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Intesa Sanpaolo

Quarterly Report Nov 11, 2021

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Quarterly Report

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Resoconto Intermedio al 30 settembre 2021

Questo documento contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come "è possibile," "si dovrebbe," "si prevede," "ci si attende," "si stima," "si ritiene," "si intende," "si progetta," "obiettivo" oppure dall'uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall'uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende operare.

A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.

Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data odierna. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l'osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative.

Resoconto intermedio al 30 settembre 2021

Intesa Sanpaolo S.p.A. Sede Legale: Piazza S. Carlo, 156 10121 Torino Sede Secondaria: Via Monte di Pietà, 8 20121 Milano Capitale Sociale Euro 10.084.445.147,92 Registro delle Imprese di Torino e Codice Fiscale 00799960158 Rappresentante del Gruppo IVA "Intesa Sanpaolo" Partita IVA 11991500015 (IT11991500015) N. Iscr. Albo Banche 5361 Codice ABI 3069.2 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia Capogruppo del gruppo bancario "Intesa Sanpaolo" iscritto all'Albo dei Gruppi Bancari

Sommario

Il Gruppo Intesa Sanpaolo 7
Cariche sociali 11
Introduzione 13
I nove mesi del 2021 in sintesi
Dati economici e indicatori alternativi di performance
Dati patrimoniali e indicatori alternativi di performance
Indicatori alternativi di performance e altri indicatori
I nove mesi del 2021
16
18
19
23
Prospetti contabili consolidati 37
Relazione sull'andamento della gestione
I risultati economici
Gli aggregati patrimoniali
I risultati per settori di attività
Il presidio dei rischi
47
75
92
109
Politiche contabili
Criteri di redazione del resoconto
127
Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari 131
Allegati 133
Glossario 161
Contatti 181

IL GRUPPO INTESA SANPAOLO

INTESA SANPAOLO Controllate
Filiali Società Filiali
1.260 Banca 5
Fideuram 107
WBank
NORD EST
INTESA SANPAOLO Controllate
Filiali Società Filiali
829 Fideuram
INTESA SANPAOLO Controllate
Filiali Società Filiali
893 Fideuram
MBank
SUD.
INTESA SANPAOLO
Controllate
Filiali Società Filiali
723 Fideuram
IWBank
ISOLE
INTESA SANPAOLO Controllate
Filiali Società Filiali
231 Fideuram
M PBZ CARD
Aonetica e Sistemi di Pagamento $=$ EURIZON
ASSET MANAGEMENT
m CIB LEASING TTTLE INTESA
Beograd
THE PBZ LEASING MM VÚB LEASING ON INDEX SNEKOLO
$\alpha$ $M$ oakh Managama

Cariche sociali

Consiglio di Amministrazione

Presidente Gian Maria GROS-PIETRO
Vice Presidente Paolo Andrea COLOMBO
Consigliere delegato e Chief Executive Officer Carlo MESSINA (a)
Consiglieri Franco CERUTI
Roberto FRANCHINI (1) ()
Anna GATTI
Rossella LOCATELLI
Maria MAZZARELLA
Fabrizio MOSCA (
)
Milena Teresa MOTTA ()
Luciano NEBBIA
Bruno PICCA
Alberto Maria PISANI (
)
Livia POMODORO
Andrea SIRONI (2)
Maria Alessandra STEFANELLI
Guglielmo WEBER
Daniele ZAMBONI
Maria Cristina ZOPPO (
)
Dirigente preposto alla redazione
dei documenti contabili societari
Fabrizio DABBENE

Società di Revisione EY S.p.A.

(a) Direttore Generale

  • (*) Componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione
  • (**) Presidente del Comitato per il Controllo sulla Gestione

(1) Nominato dall'Assemblea degli Azionisti il 27 aprile 2020 in sostituzione del Consigliere cessato dalla carica Corrado Gatti

(2) Nominato dall'Assemblea degli Azionisti il 27 aprile 2020 a seguito di cooptazione del Consiglio di Amministrazione in data 2 dicembre 2019

Introduzione

Come noto, il D.Lgs. 25 del 15 febbraio 2016, che ha recepito la Direttiva Transparency (2013/50/UE), ha eliminato l'obbligo di pubblicazione dei resoconti intermedi sulla gestione ed ha attribuito alla Consob la facoltà di prevedere eventuali obblighi informativi aggiuntivi rispetto al bilancio annuale e semestrale. La Consob, sulla base della delega regolamentare contenuta in tale decreto, con Delibera n. 19770 del 26 ottobre 2016 ha apportato modifiche al Regolamento Emittenti in tema di informazioni finanziarie periodiche aggiuntive, applicate a decorrere dal 2 gennaio 2017.

In base a tale disciplina, le società quotate hanno facoltà di scegliere se pubblicare o meno le informazioni finanziarie periodiche aggiuntive.

Intesa Sanpaolo, nel comunicare al mercato il calendario finanziario 2021, ha confermato, ai sensi dell'art. 65-bis e dell'art. 82-ter del Regolamento Emittenti, che intende pubblicare su base volontaria informazioni finanziarie periodiche aggiuntive, rispetto alla relazione finanziaria annuale e semestrale, riferite al 31 marzo e al 30 settembre di ciascun esercizio, che prevedono - per quanto riguarda i relativi elementi informativi - la redazione di resoconti intermedi sulla gestione approvati dal Consiglio di Amministrazione.

Come più specificamente indicato nel capitolo "Criteri di redazione del resoconto", il Resoconto intermedio al 30 settembre 2021 è redatto in forma consolidata con l'applicazione dei criteri di rilevazione e di valutazione previsti dai principi contabili IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e delle relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Standards Interpretations Committee (IFRS – IC), omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.

Il Resoconto è composto dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni del patrimonio netto e da una Relazione sull'andamento della gestione, ed è corredato da informazioni sugli eventi importanti che si sono verificati nel periodo. Il Resoconto contiene, inoltre, alcune informazioni non direttamente riconducibili ai prospetti contabili, quali, a titolo esemplificativo, i dati inerenti all'evoluzione trimestrale e gli indicatori alternativi di performance. Relativamente a questi ultimi, si rinvia al capitolo "Indicatori Alternativi di Performance" della Relazione sulla gestione che accompagna il Bilancio consolidato 2020 per una descrizione dettagliata, confermando che nel presente Resoconto non sono state apportate modifiche agli indicatori utilizzati – fatto salvo quanto indicato nel seguito con riferimento agli schemi riclassificati "rideterminati" – né sono stati introdotti nuovi indicatori nel contesto conseguente all'epidemia da COVID-19.

A supporto dei commenti sui risultati del periodo vengono presentati e illustrati schemi di conto economico e di stato patrimoniale riclassificati.

Negli schemi riclassificati, i dati sono normalmente riesposti, ove necessario e se materiali, per consentire raffronti più immediati. In particolare, gli importi vengono resi il più possibile omogenei con riferimento ai diversi periodi rappresentati, soprattutto in relazione alle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. Tale omogeneizzazione avviene tramite dati "riesposti", che accolgono/escludono i valori delle società entrate/uscite nel/dal perimetro di consolidamento, e tramite dati "rideterminati" quando, in occasione di operazioni importanti o particolari, è opportuno affiancare questi ultimi ai dati riesposti per allinearli/integrarli, eventualmente anche attraverso dati gestionali.

In proposito si segnala – come illustrato in maggior dettaglio nel seguito del presente Resoconto – che per poter fornire un raffronto omogeneo dei dati di conto economico 2021 inclusivi del Gruppo UBI Banca, tenendo peraltro conto degli effetti delle cessioni di sportelli a BPER e a Banca Popolare di Puglia e Basilicata avvenute nel primo semestre 2021 e correlate all'operazione di acquisizione, nonché dell'ingresso delle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione, ci si è avvalsi anche – in relazione alla natura delle riesposizioni necessarie – di dati gestionali. Di conseguenza, coerentemente con quanto sopra indicato, per presentare i valori 2020 "rideterminati" sulla base di evidenze contabili e gestionali sono stati predisposti schemi di conto economico riclassificato aggiuntivi rispetto a quelli costruiti sulla base dei dati effettivi di chiusura dei diversi periodi, e le tabelle di dettaglio sono state integrate, o duplicate, con l'evidenza separata dei "Dati rideterminati". In allegato al presente Resoconto vengono inclusi i raccordi di tali "Dati rideterminati" con i dati contabili.

Quanto ai dati patrimoniali, si è provveduto – per i periodi ante acquisizione, e dunque per i primi tre trimestri del 2020 – all'inclusione linea per linea dei dati del Gruppo UBI Banca e all'esclusione linea per linea delle consistenze patrimoniali relative agli sportelli UBI e ISP ceduti nel corso del primo semestre 2021, che nello Stato patrimoniale riclassificato trimestralizzato sono stati convenzionalmente appostati, quali dati "rideterminati", nelle voci Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e Passività associate ad attività in via di dismissione. Con riferimento alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, oggetto di riesposizione anche nei valori patrimoniali per consentire confronti omogenei, si specifica che non si è ritenuto necessario "rideterminare" i dati patrimoniali per escludere – sulla base di risultanze gestionali – le consistenze (investimenti e riserve tecniche) connesse alla produzione riferibile alla clientela delle filiali cedute a terzi, così come avvenuto per il conto economico, in relazione alla contenuta materialità e alla conseguente non rilevanza ai fini della comparabilità. In conseguenza di quanto sopra, dal momento che le necessarie riesposizioni dei dati patrimoniali sono state effettuate – come normalmente avviene – sulla base di risultanze contabili, non sono stati predisposti separati schemi riclassificati "rideterminati" con riferimento ai dati patrimoniali.

I dettagli analitici delle riesposizioni effettuate e delle riclassificazioni rispetto allo schema previsto dalla Circolare 262 della Banca d'Italia – oltre che delle citate "rideterminazioni" – sono forniti con distinti prospetti pubblicati tra gli allegati, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.

Da ultimo si segnala che i prospetti contabili consolidati sono sottoposti a revisione contabile limitata da parte della società di revisione EY S.p.A. ai soli fini del rilascio dell'attestazione prevista dall'art. 26 (2) del Regolamento dell'Unione Europea n. 575/2013 e dalla Decisione della Banca Centrale Europea n. 2015/656.

I nove mesi del 2021 in sintesi

Dati economici e Indicatori Alternativi di Performance

variazioni
Dati economici consolidati - Dati rideterminati (milioni di euro)
assolute $\%$
Interessi netti 5.946
6.206
$-260$ $-4,2$
Commissioni nette 7.008
6.283
725 11,5
Risultato dell'attività assicurativa 1.219
1.249
$-30$ $-2,4$
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.517
1.482
35 2,4
Proventi operativi netti 15.766
15.251
515 3,4
$-7.893$
Costi operativi
$-8.082$
$-189$ $-2,3$
Risultato della gestione operativa 7.873
7.169
704 9,8
$-1.544$
Rettifiche di valore nette su crediti
$-3.053$
$-1.509$ $-49,4$
Utile (Perdita) delle attività operative cessate 58
1.459
$-1.401$ $-96,0$
Risultato netto 4.006
6.376
$-2.370$ $-37,2$

30.09.2020 30.09.2021

30.09.2021

Dati patrimoniali e Indicatori Alternativi di Performance

Dati patrimoniali consolidati (milioni di euro) variazioni
assolute
%
Attività finanziarie 164.799
161.766
3.033 1,9
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate ai sensi
dello IAS 39
206.628
207.099
$-471$ $-0,2$
Finanziamenti verso clientela 463.295
462.802
493 0,1
Totale attività 1.071.418
1.034.002
37.416 3,6
Raccolta diretta bancaria 535.746
526.765
8.981 1,7
Raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche 203.538
203.211
327 0,2
Raccolta indiretta: 703.721
658.016
45.705 6,9
di cui: Risparmio gestito 464.215
439.335
24.880 5,7
Patrimonio netto 66.985
65.894
1.091 1,7

Indicatori Alternativi di Performance e altri indicatori

30.09.2021

30.09.2020

30.09.2020 (al netto del goodwill negativo provvisorio)

Sofferenze nette / Finanziamenti verso clientela 0.8
0.9
Rettifiche di valore accumulate su finanziamenti in sofferenza /
Finanziamenti in sofferenza lordi con clientela
60,7
58,3
Struttura operativa 30.09.2021 31.12.2020 variazioni
assolute
Numero dei dipendenti (f) 97.600 100.996 -3.396
Italia 75.154 78.165 -3.011
Estero 22.446 22.831 -385
Numero dei consulenti finanziari 5.649 5.652 -3
Numero degli sportelli bancari (g) 5.201 6.314 -1.113
Italia 4.207 5.299 -1.092
Estero 994 1.015 -21

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

(f) L'organico indicato si riferisce al numero puntuale dei dipendenti a fine periodo conteggiando anche i part time come pari a 1 unità. Al 31.12.2020 sono esclusi i dipendenti del perimetro oggetto di cessione nel contesto dell'operazione di acquisizione del Gruppo UBI.

(g) Il dato include le Filiali Retail, le Filiali Terzo Settore, i Centri Imprese e i Centri Corporate.

30.09.2021 30.09.2020 (Dati economici) 31.12.2020 (Dati patrimoniali) 30.09.2020 (al netto del goodwill negativo provvisorio)

I nove mesi del 2021

Il contesto conseguente alla pandemia da COVID-19

Di seguito si forniscono alcune indicazioni sull'evoluzione del contesto di riferimento nel corso del terzo trimestre del 2021, rinviando alla Relazione semestrale al 30 giugno 2021 per quanto concerne la prima parte dell'esercizio.

L'andamento dell'economia

L'elevata penetrazione delle vaccinazioni nei Paesi avanzati e in alcuni Paesi emergenti ha ridotto la sensibilità dell'economia globale alle recrudescenze della pandemia di COVID-19. La crescita economica è sostenuta soprattutto dalla ripresa della domanda di servizi connessa alle riaperture, mentre l'attività manifatturiera è ora significativamente frenata dalle difficoltà della logistica internazionale, dalla scarsità di beni intermedi e materie prime e anche da problemi di riallocazione settoriale della manodopera. Si sta osservando un'accelerazione diffusa dell'inflazione, anche se in larga parte spiegata dalla componente energetica. Gli indici congiunturali per l'eurozona indicano che la crescita del PIL è stata ancora vivace. Anche in Italia l'attività economica ha registrato una ripresa vigorosa che si è tradotta in un modesto aumento dell'occupazione e in un calo del tasso di disoccupazione della forza lavoro.

Il riassorbimento degli effetti economici della pandemia, la persistenza degli shock di offerta e i segnali di tensione sul mercato del lavoro hanno mutato l'atteggiamento delle banche centrali, pur senza ancora portare ad azioni concrete di politica monetaria. La Federal Reserve ha segnalato che si appresta a ridurre gli acquisti di titoli, con l'obiettivo di azzerarli verso la metà del 2022 e di avviare successivamente una fase di rialzo dei tassi ufficiali. La Banca Centrale Europea, che fronteggia minori pressioni inflazionistiche, ha annunciato in settembre soltanto una moderata riduzione degli acquisti netti nell'ambito del PEPP. A metà dicembre, la BCE probabilmente annuncerà la data del termine del programma di acquisti e come sarà gestita la fase di transizione. L'aumento delle aspettative di inflazione ha sospinto al rialzo i tassi a medio e lungo termine, mentre i tassi a breve termine continuano a essere frenati dall'eccesso di liquidità e da tassi ufficiali ancora invariati. Il differenziale Btp-Bund è rimasto su livelli contenuti. L'euro si è indebolito sui mercati valutari, ma la sua volatilità è rimasta relativamente contenuta.

Sul mercato italiano del credito, nel terzo trimestre si è accentuato il rallentamento dei prestiti alle società non-finanziarie, con un tasso di crescita sceso sotto l'1% anno su anno dal picco dell'8,3% di fine 2020. L'andamento risente delle straordinarie esigenze di liquidità dello scorso anno che avevano determinato una consistente ripresa di domanda di fondi supportata dalle misure di sostegno al credito, cui ha fatto seguito una progressiva normalizzazione nel 2021. In questo contesto, i prestiti alle imprese manifatturiere hanno mostrato una rapida frenata, quelli al commercio hanno visto un rallentamento più moderato, mentre per i prestiti alle costruzioni è proseguito il calo emerso nel secondo trimestre. I prestiti bancari alle famiglie, invece, hanno confermato una crescita robusta. I mutui hanno registrato una dinamica di oltre il 4% su base annua, mentre lo stock di credito al consumo è aumentato in misura più moderata. I tassi d'interesse sui prestiti sono rimasti molto bassi. In particolare, i tassi sulle erogazioni di mutui si sono assestati in media sul livello dell'1,4% verso cui erano saliti nel secondo trimestre.

La raccolta da clientela ha confermato una dinamica sostenuta, gradualmente più moderata rispetto al picco di inizio 2021. L'evoluzione resta guidata dalla crescita dei depositi, di circa l'8% anno su anno in media nel trimestre, con un'espansione ancora a due cifre dei conti correnti. Nel trimestre estivo il flusso di liquidità verso i conti correnti è stato ancora molto positivo, determinato principalmente dall'ampio risparmio delle famiglie. Da inizio anno a settembre, il volume di risorse affluite sui conti correnti delle famiglie è stato leggermente superiore a quello dell'analogo periodo del 2020 (44,3 miliardi rispetto a 43,6). All'opposto, la nuova liquidità accumulata nei primi nove mesi del 2021 sui conti correnti delle società non-finanziarie è risultata più contenuta rispetto all'importo eccezionale dello stesso periodo del 2020 (rispettivamente circa 20 miliardi rispetto a 59). Il risparmio gestito ha continuato a registrare andamenti positivi. Da inizio 2021 i fondi comuni sono stati interessati da forti afflussi, in particolare verso i fondi azionari e bilanciati. Andamenti positivi hanno contrassegnato anche le assicurazioni vita, ancora trainate dalla nuova produzione delle polizze unit-linked e multiramo.

Le principali tematiche contabili e l'approccio del Gruppo Intesa Sanpaolo

Sul fronte del sostegno all'economia reale e ai mercati finanziari, proseguono le iniziative di supporto di governi e banche centrali, che hanno dimostrato di poter arginare efficacemente gli effetti della crisi e sostenere imprese e famiglie nei momenti più difficili della recessione, anche se occorre ricordare che, sebbene affievoliti, permangono i timori sulla capacità di una quota significativa di imprese di continuare in autonomia lungo il percorso della ripresa, nel momento in cui le misure di sostegno giungeranno a termine. Prosegue, quindi, l'intensa campagna di pressione nei confronti degli intermediari vigilati da parte dei diversi regulators, che nei nove mesi ha visto susseguirsi una serie di interviste e dichiarazioni volte a porre l'attenzione sulla necessità di contenere eventuali shock finanziari ed i relativi effetti recessivi, potenzialmente attesi nel momento in cui le misure di sostegno all'economia reale giungeranno al termine.

Ciò premesso, sul fronte dei provvedimenti normativi correlati al contesto pandemico, oltre ai già citati messaggi delle autorità e alle specifiche disposizioni nazionali in tema di misure di sostegno all'economia, nei primi nove mesi dell'anno non si segnalano ulteriori interventi da parte di regulators e standard setter.

Pertanto, viene mantenuto sostanzialmente inalterato il framework generale definito nel corso del 2020.

In questo contesto, lo scorso 9 settembre, la Banca Centrale Europea ha pubblicato il consueto aggiornamento trimestrale delle proiezioni macroeconomiche per l'Area Euro che, nel particolare contesto attuale, la BCE stessa ha suggerito di adottare alle banche poste sotto la propria sorveglianza, ancorandovi le rispettive previsioni macroeconomiche utilizzate nell'ambito dei modelli per la determinazione delle Expected Credit Losses IFRS 9.

L'aggiornamento dello scenario BCE, inclusivo sia dello scenario baseline che degli scenari alternativi (mild e severe), conferma le previsioni fornite ad inizio giugno con un contenuto rafforzamento del quadro di ripresa delineato sin dalle proiezioni di dicembre 2020, quest'ultime utilizzate dal Gruppo conformemente alle citate indicazioni dei Regulators nelle valutazioni creditizie forward looking IFRS 9 per il Bilancio 2020, nel Resoconto Trimestrale di marzo 2021 e nella Relazione Semestrale.

Sulla base di queste previsioni, il Gruppo ha ritenuto opportuno, anche in ottica conservativa e prudenziale, e in attesa a fine anno, da una parte, del consolidamento della ripresa economica in atto e, dall'altra, della progressiva riduzione delle moratorie attive, di confermare gli scenari utilizzati per il Bilancio 2020 e la Relazione Semestrale 2021 anche ai fini del Resoconto intermedio al 30 settembre 2021.

Si riporta di seguito una tavola che sintetizza il confronto degli scenari baseline e alternativi BCE di settembre rispetto alle precedenti previsioni BCE (giugno 2021 e dicembre 2020).

Baseline Migliorativo Peggiorativo
2021 2022 2023 2021 2022 2023 2021 2022 2023
ECB Set 21 Real GDP EUR 5,0% 4,6% 2,1% 5,8% 5,7% 1,9% 4,1% 2,2% 2,3%
ECB Giu 21 Real GDP EUR 4,6% 4,7% 2,1% 6,2% 5,5% 2,2% 2,9% 2,3% 2,2%
ECB Mar 21 Real GDP EUR 4,0% 4,1% 2,1% 6,4% 4,5% 2,2% 2,0% 2,2% 2,5%
ECB Dic 20 Real GDP EUR 3,9% 4,2% 2,1% 6,0% 4,3% 2,1% 0,4% 3,0% 2,9%
distanza Set-Giu 0,4% -0,1% -0,0% -0,4% 0,2% -0,3% 1,2% -0,1% 0,1%
distanza Set-Dic 1,1% 0,4% 0,0% -0,2% 1,4% -0,2% 3,7% -0,8% -0,6%
ECB Set 21 HICP inflation 2,2% 1,7% 1,5% 2,2% 1,8% 1,7% 2,2% 1,5% 1,2%
ECB Giu 21 HICP inflation 1,9% 1,5% 1,4% 1,9% 1,7% 1,7% 1,8% 1,2% 1,1%
Area ECB Mar 21 HICP inflation 1,5% 1,2% 1,4% 1,6% 1,5% 1,7% 1,5% 1,0% 1,1%
Euro ECB Dic 20 HICP inflation 1,0% 1,1% 1,4% 1,1% 1,3% 1,5% 0,7% 0,6% 0,8%
distanza Set-Giu 0,3% 0,2% 0,1% 0,3% 0,1% -0,0% 0,4% 0,3% 0,1%
distanza Set-Dic 1,2% 0,6% 0,1% 1,1% 0,5% 0,2% 1,5% 0,9% 0,4%
ECB Set 21 Unemployment rate 7,9% 7,7% 7,3% 7,8% 7,2% 6,8% 8,1% 8,7% 8,4%
ECB Giu 21 Unemployment rate 8,2% 7,9% 7,4% 7,9% 7,1% 6,6% 8,4% 9,0% 8,7%
ECB Mar 21 Unemployment rate 8,6% 8,1% 7,6% 8,2% 7,2% 6,6% 9,0% 9,3% 8,7%
ECB Dic 20 Unemployment rate 9,3% 8,2% 7,5% 8,8% 7,5% 6,9% 10,3% 9,9% 9,4%
distanza Set-Giu -0,3% -0,2% -0,1% -0,1% 0,1% 0,2% -0,3% -0,3% -0,3%
distanza Set-Dic -1,4% -0,5% -0,2% -1,0% -0,3% -0,1% -2,2% -1,2% -1,0%

Nel complesso, le variazioni del GDP (PIL) rispetto alle previsioni di giugno sono state riviste in rialzo nel 2021, mentre vengono sostanzialmente confermate le ipotesi per il 2022 e il 2023. Nello scenario baseline, la crescita media annua del PIL dell'Eurozona è stata alzata dal 4,6% al 5,0% nel 2021 ed è stata solo marginalmente rivista al ribasso la previsione per il 2022, che passa dal 4,7% di giugno al 4,6%. Un'ulteriore revisione al rialzo è stata prevista per l'inflazione, in connessione alle tensioni di breve termine emerse sul fronte dei prezzi delle materie prime e dei prodotti energetici; le previsioni passano dall'1,9% al 2,2% nel 2021 e dall'1,5% all'1,7% nel 2022.

Le previsioni riflettono l'ipotesi che la pandemia possa impattare in maniera minore, in considerazione dei progressi nelle campagne vaccinali, delle misure addizionali di politica fiscale – quali quelle finanziate dal programma Next Generation EU – e del miglioramento delle prospettive della domanda estera, sostenuta anche dai recenti pacchetti di politica fiscale degli Stati Uniti.

Per quanto riguarda gli scenari alternativi, che vedono sostanzialmente confermate le previsioni per il 2022 ed il 2023 a fronte di un progressivo allineamento del 2021 al dato del "baseline", lo scenario migliorativo ("mild") prevede una risoluzione della crisi sanitaria entro la fine del 2021, caratterizzato quindi da perdite economiche solo temporanee, mentre lo scenario peggiorativo ("severe") presuppone il protrarsi della crisi sanitaria con perdite permanenti.

Per quanto riguarda l'area Italia, Banca d'Italia non ha pubblicato alcun aggiornamento dello scenario macroeconomico: si ricorda infatti che la cadenza dell'esercizio coordinato dell'Eurosistema è semestrale e, pertanto, la prossima revisione delle proiezioni per l'economia italiana sarà rilasciata nel mese di dicembre.

Sul fronte delle valutazioni IFRS 9, in allineamento alle indicazioni dei regulator ed alle best practice riscontrabili sul mercato, permangono attivi anche gli specifici interventi di management overlay volti all'inclusione di correttivi ad hoc, non colti dalla modellistica in uso, per meglio riflettere nella valutazione dei crediti la particolarità degli impatti COVID-19. Restano quindi confermate nella sostanza, in considerazione del perdurare dei razionali sottostanti, le scelte individuate già in sede di Bilancio 2020 che, alla luce dell'evoluzione del quadro economico sanitario complessivo, erano state oggetto di ulteriore taratura e affinamento in occasione della scorsa relazione semestrale.

In particolare, in tema di moratorie ex-lege, vengono confermati gli effetti traslativi dei default prospettici a seguito delle moratorie, mentre sul fronte delle garanzie statali è mantenuto il beneficio legato al calo dei tassi di default prospettici.

Restano anche sostanzialmente confermate, in considerazione del perdurare dei razionali sottostanti, le scelte applicate in relazione semestrale, che confermavano con alcuni affinamenti quanto agito già in sede di Bilancio 2020, in tema di trattamenti una tantum per includere con maggiore granularità tramite trigger straordinari di staging gli impatti dello scenario considerato sulle controparti più penalizzate dalla crisi, alla luce di analisi specifiche sulle singole controparti e considerando la presenza di misure di moratoria attive, trigger che agiscono "a valle" sulle controparti non già classificate sulla base dei criteri ordinari e di quelli riassunti nei punti precedenti.

Relativamente alla classificazione delle esposizioni creditizie, non si registrano nel terzo trimestre 2021 ulteriori interventi del governo italiano in tema di moratorie, dopo l'ultima proroga con il Decreto Legge "Sostegni bis". Con quest'ultimo, infatti, è stata concessa la possibilità di beneficiare di un'ulteriore proroga delle moratorie ex-lege fino al 31 dicembre 2021; tale disposizione è valida solo su richiesta delle imprese già ammesse al beneficio di una moratoria concessa in precedenza in forza del Decreto Cura Italia (in scadenza il 30 giugno). Si sottolinea che la sospensione dal 1° luglio in avanti fa riferimento alla sola quota capitale, mentre gli interessi che via via matureranno dovranno essere pagati.

Sul tema si ricorda che il framework agevolativo previsto dalle Guidelines EBA in tema di moratorie è decaduto dal 31 marzo scorso e, pertanto, non è più possibile avvalersi del trattamento prudenziale semplificato previsto per la classificazione delle moratorie (c.d. moratorie "EBA compliant"). In questo nuovo contesto, in cui ricadono anche le misure di estensione di moratorie in essere, è dunque necessario analizzare singolarmente le posizioni per verificare se le proroghe siano da considerare misure di forbearance (cioè legate ad una difficoltà finanziaria), con conseguente classificazione a Stage 2. Pertanto, relativamente alla misura di proroga sopra citata, la scelta del Gruppo - alla luce della minor numerosità attesa delle richieste di proroga e seppure in un contesto che ha riguardato un numero decisamente significativo di clienti (diverse decine di migliaia, peraltro non prevedibile ex ante in relazione alla possibilità teorica di richiedere la proroga da parte di tutti coloro che ne avessero i requisiti di legge) - è stata quella di identificare solo un limitato cluster di controparti caratterizzato da una qualità creditizia particolarmente elevata, per le quali la Banca ha ritenuto che non ricorrano i presupposti di difficoltà finanziaria e, dunque, non vi siano i termini per la targatura Forborne. Il cluster è stato identificato sia in base al rating, sia tenendo conto della valutazione granulare effettuata nell'ambito delle iniziative commerciali/creditizie volte ad appurare la capacità dei clienti di riprendere i pagamenti (cosiddetti "action plan"). Per tutte le posizioni non incluse nel cluster, si è proceduto, invece, come da regola ordinaria alla verifica caso per caso da parte dei gestori.

Gli impatti della pandemia sui risultati operativi, sulle attività di business e sul profilo di rischio

Persistendo lo stato di emergenza sanitaria, nel terzo trimestre il Gruppo Intesa Sanpaolo ha dato continuità alle iniziative, già dettagliatamente illustrate nella Relazione semestrale al 30 giugno 2021, volte a tutelare la salute dei dipendenti, dei fornitori e dei clienti, ad assicurare la continuità operativa ed il presidio dei rischi, a contrastare gli effetti della pandemia a livello sociale ed economico.

Come già segnalato in precedenza, molti degli interventi posti in essere stanno evolvendo da una logica tattica – finalizzata a garantire una risposta tempestiva all'emergenza – ad una visione strategica, orientata ad indirizzare il cambiamento strutturale nell'organizzazione del lavoro, nei processi aziendali, nell'interazione con la clientela, nelle opportunità di business e nella correlata gestione dei rischi. Tra i fenomeni che ben rappresentano questa evoluzione, assume un ruolo segnaletico il ricorso allo smart working, sia presso la rete commerciale che presso le strutture di sede centrale: rispetto alla situazione "pre-COVID", le utenze abilitate al lavoro da remoto (inclusive del dato dell'ex Gruppo UBI) sono passate da circa 21.500 a circa 78.000 pari all'80% delle risorse del Gruppo al 30 settembre 2021.

In forza di tale diffusione, lo smart working è ormai divenuto elemento fondante di un nuovo modello di prestazione dell'attività lavorativa basato sul duplice connotato del rafforzamento della responsabilizzazione individuale e del migliore bilanciamento tra vita professionale ed extra-professionale. In tale ottica si inserisce il progetto "Next Way of Working" – volto a definire le nuove modalità di lavoro nel periodo post-COVID – relativamente al quale stanno proseguendo gli interventi immobiliari e tecnologici, avviati nella prima parte dell'anno, che agevoleranno il personale nell'utilizzo strutturale di una modalità di lavoro flessibile basata sull'alternanza di lavoro in ufficio e da casa.

Sempre nell'ottica del benessere del personale, nel mese di luglio, in concomitanza con la campagna vaccinale italiana contro il COVID-19 e in collaborazione con Intesa Sanpaolo RBM Salute, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha offerto a tutti i dipendenti delle società del Gruppo con sede in Italia una polizza gratuita a tutela della remota possibilità di eventuali reazioni avverse particolarmente gravi al vaccino, valida fino al 31 maggio 2022.

In seguito al miglioramento della situazione sanitaria del Paese si è deciso per il rientro progressivo nelle sedi delle direzioni centrali a partire dal mese di giugno fino ad un massimo di presenza per struttura del 50%, mantenendo in essere tutte le misure di prevenzione e tutela aziendale. Conseguentemente anche i servizi mensa e navette aziendali sono stati progressivamente ripristinati. Da luglio 2021 è inoltre operativo il nuovo strumento che consente la pianificazione delle presenze in sede, del lavoro da remoto, delle assenze (per ferie o altro) e che consente anche di prenotare la scrivania e gli spazi di lavoro in sede. Un ulteriore segnale del miglioramento della situazione nazionale è la netta diminuzione delle filiali chiuse per COVID: si è passati da una media a marzo di 82 filiali a una media di 14 filiali nel mese di giugno, mentre la media di filiali chiuse in settembre è stata di meno di 3 filiali.

Da agosto 2021, nel rispetto della normativa nazionale, è stato introdotto l'obbligo di presentare la certificazione verde COVID-19 (c.d. Green pass) per accedere alle mense, agli asili nido aziendali, alle Gallerie d'Italia e per usufruire del servizio di trasporto aziendale.

Dal 15 ottobre è vigente l'obbligo di Green pass per accedere a tutti i luoghi di lavoro. È stata pertanto emanata una normativa interna che disciplina l'accesso ai luoghi di lavoro, l'organizzazione delle verifiche e le casistiche particolari (soggetti esenti, provenienti dall'estero ecc.).

In linea generale, nei palazzi direzionali dotati di apparecchiature termoscanner e di lettore badge collegato o meno a tornelli, sono presenti dei nuovi dispositivi che consentono la lettura quotidiana del QR Code attraverso l'App ministeriale "VerificaC19", mentre nelle filiali l'esecuzione delle verifiche avviene attraverso l'utilizzo di smartphone dotati della stessa App da parte dei responsabili e/o incaricati all'emergenza. Le verifiche (automatiche o manuali) sono organizzate con criteri tali da assicurare nel tempo il controllo su tutto il personale presente, nonché sulle persone che a vario titolo accedono alle sedi del Gruppo. Sono esclusi unicamente i clienti che si recano nelle filiali per fruire dei servizi bancari.

Le verifiche, anche a campione, sono condotte dai responsabili delle unità organizzative e dagli incaricati all'emergenza e le segnalazioni di assenza del Green pass all'ingresso (con conseguente divieto di accesso) o di violazioni sono gestite dalla Direzione Tutela Aziendale, quale soggetto accertatore, per le eventuali segnalazioni alla Prefettura, come previsto dalla legge, e dalle Direzioni del Personale per la registrazione dell'assenza ingiustificata e (ove vi siano violazioni) per eventuali provvedimenti disciplinari. La lettura dei dati del Green pass non determina alcuna acquisizione di dati sanitari da parte della Banca ed è stata resa disponibile a tutti specifica Informativa privacy in argomento.

Per coloro che si trovano in situazione di fragilità o disabilità grave il termine per la concessione della prestazione lavorativa in modalità smart working è stato prorogato al 31 dicembre 2021. Tale disposizione si applica anche ai collaboratori che assistono familiari conviventi che si trovano in situazioni di fragilità o disabilità grave ed ai collaboratori che hanno ricevuto la certificazione di sorveglianza sanitaria eccezionale con prescrizione di lavoro flessibile da casa fino al 31 ottobre 2021.

Per quanto concerne le misure straordinarie a sostegno dell'economia, delle imprese e delle famiglie italiane, Intesa Sanpaolo è stata la prima banca in Italia a concedere moratorie, precedendo lo specifico quadro normativo.

A fine settembre 2021 risultavano perfezionate circa 940 mila richieste di sospensione, per 114 miliardi di volumi1 , principalmente riferibili al Decreto Legge 18/2020 Art. 56 "Cura Italia". Il flusso di richieste ha riguardato la clientela imprese per circa il 77% dei volumi totali.

In tema di scadenza delle moratorie ex Decreto Legge 18/2020, si ricorda che, dopo la proroga al 30 giugno 2021 stabilita dalla Legge di Bilancio (n. 178 del 30 Dicembre 2020), il D.L. 73/2021 (cosiddetto "Sostegni bis") del 25 maggio ha ulteriormente prolungato le misure fino al 31 dicembre 2021, subordinatamente ad alcune restrizioni, tra le quali la richiesta esplicita da parte del cliente da formalizzarsi entro il 15 giugno.

Relativamente al perimetro domestico, alla data del 30 settembre 2021, erano in essere circa 11 miliardi di moratorie, rispetto ai 15 miliardi di giugno, a cui si aggiungono oltre 2 miliardi relativi a moratorie terminate che matureranno i termini per la ripresa dei pagamenti nei prossimi mesi. Sull'aggregato delle moratorie in essere, le richieste di ulteriore proroga ai sensi del citato Decreto Legge "Sostegni bis", pervenute entro il 15 giugno, sono ammontate a circa 6,7 miliardi, determinando una ridistribuzione più graduale delle scadenze fra il terzo e il quarto trimestre dell'anno.

Si segnala che per effetto del phase-out delle disposizioni dell'EBA relative ai criteri per l'esenzione dalla valutazione forborne (cosiddette moratorie EBA compliant), il totale delle moratorie in essere che si qualificavano tali ai sensi delle Linee guida era pari a 1,7 miliardi (2,8 miliardi a giugno).

Con riferimento alle moratorie scadute che hanno maturato le condizioni per la ripresa dei pagamenti (circa 37 miliardi di esposizione originariamente sospesa), al 30 settembre il tasso di incidenza dei flussi di nuovi default si manteneva nell'ordine del 2% circa, come peraltro si confermava esigua l'incidenza degli sconfinamenti rilevanti. Su entrambi gli indicatori si è registrata nel corso del trimestre un'ulteriore lieve crescita rispetto alle rilevazioni di inizio dell'anno.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha sostenuto le iniziative legislative e non legislative intraprese per contrastare la situazione di crisi collegata alla pandemia non soltanto in Italia, ma anche nei vari Paesi in cui opera. A livello consolidato il valore delle esposizioni oggetto di moratoria in essere al 30 settembre 2021 ammontava a 11,9 miliardi (circa 17 miliardi a fine semestre), per l'87% riconducibile a imprese. Il totale delle moratorie in essere che si qualificavano tali ai sensi delle Linee guida EBA era pari a 1,7 miliardi (3,5 miliardi a giugno).

Riguardo alle misure a sostegno del sistema produttivo, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha messo a disposizione un plafond complessivo di 50 miliardi dedicato ai finanziamenti per le Imprese. ISP è stata la prima banca in Italia a firmare il protocollo d'intesa con SACE, fornendo immediato supporto alle imprese in applicazione del Decreto Legge c.d. "Liquidità" n. 23 dell'8 aprile 2020: complessivamente, includendo anche il Fondo PMI, sono stati erogati finora crediti garantiti dallo Stato per un ammontare pari a 42 miliardi (11 miliardi SACE e 31 miliardi Fondo PMI)2 .

A livello consolidato, considerando anche l'attività negli altri Paesi di presenza del Gruppo, il valore delle esposizioni oggetto di finanziamenti che rientrano nell'ambito di schemi di garanzia pubblica per i quali è stato completato l'iter sia di acquisizione delle garanzie e sia di erogazione, il cui perfezionamento può non essere coincidente, totalizzava a fine settembre 2021 39 miliardi (38 miliardi a fine semestre).

1 Moratorie accordate sino al 30 settembre 2021 (flussi), inclusi i rinnovi, includendo l'ex Gruppo UBI Banca e considerando la cessione delle filiali realizzata nel primo semestre.

2 Al 30 settembre 2021, includendo l'ex Gruppo UBI Banca e considerando la cessione delle filiali realizzata nel primo semestre.

Si ricorda inoltre che il Decreto "Rilancio" (D.L. 34/2020) ha introdotto una misura a sostegno del rilancio del settore delle costruzioni e finalizzato alla riqualificazione del patrimonio immobiliare sotto il profilo energetico e sismico (cosiddetto Superbonus al 110%). La norma, in particolare, prevede la maturazione di un credito fiscale a favore di privati e condomini che effettuano lavori di riqualificazione energetica e sismica nella misura del 110%, credito che può essere ceduto direttamente dal committente o dall'esecutore dei lavori a un intermediario finanziario. Il Gruppo ha attivato soluzioni dedicate sia per privati e condomini sia per le imprese che praticano lo sconto in fattura per l'acquisto dei crediti fiscali e la relativa liquidazione, con prezzi predefiniti e un servizio di consulenza dedicata attraverso una partnership con la società Deloitte. A fine settembre 2021 le pratiche perfezionate, per quanto riguarda il riacquisto del credito d'imposta, ammontavano a circa un miliardo.

La pandemia sta continuando ad avere riflessi sulle dinamiche relative alle attività finanziarie della clientela. Anche nel terzo trimestre si è confermata la preferenza per la liquidità, che durante l'emergenza sanitaria ha visto il rafforzamento di una tendenza già in atto prima dell'insorgere della crisi: la raccolta diretta bancaria da clientela, trainata dalla componente a breve termine, ha così segnato una crescita del 7,3% rispetto al dato "rideterminato"3 di marzo 2020, che non recepiva ancora gli effetti del contesto pandemico.

Sul fronte della raccolta indiretta, grazie ad una raccolta positiva sostenuta anche dalla ripresa degli indici di mercato è proseguita la dinamica favorevole del risparmio gestito. Al 30 settembre 2021, le masse gestite dalle società riconducibili alla Divisione Asset Management risultavano cresciute del 3,6% rispetto a 31 dicembre 2020 e dell'8% nel confronto con dodici mesi prima.

Per quanto riguarda il business assicurativo, nei primi nove mesi del 2021 se da un lato la raccolta lorda ha segnato un progresso del 9% rispetto allo stesso periodo del 2020 (incluso l'apporto delle società ex UBI), dall'altro il flusso netto continua a risentire di un aumento delle liquidazioni imputabile anche alla maggior mortalità conseguente al COVID-19.

Con riferimento al ramo danni, in particolare, i primi nove mesi del 2021 hanno visto una crescita dei premi rispetto al corrispondente periodo del 2020, soprattutto grazie alle performance del comparto no motor (+18%).

Quanto agli impatti del contesto pandemico sui proventi operativi del Gruppo nei primi nove mesi dell'esercizio, l'evoluzione dei volumi intermediati in relazione alle iniziative legislative e non legislative poste in atto per contrastare le situazioni di crisi connesse alla pandemia – unitamente all'apporto derivante dalle operazioni TLTRO con la BCE, al 30 settembre 2021 in essere per un valore contabile di 131 miliardi – si confermano fattori di contribuzione positiva per l'andamento degli interessi netti. La dinamica complessiva dell'aggregato, tuttavia, rimane condizionata dai minori interessi su attività deteriorate (in relazione alle operazioni di deleveraging) in presenza di un più contenuto apporto della componente finanziaria. Come indicato e spiegato nel seguito della Relazione, considerando i dati "rideterminati"4 , gli interessi netti dei nove mesi sono risultati pari a 5.946 milioni in contenuta flessione (-4,2%) rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente.

Permane invece ampiamente favorevole il confronto per le commissioni nette (+725 milioni, +11,5%), che nello scorso anno avevano risentito in misura più significativa delle restrizioni alla mobilità personale e alle attività economiche.

Il risultato della gestione assicurativa della Divisione Insurance – 1.189 milioni, +0,5% rispetto al dato omogeneo dei primi nove mesi del 2020 – continua a fattorizzare un aumento dei ricavi legati al business vita, favorito anche dal buon andamento dei mercati finanziari, a fronte di un rallentamento del comparto danni, penalizzato da una ripresa dei sinistri rispetto ai valori registrati nell'esercizio precedente con particolare riferimento al business salute dopo il periodo di lockdown. In miglioramento il valore delle commissioni riconosciute alle reti distributive del Gruppo (+10%, pari a circa 1.215 milioni).

Riguardo agli oneri operativi, si segnala che nei primi nove mesi del 2021 i costi sostenuti dal Gruppo Intesa Sanpaolo per interventi correlati allo scenario pandemico si sono attestati a 19 milioni di spese correnti e a 4 milioni di investimenti, in significativa diminuzione rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente (-43 milioni sulle spese correnti e -62 milioni sugli investimenti). Il totale degli oneri operativi registra un calo di 189 milioni, pari al -2,3%, grazie alle misure poste in essere ad ulteriore rafforzamento del loro presidio. Come già evidenziato nell'informativa semestrale, nell'ambito delle attività di controllo e razionalizzazione dei costi, si stanno prioritizzando gli impieghi di risorse, preservando le iniziative di sviluppo strategico e di evoluzione del business model nella prospettiva di un contesto profondamente mutato che emergerà una volta superata l'emergenza sanitaria e che, in parte, sta già producendo significativi impatti. In tale ottica, la dinamica degli oneri operativi sta già traendo beneficio dall'evoluzione dei comportamenti dei clienti e dalla modifica dei processi operativi interni. Tra gli ambiti maggiormente impattati spiccano le spese per missioni e trasferte, trasporto e contazione valori, postalizzazione alla clientela, ambiti fortemente condizionati dall'uso estensivo dell'interazione digitale e dalla dematerializzazione di pagamenti e contratti, fattori di risparmio che, combinati con il proseguimento dell'attività di controllo dei costi, si intende stabilizzare e rendere strutturali nel tempo.

Quanto al costo del credito, il valore annualizzato è sceso a settembre a 44 punti base, valore molto inferiore rispetto a quello dell'intero esercizio 2020 (97 punti base, 48 punti base scorporando l'impatto delle maggiori rettifiche per far fronte all'epidemia da COVID-19). Le rettifiche di valore nette su crediti dei primi nove mesi 2021 si sono attestate a 1.544 milioni, con una flessione di quasi il 50% rispetto al medesimo periodo del 2020, come meglio indicato nel seguito.

Per quanto attiene al profilo di rischio, si indicano di seguito i principali impatti del contesto pandemico sul Gruppo nel trimestre, relativamente alle diverse tipologie di rischio:

– per il rischio di credito, in ambito IFRS 9, il Gruppo ha prudenzialmente continuato a mantenere, anche ai fini della trimestrale al 30 Settembre 2021, lo scenario macroeconomico di riferimento utilizzato nel Bilancio 2020 già confermato nella trimestrale al 31 marzo e nella Semestrale 2021, ai fini del condizionamento forward-looking ai fini delle valutazioni di ECL. Con riferimento al performing, sono stati inoltre mantenuti sostanzialmente invariati rispetto alla semestrale 2021

3 I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e della riallocazione dei rami di attività oggetto di cessione tra le attività in dismissione e tra le passività ad esse associate. Per ulteriori dettagli si rimanda al prosieguo della presente Relazione e, in particolare, al Capitolo "Gli Aggregati patrimoniali".

4 I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione. Per ulteriori dettagli si rimanda al prosieguo della presente Relazione e, in particolare, al Capitolo "I risultati economici".

gli overlay di traslazione dei default prospettici – incorporati negli esiti dei modelli satellite – per considerare la vulnerabilità delle posizioni in moratoria e il beneficio delle garanzie statali acquisite, così come aggiornati ai fini della Semestrale. Parimenti restano confermati anche i razionali dei trigger straordinari di scivolamento in Stage 2 che sono stati oggetto di refinement nella Semestrale alla luce della evoluzione osservata sulle vulnerabilità delle controparti che hanno aderito alle moratorie. Con riferimento alla staging allocation, si evidenzia che a partire dalla presente trimestrale, è stato pienamente omogenizzato anche il trattamento ai fini staging dell'operatività ex UBI a quella ISP.

Sono proseguite, in continuità con quanto messo in opera a partire dall'inizio della pandemia, le azioni di sostegno alla clientela attraverso:

  • a) proroghe delle moratorie legislative decise dal Governo nel secondo trimestre (c.d. D.L. "Sostegni bis")/altre moratorie;
  • b) finanziamenti garantiti da Fondo Centrale di Garanzia / SACE;
  • c) azione proattiva del Gruppo basata su un diagnostico approfondito effettuato dai gestori della relazione (action plan).

Con specifico riferimento alle moratorie si segnala quanto segue:

  • o moratorie di legge imprese: la Banca ha adeguato i propri processi alla diversa modalità prevista dal D.L. "Sostegni bis" rispetto agli interventi legislativi precedenti con introduzione della esplicita richiesta da parte del cliente come requisito per l'effettuazione della proroga stessa e in particolare nel corso del terzo trimestre, ha messo in campo le azioni necessarie per effettuare il perfezionamento di tutte le richieste ricevute entro il termine stabilito per legge;
  • o con riferimento a richieste di altre moratorie singole da parte dei clienti non rientranti nel perimetro di legge, prosegue l'azione di sostegno della Banca attraverso una valutazione case by case secondo gli ordinari processi creditizi.

Inoltre, con riferimento ai finanziamenti garantiti da Fondo Centrale di Garanzia / SACE prosegue in generale il supporto offerto dal Gruppo ISP alle imprese attraverso la concessione, secondo gli ordinari processi creditizi, dei finanziamenti garantiti anche a seguito della proroga del Temporary Framework al 31 Dicembre 2021; in particolare nel terzo trimestre del 2021, il Gruppo ha recepito quanto previsto dal D.L. "Sostegni bis" e quindi:

  • o per i finanziamenti fino a 30k: riduzione della relativa percentuale di copertura dal 100% al 90% per le operazioni stipulate dopo il 30 giugno 2021;
  • o per i finanziamenti oltre 30k: estensione di durata da 6 a 8 anni (sia per i finanziamenti già in essere sia per le nuove erogazioni) e in particolare per le nuove operazioni post 30 giugno 2021, riduzione della percentuale di copertura da 90% a 80%.
  • Quanto alle azioni proattive del Gruppo, sono state poste in essere le seguenti iniziative:
  • o Iniziativa Action Plan: il Gruppo ha avviato un'iniziativa diagnostica sul portafoglio moratorie, su cluster prioritari estratti con logiche risk based (classe di rating, quota garantita, importo esposizione ecc.), sia imprese, sia privati, tramite la quale – attraverso un'analisi single name delle posizioni – si è ottenuta una clusterizzazione "semaforica" del portafoglio e l'identificazione del perimetro che potrebbe necessitare di un intervento a sostegno per la regolare ripresa dei pagamenti alla scadenza della moratoria. L'iniziativa ha interessato sino ad ora il 96% del portafoglio delle moratorie attive. L'esito dell'iniziativa evidenzia che il 90,6%, in termini di volumi, è stato clusterizzato con semaforo Verde (ripresa pagamenti sostenibile senza interventi o con interventi di rifinanziamento), il 7,5% con semaforo Giallo (necessità di proroga o rinegoziazione), l'1,4% con semaforo Arancione (ripresa dei pagamenti attualmente non sostenibile con posizione da rivedere a distanza di tempo) e solamente lo 0,5% con colore Rosso, che denota un possibile aggravio di rischio verso stati di deteriorato;
  • o Re-rating: sono altresì proseguite le attività di re-rating finalizzate all'aggiornamento della valutazione del rischio cliente considerando gli effetti della situazione economica, che hanno riguardato il 92% delle posizioni e oltre il 99% delle posizioni in moratoria. I risultati mostrano un'importante correlazione fra aggiornamento e peggioramento del rating e outlook settoriali, con maggiore incidenza di rating aggiornati e peggiorati su controparti appartenenti a settori con prospettive più negative.
  • Prosegue il costante presidio sulle iniziative Action Plan da parte delle funzioni dell'area Chief Lending Officer.
  • per il rischio di mercato, la gestione degli investimenti finanziari proprietari nel corso del terzo trimestre 2021 è proseguita in continuità con il trimestre precedente, ossia secondo una gestione volta all'ottimizzazione del profilo di rischio, del grado di diversificazione e di redditività del portafoglio titoli. Nell'attuale contesto di mercato, caratterizzato da volatilità ridotte, le misure di VaR gestionale hanno evidenziato una dinamica in lieve aumento con riferimento al VaR medio calcolato a livello di Gruppo sul complesso delle attività finanziarie appartenenti ai business model di Trading e HTCS (il VaR gestionale medio del terzo trimestre è pari a circa 144 milioni rispetto ai 126 milioni del secondo trimestre medio), mentre in lieve riduzione per la sola componente di Trading (da 25,8 milioni medi del secondo trimestre a 20,4 milioni medi del terzo trimestre) principalmente per "effetto rolling" di scenario;
  • per il rischio di liquidità, anche nel trimestre in esame tutti gli indicatori (regolamentari e di policy interna) confermano la solidità della posizione di liquidità del Gruppo. Entrambi gli indicatori regolamentari, Liquidity Coverage Ratio (LCR) e Net Stable Funding Ratio (NSFR), permangono ampiamente superiori ai requisiti minimi normativi. Nel corso degli ultimi 12 mesi, il Liquidity Coverage Ratio (LCR) del Gruppo, misurato secondo il Regolamento Delegato (UE) 2015/61, si è attestato in media al 179,5%. Le riserve di liquidità disponibili presso le diverse tesorerie del Gruppo sono risultate mediamente pari a 182 miliardi (ultime 12 osservazioni mensili), raggiungendo al 30 settembre un valore totale di 181 miliardi. Sempre a fine trimestre, il NSFR del Gruppo si è attestato al 123,8%. Tutte le necessarie misure preventive di gestione e controllo permangono attive nell'obiettivo di cogliere eventuali segnali di potenziale inasprimento delle condizioni di liquidità;
  • per il rischio tasso di interesse generato dal portafoglio bancario, la Shift sensitivity del valore per uno shock di +100 punti base dei tassi si è attestata a fine settembre 2021 a -1.167 milioni, rispetto al dato di fine dicembre 2020 pari a -1.305 milioni;
  • per il rischio di controparte, la crisi legata alla pandemia ha comportato un iniziale aumento delle esposizioni, a causa principalmente della discesa dei tassi di interesse dell'area euro e del generale e rilevante aumento della volatilità sui principali fattori di rischio. Non si sono tuttavia registrate criticità nel processo di marginazione con le controparti di mercato, seppur in presenza di un elevato aumento delle chiamate di collaterale, sia in termini numerici che di volumi,

nelle settimane di maggior stress sui mercati. Anche i processi di compensazione presso le controparti centrali non hanno generato problematiche operative. La situazione dei mercati finanziari si è progressivamente stabilizzata. Il livello di esposizione verso la clientela ha registrato un progressivo aumento nel corso del 2020 e una successiva diminuzione nel primo semestre 2021, guidati dalla dinamica dei tassi di interesse;

– per quanto riguarda i rischi operativi il Gruppo ha continuato l'adozione delle misure di prevenzione volte a garantire la continuità dell'operatività aziendale e a preservare il massimo livello di sicurezza di clienti e dipendenti così come illustrato dettagliatamente nella Relazione semestrale al 30 giugno 2021. In particolare, al fine di garantire la protezione del personale, lo strumento per la pianificazione della presenza in sede è stato ulteriormente esteso per consentire la prenotazione della scrivania e degli spazi di lavoro nonchè il monitoraggio delle assenze (per ferie o altro) e del lavoro da remoto. Infine, come già richiamato in precedenza, sono state effettuate le attività di definizione e applicazione delle modalità operative per l'organizzazione dei controlli in capo alla Banca, nel rispetto della normativa sulla privacy, al fine di consentire dal 15 ottobre 2021, l'estensione ai lavoratori dell'obbligo di possedere ed esibire su richiesta il Green pass per accedere ai luoghi di lavoro.

In contesti di mercato complessi, anche le verifiche di tenuta del valore delle attività intangibili risultano particolarmente delicate. Con riferimento agli avviamenti e alle altre attività intangibili, nel trimestre in esame, come già nel semestre, non sono stati ravvisati elementi di criticità tali da richiedere una rideterminazione dei valori recuperabili. Le analisi effettuate non hanno evidenziato scostamenti rispetto al budget dei flussi finanziari prodotti dalle Divisioni di business né variazioni nei principali parametri e aggregati macroeconomici che possano incidere negativamente sui tassi di attualizzazione alla base dei modelli utilizzati per la verifica del valore di iscrizione in bilancio delle attività intangibili a vita indefinita. Con riferimento, invece, alle attività intangibili a vita definita, non sono emersi fattori di criticità sulla tenuta del valore recuperabile, grazie al positivo andamento sia delle riserve assicurative sia dei volumi delle masse.

Anche con riferimento alla fiscalità differita non sono stati identificati nei primi nove mesi del 2021 indicatori di impairment.

Il Gruppo conferma la propria solidità patrimoniale: al 30 settembre 2021 – tenendo già conto della distribuzione di riserve deliberata dall'assemblea del 14 ottobre 2021 – il Capitale primario di Classe 1 ammonta a circa 47 miliardi, nell'ambito di Fondi propri complessivamente pari a 62,4 miliardi. Il Core Tier 1 Ratio transitional risulta del 14,3%.

Come già ribadito in occasione dell'informativa semestrale, dopo la forte incertezza dei primi mesi del 2020 e le conseguenze sui mercati e sulla crescita economica determinate dalle chiusure sanitarie, anche grazie agli effetti delle misure straordinarie poste in essere, gli impatti della pandemia sui rischi del Gruppo si sono mantenuti contenuti. Con particolare riferimento al rischio di credito, le misure straordinarie hanno limitato, nel periodo corrente, gli effetti della pandemia; un peggioramento potrebbe quindi palesarsi con il progressivo venir meno delle stesse. L'entità degli impatti per il Gruppo sarà strettamente connessa all'effettivo sviluppo del contesto macroeconomico e, in particolare, all'evoluzione dello scenario COVID-19, all'emergere di eventuali nuove situazioni di incertezza che si dovessero verificare nonché all'efficacia nel lungo periodo delle citate misure di sostegno. Il Gruppo Intesa Sanpaolo sta attentamente monitorando l'evoluzione del contesto anche attraverso specifiche analisi di scenario e di stress con le quali sono stati valutati gli impatti in termini di redditività e di adeguatezza patrimoniale ed è stato confermato che, in caso di deviazione avversa dello scenario rispetto a quanto previsto dalle Banche Centrali – anche attraverso l'attivazione di specifiche azioni – il Gruppo sarebbe in grado di rispettare i vincoli regolamentari e i limiti, più stringenti, fissati internamente.

I nove mesi dell'esercizio 2021 del Gruppo Intesa Sanpaolo

I risultati a livello consolidato

In un contesto pandemico in graduale miglioramento e accompagnato da una vivace ripresa dell'attività produttiva, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha chiuso i primi nove mesi del 2021 con un utile netto di 4.006 milioni. Il dato appare in flessione rispetto ai 6.376 milioni realizzati nel corrispondente periodo del 2020 che però incorporavano l'importo provvisorio, contabilizzato nel terzo trimestre del 2020, del goodwill negativo di 3.264 milioni derivante dall'aggregazione aziendale di UBI Banca e delle relative controllate. Isolando questa componente, il risultato netto evidenzia un miglioramento di 894 milioni (+28,7%) rispetto ai nove mesi di raffronto – che pure avevano beneficiato della significativa plusvalenza dalla cessione a Nexi del ramo aziendale relativo alle attività di acquiring nell'ambito dei sistemi di pagamento – a conferma di andamenti positivi che hanno contraddistinto tutti gli ambiti della gestione operativa.

Per rendere possibile un'analisi delle dinamiche reddituali in termini omogenei, i commenti che seguono fanno riferimento ai valori "rideterminati" dello schema di conto economico riclassificato che tengono conto sia dell'acquisizione del Gruppo UBI e dell'ingresso delle partecipazioni totalitarie nelle società assicurative con le quali il Gruppo UBI aveva in essere partnership pluriennali – avvenuti nel corso del secondo trimestre – sia degli effetti delle correlate cessioni di sportelli avvenute nel corso della prima parte dell'anno. Ciò in continuità e in coerenza con quanto già avvenuto in occasione della Relazione semestrale al 30 giugno 2021, non essendo intervenute nel corso del terzo trimestre nuove operazioni tali da richiedere riesposizioni e/o rideterminazioni dei dati relativi ai periodi precedenti. Per i dettagli sulla costruzione dei dati "rideterminati" si rinvia al successivo capitolo "I risultati economici".

I proventi operativi netti dei nove mesi, pari a complessivi 15.766 milioni, hanno evidenziato un progresso di 515 milioni (+3,4%), quale risultante di andamenti contrapposti fra le diverse componenti.

In un contesto di tassi di mercato ancora negativi, gli interessi netti sono diminuiti a 5.946 milioni (-4,2%), risentendo di minori interessi sulle attività finanziarie in portafoglio, principalmente quelle valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, ma anche di minori interessi sulle attività deteriorate, per il progressivo ridimensionamento degli stock, solo parzialmente compensati dal pur significativo miglioramento della contribuzione derivante dai rapporti con Banche, correlato alle operazioni TLTRO con BCE. Da segnalare, infine, che è divenuto leggermente positivo l'apporto dell'intermediazione con clientela.

