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Intesa Sanpaolo

Annual / Quarterly Financial Statement Mar 23, 2022

4465_10-k_2022-03-23_4107e77d-6b0a-4994-be38-b73eea82a58c.pdf

Annual / Quarterly Financial Statement

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Bilanci 2021

Bilancio Consolidato

Progetto di Bilancio d'esercizio della Capogruppo

Il presente documento rappresenta una versione supplementare rispetto alla versione ufficiale conforme al Regolamento delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea (Regolamento ESEF – European Single Electronic Format) pubblicata sul sito internet all'indirizzo group.intesasanpaolo.com. Questo documento contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come "è possibile," "si dovrebbe," "si prevede," "ci si attende," "si stima," "si ritiene," "si intende," "si progetta," "obiettivo" oppure dall'uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall'uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende operare.

A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.

Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data odierna. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l'osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative.

Assemblea ordinaria del 29 aprile 2022

Relazione e bilancio consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo dell'esercizio 2021

Relazione e bilancio di Intesa Sanpaolo dell'esercizio 2021

Intesa Sanpaolo S.p.A. Sede Legale: Piazza S. Carlo, 156 10121 Torino Sede Secondaria: Via Monte di Pietà, 8 20121 Milano Capitale Sociale Euro 10.084.445.147,92 Registro delle Imprese di Torino e Codice Fiscale 00799960158 Rappresentante del Gruppo IVA "Intesa Sanpaolo" Partita IVA 11991500015 (IT11991500015) N. Iscr. Albo Banche 5361 Codice ABI 3069.2 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia Capogruppo del gruppo bancario "Intesa Sanpaolo" iscritto all'Albo dei Gruppi Bancari

Sommario

Il Gruppo Intesa Sanpaolo 7
Cariche sociali 11
Lettera del Presidente 13
RELAZIONE E BILANCIO CONSOLIDATO DEL GRUPPO INTESA SANPAOLO
Introduzione 17
RELAZIONE SULL'ANDAMENTO DELLA GESTIONE
Il 2021 in sintesi
Dati economici e Indicatori Alternativi di Performance
Dati patrimoniali e Indicatori Alternativi di Performance
Indicatori Alternativi di Performance e altri indicatori
L'esercizio 2021 in sintesi
23
25
26
29
Lo scenario macroeconomico e il sistema creditizio 71
I risultati economici e gli aggregati patrimoniali 77
I risultati per settori di attività e per aree geografiche 127
Corporate Governance e politiche di remunerazione 161
Il titolo Intesa Sanpaolo 177
Indicatori Alternativi di Performance e Altre informazioni
Indicatori Alternativi di Performance
Altre informazioni
La prevedibile evoluzione della gestione
185
190
191
BILANCIO CONSOLIDATO DEL GRUPPO INTESA SANPAOLO
Prospetti contabili consolidati
Stato patrimoniale consolidato
Conto economico consolidato
Prospetto della redditività consolidata complessiva
Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato
Rendiconto finanziario consolidato
196
198
199
200
202
Nota Integrativa consolidata
Parte A - Politiche contabili
Parte B - Informazioni sullo Stato patrimoniale
Parte C - Informazioni sul Conto economico
Parte D - Redditività consolidata complessiva
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura
Parte F - Informazioni sul patrimonio consolidato
Parte G - Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda
Parte H - Informazioni sui compensi e operazioni con parti correlate
Parte I - Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali
Parte L - Informativa di settore
Parte M - Informativa sul leasing
205
291
381
405
406
570
575
587
593
598
601

Attestazione del bilancio consolidato ai sensi dell'art. 154 bis del D. Lgs. n. 58/1998 605
Relazione della Società di revisione al bilancio consolidato 607
Allegati del bilancio del Gruppo Intesa Sanpaolo 617
RELAZIONE E BILANCIO DI INTESA SANPAOLO
RELAZIONE SULL'ANDAMENTO DELLA GESTIONE
Dati di sintesi, Indicatori Alternativi di Performance e altri indicatori
I risultati dell'esercizio di Intesa Sanpaolo
Altre informazioni
La prevedibile evoluzione della gestione
Proposte all'Assemblea
653
657
668
669
671
BILANCIO DI INTESA SANPAOLO
Prospetti contabili
Stato patrimoniale
Conto economico
Prospetto della redditività complessiva
Prospetto delle variazioni del patrimonio netto
Rendiconto finanziario
679
681
682
683
685
Nota Integrativa
Parte A - Politiche contabili
Parte B - Informazioni sullo Stato patrimoniale
Parte C - Informazioni sul Conto economico
Parte D - Redditività complessiva
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura
Parte F - Informazioni sul patrimonio
Parte G - Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda
Parte H - Informazioni sui compensi e operazioni con parti correlate
Parte I - Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali
Parte L - Informativa di settore
Parte M - Informativa sul leasing
689
752
809
828
829
887
890
891
898
902
903
Attestazione del bilancio d'esercizio ai sensi dell'art. 154 bis del D. Lgs. n. 58/1998 909
Relazione della Società di revisione al bilancio di Intesa Sanpaolo 911
Allegati del bilancio di Intesa Sanpaolo 921
Glossario 951
Contatti 967
Calendario finanziario 971

II Gruppo Intesa Sanpaolo

Il Gruppo Intesa Sanpaolo: presenza in Italia

NORD OVEST
INTESA SANPAOLO Controllate
Filiali Società Filiali
1.099 Banca 5
Fideuram 107
WBank ರಿ
NORD EST
INTESA SANPAOLO Controllate
Eiliali Società Filiali
739 Fideuram 59
ENTRO
INTESA SANPAOLO
Controllate
Filiali Società Filiali
769 Fideuram 46
WBank 6
SUD
INTESA SANPAOLO Controllate
Filiali Società Filiali
644 Fideuram 26
IWBank 7
Controllate
Filiali
10

Il Gruppo Intesa Sanpaolo: presenza internazionale

Cariche sociali

Consiglio di Amministrazione

Presidente Gian Maria GROS-PIETRO
Vice Presidente Paolo Andrea COLOMBO
Consigliere delegato e Chief Executive Officer Carlo MESSINA (a)
Consiglieri Franco CERUTI
Roberto FRANCHINI (1) ()
Anna GATTI
Rossella LOCATELLI
Maria MAZZARELLA
Fabrizio MOSCA (
)
Milena Teresa MOTTA ()
Luciano NEBBIA
Bruno PICCA
Alberto Maria PISANI (
)
Livia POMODORO
Andrea SIRONI (2)
Maria Alessandra STEFANELLI
Guglielmo WEBER
Daniele ZAMBONI
Maria Cristina ZOPPO (
)

Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Fabrizio DABBENE

Società di Revisione EY S.p.A.

(a) Direttore Generale

(*) Componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione

(**) Presidente del Comitato per il Controllo sulla Gestione

(1) Nominato dall'Assemblea degli Azionisti il 27 aprile 2020 in sostituzione del Consigliere cessato dalla carica Corrado Gatti (2) Nominato dall'Assemblea degli Azionisti il 27 aprile 2020 a seguito di cooptazione del Consiglio di Amministrazione in data 2 dicembre 2019, ha rassegnato le dimissioni con decorrenza 28 febbraio 2022.

Lettera del Presidente

Signore Azioniste, Signori Azionisti,

l'anno 2021 ha visto declinare e poi riprendere la pandemia da COVID-19. Nei primi mesi del 2022, in molte aree geografiche, il declino è stato evidente; le conseguenze del contagio sulle persone tendono a divenire più lievi, è cresciuta la percentuale di contagi asintomatici. Si può ritenere che il tema pandemico si avvii a diventare materia di contenimento, sorveglianza, completamento della barriera vaccinale in tutto il mondo, miglioramento delle capacità di affrontare possibili nuove emergenze sanitarie, ma che cessi di rappresentare uno dei maggiori problemi attuali per il mondo.

L'attenzione è ora sull'evoluzione successiva alla pandemia. La ripresa dell'attività produttiva è stata notevole. Il Pil mondiale nel 2021 è cresciuto del 5,9% rispetto al 2020. Nell'Area Euro del 5,2%, in Italia del 6,5%. La forza della ripresa è legata all'origine della crisi, che non è stata né finanziaria, né ciclica, bensì sanitaria: una volta rimossi i vincoli sanitari, le attività riprendono. Ma non tutto torna come prima. Non è ancora tornata ai livelli precedenti l'attività di molti settori di servizi, a partire dal turismo: essi risentono ancora di restrizioni sanitarie, e di cautele da parte dei potenziali fruitori. Inoltre, le ondate pandemiche, e le successive riaperture, non sono state sincrone nel mondo: ciò ha interrotto o disarticolato le catene di fornitura. Si sono verificate carenze di materie prime, energia, componenti. Gli aumenti di prezzo che ne sono derivati sono essenzialmente il risultato di uno shock di offerta: essi appaiono ora tanto più elevati, in quanto vengono confrontati con prezzi crollati durante la pandemia, per la cessazione totale della domanda a causa della fermata degli utilizzatori. Il valore segnaletico della dinamica dei prezzi ne è risultato amplificato, e in alcuni casi non significativo.

Per rimediare alle carenze di offerta, e ai connessi rialzi eccezionali di prezzi che oggi preoccupano gli operatori, occorrono attività concrete e mezzi finanziari, anche soltanto per rimettere in funzione gli impianti e i mezzi di trasporto che erano stati disattivati. I prezzi elevati che sono derivati da tali carenze aprono prospettive redditizie per le iniziative tendenti a colmarle. Il delta di prezzo transitorio si somma, come incentivo all'investimento, all'opportunità di rivedere il dispiegamento geografico delle catene di fornitura, che si sono dimostrate eccessivamente vulnerabili. Le istituzioni finanziarie hanno convenienza a sostenere gli investimenti necessari, non soltanto perché sono redditizi singolarmente, ma anche in quanto sono complessivamente utili a rimettere in equilibrio l'intero sistema economico. In tale prospettiva, politiche monetarie restrittive non soltanto non allevierebbero la carenza di offerta che è alla base del rincaro dei prezzi, ma potrebbero addirittura prolungarne la durata. Non va tuttavia ignorato che una dinamica di incremento dei prezzi, ancorché innescata da uno shock di offerta, può autoalimentarsi, attraverso tre vie: l'anticipazione degli acquisti, per precedere gli aumenti, che vengono così stimolati; la spirale prezzi-salari-prezzi; l'attività speculativa. Qualora queste dinamiche si manifestassero stabilmente, le politiche monetarie varierebbero in direzioni meno accomodanti.

Gli operatori finanziari si trovano ad operare in un quadro che da un lato non può escludere una prospettiva di rialzo dei tassi di interesse; dall'altro, invita a contribuire concretamente ad operazioni capaci di risolvere gli squilibri in atto, avviare o incrementare le produzioni necessarie, procedere in modo più spedito nella conversione del sistema economico in direzione della sostenibilità e dell'inclusività.

La crisi ha mostrato in quali direzioni va migliorato il modello economico attuale. Occorre mitigarne la vulnerabilità da cause esterne, come la pandemia, e interne, legate alle imperfezioni dei mercati e delle strutture produttive. Occorre fermare le alterazioni che tale modello produce nell'ecosistema. Occorre inoltre agire nei confronti delle disuguaglianze sociali, puntando a un benessere diffuso e inclusivo. Per gli operatori economici, e per le istituzioni finanziarie in particolare, la sfida è quella di promuovere una transizione economica che sia sostenibile non soltanto dal punto di vista ambientale, ma anche da quello sociale ed economico. La scienza e il progresso tecnologico saranno determinanti. Risorse ingenti dovranno essere investite in campo scientifico e ancora più rilevanti saranno quelle necessarie a trasformare le nuove conoscenze in prodotti e servizi compatibili con la salvaguardia dell'ambiente e con una "transizione giusta" e socialmente inclusiva. Si debbono disegnare strategie lungimiranti che implementino tecnologie innovative, offrendo importanti opportunità di sviluppo diffuso. Vanno identificati i percorsi e i tempi con i quali si possono predisporre gli elementi delle nuove attività sostenibili, con le quali si deve essere in grado di sostituire tempestivamente quelle che andranno dismesse.

La rilevante dimensione degli investimenti richiesti dovrà essere accompagnata da strumenti di gestione del risparmio che consentano di conseguire una maggiore remuneratività, connessa agli impieghi in direzioni innovative, e che al contempo proteggano dalla variabilità dei rendimenti dei singoli impieghi. Retribuire meglio il risparmio, e al contempo portarlo più vicino alle attività reali necessarie al benessere sociale, deve essere la missione principale delle istituzioni finanziarie. La Vostra Banca metterà a disposizione della clientela strumenti idonei a favorire la destinazione di una maggiore quota del proprio risparmio nel capitale delle aziende e, allo stesso tempo, accompagnerà le imprese nell'accesso a fonti di finanziamento alternative da affiancare al credito

bancario. Le assisterà nella scelta delle direttrici di sviluppo coerenti con gli obiettivi di sostenibilità, e nella formulazione delle politiche più idonee.

Intesa Sanpaolo ha un ruolo primario nel canalizzare il risparmio dei nostri clienti, circa 14 milioni in Italia e 7 milioni all'estero, verso obiettivi sostenibili. Le strategie della Vostra banca saranno orientate verso prestiti e investimenti a favore di aziende che puntano a tali obiettivi: esse godranno di corsie preferenziali. Lo sviluppo digitale sarà parte integrante del nuovo Piano di Impresa: offrirà migliore fruibilità, per un numero più ampio di servizi, accanto a elevate professionalità per ogni esigenza della clientela.

Lo storico impegno del Gruppo Intesa Sanpaolo a favore della sostenibilità è confermato dall'ottimo posizionamento nei principali indici ESG internazionali. La Vostra è l'unica banca italiana inclusa nei Dow Jones Sustainability Indices e si classifica prima tra le banche europee in tre delle principali valutazioni internazionali ESG (MSCI, Bloomberg ESG Disclosure Score e Sustainalytics).

Abbiamo adottato da diversi anni un'articolata strategia di sostenibilità che - oltre alla riduzione delle nostre emissioni di CO2, già nel 2020 il 60% in meno rispetto al 2008 - si fonda sul sostegno alle imprese, con erogazioni del plafond creditizio per la Circular Economy di circa 7,7 miliardi di euro dal 2018, sull'emissione di green bond, per un ammontare complessivo di 3 miliardi dal 2017, e sul lancio dell'iniziativa S-Loan per il sostegno di progetti delle PMI che migliorano il loro profilo di sostenibilità. Intesa Sanpaolo ha, inoltre, preso l'impegno di raggiungere le Net Zero Emissions entro il 2050, ha aderito alla Net-Zero Banking Alliance (NZBA) e - attraverso Eurizon Capital SGR, Fideuram Asset Management SGR e Fideuram Asset Management Ireland alla Net Zero Asset Managers Initiative (NZAMI) e - tramite il Gruppo Assicurativo Intesa Sanpaolo Vita - alla Net Zero Asset Owner Alliance (NZAOA) e alla Net Zero Insurance Alliance (NZIA).

Con circa 66 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine erogato nel 2021 all'economia reale del nostro Paese, la concessione di moratorie per 115 miliardi di euro finalizzate a garantire continuità al sistema produttivo italiano durante la pandemia e 400 miliardi di euro di finanziamenti a medio-lungo termine per imprese e famiglie a supporto del Piano di Ripresa e Resilienza italiano, Intesa Sanpaolo si conferma nel ruolo di motore dello sviluppo italiano.

L'innovazione continuerà a rappresentare un pilastro fondante della nostra strategia, che individua nell'innovazione e nella digitalizzazione i fattori abilitanti chiave, sia per l'insieme di prodotti e servizi offerti ai clienti, sia per l'ottimizzazione dei processi interni e del presidio dei rischi. Sarà mantenuto un dialogo aperto con i leader industriali, le Fintech, le eccellenze accademiche, per apprendere nuove tecnologie, incubare nuove idee e sviluppare modelli di offerta e soluzioni d'investimento e finanziamento dedicate a startup e imprese innovative. Intesa Sanpaolo ha, negli anni, completato un percorso di trasformazione in ottica multicanale. La forza dell'offerta digitale della Vostra banca trova riscontro nei quasi 13 milioni di clienti multicanale e negli oltre 8 milioni di clienti che utilizzano la nostra App, riconosciuta da Forrester come "Overall Digital Experience Leader" tra le App delle banche Europee.

Con circa 1.300 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela, Intesa Sanpaolo è un attore leader nel campo dei servizi di investimento, tutela e gestione del risparmio, e affianca alle tradizionali attività di raccolta del risparmio e concessione del credito una crescente offerta nel segmento della protezione di persone e imprese.

I risultati del 2021 riflettono la sostenibilità della redditività di Intesa Sanpaolo, che può contare sulla solidità della base patrimoniale e della posizione di liquidità, su un modello di business resiliente, sulla flessibilità strategica nella gestione dei costi operativi e sulla qualità dei propri attivi. Tutte condizioni che hanno permesso di mitigare efficacemente la complessità del contesto in cui lavoriamo e che si traducono in un profilo di rischio contenuto. La solidità della base patrimoniale eccede ampiamente il parametro prudenziale. La generazione di valore per tutti gli stakeholder è stata, inoltre, accresciuta dalle sinergie derivanti dalla fusione di UBI Banca, realizzata con successo e senza costi sociali.

Il valore economico generato dall'esercizio 2021 – oltre 20 miliardi di euro - è stato distribuito per il 78% agli stakeholders, di cui il 41% alle persone che lavorano per noi, il 15% agli Azionisti, e il rimanente a fornitori, Stato, Enti, Istituzioni e Comunità. Una quota degli utili è stata, inoltre, destinata a sostenere progetti ad elevato impatto sociale e a favore delle persone caratterizzate da maggiore fragilità socioeconomica attraverso il Fondo Beneficenza.

A fronte di un utile netto consolidato del Gruppo pari a 4.185 milioni di euro e di un utile individuale della Capogruppo pari a 2.948 milioni di euro, viene proposta all'assemblea ordinaria la distribuzione per cassa di dividendi per 2.931.791.814,36 euro complessivamente a valere sull'utile 2021, che tenendo conto dell'acconto dividendi pagato lo scorso novembre pari a 1.398.728.259,60 euro, porta alla proposta di distribuzione di 1.533.063.554,76 euro a saldo, pari a 7,89 centesimi di euro per azione ordinaria al lordo delle ritenute di legge. Viene inoltre proposta una manovra di acquisto di azioni proprie per 3,4 miliardi di euro, per effetto della quale i soci, senza dover investire, potranno veder crescere la propria quota dei dividendi totali di Intesa Sanpaolo.

Gian Maria Gros-Pietro

RelazioneeBilancioConsolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo

Introduzione

Il bilancio consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo, in applicazione del D. Lgs. 28 febbraio 2005 n. 38, è redatto secondo i principi contabili IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) ed i relativi documenti interpretativi dell'International Financial Reporting Standards – Interpretations Committee (IFRS-IC), omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.

Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2021 è stato predisposto sulla base delle "Istruzioni per la redazione del bilancio dell'impresa e del bilancio consolidato delle banche e delle società finanziarie capogruppo di gruppi bancari" della Banca d'Italia, nell'esercizio dei poteri stabiliti dall'art. 43 del D. Lgs. n. 136/2015, con il Provvedimento del 22 dicembre 2005, con cui è stata emanata la Circolare n. 262/05, e con i successivi aggiornamenti e integrazioni. Queste Istruzioni stabiliscono in modo vincolante gli schemi di bilancio e le relative modalità di compilazione, nonché il contenuto della Nota integrativa.

In particolare, per il Bilancio 2021 si è tenuto conto del 7° aggiornamento della citata Circolare nonché delle integrazioni incluse nella Comunicazione della Banca d'Italia del 21 dicembre 2021 aventi ad oggetto gli impatti del COVID-19 e delle misure a sostegno dell'economia.

Il bilancio consolidato è costituito dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni di patrimonio netto, dal Rendiconto finanziario e dalla Nota integrativa e dalle relative informazioni comparative ed è inoltre corredato da una Relazione sull'andamento della gestione, sui risultati economici conseguiti e sulla situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo.

La Relazione sull'andamento della gestione contiene informazioni finanziarie estratte dal bilancio consolidato o riconducibili allo stesso ed altre informazioni – quali, a titolo esemplificativo, i dati inerenti all'evoluzione trimestrale e taluni Indicatori Alternativi di Performance – non estratte o direttamente riconducibili al bilancio consolidato. In proposito, si rinvia al capitolo Indicatori Alternativi di Performance della Relazione, anticipando che, con specifico riferimento al contesto conseguente alla pandemia da COVID-19, in coerenza con le indicazioni ESMA non sono stati introdotti nuovi indicatori né sono state apportate modifiche agli indicatori utilizzati.

In relazione allo scenario pandemico da COVID-19, seguendo le indicazioni fornite dalle Autorità a partire dall'inizio della fase emergenziale, si segnala che sia nella Relazione sull'andamento della gestione, nel capitolo "Il 2021 in sintesi", che nelle Parti A, B, C ed E della Nota Integrativa sono riportate informazioni di dettaglio riguardanti il contesto operativo, gli impatti sul business, il profilo di rischio e le scelte effettuate in sede di valutazione delle attività ai fini del Bilancio 2021, in sostanziale continuità di rappresentazione con il Bilancio 2020.

A supporto dei commenti sui risultati dell'esercizio, nella Relazione sulla gestione vengono presentati ed illustrati prospetti di Conto economico e di Stato patrimoniale riclassificati.

Negli schemi riclassificati, i dati sono normalmente riesposti, ove necessario e se materiali, per consentire raffronti più immediati. In particolare, gli importi vengono resi il più possibile omogenei con riferimento ai diversi periodi rappresentati, soprattutto in relazione alle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. Tale omogeneizzazione avviene tramite dati "riesposti", che accolgono/escludono i valori delle società entrate/uscite nel/dal perimetro di consolidamento.

Nel Bilancio 2021, in relazione all'acquisizione del Gruppo UBI Banca, si è reso opportuno il ricorso anche a dati "rideterminati" da affiancare ai dati riesposti per allinearli/integrarli attraverso dati gestionali. Come illustrato in maggior dettaglio nel seguito della presente Relazione, per poter fornire un raffronto omogeneo dei dati di conto economico 2021, inclusivi del Gruppo UBI Banca, in modo da tenere conto degli effetti delle cessioni di sportelli a BPER e a Banca Popolare di Puglia e Basilicata avvenute nel primo semestre 2021 e correlate all'operazione di acquisizione, nonché dell'ingresso delle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione, ci si è avvalsi anche – in relazione alla natura delle riesposizioni necessarie – di dati gestionali. Di conseguenza, per presentare i valori 2020 "rideterminati" sulla base di evidenze contabili e gestionali sono stati predisposti schemi di conto economico riclassificato aggiuntivi rispetto a quelli costruiti sulla base dei dati effettivi di chiusura dei diversi periodi, e le tabelle di dettaglio sono state integrate, o duplicate, con l'evidenza separata dei "Dati rideterminati". In allegato al presente Bilancio vengono inclusi i raccordi di tali "Dati rideterminati" con i dati contabili.

Quanto ai dati patrimoniali, si è provveduto – per i periodi ante acquisizione, e dunque per i primi tre trimestri del 2020 – all'inclusione linea per linea dei dati del Gruppo UBI Banca e all'esclusione linea per linea delle consistenze patrimoniali relative agli sportelli UBI e ISP ceduti nel corso del primo semestre 2021, che nello Stato patrimoniale riclassificato trimestralizzato sono stati convenzionalmente appostati, quali dati "rideterminati", nelle voci Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e Passività associate ad attività in via di dismissione. Con riferimento alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, oggetto di riesposizione anche nei valori patrimoniali per consentire confronti omogenei, si specifica che non si è ritenuto necessario "rideterminare" i dati patrimoniali per escludere – sulla base di risultanze gestionali – le consistenze (investimenti e riserve tecniche) connesse alla produzione riferibile alla clientela delle filiali cedute a terzi, così come avvenuto per il conto economico, in relazione alla contenuta materialità e alla conseguente non rilevanza ai fini della comparabilità. In conseguenza di quanto sopra, dal momento che le necessarie riesposizioni dei dati patrimoniali sono state effettuate – come normalmente avviene – sulla base di risultanze contabili, non sono stati predisposti separati schemi riclassificati "rideterminati" con riferimento ai dati patrimoniali.

I dettagli analitici delle riesposizioni effettuate e delle riclassificazioni rispetto allo schema previsto dalla Circolare 262 della Banca d'Italia – oltre che delle citate "rideterminazioni" – sono forniti con distinti prospetti pubblicati tra gli allegati, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.

Le informazioni circa il Governo societario e gli assetti proprietari richieste dall'art. 123 bis del TUF figurano, come consentito, in una relazione distinta, approvata dal Consiglio di amministrazione e pubblicata congiuntamente al presente bilancio, consultabile alla sezione Governance del sito internet di Intesa Sanpaolo, all'indirizzo group.intesasanpaolo.com.

La Dichiarazione consolidata non finanziaria, redatta ai sensi del D. Lgs. 254 del 30 dicembre 2016, che illustra i temi ambientali, sociali e attinenti al personale è pubblicata, come consentito, in forma di relazione distinta congiuntamente al presente bilancio ed è consultabile alla sezione Sostenibilità del medesimo indirizzo internet.

Vengono altresì pubblicate e rese disponibili sul sito internet secondo i relativi iter approvativi le informazioni in tema di remunerazioni previste dall'art. 123 ter del TUF e l'informativa prevista dal Terzo pilastro di Basilea (il c.d. Pillar 3).

Relazione sull'andamento della gestione

II 2021 in sintesi

Dati economici e Indicatori Alternativi di Performance(°)

Dati economici consolidati - Dati rideterminati (milioni di euro) Variazioni
assolute %
Interessi netti 7.900
8.278
-378 -4,6
Commissioni nette 9.540
8.725
815 9,3
Risultato dell'attività assicurativa 1.629
1.685
-56 -3,3
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.625
1.675
-50 -3,0
Proventi operativi netti 20.786
386
20.400
1,9
-10.920
Costi operativi
-11.039
-119 -1,1
Risultato della gestione operativa 9.866
9.361
505 5,4
-2.766
Rettifiche di valore nette su crediti
-4.493
-1.727 -38,4
Utile (Perdita) delle attività operative cessate 58
1.588
-1.530 -96,3
Risultato netto 4.185
3.277
d08 27,7

(°) Per più dettagliate informazioni circa gli Indicatori Alternativi di Performance si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sull'andamento della gestione. Nel contesto conseguente alla pandemia da COVID-19 si segnala che, in coerenza con le indicazioni ESMA, non sono stati introdotti nuovi indicatori, né sono state apportate modifiche agli indicatori normalmente utilizzati.

Dati patrimoniali e Indicatori Alternativi di Performance(°)

(°) Per più dettagliate informazioni circa gli Indicatori Alternativi di Performance si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sull'andamento della gestione. Nel contesto conseguente alla pandemia da COVID-19 si segnala che, in coerenza con le indicazioni ESMA, non sono stati introdotti nuovi indicatori, né sono state apportate modifiche agli indicatori normalmente utilizzati.

Indicatori Alternativi di Performance e altri indicatori(°)

(°) Per più dettagliate informazioni circa gli Indicatori Alternativi di Performance si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sull'andamento della gestione. Nel contesto conseguente alla pandemia da COVID-19 si segnala che, in coerenza con le indicazioni ESMA, non sono stati introdotti nuovi indicatori, né sono state apportate modifiche agli indicatori normalmente utilizzati.

Informazioni sul titolo azionario 2024 2020
Numero azioni ordinarie (migliaia) 19.430.463 19.430.463
Quotazione alla fine del periodo - azione ordinaria (euro) 2,274 1,910
Quotazione media del periodo - azione ordinaria (euro) 2,292 1,800
Capitalizzazione media di borsa (milioni) 44.535 34.961
Patrimonio netto (milioni di euro) (") 63.775 65.871
Patrimonio netto per azione (euro) (euro) (e) 3,304 3,425
Rating - Debiti a lungo termine (Long term rating) 2021 2020
Moody's Baa1 Baa1
Standard & Poor's Global Ratings BBB BBB
Fitch Ratings BBB BBB-
DBRS Morningstar BBB (high) BBB (high)

(*) Il dato del patrimonio netto per azione non considera le eventuali azioni proprie in portafoglio.

Indicatori di redditività consolidati (%)
Cost / Income (Dati rideterminati) (a) 52,5
54,1
Risultato netto / Patrimonio netto (ROE) (b) 7,6
5,9
Risultato netto / Totale Attività (ROA) (ch 0,4
0,3

Dati riesposti, ove necessario e se materali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(a) I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Asicurazioni Vita (già Aiva Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali ogetto di cessione.

(b) Risultato netto rapportato al patrimonio netto di fine periodo. Il patrimonio netto non include gli strumenti di capitale di periodo.

(c) Risultato netto rapportato al totale dell'Attivo.

2021 (Dati economici) 31.12.2021 (Dati patrimoniali)

2020 (Dati economici) 31.12.2020 (Dati patrimoniali)

Indicatori di rischiosità consolidati (%)
Sofferenze nette / Finanziamenti verso clientela 0,5
0,9
Crediti deteriorati netti / Finanziamenti verso clientela 1,5
2,3
Rettifiche di valore accumulate su sofferenze / Sofferenze lorde con
clientela
70,4
58,3
Rettifiche di valore accumulate su crediti deteriorati lordi / Crediti
deteriorati lordi con clientela
53,6
48,6
31.12.2021
31.12.2020
Struttura operativa 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni
assolute
Numero dei dipendenti (f) 97.698 101.074 -3.376
Italia 75.300 78.243 -2.943
Estero 22.398 22.831 -433
Numero dei consulenti finanziari 5.626 5.652 -26
Numero degli sportelli bancari (g) 4.719 6.314 -1.595
Italia 3.740 5.299 -1.559
Estero 979 1.015 -36

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. (f) L'organico indicato si riferisce al numero puntuale dei dipendenti a fine periodo conteggiando anche i part time come pari a 1 unità. Al 31 dicembre 2020 sono esclusi i dipendenti del perimetro oggetto di cessione a BPER e a BPPB nel contesto dell'operazione di acquisizione del Gruppo UBI Banca.

(g) Il dato include le Filiali Retail, le Filiali Terzo Settore, i Centri Imprese e i Centri Corporate.

L'esercizio 2021 in sintesi

Il contesto operativo di Intesa Sanpaolo conseguente all'epidemia da COVID-19

L'andamento dell'economia

L'elevata diffusione delle vaccinazioni ha ridotto la sensibilità dell'economia globale alle recrudescenze della pandemia di COVID-19. Malgrado il succedersi di nuove ondate di contagi, si stima che il PIL mondiale sia aumentato ben oltre il 5%. Nei paesi avanzati, la crescita economica è stata sostenuta soprattutto dalla ripresa della domanda di servizi connessa alle riaperture, mentre l'espansione dell'attività manifatturiera e del commercio internazionale è stata frenata dai vincoli di capacità delle filiere produttive globali. Si osserva un'accelerazione diffusa dell'inflazione, anche se ancora in larga parte spiegata dalla componente energetica, che spinge le banche centrali a rimuovere gli stimoli monetari più rapidamente di quanto atteso. Negli Stati Uniti, i livelli pre-crisi del PIL sono stati recuperati già nel primo semestre e la crescita media annua ha superato il 5%. Il vigoroso incremento della domanda interna si è scontrato con vincoli di capacità sempre più stringenti e sono emerse tensioni salariali. L'inflazione ha toccato a dicembre il 7%, valore massimo dal 1982. La Federal Reserve ha reagito serrando i tempi del percorso di rimozione dello stimolo monetario. Negli ultimi mesi del 2021 ha rapidamente ridotto gli acquisti netti di titoli, segnalando altresì l'intenzione di procedere a più rialzi dei tassi ufficiali nel 2022. Nell'eurozona la crescita del PIL è stata del 5% circa, un ritmo sostenuto, ma insufficiente a recuperare i livelli pre-crisi. La robusta crescita economica ha favorito l'aumento dei livelli occupazionali, con una riduzione del tasso di disoccupazione. L'inflazione è salita al 2,6% in media annua, con un massimo del 5% a dicembre, metà del quale è dovuto alla componente energetica. La Banca Centrale Europea, che fronteggia minori pressioni inflazionistiche e che a dicembre si attendeva un ritorno dell'inflazione sotto il 2% nel biennio 2023-24, ha mantenuto condizioni monetarie molto accomodanti. Dopo aver annunciato una moderata riduzione degli acquisti netti nell'ambito del PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme) a valere sul quarto trimestre, a dicembre ha indicato che gli acquisti netti PEPP sarebbero stati ulteriormente ridotti nel primo trimestre 2022 e sospesi del tutto dal 31 marzo. I tassi ufficiali sono rimasti invariati per tutto il 2021. L'aumento delle aspettative di inflazione ha sospinto al rialzo i tassi a medio e lungo termine, mentre quelli a breve hanno continuato ad essere frenati dall'eccesso di liquidità e da tassi ufficiali invariati. Il differenziale Btp-Bund è rimasto su livelli contenuti. L'euro si è indebolito sui mercati valutari, ma la sua volatilità è rimasta relativamente contenuta.

Anche in Italia l'attività economica ha registrato una ripresa vigorosa, che si è tradotta in una crescita del PIL superiore al 6%, in un modesto aumento dell'occupazione e anche in un calo del tasso di disoccupazione. L'andamento congiunturale è simile a quello osservato nel resto del continente: dopo un avvio debole, la crescita è stata molto forte nei trimestri centrali del 2021, per poi rallentare negli ultimi mesi. Il rimbalzo del PIL è dovuto quasi interamente alla ripresa della domanda interna, con un modesto contributo del saldo commerciale: oltre ai consumi privati, infatti, anche gli investimenti fissi hanno registrato forti incrementi rispetto al 2020. Gli incentivi alla ristrutturazione degli immobili hanno sostenuto l'attività edile e il mercato immobiliare, che ha beneficiato altresì dell'eccesso di risparmio accumulato nel 2020 da una parte delle famiglie. Anche in Italia l'inflazione ha subito un'accelerazione: a dicembre era pari al 4,2%, mentre la media annua era stimata all'1,9%.

In questo contesto, le condizioni di accesso al credito si sono confermate distese. Tuttavia, dopo il forte incremento dei finanziamenti alle imprese nel 2020, sostenuto dalle misure di supporto alla liquidità e al credito, la domanda si è indebolita e si è assistito a un rapido e forte rallentamento della crescita dei prestiti alle imprese. Il ricorso ai finanziamenti con garanzia pubblica è proseguito a un ritmo più moderato rispetto al 2020. All'opposto, i prestiti alle famiglie sono tornati a un ritmo di crescita robusto, sostenuto dai mutui alle famiglie consumatrici per l'acquisto della casa. Dal lato della qualità del credito, lo stock di crediti deteriorati si è ridotto rispetto a fine 2020, grazie alle operazioni di cessione e cartolarizzazione che si sono intensificate nell'ultima parte dell'anno, mentre il ritmo di formazione di nuovi crediti deteriorati è rimasto storicamente basso. La raccolta da clientela ha continuato a registrare una crescita robusta dei conti correnti, a due cifre per gran parte del 2021 e in parziale moderazione nell'ultima porzione dell'anno. Dopo le eccezionali scorte di liquidità accumulate nella prima fase della pandemia, anche nel 2021 si è osservato un aumento dei depositi delle società non finanziarie, ma l'afflusso è stato decisamente più contenuto rispetto alla cifra record del 2020. L'aumento dei depositi delle famiglie è stato di importo rilevante, sostenuto da una propensione al risparmio che, per quanto in calo rispetto al 2020, si è confermata superiore al livello pre-COVID. Il risparmio delle famiglie è stato in parte allocato anche in forme di investimento finanziario a più alta remunerazione. L'industria del risparmio gestito ha conseguito risultati fortemente positivi. Consistenti afflussi si sono indirizzati sui fondi comuni, principalmente verso i comparti azionario e bilanciato. La raccolta premi delle assicurazioni vita ha segnato una ripresa, trainata dalle polizze unit-linked.

Gli impatti della pandemia sull'operatività, sulle attività di business e sul profilo di rischio

Nel corso del 2021, persistendo lo stato di emergenza sanitaria, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha dato continuità alle iniziative avviate nel 2020 in seguito alla diffusione del virus COVID-19, volte a tutelare la salute dei dipendenti, dei fornitori e dei clienti, ad assicurare la continuità operativa e il presidio dei rischi, a contrastare gli effetti della pandemia a livello sociale ed economico.

Le iniziative poste in essere sul fronte della business continuity e a tutela della salute sono state sviluppate secondo le seguenti linee di intervento:

  • − prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro, con la definizione delle necessarie misure di protezione individuale e collettiva, al fine di rispondere adeguatamente alle prescrizioni sanitarie a livello nazionale, locale e di settore nelle diverse fasi di evoluzione della situazione pandemica;
  • − prosecuzione del ricorso su larga scala al lavoro flessibile, con i connessi investimenti a livello di dotazioni tecnologiche e di potenziamento della rete informatica aziendale al fine di consentire un accesso da remoto protetto;
  • − progressivo consolidamento dei canali di contatto remoto con la clientela volti a favorire l'interazione digitale (perfezionamento dell'offerta a distanza, estensione dei processi di dematerializzazione dei contratti e di firma digitale, ecc.);
  • − continua evoluzione e rafforzamento dei presidi di sicurezza informatica (cybersecurity) per ridurre il rischio di tentata frode ai danni della clientela e per prevenire eventuali attacchi informatici;
  • − costante adeguamento delle policy di accesso ai siti, di gestione delle trasferte e modifica delle modalità e degli orari di apertura al pubblico delle filiali.

Molti degli interventi sopra menzionati sono evoluti da una logica tattica – finalizzata a garantire una risposta tempestiva all'emergenza – ad una visione strategica, orientata ad indirizzare il cambiamento strutturale nell'organizzazione del lavoro, nei processi aziendali, nell'interazione con la clientela, nelle opportunità di business e nella correlata gestione dei rischi. Tra i fenomeni che ben rappresentano questa evoluzione, assume particolare importanza la crescita dello smart working sia presso la rete commerciale sia presso le strutture di sede centrale: rispetto alla situazione "pre-COVID", le utenze abilitate al lavoro da remoto (inclusive dell'ex Gruppo UBI) sono passate da circa 21.500 a circa 78 mila al 31 dicembre 2021.

In forza di tale diffusione, lo smart working è ormai divenuto elemento integrato di un nuovo modello di prestazione dell'attività lavorativa basato sul rafforzamento della responsabilizzazione individuale e sul migliore bilanciamento tra vita professionale ed extra-professionale. In tale ottica si inserisce il progetto "Next Way of Working" – volto a definire le nuove modalità di lavoro nel periodo post-COVID – relativamente al quale stanno proseguendo gli interventi immobiliari e tecnologici, avviati nella prima parte dell'anno, che agevoleranno il personale nell'utilizzo strutturale di una modalità di lavoro flessibile basata sull'alternanza di lavoro in ufficio e da casa (si veda in proposito anche quanto riportato nel paragrafo "Il Piano d'Impresa 2018-2021 e il nuovo Piano d'Impresa 2022-2025").

Sempre nell'ottica del benessere del personale, dopo le iniziative intraprese nel 2020, nella prima parte del 2021 sono state realizzate campagne di effettuazione di test rapidi per il personale di alcuni siti collocati in aree caratterizzate da particolare diffusione del virus COVID-19 che si sono concretizzate con l'esecuzione di circa 26.000 test. Nel mese di luglio, in concomitanza con la campagna vaccinale italiana contro il COVID-19 e in collaborazione con Intesa Sanpaolo RBM Salute, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha offerto a tutti i dipendenti delle società del Gruppo con sede in Italia una polizza gratuita a tutela nella remota possibilità di eventuali reazioni avverse particolarmente gravi al vaccino.

Nei primi mesi del 2021 è stato mantenuto l'approccio che prevedeva la possibilità di lavoro a distanza su base volontaria per i dipendenti di direzione e attraverso l'utilizzo di turnazioni per i dipendenti di filiale.

A partire dal mese di giugno, in seguito al miglioramento della situazione sanitaria del Paese, in parallelo con l'intensificarsi della campagna vaccinale, si è deciso per il rientro progressivo nelle sedi delle Direzioni centrali, mantenendo ovviamente in essere tutte le misure di prevenzione e tutela aziendale e le particolari cautele nei confronti dei dipendenti in condizioni certificate di fragilità o disabilità. Il rientro è avvenuto dapprima con una presenza minima del 20% ed entro un limite di occupazione del 50% delle strutture nelle zone gialle e bianche; successivamente la presenza minima è stata innalzata al 40% senza più limitazioni di occupazione per struttura. Parallelamente, anche i servizi mensa e navette aziendali sono stati progressivamente ripristinati ed è stato sviluppato un questionario di screening medico da compilare a cura dei dipendenti propedeutico all'autorizzazione al rientro in sede.

Da luglio 2021 è inoltre divenuto operativo il nuovo strumento che consente la pianificazione delle presenze in sede, del lavoro da remoto, delle assenze (per ferie o altro) nonché, per alcune sedi, la prenotazione della scrivania e degli spazi di lavoro. Tale strumento garantisce il monitoraggio centralizzato delle presenze totali nelle sedi centrali.

Da agosto 2021, nel rispetto della normativa nazionale, è stato introdotto l'obbligo di presentare la certificazione verde (c.d. Green pass) per accedere alle mense, agli asili nido aziendali e per usufruire del servizio di trasporto aziendale.

Dal 15 ottobre è stato previsto l'obbligo di Green pass per accedere a tutti i luoghi di lavoro. È stata pertanto emanata una normativa interna che disciplina l'accesso ai luoghi di lavoro, l'organizzazione delle verifiche e le casistiche particolari (soggetti esenti, provenienti dall'estero ecc.).

In linea generale, nei palazzi direzionali dotati di apparecchiature termoscanner e di lettore badge collegato o meno a tornelli, sono presenti i nuovi dispositivi che consentono la lettura quotidiana del QR Code attraverso l'App ministeriale "VerificaC19", mentre nelle filiali l'esecuzione delle verifiche avviene attraverso l'utilizzo di smartphone dotati della stessa App da parte dei responsabili e/o incaricati all'emergenza. Le verifiche (automatiche o manuali, anche a campione) sono organizzate con criteri tali da assicurare nel tempo il controllo su tutto il personale presente, nonché sulle persone che a vario titolo accedono al le sedi del Gruppo e sono condotte dai responsabili delle unità organizzative e dagli incaricati all'emergenza. Le segnalazioni di assenza del Green pass (con conseguente divieto di accesso) o di violazioni sono gestite dalla Direzione Tutela Aziendale, quale soggetto accertatore, per le eventuali segnalazioni alla Prefettura, come previsto dalla legge, e dalle Direzioni del Personale per la registrazione dell'assenza ingiustificata e (ove vi siano violazioni) per eventuali provvedimenti disciplinari. La lettura dei dati del Green pass non determina alcuna acquisizione di dati sanitari da parte della Banca ed è stata resa disponibile a tutti specifica Informativa privacy in argomento.

Nelle ultime settimane dell'anno, con il rapido aumento dei contagi indotto dalla progressiva diffusione della variante Omicron, le misure di mitigazione del rischio sui luoghi di lavoro sono state aggiornate in coerenza anche con la progressiva rimodulazione del quadro normativo in tema di COVID-19 da parte del Governo italiano.

A partire dal 22 dicembre per le strutture di direzione è stato rimosso l'obbligo di presenza minima anche nelle zone gialle e bianche, consentendo il rientro in ufficio solo su base volontaria e nel limite del 50% per struttura, in parallelo con il contenimento di missioni, trasferte ed incontri.

Le nuove regole in vigore dal 6 dicembre 2021, che hanno introdotto il "Green pass rafforzato" (rilasciato solo a fronte di guarigione o vaccinazione) per lo svolgimento di talune attività pubbliche e private, non hanno inizialmente comportato variazioni per l'accesso ai luoghi di lavoro e alle mense aziendali. La durata del Green pass vaccinale, dapprima ridotta da 12 mesi a 9 mesi, con il Decreto Natale 2021 (D.L. n. 221 del 24 dicembre 2021) è stata ulteriormente abbassata a 6 mesi a partire dal 1° febbraio 2022.

In considerazione della proroga dello stato di emergenza al 31 marzo 2022 stabilita dal Decreto Natale, è stato ulteriormente prorogato a tale data anche il termine per la concessione della prestazione lavorativa in modalità smart working per coloro che si trovano in situazione di fragilità o disabilità grave. Tale disposizione si applica anche ai collaboratori che assistono familiari conviventi che si trovano in situazioni di fragilità o disabilità grave ed ai collaboratori che hanno ricevuto la certificazione di sorveglianza sanitaria eccezionale con prescrizione di lavoro flessibile da casa fino al 31 dicembre 2021. La disposizione si applica altresì alle donne in gravidanza ed allattamento, nonché ai soggetti che per patologia o per allergie sono esenti dalla vaccinazione.

In seguito alla modifica del regime di quarantena introdotto dal Decreto Legge di fine anno (n. 229 del 30 dicembre 2021) ed in attuazione della Circolare esplicativa del Ministero della Salute del 30 dicembre 2021 e della successiva Circolare del 4 febbraio 2022 – che hanno rimodulato i tempi di rientro in correlazione con lo stato vaccinale della persona interessata – sono state progressivamente aggiornate le istruzioni operative interne per il rientro nelle sedi di lavoro dei casi positivi e dei contatti stretti.

Con l'estensione del "Green pass rafforzato" sui luoghi di lavoro per gli ultracinquantenni, stabilita dal D.L. n. 1 del 7 gennaio 2022 a partire dal 15 febbraio 2022 e fino al 15 giugno 2022, le sopra citate disposizioni aziendali per l'accesso ai luoghi di lavoro sono state modificate limitando l'accesso, per gli ultracinquantenni, ai soli possessori di "Green pass rafforzato".

A partire dal 1° febbraio 2022, il medesimo decreto di inizio anno ha inoltre consentito l'accesso a taluni servizi, tra i quali quelli bancari e finanziari, esclusivamente a soggetti in possesso di Green pass almeno "base". Sono state pertanto emanate specifiche disposizioni interne volte a disciplinare il rispetto di tali prescrizioni.

In relazione ad una modifica del D. Lgs. 81/2008, che ha rafforzato gli obblighi dei "preposti" (responsabili di strutture) in materia di sorveglianza e segnalazione, è stata intensificata l'attività di controllo e vigilanza sull'adempimento degli obblighi in tutte le filiali e sedi.

È stato altresì rafforzato il sistema di monitoraggio delle società estere del Gruppo; in particolare, a causa del peggioramento della situazione epidemiologica che ha interessato l'est Europa negli ultimi due mesi dell'anno, è stata effettuata un'analisi specifica della situazione nei paesi più colpiti.

Alla luce dell'esperienza maturata nella gestione dell'emergenza COVID-19, a fine 2021 è stato aggiornato il Piano Pandemico di Intesa Sanpaolo.

Per quanto concerne le misure straordinarie a sostegno dell'economia, delle imprese e delle famiglie italiane, Intesa Sanpaolo è stata la prima banca in Italia a concedere moratorie, precedendo lo specifico quadro normativo.

A fine 2021 risultavano perfezionate circa 950 mila richieste di sospensione, per oltre 115 miliardi di volumi1 , principalmente riferibili al Decreto Legge 18/2020 Art. 56 "Cura Italia". Il flusso di richieste ha riguardato la clientela imprese per circa il 77% dei volumi totali.

In tema di scadenza delle moratorie ex Decreto Legge 18/2020, si ricorda che, dopo la proroga al 30 giugno 2021 stabilita dalla Legge di Bilancio (n. 178 del 30 Dicembre 2020), il D.L. 73/2021 (cosiddetto "Sostegni bis") del 25 maggio ha ulteriormente prolungato le misure fino al 31 dicembre 2021, subordinatamente ad alcune restrizioni, tra le quali la richiesta esplicita da parte del cliente da formalizzarsi entro il 15 giugno.

Relativamente al perimetro domestico, alla data del 31 dicembre 2021 erano in essere moratorie per 4,8 miliardi, riconducibili per circa il 90% a clientela imprese, oltre a 6,7 miliardi di moratorie terminate ma con maturazione dei termini per la ripresa dei pagamenti nei mesi successivi, per il 96% riferibili a clientela imprese. Sull'aggregato delle moratorie in essere, le richieste di ulteriore proroga ai sensi del citato Decreto Legge "Sostegni bis", pervenute entro il 15 giugno, sono ammontate a circa 6,7 miliardi, determinando una ridistribuzione più graduale delle scadenze fra il terzo e il quarto trimestre dell'anno.

Si segnala che per effetto del phase-out delle disposizioni dell'EBA relative ai criteri per l'esenzione dalla valutazione forborne (cosiddette moratorie EBA compliant), il totale delle moratorie in essere che si qualificavano tali ai sensi delle Linee Guida era pari a 1,1 miliardi.

Le moratorie scadute che hanno già maturato le condizioni per la ripresa dei pagamenti al 31 dicembre 2021 ammontavano a 34,7 miliardi; su tale portafoglio si è rilevato – nel 2021 – un tasso di incidenza dei flussi di nuovi default nell'ordine del 2,7%; si è inoltre confermata esigua l'incidenza degli sconfinamenti rilevanti. Su entrambi gli indicatori si è registrata nel corso dei dodici mesi un'ulteriore lieve crescita rispetto alle rilevazioni precedenti.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha sostenuto le iniziative legislative e non legislative intraprese per contrastare la situazione di crisi collegata alla pandemia non soltanto in Italia, ma anche nei vari Paesi in cui opera.

A livello consolidato il valore delle esposizioni oggetto di moratoria in essere al 31 dicembre 2021 ammontava a 4,9 miliardi, per l'89% riconducibile a imprese. Il totale delle moratorie in essere che si qualificavano tali ai sensi delle Linee Guida EBA era pari a 1,1 miliardi.

1 Moratorie accordate sino al 31 dicembre 2021, includendo l'ex Gruppo UBI Banca e considerando la cessione delle filiali realizzata nel primo semestre 2021. Al netto di rinnovi, rimborsi ed estinzioni l'importo è pari a 46 miliardi.

Riguardo alle misure a sostegno del sistema produttivo, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha messo a disposizione un plafond complessivo di 50 miliardi dedicato ai finanziamenti per le Imprese. ISP è stata la prima banca in Italia a firmare il protocollo d'intesa con SACE, fornendo immediato supporto alle imprese in applicazione del Decreto Legge c.d. "Liquidità" n. 23 dell'8 aprile 2020: complessivamente, includendo anche il Fondo PMI, al 31 dicembre 2021 risultavano erogati crediti garantiti dallo Stato per un ammontare pari a 43 miliardi2 , dei quali 11 miliardi SACE e 32 miliardi Fondo PMI.

A livello consolidato, considerando anche l'attività negli altri Paesi di presenza del Gruppo, il valore delle esposizioni oggetto di finanziamenti che rientrano nell'ambito di schemi di garanzia pubblica per i quali è stato completato l'iter sia di acquisizione delle garanzie e sia di erogazione, il cui perfezionamento può non essere coincidente, totalizzava 40 miliardi a fine dicembre 2021).

Si ricorda inoltre che il Decreto "Rilancio" (D.L. 34/2020) ha introdotto una misura a sostegno del rilancio del settore delle costruzioni e finalizzato alla riqualificazione del patrimonio immobiliare sotto il profilo energetico e sismico (cosiddetto Superbonus al 110%). La norma, in particolare, prevede la maturazione di un credito fiscale a favore di privati e condomini che effettuano lavori di riqualificazione energetica e sismica nella misura del 110%, credito che può essere ceduto direttamente dal committente o dall'esecutore dei lavori a un intermediario finanziario. Il Gruppo ha attivato soluzioni dedicate sia per privati e condomini sia per le imprese che praticano lo sconto in fattura per l'acquisto dei crediti fiscali e la relativa liquidazione, con prezzi predefiniti e un servizio di consulenza dedicata attraverso una partnership con la società Deloitte. Dall'inizio dell'operatività risultano finalizzate richieste di cessione crediti per circa 2 miliardi.

Anche nel corso del 2021 il contesto conseguente alla pandemia da COVID-19 ha avuto riflessi sulle dinamiche relative alle attività finanziarie della clientela.

Ancorché in termini meno accentuati rispetto al 2020, il clima di incertezza generato dall'evoluzione della crisi sanitaria e le possibili ripercussioni sulla ripresa economica hanno continuato ad alimentare la preferenza per la liquidità, consolidando così una tendenza già in atto prima della pandemia: a dicembre 2021 la raccolta diretta bancaria da clientela, trainata dalla componente a breve termine, ha segnato un ulteriore aumento del 5,5% rispetto a dodici mesi prima, registrando addirittura un +11,3% se confrontata con il dato "rideterminato"3 del marzo 2020, che non recepiva ancora gli effetti del contesto pandemico.

Sul fronte della raccolta indiretta, si evidenzia il ritorno ad una favorevole dinamica del risparmio gestito, grazie ad una raccolta positiva sostenuta anche dalla ripresa degli indici di mercato. In chiusura di esercizio, le masse gestite dalle società riconducibili alla Divisione Asset Management, al netto delle duplicazioni, risultavano salite del 4,5% rispetto al 31 dicembre 2020.

Per quanto riguarda il business assicurativo, sulla base dei dati gestionali il 2021 ha registrato, per il ramo vita, una leggera contrazione della raccolta lorda pari al -3% rispetto al 2020 (incluso l'apporto delle società ex UBI) e un flusso netto negativo che ha risentito di un aumento delle liquidazioni imputabile anche alla maggior sinistrosità conseguente al COVID-19. Con riferimento al ramo danni, il 2021 ha invece visto una crescita dei premi rispetto al corrispondente periodo del 2020, soprattutto grazie alle performance del comparto no motor (+12%).

Quanto ai riflessi del contesto pandemico sui proventi operativi del Gruppo nel corso del 2021, all'andamento degli interessi netti hanno concorso positivamente sia i volumi intermediati in relazione alle iniziative, legislative e non, poste in atto per contrastare le situazioni di crisi connesse alla pandemia, sia i benefici derivanti dalle operazioni TLTRO con la BCE, che al 31 dicembre 2021 erano in essere per 132 miliardi.

La dinamica complessiva degli interessi netti è stata però penalizzata da un più contenuto apporto della componente finanziaria, oltre che da minori interessi sulle attività deteriorate in relazione alle operazioni di deleveraging.

Come indicato e spiegato nel seguito della Relazione, considerando i dati "rideterminati"4 , gli interessi netti del 2021 hanno totalizzato 7.900 milioni (-4,6%).

Ampiamente positivo si presenta, invece, il confronto con l'anno precedente per le commissioni nette, pari a 9.540 milioni (+815 milioni, +9,3%), che hanno potuto beneficiare sia della favorevole dinamica del risparmio gestito, sia della vivace ripresa delle attività produttive.

Il risultato dell'attività assicurativa si è attestato a 1.629 milioni, in lieve diminuzione (-3,3%) rispetto al dato omogeneo del 2020. L'aumento dei ricavi legati al business vita, favorito anche dal buon andamento dei mercati finanziari, è stato infatti più che compensato dal rallentamento del comparto danni, penalizzato da una ripresa dei sinistri con particolare riferimento al business salute dopo il periodo di lockdown.

Riguardo agli oneri operativi, nel corso del 2021 i costi sostenuti dal Gruppo Intesa Sanpaolo per interventi correlati allo scenario pandemico si sono attestati a circa 37 milioni in termini di spese correnti e a 6 milioni per investimenti, con una diminuzione in termini omogenei rispetto all'esercizio precedente di circa 51 milioni sulle spese correnti e di circa 120 milioni sugli investimenti. Complessivamente gli oneri operativi, attestatisi a 10.920 milioni, hanno registrato una diminuzione di 119 milioni, pari al -1,1%, grazie alle misure poste in essere a rafforzamento dei presidi di spesa. Nell'ambito delle attività di controllo e razionalizzazione dei costi è stato perseguito l'obiettivo di prioritizzare gli impieghi di risorse, preservando le iniziative di sviluppo strategico e di evoluzione del business model nella prospettiva del contesto profondamente mutato che emergerà una volta definitivamente superata l'emergenza sanitaria e che, in parte, sta già producendo significativi impatti. In tale contesto, la dinamica degli oneri operativi ha peraltro tratto beneficio dall'evoluzione dei comportamenti dei clienti e dalla modifica dei processi operativi interni. Tra gli ambiti maggiormente impattati spiccano le spese per missioni e trasferte, trasporto e contazione valori, postalizzazione alla clientela, ambiti fortemente condizionati dall'uso estensivo dell'interazione digitale e dalla dematerializzazione di pagamenti e contratti, fattori di risparmio che, combinati con il proseguimento

2 Includendo l'ex Gruppo UBI Banca e considerando la cessione delle filiali realizzata nel primo semestre.

3 I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e della riallocazione dei rami di attività oggetto di cessione tra le attività in dismissione e tra le passività ad esse associate. Per ulteriori dettagli si rimanda al prosieguo della presente Relazione e, in particolare, al Capitolo "Gli Aggregati patrimoniali".

4 I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione. Per ulteriori dettagli si rimanda al prosieguo della presente Relazione e, in particolare, al Capitolo "I risultati economici".

dell'attività di controllo dei costi, si intende stabilizzare e rendere strutturali nel tempo.

Il costo del credito è sceso a dicembre a 59 punti base, valore molto inferiore rispetto ai 97 punti base dell'intero esercizio 2020 (che si riducevano a 48 punti base scorporando le rettifiche correlate alla revisione dello scenario e dei management overlay applicati in seguito all'evento pandemico). Come meglio indicato nel seguito, le rettifiche di valore nette su crediti del 2021, pari a 2.766 milioni, hanno incorporato stanziamenti addizionali per oltre 1,6 miliardi da porre in relazione con l'accelerazione del processo di de-risking. Al netto di tali rettifiche addizionali, il costo del credito del 2021 è risultato pari a 25 punti base, avendo beneficiato del miglioramento dello scenario macroeconomico a fronte di una stabilità dei flussi netti di crediti deteriorati, tradottisi in significative riprese sui crediti in bonis.

Per quanto attiene al profilo di rischio, si riepilogano di seguito i principali impatti della pandemia registrati a livello consolidato, rinviando per una più completa disamina alle specifiche sezioni della Parte E della Nota Integrativa consolidata dove sono riportate le informazioni richieste dalla Banca d'Italia con la Comunicazione del 21 dicembre 2021.

Con riferimento al rischio di credito, così come già effettuato nel 2020 post inizio della pandemia, si è deciso di calibrare l'appetito per il rischio, al fine di evitare comportamenti pro-ciclici e, al contempo, sostenere l'economia, mantenendo una posizione finanziaria e patrimoniale solida. Nell'ambito del Risk Appetite Framework, l'aggiornamento del framework del Credit Risk Appetite, in linea con quanto già fatto nel 2020, ha previsto elementi prospettici utili a cogliere la peculiarità di impatto della crisi COVID-19 fattorizzati nei fattori di rischiosità, resilienza e vulnerabilità delle imprese. È' stata, inoltre, introdotta una soglia di Early Warning sui settori maggiormente colpiti dalla pandemia.

In linea con il piano di roll out aggiornato da parte del Gruppo Intesa Sanpaolo e adottato in seguito alle misure disposte dalla Vigilanza per effetto della crisi emergenziale COVID-19, sono proseguite le attività di ristima, di aggiornamento e di risoluzione dei remediation plan dei modelli interni sul rischio di credito. In occasione dell'adozione del nuovo modello di Rating per il segmento SME Retail, si è ritenuto opportuno confermare il fattore di resilienza mirato sugli outlook economici, declinato a livello di micro-settore.

In continuità con quanto messo in opera a partire dall'inizio della pandemia, nel 2021 sono proseguite:

  • le azioni di sostegno alla clientela impattata dall'emergenza attraverso l'attuazione delle disposizioni legislative, tempo per tempo emanate, in materia di proroga delle moratorie e di concessione di finanziamenti assistiti da garanzie statali, modulati sulla base delle specifiche esigenze dei diversi segmenti di clientela. In particolare, con riferimento alle proroghe delle moratorie legislative decise dal Governo nel secondo trimestre (Maggio 2021, c.d. D.L. "Sostegni") la Banca ha adeguato i propri processi alla diversa modalità prevista da tale decreto rispetto agli interventi legislativi precedenti introducendo l'esplicita richiesta da parte del cliente come requisito per l'effettuazione della proroga stessa;
  • le azioni legate alla gestione proattiva del credito, rendicontate periodicamente al Comitato Rischi e al Comitato per il Controllo della Gestione di Intesa Sanpaolo, volte a garantire il puntuale monitoraggio del portafoglio crediti e la tempestiva gestione di eventuali situazioni di aggravio di rischio, tramite un diagnostico approfondito effettuato dai gestori sul portafoglio delle moratorie attive e la costante attività di aggiornamento dei rating, finalizzata alla valutazione del rischio cliente, considerando gli effetti della situazione economica.

Anche in conseguenza di queste azioni, i flussi di nuovi crediti deteriorati si sono mantenuti su livelli molto contenuti ed inferiori ai livelli osservati nel 2019, ultimo esercizio prima della pandemia. In particolare, le posizioni in moratoria scadute che hanno già maturato le condizioni per la ripresa dei pagamenti, come già detto, hanno mostrato un positivo andamento dei principali indicatori di qualità del credito, con contenuti tassi di incidenza dei flussi di nuovi default, in lieve crescita rispetto alle rilevazioni precedenti, ed esigua incidenza degli sconfinamenti rilevanti. Peraltro, l'ammontare delle moratorie scadute che hanno ripreso i pagamenti è aumentato progressivamente nel corso dell'anno e rappresentava al 31 dicembre 2021 il 75% del totale delle moratorie concesse (al netto di quelle terminate sui finanziamenti estinti).

Con riferimento alle valutazioni creditizie, il Gruppo ha mantenuto un orientamento complessivamente prudente, come evidenziato nel paragrafo successivo "Le principali tematiche contabili e l'approccio del Gruppo Intesa Sanpaolo".

Per quanto attiene al rischio di mercato, nel corso del 2021 si è osservato un progressivo ritorno ad un funzionamento ordinato dei mercati finanziari, come testimoniato dal rientro dei principali parametri nell'ambito dei valori medi osservati nei dodici mesi precedenti la crisi. Tale dinamica ha permesso una gestione ordinaria dei portafogli HTCS e Trading del Gruppo non solo in termini di turnover ma anche di gestione dei rischi, come peraltro evidenziato dalle principali metriche a presidio dei rischi di mercato. Difatti, nell'attuale contesto di mercato caratterizzato da volatilità ridotte, le misure di VaR gestionale hanno evidenziato una dinamica in riduzione con riferimento al VaR medio calcolato a livello di Gruppo sul complesso delle attività finanziarie appartenenti ai business model di Trading e HTCS. In particolare, per la sola componente di Trading si è osservata una riduzione da 65,3 milioni medi nel 2020 a 26,7 milioni medi nel 2021.

Relativamente ai requisiti di capitale (rischio di mercato), attenuatisi gli effetti dello scoppio della pandemia da COVID-19 sui mercati finanziari, nel corso del 2021 si è osservata una decisa riduzione dei livelli di volatilità dei principali fattori di rischio. Questo, congiuntamente ad una minore esposizione complessiva del portafoglio di negoziazione, ha comportato una riduzione degli RWA, rispetto a dicembre 2020, da 17 miliardi a 11 miliardi.

In merito al rischio di liquidità, anche nel 2021 tutti gli indicatori (regolamentari e di policy interna) hanno confermato la solidità della posizione di liquidità del Gruppo. Entrambi gli indicatori regolamentari, Liquidity Coverage Ratio (LCR) e Net Stable Funding Ratio (NSFR), permangono ampiamente superiori ai requisiti minimi normativi. Nel corso dei dodici mesi, il Liquidity Coverage Ratio (LCR) del Gruppo, misurato secondo il Regolamento Delegato (UE) 2015/61, si è attestato in media al 184,5% (159,1% a dicembre 2020). Le riserve di liquidità disponibili presso le diverse tesorerie del Gruppo, includendo gli "High Quality Liquid Asset" (HQLA) e le altre componenti stanziabili, sono risultate mediamente pari a 181 miliardi (12 osservazioni mensili), raggiungendo al 31 dicembre un valore totale di 192 miliardi (195 miliardi a fine 2020). Sempre a fine esercizio, il NSFR del Gruppo si è attestato al 127,3%. Tutte le necessarie misure preventive di gestione e controllo permangono attive nell'obiettivo di cogliere eventuali segnali di potenziale inasprimento delle condizioni di liquidità.

Con riferimento al rischio tasso di interesse, nel corso del 2021, ed in particolare nel secondo semestre, le strategie e i presidi posti in essere sono stati realizzati nell'ottica di proteggere il margine di interesse da potenziali ulteriori impatti negativi del contesto conseguente alla pandemia. La stabilizzazione del margine è stata realizzata attraverso interventi di copertura della vischiosità della raccolta a vista da clientela, sia mediante la stipula di derivati di copertura, sia in natural hedge con i mutui erogati alla clientela stessa.

