derivati di copertura generica dei flussi finanziari di portafogli di passività. La copertura dei flussi finanziari si riferisce a raccolta in titoli in circolazione a tasso variabile utilizzata per finanziare impieghi a tasso fisso.

SEZIONE 5 – ADEGUAMENTO DI VALORE DELLE PASSIVITA' FINANZIARIE OGGETTO DI COPERTURA GENERICA – VOCE 50

5.1 Adeguamento di valore delle passività finanziarie coperte: composizione per portafogli coperti

(milioni di euro)
31.12.2019
522
-
522

Forma oggetto di rilevazione nella presente voce il saldo delle variazioni di valore delle passività oggetto di copertura generica (macrohedging) del rischio di tasso di interesse, per la cui applicazione la Banca si avvale della possibilità, prevista dall'IFRS 9, di continuare ad applicare le previsioni consentite dallo IAS 39 nella versione carve-out.

SEZIONE 6 – PASSIVITÀ FISCALI – VOCE 60

Per quanto riguarda le informazioni di questa sezione, si rinvia a quanto esposto nella Sezione 10 dell'Attivo.

SEZIONE 7 - PASSIVITÀ ASSOCIATE AD ATTIVITÀ IN VIA DI DISMISSIONE – VOCE 70

Per quanto riguarda le informazioni di questa sezione, si rinvia a quanto esposto nella Sezione 11 dell'Attivo.

SEZIONE 8 – ALTRE PASSIVITÀ – VOCE 80

8.1 Altre passività: composizione

(milioni di euro)
Voci
Partite in corso di lavorazione 2.743
Partite illiquide per operazioni di portafoglio 1.544
Debiti verso fornitori 1.214
Partite verso l'Erario 1.023
Somme a disposizione di terzi 404
Debiti verso enti previdenziali 173
Debiti verso società del Gruppo per consolidato fiscale 156
Ratei e risconti non ricondotti 139
Somme da erogare al personale 78
Altre partite 526
TOTALE 31.12.2020 8.000
TOTALE 31.12.2019 7.500

Come previsto dal paragrafo 116 a) dell'IFRS 15, si segnala che le passività derivanti da contratti con clienti, incluse nella sottovoce "Ratei e risconti non ricondotti", sono pari a 94 milioni, mentre a fine 2019 ammontavano a 92 milioni.

SEZIONE 9 – TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DEL PERSONALE – VOCE 90

9.1 Trattamento di fine rapporto del personale: variazioni annue

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
A. Esistenze iniziali 1.057 845
B. Aumenti 253 569
B.1 Accantonamenti dell'esercizio 7 13
B.2 Altre variazioni 246 556
- di cui operazioni di aggregazione aziendale 9 269
C. Diminuzioni -383 -357
C.1 Liquidazioni effettuate -136 -136
C.2 Altre variazioni -247 -221
- di cui operazioni di aggregazione aziendale -1 -
D. Rimanenze finali 927 1.057
Totale 927 1.057

La sottovoce C.1. si riferisce agli utilizzi del fondo nell'esercizio.

Per maggiori informazioni sulle risultanze dei conteggi attuariali si rimanda alla successiva Sezione 10.5 – Fondi di quiescenza aziendali a prestazione definita.

9.2 Altre informazioni

Non si segnalano ulteriori informazioni oltre a quelle già fornite nelle precedenti sezioni.

SEZIONE 10 – FONDI PER RISCHI E ONERI – VOCE 100

10.1 Fondi per rischi e oneri: composizione

(milioni di euro)
Voci/Valori 31.12.2020 31.12.2019
1. Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate 404 385
2. Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate - -
3. Fondi di quiescenza aziendali 212 206
4. Altri fondi per rischi ed oneri 3.508 2.509
4.1 controversie legali e fiscali 646 616
4.2 oneri per il personale 2.120 1.437
4.3 altri 742 456
Totale 4.124 3.100

Non vi sono fattispecie riconducibili alla voce "2-Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate".

Il contenuto della voce 4. Altri fondi per rischi ed oneri è illustrato al successivo punto 10.6.

10.2 Fondi per rischi e oneri: variazioni annue

(milioni di euro)
Voci Fondi su
altri impegni
e altre
garanzie
rilasciate
Fondi di
quiescenza
Altri fondi
per rischi ed
oneri
Totale
A. Esistenze iniziali - 206 2.509 2.715
B. Aumenti - 18 2.102 2.120
B.1 Accantonamento dell'esercizio - 5 2.053 2.058
B.2 Variazioni dovute al passare del tempo - 2 1 3
B.3 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - - - -
B.4 Altre variazioni - 11 48 59
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - 17 17
C. Diminuzioni - -12 -1.103 -1.115
C.1 Utilizzo nell'esercizio - -5 -988 -993
C.2 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - - -5 -5
C.3 Altre variazioni - -7 -110 -117
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - -
D. Rimanenze finali - 212 3.508 3.720

Come specificato nel commento alla precedente tabella, non vi sono fattispecie riconducibili alla voce "Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate".

Negli "Altri fondi per rischi ed oneri" sono inclusi accantonamenti netti a voce 170 lettera b) di conto economico per 615 milioni e, per il residuo, accantonamenti netti ad altre voci di conto economico. Tra questi ultimi, si segnala l'accantonamento di 1.060 milioni a seguito dell'accordo di incentivazione all'esodo del personale sottoscritto con le OO.SS. lo scorso 29 settembre 2020 conseguente all'integrazione con UBI Banca.

10.3 Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate

(milioni di euro)
Voci Fondi per rischio di credito relativo a impegni e
garanzie finanziarie rilasciate
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio Totale
1. Impegni a erogare fondi 65 58 34 157
2. Garanzie finanziarie rilasciate 29 60 158 247
Totale 94 118 192 404

10.4 Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate

La voce non è avvalorata.

10.5 Fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti

1. Illustrazione delle caratteristiche dei fondi e dei connessi rischi

Con riferimento ai fondi di previdenza complementare a prestazione definita, la determinazione dei valori attuariali richiesti dall'applicazione dello IAS 19 "Benefici ai dipendenti" viene effettuata da un Attuario indipendente, con l'utilizzo del "metodo della proiezione unitaria" (Project Unit Credit Method), come evidenziato in dettaglio nella parte A – Politiche contabili.

I fondi a prestazione definita, nei quali Intesa Sanpaolo S.p.A. risulta coobbligata, si possono distinguere in:

  • fondi interni di previdenza complementare;
  • fondi esterni di previdenza complementare.

I fondi interni includono:

– tre Piani a benefici definiti in essere presso la filiale di Londra, relativi alle filiali ex Cariplo, ex Banca Commerciale Italiana ed ex Banco Ambrosiano Veneto: i fondi pensione privati sono stati costituiti dai datori di lavoro britannici per integrare il livello della pensione statale, storicamente molto bassa. Le filiali londinesi di Banca Commerciale Italiana, Cariplo e Banco Ambrosiano Veneto costituirono fondi a benefici definiti per i propri dipendenti al momento della loro apertura, sotto forma di Trusts retti dalla legislazione inglese e amministrati da un Board di Trustees, nominati in parte dal datore di lavoro ed in parte dagli iscritti. Tali fondi sono operativi per i dipendenti assunti sino alla fine del 1999 per Banco Ambrosiano Veneto e Cariplo e fino alla fine del 2000 per Banca Commerciale Italiana. In linea generale tutti i fondi garantiscono una pensione pagabile al compimento del 65° anno di età e il beneficio è determinato, con regole distinte per i diversi fondi, sulla base dello stipendio lordo annuale percepito durante l'ultimo anno di servizio.

I fondi esterni includono:

– il Fondo Pensione a Prestazione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo, nuova denominazione assunta dall'ex Fondo di Previdenza Complementare per il Personale del Banco di Napoli – Sezione A, individuato come collettore di altre forme a "prestazione definita" nell'ambito del processo di riordino e razionalizzazione dei regimi previdenziali esistenti nel Gruppo Intesa Sanpaolo, con salvaguardia dei diritti degli iscritti (attivi e pensionati). A tal fine sono state conferite al "Fondo" – in sezioni virtualmente separate nell'ambito della Sezione A – le appostazioni patrimoniali presenti nei bilanci delle forme previdenziali preesistenti, per assicurare la piena copertura delle prestazioni integrative. Il Fondo, ente con personalità giuridica e gestione patrimoniale autonoma, include diverse gestioni separate e Intesa Sanpaolo risulta coobbligata nei confronti di: dipendenti iscritti e altri beneficiari di provenienza ex Banco di Napoli; personale in quiescenza beneficiario dell'Assegno Integrativo di Quiescenza, già fondo interno di Sanpaolo IMI; personale dipendente e in quiescenza proveniente dalla Cassa di Risparmio in Bologna, già iscritto al Fondo di Previdenza Complementare per il Personale della citata Cassa, confluito nel Fondo per il Personale del Banco di Napoli nel corso del 2004; personale dipendente ed in quiescenza proveniente dall'ex Banca Popolare dell'Adriatico, già iscritto al Fondo di Previdenza del Personale della Banca Popolare dell'Adriatico, confluito nel Fondo in argomento il 30 giugno 2006; personale in quiescenza proveniente dal Fondo interno ex Carive, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2008; personale esattoriale in quiescenza proveniente dal Fondo Oneri Integrativi Previdenziali per il Personale Esattoriale già dipendente Cariplo; personale in quiescenza già iscritto al Fondo di Previdenza Complementare per il Personale del Mediocredito Lombardo S.p.A.; personale in quiescenza già iscritto al Fondo Pensione dei Dirigenti, ex Dirigenti e aventi diritto dell'ex Comit; personale in quiescenza già iscritto presso i Fondi Pensione delle "Casse del Centro", in particolare gli iscritti al Fondo integrazione delle prestazioni dell'INPS per l'assicurazione obbligatoria di invalidità, vecchiaia e superstiti per il personale della Cassa di Risparmio di Città di Castello, Fondo integrazione delle prestazioni dell'INPS per l'assicurazione obbligatoria di invalidità, vecchiaia e superstiti per il personale della Cassa di Risparmio di Foligno, Fondo aziendale pensione complementare dell'AGO per il Personale della Cassa di Risparmio di Spoleto, Fondo pensione integrativo/complementare del trattamento pensionistico obbligatorio per i dipendenti della Cassa di Risparmio di Rieti, Fondo di Previdenza per il Personale della Cassa di Risparmio della Provincia di Viterbo e Fondo Pensionistico Integrativo aziendale per i dipendenti della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, confluiti nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2015; personale in quiescenza già iscritto al Fondo di Previdenza Aziendale Complementare delle prestazioni INPS a favore del Personale dipendente della Cassa di Risparmio di Civitavecchia, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2015; personale in quiescenza già iscritto al Fondo Integrativo della SIL – Società Italiana Leasing S.p.A, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2015; personale in quiescenza già iscritto al Fondo Pensione Complementare per il Personale della Banca Monte Parma, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2016; personale dipendente ed in quiescenza già iscritto al Fondo Pensione per il Personale ex Crediop assunto sino al 30 settembre 1989, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2016; personale in quiescenza già iscritto al Fondo di Previdenza per il Personale dell'ex Cassa di Risparmio di Prato confluito nel Fondo in argomento il 1° maggio 2018; personale in quiescenza già iscritto al Fondo a prestazione definita dell'ex Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana confluito nel Fondo in argomento il 1° maggio 2018; personale dipendente ed in quiescenza proveniente dalla Cassa di Previdenza Integrativa per il Personale dell'Istituto Bancario Sanpaolo di Torino, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2019; personale dipendente ed in quiescenza proveniente dalla Cassa di Previdenza del Personale della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, confluito nel Fondo in argomento il 1° luglio 2019.

E' necessario precisare che qualora il Fondo, dopo l'approvazione del bilancio, presenti un disavanzo tecnico secondo la metodologia civilistica, lo statuto ne prevede il ripianamento immediato da parte delle Banche coobbligate;

  • il Fondo pensione per il personale Cariplo, fondo con personalità giuridica e piena autonomia patrimoniale, il cui scopo è quello di garantire un trattamento pensionistico integrativo degli assegni dell'AGO ai pensionati Cariplo già tali al 30 giugno 1998;
  • piano a benefici definiti in essere presso la filiale di New York: il fondo fu creato nel 1977 dalla filiale della Banca Commerciale Italiana e garantisce un trattamento pensionistico a tutti i dipendenti residenti negli Stati Uniti che abbiano avuto almeno 5 anni di servizio presso la Banca. Il beneficio si intende maturato anche se il rapporto di lavoro cessa anticipatamente. Il beneficio è calcolato sulla base della media della retribuzione di lavoro più elevata ricevuta in tre anni consecutivi durante gli ultimi 10 anni di lavoro prima della cessazione dal servizio, oppure, se il rapporto di lavoro cessa prima, sulla base della media della retribuzione degli ultimi tre anni di lavoro. Attualmente il fondo non è più gestito nei libri contabili della Filiale di New York, ma è stato interamente trasferito al Fondo Prudential (Fondo a prestazione definita che gestisce le posizioni degli iscritti);
  • Fondo di Previdenza della Cassa di Risparmio di Firenze: fondo con personalità giuridica e piena autonomia patrimoniale il cui scopo è quello di garantire un trattamento pensionistico integrativo al personale della Cassa, in servizio al 31 dicembre 1990 e già iscritto al preesistente "fondo ex esonerato".

In data 5 dicembre 2017 Intesa Sanpaolo S.p.A., anche nella qualità di Capogruppo, ha sottoscritto un accordo con le Organizzazioni Sindacali, in qualità di Fonti Istitutive, per l'integrazione della Cassa di Previdenza Integrativa per il Personale dell'Istituto Bancario San Paolo di Torino nel Fondo di Previdenza Complementare per il Personale del Banco di Napoli – Sezione A (che dal 1° gennaio 2019 ha cambiato denominazione in "Fondo pensione a prestazione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo", con sede a Torino). Tale accordo ha previsto anche la formulazione agli iscritti di un'offerta individuale di capitalizzazione della prestazione integrativa, che si è concretizzata a partire del secondo semestre del 2018, proseguendo nel corso del 2019 e del 2020: le adesioni pervenute nel corrente esercizio hanno determinato una flessione dell'obbligazione di circa 10 milioni, fronteggiate in parte dal patrimonio del Fondo (circa 5 milioni), in parte attraverso l'utilizzo dei Fondi appositamente costituiti presso la Banca, in forza della garanzia prestata (circa 5 milioni).

Con riferimento alle politiche di investimento e di gestione integrata dei rischi, da parte dei Fondi viene verificato il grado di copertura e le possibili evoluzioni in diversi scenari. Allo scopo vengono studiate diverse configurazioni di universi investibili e di mix e allocazione di portafoglio, al fine di rispondere nel modo più adeguato possibile agli obiettivi previdenziali e reddituali.

2. Variazioni nell'esercizio delle passività (attività) nette a benefici definiti e dei diritti di rimborso

(milioni di euro)
Passività del piano pensionistico 31.12.2020 31.12.2019
obbligazioni a benefici definiti TFR Piani
interni
Piani
esterni
TFR Piani
interni
Piani
esterni
Esistenze iniziali 1.057 169 1.667 845 138 1.718
Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro 2 2 3 1 2 4
Costo previdenziale per prestazioni di lavoro passate - - - - - -
Interessi passivi 5 3 11 12 4 21
Perdite attuariali rilevate per variazioni ipotesi finanziarie 20 17 58 53 21 118
Perdite attuariali rilevate per variazioni ipotesi demografiche - - 1 1 - 35
Perdite attuariali basate sull'esperienza passata - - 8 - - -
Differenze positive di cambio - - - - 7 -
Aumenti - operazioni di aggregazioni aziendali 9 - - 269 - -
Contributi dei partecipanti al piano X - - X - -
Utili attuariali rilevati per variazioni ipotesi finanziarie - - - - - -
Utili attuariali rilevati per variazioni ipotesi demografiche -10 - -1 - - -
Utili attuariali basati sull'esperienza passata -28 - -10 - - -30
Differenze negative di cambio - -9 -2 - - -
Indennità pagate -136 -3 -117 -136 -3 -122
Diminuzioni - operazioni di aggregazioni aziendali -1 - - - - -
Effetto riduzione del fondo X - -14 X - -78
Effetto estinzione del fondo X - - X - -
Altre variazioni in aumento 217 - - 233 - 1
Altre variazioni in diminuzione -208 -1 - -221 - -
Rimanenze finali 927 178 1.604 1.057 169 1.667
Passività del piano pensionistico dbo 31.12.2020 31.12.2019
TFR Piani
interni
Piani
esterni
TFR Piani
interni
Piani
esterni
Piani non finanziati 927 - - 1.057 - -
Piani finanziati parzialmente - - - - - -
Piani finanziati pienamente - 178 1.604 - 169 1.667

Gli utili e le perdite attuariali per variazioni di ipotesi finanziarie sono dovuti alla dinamica dei tassi. L'andamento della curva Eur Composite AA utilizzata per la determinazione del valore attuale delle obbligazioni a benefici definiti ha evidenziato, rispetto all'anno precedente, una flessione media dello 0,49% sulle diverse scadenze temporali.

Sulla base delle risultanze dei conteggi attuariali, il valore attuale delle obbligazioni a benefici definiti, escluso il TFR, risulta così suddiviso:

Piani interni

– come sopra riportato si riferiscono a piani a benefici definiti in essere presso la filiale di Londra, interamente a carico di Intesa Sanpaolo S.p.A.

Piani esterni

  • 702 milioni riferiti al Pensione a Prestazione Definita del Gruppo Intesa Sanpaolo (di cui 693 milioni di competenza di Intesa Sanpaolo S.p.A.);
  • 485 milioni riferiti al Fondo pensioni per il Personale Cariplo, interamente a carico di Intesa Sanpaolo S.p.A.;
  • 28 milioni riferiti ai piani a benefici definiti in essere presso la filiale di New York, interamente a carico di Intesa Sanpaolo S.p.A.;
  • 389 milioni riferiti al Fondo di Previdenza della Cassa di Risparmio di Firenze, quasi interamente a carico di Intesa Sanpaolo S.p.A.

3. Informazioni sul fair value delle attività a servizio del piano

(milioni di euro)
Attività a servizio del piano 31.12.2020 31.12.2019
Piani
interni
Piani
esterni
Piani
interni
Piani
esterni
Esistenze iniziali 132 1.533 109 1.572
Rendimento delle attività al netto degli interessi 2 49 11 75
Interessi attivi 3 9 3 19
Differenze positive di cambio - - 6 -
Aumenti- operazioni di aggregazione aziendale - - - -
Contributi versati dal datore di lavoro 5 - 6 -
Contributi versati dai partecipanti al piano - - - -
Differenze negative di cambio -7 -2 - -
Diminuzioni- operazioni di aggregazione aziendale - - - -
Indennità pagate -3 -117 -3 -122
Effetto riduzione del fondo - -9 - -39
Effetto estinzione del fondo - - - -
Altre variazioni -1 12 - 28
Rimanenze finali 131 1.475 132 1.533

Le rimanenze finali dei piani interni, come sopra riportato si riferiscono a piani a benefici definiti in essere presso la filiale di Londra, interamente a carico di Intesa Sanpaolo S.p.A.

Le rimanenze finali dei piani esterni sono così ripartite:

  • 567 milioni relativi al Fondo Pensione a Prestazione Definita del Gruppo Intesa Sanpaolo;
  • 475 milioni relativi al Fondo pensioni per il personale Cariplo;
  • 16 milioni relativi ai piani a benefici definiti in essere presso la filiale di New York;
  • 417 milioni relativi al Fondo di Previdenza della Cassa di Risparmio di Firenze.
(milioni di euro)
Attività a servizio del piano: informazioni
integrative
31.12.2020 31.12.2019
Piani
interni
% Piani
esterni
% Piani
interni
% Piani
esterni
%
Strumenti di capitale 67 51,2 250 17,0 70 53,2 231 15,0
- di cui livello 1 di fair value 67 231 70 211
Fondi comuni di investimento - - 278 18,8 - - 224 14,6
- di cui livello 1 di fair value - 216 - 165
Titoli di debito 52 39,8 455 30,8 50 37,8 571 37,3
- di cui livello 1 di fair value 52 455 50 571
Immobili e partecipazioni in società immobiliari 8 5,7 396 26,9 8 6,1 423 27,6
- di cui livello 1 di fair value - - - -
Gestioni assicurative - - - - - - - -
- di cui livello 1 di fair value - - - -
Altre attività 4 3,3 96 6,5 4 2,9 84 5,5
- di cui livello 1 di fair value - - - -
TOTALE 131 100,0 1.475 100,0 132 100,0 1.533 100,0

(milioni di euro)
Attività a servizio del piano: informazioni
integrative
31.12.2020 31.12.2019
Piani
interni
% Piani
esterni
% Piani
interni
% Piani
esterni
%
Strumenti di capitale 67 51,2 250 17,0 70 53,2 231 15,0
- di cui società finanziarie 67 56 70 57
- di cui società non finanziarie - 194 - 174
Fondi comuni di investimento - - 278 18,8 - - 224 14,6
Titoli di debito 52 39,8 455 30,8 50 37,8 571 37,3
Titoli di stato 52 243 50 361
- di cui rating investment grade 52 239 50 361
- di cui rating speculative grade - 4 - -
Società finanziarie - 97 - 109
- di cui rating investment grade - 66 - 78
- di cui rating speculative grade - 31 - 31
Società non finanziarie - 115 - 101
- di cui rating investment grade - 81 - 75
- di cui rating speculative grade - 34 - 26
Immobili e partecipazioni in società immobiliari 8 5,7 396 26,9 8 6,1 423 27,6
Gestioni assicurative - - - - - - - -
Altre attività 4 3,3 96 6,5 4 2,9 84 5,5
TOTALE ATTIVITA' 131 100,0 1.475 100,0 132 100,0 1.533 100,0

La differenza tra le passività nette a benefici definiti (tab. 10.5.2) e le attività al servizio del piano (tab. 10.5.3) trova rilevazione contabile nei fondi di quiescenza aziendali.

4. Descrizione delle principali ipotesi attuariali

Ipotesi attuariali Tasso
di
sconto
31.12.2020
Tasso di
rendimento
atteso
Tasso
atteso di
incrementi
retributivi
(a)
Tasso
annuo di
inflazione
Tasso
di
sconto
31.12.2019
Tasso di
rendimento
atteso
Tasso
atteso di
incrementi
retributivi
(a)
Tasso
annuo di
inflazione
TFR 0,0% X 2,0% 1,1% 0,4% X 2,7% 1,5%
PIANI INTERNI 1,5% 0,0% 2,7% 2,7% 2,0% 0,0% 1,9% 1,9%
PIANI ESTERNI 0,7% 2,9% 2,0% 1,0% 1,2% 3,5% 2,6% 1,2%
(a) Al netto degli sviluppi di carriera

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, a partire dall'esercizio 2013, utilizza prevalentemente come tasso di attualizzazione la curva dei tassi Eur Composite AA ponderata in base al rapporto tra i pagamenti e gli anticipi riferiti a ciascuna scadenza da un lato, e l'ammontare complessivo dei pagamenti e degli anticipi che devono essere sostenuti fino all'estinzione finale dell'intera obbligazione dall'altro. In particolare, nel caso di piani a benefici definiti, il tasso utilizzato corrisponde al tasso medio che riflette i parametri di mercato cui si riferisce il piano. La curva Eur Composite AA è ricavata giornalmente tramite l'information provider di Bloomberg e fa riferimento ad un paniere di titoli emessi da emittenti corporate "investment grade" compresi nella classe "AA" di rating residenti nell'area euro e appartenenti a diversi settori.

5. Informazioni su importo, tempistica e incertezza sui flussi finanziari

Analisi di sensitivity 31.12.2020
TFR PIANI INTERNI PIANI ESTERNI
+50 bps -50 bps +50 bps -50 bps +50 bps -50 bps
Tasso di attualizzazione 891 971 175 182 1.519 1.699
Tasso di incrementi retributivi 929 929 181 176 1.627 1.582
Tasso di inflazione 962 898 180 177 1.668 1.545

L'analisi di sensitivity sul tasso di rendimento atteso non viene effettuata in quanto non ha effetti sul calcolo delle passività.

L'analisi di sensitivity è stata effettuata sulle passività nette a benefici definiti di cui alla tabella 10.5.2. I dati esposti, in valore assoluto, indicano quale sarebbe l'ammontare delle passività nette a benefici definiti in presenza di una variazione di +/- 50 bps di tasso.

La duration media dell'obbligazione a benefici definiti è pari a 12,44 anni per i fondi pensione e 8,5 anni per il TFR.

Gli eventuali esborsi da effettuarsi nel prossimo esercizio (ripianamento disavanzo tecnico previsto dallo statuto del Fondo Pensione a Prestazione Definita del Gruppo Intesa Sanpaolo) saranno determinati al momento della redazione del bilancio del Fondo stesso, che avverrà nei prossimi mesi di maggio/giugno.

6. Piani relativi a più datori di lavoro

Nella Banca è presente un piano a benefici definiti relativo a più datori di lavoro. Si tratta del Fondo Pensioni per il Personale ex Crediop assunto sino al 30 settembre 1989 che, in data 1° gennaio 2016, è confluito all'interno della Sezione A del Fondo Pensione Complementare per il personale del Banco di Napoli (oggi Fondo Pensione a Prestazione Definita del Gruppo Intesa Sanpaolo).

Gli impegni di Crediop S.p.A. (ora Dexia-Crediop) e di Sanpaolo IMI S.p.A. (ora Intesa Sanpaolo) nei confronti del Fondo, sono regolati dall'accordo del 28/05/1999 stipulato tra le due parti e il suo trasferimento all'interno della Sezione A del Fondo Pensione a Prestazione Definita del Gruppo Intesa Sanpaolo non ha modificato le garanzie e gli impegni a suo tempo sottoscritti tra le due entità.

7. Piani a benefici definiti che condividono i rischi tra entità sotto controllo comune

Il Fondo Pensione a Prestazione Definita del Gruppo Intesa Sanpaolo e il Fondo di Previdenza della Cassa di Risparmio di Firenze sono piani a benefici definiti che condividono i rischi tra diverse Società del Gruppo. Tali Società rilasciano, per i propri dipendenti e pensionati iscritti, garanzia solidale nei confronti degli enti previdenziali in argomento.

La passività in capo ad ogni Società coobbligata viene determinata da un Attuario Indipendente attraverso il metodo della "proiezione unitaria del credito" ed è iscritta in bilancio al netto delle attività a servizio del piano. Analogamente, il current service cost, che rappresenta il valore attuale medio alla data della valutazione delle prestazioni maturate dai lavoratori in servizio nel corso dell'esercizio, viene calcolato per ogni Società dal medesimo Attuario.

Ogni Società coobbligata riporta nella presente sezione, per ogni tabella, i dati delle passività/attività complessivi dei Fondi per i quali risulta coobbligata, evidenziando in calce alle medesime tabelle, le quote di passività/attività di propria competenza.

10.6 Fondi per rischi ed oneri - altri fondi

(milioni di euro)
Voci/Componenti 31.12.2020 31.12.2019
Altri fondi
1. controversie legali e fiscali 646 616
2. oneri per il personale 2.120 1.437
oneri per iniziative di incentivazione all'esodo 1.652 991
premi per anzianità ai dipendenti 108 112
altri oneri diversi del personale 360 334
3. altri rischi e oneri 742 456
Totale 3.508 2.509

Gli Altri fondi sono distinti in:

− Controversie legali e fiscali: il fondo è costituito essenzialmente per fronteggiare le previsioni di esborso sulle cause passive, sulle revocatorie fallimentari e contenziosi fiscali;

− Oneri per il personale: il fondo include gli oneri per l'incentivazione all'esodo e per premi di anzianità del personale dipendente (determinati in base a valutazioni attuariali) nonché gli accantonamenti per bonus e altri esborsi relativi ai dipendenti; l'incremento dell'esercizio è principalmente ascrivibile all'accordo di incentivazione all'esodo del personale sottoscritto con le OO.SS. lo scorso 29 settembre 2020, conseguente all'integrazione con UBI Banca:

− Altre fattispecie: si riferiscono principalmente a stanziamenti destinati a fronteggiare gli oneri connessi all'integrazione di UBI Banca e delle ex Banche Venete, gli oneri derivanti dalla cessione di un gruppo di filiali a BPER, gli oneri connessi alla cessione di portafogli di crediti NPL e altri oneri riferiti a obbligazioni diverse.

SEZIONE 11 – AZIONI RIMBORSABILI – VOCE 120

11.1 Azioni rimborsabili: composizione

Fattispecie non presente per Intesa Sanpaolo.

SEZIONE 12 – PATRIMONIO DELL'IMPRESA – VOCI 110, 130, 140, 150, 160, 170 E 180

12.1 "Capitale" e "Azioni proprie": composizione

Al 31 dicembre 2020, la Banca ha in portafoglio 42.128.001 azioni proprie interamente liberate. Per quanto riguarda le informazioni di questa sezione, si rimanda al successivo punto 12.3.

12.2 Capitale - Numero azioni: variazioni annue

Voci/Tipologie Ordinarie
A. Azioni esistenti all'inizio dell'esercizio 17.509.728.425
- interamente liberate 17.509.728.425
- non interamente liberate -
A.1 Azioni proprie (-) -26.380.005
A.2 Azioni in circolazione: esistenze iniziali 17.483.348.420
B. Aumenti 1.927.436.679
B.1 Nuove emissioni 1.920.734.880
- a pagamento: 1.920.734.880
operazioni di aggregazioni di imprese -
conversione di obbligazioni -
esercizio di warrant -
altre (OPAS UBI) 1.920.734.880
- a titolo gratuito: -
a favore dei dipendenti -
a favore degli amministratori -
altre -
B.2 Vendita di azioni proprie 99.992
B.3 Altre variazioni 6.601.807
C. Diminuzioni -22.449.795
C.1 Annullamento -
C.2 Acquisto di azioni proprie -15.891.692
C.3 Operazioni di cessione di imprese -
C.4 Altre variazioni -6.558.103
D. Azioni in circolazione: rimanenze finali 19.388.335.304
D.1 Azioni proprie (+) 42.128.001
D.2 Azioni esistenti alla fine dell'esercizio 19.430.463.305
- interamente liberate 19.430.463.305
- non interamente liberate -

12.3 Capitale: altre informazioni

Al 31 dicembre 2020, il capitale sociale della Banca è pari a 10.084 milioni, suddiviso in numero 19.430.463.305 azioni ordinarie, prive di valore nominale. Ogni azione ordinaria attribuisce il diritto ad un voto nell'Assemblea. Alla data del presente documento il capitale risulta interamente versato e liberato.

Nel contesto delle scritture effettuate in base all'IFRS 3 in relazione all'operazione di aggregazione tra Banca Intesa e Sanpaolo IMI, perfezionatasi in data 1.1.2007, si è generata una riserva che al 31.12.2020 ammonta a 23.734 milioni, pari alla differenza del costo di acquisizione del Gruppo Sanpaolo IMI ed il valore nominale delle azioni emesse al servizio dell'operazione di scambio. Nel bilancio 2007 essa è stata classificata tra i sovrapprezzi di emissione, in base a pareri espressi da qualificati giuristi. Si procederà a riclassificare diversamente questa riserva qualora disposizioni di Legge o delle Autorità di Vigilanza dovessero indicare una diversa soluzione.

Si evidenzia che nel corso dell'esercizio 2020, il Capitale è stato interessato dalle seguenti variazioni nell'ambito dell'Offerta pubblica di Acquisto e Scambio Volontaria (OPAS) promossa da Intesa Sanpaolo S.p.A. sulla totalità delle azioni ordinarie di UBI Banca S.p.A.;

  • − da un aumento di 912.250.895,40 euro, a fronte dell'emissione di n. 1.754.328.645 nuove azioni ordinarie, prive del valore nominale, a servizio dell'esecuzione parziale dell'aumento di capitale sociale a servizio dell'OPAS;
  • − da un aumento di 77.662.579,28 euro, a fronte dell'emissione di n. 149.351.114 nuove azioni ordinarie, prive del valore nominale, a seguito dell'adempimento dell'obbligo di acquisto ai sensi dell'art. 108, comma 2, del TUF;
  • − da un aumento di 8.868.662,92 euro, a fronte dell'emissione di n. 17.055.121 nuove azioni ordinarie, prive del valore nominale, a seguito della conclusione della Procedura Congiunta per l'esercizio del diritto di acquisto ai sensi dell'art. 111 del TUF e l'adempimento dell'obbligo di acquisto ai sensi dell'art. 108, comma 1, del TUF su tutte le rimanenti azioni UBI Banca.

Per completezza si evidenzia che nel corso dell'esercizio, la Riserva Sovrapprezzo è stata oggetto:

  • − di un incremento di euro 2.234.312.962,27 a fronte dell'aumento di capitale a pagamento a servizio dell'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio su azioni UBI Banca;
  • − di un incremento di euro 190.213.578,79 conseguente alla Procedura di Adempimento dell'Obbligo di Acquisto ai sensi dell'art. 108, comma 2, del TUF;
  • − di un incremento di euro 21.721.402,11 a fronte della successiva Procedura Congiunta per esercitare il Diritto di Acquisto ai sensi dell'art. 111 del TUF ed adempiere all'Obbligo di Acquisto ai sensi dell'art. 108, comma 1, del TUF;
  • − dell'allocazione degli oneri accessori di diretta imputazione connessi alla predetta operazione di aumento di capitale, al netto dei relativi effetti fiscali, per un importo netto negativo pari a euro 81.259.776,56.

La riserva sovrapprezzo è stata inoltre movimentata per un importo positivo pari a euro 5.939.286,77 a fronte dell'assegnazione di azioni effettuata a favore dei Key Managers e per un importo negativo pari a euro 1.304.426,55 a fronte delle negoziazioni di azioni proprie.

12.4 Riserve: altre informazioni

Le riserve ammontano a 7.609 milioni ed includono: la riserva legale, la riserva straordinaria, le riserve da concentrazione (L. 30/7/1990, art. 7, comma 3, n. 218 e L. 30/7/1990, art. 7, n. 218) e le altre riserve. La riserva legale, costituita a norma di legge, deve essere almeno pari ad un quinto del capitale sociale; essa è stata costituita in passato tramite accantonamenti degli utili netti annuali per almeno un ventesimo degli stessi. Nel caso in cui la riserva dovesse diminuire, occorre reintegrarla tramite la destinazione obbligatoria di un ventesimo dell'utile. Le riserve da concentrazione ex L. 30 luglio 1990 n. 218 sono state costituite in occasione di operazioni di riorganizzazione o concentrazione effettuate ai sensi della citata legge.

Le altre riserve comprendono le riserve di pertinenza delle filiali estere ed altre riserve costituite nel passato a fronte di specifiche disposizioni normative.

Le riserve da valutazione ammontano a 1.176 milioni ed includono le riserve delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, le riserve dei contratti derivati di copertura di flussi finanziari, le variazioni connesse al proprio merito creditizio delle passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico e le rivalutazioni delle passività (attività) nette per piani a benefici definiti, nonché le riserve derivanti da leggi speciali di rivalutazione e dalla rivalutazione degli immobili e del patrimonio artistico.

Si evidenzia che nel corso dell'esercizio 2020, le Riserve sono state oggetto delle seguenti movimentazioni:

  • − all'allocazione alla Riserva straordinaria del residuo utile dell'esercizio 2019, pari a euro 2.124.474.390 come da deliberazione dell'Assemblea ordinaria del 27 aprile 2020;
  • − all'imputazione alla Riserva straordinaria dell'importo complessivo netto di segno positivo di euro 2.080.191.861 relativo alla differenza di fusione derivante dall'annullamento delle azioni della società controllata Banca IMI S.p.A., incorporata nell'esercizio. In proposito si precisa che, a norma dell'art. 172, comma 5, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, con riferimento alla differenza di fusione in precedenza citata saranno ricostituite Riserve in sospensione di imposta per un importo positivo pari a euro 4.395;
  • − all'imputazione ad Altre riserve dell'importo complessivo netto di segno negativo di euro 237.601.478 a fronte delle cedole corrisposte ai sottoscrittori degli strumenti Additional Tier 1, al netto della relativa fiscalità;
  • − all'adeguamento delle riserve dedicate ai piani "Equity Settled Share Based Payments" (denominato "LECOIP 2.0" e indirizzato alla generalità del personale dipendente) e "Performance-based Option Plan" (denominato "POP" e riservato al Top Management, ai Risk Taker e ai Manager strategici della Banca), per un importo complessivo netto di segno positivo di euro 189.678.466;
  • − all'iscrizione ad Altre riserve ai sensi dell'IFRS 2 del fair value delle azioni da assegnare al Top Management nell'ambito dei piani "equity settled" loro riservati per un importo complessivo netto positivo di euro 20.259.513;
  • − al giro ad Altre riserve delle Riserve da valutazione a fronte degli utili/perdite realizzati su Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, su Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (per effetto delle variazioni del proprio merito creditizio su certificate emessi), su Attività materiali valutate al fair value e su Piani previdenziali a benefici definiti, per un importo netto complessivo di segno positivo di euro 33.854.660;
  • − all'imputazione ad Altre Riserve dell'importo complessivo netto di segno negativo di euro 2.059.833 a fronte degli utili/perdite derivanti dal riacquisto di propri di strumenti di Additional Tier 1, al netto della relativa fiscalità;
  • − altri effetti, per un importo complessivo netto di segno positivo di euro 920.112.

Importo al
31.12.2020
Quota
capitale
Quota
utili
Quota in
sospensione
d'imposta
Possibilità
di
utilizzazione
(a)
(milioni di euro)
Riepilogo
utilizzi
effettuati
negli
ultimi tre
esercizi
Patrimonio netto
– Capitale sociale 10.084 7.560 1.335 1.189 - -
– Strumenti di capitale 7.053 7.098 -45 - - -
– Sovraprezzi di emissione (b) 27.603 13.566 11.840 2.197 A, B, C 2.065
– Riserva legale 2.065 520 1.545 - A(1), B, C(1) -
– Riserva straordinaria 5.357 61 5.296 - A, B, C -
– Riserva da concentrazione (L. 30/07/1990) n. 218, art. 7 c. 3) 232 - - 232 A, B(2), C(3) -
– Riserva da concentrazione (L. 30/07/1990) n. 218, art. 7) 302 - - 302 A, B(2), C(3) -
– Altre riserve di cui:
Riserva di legge Filiali Estere 16 - 16 - A, B, C -
Riserva contribuzione piani di incentivazione Lecoip 2.0 / POP 491 491 - - A -
Riserva per accollo liberatorio piano di incentivazione POP -160 -160 - - - -
Riserva IFRS 2 per piano incentivazione del personale 78 78 - - A -
Riserva su strumenti di capitale AT1 -906 - -906 - - -
Riserve: altre 134 - 131 3 A -
– Riserve da valutazione:
Riserva di rivalutazione (L. 2/12/1975, n. 576) 4 - - 4 A, B(2), C(3) -
Riserva di rivalutazione (L. 19/3/1983) 146 - - 146 A, B(2), C(3) -
Riserva di rivalutazione (L. 29/12/1990, n. 408) 9 - - 9 A, B(2), C(3) -
Riserva di rivalutazione (L.30/12/1991, n. 413) 380 - - 380 A, B(2), C(3) -
Riserva di rivalutazione (L. 22/11/2000, n. 342) 457 - - 457 A, B(2), C(3) -
Riserva da rivalutazione FVOCI -76 - -76 - - -
Riserva da valutazione attività materiali e immateriali 1.503 - 1.503 - (4) -
Riserva da valutazione CFH -789 - -789 - - -
Riserva da valutazione piani a benefici definiti
Riserva da valutazione Passività finanziarie designate al fair value con impatto a
-359 - -359 - - -
conto economico -99 - -99 - - -
– Azioni proprie -90 -90 - - - -
Totale Capitale e Riserve 53.435 29.124 19.392 4.919 (5) -
Quota non distribuibile (c) 7.835 - - - - -

(a) A = per aumento di capitale; B = per copertura perdite; C = per distribuzione ai soci.

(b) La riserva ha origine per 23.734 milioni dall'operazione di fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo IMI per effetto dell'applicazione del Principio contabile IFRS 3 relativo alle operazioni di aggregazione. In attesa di un intervento legislativo in merito alla qualificazione della riserva iscritta in applicazione del citato principio contabile, questa è considerata indisponibile sino a concorrenza dei valori di avviamento e intangibili iscritti in bilancio.

Si evidenzia, limitatamente alla quota in sospensione di imposta, che in caso di utilizzazione della riserva a copertura di perdite non si può dare luogo a distribuzione di utili fino a quando la riserva non è integrata, o ridotta in misura corrispondente. Inoltre, qualora la quota in sospensione di imposta venga distribuita ai soci, la stessa concorre a formare il reddito di impresa.

Nella riserva è altresì compresa una quota, pari a 1.685 milioni, assoggettata a vincolo di tassabilità in caso di distribuzione a seguito del riallineamento dei valori fiscali ai maggiori valori contabili di taluni cespiti immobiliari operato ai sensi e per gli effetti dell'art. 1, comma 948, della Legge n. 145/2018.

(c) La quota non distribuibile è principalmente riferibile alle riserve di rivalutazione, alle riserve da valutazione costituite in contropartita diretta della valutazione al fair value delle attività materiali, alla riserva costituita nell'ambito dei piani di incentivazione a lungo termine Lecoip 2.0/POP, a parte della riserva sovrapprezzo, alle altre riserve in sospensione di imposta, alla quota degli utili corrispondente alle plusvalenze iscritte nel conto economico dell'esercizio precedente, al netto del relativo onere fiscale, che discendono dall'applicazione del criterio del valore equo (fair value), ai sensi dell'art. 6, 1° comma, lett. a) del D.Lgs. n. 38/2005 nonchè alla quota della riserva legale corrispondente ad un quinto del capitale sociale ai sensi dell'art. 2430 del cod.civile.

(1) Utilizzabile per aumento di capitale (A) e per la distribuzione ai soci (C) per la quota che supera un quinto del capitale sociale.

(2) In caso di utilizzazione della riserva a copertura di perdite non si può dare luogo a distribuzione di utili fino a quando la riserva non è integrata, o ridotta in misura corrispondente.

(3) La riserva, qualora non venga imputata al capitale, può essere ridotta soltanto con l'osservanza delle disposizioni dei commi secondo e terzo dell'art. 2445 c.c. Qualora venga distribuita ai soci concorre a formare il reddito imponibile della società.

(4) La riserva è indisponibile ai sensi dell'art. 6 del D.Lgs. n. 38/2005.

(5) Per effetto dell'applicazione dell'art. 47, comma 1, del TUIR, nella quota utili sono comprese riserve di utili per 4.208 milioni fiscalmente qualificate come riserve di capitale.

Le riserve da valutazione sono state ricomprese nell'ambito delle riserve di utili stante che si tratta o di riserve destinate a confluire nel conto economico al momento del realizzo o estinzione delle corrispondenti attività o passività ovvero di riserve sostanzialmente assimilabili a riserve di utile.

La proposta di destinazione degli utili dell'esercizio 2020 è riportata nello specifico separato capitolo del presente bilancio.

12.5 Strumenti di capitale: composizioni e variazioni annue

Nel corso del 2020 Intesa Sanpaolo ha emesso quattro nuovi strumenti di capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1) di nominali 750 milioni di euro ciascuno che presentano caratteristiche in linea con la normativa "CRD IV". Tali titoli si aggiungono ai due strumenti di capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1) emessi nel 2017, rispettivamente, per 1,25 miliardi di euro e 750 milioni di euro, destinati ai mercati internazionali. Si ricorda infine che nel 2016 e nel 2015 erano stati emessi altri due titoli, rispettivamente, per 1,25 miliardi di euro e per 1 miliardo di U.S.\$, quest'ultimo destinato al mercato americano e canadese. Anche questi titoli presentano caratteristiche in linea con la normativa "CRD IV".

Per completezza si segnala che talune delle predette emissioni di Strumenti di capitale – Additional Tier 1 sono state oggetto di riacquisti nell'ambito dell'operatività svolta dalla Banca sul mercato secondario di tali strumenti.

12.6 Altre informazioni

Non si segnalano ulteriori informazioni oltre a quelle già fornite nella presente Sezione.

ALTRE INFORMAZIONI

1. Impegni e garanzie finanziarie rilasciate (diversi da quelli designati al fair value)

(milioni di euro)
Valore nominale su impegni e garanzie
finanziarie rilasciate
31.12.2019
Primo stadio Secondo
stadio
Terzo stadio
1. Impegni a erogare fondi 227.075 29.848 1.359 258.282 250.802
a) Banche Centrali 1.246 34 - 1.280 1.267
b) Amministrazioni pubbliche 5.930 1.372 2 7.304 6.945
c) Banche 69.651 1.400 7 71.058 70.491
d) Altre società finanziarie 53.347 4.319 21 57.687 55.945
e) Società non finanziarie 91.731 21.952 1.291 114.974 110.594
f) Famiglie 5.170 771 38 5.979 5.560
2. Garanzie finanziarie rilasciate 63.759 7.518 769 72.046 53.507
a) Banche Centrali - - - - 1
b) Amministrazioni pubbliche 383 28 - 411 226
c) Banche 33.777 140 1 33.918 16.845
d) Altre società finanziarie 4.702 741 4 5.447 2.502
e) Società non finanziarie 24.686 6.569 760 32.015 33.658
f) Famiglie 211 40 4 255 275

Tra gli "impegni a erogare fondi" figurano gli impegni che possono dar luogo a rischi di credito soggetti alle regole di determinazione della perdita attesa secondo quanto previsto dall'IFRS 9, inclusi i margini revocabili disponibili su linee di credito concesse alla clientela e alle banche (per un importo complessivo pari a 199.322 milioni nel 2020).

2. Altri impegni e altre garanzie rilasciate

Fattispecie non presente per Intesa Sanpaolo.

3. Attività costituite a garanzia di proprie passività e impegni

Portafogli 31.12.2020 (milioni di euro)
31.12.2019
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 1.550 95
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 4.596 16.091
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 169.354 126.064
4. Attività materiali - -
di cui: attività materiali che costituiscono rimanenze - -

4. Gestione e intermediazione per conto terzi

(milioni di euro)
Tipologia servizi 31.12.2020 31.12.2019
1. Esecuzione di ordini per conto della clientela
a) Acquisti 622.303 -
1. regolati 609.873 -
2. non regolati 12.430 -
b) Vendite 620.602 -
1. regolati 620.489 -
2. non regolati 113 -
2. Gestioni individuali di portafogli
a) individuali - -
b) collettive - -
3. Custodia e amministrazione di titoli
a) titoli di terzi in deposito: connessi con lo svolgimento di banca depositaria (escluse le
gestioni di portafoglio)
- -
1. titoli emessi dalla banca che redige il bilancio - -
2. altri titoli - -
b) titoli di terzi in deposito (escluse gestioni di portafogli): altri 495.788 505.074
1. titoli emessi dalla banca che redige il bilancio 15.844 7.021
2. altri titoli 479.944 498.053
c) titoli di terzi depositati presso terzi 491.261 500.659
d) titoli di proprietà depositati presso terzi 136.038 81.747
4. Altre operazioni 532.127 65.703

Nella sottovoce 1. figurano gli Acquisti e le Vendite effettuati nell'ambito dell'attività di esecuzione di ordini per conto della clientela, operatività non presente nel 2019 in quanto svolta dalla ex società del Gruppo Banca IMI, incorporata nel corso dell'esercizio 2020.

La sottovoce 4. "Altre operazioni" è relativa alle attività di ricezione e raccolta ordini e di collocamento. L'incremento rispetto al 2019 è principalmente ascrivibile all'incorporazione di Banca IMI.

Precisazione circa le clausole contrattuali dei debiti finanziari

Si rinvia all'informativa presente nell'analoga sezione della Nota Integrativa consolidata.

5. Attività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi-quadro di compensazione o ad accordi similari

(milioni di euro)
Ammontare
lordo delle
Ammontare
delle
Ammontare
netto delle
non oggetto di Ammontari correlati Ammontare
netto
Ammontare netto
finanziare
finanziarie
finanziarie Bilancio 31.12.2020 31.12.2019
in bilancio
(b)
bilancio
(c=a-b)
Strumenti
finanziari
(d)
Depositi di
contante
ricevuti in
garanzia (e)
(f=c-d-e)
79.329 -54.645 24.684 19.198 3.933 1.553 477
25.186 - 25.186 25.043 17 126 -
- - - - - - -
- - - - - - -
104.515 -54.645 49.870 44.241 3.950 1.679 X
52.906 - 52.906 50.871 1.558 X 477
attività
(a)
passività
compensato
attività
riportato in
compensazione in

6. Passività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi-quadro di compensazione o ad accordi similari

(milioni di euro)
Forme tecniche Ammontare
Ammontare
Ammontare
lordo delle
delle attività
netto delle
passività
finanziarie
passività
Ammontari correlati non
oggetto di compensazione
in bilancio
Ammontare
netto
Ammontare
netto
finanziarie compensato finanziarie 31.12.2020 31.12.2019
(a) in bilancio (b) riportato in
bilancio (c=a
b)
Depositi di
contante
posti a
garanzia (e)
(f=c-d-e)
1. Derivati 91.851 54.645 37.206 18.243 16.991 1.972 627
2. Pronti contro termine 9.809 - 9.809 9.720 38 51 -
3. Prestito titoli - - - - - - -
4. Altre - - - - - - -
TOTALE 31.12.2020 101.660 54.645 47.015 27.963 17.029 2.023 X
TOTALE 31.12.2019 23.810 - 23.810 15.623 7.560 X 627

Il principio IFRS 7, modificato nel corso del 2013, richiede di fornire specifica informativa circa gli strumenti finanziari che sono stati compensati nello Stato Patrimoniale ai sensi dello IAS 32 o che sono potenzialmente compensabili, al ricorrere di determinate condizioni, ma vengono esposti nello Stato Patrimoniale senza effettuare compensazioni in quanto regolati da "accordi quadro di compensazione o similari" che non rispettano tutti i criteri stabiliti dallo IAS 32, paragrafo 42.

Al riguardo, si segnala che Intesa Sanpaolo ha in essere accordi che soddisfano i requisiti previsti dallo IAS 32, paragrafo 42 per la compensazione in bilancio.

Per quanto riguarda gli strumenti potenzialmente compensabili, al ricorrere di taluni eventi, e da esporre nelle tabelle 5 e 6, si segnala che Intesa Sanpaolo utilizza accordi bilaterali di netting che consentono, nel caso di default della controparte, la compensazione delle posizioni creditorie e debitorie relative a derivati finanziari e creditizi, nonché delle operazioni di tipo SFT (Securities Financing Transactions). In particolare, sono presenti accordi tipo ISDA (per operazioni in derivati) e GMRA (per pronti contro termine).

Con riferimento alle operazioni di prestito titoli, nelle tabelle 5 e 6 occorre riportare esclusivamente le operazioni che prevedono il versamento di garanzia in denaro che rientra nella piena disponibilità del prestatore, in quanto si tratta dell'unica tipologia di operazioni che trova rappresentazione nello Stato Patrimoniale. Intesa Sanpaolo non ha in essere al 31 dicembre 2020 operazioni della specie.

Ai fini della compilazione delle tabelle e in linea con quanto previsto dall'IFRS 7 e dalle nuove disposizioni che regolano il bilancio delle banche, si segnala che:

  • − gli effetti della potenziale compensazione dei controvalori di bilancio delle attività e passività finanziarie sono indicati in corrispondenza della colonna (d) "Strumenti finanziari", unitamente al fair value delle garanzie reali finanziarie rappresentate da titoli;
  • − gli effetti della potenziale compensazione dell'esposizione con le relative garanzie in contanti figurano in corrispondenza della colonna (e) "Depositi in contante ricevuti/dati in garanzie";
  • − le operazioni di pronti contro termine sono rappresentate nelle tabelle secondo il criterio di valutazione del costo ammortizzato, mentre le relative garanzie reali finanziarie sono riportate al loro fair value;
  • − le operazioni in derivati sono rappresentate al fair value.

Tali effetti sono computati per ogni singola controparte assistita da un accordo quadro di netting nei limiti dell'esposizione indicata nella colonna (c).

In base alle modalità di compilazione sopra descritte, gli accordi di netting tra gli strumenti finanziari e le relative garanzie consentono di ridurre in modo significativo l'esposizione creditoria/debitoria verso la controparte, come indicato in corrispondenza della colonna (f) "Ammontare netto".

7. Operazioni di prestito titoli

Si segnala il servizio bancario accessorio di prestito titoli offerto da Intesa Sanpaolo alla clientela (persone fisiche, persone giuridiche ed enti commerciali). Il contratto prevede il trasferimento della proprietà esclusivamente di titoli di debito di Stato e titoli di capitale con l'obbligo per Intesa Sanpaolo di restituirli, a fronte di un corrispettivo a titolo di remunerazione per la disponibilità degli stessi. L'operatività non ha finalità speculative.

Al 31 dicembre 2020, il collateral dell'operatività è pari a 64 milioni.

8. Informativa sulle attività a controllo congiunto

Intesa Sanpaolo non presenta attività a controllo congiunto.

Parte C – Informazioni sul conto economico

SEZIONE 1 – GLI INTERESSI - VOCI 10 E 20

1.1 Interessi attivi e proventi assimilati: composizione

(milioni di euro)
Voci Titoli di
debito
Finanziamenti Altre
operazioni
2020 2019
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico
52 22 - 74 132
1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione 29 - - 29 70
1.2 Attività finanziarie designate al fair value 2 - - 2 4
1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 21 22 - 43 58
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva 410 4 X 414 138
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 415 6.548 X 6.963 7.431
3.1 Crediti verso banche 15 214 X 229 441
3.2 Crediti verso clientela 400 6.334 X 6.734 6.990
4. Derivati di copertura X X -942 -942 -801
5. Altre attività X X 8 8 13
6. Passività finanziarie X X X 748 369
Totale 877 6.574 -934 7.265 7.282
di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired 2 633 - 635 793
di cui: interessi attivi su leasing finanziario - 210 - 210 245

Gli interessi attivi includono anche quelli su titoli utilizzati in operazioni pronti contro termine.