Le commissioni nette hanno confermato il loro trend positivo portandosi a 7.008 milioni, con una crescita dell'11,5%. Il miglioramento continua ad essere trainato dal comparto delle attività di gestione, intermediazione e consulenza (+13,1%), in particolare dall'intermediazione e collocamento di titoli, dalle gestioni patrimoniali, individuali e collettive, e dalla distribuzione di prodotti assicurativi. L'attività bancaria commerciale ha parimenti mostrato una dinamica positiva (+6,4%) legata per lo più ai servizi di incasso e pagamento nonché ai servizi Bancomat e carte di credito. Le altre commissioni – principalmente riferite a finanziamenti, in particolare fondiari – sono a loro volta cresciute del 17,1%.

Il risultato dell'attività assicurativa, che raggruppa le voci di costo e di ricavo del business assicurativo delle compagnie vita e danni operanti nell'ambito del Gruppo, è leggermente sceso a 1.219 milioni (-2,4%) nonostante la positiva dinamica del margine finanziario.

Il risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value si è attestato a 1.517 milioni, in crescita del 2,4%. La dinamica è stata sostenuta dal Risultato netto da attività valutate obbligatoriamente al fair value con impatto a conto economico e dal Risultato netto da dividendi e da cessione di attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da cessione di attività al costo ammortizzato, a fronte di andamenti riflessivi per il Risultato netto da operazioni di trading e da strumenti finanziari in fair value option, le operazioni di copertura e il riacquisto di passività finanziarie.

Gli altri proventi operativi netti – voce nella quale sono compendiati gli utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto ed altri proventi ed oneri della gestione caratteristica – sono più che raddoppiati a 76 milioni. L'evoluzione è ascrivibile ai risultati reddituali delle partecipazioni valutate al patrimonio netto, saliti da 38 milioni a 75 milioni.

I costi operativi, pari a 7.893 milioni, hanno mantenuto una tendenza decrescente (-189 milioni, -2,3%), che ha interessato tutte le componenti. In particolare, le spese per il personale sono diminuite dello 0,6% a 4.924 milioni quale riflesso della riduzione degli organici medi (-3,6%), solo parzialmente compensata dai maggiori oneri legati al rinnovo del CCNL e all'evoluzione della componente variabile. Le spese amministrative (-5,9% a 2.059 milioni) hanno tratto vantaggio dalle azioni di presidio portate avanti e dal manifestarsi delle prime sinergie derivanti dall'integrazione dell'ex Gruppo UBI. Gli ammortamenti (-3,3% a 910 milioni) hanno risentito dei write-off relativi ai cespiti (software e, in misura minore, impianti e macchine) di UBI.S, incorporata nella Capogruppo nel mese di luglio 2021.

Quale effetto della favorevole dinamica complessiva di ricavi e costi sopra descritta, il risultato della gestione operativa è aumentato di 704 milioni a 7.873 milioni (+9,8%). Il cost/income del periodo si è conseguentemente portato al 50,1%, dal 53% dei nove mesi di raffronto.

Sono state contabilizzate rettifiche di valore nette su crediti per 1.544 milioni – nei quali è incluso uno stanziamento di circa 360 milioni in relazione alle iniziative di riduzione dei crediti deteriorati avviate nel corso dell'anno – pressoché dimezzate rispetto al medesimo periodo del 2020, quando l'applicazione dello scenario aggiornato per gli impatti COVID-19 aveva determinato un significativo aumento delle ECL sulle esposizioni performing del Gruppo. La riduzione intervenuta nel 2021 (-1.509 milioni; -49,4%) è riconducibile per -819 milioni alle esposizioni deteriorate di Stage 3 (essenzialmente inadempienze probabili e scaduti/sconfinati), in seguito alle attività di de-risking effettuate nel corso del 2020 e per i minori flussi netti di nuovi ingressi da bonis; per -594 milioni ai crediti in bonis; per -88 milioni alle garanzie rilasciate e agli impegni di firma, che hanno registrato riprese. Il costo del credito annualizzato, espresso dal rapporto tra rettifiche di valore nette e crediti netti, si è così attestato a 44 punti base (34 punti base se si esclude il sopra citato stanziamento riguardante specifici portafogli per accelerare la riduzione dei crediti deteriorati), a fronte dei 97 punti base dell'intero 2020 (48 punti base escludendo gli accantonamenti dovuti alla revisione dello scenario intervenuta a seguito dell'evento pandemico).

Il conto economico consolidato ha inoltre registrato:

  • altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività in aumento a 436 milioni, dai 244 milioni di raffronto. La voce risulta principalmente costituita dagli altri accantonamenti netti (al fondo per rischi ed oneri) che nel secondo trimestre del 2021 avevano incorporato uno stanziamento del comparto assicurativo per complessivi 126 milioni: tale accantonamento rappresenta l'eccedenza dei sinistri rispetto ai premi maturati e l'accantonamento stimato per gli oneri prospettici sulle polizze annuali in essere, determinati secondo quanto previsto dal Regolamento IVASS 22/2008, in relazione a uno squilibrio finanziario generatosi anche in conseguenza di un maggior utilizzo delle prestazioni da parte degli assicurati al termine dei lunghi periodi di lockdown;
  • altri proventi netti (voce nella quale sono inclusi utili e perdite realizzati su investimenti, partecipazioni e attività finanziarie al costo ammortizzato diverse dai crediti, nonché proventi ed oneri non strettamente correlati alla gestione operativa) per 254 milioni (35 milioni nei primi nove mesi del 2020), principalmente riconducibili ai 194 milioni di plusvalenza rilevata nel primo trimestre a seguito della cessione da parte di Fideuram Bank Luxembourg a State Street del ramo d'azienda relativo alle attività di banca depositaria;
  • utili delle attività operative cessate pari a 58 milioni, riferiti alla riclassifica dei risultati degli sportelli ceduti dalla ex UBI Banca e dalla Capogruppo (convenzionalmente ricondotti a questa voce). L'importo si confronta con i 1.459 milioni contabilizzati nel 2020 che includevano 1.110 milioni quale plusvalenza dalla cessione a Nexi del ramo aziendale relativo alle attività di acquiring, 53 milioni riferiti alle componenti economiche del medesimo ramo di competenza del semestre e 296 milioni derivanti dalla riclassifica legata alle componenti economiche degli sportelli ceduti da parte della ex UBI Banca e della Capogruppo.

Dopo le appostazioni sopra descritte, il risultato corrente lordo si è attestato a 6.205 milioni, evidenziando un progresso del 15,6% (+839 milioni).

Le imposte sul reddito dei nove mesi si sono quantificate in 1.541 milioni, rispetto ai 1.319 milioni del dato di raffronto, con un tax rate del 24,8% (24,6% nel 2020). La fiscalità dei nove mesi ha incorporato il beneficio netto del riallineamento dei valori fiscali di alcune attività intangibili, contabilizzato nel secondo trimestre per 460 milioni.

Al netto delle imposte sono poi stati rilevati:

  • oneri di integrazione e incentivazione all'esodo per 148 milioni, in aumento dai 64 milioni del 2020, prevalentemente riferibili ad oneri della Capogruppo in termini di spese per il personale e ammortamenti;
  • effetti economici dell'allocazione di costi di acquisizione per -85 milioni, rispetto ai precedenti +3.187 milioni che includevano i già citati 3.264 milioni del goodwill negativo provvisorio, contabilizzato nel settembre 2020 in seguito all'acquisizione del Gruppo UBI;
  • oneri finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario per complessivi 489 milioni (corrispondenti a 713 milioni ante imposte), in aumento rispetto ai 475 milioni (687 milioni ante imposte) dei primi nove mesi del 2020. La voce si presenta quasi totalmente costituita dal costo per l'intero esercizio 2021 dei contributi ordinari e addizionali (i) ai fondi di

risoluzione per 261 milioni (381 milioni ante imposte) e (ii) ai fondi di garanzia dei depositi per 213 milioni (315 milioni ante imposte), questi ultimi spesati nel terzo trimestre.

Infine, il risultato di pertinenza di terzi ha registrato un dato positivo per 64 milioni (il dato relativo al 2020 era risultato negativo per 319 milioni avendo convenzionalmente incorporato gli effetti delle poste rideterminate con riferimento al Gruppo UBI e alle relative società assicurative).

Il conto economico consolidato dei primi nove mesi del 2021 si è conseguentemente chiuso, come indicato, con un utile netto di 4.006 milioni, a fronte dei 6.376 milioni del medesimo periodo 2020 (-37,2%).

Il conto economico consolidato del terzo trimestre evidenzia, rispetto al trimestre precedente:

  • proventi operativi netti in leggero calo a 5.092 milioni (-92 milioni, -1,8%) che riflettono diminuiti apporti del comparto assicurativo e delle commissioni nette (anche per una certa stagionalità dei mesi estivi), solo parzialmente compensati dall'andamento positivo delle altre voci di ricavo, in particolare il risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value (+9,9%), grazie ad alcune plusvalenze dalla vendita di attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e al costo ammortizzato, e gli interessi netti (+0,2%);
  • costi operativi in contenuta flessione a 2.638 milioni (-1,1%), tendenza che ha riguardato sia le spese per il personale (-0,8%), in virtù della riduzione degli organici medi (-1,6%), sia le spese amministrative (-2,5%), anche per il venir meno di oneri che avevano accompagnato l'integrazione di UBI Banca, a fronte di una sostanziale invarianza degli ammortamenti.

Quale effetto degli andamenti descritti il risultato della gestione operativa è diminuito a 2.454 milioni (-62 milioni, -2,5%). Il conto economico consolidato del trimestre ha inoltre registrato:

  • rettifiche di valore nette su crediti in riduzione del 9,3% a 543 milioni, nonostante l'ulteriore stanziamento di 160 milioni su specifici portafogli per accelerare il processo di de-risking;
  • altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività per 82 milioni, in contrazione del 62,7% in quanto il trimestre precedente aveva incorporato, fra gli altri accantonamenti netti, il già citato stanziamento ai fondi per rischi ed oneri del comparto assicurativo di complessivi 126 milioni;
  • altri proventi netti per 63 milioni, a fronte di oneri netti per 7 milioni nei tre mesi di raffronto.

In seguito alle appostazioni contabili descritte il risultato corrente lordo del trimestre è salito a 1.892 milioni, con un miglioramento dell'11,3% rispetto ai precedenti 1.700 milioni.

Tale evoluzione, in assenza dei benefici del riallineamento dei valori fiscali di alcune attività immateriali che avevano caratterizzato il secondo trimestre, ha determinato un incremento delle imposte sul reddito del periodo da 85 milioni a 619 milioni. Sono stati poi rilevati, al netto delle imposte, oneri di integrazione e incentivazione all'esodo per 41 milioni, effetti economici dell'allocazione del costo di acquisizione per 51 milioni nonché tributi e oneri a carico del sistema bancario per 210 milioni.

Il risultato di pertinenza dei terzi ha registrato un dato positivo per 12 milioni dai precedenti 48 milioni.

Pur in presenza di un risultato corrente lordo in evidente miglioramento, le appostazioni contabili sopra indicate hanno portato a chiudere il trimestre con un utile netto di 983 milioni, a fronte dei 1.507 milioni del secondo trimestre.

Con riferimento agli aggregati patrimoniali, al 30 settembre 2021 i finanziamenti verso clientela totalizzavano 463,3 miliardi, invariati rispetto a giugno ed in leggera crescita (+0,1%) da dicembre. I crediti di natura commerciale, sostanzialmente stabili a 427,5 miliardi, hanno confermato al loro interno la parziale ricomposizione in atto dalle forme tecniche a più breve termine, classificate in particolare fra le anticipazioni e i finanziamenti, verso quelle a più lunga scadenza, che riflettono il sostegno del Gruppo all'economia e alle famiglie, anche in relazione alle misure straordinarie varate dal Governo, nell'attuale percorso di uscita dalla fase di emergenza.

Quale effetto principalmente delle azioni di de-risking in atto, i crediti deteriorati risultavano scesi a 9,1 miliardi (-1,6 miliardi, dei quali -0,6 miliardi nel terzo trimestre). Anche i crediti rappresentati da titoli si presentavano in flessione a 6,8 miliardi (-5,3%).

Sono per contro aumentati a 19,9 miliardi i crediti di natura finanziaria, nella forma di operazioni di pronti contro termine (+17,9%).

Dal lato della provvista, è proseguita la crescita della raccolta diretta bancaria da clientela che a fine settembre 2021 aveva raggiunto i 535,7 miliardi, in aumento di circa 9 miliardi nei nove mesi (+1,7%). All'interno dell'aggregato, i conti correnti e depositi sono progressivamente saliti a 419,5 miliardi (+9,9 miliardi, +2,4%), più che compensando la dinamica riflessiva delle obbligazioni (-6,2 miliardi, -8,9%) e dei certificati di deposito (-0,6 miliardi, -14,8%), che hanno risentito di nuove emissioni inferiori agli stock in scadenza stante la solida posizione di liquidità del Gruppo. Tutte le altre forme tecniche hanno evidenziato crescite: le passività subordinate si sono portate a 12,5 miliardi (+0,8 miliardi, +6,4%) in virtù del collocamento istituzionale effettuato in giugno (1,5 miliardi di dollari) e l'altra raccolta, inclusiva dei certificates e dei commercial paper, ha raggiunto i 31,4 miliardi (+1 miliardo, +3,3%). Anche la componente finanziaria, rappresentata dai pronti contro termine – in prevalenza riconducibili a controparti istituzionali – è aumentata a 5,1 miliardi.

La raccolta diretta assicurativa – che include anche le riserve tecniche, ovvero il debito verso la clientela sottoscrittrice di polizze tradizionali o con rischio assicurativo significativo – a settembre 2021 si presentava pari a 203,5 miliardi, in lieve crescita rispetto a dicembre (+0,2%). Nel corso dei nove mesi, infatti, gli aumenti che hanno interessato le passività finanziarie designate al fair value (costituite interamente da prodotti unit-linked), salite a 83 miliardi (+2,4 miliardi, +3%), e l'altra raccolta assicurativa (inclusiva delle passività subordinate), giunta a sfiorare i 2 miliardi (+0,6 miliardi, +48,1%), sono stati sostanzialmente compensati dalla contrazione delle riserve tecniche, complessivamente scese a 118,6 miliardi (-2,7 miliardi, -2,3%), ed in particolare di quelle relative al ramo vita, che ne rappresentano la quasi totalità.

Il positivo andamento dei mercati finanziari unitamente ai buoni risultati dell'attività di collocamento hanno sostenuto la raccolta indiretta del Gruppo che a fine settembre 2021 aveva raggiunto i 703,7 miliardi, con un progresso del 6,9% (+45,7 miliardi) rispetto a dicembre 2020. Questi numeri riflettono un trend trimestrale che è andato consolidandosi nel corso

dei nove mesi ed ha interessato entrambe le componenti principali: la raccolta amministrata è cresciuta a 239,5 miliardi (+20,8 miliardi +9,5%) mentre il risparmio gestito si è portato a 464,2 miliardi (+24,9 miliardi, +5,7%).

All'interno del risparmio gestito, che rappresenta il 66% dello stock complessivo, tutte le voci hanno registrato variazioni positive, ma gli incrementi in termini assoluti più significativi hanno riguardato: i fondi comuni di investimento, saliti a 171,1 miliardi (+12,1 miliardi, +7,6%), le gestioni patrimoniali, pari a 75,2 miliardi (+7 miliardi, +10,2%), i rapporti con la clientela istituzionale, 20,4 miliardi (+3 miliardi, +17,6%) e il risparmio assicurativo, 185,4 miliardi (+1,7 miliardi, +0,9%).

Per l'illustrazione dei risultati economici e degli aggregati patrimoniali suddivisi per settori di attività del Gruppo, si rinvia allo specifico capitolo di questo Resoconto.

Gli eventi rilevanti

Di seguito si illustrano gli eventi più significativi intervenuti nel terzo trimestre dell'esercizio, nonché alcuni avvenimenti successivi alla chiusura dello stesso, rinviando alla Relazione semestrale al 30 giugno 2021 per gli accadimenti che hanno interessato la prima parte dell'anno.

L'integrazione del Gruppo UBI Banca

Il processo di integrazione del Gruppo UBI Banca, avviato nel settembre 2020, ha già trovato ampia e dettagliata illustrazione nelle Relazioni sull'andamento della gestione consolidata relative all'esercizio 2020 e al primo semestre 2021, alle quali si fa pertanto rinvio. Nel corso del terzo trimestre, si segnalano:

  • il completamento del progetto di razionalizzazione delle società immobiliari del Gruppo.
  • Come anticipato nell'informativa semestrale, il 20 luglio 2021 è stato stipulato l'atto di fusione per incorporazione di IMMIT - Immobili Italiani S.r.l. (Gruppo ISP) in BPB Immobiliare S.r.l. (ex Gruppo UBI) che ha avuto efficacia a partire dal 1° settembre 2021: in pari data la Società incorporante ha acquisito la denominazione della Società incorporata. Il 15 settembre ha invece avuto efficacia l'incorporazione di Kedomus S.r.l. (ex Gruppo UBI) in IMMIT (già BPB Immobiliare). Per entrambe le fusioni, le operazioni delle società incorporate sono state imputate al bilancio dell'Incorporante, anche a fini fiscali, a partire dal 1° gennaio 2021. Parallelamente agli adempimenti societari sono state progressivamente portate avanti le attività per la migrazione informatica, che si completeranno con la migrazione sugli strumenti target di Intesa Sanpaolo nel primo trimestre 2022;
  • la conclusione del processo di integrazione e di razionalizzazione della Divisione Asset Management. A decorrere dal 1° luglio 2021 sono divenute efficaci le fusioni per incorporazione di Pramerica SGR S.p.A. in Eurizon Capital SGR S.p.A. e di Pramerica Management Company S.A. (Lux) in Eurizon Capital S.A. (Lux), con contestuale ridenominazione dei rispettivi fondi e Sicav gestite in Eurizon AM e Eurizon AM Sicav;
  • il completamento degli interventi relativi alla rete internazionale dell'ex Gruppo UBI Banca, con la chiusura, avvenuta il 31 agosto, della filiale di Nizza;
  • la progressiva integrazione delle altre società dell'ex Gruppo UBI.

Dopo la fusione per incorporazione in Intesa Sanpaolo di UBI Academy S.r.l., che ha avuto decorrenza dal 30 giugno 2021, il 12 luglio è divenuta efficace la fusione per incorporazione di UBI Sistemi e Servizi S.c.p.a. (UBI.S), mentre dal 25 ottobre ha acquisito efficacia quella di Unione di Banche Italiane per il Factor – UBI Factor S.p.A. In tutti e tre i casi le fusioni sono avvenute ai sensi dell'art. 2505 del Codice Civile, in quanto aventi per oggetto società interamente controllate, con decorrenza degli effetti contabili e fiscali dal 1° gennaio 2021.

L'integrazione di UBI Leasing in Intesa Sanpaolo è prevista per il secondo trimestre 2022 e sono in corso di predisposizione le relative istanze autorizzative e le dovute comunicazioni.

L'integrazione di IW Bank è prevista nel mese di febbraio 2022. A tal riguardo, il 28 settembre 2021 è pervenuta l'autorizzazione da BCE per la scissione dell'intero ramo bancario di IW Bank ed il suo conferimento dapprima alla controllante Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking e poi da quest'ultima a Intesa Sanpaolo, unitamente alla modifica dello statuto di IW Bank, con la variazione della denominazione in IW Private Investment Sim S.p.A. e la rinuncia all'autorizzazione a svolgere attività bancaria. In conseguenza della scissione, in IW Sim rimarrà soltanto il ramo di attività dedicato all'offerta di servizi di investimento (servizi di consulenza e collocamento) relativamente ai quali dovrà essere ottenuta specifica autorizzazione da parte della Consob. In data 29 settembre è pervenuta l'autorizzazione all'operazione societaria da parte di Banca d'Italia con trasmissione del parere a Consob. Il 28 ottobre 2021 il progetto di scissione parziale è stato depositato presso il Registro delle Imprese di Torino, come previsto dall'art. 2501 ter C.C.. Le attività dei cantieri progettuali proseguono come da pianificazione.

Il 20 agosto, completato l'invio della relativa documentazione in Banca d'Italia, ha preso formalmente avvio l'iter autorizzativo per l'iscrizione all'Albo degli intermediari finanziari di una società di nuova costituzione (Newco) del Gruppo Intesa Sanpaolo dedicata all'attività di prestito su pegno. La Newco avrà natura di Agenzia di Prestito su Pegno (ai sensi dell'art. 112, comma 8, del T.U.B.) al fine di meglio focalizzare e valorizzare le attività caratteristiche e le competenze presenti nel Gruppo in seguito all'acquisizione e alla successiva incorporazione di UBI Banca, presso la quale già insisteva un ramo d'azienda organizzato per la gestione dell'attività di prestito su pegno.

All'esito del processo autorizzativo, il ramo pegno sarà conferito alla Newco, così da dotarla delle attività e delle strutture idonee allo svolgimento dell'attività caratteristica. Tale ramo sarà oggetto di valutazione da parte di un esperto indipendente ai sensi dell'art. 2343 ter del Codice Civile e la Newco delibererà un aumento di capitale sociale, con emissione di azioni riservate alla Capogruppo conferente, a servizio dell'operazione.

L'iniziativa si pone in coerenza con gli obiettivi strategici e industriali del Gruppo, con particolare riferimento agli ambiti Environmental Social Governance (ESG) e Impact Banking, in quanto permetterà un focus mirato sulle famiglie con difficoltà di accesso al credito, al fine di favorirne l'inclusione finanziaria.

Nel corso del mese di settembre Intesa Sanpaolo e SF Consulting, società partecipata dall'ex Gruppo UBI Banca, hanno siglato un accordo per le attività di supporto e consulenza utili all'acquisizione delle garanzie previste dalla Legge 662/1996 (Fondo pubblico di garanzia per le PMI) relativamente ai finanziamenti aziendali con importo fino a 30 mila euro (ex D.L. "Liquidità" 8 aprile 2020 n. 23, art. 13 lettera m e successive modifiche).

SF Consulting, alla luce dell'esperienza maturata presso l'ex Gruppo UBI Banca in ambito L. 662/96, supporterà Intesa Sanpaolo nelle fasi di:

  • analisi della documentazione necessaria ai fini della richiesta di garanzia a Mediocredito Centrale;
  • valutazione preventiva della fattibilità delle richieste di garanzia al 90% da parte delle PMI e degli enti del terzo settore;
  • supporto da remoto alle filiali, tramite un servizio di help desk telefonico, sia per la parte di consulenza specialistica sia per la predisposizione della documentazione.

Questa collaborazione consentirà di rafforzare il supporto alla Rete e contestualmente ridurre gli impatti operativi sulla filiera crediti della Banca, contribuendo così ad incentivare l'utilizzo di strumenti pubblici di garanzia per favorire la ripartenza del sistema produttivo italiano.

L'8 settembre 2021 ISP ha annunciato un programma di acquisto di azioni proprie ordinarie – avviato il 13 settembre e completato il 14 settembre – a servizio dei piani di assegnazione gratuita di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo ai dipendenti. In particolare, trattasi:

  • (i) del sistema di incentivazione del Gruppo Intesa Sanpaolo relativo all'esercizio 2020, destinato ai Risk Taker che maturino un premio superiore alla c.d. "soglia di materialità"5 , ai percettori di un importo "particolarmente elevato"6 e a coloro i quali, tra Middle Management o Professional non Risk Taker, maturino "bonus rilevanti"7 ;
  • (ii) del sistema di incentivazione dell'ex Gruppo UBI Banca relativo all'esercizio 2020 destinato ai Risk Taker8 ;

(iii) delle residue quote in azioni rivenienti da sistemi incentivanti dell'ex Gruppo UBI Banca per esercizi precedenti.

Gli acquisti sono altresì a servizio, qualora ricorrano determinate condizioni, della corresponsione di compensi riconosciuti in occasione della cessazione anticipata del rapporto di lavoro (c.d. Severance).

Nei due giorni di esecuzione del programma, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha complessivamente acquistato – tramite la propria Divisione IMI Corporate & Investment Banking – n. 20.000.000 di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo, pari a circa lo 0,10% del capitale sociale della Capogruppo, ad un prezzo medio di acquisto per azione pari a 2,391 euro, per un controvalore totale di 47.822.401 euro; la sola Capogruppo ha acquistato n. 16.787.550 azioni a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 2,392 euro, per un controvalore di 40.155.587 euro.

Gli acquisti sono avvenuti in osservanza delle disposizioni di cui agli artt. 2357 e seguenti e 2359 bis e seguenti del Codice Civile e dei limiti in termini di numero di azioni e di corrispettivo indicati dalle autorizzazioni dei rispettivi organi sociali

competenti a deliberare. In particolare, nel caso di Intesa Sanpaolo, nei termini autorizzati dall'Assemblea del 28 aprile 2021. Ai sensi dell'art. 132 del TUF e dell'art. 144-bis del Regolamento Emittenti e successive modifiche, gli acquisti sono stati effettuati sul mercato regolamentato MTA gestito da Borsa Italiana, secondo le modalità operative stabilite per tali operazioni nei regolamenti di organizzazione e gestione del mercato stesso.

Le modalità di acquisto sono state inoltre realizzate conformemente alle condizioni e restrizioni di cui all'art. 5 del Regolamento UE n. 596/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 aprile 2014 e agli artt. 2, 3, e 4 del Regolamento Delegato UE 2016/1052 della Commissione dell'8 marzo 2016.

Il numero di azioni acquistate giornalmente non ha superato il 25% del volume medio giornaliero di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo negoziato nel mese di agosto 2021, che è stato pari a 68,7 milioni di titoli, e – in conformità all'ulteriore vincolo previsto dal programma rispetto alle predette condizioni e restrizioni normative – il 15% del volume negoziato sul mercato MTA in ciascun giorno di esecuzione degli acquisti.

Con riferimento alle iniziative di de-risking in corso, per le quali si rimanda all'informativa contenuta nella Relazione semestrale al 30 giugno 2021, nel corso del terzo trimestre sono state perfezionate le cessioni parziali relative a due portafogli per un controvalore al 30 giugno 2021 di 1,5 miliardi in termini di GBV e di 0,1 miliardi in termini di NBV. Tali operazioni non hanno comportato impatti di rilievo sul conto economico in quanto avevano già scontato i loro effetti nelle situazioni contabili di fine 2020 e di fine semestre 2021.

Con lo scopo di imprimere una accelerazione al processo di riduzione dei crediti deteriorati, nel corso del mese di settembre è stato individuato un ulteriore portafoglio di inadempienze probabili di ISP – per un GBV di 1,1 miliardi e un NBV e di 0,3 miliardi – relativamente al quale sono state avviate le attività prodromiche in vista di una cessione nel 2022. Sussistendone i presupposti, nel presente Resoconto il portafoglio è stato riclassificato fra le attività in via dismissione.

Conseguentemente, considerando anche alcune iniziative di deleveraging riguardanti esposizioni single name, al 30 settembre 2021 l'ammontare dei crediti deteriorati del Gruppo riclassificati tra le attività in via di dismissione totalizzava 4,7 miliardi in termini di GBV e 1,7 di miliardi in termini di NBV, quest'ultimo già allineato ai prezzi di realizzo attesi sulla base di quanto previsto dall'IFRS 9.

Tra le attività in via dismissione al 30 settembre 2021 figura anche un ramo d'azienda di Assicurazioni Vita (già Aviva Vita) – compagnia assicurativa di cui Intesa Sanpaolo ha acquisito il controllo esclusivo dal 1° aprile 2021 (si veda in proposito quanto riportato nell'informativa semestrale al 30 giugno 2021) – riferito a talune polizze di ramo IV e convenzioni collettive. La relativa cessione nei confronti di Aviva Life, compagnia controllata da Aviva Italia Holding, è stata perfezionata il 5 ottobre

5 Pari a 80 mila euro.

6 Ai sensi delle Politiche di Remunerazione e Incentivazione del Gruppo, per il triennio 2019-2021, si considera "particolarmente elevata" la remunerazione variabile superiore a 400 mila euro.

7 Di importo superiore a 80 mila euro e al 100% della retribuzione fissa.

8 I cui bonus siano superiori alla soglia di 50 mila euro e al 25% della retribuzione fissa.

2021 con efficacia dal 31 ottobre 2021. L'operazione, autorizzata dall'IVASS in data 28 luglio 2021, fa seguito agli accordi stipulati a fine 2020 dalla ex UBI Banca con il Gruppo Aviva.

A completamento dell'informativa, si segnala la prosecuzione del piano di uscite volontarie incentivate in applicazione dell'accordo sindacale del 29 settembre 2020.

Nel corso del terzo trimestre le risorse interessate sono state 1.266, che per oltre il 92% hanno concluso la loro attività con decorrenza 1° luglio. A fine settembre il numero complessivo di uscite perfezionate risultava pertanto salito a 2.698.

Con riferimento infine al progetto di trasferimento a Nexi del ramo aziendale avente ad oggetto le attività di acquiring nell'ambito dei sistemi di pagamento relative al perimetro ex UBI Banca – per il quale si fa rinvio alla Relazione semestrale al 30 giugno 2021 – negli ultimi giorni di ottobre è avvenuto il closing dell'operazione. Dal 1° novembre, pertanto, anche sul perimetro dei clienti ex UBI la Rete Intesa Sanpaolo agisce quale collocatore dei prodotti Nexi.

Gli altri eventi rilevanti

Come già dettagliatamente illustrato nella Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2021, alla quale si rimanda, in attuazione della partnership tra il Gruppo ISP e il Gruppo Tinexta – gruppo italiano quotato al segmento Star di Borsa Italiana, leader nell'erogazione di servizi specializzati alle PMI – il 21 luglio è avvenuto il conferimento da parte di Intesa Sanpaolo della partecipazione del 100% di Intesa Sanpaolo Forvalue S.p.A. in Innolva S.p.A. (controllata al 100% da Tinexta) con sottoscrizione di azioni di nuova emissione, rivenienti da un aumento di capitale riservato. Contestualmente la società conferita ha cambiato la propria denominazione in Forvalue.

Sempre nel mese di luglio, è avvenuta la stipula di un accordo tra il Gruppo Intesa Sanpaolo e Poste Italiane volto a rafforzare reciprocamente l'attività di investimento nell'economia reale. La partnership prevede l'acquisizione da parte di Poste Italiane del 40% di Eurizon Capital Real Asset SGR ("ECRA"), società controllata da Eurizon che opera con competenze distintive negli investimenti in economia reale (infrastrutture, finanziamenti e investimenti nel capitale delle aziende, ecc.).

Poste Vita affiderà ad ECRA un mandato di investimento per un controvalore pari a circa 2,5 miliardi di euro che porterà il patrimonio di ECRA a superare i 6,5 miliardi, facendone un operatore di primo piano a livello nazionale. La joint venture genererà sinergie che valorizzeranno l'attività dei due Gruppi e la capacità distributiva di Eurizon nel mercato istituzionale e del private banking.

Il Gruppo Poste Italiane entrerà nel capitale di ECRA mediante la sottoscrizione di un aumento di capitale a pagamento dedicato. Il perfezionamento dell'operazione, subordinato all'ottenimento delle autorizzazioni da parte delle Autorità di Vigilanza, è previsto entro la fine dell'anno e vedrà il capitale sociale di ECRA così ripartito:

  • 40% (corrispondente al 24,5% del capitale sociale con diritto di voto) al Gruppo Poste Italiane;
  • 40% (corrispondente al 24,5% del capitale sociale con diritto di voto) ad Intesa Sanpaolo Vita;

  • 20% (corrispondente al 51% del capitale sociale con diritto di voto) ad Eurizon.

Le masse in gestione saranno a tutti gli effetti totalmente riconducibili ad Eurizon Capital SGR nel cui bilancio ECRA rimarrà consolidata al 100%.

Il 30 luglio 2021 sono stati resi noti i risultati del 2021 EU-wide stress test condotto dall'Autorità Bancaria Europea (EBA) in collaborazione con la Banca d'Italia, la Banca Centrale Europea e il Comitato Europeo per il Rischio Sistemico (CERS), cui è stato sottoposto anche il Gruppo Intesa Sanpaolo.

Intesa Sanpaolo ha preso atto degli annunci effettuati dall'EBA riconoscendo pienamente i risultati dell'esercizio. Il CET1 ratio fully loaded risultante dallo stress test al 2023, anno finale della simulazione, per Intesa Sanpaolo si è attestato al 15,06% nello scenario base e al 9,38% nello scenario avverso, rispetto al dato di partenza, registrato al 31 dicembre 2020, pari al 14,04%.

Si ricorda che il 2021 EU-wide stress test non stabilisce una soglia minima di promozione o bocciatura, costituisce invece un'importante fonte di informazione ai fini dello SREP. I risultati saranno utili alle autorità competenti nella valutazione della capacità di Intesa Sanpaolo di rispettare i relativi requisiti prudenziali a fronte di scenari di stress.

Si precisa altresì che: (i) lo scenario avverso è stato definito da BCE/CERS e copre un orizzonte temporale di tre anni (2021-2023); (ii) la prova di stress test è stata condotta in base a un'ipotesi di bilancio statico al dicembre 2020 e, quindi, non considera strategie aziendali e iniziative gestionali future.

Il CET1 ratio fully loaded nello scenario avverso sarebbe risultato pari al 9,97% ripristinando la neutralità per i capital ratio che si registra in realtà in relazione al Piano di Incentivazione a Lungo Termine 2018-2021 LECOIP 2.0 basato su strumenti finanziari, non colta dall'assunzione di bilancio statico nello stress test, e considerando le operazioni di cessione di rami di attività - connesse all'acquisizione di UBI Banca nel 2020 - perfezionate nel primo semestre 2021, a parità di altre condizioni.

Dopo il perfezionamento, nel maggio 2021, della partnership strategica con la svizzera Reyl & CIE S.A., che ha portato Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking (Fideuram - ISPB) ad acquisire il controllo del gruppo bancario svizzero (si veda in proposito quanto illustrato nella Relazione semestrale al 30 giugno 2021), nel corso del mese di agosto Reyl ha annunciato una partnership con 1875 Finance, multifamily office e gestore patrimoniale indipendente per clienti privati e istituzionali con sede a Ginevra. In base all'accordo, Reyl acquisirà una partecipazione del 40% in 1875 Finance. La transazione dovrebbe essere completata entro la fine del 2021, una volta ottenute le previste autorizzazioni normative. La partnership permetterà di accelerare il consolidamento del settore delle gestioni patrimoniali in Svizzera, fornendo ulteriori opportunità di crescita a breve e medio termine.

Nell'ottica di un ulteriore rafforzamento delle proprie attività internazionali di gestione patrimoniale, Fideuram – ISPB, attraverso la propria controllata lussemburghese Fideuram Bank Luxembourg S.A., il 17 settembre 2021 ha sottoscritto un accordo per l'acquisizione del 100% della Compagnie de Banque Privée S.A. Quilvest (CBPQ), banca private

lussemburghese, con filiali in Belgio, che conta circa 150 dipendenti, controllata interamente dalla holding Quilvest Wealth Management.

L'acquisizione di CBPQ porterà alla creazione di un ulteriore hub nell'Unione Europea, accanto a Reyl & Cie in Svizzera, destinato alla clientela europea ed internazionale e consentirà di sviluppare le attività di private banking in aree con promettenti previsioni di crescita, come il Lussemburgo ed il Belgio.

L'operazione – soggetta alle consuete approvazioni regolamentari – si prevede possa essere completata entro la prima metà del 2022. Una volta finalizzata l'acquisizione, la denominazione CBP (Compagnie de Banque Privée) sarà mantenuta e CBPQ sarà integrata in Fideuram Bank Luxembourg, per incrementare i servizi a supporto dei clienti High Net Worth Individual italiani ed esteri, anche al di fuori del Lussemburgo, beneficiando dell'ingresso di un team di manager con competenze consolidate nell'offerta di servizi private alla clientela internazionale.

Il 10 settembre 2021 il Consiglio di Amministrazione di ISP ha approvato un'operazione di conferimento di un ramo d'azienda di Banca 5 al Gruppo Mooney. L'operazione anticipa il percorso a suo tempo delineato quando nel 2019 ISP, per il tramite di Banca 5, e il Gruppo Sisal avevano sottoscritto un accordo di investimento finalizzato ad avviare una partnership nel settore dei pagamenti e della moneta elettronica. Banca 5 e il Gruppo Sisal risultano soci, rispettivamente al 30% e al 70%, di Mooney Group S.p.A., società controllante di Mooney S.p.A., istituto di moneta elettronica (IMEL), e di Mooney Servizi S.p.A., società dedicata all'attività commerciale, nelle quali Banca 5 e il Gruppo Sisal hanno conferito i rispettivi rami d'azienda dedicati alle attività di pagamento e a talune attività commerciali.

Nell'ottica di massimizzare le sinergie industriali per favorire la creazione di valore dell'investimento e rafforzare il posizionamento strategico del Gruppo ISP sul mercato dei prodotti e servizi transazionali e finanziari di prossimità, il Consiglio di Amministrazione di ISP ha valutato favorevolmente l'ipotesi di anticipare il conferimento del ramo aziendale di Banca 5 deputato alla produzione dei prodotti/servizi distribuiti dal Gruppo Mooney che gli Accordi sottoscritti nel 2019 avevano previsto alla scadenza quinquennale nel 2024.

La struttura dell'operazione, che sarà finalizzata entro il 2021 una volta ottenute le necessarie autorizzazioni da parte dei Regulator, prevede (i) il conferimento nella IMEL Mooney da parte di Banca 5 di un ramo d'azienda dal valore netto patrimoniale di circa 8 milioni, costituito da contratti attivi e passivi, immobilizzazioni immateriali e personale dipendente, contro emissione di azioni ordinarie di Mooney (IMEL) e (ii) l'acquisto da parte di Mooney Group delle azioni ordinarie Mooney (IMEL) detenute da Banca 5 ad esito del conferimento, a fronte del pagamento di un prezzo definito in 23,5 milioni.

Oltre all'accordo di compravendita del ramo, il 10 settembre le parti hanno sottoscritto un nuovo Accordo Quadro di collaborazione, della durata di 5 anni, che sostituisce quello esistente e ha per oggetto i residuali prodotti di finanziamento non gestibili autonomamente da Mooney.

Sussitendone tutti i presupposti, nel presente Resoconto il ramo di Banca 5 è stato riclassificato fra le attività in via di dismissione.

Il 23 luglio la BCE ha reso noto che non avrebbe esteso oltre il 30 settembre 2021 la propria raccomandazione del 15 dicembre 2020 rivolta a tutte le banche di limitare la distribuzione di dividendi ed il riacquisto di azioni proprie9 , precisando che le Autorità di Vigilanza avrebbero ripreso a valutare i piani patrimoniali e di distribuzione dei dividendi di ciascuna banca nell'ambito del regolare processo prudenziale, adottando un approccio prospettico e tenendo in debito conto gli esiti della prova di stress del 2021.

Alla luce di questo orientamento, in linea con il Piano di Impresa 2018-2021, il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo del 4 agosto 2021 ha previsto:

  • ─ a valere sui risultati del 2020, una distribuzione cash da riserve che aggiungendosi ai dividendi già erogati in maggio (694 milioni sempre in contanti) porti al pagamento di un ammontare complessivo corrispondente a un payout ratio pari al 75% dei 3.505 milioni di utile netto consolidato rettificato10;
  • ─ a valere sui risultati del 2021, il pagamento di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari al 70% dell'utile netto, da distribuire in parte come acconto nell'anno in corso.

Il 13 settembre 2021 il Consiglio di Amministrazione ha pertanto convocato, per il successivo 14 ottobre, l'Assemblea ordinaria di Intesa Sanpaolo per deliberare sui seguenti punti all'ordine del giorno:

  • a) la distribuzione, per l'importo di 1.935.274.145,18 euro, di parte della Riserva straordinaria a valere sui risultati 2020,
  • b) l'apposizione di un vincolo di sospensione d'imposta, per l'importo di 1.473.001.006,40 euro, su parte della Riserva sovrapprezzi di emissione, a seguito del riallineamento fiscale di talune attività intangibili.

In merito a questo secondo punto, trattasi del vincolo previsto dall'art. 14 della Legge 21 novembre 2000 n. 342 in relazione ai maggiori valori contabili oggetto di riallineamento al netto dell'imposta sostitutiva dovuta. Come dettagliatamente illustrato nella Relazione semestrale al 30 giugno 2021, alla quale si rimanda, nel mese di giugno il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo ha valutato economicamente opportuno avvalersi dell'opzione per il riallineamento, ai sensi dell'art. 110, commi 8 e 8-bis, del Decreto Legge 14 agosto 2020, n. 104 (recante "misure urgenti per il sostegno ed il rilancio dell'economia"), di talune attività intangibili presenti nel Bilancio di Intesa Sanpaolo S.p.A. per un importo complessivo di 1.518.557.738,56 euro (quasi interamente riconducibile al "brand name" Sanpaolo IMI, iscritto nel 2007 in occasione della fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo), cui corrisponde un'imposta sostitutiva dovuta (determinata sulla base di una aliquota del 3%) pari a 45.556.732,16 euro.

Il 14 ottobre 2021 si è svolta l'Assemblea degli Azionisti di Intesa Sanpaolo, regolarmente costituita in unica convocazione e valida a deliberare, in quanto partecipanti per il tramite del rappresentante designato, ai sensi dell'art. 106 del D.L. n. 18 del 17 marzo 2020, convertito dalla L. n. 27 del 24 aprile 2020, e successive modificazioni, n. 3.317 titolari del diritto di voto per n. 10.992.742.757 azioni ordinarie prive del valore nominale, pari al 56,57478% del capitale sociale.

9 Nel marzo 2020 la BCE aveva infatti chiesto alle banche di non conferire dividendi allo scopo di rafforzare la loro capacità di assorbire le perdite e di sostenere il credito a famiglie e imprese, durante la pandemia da COVID-19. Una simile raccomandazione era stata riconfermata a luglio, mentre a dicembre 2020 la BCE aveva rinnovato l'indicazione alle banche di esercitare un'estrema prudenza sui dividendi e sui riacquisti di azioni proprie, prevedendo inoltre esplicite limitazioni sull'ammontare distribuibile nonché un preventivo contatto con il proprio JST per valutare, in termini di prudenza, il livello di distribuzione previsto.

10 Escludendo dal risultato netto contabile le componenti relative all'acquisizione di UBI Banca costituite dagli effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione, incluso goodwill negativo, e dagli oneri di integrazione e l'azzeramento del goodwill della Divisione Banca dei Territori.

L'Assemblea ha approvato, con il voto favorevole del 99,91781% delle azioni ordinarie rappresentate, la distribuzione cash di parte della Riserva straordinaria per un ammontare complessivo di 1.935.274.145,18 euro da assegnare alle n. 19.430.463.305 azioni ordinarie costituenti il capitale sociale, corrispondente ad un importo unitario di 9,96 centesimi di euro per azione.

La distribuzione approvata dall'Assemblea è avvenuta alla prima data utile successiva al 30 settembre 2021, ossia il 20 ottobre 2021 (con stacco della cedola il 18 ottobre e record date il 19 ottobre). È stata mantenuta a Riserva straordinaria la quota non distribuita a fronte delle azioni proprie in portafoglio alla record date, pari a 3.118.248,51 euro.

L'Assemblea ha altresì deliberato, con il voto favorevole del 99,99058% delle azioni ordinarie rappresentate, l'apposizione di un vincolo di sospensione d'imposta, per l'importo di 1.473.001.006,40 euro, su parte della Riserva sovrapprezzi di emissione in seguito al riallineamento fiscale di talune attività intangibili.

Il Consiglio di Amministrazione del 4 agosto 2021 ha inoltre definito in via preliminare come acconto cash da distribuire a valere sui risultati del 2021 un ammontare pari a 1,4 miliardi.

Ai sensi dell'art. 2433-bis del Codice Civile, la deliberazione di acconti sui dividendi è consentita alle società il cui bilancio sia assoggettato per legge a revisione legale dei conti, qualora tale distribuzione sia prevista dallo Statuto e in presenza di un giudizio positivo sul bilancio dell'esercizio precedente da parte del soggetto incaricato di effettuare la revisione legale e la sua approvazione. È altresì previsto che la distribuzione di acconti sui dividendi non sia consentita quando dall'ultimo bilancio approvato risultino perdite relative all'esercizio o a esercizi precedenti.

La deliberazione sulla distribuzione dell'acconto è stata calendarizzata per il 3 novembre, a valle dell'approvazione dei risultati consolidati al 30 settembre 2021. Essa dovrà avvenire sulla base di un Prospetto Contabile e di una Relazione degli Amministratori dai quali risulti che la situazione patrimoniale, economica e finanziaria consente la distribuzione stessa. Su tali documenti deve essere acquisito il parere del soggetto incaricato della revisione legale dei conti. I due documenti (Prospetto Contabile e Relazione) dovranno rimanere depositati presso la sede sociale di Intesa Sanpaolo fino all'approvazione del bilancio relativo all'esercizio 2021 affinchè i soci possano prenderne visione e verranno altresì pubblicati sul sito istituzionale del Gruppo.

L'acconto dividendi – pari a 1.400.936.404,29 euro, risultante da un importo unitario di 7,21 centesimi di euro per ciascuna azione ordinaria – verrà pagato alla prima data utile successiva alla relativa deliberazione del Consiglio di Amministrazione, ossia il 24 novembre 2021 (con stacco cedole il 22 novembre e record date il 23 novembre).

Inoltre, a titolo informativo, si segnala quanto segue.

Con riferimento alle iniziative nei confronti degli stakeholder del Gruppo, sono proseguiti nel corso del terzo trimestre gli interventi e i progetti descritti nella Relazione semestrale al 30 giugno 2021, alla quale si rimanda.

Quale novità del periodo, Intesa Sanpaolo ha confermato il proprio impegno sul Sociale sostenendo, in collaborazione con la Fondazione Cariparo, la riqualificazione dello storico Conservatorio Cesare Pollini di Padova, supportandone il restauro conservativo. L'intervento prevede la ristrutturazione dell'attuale sede e l'ampliamento della stessa in una porzione di Palazzo Foscarini, raddoppiando così la superficie a disposizione degli insegnanti e degli studenti.

Il 20 ottobre 2021 Intesa Sanpaolo ha deliberato l'impegno a un obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050, sia per le proprie che per i portafogli prestiti e investimenti. Contestualmente è stata presa la decisione di aderire alla Net-Zero Banking Alliance (NZBA), un'alleanza di banche a livello globale sotto l'egida delle Nazioni Unite11 impegnate in uno sforzo comune di contrasto al cambiamento climatico. La Banca ha inoltre pubblicato il primo TCFD (Task Force on Climate-related Financial Disclosures) Report a livello di Gruppo per il 2020-2021, consultabile nella sezione Sostenibilità/Pubblicazioni del sito istituzionale.

Il 1° novembre 2021, infine, Intesa Sanpaolo ha annunciato l'adesione, attraverso Eurizon Capital SGR, Fideuram Asset Management SGR e Fideuram Asset Management Ireland, alla Net Zero Asset Managers Initiative (NZAMI), costituita da asset manager internazionali impegnati a sostenere l'obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050.

Le prospettive

Nel 2021 per il Gruppo Intesa Sanpaolo ci si attende un utile netto di oltre 4 miliardi di euro.

Per quanto riguarda la politica dei dividendi del Gruppo, a valere sui risultati del 2021 si prevede, in linea con il Piano di Impresa 2018-2021, la distribuzione di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari al 70% dell'utile netto, in merito alla quale è previsto che, nella medesima data di approvazione del presente Resoconto, il Consiglio di Amministrazione deliberi un acconto pari a 1,4 miliardi di euro in pagamento il 24 novembre 2021.

11 La Net-Zero Banking Alliance, sotto l'egida delle Nazioni Unite, riunisce a livello mondiale le banche impegnate al raggiungimento degli obiettivi fissati dall'Accordo di Parigi sul clima. L'Alleanza è promossa dalla United Nations Environment Programme Finance Initiative (UNEP FI), la sezione del Programma ONU per l'ambiente dedicata alle istituzioni finanziarie, cui Intesa Sanpaolo ha aderito sottoscrivendone i Principles for Responsible Banking (PRB).

Prospetti contabili consolidati

Stato patrimoniale consolidato

(milioni di euro)
Voci dell'attivo 30.09.2021 31.12.2020 Variazioni
assolute %
10. Cassa e disponibilità liquide 9.303 9.814 -511 -5,2
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 61.131 58.246 2.885 5,0
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 55.651 53.165 2.486 4,7
b) attività finanziarie designate al fair value 4 3 1 33,3
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 5.476 5.078 398 7,8
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 64.804 57.858 6.946 12,0
35. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi
dello IAS 39
205.631 177.170 28.461 16,1
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 671.964 615.260 56.704 9,2
a) Crediti verso banche 171.687 110.095 61.592 55,9
b) Crediti verso clientela 500.277 505.165 -4.888 -1,0
45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
997 1.211 -214 -17,7
50. Derivati di copertura 1.372 1.134 238 21,0
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 932 2.400 -1.468 -61,2
70. Partecipazioni 1.738 1.996 -258 -12,9
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 177 93 84 90,3
90. Attività materiali 10.535 10.850 -315 -2,9
100. Attività immateriali 8.873 8.194 679 8,3
di cui:
- avviamento 3.983 3.154 829 26,3
110. Attività fiscali 18.805 19.503 -698 -3,6
a) correnti 2.577 2.326 251 10,8
b) anticipate 16.228 17.177 -949 -5,5
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 3.181 28.702 -25.521 -88,9
130. Altre attività 11.975 10.183 1.792 17,6
Totale dell'attivo 1.071.418 1.002.614 68.804 6,9
Voci del passivo e del patrimonio netto (milioni di euro)
30.09.2021 31.12.2020 Variazioni
assolute %
10.
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato
704.724 630.146 74.578 11,8
a) debiti verso banche 179.520 115.947 63.573 54,8
b) debiti verso la clientela 437.071 422.365 14.706 3,5
c) titoli in circolazione 88.133 91.834 -3.701 -4,0
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
15.
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
2.571 1.935 636 32,9
20.
Passività finanziarie di negoziazione
57.533 59.033 -1.500 -2,5
30.
Passività finanziarie designate al fair value
3.266 3.032 234 7,7
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai
35.
sensi dello IAS 39
83.093 77.207 5.886 7,6
40.
Derivati di copertura
5.122 7.088 -1.966 -27,7
50.
Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-)
272 733 -461 -62,9
60.
Passività fiscali
2.618 3.029 -411 -13,6
a) correnti 518 284 234 82,4
b) differite 2.100 2.745 -645 -23,5
70.
Passività associate ad attività in via di dismissione
1.404 35.676 -34.272 -96,1
80.
Altre passività
18.042 14.439 3.603 25,0
90.
Trattamento di fine rapporto del personale
1.109 1.200 -91 -7,6
100.
Fondi per rischi e oneri
5.764 5.964 -200 -3,4
a) impegni e garanzie rilasciate 534 626 -92 -14,7
b) quiescenza e obblighi simili 312 324 -12 -3,7
c) altri fondi per rischi e oneri 4.918 5.014 -96 -1,9
110.
Riserve tecniche
118.616 96.811 21.805 22,5
120.
Riserve da valutazione
-569 -515 54 10,5
125.
Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione
677 809 -132 -16,3
130.
Azioni rimborsabili
- - -
140.
Strumenti di capitale
6.279 7.441 -1.162 -15,6
150.
Riserve
19.379 17.461 1.918 11,0
160.
Sovrapprezzi di emissione
27.287 27.444 -157 -0,6
170.
Capitale
10.084 10.084 - -
180.
Azioni proprie (-)
-158 -130 28 21,5
190.
Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-)
299 450 -151 -33,6
200.
Utile (Perdita) di periodo (+/-)
4.006 3.277 729 22,2
Totale del passivo e del patrimonio netto 1.071.418 1.002.614 68.804 6,9

Conto economico consolidato

(milioni di euro)
30.09.2021 30.09.2020 Variazioni
assolute %
10. Interessi attivi e proventi assimilati 7.843 7.396 447 6,0
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 7.563 7.556 7 0,1
20. Interessi passivi e oneri assimilati -1.811 -1.830 -19 -1,0
30. Margine di interesse 6.032 5.566 466 8,4
40. Commissioni attive 8.828 7.157 1.671 23,3
50. Commissioni passive -1.989 -1.682 307 18,3
60. Commissioni nette 6.839 5.475 1.364 24,9
70. Dividendi e proventi simili 113 70 43 61,4
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 406 457 -51 -11,2
90. Risultato netto dell'attività di copertura 36 58 -22 -37,9
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di:
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
741
215
726
17
15
198
2,1
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva 570 741 -171 -23,1
c) passività finanziarie -44 -32 12 37,5
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value
con impatto a conto economico
157 108 49 45,4
a) attività e passività finanziarie designate al fair value -28 120 -148
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 185 -12 197
Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle
115. imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39 3.353 2.278 1.075 47,2
120. Margine di intermediazione 17.677 14.738 2.939 19,9
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: -1.607 -2.671 -1.064 -39,8
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -1.595 -2.658 -1.063 -40,0
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
-12 -13 -1 -7,7
135. Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di
assicurazione ai sensi dello IAS 39
-4 -78 -74 -94,9
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -25 -13 12 92,3
150. Risultato netto della gestione finanziaria 16.041 11.976 4.065 33,9
160. Premi netti 7.848 7.175 673 9,4
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -9.887 -8.301 1.586 19,1
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 14.002 10.850 3.152 29,1
190. Spese amministrative: -8.568 -7.505 1.063 14,2
a) spese per il personale -5.016 -4.344 672 15,5
b) altre spese amministrative -3.552 -3.161 391 12,4
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -204 -233 -29 -12,4
a) impegni e garanzie rilasciate 73 -11 84
b) altri accantonamenti netti -277 -222 55 24,8
210. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali -479 -405 74 18,3
220. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali -612 -566 46 8,1
230. Altri oneri/proventi di gestione 703 3.938 -3.235 -82,1
240. Costi operativi -9.160 -4.771 4.389 92,0
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 130 -29 159
260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e
immateriali
-4 - 4
270. Rettifiche di valore dell'avviamento - - -
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 190 36 154
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 5.158 6.086 -928 -15,2
300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente -1.200 -850 350 41,2
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 3.958 5.236 -1.278 -24,4
320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte - 1.136 -1.136
330. Utile (Perdita) di periodo 3.958 6.372 -2.414 -37,9
340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi 48 4 44
350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 4.006 6.376 -2.370 -37,2
Utile base per azione (basic EPS) - euro 0,21 0,36
Utile diluito per azione (diluted EPS) - euro 0,21 0,36
30.09.2021 30.09.2020 (milioni di euro)
Variazioni
assolute %
10. Utile (Perdita) di periodo 3.958 6.372 -2.414 -37,9
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico 96 -233 329
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva 62 -159 221
30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del
proprio merito creditizio)
10 -63 73
40. Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - -
50. Attività materiali 22 -11 33
60. Attività immateriali - - -
70. Piani a benefici definiti 2 - 2
80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - -
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - - -
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico -277 -421 -144 -34,2
100. Coperture di investimenti esteri - - -
110. Differenze di cambio 84 -217 301
120. Coperture dei flussi finanziari 136 39 97
130. Strumenti di copertura (elementi non designati) - - -
140. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
-396 -311 85 27,3
145. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva di
pertinenza delle imprese di assicurazione
-130 81 -211
150. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - -
160. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 29 -13 42
170. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte -181 -654 -473 -72,3
180. Redditività complessiva (Voce 10+170) 3.777 5.718 -1.941 -33,9
190. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi -43 -13 -30
200. Redditività complessiva consolidata di pertinenza della capogruppo 3.820 5.731 -1.911 -33,3
(milioni di euro)
30.09.2021
Capitale
azioni
ordinarie
altre
azioni
Sovrap
prezzi
di
emissione
Riserve
di utili
altre Riserve
da
valutazione
Riserve da
valutazione di
pertinenza
delle imprese
di
assicurazione
Strumenti
di
capitale
Azioni
proprie
Utile
(Perdita)
di
periodo
Patrimonio
netto
Patrimonio
netto
del
Gruppo
Patrimonio
netto
di terzi
ESISTENZE AL 31.12.2020 10.241 - 27.463 16.790 992 -570 809 7.441 -130 3.285 66.321 65.871 450
Modifica saldi apertura - - - - - - - - - - - - -
ESISTENZE AL 1.1.2021 10.241 - 27.463 16.790 992 -570 809 7.441 -130 3.285 66.321 65.871 450
ALLOCAZIONE RISULTATO
ESERCIZIO PRECEDENTE (a)
Riserve 2.736 -2.736 - - -
Dividendi e altre destinazioni -549 -549 -549 -
VARIAZIONI DEL PERIODO
Variazioni di riserve -157 72 -85 -85 -
Operazioni sul patrimonio netto
Emissione nuove azioni 20 20 20 -
Acquisto azioni proprie -48 -48 -48 -
Distribuzione dividendi - - -
Variazione strumenti di capitale -1.162 -1.162 -1.162 -
Derivati su proprie azioni - - -
Stock option - - -
Variazioni interessenze
partecipative
- - -
Altre variazioni -21 -969 -990 -882 -108
Redditività complessiva del
periodo
-49 -132 3.958 3.777 3.820 -43
PATRIMONIO NETTO AL
30.09.2021
10.220 - 27.306 18.557 1.064 -619 677 6.279 -158 3.958 67.284 66.985 299
del Gruppo 10.084 - 27.287 18.315 1.064 -569 677 6.279 -158 4.006 66.985
di terzi 136 - 19 242 - -50 - - - -48 299

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 30 settembre 2021

(a) La voce comprende i dividendi ed eventuali importi destinati al fondo beneficenza della Capogruppo, nonché relativi alle società consolidate di pertinenza di terzi.

30.09.2020
Capitale
azioni
ordinarie
altre
azioni
Sovrap
prezzi
di
emissione
Riserve
di utili
altre Riserve
da
valutazione
Riserve da
valutazione di
pertinenza
delle imprese
di
assicurazione
Strumenti
di
capitale
Azioni
proprie
Utile
(Perdita)
di
periodo
Patrimonio
netto
Patrimonio
netto
del
Gruppo
Patrimonio
netto
di terzi
ESISTENZE AL 31.12.2019 9.455 - 25.095 12.462 779 -251 504 4.103 -104 4.172 56.215 55.968 247
Modifica saldi apertura - - - - - - - - - - - - -
ESISTENZE AL 1.1.2020 9.455 - 25.095 12.462 779 -251 504 4.103 -104 4.172 56.215 55.968 247
ALLOCAZIONE RISULTATO
ESERCIZIO PRECEDENTE (a)
Riserve 4.160 -4.160 - - -
Dividendi e altre destinazioni -23 -12 -35 -12 -23
VARIAZIONI DEL PERIODO
Variazioni di riserve 4 199 203 203 -
Operazioni sul patrimonio netto
Emissione nuove azioni 990 17 1.007 1.007 -
Acquisto azioni proprie - - -
Distribuzione dividendi - - -
Variazione strumenti di capitale 3.320 3.320 3.320 -
Derivati su proprie azioni - - -
Stock option - - -
Variazioni interessenze partecipative - - -
Altre variazioni -2 2.343 -128 2.213 2.147 66
Redditività complessiva del
periodo
-746 92 6.372 5.718 5.731 -13
PATRIMONIO NETTO AL 30.09.2020 10.443 - 27.442 16.471 978 -997 596 7.423 -87 6.372 68.641 68.364 277
del Gruppo 10.076 - 27.422 16.474 978 -894 596 7.423 -87 6.376 68.364
di terzi 367 - 20 -3 - -103 - - - -4 277

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 30 settembre 2020

Relazione sull'andamento della gestione

I risultati economici

Per consentire una lettura più immediata dei risultati, viene predisposto un conto economico consolidato riclassificato sintetico. I dati sono normalmente riesposti, ove necessario e se materiali, per consentire raffronti più immediati. In particolare, gli importi vengono resi il più possibile omogenei con riferimento ai diversi periodi rappresentati, soprattutto in relazione alle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. Tale omogeneizzazione avviene tramite dati "riesposti", che accolgono/escludono i valori delle società entrate/uscite nel/dal perimetro di consolidamento, e tramite dati "rideterminati" quando, in occasione di operazioni importanti o particolari, è opportuno affiancare questi ultimi ai dati riesposti per allinearli/integrarli, eventualmente anche attraverso dati gestionali.