La Shift Sensitivity del margine di interesse, in ipotesi di discesa di -50 punti base dei tassi di interesse, si è attestata a fine dicembre 2021 a -880 milioni, in calo rispetto alla fine del 2020 (+131 milioni); tale riduzione è imputabile sia agli interventi sopra descritti per stabilizzare il margine d'interesse da ulteriori impatti negativi legati al COVID-19 sia ad alcuni affinamenti metodologici. La Shift Sensitivity del margine di interesse, in ipotesi di aumento di +50 punti base dei tassi di interesse, si è attestata a fine dicembre 2021 a +962 milioni.

La Shift Sensitivity del valore per uno shock di +100 punti base dei tassi si è attestata a fine dicembre 2021 a -1.756 milioni, in aumento (-451 milioni) rispetto al dato di dicembre 2020, pari a -1.305 milioni; tale variazione è dovuta, soprattutto nell'ultimo trimestre del 2021, all'accresciuta operatività di impiego a tasso fisso ed alle coperture della raccolta a vista da clientela.

Per quel che concerne il rischio di controparte, il contesto pandemico ha comportato un iniziale aumento delle esposizioni, a causa principalmente della discesa dei tassi di interesse dell'area euro e del generale e rilevante aumento della volatilità sui principali fattori di rischio. Non si sono tuttavia registrate criticità nel processo di marginazione con le controparti di mercato, seppur in presenza di un elevato aumento delle chiamate di collaterale, sia in termini numerici che di volumi, nelle settimane di maggior stress sui mercati. Anche i processi di compensazione presso le controparti centrali non hanno generato problematiche operative. La situazione dei mercati finanziari si è progressivamente stabilizzata. Il livello di esposizione verso la clientela ha registrato un progressivo aumento nel corso del 2020 e una successiva diminuzione durante il 2021, guidati dalla dinamica dei tassi di interesse.

Infine, relativamente ai rischi operativi, il Gruppo ha portato avanti tutte le iniziative volte a garantire la continuità dell'operatività aziendale e a salvaguardare la salute dei propri clienti, dipendenti e fornitori adeguando le misure intraprese all'evoluzione della situazione sanitaria e alle prescrizioni normative. In tale contesto, il modello di prevenzione del rischio di contagio adottato da Intesa Sanpaolo è stato valutato da una agenzia indipendente (DNV-GL) che ha certificato una piena maturità del modello. A fronte dell'accelerazione del processo di digital transformation, della maggiore complessità dei presidi di sicurezza e del maggior ricorso a partnership e/o accordi di outsourcing con terze parti, è stato necessario adeguare gli attuali framework di gestione dei rischi all'evoluzione del contesto operativo, in modo da ottimizzare il profilo di Digital Operational Resilience del Gruppo.

Gli effetti della pandemia sui rischi del Gruppo continuano a mantenersi contenuti anche grazie agli effetti delle misure straordinarie poste in essere a partire dal 2020 e rinnovate nel corso del 2021.

Con particolare riferimento al rischio di credito, le misure straordinarie hanno limitato, nel periodo corrente, gli effetti della pandemia; un peggioramento potrebbe quindi palesarsi con il progressivo venir meno delle stesse. L'entità degli impatti per il Gruppo sarà strettamente connessa all'effettivo sviluppo del contesto macroeconomico e, in particolare, all'evoluzione dello scenario COVID-19, all'emergere di eventuali nuove situazioni di incertezza che si dovessero verificare, nonché all'efficacia nel lungo periodo delle citate misure di sostegno. Il Gruppo Intesa Sanpaolo sta attentamente monitorando l'evoluzione del contesto anche attraverso specifiche analisi di scenario e di stress con le quali sono stati valutati gli impatti in termini di redditività e di adeguatezza patrimoniale ed è stato confermato che, in caso di deviazione avversa dello scenario rispetto a quanto previsto dalle Banche Centrali – anche attraverso l'attivazione di specifiche azioni – il Gruppo sarebbe in grado di rispettare i vincoli regolamentari e i limiti, più stringenti, fissati internamente.

Le principali tematiche contabili e l'approccio del Gruppo Intesa Sanpaolo

L'esercizio 2021 è stato indubbiamente caratterizzato dall'avvio delle imponenti campagne vaccinali (almeno per i Paesi più sviluppati), con il raggiungimento – come per il caso italiano – di un elevato livello di copertura. L'efficacia dei vaccini è resa particolarmente evidente dal confronto del numero di decessi e del tasso di ospedalizzazione attuale rispetto all'autunno 2020, quando l'impennata di casi aveva costretto le autorità alla reintroduzione di stringenti misure restrittive. L'avvio della somministrazione della terza dose, c.d. "booster", sembra assicurare il contenimento di nuove ondate pandemiche, o quantomeno attenuarne la severità sul fronte del tasso di ospedalizzazione, con ulteriori risvolti positivi sull'economia reale, attualmente instradata sulla via di una ripresa significativa, anche se non omogenea tra i diversi settori. Nonostante l'ottimismo che caratterizza lo scenario Italiano, in considerazione del successo della campagna vaccinale nazionale e degli imponenti piani di investimenti pubblici e privati in atto, occorre comunque ricordare che il percorso verso la normalità rimane caratterizzato da incertezze e possibili ostacoli, principalmente legati a rischi ed imprevisti sul fronte sanitario, rappresentati in primis dai timori legati alle varianti del virus che potrebbero compromettere l'efficacia delle campagne vaccinali, nonché dal rischio latente di nuove ondate in quei Paesi in cui la copertura vaccinale non ha ancora raggiunto una massa critica tale da scongiurare nuove misure di restrizione, con le possibili ripercussioni sull'economia reale degli altri paesi.

Valutazioni creditizie

Sul fronte dello scenario macroeconomico adottato nei modelli per la determinazione delle Expected Credit Losses, si ricorda che sin dal 2020 il Gruppo, seguendo le indicazioni di regulator e standard setter, aveva ancorato le proprie previsioni macroeconomiche alle proiezioni pubblicate dalle banche centrali stesse5 .

Il quadro economico, dopo i progressivi miglioramenti osservati nel corso del 2021, ha confermato la ripresa sia nei dati a consuntivo dell'anno 2021, sia nelle previsioni per il triennio successivo elaborate dai regolatori e dagli organismi nazionali ed internazionali. Pertanto, considerata la minor incertezza che caratterizza il processo di stima delle proiezioni e con i primi dati consuntivi del 2021 che confermano tale trend, il Gruppo ha ritenuto opportuno tornare all'utilizzo degli scenari prodotti internamente dalla Direzione Studi e Ricerche quale input ai modelli di ECL, garantendo, quindi, la coerenza con gli scenari utilizzati negli altri processi valutativi (ad esempio l'impairment test delle attività intangibili) e previsionali (ad esempio il nuovo Piano d'impresa).

Tale scelta appare ragionevole anche alla luce della accentuata convergenza tra le previsioni prodotte internamente dalla Direzione Studi e Ricerche rispetto alle previsioni predisposte negli ultimi trimestri da BCE/Banca d'Italia e confermata anche dalla generale coerenza riscontrata con le ultime proiezioni della Banca Centrale Europea e di Banca d'Italia pubblicate a

5 ECB Letter to banks: Identification and measurement of credit risk in the context of the coronavirus (COVID-19) pandemic (4 dicembre 2020).

metà dicembre scorso e ulteriormente aggiornate (per l'Area Italia) nel mese di gennaio 2022 al fine di tener conto di alcuni elementi quali il nuovo peggioramento del quadro pandemico e le più alte quotazioni dei prezzi energetici.

Per l'illustrazione di maggior dettaglio degli scenari macroeconomici prodotti dalla Direzione Studi e Ricerche del Gruppo per la determinazione dell'Expected Credit Loss al 31 dicembre 2021, si fa dunque rimando a quanto riportato nella specifica Sezione della presente Relazione "Lo scenario macroeconomico e il sistema creditizio". Inoltre, come di consueto si ricorda che nella Nota integrativa del Bilancio consolidato, alla specifica Sezione della Parte E (Sezione 2 Politiche e gestione del rischio di credito), viene riportata l'illustrazione tabellare degli scenari effettivamente utilizzati ai fini delle valutazioni creditizie, unitamente agli ulteriori dettagli in tema di sensitività dell'ECL alla variazione degli scenari macroeconomici.

Ciò detto, sul fronte delle valutazioni IFRS 9, il Gruppo ha mantenuto un orientamento prudente nella stima delle rettifiche di valore, non potendosi ancora definire conclusa l'emergenza COVID-19 e, pertanto, sono stati mantenuti, e in taluni casi rafforzati, i cosiddetti "management overlay" introdotti nel 2020 volti all'inclusione di correttivi ad hoc al fine di tener conto di potenziali peggioramenti prospettici del rischio di credito che possono essere non adeguatamente colti dalla modellistica in uso e a meglio riflettere nella valutazione dei crediti la particolarità degli impatti COVID-19. Restano quindi confermate nella sostanza, in considerazione del perdurare dei razionali sottostanti, le scelte individuate già in sede di Bilancio 2020 che, alla luce dell'evoluzione del quadro economico e sanitario complessivo, sono state oggetto via via di ulteriori tarature e affinamenti, in primis in occasione dell'informativa semestrale, e che sono state ulteriormente consolidate per la predisposizione del Bilancio 2021.

In particolare, sono stati mantenuti gli overlay volti a considerare la maggiore vulnerabilità delle posizioni in moratoria con un aumento della stima prospettica dei flussi di default, nonché quello relativo all'effetto di mitigazione sulla stima dei flussi di default prospettici derivante dalla maggiore liquidità erogata attraverso il sostegno di garanzie statali; tale ultimo overlay ha generato nell'esercizio effetti significativamente ridotti rispetto all'esercizio precedente in quanto era stato introdotto con un orizzonte temporale limitato di due anni a partire dalla metà del 2020. Restano anche sostanzialmente confermate le scelte applicate nella reportistica 2021 (relazione semestrale e resoconti intermedi), che mantenevano, con alcuni affinamenti, quanto agito già in sede di Bilancio 2020 in tema di trigger straordinari di scivolamento nello Stage 2 al fine di considerare con granularità aspetti di specifica e maggiore vulnerabilità delle controparti più significativamente impattate dal contesto innescato dalla pandemia. Tali triggers sono applicati a esposizioni non già classificate in Stage 2 dalla modellistica IFRS 9 (post applicazione dei soprarichiamati management overlay) nell'ambito dei portafogli con vulnerabilità prospettiche identificate dalla combinazione, da un lato, della presenza di moratorie ancora in essere o in fase di ripresa dei pagamenti, per le quali non si dispongono ancora di evidenze significative di ritorno ad una regolarità del rimborso del debito e, dall'altro, dalla considerazione dei livelli di rischiosità attributi dai rating. Per quanto riguarda i profili di rischiosità, nel Bilancio 2021 è stata rafforzata la prudenza di tali interventi estendendo il bacino di riferimento per l'applicazione dei trigger di scivolamento straordinari. Si ricorda che i trigger agiscono "a valle" sulle controparti non già classificate sulla base dei criteri ordinari. Al 31 dicembre 2021 l'esposizione lorda classificata a Stage 2 in seguito all'applicazione dei trigger straordinari sopra descritti corrispondeva ad oltre il 20% dei circa 56 miliardi di esposizione complessiva del portafoglio in Stage 2.

Nell'insieme, i management overlay/trigger straordinari di staging adottati nel Bilancio 2021 hanno aumentato complessivamente il fondo rettificativo dei crediti performing verso clientela (pari a 2,5 miliardi di euro) per un importo stimato in circa 700 milioni.

In senso contrario, invece, ha agito l'effetto prociclico del condizionamento forward-looking; quest'ultimo, infatti, è particolarmente significativo nella stima dell'ECL del 2021 alla luce dello scenario che vede nel triennio prospettico 2022/24 un trend di ripresa economica significativo, mentre – se si considera il Bilancio 2020 – tale condizionamento aveva inciso in senso opposto cogliendo maggiormente le previsioni recessive dell'epoca.

Alla luce di quanto sopra, l'impatto a conto economico dell'esercizio in termini di rettifiche di valore su crediti performing generato dai suddetti elementi (applicazione scenario e management overlay/trigger), si è attestato a circa 500 milioni di riprese nette (crediti per cassa e crediti di firma), andando a ridurre i significativi aggravi appostati nel 2020 alla luce del migliorato contesto.

Tale effetto positivo è stato peraltro parzialmente mitigato da interventi sui modelli gestionali di stima della LGD.

Relativamente alla classificazione delle esposizioni creditizie, dopo l'ultima proroga con il Decreto-legge "Sostegni bis" non si sono registrati ulteriori interventi del governo italiano in tema di moratorie. Con quest'ultimo, infatti, si ricorda essere stata concessa la possibilità di beneficiare di un'ulteriore proroga delle moratorie ex-lege fino al 31 dicembre 2021; tale disposizione era valida solo su richiesta delle imprese già ammesse al beneficio di una moratoria concessa in forza del Decreto Cura Italia (in scadenza il 30 giugno 2021). La sospensione dal 1° luglio in avanti faceva riferimento alla sola quota capitale, mentre gli interessi dovevano essere pagati.

Sul tema si ricorda che il framework agevolativo previsto dalle Guidelines EBA in tema di moratorie è decaduto definitivamente dal 31 marzo scorso e, pertanto, nel corso del 2021 non è stato sostanzialmente più possibile avvalersi del trattamento prudenziale semplificato previsto per la classificazione delle moratorie (c.d. moratorie "EBA compliant"). In questo contesto, in cui sono ricadute tutte le successive misure di estensione di moratoria ex-lege, si è dunque reso necessario analizzare singolarmente le posizioni per verificare se le proroghe fossero da considerare misure di forbearance (cioè legate ad una difficoltà finanziaria), con conseguente classificazione a Stage 2. Pertanto, sin dalla semestrale 2021, l'impostazione adottata dal Gruppo è stata quella di identificare solo un limitato cluster caratterizzato da una qualità creditizia particolarmente elevata, per le quali la Banca ha ritenuto che non ricorressero i presupposti di difficoltà finanziaria e, dunque, non vi fossero i termini per la targatura Forborne. Il cluster è stato identificato sia in base al rating, sia tenendo conto della valutazione granulare effettuata nell'ambito delle iniziative commerciali/creditizie volte ad appurare la capacità dei clienti di riprendere i pagamenti (cosiddetti "action plan"). Per tutte le posizioni non incluse nel cluster, si è proceduto, invece, alla verifica caso per caso da parte dei gestori, in merito alla presenza o meno dei presupposti per la targatura forborne secondo le regole ordinarie.

Per maggiori dettagli in materia di valutazioni creditizie si rinvia alla Parte A – Politiche contabili e alla Parte E – Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura.

Impairment test dell'avviamento e delle attività intangibili

In contesti di mercato complessi come quelli attuali, anche le verifiche di tenuta del valore delle attività intangibili risultano particolarmente delicate. In particolar modo, le assunzioni e le ipotesi adottate ai fini dell'impairment test dell'avviamento e delle attività intangibili sono state formulate in un contesto ancora caratterizzato da incertezza, sebbene in misura inferiore rispetto alla situazione relativa al Bilancio 2020, in particolar modo connessa con il quadro sanitario, il cui deterioramento potrebbe determinare limitazioni alla mobilità e incidere sulla fiducia di consumatori e imprese in misura maggiore di quanto al momento incorporato nelle stime, ostacolando ulteriormente la ripresa dell'attività economica. I test di impairment sono pertanto stati svolti con la consapevolezza che l'attuale situazione economica, influenzata dalle misure espansive e dall'orientamento in tema di politica monetaria della BCE e ulteriormente penalizzata dall'emergenza legata alla pandemia da COVID-19, incide sui flussi finanziari attesi dalle attività operative nel breve e medio periodo, senza tuttavia intaccare le primarie fonti di generazione di reddito ed i vantaggi competitivi di cui il Gruppo Intesa Sanpaolo dispone, come peraltro hanno dimostrato sia i risultati degli ultimi anni, con il costante raggiungimento degli obiettivi previsionali, che le dinamiche reddituali dell'esercizio 2021.

La metodologia adottata per effettuare l'impairment test dell'avviamento per il Bilancio 2021 è stata la medesima utilizzata negli esercizi precedenti, basata sulla determinazione del Valore d'Uso, inteso come valore attuale dei flussi finanziari futuri che si prevede il Gruppo possa generare. A questo fine sono state utilizzate le stime analitiche predisposte internamente per il periodo 2022-2026 che tengono conto per gli esercizi fino al 2025 delle previsioni risultanti dal Piano d'Impresa 2022-2025, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 4 febbraio 2021, mentre il flusso per il 2026 è stato stimato attraverso un trascinamento inerziale dei flussi del 2025, sulla base delle previsioni relative allo scenario macroeconomico, senza quindi considerare l'effetto di ulteriori leve manageriali. Gli esiti dell'impairment test al 31 dicembre 2021 non hanno determinato la necessità di operare delle rettifiche di valore dell'avviamento o delle attività intangibili a vita indefinita (brand name) con riferimento a nessuna delle CGU appartenenti al Gruppo Intesa Sanpaolo. In particolar modo i Valori d'Uso di ciascuna delle CGU su cui risultano allocati avviamenti al 31 dicembre 2021 sono risultati superiori ai rispettivi valori contabili. Con riferimento al brand name allocato alla CGU Banca dei Territori, si è tenuto conto del fatto che la CGU di riferimento non presenta più alcun avviamento allocato e, conseguentemente, non risulta possibile attrarre la verifica del valore recuperabile dell'intangible specifico nel contesto dell'impairment test dell'avviamento basato sui flussi di cassa complessivi della CGU; pertanto, è stato ritenuto opportuno procedere, coerentemente con quanto fatto per il Bilancio 2020, ad una valutazione autonoma e specifica dell'intangibile sulla base di una apposita perizia commissionata ad un esperto indipendente che ha confermato che il fair value dell'intangibile in oggetto risulta superiore al relativo valore contabile.

Infine, con riferimento alle attività immateriali a vita definita, si ricorda che nel corso del 2021 sono state perfezionate diverse operazioni di aggregazione aziendale che hanno comportato, nell'ambito del processo di Purchase Price Allocation (PPA) previsto dall'IFRS 3, la rilevazione di nuove attività intangibili a vita definita, relative a portafogli di asset management e assicurativo. Dalle analisi effettuate, al 31 dicembre 2021 non sono emerse criticità o indicatori di impairment sulla totalità delle attività immateriali a vita definita del Gruppo, comprese quelle rilevate in sede di PPA per le operazioni di aggregazioni aziendale effettuate nell'esercizio, e pertanto ne è stato confermato il relativo valore contabile.

Per maggiori dettagli sull'impairment test dell'avviamento, del brand name e delle altre attività intangibili a vita utile definita si rimanda alla Parte B – Informazioni sullo Stato patrimoniale.

Probability test delle imposte anticipate

In base allo IAS 12, l'ammontare delle imposte anticipate iscritto in bilancio deve essere sottoposto a test ogni anno, per verificare se sussista la probabilità di conseguire in futuro imponibili fiscali che ne consentano il recupero.

In merito alle imposte anticipate iscritte tra gli attivi del Gruppo, anche con riguardo al Bilancio 2021 è stata effettuata un'analisi volta a verificare se le previsioni di redditività futura elaborate a partire dalle proiezioni reddituali scaturenti dal Piano di impresa 2022-2025 - siano tali da garantirne il riassorbimento e giustificarne quindi l'iscrizione e il mantenimento in bilancio (c.d. "probability test").

Il probability test ha dato esito positivo con riferimento alla totalità delle imposte anticipate iscritte nel bilancio al 31 dicembre 2021.

Per l'informativa di dettaglio si rimanda alla Sezione 11 "Le attività fiscali e le passività fiscali" della Parte B della Nota integrativa del presente Bilancio Consolidato.

Le iniziative nei confronti degli stakeholder del Gruppo

Anche nel 2021 è proseguito l'impegno di Intesa Sanpaolo a sostegno di numerose iniziative poste in atto sin dall'inizio per sostenere gli sforzi delle Istituzioni e della società contro la pandemia COVID-19, con la consapevolezza della responsabilità che una grande banca assume in un'emergenza lunga, profonda e per tanti aspetti ancora sconosciuta.

A supporto della fase di ripartenza economico-sociale, sono divenuti pienamente operativi alcuni interventi e iniziative del Gruppo sui territori di riferimento, quali:

  • − il Programma "Rinascimento Firenze", volto a sostenere la ripartenza dell'economia cittadina attraverso il prestito d'impatto, elaborato e promosso in collaborazione con Fondazione CR Firenze, che mette a disposizione 60 milioni – con contributi a fondo perduto (10 milioni) e prestiti di impatto (50 milioni) – a supporto delle piccole e medie imprese operanti nei settori dell'artigianato artistico, del turismo e della cultura, della filiera moda e 'lifestyle', delle start up e dell'agroindustria dell'area della città metropolitana di Firenze. È rivolto alle realtà imprenditoriali che hanno incontrato difficoltà durante la fase più acuta della crisi e che si propongono di rilanciare la propria attività investendo in progetti che abbiano un impatto sociale misurabile, quale stabilizzare o aumentare il personale, compiere investimenti nell'ambito delle nuove norme sanitarie, favorire forme di aggregazione tra operatori concorrenti per aumentare la resilienza complessiva. Nel corso del 2021 sono stati pubblicati due nuovi bandi dedicati a specifici settori (mondo delle start up / tecnologia / agritech; agroindustria) che integrano gli interventi già avviati e sviluppati;
  • − i programmi sul territorio destinati a famiglie, lavoratori autonomi, microimprese e PMI, tramite un fondo di solidarietà che ha contribuito a contenere l'emergenza sociale ed economica legata alla disoccupazione, alla perdita di lavoro e

fatturato, causata dalla pandemia. Tali programmi, avviati a fine 2020, hanno visto nel 2021 l'erogazione, da parte del Gruppo, di prestiti di impatto a fronte di un fondo di garanzia solidale precostituito:

  • o Progetto Vigevano Solidale, con una dotazione complessiva di circa 700 mila euro gestita dalla Diocesi di Vigevano, avente l'obiettivo di sostenere il territorio attraverso contributi a fondo perduto alle famiglie e prestiti d'impatto a condizioni agevolate da parte della Banca, garantiti dal fondo, a favore di microimprese. Per questa iniziativa, la Banca ha previsto la possibilità, anche per i privati, di partecipare alla raccolta fondi tramite la piattaforma ForFunding;
  • o Programma Torino Fondo Sorriso, promosso dall'Arcidiocesi di Torino e dalla Fondazione Operti in collaborazione con altre associazioni e imprenditori del territorio e in coordinamento con le principali associazioni di categoria, con a disposizione un fondo, pari a 300 mila euro, a garanzia dei prestiti di impatto a favore di microimprese e lavoratori autonomi.

Sempre con riferimento alle iniziative di solidarietà volte a fronteggiare le conseguenze della pandemia, Intesa Sanpaolo e Caritas hanno offerto il proprio supporto alle Diocesi italiane con il progetto "Aiutare chi aiuta: un sostegno alle nuove fragilità". L'iniziativa, articolata su ventidue progetti in tutta Italia, nasce dall'ascolto delle urgenze delle comunità colpite dalla grave crisi economica e sociale, con l'obiettivo di raggiungere diecimila persone fragili. In particolare sono stati predisposti beni e aiuti materiali ai bisognosi (con particolare riguardo all'offerta di pasti), indumenti, farmaci, casa e accoglienza per chi si trova in difficoltà abitativa, sostegno nella ricerca di lavoro e avviamento di nuove imprese per persone in difficoltà.

Intesa Sanpaolo ha inoltre supportato, con una donazione di 100 mila euro, l'iniziativa "A sostegno di chi ha più bisogno" di Coldiretti, Filiera Italia e Campagna Amica che ha distribuito, durante il periodo di Pasqua 2021, a famiglie indigenti di tutto il territorio nazionale, pacchi alimentari da 50 kg di prodotti Made in Italy.

In collaborazione con la Fondazione Cariplo, Intesa Sanpaolo ha poi donato 3.650 computer e 200 tablet a studenti necessitanti di una strumentazione indispensabile per seguire le lezioni da casa e studiare in modo adeguato, con l'obiettivo principale di contrastare la povertà educativa e combattere il divario digitale. Valore aggiunto dell'iniziativa, in un'ottica di economia circolare e riutilizzo delle risorse, è stato il riciclo di materiale informatico rigenerato resosi disponibile a seguito dell'integrazione di UBI Banca in Intesa Sanpaolo.

In relazione al protrarsi dell'emergenza sanitaria, il Gruppo ha disposto l'utilizzo del Plafond straordinario costituito dal Consiglio di Amministrazione del 24 novembre 2020 a sostegno di due iniziative, per un totale di 480 mila euro:

  • Fondazione Respiro Libero ONLUS, per un intervento di ristrutturazione e ammodernamento tecnologico dei locali del Reparto di Pneumologia Pediatrica dell'Ospedale Regina Margherita di Torino;
  • Azienda Ospedaliera Città della Salute e della Scienza di Torino Le Molinette, per l'acquisto di due apparecchiature necessarie all'operatività del reparto di Nefrologia Dialisi e Trapianto.

Intesa Sanpaolo ha inoltre lanciato "Formula", un progetto di crowdfunding dedicato a sostenibilità ambientale, inclusione sociale e valorizzazione personale per le persone in difficoltà. L'iniziativa prevede il sostegno a progetti territoriali – a cui tutti possono partecipare tramite la piattaforma For Funding – scelti con il coinvolgimento delle Direzioni regionali della Banca coadiuvate dalla Fondazione Cesvi, che supporta Intesa Sanpaolo nell'individuare strutture partner affidabili e nel monitorare e documentare la realizzazione di ogni progetto.

Si segnalano inoltre:

  • − il perfezionamento in giugno di un'intesa con BEI, Banca Europea per gli Investimenti, in virtù della quale Intesa Sanpaolo ha messo a disposizione oltre 18 miliardi di nuova liquidità per le imprese italiane di piccole e medie dimensioni per far fronte alla sfida della ripresa post COVID-19. Si tratta della prima iniziativa in Italia a supporto di operazioni di factoring (sconto crediti commerciali) basata sul Fondo paneuropeo di garanzia (FEG), uno degli strumenti della UE di risposta alla pandemia. L'iniziativa – specificamente dedicata alle filiere – risulta, per ammontare della liquidità a disposizione delle imprese, la più grande operazione sostenuta dal FEG in tutta l'Unione Europea;
  • − la messa a disposizione di oltre 400 miliardi di erogazioni a medio-lungo termine a supporto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), destinati: i) per circa 120 miliardi a imprese con fatturato fino a 350 milioni; ii) per circa 150 miliardi a imprese con fatturato superiore a 350 milioni; iii) per oltre 140 miliardi a privati. Le nuove erogazioni dei finanziamenti attivati si sono focalizzate, in particolare, negli ambiti green, circular economy e transizione ecologica;
  • − la collaborazione, avviata nel terzo trimestre, con la Fondazione Cariparo che conferma l'impegno sul Sociale sostenendo la riqualificazione dello storico Conservatorio Cesare Pollini di Padova, supportandone il restauro conservativo. L'intervento prevede la ristrutturazione dell'attuale sede e l'ampliamento in una porzione di Palazzo Foscarini, raddoppiando la superficie a disposizione degli insegnanti e degli studenti;
  • − l'iniziativa attraverso la quale, nel quarto trimestre, il Gruppo ha scelto di manifestare vicinanza e supporto alla Slovacchia, Paese duramente colpito dalla terza ondata di COVID-19 e dove Intesa Sanpaolo è presente tramite la controllata VUB (Vseobecna Uverova Banka). L'intervento a beneficio dell'ONG "WellGiving", impegnata nell'assistenza a medici, operatori sanitari e altri componenti del servizio sanitario slovacco, consiste nella fornitura di "energy food package" per 5 settimane e di supporto psicologico al personale medico delle strutture sanitarie (circa 12.000 persone).

L'esercizio 2021

I risultati a livello consolidato

In un contesto pandemico in graduale miglioramento – fatta eccezione per le ultime settimane dell'anno, segnate dalla diffusione della nuova variante Omicron – e accompagnato da una vivace ripresa dell'attività produttiva, superiore alle aspettative, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha chiuso l'esercizio 2021 con un utile netto di 4.185 milioni, in miglioramento del 27,7% rispetto ai 3.277 milioni realizzati nel 2020. Va peraltro ricordato che l'esercizio di raffronto aveva beneficiato dell'effetto contabile netto positivo rilevato in conseguenza dell'operazione di acquisizione del Gruppo UBI Banca, pari a 684 milioni6 , come pure della significativa plusvalenza derivante dalla cessione a Nexi del ramo aziendale relativo alle attività di acquiring nell'ambito dei sistemi di pagamento (1,1 miliardi), ma aveva altresì incorporato rettifiche di valore dell'avviamento della Banca dei Territori per 912 milioni.

L'evoluzione del risultato netto 2021 riflette l'andamento positivo che ha contraddistinto i diversi ambiti della gestione operativa consentendo di effettuare allocazioni significative per accelerare il processo di de-risking e più in generale per affrontare su basi ancora più solide il futuro del nuovo Gruppo ormai integrato.

Per rendere possibile un'analisi delle dinamiche reddituali in termini omogenei, i commenti che seguono fanno riferimento ai valori "rideterminati" dello schema di conto economico riclassificato. Tali valori tengono conto sia dell'acquisizione del Gruppo UBI e dell'ingresso delle partecipazioni totalitarie nelle società assicurative con le quali il Gruppo UBI aveva in essere partnership pluriennali – avvenuti nel corso del secondo trimestre – sia degli effetti delle correlate cessioni di sportelli realizzate nella prima parte dell'anno (si veda in proposito il successivo paragrafo "Gli eventi rilevanti"). Ciò in continuità e coerenza con l'informativa presentata in corso d'anno. Per i dettagli sulla costruzione dei dati "rideterminati" si rinvia al capitolo "I risultati economici e gli aggregati patrimoniali".

I proventi operativi netti del 2021, pari a complessivi 20.786 milioni, hanno evidenziato un progresso di 386 milioni (+1,9%), quale risultante di dinamiche contrapposte fra le diverse componenti.

In un contesto di tassi di mercato ancora negativi, gli interessi netti sono diminuiti a 7.900 milioni (-4,6%), risentendo di minori interessi sulle attività deteriorate, per il progressivo ridimensionamento degli stock, e sulle attività finanziarie in portafoglio (in particolare con riferimento alle attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e a quelle con impatto a conto economico), solo parzialmente compensati dal pur significativo miglioramento della contribuzione derivante dai rapporti con Banche, correlato alle operazioni TLTRO con BCE. Da segnalare, infine, che è divenuto positivo l'apporto dell'intermediazione con clientela (+0,9%).

Le commissioni nette hanno confermato il loro trend positivo raggiungendo i 9.540 milioni, con una crescita del 9,3%. L'evoluzione è stata trainata dal comparto delle attività di gestione, intermediazione e consulenza (+11%), in particolare dalle gestioni patrimoniali, individuali e collettive, dall'intermediazione e collocamento di titoli nonchè dalla distribuzione di prodotti assicurativi. Anche l'attività bancaria commerciale ha mostrato una dinamica positiva (+4,9%) legata per lo più ai servizi di incasso e pagamento nonché ai servizi Bancomat e carte di credito. Le altre commissioni – principalmente riferite a finanziamenti, in particolare fondiari – sono a loro volta cresciute dell'11,2%.

Il risultato dell'attività assicurativa, che raggruppa le voci di costo e di ricavo del business assicurativo delle compagnie vita e danni operanti nell'ambito del Gruppo, è leggermente sceso a 1.629 milioni (-3,3%), nonostante la positiva evoluzione del margine finanziario, in quanto ha risentito di una dinamica dei premi non allineata a quella dei sinistri.

Il risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value si è attestato a 1.625 milioni, in flessione del 3%. Oltre ad una contenuta riduzione del contributo riveniente dalle cessioni (-2,9% per il "Risultato netto da dividendi e da cessione di attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da cessione di attività al costo ammortizzato"), sull'andamento complessivo hanno influito soprattutto i diminuiti apporti del "Risultato netto da operazioni di trading e da strumenti finanziari in fair value option" nonché delle operazioni di copertura e di riacquisto di passività finanziarie, solo parzialmente compensati dal significativo progresso del "Risultato netto da attività valutate obbligatoriamente al fair value con impatto a conto economico", che ha beneficiato sia di rivalutazioni di fondi OICR che di maggiori dividendi incassati.

Gli altri proventi operativi netti – voce nella quale sono compendiati gli utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto ed altri proventi ed oneri della gestione caratteristica – sono più che raddoppiati a 92 milioni, dai precedenti 37 milioni. L'evoluzione è quasi totalmente ascrivibile ai risultati reddituali delle partecipazioni valutate al patrimonio netto, saliti da 49 milioni a 97 milioni.

I costi operativi, pari a 10.920 milioni, hanno confermato la loro tendenza decrescente (-119 milioni, -1,1%), che ha interessato sia le spese amministrative (-5,8% a 2.899 milioni), le quali hanno tratto vantaggio dalle azioni di presidio portate avanti e dal manifestarsi delle prime sinergie derivanti dall'integrazione dell'ex Gruppo UBI, sia gli ammortamenti (-0,6% a 1.248 milioni), anche in relazione a write-off di cespiti di UBI Sistemi e Servizi, incorporata nella Capogruppo in luglio.

6 Come illustrato nella "Relazione sull'andamento della gestione" del Bilancio consolidato 2020, alla quale si rimanda, ai fini di una valutazione complessiva dell'effetto netto sul conto economico dell'operazione di acquisizione del Gruppo UBI Banca, oltre all'importo incluso nella voce "Effetti economici dell'allocazione del costo di acquisizione al netto delle imposte" del conto economico consolidato riclassificato, pari a 2.062 milioni (+2.505 milioni quale goodwill negativo e -443 milioni quali oneri correlati), devono essere considerati anche gli oneri di integrazione spesati, per complessivi 1.378 milioni al netto dell'effetto fiscale, nell'esercizio di efficacia della business combination ancorché non considerati nell'ambito del processo della PPA così come richiesto dall'IFRS 3.

Le spese per il personale hanno invece mostrato un leggero incremento (+1%) a 6.773 milioni dovuto anche alla crescita della componente variabile, che ha più che compensato il beneficio della riduzione degli organici medi (-3,6%).

Quale effetto della sopra descritta dinamica complessiva dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa è aumentato di 505 milioni a 9.866 milioni (+5,4%). Il cost/income del periodo si è conseguentemente portato al 52,5%, dal 54,1% del 2020.

Le rettifiche di valore nette su crediti hanno totalizzato 2.766 milioni. La voce incorpora stanziamenti addizionali per complessivi 1.615 milioni (206 milioni nel secondo trimestre, 162 milioni nel terzo e 1.247 milioni nel quarto) per accelerare il processo di riduzione dei crediti deteriorati, nonché riprese per 362 milioni sui crediti in bonis (sia Stage 1 che Stage 2). Si confronta con i 4.493 milioni del 2020 che includevano 2.247 milioni di rettifiche in seguito alla revisione dello scenario per tenere conto degli impatti COVID-19. La riduzione intervenuta nel 2021 (-1.727 milioni) è riconducibile per 453 milioni alle esposizioni deteriorate di Stage 3 (essenzialmente inadempienze

probabili e sofferenze), in virtù delle attività di de--risking effettuate e di una relativa stabilità dei flussi netti di nuovi ingressi da bonis, e per la restante parte ai crediti in bonis, alle garanzie rilasciate e agli impegni di firma, sui quali, come detto, sono state contabilizzate riprese. Il costo del credito, espresso dal rapporto tra rettifiche di valore nette e crediti netti, si è così attestato a 59 punti base (25 punti base escludendo i sopra citati stanziamenti addizionali per accelerare il processo di derisking), a fronte dei 97 punti base del 2020 (48 punti base escludendo gli accantonamenti dovuti alla revisione dello scenario intervenuta a seguito dell'evento pandemico).

Il conto economico consolidato ha inoltre registrato:

  • altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività in aumento a 851 milioni, dai 365 milioni di raffronto. La voce risulta principalmente costituita dagli altri accantonamenti netti (al fondo per rischi ed oneri) fra i quali sono stati contabilizzati circa 295 milioni (di cui 126 milioni relativi al secondo trimestre) volti al rafforzamento delle riserve tecniche del comparto assicurativo7 e 275 milioni di pertinenza della Capogruppo, principalmente per controversie legali;
  • altri proventi netti (voce nella quale sono inclusi utili e perdite realizzati su investimenti, partecipazioni e attività finanziarie al costo ammortizzato diverse dai crediti, nonché proventi ed oneri non strettamente correlati alla gestione operativa) per 332 milioni (97 milioni nel 2020), principalmente riconducibili alle plusvalenze rilevate per 194 milioni dalla cessione nel primo trimestre da parte di Fideuram Bank Luxembourg a State Street del ramo d'azienda relativo alle attività di banca depositaria e per 97 milioni dalla cessione a Nexi, nel mese di ottobre, del ramo acquiring ex UBI (per ulteriori informazioni in merito a tali operazioni si rimanda al successivo paragrafo "Gli eventi rilevanti");
  • utili delle attività operative cessate pari a 58 milioni, riferiti alla riclassifica dei risultati degli sportelli ceduti dal la ex UBI Banca e dalla Capogruppo (convenzionalmente ricondotti a questa voce). L'importo si confronta con i 1.588 milioni contabilizzati nel 2020 che includevano 1.110 milioni quale plusvalenza dalla cessione a Nexi del ramo aziendale relativo alle attività di acquiring di Intesa Sanpaolo, 53 milioni riferiti alle componenti economiche del medesimo ramo e 425 milioni derivanti dalla riclassifica legata alle componenti economiche degli sportelli ceduti da parte della ex UBI Banca e della Capogruppo.

In seguito a tali appostazioni il risultato corrente lordo si è attestato a 6.639 milioni, evidenziando un progresso del 7,3% (+451 milioni).

Le imposte sul reddito si sono quantificate in 1.623 milioni, rispetto ai 1.510 milioni di raffronto, definendo un tax rate del 24,4% (in linea con il 2020) che ha beneficiato del riallineamento dei valori fiscali di alcune attività intangibili, contabilizzato nel secondo trimestre per 460 milioni (come indicato nel seguito). Al netto delle imposte sono poi stati rilevati:

  • oneri di integrazione e incentivazione all'esodo per 439 milioni, per circa 210 milioni (circa 320 milioni ante imposte) riconducibili alle uscite volontarie incentivate di cui all'accordo del 16 novembre 2021. Tale importo si confronta con i 1.549 milioni registrati nel 2020 e riferibili per 1.378 milioni ad oneri legati al processo di integrazione dei due Gruppi (uscite volontarie del personale, spese di natura IT e consulenze);
  • effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione per -39 milioni, rispetto ai precedenti +1.960 milioni che includevano i 2.062 milioni di goodwill negativo relativo all'acquisizione del Gruppo UBI;
  • oneri finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario per complessivi 511 milioni (corrispondenti a 745 milioni ante imposte), invariati rispetto ai 513 milioni (742 milioni ante imposte) del 2020. La voce si presenta quasi totalmente costituita dal costo per l'intero 2021 dei contributi ordinari e addizionali (i) ai fondi di risoluzione per 261 milioni (381 milioni ante imposte) nonché (ii) ai fondi di garanzia dei depositi per 230 milioni (340 milioni ante imposte), questi ultimi spesati nella seconda parte dell'esercizio.

Non sono state operate rettifiche di valore su attività intangibili (912 milioni al netto delle imposte nel 2020, correlati all'azzeramento del goodwill della Banca dei Territori) mentre è stata rilevata una perdita di pertinenza di terzi per 158 milioni a fronte di un utile di 387 milioni nel 2020 che convenzionalmente incorpora gli effetti delle poste rideterminate con riferimento al Gruppo UBI e alle relative società assicurative.

Il conto economico consolidato del 2021 si è conseguentemente chiuso, come indicato, con un utile netto di 4.185 milioni, a fronte dei 3.277 milioni dell'esercizio di raffronto.

7 Tenuto conto dell'eccedenza dei sinistri rispetto ai premi emessi e sulla base della stima degli oneri prospettici sulle polizze in relazione a uno squilibrio finanziario generatosi anche in conseguenza di un maggior utilizzo delle prestazioni da parte degli assicurati al termine dei lunghi periodi di lockdown.

Il conto economico consolidato del quarto trimestre evidenzia, rispetto al trimestre precedente:

  • proventi operativi netti in leggero calo a 5.020 milioni (-72 milioni, -1,4%). I ricavi sono stati frenati dal diminuito apporto del risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value (-71,4%), dopo le importanti plusvalenze realizzate nel terzo trimestre, e da un contenuto arretramento degli interessi netti (-2,3%). Hanno invece mostrato un trend positivo sia le commissioni nette (+8,9%) che il risultato dell'attività assicurativa (+12,3%);

  • costi operativi in aumento a 3.027 milioni (+389 milioni, +14,7%). La tendenza ha accomunato tutte le categorie: le spese per il personale (+12,2%), per l'aumentato peso della componente variabile a fronte di una stabilità degli organici medi (-0,1%); gli ammortamenti (+11,9%), che hanno risentito degli effetti di significative capitalizzazioni effettuate nel periodo, e le spese amministrative (+21,9%), in relazione sia ad una certa stagionalità che caratterizza le diverse voci di spesa negli ultimi mesi dell'anno, sia ad alcune progettualità ed iniziative

pubblicitarie/promozionali della Capogruppo che hanno interessato in particolare il quarto trimestre.

L'effetto combinato della descritta dinamica dei ricavi e dei costi ha determinato una flessione del risultato della gestione operativa a 1.993 milioni (-461 milioni, -18,8%).

Il conto economico consolidato del quarto trimestre ha inoltre registrato:

  • rettifiche di valore nette su crediti per 1.222 milioni a fronte dei 543 milioni dei tre mesi precedenti. La voce include uno stanziamento addizionale di complessivi 1.247 milioni per accelerare la riduzione dei crediti deteriorati;
  • altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività per 415 milioni, a fronte degli 82 milioni del terzo trimestre. L'incremento ha interessato in particolare gli Altri accantonamenti netti che hanno registrato accantonamenti relativi al comparto assicurativo per circa 170 milioni, in ottica di rafforzamento delle riserve tecniche, e alla Capogruppo per 84 milioni, essenzialmente per controversie legali;
  • altri proventi netti per 78 milioni, rispetto ai 63 milioni nei tre mesi di raffronto.

Il risultato corrente lordo del quarto trimestre è quindi diminuito a 434 milioni, dai precedenti 1.892 milioni (-77,1%).

Tale evoluzione ha dato luogo ad imposte sul reddito del periodo per 82 milioni, dai 619 milioni dei tre mesi di raffronto. Nel quarto trimestre sono stati poi rilevati, al netto delle imposte: oneri di integrazione e incentivazione all'esodo per 291 milioni (41 milioni nel terzo trimestre), principalmente riconducibili al citato accordo del novembre 2021; effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione per +46 milioni (-51 milioni nel terzo trimestre); tributi e oneri a carico del sistema bancario per 22 milioni (210 milioni nel terzo trimestre che avevano incorporato la stima del contributo per l'intero esercizio ai fondi di garanzia dei depositi).

La perdita di pertinenza dei terzi è salita a 94 milioni dai precedenti 12 milioni.

L'evoluzione della gestione ed il significativo ammontare di rettifiche ed accantonamenti operati nel periodo hanno portato a chiudere gli ultimi tre mesi del 2021 con un utile netto di 179 milioni, a fronte dei 983 milioni registrati nel terzo trimestre.

Con riferimento agli aggregati patrimoniali, al 31 dicembre 2021 i finanziamenti verso clientela avevano raggiunto i 465,3 miliardi, in aumento dello 0,5% rispetto a fine 2020 (+0,4% nel quarto trimestre).

La dinamica complessiva dell'aggregato sintetizza in realtà una flessione del 34,1% a 7,1 miliardi dei crediti deteriorati (-22,6% nel trimestre), quale effetto delle iniziative di de-risking portate avanti, più che compensata dalla crescita dell'1,3% a 433,5 miliardi dei crediti di natura commerciale (+1,4% nel trimestre), grazie al buon andamento delle erogazioni a medio lungo termine ma anche ad una ripresa delle forme tecniche a breve nell'ultima parte dell'anno.

Sono parimenti risultati in crescita del 4,5% a 17,6 miliardi i crediti di natura finanziaria, costituiti dalle operazioni di pronti contro termine, soggetti ad una certa variabilità in corso d'anno (-11,4%

nel quarto trimestre).

I crediti rappresentati da titoli, infine, si sono ridotti del 2,5% a 7 miliardi (+3% nel trimestre).

Il miglioramento dello scenario macroeconomico, che ha concorso a stabilizzare i flussi di nuovi crediti deteriorati, e le politiche di de-risking, più in seguito illustrate, hanno portato ad un ulteriore miglioramento di tutti gli indicatori di rischiosità: l'incidenza dei crediti deteriorati è scesa all'1,5% in termini netti e al 3,2% in termini lordi, mentre il loro grado di copertura è aumentato di cinque punti percentuali al 53,6%.

Dal lato della provvista, anche nel corso del 2021 è proseguita la tendenza positiva della raccolta diretta da clientela, complessivamente aumentata del 5,5% a 555,6 miliardi (+3,7% nel quarto trimestre). L'evoluzione ha continuato ad essere trainata dai conti correnti e depositi, incrementatisi dell'8% a 442,5 miliardi (+5,5% negli ultimi tre mesi), i quali hanno più che compensato l'andamento riflessivo delle obbligazioni (-10,9% a 62,5 miliardi) e dei certificati di deposito (-26,3% a 2,9 miliardi), sui quali hanno influito volumi di emissioni inferiori agli stock in scadenza per l'abbondante liquidità presente nei depositi.

Sono inoltre risultate in crescita del 6,9% a 12,6 miliardi le passività subordinate – in virtù del collocamento istituzionale effettuato nel mese di giugno per 1,5 miliardi di dollari – sia l'altra raccolta, salita del 6,5% a 32,4 miliardi. All'interno di quest'ultima la componente valutata al fair value, per la quasi totalità costituita

da certificati di investimento, non ha mostrato variazioni di rilievo, confermandosi a 12,1 miliardi (-3,1%), a fronte invece di un andamento positivo dei commercial paper. Quanto infine alla componente di natura finanziaria rappresentata dai pronti contro termine, a fine 2021 questa forma tecnica risultava quasi triplicata a 2,7 miliardi rispetto all'esercizio precedente, nonostante il ridimensionamento intervenuto negli ultimi tre mesi (-47,4%).

La raccolta diretta assicurativa – che include anche le riserve tecniche, ovvero il debito verso la clientela che ha sottoscritto polizze tradizionali o con rischio assicurativo significativo – a dicembre 2021 totalizzava 204,5 miliardi, in aumento dello 0,6% nei dodici mesi (+0,5% nel quarto trimestre).

Questa evoluzione è la risultante di dinamiche contrapposte fra le diverse componenti.

Da un lato, le passività finanziarie designate al fair value, costituite da prodotti unit linked, sono progressivamente salite a 84,7 miliardi con una variazione positiva del 5,1% (+2% nei tre mesi) mentre l'altra raccolta assicurativa, che comprende le passività subordinate, è aumentata del 14,9% a 1,5 miliardi (-22,4% nei tre mesi). Dall'altro, le riserve tecniche hanno registrato una diminuzione del 2,5% a 118,3 miliardi (-0,3% nei tre mesi) interamente riconducibile al ramo vita, che ne rappresenta la quasi totalità.

Il favorevole andamento dei mercati finanziari unitamente ai buoni risultati dell'attività di collocamento hanno permesso alla raccolta indiretta da clientela di raggiungere i 719,2 miliardi, con un progresso nei dodici mesi del 9,3% (+2,2% nel quarto trimestre). Il trend positivo ha interessato sia la raccolta amministrata – cresciuta del 12% a 244,8 miliardi (+2,2% nei tre mesi), corrispondenti al 34% dell'aggregato totale – sia il risparmio gestito, in aumento dell'8% a 474,4 miliardi (+2,2% nell'ultimo trimestre), equivalenti al 66% del totale.

Lo sviluppo del gestito ha coinvolto tutte le diverse componenti: i fondi (+10,8% a 176,2 miliardi), le gestioni patrimoniali (+15,5% a 78,9 miliardi), le riserve tecniche e passività finanziarie assicurative (+1,4% a 186,3 miliardi), i fondi pensione (+14,3% a 12,6 miliardi) e i rapporti con la clientela istituzionale (+17,5% a 20,4 miliardi).

I risultati delle Business unit

Il Gruppo Intesa Sanpaolo opera attraverso una struttura organizzativa articolata in sei settori di attività: Banca dei Territori, IMI Corporate & Investment Banking, International Subsidiary Banks, Private Banking, Asset Management e Insurance. Ad essi si aggiunge il Centro di Governo – con funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo dell'intero Gruppo – cui fanno capo anche le attività di Tesoreria e di ALM. Con riferimento al Gruppo UBI Banca si precisa che, a valle dell'avvenuta integrazione dei processi, si è proceduto all'attribuzione dei relativi apporti reddituali e saldi patrimoniali – nel Bilancio 2020 rappresentati come una Business Unit separata – alle Divisioni operative di riferimento, così come illustrato nel capitolo "I risultati per settori di attività e per aree geografiche".

Si segnala inoltre che nel primo semestre del 2021 si è proceduto ad una revisione delle modalità di allocazione dei costi e dei ricavi tra Business Unit e Centro di Governo, anche in relazione alla necessità di integrare UBI Banca secondo le logiche di segment reporting del Gruppo Intesa Sanpaolo. I relativi impatti sono dettagliati nel sopra citato capitolo "I risultati per settori di attività e per aree geografiche".

Come si evidenzia dal grafico che riepiloga gli apporti, in termini di proventi operativi netti, dei singoli settori di attività, si conferma il preponderante contributo dell'attività bancaria commerciale in Italia (43%), in presenza di apporti comunque significativi dell'attività di corporate e investment banking (22%), del private banking (11,4%), dell'attività bancaria commerciale all'estero (9,5%), dell'attività assicurativa (7,6%) e dell'asset management (6,5%).

Ove necessario e se materiali, i dati divisionali sono stati riesposti in coerenza con le variazioni di perimetro delle Business Unit al fine di consentire un confronto omogeneo.

Nel corso del 2021 la Banca dei Territori – che presidia la tradizionale attività di intermediazione creditizia in Italia e i servizi finanziari ad essa correlati – ha registrato una buona tenuta dei proventi operativi netti (+0,8%). La favorevole dinamica delle commissioni nette (+6,3%) – in particolare quelle del risparmio gestito e, in misura più contenuta, quelle del commercial banking – ha più che compensato la flessione degli interessi netti (-5,1%), sempre condizionati dal livello ai minimi storici dei tassi di interesse e dagli effetti delle azioni di de-risking. I costi operativi, pari a 6.465 milioni, sono diminuiti del 2,9%. La flessione ha interessato principalmente le spese amministrative (-4,4%), anche con riferimento ai service in ambito immobiliare e operativo, e le spese per il personale (-1,8%), per la riduzione degli organici in seguito alle uscite incentivate. Il risultato della gestione operativa si è così portato a 2.473 milioni, in progresso del 12,1%.

Il risultato corrente lordo si è attestato a 1.130 milioni, a fronte del risultato negativo di 778 milioni del 2020 che scontava significative

rettifiche di valore su crediti dovute alla revisione dello scenario in seguito all'evento pandemico. L'utile netto si è attestato a 385 milioni a fronte dei -1.523 milioni del 2020 che includevano la rettifica (-912 milioni al netto dell'effetto fiscale) per l'azzeramento dell'avviamento a fronte dell'aumentato valore contabile della Divisione conseguente all'integrazione di UBI Banca.

In termini patrimoniali, la Divisione ha evidenziato una crescita annua del 5,4% dei volumi intermediati complessivi di raccolta e impiego. In dettaglio, i crediti verso clientela, pari a 251 miliardi, hanno mostrato una sostanziale tenuta (-0,3%). La raccolta diretta bancaria, pari a 296,3 miliardi, è risultata in significativo aumento (+10,8%) nella componente dei debiti verso clientela, per effetto della maggiore liquidità accumulata sui depositi di privati e imprese.

La Divisione IMI Corporate & Investment Banking – che presidia l'attività di corporate, investment banking e public finance in Italia e all'estero – ha registrato nel 2021 una crescita dei proventi operativi netti del 2,8% a 4.571 milioni. Gli interessi netti (+2,2%) sono stati sostenuti dall'operatività di finanza strutturata; le commissioni nette (+12,1%) hanno beneficiato dell'andamento rilevato nei comparti investment banking e transaction banking; il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value (-3,1%) ha invece risentito dei minori realizzi sul portafoglio titoli, solo in parte mitigati dagli effetti valutativi derivanti dal debt value adjustment (DVA) correlato alle passività costituite da certificates.

I costi operativi sono aumentati del 2,3% in relazione a maggiori spese del personale. Per effetto della combinata dinamica dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa è migliorato del 3,1% a 3.206 milioni.

Beneficiando delle riprese di valore sul portafoglio crediti in bonis contabilizzate nel 2021 a fronte di significative rettifiche appostate nel 2020 in relazione alla pandemia da COVID-19, il risultato corrente lordo ha mostrato un progresso del 19,7% a

3.182 milioni. L'esercizio si è chiuso con un utile netto in crescita del 22,9% a 2.202 milioni. Dal punto di vista patrimoniaIe, i volumi intermediati dalla Divisione sono risultati in lieve aumento su base annua (+0,9%). Gli impieghi a clientela, pari a 152,1 miliardi, hanno evidenziato una crescita del 4,2%, ascrivibile ai finanziamenti per operazioni di finanza strutturata e di global markets che hanno ampiamente compensato la riduzione dei finanziamenti global corporate. La raccolta diretta bancaria, pari a 88,9 miliardi ha registrato una flessione del 4,3% principalmente a causa della diminuzione dei titoli in circolazione della Direzione Internazionale e dei debiti verso clientela global corporate, solo in parte compensata dallo sviluppo dell'operatività di global markets e nei confronti delle financial institutions.

La Divisione International Subsidiary Banks – che presidia l'attività del Gruppo sui mercati esteri tramite banche commerciali retail controllate e partecipate – ha riportato proventi operativi netti per 1.972 milioni, in progresso del 3,4% (+4,1% a cambi costanti). La dinamica è stata sostenuta dagli interessi netti (+2,1%) e dalle commissioni nette (+8,1%) a fronte di una sostanziale stabilità delle altre componenti di ricavo. Nonostante l'aumento dei costi operativi (+4,1%), che ha interessato tutte le componenti, il risultato della gestione operativa ha registrato un incremento del 2,5% a 900 milioni.

Il risultato corrente lordo è migliorato dell'8,3% a 675 milioni, avendo beneficiato di diminuite rettifiche di valore su crediti che hanno più che compensato gli aumentati accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri. La Divisione ha chiuso l'esercizio 2021 con un risultato netto di 463 milioni (+21,5%).

In termini patrimoniali, a fine dicembre 2021 i volumi intermediati dalla Divisione hanno evidenziato una variazione annua positiva

del 9,8% riconducibile sia alla raccolta diretta bancaria (+11,3%), nella componente debiti verso clientela e, in misura minore, titoli in circolazione, che ai crediti verso clientela (+8%).

La Divisione Private Banking – che ha la missione di servire il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals), creando valore attraverso l'offerta di prodotti e servizi mirati all'eccellenza – ha realizzato proventi operativi netti per 2.376 milioni, in aumento del 6,9%. L'evoluzione è essenzialmente da ricondurre alle commissioni nette (+9,2%), sostenute dallo sviluppo delle masse medie di risparmio gestito, che hanno ampiamente controbilanciato la contrazione degli interessi netti (-15,9%).

I costi hanno evidenziato una crescita del 4,3% che ha riguardato tutte le componenti.

Quale riflesso dei descritti andamenti di costi e ricavi, il risultato della gestione operativa è salito a 1.470 milioni (+8,6%). Il risultato corrente lordo ha registrato un balzo ancor più significativo a 1.631 milioni (+26,9%) in quanto ha incorporato, oltre ai migliorati risultati della gestione operativa, anche la plusvalenza di 194 milioni realizzata con la cessione del ramo di attività di Banca

Depositaria di Fideuram Bank (Luxembourg), contabilizzata nella voce Altri proventi netti. La Divisione ha chiuso il 2021 con un utile netto di 1.076 milioni (+24,2%).

Al 31 dicembre 2021 le masse gestite e amministrate, che includono anche il contributo dei mandati fiduciari a SIREF Fiduciaria, erano pari a 288 miliardi (+36,3 miliardi nei dodici mesi) dei quali 163,7 miliardi (+18 miliardi) riferibili alla componente rappresentata dal risparmio gestito. La favorevole evoluzione intervenuta è riconducibile alla rivalutazione delle masse nonché all'apporto positivo della raccolta netta.

La Divisione Asset Management – che ha la missione di sviluppare le migliori soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo e la presenza nel segmento dell'open market tramite la società controllata Eurizon Capital SGR e le sue partecipate – ha registrato proventi operativi netti pari a 1.344 milioni (+21,6%), per oltre il 95% rappresentati da ricavi commissionali (+19,4%). Lo sviluppo di questi ultimi è stato trainato dalle commissioni di performance, dalle commissioni di gestione, grazie all'aumento dei patrimoni gestiti, e da quelle di collocamento.

Parallelamente sono cresciuti anche i costi operativi (+9,6%), in particolare le spese del personale (+16,5%), per gli accantonamenti relativi al sistema incentivante, e le spese amministrative (+3,7%). L'andamento descritto dei ricavi e dei costi ha permesso al risultato della gestione operativa di raggiungere i 1.105 milioni (+24,6%). La Divisione ha chiuso l'esercizio con un risultato netto pari a 787 milioni (+32,5%).

Complessivamente al 31 dicembre 2021 il risparmio gestito dalla Divisione Asset Management si è attestato a 354 miliardi, in aumento di 15,3 miliardi (+4,5%) nei dodici mesi grazie alla rivalutazione delle masse e alla raccolta netta (quest'ultima positiva per 6,3 miliardi).

La Divisione Insurance – che attraverso le Società assicurative del Gruppo ha la missione di sviluppare in modo sinergico l'offerta dei prodotti assicurativi rivolti alla clientela – ha generato proventi operativi netti in contenuta flessione a 1.572 milioni (-1,9%). Il risultato dell'attività assicurativa (1.586 milioni, -1,7%) ha risentito della contrazione del margine tecnico sia nel ramo vita, per effetto di una diminuzione dei premi superiore alla riduzione degli oneri relativi a sinistri e riscatti e delle riserve tecniche, sia nel ramo danni, in relazione ad una crescita dei sinistri superiore allo sviluppo dei premi netti. Tali dinamiche sono state solo in parte compensate dall'aumento del margine finanziario.

In presenza di costi operativi in lieve aumento (+1,8%), principalmente per la componente relativa al personale, il risultato della gestione operativa si è attestato a 1.171 milioni (-3,1%). Gli altri accantonamenti netti, pari a 334 milioni, che includono il già citato accantonamento di circa 295 milioni volto al rafforzamento delle riserve tecniche, hanno frenato il risultato corrente lordo a

837 milioni (-29,2%). La Divisione ha comunque chiuso l'esercizio con un utile netto di 712 milioni (+3%). Per la dinamica della raccolta diretta assicurativa si rimanda a quanto già precedentemente esposto.

Gli eventi rilevanti

Di seguito si indicano gli eventi rilevanti intervenuti nel corso del 2021 ed alcuni eventi salienti successivi alla chiusura dell'esercizio.

L'integrazione del Gruppo UBI Banca

Il percorso di integrazione tra il Gruppo Intesa Sanpaolo e il Gruppo UBI Banca (ISP-UBI) è stato delineato e condotto avendo riguardo a tre principali obiettivi:

i) creare valore attraverso un'integrazione industriale rapida e di successo, capace di generare importanti sinergie;

ii) valorizzare i talenti dei due Gruppi (persone, competenze, asset distintivi);

iii) creare un Champion di dimensione europea, in grado di svolgere un ruolo di primo piano nell'evoluzione del settore bancario post COVID-19.

Il Programma di Integrazione ISP-UBI è stato lanciato a settembre 2020, coinvolgendo tutto il Gruppo (oltre 400 manager di ISP e UBI) e adottando una solida Governance, che ha previsto la guida da parte di Responsabili di Programma e incontri periodici dedicati sia a livello di cantiere che di Programma (es. Comitato Guida, SAL di Programma, Comitato di Coordinamento Strategico, SAL di cantiere). È stata inoltre definita una granulare organizzazione articolata in 4 cantieri "a staff" e 25 "verticali" di diversa durata (i relativi dettagli sono stati riportati nel corrispondente capitolo della Relazione sull'andamento della gestione del Bilancio consolidato 2020, al quale si rimanda), oltre 100 sotto-cantieri e oltre 3.000 prodotti finiti monitorati bi-settimanalmente.

Le principali milestone del Programma hanno riguardato: la cessione delle filiali UBI a BPER, completata nel febbraio 2021, la fusione di UBI Banca in ISP (e completamento della relativa migrazione informatica), perfezionata ad aprile 2021, e le cessioni delle filiali ISP a BPPB e BPER, completate rispettivamente a maggio e a giugno del 2021. Nella precedente informativa di Bilancio pubblicata, alla quale si fa rinvio, trovavano illustrazione tutte le principali attività portate avanti nell'ultima parte del 2020 e delle prime settimane del corrente esercizio. A seguire vengono riepilogati i passaggi più significativi intervenuti nel 2021, che hanno portato al quasi totale completamento delle attività di integrazione.

Con riferimento alle risorse umane, il 14 gennaio 2021 Intesa Sanpaolo ha comunicato l'intenzione di procedere ad ulteriori 1.000 assunzioni, in aggiunta alle 2.500 già previste dall'accordo sindacale del 29 settembre 2020. Facendo seguito alla verifica svolta con le Organizzazioni Sindacali in merito al raggiungimento delle almeno 5.000 uscite volontarie stabilite dall'Accordo, la Banca ha reso nota la volontà di accogliere tutte le oltre 7.200 adesioni volontarie validamente pervenute e procedere di conseguenza, come chiesto dalle Organizzazioni Sindacali, a 3.500 assunzioni complessive.

Nell'ottica di favorire un ricambio generazionale senza impatti sociali, il 16 novembre 2021 Intesa Sanpaolo ha siglato con le delegazioni sindacali di Gruppo un accordo per 2.000 nuove uscite volontarie entro il 2025, tramite accesso al pensionamento o al Fondo di Solidarietà. Nel contempo si è impegnata ad effettuare assunzioni a tempo indeterminato nel rapporto di una assunzione per ogni due uscite volontarie, fino a 1.000 assunzioni, a fronte delle 2.000 nuove uscite volontarie previste, oltre a 100 assunzioni ad integrazione dell'accordo 29 settembre 2020. Le assunzioni saranno destinate a sostenere la crescita del Gruppo e le nuove attività e vanno ad aggiungersi a quelle già previste dall'accordo del 29 settembre 2020, per un totale di 4.600 nuovi ingressi entro il dicembre 2025, dei quali 3.500 entro il primo semestre 2024, a fronte di 9.200 uscite che si completeranno entro il primo trimestre 2025, delle quali 7.200 già entro il 2023.

Complessivamente, considerando anche quelle derivanti da accordi pregressi, le uscite volontarie perfezionate nel corso del 2021 hanno interessato 3.202 risorse. Di queste, le risorse uscite nell'ambito dell'accordo del 30 settembre 2020 sono state 2.8398 alle quali sono andate ad aggiungersene ulteriori 691 con decorrenza 1° gennaio 2022.

L'8 dicembre è stato firmato con le Organizzazioni sindacali il contratto di secondo livello del Gruppo che avrà durata dal 1° gennaio 2022 fino al 31 dicembre 2025. Rinnovato con l'accordo del 3 agosto 2018 e successivamente modificato anche in occasione dell'integrazione del Gruppo UBI, il contratto era in scadenza il 31 dicembre 2021. In tale contesto è stata anche conclusa l'armonizzazione dei trattamenti normativi ed economici riferiti al personale dell'ex Gruppo UBI avviata con l'accordo del 14 aprile 2021.

Attraverso il confronto con il sindacato è stato possibile definire l'assetto normativo di riferimento di un avanzato sistema di welfare, in cui gli istituti di Intesa Sanpaolo si integrano con quelli normati dalla contrattazione collettiva nazionale. Gli aspetti disciplinati riguardano, in particolare, i percorsi di sviluppo professionale, la conciliazione dei tempi di lavoro e di famiglia, l'inclusione, la formazione, la previdenza complementare.

Il 22 febbraio 2021, al termine della migrazione informatica avvenuta nel fine settimana del 20-21 febbraio, è divenuta efficace la cessione a BPER Banca del ramo d'azienda ex UBI Banca, costituito da 455 filiali e 132 punti operativi9 e da un ramo d'azienda di pertinenza di UBI Sistemi e Servizi S.c.p.A. (UBI.S, società consortile controllata da UBI Banca) essenzialmente focalizzato sui servizi alle filiali oggetto di trasferimento. L'operazione, tra le più grandi mai avvenute in Italia, è stata realizzata garantendo la piena continuità dell'attività operativa di filiale.