Gli interessi attivi su attività finanziarie impaired sono per la quasi totalità riferibili a crediti verso clientela e includono anche gli interessi dovuti al trascorrere del tempo, pari a 364 milioni (c.d. time value).

Si evidenzia infine che nella voce "Derivati di copertura" figurano i differenziali relativi ai derivati di copertura che correggono gli interessi attivi rilevati sugli strumenti finanziari coperti.

Nella voce "Passività finanziarie" sono inclusi gli interessi su operazioni di raccolta con tassi negativi.

1.2 Interessi attivi e proventi assimilati: altre informazioni

1.2.1 Interessi attivi su attività finanziarie in valuta

Al 31 dicembre 2020 gli interessi attivi su attività finanziarie in valuta ammontano a 686 milioni.

1.3 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione

(milioni di euro)
Voci Debiti Titoli Altre
operazioni
2020 2019
1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 506 1.498 X 2.004 2.752
1.1 Debiti verso banche centrali 33 X X 33 87
1.2 Debiti verso banche 307 X X 307 685
1.3 Debiti verso clientela 166 X X 166 248
1.4 Titoli in circolazione X 1.498 X 1.498 1.732
2. Passività finanziarie di negoziazione 2 - 2 4 18
3. Passività finanziarie designate al fair value - - - - 23
4. Altre passività e fondi X X 28 28 31
5. Derivati di copertura X X -377 -377 -328
6. Attività finanziarie X X X 379 378
Totale 508 1.498 -347 2.038 2.874
di cui: interessi passivi relativi ai debiti per leasing -16 - - -16 -19

Nelle voci "Debiti verso banche" e "Debiti verso clientela" sono inclusi anche gli interessi su operazioni pronti contro termine anche se effettuate a fronte di titoli iscritti nell'attivo.

Si segnala che nella voce "Derivati di copertura" figurano i differenziali relativi ai derivati di copertura che correggono gli interessi passivi rilevati sugli strumenti finanziari coperti.

Nella voce "Attività finanziarie" sono inclusi gli interessi su operazioni di impiego con tassi negativi.

1.4 Interessi passivi e oneri assimilati: altre informazioni

1.4.1 Interessi passivi su passività in valuta

Tra gli interessi passivi e oneri assimilati, al 31 dicembre 2020, sono stati contabilizzati 456 milioni relativi a passività finanziarie in valuta.

1.5 Differenziali relativi alle operazioni di copertura

(milioni di euro)
Voci 2020 2019
A. Differenziali positivi relativi a operazioni di copertura 2.301 1.589
B. Differenziali negativi relativi a operazioni di copertura -2.866 -2.062
C. Saldo (A-B) -565 -473

SEZIONE 2 – LE COMMISSIONI - VOCI 40 E 50

2.1 Commissioni attive: composizione

(milioni di euro)
Tipologia servizi/Valori 2020 2019
a) garanzie rilasciate 318 300
b) derivati su crediti - -
c) servizi di gestione, intermediazione e consulenza: 2.358 2.214
1. negoziazione di strumenti finanziari 113 -
2. negoziazione di valute 8 6
3. gestioni individuali di portafogli - -
3.1 individuali - -
3.2 collettive - -
4. custodia e amministrazione titoli 37 44
5. banca depositaria 10 10
6. collocamento di titoli 1.065 1.033
7. attività di ricezione e trasmissione di ordini 83 81
8. attività di consulenza 99 34
8.1 in materia di investimenti 58 34
8.2 in materia di struttura finanziaria 41 -
9. distribuzione di servizi di terzi 943 1.006
9.1 gestioni di portafogli 112 123
9.1.1 individuali 112 123
9.1.2 collettive - -
9.2 prodotti assicurativi 799 824
9.3 altri prodotti 32 59
d) servizi di incasso e pagamento 403 414
e) servizi di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
f) servizi per operazioni di factoring 70 87
g) esercizio di esattorie e ricevitorie - -
h) attività di gestione di sistemi multilaterali di negoziazione - -
i) tenuta e gestione dei conti correnti 1.045 1.076
j) altri servizi 1.049 1.007
Totale 5.243 5.098

La sottovoce j) "altri servizi" accoglie commissioni per servizi bancomat e carte di credito per 406 milioni, commissioni per finanziamenti per 539 milioni e commissioni per servizi diversi resi a clientela e banche per 104 milioni.

Si evidenzia che a seguito della riconduzione nell'ambito dei servizi di incasso e pagamento delle commissioni su bonifici estero, precedentemente ricomprese tra le negoziazioni di valute, si è proceduto a riesporre i dati della sottovoce c) 2. e della sottovoce d) dell'esercizio 2019.

Come richiesto dall'IFRS 15, paragrafo 116 b), si segnala che le commissioni includono i ricavi rilevati nel corso dell'esercizio inclusi nel saldo di apertura delle passività derivanti da contratti con clienti.

In linea con il paragrafo 116 c) dell'IFRS 15, sono inclusi ricavi derivanti da "performance obligation" adempiute negli anni precedenti per un ammontare pari a 17 milioni.

2.2 Commissioni attive: canali distributivi dei prodotti e servizi

(milioni di euro)
Canali/Valori 2020 2019
a) Presso propri sportelli: 2.000 2.036
1. gestioni di portafogli - -
2. collocamento di titoli 1.060 1.031
3. servizi e prodotti di terzi 940 1.005
b) Offerta fuori sede: 7 3
1. gestioni di portafogli - -
2. collocamento di titoli 4 2
3. servizi e prodotti di terzi 3 1
c) Altri canali distributivi: 1 -
1. gestioni di portafogli - -
2. collocamento di titoli 1 -
3. servizi e prodotti di terzi - -

2.3 Commissioni passive: composizione

(milioni di euro)
Servizi/Valori 2020 2019
a) garanzie ricevute 163 113
b) derivati su crediti 13 10
c) servizi di gestione e intermediazione: 263 41
1. negoziazione di strumenti finanziari 60 1
2. negoziazione di valute 3 3
3. gestione di portafogli: - -
3.1 proprie - -
3.2 delegate a terzi - -
4. custodia e amministrazione di titoli 43 35
5. collocamento di strumenti finanziari 150 -
6. offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi 7 2
d) servizi di incasso e pagamento 85 87
e) altri servizi 324 359
Totale 848 610

Nella sottovoce e) "altri servizi" sono inclusi 22 milioni per servizio bancomat, 172 milioni per servizio carte di credito e utilizzo circuiti internazionali, 3 milioni per operazioni di prestito titoli e 127 milioni per altri servizi bancari.

Come richiesto dall'IFRS 15, paragrafo 116 b), si segnala che le commissioni includono i ricavi rilevati nel corso dell'esercizio inclusi nel saldo di apertura delle passività derivanti da contratti con clienti per un ammontare pari a 54 milioni. In linea con il paragrafo 116 c) dell'IFRS 15, sono inclusi ricavi derivanti da "performance obligation" adempiute negli anni precedenti per un ammontare pari a 9 milioni.

SEZIONE 3 – DIVIDENDI E PROVENTI SIMILI - VOCE 70

3.1 Dividendi e proventi simili: composizione

(milioni di euro)
Voci/Proventi 2020 2019
Dividendi Proventi
simili
Dividendi Proventi
simili
A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 23 - - -
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 2 22 3 5
C. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 34 4 43 -
D. Partecipazioni 2.451 - 2.093 -
Totale 2.510 26 2.139 5

La sottovoce B. è relativa per 2 milioni a dividendi su azioni e per 22 milioni a proventi su quote di fondi chiusi, classificati tra le "Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value".

Gli altri proventi della sottovoce C. sono relativi a strumenti finanziari partecipativi classificati tra le "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva".

La sottovoce "D. Partecipazioni" comprende i dividendi distribuiti dalle società controllate e collegate:

  • − Fideuram Intesa Sanpaolo private Banking S.p.A. per 650 milioni;
  • − Eurizon Capital SGR S.p.A. per 600 milioni;
  • − Intesa Sanpaolo Vita S.p.A. per 504 milioni;
  • − Intesa Sanpaolo Holding International S.A. per 500 milioni;
  • − Private Equity International S.A. per 102 milioni;
  • − Bank of Alexandria per 89 milioni;
  • − altre partecipate per 6 milioni.

SEZIONE 4 – IL RISULTATO NETTO DELL'ATTIVITÀ DI NEGOZIAZIONE - VOCE 80

4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze Utili da
negoziazione
Minusvalenze Perdite da
negoziazione
Risultato
netto
1. Attività finanziarie di negoziazione 525 6.002 -397 -5.805 325
1.1 Titoli di debito 437 4.840 -323 -4.429 525
1.2 Titoli di capitale 84 1.038 -63 -1.179 -120
1.3 Quote di O.I.C.R. 4 15 -10 -28 -19
1.4 Finanziamenti - - -1 - -1
1.5 Altre - 109 - -169 -60
2. Passività finanziarie di negoziazione 36 25 -207 -94 -240
2.1 Titoli di debito - - - - -
2.2 Debiti 12 - -174 - -162
2.3 Altre 24 25 -33 -94 -78
3. Attività e passività finanziarie: differenze di cambio X X X X -245
4. Strumenti derivati 37.761 96.023 -31.786 -101.483 623
4.1 Derivati finanziari: 36.463 94.024 -30.308 -99.934 353
- Su titoli di debito e tassi di interesse 32.811 83.280 -28.520 -87.441 130
- Su titoli di capitale e indici azionari 3.383 8.942 -1.512 -10.715 98
- Su valute e oro X X X X 108
- Altri 269 1.802 -276 -1.778 17
4.2 Derivati su crediti 1.298 1.999 -1.478 -1.549 270
di cui: coperture naturali connesse con la fair value option X X X X -
Totale 38.322 102.050 -32.390 -107.382 463

Gli utili e le perdite delle "Attività finanziarie di negoziazione" sono esposti per singola operazione di compravendita, conformemente alle modalità di rilevazione contabile in uso presso la Banca, e includono il risultato sia delle posizioni lunghe sia delle posizioni corte.

Nella colonna "Risultato netto" sono inclusi gli utili, perdite, plusvalenze e minusvalenze da operazioni su valute e da derivati su valute e oro.

SEZIONE 5 – IL RISULTATO NETTO DELL'ATTIVITÀ DI COPERTURA - VOCE 90

5.1 Risultato netto dell'attività di copertura: composizione

(milioni di euro)
Componenti reddituali/Valori 2020 2019
A. Proventi relativi a:
A.1 Derivati di copertura del fair value 5.762 420
A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) 4.658 2.571
A.3 Passività finanziarie coperte (fair value) 523 130
A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
A.5 Attività e passività in valuta - -
Totale proventi dell'attività di copertura (A) 10.943 3.121
B. Oneri relativi a:
B.1 Derivati di copertura del fair value -8.054 -1.938
B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) -1.604 -595
B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) -1.249 -625
B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
B.5 Attività e passività in valuta - -
Totale oneri dell'attività di copertura (B) -10.907 -3.158
C. Risultato netto dell'attività di copertura (A - B) 36 -37
di cui: risultato delle coperture su posizioni nette - -

Intesa Sanpaolo si avvale della facoltà, prevista in sede di introduzione dell'IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS 39 in tema di "hedge accounting" (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) per ogni tipologia di copertura (sia per le coperture specifiche che per le macro-coperture). Per questa ragione, nella tabella "5.1 Risultato netto dell'attività di copertura: composizione", non è valorizzata la riga "di cui: risultato delle coperture su posizioni nette" prevista per i soggetti che applicano il principio contabile IFRS 9 anche per le coperture.

SEZIONE 6 – UTILI (PERDITE) DA CESSIONE/RIACQUISTO - VOCE 100

6.1 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione

(milioni di euro)
Voci/Componenti reddituali 2020 2019
Utili Perdite Risultato
netto
Utili Perdite Risultato
netto
A. Attività finanziarie
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 118 -318 -200 92 -118 -26
1.1 Crediti verso banche - - - - -2 -2
1.2 Crediti verso clientela 118 -318 -200 92 -116 -24
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
1.355 -573 782 223 -8 215
2.1 Titoli di debito 1.355 -573 782 223 -8 215
2.2 Finanziamenti - - - - - -
Totale attività (A) 1.473 -891 582 315 -126 189
B. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato
1. Debiti verso banche 41 -14 27 4 - 4
2. Debiti verso clientela 4 -2 2 1 - 1
3. Titoli in circolazione 214 -263 -49 185 -21 164
Totale passività (B) 259 -279 -20 190 -21 169

Il Risultato netto delle Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato della sottovoce 1.2 attiene principalmente alla cessione sul mercato di titoli di debito governativi nonché di un portafoglio di crediti deteriorati ad un veicolo SPV costituito ai sensi della legge n. 130/99 con ottenimento della garanzia statale "GACS".

Gli utili e le perdite delle Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva rappresentate da titoli di debito sono esposti per singola operazione di compravendita, conformemente alle modalità di rilevazione contabile in uso presso la Banca.

Il Risultato netto delle Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva della sottovoce 2.1 attiene agli utili e perdite derivanti principalmente dalla cessione di titoli di debito governativi.

SEZIONE 7 – IL RISULTATO NETTO DELLE ALTRE ATTIVITÀ' E PASSIVITÀ' FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO A CONTO ECONOMICO- VOCE 110

7.1 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle attività e delle passività finanziarie designate al fair value

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze Utili da
realizzo
Minusvalenze Perdite da
realizzo
Risultato
netto
1. Attività finanziarie - - - -1 -1
1.1 Titoli di debito - - - -1 -1
1.2 Finanziamenti - - - - -
2. Passività finanziarie 78 - -20 -1 57
2.1 Titoli in circolazione 78 - -20 -1 57
2.2 Debiti verso banche - - - - -
2.3 Debiti verso clientela - - - - -
3. Attività e passività finanziarie in valuta: differenze di
cambio
X X X X -
Totale 78 - -20 -2 56

Per quanto attiene alle modalità di determinazione del credit spread, si rinvia a quanto descritto nella Parte A della presente Nota Integrativa, sezione A.4 – Informativa sul fair value.

7.2 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze Utili da
realizzo
Minusvalenze Perdite
da
realizzo
Risultato
netto
1. Attività finanziarie 98 31 -228 -8 -107
1.1 Titoli di debito 7 13 -153 -4 -137
1.2 Titoli di capitale 14 1 -7 -1 7
1.3 Quote di O.I.C.R. 58 - -53 - 5
1.4 Finanziamenti 19 17 -15 -3 18
2. Attività finanziarie in valuta: differenze di cambio X X X X -
Totale 98 31 -228 -8 -107

Le minusvalenze della sottovoce 1.1 Titoli di debito sono relative per 126 milioni alla valutazione al fair value dei titoli di debito Penelope SPV - veicolo costituito ai sensi della legge 130/99 - sottoscritti dalla Banca nell'ambito dell'operazione di cartolarizzazione di un portafoglio di crediti deteriorati originati dal Gruppo.

SEZIONE 8 –RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE NETTE PER RISCHIO DI CREDITO – VOCE 130

8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti reddituali RETTIFICHE DI VALORE RIPRESE DI VALORE 2020 2019
Primo e
secondo
stadio
Terzo stadio Primo e
Terzo
secondo
stadio
stadio
Write-off Altre
A. Crediti verso banche -16 - - 56 - 40 -7
- Finanziamenti -15 - - 56 - 41 -6
- Titoli di debito -1 - - - - -1 -1
di cui: crediti impaired acquisiti o originati - - - - - - -
B. Crediti verso clientela -755 -257 -3.117 88 632 -3.409 -1.947
- Finanziamenti -715 -257 -3.117 48 631 -3.410 -1.923
- Titoli di debito -40 - - 40 1 1 -24
di cui: crediti impaired acquisiti o originati - - -96 - - -96 -54
C. Totale -771 -257 -3.117 144 632 -3.369 -1.954

8.1a Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo a finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno Covid-19: composizione

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti reddituali Rettifiche di valore nette
Primo e
secondo
Terzo stadio
stadio Totale
Write-off Altre 2020
1. Finanziamenti oggetto di concessione conforme con le GL -222 - -35 -257
2. Finanziamenti oggetto di altre misure di concessione - - -1 -1
3. Nuovi finanziamenti -41 - -4 -45
Totale -263 - -40 -303

Le rettifiche di valore su posizioni oggetto di misure di concessione sono prevalentemente determinate dall'applicazione delle metodologie valutative conseguenti al COVID-19, delineate nella Parte A - Sezione 4 Altri Aspetti della presente nota integrativa e descritte più in dettaglio nella Parte E – Sezione 1 Rischi di credito della Nota integrativa del Bilancio consolidato.

Nella riga "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" sono riportate le informazioni relative alle attività finanziarie oggetto di moratoria che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modifiche e integrazioni.

8.2 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti reddituali RETTIFICHE DI VALORE RIPRESE DI VALORE 2020 2019
Primo e
secondo
stadio
Terzo stadio Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Write-off Altre
A. Titoli di debito -12 - - 10 - -2 -12
B. Finanziamenti -2 - -4 - - -6 -
- Verso clientela -2 - -4 - - -6 -
- Verso banche - - - - - - -
di cui: finanziamenti deteriorati acquisiti o originati - - - - - - -
C. Totale -14 - -4 10 - -8 -12

8.2a Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo a finanziamenti valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva oggetto di misure di sostegno Covid-19: composizione

L'informativa non è riportata in quanto la Banca non ha assunto nell'esercizio 2020 misure di sostegno COVID-19 per la presente fattispecie.

SEZIONE 9 – UTILI/PERDITE DA MODIFICHE CONTRATTUALI SENZA CANCELLAZIONI – VOCE 140

9.1 Utili (perdite) da modifiche contrattuali: composizione

Nell'ambito degli utili (perdite) da modifiche contrattuali senza cancellazioni sono state rilevate perdite per 7 milioni.

SEZIONE 10 - LE SPESE AMMINISTRATIVE - VOCE 160

10.1 Spese per il personale: composizione

(milioni di euro)
Tipologia di spese 2020 2019
1) Personale dipendente 5.541 4.516
a) salari e stipendi 3.037 3.021
b) oneri sociali 823 813
c) indennità di fine rapporto 31 38
d) spese previdenziali - -
e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale 7 13
f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili: 7 8
- a contribuzione definita - -
- a benefici definiti 7 8
g) versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: 270 272
- a contribuzione definita 270 272
- a benefici definiti - -
h) costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali 176 165
i) altri benefici a favore dei dipendenti 1.190 186
2) Altro personale in attività 5 6
3) Amministratori e sindaci 7 8
4) Personale collocato a riposo - -
5) Recuperi di spese per dipendenti distaccati presso altre aziende -48 -44
6) Rimborsi di spese per dipendenti di terzi distaccati presso la società 16 13
Totale 5.521 4.499

Gli "altri benefici a favore dei dipendenti" attengono per 1.060 milioni all'accordo di incentivazione all'esodo del personale sottoscritto con le OO.SS. il 29 settembre 2020, conseguente all'integrazione con UBI Banca.

L'importo dell'accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale determinato in base all'art. 2120 del c.c. ammonta a 14 milioni.

10.2 Numero medio dei dipendenti per categoria

2020 2019
Personale dipendente 54.293 55.558
a) dirigenti 816 757
b) quadri direttivi 23.259 23.734
c) restante personale dipendente 30.218 31.067
Altro personale 25 24
TOTALE 54.318 55.582

La variazione del numero medio dei dipendenti è la risultante dell'aumento conseguente all'integrazione della controllata Banca IMI e della riduzione attribuibile al ridimensionamento degli organici avvenuto nell'anno.

10.3 Fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti: costi e ricavi

(milioni di euro)
2020 2019
TFR Piani
interni
Piani
esterni
TFR Piani
interni
Piani
esterni
Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro -2 -2 -3 -1 -2 -4
Interessi passivi -5 -3 -11 -12 -4 -21
Interessi attivi - 3 9 - 3 19
Rimborso da terzi - - - - - -
Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro
passate
- - - - - -
Riduzione del fondo X - - X - -
Estinzione del fondo X - - X - -

Nella presente tabella sono illustrate le componenti economiche relative al "Fondo di Trattamento di fine rapporto" – voce 90 del passivo dello Stato Patrimoniale e ai "Fondi per rischi ed oneri – quiescenza ed obblighi simili" – voce 100b del passivo dello Stato Patrimoniale.

10.4 Altri benefici a favore di dipendenti

Gli altri benefici a favore di dipendenti al 31 dicembre 2020 assommano a 1.190 milioni, di cui 1.060 milioni relativi all'accordo di incentivazione all'esodo del personale sottoscritto con le OO.SS. lo scorso 29 settembre 2020 conseguente all'integrazione con UBI Banca. L'importo residuo attiene essenzialmente a contributi per assistenza malattia, contributo mensa inclusi i buoni pasto nonché gli stanziamenti a fronte dei premi di anzianità.

10.5 Altre spese amministrative: composizione

(milioni di euro)
Tipologia di spesa/valori 2020 2019
Spese di manutenzione servizi informatici e apparecchiature elettroniche 600 462
Spese telefoniche, teletrasmissioni e trasmissione dati 33 31
Spese per servizi informatici 633 493
Canoni passivi per locazione immobili e spese condominiali 24 31
Spese di vigilanza 23 24
Spese per pulizia locali 33 33
Spese per manutenzione immobili, mobili e impianti 58 59
Spese energetiche 75 82
Spese diverse immobiliari 7 7
Spese di gestione immobili 220 236
Spese per stampati, cancelleria, materiali di consumo e pubblicazioni 36 20
Spese per trasporti ed altri servizi collegati (incluso conta valori) 58 81
Spese per visure ed informazioni 150 104
Spese postali e telegrafiche 33 33
Spese generali di funzionamento 277 238
Spese per consulenze professionali 140 140
Spese legali e giudiziarie 127 117
Premi di assicurazione banche e clientela 33 34
Spese legali e professionali 300 291
Spese pubblicitarie e promozionali 103 87
Servizi resi da terzi 309 250
Costi indiretti del personale 28 55
Rimborso costi a società del Gruppo 16 18
Altre spese 602 427
Imposte indirette e tasse 608 600
Recuperi spese diverse -44 -39
Totale 3.052 2.656

L'incremento delle spese per servizi informatici è attribuibile principalmente all'integrazione di UBI Banca - Unione Banche Italiane S.p.A.

Con riferimento alla sottovoce "Canoni passivi per locazione immobili e spese condominiali", l'importo è relativo ai contratti con durata complessiva inferiore o uguale ai 12 mesi e ai contratti con valore del bene sottostante, quando nuovo, inferiore o uguale a 5.000 euro ("low value"). In questi casi, come consentito dall'IFRS 16, i canoni relativi a tali leasing sono rilevati come costo – analogamente a quanto fatto in passato – con un criterio a quote costanti per la durata del leasing.

Le "Altre spese" comprendono 515 milioni relativi alla contribuzione al Fondo di Risoluzione delle crisi bancarie e al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

Si evidenzia che tra le "altre spese amministrative" figurano costi connessi alla pandemia COVID-19 per circa 55 milioni, principalmente dovuti all'acquisto di dispositivi medici di protezione individuale, pulizia e sanificazione locali, dotazioni per smart working e iniziative in ambito sociale a supporto delle comunità locali.

SEZIONE 11 - ACCANTONAMENTI NETTI AI FONDI PER RISCHI E ONERI - VOCE 170

11.1 Accantonamenti netti per rischio di credito relativi a impegni ad erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: composizione

(milioni di euro)
Voci Accantonamenti Riattribuzioni Accantonamenti
netti
Stage 1 -59 20 -39
Stage 2 -53 10 -43
Stage 3 -44 112 68
Totale -156 142 -14

11.2 Accantonamenti netti relativi ad impegni e ad altre garanzie rilasciate: composizione

La fattispecie non risulta presente.

11.3 Accantonamenti netti agli altri fondi per rischi e oneri: composizione

(milioni di euro)
Accantonamenti Riattribuzioni Accantonamenti netti
Accantonamenti netti ai fondi oneri per controversie legali e
fiscali -122 13 -109
Accantonamenti netti ai fondi oneri diversi per il personale - - -
Accantonamenti netti ai fondi rischi e oneri diversi -545 39 -506
Totale -667 52 -615

La voce "Accantonamenti netti agli altri fondi per rischi ed oneri", il cui saldo è pari a 615 milioni, accoglie gli stanziamenti dell'esercizio a fronte di controversie legali e altri rischi ed oneri, al netto delle riattribuzioni.

In particolare, nella sottovoce "Accantonamenti netti ai fondi oneri per controversie legali e fiscali" figurano gli stanziamenti per cause passive, incluse le revocatorie fallimentari e altri contenziosi, al netto dei rilasci dell'esercizio.

La sottovoce "Accantonamenti netti ai fondi rischi e oneri diversi" include principalmente gli stanziamenti perfezionati in relazione all'integrazione di UBI Banca (372 milioni).

SEZIONE 12 – RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE NETTE SU ATTIVITÀ MATERIALI - VOCE 180

Attività/Componente reddituale Ammortamento Rettifiche di valore
per deterioramento
Riprese di valore (milioni di euro)
Risultato netto
A. Attività materiali
A.1 Ad uso funzionale -378 - - -378
- Di proprietà -234 - - -234
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing -144 - - -144
A.2 Detenute a scopo di investimento - - - -
- Di proprietà - - - -
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - -
A.3 Rimanenze X -3 - -3
B. Attività possedute per la vendita X - - -
Totale -378 -3 - -381

12.1 Rettifiche di valore nette su attività materiali: composizione

L'ammortamento dei diritti d'uso acquisiti con il leasing è connesso all'applicazione del principio contabile IFRS 16, entrato in vigore a partire dal 1° gennaio 2019. Al riguardo si precisa che al 31.12.2020, dall'analisi dei fattori sia interni che esterni alla Società, non sono emerse indicazioni di impairment del cd. "Right of Use - RoU". Si rinvia a quanto descritto nella Parte A - Politiche Contabili.

Le Rettifiche di valore per deterioramento sulle Rimanenze attengono alla svalutazione di taluni immobili reimpossessati.

SEZIONE 13 – RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE NETTE SU ATTIVITÀ IMMATERIALI - VOCE 190

13.1 Rettifiche di valore nette di attività immateriali: composizione

(milioni di euro)
Attività/Componente reddituale Ammortamento Rettifiche di valore
per deterioramento
Riprese di valore Risultato netto
A. Attività immateriali
A.1 Di proprietà -594 -1 - -595
- Generate internamente dall'azienda -546 -1 - -547
- Altre -48 - - -48
A.2 Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - -
B. Attività possedute per la vendita X - - -
Totale -594 -1 - -595

Per la descrizione delle modalità di effettuazione degli impairment test sui valori intangibili e delle relative rettifiche di valore iscritte a conto economico si rimanda a quanto esposto nella Parte B – Sezione 9 - Attività immateriali della presente Nota Integrativa.

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SEZIONE 14 – GLI ALTRI ONERI E PROVENTI DI GESTIONE - VOCE 200

14.1 Altri oneri di gestione: composizione

(milioni di euro)
Tipologia di spesa/Valori
Altri oneri per operazioni di credito al consumo e leasing 16
Transazioni per cause passive 5
Ammortamento delle spese per migliorie su beni di terzi 22
Altri oneri 183
Totale
2020
226
,
Totale
2019
178

La sottovoce "Altri oneri" è relativa per 60 milioni al risultato negativo su oro e metalli preziosi.

14.2 Altri proventi di gestione: composizione

(milioni di euro)
Componenti reddituali/Valori
Recupero costi di assicurazione 7
Recupero spese diverse 6
Fitti attivi ed altri proventi da gestione immobiliare 29
Attività di credito al consumo e leasing 37
Recuperi per servizi resi a terzi 157
Recupero imposte e tasse 488
Altri proventi 122
Totale
2020
846
Totale
2019
985

La sottovoce "Altri proventi" è relativa per 70 milioni al risultato positivo su oro e metalli preziosi.

Come richiesto dal paragrafo 116 c) dell'IFRS 15, sono inclusi ricavi derivanti da "performance obligation" adempiute negli anni precedenti per un ammontare pari a 23 milioni.

SEZIONE 15 – UTILI (PERDITE) DELLE PARTECIPAZIONI - VOCE 220

15.1 Utili (Perdite) delle partecipazioni: composizione

(milioni di euro)
Componente reddituale/Valori 2020 2019
A. Proventi 78 23
1. Rivalutazioni - -
2. Utili da cessione 78 1
3. Riprese di valore - 18
4. Altri proventi - 4
B. Oneri -232 -79
1. Svalutazioni - -
2. Rettifiche di valore da deterioramento -232 -79
3. Perdite da cessione - -
4. Altri oneri - -
Risultato netto -154 -56

La sottovoce A.2. "Utili da cessione" attiene alla cessione delle partecipazioni Autostrade Lombarde S.p.A. per 72 milioni, AM Investco Italy S.p.A. per 4 milioni e altre minori per complessivi 2 milioni.

La sottovoce B.2. "Rettifiche di valore da deterioramento" attiene alla svalutazione delle interessenze detenute in Intesa Sanpaolo Provis S.p.A. per 149 milioni, AM Investco Italy S.p.A. per 45 milioni (successivamente ceduta), Pravex Bank Joint Stock Company per 13 milioni, Risanamento S.p.A. per 10 milioni, FI.NAV Comparto A Crediti per 3 milioni, Rainbow per 3 milioni, Intesa Sanpaolo RE.O.CO. S.p.A. per 3 milioni e altre minori per 6 milioni.

SEZIONE 16 - RISULTATO NETTO DELLA VALUTAZIONE AL FAIR VALUE DELLE ATTIVITÀ MATERIALI E IMMATERIALI - VOCE 230

16.1 Risultato netto della valutazione al fair value (o al valore rivalutato) o al valore di presumibile realizzo delle attività materiali e immateriali: composizione

(milioni di euro)
Attività/Componenti reddituale Rivalutazioni Svalutazioni Differenze cambio
Positive Negative netto
A. Attività materiali 5 -38 - - -33
A.1 Ad uso funzionale: 4 -24 - - -20
- Di proprietà 4 -24 - - -20
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - - -
A.2 Detenute a scopo di investimento: 1 -14 - - -13
- Di proprietà 1 -14 - - -13
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - - -
A.3 Rimanenze - - - - -
B. Attività immateriali - - - - -
B.1 Di proprietà: - - - - -
B.1.1 Generate internamente dall'azienda - - - - -
B.1.2 Altre - - - - -
B.2 Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - - -
Totale 5 -38 - - -33

SEZIONE 17 – RETTIFICHE DI VALORE DELL'AVVIAMENTO - VOCE 240

17.1 Rettifiche di valore dell'avviamento: composizione

L'impairment test effettuato a fine esercizio sugli avviamenti iscritti in bilancio, a causa degli effetti negativi sui flussi attesi nel breve-medio periodo derivanti dall'attuale contesto economico fortemente influenzato dalla pandemia da COVID-19 e soprattutto dalla dinamica attesa dei tassi di interesse, ha evidenziato la necessità di svalutare integralmente l'avviamento allocato alla Divisione "Banca dei Territori" (per l'importo di 1.155 milioni), anche per effetto dell'aumento del valore contabile della CGU conseguente all'integrazione di UBI Banca. Le restanti CGU sulle quali sono allocate attività intangibili a vita indefinita non hanno, invece, evidenziato tale necessità in quanto i loro valori d'uso al 31 dicembre 2020 sono risultati superiori rispetto ai relativi valori di carico contabili.

Per la descrizione delle modalità di effettuazione dell'impairment test sugli avviamenti si rimanda a quanto esposto nella Parte B Attivo – Sezione 9 – Attività immateriali.

SEZIONE 18 – UTILI (PERDITE) DA CESSIONE DI INVESTIMENTI - VOCE 250

18.1 Utili (Perdite) da cessione di investimenti: composizione

(milioni di euro)
Componente reddituale/Valori 2020 2019
A. Immobili - -
- Utili da cessione - 1
- Perdite da cessione - -1
B. Altre attività 29 -
- Utili da cessione 30 -
- Perdite da cessione -1 -
Risultato netto 29 -

L'utile da cessione di cui alla sottovoce B. Altre attività è riferibile alla cessione del ramo di credito su Pegno.

SEZIONE 19 - LE IMPOSTE SUL REDDITO DELL'ESERCIZIO DELL'OPERATIVITÀ CORRENTE - VOCE 270

19.1 Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente: composizione

(milioni di euro)
Componenti reddituali/Valori 2020 2019
1. Imposte correnti (-) 361 -23
2. Variazioni delle imposte correnti dei precedenti esercizi (+/-) 40 38
3. Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio (+) 110 1
3.bis Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio per crediti d'imposta di cui alla Legge n.
214/2011 (+)
- -
4. Variazione delle imposte anticipate (+/-) 70 -106
5. Variazione delle imposte differite (+/-) 58 124
6. Imposte di competenza dell'esercizio (-) (-1+/-2+3+3bis+/-4+/-5) 639 34

Per effetto della cessione a titolo oneroso di crediti deteriorati, si è proceduto alla conversione in crediti d'imposta delle imposte anticipate su perdite fiscali IRES riportabili, ai sensi dell'art. 44 bis del DL 30 aprile 2019 (cd. Decreto Crescita 2019), così come sostituito dall'art. 55 del DL 17 marzo 2020 n. 18 (cd. Decreto Cura Italia) e successivamente modificato dall'art. 72 del DL 14 agosto 2020. Tale effetto trova rilevazione per 110 milioni nella voce "Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio" con corrispondente decremento della voce "Variazione delle imposte anticipate".

Nell'anno 2020 sono stati rilevati i benefici fiscali, per complessivi 39 milioni, conseguenti al regime fiscale agevolativo (cd. "Patent Box", di cui alla L. 23 dicembre 2014, n. 190) per il marchio Intesa Sanpaolo in relazione ai periodi d'imposta 2015-2019. Il beneficio è ottenuto attraverso abbattimenti dell'imponibile fiscale IRES e IRAP pari, rispettivamente, al 30% del contributo economico del marchio per i quali è presentata istanza nel 2015, al 40% nel 2016 e al 50% nei periodi di imposta successivi.

19.2 Riconciliazione tra onere fiscale teorico e onere fiscale effettivo di bilancio

(milioni di euro)
2020 2019
Utile (perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte -1.086 2.039
Utile (perdita) delle attività operative cessate al lordo delle imposte 1.154 88
Utile imponibile teorico 68 2.127

Imposte (a) Incidenza % su utile
imponibile teorico
Imposte sul reddito - onere (provento) fiscale teorico (b) 22 33,1
Variazioni in aumento delle imposte 403 -
Maggior base imponibile IRAP - -
Costi indeducibili (impairment su avviamenti) 249 -
Altri costi indeducibili (minus su partecipazioni, sopravvenienze, multe, IMU) 116 -
Altre 38 55,8
Variazioni in diminuzione delle imposte -1.036 -
Minore base imponibile IRAP -21 -31,0
Plusvalenze non tassate su partecipazioni -321 -
Plusvalenze assoggettate a imposta sostitutiva - -
Quota esente dividendi -647 -
Beneficio ACE - Aiuto alla crescita economica - -
Altre -47 -69,2
Totale variazioni delle imposte -633 -
Onere (provento) fiscale effettivo di bilancio -611 -
di cui: onere (provento) fiscale effettivo sull'operatività corrente -639 -
- onere (provento) fiscale effettivo sulle attività operative
cessate
28 41,2

(a) L'onere fiscale è indicato con segno positivo e il provento fiscale con segno negativo.

(b) Comprende l'aliquota IRES ordinaria 24%, l'addizionale IRES 3,5% e l'aliquota media ponderata IRAP 5,56%.

SEZIONE 20 – UTILE (PERDITA) DELLE ATTIVITÀ OPERATIVE CESSATE AL NETTO DELLE IMPOSTE - VOCE 290

20.1 Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte: composizione

(milioni di euro)
Componenti reddituali/Valori 2019
2020
1. Proventi 180 426
-338
2. Oneri -126
3. Risultato delle valutazioni del gruppo di attività e delle passività associate - -
4. Utili (perdite) da realizzo 1.100 -
5. Imposte e tasse -28 -24
Utile (perdita) 1.126 64

L'Utile delle attività operative cessate rappresenta l'apporto del ramo aziendale avente ad oggetto l'attività di acquiring svolta dalla Banca che è stata ceduta a NEXI S.p.A. a giugno 2020 nell'ambito del relativo accordo sui sistemi di pagamento. La cessione ha consentito di realizzare una plusvalenza pari a 1.100 milioni, esposta nella sottovoce 4. Utili (perdite) da realizzo.

20.2 Dettaglio delle imposte su reddito relative alle attività operative cessate

(milioni di euro)
Voci 2020 2019
1. Fiscalità corrente (-) -28 -24
2. Variazione delle imposte anticipate (+/-) 1 -
3. Variazione delle imposte differite (-/+) -1 -
4. Imposte sul reddito di esercizio (-1+/-2+/-3) -28 -24

SEZIONE 21 – ALTRE INFORMAZIONI

Non si segnalano ulteriori informazioni oltre a quelle già fornite nelle precedenti sezioni.

SEZIONE 22 – UTILE PER AZIONE

Si rinvia all'esposizione presente nell'analoga sezione di Nota integrativa consolidata.

Parte D – Redditività complessiva

PROSPETTO ANALITICO DELLA REDDITIVITA' COMPLESSIVA 2020 (milioni di euro)
2019
10 Utile (Perdita) d'esercizio 679 2.137
Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico -360 185
20 Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: -290 -44
a) variazione di fair value -256 -35
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto -34 -9
Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito
30 creditizio):
a) variazione del fair value
-137
-137
-
-
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto - -
40 Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: - -
a) variazione di fair value (strumento coperto) - -
b) variazione di fair value (strumento di copertura) - -
50 Attività materiali 10 246
60
70
Attività immateriali
Piani a benefici definiti
-
8
-
-36
80 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
90 Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - -
100 Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico 49 19
Altre componenti reddituali con rigiro a conto economico 147 127
110 Copertura di investimenti esteri: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico
c) altre variazioni
-
-
-
-
120 Differenze di cambio: - -
a) variazione di valore - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
130 Copertura dei flussi finanziari: 86 -49
a) variazioni di fair value
b) rigiro a conto economico
313
-227
186
-235
c) altre variazioni - -
di cui: risultato delle posizioni nette - -
140 Strumenti di copertura (elementi non designati): - -
a) variazione di valore - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
150 Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva:
133 239
a) variazioni di fair value 402 440
b) rigiro a conto economico -273 -202
- rettifiche per rischio di credito
- utili/perdite da realizzo
6
-279
12
-214
c) altre variazioni 4 1
160 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
170 Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto:
a) variazioni di fair value
-
-
-
-
b) rigiro a conto economico - -
- rettifiche da deterioramento - -
- utili/perdite da realizzo - -
c) altre variazioni - -
180 Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali con rigiro a conto economico -72 -63
190
200
Totale altre componenti reddituali
Redditività complessiva (Voce 10+190)
-213
466
312
2.449

Parte E Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura

PREMESSA

Nella presente parte della Nota integrativa vengono fornite le informazioni di natura quantitativa sui rischi riferite alla Capogruppo Intesa Sanpaolo. Per le informazioni di carattere qualitativo sulle modalità di gestione e monitoraggio dei rischi, sull'organizzazione del governo dei rischi della Banca, sui relativi processi e funzioni chiave, sulla cultura del rischio nella Banca e sulle modalità attraverso cui ne viene garantita la diffusione, sui principali rischi derivanti dal modello di business della Banca, sul risk appetite e sulle modalità con cui detti rischi vengono gestiti, sull'uso di stress test nell'ambito delle strategie di governo del rischio si rinvia all'esposizione presente nella Parte E della Nota integrativa consolidata.

Di conseguenza, si fa rinvio alla Parte E della Nota integrativa consolidata anche per quanto riguarda la descrizione gli impatti della pandemia COVID-19 su ciascuna tipologia di rischio.

L'informativa qualitativa e quantitativa è esposta secondo l'ordine stabilito dalla Circolare n. 262 della Banca d'Italia, che disciplina in modo puntuale – oltre che la forma delle esposizioni tabellari – anche la sequenza dei diversi argomenti, ad eccezione della sezione relativa ai rischi di mercato in relazione all'applicazione dei modelli interni.

SEZIONE 1 – RISCHIO DI CREDITO

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Le informazioni di natura qualitativa sulla qualità del credito di Intesa Sanpaolo sono illustrate nella parte E della Nota integrativa consolidata.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

A. QUALITÀ DEL CREDITO

Ai fini dell'informativa di natura quantitativa sulla qualità del credito, con il termine "esposizioni creditizie" si intendono esclusi i titoli di capitale e le quote di O.I.C.R.

Con il termine "esposizioni creditizie per cassa" si intendono tutte le attività finanziarie per cassa vantate verso banche o clientela, qualunque sia il loro portafoglio di allocazione contabile (valutate al fair value con impatto a conto economico, valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, valutate al costo ammortizzato, attività finanziarie in via di dismissione).

Con il termine "esposizioni creditizie fuori bilancio" si intendono tutte le operazioni finanziarie diverse da quelle per cassa (garanzie finanziarie rilasciate, impegni revocabili e irrevocabili, derivati, ecc.) che comportano l'assunzione di un rischio creditizio, qualunque sia la finalità di tali operazioni (negoziazione, copertura, ecc.). Tra le esposizioni creditizie fuori bilancio, è altresì incluso il rischio di controparte connesso con le eventuali operazioni di prestito titoli. Così come viene riportato se del caso il rischio di controparte connesso con le esposizioni relative a operazioni pronti contro termine passive, di concessione o assunzione di merci in prestito, nonché con i finanziamenti con margini rientranti nella nozione di "Operazioni SFT" (Securities Financing Transactions) definita nella normativa prudenziale.

Le esposizioni creditizie deteriorate (per cassa e fuori bilancio) non includono le attività finanziarie detenute per la negoziazione e i derivati di copertura, che sono pertanto, convenzionalmente, rilevati tra le esposizioni creditizie non deteriorate.

Inoltre, nelle tabelle che seguono tra le esposizioni fuori bilancio sono inclusi anche gli impegni revocabili.

A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica, distribuzione economica

A.1.1 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio)

(milioni di euro)
Portafogli/qualità Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
scadute
deteriorate
Esposizioni
scadute
non
deteriorate
Altre
esposizioni
non
deteriorate
TOTALE
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 3.442 5.822 382 1.973 458.626 470.245
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
1 - - - 37.656 37.657
3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - 1 1
4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair
value - 76 - - 1.214 1.290
5. Attività finanziarie in corso di dismissione 267 1 3 6 1.433 1.710
Totale 31.12.2020 3.710 5.899 385 1.979 498.930 510.903
Totale 31.12.2019 5.922 6.682 668 2.975 456.442 472.689

A.1.2 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)

(milioni di euro)
Portafogli/qualità ATTIVITA' DETERIORATE ATTIVITA' NON DETERIORATE TOTALE
Esposizione
lorda
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Write-off
parziali
complessivi
Esposizione
lorda
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
(esposizione
netta)
1. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
18.725 -9.079 9.646 6.390 462.605 -2.006 460.599 470.245
2. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
39 -38 1 - 37.682 -26 37.656 37.657
3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - X X 1 1
4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
103 -27 76 - X X 1.214 1.290
5. Attività finanziarie in corso di dismissione 2.330 -2.059 271 1.632 1.446 -7 1.439 1.710
Totale 31.12.2020 21.197 -11.203 9.994 8.022 501.733 -2.039 500.909 510.903
Totale 31.12.2019 28.391 -15.119 13.272 7.743 458.869 -1.302 459.417 472.689
(milioni di euro)
Portafogli/qualità ATTIVITÀ DI EVIDENTE SCARSA QUALITÀ
CREDITIZIA
ALTRE ATTIVITÀ
Minusvalenze
cumulate
Esposizione netta Esposizione netta
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione -44 33 52.996
2. Derivati di copertura - - 1.015
Totale 31.12.2020 -44 33 54.011
Totale 31.12.2019 -36 48 22.612

A.1.3 Distribuzione delle attività finanziarie per fasce di scaduto (valori di bilancio)

(milioni di euro)
Portafogli/stadi di rischio PRIMO STADIO SECONDO STADIO TERZO STADIO
Da 1
giorno a
30 giorni
Da oltre
30 giorni
fino a 90
giorni
Oltre 90
giorni
Da 1 giorno
a 30 giorni
Da oltre
30 giorni
fino a 90
giorni
Oltre 90
giorni
Da 1 giorno
a 30 giorni
Da oltre
30 giorni
fino a 90
giorni
Oltre 90
giorni
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 500 271 153 292 445 312 383 193 7.237
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
- - - - - - - - 1
3. Attività finanziarie in corso di dismissione 2 - - 2 1 1 - - 269
Totale 31.12.2020 502 271 153 294 446 313 383 193 7.507
Totale 31.12.2019 485 162 1.532 225 278 292 252 252 9.843

A.1.4 Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: dinamica delle rettifiche di valore complessive e degli accantonamenti complessivi

Causali/ stadi di rischio (milioni di euro)
RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE
Attività rientranti nel primo stadio Attività rientranti nel secondo stadio
Attività
finanziarie
valutate al
costo
ammortizzato
Attività
finanziarie
valutate al
fair value
con impatto
sulla
redditività
complessiva
Attività
finanziarie
in corso di
dismissione
di cui:
svalutazioni
individuali
di cui:
svalutazioni
collettive
Attività
finanziarie
valutate al
costo
ammortizzato
Attività
finanziarie
valutate al
fair value
con impatto
sulla
redditività
complessiva
Attività
finanziarie
in corso di
dismissione
di cui:
svalutazioni
individuali
di cui:
svalutazioni
collettive
Rettifiche complessive
iniziali
446 9 - 455 - 840 7 - 847 -
Variazioni in aumento da
attività finanziarie acquisite o
originate
393 3 - 396 - 21 - - 21 -
Cancellazioni diverse dai
write-off
-119 -5 - -124 - -55 -4 - -59 -
Rettifiche/riprese di valore
nette per rischio di credito
(+/-)
-261 - - -261 - 609 1 - 610 -
Modifiche contrattuali senza
cancellazioni
- - - - - 26 - - 26 -
Cambiamenti della
metodologia di stima
- - - - - - - - - -
Write-off non rilevati
direttamente a conto
economico
- - - - - - - - - -
Altre variazioni 49 6 2 57 - 57 9 5 71 -
- di cui operazioni di
aggregazione aziendale
74 18 - 92 - 90 12 - 102 -
Rettifiche complessive
finali
508 13 2 523 - 1.498 13 5 1.516 -
Recuperi da incasso su
attività finanziarie oggetto di
write-off
- - - - - - - - - -
Write-off rilevati direttamente
a conto economico
- - - - - - - - - -

(milioni di euro)
Causali/ stadi di rischio RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE ACCANTONAMENTI TOTALE
Di
cui:attività
finanziarie
impaired
acquisite
COMPLESSIVI SU
IMPEGNI A EROGARE
FONDI E GARANZIE
FINANZIARIE
RILASCIATE
Attività
finanziarie
valutate al
costo
ammortizzato
Attività
finanziarie
valutate al
fair value
con impatto
sulla
redditività
complessiva
Attività
finanziarie
in corso di
dismissione
di cui:
svalutazioni
individuali
di cui:
svalutazioni
collettive
o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Rettifiche complessive iniziali 14.974 35 91 15.100 - 225 64 63 259 16.788
Variazioni in aumento da attività
finanziarie acquisite o originate
8 - - 8 - - 7 - - 432
Cancellazioni diverse dai write-off -6.087 - -91 -6.178 - -19 -5 -11 - -6.377
Rettifiche/riprese di valore nette per rischio
di credito (+/-)
2.674 4 - 2.678 - 96 37 53 -67 3.050
Modifiche contrattuali senza cancellazioni 19 - - 19 - - - - - 45
Cambiamenti della metodologia di stima - - - - - - - - - -
Write-off non rilevati direttamente a conto
economico
-2.308 - - -2.308 - -92 - - - -2.308
Altre variazioni -201 -1 2.059 1.857 - -37 -9 13 - 1.989
- di cui operazioni di aggregazione
aziendale
320 - - 320 - - 3 3 - 520
Rettifiche complessive finali 9.079 38 2.059 11.176 - 173 94 118 192 13.619
Recuperi da incasso su attività finanziarie
oggetto di write-off
60 - - 60 - - - - - 60
Write-off rilevati direttamente a conto
economico
-257 - - -257 - - - - - -257

Intesa Sanpaolo non si avvale del metodo semplificato per la valutazione del fondo a copertura perdite in relazione ai crediti commerciali, alle attività derivanti da contratto e ai crediti impliciti nei contratti di leasing (metodo previsto dall'IFRS9 paragrafo 5.5.15).

A.1.5 Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: trasferimenti tra diversi stadi di rischio di credito (valori lordi e nominali)

(milioni di euro)
Portafogli/stadi di rischio VALORI LORDI/VALORE NOMINALE
Trasferimenti tra primo
stadio e secondo
stadio
stadio Trasferimenti tra
secondo stadio e terzo
Trasferimenti tra primo
stadio e terzo stadio
Da primo a
secondo
stadio
Da
secondo
stadio a
primo
stadio
Da
secondo
stadio a
terzo
stadio
Da terzo
stadio a
secondo
stadio
Da primo
stadio a
terzo
stadio
Da terzo
stadio a
primo
stadio
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 34.282 5.220 928 283 1.020 72
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
313 166 12 1 3 -
3. Attività finanziarie in corso di dismissione 345 46 11 8 16 3
4. Impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate 28.113 5.086 113 14 195 19
Totale 31.12.2020 63.053 10.518 1.064 306 1.234 94
Totale 31.12.2019 49.149 32.952 3.047 903 960 280

A.1.5a Finanziamenti oggetto di misure di sostegno Covid-19: trasferimenti tra i diversi stadi di rischio di credito (valori lordi)

(milioni di euro)
Portafogli/stadi di rischio VALORI LORDI/VALORE NOMINALE
Trasferimenti tra primo
stadio e secondo stadio
Trasferimenti tra secondo
stadio e terzo stadio
Trasferimenti tra primo
stadio e terzo stadio
Da primo
stadio a
secondo
stadio
Da secondo
stadio a
primo stadio
Da secondo
stadio a terzo
stadio
Da terzo
stadio a
secondo
stadio
Da primo
stadio a terzo
stadio
Da terzo
stadio a
primo stadio
A. Finanziamenti valutati al costo ammortizzato 7.558 720 100 105 137 31
A.1 oggetto di concessione conforme con le GL 5.857 720 91 104 97 28
A.2 oggetto di altre misure di concessione 18 - 9 - 11 -
A.3 nuovi finanziamenti 1.683 - - 1 29 3
B. Finanziamenti valutati al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
- - - - - -
B.1 oggetto di concessione conforme con le GL - - - - - -
B.2 oggetto di altre misure di concessione - - - - - -
B.3 nuovi finanziamenti - - - - - -
Totale 31.12.2020 7.558 720 100 105 137 31

Nella riga "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" sono riportate le informazioni relative alle attività finanziarie oggetto di moratoria che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modifiche e integrazioni.

A.1.6 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche: valori lordi e netti

(milioni di euro)
Tipologie esposizioni/valori Esposizione lorda Rettifiche di Esposizione Write-off
Deteriorate Non
deteriorate
valore
complessive e
accantonamenti
complessivi
Netta parziali
complessivi
A. Esposizioni creditizie per cassa
a) Sofferenze 4 X -4 - 4
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni - X - - -
b) Inadempienze probabili 78 X -14 64 -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni 78 X -14 64 -
c) Esposizioni scadute deteriorate - X - - -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni - X - - -
d) Esposizioni scadute non deteriorate X - - - -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni X - - - -
e) Altre esposizioni non deteriorate X 95.470 -33 95.437 -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni X - - - -
Totale (A) 82 95.470 -51 95.501 4
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
a) Deteriorate 8 X - 8 -
b) Non deteriorate X 139.550 -7 139.543 -
Totale (B) 8 139.550 -7 139.551 -
Totale (A+B) 90 235.020 -58 235.052 -
4

A.1.7 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi e netti

(milioni di euro)
Tipologie esposizioni/valori Esposizione lorda Rettifiche di
valore
Esposizione
Netta
Write-off
parziali
Deteriorate Non
deteriorate
complessive e
accantonamenti
complessivi
complessivi
A. Esposizioni creditizie per cassa
a) Sofferenze 10.647 X -6.937 3.710 7.334
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni 1.518 X -852 666 353
b) Inadempienze probabili 10.024 X -4.189 5.835 682
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni 3.935 X -1.285 2.650 468
c) Esposizioni scadute deteriorate 444 X -59 385 2
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni 31 X -4 27 -
d) Esposizioni scadute non deteriorate X 2.018 -39 1.979 -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni X 120 -7 113 -
e) Altre esposizioni non deteriorate X 426.346 -1.967 424.379 -
- di cui: esposizioni oggetto di concessioni X 4.286 -221 4.065 -
Totale (A) 21.115 428.364 -13.191 436.288 8.018
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
a) Deteriorate 2.120 X -192 1.928 -
b) Non deteriorate X 293.452 -205 293.247 -
Totale (B) 2.120 293.452 -397 295.175 -
Totale (A+B) 23.235 721.816 -13.588 731.463 -
8.018

Nel corso dell'esercizio sono state acquisite, nell'ambito di operazioni di business combination under common control, crediti deteriorati netti pari a 254 milioni. Per tali operazioni, il Gruppo Intesa Sanpaolo adotta, come regola generale, il principio della continuità di valori per la rilevazione nei bilanci d'esercizio delle società coinvolte nell'operazione di riorganizzazione aziendale.