In particolare, le riesposizioni hanno riguardato:

  • − le risultanze reddituali linea per linea di Intesa Sanpaolo RBM Salute, entrata nell'area di consolidamento integrale nel secondo trimestre del 2020 in relazione al perfezionamento dell'acquisizione della quota di controllo della società;
  • − le risultanze reddituali linea per linea delle società del Gruppo Reyl (Reyl & Cie S.A., RB Partecipationes S.A. e Asteria Investment Managers S.A.), entrate nell'area di consolidamento integrale nel secondo trimestre 2021 a seguito dell'acquisizione del controllo da parte di Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking.

Per quanto riguarda l'acquisizione del Gruppo UBI e le correlate operazioni, si rammenta che – stante la particolarità dell'operazione – nel 2020 nessuna rettifica era stata apportata ai dati storici per riflettere retroattivamente nei trimestri di quell'esercizio gli effetti del consolidamento, avvenuto a partire dal mese di agosto. Tuttavia, un raffronto dei valori reddituali 2021 inclusivi del Gruppo UBI rispetto a dati 2020 che non li comprendono non risulterebbe significativo. Un ulteriore elemento di difformità nei diversi periodi è rappresentato dagli effetti delle cessioni di sportelli a BPER e alla Banca Popolare di Puglia e Basilicata (BPPB), correlate all'operazione di acquisizione, avvenute nel primo e nel secondo trimestre 2021. Da ultimo, sempre nel secondo trimestre 2021, è stata perfezionata l'acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo Vita del 100% del capitale sociale di Cargeas (impresa di assicurazione operante nei rami danni), nonché del controllo di Assicurazioni Vita (già Aviva Vita) e Lombarda Vita (compagnie assicurative operanti nel ramo vita), con le quali UBI aveva avviato partnership pluriennali e che erano in precedenza consolidate con il metodo del patrimonio netto in relazione alle minori interessenze detenute. Le componenti reddituali di tali compagnie assicurative sono influenzate anch'esse dalle cessioni delle filiali UBI a BPER e BPPB: a partire infatti dal perfezionamento delle cessioni è venuta meno la marginalità delle polizze vendute alla clientela appartenente alle filiali cedute.

In considerazione di quanto sopra, si è ritenuto opportuno fornire al lettore anche un raffronto omogeneo nei diversi periodi per una più agevole comprensione delle dinamiche reddituali. Tale raffronto, in relazione alla natura delle riesposizioni necessarie – che includono anche risultanze reddituali a livello di singola filiale oggetto di cessione – si avvale anche di dati di natura gestionale. Di conseguenza, per presentare i valori "rideterminati" (nelle tabelle che seguono "Dati rideterminati") sulla base di evidenze contabili e gestionali sono stati predisposti schemi aggiuntivi rispetto a quelli determinati sulla base dei dati effettivi di chiusura dei diversi periodi, e le tabelle di dettaglio sono state integrate o duplicate con l'evidenza separata dei "Dati rideterminati".

In particolare, le "rideterminazioni" per i dati dei quattro trimestri 2020 hanno riguardato:

  • − l'inclusione linea per linea dei dati del Gruppo UBI, con la convenzionale attribuzione del risultato netto alla voce Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi del conto economico "rideterminato", quindi senza impatto sull'utile di periodo;
  • − l'esclusione linea per linea delle risultanze reddituali relative agli sportelli UBI ceduti nel primo trimestre 2021 e a quelli UBI e ISP ceduti nel secondo trimestre 2021, che vengono sinteticamente e convenzionalmente appostate nella voce Utili (perdite) da attività operative cessate del conto economico "rideterminato";
  • − l'inclusione linea per linea dei dati delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, opportunamente "rideterminati" sulla base di evidenze gestionali per escludere le risultanze reddituali riconducibili alla produzione riferibile alla clientela appartenente alle filiali cedute, con la convenzionale attribuzione del risultato netto alla voce Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi del conto economico "rideterminato", quindi senza impatto sull'utile di periodo;
  • − l'eliminazione del contributo alla voce Altri proventi (oneri) operativi netti del risultato di pertinenza delle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita) e Lombarda Vita (precedentemente consolidate con il metodo del patrimonio netto), con convenzionale attribuzione alla voce Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi del conto economico "rideterminato" (dunque senza effetto sull'utile netto), già deputata ad accogliere sinteticamente gli effetti economici dei risultati linea per linea delle citate società.

Per i dati del 1° trimestre 2021, le rideterminazioni hanno riguardato:

  • − l'esclusione linea per linea delle risultanze reddituali relative agli sportelli UBI ceduti nel primo trimestre 2021 e a quelli UBI e ISP ceduti nel secondo trimestre 2021, che vengono sinteticamente e convenzionalmente appostate nella voce Utili (perdite) delle attività operative cessate dello schema "rideterminato";
  • − l'inclusione linea per linea dei dati delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, opportunamente "rideterminati" sulla base di evidenze gestionali per escludere le risultanze reddituali riconducibili alla produzione riferibile alla clientela appartenente alle filiali cedute a BPER, con la convenzionale attribuzione del risultato netto alla voce Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi del conto economico "rideterminato", quindi senza impatto sull'utile di periodo;
  • − l'eliminazione del contributo alla voce Altri proventi (oneri) operativi netti del risultato di pertinenza delle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita) e Lombarda Vita (precedentemente consolidate con il metodo del patrimonio netto) con convenzionale attribuzione del risultato netto alla voce Utile (perdita) del periodo di pertinenza di

terzi del conto economico "rideterminato" (dunque senza effetto sull'utile netto), già deputata ad accogliere sinteticamente gli effetti economici dei risultati linea per linea delle citate società.

Per i dati del 2° trimestre 2021, le rideterminazioni hanno riguardato:

  • − l'esclusione linea per linea delle risultanze reddituali relative agli sportelli UBI e ISP ceduti nel secondo trimestre 2021, che vengono sinteticamente e convenzionalmente appostate nella voce Utili (perdite) delle attività operative cessate dello schema "rideterminato";
  • − l'inclusione linea per linea dei dati della compagnia assicurativa Cargeas per i mesi di aprile e maggio, con convenzionale attribuzione del risultato netto alla voce Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi, quindi senza impatto sull'utile di periodo.

Nessuna "rideterminazione" dei valori ha interessato i dati del 3° trimestre 2021.

Tutti i commenti che seguono, fanno dunque riferimento – al fine di consentire raffronti omogenei – ai valori "rideterminati".

I dettagli analitici delle riesposizioni effettuate e delle riclassificazioni rispetto allo schema previsto dalla Circolare 262 della Banca d'Italia – oltre che delle citate "rideterminazioni" – sono forniti con distinti prospetti pubblicati tra gli allegati, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.

Le riclassificazioni e aggregazioni del conto economico consolidato riguardano le seguenti fattispecie:

  • − i dividendi relativi ad azioni o quote detenute in portafoglio, nonché quelli incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli, che sono riallocati nell'ambito della voce Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • − il Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione (valutato ai sensi dello IAS 39, in relazione all'esercizio dell'opzione di differimento nell'applicazione dell'IFRS 9 da parte del Gruppo), che compendia le quote di Interessi netti, Dividendi e Risultato delle attività e passività finanziarie riguardanti l'attività assicurativa, è riappostato, unitamente ai premi netti e al saldo di proventi ed oneri della gestione assicurativa, alla specifica voce Risultato dell'attività assicurativa, cui è ricondotto anche l'effetto dell'adeguamento della riserva tecnica, per la componente di competenza degli assicurati, correlato all'impairment di titoli in portafoglio alle compagnie assicurative del Gruppo. Sono peraltro ricondotti nell'ambito della voce Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore su altre attività l'eccedenza dei sinistri rispetto ai premi maturati e l'accantonamento stimato per gli oneri prospettici sulle polizze annuali in essere, determinati secondo quanto previsto dal Regolamento IVASS 22/2008, in relazione a uno squilibrio finanziario generatosi anche in conseguenza di un maggior utilizzo delle prestazioni da parte degli assicurati al termine dei lunghi periodi di lockdown;
  • − i differenziali su derivati, classificati nel portafoglio di negoziazione, stipulati a copertura di operazioni in divisa, che, in funzione della stretta correlazione esistente, sono ricondotti tra gli interessi netti;
  • − le commissioni periodiche su rapporti di conto corrente con saldi attivi applicate alla clientela (ad esclusione del segmento clientela retail e PMI), in coerenza con quanto previsto dai fogli informativi, che vengono ricondotte nell'ambito del margine di interesse, in quanto volte a rifondere il costo finanziario sostenuto dalla Banca;
  • − il Risultato netto dell'attività di negoziazione, il Risultato netto dell'attività di copertura, il Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico nonché gli utili e perdite da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da cessione o riacquisto di passività finanziarie, che sono riallocati nell'unica voce Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • − la quota del premio all'emissione dei Certificates riconosciuta alle reti per il loro collocamento, che viene riclassificata dal Risultato netto delle attività e delle passività valutate al Fair Value alle Commissioni nette;
  • − le componenti di rendimento delle polizze assicurative stipulate per far fronte alle indennità contrattuali ed ai piani di fidelizzazione dei consulenti finanziari, che sono portate a diretta riduzione del Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value, coerentemente con l'effetto valutativo degli asset di riferimento, anziché essere evidenziate – in quanto di competenza dei consulenti stessi – tra gli Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività (per gli effetti valutativi) ovvero tra le Commissioni nette o gli Altri proventi (oneri) operativi netti, in funzione della tipologia di polizza assicurativa utilizzata (per gli effetti da realizzo);
  • − i proventi operativi di entità operanti in settori del tutto distinti dall'ambito bancario e finanziario, sinteticamente riallocati nell'ambito degli Altri proventi (oneri) operativi netti, inclusi quelli delle entità non soggette a Direzione e coordinamento nell'ambito del Gruppo (Risanamento e le sue controllate);
  • − le spese amministrative relative a recuperi di spese e di imposte e tasse, che sono portate a riduzione della voce anziché essere evidenziate tra gli Altri proventi, e quelle riferite all'importo della "bank tax" versata trimestralmente allo Stato ungherese dal Gruppo CIB, che – stante la natura della tassa – vengono ricondotte alle Imposte sul reddito;
  • − gli utili e perdite da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (finanziamenti e titoli di debito rappresentativi di finanziamenti), che sono appostati tra le Rettifiche di valore nette su crediti;
  • − le Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relative ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, gli effetti economici delle modifiche contrattuali nonché gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito riferiti a impegni e garanzie rilasciate, ricondotti nell'ambito dell'unica voce Rettifiche di valore nette su crediti;
  • − il rientro del time value del Trattamento di fine rapporto del personale e dei Fondi per rischi ed oneri, che è ricondotto tra gli Interessi netti, in quanto il fenomeno deriva direttamente dall'applicazione del criterio del costo ammortizzato, in assenza di variazioni nella previsione dei flussi futuri attesi, coerentemente con il trattamento del time value delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato;
  • − le Rettifiche di valore nette per rischio di credito relative ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato diverse dai crediti e le rettifiche di valore per deterioramento di partecipazioni nonché di attività materiali ed immateriali (inclusi gli immobili e altri beni, anche derivanti dall'attività di escussione di garanzie o di acquisto in asta e destinati alla vendita sul mercato nel prossimo futuro), che sono riclassificate alla voce Altri accantonamenti netti e Rettifiche di valore nette su altre attività, la quale recepisce dunque – oltre agli accantonamenti per rischi ed oneri diversi da quelli relativi a impegni e garanzie – gli effetti valutativi delle attività diverse dai crediti, con la sola eccezione delle svalutazioni delle attività intangibili che confluiscono, al netto degli effetti fiscali, nella voce rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili;

  • − gli utili (perdite) realizzati su attività finanziarie valutate al costo ammortizzato diverse dai crediti, su partecipazioni e su altri investimenti, che vengono riappostati alla voce Altri proventi (oneri) netti. La voce recepisce dunque sinteticamente, oltre ai proventi ed oneri non strettamente correlati alla gestione operativa, gli effetti da realizzo delle attività diverse dai crediti. Fanno eccezione gli utili (perdite) realizzati su titoli di debito che, in considerazione del modello di business che prevede una gestione strettamente correlata con gli altri strumenti finanziari, vengono ricondotti nell'ambito del Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value;

  • − gli Oneri di integrazione e di incentivazione all'esodo del personale, che sono riclassificati, al netto dell'effetto fiscale, a voce propria dalle voci Spese del personale, Spese amministrative e da altre voci di conto economico;
  • − gli Effetti puramente contabili dell'allocazione dei costi di acquisizione che, al netto dell'effetto fiscale, sono ricondotti a voce propria. Essi normalmente rappresentano le quote di ammortamento, nonché eventuali svalutazioni, delle attività e passività finanziarie e delle immobilizzazioni materiali e immateriali oggetto di valutazione al fair value nell'ambito dell'applicazione del principio IFRS 3;
  • − i tributi e gli altri oneri finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario, che sono ricondotti, al netto delle imposte, alla specifica voce;
  • − le Rettifiche di valore dell'avviamento e le svalutazioni delle altre attività intangibili, che ove presenti sono esposte, come in precedenza indicato, al netto delle imposte.

Conto economico riclassificato

30.09.2021 30.09.2020 (milioni di euro) Variazioni
assolute %
Interessi netti 6.012 5.608 404 7,2
Commissioni nette 7.102 5.747 1.355 23,6
Risultato dell'attività assicurativa 1.176 1.034 142 13,7
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.518 1.395 123 8,8
Altri proventi (oneri) operativi netti 90 -2 92
Proventi operativi netti 15.898 13.782 2.116 15,4
Spese del personale -4.975 -4.372 603 13,8
Spese amministrative -2.052 -1.804 248 13,7
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -908 -838 70 8,4
Costi operativi -7.935 -7.014 921 13,1
Risultato della gestione operativa 7.963 6.768 1.195 17,7
Rettifiche di valore nette su crediti -1.550 -2.739 -1.189 -43,4
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -433 -224 209 93,3
Altri proventi (oneri) netti 254 11 243
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - 1.163 -1.163
Risultato corrente lordo 6.234 4.979 1.255 25,2
Imposte sul reddito -1.540 -1.194 346 29,0
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -148 -78 70 89,7
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -85 3.187 -3.272
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -502 -474 28 5,9
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi 47 -44 91
Risultato netto 4.006 6.376 -2.370 -37,2

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI e alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas non sono stati riesposti.

Conto economico riclassificato – Dati rideterminati

(milioni di euro)
30.09.2021 30.09.2020 Variazioni
Dati
rideterminati
Dati
rideterminati
assolute %
Interessi netti 5.946 6.206 -260 -4,2
Commissioni nette 7.008 6.283 725 11,5
Risultato dell'attività assicurativa 1.219 1.249 -30 -2,4
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.517 1.482 35 2,4
Altri proventi (oneri) operativi netti 76 31 45
Proventi operativi netti 15.766 15.251 515 3,4
Spese del personale -4.924 -4.954 -30 -0,6
Spese amministrative -2.059 -2.187 -128 -5,9
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -910 -941 -31 -3,3
Costi operativi -7.893 -8.082 -189 -2,3
Risultato della gestione operativa 7.873 7.169 704 9,8
Rettifiche di valore nette su crediti -1.544 -3.053 -1.509 -49,4
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -436 -244 192 78,7
Altri proventi (oneri) netti 254 35 219
Utile (Perdita) delle attività operative cessate 58 1.459 -1.401 -96,0
Risultato corrente lordo 6.205 5.366 839 15,6
Imposte sul reddito -1.541 -1.319 222 16,8
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -148 -64 84
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle
imposte)
-85 3.187 -3.272
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -489 -475 14 2,9
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle
imposte)
- - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi 64 -319 383
Risultato netto 4.006 6.376 -2.370 -37,2

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Evoluzione trimestrale del conto economico riclassificato

(milioni di euro)
Voci 2021 2020
trimestre trimestre trimestre trimestre trimestre trimestre trimestre
Interessi netti 1.999 2.000 2.013 2.191 2.103 1.754 1.751
Commissioni nette 2.325 2.382 2.395 2.597 2.141 1.752 1.854
Risultato dell'attività assicurativa 365 438 373 319 298 367 369
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 378 344 796 194 130 266 999
Altri proventi (oneri) operativi netti 25 16 49 14 1 12 -15
Proventi operativi netti 5.092 5.180 5.626 5.315 4.673 4.151 4.958
Spese del personale -1.642 -1.657 -1.676 -1.824 -1.608 -1.393 -1.371
Spese amministrative -694 -708 -650 -889 -662 -585 -557
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -302 -300 -306 -321 -304 -269 -265
Costi operativi -2.638 -2.665 -2.632 -3.034 -2.574 -2.247 -2.193
Risultato della gestione operativa 2.454 2.515 2.994 2.281 2.099 1.904 2.765
Rettifiche di valore nette su crediti -543 -599 -408 -1.475 -938 -1.398 -403
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre
attività
-82 -218 -133 -122 -67 262 -419
Altri proventi (oneri) netti 63 -7 198 62 23 -18 6
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - - - 1.134 29
Risultato corrente lordo 1.892 1.691 2.651 746 1.117 1.884 1.978
Imposte sul reddito -619 -82 -839 -167 -319 -314 -561
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle
imposte)
-41 -55 -52 -1.485 -28 -35 -15
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione
(al netto delle imposte)
-51 -18 -16 -1.227 3.237 -24 -26
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario
(al netto delle imposte)
-210 -83 -209 -38 -197 -86 -191
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività
intangibili (al netto delle imposte)
- - - -912 - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi 12 54 -19 -16 - -10 -34
Risultato netto 983 1.507 1.516 -3.099 3.810 1.415 1.151

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI e alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas non sono stati riesposti.

Evoluzione trimestrale del conto economico riclassificato – Dati rideterminati
(milioni di euro)
Voci 2021 2020
trimestre trimestre
Dati
trimestre
Dati
trimestre
Dati
trimestre
Dati
trimestre
Dati
trimestre
Dati
rideterminati rideterminati rideterminati rideterminati rideterminati rideterminati
Interessi netti 1.999 1.995 1.952 2.072 2.129 2.037 2.040
Commissioni nette 2.325 2.370 2.313 2.442 2.147 2.014 2.122
Risultato dell'attività assicurativa 365 456 398 436 353 456 440
Risultato netto delle attività e passività
finanziarie al fair value
378 344 795 193 127 306 1.049
Altri proventi (oneri) operativi netti 25 19 32 6 1 29 1
Proventi operativi netti 5.092 5.184 5.490 5.149 4.757 4.842 5.652
Spese del personale -1.642 -1.655 -1.627 -1.744 -1.646 -1.662 -1.646
Spese amministrative -694 -712 -653 -898 -744 -747 -696
Ammortamento immobilizzazioni immateriali
e materiali
-302 -301 -307 -315 -313 -314 -314
Costi operativi -2.638 -2.668 -2.587 -2.957 -2.703 -2.723 -2.656
Risultato della gestione operativa 2.454 2.516 2.903 2.192 2.054 2.119 2.996
Rettifiche di valore nette su crediti -543 -599 -402 -1.440 -972 -1.543 -538
Altri accantonamenti netti e rettifiche di
valore nette su altre attività
-82 -220 -134 -121 -64 251 -431
Altri proventi (oneri) netti 63 -7 198 62 22 - 13
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - 10 48 129 80 1.230 149
Risultato corrente lordo 1.892 1.700 2.613 822 1.120 2.057 2.189
Imposte sul reddito -619 -85 -837 -191 -322 -362 -635
Oneri di integrazione e incentivazione
all'esodo (al netto delle imposte)
-41 -55 -52 -1.485 -27 -22 -15
Effetti economici dell'allocazione dei costi di
acquisizione (al netto delle imposte)
-51 -18 -16 -1.227 3.237 -24 -26
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema
bancario (al netto delle imposte)
-210 -83 -196 -38 -178 -91 -206
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle
altre attività intangibili (al netto delle imposte)
- - - -912 - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di
terzi
12 48 4 -68 -20 -143 -156
Risultato netto 983 1.507 1.516 -3.099 3.810 1.415 1.151

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

In base a quanto indicato in premessa ai fini di un confronto omogeneo, l'analisi delle dinamiche reddituali che segue è riferita ai dati rideterminati per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI e della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Proventi operativi netti

In presenza di un generale miglioramento del contesto economico condizionato dall'emergenza pandemica, i proventi operativi netti del Gruppo Intesa Sanpaolo sono ammontati nei primi nove mesi del 2021 a 15.766 milioni, in aumento del 3,4% rispetto ai 15.251 milioni del corrispondente periodo del 2020. Tale dinamica è stata determinata dal positivo andamento delle commissioni nette e in misura minore degli altri proventi operativi netti e del risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value, solo in parte contrastato dalla riduzione degli interessi netti e dei proventi derivanti dall'attività assicurativa.

Interessi netti

(milioni di euro)
Voci 30.09.2021 Rettifiche 30.09.2021
Dati
30.09.2020 Rettifiche 30.09.2020
Dati
Variazioni
(Dati
rideterminati rideterminati rideterminati)
assolute %
Rapporti con clientela 5.915 -72 5.843 5.519 544 6.063 -220 -3,6
Titoli in circolazione -1.266 - -1.266 -1.288 -243 -1.531 -265 -17,3
Intermediazione con clientela 4.649 -72 4.577 4.231 301 4.532 45 1,0
Titoli valutati al costo ammortizzato che non
costituiscono finanziamenti
410 - 410 342 58 400 10 2,5
Altre attività e passività finanziarie valutate al
fair value con impatto a conto economico
-25 - -25 57 7 64 -89
Altre attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
476 - 476 587 51 638 -162 -25,4
Attività finanziarie 861 - 861 986 116 1.102 -241 -21,9
Rapporti con banche 530 - 530 420 -13 407 123 30,2
Differenziali su derivati di copertura -453 - -453 -513 70 -443 10 2,3
Attività deteriorate 461 - 461 580 84 664 -203 -30,6
Altri interessi netti -36 6 -30 -96 40 -56 -26 -46,4
Interessi netti 0
6.012
0
-66
5.946 5.608 598 6.206 -260 -4,2

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Gli interessi netti, pari a 5.946 milioni, hanno presentato una flessione del 4,2% rispetto ai primi nove mesi del 2020. In un contesto di mercato contraddistinto da tassi di interesse ancora negativi, la riduzione è ascrivibile principalmente alle attività finanziarie (-21,9%), segnatamente quelle valutate al fair value. L'intermediazione con clientela ha mostrato una buona tenuta (+1%), grazie ad un minor costo della raccolta costituita da titoli in circolazione solo parzialmente controbilanciato dal ridimensionamento del contributo dei rapporti con clientela. Tra le altre componenti si sono ridotti significativamente gli interessi sulle attività deteriorate, principalmente a seguito della riduzione dello stock degli NPL, mentre sono aumentati gli interessi netti sui rapporti con banche, grazie al maggiore contributo delle operazioni di rifinanziamento TLTRO con la BCE, in parte compensato dall'apporto negativo della liquidità in eccesso. Il saldo dei differenziali su derivati di copertura, che comprende il contributo delle coperture delle poste a vista, ha registrato un peggioramento del 2,3% mentre gli altri interessi netti, anch'essi attestati su valori negativi, sono risultati in miglioramento rispetto al corrispondente periodo dello scorso esercizio.

Voci 2021 (milioni di euro)
Variazioni %

trimestre
(a)

trimestre
(b)

trimestre
(c)
(a/b) (b/c)
Rapporti con clientela 1.946 1.961 2.008 -0,8 -2,3
Titoli in circolazione -431 -414 -421 4,1 -1,7
Intermediazione con clientela 1.515 1.547 1.587 -2,1 -2,5
Titoli valutati al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti 132 140 138 -5,7 1,4
Altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico
-18 -4 -3 33,3
Altre attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
166 153 157 8,5 -2,5
Attività finanziarie 280 289 292 -3,1 -1,0
Rapporti con banche 204 182 144 12,1 26,4
Differenziali su derivati di copertura -141 -160 -152 -11,9 5,3
Attività deteriorate 150 149 162 0,7 -8,0
Altri interessi netti -9 -7 -20 28,6 -65,0
Interessi netti 1.999 2.000 2.013 -0,1 -0,6

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI e alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas non sono stati riesposti.

(milioni di euro)
Voci 2021 Variazioni %

trimestre
(a)

trimestre
Dati
rideterminati
(b)

trimestre
Dati
rideterminati
(c)
(a/b) (b/c)
Rapporti con clientela 1.946 1.956 1.941 -0,5 0,8
Titoli in circolazione -431 -414 -421 4,1 -1,7
Intermediazione con clientela 1.515 1.542 1.520 -1,8 1,4
Titoli valutati al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti 132 140 138 -5,7 1,4
Altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico
-18 -4 -3 33,3
Altre attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
166 153 157 8,5 -2,5
Attività finanziarie 280 289 292 -3,1 -1,0
Rapporti con banche 204 182 144 12,1 26,4
Differenziali su derivati di copertura -141 -160 -152 -11,9 5,3
Attività deteriorate 150 149 162 0,7 -8,0
Altri interessi netti -9 -7 -14 28,6 -50,0
Interessi netti 1.999 1.995 1.952 0,2 2,2

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Il flusso di interessi netti contabilizzato nel terzo trimestre 2021 è risultato in linea con il valore registrato nel secondo trimestre, per effetto dei maggiori interessi netti sui rapporti con banche e dei minori differenziali negativi su derivati di copertura a fronte dei minori interessi netti sull'intermediazione con clientela.

(milioni di euro)
30.09.2021 30.09.2020 Variazioni
assolute %
Banca dei Territori 2.990 3.169 -179 -5,6
IMI Corporate & Investment Banking 1.587 1.512 75 5,0
International Subsidiary Banks 988 981 7 0,7
Private Banking 161 195 -34 -17,4
Asset Management -1 - 1 -
Insurance - - - -
Totale aree di business 5.725 5.857 -132 -2,3
Centro di governo 221 349 -128 -36,7
Gruppo Intesa Sanpaolo (Dati rideterminati) 5.946 6.206 -260 -4,2

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

La Banca dei Territori, che rappresenta il 52,2% del risultato delle aree di business operative, ha evidenziato interessi netti pari a 2.990 milioni, in calo rispetto a quelli dei primi nove mesi 2020 (-5,6%, pari a -179 milioni). Il margine di interesse di IMI Corporate & Investment Banking ha per contro registrato un incremento (+5%, pari a +75 milioni) beneficiando della maggiore contribuzione degli impieghi a clientela, sostenuti dall'operatività di finanza strutturata e di global markets. Anche gli interessi netti dell'International Subsidiary Banks hanno mostrato un aumento, seppure più contenuto (+0,7%), principalmente grazie alle dinamiche favorevoli evidenziate dalle controllate operanti in Ungheria e, in misura minore, in Serbia. La Divisione Private Banking, che in termini relativi presenta una minore incidenza sul consolidato, ha ridotto l'apporto al margine di 34 milioni (-17,4%). L'andamento cedente degli interessi netti del Centro di Governo è imputabile al maggior costo della liquidità in eccesso in relazione alla diminuzione dei tassi di mercato a breve termine, sempre in territorio negativo, nonché al significativo incremento della raccolta da clientela.

Commissioni nette

(milioni di euro)
Voci 30.09.2021 30.09.2020 Variazioni
Attive Passive Nette Attive Passive Nette assolute %
Garanzie rilasciate / ricevute 314 -149 165 278 -129 149 16 10,7
Servizi di incasso e pagamento 543 -124 419 455 -120 335 84 25,1
Conti correnti 1.077 - 1.077 958 - 958 119 12,4
Servizio Bancomat e carte di credito 574 -293 281 450 -227 223 58 26,0
Attività bancaria commerciale 2.508 -566 1.942 2.141 -476 1.665 277 16,6
Intermediazione e collocamento titoli 1.014 -194 820 773 -192 581 239 41,1
Intermediazione valute 16 -3 13 12 -2 10 3 30,0
Gestioni patrimoniali 2.934 -654 2.280 2.280 -568 1.712 568 33,2
Distribuzione prodotti assicurativi 1.205 - 1.205 1.076 - 1.076 129 12,0
Altre commissioni intermediazione / gestione 286 -132 154 240 -59 181 -27 -14,9
Attività di gestione, intermediazione e consulenza 5.455 -983 4.472 4.381 -821 3.560 912 25,6
Altre commissioni 857 -169 688 699 -177 522 166 31,8
Totale 8.820 -1.718 7.102 7.221 -1.474 5.747 1.355 23,6
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI e

alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas non sono stati riesposti.

Voci 30.09.2021
30.09.2020
(milioni di euro)
Variazioni
(Dati
rideterminati)
Commissioni
Nette
Rettifiche Dati
rideterminati
Commissioni
Nette
Rettifiche Dati
rideterminati
assolute %
Garanzie rilasciate / ricevute 165 -2 163 149 -3 146 17 11,6
Servizi di incasso e pagamento 419 -5 414 335 17 352 62 17,6
Conti correnti 1.077 -29 1.048 958 107 1.065 -17 -1,6
Servizio Bancomat e carte di credito 281 -6 275 223 - 223 52 23,3
Attività bancaria commerciale 1.942 -42 1.900 1.665 121 1.786 114 6,4
Intermediazione e collocamento titoli 820 -26 794 581 -21 560 234 41,8
Intermediazione valute 13 -4 9 10 -6 4 5
Gestioni patrimoniali 2.280 -2 2.278 1.712 287 1.999 279 14,0
Distribuzione prodotti assicurativi 1.205 -15 1.190 1.076 73 1.149 41 3,6
Altre commissioni intermediazione /
gestione
154 -2 152 181 19 200 -48 -24,0
Attività di gestione, intermediazione e
consulenza
4.472 -49 4.423 3.560 352 3.912 511 13,1
Altre commissioni 688 -3 685 522 63 585 100 17,1
Totale 7.102 -94 7.008 5.747 536 6.283 725 11,5

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Le commissioni nette conseguite nei primi nove mesi del 2021 si sono attestate a 7.008 milioni, evidenziando una crescita a due cifre rispetto al medesimo periodo del 2020 (+11,5%).

Tale risultato è stato favorito dalla ripresa dei mercati finanziari e dall'incremento dei collocamenti di prodotti finanziari, che si sono riflessi in un aumento dei ricavi commissionali dell'attività di gestione, intermediazione e consulenza (+13,1%, pari a +511 milioni); in particolare è cresciuto l'apporto legato alle gestioni patrimoniali individuali e collettive (+14%, pari a +279 milioni, in massima parte ascrivibili ai fondi comuni di investimento), all'intermediazione e collocamento titoli (+41,8%, pari a +234 milioni) e alla distribuzione di prodotti assicurativi (+3,6%, pari a +41 milioni). Anche l'attività bancaria commerciale ha presentato una crescita (+6,4%, pari a +114 milioni), sostenuta da maggiori commissioni su servizi di incasso e pagamento (+62 milioni), sul servizio bancomat e carte di credito (+52 milioni) e su garanzie rilasciate e ricevute (+17 milioni), a fronte di minori commissioni sui conti correnti (-17 milioni). Infine, si è rilevato un più elevato apporto delle altre commissioni nette (+17,1%, pari a +100 milioni), segnatamente quelle relative ai finanziamenti fondiari.

(milioni di euro)
Voci 2021 Variazioni %
trimestre
(a)
trimestre
(b)
trimestre
(c)
(a/b) (b/c)
Garanzie rilasciate / ricevute 61 55 49 10,9 12,2
Servizi di incasso e pagamento 138 139 142 -0,7 -2,1
Conti correnti 352 356 369 -1,1 -3,5
Servizio Bancomat e carte di credito 108 107 66 0,9 62,1
Attività bancaria commerciale 659 657 626 0,3 5,0
Intermediazione e collocamento titoli 211 291 318 -27,5 -8,5
Intermediazione valute 3 3 7 - -57,1
Gestioni patrimoniali 764 781 735 -2,2 6,3
Distribuzione prodotti assicurativi 401 385 419 4,2 -8,1
Altre commissioni intermediazione / gestione 54 46 54 17,4 -14,8
Attività di gestione, intermediazione e consulenza 1.433 1.506 1.533 -4,8 -1,8
Altre commissioni nette 233 219 236 6,4 -7,2
Commissioni nette 2.325 2.382 2.395 -2,4 -0,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI e alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas non sono stati riesposti.

(milioni di euro)
Voci 2021 Variazioni %

trimestre
(a)

trimestre
Dati
rideterminati
(b)

trimestre
Dati
rideterminati
(c)
(a/b) (b/c)
Garanzie rilasciate / ricevute 61 55 47 10,9 17,0
Servizi di incasso e pagamento 138 139 137 -0,7 1,5
Conti correnti 352 352 344 - 2,3
Servizio Bancomat e carte di credito 108 106 61 1,9 73,8
Attività bancaria commerciale 659 652 589 1,1 10,7
Intermediazione e collocamento titoli 211 288 295 -26,7 -2,4
Intermediazione valute 3 3 3 - -
Gestioni patrimoniali 764 781 733 -2,2 6,5
Distribuzione prodotti assicurativi 401 383 406 4,7 -5,7
Altre commissioni intermediazione / gestione 54 45 53 20,0 -15,1
Attività di gestione, intermediazione e consulenza 1.433 1.500 1.490 -4,5 0,7
Altre commissioni nette 233 218 234 6,9 -6,8
Commissioni nette 2.325 2.370 2.313 -1,9 2,5

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

I ricavi commissionali del terzo trimestre 2021 mostrano un dato in lieve flessione rispetto a quello registrato nel secondo trimestre, principalmente dovuto al rallentamento dell'attività di gestione, intermediazione e consulenza, più in dettaglio nell'intermediazione e collocamento titoli e nelle gestioni patrimoniali.

(milioni di euro)
30.09.2021 30.09.2020 Variazioni
assolute %
Banca dei Territori 3.605 3.335 270 8,1
IMI Corporate & Investment Banking 853 776 77 9,9
International Subsidiary Banks 408 368 40 10,9
Private Banking 1.558 1.408 150 10,7
Asset Management 887 698 189 27,1
Insurance 1 -2 3
Totale aree di business 7.312 6.583 729 11,1
Centro di governo -304 -300 4 1,3
Gruppo Intesa Sanpaolo (Dati rideterminati) 7.008 6.283 725 11,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Relativamente alle commissioni, tutti i settori di attività hanno contribuito positivamente al risultato del Gruppo. In dettaglio, la Banca dei Territori, che rappresenta il 49,3% del dato riferibile alle unità operative, ha evidenziato un aumento dei ricavi commissionali (+8,1%, pari a +270 milioni), in particolare quelli rivenienti dal comparto del risparmio gestito e della bancassurance e, in misura più contenuta, quelli del commercial banking. IMI Corporate & Investment Banking ha registrato un incremento del 9,9% (+77 milioni), principalmente per effetto della dinamica rilevata nel comparto dell'investment banking, l'Asset Management del 27,1% (+189 milioni) grazie alla crescita delle commissioni di performance incassate nel periodo, delle commissioni di gestione e di quelle di collocamento, il Private Banking del 10,7% (+150 milioni), in relazione allo sviluppo delle masse medie di risparmio gestito, e l'International Subsidiary Banks del 10,9% (+40 milioni) essenzialmente per i contributi delle controllate operanti in Croazia, Bosnia, Serbia, Slovacchia e, in misura minore, Egitto.

Risultato dell'attività assicurativa

Voci (a) 30.09.2021 30.09.2020 (milioni di euro)
Variazioni
Vita Danni e
Salute
Totale Vita Danni e
Salute
Totale assolute %
Margine tecnico 239 252 491 136 292 428 63 14,7
Premi netti (b) 7.023 847 7.870 6.618 721 7.339 531 7,2
Oneri netti relativi ai sinistri e ai riscatti (c) -7.359 -428 -7.787 -5.064 -289 -5.353 2.434 45,5
Oneri netti relativi alla variazione delle riserve tecniche (d) -790 -2 -792 -2.058 -3 -2.061 -1.269 -61,6
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati su
prodotti assicurativi (e)
1.400 - 1.400 739 - 739 661 89,4
Commissioni nette su contratti d'investimento (f) 293 - 293 236 - 236 57 24,2
Provvigioni passive su contratti assicurativi (g) -355 -129 -484 -343 -109 -452 32 7,1
Altri proventi e oneri tecnici (h) 27 -36 -9 8 -28 -20 -11 -55,0
Margine finanziario 638 17 655 533 6 539 116 21,5
Reddito operativo degli investimenti 5.891 17 5.908 470 6 476 5.432
Interessi netti 1.381 - 1.381 1.220 2 1.222 159 13,0
Dividendi 273 6 279 186 4 190 89 46,8
Utili/perdite da realizzo 1.736 12 1.748 -361 1 -360 2.108
Utili/perdite da valutazione 2.613 - 2.613 -512 - -512 3.125
Commissioni passive gestione portafogli (i) -112 -1 -113 -63 -1 -64 49 76,6
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati -5.253 - -5.253 63 - 63 -5.316
Prodotti assicurativi (j) -1.380 - -1.380 -822 - -822 558 67,9
Plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi
attribuite agli assicurati (k)
-45 - -45 84 - 84 -129
Prodotti di investimento (l) -3.828 - -3.828 801 - 801 -4.629
Risultato dell'attività assicurativa al lordo degli effetti da
consolidamento
877 269 1.146 669 298 967 179 18,5
Effetti da consolidamento 30 - 30 67 - 67 -37 -55,2
Risultato dell'attività assicurativa 907 269 1.176 736 298 1.034 142 13,7

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI e alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas non sono stati riesposti.

(a) La tabella riporta le componenti economiche del business assicurativo suddivise tra quelle relative a:

  • i prodotti considerati assicurativi ai fini IAS/IFRS, che comprendono i contratti nei quali il rischio assicurato è considerato significativo o nei quali la decisione del

rendimento dei contratti non è a mercato ma dipende dalle scelte della compagnia; - i prodotti d'investimento, che comprendono prodotti di natura finanziaria nei quali il rischio assicurativo non è considerato significativo. Questi ultimi vengono contabilizzati nel bilancio consolidato alla stregua di movimenti finanziari.

(b) La voce comprende i premi emessi relativi ai soli prodotti considerati assicurativi ai fini IAS/IFRS, al netto delle quote cedute in riassicurazione. Per il Ramo Danni è inclusa anche la variazione della riserva premi.

(c) La voce comprende le somme pagate (sinistri, riscatti e scadenze) e la variazione della riserva sinistri ramo danni e della riserva per somme da pagare, al netto delle quote cedute in riassicurazione.

(d) La voce comprende la variazione delle riserve tecniche, al netto delle quote cedute in riassicurazione.

(e) La voce comprende la quota del risultato degli investimenti (a fronte di prodotti assicurativi) di pertinenza degli assicurati, compreso l'impatto dello shadow accounting.

(f) La voce comprende le commissioni nette sui prodotti d'investimento; in particolare i caricamenti pagati dai clienti, le commissioni di gestione prelevate dalle unit finanziarie e le commissioni passive retrocesse dalle compagnie alla rete di vendita e alla società di gestione.

(g) La voce comprende le provvigioni passive sui prodotti assicurativi (inclusi i prodotti unit e index linked assicurativi e i fondi pensione) pagate alla rete di vendita.

(h) Voce residuale che include le commissioni attive di gestione sui prodotti assicurativi (unit e index assicurative e fondi pensione), i rebates, gli interessi netti sui conti correnti della compagnia e sui prestiti subordinati e altri proventi e oneri tecnici.

(i) La voce comprende le commissioni pagate alle società di gestione per la gestione dei portafogli relativi a prodotti assicurativi tradizionali (gestioni separate) e fondi pensione. Sono incluse anche le commissioni dei fondi consolidati sottostanti unit assicurative.

(j) La voce comprende la quota del risultato degli investimenti (a fronte di prodotti assicurativi) di pertinenza degli assicurati, senza l'impatto dello shadow accounting.

(k) La voce comprende la quota parte delle plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi di competenza degli assicurati (shadow accounting).

(l) La voce si riferisce alla valutazione delle passività finanziarie valutate a fair value che rappresentano il debito verso gli assicurati relativo ai prodotti d'investimento.

Voci (a) 30.09.2021
30.09.2020
Dati rideterminati
Dati rideterminati
(milioni di euro)
Variazioni
Vita Danni e
Salute
Totale Vita Danni e
Salute
Totale assolute %
Margine tecnico 203 295 498 180 364 544 -46 -8,5
Premi netti (b) 7.429 938 8.367 7.981 863 8.844 -477 -5,4
Oneri netti relativi ai sinistri e ai riscatti (c) -8.102 -455 -8.557 -7.047 -329 -7.376 1.181 16,0
Oneri netti relativi alla variazione delle riserve tecniche (d) -563 2 -561 -1.574 -7 -1.581 -1.020 -64,5
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati su
prodotti assicurativi (e)
1.504 - 1.504 1.028 - 1.028 476 46,3
Commissioni nette su contratti d'investimento (f) 306 - 306 263 - 263 43 16,3
Provvigioni passive su contratti assicurativi (g) -398 -149 -547 -475 -131 -606 -59 -9,7
Altri proventi e oneri tecnici (h) 27 -41 -14 4 -32 -28 -14 -50,0
Margine finanziario 667 24 691 626 12 638 53 8,3
Reddito operativo degli investimenti 5.781 24 5.805 456 12 468 5.337
Interessi netti 1.483 3 1.486 1.609 9 1.618 -132 -8,2
Dividendi 285 6 291 219 4 223 68 30,5
Utili/perdite da realizzo 1.641 12 1.653 -730 1 -729 2.382
Utili/perdite da valutazione 2.484 5 2.489 -571 - -571 3.060
Commissioni passive gestione portafogli (i) -112 -2 -114 -71 -2 -73 41 56,2
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati -5.114 - -5.114 170 - 170 -5.284
Prodotti assicurativi (j) -1.484 - -1.484 -1.126 - -1.126 358 31,8
Plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi
attribuite agli assicurati (k)
-45 - -45 99 - 99 -144
Prodotti di investimento (l) -3.585 - -3.585 1.197 - 1.197 -4.782
Risultato dell'attività assicurativa al lordo degli effetti da
consolidamento
870 319 1.189 806 376 1.182 7 0,6
Effetti da consolidamento 30 - 30 67 - 67 -37 -55,2
Risultato dell'attività assicurativa 900 319 1.219 873 376 1.249 -30 -2,4

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

(a) La tabella riporta le componenti economiche del business assicurativo suddivise tra quelle relative a:

  • i prodotti considerati assicurativi ai fini IAS/IFRS, che comprendono i contratti nei quali il rischio assicurato è considerato significativo o nei quali la decisione del rendimento dei contratti non è a mercato ma dipende dalle scelte della compagnia;

  • i prodotti d'investimento, che comprendono prodotti di natura finanziaria nei quali il rischio assicurativo non è considerato significativo. Questi ultimi vengono contabilizzati nel bilancio consolidato alla stregua di movimenti finanziari.

(b) La voce comprende i premi emessi relativi ai soli prodotti considerati assicurativi ai fini IAS/IFRS, al netto delle quote cedute in riassicurazione. Per il Ramo Danni è inclusa anche la variazione della riserva premi.

(c) La voce comprende le somme pagate (sinistri, riscatti e scadenze) e la variazione della riserva sinistri ramo danni e della riserva per somme da pagare, al netto delle quote cedute in riassicurazione.

(d) La voce comprende la variazione delle riserve tecniche, al netto delle quote cedute in riassicurazione.

(e) La voce comprende la quota del risultato degli investimenti (a fronte di prodotti assicurativi) di pertinenza degli assicurati, compreso l'impatto dello shadow accounting.

(f) La voce comprende le commissioni nette sui prodotti d'investimento; in particolare i caricamenti pagati dai clienti, le commissioni di gestione prelevate dalle unit finanziarie e le commissioni passive retrocesse dalle compagnie alla rete di vendita e alla società di gestione.

(g) La voce comprende le provvigioni passive sui prodotti assicurativi (inclusi i prodotti unit e index linked assicurativi e i fondi pensione) pagate alla rete di vendita.

(h) Voce residuale che include le commissioni attive di gestione sui prodotti assicurativi (unit e index assicurative e fondi pensione), i rebates, gli interessi netti sui conti correnti della compagnia e sui prestiti subordinati e altri proventi e oneri tecnici.

(i) La voce comprende le commissioni pagate alle società di gestione per la gestione dei portafogli relativi a prodotti assicurativi tradizionali (gestioni separate) e fondi pensione. Sono incluse anche le commissioni dei fondi consolidati sottostanti unit assicurative.

(j) La voce comprende la quota del risultato degli investimenti (a fronte di prodotti assicurativi) di pertinenza degli assicurati, senza l'impatto dello shadow accounting.

(k) La voce comprende la quota parte delle plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi di competenza degli assicurati (shadow accounting).

(l) La voce si riferisce alla valutazione delle passività finanziarie valutate a fair value che rappresentano il debito verso gli assicurati relativo ai prodotti d'investimento.

Il risultato dell'attività assicurativa, che raggruppa le voci di costo e ricavo del business assicurativo delle compagnie vita e danni operanti nell'ambito del Gruppo, include anche le risultanze di Intesa Sanpaolo RBM Salute, a seguito del perfezionamento dell'acquisizione della quota di controllo avvenuta nel mese di maggio 2020, nonché il contributo delle compagnie assicurative BancAssurance Popolari, Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas. Nei primi nove mesi 2021 tale risultato si è attestato a 1.219 milioni, in riduzione del 2,4% rispetto al valore registrato nello stesso periodo 2020. La dinamica è ascrivibile alla contrazione del margine tecnico che è stato condizionato dai maggiori oneri relativi ai sinistri e riscatti che hanno interessato il ramo vita e il ramo danni. Per contro il margine finanziario ha evidenziato un aumento, grazie alla favorevole intonazione dei mercati finanziari che si è tradotta in un incremento del reddito operativo degli investimenti, al netto della parte di pertinenza degli assicurati.

Voci (a) 2021 (milioni di euro)
Variazioni %

trimestre
(a)

trimestre
(b)

trimestre
(c)
(a/b) (b/c)
Margine tecnico 220 112 159 96,4 -29,6
Premi netti (b) 2.823 2.505 2.542 12,7 -1,5
Oneri netti relativi ai sinistri e ai riscatti (c) -2.467 -3.016 -2.304 -18,2 30,9
Oneri netti relativi alla variazione delle riserve tecniche (d) -415 84 -461
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati su prodotti
assicurativi (e)
416 542 442 -23,2 22,6
Commissioni nette su contratti d'investimento (f) 108 83 102 30,1 -18,6
Provvigioni passive su contratti assicurativi (g) -162 -158 -164 2,5 -3,7
Altri proventi e oneri tecnici (h) -83 72 2
Margine finanziario 145 308 202 -52,9 52,5
Reddito operativo degli investimenti 694 2.781 2.433 -75,0 14,3
Interessi netti 470 526 385 -10,6 36,6
Dividendi 112 105 62 6,7 69,4
Utili/perdite da realizzo 574 661 513 -13,2 28,8
Utili/perdite da valutazione -393 1.509 1.497 0,8
Commissioni passive gestione portafogli (i) -69 -20 -24 -16,7
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati -549 -2.473 -2.231 -77,8 10,8
Prodotti assicurativi (j) -410 -548 -422 -25,2 29,9
Plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi attribuite agli
assicurati (k)
-6 -10 -29 -40,0 -65,5
Prodotti di investimento (l) -133 -1.915 -1.780 -93,1 7,6
Risultato dell'attività assicurativa al lordo degli effetti da
consolidamento
365 420 361 -13,1 16,3
Effetti da consolidamento - 18 12 50,0
Risultato dell'attività assicurativa 365 438 373 -16,7 17,4

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI e alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas non sono stati riesposti.

Per le note cfr. tabelle precedenti

(milioni di euro)
Voci (a)
trimestre
(a)
2021

trimestre
Dati
rideterminati
(b)

trimestre
Dati
rideterminati
(c)
(a/b) Variazioni %
(b/c)
Margine tecnico 220 123 155 78,9 -20,6
Premi netti (b) 2.823 2.545 2.999 10,9 -15,1
Oneri netti relativi ai sinistri e ai riscatti (c) -2.467 -3.030 -3.060 -18,6 -1,0
Oneri netti relativi alla variazione delle riserve tecniche (d) -415 86 -232
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati
su prodotti assicurativi (e)
416 542 546 -23,2 -0,7
Commissioni nette su contratti d'investimento (f) 108 83 115 30,1 -27,8
Provvigioni passive su contratti assicurativi (g) -162 -172 -213 -5,8 -19,2
Altri proventi e oneri tecnici (h) -83 69 - -
Margine finanziario 145 315 231 -54,0 36,4
Reddito operativo degli investimenti 694 2.788 2.323 -75,1 20,0
Interessi netti 470 527 489 -10,8 7,8
Dividendi 112 105 74 6,7 41,9
Utili/perdite da realizzo 574 661 418 -13,2 58,1
Utili/perdite da valutazione -393 1.513 1.369 10,5
Commissioni passive gestione portafogli (i) -69 -18 -27 -33,3
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati -549 -2.473 -2.092 -77,8 18,2
Prodotti assicurativi (j) -410 -548 -526 -25,2 4,2
Plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi
attribuite agli assicurati (k)
-6 -10 -29 -40,0 -65,5
Prodotti di investimento (l) -133 -1.915 -1.537 -93,1 24,6
Risultato dell'attività assicurativa al lordo degli effetti da
consolidamento
365 438 386 -16,7 13,5
Effetti da consolidamento - 18 12 50,0
Risultato dell'attività assicurativa 365 456 398 -20,0 14,6

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Per le note cfr. tabelle precedenti

Il risultato della gestione assicurativa, comprensivo dei rami vita e danni/salute, nel terzo trimestre 2021 ha mostrato un valore inferiore rispetto al secondo trimestre dell'esercizio corrente, per effetto dell'andamento riflessivo del margine finanziario.

(milioni di euro)
Produzione 30.09.2021 30.09.2020
Premi Premi Totale di cui
periodici unici nuova
produzione
Rami Vita 283 6.744 7.027 6.528 6.619
Premi emessi prodotti tradizionali 139 3.712 3.851 3.522 5.048
Premi emessi prodotti Unit Linked 136 2.549 2.685 2.527 1.065
Premi emessi prodotti di Capitalizzazione 2 12 14 8 6
Premi emessi Fondi pensione 6 471 477 471 500
Rami Danni e Salute 788 211 999 149 857
Premi emessi 820 193 1.013 307 886
Variazione della riserva premi -32 18 -14 -158 -29
Premi ceduti in riassicurazione -117 -39 -156 -17 -137
Premi netti da prodotti assicurativi 954 6.916 7.870 6.660 7.339
Produzione contratti Index Linked - - - - -
Produzione contratti Unit Linked 58 6.574 6.632 6.534 4.582
Totale produzione relativa ai contratti di investimento 58 6.574 6.632 6.534 4.582
Produzione totale 1.012 13.490 14.502 13.194 11.921

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI e alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas non sono stati riesposti.

(milioni di euro)
Produzione 30.09.2021 30.09.2020
Dati rideterminati Dati rideterminati
Premi Premi Totale di cui
periodici unici nuova
produzione
Rami Vita 305 7.132 7.437 6.663 7.984
Premi emessi prodotti tradizionali 161 4.061 4.222 3.654 6.219
Premi emessi prodotti Unit Linked 136 2.582 2.718 2.527 1.196
Premi emessi prodotti di Capitalizzazione 2 14 16 9 62
Premi emessi Fondi pensione 6 475 481 473 507
Rami Danni e Salute 788 306 1.094 149 988
Premi emessi 820 256 1.076 307 982
Variazione della riserva premi -32 50 18 -158 6
Premi ceduti in riassicurazione -117 -47 -164 -18 -128
Premi netti da prodotti assicurativi 976 7.391 8.367 6.794 8.844
Produzione contratti Index Linked - - - - -
Produzione contratti Unit Linked 64 6.679 6.743 6.599 4.969
Totale produzione relativa ai contratti di investimento 64 6.679 6.743 6.599 4.969
Produzione totale 1.040 14.070 15.110 13.393 13.813

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Nei primi nove mesi del 2021 la produzione totale del comparto assicurativo si è attestata a 15,1 miliardi, valore superiore rispetto ai 13,8 miliardi realizzati nel corrispondente periodo 2020. La crescita è attribuibile alle unit linked, sia quelle di natura prevalentemente assicurativa (+1,5 miliardi) sia quelle di natura prevalentemente finanziaria di ramo III (+1,8 miliardi). Per contro le polizze tradizionali hanno mostrato un rallentamento (-2 miliardi).

La produzione del ramo danni e salute evidenzia invece un progressivo aumento, attestandosi a 1.094 milioni rispetto ai 988 milioni dei primi nove mesi del 2020.

La nuova produzione totale è ammontata a 13,4 miliardi, circa l'89% della raccolta premi complessiva delle compagnie del Gruppo, costituita per la maggior parte da nuovi contratti a premio unico.

(milioni di euro)
Voci 30.09.2021 Rettifiche 30.09.2021
Dati
rideterminati
30.09.2020 Rettifiche 30.09.2020
Dati
rideterminati
(Dati
rideterminati)
Variazioni
assolute %
Risultato netto da operazioni di
trading e da strumenti finanziari in fair
value option
438 - 438 585 37 622 -184 -29,6
Risultato netto da operazioni di
copertura in hedge accounting
35 - 35 63 -14 49 -14 -28,6
Risultato netto da attività valutate
obbligatoriamente al fair value con
impatto a conto economico
204 -1 203 4 -1 3 200
Risultato netto da dividendi e da
cessione di attività valutate al fair
value con impatto sulla redditività
complessiva e da cessione di attività
al costo ammortizzato
903 - 903 775 67 842 61 7,2
Risultato netto da riacquisto di
passività finanziarie
-62 - -62 -32 -2 -34 28 82,4
Risultato netto delle attività e
passività finanziarie al fair value
1.518 -1 1.517 1.395 87 1.482 35 2,4

Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value, pari a 1.517 milioni, è stato superiore ai 1.482 milioni realizzati nei primi nove mesi del 2020, già eccezionalmente elevati per gli effetti valutativi derivanti dal debt value adjustment (DVA), correlato alle passività costituite da certificates.

L'incremento (+2,4%) è attribuibile al Risultato dell'operatività su attività valutate al fair value con impatto a conto economico (+200 milioni, riferibili principalmente a maggiori plusvalenze su fondi OICR e su titoli di capitale) e al Risultato netto da dividendi e da cessione di attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da cessione di attività al costo ammortizzato (+61 milioni). Per contro hanno presentato una flessione le operazioni di trading e strumenti finanziari in fair value option (-184 milioni), essenzialmente a seguito del risultato negativo dell'operatività in tassi e cambi, solo parzialmente compensata da variazioni di fair value su contratti derivati. Hanno agito in negativo anche le maggiori perdite da riacquisto di passività finanziarie riconducibili all'operatività in proprio dei titoli di debito sul mercato secondario (-28 milioni) e il risultato delle operazioni di copertura in hedge accounting (-14 milioni).

(milioni di euro)
Voci 2021 Variazioni %

trimestre
(a)

trimestre
(b)

trimestre
(c)
(a/b) (b/c)
Risultato netto da operazioni di trading e da strumenti finanziari in fair
value option
28 88 322 -68,2 -72,7
Risultato netto da operazioni di copertura in hedge accounting -10 1 44 -97,7
Risultato netto da attività valutate obbligatoriamente al fair value con
impatto a conto economico
66 83 55 -20,5 50,9
Risultato netto da dividendi e da cessione di attività valutate al fair
value con impatto sulla redditività complessiva e da cessione di
attività al costo ammortizzato
310 191 402 62,3 -52,5
Risultato netto da riacquisto di passività finanziarie -16 -19 -27 -15,8 -29,6
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 378 344 796 9,9 -56,8

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI e alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas non sono stati riesposti.

(milioni di euro)
Voci 2021 Variazioni %

trimestre
(a)

trimestre
Dati
rideterminati
(b)

trimestre
Dati
rideterminati
(c)
(a/b) (b/c)
Risultato netto da operazioni di trading e da strumenti finanziari in
fair value option
28 88 322 -68,2 -72,7
Risultato netto da operazioni di copertura in hedge accounting -10 1 44 -97,7
Risultato netto da attività valutate obbligatoriamente al fair value con
impatto a conto economico
66 83 54 -20,5 53,7
Risultato netto da dividendi e da cessione di attività valutate al fair
value con impatto sulla redditività complessiva e da cessione di
attività al costo ammortizzato
310 191 402 62,3 -52,5
Risultato netto da riacquisto di passività finanziarie -16 -19 -27 -15,8 -29,6
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 378 344 795 9,9 -56,7

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Il risultato del terzo trimestre 2021 mostra un valore di poco superiore rispetto al secondo trimestre, grazie alla crescita rilevata nella voce del risultato netto da dividendi e da cessione di attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da cessione di attività al costo ammortizzato.

Altri proventi (oneri) operativi netti

Nei primi nove mesi 2021 gli altri proventi operativi netti sono stati pari a 76 milioni e si confrontano con i 31 milioni contabilizzati nello stesso periodo 2020. In tale voce confluiscono sia proventi ed oneri di natura operativa – compresi quelli delle entità controllate non soggette a direzione e coordinamento ed operanti in settori del tutto distinti dall'ambito bancario e finanziario – sia gli utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto. L'aumento è principalmente riconducibile alla voce dividendi e utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto, tra cui si distinguono le collegate cinesi.

Costi operativi

(milioni di euro)
Voci 30.09.2021 Rettifiche 30.09.2021
Dati
30.09.2020 Rettifiche 30.09.2020
Dati
Variazioni
(Dati rideterminati)
rideterminati rideterminati
assolute %
Salari e stipendi 3.440 -40 3.400 3.009 402 3.411 -11 -0,3
Oneri sociali 891 -11 880 779 106 885 -5 -0,6
Altri oneri del personale 644 - 644 584 74 658 -14 -2,1
Spese del personale 4.975 -51 4.924 4.372 582 4.954 -30 -0,6
Spese per servizi informatici 632 6 638 530 110 640 -2 -0,3
Spese di gestione immobili 254 -1 253 234 43 277 -24 -8,7
Spese generali di funzionamento 302 -1 301 273 27 300 1 0,3
Spese legali e professionali 217 7 224 195 95 290 -66 -22,8
Spese pubblicitarie e promozionali 74 - 74 73 13 86 -12 -14,0
Costi indiretti del personale 35 - 35 32 8 40 -5 -12,5
Altre spese 420 -3 417 395 69 464 -47 -10,1
Imposte indirette e tasse 803 -1 802 696 152 848 -46 -5,4
Recupero di spese ed oneri -685 - -685 -624 -134 -758 -73 -9,6
Spese amministrative 2.052 7 2.059 1.804 383 2.187 -128 -5,9
Immobilizzazioni materiali 433 - 433 390 52 442 -9 -2,0
Immobilizzazioni immateriali 475 2 477 448 51 499 -22 -4,4
Ammortamenti 908 2 910 838 103 941 -31 -3,3
Costi operativi 7.935 -42 7.893 7.014 1.068 8.082 -189 -2,3

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Nei primi nove mesi del 2021 i costi operativi si sono attestati a 7.893 milioni, in riduzione del 2,3% rispetto al corrispondente periodo del 2020.

Le spese del personale, pari a 4.924 milioni, hanno registrato una lieve flessione dello 0,6%, principalmente riconducibile ai risparmi derivanti dalle uscite per accordi, in buona parte compensati da una diversa dinamica della componente variabile e da maggiori costi legati al rinnovo del CCNL.

Le spese amministrative, che si sono attestate a 2.059 milioni, risultano in flessione del 5,9% rispetto al valore dei primi nove mesi 2020, anche in relazione al manifestarsi delle prime sinergie dall'integrazione del Gruppo UBI.

Si sono inoltre evidenziati risparmi diffusi sulle spese legali e professionali, sulle spese di gestione immobili, sulle spese pubblicitarie e promozionali e sulle altre spese. Infine, si rileva un miglioramento nei recuperi di spese ed oneri e nei costi indiretti del personale, che hanno beneficiato degli effetti della diffusione dello smart working e della conseguente riduzione delle missioni di lavoro.

Gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali e immateriali che, secondo quanto previsto dal principio IFRS 16, includono

anche la quota relativa ai diritti d'uso acquisiti con il leasing operativo, hanno evidenziato una diminuzione (-3,3%) rispetto all'analogo periodo del 2020, da porre in relazione allo stralcio di investimenti IT del Gruppo UBI effettuato nel quarto trimestre del 2020, che ha riguardato soprattutto il software e, in misura minore, gli impianti e le macchine.