A conclusione della migrazione informatica condotta nel corso del fine settimana del 19-20 giugno, il 21 giugno 2021 è divenuta efficace la cessione a BPER delle restanti 31 filiali e dei 2 punti operativi di ISP previsti dall'accordo. Le due migrazioni a BPER hanno complessivamente interessato circa 1,4 milioni di clienti.

Il 24 maggio 2021, a valle della migrazione informatica avvenuta nel fine settimana del 22 e 23 maggio, è divenuta efficace la cessione a Banca Popolare di Puglia e Basilicata (BPPB) di 17 filiali e 9 punti operativi ex UBI Banca. L'operazione rientra fra

8 1.432 nel primo semestre, 1.266 nel terzo trimestre e 141 negli ultimi tre mesi.

9 Per "punti operativi" si intendono: 1) punti vendita dotati di un codice CAB senza autonomia contabile e commerciale, ma dipendenti da una Filiale "Madre" sui quali non vengono, però, radicati i rapporti con la clientela; oppure 2) per la Rete ex UBI Banca, "Mini-sportelli Tesorerie" cioè punti vendita dotati di CAB senza autonomia contabile, dipendenti da Filiale Madre, dedicati alla gestione di un accordo di Tesoreria rilevante con un Ente e generalmente ubicati presso l'Ente stesso; oppure 3) Corner Imprese/Private cioè uffici interni distaccati, senza autonomia contabile, istituiti per il presidio della clientela a valore aggiunto.

gli ulteriori impegni richiesti dall'AGCM, l'Autorità garante della concorrenza, in sede di autorizzazione dell'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio su UBI Banca. L'accordo per la cessione delle filiali a BPPB era stato sottoscritto da Intesa Sanpaolo il 15 gennaio 2021, mentre il successivo 10 febbraio era stata siglata la relativa intesa con le Organizzazioni Sindacali. Complessivamente le persone accompagnate nel trasferimento a BPER e a BPPB sono state oltre 5.200.

Il 29 marzo 2021 UBI Banca ha concluso l'acquisto del 35% di Pramerica SGR da Prudential Financial Inc. portando al 100% la propria partecipazione nella società di gestione del risparmio, con un investimento di 386 milioni. In linea con l'obiettivo di Intesa Sanpaolo di divenire una Wealth Management and Protection company a livello europeo attraverso un modello di business basato sul possesso di proprie fabbriche prodotto, una volta perfezionata l'incorporazione di UBI Banca in Intesa Sanpaolo è stato presentato alle Autorità di Vigilanza, in ottica di razionalizzazione della Divisione Asset Management, un progetto di integrazione tra Eurizon e Pramerica. Il 25 maggio 2021, sulla base dell'autorizzazione rilasciata da Banca d'Italia il 28 aprile, le assemblee straordinarie delle due Società hanno deliberato la fusione per incorporazione di Pramerica SGR S.p.A. in Eurizon Capital SGR S.p.A; il 27 maggio è stato stipulato l'atto di fusione che ha fissato al 1° luglio 2021 la decorrenza degli effetti giuridici dell'operazione: da quella data sono pertanto divenute efficaci anche le modifiche ai regolamenti di gestione dei fondi, con ridenominazione degli stessi in Eurizon AM.

Sempre dal 1° luglio 2021 sono divenute efficaci la fusione per incorporazione in Eurizon Capital S.A. (Lux) di Pramerica Management Company S.A. (Lux), la società di gestione delle Sicav di diritto lussemburghese di Pramerica e la ridenominazione di queste ultime in Eurizon AM Sicav, deliberata dall'Assemblea degli azionisti di Pramerica Sicav in data 21 giugno 2021.

Il 1° aprile e il 12 aprile 2021 – ottenute le necessarie autorizzazioni delle competenti autorità di vigilanza – è stato perfezionato l'esercizio delle opzioni per l'acquisto del 100% del capitale rispettivamente di Aviva Vita S.p.A. (successivamente ridenominata in Assicurazioni Vita S.p.A.) e di Lombarda Vita S.p.A.

Come già indicato nel Bilancio 2020, in data 23 novembre 2020 UBI Banca aveva sottoscritto un accordo con il Gruppo Aviva Vita finalizzato allo scioglimento anticipato della partnership nel settore della distribuzione dei prodotti assicurativi nei rami vita, in relazione alla quale la Banca deteneva una partecipazione del 20% nel capitale sociale di Aviva Vita. L'accordo aveva altresì previsto l'esercizio dell'opzione call detenuta da UBI Banca per l'acquisto del restante 80% del capitale sociale del la partecipata. Il corrispettivo riconosciuto in sede di perfezionamento dell'operazione è stato di 413 milioni circa10 .

Un accordo analogo era stato sottoscritto il 23 dicembre 2020 con il Gruppo Cattolica Assicurazioni con il quale UBI Banca aveva in essere accordi di bancassurance vita tramite la società Lombarda Vita, della quale la Banca possedeva il 40% del capitale sociale. Anche in questo caso l'accordo era stato finalizzato allo scioglimento anticipato della partnership e all'esercizio dell'opzione da parte di UBI Banca per l'acquisto del restante 60% del capitale sociale. Il corrispettivo pattuito è stato di circa 300 milioni.

Gli accordi sopra richiamati sono stati finalizzati alla luce di uno dei cardini dell'operazione di integrazione di UBI Banca, vale a dire la distribuzione ai clienti acquisiti dei prodotti assicurativi del Gruppo Intesa Sanpaolo.

A partire, quindi, dalle date di perfezionamento dell'esercizio delle opzioni, il Gruppo ISP, detenendo l'intero capitale sociale di Aviva Vita e Lombarda Vita ne ha acquisito il controllo. Le due società sono entrate a far parte del Gruppo Assicurativo Intesa Sanpaolo Vita ai sensi dell'articolo 1 r-bis) 1) del Codice delle Assicurazioni Private e sono state assoggettate al controllo (non partecipativo) e alla direzione e coordinamento di Intesa Sanpaolo Vita S.p.A. Il 30 maggio 2021 Aviva Vita S.p.A. ha modificato la propria denominazione in Assicurazioni Vita S.p.A.

La data di acquisizione contabile ai fini del consolidamento è stata per entrambe le società convenzionalmente assunta al 1° aprile 2021. Pertanto, ai fini della situazione patrimoniale oggetto di primo consolidamento, così come per la determinazione dei fair value delle attività e passività acquisite nell'ambito della Purchase Price Allocation prevista dall'IFRS 3, sono stati assunti i saldi di chiusura al 31 marzo 2021. In seguito alla conclusione del processo di PPA, dal confronto tra il costo di acquisizione complessivo (definito come sommatoria del corrispettivo trasferito, dei fair value delle interessenze già detenute e del valore delle opzioni alla data di acquisizione) ed il patrimonio netto valorizzato al fair value al 31 marzo 2021 sono emerse differenze residue non allocate pari a 2 milioni per Assicurazioni Vita S.p.A. e a 55 milioni per Lombarda Vita S.p.A. che nel Bilancio 2021 sono state imputate ad avviamento. Sempre nell'ambito del processo di PPA alla data di acquisizione sono state inoltre valorizzate specifiche attività intangibili tipiche del business assicurativo, ed identificate nell'ambito della client relationship, per un ammontare rispettivamente pari a 280 milioni per Assicurazioni Vita S.p.A. e per 207 milioni per Lombarda Vita S.p.A.

Facendo seguito agli accordi intervenuti a fine 2020 fra la ex UBI Banca e il Gruppo Aviva, il 6 ottobre 2021, con efficacia dal 31 ottobre 2021, è stato ceduto ad Aviva Life S.p.A., compagnia controllata da Aviva Italia Holding, un ramo d'azienda di Assicurazioni Vita (già Aviva Vita) riferito a talune polizze di ramo IV e convenzioni collettive. L'operazione è stata autorizzata da IVASS in data 28 luglio 2021. L'impatto dell'operazione sul conto economico consolidato è risultato sostanzialmente neutro.

Si segnala infine che, nell'ambito di un progetto di riorganizzazione del comparto assicurativo vita del Gruppo ISP, con efficacia dal 31 dicembre 2021 ed effetti contabili e fiscali anticipati al 1° gennaio 2021, Assicurazioni Vita S.p.A., Lombarda Vita S.p.A. e BancAssurance Popolari S.p.A.11 sono state incorporate in Intesa Sanpaolo Vita S.p.A. L'operazione, il cui iter societario e autorizzativo era stato avviato nel maggio 2021, è stata approvata da IVASS in data 28 luglio 2021. Per effetto di tale fusione Intesa Sanpaolo Insurance Agency è entrata a far parte delle società soggette a controllo partecipativo di Intesa Sanpaolo Vita.

Con riferimento invece al comparto assicurativo danni, come già anticipato nel Bilancio 2020, l'8 febbraio 2021 Intesa Sanpaolo Vita S.p.A. ha siglato un memorandum of understanding con BNP Paribas Cardif contenente gli elementi essenziali di un accordo definitivo, stipulato il successivo 20 febbraio, volto a disciplinare l'acquisto del 100% di Cargeas Assicurazioni

10 Contestualmente all'acquisto dell'80% di Aviva Vita, UBI Banca ha rilevato anche la quota dell'80% detenuta da Aviva Italia Holding del prestito subordinato emesso da Aviva Vita nel corso del 2019, sostenendo un esborso pari a 40 milioni circa, corrispondente al valore nominale del prestito.

11 Compagnia assicurativa vita controllata al 100% dall'ex Gruppo UBI Banca. La Compagnia, a sua volta, controllava al 100% Intesa Sanpaolo Insurance Agency S.p.A., agenzia plurimandataria che si rivolge principalmente ad aziende medio-grandi con soluzioni assicurative personalizzabili.

S.p.A., compagnia operante nel settore della bancassicurazione, prevalentemente tramite la rete bancaria della ex UBI Banca, collocando soluzioni nel comparto motor, property, salute, protezione del credito, imprese e tutela del reddito.

Ottenute le necessarie autorizzazioni dalle competenti autorità di vigilanza, il 27 maggio 2021 è stato perfezionato l'acquisto da BNP Paribas Cardif della totalità delle azioni della compagnia danni: da quella data Cargeas è entrata a far parte del Gruppo Assicurativo Intesa Sanpaolo Vita divenendo soggetta all'attività di direzione e coordinamento di Intesa Sanpaolo Vita, suo unico socio. Il prezzo di acquisto definitivo corrisposto è stato di circa 309 milioni, che ha tenuto conto, così come contrattualmente previsto, della variazione del patrimonio netto intervenuta rispetto alla situazione provvisoria presa a riferimento al momento della stipula degli accordi.

La data di acquisizione contabile ai fini del consolidamento è stata convenzionalmente assunta al 1° giugno 2021. Pertanto, ai fini della situazione patrimoniale oggetto di primo consolidamento, così come per la determinazione dei fair value delle attività e passività acquisite, sono stati assunti i saldi di chiusura al 31 maggio 2021. In seguito al completamento del processo di PPA, la differenza emersa dal confronto tra il costo di acquisizione complessivo ed il patrimonio netto valorizzato al fair value al 31 maggio 2021 è risultata pari a circa 146 milioni che ai fini del Bilancio 2021 è stata allocata ad avviamento. Sempre nell'ambito del processo di PPA alla data di acquisizione è stata inoltre valorizzata una specifica attività intangibile tipica del business assicurativo, identificata nell'ambito della client relationship, per un ammontare pari a 64 milioni.

Il 12 aprile 2021 si è perfezionata l'operazione di fusione per incorporazione di UBI Banca nella Capogruppo Intesa Sanpaolo preceduta – nel fine settimana del 10 e 11 aprile – dalla migrazione informatica sul sistema informativo di Gruppo che ha interessato circa 2,4 milioni di clienti e circa 14.500 persone. È stata assicurata piena operatività sin dal primo giorno post Conversion Week End su tutti gli ambiti: reti distributive, canali digitali (operativi già dalla domenica), mercati e società ex Gruppo UBI. L'incorporazione ha avuto decorrenza degli effetti contabili e fiscali a partire dal 1° gennaio 2021.

Nel momento immediatamente precedente alla fusione sono divenute efficaci le scissioni parziali di UBI Banca a favore di:

  • − Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking, avente ad oggetto la partecipazione in IW Bank e il ramo d'azienda di UBI Banca dedito ai servizi amministrativi e di supporto on line a IW Bank;
  • − Intesa Sanpaolo Private Banking, che ha interessato il ramo d'azienda costituito dall'unità denominata "Top Private Banking" con conseguente riallocazione delle relative filiali, risorse e clienti, così come risultanti dopo la sopra descritta cessione a BPER. Per effetto e a servizio di tale scissione Intesa Sanpaolo Private Banking ha aumentato il proprio capitale sociale di 12 milioni, mediante emissione di n. 3.000.000 di nuove azioni prive di valore nominale, assegnate a Intesa Sanpaolo quale unico socio della società scissa. Nel dicembre 2021 tali azioni sono state cedute da Intesa Sanpaolo a Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking che è giunta così a detenere il 100% del capitale di Intesa Sanpaolo Private Banking.

In vista dell'incorporazione di UBI in ISP sono stati chiusi tutti gli uffici di rappresentanza dell'ex Gruppo UBI Banca con la sola eccezione di Shanghai che ha cessato di operare il 20 maggio 2021.

Analogamente, sono state liquidate tutte le attività bancarie detenute in Francia da UBI Banca. Il 13 aprile 2021, decorso il tempo concesso per legge ai titolari dei conti e di altre attività per procedere all'estinzione dei rapporti ed al trasferimento dei fondi, la filiale a Nizza di UBI Banca ha cessato la propria attività al pubblico ed ha proceduto alla chiusura dei conti detenuti. Al fine di assicurare la massima tutela e garanzia agli ex clienti, le relative disponibilità sono state trasferite alla CDC - Caisse des Dépôts et Consignations. Nel corso del mese di luglio è stata infine presentata alle Autorità italiane, europee e francesi istanza di chiusura della filiale di Nizza, avvenuta il 31 agosto 2021.

Agli eventi sopra descritti si sono accompagnati, nel corso dei primi mesi del 2021, interventi di evoluzione organizzativa delle Aree di Governo e delle Divisioni della Capogruppo Intesa Sanpaolo finalizzati all'integrazione delle risorse e delle strutture dell'ex Gruppo UBI Banca, in parallelo con il completamento delle interviste a tutto il personale ex UBI e con l'assegnazione dei ruoli manageriali nel nuovo Gruppo.

Merita in proposito di essere evidenziata l'evoluzione che, in coerenza con gli obiettivi ed i principi declinati nel Programma di Integrazione, ha interessato, a partire dal 26 febbraio 2021, l'articolazione organizzativa centrale ed il presidio territoriale della Divisione Banca dei Territori. In particolare:

  • − il 12 aprile 2021 è divenuta operativa la nuova direzione Agribusiness, centro di eccellenza dedicato all'agricoltura, che punta a cogliere le potenzialità di uno dei settori produttivi italiani più importanti, valorizzando al contempo il legame con le realtà locali, in coerenza anche con le iniziative previste dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). La direzione ha sede a Pavia e può contare su circa 77.500 clienti ed un network di 223 punti operativi distribuiti su tutto il territorio nazionale, con particolare concentrazione nelle aree a maggior vocazione agricola del Paese;
  • − sempre a partire dal 12 aprile 2021 sono divenute operative quattro nuove Direzioni regionali, con contestuale ridefinizione dei perimetri delle direzioni regionali preesistenti. La redistribuzione territoriale delle direzioni regionali – che passano da otto a dodici – non soltanto conferma l'efficacia del modello di servizio della Divisione Banca dei Territori, attenta da sempre alle specificità locali in una dimensione temporale di lungo periodo, ma ha permesso di meglio valorizzare le professionalità provenienti dall'ex Gruppo UBI. Le quattro nuove Direzioni regionali – Lombardia Nord; Lombardia Sud; Piemonte Sud e Liguria; Basilicata, Puglia e Molise – sono rispettivamente localizzate a Bergamo, Brescia, Cuneo e Bari, aree in cui la presenza di Intesa Sanpaolo si è rafforzata particolarmente in virtù dell'acquisizione di UBI. Le dodici direzioni regionali sono guidate da otto manager di Intesa Sanpaolo e quattro di provenienza UBI;
  • − sono state inoltre riorganizzate alcune Direzioni esistenti, nel segno comune del potenziamento delle iniziative a favore dei principali asset del Gruppo bancario: clienti, territori e persone. In particolare si segnala che, nell'ambito della Direzione Commerciale Terzo Settore della Direzione Impact, è stata costituita la Filiale Monte Pegni, articolata in sportelli, per assicurare il processo di erogazione del credito su pegno, garantendo la custodia dei valori in pegno per tutta la durata del prestito e provvedendo alla vendita qualora gli stessi non vengano riscattati o rinnovati;
  • − dal 12 aprile 2021, le Società prodotto dell'ex Gruppo UBI sono passate sotto il perimetro di coordinamento della Direzione Sales & Marketing Imprese (UBI Factor fino all'incorporazione in ISP e UBI Leasing) e della Direzione Sales & Marketing Privati e Aziende Retail (Prestitalia, società specializzata nell'erogazione del credito contro cessione del quinto

dello stipendio/pensione, relativamente alla quale sono in corso le attività volte alla convergenza della rete distributiva agenziale con quella di Agents4You12).

Nel corso del primo semestre è stato peraltro completato e messo a regime l'allineamento dei prodotti ISP e UBI in ambito Privati, Aziende Retail, Imprese e Terzo Settore.

Parallelamente è stato definito e portato avanti un programma di integrazione delle società dell'ex Gruppo UBI.

Nella riunione del 23 marzo 2021 il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo ha approvato la fusione per incorporazione di UBI Sistemi e Servizi S.c.p.A. (efficace dal 12 luglio 2021) previo rilievo, da parte della Capogruppo, delle quote di minoranza detenute dalle altre società del Gruppo, mentre nella riunione del 25 maggio ha deliberato la fusione per incorporazione di Unione di Banche Italiane per il Factor - UBI Factor S.p.A. (efficace dal 25 ottobre 2021) e di UBI Academy S.r.l., già UBI Academy Società consortile a responsabilità limitata (efficace dal 30 giugno 2021). Per esigenze operative quest'ultima società è stata trasformata in società a responsabilità limitata, abbandonando lo scopo consortile ma mantenendo invariati l'attività svolta, la sede, il capitale, il codice fiscale e il numero di iscrizione al registro imprese.

In tutti e tre i casi le fusioni sono avvenute ai sensi dell'art. 2505 del Codice Civile, in quanto aventi per oggetto società interamente controllate, con decorrenza degli effetti contabili e fiscali dal 1° gennaio 2021.

L'integrazione di UBI Leasing in Intesa Sanpaolo è invece prevista nel secondo trimestre del 2022. Il 13 dicembre è stata ottenuta l'autorizzazione di BCE all'incorporazione della società nella Capogruppo mentre il 15 dicembre è decorso il periodo di silenzio/assenso relativo all'autorizzazione dell'operazione di fusione da parte della Banca d'Italia. Il 26 gennaio 2022 il progetto di fusione è stato depositato presso il Registro delle Imprese di Torino, come previsto dall'art. 2501-ter C.C.

L'integrazione di IW Bank si è completata a metà febbraio 2022. Il progetto, relativamente al quale il 28 settembre 2021 è pervenuta l'autorizzazione di BCE e il 29 settembre di Banca d'Italia, ha avuto per oggetto la scissione parziale dell'intero ramo bancario di IW Bank ed il suo conferimento alla controllante Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking (prima scissione) e, contestualmente, da quest'ultima ad Intesa Sanpaolo (seconda scissione), unitamente alla modifica dello statuto di IW Bank, con la variazione della denominazione in IW Private Investments SIM S.p.A. e la rinuncia all'autorizzazione a svolgere attività bancaria (modifiche statutarie autorizzate da Banca d'Italia l'11 ottobre 2021 e revoca dell'autorizzazione comunicata da BCE il 10 novembre 2021).

In conseguenza della scissione, IW SIM è ora dedicata all'offerta di servizi di investimento (servizi di consulenza e collocamento) per la quale è stata richiesta e ottenuta, con provvedimento del 1° dicembre 2021, specifica autorizzazione da parte di Consob.

La stipula degli atti è avvenuta l'11 gennaio 2021 con efficacia giuridica dal 14 febbraio 2022 e completamento delle attività di migrazione informatica nel fine settimana del 12-13 febbraio. Si ricorda che: (i) il 28 ottobre 2021 il progetto di scissione parziale di IW Bank è stato depositato presso il Registro delle Imprese di Torino, come previsto dall'art. 2501-ter C.C., e la relativa documentazione è stata messa a disposizione presso la sede sociale e presso il meccanismo di stoccaggio autorizzato; (ii) il 23 novembre 2021 il progetto è stato approvato dal Consiglio di Intesa Sanpaolo ai sensi dell'art. 2505, comma 2, C.C. e dell'art. 18.2.2. lett. m) dello Statuto sociale.

È stata inoltre operata una razionalizzazione delle società immobiliari del Gruppo: IMMIT - Immobili Italiani S.r.l. (Gruppo ISP), BPB Immobiliare S.r.l. e Kedomus S.r.l. (ex Gruppo UBI). Nel corso del secondo trimestre sono stati completati i passaggi approvativi da parte dei rispettivi Consigli di Amministrazione e Assemblee. Il 20 luglio 2021 è stato stipulato l'atto di fusione per incorporazione di IMMIT in BPB immobiliare che ha avuto efficacia a partire dal 1° settembre 2021: in pari data la Società incorporante ha acquisito la denominazione della Società incorporata. Il 15 settembre è invece divenuta efficace l'incorporazione di Kedomus S.r.l. in IMMIT (già BPB Immobiliare). Per entrambe le fusioni, le operazioni delle società incorporate sono state imputate al bilancio dell'Incorporante, anche a fini fiscali, a partire dal 1° gennaio 2021. Parallelamente agli adempimenti societari si stanno progressivamente portando avanti le attività per la migrazione informatica, il cui completamento e conseguente attivazione di IMMIT sugli strumenti target di Intesa Sanpaolo è previsto nel prosieguo dell'esercizio.

In coerenza con la scelta strategica che nel 2020 aveva portato alla stipula dell'accordo con Nexi, il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo del 5 maggio 2021 ha valutato positivamente il progetto di valorizzare, mediante trasferimento a Nexi, anche il ramo aziendale avente ad oggetto le attività di acquiring nell'ambito dei sistemi di pagamento relative al perimetro ex UBI Banca. L'operazione si pone in continuità con la partnership strategica avviata con il Gruppo Nexi nel giugno 2020 con il conferimento del ramo aziendale avente ad oggetto l'attività di acquiring di ISP. Come già rappresentato nell'informativa di Bilancio 2020, i punti di forza di tale partnership sono: (i) l'esclusività della partnership di Nexi nell'ambito dell'acquiring e (ii) l'impegno di ISP a distribuire i servizi di acquiring di Nexi mantenendo tuttavia la relazione con la propria clientela (forza vendita dedicata alla gestione dei vecchi clienti e all'acquisizione di quelli nuovi).

Ottenute le necessarie autorizzazioni, il closing dell'operazione è avvenuto il 26 ottobre 2021. Anche in questa circostanza il trasferimento al Gruppo Nexi del ramo acquiring ex UBI Banca è avvenuto tecnicamente mediante conferimento a Nexi Payments e contestuale cessione a Nexi S.p.A. della partecipazione in Nexi Payments riveniente dal conferimento. Dal punto di vista economico, la cessione del ramo ha generato una plusvalenza di 97 milioni, contabilizzata nel conto economico consolidato del quarto trimestre. Con il perfezionamento dell'operazione, pertanto, anche sul perimetro dei clienti ex UBI la Rete Intesa Sanpaolo agisce quale collocatore dei prodotti Nexi.

Il 20 agosto, completato l'invio della relativa documentazione, ha preso formalmente avvio l'iter autorizzativo per l'iscrizione all'Albo degli intermediari finanziari di una società di nuova costituzione (Newco) del Gruppo Intesa Sanpaolo dedicata all'attività di prestito su pegno. In data 18 gennaio 2022 il provvedimento di Banca d'Italia ha autorizzato la Newco all'esercizio dell'attività di concessione dei finanziamenti nei confronti del pubblico nella forma tecnica del prestito su pegno, ai

12 L'obiettivo è quello di creare una sinergia fra le due reti agenziali. Nel corso del mese di gennaio 2022 sono avvenuti i primi passaggi di collaboratori A4Y in Prestitalia: in una prima fase il modello di servizio prevede la sola vendita dei prodotti CQS/CQP, in vista della progressiva estensione del catalogo a tutti i prodotti Banca.

sensi degli artt. 106 e seguenti del D.Lgs. n. 395/1993 (T.U.B.). La Società ha natura di Agenzia di Prestito su Pegno al fine di meglio focalizzare e valorizzare le attività caratteristiche e le competenze presenti nel Gruppo in seguito all'acquisizione e alla successiva incorporazione di UBI Banca, presso la quale già insisteva un ramo d'azienda organizzato per la gestione dell'attività di prestito su pegno. Il ramo sarà conferito alla Newco, così da dotarla delle attività e delle strutture idonee allo svolgimento dell'attività caratteristica, e sarà oggetto di valutazione da parte di un esperto indipendente ai sensi dell'art. 2343 ter del Codice Civile. La Newco delibererà un aumento di capitale sociale, con emissione di azioni riservate alla Capogruppo conferente, a servizio dell'operazione.

Nel corso del mese di settembre Intesa Sanpaolo e SF Consulting, società partecipata dall'ex Gruppo UBI Banca, hanno siglato un accordo per le attività di supporto e consulenza utili all'acquisizione delle garanzie previste dalla Legge 662/1996 (Fondo pubblico di garanzia per le PMI) relativamente ai finanziamenti aziendali con importo fino a 30 mila euro (ex D.L. "Liquidità" 8 aprile 2020 n. 23, art. 13 lettera m e successive modifiche).

SF Consulting, alla luce dell'esperienza maturata presso l'ex Gruppo UBI Banca in ambito L. 662/1996, è infatti in grado di affiancare Intesa Sanpaolo nelle fasi di:

  • analisi della documentazione necessaria ai fini della richiesta di garanzia a Mediocredito Centrale;
  • valutazione preventiva della fattibilità delle richieste di garanzia al 90% da parte delle PMI e degli enti del terzo settore;
  • supporto da remoto alle filiali, tramite un servizio di help desk telefonico, sia per la parte di consulenza specialistica sia per la predisposizione della documentazione.

Questa collaborazione consente di rafforzare il supporto alla Rete e contestualmente ridurre gli impatti operativi sulla filiera crediti della Banca, contribuendo così ad incentivare l'utilizzo di strumenti pubblici di garanzia per favorire la ripartenza del sistema produttivo italiano.

Si segnala infine che il 23 dicembre 2021 il Consiglio di Intesa Sanpaolo ha deliberato la cessione a Warburg Pincus, primario operatore di private equity a livello globale, della quota pari al 23,3% del capitale sociale di Zhong Ou Asset Management Co. Ltd., società di asset management focalizzata sul mercato cinese partecipata dalla ex UBI Banca13 e consolidata con il metodo del patrimonio netto.

Il perfezionamento dell'operazione è atteso nella seconda parte del 2022, tenuto conto delle tempistiche necessarie per completare l'iter di approvazione da parte dei soci ed il rilascio delle autorizzazioni previste.

Trattandosi di una partecipazione di collegamento, Zhong OU Asset Management non è stata considerata come un'attività operativa cessata ai sensi dell'IFRS 5 e, conseguentemente, ai fini del Bilancio 2021 si è proceduto alla riclassifica del solo valore patrimoniale fra le attività in via di dismissione.

Gli altri eventi rilevanti

Nell'ambito del processo di rafforzamento e riposizionamento strategico delle attività estere della Divisione Private Banking si segnala quanto segue:

  • il 31 marzo 2021, ottenute le necessarie autorizzazioni da parte delle diverse autorità competenti, si è perfezionata l'operazione di cessione a State Street, da parte di Fideuram Bank Luxembourg, del ramo d'azienda relativo alle attività di banca depositaria e Fund Administration. Come già anticipato nel Bilancio 2020, il 23 febbraio 2021, in coerenza con un quadro strategico che prevede una maggiore focalizzazione sul proprio core business, Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking aveva stipulato un accordo con State Street Bank International GmbH (Luxembourg Branch) affinché quest'ultima assumesse le attività di banca depositaria e amministratore di fondi svolte dalla controllata Fideuram Bank Luxembourg. Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking affida tali servizi a State Street riconoscendo la capacità di quest'ultima di ridurre i rischi operativi, sostenere i piani di crescita del Gruppo, favorire la continuità e fornire un servizio di alta qualità, coerentemente con la posizione di principale partner internazionale al quale il Gruppo Intesa Sanpaolo affida sin dal 2010 le attività di Securities Services. La plusvalenza relativa all'operazione, rilevata nel conto economico consolidato del primo trimestre 2021, è risultata pari a 194 milioni (139 milioni al netto dell'effetto fiscale);
  • il 28 maggio 2021, a conclusione degli iter autorizzativi da parte di BCE e delle diverse autorità di vigilanza sui mercati finanziari coinvolte, è stata perfezionata l'acquisizione da parte di Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking di Reyl & Cie S.A., gruppo diversificato con sede a Ginevra, presente, oltre che in Svizzera, a Londra, Lussemburgo, Malta, Dubai e Singapore.

Come già riportato nell'informativa di bilancio 2020, l'accordo, siglato tra le parti il 7 ottobre 2020, ha previsto l'acquisizione di una partecipazione di controllo del 69% in Reyl ed il contestuale conferimento a Reyl & Cie della partecipazione di controllo (98,68%) detenuta in Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval S.A. (ISPB Morval), acquisita nel 201814. Il prezzo pattuito per acquisire il 69% di Reyl, pari a 240 milioni di franchi svizzeri, è stato corrisposto in parte (48 milioni di franchi svizzeri) tramite la valorizzazione del 31% di ISPB Morval ceduto agli azionisti di Reyl e per la quota residua (192 milioni di franchi svizzeri) per cassa. La data di acquisizione contabile ai fini del consolidamento è stata convenzionalmente assunta al 1° giugno 2021. Dal confronto tra il costo di acquisizione complessivo e il patrimonio netto al fair value è risultata una differenza residua pari a 203 milioni di euro, utilizzando il cambio spot al 31 maggio 2021, che è stata imputata ad avviamento in seguito alla conclusione del processo di PPA. Sempre nell'ambito del processo di PPA alla data di acquisizione è stata inoltre valorizzata una specifica attività intangibile; relativa alle attività legate alla clientela, per un ammontare pari a 76 milioni di euro.

Le parti hanno sottoscritto anche uno Shareholders' Agreement che prevede, tra le altre cose, specifici meccanismi di put&call option relativi alla residua quota del 31% del capitale sociale di Reyl e che disciplina la governance della nuova

13 Un'ulteriore quota dell'1,7% del capitale della società, in continuità con quanto già rilevato da UBI Banca nel proprio bilancio, risulta classificata fra le attività in via di dismissione ai sensi dell'IFRS 5, in quanto oggetto di futura cessione in base alle pattuizioni a suo tempo stabilite fra i soci e i manager della società.

14 Tecnicamente l'acquisizione della partecipazione in Reyl è avvenuta tramite: (i) l'acquisto per cassa del 100% della holding RB Participations S.A., che a sua volta detiene il 30% di Reyl; (ii) l'acquisto diretto, in parte tramite cassa e in parte tramite il conferimento di Morval, del 39% di Reyl.

entità (Reyl e ISPB Morval, relativamente alle quali è stata prevista anche una fusione a livello giuridico15) con il mantenimento del presidio di tutte le funzioni di controllo da parte di ISP per garantire la piena applicazione delle policy del Gruppo ISP.

La partnership, oltre a confermare la scelta della Svizzera come hub principale per le attività internazionali di private banking, consentirà a Fideuram - ISPB di rafforzare notevolmente le attività internazionali di gestione patrimoniale e di continuare a svolgere un ruolo di primo piano nel processo di consolidamento del settore finanziario svizzero.

L'11 gennaio 2022, a margine delle autorizzazioni ricevute dalle autorità di vigilanza svizzera (FINMA) e lussemburghese (CSSF), è stata perfezionata la partnership, annunciata in agosto, fra Reyl & Cie S.A e 1875 Finance Holding A.G. (1875 Finance), multifamily office e gestore patrimoniale indipendente per clienti privati e istituzionali con sede a Ginevra. Il perfezionamento è avvenuto tramite l'acquisizione da parte di Reyl di una partecipazione del 40% in 1875 Finance. La partnership permetterà alle due società di creare opportunità di sviluppo trasversali e di svolgere così un ruolo attivo per accelerare il consolidamento del settore delle gestioni patrimoniali in Svizzera.

Nel corso del mese di giugno 2021 Intesa Sanpaolo e il Gruppo Tinexta – gruppo italiano quotato al segmento Star della Borsa Italiana, leader nell'erogazione di servizi specializzati alle PMI e operativo nelle aree di business Digital Trust, Cybersecurity, Credit Information & Management, Innovation & Marketing Services – hanno avviato una partnership strategica per la costituzione di un hub di servizi non finanziari a maggior valore aggiunto dedicato alle circa 150.000 piccole e medie imprese clienti del comparto PMI del mondo della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo. Oltre all'accordo commerciale, la partnership ha previsto il conferimento da parte di Intesa Sanpaolo della partecipazione del 100% di Intesa Sanpaolo Forvalue S.p.A.16 in Innolva S.p.A. (controllata al 100% da Tinexta) con sottoscrizione di azioni di nuova emissione, rivenienti da un aumento di capitale riservato. Il relativo perfezionamento è avvenuto in data 21 luglio 2021 e contestualmente la società conferita ha cambiato la propria denominazione in Forvalue.

In seguito al perfezionamento, il capitale sociale di Innolva risulta detenuto per il 75% da Tinexta, che ne ha acquisito il controllo, e per il 25% da Intesa Sanpaolo.

Sempre nel corso del mese di giugno, il Gruppo ha deciso di avvalersi del riallineamento volontario di alcuni valori fiscali ai sensi dell'art. 110, commi 8 e 8 bis17 , del D.L. 14 agosto 2020, n. 104 ("Decreto Agosto"), che ha esteso la possibilità di adeguare ai maggiori valori iscritti nel bilancio dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2019 (e ancora presenti in quello 2020) i valori fiscali dell'avviamento e delle altre attività immateriali, a fronte del pagamento di una imposta sostitutiva del 3%.

Sono state identificate attività immateriali iscritte nel bilancio della Capogruppo Intesa Sanpaolo (e nel bilancio consolidato) per un valore riallineabile complessivo di 1.518,6 milioni, per la quasi totalità riconducibile al "brand name" Sanpaolo IMI, iscritto nel 2007 in occasione della fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo.

L'esercizio dell'opzione è avvenuto nella dichiarazione dei redditi 2020, relativa cioè al periodo d'imposta di effettuazione del riallineamento, subordinatamente al pagamento dell'imposta sostitutiva per complessivi 45,6 milioni dilazionabili in tre rate annuali di pari importo, la prima delle quali è stata versata in chiusura del primo semestre. Il riconoscimento fiscale dei maggiori valori avverrà a decorrere dall'esercizio 2021, a partire dal quale i nuovi valori fiscali saranno deducibili in 50 periodi d'imposta18 .

Il Consiglio di Amministrazione di ISP ha autorizzato l'istituzione sulla Riserva sovrapprezzi di emissione del necessario vincolo di sospensione d'imposta, per un ammontare pari alla differenza tra i maggiori valori riallineati e l'imposta sostitutiva dovuta (1.473 milioni), il quale è stato sottoposto a ratifica nella prima assemblea ordinaria di Intesa Sanpaolo, tenutasi il 14 ottobre 2021 (si veda più oltre).

Sotto il profilo contabile, il conto economico consolidato del secondo trimestre ha registrato un impatto positivo netto pari a 453,3 milioni, quale risultante della cancellazione di passività fiscali differite per 498,9 milioni e della rilevazione dell'intera imposta sostitutiva per 45,6 milioni.

Ai valori riallineabili identificati per la Capogruppo sono andati ad aggiungersi ulteriori marginali riallineamenti fiscali di ammontare complessivamente pari a circa 26 milioni, relativi ad alcuni avviamenti iscritti nei bilanci di Intesa Sanpaolo Private Banking e di Fideuram Asset Management SGR, autorizzati dai Consigli di Amministrazione delle due società, che hanno generato, per il sottogruppo Fideuram, un beneficio netto nel conto economico consolidato del secondo trimestre, aggiuntivo rispetto a quello sopradescritto per Intesa Sanpaolo, di 7,5 milioni.

Nel mese di luglio è avvenuta la stipula di un accordo tra il Gruppo Intesa Sanpaolo e Poste Italiane volto a rafforzare reciprocamente l'attività di investimento nell'economia reale. La partnership prevede l'acquisizione da parte di Poste Italiane del 40% di Eurizon Capital Real Asset SGR ("ECRA"), società controllata da Eurizon che opera con competenze distintive negli investimenti in economia reale (infrastrutture, finanziamenti e investimenti nel capitale delle aziende, ecc.).

Poste Vita affiderà ad ECRA un mandato di investimento per un controvalore pari a circa 2,5 miliardi che porterà il patrimonio di ECRA a superare i 6,5 miliardi, facendone un operatore di primo piano a livello nazionale. La joint venture genererà sinergie che valorizzeranno l'attività dei due Gruppi e la capacità distributiva di Eurizon nel mercato istituzionale e del private banking.

Il Gruppo Poste Italiane entrerà nel capitale di ECRA mediante la sottoscrizione di un aumento di capitale a pagamento dedicato. Il perfezionamento dell'operazione, subordinato all'ottenimento delle autorizzazioni da parte delle Autorità di Vigilanza, è previsto entro la fine dell'anno e vedrà il capitale sociale di ECRA così ripartito:

− 40% (corrispondente al 24,5% del capitale sociale con diritto di voto) al Gruppo Poste Italiane;

15 Il perfezionamento dell'operazione di fusione per incorporazione di Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval in Reyl & Cie è avvenuto nel gennaio 2022, una volta ricevuto il nulla osta da parte dell'autorità di vigilanza svizzera FINMA, con efficacia giuridica e decorrenza degli effetti contabili e fiscali dal 1° gennaio 2022. L'entità risultante dalla fusione ha mantenuto la denominazione dell'incorporante Reyl & Cie S.A.

16 La società deteneva una partecipazione del 60% in Intesa Sanpaolo Rent Foryou S.p.A. che è stata esclusa dal perimetro dell'operazione e riacquistata da Intesa Sanpaolo in data 14 maggio 2021.

17 Comma introdotto dall'art. 1, comma 83, della L. n. 178/2020 ("Legge di Bilancio 2021").

18 Numero di periodi d'imposta così rideterminato dalla Legge di Bilancio 2022 (Legge 30 dicembre 2021, n. 234) rispetto ai 18 stabiliti dal Decreto Agosto.

− 20% (corrispondente al 51% del capitale sociale con diritto di voto) ad Eurizon.

Le masse in gestione saranno a tutti gli effetti totalmente riconducibili ad Eurizon Capital SGR, nel cui bilancio ECRA rimarrà consolidata al 100%.

Il 30 luglio 2021 sono stati resi noti i risultati del 2021 EU-wide stress test condotto dall'Autorità Bancaria Europea (EBA) in collaborazione con la Banca d'Italia, la Banca Centrale Europea e il Comitato Europeo per il Rischio Sistemico (CERS), cui è stato sottoposto anche il Gruppo Intesa Sanpaolo.

Intesa Sanpaolo ha preso atto degli annunci effettuati dall'EBA riconoscendo pienamente i risultati dell'esercizio. Il CET1 ratio fully loaded risultante dallo stress test al 2023, anno finale della simulazione, per Intesa Sanpaolo si è attestato al 15,06% nello scenario base e al 9,38% nello scenario avverso, rispetto al dato di partenza, registrato al 31 dicembre 2020, pari al 14,04%.

Si ricorda che il 2021 EU-wide stress test non stabilisce una soglia minima di promozione o bocciatura, costituisce invece un'importante fonte di informazione ai fini dello SREP. I risultati saranno utili alle autorità competenti nella valutazione della capacità di Intesa Sanpaolo di rispettare i relativi requisiti prudenziali a fronte di scenari di stress.

Si precisa altresì che: (i) lo scenario avverso è stato definito da BCE/CERS e copre un orizzonte temporale di tre anni (2021- 2023); (ii) la prova di stress test è stata condotta in base a un'ipotesi di bilancio statico a dicembre 2020 e, quindi, non considera strategie aziendali e iniziative gestionali future.

Il CET1 ratio fully loaded nello scenario avverso sarebbe risultato pari al 9,97% ripristinando la neutralità per i capital ratio che si registra in realtà in relazione al Piano di Incentivazione a Lungo Termine 2018-2021 LECOIP 2.0 basato su strumenti finanziari, non colta dall'assunzione di bilancio statico nello stress test, e considerando le operazioni di cessione di rami di attività – connesse all'acquisizione di UBI Banca nel 2020 – perfezionate nel primo semestre 2021, a parità di altre condizioni.

L'8 settembre 2021 ISP ha annunciato un programma di acquisto di azioni proprie ordinarie – avviato il 13 settembre e completato il 14 settembre – a servizio dei piani di assegnazione gratuita di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo ai dipendenti.

Gli acquisti sono altresì a servizio, qualora ricorrano determinate condizioni, della corresponsione di compensi riconosciuti in occasione della cessazione anticipata del rapporto di lavoro (c.d. Severance).

Nei due giorni di esecuzione del programma, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha complessivamente acquistato – tramite la propria Divisione IMI Corporate & Investment Banking – n. 20.000.000 di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo, pari a circa lo 0,10% del capitale sociale della Capogruppo, ad un prezzo medio di acquisto per azione pari a 2,391 euro, per un controvalore totale di 47.822.401 euro; la sola Capogruppo ha acquistato n. 16.787.550 azioni a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 2,392 euro, per un controvalore di 40.155.587 euro.

Gli acquisti sono avvenuti in osservanza delle disposizioni di cui agli artt. 2357 e seguenti e 2359-bis e seguenti del Codice Civile e dei limiti in termini di numero di azioni e di corrispettivo indicati dalle autorizzazioni dei rispettivi organi sociali competenti a deliberare. In particolare, nel caso di Intesa Sanpaolo, nei termini autorizzati dall'Assemblea del 28 aprile 2021.

Ai sensi dell'art. 132 del TUF e dell'art. 144 bis del Regolamento Emittenti e successive modifiche, gli acquisti sono stati effettuati sul mercato regolamentato MTA gestito da Borsa Italiana, secondo le modalità operative stabilite per tali operazioni nei regolamenti di organizzazione e gestione del mercato stesso.

Le modalità di acquisto sono state inoltre realizzate conformemente alle condizioni e restrizioni di cui all'art. 5 del Regolamento UE n. 596/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 aprile 2014 e agli artt. 2, 3, e 4 del Regolamento Delegato UE 2016/1052 della Commissione dell'8 marzo 2016.

Il numero di azioni acquistate giornalmente non ha superato il 25% del volume medio giornaliero di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo negoziato nel mese di agosto 2021, che è stato pari a 68,7 milioni di titoli, e – in conformità all'ulteriore vincolo previsto dal programma rispetto alle predette condizioni e restrizioni normative – il 15% del volume negoziato sul mercato MTA in ciascun giorno di esecuzione degli acquisti.

Il 10 settembre 2021 il Consiglio di Amministrazione di ISP ha approvato un'operazione di conferimento di un ramo d'azienda di Banca 5 al Gruppo Mooney. L'operazione anticipa il percorso a suo tempo delineato quando nel 2019 ISP, per il tramite di Banca 5, e il Gruppo Sisal avevano sottoscritto un accordo di investimento finalizzato ad avviare una partnership nel settore dei pagamenti e della moneta elettronica. Banca 5 e il Gruppo Sisal risultano soci, rispettivamente al 30% e al 70%, di Mooney Group S.p.A., società controllante di Mooney S.p.A., istituto di moneta elettronica (IMEL), e di Mooney Servizi S.p.A., società dedicata all'attività commerciale, nelle quali Banca 5 e il Gruppo Sisal hanno conferito i rispettivi rami d'azienda dedicati alle attività di pagamento e a talune attività commerciali. Nell'ottica di massimizzare le sinergie industriali per favorire la creazione di valore dell'investimento e rafforzare il posizionamento strategico del Gruppo ISP sul mercato dei prodotti e servizi transazionali e finanziari di prossimità, il Consiglio di Amministrazione di ISP ha valutato favorevolmente l'ipotesi di anticipare il conferimento del ramo aziendale di Banca 5 deputato alla produzione dei prodotti/servizi distribuiti dal Gruppo Mooney che gli Accordi sottoscritti nel 2019 avevano previsto alla scadenza quinquennale nel 2024. L'operazione, la cui finalizzazione è attesa entro la prima parte del 2022, prevede (i) il conferimento nella IMEL Mooney, da parte di Banca 5, di un ramo d'azienda costituito da contratti attivi e passivi, immobilizzazioni immateriali e personale dipendente, contro emissione di azioni ordinarie di Mooney (IMEL) e (ii) l'acquisto da parte di Mooney Group delle azioni ordinarie Mooney (IMEL) detenute da Banca 5 ad esito del conferimento, a fronte del pagamento di un prezzo definito in 23,5 milioni da corrispondersi attraverso la sottoscrizione di una nota di credito da parte di Banca 5. Oltre all'accordo di compravendita del ramo, il 10 settembre le parti hanno sottoscritto un nuovo Accordo Quadro di collaborazione, della durata di 5 anni, che sostituisce quello esistente e ha per oggetto i residuali prodotti di finanziamento non gestibili autonomamente da Mooney. Al 31 dicembre 2021 le attività e le passività del ramo da cedere risultavano classificate fra le attività in via di dismissione.

Il 23 dicembre 2021 Intesa Sanpaolo, attraverso la controllata Banca 5, ed Enel, attraverso la controllata Enel X, hanno firmato un accordo per l'acquisto del 70% del capitale sociale di Mooney Group da Schumann Investments, controllata dal fondo internazionale di private equity CVC Capital Partners. A seguito dell'operazione, il cui perfezionamento è previsto nel corso del 2022, Enel X e Banca 5 deterranno ciascuna una quota pari al 50% della società, dando vita congiuntamente a una fintech europea. Mooney potrà così accelerare la propria crescita e sviluppo nel settore dei servizi di prossimità, dei

pagamenti digitali, della mobilità e dei servizi energetici. ISP a sua volta potrà acquisire nuovi clienti ed espandere il modello di servizio digitale a livello internazionale. L'operazione prevede un esborso per il Gruppo ISP di circa 100 milioni.

Nell'ottica di un ulteriore rafforzamento delle proprie attività internazionali di gestione patrimoniale, Fideuram - ISPB, attraverso la propria controllata lussemburghese Fideuram Bank (Luxembourg) S.A., il 17 settembre 2021 ha sottoscritto un accordo per l'acquisizione del 100% della Compagnie de Banque Privée S.A. Quilvest (CBPQ), banca private lussemburghese, con filiali in Belgio, che conta circa 150 dipendenti, controllata interamente dalla holding Quilvest Wealth Management.

L'acquisizione di CBPQ porterà alla creazione di un ulteriore hub nell'Unione Europea, accanto a Reyl & Cie in Svizzera, destinato alla clientela europea ed internazionale e consentirà di sviluppare le attività di private banking in aree con promettenti previsioni di crescita, come il Lussemburgo ed il Belgio.

L'operazione – soggetta alle consuete approvazioni regolamentari – si prevede possa essere completata entro la prima metà del 2022. Una volta finalizzata l'acquisizione, la denominazione CBP (Compagnie de Banque Privée) sarà mantenuta e CBPQ sarà integrata in Fideuram Bank (Luxembourg), per incrementare i servizi a supporto dei clienti High Net Worth Individual italiani ed esteri, anche al di fuori del Lussemburgo, beneficiando dell'ingresso di un team di manager con competenze consolidate nell'offerta di servizi private alla clientela internazionale.

Il 30 settembre 2021 è giunta a scadenza la raccomandazione BCE del 15 dicembre 2020, rivolta a tutte le banche, al fine di limitare la distribuzione di dividendi ed il riacquisto di azioni proprie19. Con comunicato del 23 luglio la Banca Centrale ha infatti reso nota l'intenzione di non estendere ulteriormente tale scadenza precisando che le Autorità di Vigilanza avrebbero ripreso a valutare i piani patrimoniali e di distribuzione dei dividendi di ciascuna banca nell'ambito del regolare processo prudenziale, adottando un approccio prospettico e tenendo in debito conto gli esiti della prova di stress del 2021.

Alla luce di questo orientamento, in linea con il Piano di Impresa 2018-2021, il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo nella riunione del 4 agosto 2021 ha previsto:

  • a) a valere sui risultati del 2020, una distribuzione cash da riserve aggiuntiva rispetto ai dividendi già erogati in maggio (694 milioni sempre in contanti), tale da portare al pagamento di un ammontare complessivo corrispondente a un payout ratio del 75% rispetto ai 3.505 milioni di utile netto consolidato rettificato20;
  • b) a valere sui risultati del 2021, il pagamento di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari al 70% dell'utile netto, da distribuire in parte come acconto nel 2021.

Relativamente al punto a), il 13 settembre il Consiglio di Amministrazione ha convocato, per il 14 ottobre 2021, l'Assemblea ordinaria degli Azionisti di Intesa Sanpaolo per deliberare sui seguenti punti all'ordine del giorno:

  • la distribuzione, per l'importo di 1.935.274.145,18 euro, di parte della Riserva straordinaria a valere sui risultati 2020,

  • l'apposizione di un vincolo di sospensione d'imposta, per l'importo di 1.473.001.006,40 euro, su parte della Riserva sovrapprezzi di emissione, a seguito del riallineamento fiscale di talune attività intangibili (vedasi più sopra).

Il 14 ottobre 2021 si è tenuta l'Assemblea, regolarmente costituita in unica convocazione e valida a deliberare, in quanto partecipanti per il tramite del rappresentante designato, ai sensi dell'art. 106 del D.L. n. 18 del 17 marzo 2020, convertito dalla L. n. 27 del 24 aprile 2020, e successive modificazioni, n. 3.317 titolari del diritto di voto per n. 10.992.742.757 azioni ordinarie prive del valore nominale, pari al 56,57478% del capitale sociale.

L'Assemblea ha approvato, con il voto favorevole del 99,91781% delle azioni ordinarie rappresentate, la distribuzione cash di parte della Riserva straordinaria per un ammontare complessivo di 1.935.274.145,18 euro da assegnare alle n. 19.430.463.305 azioni ordinarie costituenti il capitale sociale, corrispondente ad un importo unitario di 9,96 centesimi di euro per azione. La distribuzione è avvenuta alla prima data utile successiva al 30 settembre 2021, ossia il 20 ottobre 2021 (con stacco della cedola il 18 ottobre e record date il 19 ottobre). È stata mantenuta a Riserva straordinaria la quota non distribuita a fronte delle azioni proprie in portafoglio alla record date, pari a 3.118.248,51 euro.

L'Assemblea ha altresì deliberato, con il voto favorevole del 99,99058% delle azioni ordinarie rappresentate, l'apposizione di un vincolo di sospensione d'imposta, per l'importo di 1.473.001.006,40 euro, su parte della Riserva sovrapprezzi di emissione in seguito al riallineamento fiscale di talune attività intangibili.

Con riferimento invece al punto b), il Consiglio di Amministrazione del 4 agosto 2021 ha definito in via preliminare come acconto cash da distribuire a valere sui risultati del 2021 un ammontare pari a 1,4 miliardi.

Ai sensi dell'art. 2433-bis del Codice Civile, la deliberazione di acconti sui dividendi è consentita alle società il cui bilancio sia assoggettato per legge a revisione legale dei conti, qualora tale distribuzione sia prevista dallo Statuto e in presenza di un giudizio positivo sul bilancio dell'esercizio precedente da parte del soggetto incaricato di effettuare la revisione legale e la sua approvazione. È altresì previsto che la distribuzione di acconti sui dividendi non sia consentita quando dall'ultimo bilancio approvato risultino perdite relative all'esercizio o a esercizi precedenti.

Il 3 novembre, a valle dell'approvazione dei risultati consolidati al 30 settembre 2021, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato la distribuzione di 1.400.936.404,29 euro quale acconto dividendi a valere sui risultati del 2021, risultante dall'assegnazione di 7,21 centesimi di euro per ciascuna delle n. 19.430.463.305 azioni ordinarie, al lordo delle ritenute di legge, non sussistendo controindicazioni derivanti dai risultati prevedibili per il quarto trimestre 2021 né raccomandazioni dei regolatori in merito ai requisiti patrimoniali applicabili a Intesa Sanpaolo che ostino a tale distribuzione, anche in considerazione dei coefficienti patrimoniali - sia registrati al 30 settembre 2021 sia attesi a fine anno - ampiamente superiori ai requisiti minimi stabiliti dalle normative di vigilanza e in particolare del Common Equity Tier 1 Ratio, ampiamente superiore anche al livello minimo del 12% a regime e del 13% pro-forma a regime21 che il Gruppo si è prefisso di rispettare.

19 Nel marzo 2020 la BCE aveva infatti chiesto alle banche di non distribuire dividendi allo scopo di rafforzare la loro capacità di assorbire le perdite e di sostenere il credito a famiglie e imprese, durante la pandemia da COVID-19. Una simile raccomandazione era stata riconfermata a luglio, mentre a dicembre 2020 la BCE aveva rinnovato l'indicazione alle banche di esercitare un'estrema prudenza sui dividendi e sui riacquisti di azioni proprie, prevedendo inoltre esplicite limitazioni sull'ammontare distribuibile nonché un preventivo contatto con il proprio JST per valutare, in termini di prudenza, il livello di distribuzione previsto.

20 Escludendo dal risultato netto contabile le componenti relative all'acquisizione di UBI Banca costituite dagli effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione, incluso goodwill negativo, e dagli oneri di integrazione e l'azzeramento del goodwill della Divisione Banca dei Territori.

21 Stimato applicando i parametri indicati a regime, considerando l'assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all'affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni - esente da

L'acconto dividendi è stato pagato alla prima data utile successiva alla deliberazione del Consiglio di Amministrazione, ossia il 24 novembre 2021 (con stacco cedole il 22 novembre e record date il 23 novembre) per complessivi 1.398.728.259,60 euro22 . La deliberazione è avvenuta sulla base di un Prospetto Contabile e di una Relazione degli Amministratori sui quali è stato acquisito il parere del soggetto incaricato della revisione legale dei conti previsto dall'articolo 2433-bis del Codice Civile. Il fascicolo contenente i due documenti (Prospetto Contabile e Relazione), pubblicato sul sito istituzionale del Gruppo, rimarrà anche depositato presso la sede sociale di Intesa Sanpaolo fino all'approvazione del bilancio relativo all'esercizio 2021, come normativamente prescritto.

Il 20 ottobre 2021 Intesa Sanpaolo ha deliberato l'impegno a un obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050, sia per le proprie che per i portafogli prestiti e investimenti. Contestualmente è stata presa la decisione di aderire alla Net-Zero Banking Alliance (NZBA), un'alleanza di banche a livello globale sotto l'egida delle Nazioni Unite23 impegnate in uno sforzo comune di contrasto al cambiamento climatico. La Banca ha inoltre pubblicato il primo TCFD (Task Force on Climate-related Financial Disclosures) Report a livello di Gruppo per il 2020-2021, consultabile nella sezione Sostenibilità/Pubblicazioni del sito istituzionale. Successivamente, il 1° novembre Intesa Sanpaolo ha annunciato l'adesione, attraverso Eurizon Capital SGR, Fideuram Asset Management SGR e Fideuram Asset Management Ireland, alla Net Zero Asset Managers Initiative (NZAMI), costituita da asset manager internazionali impegnati a sostenere l'obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050, e il 20 dicembre, tramite il Gruppo Assicurativo Intesa Sanpaolo Vita, alla Net Zero Asset Owner Alliance (NZAOA) e alla Net Zero Insurance Alliance (NZIA).

Il 29 novembre 2021 PBZ Invest Ltd. – società di asset management del Gruppo ISP divenuta uno dei principali player nel settore dell'asset management in Croazia – ha cambiato la propria denominazione sociale in Eurizon Asset Management Croatia Ltd. e di conseguenza anche il nome dei fondi in gestione. Privredna Banka Zagreb (PBZ) – banca del Gruppo con sede a Zagabria – continuerà ad essere il più importante canale di distribuzione dei fondi di investimento gestiti da Eurizon Asset Management Croatia.

Il 3 dicembre 2021 Intesa Sanpaolo ha preso atto della comunicazione avvenuta, in pari data da parte dell'EBA - European Banking Authority, in merito alle informazioni del 2021 EU-wide Transparency Exercise. Come noto, al fine di assicurare al mercato un livello di informazione sufficiente e adeguato, dal 2016 annualmente viene condotto il Transparency Exercise, basato su dati delle segnalazioni COREP/FINREP. I prospetti vengono compilati a livello centrale dall'EBA e successivamente inoltrati per verifica alle banche e alle autorità di vigilanza. Le banche hanno la possibilità di correggere errori eventualmente identificati e sottoporre quindi i dati corretti tramite i consueti canali per le segnalazioni e di aggiungere informazioni specifiche richieste per chiarire ulteriormente i singoli dati.

Si segnala inoltre che nel corso dell'esercizio 2021 sono proseguite le cessioni delle quote nel capitale della Banca d'Italia. Più precisamente sono state cedute quote pari al 6,3% per cui al 31 dicembre 2021 il Gruppo Intesa Sanpaolo deteneva un'interessenza pari 14,9% nel capitale della Banca d'Italia; si precisa che tutte le operazioni di cessione sono avvenute ad un prezzo corrispondente al valore di bilancio (allineato al valore nominale).

Come noto, la Legge recante il Bilancio di Previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 ed il Bilancio Pluriennale per il triennio 2022-2024 ha modificato le disposizioni in materia del capitale della Banca d'Italia prevedendo che ciascun partecipante non possa possedere, direttamente o indirettamente, una quota del capitale superiore al 5% - rispetto alla precedente soglia del 3% - e che, come in precedenza, per le quote possedute in eccesso a tale soglia non spettino diritti economici e patrimoniali. Anche a seguito di tale modifica di legge, nel corso dei mesi di gennaio e febbraio 2022 le operazioni di cessione delle quote hanno subito una significativa accelerazione; in particolar nei primi due mesi dell'anno sono state perfezionate 23 operazioni che hanno determinato la cessione di ulteriori quote, pari al 9,9% del capitale; anche queste ulteriori operazioni di cessione hanno previsto un corrispettivo allineato al valore di bilancio. Al termine delle sopracitate operazioni di cessione, il Gruppo Intesa Sanpaolo è arrivato a detenere 15.000 quote, pari esattamente al 5% del capitale sociale della Banca d'Italia, in linea con limite massimo previsto per legge, per un controvalore di 375 milioni.

Il 1° gennaio 2022 è divenuto efficace il progetto di fusione per incorporazione di VUB Leasing a.s. (VUBL) nella controllante Vseobecna Uverova Banka a.s. (VUB), società del Gruppo entrambe operanti in Slovacchia, autorizzato dalla BCE il 12 novembre 2021. L'operazione ha visto la scissione del portafoglio di leasing finanziario e di crediti al consumo di VUBL ed il suo trasferimento mediante fusione per incorporazione nella controllante VUB mentre il portafoglio di leasing operativo di VUBL è stato trasferito mediante fusione in una società per azioni di nuova costituzione, denominata VUB Operating Leasing a.s., operativa dal 1° gennaio 2022. Completati i sopra descritti passaggi, VUBL è stata messa in liquidazione.

Il 3 febbraio 2022 Intesa Sanpaolo ha reso nota la decisione finale della BCE riguardante il requisito patrimoniale da rispettare a partire dal 1° marzo 2022 a livello consolidato, in seguito agli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP). Il requisito da rispettare complessivamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio risulta pari all'8,81%. A determinare tale requisito concorrono:

  • − il requisito SREP in termini di Total Capital ratio pari al 9,79%, che comprende il requisito minimo di Pillar 1 dell'8%, nel cui ambito il 4,5% in termini di CET1, e un requisito aggiuntivo di Pillar 2 dell'1,79%, nel cui ambito l'1,01% in termini di CET1 applicando la modifica regolamentare introdotta dalla BCE a decorrere dal 12 marzo 202024;
  • − i requisiti aggiuntivi, interamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio, relativi a:

imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all'acquisizione dell'Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e l'atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e delle DTA relative all'acquisizione di UBI Banca.

22 Al netto della quota di acconto dividendo sulle n. 30.626.140 azioni proprie detenute in portafoglio alla record date, pari a 2.208.144,69 euro.

23 La Net-Zero Banking Alliance, sotto l'egida delle Nazioni Unite, riunisce a livello mondiale le banche impegnate al raggiungimento degli obiettivi fissati dall'Accordo di Parigi sul clima. L'Alleanza è promossa dalla United Nations Environment Programme Finance Initiative (UNEP FI), la sezione del Programma ONU per l'ambiente dedicata alle istituzioni finanziarie, cui Intesa Sanpaolo ha aderito sottoscrivendone i Principles for Responsible Banking (PRB).

24 La modifica prevede che il requisito di Pillar 2 venga rispettato utilizzando parzialmente strumenti di capitale diversi dal Common Equity Tier 1.

  • o Capital Conservation Buffer, pari al 2,5%,
  • o O-SII Buffer (Other Systemically Important Institutions Buffer), pari allo 0,75%,
  • o riserva di capitale anticiclica (Countercyclical Capital Buffer), pari allo 0,05%25 .

Il 4 febbraio 2022 è stato approvato e presentato alla comunità finanziaria il Piano d'Impresa 2022-2025, illustrato nello specifico paragrafo che segue. La relativa documentazione (comunicato stampa e presentazione) è altresì disponibile sul sito istituzionale di Gruppo, alla sezione Investor Relations.

Al fine di valorizzare il ruolo chiave delle persone del Gruppo nel conseguimento degli obiettivi del Piano di Impresa 2022- 2025 attraverso uno strumento di partecipazione azionaria diffusa al capitale della Banca, il 15 febbraio il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha deliberato di sottoporre all'Assemblea prevista per il 29 aprile 2022 gli aumenti di capitale a servizio di due piani di incentivazione a lungo termine, basati su strumenti finanziari di Intesa Sanpaolo S.p.A. e rivolti alla generalità dei dipendenti del Gruppo.

I piani di incentivazione, subordinati all'ottenimento delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti, sono i seguenti:

  • − il Piano Performance Share: destinato ai risk taker e ai Middle Manager, prevede l'assegnazione di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione a fronte di un aumento di capitale gratuito, sottoposte a condizioni di performance in relazione al conseguimento, nell'arco del Piano d'Impresa, di specifici obiettivi chiave;
  • − il Leveraged Employee Co-Investment Plan 3.0 (LECOIP 3.0): destinato a tutti gli altri dipendenti del Gruppo, prevede i) l'attribuzione di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione a fronte di un aumento gratuito di capitale e ii) la possibilità di sottoscrivere, in determinate proporzioni rispetto alle azioni gratuite ricevute, un Piano di Investimento basato su azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione a fronte di un aumento di capitale - destinato ai dipendenti - a un prezzo di emissione scontato rispetto al valore di mercato.

Il Piano d'Impresa 2018-2021 e il nuovo Piano 2022-2025

Il Piano d'Impresa 2018-2021

Il Piano d'Impresa 2018-2021, i cui pilastri e le principali iniziative sono stati sempre confermati nel corso degli anni, ha perseguito una solida e sostenibile creazione e distribuzione di valore per gli Azionisti e l'obiettivo di costruire una Banca di primario standing in Europa.

Come già ribadito in precedenti informative, il Gruppo ha puntato anche a rafforzare la propria leadership nella Corporate Social Responsibility e a diventare un punto di riferimento per la società, accrescendo al tempo stesso al proprio interno l'inclusione, senza alcuna distinzione.

In un mondo altamente digitalizzato e competitivo, la Banca ha perseguito i propri obiettivi facendo leva sui suoi valori e sulla comprovata capacità esecutiva di una macchina realizzativa orientata ai risultati.

I pilastri del Piano d'Impresa 2018-2021 sono stati:

− il significativo de-risking;

− la riduzione dei costi attraverso l'ulteriore semplificazione del modello operativo;

− la crescita dei ricavi cogliendo nuove opportunità di business.

Fattori abilitanti sono state le persone, che rappresentano la risorsa più importante di Intesa Sanpaolo, e il completamento della trasformazione digitale.

De-risking

Il de-risking ha costituito il primo Pilastro del Piano d'Impresa, con il quale il Gruppo si è proposto di limitare il peso del credito deteriorato sul credito totale, nonché di definire e implementare specifiche strategie creditizie, in fase di origination, in grado di orientare lo sviluppo e la composizione del portafoglio creditizio verso un profilo di rischio/rendimento riconosciuto ottimale nell'orizzonte di medio lungo periodo e coerente con la propensione al rischio e la creazione di valore del Gruppo.