A.1.7a Finanziamenti oggetto di misure di sostegno Covid-19: valori lordi e netti

(milioni di euro)
Tipologie finanziamenti / valori Esposizione lorda Rettifiche di valore
complessive e
accantonamenti
complessivi
Esposizione netta
A. FINANZIAMENTI IN SOFFERENZA 9 -3 6
a) Oggetto di concessione conformi con le GL 9 -3 6
b) Oggetto di altre misure di concessione - - -
c) Nuovi finanziamenti - - -
B. FINANZIAMENTI IN INADEMPIENZE PROBABILI 279 -59 220
a) Oggetto di concessione conformi con le GL 246 -55 191
b) Oggetto di altre misure di concessione 15 -1 14
c) Nuovi finanziamenti 18 -3 15
C. FINANZIAMENTI SCADUTI DETERIORATI 39 -4 35
a) Oggetto di concessione conformi con le GL 31 -3 28
b) Oggetto di altre misure di concessione 1 - 1
c) Nuovi finanziamenti 7 -1 6
D. ALTRI FINANZIAMENTI SCADUTI NON DETERIORATI 166 -3 163
a) Oggetto di concessione conformi con le GL 91 -3 88
b) Oggetto di altre misure di concessione - - -
c) Nuovi finanziamenti 75 - 75
E. ALTRI FINANZIAMENTI NON DETERIORATI 53.226 -449 52.777
a) Oggetto di concessione conformi con le GL 24.683 -405 24.278
b) Oggetto di altre misure di concessione 31 -1 30
c) Nuovi finanziamenti 28.512 -43 28.469
TOTALE (A+B+C+D+E) 53.719 -518 53.201

Nella riga "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" sono riportate le informazioni relative alle attività finanziarie oggetto di moratoria che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modifiche e integrazioni.

A.1.8 Esposizioni creditizie per cassa verso banche: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde

(milioni di euro)
Causali/Categorie Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
scadute
deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 4 96 -
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - -
B. Variazioni in aumento - 1 -
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate - 1 -
B.2 ingressi da attività finanziarie impaired acquisite o originate - - -
B.3 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate - - -
B.4 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - -
B.5 altre variazioni in aumento - - -
C. Variazioni in diminuzione - -19 -
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate - - -
C.2 write-off - - -
C.3 incassi - -18 -
C.4 realizzi per cessioni - - -
C.5 perdite da cessione - - -
C.6 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate - - -
C.7 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - -
C.8 altre variazioni in diminuzione - -1 -
D. Esposizione lorda finale 4 78 -
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - -

A.1.8 Bis Esposizioni creditizie per cassa verso banche: dinamica delle esposizioni lorde oggetto di concessioni distinte per qualità creditizia

(milioni di euro)
Causali/Qualità Esposizioni
oggetto di
concessioni:
deteriorate
Esposizioni
oggetto di
concessioni:
non deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 96 -
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - -
B. Variazioni in aumento 1 -
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni 1 -
B.2 ingressi da esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni - X
B.3 ingressi da esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X -
B.4 ingressi da esposizioni deteriorare non oggetto di concessioni - -
B.5 altre variazioni in aumento - -
C. Variazioni in diminuzione -19 -
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni X -
C.2 uscite verso esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni - X
C.3 uscite verso esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X -
C.4 write-off - -
C.5 incassi -18 -
C.6 realizzi per cessioni - -
C.7 perdite da cessione - -
C.8 altre variazioni in diminuzione -1 -
D. Esposizione lorda finale 78 -
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - -

A.1.9 Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde

(milioni di euro)
Causali/Categorie Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
scadute
deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 17.053 10.463 775
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 26 34 9
B. Variazioni in aumento 1.435 3.181 484
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate 122 1.708 449
B.2 ingressi da attività finanziarie impaired acquisite o originate 81 - -
B.3 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate 825 605 14
B.4 modifiche contrattuali senza cancellazioni - 4 -
B.5 altre variazioni in aumento 407 864 21
C. Variazioni in diminuzione -7.841 -3.620 -815
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate -9 -284 -118
C.2 write-off -2.176 -388 -1
C.3 incassi -622 -877 -83
C.4 realizzi per cessioni -1.124 -574 -3
C.5 perdite da cessione -185 -50 -
C.6 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate -50 -800 -594
C.7 modifiche contrattuali senza cancellazioni - -18 -
C.8 altre variazioni in diminuzione -3.675 -629 -16
D. Esposizione lorda finale 10.647 10.024 444
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 8 15 1

Nelle "Altre variazioni in aumento" sono ricompresi, prevalentemente, gli incrementi dei saldi per addebiti e l'incremento dei saldi in valuta a seguito della variazione del tasso di cambio.

Nel corso dell'esercizio sono state acquisite, nell'ambito di operazioni di business combination under common control, crediti deteriorati lordi pari a 574 milioni. Per tali operazioni, il Gruppo Intesa Sanpaolo adotta, come regola generale, il principio della continuità di valori per la rilevazione nei bilanci d'esercizio delle società coinvolte nell'operazione di riorganizzazione aziendale.

Le "Altre variazioni in diminuzione" includono principalmente i portafogli creditizi classificati come "sofferenze" e "inadempienze probabili" oggetto di cessione nel corso dell'esercizio.

A.1.9 Bis Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni lorde oggetto di concessioni distinte per qualità creditizia

(milioni di euro)
Causali/Qualità Esposizioni
oggetto di
concessioni:
deteriorate
Esposizioni
oggetto di
concessioni: non
deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 6.672 5.273
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 22 -
B. Variazioni in aumento 1.140 2.015
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni 185 1.301
B.2 ingressi da esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni 341 X
B.3 ingressi da esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X 188
B.4 ingressi da esposizioni deteriorate non oggetto di concessioni 197 10
B.5 altre variazioni in aumento 417 516
C. Variazioni in diminuzione -2.328 -2.882
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni X -1.931
C.2 uscite verso esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni -188 X
C.3 uscite verso esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X -341
C.4 write-off -446 -
C.5 incassi -391 -530
C.6 realizzi per cessioni -437 -3
C.7 perdite da cessione -43 -
C.8 altre variazioni in diminuzione -823 -77
D. Esposizione lorda finale 5.484 4.406
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 11 2

Nelle "Altre variazioni in aumento" sono ricompresi, prevalentemente, gli incrementi dei saldi per addebiti.

Le "Altre variazioni in diminuzione" includono principalmente i portafogli creditizi classificati come "sofferenze" e "inadempienze probabili" oggetto di cessione nel corso dell'esercizio.

Nel corso dell'esercizio sono state acquisite, nell'ambito di operazioni di business combination under common control, esposizioni lorde oggetto di concessioni deteriorate pari a 372 milioni e non deteriorate pari a 365 milioni. Per tali operazioni, il Gruppo Intesa Sanpaolo adotta, come regola generale, il principio della continuità di valori per la rilevazione nei bilanci d'esercizio delle società coinvolte nell'operazione di riorganizzazione aziendale.

A.1.10 Esposizioni creditizie per cassa deteriorate verso banche: dinamica delle rettifiche di valore complessive

Causali/Categorie SOFFERENZE
INADEMPIENZE
(milioni di euro)
ESPOSIZIONI SCADUTE
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
PROBABILI
Totale
di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
DETERIORATE
Totale
di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
A. Rettifiche complessive iniziali 4 - 14 14 - -
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - - - - -
B. Variazioni in aumento - - - - - -
B.1 rettifiche di valore di attività impaired acquisite o
originate
- X - X - X
B.2 altre rettifiche di valore - - - - - -
B.3 perdite da cessione - - - - - -
B.4 trasferimenti da altre categorie di esposizioni
deteriorate
- - - - - -
B.5 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - - - - -
B.6 altre variazioni in aumento - - - - - -
C. Variazioni in diminuzione - - - - - -
C.1 riprese di valore da valutazione - - - - - -
C.2 riprese di valore da incasso - - - - - -
C.3 utili da cessione - - - - - -
C.4 write-off - - - - - -
C.5 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni
deteriorate
- - - - - -
C.6 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - - - - -
C.7 altre variazioni in diminuzione - - - - - -
D. Rettifiche complessive finali 4 - 14 14 - -
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - - - - -

A.1.11 Esposizioni creditizie per cassa deteriorate verso clientela: dinamica delle rettifiche di valore complessive
-- ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- -- --
(milioni di euro)
Causali/Categorie SOFFERENZE INADEMPIENZE
PROBABILI
ESPOSIZIONI SCADUTE
DETERIORATE
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
A. Rettifiche complessive iniziali 11.131 1.479 3.863 1.274 107 14
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 9 3 6 2 1 -
B. Variazioni in aumento 2.465 390 1.959 676 67 4
B.1 rettifiche di valore di attività impaired acquisite o
originate
- X - X - X
B.2 altre rettifiche di valore 1.773 241 1.517 439 57 4
B.3 perdite da cessione 185 30 50 13 - -
B.4 trasferimenti da altre categorie di esposizioni
deteriorate
316 83 103 17 9 -
B.5 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - 28 28 - -
B.6 altre variazioni in aumento 191 36 261 207 1 -
C. Variazioni in diminuzione -6.659 -1.017 -1.633 -665 -115 -14
C.1 riprese di valore da valutazione -213 -27 -187 -98 -12 -
C.2 riprese di valore da incasso -135 -8 -68 -28 -2 -
C.3 utili da cessione - - -7 - - -
C.4 write-off -2.176 -327 -388 -119 -1 -
C.5 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni
deteriorate
-27 -6 -312 -82 -89 -12
C.6 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - -8 -8 - -
C.7 altre variazioni in diminuzione -4.108 -649 -663 -330 -11 -2
D. Rettifiche complessive finali 6.937 852 4.189 1.285 59 4
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 3 1 3 2 - -

Nelle "Altre variazioni in aumento" sono ricompresi, prevalentemente, gli incassi di crediti già cancellati integralmente dal bilancio (in contropartita della voce "Riprese di valore da incasso") e gli incrementi dei saldi dei fondi in valuta a seguito della variazione del tasso di cambio.

Nel corso dell'esercizio sono state acquisite, nell'ambito di operazioni di business combination under common control, rettifiche di valore da attività finanziarie deteriorate pari a 320 milioni. Per tali operazioni, il Gruppo Intesa Sanpaolo adotta, come regola generale, il principio della continuità di valori per la rilevazione nei bilanci d'esercizio delle società coinvolte nell'operazione di riorganizzazione aziendale.

Le "Altre variazioni in diminuzione" includono principalmente i portafogli creditizi classificati come "sofferenze" e "inadempienze probabili" oggetto di cessione nel corso dell'esercizio. In tale voce trovano, inoltre, allocazione gli incassi di interessi di mora accertati in esercizi precedenti, le perdite da cessione per la quota non coperta da fondo, il decremento dei fondi in valuta a seguito della variazione del tasso di cambio, nonché la riduzione dei fondi rettificativi dovuta al trascorrere del tempo.

A.2 Classificazione attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate in base ai rating esterni e interni

A.2.1 Distribuzione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate: per classi di rating esterni (valori lordi)

Intesa Sanpaolo adotta sui portafogli oggetto della segnalazione le valutazioni delle seguenti agenzie di rating esterne: Standard & Poor's Ratings Services, Moody's Investors Service, Fitch Ratings e DBRS Morningstar Ratings.

Si evidenzia che, in ottemperanza a quanto sancito dalla normativa, laddove siano presenti due valutazioni dello stesso cliente, viene adottata quella più prudenziale, nel caso di tre valutazioni quella intermedia, qualora presenti tutte le valutazioni, la seconda migliore.

Per quanto riguarda il raccordo (mapping) tra le classi di rischio e i rating delle agenzie utilizzate, si veda la corrispondente sezione della Nota integrativa Consolidata.

(milioni di euro)
Esposizioni CLASSI RATING ESTERNI SENZA
RATING
TOTALE
classe 1 classe 2 classe 3 classe 4 classe 5 classe 6
A. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
14.508 27.434 117.010 10.649 3.348 621 307.760 481.330
- Primo stadio 14.307 26.251 112.204 6.233 1.999 289 242.131 403.414
- Secondo stadio 201 1.183 4.806 4.416 1.349 263 46.973 59.191
- Terzo stadio - - - - - 69 18.656 18.725
B. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
9.514 13.965 12.218 1.419 98 78 429 37.721
- Primo stadio 9.429 13.645 12.101 1.107 90 59 341 36.772
- Secondo stadio 85 320 117 312 8 6 62 910
- Terzo stadio - - - - - 13 26 39
C. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - - - 3.776 3.776
- Primo stadio - - - - - - 1.282 1.282
- Secondo stadio - - - - - - 165 165
- Terzo stadio - - - - - - 2.329 2.329
Totale (A+B+C) 24.022 41.399 129.228 12.068 3.446 699 311.965 522.827
di cui: attività finanziarie impaired acquisite o originate - - - - - 2 462 464
D. Impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie
rilasciate
- Primo stadio 8.918 24.218 147.665 9.190 2.093 126 98.624 290.834
- Secondo stadio 184 2.064 5.575 2.720 502 243 26.078 37.366
- Terzo stadio - - - - - - 2.128 2.128
Totale (D) 9.102 26.282 153.240 11.910 2.595 369 126.830 330.328
Totale (A+B+C+D) 33.124 67.681 282.468 23.978 6.041 1.068 438.795 853.155

A.2.2 Distribuzione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate: per classi di rating interni (valori lordi)

Ai fini della redazione della tabella, oltre ai rating relativi ai modelli validati, sono stati impiegati tutti i rating utilizzati nei sistemi di gestione e controllo dei rischi creditizi, ivi compresi i rating di agenzie esterne per controparti appartenenti a segmenti di clientela per cui non è disponibile un modello interno.

Esposizioni SENZA (milioni di euro)
TOTALE
CLASSI DI RATING INTERNI RATING
Rating 1 Rating 2 Rating 3 Rating 4 Rating 5 Rating 6
A. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 50.258 78.401 213.793 91.367 19.246 3.631 24.634 481.330
- Primo stadio 50.179 76.630 201.000 63.892 6.876 400 4.437 403.414
- Secondo stadio 79 1.771 12.793 27.475 11.848 1.631 3.594 59.191
- Terzo stadio - - - - 522 1.600 16.603 18.725
B. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
10.691 11.097 12.962 648 92 71 2.160 37.721
- Primo stadio 10.643 10.937 12.571 470 54 59 2.038 36.772
- Secondo stadio 48 160 391 178 38 5 90 910
- Terzo stadio - - - - - 7 32 39
C. Attività finanziarie in corso di dismissione 338 312 435 299 50 9 2.333 3.776
- Primo stadio 337 310 411 212 9 - 3 1.282
- Secondo stadio 1 2 24 87 41 7 3 165
- Terzo stadio - - - - - 2 2.327 2.329
Totale (A+B+C) 61.287 89.810 227.190 92.314 19.388 3.711 29.127 522.827
di cui: attività finanziarie impaired acquisite o originate - 1 2 6 7 19 429 464
D. Impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate
- Primo stadio 18.178 44.180 192.864 29.520 3.262 70 2.760 290.834
- Secondo stadio 276 4.287 11.044 14.409 3.862 372 3.116 37.366
- Terzo stadio - - - - 596 373 1.159 2.128
Totale (D) 18.454 48.467 203.908 43.929 7.720 815 7.035 330.328
Totale (A+B+C+D) 79.741 138.277 431.098 136.243 27.108 4.526 36.162 853.155

A.3 Distribuzione delle esposizioni creditizie garantite per tipologia di garanzia

A.3.1 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche garantite

(milioni di euro)
Esposizione
lorda
Esposizione
netta
Garanzie reali
(*)
(1)
Garanzie
personali (*)
(2)
(*)
Derivati su crediti
Immobili -
ipoteche
Immobili -
finanziamenti
Titoli Altre
garanzie
CLN Altri
derivati
per leasing reali Controparti
centrali
1. Esposizioni creditizie per cassa garantite: 9.316 9.309 - 5 8.423 - - -
1.1. totalmente garantite 8.582 8.575 - 5 8.399 - - -
- di cui deteriorate - - - - - - - -
1.2. parzialmente garantite 734 734 - - 24 - - -
- di cui deteriorate - - - - - - - -
2. Esposizioni creditizie "fuori bilancio"
garantite:
10.122 10.122 - - 3.690 3.869 - -
2.1. totalmente garantite 7.122 7.122 - - 3.690 1.995 - -
- di cui deteriorate - - - - - - - -
2.2. parzialmente garantite 3.000 3.000 - - - 1.874 - -
- di cui deteriorate - - - - - - - -

(*) Fair Value della garanzia o, qualora sia di difficile determinazione, valore contrattuale della stessa, quest'ultimo esposto - come previsto dalla normativa - sino a concorrenza del valore dell'esposizione netta.

(milioni di euro)
Garanzie personali (*)
(2)
Derivati su crediti
Altri derivati Amministrazioni Banche Altre Altri (1)+(2)
Banche Altre
società
finanziarie
Altri
soggetti
pubbliche società
finanziarie
soggetti
1. Esposizioni creditizie per cassa garantite: - - - 2 188 - 40 8.658
1.1. totalmente garantite - - - 2 23 - 38 8.467
- di cui deteriorate - - - - - - - -
1.2. parzialmente garantite - - - - 165 - 2 191
- di cui deteriorate - - - - - - - -
2. Esposizioni creditizie "fuori bilancio"
garantite:
- - - 9 86 - 28 7.682
2.1. totalmente garantite - - - 4 79 - 6 5.774
- di cui deteriorate - - - - - - - -
2.2. parzialmente garantite - - - 5 7 - 22 1.908
- di cui deteriorate - - - - - - - -

(*) Fair Value della garanzia o, qualora sia di difficile determinazione, valore contrattuale della stessa, quest'ultimo esposto - come previsto dalla normativa - sino a concorrenza del valore dell'esposizione netta.

A.3.2 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela garantite

(milioni di euro)
Esposizione
lorda
Esposizione
netta
Garanzie reali (*)
(1)
Garanzie personali
(*)
(2)
Derivati su crediti
Immobili
-
Ipoteche
Immobili -
finanziamenti
per leasing
Titoli Altre
garanzie
reali
CLN Altri
derivati
Controparti
centrali
1. Esposizioni creditizie per cassa garantite: 239.382 231.072 121.736 7.064 17.547 7.452 - -
1.1. totalmente garantite 197.159 190.498 120.523 7.020 17.440 5.934 - -
- di cui deteriorate 12.274 6.736 4.248 1.052 18 186 - -
1.2. parzialmente garantite 42.223 40.574 1.213 44 107 1.518 - -
- di cui deteriorate 2.522 1.018 528 - 30 42 - -
2. Esposizioni creditizie "fuori bilancio"
garantite: 32.962 32.869 1.782 18 6.616 1.183 - -
2.1. totalmente garantite 25.996 25.930 1.401 10 6.116 892 - -
- di cui deteriorate 366 334 73 - 4 4 - -
2.2. parzialmente garantite 6.966 6.939 381 8 500 291 - -
- di cui deteriorate 202 188 26 - - 15 - -

(*) Fair Value della garanzia o, qualora sia di difficile determinazione, valore contrattuale della stessa, quest'ultimo esposto - come previsto dalla normativa - sino a concorrenza del valore dell'esposizione netta.

(milioni di euro)
Garanzie personali (*)
(2)
Derivati su crediti
Altri derivati Amministrazioni Banche Altre Altri (1)+(2)
Banche Altre
società
finanziarie
Altri
soggetti
pubbliche società
finanziarie
soggetti
1. Esposizioni creditizie per cassa garantite: 45 - - 36.466 269 1.452 22.932 214.963
1.1. totalmente garantite - - - 18.837 215 1.069 18.914 189.952
- di cui deteriorate - - - 138 7 126 915 6.690
1.2. parzialmente garantite 45 - - 17.629 54 383 4.018 25.011
- di cui deteriorate - - - 56 - 17 138 811
2. Esposizioni creditizie "fuori bilancio" garantite: - - - 823 239 1.095 18.276 30.032
2.1. totalmente garantite - - - 480 136 935 15.901 25.871
- di cui deteriorate - - - 1 - 15 233 330
2.2. parzialmente garantite - - - 343 103 160 2.375 4.161
- di cui deteriorate - - - - - 3 35 79

(*) Fair Value della garanzia o, qualora sia di difficile determinazione, valore contrattuale della stessa, quest'ultimo esposto - come previsto dalla normativa - sino a concorrenza del valore dell'esposizione netta.

A.4 Attività finanziarie e non finanziarie ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute

(milioni di euro)
Esposizione
creditizia
cancellata
Valore lordo Rettifiche di
valore
complessive
Valore di bilancio di cui ottenute
nel corso
dell'esercizio
A. Attività materiali 75 79 -8 71 2
A.1. Ad uso funzionale - - - - -
A.2. A scopo di investimento 5 7 -1 6 1
A.3. Rimanenze 70 72 -7 65 1
B. Titoli di capitale e titoli di debito 381 381 -139 242 43
C. Altre attività - - - - -
D. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - - - -
D.1. Attività materiali - - - - -
D.2. Altre attività - - - - -
Totale
31.12.2020
456 460 -147 313 45
Totale
31.12.2019
427 430 -101 329 30

Al 31 dicembre 2020 sono presenti attività finanziarie e non finanziarie ottenute tramite l'escussione di garanzie ricevute.

Le Attività materiali sono riferite a beni acquisiti a chiusura di esposizioni creditizie deteriorate su contratti di leasing finanziario per il mancato riscatto del bene o per la risoluzione anticipata del contratto stesso. Nello specifico il valore di bilancio dei beni escussi è rappresentato da immobili detenuti a scopo di investimento per 6 milioni (fabbricati per 5 milioni e terreni per 1 milione) e rimanenze di immobili (esclusivamente fabbricati) per 65 milioni

I Titoli di capitale e titoli di debito, per un valore di bilancio pari a 242 milioni (64 milioni quali "Partecipazioni", di cui 60 milioni riferiti alla partecipazione Risanamento, 108 milioni quali "Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" e 70 milioni quali "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva"), rappresentano attività finanziarie non precedentemente concesse dal debitore a garanzia di preesistenti finanziamenti erogati, ma acquisite nell'ambito di accordi bilaterali con lo stesso, a seguito dei quali la Banca ha provveduto alla cancellazione della relativa esposizione creditizia.

B. DISTRIBUZIONE E CONCENTRAZIONE DELLE ESPOSIZIONI CREDITIZIE

B.1 Distribuzione settoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela

(milioni di euro)
Esposizioni/Controparti Amministrazioni pubbliche Società finanziarie Società finanziarie (di cui:
imprese di assicurazione)
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze 143 -112 65 -206 - -
- di cui esposizioni oggetto di concessioni - - 17 -98 - -
A.2 Inadempienze probabili 51 -29 207 -167 - -
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 15 -22 31 -70 - -
A.3 Esposizioni scadute deteriorate 2 - 33 -5 - -
- di cui esposizioni oggetto di concessioni - - - - - -
A.4 Esposizioni non deteriorate 85.810 -60 61.100 -164 983 -
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 46 - 207 -5 - -
Totale (A) 86.006 -201 61.405 -542 983 -
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 2 - 24 -2 - -
B.2 Esposizioni non deteriorate 35.349 -4 85.281 -45 7.757 -
Totale (B) 35.351 -4 85.305 -47 7.757 0
Totale (A+B) 31.12.2020 121.357 -205 146.710 -589 8.740 0
Totale (A+B) 31.12.2019 57.113 -215 112.352 -455 5.352 -4
(milioni di euro)
Esposizioni/Controparti Società non finanziarie Famiglie
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze 2.597 -4.970 905 -1.649
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 492 -632 157 -122
A.2 Inadempienze probabili 4.130 -3.474 1.447 -519
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 1.965 -1.070 639 -123
A.3 Esposizioni scadute deteriorate 68 -11 282 -43
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 9 -1 18 -3
A.4 Esposizioni non deteriorate 161.902 -1.222 117.546 -560
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 3.070 -193 855 -30
Totale (A) 168.697 -9.677 120.180 -2.771
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 1.866 -184 36 -6
B.2 Esposizioni non deteriorate 165.645 -139 6.209 -17
Totale (B) 167.511 -323 6.245 -23
Totale (A+B)
31.12.2020
336.208 -10.000 126.425 -2.794
Totale (A+B)
31.12.2019
286.040 -12.805 122.802 -3.234

B.2 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela

(milioni di euro)
Esposizioni/Aree geografiche Italia Altri paesi europei
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze 3.700 -6.796 7 -64
A.2 Inadempienze probabili 5.679 -4.080 73 -10
A.3 Esposizioni scadute deteriorate 377 -58 6 -1
A.4 Esposizioni non deteriorate 330.818 -1.742 62.426 -167
Totale (A) 340.574 -12.676 62.512 -242
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 1.918 -191 9 -1
B.2 Esposizioni non deteriorate 142.012 -134 81.746 -48
Totale (B) 143.930 -325 81.755 -49
Totale (A+B) 31.12.2020 484.504 -13.001 144.267 -291
Totale (A+B) 31.12.2019 410.593 -16.309 78.703 -181
(milioni di euro)
Esposizioni/Aree geografiche America Asia Resto del mondo
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze - -48 3 -29 - -
A.2 Inadempienze probabili 33 -80 50 -19 - -
A.3 Esposizioni scadute deteriorate 2 - - - - -
A.4 Esposizioni non deteriorate 18.777 -70 11.825 -19 2.512 -8
Totale (A) 18.812 -198 11.878 -67 2.512 -8
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate - - 1 - - -
B.2 Esposizioni non deteriorate 59.210 -19 7.876 -4 1.640 -
Totale (B) 59.210 -19 7.877 -4 1.640 -
Totale (A+B) 31.12.2020 78.022 -217 19.755 -71 4.152 -8
Totale (A+B) 31.12.2019 72.147 -188 13.901 -25 2.963 -6
(milioni di euro)
Esposizioni / Aree geografiche Italia Nord Ovest Italia Nord Est Italia Centro Italia Sud e Isole
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze 1.147 -2.010 702 -1.372 886 -1.624 965 -1.790
A.2 Inadempienze probabili 2.170 -1.769 1.105 -712 1.333 -998 1.071 -601
A.3 Esposizioni scadute deteriorate 113 -17 48 -7 103 -16 113 -18
A.4 Esposizioni non deteriorate 108.616 -661 63.597 -321 110.801 -384 47.804 -376
Totale A 112.046 -4.457 65.452 -2.412 113.123 -3.022 49.953 -2.785
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 499 -54 492 -58 793 -67 134 -12
B.2 Esposizioni non deteriorate 60.561 -62 25.650 -24 46.611 -30 9.190 -18
Totale B 61.060 -116 26.142 -82 47.404 -97 9.324 -30
Totale (A+B)
31.12.2020
173.106 -4.573 91.594 -2.494 160.527 -3.119 59.277 -
-2.815
Totale (A+B)
31.12.2019
149.545 -5.256 88.677 -3.504 117.714 -4.060 54.657 -3.489

B.2 bis Ripartizione per area geografica dei rapporti con clientela residente in Italia

B.3 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso banche

(milioni di euro)
Italia Altri paesi europei
Esposizioni/Aree geografiche Esposizioni netta Rettifiche valore
complessive
Esposizioni netta Rettifiche valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze - - - -1
A.2 Inadempienze probabili - - - -
A.3 Esposizioni scadute deteriorate - - - -
A.4 Esposizioni non deteriorate 63.500 -10 26.957 -13
Totale (A) 63.500 -10 26.957 -14
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate - - - -
B.2 Esposizioni non deteriorate 33.756 - 87.907 -6
Totale (B) 33.756 - 87.907 -6
Totale (A+B) 31.12.2020 97.256 -10 114.864 -20
Totale (A+B) 31.12.2019 115.651 -50 82.799 -19

(milioni di euro)
America Asia Resto del mondo
Esposizioni/Aree geografiche Esposizioni
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizioni
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizioni
netta
Rettifiche
valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per
cassa
A.1 Sofferenze - - - -3 - -
A.2 Inadempienze probabili 64 -14 - - - -
A.3 Esposizioni scadute
deteriorate
- - - - - -
A.4 Esposizioni non deteriorate 2.168 -2 1.902 -4 910 -4
Totale (A) 2.232 -16 1.902 -7 910 -4
B. Esposizioni creditizie fuori
bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 8 - - - - -
B.2 Esposizioni non deteriorate 5.568 - 9.280 - 2.044 -1
Totale (B) 5.576 - 9.280 - 2.044 -1
Totale (A+B) 31.12.2020 7.808 -16 11.182 -7 2.954 -5
Totale (A+B) 31.12.2019 8.152 -18 12.280 -6 3.139 -4

B.3 bis Ripartizione per area geografica dei rapporti con banche residenti in Italia

(milioni di euro)
Esposizioni/Aree geografiche ITALIA NORD OVEST ITALIA NORD EST ITALIA CENTRO ITALIA SUD E ISOLE
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze - - - - - - - -
A.2 Inadempienze probabili - - - - - - - -
A.3 Esposizioni scadute deteriorate - - - - - - - -
A.4 Esposizioni non deteriorate 8.558 -6 187 - 54.750 -4 5 -
TOTALE A 8.558 -6 187 - 54.750 -4 5 -
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate - - - - - - - -
B.2 Esposizioni non deteriorate 29.922 - 915 - 2.703 - 216 -
Totale B 29.922 - 915 - 2.703 - 216 -
Totale (A+B)
31.12.2020
38.480 -6 1.102 - 57.453 -4 221 -
Totale (A+B)
31.12.2019
103.357 -49 339 - 11.919 -1 36 -

B.4 Grandi esposizioni

Grandi esposizioni
a) Valore di bilancio (milioni di euro) 292.600
b) Valore ponderato (milioni di euro) 15.727
c) Numero 7

In base alle disposizioni normative vigenti, il numero delle "Grandi esposizioni" riportato in tabella è determinato facendo riferimento alle "esposizioni" non ponderate che superano il 10% del Capitale Ammissibile, così come definito dal Regolamento UE n. 575/2013 (c.d. CRR), dove per "esposizioni" si intende la somma delle attività di rischio per cassa e delle operazioni fuori bilancio (escluse quelle dedotte dal Capitale Ammissibile) nei confronti di un cliente, o di un gruppo di clienti connessi, senza l'applicazione dei fattori di ponderazione.

Tali criteri espositivi portano a ricomprendere nella tabella di bilancio relativa alle "Grandi esposizioni" anche soggetti che – pur con ponderazione pari allo 0% - presentano un'esposizione non ponderata superiore al 10% del Capitale Ammissibile dell'ente. A tal riguardo si evidenzia che nella tabella sopra riportata sono incluse esposizioni verso società del Gruppo Intesa Sanpaolo il cui valore di bilancio è pari ad 114.639 milioni che, coerentemente con quanto previsto dalla disciplina prudenziale, hanno un valore di ponderazione pari a zero.

Per completezza si segnala che figurano altresì nella predetta tabella esposizioni verso il Tesoro dello Stato Italiano per un valore di bilancio pari a 87.133 milioni e valore ponderato pari a 1.096 milioni ed esposizioni verso Banca d'Italia per 54.300 milioni e valore ponderato pari a 1.752 milioni.

Da ultimo si precisa che conformemente a quanto previsto nel documento EBA "Orientamenti sui clienti connessi ai sensi dell'articolo 4.1 punto 39) del regolamento (UE) n.575/2013", sono previste - nelle segnalazioni di vigilanza - modalità convenzionali di rappresentazione dei Gruppi di clienti connessi che possono prevedere (nel caso dei c.d. "silos") la ripetizione - in corrispondenza di ogni gruppo economico direttamente controllato da un'Amministrazione Centrale o ad essa legato da dipendenza economica - delle esposizioni verso le Amministrazioni centrali corrispondenti. A tal riguardo si precisa che gli ammontari di cui alle lettere a) e b) e la numerosità di cui alla lettera c) esposti nella tabella sopra riportata considerano tuttavia una volta sola l'esposizione nei confronti delle varie Amministrazioni Centrali verso cui il Gruppo Intesa Sanpaolo risulta esposto.

C. OPERAZIONI DI CARTOLARIZZAZIONE

Non formano oggetto di rilevazione nella presente sezione le operazioni di cartolarizzazione nelle quali la Banca sia originator e per le quali il complesso delle passività emesse (es. titoli ABS, finanziamenti nella fase di warehousing) dalle società veicolo sia sottoscritto all'atto dell'emissione dalla stessa banca. Per l'illustrazione di questa tipologia di operazioni si rimanda alla sezione della Parte E della Nota Integrativa relativa al rischio di liquidità.

Informazioni di natura qualitativa

Per le informazioni di natura qualitativa si rimanda a quanto esposto nella Parte E della Nota integrativa consolidata.

Informazioni di natura quantitativa

C.1 Esposizioni derivanti dalle principali operazioni di cartolarizzazione "proprie" ripartite per tipologia di attività cartolarizzate e per tipologia di esposizioni

Per cassa

(milioni di euro)
Tipologia attività cartolarizzate/Esposizioni ESPOSIZIONI PER CASSA
Senior Mezzanine Junior
Valore Rettifiche/ Valore Rettifiche/ Valore Rettifiche/
di
bilancio
riprese
di valore
di
bilancio
riprese
di valore
di
bilancio
riprese
di valore
A. Oggetto di integrale cancellazione dal bilancio 2.437 -10 232 - 186 -127
- Prestiti verso imprese (incluse PMI) (a) 2.436 -10 232 - 185 -127
- Crediti al consumo 1 - - - 1 -
B. Oggetto di parziale cancellazione dal bilancio - - - - - -
C. Non cancellate dal bilancio 18.217 -34 204 -10 348 -5
- Prestiti verso imprese (incluse PMI) (b) (c) 16.238 -32 31 -7 130 -1
- Leasing (c) 1.247 -1 - - 6 -
- Mutui ipotecari su immobili residenziaIi (c) 732 -1 173 -3 212 -4
TOTALE 20.654 -44 436 -10 534 -132

(a) L'intero importo è riferito ad attività finanziarie deteriorate relative alle operazioni di cartolarizzazione Kerma, Penelope e Yoda, quali società veicolo costituite ai sensi della legge 130/99 a fronte delle operazioni di cessione originate dalla Banca rispettivamente di crediti UTP (Kerma-Progetto Partnership UTP) e in sofferenza (Penelope-Progetto Savoy e Yoda-Progetto Rey).

(b) Tra le esposizioni sono ricomprese attività finanziarie deteriorate per un ammontare pari a 37 milioni senior, 30 milioni mezzanine e 18 milioni junior.

(c) Le voci includono anche gli ammontari relativi alle operazioni di cartolarizzazione sintetiche denominate GARC riferite ad esposizioni in bonis.

Fuori bilancio

Al 31 dicembre 2020 la fattispecie non è presente.

C.2 Esposizioni derivanti dalle principali operazioni di cartolarizzazione di "terzi" ripartite per tipologia delle attività cartolarizzate e per tipo di esposizione

Per cassa

(milioni di euro)
Tipologia attività sottostanti/Esposizioni ESPOSIZIONI PER CASSA
Senior
Mezzanine
Junior
Valore Rettifiche/ Valore Rettifiche/ Valore Rettifiche/
di
bilancio
riprese
di valore
di
bilancio
riprese
di valore
di
bilancio
riprese
di valore
Prestiti verso imprese (incluse PMI) (a) 962 -1 275 - 6 -1
Mutui ipotecari su immobili residenziali 645 -2 101 - - -
Crediti al commercio 522 4 14 - 1 -
Crediti al consumo 246 - 65 -3 - -
Cartolarizzazioni 154 -7 - - - -
Mutui ipotecari su immobili commerciali 113 -5 20 -4 - -
Obbligazioni bancarie garantite 47 - 16 - - -
Leasing - - 11 - 2 -
Altre attività (b) 5.990 5 - - - -
TOTALE 8.679 -6 502 -7 9 -1

(a) Tra le esposizioni sono ricomprese attività finanziarie deteriorate per un ammontare pari a 41 milioni mezzanine e 1 milione junior (al netto delle rettifiche di valore). L'aggregato include anche i titoli di debito emessi dal veicolo di cartolarizzazione costituito nell'ambito dell'operazione di cessione delle Casse di Risparmio di Cesena, Rimini e San Miniato a Crédit Agricole da parte dello Schema Volontario FITD a cui la Banca aderisce. Le relative Notes sono mezzanine per un ammontare pari a 3 milioni e junior integralmente svalutate.

(b) Tra le esposizioni sono ricompresi i titoli Romulus per 4.097 milioni detenuti in portafoglio da Intesa Sanpaolo, rappresentati convenzionalmente tra le cartolarizzazioni di terzi, nonchè crediti verso il veicolo Duomo Funding Plc per 1.384 milioni quali utilizzo di linee di credito. Per maggiori dettagli in merito alla tipologia delle attività sottostanti si rimanda alla "Sezione 4 - Rischi delle altre imprese" riportata in Parte E della Nota Integrativa consolidata.

Fuori bilancio

(milioni di euro)
Tipologia attività
sottostanti/Esposizioni
GARANZIE RILASCIATE LINEE DI CREDITO
Senior
Mezzanine
Junior Senior Mezzanine Junior
Esposiz.
netta
Rettifiche/
riprese
di
valore
Esposiz.
netta
Rettifiche/
riprese
di
valore
Esposiz.
netta
Rettifiche/
riprese
di
valore
Esposiz.
netta
Rettifiche/
riprese
di
valore
Esposiz.
netta
Rettifiche/
riprese
di
valore
Esposiz.
netta
Rettifiche/
riprese
di
valore
Duomo ABCP Conduit
transactions (a)
- - - - - - - - - - - -
Totale - - - - - - - - - - - -

(a) Con riferimento all'operatività posta in essere tramite Duomo Funding Plc finanziata da ABCP, la Banca ha concesso linee di liquidità (pari a 4.392 milioni di esposizione netta e 3 milioni di rettifiche di valore) a garanzia di attivi già ricompresi nelle "Altre attività" della Tabella C.2 per cassa.

NOME CARTOLARIZZAZIONE / SEDE LEGALE CONSOLIDAMENTO ATTIVITA' (f) (milioni di euro)
PASSIVITA' (f)
DENOMINAZIONE SOCIETÀ VEICOLO (a) Crediti Titoli di
debito
Altre Senior Mezzanine Junior
Adriano Lease Sec S.r.l. (d) Conegliano (TV) Non consolidato (b) 2.411 - 130 1.062 - 1.351
Apulia Finance 4 S.r.l. (d) Conegliano (TV) Non consolidato (b) 62 - 12 - - 59
Augusto S.r.l. (e) Milano Non consolidato (b) - - 2 13 - -
Berica ABS 3 S.r.l. Vicenza Non consolidato (b) 279 - 13 11 94 115
Berica ABS 4 S.r.l. Vicenza Non consolidato 320 - 13 45 123 95
Brera Sec S.r.l. (d) Conegliano (TV) Non consolidato (b) 13.967 - 804 10.946 - 3.457
Clara Sec S.r.l. (d) Conegliano (TV) Non consolidato (b) 6.573 - 1.220 6.350 - 824
Diocleziano S.r.l. (e) Milano Non consolidato (b) 1 - 1 49 - -
Giada Sec S.r.l. (d) Conegliano (TV) Non consolidato (b) 9.613 - 587 6.610 - 3.485
ISP CB Ipotecario S.r.l. (c) Milano Consolidato 16.401 - 4.454 - 19.896 -
ISP OBG S.r.l. (c) Milano Consolidato 46.391 - 8.461 - 54.756 -
ISP CB Pubblico S.r.l. (c) Milano Consolidato 2.275 1.563 1.308 - 4.968 -

C.3 Società veicolo per la cartolarizzazione

(a) Metodo di consolidamento riferito al c.d. perimetro "prudenziale" applicato nel bilancio di Gruppo.

(b) Non consolidato con il metodo integrale, ma con il metodo del patrimonio netto.

(c) Trattasi di veicoli funzionali all'emissione di covered bond. Per ulteriori informazioni si rimanda alla Sezione "E.4. Operazioni di covered bond" di Parte E della presente Nota Integrativa.

(d) Veicolo di autocartolarizzazione descritto nel paragrafo 2 delle informazioni quantitative della Sezione 4 - Rischio di Liquidità.

(e) Gli ammontari riportati tra le attività e le passività si riferiscono agli ultimi dati di bilancio disponibili (31 dicembre 2019).

(f) Gli ammontari riportati tra le attività e le passività si riferiscono ai valori complessivamente riportati nelle rendicontazioni contabili delle società veicolo.

C.4 Società veicolo per la cartolarizzazione non consolidate

Le informazioni di cui alla presente sezione non vanno fornite dalle banche che redigono il bilancio consolidato ai sensi della Circolare 262 di Banca d'Italia.

C.5 Attività di servicer – cartolarizzazioni proprie: incassi dei crediti cartolarizzati e rimborsi dei titoli emessi dalla società veicolo per la cartolarizzazione

La Banca non svolge attività di servicer in operazioni di cartolarizzazione proprie nelle quali le attività cedute sono state cancellate dal bilancio ai sensi dell'IFRS 9; si omette pertanto la relativa informativa. Per maggiori informazioni si rinvia alla corrispondente sezione della nota integrativa consolidata.

D. INFORMATIVA SULLE ENTITA' STRUTTURATE NON CONSOLIDATE CONTABILMENTE (DIVERSE DALLE SOCIETA' VEICOLO PER LA CARTOLARIZZAZIONE)

Le informazioni di natura qualitativa e quantitativa di cui alla presente sezione non vanno fornite dalle banche che redigono il bilancio consolidato ai sensi della Circolare 262 di Banca d'Italia.

E. OPERAZIONI DI CESSIONE

A. Attività finanziarie cedute e non cancellate integralmente

Informazioni di natura qualitativa

Per quanto riguarda la descrizione dell'operatività rappresentata nelle tabelle E.1, E.2 e E.3, si rimanda a quanto riportato in calce alle tabelle stesse.

Per quanto attiene all'operatività in titoli di debito a fronte di pronti contro termine a medio e lungo termine si rimanda a quanto riportato nella Nota Integrativa consolidata – Parte B.

Informazioni di natura quantitativa

E.1 Attività finanziarie cedute rilevate per intero e passività finanziarie associate: valori di bilancio

(milioni di euro)
Attività finanziarie cedute rilevate per intero
Passività finanziarie associate
Valore di
bilancio
di cui: oggetto di
operazioni di
cartolarizzazione
di cui: oggetto
di contratti di
vendita con
patto di
riacquisto
di cui
deteriorate
Valore di
bilancio
di cui: oggetto di
operazioni di
cartolarizzazione
di cui: oggetto
di contratti di
vendita con
patto di
riacquisto
A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 740 - 740 X 699 - 699
1. Titoli di debito 552 - 552 X 506 - 506
2. Titoli di capitale 188 - 188 X 193 - 193
3. Finanziamenti - - - X - - -
4. Derivati - - - X - - -
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
- - - - - - -
1. Titoli di debito - - - - - - -
2. Titoli di capitale - - - X - - -
3. Finanziamenti - - - - - - -
C. Attività finanziarie designate al fair value - - - - - - -
1. Titoli di debito - - - - - - -
2. Finanziamenti - - - - - - -
D. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
4.374 - 4.374 - 4.312 - 4.312
1. Titoli di debito 4.374 - 4.374 - 4.312 - 4.312
2. Titoli di capitale - - - X - - -
3. Finanziamenti - - - - - - -
E. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.849 137 2.712 18 2.839 97 2.742
1. Titoli di debito 2.712 - 2.712 - 2.742 - 2.742
2. Finanziamenti 137 137 - 18 97 97 -
TOTALE
31.12.2020
7.963 137 7.826 18 7.850 97 7.753
TOTALE
31.12.2019
14.986 510 14.476 53 14.977 397 14.580

Non figurano nella tabella sopra riportata le operazioni di "covered bond" in cui la Banca risulti sia cedente che finanziatrice del veicolo emittente i titoli di debito.

Gli aggregati dei contratti di vendita con patto di riacquisto si riferiscono alle operazioni di pronti contro termine poste in essere dalla banca a fronte di attività cedute e non cancellate; non sono incluse, invece, tra le passività finanziarie associate le operazioni di pronti contro termine passive realizzate a valere su titoli ricevuti in operazioni di pronti contro termine attive.

Gli aggregati dei contratti di operazioni di cartolarizzazione si riferiscono alle attività e passività associate rilevate per le operazioni di cartolarizzazione Berica e quelle rientranti nel programma K-Equity.

E.2 Attività finanziarie cedute rilevate parzialmente e passività finanziarie associate: valori di bilancio Non sussiste la fattispecie per Intesa Sanpaolo.

E.3 Operazioni di cessione con passività aventi rivalsa esclusivamente sulle attività cedute e non cancellate integralmente: fair value

(milioni di euro)
Rilevate
per intero
Rilevate
parzialmente
31.12.2020 31.12.2019
A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 740 - 740 49
1. Titoli di debito 552 - 552 49
2. Titoli di capitale 188 - 188 -
3. Finanziamenti - - - -
4. Derivati - - - -
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - - - -
1. Titoli di debito - - - -
2. Titoli di capitale - - - -
3. Finanziamenti - - - -
C. Attività finanziarie designate al fair value - - - -
1. Titoli di debito - - - -
2. Finanziamenti - - - -
D. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva 4.374 - 4.374 14.341
1. Titoli di debito 4.374 - 4.374 14.341
2. Titoli di capitale - - - -
3. Finanziamenti - - - -
E. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (fair value) 2.837 - 2.837 591
1. Titoli di debito 2.700 - 2.700 86
2. Finanziamenti 137 - 137 505
Totale attività finanziarie 7.951 - 7.951 14.981
Totale passività finanziarie associate 7.851 - 7.851 14.978
Valore netto 31.12.2020 100 - 100 X
Valore netto 31.12.2019 3 - X 3

Non figurano nella tabella sopra riportata le operazioni di "covered bond" in cui la Banca risulti sia cedente che finanziatrice del veicolo emittente i titoli di debito.

B. Attività finanziarie cedute e cancellate integralmente con rilevazione del continuo coinvolgimento (continuing involvement)

Non sussiste la fattispecie per Intesa Sanpaolo.

C. Attività finanziarie cedute e cancellate integralmente

Informazioni di natura qualitativa

Operazioni di cessione di tipo multioriginator di portafogli creditizi – in particolare di quelli "unlikely to pay" – riconducibili a cessione dei crediti a un fondo comune di investimento con attribuzione delle relative quote agli intermediari cedenti

Al 31 dicembre 2020, Intesa Sanpaolo detiene quote in fondi comuni di investimento acquisite nell'ambito di operazioni di cessione di tipo multioriginator di portafogli creditizi.

In relazione alle disposizioni contenute nella Comunicazione della Banca d'Italia del 23 dicembre 2019, si riporta di seguito l'informativa inerente: "Le operazioni di cessione di tipo multioriginator di portafogli creditizi – in particolare di quelli "unlikely to pay" – riconducibili a cessione dei crediti a un fondo comune di investimento con attribuzione delle relative quote agli intermediari cedenti".

Fondo Back2Bonis

Nell'ottica di perseguire le attività di de-risking previste dal Piano d'Impresa 2018-2021, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha avviato nel corso del terzo trimestre 2020 un processo finalizzato al deconsolidamento di un portafoglio di esposizioni creditizie classificate ad "Unlikely to Pay" con sottostante immobiliare, contratti e beni derivanti da posizioni classificate ad "Unlikely to Pay" detenuti dalla capogruppo ISP e da UBI Banca, con contestuale conversione degli stessi in quote del fondo mobiliare denominato Back2Bonis.

L'operazione, il cui closing è avvenuto alla fine del 2020, si è concretizzata per Intesa Sanpaolo nella cessione di un portafoglio crediti, rapporti giuridici di breve termine e rapporti giuridici e beni da crediti leasing per un ammontare lordo complessivo di 166 milioni ed esposizione netta pari a 70 milioni, con contestuale sottoscrizione delle quote del Fondo Back2Bonis per un controvalore di 70,6 milioni, sostanzialmente allineato al NBV dei crediti ceduti.

L'operazione si è perfezionata mediante: (i) la cessione dei crediti bancari e dei crediti derivanti da contratti di leasing a un veicolo di cartolarizzazione Ampre S.r.l.; (ii) la cessione dei rapporti giuridici e beni derivanti dai contratti di leasing ad Ampre LeaseCo S.r.l.; (iii) la cessione dei contratti di breve termine revolving e dei relativi rapporti giuridici e crediti di ISP nonché dei contratti di medio-lungo termine con erogazioni residue e dei relativi rapporti giuridici, diversi dai rapporti e beni leasing attraverso la fronting bank messa a disposizione da Banca Finanziaria Internazionale S.p.A., (iv) la sottoscrizione integrale dei titoli emessi dal veicolo di cartolarizzazione da parte del fondo Back2Bonis e (v) l'acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo delle quote del Fondo quale contropartita dei crediti oggetto di cessione.

Il fondo Back2Bonis, costituito sotto la forma di un fondo comune mobiliare di tipo chiuso le cui quote sono riservate per la sottoscrizione a investitori professionali, è una piattaforma multi-originator per la gestione di crediti di tipo "Real Estate Small & Medium Size" classificati quali Unlikely to Pay e derivanti da finanziamenti e linee di credito concessi a società operanti nell'ambito immobiliare o a fondi immobiliari (ivi inclusi quelli non interamente erogati/utilizzati al momento della cessione).

Con il perfezionamento dell'operazione di apporto dei crediti alla piattaforma, Intesa Sanpaolo ha provveduto a deconsolidare i crediti con successiva iscrizione delle quote del Fondo in sostituzione dei suddetti crediti.

Al 31 dicembre 2020, la Capogruppo detiene una partecipazione del 17% nel fondo Back2Bonis classificata tra le interessenze ad influenza notevole per un valore di bilancio pari a 70,6 milioni.

Il Fondo Back2Bonis è stato oggetto di valutazione da parte di un terzo indipendente che ha espresso un fair value allineato al relativo valore di iscrizione in bilancio al 31 dicembre 2020.

Fondo FI.NAV.

Nell'ottica di perseguire le attività di de-risking previste dal Piano d'Impresa 2018-2021, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha avviato nell'ultimo trimestre del 2018 un'operazione di conferimento al Fondo FI.NAV. - fondo comune di investimento mobiliare italiano di tipo chiuso multicomparto - di un portafoglio di crediti ipotecari e chirografari non performing del settore dello shipping.

Il Fondo è riservato a investitori istituzionali, gestito dalla SGR Davy Investment Fund Service Limited, non facente parte del Gruppo Intesa Sanpaolo, con sede in Irlanda, e si compone di due comparti autonomi: FI.NAV. Comparto A – Crediti, in cui sono confluiti i crediti conferiti dal Gruppo Intesa Sanpaolo e Unicredit e FI.NAV. Comparto B – Nuova Finanza, in cui confluiranno capitali di investitori terzi per il rilancio delle navi rimpossessate.

L'operazione, definita nel 2018, si è perfezionata lo scorso 2019 concretizzandosi in una cessione a titolo oneroso di crediti pro-soluto per un ammontare lordo complessivo di 155 milioni ed esposizione netta pari a 102 milioni, pari al prezzo di cessione, con compensazione del prezzo di cessione con il prezzo di sottoscrizione delle quote del Fondo e, pertanto, senza effetti nel conto economico dell'esercizio 2019.

Nel primo trimestre 2020 si è perfezionata la cessione di un'ulteriore tranche di crediti pro-soluto per un ammontare lordo di 37 milioni e un valore netto di 34 milioni, allineato al prezzo di cessione e, pertanto, senza effetti nel conto economico dell'esercizio.

Ai sensi dell'IFRS 9, l'operazione si è configurata per il Gruppo Intesa Sanpaolo quale derecognition dei crediti ceduti in quanto, a seguito della stessa, la gestione è divenuta di esclusiva competenza del Fondo; il Gruppo Intesa Sanpaolo ha pertanto proceduto alla cancellazione dei relativi crediti dal proprio bilancio e alla contestuale iscrizione al corrispondente fair value delle quote del Fondo attribuite.

Le società del Gruppo coinvolte nell'operazione sono state la Capogruppo Intesa Sanpaolo (che include le quote delle ex controllate Cassa di Risparmio in Bologna e Mediocredito acquisite nell'ambito di operazioni di incorporazione nel 2019) e Banca IMI, incorporata il 20 luglio 2020.

Il Fondo FI.NAV., iscritto ad un valore pari a 138,6 milioni, è stato oggetto di valutazione da parte di un terzo indipendente, che ha espresso un fair value pari a 135,2 milioni; si è pertanto proceduto ad adeguare il valore del fondo rilevando un effetto negativo di 3,4 milioni.

Al 31 dicembre 2020, la Capogruppo ISP detiene una partecipazione del 43,5% nel Fondo FI.NAV. classificata tra le interessenze ad influenza notevole per un valore di bilancio pari a 135,2 milioni.

Fondo RSCT – Comparto Crediti

Nell'ambito delle attività di derisking previste dal Piano d'Impresa 2018-2021, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha individuato l'opportunità di conferire asset (crediti e titoli) a valere su posizioni non performing al fondo chiuso RSCT FUND, in cambio di quote del fondo medesimo. II progetto è stato seguito da Pillarstone che ha selezionato un portafoglio di imprese industriali e commerciali con l'obiettivo di individuare per ciascuna di esse una strategia di massimizzazione delle potenzialità di recupero dei crediti anche attraverso iniezioni di nuova finanza.

L'operazione si è realizzata nel maggio 2020 con il conferimento di un portafoglio di crediti verso 18 società originati dal Gruppo ISP (ISP e Banca IMI, poi incorporata in ISP il 20 luglio 2020), Unicredit, BPER Banca e Crédit Agricole al Fondo d'Investimento Alternativo chiuso di nuova costituzione RSCT Fund, gestito da Davy Investment Fund Services, gestore di fondi alternativi autorizzato dalla Banca Centrale d'Irlanda.

RSCT Fund è strutturato in due comparti separati, il comparto A per la gestione dei crediti acquisiti dalle banche cessionarie e il comparto B per la gestione della nuova finanza.

La cessione ha riguardato un portafoglio di crediti, notes Sirti e strumenti finanziari partecipativi PS Reti per un ammontare lordo di 339 milioni (ISP e Banca IMI) ad un valore netto di 255 milioni, sostanzialmente allineato al prezzo di cessione.

A luglio si è realizzata un'ulteriore cessione di una posizione creditizia per un ammontare lordo di 6,3 milioni ad un valore di 4,5 milioni, con compensazione del prezzo di cessione con il prezzo di sottoscrizione delle quote del Fondo stesso.