Il cost/income ratio si è attestato nei primi nove mesi 2021 al 50,1% in miglioramento rispetto al valore del medesimo periodo 2020 (53%) per effetto della dinamica positiva dei ricavi combinata con il contenimento dei costi.

(milioni di euro)
Voci
trimestre
(a)
2021

trimestre
(b)

trimestre
(c)
(a/b) Variazioni %
(b/c)
Salari e stipendi 1.134 1.145 1.161 -1,0 -1,4
Oneri sociali 288 296 307 -2,7 -3,6
Altri oneri del personale 220 216 208 1,9 3,8
Spese del personale 1.642 1.657 1.676 -0,9 -1,1
Spese per servizi informatici 212 222 198 -4,5 12,1
Spese di gestione immobili 85 82 87 3,7 -5,7
Spese generali di funzionamento 106 104 92 1,9 13,0
Spese legali e professionali 70 77 70 -9,1 10,0
Spese pubblicitarie e promozionali 25 30 19 -16,7 57,9
Costi indiretti del personale 13 12 10 8,3 20,0
Altre spese 146 137 137 6,6 -
Imposte indirette e tasse 260 249 294 4,4 -15,3
Recupero di spese ed oneri -223 -205 -257 8,8 -20,2
Spese amministrative 694 708 650 -2,0 8,9
Immobilizzazioni materiali 142 143 148 -0,7 -3,4
Immobilizzazioni immateriali 160 157 158 1,9 -0,6
Ammortamenti 302 300 306 0,7 -2,0
Costi operativi 2.638 2.665 2.632 -1,0 1,3

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI e alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas non sono stati riesposti.

2021 (milioni di euro)
Voci Variazioni %

trimestre
(a)

trimestre
Dati
rideterminati
(b)

trimestre
Dati
rideterminati
(c)
(a/b) (b/c)
Salari e stipendi 1.134 1.143 1.123 -0,8 1,8
Oneri sociali 288 295 297 -2,4 -0,7
Altri oneri del personale 220 217 207 1,4 4,8
Spese del personale 1.642 1.655 1.627 -0,8 1,7
Spese per servizi informatici 212 224 202 -5,4 10,9
Spese di gestione immobili 85 82 86 3,7 -4,7
Spese generali di funzionamento 106 104 91 1,9 14,3
Spese legali e professionali 70 79 75 -11,4 5,3
Spese pubblicitarie e promozionali 25 30 19 -16,7 57,9
Costi indiretti del personale 13 12 10 8,3 20,0
Altre spese 146 137 134 6,6 2,2
Imposte indirette e tasse 260 249 293 4,4 -15,0
Recupero di spese ed oneri -223 -205 -257 8,8 -20,2
Spese amministrative 694 712 653 -2,5 9,0
Immobilizzazioni materiali 142 143 148 -0,7 -3,4
Immobilizzazioni immateriali 160 158 159 1,3 -0,6
Ammortamenti 302 301 307 0,3 -2,0
Costi operativi 2.638 2.668 2.587 -1,1 3,1

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

I costi operativi del terzo trimestre 2021 risultano in lieve calo in raffronto al valore del secondo trimestre, per effetto dell'andamento delle spese amministrative e del personale.

(milioni di euro)
30.09.2021 30.09.2020 Variazioni
assolute %
Banca dei Territori -4.775 -4.911 -136 -2,8
IMI Corporate & Investment Banking -989 -973 16 1,6
International Subsidiary Banks -773 -759 14 1,8
Private Banking -652 -638 14 2,2
Asset Management -163 -156 7 4,5
Insurance -286 -276 10 3,6
Totale aree di business -7.638 -7.713 -75 -1,0
Centro di governo -255 -369 -114 -30,9
Gruppo Intesa Sanpaolo (Dati rideterminati) -7.893 -8.082 -189 -2,3

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Con riferimento ai costi operativi, la Banca dei Territori, che contabilizza il 62,6% degli oneri delle aree operative, ha evidenziato significativi risparmi rispetto ai primi nove mesi 2020 (-2,8%, pari a -136 milioni) attribuibili alle spese del personale, in relazione alle uscite per accordi, e alle spese amministrative, principalmente di pubblicità e di consulenza nonché dei service in ambito immobiliare e operativo. Per contro si rilevano contenuti aumenti per IMI Corporate & Investment Banking (+1,6%, pari a +16 milioni) e per l'Asset Management (+4,5%, pari a +7 milioni), ascrivibili alla crescita delle spese del personale, per il Private Banking (+2,2%, pari a +14 milioni), riconducibili essenzialmente alle altre spese amministrative e agli ammortamenti, per l'International Subsidiary Banks (+1,8%, pari a +14 milioni), attribuibili prevalentemente ai costi del personale e agli ammortamenti, e per l'Insurance (+3,6%, pari a +10 milioni), distribuiti su tutte le componenti. Infine, il Centro di Governo ha mostrato un ridimensionamento dei costi del 30,9%, pari a -114 milioni, su basi omogenee a seguito della revisione dei

criteri di allocazione, soprattutto in relazione a sinergie su spese amministrative e ammortamenti conseguenti all'integrazione di UBI.

Risultato della gestione operativa

Il risultato della gestione operativa del periodo in esame è ammontato a 7.873 milioni, in aumento del 9,8% rispetto ai primi nove mesi 2020, grazie ad una crescita dei ricavi, accompagnata da una riduzione dei costi operativi.

Rettifiche di valore nette su crediti

(milioni di euro)
30.09.2021 Rettifiche 30.09.2021
Dati
30.09.2020 Rettifiche 30.09.2020
Dati
Variazioni
(Dati rideterminati)
Voci rideterminati rideterminati
assolute %
Sofferenze -689 6 -683 -806 -131 -937 -254 -27,1
Inadempienze probabili -761 - -761 -1.144 -125 -1.269 -508 -40,0
Crediti scaduti / sconfinanti -145 - -145 -198 -4 -202 -57 -28,2
Crediti Stage 3 -1.595 6 -1.589 -2.148 -260 -2.408 -819 -34,0
di cui titoli di debito -1 - -1 - - - 1 -
Crediti Stage 2 -72 - -72 -458 -38 -496 -424 -85,5
di cui titoli di debito -3 - -3 8 - 8 -11
Crediti Stage 1 70 - 70 -110 10 -100 170
di cui titoli di debito 11 - 11 1 - 1 10
Rettifiche/Riprese nette su crediti -1.597 6 -1.591 -2.716 -288 -3.004 -1.413 -47,0
Utili/perdite da modifiche contrattuali
senza cancellazioni -25 - -25 -13 -20 -33 -8 -24,2
Accantonamenti netti ai fondi per rischi
e oneri per rischio di credito relativo a
impegni e garanzie finanziarie rilasciate
72 - 72 -10 -6 -16 88
Rettifiche di valore nette su crediti -1.550 6 -1.544 -2.739 -314 -3.053 -1.509 -49,4
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati

predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Le rettifiche su crediti, che includono uno stanziamento di circa 360 milioni in relazione alle iniziative di riduzione dei crediti deteriorati avviate nel corso dell'anno, si sono attestate a 1.544 milioni, diminuendo di circa la metà rispetto al dato contabilizzato nei primi nove mesi 2020 (3.053 milioni), che scontava i maggiori accantonamenti dovuti alla revisione dello scenario a seguito dell'evento pandemico. La contrazione è stata determinata da minori rettifiche sui crediti non performing in Stage 3 (-34%, pari a -819 milioni), nonché da minori rettifiche sui crediti in Stage 2 (-85,5%, pari a -424 milioni) e da riprese di valore per 70 milioni in Stage 1 che si confrontano con -100 milioni di rettifiche dei primi nove mesi del 2020. Il calo delle rettifiche sui crediti in Stage 3 è così ripartito: -254 milioni su sofferenze, -508 milioni su inadempienze probabili e -57 milioni su crediti scaduti/sconfinanti. A settembre 2021 si evidenzia una riduzione dell'incidenza dei deteriorati sul complesso dei crediti lordi al 3,8%, rispetto al 4,1% registrato a giugno 2021 e al 4,4% di marzo 2021 e dicembre 2020.

Il costo del credito annualizzato, espresso dal rapporto tra rettifiche di valore nette e crediti netti si attesta nei primi nove mesi 2021 a 44 punti base (34 punti base se si esclude lo stanziamento

riguardante specifici portafogli per accelerare la riduzione dei crediti deteriorati), inferiore rispetto a quello dell'esercizio 2020 (97 punti base, 48 punti base escludendo gli accantonamenti dovuti alla revisione dello scenario intervenuta lo scorso anno a seguito dell'evento pandemico).

A settembre 2021 la copertura sui crediti deteriorati si cifra al 49,9%. Nel dettaglio le sofferenze hanno richiesto rettifiche nette per 683 milioni – che si raffrontano con 937 milioni del medesimo periodo 2020 – con un livello di copertura pari al 60,7%. Le rettifiche nette sulle inadempienze probabili, pari a 761 milioni risultano inferiori ai 1.269 milioni contabilizzati nei primi nove mesi 2020; la copertura su tali posizioni si attesta al 40,9%. Le rettifiche su crediti scaduti e sconfinanti sono ammontate a 145 milioni (202 milioni le rettifiche del medesimo periodo 2020) con una copertura pari al 20%. La copertura sulle posizioni forborne nell'ambito delle attività deteriorate è del 40,7%. Infine, la copertura sui finanziamenti in bonis è stabile allo 0,6% ed incorpora il rischio fisiologico sul portafoglio crediti.

Voci (milioni di euro)
Variazioni %

trimestre
(a)
2021

trimestre
(b)

trimestre
(c)
(a/b) (b/c)
Sofferenze -141 -393 -155 -64,1
Inadempienze probabili -442 -152 -167 -9,0
Crediti scaduti / sconfinanti -60 -65 -20 -7,7
Crediti Stage 3 -643 -610 -342 5,4 78,4
di cui titoli di debito -1 - - - -
Crediti Stage 2 31 -16 -87 -81,6
di cui titoli di debito -2 1 -2
Crediti Stage 1 65 5 - -
di cui titoli di debito 2 4 5 -50,0 -20,0
Rettifiche/Riprese nette su crediti -547 -621 -429 -11,9 44,8
Utili/perdite da modifiche contrattuali senza
cancellazioni
-7 -6 -12 16,7 -50,0
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per
rischio di credito relativo a impegni e garanzie
finanziarie rilasciate
11 28 33 -60,7 -15,2
Rettifiche di valore nette su crediti -543 -599 -408 -9,3 46,8

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI e alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas non sono stati riesposti.

(milioni di euro)
Voci Variazioni %
trimestre
(a)
trimestre
Dati
trimestre
Dati
rideterminati rideterminati (a/b) (b/c)
(b) (c)
Sofferenze -141 -393 -149 -64,1
Inadempienze probabili -442 -152 -167 -9,0
Crediti scaduti / sconfinanti -60 -65 -20 -7,7
Crediti Stage 3 -643 -610 -336 5,4 81,5
di cui titoli di debito -1 - - - -
Crediti Stage 2 31 -16 -87 -81,6
di cui titoli di debito -2 1 -2
Crediti Stage 1 65 5 - -
di cui titoli di debito 2 4 5 -50,0 -20,0
Rettifiche/Riprese nette su crediti -547 -621 -423 -11,9 46,8
Utili/perdite da modifiche contrattuali senza
cancellazioni -7 -6 -12 16,7 -50,0
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per
rischio di credito relativo a impegni e garanzie
finanziarie rilasciate 11 28 33 -60,7 -15,2
Rettifiche di valore nette su crediti -543 -599 -402 -9,3 49,0

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Nel confronto trimestrale, il terzo trimestre 2021 mostra rettifiche su crediti in flessione del 9,3% rispetto a quelle registrate nel secondo trimestre dell'esercizio corrente, nonostante l'ulteriore stanziamento di 160 milioni su specifici portafogli per accelerare il processo di riduzione dei crediti deteriorati.

(milioni di euro)
Voci 30.09.2021 Rettifiche 30.09.2021 30.09.2020 Rettifiche 30.09.2020 Variazioni
Dati
rideterminati
Dati
rideterminati
(Dati
rideterminati)
assolute %
Altri accantonamenti netti -394 -2 -396 -132 2 -130 266
Rettifiche di valore nette su titoli valutati al costo
ammortizzato e su titoli valutati al fair value con
impatto sulla redditività complessiva -4 - -4 2 -4 -2 2
Rettifiche di valore nette su altre attività -34 - -34 -78 -9 -87 -53 -60,9
Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza
delle imprese di assicurazione ai sensi dello
IAS39
-1 -1 -2 -16 -9 -25 -23 -92,0
Altri accantonamenti netti e rettifiche di
valore nette su altre attività
-433 -3 -436 -224 -20 -244 192 78,7

Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Nell'ambito dello schema di conto economico riclassificato, questa voce comprende principalmente gli altri accantonamenti netti ai fondi rischi ed oneri e le rettifiche di valore nette su altre attività e su titoli valutati al costo ammortizzato e al fair value. Nei primi nove mesi del 2021 gli altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività sono ammontati a 436 milioni, nettamente superiori rispetto ai 244 milioni contabilizzati nello stesso periodo dell'esercizio precedente.

L'aumento rilevato è ascrivibile agli altri accantonamenti netti, che includono l'accantonamento di 126 milioni in ambito assicurativo che rappresenta l'eccedenza dei sinistri rispetto ai premi maturati e la stima per gli oneri prospettici sulle polizze annuali in essere, in relazione a uno squilibrio finanziario generatosi anche in conseguenza di un maggior utilizzo delle prestazioni da parte degli assicurati al termine dei lunghi periodi di lockdown.

(milioni di euro)
Voci 2021 Variazioni %
trimestre
(a)
trimestre
(b)
trimestre
(c)
(a/b) (b/c)
Altri accantonamenti netti -77 -196 -121 -60,7 62,0
Rettifiche di valore nette su titoli valutati al costo ammortizzato e su titoli
valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva
-2 7 -9
Rettifiche di valore nette su altre attività -2 -29 -3 -93,1
Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di
assicurazione ai sensi dello IAS39
-1 - - - -
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -82 -218 -133 -62,4 63,9

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI e alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas non sono stati riesposti.

(milioni di euro)
Voci 2021 Variazioni %

trimestre
(a)

trimestre
Dati
rideterminati
(b)

trimestre
Dati
rideterminati
(c)
(a/b) (b/c)
Altri accantonamenti netti -77 -198 -121 -61,1 63,6
Rettifiche di valore nette su titoli valutati al costo ammortizzato e su
titoli valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva
-2 7 -9
Rettifiche di valore nette su altre attività -2 -29 -3 -93,1
Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di
assicurazione ai sensi dello IAS39
-1 - -1 -
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre
attività
-82 -220 -134 -62,7 64,2

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Il valore del terzo trimestre 2021 risulta notevolmente ridimensionato in confronto a quello del secondo trimestre, che includeva il sopracitato accantonamento in ambito assicurativo.

Altri proventi (oneri) netti

In questa voce del conto economico riclassificato sono aggregati gli utili e le perdite su attività finanziarie valutate al costo ammortizzato diverse dai crediti, su partecipazioni e su altri investimenti nonché gli altri proventi ed oneri non strettamente correlati alla gestione operativa.

Gli altri proventi netti si sono attestati a 254 milioni e si confrontano con un valore di 35 milioni registrato nei primi nove mesi 2020. La dinamica è principalmente ascrivibile alla plusvalenza realizzata con la cessione del ramo relativo alle attività di Banca Depositaria e Fund Administration da parte di Fideuram Bank (Luxembourg) a State Street (194 milioni).

Utile (Perdita) delle attività operative cessate

Nel periodo in esame la voce ammonta a 58 milioni di utili, riferibili alla riclassifica dei risultati degli sportelli ceduti da parte del Gruppo UBI e della Capogruppo. Tale cifra si confronta con i 1.459 milioni registrati nel corrispondente periodo dell'esercizio precedente, che ricomprendevano la plusvalenza e le componenti reddituali riferite al ramo acquiring oggetto di conferimento a Nexi (1.163 milioni), nonché la sopracitata riclassifica legata alla cessione degli sportelli (296 milioni).

Risultato corrente lordo

Nei primi nove mesi del 2021 l'utile dell'operatività corrente prima della contabilizzazione delle imposte sul reddito si è attestato a 6.205 milioni, in aumento del 15,6% rispetto al dato del medesimo periodo 2020 che aveva peraltro beneficiato della sopra citata plusvalenza Nexi.

Imposte sul reddito

Le imposte su base corrente e differita sono state pari a 1.541 milioni, corrispondenti ad un tax rate del 24,8%, sostanzialmente in linea con quello dei primi nove mesi 2020 (24,6%). La fiscalità ha tratto vantaggio dal beneficio netto di circa 460 milioni per il riallineamento dei valori fiscali di attività intangibili consentito dal D.L. 104/2020 rilevato nel secondo trimestre.

Oneri di integrazione e di incentivazione all'esodo (al netto delle imposte)

La voce, la cui componente principale è costituita dagli accantonamenti ai Fondi rischi ed oneri, è salita a 148 milioni rispetto ai 64 milioni registrati nei primi nove mesi del 2020, per effetto di un aumento degli oneri di integrazione della Capogruppo in termini di spese per il personale e ammortamenti.

Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte)

La voce comprende gli importi riconducibili alle rivalutazioni di crediti, debiti, immobili e all'iscrizione di nuove attività immateriali attuate, in applicazione del principio contabile IFRS 3, in sede di rilevazione delle operazioni di acquisizione di partecipazioni e/o aggregati patrimoniali. Tale voce nei primi nove mesi 2021 si è attestata a -85 milioni e si confronta con i +3.187 milioni contabilizzati nel corrispondente periodo 2020, che comprendevano l'effetto positivo straordinario (circa 3,3 miliardi) relativo alla rilevazione provvisoria del goodwill negativo derivante dall'acquisizione del Gruppo UBI.

Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte)

La voce include i tributi imposti da disposizioni legislative e/o finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario e di conseguenza al di fuori del governo aziendale. Nei primi nove mesi del 2021 tali oneri sono ammontati a 489 milioni e si confrontano con i 475 milioni dello stesso periodo dell'esercizio precedente.

I tributi contabilizzati nel periodo in esame sono così ripartiti: 261 milioni riferibili ai fondi di risoluzione, 213 milioni ai fondi di garanzia dei depositi, 14 milioni riconducibili ai tributi contabilizzati dalle banche estere e 1 milione al Fondo Atlante.

Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi

Nei primi nove mesi del 2021 sono stati contabilizzati con segno positivo 64 milioni di perdite nette di società dell'area di consolidamento integrale di competenza di terzi. Il valore rilevato nel corrispondente periodo del 2020, di segno negativo per 319 milioni, incorporava la riclassifica in tale voce dell'utile riferito al Gruppo UBI, di pertinenza di terzi in quanto antecedente l'acquisizione, nonché quello di RBM.

Risultato netto

Grazie ad un generale miglioramento della situazione economica, che ha beneficiato del progressivo allentamento delle restrizioni legate alla pandemia, e all'impegno profuso per le attività di integrazione, il Gruppo Intesa Sanpaolo evidenzia eccellenti risultati in questi primi nove mesi del 2021, con un utile netto consolidato superiore ai 4 miliardi. Il confronto con l'utile di 6.376 milioni conseguito nell'analogo periodo 2020 è inficiato dall'effetto positivo relativo al goodwill negativo provvisorio (circa 3,3 miliardi) derivante dall'acquisizione del Gruppo UBI allora contabilizzato. Al netto di tale contributo il risultato dei primi nove mesi 2021 presenta un considerevole aumento (+28,7%), a conferma della redditività sostenibile derivante dal modello di business, che si sostanzia in una resiliente performance dei ricavi, in un'accurata gestione dei costi operativi e in un efficace presidio del costo del rischio.

Gli aggregati patrimoniali

Aspetti generali

Per consentire una valutazione più immediata delle consistenze patrimoniali del Gruppo, viene predisposto anche uno stato patrimoniale sintetico riclassificato.

Lo schema presenta, oltre agli importi relativi al periodo di riferimento, anche i corrispondenti dati di raffronto. Per consentire un confronto omogeneo, i dati riferiti ai periodi precedenti sono normalmente riesposti, ove necessario e se materiali, anche per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

In particolare, le riesposizioni hanno riguardato:

  • − l'inclusione linea per linea delle consistenze patrimoniali di Intesa Sanpaolo RBM Salute, entrata nell'area di consolidamento integrale, come già citato, nel secondo trimestre del 2020;
  • − l'inclusione linea per linea delle consistenze patrimoniali di Reyl & Cie S.A., RB Partecipationes S.A. e Asteria Investment Managers S.A. (Gruppo Reyl), entrate nell'area di consolidamento nel secondo trimestre 2021, come sopra descritto;
  • − l'inclusione linea per linea delle consistenze patrimoniali delle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, come meglio specificato nel seguito.

Per quanto riguarda l'acquisizione del Gruppo UBI, posto che i dati al 31 dicembre 2020 risultavano già omogenei, per consentire un raffronto significativo anche con riferimento all'evoluzione trimestrale, si è provveduto - per i periodi ante acquisizione, e dunque per i primi tre trimestri del 2020 - all'inclusione linea per linea dei dati del Gruppo UBI e all'esclusione linea per linea delle consistenze patrimoniali relative agli sportelli UBI e ISP ceduti nel primo e nel secondo trimestre 2021, che nello Stato patrimoniale riclassificato trimestralizzato sono stati convenzionalmente appostati nelle voci Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e Passività associate ad attività in via di dismissione (Dati "rideterminati").

Con riferimento all'ingresso delle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, oggetto di riesposizione come sopra indicato, si specifica che non si è ritenuto necessario "rideterminare" i dati patrimoniali per escludere - sulla base di risultanze gestionali - le consistenze (investimenti e riserve tecniche) connesse alla produzione riferibile alla clientela delle filiali cedute a terzi, così come avvenuto per il conto economico, in relazione alla contenuta materialità e alla conseguente mancata rilevanza ai fini della comparabilità.

Rispetto allo schema previsto dalla Circolare n. 262/05 della Banca d'Italia, vengono poi effettuate alcune aggregazioni e riclassificazioni. I dettagli analitici delle riesposizioni, delle aggregazioni e delle riclassificazioni sono forniti, con distinti prospetti, tra gli allegati al bilancio, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.

Le aggregazioni e riclassificazioni di voci hanno riguardato:

  • − l'inclusione della Cassa e disponibilità liquide nell'ambito della voce residuale Altre voci dell'attivo;
  • − l'evidenza separata delle attività finanziarie che costituiscono Finanziamenti verso banche e Finanziamenti verso clientela, indipendentemente dai rispettivi portafogli contabili di allocazione;
  • − l'evidenza separata delle attività finanziarie che non costituiscono finanziamenti, distinte tra attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, attività finanziarie valutate al fair value con impatto al conto economico e attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, al netto di quanto riclassificato nelle voci Finanziamenti verso banche e Finanziamenti verso clientela;
  • − l'evidenza separata delle attività e passività finanziarie del comparto assicurativo, valutate ai sensi dello IAS 39 in relazione all'applicazione del Deferral approach da parte delle società assicurative del Gruppo;
  • − l'aggregazione in unica voce delle Attività materiali ed immateriali, con articolazione nelle sottovoci Attività di proprietà e Diritti d'uso acquisiti con il leasing;
  • − l'inclusione del valore dei Derivati di copertura e dell'Adeguamento di valore delle attività/passività finanziarie oggetto di copertura generica tra le Altre voci dell'attivo/Altre voci del passivo;
  • − l'inclusione delle riserve tecniche a carico dei riassicuratori nelle Altre voci dell'attivo;
  • − l'evidenza separata dei Debiti verso banche al costo ammortizzato;
  • − l'aggregazione in un'unica voce dell'ammontare dei Debiti verso clientela al costo ammortizzato e dei Titoli in circolazione;
  • − il raggruppamento in unica voce (Fondi Rischi ed Oneri) dei fondi aventi destinazione specifica (Trattamento di fine rapporto, Fondi per rischi ed oneri, Fondi per impegni e garanzie finanziarie rilasciate);
  • − la riclassificazione dei Debiti per leasing in specifica sottovoce nell'ambito delle Altre voci del passivo;
  • − l'indicazione delle Riserve in modo aggregato, e al netto delle eventuali azioni proprie.

Stato patrimoniale riclassificato

(milioni di euro)
Attività 30.09.2021 31.12.2020 Variazioni
assolute %
Finanziamenti verso banche 169.805 108.310 61.495 56,8
Finanziamenti verso clientela 463.295 462.802 493 0,1
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 460.903 461.373 -470 -0,1
Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e
con impatto sul conto economico
2.392 1.429 963 67,4
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti 41.286 47.102 -5.816 -12,3
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 59.924 57.074 2.850 5,0
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 63.589 57.590 5.999 10,4
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai
sensi dello IAS 39
205.631 205.537 94 -
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
997 1.562 -565 -36,2
Partecipazioni 1.738 1.671 67 4,0
Attività materiali e immateriali 19.408 19.131 277 1,4
Attività di proprietà 17.800 17.311 489 2,8
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.608 1.820 -212 -11,6
Attività fiscali 18.805 19.777 -972 -4,9
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 3.181 28.702 -25.521 -88,9
Altre voci dell'attivo 23.759 24.744 -985 -4,0
Totale attività 1.071.418 1.034.002 37.416 3,6
Passività 30.09.2021 31.12.2020 Variazioni
assolute %
Debiti verso banche al costo ammortizzato 179.514 115.944 63.570 54,8
Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione 523.699 514.229 9.470 1,8
Passività finanziarie di negoziazione 57.533 59.044 -1.511 -2,6
Passività finanziarie designate al fair value 3.266 3.032 234 7,7
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
2.563 2.023 540 26,7
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai
sensi dello IAS 39
83.093 80.699 2.394 3,0
Passività fiscali 2.618 3.370 -752 -22,3
Passività associate ad attività in via di dismissione 1.404 35.676 -34.272 -96,1
Altre voci del passivo 24.955 24.365 590 2,4
di cui debiti per leasing 1.519 1.762 -243 -13,8
Riserve tecniche 118.616 121.360 -2.744 -2,3
Fondi per rischi e oneri 6.873 7.194 -321 -4,5
di cui fondi per impegni e garanzie finanziarie rilasciate 534 626 -92 -14,7
Capitale 10.084 10.084 - -
Riserve 46.508 44.775 1.733 3,9
Riserve da valutazione -569 -515 54 10,5
Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 677 809 -132 -16,3
Strumenti di capitale 6.279 7.464 -1.185 -15,9
Patrimonio di pertinenza di terzi 299 1.172 -873 -74,5
Risultato netto 4.006 3.277 729 22,2
Totale passività e patrimonio netto 1.071.418 1.034.002 37.416 3,6

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

Evoluzione trimestrale dei dati patrimoniali riclassificati

(milioni di euro)
Attività 2021 2020
30/9 30/6 31/3 31/12 30/9
Dati
rideterminati
30/6
Dati
rideterminati
31/3
Dati
rideterminati
Finanziamenti verso banche 169.805 152.688 132.423 108.310 85.578 76.486 77.211
Finanziamenti verso clientela 463.295 463.297 464.661 462.802 464.438 464.001 466.721
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 460.903 461.348 463.129 461.373 462.973 462.538 465.242
Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto
sulla redditività complessiva e con impatto sul conto
economico
2.392 1.949 1.532 1.429 1.465 1.463 1.479
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non
costituiscono finanziamenti
41.286 42.615 44.857 47.102 43.453 41.926 35.744
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico
59.924 59.826 55.455 57.074 61.248 62.151 57.190
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
63.589 66.415 60.778 57.590 80.626 83.536 81.220
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39
205.631 206.138 206.388 205.537 197.806 194.504 186.749
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello
IAS 39
997 906 920 1.562 1.444 1.101 944
Partecipazioni 1.738 1.707 1.708 1.671 1.536 1.517 1.324
Attività materiali e immateriali 19.408 19.451 18.908 19.131 19.508 21.086 20.700
Attività di proprietà 17.800 17.815 17.158 17.311 17.744 19.299 18.877
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.608 1.636 1.750 1.820 1.764 1.787 1.823
Attività fiscali 18.805 19.014 19.582 19.777 19.490 19.575 19.869
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 3.181 1.566 3.169 28.702 29.504 29.235 27.460
Altre voci dell'attivo 23.759 23.972 23.132 24.744 22.575 27.502 28.087
Totale attività 1.071.418 1.057.595 1.031.981 1.034.002 1.027.206 1.022.620 1.003.219
Passività 2021 2020
30/9 30/6 31/3 31/12 30/9
Dati
rideterminati
30/6
Dati
rideterminati
31/3
Dati
rideterminati
Debiti verso banche al costo ammortizzato 179.514 164.840 151.746 115.944 118.555 125.315 134.613
Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in
circolazione
523.699 519.223 512.263 514.229 505.284 495.185 490.011
Passività finanziarie di negoziazione 57.533 57.335 53.544 59.044 57.024 55.731 54.997
Passività finanziarie designate al fair value 3.266 3.361 3.116 3.032 2.978 2.288 845
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello
IAS 39
2.563 2.518 2.414 2.023 1.957 1.889 937
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39
83.093 83.010 82.040 80.699 77.304 76.370 72.019
Passività fiscali 2.618 2.490 3.303 3.370 2.879 2.751 3.079
Passività associate ad attività in via di dismissione 1.404 78 3.585 35.676 34.737 33.858 30.038
Altre voci del passivo 24.955 31.674 26.283 24.365 32.237 38.970 31.448
di cui debiti per leasing 1.519 1.570 1.708 1.762 1.734 1.744 1.768
Riserve tecniche 118.616 119.475 119.943 121.360 118.337 115.308 111.516
Fondi per rischi e oneri 6.873 7.041 7.437 7.194 6.529 5.163 5.784
di cui fondi per impegni e garanzie finanziarie rilasciate 534 548 576 626 547 559 514
Capitale 10.084 10.084 10.084 10.084 10.076 9.086 9.086
Riserve 46.508 46.671 47.529 44.775 44.787 42.419 42.380
Riserve da valutazione -569 -476 -738 -515 -894 -1.441 -1.833
Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di
assicurazione
677 661 777 809 596 403 182
Strumenti di capitale 6.279 6.269 6.202 7.464 7.446 5.971 5.972
Patrimonio di pertinenza di terzi 299 318 937 1.172 998 10.788 10.994
Risultato netto 4.006 3.023 1.516 3.277 6.376 2.566 1.151
Totale passività e patrimonio netto 1.071.418 1.057.595 1.031.981 1.034.002 1.027.206 1.022.620 1.003.219

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e della riallocazione dei rami di attività oggetto di cessione tra le attività in dismissione e tra le passività ad esse associate.

OPERATIVITA' BANCARIA

Finanziamenti verso clientela

Finanziamenti verso clientela: composizione

(milioni di euro)
Voci 30.09.2021
31.12.2020
Variazioni
incidenza
%
incidenza
%
assolute %
Conti correnti 21.726 4,7 21.006 4,5 720 3,4
Mutui 250.758 54,1 248.802 53,8 1.956 0,8
Anticipazioni e finanziamenti 154.976 33,4 158.193 34,2 -3.217 -2,0
Crediti da attività commerciale 427.460 92,2 428.001 92,5 -541 -0,1
Operazioni pronti c/termine 19.882 4,3 16.864 3,6 3.018 17,9
Crediti rappresentati da titoli 6.812 1,5 7.194 1,6 -382 -5,3
Crediti deteriorati 9.141 2,0 10.743 2,3 -1.602 -14,9
Finanziamenti verso clientela 463.295 100,0 462.802 100,0 493 0,1
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di
dismissione.

Al 30 settembre 2021 i finanziamenti verso clientela del Gruppo hanno superato i 463 miliardi, registrando a perimetro omogeneo una sostanziale stabilità (+0,1%) da inizio anno. Tra i crediti commerciali la voce dei conti correnti ha evidenziato una moderata crescita (+0,7 miliardi), mentre si osserva una parziale ricomposizione dei finanziamenti a breve sotto forma di anticipazioni e finanziamenti (-3,2 miliardi) a favore degli impieghi a medio/lungo termine, nello specifico i mutui (+2 miliardi). Pertanto la stabilità dei finanziamenti è stata la risultante di una lieve flessione dei crediti da attività commerciale (-0,5 miliardi), di un ridimensionamento dei crediti deteriorati (-1,6 miliardi) e dei crediti rappresentati da titoli (-0,4 miliardi), controbilanciati da una crescita delle operazioni pronti contro termine (+3 miliardi).

Nel comparto domestico dei prestiti a medio/lungo termine, le erogazioni dei primi nove mesi del 2021 destinate alle famiglie (comprensive della clientela small business, avente esigenze assimilabili alle famiglie produttrici) si sono attestate a 17,2 miliardi e quelle destinate alle imprese del perimetro Banca dei Territori (inclusive delle aziende con fatturato fino a 350 milioni) sono ammontate a 13,8 miliardi. I finanziamenti in capo al nuovo comparto agribusiness si sono approssimati a 1,4 miliardi. Le erogazioni a medio/lungo termine alla clientela della Divisione IMI Corporate & Investment Banking sono state pari a 16,7 miliardi. Complessivamente le erogazioni sul perimetro Italia, inclusive dei finanziamenti al terzo settore, delle erogazioni tramite reti terze e di UBI Leasing e Prestitalia, si sono approssimate a 50,2 miliardi; comprendendo anche l'operatività delle banche estere, le erogazioni a medio/lungo termine del Gruppo hanno raggiunto i 58,4 miliardi.

Al 30 settembre 2021 la quota di mercato detenuta dal Gruppo Intesa Sanpaolo sul territorio nazionale è stimata al 20,7% per gli impieghi totali a clientela; la stima è basata sui dati del campione di segnalazione decadale della Banca d'Italia, non essendo ancora disponibili i dati del sistema bancario complessivo di fine settembre.

(milioni di euro)
30.09.2021 31.12.2020 Variazioni
assolute %
Banca dei Territori 251.057 251.809 -752 -0,3
IMI Corporate & Investment Banking 149.034 145.974 3.060 2,1
International Subsidiary Banks 37.642 36.079 1.563 4,3
Private Banking 13.181 12.128 1.053 8,7
Asset Management 397 452 -55 -12,2
Insurance - - - -
Totale aree di business 451.311 446.442 4.869 1,1
Centro di governo 11.984 16.360 -4.376 -26,7
Gruppo Intesa Sanpaolo 463.295 462.802 493 0,1

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

Nell'analisi per settori di attività la Banca dei Territori, che rappresenta circa il 56% dell'aggregato riconducibile alle realtà operative del Gruppo, ha registrato una sostanziale tenuta rispetto a inizio anno (-0,3%), risultante dal buon andamento dei finanziamenti a medio/lungo termine nei confronti dei privati e delle imprese che ha contrastato la dinamica cedente del credito a breve, rivolto principalmente alle imprese. La Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha mostrato una crescita di 3,1 miliardi (+2,1%), ascrivibile ai finanziamenti per operazioni di finanza strutturata e di global markets. Gli impieghi della Divisione International Subsidiary Banks sono risultati in aumento (+1,6 miliardi, pari a +4,3%), segnatamente per i maggiori finanziamenti delle controllate operanti in Slovacchia, Serbia ed Egitto. Quanto alle altre Divisioni operative, i cui stock sono comunque di entità relativamente modesta in relazione alle specifiche operatività, i crediti della Divisione Private Banking hanno mostrato un progresso (+8,7%) grazie alla crescita degli impieghi in conto corrente e dei mutui, mentre quelli della

Divisione Asset Management si sono ridotti (-12,2%). I finanziamenti sugli asset centrali del Centro di Governo hanno evidenziato una contrazione.

Finanziamenti verso clientela: qualità del credito

(milioni di euro)
Voci 30.09.2021 31.12.2020 Variazione
Esposizione
netta
incidenza
%
Esposizione
netta
incidenza
%
Esposizione
netta
Sofferenze 3.583 0,8 4.003 0,9 -420
Inadempienze probabili 4.961 1,1 6.223 1,3 -1.262
Crediti Scaduti / Sconfinanti 597 0,1 517 0,1 80
Crediti Deteriorati 9.141 2,0 10.743 2,3 -1.602
Crediti deteriorati in Stage 3 (soggetti a impairment) 9.081 2,0 10.686 2,3 -1.605
Crediti deteriorati valutati al fair value con contropartita il
conto economico
60 - 57 - 3
Crediti in bonis 447.323 96,5 444.843 96,1 2.480
Stage 2 62.541 13,5 69.023 14,9 -6.482
Stage 1 383.683 82,8 374.742 81,0 8.941
Crediti in bonis valutati al fair value con contropartita il
conto economico
1.099 0,2 1.078 0,2 21
Crediti in bonis rappresentati da titoli 6.812 1,5 7.194 1,6 -382
Stage 2 1.936 0,4 3.060 0,7 -1.124
Stage 1 4.876 1,1 4.134 0,9 742
Crediti detenuti per la negoziazione 19 - 22 - -3
Totale finanziamenti verso clientela 463.295 100,0 462.802 100,0 493
di cui forborne performing 8.127 5.256 2.871
di cui forborne non performing 3.244 3.542 -298
Finanziamenti verso clientela classificati tra le attività in
via di dismissione (*)
1.658 26.140 -24.482

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(*) Al 30 settembre 2021 la voce si riferisce al portafoglio di sofferenze e inadempienze probabili di prossima cessione (esposizione lorda di 4.704 milioni, rettifiche di valore per 3.046 milioni, esposizione netta di 1.658 milioni).

Al 30 settembre 2021 i crediti deteriorati netti del Gruppo si sono attestati a 9,1 miliardi, valore che rappresenta un minimo storico. La riduzione a doppia cifra da inizio anno (-14,9%) conferma l'andamento virtuoso già rilevato nel corso degli esercizi precedenti. Si registra un'incidenza delle attività deteriorate sul totale dei crediti netti verso clientela del 2%, valore contenuto e in flessione rispetto a quello registrato a dicembre 2020 (2,3%), con un'accresciuta copertura dei crediti deteriorati pari al 49,9%.

In particolare, a fine settembre i finanziamenti classificati in sofferenza, al netto delle rettifiche di valore contabilizzate, si sono attestati a 3,6 miliardi (-10,5%), con un'incidenza sul totale dei crediti netti pari allo 0,8%; nello stesso periodo il livello di copertura si è attestato al 60,7% (79,7% includendo gli stralci effettuati). Le inadempienze probabili, pari a 5 miliardi, si sono ridotte del 20,3%, con un'incidenza sul totale degli impieghi netti a clientela pari all'1,1% e un livello di copertura del 40,9%. I crediti scaduti e sconfinanti sono ammontati a 597 milioni (+15,5%), con una copertura pari al 20%. Le esposizioni forborne, generate da concessioni verso debitori in difficoltà nel far fronte ai propri impegni finanziari, nell'ambito delle attività deteriorate, si sono attestate a 3,2 miliardi, con una copertura del 40,7%; le esposizioni forborne presenti nei finanziamenti in bonis sono ammontate a 8,1 miliardi.

La copertura dei crediti in bonis è risultata pari allo 0,6% in linea con il valore di fine 2020.

(milioni di euro)
Tipologia di strumenti finanziari Attività finanziarie
valutate al fair value
con impatto a conto
economico
Attività finanziarie
valutate al fair value
con impatto sulla
redditività
complessiva
Titoli valutati al costo
ammortizzato che non
costituiscono
finanziamenti
TOTALE
attività
finanziarie
Passività
finanziarie
di negoziazione
(*)
Titoli di debito emessi da
Governi
30.09.2021 27.873 46.748 24.723 99.344 X
31.12.2020 19.553 42.574 30.732 92.859 X
Variazione assoluta 8.320 4.174 -6.009 6.485
Variazione % 42,6 9,8 -19,6 7,0
Altri titoli di debito
30.09.2021 3.245 13.337 16.563 33.145 X
31.12.2020 3.368 11.311 16.370 31.049 X
Variazione assoluta -123 2.026 193 2.096
Variazione % -3,7 17,9 1,2 6,8
Titoli di capitale
30.09.2021 1.233 3.504 X 4.737 X
31.12.2020 1.058 3.705 X 4.763 X
Variazione assoluta 175 -201 X -26
Variazione % 16,5 -5,4 X -0,5
Quote OICR
30.09.2021 3.408 X X 3.408 X
31.12.2020 3.187 X X 3.187 X
Variazione assoluta 221 X X 221
Variazione % 6,9 X X 6,9
Debiti verso banche e verso
clientela
30.09.2021 X X X X -21.962
31.12.2020 X X X X -15.945
Variazione assoluta X X X X 6.017
Variazione % X X X X 37,7
Derivati finanziari
30.09.2021 22.110 X X 22.110 -24.600
31.12.2020 28.292 X X 28.292 -31.850
Variazione assoluta -6.182 X X -6.182 -7.250
Variazione % -21,9 X X -21,9 -22,8
Derivati creditizi
30.09.2021 2.055 X X 2.055 -2.190
31.12.2020 1.616 X X 1.616 -1.745
Variazione assoluta 439 X X 439 445
Variazione % 27,2 X X 27,2 25,5
TOTALE 30.09.2021 59.924 63.589 41.286 164.799 -48.752
TOTALE 31.12.2020 57.074 57.590 47.102 161.766 -49.540
Variazione assoluta 2.850 5.999 -5.816 3.033 -788
Variazione % 5,0 10,4 -12,3 1,9 -1,6

Altre attività e passività finanziarie dell'operatività bancaria: composizione

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(*) L'importo della voce non comprende i "certificates" che sono inclusi nella tabella della raccolta diretta bancaria.

La tabella sopra riportata evidenzia la composizione delle altre attività e passività finanziarie, escluse le compagnie assicurative. Le passività finanziarie di negoziazione non comprendono i "certificates", in quanto ricompresi negli aggregati della raccolta diretta bancaria.

Le altre attività finanziarie del Gruppo Intesa Sanpaolo, escluse quelle delle compagnie assicurative, sono risultate pari a 165 miliardi, in crescita dell'1,9% da inizio anno, a fronte di passività finanziarie di negoziazione pari a 49 miliardi, in calo dell'1,6%.

L'andamento del totale attività finanziarie è principalmente ascrivibile ad una crescita su titoli di debito governativi (+6,5 miliardi) e su altri titoli di debito (+2,1 miliardi), solo in parte contrastata dalla contrazione su derivati finanziari (-6,2 miliardi). Per quanto concerne le passività finanziarie di negoziazione, il calo è imputabile alla dinamica dei derivati finanziari (-7,3 miliardi), in buona parte compensato dallo sviluppo dei debiti verso banche e verso clientela (+6 miliardi).

Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico si sono approssimate a 60 miliardi, registrando un aumento (+5%, pari a +2,9 miliardi) determinato dall'andamento positivo dei titoli di debito governativi (+8,3 miliardi); per contro hanno agito in negativo i derivati finanziari (-6,2 miliardi).

Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva si sono attestate a circa 64 miliardi, risultando in crescita del 10,4% da inizio anno per effetto dell'incremento delle esposizioni in titoli governativi (+4,2 miliardi) e degli altri titoli di debito (+2 miliardi). I titoli di debito HTCS risultano quasi interamente classificati a Stage 1 (98%).

Per contro i titoli valutati al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti sono stati pari a 41 miliardi, in riduzione del 12,3% per effetto di scadenze di titoli di debito emessi da Governi. I titoli di debito HTC risultano prevalentemente classificati a Stage 1 (92%).

Titoli di debito: stage allocation

(milioni di euro)
Titoli di debito: stage allocation Attività finanziarie
valutate al fair value
con impatto sulla
redditività complessiva
Titoli valutati al costo
ammortizzato che
non costituiscono
finanziamenti
TOTALE
Stage 1
30.09.2021 58.838 37.947 96.785
31.12.2020 52.586 42.516 95.102
Variazione assoluta 6.252 -4.569 1.683
Variazione % 11,9 -10,7 1,8
Stage 2
30.09.2021 1.247 3.325 4.572
31.12.2020 1.299 4.573 5.872
Variazione assoluta -52 -1.248 -1.300
Variazione % -4,0 -27,3 -22,1
Stage 3
30.09.2021 - 14 14
31.12.2020 - 13 13
Variazione assoluta - 1 1
Variazione % - 7,7 7,7
TOTALE 30.09.2021 60.085 41.286 101.371
TOTALE 31.12.2020 53.885 47.102 100.987
Variazione assoluta 6.200 -5.816 384
Variazione % 11,5 -12,3 0,4

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

Attività finanziarie della clientela

(milioni di euro)
Voci 30.09.2021 31.12.2020 Variazioni
incidenza
%
incidenza
%
assolute %
Raccolta diretta bancaria 535.746 43,1 526.765 44,4 8.981 1,7
Raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche 203.538 16,4 203.211 17,1 327 0,2
Raccolta indiretta 703.721 56,7 658.016 55,5 45.705 6,9
Elisioni (a) -201.585 -16,2 -201.892 -17,0 -307 -0,2
Attività finanziarie della clientela 1.241.420 100,0 1.186.100 100,0 55.320 4,7

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(a) Le elisioni si riferiscono a componenti della raccolta indiretta che costituiscono anche forme di raccolta diretta (passività finanziarie del comparto assicurativo valutate al fair value e riserve tecniche).

Al 30 settembre 2021 le attività finanziarie della clientela hanno raggiunto i 1.241 miliardi, evidenziando un aumento da inizio anno (+4,7%, pari a +55 miliardi) trainato dalla raccolta indiretta (+6,9%, pari a +46 miliardi) e, in misura minore, dalla raccolta diretta bancaria (+1,7%, pari a +9 miliardi).

Raccolta diretta bancaria

La tabella che segue include i debiti verso clientela, i titoli in circolazione, compresi quelli valutati al fair value, nonché i certificates, che rappresentano una forma di raccolta alternativa a quella obbligazionaria.

(milioni di euro)
Voci 30.09.2021 31.12.2020 variazioni
incidenza
%
incidenza
%
assolute %
Conti correnti e depositi 419.456 78,3 409.598 77,8 9.858 2,4
Operazioni pronti c/termine e prestito titoli 5.117 1,0 944 0,2 4.173
Obbligazioni 63.840 11,9 70.060 13,3 -6.220 -8,9
Certificati di deposito 3.387 0,6 3.976 0,7 -589 -14,8
Passività subordinate 12.544 2,3 11.786 2,2 758 6,4
Altra raccolta 31.402 5,9 30.401 5,8 1.001 3,3
di cui: valutata al fair value (*) 12.047 2,2 12.536 2,4 -489 -3,9
Raccolta diretta bancaria 535.746 100,0 526.765 100,0 8.981 1,7

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(*) Valori riferiti a Certificati di investimento (certificates) ed altre forme di raccolta inclusi nello schema di Stato patrimoniale nelle voci "Passività finanziarie di negoziazione" e "Passività finanziarie designate al fair value". In dettaglio:

  • al 30 settembre 2021 la voce risultava costituita per 8.781 milioni da certificates classificati fra le Passività finanziarie di negoziazione e per 3.266 milioni da certificates (3.262 milioni) e altre forme di raccolta (4 milioni) classificati fra le Passività designate al fair value;

  • al 31 dicembre 2020 la voce risultava costituita per 9.504 milioni da certificates classificati fra le Passività finanziarie di negoziazione e per 3.032 milioni da certificates (3.028 milioni) e altre forme di raccolta (4 milioni) classificati fra le Passività designate al fair value.

La raccolta diretta bancaria del Gruppo è ammontata a 536 miliardi, in aumento di 9 miliardi da inizio anno.

La dinamica è riconducibile alla crescita dei conti correnti e depositi (+2,4%, pari a +10 miliardi), delle operazioni in pronti contro termine e prestito di titoli (+4 miliardi) e dell'altra raccolta (+1 miliardo), che ha beneficiato dell'espansione dei commercial papers; per contro si è ridotto il ricorso alla provvista obbligazionaria (-6 miliardi), in presenza di abbondante liquidità sui depositi. Al 30 settembre 2021 la quota sul mercato domestico della raccolta diretta (depositi e obbligazioni) del Gruppo Intesa Sanpaolo è stimata al 22,1%; come descritto in precedenza per gli impieghi, tale stima si fonda sui dati del campione di segnalazione decadale della Banca d'Italia.

(milioni di euro)
30.09.2021 31.12.2020 Variazioni
assolute %
Banca dei Territori 286.836 267.450 19.386 7,2
IMI Corporate & Investment Banking 80.912 92.938 -12.026 -12,9
International Subsidiary Banks 49.283 46.308 2.975 6,4
Private Banking 51.957 49.841 2.116 4,2
Asset Management 16 14 2 14,3
Insurance - - - -
Totale aree di business 469.004 456.551 12.453 2,7
Centro di governo 66.742 70.214 -3.472 -4,9
Gruppo Intesa Sanpaolo 535.746 526.765 8.981 1,7

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

Nell'analisi della raccolta per settori di attività la Banca dei Territori, che rappresenta circa il 61% dell'aggregato riconducibile alle realtà operative del Gruppo, ha evidenziato un consistente aumento (+19,4 miliardi, pari a +7,2%) nella componente dei debiti verso clientela, per effetto della maggiore liquidità accumulata sui depositi di privati e imprese in attesa di una congiuntura più favorevole. La Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha registrato un calo di 12 miliardi (-12,9%) principalmente ascrivibile alla diminuzione dei debiti verso clientela global corporate. La Divisione International Subsidiary Banks ha mostrato un incremento (+3 miliardi, pari a +6,4%) grazie alla dinamica della raccolta delle sussidiarie operanti in Croazia, Slovacchia, Egitto e Serbia. La diminuzione della provvista del Centro di Governo è in buona parte riconducibile al ridimensionamento dello stock di titoli wholesale.

Raccolta indiretta

(milioni di euro)
Voci 30.09.2021 31.12.2020 Variazioni
incidenza
%
incidenza
%
assolute %
Fondi comuni di investimento (a) 171.085 24,3 159.003 24,2 12.082 7,6
Fondi pensione aperti e polizze individuali pensionistiche 12.102 1,7 11.006 1,7 1.096 10,0
Gestioni patrimoniali 75.223 10,7 68.268 10,4 6.955 10,2
Riserve tecniche e passività finanziarie assicurative 185.406 26,4 183.708 27,9 1.698 0,9
Rapporti con clientela istituzionale 20.399 2,9 17.350 2,6 3.049 17,6
Risparmio gestito 464.215 66,0 439.335 66,8 24.880 5,7
Raccolta amministrata 239.506 34,0 218.681 33,2 20.825 9,5
Raccolta indiretta 703.721 100,0 658.016 100,0 45.705 6,9

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(a) La voce non comprende i fondi detenuti da compagnie assicurative del Gruppo e gestiti da SGR del Gruppo, i cui valori sono inclusi nelle riserve tecniche, e i fondi istituiti da terzi e gestiti da società del Gruppo, i cui valori sono inclusi nella raccolta amministrata.

Al 30 settembre 2021 la raccolta indiretta è salita a 704 miliardi, favorita dal buon andamento dei mercati finanziari e dalla sostenuta attività di collocamento da parte delle reti distributive del Gruppo. La crescita, attribuibile allo sviluppo equilibrato della componente gestita e di quella amministrata, è stata del +6,9% da inizio anno.

Il risparmio gestito, che con oltre 464 miliardi costituisce i due terzi dell'aggregato complessivo, ha mostrato un significativo progresso (+5,7%, pari a +24,9 miliardi), attribuibile per circa metà ai fondi comuni di investimento (+12,1 miliardi), alle gestioni patrimoniali (+7 miliardi), ai rapporti con clientela istituzionale (+3 miliardi) e alle riserve tecniche e passività finanziarie assicurative (+1,7 miliardi). In positivo si sono mossi anche i fondi pensione (+1,1 miliardi). Nei primi nove mesi del 2021 la nuova produzione vita delle compagnie assicurative del Gruppo Intesa Sanpaolo, comprensiva dei prodotti previdenziali, si è attestata a 13,3 miliardi. Anche la raccolta amministrata ha registrato un incremento significativo (+9,5%, pari a +20,8 miliardi), concentrato nei titoli e prodotti di terzi affidati in custodia.

Posizione interbancaria netta

La posizione interbancaria netta al 30 settembre 2021 ha presentato uno sbilancio negativo di circa 10 miliardi, valore più alto rispetto al dato di quasi 8 miliardi rilevato a inizio anno, in conseguenza della crescita dei debiti verso banche, che hanno superato i 179 miliardi – costituiti in prevalenza dall'indebitamento verso la BCE (131 miliardi rispetto agli 83 miliardi di fine dicembre 2020) – solo parzialmente controbilanciati dal parallelo aumento dei crediti verso banche, saliti a 170 miliardi.

OPERATIVITA' ASSICURATIVA Attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese assicurative ai sensi dello IAS 39

(milioni di euro)
Tipologia di strumenti
finanziari
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39
Attività finanziarie
di pertinenza delle
imprese di
assicurazione
valutate al costo
ammortizzato
TOTALE
Attività
finanziarie di
pertinenza
delle imprese
di
Passività
finanziarie
di pertinenza
delle imprese di
assicurazione
valutate ai sensi
Attività finanziarie
detenute per la
negoziazione
e derivati di
copertura
Attività finanziarie
designate al fair
value
Attività finanziarie
disponibili per la
vendita
ai sensi dello IAS 39 assicurazione
valutate ai
sensi dello
IAS 39
dello IAS 39
(*)
Titoli di debito emessi da Governi
30.09.2021 124 3.624 72.370 - 76.118 X
31.12.2020 128 3.888 77.230 - 81.246 X
Variazione assoluta -4 -264 -4.860 - -5.128
Variazione % -3,1 -6,8 -6,3 - -6,3
Altri titoli di debito
30.09.2021 694 1.058 17.615 - 19.367 X
31.12.2020 25 1.283 19.086 - 20.394 X
Variazione assoluta 669 -225 -1.471 - -1.027
Variazione % -17,5 -7,7 - -5,0
Titoli di capitale
30.09.2021 - 3.171 2.133 - 5.304 X
31.12.2020 - 2.798 1.842 - 4.640 X
Variazione assoluta - 373 291 - 664
Variazione % - 13,3 15,8 - 14,3
Quote OICR
30.09.2021 171 89.103 14.128 - 103.402 X
31.12.2020 185 84.178 13.545 - 97.908 X
Variazione assoluta -14 4.925 583 - 5.494
Variazione % -7,6 5,9 4,3 - 5,6
Crediti verso banche e verso clientela
30.09.2021 - 1.038 - 997 2.035 X
31.12.2020 - 818 - 1.562 2.380 X
Variazione assoluta - 220 - -565 -345
Variazione % - 26,9 - -36,2 -14,5
Debiti verso banche
30.09.2021 X X X X X -610 (**)
31.12.2020 X X X X X -704 (**)
Variazione assoluta -94
Variazione % -13,4
Derivati finanziari
30.09.2021 402 - - - 402 -124 (***)
31.12.2020 531 - - - 531 -167 (***)
Variazione assoluta -129 - - - -129 -43
Variazione % -24,3 - - - -24,3 -25,7
Derivati creditizi
30.09.2021 - - - - - - (***)
31.12.2020 - - - - - - (***)
Variazione assoluta - - - - - -
Variazione % - - - - - -
TOTALE 30.09.2021 1.391 97.994 106.246 997 206.628 -734
TOTALE 31.12.2020 869 92.965 111.703 1.562 207.099 -871
Variazione assoluta 522 5.029 -5.457 -565 -471 -137
Variazione % 60,1 5,4 -4,9 -36,2 -0,2 -15,7

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(*) L'importo della voce non comprende le "Passività finanziarie del comparto assicurativo designate al fair value" incluse nella tabella della raccolta diretta assicurativa.

(**) Valore incluso nello schema di Stato Patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39".

(***) Valore incluso nello schema di Stato Patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39".

Le attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese assicurative ai sensi dello IAS 39, riepilogate nella tabella sopra riportata, sono ammontate, rispettivamente, a 207 miliardi e a 734 milioni. Le attività finanziarie sono risultate in lieve flessione da inizio anno (-0,2%), per effetto essenzialmente dell'andamento riflessivo delle attività finanziarie disponibili per la vendita (-4,9%), segnatamente su titoli di debito governativi e su altri titoli di debito, controbilanciata da una dinamica positiva delle attività finanziarie designate al fair value (+5,4%), in particolare su quote OICR e su titoli di capitale.

Raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche

(milioni di euro)
Voci 30.09.2021 31.12.2020 Variazioni
incidenza
%
incidenza
%
assolute %
Passività finanziarie del comparto assicurativo designate al fair
value IAS 39 (*)
82.969 40,8 80.532 39,6 2.437 3,0
Prodotti Index Linked - - - - - -
Prodotti Unit Linked 82.969 40,8 80.532 39,6 2.437 3,0
Riserve tecniche 118.616 58,3 121.360 59,8 -2.744 -2,3
Rami Vita 116.884 57,4 119.632 58,9 -2.748 -2,3
Riserve matematiche 99.687 49,0 99.920 49,2 -233 -0,2
Riserve tecniche con rischio a carico degli assicurati (**) e
riserve da gestione dei fondi pensione
8.870 4,3 8.463 4,2 407 4,8
Altre riserve 8.327 4,1 11.249 5,5 -2.922 -26,0
Ramo danni 1.732 0,9 1.728 0,9 4 0,2
Altra raccolta assicurativa (***) 1.953 0,9 1.319 0,6 634 48,1
Raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche 203.538 100,0 203.211 100,0 327 0,2

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(*) Valori inclusi nello schema di Stato patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39".

(**) La voce comprende polizze unit e index linked con rischio assicurativo significativo.

(***) Valori inclusi nello schema di Stato patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39". La voce comprende le passività subordinate.

La raccolta diretta assicurativa, al 30 settembre 2021, ha sfiorato i 204 miliardi, in lieve aumento (+0,2%, pari a +0,3 miliardi) rispetto a dicembre 2020. Si evidenziano in positivo le passività finanziarie designate al fair value, costituite da prodotti unit linked, che hanno registrato un incremento di 2,4 miliardi (+3%), nonché l'altra raccolta assicurativa che comprende le passività subordinate, risultata in aumento di 0,6 miliardi (+48,1%). Per contro le riserve tecniche, che costituiscono il debito verso la clientela che ha sottoscritto polizze tradizionali o con rischio assicurativo significativo, hanno mostrato un decremento di 2,7 miliardi (-2,3%), imputabile al ramo vita, che rappresenta la quasi totalità delle riserve.

ATTIVITÀ NON CORRENTI IN VIA DI DISMISSIONE E PASSIVITÀ ASSOCIATE

In questa voce sono appostate le attività e le relative passività non più riferite alla normale operatività in quanto oggetto di procedure di dismissione. Al 30 settembre 2021 sono state rilevate attività in corso di cessione per 3,2 miliardi e passività associate per 1,4 miliardi. Il significativo ridimensionamento rispetto ai valori di dicembre 2020 è da ricondurre alla cessione dei rami di attività a BPER e Banca Popolare di Puglia e Basilicata. Le attività in via di dismissione al 30 settembre 2021 accolgono i portafogli di crediti deteriorati di Intesa Sanpaolo, compresi quelli rivenienti da UBI Banca, Intesa Sanpaolo Provis e UBI Leasing, che saranno oggetto di cessione - nell'ambito delle strategie di de-risking del Gruppo - nel corso del quarto trimestre 2021 e nel 2022. Tra le attività in via di dismissione figurano anche esposizioni creditizie deteriorate single-name oggetto di operazioni già deliberate il cui perfezionamento è atteso successivamente al 30 settembre 2021. La voce ricomprende anche il ramo d'azienda di Banca 5 riferito ai servizi collegati all'attività bancaria che sarà trasferito a Mooney Group entro la fine del 2021 nell'ambito della partnership già avviata nel 2019 ed il ramo d'azienda di Intesa Sanpaolo dedicato all'attività di acquiring nell'ambito dei sistemi di pagamento relativo al perimetro ex UBI Banca che è stato trasferito a Nexi a fine ottobre. Infine tra le attività in via dismissione al 30 settembre 2021 figura un ramo d'azienda nell'ambito della Divisione Insurance del Gruppo riferito a talune polizze di ramo IV e convenzioni collettive la cui cessione è stata perfezionata nel successivo mese di ottobre.