Diversi sono stati gli strumenti utilizzati a seconda del grado di rischio e del tipo di clientela.

Per quanto riguarda la gestione dei crediti a sofferenza, la partnership con Intrum ha contribuito a ridimensionarne la portata in termini assoluti e relativi anche attraverso l'efficientamento dei KPI operativi per il monitoraggio delle performance, mentre per ciò che concerne il contenimento delle inadempienze probabili (UTP), dal primo semestre 2020 la gestione proattiva dei crediti alle imprese può contare sulla partnership con Prelios.

Il Gruppo ha superato, per circa 11 miliardi, l'obiettivo di riduzione dei crediti deteriorati, pari a circa 26 miliardi, previsto per l'intero quadriennio del Piano d'Impresa 2018-2021. A fine 2021 i crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche di valore, si sono attestati a 15,2 miliardi portando l'incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi al 3,2% al lordo delle rettifiche di valore e all'1,5% al netto, con un costo del rischio pari a 59 punti base (25 punti base se si escludono le rettifiche di valore addizionali su specifici portafogli per accelerare la riduzione dei crediti deteriorati). Considerando la metodologia adottata dall'EBA, l'incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi è risultata pari al 2,4% al lordo delle rettifiche e al l'1,2% al netto.

Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) ammonta, al netto delle rettifiche di valore, a 7,1 miliardi, in diminuzione del 34,1% rispetto ai 10,7 miliardi del 31 dicembre 2020.

Con l'obiettivo di rafforzare i propri modelli di gestione del credito, il Gruppo Intesa Sanpaolo si è dotato dell'unità interna Pulse – che nel 2021 è stata potenziata grazie all'avvio dei nuovi poli di Milano e Arezzo – al fine di gestire in maniera efficace i pagamenti in arretrato per il segmento retail, individuando i motivi alla base delle difficoltà di rimborso del credito,

25 Calcolata considerando l'esposizione al 30 settembre 2021 nei vari Paesi in cui è presente il Gruppo e i rispettivi requisiti stabiliti dalle competenti autorità nazionali relativi al 2023 se disponibili o al più recente aggiornamento del periodo di riferimento (requisito pari a zero per l'Italia per il primo trimestre 2022).

accelerando il percorso di recupero degli arretrati e sostenendo il rientro delle posizioni anche attraverso la proposta al cliente di strategie negoziali tramite l'utilizzo di alberi decisionali.

Della gestione attiva del rischio sul portafoglio crediti si occupa infine la Direzione Active Credit Portfolio Steering della Capogruppo, in particolare realizzando progetti e operazioni di copertura del rischio di credito finalizzati alla riduzione degli RWA ed estendendo l'applicazione di specifici correttivi di pricing per indirizzare la strategia delle nuove erogazioni verso settori con un miglior profilo di rischio/rendimento (Credit Strategies Adjustment-CSA). Dall'introduzione del CSA, nel 2019, a dicembre 2021 sono stati erogati circa 38,5 miliardi nei cluster migliori di portafoglio.

In linea con il Piano d'Impresa 2018-2021, il Gruppo ISP ha posto in essere diverse operazioni di cessione di portafogli di crediti deteriorati. Con lo scopo di accelerare il percorso intrapreso, a dicembre 2020 i Consigli di Amministrazione di ISP e di UBI Banca avevano deliberato l'avvio delle attività prodromiche connesse alla cessione, da effettuarsi nel corso del 2021, di crediti deteriorati per un GBV complessivo di 4 miliardi (5,9 miliardi ante applicazione della PPA ai crediti rivenienti dall 'ex Gruppo UBI Banca), con conseguente riclassifica di tali posizioni fra le attività in via di dismissione ai sensi dell'IFRS 5, sussistendone i presupposti, già nel Bilancio consolidato al 31 dicembre 2020. Le operazioni di cessione riferite a tali crediti sono state tutte perfezionate nel corso del 2021 e non hanno comportato impatti di rilievo sul conto economico in quanto i valori netti contabili erano già stati allineati nel Bilancio 2020 ai prezzi di cessione attesi.

Al fine di accelerare ulteriormente il processo di riduzione dei rischi e fronteggiare in via preventiva un potenziale aumento dello stock di crediti deteriorati in relazione al venire meno delle azioni di sostegno governative legate alla pandemia, nel corso del secondo trimestre 2021 è stato identificato un ulteriore insieme di crediti deteriorati da cedere (perimetrato in due distinti portafogli di cui uno già oggetto di cessione a fine 2021, per un valore complessivo in termini di GBV di circa 1 miliardo), anch'esso riclassificato tra le attività in via di dismissione ai sensi dell'IFRS 5. Inoltre, nel corso del mese di settembre è stato individuato un ulteriore portafoglio di inadempienze probabili per un GBV di 1,1 miliardi relativamente al quale sono state avviate le attività propedeutiche alla cessione prevista nel corso del 2022. Sussistendone i presupposti, anche questo portafoglio è stato riclassificato fra le attività in via dismissione ai sensi dell'IFRS 5.

Infine, a dicembre 2021 e a gennaio 2022, il Consiglio di Amministrazione di ISP ha approvato l'avvio delle attività prodromiche connesse alla cessione, da effettuarsi nel corso del 2022, di ulteriori portafogli di crediti deteriorati. Per una parte di questi, avente un GBV di 2,9 miliardi al 31 dicembre 2021, è stata verificata la sussistenza dei presupposti necessari per la classificazione fra le attività in via di dismissione ai sensi dell'IFRS 5 già nel Bilancio 2021, con conseguente allineamento del relativo valore contabile al presumibile valore di realizzo. La restante parte è stata invece contabilizzata sulla base di quanto previsto dal principio IFRS 9 fattorizzando uno scenario probabilistico di vendita secondo prezzi di mercato, considerando un obiettivo di cessione di 4,8 miliardi in termini di GBV.

In chiusura di esercizio, pertanto, considerando anche alcune iniziative di deleveraging riguardanti esposizioni single name, l'ammontare dei crediti deteriorati del Gruppo riclassificati fra le attività in via di dismissione ammontava a 4,5 miliardi in termini di GBV e a 1,2 miliardi in termini di NBV, quest'ultimo già allineato ai prezzi di realizzo attesi.

Riduzione dei costi

La riduzione dei costi ha costituito il Secondo Pilastro del Piano d'Impresa 2018-2021, con il quale il Gruppo si è posto l'obiettivo di ridurre l'incidenza sul conto economico delle componenti di spesa sia fisse che variabili.

Il progetto di riduzione e rinnovamento del personale ha stabilito una serie di obiettivi coordinati in termini di riduzione del costo del lavoro, di riqualificazione professionale e di rinnovamento del personale. Conseguentemente all'acquisizione di UBI Banca, nel 2021 il personale del Gruppo ha raggiunto le 97.698 unità con un costo complessivo pari a circa 6,8 miliardi.

La riqualificazione professionale ha coinvolto circa 5.750 persone da inizio Piano, mentre il rinnovamento si è perfezionato con l'assunzione di circa 1.850 figure specializzate. Per quanto riguarda invece le figure professionali con contratto di lavoro misto, nel 2021 si sono registrati circa 900 ingressi.

Come già indicato nel paragrafo "Gli eventi rilevanti", nel quadro delle linee strategiche definite per l'integrazione di UBI Banca nel Gruppo, Intesa Sanpaolo ha raggiunto un accordo con le organizzazioni sindacali in base al quale ha accolto oltre 7.200 domande di uscita volontaria entro il dicembre 2023, 2.839 delle quali già realizzatesi nel 2021, e contestualmente ha programmato 3.500 assunzioni entro il primo semestre 2024. A novembre 2021 è stato raggiunto un nuovo accordo sindacale che prevede ulteriori 2.000 uscite volontarie entro il primo trimestre 2025 e 1.100 assunzioni entro il 2025.

Il progetto di ottimizzazione della strategia distributiva ha previsto la razionalizzazione della rete degli sportelli bancari, l'integrazione con canali alternativi fisici o virtuali e la ricerca di partnership con reti non captive.

A fine 2021 gli sportelli Retail erano 2.848. Nel corso del 2021 sono stati chiusi 1.002 sportelli, di cui 452 nel quarto trimestre. Per quanto riguarda i canali alternativi di proprietà, continua l'impegno per il rinnovamento del self banking (installate oltre 1.000 macchine tra ATM, MTA e casse self) e per lo sviluppo dell'operatività virtuale attraverso il potenziamento sia della Filiale Online (975 ingressi nell'anno) che del Gestore remoto.

Con riferimento all'integrazione con reti non captive, è proseguito lo sviluppo di Mooney che, nata dall'accordo tra SisalPay e Banca 5, rappresenta la prima realtà italiana di Proximity Banking & Payments (circa 45 mila punti vendita su tutto il territorio nazionale).

Nel loro insieme, le attività di ottimizzazione della strategia distributiva hanno esteso il coverage del Gruppo fino al 96% della popolazione italiana.

Nell'ambito del progetto di razionalizzazione del patrimonio immobiliare sono stati ridotti i costi per gli immobili attraverso la dismissione di spazi inutilizzati, il trasferimento in location a minore impatto economico e la rinegoziazione di contratti di locazione per spazi in uso. Nel corso dell'anno sono state accorpate 1.002 filiali ed effettuati interventi di razionalizzazione su altre sedi, liberando spazi per 456.000 mq. Sono stati inoltre rinegoziati 563 canoni di locazione.

Il progetto di riduzione delle spese amministrative, infine, ha operato attraverso il conseguimento di sinergie, l'efficienza nelle spese di funzionamento, il controllo delle spese di consulenza, l'accentramento delle decisioni di acquisto e l'estensione delle best practice interne alle banche estere del Gruppo.

Ricavi

Il terzo pilastro del Piano d'Impresa 2018-2021 ha mirato ad aumentare i proventi operativi netti, cogliendo significative opportunità di business in tutte le Divisioni.

Per conseguire l'obiettivo di diventare la prima compagnia assicurativa per i prodotti non-motor retail in Italia, Intesa Sanpaolo Assicura ha portato avanti l'integrazione di Intesa Sanpaolo RBM Salute: è in corso l'internalizzazione della gestione dei sinistri complessi e l'estensione all'esercizio di nuovi rami per il completamento dell'offerta con garanzie prima non previste dall'entità acquisita, come ad esempio quella sulle perdite pecuniarie dovute a diversi generi di imprevisti. Relativamente all'aggiornamento dei prodotti, è stata rilasciata la nuova offerta Salute, che si fa sempre più personalizzata, con promozioni dedicate e offerta a distanza, sia per privati che per aziende. Riguardo ai canali di vendita, è stato attivato il modello Agenzia ISIA (Intesa Sanpaolo Insurance Agency) per la vendita di prodotti non standard della Divisione Insurance alla clientela imprese e aziende retail e sono state avviate iniziative commerciali ad hoc in ambito business per il collocamento di nuove polizze. Il servizio di post-vendita ha beneficiato dell'implementazione della nuova piattaforma digitale multicanale e del ridisegno integrale dei processi operativi, in ottica di ottimizzazione ed efficienza della gestione del portafoglio e dei sinistri.

Per quanto riguarda il consolidamento della crescita internazionale del Private Banking, sul fronte delle attività svizzere è proseguita l'ottimizzazione del network estero attraverso la razionalizzazione delle sedi e l'acquisizione e il controllo del Gruppo Reyl, mentre in Lussemburgo è stata completata l'integrazione del ramo Private di ISP Lux in Fideuram Bank Luxembourg ed è stato sottoscritto l'accordo per l'acquisizione del 100% di Compagnie de Banque Privée Quilvest, banca private lussemburghese.

In Italia, dall'avvio del Piano, la rete commerciale dei Private Banker è stata potenziata grazie all'inserimento di più di mille professionisti e al rafforzamento dell'utilizzo del contratto bancario misto. Stanno inoltre continuando con successo la commercializzazione di prodotti innovativi, tra cui alcune Gestioni Patrimoniali e Fondi Alternativi, e l'utilizzo dei nuovi canali digitali.

Con riferimento all'Asset Management, è stato adottato un processo rigoroso e trasparente per implementare la nuova normativa europea in materia ESG (Regolamento UE 2019/2088 – Sustainable Finance Disclosure Regulation – SFDR) tramite una Politica di Sostenibilità che prevede, all'interno del processo di investimento di ogni fondo, l'adozione di specifiche strategie SRI (Sustainable and Responsible Investment)/ESG: in questo modo è stata raggiunta la posizione di leadership nel mercato italiano con il 46% delle masse di prodotti classificati come sostenibili.

È proseguito l'arricchimento della gamma di prodotti in coerenza con le esigenze e gli obiettivi di investimento espressi dai diversi segmenti di clientela con prodotti per la conversione dell'eccesso di riserva e con nuove soluzioni flessibili focalizzate anche su tematiche ESG; parallelamente è stata ampliata l'offerta di soluzioni dedicate a Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking.

Sono inoltre continuati lo sviluppo e la diffusione di nuovi servizi digitali come «Smart Save», il primo servizio di «Risparmio Digitale» per investire in fondi comuni tramite App, e la nuova infrastruttura di «Robo-Advisory», mentre è stata rilasciata la nuova piattaforma di Trading evoluto «InvestoPro».

Infine, come già anticipato in precedenza, è stato siglato l'accordo tra il Gruppo Intesa Sanpaolo e Poste Italiane per l'acquisizione da parte di Poste Italiane del 40% del capitale sociale di Eurizon Capital Real Asset SGR.

La strategia della Divisione Banca dei Territori rivolta alle PMI italiane mira a supportarle nel loro processo di crescita, soprattutto attraverso la digitalizzazione dell'offerta di prodotti: sono diverse le soluzioni adottate per sostenere lo sviluppo della relazione a distanza coi clienti, sia durante la vendita che nel post-vendita.

Sono stati realizzati quattro prodotti di protezione (Piano Rimborso Spese Mediche, Polizza Malattie Gravi, Cyber Risk e RC Amministratori, Sindaci, Dirigenti) ed è in corso l'evoluzione dell'offerta ESG con cinque linee di Sustainability Loan, l'introduzione del Laboratorio ESG e di servizi di consulenza in tema. Sono stati quindi lanciati il programma Motore Italia e l'offerta Motore Italia Digitale, oltre ai primi prodotti finanziari coerenti con il PNRR.

Il supporto all'internazionalizzazione delle imprese ha fatto leva su servizi e offerte dedicati per favorire l'accesso ai mercati esteri, grazie all'attività di sviluppo della clientela sulla rete internazionale ISP e alle sinergie tra le Divisioni International Subsidiary Banks e Banca dei Territori.

Il continuo sviluppo della piattaforma Dialogo Industriale ha consentito ai gestori di relazionarsi in modo sempre più consapevole ed efficace nei confronti degli imprenditori; in quest'ambito sono stati quindi rilasciati sviluppi in tema ESG e avviate implementazioni per l'integrazione con ONE - Nuova Concessione, con la piattaforma @gile e con il nuovo Framework Settoriale.

Al fine di consolidare la posizione di leadership nel mercato italiano della Divisione IMI CIB, sono state messe a punto diverse iniziative volte a rafforzare, tra l'altro, il business dell'Investment Banking sulla clientela Mid Corporate e a individuare misure di sostegno per le imprese maggiormente impattate dall'emergenza pandemica. Sono state lanciate nuove iniziative commerciali in ambito cash management e trade finance e condotte attività a sostegno delle filiere produttive italiane.

In ambito servizi Open Banking è stato rilasciato il portale di Gruppo SmartHub volto ad esporre alla clientela soluzioni di colloquio in real time grazie alle differenti API (Application Programming Interface) in un unico punto per tutto il Gruppo.

È proseguito infine lo sviluppo del modello Originate to Share26 anche attraverso il rafforzamento delle relazioni con investitori istituzionali.

La strategia per le banche estere del Gruppo ha continuato ad essere rivolta all'ottimizzazione della presenza internazionale, alla massimizzazione delle sinergie all'interno del Gruppo e all'evoluzione digitale.

Il nuovo Core Banking System, già adottato in Repubblica Ceca e in via di sviluppo in Slovacchia, verrà esteso in coerenza con la strategia IT di breve-medio periodo anche all'Albania, dove sono in corso le attività preparatorie al progetto d'implementazione.

Da segnalare l'evoluzione della Società di Servizi IT (Intesa Sanpaolo International Value Services), focalizzata nel supportare e accompagnare la clientela delle banche estere verso la trasformazione digitale attraverso la fornitura di soluzioni e servizi, con particolare attenzione alla generazione di valore per tutti gli stakeholder.

26 Il modello di operatività "Originate to Share" riguarda i finanziamenti posti in essere con il duplice obiettivo di vendere quote parti sul mercato primario o post-primario entro un holding period dichiarato in fase di origination e di detenere le restanti quote.

A tal proposito sono state ampliate le attività operative di ISP IVS in Serbia, grazie all'attivazione del centro di competenza tecnica in ambito Core Banking System, in Slovacchia, tramite l'attivazione del centro di competenza tecnica in ambito Credit & Risk Management, e in Italia in ambito infrastrutturale IT.

È in atto l'estensione del modello distributivo target di Gruppo alla rete commerciale in Slovacchia, Croazia, Serbia, Ungheria, Slovenia, Romania, Albania e Bosnia e l'adozione del modello di consulenza evoluta nel Wealth Management per i segmenti Affluent, Private e Upper Mass in Croazia, Slovenia, Slovacchia e Ungheria. È stata avviata la fase pilota per l'integrazione del modello sulla piattaforma digitale in Slovenia.

È parallelamente continuata l'attivazione di nuove funzionalità e servizi dei canali digitali, con interventi differenziati in base al loro stadio di sviluppo nelle diverse banche estere del Gruppo.

È stato avviato il progetto di Smart Working & Property Optimization in Slovacchia, Ungheria e Croazia, così come le progettualità dedicate in Albania e Slovenia, mentre sono in corso di definizione le soluzioni più opportune in Ucraina.

Sono infine iniziate le attività propedeutiche alla definizione di un rinnovato modello di servizio in ambito Bancassicurativo e al rafforzamento della collaborazione con le Divisioni IMI C&IB e Banca dei Territori per lo sviluppo dell'offerta commerciale.

Per quanto concerne lo sviluppo dell'attività di Wealth Management in Cina, Yi Tsai ha finalizzato il modello di Advanced Advisory e ha proseguito il percorso di reclutamento del personale nelle varie aree societarie.

Con riferimento alla Securities Company, a seguito dell'accettazione dell'istanza alla CSRC (China Securities Regulatory Commission), sono in corso le relazioni con il Regulator locale finalizzate all'ottenimento delle necessarie autorizzazioni.

Persone e trasformazione digitale

Il Gruppo mette costantemente in atto una serie di iniziative dedicate alle persone di Intesa Sanpaolo. Il progetto People Care, ad esempio, è finalizzato al miglioramento della qualità della vita e del benessere in azienda, aumentando il coinvolgimento e il senso di appartenenza dei dipendenti. Il servizio di sostegno psicologico 24/7 "Ascolto e Supporto" è stato usato da più di mille colleghi ed è stato lanciato anche presso alcune filiali estere; l'iniziativa CareLab, relativa al mondo del Benessere, è stata potenziata con oltre 600 contenuti pubblicati (tra video, podcast, articoli, pacchetti tematici) che sono stati fruiti da oltre 40 mila dipendenti. Nell'ambito del progetto Diversity & Inclusion, finalizzato a creare pari opportunità e favorire un alto livello di coinvolgimento delle persone, stanno proseguendo le iniziative volte a diffondere consapevolezza e a rafforzare le competenze di inclusione; sono state inoltre definite le regole per il contrasto delle molestie sessuali, con una campagna di sensibilizzazione sul tema. Intesa Sanpaolo è stata la prima banca in Italia e tra le prime in Europa a ricevere la certificazione Gender Equality European & International Standard (GEEIS-Diversity), che valuta e valorizza l'impegno delle società in materia di diversità e inclusione quali elementi strategici di un'organizzazione.

Il numero di persone coinvolte in programmi di gestione e sviluppo di talenti nel periodo 2018-2021 è stato pari a circa 500 risorse. Il potenziamento delle competenze dei dipendenti è stato garantito dall'erogazione di circa 12,8 milioni di ore formazione durante il 2021.

In risposta all'emergenza COVID-19, è proseguito il ricorso allo "smart working", tramite l'adozione di specifiche misure e iniziative in ambito tecnologico e informatico: le adesioni a livello di Gruppo hanno raggiunto un totale complessivo di circa 78 mila risorse.

Relativamente al progetto "Next Way of Working", volto a definire le nuove modalità di lavoro nel periodo post-COVID, sono proseguiti gli interventi immobiliari (completati i lavori sulla piazza di Milano27 mentre sono in conclusione quelli sul Nuovo Centro Direzionale di Torino) e tecnologici (es. rilasciati i nuovi tool per la pianificazione del lavoro) per agevolare il personale nell'utilizzo strutturale di una modalità di lavoro flessibile, basata sull'alternanza di lavoro in ufficio e da casa.

Il Piano d'Impresa 2018-2021 ha previsto rilevanti investimenti nella trasformazione digitale in tutti gli ambiti operativi del Gruppo, con particolare riguardo allo sviluppo del multicanale, del self banking e dei servizi a distanza, all'estensione dello smart working, al rafforzamento della sicurezza informatica, allo sviluppo del data management e alla riprogettazione digitale dei processi aziendali (vendita, credito, transazionali, governance).

Per ciò che concerne i canali distributivi, i numeri dell'anno 2021 confermano una crescente diffusione dei servizi digitali in termini di clienti, prodotti e vendite. Il numero di utilizzatori dei servizi multicanale è arrivato a circa 12,9 milioni. Si è consolidato anche l'accesso ai servizi bancari tramite App Banking, con 8,1 milioni di utenti che si sono connessi almeno una volta dal 2018, mentre i clienti della Filiale Online sono circa 60 mila.

I prodotti disponibili su canali digitali rappresentano circa l'85% dell'offerta. Le vendite su canali digitali, anche per effetto dell'emergenza COVID-19, sono salite al 32% del totale (erano il 26% nel 2020).

Parallelamente al crescente utilizzo dei canali digitali da parte della clientela, si sta accentuando l'attenzione alla sicurezza informatica. Nel 2021 è stata completata l'estensione del modello target di cyber security, che ormai include la totalità delle società del Gruppo.

Grazie allo sviluppo delle conoscenze nell'advanced analytics & artificial intelligence, sono state potenziate l'azione commerciale, attraverso una personalizzazione dei servizi più efficace, l'automazione dei processi (es. Robot Process Automation) e la mitigazione del rischio di credito. Il Gruppo si è dotato di strumenti e strutture per promuovere l'innovazione, attraverso l'individuazione delle nuove linee di tendenza in campo tecnologico e finanziario e lo sviluppo e utilizzo di nuove tecnologie. Particolare attenzione è stata rivolta verso il sistema Fintech, perseguendo l'obiettivo di individuare possibili partnership per lo sviluppo di prodotti e servizi ad alto valore tecnologico.

Il nuovo Piano d'Impresa 2022-2025

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha dimostrato negli ultimi anni di essere in grado di generare valore per tutti gli stakeholder, realizzando importanti risultati anche in contesti esterni difficili, in particolare durante la recente crisi COVID-19.

Oggi Intesa Sanpaolo si presenta tra i principali operatori del settore ed è ben posizionata per cogliere le future opportunità, grazie a molteplici punti di forza fra i quali: la gestione proattiva e granulare dei rischi, una indiscussa solidità patrimoniale, un modello di business distintivo, una posizione di primo piano in ambito ESG e la rafforzata leadership domestica in un Paese in forte ripresa dopo la pandemia.

27 Al netto degli interventi sull'edificio di Via Verdi 8

Alla luce dei risultati ottenuti nel recente passato e dei principali trend che influenzeranno il settore bancario e non solo, il Gruppo Intesa Sanpaolo intende affrontare i prossimi anni con l'obiettivo di continuare a generare valore per tutti gli stakeholder e allo stesso tempo costruire la banca del futuro: profittevole, innovativa e sostenibile.

Con il nuovo Piano di Impresa il Gruppo si è dato l'ambizioso obiettivo di diventare un leader nei settori del Wealth Management, Protection e Advisory e lo farà attraverso quattro pilastri chiave:

    1. forte riduzione del profilo di rischio, con conseguente taglio del costo del rischio;
    1. riduzione strutturale dei costi, grazie alla tecnologia;
    1. crescita delle commissioni, trainata dalle attività di Wealth Management, Protection e Advisory;
    1. forte impegno ESG, con una posizione ai vertici mondiali per impatto sociale e grande focus sul clima.

Il primo pilastro ("forte riduzione del profilo di rischio") mira a rafforzare ulteriormente la posizione di forza nella gestione del credito, con l'obiettivo di un'incidenza dei crediti deteriorati netti inferiore all'1% secondo la definizione EBA e l'abbattimento del costo del rischio a 40 punti base in orizzonte di Piano, mediante:

  • − la riduzione massiva dello stock di crediti deteriorati e azioni continue di prevenzione attraverso una strategia modulare;
  • − un nuovo modello decisionale per il credito, con la rivisitazione in ottica settoriale di tutto il modello creditizio, rafforzando la conoscenza granulare dei rischi a livello di macro e micro settore;
  • − la gestione proattiva degli altri rischi (es. informatico, climatico, reputazionale), dotandosi di competenze e strumenti in grado di far fronte alla gestione integrata degli altri rischi che il Gruppo deve fronteggiare.

Il secondo pilastro ("riduzione strutturale dei costi") permetterà ad Intesa Sanpaolo di raggiungere una strutturale riduzione dei costi grazie alla tecnologia, con un risparmio di 2 miliardi di costi abilitato da circa 7 miliardi di investimenti (dei quali 5 miliardi in tecnologia e crescita) attraverso:

  • − la creazione di una nuova Banca Digitale (ISY Bank) per servire efficacemente i clienti retail che non si recano in filiale, ottimizzare la copertura territoriale, ridurre il cost-to-serve in Italia e progressivamente sui clienti retail delle principali banche estere europee controllate;
  • − il rinnovamento del personale con nuove assunzioni e la capacità in eccesso riconvertita/riqualificata e riallocata verso nuove iniziative prioritarie, a fronte delle uscite volontarie previste;
  • − una gestione efficiente degli immobili del Gruppo in linea con il "Next Way of Working" ed una gestione proattiva dell'attuale patrimonio immobiliare non strategico;
  • − la gestione dei costi potenziata da Advanced Analytics, grazie a metodologie e strumenti innovativi che consentono di identificare con estrema granularità aree di efficientamento precedentemente non identificabili;
  • − l'efficienza IT grazie all'ottimizzazione dell'architettura informatica del Gruppo, all'insourcing di competenze distintive e il ricorso a partnership esterne per modernizzare la Banca.

Il terzo pilastro ("crescita delle commissioni") abiliterà la crescita delle commissioni, trainate dalle attività di Wealth Management, Protection e Advisory, con una crescita di 100 miliardi nel Risparmio gestito e il 57% dei ricavi di Gruppo generato da business commissionale e assicurativo, grazie a:

  • − un modello di servizio dedicato per la clientela Exclusive servita in Banca dei Territori, attraverso una filiera dedicata di gestori, Advisory Center, piattaforme tecnologiche, anche facendo leva su un Investment Center dedicato;
  • − il rafforzamento della posizione di mercato nel Private Banking, con un'offerta di prodotti e servizi innovativa, una nuova strategia omnicanale e il potenziamento della presenza internazionale;
  • − un costante focus sulle fabbriche prodotto proprietarie (Asset management, Assicurazioni Vita e Danni), con un'offerta innovativa e migliorata;
  • − l'ulteriore crescita nel business dei pagamenti, valorizzando le partnership strategiche del Gruppo;
  • − il potenziamento dell'Advisory per tutti i clienti Corporate, posizionandosi come partner di riferimento per le imprese italiane sul PNRR, sviluppando un modello di servizio in grado di porre ISP come global advisor per tutta la clientela Corporate;
  • − la crescita delle attività della Divisione International Subsidiary Banks, con un modello di business completo, focalizzato sulla crescita delle commissioni nelle principali controllate europee, un continuo focus sul Wealth Management in Cina e strategie focalizzate su selezionate geografie di minore rilevanza.

Il quarto pilastro ("forte impegno ESG") dimostrerà ancora una volta l'impegno ESG del Gruppo, con circa 115 miliardi complessivamente destinati al social lending (25 miliardi) e ai nuovi crediti per la green economy, la circular economy e la transizione ecologica (88 miliardi). Il Gruppo continuerà ad investire significativamente su alcuni temi chiave quali:

  • − il supporto per far fronte ai bisogni sociali, attraverso contributi rivolti alle persone in difficoltà, ai giovani e agli anziani;
  • − la spinta all'inclusione finanziaria, attraverso il credito sociale (es. verso entità non-profit, supporto diretto alle categorie disagiate attraverso finanziamenti agevolati) e iniezioni di capitale di impatto;
  • − un costante impegno per la cultura, attraverso la promozione di iniziative culturali;
  • − la promozione dell'innovazione, sia all'interno del Gruppo, sia supportando i clienti business;
  • − l'accelerazione nell'impegno Net-Zero, riducendo le emissioni proprie e quelle dei settori ad alta emissione finanziati nonché supportando la transizione energetica, al fine di contemperare le esigenze ambientali e sociali;
  • − il supporto ai clienti nella transizione ESG/Climate, che si traduce, per esempio, nel rafforzamento del lending sostenibile per Corporate e PMI, nell'ulteriore sviluppo di plafond di finanziamenti sostenibili per il segmento Retail e nella valutazione della clientela in base allo scoring ESG proprietario di Intesa Sanpaolo.

Le Persone rimarranno la risorsa più importante per il successo del Piano di Impresa: il Gruppo continuerà pertanto ad investire sui suoi talenti e a perseguire la valorizzazione, la crescita e la soddisfazione delle Persone attraverso:

− il progetto "Next Way of Working", rivedendo le logiche gestionali e l'allocazione degli spazi immobiliari (centrali e sul territorio) ed evolvendo le competenze del Gruppo;

  • − una strategia innovativa sui talenti, grazie a programmi di Talent Management dedicati (es. "Leader del futuro") e a un rafforzamento della presenza internazionale;
  • − il sostegno alla diversità e all'inclusione, con una forte spinta al bilanciamento tra donne e uomini, e il lancio di iniziative dedicate all'ampliamento della rosa dei potenziali leader del futuro;
  • − un ecosistema per l'apprendimento, per supportare un piano massivo di rafforzamento e ampliamento delle competenze delle persone adeguato all'evoluzione del Piano;
  • − la semplificazione dei processi, grazie alla tecnologia e ad un'ulteriore semplificazione del modello operativo.

Sulla base delle linee guida delineate nel Piano di Impresa 2022-2025 e dei pilastri strategici, Intesa Sanpaolo si è impegnata a raggiungere i seguenti target per il 2025:

  • − risultato netto a 6,5 miliardi (ROTE al 13,9%);
  • − proventi operativi netti a 22,8 miliardi;
  • − cost/income ai vertici di settore, pari al 46,4%;
  • − costo del credito a 38 punti base;
  • − crediti deteriorati: incidenza lorda all'1,6% e Incidenza netta allo 0,8% (secondo la definizione EBA);
  • − solido livello di patrimonializzazione, con un fully phased-in CET1 Ratio superiore al 12%, e un leverage ratio al 6,2%;
  • − una distribuzione di dividendi per cassa rispetto all'utile consolidato (cash payout ratio) del 70% annuo, al quale si aggiunge un totale di 3,4 miliardi di buyback nel 2022, soggetto alle approvazioni della BCE e dell'Assemblea degli Azionisti.

Nell'orizzonte di Piano 2022-2025 Intesa Sanpaolo continuerà a generare valore per tutti i suoi stakeholder ed in particolare per:

  • − gli azionisti, tramite oltre 22 miliardi da distribuire in arco di Piano (payout ratio annuale del 70%, combinato con il sopra citato buyback), di cui oltre 6,6 miliardi già nel 2022;
  • − i dipendenti, con il rinnovato impegno nei confronti di circa 100 mila famiglie (26,5 miliardi di spese del personale in orizzonte di Piano combinati con circa 50 milioni di ore di formazione);
  • − il sistema Paese, attraverso il continuo impegno del Gruppo nel contribuire a generare valore per il sistema economico e sociale con 328 miliardi (di cui 285 miliardi in Italia) di nuovo credito erogato all'economia reale per famiglie e imprese, 17 miliardi di acquisti e investimenti ai fornitori di Intesa Sanpaolo, 15 miliardi al settore pubblico, 25 miliardi di nuovo credito sociale e 500 milioni di investimenti/donazioni per le persone in difficoltà, i giovani e gli anziani;
  • − l'ambiente, con il forte impegno del Gruppo a contribuire alla riduzione delle emissioni e il supporto alla transizione ecologica attraverso 88 miliardi di nuovo credito per la green economy, la circular economy e la transizione ecologica.

ESG e sostenibilità

In uno scenario globale segnato dall'emergenza sanitaria da COVID-19, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha portato a termine il Piano d'Impresa 2018-2021 attraverso una strategia fondata su sostenibilità e radicamento nei territori e confermato la propria solidità finanziaria e la capacità di creare valore sostenibile per tutti gli stakeholder concludendo anche l'integrazione con UBI Banca, in una comune visione d'intenti.

Il forte impegno profuso dal Gruppo sui temi della sostenibilità ha permesso di far fede ai numerosi impegni e raggiungere importanti risultati nell'ultimo anno del Piano di Impresa 2018-2021; sono inoltre state messe le basi per le sfide future, affrontate nel nuovo Piano di Impresa 2022-2025 in cui le tematiche ESG rappresentano uno dei pilastri per una creazione di valore sostenibile e per l'ulteriore rafforzamento della leadership di Intesa Sanpaolo in ambito ESG.

Intesa Sanpaolo continua ad essere un modello di riferimento per la sostenibilità come dimostrato dal posizionamento nei principali indici e classifiche: è l'unica Banca italiana presente nei Dow Jones Sustainability Indices World e Europe; inoltre è classificata prima tra i peers da MSCI, Sustainalytics e Bloomberg (ESG Disclosure Score) e nel 2021 è risultata la migliore banca europea e la migliore società italiana per aspetti ESG nella classifica di Institutional Investor. Ad ottobre 2021, Intesa Sanpaolo è stata inclusa nell'Euronext - Borsa Italiana MIB ESG Index.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha aderito a tutte le principali iniziative delle Nazioni Unite, tra cui il Global Compact, riguardanti il settore finanziario nell'ambito della sostenibilità e che si inquadrano nell'ambito del raggiungimento degli UN Sustainable Development Goals: i Principles for Responsible Banking, i Principles for Sustainable Insurance, i Principles for Responsible Investment. Da ottobre 2018 Intesa Sanpaolo supporta le Raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD) e nel quarto trimestre del 2021 ha pubblicato il suo primo TCFD Report, che include specifiche informazioni sul clima in conformità a tali Raccomandazioni, a cui si rimanda28. Inoltre, a settembre 2021, la Banca si è impegnata ad adottare e implementare lo Stakeholder Capitalism Metrics sviluppato dal World Economic Forum.

A testimonianza dell'impegno nel contrasto al cambiamento climatico, Intesa Sanpaolo ha annunciato a ottobre 2021 la propria adesione alla Net-Zero Banking Alliance (NZBA), impegnandosi a raggiungere emissioni nette pari a zero entro il 2050; rafforzando l'impegno del Gruppo, a fine anno, Eurizon Capital SGR, Fideuram Asset Management SGR e Fideuram Asset Management Ireland hanno aderito alla Net Zero Asset Managers Initiative (NZAMI) e, attraverso la capogruppo assicurativa Intesa Sanpaolo Vita, è stata formalizzata l'adesione alle due alleanze Net Zero afferenti al core business assicurativo Net Zero Insurance Alliance (NZIA) e Net Zero Asset Owner Alliance (NZAOA). Il forte commitment sull'obiettivo climatico è stato declinato nel Piano di Impresa 2022-2025, presentato il 4 febbraio 2022, nel quale Intesa Sanpaolo si è impegnata a raggiungere già nel 2030 l'obiettivo Net-Zero sulle emissioni proprie e un target del 100% di energia elettrica acquistata da fonti rinnovabili a livello di Gruppo, target già raggiunto in Italia nel 2021. Inoltre, con più di un anno di anticipo rispetto alla scadenza prevista dalla NZBA, Intesa Sanpaolo ha presentato i target di riduzione delle emissioni allineati al Net Zero per il 2030 nei settori Oil & Gas, produzione di energia, automotive ed estrazione del carbone che rappresentano più del

28 https://group.intesasanpaolo.com/content/dam/portalgroup/repository-documenti/sostenibilt%C3%A0/inglese/2021/TCFD%20Report_2021.11.pdf.

60% delle emissioni finanziate del portafoglio delle aziende non finanziarie sui settori indicati dalla NZBA. Con riferimento all'estrazione del carbone, in particolare, è previsto un phase-out entro il 2025.

L'importanza del cambiamento climatico si riflette anche nella protezione e ripristino del "capitale naturale". In tale ottica, il Piano di Impresa 2022-2025 prevede l'impegno di Intesa Sanpaolo ad adottare una specifica policy sulla biodiversità e piantare 100 milioni di alberi direttamente e attraverso dei finanziamenti dedicati a favore dei clienti.

Sempre in ottica di sostenibilità, nel mese di luglio 2021 Intesa Sanpaolo ha aggiornato le regole per l'operatività creditizia del Gruppo nel settore del carbone, impegnandosi ad azzerare le esposizioni (phase out) legate all'estrazione di carbone entro il 2025; inoltre ha introdotto regole dedicate per il settore oil&gas non convenzionale prevedendo la cessazione immediata di nuovi finanziamenti e l'azzeramento delle esposizioni oggetto della policy (phase out) entro il 2030. L'adozione di queste misure, applicate a tutte le società del Gruppo e in tutti i Paesi in cui operano, rappresenta un importante passo ulteriore per il contrasto al cambiamento climatico.

Il Programma interno ISP4ESG, nato per consolidare la leadership di Intesa Sanpaolo nella sostenibilità, è un'iniziativa di significativo impatto che coinvolge tutte le diverse strutture del Gruppo e ha l'obiettivo di integrare le logiche ESG nel modello di business e nella strategia. Le attività principali svolte nel corso del 2021 hanno riguardato tra l'altro: il Framework Creditizio ESG/Climate; il riscontro alle aspettative della BCE relative alla gestione dei rischi climatici e ambientali; la valutazione delle implicazioni e degli step necessari per l'adesione a Net Zero di tutte le Divisioni del Gruppo; la proposta del nuovo Piano ESG 2022/2025; la diffusione della cultura ESG, con in particolare un corso interno di formazione base. È proseguita inoltre l'attività della Cabina di Regia ESG, che si avvale di 17 Sustainability Manager, individuati in ciascuna Area e Divisione, e che supporta il Comitato di Direzione nella proposizione strategica afferente alle tematiche ESG, esercita il coordinamento operativo per l'attuazione delle iniziative ESG di maggior rilievo e valuta l'opportunità e la solidità delle nuove iniziative.

La massima attenzione rivolta alla continua evoluzione della normativa europea in tema di informativa ESG e di sostenibilità ha portato Intesa Sanpaolo a lanciare, nell'agosto 2021, un Progetto focalizzato sul Reporting ESG di Gruppo, con l'obiettivo di creare un approccio integrato e trasversale attraverso il coinvolgimento di diverse strutture e società del Gruppo.

L'inclusione finanziaria e il sostegno al tessuto produttivo

Intesa Sanpaolo si è confermata punto di riferimento a sostegno del sistema economico del Paese anche durante il periodo di emergenza da COVID-19. Complessivamente nel 2021 Intesa Sanpaolo ha destinato nuovo credito a medio lungo termine all'economia reale per circa 77 miliardi, dei quali circa 66 miliardi in Italia e di questi circa 55 miliardi erogati a famiglie e Piccole e Medie Imprese; circa 10 mila aziende sono state riportate in bonis nell'esercizio preservando circa 50 mila posti di lavoro. Inoltre, Intesa Sanpaolo, a supporto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ha messo a disposizione un plafond di oltre 400 miliardi di finanziamenti a medio-lungo termine per imprese e famiglie con l'obiettivo di rafforzare la crescita del Paese.

Nel corso del 2021 il Gruppo Intesa Sanpaolo ha erogato nuovi finanziamenti per attività ad alto impatto sociale per circa 20,6 miliardi, pari al 26,6% del totale erogato, 14 miliardi dei quali a sostegno del sistema produttivo in relazione al contesto pandemico, contribuendo a creare opportunità imprenditoriali e occupazionali nonché ad aiutare le persone in difficoltà attraverso diverse forme: microcredito; prestiti antiusura; prodotti e servizi destinati ad associazioni ed enti del Terzo Settore; prodotti dedicati alle categorie sociali più vulnerabili per favorirne l'inclusione finanziaria; finanziamenti di sostegno alle popolazioni colpite da eventi calamitosi.

Il Fund for Impact, plafond creditizio per le attività aventi impatto sociale, è stato istituito nel 2019 e permette l'erogazione di 1,5 miliardi di prestiti alle categorie che avrebbero altrimenti difficoltà ad accedere al credito nonostante il loro potenziale. Tale plafond sostiene diverse iniziative, tra le quali "per Merito", la prima linea di credito non garantita dedicata a tutti gli studenti universitari residenti in Italia che studiano in Italia o all'estero, che nel 2021 ha finanziato gli studenti erogando loro 71 milioni (circa 162 milioni da inizio 2019) e "Mamma@work", un prestito a condizioni fortemente agevolate rivolto alle madri lavoratrici per conciliare maternità e lavoro nei primi anni di vita dei figli (1 milione erogato dal lancio nel 2020, di cui 0,8 milioni nel 2021). "XME StudioStation" è un prestito destinato alle famiglie con figli per supportare l'apprendimento a distanza (nel 2021 sono stati erogati circa 0,5 milioni, 1,7 milioni dal lancio nel 2020). Inoltre, da luglio 2021 sono stati resi disponibili i nuovi prodotti "per Esempio", destinato ai volontari del Servizio Civile, "per Crescere", per i genitori con figli in età scolastica e "per avere Cura", destinato alle famiglie con persone non autosufficienti, che si aggiungono al supporto alle madri lavoratrici in India e alle persone over 50 che hanno perso il lavoro o hanno difficoltà ad accedere a regimi pensionistici.

Consapevole del ruolo fondamentale dell'educazione finanziaria quale strumento utile a favorire l'inclusione sociale delle categorie più svantaggiate, Intesa Sanpaolo, attraverso il Museo del Risparmio, anche nel 2021 ha continuato a offrire, sia on line che in presenza, iniziative specifiche sul tema, che hanno consentito di raggiungere circa 45.600 utenti, di cui 40.000 studenti e docenti delle scuole primarie e secondarie, per un totale di 844 ore di formazione erogata, e 5.600 adulti, coinvolti attraverso eventi, iniziative divulgative dedicate e visite al Museo in presenza.

La promozione dell'occupazione e del diritto all'istruzione

Intesa Sanpaolo è da sempre attenta ad investire sui giovani anche per promuovere l'occupazione e il diritto all'istruzione. Giovani e Lavoro è il programma nato nel 2019 dalla partnership tra Intesa Sanpaolo e Generation Italy, fondazione non profit creata da McKinsey & Company, che ha l'obiettivo di offrire corsi di formazione gratuiti a 5 mila giovani tra i 18 e i 29 anni attualmente non occupati, per aiutarli ad acquisire le competenze che le aziende cercano e favorire l'accesso al mondo del lavoro con l'obiettivo di farne assumere almeno il 75-80%. Nel 2021 il programma Giovani e Lavoro ha visto la partecipazione di 9 mila giovani candidati (oltre 24 mila dal 2019), circa 1.600 studenti intervistati e 750 studenti formati/in formazione (5.200 studenti intervistati e oltre 2.200 studenti formati/in formazione dal 2019), coinvolgendo oltre 2.000 aziende dall'inizio del Programma.

Nel contesto della formazione universitaria, Intesa Sanpaolo è lo sponsor principale del progetto Generation4Universities, sviluppato da Generation Italy e McKinsey & Co., finalizzato ad aiutare gli studenti di talento all'ultimo anno di università che

hanno difficoltà ad esprimere il proprio potenziale a causa di fattori esterni, ad iniziare una carriera professionale di successo. Il programma, terminato a luglio 2021, ha coinvolto 70 studenti provenienti da 31 università e 18 aziende italiane al vertice come potenziali datori di lavoro.

Di particolare interesse è l'iniziativa P Tech, in partnership con IBM, alla quale il Gruppo Intesa Sanpaolo collabora nel contrasto all'abbandono scolastico e che ha l'obiettivo di formare giovani professionisti nell'ambito dei nuovi skills digitali, proponendo 3 webinar all'anno per tutti i partecipanti, un workshop di 3 giorni per chi è interessato alla finanza e attività di tutoraggio con 20 mentori di ISP per 40 giovani professionisti.

Innovazione, trasformazione digitale e cybersecurity

In coerenza con il ruolo strategico attribuito alla digitalizzazione e alla multicanalità, ancor più nel contesto dell'emergenza sanitaria, Intesa Sanpaolo ha continuato il percorso di trasformazione del Gruppo per affermarsi come una digital company, con la progressiva revisione profonda della piattaforma IT, consentendo di rendere sempre più efficienti le interazioni a distanza tra cliente e Banca e il graduale ampliamento della multicanalità dei servizi rivolti ai clienti, con una focalizzazione all'uso dei dispositivi mobili, confermando i risultati previsti dal Piano di Impresa nel 2021. In particolare, l'App Intesa Sanpaolo Mobile è stata riconosciuta da Forrester come "Overall Digital Experience Leader" e citata tra le Best Practice in diverse categorie tra le App bancarie europee.

Lo sviluppo di Intesa Sanpaolo nell'attività bancaria multicanale e digitale ha già permesso di conseguire risultati significativi in termini di clientela coinvolta e volume dei servizi offerti: in Italia si contano circa 12,9 milioni di clienti multicanale, circa 163,6 milioni di operazioni digitali e il 76% delle attività digitalizzate; inoltre le vendite e i pagamenti digitali hanno riscontrato un aumento rispettivamente del 76% e del 122% rispetto al 2020, con oltre 3,6 milioni di operazioni di vendita digitale e 47,4 milioni di pagamenti digitali nel 2021. A conferma degli eccellenti risultati raggiunti, Intesa Sanpaolo è stata premiata da EFMA (European Financial Marketing Association) per "Al Sales". Selezionato come miglior programma di innovazione nel digital sales.

Il Gruppo attribuisce importanza strategica alla protezione delle informazioni dei clienti e contribuisce attivamente alla resilienza cibernetica del Sistema Paese. In linea con la normativa vigente, la cybersecurity è governata da linee guida e processi integrati per tutelare gli interessi e i diritti dei clienti, dei dipendenti e dei collaboratori con regole inquadrate nel Sistema dei Controlli Interni Integrato della Banca che definisce le responsabilità a tutti i livelli aziendali e pratiche di cybersecurity allineate ai migliori standard internazionali e certificate dalle autorità nazionali; nel corso del 2021, Intesa Sanpaolo si è prodigata intensamente per limitare il crescente trend di tentativi di truffa ai danni della clientela, bloccando transazioni fraudolente per diversi milioni di euro.

In relazione all'impegno in ambito cybersecurity, la Banca è risultata prima classificata, per il secondo anno consecutivo, tra le grandi aziende italiane nel concorso "Cyber Resilience amid a Global Pandemic" di AIPSA (Associazione Italiana Professionisti Security Aziendale).

Riconoscendo il valore fondamentale dell'innovazione per la crescita della nuova economia, il Gruppo ha proseguito il programma di sviluppo di start-up. Nel 2021 sono state analizzate circa 780 start-up (circa 3.420 dal 2018) e attivati 7 programmi di accelerazione su 209 start-up assistite (circa 600 dal 2018) presentandole a investitori selezionati e ad altri attori dell'ecosistema (circa 6.150 ad oggi).

I prodotti di investimento sostenibile e assicurazione sostenibile

Intesa Sanpaolo è impegnata a rafforzare ulteriormente l'offerta di prodotti di investimento sostenibile, che integrano i criteri finanziari con considerazioni ambientali, sociali e di governance (ESG).

A fine 2021 il patrimonio totale di fondi gestiti da Eurizon e Fideuram che promuovono, tra le altre caratteristiche, quelle ambientali o sociali, o che hanno obiettivi di investimento sostenibile, classificati ai sensi degli ex artt. 8 e 9 della Sustainable Finance Disclosure Regulation era pari a oltre 113 miliardi; in particolare, Eurizon offre una gamma diversificata in tutte le asset class di 172 fondi classificati ai sensi degli artt. 8 e 9 della SFDR con circa 110 miliardi di masse che rappresentano circa il 46% del patrimonio totale dei Fondi gestiti; Fideuram offre 8 fondi classificati secondo gli art. 8 e 9 della SFDR per un totale di 2,6 miliardi di patrimonio (circa il 3% del patrimonio totale dei Fondi gestiti). Di importanza sempre più rilevante le attività di engagement in Eurizon, che nel 2021 hanno coinvolto 644 società emittenti, 240 delle quali sono state coinvolte in engagement su tematiche ESG (37% sul totale e in aumento del 40% rispetto al 2020).

Nel corso del 2021 Eurizon ha integrato i rischi di sostenibilità nel proprio processo di investimento e a tale riguardo si è dotata di una Politica di sostenibilità che descrive le metodologie di selezione e monitoraggio degli strumenti finanziari adottate dalla SGR ed ha implementato ad ogni livello le responsabilità con il coinvolgimento di numerosi organi e strutture aziendali. Nel 2021 la Divisione Private Banking ha avviato il Programma ESG, per la cui attuazione sono stati avviati 11 cantieri e che ha come principali obiettivi la definizione del posizionamento strategico della Divisione rispetto alle tematiche ESG; l'integrazione della sostenibilità nel modello di servizio; l'inclusione di fattori e i rischi di sostenibilità sia nel processo di investimento sia nell'attività di consulenza finanziaria; infine l'assolvimento degli adempimenti normativi.

In linea con gli obiettivi di Gruppo e la rilevanza strategica che l'integrazione dei fattori ESG sta assumendo per il settore finanziario ed assicurativo, la Divisione Insurance ha proseguito nel 2021 il suo percorso di sviluppo delle tematiche ESG, prevedendo la realizzazione di interventi ed iniziative concrete sia per far evolvere la governance interna, sia per generare un impatto concreto e rilevante in termini ambientali, sociali e di trasparenza verso i propri clienti.

Il supporto alla comunità

Intesa Sanpaolo attribuisce un ruolo centrale ai progetti rivolti alla crescita sociale, culturale e civile delle comunità in cui opera. Nel 2021 l'impegno nel sociale del Gruppo si è tradotto in circa 80 milioni di contributo monetario erogato alla comunità

(187 milioni nel 2020); rispetto al 2020, durante il quale il Gruppo aveva dato un immediato supporto alla sanità per fronteggiare l'emergenza COVID-19, nel 2021 gli ambiti che hanno beneficiato dei maggiori interventi sono stati arte e cultura (40,1%), solidarietà sociale (21,1%) e istruzione e ricerca (10,3%). Nel contesto di ripresa post pandemica il Gruppo ha infatti ripreso a dare impulso anche a quegli ambiti che generano un rilevante impatto sociale per la collettività e i territori in cui opera.

Nel 2021 il Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo ha erogato oltre 14 milioni a sostegno di circa 800 progetti realizzati da enti non profit; per quasi il 90% i fondi sono stati destinati al territorio nazionale. Complessivamente, a livello centrale, sono stati raggiunti circa 470 mila beneficiari diretti e l'obiettivo di riservare un'elevata quota delle risorse (superiore al 70%) per interventi a favore delle fasce più deboli della popolazione è stato più che superato, raggiungendo l'incidenza del 99%. L'area di intervento privilegiata ha continuato a essere quella sociale, in particolare sono stati individuati tre focus collegati a problematiche emerse o aggravate dalla crisi sanitaria: supporto psicologico ai malati di COVID-19 e ai soggetti maggiormente colpiti dalla pandemia; formazione e inserimento lavorativo di soggetti fragili; supporto agli adolescenti e ai giovani in situazione di fragilità.

Intesa Sanpaolo, da sempre attenta ai temi dell'inclusione e del contrasto alle povertà, ha attivato iniziative per ridurre la povertà infantile e a supporto delle persone in difficoltà; tra i principali obiettivi raggiunti nell'arco del Piano 2018-2021: 24,8 milioni di pasti, 1,5 milioni di posti letto, 296.250 farmaci e 249.200 vestiti offerti.

Il supporto per la transizione verso un'economia sostenibile, green e circular

Nel contesto dell'impegno a favorire la transizione verso un'economia a basse emissioni, attraverso azioni dirette di mitigazione delle proprie emissioni e sostenendo le iniziative e i progetti green a favore dei propri clienti, Intesa Sanpaolo e il Gruppo hanno messo a disposizione 76 miliardi a sostegno della Green Economy, della Circular Economy e della transizione ecologica nell'ambito del supporto al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Inoltre, nel 2021 la Banca ha progettato iniziative di formazione, engagement e accompagnamento su misura per far crescere la consapevolezza e le conoscenze del management e dei dipendenti delle imprese clienti sui temi ESG; in particolare è stata resa disponibile per le imprese una piattaforma di formazione on line dedicata nell'ambito dell'iniziativa Skills4ESG e sono stati realizzati laboratori ESG, partnership strategiche e survey.

Nel 2021 le erogazioni del Gruppo per la Green e la Circular Economy sono state pari a circa 8,7 miliardi, corrispondenti all'11,2% del totale dei finanziamenti del Gruppo. L'offerta coinvolge tutti i segmenti di clientela: privati (37,4%), imprese e Terzo Settore (6,3%), corporate & project finance (56,3%).

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha confermato il proprio impegno per l'Economia Circolare promuovendo la diffusione di tale modello, avvalendosi anche del supporto della Fondazione Ellen MacArthur e istituendo nel Piano d'Impresa 2018-2021 un plafond dedicato di 6 miliardi di credito: nel 2021 sono stati erogati circa 5,5 miliardi (circa 7,7 miliardi dal lancio del plafond).

Sul totale di 800 richieste analizzate da Innovation Center dal lancio del plafond, a fine 2021 sono stati finanziati circa 300 progetti con criteri circular per un valore di circa 3,9 miliardi e circa 100 progetti con criteri green per un valore di circa 2,6 miliardi. A partire dal 2020, il plafond è stato esteso anche ai finanziamenti green. In particolare, nel 2021 sono stati erogati alla clientela circa 14 mila mutui green per un corrispettivo pari a oltre 2,2 miliardi.

Inoltre, per supportare le imprese che ambiscono a migliorare il profilo di sostenibilità e con l'obiettivo di affiancarle in un percorso di cambiamento strutturale, correlando le decisioni di natura economica ai loro impatti ambientali e sociali, Intesa Sanpaolo propone il finanziamento ESG-Linked S-Loan. Intesa Sanpaolo ha allocato per S-Loan un plafond di 2 miliardi, di cui 1,2 miliardi sono stati concessi nel 2021 (1,3 miliardi dal lancio nel 2020). Ad aprile 2021, l'offerta è stata ampliata con S-Loan Diversity, a luglio 2021 con S-Loan Climate Change e a novembre 2021 con S-Loan Agribusiness e S-Loan Turismo.

Gli S-Loan ed i prestiti a supporto della Circular Economy possono essere idonei per la convenzione SACE Green.

Infine, nel corso del 2021, 19 finanziamenti sottoposti allo screening degli Equator Principles hanno raggiunto il perfezionamento finanziario, per un importo accordato di 1.427,6 milioni.

Nel nuovo Piano d'Impresa 2022 - 2025 il Gruppo si è impegnato inoltre a fornire nuovo credito alla green economy, all'economia circolare e alla transizione ecologica per 88 miliardi, con un forte focus sul supporto alla transizione ecologica alle aziende corporate e alle piccole e medie imprese.

Per quanto riguarda il funding, Intesa Sanpaolo è stata la prima banca italiana a emettere un green bond, a cui hanno fatto seguito altre emissioni per un totale di 3 miliardi. Il primo Green Bond da 500 milioni dedicato a progetti per le energie rinnovabili e l'efficienza energetica è stato lanciato nel 2017, a questo sono seguiti il Green Bond focalizzato sulla Circular Economy da 750 milioni emesso nel 2019, il Green Bond (ex UBI Banca) sempre del 2019, per le energie rinnovabili e, nel 2021, il Green Bond da 1,25 miliardi, dedicato ai mutui green per la costruzione o l'acquisto di immobili ad alta efficienza energetica. Grazie all'ultima emissione, il Green Bond Ratio, la percentuale di obbligazioni verdi in essere a fine esercizio sull'importo totale delle obbligazioni pubbliche in essere di Senior Preferred, Senior non Preferred e Covered Bond destinate ad investitori istituzionali (media mobile a cinque anni ), risulta pari a circa l'8%.

Infine, anche nel 2021, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha confermato la propria leadership negli investimenti sostenibili, con un patrimonio pari a oltre 113 miliardi. In particolare, Eurizon Capital ha portato a oltre 110 miliardi (circa il 46% del patrimonio totale dei Fondi gestiti) il patrimonio dei fondi che promuovono, tra le altre caratteristiche, quelle ambientali o sociali, o che hanno obiettivi di investimento sostenibile, classificati ai sensi degli artt. 8 e 9 del Regolamento (UE) 2019/2088 (SFDR). Nel 2018 è stato lanciato il fondo Eurizon Fund Absolute Green Bonds che, a giugno 2021, aveva investito in 507 obbligazioni green e tematiche, contribuendo a produrre 1.499.918 Megawatt/ora da impianti di energia rinnovabile e a risparmiare oltre 1,2 milioni di tonnellate di CO2. Negli investimenti sostenibili, il nuovo Piano d'Impresa 2022 – 2025, prevede per Eurizon un obiettivo di crescita a 156 miliardi del risparmio gestito investito in prodotti ESG nel 2025, aumentando l'incidenza sul totale del risparmio gestito al 60% dal 46% e il numero di nuovi fondi ESG sul totale dei nuovi fondi al 70% dal 58%.

Le Persone del Gruppo

Il Piano d'Impresa 2018-2021 ha individuato nelle persone uno dei fattori decisivi per il consolidamento e l'ulteriore sviluppo del Gruppo. Le persone di Intesa Sanpaolo, grazie alla loro professionalità, alle loro diverse competenze e ai loro percorsi di crescita, assieme ad un importante investimento tecnologico avviato per essere pronti alla sfida digitale, hanno continuato a garantire l'eccellenza nella qualità del servizio al cliente e la piena realizzazione degli obiettivi di Piano, anche nella situazione emergenziale causata dal COVID-19. La centralità delle persone passa attraverso la piena tutela dei diritti, con particolare riguardo allo sviluppo delle relazioni industriali e alla difesa dell'occupazione, la valorizzazione, promuovendo la formazione e il merito, le politiche e le misure concrete di sviluppo e il potenziamento di un sistema moderno e integrato di welfare aziendale.

La Direzione Centrale Politiche di Sviluppo e Learning Academy nel corso del 2021 ha proseguito nell'implementazione di modelli e metodologie di formazione innovativi, orientati a promuovere una formazione multicanale che massimizza semplicità e flessibilità di apprendimento tramite l'utilizzo delle diverse Piattaforme (Apprendo, Myla e Scuola dei Capi). L'esperienza di lavoro e formazione a distanza fatta nel 2020 a causa della pandemia è stata capitalizzata proseguendo con l'utilizzo dei canali remoti.

La formazione ha raggiunto complessivamente nel 2021 circa 13 milioni di ore (di cui oltre 12 milioni in modalità digitale); i giudizi raccolti tra le persone del Gruppo sono risultati molto positivi, pari all'87% per la formazione digitale e al 97% per quella live.

La diffusione della cultura di sostenibilità avviene anche attraverso l'attività di formazione sulle tematiche ESG: nel 2021 oltre 74.300 persone del Gruppo (77% del totale) hanno fruito di quasi 700.000 ore di formazione ESG (il doppio rispetto al 2020) che rappresenta il 14% del totale.

L'International Talent Program (ITP) costituisce una delle più importanti iniziative di valorizzazione dei talenti a livello di Gruppo. In chiusura d'esercizio il numero totale dei partecipanti al Programma aveva superato quota 320: un importante passo avanti verso l'obiettivo del Piano d'Impresa, finalizzato a rafforzare il middle management del Gruppo sempre più in un'ottica internazionale.

In tema di valorizzazione delle diversità e promozione dell'inclusione, il Gruppo nel 2020 ha pubblicato i Principi in materia di Diversity & Inclusion ed ha costituito il Comitato Operativo D&I, con funzione di allineamento e confronto delle iniziative sul tema con tutte le strutture; ad aprile 2021 sono state pubblicate le Regole per il contrasto alle molestie sessuali a dimostrazione del forte impegno nella prevenzione e nel contrasto di qualsiasi forma di molestia. È stato, inoltre, attivato un servizio di ascolto e supporto psicologico e di informativa legale dedicato alle vittime di molestie sessuali, accessibile gratuitamente e gestito da professionisti esterni

Allo scopo di valorizzare il talento femminile in contesti lavorativi equi ed inclusivi, sono proseguite le iniziative di sviluppo per donne professional e manager tra cui le iniziative finalizzate alla valorizzazione e crescita di donne ad alto potenziale, che prevedono programmi di job rotation, percorsi di shadowing, formazione e empowerment.

Intesa Sanpaolo è stata la prima Banca in Italia e tra le prime in Europa a ricevere la Gender Equality European & International Standard (GEEIS-Diversity), certificazione internazionale volta a valutare e valorizzare l'impegno in materia di diversità e inclusione.

Il Gruppo si è particolarmente distinto nel contesto pandemico per l'attenzione alla salute, sicurezza e benessere delle proprie persone. Nel 2021 sono state circa 78.000 le abilitazioni allo smartworking ed è stata attivata l'abilitazione al Digital learning per tutte le persone del Gruppo. Inoltre, si è puntato sul potenziamento di CareLab, la piattaforma interamente focalizzata sul benessere disponibile gratuitamente per tutto il Gruppo da maggio 2020, con oltre 600 oggetti pubblicati, contenuti educational, iniziative e servizi e ventisei webinar organizzati, fruibili anche on demand, con esperti e testimonial su tutte le dimensioni del benessere. Intesa Sanpaolo ha da tempo adottato un Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro conforme ai più avanzati standard internazionali e, nel corso del 2021, lo ha ulteriormente implementato per far fronte all'emergenza pandemica con lo sviluppo e l'applicazione di un protocollo di gestione del rischio d'infezione allineato alle migliori pratiche nazionali ed internazionali, come certificato dall'assessment di un Ente certificatore, che gli ha attribuito il massimo livello di maturità possibile.

Come emerso dall'indagine di clima realizzata nel 2021 (cui hanno risposto il 62,3% delle persone del Gruppo in Italia e il 55,7% all'estero), le persone del Gruppo hanno espresso apprezzamento nei confronti del proprio ambiente di lavoro e di Intesa Sanpaolo, con un indice di soddisfazione di Gruppo pari al 79%.

Il valore economico generato e distribuito

Il valore economico generato nell'esercizio dal Gruppo viene calcolato secondo le istruzioni dell'Associazione Bancaria Italiana ed in coerenza con gli standard di riferimento a livello internazionale. Il calcolo viene effettuato riclassificando le voci del Conto economico consolidato incluso nei prospetti contabili disciplinati dalla Circolare n. 262 della Banca d'Italia.

Il valore economico generato, che nell'esercizio 2021 è stato di oltre 20 miliardi, è rappresentato dal Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa – che tiene dunque conto anche delle rettifiche di valore da deterioramento di crediti e altre attività finanziarie – cui si aggiungono le quote di utili e perdite realizzati su partecipazioni e investimenti e gli altri proventi netti di gestione. L'ammontare del valore economico generato esprime il valore della ricchezza prodotta, in massima parte distribuito tra le controparti (Stakeholder) con le quali il Gruppo si rapporta a vario titolo nella sua operatività quotidiana. In particolare:

  • − i dipendenti e i collaboratori hanno beneficiato di quasi il 41% del valore economico generato, per un totale di oltre 8 miliardi. Nell'importo complessivo sono inclusi, oltre alle retribuzioni del personale dipendente, anche i compensi corrisposti alle reti di consulenti finanziari;
  • − i fornitori hanno beneficiato di oltre il 14% del valore economico generato, per complessivi quasi 3 miliardi corrisposti a fronte dell'acquisto di beni e della fornitura di servizi;
  • − Stato, Enti e istituzioni hanno rilevato un afflusso di risorse complessive di quasi 1,5 miliardi, pari al 7% circa del valore economico generato e riferibili per oltre 1 miliardo ad imposte indirette e tasse, e per oltre 700 milioni a tributi ed oneri

riguardanti il sistema bancario, rappresentati dai contributi versati ai fondi di risoluzione e garanzia. Numerose sono state inoltre le iniziative in ambito sociale e culturale e gli interventi effettuati a valere sui Fondi di beneficenza e per erogazioni a carattere sociale e culturale, anche nel contesto conseguente all'epidemia da COVID-19;

− agli Azionisti, ai detentori degli strumenti di capitale e ai terzi è stato destinato il 15% circa del valore economico generato, per un ammontare complessivo di circa 3 miliardi, prevalentemente attribuibile al dividendo proposto. In particolare, il dividendo a saldo proposto è pari a 1.533 milioni (oltre ai 1.399 milioni di acconto dividendi pagato a novembre 2021, per complessivi 2.932 milioni a valere sull'utile 2021). Per ulteriori dettagli sul punto si rimanda alle Proposte all'assemblea del Bilancio separato di Intesa Sanpaolo S.p.A.