Il Fondo RSCT, iscritto ad un valore pari a 259,3 milioni, è stato oggetto di valutazione da parte di un terzo indipendente, che ha espresso un fair value pari a 257,3 milioni; si è pertanto proceduto ad adeguare il valore del fondo rilevando un effetto negativo di 2 milioni.

Al 31 dicembre 2020, la Capogruppo detiene una partecipazione del 71,97% in RSCT Fund classificata tra le interessenze ad influenza notevole per un valore di bilancio pari a 257,3 milioni.

Fondo IDEA CCR Corporate Credit Recovery II - Comparto Crediti

Nel 2018 il Gruppo Intesa Sanpaolo (nello specifico Intesa Sanpaolo e le banche successivamente incorporate: Cassa di Risparmio del Veneto, Cassa di Risparmio di Firenze, Cassa di Risparmio di Friuli Venezia Giulia, Cassa di Risparmio in Bologna e Mediocredito) ha partecipato al Fondo chiuso italiano IDEA, gestito da Dea Capital Alternative Funds S.G.R. Spa, dedicato al rilancio delle imprese italiane di medie dimensioni che si trovano in situazioni di tensione finanziaria, ma con fondamentali industriali solidi. L'operazione, perfezionata nel 2018, si è realizzata mediante il conferimento di crediti deteriorati per nominali 59 milioni ed esposizione netta pari al prezzo di cessione 39,2 milioni, con compensazione del prezzo di cessione con il prezzo di sottoscrizione, di pari importo, delle quote del Fondo IDEA CCR Corporate Credit Recovery II - Comparto Crediti.

Al 31 dicembre 2020 Intesa Sanpaolo detiene una partecipazione del 8,38% nel Fondo IDEA classificata tra le Attività Finanziarie obbligatoriamente al fair value per un valore di bilancio pari a 29,9 milioni.

Il Fondo IDEA CCR Corporate Credit Recovery II è stato oggetto di valutazione da parte di un terzo indipendente che ha espresso un fair value allineato al relativo valore di iscrizione in bilancio al 31 dicembre 2020.

E.4 Operazioni di covered bond

Nella presente sezione devono essere rilevate le operazioni di covered bond in cui la banca cedente e la banca finanziatrice coincidono. Intesa Sanpaolo utilizza i covered bond prevalentemente come forma di raccolta cartolare garantita da attivi originati dalla stessa Intesa Sanpaolo o da altra società del Gruppo.

Intesa Sanpaolo ha realizzato tre programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (OBG).

Il primo Programma, avviato nel 2009, ha un ammontare massimo di 20 miliardi (l'ammontare massimo originario era pari a 10 miliardi). Il garante delle OBG è il veicolo ISP CB Pubblico, cessionario di portafogli di crediti e titoli in bonis al settore pubblico, originati dalla ex controllata Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo, ora Intesa Sanpaolo. Nel tempo la Banca ha ceduto al veicolo attività per un valore nominale originario complessivo pari a 14,3 miliardi (al netto di retrocessioni di attivi per 0,5 miliardi), l'ultima delle quali (per un importo di 1 miliardo) effettuata nell'aprile 2013. Nel mese di settembre 2020 è stata perfezionata la retrocessione di un cliente per un controvalore di 132 milioni.

Al 31 dicembre 2020 i crediti e i titoli ceduti al veicolo hanno un valore di bilancio di 3,8 miliardi.

A fronte di tali cessioni si sono realizzate nel tempo emissioni di OBG per un nominale complessivo di 24,2 miliardi (di cui 17,3 miliardi relativi ad emissioni acquistate interamente dalla Banca e oggetto di estinzione anticipata o giunte a scadenza e 3,5 miliardi oggetto di offerta di scambio agli investitori nel corso del 2012, dei quali 2 miliardi scaduti nel secondo trimestre 2017).

Nel corso dell'esercizio 2020 è stata parzialmente estinta in via anticipata la decima serie di OBG, per un ammontare complessivo nominale di 0,85 miliardi.

Pertanto, al 31 dicembre 2020, restano in essere emissioni effettuate a valere sul programma garantito dal veicolo ISP CB Pubblico per un nominale complessivo di 4,1 miliardi, di cui 4 miliardi sottoscritte dalla Banca e 0,1 miliardi collocate presso investitori terzi.

Tutti i titoli emessi a valere sul programma sono quotati alla Borsa del Lussemburgo e hanno rating A2 di Moody's.

Il secondo Programma, avviato nel 2010, dell'ammontare massimo di 25 miliardi (l'ammontare massimo originario era pari a 20 miliardi), vede come garante delle OBG il veicolo ISP CB Ipotecario S.r.l., cessionario di mutui ipotecari residenziali italiani e, inizialmente, obbligazioni Adriano Finance S.r.l., originati da Intesa Sanpaolo. Nel tempo la Banca ha ceduto al veicolo mutui per un valore nominale originario complessivo pari a 33,8 miliardi (al netto delle retrocessioni). Al 31 dicembre 2020 i crediti ceduti al veicolo hanno un valore di bilancio di 16,4 miliardi.

A fronte delle cessioni di tali attivi, Intesa Sanpaolo ha realizzato, nel corso del tempo, emissioni di OBG per un valore nominale complessivo di 33,2 miliardi (di cui oggetto di estinzione anticipata o scaduti per complessivi 15,3 miliardi alla data di dicembre 2019).

Nel corso dell'esercizio 2020 non ci sono state nuove cessioni sul programma; inoltre:

  • nel mese di gennaio è stata emessa la ventisettesima serie di OBG nella forma di un titolo a tasso variabile per un nominale di 0,75 miliardi, con scadenza a 11 anni, quotato presso la Borsa del Lussemburgo e con rating Aa3 di Moody's. Il titolo è stato interamente sottoscritto dalla Banca;
  • nel corso dell'anno è stata estinta anticipatamente in due tranche la ventesima serie, la prima a luglio per un importo di 0,7 miliardi e la seconda ad agosto per l'importo residuale di 0,55 miliardi;
  • nel corso dell'anno è stata parzialmente estinta in via anticipata la ventiseiesima serie di OBG, per un ammontare nominale complessivo di 0,5 miliardi.

Tutti i titoli emessi a valere sul programma sono quotati alla Borsa del Lussemburgo e hanno rating Aa3 di Moody's.

Al 31 dicembre 2020 risultano in essere emissioni effettuate a valere sul programma garantito dal veicolo ISP CB Ipotecario per un nominale complessivo di 16,9 miliardi, di cui 12 miliardi collocate presso investitori terzi e 4,9 miliardi sottoscritte da Intesa Sanpaolo. Di queste ultime una parte è stata successivamente impegnata in operazioni di pronti contro termine passivi per un importo di 1,8 miliardi.

Il terzo Programma multi-originator di emissione di OBG, avviato nel 2012, vede come garante dei titoli il veicolo ISP OBG S.r.l.. Tale programma è assistito da mutui ipotecari per un ammontare massimo di 50 miliardi (l'ammontare massimo originario era pari a 30 miliardi) ed è finalizzato a realizzare emissioni retained.

Il portafoglio posto a garanzia delle emissioni di OBG è composto da mutui ipotecari originati da Intesa Sanpaolo, Banco di Napoli, Cassa di Risparmio del Veneto, Cassa di Risparmio in Bologna e Banca CR Firenze (fuse per incorporazione in Intesa Sanpaolo tra luglio 2018 e febbraio 2019). Nel tempo la Banca ha ceduto al veicolo mutui ipotecari per un valore nominale originario complessivo di 62,4 miliardi (al netto delle esclusioni).

Nel corso del 2020 sono state effettuate le seguenti cessioni:

  • nel mese di marzo 2020 per un totale di 6 miliardi;
  • nel mese di giugno 2020 per un totale di 5,1 miliardi;
  • nel mese di novembre 2020 per un totale di 1,6 miliardi.

Nel mese di maggio 2020 sono inoltre state perfezionate retrocessioni di crediti deteriorati per un nominale di 65 milioni.

Al 31 dicembre 2020 i crediti ceduti da Intesa Sanpaolo al veicolo hanno un valore di bilancio di 46,4 miliardi.

A fronte della cessione di tali attivi, la Banca ha realizzato, nel corso del tempo, emissioni di OBG per un valore nominale complessivo di 70,75 miliardi (di cui 33,95 miliardi estinte anticipatamente e rimborsate). Nel corso del 2020:

  • nel mese di febbraio sono stati estinti anticipatamente i titoli della sesta, quindicesima e sedicesima serie per complessivi 3,5 miliardi;
  • nel mese di febbraio sono state emesse la trentottesima e la trentanovesima serie di OBG, ciascuna di 1,75 miliardi, a tasso variabile e con scadenza rispettivamente a 13 e 14 anni;
  • nel mese di marzo è stata emessa la quarantesima serie di OBG per un nominale di 1,8 miliardi. Si tratta di un titolo a tasso variabile con scadenza 14 anni;
  • nel mese di aprile sono stati emessi i titoli della quarantunesima e quarantaduesima serie, ciascuna di 2,4 miliardi a tasso variabile e con scadenza a 15 anni;
  • nel mese di giugno sono state emesse la quarantatreesima e la quarantaquattresima serie di OBG, ciascuna di 1,35 miliardi, a tasso variabile e con scadenza rispettivamente ad 8 e 16 anni;

  • nel mese di dicembre è stata parzialmente estinta la diciassettesima serie per complessivi 0,2 miliardi.

Tutti i titoli emessi a valere sul programma sono quotati alla Borsa del Lussemburgo e hanno rating A (High) di DBRS. Le emissioni hanno caratteristiche che le rendono stanziabili per operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema. Al 31 dicembre 2020 risultano in essere emissioni effettuate a valere sul programma garantito dal veicolo ISP OBG per un nominale complessivo di 45,90 miliardi, interamente sottoscritte da Intesa Sanpaolo e successivamente impegnate, in parte, in un'operazione di pronti contro termine passivi per un importo di 50 milioni.

La tabella che segue espone le principali caratteristiche delle emissioni:
----------------------------------------------------------------------------
DENOMINAZIONE
VEICOLO
DENOMINA
ZIONE
TITOLO
TIPOLOGIA ATTIVO
SOTTOSTANTE
EMISSIONE SCADENZA RATING DATI VEICOLO FINANZIAMENTO
SUBORDINATO
(1)
OBG EMESSE (milioni di euro)
Totale
attivo
Svalutaz.
cumulate
sul
portafoglio
cartolariz
zato
Importo Importo
nominale
(2)
Valore
di
bilancio
(2)
Classificazione
IAS
Valuta
zione
ISP CB
PUBBLICO Intesa Sanpaolo
18/25 1,125%
Titoli obbligazionari e
crediti al settore
pubblico
27/01/2011 27/01/2021 A2 5.146 7 4.968 146
146
153
153
Titoli in
circolazione
Costo
amm.
ISP CB
IPOTECARIO Intesa Sanpaolo Multui ipotecari 17/02/2011 17/02/2026 Aa3 20.856 62 19.896 13.763
100
14.450
125
(3)
Titoli in
Costo
11/26 5,25% circolazione amm.
Intesa Sanpaolo
11/31 5,375%
Multui ipotecari 17/02/2011 17/02/2031 Aa3 300 429 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
11/27 5,25%
Multui ipotecari 16/09/2011 16/09/2027 Aa3 210 256 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
12/21 5%
Multui ipotecari 16/07/2012 27/01/2021 Aa3 1.353 1.419 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
12/22 3,625%
Mutui ipotecari 03/12/2012 05/12/2022 Aa3 1.250 1.287 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
13/25 3,375%
Mutui ipotecari 24/01/2013 24/01/2025 Aa3 1.000 1.096 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
14/26 3,25%
Mutui ipotecari 10/02/2014 10/02/2026 Aa3 1.250 1.435 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
15/22 0,625%
Mutui ipotecari 23/01/2015 20/01/2022 Aa3 1.000 1.007 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
15/25 1,375%
Mutui ipotecari 18/12/2015 18/12/2025 Aa3 1.250 1.276 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
16/23 0,625%
Mutui ipotecari 23/03/2016 23/03/2023 Aa3 1.250 1.253 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
16/23 1,125%
Mutui ipotecari 16/06/2017 16/06/2027 Aa3 1.000 1.022 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
07/25 1,125%
Mutui ipotecari 13/07/2018 14/07/2025 Aa3 1.000 1.044 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
03/24 0,5%
Mutui ipotecari 05/03/2019 05/03/2024 Aa3 1.000 1.004 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
10/24 FRN
Mutui ipotecari 16/11/2016 12/10/2024 Aa3 600 599 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
04/30 FRN
Mutui ipotecari 16/02/2018 12/04/2030 Aa3 1.200 1.198 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
ISP OBG Intesa Sanpaolo 54.852 233 54.756 50 50 Titoli in Costo
08/26 FRN Mutui ipotecari 22/11/2018 20/08/2026 A (High) 50 50 circolazione amm.

(1) Nella voce è stato indicato il prestito subordinato concesso da Intesa Sanpaolo ai veicoli per finanziare l'acquisto del portafoglio posto a garanzia delle OBG. Tale prestito è oggetto di derecognition nel bilancio IAS compliant individuale. L'ammontare del finanziamento si riferisce all'emissione già realizzata nell'ambito di un programma di emissione di ammontare massimo superiore.

(2) L'importo nominale e il valore di bilancio sono da considerarsi al netto dei titoli riacquistati.

(3) I titoli (OBG) emessi da Intesa Sanpaolo sono stati oggetto di collocamento sul mercato presso investitori istituzionali per la quasi totalità dell'ammontare emesso.

L'informativa integrativa richiesta dall'IFRS 12 non va fornita dalle banche che redigono il bilancio consolidato ai sensi della Circolare 262 di Banca d'Italia.

F. MODELLI PER LA MISURAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO

A fine anno, la perdita attesa risultava pari allo 0,40% dell'utilizzato. L'indicatore risulta in linea rispetto al dato di fine 2019 (0,40%), principalmente per l'uscita di operatività a maggior rischio che compensa il lieve incremento di rischiosità osservato sulle controparti comuni ai due periodi.

Per le società che rientrano nel piano di roll-out, i modelli interni di rating, di LGD e di EAD sono sottoposti ad un controllo di secondo livello da parte della funzione di Convalida e ad un controllo di terzo livello da parte della funzione di Revisione interna. Le funzioni di controllo producono per il Supervisor una relazione annuale di conformità dei modelli alla normativa di Vigilanza, nell'ambito della quale si verifica lo scostamento tra le stime effettuate ex ante e i valori realizzati ex post. Tale relazione, approvata dal Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, attesta il permanere dei requisiti di conformità.

SEZIONE 2 - RISCHI DI MERCATO

PORTAFOGLIO DI NEGOZIAZIONE DI VIGILANZA

2.1 RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE E RISCHIO DI PREZZO

Informazioni di natura qualitativa

Le informazioni di natura qualitativa circa la misurazione dei rischi finanziari generati dal portafoglio di negoziazione di vigilanza di Intesa Sanpaolo sono illustrate nella parte E della Nota integrativa consolidata.

Informazioni di natura quantitativa

Le informazioni quantitative di natura gestionale relative ai rischi di mercato di Intesa Sanpaolo sono illustrate nella parte E della Nota integrativa consolidata.

PORTAFOGLIO BANCARIO

2.2 RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE E DI PREZZO

Informazioni di natura qualitativa

Le informazioni di natura qualitativa circa la misurazione dei rischi finanziari generati dal portafoglio bancario di Intesa Sanpaolo sono illustrate nella parte E della Nota integrativa consolidata.

Informazioni di natura quantitativa

Portafoglio bancario: modelli interni e altre metodologie per l'analisi di sensitività

La sensitivity del margine di interesse – nell'ipotesi di variazione di +50, -50 e di +100 punti base dei tassi – ammonta alla fine dell'esercizio 2020, rispettivamente a 1.070 milioni, - 800 milioni e a 2.141 milioni. Quest'ultimo dato è in aumento rispetto al valore di fine 2019 che è pari a 1.622 milioni.

Il suddetto impatto potenziale si rifletterebbe, in ipotesi di invarianza delle altre componenti reddituali, anche sul risultato d'esercizio della Banca, al netto del relativo effetto fiscale.

Il rischio di tasso di interesse generato dal portafoglio bancario di Intesa Sanpaolo, misurato mediante la shift sensitivity del valore (variazione di valore del portafoglio conseguente a uno spostamento parallelo e uniforme di +100 punti base della curva), ha registrato nel corso del 2020 un valore medio pari a 44 milioni, attestandosi a fine anno su di un valore pari a -485 milioni. Gli scostamenti tra i valori sono principalmente dovuti ad una significativa volatilità registrata nel corso del 2020.

Il rischio di tasso di interesse, misurato in termini di VaR (intervallo di confidenza 99%, holding period 10 giorni), è stato nel corso del 2020 mediamente pari a 436 milioni, con un valore massimo pari a 840 milioni e un valore minimo pari a 106 milioni, attestandosi a fine anno su di un valore pari a 480 milioni.

Il rischio di prezzo generato dal portafoglio azionario di minoranza quotato, in gran parte detenuto nella categoria HTCS, ha registrato nel 2020 un livello medio, misurato in termini di VaR, di 255 milioni, con valori massimo e minimo pari rispettivamente a 419 milioni e a 45 milioni, attestandosi a fine 2020 su di un valore pari a 304 milioni (43 milioni il valore di fine 2019). Gli scostamenti tra i valori sono principalmente dovuti ad una significativa volatilità registrata nel corso del 2020.

Infine, nella tabella sottostante, si fornisce un'analisi di sensitività del portafoglio bancario al rischio di prezzo, che evidenzia l'impatto sul Patrimonio Netto simulando uno shock dei prezzi per le sopracitate attività quotate detenute nel portafoglio HTCS.

Rischio di prezzo: impatto sul patrimonio netto

I Trimestre 2020
impatto sul
patrimonio netto al
31.03.2020
II Trimestre 2020
impatto sul
patrimonio netto al
30.06.2020
III Trimestre 2020
impatto sul
patrimonio netto al
30.09.2020
IV Trimestre 2020
impatto sul
patrimonio netto al
31.12.2020
(milioni di euro)
impatto sul
patrimonio netto al
31.12.2019
Shock di prezzo 0% 49 141 152 147 50
Shock di prezzo 0% -49 -141 -152 -147 -50

2.3 RISCHIO DI CAMBIO

Informazioni di natura qualitativa

Per le informazioni di natura qualitativa, ivi comprese le attività di copertura del rischio di cambio, si rinvia a quanto esposto nella Parte E della Nota integrativa consolidata.

Informazioni di natura quantitativa

1. Distribuzione per valuta di denominazione delle attività e passività e dei derivati

(milioni di euro)
Voci VALUTE
Dollaro
USA
Sterlina Yen Franco
svizzero
Dollaro
Australiano
Altre
valute
A. ATTIVITA' FINANZIARIE 28.184 2.822 3.340 696 1.221 2.745
A.1 Titoli di debito 10.028 614 2.431 1 526 203
A.2 Titoli di capitale 367 3 - 8 - 318
A.3 Finanziamenti a banche 5.760 117 113 603 26 431
A.4 Finanziamenti a clientela 12.029 2.088 796 84 669 1.793
A.5 Altre attività finanziarie - - - - - -
B. ALTRE ATTIVITA' 2.851 79 71 25 5 59
C. PASSIVITA' FINANZIARIE 30.716 1.727 716 328 721 1.323
C.1 Debiti verso banche 11.611 251 58 270 558 817
C.2 Debiti verso clientela 7.325 365 118 58 57 440
C.3 Titoli di debito 11.780 1.111 540 - 106 66
C.4 Altre passività finanziarie - - - - - -
D. ALTRE PASSIVITA' 265 12 1 1 2 15
E. DERIVATI FINANZIARI
- Opzioni
posizioni lunghe 42 - - - - 1
posizioni corte 39 1 - - - 2
- Altri derivati
posizioni lunghe 66.241 10.846 5.610 4.965 1.496 10.983
posizioni corte 65.936 11.789 8.379 5.355 1.961 12.163
TOTALE ATTIVITA' 97.318 13.747 9.021 5.686 2.722 13.788
TOTALE PASSIVITA' 96.956 13.529 9.096 5.684 2.684 13.503
SBILANCIO (+/-) 362 218 -75 2 38 285

2. Modelli interni ed altre metodologie per l'analisi della sensitività

La gestione del rischio di cambio relativo alle attività di negoziazione è inserita nell'ambito delle procedure operative e delle metodologie di stima del modello interno basato sui calcoli di VaR, come illustrato nella Parte E della Nota integrativa consolidata.

Il rischio di cambio espresso dagli investimenti partecipativi in divisa estera (banking book) origina a fine esercizio 2020 un VaR (intervallo di confidenza 99%, holding period 10 giorni) pari a 62 milioni. Tale impatto potenziale si rifletterebbe unicamente sul Patrimonio Netto.

SEZIONE 3 – GLI STRUMENTI DERIVATI E LE POLITICHE DI COPERTURA

La Banca risulta autorizzata all'utilizzo dei modelli interni di tipo EPE (Expected Positive Exposure) per la determinazione del requisito per il rischio di controparte.

Tali modelli sono utilizzati per la quasi totalità del portafoglio di negoziazione (come si evince dalla tabella sottostante, al 31 dicembre 2020 circa il 99% dell'EAD complessiva relativa ai derivati finanziari e creditizi è valutata con modelli EPE).

I derivati il cui rischio di controparte è misurato con metodi diversi da modelli interni rappresentano una quota residuale del portafoglio (al 31 dicembre 2020 pari a circa il 1% dell'EAD complessiva) e si riferiscono a contratti residuali non simulati, nel rispetto della non materialità delle soglie EBA.

L'entrata in vigore delle regole di Basilea 3 ha previsto l'inclusione nel perimetro segnalato del rischio di controparte anche dei derivati Exchage Traded Derivatives (ETD) e dei contratti con le Controparti centrali CCP.

La tabella seguente riporta l'EAD complessiva delle esposizioni in derivati finanziari e creditizi, suddivisa per metodologia di valutazione (modelli interni di tipo EPE o metodo del valore corrente).

(milioni di euro)
Categorie di transazioni Exposure at default (EAD)
31.12.2020 31.12.2019
Metodo del
valore corrente
Modelli interni
EPE
Metodo del
valore corrente
Modelli interni
EPE
Contratti derivati 177 20.069 155 8.457

Il modello interno di tipo EPE permette di tenere conto nella simulazione del collaterale incassato a mitigazione dell'esposizione creditizia e dell'eventuale collaterale pagato in eccesso. Il valore delle garanzie ricevute e inglobate nel calcolo dell'EAD ammonta per Intesa Sanpaolo a circa 7 miliardi, mentre il collateral pagato risulta pari a circa 22 miliardi.

3.1 Gli strumenti derivati di negoziazione

Le variazioni dei valori nozionali e di fair value dei derivati finanziari e creditizi rispetto al periodo a confronto, riscontrabili dalle evidenze esposte nelle tabelle della presente sottosezione, sono prevalentemente ascrivibili all'incorporazione della controllata Banca IMI in Intesa Sanpaolo, perfezionatasi nel corso del 2020.

A. DERIVATI FINANZIARI

A.1 Derivati finanziari di negoziazione: valori nozionali di fine periodo

(milioni di euro)
Attività sottostanti/Tipologie derivati 31.12.2020 31.12.2019
Over the counter Mercati Over the counter Mercati
Controparti
centrali
Senza controparti centrali organizzati Controparti
centrali
Senza controparti centrali organizzati
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
1. Titoli di debito e tassi d'interesse 1.885.799 363.611 70.434 161.456 - 347.213 44.727 -
a) Opzioni - 75.849 6.112 54.326 - 7.034 2.553 -
b) Swap 1.885.799 287.762 60.904 - - 340.179 39.190 -
c) Forward - - 2.487 - - - 14 -
d) Futures - - 931 107.130 - - 2.970 -
e) Altri - - - - - - - -
2. Titoli di capitale e indici azionari - 6.359 30.249 1.889 - 841 1.372 1
a) Opzioni - 6.359 30.236 400 - 828 1.359 1
b) Swap - - 13 - - 13 13 -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - 1.489 - - - -
e) Altri - - - - - - - -
3. Valute e oro - 157.437 14.663 359 - 148.195 12.485 -
a) Opzioni - 17.118 780 117 - 4.340 862 -
b) Swap - 50.083 3.826 - - 31.550 3.433 -
c) Forward - 89.984 9.478 - - 110.871 7.769 -
d) Futures - - - 242 - - - -
e) Altri - 252 579 - - 1.434 421 -
4. Merci - 3.002 695 1.685 - 3.081 625 -
5. Altri sottostanti - - - - - - - -
Totale 1.885.799 530.409 116.041 165.389 - 499.330 59.209 1

I nozionali esposti al 31 dicembre 2020 nella colonna "Over the counter" con Controparti centrali afferiscono a derivati di tasso regolati tramite compensatori legali per 1.886 miliardi. Al 31 dicembre 2019 non si esponevano valori in quanto l'accesso alle Clearing House per l'operatività in derivati avveniva per il tramite della controllata Banca IMI, successivamente incorporata nel corso del 2020.

A.2 Derivati finanziari di negoziazione: fair value lordo positivo e negativo – ripartizione per prodotti

(milioni di euro)
Tipologie derivati 31.12.2020 31.12.2019
Over the counter Mercati
organizzati
Over the counter Mercati
Controparti
Senza controparti centrali
Controparti Senza controparti centrali organizzati
centrali Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
centrali Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
1. Fair value positivo
a) Opzioni - 2.418 683 45 - 259 70 -
b) Interest rate swap 52.352 16.825 7.134 - - 9.106 2.854 -
c) Cross currency swap - 1.246 348 - - 1.621 261 -
d) Equity swap - - 6 - - 1 4 -
e) Forward - 1.257 136 - - 855 65 -
f) Futures - - - - - - - -
g) Altri - 175 58 - - 178 51 -
Totale 52.352 21.921 8.365 45 - 12.020 3.305 -
2. Fair value negativo
a) Opzioni - 2.431 6.339 18 - 270 79 -
b) Interest rate swap 53.475 21.051 1.238 - - 11.502 797 -
c) Cross currency swap - 1.595 758 - - 1.055 748 -
d) Equity swap - - - - - 4 1 -
e) Forward - 1.110 210 - - 832 62 -
f) Futures - - - - - - - -
g) Altri - 173 60 - - 201 27 -
Totale 53.475 26.360 8.605 18 - 13.864 1.714 -

Ai fini della tabella si considera il fair value di tutti i contratti non marginati, sia su mercati regolamentati che su controparti centrali.

I valori esposti nella colonna "Over the counter" con Controparti centrali afferiscono al fair value lordo dei derivati OTC regolati tramite compensatori legali, incluso LCH Ltd. Al 31 dicembre 2019 non si esponevano valori in quanto l'accesso alle Clearing House per l'operatività in derivati avveniva per il tramite della controllata Banca IMI, successivamente incorporata nel corso del 2020.

Il fair value dei derivati OTC di negoziazione in essere con il compensatore legale LCH Ltd, ritenuti soddisfatti i requisiti previsti dallo IAS 32 paragrafo 42, è stato oggetto di compensazione in bilancio con rappresentazione nella Parte B di Nota integrativa per uno sbilancio complessivamente positivo di 333 milioni (fair value positivo per 52.208 milioni e fair value negativo per 51.875 milioni). Lo sbilancio è da riferire all'operatività originata da clientela e società del Gruppo per un risultato negativo da compensazione di 2.168 milioni, rappresentato tra le Passività finanziarie di negoziazione, e all'operatività in conto proprio per un risultato positivo da compensazione di 2.501 milioni, rappresentato tra le passività in Derivati di copertura unitamente al risultato della compensazione dei contratti derivati di copertura.

A.3 Derivati finanziari di negoziazione "over the counter": valori nozionali fair value lordo positivo e negativo per controparti

(milioni di euro)
Attività sottostanti Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
Contratti non rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale X 11.362 12.556 46.516
- fair value positivo X 1.233 232 5.760
- fair value negativo X -885 -228 -253
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale X 15.715 8.958 5.576
- fair value positivo X 549 47 9
- fair value negativo X -1.470 -145 -4.688
3) Valute e oro
- valore nozionale X 1.514 3.850 9.299
- fair value positivo X 6 95 399
- fair value negativo X -650 -20 -208
4) Merci
- valore nozionale X - 49 646
- fair value positivo X - - 35
- fair value negativo X - -4 -54
5) Altri
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
Contratti rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale 1.885.799 294.076 53.161 16.374
- fair value positivo 52.352 14.687 2.333 1.854
- fair value negativo -53.475 -19.048 -3.491 -426
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale - 2.477 3.859 23
- fair value positivo - 72 35 1
- fair value negativo - -145 -86 -
3) Valute e oro
- valore nozionale - 115.659 30.187 11.591
- fair value positivo - 1.817 479 478
- fair value negativo - -1.861 -639 -469
4) Merci
- valore nozionale - 710 984 1.308
- fair value positivo - 18 74 73
- fair value negativo - -18 -71 -106
5) Altri
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -

A.4 Vita residua dei derivati finanziari "over the counter": valori nozionali

(milioni di euro)
Sottostanti/Vita residua Fino ad 1 anno Oltre 1 anno e
fino a 5 anni
Oltre 5 anni Totale
A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi di interesse 625.223 910.358 784.263 2.319.844
A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale ed indici azionari 9.504 25.258 1.846 36.608
A.3 Derivati finanziari su valute e oro 117.224 37.509 17.367 172.100
A.4 Derivati finanziari su merci 2.292 1.405 - 3.697
A.5 Altri derivati finanziari - - - -
Totale 31.12.2020 754.243 974.530 803.476 2.532.249
Totale 31.12.2019 234.332 163.750 160.457 558.539

B. DERIVATI CREDITIZI

B.1 Derivati creditizi di negoziazione: valori nozionali di fine periodo

(milioni di euro)
Categorie di operazioni Derivati di negoziazione
su un singolo
soggetto
su più soggetti
(basket)
1. Acquisti di protezione
a) Credit default products 7.072 58.756
b) Credit spread products - -
c) Total rate of return swap - -
d) Altri - -
Totale 31.12.2020 7.072 58.756
Totale 31.12.2019 1.368 12.571
2. Vendite di protezione
a) Credit default products 7.453 51.887
b) Credit spread products - -
c) Total rate of return swap - -
d) Altri - -
Totale 31.12.2020 7.453 51.887
Totale 31.12.2019 260 13.199

Al 31 dicembre 2020 non sussistono contratti ricompresi nella tabella sopra riportata, inclusi nel perimetro dei prodotti strutturati di credito riportato nel capitolo di Nota integrativa Consolidata dedicato ai rischi di mercato.

B.2 Derivati creditizi di negoziazione: fair value lordo positivo e negativo – ripartizione per prodotti

(milioni di euro)
Tipologie derivati Totale 31.12.2020 Totale 31.12.2019
1. Fair value positivo
a) Credit default products 1.643 403
b) Credit spread products - -
c) Total rate of return swap - -
d) Altri - -
Totale 1.643 403
2. Fair value negativo
a) Credit default products 1.758 435
b) Credit spread products - -
c) Total rate of return swap - -
d) Altri - -
Totale 1.758 435

Al 31 dicembre 2020 non sussistono contratti ricompresi nella tabella sopra riportata, inclusi nel perimetro dei prodotti strutturati di credito riportato nel capitolo di Nota integrativa Consolidata dedicato ai rischi di mercato.

B.3 Derivati creditizi di negoziazione "over the counter": valori nozionali, fair value lordo (positivo e negativo) per controparti

(milioni di euro)
Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
Contratti non rientranti in accordi di compensazione
1) Acquisto protezione
− valore nozionale X - - 218
− fair value positivo X - - 40
− fair value negativo X - - -
2) Vendita protezione
− valore nozionale X - 35 13
− fair value positivo X - - -
− fair value negativo X - -1 -15
Contratti rientranti in accordi di compensazione
1) Acquisto protezione
− valore nozionale 40.650 14.151 10.809 -
− fair value positivo 1 61 35 -
− fair value negativo -1.113 -233 -258 -
2) Vendita protezione
− valore nozionale 37.301 12.425 9.566 -
− fair value positivo 1.003 238 265 -
− fair value negativo -1 -42 -95 -

Al 31 dicembre 2020 non sussistono contratti ricompresi nella tabella sopra riportata, inclusi nel perimetro dei prodotti strutturati di credito riportato nel capitolo di Nota integrativa Consolidata dedicato ai rischi di mercato.

B.4 Vita residua dei derivati creditizi di negoziazione "over the counter": valori nozionali

(milioni di euro)
Sottostanti/Vita residua Fino ad 1 anno Oltre 1 anno e
fino a 5 anni
Oltre 5 anni Totale
1. Vendita di protezione 4.508 53.979 853 59.340
2. Acquisto di protezione 4.842 60.194 792 65.828
Totale 31.12.2020 9.350 114.173 1.645 125.168
Totale 31.12.2019 330 26.600 468 27.398

B.5 Derivati creditizi connessi con la fair value option: variazioni annue

Intesa Sanpaolo non detiene in portafoglio derivati creditizi connessi con la fair value option.

3.2 Le coperture contabili

Informazioni di natura qualitativa

Il Gruppo Intesa Sanpaolo in sede di prima applicazione dell'IFRS 9, ha esercitato l'opzione prevista dal Principio di continuare ad applicare integralmente le regole dello IAS 39 per tutte le tipologie di coperture (micro e macro). Pertanto non trovano applicazione le previsioni dell'IFRS 9 in tema di copertura.

A. Attività di copertura del fair value

L'attività di copertura posta in essere della Banca è finalizzata ad immunizzare il portafoglio bancario dalle variazioni di fair value della raccolta e degli impieghi causate dai movimenti della curva dei tassi di interesse (rischio tasso).

La Banca adotta sia coperture specifiche (micro fair value hedge) che coperture generiche (macro fair value hedge). Nell'ambito del micro fair value hedge, sono coperti principalmente prestiti obbligazionari emessi, titoli dell'attivo ed impieghi a clientela.

Nell'ambito del macro fair value hedge, la copertura generica viene applicata a:

  • − raccolta a vista stabile (core deposit), sulla base della normativa di riferimento nella versione carved out dello IAS 39 secondo l'opzione prevista dall'IFRS 9 di avvalersi della possibilità di applicare integralmente le disposizioni dello IAS 39 in materia di coperture;
  • − quota già fissata di impieghi a tasso variabile, in cui il macro fair value hedge è applicato alla copertura del rischio di tasso insito nelle cedole a tasso variabile degli impieghi erogati, quando il tasso cedolare viene fissato;
  • − una porzione degli impieghi creditizi a tasso fisso; per questa tipologia, si è adottato un modello di copertura generica a portafoglio aperto secondo un approccio bottom-layer che, in coerenza con la metodologia di misurazione dei rischi di tasso di interesse che prevede la modellizzazione del fenomeno del prepayment, risulta maggiormente correlato all'attività di gestione dei rischi ed al dinamismo delle masse.

Le principali tipologie di derivati utilizzati sono rappresentate da interest rate swap (IRS) plain o strutturati, overnight index swap (OIS), cross currency swap (CCS) e opzioni su tassi realizzati con controparti terze. I derivati non sono quotati su mercati regolamentati, ma negoziati nell'ambito dei circuiti OTC; rientrano tra i contratti OTC anche quelli effettuati con le Clearing House.

B. Attività di copertura dei flussi finanziari

L'attività di copertura posta in essere dalla Banca ha l'obiettivo di coprire l'esposizione a variazione dei flussi di cassa futuri, attribuibili ai movimenti della curva dei tassi di interesse, associati ad una particolare attività/passività, come pagamenti di interessi futuri variabili su un debito/credito o ad una transazione futura prevista altamente probabile.

La Banca adotta sia coperture specifiche (micro cash flow hedge) che coperture generiche (macro cash flow hedge). Nell'ambito del micro cash flow hedge, sono coperti principalmente prestiti obbligazionari emessi. Nell'ambito del macro cash flow hedge, la copertura generica viene applicata a:

  • − raccolta a tasso variabile nella misura in cui è utilizzata per finanziare impieghi a tasso fisso;
  • − impieghi a tasso variabile a copertura della raccolta a tasso fisso.

I derivati utilizzati sono interest rate swap (IRS) realizzati con controparti terze.

I derivati non sono quotati su mercati regolamentati, ma negoziati nell'ambito dei circuiti OTC. Rientrano tra i contratti OTC anche quelli intermediati tramite Clearing House.

C. Attività di copertura di investimenti esteri

Nel corso del 2020 sono stati posti in essere interventi di copertura gestionale del rischio di cambio relativi al costo della raccolta in divisa e agli utili in valuta generati dalle filiali estere della Capogruppo; trattandosi di copertura gestionale, non rileva quale copertura contabile oggetto della presente sezione.

D. Strumenti di copertura

Le principali cause di inefficacia del modello adottato dalla Banca per la verifica dell'efficacia delle coperture sono imputabili ai seguenti fenomeni:

  • − disallineamento tra nozionale del derivato e del sottostante coperto rilevato al momento della designazione iniziale o generato successivamente, come nel caso di rimborsi parziali dei mutui o riacquisto dei prestiti obbligazionari;
  • − applicazione di curve diverse su derivato di copertura ed oggetto coperto ai fini dell'effettuazione del test di efficacia sulle coperture di tipo fair value hedge. I derivati, normalmente collateralizzati o intermediati tramite Clearing House, sono scontati alla curva Eonia/€STR, gli oggetti coperti sono scontati alla curva di indicizzazione dello strumento di copertura;
  • − inclusione nel test di efficacia del valore della gamba variabile del derivato di copertura, nell'ipotesi di copertura di "tipo fair value hedge".

L'inefficacia della copertura è prontamente rilevata ai fini:

  • − della determinazione dell'effetto a conto economico;
  • − della valutazione in merito alla possibilità di continuare ad applicare le regole di hedge accounting.
  • La Banca non utilizza le coperture dinamiche, così come definite nell'IFRS 7, paragrafo 23C.

E. Elementi coperti

Le principali tipologie di elementi coperti sono:

  • − titoli di debito dell'attivo;
  • − titoli di debito emessi e raccolta non cartolare;
  • − impieghi a tasso fisso;
  • − impieghi a tasso variabile;
  • − componente opzionale implicita nei mutui a tasso variabile;
  • − cedola già fissata di impieghi a tasso variabile;
  • − raccolta a vista modellizzata.

E.1 Titoli di debito dell'attivo

Sono coperti in relazioni di copertura di tipo micro fair value hedge, utilizzando IRS, OIS e CCS come strumenti di copertura. È coperto il rischio tasso per tutta la durata dell'obbligazione.

Per verificare l'efficacia della copertura è utilizzato il Dollar Offset Method. Tale metodo è basato sul rapporto tra le variazioni cumulate (da inizio copertura) di fair value dello strumento di copertura, attribuibili al rischio coperto, e le variazioni passate di fair value dell'elemento coperto (cd. delta fair value), al netto del rateo di interesse.

Sono relazioni di copertura di tipo micro fair value hedge anche quelle da riferire alle operazioni di vendita forward su titoli del portafoglio HTCS, effettuate per consentire un hedge dei rischi sul fair value da movimenti di spread di credito e delle curve di tasso. Per quanto attiene il contratto di vendita forward, che si configura come derivato in quanto transazione "non regular way", si procede alla separazione della componente spot (il prezzo a pronti) dalla componente interessi designando come strumento di copertura in una relazione di fair value hedging solo la componente spot.

E.2 Titoli di debito emessi e raccolta non cartolare

La Banca attualmente ha attive relazioni di copertura di tipo micro fair value hedge su raccolta a tasso fisso o strutturata e coperture di micro cash flow hedge o macro cash flow hedge su raccolta a tasso variabile, utilizzando IRS, OIS e CCS come strumenti di copertura.

È coperto il rischio tasso per tutta la durata dell'obbligazione.

Per le coperture di tipo micro, l'efficacia della copertura è verificata utilizzando il Dollar Offset Method. Tale metodo è basato sul rapporto tra le variazioni cumulate (da inizio copertura) di fair value o dei flussi di cassa dello strumento di copertura, attribuibili al rischio coperto, e le variazioni passate di fair value o dei flussi di cassa dell'elemento coperto (cd. delta fair value), al netto del rateo di interesse.

Per le coperture di tipo macro, l'efficacia della copertura è verificata mediante un test di capienza. Tale test prevede un confronto tra la consistenza degli elementi coperti, riferiti alla raccolta in essere e prevista (cd. operazioni future altamente probabili) a tasso variabile e quella degli strumenti di copertura, che deve essere sempre riscontrata lungo l'intera vita della relazione di copertura e per singola fascia temporale. L'oggetto coperto, in questo caso, è rappresentato dai flussi di cassa attesi originati dalla raccolta che si verificheranno lungo la vita delle emissioni stesse.

E.3 Impieghi a tasso fisso

La Banca ha designato relazioni di copertura di tipo micro fair value hedge su impieghi a tasso fisso e di macro fair value hedge, riconducibile a mutui del segmento retail della Capogruppo e delle Banche Rete, utilizzando principalmente IRS come strumenti di copertura.

È coperto il rischio tasso per tutta la durata del sottostante.

Per le coperture di tipo micro, l'efficacia della copertura è verificata utilizzando il Dollar Offset Method.

Per le coperture di tipo macro, il portafoglio di impieghi oggetto di copertura è di tipo aperto, cioè è costituito dinamicamente dagli strumenti a tasso fisso gestiti a livello aggregato tramite i derivati di copertura stipulati nel tempo.

L'efficacia delle macro coperture sugli impieghi a tasso fisso è periodicamente verificata sulla base di specifici test prospettici e retrospettivi volti a dimostrare che il portafoglio oggetto di possibile copertura contiene un ammontare di attività il cui profilo di sensitivity e le cui variazioni di fair value per il rischio tasso rispecchiano quelle dei derivati utilizzati per la copertura.

E.4 Impieghi a tasso variabile

La Banca attualmente ha attive relazioni di copertura di tipo macro cash flow hedge su impieghi a tasso variabile, utilizzando principalmente IRS come strumenti di copertura.

L'efficacia della copertura è verificata mediante un test di capienza. Tale test prevede un confronto tra la consistenza degli elementi coperti, riferiti agli impieghi in essere a tasso variabile e quella degli strumenti di copertura, che deve essere sempre riscontrata lungo l'intera vita della relazione di copertura e per singola fascia temporale. L'oggetto coperto, in questo caso, è rappresentato dai flussi di cassa attesi originati dagli impieghi che si verificheranno lungo la vita degli attivi stessi.

E.5 Componente opzionale implicita nei mutui a tasso variabile

Sono coperte in relazioni di copertura di tipo micro fair value hedge le componenti opzionali implicite (opzioni di tasso) nei mutui a tasso variabile, utilizzando opzioni (cap, floor, collar) come strumenti di copertura.

I sottostanti possono essere coperti parzialmente o totalmente, nel tempo e nell'importo.

Per verificare l'efficacia della copertura è utilizzato il Dollar Offset Method.

E.6 Cedola già fissata di impieghi a tasso variabile

È coperta in relazioni di copertura di tipo macro fair value hedge, utilizzando OIS come strumenti di copertura.

Scopo di questo tipo di copertura è quello di immunizzare il rischio tasso determinato dalle cedole già fissate degli impieghi a tasso variabile.

Per verificare l'efficacia della copertura è utilizzato il Dollar Offset Method, mentre l'effettiva consistenza degli elementi coperti è verificata con un test di capienza.

E.7 Raccolta a vista modellizzata.

La raccolta a vista modellizzata è coperta in relazioni di copertura di tipo macro fair value hedge, come previsto dal "carve out" dello IAS 39, utilizzando IRS e OIS come strumenti di copertura.

Scopo di questo tipo di copertura è quello di immunizzare il margine di interesse da possibili cali dei tassi che riducano lo spread generato dalla raccolta core della Banca.

Il modello è oggetto di continuo monitoraggio ed attività di verifica da parte della Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato, al fine di recepire tempestivamente le variazioni delle principali caratteristiche (masse, stabilità, reattività) e, ove opportuno, apportare i necessari aggiustamenti.

Per verificare l'efficacia della copertura è utilizzato il Dollar Offset Method.

Informazioni di natura quantitativa

A. Derivati finanziari di copertura

A.1 Derivati finanziari di copertura: valori nozionali di fine periodo

Attività 31.12.2020 (milioni di euro)
31.12.2019
sottostanti/Tipologie
derivati
Over the counter Mercati Mercati
organizzati
Controparti
centrali
Senza controparti centrali organizzati Controparti
centrali
Senza controparti centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
1. Titoli di debito e
tassi d'interesse
190.108 11.137 2.947 - - 166.189 - -
a) Opzioni - 2.229 - - - 2.627 - -
b) Swap 190.108 8.908 1.502 - - 163.562 - -
c) Forward - - 1.445 - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
2. Titoli di capitale e
indici azionari
- - - - - - - -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
3. Valute e oro - 7.277 - - - 6.242 - -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - 7.277 - - - 6.242 - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
4. Merci - - - - - - - -
5. Altri - - - - - - - -
TOTALE 190.108 18.414 2.947 - - 172.431 - -

Il valore nozionale medio nell'esercizio dei derivati finanziari di copertura ammonta a 184.802 milioni.

I nozionali esposti al 31 dicembre 2020 nella colonna "Over the counter" con Controparti centrali afferiscono ai valori nozionali dei derivati di tasso regolati tramite compensatori legali per 190 miliardi. Al 31 dicembre 2019 non si esponevano valori in quanto l'accesso alle Clearing House per l'operatività in derivati avveniva per il tramite della controllata Banca IMI, successivamente incorporata nel corso del 2020.

A.2 Derivati finanziari di copertura: fair value lordo positivo e negativo - ripartizione per prodotti

(milioni di euro)
Tipologie derivati
Fair value positivo e negativo
Variazione del valore
usato per calcolare
l'efficacia della
copertura
Totale 31.12.2020 Totale 31.12.2019
Over the counter Over the counter Totale
Senza controparti centrali Senza controparti centrali 31.12.2020 Totale
31.12.2019
Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Mercati organizzati Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Mercati organizzati
Fair value positivo
a) Opzioni - 10 - - - 17 - - -155 -183
b) Interest rate swap 2.437 716 1 - - 2.434 - - 2.682 2.127
c) Cross currency swap - 287 - - - 379 - - 103 116
d) Equity swap - - - - - - - - - -
e) Forward - - 1 - - - - - - -
f) Futures - - - - - - - - - -
g) Altri - - - - - - - - - -
Totale 2.437 1.013 2 - - 2.830 - - 2.630 2.060
Fair value negativo
a) Opzioni - 3 - - - 4 - - 3 1
b) Interest rate swap 8.349 1.533 40 - - 6.958 - - 8.871 6.242
c) Cross currency swap - 388 - - - 361 - - 204 356
d) Equity swap - - - - - - - - - -
e) Forward - - 12 - - - - - - -
f) Futures - - - - - - - - - -
g) Altri - - - - - - - - - -
Totale 8.349 1.924 52 - - 7.323 - - 9.078 6.599

I valori esposti al 31 dicembre 2020 nella colonna "Over the counter" con controparti centrali afferiscono al fair value lordo dei derivati OTC regolati tramite compensatori legali, incluso LCH Ltd. Al 31 dicembre 2019 non si esponevano valori in quanto l'accesso alle Clearing House per l'operatività in derivati avveniva per il tramite della controllata Banca IMI, successivamente incorporata nel corso del 2020.

Il fair value dei derivati OTC di copertura in essere con il compensatore legale LCH Ltd, ritenuti soddisfatti i requisiti previsti dallo IAS 32 paragrafo 42, è stato oggetto di compensazione in bilancio con rappresentazione nella Parte B di Nota integrativa per uno sbilancio complessivamente negativo di 5.912 milioni (fair value positivo per 2.437 milioni e fair value negativo per 8.349 milioni). Tale sbilancio, da riferire all'operatività in conto proprio, è rappresentato tra le Passività in Derivati di copertura.

.

A.3 Derivati finanziari di copertura "over the counter": valori nozionali, fair value lordo positivo e negativo per controparti

(milioni di euro)
Attività sottostanti Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
Contratti non rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale X 839 2.108 -
- fair value positivo X - 2 -
- fair value negativo X -8 -44 -
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
4) Merci
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
5) Altri
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
Contratti rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale 190.108 9.526 1.611 -
- fair value positivo 2.437 662 64 -
- fair value negativo -8.349 -760 -776 -
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale - 6.442 835 -
- fair value positivo - 282 5 -
- fair value negativo - -219 -169 -
4) Merci
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -
5) Altri
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -

A.4 Vita residua dei derivati finanziari di copertura "over the counter": valori nozionali

(milioni di euro)
Sottostanti/Vita residua Fino ad 1 anno Oltre 1 anno e
fino a 5 anni
Oltre 5 anni Totale
A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi di interesse 51.218 72.765 80.209 204.192
A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale ed indici azionari - - - -
A.3 Derivati finanziari su valute ed oro 1.208 3.257 2.812 7.277
A.4 Derivati finanziari su merci - - - -
A.5 Altri derivati finanziari - - - -
Totale 31.12.2020 52.426 76.022 83.021 211.469
Totale 31.12.2019 65.121 51.165 56.145 172.431

B. Derivati creditizi di copertura

B.1 Derivati creditizi di copertura: valori nozionali di fine periodo

  • B.2 Derivati creditizi di copertura: fair value lordo positivo e negativo - ripartizione per prodotti
  • B.3 Derivati creditizi di copertura "over the counter": valori nozionali, fair value lordo positivo e negativo per controparti
  • B.4 Vita residua dei derivati creditizi di copertura "over the counter": valori nozionali Intesa Sanpaolo non detiene in portafoglio derivati creditizi classificati di copertura.

C. Strumenti non derivati di copertura

C.1 Strumenti di copertura diversi da derivati: ripartizione per portafoglio contabile e tipologia di copertura

Intesa Sanpaolo si avvale della possibilità, prevista in sede di introduzione dell'IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS 39 in tema di "hedge accounting" (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) per ogni tipologia di copertura (sia per le coperture specifiche che per le macro-coperture). Per questa ragione la Banca non ha in portafoglio strumenti finanziari da riportare nella tabella "C.1 Strumenti di copertura diversi da derivati: ripartizione per portafoglio contabile e tipologia di copertura".

INFORMATIVA SULL'INCERTEZZA DERIVANTE DALLA RIFORMA DEGLI INDICI DI RIFERIMENTO DEI DERIVATI DI COPERTURA

Come illustrato nella parte A Politiche Contabili, Intesa Sanpaolo applica, a decorrere dal Bilancio 2019, il Regolamento n. 34/2020 del 15 gennaio 2020 che ha adottato il documento emesso dallo IASB a settembre 2019 sulla "Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse (modifiche all'IFRS 9 Finanziamenti finanziari, allo IAS 39 Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione e all'IFRS 7 Strumenti finanziari: informazioni integrative"). Con il regolamento in oggetto sono state introdotte alcune modifiche in tema di coperture (hedge accounting) con la finalità di evitare che le incertezze sull'ammontare e sulle tempistiche dei flussi di cassa derivanti dalla riforma dei tassi possano comportare l'interruzione delle coperture in essere e difficoltà a designare nuove relazioni di copertura. Pertanto, l'analisi della tenuta delle coperture è stata effettuata considerando i flussi e le tempistiche dei derivati di copertura in essere, presumendo che gli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse esistenti non siano modificati a seguito della riforma dei tassi interbancari (cd. Interest Rate Benchmark Reform o IBOR Reform).

A seguire si fornisce l'informativa richiesta dall'IFRS 7, paragrafo 24H, in merito all'incertezza derivante dalla riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse sulle relazioni di copertura e l'importo nominale degli strumenti di copertura potenzialmente impattati dalla riforma dei tassi benchmark. Si rinvia anche a quanto riportato nella Nota Integrativa del bilancio consolidato, nella Premessa della Parte E – Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, per una illustrazione di come il Gruppo sta gestendo il processo di transizione ai tassi di riferimento alternativi.

Derivati di copertura del fair value

I derivati di copertura delle relazioni di fair value della Banca sono principalmente indicizzati all'Euribor, la cui metodologia di calcolo è stata oggetto di revisione nel corso del 2019 per poter continuare ad utilizzare tale parametro anche dopo il 1° gennaio 2022, sia per i contratti esistenti che per quelli nuovi. Per rendere l'Euribor conforme al regolamento dell'UE sui benchmark (Benchmarks Regulation, BMR - Regolamento n. 2016/1011/UE), l'EMMI - European Money Markets Institute - ha reso operativo il passaggio ad una nuova metodologia di calcolo "ibrida". L'attuale sistema di calcolo – le cui attività sono state completate a fine novembre 2019 – non modifica la variabile economica che l'indice misura: l'Euribor esprime l'effettivo costo della raccolta per le banche europee contributrici ed è sempre disponibile e consultabile.

Pertanto, la Banca non ritiene che ci sia incertezza sul timing o sull'ammontare dei flussi di cassa dell'Euribor e non considera le coperture di fair value collegate all'Euribor come impattate dalla riforma al 31 dicembre 2020, in continuità con l'impostazione già adottata per il Bilancio al 31 dicembre 2019.

Nell'ambito delle relazioni di copertura di fair value sono presenti anche derivati indicizzati a benchmark impattati dalla riforma, in particolare all'EONIA e al LIBOR per le varie divise, che saranno oggetto di futura sostituzione con i nuovi tassi risk free. In ambito europeo il fixing EONIA, calcolato a partire da ottobre 2019 sulla base del nuovo tasso risk free €STR, sarà pubblicato fino a fine 2021 e poi definitivamente sostituito da €STR. Anche per la pubblicazione del LIBOR è attesa la cessazione a partire dalla fine del 2021 e sono già presenti nelle singole nazioni tassi risk free alternativi che progressivamente andranno a sostituire il LIBOR stesso.