IL PATRIMONIO NETTO

Al 30 settembre 2021 il patrimonio netto del Gruppo, incluso l'utile maturato nell'esercizio, si è attestato a 66.985 milioni, a fronte dei 65.894 milioni rilevati a inizio anno. L'incremento è da ricondurre principalmente alle riserve (+1,7 miliardi), in parte compensato dalla riduzione di strumenti di capitale; l'aggregato incorpora i 4 miliardi di utile maturato nei primi nove mesi dell'esercizio corrente e sconta il pagamento di dividendi cash a maggio per 694 milioni.

Riserve da valutazione

(milioni di euro)
Voci Riserva
31.12.2020
Variazione del
periodo
Riserva
30.09.2021
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
(titoli di debito)
200 -396 -196
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
(titoli di capitale)
-112 62 -50
Attività materiali 1.569 21 1.590
Copertura dei flussi finanziari -781 138 -643
Differenze di cambio -1.184 80 -1.104
Attività non correnti in via di dismissione - - -
Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico
(variazione del proprio merito creditizio) -103 10 -93
Utili (Perdite) attuariali su piani previdenziali a benefici definiti -422 2 -420
Quota delle riserve da valutazione relative alle partecipazioni valutate al
patrimonio netto 10 29 39
Leggi speciali di rivalutazione 308 - 308
Riserve da valutazione (escluse le riserve da valutazione di pertinenza delle
imprese di assicurazione)
-515 -54 -569
Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 809 -132 677

Le riserve da valutazione bancarie presentano un valore negativo (-569 milioni) e in aumento rispetto al 31 dicembre 2020 principalmente per effetto delle riserve su titoli di debito (-196 milioni) che presentavano un valore positivo di 200 milioni a inizio anno, per contro si riducono le riserve sulla copertura dei flussi finanziari, che passano da -781 milioni di dicembre 2020 a -643 milioni di settembre 2021 e, in misura minore, sui titoli di capitale e sulle differenze di cambio. Le riserve da valutazione delle imprese di assicurazione evidenziano un valore positivo pari a 677 milioni che si confronta con gli 809 milioni di fine 2020.

I FONDI PROPRI E I COEFFICIENTI DI SOLVIBILITÀ

(milioni di euro)
Fondi propri e coefficienti di solvibilità 30.09.2021 31.12.2020
IFRS 9 IFRS 9 IFRS 9
"Fully loaded" "Transitional" "Transitional"
Fondi propri
Capitale primario di Classe 1 (CET1) al netto delle rettifiche regolamentari 45.476 46.992 51.070
Capitale aggiuntivo di Classe 1 (AT1) al netto delle rettifiche regolamentari 6.264 6.264 7.486
CAPITALE DI CLASSE 1 (TIER 1) 51.740 53.256 58.556
Capitale di Classe 2 (T2) al netto delle rettifiche regolamentari 10.082 9.175 9.377
TOTALE FONDI PROPRI 61.822 62.431 67.933
Attività di rischio ponderate
Rischi di credito e di controparte 286.402 285.480 299.564
Rischi di mercato e di regolamento 16.172 16.172 19.521
Rischi operativi 26.378 26.378 27.559
Altri rischi specifici (a) 146 146 428
ATTIVITA' DI RISCHIO PONDERATE 329.098 328.176 347.072
Coefficienti di solvibilità %
Common Equity Tier 1 ratio 13,8% 14,3% 14,7%
Tier 1 ratio 15,7% 16,2% 16,9%
Total capital ratio 18,8% 19,0% 19,6%

(a) La voce include tutti gli altri elementi non considerati nelle precedenti voci che entrano nel computo dei requisiti patrimoniali complessivi.

I fondi propri, le attività ponderate per il rischio ed i coefficienti di solvibilità al 30 settembre 2021 sono stati determinati in base alla disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013, così come modificate rispettivamente dalla Direttiva 2019/878/UE (CRD V) e dal Regolamento (UE) 2019/876 (CRR II), che traspongono nell'Unione europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (c.d. framework Basilea 3), e sulla base delle relative Circolari della Banca d'Italia.

Le disposizioni normative relative ai fondi propri, che prevedevano l'introduzione del framework Basilea 3 in maniera graduale, risultano pienamente in vigore, essendo terminato, con l'esercizio 2018, lo specifico periodo transitorio durante il quale alcuni elementi che a regime sono computabili o deducibili integralmente nel Common Equity, impattavano sul Capitale primario di Classe 1 solo per una quota percentuale. Con riferimento all'introduzione dell'IFRS 9, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha scelto di adottare il cosiddetto "approccio statico" previsto dal Regolamento (UE) 2017/2395. Tale approccio consente la re-introduzione nel Common Equity di una quota progressivamente decrescente fino al 2022 (95% nel 2018, 85% nel 2019, 70% nel 2020, 50% nel 2021 e 25% nel 2022) dell'impatto dell'IFRS 9, calcolato al netto dell'effetto fiscale, risultante dal confronto tra le rettifiche di valore IAS 39 al 31 dicembre 2017 e quelle IFRS 9 al 1° gennaio 2018, escludendo la riclassifica degli strumenti finanziari, e dopo aver azzerato la shortfall al 31 dicembre 2017.

Il Regolamento (UE) 2017/2395 disciplina anche gli obblighi informativi che gli enti sono tenuti a pubblicare, rimandando all'EBA l'emanazione degli orientamenti specifici sul tema. Recependo quanto previsto dalla normativa, l'EBA ha emesso specifiche guidelines secondo cui le banche che adottano un trattamento transitorio con riferimento all'impatto dell'IFRS 9 (quale l'approccio statico citato in precedenza) sono tenute a pubblicare, con frequenza trimestrale, i valori consolidati "Fully loaded" (come se non fosse stato applicato il trattamento transitorio) e "Transitional" di Common Equity Tier 1 (CET1) capital, Tier 1 capital, Total Capital, Total risk-weighted assets, Capital Ratios e Leverage Ratio.

Fondi propri

Al 30 settembre 2021, tenendo conto del trattamento transitorio adottato per mitigare l'impatto dell'IFRS 9, i Fondi Propri ammontano a 62.431 milioni; alla medesima data, considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9, i Fondi Propri ammontano a 61.822 milioni. I fondi propri calcolati considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9 ("Fully Loaded") tengono conto di quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2019 che ha previsto la rateizzazione ai fini fiscali delle rettifiche di valore operate in sede di First Time Adoption del principio contabile, con conseguente rilevazione di DTA; tali DTA sono state considerate per il 50% del loro valore contabile ai fini del calcolo dei fondi propri "Transitional", in linea con quanto previsto dall'articolo 473 bis della CRR con riferimento all'applicazione dell'"approccio statico", mentre nei fondi propri "Fully loaded" sono state incluse integralmente tra gli elementi deducibili. L'impatto di tali DTA sui fondi propri "Fully loaded" è comunque transitorio in quanto le stesse saranno riassorbite entro il 2028.

Peraltro, si segnala che il Gruppo al momento non si è avvalso né del nuovo regime transitorio IFRS 9 relativo alle rettifiche di valore dei crediti successive al 31 dicembre 2019 né della reintroduzione del filtro prudenziale per le esposizioni verso le amministrazioni centrali classificate nella categoria FVOCI, entrambe introdotte dalla Commissione Europea con il Regolamento 2020/873 del 24 giugno 2020.

I fondi propri tengono altresì conto dell'importo applicabile, oggetto di deduzione dal Capitale primario, correlato alla copertura minima delle perdite sulle esposizioni deteriorate, c.d. Minimum Loss Coverage, sulla base di quanto disciplinato dal Regolamento (UE) 2019/630 del 17 aprile 2019.

Ai fini del calcolo dei fondi propri al 30 settembre 2021 si è tenuto conto dell'utile dei primi nove mesi del 2021 al netto del relativo dividendo, calcolato sulla base del payout ratio previsto dal Piano d'Impresa 2018-2021 (70% per il 2021), e degli altri oneri prevedibili. Inoltre, dai fondi propri al 30 settembre 2021 è stata dedotta la distribuzione cash, che ha avuto luogo il 20 ottobre 2021, di parte della Riserva straordinaria che l'Assemblea di Intesa Sanpaolo del 14 ottobre 2021 ha approvato per un ammontare complessivo di 1.935 milioni; in particolare l'importo oggetto di deduzione dai fondi propri è stato considerato al netto della quota non distribuita a fronte delle azioni proprie in portafoglio alla record date, pari a 3 milioni. La suddetta distribuzione, che fa seguito alla comunicazione della Banca Centrale Europea del 23 luglio 2021 di non estendere oltre il 30 settembre 2021 la propria raccomandazione rivolta a tutte le banche di limitare i dividendi, aggiungendosi ai 694 milioni di dividendi cash, deliberati ad aprile e corrisposti a maggio 2021, porta al pagamento di un ammontare complessivo per il 2020 corrispondente a un payout ratio pari al 75% dei 3.505 milioni di euro di utile netto consolidato rettificato12, in linea con il Piano di Impresa 2018-2021.

Attività ponderate per il rischio

Al 30 settembre 2021, tenendo conto del trattamento transitorio adottato per mitigare l'impatto dell'IFRS 9, le attività ponderate per il rischio ammontano a 328.176 milioni, derivanti in misura prevalente dai rischi di credito e di controparte e, in misura minore, dai rischi operativi e di mercato. Alla medesima data, considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9, le attività ponderate per il rischio ammontano a 329.098 milioni. Il calo rispetto al 31 dicembre 2020 è in larga parte imputabile all'avvenuta cessione degli sportelli a BPER, perfezionatasi nel corso del mese di febbraio 2021 e in via residuale nel mese di giugno 2021.

Il Capitale primario di Classe 1 e le Attività di rischio ponderate al 30 settembre 2021 tengono conto dell'impatto dell'applicazione del cosiddetto "Danish Compromise" (art. 49.1 del Regolamento (UE) 575/2013), a seguito della specifica autorizzazione ricevuta dalla BCE nel 2019, per cui gli investimenti assicurativi, ad esclusione di quelli non posseduti direttamente da Intesa Sanpaolo Vita e per cui non è ancora stata fatta richiesta di estensione del "Danish Compromise", vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale.

Coefficienti di solvibilità

Sulla base di quanto esposto in precedenza, i coefficienti di solvibilità al 30 settembre 2021 calcolati tenendo conto del trattamento transitorio per l'impatto dell'IFRS 9 ("IFRS 9 Transitional") si collocano sui seguenti valori: Common Equity ratio 14,3%, Tier 1 ratio 16,2% e Total capital ratio 19,0%. Considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9 ("IFRS 9 Fully Loaded") i coefficienti di solvibilità al 30 settembre 2021 sono i seguenti: Common Equity ratio 13,8%, Tier 1 ratio 15,7% e Total capital ratio 18,8%.

In data 25 novembre 2020 Intesa Sanpaolo ha comunicato di avere ricevuto la comunicazione della BCE, che fa seguito agli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP), riguardante il requisito patrimoniale da rispettare a livello consolidato che è stato posto pari a quello dell'anno precedente. Il requisito patrimoniale da rispettare complessivamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio risulta pari a 8,64%, tenendo conto dei requisiti di Countercyclical Capital Buffer stabiliti alla presente data dalle competenti autorità nazionali nei vari Paesi in cui è presente il Gruppo.

Si segnala, infine, che Intesa Sanpaolo è stata sottoposta al 2021 EU-wide stress test condotto dall'Autorità Bancaria Europea (EBA), in collaborazione con la Banca d'Italia, la Banca Centrale Europea e il Comitato Europeo per il Rischio Sistemico (CERS). Intesa Sanpaolo prende atto degli annunci effettuati in data 30 luglio 2021 dall'EBA in merito ai risultati dell'EU-wide stress test e riconosce pienamente i risultati dell'esercizio. Il CET1 ratio fully loaded risultante dallo stress test al 2023, anno finale della simulazione, per Intesa Sanpaolo è pari al 15,06% nello scenario base e al 9,38% nello scenario avverso, rispetto al dato di partenza, registrato al 31 dicembre 2020, pari a 14,04%. Il CET1 ratio fully loaded nello scenario avverso sarebbe risultato pari al 9,97% ripristinando la neutralità per i capital ratio che si registra in realtà in relazione al Piano di Incentivazione a Lungo Termine 2018-2021 LECOIP 2.0 basato su strumenti finanziari, non colta dall'assunzione di bilancio statico nello stress test, e considerando le operazioni di cessione di rami di attività - connesse all'acquisizione di UBI Banca nel 2020 - perfezionate nel primo semestre 2021, a parità di altre condizioni.

12 Escludendo dal risultato netto contabile le componenti relative all'acquisizione di UBI Banca costituite dagli effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione, incluso goodwill negativo, e dagli oneri di integrazione e l'azzeramento del goodwill della Divisione Banca dei Territori.

Riconciliazione tra Patrimonio di bilancio e Capitale primario di Classe 1

(milioni di euro)
Voci 30.09.2021 31.12.2020
Patrimonio netto di Gruppo 66.985 65.894
Patrimonio netto di terzi 299 1.172
Patrimonio netto dallo Stato patrimoniale 67.284 67.066
Rettifiche per strumenti computabili nell'AT1 o nel T2 e utile di periodo
- Altri strumenti di capitale computabili nell'AT1 -6.263 -7.480
- Interessi di minoranza computabili nell'AT1 -1 -6
- Interessi di minoranza computabili nel T2 -1 -5
- Interessi di minoranza non computabili a regime -293 -1.130
- Utile di periodo non computabile (a) -2.849 -821
- Azioni proprie incluse tra le rettifiche regolamentari 291 263
- Distribuzione cash da riserva straordinaria (b) -1.932 -
- Altre componenti non computabili a regime -193 -170
Capitale primario di Classe 1 (CET1) prima delle rettifiche regolamentari 56.043 57.717
Rettifiche regolamentari (incluse rettifiche del periodo transitorio) (c) -9.051 -6.647
Capitale primario di Classe 1 (CET1) al netto delle rettifiche regolamentari 46.992 51.070

(a) Nel Capitale primario di Classe 1 al 30 settembre 2021 si è tenuto conto dell'utile maturato alla data, al netto del relativo dividendo, calcolato tenendo conto del payout previsto dal Piano d'Impresa 2018-2021 (70% per il 2021), e degli altri oneri prevedibili (rateo cedolare sugli strumenti di Additional Tier 1).

(b) Dai fondi propri al 30 settembre 2021 è stata dedotta la distribuzione cash, che ha avuto luogo il 20 ottobre 2021, di parte della Riserva straordinaria che l'Assemblea di Intesa Sanpaolo del 14 ottobre 2021 ha approvato per un ammontare complessivo di 1.935 milioni; in particolare, l'importo oggetto di deduzione dai fondi propri è stato considerato al netto della quota non distribuita a fronte delle azioni proprie in portafoglio alla record date.

(c) Le rettifiche del periodo transitorio al 30 settembre 2021 tengono conto del filtro prudenziale che consente la re-introduzione nel Common Equity di una quota progressivamente decrescente fino al 2022 (50% nel 2021) dell'impatto dell'IFRS 9.

I risultati per settori di attività

Il Gruppo Intesa Sanpaolo opera attraverso una struttura organizzativa articolata in sei Business Unit. Ad esse si aggiunge il Centro di Governo, con funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo dell'intero Gruppo.

L'informativa di settore del Gruppo Intesa Sanpaolo si basa sugli elementi che il management utilizza per assumere le proprie decisioni operative (c.d. "management approach") ed è dunque coerente con i requisiti informativi previsti dall'IFRS 8. Oltre a riflettere le responsabilità operative sancite dall'assetto organizzativo del Gruppo, i settori di attività sono costituiti dall'aggregazione di linee di business che presentano caratteristiche simili con riferimento alla tipologia di prodotti e servizi venduti.

Stante la mancanza di variazioni rilevanti del perimetro di consolidamento nel terzo trimestre 2021, sono confermate le medesime riesposizioni già rappresentate nella Relazione semestrale al 30 giugno.

In dettaglio, la clientela della Capogruppo UBI Banca è stata divisionalizzata secondo i criteri definiti dal Modello di Servizio adottato dal Gruppo Intesa Sanpaolo, mentre le società giuridiche incluse nel perimetro di consolidamento integrale del Gruppo UBI sono state ricondotte alle Business Unit del Gruppo Intesa Sanpaolo come rappresentato di seguito:

  • Prestitalia, UBI Leasing e UBI Factor sono state incluse nell'ambito della Divisione Banca dei Territori;
  • Pramerica SGR e Pramerica Management Company sono state ricomprese nell'ambito della Divisione Asset Management e dal 1° luglio 2021 fuse, rispettivamente, in Eurizon Capital SGR e in Eurizon Capital SA;
  • IW Bank è stata inclusa nell'ambito della Divisione Private Banking;
  • BancAssurance Popolari è stata ricondotta nell'ambito della Divisione Insurance.

Gli effetti economici relativi agli sportelli oggetto di cessione risultano convenzionalmente e sinteticamente allocati – secondo la logica dei dati "rideterminati" descritta per i dati consolidati – nella voce Utili (perdite) delle attività operative cessate del Centro di Governo.

Ove necessario e se materiali, i dati divisionali dei periodi posti a confronto sono stati inoltre riesposti in coerenza con le variazioni di perimetro delle Business Unit. In particolare, la riesposizione ha riguardato:

  • l'inclusione, nell'ambito della Divisione Insurance, delle risultanze economiche e patrimoniali di Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas Assicurazioni (al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione, come indicato nel commento ai risultati economici consolidati), entrate nell'area di consolidamento integrale in relazione al perfezionamento dell'acquisizione del 100% del capitale;
  • l'inclusione, nell'ambito della Divisione Private, delle risultanze economiche e patrimoniali del Gruppo Reyl, entrato nell'area di consolidamento integrale nel secondo trimestre 2021 in relazione al perfezionamento dell'acquisizione della quota di controllo da parte di Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking;
  • una revisione delle modalità di allocazione dei costi e dei ricavi tra Business Unit e Centro di Governo, come già indicato nel capitolo "Politiche contabili" della Relazione semestrale al 30 giugno 2021 relativamente ai criteri di redazione dell'informativa di settore, anche in relazione alla necessità di integrazione di UBI Banca secondo le logiche di segment reporting del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Più in dettaglio, sul fronte dei ricavi, il contesto caratterizzato da tassi di mercato stabilmente negativi e dalla crescita del costo dell'eccesso di liquidità ha indotto a sospendere la retrocessione gestionale dal Centro di Governo alla Banca dei Territori del risultato figurativo di copertura delle poste a vista modellizzate per rischio tasso; analogamente, l'introduzione di un limite regolamentare di NSFR del 100% ha comportato l'introduzione di analogo limite anche per l'operatività del Global Market della Divisione IMI C&IB, limitando il beneficio a favore della Divisione. Inoltre, sono state attribuite alle Divisioni talune commissioni passive che, grazie ad affinamenti delle modalità rendicontative, sono state individuate come pertinenti alle attività di business svolte dalle Divisioni stesse.

Sul fronte dei costi, invece, come parte di un progressivo affinamento delle logiche e delle metriche di allocazione degli stessi, si è deciso di procedere con un'allocazione integrale dei costi connessi all'erogazione delle attività aventi natura di servizio e ad un riaddebito alle Divisioni della maggior parte dei costi connessi alle "attività di indirizzo e controllo".

Con riferimento specifico a questa seconda categoria di costi, benché non direttamente riconducibili alle Divisioni, si è ritenuta opportuna la loro allocazione a queste ultime per rafforzare un approccio di corresponsabilizzazione alle iniziative di carattere istituzionale, strategico e di indirizzo e controllo, anche al fine di favorire un'ulteriore attenzione al consumo delle risorse, indipendentemente dalla natura di spesa di volta in volta considerata.

Da ultimo, si è deciso di allocare sulle Divisioni quei tributi e oneri per il sistema bancario relativi ai "Deposit Guarantee Scheme", che sono una diretta conseguenza del livello dei depositi garantiti.

Quanto agli impatti, quelli di maggior rilievo, quantificati sul Centro di Governo sui primi nove mesi 2021, hanno riguardato:

  • circa 520 milioni di maggiori interessi netti, di cui circa 440 milioni relativi al venir meno del riconoscimento alla Divisione Banca dei Territori del beneficio del modello di rischio tasso della raccolta a vista, e circa 80 milioni riconducibili all'aumento al 100% del limite interno NSFR assegnato all'area Global Markets della Divisione IMI C&IB;
  • circa 60 milioni di minori commissioni passive, riconosciute a terzi per servizi telematici, recupero crediti e altri servizi, attribuite in prevalenza alla Divisione Banca dei Territori e in misura minore alla Divisione IMI C&IB sulla base di criteri sostenibili di correlazione con l'attività di business svolta dalle stesse;
  • circa 540 milioni di minori oneri operativi dovuti all'allocazione integrale alle Divisioni di tutti i costi connessi all'erogazione delle attività di service (circa 120 milioni), completando un processo di affinamento avviato nel 2020 in coerenza con la logica industriale del Modello di Tariffazione Interna, nonché al trasferimento alle Divisioni, sulla base di opportuni driver, della maggior parte dei costi connessi alle "attività di indirizzo e controllo" (circa 420 milioni);
  • 227 milioni di minori oneri relativi ai "Deposit Guarantee Scheme", rappresentati nel Conto economico riclassificato alla voce Tributi e oneri del sistema bancario già al netto dell'effetto fiscale, riattribuiti particolarmente alla Divisione Banca dei Territori e, in misura minore, ad alcune banche della Divisione International Subsidiary Banks e alla Divisione Private Banking.

Nella tabella riportata nel seguito sono indicati i principali dati che sintetizzano l'evoluzione dei settori di attività del Gruppo Intesa Sanpaolo nei primi nove mesi 2021 rispetto ai dati di raffronto omogenei, secondo la logica dei dati "rideterminati" descritta per i dati consolidati.

Nell'analisi di dettaglio condotta sui settori di attività, cui si fa rinvio, sono illustrati i dati di conto economico e i principali aggregati patrimoniali. Per ogni settore è stato infine calcolato il capitale assorbito in base agli RWA (Risk Weighted Assets), questi ultimi determinati sulla base delle disposizioni in vigore (Circolare n. 285) emanate dalla Banca d'Italia a seguito del recepimento della Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e del Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013, modificato dal Regolamento (UE) 2019/876 del 20 maggio 2019, noto anche come CRR II, in vigore al 30 giugno 2019, che traspongono nell'Unione Europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (c.d. framework Basilea 3). Il capitale assorbito tiene anche conto delle modifiche regolamentari introdotte dalla BCE a decorrere dal 12 marzo 2020, che prevedono che il requisito di Pillar 2 possa essere rispettato utilizzando parzialmente strumenti di capitale diversi dal Common Equity Tier 1. Per ogni Divisione il capitale assorbito viene integrato, laddove necessario, con dati gestionali di capitale "economico" per tenere conto dei rischi non coperti dalla metrica regolamentare.

(milioni di euro)
Banca
dei
Territori
IMI
Corporate
&
Investment
Banking
International
Subsidiary
Banks
Private
Banking
Asset
Management
Insurance Centro
di
Governo
Totale
(Dati
rideterminati)
Proventi operativi netti
30.09.2021 6.681 3.600 1.471 1.781 938 1.180 115 15.766
30.09.2020 6.594 3.509 1.413 1.637 719 1.178 201 15.251
Variazione % 1,3 2,6 4,1 8,8 30,5 0,2 -42,8 3,4
Costi operativi
30.09.2021 -4.775 -989 -773 -652 -163 -286 -255 -7.893
30.09.2020 -4.911 -973 -759 -638 -156 -276 -369 -8.082
Variazione % -2,8 1,6 1,8 2,2 4,5 3,6 -30,9 -2,3
Risultato della gestione
operativa
30.09.2021 1.906 2.611 698 1.129 775 894 -140 7.873
30.09.2020 1.683 2.536 654 999 563 902 -168 7.169
Variazione % 13,3 3,0 6,7 13,0 37,7 -0,9 -16,7 9,8
Risultato netto
30.09.2021 398 1.775 393 862 557 617 -596 4.006
30.09.2020 -501 1.449 302 635 379 476 3.636 6.376
Variazione % 22,5 30,1 35,7 47,0 29,6 -37,2
(milioni di euro)
Banca
dei
Territori
IMI
Corporate
&
Investment
Banking
International
Subsidiary
Banks
Private
Banking
Asset
Management
Insurance Centro
di
Governo
Totale
Finanziamenti verso clientela
30.09.2021 251.057 149.034 37.642 13.181 397 - 11.984 463.295
31.12.2020 251.809 145.974 36.079 12.128 452 - 16.360 462.802
Variazione % -0,3 2,1 4,3 8,7 -12,2 - -26,7 0,1
Raccolta diretta bancaria
30.09.2021 286.836 80.912 49.283 51.957 16 - 66.742 535.746
31.12.2020 267.450 92.938 46.308 49.841 14 - 70.214 526.765
Variazione % 7,2 -12,9 6,4 4,2 14,3 - -4,9 1,7
Attività di rischio ponderate
30.09.2021 95.121 111.398 33.877 11.886 2.011 - 73.883 328.176
31.12.2020 104.550 113.688 32.886 11.157 1.752 - 83.039 347.072
Variazione % -9,0 -2,0 3,0 6,5 14,8 - -11,0 -5,4
Capitale assorbito
30.09.2021 8.171 9.573 3.632 1.038 209 4.266 4.516 31.405
31.12.2020 8.981 9.768 3.541 964 174 4.975 5.188 33.591
Variazione % -9,0 -2,0 2,6 7,7 20,1 -14,3 -13,0 -6,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

SETTORI DI ATTIVITA'

Banca dei Territori

variazioni
assolute
%
Interessi netti
2.990
3.169
-179
-5,6
Commissioni nette
3.605
3.335
270
8,1
Risultato dell'attività assicurativa
-
-
-
-
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value
74
86
-12
-14,0
Altri proventi (oneri) operativi netti
12
4
8
Proventi operativi netti
6.681
6.594
87
1,3
Spese del personale
-2.605
-2.675
-70
-2,6
Spese amministrative
-2.165
-2.232
-67
-3,0
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali
-5
-4
1
25,0
Costi operativi
-4.775
-4.911
-136
-2,8
Risultato della gestione operativa
1.906
1.683
223
13,3
Rettifiche di valore nette su crediti
-1.015
-2.255
-1.240
-55,0
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività
-52
-44
8
18,2
Altri proventi (oneri) netti
52
29
23
79,3
Utile (Perdita) delle attività operative cessate
-
-
-
-
Risultato corrente lordo
891
-587
1.478
Imposte sul reddito
-279
222
-501
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte)
-19
-8
11
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte)
-3
-
3
-
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte)
-190
-128
62
48,4
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte)
-
-
-
-
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi
-2
-
2
-
Risultato netto
398
-501
899
Dati economici 30.09.2021 30.09.2020 (milioni di euro)
(milioni di euro)
Dati operativi 30.09.2021 31.12.2020 variazioni
assolute %
Finanziamenti verso clientela 251.057 251.809 -752 -0,3
Raccolta diretta bancaria 286.836 267.450 19.386 7,2
Attività di rischio ponderate 95.121 104.550 -9.429 -9,0
Capitale assorbito 8.171 8.981 -810 -9,0

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

In un contesto di progressiva attenuazione dell'emergenza pandemica, i ricavi della Banca dei Territori dei primi nove mesi 2021, pari a 6.681 milioni, che rappresentano oltre il 40% dei ricavi consolidati del Gruppo, hanno evidenziato un aumento dell'1,3% rispetto al corrispondente periodo dello scorso esercizio, grazie all'efficacia della rete commerciale e al rafforzamento dell'offerta a distanza tramite i canali digitali a supporto della clientela.

In dettaglio, si segnala un consistente incremento delle commissioni nette (+8,1%), in particolare quelle rivenienti dal comparto del risparmio gestito e della bancassurance, grazie al collocamento di fondi e alla distribuzione di prodotti assicurativi, e, in misura più contenuta, quelle del commercial banking nella componente dei servizi di incasso e pagamento, inclusi i servizi telematici. Per contro, gli interessi netti hanno mostrato una flessione del 5,6%, dovuta ai margini di contribuzione condizionati dal livello dei tassi ai minimi storici. Tra le altre componenti di ricavo, che peraltro forniscono un apporto marginale ai proventi della Divisione, il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value si è ridotto (-12 milioni) mentre gli altri proventi operativi netti sono aumentati (+8 milioni). I costi operativi, pari a 4.775 milioni, sono diminuiti del 2,8% grazie ai risparmi sulle spese del personale, prevalentemente attribuibili alle uscite per accordi, e al contenimento delle spese amministrative, principalmente di pubblicità e di consulenza nonché dei service in ambito immobiliare e operativo. Per effetto dei fenomeni descritti, il risultato della gestione operativa è ammontato a 1.906 milioni, in progresso del 13,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il risultato corrente lordo si è attestato a 891 milioni, a fronte del risultato negativo di

587 milioni dei primi nove mesi del 2020 che scontava significative rettifiche di valore su crediti dovute alla revisione dello scenario intervenuta lo scorso anno a seguito dell'evento pandemico. Infine, il risultato netto, dopo l'attribuzione alla Divisione di imposte per 279 milioni, di tributi e oneri riguardanti il sistema bancario per 190 milioni, di oneri di integrazione per 19 milioni e di altre poste negative per 5 milioni, si è collocato a 398 milioni a fronte di -501 milioni dei primi nove mesi del 2020, rideterminati sulla base della revisione dei criteri di allocazione dei costi del Centro di Governo illustrata all'inizio del capitolo.

Nell'evoluzione trimestrale, si rileva un aumento sia del risultato della gestione operativa, riconducibile al miglioramento dei ricavi e al contenimento dei costi, sia del risultato corrente lordo, che ha beneficiato di minori rettifiche di valore su crediti e di altri proventi netti. Per contro l'utile netto ha mostrato una riduzione rispetto al secondo trimestre 2021, imputabile essenzialmente alla contabilizzazione nel terzo trimestre dei tributi e oneri del sistema bancario attribuiti alla Divisione (Deposit Guarantee Scheme).

Le consistenze patrimoniali a fine settembre 2021 hanno evidenziato una crescita dei volumi intermediati complessivi di raccolta e impiego rispetto a inizio anno (+3,6%). In dettaglio, i crediti verso clientela, pari a 251.057 milioni, hanno mostrato una sostanziale tenuta (-0,3%), risultante dal buon andamento dei finanziamenti a medio/lungo termine nei confronti dei privati e delle imprese che ha contrastato la dinamica cedente del credito a breve, rivolto principalmente alle imprese. La raccolta diretta bancaria, pari a 286.836 milioni, è risultata in aumento (+19,4 miliardi, pari a +7,2%) nella componente dei debiti verso clientela, per effetto della maggiore liquidità accumulata sui depositi di privati e imprese in attesa di una congiuntura più favorevole.

IMI Corporate & Investment Banking

(milioni di euro)
Dati economici 30.09.2021 30.09.2020 variazioni
assolute %
Interessi netti 1.587 1.512 75 5,0
Commissioni nette 853 776 77 9,9
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.160 1.214 -54 -4,4
Altri proventi (oneri) operativi netti - 7 -7
Proventi operativi netti 3.600 3.509 91 2,6
Spese del personale -355 -334 21 6,3
Spese amministrative -618 -623 -5 -0,8
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -16 -16 - -
Costi operativi -989 -973 16 1,6
Risultato della gestione operativa 2.611 2.536 75 3,0
Rettifiche di valore nette su crediti -38 -324 -286 -88,3
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività - -41 -41
Altri proventi (oneri) netti - - - -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 2.573 2.171 402 18,5
Imposte sul reddito -803 -712 91 12,8
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -15 -10 5 50,0
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) 20 - 20 -
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi - - - -
Risultato netto 1.775 1.449 326 22,5
(milioni di euro)
Dati operativi 30.09.2021 31.12.2020 variazioni
assolute %
Finanziamenti verso clientela 149.034 145.974 3.060 2,1
Raccolta diretta bancaria (a) 80.912 92.938 -12.026 -12,9
Attività di rischio ponderate 111.398 113.688 -2.290 -2,0
Capitale assorbito 9.573 9.768 -195 -2,0

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

(a) L'importo della voce comprende i "certificates".

Nei primi nove mesi 2021 la Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha realizzato proventi operativi netti pari a 3.600 milioni (che rappresentano circa il 23% del dato consolidato di Gruppo), in crescita del 2,6% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno.

In dettaglio, gli interessi netti, pari a 1.587 milioni, hanno mostrato un incremento del 5% beneficiando della maggiore contribuzione degli impieghi a clientela, sostenuti dall'operatività di finanza strutturata e di global markets. Le commissioni nette, pari a 853 milioni, sono aumentate del 9,9%, trainate dall'andamento rilevato nel comparto dell'investment banking. Il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value, pari a 1.160 milioni, ha evidenziato una flessione (-4,4%) principalmente riconducibile al ridimensionamento degli effetti valutativi derivanti dal debt value adjustment (DVA) correlato alle passività costituite da certificates e ai minori realizzi sul portafoglio titoli. I costi operativi sono ammontati a 989 milioni, di poco superiori (+1,6%) rispetto a quelli dei primi nove mesi del 2020 in relazione alle maggiori spese del personale. Per effetto delle dinamiche descritte dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa si è attestato a 2.611 milioni, in progresso del 3% rispetto al valore rilevato nei primi tre trimestri dello scorso esercizio. Il risultato corrente lordo, pari a 2.573 milioni, ha registrato un incremento del 18,5% rispetto ai 2.171 milioni dei primi nove mesi del 2020 che erano stati penalizzati da significative rettifiche di valore nette su crediti appostate in relazione alla pandemia da COVID-19. Infine, l'utile netto ha raggiunto i 1.775 milioni (+22,5%).

La Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha realizzato nel terzo trimestre 2021 un miglioramento del risultato della gestione operativa rispetto al secondo, da porre in relazione con lo sviluppo dei ricavi principalmente riconducibile al risultato delle attività e passività finanziarie al fair value che ha sopravanzato l'incremento dei costi operativi. Tale evoluzione si è riflessa sul risultato corrente lordo e sull'utile netto.

I volumi intermediati della Divisione hanno evidenziato una lieve flessione rispetto a inizio anno (-3,8%). Nel dettaglio, gli impieghi a clientela, pari a 149.034 milioni, hanno registrato una crescita di 3,1 miliardi (+2,1%), ascrivibile ai finanziamenti per operazioni di finanza strutturata e di global markets che hanno ampiamente compensato la riduzione dei finanziamenti global corporate. La raccolta diretta bancaria, pari a 80.912 milioni, si è ridotta di 12 miliardi (-12,9%) principalmente a causa della diminuzione dei debiti verso clientela global corporate e, in misura minore, verso clientela estera della Direzione Internazionale, solo in parte contrastata dallo sviluppo dell'operatività di global markets.

International Subsidiary Banks

(milioni di euro)
Dati economici 30.09.2021 30.09.2020 variazioni
assolute %
Interessi netti 988 981 7 0,7
Commissioni nette 408 368 40 10,9
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 104 89 15 16,9
Altri proventi (oneri) operativi netti -29 -25 4 16,0
Proventi operativi netti 1.471 1.413 58 4,1
Spese del personale -400 -392 8 2,0
Spese amministrative -287 -285 2 0,7
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -86 -82 4 4,9
Costi operativi -773 -759 14 1,8
Risultato della gestione operativa 698 654 44 6,7
Rettifiche di valore nette su crediti -117 -173 -56 -32,4
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -24 -2 22
Altri proventi (oneri) netti 4 6 -2 -33,3
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 561 485 76 15,7
Imposte sul reddito -117 -103 14 13,6
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -29 -29 - -
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) - - - -
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -22 -51 -29 -56,9
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi - - - -
Risultato netto 393 302 91 30,1
(milioni di euro)
Dati operativi 30.09.2021 31.12.2020 variazioni
assolute %
Finanziamenti verso clientela 37.642 36.079 1.563 4,3
Raccolta diretta bancaria 49.283 46.308 2.975 6,4
Attività di rischio ponderate 33.877 32.886 991 3,0
Capitale assorbito 3.632 3.541 91 2,6

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

La Divisione International Subsidiary Banks presidia l'attività del Gruppo sui mercati esteri tramite banche commerciali controllate e partecipate che svolgono prevalentemente attività bancaria retail.

Nei primi nove mesi del 2021 i proventi operativi netti della Divisione si sono attestati a 1.471 milioni, in crescita del 4,1% rispetto al corrispondente periodo del precedente esercizio (+5,5% a cambi costanti). L'analisi di dettaglio evidenzia che gli interessi netti sono stati pari a 988 milioni (+0,7%), principalmente grazie alla dinamica favorevole evidenziata da CIB Bank (+22 milioni) e, in misura minore, da Banca Intesa Beograd, inclusa Intesa Leasing Beograd (+3 milioni) che ha più che compensato la flessione registrata da VUB Banka (-10 milioni) e PBZ – inclusa Intesa Sanpaolo Bank (Slovenia) e Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina (-9 milioni). Le commissioni nette, pari a 408 milioni, hanno mostrato un consistente aumento (+10,9%) essenzialmente riconducibile al contributo di PBZ – inclusa Intesa Sanpaolo Bank (Slovenia) e Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina (+12 milioni), Banca Intesa Beograd, inclusa Intesa Leasing Beograd (+10 milioni), VUB Banka (+9 milioni) e, in minor misura, Bank of Alexandria (+5 milioni). Tra le altre componenti di ricavo, hanno evidenziato un incremento rispetto ai primi nove mesi del 2020, in positivo, il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value (+16,9%) e, in negativo, gli altri oneri operativi netti (+16%).

I costi operativi sono ammontati a 773 milioni (+1,8%; +3,1% a cambi costanti) principalmente per la crescita delle spese del personale e degli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali e materiali.

Per l'andamento descritto dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa ha registrato un aumento (+6,7%), attestandosi a 698 milioni. Il risultato corrente lordo, pari a 561 milioni, si è incrementato del 15,7%, beneficiando di minori rettifiche di valore su crediti. La Divisione ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con un risultato netto di 393 milioni (+30,1%).

Nel confronto trimestrale, il terzo trimestre 2021 ha evidenziato un calo del risultato della gestione operativa rispetto al secondo, riconducibile all'aumento degli oneri operativi che ha più che compensato la dinamica favorevole dei ricavi. Il risultato corrente lordo e l'utile netto sono stati inoltre negativamente influenzati dalle maggiori rettifiche di valore nette su crediti.

I volumi intermediati della Divisione hanno evidenziato a fine settembre 2021 un aumento (+5,5%) da inizio anno riconducibile alla raccolta diretta bancaria (+6,4%), sia nella componente dei debiti verso clientela sia in quella dei titoli in circolazione, e ai crediti verso clientela (+4,3%). La dinamica della raccolta è principalmente attribuibile alle controllate operanti in Croazia, Slovacchia, Egitto e Serbia mentre quella degli impieghi alle controllate attive in Slovacchia, Serbia ed Egitto.

Private Banking

(milioni di euro)
Dati economici 30.09.2021 30.09.2020 variazioni
assolute %
Interessi netti 161 195 -34 -17,4
Commissioni nette 1.558 1.408 150 10,7
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 41 30 11 36,7
Altri proventi (oneri) operativi netti 21 4 17
Proventi operativi netti 1.781 1.637 144 8,8
Spese del personale -344 -343 1 0,3
Spese amministrative -254 -244 10 4,1
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -54 -51 3 5,9
Costi operativi -652 -638 14 2,2
Risultato della gestione operativa 1.129 999 130 13,0
Rettifiche di valore nette su crediti - -21 -21
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -28 -36 -8 -22,2
Altri proventi (oneri) netti 194 6 188
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 1.295 948 347 36,6
Imposte sul reddito -390 -293 97 33,1
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -14 -12 2 16,7
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -16 -1 15
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -15 -13 2 15,4
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi 2 6 -4 -66,7
Risultato netto 862 635 227 35,7
(milioni di euro)
Dati operativi 30.09.2021 31.12.2020 variazioni
assolute %
Risparmio gestito (1) 157.968 145.706 12.262 8,4
Attività di rischio ponderate 11.886 11.157 729 6,5
Capitale assorbito 1.038 964 74 7,7

(1) Dati riesposti in coerenza con i criteri di rendicontazione della raccolta indiretta consolidata.

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

La Divisione Private Banking ha la missione di servire il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals), creando valore attraverso l'offerta di prodotti e servizi mirati all'eccellenza. La Divisione coordina l'operatività di Fideuram, Intesa Sanpaolo Private Banking, Fideuram Asset Management SGR (già Fideuram Investimenti), SIREF Fiduciaria, Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval, Fideuram Asset Management Ireland, Fideuram Bank (Luxembourg), Financière Fideuram e, a partire dal secondo trimestre, anche di IW Bank e del Gruppo bancario svizzero Reyl. Di quest'ultimo è stata acquisita una partecipazione pari al 69% nel capitale sociale di Reyl & Cie SA con il contestuale conferimento in Reyl dell'intera partecipazione detenuta da Fideuram in Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval.

Nei primi nove mesi del 2021 la Divisione ha realizzato un risultato corrente lordo pari a 1.295 milioni, in avanzamento di 347 milioni (+36,6%) rispetto al corrispondente periodo dello scorso esercizio. Tale cospicuo incremento è in buona parte ascrivibile alla plusvalenza di 194 milioni realizzata con la cessione del ramo di attività di Banca Depositaria di Fideuram Bank (Luxembourg), contabilizzata nella voce Altri proventi netti. Anche il risultato della gestione operativa ha mostrato un'evoluzione favorevole (+130 milioni), grazie all'aumento dei proventi operativi netti (+144 milioni) che hanno ampiamente compensato i maggiori costi operativi (+14 milioni), riconducibili principalmente alle altre spese amministrative, segnatamente informatiche e per servizi resi da terzi, e agli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali e materiali correlati ai software. L'evoluzione dei ricavi è da ricondurre alla crescita delle commissioni nette (+150 milioni), segnatamente quelle ricorrenti, sostenute dallo sviluppo delle masse medie di risparmio gestito, degli altri proventi operativi netti (+17 milioni) e del risultato delle attività e passività finanziarie al fair value (+11 milioni), che ha beneficiato delle plusvalenze collegate a strumenti

finanziari detenuti al servizio dei piani di incentivazione dei risk takers e delle reti distributive. Per contro gli interessi netti hanno evidenziato una dinamica cedente (-34 milioni) per effetto della minore contribuzione dell'intermediazione con clientela. La Divisione ha chiuso i primi nove mesi 2021 con un utile netto di 862 milioni, in aumento del 35,7% rispetto al medesimo periodo del 2020.

Relativamente alle masse gestite e amministrate, si segnala che i valori vengono esposti in coerenza con i criteri di rendicontazione della raccolta indiretta utilizzati nel consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo, in particolare attraverso l'elisione di conti correnti della clientela correlati alle operazioni di investimento, di obbligazioni e di certificates che, pur facendo parte del patrimonio del cliente, trovano già rappresentazione nell'ambito della raccolta diretta. Si evidenzia inoltre una riallocazione dei prodotti di terzi da risparmio gestito a risparmio amministrato.

Al 30 settembre 2021 le masse gestite e amministrate, che includono anche il contributo dei mandati fiduciari a SIREF Fiduciaria, sono state pari a 278,8 miliardi (+27,1 miliardi rispetto a inizio anno). Tale andamento è riconducibile alla rivalutazione delle masse nonché all'apporto positivo della raccolta netta. La componente di risparmio gestito si è attestata a 158 miliardi (+12,3 miliardi).

Asset Management

(milioni di euro)
Dati economici 30.09.2021 30.09.2020 variazioni
assolute %
Interessi netti -1 - 1 -
Commissioni nette 887 698 189 27,1
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value -3 -2 1 50,0
Altri proventi (oneri) operativi netti 55 23 32
Proventi operativi netti 938 719 219 30,5
Spese del personale -78 -71 7 9,9
Spese amministrative -80 -80 - -
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -5 -5 - -
Costi operativi -163 -156 7 4,5
Risultato della gestione operativa 775 563 212 37,7
Rettifiche di valore nette su crediti - - - -
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività 1 - 1 -
Altri proventi (oneri) netti - - - -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 776 563 213 37,8
Imposte sul reddito -205 -149 56 37,6
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -2 - 2 -
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -3 - 3 -
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -9 -35 -26 -74,3
Risultato netto 557 379 178 47,0
(milioni di euro)
Dati operativi 30.09.2021 31.12.2020 variazioni
assolute %
Risparmio gestito 350.686 338.752 11.934 3,5
Attività di rischio ponderate 2.011 1.752 259 14,8
Capitale assorbito 209 174 35 20,1

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

La Divisione Asset Management ha la missione di sviluppare le migliori soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo e la presenza nel segmento dell'open market tramite la società controllata Eurizon Capital SGR e le sue partecipate. Sono inoltre ricomprese nel perimetro della Divisione Pramerica SGR e Pramerica Management Company, confluite nel secondo trimestre nell'ambito del progetto di integrazione delle attività di asset management del Gruppo UBI Banca. In particolare, in data 1° luglio 2021 si è completato il processo di fusione per incorporazione delle due società, rispettivamente, in Eurizon Capital SGR e in Eurizon Capital SA.

I proventi operativi netti dei primi nove mesi 2021, pari a 938 milioni, hanno evidenziato un significativo incremento (+30,5%) rispetto al corrispondente periodo dello scorso esercizio principalmente ascrivibile allo sviluppo dei ricavi commissionali (+189 milioni), sostenuti soprattutto dall'operatività in fondi comuni di investimento, e, in misura minore, al maggiore apporto della partecipata cinese consolidata a patrimonio netto (+25 milioni) e degli altri proventi di gestione. In particolare le commissioni nette hanno beneficiato della crescita delle commissioni di performance incassate nel periodo; si sono incrementate anche le commissioni di gestione, grazie all'aumento dei patrimoni gestiti indotto dalla buona intonazione dei mercati finanziari, e quelle di collocamento. L'evoluzione dei costi operativi (+4,5%) è riconducibile all'incremento delle spese del personale, da porre in relazione con l'aumento dell'organico medio e con gli accantonamenti relativi al sistema incentivante. Dato l'andamento descritto dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa è stato pari a 775 milioni, in progresso del 37,7% rispetto allo stesso periodo del 2020. La Divisione ha chiuso i primi nove mesi 2021 con un risultato netto pari a 557 milioni (+47%).

Al 30 settembre 2021 il risparmio gestito dalla Divisione Asset Management si è attestato complessivamente a 350,7 miliardi, in aumento di 11,9 miliardi (+3,5%) da inizio anno grazie alla rivalutazione delle masse e alla raccolta netta positiva. Quest'ultima ha apportato nei primi nove mesi un flusso netto di 6,5 miliardi, essenzialmente riconducibile ai fondi comuni (+6,4 miliardi); tra le altre componenti, hanno fornito un contributo positivo i prodotti dedicati a clienti istituzionali, inclusivi dei mandati assicurativi (+0,5 miliardi) mentre le gestioni patrimoniali per clientela retail e private hanno registrato un deflusso (-0,4 miliardi).

Al 30 settembre 2021 la quota del mercato italiano di Eurizon Capital sul patrimonio gestito è risultata pari al 16,9% (al lordo delle duplicazioni). Escludendo il comparto dei fondi chiusi, in cui la società ha una presenza limitata attraverso i PIR Alternativi e il fondo azionario "Eurizon Italian Fund- Eltif", la quota di risparmio gestito a fine settembre sale al 17,4%.

Insurance

(milioni di euro)
Dati economici 30.09.2021 30.09.2020 variazioni
assolute %
Interessi netti - - - -
Commissioni nette 1 -2 3
Risultato dell'attività assicurativa 1.189 1.183 6 0,5
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value - - - -
Altri proventi (oneri) operativi netti -10 -3 7
Proventi operativi netti 1.180 1.178 2 0,2
Spese del personale -103 -100 3 3,0
Spese amministrative -168 -162 6 3,7
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -15 -14 1 7,1
Costi operativi -286 -276 10 3,6
Risultato della gestione operativa 894 902 -8 -0,9
Rettifiche di valore nette su crediti - - - -
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -155 -26 129
Altri proventi (oneri) netti - - - -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 739 876 -137 -15,6
Imposte sul reddito -173 -247 -74 -30,0
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -18 -11 7 63,6
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -16 -14 2 14,3
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi 85 -128 213
Risultato netto 617 476 141 29,6

(milioni di euro) Dati operativi 30.09.2021 31.12.2020 variazioni assolute % Raccolta diretta assicurativa (1) 203.564 203.214 350 0,2 Attività di rischio ponderate - - - - Capitale assorbito 4.266 4.975 -709 -14,3

(1) Inclusi i titoli subordinati emessi dalle compagnie.

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

La Divisione Insurance è costituita da Intesa Sanpaolo Vita, Intesa Sanpaolo Life, Fideuram Vita, Intesa Sanpaolo Assicura e Intesa Sanpaolo RBM Salute, con la missione di sviluppare in modo sinergico l'offerta dei prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo. Nel corso del secondo trimestre sono inoltre entrate nel perimetro della Divisione Insurance le compagnie BancAssurance Popolari, Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas Assicurazioni (al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione), in relazione al perfezionamento dell'acquisizione del 100% del capitale.

Nei primi nove mesi del 2021 la Divisione ha conseguito un risultato dell'attività assicurativa pari a 1.189 milioni, in crescita di 6 milioni (+0,5%) rispetto al medesimo periodo del 2020. Tale dinamica è attribuibile in prevalenza al miglioramento del margine finanziario in relazione alla favorevole intonazione dei mercati finanziari che si è tradotta in maggiore redditività degli investimenti, al netto della quota di pertinenza degli assicurati, solo in parte contrastata dalla flessione del margine tecnico imputabile all'incremento di riscatti e sinistri che hanno interessato il ramo vita e il ramo danni.

Il risultato corrente lordo, pari a 739 milioni, ha evidenziato un calo di 137 milioni (-15,6%), principalmente imputabile agli altri accantonamenti netti, che includono l'accantonamento di 126 milioni rappresentante l'eccedenza dei sinistri rispetto ai premi maturati e la stima per gli oneri prospettici sulle polizze annuali in essere, in relazione a uno squilibrio finanziario generatosi anche in conseguenza di un maggior utilizzo delle prestazioni da parte degli assicurati al termine dei lunghi periodi di lockdown. Alla flessione del risultato corrente lordo ha inoltre concorso l'incremento dei costi operativi (+3,6%).

Il cost/income, pari al 24,2%, si è mantenuto su ottimi livelli, di poco superiori a quelli osservati nei primi nove mesi del 2020.

Infine l'utile netto è ammontato a 617 milioni (+29,6%), dopo l'attribuzione delle imposte per 173 milioni, degli oneri di integrazione e incentivazione all'esodo per 18 milioni, degli effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione per 16 milioni e della perdita di pertinenza di terzi per 85 milioni relativa alla quota spettante ai terzi delle perdite rilevate a seguito degli accantonamenti sopra richiamati.

La raccolta diretta assicurativa, pari a 203.564 milioni, ha mostrato un lieve incremento (+0,2%) rispetto a inizio anno ascrivibile alla crescita delle passività finanziarie valutate al fair value, costituite da prodotti unit linked, e dell'altra raccolta, che include le passività subordinate, quasi interamente compensata dalla riduzione delle riserve tecniche.

La raccolta premi vita e previdenza della Divisione, pari a 14,2 miliardi, ha mostrato un incremento di oltre il 9% rispetto ai primi nove mesi dello scorso anno imputabile ai prodotti unit linked (+48%). Per contro, i prodotti tradizionali sono risultati in significativa riduzione (-28%), in linea con la strategia di focalizzazione dell'offerta su prodotti a minor impatto di capitale, in considerazione anche dell'attuale livello dei tassi di rendimento dei titoli governativi. In leggera contrazione anche la raccolta sui prodotti previdenziali.

I premi del business protezione sono stati pari a 1,1 miliardi, in crescita del 10% circa rispetto al medesimo periodo del 2020 riesposto includendo Intesa Sanpaolo RBM Salute e Cargeas per omogeneità di confronto. Si evidenzia un incremento dei prodotti non-motor (escluse le CPI - Credit Protection Insurance), su cui si concentra il Piano d'Impresa 2018-2021, pari al 18%.

Centro di Governo

Al Centro di Governo, cui è demandato il presidio delle funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo dell'intero Gruppo, fanno capo anche la Direzione NPE nonché le attività di Tesoreria e di ALM Strategico. Le risultanze economiche del Centro di Governo sono state rideterminate alla luce della revisione dei criteri di allocazione dei costi e dei ricavi alle Divisioni operative illustrata in premessa al presente capitolo.

Le attività delle Strutture del Centro di Governo hanno evidenziato nei primi nove mesi del 2021 un risultato della gestione operativa negativo per 140 milioni, che si confronta con il risultato di -168 milioni del medesimo periodo del precedente esercizio. Tale andamento è essenzialmente riconducibile al significativo contenimento degli oneri operativi soprattutto in relazione a sinergie su spese amministrative e ammortamenti conseguenti all'integrazione di UBI. Per contro i proventi operativi netti hanno mostrato una flessione principalmente attribuibile alla riduzione degli interessi netti, per il maggior costo della liquidità in eccesso in relazione alla diminuzione dei tassi di mercato a breve termine, sempre in territorio negativo, nonché per il significativo incremento della raccolta da clientela solo in parte compensati dalla crescita del risultato delle attività e passività finanziarie al fair value. Il risultato corrente lordo si è attestato a -630 milioni a fronte dei 910 milioni dei primi nove mesi dello scorso anno che includevano utili delle attività operative cessate per 1.459 milioni. Il periodo si è chiuso con un risultato netto di -596 milioni, che si confronta con i +3.636 milioni contabilizzati nello stesso periodo dell'anno precedente che includevano l'effetto positivo straordinario (circa 3,3 miliardi) relativo alla rilevazione provvisoria del goodwill negativo derivante dall'acquisizione del Gruppo UBI. Il conto economico del Centro di Governo comprende oltre la metà degli oneri imposti da disposizioni legislative e/o finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario e, di conseguenza, al di fuori del governo aziendale, essenzialmente riferibili ai fondi di risoluzione. Tali oneri sono ammontati - al netto delle imposte a 262 milioni e si confrontano con 283 milioni dei primi nove mesi 2020.

Attività di tesoreria

Nell'ambito della Tesoreria e Finanza di Gruppo sono ricomprese le attività di tesoreria di servizio in euro e in valuta, la gestione integrata dei fabbisogni e delle eccedenze di liquidità, nonché dei rischi finanziari (ALM) e di regolamento.

Nel terzo trimestre 2021 Intesa Sanpaolo ha confermato il proprio ruolo sistemico di "critical participant" all'interno dei sistemi di regolamento della BCE (Target2 e Target2 Securities), mantenendo sui livelli medi annuali i volumi regolati, nonché le relative quote di mercato. La Banca ha proseguito a pieno ritmo i lavori di implementazione della nuova piattaforma unica europea dei "Target Services", che vedrà l'accentramento, sotto la governance della BCE, di tutti i regolamenti cash (Target2 e TIPS per gli instant payments), titoli (T2S) e collaterale (ECMS) entro il 2023. Per quanto riguarda il progetto "Consolidation" (nuovo Target2) Intesa Sanpaolo sta procedendo secondo le timeline previste per poter effettuare da fine 2021 i Community Test con le altre banche italiane. Con riferimento al progetto TIPS sono state gestite tutte le attività che garantiranno il go-live previsto per fine novembre 2021. Per ECMS, dopo la chiusura dell'impact assessment, procede la fase di stesura dei requisiti funzionali.

In Europa, nel terzo trimestre del 2021, l'estensione della copertura vaccinale e la conseguente ripresa economica hanno portato l'attenzione dei mercati sul tema dell'inflazione, i cui ultimi dati pubblicati registrano un tasso superiore al 2% per le tre principali economie (Germania, Francia e Italia). La BCE, concludendo la strategy review a luglio, ha stabilito che verrà mantenuto l'obiettivo della stabilità dei prezzi, puntando ad un livello di inflazione del 2% in modo simmetrico. Inoltre, nel successivo Consiglio direttivo, è stata modificata la forward guidance, segnalando che la banca centrale si impegnerà a mantenere in maniera persistente una politica monetaria accomodante e che, implicitamente, sarà tollerato un periodo transitorio in cui l'inflazione potrà essere moderatamente al di sopra dell'obiettivo. La BCE ha inoltre comunicato che il programma di acquisto di emergenza pandemica (PEPP), nell'ultimo trimestre del 2021, sarà condotto a un ritmo moderatamente inferiore rispetto ai due trimestri precedenti. La presidente della BCE Lagarde ha giustificato la decisione affermando che la ripresa "sempre più avanzata" nell'area euro potrà presumibilmente essere mantenuta anche con un minore aiuto monetario.

I fixing dell'Euribor, nel corso del periodo, sono sempre stati sotto il livello della Depo Facility, ad eccezione del 12 mesi, che è rimasto su detti livelli solo per pochi giorni per poi tornare in area -0,49%. La curva €STR OIS nella prima parte del terzo trimestre ha visto un movimento leggermente ribassista, per poi invertire la tendenza nella seconda parte. L'1y1y forward è passato da -0,52% a inizio luglio, toccando -0,58% ai primi di agosto ed infine posizionandosi intorno a -0,51%.

Sul fronte americano, nell'incontro del 22 settembre, la FED ha segnalato che l'inizio della riduzione degli acquisti potrebbe arrivare già a novembre non dando in ogni caso indicazioni su modalità e ritmo; ha segnalato inoltre che rimane ancora prematuro prevedere una data per il futuro aumento dei tassi. In assenza di indicazioni specifiche, il mercato dei futures americani a fine trimestre include una aspettativa per un primo rialzo dei tassi di 25 bps a dicembre 2022.

L'abbondante eccesso di liquidità ha indotto a limitare l'attività di raccolta sul mercato cartolare a breve termine in euro e divisa di Intesa Sanpaolo. L'operatività si è concentrata in prevalenza sui rinnovi delle scadenze con durate in massima parte tra 6 e 12 mesi.

Nel quadro dell'operatività di funding a medio/lungo termine, nel terzo trimestre dell'anno, l'ammontare complessivo delle emissioni del Gruppo collocate sul mercato domestico, attraverso reti proprie e direct listing, è stato pari a 760 milioni. Nell'ambito dei titoli collocati si è registrata una prevalenza (92%) della componente costituita da strumenti finanziari strutturati, rappresentati principalmente da strutture legate ad Indici. Nella scomposizione per vita media, il 60% è costituito da strumenti con scadenza fino a 5 anni, mentre il restante 40% è rappresentato da titoli con scadenza a 6 e 7 anni.

Nel periodo sono state perfezionate operazioni di raccolta istituzionale unsecured per un controvalore complessivo di circa 50 milioni, di cui 38 milioni tramite l'emissione di titoli obbligazionari senior preferred collocati presso investitori istituzionali e

12 milioni tramite l'emissione di titoli obbligazionari e certificates da parte della Divisione IMI Corporate & Investment Banking collocati presso investitori istituzionali.

Non sono occorse variazioni sui nozionali delle OBG emesse nell'ambito dei programmi di Intesa Sanpaolo.

Per quanto concerne la gestione del collateral, Intesa Sanpaolo si avvale da tempo anche della procedura denominata A.Ba.Co. (Attivi Bancari Collateralizzati), che permette l'utilizzo di prestiti bancari - erogati a società non finanziarie - a garanzia delle operazioni di finanziamento con la Banca d'Italia: al 30 settembre 2021 l'importo outstanding, al lordo degli hair-cut applicabili agli impieghi costituiti in pegno da parte del Gruppo, ammonta a circa 15,4 miliardi.

Nel terzo trimestre la prospettiva di una graduale riduzione delle misure di stimolo monetario ha favorito l'irripidimento delle curve dei tassi di interesse. Non si è tuttavia incrinato il quadro di generale risk-on e solo nella seconda metà di settembre i mercati equity hanno iniziato a risentire dei timori sulla persistenza dell'accelerazione inflazionistica e sull'eccesso di leva raggiunto in alcuni settori dell'economia cinese. Rimangono stabili i mercati del credito, con livelli di spread vicini ai minimi della corrente fase ciclica.

Nel periodo la rotazione di portafoglio è stata contenuta, anche a seguito della bassa volatilità dei mercati del credito, e finalizzata al mantenimento di un moderato profilo di rischio.

Con riferimento al mercato repo i volumi scambiati sui titoli di stato italiani sono rimasti pressoché invariati rispetto al trimestre precedente ed i tassi si sono attestati su livelli leggermente inferiori alla Depo Facility.

Lo spread tra i tassi govies dei paesi core e quelli italiani si è lievemente allargato rispetto al trimestre precedente; sullo scavalco di fine trimestre si è assistito ad una discesa dei tassi associata ad un significativo allargamento dello spread.