Il restante ammontare del valore economico generato, circa 4,5 miliardi, è stato trattenuto dal sistema impresa ed è prevalentemente costituito dalla fiscalità anticipata e differita, dagli ammortamenti e dagli accantonamenti a fondi rischi e oneri.

Un'ampia trattazione degli aspetti di sostenibilità/ESG è contenuta nella Dichiarazione Consolidata non Finanziaria (DCNF) redatta ai sensi del Decreto Legislativo 254/2016, relazione distinta rispetto al Bilancio e disponibile sul sito Internet di Gruppo.

Da settembre 2019 Intesa Sanpaolo pubblica, in forma volontaria, una Relazione Consolidata Non Finanziaria semestrale dando evidenza degli indicatori più rilevanti.

Il Progetto Cultura

Progetto Cultura è il programma pluriennale di iniziative con cui Intesa Sanpaolo esprime il proprio impegno per la promozione di arte, cultura e conoscenza, contribuendo in modo responsabile, diretto e concreto alla crescita culturale e sociale del Paese. Le attività sono ideate e realizzate dalla Direzione Arte, Cultura e Beni Storici in dialogo con le principali realtà pubbliche e private presenti sui territori – quali Ministero della Cultura, Istituzioni museali, Enti Locali, Fondazioni di origine bancaria, Università e scuole, centri di ricerca, musei, scuole, associazioni e organizzazioni del terzo settore – e con il supporto di professionisti della cultura come storici dell'arte, curatori, restauratori. Importanti sono anche le collaborazioni con musei e istituzioni internazionali.

Nel corso dell'anno 2021 non si è interrotta la presenza della Banca nella produzione culturale, nello sforzo di attuare le iniziative previste dal piano in compatibilità con le restrizioni imposte dalla pandemia.

Al settore culturale è attribuito, in particolare nelle strategie di ripresa post-pandemia, un ruolo fondamentale nel favorire società più innovative, sostenibili e inclusive. In questa logica Progetto Cultura rappresenta un fattore chiave per consolidare la leadership di Intesa Sanpaolo in ambito ESG e per rafforzarne la dimensione di banca d'impatto.

Le Gallerie d'Italia

I musei di Intesa Sanpaolo – uno degli elementi più emblematici di Progetto Cultura – sono spazi aperti alle comunità nel centro di Milano, Napoli, Vicenza (e presto, Torino). All'interno di palazzi storici sono ospitate le collezioni d'arte appartenenti al Gruppo e organizzate mostre temporanee, attività didattiche per le scuole, percorsi per pubblici fragili e iniziative culturali. La situazione sanitaria ha consentito la riapertura delle Gallerie d'Italia solo a partire dal 26 aprile. È stato garantito al pubblico lo svolgimento della visita e delle attività in piena sicurezza, adempiendo a tutte le misure di prevenzione anti COVID. I visitatori sono comunque stati complessivamente circa 145 mila.

Attività espositiva. Le mostre di Gallerie d'Italia, frutto di progetti scientifici originali, si avvalgono di prestiti da musei nazionali e internazionali, oltre che attingere al patrimonio d'arte del Gruppo. La riuscita coincidenza tra la qualità scientifica e il coinvolgimento di un pubblico vasto e diversificato rende l'attività espositiva di Intesa Sanpaolo un'operazione riconoscibile e di alto valore culturale.

Nei primi mesi del 2021 sono state prorogate le mostre aperte nell'autunno del 2020 e interrotte a causa della pandemia (a Milano: Tiepolo. Venezia, Milano, l'Europa, a cura di Fernando Mazzocca, Alessandro Morandotti, in collaborazione con Gallerie dell'Accademia di Venezia e Università degli Studi di Torino, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica; Ma noi ricostruiremo. La Milano bombardata del 1943 nell'Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo, a cura di Mario Calabresi; a

Napoli: Napoli Liberty. N'aria 'e primmavera, a cura di Fernando Mazzocca e Luisa Martorelli; a Vicenza: Futuro. Arte e società dagli anni Sessanta a domani, a cura di Luca Beatrice e Walter Guadagnini).

Nel corso dell'anno, sono state aperte 14 nuove mostre. A Milano: Painting is back. Anni Ottanta. La pittura in Italia (a cura di Luca Massimo Barbero); Grand Tour. Sogno d'Italia da Venezia a Pompei (a cura di Fernando Mazzocca con Stefano Grandesso, Francesco Leone, in collaborazione con Museo Archeologico Nazionale di Napoli e Ermitage di San Pietroburgo, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica); mostre-dossier dedicate ad artisti contemporanei: Francesca Leone. Ulteriori gradi di libertà, nella città che resiste (a cura di Andrea Viliani); Jeff Koons. Gazing Ball (in dialogo con la mostra a Palazzo Strozzi di Firenze); mostre fotografiche: Carlo Mari. Io Milano. Aprile 2020. La città vista dai Carabinieri attraverso l'occhio di un fotografo (in collaborazione con l'Arma dei Carabinieri), Passo a due. Roberto Bolle, Giovanni Gastel (in occasione di OnDance); Prima della prima. Il rito dell'inaugurazione della Scala nell'Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo (a cura di Aldo Grasso). A Napoli: la mostra di arte contemporanea Los Angeles. State of mind (a cura di Luca Beatrice, con il patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti d'America a Napoli). A Vicenza: l'inaugurazione del nuovo percorso permanente delle icone russe (a cura di Giuseppe Barbieri, Silvia Burini, in collaborazione con Università Ca' Foscari di Venezia-Centro Studi sulle Arti della Russia) che include la mostra temporanea Valery Koshlyakov. Architetture celesti; il progetto didattico-espositivo Argilla. Storie di vasi (a cura di Monica Salvadori, Monica Baggio e Luca Zamparo, in collaborazione con Università degli Studi di Padova-Dipartimento dei Beni Culturali); la mostra-dossier Venezia che impresa! La grande veduta prospettica di Jacopo de' Barbari (a cura di Angela Munari, Massimo Rossi, in collaborazione con Fondazione Querini Stampalia di Venezia); la mostra fotografica Come saremo. L'Italia che ricostruisce. Dall'Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo (a cura di Arianna Rinaldo, prima presentazione al Festival Internazionale di Fotografia Cortona On The Move). Al Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino: la mostra fotografica Rimbalzi (a cura di Ilaria Bonacossa, Barbara Costa, nell'ambito di Artissima e in occasione delle Nitto ATP Finals di Torino, mostra digitale visitabile su artissima.art e in parte esposta al Grattacielo); Cima da Conegliano. Madonna con il Bambino (due dipinti, "ospiti illustri" dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna e dal Petit Palais di Parigi).

Si aggiungono le mostre organizzate in altre sedi nell'ambito di rapporti di partnership: Alice Visentin. Andante. Ritmo di uno spirito appassionato e lento (in Fiera Milano City in occasione di Miart, in collaborazione con Intesa Sanpaolo Private Banking); Vitalità del tempo. Le collezioni d'arte di Intesa Sanpaolo (a cura di Luca Massimo Barbero, all'Oval Lingotto Fiere di Torino nell'ambito di Artissima, in sinergia con Intesa Sanpaolo Private Banking); Under the Sky of Venice. 18th century Veneto vedute from the Intesa Sanpaolo collection (alla Primorye State Art Gallery di Vladivostok in occasione dell'Eastern Economic Forum, in sinergia con Banca Intesa Russia e l'Ambasciata Italiana a Mosca).

Attività didattiche e inclusive. Nella programmazione di Gallerie d'Italia è centrale il rapporto con il mondo della scuola e il tema dell'accessibilità e dell'inclusione, attraverso la proposta gratuita di progetti educativi diversificati curati da Civita Mostre e Musei e ideati attorno alle collezioni permanenti, alle mostre temporanee e ai palazzi che le ospitano.

Dopo l'interruzione a causa della pandemia, in autunno, con l'avvio dell'anno scolastico 2021-22, sono tornati a frequentare i percorsi didattici circa 4.500 bambini e ragazzi. Durante i mesi di chiusura si è invece tenuto on line Careers in (Sm)Art, programma di incontri e laboratori a distanza volto ad avvicinare i ragazzi della scuola secondaria di secondo grado alle professioni dell'arte, prodotto da Gallerie d'Italia con l'Associazione Next Level di Torino nell'ambito dei PCTO-Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento (255 studenti di 7 scuole, 300 ore di attività).

Le Gallerie propongono progetti speciali realizzati per persone che vivono situazioni di disabilità e di disagio sociale, ideati in collaborazione con esperti e associazioni del settore. Dopo la sospensione a causa della pandemia, la ripresa in sicurezza delle attività ha riguardato circa 1.000 persone con fragilità. Rientra nell'impegno all'inclusione il progetto didattico-espositivo Argilla. Storie di vasi allestito alle Gallerie d'Italia di Vicenza (con opere dalla collezione archeologica di proprietà e prestiti), dotato di supporti audio, video e tattili per essere pienamente accessibile; il 22 novembre è stato presentato ufficialmente alla presenza della Ministra per le Disabilità Erika Stefani e della rettrice dell'Università di Padova Daniela Mapelli.

Da segnalare che in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità (3 dicembre), le Gallerie hanno promosso la Settimana dell'Inclusione, coinvolgendo i colleghi e il grande pubblico con percorsi gratuiti al fine di sensibilizzare verso la cultura dell'integrazione. I tre musei hanno inoltre aderito con iniziative accessibili e inclusive alla IX edizione di Biennale #Arteinsieme - cultura e culture senza barriere (luglio - dicembre). Le Gallerie di Milano, con collegamenti dalle Gallerie d'Italia di Napoli e Vicenza, hanno ospitato (29 novembre) l'evento finale della stagione 2021 della Global Inclusion, network di imprese, associazioni del terzo settore e università impegnate nella promozione di un nuovo modello di leadership inclusiva nelle aziende.

Le nuove Gallerie d'Italia. Nel corso dell'anno sono considerevolmente avanzati i due cantieri per la realizzazione dei nuovi musei a Torino e Napoli, che arricchiranno il grande progetto "Gallerie d'Italia". Entrambe le sedi sono oggetto di un imponente intervento architettonico guidato da Michele De Lucchi, la cui conclusione è prevista per la primavera 2022. I progetti sono proseguiti lavorando al fianco delle altre funzioni della Banca, dei professionisti esterni, delle Soprintendenze e degli storici dell'arte. Sono stati definiti i percorsi museali e la programmazione di mostre temporanee e iniziative collaterali. Sono state inoltre incrementate le attività di promozione con i giornalisti e con ospiti di primaria importanza.

Le Gallerie torinesi (in Piazza San Carlo, Palazzo Turinetti, 9.000 mq circa in gran parte ipogei), dedicate principalmente alla fotografia e al mondo digitale, ambiscono a posizionarsi tra i maggiori player a livello mondiale nella divulgazione di contenuti socialmente rilevanti attraverso le arti visive contemporanee. Accanto a grandi esposizioni temporanee, il museo sarà luogo di valorizzazione permanente dell'Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo e di un nucleo di opere dalle collezioni storiche del Gruppo, a cominciare dal ciclo pittorico dell'antico Oratorio della Compagnia di San Paolo, importante testimonianza del Seicento piemontese. È opportuno segnalare che, nell'ambito della mostra Transformations del fotografo Walter Niedermayr ospitata alla Fondazione CAMERA di Torino (luglio - ottobre), una sala è stata dedicata alle immagini del progetto di trasformazione di Palazzo Turinetti.

Le nuove Gallerie d'Italia a Napoli (in via Toledo, nel palazzo dell'ex Banco di Napoli, 9.000 mq circa) triplicheranno la superficie espositiva rispetto alla precedente sede. Il museo ospiterà, oltre al Martirio di sant'Orsola di Caravaggio, capolavoro delle collezioni Intesa Sanpaolo, un'ampia selezione di opere dal patrimonio artistico della Banca: dipinti e sculture dal Seicento ai primi decenni del XX secolo di ambito napoletano e meridionale, ceramiche attiche e magnogreche e lavori dalle raccolte d'arte del Novecento. Verrà rafforzato il dialogo con i soggetti culturali e sociali del territorio, accrescendo

in particolare l'offerta didattica e le attività formative per ragazzi, famiglie e pubblici vulnerabili, al fine di contribuire sempre più concretamente alla creazione di opportunità di integrazione sociale e crescita culturale.

Patrimonio artistico

Le raccolte d'arte appartenenti al Gruppo contano circa 35.000 opere, compresi i beni confluiti da UBI Banca29. Per dimensioni, completezza – con opere dall'archeologia al contemporaneo – e per la presenza di assoluti capolavori, è considerata una delle maggiori "corporate collection" al mondo, cui Progetto Cultura dedica assidue attività di studio, conservazione, valorizzazione, con l'obiettivo di condividerne con il pubblico bellezza e valore.

Conservazione. Nel 2021 sono stati restaurati 172 beni di proprietà, in particolare le opere inserite nei percorsi dei nuovi musei a Torino e Napoli e le importanti sculture del Novecento del "nucleo Henraux". È proseguito il progetto Diogene, programma di assessment che prevede la verifica della collocazione e dello stato di conservazione delle opere del patrimonio presenti nelle diverse sedi della Banca, comprese le Gallerie d'Italia, o custodite in caveau e depositi.

Si è svolto inoltre il quinto appuntamento di Linee di energia, programma di convegni sul restauro dell'arte contemporanea organizzato sin dal 2017 con Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale" e IGIIC-Gruppo Italiano dell'International Institute for Conservation: l'edizione 2021 si è tenuta in versione digitale in diretta streaming sul tema Dall'oggetto fotografico all'immagine immateriale nell'ambito di Artissima di Torino.

Valorizzazione: percorsi museali alle Gallerie d'Italia, prestiti e comodati. È stato presentato al pubblico il rinnovato allestimento della collezione di icone russe alle Gallerie d'Italia di Vicenza e sono stati definiti i percorsi permanenti delle nuove Gallerie di Torino e Napoli dedicati alle opere di proprietà.

Oltre che nelle sedi museali della Banca, le opere sono condivise attraverso i prestiti per mostre temporanee in Italia e all'estero. Nel 2021, 166 opere hanno partecipato a 44 esposizioni. Tra le sedi italiane: Castello di Rivoli-Museo d'Arte Contemporanea, Reggia di Venaria Reale, Museo del Novecento di Milano, MART - Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Musei San Domenico di Forlì, Palazzo Ducale di Genova, Galleria d'Arte Moderna Achille Forti di Verona, le sedi di Fondazione Pistoia Musei, Palazzo Roverella di Rovigo, Gallerie d'Arte Antica-Palazzo Barberini di Roma. Si segnala in particolare la mostra alle Scuderie del Quirinale di Roma Inferno curata da Jean Clair nell'ambito delle celebrazioni dantesche, cui ha preso parte La caduta degli angeli ribelli, capolavoro della scultura del Settecento che per l'occasione è stata oggetto di nuovi studi. Tra le sedi estere: Musée d'Orsay et de l'Orangerie di Parigi, Schusev State Museum of Architecture di Mosca, Primorye State Art Gallery di Vladivostok (mostra Under the Sky of Venice dedicata esclusivamente a opere del Settecento in collezione). Infine sono da ricordare piccole presentazioni di lavori di arte moderna e contemporanea in alcune selezionate occasioni di mercato – quali le fiere Miart di Milano, Artissima di Torino e Roma Arte in Nuvola – allestite per promuovere la conoscenza della collezione anche in questi contesti.

Un'ulteriore modalità di condivisione è il comodato d'uso presso musei e istituzioni culturali del Paese. In riferimento al 2021, si cita l'affidamento alla Fondazione Carivit del ciclo di affreschi quattro-cinquecenteschi appartenuti alla collezione Cassa di Risparmio di Viterbo provenienti dall'Oratorio di Bagnaia, ora esposti al pubblico in un nuovo allestimento presso Palazzo Gallo a Bagnaia. Queste operazioni, che si configurano come "restituzioni" di patrimoni identitari alle comunità di appartenenza, testimoniano l'impegno della Banca a valorizzare le specificità culturali di ciascun territorio.

Fair value. La normativa interna prevede un monitoraggio costante della solidità del valore economico delle collezioni rispetto al mercato di riferimento, attraverso il processo di rideterminazione a fair value del valore a bilancio delle opere appartenenti alla classe "patrimonio artistico di pregio" avviato dalla Banca nel 2017 e condotto con la Direzione Amministrazione e Fiscale. Nel 2021, è stata portata a termine l'analisi di scenario annuale.

Si segnala inoltre che all'interno della struttura Patrimonio Artistico è stato costituito il coordinamento Art Advisory e Fair Value, dedicato ai servizi di consulenza nell'ambito del collezionismo e dell'investimento in arte, a supporto di tutto il Gruppo e delle relative attività di business o relazione con i clienti, oltre che a presidio del processo di valutazione del patrimonio artistico di proprietà.

Archivio storico

L'Archivio Storico, uno dei primi e più importanti archivi bancari a livello europeo, custodisce i materiali storico-documentari ereditati dagli istituti confluiti nel Gruppo (oltre 15 km di documentazione tra il 1397 e i primi anni Duemila) e ne garantisce la pubblica fruizione, potenziando l'accesso, anche digitale, ai beni archivistici. Tra i fondi fotografici, gestisce l'Archivio Publifoto (circa 7 milioni di immagini), prezioso patrimonio fotografico sulla storia del Novecento che troverà valorizzazione permanente nelle nuove Gallerie d'Italia a Torino.

Tutela, digitalizzazione, inventariazione e valorizzazione. In riferimento al processo di integrazione di UBI Banca, nel corso dell'anno l'Archivio è stato impegnato nell'acquisizione di 29 archivi ex UBI.

Sono proseguite le attività di restauro, digitalizzazione (450.000 pagine nel 2021), inventariazione, oltre che di pubblicazione on line degli inventari e messa in rete di documenti digitalizzati (in primis i verbali dei CdA delle banche). Ad oggi le schede pubblicate sul sito dell'Archivio sono circa 94 mila. L'Archivio è all'avanguardia nell'uso delle tecnologie digitali, al fine di garantire la più ampia consultazione pubblica delle fonti in esso conservate. È continuato il lavoro su alcuni progetti che utilizzano la nuova modalità di pubblicazione e collegamento dei dati sul web detta LOD-Linked Open Data (come "Archivi che imprese!" sulle fonti del finanziamento alle imprese italiane del Novecento e la condivisione dei dati del Fondo EGELI

29 Nel corso dell'anno si è infatti concluso l'impegnativo processo di integrazione nel patrimonio di Gruppo delle opere ex UBI (circa 6.000 opere, delle quali circa 1.000 cedute a BPER).

riguardanti il sequestro dei beni ebraici in Italia tra 1939 e 1945).Significativo avanzamento ha avuto PAD-Progetto Archivi Digitali che pone la Banca tra i pionieri in materia e garantisce la conservazione e condivisione della documentazione nativa digitale prodotta dagli uffici delle diverse direzioni.

Sul fronte della valorizzazione, l'Archivio Storico ha partecipato a iniziative di settore (quali Archivissima di Torino, Milano Digital Week, programmi di Rete Fotografia, Festival della Diplomazia), appuntamenti espositivi (come la mostra digitale ViteAttraverso. Storie, documenti, voci di ebrei milanesi del '900) e convegni.

Costante è il rapporto con il mondo accademico nell'ambito di attività didattiche e di progetti di ricerca (tra cui Università degli Studi di Milano, Università La Sapienza di Roma). L'Archivio Storico sostiene lo studio e la ricerca mettendo a disposizione i documenti nelle proprie sale studio a studenti e docenti universitari (sono 30 le testi in corso nel 2021 che si avvalgono dei materiali dell'Archivio).

Sono proseguite le collaborazioni con numerose istituzioni italiane, tra cui Fondazione 1563 per l'Arte e la Cultura di Torino, Fondazione del Monte di Lombardia, Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano, Fondazione CCR - Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale", la rete Museimpresa. Si segnala il conferimento dell'Archivio Storico della Cassa di Risparmio di Firenze alla Fondazione Biblioteche Cassa di Risparmio di Firenze. Sul piano internazionale, è proseguita la collaborazione con l'European Association for Banking History.

Archivio Publifoto. Particolare attenzione è riservata all'Archivio Publifoto. Nel 2021 sono state restaurate 13.300 fotografie, digitalizzate 6.580 immagini (e 34 registri) ed effettuate 14 mila catalogazioni. Sul sito dedicato a Publifoto, ad oggi, sono fruibili circa 8 mila schede catalografiche per un totale di 50 mila immagini descritte30. È inoltre proseguita la partnership con Fondazione CAMERA di Torino, attraverso il settore didattica che ha utilizzato l'Archivio Publifoto per l'attività educativa e di approfondimento. Importanti momenti di valorizzazione sono state le mostre Ma noi ricostruiremo, Prima della Prima, Come saremo, Rimbalzi (v. paragrafo Attività espositiva).

Valorizzazione digitale delle collezioni storico-artistiche e delle mostre

Progetto Cultura ha intensificato la produzione di iniziative digitali su canali social e siti web di Gallerie d'Italia e di Gruppo, in risposta anche all'accelerazione verso la digitalizzazione imposta dalla pandemia e in linea con l'importanza attribuita da Intesa Sanpaolo all'innovazione tecnologica. Il digitale si è confermato strumento sempre più necessario di accesso del pubblico al patrimonio culturale, con grandi potenzialità in termini di inclusione, e come leva per la promozione di collezioni e mostre. Inoltre le attività on line, integrando l'esperienza "fisica", consentono di arricchirla con approfondimenti aggiuntivi, condivisi con modalità innovative e coinvolgenti.

Le iniziative hanno avuto riscontri estremamente interessanti in termini di visualizzazioni e interazioni31 . L'indagine condotta dalla Doxa "Gallerie d'Italia. Web Reputation Benchmark" (sul conversato on line di Gallerie d'Italia per il periodo 1° gennaio 2020 - 20 aprile 2021 rispetto a una selezione di importanti player culturali) ha evidenziato risultati positivi in termini di "engagement" e "sentiment".

Particolare attenzione durante i mesi di lockdown è stata data alla valorizzazione on line della mostra Tiepolo32. Il pubblico ha apprezzato anche le iniziative digitali dedicate alle altre mostre in corso e alle collezioni di Gruppo33, così come i contenuti sui cantieri delle nuove Gallerie d'Italia a Torino e Napoli34 e quelli relativi alla Settimana dell'Inclusione35 .

Parallelamente alle attività sulle piattaforme di Gallerie d'Italia e di Gruppo, l'impegno ha riguardato anche la diffusione dei contenuti sulla intranet aziendale per favorire il coinvolgimento del personale.

Restituzioni

Restituzioni testimonia il significativo contributo di Intesa Sanpaolo alla salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico del Paese. Si tratta del più importante programma di restauri a livello mondiale ed esemplare forma di sinergia tra pubblico e privato, curato dalla Banca sin dal 1989 in collaborazione con gli Enti ministeriali preposti alla tutela dei beni artistici. In oltre trent'anni di attività, sono state recuperate 2.000 opere che, dopo i restauri, sono state presentate e condivise con il pubblico in grandi mostre.

30 Sui siti dedicati, le schede dell'Archivio Storico e quelle dell'Archivio Publifoto hanno registrato nel 2021 circa 184.000 visualizzazioni di pagina.

31 Dati forniti dalla Direzione Comunicazione e Immagine.

32 Per consentirne la fruizione (30 ottobre 2020 - 2 maggio 2021) sono stati prodotti un'innovativa esperienza virtuale (con tecnologia audio 3D immersiva e mini sito dedicato), un virtual tour interattivo (arricchito da video ed esperienza audio coinvolgente), la rassegna di video "Sotto un unico cielo" (realizzati sui territori veneti e friulani in cui il pittore ha operato) e podcast: nel complesso, i contenuti organici + advertising dedicati a Tiepolo sui social Gallerie d'Italia e Intesa Sanpaolo hanno generato 52,6 milioni di visualizzazioni e 1 milione di interazioni; sui siti Gallerie d'Italia, Progetto Cultura, Intesa Sanpaolo: 152.100 visualizzazioni.

33 Come quelle dedicate alle rassegne Futuro (3 ottobre 2020 - 27 giugno 2021; contenuti organici + advertising sui social Gallerie d'Italia: 11,9 milioni di visualizzazioni, 323.900 interazioni; siti Gallerie d'Italia, Progetto Cultura, Intesa Sanpaolo: 16.900 visualizzazioni di pagina); Los Angeles (28 maggio – 26 settembre 2021; contenuti organici + advertising su social Gallerie d'Italia, Intesa Sanpaolo: 9,3 milioni di visualizzazioni, 339.100 interazioni; siti Gallerie d'Italia, Progetto Cultura, Intesa Sanpaolo: 25.000 visualizzazioni di pagina); Painting is back (2 giugno - 3 ottobre 2021; conferenza stampa in diretta streaming su sito Intesa Sanpaolo e ANSA: 797.000 persone raggiunte, 434.600 visualizzazioni, picco di 5.100 utenti collegati simultaneamente; contenuti organici + advertising su social Gallerie d'Italia, Intesa Sanpaolo: 8,7 milioni di visualizzazioni, 390.1000 interazioni; siti Gallerie d'Italia, Progetto Cultura, Intesa Sanpaolo: 60.800 visualizzazioni).

34 Contenuti organici + advertising sui canali Gallerie d'Italia e Intesa Sanpaolo: per Torino 13,5 milioni di visualizzazioni, 7.800 interazioni, per Napoli: 12,3 milioni di visualizzazioni, 7.000 interazioni; sito Intesa Sanpaolo: per Torino 3.100 visualizzazioni, per Napoli 1.600 visualizzazioni; valorizzazione su piattaforma Amplify: per Torino 31.000 di copertura, per Napoli 35.500; contenuti editoriali a pagamento su piattaforme editoriali di terze parti: 1,1 milioni di impression.

35 Il video dedicato alla Settimana dell'inclusione ha totalizzato 4,1 milioni di visualizzazioni e 431.100 interazioni social (contenuti organici + advertising), 33.600 visualizzazioni su piattaforma Amplify, 2.100 visualizzazioni di pagina suil sito di Gruppo e Gallerie d'Italia.

Confermando con convinzione tale impegno – in difesa anche di un settore d'eccellenza italiana quale quello del restauro, fortemente penalizzato dalla pandemia – è stata avviata nel 2019 la 19a edizione del programma che ha visto concludersi nel 2021 i cantieri dei restauri. I dati: 223 manufatti recuperati provenienti da tutte le Regioni italiane (oltre che due opere da Parigi e da Rio de Janeiro); 54 Enti di tutela (Soprintendenze, Direzioni Regionali Musei e Musei Autonomi) e 81 Enti proprietari (tra musei, chiese e siti archeologici) coinvolti; 77 laboratori di restauro capo-cordata e centinaia di storici dell'arte impegnati nel salvataggio e nello studio delle opere. La mostra conclusiva si terrà ad aprile-settembre 2022 nelle nuove Gallerie d'Italia di Napoli.

Nell'ambito di Restituzioni "monumentali" è in corso il restauro di un capolavoro del Rinascimento veneto, l'imponente tela raffigurante la Cena di san Gregorio Magno dipinta da Paolo Veronese e conservata nel Santuario di Monte Berico a Vicenza. La conclusione è prevista nella primavera del 2022.

Partnership nazionali e internazionali

Progetto Cultura cura e coordina rapporti di partnership con musei e istituzioni pubbliche e private, nazionali e internazionali, per il sostegno e la condivisione di iniziative attorno ad arte, fotografia, musica, archivi, libri e lettura.

Partnership nazionali. La partecipazione di Intesa Sanpaolo in qualità di partner a numerose iniziative diffuse in tutta Italia testimonia il radicato legame del Gruppo con le comunità di riferimento e l'importante contributo della Banca alla crescita culturale dei territori. Come nel 2020, nel 2021 tale sostegno si è rivelato necessario e doveroso a supporto di un comparto particolarmente colpito dagli effetti della pandemia.

Costanti interlocutori di Progetto Cultura sono le Fondazioni di origine bancaria: tra le iniziative del 2021 si segnalano il "Patto per la Cultura per Firenze" (a favore di una selezione di realtà culturali della regione toscana, condiviso con Fondazione CR Firenze), la riqualificazione del Teatro Ringhiera di Milano (progetto di rigenerazione urbana del Comune di Milano sostenuto insieme a Fondazione Cariplo), il restauro e l'ampliamento degli spazi per le attività del Conservatorio Statale di Musica Cesare Pollino di Padova (progetto del Comune di Padova sostenuto con Fondazione Cariparo).

Intesa Sanpaolo è partner di due prestigiose fiere d'arte contemporanea: Artissima di Torino (che è stata anche occasione di valorizzazione di nuclei di opere di proprietà) e Miart di Milano (cui la Banca ha partecipato anche con una mostra dedicata alla giovane artista Alice Visentin).

Tra le collaborazioni con importanti musei italiani: Fondazione Torino Musei (mostra Viaggio controcorrente alla GAM); Castello di Rivoli - Museo di Arte Contemporanea (mostra Pittura in Persona in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo); Museo del Cinema di Torino (mostra Diabolik alla Mole); Pinacoteca di Brera a Milano (da ricordare l'assegnazione nel 2021 del premio "Rosa di Brera" a Intesa Sanpaolo e al suo Presidente Emerito Giovanni Bazoli per il sostegno alle attività della Pinacoteca e della Biblioteca Braidense); Gallerie dell'Accademia di Venezia (rassegna Un capolavoro per Venezia); Pinacoteca Ambrosiana (contributo, con Fondazione UBI Banca Popolare Commercio e Industria ONLUS, al nuovo allestimento della sala dedicata a Leonardo); Musei di San Domenico a Forlì (mostra Dante); Palazzo Strozzi a Firenze (dove la Banca oltre che sostenitore non istituzionale della Fondazione ha anche contribuito come partner alla mostra Jeff Koons); Fondazione Ivan Bruschi ad Arezzo; La Quadriennale di Roma; Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli; Museo Archeologico Nazionale di Napoli (mostra Gladiatori); consorzio di gallerie d'arte Italics - Art&Landscape (mostra Panorama a Procida - Capitale Italiana delle Cultura 2022); Comune di Milano - Palazzo Marino (per la tradizionale mostra natalizia quest'anno intitolata Il Rinascimento di Bergamo e Brescia); Comune di Vicenza - Basilica Palladiana (per la mostra La fabbrica del Rinascimento); sostegno alla realizzazione del Dossier di programmazione "La città illuminata" per Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023.

Nel campo della fotografia, è proseguita la partnership con Fondazione CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia di Torino (collaborazione continuativa sin dalla fondazione del Centro nel 2015) e con Cortona On The Move. Festival Internazionale di fotografia e arti visive (tra le mostre del festival, Come saremo dedicata all'Archivio Publifoto e L'Altro nata da una committenza della Banca al noto fotografo Paolo Pellegrin).

Nell'ambito della promozione del libro e della lettura, da 14 anni Intesa Sanpaolo è al fianco del Salone Internazionale del Libro di Torino. Nello stesso ambito, Intesa Sanpaolo è partner del Festival della lettura "La grande invasione" di Ivrea, del Circolo dei Lettori di Milano, di Ascoltare, leggere, crescere a Pordenone.

L'attenzione è rivolta anche alla valorizzazione degli archivi, attraverso il sostegno e la partecipazione ad Archivissima. Festival e Notte degli Archivi a Torino.

Partnership internazionali. In linea con la proiezione globale di Intesa Sanpaolo, Progetto Cultura costruisce dialoghi con prestigiose istituzioni museali internazionali, testimoniando l'impegno della Banca a promuovere la conoscenza del patrimonio d'arte italiano.

Con la National Gallery di Londra è in corso una "special collaboration" basata sulla condivisione di un grande progetto espositivo – con la consulenza scientifica di Gabriele Finaldi, direttore del museo londinese – dedicato ad Artemisia Gentileschi (la mostra a Londra sulla pittrice sostenuta dalla Banca, prima tappa del progetto, si è conclusa a gennaio 2021). Con il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo, in virtù dell'accordo di collaborazione triennale, si è conclusa a marzo la mostra all'Ermitage After Raphael 1520-2020 sostenuta da Intesa Sanpaolo; il museo è inoltre prestigioso partner della mostra Grand Tour alle Gallerie d'Italia di Milano. Dalla collaborazione fra Primorye State Art Gallery di Vladivostok e Gallerie d'Italia in occasione dell'Eastern Economic Forum, è nata la mostra Sotto il cielo di Venezia che ha presentato nel museo russo opere dalla collezione della Banca. Progetto Cultura ha inoltre preso parte alla mostra China Goes Urban ospitata al MAO-Museo di Arte Orientale di Torino, curata dal Politecnico di Torino e da Prospekt Photographers con la Tsinghua University di Pechino in occasione del 50° Anniversario delle Relazioni Diplomatiche tra Italia e Cina.

Formazione. Gallerie d'Italia Academy e Officina delle idee

Progetto Cultura dedica ai giovani iniziative di specializzazione formativa, in considerazione anche del valore occupazionaleeconomico delle professioni legate al mondo dell'arte e della cultura.

Il Corso executive in "Gestione dei patrimoni artistico-culturali e delle collezioni corporate" è un progetto di Gallerie d'Italia Academy, nato dalla volontà di condividere l'esperienza acquisita da Progetto Cultura nella gestione e promozione delle raccolte d'arte e dei musei di proprietà. L'obiettivo è formare giovani manager preparati a gestire e valorizzare gli asset artistico-culturali con responsabilità civica e competenze solide. È ideato e realizzato con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo e di Fondazione Cariplo, in collaborazione con Intesa Sanpaolo Formazione e Fondazione 1563 per l'Arte e la Cultura, con il contributo scientifico di Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali e il Patrocinio del Ministero della Cultura. La 1a edizione si è svolta tra febbraio e luglio 2021: quasi 900 candidature giunte da tutta Italia, 37 studenti partecipanti, 80 docenti, 10 borse di studio messe a disposizione dalle Fondazioni per gli studenti più meritevoli, 164 ore di didattica erogate a distanza (144 di lezione e 20 di webinar), 4 dirette streaming (dalle Gallerie d'Italia e dalla Fondazione 1563 di Torino), evento conclusivo in presenza di studenti e istituzioni. Il 17 dicembre è stata lanciata la 2a edizione, che prenderà avvio l'11 marzo 2022.

Sempre nell'ambito di Gallerie d'Italia Academy, si è svolta la prima edizione del corso "La messa in sicurezza delle opere d'arte in caso di emergenza", organizzato in collaborazione con esperti del Ministero della Cultura della regione Marche, che ha permesso di formare 20 figure di professionisti interni alle Gallerie d'Italia di Milano sui temi del Disaster and Risk Management in relazione alla salvaguardia delle opere d'arte. Il programma formativo, che verrà presto proposto anche per le altre sedi museali di Gallerie d'Italia, rappresenta un'offerta pionieristica nel panorama culturale nazionale.

Le iniziative di Officina delle Idee, organizzate in collaborazione con le Università e con importanti istituzioni pubbliche e private, sono rivolte a giovani laureati e post-laureati cui vengono offerte occasioni espressive, formative e professionali, in una logica di connessione tra ricerca scientifica, innovazione culturale e bisogni sociali. Si segnala in questo ambito il Progetto Euploos con Gallerie degli Uffizi di Firenze: in continuità con i due precedenti cicli triennali, è stato rinnovato nel 2021 il sostegno al progetto che coinvolge un gruppo di lavoro multidisciplinare formato da giovani storici dell'arte, fotografi e informatici, impegnati nella realizzazione del catalogo digitale dei 70.000 disegni conservati dal Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi (ad oggi, sono circa 37.000 le schede scientifiche – a copertura di metà della vasta collezione GDSU – e 15.250 le immagini consultabili on line). Da ricordare anche la collaborazione con Fondazione CCR - Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale", che prevede l'affidamento di opere dalle raccolte di arte del Novecento di proprietà (in particolare opere su carta e fotografia) utilizzate a fini didattici dal Laboratorio per il Restauro della Carta e della Fotografia nell'ambito del Corso di Laurea in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università di Torino. Da segnalare, infine, che alle Gallerie d'Italia lavorano stabilmente circa 100 giovani storici dell'arte nell'ambito della collaborazione con Civita.

Editoria e musica

Le Edizioni Gallerie d'Italia - Skira hanno pubblicato i cataloghi delle mostre temporanee, volumi legati all'Archivio Storico e alle collezioni, oltre che libri per ragazzi (tra cui Luna al museo, libro "senza parole" per superare le barriere linguistiche, culturali e sensoriali dei lettori in una logica di piena accessibilità al patrimonio culturale).

Nell'ambito della collana editoriale e musicale Vox Imago, dedicata all'approfondimento dell'opera lirica e arricchita dalla proposta di contenuti in digital delivery fruibili sul sito o tramite app, è uscita nel 2021 la 18a edizione, Salome di Richard Strauss nell'allestimento del Teatro alla Scala con la direzione di Riccardo Chailly e la regia di Damiano Michieletto.

Significativi anche nel 2021 gli interventi per diffondere la conoscenza della musica antica, classica e contemporanea: sono proseguite le collaborazioni con importanti enti musicali per la realizzazione di stagioni concertistiche con iniziative collaterali e di programmi formativi destinati ai giovani appartenenti anche a categorie svantaggiate (Orchestra Filarmonica del Teatro Regio di Torino, Associazione Alessandro Scarlatti di Napoli, Società del Quartetto di Milano, Palazzo Marino in Musica a Milano, Stresa Festival e Festival Milano Musica). L'introduzione di programmi in digitale in tempo di pandemia ha consentito di allargare la platea degli abituali ascoltatori.

Principali rischi ed incertezze

Le informazioni sui principali rischi e incertezze cui il Gruppo Intesa Sanpaolo è esposto trovano illustrazione nella Relazione sull'andamento della gestione e nella Nota Integrativa consolidata.

Nell'ambito del presente capitolo si è dato conto dei principali rischi e incertezze del Gruppo in relazione al contesto conseguente alla pandemia da COVID-19. Ulteriori indicazioni in tal senso sono contenute – come richiesto dalla Comunicazione della Banca d'Italia del 21 dicembre 2021 avente ad oggetto aggiornamenti sugli impatti del COVID-19 e delle misure a sostegno dell'economia – nelle Parti A, B, C ed E della Nota integrativa consolidata.

Inoltre, come di consueto, i rischi connessi all'andamento dell'economia mondiale e dei mercati finanziari sono esposti nella parte introduttiva della Relazione sull'andamento della gestione, dedicata allo scenario macroeconomico, e nel capitolo sulla prevedibile evoluzione della gestione.

Nella Parte B della Nota integrativa, nel paragrafo relativo ai test di impairment sono dettagliate le assunzioni sulle quali sono basate le valutazioni e le previsioni effettuate con riferimento alla verifica dei valori delle attività intangibili e dell'avviamento.

In merito alle imposte anticipate, nella Parte B è illustrata anche l'analisi volta a verificare se le previsioni di redditività futura siano tali da garantirne il riassorbimento e giustificarne quindi l'iscrizione e il mantenimento in bilancio (c.d. "probability test"). Con riferimento alla solidità patrimoniale, un'illustrazione è contenuta, oltre che nella Relazione sull'andamento della gestione, anche nella Parte F della Nota integrativa consolidata e nell'Informativa sul Terzo Pilastro di Basilea 3.

Le informazioni sui rischi in generale e, più in particolare, sui rischi finanziari (rischi di credito e rischi di mercato), sui rischi operativi e sui rischi delle imprese di assicurazione sono dettagliatamente illustrate nella Parte E della Nota integrativa consolidata dove vengono altresì esposte le tematiche di climate risk in coerenza con le indicazioni ESMA del 29 ottobre 2021 ("European common enforcement priorities for 2021 annual financial reports").

Quanto, infine, al presupposto della continuità aziendale, gli Amministratori di Intesa Sanpaolo ribadiscono di avere la ragionevole certezza che la Società continuerà nella sua esistenza operativa in un futuro prevedibile e che, di conseguenza, il bilancio dell'esercizio 2021 è stato predisposto in questa prospettiva di continuità. Precisano, quindi, di non avere rilevato nella struttura patrimoniale e finanziaria e nell'andamento operativo sintomi che possano indurre incertezze sul punto della continuità aziendale.

Lo scenario macroeconomico e il sistema creditizio

Lo scenario macroeconomico e il sistema creditizio

Lo scenario macroeconomico

L'economia e i mercati finanziari e valutari

L'elevata diffusione delle vaccinazioni nei paesi avanzati e in alcuni paesi emergenti ha ridotto la sensibilità dell'economia globale alle recrudescenze della pandemia di COVID-19. Malgrado il succedersi di nuove ondate di contagi, si stima che il PIL mondiale sia aumentato ben oltre il 5%. Nei paesi avanzati, la crescita economica è stata sostenuta soprattutto dalla ripresa della domanda di servizi connessa alle riaperture, mentre l'espansione dell'attività manifatturiera e del commercio internazionale è stata sempre più frenata dai vincoli di capacità delle filiere produttive globali. Si osserva un'accelerazione diffusa dell'inflazione, anche se ancora in larga parte spiegata dalla componente energetica, che a sua volta spinge le banche centrali a rimuovere gli stimoli monetari più rapidamente di quanto atteso.

Negli Stati Uniti, i livelli pre-crisi del PIL sono stati recuperati già nel primo semestre, e la crescita media annua ha superato il 5%. Il vigoroso incremento della domanda interna, alimentato anche da politiche di bilancio espansive, ha iniziato a scontrarsi con vincoli di capacità sempre più stringenti. Il calo del tasso di partecipazione alla forza lavoro e l'espansione disomogenea dell'attività economica hanno alimentato tensioni salariali. Il tasso di inflazione ha toccato a dicembre il 7%, valore massimo dal 1982. La Federal Reserve ha reagito ai segnali di surriscaldamento dell'economia serrando i tempi del percorso di rimozione dello stimolo monetario. Negli ultimi mesi del 2021 ha rapidamente ridotto gli acquisti netti di titoli, segnalando altresì ai mercati l'intenzione di procedere a più rialzi dei tassi ufficiali nel corso del 2022.

Nell'eurozona la crescita del PIL è stata pari al 5% circa, un ritmo sostenuto, ma insufficiente a recuperare i livelli pre-crisi. L'andamento congiunturale è stato ancora influenzato dalle ondate di contagio, soprattutto a inizio anno. Dopo un primo trimestre negativo, la crescita è stata molto vivace nei due trimestri centrali, salvo rallentare nuovamente fino quasi a fermarsi nel trimestre autunnale. La robusta crescita economica ha favorito l'aumento dei livelli occupazionali, con una riduzione del tasso di disoccupazione di oltre un punto percentuale dai picchi del terzo trimestre 2020. L'inflazione è salita al 2,6% in media annua, con un massimo del 5,0% a dicembre. Metà dell'inflazione di dicembre è dovuta alla componente energia.

La Banca Centrale Europea, che fronteggia minori pressioni inflazionistiche e che a dicembre si attendeva un ritorno dell'inflazione sotto il 2%, nel biennio 2023-24 ha mantenuto condizioni monetarie molto accomodanti. In settembre ha annunciato una moderata riduzione degli acquisti netti nell'ambito del PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme) a valere sul quarto trimestre. A metà dicembre, ha indicato che gli acquisti netti PEPP sarebbero stati ulteriormente ridotti nel primo trimestre 2022 e quindi sospesi del tutto dal 31 marzo. L'intervento sarà temporaneamente mitigato dall'aumento degli acquisti netti APP (Asset Purchase Programme) nel secondo e terzo trimestre 2022. I tassi ufficiali sono rimasti invariati per tutto il 2021.

Anche in Italia l'attività economica ha registrato una ripresa vigorosa, che si è tradotta in una crescita del PIL superiore al 6%, in un modesto aumento dell'occupazione e, a partire dal secondo trimestre, anche in un calo del tasso di disoccupazione della forza lavoro. L'andamento congiunturale è simile a quello osservato nel resto del continente: dopo un avvio debole, la crescita è stata molto forte nei trimestri centrali del 2021, per poi rallentare di nuovo negli ultimi mesi. Il rimbalzo del PIL è dovuto quasi interamente alla ripresa della domanda interna, con un modesto contributo del saldo commerciale: oltre ai consumi privati, infatti, anche gli investimenti fissi hanno registrato forti incrementi rispetto al 2020. La pur forte crescita delle esportazioni ha trovato contropartita in un incremento ugualmente ampio delle importazioni. Gli incentivi alla ristrutturazione degli immobili hanno sostenuto l'attività edile e il mercato immobiliare, che ha beneficiato anche dell'eccesso di risparmio accumulato nel 2020 da una parte delle famiglie italiane. Anche in Italia l'inflazione ha subito una netta accelerazione nel corso del 2021: a dicembre l'incremento dei prezzi al consumo era pari al 4,2%, mentre l'inflazione media annua era stimata all'1,9%.

L'aumento delle aspettative di inflazione ha sospinto al rialzo i tassi a medio e lungo termine, mentre i tassi a breve termine hanno continuato a essere frenati dall'eccesso di liquidità e da tassi ufficiali invariati. Il differenziale Btp-Bund è rimasto su livelli contenuti, con minimi inferiori a 100 punti base tra febbraio e aprile e un graduale aumento a fine anno oltre i 130 punti base. L'euro si è indebolito sui mercati valutari, ma la sua volatilità è rimasta relativamente contenuta.

Il 2021 è stato caratterizzato da un trend rialzista sui mercati azionari internazionali, iniziato già alla fine del precedente anno, e sostenuto dall'accelerazione della campagna vaccinale (dapprima negli Stati Uniti e nel Regno Unito, e poi nei paesi dell'area euro) che ha consentito di rimuovere gradualmente le restrizioni alla mobilità, con ricadute positive sulla ripresa economica e sui mercati azionari.

La finalizzazione dei Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza (PNRR), nell'ambito del programma Next Generation EU nell'area dell'euro, gli annunci dei piani di sostegno da parte dell'Amministrazione Biden, le politiche monetarie ancora espansive delle principali banche centrali hanno continuato a sostenere i mercati azionari, con una moderata riduzione dei premi per il rischio.

Le stagioni dei risultati societari del 2Q21 e 3Q21 sono state nel complesso positive e migliori delle attese per il mercato azionario italiano, aumentando la visibilità sugli utili societari 2021, con molte società che hanno confermato, o lievemente migliorato, le proprie guidance.

Nella seconda parte dell'anno, tuttavia, sono emerse preoccupazioni a causa delle crescenti pressioni inflazionistiche, legate al rialzo dei costi dell'energia e delle materie prime, nonché alle persistenti strozzature sulle catene di fornitura globali. Inoltre, i cambiamenti annunciati nelle politiche monetarie della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea hanno aggiunto elementi di incertezza nel quadro complessivo.

L'indice Euro Stoxx ha chiuso il 2021 in rialzo del 20,4%; il CAC 40 ha sovraperformato l'indice europeo (+28,9%), il DAX 30 ha registrato un aumento del 15,8%, mentre l'IBEX 35 ha sottoperformato (+7,9%). Al di fuori dell'area euro, l'indice del mercato svizzero SMI ha evidenziato un progresso del 20,3%, mentre per l'indice FTSE 100 nel Regno Unito il rialzo è stato del 14,3%.

Sul mercato azionario statunitense, l'indice S&P 500 è salito del 26,9% e l'indice dei titoli tecnologici NASDAQ Composite del 21,4%. I principali mercati azionari asiatici hanno invece conseguito rialzi modesti: l'indice NIKKEI 225 ha chiuso l'anno a +4,9%, l'indice del mercato cinese SSE A-Share a +4,8%.

Il mercato azionario italiano è stato caratterizzato da performance largamente positive: l'indice FTSE MIB ha registrato un +23%, in linea con l'indice FTSE Italia All Share (+23,7%). I titoli a media capitalizzazione hanno addirittura sovraperformato l'indice complessivo, con il FTSE Italia STAR in rialzo del 44,7%.

I mercati obbligazionari corporate europei hanno concluso il 2021 positivamente, con i premi al rischio (misurati come asset swap spread-ASW) in calo rispetto ai livelli di inizio anno, e malgrado la fase negativa nel mese di novembre, dovuta all'effetto combinato della diffusione di nuove varianti del virus e delle attese per la riunione di dicembre della Banca Centrale Europea.

Durante il corso dell'anno il sentiment di mercato ha beneficiato dell'accelerazione della campagna vaccinale, del migliorato quadro macroeconomico, e del confermato supporto tecnico da parte delle banche centrali. A tal proposito osserviamo che la performance degli spread è stata particolarmente positiva a partire dal secondo trimestre, dopo l'annuncio della Banca Centrale Europea, a marzo, che nei mesi successivi il ritmo degli acquisti PEPP sarebbe stato "significativamente più elevato rispetto ai primi mesi" del 2021.

In termini di performance, i titoli Investment Grade hanno visto i loro spread restringersi di circa il 18% da inizio anno, con limitate differenze tra emittenti finanziari ed industriali. Positivo anche l'andamento dei titoli più rischiosi (High Yield) che hanno visto i loro spread ridursi di circa il 7% in media (dati Markit iBoxx).

Il mercato primario ha registrato solidi livelli; la volontà degli emittenti di sfruttare le favorevoli condizioni di finanziamento e la ricerca di rendimento da parte degli investitori hanno portato, in generale, ad un progressivo allungamento delle scadenze proposte.

I temi ESG si sono confermati di grande interesse sia per gli investitori che per le società emittenti che, in molti casi, hanno potuto beneficiare di un minor costo della provvista rispetto all'emissione di titoli con le stesse caratteristiche, ma non legati a temi di sostenibilità (cosiddetto "greenium"). In questo segmento di mercato (dati Bloomberg), le emissioni totali corporate in euro sono state pari a circa 280 miliardi (contro i circa 145 miliardi del 2020), di cui circa 150 miliardi emessi come Green bond (circa 80 miliardi nel 2020). Nel corso del 2021 si è inoltre registrata una forte crescita dei Sustainability-Linked bond, una tipologia di debito sostenibile i cui proventi non sono destinati a specifici progetti (al contrario dei Green bond, Social bond, e Sustainability bond). Questa maggiore flessibilità ha permesso anche ad emittenti non aventi profili propriamente green di sfruttare le opportunità legate alla finanza sostenibile.

Le economie e i mercati emergenti

Dopo le consistenti contrazioni subìte nel 2020, i Paesi emergenti hanno evidenziato rimbalzi che si sono manifestati soprattutto nel secondo trimestre del 2021 mentre dal terzo si sono accusati i rialzi delle materie prime energetiche che, insieme a nuove ondate pandemiche, hanno rallentato i ritmi di espansione. I maggiori tassi di crescita si sono registrati in America Latina e negli emergenti europei (con un aumento del PIL nel 2021, sulla base delle stime di ottobre del FMI, pari rispettivamente al 6,3% e al 6,0%) mentre più contenuta si è rivelata l'espansione economica stimata per la regione subsahariana dell'Africa (+3,7%).

Nelle regioni con controllate ISP, si riscontra nel terzo trimestre 2021 un aumento del PIL di oltre il 5% nell'Europa Centro e Sud Orientale (CEE/SEE) e di circa il 4% nell'Europa Orientale (EE), con una dinamica a livello di singoli Paesi compresa tra il +3,2% nella Repubblica Ceca e il +6,8% in Ungheria nel primo caso, e tra il +3,8% in Russia e il +2,7% in Ucraina, nel secondo. La ripresa economica è stata particolarmente intensa nel secondo trimestre (13,5% in area CEE, 14,8% in area SEE e 6,1% in area EE), in corrispondenza dell'allentamento delle misure restrittive adottate per l'emergenza COVID-19. La crescita del terzo trimestre si è mostrata più contenuta in tutte le aree europee mentre in Egitto il PIL è salito del 9,8%.

Nel 2021 la forte domanda connessa alla ripresa ha spinto al rialzo i corsi delle materie prime energetiche e, di riflesso, anche l'inflazione soprattutto nei Paesi dell'Europa Orientale dove gli ultimi dati disponibili mostrano un'ascesa dell'indice dei prezzi al consumo superiore al 10%. Nelle regioni con controllate ISP, le nostre stime individuano nell'area CEE/SEE una salita dei prezzi al consumo in media del 4,4% (dal 2,8% dell'intero 2020) – con valori compresi tra l'1,7% della Bosnia Herzegovina e il 5,1% della Romania – e nell'area EE del 7% (dal 3,3%). In Egitto, dove la dinamica dei prezzi è in decelerazione dal 2017, l'inflazione ha ripreso a crescere portandosi al 5,2%. In molti Paesi i tassi di inflazione sono al di fuori dell'intervallo target delle banche centrali.

Le misure espansive adottate dalle Autorità centrali per contenere gli effetti economici della pandemia e sostenere il percorso di recupero del ciclo economico iniziano ad essere gradualmente eliminate in alcuni Paesi.

Con riferimento ai Paesi con controllate ISP, è stata avviata una fase di rialzo dei tassi di riferimento in particolare in Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Russia, Ucraina e Moldavia.

I tassi di politica monetaria hanno ripreso a salire. Per contrastare le pressioni inflazionistiche, le banche centrali di Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia e Romania hanno ulteriormente aumentato i tassi di policy, al 2,40% (dallo 0,60%), al 3,75% (dallo 0,25%), al 2,25% (dallo 0,10%) e al 2,0% (dall'1,25%), rispettivamente. A causa delle forti pressioni inflazionistiche, la Banca centrale russa ha alzato sette volte il tasso di policy nel 2021 (l'ultimo aumento è stato a dicembre, di 100 punti base, all'8,50%) mantenendo aperte, nell'ultimo meeting, le prospettive di ulteriori incrementi del tasso chiave ai prossimi incontri. In Ucraina, la Banca centrale ha operato cinque rialzi del tasso di policy dal 6,0% al 9,0%. In Moldavia, la Banca centrale ha aumentato il tasso di riferimento quattro volte dal 2,65% al 6,5%. In Egitto, infine, il tasso di riferimento è invece rimasto invariato al 9,25%.

I mercati azionari hanno fornito un quadro eterogeneo. La componente MSCI Emerging Market ha segnato una prestazione marginalmente negativa (-2,2%); per i panieri MSCI Latin America e MSCI Asian (ex Japan) le variazioni sono state rispettivamente del -13,1% e del -6,4%; di contro, l'MSCI Eastern Europe ha conseguito guadagni degni di nota (+17,7%). L'MSCI BRIC, (in calo del 13%), ha visto andamenti contrapposti con gli ampi deprezzamenti di Brasile (-23,5%) e Cina (-22,8%) a fronte dei cospicui guadagni di India (+27,7%) e Russia (+13,3%). Il Brasile è stato penalizzato da alcune criticità nella gestione dell'emergenza sanitaria, dell'incertezza politica in vista delle prossime elezioni presidenziali e dall'attesa di nuovi rialzi dei tassi d'interesse. La Cina ha scontato le maggiori pressioni regolamentari su alcuni settori, il raffreddamento del ritmo di crescita economica e l'avversione al rischio nel settore immobiliare dopo il caso Evergrande. L'India è stata favorita dai segnali di robustezza della ripresa economica. La Russia è stata sostenuta dai corsi energetici, anche se i guadagni si sono in parte ridotti sul finire d'anno per l'acuirsi delle tensioni geopolitiche per la Crimea e il Kazakistan.

Nei Paesi con controllate ISP di area CEE/SEE le quotazioni azionarie hanno fornito indicazioni prevalentemente positive, fatta eccezione per la Serbia (-5,1%) e per la Croazia (-2,2%). Il miglior apprezzamento è stato quello della Repubblica Ceca (+49,3%), a cui si sono aggiunte le buone performance della Bosnia Herzegovina (+30,7%), Slovenia (+28,1%), Bulgaria (+18,7%), Romania (+17,2%), Ungheria (+10,8%) e Polonia (+9,6%). L'Egitto ha segnato un incremento del 5,6%.

Relativamente al mercato dei cambi, le valute emergenti si sono indebolite in raffronto al biglietto verde in considerazione di attesi rialzi del costo del denaro da parte della Federal Reserve. Maggiormente penalizzate sono state la Lira turca (USD/TRY +79,2%), nonché in Sudamerica il Peso argentino (USD/ARS +22,1%) e quello colombiano (USD/COP +19,1%).

Nei Paesi extra CEE/SEE con controllate ISP si segnala un movimento essenzialmente laterale del Rublo russo (USD/RUB +1,0%) e del Pound egiziano (USD/EGP -0,2%). Tra i paesi CEE e SEE, si evidenzia la forza nei confronti dell'Euro della Grivnia ucraina (EUR/UAH -10,5%), della Corona ceca (EUR/CZK -5,1%) e del Leu moldavo (EUR/MDL -3,4%). La presenza di movimenti opposti durante l'anno scorso ha determinato variazioni marginali negli altri casi.

Nel 2021 i rialzi dei tassi d'interesse da parte delle Autorità monetarie hanno penalizzato i corsi dei titoli governativi emessi dai Paesi emergenti, con un conseguente prevalente rialzo dei rendimenti e degli spread nei confronti dei Treasury americani (+48 punti base del sovereign spread EMBI+ Index). All'interno del paniere EMBI+ sono aumentati i differenziali sul paniere Latino (+65 punti base) e su quello dei Paesi dell'Europa emergente (+82 punti base), mentre si sono ridotti in relazione all'Asia (-22 punti base) e all'Africa (-18 punti base).

Il sistema creditizio italiano

I tassi e gli spread

Anche nel 2021 i tassi sulle consistenze di prestiti bancari sono diminuiti, toccando nuovi minimi, sebbene i ribassi siano stati molto contenuti. Con riguardo ai flussi di prestiti, in media annua si è registrato un altro leggero calo del tasso complessivo sulle operazioni di finanziamento alle imprese, trainato da quello sui prestiti di importo superiore a 1 milione, mentre i tassi sui flussi di minore entità, risaliti nell'autunno 2020, sono risultati stabili fino all'estate per poi tornare moderatamente più bassi nell'ultima parte dell'anno. Diversamente, il trend discendente si è arrestato per i tassi sulle erogazioni alle famiglie di mutui per l'acquisto di abitazioni, che hanno subito un aumento per le operazioni a tasso fisso, recuperando il calo significativo registrato nel 2020. I tassi sulle erogazioni di mutui casa sono rimasti comunque storicamente bassi.

Il tasso sul complesso dei depositi è sceso lievemente, mostrando marginali limature nel caso dei conti correnti, la cui remunerazione è ormai prossima allo zero. I tassi sui nuovi depositi con durata prestabilita sono risultati mediamente più bassi rispetto al 2020, registrando come di consueto ampie oscillazioni in corso d'anno, soprattutto per quelli corrisposti alle società non-finanziarie. È proseguito con molta gradualità il calo del costo complessivo della raccolta da clientela. Tuttavia, la forbice tra tassi attivi e passivi si è ristretta ulteriormente.

Come nei nove anni precedenti, nel 2021 il mark-down sui depositi a vista è rimasto negativo, registrando un leggero peggioramento in media rispetto al 2020 e stabilità in corso d'anno. Il mark-up sui tassi a breve si è ridotto, per il calo dei tassi attivi a breve.

Gli impieghi

Il mercato del credito è rimasto caratterizzato da condizioni di offerta distese, grazie all'ampio rifinanziamento da parte dell'Eurosistema, alla buona dotazione patrimoniale delle banche e al miglioramento conseguito nella qualità dell'attivo. La domanda di credito da parte delle imprese si è invece indebolita. Dopo il notevole incremento dei prestiti alle imprese nel 2020, sostenuto dalle misure di supporto alla liquidità e al credito, si è assistito a un rapido e forte rallentamento della crescita che pare essersi arrestato nell'ultima parte del 2021. Superate le straordinarie esigenze di liquidità emerse a seguito della crisi pandemica, con la graduale normalizzazione delle esigenze finanziarie delle imprese il ricorso ai finanziamenti con garanzia pubblica è proseguito a un ritmo più moderato rispetto al 2020. Nel 2021 sono stati erogati 53 miliardi di prestiti assistiti dal Fondo di garanzia per le PMI ai sensi dell'Art. 13 del D.L. 23/2020 "Liquidità", dopo i 98 miliardi cumulati da maggio a dicembre 2020. Il ricorso ai prestiti con garanzia pubblica ha contribuito ad accelerare la ricomposizione dei prestiti alle imprese a favore di quelli a medio-lungo termine, che hanno continuato a guidare la crescita anche nel 2021, sebbene sensibilmente più contenuta e in forte decelerazione, mentre i prestiti a breve termine sono rimasti in calo.

All'opposto rispetto al rallentamento dei prestiti alle imprese, i finanziamenti alle famiglie sono tornati a un ritmo di crescita robusto, dopo la frenata subita nella prima fase della crisi pandemica. Dal secondo trimestre il loro tasso di variazione si è assestato su una media del +3,8% a/a. L'andamento è sostenuto dai prestiti alle famiglie consumatrici per l'acquisto della casa che da marzo hanno registrato una crescita continua delle erogazioni per nuovi contratti di mutuo, tale da portare a un aumento dello stock superiore al 4% a/a nel secondo semestre e pari al 4,7% a dicembre. Il credito al consumo ha mostrato un recupero, anche se la dinamica risulta alquanto modesta a confronto con quella osservata pre-pandemia.

Dal lato della qualità del credito, non sono emersi particolari segni di deterioramento. Lo stock di sofferenze nette a dicembre risultava ridotto del 28% rispetto a fine 2020. In rapporto al totale dei prestiti, le sofferenze nette sono scese allo 0,9%, dall'1,2% del dicembre 2020. Il ritmo di formazione di nuovi crediti deteriorati è rimasto storicamente basso, pari all'1,3% nel quarto trimestre 2021 in termini di flusso rapportato ai finanziamenti in bonis e annualizzato. Sono proseguiti gli interventi di de-risking da parte delle banche, con una concentrazione di significative operazioni di cessione e cartolarizzazione di crediti deteriorati sul finire dell'anno.

La raccolta diretta

La raccolta da clientela ha continuato a registrare una crescita robusta dei conti correnti, in atto dal 2013 e accelerata con la pandemia. Il ritmo di sviluppo dei conti correnti è rimasto a due cifre per gran parte del 2021, mostrando una parziale moderazione nell'ultima parte dell'anno. La forte dinamica della componente a vista ha trainato un aumento sostenuto del totale dei depositi e della raccolta complessiva da clientela, nonostante il calo della provvista obbligazionaria. Quest'ultima riflette le minori esigenze di funding a medio-lungo termine che beneficiano della notevole liquidità resa disponibile dalla BCE, in particolare attraverso le operazioni mirate di rifinanziamento (TLTRO III).

La crescita dei depositi resta legata a incertezza e tassi bassi, che alimentano la preferenza per la liquidità, insieme a una propensione al risparmio che, per quanto in calo rispetto al 2020, si è confermata superiore al livello pre-COVID. Anche le giacenze sui conti delle imprese sono rimaste elevate, sebbene il trend di crescita sia risultato più moderato dopo le eccezionali scorte di liquidità accumulate nella prima fase della pandemia. Si è continuato a osservare un aumento dei depositi delle società non-finanziarie, con un afflusso da gennaio a dicembre di 49 miliardi in conto corrente, rispetto alla cifra record di +83 miliardi nel 2020. L'aumento dei conti correnti delle famiglie è stato di ben 69 miliardi nell'intero 2021, un ammontare rilevante dopo gli 80 miliardi del 2020, quando però si era in un contesto di chiusure di attività, calo di consumi e reddito disponibile e risparmio forzato.

La raccolta indiretta e il risparmio gestito

Per la raccolta amministrata, anche nel 2021 si è registrata una riduzione dei titoli di debito che le famiglie detengono in custodia presso le banche. La prosecuzione di tale tendenza riflette il calo continuo delle obbligazioni bancarie nei portafogli della clientela retail, come anche dei titoli di Stato. All'opposto, si è registrato un significativo aumento della consistenza valutata al fair value dei titoli di capitale a custodia, sia di azioni, sia di fondi comuni.