Nello specifico, al 31 dicembre 2020 sono presenti derivati di fair value hedge indicizzati all'EONIA per un nozionale di 30.393 milioni (59.019 milioni al 31 dicembre 2019), di cui 17.772 milioni con scadenza successiva al 31 dicembre 2021 (16.112 milioni al 31 dicembre 2019), al LIBOR USD per un nozionale di 14.236 milioni (di 10.492 milioni al 31 dicembre 2019), di cui 14.046 milioni con scadenza successiva al 31 dicembre 2021 (10.492 milioni al 31 dicembre 2019), e altri tassi impattati dalla riforma rappresentati da LIBOR in altre divise per un nozionale di 31 milioni (78 milioni al 31 dicembre 2019), di cui 25 milioni con scadenza successiva al 31 dicembre 2021 (53 milioni al 31 dicembre 2019).Tali importi rappresentano il 22% del totale dei derivati di fair value hedge della Banca (42% al 31 dicembre 2019) ed il 21% considerando i soli derivati con scadenza successiva al 31 dicembre 2021 (16% al 31 dicembre 2019). Si evidenzia inoltre che nel corso del 2020 si è registrato un progressivo maggior utilizzo di derivati indicizzati all'€STR nelle attività di copertura in modalità hedge accounting.

Derivati di copertura di flussi finanziari

I derivati di copertura delle relazioni di cash flow sono indicizzati all'Euribor. Come già evidenziato per il fair value hedge, la Banca non ritiene che ci sia incertezza sul timing o sull'ammontare dei flussi di cassa dell'Euribor e, pertanto, non considera le coperture di cash flow come impattate dalla riforma al 31 dicembre 2020.

D. Strumenti coperti

Intesa Sanpaolo si avvale della possibilità, prevista in sede di introduzione dell'IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS 39 in tema di "hedge accounting" (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) per ogni tipologia di copertura (sia per le coperture specifiche che per le macro coperture).

D.1 Coperture del fair value

(milioni di euro)
Coperture
specifiche:
valore di
Coperture
specifiche -
posizioni nette:
Coperture specifiche
bilancio valore di
bilancio delle
attività o
passività (prima
della
compensazione)
Variazioni
cumulate di
fair value
dello
strumento
coperto
Cessazione
della
copertura:
variazioni
cumulate
residue del
fair value
Variazioni del
valore usato
per rilevare
l'inefficacia
della
copertura
bilancio
A. Attività
1. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva -
copertura di: 29.359 - 1.251 601 1.265 -
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 27.415 - 1.263 601 1.232 x
1.2 Titoli di capitale e indici azionari - - - - - x
1.3 Valute e oro
1.4 Crediti
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
x
x
1.5 Altri 1.944 - -12 - 33 x
2. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato -copertura di:
30.626 - 3.877 27 3.981 70.647
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 30.091 - 3.561 27 3.665 x
1.2 Titoli di capitale e indici azionari - - - - - x
1.3 Valute e oro - - - - - x
1.4 Crediti - - - - - x
1.5 Altri 535 - 316 - 316 x
Totale 31.12.2020 59.985 - 5.128 628 5.246 70.647
Totale 31.12.2019 35.650 - 3.084 107 3.207 64.794
B. Passività
1. Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - copertura di:
41.396 - 1.819 -5 2.084 30.082
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 36.022 - 1.581 -5 1.827 x
1.2 Valute e oro - - - - - x
1.3 Altri 5.374 - 238 - 257 x
Totale 31.12.2020 41.396 - 1.819 -5 2.084 30.082
Totale 31.12.2019 34.074 - 1.332 264 1.641 19.413

D.2 Copertura dei flussi finanziari e degli investimenti esteri

Variazione del
valore usato per
rilevare l'inefficacia
della copertura
Riserve da
copertura
(milioni di euro)
Cessazione della
copertura: valore
residuo delle
riserve di
copertura
A. Copertura di flussi finanziari
1. Attività
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse
1.2 Titoli di capitale e indici azionari
1.3 Valute e oro
1.4 Crediti
1.5 Altri
37
37
-
-
-
-
30
30
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
2. Passività
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse
1.2 Valute e oro
1.3 Altri
-1.075
-1.075
-
-
-819
-819
-
-
-
-
-
-
Totale (A) 31.12.2020 -1.038 -789 -
Totale (A) 31.12.2019 -1.216 -1.262 -
B. Copertura degli investimenti esteri X - -
Totale (A+B) 31.12.2020 -1.038 -789 -
Totale (A+B) 31.12.2019 -1.216 -1.262 -

E. Effetti delle operazioni di copertura a patrimonio netto

E.1 Riconciliazione delle componenti di patrimonio netto

(milioni di euro)
Riserva da copertura dei flussi finanziari Riserva da copertura di investimenti esteri
Titoli di
debito e
tassi
d'interesse
Titoli di
capitale
e indici
azionari
Valute
e oro
Crediti Altri Titoli di
debito e
tassi
d'interesse
Titoli di
capitale
e indici
azionari
Valute
e oro
Crediti Altri
Esistenze iniziali -1.262 - - - - - - - - -
Variazioni di fair value (quota efficace) 473 - - - - - - - - -
Rigiri a conto economico - - - - - - - - - -
di cui: transazioni future non più attese - - - - - X X X X X
Altre variazioni - - - - - - - - - -
di cui: trasferimenti al valore contabile
iniziale degli strumenti coperti
- - - - - X X X X X
Rimanenze finali -789 - - - - - - - - -

Si segnala che la fattispecie "Strumenti di copertura (elementi non designati)" non risulta presente dal momento che Intesa Sanpaolo si avvale della possibilità, prevista in sede di introduzione dell'IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS 39 in tema di "hedge accounting" (nella versione carved out omologata dalla Commissione Europea) per ogni tipologia di copertura (sia per le coperture specifiche che per le macro coperture).

3.3 Altre informazioni sugli strumenti derivati (di negoziazione e di copertura)

A. Derivati finanziari e creditizi

A.1 Derivati finanziari e creditizi "over the counter": fair value netti per controparti

Controparti
Banche
Altre società
centrali
finanziarie
A. Derivati finanziari
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale
2.042.697
-
-
- fair value netto positivo
-
-
-
- fair value netto negativo
-5.579
-
-
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale
-
-
-
- fair value netto positivo
-
-
-
- fair value netto negativo
-
-
-
3) Valute e oro
- valore nozionale
-
-
-
- fair value netto positivo
-
-
-
- fair value netto negativo
-
-
-
4) Merci
- valore nozionale
-
-
-
- fair value netto positivo
-
-
-
- fair value netto negativo
-
-
-
5) Altri
- valore nozionale
-
-
-
- fair value netto positivo
-
-
-
- fair value netto negativo
-
-
-
B. Derivati creditizi
1) Acquisto protezione
- valore nozionale
-
-
-
- fair value netto positivo
-
-
-
- fair value netto negativo
-
-
-
2) Vendita protezione
- valore nozionale
-
-
-
- fair value netto positivo
-
-
-
- fair value netto negativo
-
-
-
(milioni di euro)
Altri soggetti
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-

La tabella accoglie i valori rivenienti dalle compensazioni effettuate in bilancio per i derivati i cui accordi di compensazione soddisfano i criteri previsti dallo IAS 32 paragrafo 42.

In particolare quanto esposto si riferisce ai derivati finanziari e creditizi OTC di negoziazione e di copertura in essere con il compensatore legale LCH Ltd per i quali si è proceduto alla separata compensazione in bilancio dei fair value riconducibili all'operatività in conto proprio ed all'operatività per conto della clientela e società del Gruppo.

Il risultato complessivamente negativo per 5.579 milioni (fair value negativo di 60.224 milioni e fair value positivo di 54.645 milioni) è riportato nella Parte B di Nota integrativa tra le Passività finanziarie di negoziazione per 2.168 milioni per la prima operatività e tra le passività in Derivati di copertura per 3.411 milioni per la seconda operatività.

SEZIONE 4 - RISCHIO DI LIQUIDITÀ

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Per le informazioni di natura qualitativa, si rinvia a quanto esposto nella Parte E della Nota integrativa consolidata.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

1. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie

La distribuzione temporale delle attività e passività finanziarie è rappresentata nelle tabelle che seguono secondo le regole stabilite dalla normativa di bilancio (Circolare 262 di Banca d'Italia e relativi chiarimenti emessi dall'Organo di Vigilanza), ricorrendo all'utilizzo di informazioni di natura contabile esposte per durata residua contrattuale.

Non sono stati pertanto utilizzati dati di natura gestionale che prevedono, ad esempio, la modellizzazione delle poste a vista del passivo e la rappresentazione delle poste per cassa secondo il loro grado di liquidabilità.

Valuta di denominazione: Euro

(milioni di euro)
Voci/ Scaglioni temporali A vista Da oltre
1 giorno
a 7
giorni
Da oltre
7 giorni
a 15
giorni
Da oltre
15
giorni a
1 mese
Da oltre
1 mese
fino a 3
mesi
Da oltre
3 mesi
fino a 6
mesi
Da oltre
6 mesi
fino a 1
anno
Da oltre
1 anno
fino a 5
anni
Oltre 5
anni
Indeterminata
Durata
A. Attività per cassa 49.157 13.026 6.111 8.573 18.215 17.739 29.674 151.637 146.988 52.634
A.1 Titoli di Stato 27 10 153 414 1.362 1.907 2.020 12.583 33.388 -
A.2 Altri titoli di debito 154 314 705 3.121 150 252 586 6.150 14.589 -
A.3 Quote OICR 1.588 - - - - - - - - -
A.4 Finanziamenti 47.388 12.702 5.253 5.038 16.703 15.580 27.068 132.904 99.011 52.634
- Banche 15.452 4.660 719 109 1.108 772 3.636 2.767 435 52.546
- Clientela 31.936 8.042 4.534 4.929 15.595 14.808 23.432 130.137 98.576 88
B. Passività per cassa 302.412 4.151 1.596 3.005 10.157 6.217 8.711 118.019 26.461 -
B.1 Depositi e conti correnti 274.415 2.274 1.520 1.240 8.426 4.179 5.600 8.512 514 -
- Banche 7.847 1.683 1.212 1.071 7.187 1.576 4.413 7.740 449 -
- Clientela 266.568 591 308 169 1.239 2.603 1.187 772 65 -
B.2 Titoli di debito 10 76 1 1.758 1.304 1.477 2.513 35.515 22.647 -
B.3 Altre passività 27.987 1.801 75 7 427 561 598 73.992 3.300 -
C. Operazioni "fuori bilancio"
C.1 Derivati finanziari con scambio di capitale
- Posizioni lunghe 2.019 13.659 5.581 6.615 24.020 10.455 9.343 17.480 9.056 -
- Posizioni corte 3.729 12.975 5.249 6.400 20.553 7.485 6.772 17.080 12.222 -
C.2 Derivati finanziari senza scambio di capitale
- Posizioni lunghe 25.179 50 2 63 182 249 496 - - -
- Posizioni corte 31.880 44 12 102 214 366 581 - - -
C.3 Depositi e finanziamenti da ricevere
- Posizioni lunghe 64.045 - - - - - - - - -
- Posizioni corte - 64.029 17 - - - - - - -
C.4 Impegni irrevocabili a erogare fondi
- Posizioni lunghe - 20.559 51 58 100 274 634 11.204 829 -
- Posizioni corte 33.709 - - - - - - - - -
C.5 Garanzie finanziarie rilasciate 52 - - - - - 32 17 33 -
C.6 Garanzie finanziarie ricevute - - - - - - - - - -
C.7 Derivati creditizi con scambio di capitale
- Posizioni lunghe - - - - - 17 53 475 1.092 -
- Posizioni corte - - - - - 17 53 475 1.092 -
C.8 Derivati creditizi senza scambio di capitale
- Posizioni lunghe 1.193 - - - - - - - - -
- Posizioni corte 1.245 - - - - - - - - -

Valuta di denominazione: Altre valute

(milioni di euro)
Voci/ Scaglioni temporali A vista Da oltre 1
giorno a
7 giorni
Da oltre 7
giorni a
15 giorni
Da oltre
15 giorni
a 1 mese
Da oltre 1
mese fino
a 3 mesi
Da oltre 3
mesi fino
a 6 mesi
Da oltre 6
mesi fino
a 1 anno
Da oltre 1
anno fino
a 5 anni
Oltre 5
anni
Indeterminata
Durata
A. Attività per cassa 3.574 1.096 1.629 1.871 2.767 2.016 3.745 12.192 8.978 23
A.1 Titoli di Stato 2 26 2 29 42 248 357 2.350 5.687 -
A.2 Altri titoli di debito 35 20 16 99 98 87 141 1.999 1.786 -
A.3 Quote OICR 239 - - - - - - - - -
A.4 Finanziamenti 3.298 1.050 1.611 1.743 2.627 1.681 3.247 7.843 1.505 23
- Banche 1.379 625 438 664 964 223 1.915 807 61 8
- Clientela 1.919 425 1.173 1.079 1.663 1.458 1.332 7.036 1.444 15
B. Passività per cassa 6.402 3.202 2.727 3.039 5.305 549 858 7.260 5.854 -
B.1 Depositi e conti correnti 4.855 1.195 625 1.674 1.015 265 527 609 190 -
- Banche 860 605 284 883 482 39 160 601 190 -
- Clientela 3.995 590 341 791 533 226 367 8 - -
B.2 Titoli di debito 10 410 107 92 1.294 165 327 6.139 4.717 -
B.3 Altre passività 1.537 1.597 1.995 1.273 2.996 119 4 512 947 -
C. Operazioni "fuori bilancio"
C.1 Derivati finanziari con scambio di
capitale
- Posizioni lunghe 812 14.829 7.047 9.424 18.867 9.758 10.511 18.851 11.423 -
- Posizioni corte 666 15.486 7.680 9.689 20.599 12.181 13.669 19.330 8.087 -
C.2 Derivati finanziari senza scambio di
capitale
- Posizioni lunghe 1.794 1 127 25 50 125 311 - - -
- Posizioni corte 1.938 - 62 15 26 72 168 - - -
C.3 Depositi e finanziamenti da ricevere
- Posizioni lunghe 1.208 - - - - - - - - -
- Posizioni corte - 22 621 - 7 530 - 29 - -
C.4 Impegni irrevocabili a erogare fondi
- Posizioni lunghe - 55 - 62 410 339 1.167 8.634 410 -
- Posizioni corte 10.943 135 - - - - - - - -
C.5 Garanzie finanziarie rilasciate - - - - - 1 - 13 - -
C.6 Garanzie finanziarie ricevute - - - - - - - - - -
C.7 Derivati creditizi con scambio di capitale
- Posizioni lunghe - - - - - - - 37 - -
- Posizioni corte - - - - - - - 37 - -
C.8 Derivati creditizi senza scambio di
capitale
- Posizioni lunghe 414 - - - - - - - - -
- Posizioni corte 432 - - - - - - - - -

2. Operazioni di autocartolarizzazione

Si riporta di seguito una breve illustrazione delle operazioni di cartolarizzazione originate da Intesa Sanpaolo, in essere al 31 dicembre 2020, in cui la Banca ha sottoscritto la totalità dei titoli emessi dal relativo veicolo (autocartolarizzazioni) e che non sono esposte nelle tabelle di Nota Integrativa della Parte E, sezione C "Operazioni di cartolarizzazione".

Adriano Lease SEC S.r.l.

Si tratta di un'operazione di cartolarizzazione, perfezionata nel mese di dicembre 2017, concretizzatasi con la cessione di un portafoglio di crediti selezionati, da parte di Mediocredito Italiano S.p.A., in base a criteri predefiniti e derivanti da contratti di leasing performing, aventi ad oggetto beni immobili, strumentali ed autoveicoli, alla società Adriano Lease Sec S.r.l., per un ammontare complessivo di circa 4,2 miliardi. L'obiettivo dell'operazione è l'ampliamento della riserva di liquidità della Banca utilizzabile per le operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema.

Il veicolo Adriano Lease Sec s.r.l. ha provveduto in origine all'emissione di due tranche di titoli:

  • − una tranche senior (Class A), del valore nominale di 2,9 miliardi, quotata e assistita da rating A1 di Moody's ed A di DBRS Morningstar);
  • − una tranche junior (Class B), del valore nominale di 1,4 miliardi, non quotata e priva di rating.

A seguito della fusione per incorporazione, i titoli originariamente acquistati da Mediocredito Italiano S.p.A., sono confluiti in Intesa Sanpaolo; al 31 dicembre 2020, i titoli senior sono pari a 1.062 milioni e i titoli junior a 1.351 milioni. I titoli senior sono stanziabili sull'Eurosistema.

Apulia Finance 4 S.r.l.

Nel mese di maggio 2008, Banca Apulia S.p.A. (oggi incorporata in Intesa Sanpaolo), ha perfezionato un'operazione di cartolarizzazione di mutui ipotecari, residenziali e commerciali, ceduti alla società veicolo Apulia Finance 4 S.r.l..

A fronte del portafoglio ceduto sono stati emessi nel mese di luglio 2008 da parte di Apulia Finance 2008 S.r.l., società veicolo acquirente del portafoglio ceduto, titoli Asset Backed per complessivi 378,4 milioni così ripartiti:

  • − tranche senior classe A per 319,8 milioni, collocata sul mercato e con rating all'emissione AAA assegnato da Moody's. Il titolo è stato interamente rimborsato nel mese di dicembre 2020;
  • − tranche junior classe B per 58,6 milioni, retained e priva di rating.

I titoli senior classe A, denominati in euro, prevedevano il pagamento di una cedola semestrale a tasso variabile indicizzata all'Euribor 6 mesi maggiorato di uno spread di 0,70% ed erano quotati presso Luxembourg Stock Exchange.

I titoli junior, sempre denominati in euro, sono stati interamente sottoscritti da Banca Apulia S.p.A. (oggi incorporata in Intesa Sanpaolo). Il rimborso del nominale è subordinato al rimborso integrale delle notes di classe superiore.

Al 31 dicembre 2020, il valore dei titoli sottoscritti in essere è pari a 59 milioni rappresentati solo dai titoli junior.

Brera Sec S.r.l.

Nel mese di ottobre 2017 è stata strutturata un'operazione di autocartolarizzazione realizzata con la cessione di cinque portafogli di crediti alla società veicolo Brera Sec S.r.l. originati da Capogruppo e da quattro banche del Gruppo successivamente incorporate da Intesa Sanpaolo (Banco di Napoli, Cassa di Risparmio di Forlì e della Romagna e Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, incorporate nella seconda metà del 2018, e Cassa di Risparmio in Bologna incorporata nella prima metà del 2019). Il sottostante è costituito da mutui ipotecari residenziali in capo a famiglie consumatrici e/o produttrici. L'operazione è stata la prima operazione di cartolarizzazione Residential Mortgage Backed Security ("RMBS") multi-Originator del Gruppo.

L'operazione ha previsto l'emissione da parte della SPV di due tranche di titoli:

  • − una tranche senior, quotata presso la Borsa del Lussemburgo, con rating attribuito da due agenzie di rating (Moody's e DBRS Morningstar) come previsto dai criteri della Banca Centrale Europea per la stanziabilità;
  • − una tranche junior non quotata e senza rating.

Sia i titoli senior che i titoli junior sono stati sottoscritti pro-quota da ogni singola Banca cedente sulla base del prezzo di cessione di ciascun portafoglio.

Il titolo senior emesso nell'ambito dell'operazione è stato utilizzato come collaterale a garanzia di operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema.

Intesa Sanpaolo ha assunto una quota di minoranza (5%) nella SPV di nuova costituzione e che è stata acquistata sul mercato, il cui controllo (95%) rimarrà in capo ad un'entità societaria esterna al Gruppo (fondazione di diritto olandese, c.d. Stichting). Intesa Sanpaolo si occupa della gestione contabile del Veicolo, mentre la gestione amministrativa societaria è seguita da Securitisation Services S.p.A.

Il corrispettivo totale di cessione è pari a 7,1 miliardi. Il prezzo di cessione di ciascun portafoglio ceduto è stato regolato con l'emissione dei titoli dell'11 dicembre 2017 per complessivi 7,1 miliardi.

I titoli senior, quotati con il rating Aa3 di Moody's e A (High) di DBRS Morningstar, sono stanziabili sull'Eurosistema e sono stati sottoscritti da Intesa Sanpaolo.

Al 31 dicembre 2020, il valore dei titoli sottoscritti in essere è pari a 4.081 milioni per i titoli senior e 1.067 milioni per i titoli junior.

Brera Sec S.r.l. (SME)

Nel mese di ottobre 2018 è stata strutturata una operazione di autocartolarizzazione realizzata con la cessione di tre portafogli di crediti alla società veicolo Brera Sec S.r.l. originati da Capogruppo e da tre banche del Gruppo successivamente incorporate da Intesa Sanpaolo (Banco di Napoli, incorporata nella seconda metà del 2018, e Cassa di Risparmio in Bologna e Cassa di Risparmio di Firenze incorporate nella prima metà del 2019). Il sottostante è costituito da finanziamenti ipotecari e non in capo a piccole e medie imprese ed imprese corporate (queste ultime solo se con fatturato di gruppo inferiore a 100 milioni).

Si tratta della seconda operazione di cartolarizzazione Asset Backed Security ("ABS") multi-Originator del Gruppo, la prima con asset sottostante crediti SME. L'operazione ha previsto l'emissione da parte della SPV di due tranche di titoli: una tranche senior quotata presso la Borsa del Lussemburgo, con rating attribuito da due agenzie di rating (Moody's e DBRS Morningstar) come previsto dai criteri della Banca Centrale Europea per la stanziabilità ed una tranche junior non quotata e senza rating. Sia i titoli senior che i titoli junior sono stati sottoscritti pro-quota da ogni singola Banca cedente sulla base del prezzo di cessione di ciascun portafoglio.

Il titolo senior emesso nell'ambito dell'operazione è stato utilizzato come collaterale a garanzia di operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema.

All'origination, il corrispettivo totale di cessione è stato pari a 5,3 miliardi. Il prezzo di cessione di ciascun portafoglio è stato regolato con l'emissione dei titoli, il 14 dicembre 2018, per complessivi 5,3 miliardi.

I titoli senior, quotati con il rating A1 di Moody's ed A (High) di DBRS Morningstar, sono stanziabili sull'Eurosistema e risultano sottoscritti da Intesa Sanpaolo.

Al 31 dicembre 2020, il valore dei titoli in essere è pari a 1.031 milioni per i titoli senior e 1.530 milioni per i titoli junior.

Brera Sec S.r.l. (SEC 2)

Nel mese di settembre 2019 è stata strutturata una operazione di autocartolarizzazione realizzata con la cessione del portafoglio di crediti alla società veicolo Brera Sec S.r.l. originati da Intesa Sanpaolo. L'operazione costituisce la terza operazione di cartolarizzazione Residential Mortgage Backed Security ("RMBS") del Gruppo.

L'operazione ha previsto l'emissione da parte della SPV, il 27 novembre 2019, di due tranche di titoli: una tranche senior, quotata presso la Borsa di Lussemburgo con rating attribuito da due agenzie di rating (Moody's e DBRS Morningstar) come previsto dai criteri della Banca Centrale Europea per la stanziabilità, ed una tranche junior non quotata e senza rating. Sia i titoli senior che i titoli junior sono stati sottoscritti da Intesa Sanpaolo.

Il titolo senior emesso nell'ambito dell'operazione è stato utilizzato come collaterale a garanzia di operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema.

Il corrispettivo totale di cessione è pari a 7,5 miliardi. Il prezzo di cessione del portafoglio è stato regolato con l'emissione dei titoli, il 27 novembre 2019, per complessivi 7,5 miliardi.

I titoli senior, quotati con il rating A1 di Moody's e A (High) di DBRS Morningstar, sono stanziabili sull'Eurosistema e sono stati sottoscritti integralmente da Intesa Sanpaolo.

Al 31 dicembre 2020, il valore dei titoli in essere è pari a 5.834 milioni per i titoli senior e a 860 milioni per i titoli junior.

Clara Sec S.r.l.

Nel corso dell'anno 2020 è stata strutturata una nuova operazione di autocartolarizzazione revolving avente per oggetto crediti rivenienti da prestiti personali performing nell'ambito del credito al consumo ed erogati a famiglie consumatrici, operazione sottoposta ad un processo periodico di riacquisto dei crediti.

L'operazione si è realizzata con la cessione, in due tranche (aprile e maggio) del portafoglio di crediti originati da Intesa Sanpaolo alla società veicolo Clara Sec S.r.l. e costituisce la quarta operazione di cartolarizzazione Asset Backed Security ("ABS") del Gruppo.

Intesa Sanpaolo ha assunto una quota di minoranza (5%) nella SPV di nuova costituzione e che è stata acquistata sul mercato, il cui controllo (95%) rimarrà in capo ad un'entità esterna al Gruppo (fondazione di diritto olandese, c.d. Stichting).

Intesa Sanpaolo si occupa della gestione contabile del Veicolo, mentre la gestione amministrativa societaria è seguita da Securitisation Services S.p.A.

L'operazione ha previsto l'emissione da parte della SPV, il 23 giugno 2020, di due tranche di titoli: una tranche senior, quotata con rating attribuito da due agenzie di rating (Moody's e DBRS Morningstar) come previsto dai criteri della Banca Centrale Europea per la stanziabilità, e una tranche junior non quotata e senza rating.

Sia i titoli senior che i titoli junior sono stati sottoscritti da Intesa Sanpaolo.

Il titolo senior emesso nell'ambito dell'operazione è stato utilizzato come collaterale a garanzia di operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema.

Il corrispettivo totale di cessione è pari a 7,6 miliardi. Nell'ambito di tale operazione il 23 giugno 2020 sono stati emessi titoli per 7,2 miliardi.

I titoli senior, quotati con il rating A1 di Moody's e A (High) di DBRS, sono stanziabili sull'Eurosistema.

Al 31 dicembre 2020, il valore dei titoli in essere rimane invariato ed è pari a 6.350 milioni per i titoli senior e a 824 milioni per i titoli junior.

Giada Sec S.r.l.

Nel mese di novembre 2020 è stata strutturata una nuova operazione di autocartolarizzazione realizzata con la cessione del portafoglio di crediti, erogati ad imprese appartenenti al segmento small business, SME e Corporate originati da Intesa Sanpaolo, alla società veicolo Giada Sec S.r.l. Si tratta della quinta operazione di cartolarizzazione Asset Backed Security ("ABS") del Gruppo, seconda con asset sottostante crediti SME.

Intesa Sanpaolo ha assunto una quota di minoranza (5%) nella SPV di nuova costituzione e che è stata acquistata sul mercato, il cui controllo (95%) rimarrà in capo ad un'entità societaria esterna al Gruppo (fondazione di diritto olandese, c.d. Stichting).

L'operazione si configura come revolving, ISP avrà facoltà di cedere al Veicolo ulteriori portafogli di crediti di analoghe caratteristiche e qualità che il Veicolo acquisterà attingendo agli incassi generati dal portafoglio tempo per tempo segregato.

Il corrispettivo totale di cessione è pari a 10,1 miliardi. Il prezzo di cessione del portafoglio è stato regolato con l'emissione dei titoli, il 21 dicembre 2020, per un pari ammontare.

L'operazione ha previsto l'emissione da parte della SPV di due tranche di titoli: una tranche Senior, quotata presso la Borsa di Lussemburgo con rating attribuito da due agenzie di rating (Moody's e DBRS Morningstar) come previsto dai criteri della Banca Centrale Europea per la stanziabilità, e una tranche junior non quotata e senza rating.

Sia i titoli senior che i titoli junior sono stati sottoscritti da Intesa Sanpaolo.

Il titolo senior emesso nell'ambito dell'operazione, quotato con il rating A1 di Moody's e A di DBRS Morningstar, è stato utilizzato come collaterale a garanzia di operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema.

Al 31 dicembre 2020, il valore dei titoli in essere rimane invariato ed è pari a 6.610 milioni per i titoli senior e a 3.485 milioni per i titoli junior.

(milioni di euro)
Veicolo Tipo di Tipologia Rating Nozionale
titolo
emesso
attivo
cartolarizzato
esterno al
31.12.2020
ADRIANO LEASE SEC SRL
di cui emissione in EURO 2.413
Crediti derivanti da canoni di
Classe A Senior leasing
Crediti derivanti da canoni di
Moody's A1 / DBRS A 1.062
Classe B Junior leasing no rating 1.351
APULIA FINANCE 4 SRL
di cui emissione in EURO 59
Classe A Senior Mutui ipotecari residenziali no rating -
Classe B Junior Mutui ipotecari residenziali no rating 59
BRERA SEC SRL
di cui emissione in EURO 5.148
Class A RMBS F/R Notes Senior Mutui ipotecari residenziali Moody's Aa3 / DBRS AH 4.081
Class B RMBS Fixed Rate and Additional Return Notes Junior Mutui ipotecari residenziali no rating 1.067
BRERA SEC SRL (SME)
di cui emissione in EURO 2.561
Crediti clientela PMI e large
Class A RMBS F/R Notes Senior corporate
Crediti clientela PMI e large
Moody's A1 / DBRS AH 1.031
Class B RMBS Fixed Rate and Additional Return Notes Junior corporate no rating 1.530
BRERA SEC SRL (SEC 2)
di cui emissione in EURO 6.694
Class A RMBS F/R Notes Senior Mutui ipotecari residenziali Moody's A1 / DBRS AH 5.834
Class B RMBS Fixed Rate and Additional Return Notes Junior Mutui ipotecari residenziali no rating 860
CLARA SEC SRL
di cui emissione in EURO 7.174
Class A RMBS F/R Notes Senior Prestiti personali Moody's A1 / DBRS AH 6.350
Class B RMBS Fixed Rate and Additional Return Notes Junior Prestiti personali no rating 824
GIADA SEC SRL
di cui emissione in EURO 10.095
Class A RMBS F/R Notes Senior Crediti clientela Small business,
SME e Corporate.
Moody's A1 / DBRS A 6.610
Crediti clientela Small business,
Class B RMBS Fixed Rate and Additional Return Notes Junior SME e Corporate. no rating 3.485
TOTALE 34.144

Nel corso dell'esercizio 2020 sono state estinte le operazioni di autocartolarizzazione: Claris RMBS 2014, Claris RMBS 2016 e Berica ABS5.

SEZIONE 5 – RISCHI OPERATIVI

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Per le informazioni di natura qualitativa, inclusi i rischi legali e il contenzioso fiscale, si rinvia a quanto esposto nella Parte E della Nota integrativa consolidata.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Per la determinazione del requisito patrimoniale, Intesa Sanpaolo adotta il metodo AMA in modo integrale con decorrenza 31 dicembre 2010; l'assorbimento patrimoniale così ottenuto è di 1.333 milioni.

Parte F Informazioni sul patrimonio

SEZIONE 1 – IL PATRIMONIO DELL'IMPRESA

A. Informazioni di natura qualitativa

Per le informazioni di natura qualitativa in merito al patrimonio e alle corrispondenti politiche di gestione si rinvia a quanto riportato nella Parte F della Nota Integrativa consolidata.

I fondi propri, le attività ponderate per il rischio (Risk Weighted Assets - RWA) e i coefficienti di solvibilità al 31 dicembre 2020 sono stati determinati in base alla disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013, modificato dal Regolamento (UE) 2019/876 del 20 maggio 2019, noto anche come CRR II, in vigore al 30 giugno 2019 e in parte già applicabile, che traspongono nell'Unione europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (cd. framework Basilea 3), e sulla base della Circolare della Banca d'Italia n. 285.

Nel 2017 si è conclusa la fase transitoria del framework "Basilea 3" che prevedeva la parziale computabilità o deducibilità dai Fondi Propri di taluni elementi secondo quanto previsto dalla CRD IV e dalla CRR, e con il 2018 è venuto meno anche il periodo di deroga riferito alle modifiche da applicare allo IAS 19 con il filtro sulle riserve per utili e perdite attuariali.

A partire dal 1° gennaio 2018 ha preso avvio il periodo transitorio (2018-2022) volto a mitigare gli impatti patrimoniali legati all'introduzione del nuovo principio contabile IFRS 9. Intesa Sanpaolo, infatti, avvalendosi della facoltà prevista dal Regolamento UE 2395/2017, ha optato per l'adozione dell'approccio "statico" che consente di sterilizzare nel proprio CET1 una quota progressivamente decrescente dell'impatto IFRS 9 relativo alla sola componente di FTA relativa all'impairment. In particolare, la risultante dal confronto tra le rettifiche di valore IAS 39 al 31/12/2017 e quelle IFRS 9 all'1/1/2018 – relativo ai crediti e titoli in bonis (stage 1 e 2) ed alle rettifiche su NPL (stage 3) al netto della fiscalità e azzerata l'eventuale shortfall in essere - viene re-inclusa nel patrimonio secondo percentuali di phase-in pari al 70% nel 2020, 50% nel 2021 e infine 25% nel 2022.

Nell'ambito del contesto legato alla pandemia COVID-19, è stato pubblicato, con iter approvativo accelerato (c.d. "quick fix"), il Regolamento (UE) 2020/873 del 24 giugno 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 575/2013 (CRR) e (UE) 2019/876 (CRR 2), contenente disposizioni temporanee di sostegno in termini di capitale e liquidità.

Tra le disposizioni contenute nel Regolamento (UE) 2020/873 inerenti al calcolo dei Fondi Propri, Intesa Sanpaolo ha optato per non avvalersi al 31 dicembre 2020, né delle modifiche al regime transitorio per l'applicazione dell'IFRS 9 (art. 473 bis CRR), né della reintroduzione temporanea del filtro prudenziale volto ad escludere gli utili e le perdite non realizzati misurati al valore equo con impatto sulla redditività complessiva (FVTOCI) per le esposizioni verso le amministrazioni centrali e organismi del settore pubblico (art.468 CRR).

A partire dal 30 settembre 2019, Intesa Sanpaolo, a seguito dell'autorizzazione ricevuta da BCE, calcola i coefficienti patrimoniali applicando il cosiddetto Danish Compromise - per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché essere dedotti dal capitale.

Ai fini del calcolo dei coefficienti patrimoniali al 31 dicembre 2020, Intesa Sanpaolo applica il Regolamento Delegato (UE) 2020/2176, pubblicato in data 22 dicembre 2020, che modifica il Regolamento delegato (UE) 241/2014 per quanto riguarda la deduzione delle attività sotto forma di software dagli elementi del capitale primario di classe 1. Il citato Regolamento, il cui scopo è quello di sostenere la transizione verso un settore bancario più digitalizzato, introduce il concetto di ammortamento prudenziale applicato a tutte le attività sotto forma di software su un periodo di 3 anni, indipendentemente dalla vita utile stimata a fini contabili.

B. Informazioni di natura quantitativa

B.1 Patrimonio dell'impresa: composizione

(milioni di euro)
Voci/valori 31.12.2020 31.12.2019
1. Capitale sociale 10.084 9.086
2. Sovrapprezzi di emissione 27.603 25.233
3. Riserve 7.609 3.399
di utili: 6.620 2.620
a) legale 1.545 1.545
b) statutaria - -
c) azioni proprie - -
d) altre 5.075 1.075
altre 989 779
4. Strumenti di capitale 7.053 4.103
5. (Azioni proprie) -90 -61
6. Riserve da valutazione: 1.176 1.375
- Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva -157 114
- Coperture su Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
- Attività finanziarie (diverse dai Titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 81 -21
- Attività materiali 1.503 1.496
- Attività immateriali - -
- Copertura di investimenti esteri - -
- Copertura dei flussi finanziari -789 -847
- Strumenti di copertura (elementi non designati) - -
- Differenze di cambio - -
- Attività non correnti e gruppi di Attività in via di dismissione - -
- Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) -99 -
- Utili (perdite) attuariali relativi a piani previdenziali a benefici definiti -359 -363
- Quote delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - -
- Leggi speciali di rivalutazione 996 996
7. Utile (perdita) d'esercizio 679 2.137
Totale 54.114 45.272

B.2 Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

(milioni di euro)
Attività/Valori Totale 31.12.2020 Totale 31.12.2019
Riserva positiva Riserva negativa Riserva positiva Riserva negativa
1. Titoli di debito 235 -154 28 -50
2. Titoli di capitale 155 -312 247 -133
3. Finanziamenti 3 -3 1 -
Totale 393 -469 276 -183

B.3 Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: variazioni annue

(milioni di euro)
Titoli di
debito
Titoli di
capitale
Finanziamenti
1. Esistenze iniziali -22 114 1
2. Variazioni positive 391 72 6
2.1. Incrementi di fair value 328 69 -
2.2. Rettifiche di valore per rischio di credito 8 - 3
2.3. Rigiro a conto economico di riserve negative da realizzo 42 - -
2.4. Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto (titoli di capitale) - - -
2.5. Altre variazioni 13 3 3
3. Variazioni negative -288 -343 -7
3.1. Riduzioni di fair value -52 -276 -7
3.2. Riprese di valore per rischio di credito -7 - -
3.3. Rigiro a conto economico da riserve positive: da realizzo -229 - -
3.4. Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto (titoli di capitale) - -33 -
3.5. Altre variazioni - -34 -
4. Rimanenze finali 81 -157 -

B.4 Riserve da valutazione relative a piani a benefici definiti: variazioni annue

Nell'esercizio le riserve in argomento hanno subito una variazione positiva delle componenti reddituali riportate nel prospetto della redditività complessiva dei Prospetti Contabili di 6 milioni (di cui una variazione negativa di 7 milioni riferita ai fondi pensione e una variazione positiva di 13 milioni riferita al TFR). Al 31 dicembre 2020 è presente, per piani a benefici definiti, una riserva negativa complessiva pari a 359 milioni.

SEZIONE 2 – I FONDI PROPRI E I COEFFICIENTI DI VIGILANZA

Per l'informativa sui fondi propri e sull'adeguatezza patrimoniale si rinvia al separato fascicolo Terzo Pilastro di Basilea 3 – Informativa al pubblico al 31 dicembre 2020 del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Parte G Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda

SEZIONE 1 - OPERAZIONI REALIZZATE DURANTE L'ESERCIZIO

Nel corso dell'esercizio non sono state effettuate operazioni di aggregazione aziendale, così come disciplinate dall'IFRS 3, che abbiano comportato l'acquisizione del controllo di business o entità giuridiche.

Sono invece state realizzate alcune operazioni straordinarie infragruppo, senza pertanto effetti sul bilancio consolidato; tali operazioni, escluse dall'ambito di applicazione dell'IFRS 3, hanno comportato il trasferimento di rami d'azienda o entità giuridiche tra società appartenti al Gruppo Intesa Sanpaolo o operazioni di aggregazione tra le società stesse (under common control).

In considerazione della finalità meramente riorganizzativa delle operazioni ed in applicazione della policy contabile di Gruppo in materia, esse sono state contabilizzate in continuità di valori contabili nei bilanci separati delle società coinvolte.

La principale operazione infragruppo perfezionata nell'esercizio ha riguardato la fusione per incorporazione di Banca IMI in Intesa Sanpaolo.

Variazioni annue dell'avviamento

(milioni di euro)
Attività/Valori 31.12.2020
Avviamento iniziale 1.242
Aumenti -
- Avviamenti rilevati nel corso dell'esercizio -
- Operazioni infragruppo -
- Altre variazioni -
Diminuzioni -1.175
- Rettifiche di valore rilevate nel corso dell'esercizio -1.155
- Disinvestimenti -
- Operazioni infragruppo -
- Altre variazioni -20
Avviamento finale 67

L'importo indicato nella voce "Rettifiche di valore rilevate nel corso dell'esercizio" si riferisce alla svalutazione integrale dell'avviamento allocato alla CGU Banca dei Territori come conseguenza degli esiti dell'impariment test. Le altre variazioni in diminuzione fanno riferimento all'importo riconducibile al ramo aziendale riferito agli sportelli di Intesa Sanpaolo oggetto di cessione a BPER nel corso del 2021, riclassificato tra le attività in via di dismissione nel Bilancio 2020.

SEZIONE 2 - OPERAZIONI REALIZZATE DOPO LA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO

Successivamente alla chiusura dell'esercizio 2020 non sono state realizzate operazioni di aggregazione disciplinate dall'IFRS 3.

SEZIONE 3 – RETTIFICHE RETROSPETTIVE

Non si segnalano rettifiche rilevate nell'esercizio corrente relative alle aggregazioni aziendali verificatesi in esercizi precedenti.

Parte H Informazioni sui compensi e operazioni con parti correlate

A) LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

1. Aspetti procedurali

Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo S.p.A. ha adottato, nel rispetto delle procedure previste dalla normativa, il Regolamento di Gruppo per la gestione delle operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo S.p.A., Soggetti Collegati del Gruppo e Soggetti Rilevanti ex art. 136 TUB.

Tale Regolamento tiene conto sia della disciplina emanata dalla Consob, ai sensi dell'art. 2391 bis c.c., che delle disposizioni di vigilanza introdotte dalla Banca d'Italia il 12 dicembre 2011 in materia di attività di rischio e conflitti di interesse delle banche e dei gruppi bancari nei confronti di "Soggetti Collegati" ed emanate in attuazione dell'art. 53, comma 4 e ss. del Testo Unico Bancario e in conformità alla delibera del CICR del 29 luglio 2008, n. 277 nonché, in aggiunta, delle regole stabilite dall'art. 136 del Testo Unico Bancario.

Il Regolamento disciplina per l'intero Gruppo Intesa Sanpaolo i seguenti aspetti:

  • − i criteri per identificare le Parti Correlate e i Soggetti Collegati;
  • − il processo di istruttoria, deliberazione e informazione agli Organi sociali per le operazioni realizzate con Parti Correlate e Soggetti Collegati;
  • − l'informazione al mercato per le operazioni con Parti Correlate;
  • − i limiti prudenziali e gli adempimenti di segnalazione periodica alla Banca d'Italia per le attività di rischio nei confronti dei Soggetti Collegati;
  • − le regole che riguardano i controlli e i presidi organizzativi;
  • − le regole generali di disclosure e di astensione per la gestione degli interessi personali degli esponenti, dei dipendenti e dei collaboratori aziendali anche diversi dai Soggetti Collegati.

Ai sensi del Regolamento sono considerati Parti Correlate di Intesa Sanpaolo: i soggetti che esercitano il controllo o l'influenza notevole, le entità controllate e collegate, le joint venture, i fondi pensione del Gruppo, gli Esponenti e i Key Manager di Intesa Sanpaolo, con i relativi stretti familiari e le entità partecipate rilevanti.

L'insieme dei Soggetti Collegati di Gruppo è costituito dai Soggetti Collegati di ciascuna banca del Gruppo (compresa la Capogruppo) e di ciascun intermediario vigilato rilevante con fondi propri superiori al 2% del totale dei fondi propri a livello consolidato. Rispetto a ciascuna banca o intermediario vigilato rilevante del Gruppo sono Soggetti Collegati: i) gli azionisti che esercitano il controllo, l'influenza notevole o che sono comunque tenuti a richiedere autorizzazione ai sensi dell'art. 19 TUB o in grado di nominare un componente dell'organo con funzione di gestione o di supervisione strategica e i relativi gruppi societari, ii) le entità controllate, controllate congiunte e collegate, nonché le entità da queste controllate anche congiuntamente ad altri; iii) gli esponenti aziendali con i relativi parenti fino al secondo grado e le entità partecipate rilevanti.

In via di autoregolamentazione, la Banca ha esteso la disciplina in materia di operazioni con Parti Correlate e quella sull'attività di rischio e conflitti di interesse nei confronti dei Soggetti Collegati a: i) gli azionisti di Intesa Sanpaolo e relativi gruppi societari che abbiano una partecipazione al capitale con diritto di voto della Banca superiore alla soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate calcolata sulle sole azioni in proprietà o in gestione, nonché le entità da questi controllate anche congiuntamente ad altri; ii) le società nelle quali hanno cariche esecutive gli stretti familiari di esponenti con cariche esecutive nelle banche e negli intermediari vigilati rilevanti del Gruppo; iii) le società con le quali il Gruppo presenta significativi legami partecipativi e finanziari in quanto riferibili ad almeno due dei seguenti indicatori:

  • − partecipazione della controparte al capitale di Intesa Sanpaolo con una quota compresa tra l'1% e la soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate;
  • − partecipazione da parte di entità del Gruppo Intesa Sanpaolo nella controparte superiore al 10% dei diritti di voto;
  • − esposizione significativa creditizia del Gruppo verso la controparte.

Tale soluzione consente di sviluppare uno standard più elevato di monitoraggio delle transazioni con le principali entità in potenziale rischio di conflitto di interessi - assoggettandole agli adempimenti istruttori, deliberativi e di informativa successiva agli Organi e al mercato riservati alle operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati - e contenere entro i limiti prudenziali stabiliti dalla Banca d'Italia anche le attività di rischio svolte dal Gruppo con tali soggetti.

Il Regolamento contempla le diverse cautele istruttorie che devono essere osservate dalle strutture della Capogruppo e dalle società controllate nella realizzazione di operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo, Soggetti Collegati di Gruppo e Soggetti rilevanti ex art. 136 TUB, al fine di soddisfare le esigenze di correttezza sostanziale delle transazioni, richiedendo, tra l'altro, un esame dettagliato delle motivazioni, degli interessi, degli effetti dal punto di vista patrimoniale, economico e finanziario e delle condizioni dell'operazione.

In coerenza con la regolamentazione adottata dalla Consob e dalla Banca d'Italia, è inoltre previsto un regime di esenzioni, integrali o parziali, dall'applicazione della disciplina.

Per quanto attiene ai profili deliberativi delle operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo e Soggetti Collegati di Gruppo, il procedimento viene differenziato per:

  • − operazioni di importo esiguo: di controvalore inferiore o pari a euro 250.000 per le persone fisiche ed euro 1 milione per i soggetti diversi dalle persone fisiche (escluse dall'applicazione della disciplina);
  • − operazioni di minore rilevanza: di controvalore superiore alle soglie di esiguità (euro 250.000 per le persone fisiche ed euro 1 milione per i soggetti diversi dalle persone fisiche), ma inferiore o pari alle soglie di maggiore rilevanza di seguito indicate;
  • − operazioni di maggiore rilevanza: di controvalore superiore alla soglia del 5% degli indicatori definiti dalla Consob e dalla Banca d'Italia (circa euro 3,4 miliardi per il Gruppo Intesa Sanpaolo);
  • − operazioni di competenza assembleare, a norma di legge o di Statuto.

Nel processo finalizzato all'approvazione delle operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo e Soggetti Collegati di Gruppo, un ruolo qualificato è svolto dal Comitato per le operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo S.p.A. e Soggetti Collegati del Gruppo (di seguito Comitato per le operazioni con Parti Correlate), in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dal Codice di autodisciplina delle società quotate e dall'art. 148 del Testo Unico della Finanza. Il Comitato per le operazioni con Parti Correlate può avvalersi, ove ritenuto opportuno, di esperti indipendenti in relazione alla significatività, alle particolari caratteristiche economiche o strutturali dell'operazione o alla natura della parte correlata o soggetto collegato.

Per le operazioni di maggiore rilevanza le strutture devono coinvolgere il Comitato nelle fasi dell'istruttoria e delle trattative, attraverso l'invio di un flusso completo e tempestivo e con la facoltà del Comitato di richiedere ulteriori informazioni e formulare osservazioni.

Tutte le operazioni – che non siano esenti in base al Regolamento – realizzate dalla Capogruppo con una parte correlata o soggetto collegato sono riservate alla competenza deliberativa del Consiglio, previo parere del Comitato per le operazioni con Parti Correlate.

Il Regolamento prevede specifici presidi nel caso in cui sia deliberata un'operazione di minore o maggiore rilevanza, nonostante il parere negativo del Comitato di indipendenti.

Le operazioni realizzate dalle società controllate con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo e Soggetti Collegati di Gruppo devono essere deliberate dal Consiglio di Amministrazione delle stesse società interessate previo benestare della Capogruppo, che viene rilasciato secondo l'iter sopra descritto.

Il Regolamento definisce altresì i criteri generali per l'informativa da rendere, almeno trimestralmente, anche ai sensi dell'art. 150 del Testo Unico della Finanza, agli amministratori e all'organo di controllo in ordine alle operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati perfezionate nel periodo di riferimento dalla Capogruppo o da società controllate, al fine di fornire un quadro completo dell'insieme delle operazioni più significative poste in essere, nonché dei volumi e delle principali caratteristiche di tutte quelle delegate. L'informativa deve riguardare tutte le operazioni, anche se esenti da procedura deliberativa, di controvalore superiore alle soglie di esiguità; sono escluse le operazioni di minore rilevanza di finanziamento e di raccolta bancaria infragruppo (sempre che non riguardino una società controllata con interessi significativi di altra parte correlata o soggetto collegato e presentino condizioni non di mercato o standard). Per le operazioni di minore rilevanza infragruppo ordinarie e a condizioni di mercato è, invece, prevista un'informativa di tipo aggregato su base annuale.

Le operazioni realizzate dalle banche italiane controllate con Parti Correlate e Soggetti Collegati di Gruppo, che non siano considerate esenti, fermo il benestare della Capogruppo, devono essere deliberate dal relativo Consiglio di Amministrazione, previo parere di un Comitato di Consiglieri indipendenti costituito all'interno del Consiglio di Amministrazione della Banca stessa. Sono, inoltre, previste regole specifiche di rendicontazione delle operazioni agli Organi della Banca.

Il Regolamento disciplina inoltre l'operatività con Soggetti Rilevanti ai sensi dell'art. 136 TUB che deve essere applicato da tutte le banche italiane del Gruppo Intesa Sanpaolo, ivi inclusa la Capogruppo. Tale norma richiede l'adozione di una procedura deliberativa aggravata (delibera unanime dell'organo amministrativo, con esclusione del voto dell'esponente interessato, e voto favorevole dei componenti l'organo di controllo) per consentire agli esponenti bancari di assumere, direttamente o indirettamente, obbligazioni con la banca nella quale gli stessi rivestono la carica di esponente.

Sono inoltre fatti salvi gli obblighi previsti dal codice civile (art. 2391) e dall'art. 53 TUB in materia di interessi degli amministratori.

In particolare, l'art. 2391 c.c. stabilisce che ciascun Consigliere dia notizia di ogni interesse detenuto, per conto proprio o di terzi, che possa rilevare nell'esercizio della funzione gestoria, con riferimento a una determinata operazione. Ai sensi della predetta disposizione, sono di competenza del Consiglio le delibere relative a quelle operazioni, anche con Parti Correlate, nelle quali il Consigliere Delegato sia titolare di un interesse per conto proprio o di terzi e osservi quindi l'obbligo di astensione dal compiere l'operazione, investendo della stessa l'organo collegiale ex art. 2391 c.c.

In aggiunta, l'art. 53 TUB prevede che gli amministratori delle banche debbano astenersi dalle deliberazioni in cui abbiano un conflitto di interessi per conto proprio o di terzi.

2. Informazioni sui saldi con parti correlate

I saldi creditori e debitori in essere al 31 dicembre 2020 nei confronti di parti correlate - diverse da quelle infragruppo risultano di ammontare complessivamente non rilevante rispetto alla dimensione patrimoniale della Banca. Parimenti non risulta rilevante l'incidenza dei proventi e oneri con parti correlate sul risultato di gestione d'Impresa.

31.12.2020
Importo
(milioni di euro)
Incidenza
(%)
Totale attività finanziarie (1) 53.667 9,1
Totale altre attività (2) 478 5,3
Totale passività finanziarie (3) 45.261 8,2
Totale altre passività (4) 1.279 5,9
(1) Include le voci 20, 30, 40 e 70 dell'attivo di Stato Patrimoniale

(2) Include le voci 50, 60, 110 e 120 dell'attivo di Stato Patrimoniale

(3) Include le voci 10, 20 e 30 del passivo di Stato Patrimoniale

(4) Include le voci 40, 50, 70, 80, 90 e 100 del passivo di Stato Patrimoniale

31.12.2020
Importo
(milioni di euro)
Incidenza
(%)
Totale interessi attivi 145 2,0
Totale interessi passivi -111 5,4
Totale commissioni attive 1.949 37,2
Totale commissioni passive -165 19,5
Totale costi di funzionamento (1) -149 1,7

(1) Include la voce 160 del Conto Economico

Nei confronti di società collegate, nell'esercizio si registrano rettifiche di valore nette su finanziamenti pari a circa 20 milioni di euro, parzialmente compensate da rilasci su accantonamenti per impegni e garanzie rilasciate per circa 16 milioni di euro.

Si riportano di seguito i principali termini di riferimento dell'operatività con ciascuna categoria di controparte correlata, sulla base dei soggetti indicati nello IAS 24 (rimandando al paragrafo successivo per le informazioni relative ai compensi dei componenti degli Organi di amministrazione e controllo), con la categoria degli Azionisti rilevanti di Intesa Sanpaolo e relativi gruppi societari (entità controllate anche congiuntamente ad altri, controllanti o sottoposte a comune controllo) che abbiano una partecipazione al capitale con diritto di voto della Banca superiore alla soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate calcolata sulle sole azioni in proprietà o in gestione, nonché con gli ulteriori soggetti inclusi nel perimetro definito in via di autoregolamentazione.

Con riferimento alle Partecipazioni si rimanda alle tabelle di Nota Integrativa – Parte B – Informazioni sullo Stato Patrimoniale – Attivo, Sezione 7.

Nella tabella che segue non viene rappresentata l'incidenza delle operazioni con parti correlate sui flussi finanziari del Gruppo, in quanto non significativa.