ALM Strategico

Nell'ambito delle attività di Asset & Liability Management (ALM) del Gruppo, la gestione operativa dei rischi finanziari del banking book di Gruppo è svolta sotto il monitoraggio dell'Area CRO. Il rischio di tasso è monitorato e gestito considerando anzitutto la sensitività del valore di mercato delle varie poste del banking book agli spostamenti paralleli della curva dei tassi; sono inoltre utilizzate specifiche analisi di scenario circa l'evoluzione dei tassi, nonché ipotesi comportamentali su alcune poste particolari. Le scelte strategiche in materia di rischio tasso sono definite dal Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, nell'ambito di limiti fissati dal Consiglio di Amministrazione: la struttura di Tesoreria & Finanza di Gruppo svolge un ruolo attivo di supporto alle decisioni del Comitato, formulando analisi e proposte. La componente strutturale del rischio di liquidità è gestita, sulla base delle policy di liquidità definite a livello di Gruppo, presidiando gli equilibri attuali e prospettici di liquidità, a breve e a lungo termine, definendo il piano di funding sui diversi canali e strumenti (domestico/internazionale, retail/corporate, secured/unsecured, preferred/non preferred/subordinati) nonché gli obiettivi di gap impieghi-raccolta delle Unità di Business.

Il presidio dei rischi

I PRINCIPI DI BASE DEL PRESIDIO DEI RISCHI

Le politiche relative all'assunzione e i processi di gestione dei rischi ai quali il Gruppo è o potrebbe essere esposto sono approvate dal Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, in qualità di Capogruppo, con il supporto del Comitato Rischi. Il Comitato per il Controllo sulla Gestione, organo con funzioni di controllo, vigila sull'adeguatezza, efficienza, funzionalità e affidabilità del processo di gestione dei rischi e del Risk Appetite Framework.

Il Consigliere Delegato e CEO esercita il potere di proposta di adozione delle delibere che riguardano il sistema dei rischi e cura l'esecuzione di tutte le delibere del Consiglio di Amministrazione, con particolare riguardo all'attuazione degli indirizzi strategici, del RAF e delle politiche di governo dei rischi.

Gli Organi beneficiano anche dell'azione di alcuni comitati manageriali in tema di presidio dei rischi. Tali comitati, tra i quali va segnalato il Comitato di Direzione, operano nel rispetto delle responsabilità primarie degli Organi societari sul sistema dei controlli interni e delle prerogative delle funzioni aziendali di controllo, in particolare della funzione di controllo dei rischi.

Ferme restando le attribuzioni proprie degli Organi societari, l'Area di Governo Chief Risk Officer - collocata a diretto riporto del Consigliere Delegato e CEO - ha la responsabilità di: (i) governare il macro processo di definizione, approvazione, controllo e attuazione del Risk Appetite Framework del Gruppo con il supporto delle altre funzioni aziendali coinvolte; (ii) coadiuvare gli Organi societari nel definire, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali, gli indirizzi e le politiche in materia di gestione dei rischi del Gruppo; (iii) coordinarne e verificarne l'attuazione da parte delle unità preposte del Gruppo, anche nei diversi ambiti societari; (iv) assicurare il presidio del profilo di rischio complessivo del Gruppo, definendo le metodologie e monitorando le esposizioni alle diverse tipologie di rischio e riportandone periodicamente la situazione agli Organi societari; (v) attuare i controlli di II livello sia sul credito sia sugli altri rischi ed assicurare la convalida dei sistemi interni per la misurazione dei rischi.

La Capogruppo svolge nei confronti delle Società del Gruppo un ruolo di indirizzo e coordinamento13, mirato a garantire un efficace ed efficiente presidio dei rischi a livello di gruppo, esercitando la responsabilità nella definizione delle linee guida e delle regole metodologiche inerenti al processo di gestione dei rischi, perseguendo, in particolare, l'informativa integrata a livello di gruppo nei confronti degli Organi della Capogruppo, in merito alla completezza, adeguatezza, funzionalità e affidabilità del sistema dei controlli interni. Con particolare riferimento alle Funzioni aziendali di controllo, all'interno del Gruppo si distinguono due tipologie di modelli: (i) il Modello di gestione accentrata basato sull'accentramento delle attività presso la Capogruppo e (ii) il Modello di gestione decentrata che prevede la presenza di Funzioni aziendali di controllo istituite localmente, che svolgono l'attività sotto l'azione di indirizzo e coordinamento delle omologhe Funzioni aziendali di controllo della Capogruppo, cui riportano funzionalmente.

Gli Organi aziendali delle Società del Gruppo, indipendentemente dal modello di controllo adottato all'interno della propria Società, sono consapevoli delle scelte effettuate dalla Capogruppo e sono responsabili dell'attuazione, nell'ambito delle rispettive realtà aziendali, delle strategie e politiche perseguite in materia di controlli, favorendone l'integrazione nell'ambito dei controlli di gruppo.

A seguito della fusione per incorporazione di UBI Banca in Intesa Sanpaolo si sta procedendo nel processo di condivisione di approcci e strumenti per l'integrazione del framework di risk management, al fine di sfruttare al massimo le possibili sinergie, procedendo nell'omologazione dei processi di misura e valutativi, con estensione dei modelli di rating secondo le modalità concordate con il Regolatore.

Gli strumenti per la misurazione e la gestione dei rischi concorrono a definire un quadro di controllo in grado di valutare i rischi assunti dal Gruppo secondo una prospettiva regolamentare ed economica; il livello di assorbimento di capitale economico, definito come la massima perdita "inattesa" in cui il Gruppo può incorrere in un orizzonte temporale di un anno, rappresenta una metrica chiave per definire l'assetto finanziario e la tolleranza del Gruppo al rischio e per orientare l'operatività, assicurando l'equilibrio tra i rischi assunti e il ritorno per gli azionisti. Esso viene stimato, oltre che sulla base della situazione attuale, anche a livello prospettico, in funzione delle ipotesi di budget e dello scenario economico previsto. La valutazione del capitale è inclusa nel reporting aziendale ed è sottoposta trimestralmente al Comitato di Direzione, al Comitato Rischi e al Consiglio di Amministrazione, nell'ambito del Tableau de Bord dei rischi di Gruppo. La copertura dei rischi, a seconda della loro natura, frequenza e dimensione d'impatto potenziale, è affidata ad una costante combinazione tra azioni e interventi di attenuazione/immunizzazione, procedure/processi di controllo e protezione patrimoniale.

13 In proposito, si specifica che Intesa Sanpaolo non esercita su Risanamento S.p.A. e sulle sue controllate attività di direzione e coordinamento ai sensi degli artt. 2497 e seguenti del Codice Civile.

LA NORMATIVA BASILEA 3

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, relativamente al recepimento delle riforme degli accordi del Comitato di Basilea ("Basilea 3"), ha intrapreso adeguate iniziative progettuali, ampliando gli obiettivi del Progetto Basilea 2, al fine di migliorare i sistemi di misurazione e i connessi sistemi di gestione dei rischi.

Per quanto riguarda i rischi creditizi, si segnala il recepimento dei provvedimenti autorizzativi BCE all'utilizzo, a fini regolamentari, dei nuovi modelli Institutions e SME Retail, a partire da giugno 2021.

L'aggiornamento periodico e il relativo allineamento all'evoluzione della normativa dei sistemi IRB nonché la loro estensione alle controllate italiane provenienti dal Gruppo UBI ed estere (secondo il piano di roll-out di Gruppo) procedono in accordo con la Regulatory Roadmap condivisa con i Supervisori.

Per quanto riguarda il rischio di controparte non si segnalano variazioni nell'ambito di applicazione rispetto al 30 giugno 2021.

Per quanto attiene ai rischi operativi, il Gruppo ha ottenuto l'autorizzazione all'utilizzo del Metodo Avanzato AMA (modello interno) per la determinazione del relativo requisito patrimoniale a partire dalla segnalazione al 31 dicembre 2009. Non si segnalano variazioni nell'ambito di applicazione rispetto al 30 giugno 2021.

Il resoconto annuale del processo di controllo prudenziale ai fini di adeguatezza patrimoniale (ICAAP), basato sull'utilizzo esteso delle metodologie interne di misurazione dei rischi, di determinazione del capitale interno e del capitale complessivo disponibile, è stato approvato e inviato alla BCE nel mese di aprile 2021.

Nell'ambito dell'adozione di "Basilea 3", il Gruppo pubblica le informazioni riguardanti l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti alla loro identificazione, misurazione e gestione nel documento denominato Terzo Pilastro di Basilea 3 o "Pillar 3".

Il documento viene pubblicato sul sito Internet (group.intesasanpaolo.com) con cadenza trimestrale.

RISCHI DI CREDITO

Il Gruppo Intesa Sanpaolo dispone di un vasto insieme di tecniche e di strumenti per la misurazione e la gestione dei rischi di credito, in grado di assicurare un controllo analitico della qualità del portafoglio degli impieghi alla clientela e alle istituzioni finanziarie, nonché delle esposizioni soggette a rischio paese.

Per quanto riguarda, in particolare, gli impieghi a clientela, la misurazione del rischio fa ricorso a modelli di rating interni differenziati a seconda del segmento di operatività della controparte (Corporate, SME Retail, Retail, Stati Sovrani, Enti del Settore Pubblico e Banche). Tali modelli consentono di sintetizzare la qualità creditizia della controparte in una misura, il rating, che ne riflette la probabilità di insolvenza con un orizzonte temporale di un anno, calibrata su un livello medio del ciclo economico. I rating calcolati sono, inoltre, raccordati alle classificazioni delle agenzie ufficiali di rating per mezzo di una scala omogenea di riferimento.

Il rating e i fattori mitiganti del credito (garanzie, forme tecniche e covenants) assumono un ruolo fondamentale nel processo di concessione e gestione del credito.

Qualità del credito

(milioni di euro)
Voci 30.09.2021 31.12.2020 Variazione
Esposizione
lorda
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Esposizione
lorda
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Esposizione
netta
Sofferenze 9.113 -5.530 3.583 9.594 -5.591 4.003 -420
Inadempienze probabili 8.397 -3.436 4.961 10.678 -4.455 6.223 -1.262
Crediti Scaduti / Sconfinanti 746 -149 597 627 -110 517 80
Crediti Deteriorati 18.256 -9.115 9.141 20.899 -10.156 10.743 -1.602
Crediti deteriorati in Stage 3 (soggetti a
impairment)
18.182 -9.101 9.081 20.818 -10.132 10.686 -1.605
Crediti deteriorati valutati al fair value con
contropartita il conto economico
74 -14 60 81 -24 57 3
Crediti in bonis 450.133 -2.810 447.323 447.650 -2.807 444.843 2.480
Stage 2 64.542 -2.001 62.541 71.037 -2.014 69.023 -6.482
Stage 1 384.492 -809 383.683 375.535 -793 374.742 8.941
Crediti in bonis valutati al fair value con
contropartita il conto economico
1.099 - 1.099 1.078 - 1.078 21
Crediti in bonis rappresentati da titoli 6.846 -34 6.812 7.231 -37 7.194 -382
Stage 2 1.959 -23 1.936 3.090 -30 3.060 -1.124
Stage 1 4.887 -11 4.876 4.141 -7 4.134 742
Crediti detenuti per la negoziazione 19 - 19 22 - 22 -3
Totale finanziamenti verso clientela 475.254 -11.959 463.295 475.802 -13.000 462.802 493
di cui forborne performing 8.616 -489 8.127 5.560 -304 5.256 2.871
di cui forborne non performing 5.466 -2.222 3.244 5.902 -2.360 3.542 -298
Finanziamenti verso clientela classificati tra le
attività in via di dismissione (*)
4.704 -3.046 1.658 29.602 -3.462 26.140 -
-24.482

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(*) Al 30 settembre 2021 la voce si riferisce al portafoglio di sofferenze e inadempienze probabili di prossima cessione.

Al 30 settembre 2021 i crediti deteriorati lordi del Gruppo risultavano scesi a 18,3 miliardi, evidenziando una contrazione di 2,6 miliardi (-12,6%) rispetto a dicembre 2020. Oltre alle iniziative di de-risking portate avanti, la dinamica dell'aggregato sta beneficiando di una significativa contrazione dei flussi in entrata da crediti in bonis, sia in termini lordi (2,4 miliardi nel 2021 a fronte dei 3 miliardi registrati nei primi nove mesi del 2020), sia in termini netti, al netto cioè delle uscite verso crediti in bonis (1,7 miliardi rispetto ai 2,2 miliardi di raffronto). Come si può notare dalla tabella, la flessione nei nove mesi degli stock lordi ha riguardato per oltre l'86% le inadempienze probabili (-2,3 miliardi; -21,4%) che nel terzo trimestre del 2021 hanno visto la riclassifica di 1,1 miliardi tra le attività in via dismissione (si veda in proposito quanto riportato nel capitolo "I nove mesi del 2021").

A fine settembre i crediti deteriorati netti del Gruppo si sono attestati a 9,1 miliardi, valore che rappresenta un minimo storico. La riduzione a doppia cifra da inizio anno (-14,9%) conferma l'andamento virtuoso già rilevato nel corso degli esercizi precedenti. Si registra un'incidenza delle attività deteriorate sul totale dei crediti netti verso clientela del 2%, valore contenuto e in flessione rispetto a quello registrato a dicembre 2020 (2,3%), con un'accresciuta copertura dei crediti deteriorati pari al 49,9%.

In particolare, a fine settembre i finanziamenti classificati in sofferenza, al netto delle rettifiche di valore contabilizzate, si sono attestati a 3,6 miliardi (-10,5%), con un'incidenza sul totale dei crediti netti pari allo 0,8%; nello stesso periodo il livello di copertura si è attestato al 60,7% (79,7% includendo gli stralci effettuati). Le inadempienze probabili, pari a 5 miliardi, si sono ridotte del 20,3%, con un'incidenza sul totale degli impieghi netti a clientela pari all'1,1% e un livello di copertura del 40,9%. I crediti scaduti e sconfinanti sono ammontati a 597 milioni (+15,5%), con una copertura pari al 20%. Le esposizioni forborne,

generate da concessioni verso debitori in difficoltà nel far fronte ai propri impegni finanziari, nell'ambito delle attività deteriorate, si sono attestate intorno ai 3,2 miliardi, con una copertura del 40,7%; le esposizioni forborne presenti nei finanziamenti in bonis sono ammontate a 8,1 miliardi.

La copertura dei crediti in bonis è risultata pari allo 0,6% in linea con il valore di fine 2020.

RISCHI DI MERCATO

PORTAFOGLIO DI NEGOZIAZIONE

Si riporta di seguito una rappresentazione del VaR gestionale giornaliero del solo portafoglio di trading, fornendo inoltre evidenza dell'esposizione complessiva dei principali risk taking center.

VaR gestionale giornaliero di trading

(milioni di euro)
2021 2020

trimestre
medio

trimestre
minimo

trimestre
massimo

trimestre
medio

trimestre
medio

trimestre
medio

trimestre
medio

trimestre
medio

trimestre
medio
Totale Group Trading Book (a) 20,4 17,8 24,1 25,8 41,3 59,0 73,3 85,6 41,1
di cui: Direzione Tesoreria e
Finanza di Gruppo
2,6 2,3 3,0 2,8 3,2 3,4 9,9 37,9 15,0
di cui: Divisione IMI C&IB 20,5 17,1 24,7 25,9 38,1 52,5 59,6 47,7 26,1

La tabella riporta su ogni riga la variabilità storica del VaR gestionale giornaliero calcolato sulla serie storica trimestrale rispettivamente del Gruppo Intesa Sanpaolo (inclusivo delle altre controllate), della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo e della Divisione IMI C&IB; la stima del valore minimo e del valore massimo sul perimetro complessivo non corrisponde alla somma dei valori individuali di colonna poiché è ricalcolata sulla serie storica aggregata.

(a) Il dato Group Trading Book include il VaR gestionale della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo, della Divisione IMI C&IB (perimetro Trading Book) e delle altre controllate.

Nel corso del terzo trimestre 2021, come evidenziato da entrambe le tabelle e dal grafico che segue, si rileva una riduzione dei rischi complessivi di trading sia rispetto alle medie del primo e secondo trimestre 2021 (rispetto al secondo trimestre 2021 da 25,8 milioni a 20,4 milioni) che, più in generale, rispetto ai valori medi dell'intero 2020. Tali riduzioni sono principalmente riconducibili ad "effetto rolling" di scenario, stante le ridotte volatilità di mercato registrate successivamente agli eccezionali shock di mercato connessi alla diffusione pandemica del COVID-19.

Per completezza si riporta di seguito una rappresentazione dei valori medi, minimi e massimi del VaR gestionale nei 9 mesi del 2021 confrontati con il medesimo periodo del 2020.

(milioni di euro)
2021 2020
30.09
medio
30.09
minimo
30.09
massimo
30.09
medio
30.09
minimo
30.09
massimo
Totale Group Trading Book (a) 29,0 17,8 57,8 67,4 31,4 98,6
di cui: Direzione Tesoreria e Finanza di
Gruppo
di cui: Divisione IMI C&IB
2,9
28,0
2,3
17,1
5,6
51,9
20,9
44,6
3,1
20,7
42,6
69,1

La tabella riporta su ogni riga la variabilità storica del VaR gestionale giornaliero calcolato sulla serie storica dei primi nove mesi dell'anno rispettivamente del Gruppo Intesa Sanpaolo (inclusivo delle altre controllate), della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo e della Divisione IMI C&IB; la stima del valore minimo e del valore massimo sul perimetro complessivo non corrisponde alla somma dei valori individuali di colonna poiché è ricalcolata sulla serie storica aggregata.

(a) Il dato Group Trading Book include il VaR gestionale della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo, della Divisione IMI C&IB (perimetro Trading Book) e delle altre controllate.

Con riferimento al trend del VaR di trading nel corso del terzo trimestre 2021, la dinamica è prevalentemente spiegata dalla Divisione IMI C&IB. Di seguito il grafico andamentale:

Analizzando l'andamento della composizione del profilo di rischio del Gruppo per il portafoglio di Trading, nel terzo trimestre 2021 si osserva la tendenziale prevalenza del rischio credit spread e tasso di interesse, rispettivamente pari al 38% e al 21% del VaR gestionale complessivo di Gruppo. Con riferimento invece ai singoli "risk taking center", si osserva la prevalenza del rischio tasso di interesse e cambio per la Direzione Finanza e Tesoreria di Gruppo (rispettivamente pari al 45% e 37%) e del fattore di rischio credit spread e tasso di interesse per la Divisione IMI C&IB (rispettivamente pari al 37% e 23%).

Contributo dei fattori di rischio al VaR gestionale complessivo (a)

3° trimestre 2021 Azioni Tassi Credit
spread
Cambi Altri
parametri
Merci
Direzione Tesoreria e Finanza
di Gruppo
Divisione IMI C&IB
10%
16%
45%
23%
8%
37%
37%
3%
0%
6%
0%
15%
Totale 15% 21% 38% 6% 14% 6%

(a) La tabella riporta su ogni riga il contributo dei fattori di rischio fatto 100% il capitale a rischio complessivo, distinguendo tra la Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo e la Divisione IMI C&IB, nonché fornendo la distribuzione sul perimetro complessivo di Gruppo, calcolato come media delle stime giornaliere del terzo trimestre 2021.

Il controllo dei rischi relativamente all'attività del Gruppo Intesa Sanpaolo si avvale anche di analisi di scenario e prove di stress. Gli shock applicati al portafoglio sono stati oggetto di consueto assessment e aggiornamento annuale. A fine settembre, gli impatti di selezionati scenari relativi all'evoluzione di prezzi azionari, tassi di interesse, spread creditizi, tassi di cambio e prezzi delle materie prime sono così sintetizzati nella tabella che segue.

TASSI
EQUITY
D'INTERESSE
CREDIT SPREAD CAMBI (milioni di euro)
MATERIE PRIME
Crash Bullish +40bp lower
rate
-25bp +25bp -5% +5% Crash Bullish
Totale Trading Book 87 -9 -33 -16 42 -30 41 -9 -21 22

In particolare:

  • per le posizioni sui mercati azionari si verificherebbero potenziali perdite per 9 milioni di euro in caso di repentino aumento dei corsi azionari e contestuale forte riduzione delle volatilità;
  • per le posizioni su tassi di interesse si verificherebbero potenziali perdite per 33 milioni di euro in caso di rialzo dei tassi di interesse;
  • per le posizioni su credit spread un allargamento di 25 bps degli spread creditizi comporterebbe una perdita complessiva di 30 milioni di euro;

  • per le posizioni su cambio si verificherebbero potenziali perdite di 9 milioni di euro in caso di apprezzamento dell'euro contro le altre valute;

  • infine, per le posizioni in commodities si registrerebbe una perdita di 21 milioni di euro in caso di ribasso dei prezzi delle materie prime diverse dai metalli preziosi.

In relazione all'utilizzo del limite complessivo riferito alle attività di trading e al business model Hold To Collect and Sell (HTCS), si rileva nel corso del terzo trimestre un lieve aumento del VaR gestionale di mercato da 126 milioni di euro (secondo trimestre 2021 VaR gestionale medio) a 144 milioni di euro (terzo trimestre 2021 VaR gestionale medio). L'incremento del VaR gestionale medio è principalmente da ricondursi all'operatività sul portafoglio HTCS.

Backtesting

Nei dodici mesi non si sono rilevate eccezioni di backtesting. La misura di VaR Corrente ha beneficiato della riduzione di volatilità dei principali fattori di rischio. A seguito dell'uscita degli scenari COVID-19 la misura si è progressivamente ridotta senza compromettere le performance del modello14 .

14 A partire dal 12 aprile 2021 le stime includono il portafoglio di negoziazione ex UBI.

PORTAFOGLIO BANCARIO

Il rischio di tasso di interesse generato dal portafoglio bancario del Gruppo Intesa Sanpaolo, misurato mediante la Shift sensitivity del valore, si è attestato a fine settembre 2021 ad un valore pari a -1.167 milioni.

La sensitivity del margine di interesse – nell'ipotesi di variazione di +50, -50 e di +100 punti base dei tassi – ammonta a fine settembre 2021, rispettivamente a 1.171 milioni, -889 milioni e 2.315 milioni.

Il rischio tasso, misurato in termini di VaR, ha registrato a fine settembre 2021 un valore pari a 342 milioni.

Il rischio di prezzo generato dal portafoglio azionario di minoranza quotato, in gran parte detenuto nella categoria HTCS, ammonta a fine settembre 2021 a 181 milioni.

Nella tabella sottostante si fornisce una rappresentazione dell'andamento delle principali misure di rischio nel corso del terzo trimestre 2021 relativamente al Gruppo Intesa Sanpaolo.

(miloni di euro)
3° trimestre 2021 30.09.2021 31.12.2020
medio minimo massimo
Shift Sensitivity del Fair Value +100 bp -1.260 -1.470 -1.094 -1.167 -1.305
Shift Sensitivity del Margine di Interesse -50bp -877 -1.044 -803 -889 -1.011
Shift Sensitivity del Margine di Interesse +50bp 1.244 1.143 1.364 1.171 1.312
Shift Sensitivity del Margine di Interesse +100bp 2.433 2.264 2.687 2.315 2.581
Value at Risk Tasso d'interesse 414 342 498 342 492

Infine, nella tabella sottostante si fornisce un'analisi di sensitività del portafoglio bancario al rischio di prezzo, che mette in rilievo l'impatto sul Patrimonio Netto, simulando uno shock dei prezzi pari a ±10%, per le sopracitate attività quotate detenute nella categoria HTCS.

Rischio di prezzo: impatto sul patrimonio netto

3° trimestre 2021
impatto sul
patrimonio netto al
30.09.2021
2° trimestre 2021
impatto sul
patrimonio netto al
30.06.2021
1° trimestre 2021
impatto sul
patrimonio netto al
31.03.2021
(milioni di euro)
impatto sul
patrimonio netto al
31.12.2020
Shock di prezzo 10% 181 208 152 155
Shock di prezzo -10% -181 -208 -152 -155

RISCHIO DI LIQUIDITA'

La posizione di liquidità del Gruppo, sostenuta da adeguate attività liquide di elevata qualità (HQLA) e dal significativo contributo di raccolta stabile da clientela, si è mantenuta nei nove mesi dell'esercizio 2021 all'interno dei limiti di rischio previsti dalla vigente Policy di Liquidità di Gruppo. Entrambi gli indicatori regolamentari LCR e NSFR risultano ampiamente superiori ai requisiti minimi normativi.

Nel corso degli ultimi 12 mesi, il Liquidity Coverage Ratio (LCR) del Gruppo Intesa Sanpaolo, misurato secondo il Regolamento Delegato (UE) n. 2015/61, si è attestato in media al 179,5%.

A fine settembre 2021, il valore puntuale delle riserve HQLA, disponibili a pronti presso le diverse Tesorerie del Gruppo, ammonta a complessivi 174 miliardi (170 miliardi a dicembre 2020). Includendo le altre riserve marketable e/o stanziabili presso le Banche Centrali, incluse le autocartolarizzazioni retained, le riserve di liquidità libere di Gruppo ammontano a complessivi 181 miliardi (195 miliardi a dicembre 2020).

Al 30 settembre 2021, il NSFR del Gruppo Intesa Sanpaolo, sostenuto da una solida base di raccolta stabile della clientela, da adeguata raccolta cartolare wholesale di medio-lungo termine e dalla raccolta TLTRO con BCE, è pari al 123,8%. Tale indicatore resta peraltro ampiamente superiore al 100% anche escludendo l'apporto positivo della raccolta TLTRO.

Anche le prove di stress, in considerazione dell'elevata disponibilità delle riserve di liquidità disponibili, mostrano per il Gruppo risultati superiori alla soglia limite, con un avanzo di liquidità in grado di fronteggiare fuoriuscite di cassa straordinarie per un periodo di tempo superiore a 3 mesi.

Adeguata e tempestiva informativa sull'evolversi delle condizioni di mercato e della posizione della Banca e/o del Gruppo è regolarmente rilasciata agli Organi aziendali e ai Comitati interni, al fine di assicurare la piena conoscenza e governabilità dei fattori di rischio prevalenti.

INFORMATIVA IN MATERIA DI PRODOTTI FINANZIARI

DETERMINAZIONE DEL FAIR VALUE DI ATTIVITÀ E PASSIVITÀ FINANZIARIE

Gerarchia del fair value – Escluse compagnie assicurative

(milioni di euro)
Attività/Passività misurate al fair value 30.09.2021 31.12.2020
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico
31.600 26.001 3.530 22.890 31.994 3.362
a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 30.372 25.092 187 21.861 30.900 404
di cui: titoli di capitale 669 - 16 663 - 1
di cui: OICR 153 3 25 169 3 31
b) Attività finanziarie designate al fair value - 1 3 - 1 2
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate
al fair value
1.228 908 3.340 1.029 1.093 2.956
di cui: titoli di capitale 168 153 227 10 191 193
di cui: OICR 1.056 150 2.022 1.018 227 1.740
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
55.716 8.697 391 49.681 7.747 430
di cui: titoli di capitale 1.598 1.532 374 1.559 1.754 387
3. Derivati di copertura - 1.372 - 1 1.118 15
4. Attività materiali - - 7.225 - - 7.252
5. Attività immateriali - - - - - -
Totale 87.316 36.070 11.146 72.572 40.859 11.059
1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione 22.649 34.688 196 15.742 43.168 123
2. Passività finanziarie designate al fair value 183 3.057 26 - 3.032 -
3. Derivati di copertura 10 5.112 - 1 7.084 3
Totale 22.842 42.857 222 15.743 53.284 126

Le attività valutate al fair value del Gruppo (escluse le compagnie assicurative), evidenziano la prevalenza degli strumenti di livello 1 (65% circa del totale delle attività valutate al fair value al 30 settembre 2021, a fronte del 58% circa a fine 2020) misurati attraverso il ricorso a quotazioni di mercato, senza lasciare quindi alcuna discrezionalità al valutatore. Le attività di livello 1 presentano un incremento di 14,7 miliardi rispetto a dicembre 2020 prevalentemente imputabile alla componente dei titoli di debito.

Le attività di livello 3, che presentano invece la maggiore discrezionalità nella determinazione del fair value, rappresentano al 30 settembre 2021 circa l'8% del totale delle attività valutate al fair value, in lieve decremento rispetto al 31 dicembre 2020 (circa 9%). Lo stock delle attività di livello 3 presenta invece un lieve incremento (1%) rispetto a dicembre 2020. La componente più significativa delle attività di Livello 3 è rappresentata dalle attività materiali.

Con riferimento alle attività di Livello 2 si rileva rispetto al 31 dicembre 2020 un decremento dell'incidenza sul totale delle attività valutate al fair value (che passa da circa il 33% a circa il 27%). Su tale decremento incide la diminuzione delle esposizioni in contratti derivati OTC, che ha avuto analogo andamento sulle passività.

Quanto alle passività, la quota di strumenti di livello 3 si mantiene su livelli poco significativi (largamente inferiore all'1% rispetto al totale delle passività), mentre rimane prevalente la quota di livello 2 per lo più riferita ai derivati OTC.

Gerarchia del fair value – Compagnie assicurative

(milioni di euro)
Attività/Passività misurate al fair value 30.09.2021 31.12.2020
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 316 351 389 321 33 47
di cui: titoli di capitale - - - - - -
di cui: OICR 122 - 49 120 - 47
2. Attività finanziarie valutate al fair value 97.372 26 596 86.779 51 377
di cui: titoli di capitale 3.171 - - 2.749 - -
di cui: OICR 89.103 - - 79.538 - -
3. Attività finanziarie disponibili per la vendita 93.000 9.503 3.743 82.076 4.845 2.192
di cui: titoli di capitale 2.073 - 60 1.713 - 43
di cui: OICR 10.632 66 3.431 10.271 20 2.138
4. Derivati di copertura - 335 - - 449 -
5. Attività materiali - - 8 - - 8
6. Attività immateriali - - - - - -
Totale 190.688 10.215 4.736 169.176 5.378 2.624
1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione 3 121 - 4 54 -
2. Passività finanziarie valutate al fair value - 82.969 - - 77.149 -
3. Derivati di copertura - - - - - -
Totale 3 83.090 - 4 77.203 -

Per le compagnie assicurative, le attività finanziarie valutate al fair value sono misurate per il 93% attraverso il ricorso a quotazioni di mercato (input di livello 1), senza lasciare dunque alcuna discrezionalità al valutatore.

Gli strumenti di livello 3, che presentano la maggiore discrezionalità nella determinazione del fair value, rappresentano il 2% del totale delle attività, in lieve incremento rispetto al 31 dicembre 2020 (1,5%).

Le passività al fair value sono quasi interamente misurate con input di livello 2.

Le variazioni più significative rispetto a dicembre 2020 sono dovute ai nuovi ingressi nel perimetro di consolidamento di Assicurazioni Vita S.p.A. (già Aviva Vita), Lombarda Vita S.p.A. e Cargeas Assicurazioni S.p.A. (anche se le variazioni imputabili a quest'ultima sono di importo meno rilevante).

INFORMATIVA SUI PRODOTTI STRUTTURATI DI CREDITO

L'esposizione al rischio in prodotti strutturati di credito si attesta al 30 settembre 2021 a 3.266 milioni, con un incremento netto di 537 milioni rispetto allo stock di 2.729 milioni del 31 dicembre 2020. L'esposizione include investimenti in ABS (Asset Backed Securities) per 1.698 milioni, in CLO (Collateralized Loan Obligations) per 1.493 milioni ed in maniera residuale in CDO (Collateralized Debt Obligations) per 75 milioni, che si confermano quale operatività marginale anche nel 2021.

(milioni di euro)
Categorie contabili 30.09.2021 31.12.2020 variazioni
Collateralized
Loan
Obligations
Asset
Backed
Securities
Collateralized
Debt
Obligations
Totale assolute %
Attività finanziarie detenute per la negoziazione 355 584 - 939 849 90 10,6
Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al
fair value
- 3 - 3 4 -1 -25,0
Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
758 893 - 1.651 1.119 532 47,5
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 380 218 75 673 757 -84 -11,1
Totale 1.493 1.698 75 3.266 2.729 537 19,7

La presente informativa include quali prodotti strutturati di credito, titoli di debito detenuti dal Gruppo il cui tranching all'emissione presenti diversi gradi di subordinazione e che non siano stati emessi nell'ambito di operazioni originate da entità del Gruppo Intesa Sanpaolo e da Public Entity, oltre che di operazioni con cui il Gruppo finanzia la propria clientela corporate e financial institution (operatività posta in essere dal Gruppo per il tramite della controllata Duomo Funding Plc).

La strategia dell'operatività in prodotti strutturati di credito denota la prevalenza di investimenti, aventi l'obiettivo di sfruttare le opportunità di mercato, rispetto alle dismissioni del portafoglio intervenute nel periodo.

L'esposizione in ABS e CLO valutati al fair value passa da 1.972 milioni di dicembre 2020 a 2.593 milioni di settembre 2021, con un incremento netto di 621 milioni da ascrivere prevalentemente all'operatività su posizioni della Divisione IMI Corporate & Investment Banking, a valere sul portafoglio delle attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva ed in misura minore sul portafoglio delle attività detenute per la negoziazione.

L'esposizione in titoli di debito classificati tra le attività valutate al costo ammortizzato di 673 milioni a settembre 2021, si confronta con una esposizione di 757 milioni a dicembre 2020.

Da un punto di vista economico, il risultato complessivo al 30 settembre 2021 è di +10 milioni, in netto miglioramento rispetto ai -17 milioni registrati nei primi nove mesi del 2020.

Il risultato sulle attività di negoziazione, voce 80 del conto economico, ammonta a +10 milioni ed è afferente alle esposizioni in ABS e CLO, riferibile ad effetti valutativi per +5 milioni e ad utili da realizzo pari a +5 milioni. Al 30 settembre 2020 il risultato era stato di -18 milioni, determinato da impatti valutativi imputabili alla dislocazione dei mercati intervenuta nel periodo per l'emergenza sanitaria COVID-19.

Il risultato delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value di +1 milione, si confronta con un risultato di -1 milione dei primi nove mesi del 2020.

Le esposizioni in titoli di debito classificati tra le attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, registrano nei primi nove mesi del 2021 una variazione positiva di fair value per +3 milioni a riserva di patrimonio netto (da riserva di -4 milioni di dicembre 2020 a -1 milione di settembre 2021); nulli invece gli impatti da cessioni sul portafoglio al 30 settembre 2021 che nei primi nove mesi del 2020 erano stati pari a +4 milioni.

Sui titoli di debito classificati tra le attività valutate al costo ammortizzato, al 30 settembre 2021 si registrano rettifiche di valore per -1 milione, che si confrontano con i -2 milioni rilevati nei primi nove mesi del 2020.

(milioni di euro)
Risultati di conto economico 30.09.2021 30.09.2020 variazioni
per categoria contabile Collateralized
Loan
Obligations
Asset
Backed
Securities
Collateralized
Debt
Obligations
Totale assolute %
Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
3 7 - 10 -18 28
Attività finanziarie obbligatoriamente valutate
al fair value
- 1 - 1 -1 2
Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
- - - - 4 -4
Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
- -1 - -1 -2 -1 -50,0
Totale 3 7 - 10 -17 27

INFORMATIVA CIRCA L'OPERATIVITÀ SVOLTA ATTRAVERSO SPECIAL PURPOSE ENTITIES (SPE)

Agli effetti di questa rilevazione, sono considerate Special Purpose Entities (SPE) le entità legali costituite per il raggiungimento di uno specifico obiettivo, ben definito e limitato (raccolta fondi sul mercato, acquisizione/cessione/gestione di determinati assets sia per la realizzazione di operazioni di cartolarizzazione di attivi sia per la provvista di fondi attraverso operazioni di autocartolarizzazione ed emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite, sviluppo e/o finanziamento di specifiche iniziative di business, operazioni di leveraged buy out, gestione del rischio di credito connesso al proprio portafoglio).

Sponsor dell'operazione è, di norma, un soggetto che chiede la strutturazione dell'operazione che coinvolge la SPE al fine di raggiungere determinati obiettivi. A volte lo sponsor può essere la Banca stessa, che costituisce una SPE per conseguire uno degli obiettivi sopra citati.

Per le categorie di SPE identificate come entità strutturate non consolidate non si segnalano modifiche ai criteri in base ai quali il Gruppo Intesa Sanpaolo decide per l'inserimento o meno delle società nel perimetro di consolidamento rispetto a quanto già riportato nel Bilancio 2020.

Nel corso del terzo trimestre 2021 non sono accorse variazioni sui nozionali delle OBG emesse nell'ambito dei programmi di Intesa Sanpaolo.

INFORMATIVA SULLE LEVERAGED TRANSACTIONS

La BCE ha pubblicato, nel 2017, specifiche Linee Guida sulle Leveraged Transactions ("Guidance on Leveraged Transactions"), che si applicano a tutti gli enti significativi sottoposti alla vigilanza diretta della BCE stessa. Obiettivo dichiarato della regolamentazione è il rafforzamento dei presidi aziendali sulle operazioni qualificate "a leva", in presenza di un loro incremento a livello globale e in un contesto di mercato fortemente competitivo, caratterizzato da un periodo prolungato di tassi bassi e dalla conseguente ricerca di rendimenti.

Il perimetro oggetto delle Linee Guida della BCE include, oltre alle esposizioni nei confronti di soggetti la cui maggioranza del capitale è detenuta da uno o più sponsor finanziari, anche le esposizioni nelle quali il livello di leva finanziaria del prenditore, misurato come rapporto tra Indebitamento finanziario complessivo e MOL, risulti superiore a 4. Sono peraltro esplicitamente escluse dal perimetro delle Leveraged Transactions le controparti con rating in area Investment Grade, persone fisiche, istituti di credito, istituti finanziari e società del settore finanziario in genere, enti pubblici, enti "no profit", nonché le controparti con affidamenti al di sotto di una certa soglia di materialità (5 milioni), le controparti SME Retail e quelle SME Corporate (quest'ultime se non possedute da sponsor finanziario). Sono inoltre escluse le operazioni di specialised lending (project finance, real estate e object financing) e alcune altre tipologie di affidamenti, quali le operazioni di trade finance.

Al 30 settembre 2021 per il Gruppo Intesa Sanpaolo, le operazioni che rispondono alla definizione di "Leveraged Transactions" delle Linee Guida BCE, ammontano a 30 miliardi, riferiti a 2.373 linee di credito (31 miliardi il dato corrispondente al 31 dicembre 2020, al netto delle posizioni classificate come Leveraged Transactions e successivamente cedute nell'ambito della cessione degli sportelli correlata all'integrazione con UBI Banca).

Si segnala che, coerentemente con quanto richiesto dalle Linee Guida BCE, nell'ambito del Credit Risk Appetite è stato sottoposto all'approvazione del Consiglio di Amministrazione uno specifico limite per lo stock in essere di Leveraged Transactions e dei limiti sui flussi di nuove operazioni, in linea con l'appetito di rischio della Banca su questa tipologia di operatività.

INFORMATIVA SUGLI INVESTIMENTI IN HEDGE FUND

La consistenza del portafoglio Hedge Fund al 30 settembre 2021 risulta pari a 27 milioni per il trading book e 213 milioni per il banking book, a fronte rispettivamente di 39 milioni e di 277 milioni a dicembre 2020.

Gli investimenti nel portafoglio di banking book sono contabilizzati nella categoria delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value e riguardano fondi che adottano strategie di investimento a medio/lungo termine e tempi di riscatto superiori a quelli previsti per i fondi UCITS (Undertakings for Collective Investment in Transferable Securities).

Nel corso dei primi nove mesi del 2021 si è registrato un decremento degli stock di 76 milioni rispetto al 31 dicembre 2020, afferente per 64 milioni al portafoglio di banking book (prevalentemente attribuibili alle dismissioni intervenute nel periodo) e per 12 milioni al comparto trading.

Quanto agli effetti economici, al 30 settembre 2021 si registra un risultato positivo di +14 milioni (-15 milioni al 30 settembre 2020) riferibili alla componente valutativa dei fondi in portafoglio per +10 milioni, oltre che a quella realizzativa per +4 milioni.

Il risultato netto delle attività di negoziazione, voce 80 del conto economico (portafoglio di trading book), al 30 settembre 2021 è negativo per -6 milioni, prevalentemente ascrivibili a perdite da valutazione e si confronta con il risultato di -23 milioni dei primi nove mesi del 2020, imputabili principalmente alle cessioni intervenute in quel periodo.

Il risultato netto delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, voce 110 di conto economico (portafoglio di banking book), è positivo per +20 milioni (a settembre 2020 il risultato era stato di +8 milioni) ed è relativo per +16 milioni ad effetti valutativi, a cui si aggiungono impatti da realizzo per +4 milioni.

INFORMATIVA CIRCA L'OPERATIVITA' IN DERIVATI DI NEGOZIAZIONE STIPULATI CON LA CLIENTELA

Considerando i soli rapporti con clientela, alla data del 30 settembre 2021 il Gruppo Intesa Sanpaolo presentava, in relazione all'operatività di intermediazione in derivati con le controparti clientela retail, imprese non finanziarie ed enti ed amministrazioni pubbliche (escluse quindi, oltre alle istituzioni creditizie, anche le imprese finanziarie e quelle assicurative) un fair value positivo, al lordo degli accordi di netting, pari a 7.601 milioni (8.934 milioni al 31 dicembre 2020). Il valore nozionale di tali derivati era pari a 79.683 milioni (75.296 milioni al 31 dicembre 2020).

Si segnala che il fair value positivo dei contratti in essere con i 10 clienti più esposti era di 4.820 milioni (5.802 milioni al 31 dicembre 2020).

Per contro, il fair value negativo riferito al totale dei contratti in essere, determinato con gli stessi criteri, per le medesime tipologie di contratti, nei confronti delle stesse controparti, risultava - sempre alla data del 30 settembre 2021 - pari a 2.098 milioni (1.460 milioni al 31 dicembre 2020). Il valore nozionale di tali derivati era pari a 22.685 milioni (19.222 milioni al 31 dicembre 2020).

Il fair value degli strumenti finanziari derivati stipulati con la clientela è stato determinato tenendo conto, come per tutti gli altri derivati OTC, della qualità creditizia delle singole controparti (cosiddetto bilateral Credit Value Adjustment). Sui contratti in rimanenza al 30 settembre 2021 ciò ha comportato la rilevazione a conto economico, nell'ambito del "Risultato netto dell'attività di negoziazione", di un impatto positivo di 73 milioni.

Per quanto concerne le metodologie utilizzate nella determinazione del fair value degli strumenti finanziari, si rinvia ai paragrafi specificatamente dedicati a tale argomento nell'ambito delle Note illustrative delle politiche contabili del Bilancio 2020 e dell'informativa sul presidio dei rischi della Relazione semestrale al 30 giugno 2021.

RISCHI OPERATIVI

Il rischio operativo è definito come il rischio di subire perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni15 .

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha da tempo definito il framework complessivo per la gestione dei rischi operativi, stabilendo normativa e processi organizzativi per la misurazione, la gestione e il controllo degli stessi.

Per la determinazione del requisito patrimoniale, il Gruppo adotta una combinazione dei Metodi previsti dalla normativa (metodo avanzato in partial use con i metodi standardizzato e base); l'assorbimento patrimoniale così ottenuto è di 2.110 milioni al 30 settembre 2021, invariato rispetto al 30 giugno 2021.

Rischi legali

I rischi connessi alle vertenze legali sono oggetto di attenta analisi da parte sia della Capogruppo sia delle singole società del Gruppo. In presenza di vertenze per le quali risulta probabile un esborso ed è possibile effettuare una stima attendibile del relativo ammontare, si provvede ad effettuare stanziamenti ai Fondi per rischi ed oneri. Nel corso del terzo trimestre non sono emerse nuove vertenze rilevanti. Con riguardo alle vertenze rilevanti già in corso, si segnalano di seguito le evoluzioni significative del trimestre, rinviando per il pregresso e per l'illustrazione puntuale alla Nota integrativa del Bilancio 2020 e alla Relazione semestrale 2021 del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Sentenza della Cassazione in materia di derivati con Enti locali

Con riferimento alla sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite n. 8770/2020 in materia di strumenti finanziari derivati stipulati da Enti locali non si sono registrati nuovi contenziosi.

Per quanto riguarda le posizioni in contenzioso con società controllate da Enti locali e Regioni, nel giudizio promosso da EUR S.p.A. contro Intesa Sanpaolo e altri intermediari, Intesa Sanpaolo si è costituita sollevando alcune eccezioni preliminari, tra cui: il difetto di giurisdizione del Giudice italiano e la litispendenza e/o connessione internazionale in considerazione del claim form presentato da altra banca del pool di banche finanziatrici davanti alla High Court of Justice di Londra. È stata, inoltre, proposta istanza di rimessione alla Corte di Giustizia Europea per verificare la conforme applicazione della normativa comunitaria in Italia, alla luce della sentenza della Cassazione n. 8770/2020. La prima udienza è stata rinviata al 22 novembre 2021.

Per quanto riguarda le controversie con i privati, nell'ambito di una causa in materia di opzioni valutarie, la Corte d'Appello di Bologna con provvedimento del 13 settembre 2021 ha confermato la sospensione della provvisoria esecutorietà della sentenza di primo grado che aveva condannato la Banca al pagamento di circa 13 milioni applicando ai contratti di opzioni valutarie i principi espressi dalla citata sentenza a SS.UU. inerenti agli IRS, senza avvedersi della differenza tra i due strumenti. L'ordinanza della Corte valorizza le difese della Banca sia con riguardo al merito della vicenda sia con riguardo al rischio connesso al possibile pagamento. La Banca non è quindi attualmente tenuta a procedere ad alcun pagamento in favore di controparte.

Vertenza S.e.l.a.r.l. Bruno Raulet (già Dargent Tirmant Raulet)

Con sentenza resa il 27 luglio 2021 la Corte d'Appello di Metz ha accolto parzialmente la domanda della curatela di 55,6 milioni per concessione abusiva di credito condannando la Banca al pagamento di circa 20 milioni, oltre a spese legali dei diversi gradi di giudizio (e così complessivamente 20,6 milioni).

La Corte ha quantificato il danno patito dalla massa fallimentare in misura pari al finanziamento accordato dalla Banca, dedotto quanto ricavato dalla vendita del bene posto a garanzia.

Ad avviso dei legali esterni che assistono Intesa Sanpaolo sussistono i presupposti per una riforma della sentenza. Si è quindi deciso di predisporre ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione.

Contenzioso derivante dall'operazione di acquisizione di certe attività, passività e rapporti giuridici facenti capo a Banca Popolare di Vicenza S.p.A. in LCA e a Veneto Banca S.p.A. in LCA

Con riferimento ai claim già notificati, il termine per sollevare contestazioni da parte della LCA è stato prorogato al 30 aprile 2022; sinora non è stata formulata alcuna contestazione.

Il Tribunale di Firenze, nell'ambito di un giudizio ascrivibile al Contenzioso Escluso promosso per c.d. misselling di azioni BPV nel quale è parte anche Intesa Sanpaolo, con ordinanza del 20 luglio 2021 ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione di legittimità costituzionale del D.L. 99/2017.

Per quel che riguarda il procedimento penale davanti al Tribunale di Vicenza nei confronti di esponenti e dirigenti di BPV, imputati di aggiotaggio, ostacolo alle funzioni di vigilanza e falso in prospetto, nel giugno scorso è stata emessa sentenza di condanna degli stessi e di BPV in LCA per responsabilità amministrativa ex D.Lgs. 231/01 (era stata, invece, respinta la citazione di Intesa Sanpaolo a responsabile civile). La posizione dell'ex AD Samuele Sorato era stata stralciata dal procedimento principale a causa delle sue precarie condizioni di salute. Recentemente il Tribunale di Vicenza ha accolto la richiesta di citazione della banca a responsabile civile nell'ambito del troncone a carico di Sorato, autorizzandone la citazione per l'udienza del 10 novembre 2021; al riguardo Intesa Sanpaolo si costituirà in giudizio chiedendo l'esclusione ai sensi dell'art. 86 C.P.P. in conformità alle previsioni contenute nel D.L. n. 99/2017 e nel contratto di cessione del 26 giugno 2017.

15 Per la componente di perdite economiche, nel rischio operativo sono compresi anche i rischi: legale, di condotta, di non conformità, di financial crime, IT e cyber, di sicurezza fisica, di continuità operativa, di informativa finanziaria, terze parti e di modello. Sono esclusi rischi strategici e di reputazione.

Contenzioso fiscale

I rischi derivanti dal contenzioso fiscale in essere sono presidiati da adeguati accantonamenti ai fondi per rischi e oneri.

Nel corso del trimestre non sono sorte nuove controversie di importo significativo in capo ad Intesa Sanpaolo e sulle controllate italiane ed estere non sono stati segnalati eventi significativi.

Con riguardo a Intesa Sanpaolo, al 30 settembre 2021 sono pendenti 701 pratiche di contenzioso (687 pratiche al 31 dicembre 2020), per un valore complessivo della pretesa (imposta, sanzioni e interessi) di 142,5 milioni (138,6 milioni al 31 dicembre 2020), conteggiato tenendo conto sia dei procedimenti in sede amministrativa sia dei procedimenti in sede giurisdizionale nei diversi gradi di merito e di legittimità.

Relativamente a tali contesti, l'accantonamento al 30 settembre 2021 è quantificato in 61,4 milioni (57 milioni al 31 dicembre 2020).

Rispetto al 30 giugno 2021, i principali eventi che hanno influenzato la riduzione del contestato (-7,6 milioni) sono rappresentati dalla positiva chiusura di una contestazione in tema di soggettività passiva delle tasse automobilistiche su veicoli in leasing (2,4 milioni), dalla definizione di due contestazioni IRES e IRAP e una in tema di TARSU/TARI (4,5 milioni), dalla definizione di contestazioni IMU (1,2 milioni).

In particolare, si evidenzia che: (i) la Corte di Cassazione ha definitivamente annullato le pretese pari a 2,4 milioni della Regione Emilia Romagna per il periodo di imposta 2010 in tema di tasse automobilistiche, riconoscendo la soggettività passiva del tributo in capo all'utilizzatore del bene a titolo di locazione finanziaria invece che alla società di leasing (nel caso la ex Neos Finance); (ii) sempre la Corte di Cassazione ha dichiarato estinte per avvenuta definizione delle liti pendenti ex art. 6 del D.L. n. 119 del 2018, le controversie su due avvisi di accertamento IRES e IRAP per l'anno 2008 in cui era stata contestata la indeducibilità fiscale dei componenti negativi relativi a strumenti di copertura (valore 2 milioni); (iii) è stata definitivamente riconosciuta dal Comune di Napoli la fondatezza delle ragioni della Banca con riguardo ad una contestazione TARSU (valore 1,6 milioni).

Per quanto riguarda le principali contestazioni in essere, si rinvia alla Relazione semestrale per una dettagliata analisi, posto che – come in precedenza indicato – nel trimestre non sono intervenute variazioni significative.

Da ultimo, un cenno agli accertamenti e alle verifiche in corso da parte dell'Amministrazione finanziaria, che al momento non hanno determinato alcun rilievo.

In merito ai questionari notificati tra la fine del 2020 e marzo 2021 si rinvia alle relazioni di dicembre 2020 e marzo 2021 per approfondimenti.

Inoltre, si segnala che il 6 agosto 2021 è stato notificato dall'Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale della Lombardia – Ufficio Grandi Contribuenti un invito al contraddittorio con richiesta di informazioni e documentazione in merito alla fatturazione delle prestazioni di leasing nautico rese da Mediocredito Italiano in regime di non imponibilità IVA ai sensi dell'articolo 8-bis del D.P.R. n. 633/72, nell'anno d'imposta 2016. In risposta ai vari punti del questionario, sono stati forniti chiarimenti e documentazione. Posto che la suddetta attività di verifica è logica conseguenza degli accertamenti già eseguiti per gli anni d'imposta 2014 e 2015 sul medesimo tema, anche per il suddetto anno d'imposta era stato previsto già nel 2019 un accantonamento di 1,3 milioni per imposte ed interessi. Al momento non sono state elevate contestazioni.

Il 17 settembre 2021 è stato notificato dall'Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale della Emilia Romagna – Ufficio Grandi Contribuenti un questionario con richiesta di informazioni e documentazione in merito all'apertura di credito dell'incorporata Cassa di Risparmio di Bologna nei confronti di una società dichiarata fallita nel 2006, e alla successiva cessione di tale credito nel 2018 nell'ambito di una operazione di cartolarizzazione. Il termine per fornire riscontro al questionario è stato prorogato al 31 ottobre 2021.

RISCHI ASSICURATIVI

Portafogli di investimento

Gli investimenti delle società del segmento assicurativo del Gruppo Intesa Sanpaolo (Intesa Sanpaolo Vita, Intesa Sanpaolo Assicura, Intesa Sanpaolo Life, Fideuram Vita, Intesa Sanpaolo RBM Salute, BancAssurance Popolari, Assicurazioni Vita, Lombarda Vita e Cargeas) vengono realizzati a fronte del patrimonio libero ed a copertura delle obbligazioni contrattuali assunte nei confronti della clientela. Queste ultime sono relative alle polizze vita di tipo tradizionale rivalutabile, a quelle di tipo Index e Unit linked, ai fondi pensione e alle polizze danni.

Le Compagnie Assicurazioni Vita, Lombarda Vita e Cargeas sono entrate a far parte del Gruppo Assicurativo nel corso del secondo trimestre, ed è stato avviato un progetto di integrazione nel Gruppo Assicurativo, che include l'obiettivo di garantire un progressivo adeguamento delle società al framework di gestione dei rischi del gruppo Assicurativo. L'analisi sotto dettagliata è già comprensiva dell'effetto delle acquisizioni.

I portafogli di investimento ammontano complessivamente, a valori di bilancio e alla data del 30 settembre 2021, a 208.895 milioni. Di questi, una quota pari a 111.305 milioni è relativa alle polizze vita tradizionali rivalutabili, il cui rischio finanziario è condiviso con gli assicurati in virtù del meccanismo di determinazione dei rendimenti delle attività in gestione separata, alle polizze danni ed agli investimenti a fronte del patrimonio libero; l'altra componente, il cui rischio è interamente sopportato dagli assicurati, è costituita da investimenti a fronte di polizze Unit Linked e Fondi Pensione ed è pari a 97.590 milioni.

In considerazione del diverso tipo di rischiosità, l'analisi dei portafogli investimenti, dettagliata nel seguito, è incentrata sugli attivi detenuti a copertura delle polizze vita tradizionali rivalutabili, delle polizze danni e del patrimonio libero.

In termini di composizione per asset class, al netto delle posizioni in strumenti finanziari derivati, l'84,9% delle attività, pari a 94.281 milioni, è costituito da titoli obbligazionari mentre la quota relativa a titoli di capitale pesa per l'1,9% ed è pari a 2.136 milioni. La restante parte, pari a 14.607 milioni, è costituita da investimenti in OICR, Private Equity e Hedge Fund (13,2%).

Il valore di bilancio dei derivati ammonta a 281,3 milioni circa, di questi la quota relativa a derivati di gestione efficace16 ammonta a -53,8 milioni circa, la restante parte (335,1 milioni circa) è riferita a derivati classificati di copertura.

Gli investimenti a fronte del patrimonio libero di Intesa Sanpaolo Vita e Fideuram Vita sono pari, alla fine dei primi nove mesi del 2021 ed a valori di mercato, a 1.801 milioni circa e presentano una rischiosità, in termini di VaR (intervallo di confidenza 99%, holding period 10 giorni), pari a 20 milioni circa.

L'analisi del portafoglio titoli obbligazionari in termini di sensitivity del fair value al movimento dei tassi d'interesse evidenzia che un movimento parallelo della curva di +100 punti base comporta una variazione negativa di 6.434 milioni circa.

La distribuzione per fasce di rating del portafoglio è la seguente. Gli attivi di tipo obbligazionario con rating AAA/AA pesano per circa l'8,3% del totale investimenti mentre il 7,4% circa si colloca nell'area della singola A. I titoli dell'area low investment grade (BBB) costituiscono circa l'80,1% del totale mentre è minima (4,2%) la quota di titoli speculative grade o unrated. All'interno dell'area BBB una parte considerevole è costituita da titoli emessi dalla Repubblica Italiana.

L'analisi dell'esposizione in termini di emittenti/controparti evidenzia le seguenti componenti: i titoli emessi da Governi e Banche Centrali rappresentano il 78,7% circa del totale investimenti, le società finanziarie (in prevalenza banche) contribuiscono per circa il 12,4% dell'esposizione mentre i titoli industriali ammontano a circa l'8,9%.

Alla fine del terzo trimestre 2021, la sensitivity del fair value dei titoli obbligazionari rispetto ad una variazione del merito creditizio degli emittenti, intesa come shock dei credit spread di mercato di +100 punti base, è risultata pari a 6.603 milioni ed è imputabile per 5.582 milioni agli emittenti governativi e per 1.021 milioni agli emittenti corporate (società finanziarie e industriali).

16 Il Regolamento ISVAP n. 36 del 31 gennaio 2011 in materia di investimenti definisce "derivati di gestione efficace" tutti i derivati finalizzati al raggiungimento di prefissati obiettivi di investimento in maniera più veloce, agevole, economica o più flessibile rispetto a quanto sia possibile operando sugli attivi sottostanti.

Politiche contabili

Criteri di redazione del resoconto

Principi generali di redazione

Come noto, attraverso il D.Lgs. n. 25 del 15 febbraio 2016, è stata recepita nell'ordinamento nazionale la Direttiva 2013/50/UE, che ha modificato la Direttiva 2004/109/CE (c.d. Direttiva Transparency). Nel recepimento della disciplina europea, sono state modificate, tra l'altro, le disposizioni relative alle relazioni finanziarie, innovando le regole inerenti alla pubblicazione, da parte di emittenti quotati aventi l'Italia come Stato membro d'origine, di informazioni periodiche aggiuntive rispetto alle relazioni finanziarie annuali e semestrali. La formulazione dell'art. 154-ter (Relazioni finanziarie), commi 5 e 5-bis del TUF, consente alla Consob di disporre, nei confronti degli emittenti sopra indicati, l'obbligo di pubblicare le informazioni periodiche aggiuntive. Nell'esercizio delle proprie competenze – e a seguito di un processo di consultazione – la Consob ha tuttavia rimesso agli emittenti la scelta sulla pubblicazione dei resoconti trimestrali.

In questo contesto, Intesa Sanpaolo pubblica – su base volontaria – informazioni finanziarie periodiche aggiuntive, rispetto alla relazione finanziaria annuale e semestrale, riferite al 31 marzo e al 30 settembre di ciascun esercizio, che prevedono – per quanto riguarda i relativi elementi informativi – la redazione di resoconti intermedi sulla gestione approvati dal Consiglio di Amministrazione, in sostanziale continuità con il passato.

Il Resoconto intermedio al 30 settembre 2021 è redatto, in forma consolidata, con l'applicazione dei criteri di rilevazione e di valutazione previsti dai principi contabili IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e dalle relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Standards Interpretations Committee (IFRS-IC) ed omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.

I principi contabili adottati per la predisposizione del presente Resoconto consolidato intermedio di gestione, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle attività e passività di bilancio, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi, sono rimasti invariati rispetto a quelli adottati per la predisposizione del Bilancio 2020 e della Relazione semestrale al 30 giugno 2021 del Gruppo Intesa Sanpaolo, ai quali si fa rinvio per un'esposizione completa.

Peraltro, in relazione ai riflessi dell'impatto derivante dall'emergenza sanitaria COVID-19 si richiamano le indicazioni fornite dalle Autorità e dallo IASB nel corso del 2020 nonché le scelte applicative operate da Intesa Sanpaolo richiamate nel capitolo "I nove mesi del 2021".

Con riferimento all'evoluzione della normativa contabile, si evidenzia che a partire dal 2021 è applicabile obbligatoriamente e per la prima volta il Regolamento n. 25/2021 del 13 gennaio 2021 che recepisce il documento "Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse - fase 2 - Modifiche all'IFRS 9, allo IAS 39, all'IFRS 7, all'IFRS 4 e all'IFRS 16", pubblicato dallo IASB in data 27 agosto 2020, in merito alle tematiche relative alla seconda fase del progetto sulla revisione dei tassi (Interest Rate Benchmark Reform – IBOR Reform). Le principali modifiche introdotte riguardano i possibili impatti contabili derivanti dall'applicazione dei nuovi tassi (c.d. replacement issue), in particolare la rappresentazione contabile delle modifiche dei contratti in essere e le coperture contabili.