Nel 2021 il risparmio gestito ha conseguito risultati fortemente positivi. Per i fondi comuni, i consistenti afflussi registrati in corso d'anno si sono indirizzati principalmente verso i comparti azionario e bilanciato. A supporto della crescita della raccolta hanno contribuito la dinamica positiva degli indici di borsa e il risparmio accumulato dalle famiglie, in parte allocato in forme di investimento finanziario a più alta remunerazione, in un contesto di migliore fiducia grazie alla ripresa economica. Anche le gestioni patrimoniali hanno mostrato una crescita significativa. Complessivamente, le assicurazioni vita hanno segnato una dinamica in ripresa, trainata dalla nuova produzione delle polizze unit-linked.

l risultati economici e gli aggregati patrimoniali

I risultati economici

Aspetti generali

Per consentire una lettura più immediata dei risultati, viene predisposto un conto economico consolidato riclassificato sintetico. I dati sono normalmente riesposti, ove necessario e se materiali, per consentire raffronti più immediati. In particolare, gli importi vengono resi il più possibile omogenei con riferimento ai diversi periodi rappresentati, soprattutto in relazione alle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. Tale omogeneizzazione avviene tramite dati "riesposti", che accolgono/escludono i valori delle società entrate/uscite nel/dal perimetro di consolidamento, e tramite dati "rideterminati" quando, in occasione di operazioni importanti o particolari, è opportuno affiancare questi ultimi ai dati riesposti per allinearli/integrarli, eventualmente anche attraverso dati gestionali. In particolare, le riesposizioni hanno riguardato:

  • − le risultanze reddituali linea per linea di Intesa Sanpaolo RBM Salute, entrata nell'area di consolidamento integrale nel secondo trimestre del 2020 in relazione al perfezionamento dell'acquisizione della quota di controllo della società;
  • − le risultanze reddituali linea per linea delle società del Gruppo Reyl (Reyl & Cie S.A., RB Participations S.A. e Asteria Investment Managers S.A.), entrate nell'area di consolidamento integrale nel secondo trimestre 2021 a seguito dell'acquisizione del controllo da parte di Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking.

Per i primi tre trimestri del 2021 si segnala infine, per garantire un appropriato commento delle dinamiche gestionali delle voci coinvolte, una riesposizione tra spese amministrative e spese del personale in relazione all'internalizzazione, intervenuta nel corso del 2021, di attività precedentemente conferite in outsourcing dal Gruppo UBI, con la conseguente riassunzione di personale in precedenza ceduto o distaccato presso i service esterni.

Per quanto riguarda in particolare l'acquisizione del Gruppo UBI e le correlate operazioni, si rammenta che – stante la particolarità dell'operazione – nel 2020 nessuna rettifica era stata apportata ai dati storici per riflettere retroattivamente nei trimestri di quell'esercizio gli effetti del consolidamento, avvenuto a partire dal mese di agosto. Tuttavia, un raffronto dei valori reddituali 2021 inclusivi del Gruppo UBI rispetto a dati 2020 che non li comprendono non risulterebbe significativo. Un ulteriore elemento di difformità nei diversi periodi è rappresentato dagli effetti delle cessioni di sportelli a BPER e alla Banca Popolare di Puglia e Basilicata (BPPB), correlate all'operazione di acquisizione, avvenute nel primo e nel secondo trimestre 2021. Da ultimo, sempre nel secondo trimestre 2021, è stata perfezionata l'acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo Vita del 100% del capitale sociale di Cargeas (impresa di assicurazione operante nei rami danni), nonché del controllo di Assicurazioni Vita36 (già Aviva Vita) e Lombarda Vita37 (compagnie assicurative operanti nel ramo vita), con le quali UBI aveva avviato partnership pluriennali e che erano in precedenza consolidate con il metodo del patrimonio netto in relazione alle minori interessenze detenute. Le componenti reddituali di tali compagnie assicurative sono influenzate anch'esse dalle cessioni delle filiali UBI a BPER e BPPB: a partire infatti dal perfezionamento delle cessioni è venuta meno la marginalità delle polizze vendute alla clientela appartenente alle filiali cedute.

In considerazione di quanto sopra, si è ritenuto opportuno fornire al lettore anche un raffronto omogeneo nei diversi periodi per una più agevole comprensione delle dinamiche reddituali. Tale raffronto, in relazione alla natura delle riesposizioni necessarie – che includono anche risultanze reddituali a livello di singola filiale oggetto di cessione – si avvale anche di dati di natura gestionale. Di conseguenza, per presentare i valori "rideterminati" (nelle tabelle che seguono "Dati rideterminati") sulla base di evidenze contabili e gestionali sono stati predisposti schemi aggiuntivi rispetto a quelli determinati sulla base dei dati effettivi di chiusura dei diversi periodi, e le tabelle di dettaglio sono state integrate o duplicate con l'evidenza separata dei "Dati rideterminati".

In particolare, le "rideterminazioni" per i dati dei quattro trimestri 2020 hanno riguardato:

  • − l'inclusione linea per linea dei dati del Gruppo UBI, con la convenzionale attribuzione del risultato netto alla voce Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi del conto economico "rideterminato", quindi senza impatto sull'utile di periodo;
  • − l'esclusione linea per linea delle risultanze reddituali relative agli sportelli UBI ceduti nel primo trimestre 2021 e a quelli UBI e ISP ceduti nel secondo trimestre 2021, che vengono sinteticamente e convenzionalmente appostate nella voce Utili (perdite) da attività operative cessate del conto economico "rideterminato";
  • − l'inclusione linea per linea dei dati delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, opportunamente "rideterminati" sulla base di evidenze gestionali per escludere le risultanze reddituali riconducibili alla produzione riferibile alla clientela appartenente alle filiali cedute, con la convenzionale attribuzione del risultato netto alla voce Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi del conto economico "rideterminato", quindi senza impatto sull'utile di periodo;
  • − l'eliminazione del contributo alla voce Altri proventi (oneri) operativi netti del risultato di pertinenza delle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita) e Lombarda Vita (precedentemente consolidate con il metodo del patrimonio netto), con convenzionale attribuzione alla voce Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi del conto economico "rideterminato" (dunque senza effetto sull'utile netto), già deputata ad accogliere sinteticamente gli effetti economici dei risultati linea per linea delle citate società;
  • − quale effetto sui dati rideterminati del 2020 si segnala infine il sopra citato travaso tra spese amministrative e spese del personale in relazione all'internalizzazione, intervenuta nel corso del 2021, di attività precedentemente conferite in outsourcing dal Gruppo UBI, con la conseguente riassunzione di personale in precedenza ceduto o distaccato presso i service esterni.

36 Società fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita il 31 dicembre 2021.

37 Società fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita il 31 dicembre 2021.

Per i dati del 1° trimestre 2021, le rideterminazioni hanno riguardato:

  • − l'esclusione linea per linea delle risultanze reddituali relative agli sportelli UBI ceduti nel primo trimestre 2021 e a quelli UBI e ISP ceduti nel secondo trimestre 2021, che vengono sinteticamente e convenzionalmente appostate nella voce Utili (perdite) delle attività operative cessate dello schema "rideterminato";
  • − l'inclusione linea per linea dei dati delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, opportunamente "rideterminati" sulla base di evidenze gestionali per escludere le risultanze reddituali riconducibili alla produzione riferibile alla clientela appartenente alle filiali cedute a BPER, con la convenzionale attribuzione del risultato netto alla voce Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi del conto economico "rideterminato", quindi senza impatto sull'utile di periodo;
  • − l'eliminazione del contributo alla voce Altri proventi (oneri) operativi netti del risultato di pertinenza delle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita) e Lombarda Vita (precedentemente consolidate con il metodo del patrimonio netto) con convenzionale attribuzione del risultato netto alla voce Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi del conto economico "rideterminato" (dunque senza effetto sull'utile netto), già deputata ad accogliere sinteticamente gli effetti economici dei risultati linea per linea delle citate società.

Per i dati del 2° trimestre 2021, le rideterminazioni hanno riguardato:

  • − l'esclusione linea per linea delle risultanze reddituali relative agli sportelli UBI e ISP ceduti nel secondo trimestre 2021, che vengono sinteticamente e convenzionalmente appostate nella voce Utili (perdite) delle attività operative cessate dello schema "rideterminato";
  • − l'inclusione linea per linea dei dati della compagnia assicurativa Cargeas per i mesi di aprile e maggio, con convenzionale attribuzione del risultato netto alla voce Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi, quindi senza impatto sull'utile di periodo.

Nessuna "rideterminazione" dei valori ha interessato i dati del 3° e del 4° trimestre 2021.

Tutti i commenti che seguono, fanno dunque riferimento – al fine di consentire raffronti omogenei – ai valori "rideterminati". I dettagli analitici delle riesposizioni effettuate e delle riclassificazioni rispetto allo schema previsto dalla Circolare 262 della Banca d'Italia – oltre che delle citate "rideterminazioni" – sono forniti con distinti prospetti pubblicati tra gli allegati, in aderenza

anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006. Le riclassificazioni e aggregazioni del Conto economico consolidato riguardano le seguenti fattispecie:

  • − i dividendi relativi ad azioni o quote detenute in portafoglio, nonché quelli incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli, che sono riallocati nell'ambito della voce Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • − il Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione (valutato ai sensi del lo IAS 39, in relazione all'esercizio dell'opzione di differimento nell'applicazione dell'IFRS 9 da parte del Gruppo), che compendia le quote di Interessi netti, Dividendi e Risultato delle attività e passività finanziarie riguardanti l'attività assicurativa, è riappostato, unitamente ai premi netti e al saldo di proventi ed oneri della gestione assicurativa, alla specifica voce Risultato dell'attività assicurativa, cui è ricondotto anche l'effetto dell'adeguamento della riserva tecnica, per la componente di competenza degli assicurati, correlato all'impairment di titoli in portafoglio alle compagnie assicurative del Gruppo. Sono peraltro ricondotti nell'ambito della voce Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore su altre attività l'eccedenza dei sinistri rispetto ai premi emessi e gli accantonamenti stimati per gli oneri prospettici sulle polizze in relazione a squilibri finanziari generatisi anche in conseguenza di maggiori utilizzi delle prestazioni da parte degli assicurati al termine dei lunghi periodi di lockdown;
  • − i differenziali su derivati, classificati nel portafoglio di negoziazione, stipulati a copertura di operazioni in divisa, che, in funzione della stretta correlazione esistente, sono ricondotti tra gli interessi netti;
  • − le commissioni periodiche su rapporti di conto corrente con saldi attivi applicate alla clientela (ad esclusione del segmento clientela retail e PMI), in coerenza con quanto previsto dai fogli informativi, che vengono ricondotte nell'ambito del margine di interesse, in quanto volte a rifondere il costo finanziario sostenuto dalla Banca;
  • − il Risultato netto dell'attività di negoziazione, il Risultato netto dell'attività di copertura, il Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico nonché gli utili e perdite da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da cessione o riacquisto di passività finanziarie, che sono riallocati nell'unica voce Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • − la quota del premio all'emissione dei Certificates riconosciuta alle reti per il loro collocamento, che viene riclassificata dal Risultato netto delle attività e delle passività valutate al Fair Value alle Commissioni nette;
  • − le componenti di rendimento delle polizze assicurative stipulate per far fronte alle indennità contrattuali ed ai piani di fidelizzazione dei consulenti finanziari, che sono portate a diretta riduzione del Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value, coerentemente con l'effetto valutativo degli asset di riferimento, anziché essere evidenziate – in quanto di competenza dei consulenti stessi – tra gli Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività (per gli effetti valutativi) ovvero tra le Commissioni nette o gli Altri proventi (oneri) operativi netti, in funzione della tipologia di polizza assicurativa utilizzata (per gli effetti da realizzo);
  • − i proventi operativi di entità operanti in settori del tutto distinti dall'ambito bancario e finanziario, sinteticamente riallocati nell'ambito degli Altri proventi (oneri) operativi netti, inclusi quelli delle entità non soggette a Direzione e coordinamento nell'ambito del Gruppo (Risanamento e le sue controllate);
  • − le spese amministrative relative a recuperi di spese e di imposte e tasse, che sono portate a riduzione della voce anziché essere evidenziate tra gli Altri proventi, e quelle riferite all'importo della "bank tax" versata trimestralmente allo Stato ungherese dal Gruppo CIB, che – stante la natura della tassa – vengono ricondotte alle Imposte sul reddito;
  • − gli utili e perdite da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (finanziamenti e titoli di debito rappresentativi di finanziamenti), che sono appostati tra le Rettifiche di valore nette su crediti;
  • − le Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relative ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, gli effetti economici delle modifiche contrattuali nonché gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito riferiti a impegni e garanzie rilasciate, ricondotti nell'ambito dell'unica voce Rettifiche di valore nette su crediti;
  • − il rientro del time value del Trattamento di fine rapporto del personale e dei Fondi per rischi ed oneri, che è ricondotto tra gli Interessi netti, in quanto il fenomeno deriva direttamente dall'applicazione del criterio del costo ammortizzato, in

assenza di variazioni nella previsione dei flussi futuri attesi, coerentemente con il trattamento del time value delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato;

  • − le Rettifiche di valore nette per rischio di credito relative ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato diverse dai crediti e le rettifiche di valore per deterioramento di partecipazioni nonché di attività materiali ed immateriali (inclusi gli immobili e altri beni, anche derivanti dall'attività di escussione di garanzie o di acquisto in asta e destinati alla vendita sul mercato nel prossimo futuro), che sono riclassificate alla voce Altri accantonamenti netti e Rettifiche di valore nette su altre attività, la quale recepisce dunque – oltre agli accantonamenti per rischi ed oneri diversi da quelli relativi a impegni e garanzie – gli effetti valutativi delle attività diverse dai crediti, con la sola eccezione delle svalutazioni delle attività intangibili che confluiscono, al netto degli effetti fiscali, nella voce rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili;
  • − gli utili (perdite) realizzati su attività finanziarie valutate al costo ammortizzato diverse dai crediti, su partecipazioni e su altri investimenti, che vengono riappostati alla voce Altri proventi (oneri) netti. La voce recepisce dunque sinteticamente, oltre ai proventi ed oneri non strettamente correlati alla gestione operativa, gli effetti da realizzo delle attività diverse dai crediti. Fanno eccezione gli utili (perdite) realizzati su titoli di debito che, in considerazione del modello di business che prevede una gestione strettamente correlata con gli altri strumenti finanziari, vengono ricondotti nell'ambito del Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • − gli Oneri di integrazione e di incentivazione all'esodo del personale, che sono riclassificati, al netto dell'effetto fiscale, a voce propria dalle voci Spese del personale, Spese amministrative e da altre voci di conto economico;
  • − gli Effetti puramente contabili dell'allocazione dei costi di acquisizione che, al netto dell'effetto fiscale, sono ricondotti a voce propria. Essi normalmente rappresentano le quote di ammortamento, nonché eventuali svalutazioni, delle attività e passività finanziarie e delle immobilizzazioni materiali e immateriali oggetto di valutazione al fair value nell'ambito dell'applicazione del principio IFRS 3;
  • − i tributi e gli altri oneri finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario, che sono ricondotti, al netto delle imposte, alla specifica voce;
  • − le Rettifiche di valore dell'avviamento e le svalutazioni delle altre attività intangibili, che ove presenti sono esposte, come in precedenza indicato, al netto delle imposte.

In base a quanto sopra indicato ai fini di un confronto omogeneo, l'analisi delle dinamiche reddituali che segue è riferita ai dati rideterminati per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI e della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita (incorporate il 31 dicembre 2021 in Intesa Sanpaolo Vita) e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Conto economico riclassificato

2021 2020 (milioni di euro)
Variazioni
assolute %
Interessi netti 7.966 7.799 167 2,1
Commissioni nette 9.634 8.344 1.290 15,5
Risultato dell'attività assicurativa 1.586 1.353 233 17,2
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.626 1.589 37 2,3
Altri proventi (oneri) operativi netti 106 12 94
Proventi operativi netti 20.918 19.097 1.821 9,5
Spese del personale -6.824 -6.196 628 10,1
Spese amministrative -2.892 -2.693 199 7,4
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -1.246 -1.159 87 7,5
Costi operativi -10.962 -10.048 914 9,1
Risultato della gestione operativa 9.956 9.049 907 10,0
Rettifiche di valore nette su crediti -2.772 -4.214 -1.442 -34,2
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -848 -346 502
Altri proventi (oneri) netti 332 73 259
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - 1.163 -1.163
Risultato corrente lordo 6.668 5.725 943 16,5
Imposte sul reddito -1.622 -1.361 261 19,2
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -439 -1.563 -1.124 -71,9
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -39 1.960 -1.999
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -524 -512 12 2,3
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - -912 -912
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi 141 -60 201
Risultato netto 4.185 3.277 908 27,7

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI e alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas non sono stati riesposti.

Conto economico riclassificato – Dati rideterminati

2021
2020
(milioni di euro)
Variazioni
Dati
rideterminati
Dati
rideterminati
assolute %
Interessi netti 7.900 8.278 -378 -4,6
Commissioni nette 9.540 8.725 815 9,3
Risultato dell'attività assicurativa 1.629 1.685 -56 -3,3
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.625 1.675 -50 -3,0
Altri proventi (oneri) operativi netti 92 37 55
Proventi operativi netti 20.786 20.400 386 1,9
Spese del personale -6.773 -6.705 68 1,0
Spese amministrative -2.899 -3.078 -179 -5,8
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -1.248 -1.256 -8 -0,6
Costi operativi -10.920 -11.039 -119 -1,1
Risultato della gestione operativa 9.866 9.361 505 5,4
Rettifiche di valore nette su crediti -2.766 -4.493 -1.727 -38,4
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -851 -365 486
Altri proventi (oneri) netti 332 97 235
Utile (Perdita) delle attività operative cessate 58 1.588 -1.530 -96,3
Risultato corrente lordo 6.639 6.188 451 7,3
Imposte sul reddito -1.623 -1.510 113 7,5
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -439 -1.549 -1.110 -71,7
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -39 1.960 -1.999
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -511 -513 -2 -0,4
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - -912 -912
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi 158 -387 545
Risultato netto 4.185 3.277 908 27,7

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Evoluzione trimestrale del conto economico riclassificato

Voci 2021 2020 (milioni di euro)
trimestre trimestre trimestre trimestre trimestre trimestre trimestre trimestre
Interessi netti 1.954 1.999 2.000 2.013 2.191 2.103 1.754 1.751
Commissioni nette 2.532 2.325 2.382 2.395 2.597 2.141 1.752 1.854
Risultato dell'attività assicurativa 410 365 438 373 319 298 367 369
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al
fair value
108 378 344 796 194 130 266 999
Altri proventi (oneri) operativi netti 16 25 16 49 14 1 12 -15
Proventi operativi netti 5.020 5.092 5.180 5.626 5.315 4.673 4.151 4.958
Spese del personale -1.844 -1.643 -1.659 -1.678 -1.824 -1.608 -1.393 -1.371
Spese amministrative -845 -693 -706 -648 -889 -662 -585 -557
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e
materiali
-338 -302 -300 -306 -321 -304 -269 -265
Costi operativi -3.027 -2.638 -2.665 -2.632 -3.034 -2.574 -2.247 -2.193
Risultato della gestione operativa 1.993 2.454 2.515 2.994 2.281 2.099 1.904 2.765
Rettifiche di valore nette su crediti -1.222 -543 -599 -408 -1.475 -938 -1.398 -403
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su
altre attività
-415 -82 -218 -133 -122 -67 262 -419
Altri proventi (oneri) netti 78 63 -7 198 62 23 -18 6
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - - - - 1.134 29
Risultato corrente lordo 434 1.892 1.691 2.651 746 1.117 1.884 1.978
Imposte sul reddito -82 -619 -82 -839 -167 -319 -314 -561
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al
netto delle imposte)
-291 -41 -55 -52 -1.485 -28 -35 -15
Effetti economici dell'allocazione dei costi di
acquisizione (al netto delle imposte)
46 -51 -18 -16 -1.227 3.237 -24 -26
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al
netto delle imposte)
-22 -210 -83 -209 -38 -197 -86 -191
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività
intangibili (al netto delle imposte)
- - - - -912 - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi 94 12 54 -19 -16 - -10 -34
Risultato netto 179 983 1.507 1.516 -3.099 3.810 1.415 1.151

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI e alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas non sono stati riesposti.

(milioni di euro)
Voci 2021 2020

trimestre

trimestre

trimestre

trimestre

trimestre

trimestre

trimestre

trimestre
Dati Dati Dati Dati Dati Dati
rideterminati rideterminati rideterminati rideterminati rideterminati rideterminati
Interessi netti 1.954 1.999 1.995 1.952 2.072 2.129 2.037 2.040
Commissioni nette 2.532 2.325 2.370 2.313 2.442 2.147 2.014 2.122
Risultato dell'attività assicurativa 410 365 456 398 436 353 456 440
Risultato netto delle attività e
passività finanziarie al fair value
108 378 344 795 193 127 306 1.049
Altri proventi (oneri) operativi
netti
16 25 19 32 6 1 29 1
Proventi operativi netti 5.020 5.092 5.184 5.490 5.149 4.757 4.842 5.652
Spese del personale -1.844 -1.643 -1.657 -1.629 -1.746 -1.648 -1.663 -1.648
Spese amministrative -845 -693 -710 -651 -896 -742 -746 -694
Ammortamento immobilizzazioni
immateriali e materiali
-338 -302 -301 -307 -315 -313 -314 -314
Costi operativi -3.027 -2.638 -2.668 -2.587 -2.957 -2.703 -2.723 -2.656
Risultato della gestione
operativa
1.993 2.454 2.516 2.903 2.192 2.054 2.119 2.996
Rettifiche di valore nette su
crediti
-1.222 -543 -599 -402 -1.440 -972 -1.543 -538
Altri accantonamenti netti e
rettifiche di valore nette su altre
attività -415 -82 -220 -134 -121 -64 251 -431
Altri proventi (oneri) netti 78 63 -7 198 62 22 - 13
Utile (Perdita) delle attività
operative cessate
- - 10 48 129 80 1.230 149
Risultato corrente lordo 434 1.892 1.700 2.613 822 1.120 2.057 2.189
Imposte sul reddito -82 -619 -85 -837 -191 -322 -362 -635
Oneri di integrazione e
incentivazione all'esodo (al netto
delle imposte)
-291 -41 -55 -52 -1.485 -27 -22 -15
Effetti economici dell'allocazione
dei costi di acquisizione (al netto
delle imposte) 46 -51 -18 -16 -1.227 3.237 -24 -26
Tributi ed altri oneri riguardanti il
sistema bancario (al netto delle
imposte)
-22 -210 -83 -196 -38 -178 -91 -206
Rettifiche di valore
dell'avviamento e delle altre
attività intangibili (al netto delle
imposte)
- - - - -912 - - -
Utile (Perdita) del periodo di
pertinenza di terzi
94 12 48 4 -68 -20 -143 -156
Risultato netto 179 983 1.507 1.516 -3.099 3.810 1.415 1.151

Evoluzione trimestrale del conto economico riclassificato – Dati rideterminati

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Proventi operativi netti

In presenza di un generale miglioramento del contesto economico condizionato dall'emergenza pandemica, i proventi operativi netti del Gruppo Intesa Sanpaolo sono ammontati nel 2021 a 20.786 milioni, in aumento dell'1,9% rispetto ai 20.400 milioni dell'esercizio 2020. Tale dinamica è stata determinata dal positivo andamento delle commissioni nette e, in misura minore, degli altri proventi operativi netti, solo in parte contrastato dalla riduzione degli interessi netti, dei proventi derivanti dall'attività assicurativa e del risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value.

Interessi netti

(milioni di euro)
Voci 2021 Rettifiche 2021
Dati
rideterminati
2020 Rettifiche 2020
Dati
rideterminati
Variazioni
(Dati rideterminati)
assolute %
Rapporti con clientela 7.845 -72 7.773 7.599 413 8.012 -239 -3,0
Titoli in circolazione -1.685 - -1.685 -1.736 -243 -1.979 -294 -14,9
Intermediazione con clientela 6.160 -72 6.088 5.863 170 6.033 55 0,9
Titoli valutati al costo ammortizzato che non
costituiscono finanziamenti
533 - 533 468 58 526 7 1,3
Altre attività e passività finanziarie valutate al fair
value con impatto a conto economico
-53 - -53 57 7 64 -117
Altre attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
640 - 640 768 51 819 -179 -21,9
Attività finanziarie 1.120 - 1.120 1.293 116 1.409 -289 -20,5
Rapporti con banche 724 - 724 587 -14 573 151 26,4
Differenziali su derivati di copertura -601 - -601 -658 70 -588 13 2,2
Attività deteriorate 603 - 603 833 81 914 -311 -34,0
Altri interessi netti -40 6 -34 -119 56 -63 -29 -46,0
Interessi netti 7.966 -66 7.900 7.799 479 8.278 -378 -4,6

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Gli interessi netti, pari a 7.900 milioni, hanno presentato una flessione del 4,6% rispetto al 2020. In un contesto di mercato contraddistinto da tassi di interesse ancora negativi, la riduzione è ascrivibile principalmente alle attività finanziarie (-20,5%), segnatamente quelle valutate al fair value. L'intermediazione con clientela ha mostrato una buona tenuta (+0,9%), grazie ad un minor costo della raccolta costituita da titoli in circolazione, solo parzialmente controbilanciato dal ridimensionamento del contributo dei rapporti con clientela. Tra le altre componenti si sono ridotti significativamente gli interessi sulle attività deteriorate, principalmente a seguito della riduzione dello stock degli NPL, mentre sono aumentati gli interessi netti sui rapporti con banche, grazie al maggiore contributo delle operazioni di rifinanziamento TLTRO con la BCE, in parte compensato dall'apporto negativo della liquidità in eccesso. Il saldo dei differenziali su derivati di copertura, che comprende il contributo delle coperture delle poste a vista, ha registrato un peggioramento del 2,2% mentre gli altri interessi netti, anch'essi attestati su valori negativi, sono risultati in miglioramento rispetto all'esercizio 2020.

(milioni di euro)
Voci 2021 Variazioni %
trimestre
(a)
trimestre
(b)
trimestre
(c)
trimestre
(d)
(a/b) (b/c) (c/d)
Rapporti con clientela 1.930 1.946 1.961 2.008 -0,8 -0,8 -2,3
Titoli in circolazione -419 -431 -414 -421 -2,8 4,1 -1,7
Intermediazione con clientela 1.511 1.515 1.547 1.587 -0,3 -2,1 -2,5
Titoli valutati al costo ammortizzato che non costituiscono
finanziamenti
123 132 140 138 -6,8 -5,7 1,4
Altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con
impatto a conto economico
-28 -18 -4 -3 55,6 33,3
Altre attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
164 166 153 157 -1,2 8,5 -2,5
Attività finanziarie 259 280 289 292 -7,5 -3,1 -1,0
Rapporti con banche 194 204 182 144 -4,9 12,1 26,4
Differenziali su derivati di copertura -148 -141 -160 -152 5,0 -11,9 5,3
Attività deteriorate 142 150 149 162 -5,3 0,7 -8,0
Altri interessi netti -4 -9 -7 -20 -55,6 28,6 -65,0
Interessi netti 1.954 1.999 2.000 2.013 -2,3 -0,1 -0,6

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI e alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas non sono stati riesposti.

(milioni di euro)
Voci 2021 Variazioni %
trimestre trimestre trimestre trimestre
(a) (b) Dati
rideterminati
Dati
rideterminati
(c) (d)
(a/b) (b/c) (c/d)
Rapporti con clientela 1.930 1.946 1.956 1.941 -0,8 -0,5 0,8
Titoli in circolazione -419 -431 -414 -421 -2,8 4,1 -1,7
Intermediazione con clientela 1.511 1.515 1.542 1.520 -0,3 -1,8 1,4
Titoli valutati al costo ammortizzato che non costituiscono
finanziamenti 123 132 140 138 -6,8 -5,7 1,4
Altre attività e passività finanziarie valutate al fair value
con impatto a conto economico -28 -18 -4 -3 55,6 33,3
Altre attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva 164 166 153 157 -1,2 8,5 -2,5
Attività finanziarie 259 280 289 292 -7,5 -3,1 -1,0
Rapporti con banche 194 204 182 144 -4,9 12,1 26,4
Differenziali su derivati di copertura -148 -141 -160 -152 5,0 -11,9 5,3
Attività deteriorate 142 150 149 162 -5,3 0,7 -8,0
Altri interessi netti -4 -9 -7 -14 -55,6 28,6 -50,0
Interessi netti 1.954 1.999 1.995 1.952 -2,3 0,2 2,2

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Il flusso di interessi netti contabilizzato nel quarto trimestre 2021 è risultato in linea con il primo e in moderata flessione rispetto agli altri due trimestri dell'esercizio, per effetto principalmente dell'andamento riflessivo delle attività finanziarie.

(milioni di euro)
2021 2020 Variazioni
assolute %
Banca dei Territori 3.985 4.199 -214 -5,1
IMI Corporate & Investment Banking 2.094 2.048 46 2,2
International Subsidiary Banks 1.337 1.310 27 2,1
Private Banking 212 252 -40 -15,9
Asset Management -1 -1 - -
Insurance - - - -
Totale aree di business 7.627 7.808 -181 -2,3
Centro di governo 273 470 -197 -41,9
Gruppo Intesa Sanpaolo (Dati rideterminati) 7.900 8.278 -378 -4,6

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

La Banca dei Territori, che rappresenta il 52,2% del risultato delle aree di business operative, ha evidenziato interessi netti pari a 3.985 milioni, in calo rispetto a quelli del 2020 (-5,1%, pari a -214 milioni), per effetto dei margini di contribuzione condizionati dal livello dei tassi ai minimi storici e delle azioni di deleveraging attuate in ambito NPL. Il margine di interesse di IMI Corporate & Investment Banking ha per contro registrato un incremento (+2,2%, pari a +46 milioni) beneficiando della maggiore contribuzione degli impieghi a clientela, sostenuti dall'operatività di finanza strutturata. Anche gli interessi netti dell'International Subsidiary Banks hanno mostrato un aumento (+2,1%), grazie alla dinamica favorevole evidenziata dalla controllata operante in Ungheria. La Divisione Private Banking, che in termini relativi presenta una minore incidenza sul consolidato, ha ridotto l'apporto al margine di 40 milioni (-15,9%).

L'andamento cedente degli interessi netti del Centro di Governo è imputabile al maggior costo della liquidità in eccesso in relazione alla diminuzione dei tassi di mercato a breve termine, sempre in

territorio negativo, nonché al significativo incremento della raccolta da clientela.

Commissioni nette

(milioni di euro)
Voci 2021 2020 Variazioni
Attive Passive Nette Attive Passive Nette assolute %
Garanzie rilasciate / ricevute 401 -197 204 361 -178 183 21 11,5
Servizi di incasso e pagamento 716 -159 557 649 -163 486 71 14,6
Conti correnti 1.441 - 1.441 1.371 - 1.371 70 5,1
Servizio Bancomat e carte di credito 787 -417 370 635 -312 323 47 14,6
Attività bancaria commerciale 3.345 -773 2.572 3.016 -653 2.363 209 8,8
Intermediazione e collocamento titoli 1.298 -265 1.033 1.082 -242 840 193 23,0
Intermediazione valute 21 -4 17 18 -3 15 2 13,3
Gestioni patrimoniali 4.091 -915 3.176 3.368 -809 2.559 617 24,1
Distribuzione prodotti assicurativi 1.622 - 1.622 1.519 - 1.519 103 6,8
Altre commissioni intermediazione / gestione 450 -173 277 363 -95 268 9 3,4
Attività di gestione, intermediazione e consulenza 7.482 -1.357 6.125 6.350 -1.149 5.201 924 17,8
Altre commissioni 1.221 -284 937 1.037 -257 780 157 20,1
Totale 12.048 -2.414 9.634 10.403 -2.059 8.344 1.290 15,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI e alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas non sono stati riesposti.

Voci 2021 Rettifiche 2021
Dati
rideterminati
2020 Rettifiche 2020
Dati
rideterminati
(milioni di euro)
Variazioni
(Dati rideterminati)
assolute %
Garanzie rilasciate / ricevute 204 -2 202 183 -6 177 25 14,1
Servizi di incasso e pagamento 557 -5 552 486 6 492 60 12,2
Conti correnti 1.441 -29 1.412 1.371 60 1.431 -19 -1,3
Servizio Bancomat e carte di credito 370 -6 364 323 -11 312 52 16,7
Attività bancaria commerciale 2.572 -42 2.530 2.363 49 2.412 118 4,9
Intermediazione e collocamento titoli 1.033 -26 1.007 840 -67 773 234 30,3
Intermediazione valute 17 -4 13 15 -9 6 7
Gestioni patrimoniali 3.176 -2 3.174 2.559 284 2.843 331 11,6
Distribuzione prodotti assicurativi 1.622 -15 1.607 1.519 48 1.567 40 2,6
Altre commissioni intermediazione /
gestione
277 -2 275 268 16 284 -9 -3,2
Attività di gestione, intermediazione
e consulenza
6.125 -49 6.076 5.201 272 5.473 603 11,0
Altre commissioni 937 -3 934 780 60 840 94 11,2
Totale 9.634 -94 9.540 8.344 381 8.725 815 9,3

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Le commissioni nette conseguite nell'esercizio 2021 si sono attestate a 9.540 milioni, evidenziando una forte crescita rispetto al 2020 (+9,3%).

Tale risultato è stato favorito dalla ripresa dei mercati finanziari e dall'incremento dei collocamenti di prodotti finanziari, che si sono riflessi in un aumento dei ricavi commissionali dell'attività di gestione, intermediazione e consulenza (+11%, pari a +603 milioni); in particolare è cresciuto l'apporto legato alle gestioni patrimoniali individuali e collettive (+11,6%, pari a +331 milioni, in massima parte ascrivibili ai fondi comuni di investimento), all'intermediazione e collocamento titoli (+30,3%, pari a +234 milioni) e alla distribuzione di prodotti assicurativi (+2,6%, pari a +40 milioni). Anche l'attività bancaria commerciale ha presentato una crescita (+4,9%, pari a +118 milioni), sostenuta da maggiori commissioni su servizi di incasso e pagamento (+60 milioni), sul servizio bancomat e carte di credito (+52 milioni) e su garanzie rilasciate e ricevute (+25 milioni), a fronte di minori commissioni sui conti correnti (-19 milioni). Infine, si è rilevato un più elevato apporto delle altre commissioni nette (+11,2%, pari a +94 milioni), segnatamente quelle relative ai finanziamenti fondiari.

(milioni di euro)
Voci 2021 Variazioni %


trimestre
(a)
trimestre
(b)
trimestre
(c)
trimestre
(d)
(a/b) (b/c) (c/d)
Garanzie rilasciate / ricevute 52 57 51 44 -8,8 11,8 15,9
Servizi di incasso e pagamento 138 138 139 142 - -0,7 -2,1
Conti correnti 364 352 356 369 3,4 -1,1 -3,5
Servizio Bancomat e carte di credito 89 108 107 66 -17,6 0,9 62,1
Attività bancaria commerciale 643 655 653 621 -1,8 0,3 5,2
Intermediazione e collocamento titoli 227 207 286 313 9,7 -27,6 -8,6
Intermediazione valute 4 3 3 7 33,3 - -57,1
Gestioni patrimoniali 896 764 781 735 17,3 -2,2 6,3
Distribuzione prodotti assicurativi 417 401 385 419 4,0 4,2 -8,1
Altre commissioni intermediazione / gestione 109 58 51 59 87,9 13,7 -13,6
Attività di gestione, intermediazione e consulenza 1.653 1.433 1.506 1.533 15,4 -4,8 -1,8
Altre commissioni nette 236 237 223 241 -0,4 6,3 -7,5
Commissioni nette 2.532 2.325 2.382 2.395 8,9 -2,4 -0,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI e alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas non sono stati riesposti.

(milioni di euro)
Voci 2021 Variazioni %

trimestre
(a)

trimestre
(b)

trimestre
Dati
rideterminati
(c)

trimestre
Dati
rideterminati
(d)
(a/b) (b/c) (c/d)
Garanzie rilasciate / ricevute 52 57 51 42 -8,8 11,8 21,4
Servizi di incasso e pagamento 138 138 139 137 - -0,7 1,5
Conti correnti 364 352 352 344 3,4 - 2,3
Servizio Bancomat e carte di credito 89 108 106 61 -17,6 1,9 73,8
Attività bancaria commerciale 643 655 648 584 -1,8 1,1 11,0
Intermediazione e collocamento titoli 227 207 283 290 9,7 -26,9 -2,4
Intermediazione valute 4 3 3 3 33,3 - -
Gestioni patrimoniali 896 764 781 733 17,3 -2,2 6,5
Distribuzione prodotti assicurativi 417 401 383 406 4,0 4,7 -5,7
Altre commissioni intermediazione / gestione 109 58 50 58 87,9 16,0 -13,8
Attività di gestione, intermediazione e consulenza 1.653 1.433 1.500 1.490 15,4 -4,5 0,7
Altre commissioni nette 236 237 222 239 -0,4 6,8 -7,1
Commissioni nette 2.532 2.325 2.370 2.313 8,9 -1,9 2,5

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

L'analisi trimestrale evidenzia ricavi commissionali del quarto trimestre 2021 più elevati rispetto ai trimestri precedenti, grazie alla dinamica dell'attività di gestione, intermediazione e consulenza, in particolare delle gestioni patrimoniali.

(milioni di euro)
2021 2020 Variazioni
assolute %
Banca dei Territori 4.836 4.548 288 6,3
IMI Corporate & Investment Banking 1.176 1.049 127 12,1
International Subsidiary Banks 546 505 41 8,1
Private Banking 2.097 1.921 176 9,2
Asset Management 1.282 1.074 208 19,4
Insurance 2 -3 5
Totale aree di business 9.939 9.094 845 9,3
Centro di governo -399 -369 30 8,1
Gruppo Intesa Sanpaolo (Dati rideterminati) 9.540 8.725 815 9,3

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Relativamente alle commissioni, tutti i settori di attività hanno contribuito positivamente al risultato del Gruppo. In dettaglio, la Banca dei Territori, che rappresenta il 48,7% del dato riferibile alle unità operative, ha evidenziato un aumento dei ricavi commissionali (+6,3%, pari a +288 milioni), in particolare quelli rivenienti dal comparto del risparmio gestito, grazie all'operatività in fondi e, in misura più contenuta, quelli del commercial banking. IMI Corporate & Investment Banking ha registrato un incremento del 12,1% (+127 milioni), per effetto dell'andamento rilevato nei comparti investment banking e transaction banking, l'Asset Management del 19,4% (+208 milioni) grazie alla crescita delle commissioni di performance incassate nel periodo, nonché delle commissioni di gestione e di collocamento, il Private Banking del 9,2% (+176 milioni) in relazione allo sviluppo delle masse medie di risparmio gestito, e l'International Subsidiary Banks dell'8,1% (+41 milioni) essenzialmente riconducibili ai contributi delle controllate operanti in Serbia, Croazia e Slovacchia.

In applicazione del principio contabile IFRS 15, che richiede di illustrare la disaggregazione dei ricavi provenienti dai contratti con i clienti (ad eccezione di quelli riferiti a contratti di leasing, contratti assicurativi e strumenti finanziari), vengono di seguito esposte la disaggregazione delle commissioni attive e le commissioni passive per settore di attività.

(milioni di euro)
Voci Banca
dei
Territori
IMI
Corporate
&
Investment
Banking
International
Subsidiary
Banks
Private
Banking
Asset
Management
Insurance
Centro
di
Governo
(a)
Totale
2021
Dati
rideterminati
Totale
2020
Dati
rideterminati
Variazioni
assolute %
Garanzie rilasciate 91 270 36 2 - - - 399 393 6 1,5
Servizi di incasso e
pagamento
410 107 181 7 - - 6 711 673 38 5,6
Conti correnti 1.230 34 138 10 - - - 1.412 1.431 -19 -1,3
Servizio Bancomat e
carte di credito
534 3 223 14 - - 7 781 639 142 22,2
Attività bancaria
commerciale
2.265 414 578 33 - - 13 3.303 3.136 167 5,3
Intermediazione e
collocamento titoli
1.409 253 23 291 598 - -1.302 1.272 1.022 250 24,5
Intermediazione
valute
7 2 4 3 - - 1 17 9 8 88,9
Gestioni patrimoniali 115 7 23 1.874 2.354 - -284 4.089 3.657 432 11,8
Distribuzione prodotti
assicurativi
863 - 27 717 - 2 -2 1.607 1.567 40 2,6
Altre commissioni
intermediazione /
gestione
159 71 13 209 - - -4 448 390 58 14,9
Attività di gestione,
intermediazione e
consulenza
2.553 333 90 3.094 2.952 2 -1.591 7.433 6.645 788 11,9
Altre commissioni 383 547 89 27 159 - 13 1.218 1.136 82 7,2
Commissione attive 5.201 1.294 757 3.154 3.111 2 -1.565 11.954 10.917 1.037 9,5
Commissioni
passive
-365 -118 -211 -1.057 -1.829 - 1.166 -2.414 -2.192 222 10,1
Commissioni nette 4.836 1.176 546 2.097 1.282 2 -399 9.540 8.725 815 9,3

(a) Al Centro di Governo sono ricondotte le elisioni infrasettoriali.

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Relazione sull'andamento della gestione – I risultati economici

Risultato dell'attività assicurativa

(milioni di euro)
Voci (a) 2021 2020 Variazioni
Vita Danni e
Salute
Totale Vita Danni e
Salute
Totale assolute %
Margine tecnico 87 311 398 196 351 547 -149 -27,2
Premi netti (b) 9.442 1.252 10.694 10.056 951 11.007 -313 -2,8
Oneri netti relativi ai sinistri e ai riscatti (c) -9.576 -707 -10.283 -8.979 -403 -9.382 901 9,6
Oneri netti relativi alla variazione delle riserve tecniche (d) -1.493 -1 -1.494 -2.038 -4 -2.042 -548 -26,8
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati su prodotti
assicurativi (e)
1.756 - 1.756 1.277 - 1.277 479 37,5
Commissioni nette su contratti d'investimento (f) 422 - 422 329 - 329 93 28,3
Provvigioni passive su contratti assicurativi (g) -555 -184 -739 -460 -159 -619 120 19,4
Altri proventi e oneri tecnici (h) 91 -49 42 11 -34 -23 65
Margine finanziario 1.128 18 1.146 723 10 733 413 56,3
Reddito operativo degli investimenti 9.006 18 9.024 4.557 10 4.567 4.457 97,6
Interessi netti 1.876 1 1.877 1.620 3 1.623 254 15,7
Dividendi 376 7 383 256 6 262 121 46,2
Utili/perdite da realizzo 2.544 11 2.555 69 2 71 2.484
Utili/perdite da valutazione 4.309 - 4.309 2.698 - 2.698 1.611 59,7
Commissioni passive gestione portafogli (i) -99 -1 -100 -86 -1 -87 13 14,9
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati -7.878 - -7.878 -3.834 - -3.834 4.044
Prodotti assicurativi (j) -1.753 - -1.753 -1.354 - -1.354 399 29,5
Plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi attribuite agli
assicurati (k)
-48 - -48 57 - 57 -105
Prodotti di investimento (l) -6.077 - -6.077 -2.537 - -2.537 3.540
Risultato dell'attività assicurativa al lordo degli effetti da
consolidamento
1.215 329 1.544 919 361 1.280 264 20,6
Effetti da consolidamento 42 - 42 73 - 73 -31 -42,5
Risultato dell'attività assicurativa 1.257 329 1.586 992 361 1.353 233 17,2

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI e alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas non sono stati riesposti.

(a) La tabella riporta le componenti economiche del business assicurativo suddivise tra quelle relative a:

  • i prodotti considerati assicurativi ai fini IAS/IFRS, che comprendono i contratti nei quali il rischio assicurato è considerato significativo o nei quali la decisione del rendimento dei contratti non è a mercato ma dipende dalle scelte della compagnia;

  • i prodotti d'investimento, che comprendono prodotti di natura finanziaria nei quali il rischio assicurativo non è considerato significativo. Questi ultimi vengono contabilizzati nel bilancio consolidato alla stregua di movimenti finanziari.

(b) La voce comprende i premi emessi relativi ai soli prodotti considerati assicurativi ai fini IAS/IFRS, al netto delle quote cedute in riassicurazione. Per il Ramo Danni è inclusa anche la variazione della riserva premi.

(c) La voce comprende le somme pagate (sinistri, riscatti e scadenze) e la variazione della riserva sinistri ramo danni e della riserva per somme da pagare, al netto delle quote cedute in riassicurazione.

(d) La voce comprende la variazione delle riserve tecniche, al netto delle quote cedute in riassicurazione.

(e) La voce comprende la quota del risultato degli investimenti (a fronte di prodotti assicurativi) di pertinenza degli assicurati, compreso l'impatto dello shadow accounting.

(f) La voce comprende le commissioni nette sui prodotti d'investimento; in particolare i caricamenti pagati dai clienti, le commissioni di gestione prelevate dalle unit finanziarie e le commissioni passive retrocesse dalle compagnie alla rete di vendita e alla società di gestione.

(g) La voce comprende le provvigioni passive sui prodotti assicurativi (inclusi i prodotti unit e index linked assicurativi e i fondi pensione) pagate alla rete di vendita.

(h) Voce residuale che include le commissioni attive di gestione sui prodotti assicurativi (unit e index assicurative e fondi pensione), i rebates, gli interessi netti sui conti correnti della compagnia e sui prestiti subordinati e altri proventi e oneri tecnici.

(i) La voce comprende le commissioni pagate alle società di gestione per la gestione dei portafogli relativi a prodotti assicurativi tradizionali (gestioni separate) e fondi pensione. Sono incluse anche le commissioni dei fondi consolidati sottostanti unit assicurative.

(j) La voce comprende la quota del risultato degli investimenti (a fronte di prodotti assicurativi) di pertinenza degli assicurati, senza l'impatto dello shadow accounting.

(k) La voce comprende la quota parte delle plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi di competenza degli assicurati (shadow accounting).

(l) La voce si riferisce alla valutazione delle passività finanziarie valutate a fair value che rappresentano il debito verso gli assicurati relativo ai prodotti d'investimento.

(milioni di euro)
Voci (a) 2021
Dati rideterminati
2020
Dati rideterminati
Variazioni
Vita Danni e
Salute
Totale Vita Danni e
Salute
Totale assolute %
Margine tecnico 51 354 405 182 425 607 -202 -33,3
Premi netti (b) 9.848 1.343 11.191 11.730 1.134 12.864 -1.673 -13,0
Oneri netti relativi ai sinistri e ai riscatti (c) -10.319 -734 -11.053 -11.454 -473 -11.927 -874 -7,3
Oneri netti relativi alla variazione delle riserve tecniche (d) -1.266 3 -1.263 -1.512 -8 -1.520 -257 -16,9
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati su prodotti
assicurativi (e)
1.860 - 1.860 1.670 - 1.670 190 11,4
Commissioni nette su contratti d'investimento (f) 435 - 435 296 - 296 139 47,0
Provvigioni passive su contratti assicurativi (g) -598 -204 -802 -555 -190 -745 57 7,7
Altri proventi e oneri tecnici (h) 91 -54 37 7 -38 -31 68
Margine finanziario 1.157 25 1.182 986 19 1.005 177 17,6
Reddito operativo degli investimenti 8.896 25 8.921 5.780 19 5.799 3.122 53,8
Interessi netti 1.978 4 1.982 2.110 12 2.122 -140 -6,6
Dividendi 388 7 395 306 6 312 83 26,6
Utili/perdite da realizzo 2.449 11 2.460 203 2 205 2.255
Utili/perdite da valutazione 4.180 5 4.185 3.255 - 3.255 930 28,6
Commissioni passive gestione portafogli (i) -99 -2 -101 -94 -1 -95 6 6,3
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati -7.739 - -7.739 -4.794 - -4.794 2.945 61,4
Prodotti assicurativi (j) -1.857 - -1.857 -1.761 - -1.761 96 5,5
Plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi attribuite agli
assicurati (k)
-48 - -48 71 - 71 -119
Prodotti di investimento (l) -5.834 - -5.834 -3.104 - -3.104 2.730 88,0
Risultato dell'attività assicurativa al lordo degli effetti da
consolidamento
1.208 379 1.587 1.168 444 1.612 -25 -1,6
Effetti da consolidamento 42 - 42 73 - 73 -31 -42,5
Risultato dell'attività assicurativa 1.250 379 1.629 1.241 444 1.685 -56 -3,3

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

(a) La tabella riporta le componenti economiche del business assicurativo suddivise tra quelle relative a:

  • i prodotti considerati assicurativi ai fini IAS/IFRS, che comprendono i contratti nei quali il rischio assicurato è considerato significativo o nei quali la decisione del rendimento dei contratti non è a mercato ma dipende dalle scelte della compagnia;

  • i prodotti d'investimento, che comprendono prodotti di natura finanziaria nei quali il rischio assicurativo non è considerato significativo. Questi ultimi vengono contabilizzati nel bilancio consolidato alla stregua di movimenti finanziari.

(b) La voce comprende i premi emessi relativi ai soli prodotti considerati assicurativi ai fini IAS/IFRS, al netto delle quote cedute in riassicurazione. Per il Ramo Danni è inclusa anche la variazione della riserva premi.

(c) La voce comprende le somme pagate (sinistri, riscatti e scadenze) e la variazione della riserva sinistri ramo danni e della riserva per somme da pagare, al netto delle quote cedute in riassicurazione.

(d) La voce comprende la variazione delle riserve tecniche, al netto delle quote cedute in riassicurazione.

(e) La voce comprende la quota del risultato degli investimenti (a fronte di prodotti assicurativi) di pertinenza degli assicurati, compreso l'impatto dello shadow accounting.

(f) La voce comprende le commissioni nette sui prodotti d'investimento; in particolare i caricamenti pagati dai clienti, le commissioni di gestione prelevate dalle unit finanziarie e le commissioni passive retrocesse dalle compagnie alla rete di vendita e alla società di gestione.

(g) La voce comprende le provvigioni passive sui prodotti assicurativi (inclusi i prodotti unit e index linked assicurativi e i fondi pensione) pagate alla rete di vendita.

(h) Voce residuale che include le commissioni attive di gestione sui prodotti assicurativi (unit e index assicurative e fondi pensione), i rebates, gli interessi netti sui conti correnti della compagnia e sui prestiti subordinati e altri proventi e oneri tecnici.

(i) La voce comprende le commissioni pagate alle società di gestione per la gestione dei portafogli relativi a prodotti assicurativi tradizionali (gestioni separate) e fondi pensione. Sono incluse anche le commissioni dei fondi consolidati sottostanti unit assicurative.

(j) La voce comprende la quota del risultato degli investimenti (a fronte di prodotti assicurativi) di pertinenza degli assicurati, senza l'impatto dello shadow accounting.

(k) La voce comprende la quota parte delle plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi di competenza degli assicurati (shadow accounting).

(l) La voce si riferisce alla valutazione delle passività finanziarie valutate a fair value che rappresentano il debito verso gli assicurati relativo ai prodotti d'investimento.

Il risultato dell'attività assicurativa, che raggruppa le voci di costo e ricavo del business assicurativo delle compagnie vita e danni operanti nell'ambito del Gruppo, include anche le risultanze di Intesa Sanpaolo RBM Salute, a seguito del perfezionamento dell'acquisizione della quota di controllo avvenuta nel mese di maggio 2020, nonché il contributo delle compagnie assicurative BancAssurance Popolari, Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita, incorporate in Intesa Sanpaolo Vita a fine 2021, e Cargeas. Nell'esercizio 2021 tale risultato si è attestato a 1.629 milioni, in riduzione del 3,3% rispetto al valore registrato nel 2020. La dinamica è ascrivibile alla contrazione del margine tecnico, che è stato condizionato da una riduzione dei premi superiore alla riduzione degli oneri relativi a sinistri e riscatti, e delle riserve tecniche, che hanno interessato il ramo vita; anche il margine tecnico del ramo danni ha evidenziato un calo ascrivibile ad una crescita dei sinistri superiore allo sviluppo dei premi netti. Tali dinamiche sono state solo in parte compensate dall'aumento del margine finanziario, sostenuto dalla favorevole intonazione dei mercati che si è tradotta in un incremento del reddito operativo degli investimenti nel ramo vita, al netto della parte di pertinenza degli assicurati.

Relazione sull'andamento della gestione – I risultati economici

Voci (a) 2021 (milioni di euro)
Variazioni %

trimestre
(a)

trimestre
(b)

trimestre
(c)

trimestre
(d)
(a/b) (b/c) (c/d)
Margine tecnico -93 220 112 159 96,4 -29,6
Premi netti (b) 2.824 2.823 2.505 2.542 - 12,7 -1,5
Oneri netti relativi ai sinistri e ai riscatti (c) -2.496 -2.467 -3.016 -2.304 1,2 -18,2 30,9
Oneri netti relativi alla variazione delle riserve
tecniche (d)
-702 -415 84 -461 69,2
Risultato degli investimenti di pertinenza degli
assicurati su prodotti assicurativi (e)
356 416 542 442 -14,4 -23,2 22,6
Commissioni nette su contratti d'investimento (f) 129 108 83 102 19,4 30,1 -18,6
Provvigioni passive su contratti assicurativi (g) -255 -162 -158 -164 57,4 2,5 -3,7
Altri proventi e oneri tecnici (h) 51 -83 72 2
Margine finanziario 491 145 308 202 -52,9 52,5
Reddito operativo degli investimenti 3.116 694 2.781 2.433 -75,0 14,3
Interessi netti 496 470 526 385 5,5 -10,6 36,6
Dividendi 104 112 105 62 -7,1 6,7 69,4
Utili/perdite da realizzo 807 574 661 513 40,6 -13,2 28,8
Utili/perdite da valutazione 1.696 -393 1.509 1.497 0,8
Commissioni passive gestione portafogli (i) 13 -69 -20 -24 -16,7
Risultato degli investimenti di pertinenza degli
assicurati
-2.625 -549 -2.473 -2.231 -77,8 10,8
Prodotti assicurativi (j)
Plus/minus da valutazione sui prodotti
-373 -410 -548 -422 -9,0 -25,2 29,9
assicurativi attribuite agli assicurati (k) -3 -6 -10 -29 -50,0 -40,0 -65,5
Prodotti di investimento (l) -2.249 -133 -1.915 -1.780 -93,1 7,6
Risultato dell'attività assicurativa al lordo degli
effetti da consolidamento
398 365 420 361 9,0 -13,1 16,3
Effetti da consolidamento 12 - 18 12 - 50,0
Risultato dell'attività assicurativa 410 365 438 373 12,3 -16,7 17,4

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI e alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas non sono stati riesposti.

Per le note cfr. tabella precedente

Voci (a) 2021 (milioni di euro)
Variazioni %

trimestre
(a)

trimestre
(b)

trimestre
Dati
rideterminati
(c)

trimestre
Dati
rideterminati
(d)
(a/b) (b/c) (c/d)
Margine tecnico -93 220 123 155 78,9 -20,6
Premi netti (b) 2.824 2.823 2.545 2.999 - 10,9 -15,1
Oneri netti relativi ai sinistri e ai riscatti (c) -2.496 -2.467 -3.030 -3.060 1,2 -18,6 -1,0
Oneri netti relativi alla variazione delle riserve tecniche
(d)
-702 -415 86 -232 69,2
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati
su prodotti assicurativi (e)
356 416 542 546 -14,4 -23,2 -0,7
Commissioni nette su contratti d'investimento (f) 129 108 83 115 19,4 30,1 -27,8
Provvigioni passive su contratti assicurativi (g) -255 -162 -172 -213 57,4 -5,8 -19,2
Altri proventi e oneri tecnici (h) 51 -83 69 - -
Margine finanziario 491 145 315 231 -54,0 36,4
Reddito operativo degli investimenti 3.116 694 2.788 2.323 -75,1 20,0
Interessi netti 496 470 527 489 5,5 -10,8 7,8
Dividendi 104 112 105 74 -7,1 6,7 41,9
Utili/perdite da realizzo 807 574 661 418 40,6 -13,2 58,1
Utili/perdite da valutazione 1.696 -393 1.513 1.369 10,5
Commissioni passive gestione portafogli (i) 13 -69 -18 -27 -33,3
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati -2.625 -549 -2.473 -2.092 -77,8 18,2
Prodotti assicurativi (j) -373 -410 -548 -526 -9,0 -25,2 4,2
Plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi
attribuite agli assicurati (k)
-3 -6 -10 -29 -50,0 -40,0 -65,5
Prodotti di investimento (l) -2.249 -133 -1.915 -1.537 -93,1 24,6
Risultato dell'attività assicurativa al lordo degli
effetti da consolidamento
398 365 438 386 9,0 -16,7 13,5
Effetti da consolidamento 12 - 18 12 - 50,0
Risultato dell'attività assicurativa 410 365 456 398 12,3 -20,0 14,6

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Per le note cfr. tabelle precedenti

Il risultato della gestione assicurativa, comprensivo dei rami vita e danni/salute, nel quarto trimestre 2021 ha mostrato un valore superiore a quello del terzo trimestre, grazie al positivo andamento del margine finanziario.

(milioni di euro)
Produzione 2021
Premi
periodici
Premi
unici
Totale di cui
nuova
produzione
Rami Vita 404 9.042 9.446 8.773 10.057
Premi emessi prodotti tradizionali 208 4.885 5.093 4.628 7.418
Premi emessi prodotti Unit Linked 182 3.368 3.550 3.362 1.837
Premi emessi prodotti di Capitalizzazione 2 16 18 10 19
Premi emessi Fondi pensione 12 773 785 773 783
Rami Danni 1.049 277 1.326 234 1.136
Premi emessi 1.087 255 1.342 404 1.197
Variazione della riserva premi -38 22 -16 -170 -61
Premi ceduti in riassicurazione -55 -23 -78 -25 -186
Premi netti da prodotti assicurativi 1.398 9.296 10.694 8.982 11.007
Produzione contratti Index Linked - - - - -
Produzione contratti Unit Linked 74 8.788 8.862 8.709 7.044
Totale produzione relativa ai contratti di investimento 74 8.788 8.862 8.709 7.044
Produzione totale 1.472 18.084 19.556 17.691 18.051

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI e alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas non sono stati riesposti.

(milioni di euro)
Produzione 2020
Dati rideterminati
Dati rideterminati
Premi Premi Totale di cui
periodici unici nuova
produzione
Rami Vita 426 9.430 9.856 8.908 11.734
Premi emessi prodotti tradizionali 230 5.234 5.464 4.760 8.862
Premi emessi prodotti Unit Linked 182 3.401 3.583 3.362 1.995
Premi emessi prodotti di Capitalizzazione 2 18 20 11 78
Premi emessi Fondi pensione 12 777 789 775 799
Rami Danni e Salute 1.049 372 1.421 234 1.304
Premi emessi 1.087 318 1.405 404 1.337
Variazione della riserva premi -38 54 16 -170 -33
Premi ceduti in riassicurazione -55 -31 -86 -26 -174
Premi netti da prodotti assicurativi 1.420 9.771 11.191 9.116 12.864
Produzione contratti Index Linked - - - - -
Produzione contratti Unit Linked 80 8.893 8.973 8.774 7.501
Totale produzione relativa ai contratti di investimento 80 8.893 8.973 8.774 7.501
Produzione totale 1.500 18.664 20.164 17.890 20.365

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Nel 2021 la produzione totale del comparto assicurativo si è attestata a 20,2 miliardi, sostanzialmente in linea con la produzione realizzata nel 2020 (20,4 miliardi). La flessione delle polizze tradizionali (-3,4 miliardi) è stata controbilanciata dall'espansione delle unit linked, sia quelle di natura prevalentemente assicurativa (+1,6 miliardi) sia quelle di natura prevalentemente finanziaria di ramo III (+1,5 miliardi). La produzione del ramo danni e salute registra un progressivo aumento, attestandosi a 1,4 miliardi rispetto a 1,3 miliardi dell'esercizio precedente.

La nuova produzione totale è ammontata a 17,9 miliardi, corrispondente all'89% della raccolta premi complessiva delle compagnie del Gruppo, costituita per la maggior parte da nuovi contratti a premio unico.

Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value

(milioni di euro)
Voci 2021 Rettifiche 2021
Dati
rideterminati
2020 Rettifiche 2020
Dati
rideterminati
Variazioni
(Dati rideterminati)
assolute %
Risultato netto da operazioni di trading e da
strumenti finanziari in fair value option
550 - 550 676 37 713 -163 -22,9
Risultato netto da operazioni di copertura in
hedge accounting
36 - 36 75 -14 61 -25 -41,0
Risultato netto da attività valutate
obbligatoriamente al fair value con impatto a
conto economico
168 -1 167 -24 -2 -26 193
Risultato netto da dividendi e da cessione di
attività valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva e da cessione di
attività al costo ammortizzato
945 - 945 906 67 973 -28 -2,9
Risultato netto da riacquisto di passività
finanziarie
-73 - -73 -44 -2 -46 27 58,7
Risultato netto delle attività e passività
finanziarie al fair value
1.626 -1 1.625 1.589 86 1.675 -50 -3,0

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value, pari a 1.625 milioni, è risultato in flessione del 3% rispetto ai 1.675 milioni realizzati nel 2020.

La riduzione è in larga misura attribuibile alle operazioni di trading e strumenti finanziari in fair value option (-163 milioni), essenzialmente a seguito del risultato calante derivante dalle componenti valutative e realizzative in titoli di debito di trading, solo parzialmente compensata da variazioni di fair value su contratti derivati. Hanno inoltre agito in negativo il risultato delle operazioni di copertura in hedge accounting (diminuito di 25 milioni), il risultato netto da dividendi e da cessione di attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da cessione di attività al costo ammortizzato (diminuito di 28 milioni) e il risultato netto negativo da riacquisto di passività finanziarie (+27 milioni), quest'ultimo riconducibile all'operatività in proprio dei titoli di debito sul mercato secondario e a riacquisti di debiti verso banche e clientela.

Per contro, l'operatività su attività valutate al fair value con impatto a conto economico ha registrato un andamento positivo (+193 milioni), riferibile principalmente alle rivalutazioni dei fondi OICR, registrate in particolare su fondi di private equity,

immobiliari ed hedge fund, nonché ai maggiori incassi di dividendi.

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(milioni di euro)
Voci 2021 Variazioni %

trimestre
(a)

trimestre
(b)

trimestre
(c)

trimestre
(d)
(a/b) (b/c) (c/d)
Risultato netto da operazioni di trading e da strumenti
finanziari in fair value option
112 28 88 322 -68,2 -72,7
Risultato netto da operazioni di copertura in hedge
accounting
1 -10 1 44 -97,7
Risultato netto da attività valutate obbligatoriamente al fair
value con impatto a conto economico
-36 66 83 55 -20,5 50,9
Risultato netto da dividendi e da cessione di attività valutate
al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da
cessione di attività al costo ammortizzato
42 310 191 402 -86,5 62,3 -52,5
Risultato netto da riacquisto di passività finanziarie -11 -16 -19 -27 -31,3 -15,8 -29,6
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair
value
108 378 344 796 -71,4 9,9 -56,8

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI e alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas non sono stati riesposti.

(milioni di euro)
Voci 2021 Variazioni %

trimestre
(a)

trimestre
(b)

trimestre
Dati
rideterminati
(c)

trimestre
Dati
rideterminati
(c)
(a/b) (b/c) (c/d)
Risultato netto da operazioni di trading e da strumenti
finanziari in fair value option
112 28 88 322 -68,2 -72,7
Risultato netto da operazioni di copertura in hedge
accounting
1 -10 1 44 -97,7
Risultato netto da attività valutate obbligatoriamente al
fair value con impatto a conto economico
-36 66 83 54 -20,5 53,7
Risultato netto da dividendi e da cessione di attività
valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva e da cessione di attività al costo
ammortizzato
42 310 191 402 -86,5 62,3 -52,5
Risultato netto da riacquisto di passività finanziarie -11 -16 -19 -27 -31,3 -15,8 -29,6
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al
fair value
108 378 344 795 -71,4 9,9 -56,7

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Il risultato del quarto trimestre 2021 mostra un valore decisamente inferiore rispetto ai trimestri precedenti, per effetto del calo rilevato nella voce del risultato netto da dividendi e da cessione di attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da cessione di attività al costo ammortizzato.

Altri proventi (oneri) operativi netti

Nel 2021 gli altri proventi operativi netti sono stati pari a 92 milioni e si confrontano con i 37 milioni contabilizzati nel 2020. In tale voce confluiscono sia proventi ed oneri di natura operativa – compresi quelli di entità controllate non soggette a direzione e coordinamento ed operanti in settori del tutto distinti dall'ambito bancario e finanziario – sia gli utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto. L'aumento è principalmente riconducibile alla voce dividendi e utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto, tra cui si distinguono le collegate cinesi.

Costi operativi

(milioni di euro)
Voci 2021 Rettifiche 2021
Dati
rideterminati
2020 Rettifiche 2020
Dati
rideterminati
Variazioni
(Dati rideterminati)
assolute %
Salari e stipendi 4.719 -40 4.679 4.290 347 4.637 42 0,9
Oneri sociali 1.213 -11 1.202 1.106 92 1.198 4 0,3
Altri oneri del personale 892 - 892 800 70 870 22 2,5
Spese del personale 6.824 -51 6.773 6.196 509 6.705 68 1,0
Spese per servizi informatici 860 6 866 754 114 868 -2 -0,2
Spese di gestione immobili 350 -1 349 340 42 382 -33 -8,6
Spese generali di funzionamento 395 -1 394 373 26 399 -5 -1,3
Spese legali e professionali 319 7 326 323 100 423 -97 -22,9
Spese pubblicitarie e
promozionali
142 - 142 134 13 147 -5 -3,4
Costi indiretti del personale 51 - 51 45 9 54 -3 -5,6
Altre spese 615 -3 612 599 64 663 -51 -7,7
Imposte indirette e tasse 1.154 -1 1.153 1.018 152 1.170 -17 -1,5
Recupero di spese ed oneri -994 - -994 -893 -135 -1.028 -34 -3,3
Spese amministrative 2.892 7 2.899 2.693 385 3.078 -179 -5,8
Immobilizzazioni materiali 579 - 579 547 44 591 -12 -2,0
Immobilizzazioni immateriali 667 2 669 612 53 665 4 0,6
Ammortamenti 1.246 2 1.248 1.159 97 1.256 -8 -0,6
Costi operativi 10.962 -42 10.920 10.048 991 11.039 -119 -1,1

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Nell'anno 2021 i costi operativi si sono attestati a 10.920 milioni, in riduzione dell'1,1% rispetto all'esercizio 2020.