Per maggiore chiarezza e coerentemente con le segnalazioni inviate alle Autorità di Vigilanza, si precisa che le poste fuori bilancio sono state dettagliate su due colonne distinte, raggruppando da un lato le garanzie/impegni rilasciati e dall'altro le garanzie/impegni ricevuti. Nella prima categoria sono stati inclusi anche gli impegni revocabili rilasciati il cui importo complessivo è pari a 79 miliardi di euro, di cui 77 miliardi verso società controllate.

controllate
al 100%
appartenenti
al gruppo
bancario
controllate
non al 100%
appartenenti
al gruppo
bancario
ENTITA' CONTROLLATE
controllate
non
appartenenti
al gruppo
bancario
TOTALE Entità
sottoposte
a controllo
congiunto
e relative
controllate
Entità
collegate
e relative
controllate
Esponenti,
Key
Manager e
soggetti ad
essi
riconducibili
Fondi
Pensione
TOTALE Azionisti
(*)
(milioni di euro)
Società con
le quali il
Gruppo
presenta
significativi
legami
partecipativi
e finanziari
(**)
Attività finanziarie valutate al
fair value con impatto a conto
economico
3.063 155 479 3.697 - 17 - - 3.714 791 1.292
a) Attività finanziarie
detenute per la negoziazione
3.063 155 453 3.671 - 1 - - 3.672 781 1.292
b) attività finanziarie
designate al fair value
- - - - - - - - - - -
c) altre attività finanziarie
obbligatoriamente valutate al
fair value
- - 26 26 - 16 - - 42 10 -
Attività finanziarie valutate al
fair value con impatto sulla
redditività complessiva
367 - - 367 - - - - 367 - -
Attività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
10.817 325 6.209 17.351 49 347 9 - 17.756 3.286 1.793
a) Crediti verso banche 8.831 324 - 9.155 - - - - 9.155 3.205 11
b) Crediti verso clientela 1.986 1 6.209 8.196 49 347 9 - 8.601 81 1.782
Altre attività 186 21 67 274 - 8 - 1 283 188 7
Partecipazioni 18.250 1.365 4.048
(a)
23.663 9 996 - - 24.668 - -
Passività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
35.797 297 871 36.965 2 567 17 54 37.605 1.131 353
a) debiti verso banche 35.301 273 1 35.575 - 3 - - 35.578 827 15
b) debiti verso la clientela
Passività finanziarie di
496 24 870 1.390 2 564 17 54 2.027 304 338
negoziazione 1.024 144 112 1.280 - - - - 1.280 3.563 1.328
Passività finanziarie designate
al fair value
1 - - 1 - - - - 1 - -
Altre passività 60 8 134 202 - 37 - 1 240 120 919
Garanzie e impegni rilasciati 109.467 2.057 5.818 117.342 25 490 - 1 117.858 939 1.268
Garanzie e impegni ricevuti 414 171 8 593 17 31 3 - 644 17 722

(*) Azionisti e relativi gruppi societari che detengono una partecipazione al capitale superiore alla soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate calcolata sulle sole azioni in proprietà o in gestione, nonché le entità da questi controllate congiuntamente.

(**) Società che presentano almeno due dei seguenti indicatori: i) partecipazione della controparte al capitale di Intesa Sanpaolo con una quota compresa tra l'1% e la soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate; ii) partecipazione da parte di entità del Gruppo ISP nella controparte superiore al 10% dei diritti di voto; iii) esposizione significativa creditizia del Gruppo verso la controparte. Gli importi riportati si riferiscono in larga misura alle controparti Goldman Sachs International, The Goldman Sachs Group Inc. e Nexi Payments S.p.A.

(a) La voce include la controllata Private Equity International S.A. per la quale la Banca detiene il 94,39% del capitale e il 100% dei diritti di voto in assemblea.

Per l'illustrazione delle società collegate e controllate in modo congiunto - e le società da loro controllate - maggiormente significative a livello di Gruppo, si rimanda a quanto descritto nell'analogo paragrafo di Nota Integrativa consolidata.

3. Informazioni sulle operazioni con parti correlate

Operazioni di maggiore rilevanza

Nel corso dell'esercizio non sono state effettuate dalla Capogruppo operazioni qualificabili come di "maggiore rilevanza" non ordinarie e/o non a condizioni di mercato o standard soggette – in applicazione del Regolamento di Gruppo per la gestione delle Operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo S.p.A., Soggetti Collegati del Gruppo e Soggetti Rilevanti ex art. 136 TUB – all'obbligo di pubblicazione di un documento informativo al mercato.

Tra le operazioni esenti dal suddetto obbligo, in funzione della categoria di controparte, si segnalano le seguenti autocartolarizzazioni volte ad ampliare il portafoglio di titoli di Intesa Sanpaolo S.p.A. idonei per operazioni di rifinanziamento con l'Eurosistema:

  • − cessione di crediti in bonis rivenienti da prestiti personali rateali alla società veicolo Clara Sec S.r.l., per un controvalore complessivo di circa 7,6 miliardi;
  • − cessione di crediti in bonis, erogati a piccole medie imprese (ivi incluse le ditte individuali e finanziamenti concessi alla clientela corporate non riconducibili al segmento "large corporate") alla società veicolo Giada Sec S.r.l., per un controvalore complessivo di circa 10,1 miliardi.

Si ricorda che le operazioni di maggiore rilevanza nel periodo sono quelle che superano la soglia del 5% dei Fondi Propri a livello consolidato (circa 3,4 miliardi) o degli altri indicatori definiti dalla normativa Consob.

Operazioni di maggiore rilevanza infragruppo

Con riferimento alle operazioni infragruppo di maggiore rilevanza – esenti ai sensi del citato Regolamento interno dall'iter deliberativo aggravato e dall'obbligo di pubblicazione di un documento informativo al mercato, salvo che nella controllata vi siano interessi significativi di altre parti correlate – si segnala che nell'esercizio sono state effettuate delle cessioni di portafogli di mutui alla società veicolo ISP OBG S.r.l., controllata da Intesa Sanpaolo, per un controvalore totale di circa 12,7 miliardi, nell'ambito del programma di emissioni di Covered Bond, regolate tramite l'erogazione di un finanziamento subordinato da parte della Capogruppo.

Il veicolo ISP OBG S.r.l., oltre alle citate operazioni di cessione, è stato interessato anche da un riacquisto di finanziamenti per un controvalore di circa 65 milioni.

Si segnala altresì la concessione da parte di Intesa Sanpaolo S.p.A. a favore di UBI Banca S.p.A. di una garanzia a copertura dei rapporti in essere su clientela condivisa per un importo pari a 22 miliardi.

Altre operazioni significative

Le operazioni realizzate con parti correlate rientrano nell'ambito dell'ordinaria operatività di Intesa Sanpaolo e sono di norma realizzate a condizioni di mercato o standard e comunque sulla base di valutazioni di reciproca convenienza economica, nel rispetto delle procedure interne sopra richiamate.

I rapporti tra Intesa Sanpaolo e gli esponenti aziendali e i Key Manager sono riconducibili alla normale operatività del Gruppo e sono posti in essere applicando, ove ne ricorrano i presupposti, le convenzioni riservate a tutto il personale dipendente, con pieno rispetto e trasparenza delle condizioni praticate.

Con riferimento all'operatività con gli Azionisti, che detengono quote del capitale con diritto di voto della Banca superiori alla soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate calcolata sulle sole azioni in proprietà o in gestione, e con le entità con significativi legami partecipativi e finanziari (ai quali in via di autoregolamentazione è stata estesa l'applicazione della disciplina in materia di operazioni con parti correlate, assoggettandole all'iter istruttorio, deliberativo ed informativo riservato alle operazioni con parti correlate), sono state realizzate principalmente operazioni ordinarie di natura creditizia e in strumenti finanziari concluse a condizioni di mercato.

Si segnalano, in particolare, le operazioni in strumenti finanziari OTC poste in essere da Intesa Sanpaolo S.p.A. nell'ambito della corrente attività, con JP Morgan Securities PLC, Goldman Sachs Bank Europe SE, BlackRock Fund Managers Ltd, JP Morgan AG, Goldman Sachs International, Quaestio Capital SGR S.p.A., Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Goldman Sachs Asset Management International e JP Morgan Asset Management UK.

Sempre con riferimento alle operazioni in strumenti finanziari, si segnala l'investimento da parte di Intesa Sanpaolo nel fondo BlackRock European Middle Market Private Debt Fund II di diritto lussemburghese, gestito da BlackRock Investment Management (UK) Limited. L'operazione ha un controvalore pari a 30 milioni.

Tra le operazioni di natura creditizia si evidenzia l'affidamento ordinario e a condizioni di mercato nei confronti di fondi gestiti da Redo SGR, entità riconducibile alla Fondazione Cariplo.

Da ultimo si segnalano un contratto di consulenza con JP Morgan Securities PLC in qualità di advisor finanziario, nell'ambito dell'offerta pubblica di scambio su azioni UBI Banca promossa da Intesa Sanpaolo S.p.A., e un contratto di fornitura con Blackrock Financial Management Inc. per l'acquisto di una piattaforma informatica a supporto della filiera del Wealth e Asset Management e degli adempimenti di Risk Management.

Riguardo alle operazioni con società controllate congiuntamente e collegate, nonché con le relative controllate, si segnalano:

  • − gli affidamenti ordinari e a condizioni di mercato concessi a Intrum Italy S.p.A., Autostrade Bergamasche S.p.A., Euromilano S.p.A., Camfin S.p.A., Sisal Pay Servizi S.p.A., Italconsult S.p.A., Trasporti Romagna e al gruppo RCN Finanziaria S.p.A.;
  • − l'adesione da parte di Intesa Sanpaolo S.p.A. all'aumento di capitale di Bancomat S.p.A. di complessivi 25 milioni, con sottoscrizione della quota di competenza per un controvalore massimo pari a 7,6 milioni, dei quali 4,9 milioni versati a marzo 2020;
  • − la modifica del contratto di service con Intrum Italy S.p.A. per permettere una gestione in house da parte di Intesa Sanpaolo S.p.A. dei crediti che saranno oggetto di riacquisto;
  • − l'impegno alla sottoscrizione da parte di Intesa Sanpaolo S.p.A. di nuovi strumenti finanziari partecipativi emessi da Euromilano S.p.A per un importo complessivo pari a 45 milioni, di cui una prima tranche da 25 milioni è stata sottoscritta e versata a giugno 2020;
  • − l'estinzione anticipata dell'operazione di cartolarizzazione con il veicolo Apulia Finance n. 4 S.r.l., che comporta un risparmio annuo in termini di costi e una più efficiente gestione delle operazioni rivenienti dall'acquisizione delle ex Banche Venete;
  • − la richiesta di proroga di un anno degli impegni di firma in essere tra Intesa Sanpaolo S.p.A. e Alitalia Società Aerea Italiana in A.S., funzionale al regolare esercizio di impresa e in particolare alla continuazione dei contratti di leasing su aeromobili;
  • − le operazioni in strumenti finanziari OTC realizzate nella corrente operatività da Intesa Sanpaolo S.p.A. con la Cassa di Risparmio di Fermo.

In merito alle operazioni riguardanti posizioni deteriorate, è stato realizzato da parte di Intesa Sanpaolo S.p.A. il trasferimento al Fondo RSCT gestito da Davy Investment Fund Services (advisor Pillarstone) di alcune esposizioni in essere per circa 6 milioni, con valore di cessione pari a 4,5 milioni.

Per quanto riguarda le operazioni con società controllate effettuate nel 2020, si precisa che le stesse sono riconducibili alla ordinaria operatività interna di una realtà bancaria polifunzionale. Esse sono per lo più regolate alle condizioni alle quali la Capogruppo accede sui mercati di riferimento, le quali non sono necessariamente uguali a quelle che risulterebbero applicabili se le società controparti del Gruppo dovessero operare in via autonoma. Tali condizioni vengono comunque applicate nel rispetto dei criteri di correttezza sostanziale e sempre nel perseguimento dell'obiettivo di creare valore per il Gruppo.

L'operatività infragruppo ha riguardato principalmente:

  • − il sostegno da parte della Capogruppo alle esigenze finanziarie delle altre società del Gruppo, sia sotto forma di capitale di rischio e di finanziamenti, sia sotto forma di sottoscrizione di titoli emessi dalle controllate;
  • − la canalizzazione della provvista estera effettuata dalle società specializzate del Gruppo verso la Capogruppo e in parte verso altre controllate;
  • − le operazioni d'impiego della liquidità delle controllate presso la Capogruppo;
  • − la finanza strutturata svolta nell'ambito del Gruppo;
  • − i rapporti di outsourcing, che regolano le attività di carattere ausiliario prestate dalla Capogruppo a favore di altre società del Gruppo;
  • − gli accordi con le società del Gruppo riguardanti la distribuzione di prodotti e/o servizi (alcuni accordi estesi a talune società collegate/joint venture) o, più in generale, l'assistenza e la consulenza infragruppo;
  • − il regime del "consolidato fiscale nazionale", disciplinato dagli artt. da 117 a 129 del TUIR, nonché i regolamenti finanziari previsti dagli accordi stipulati con le società del Gruppo partecipanti al predetto regime;
  • − il regime del "Gruppo IVA", disciplinato dagli artt. da 70-bis a 70-duodecies del D.P.R. 633/72.

Sempre con riferimento all'operatività infragruppo si segnala inoltre che nel corso del 2020 sono proseguite le attività per realizzare le opzioni strategiche previste nell'ambito del Piano d'Impresa e quelle volte alla razionalizzazione della struttura del Gruppo.

Il Piano d'Impresa 2018-2021 prevede infatti un'importante semplificazione nell'articolazione societaria del Gruppo. Nell'ambito delle linee definite, si è previsto di conseguire una riduzione graduale e significativa del numero di entità giuridiche e, in questa prospettiva, è stata realizzata la fusione per incorporazione di Banca IMI S.p.A. in Intesa Sanpaolo S.p.A., oltre alla fusione del veicolo di cartolarizzazione Intesa Sanpaolo Sec SA in Intesa Sanpaolo S.p.A.

Con riferimento alle operazioni straordinarie poste in essere da società estere si segnala la fusione di PBZ Nekretnine D.O.O. in PBZCard D.O.O., la liquidazione di Morval Vonwiller Asset Management e la fusione di Morval SIM in Intesa Sanpaolo Private Banking, nell'ambito della riorganizzazione dell'hub svizzero del Private Banking. Sempre nell'ambito delle società estere si segnalano l'intervento di capitalizzazione i) a favore di Eurizon Capital (HK) Limited da parte di Eurizon Capital SGR per circa 2,1 milioni e ii) a favore di VUB Leasing da parte di VUB Banka per 30 milioni.

Riguardo alle altre operazioni societarie straordinarie poste in essere nel periodo di riferimento, si segnala la cessione di singoli asset, rappresentati principalmente da applicazioni IT comuni di Gruppo, da Intesa Sanpaolo S.p.A. a Intesa Sanpaolo International Value Services. L'operazione, che ha un controvalore complessivo di 24 milioni consente di ampliare lo sviluppo operativo di Intesa Sanpaolo International Value Services tramite un processo di convergenza di attività, finalizzato a istituire un framework tecnologico comune per le banche estere, in linea con il Piano d'Impresa 2018-2021. In data 1° agosto 2020 è avvenuta la cessione di una parte degli applicativi IT comuni di Gruppo per un controvalore pari a circa 5 milioni.

Tra le operazioni di natura finanziaria si segnala l'estinzione anticipata dell'operazione di cartolarizzazione posta in essere con Claris Finance 2005 S.r.l. per un controvalore di 35 milioni. L'estinzione comporta un risparmio annuo in termini di costi e una più efficiente gestione delle operazioni di cartolarizzazione rientranti nel perimetro della Capogruppo per effetto dell'acquisizione delle ex Banche Venete.

In merito alle operazioni relative agli interventi sul capitale, si segnala che nell'esercizio 2020 sono stati autorizzati i seguenti interventi di patrimonializzazione:

  • − a favore di Intesa Sanpaolo Casa S.p.A., per complessivi 12 milioni, da erogare in più tranche in funzione del fabbisogno finanziario e volto a sostenere le attività di avviamento del nuovo Modello di Business e del nuovo Piano Industriale 2020-2024. Il versamento della prima tranche - pari a 4,5 milioni - è stato effettuato il 30 giugno 2020;
  • − a favore di Intesa Sanpaolo Forvalue S.p.A. per complessivi 4,8 milioni a seguito dell'acquisizione da parte di questa del 60% di Euroconsult Rental Division S.p.A.

Inoltre, è stato autorizzato a favore di Intesa Sanpaolo Provis S.p.A., un aumento di capitale di 40 milioni con ulteriore versamento di 115 milioni, al fine di assicurare alla controllata l'assolvimento dei requisiti minimi patrimoniali richiesti dalla Vigilanza e per il compimento delle attività preparatorie alla realizzazione, nel corso del 2021, di un più ampio progetto riguardante la dismissione di un portafoglio crediti deteriorati leasing per un valore di circa 190 milioni.

Nell'ambito dei un progetto riferito al lancio, tramite una SGR controllata dal Gruppo, di un fondo di venture capital specializzato nel fintech, in partnership con la Compagnia di Sanpaolo (che ha sottoscritto un commitment di 10 milioni nel Fondo) sono state realizzate:

  • − la ricapitalizzazione di Intesa Sanpaolo Innovation Center S.p.A. da parte di Intesa Sanpaolo S.p.A. Tale intervento ha fornito alla controllata i mezzi necessari all'acquisto del 100% di NEVA SGR. Il controvalore dell'operazione ammonta a circa 4 milioni;
  • − la cessione da Neva Finventures S.p.A. a Intesa Sanpaolo S.p.A. di due asset di interesse del Gruppo (Backtowork 24 S.r.l. e Ovalmoney LTD), per un controvalore complessivo di circa 6 milioni.

Nel settore della riqualificazione urbana si segnala l'ingresso da parte di Intesa Sanpaolo S.p.A. nel capitale di Redo SGR S.p.A., società di gestione di fondi di housing sociale e di nuovi progetti di generazione e sviluppo urbano in Lombardia. L'acquisizione è avvenuta attraverso la sottoscrizione di un aumento di capitale riservato e l'acquisto da Fondazione Cariplo e InvestiRE SGR (già soci di Redo SGR) di un'ulteriore quota di partecipazione, con un esborso complessivo di circa 2 milioni per l'assunzione di una quota di REDO del 10%.

Altre informazioni relative alle operazioni di riorganizzazione del Gruppo Intesa Sanpaolo sono presenti nella Parte G della Nota Integrativa del Bilancio Consolidato e del Bilancio d'Impresa. Per approfondimenti sulle partecipazioni collegate si rimanda alla Parte H del Bilancio Consolidato, mentre per dettagli relativi alla movimentazione del portafoglio partecipativo della Capogruppo si rimanda alla Sezione 7 di Nota Integrativa – Parte B – Informazioni sullo Stato Patrimoniale – Attivo.

Per quanto concerne l'operatività con le Special Purpose Entities, consolidate integralmente ai sensi dell'IFRS 10 e nelle quali il Gruppo esercita il controllo ancorché in assenza di una partecipazione, si rimanda alla Nota Integrativa – Parte E – Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura del Bilancio Consolidato.

Altre informazioni rilevanti

Con riferimento alle partecipazioni in società collegate o sottoposte a controllo congiunto, risultano effettuate rettifiche di valore per complessivi 56 milioni, riconducibili principalmente ad AM Investco Italy (successivamente ceduta) per 45 milioni, FI.NAV. Comparto A – Crediti per 3 milioni, Rainbow per 3 milioni, Fondo RSCT – Comparto Crediti per 2 milioni e altre minori per 3 milioni.

Nei confronti dei Fondi Pensione, nei quali Intesa Sanpaolo risulta coobbligata in forza delle garanzie prestate, nell'esercizio sono stati effettuati accantonamenti per il ripianamento del disavanzo tecnico dei Fondi stessi, come indicato in Nota Integrativa – Parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale – Passivo, Fondi di quiescenza aziendale a benefici definiti, cui si rimanda.

Altri eventi rilevanti successivi alla chiusura del bilancio

Si segnala che gli Organi della Capogruppo hanno deliberato il progetto di fusione per incorporazione di UBI Banca S.p.A. in Intesa Sanpaolo S.p.A. L'operazione sarà finalizzata entro il primo semestre 2021 e darà vita a una nuova realtà in grado di rafforzare il sistema finanziario italiano e di ricoprire un ruolo di leader nello scenario bancario europeo.

B) INFORMAZIONI SUI COMPENSI CORRISPOSTI AI COMPONENTI DEGLI ORGANI DI AMMINISTRAZIONE E DI CONTROLLO E AI DIRIGENTI CON RESPONSABILITÀ STRATEGICHE

Ai sensi dello IAS 24 si considerano "dirigenti con responsabilità strategiche" (di seguito key manager), i componenti del Consiglio di Amministrazione (ivi compresi i membri del Comitato per il Controllo sulla Gestione e il Consigliere Delegato e CEO), il Dirigente Preposto, i Responsabili delle Business Unit e delle Direzioni Centrali a diretto riporto del Consigliere Delegato o del Presidente del Consiglio di Amministrazione, nonché il Chief Operating Officer e i Responsabili delle Aree di Governo, il Chief Financial Officer, il Chief Risk Officer, il Chief Lending Officer, il Chief Innovation Officer e il Chief Governance Officer.

La tabella che segue riporta l'ammontare dei principali benefici riconosciuti nel 2020 ai componenti dell'Organo di amministrazione e dell'Organo di controllo nonché agli altri dirigenti con responsabilità strategiche che rientrano nella nozione di "parte correlata", inclusi gli importi massimi relativi alla parte variabile della retribuzione che saranno corrisposti in denaro e/o in azioni della Capogruppo, in base alle politiche di retribuzione e di incentivazione del Gruppo, subordinatamente alla verifica del conseguimento dei target assegnati e alle determinazioni dei competenti Organi di Capogruppo.

(milioni di euro)
ORGANI DI
AMMINISTRAZIONE/
ORGANI DI
CONTROLLO(1)
ALTRI MANAGERS (2) TOTALE al 31.12.2020
Importo
di
competenza
Importo
corrisposto
Importo
di
competenza
Importo
corrisposto
Importo
di
competenza
Importo
corrisposto
Benefici a breve termine (3) 7 7 24 21 31 28
Benefici successivi al rapporto di lavoro (4) - - 2 2 2 2
Altri benefici a lungo termine (5) - - 2 - 2 -
Indennità per la cessazione del
rapporto di lavoro (6)
- - - - - -
Pagamenti in azioni (7) - - 12 - 12 -
Totale 7 7 40 23 47 30

(1) Include 19 soggetti.

(2) Include 19 soggetti.

(3) Include anche i compensi fissi e variabili degli Amministratori in quanto assimilabili al costo del lavoro e gli oneri sociali a carico dell'azienda per i dipendenti.

(4) Include la contribuzione aziendale ai fondi pensione e l'accantonamento al TFR nelle misure previste dalla legge e dai regolamenti aziendali.

(5) Include una stima degli accantonamenti per i premi di anzianità dei dipendenti.

(6) Include le indennità contrattuali dovute per la cessazione del rapporto di lavoro e patti di non concorrenza.

(7) Include la quota della parte variabile della retribuzione a breve/lungo termine da corrispondere in azioni di Intesa Sanpaolo / tramite il Piano POP.

Come già indicato nella Parte H della Nota Integrativa del Bilancio consolidato, dettagliate informazioni in merito alle politiche di remunerazione, ai sensi dell'art.123 ter del Testo Unico della Finanza, vengono annualmente pubblicate nell'ambito della specifica "Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti", nella quale vengono indicati:

  • − il dettaglio analitico dei compensi corrisposti ai componenti degli organi di Amministrazione e di Controllo, ai Direttori Generali e agli altri Dirigenti con Responsabilità Strategiche;
  • − i dettagli e l'evoluzione dei piani di Stock-option assegnate ai componenti dell'Organo di Amministrazione, ai Direttori Generali e agli altri Dirigenti con Responsabilità Strategiche;
  • − i dettagli e l'evoluzione dei piani di incentivazione basati su strumenti finanziari, diversi dalle stock option, a favore del Consigliere Delegato e CEO e degli altri Dirigenti con Responsabilità Strategiche;
  • − i dettagli dei piani di incentivazione monetari a favore del Consigliere Delegato e CEO e degli altri Dirigenti con Responsabilità Strategiche;
  • − le azioni della Capogruppo e delle società controllate detenute dai componenti degli Organi di amministrazione e controllo e dai Dirigenti con responsabilità strategiche nonché dagli altri soggetti collegati.

Parte I Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali

A. INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Descrizione degli accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali

Piano di incentivazione annuale basato su strumenti finanziari

Le Disposizioni di Vigilanza in materia di politiche e prassi di remunerazione e incentivazione nelle banche e nei gruppi bancari emanate il 30 marzo 2011 (ora integrate nella Circolare 285 della Banca d'Italia), hanno prescritto tra l'altro, che parte dei premi annuali erogati ai cosiddetti "Risk Taker" venga attribuito mediante l'assegnazione di strumenti finanziari, in un orizzonte di tempo pluriennale. Conseguentemente, il Gruppo Intesa Sanpaolo prevede piani di incentivazione annuali collegati alle performance in ottemperanza ai quali:

  • − con riferimento ai risultati dell'esercizio 2015 e in attuazione della delibera assembleare del 27 aprile 2016, il 16 novembre 2016, il Gruppo ha complessivamente acquistato – tramite Banca IMI, incaricata dell'esecuzione del programma – n. 8.440.911 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo (pari allo 0,05% circa del capitale sociale ordinario) a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 2,149 euro, per un controvalore totale di 18.139.446 euro;
  • − con riferimento ai risultati dell'esercizio 2016 e in attuazione della delibera assembleare del 27 aprile 2017, il 18 settembre 2017, il Gruppo ha complessivamente acquistato – tramite Banca IMI, incaricata dell'esecuzione del programma – n. 8.091.160 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo (pari allo 0,05% circa del capitale sociale ordinario) a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 2,937 euro, per un controvalore totale di 23.762.245 euro;
  • − con riferimento ai risultati dell'esercizio 2017 e in attuazione della delibera assembleare del 27 aprile 2018, il 12 settembre 2018, il Gruppo ha complessivamente acquistato – tramite Banca IMI, incaricata dell'esecuzione del programma – n. 12.686.321 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo (pari allo 0,07% circa del capitale sociale ordinario) a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 2,291 euro, per un controvalore totale di 29.061.008 euro;
  • − con riferimento ai risultati dell'esercizio 2018 e in attuazione della delibera assembleare del 30 aprile 2019, il 17 e 18 settembre 2019, il Gruppo ha complessivamente acquistato – tramite Banca IMI, incaricata dell'esecuzione del programma – n. 17.137.954 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo (pari allo 0,10% circa del capitale sociale ordinario) a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 2,129 euro, per un controvalore totale di 36.481.543 euro. Il programma di acquisto è altresì al servizio dell'eventuale corresponsione di compensi riconosciuti a Risk Taker in occasione della cessazione anticipata del rapporto di lavoro (c.d. Severance), come previsto dalle Disposizioni di Vigilanza;
  • − con riferimento ai risultati dell'esercizio 2019 e in attuazione della delibera assembleare del 27 aprile 2020, il 16, 17 e 18 novembre 2020, il Gruppo ha complessivamente acquistato – tramite la propria Divisione IMI Corporate & Investment Banking, incaricata dell'esecuzione del programma – n. 25.400.000 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo (pari allo 0,13% circa del capitale sociale della Capogruppo) a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 1,852 euro, per un controvalore totale di 47.046.279 euro. Il programma di acquisto è altresì al servizio del Piano di Incentivazione 2018- 2021 destinato ai Consulenti Finanziari delle Reti Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking e Sanpaolo Invest nonché dell'eventuale corresponsione di compensi riconosciuti a Risk Taker in occasione della cessazione anticipata del rapporto di lavoro (c.d. Severance), come previsto dalle Disposizioni di Vigilanza.

Le Assemblee di cui sopra hanno, altresì, autorizzato l'alienazione sul mercato regolamentato delle azioni eventualmente eccedenti l'effettivo fabbisogno, ovvero la loro conservazione a servizio di eventuali futuri piani di incentivazione.

Le suddette azioni saranno attribuite ai beneficiari nel rispetto delle norme attuative contenute nei sistemi di incentivazione che richiedono, di norma, la permanenza in servizio dei beneficiari sino al momento dell'effettiva consegna dei titoli agli stessi e sottopongono ciascuna quota differita dell'incentivo (sia essa erogata in forma cash, sia mediante strumenti finanziari) a un meccanismo di correzione ex post – cosiddetta "malus condition" – secondo il quale il relativo importo riconosciuto e il numero delle eventuali azioni attribuite potranno essere decurtati in relazione al grado di conseguimento, nell'esercizio a cui la quota differita fa riferimento, di specifici obiettivi economico-patrimoniali che misurano la sostenibilità nel tempo dei risultati conseguiti.

Piani di incentivazione a lungo termine 2018-2021: Piano POP e Piano LECOIP 2.0

In concomitanza con il lancio del Piano d'Impresa 2018-2021 sono stati avviati due nuovi piani d'incentivazione a lungo termine destinati a differenti cluster di popolazione:

− Piano POP (Performance-based Option Plan) destinato al Top Management, ai Risk Taker e ai Manager Strategici;

− Piano LECOIP 2.0 destinato ai Manager e al restante personale.

Con riferimento alla popolazione Top Management, Risk Taker e Manager Strategici, che ha un impatto diretto sui risultati del Gruppo, si è ritenuto necessario adottare uno strumento esplicitamente connesso al raggiungimento degli obiettivi del Piano d'Impresa e con un profilo di rischio/rendimento adeguato al ruolo ricoperto e ai livelli di ambizione e sfida del nuovo Business Plan.

Il Piano POP è basato su strumenti finanziari collegati alle azioni ("Call Option") e sottoposti al raggiungimento di condizioni di performance chiave del Piano d'Impresa nonché subordinati a condizioni di attivazione e di accesso individuale (c.d. compliance breach).

L'intero ammontare maturato sarà liquidato in azioni e in un orizzonte temporale di 3/5 anni, in funzione del cluster di appartenenza del beneficiario, previa verifica delle condizioni di malus, definite in modo speculare alle condizioni di attivazione, negli anni in cui queste siano previste.

Inoltre, a giugno 2018 il Gruppo ha firmato con J.P. Morgan un accordo di accollo liberatorio, con cui ha trasferito a J.P. Morgan l'obbligo di consegna ai dipendenti del Gruppo Intesa Sanpaolo delle eventuali azioni ordinarie che saranno dovute alla scadenza delle Opzioni POP e, conseguentemente, alla controparte stessa l'assunzione di tutti i rischi di volatilità del Piano.

Con riferimento ai Manager e al restante personale, in sostanziale continuità con il LECOIP 2014-2017, è stato invece introdotto un piano di retention 2018 – 2021, il LECOIP 2.0.

Il piano LECOIP 2.0, finalizzato a favorire la condivisione a tutti i livelli dell'organizzazione del valore creato nel tempo a seguito del raggiungimento degli obiettivi del Piano d'Impresa e a promuovere l'identificazione e lo spirito di appartenenza al Gruppo, è assegnato in Certificates emessi da JP Morgan, ovvero strumenti finanziari basati su azioni. In particolare, il Piano LECOIP 2.0 prevede:

  • − l'assegnazione gratuita al dipendente di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione rivenienti da un aumento gratuito di capitale ("Free Shares");
  • − l'assegnazione gratuita al dipendente di ulteriori azioni ordinarie Intesa Sanpaolo, di nuova emissione a fronte del medesimo aumento gratuito di capitale ("Matching Shares"), e la sottoscrizione, da parte del dipendente, di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione rivenienti da un aumento di capitale a pagamento riservato ai dipendenti, con emissione di azioni a un prezzo scontato rispetto al valore di mercato ("Azioni Scontate").

I Certificates sono suddivisi in due categorie e hanno caratteristiche diverse a seconda che siano destinati ai dipendenti "Professional" oppure "Manager" del perimetro italiano del Gruppo. I Certificates riflettono i termini di alcune opzioni aventi come sottostante azioni ordinarie Intesa Sanpaolo e consentono al dipendente di ricevere alla scadenza, salvo il verificarsi di determinati eventi, un ammontare per cassa (o in azioni ordinarie Intesa Sanpaolo) pari al valore di mercato originario delle Free Shares e delle Matching Shares per i dipendenti "Professional" e al 75% dello stesso per i dipendenti "Manager", più l'eventuale apprezzamento, rispetto al valore di mercato originario, connesso all'ammontare di Free Shares, Matching Shares e Azioni Scontate.

I Piani POP e LECOIP 2.0 sono stati sottoposti all'approvazione dell'Assemblea ordinaria dei soci del 27 aprile 2018.

Con particolare riferimento al Piano LECOIP 2.0, la parte straordinaria della stessa Assemblea ha deliberato in merito al conferimento di una delega al Consiglio di Amministrazione ad aumentare il capitale sociale ai sensi dell'art. 2443 del codice civile, funzionale all'attuazione del Piano LECOIP 2.0. Tali aumenti di capitale sono stati eseguiti in data 11 luglio 2018 contestualmente all'avvio dei Piani di incentivazione a lungo termine 2018-2021.

Entrambi i piani di incentivazione a lungo termine in oggetto (POP e LECOIP 2.0) rientrano nel perimetro di applicazione dell'IFRS 2 e sono qualificabili come operazioni con pagamento basato su azioni regolate con strumenti rappresentativi di capitale (cd. piani "equity-settled").

Con riferimento al Piano POP, alla data di assegnazione è stato definito il fair value degli strumenti rappresentativi di capitale oggetto del piano (rappresentato dal fair value delle opzioni rettificato per il vincolo di disponibilità cui saranno soggette le azioni a seguito dell'esercizio delle opzioni) e non più modificato. Il Piano prevede la presenza di condizioni di servizio e di performance non di mercato (le condizioni di attivazione e le performance conditions), di cui è stato tenuto conto al fine di determinare il numero di azioni per la valorizzazione del costo del piano. Tali stime saranno oggetto di revisione nel corso del vesting period e fino alla scadenza. Il costo del piano, così definito, è imputato a conto economico (come costo del lavoro) pro-rata temporis lungo il periodo di maturazione del beneficio, in contropartita ad una specifica riserva di Patrimonio Netto. Al verificarsi degli eventi che comportano per i dipendenti la perdita del diritto ai benefici del Piano POP (performance condition, condizioni di attivazione e venir meno della permanenza in servizio) Intesa Sanpaolo iscrive in bilancio un'attività finanziaria in contropartita al Patrimonio Netto. Nelle valutazioni successive le variazioni di fair value sono rilevate a conto economico. Per quanto concerne il diritto di accollo – essendo nella sostanza configurabile come la modalità operativa adottata dal Gruppo per adempiere all'obbligazione di delivery fisica delle azioni rinveniente dal Piano - la rappresentazione contabile è quella di uno strumento di capitale movimentando in contropartita il Patrimonio Netto.

Per quanto riguarda il Piano LECOIP 2.0, alla data di assegnazione è stato calcolato il fair value degli strumenti rappresentativi di capitale oggetto del Piano (equivalente alla somma del fair value delle azioni assegnate gratuitamente e dal fair value dello sconto per le azioni a pagamento) e non più modificato. Il Piano prevede la presenza di condizioni di servizio e di performance non di mercato (i trigger events), di cui è stato tenuto conto al fine di determinare il numero di azioni per la valorizzazione del costo del piano. Tali stime saranno oggetto di revisione nel corso del vesting period e fino alla scadenza. Il costo del piano, così definito, è imputato a conto economico (come costo del lavoro) pro-rata temporis lungo il periodo di maturazione del beneficio, in contropartita ad una specifica riserva di Patrimonio Netto.

Al verificarsi degli eventi che comportano per i dipendenti la perdita del diritto ai benefici dei LECOIP 2.0 Certificates (trigger events e venir meno della permanenza in servizio) Intesa Sanpaolo iscrive in bilancio un'attività finanziaria in contropartita al Patrimonio Netto. In particolare, i Certificates iscritti nel bilancio del gruppo, in ambito IFRS 9, sono classificati tra le Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value. Nelle valutazioni successive le variazioni di fair value sono rilevate a conto economico.

B. INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Evoluzione dei piani di incentivazione annuali basati su strumenti finanziari nel 2020

Numero
di
azioni
Prezzo medio
di esercizio
(euro)
Vita Residua
Strumenti finanziari esistenti al 31 dicembre 2019 19.223.744 - Maggio 2020/ Maggio 2024
Strumenti finanziari assegnati nel corso dell'esercizio (a)
Strumenti finanziari non più attribuibili (b)
17.701.964
-
-
-
Maggio 2021/ Maggio 2025
-
Strumenti finanziari vested nel corso dell'esercizio e attribuiti 5.681.732 - -
Strumenti finanziari esistenti al 31 dicembre 2020 31.243.976 - Maggio 2021/ Maggio 2025
di cui: vested ed attribuiti al 31 dicembre 2020 - - -

(a) Comprensivi delle azioni rivenienti da Operazioni Societarie (3.068.852 azioni relative al perimetro di Banca IMI, incorporata nel corso dell'esercizio).

(b) Azioni non più consegnabili ai beneficiari a seguito del venir meno del relativo rapporto di lavoro e/o per effetto dell'applicazione delle c.d. malus condition.

In aggiunta alle azioni sopra indicate, in conformità con le Disposizioni di Banca d'Italia in tema di remunerazioni e con le Politiche di Remunerazione e Incentivazione di Gruppo, nel corso dell'anno 2020 sono state assegnate 212.452 azioni con riferimento ai compensi riconosciuti a Risk Taker in occasione della cessazione anticipata del rapporto di lavoro (c.d. Severance). Tali azioni, attribuite in un orizzonte di tempo pluriennale, hanno una vita residua compresa tra gennaio 2021 e luglio 2025.

Dettaglio per vita residua

Vita residua Numero
di
azioni
Maggio - Novembre 2021 15.977.091
Maggio - Novembre 2022 8.054.761
Maggio - Novembre 2023 4.802.322
Maggio 2024 1.613.478
Maggio 2025 796.324

Evoluzione degli strumenti a lungo termine basati su azioni: LECOIP 2.0 e POP

a luglio 2018
Numero
di azioni
Free Shares
Fair
value
medio
unitario
a luglio 2018
Numero
di azioni
Matching Shares
Fair
value
medio
unitario
Azioni scontate
a luglio 2018
Numero
di azioni
Fair
value
medio
unitario
(b)
PIANO LECOIP 2.0
cover
a luglio 2018 (a)
Numero
di azioni
Azioni Sell to
Fair
value
medio
unitario
Numero
totale
azioni
assegnate
a luglio
2018
Numero
LECOIP
Certificates
al
31.12.2019
Variazioni
dell'esercizio
(c)
Numero
LECOIP
Certificates
al
31.12.2020
Fair value
medio
al
31.12.2020
Totale
Dipendenti
23.018.762 2,4750 37.518.025 2,4750 423.757.509 0,3771 78.028.286 2,5416 562.322.582 58.430.510 1.697.251 60.127.761 2,3645

(a) Azioni assegnate destinate a coprire l'esborso relativo all'imposizione fiscale a carico del dipendente.

(b) Fair value dello sconto di sottoscrizione.

(c) Le variazioni dell'esercizio riguardano i Certificates per cui è previsto il subentro di Intesa Sanpaolo nei diritti che sarebbero stati riconosciuti ai dipendenti, a fronte del mancato rispetto della condizione di permanenza in servizio e altre condizioni di maturazione (-1.234.260 Certificates) nonchè i Certificates derivanti da Operazioni Societarie (+2.931.511 Certificates relativi al perimetro di Banca IMI, incorporata nel corso dell'esercizio).

PERFORMANCE-BASED OPTION PLAN (POP)
Opzioni POP
Opzioni POP
a luglio 2018 (a)
al 31.12.2019
Variazioni
dell'esercizio (b)
Opzioni POP al 31.12.2020
Numero
opzioni POP
Fair value
medio
unitario
Numero
opzioni POP
Fair value medio
unitario
Numero
opzioni POP
Fair value medio
unitario
Totale Beneficiari
(Top Management, Risk
Takers and Key
Managers)
420.749.659 0,3098 395.720.087 0,0560 39.208.660 434.928.747 0,0004

(a) Numero di opzioni POP e relativo fair value medio assegnate in data 11 luglio 2018 ai beneficiari (Top Management, Risk Taker e Manager Strategici).

(b) Le variazioni dell'esercizio riguardano il numero di opzioni POP per cui è previsto il subentro di Intesa Sanpaolo nei diritti che sarebbero stati riconosciuti ai dipendenti, a fronte del mancato rispetto della permanenza in servizio e altre condizioni di maturazione (-6.909.157 opzioni), nonchè le Opzioni POP derivanti da Operazioni Societarie (+46.117.817 Opzioni POP relative al perimetro di Banca IMI, incorporata nel corso dell'esercizio).

Parte L Informativa di settore

L'informativa sui settori di attività viene fornita a livello consolidato.

Parte M Informativa sul leasing

Nella presente parte sono fornite le informazioni richieste dall'IFRS 16 che non sono presenti nelle altre parti del bilancio, distinte tra locatario e locatore.

SEZIONE 1 - LOCATARIO

INFORMAZIONI QUALITATIVE

Intesa Sanpaolo ha in essere essenzialmente contratti di leasing immobiliare e inerenti ad automobili o altri veicoli. Sono presenti inoltre, per valori residuali, altre tipologie di contratti di leasing aventi ad oggetto prevalentemente hardware.

Al 31 dicembre 2020, i contratti di leasing sono n. 4.863 (n. 4.924 al 31 dicembre 2019), di cui n. 3.195 (n. 3.607 al 31 dicembre 2019) relativi a leasing immobiliare, per un valore di diritti d'uso complessivo pari a 1.023 milioni (1.058 milioni al 31 dicembre 2019). La riduzione rispetto al precedente esercizio è connessa al piano di accorpamento delle filiali e di ottimizzazione degli spazi che ha comportato la chiusura di numerosi contratti.

I contratti di leasing immobiliare includono nella grande maggioranza immobili destinati all'uso come uffici o filiali bancarie. I contratti, di norma, nel perimetro Italia hanno durate superiori ai 12 mesi e presentano tipicamente opzioni di rinnovo ed estinzione esercitabili dal locatore e dal locatario secondo le regole di legge oppure di specifiche previsioni contrattuali. Solitamente questi contratti non includono l'opzione di acquisto al termine del leasing oppure costi di ripristino significativi per la Banca. Sulla base delle caratteristiche dei contratti di locazione italiani e di quanto previsto dalla Legge 392/1978, nel caso di sottoscrizione di un nuovo contratto di affitto con una durata contrattuale di sei anni e l'opzione di rinnovare tacitamente il contratto di sei anni in sei anni, la durata complessiva del leasing viene posta pari a dodici anni. Tale indicazione generale viene superata se vi sono elementi nuovi o situazioni specifiche all'interno del contratto.

I contratti riferiti ad altri leasing sono relativi soprattutto ad autovetture ed all'hardware. Nel caso delle autovetture, si tratta di contratti di noleggio a lungo termine riferiti alla flotta aziendale messa a disposizione dei dipendenti (uso promiscuo) oppure delle strutture organizzative delle singole società. Generalmente tali contratti hanno durata quadriennale, con pagamenti mensili, senza opzione di rinnovo e non includono l'opzione di acquisto del bene. Il contratto può essere prorogato in funzione della gestione del parco auto; nel caso di estinzione anticipata è possibile che sia prevista una penale.

I contratti di leasing diversi da quelli relativi ad immobiliare e ad automobili sono di importo non significativo.

Nel 2020 non sono state effettuate operazioni di vendita o retrolocazione.

Le operazioni di sub-leasing sono di importo non significativo e riconducibili a rapporti infragruppo.

Infine, si precisa che il Gruppo si avvale delle esenzioni consentite dal principio IFRS 16 per i leasing a breve termine (i.e. durata inferiore o uguale ai 12 mesi) o i leasing di attività di modesto valore (i.e. valore inferiore o uguale ai 5.000 euro).

INFORMAZIONI QUANTITATIVE

Nella Parte B – Attivo della Nota integrativa sono esposte rispettivamente le informazioni sui diritti d'uso acquisiti con il leasing (Tabella 8.1 – Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo e Tabella 8.4 – Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al fair value) e nella Parte B – Passivo sono esposti i debiti per leasing (Tabella 1.1 – Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche e Tabella 1.2 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso clientela).

In particolare, al 31 dicembre 2020, i diritti d'uso acquisiti con il leasing ammontano a 1.023 milioni (1.058 milioni al 31 dicembre 2019), di cui 1.009 milioni (1.043 milioni al 31 dicembre 2019) relativi a leasing immobiliari. Sempre al 31 dicembre 2020, i debiti per leasing ammontano a 1.035 milioni (1.064 milioni al 31 dicembre 2019). Si rimanda alle suddette sezioni per maggiori dettagli.

Nella Parte C della Nota integrativa sono contenute le informazioni sugli interessi passivi sui debiti per leasing e gli altri oneri connessi con i diritti d'uso acquisiti con il leasing e i proventi derivanti da operazioni di sub-leasing. Si rimanda alle specifiche sezioni per maggiori dettagli.

La tabella che segue suddivide le spese di ammortamento per le attività consistenti nel diritto d'uso nelle varie categorie, in linea con l'esposizione delle attività materiali/immateriali.

(milioni di euro)
Voci 31.12.2020 31.12.2019
Spese per ammortamenti per classe di attività - -
Attività materiali ad uso funzionale 144 151
a) fabbricati 136 144
b) mobili - -
c) impianti elettronici 1 1
d) altre 7 6
Attività materiali per investimento - -
a) fabbricati - -
TOTALE 144 151

Al 31 dicembre 2020 non si rilevano importi materiali relativi a impegni per leasing non ancora stipulati.

Non si segnalano ulteriori informazioni degne di menzione oltre a quelle già fornite nella presente sezione.

SEZIONE 2 - LOCATORE

INFORMAZIONI QUALITATIVE

A seguito della fusione per incorporazione di Mediocredito Italiano, avvenuta nel 2019, Intesa Sanpaolo ha acquisto le competenze specialistiche del leasing, operando principalmente nel leasing finanziario su beni immobiliari, industriali e commerciali, costruiti o da costruire. Inoltre, la Banca è presente sul mercato con prodotti di leasing aventi per oggetto beni strumentali, veicoli industriali, imbarcazioni e navi da diporto. I rischi associati ai diritti di proprietà sui beni oggetto di leasing vengono gestiti mediante l'obbligatorietà della sottoscrizione di una polizza all-risk, offerta in convenzione oppure sottoscritta direttamente dal cliente con il proprio assicuratore.

L'attività di leasing operativo è connessa esclusivamente alla locazione degli immobili di proprietà.

INFORMAZIONI QUANTITATIVE

Nella Nota integrativa sono esposti:

  • − i finanziamenti per leasing (Parte B, Attivo: Tabella 4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche e Tabella 4.2 – Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela);
  • − le attività concesse in leasing operativo contenute nella voce 80 Attività materiali ed illustrate nella Parte B, Attivo (Tabella 8.4 – Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al fair value); si tratta di immobili non più utilizzati funzionalmente dalla Banca nel processo produttivo, locati a soggetti terzi o detenuti per il possibile apprezzamento di valore. Gli importi relativi alla fattispecie non sono significativi. Si rimanda a tali sezioni per maggiori dettagli.

Nella Parte C della Nota integrativa sono contenute le informazioni sugli interessi attivi sui finanziamenti per leasing e sugli altri proventi dei leasing finanziari e operativi. Si rimanda alle specifiche sezioni per maggiori dettagli.

2. Leasing finanziario

2.1. Classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere e riconciliazione con i finanziamenti per leasing iscritti nell'attivo

La tabella fornisce la classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere per il leasing e la riconciliazione tra i pagamenti da ricevere e i finanziamenti per leasing, in conformità a quanto previsto dall'IFRS 16, paragrafo 94. In particolare, si precisa che i pagamenti da ricevere per leasing, rappresentativi della sommatoria dei pagamenti minimi dovuti in linea capitale e in linea interessi, sono esposti al netto dei fondi rettificativi e del valore residuo non garantito spettante al locatore. La riconciliazione con i finanziamenti per leasing, esposti in bilancio nell'ambito delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, avviene sottraendo gli utili finanziari non maturati e aggiungendo il valore residuo non garantito.

(milioni di euro)
31.12.2020 31.12.2019
Fasce temporali Pagamenti da ricevere per il
leasing
Pagamenti da ricevere per il
leasing
Fino a 1 anno 1.845 1.879
Da oltre 1 anno fino a 2 anni 1.525 1.566
Da oltre 2 anno fino a 3 anni 1.280 1.365
Da oltre 3 anno fino a 4 anni 1.084 1.123
Da oltre 4 anno fino a 5 anni 928 958
Da oltre 5 anni 3.487 4.251
Totale dei pagamenti da ricevere per leasing 10.149 11.142
Riconciliazione con finanziamenti -113 103
Utili finanziari non maturati (+) 1.786 2.100
Valore residuo non garantito (-) -1.899 -1.997
Finanziamenti per leasing 10.262 11.039

2.2. Altre informazioni

2.2.1 Classificazione finanziamenti per leasing per tipologia di bene locato

La tabella riporta la classificazione dei finanziamenti per leasing per qualità creditizia (non deteriorati e deteriorati) e per tipologia di bene locato. I valori sono espressi al netto delle rettifiche.

(milioni di euro)
Finanziamenti per leasing Esposizioni non
deteriorate
Esposizioni
deteriorate
A. Beni immobili 7.378 1.155
B. Beni strumentali 1.277 41
C. Beni mobili 378 21
- Autoveicoli 220 8
- Aeronavale e ferroviario 158 13
- Altri - -
D. Beni immateriali 12 -
- Marchi 12 -
- Software - -
- Altri - -

2.2.2 Classificazione dei beni riferibili al leasing finanziario.

La tabella che segue fornisce una scomposizione per categoria di bene locato (non ancora trasferito alle attività materiali) relativo a crediti per leasing, al netto delle rettifiche di valore.

(milioni di euro)
Beni inoptati Beni ritirati a seguito
di risoluzione
Altri beni
A. Beni immobili 4 123 8.406
B. Beni strumentali - 1 1.317
C. Beni mobili - - 399
- Autoveicoli - - 228
- Aeronavale e ferroviario - - 171
- Altri - - -
D. Beni immateriali - - 12
- Marchi - - 12
- Software - - -
- Altri - - -
TOTALE 4 124 10.134

I beni inoptati sono beni ancora presso i clienti, per i quali non è stata esercitata l'opzione di riscatto, connessi a posizioni che non presentano condizioni di deterioramento del merito creditizio. I beni ritirati a seguito di risoluzione sono relativi a contratti risolti dove il cliente non è ancora stato liberato dagli obblighi contrattuali, pur avendo provveduto alla riconsegna del bene oggetto del contratto di leasing. Nella categoria "altri beni" rientrano le attività sottostanti gli altri crediti in leasing non inclusi nelle precedenti colonne.

3. Leasing operativo

L'attività si riferisce ai canoni di locazione da ricevere relativi a immobili di proprietà.

3.1. Classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere

(milioni di euro)
Fasce temporali 31.12.2020 31.12.2019
Pagamenti da
ricevere per il leasing
Pagamenti da
ricevere per il leasing
Fino a 1 anno 4 4
Da oltre 1 anno fino a 2 anni 2 1
Da oltre 2 anni fino a 3 anni 1 2
Da oltre 3 anni fino a 4 anni 4 5
Da oltre 4 anni fino a 5 anni 4 2
Da oltre 5 anni 10 8
Totale 25 22

3.2. Altre informazioni

Non si segnalano ulteriori informazioni degne di menzione oltre a quelle già fornite nella presente sezione.

Attestazione del bilancio d'esercizio ai sensi dell'art. 154 bis del D. Lgs. 58/1998

    1. I sottoscritti Carlo Messina, in qualità di Consigliere Delegato e CEO, e Fabrizio Dabbene, in qualità di Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, di Intesa Sanpaolo, attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154 bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
    2. − l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e
    3. − l'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio d'esercizio nel corso del 2020.
    1. La verifica dell'adeguatezza e dell'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2020 è avvenuta sulla base di metodologie definite da Intesa Sanpaolo in coerenza con i modelli COSO e, per la componente IT, COBIT, che costituiscono framework di riferimento per il sistema di controllo interno generalmente accettati a livello internazionale72 .
    1. Si attesta, inoltre, che:
    2. 3.1 Il bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2020:
    3. − è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
    4. − corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
    5. − è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente.
    6. 3.2 La relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui è esposto.

23 marzo 2021

Carlo Messina Fabrizio Dabbene Consigliere Delegato e CEO Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

72 Il COSO Framework è stato elaborato dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission, organismo statunitense che ha l'obiettivo di migliorare la qualità dell'informativa societaria, attraverso la definizione di standard etici ed un sistema di corporate governance ed organizzativo efficace. Il COBIT Framework - Control OBjectives for IT and related technology è un insieme di regole predisposto dall'IT Governance Institute, organismo statunitense che ha l'obiettivo di definire e migliorare gli standard aziendali nel settore IT.