In merito al primo aspetto – ai sensi dell'IFRS 9, ma anche in maniera analoga in applicazione dell'IFRS 16 ai contratti di leasing e dell'IFRS 4 ai contratti assicurativi – viene chiarito che le modifiche a seguito della IBOR Reform relative alla sostituzione del tasso IBOR esistente con il nuovo tasso Risk Free Rate non debbono costituire un evento di derecognition, ma sono da considerare contabilmente come una modifica (c.d. "modification"). In proposito viene introdotto un espediente pratico che consente di rappresentare tali modifiche, se effettuate come diretta conseguenza dell'IBOR Reform e su basi economiche equivalenti, con un adeguamento prospettico del tasso di interesse effettivo, con impatti sul margine di interesse dei futuri periodi.

In tema di hedge accounting sono state introdotte alcune eccezioni allo IAS 39 (e all'IFRS 9 per le entità che lo hanno adottato anche per le coperture) che consentono di non effettuare il discontinuing a seguito dell'aggiornamento della documentazione sulla relazione di copertura (per la modifica del rischio coperto, del sottostante coperto o del derivato di copertura o della modalità di verifica della tenuta della copertura) in caso di modifiche necessarie come diretta conseguenza dell'IBOR Reform ed effettuate su basi economiche equivalenti.

Per le modifiche che presentano le caratteristiche previste dal principio non sono previsti impatti per il Gruppo Intesa Sanpaolo, in linea con l'obiettivo delle modifiche introdotte dallo IASB che mirano ad evitare effetti distorsivi in bilancio per effetto della riforma.

Alla luce degli interventi normativi e delle attività intraprese dalla Banca e descritte nella Relazione Semestrale, non si ravvisano criticità nel completare la transizione entro le scadenze previste. Per quanto riguarda gli strumenti derivati si evidenzia inoltre che nel corso del mese di ottobre i contratti OIS in essere con le Controparti Centrali sono stati oggetto di conversione al nuovo risk free rate €STR, in sostituzione dell'Eonia.

Si evidenzia inoltre che è in vigore dal 1° gennaio 2021 il Regolamento n. 2097/2020 del 15 dicembre 2020 che recepisce la proroga dell'esenzione temporanea dell'applicazione dell'IFRS 9 (modifiche all'IFRS 4 Contratti assicurativi) pubblicata dallo IASB in data 25 giugno 2020. In considerazione della decisione dello IASB di differire la data di prima applicazione dell'IFRS 17 al 1° gennaio 2023 – avvenuta anch'essa in data 25 giugno 2020 – viene contestualmente prorogata al 1° gennaio 2023 l'autorizzazione a rinviare l'applicazione dell'IFRS 9 (il cosiddetto "Deferral Approach") al fine di rimediare

alle conseguenze contabili temporanee dello sfasamento tra la data di entrata in vigore dell'IFRS 9 Strumenti Finanziari e quella del futuro IFRS 17 - Contratti Assicurativi.

Per completezza si segnala anche la pubblicazione del Regolamento n. 1421/2021 del 30 agosto 2021 relativo alle "Concessioni sui canoni connesse al COVID-19 dopo il 30 giugno 2021" che recepisce le modifiche dello IASB del 31 marzo 2021 con cui viene esteso di un anno – fino al 30 giugno 2022 – il periodo di applicazione dell'emendamento all'IFRS 16 Leasing emesso a maggio del 2020 che agevola i locatari nella contabilizzazione delle concessioni connesse al COVID-19, consentendo, in presenza di determinate condizioni, di non applicare le regole di contabilizzazione delle modifiche del leasing (come sospensioni o riduzioni temporanee dei pagamenti).

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha scelto di non avvalersi dell'espediente pratico, già a partire dal 2020, anche in considerazione della non materialità degli impatti, pertanto tali ulteriori modifiche non risultano rilevanti per il Gruppo.

Come evidenziato nella Relazione Semestrale, in data 9 febbraio 2021 l'ESMA ha sottoposto un quesito all'IFRS Interpretations Committee (IFRS-IC) in merito alle modalità di contabilizzazione delle operazioni TLTRO III (Targeted Longer Term Refinancing Operations) con particolare riferimento ai seguenti aspetti: applicabilità alle operazioni in oggetto dell'IFRS 9 o dello IAS 20, modalità di contabilizzazione degli interessi nei cosiddetti "special interest period" e trattamento contabile dei cambiamenti di stima (sia a seguito di modifiche contrattuali che in merito al raggiungimento dei benchmark che permettono di beneficiare dei tassi migliorativi) sui quali l'IFRS-IC al momento non si è ancora espresso in modo definitivo.

Ai fini della predisposizione della Relazione Trimestrale, stante l'assenza di indicazioni puntuali e definitive da parte dei Regulator ed in considerazione dei solidi razionali sottostanti all'accounting policy adottata da Intesa Sanpaolo, per la contabilizzazione delle operazioni TLTRO III si è proceduto in continuità con la prassi finora utilizzata.

Come illustrato nelle Politiche contabili del Bilancio 2020, a cui si rinvia per maggiori dettagli, il Gruppo Intesa Sanpaolo applica alle operazioni TLTRO III il trattamento contabile definito ai sensi dell'IFRS 9, considerando le condizioni di rifinanziamento definite dalla BCE come tassi variabili di mercato nell'ambito delle misure di politica monetaria dell'Eurosistema.

Con riferimento all'esposizione complessiva del Gruppo Intesa Sanpaolo, al 30 settembre risultano in essere anticipazioni per 131 miliardi a fronte delle quali, sulla base dello stretto e costante monitoraggio dei volumi necessari per il raggiungimento dei benchmark previsti dalla BCE, sono stati rilevati interessi attivi per complessivi 846 milioni.

Il Resoconto intermedio al 30 settembre 2021, predisposto utilizzando l'Euro quale moneta di conto, è composto dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni del patrimonio netto e da note illustrative, ed è corredato da informazioni sugli eventi importanti che si sono verificati nel periodo e sui principali rischi ed incertezze per i mesi restanti dell'esercizio.

Gli importi indicati nei Prospetti contabili e nelle note illustrative sono espressi, qualora non diversamente specificato, in milioni di euro.

I prospetti contabili presentano, oltre agli importi del periodo di riferimento, anche i corrispondenti dati di raffronto riferiti al 30 settembre 2020 per il conto economico e al 31 dicembre 2020 per lo stato patrimoniale.

Le attività in via di dismissione accolgono i portafogli di crediti deteriorati riferiti a Intesa Sanpaolo, compresi quelli rivenienti da UBI Banca, incorporata in Intesa Sanpaolo a partire dal 12 aprile 2021, Intesa Sanpaolo Provis e UBI Leasing, che saranno oggetto di cessione, nell'ambito delle strategie di de-risking del Gruppo, prevalentemente nel corso del quarto trimestre 2021 e in via residuale nel corso del 2022. Tra le attività in via di dismissione figurano altresì esposizioni creditizie deteriorate single-name oggetto di operazioni già deliberate il cui perfezionamento è atteso successivamente al 30 settembre 2021. Tra le attività in via di dismissione sono ricompresi anche il ramo d'azienda di Banca 5 riferito ai servizi collegati all'attività bancaria che sarà trasferito a Mooney Group entro la fine del 2021 nell'ambito della partnership già avviata nel 2019 ed il ramo d'azienda di Intesa Sanpaolo dedicato all'attività di acquiring nell'ambito dei sistemi di pagamento relativo al perimetro ex UBI Banca che è stato trasferito a Nexi a fine ottobre. Infine tra le attività in via dismissione al 30 settembre 2021 figura un ramo d'azienda nell'ambito della Divisione Insurance del Gruppo riferito a talune polizze di ramo IV e convenzioni collettive la cui cessione è stata perfezionata nel corso del mese di ottobre.

Il Resoconto intermedio al 30 settembre 2021 è corredato dall'attestazione del Dirigente preposto, ai sensi dell'art. 154 bis del TUF, e i prospetti contabili consolidati sono sottoposti a revisione contabile limitata da parte della società di revisione ai soli fini del rilascio dell'attestazione prevista dall'art. 26 (2) del Regolamento dell'Unione Europea n. 575/2013 e dalla Decisione della Banca Centrale Europea n. 2015/656.

Con riferimento all'attività di revisione contabile, si rammenta che l'Assemblea degli azionisti del 30 aprile 2019 ha conferito l'incarico per la revisione legale dei conti, per gli esercizi dal 2021 al 2029, alla società EY S.p.A.

Area e metodi di consolidamento

Area di consolidamento

Il Resoconto consolidato include Intesa Sanpaolo e le società da questa direttamente o indirettamente controllate, controllate congiuntamente o sottoposte ad influenza notevole, comprendendo – come specificamente previsto dai principi IAS/IFRS – anche le società operanti in settori di attività diversi da quello di appartenenza della Capogruppo, nonché le partecipazioni di private equity. Analogamente, sono incluse anche le entità strutturate quando ne ricorrano i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall'esistenza di una quota partecipativa.

Sono escluse dall'area di consolidamento, e classificate sulla base di quanto previsto dall'IFRS 9, alcune interessenze superiori al 20% - peraltro di importo contenuto - in quanto Intesa Sanpaolo, direttamente o indirettamente, detiene esclusivamente diritti patrimoniali su una porzione dei frutti degli investimenti o non ha accesso alle politiche di gestione e può esercitare diritti di governance limitati alla tutela dei propri interessi patrimoniali.

Sono inoltre escluse dall'area di consolidamento integrale le interessenze partecipative detenute, direttamente o attraverso fondi, in società che svolgono attività di venture capital. Tali interessenze partecipative sono incluse nella categoria delle Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.

Sono, infine, escluse dall'area di consolidamento le società non partecipate delle quali si sono ricevute azioni in pegno con diritto di voto superiore al 20%, in considerazione della finalità di tale strumento che è quella di tutela del credito concesso e non di esercizio del controllo e di indirizzo delle politiche finanziarie ed economiche, al fine di usufruire dei benefici economici da esse derivanti.

Si rammenta che Intesa Sanpaolo non esercita su Risanamento S.p.A. e sulle società da questa controllate l'attività di direzione e coordinamento di cui all'art. 2497 C.C. e seguenti.

Le variazioni dell'area di consolidamento del terzo trimestre riguardano principalmente operazioni societarie all'interno del Gruppo (senza dunque impatti a livello consolidato), ovvero:

  • fusione di Pramerica SGR S.p.A. in Eurizon Capital SGR S.p.A.;
  • fusione di Pramerica Management Company S.A. in Eurizon Capital S.A. Luxembourg;
  • fusione di UBI.S in Intesa Sanpaolo S.p.A.;
  • fusione di IMMIT Immobili italiani S.r.l. in BPB Immobiliare S.r.l., con cambio di denominazione dell'incorporante che ha acquisito la denominazione dell'incorporata (IMMIT – Immobili italiani S.r.l.) e successiva fusione di Kedomus S.r.l. nella nuova IMMIT.

Inoltre, si segnala la costituzione di "Fideuram Asset Management UK Limited" detenuta al 100% da Fideuram Asset Management Ireland.

Quanto a Intesa Sanpaolo Forvalue – uscita dall'area di consolidamento integrale a giugno 2021 in quanto consolidata con il metodo del patrimonio netto in relazione alla scarsa materialità e significatività delle interessenze detenute, e classificata tra le attività in dismissione ai sensi dell'IFRS 5 nell'ambito della partnership strategica con il Gruppo Tinexta – si segnala che nel mese di luglio si è realizzato il conferimento in Innolva, controllata al 75% da Tinexta e al 25% da Intesa Sanpaolo S.p.A.

Pertanto, in considerazione di quanto sopra esposto, non si registrano variazioni a livello di area di consolidamento integrale, mentre per quanto riguarda il consolidamento col metodo del patrimonio netto nel terzo trimestre si registra l'uscita di Intesa Sanpaolo Forvalue e l'entrata di Innolva.

Per l'indicazione delle variazioni dell'area di consolidamento intervenute nei primi sei mesi dell'esercizio si rimanda alla Relazione semestrale al 30 giugno 2021.

Metodi di consolidamento

I metodi utilizzati per il consolidamento dei dati delle società controllate (consolidamento integrale) e per il consolidamento delle società collegate nonché delle società sottoposte a controllo congiunto (metodo del patrimonio netto) sono invariati rispetto a quelli adottati per il Bilancio annuale 2020 del Gruppo Intesa Sanpaolo al quale, pertanto, si fa rinvio.

I bilanci della Capogruppo e delle altre società utilizzati per predisporre il Resoconto fanno riferimento al 30 settembre 2021.

In taluni limitati casi, per partecipate di rilevanza non significativa, sono stati utilizzati gli ultimi dati ufficiali disponibili.

Ove necessario – in casi comunque di rilevanza del tutto marginale – i bilanci delle società consolidate, eventualmente redatti in base a criteri contabili diversi, sono stati resi conformi ai principi del Gruppo.

I bilanci delle imprese operanti in aree diverse dall'Eurozona sono convertiti in Euro applicando alle voci dell'attivo e del passivo patrimoniale i cambi correnti alla data di chiusura del periodo di riferimento ed alle voci del conto economico i cambi medi del periodo stesso.

Il Consiglio di Amministrazione

Milano, 3 novembre 2021

Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Fabrizio Dabbene, dichiara, ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza, che l'informativa contabile contenuta nel presente Resoconto intermedio al 30 settembre 2021 corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

Milano, 3 novembre 2021

Fabrizio Dabbene Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Allegati

Raccordi tra prospetti contabili consolidati pubblicati e prospetti contabili consolidati modificati

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2020 pubblicato e Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2020 modificato

Raccordo tra Conto Economico consolidato al 30 settembre 2020 pubblicato e Conto economico al 30 settembre 2020 modificato

Raccordi tra prospetti contabili consolidati modificati/pubblicati e prospetti contabili consolidati riesposti

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2020 pubblicato e Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2020 riesposto

Raccordo tra Conto Economico consolidato al 30 settembre 2020 pubblicato e Conto economico consolidato al 30 settembre 2020 riesposto

Raccordo tra Conto Economico consolidato al 30 settembre 2021 e Conto economico consolidato al 30 settembre 2021 riesposto

Prospetti contabili consolidati riesposti

Stato Patrimoniale consolidato riesposto

Conto Economico consolidato riesposto

Raccordi tra prospetti contabili consolidati riesposti e schemi di bilancio consolidati riclassificati

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato e Stato Patrimoniale consolidato riclassificato

Raccordo tra Conto Economico consolidato riesposto e Conto Economico consolidato riclassificato

Conto economico consolidato riclassificato - Raccordo con dati rideterminati

Conto economico consolidato riclassificato - Raccordo con dati rideterminati

Raccordi tra prospetti contabili consolidati pubblicati e prospetti contabili consolidati modificati

Allegati

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2020 pubblicato e Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2020 modificato

Lo Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2020 pubblicato non ha necessitato di modifiche.

Raccordo tra Conto Economico consolidato al 30 settembre 2020 pubblicato e Conto economico consolidato al 30 settembre 2020 modificato

Il Conto Economico consolidato al 30 settembre 2020 pubblicato non ha necessitato di modifiche.

Raccordi tra prospetti contabili consolidati modificati/pubblicati e prospetti contabili consolidati riesposti

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2020 pubblicato e Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2020 riesposto

(milioni di euro)
Voci dell'attivo 31.12.2020 Variazione
perimetro di
consolidamento
(a)
31.12.2020
Riesposto
10. Cassa e disponibilità liquide 9.814 366 10.180
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 58.246 9 58.255
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 53.165 9 53.174
b) attività finanziarie designate al fair value 3 - 3
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 5.078 - 5.078
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 57.858 5 57.863
35. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi
dello IAS 39
177.170 28.367 205.537
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 615.260 1.500 616.760
a) Crediti verso banche 110.095 270 110.365
b) Crediti verso clientela 505.165 1.230 506.395
45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
1.211 351 1.562
50. Derivati di copertura 1.134 - 1.134
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 2.400 - 2.400
70. Partecipazioni 1.996 -325 1.671
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 93 91 184
90. Attività materiali 10.850 17 10.867
100. Attività immateriali
di cui:
8.194 70 8.264
- avviamento 3.154 - 3.154
110. Attività fiscali 19.503 274 19.777
a) correnti 2.326 8 2.334
b) anticipate 17.177 266 17.443
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 28.702 - 28.702
130. Altre attività 10.183 663 10.846
Totale dell'attivo 1.002.614 31.388 1.034.002

(a) La riesposizione si riferisce all'ingresso nel gruppo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas e del Gruppo Reyl.

Allegati

Voci del passivo e del patrimonio netto 31.12.2020 Variazione
perimetro di
consolidamento
(a)
(milioni di euro)
31.12.2020
Riesposto
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 630.146 1.777 631.923
a) debiti verso banche 115.947 1 115.948
b) debiti verso la clientela 422.365 1.776 424.141
c) titoli in circolazione 91.834 - 91.834
15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
1.935 100 2.035
20. Passività finanziarie di negoziazione 59.033 11 59.044
30. Passività finanziarie designate al fair value 3.032 - 3.032
35. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai
sensi dello IAS 39
77.207 3.492 80.699
40. Derivati di copertura 7.088 - 7.088
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 733 - 733
60. Passività fiscali 3.029 341 3.370
a) correnti 284 2 286
b) differite 2.745 339 3.084
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 35.676 - 35.676
80. Altre passività 14.439 343 14.782
90. Trattamento di fine rapporto del personale 1.200 1 1.201
100. Fondi per rischi e oneri 5.964 29 5.993
a) impegni e garanzie rilasciate 626 - 626
b) quiescenza e obblighi simili 324 21 345
c) altri fondi per rischi e oneri 5.014 8 5.022
110. Riserve tecniche 96.811 24.549 121.360
120. Riserve da valutazione -515 - -515
125. Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 809 - 809
130. Azioni rimborsabili - - -
140. Strumenti di capitale 7.441 23 7.464
150. Riserve 17.461 - 17.461
160. Sovrapprezzi di emissione 27.444 - 27.444
170. Capitale 10.084 - 10.084
180. Azioni proprie (-) -130 - -130
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 450 722 1.172
200. Utile (Perdita) di periodo (+/-) 3.277 - 3.277
Totale del passivo e del patrimonio netto 1.002.614 31.388 1.034.002

(a) La riesposizione si riferisce all'ingresso nel gruppo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas e del Gruppo Reyl.

Raccordo tra Conto Economico consolidato al 30 settembre 2020 pubblicato e Conto economico consolidato al 30 settembre 2020 riesposto

(milioni di euro)
30.09.2020 Variazione
perimetro
di consolidamento
(a)
30.09.2020
Riesposto
10. Interessi attivi e proventi assimilati 7.396 15 7.411
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 7.556 - 7.556
20. Interessi passivi e oneri assimilati -1.830 -3 -1.833
30. Margine di interesse 5.566 12 5.578
40. Commissioni attive 7.157 36 7.193
50. Commissioni passive -1.682 -10 -1.692
60. Commissioni nette 5.475 26 5.501
70. Dividendi e proventi simili 70 - 70
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 457 12 469
90.
100.
Risultato netto dell'attività di copertura
Utili (perdite) da cessione o riacquisto di:
58
726
-
-
58
726
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 17 - 17
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 741 - 741
c) passività finanziarie -32 - -32
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto
110. a conto economico 108 - 108
a) attività e passività finanziarie designate al fair value 120 - 120
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value -12 - -12
115. Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione ai sensi dello IAS 39
2.278 - 2.278
120. Margine di intermediazione 14.738 50 14.788
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: -2.671 - -2.671
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -2.658 - -2.658
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva -13 - -13
Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi
135. dello IAS39 -78 - -78
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -13 - -13
150. Risultato netto della gestione finanziaria 11.976 50 12.026
160. Premi netti 7.175 165 7.340
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -8.301 -88 -8.389
180.
190.
Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa
Spese amministrative:
10.850
-7.505
127
-59
10.977
-7.564
a) spese per il personale -4.344 -43 -4.387
b) altre spese amministrative -3.161 -16 -3.177
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -233 - -233
a) impegni e garanzie rilasciate -11 - -11
b) altri accantonamenti netti -222 - -222
210. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali -405 -3 -408
220. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali -566 -1 -567
230. Altri oneri/proventi di gestione 3.938 -1 3.937
240. Costi operativi -4.771 -64 -4.835
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni -29 6 -23
260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali - - -
270.
280.
Rettifiche di valore dell'avviamento
Utili (Perdite) da cessione di investimenti
-
36
-
-
-
36
290.
300.
Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte
Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente
6.086
-850
69
-21
6.155
-871
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 5.236 48 5.284
320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte 1.136 - 1.136
330. Utile (Perdita) di periodo 6.372 48 6.420
340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi 4 -48 -44
350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 6.376 - 6.376

(a) La riesposizione si riferisce ai risultati economici dei primi 4 mesi del 2020 della società RBM Assicurazione Salute S.p.A. e dei primi 9 mesi del 2020 del Gruppo Reyl.

Allegati

Raccordo tra Conto Economico consolidato al 30 settembre 2021 e Conto economico consolidato al 30 settembre 2021 riesposto

(milioni di euro)
30.09.2021 Variazione
perimetro
30.09.2021
Riesposto
di
consolidamento
(a)
10. Interessi attivi e proventi assimilati 7.843 9 7.852
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 7.563 - 7.563
20. Interessi passivi e oneri assimilati -1.811 -2 -1.813
30. Margine di interesse 6.032 7 6.039
40. Commissioni attive 8.828 25 8.853
50. Commissioni passive -1.989 -5 -1.994
60. Commissioni nette 6.839 20 6.859
70. Dividendi e proventi simili 113 - 113
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 406 7 413
90. Risultato netto dell'attività di copertura 36 - 36
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 741 - 741
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 215 - 215
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 570 - 570
c) passività finanziarie -44 - -44
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico
157 - 157
a) attività e passività finanziarie designate al fair value -28 - -28
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 185 - 185
Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di
115. assicurazione ai sensi dello IAS 39 3.353 - 3.353
120. Margine di intermediazione 17.677 34 17.711
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di:
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
-1.607
-1.595
-
-
-1.607
-1.595
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva -12 - -12
Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello
135. IAS39 -4 - -4
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -25 - -25
150. Risultato netto della gestione finanziaria 16.041 34 16.075
160. Premi netti 7.848 - 7.848
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -9.887 - -9.887
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 14.002 34 14.036
190. Spese amministrative: -8.568 -33 -8.601
a) spese per il personale -5.016 -27 -5.043
b) altre spese amministrative -3.552 -6 -3.558
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -204 - -204
a) impegni e garanzie rilasciate 73 - 73
b) altri accantonamenti netti -277 - -277
210. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali -479 -1 -480
220. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali -612 -1 -613
230. Altri oneri/proventi di gestione 703 - 703
240. Costi operativi -9.160 -35 -9.195
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 130 2 132
260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali -4 - -4
270.
280.
Rettifiche di valore dell'avviamento
Utili (Perdite) da cessione di investimenti
-
190
-
-
-
190
290.
300.
Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte
Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente
5.158
-1.200
1
-
5.159
-1.200
310.
320.
Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte
Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte
3.958
-
1
-
3.959
-
330.
340.
Utile (Perdita) di periodo
Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi
3.958
48
1
-1
3.959
47
350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 4.006 - 4.006

(a) La riesposizione si riferisce ai risultati economici dei primi 5 mesi del 2021 del Gruppo Reyl.

Allegati

Prospetti contabili consolidati riesposti

Stato Patrimoniale consolidato riesposto

(milioni di euro)
Voci dell'attivo 30.09.2021 31.12.2020 Variazioni
Riesposto assolute %
10. Cassa e disponibilità liquide 9.303 10.180 -877 -8,6
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 61.131 58.255 2.876 4,9
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 55.651 53.174 2.477 4,7
b) attività finanziarie designate al fair value 4 3 1 33,3
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 5.476 5.078 398 7,8
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 64.804 57.863 6.941 12,0
35. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi
dello IAS 39
205.631 205.537 94 0,0
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 671.964 616.760 55.204 9,0
a) Crediti verso banche 171.687 110.365 61.322 55,6
b) Crediti verso clientela 500.277 506.395 -6.118 -1,2
45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
997 1.562 -565 -36,2
50. Derivati di copertura 1.372 1.134 238 21,0
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 932 2.400 -1.468 -61,2
70. Partecipazioni 1.738 1.671 67 4,0
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 177 184 -7 -3,8
90. Attività materiali 10.535 10.867 -332 -3,1
100. Attività immateriali 8.873 8.264 609 7,4
di cui:
- avviamento 3.983 3.154 829 26,3
110. Attività fiscali 18.805 19.777 -972 -4,9
a) correnti 2.577 2.334 243 10,4
b) anticipate 16.228 17.443 -1.215 -7,0
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 3.181 28.702 -25.521 -88,9
130. Altre attività 11.975 10.846 1.129 10,4

Totale dell'attivo 1.071.418 1.034.002 37.416 3,6

Allegati

(milioni di euro)
Voci del passivo e del patrimonio netto 30.09.2021 31.12.2020 Variazioni
Riesposto assolute %
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 704.724 631.923 72.801 11,5
a) debiti verso banche 179.520 115.948 63.572 54,8
b) debiti verso la clientela 437.071 424.141 12.930 3,0
c) titoli in circolazione 88.133 91.834 -3.701 -4,0
15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
2.571 2.035 536 26,3
20. Passività finanziarie di negoziazione 57.533 59.044 -1.511 -2,6
30. Passività finanziarie designate al fair value 3.266 3.032 234 7,7
35. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai
sensi dello IAS 39
83.093 80.699 2.394 3,0
40. Derivati di copertura 5.122 7.088 -1.966 -27,7
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 272 733 -461 -62,9
60. Passività fiscali 2.618 3.370 -752 -22,3
a) correnti 518 286 232 81,1
b) differite 2.100 3.084 -984 -31,9
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 1.404 35.676 -34.272 -96,1
80. Altre passività 18.042 14.782 3.260 22,1
90. Trattamento di fine rapporto del personale 1.109 1.201 -92 -7,7
100. Fondi per rischi e oneri 5.764 5.993 -229 -3,8
a) impegni e garanzie rilasciate 534 626 -92 -14,7
b) quiescenza e obblighi simili 312 345 -33 -9,6
c) altri fondi per rischi e oneri 4.918 5.022 -104 -2,1
110. Riserve tecniche 118.616 121.360 -2.744 -2,3
120. Riserve da valutazione -569 -515 54 10,5
125. Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 677 809 -132 -16,3
130. Azioni rimborsabili - - -
140. Strumenti di capitale 6.279 7.464 -1.185 -15,9
150. Riserve 19.379 17.461 1.918 11,0
160. Sovrapprezzi di emissione 27.287 27.444 -157 -0,6
170. Capitale 10.084 10.084 - -
180. Azioni proprie (-) -158 -130 28 21,5
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 299 1.172 -873 -74,5
200. Utile (Perdita) di periodo (+/-) 4.006 3.277 729 22,2
Totale del passivo e del patrimonio netto 1.071.418 1.034.002 37.416 3,6

Conto Economico consolidato riesposto

30.09.2021 30.09.2020 (milioni di euro)
Variazioni
Riesposto Riesposto assolute %
10. Interessi attivi e proventi assimilati
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo
7.852
7.563
7.411
7.556
441
7
6,0
0,1
20. Interessi passivi e oneri assimilati -1.813 -1.833 -20 -1,1
30. Margine di interesse 6.039 5.578 461 8,3
40. Commissioni attive 8.853 7.193 1.660 23,1
50. Commissioni passive -1.994 -1.692 302 17,8
60. Commissioni nette 6.859 5.501 1.358 24,7
70. Dividendi e proventi simili 113 70 43 61,4
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 413 469 -56 -11,9
90. Risultato netto dell'attività di copertura 36 58 -22 -37,9
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 741 726 15 2,1
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
215
570
17
741
198
-171
-23,1
c) passività finanziarie -44 -32 12 37,5
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a
110. conto economico 157 108 49 45,4
a) attività e passività finanziarie designate al fair value -28 120 -148
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 185 -12 197
115. Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione ai sensi dello IAS 39
3.353 2.278 1.075 47,2
120. Margine di intermediazione 17.711 14.788 2.923 19,8
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: -1.607 -2.671 -1.064 -39,8
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -1.595 -2.658 -1.063 -40,0
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva -12 -13 -1 -7,7
135. Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello
IAS39
-4 -78 -74 -94,9
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -25 -13 12 92,3
150. Risultato netto della gestione finanziaria 16.075 12.026 4.049 33,7
160. Premi netti 7.848 7.340 508 6,9
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -9.887 -8.389 1.498 17,9
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 14.036 10.977 3.059 27,9
190. Spese amministrative: -8.601 -7.564 1.037 13,7
a) spese per il personale -5.043 -4.387 656 15,0
b) altre spese amministrative -3.558 -3.177 381 12,0
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -204 -233 -29 -12,4
a) impegni e garanzie rilasciate 73 -11 84
b) altri accantonamenti netti -277 -222 55 24,8
210. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali -480 -408 72 17,6
220. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali -613 -567 46 8,1
230. Altri oneri/proventi di gestione 703 3.937 -3.234 -82,1
240. Costi operativi -9.195 -4.835 4.360 90,2
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 132 -23 155
260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali -4 - 4
270. Rettifiche di valore dell'avviamento - - -
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 190 36 154
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 5.159 6.155 -996 -16,2
300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente -1.200 -871 329 37,8
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 3.959 5.284 -1.325 -25,1
320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte - 1.136 -1.136
330. Utile (Perdita) di periodo 3.959 6.420 -2.461 -38,3
340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi 47 -44 91
350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 4.006 6.376 -2.370 -37,2

Raccordi tra prospetti contabili consolidati riesposti e schemi di bilancio consolidati riclassificati

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato e Stato Patrimoniale consolidato riclassificato

(milioni di euro)
30.09.2021 31.12.2020
Attività Riesposto
Finanziamenti verso banche 169.805 108.310
Voce 40a (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso banche 169.775 108.285
Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Finanziamenti verso banche - -
Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value - Finanziamenti verso banche - -
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - Finanziamenti verso banche 30 25
Voce 30 (parziale) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti
verso banche
- -
Finanziamenti verso clientela 463.295 462.802
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 460.903 461.373
Voce 40b (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso clientela 454.061 454.148
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (enti pubblici, imprese non
Voce 40b (parziale) finanziarie ed altri) 6.842 7.225
Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e con impatto sul conto economico 2.392 1.429
Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Finanziamenti verso clientela 19 21
Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value - Finanziamenti verso clientela - -
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - Finanziamenti verso clientela 1.158 1.135
Voce 30 (parziale) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti
verso clientela
1.215 273
Voce 40a (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (banche)
41.286
1.912
47.102
2.080
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie ed
Voce 40b (parziale) assicurazioni) 39.374 45.022
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 59.924 57.074
Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 55.633 53.152
Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value - Titoli di debito 4 3
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 4.287 3.919
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 63.589 57.590
Voce 30 (parziale) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 63.589 57.590
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 205.631 205.537
Voce 35 Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello
IAS 39
205.631 205.537
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 997 1.562
Voce 45 Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai
sensi dello IAS 39
997 1.562
Partecipazioni 1.738 1.671
Voce 70 Partecipazioni 1.738 1.671
Attività materiali e immateriali 19.408 19.131
Attività di proprietà 17.800 17.311
Voce 90 (parziale) Attività materiali 8.927 9.047
Voce 100 Attività immateriali 8.873 8.264
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.608 1.820
Voce 90 (parziale) Attività materiali 1.608 1.820
Attività fiscali 18.805 19.777
Voce 110 Attività fiscali 18.805 19.777
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 3.181 28.702
Voce 120 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 3.181 28.702
Altre voci dell'attivo 23.759 24.744
Voce 10 Cassa e disponibilità liquide 9.303 10.180
Voce 50 Derivati di copertura 1.372 1.134
Voce 60 Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 932 2.400
Voce 80 Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 177 184
Voce 130 Altre attività 11.975 10.846
Totale attività 1.071.418 1.034.002

Allegati

(milioni di euro)
30.09.2021 31.12.2020
Passività Riesposto
Debiti verso banche al costo ammortizzato 179.514 115.944
Voce 10 a)
- Voce 10 a) (parziale)
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche (di cui debiti per leasing)
179.520
-6
115.948
-4
Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione 523.699 514.229
Voce 10 b) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela 437.071 424.141
Voce 10 c) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli in circolazione 88.133 91.834
- Voce 10 b) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela (di cui debiti per leasing) -1.505 -1.746
Passività finanziarie di negoziazione 57.533 59.044
Voce 20 Passività finanziarie di negoziazione 57.533 59.044
Passività finanziarie designate al fair value 3.266 3.032
Voce 30 Passività finanziarie designate al fair value 3.266 3.032
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 2.563 2.023
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai
Voce 15 sensi dello IAS 39 2.571 2.035
- Voce 15 (parziale) Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai
sensi dello IAS 39 (di cui debiti per leasing)
-8 -12
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 83.093 80.699
Voce 35 Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello
IAS 39
83.093 80.699
Passività fiscali 2.618 3.370
Voce 60 Passività fiscali 2.618 3.370
Passività associate ad attività in via di dismissione 1.404 35.676
Voce 70 Passività associate ad attività in via di dismissione 1.404 35.676
Altre voci del passivo 24.955 24.365
Voce 40 Derivati di copertura 5.122 7.088
Voce 50 Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 272 733
Voce 80 Altre passività 18.042 14.782
Voce 10 a) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche (di cui debiti per leasing) 6 4
Voce 10 b) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela (di cui debiti per leasing) 1.505 1.746
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai
Voce 15 (parziale) sensi dello IAS 39 (di cui debiti per leasing) 8 12
Riserve tecniche 118.616 121.360
Voce 110 Riserve tecniche 118.616 121.360
Fondi per rischi e oneri 6.873 7.194
Voce 90 Trattamento di fine rapporto del personale 1.109 1.201
Voce 100 a) Fondi per rischi e oneri - Impegni e garanzie rilasciate 534 626
Voce 100 b) Fondi per rischi e oneri - Quiescenza e obblighi simili 312 345
Voce 100 c) Fondi per rischi e oneri - Altri fondi per rischi e oneri 4.918 5.022
Capitale 10.084 10.084
Voce 170 Capitale 10.084 10.084
Riserve 46.508 44.775
Voce 130 Azioni rimborsabili - -
Voce 150 Riserve 19.379 17.461
Voce 160 Sovrapprezzi di emissione 27.287 27.444
- Voce 180 Azioni proprie -158 -130
Riserve da valutazione -569 -515
Voce 120 Riserve da valutazione -569 -515
Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 677 809
Voce 125 Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 677 809
Strumenti di capitale 6.279 7.464
Voce 140 Strumenti di capitale 6.279 7.464
Patrimonio di pertinenza di terzi 299 1.172
Voce 190 Patrimonio di pertinenza di terzi 299 1.172
Risultato netto 4.006 3.277
Voce 200 Utile (Perdita) di periodo (+/-) 4.006 3.277
Totale passività e patrimonio netto 1.071.418 1.034.002

Raccordo tra Conto Economico consolidato riesposto e Conto Economico consolidato riclassificato

Voci 30.09.2021 (milioni di euro)
30.09.2020
Riesposto Riesposto
Interessi netti Voce 30 Margine di interesse 6.012
6.039
5.608
5.578
- Voce 30 (parziale) Margine di interesse - Rapporti tra Banche/Altre imprese e Comparto Assicurativo -27 -20
- Voce 30 (parziale) Margine di interesse - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento 6 79
- Voce 30 (parziale) Margine di interesse (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) 18 36
+ Voce 60 (parziale) Commissioni nette (Commissioni tassi negativi) 29 -
Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto
+ Voce70 (parziale) a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività
complessiva (Dividendi incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli)
7 -
+ Voce 80 (parziale) Differenziali Hedging swap -50 -51
+ Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Rientro time value trattamento di fine rapporto e altri fondi del personale) -10 -14
+ Voce 200 (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Rientro time value fondi rischi ed oneri) - -
Commissioni nette 7.102 5.747
Voce 60 Commissioni nette 6.859 5.501
- Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Contributo comparto assicurativo 233 157
- Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento 2 3
- Voce 60 (parziale) Commissioni nette (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) - 9
- Voce 60 (parziale) Commissioni nette (Commissioni tassi negativi) -29 -
+ Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Collocamento Certificates) 43 30
+ Voce 110 a) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
(a) attività e passività finanziarie designate al fair value (Collocamento Certificates)
Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
33 81
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze
+ Voce 110 b) (parziale) assicurative stipulate a favore delle Reti di consulenti finanziari) 3 -
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Recuperi spese varie) -42 -34
Risultato dell'attività assicurativa Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi 1.176 1.034
Voce 115 dello IAS39 3.353 2.278
Voce 160 Premi netti 7.848 7.340
Voce 170 Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -9.887 -8.389
+ Voce 30 (parziale) Margine di interesse - Rapporti tra Banche/Altre imprese con Comparto Assicurativo 27 20
+ Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Contributo comparto assicurativo -233 -157
+ Voce 80 (parziale) Rapporti tra Banche/Altre imprese con Comparto Assicurativo -53 6
+ Voce 135 (parziale) Impairment titoli con impatto sulla redditività complessiva quota di competenza degli assicurati -3 -62
- Voce 160 (parziale) Premi netti (Polizze annuali: eccedenza dei sinistri prospettici rispetto ai premi in corso di maturazione) 22 -
- Voce 170 (parziale) Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa (Polizze annuali: accantonamenti per sinistri liquidati e
in corso)
104 -
+ Voce 210 (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali -2 -2
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.518 1.395
Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione 413 469
Voce 90 Risultato netto dell'attività di copertura 36 58
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
Voce 110 a) (a) attività e passività designate al fair value
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
-28 120
Voce 110 b) (b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
185 -12
Voce 100 b) redditività complessiva 570 741
Voce 100 c) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di passività finanziarie -44 -32
Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto
+ Voce 70 (parziale) a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività
complessiva (inclusi i dividendi su OICR)
113 70
Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto
a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività
- Voce 70 (parziale) complessiva (Dividendi incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli) -7 -
- Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Collocamento Certificates) -43 -30
- Voce 80 (parziale) Rapporti tra Banche/Altre imprese con Comparto Assicurativo 53 -6
- Voce 80 (parziale) Differenziali Hedging swap
Risultato netto dell'attività di negoziazione (Componenti correlate ad Utili (Perdite) delle partecipazioni
50 51
- Voce 80 (parziale) valutate al patrimonio netto) - -47
- Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) 10 -
Risultato netto dell'attività di copertura - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e
- Voce 90 (parziale) coordinamento - 4
+ Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(governi, imprese finanziarie ed assicurazioni)
309 87
Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
- Voce 100 b) (parziale) redditività complessiva (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) -29 -
- Voce 110 a) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
(a) attività e passività finanziarie designate al fair value (Collocamento Certificates)
-33 -81
Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze
- Voce 110 b) (parziale) assicurative stipulate a favore delle Reti di consulenti finanziari) -19 1
- Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Oneri riguardanti il sistema bancario)
1 2
- Voce 100 c) (parziale) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di passività finanziarie - (Effetti dell'allocazione dei costi di
acquisizione)
-18 -
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Negoziazione e valutazione altre attività) -1 -

Allegati

Voci 30.09.2021 (milioni di euro)
30.09.2020
Riesposto Riesposto
Altri proventi (oneri) operativi netti 90 -2
Voce 70 Dividendi e proventi simili 113 70
Voce 230 Altri oneri / proventi di gestione 703 3.937
+ Voce 30 (parziale) Margine di interesse - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento -6 -79
+ Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento
Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto
a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività
-2 -3
- Voce 70 (parziale) complessiva (inclusi i dividendi su OICR)
Risultato netto dell'attività di negoziazione (Componenti correlate ad Utili (Perdite) delle partecipazioni
-113 -70
+ Voce 80 (parziale) valutate al patrimonio netto)
Risultato netto dell'attività di copertura - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e
- 47
+ Voce 90 (parziale) coordinamento
Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
- -4
+ Voce 110 b) (parziale) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze
assicurative stipulate a favore delle Reti di consulenti finanziari)
- -
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Recuperi spese) -20 -12
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Recuperi imposte indirette) -658 -587
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri non ricorrenti) 9 18
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Effetti valutativi altre attività) -2 64
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Svalutazioni durature immobilizzazioni materiali riacquisite) - -
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Utili/perdite da cessione di immobilizzazioni materiali riacquisite) - -
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri/proventi di integrazione) 1 -
- Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) - -3.365
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Negoziazione e valutazione altre attività) 1 -
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Riconduzione operatività entità non bancaria, finanziaria e assicurativa -
leasing operativo)
-3 -
+ Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Riconduzione operatività entità non bancaria,
finanziaria e assicurativa - leasing operativo)
-20 -
+ Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Riconduzione operatività entità non bancaria,
finanziaria e assicurativa - leasing operativo)
-2 -
+ Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) delle partecipazioni (valutate al patrimonio netto) 89 -18
Proventi operativi netti 15.898 13.782
Spese del personale -4.975 -4.372
Voce 190 a) Spese per il personale -5.043 -4.387
- Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) 58 1
- Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Rientro time value trattamento di fine rapporto e altri fondi del personale) 10 14
Spese amministrative -2.052 -1.804
Voce 190 b) Altre spese amministrative -3.558 -3.177
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Oneri di integrazione) 42 35
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) 730 684
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Recuperi spese varie) 42 34
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) - 21
Altre spese amministrative (Riconduzione operatività entità non bancaria, finanziaria e assicurativa -
- Voce 190 b) (parziale) leasing operativo) 3 -
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Imposte sul reddito) 11 -
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Recuperi imposte indirette) 658 587
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Recuperi di spese) 20 12
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -908 -838
Voce 210 Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali -480 -408
Voce 220 Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali -613 -567
-Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali 2 2
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Oneri di integrazione) 25 17
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività materiali (Svalutazioni) 1 -
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Riconduzione operatività entità non bancaria,
finanziaria e assicurativa - leasing operativo)
20 -
Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Entità non soggette a direzione e coordinamento –
- Voce 220 (parziale) diritti concessori) - 14
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Oneri di integrazione) 83 53
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Svalutazioni) 1 -
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) 51 51
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Riconduzione operatività entità non bancaria,
finanziaria e assicurativa - leasing operativo)
2 -
Costi operativi -7.935 -7.014
Risultato della gestione operativa 7.963 6.768
Voci 30.09.2021 (milioni di euro)
30.09.2020
Riesposto Riesposto
Rettifiche di valore nette su crediti -1.550 -2.739
Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -25 -13
Voce 200 a) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito relativo a impegni e garanzie rilasciate 73 -11
+Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti -98 -69
+Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(enti pubblici, imprese non finanziarie ed altri)
4 -
+Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti
(Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione)
92 26
+Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Finanziamenti
-1.606 -2.677
+Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Titoli di debito (enti pubblici, imprese non finanziarie ed altri)
2 9
+Voce 130 b) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti
1 -4
+ Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Accantonamenti per oneri non ricorrenti) 7 -
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -433 -224
Voce 135 Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39 -4 -78
Voce 260 Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali -4 -
Voce 200 b) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Altri accantonamenti netti -277 -222
Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
+ Voce 110 b) (parziale) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze
assicurative stipulate a favore delle Reti di consulenti finanziari)
16 -1
+ Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie ed assicurazioni)
10 13
+ Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Titoli di debito verso Banche
-1 -3
Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al fair value con
+ Voce 130 b) (parziale) impatto sulla redditività complessiva - Titoli di debito -13 -9
- Voce 135 (parziale) Impairment titoli con impatto sulla redditività complessiva quota di competenza degli assicurati 3 62
+ Voce 160 (parziale) Premi netti (Polizze annuali: eccedenza dei sinistri prospettici rispetto ai premi in corso di maturazione) -22 -
Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa (Polizze annuali: accantonamenti per sinistri liquidati e
+ Voce 170 (parziale) in corso) -104 -
- Voce 200 (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Oneri di integrazione) - 1
- Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Rientro time value fondi rischi ed oneri) - -
- Voce 200 b) (parziale)
- Voce 200 b) (parziale)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) - 90
+ Voce 210 (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Accantonamenti per oneri non ricorrenti)
Rettifiche / riprese di valore su attività materiali (Svalutazioni)
-7
-1
-
-
+ Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Svalutazioni) -1 -
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Svalutazioni durature immobilizzazioni materiali riacquisite) - -
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Effetti valutativi altre attività) 2 -64
+ Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (Rettifiche/Riprese di valore per deterioramento di partecipazioni collegate) -30 -13
Altri proventi (oneri) netti
Voce 250
Utili (Perdite) di partecipazioni 254
132
11
-23
Voce 280 Utili (Perdite) da cessione di investimenti 190 36
Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(governi, imprese finanziarie ed assicurazioni)
309 86
Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(Banche)
- -
Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
- Voce 100 a) (parziale) (governi, imprese finanziarie ed assicurazioni)
Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Entità non soggette a direzione e coordinamento –
-309 -87
+ Voce 220 (parziale) diritti concessori) - -14
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Utili/perdite da cessione di immobilizzazioni materiali riacquisite) - -
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri non ricorrenti) -9 -18
- Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (valutate al patrimonio netto) -89 18
- Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (Rettifiche/Riprese di valore per deterioramento di partecipazioni collegate) 30 13
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - 1.163
Voce 320 Utile (Perdita) dei gruppi di attività operative cessate al netto delle imposte - 1.136
+ Voce 320 (parziale) Utile (Perdita) dei gruppi di attività operative cessate al netto delle imposte (Imposte) - 27
Risultato corrente lordo 6.234 4.979

Allegati

Voci 30.09.2021 (milioni di euro)
30.09.2020
Riesposto Riesposto
Imposte sul reddito -1.540 -1.194
Voce 300 Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente -1.200 -871
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Imposte sul reddito) -11 -
- Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Oneri di integrazione) -61 -29
- Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) -39 -55
- Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) -229 -212
- Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre
attività intangibili)
- -
- Voce 320 (parziale) Utile (Perdita) dei gruppi di attività operative cessate al netto delle imposte (Imposte) - -27
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -148 -78
+ Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) -58 -1
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Oneri di integrazione) -42 -35
+ Voce 200 (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Oneri di integrazione) - -1
+ Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Oneri di integrazione) -25 -17
+ Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Oneri di integrazione) -83 -53
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri/proventi di integrazione) -1 -
+ Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Oneri di integrazione) 61 29
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -85 3.187
+ Voce 30 (parziale) Margine di interesse (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) -18 -36
+ Voce 60 (parziale) Commissioni nette (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) - -9
- Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) -10 -
+Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti
(Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione)
-92 -26
+ Voce 100 b) (parziale) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione)
29 -
+ Voce 100 c) (parziale) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di passività finanziarie - (Effetti dell'allocazione dei costi di
acquisizione)
18 -
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) - -21
+ Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) - -90
+ Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) -51 -51
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) - 3.365
+ Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) 39 55
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -502 -474
+ Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
(b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Oneri riguardanti il sistema bancario)
-1 -2
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) -730 -684
+ Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) 229 212
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - -
Voce 270 Rettifiche di valore dell'avviamento - -
+ Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre
attività intangibili)
- -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi
Voce 340
Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi 47
47
-44
-44
Risultato netto 4.006 6.376

Conto economico consolidato riclassificato - Raccordo con dati rideterminati

Conto economico consolidato riclassificato - Raccordo con dati rideterminati

(milioni di euro)

Allegati

30.09.2021
Dati
riesposti
Cessione
rami
di attività
Inclusione
compagnie
assicurative
30.09.2021
Dati
rideterminati
30.09.2020
Dati
riesposti
Inclusione
Gruppo
UBI
Cessione
rami di
attività
Inclusione
compagnie
assicurative
30.09.2020
Dati
rideterminati
Interessi netti 6.012 -66 - 5.946 5.608 966 -368 - 6.206
Commissioni nette 7.102 -94 - 7.008 5.747 991 -455 - 6.283
Risultato dell'attività assicurativa 1.176 - 43 1.219 1.034 10 - 205 1.249
Risultato netto delle attività e passività
finanziarie al fair value
1.518 -1 - 1.517 1.395 91 -4 1.482
Altri proventi (oneri) operativi netti 90 - -14 76 -2 45 -1 -11 31
Proventi operativi netti 15.898 -161 29 15.766 13.782 2.103 -828 194 15.251
Spese del personale -4.975 65 -14 -4.924 -4.372 -816 258 -24 -4.954
Spese amministrative -2.052 13 -20 -2.059 -1.804 -392 57 -48 -2.187
Ammortamento immobilizzazioni
immateriali e materiali
-908 - -2 -910 -838 -128 28 -3 -941
Costi operativi -7.935 78 -36 -7.893 -7.014 -1.336 343 -75 -8.082
Risultato della gestione operativa 7.963 -83 -7 7.873 6.768 767 -485 119 7.169
Rettifiche di valore nette su crediti -1.550 6 - -1.544 -2.739 -446 132 - -3.053
Altri accantonamenti netti e rettifiche di
valore nette su altre attività
-433 - -3 -436 -224 -11 - -9 -244
Altri proventi (oneri) netti 254 - - 254 11 24 - - 35
Utile (Perdita) delle attività operative
cessate
- 58 - 58 1.163 - 296 - 1.459
Risultato corrente lordo 6.234 -19 -10 6.205 4.979 334 -57 110 5.366
Imposte sul reddito -1.540 6 -7 -1.541 -1.194 -104 18 -39 -1.319
Oneri di integrazione e incentivazione
all'esodo (al netto delle imposte)
-148 - - -148 -78 13 1 - -64
Effetti economici dell'allocazione dei costi
di acquisizione (al netto delle imposte)
-85 - - -85 3.187 - - - 3.187
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema
bancario (al netto delle imposte)
-502 13 - -489 -474 -39 38 - -475
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle
altre attività intangibili (al netto delle
imposte)
- - - - - - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di
terzi
47 - 17 64 -44 -204 - -71 -319
Risultato netto 4.006 - - 4.006 6.376 - - - 6.376

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Glossario

Glossario

ABS – Asset Backed Securities

Strumenti finanziari il cui rendimento e rimborso sono garantiti da un portafoglio di attività (collateral) dell'emittente (solitamente uno Special Purpose Vehicle – SPV), destinato in via esclusiva al soddisfacimento dei diritti incorporati negli strumenti finanziari stessi. Esempi di attività poste a garanzia (collateral) sono i mutui ipotecari, i crediti vantati da società di emissione di carte di credito, i crediti commerciali a breve termine, i finanziamenti per acquisto di auto.

ABS di receivables

Titoli ABS il cui collateral è costituito da crediti.

Acquisition finance

Finanziamenti al servizio di operazioni di acquisizioni aziendali.

Additional return

Forma di remunerazione dei titoli junior rivenienti da operazioni di cartolarizzazione. Tali titoli, in aggiunta ad una cedola fissa, maturano proventi periodici (trimestrali, semestrali, ecc.) il cui importo è funzione del margine economico prodotto dall'operazione (riflettente a sua volta la performance delle attività cartolarizzate).

Advisor

Intermediario finanziario che assiste l'Autorità Governativa o le società coinvolte in privatizzazioni o altre operazioni di corporate finance, i cui compiti vanno dalla predisposizione di perizie valutative, alla stesura di documenti e consulenza generale in relazione alla specifica operazione.

AIRB (Advanced Internal Rating Based) Approach

Approccio dei rating interni nell'ambito del Nuovo Accordo di Basilea che si distingue nei metodi base (IRB) e avanzato. Il metodo avanzato è utilizzabile solo dagli istituti che soddisfino requisiti minimi più stringenti rispetto all'approccio base. In questo caso tutte le stime degli input (PD, LGD, EAD, Maturity) per la valutazione del rischio di credito avvengono internamente. Nel metodo base solo la PD è invece stimata dalla Banca.

ALM – Asset & Liability Management

Gestione integrata dell'attivo e del passivo finalizzata ad allocare le risorse in un'ottica di ottimizzazione del rapporto rischiorendimento.

ALT-A Agency

Titoli con collaterale rappresentato da mutui c.d. Alt-A garantiti da Agenzie Governative specializzate.

ALT- A - Alternative A Loan

Mutui residenziali generalmente di qualità "primaria"; tuttavia, il ratio LTV, la documentazione fornita, la situazione lavorativa / occupazionale, il tipo di proprietà o altri fattori, non permettono di qualificarli come contratti standard utilizzabili nell'ambito di programmi di sottoscrizione.

La mancanza di tutta la documentazione richiesta è la principale motivazione che porta a classificare un credito come "Alt-A".

Alternative investment

Gli investimenti alternativi comprendono una vasta gamma di forme di investimento tra cui anche investimenti di private equity (vedi) e investimenti in hedge funds (vedi).

Altre parti correlate – stretti familiari

Si devono intendere per "stretti familiari" di un soggetto quei familiari che ci si attende possano influenzare, o essere influenzati dal soggetto interessato nei loro rapporti con l'entità. Essi includono il convivente (incluso il coniuge non legalmente separato) ed i figli del soggetto, i figli del convivente e le persone a carico del soggetto o del convivente.

AP – Attachment Point

Livello oltre il quale un venditore di protezione (protection seller) coprirà le perdite sopportate da un acquirente di protezione (protection buyer). E' tipicamente utilizzato in CDO sintetici.

Arrangement (commissione di)

Commissione avente carattere di compenso per il lavoro di consulenza ed assistenza nella fase di strutturazione ed organizzazione di un finanziamento.

Arranger

Nel settore della finanza strutturata è la figura che – pur sotto varie forme e con diverse configurazioni di incarico (mandated lead arranger, joint lead arranger, sole arranger ecc.) – opera come coordinatore degli aspetti organizzativi dell'operazione.

Asset allocation

Decisioni di investimento in mercati, aree geografiche, settori, prodotti.

Asset management

Attività rivolta alla gestione e amministrazione, sotto varie forme di risorse patrimoniali affidate dalla clientela.

AT1

Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 - AT1). Nella categoria dell'AT1 vengono in genere ricompresi gli strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie (che sono computabili nel Common Equity) e che rispettano i requisiti normativi per l'inclusione in tale livello dei Fondi propri (ad esempio le azioni di risparmio).

Attività intangibile o immateriale

Un'attività immateriale è un'attività non monetaria identificabile priva di consistenza fisica.

Attualizzazione

Processo di determinazione del valore attuale di un pagamento o di flussi di pagamenti da ricevere in futuro.

Audit

Nelle società quotate è l'insieme dei momenti di controllo sull'attività e sulla contabilità societaria che viene svolto sia da strutture interne (internal audit) sia da società di revisione indipendenti (external audit).

AVA (Additional Valuation Adjustment)

Aggiustamenti di valutazione supplementari necessari per adattare il valore equo al valore prudente delle posizioni. Per effettuare una prudent valuation delle posizioni misurate al fair value, l'EBA prevede due metodologie di calcolo dell'AVA (Simplified approach e Core approach). I requisiti per la valutazione prudente si applicano a tutte le posizioni valutate al valore equo indipendentemente dal fatto che siano detenute o meno nel portafoglio di negoziazione, dove il termine «posizione» si riferisce unicamente a strumenti finanziari e merci.

AUM Asset under management

Valore di mercato complessivo delle attività quali depositi, titoli e fondi gestiti dal Gruppo per conto della clientela.

β

Coefficiente beta di un emittente o di un gruppo di emittenti comparabili, espressione dell'interrelazione tra il rendimento effettivo di un titolo di capitale e il rendimento complessivo del mercato di riferimento.

Back office

La struttura di una società bancaria o finanziaria che si occupa della trattazione di tutte le operazioni che vengono effettuate dalle unità operative (front office).

Backtesting

Analisi retrospettive volte a verificare l'affidabilità delle misurazioni delle fonti di rischio associate alle posizioni dei portafogli di attività.

Banking book

Solitamente riferito a titoli o comunque a strumenti finanziari in genere, identifica la parte di tale portafoglio destinato all'attività "proprietaria".

Basis swap

Contratto che prevede lo scambio, tra due controparti, di pagamenti legati a tassi variabili basati su un diverso indice.

Best practice

In genere identifica un comportamento commisurato al miglior livello raggiunto dalle conoscenze riferite ad un certo ambito tecnico/professionale.

Bid-ask spread

È la differenza rilevabile tra i prezzi denaro e lettera su un determinato strumento finanziario o gruppo di strumenti finanziari.

Bookrunner

Vedi Lead manager e Joint lead manager.

Brand name

Il "brand name" rientra tra le attività immateriali legate al marketing identificate dall'IFRS 3 quale potenziale attività immateriale rilevabile in sede di purchase price allocation. Il termine "brand" non è usato nei principi contabili in una accezione restrittiva come sinonimo di "logo" e "nome", ma piuttosto come termine generale di marketing che definisce quell'insieme di asset intangibili fra loro complementari (tra cui, oltre al nome e al logo, le competenze, la fiducia riposta dal consumatore, la qualità dei servizi, ecc.) che concorrono a definire il c.d. "brand equity".

Budget

Stato previsionale dell'andamento dei costi e dei ricavi futuri di un'azienda.

Business combinations

Ai sensi del principio contabile internazionale IFRS 3, operazione o altro evento in cui un acquirente acquisisce il controllo di una o più attività aziendali.

Business model

E il modello di business con cui sono gestiti gli strumenti finanziari.

Per quanto riguarda il business model, l'IFRS 9 individua tre fattispecie in relazione alla modalità con cui sono gestiti i flussi di cassa e le vendite delle attività finanziarie: Hold to Collect (HTC), Hold to Collect and Sell (HTCS), Others/Trading.

CAGR (compound annual growth rate)

Tasso di crescita annuale composto di un investimento in un determinato periodo di tempo. Se n è il numero di anni il CAGR è calcolato nel seguente modo: (Valore corrente/Valore iniziale)^(1/n) -1.

Capital Asset Pricing Model (CAPM)

Modello che consente di determinare il "costo opportunità", ovvero l'ammontare del reddito di esercizio necessario a remunerare il costo del capitale.

Capital structure

Costituisce l'insieme di tutte le varie classi di obbligazioni (tranche) emesse da un veicolo (SPV), garantite dal portafoglio acquisito, che hanno rischi e rendimenti diversi per soddisfare le esigenze di diverse categorie di investitori. I rapporti di subordinazione tra le varie tranche sono regolati da una serie di norme che specificano la distribuzione delle perdite generate dal collateral:

Equity Tranche (B): rappresenta la porzione più rischiosa del portafoglio, anche conosciuta come "first loss" ed è subordinata a tutte le altre tranche; essa pertanto sopporta per prima le perdite che si possono verificare nel corso del recupero delle attività sottostanti. Mezzanine Tranche (B): rappresenta la tranche con grado di subordinazione intermedio tra quello della tranche equity e quello della tranche senior. La tranche mezzanine è di regola suddivisa in 2-4 tranche con gradi diversi di rischio, subordinate le une alle altre. Esse tipicamente si contraddistinguono per un rating compreso nel range BBB-AAA.

Senior/Supersenior Tranche (B): rappresenta la tranche con il più elevato grado di credit enhancement ovvero il maggiore grado di privilegio in termini di priorità di remunerazione e rimborso. Essa è comunemente denominata anche super senior tranche e, se rated, presenta un rating superiore ad AAA essendo la stessa senior rispetto alla tranche mezzanine AAA.

Captive

Termine genericamente riferito a "reti" o società che operano nell'esclusivo interesse dell'azienda o del gruppo di appartenenza.

Carry trade

Il carry trade consiste in un'operazione finanziaria con la quale ci si approvvigiona di fondi in un Paese a costo del denaro basso e si impiegano poi queste disponibilità in un Paese con alti tassi di interesse avvalendosi della differenza di rendimento.

Cartolarizzazione

Operazione di trasferimento del rischio relativo ad attività finanziarie o reali a una Società veicolo, effettuata mediante la cessione delle attività sottostanti ovvero mediante l'utilizzo di contratti derivati. In Italia la materia è regolata principalmente dalla L.30.4.1999, n. 130 e successive modifiche.

Cartolarizzazioni STS

Sono considerate Semplici, Trasparenti e Standardizzate le cartolarizzazioni, ad eccezione dei programmi ABCP e delle operazioni ABCP, conformi ai requisiti stabiliti agli articoli 20, 21 e 22 del Regolamento 2017/2402. Per le operazioni e i programmi ABCP i requisiti sono stabiliti rispettivamente dagli articoli 24 e 25-26 del medesimo Regolamento. Per le loro caratteristiche le cartolarizzazioni STS possono beneficiare di un trattamento prudenziale agevolato in base al Regolamento 2017/2401, il quale prevede dei fattori di ponderazione minimi ("floor") più bassi rispetto alle altre operazioni di cartolarizzazione.