Le spese del personale, pari a 6.773 milioni, hanno registrato un lieve aumento dell'1%, derivante dai maggiori accantonamenti per la componente variabile della retribuzione, oggetto di riduzione nel 2020, e dai costi legati al rinnovo del CCNL, fenomeni solo in parte contrastati dai risparmi riconducibili alla riduzione degli organici a seguito delle uscite per accordi.

Le spese amministrative, che si sono attestate a 2.899 milioni, risultano in flessione del 5,8% rispetto al valore del 2020, anche in relazione al manifestarsi delle prime sinergie derivanti dall'integrazione del Gruppo UBI.

Si sono inoltre evidenziati risparmi diffusi sulle spese legali e professionali, sulle spese di gestione immobili e sulle altre spese. Gli ammortamenti che, secondo quanto previsto dal principio IFRS 16, includono anche la quota relativa ai diritti d'uso acquisiti con il leasing operativo, hanno evidenziato una leggera diminuzione (-0,6%) rispetto al 2020, relativa alle immobilizzazioni materiali.

Il cost/income ratio si è attestato nell'esercizio 2021 al 52,5%, in miglioramento rispetto al valore del 2020 (54,1%) per effetto della dinamica positiva dei ricavi combinata con il contenimento dei costi.

(milioni di euro)
Voci
trimestre
(a)
2021

trimestre
(b)

trimestre
(c)

trimestre
(d)
(a/b) Variazioni %
(b/c)
(c/d)
Salari e stipendi 1.276 1.134 1.147 1.162 12,5 -1,1 -1,3
Oneri sociali 321 288 296 308 11,5 -2,7 -3,9
Altri oneri del personale 247 221 216 208 11,8 2,3 3,8
Spese del personale 1.844 1.643 1.659 1.678 12,2 -1,0 -1,1
Spese per servizi informatici 228 212 222 198 7,5 -4,5 12,1
Spese di gestione immobili 96 85 82 87 12,9 3,7 -5,7
Spese generali di funzionamento 93 106 104 92 -12,3 1,9 13,0
Spese legali e professionali 102 70 77 70 45,7 -9,1 10,0
Spese pubblicitarie e promozionali 68 25 30 19 -16,7 57,9
Costi indiretti del personale 16 13 12 10 23,1 8,3 20,0
Altre spese 200 145 135 135 37,9 7,4 -
Imposte indirette e tasse 351 260 249 294 35,0 4,4 -15,3
Recupero di spese ed oneri -309 -223 -205 -257 38,6 8,8 -20,2
Spese amministrative 845 693 706 648 21,9 -1,8 9,0
Immobilizzazioni materiali 146 142 143 148 2,8 -0,7 -3,4
Immobilizzazioni immateriali 192 160 157 158 20,0 1,9 -0,6
Ammortamenti 338 302 300 306 11,9 0,7 -2,0
Costi operativi 3.027 2.638 2.665 2.632 14,7 -1,0 1,3

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI e alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas non sono stati riesposti.

(milioni di euro)
Voci 2021 Variazioni %

trimestre
(a)

trimestre
(b)

trimestre
Dati
rideterminati
(c)

trimestre
Dati
rideterminati
(d)
(a/b) (b/c) (c/d)
Salari e stipendi 1.276 1.134 1.145 1.124 12,5 -1,0 1,9
Oneri sociali 321 288 295 298 11,5 -2,4 -1,0
Altri oneri del personale 247 221 217 207 11,8 1,8 4,8
Spese del personale 1.844 1.643 1.657 1.629 12,2 -0,8 1,7
Spese per servizi informatici 228 212 224 202 7,5 -5,4 10,9
Spese di gestione immobili 96 85 82 86 12,9 3,7 -4,7
Spese generali di funzionamento 93 106 104 91 -12,3 1,9 14,3
Spese legali e professionali 102 70 79 75 45,7 -11,4 5,3
Spese pubblicitarie e promozionali 68 25 30 19 -16,7 57,9
Costi indiretti del personale 16 13 12 10 23,1 8,3 20,0
Altre spese 200 145 135 132 37,9 7,4 2,3
Imposte indirette e tasse 351 260 249 293 35,0 4,4 -15,0
Recupero di spese ed oneri -309 -223 -205 -257 38,6 8,8 -20,2
Spese amministrative 845 693 710 651 21,9 -2,4 9,1
Immobilizzazioni materiali 146 142 143 148 2,8 -0,7 -3,4
Immobilizzazioni immateriali 192 160 158 159 20,0 1,3 -0,6
Ammortamenti 338 302 301 307 11,9 0,3 -2,0
Costi operativi 3.027 2.638 2.668 2.587 14,7 -1,1 3,1

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

L'analisi trimestrale mostra un aumento dei costi operativi nell'ultimo trimestre per i consueti effetti stagionali, soprattutto sulle spese amministrative.

(milioni di euro)
2021 2020 Variazioni
assolute %
Banca dei Territori 6.465 6.661 -196 -2,9
IMI Corporate & Investment Banking 1.365 1.334 31 2,3
International Subsidiary Banks 1.072 1.030 42 4,1
Private Banking 906 869 37 4,3
Asset Management 239 218 21 9,6
Insurance 401 394 7 1,8
Totale aree di business 10.448 10.506 -58 -0,6
Centro di governo 472 533 -61 -11,4
Gruppo Intesa Sanpaolo (Dati rideterminati) 10.920 11.039 -119 -1,1

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

ammortamenti conseguenti all'integrazione di UBI.

Con riferimento ai costi operativi, la Banca dei Territori, che contabilizza il 61,8% degli oneri delle aree operative, ha evidenziato significativi risparmi rispetto all'esercizio 2020 (-2,9%, pari a -196 milioni) attribuibili alle spese amministrative, principalmente discrezionali nonché dei service in ambito immobiliare e operativo, e alle spese del personale, in relazione alle uscite per accordi. Per contro si rilevano contenuti aumenti negli altri settori di attività, in dettaglio: per IMI Corporate & Investment Banking (+2,3%, pari a +31 milioni) ascrivibili alla crescita delle spese del personale, per l'Asset Management (+9,6%, pari a +21 milioni) imputabili sia alle spese del personale sia a quelle amministrative, per il Private Banking (+4,3%, pari a +37 milioni) e l'International Subsidiary Banks (+4,1%, pari a +42 milioni) riconducibili a tutte le componenti di spesa, per l'Insurance (+1,8%, pari a +7 milioni) sostanzialmente attribuibili alle spese del personale. Infine, il Centro di Governo ha mostrato un ridimensionamento dei costi dell'11,4%, pari a -61 milioni, soprattutto in relazione a sinergie su spese amministrative e

Risultato della gestione operativa

Il risultato della gestione operativa dell'esercizio 2021 è ammontato a 9.866 milioni, in aumento del 5,4% rispetto al dato del 2020, grazie all'effetto combinato di una crescita dei ricavi, accompagnata da una riduzione dei costi operativi.

Rettifiche di valore nette su crediti

(milioni di euro)
Voci 2021 Rettifiche 2021
Dati
rideterminati
2020 Rettifiche 2020
Dati
rideterminati
Variazioni
(Dati
rideterminati)
assolute %
Sofferenze -1.783 6 -1.777 -1.832 -126 -1.958 -181 -9,2
Inadempienze probabili -1.209 - -1.209 -1.383 -106 -1.489 -280 -18,8
Crediti scaduti / sconfinanti -210 - -210 -197 -5 -202 8 4,0
Crediti Stage 3 -3.202 6 -3.196 -3.412 -237 -3.649 -453 -12,4
di cui titoli di debito -1 1 - - - - - -
Crediti Stage 2 169 - 169 -762 -25 -787 956
di cui titoli di debito -5 - -5 -3 - -3 2 66,7
Crediti Stage 1 193 - 193 -16 11 -5 198
di cui titoli di debito 24 - 24 3 - 3 21
Rettifiche/Riprese nette su crediti -2.840 6 -2.834 -4.190 -251 -4.441 -1.607 -36,2
Utili/perdite da modifiche contrattuali senza
cancellazioni
-29 - -29 -29 -20 -49 -20 -40,8
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e
oneri per rischio di credito relativo a impegni
e garanzie finanziarie rilasciate
97 - 97 5 -8 -3 100
Rettifiche di valore nette su crediti -2.772 6 -2.766 -4.214 -279 -4.493 -1.727 -38,4

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Le rettifiche su crediti, che includono uno stanziamento addizionale di 1.615 milioni per accelerare la riduzione dei crediti deteriorati, si sono attestate a 2.766 milioni, in forte ridimensionamento (-38,4%) rispetto al dato contabilizzato nel 2020 (4.493 milioni), che scontava i maggiori accantonamenti dovuti alla revisione dello scenario a seguito dell'evento pandemico. La contrazione è stata determinata da riprese di valore nette su crediti in Stage 2 e in Stage 1, conseguenti essenzialmente ai diversi scenari macroeconomici ed ai correlati management overlay considerati nei due periodi, che nel 2020 avevano comportato complessivamente la rilevazione di 792 milioni di rettifiche e nel 2021 la rilevazione di 362 milioni di riprese di valore, nonché da minori rettifiche sui crediti non performing in Stage 3 (-453 milioni). Queste ultime si sono ripartite essenzialmente tra le sofferenze (-181 milioni) e le inadempienze probabili (-280 milioni).

Nel 2021 si è evidenziata una riduzione progressiva dell'incidenza dei deteriorati sul complesso dei crediti lordi, scesa al 3,2% a dicembre, rispetto al 4,4% di fine 2020. Considerando la metodologia adottata dall'EBA, l'incidenza dei crediti deteriorati lordi a fine 2021 era pari al 2,4%.

Il costo del credito, espresso dal rapporto tra rettifiche di valore nette e crediti netti si attesta nel 2021 a 59 punti base (25 punti base se si esclude lo stanziamento addizionale per accelerare la riduzione dei crediti deteriorati), inferiore rispetto a quello dell'esercizio 2020 (97 punti base, 48 punti base escludendo gli accantonamenti dovuti alla revisione dello scenario intervenuta lo scorso anno a seguito dell'evento pandemico).

Nel 2021 la copertura sui crediti deteriorati si cifra al 53,6%, evidenziando un forte aumento, pari a 5 punti percentuali, rispetto al dato 2020. Nel dettaglio, le sofferenze hanno richiesto rettifiche nette per 1.777 milioni – che si raffrontano con 1.958 milioni del 2020 – e presentano un livello di copertura pari al 70,4%. Le rettifiche nette sulle inadempienze probabili, pari a 1.209 milioni, risultano inferiori ai 1.489 milioni contabilizzati nell'esercizio 2020; la copertura su tali posizioni si attesta al 40,6%. Le rettifiche su crediti scaduti e sconfinanti sono ammontate a 210 milioni (202 milioni il valore del 2020) e la loro copertura è pari al 19,6%, mentre quella delle posizioni forborne nell'ambito delle attività deteriorate è del 42,1%. Infine, la copertura sui finanziamenti in bonis si attesta allo 0,5% ed incorpora il rischio fisiologico sul portafoglio crediti.

(milioni di euro)
Voci 2021 Variazioni %
trimestre trimestre trimestre trimestre
(a) (b) (c) (d) (a/b) (b/c) (c/d)
Sofferenze -1.094 -141 -393 -155 -64,1
Inadempienze probabili -448 -442 -152 -167 1,4 -9,0
Crediti scaduti / sconfinanti -65 -60 -65 -20 8,3 -7,7
Crediti Stage 3 -1.607 -643 -610 -342 5,4 78,4
di cui titoli di debito - -1 - - - -
Crediti Stage 2 241 31 -16 -87 -81,6
di cui titoli di debito -2 -2 1 -2 -
Crediti Stage 1 123 65 5 - 89,2 -
di cui titoli di debito 13 2 4 5 -50,0 -20,0
Rettifiche/Riprese nette su crediti -1.243 -547 -621 -429 -11,9 44,8
Utili/perdite da modifiche contrattuali senza
cancellazioni -4 -7 -6 -12 -42,9 16,7 -50,0
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per
rischio di credito relativo a impegni e garanzie
finanziarie rilasciate
25 11 28 33 -60,7 -15,2
- - -
Rettifiche di valore nette su crediti -1.222 -543 -599 -408 -9,3 46,8

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI e alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas non sono stati riesposti.

(milioni di euro)
Voci 2021
Variazioni %

trimestre
(a)

trimestre
(b)

trimestre
Dati
rideterminati
(c)

trimestre
Dati
rideterminati
(d)
(a/b) (b/c) (c/d)
Sofferenze -1.094 -141 -393 -149 -64,1
Inadempienze probabili -448 -442 -152 -167 1,4 -9,0
Crediti scaduti / sconfinanti -65 -60 -65 -20 8,3 -7,7
Crediti Stage 3 -1.607 -643 -610 -336 5,4 81,5
di cui titoli di debito 1 -1 - - - -
Crediti Stage 2 241 31 -16 -87 -81,6
di cui titoli di debito -2 -2 1 -2 -
Crediti Stage 1 123 65 5 - 89,2 -
di cui titoli di debito 13 2 4 5 -50,0 -20,0
Rettifiche/Riprese nette su crediti -1.243 -547 -621 -423 -11,9 46,8
Utili/perdite da modifiche contrattuali senza
cancellazioni
-4 -7 -6 -12 -42,9 16,7 -50,0
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per
rischio di credito relativo a impegni e garanzie
finanziarie rilasciate
25 11 28 33 -60,7 -15,2
- - -
Rettifiche di valore nette su crediti -1.222 -543 -599 -402 -9,3 49,0
I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali,

della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Nel quarto trimestre 2021 si registra una significativa crescita delle rettifiche su crediti, in gran parte ascrivibile allo stanziamento addizionale di 1.247 milioni per accelerare il processo di riduzione dei crediti deteriorati.

Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività

(milioni di euro)
Voci 2021 Rettifiche
2021
Dati
rideterminati
2020 Rettifiche 2020
Dati
rideterminati
Variazioni
(Dati rideterminati)
assolute %
Altri accantonamenti netti -698 -2 -700 -191 2 -189 511
Rettifiche di valore nette su titoli valutati al
costo ammortizzato e su titoli valutati al fair
value con impatto sulla redditività complessiva
-28 - -28 -1 -4 -5 23
Rettifiche di valore nette su altre attività -118 - -118 -136 -9 -145 -27 -18,6
Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza
delle imprese di assicurazione ai sensi dello
IAS39
-4 -1 -5 -18 -8 -26 -21 -80,8
Altri accantonamenti netti e rettifiche di
valore nette su altre attività
-848 -3 -851 -346 -19 -365 486

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Nell'ambito dello schema di Conto economico riclassificato, questa voce comprende principalmente gli altri accantonamenti netti ai fondi rischi ed oneri e le rettifiche di valore nette su altre attività e su titoli valutati al costo ammortizzato e al fair value. Nel 2021 gli altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività sono ammontati a 851 milioni, nettamente superiori rispetto ai 365 milioni contabilizzati nel precedente esercizio.

L'aumento rilevato è ascrivibile agli altri accantonamenti netti, che includono l'accantonamento di circa 295 milioni in ambito assicurativo che rappresenta l'eccedenza dei sinistri rispetto ai premi emessi e la stima per gli oneri prospettici sulle polizze in relazione a uno squilibrio finanziario generatosi anche in conseguenza di un maggior utilizzo delle prestazioni da parte degli assicurati al termine dei lunghi periodi di lockdown e accantonamenti per spese legali per 180 milioni.

(milioni di euro)
Voci 2021 Variazioni %

trimestre
(a)

trimestre
(b)

trimestre
(c)

trimestre
(d)
(a/b) (b/c) (c/d)
Altri accantonamenti netti -304 -77 -196 -121 -60,7 62,0
Rettifiche di valore nette su titoli valutati al costo
ammortizzato e su titoli valutati al fair value con impatto sulla
redditività complessiva -24 -2 7 -9
Rettifiche di valore nette su altre attività -84 -2 -29 -3 -93,1
Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese
di assicurazione ai sensi dello IAS39
-3 -1 - - - -
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su
altre attività
-415 -82 -218 -133 -62,4 63,9

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati relativi al Gruppo UBI e alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas non sono stati riesposti.

(milioni di euro)
Voci 2021 Variazioni %

trimestre
(a)

trimestre
(b)

trimestre
Dati
rideterminati
(c)

trimestre
Dati
rideterminati
(d)
(a/b) (b/c) (c/d)
Altri accantonamenti netti
Rettifiche di valore nette su titoli valutati al costo
ammortizzato e su titoli valutati al fair value con impatto
-304 -77 -198 -121 -61,1 63,6
sulla redditività complessiva -24 -2 7 -9
Rettifiche di valore nette su altre attività -84 -2 -29 -3 -93,1
Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle
imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39
-3 -1 - -1 -
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette
su altre attività
-415 -82 -220 -134 -62,7 64,2

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Il valore del quarto trimestre 2021 risulta notevolmente incrementato in confronto a quello del terzo trimestre, per effetto dei sopracitati oneri in ambito assicurativo (170 milioni) contabilizzati tra gli altri accontamenti netti.

Altri proventi (oneri) netti

In questa voce del Conto economico riclassificato sono aggregati gli utili e le perdite su attività finanziarie valutate al costo ammortizzato diverse dai crediti, su partecipazioni e su altri investimenti nonché gli altri proventi ed oneri non strettamente correlati alla gestione operativa.

Gli altri proventi netti si sono attestati a 332 milioni e si confrontano con un valore di 97 milioni registrato nel 2020. La dinamica è principalmente ascrivibile alle plusvalenze realizzate con la cessione del ramo relativo alle attività di Banca Depositaria e Fund Administration da parte di Fideuram Bank (Luxembourg) a State Street (194 milioni) e del ramo acquiring ex UBI a Nexi (97 milioni).

Utile (Perdita) delle attività operative cessate

Nel periodo in esame la voce ammonta a 58 milioni di utili, riferibili alla riclassifica dei risultati degli sportelli ceduti da parte del Gruppo UBI e della Capogruppo. Tale cifra si confronta con i 1.588 milioni registrati nell'esercizio precedente, che ricomprendevano la plusvalenza e le componenti reddituali riferite al ramo acquiring oggetto di conferimento a Nexi (1.163 milioni), nonché la sopracitata riclassifica legata alla cessione degli sportelli (425 milioni).

Risultato corrente lordo

Nel 2021 l'utile dell'operatività corrente prima della contabilizzazione delle imposte sul reddito si è attestato a 6.639 milioni, in aumento del 7,3% rispetto al dato del 2020, che aveva peraltro beneficiato della sopracitata plusvalenza Nexi.

Imposte sul reddito

Le imposte su base corrente e differita sono state pari a 1.623 milioni, inclusive del beneficio netto di circa 460 milioni per il riallineamento dei valori fiscali di attività intangibili consentito dal D.L. 104/2020, corrispondenti ad un tax rate del 24,4%, sui medesimi livelli del 2020.

Oneri di integrazione e di incentivazione all'esodo (al netto delle imposte)

La voce, la cui componente principale è costituita dagli accantonamenti ai Fondi rischi ed oneri, si è attestata a 439 milioni, comprendenti circa 210 milioni (circa 320 milioni ante imposte) relativi alle 2.000 uscite volontarie previste dall'accordo sindacale di novembre 2021, e si confronta con i 1.549 milioni dell'esercizio precedente, che scontava l'effetto negativo dei costi di integrazione per UBI pari a 1.378 milioni.

Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte)

La voce comprende gli importi riconducibili alle rivalutazioni di crediti, debiti, immobili e all'iscrizione di nuove attività immateriali attuate, in applicazione del principio contabile IFRS 3, in sede di rilevazione delle operazioni di acquisizione di partecipazioni e/o aggregati patrimoniali. Tale voce nel 2021 è stata pari a -39 milioni e si confronta con i +1.960 milioni contabilizzati nel 2020, che comprendevano l'effetto positivo straordinario (2.062 milioni) relativo alla rilevazione del goodwill negativo derivante dall'acquisizione del Gruppo UBI.

Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte)

La voce include i tributi imposti da disposizioni legislative e/o finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario e di conseguenza al di fuori del governo aziendale. Nell'esercizio 2021 tali oneri sono ammontati a 511 milioni e si confrontano con i 513 milioni dell'esercizio precedente.

I tributi contabilizzati nel periodo in esame sono così ripartiti: 261 milioni riferibili ai fondi di risoluzione, 230 milioni ai fondi di garanzia dei depositi, 19 milioni riconducibili ai tributi contabilizzati dalle banche estere e 1 milione al Fondo Atlante.

Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte)

Nell'esercizio 2021 non si rilevano rettifiche di valore dell'avviamento mentre nel 2020 erano stati contabilizzati 912 milioni, per azzerare integralmente l'avviamento riferito alla Divisione Banca dei Territori, anche in conseguenza dell'aumento del valore contabile della Divisione conseguente all'integrazione di UBI Banca.

Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi

Nel 2021 la voce evidenzia con segno positivo 158 milioni di perdite nette di competenza di terzi relative a società dell'area di consolidamento integrale, essenzialmente attribuibili a Intesa Sanpaolo RBM Salute. Il valore rilevato nel 2020, di segno negativo per 387 milioni, incorporava la riclassifica in tale voce dell'utile riferito al Gruppo UBI, di pertinenza di terzi in quanto antecedente l'acquisizione, nonché quello di Intesa Sanpaolo RBM Salute.

Risultato netto

Grazie ad un generale miglioramento della situazione economica, che ha beneficiato del progressivo allentamento delle restrizioni legate alla pandemia, e all'impegno profuso per le attività di integrazione, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha evidenziato eccellenti risultati nell'esercizio 2021, con un utile netto consolidato pari a 4.185 milioni in considerevole aumento (+27,7%) rispetto ai 3.277 milioni conseguiti nel 2020. Tale crescita conferma la redditività sostenibile derivante dal modello di business, che si sostanzia in una resiliente performance dei ricavi, in un'accurata gestione dei costi operativi e in un efficace presidio del costo del rischio, e costituisce una solida base di partenza per il nuovo Piano di Impresa 2022-2025.

Gli aggregati patrimoniali

Aspetti generali

Per consentire una valutazione più immediata delle consistenze patrimoniali del Gruppo, viene predisposto anche uno Stato patrimoniale sintetico riclassificato.

Lo schema presenta, oltre agli importi relativi al periodo di riferimento, anche i corrispondenti dati di raffronto. Per consentire un confronto omogeneo, i dati riferiti ai periodi precedenti sono normalmente riesposti, ove necessario e se materiali, anche per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

In particolare, le riesposizioni hanno riguardato:

  • − l'inclusione linea per linea delle consistenze patrimoniali di Intesa Sanpaolo RBM Salute, entrata nell'area di consolidamento integrale, come già citato, nel secondo trimestre del 2020;
  • − l'inclusione linea per linea delle consistenze patrimoniali di Reyl & Cie S.A., RB Participations S.A. e Asteria Investment Managers S.A. (Gruppo Reyl), entrate nell'area di consolidamento nel secondo trimestre 2021, come sopra descritto;
  • − l'inclusione linea per linea delle consistenze patrimoniali delle società assicurative Assicurazioni Vita38 (già Aviva Vita), Lombarda Vita39 e Cargeas, come meglio specificato nel seguito.

Per quanto riguarda l'acquisizione del Gruppo UBI, posto che i dati al 31 dicembre 2020 risultavano già omogenei, per consentire un raffronto significativo anche con riferimento all'evoluzione trimestrale, si è provveduto - per i periodi ante acquisizione, e dunque per i primi tre trimestri del 2020 - all'inclusione linea per linea dei dati del Gruppo UBI e all'esclusione linea per linea delle consistenze patrimoniali relative agli sportelli UBI e ISP ceduti nel primo e nel secondo trimestre 2021, che nello Stato patrimoniale riclassificato trimestralizzato sono stati convenzionalmente appostati nelle voci Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e Passività associate ad attività in via di dismissione (Dati "rideterminati").

Con riferimento all'ingresso delle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, oggetto di riesposizione come sopra indicato, si specifica che non si è ritenuto necessario "rideterminare" i dati patrimoniali per escludere - sulla base di risultanze gestionali - le consistenze (investimenti e riserve tecniche) connesse alla produzione riferibile alla clientela delle filiali cedute a terzi, così come avvenuto per il conto economico, in relazione alla contenuta materialità e alla conseguente mancata rilevanza ai fini della comparabilità.

Rispetto allo schema previsto dalla Circolare n. 262/05 della Banca d'Italia, vengono poi effettuate alcune aggregazioni e riclassificazioni. I dettagli analitici delle riesposizioni, delle aggregazioni e delle riclassificazioni sono forniti, con distinti prospetti, tra gli allegati al bilancio, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.

Si segnala che in relazione al pagamento dell'acconto dividendi 2021 da parte della Capogruppo, nello schema di Stato patrimoniale riclassificato si è proceduto all'aggiunta, nell'ambito delle voci del patrimonio netto, di una specifica voce, in coerenza con il corrispondente prospetto contabile. Inoltre in seguito all'aggiornamento della Circolare 262 di Banca d'Italia, che ha previsto che nella voce "Cassa e disponibilità liquide" del prospetto contabile siano rilevati tutti i crediti "a vista", nelle forme tecniche di conto correnti e depositi, verso le banche e le Banche Centrali (ad eccezione della riserva obbligatoria), si è coerentemente provveduto all'apertura, nello Stato patrimoniale riclassificato, della specifica voce Cassa e disponibilità liquide in precedenza ricompresa nelle Altre voci dell'attivo.

Le aggregazioni e riclassificazioni di voci effettuate nello Stato patrimoniale riclassificato hanno riguardato:

  • − l'evidenza separata delle attività finanziarie che costituiscono Finanziamenti verso banche e Finanziamenti verso clientela, indipendentemente dai rispettivi portafogli contabili di allocazione;
  • − l'evidenza separata delle attività finanziarie che non costituiscono finanziamenti, distinte tra attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, attività finanziarie valutate al fair value con impatto al conto economico e attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, al netto di quanto riclassificato nelle voci Finanziamenti verso banche e Finanziamenti verso clientela;
  • − l'evidenza separata delle attività e passività finanziarie del comparto assicurativo, valutate ai sensi dello IAS 39 in relazione all'applicazione del Deferral approach da parte delle società assicurative del Gruppo;
  • − l'aggregazione in unica voce delle Attività materiali ed immateriali, con articolazione nelle sottovoci Attività di proprietà e Diritti d'uso acquisiti con il leasing;
  • − l'inclusione del valore dei Derivati di copertura e dell'Adeguamento di valore delle attività/passività finanziarie oggetto di copertura generica tra le Altre voci dell'attivo/Altre voci del passivo;
  • − l'inclusione delle riserve tecniche a carico dei riassicuratori nelle Altre voci dell'attivo;
  • − l'evidenza separata dei Debiti verso banche al costo ammortizzato;
  • − l'aggregazione in un'unica voce dell'ammontare dei Debiti verso clientela al costo ammortizzato e dei Titoli in circolazione;
  • − il raggruppamento in unica voce (Fondi Rischi ed Oneri) dei fondi aventi destinazione specifica (Trattamento di fine rapporto, Fondi per rischi ed oneri, Fondi per impegni e garanzie finanziarie rilasciate);
  • − la riclassificazione dei Debiti per leasing in specifica sottovoce nell'ambito delle Altre voci del passivo;
  • − l'indicazione delle Riserve in modo aggregato, e al netto delle eventuali azioni proprie.

38 Società fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita il 31 dicembre 2021.

39 Società fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita il 31 dicembre 2021.

Stato patrimoniale riclassificato

Attività 31.12.2021 31.12.2020 (milioni di euro)
Variazioni
assolute %
Cassa e disponibilità liquide 14.756 14.630 126 0,9
Finanziamenti verso banche 162.121 105.261 56.860 54,0
Finanziamenti verso clientela 465.254 462.802 2.452 0,5
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 463.458 461.373 2.085 0,5
Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e con impatto sul
conto economico
1.796 1.429 367 25,7
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti 43.325 47.102 -3.777 -8,0
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 51.636 57.074 -5.438 -9,5
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 66.841 57.590 9.251 16,1
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 206.800 205.537 1.263 0,6
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi
dello IAS 39
85 161 -76 -47,2
Partecipazioni 1.652 1.671 -19 -1,1
Attività materiali e immateriali 20.134 19.131 1.003 5,2
Attività di proprietà 18.613 17.311 1.302 7,5
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.521 1.820 -299 -16,4
Attività fiscali 18.808 19.777 -969 -4,9
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.422 28.702 -27.280 -95,0
Altre voci dell'attivo 16.169 14.564 1.605 11,0
Totale attività 1.069.003 1.034.002 35.001 3,4
Passività 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni
assolute %
Debiti verso banche al costo ammortizzato 165.250 115.944 49.306 42,5
Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione 543.418 514.229 29.189 5,7
Passività finanziarie di negoziazione 56.306 59.044 -2.738 -4,6
Passività finanziarie designate al fair value 3.674 3.032 642 21,2
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi
dello IAS 39
2.139 2.023 116 5,7
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 84.770 80.699 4.071 5,0
Passività fiscali 2.285 3.370 -1.085 -32,2
Passività associate ad attività in via di dismissione 30 35.676 -35.646
Altre voci del passivo 21.954 24.365 -2.411 -9,9
di cui debiti per leasing 1.394 1.762 -368 -20,9
Riserve tecniche 118.296 121.360 -3.064 -2,5
Fondi per rischi e oneri 6.815 7.194 -379 -5,3
di cui fondi per impegni e garanzie finanziarie rilasciate 508 626 -118 -18,8
Capitale 10.084 10.084 - -
Riserve 44.856 44.775 81 0,2
Riserve da valutazione -709 -515 194 37,7
Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 476 809 -333 -41,2
Acconti su dividendi -1.399 - 1.399 -
Strumenti di capitale 6.282 7.464 -1.182 -15,8
Patrimonio di pertinenza di terzi 291 1.172 -881 -75,2
Risultato netto 4.185 3.277 908 27,7
Totale passività e patrimonio netto 1.069.003 1.034.002 35.001 3,4

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

Evoluzione trimestrale dei dati patrimoniali riclassificati

(milioni di euro)
Attività 2021 2020
31/12 30/9 30/6 31/3 31/12 30/9 30/6 31/3
Dati
rideterminati
Dati
rideterminati
Dati
rideterminati
Cassa e disponibilità liquide 14.756 15.133 14.628 13.709 14.630 13.791 15.189 12.808
Finanziamenti verso banche 162.121 164.890 148.205 128.188 105.261 80.901 70.709 74.062
Finanziamenti verso clientela 465.254 463.295 463.297 464.661 462.802 464.438 464.001 466.721
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 463.458 460.903 461.348 463.129 461.373 462.973 462.538 465.242
Crediti verso clientela valutati al fair value con
impatto sulla redditività complessiva e con impatto
sul conto economico 1.796 2.392 1.949 1.532 1.429 1.465 1.463 1.479
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che
non costituiscono finanziamenti 43.325 41.286 42.615 44.857 47.102 43.453 41.926 35.744
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico 51.636 59.924 59.826 55.455 57.074 61.248 62.151 57.190
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
66.841 63.589 66.415 60.778 57.590 80.626 83.536 81.220
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS
39 206.800 205.631 206.138 206.388 205.537 197.806 194.504 186.749
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi
dello IAS 39
85 82 80 79 161 155 156 153
Partecipazioni 1.652 1.738 1.707 1.708 1.671 1.536 1.517 1.324
Attività materiali e immateriali 20.134 19.408 19.451 18.908 19.131 19.508 21.086 20.700
Attività di proprietà 18.613 17.800 17.815 17.158 17.311 17.744 19.299 18.877
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.521 1.608 1.636 1.750 1.820 1.764 1.787 1.823
Attività fiscali 18.808 18.805 19.014 19.582 19.777 19.490 19.575 19.869
Attività non correnti e gruppi di attività in via di
dismissione
1.422 3.181 1.566 3.169 28.702 29.504 29.235 27.460
Altre voci dell'attivo 16.169 14.456 14.653 14.499 14.564 14.750 19.035 19.219
Totale attività 1.069.003 1.071.418 1.057.595 1.031.981 1.034.002 1.027.206 1.022.620 1.003.219
2020
Passività 31/12 2021
30/9
30/6 31/3 31/12 30/9
Dati
rideterminati
30/6
Dati
rideterminati
31/3
Dati
rideterminati
Debiti verso banche al costo ammortizzato 165.250 179.514 164.840 151.746 115.944 118.555 125.315 134.613
Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in
circolazione
543.418 523.699 519.223 512.263 514.229 505.284 495.185 490.011
Passività finanziarie di negoziazione 56.306 57.533 57.335 53.544 59.044 57.024 55.731 54.997
Passività finanziarie designate al fair value 3.674 3.266 3.361 3.116 3.032 2.978 2.288 845
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi
dello IAS 39
2.139 2.563 2.518 2.414 2.023 1.957 1.889 937
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS
39
84.770 83.093 83.010 82.040 80.699 77.304 76.370 72.019
Passività fiscali 2.285 2.618 2.490 3.303 3.370 2.879 2.751 3.079
Passività associate ad attività in via di dismissione 30 1.404 78 3.585 35.676 34.737 33.858 30.038
Altre voci del passivo 21.954 24.955 31.674 26.283 24.365 32.237 38.970 31.448
di cui debiti per leasing 1.394 1.519 1.570 1.708 1.762 1.734 1.744 1.768
Riserve tecniche 118.296 118.616 119.475 119.943 121.360 118.337 115.308 111.516
Fondi per rischi e oneri 6.815 6.873 7.041 7.437 7.194 6.529 5.163 5.784
di cui fondi per impegni e garanzie finanziarie
rilasciate
508 534 548 576 626 547 559 514
Capitale 10.084 10.084 10.084 10.084 10.084 10.076 9.086 9.086
Riserve 44.856 46.508 46.671 47.529 44.775 44.787 42.419 42.380
Riserve da valutazione -709 -569 -476 -738 -515 -894 -1.441 -1.833
Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di
assicurazione
476 677 661 777 809 596 403 182
Acconti su dividendi -1.399 - - - - - - -
Strumenti di capitale 6.282 6.279 6.269 6.202 7.464 7.446 5.971 5.972
Patrimonio di pertinenza di terzi 291 299 318 937 1.172 998 10.788 10.994
Risultato netto 4.185 4.006 3.023 1.516 3.277 6.376 2.566 1.151
Totale passività e patrimonio netto 1.069.003 1.071.418 1.057.595 1.031.981 1.034.002 1.027.206 1.022.620 1.003.219

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e della riallocazione dei rami di attività oggetto di cessione tra le attività in dismissione e tra le passività ad esse associate.

OPERATIVITA' BANCARIA

Finanziamenti verso clientela

Finanziamenti verso clientela: composizione

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni
incidenza
%
incidenza
%
assolute %
Conti correnti 21.727 4,7 21.006 4,5 721 3,4
Mutui 250.940 53,9 248.802 53,8 2.138 0,9
Anticipazioni e finanziamenti 160.874 34,6 158.193 34,2 2.681 1,7
Crediti da attività commerciale 433.541 93,2 428.001 92,5 5.540 1,3
Operazioni pronti c/termine 17.621 3,8 16.864 3,6 757 4,5
Crediti rappresentati da titoli 7.015 1,5 7.194 1,6 -179 -2,5
Crediti deteriorati 7.077 1,5 10.743 2,3 -3.666 -34,1
Finanziamenti verso clientela 465.254 100,0 462.802 100,0 2.452 0,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

Al 31 dicembre 2021 i finanziamenti verso clientela del Gruppo hanno superato i 465 miliardi, registrando una moderata crescita (+0,5%) da inizio anno. Tale dinamica è stata determinata dai crediti commerciali: i conti correnti hanno evidenziato un aumento di 0,7 miliardi, i mutui di 2,1 miliardi e la componente a breve di anticipazioni e finanziamenti di 2,7 miliardi. Per contro i crediti deteriorati, anche a seguito delle azioni di deleveraging, si sono ulteriormente ridimensionati (-3,7 miliardi) attestandosi a circa 7 miliardi.

Nel comparto domestico dei prestiti a medio/lungo termine, le erogazioni del 2021 destinate alle famiglie (comprensive della clientela small business, avente esigenze assimilabili alle famiglie produttrici) si sono attestate a 23 miliardi e quelle destinate alle imprese del perimetro Banca dei Territori (inclusive delle aziende con fatturato fino a 350 milioni) sono ammontate a 17,9 miliardi. I finanziamenti in capo al nuovo comparto agribusiness si sono approssimati a quasi 2 miliardi. Le erogazioni a medio/lungo termine alla clientela della Divisione IMI Corporate & Investment Banking sono state pari a 21,8 miliardi. Complessivamente le erogazioni sul perimetro Italia, inclusive dei finanziamenti al terzo

settore, delle erogazioni tramite reti terze e di UBI Leasing e Prestitalia, si sono approssimate a 66 miliardi; comprendendo anche l'operatività delle banche estere, le erogazioni a medio/lungo termine del Gruppo hanno raggiunto i 77,4 miliardi. Al 31 dicembre 2021 la quota di mercato detenuta dal Gruppo Intesa Sanpaolo sul territorio nazionale si è attestata al 20,3% per gli impieghi totali a clientela.

(milioni di euro)
31.12.2021 31.12.2020 Variazioni
assolute %
Banca dei Territori 250.984 251.809 -825 -0,3
IMI Corporate & Investment Banking 152.082 145.974 6.108 4,2
International Subsidiary Banks 38.970 36.079 2.891 8,0
Private Banking 13.833 12.128 1.705 14,1
Asset Management 783 452 331 73,2
Insurance - - - -
Totale aree di business 456.652 446.442 10.210 2,3
Centro di governo 8.602 16.360 -7.758 -47,4
Gruppo Intesa Sanpaolo 465.254 462.802 2.452 0,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

Governo hanno presentato una contrazione.

Nell'analisi per settori di attività la Banca dei Territori, che rappresenta il 55% dell'aggregato riconducibile alle realtà operative del Gruppo, ha registrato una sostanziale tenuta rispetto a inizio anno (-0,3%), risultante dal buon andamento dei finanziamenti a medio/lungo termine nei confronti dei privati che ha contrastato la dinamica cedente del credito a breve, rivolto principalmente alle imprese. La Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha mostrato una crescita di 6,1 miliardi (+4,2%), ascrivibile ai finanziamenti per operazioni di finanza strutturata e di global markets. Gli impieghi della Divisione International Subsidiary Banks sono risultati in aumento (+2,9 miliardi, pari a +8%), segnatamente per l'apporto delle controllate operanti in Slovacchia, Croazia, Egitto e Serbia. Quanto alle altre Divisioni operative, i cui stock sono di entità relativamente modesta in relazione alle specifiche operatività, hanno evidenziato un progresso sia i crediti della Divisione Private Banking (+14,1%), sia quelli della Divisione Asset Management. Per contro i finanziamenti sugli asset centrali del Centro di

Finanziamenti verso clientela: qualità del credito

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020 Variazione
Esposizione
netta
Incidenza
%
Esposizione
netta
Incidenza
%
Esposizione
netta
Sofferenze 2.130 0,5 4.003 0,9 -1.873
Inadempienze probabili 4.325 0,9 6.223 1,3 -1.898
Crediti Scaduti / Sconfinanti 622 0,1 517 0,1 105
Crediti Deteriorati 7.077 1,5 10.743 2,3 -3.666
Crediti deteriorati in Stage 3 (soggetti a impairment) 7.038 1,5 10.686 2,3 -3.648
Crediti deteriorati valutati al fair value con contropartita il conto
economico
39 - 57 - -18
Crediti in bonis 451.143 97,0 444.843 96,1 6.300
Stage 2 54.389 11,7 69.023 14,9 -14.634
Stage 1 395.755 85,1 374.742 81,0 21.013
Crediti in bonis valutati al fair value con contropartita il conto
economico
999 0,2 1.078 0,2 -79
Crediti in bonis rappresentati da titoli 7.015 1,5 7.194 1,6 -179
Stage 2 865 0,2 3.060 0,7 -2.195
Stage 1 6.150 1,3 4.134 0,9 2.016
Crediti detenuti per la negoziazione 19 - 22 - -3
Totale finanziamenti verso clientela 465.254 100,0 462.802 100,0 2.452
di cui forborne performing 8.103 5.256 2.847
di cui forborne non performing 2.644 3.542 -898
Finanziamenti verso clientela classificati tra le attività in via
di dismissione (*)
1.206 26.140 -24.934

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(*) Al 31 dicembre 2021 la voce si riferisce ai portafogli, o esposizioni single name, di sofferenze e inadempienze probabili (esposizione netta complessiva di 1.206 milioni) la cui cessione è prevista nel corso del 2022.

Al 31 dicembre 2020 la voce includeva i portafogli di sofferenze e inadempienze probabili (esposizione netta di 1.189 milioni, di cui Gruppo UBI 742 milioni), nonchè i finanziamenti deteriorati e in bonis inclusi nel Ramo in cessione a BPER e BPPB (esposizione netta di 24.951 milioni, di cui Gruppo UBI 23.510 milioni).

Al 31 dicembre 2021 i crediti deteriorati netti del Gruppo si sono attestati a 7,1 miliardi, valore che rappresenta un minimo storico. La riduzione a doppia cifra da inizio anno (-34,1%) conferma l'andamento virtuoso già rilevato nel corso degli esercizi precedenti. Si registra un'incidenza delle attività deteriorate sul totale dei crediti netti verso clientela dell'1,5% (1,2% in base alla definizione EBA), valore contenuto e in flessione rispetto al 2,3% di dicembre 2020 (1,9% in base alla definizione EBA), con un'accresciuta copertura dei crediti deteriorati, pari al 53,6%.

In particolare, a fine dicembre i finanziamenti classificati in sofferenza, al netto delle rettifiche di valore contabilizzate, si sono attestati a 2,1 miliardi (-46,8%), con un'incidenza sul totale dei crediti netti pari allo 0,5%; alla stessa data il livello di copertura si è attestato al 70,4% (86,2% includendo gli stralci effettuati). Le inadempienze probabili, pari a 4,3 miliardi, si sono ridotte del 30,5%, con un'incidenza sul totale degli impieghi netti a clientela pari allo 0,9% e un livello di copertura del 40,6%. I crediti scaduti e sconfinanti sono ammontati a 622 milioni (+20,3%), con una copertura pari al 19,6%. Le esposizioni forborne, generate da concessioni verso debitori in difficoltà nel far fronte ai propri impegni finanziari, nell'ambito delle attività deteriorate, si sono attestate a 2,6 miliardi, con una copertura del 42,1%; le esposizioni forborne presenti nei finanziamenti in bonis sono ammontate a 8,1 miliardi.

La copertura dei crediti in bonis è risultata pari allo 0,5%.

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020 Variazione
Esposizione
lorda
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Esposizione
lorda
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Esposizione
netta
Sofferenze 7.194 -5.064 2.130 9.594 -5.591 4.003 -1.873
Inadempienze probabili 7.281 -2.956 4.325 10.678 -4.455 6.223 -1.898
Crediti Scaduti / Sconfinanti 774 -152 622 627 -110 517 105
Crediti Deteriorati 15.249 -8.172 7.077 20.899 -10.156 10.743 -3.666
Crediti deteriorati in Stage 3 (soggetti a
impairment)
15.202 -8.164 7.038 20.818 -10.132 10.686 -3.648
Crediti deteriorati valutati al fair value con
contropartita il conto economico
47 -8 39 81 -24 57 -18
Crediti in bonis 453.596 -2.453 451.143 447.650 -2.807 444.843 6.300
Stage 2 56.129 -1.740 54.389 71.037 -2.014 69.023 -14.634
Stage 1 396.468 -713 395.755 375.535 -793 374.742 21.013
Crediti in bonis valutati al fair value con
contropartita il conto economico
999 - 999 1.078 - 1.078 -79
Crediti in bonis rappresentati da titoli 7.039 -24 7.015 7.231 -37 7.194 -179
Stage 2 882 -17 865 3.090 -30 3.060 -2.195
Stage 1 6.157 -7 6.150 4.141 -7 4.134 2.016
Crediti detenuti per la negoziazione 19 - 19 22 - 22 -3
Totale finanziamenti verso clientela 475.903 -10.649 465.254 475.802 -13.000 462.802 2.452
di cui forborne performing 8.616 -513 8.103 5.560 -304 5.256 2.847
di cui forborne non performing 4.568 -1.924 2.644 5.902 -2.360 3.542 -898
Finanziamenti verso clientela classificati tra le
attività in via di dismissione (*)
4.504 -3.298 1.206 29.602 -3.462 26.140 -24.934

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(*) Al 31 dicembre 2021 la voce si riferisce ai portafogli, o esposizioni single name, di sofferenze e di inadempienze probabili (esposizione complessiva lorda di 4.504 milioni, rettifiche di valore per 3.298 milioni, esposizione complessiva netta di 1.206 milioni) la cui cessione è prevista nel corso del 2022.

Al 31 dicembre 2020 la voce includeva il portafoglio di sofferenze/inadempienze probabili (esposizione lorda di 3.956 milioni, rettifiche di valore di 2.767 milioni, esposizione netta di 1.189; di cui Gruppo UBI esposizione lorda di 801 milioni, rettifiche di valore di 59 milioni, esposizione netta di 742 milioni), nonché i finanziamenti deteriorati e in bonis inclusi nei rami in cessione a BPER e BPPB (esposizione lorda 25.646 milioni, rettifiche di valore di 695 milioni, esposizione netta di 24.951 milioni; di cui Gruppo UBI esposizione lorda 24.196 milioni, rettifiche di valore di 686 milioni, esposizione netta di 23.510 milioni).

A fine 2021 i crediti deteriorati lordi del Gruppo risultavano scesi a 15,2 miliardi, evidenziando una contrazione di 5,7 miliardi (-27%) rispetto a dicembre 2020. Tale evoluzione ha principalmente beneficiato delle iniziative di de-risking portate avanti nel corso dell'esercizio, ma anche di una relativa stabilità dei flussi in entrata da crediti in bonis su livelli già storicamente ai minimi: gli ingressi lordi sono stati pari a 3,5 miliardi (dei quali 1,1 miliardi nel quarto trimestre), a fronte dei 3,7 miliardi del 2020, mentre gli ingressi netti, al netto cioè delle uscite verso crediti in bonis, si sono mantenuti sostanzialmente invariati a 2,5 miliardi.

La tabella evidenzia come la riduzione intervenuta nei dodici mesi abbia riguardato per il 60% le inadempienze probabili (-3,4 miliardi; -31,8%) e per la restante quota le sofferenze (-2,4 miliardi; -25%), a fronte di una crescita delle esposizioni scadute/sconfinanti (+0,1 miliardi; +23,4%).

Come si può notare dalla lettura congiunta delle due tabelle, in chiusura di esercizio, considerando anche alcune iniziative di de-risking riguardanti esposizioni single name, l'ammontare dei crediti deteriorati del Gruppo classificati fra le attività in via di dismissione ai sensi dell'IFRS 5, sussistendone i presupposti, totalizzava 4,5 miliardi in termini lordi (GBV) e 1,2 miliardi in termini netti (NBV). Tali dati si raffrontano con i 4 miliardi lordi e gli 1,2 miliardi netti di dicembre 2020. Si ricorda che questi ultimi dati di fine 2020 incorporavano gli stock deteriorati relativamente ai quali, in linea con il Piano d'Impresa 2018-2021, a dicembre 2020 i Consigli di Amministrazione di Intesa Sanpaolo e di UBI Banca avevano deliberato l'avvio delle attività prodromiche finalizzate alla loro cessione. Le operazioni riferite a tali crediti sono state tutte perfezionate nel 2021.

Al fine di accelerare ulteriormente il processo di riduzione dei rischi, in corso d'anno sono stati identificati e riclassificati fra le attività in via di dismissione nuovi insiemi di crediti deteriorati (nel secondo trimestre per un valore complessivo in termini di GBV di circa 1 miliardo e nel terzo trimestre per un GBV di circa 1,1 miliardi), parte dei quali già ceduti nel quarto trimestre. A dicembre 2021 e a gennaio 2022, inoltre, il Consiglio di Amministrazione di ISP ha approvato l'avvio delle attività prodromiche connesse alla cessione, da effettuarsi nel corso del 2022, di ulteriori portafogli di crediti deteriorati. Per una parte di questi, avente un GBV di 2,9 miliardi al 31 dicembre 2021, è stata verificata la sussistenza dei presupposti necessari per la classificazione fra le attività in via di dismissione ai sensi dell'IFRS 5 già nel Bilancio 2021, con conseguente allineamento del relativo valore contabile al presumibile valore di realizzo. La restante parte è stata invece classificata sulla base di quanto previsto dal principio IFRS 9 fattorizzando uno scenario probabilistico di vendita secondo prezzi di mercato, considerando un obiettivo di cessione di 4,8 miliardi in termini di GBV.

Altre attività e passività finanziarie dell'operatività bancaria: composizione
-- -------------------------------------------------------------------------------- --
Tipologia di strumenti finanziari Attività finanziarie valutate
al fair value con impatto a
conto economico
Attività finanziarie valutate
al fair value
con impatto sulla
redditività complessiva
Titoli valutati al costo
ammortizzato che non
costituiscono
finanziamenti
TOTALE
attività
finanziarie
(milioni di euro)
Passività finanziarie
di negoziazione
(*)
Titoli di debito emessi da Governi
31.12.2021 20.361 49.536 24.845 94.742 X
31.12.2020 19.553 42.574 30.732 92.859 X
Variazione assoluta 808 6.962 -5.887 1.883 X
Variazione % 4,1 16,4 -19,2 2,0 X
Altri titoli di debito
31.12.2021 3.020 14.032 18.480 35.532 X
31.12.2020 3.368 11.311 16.370 31.049 X
Variazione assoluta -348 2.721 2.110 4.483 X
Variazione % -10,3 24,1 12,9 14,4 X
Titoli di capitale
31.12.2021 1.192 3.273 X 4.465 X
31.12.2020 1.058 3.705 X 4.763 X
Variazione assoluta 134 -432 X -298 X
Variazione % 12,7 -11,7 X -6,3 X
Quote OICR
31.12.2021 3.943 X X 3.943 X
31.12.2020 3.187 X X 3.187 X
Variazione assoluta 756 X X 756 X
Variazione % 23,7 X X 23,7 X
Debiti verso banche e verso clientela
31.12.2021 X X X X -22.262
31.12.2020 X X X X -15.945
Variazione assoluta X X X X 6.317
Variazione % X X X X 39,6
Derivati finanziari
31.12.2021 20.895 X X 20.895 -23.239
31.12.2020 28.292 X X 28.292 -31.850
Variazione assoluta -7.397 X X -7.397 -8.611
Variazione % -26,1 X X -26,1 -27,0
Derivati creditizi
31.12.2021 2.225 X X 2.225 -2.332
31.12.2020 1.616 X X 1.616 -1.745
Variazione assoluta 609 X X 609 587
Variazione % 37,7 X X 37,7 33,6
31.12.2021 51.636 66.841 43.325 161.802 -47.833
31.12.2020 57.074 57.590 47.102 161.766 -49.540
Variazione assoluta -5.438 9.251 -3.777 36 -1.707
Variazione % -9,5 16,1 -8,0 - -3,4

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(*) L'importo della voce non comprende i "certificates" che sono inclusi nella tabella della raccolta diretta bancaria.

La tabella sopra riportata evidenzia la composizione delle altre attività e passività finanziarie, escluse le compagnie assicurative. Le passività finanziarie di negoziazione non comprendono i "certificates", in quanto ricompresi negli aggregati della raccolta diretta bancaria.

Le altre attività finanziarie del Gruppo Intesa Sanpaolo, escluse quelle delle compagnie assicurative, sono risultate pari a 162 miliardi, pressoché invariate rispetto alle consistenze del 31 dicembre 2020, a fronte di passività finanziarie di negoziazione pari a 48 miliardi, in calo del 3,4%.

La stabilità del totale attività finanziarie è la risultante dell'incremento dei titoli di debito (+6,4 miliardi) e delle quote OICR (+0,8 miliardi) a fronte della riduzione dei derivati finanziari (-7,4 miliardi). Per quanto concerne le passività finanziarie di negoziazione, il calo è imputabile alla dinamica dei derivati finanziari (-8,6 miliardi), in buona parte compensato dallo sviluppo dei debiti verso banche e verso clientela (+6,3 miliardi).

Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico si sono approssimate a 52 miliardi, registrando una diminuzione (-9,5%, pari a -5,4 miliardi) attribuibile essenzialmente all'andamento cedente dei derivati finanziari (-7,4 miliardi).

Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva si sono attestate a circa 67 miliardi, con un incremento del 16,1% su base annua trainato dalle esposizioni in titoli governativi (+7 miliardi) e in altri titoli di debito (+2,7 miliardi). I titoli di debito HTCS risultano quasi interamente classificati a Stage 1 (99,7%).

Per contro i titoli valutati al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti sono stati pari a 43,3 miliardi, in riduzione dell'8% . I titoli di debito HTC risultano prevalentemente classificati a Stage 1 (91%).

Titoli di debito: stage allocation

(milioni di euro)
Titoli di debito: stage allocation Attività finanziarie
valutate al fair value
con impatto sulla
redditività complessiva
Titoli valutati al costo
ammortizzato che
non costituiscono
finanziamenti
TOTALE
Stage 1
31.12.2021 63.367 39.467 102.834
31.12.2020 52.586 42.516 95.102
Variazione assoluta 10.781 -3.049 7.732
Variazione % 20,5 -7,2 8,1
Stage 2
31.12.2021 201 3.844 4.045
31.12.2020 1.299 4.573 5.872
Variazione assoluta -1.098 -729 -1.827
Variazione % -84,5 -15,9 -31,1
Stage 3
31.12.2021 - 14 14
31.12.2020 - 13 13
Variazione assoluta - 1 1
Variazione % - 7,7 7,7
TOTALE 31.12.2021 63.568 43.325 106.893
TOTALE 31.12.2020 53.885 47.102 100.987
Variazione assoluta 9.683 -3.777 5.906
Variazione % 18,0 -8,0 5,8

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

Attività finanziarie della clientela

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni
incidenza
%
incidenza
%
assolute %
Raccolta diretta bancaria 555.565 43,5 526.765 44,4 28.800 5,5
Raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche 204.479 16,0 203.211 17,1 1.268 0,6
Raccolta indiretta 719.231 56,4 658.016 55,5 61.215 9,3
Elisioni (a) -202.963 -15,9 -201.892 -17,0 1.071 0,5
Attività finanziarie della clientela 1.276.312 100,0 1.186.100 100,0 90.212 7,6

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(a) Le elisioni si riferiscono a componenti della raccolta indiretta che costituiscono anche forme di raccolta diretta (passività finanziarie del comparto assicurativo valutate al fair value e riserve tecniche).

Al 31 dicembre 2021 le attività finanziarie della clientela hanno superato i 1.276 miliardi, registrando un consistente aumento nei dodici mesi (+7,6%, pari a +90,2 miliardi) riconducibile per circa due terzi alla raccolta indiretta (+9,3%, pari a +61,2 miliardi) e per la parte restante alla raccolta diretta bancaria (+5,5%, pari a +28,8 miliardi) e assicurativa (+0,6%, pari a 1,3 miliardi).

Raccolta diretta bancaria

La tabella che segue include i debiti verso clientela, i titoli in circolazione, compresi quelli valutati al fair value, nonché i certificates, che rappresentano una forma di raccolta alternativa a quella obbligazionaria.

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni
incidenza
%
incidenza
%
assolute %
Conti correnti e depositi 442.520 79,7 409.598 77,7 32.922 8,0
Operazioni pronti c/termine e prestito titoli 2.691 0,5 944 0,2 1.747
Obbligazioni 62.452 11,2 70.060 13,3 -7.608 -10,9
Certificati di deposito 2.931 0,5 3.976 0,8 -1.045 -26,3
Passività subordinate 12.599 2,3 11.786 2,2 813 6,9
Altra raccolta 32.372 5,8 30.401 5,8 1.971 6,5
di cui: valutata al fair value (*) 12.147 2,2 12.536 2,4 -389 -3,1
Raccolta diretta bancaria 555.565 100,0 526.765 100,0 28.800 5,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. (*) Valori riferiti a Certificati di investimento (certificates) ed altre forme di raccolta inclusi nello schema di Stato patrimoniale nelle voci "Passività finanziarie di

negoziazione" e "Passività finanziarie designate al fair value". In dettaglio:

  • al 31 dicembre 2021 la voce risultava costituita per 8.473 milioni da certificates classificati fra le Passività finanziarie di negoziazione e per 3.674 milioni da certificates (3.670 milioni) e altre forme di raccolta (4 milioni) classificati fra le Passività designate al fair value;

  • al 31 dicembre 2020 la voce risultava costituita per 9.504 milioni da certificates classificati fra le Passività finanziarie di negoziazione e per 3.032 milioni da certificates (3.028 milioni) e altre forme di raccolta (4 milioni) classificati fra le Passività designate al fair value.

La raccolta diretta bancaria del Gruppo è ammontata a 556 miliardi, in aumento di quasi 29 miliardi da inizio anno.

La dinamica è riconducibile principalmente alla crescita dei conti correnti e depositi (+8%, pari a +32,9 miliardi); hanno inoltre agito in positivo le operazioni in pronti contro termine e prestito di titoli (+1,7 miliardi) e l'altra raccolta (+2 miliardi), che ha beneficiato dell'espansione dei commercial papers; per contro si è ridotto il ricorso alla provvista obbligazionaria (-7,6 miliardi), in presenza di abbondante liquidità sui depositi.

Al 31 dicembre 2021 la quota sul mercato domestico della raccolta diretta (depositi e obbligazioni) del Gruppo Intesa Sanpaolo è pari al 22,3%.

(milioni di euro)
31.12.2021 31.12.2020 Variazioni
assolute %
Banca dei Territori 296.250 267.450 28.800 10,8
IMI Corporate & Investment Banking 88.931 92.938 -4.007 -4,3
International Subsidiary Banks 51.529 46.308 5.221 11,3
Private Banking 54.212 49.841 4.371 8,8
Asset Management 21 14 7 50,0
Insurance - - - -
Totale aree di business 490.943 456.551 34.392 7,5
Centro di governo 64.622 70.214 -5.592 -8,0
Gruppo Intesa Sanpaolo 555.565 526.765 28.800 5,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

Nell'analisi della raccolta per settori di attività la Banca dei Territori, che rappresenta il 60,4% dell'aggregato riconducibile alle realtà operative del Gruppo, ha evidenziato un consistente aumento (+28,8 miliardi, pari a +10,8%) nella componente dei debiti verso clientela, per effetto della maggiore liquidità accumulata sui depositi di privati e imprese, in attesa di prendere beneficio dalla ripresa economica in corso. Hanno presentato una crescita anche la Divisione International Subsidiary Banks (+5,2 miliardi, pari a +11,3%) grazie alla dinamica della raccolta delle controllate operanti in Slovacchia, Croazia, Egitto e Ungheria, e il Private Banking (+4,4 miliardi, pari a +8,8%). Per contro la Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha registrato un calo di 4 miliardi (-4,3%) principalmente ascrivibile alla diminuzione dei titoli in circolazione della Direzione Internazionale e dei debiti verso clientela global corporate. La diminuzione della provvista del Centro di Governo è in buona parte riconducibile al ridimensionamento dello stock di titoli wholesale.

Raccolta indiretta

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni
incidenza
%
incidenza
%
assolute %
Fondi comuni di investimento (a) 176.220 24,5 159.003 24,2 17.217 10,8
Fondi pensione aperti e polizze individuali pensionistiche 12.585 1,8 11.006 1,7 1.579 14,3
Gestioni patrimoniali 78.879 11,0 68.268 10,4 10.611 15,5
Riserve tecniche e passività finanziarie assicurative 186.343 25,9 183.708 27,9 2.635 1,4
Rapporti con clientela istituzionale 20.378 2,8 17.350 2,6 3.028 17,5
Risparmio gestito 474.405 66,0 439.335 66,8 35.070 8,0
Raccolta amministrata 244.826 34,0 218.681 33,2 26.145 12,0
Raccolta indiretta 719.231 100,0 658.016 100,0 61.215 9,3

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(a) La voce non comprende i fondi detenuti da compagnie assicurative del Gruppo e gestiti da SGR del Gruppo, i cui valori sono inclusi nelle riserve tecniche, e i fondi istituiti da terzi e gestiti da società del Gruppo, i cui valori sono inclusi nella raccolta amministrata.

Al 31 dicembre 2021 la raccolta indiretta è salita a 719 miliardi, favorita dal buon andamento dei mercati finanziari e dalla sostenuta attività di collocamento da parte delle reti distributive del Gruppo. La crescita, attribuibile ad uno sviluppo equilibrato della componente gestita e di quella amministrata, è stata del 9,3% da inizio anno.

Il risparmio gestito, che con oltre 474 miliardi costituisce i due terzi dell'aggregato complessivo, ha mostrato un significativo progresso (+8%, pari a +35,1 miliardi), attribuibile per circa metà ai fondi comuni di investimento (+17,2 miliardi), alle gestioni patrimoniali (+10,6 miliardi), ai rapporti con clientela istituzionale (+3 miliardi) e alle riserve tecniche e passività finanziarie assicurative (+2,6 miliardi). In positivo si sono mossi anche i fondi pensione aperti e le polizze individuali pensionistiche (+1,6 miliardi). Nell'esercizio 2021 la nuova produzione vita delle compagnie assicurative del Gruppo Intesa Sanpaolo, comprensiva dei prodotti previdenziali, si è attestata a 17,7 miliardi. Anche la raccolta amministrata ha registrato un incremento significativo (+12%, pari a +26,1 miliardi), concentrato nei titoli e prodotti di terzi affidati in custodia.

Posizione interbancaria netta

La posizione interbancaria netta al 31 dicembre 2021 ha presentato uno sbilancio negativo di circa 3 miliardi, valore più contenuto rispetto al dato di quasi 11 miliardi rilevato a fine 2020. L'evoluzione riflette una più accentuata crescita dei finanziamenti interbancari – saliti del 54% ad oltre 162 miliardi in relazione alle incrementate giacenze presso le Banche Centrali – rispetto ai debiti verso banche, aumentati del 42,5% ad oltre 165 miliardi. Questi ultimi risultano costituiti in prevalenza dall'indebitamento verso la BCE per le operazioni TLTRO in essere (132 miliardi a fronte degli 83 miliardi di fine 202040).

40 36 miliardi presi a marzo (settlement date 27 marzo 2021), 11 miliardi presi a giugno (settlement date 24 giugno 2021), 1,5 miliardi presi a settembre (settlement date 29 settembre 2021) e 0,5 miliardi presi a dicembre (settlement date 22 dicembre 2021)

OPERATIVITA' ASSICURATIVA

Attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese assicurative ai sensi dello IAS 39

(milioni di euro)
Tipologia di strumenti
finanziari
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione
valutate al fair value ai sensi dello IAS 39
Attività finanziarie
di pertinenza delle
imprese di assicurazione
valutate al costo
ammortizzato
ai sensi dello IAS 39
TOTALE
Attività
finanziarie di
pertinenza
delle imprese
di
Passività
finanziarie di
pertinenza delle
imprese di
assicurazione
valutate ai sensi
Attività finanziarie
detenute per la
negoziazione
e derivati di
copertura
Attività finanziarie
designate al fair
value
Attività finanziarie
disponibili per la
vendita
assicurazione
valutate ai
sensi dello
IAS 39
dello IAS 39
(*)
Titoli di debito emessi da
Governi
31.12.2021 123 3.772 71.782 - 75.677 X
31.12.2020 128 3.888 77.230 - 81.246 X
Variazione assoluta -5 -116 -5.448 - -5.569 X
Variazione % -3,9 -3,0 -7,1 - -6,9 X
Altri titoli di debito
31.12.2021 668 1.021 16.758 - 18.447 X
31.12.2020 25 1.283 19.086 - 20.394 X
Variazione assoluta 643 -262 -2.328 - -1.947 X
Variazione % -20,4 -12,2 - -9,5 X
Titoli di capitale
31.12.2021 - 3.510 2.262 - 5.772 X
31.12.2020 - 2.798 1.842 - 4.640 X
Variazione assoluta
Variazione %
-
-
712
25,4
420
22,8
-
-
1.132
24,4
X
X
Quote OICR
31.12.2021
31.12.2020
171
185
92.017
84.178
13.621
13.545
-
-
105.809
97.908
X
X
Variazione assoluta -14 7.839 76 - 7.901 X
Variazione % -7,6 9,3 0,6 - 8,1 X
Crediti verso banche e
verso clientela
31.12.2021
- 739 - 85 824 X
31.12.2020 - 818 - 161 979 X
Variazione assoluta - -79 - -76 -155 X
Variazione % - -9,7 - -47,2 -15,8 X
Debiti verso banche
31.12.2021 X X X X X -623
(**)
31.12.2020 X X X X X -704
(**)
Variazione assoluta X X X X X -81
Variazione % X X X X X -11,5
Derivati finanziari
31.12.2021 356 - - - 356 -103
(***)
31.12.2020 531 - - - 531 -167
(***)
Variazione assoluta -175 - - - -175 -64
Variazione % -33,0 - - - -33,0 -38,3
Derivati creditizi
31.12.2021 - - - - - -
(***)
31.12.2020 - - - - - -
(***)
Variazione assoluta
Variazione %
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
TOTALE 31.12.2021 1.318 101.059 104.423 85 206.885 -726
TOTALE 31.12.2020
Variazione assoluta
869
449
92.965
8.094
111.703
-7.280
161
-76
205.698
1.187
-871
-145
Variazione % 51,7 8,7 -6,5 -47,2 0,6 -16,6

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(*) L'importo della voce non comprende le "Passività finanziarie del comparto assicurativo designate al fair value" incluse nella tabella della raccolta diretta assicurativa.