Relazione della Società di revisione al bilancio di Intesa Sanpaolo

L'erogazione di crediti alla clientela
Le nostre procedure di revisione hanno
rappresenta una rilevante attività della
incluso:
Banca. I crediti verso la clientela, iscritti tra le
- la comprensione dei processi aziendali e
attività finanziarie valutate al costo
del relativo ambiente informatico della
ammortizzato, al 31 dicembre 2020
Banca con riferimento all'erogazione, al
ammontano a €379.629 milioni e
monitoraggio, alla classificazione e alla
rappresentano il 60% del totale attivo del
valutazione dei crediti verso la clientela:
bilancio d'esercizio.
l'esame della configurazione e della
Le rettifiche di valore nette sui crediti verso la
messa in atto dei controlli e lo
clientela addebitate al conto economico
svolgimento di procedure per valutare
dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2020
l'efficacia operativa dei controlli ritenuti
ammontano a €3.409 milioni.
rilevanti, con particolare riferimento
Ai fini della classificazione, gli Amministratori
all'identificazione dei crediti che
effettuano analisi, talvolta complesse, rivolte
presentano indicatori di perdite di valore
a individuare le posizioni che,
e alla determinazione delle rettifiche di
successivamente all'erogazione, mostrano
valore:
evidenze di una possibile perdita di valore,
l'analisi dei criteri di classificazione
considerando sia informazioni interne, legate
utilizzati al fine di ricondurre i crediti
all'andamento delle posizioni creditorie, sia
verso la clientela alle categorie richieste
informazioni esterne, legate al settore di
dall'IFRS 9 (c.d. "staging");
riferimento o all'esposizione complessiva dei
- l'analisi delle politiche e dei modelli di
debitori verso il sistema bancario.
valutazione analitici e forfetari utilizzati e
La valutazione dei crediti verso la clientela è
l'esame della ragionevolezza delle
una attività di stima complessa,
principali assunzioni e variabili in essi
caratterizzata da un alto grado di incertezza
contenuti, nonché l'analisi degli
Aspetto chiave Procedure di revisione in risposta
all'aspetto chiave
adeguamenti resi necessari alla luce
Amministratori utilizzano modelli di
degli effetti economici riconducibili alla
valutazione sviluppati internamente che
pandemia da Covid-19; tale attività è
tengono in considerazione numerosi
stata svolta con il supporto di esperti del
elementi quantitativi e qualitativi quali, tra gli
network KPMG;
altri, i dati storici relativi agli incassi, i flussi di
e di soggettività, nella quale gli

Aspetto chiave Procedure di revisione in risposta
all'aspetto chiave
cassa attesi e i relativi tempi attesi di
recupero, l'esistenza di indicatori di possibili
perdite di valore, la valutazione delle
eventuali garanzie, l'impatto di variabili
macroeconomiche, di scenari futuri e di rischi
dei settori nei quali operano i clienti della
Banca.
- la selezione di un campione di crediti
valutati con metodologie forfetarie, la
verifica dell'applicazione dei modelli di
valutazione adottati e la verifica della
corrispondenza delle percentuali di
svalutazione applicate con quelle
previste da tali modelli;
La complessità dell'attività di stima degli
Amministratori è aumentata nel corso del
2020, a seguito dell'emergenza sanitaria
legata alla pandemia da Covid-19 che ha
pesantemente inciso sulle condizioni
economiche attuali e sugli scenari
macroeconomici prospettici, richiedendo un
aggiornamento dei processi e delle
metodologie di valutazione.
Per tali ragioni abbiamo considerato la
classificazione e la valutazione dei crediti
verso la clientela iscritti tra le attività
finanziarie valutate al costo ammortizzato un
aspetto chiave dell'attività di revisione.
- la selezione di un campione di crediți
valutati analiticamente e l'esame della
ragionevolezza degli indicatori di perdite
di valore identificati e delle assunzioni
relative alla recuperabilità, anche in base
alle eventuali garanzie ricevute;
- l'analisi delle variazioni significative delle
categorie di crediti e delle relative
rettifiche di valore rispetto ai dati degli
esercizi precedenti e la discussione dei
risultati con le funzioni aziendali
coinvolte:
- l'esame dell'appropriatezza
dell'informativa di bilancio relativa ai
crediti verso la clientela iscritti tra le
attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato, anche alla luce dei
maggiori requisiti informativi attualmente
applicabili a seguito della pandemia da
Covid-19.

Aspetto chiave Procedure di revisione in risposta
all'aspetto chiave
L'acquisto, la vendita e la detenzione di
strumenti finanziari costituiscono rilevanti
attività della Banca. Il bilancio d'esercizio al
31 dicembre 2020 include attività finanziarie
valutate al fair value per complessivi €99.076
milioni e passività finanziarie valutate al fair
value per complessivi €69.027 milioni.
Una parte di esse, pari rispettivamente a
€41.909 milioni e a €53.643 milioni, è
costituita da attività e da passività finanziarie
valutate al fair value, per le quali non esiste
un prezzo quotato su un mercato attivo,
identificate dagli Amministratori della Banca
come strumenti finanziari con livello di fair
value 2 e 3.
Ai fini della classificazione e, soprattutto,
della valutazione degli strumenti finanziari
con livello di fair value 2 e 3, gli
Amministratori esercitano un elevato grado
di giudizio in relazione alla complessità dei
modelli e dei parametri utilizzati.
Tale complessità è aumentata nel corso del
2020, a seguito dell'emergenza sanitaria
legata alla pandemia da Covid-19 che ha
pesantemente inciso sulle condizioni
economiche attuali e sugli scenari
macroeconomici prospettici.
Per tali ragioni abbiamo considerato la
classificazione e la valutazione delle attività
e delle passività finanziarie valutate al fair
value un aspetto chiave dell'attività di
revisione.
Le nostre procedure di revisione hanno
incluso:
la comprensione dei processi aziendali e
del relativo ambiente informatico della
Banca con riferimento all'acquisto, alla
vendita, alla classificazione e alla
valutazione degli strumenti finanziari;
l'esame della configurazione e della
messa in atto dei controlli e lo
svolgimento di procedure per valutare
l'efficacia operativa dei controlli ritenuti
rilevanti con particolare riferimento al
processo di classificazione e di
valutazione degli strumenti finanziari con
livello di fair value 2 e 3, anche alla luce
degli effetti economici riconducibili alla
pandemia da Covid-19; tali procedure
sono state svolte con il supporto di
esperti del network KPMG;
l'esame, su base campionaria,
dell'appropriata classificazione degli
strumenti finanziari in base al livello di
fair value;
l'analisi, per un campione di strumenti
finanziari con livello di fair value 2 e 3,
della ragionevolezza dei parametri
utilizzati dagli Amministratori ai fini della
valutazione, anche alla luce degli effetti
economici riconducibili alla pandemia da
Covid-19; tale attività è stata svolta con il
supporto di esperti del network KPMG;
l'analisi delle variazioni nella
composizione dei portafogli di strumenti
finanziari rispetto all'esercizio
precedente e la discussione dei risultati
con le funzioni aziendali coinvolte;
l'esame dell'appropriatezza
dell'informativa di bilancio relativa agli
strumenti finanziari e ai relativi livelli di
fair value, anche alla luce dei maggiori
requisiti informativi attualmente
applicabili a sequito della pandemia da

Aspetto chiave Procedure di revisione in risposta
all'aspetto chiave
Nel corso dell'esercizio 2020 Intesa
Sanpaolo S.p.A. ha avviato operazioni di
cessione di portafogli di crediti deteriorati,
per un valore netto di €267 milioni (a fronte
di un valore lordo di €2.324 milioni), il cui
perfezionamento è previsto nel corso
dell'esercizio 2021.
Ai fini della redazione del bilancio d'esercizio
al 31 dicembre 2020, gli Amministratori:
Le nostre procedure di revisione hanno
incluso:
l'ottenimento e l'analisi della
documentazione relativa ai portafogli di
crediti deteriorati destinati alla cessione
al fine di verificare la sussistenza dei
requisiti in materia di classificazione
previsti dall'IFRS 5;
l'ottenimento e l'analisi della relazione
hanno classificato tali crediti tra le attività
in via di dismissione come previsto
dall'IFRS 5;
hanno misurato i portafogli di crediti
deteriorati destinati alla dismissione
tenuto conto del prospettato scenario di
vendita e della miglior stima del valore di
cessione di tali crediti ai fini della
determinazione della relativa perdita
attesa ("Expected Credit Loss"),
secondo le previsioni dell'IFRS 9.
_'impatto dell'aggiornamento dell'Expected
Credit Loss, è stato rilevato nel conto
economico dell'esercizio chiuso al 31
dicembre 2020 tra le rettifiche di valore nette
oer rischio di credito verso clientela, che
ammontano complessivamente a €3.409
milioni.
predisposta dalla società di consulenza
incaricata per la determinazione della
stima del valore di cessione dei suddetti
portafogli; tale attività è stata svolta con
il supporto di esperti del network KPMG;
l'analisi dell'appropriatezza della
metodologia utilizzata e della
ragionevolezza dei principali parametri
utilizzati dagli Amministratori ai fini della
determinazione della stima del valore di
cessione dei portafogli di crediti
deteriorati; tale attività è stata svolta con
il supporto di esperti del network KPMG;
l'esame dell'appropriatezza
dell'informativa di bilancio relativa alla
classificazione e alla valutazione di
portafogli di crediti deteriorati destinati
alla dismissione.
Ai fini della stima del valore di cessione dei
crediti deteriorati destinati alla dismissione,
gli Amministratori esercitano un elevato
grado di giudizio in relazione alla
complessità dei modelli valutativi utilizzati,
nche a seguito dell'emergenza sanitaria

Aspetto chiave Procedure di revisione in risposta
all'aspetto chiave
Per tali ragioni abbiamo ritenuto che la
classificazione e la valutazione dei crediti
deteriorati destinati alla dismissione
costituiscano un aspetto chiave dell'attività di
revisione in considerazione della complessità
della stima e della rilevanza degli effetti
patrimoniali ed economici sul bilancio

-

-

Allegati del bilancio di Intesa Sanpaolo

Prospetti di raccordo relativi al bilancio di Intesa Sanpaolo

Raccordi tra prospetti contabili pubblicati e prospetti contabili modificati

Raccordo tra Stato Patrimoniale al 31 dicembre 2019 pubblicato e Stato Patrimoniale al 31 dicembre 2019 modificato Raccordo tra Conto Economico 2019 pubblicato e Conto economico 2019 modificato

Raccordo tra prospetti contabili modificati e prospetti contabili riesposti

Raccordo tra Stato Patrimoniale al 31 dicembre 2019 modificato e Stato Patrimoniale al 31 dicembre 2019 riesposto Raccordo tra Conto Economico 2019 modificato e Conto Economico 2019 riesposto

Prospetti contabili riesposti

Stato Patrimoniale riesposto di Intesa Sanpaolo Conto Economico riesposto di Intesa Sanpaolo

Raccordi tra prospetti contabili riesposti e schemi di bilancio riclassificati di Intesa Sanpaolo

Raccordo tra Stato Patrimoniale riesposto e Stato Patrimoniale riclassificato di Intesa Sanpaolo

Raccordo tra Conto Economico riesposto e Conto Economico riclassificato di Intesa Sanpaolo

Raccordi tra prospetti contabili pubblicati e prospetti contabili modificati

Raccordo tra Stato Patrimoniale al 31 dicembre 2019 pubblicato e Stato Patrimoniale al 31 dicembre 2019 modificato

Lo Stato Patrimoniale al 31 dicembre 2019 pubblicato non ha necessitato di modifiche.

Raccordo tra Conto Economico 2019 pubblicato e Conto Economico 2019 modificato

Il Conto economico 2019 pubblicato non ha necessitato di modifiche.

Raccordo tra prospetti contabili modificati e prospetti contabili riesposti

Raccordo tra Stato Patrimoniale al 31 dicembre 2019 modificato e Stato Patrimoniale al 31 dicembre 2019 riesposto

Voci dell'attivo 31.12.2019
Modificato
Variazioni Variazione
perimetro
di
Servicing
UTP (a)
31.12.2019
Riesposto
Incorporazione
di Banca IMI
Elisione
rapporti
infragruppo
riferimento
10. Cassa e disponibilità liquide 6.013 - - - - 6.013
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico
22.973 57.204 -23.235 33.969 - 56.942
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 19.872 56.414 -23.222 33.192 - 53.064
b) attività finanziarie designate al fair value 195 - - - - 195
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair
value
2.906 790 -13 777 - 3.683
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
33.277 25.487 -58 25.429 - 58.706
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 439.933 108.085 -140.973 -32.888 - 407.045
a) Crediti verso banche 122.455 63.371 -140.973 -77.602 - 44.853
b) Crediti verso clientela 317.478 44.714 - 44.714 - 362.192
50. Derivati di copertura 2.830 87 - 87 - 2.917
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di
copertura generica (+/-)
1.526 - - - - 1.526
70. Partecipazioni 24.411 80 -2.734 -2.654 - 21.757
80. Attività materiali 6.688 22 -20 2 - 6.690
90. Attività immateriali
di cui:
4.552 - - - - 4.552
- avviamento 1.242 - - - - 1.242
100. Attività fiscali 14.017 395 - 395 - 14.412
a) correnti 1.480 142 - 142 - 1.622
b) anticipate 12.537 253 - 253 - 12.790
110. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 469 - - - - 469
120. Altre attività 3.740 408 47 455 - 4.195
Totale dell'attivo 560.429 191.768 -166.973 24.795 - 585.224
(a) Effetto connesso alle fee da riconoscere a Prelios a seguito dell'accordo per il servicing dei crediti Unlikely To Pay (UTP), efficace da fine 2019.
Allegati del Bilancio di Intesa Sanpaolo
------------------------------------------ --
(milioni di euro)
Voci del passivo e del patrimonio netto 31.12.2019
Modificato
Variazioni Variazione
perimetro
Servicing
UTP (a)
31.12.2019
Riesposto
di
riferimento
Incorporazione
di Banca IMI
Elisione
rapporti
infragruppo
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 476.325 128.865 -145.096 -16.231 - 460.094
a) debiti verso banche
b) debiti verso la clientela
152.979
247.937
119.334
4.743
-141.002
-70
-21.668
4.673
-
-
131.311
252.610
c) titoli in circolazione 75.409 4.788 -4.024 764 - 76.173
20. Passività finanziarie di negoziazione 16.446 54.476 -16.978 37.498 - 53.944
30. Passività finanziarie designate al fair value 1.914 - -1.909 -1.909 - 5
40. Derivati di copertura 7.323 602 - 602 - 7.925
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di
copertura generica (+/-)
522 - - - - 522
60. Passività fiscali 929 288 -78 210 - 1.139
a) correnti 24 208 -78 130 - 154
b) differite 905 80 - 80 - 985
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 41 - - - - 41
80. Altre passività 7.500 924 7 931 66 8.497
90. Trattamento di fine rapporto del personale 1.057 9 - 9 - 1.066
100. Fondi per rischi e oneri 3.100 24 - 24 - 3.124
a) impegni e garanzie rilasciate 385 6 - 6 - 391
b) quiescenza e obblighi simili 206 - - - - 206
c) altri fondi per rischi e oneri 2.509 18 - 18 - 2.527
110. Riserve da valutazione 1.375 14 - 14 - 1.389
120. Azioni rimborsabili - - - - - -
130. Strumenti di capitale 4.103 1.600 -1.637 -37 - 4.066
140. Riserve 3.399 1.991 683 2.674 - 6.073
150. Sovrapprezzi di emissione 25.233 581 -581 - - 25.233
160. Capitale 9.086 962 -962 - - 9.086
170. Azioni proprie (-) -61 - -3 -3 - -64
180. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 2.137 1.432 -419 1.013 -66 3.084
Totale del passivo e del patrimonio netto 560.429 191.768 -166.973 24.795 - 585.224

(a) Effetto connesso alle fee da riconoscere a Prelios a seguito dell'accordo per il servicing dei crediti Unlikely To Pay (UTP), efficace da fine 2019.

Raccordo tra Conto Economico 2019 modificato e Conto Economico 2019 Riesposto

(milioni di euro)
2019
Modificato
Variazioni Variazione
perimetro
Servicing
UTP (a)
2019
Riesposto
Incorporazione
di Banca IMI
Elisione
rapporti
infragruppo
di
riferimento
10. Interessi attivi e proventi assimilati 7.282 1.542 -849 693 - 7.975
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 7.569 1.300 -556 744 - 8.313
20. Interessi passivi e oneri assimilati -2.874 -673 849 176 - -2.698
30. Margine di interesse 4.408 869 - 869 - 5.277
40. Commissioni attive 5.098 552 -214 338 - 5.436
50. Commissioni passive -610 -363 214 -149 - -759
60. Commissioni nette 4.488 189 - 189 - 4.677
70. Dividendi e proventi simili 2.144 86 -301 -215 - 1.929
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 39 410 -287 123 - 162
90. Risultato netto dell'attività di copertura -37 -12 3 -9 - -46
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 358 1.071 -35 1.036 - 1.394
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
-26 105 - 105 - 79
complessiva 215 963 - 963 - 1.178
c) passività finanziarie
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair
169 3 -35 -32 - 137
110. value con impatto a conto economico 18 45 93 138 - 156
a) attività e passività finanziarie designate al fair value -95 - 93 93 - -2
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 113 45 - 45 - 158
120. Margine di intermediazione 11.418 2.658 -527 2.131 - 13.549
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: -1.966 -37 - -37 - -2.003
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
-1.954 -15 - -15 - -1.969
complessiva -12 -22 - -22 - -34
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -5 - - - - -5
150. Risultato netto della gestione finanziaria 9.447 2.621 -527 2.094 - 11.541
160. Spese amministrative: -7.155 -510 202 -308 -98 -7.561
a) spese per il personale -4.499 -161 4 -157 - -4.656
b) altre spese amministrative -2.656 -349 198 -151 -98 -2.905
170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -66 -1 - -1 - -67
a) impegni e garanzie rilasciate -1 1 - 1 - -
b) altri accantonamenti netti -65 -2 - -2 - -67
180. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali -391 -6 5 -1 - -392
190.
200.
Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali
Altri oneri/proventi di gestione
-537
807
-
7
-
-201
-
-194
-
-
-537
613
210.
220.
Costi operativi
Utili (Perdite) delle partecipazioni
-7.342
-56
-510
2
6
-
-504
2
-98
-
-7.944
-54
Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e
230. immateriali -10 - - - - -10
240. Rettifiche di valore dell'avviamento - - - - - -
250. Utili (Perdite) da cessione di investimenti - - - - - -
260. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 2.039 2.113 -521 1.592 -98 3.533
270. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente 34 -681 102 -579 32 -513
280. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 2.073 1.432 -419 1.013 -66 3.020
290. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte 64 - - - - 64
300. Utile (Perdita) d'esercizio 2.137 1.432 -419 1.013 -66 3.084

(a) Effetto connesso alle fee da riconoscere a Prelios a seguito dell'accordo per il servicing dei crediti Unlikely To Pay (UTP), efficace da fine 2019.

<-- PDF CHUNK SEPARATOR -->

Prospetti contabili riesposti

Stato Patrimoniale riesposto di Intesa Sanpaolo

(milioni di euro)
Voci dell'attivo 31.12.2020 31.12.2019 variazioni
Riesposto assolute %
10. Cassa e disponibilità liquide 5.402 6.013 -611 -10,2
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 57.073 56.942 131 0,2
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 53.738 53.064 674 1,3
b) attività finanziarie designate al fair value 1 195 -194 -99,5
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 3.334 3.683 -349 -9,5
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 40.988 58.706 -17.718 -30,2
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 470.245 407.045 63.200 15,5
a) crediti verso banche 90.616 44.853 45.763
b) crediti verso clientela 379.629 362.192 17.437 4,8
50. Derivati di copertura 1.015 2.917 -1.902 -65,2
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 2.333 1.526 807 52,9
70. Partecipazioni 24.668 21.757 2.911 13,4
80. Attività materiali 6.558 6.690 -132 -2,0
90. Attività immateriali 3.574 4.552 -978 -21,5
di cui: -
- avviamento 67 1.242 -1.175 -94,6
100. Attività fiscali 14.216 14.412 -196 -1,4
a) correnti 1.428 1.622 -194 -12,0
b) anticipate 12.788 12.790 -2 -0,0
110. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.798 469 1.329
120. Altre attività 3.862 4.195 -333 -7,9

Totale dell'attivo 631.732 585.224 46.508 7,9

Voci del passivo e del patrimonio netto 31.12.2020 31.12.2019 (milioni di euro)
variazioni
Riesposto assolute %
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 491.393 460.094 31.299 6,8
a) debiti verso banche 130.654 131.311 -657 -0,5
b) debiti verso clientela 288.694 252.610 36.084 14,3
c) titoli in circolazione 72.045 76.173 -4.128 -5,4
20. Passività finanziarie di negoziazione 60.830 53.944 6.886 12,8
30. Passività finanziarie designate al fair value 2.810 5 2.805
40. Derivati di copertura 5.387 7.925 -2.538 -32,0
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 721 522 199 38,1
60. Passività fiscali 832 1.139 -307 -27,0
a) correnti 13 154 -141 -91,6
b) differite 819 985 -166 -16,9
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 2.594 41 2.553
80. Altre passività 8.000 8.497 -497 -5,8
90. Trattamento di fine rapporto del personale 927 1.066 -139 -13,0
100. Fondi per rischi e oneri 4.124 3.124 1.000 32,0
a) impegni e garanzie rilasciate 404 391 13 3,3
b) quiescenza e obblighi simili 212 206 6 2,9
c) altri fondi per rischi e oneri 3.508 2.527 981 38,8
110. Riserve da valutazione 1.176 1.389 -213 -15,3
120. Azioni rimborsabili - - -
130. Strumenti di capitale 7.053 4.066 2.987 73,5
140. Riserve 7.609 6.073 1.536 25,3
150. Sovrapprezzi di emissione 27.603 25.233 2.370 9,4
160. Capitale 10.084 9.086 998 11,0
170. Azioni proprie (-) -90 -64 26 40,6
180. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 679 3.084 -2.405 -78,0
Totale del passivo e del patrimonio netto 631.732 585.224 46.508 7,9

Conto Economico riesposto di Intesa Sanpaolo

(milioni di euro)
2020 2019 variazioni
Riesposto assolute %
10. Interessi attivi e proventi assimilati 7.265 7.975 -710 -8,9
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 7.377 8.313 -936 -11,3
20. Interessi passivi e oneri assimilati -2.038 -2.698 -660 -24,5
30. Margine di interesse 5.227 5.277 -50 -0,9
40. Commissioni attive 5.243 5.436 -193 -3,6
50. Commissioni passive -847 -759 88 11,6
60. Commissioni nette 4.396 4.677 -281 -6,0
70. Dividendi e proventi simili 2.536 1.929 607 31,5
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 464 162 302
90. Risultato netto dell'attività di copertura 36 -46 82
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 562 1.394 -832 -59,7
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -200 79 -279
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 782 1.178 -396 -33,6
c) passività finanziarie -20 137 -157
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico
-51 156 -207
a) attività e passività finanziarie designate al fair value 56 -2 58
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value -107 158 -265
120. Margine di intermediazione 13.170 13.549 -379 -2,8
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: -3.377 -2.003 1.374 68,6
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -3.369 -1.969 1.400 71,1
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva -8 -34 -26 -76,5
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -7 -5 2 40,0
150. Risultato netto della gestione finanziaria 9.786 11.541 -1.755 -15,2
160. Spese amministrative: -8.573 -7.561 1.012 13,4
a) spese per il personale -5.521 -4.656 865 18,6
b) altre spese amministrative -3.052 -2.905 147 5,1
170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -630 -67 563
a) impegni e garanzie rilasciate -15 - 15
b) altri accantonamenti netti -615 -67 548
180. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali -381 -392 -11 -2,8
190. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali -595 -537 58 10,8
200. Altri oneri/proventi di gestione 620 613 7 1,1
210. Costi operativi -9.559 -7.944 1.615 20,3
220. Utili (Perdite) delle partecipazioni -154 -54 100
230. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali -33 -10 23
240. Rettifiche di valore dell'avviamento -1.155 - 1.155
250. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 29 - 29
260. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte -1.086 3.533 -4.619
270. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente 639 -513 1.152
280. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte -447 3.020 -3.467
290. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte 1.126 64 1.062
300. Utile (Perdita) d'esercizio 679 3.084 -2.405 -78,0

Raccordi tra prospetti contabili riesposti e schemi di bilancio riclassificati di Intesa Sanpaolo

Raccordo tra Stato Patrimoniale riesposto e Stato Patrimoniale riclassificato di Intesa Sanpaolo

(milioni di euro)
Attività 31.12.2020 31.12.2019
Riesposto
Finanziamenti verso banche 89.204 43.450
Voce 40a (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso banche 89.195 43.443
Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Finanziamenti verso banche - -
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - Finanziamenti verso banche 9 7
Finanziamenti verso clientela 348.826 342.584
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 347.767 341.048
Voce 40b (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso clientela 341.711 335.155
Voce 40b (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (enti pubblici, imprese non finanziarie ed
altri)
6.056 5.893
Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e con impatto sul conto economico 1.059 1.536
Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Finanziamenti verso clientela 22 24
Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value - Finanziamenti verso clientela - -
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - Finanziamenti verso clientela 765 1.155
Voce 30 (parziale) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti verso
clientela
272 357
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti 33.283 22.554
Voce 40a (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito verso Banche 1.421 1.410
Voce 40b (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie ed
assicurazioni)
31.862 21.144
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 56.277 55.756
Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 53.716 53.040
Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value - Titoli di debito 1 195
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 2.560 2.521
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 40.716 58.349
Voce 30 (parziale) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 40.716 58.349
Partecipazioni 24.668 21.757
Voce 70 Partecipazioni 24.668 21.757
Attività materiali e immateriali 10.132 11.242
Attività di proprietà
Voce 80 (parziale)
Attività materiali 9.106
6.558
10.184
6.690
Voce 90 Attività immateriali 3.574 4.552
-Voce 90 (parziale) Attività immateriali (Diritti concessori - componente di natura immateriale) -1.026 -1.058
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.026 1.058
Voce 80 (parziale) Attività materiali
1.026 1.058
Attività fiscali 14.216 14.412
Voce 100 Attività fiscali 14.216 14.412
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.798 469
Voce 110 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.798 469
Altre voci dell'attivo 12.612 14.651
Voce 10 Cassa e disponibilità liquide 5.402 6.013
Voce 50 Derivati di copertura 1.015 2.917
Voce 60 Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 2.333 1.526
Voce 120 Altre attività 3.862 4.195
Totale attività 631.732 585.224

(milioni di euro)
Passività 31.12.2020 31.12.2019
Riesposto
Debiti verso banche al costo ammortizzato 130.650 131.292
Voce 10 a) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche 130.654 131.311
- Voce 10 a) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche (di cui debiti per leasing) -4 -19
Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione 359.708 327.725
Voce 10 b) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela 288.694 252.610
Voce 10 c) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli in circolazione 72.045 76.173
- Voce 10 b) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela (di cui debiti per leasing) -1.031 -1.058
Passività finanziarie di negoziazione 60.830 53.944
Voce 20 Passività finanziarie di negoziazione 60.830 53.944
Passività finanziarie designate al fair value 2.810 5
Voce 30 Passività finanziarie designate al fair value 2.810 5
Passività fiscali 832 1.139
Voce 60 Passività fiscali 832 1.139
Passività associate ad attività in via di dismissione 2.594 41
Voce 70 Passività associate ad attività in via di dismissione 2.594 41
Altre voci del passivo 15.143 18.021
Voce 40 Derivati di copertura 5.387 7.925
Voce 50 Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 721 522
Voce 80 Altre passività 8.000 8.497
Voce 10 a) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche (di cui debiti per leasing) 4 19
Voce 10 b) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela (di cui debiti per leasing) 1.031 1.058
Fondi per rischi e oneri 5.051 4.190
Voce 90 Trattamento di fine rapporto del personale 927 1.066
Voce 100 a) Fondi per rischi e oneri - Impegni e garanzie rilasciate 404 391
Voce 100 b) Fondi per rischi e oneri - Quiescenza e obblighi simili 212 206
Voce 100 c) Fondi per rischi e oneri - Altri fondi per rischi e oneri 3.508 2.527
Capitale 10.084 9.086
Voce 160 Capitale 10.084 9.086
Riserve 35.122 31.242
Voce 140 Riserve 7.609 6.073
Voce 150 Sovrapprezzi di emissione 27.603 25.233
Voce 170 Azioni proprie -90 -64
Riserve da valutazione 1.176 1.389
Voce 110 Riserve da valutazione 1.176 1.389
Strumenti di capitale 7.053 4.066
Voce 130 Strumenti di capitale 7.053 4.066
Risultato netto 679 3.084
Voce 180 Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 679 3.084
Totale passività e patrimonio netto 631.732 585.224

Raccordo tra Conto Economico riesposto e Conto Economico riclassificato di Intesa Sanpaolo

(milioni di euro)
Voci 2020 2019
Riesposto
Interessi netti 5.232 5.283
Voce 30 Margine di interesse 5.227 5.277
- Voce 30 (parziale) Margine di interesse (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) 69 100
+ Voce 70 (parziale) Margine di interesse (Dividendi incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli) 4 3
+ Voce 80 (parziale) Margine di interesse (Componenti del risultato dell'attività di negoziazione correlate ad interessi netti) -61 -78
+ Voce 160 a) (parziale) Spese per il personale (Rientro time value trattamento di fine rapporto e altri fondi del personale) -7 -17
+ Voce 170 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Rientro time value fondi rischi ed oneri) - -2
Commissioni nette 4.492 4.834
Voce 60 Commissioni nette 4.396 4.677
+ Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Collocamento Certificates) 38 197
+ Voce 110 a) (parziale) Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
(Collocamento Certificates)
93 -
+ Voce 160 b) (parziale) Altre spese amministrative (Recuperi spese varie) -35 -40
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.301 1.676
Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione 464 162
Voce 90 Risultato netto dell'attività di copertura 36 -46
Voce 110 a) Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: a)
attività e passività designate al fair value
56 -2
Voce 110 b) Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: b)
attività valutate obbligatoriamente al fair value
-107 158
Voce 100 b) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
782 1.178
Voce 100 c) (parziale) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di passività finanziarie -20 137
Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto a
conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione a al fair value con impatto sulla redditività
+ Voce 70 (parziale) complessiva (sono inclusi i dividendi su OICR) 85 114
- Voce 70 (parziale) Margine di interesse (Dividendi incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli) -4 -3
- Voce 80 (parziale)
- Voce 80 (parziale)
Componenti del risultato dell'attività di negoziazione correlate ad interessi netti
Risultato netto dell'attività di negoziazione (Effetti valutativi strumenti derivati collegati a partecipazioni
detenute)
61
-45
78
-
- Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Collocamento Certificates) -38 -197
+ Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Effetto correlato al
risultato di negoziazione
88 102
Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
- Voce 110 a) (parziale) (Collocamento Certificates) -93 -
- Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: b)
attività valutate obbligatoriamente al fair value - Oneri riguardanti il sistema bancario
27 -14
+ Voce 170 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Altri accantonamenti netti (Oneri accessori cessione NTV) - 9
+ Voce 200 (parziale) Altri proventi (oneri) di gestione (Negoziazione e valutazione altre attività) 9 -
Altri proventi (oneri) operativi netti 2.623 1.985
Voce 70 Dividendi e proventi simili 2.536 1.929
Voce 200 Altri proventi (oneri) di gestione 620 613
Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto a
- Voce 70 (parziale) conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione a al fair value con impatto sulla redditività
complessiva (sono inclusi i dividendi su OICR)
-85 -114
- Voce 200 (parziale) Altri proventi (oneri) di gestione (Recuperi spese e imposte indirette) -506 -506
- Voce 200 (parziale) Altri proventi (oneri) di gestione (Effetti valutativi altre attività) 66 26
- Voce 200 (parziale) Altri proventi (oneri) di gestione (Negoziazione e valutazione altre attività) -9 -
- Voce 200 (parziale) Altri proventi (oneri) di gestione (Proventi / oneri non ricorrenti) 15 50
- Voce 200 (parziale) Altri proventi (oneri) di gestione (Recuperi costi) - -
- Voce 200 (parziale) Altri proventi (oneri) di gestione (Oneri di integrazione) -14 -13
Proventi operativi netti 13.648 13.778

(milioni di euro)
Voci 2020 2019
Riesposto
Spese del personale -4.421 -4.605
Voce 160 a) Spese per il personale -5.521 -4.656
- Voce 160 a) (parziale) Spese per il personale (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) 1.093 34
- Voce 160 a) (parziale) Spese per il personale (Rientro time value trattamento di fine rapporto e altri fondi del personale) 7 17
+ Voce 200 (parziale) Altri proventi (oneri) di gestione (Recuperi costi) - -
Spese amministrative -1.803 -1.924
Voce 160 b) Altre spese amministrative -3.052 -2.905
- Voce 160 b) (parziale) Altre spese amministrative (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) 192 28
- Voce 160 b) (parziale) Altre spese amministrative (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) 516 407
- Voce 160 b) (parziale) Altre spese amministrative (Recuperi spese varie) 35 40
+ Voce 200 (parziale) Altri proventi (oneri) di gestione (Recuperi spese e imposte indirette) 506 506
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -898 -867
Voce 180 Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali -381 -392
Voce 190 Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali -595 -537
- Voce 180 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Oneri di integrazione) 17 16
- Voce 180 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Svalutazioni) 4 4
- Voce 190 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Oneri di integrazione) 49 30
- Voce 190 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Svalutazioni) - 3
- Voce 190 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) 8 9
Costi operativi -7.122 -7.396
Risultato della gestione operativa 6.526 6.382
Rettifiche di valore nette su crediti -3.657 -1.926
Voce 140 Utili/Perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -7 -5
Voce 170 a) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito relativo a impegni e garanzie rilasciate -15 -
Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti -286 -31
Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (enti
pubblici, imprese non finanziarie ed altri)
-1 8
Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Finanziamenti
-3.369 -1.930
Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Titoli di debito (enti pubblici, imprese non finanziarie ed altri)
1 -15
Voce 130 b) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti
-6 1
+ Voce 170 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Accantonamenti per oneri non ricorrenti) -11 -
- Voce 100 a) (parziale) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (Effetti economici
dell'allocazione dei costi di acquisizione)
34 27
- Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Finanziamenti
- 16
- Voce 170 a) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito relativo a impegni e garanzie rilasciate 3 3
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -236 -210
Voce 170 b) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Altri accantonamenti netti -615 -67
Voce 230 Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali -33 -10
Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Titoli di debito (Governi, imprese finanziarie ed assicurazioni)
-1 -18
Voce 130 b) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva - Titoli di debito
-2 -35
+ Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Finanziamenti
- -16
Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di
+ Voce 170 a) (parziale)
- Voce 170 b) (parziale)
credito relativo a impegni e garanzie rilasciate)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Rientro time value fondi rischi ed oneri)
-3
-
-3
2
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Altri accantonamenti netti (Oneri di integrazione e
- Voce 170 b) (parziale) incentivazione all'esodo) 488 -19
- Voce 170 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Altri accantonamenti netti (Oneri accessori cessione NTV) - -9
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Altri accantonamenti netti (Fondo di solidarietà indennizzi
- Voce 170 b) (parziale) obbligazionisti subordinati) - -6
- Voce 170 b) (parziale)
+ Voce 180 (parziale)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Accantonamenti per oneri non ricorrenti)
Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Svalutazioni)
11
-4
-
-4
+ Voce 190 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Svalutazioni) - -3
+ Voce 200 (parziale) Altri proventi (oneri) di gestione (Effetti valutativi altre attività) -66 -26
+ Voce 220 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (Rettifiche/Riprese di valore per deterioramento di partecipazioni collegate) -56 4
+ Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Effetti valutativi strumenti derivati collegati a partecipazioni
detenute)
45 -

Voci 2020 (milioni di euro)
2019
Riesposto
Altri proventi (oneri) netti 91 -41
Voce 220 Utili (Perdite) di partecipazioni -154 -54
Voce 250 Utili (Perdite) da cessione investimenti 29 -
Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(Governi, imprese finanziarie ed assicurazioni)
102
- Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Effetto correlato al
risultato di negoziazione
-88 -102
+ Voce 200 (parziale) Altri proventi (oneri) di gestione (Proventi/oneri non ricorrenti) -15 -50
- Voce 220 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (Rettifiche/Riprese di valore per deterioramento di partecipazioni collegate) 56 -4
- Voce 220 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (Impairment su partecipazioni di controllo) 176 67
Utile (Perdita) delle attività operative cessate 1.153 88
Voce 290 Utile (Perdita) dei gruppi di attività operative cessate al netto delle imposte 1.126 64
- Voce 290 (parziale) Utile (Perdita) dei gruppi di attività operative cessate al netto delle imposte (Imposte) 27 24
Risultato corrente lordo
Imposte sul reddito
3.877
-257
4.293
-735
Voce 270 Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente 639 -513
+ Voce 290 (parziale) Utile (Perdita) dei gruppi di attività operative cessate al netto delle imposte (Imposte) -27 -24
- Voce 270 (parziale) Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Altri accantonamenti netti Fondo di solidarietà
indennizzi obbligazionisti subordinati)
- 2
- Voce 270 (parziale) Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Oneri di integrazione) -585 -27
- Voce 270 (parziale) Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) -37 -45
- Voce 270 (parziale) Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Rettifiche di valore dell'avviamento) -69 -
- Voce 270 (parziale) Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Utile/Perdite delle partecipazioni - Impairment di
partecipazioni di controllo)
-1 -
- Voce 270 (parziale) Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) -168 -132
Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Rettifiche di valore nette su attività finanziarie -
- Voce 270 (parziale) Investimenti per la stabilità del sistema bancario) -9 4
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -1.240 -51
+ Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Oneri di integrazione
- -6
+ Voce 160 a) (parziale) Spese per il personale (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) -1.093 -34
+ Voce 160 b) (parziale) Altre spese amministrative (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) -192 -28
+ Voce 170 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Altri accantonamenti netti (Fondo di solidarietà indennizzi
obbligazionisti subordinati)
- 6
+ Voce 170 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) -488 19
+ Voce 180 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Oneri di integrazione) -17 -16
+ Voce 190 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Oneri di integrazione) -49 -30
+ Voce 200 (parziale) Altri proventi (oneri) di gestione (Recuperi costi da Società del Gruppo) 14 13
+ Voce 270 (parziale) Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Altri accantonamenti netti Fondo di solidarietà
indennizzi obbligazionisti subordinati)
- -2
+ Voce 270 (parziale) Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Oneri di integrazione) 585 27
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -74 -91
+ Voce 30 (parziale) Margine di interesse (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) -69 -100
+ Voce 190 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) -8 -9
+ Voce 100 a) (parziale) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (Effetti economici
dell'allocazione dei costi di acquisizione)
-34 -27
+ Voce 270 (parziale) Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) 37 45

(milioni di euro)
Voci 2020 2019
Riesposto
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -366 -265
+ Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: b)
attività valutate obbligatoriamente al fair value - Oneri riguardanti il sistema bancario
-27 14
+ Voce 160 b) (parziale) Altre spese amministrative (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) -516 -407
+ Voce 270 (parziale) Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) 168 132
+ Voce 270 (parziale) Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Rettifiche di valore nette su attività finanziarie -
Investimenti per la stabilità del sistema bancario)
9 -4
Rettifiche di valore dell'avviamento, delle altre attività intangibili e delle partecipazioni di controllo (al netto delle imposte) -1.261 -67
Voce 240 Rettifiche di valore dell'avviamento -1.155 -
+ Voce 220 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (Impairment su partecipazioni di controllo) -176 -67
+ Voce 270 (parziale) Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Rettifiche di valore dell'avviamento) 69 -
+ Voce 270 (parziale) Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Utile/Perdite delle partecipazioni - Impairment di
partecipazioni di controllo)
1 -
Risultato netto 679 3.084

Altri allegati

Corrispettivi di revisione contabile e dei servizi diversi dalla revisione ai sensi dell'art. 149 duodecies del Regolamento Consob n. 11971

Tipologia di servizi INTESA SANPAOLO (milioni di euro)
SOCIETA' DEL GRUPPO(*)
KPMG Rete KPMG KPMG Rete KPMG
Revisione contabile (**) 11,95 - 11,66 -
Servizi di attestazione (***) 7,14 - 5,03 -
Altri servizi:
procedure di verifica concordate 0,88 - 0,61 -
dichiarazione consolidata non finanziaria 0,17 - 0,09 -
Totale 20,14 - 17,39 -

(*) Società del Gruppo controllate e altre società consolidate.

(**) Comprensivi dei costi per revisione legale e revisione volontaria. Non sono inclusi i costi per la revisione dei fondi non consolidati per un controvalore di circa 8,3 milioni di euro.

(***) Comprensivi dei costi di revisione, su base volontaria, per l'informativa "Pillar 3"

Corrispettivi al netto di IVA, spese vive e Contributo Consob.

Glossario

ABS – Asset Backed Securities

Strumenti finanziari il cui rendimento e rimborso sono garantiti da un portafoglio di attività (collateral) dell'emittente (solitamente uno Special Purpose Vehicle – SPV), destinato in via esclusiva al soddisfacimento dei diritti incorporati negli strumenti finanziari stessi. Esempi di attività poste a garanzia (collateral) sono i mutui ipotecari, i crediti vantati da società di emissione di carte di credito, i crediti commerciali a breve termine, i finanziamenti per acquisto di auto.

ABS di receivables

Titoli ABS il cui collateral è costituito da crediti.

Acquisition finance

Finanziamenti al servizio di operazioni di acquisizioni aziendali.

Additional return

Forma di remunerazione dei titoli junior rivenienti da operazioni di cartolarizzazione. Tali titoli, in aggiunta ad una cedola fissa, maturano proventi periodici (trimestrali, semestrali, ecc.) il cui importo è funzione del margine economico prodotto dall'operazione (riflettente a sua volta la performance delle attività cartolarizzate).

Advisor

Intermediario finanziario che assiste l'Autorità Governativa o le società coinvolte in privatizzazioni o altre operazioni di corporate finance, i cui compiti vanno dalla predisposizione di perizie valutative, alla stesura di documenti e consulenza generale in relazione alla specifica operazione.

AIRB (Advanced Internal Rating Based) Approach

Approccio dei rating interni nell'ambito del Nuovo Accordo di Basilea che si distingue nei metodi base (IRB) e avanzato. Il metodo avanzato è utilizzabile solo dagli istituti che soddisfino requisiti minimi più stringenti rispetto all'approccio base. In questo caso tutte le stime degli input (PD, LGD, EAD, Maturity) per la valutazione del rischio di credito avvengono internamente. Nel metodo base solo la PD è invece stimata dalla Banca.

ALM – Asset & Liability Management

Gestione integrata dell'attivo e del passivo finalizzata ad allocare le risorse in un'ottica di ottimizzazione del rapporto rischiorendimento.

ALT-A Agency

Titoli con collaterale rappresentato da mutui c.d Alt-A garantiti da Agenzie Governative specializzate.

ALT- A - Alternative A Loan

Mutui residenziali generalmente di qualità "primaria"; tuttavia, il ratio LTV, la documentazione fornita, la situazione lavorativa / occupazionale, il tipo di proprietà o altri fattori, non permettono di qualificarli come contratti standard utilizzabili nell'ambito di programmi di sottoscrizione.

La mancanza di tutta la documentazione richiesta è la principale motivazione che porta a classificare un credito come "Alt-A".

Alternative investment

Gli investimenti alternativi comprendono una vasta gamma di forme di investimento tra cui anche investimenti di private equity (vedi) e investimenti in hedge funds (vedi).

Altre parti correlate – stretti familiari

Si devono intendere per "stretti familiari" di un soggetto quei familiari che ci si attende possano influenzare, o essere influenzati dal soggetto interessato nei loro rapporti con l'entità. Essi includono il convivente (incluso il coniuge non legalmente separato) ed i figli del soggetto, i figli del convivente e le persone a carico del soggetto o del convivente.

AP – Attachment Point

Livello oltre il quale un venditore di protezione (protection seller) coprirà le perdite sopportate da un acquirente di protezione (protection buyer). E' tipicamente utilizzato in CDO sintetici.

Arrangement (commissione di)

Commissione avente carattere di compenso per il lavoro di consulenza ed assistenza nella fase di strutturazione ed organizzazione di un finanziamento.

Arranger

Nel settore della finanza strutturata è la figura che – pur sotto varie forme e con diverse configurazioni di incarico (mandated lead arranger, joint lead arranger, sole arranger ecc.) – opera come coordinatore degli aspetti organizzativi dell'operazione.

Asset allocation

Decisioni di investimento in mercati, aree geografiche, settori, prodotti.

Asset management

Attività rivolta alla gestione e amministrazione, sotto varie forme di risorse patrimoniali affidate dalla clientela.

AT1

Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 - AT1). Nella categoria dell'AT1 vengono in genere ricompresi gli strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie (che sono computabili nel Common Equity) e che rispettano i requisiti normativi per l'inclusione in tale livello dei Fondi propri (ad esempio le azioni di risparmio).

Attività intangibile o immateriale

Un'attività immateriale è un'attività non monetaria identificabile priva di consistenza fisica.

Attualizzazione

Processo di determinazione del valore attuale di un pagamento o di flussi di pagamenti da ricevere in futuro

Audit

Nelle società quotate è l'insieme dei momenti di controllo sull'attività e sulla contabilità societaria che viene svolto sia da strutture interne (internal audit) sia da società di revisione indipendenti (external audit).

AVA (Additional Valuation Adjustment)

Aggiustamenti di valutazione supplementari necessari per adattare il valore equo al valore prudente delle posizioni. Per effettuare una prudent valuation delle posizioni misurate al fair value, l'EBA prevede due metodologie di calcolo dell'AVA (Simplified approach e Core approach). I requisiti per la valutazione prudente si applicano a tutte le posizioni valutate al valore equo indipendentemente dal fatto che siano detenute o meno nel portafoglio di negoziazione, dove il termine «posizione» si riferisce unicamente a strumenti finanziari e merci.

AUM Asset under management

Valore di mercato complessivo delle attività quali depositi, titoli e fondi gestiti dal Gruppo per conto della clientela

β

Coefficiente beta di un emittente o di un gruppo di emittenti comparabili, espressione dell'interrelazione tra il rendimento effettivo di un titolo di capitale e il rendimento complessivo del mercato di riferimento.

Back office

La struttura di una società bancaria o finanziaria che si occupa della trattazione di tutte le operazioni che vengono effettuate dalle unità operative (front office).

Backtesting

Analisi retrospettive volte a verificare l'affidabilità delle misurazioni delle fonti di rischio associate alle posizioni dei portafogli di attività.

Banking book

Solitamente riferito a titoli o comunque a strumenti finanziari in genere, identifica la parte di tale portafoglio destinato all'attività "proprietaria".

Basis swap

Contratto che prevede lo scambio, tra due controparti, di pagamenti legati a tassi variabili basati su un diverso indice.

Best practice

In genere identifica un comportamento commisurato al miglior livello raggiunto dalle conoscenze riferite ad un certo ambito tecnico/professionale.

Bid-ask spread

E' la differenza rilevabile tra i prezzi denaro e lettera su un determinato strumento finanziario o gruppo di strumenti finanziari.

Bookrunner

Vedi Lead manager e Joint lead manager.

Brand name

Il "brand name" rientra tra le attività immateriali legate al marketing identificate dall'IFRS 3 quale potenziale attività immateriale rilevabile in sede di purchase price allocation. Il termine "brand" non è usato nei principi contabili in una accezione restrittiva come sinonimo di "logo" e "nome", ma piuttosto come termine generale di marketing che definisce quell'insieme di asset intangibili fra loro complementari (tra cui, oltre al nome e al logo, le competenze, la fiducia riposta dal consumatore, la qualità dei servizi, ecc.) che concorrono a definire il c.d. "brand equity".

Budget

Stato previsionale dell'andamento dei costi e dei ricavi futuri di un'azienda.

Business combinations

Ai sensi del principio contabile internazionale IFRS 3, operazione o altro evento in cui un acquirente acquisisce il controllo di una o più attività aziendali.

Business model

E il modello di business con cui sono gestiti gli strumenti finanziari

Per quanto riguarda il business model, l'IFRS 9 individua tre fattispecie in relazione alla modalità con cui sono gestiti i flussi di cassa e le vendite delle attività finanziarie: Hold to Collect (HTC), Hold to Collect and Sell (HTCS), Others/Trading.

CAGR (compound annual growth rate)

Tasso di crescita annuale composto di un investimento in un determinato periodo di tempo. Se n è il numero di anni il CAGR è calcolato nel seguente modo: (Valore corrente/Valore iniziale)^(1/n) -1.

Capital Asset Pricing Model (CAPM)

Modello che consente di determinare il "costo opportunità", ovvero l'ammontare del reddito di esercizio necessario a remunerare il costo del capitale.

Capital structure

Costituisce l'insieme di tutte le varie classi di obbligazioni (tranche) emesse da un veicolo (SPV), garantite dal portafoglio acquisito, che hanno rischi e rendimenti diversi per soddisfare le esigenze di diverse categorie di investitori. I rapporti di subordinazione tra le varie tranche sono regolati da una serie di norme che specificano la distribuzione delle perdite generate dal collateral:

Equity Tranche (B): rappresenta la porzione più rischiosa del portafoglio, anche conosciuta come "first loss" ed è subordinata a tutte le altre tranche; essa pertanto sopporta per prima le perdite che si possono verificare nel corso del recupero delle attività sottostanti. Mezzanine Tranche (B): rappresenta la tranche con grado di subordinazione intermedio tra quello della tranche equity e quello della tranche senior. La tranche mezzanine è di regola suddivisa in 2-4 tranche con gradi diversi di rischio, subordinate le une alle altre. Esse tipicamente si contraddistinguono per un rating compreso nel range BBB-AAA.

Senior/Supersenior Tranche (B): rappresenta la tranche con il più elevato grado di credit enhancement ovvero il maggiore grado di privilegio in termini di priorità di remunerazione e rimborso. Essa è comunemente denominata anche super senior tranche e, se rated, presenta un rating superiore ad AAA essendo la stessa senior rispetto alla tranche mezzanine AAA.

Captive

Termine genericamente riferito a "reti" o società che operano nell'esclusivo interesse dell'azienda o del gruppo di appartenenza.

Carry trade

Il carry trade consiste in un'operazione finanziaria con la quale ci si approvvigiona di fondi in un Paese a costo del denaro basso e si impiegano poi queste disponibilità in un Paese con alti tassi di interesse avvalendosi della differenza di rendimento.

Cartolarizzazione

Operazione di trasferimento del rischio relativo ad attività finanziarie o reali a una Società veicolo, effettuata mediante la cessione delle attività sottostanti ovvero mediante l'utilizzo di contratti derivati. In Italia la materia è regolata principalmente dalla L.30.4.1999, n. 130.

Cash flow hedge

E' la copertura dell'esposizione alla variabilità dei flussi di cassa riconducibili ad un particolare rischio.

Cash generating unit (CGU ovvero unità generatrice di flussi finanziari)

Rappresenta il più piccolo gruppo identificabile di attività che genera flussi finanziari in entrata che sono ampiamente indipendenti dai flussi finanziari in entrata generati da altre attività o gruppi di attività.

Cash management

Servizio bancario che, oltre a porre a disposizione delle imprese un insieme di informazioni sullo stato dei rapporti intrattenuti con la banca, costituisce uno strumento operativo che consente alle imprese l'esecuzione di trasferimenti di fondi e, quindi, una più efficiente gestione della tesoreria.

Certificates

Strumenti finanziari contrattualmente configurabili come derivati di natura opzionale che replicano l'andamento di un'attività sottostante. Mediante l'acquisto di un certificate l'investitore consegue il diritto di ricevere ad una certa data una somma parametrata al valore del sottostante. I certificates, in altre parole, consentono all'investitore di acquisire una posizione indiretta sull'attività sottostante. In alcuni casi, tramite la struttura opzionale, l'investitore può ottenere la protezione totale o parziale del capitale investito che si concretizza nella restituzione, totale o parziale, dei premi pagati qualunque sia l'andamento dei parametri prefissati nei contratti stessi.

I certificates sono strumenti cartolarizzati, in quanto tali sono liberamente negoziabili secondo le modalità dei titoli di credito (sono negoziati sul mercato SeDeX - Securitised Derivatives Exchange - gestito da Borsa Italiana e sul mercato EuroTLX).

Cessione pro-soluto

Trasferimento di un credito senza che il cedente offra alcuna garanzia nel caso in cui il debitore non adempia. Il cedente garantisce dunque al cessionario solo l'esistenza del credito ceduto e non anche la solvibilità del debitore.

Cessione pro-solvendo

Trasferimento di un credito in cui il cedente è garante del pagamento per il terzo obbligato. Il cedente garantisce dunque al cessionario sia l'esistenza del credito ceduto che la solvibilità del debitore.

CCF - Credit Conversion Factor (Fattore di Conversione Creditizio)

Nella determinazione del rischio creditizio, il CCF è il fattore che permette di trasformare l'EAD (Exposure At Default) di una esposizione fuori bilancio in quella di una esposizione per cassa. Ove la banca non utilizzi modelli interni per stimare tali fattori (CCF interni), essi vengono indicati come segue dalle regole di vigilanza (CCF regolamentari):

a) 100 % nel caso di elemento a rischio pieno;

b) 50 % nel caso di elemento a rischio medio;

c) 20 % nel caso di elemento a rischio medio-basso;

d) 0 % nel caso di elemento a rischio basso.

CCP (Central Counterparty Clearing House)

La controparte centrale è il soggetto che, in una transazione, si interpone tra due contraenti evitando che questi siano esposti al rischio di inadempienza della propria controparte contrattuale e garantendo il buon fine dell'operazione. La controparte centrale si tutela dal conseguente rischio assunto raccogliendo garanzie (in titoli e contante, cc.dd. margini) commisurate al valore dei contratti garantiti e al rischio inerente. Il servizio di controparte centrale può essere esercitato, oltre che sui mercati che prevedono espressamente tale servizio, anche in riferimento a transazioni condotte fuori dai mercati regolamentati (c.d. transazioni over the counter – OTC).

CDO – Collateralised Debt Obligation

Strumenti finanziari emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione, garantiti da un portafoglio costituito da crediti, titoli obbligazionari e altre attività finanziarie (incluse tranche di cartolarizzazioni). Nel caso dei CDO sintetici, il trasferimento del rischio avviene tramite il ricorso a derivati di credito in luogo della vendita di attività (CDO cash).

CDS su indici ABX

Gli indici ABX rientrano nella tipologia degli Indici su ABS. Ogni ABX si riferisce ad un basket di 20 reference obligations appartenenti ad uno specifico settore di ABS. Ogni ABX (per un totale di cinque) riproduce una classe di rating (AAA, AA, A, BBB, and BBB-).

In particolare, l'indice ABX.HE, emesso il 19 Gennaio 06 (Annex Date) è costituito da reference obligation del settore home equity degli ABS (Residential Mortgage - Backed Security – RMBS). Il CDS su un ABX.HE copre pertanto il rischio di credito degli RMBS sottostanti ovvero il rischio relativo alle 20 reference obligations che costituiscono l'indice.

Per gli ABX il mercato, di fatto, non fornisce la valutazione delle curve di credito ma direttamente la valutazione dei prezzi. Il settlement ammesso per i contratti sugli Indici ABX, come riportato nella documentazione ISDA 2005, è il PAUG (Pay As You Go); esso prevede che il venditore di protezione paghi, all'acquirente di protezione, le perdite subite man mano che queste si verificano, senza però determinare la chiusura del contratto.

Occorre tenere presente che la copertura realizzata tramite acquisto di indici ABX, anche se strutturata in modo da corrispondere al meglio alle caratteristiche del portafoglio coperto, resta comunque soggetta ai cosiddetti rischi di base. In altre parole, non essendo una copertura specifica delle singole posizioni, essa può generare volatilità a conto economico nelle fasi di non perfetta correlazione tra prezzi dell'indice e valori di mercato delle posizioni coperte.