Cash flow hedge

È la copertura dell'esposizione alla variabilità dei flussi di cassa riconducibili ad un particolare rischio.

Cash generating unit (CGU ovvero unità generatrice di flussi finanziari)

Rappresenta il più piccolo gruppo identificabile di attività che genera flussi finanziari in entrata che sono ampiamente indipendenti dai flussi finanziari in entrata generati da altre attività o gruppi di attività.

Cash management

Servizio bancario che, oltre a porre a disposizione delle imprese un insieme di informazioni sullo stato dei rapporti intrattenuti con la banca, costituisce uno strumento operativo che consente alle imprese l'esecuzione di trasferimenti di fondi e, quindi, una più efficiente gestione della tesoreria.

Certificates

Strumenti finanziari contrattualmente configurabili come derivati di natura opzionale che replicano l'andamento di un'attività sottostante. Mediante l'acquisto di un certificate l'investitore consegue il diritto di ricevere ad una certa data una somma parametrata al valore del sottostante. I certificates, in altre parole, consentono all'investitore di acquisire una posizione indiretta sull'attività sottostante. In alcuni casi, tramite la struttura opzionale, l'investitore può ottenere la protezione totale o parziale del capitale investito che si concretizza nella restituzione, totale o parziale, dei premi pagati qualunque sia l'andamento dei parametri prefissati nei contratti stessi.

I certificates sono strumenti cartolarizzati, in quanto tali sono liberamente negoziabili secondo le modalità dei titoli di credito (sono negoziati sul mercato SeDeX - Securitised Derivatives Exchange - gestito da Borsa Italiana e sul mercato EuroTLX).

Cessione pro-soluto

Trasferimento di un credito senza che il cedente offra alcuna garanzia nel caso in cui il debitore non adempia. Il cedente garantisce dunque al cessionario solo l'esistenza del credito ceduto e non anche la solvibilità del debitore.

Cessione pro-solvendo

Trasferimento di un credito in cui il cedente è garante del pagamento per il terzo obbligato. Il cedente garantisce dunque al cessionario sia l'esistenza del credito ceduto che la solvibilità del debitore.

CCF - Credit Conversion Factor (Fattore di Conversione Creditizio)

Nella determinazione del rischio creditizio, il CCF è il fattore che permette di trasformare l'EAD (Exposure At Default) di una esposizione fuori bilancio in quella di una esposizione per cassa. Ove la banca non utilizzi modelli interni per stimare tali fattori (CCF interni), essi vengono indicati come segue dalle regole di vigilanza (CCF regolamentari):

a) 100 % nel caso di elemento a rischio pieno;

  • b) 50 % nel caso di elemento a rischio medio;
  • c) 20 % nel caso di elemento a rischio medio-basso;
  • d) 0 % nel caso di elemento a rischio basso.

CCP (Central Counterparty Clearing House)

La controparte centrale è il soggetto che, in una transazione, si interpone tra due contraenti evitando che questi siano esposti al rischio di inadempienza della propria controparte contrattuale e garantendo il buon fine dell'operazione. La controparte centrale si tutela dal conseguente rischio assunto raccogliendo garanzie (in titoli e contante, cc.dd. margini) commisurate al valore dei contratti garantiti e al rischio inerente. Il servizio di controparte centrale può essere esercitato, oltre che sui mercati che prevedono espressamente tale servizio, anche in riferimento a transazioni condotte fuori dai mercati regolamentati (c.d. transazioni over the counter – OTC).

CDO – Collateralised Debt Obligation

Strumenti finanziari emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione, garantiti da un portafoglio costituito da crediti, titoli obbligazionari e altre attività finanziarie (incluse tranche di cartolarizzazioni). Nel caso dei CDO sintetici, il trasferimento del rischio avviene tramite il ricorso a derivati di credito in luogo della vendita di attività (CDO cash).

CDS su indici ABX

Gli indici ABX rientrano nella tipologia degli Indici su ABS. Ogni ABX si riferisce ad un basket di 20 reference obligations appartenenti ad uno specifico settore di ABS. Ogni ABX (per un totale di cinque) riproduce una classe di rating (AAA, AA, A, BBB, and BBB-).

In particolare, l'indice ABX.HE, emesso il 19 Gennaio 06 (Annex Date) è costituito da reference obligation del settore home equity degli ABS (Residential Mortgage - Backed Security – RMBS). Il CDS su un ABX.HE copre pertanto il rischio di credito degli RMBS sottostanti ovvero il rischio relativo alle 20 reference obligations che costituiscono l'indice.

Per gli ABX il mercato, di fatto, non fornisce la valutazione delle curve di credito ma direttamente la valutazione dei prezzi. Il settlement ammesso per i contratti sugli Indici ABX, come riportato nella documentazione ISDA 2005, è il PAUG (Pay As You Go); esso prevede che il venditore di protezione paghi, all'acquirente di protezione, le perdite subite man mano che queste si verificano, senza però determinare la chiusura del contratto.

Occorre tenere presente che la copertura realizzata tramite acquisto di indici ABX, anche se strutturata in modo da corrispondere al meglio alle caratteristiche del portafoglio coperto, resta comunque soggetta ai cosiddetti rischi di base. In altre parole, non essendo una copertura specifica delle singole posizioni, essa può generare volatilità a conto economico nelle fasi di non perfetta correlazione tra prezzi dell'indice e valori di mercato delle posizioni coperte.

CLO - Collateralised Loan Obligation

Trattasi di CDO con collaterale rappresentato da finanziamenti concessi a nominativi Corporates.

CMBS - Commercial Mortgage-Backed Securities

Operazioni di cartolarizzazione di crediti garantiti da ipoteche su immobili aventi natura commerciale.

CMO - Collateralised Mortgage Obligation

Titoli emessi a fronte di mutui ipotecari in cui l'ammontare complessivo dell'emissione è frazionato in tranche con differente scadenza e rendimento. Le tranche sono ripagate secondo un ordine specificato all'emissione.

Commercial paper

Titoli a breve termine emessi per raccogliere fondi di terzi sottoscrittori in alternativa ad altre forme di indebitamento.

Consumer ABS

ABS il cui collaterale è costituito da crediti al consumo.

Core Business

Attività principale verso la quale sono orientate le scelte strategiche e le politiche aziendali.

Core deposits

I "core deposits" rappresentano un'attività immateriale legata alle relazioni con la clientela ("customer related intangible"), generalmente rilevata in aggregazioni in campo bancario. Il valore di tale intangibile è di fatto inerente i benefici futuri di cui l'acquirente delle masse raccolte potrà beneficiare grazie al fatto che si tratta di una forma di raccolta che presenta costi normalmente inferiori a quelli di mercato. In sostanza l'acquirente può disporre di una massa di raccolta per la propria attività creditizia e per investimenti il cui tasso di remunerazione è, in condizioni normali, inferiore ai tassi di mercato.

Common equity tier 1 ratio (CET1 Ratio)

È il rapporto tra il Capitale primario di classe 1 (CET1) ed il totale delle attività a rischio ponderate.

Corporate

Fascia di clientela corrispondente alle imprese di medie e grandi dimensioni (mid-corporate, large corporate).

Cost income ratio

Indice economico rappresentato dal rapporto tra gli oneri operativi ed i proventi operativi netti.

Costo ammortizzato

Differisce dal costo in quanto prevede l'ammortamento progressivo del differenziale tra il valore di iscrizione ed il valore nominale di un'attività o una passività sulla base del tasso effettivo di rendimento.

Costi della transazione

Costi marginali direttamente attribuibili all'acquisizione, all'emissione o alla dismissione di un'attività o passività finanziaria. È un costo che non sarebbe stato sostenuto se l'entità non avesse acquisito emesso o dismesso lo strumento finanziario.

Covenant

Il covenant è una clausola, concordata esplicitamente in fase contrattuale, che riconosce al soggetto finanziatore il diritto di rinegoziare o revocare il credito al verificarsi degli eventi nella clausola stessa, collegando le performance economico-finanziarie del debitore ad eventi risolutivi/modificativi delle condizioni contrattuali (scadenza, tassi, ecc.).

Coverage ratio

Rappresenta la copertura percentuale della rettifica di valore a fronte dell'esposizione lorda.

Covered bond

Speciale obbligazione bancaria che, oltre alla garanzia della banca emittente può usufruire anche della garanzia di un portafoglio di mutui ipotecari od altri prestiti di alta qualità ceduti, per tale scopo, ad un'apposita società veicolo.

CPPI (Constant Proportion Portfolio Insurance)

Tecnica consistente nel formare un portafoglio composto da due asset, uno non rischioso avente un certo tasso di rendimento (risk free) e uno rischioso con un rendimento considerato tendenzialmente superiore. L'obiettivo della procedura di ribilanciamento è quello di evitare che il valore del portafoglio scenda sotto un valore prefissato (floor) che cresce nel tempo al tasso risk free e coincide a scadenza con il capitale da garantire.

Credit default swap/option

Contratto col quale un soggetto, dietro pagamento di un premio, trasferisce ad un altro soggetto il rischio creditizio insito in un prestito o in un titolo, al verificarsi di un determinato evento legato al deterioramento del grado di solvibilità del debitore (nel caso della option occorre anche l'esercizio del diritto da parte dell'acquirente dell'opzione).

Credit derivatives

Contratti derivati che hanno l'effetto di trasferire rischi creditizi. Sono prodotti che permettono agli investitori di effettuare arbitraggi e/o coperture sul mercato dei crediti con ricorso prevalentemente a strumenti diversi dalla liquidità, di assumere esposizioni creditizie diversificate per durata e intensità, di modificare il profilo di rischio di un portafoglio, di separare i rischi di credito dagli altri rischi di mercato.

Credit enhancement

Tecniche e strumenti utilizzati dagli emittenti per migliorare il rating delle loro emissioni (costituzione di depositi a garanzia, concessione di linee di liquidità, ecc.).

Credit/emerging markets (Fondi)

Fondi che investono in titoli esposti al rischio di credito in quanto emessi da emittenti finanziari, corporate ovvero residenti in paesi emergenti.

Credit-linked notes

Assimilabili a titoli obbligazionari emessi dall'acquirente di protezione o da una società veicolo i cui detentori (venditori di protezione) – in cambio di un rendimento pari alla somma del rendimento di un titolo di pari durata e del premio ricevuto per la copertura del rischio di credito – assumono il rischio di perdere (totalmente o parzialmente) il capitale a scadenza ed il connesso flusso di interessi al verificarsi di un determinato evento.

Credit Risk Adjustment (CRA)

Tecnica che mira ad evidenziare la penalizzazione dovuta al merito creditizio della controparte ed utilizzata nella determinazione del fair value degli strumenti finanziari derivati non quotati.

Credit spread option

Contratto col quale l'acquirente di protezione si riserva il diritto, dietro il pagamento di un premio, di riscuotere dal venditore di protezione una somma dipendente dalla differenza positiva, tra lo spread di mercato e quello fissato nel contratto, applicata al valore nozionale dell'obbligazione.

Credito scaduto

Le "esposizioni scadute" corrispondono alle esposizioni deteriorate scadute e/o sconfinanti in via continuativa da oltre 90 giorni, secondo la definizione prevista nelle vigenti segnalazioni di vigilanza.

CreditVaR

Valore che indica per un portafoglio crediti la perdita inattesa in un intervallo di confidenza e in un determinato orizzonte di tempo. Il CreditVaR viene stimato mediante la distribuzione dei valori delle perdite e rappresenta la differenza fra il valor medio della distribuzione e il valore in corrispondenza di un determinato percentile (solitamente il 99,9%) il quale è una funzione del grado di propensione al rischio della Banca.

Cross selling

Attività finalizzata alla fidelizzazione della clientela tramite la vendita di prodotti e servizi tra loro integrati.

CRM – Credit Risk Mitigation

Tecniche utilizzate dagli enti per ridurre il rischio di credito associato alle esposizioni da essi detenute.

CRP (Country Risk Premium)

Premio per il rischio Paese; esprime la componente del costo del capitale volta a remunerare specificamente il rischio implicito di un definito Paese (ossia il rischio connesso all'instabilità economico-finanziaria, politica e valutaria).

CR01

Riferito ad un portafoglio creditizio, sta ad indicare la variazione di valore che subirebbe in conseguenza dell'aumento di un punto base degli spread creditizi.

CSA (Credit Support Annex)

Documento tramite il quale le controparti che negoziano uno strumento derivato over-the-counter stabiliscono i termini di contribuzione e trasferimento delle garanzie sottostanti al fine di mitigare il rischio di credito nel caso di posizione "in the money" dello strumento stesso. Tale documento, sebbene non obbligatorio ai fini della transazione, rappresenta una delle quattro componenti che contribuiscono alla definizione del Master Agreement secondo gli standard stabiliti dalla ISDA ("Internation Swaps and Derivatives Association").

Data di riclassificazione

Primo giorno del primo periodo di riferimento successivo al cambiamento del modello di business che ha comportato la riclassificazione delle attività finanziarie.

Default

Identifica la condizione di dichiarata impossibilità ad onorare i propri debiti e/o il pagamento dei relativi interessi.

Delinquency

Stato di irregolarità dei pagamenti ad una certa data, di regola fornita a 30, 60 e 90 giorni.

Delta

Valore riferito ad un'opzione che esprime la sensibilità del prezzo del titolo sottostante. Nelle opzioni call il delta è positivo, poiché all'aumentare del prezzo del titolo sottostante, il prezzo dell'opzione aumenterà. Nel caso di un'opzione put il delta è negativo, in quanto un rialzo del prezzo del titolo sottostante genera una riduzione nel prezzo dell'opzione.

Derivati embedded o incorporati

I derivati embedded o incorporati sono clausole (termini contrattuali) incluse in uno strumento finanziario, che producono effetti uguali a quelli di un derivato autonomo.

Desk

Generalmente identifica una unità operativa presso la quale è accentrata una particolare attività.

Dinamica della provvista

Somma di depositi in conto corrente (c/c liberi ed assegni circolari), depositi rimborsabili con preavviso (depositi a risparmio liberi), depositi con durata prestabilita (c/c e depositi a risparmio vincolati, certificati di deposito), pronti contro termine ed obbligazioni (inclusi i prestiti subordinati). Ogni forma tecnica, ad eccezione delle obbligazioni, è rilevata su clientela residente in Italia, esclusa l'Amministrazione centrale, in euro e valuta. Le obbligazioni si riferiscono al valore complessivo dei titoli di debito, indipendentemente dalla residenza e dal settore di appartenenza del detentore.

Directional (Fondi)

Fondi che investono in strumenti finanziari traendo profitto da movimenti di mercato di tipo direzionale talvolta legati ad analisi di tipo macroeconomico.

Domestic Currency Swap

Contratto regolato in euro il cui effetto economico è uguale a quello di un acquisto o di una vendita a termine di una divisa in cambio di valuta nazionale. Alla data di scadenza viene regolato in euro il differenziale fra il cambio a termine implicito nel contratto ed il cambio corrente a pronti.

Duration

Costituisce un indicatore del rischio di tasso d'interesse a cui è sottoposto un titolo o un portafoglio obbligazionario. Nella sua configurazione più frequente è calcolato come media ponderata delle scadenze dei pagamenti per interessi e capitale associati ad un titolo obbligazionario.

EAD – Exposure At Default

Relativa alle posizioni in o fuori bilancio, è definita come la stima del valore futuro di un'esposizione al momento del default del debitore. Sono legittimate a stimare l'EAD solo le banche che soddisfano i requisiti per l'adozione dell'approccio IRB Advanced. Per le altre è necessario fare riferimento alle stime regolamentari.

ECAI – External Credit Assessment Institution

Agenzia esterna per la valutazione del merito di credito.

EDF – Expected Default Frequency

Frequenza di default, normalmente rilevata su un campione interno o esterno alla banca, che rappresenta il livello di rischio medio associabile a una controparte.

EHQLA (Extremely High Quality Liquid Asset)

Attività vincolate che sono nozionalmente ammissibili alla qualifica di attività aventi una liquidità e una qualità creditizia elevatissima; le EHQLA e le HQLA vincolate nozionalmente ammissibili sono le attività elencate agli articoli 11, 12 e 13 del regolamento delegato (UE) 2015/61 della Commissione.

Embedded value

Trattasi di una misura del valore intrinseco di una compagnia di assicurazione vita. Viene calcolato come somma del patrimonio netto rettificato e dei flussi attualizzati rappresentativi dei margini reddituali lungo un periodo esprimente la durata residua del portafoglio polizze in essere al momento della valutazione.

Eonia (Euro overnight index average)

Media ponderata dei tassi overnight comunicati alla BCE da un campione di banche operanti nell'area dell'Euro.

Equity hedge / long-short (Fondi)

Fondi che investono prevalentemente in titoli azionari con la possibilità di creare strategie di copertura tramite short sales dei titoli stessi ovvero strategie in contratti derivati su titoli o su indici di mercato.

Equity origination

Incremento del capitale di rischio di una società effettuato mediante l'organizzazione di un'operazione di emissione di nuovi titoli azionari.

ERP (Equity Risk Premium)

Premio per il rischio richiesto dagli investitori nel mercato di riferimento, ISP utilizza quello calcolato con criterio storico (media geometrica del periodo 1928-2009 della differenza fra i rendimenti azionari e quelli risk free) dalla New York University – Stern School of Business.

Esotici (derivati)

Strumenti non standard, non quotati sui mercati regolamentati, il cui prezzo è funzione di modelli matematici.

ETD – Exchange Trade Derivatives

Contratti derivati standard (futures e opzioni su diverse tipologie di sottostanti) scambiati su mercati regolamentati.

EVA (Economic Value Added)

L'indicatore fotografa la quantità di valore che è stato creato (se positivo) o distrutto (se negativo) dalle imprese. A differenza degli altri parametri che misurano le performance aziendali, l'EVA è calcolato al netto del costo del capitale di rischio, cioè dell'investimento effettuato dagli azionisti.

Event driven (Fondi)

Fondi che investono in opportunità determinate da eventi significativi riguardanti la sfera societaria quali, tra gli altri, fusioni ed acquisizioni, default e riorganizzazioni.

EVT – Extreme Value Theory

Metodologie statistiche che trattano delle deviazioni estreme ipotizzabili rispetto alla distribuzione probabile media di determinati eventi.

Expected Credit Losses (ECL)

Rettifiche di valore attese su crediti, determinate considerando informazioni ragionevoli e dimostrabili su eventi passati, condizioni attuali e previsioni delle condizioni economiche future.

Calcolata come la differenza tra tutti i flussi contrattuali che sono dovuti all'entità conformemente al contratto e tutti i flussi finanziari che l'entità si aspetta di ricevere (ossia tutti i mancati incassi) attualizzati al tasso d'interesse effettivo originario (o al tasso di interesse effettivo corretto per il credito per le attività finanziarie deteriorate acquistate o originate).

Expected loss a 12 mesi

Porzione della perdita attesa lifetime che si realizza se il default avviene nei 12 mesi della data di reporting (o periodo più breve se la vita attesa è inferiore ai 12 mesi), ponderata per la probabilità di detto default.

Facility (commissione di)

Commissione calcolata con riferimento all'ammontare degli utilizzi di un finanziamento.

Factoring

Contratto di cessione di crediti commerciali attivato da società specializzate, ai fini di gestione e d'incasso, al quale, di norma, può associarsi un finanziamento a favore del cedente.

Fair value

E' il corrispettivo al quale un'attività potrebbe essere scambiata o una passività estinta, in una libera transazione tra parti consapevoli ed indipendenti.

Fair value hedge

E' la copertura dell'esposizione alla variazione del fair value di una posta di bilancio attribuibile ad un particolare rischio.

Fair Value Option (FVO)

La Fair Value Option costituisce un'opzione per la classificazione di uno strumento finanziario. Attraverso l'esercizio dell'opzione anche uno strumento finanziario non derivato e non detenuto con finalità di trading può essere valutato al fair value con imputazione a conto economico.

Fairness/Legal opinion

Parere rilasciato, su richiesta, da esperti di riconosciuta professionalità e competenza, in merito alla congruità delle condizioni economiche e/o alla legittimità e/o sugli aspetti tecnici di una determinata operazione.

Fattore "g" (tasso di crescita "g")

Rappresenta il fattore utilizzato per la proiezione in perpetuità dei flussi finanziari ai fini del cosiddetto "Terminal value".

FICO Score

Negli Stati Uniti la classificazione del credito (credit score) é espressa numericamente (usualmente un numero tra 300 e 850), ed è basata sull'analisi statistica di archivi creditizi relativi ai privati. Un FICO Score é un indicatore della qualità creditizia della controparte. Un erogatore di finanziamenti sotto forma di mutuo utilizzerà lo "score" per valutare il rischio potenziale rappresentato dal prenditore del credito, e l'appropriata quantificazione del prezzo del rischio.

FIFO: First In First Out

Criterio utilizzato per il riconoscimento a conto economico delle perdite attese (ECL) imputate su un titolo, al momento della sua vendita.

Filtri prudenziali

Nell'ambito delle modalità di calcolo del patrimonio di vigilanza, correzioni apportate alle voci di bilancio, allo scopo di salvaguardare la qualità del patrimonio di vigilanza stesso e di ridurne la potenziale volatilità indotta dall'applicazione dei principi contabili internazionali "IAS/IFRS".

Fondi comuni armonizzati

Fondi comuni rientranti nell'ambito della direttiva CEE 20.12.1985, n. 611, e successive modificazioni, caratterizzati dalla forma aperta, dalla possibilità dell'offerta al pubblico delle quote e da taluni limiti agli investimenti. Con riferimento a questi ultimi si ricorda, tra l'altro, l'obbligo di investire prevalentemente in strumenti finanziari quotati.

Forward Rate Agreement

Vedi "Forwards".

Forwards

Contratti a termine su tassi di interesse, cambi o indici azionari, generalmente trattati su mercati over-the-counter, nei quali le condizioni vengono fissate al momento della stipula, ma la cui esecuzione avverrà ad una data futura predeterminata, mediante la ricezione od il pagamento di differenziali calcolati con riferimento a parametri diversi a seconda dell'oggetto del contratto.

Front office

Il complesso delle strutture operative destinate ad operare direttamente con la clientela.

Funding

Approvvigionamento, sotto varie forme, dei fondi necessari al finanziamento dell'attività aziendale o di particolari operazioni finanziarie.

Futures

Contratti a termine standardizzati, con cui le parti si impegnano a scambiarsi, a un prezzo predefinito e a una data futura, valori mobiliari o merci. Tali contratti di norma sono negoziati su mercati organizzati, dove viene garantita la loro esecuzione. Nella pratica, i futures su valori mobiliari spesso non implicano lo scambio fisico del sottostante valore.

FVTOCI: Fair Value Through Other Comprehensive Income

Modalità di rilevazione delle variazioni del fair value delle attività finanziarie nell'ambito del prospetto della redditività complessiva (quindi nel patrimonio netto) e non nel conto economico.

FVTPL: Fair Value Through Profit and Loss

Modalità di rilevazione delle variazioni del fair value degli strumenti finanziari con contropartita nel conto economico.

GBV (Gross Book Value)

Valore contabile di un credito considerato al lordo delle rettifiche di valore.

Global custody

Complesso integrato di servizi comprendente, oltre alla custodia dei titoli, lo svolgimento delle attività di carattere amministrativo relative al regolamento titoli, incassi e pagamenti, banca depositaria, gestione della liquidità non investita, nonché varie forme di reporting sulla performance del portafoglio.

Gmsla

Global Master Securities Lending Agreement: si tratta di contratti di marginazione utilizzati per la mitigazione del rischio di controparte di operazioni di prestito titoli.

Gmra

Global Master Repurchase Agreement: si tratta di contratti di marginazione utilizzati per la mitigazione del rischio di controparte di operazioni di pronti contro termine.

Goodwill

Identifica l'avviamento pagato per l'acquisizione di una interessenza partecipativa.

Governance

Identifica l'insieme degli strumenti e delle norme che regolano la vita societaria con particolare riferimento alla trasparenza dei documenti e degli atti sociali ed alla completezza dell'informativa al mercato.

Grandfathering

La nuova composizione dei fondi propri secondo Basilea 3 ed altre disposizioni di minore rilevanza entreranno a regime dopo un periodo di transizione. In particolare, i vecchi strumenti ammessi nel patrimonio di vigilanza da Basilea 2 e non più ammessi da Basilea 3 saranno eliminati progressivamente (periodo cosiddetto di grandfathering).

Greca

Identifica la situazione di maggiore o minore sensibilità con la quale un contratto derivato, tipicamente un'opzione, reagisce a variazioni di valore del sottostante o di altri parametri di riferimento (tipicamente le volatilità implicite, i tassi di interesse, i prezzi azionari, i dividendi, le correlazioni).

Hedge accounting

Regole relative alla contabilizzazione delle operazioni di copertura.

Hedge fund

Fondo comune di investimento che impiega strumenti di copertura allo scopo di raggiungere un risultato migliore in termini di rapporto tra rischio e rendimento.

HELS – Home Equity Loans

Mutui erogati sino al valore di mercato corrente dell'immobile (quindi con un Loan to value superiore alle soglie ordinarie), a fronte di ipoteche sia di primo che di secondo grado. Standard & Poor's considera sostanzialmente sinonimi Subprime e Home Equity Loan qualora i prenditori di questi ultimi abbiano un credit scoring basso (FICO<659).

HQLA (High Quality Liquid Asset)

Attività vincolate che sono nozionalmente ammissibili alla qualifica di attività aventi una liquidità e una qualità creditizia elevata; le EHQLA e le HQLA vincolate nozionalmente ammissibili sono le attività elencate agli articoli 11, 12 e 13 del regolamento delegato (UE) 2015/61 della Commissione.

HY CBO - High Yield Collateralized Bond Obligation

Trattasi di CDO con collaterale rappresentato da titoli High Yield (ad elevato rendimento).

IAS/IFRS

I principi IAS (International Accounting Standards) sono emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB). I principi emanati successivamente al luglio 2002 sono denominati IFRS (International Financial Reporting Standards).

IASB (International Accounting Standard Board)

Lo IASB (in passato, denominato IASC) è responsabile dell'emanazione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS.

ICAAP (Internal Capital Adequacy Assessment Process)

La disciplina del "Secondo Pilastro" richiede alle banche di dotarsi di processi e strumenti di Internal Capital Adequacy Assessment Process, (ICAAP) per determinare il livello di capitale interno adeguato a fronteggiare ogni tipologia di rischio, anche diversi da quelli presidiati dal requisito patrimoniale complessivo ("Primo Pilastro"), nell'ambito di una valutazione dell'esposizione, attuale e prospettica, che tenga conto delle strategie e dell'evoluzione del contesto di riferimento.

IFRS-IC (International Financial Reporting Standards Interpretations Committee)

Comitato dello IASB che statuisce le interpretazioni ufficiali dei principi contabili internazionali IAS/IFRS.

IMA Metodo dei modelli interni (Internal Models Approach)

Approccio per calcolare il requisito di capitale per il rischio di mercato utilizzando i modelli interni.

IMM (Internal Model Method)

Metodo per il calcolo delle Exposure at default, nell'ambito delle valutazioni sul rischio di controparte, tramite modelli interni basati sul concetto di Expected Positive Exposure.

Impairment

Con riferimento ad un'attività finanziaria, si individua una situazione di impairment quando il valore di bilancio di tale attività è superiore alla stima dell'ammontare recuperabile della stessa.

Imposte (attività e passività fiscali) differite

Le passività fiscali differite sono gli importi delle imposte sul reddito dovute negli esercizi futuri riferibili alle differenze temporanee imponibili.

Le attività fiscali differite sono gli importi delle imposte sul reddito recuperabili negli esercizi futuri riferibili a:

  • a) differenze temporanee deducibili;
  • b) riporto a nuovo di perdite fiscali non utilizzate; e
  • c) riporto a nuovo di crediti d'imposta non utilizzati.
  • Le differenze temporanee sono le differenze tra il valore contabile di un'attività o di una passività nello stato patrimoniale e il suo valore riconosciuto ai fini fiscali.
  • Le differenze temporanee possono essere:
  • a) differenze temporanee imponibili, cioè differenze temporanee che, nella determinazione del reddito imponibile (perdita fiscale) di esercizi futuri, si tradurranno in importi imponibili quando il valore contabile dell'attività o della passività sarà realizzato o estinto; o
  • b) differenze temporanee deducibili, cioè differenze temporanee che, nella determinazione del reddito imponibile (perdita fiscale) di esercizi futuri, si tradurranno in importi deducibili quando il valore contabile dell'attività o della passività sarà realizzato o estinto.

Incremento significativo del rischio di credito "SICR"

Criterio utilizzato per verificare il passaggio di stage: se il rischio di credito dello strumento finanziario è significativamente aumentato dopo la rilevazione iniziale le rettifiche di valore sono pari alle perdite attese lungo tutta la vita dello strumento (lifetime ECL). La banca stabilisce che si è verificato un incremento significativo del rischio di credito sulla base di evidenze qualitative e quantitative. Si considera che le esposizioni abbiano subito un significativo incremento del rischio di credito quando:

  • la PD media ponderata lifetime incrementata oltre la soglia al momento dell'origination. Possono anche essere utilizzate altre misure del deterioramento della PD. Le relative soglie sono definite come incrementi percentuali e stabiliti ad un certo valoro o segmento;
  • si determina che le esposizioni abbiano un rischio di credito più elevato e siano soggette ad un monitoraggio più puntuale;
  • le esposizioni sono scadute da più di 30 giorni inteso come limite e non come indicatore primario.

Incurred loss

Perdita già insita nel portafoglio, ma non ancora identificabile a livello di singolo credito, definita anche "incurred but not reported loss". Rappresenta il livello di rischio insito nel portafoglio crediti in bonis e costituisce l'indicatore di base per il dimensionamento dello stock di rettifiche forfetarie appostato in bilancio.

Index linked

Polizze la cui prestazione a scadenza dipende dall'andamento di un parametro di riferimento che può essere un indice azionario, un paniere di titoli o un altro indicatore.

Indici CMBX

Come ABX, si differenzia per il fatto che le reference enitities sono costituite da CMBS.

Internal dealing

Operazioni poste in essere tra distinte unità operative della stessa azienda. Il relativo materiale documentale assume rilevanza contabile e contribuisce a determinare la posizione (di negoziazione – trading – o di protezione -hedging) delle singole unità che l'hanno concluso.

Intraday

Si dice di operazione di investimento/disinvestimento effettuata nel corso della stessa giornata di contrattazione di un titolo. Il termine è anche impiegato con riferimento a prezzi quotati durante la giornata.

Investimenti immobiliari

Si intendono gli immobili posseduti per ricavarne reddito e/o beneficiare dell'incremento di valore.

Investment grade

Termine utilizzato con riferimento a titoli obbligazionari di alta qualità che hanno ricevuto un rating medio-alto (ad esempio non inferiore a BBB nella scala di Standard & Poor's).

IRC – Incremental Risk Charge

Massima perdita potenziale del portafoglio di trading dovuta a un upgrade/downgrade e fallimento degli emittenti, riferita a un orizzonte temporale annuale, con intervallo di confidenza pari al 99,9%.

IRS – Interest Rate Swap

Contratto che prevede lo scambio di flussi tra le controparti su un determinato nozionale con tasso fisso/variabile o variabile/variabile.

ISDA - International Swaps and Derivatives Association

Associazione dei partecipanti al mercato dei derivati over-the-counter. Ha sede a New York e ha creato un contratto standardizzato per concludere transazioni in derivati.

Joint venture

Accordo tra due o più imprese per lo svolgimento di una determinata attività economica attraverso, solitamente, la costituzione di una società per azioni.

Junior

In una operazione di cartolarizzazione è la tranche più subordinata dei titoli emessi, che sopporta per prima le perdite che si possono verificare nel corso del recupero delle attività sottostanti.

Ke (Cost of Equity)

Costo del capitale proprio, è il rendimento minimo richiesto per investimenti di pari rischiosità.

Ke – g

Differenza fra il tasso di attualizzazione dei flussi e il tasso di crescita di lungo periodo; a parità di flussi se tale differenza diminuisce si incrementa il value in use.

Lambda (λ)

Coefficiente che misura l'esposizione specifica dell'oggetto della valutazione al rischio paese; nel modello utilizzato da Intesa Sanpaolo è stimato pari a 1, in quanto si presuppone che sia necessario variare la rischiosità del Paese.

LCRE: Low Credit Risk Exemption

Esenzione dalle regole ordinarie di misurazione del rischio di credito in base alla quale può essere supposto che il rischio di credito relativo a uno strumento finanziario non è aumentato significativamente dopo la rilevazione iniziale, se viene determinato che lo strumento finanziario ha un basso rischio di credito (almeno pari a investment grade) alla data di riferimento del bilancio.

LDA - Loss Distribution Approach

Metodo di valutazione quantitativa del profilo di rischio mediante analisi attuariale dei singoli eventi di perdita interni ed esterni; per estensione, con il termine Loss Distribution Approach si intende anche il modello di calcolo del capitale storico per Unità di Business.

Lead manager - Bookrunner

Capofila del sindacato di emissione di un prestito obbligazionario; tratta col debitore, è responsabile della scelta dei "co-lead manager" e degli altri membri del sindacato di garanzia d'accordo col debitore stesso; definisce le modalità dell'operazione, ne gestisce l'esecuzione (quasi sempre impegnandosi a collocare sul mercato la quota più importante) e tiene la contabilità (bookrunner); oltre al rimborso delle spese e alle normali commissioni, percepisce per questa sua funzione una commissione particolare.

Glossario

Lending risk-based

Metodologia che consente, nell'ambito di un portafoglio creditizio, di individuare le condizioni di pricing più adatte tenendo conto della configurazione di rischio di ogni singolo credito.

Leveraged & acquisition finance

Vedi "Acquisition finance".

Liquidity Coverage Ratio (LCR)

Mira ad assicurare che una banca mantenga un livello adeguato di attività liquide di elevata qualità non vincolate che possano essere convertite in contanti per soddisfare il suo fabbisogno di liquidità nell'arco di 30 giorni di calendario in condizioni di forte stress. Il coefficiente di copertura della liquidità è pari al rapporto tra le riserve di liquidità e deflussi netti di liquidità nell'arco di un periodo di stress di 30 giorni di calendario.

LTV – Loan to Value Ratio

Rappresenta il rapporto tra l'ammontare del mutuo ed il valore del bene per il quale viene richiesto il finanziamento o il prezzo pagato dal debitore per acquisire la proprietà.

Il ratio LTV è la misura di quanto pesano i mezzi propri impiegati dal debitore per l'acquisto del bene sul valore del bene posto a garanzia del finanziamento. Maggiore è il valore del ratio LTV, minori sono i mezzi propri del debitore impiegati per l'acquisto del bene, minore è la protezione di cui gode il creditore.

Loss cumulata

Perdita cumulata realizzata, ad una certa data, sul collaterale di un determinato prodotto strutturato.

Loss Given Default (LGD)

Rappresenta la percentuale di credito che si stima essere irrecuperabile in caso di default del debitore.

M–Maturity

Vita residua di un'esposizione, calcolata secondo regole prudenziali. Per le banche autorizzate all'uso di rating interni viene considerata esplicitamente se si adotta il metodo avanzato, mentre viene fissata a 2,5 anni in caso di utilizzo dell'approccio di base.

Macro-hedging

Utilizzo di macro-coperture. Procedura di copertura mediante un unico prodotto derivato per diverse posizioni.

Mark to Market

Processo di valutazione di un portafoglio di titoli o altri strumenti finanziari sulla base dei prezzi espressi dal mercato.

Market dislocation

Turbolenza nei mercati finanziari caratterizzato da forte diminuzione degli scambi sui mercati finanziari con difficoltà a reperire prezzi significati su info-providers specializzati.

Market making

Attività finanziaria svolta da intermedi specializzati il cui compito è quello di garantire liquidità e spessore al mercato, sia attraverso la loro presenza continuativa sia mediante la loro funzione di guida competitiva nella determinazione dei prezzi.

Market neutral

Strategie di operatività in titoli finalizzate ad immunizzare i relativi portafogli dal rischio connesso alle variazioni di mercato.

Mark-down

Differenza tra euribor a 1 mese e tasso sui conti correnti di famiglie e imprese.

Mark-up

Differenza tra tasso applicato al complesso di famiglie ed imprese sui finanziamenti con durata inferiore ad un anno e l'euribor a 1 mese.

Merchant banking

Sotto questa accezione sono ricomprese le attività di sottoscrizione di titoli - azionari o di debito - della clientela corporate per il successivo collocamento sul mercato, l'assunzione di partecipazioni azionarie a carattere più permanente ma sempre con l'obiettivo di una successiva cessione, l'attività di consulenza aziendale ai fini di fusioni e acquisizioni o di ristrutturazioni.

Mezzanine

In una operazione di cartolarizzazione, è la tranche con grado di subordinazione intermedio tra quello della tranche junior e quello della tranche senior.

Monoline

Compagnie assicuratrici che, in cambio di una commissione, garantiscono il rimborso di determinate emissioni obbligazionarie. Nate negli anni '70 per assicurare le emissioni degli enti locali contro l'insolvenza, i loro servizi sono stai poi particolarmente apprezzati per le emissioni di prodotti finanziari complessi: la struttura e le attività sottostanti tali emissioni sono infatti spesso estremamente problematiche; con l'intervento delle monoline, le porzioni di debito garantite da quest'ultime divengono molto più semplici da valutare e più appetibili per gli investitori avversi al rischio, in quanto il rischio di insolvenza viene assunto dall'assicurazione.

Multistrategy / funds of funds (Fondi)

Fondi che non investono in un'unica strategia ma in un portafoglio di strategie diverse ovvero in un portafoglio di fondi di investimento gestiti da soggetti terzi.

NAV - Net Asset Value

È il valore della quota in cui è frazionato il patrimonio del fondo.

NBV (Net Book Value)

Valore contabile di un credito considerato al netto delle rettifiche di valore.

Net Stable Funding Ratio (NSFR)

Finalizzato a promuovere un maggiore ricorso alla raccolta stabile, evitando che l'operatività a medio e lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine. Il requisito di finanziamento stabile netto è pari al rapporto tra il finanziamento stabile a disposizione dell'ente e il finanziamento stabile richiesto all'ente ed è espresso in percentuale.

Non performing

Termine riferito generalmente ai crediti ad andamento non regolare.

Obbligazione garantita

Vedi "Covered Bond".

Option

Rappresenta il diritto, ma non l'impegno, acquisito col pagamento di un premio, di acquistare (call option) o di vendere (put option) uno strumento finanziario ad un prezzo determinato (strike price) entro (American option) oppure ad (European option) una data futura determinata.

Outsourcing

Ricorso ad attività di supporto operativo effettuate da società esterne.

Overnight Indexed Swap (OIS)

Contratto che prevede lo scambio del flusso netto derivante dalla differenza tra un tasso di interesse fisso e uno variabile applicata su un capitale di riferimento. Il tasso fisso è stabilito all'inizio del contratto, quello variabile è determinato alla scadenza ed è pari alla media, con capitalizzazione composta, dei tassi giornalieri overnight rilevati nel periodo di durata del contratto.

Over-The-Counter (OTC)

Definizione relativa ad operazioni concluse direttamente tra le parti, senza utilizzare un mercato organizzato.

Packages

Strategia costituita da un asset in formato funded il cui rischio di credito è coperto da un credit default swap specificatamente negoziato. Se presenti, gli eventuali rischi di tasso e cambio possono essere coperti con derivati finanziari.

Perdita attesa su crediti

E' data dal prodotto di Probability of Default (PD) e Loss Given Default (LGD) moltiplicata per il valore dell'esposizione (EAD). Rappresenta il rapporto tra l'importo che si prevede andrà perso su un'esposizione, nell'orizzonte temporale di un anno, a seguito del potenziale default di una controparte e l'importo dell'esposizione al momento del default.

Perdita attesa lifetime

Perdita attesa su crediti risultante da tutti gli inadempimenti che potrebbero verificarsi lungo tutta la vita attesa di uno strumento finanziario.

Performing

Termine riferito generalmente ai crediti ad andamento regolare.

Plain vanilla (derivati)

Prodotti il cui prezzo dipende da quello dello strumento sottostante, che è quotato sui mercati regolamentati.

POCI - Purchased or Originated Credit-Impaired Assets Attività deteriorate acquisite o originate per le quali al momento dell'iscrizione in bilancio vanno rilevate le perdite attese lungo tutta la vita del credito e sono automaticamente classificate nello Stage 3.

Polizze vita index-linked

Polizze vita con prestazioni ancorate a indici di riferimento, normalmente tratti dai mercati azionari. La polizza può prevedere la garanzia di un capitale o rendimento minimo.

Pool (operazioni)

Vedi "Syndicated lending".

Posseduta per la negoziazione

Attività o passività finanziaria che soddisfa una delle condizioni seguenti:

  • -è acquisita o sostenuta principalmente al fine di essere venduta o riacquistata a breve;
  • -al momento della rilevazione iniziale è parte di un portafoglio di strumenti finanziari identificati che sono gestiti insieme e per i quali è provata l'esistenza di una recente ed effettiva strategia rivolta all'ottenimento di un utile nel breve periodo;
  • -è un derivato (fatta eccezione per un derivato che è un contratto di garanzia finanziaria o uno strumento di copertura designato ed efficace).

Pricing

In senso lato, si riferisce generalmente alle modalità di determinazione dei rendimenti e/o dei costi dei prodotti e servizi offerti dalla Banca.

Prime broker

Il Prime Broker è un intermediario finanziario su scala internazionale che opera come agente nel processo di settlement (liquidazione delle posizioni) effettuando le transazioni finanziarie disposte dal gestore con la massima riservatezza. Il Prime Broker, inoltre, svolge un ruolo di finanziatore del gestore, concedendo linee di credito e prestando i titoli necessari per dar luogo a vendite allo scoperto e acquisendo direttamente idonee garanzie a fronte del credito erogato al fondo. Contemporaneamente il Prime Broker opera uno stringente controllo sulle esposizioni di rischio dell'hedge fund, al fine di assicurare condizioni di stabilità finanziaria. Tra i servizi svolti vi sono altresì quelli di detenzione e deposito delle disponibilità liquide e dei valori mobiliari del fondo, la cura del processo di compensazione e liquidazione nonché la registrazione di tutte le operazioni di mercato.

Prime loan

Finanziamenti nella forma di mutui in cui sia i criteri utilizzati per l'erogazione del finanziamento (loan-to-value, debt-to income, ecc.) che la qualità (storia) della controparte (mancanza di ritardo nel rimborso dei debiti, assenza di bancarotta, ecc.) sono sufficientemente conservativi per considerare l'erogazione effettuata di "alta qualità" (dal punto di vista della controparte) e di basso profilo di rischio.

Private banking

Attività diretta a fornire alla clientela primaria gestione di patrimoni, consulenza e servizi personalizzati.

Private equity

Attività mirata all'acquisizione di interessenze partecipative ed alla loro successiva cessione a controparti specifiche, senza collocamento pubblico.

Probability of Default (PD) a un anno

Rappresenta la probabilità che, su un orizzonte temporale di un anno, il debitore vada in default.

PD lifetime

Rappresenta la probabilità che, su un orizzonte temporale pari alla vita attesa dello strumento finanziario, il debitore vada in default.

Programma di emissione di commercial paper garantiti da attività (asset-backed commercial paper programme) o <>

Programma di cartolarizzazione i cui titoli assumono in prevalenza la forma di commercial paper garantiti da attività con durata originaria pari o inferiore ad un anno, come definito dal Reg. 2017/2402.

Project finance

Tecnica con la quale si finanziano progetti industriali sulla base di una previsione dei flussi di cassa generati dagli stessi. L'esame si fonda su una serie di valutazioni che si discostano da quelle generalmente poste in essere per l'analisi dei rischi creditizi ordinari. Dette valutazioni includono, oltre all'analisi dei flussi di cassa, l'esame tecnico del progetto, l'idoneità degli sponsors che si impegnano a realizzarlo, i mercati del collocamento del prodotto.

PV01

Misura la variazione del valore di un'attività finanziaria a seguito del cambiamento di un punto base nelle curve dei tassi di interesse.

Raccolta indiretta bancaria

Titoli ed altri valori di terzi in deposito non emessi dalla banca al valore nominale, esclusi certificati di deposito ed obbligazioni bancarie.

Rating

Valutazione della qualità di una società o delle sue emissioni di titoli di debito sulla base della solidità finanziaria della società stessa e delle sue prospettive. Tale valutazione viene eseguita da agenzie specializzate o dalla banca sulla base di modelli interni.

Real estate (finance)

Operazioni di finanza strutturata nel settore degli immobili.

Real Estate Investment Trust (REITs)

Le REITs sono entità che investono in differenti tipologie di immobili o attività finanziarie connesse con immobili, incluso centri commerciali, hotels, uffici e finanziamenti (mutui) garantiti da immobili.

Relative value / arbitrage (Fondi)

Fondi che investono in strategie di tipo market neutral che traggono profitto dal disallineamento di prezzo di particolari titoli o contratti finanziari neutralizzando il rischio di mercato sottostante.

Retail

Fascia di clientela che comprende principalmente i privati, i professionisti, gli esercenti e gli artigiani.

Rischio di controparte

Il rischio di controparte è una particolare fattispecie di rischio di credito, relativo ai contratti derivati OTC e SFT (Securities Financing Transactions) che si riferisce all'eventuale insolvenza della controparte prima della scadenza di un contratto, avente valore di mercato positivo.

Rischio di credito

Rappresenta il rischio che una variazione inattesa del merito creditizio di una controparte, del valore delle garanzie da questa prestate, o ancora dei margini da essa utilizzati in caso di insolvenza, generi una variazione inattesa nel valore della posizione creditoria della banca.

Rischio di mercato

Rischio derivanti dalla fluttuazione di valore degli strumenti finanziari negoziati sui mercati (azioni, obbligazioni, derivati, titoli in valuta) e degli strumenti finanziari il cui valore è collegato a variabili di mercato (crediti a clientela per la componente tasso, depositi in euro e in valuta, ecc.).

Rischio di liquidità

La possibilità che l'impresa non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento a causa dell'incapacità di smobilizzare attività o di ottenere in modo adeguato fondi dal mercato (funding liquidity risk) ovvero a causa della difficoltà/impossibilità di monetizzare facilmente posizioni in attività finanziarie senza influenzarne in misura significativa e sfavorevole il prezzo per via dell'insufficiente profondità del mercato finanziario o di un suo temporaneo malfunzionamento (market liquidity risk).

Rischio operativo

Rischio di subire perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni. Nel rischio operativo sono compresi anche il rischio legale e di non conformità, il rischio di modello, il rischio informatico e il rischio di informativa finanziaria; non sono invece inclusi i rischi strategici e di reputazione.

Risk-free

Rendimento di investimenti privi di rischio, rendimento di investimenti privi di rischio; per le CGU Italia e per i Paesi della CGU Banche estere con prospettive "normali" di sviluppo è stato adottato il rendimento dei Bund a 10 anni, mentre per i Paesi con prospettive "elevate" di sviluppo è stato utilizzato il rendimento dei Bund a 30 anni.

Risk Management

Attività di acquisizione, misurazione, valutazione e gestione globale delle varie tipologie di rischio e delle relative coperture.

RMBS - Residential Mortgage-Backed Securities

Titoli (ABS) emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione di crediti garantiti da ipoteche su immobili aventi natura residenziale.

ROE (Return On Equity)

Esprime la redditività del capitale proprio in termini di utile netto. È l'indicatore di maggior interesse per gli azionisti in quanto consente di valutare la redditività del capitale di rischio.

RTS (Regulation Technical Standards)

Norme tecniche di Regolamentazione.

RWA (Risk Weighted Assets)

Attività per cassa e fuori bilancio (derivati e garanzie) classificate e ponderate in base a diversi coefficienti legati ai rischi, ai sensi delle normative bancarie emanate dagli organi di vigilanza per il calcolo dei coefficienti di solvibilità.

Scoring

Sistema di analisi della clientela aziendale che si concretizza in un indicatore ottenuto sia dall'esame dei dati di bilancio sia dalla valutazione delle previsioni di andamento settoriale, analizzati sulla base di metodologie di carattere statistico.

Senior/super senior

In un'operazione di cartolarizzazione è la tranche con il maggiore grado di privilegio in termini di priorità di remunerazione e rimborso.

Sensitivity

Identifica la situazione di maggiore o minore sensibilità con la quale determinate attività o passività reagiscono a variazioni dei tassi o di altri parametri di riferimento.

Servicer

Nelle operazioni di cartolarizzazione è il soggetto che – sulla base di un apposito contratto di servicing – continua a gestire i crediti o le attività cartolarizzate dopo che sono state cedute alla società veicolo incaricata dell'emissione dei titoli.

SGR (Società di gestione del risparmio)

Società per azioni alle quali è riservata la possibilità di prestare congiuntamente il servizio di gestione collettiva e individuale di patrimoni. In particolare, esse sono autorizzate a istituire fondi comuni di investimento, a gestire fondi comuni di propria o altrui istruzione, nonché patrimoni di Sicav, e a prestare il servizio di gestione su base individuale di portafogli di investimento.

Significant Risk Transfer (SRT)

L'ente cedente in una cartolarizzazione tradizionale può escludere le esposizioni sottostanti dal calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio se un rischio di credito significativo associato alle esposizioni sottostanti è stato trasferito a terzi. In base all'articolo 244 del Regolamento 2017/2401 vi è un trasferimento significativo del rischio di credito in uno dei seguenti casi: (i) gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio delle posizioni verso la cartolarizzazione mezzanine detenute dall'ente cedente nella cartolarizzazione non superano il 50% degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio di tutte le posizioni verso la cartolarizzazione mezzanine della cartolarizzazione; (ii) se non vi sono posizioni verso la cartolarizzazione mezzanine, l'ente cedente non detiene più del 20% del valore dell'esposizione del segmento prime perdite nella cartolarizzazione. Condizioni similari per un significativo trasferimento del rischio mediante protezione del credito di tipo reale o di tipo personale sono previste anche per le cartolarizzazioni sintetiche in base all'articolo 245 del Regolamento 2017/2401.

SPE/SPV

La Special Purpose Entity o Special Purpose Vehicle è una società appositamente costituita da uno o più soggetti per lo svolgimento di una specifica operazione. Le SPE/SPV, generalmente, non hanno strutture operative e gestionali proprie ma si avvalgono di quelle dei diversi attori coinvolti nell'operazione.

Speculative grade

Termine col quale si identificano gli emittenti con rating basso (per esempio, inferiore a BBB nella scala di Standard & Poor's).

SPPI TEST

E' uno dei due (l'altro è il "business model") criteri, o driver di classificazione dai quali dipende la classificazione delle attività finanziarie ed il criterio di valutazione. L'obiettivo del SPPI test è individuare gli strumenti, definibili come "basic lending arrangement" ai sensi del principio, i cui termini contrattuali prevedono a determinate date flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti di capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (SPPI - solely payment of principal and interest). Le attività con caratteristiche contrattuali diverse da quelle SPPI saranno obbligatoriamente valutate al FVTPL.

Spread

Con questo termine di norma si indicano la differenza tra due tassi di interesse, lo scarto tra le quotazioni denaro e lettera nelle contrattazioni in titoli o la maggiorazione che l'emittente di valori mobiliari riconosce in aggiunta ad un tasso di riferimento.

SpreadVar

Valore che indica la massima perdita possibile di un portafoglio di negoziazione per effetto dell'andamento di mercato degli spread creditizi dei credit default swap ovvero degli spread delle obbligazioni, con una certa probabilità e ipotizzando che le posizioni richiedano un determinato periodo di tempo per il relativo smobilizzo.

Stage 1 (Stadio 1)

Rappresenta gli strumenti finanziari il cui rischio di credito non si è incrementato significativamente rispetto alla data di rilevazione iniziale. Per questi strumenti finanziari viene contabilizzata una perdita attesa pari ad un anno.

Stage 2 (Stadio 2)

Rappresenta gli strumenti finanziari il cui rischio di credito si è incrementato significativamente rispetto alla data di rilevazione iniziale. Per questi strumenti finanziari viene contabilizzata una perdita attesa lifetime.

Stage 3 (Stadio 3)

Rappresenta gli strumenti finanziari deteriorati / in default. Per questi strumenti finanziari viene contabilizzata la perdita attesa lifetime.

Stakeholders

Soggetti che, a vario titolo, interagiscono con l'attività dell'impresa, partecipando ai risultati, influenzandone le prestazioni, valutandone l'impatto economico, sociale e ambientale.

Stock option

Termine utilizzato per indicare le opzioni offerte a manager di una società, che consentono di acquistare azioni della società stessa sulla base di un prezzo di esercizio predeterminato (strike price).

Stress test

Procedura di simulazione utilizzata al fine di misurare l'impatto di scenari di mercato estremi sull'esposizione complessiva al rischio della Banca.

Structured export finance

Operazioni di finanza strutturata nel settore del finanziamento all'esportazione di beni e servizi.

Strumenti finanziari quotati in un mercato attivo

Uno strumento finanziario è considerato come quotato su un mercato attivo se le quotazioni, che riflettono normali operazioni di mercato, sono prontamente e regolarmente disponibili tramite Borse, Mediatori, Intermediari, Società del settore, servizi di quotazione o enti autorizzati, e tali prezzi rappresentano effettive e regolari operazioni di mercato verificatesi sulla base di un normale periodo di riferimento.

Subprime

Non esiste una definizione univoca di "mutui subprime". In sintesi, si classificano come subprime i mutui erogati a soggetti con merito creditizio basso, o per una cattiva storia del credito (mancati pagamenti, transazioni sul debito o sofferenze) o per elevato rapporto rata/reddito o ancora per un alto rapporto Loan to Value.

Swaps

Operazioni consistenti, di norma, nello scambio di flussi finanziari tra operatori secondo diverse modalità contrattuali. Nel caso di uno swap di tassi d'interesse, le controparti si scambiano flussi di pagamento indicizzati o meno a tassi d'interesse, calcolati su un capitale nozionale di riferimento (ad esempio: una controparte corrisponde un flusso sulla base di un tasso fisso, l'altra sulla base di un tasso variabile). Nel caso di uno swap di valute, le controparti si scambiano specifici ammontari di due diverse valute, restituendoli nel tempo secondo modalità predefinite che possono riguardare sia il capitale nozionale sia i flussi indicizzati dei tassi d'interesse.

Syndicated lending

Prestiti organizzati e garantiti da un consorzio di banche ed altre istituzioni finanziarie.

Tasso di interesse effettivo

Il tasso di interesse effettivo è il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri del credito, per capitale ed interesse, all'ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti al credito. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi lungo la vita residua attesa del credito.

Tax rate

Aliquota fiscale effettiva, determinata dal rapporto tra le imposte sul reddito e l'utile ante imposte.

Terminal value

Valore di un'impresa al termine del periodo di previsione analitica dei flussi; viene calcolato moltiplicando il flusso di cassa analitico dell'ultimo periodo per (1 + g) e dividendo tale importo per (Ke-g).

Test d'impairment

Il test d'impairment consiste nella stima del valore recuperabile (che è il maggiore fra il suo fair value dedotti i costi di vendita e il suo valore d'uso) di un'attività o di un gruppo di attività. Ai sensi dello IAS 36, debbono essere sottoposte annualmente ad impairment test:

  • le attività immateriali a vita utile indefinita;
  • l'avviamento acquisito in un'operazione di aggregazione aziendale;
  • qualsiasi attività, se esiste un'indicazione che possa aver subito una riduzione durevole di valore.

Tier 1

Il Capitale di classe 1 (Tier 1) comprende il Capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) e il Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 - AT1).

Tier 1 ratio

E' il rapporto tra Il Capitale di classe 1 (Tier 1), che comprende il Capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) e il Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 - AT1), e il totale delle attività a rischio ponderate.

Tier 2

Il Capitale di Classe 2 (Tier 2) è composto principalmente dalle passività subordinate computabili e dalle eventuali eccedenze delle rettifiche di valore rispetto alle perdite attese (excess reserve) per le posizioni ponderate secondo i metodi IRB.

Anche per gli strumenti subordinati che non rispettano i requisiti previsti dalle nuove disposizioni normative di Basilea 3 sono previste specifiche disposizioni transitorie (grandfathering), volte all'esclusione graduale dai Fondi propri (in un arco temporale di 8 anni) degli strumenti non più computabili.

Time value

Variazione del valore finanziario di uno strumento in relazione al diverso orizzonte temporale in corrispondenza del quale saranno disponibili od esigibili determinati flussi monetari.

Total capital ratio

Indice di patrimonializzazione riferito al complesso degli elementi costituenti i Fondi propri (Tier 1 e Tier 2).

Total return swap

Contratto che prevede l'impegno di una parte, di solito proprietaria del titolo o credito di riferimento, a pagare periodicamente ad un investitore (venditore di protezione) i flussi generati, per capitale ed interessi, dall'attività stessa. Per contro, l'investitore si obbliga a corrispondere un tasso variabile nonché l'eventuale deprezzamento dell'attività rispetto alla data di stipula del contratto.

Trading book

Solitamente riferito a titoli o comunque a strumenti finanziari in genere, identifica la parte di tale portafoglio destinato all'attività di negoziazione.

Trustee (Immobiliari)

Veicoli immobiliari.

Trust preferred Securities (TruPS)

Strumenti finanziari assimilabili alle preferred shares, che godono di particolari benefici fiscali.

Underwriting (commissione di)

Commissione percepita dalla banca in via anticipata sulla base dell'assunzione del rischio di sottoscrizione a fronte di un finanziamento.

Valore d'uso

Valore d'uso è il valore attuale dei flussi finanziari futuri che si prevede abbiano origine da un'attività o da un'unità generatrice di flussi finanziari.

Valutazione collettiva dei crediti in bonis

Con riferimento ad un gruppo omogeneo di attività finanziarie ad andamento regolare, la valutazione collettiva definisce la misura del rischio di credito potenzialmente insito nelle stesse, pur non essendo ancora possibile la sua riconduzione ad una specifica posizione.

Valutazione fondamentale

Tipologia di analisi del prezzo delle azioni attraverso la stima del valore intrinseco (detto fair value) delle azioni e il confronto con il suo valore di mercato.

VaR - Value at Risk

Valore che indica la massima perdita possibile su un portafoglio per effetto dell'andamento del mercato, con una certa probabilità ed ipotizzando che le posizioni richiedano un determinato periodo di tempo per il relativo smobilizzo.

Vega

Coefficiente che misura la sensibilità del valore di un'opzione in rapporto ad un cambiamento (aumento o diminuzione) della volatilità.

Vega 01

Riferito ad un portafoglio, sta ad indicare la variazione di valore che subirebbe in conseguenza dell'aumento di un punto percentuale della volatilità degli strumenti finanziari sottostanti.

Vintage

Data di genesi del collaterale sottostante la cartolarizzazione. E' un fattore importante per giudicare la rischiosità dei portafogli mutui sottostanti le cartolarizzazioni.

Vita attesa

Si riferisce alla massima vita contrattuale e prende in considerazione pagamenti anticipati attesi, estensioni, opzioni call e similari. Le eccezioni sono costituite da certi strumenti finanziari revolving come carte di credito, scoperti di conto, che includono sia componenti utilizzate che inutilizzate per le quali la possibilità contrattuale della banca di chiedere il rimborso e annullare le linee inutilizzate non limita l'esposizione a perdite su crediti al periodo contrattuale. La vita attesa di queste linee di credito è la loro vita effettiva. Quando i dati non sono sufficienti o le analisi non definitive, può essere considerato un fattore "maturity per riflettere la vita stimata sulla base di altri casi sperimentati o casi analoghi di concorrenti. Non sono prese in considerazione future modifiche contrattuali nel determinare la vita attesa o "exposure at default" finché non si verificano.

Warrant

Strumento negoziabile che conferisce al detentore il diritto di acquistare dall'emittente o di vendere a quest'ultimo titoli a reddito fisso o azioni secondo precise modalità.

Waterfall

Caratteristica di Cashflow projection di un CDO considerata nel processo di pricing di tali prodotti di credito strutturati per la modellizzazione dei flussi e per la loro allocazione. Essa definisce in che ordine le varie tranche saranno rimborsate nel caso in cui falliscano i Test previsti per la verifica del rapporto di Overcollateralizzazione e di copertura degli interessi.

Wealth management

Vedi "Asset management".

What-if

Forma di analisi in cui si cerca di definire quale possa essere la reazione di determinate grandezze al variare di parametri di base.

Wholesale banking

Attività orientata prevalentemente verso operazioni di rilevante importanza concluse con primarie controparti.

Contatti

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