CLO - Collateralised Loan Obligation

Trattasi di CDO con collaterale rappresentato da finanziamenti concessi a nominativi Corporates.

CMBS - Commercial Mortgage-Backed Securities

Operazioni di cartolarizzazione di crediti garantiti da ipoteche su immobili aventi natura commerciale.

CMO - Collateralised Mortgage Obligation

Titoli emessi a fronte di mutui ipotecari in cui l'ammontare complessivo dell'emissione è frazionato in tranche con differente scadenza e rendimento. Le tranche sono ripagate secondo un ordine specificato all'emissione.

Commercial paper

Titoli a breve termine emessi per raccogliere fondi di terzi sottoscrittori in alternativa ad altre forme di indebitamento.

Consumer ABS

ABS il cui collaterale è costituito da crediti al consumo.

Core Business

Attività principale verso la quale sono orientate le scelte strategiche e le politiche aziendali.

Core deposits

I "core deposits" rappresentano un'attività immateriale legata alle relazioni con la clientela ("customer related intangible"), generalmente rilevata in aggregazioni in campo bancario. Il valore di tale intangibile è di fatto inerente i benefici futuri di cui l'acquirente delle masse raccolte potrà beneficiare grazie al fatto che si tratta di una forma di raccolta che presenta costi normalmente inferiori a quelli di mercato. In sostanza l'acquirente può disporre di una massa di raccolta per la propria attività creditizia e per investimenti il cui tasso di remunerazione è, in condizioni normali, inferiore ai tassi di mercato.

Common equity tier 1 ratio (CET1 Ratio)

E' il rapporto tra il Capitale primario di classe 1 (CET1) ed il totale delle attività a rischio ponderate.

Corporate

Fascia di clientela corrispondente alle imprese di medie e grandi dimensioni (mid-corporate, large corporate).

Cost income ratio

Indice economico rappresentato dal rapporto tra gli oneri operativi ed i proventi operativi netti.

Costo ammortizzato

Differisce dal costo in quanto prevede l'ammortamento progressivo del differenziale tra il valore di iscrizione ed il valore nominale di un'attività o una passività sulla base del tasso effettivo di rendimento.

Costi della transazione

Costi marginali direttamente attribuibili all'acquisizione, all'emissione o alla dismissione di un'attività o passività finanziaria. E' un costo che non sarebbe stato sostenuto se l'entità non avesse acquisito emesso o dismesso lo strumento finanziario.

Covenant

Il covenant è una clausola, concordata esplicitamente in fase contrattuale, che riconosce al soggetto finanziatore il diritto di rinegoziare o revocare il credito al verificarsi degli eventi nella clausola stessa, collegando le performance economico-finanziarie del debitore ad eventi risolutivi/modificativi delle condizioni contrattuali (scadenza, tassi, ecc.).

Coverage ratio

Rappresenta la copertura percentuale della rettifica di valore a fronte dell'esposizione lorda.

Covered bond

Speciale obbligazione bancaria che, oltre alla garanzia della banca emittente può usufruire anche della garanzia di un portafoglio di mutui ipotecari od altri prestiti di alta qualità ceduti, per tale scopo, ad un'apposita società veicolo.

CPPI (Constant Proportion Insurance Portfolio)

Tecnica consistente nel formare un portafoglio composto da due asset, uno non rischioso avente un certo tasso di rendimento (risk free) e uno rischioso con un rendimento considerato tendenzialmente superiore. L'obiettivo della procedura di ribilanciamento è quello di evitare che il valore del portafoglio scenda sotto un valore prefissato (floor) che cresce nel tempo al tasso risk free e coincide a scadenza con il capitale da garantire.

Credit default swap/option

Contratto col quale un soggetto, dietro pagamento di un premio, trasferisce ad un altro soggetto il rischio creditizio insito in un prestito o in un titolo, al verificarsi di un determinato evento legato al deterioramento del grado di solvibilità del debitore (nel caso della option occorre anche l'esercizio del diritto da parte dell'acquirente dell'opzione).

Credit derivatives

Contratti derivati che hanno l'effetto di trasferire rischi creditizi. Sono prodotti che permettono agli investitori di effettuare arbitraggi e/o coperture sul mercato dei crediti con ricorso prevalentemente a strumenti diversi dalla liquidità, di assumere esposizioni creditizie diversificate per durata e intensità, di modificare il profilo di rischio di un portafoglio, di separare i rischi di credito dagli altri rischi di mercato.

Credit enhancement

Tecniche e strumenti utilizzati dagli emittenti per migliorare il rating delle loro emissioni (costituzione di depositi a garanzia, concessione di linee di liquidità, ecc.).

Credit/emerging markets (Fondi)

Fondi che investono in titoli esposti al rischio di credito in quanto emessi da emittenti finanziari, corporate ovvero residenti in paesi emergenti.

Credit-linked notes

Assimilabili a titoli obbligazionari emessi dall'acquirente di protezione o da una società veicolo i cui detentori (venditori di protezione) – in cambio di un rendimento pari alla somma del rendimento di un titolo di pari durata e del premio ricevuto per la copertura del rischio di credito – assumono il rischio di perdere (totalmente o parzialmente) il capitale a scadenza ed il connesso flusso di interessi al verificarsi di un determinato evento.

Credit Risk Adjustment (CRA)

Tecnica che mira ad evidenziare la penalizzazione dovuta al merito creditizio della controparte ed utilizzata nella determinazione del fair value degli strumenti finanziari derivati non quotati.

Credit spread option

Contratto col quale l'acquirente di protezione si riserva il diritto, dietro il pagamento di un premio, di riscuotere dal venditore di protezione una somma dipendente dalla differenza positiva, tra lo spread di mercato e quello fissato nel contratto, applicata al valore nozionale dell'obbligazione.

Credito scaduto

Le "esposizioni scadute" corrispondono alle esposizioni deteriorate scadute e/o sconfinanti in via continuativa da oltre 90 giorni, secondo la definizione prevista nelle vigenti segnalazioni di vigilanza.

CreditVaR

Valore che indica per un portafoglio crediti la perdita inattesa in un intervallo di confidenza e in un determinato orizzonte di tempo. Il CreditVaR viene stimato mediante la distribuzione dei valori delle perdite e rappresenta la differenza fra il valor medio della distribuzione e il valore in corrispondenza di un determinato percentile (solitamente il 99,9%) il quale è una funzione del grado di propensione al rischio della Banca.

Cross selling

Attività finalizzata alla fidelizzazione della clientela tramite la vendita di prodotti e servizi tra loro integrati.

CRM – Credit Risk Mitigation

Tecniche utilizzate dagli enti per ridurre il rischio di credito associato alle esposizioni da essi detenute.

CRP (Country Risk Premium)

Premio per il rischio Paese; esprime la componente del costo del capitale volta a remunerare specificamente il rischio implicito di un definito Paese (ossia il rischio connesso all'instabilità economico-finanziaria, politica e valutaria).

CR01

Riferito ad un portafoglio creditizio, sta ad indicare la variazione di valore che subirebbe in conseguenza dell'aumento di un punto base degli spread creditizi.

CSA (Credit Support Annex)

Documento tramite il quale le controparti che negoziano uno strumento derivato over-the-counter stabiliscono i termini di contribuzione e trasferimento delle garanzie sottostanti al fine di mitigare il rischio di credito nel caso di posizione "in the money" dello strumento stesso. Tale documento, sebbene non obbligatorio ai fini della transazione, rappresenta una delle quattro componenti che contribuiscono alla definizione del Master Agreement secondo gli standard stabiliti dalla ISDA ("Internation Swaps and Derivatives Association").

Data di riclassificazione

Primo giorno del primo periodo di riferimento successivo al cambiamento del modello di business che ha comportato la riclassificazione delle attività finanziarie.

Default

Identifica la condizione di dichiarata impossibilità ad onorare i propri debiti e/o il pagamento dei relativi interessi.

Delinquency

Stato di irregolarità dei pagamenti ad una certa data, di regola fornita a 30, 60 e 90 giorni.

Delta

Valore riferito ad un'opzione che esprime la sensibilità del prezzo del titolo sottostante. Nelle opzioni call il delta è positivo, poiché all'aumentare del prezzo del titolo sottostante, il prezzo dell'opzione aumenterà. Nel caso di un'opzione put il delta è negativo, in quanto un rialzo del prezzo del titolo sottostante genera una riduzione nel prezzo dell'opzione.

Derivati embedded o incorporati

I derivati embedded o incorporati sono clausole (termini contrattuali) incluse in uno strumento finanziario, che producono effetti uguali a quelli di un derivato autonomo.

Desk

Generalmente identifica una unità operativa presso la quale è accentrata una particolare attività.

Dinamica della provvista

Somma di depositi in conto corrente (c/c liberi ed assegni circolari), depositi rimborsabili con preavviso (depositi a risparmio liberi), depositi con durata prestabilita (c/c e depositi a risparmio vincolati, certificati di deposito), pronti contro termine ed obbligazioni (inclusi i prestiti subordinati). Ogni forma tecnica, ad eccezione delle obbligazioni, è rilevata su clientela residente in Italia, esclusa l'Amministrazione centrale, in euro e valuta. Le obbligazioni si riferiscono al valore complessivo dei titoli di debito, indipendentemente dalla residenza e dal settore di appartenenza del detentore.

Directional (Fondi)

Fondi che investono in strumenti finanziari traendo profitto da movimenti di mercato di tipo direzionale talvolta legati ad analisi di tipo macroeconomico.

Domestic Currency Swap

Contratto regolato in euro il cui effetto economico è uguale a quello di un acquisto o di una vendita a termine di una divisa in cambio di valuta nazionale. Alla data di scadenza viene regolato in euro il differenziale fra il cambio a termine implicito nel contratto ed il cambio corrente a pronti.

Duration

Costituisce un indicatore del rischio di tasso d'interesse a cui è sottoposto un titolo o un portafoglio obbligazionario. Nella sua configurazione più frequente è calcolato come media ponderata delle scadenze dei pagamenti per interessi e capitale associati ad un titolo obbligazionario.

EAD – Exposure At Default

Relativa alle posizioni in o fuori bilancio, è definita come la stima del valore futuro di un'esposizione al momento del default del debitore. Sono legittimate a stimare l'EAD solo le banche che soddisfano i requisiti per l'adozione dell'approccio IRB Advanced. Per le altre è necessario fare riferimento alle stime regolamentari.

ECAI – External Credit Assessment Institution

Agenzia esterna per la valutazione del merito di credito.

EDF – Expected Default Frequency

Frequenza di default, normalmente rilevata su un campione interno o esterno alla banca, che rappresenta il livello di rischio medio associabile a una controparte.

EHQLA (Extremely High Quality Liquid Asset)

Attività vincolate che sono nozionalmente ammissibili alla qualifica di attività aventi una liquidità e una qualità creditizia elevatissima; le EHQLA e le HQLA vincolate nozionalmente ammissibili sono le attività elencate agli articoli 11, 12 e 13 del regolamento delegato (UE) 2015/61 della Commissione.

Embedded value

Trattasi di una misura del valore intrinseco di una compagnia di assicurazione vita. Viene calcolato come somma del patrimonio netto rettificato e dei flussi attualizzati rappresentativi dei margini reddituali lungo un periodo esprimente la durata residua del portafoglio polizze in essere al momento della valutazione.

Eonia (Euro overnight index avarage)

Media ponderata dei tassi overnight comunicati alla BCE da un campione di banche operanti nell'area dell'Euro.

Equity hedge / long-short (Fondi)

Fondi che investono prevalentemente in titoli azionari con la possibilità di creare strategie di copertura tramite short sales dei titoli stessi ovvero strategie in contratti derivati su titoli o su indici di mercato.

Equity origination

Incremento del capitale di rischio di una società effettuato mediante l'organizzazione di un'operazione di emissione di nuovi titoli azionari.

ERP (Equity Risk Premium)

Premio per il rischio richiesto dagli investitori nel mercato di riferimento, ISP utilizza quello calcolato con criterio storico (media geometrica del periodo 1928-2009 della differenza fra i rendimenti azionari e quelli risk free) dalla New York University – Stern School of Business.

Esotici (derivati)

Strumenti non standard, non quotati sui mercati regolamentati, il cui prezzo è funzione di modelli matematici.

ETD – Exchange Trade Derivatives

Contratti derivati standard (futures e opzioni su diverse tipologie di sottostanti) scambiati su mercati regolamentati.

EVA (Economic Value Added)

L'indicatore fotografa la quantità di valore che è stato creato (se positivo) o distrutto (se negativo) dalle imprese. A differenza degli altri parametri che misurano le performance aziendali, l'EVA è calcolato al netto del costo del capitale di rischio, cioè dell'investimento effettuato dagli azionisti.

Event driven (Fondi)

Fondi che investono in opportunità determinate da eventi significativi riguardanti la sfera societaria quali, tra gli altri, fusioni ed acquisizioni, default e riorganizzazioni.

EVT – Extreme Value Theory

Metodologie statistiche che trattano delle deviazioni estreme ipotizzabili rispetto alla distribuzione probabile media di determinati eventi.

Expected Credit Losses (ECL)

Rettifiche di valore attese su crediti, determinate considerando informazioni ragionevoli e dimostrabili su eventi passati, condizioni attuali e previsioni delle condizioni economiche future.

Calcolata come la differenza tra tutti i flussi contrattuali che sono dovuti all'entità conformemente al contratto e tutti i flussi finanziari che l'entità si aspetta di ricevere (ossia tutti i mancati incassi) attualizzati al tasso d'interesse effettivo originario (o al tasso di interesse effettivo corretto per il credito per le attività finanziarie deteriorate acquistate o originate).

Expected loss a 12 mesi

Porzione della perdita attesa lifetime che si realizza se il default avviene nei 12 mesi della data di reporting (o periodo più breve se la vita attesa è inferiore ai 12 mesi), ponderata per la probabilità di detto default.

Facility (commissione di)

Commissione calcolata con riferimento all'ammontare degli utilizzi di un finanziamento.

Factoring

Contratto di cessione di crediti commerciali attivato da società specializzate, ai fini di gestione e d'incasso, al quale, di norma, può associarsi un finanziamento a favore del cedente.

Fair value

E' il corrispettivo al quale un'attività potrebbe essere scambiata o una passività estinta, in una libera transazione tra parti consapevoli ed indipendenti.

Fair value hedge

E' la copertura dell'esposizione alla variazione del fair value di una posta di bilancio attribuibile ad un particolare rischio.

Fair Value Option (FVO)

La Fair Value Option costituisce un'opzione per la classificazione di uno strumento finanziario.

Attraverso l'esercizio dell'opzione anche uno strumento finanziario non derivato e non detenuto con finalità di trading può essere valutato al fair value con imputazione a conto economico.

Fairness/Legal opinion

Parere rilasciato, su richiesta, da esperti di riconosciuta professionalità e competenza, in merito alla congruità delle condizioni economiche e/o alla legittimità e/o sugli aspetti tecnici di una determinata operazione.

Fattore "g" (tasso di crescita "g")

Rappresenta il fattore utilizzato per la proiezione in perpetuità dei flussi finanziari ai fini del cosiddetto "Terminal value".

FICO Score

Negli Stati Uniti la classificazione del credito (credit score) é espressa numericamente (usualmente un numero tra 300 e 850), ed è basata sull'analisi statistica di archivi creditizi relativi ai privati. Un FICO Score é un indicatore della qualità creditizia della controparte. Un erogatore di finanziamenti sotto forma di mutuo utilizzerà lo "score" per valutare il rischio potenziale rappresentato dal prenditore del credito, e l'appropriata quantificazione del prezzo del rischio.

FIFO: First In First Out

Criterio utilizzato per il riconoscimento a conto economico delle perdite attese (ECL) imputate su un titolo, al momento della sua vendita

Filtri prudenziali

Nell'ambito delle modalità di calcolo del patrimonio di vigilanza, correzioni apportate alle voci di bilancio, allo scopo di salvaguardare la qualità del patrimonio di vigilanza stesso e di ridurne la potenziale volatilità indotta dall'applicazione dei principi contabili internazionali "IAS/IFRS".

Fondi comuni armonizzati

Fondi comuni rientranti nell'ambito della direttiva CEE 20.12.1985, n. 611, e successive modificazioni, caratterizzati dalla forma aperta, dalla possibilità dell'offerta al pubblico delle quote e da taluni limiti agli investimenti. Con riferimento a questi ultimi si ricorda, tra l'altro, l'obbligo di investire prevalentemente in strumenti finanziari quotati.

Forward Rate Agreement

Vedi "Forwards".

Forwards

Contratti a termine su tassi di interesse, cambi o indici azionari, generalmente trattati su mercati over-the-counter, nei quali le condizioni vengono fissate al momento della stipula, ma la cui esecuzione avverrà ad una data futura predeterminata, mediante la ricezione od il pagamento di differenziali calcolati con riferimento a parametri diversi a seconda dell'oggetto del contratto.

Front office

Il complesso delle strutture operative destinate ad operare direttamente con la clientela.

Funding

Approvvigionamento, sotto varie forme, dei fondi necessari al finanziamento dell'attività aziendale o di particolari operazioni finanziarie.

Futures

Contratti a termine standardizzati, con cui le parti si impegnano a scambiarsi, a un prezzo predefinito e a una data futura, valori mobiliari o merci. Tali contratti di norma sono negoziati su mercati organizzati, dove viene garantita la loro esecuzione. Nella pratica, i futures su valori mobiliari spesso non implicano lo scambio fisico del sottostante valore.

FVTOCI: Fair Value Through Other Comprehensive Income

Modalità di rilevazione delle variazioni del fair value delle attività finanziarie nell'ambito del prospetto della redditività complessiva (quindi nel patrimonio netto) e non nel conto economico.

FVTPL: Fair Value Through Profit and Loss

Modalità di rilevazione delle variazioni del fair value degli strumenti finanziari con contropartita nel conto economico

Global custody

Complesso integrato di servizi comprendente, oltre alla custodia dei titoli, lo svolgimento delle attività di carattere amministrativo relative al regolamento titoli, incassi e pagamenti, banca depositaria, gestione della liquidità non investita, nonché varie forme di reporting sulla performance del portafoglio.

Gmsla

Global Master Securities Lending Agreement: si tratta di contratti di marginazione utilizzati per la mitigazione del rischio di controparte di operazioni di prestito titoli

Gmra

Global Master Repurchase Agreement: si tratta di contratti di marginazione utilizzati per la mitigazione del rischio di controparte di operazioni di pronti contro termine

Goodwill

Identifica l'avviamento pagato per l'acquisizione di una interessenza partecipativa.

Governance

Identifica l'insieme degli strumenti e delle norme che regolano la vita societaria con particolare riferimento alla trasparenza dei documenti e degli atti sociali ed alla completezza dell'informativa al mercato.

Grandfathering

La nuova composizione dei fondi propri secondo Basilea 3 ed altre disposizioni di minore rilevanza entreranno a regime dopo un periodo di transizione. In particolare, i vecchi strumenti ammessi nel patrimonio di vigilanza da Basilea 2 e non più ammessi da Basilea 3 saranno eliminati progressivamente (periodo cosiddetto di grandfathering).

Greca

Identifica la situazione di maggiore o minore sensibilità con la quale un contratto derivato, tipicamente un'opzione, reagisce a variazioni di valore del sottostante o di altri parametri di riferimento (tipicamente le volatilità implicite, i tassi di interesse, i prezzi azionari, i dividendi, le correlazioni).

Hedge accounting

Regole relative alla contabilizzazione delle operazioni di copertura.

Hedge fund

Fondo comune di investimento che impiega strumenti di copertura allo scopo di raggiungere un risultato migliore in termini di rapporto tra rischio e rendimento.

HELS – Home Equity Loans

Mutui erogati sino al valore di mercato corrente dell'immobile (quindi con un Loan to value superiore alle soglie ordinarie), a fronte di ipoteche sia di primo che di secondo grado. Standard & Poor's considera sostanzialmente sinonimi Subprime e Home Equity Loan qualora i prenditori di questi ultimi abbiano un credit scoring basso (FICO<659).

HQLA (High Quality Liquid Asset)

Attività vincolate che sono nozionalmente ammissibili alla qualifica di attività aventi una liquidità e una qualità creditizia elevata; le EHQLA e le HQLA vincolate nozionalmente ammissibili sono le attività elencate agli articoli 11, 12 e 13 del regolamento delegato (UE) 2015/61 della Commissione.

HY CBO - High Yield Collateralized Bond Obligation

Trattasi di CDO con collaterale rappresentato da titoli High Yield (ad elevato rendimento).

IAS/IFRS

I principi IAS (International Accounting Standards) sono emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB). I principi emanati successivamente al luglio 2002 sono denominati IFRS (International Financial Reporting Standards).

IASB (International Accounting Standard Board)

Lo IASB (in passato, denominato IASC) è responsabile dell'emanazione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS.

ICAAP (Internal Capital Adequacy Assessment Process)

La disciplina del "Secondo Pilastro" richiede alle banche di dotarsi di processi e strumenti di Internal Capital Adequacy Assessment Process, (ICAAP) per determinare il livello di capitale interno adeguato a fronteggiare ogni tipologia di rischio, anche diversi da quelli presidiati dal requisito patrimoniale complessivo ("Primo Pilastro"), nell'ambito di una valutazione dell'esposizione, attuale e prospettica, che tenga conto delle strategie e dell'evoluzione del contesto di riferimento.

IFRIC (International Financial Reporting Interpretations Committee)

Comitato dello IASB che statuisce le interpretazioni ufficiali dei principi contabili internazionali IAS/IFRS.

IMA Metodo dei modelli interni (Internal Models Approach)

Approccio per calcolare il requisito di capitale per il rischio di mercato utilizzando i modelli interni.

IMM (Internal Model Method)

Metodo per il calcolo delle Exposure at default, nell'ambito delle valutazioni sul rischio di controparte, tramite modelli interni basati sul concetto di Expected Positive Exposure.

Impairment

Con riferimento ad un'attività finanziaria, si individua una situazione di impairment quando il valore di bilancio di tale attività è superiore alla stima dell'ammontare recuperabile della stessa.

Imposte (attività e passività fiscali) differite

Le passività fiscali differite sono gli importi delle imposte sul reddito dovute negli esercizi futuri riferibili alle differenze temporanee imponibili.

Le attività fiscali differite sono gli importi delle imposte sul reddito recuperabili negli esercizi futuri riferibili a:

  • a) differenze temporanee deducibili;
  • b) riporto a nuovo di perdite fiscali non utilizzate; e
  • c) riporto a nuovo di crediti d'imposta non utilizzati.

Le differenze temporanee sono le differenze tra il valore contabile di un'attività o di una passività nello stato patrimoniale e il suo valore riconosciuto ai fini fiscali.

Le differenze temporanee possono essere:

  • a) differenze temporanee imponibili, cioè differenze temporanee che, nella determinazione del reddito imponibile (perdita fiscale) di esercizi futuri, si tradurranno in importi imponibili quando il valore contabile dell'attività o della passività sarà realizzato o estinto; o
  • b) differenze temporanee deducibili, cioè differenze temporanee che, nella determinazione del reddito imponibile (perdita fiscale) di esercizi futuri, si tradurranno in importi deducibili quando il valore contabile dell'attività o della passività sarà realizzato o estinto.

Incremento significativo del rischio di credito "SICR"

Criterio utilizzato per verificare il passaggio di stage: se il rischio di credito dello strumento finanziario è significativamente aumentato dopo la rilevazione iniziale le rettifiche di valore sono pari alle perdite attese lungo tutta la vita dello strumento (lifetime ECL). La banca stabilisce che si è verificato un incremento significativo del rischio di credito sulla base di evidenze qualitative e quantitative. Si considera che le esposizioni abbiano subito un significativo incremento del rischio di credito quando:

  • la PD media ponderata lifetime incrementata oltre la soglia al momento dell'origination. Possono anche essere utilizzate altre misure del deterioramento della PD. Le relative soglie sono definite come incrementi percentuali e stabiliti ad un certo valoro o segmento;
  • si determina che le esposizioni abbiano un rischio di credito più elevato e siano soggette ad un monitoraggio più puntuale;
  • le esposizioni sono scadute da più di 30 giorni inteso come limite e non come indicatore primario.

Incurred loss

Perdita già insita nel portafoglio, ma non ancora identificabile a livello di singolo credito, definita anche "incurred but not reported loss". Rappresenta il livello di rischio insito nel portafoglio crediti in bonis e costituisce l'indicatore di base per il dimensionamento dello stock di rettifiche forfetarie appostato in bilancio.

Index linked

Polizze la cui prestazione a scadenza dipende dall'andamento di un parametro di riferimento che può essere un indice azionario, un paniere di titoli o un altro indicatore.

Indici CMBX

Come ABX, si differenzia per il fatto che le reference enitities sono costituite da CMBS.

Internal dealing

Operazioni poste in essere tra distinte unità operative della stessa azienda. Il relativo materiale documentale assume rilevanza contabile e contribuisce a determinare la posizione (di negoziazione – trading – o di protezione -hedging) delle singole unità che l'hanno concluso.

Intraday

Si dice di operazione di investimento/disinvestimento effettuata nel corso della stessa giornata di contrattazione di un titolo. Il termine è anche impiegato con riferimento a prezzi quotati durante la giornata.

Investimenti immobiliari

Si intendono gli immobili posseduti per ricavarne reddito e/o beneficiare dell'incremento di valore.

Investment grade

Termine utilizzato con riferimento a titoli obbligazionari di alta qualità che hanno ricevuto un rating medio-alto (ad esempio non inferiore a BBB nella scala di Standard & Poor's).

IRC – Incremental Risk Charge

Massima perdita potenziale del portafoglio di trading dovuta a un upgrade/downgrade e fallimento degli emittenti, riferita a un orizzonte temporale annuale, con intervallo di confidenza pari al 99,9%

IRS – Interest Rate Swap

Contratto che prevede lo scambio di flussi tra le controparti su un determinato nozionale con tasso fisso/variabile o variabile/variabile.

ISDA - International Swaps and Derivatives Association

Associazione dei partecipanti al mercato dei derivati over-the-counter. Ha sede a New York e ha creato un contratto standardizzato per concludere transazioni in derivati.

Joint venture

Accordo tra due o più imprese per lo svolgimento di una determinata attività economica attraverso, solitamente, la costituzione di una società per azioni.

Junior

In una operazione di cartolarizzazione è la tranche più subordinata dei titoli emessi, che sopporta per prima le perdite che si possono verificare nel corso del recupero delle attività sottostanti.

Ke (Cost of Equity)

Costo del capitale proprio, è il rendimento minimo richiesto per investimenti di pari rischiosità.

Ke – g

Differenza fra il tasso di attualizzazione dei flussi e il tasso di crescita di lungo periodo; a parità di flussi se tale differenza diminuisce si incrementa il value in use.

Lambda (λ)

Coefficiente che misura l'esposizione specifica dell'oggetto della valutazione al rischio paese; nel modello utilizzato da Intesa Sanpaolo è stimato pari a 1, in quanto si presuppone che sia necessario variare la rischiosità del Paese.

LCRE: Low Credit Risk Exemption

Esenzione dalle regole ordinarie di misurazione del rischio di credito in base alla quale può essere supposto che il rischio di credito relativo a uno strumento finanziario non è aumentato significativamente dopo la rilevazione iniziale, se viene determinato che lo strumento finanziario ha un basso rischio di credito (almeno pari a investment grade) alla data di riferimento del bilancio.

LDA - Loss Distribution Approach

Metodo di valutazione quantitativa del profilo di rischio mediante analisi attuariale dei singoli eventi di perdita interni ed esterni; per estensione, con il termine Loss Distribution Approach si intende anche il modello di calcolo del capitale storico per Unità di Business.

Lead manager - Bookrunner

Capofila del sindacato di emissione di un prestito obbligazionario; tratta col debitore, è responsabile della scelta dei "co-lead manager" e degli altri membri del sindacato di garanzia d'accordo col debitore stesso; definisce le modalità dell'operazione, ne gestisce l'esecuzione (quasi sempre impegnandosi a collocare sul mercato la quota più importante) e tiene la contabilità (bookrunner); oltre al rimborso delle spese e alle normali commissioni, percepisce per questa sua funzione una commissione particolare.

Lending risk-based

Metodologia che consente, nell'ambito di un portafoglio creditizio, di individuare le condizioni di pricing più adatte tenendo conto della configurazione di rischio di ogni singolo credito.

Leveraged & acquisition finance

Vedi "Acquisition finance".

Liquidity Coverage Ratio (LCR)

Mira ad assicurare che una banca mantenga un livello adeguato di attività liquide di elevata qualità non vincolate che possano essere convertite in contanti per soddisfare il suo fabbisogno di liquidità nell'arco di 30 giorni di calendario in condizioni di forte stress. Il coefficiente di copertura della liquidità è pari al rapporto tra le riserve di liquidità e deflussi netti di liquidità nell'arco di un periodo di stress di 30 giorni di calendario.

Glossario

LTV – Loan to Value Ratio

Rappresenta il rapporto tra l'ammontare del mutuo ed il valore del bene per il quale viene richiesto il finanziamento o il prezzo pagato dal debitore per acquisire la proprietà.

Il ratio LTV è la misura di quanto pesano i mezzi propri impiegati dal debitore per l'acquisto del bene sul valore del bene posto a garanzia del finanziamento. Maggiore è il valore del ratio LTV, minori sono i mezzi propri del debitore impiegati per l'acquisto del bene, minore è la protezione di cui gode il creditore.

Loss cumulata

Perdita cumulata realizzata, ad una certa data, sul collaterale di un determinato prodotto strutturato.

Loss Given Default (LGD)

Rappresenta la percentuale di credito che si stima essere irrecuperabile in caso di default del debitore.

M–Maturity

Vita residua di un'esposizione, calcolata secondo regole prudenziali. Per le banche autorizzate all'uso di rating interni viene considerata esplicitamente se si adotta il metodo avanzato, mentre viene fissata a 2,5 anni in caso di utilizzo dell'approccio di base.

Macro-hedging

Utilizzo di macro-coperture. Procedura di copertura mediante un unico prodotto derivato per diverse posizioni.

Mark to Market

Processo di valutazione di un portafoglio di titoli o altri strumenti finanziari sulla base dei prezzi espressi dal mercato.

Market dislocation

Turbolenza nei mercati finanziari caratterizzato da forte diminuzione degli scambi sui mercati finanziari con difficoltà a reperire prezzi significati su info-providers specializzati.

Market making

Attività finanziaria svolta da intermedi specializzati il cui compito è quello di garantire liquidità e spessore al mercato, sia attraverso la loro presenza continuativa sia mediante la loro funzione di guida competitiva nella determinazione dei prezzi.

Market neutral

Strategie di operatività in titoli finalizzate ad immunizzare i relativi portafogli dal rischio connesso alle variazioni di mercato.

Mark-down

Differenza tra euribor a 1 mese e tasso sui conti correnti di famiglie e imprese.

Mark-up

Differenza tra tasso applicato al complesso di famiglie ed imprese sui finanziamenti con durata inferiore ad un anno e l'euribor a 1 mese.

Merchant banking

Sotto questa accezione sono ricomprese le attività di sottoscrizione di titoli - azionari o di debito - della clientela corporate per il successivo collocamento sul mercato, l'assunzione di partecipazioni azionarie a carattere più permanente ma sempre con l'obiettivo di una successiva cessione, l'attività di consulenza aziendale ai fini di fusioni e acquisizioni o di ristrutturazioni.

Mezzanine

In una operazione di cartolarizzazione, è la tranche con grado di subordinazione intermedio tra quello della tranche junior e quello della tranche senior.

Monoline

Compagnie assicuratrici che, in cambio di una commissione, garantiscono il rimborso di determinate emissioni obbligazionarie. Nate negli anni '70 per assicurare le emissioni degli enti locali contro l'insolvenza, i loro servizi sono stai poi particolarmente apprezzati per le emissioni di prodotti finanziari complessi: la struttura e le attività sottostanti tali emissioni sono infatti spesso estremamente problematiche; con l'intervento delle monoline, le porzioni di debito garantite da quest'ultime divengono molto più semplici da valutare e più appetibili per gli investitori avversi al rischio, in quanto il rischio di insolvenza viene assunto dall'assicurazione.

Multistrategy / funds of funds (Fondi)

Fondi che non investono in un'unica strategia ma in un portafoglio di strategie diverse ovvero in un portafoglio di fondi di investimento gestiti da soggetti terzi.

NAV - Net Asset Value

E' il valore della quota in cui è frazionato il patrimonio del fondo.

Net stable funding ratio (NSFR)

Finalizzato a promuovere un maggiore ricorso alla raccolta stabile, evitando che l'operatività a medio e lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine. Il requisito di finanziamento stabile netto è pari al rapporto tra il finanziamento stabile a disposizione dell'ente e il finanziamento stabile richiesto all'ente ed è espresso in percentuale.

Non performing

Termine riferito generalmente ai crediti ad andamento non regolare.

Obbligazione garantita

Vedi "Covered Bond".

Option

Rappresenta il diritto, ma non l'impegno, acquisito col pagamento di un premio, di acquistare (call option) o di vendere (put option) uno strumento finanziario ad un prezzo determinato (strike price) entro (American option) oppure ad (European option) una data futura determinata.

Outsourcing

Ricorso ad attività di supporto operativo effettuate da società esterne.

Overnight Indexed Swap (OIS)

Contratto che prevede lo scambio del flusso netto derivante dalla differenza tra un tasso di interesse fisso e uno variabile applicata su un capitale di riferimento. Il tasso fisso è stabilito all'inizio del contratto, quello variabile è determinato alla scadenza ed è pari alla media, con capitalizzazione composta, dei tassi giornalieri overnight rilevati nel periodo di durata del contratto.

Over-The-Counter (OTC)

Definizione relativa ad operazioni concluse direttamente tra le parti, senza utilizzare un mercato organizzato.

Packages

Strategia costituita da un asset in formato funded il cui rischio di credito è coperto da un credit default swap specificatamente negoziato. Se presenti, gli eventuali rischi di tasso e cambio possono essere coperti con derivati finanziari.

Perdita attesa su crediti

E' data dal prodotto di Probability of Default (PD) e Loss Given Default (LGD) moltiplicata per il valore dell'esposizione (EAD). Rappresenta il rapporto tra l'importo che si prevede andrà perso su un'esposizione, nell'orizzonte temporale di un anno, a seguito del potenziale default di una controparte e l'importo dell'esposizione al momento del default.

Perdita attesa lifetime

Perdita attesa su crediti risultante da tutti gli inadempimenti che potrebbero verificarsi lungo tutta la vita attesa di uno strumento finanziario.

Performing

Termine riferito generalmente ai crediti ad andamento regolare.

Plain vanilla (derivati)

Prodotti il cui prezzo dipende da quello dello strumento sottostante, che è quotato sui mercati regolamentati.

POCI - Purchased or Originated Credit-Impaired Assets Attività deteriorate acquisite o originate per le quali al momento dell'iscrizione in bilancio vanno rilevate le perdite attese lungo tutta la vita del credito e sono automaticamente classificate nello Stage 3.

Polizze vita index-linked

Polizze vita con prestazioni ancorate a indici di riferimento, normalmente tratti dai mercati azionari. La polizza può prevedere la garanzia di un capitale o rendimento minimo.

Pool (operazioni)

Vedi "Syndicated lending".

Posseduta per la negoziazione

Attività o passività finanziaria che soddisfa una delle condizioni seguenti:

  • è acquisita o sostenuta principalmente al fine di essere venduta o riacquistata a breve;
  • al momento della rilevazione iniziale è parte di un portafoglio di strumenti finanziari identificati che sono gestiti insieme e per i quali è provata l'esistenza di una recente ed effettiva strategia rivolta all'ottenimento di un utile nel breve periodo;
  • è un derivato (fatta eccezione per un derivato che è un contratto di garanzia finanziaria o uno strumento di copertura designato ed efficace).

Pricing

In senso lato, si riferisce generalmente alle modalità di determinazione dei rendimenti e/o dei costi dei prodotti e servizi offerti dalla Banca.

Prime broker

Il Prime Broker è un intermediario finanziario su scala internazionale che opera come agente nel processo di settlement (liquidazione delle posizioni) effettuando le transazioni finanziarie disposte dal gestore con la massima riservatezza. Il Prime Broker, inoltre, svolge un ruolo di finanziatore del gestore, concedendo linee di credito e prestando i titoli necessari per dar luogo a vendite allo scoperto e acquisendo direttamente idonee garanzie a fronte del credito erogato al fondo. Contemporaneamente il Prime Broker opera uno stringente controllo sulle esposizioni di rischio dell'hedge fund, al fine di assicurare condizioni di stabilità finanziaria. Tra i servizi svolti vi sono altresì quelli di detenzione e deposito delle disponibilità liquide e dei valori mobiliari del fondo, la cura del processo di compensazione e liquidazione nonché la registrazione di tutte le operazioni di mercato.

Prime loan

Finanziamenti nella forma di mutui in cui sia i criteri utilizzati per l'erogazione del finanziamento (loan-to-value, debt-to income, etc.) che la qualità (storia) della controparte (mancanza di ritardo nel rimborso dei debiti, assenza di bancarotta, ecc.) sono sufficientemente conservativi per considerare l'erogazione effettuata di "alta qualità" (dal punto di vista della controparte) e di basso profilo di rischio.

Private banking

Attività diretta a fornire alla clientela primaria gestione di patrimoni, consulenza e servizi personalizzati.

Private equity

Attività mirata all'acquisizione di interessenze partecipative ed alla loro successiva cessione a controparti specifiche, senza collocamento pubblico.

Probability of Default (PD) a un anno

Rappresenta la probabilità che, su un orizzonte temporale di un anno, il debitore vada in default.

PD lifetime

Rappresenta la probabilità che, su un orizzonte temporale pari alla vita attesa dello strumento finanziario, il debitore vada in default.

Project finance

Tecnica con la quale si finanziano progetti industriali sulla base di una previsione dei flussi di cassa generati dagli stessi. L'esame si fonda su una serie di valutazioni che si discostano da quelle generalmente poste in essere per l'analisi dei rischi creditizi ordinari. Dette valutazioni includono, oltre all'analisi dei flussi di cassa, l'esame tecnico del progetto, l'idoneità degli sponsors che si impegnano a realizzarlo, i mercati del collocamento del prodotto.

PV01

Misura la variazione del valore di un'attività finanziaria a seguito del cambiamento di un punto base nelle curve dei tassi di interesse.

Raccolta indiretta bancaria

Titoli ed altri valori di terzi in deposito non emessi dalla banca al valore nominale, esclusi certificati di deposito ed obbligazioni bancarie.

Rating

Valutazione della qualità di una società o delle sue emissioni di titoli di debito sulla base della solidità finanziaria della società stessa e delle sue prospettive. Tale valutazione viene eseguita da agenzie specializzate o dalla banca sulla base di modelli interni.

Real estate (finance)

Operazioni di finanza strutturata nel settore degli immobili.

Real Estate Investment Trust (REITs)

Le REITs sono entità che investono in differenti tipologie di immobili o attività finanziarie connesse con immobili, incluso centri commerciali, hotels, uffici e finanziamenti (mutui) garantiti da immobili

Relative value / arbitrage (Fondi)

Fondi che investono in strategie di tipo market neutral che traggono profitto dal disallineamento di prezzo di particolari titoli o contratti finanziari neutralizzando il rischio di mercato sottostante.

Retail

Fascia di clientela che comprende principalmente i privati, i professionisti, gli esercenti e gli artigiani.

Rischio di controparte

Il rischio di controparte è una particolare fattispecie di rischio di credito, relativo ai contratti derivati OTC e SFT (Securities Financing Transactions) che si riferisce all'eventuale insolvenza della controparte prima della scadenza di un contratto, avente valore di mercato positivo.

Rischio di credito

Rappresenta il rischio che una variazione inattesa del merito creditizio di una controparte, del valore delle garanzie da questa prestate, o ancora dei margini da essa utilizzati in caso di insolvenza, generi una variazione inattesa nel valore della posizione creditoria della banca.

Rischio di mercato

Rischio derivanti dalla fluttuazione di valore degli strumenti finanziari negoziati sui mercati (azioni, obbligazioni, derivati, titoli in valuta) e degli strumenti finanziari il cui valore è collegato a variabili di mercato (crediti a clientela per la componente tasso, depositi in euro e in valuta, ecc.).

Rischio di liquidità

La possibilità che l'impresa non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento a causa dell'incapacità di smobilizzare attività o di ottenere in modo adeguato fondi dal mercato (funding liquidity risk) ovvero a causa della difficoltà/impossibilità di monetizzare facilmente posizioni in attività finanziarie senza influenzarne in misura significativa e sfavorevole il prezzo per via dell'insufficiente profondità del mercato finanziario o di un suo temporaneo malfunzionamento (market liquidity risk).

Rischio operativo

Rischio di subire perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni. Nel rischio operativo sono compresi anche il rischio legale e di non conformità, il rischio di modello, il rischio informatico e il rischio di informativa finanziaria; non sono invece inclusi i rischi strategici e di reputazione.

Risk-free

Rendimento di investimenti privi di rischio, rendimento di investimenti privi di rischio; per le CGU Italia e per i Paesi della CGU Banche estere con prospettive "normali" di sviluppo è stato adottato il rendimento dei Bund a 10 anni, mentre per i Paesi con prospettive "elevate" di sviluppo è stato utilizzato il rendimento dei Bund a 30 anni.

Risk Management

Attività di acquisizione, misurazione, valutazione e gestione globale delle varie tipologie di rischio e delle relative coperture.

RMBS - Residential Mortgage-Backed Securities

Titoli (ABS) emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione di crediti garantiti da ipoteche su immobili aventi natura residenziale.

ROE (Return On Equity)

Esprime la redditività del capitale proprio in termini di utile netto. E' l'indicatore di maggior interesse per gli azionisti in quanto consente di valutare la redditività del capitale di rischio.

RTS (Regulation Technical Standards)

Norme tecniche di Regolamentazione

RWA (Risk Weighted Assets)

Attività per cassa e fuori bilancio (derivati e garanzie) classificate e ponderate in base a diversi coefficienti legati ai rischi, ai sensi delle normative bancarie emanate dagli organi di vigilanza per il calcolo dei coefficienti di solvibilità.

Scoring

Sistema di analisi della clientela aziendale che si concretizza in un indicatore ottenuto sia dall'esame dei dati di bilancio sia dalla valutazione delle previsioni di andamento settoriale, analizzati sulla base di metodologie di carattere statistico.

Senior/super senior

In un'operazione di cartolarizzazione è la tranche con il maggiore grado di privilegio in termini di priorità di remunerazione e rimborso.

Sensitivity

Identifica la situazione di maggiore o minore sensibilità con la quale determinate attività o passività reagiscono a variazioni dei tassi o di altri parametri di riferimento.

Servicer

Nelle operazioni di cartolarizzazione è il soggetto che – sulla base di un apposito contratto di servicing – continua a gestire i crediti o le attività cartolarizzate dopo che sono state cedute alla società veicolo incaricata dell'emissione dei titoli.

SGR (Società di gestione del risparmio)

Società per azioni alle quali è riservata la possibilità di prestare congiuntamente il servizio di gestione collettiva e individuale di patrimoni. In particolare, esse sono autorizzate a istituire fondi comuni di investimento, a gestire fondi comuni di propria o altrui istruzione, nonché patrimoni di Sicav, e a prestare il servizio di gestione su base individuale di portafogli di investimento.

SPE/SPV

La Special Purpose Entity o Special Purpose Vehicle è una società appositamente costituita da uno o più soggetti per lo svolgimento di una specifica operazione. Le SPE/SPV, generalmente, non hanno strutture operative e gestionali proprie ma si avvalgono di quelle dei diversi attori coinvolti nell'operazione.

Speculative grade

Termine col quale si identificano gli emittenti con rating basso (per esempio, inferiore a BBB nella scala di Standard & Poor's).

SPPI TEST

E' uno dei due (l'altro è il "business model") criteri, o driver di classificazione dai quali dipende la classificazione delle attività finanziarie ed il criterio di valutazione. L'obiettivo del SPPI test è individuare gli strumenti, definibili come "basic lending arrangement" ai sensi del principio, i cui termini contrattuali prevedono a determinate date flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti di capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (SPPI - solely payment of principal and interest). Le attività con caratteristiche contrattuali diverse da quelle SPPI saranno obbligatoriamente valutate al FVTPL.

Spread

Con questo termine di norma si indicano la differenza tra due tassi di interesse, lo scarto tra le quotazioni denaro e lettera nelle contrattazioni in titoli o la maggiorazione che l'emittente di valori mobiliari riconosce in aggiunta ad un tasso di riferimento.

SpreadVar

Valore che indica la massima perdita possibile di un portafoglio di negoziazione per effetto dell'andamento di mercato degli spread creditizi dei credit default swap ovvero degli spread delle obbligazioni, con una certa probabilità e ipotizzando che le posizioni richiedano un determinato periodo di tempo per il relativo smobilizzo.

Stage 1 (Stadio 1)

Rappresenta gli strumenti finanziari il cui rischio di credito non si è incrementato significativamente rispetto alla data di rilevazione iniziale. Per questi strumenti finanziari viene contabilizzata una perdita attesa pari ad un anno.

Stage 2 (Stadio 2)

Rappresenta gli strumenti finanziari il cui rischio di credito si è incrementato significativamente rispetto alla data di rilevazione iniziale. Per questi strumenti finanziari viene contabilizzata una perdita attesa lifetime.

Stage 3 (Stadio 3)

Rappresenta gli strumenti finanziari deteriorati / in default. Per questi strumenti finanziari viene contabilizzata la perdita attesa lifetime.

Stakeholders

Soggetti che, a vario titolo, interagiscono con l'attività dell'impresa, partecipando ai risultati, influenzandone le prestazioni, valutandone l'impatto economico, sociale e ambientale.

Stock option

Termine utilizzato per indicare le opzioni offerte a manager di una società, che consentono di acquistare azioni della società stessa sulla base di un prezzo di esercizio predeterminato (strike price).

Stress test

Procedura di simulazione utilizzata al fine di misurare l'impatto di scenari di mercato estremi sull'esposizione complessiva al rischio della Banca.

Structured export finance

Operazioni di finanza strutturata nel settore del finanziamento all'esportazione di beni e servizi.

Strumenti finanziari quotati in un mercato attivo

Uno strumento finanziario è considerato come quotato su un mercato attivo se le quotazioni, che riflettono normali operazioni di mercato, sono prontamente e regolarmente disponibili tramite Borse, Mediatori, Intermediari, Società del settore, servizi di quotazione o enti autorizzati, e tali prezzi rappresentano effettive e regolari operazioni di mercato verificatesi sulla base di un normale periodo di riferimento.

Subprime

Non esiste una definizione univoca di "mutui subprime". In sintesi, si classificano come subprime i mutui erogati a soggetti con merito creditizio basso, o per una cattiva storia del credito (mancati pagamenti, transazioni sul debito o sofferenze) o per elevato rapporto rata/reddito o ancora per un alto rapporto Loan to Value.

Swaps

Operazioni consistenti, di norma, nello scambio di flussi finanziari tra operatori secondo diverse modalità contrattuali. Nel caso di uno swap di tassi d'interesse, le controparti si scambiano flussi di pagamento indicizzati o meno a tassi d'interesse, calcolati su un capitale nozionale di riferimento (ad esempio: una controparte corrisponde un flusso sulla base di un tasso fisso, l'altra sulla base di un tasso variabile). Nel caso di uno swap di valute, le controparti si scambiano specifici ammontari di due diverse valute, restituendoli nel tempo secondo modalità predefinite che possono riguardare sia il capitale nozionale sia i flussi indicizzati dei tassi d'interesse.

Syndicated lending

Prestiti organizzati e garantiti da un consorzio di banche ed altre istituzioni finanziarie.

Tasso di interesse effettivo

Il tasso di interesse effettivo è il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri del credito, per capitale ed interesse, all'ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti al credito. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi lungo la vita residua attesa del credito.

Tax rate

Aliquota fiscale effettiva, determinata dal rapporto tra le imposte sul reddito e l'utile ante imposte.

Terminal value

Valore di un'impresa al termine del periodo di previsione analitica dei flussi; viene calcolato moltiplicando il flusso di cassa analitico dell'ultimo periodo per (1 + g) e dividendo tale importo per (Ke-g).

Test d'impairment

Il test d'impairment consiste nella stima del valore recuperabile (che è il maggiore fra il suo fair value dedotti i costi di vendita e il suo valore d'uso) di un'attività o di un gruppo di attività. Ai sensi dello IAS 36, debbono essere sottoposte annualmente ad impairment test:

  • le attività immateriali a vita utile indefinita;
  • l'avviamento acquisito in un'operazione di aggregazione aziendale;
  • qualsiasi attività, se esiste un'indicazione che possa aver subito una riduzione durevole di valore.

Tier 1

Il Capitale di classe 1 (Tier 1) comprende il Capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) e il Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 - AT1).

Tier 1 ratio

E' il rapporto tra Il Capitale di classe 1 (Tier 1), che comprende il Capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) e il Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 - AT1), e il totale delle attività a rischio ponderate.

Tier 2

Il Capitale di Classe 2 (Tier 2) è composto principalmente dalle passività subordinate computabili e dalle eventuali eccedenze delle rettifiche di valore rispetto alle perdite attese (excess reserve) per le posizioni ponderate secondo i metodi IRB. Anche per gli strumenti subordinati che non rispettano i requisiti previsti dalle nuove disposizioni normative di Basilea 3 sono previste specifiche disposizioni transitorie (grandfathering), volte all'esclusione graduale dai Fondi propri (in un arco temporale di 8 anni) degli

Time value

Variazione del valore finanziario di uno strumento in relazione al diverso orizzonte temporale in corrispondenza del quale saranno disponibili od esigibili determinati flussi monetari.

Total capital ratio

strumenti non più computabili.

Indice di patrimonializzazione riferito al complesso degli elementi costituenti i Fondi propri (Tier 1 e Tier 2).

Total return swap

Contratto che prevede l'impegno di una parte, di solito proprietaria del titolo o credito di riferimento, a pagare periodicamente ad un investitore (venditore di protezione) i flussi generati, per capitale ed interessi, dall'attività stessa. Per contro, l'investitore si obbliga a corrispondere un tasso variabile nonché l'eventuale deprezzamento dell'attività rispetto alla data di stipula del contratto.

Trading book

Solitamente riferito a titoli o comunque a strumenti finanziari in genere, identifica la parte di tale portafoglio destinato all'attività di negoziazione.

Trustee (Immobiliari)

Veicoli immobiliari.

Trust preferred Securities (TruPS)

Strumenti finanziari assimilabili alle preferred shares, che godono di particolari benefici fiscali.

Underwriting (commissione di)

Commissione percepita dalla banca in via anticipata sulla base dell'assunzione del rischio di sottoscrizione a fronte di un finanziamento.

Valore d'uso

Valore d'uso è il valore attuale dei flussi finanziari futuri che si prevede abbiano origine da un'attività o da un'unità generatrice di flussi finanziari.

Valutazione collettiva dei crediti in bonis

Con riferimento ad un gruppo omogeneo di attività finanziarie ad andamento regolare, la valutazione collettiva definisce la misura del rischio di credito potenzialmente insito nelle stesse, pur non essendo ancora possibile la sua riconduzione ad una specifica posizione.

Valutazione fondamentale

Tipologia di analisi del prezzo delle azioni attraverso la stima del valore intrinseco (detto fair value) delle azioni e il confronto con il suo valore di mercato.

VaR - Value at Risk

Valore che indica la massima perdita possibile su un portafoglio per effetto dell'andamento del mercato, con una certa probabilità ed ipotizzando che le posizioni richiedano un determinato periodo di tempo per il relativo smobilizzo.

Vega

Coefficiente che misura la sensibilità del valore di un'opzione in rapporto ad un cambiamento (aumento o diminuzione) della volatilità.

Vega 01

Riferito ad un portafoglio, sta ad indicare la variazione di valore che subirebbe in conseguenza dell'aumento di un punto percentuale della volatilità degli strumenti finanziari sottostanti.

Vintage

Data di genesi del collaterale sottostante la cartolarizzazione. E' un fattore importante per giudicare la rischiosità dei portafogli mutui sottostanti le cartolarizzazioni.

Vita attesa

Si riferisce alla massima vita contrattuale e prende in considerazione pagamenti anticipati attesi, estensioni, opzioni call e similari. Le eccezioni sono costituite da certi strumenti finanziari revolving come carte di credito, scoperti di conto, che includono sia componenti utilizzate che inutilizzate per le quali la possibilità contrattuale della banca di chiedere il rimborso e annullare le linee inutilizzate non limita l'esposizione a perdite su crediti al periodo contrattuale. La vita attesa di queste linee di credito è la loro vita effettiva. Quando i dati non sono sufficienti o le analisi non definitive, può essere considerato un fattore "maturity per riflettere la vita stimata sulla base di altri casi sperimentati o casi analoghi di concorrenti. Non sono prese in considerazione future modifiche contrattuali nel determinare la vita attesa o "exposure at default" finché non si verificano.

Warrant

Strumento negoziabile che conferisce al detentore il diritto di acquistare dall'emittente o di vendere a quest'ultimo titoli a reddito fisso o azioni secondo precise modalità.

Waterfall

Caratteristica di Cashflow projection di un CDO considerata nel processo di pricing di tali prodotti di credito strutturati per la modellizzazione dei flussi e per la loro allocazione. Essa definisce in che ordine le varie tranche saranno rimborsate nel caso in cui falliscano i Test previsti per la verifica del rapporto di Overcollateralizzazione e di copertura degli interessi.

Wealth management

Vedi "Asset management".

What-if

Forma di analisi in cui si cerca di definire quale possa essere la reazione di determinate grandezze al variare di parametri di base.

Wholesale banking

Attività orientata prevalentemente verso operazioni di rilevante importanza concluse con primarie controparti.

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Calendario finanziario

Approvazione del Resoconto intermedio al 31 marzo 2021: 5 maggio 2021
Approvazione della Relazione semestrale al 30 giugno 2021: 4 agosto 2021
Approvazione del Resoconto intermedio al 30 settembre 2021: 3 novembre 2021

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