(**) Valore incluso nello schema di Stato patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39".

(***) Valore incluso nello schema di Stato patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39".

Le attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese assicurative ai sensi dello IAS 39, riepilogate nella tabella sopra riportata, sono ammontate, rispettivamente, a 207 miliardi e a 726 milioni. Le attività finanziarie sono risultate in lieve incremento da inizio anno (+0,6%), per effetto della dinamica positiva delle attività finanziarie designate al fair value (+8,7%), in particolare su quote OICR e su titoli di capitale, che ha più che compensato la flessione delle attività finanziarie disponibili per la vendita (-6,5%), segnatamente su titoli di debito governativi e su altri titoli di debito.

Raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni
incidenza
%
incidenza
%
assolute %
Passività finanziarie del comparto assicurativo designate al
fair value IAS39 (*)
84.667 41,4 80.532 39,6 4.135 5,1
Prodotti Index Linked - - - - - -
Prodotti Unit Linked 84.667 41,4 80.532 39,6 4.135 5,1
Riserve tecniche 118.296 57,9 121.360 59,8 -3.064 -2,5
Rami Vita 116.540 57,0 119.632 58,9 -3.092 -2,6
Riserve matematiche 99.110 48,5 99.920 49,2 -810 -0,8
Riserve tecniche con rischio a carico degli assicurati (**) e
riserve da gestione dei fondi pensione
9.217 4,5 8.463 4,2 754 8,9
Altre riserve 8.213 4,0 11.249 5,5 -3.036 -27,0
Ramo danni 1.756 0,9 1.728 0,9 28 1,6
Altra raccolta assicurativa (***) 1.516 0,7 1.319 0,6 197 14,9
Raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche 204.479 100,0 203.211 100,0 1.268 0,6

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione. (*) Valori inclusi nello schema di Stato patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39".

(**) La voce comprende polizze unit e index linked con rischio assicurativo significativo.

(***) Valori inclusi nello schema di Stato patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39". La voce comprende le passività subordinate.

La raccolta diretta assicurativa, al 31 dicembre 2021, ha superato i 204 miliardi, in aumento (+0,6%, pari a +1,3 miliardi) rispetto a dicembre 2020. Si evidenziano in positivo le passività finanziarie designate al fair value, costituite da prodotti unit linked, che hanno registrato un incremento di 4,1 miliardi (+5,1%), nonché l'altra raccolta assicurativa che comprende le passività subordinate, risultata in aumento di 0,2 miliardi (+14,9%). Per contro le riserve tecniche, che costituiscono il debito verso la clientela che ha sottoscritto polizze tradizionali o con rischio assicurativo significativo, hanno mostrato un decremento di 3,1 miliardi (-2,5%), imputabile al ramo vita, che rappresenta la quasi totalità delle riserve.

ATTIVITÀ NON CORRENTI IN VIA DI DISMISSIONE E PASSIVITÀ ASSOCIATE

In questa voce sono appostate le attività e le relative passività non più riferite alla normale operatività in quanto oggetto di procedure di dismissione. Al 31 dicembre 2021 sono state rilevate attività in corso di cessione per 1,4 miliardi e passività associate per 30 milioni. Il significativo ridimensionamento rispetto ai valori di dicembre 2020 è da ricondurre alla cessione dei rami di attività a BPER e Banca Popolare di Puglia e Basilicata. Le attività in via di dismissione al 31 dicembre 2021 accolgono i portafogli di crediti deteriorati di Intesa Sanpaolo, compresi quelli rivenienti da UBI Banca, Intesa Sanpaolo Provis e UBI Leasing, che saranno oggetto di cessione - nell'ambito delle strategie di de-risking del Gruppo - nel 2022. Tra le attività in via di dismissione figurano anche esposizioni creditizie deteriorate single-name oggetto di operazioni già deliberate il cui perfezionamento è atteso successivamente al 31 dicembre 2021. Complessivamente, i crediti deteriorati allocati tra le attività in dismissione ammontano, al netto delle rettifiche di valore, a 1,2 miliardi.

IL PATRIMONIO NETTO

Al 31 dicembre 2021 il patrimonio netto del Gruppo, incluso l'utile maturato nell'esercizio, si è attestato a 63.775 milioni, a fronte dei 65.894 milioni rilevati a inizio anno. La diminuzione è da ricondurre principalmente agli strumenti di capitale (-1,2 miliardi); l'aggregato incorpora i 4,2 miliardi di utile maturato nell'esercizio e sconta il pagamento di dividendi cash a maggio per 694 milioni e l'acconto su dividendi di 1,4 miliardi a novembre, nonché la distribuzione di riserve per 1,9 miliardi a ottobre.

Riserve da valutazione

(milioni di euro)
Voci Riserva Variazione del Riserva
31.12.2020 periodo 31.12.2021
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
(titoli di debito) 200 -532 -332
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
(titoli di capitale)
-112 -35 -147
Attività materiali 1.569 29 1.598
Copertura dei flussi finanziari -781 174 -607
Differenze di cambio -1.184 96 -1.088
Attività non correnti in via di dismissione - - -
Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico
(variazione del proprio merito creditizio)
-103 26 -77
Utili (Perdite) attuariali su piani previdenziali a benefici definiti -422 5 -417
Quota delle riserve da valutazione relative alle partecipazioni valutate al
patrimonio netto 10 43 53
Leggi speciali di rivalutazione 308 - 308
Riserve da valutazione (escluse le riserve da valutazione di pertinenza delle
imprese di assicurazione) -515 -194 -709
Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 809 -333 476

Al 31 dicembre 2021 le riserve da valutazione bancarie presentano un valore negativo (-709 milioni) e in aumento rispetto al 31 dicembre 2020 (-515 milioni) principalmente per effetto delle riserve su titoli di debito (-332 milioni) che presentavano un valore positivo di 200 milioni a inizio anno; per contro si riducono le riserve sulla copertura dei flussi finanziari, che passano da -781 milioni di dicembre 2020 a -607 milioni di dicembre 2021, e sulle differenze di cambio. Le riserve da valutazione delle imprese di assicurazione evidenziano un valore positivo pari a 476 milioni che si confronta con gli 809 milioni di fine 2020.

Raccordo tra il patrimonio netto ed il risultato netto della Capogruppo ed i corrispondenti dati a livello consolidato

(milioni di euro)
Causali Patrimonio
netto
di cui: risultato
netto al
31.12.2021
Saldi dei conti della Capogruppo al 31 dicembre 2021 54.299 2.948
Effetto del consolidamento delle imprese controllate 3.212 4.630
Effetto della valutazione a patrimonio netto delle imprese controllate congiuntamente
e delle altre partecipazioni rilevanti
-136 111
Storno svalutazione partecipazioni e rilevazione impairment avviamento 6.458 247
Dividendi incassati nel periodo - -3.754
Altre variazioni -58 3
Saldi dei conti consolidati al 31 dicembre 2021 63.775 4.185

I FONDI PROPRI E I COEFFICIENTI DI SOLVIBILITÀ

(milioni di euro)
Fondi propri e coefficienti di solvibilità 31.12.2021 31.12.2020
IFRS 9 IFRS 9 IFRS 9
"Fully loaded" "Transitional" "Transitional"
Fondi propri
Capitale primario di Classe 1 (CET1) al netto delle rettifiche regolamentari 45.735 47.247 51.070
Capitale aggiuntivo di Classe 1 (AT1) al netto delle rettifiche regolamentari 6.264 6.264 7.486
CAPITALE DI CLASSE 1 (TIER 1) 51.999 53.511 58.556
Capitale di Classe 2 (T2) al netto delle rettifiche regolamentari 9.857 8.941 9.377
TOTALE FONDI PROPRI 61.856 62.452 67.933
Attività di rischio ponderate
Rischi di credito e di controparte 289.622 288.691 299.564
Rischi di mercato e di regolamento 12.792 12.792 19.521
Rischi operativi 25.305 25.305 27.559
Altri rischi specifici (a) 115 115 428
ATTIVITA' DI RISCHIO PONDERATE 327.834 326.903 347.072
Coefficienti di solvibilità %
Common Equity Tier 1 ratio 14,0% 14,5% 14,7%
Tier 1 ratio 15,9% 16,4% 16,9%
Total capital ratio 18,9% 19,1% 19,6%

(a) La voce include tutti gli altri elementi non considerati nelle precedenti voci che entrano nel computo dei requisiti patrimoniali complessivi.

I fondi propri, le attività ponderate per il rischio ed i coefficienti di solvibilità al 31 dicembre 2021 sono stati determinati in base alla disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013, così come modificate rispettivamente dalla Direttiva 2019/878/UE (CRD V) e dal Regolamento (UE) 2019/876 (CRR II), che traspongono nell'Unione Europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (c.d. framework Basilea 3), e sulla base delle relative Circolari della Banca d'Italia.

Le disposizioni normative relative ai fondi propri, che prevedevano l'introduzione del framework Basilea 3 in maniera graduale, risultano pienamente in vigore, essendo terminato, con l'esercizio 2018, lo specifico periodo transitorio durante il quale alcuni elementi che a regime sono computabili o deducibili integralmente nel Common Equity, impattavano sul Capitale primario di Classe 1 solo per una quota percentuale. Con riferimento all'introduzione dell'IFRS 9, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha scelto di adottare il cosiddetto "approccio statico" previsto dal Regolamento (UE) 2017/2395. Tale approccio consente la re-introduzione nel Common Equity di una quota progressivamente decrescente fino al 2022 (95% nel 2018, 85% nel 2019, 70% nel 2020, 50% nel 2021 e 25% nel 2022) dell'impatto dell'IFRS 9, calcolato al netto dell'effetto fiscale, risultante dal confronto tra le rettifiche di valore IAS 39 al 31 dicembre 2017 e quelle IFRS 9 al 1° gennaio 2018, escludendo la riclassifica degli strumenti finanziari, e dopo aver azzerato la shortfall al 31 dicembre 2017.

Il Regolamento (UE) 2017/2395 disciplina anche gli obblighi informativi che gli enti sono tenuti a pubblicare, rimandando all'EBA l'emanazione degli orientamenti specifici sul tema. Recependo quanto previsto dalla normativa, l'EBA ha emesso specifiche guidelines secondo cui le banche che adottano un trattamento transitorio con riferimento all'impatto dell'IFRS 9 (quale l'approccio statico citato in precedenza) sono tenute a pubblicare, con frequenza trimestrale, i valori consolidati "Fully loaded" (come se non fosse stato applicato il trattamento transitorio) e "Transitional" di Common Equity Tier 1 (CET1) capital, Tier 1 capital, Total Capital, Total risk-weighted assets, Capital Ratios e Leverage Ratio.

Fondi propri

Al 31 dicembre 2021, tenendo conto del trattamento transitorio adottato per mitigare l'impatto dell'IFRS 9, i Fondi Propri ammontano a 62.452 milioni; alla medesima data, considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9, i Fondi Propri ammontano a 61.856 milioni. I fondi propri calcolati considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9 ("Fully Loaded") tengono conto di quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2019 che ha previsto la rateizzazione ai fini fiscali delle rettifiche di valore operate in sede di First Time Adoption del principio contabile, con conseguente rilevazione di DTA; tali DTA sono state considerate per il 50% del loro valore contabile ai fini del calcolo dei fondi propri "Transitional", in linea con quanto previsto dall'articolo 473 bis della CRR con riferimento all'applicazione dell'"approccio statico", mentre nei fondi propri "Fully loaded" sono state incluse integralmente tra gli elementi deducibili. L'impatto di tali DTA sui fondi propri "Fully loaded" è comunque transitorio in quanto le stesse saranno riassorbite entro il 2028.

Peraltro, si segnala che il Gruppo al momento non si è avvalso né del nuovo regime transitorio IFRS 9 relativo alle rettifiche di valore dei crediti successive al 31 dicembre 2019 né della reintroduzione del filtro prudenziale per le esposizioni verso le amministrazioni centrali classificate nella categoria FVOCI, entrambe introdotte dalla Commissione Europea con il Regolamento 2020/873 del 24 giugno 2020.

I fondi propri tengono altresì conto dell'importo applicabile, oggetto di deduzione dal Capitale primario, correlato alla copertura minima delle perdite sulle esposizioni deteriorate, c.d. Minimum Loss Coverage, sulla base di quanto disciplinato dal Regolamento (UE) 2019/630 del 17 aprile 2019.

Ai fini del calcolo dei fondi propri al 31 dicembre 2021 si è tenuto conto dell'utile dell'esercizio 2021 al netto del relativo dividendo, calcolato sulla base del payout ratio previsto dal Piano d'Impresa 2018-2021 (70% per il 2021), e degli altri oneri prevedibili; si ricorda che in data 24 novembre 2021 Intesa Sanpaolo ha distribuito 1,4 miliardi a titolo di acconto dividendi a valere sul risultato 2021.

Attività ponderate per il rischio

Al 31 dicembre 2021, tenendo conto del trattamento transitorio adottato per mitigare l'impatto dell'IFRS 9, le attività ponderate per il rischio ammontano a 326.903 milioni, derivanti in misura prevalente dai rischi di credito e di controparte e, in misura minore, dai rischi operativi e di mercato. Alla medesima data, considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9, le attività ponderate per il rischio ammontano a 327.834 milioni. Il calo rispetto al 31 dicembre 2020 è in larga parte imputabile all'avvenuta cessione degli sportelli a BPER, perfezionatasi nel corso del mese di febbraio 2021 e in via residuale nel mese di giugno 2021.

Il Capitale primario di Classe 1 e le Attività di rischio ponderate al 31 dicembre 2021 tengono conto dell'impatto dell'applicazione del cosiddetto "Danish Compromise" (art. 49.1 del Regolamento (UE) 575/2013), a seguito della specifica autorizzazione ricevuta dalla BCE nel 2019, per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale.

Coefficienti di solvibilità

Sulla base di quanto esposto in precedenza, i coefficienti di solvibilità al 31 dicembre 2021 calcolati tenendo conto del trattamento transitorio per l'impatto dell'IFRS 9 ("IFRS 9 Transitional") si collocano sui seguenti valori: Common Equity Tier 1 ratio 14,5%, Tier 1 ratio 16,4% e Total capital ratio 19,1%. Considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9 ("IFRS 9 Fully Loaded") i coefficienti di solvibilità al 31 dicembre 2021 sono i seguenti: Common Equity Tier 1 ratio 14,0%, Tier 1 ratio 15,9% e Total capital ratio 18,9%.

Si segnala che Intesa Sanpaolo è stata sottoposta al 2021 EU-wide stress test condotto dall'Autorità Bancaria Europea (EBA), in collaborazione con la Banca d'Italia, la Banca Centrale Europea e il Comitato Europeo per il Rischio Sistemico (CERS). Intesa Sanpaolo ha preso atto degli annunci effettuati in data 30 luglio 2021 dall'EBA in merito ai risultati dell'EUwide stress test, riconoscendo pienamente i risultati dell'esercizio. Il CET1 ratio fully loaded risultante dallo stress test al 2023, anno finale della simulazione, per Intesa Sanpaolo si è attestato al 15,06% nello scenario base e al 9,38% nello scenario avverso, rispetto al dato di partenza, registrato al 31 dicembre 2020, pari a 14,04%. Il CET1 ratio fully loaded nello scenario avverso sarebbe risultato pari al 9,97% ripristinando la neutralità per i capital ratio che si registra in realtà in relazione al Piano di Incentivazione a Lungo Termine 2018-2021 LECOIP 2.0 basato su strumenti finanziari, non colta dall'assunzione di bilancio statico nello stress test, e considerando le operazioni di cessione di rami di attività - connesse all'acquisizione di UBI Banca nel 2020 - perfezionate nel primo semestre 2021, a parità di altre condizioni.

Il 3 febbraio 2022 Intesa Sanpaolo ha reso nota la decisione finale della BCE riguardante il requisito patrimoniale da rispettare a partire dal 1° marzo 2022 a livello consolidato, in seguito agli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP). Il requisito da rispettare complessivamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio risulta pari all'8,81% tenendo conto dei requisiti di Countercyclical Capital Buffer stabiliti alla data dalle competenti autorità nazionali nei vari Paesi in cui è presente il Gruppo.

Riconciliazione tra Patrimonio di bilancio e Capitale primario di Classe 1

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
Patrimonio netto di Gruppo 63.775 65.871
Patrimonio netto di terzi 291 450
Patrimonio netto dallo Stato patrimoniale 64.066 66.321
Acconti su dividendi (a) 1.399 -
Rettifiche per strumenti computabili nell'AT1 o nel T2 e utile di periodo
- Altri strumenti di capitale computabili nell'AT1 -6.263 -7.480
- Interessi di minoranza computabili nell'AT1 -1 -6
- Interessi di minoranza computabili nel T2 -1 -5
- Interessi di minoranza non computabili a regime -286 -408
- Utile di periodo non computabile (b) -3.031 -821
- Azioni proprie incluse tra le rettifiche regolamentari 266 263
- Altre componenti non computabili a regime -194 -147
Capitale primario di Classe 1 (CET1) prima delle rettifiche regolamentari 55.955 57.717
Rettifiche regolamentari (incluse rettifiche del periodo transitorio) (c) -8.708 -6.647
Capitale primario di Classe 1 (CET1) al netto delle rettifiche regolamentari
47.247

(a) Al 31 dicembre 2021 il Patrimonio netto dallo Stato patrimoniale non comprende l'acconto su dividendi pagato in data 24 novembre 2021 per 1.399 milioni (al netto della quota non distribuita a fronte delle azioni proprie detenute alla record date, per un importo di circa 2 milioni).

(b) Nel Capitale primario di Classe 1 al 31 dicembre 2021 si è tenuto conto dell'utile maturato alla data, al netto del relativo dividendo (inclusa la sopra citata quota pagata in acconto), calcolato tenendo conto del payout previsto dal Piano d'Impresa 2018-2021 (70% per il 2021), e degli altri oneri prevedibili (rateo cedolare sugli strumenti di Additional Tier 1 e quota di utile 2021 destinata a beneficenza, al netto dell'effetto fiscale).

(c) Le rettifiche del periodo transitorio al 31 dicembre 2021 tengono conto del filtro prudenziale che consente la re-introduzione nel Common Equity di una quota progressivamente decrescente fino al 2022 (50% nel 2021) dell'impatto dell'IFRS 9.

Dinamica delle attività di rischio ponderate

(milioni di euro)
Voci
Attività di rischio ponderate al 31.12.2020 347.072
Rischi di Credito e di controparte -10.873
Rischi di Mercato e di regolamento -6.729
Rischi Operativi -2.254
Altri rischi specifici -313
Attività di rischio ponderate al 31.12.2021 326.903

Nel corso del 2021, i rischi di credito hanno registrato un decremento di 10,9 miliardi in termini di attività di rischio ponderate. Tale decremento è principalmente ascrivibile al perfezionamento, nel primo trimestre dell'anno, della cessione a BPER delle filiali ex-UBI Banca unitamente a fenomeni legati alla ricomposizione del portafoglio e mitigazione del rischio. La riduzione delle attività ponderate relative ai rischi di mercato (-6,7 miliardi) è sostanzialmente imputabile all'uscita degli scenari COVID dalla finestra di osservazione per il calcolo del VaR e ad una minore esposizione media sui titoli governativi Italiani. I rischi operativi registrano un decremento delle attività ponderate di circa 2,3 miliardi, riconducibile all'aggiornamento dei parametri utili al calcolo della quota di portafoglio misurata a modelli interni e all'applicazione dell'approccio AMA sul portafoglio ex UBI Banca. Il decremento dei rischi specifici (-0,3 miliardi) è prevalentemente da ascriversi alla riduzione della ponderazione dei contributi al fondo di garanzia di una controparte centrale.

I risultati per settori di attività e per aree geografiche

Il Gruppo Intesa Sanpaolo opera attraverso una struttura organizzativa articolata in sei Business Unit. Ad esse si aggiunge il Centro di Governo, con funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo dell'intero Gruppo.

L'informativa di settore del Gruppo Intesa Sanpaolo si basa sugli elementi che il management utilizza per assumere le proprie decisioni operative (c.d. "management approach") ed è dunque coerente con i requisiti informativi previsti dall'IFRS 8. Oltre a riflettere le responsabilità operative sancite dall'assetto organizzativo del Gruppo, i settori di attività sono costituiti dall'aggregazione di linee di business che presentano caratteristiche simili con riferimento alla tipologia di prodotti e servizi venduti.

A valle dell'avvenuta integrazione di UBI Banca, si è proceduto all'attribuzione degli apporti reddituali e dei saldi patrimoniali del Gruppo UBI – in precedenza rappresentati come una Business Unit separata – alle Divisioni operative di riferimento. In dettaglio, la clientela della Capogruppo UBI Banca è stata divisionalizzata secondo i criteri definiti dal Modello di Servizio

adottato dal Gruppo Intesa Sanpaolo, mentre le società giuridiche incluse nel perimetro di consolidamento integrale del Gruppo UBI sono state ricondotte alle Business Unit del Gruppo Intesa Sanpaolo come rappresentato di seguito:

  • Prestitalia, UBI Leasing e UBI Factor sono state incluse nell'ambito della Divisione Banca dei Territori; UBI Factor dal 25 ottobre 2021 risulta peraltro fusa nella Capogruppo Intesa Sanpaolo;
  • Pramerica SGR e Pramerica Management Company sono state ricomprese nell'ambito della Divisione Asset Management e dal 1° luglio 2021 fuse, rispettivamente, in Eurizon Capital SGR e in Eurizon Capital SA;
  • IW Bank è stata inclusa nell'ambito della Divisione Private Banking;
  • BancAssurance Popolari è stata ricondotta nell'ambito della Divisione Insurance e dal 31 dicembre 2021 fusa in Intesa Sanpaolo Vita.

Gli effetti economici relativi agli sportelli oggetto di cessione risultano convenzionalmente e sinteticamente allocati – secondo la logica dei dati "rideterminati" descritta per i dati consolidati – nella voce Utili (perdite) delle attività operative cessate del Centro di Governo.

Ove necessario e se materiali, i dati divisionali dei periodi posti a confronto sono stati inoltre riesposti in coerenza con le variazioni di perimetro delle Business Unit. In particolare, la riesposizione ha riguardato:

  • l'inclusione, nell'ambito della Divisione Insurance, delle risultanze economiche e patrimoniali di Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas Assicurazioni (al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione, come indicato nel commento ai risultati economici consolidati), entrate nell'area di consolidamento integrale in relazione al perfezionamento dell'acquisizione del 100% del capitale; Assicurazioni Vita (già Aviva Vita) e Lombarda Vita sono state fuse in Intesa Sanpaolo Vita il 31 dicembre 2021;
  • l'inclusione, nell'ambito della Divisione Private, delle risultanze economiche e patrimoniali del Gruppo Reyl, entrato nell'area di consolidamento integrale nel secondo trimestre 2021 in relazione al perfezionamento dell'acquisizione della quota di controllo da parte di Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking.

Si segnala inoltre che nel corso del 2021 si è proceduto ad una revisione delle modalità di allocazione dei costi e dei ricavi tra Business Unit e Centro di Governo, anche in relazione alla necessità di integrazione di UBI Banca secondo le logiche di segment reporting del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Più in dettaglio, sul fronte dei ricavi, il contesto caratterizzato da tassi di mercato stabilmente negativi e dalla crescita del

costo dell'eccesso di liquidità ha indotto a sospendere la retrocessione gestionale dal Centro di Governo alla Banca dei Territori del risultato figurativo di copertura delle poste a vista modellizzate per rischio tasso; analogamente, l'introduzione di un limite regolamentare di NSFR del 100% ha comportato l'introduzione di analogo limite anche per l'operatività del Global Markets della Divisione IMI C&IB, limitando il beneficio a favore della Divisione. Inoltre, sono state attribuite alle Divisioni talune commissioni passive che, grazie ad affinamenti delle modalità rendicontative, sono state individuate come pertinenti alle attività di business svolte dalle Divisioni stesse.

Sul fronte dei costi, invece, come parte di un progressivo affinamento delle logiche e delle metriche di allocazione degli stessi, si è deciso di procedere con un'allocazione integrale dei costi connessi all'erogazione delle attività aventi natura di servizio e ad un riaddebito alle Divisioni della maggior parte dei costi connessi alle "attività di indirizzo e controllo".

Con riferimento specifico a questa seconda categoria di costi, benché non direttamente riconducibili alle Divisioni, si è ritenuta opportuna la loro allocazione a queste ultime per rafforzare un approccio di corresponsabilizzazione alle iniziative di carattere istituzionale, strategico e di indirizzo e controllo, anche al fine di favorire un'ulteriore attenzione al consumo delle risorse, indipendentemente dalla natura di spesa di volta in volta considerata.

Da ultimo, è stata rivista la metodologia di allocazione dei tributi e oneri per il sistema bancario, grazie alla riconduzione sulle Divisioni della specifica componente legata al "Deposit Guarantee Scheme", che è stata puntualmente ricalcolata sulla base dei depositi garantiti raccolti dalle diverse unità di business. La possibilità di effettuare raccolta da clientela retail a condizioni più favorevoli rispetto al mercato wholesale rappresenta un beneficio per le unità di business che si è ritenuto opportuno correlare al costo sostenuto a garanzia dei depositi raccolti, per migliorare la rappresentazione della redditività netta effettivamente generata.

Quanto agli impatti, quelli di maggior rilievo, quantificati sul Centro di Governo sull'esercizio 2021, hanno riguardato:

  • circa 710 milioni di maggiori interessi netti, di cui circa 600 milioni relativi al venir meno del riconoscimento alla Divisione Banca dei Territori del beneficio del modello di rischio tasso della raccolta a vista, e circa 110 milioni riconducibili all'aumento al 100% del limite interno NSFR assegnato all'area Global Markets della Divisione IMI C&IB;
  • circa 90 milioni di minori commissioni passive, riconosciute a terzi per servizi telematici, recupero crediti e altri servizi, attribuite in prevalenza alla Divisione Banca dei Territori e in misura minore alla Divisione IMI C&IB sulla base di criteri sostenibili di correlazione con l'attività di business svolta dalle stesse;
  • circa 720 milioni di minori oneri operativi dovuti all'allocazione integrale alle Divisioni di tutti i costi connessi all'erogazione delle attività di service (circa 160 milioni), completando un processo di affinamento avviato nel 2020 in coerenza con la logica industriale del Modello di Tariffazione Interna, nonché al trasferimento alle Divisioni, sulla base di opportuni driver, della maggior parte dei costi connessi alle "attività di indirizzo e controllo" (circa 560 milioni);
  • circa 230 milioni di minori oneri relativi ai "Deposit Guarantee Scheme", rappresentati nel Conto economico riclassificato alla voce Tributi e oneri del sistema bancario già al netto dell'effetto fiscale, riattribuiti particolarmente alla Divisione Banca dei Territori e, in misura minore, alla Divisione Private e alla Divisione International Subsidiary Banks.

Nella tabella riportata nel seguito sono indicati i principali dati che sintetizzano l'evoluzione dei settori di attività del Gruppo Intesa Sanpaolo nel 2021 rispetto ai dati di raffronto omogenei, secondo la logica dei dati "rideterminati" descritta per i dati consolidati.

Nell'analisi di dettaglio condotta sui settori di attività, cui si fa rinvio, sono illustrati i dati di conto economico e i principali aggregati patrimoniali. Per ogni settore è stato infine calcolato il capitale assorbito in base agli RWA (Risk Weighted Assets), questi ultimi determinati sulla base delle disposizioni in vigore (Circolare n. 285) emanate dalla Banca d'Italia a seguito del recepimento della Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e del Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013, modificato dal Regolamento (UE) 2019/876 del 20 maggio 2019, noto anche come CRR II, che traspongono nell'Unione Europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (c.d. framework Basilea 3). Il capitale assorbito tiene anche conto delle modifiche regolamentari introdotte dalla BCE a decorrere dal 12 marzo 2020, che prevedono che il requisito di Pillar 2 possa essere rispettato utilizzando parzialmente strumenti di capitale diversi dal Common Equity Tier 1. Per ogni Divisione il capitale assorbito viene integrato, laddove necessario, con dati gestionali di capitale "economico" per tenere conto dei rischi non coperti dalla metrica regolamentare.

(milioni di euro)
Banca
dei
Territori
IMI
Corporate
&
Investment
Banking
International
Subsidiary
Banks
Private
Banking
Asset
Management
Insurance Centro
di
Governo
Totale
(Dati
rideterminati)
Proventi operativi netti
2021 8.938 4.571 1.972 2.376 1.344 1.572 13 20.786
2020 8.867 4.445 1.908 2.222 1.105 1.603 250 20.400
Variazione % 0,8 2,8 3,4 6,9 21,6 -1,9 -94,8 1,9
Costi operativi
2021 -6.465 -1.365 -1.072 -906 -239 -401 -472 -10.920
2020 -6.661 -1.334 -1.030 -869 -218 -394 -533 -11.039
Variazione % -2,9 2,3 4,1 4,3 9,6 1,8 -11,4 -1,1
Risultato della gestione
operativa
2021 2.473 3.206 900 1.470 1.105 1.171 -459 9.866
2020 2.206 3.111 878 1.353 887 1.209 -283 9.361
Variazione % 12,1 3,1 2,5 8,6 24,6 -3,1 62,2 5,4
Risultato netto
2021 385 2.202 463 1.076 787 712 -1.440 4.185
2020 -1.523 1.791 381 866 594 691 477 3.277
Variazione % 22,9 21,5 24,2 32,5 3,0 27,7
(milioni di euro)
Banca
dei
Territori
IMI
Corporate
&
Investment
International
Subsidiary
Banks
Private
Banking
Asset
Management
Insurance Centro
di
Governo
Totale
Banking
Finanziamenti verso clientela
31.12.2021 250.984 152.082 38.970 13.833 783 - 8.602 465.254
31.12.2020 251.809 145.974 36.079 12.128 452 - 16.360 462.802
Variazione % -0,3 4,2 8,0 14,1 73,2 - -47,4 0,5
Raccolta diretta bancaria
31.12.2021 296.250 88.931 51.529 54.212 21 - 64.622 555.565
31.12.2020 267.450 92.938 46.308 49.841 14 - 70.214 526.765
Variazione % 10,8 -4,3 11,3 8,8 50,0 - -8,0 5,5
Attività di rischio ponderate
31.12.2021 94.336 112.204 34.403 11.617 1.836 - 72.507 326.903
31.12.2020 104.550 113.688 32.886 11.157 1.752 - 83.039 347.072
Variazione % -9,8 -1,3 4,6 4,1 4,8 - -12,7 -5,8
Capitale assorbito
31.12.2021 8.103 9.641 3.591 1.008 196 4.294 4.015 30.848
31.12.2020 8.981 9.768 3.441 964 177 4.975 5.188 33.494
Variazione % -9,8 -1,3 4,4 4,6 10,7 -13,7 -22,6 -7,9

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

SETTORI DI ATTIVITA'

Banca dei Territori

(milioni di euro)
Dati economici 2021 2020 Variazioni
assolute %
Interessi netti 3.985 4.199 -214 -5,1
Commissioni nette 4.836 4.548 288 6,3
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 103 109 -6 -5,5
Altri proventi (oneri) operativi netti 14 11 3 27,3
Proventi operativi netti 8.938 8.867 71 0,8
Spese del personale -3.526 -3.590 -64 -1,8
Spese amministrative -2.933 -3.067 -134 -4,4
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -6 -4 2 50,0
Costi operativi -6.465 -6.661 -196 -2,9
Risultato della gestione operativa 2.473 2.206 267 12,1
Rettifiche di valore nette su crediti -1.235 -2.909 -1.674 -57,5
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -120 -104 16 15,4
Altri proventi (oneri) netti 12 29 -17 -58,6
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 1.130 -778 1.908
Imposte sul reddito -358 331 -689
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -180 -16 164
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -15 -6 9
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -190 -142 48 33,8
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - -912 -912
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -2 - 2 -
Risultato netto 385 -1.523 1.908
Dati operativi 31.12.2021 31.12.2020 (milioni di euro)
Variazioni
assolute %
Finanziamenti verso clientela 250.984 251.809 -825 -0,3
Raccolta diretta bancaria 296.250 267.450 28.800 10,8
Attività di rischio ponderate 94.336 104.550 -10.214 -9,8
Capitale assorbito 8.103 8.981 -878 -9,8

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

In presenza di un generale miglioramento del contesto economico condizionato dall'emergenza pandemica, i ricavi della Banca dei Territori dell'esercizio 2021, pari a 8.938 milioni, che rappresentano oltre il 40% dei ricavi consolidati del Gruppo, hanno evidenziato una buona tenuta (+0,8%) rispetto al precedente esercizio, grazie all'efficacia della rete commerciale e al rafforzamento dell'offerta a distanza tramite i canali digitali a supporto della clientela.

In dettaglio, si segnala un consistente incremento delle commissioni nette (+6,3%), in particolare quelle rivenienti dal comparto del risparmio gestito, grazie all'operatività in fondi, e, in misura più contenuta, quelle del commercial banking nella componente dei servizi di incasso e pagamento, inclusi i servizi telematici, e dei finanziamenti e garanzie. Per contro, gli interessi netti hanno mostrato una flessione del 5,1%, dovuta ai margini di contribuzione condizionati dal livello dei tassi ai minimi storici e alle azioni di deleveraging attuate in ambito NPL. Tra le altre componenti di ricavo, che peraltro forniscono un apporto marginale ai proventi della Divisione, il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value si è ridotto (-6 milioni) mentre gli altri proventi operativi netti sono aumentati (+3 milioni). I costi operativi, pari a 6.465 milioni, sono diminuiti del 2,9% grazie al contenimento delle spese amministrative, principalmente discrezionali nonché relative ai service in ambito immobiliare e operativo, e ai risparmi sulle spese del personale, prevalentemente attribuibili alle uscite per accordi. Per effetto dei fenomeni descritti, il risultato della gestione operativa è ammontato a 2.473 milioni, in progresso del 12,1% rispetto al 2020. Il risultato corrente lordo si è attestato a 1.130 milioni, a fronte del risultato negativo di 778 milioni dell'esercizio precedente che scontava significative rettifiche di valore su crediti dovute alla revisione dello scenario a seguito dell'evento

pandemico. Infine, il risultato netto, dopo l'attribuzione alla Divisione di imposte per 358 milioni, di tributi e oneri riguardanti il sistema bancario per 190 milioni, di oneri di integrazione per 180 milioni e di altre poste negative per 17 milioni, si è collocato a 385 milioni a fronte di -1.523 milioni del 2020 che includevano la rettifica per 912 milioni per azzerare integralmente l'avviamento connesso anche all'aumento del valore contabile della Divisione conseguente all'integrazione di UBI Banca.

Nell'evoluzione trimestrale, si rileva nel quarto trimestre un calo del risultato della gestione operativa rispetto al terzo, ascrivibile al fisiologico incremento dei costi operativi tipico del fine anno che ha più che compensato la crescita dei proventi operativi netti. Tale evoluzione si è riflessa sul risultato corrente lordo e sul risultato netto.

Le consistenze patrimoniali a fine dicembre 2021 hanno evidenziato una crescita dei volumi intermediati complessivi di raccolta e impiego su base annua (+5,4%). In dettaglio, i crediti verso clientela, pari a 250.984 milioni, hanno mostrato una sostanziale tenuta (-0,3%), risultante dal buon andamento dei finanziamenti a medio/lungo termine nei confronti dei privati che ha contrastato la dinamica cedente del credito a breve, rivolto principalmente alle imprese. La raccolta diretta bancaria, pari a 296.250 milioni, è risultata in consistente aumento (+28,8 miliardi, pari a +10,8%) nella componente dei debiti verso clientela, per effetto della maggiore liquidità accumulata sui depositi di privati e imprese, in attesa di prendere beneficio dalla ripresa economica in corso.

Direzioni Sales & Marketing Privati e Aziende Retail, Sales & Marketing Imprese

Il servizio di consulenza evoluta a pagamento "Valore Insieme", lanciato nel 2017, propone un innovativo modello di consulenza globale, che punta su ascolto strutturato dei bisogni e visione a 360 gradi, su tutto il patrimonio del cliente, incluso quello immobiliare, accompagnandolo anche nella programmazione del trasferimento della ricchezza ai propri cari. Con l'obiettivo di favorire il percorso da risparmiatore ad investitore, sono stati realizzati

prodotti per soddisfare le esigenze di clienti interessati a un graduale ingresso nei mercati, riducendo l'eccesso di liquidità sul conto corrente, e in ottica di maggiore diversificazione dei portafogli della clientela. Al riguardo, l'offerta è stata ampliata, in ambito risparmio gestito, con i fondi Eurizon Strategia Inflazione, Eurizon Emerging Leaders ESG 50, Eurizon Investi Graduale ESG 30, Epsilon Risparmio, con la gestione patrimoniale "Eurizon GP Risparmio" e, in ambito bancassurance, con la polizza multiramo Risparmio Insurance. Inoltre, si è proceduto all'arricchimento dell'offerta di fondi dei Portafogli Best Expertise, della gamma Eurizon Next e della gamma di fondi a scadenza, al restyling del prodotto di investimento assicurativo Patrimonio PerGiovani Insurance, dedicato a beneficiari giovani per aiutarli a concretizzare un progetto futuro, e della polizza Mi Curo dei Miei, rivolta a chi desidera tutelare il futuro dei propri cari. È altresì proseguito il collocamento di certificates con una gamma differenziata per tipologia di struttura, protezione, orizzonte temporale e valuta.

Con l'obiettivo di migliorare l'efficienza e la qualità della consulenza sugli investimenti per la clientela privata, sono in corso le attività progettuali per l'adozione della soluzione "Aladdin Wealth" di BlackRock, con sostituzione degli attuali motori di analisi dei portafogli e introduzione di nuove funzionalità Robo4Advisor e RoboAdvisor.

"PerTe Prestito Diretto", il prestito finalizzato per correntisti multicanale sottoscrivibile su Internet Banking e sull'App Intesa Sanpaolo Mobile, basato sugli accordi con i Merchant, ha visto nell'anno ulteriormente arricchita la gamma di beni e servizi dei migliori brand sul mercato proposti, a TAN e TAEG zero grazie al contributo del Merchant, con un'offerta attenta ai temi dell'innovazione, della mobilità sostenibile e dell'ambiente. Tre nuove

iniziative sono state realizzate grazie al Fund For Impact, strumento previsto dal Piano d'Impresa 2018-2021 che permette di promuovere progetti d'inclusione creditizia per le persone e le famiglie: "per Esempio", destinato ai volontari del Servizio Civile per sostenere le spese connesse all'avvio della prima esperienza lavorativa; "per Crescere", dedicato ai genitori con figli che frequentano la scuola primaria o secondaria e con bisogni legati alla loro educazione e formazione scolatica; "per avere Cura" rivolto a lavoratori dipendenti o autonomi cui è stata riconosciuta una disabilità grave e ai caregiver lavoratori che assistono un familiare non autosufficiente.

La proposta "Green - Mutuo Domus" consente ai clienti potenzialmente interessati all'acquisto di un immobile in classe energetica A e B oppure alla ristrutturazione con incremento di almeno una classe, di realizzare il sogno dell'acquisto di immobili a basso impatto ambientale o della riqualificazione energica della propria abitazione.

La nuova offerta Salute di XME Protezione, sviluppata con Intesa Sanpaolo RBM Salute offre un servizio di protezione innovativo e più ampio, che si adatta allo stile di vita del cliente, con la possibilità di scegliere per ogni persona assicurata differenti garanzie e diversi livelli di protezione (Base, Silver, Gold e Premium) con nuove garanzie e massimali a copertura di Ricoveri e Interventi, Diagnostica e Analisi, Visite Prevenzione e Farmaci,

Fisioterapia, oltre a numerose altre coperture, tra cui Oculistica e benessere visivo, un ampio network di cliniche convenzionate su tutto il territorio nazionale e la possibilità di assicurarsi fino a 70 anni e rimanere protetto fino agli 80 anni per molte garanzie. In particolare, in concomitanza con la campagna di vaccinazione contro il COVID-19, alle persone assicurate con il modulo Ricoveri e Interventi entro il 30 novembre, è offerta sino a fine maggio 2022 una copertura aggiuntiva gratuita da eventuali reazioni avverse alla vaccinazione o ricovero dovuto a contagio per i già vaccinati.

Nell'ambito dello sviluppo delle coperture assicurative per il mondo Business, l'offerta di protezione si è arricchita delle polizze "Cyber Protection Business", a copertura dei rischi informatici, e "RC Amministratori, Sindaci e Dirigenti", che fornisce alle aziende e ai soggetti che in esse svolgono funzioni manageriali una copertura per eventuali richieste di risarcimento derivanti dalla commissione di un atto illecito, reale o presunto, anche in caso di colpa grave, nell'esercizio delle loro mansioni.

In ambito servizi Welfare, l'offerta Salute è stata integrata con il "Piano Sanitario Rimborso Spese Mediche" e con la polizza "Collettiva Malattie Gravi" di Intesa Sanpaolo RBM Salute, prodotti dedicati alle Imprese, alle Aziende Retail, agli enti del Terzo Settore e alle persone fisiche con partita IVA che possono offrire, a categorie omogenee di collaboratori (dipendenti e non) l'accesso a prestazioni sanitarie e indennizzi in caso di comparsa di malattie gravi. In ambito Payment Protection Insurance, le polizze ProteggiMutuo e Proteggiprestito sono state oggetto di restyling al fine di migliorare il value for money dell'offerta per il cliente.

Da maggio è operativa Intesa Sanpaolo Insurance Agency, nuova agenzia destinata a fornire soluzioni su misura in ambito Protezione e Welfare e Vita ai clienti Aziende Retail e Imprese, che hanno esigenze assicurative più complesse non indirizzabili ai prodotti standard distribuiti.

Intesa Sanpaolo continua ad avvicinare i giovani al mondo bancario con soluzioni digitali, smart e accattivanti, quali "XME Conto UP!", conto corrente per i minori di 18 anni, grazie anche alla scelta di partner amati dai giovani, come Panini e Swatch. Con l'intento di rendere completamente gratuita l'offerta transazionale per i giovani under 35 e under 18, nel corso dell'anno sono stati azzerati per il target ulteriori costi e commissioni. Sono state inoltre lanciate

nuove carte prepagate create in virtù degli accordi con alcuni atenei per supportare gli studenti e vivere al meglio l'Università. Al fine di rafforzare il posizionamento verso i giovani, la Banca, in accordo con la finalità del DL n.73/2021 (c.d. Sostegni Bis), ha reso ancora più conveniente la propria offerta in ambito mutui, con l'innalzamento dell'età massima a 36 anni non compiuti e imposta sostitutiva a carico della Banca anche per clienti con ISEE maggiore di 40.000 euro, per il Mutuo Giovani, e con tassi competitivi e azzeramento delle spese d'istruttoria e d'incasso rata, per l'offerta mutui con garanzia del Fondo prima casa. È proseguito nel 2021, con estensione a nuove regioni, il programma "Giovani e Lavoro", finalizzato a sostenere l'occupazione di giovani tra i 18 e i 29 anni, che offre una formazione qualificata gratuita, sia per i giovani sia per le imprese che aderiscono, per profili professionali di cui le aziende hanno concreta necessità, favorendo un incontro efficace tra domanda e offerta di lavoro.

Carta Exclusive è la nuova carta di credito dedicata ai clienti che ricercano soluzioni efficaci e di prestigio ai propri bisogni di lifestyle. Realizzata in metallo bianco e consegnata in un elegante cofanetto accompagnato da una cartolina di benvenuto, affianca all'ampia disponibilità di spesa un insieme di servizi pensati per chi destina tempo e disponibilità economiche a viaggi, cultura, benessere, salute ed esige soluzioni capaci di assecondare in tempo reale i propri desideri e

bisogni. Con Carta di Credito Exclusive il cliente ha a disposizione un concierge dedicato 24 ore su 24, 7 giorni su 7 ovunque nel mondo, per assistenza e prenotazioni, una serie di coperture assicurative a titolo gratuito in ambito viaggi, acquisti, assistenza medica ed eventi, una copertura "pet insurance", una corsia "preferenziale" di accoglienza e consulenza nelle filiali HUB, estesa anche ai servizi della filiale online. In linea con la vocazione di Impact Bank di Intesa Sanpaolo, è prevista la devoluzione del 50% delle commissioni interbancarie, percepite a fronte di spese effettuate con Carta di Credito Exclusive, a progetti di solidarietà e di inclusione sociale promossi attraverso la piattaforma di crowdfunding For Funding. Da novembre, per clienti con alta capacità di spesa o di reddito, è disponibile la nuova Carta di Debito Exclusive, strumento di prelievo e pagamento che permette acquisti con un plafond mensile fino a 150.000 euro ed offre un servizio di concierge dedicato.

A supporto della diffusione di carte e pagamenti digitali, è proseguita sulla frontiera dell'innovazione l'evoluzione dei prodotti esistenti e lo sviluppo di nuovi servizi, come la possibilità di utilizzare subito una carta di pagamento acquistata tramite i canali online della Banca (Instant Issuing) abilitandola ai diversi servizi di pagamento digitali disponibili (Apple Pay, Samsung Pay, Google Pay) o per effettuare acquisti e-commerce in totale sicurezza, e l'estensione alle città di Bergamo e Genova della funzionalità di pagamento dei parcheggi dall'App Intesa Sanpaolo Mobile e al Comune di Torino degli accordi per recuperare digitalmente certificazioni anagrafiche necessarie per le pratiche di mutuo. È proseguita l'abilitazione sui POS Intesa Sanpaolo-Nexi di BANCOMAT Pay, servizio che permette ai clienti esercenti di ampliare le possibilità di incasso cashless in negozio e online, attraverso l'accettazione di pagamenti e-commerce tramite circuito BANCOMAT Pay disposti da clienti titolari del servizio, presso Intesa Sanpaolo o altre banche, con conferma della notifica push sullo smartphone del pagatore e, in situazioni di mobilità o in negozio, attraverso la generazione di un QR code direttamente sugli strumenti di incasso digitale (App e/o POS).

Intesa Sanpaolo ha stipulato con Nexi Payments un contratto, con validità da inizio novembre 2021, per il trasferimento del ramo d'azienda avente ad oggetto le attività di acquiring POS ex-UBI. Da tale data, la modalità operativa di gestione è quella in essere per la clientela Intesa Sanpaolo.

Nel 2021 è ulteriormente proseguito lo sviluppo dell'attività bancaria multicanale e digitale, con 12,9 milioni di clienti multicanale a fine anno (96% dei clienti totali) e 8,1 milioni di utenti attivi sull'App, l'introduzione di nuovi Customer Journey in logica multicanale ed il potenziamento di quelli disponibili al fine di migliorare l'offerta e l'experience della clientela, rendendo maggiormente fruibili da remoto i servizi offerti dai canali digitali. Quasi tutti i

prodotti del catalogo retail, tra cui conto corrente, carte di credito, di debito e prepagate, anche personalizzate, prestiti personali e prodotti non bancari, come smartphone, tablet e PC, possono essere acquistati da Internet Banking e/o App Mobile. L'ampliamento della gamma di prodotti disponibili anche tramite App è proseguito da ultimo con il rinnovo delle polizze auto ViaggiaConMe e la richiesta di XME Prestito Facile e XME Prestito Giovani. L'App Intesa Sanpaolo Mobile, di cui è stata rilasciata a luglio una nuova versione, è stata riconosciuta da Forrester Research "Digital Leader" tra le app bancarie europee. La nuova App, caratterizzata da una navigazione semplice e accessibile, include funzionalità di "Everyday Banking" che permettono di avere sotto controllo conti, carte e movimenti, nuove sezioni per controllare il pagamento delle rate di mutui e prestiti e per informarsi sulle frodi informatiche, nuovi servizi per gestire al meglio le spese e sfruttare le potenzialità dell'App quali l'indice di benessere finanziario e i servizi "Spese Georeferenziate" e "Stile digitale".

Lo sviluppo della digitalizzazione sulla clientela business è proseguito con l'evoluzione della piattaforma Inbiz verso un modello di relazione con il cliente sempre più multicanale. Attraverso il nuovo modello di identità e firma digitale My Key Inbiz, il cliente può gestire a distanza l'operatività ordinaria e straordinaria, sottoscrivendo anche i contratti della Banca, e accedere al servizio di scambio documentale a distanza. Nell'ambito dei diversi tipi di offerte Inbiz disponibili, definiti in funzione delle esigenze della clientela a partire da Inbiz Start, soluzione gratuita per i clienti business a supporto della firma dei contratti a distanza, per le aziende attive su Inbiz Imprese Evoluto o Corporate, è disponibile il nuovo Modulo Estero, innovativa piattaforma digitale dedicata alla clientela operativa all'estero e interessata a esplorare nuovi mercati, che consente di disporre, in un'unica dashboard, degli strumenti e delle informazioni necessarie a ottimizzare l'attività del commercio con l'estero, per lo sviluppo dell'internazionalizzazione della propria impresa. Nell'ambito del programma di Trasformazione Digitale Business, sono stati rilasciati alcuni nuovi processi di vendita, che permettono di digitalizzare e dematerializzare l'offerta della Banca, tra cui quelli relativi ai finanziamenti a breve termine e alle carte commercial, ed è proseguita la digitalizzazione del processo di vendita e post-vendita del prodotto factoring, tramite la piattaforma Near Banking, arricchita con nuovi moduli e funzioni.

È stato accelerato il potenziamento della filiale online, che attraverso 19 sedi sul territorio nazionale, interagisce con i clienti offrendo a distanza prodotti, servizi e assistenza a 360 gradi. Inoltre, le filiali remote, tramite i gestori remoti, offrono un servizio di consulenza a distanza personalizzata, con copertura oraria estesa, in sinergia con le filiali del territorio e con la filiale online.

A rinnovare e consolidare una collaborazione più che decennale, Intesa Sanpaolo ha siglato con Confindustria un nuovo accordo triennale, che prevede un plafond dedicato di 150 miliardi per le imprese, attraverso il quale favorire sui tre driver "Competitività, Innovazione, Sostenibilità" un rilancio dell'economia dopo l'emergenza pandemica in coerenza con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ponendo al centro:

digitalizzazione e innovazione; sostenibilità; rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale; valorizzazione del ruolo delle filiere; sviluppo delle competenze e delle capacità manageriali; incentivazione dell'imprenditoria femminile e dello smart

working. Nuovi accordi sono stati siglati con il mondo artigiano e, in particolare, con Confartigianato Imprese e con CNA-Confederazione Nazionale dell'Artigianato, per il sostegno alle aziende associate, rinnovando e ampliando il percorso di collaborazione e l'impegno avviato nel pieno della crisi sanitaria per integrare le misure straordinarie messe in atto dal Governo con le azioni di sostegno attuate dalla Banca e consentire alle imprese di usufruire al meglio delle opportunità offerte dal Superbonus 110% e dagli altri incentivi fiscali introdotti dal Decreto Rilancio del 2020, sostenendole nella fase di esecuzione dei lavori di riqualificazione e rendendo liquidi i crediti di imposta acquisiti tramite lo sconto in fattura. Supporto alla liquidità, rilancio degli investimenti per la Transizione 4.0, crescita sostenibile, soluzioni di welfare aziendale, iniziative per imprenditoria femminile, inclusività sociale e progetti di finanza straordinaria sono al centro delle partnership. Inoltre sono stati rinnovati e ampliati gli accordi con le associazioni confindustriali Federlegno Arredo, Anima Federazione Meccanica Varia, UCIMU e SMI - Sistema Moda Italia e con le associazioni di Confcommercio e FIPE - Federazione Italiana Pubblici Esercizi, in coerenza con l'evoluzione del quadro normativo riguardante le azioni a sostegno della liquidità e della ripresa degli investimenti delle imprese, con una attenzione anche ai temi della sostenibilità e dell'impact banking. Inoltre sono stati sottoscritti accordi con tutte le associazioni del Turismo per il sostegno del settore e il rilancio dell'accoglienza alberghiera italiana.

Al fine di aiutare le imprese ad investire sul rinnovamento tecnologico, la Banca ha reso disponibili soluzioni e servizi legati al Piano Nazionale Transizione 4.0, introdotto dalla Legge di Bilancio 2021, che prevede interventi finalizzati a stimolare gli investimenti in innovazione, grazie a benefici fiscali riconosciuti come crediti d'imposta per le aziende che investono in beni strumentali, ricerca, sviluppo, innovazione e formazione sulle tematiche innovative: dalla

consulenza per l'identificazione delle priorità d'investimento in ambito digitalizzazione, all'offerta di finanziamenti a supporto degli investimenti, a soluzioni di noleggio di beni strumentali alternative all'acquisto, a consulenza per la certificazione e l'accesso ai benefici fiscali o per l'accesso a programmi di finanziamento europeo. Per sostenere la ripartenza delle piccole e medie imprese italiane, affiancandole nella fase di rilancio del nostro Paese dopo le difficoltà causate dalla crisi pandemica e accompagnandole nella preparazione alle sfide di domani, è stato lanciato il programma "Motore Italia", articolato piano di interventi e soluzioni che mette a disposizione un plafond di 50 miliardi di nuovo credito a favore di iniziative per la liquidità e investimenti nella transizione sostenibile e digitale, in linea con gli obiettivi del PNRR. Al suo interno, è stata sviluppata un'iniziativa dedicata "Motore Italia Digitale", insieme di soluzioni studiate per fornire supporto finanziario alla transizione digitale, a partire dal finanziamento D-Loan, che offre alle imprese la possibilità di scegliere in una lista uno o più KPI "digital" (offerta multicanale e pagamenti digitali, dialogo digitalizzato con clienti e fornitori, infrastuttura digitale e sicurezza informatica, organizzazione digitale) e di beneficiare di una riduzione di tasso applicata al momento dell'erogazione, a seguito dell'impegno ad investire negli ambiti digitali selezionati, riportando in bilancio l'avvenuta realizzazione dell'investimento. Con riferimento agli strumenti resi disponibili dal 2020 per consentire di beneficiare del Superbonus, Ecobonus e degli altri bonus fiscali edilizi, sono state introdotte significative semplificazioni di processo e innovazioni digitali al fine di garantire un servizio più efficiente, intuitivo e tempestivo nella procedura di certificazione e cessione del credito. Nell'ambito dell'offerta di prodotti di finanziamento a medio e lungo termine, la nuova versione di "NOVA+", realizzata con l'obiettivo di allinearsi alle strategie del Next Generation EU in tema di sostenibilità e digitale e cogliere le opportunità offerte dal Piano Transizione 4.0, soddisfa le esigenze delle imprese interessate ad investire in ricerca, sviluppo e innovazione green e digitale e nella valorizzazione della proprietà intellettuale.

In linea con l'obiettivo di essere punto di riferimento per le imprese nell'integrazione di principî di sostenibilità nel proprio modello di business, Intesa Sanpaolo ha messo a disposizione delle società di capitali clienti, grazie ad accordi con partner d'eccellenza, un servizio modulare di consulenza ESG specializzata a condizioni di favore, per fornire alle imprese un supporto per la misurazione iniziale e il miglioramento delle performance di governance, sociali e ambientali e la valorizzazione e comunicazione dei risultati raggiunti. L'innovativa offerta S-Loan, che accompagna le aziende in un percorso di crescita sostenibile offrendo la possibilità di finanziare i propri investimenti beneficiando di uno sconto di tasso al raggiungimento di obiettivi di miglioramento definiti e certificati, è stata arricchita con l'affiancamento alla linea ESG delle linee Diversity, Climate Change, Agribusiness e Turismo. Per le imprese del settore alberghiero che vogliono investire per riqualificare strutture e servizi, è stato anche realizzato Suite Loan, che consente di scegliere uno o più KPI in base alle necessità di riqualificazione dell'immobile e di beneficiare di una riduzione di tasso applicata al momento dell'erogazione, a seguito dell'impegno ad investire sugli obiettivi condivisi, con un'eventuale ulteriore riduzione nel caso in cui venga ottenuto e dichiarato in bilancio l'aumento di stella. È stata, inoltre, avviata l'iniziativa di donazione da parte della Banca verso progetti a scopo benefico presenti sulla piattaforma For Funding per ciascun S-Loan erogato, finalizzata ad ampliare l'impatto positivo sulla società generato dal finanziamento.

In collaborazione con SACE, Intesa Sanpaolo ha lanciato una specifica linea di finanziamento con garanzia SACE Green, pari all'80%, volta a sostenere progetti finalizzati al perseguimento di obiettivi ambientali (cambiamento climatico, tutela dell'ambiente ed economia circolare), nel limite di importo di 15 milioni e durata fino a 20 anni.

L'offerta del prodotto Bond, soluzione innovativa che consente alle imprese che vogliono finanziare i propri investimenti e sviluppare l'attività di usufruire di capitali messi a disposizione da attori istituzionali altrimenti non accessibili, è stata affiancata da tre Lounge Elite di Borsa Italiana, con la partecipazione di circa 100 imprese, volte ad accompagnare le PMI in percorsi di formazione. L'offerta è stata ampliata con il Bond Garantito, che grazie alla garanzia del Fondo Centrale, consente al cliente un vantaggio in termini di prezzo.

Il Programma Filiere, forma di credito innovativa lanciata da Intesa Sanpaolo per favorire l'accesso al credito ai fornitori attraverso la valorizzazione dell'appartenenza alla filiera produttiva, ha raggiunto il numero di circa 800 aziende capofila aderenti, con un potenziale di 19.000 fornitori, e si annoverano oltre 700 imprese aderenti al confirming, strumento che

consente di smobilizzare i crediti vantati dai fornitori nei confronti del capofiliera. Nell'ambito del programma sono stati sottoscritti alcuni innovativi accordi, che hanno esteso il modello alla filiera a valle (catena dei clienti) ed il primo accordo di filiera focalizzato sulla sostenibilità.

Direzione Agribusiness

Creata nel mese di aprile 2021, la Direzione Agribusiness è composta da 223 punti operativi distribuiti su tutto il territorio nazionale. La Direzione nasce con la finalità di dare la giusta attenzione a un settore che rappresenta l'11% del PIL e occupa circa 1,5 milioni di persone, come start up dedicata al mondo agricoltura e agribusiness, ed ha circa 77.500 clienti di provenienza Aziende Retail e Imprese. La Direzione - che ha un forte legame sul territorio - coniuga anime e competenze diverse all'interno della Banca, garantendo un alto valore aggiunto ad una relazione specialistica, con contenuti tecnologicamente elevati volti ad agevolare lo sviluppo in termini di innovazione ed espansione del settore. In tale ambito si pone l'offerta S-Loan Agribusiness, una soluzione dedicata alle società di capitali del settore, interessate a tutelarsi contro i rischi del cambiamento climatico e a cogliere le principali opportunità derivanti dall'adozione di modelli di business più sostenibili.

L'attività della nuova Direzione ha portato alla definizione di importanti accordi per sviluppi di filiera (nel settore lattiero caseario per produzioni di qualità e conversione da tradizionale a BIO e NO OGM, per l'itticoltura, per il settore del tartufo e per l'innovazione varietale Apofruit, nella coltivazione degli alberi da frutta) o a progetti specifici (Progetto Noccioleti Italiani), con un accordo di collaborazione con Loacker per finanziamenti specifici ai produttori. Tali attività si accompagnano ad azioni tipiche di settore (anticipo contributi PAC e Piani di Sviluppo Rurale).

A fine 2021 la Direzione gestisce attività creditizie per oltre 12 miliardi, con impieghi a breve termine che rappresentano circa il 25% del totale, e attività finanziarie per oltre 6 miliardi, costituite quasi interamente da liquidità aziendale.

Direzione Impact

La Direzione Impact è dedicata alla gestione della clientela del Terzo Settore e al coordinamento dei processi di attivazione e gestione del Fund for Impact. Con l'integrazione di UBI, da aprile 2021, la rete commerciale ha raggiunto il numero di 106 punti operativi. I clienti, a fine 2021, sono circa 102.000, le attività finanziarie si sono attestate a 9 miliardi, di cui 6,9 miliardi di raccolta diretta, mentre le attività creditizie presentano un importo deliberato di 3,7 miliardi (di cui 2,8 miliardi di utilizzato).

Nel corso dell'anno, è continuato il supporto sul territorio alle organizzazioni attraverso l'utilizzo delle convenzioni Sollievo e Sostegno (per un totale complessivo di circa 35 milioni di erogazioni) e favorendo l'accesso alle misure creditizie di natura governativa. Numerosi accordi commerciali e convenzioni sono stati siglati con partner istituzionali, per agevolare l'accesso al credito: Unione Italia Ciechi e Ipovedenti, Associazione Nazionale Atleti Olimpici Azzurri, Federazione Italiana Sport Equestri, Arcidiocesi di Milano, Diocesi di Bergamo, Diocesi di Brescia, Fondazione Antiusura La Scialuppa, Fondazione Antiusura Famiglia e Sussidiarietà, Fondazione Antiusura Finetica. Inoltre, è stato avviato un accordo di segnalazione con AON su una polizza assicurativa dedicata esclusivamente al mondo del volontariato. Da segnalare, la realizzazione del ciclo di incontri tematici "Noi ripartiamo", nato per concentrare competenze e strategie del settore no profit da sviluppare all'interno del PNRR, e l'iniziativa Open Academy, per fornire a tutti i colleghi della Direzione informazioni aggiornate sul mondo dell'economia sociale e del terzo settore. Infine, è ripartita la pubblicazione sulla piattaforma For Funding di nuovi progetti Terzo Valore, tra cui la realizzazione in Tanzania del Centro Mondialità Sviluppo Reciproco, la creazione di una casa di accoglienza a Parma ad opera dell'associazione San Cristoforo e la ristrutturazione di una Club House dedicata al mondo del rugby in provincia di Prato.

Società prodotto

Banca 5 (già Banca ITB) è la prima banca online in Italia che opera nei sistemi di pagamento ed è dedicata esclusivamente al canale delle tabaccherie. È autorizzata all'attività di raccolta del risparmio e all'esercizio del credito nelle varie forme, a tutte le operazioni ed ai servizi bancari e finanziari consentiti. A fine 2019 si è finalizzato l'accordo tra Banca 5 e SisalPay per la costituzione di una newco, da novembre 2020 denominata Mooney, con l'obiettivo di offrire prodotti bancari, servizi di pagamento e transazionali in oltre 40.000 esercizi distribuiti sul territorio nazionale. La nuova rete, pienamente operativa da inizio 2020, integra l'offerta dei servizi e prodotti di Banca 5 e SisalPay. A fine 2021 Intesa Sanpaolo, attraverso la controllata Banca 5, ed Enel, attraverso la controllata Enel X, hanno firmato un accordo per l'acquisto del 70% del capitale sociale di Mooney Group da Schumann Investments, controllata dal fondo internazionale di private equity CVC Capital Partners. A seguito dell'operazione, Enel X e Banca 5, che attualmente già detiene il 30% del capitale sociale del Gruppo Mooney, deterranno ciascuna una quota pari al 50% della società, dando vita congiuntamente a una fintech europea. Grazie alla partnership tra Intesa Sanpaolo ed Enel, Mooney accelererà la propria crescita e sviluppo nel settore dei servizi di prossimità, dei pagamenti digitali, della mobilità e dei servizi energetici.

Al 31 dicembre 2021 sono circa 44.600 le tabaccherie abilitate ad offrire i servizi Banca 5, tra cui prelievo e bonifico (riservati ai clienti Intesa Sanpaolo). A rafforzare la rete commerciale di Mooney contribuisce anche l'offerta con terminale "Smart POS", tecnologia che rende più semplice e veloce l'erogazione dei servizi. consentendo agli esercenti convenzionati una distribuzione sempre più capillare della gamma di prodotti e servizi Banca 5. A fine anno, sono circa 800 i tabaccai convenzionati all'offerta "Smart POS". Si contano inoltre circa 23.000 clienti retail attivi sull'app Banca 5, circa 43.000 carte vendute e circa 3.600 conti di pagamento attivi.

Prestitalia, acquisita da UBI, è dal 12 aprile la "fabbrica prodotto" del Gruppo Intesa Sanpaolo per la cessione del quinto e per l'anticipo del Trattamento di Fine Rapporto. Società finanziaria che opera nel mercato del credito al consumo, con una forte specializzazione sulla cessione del quinto, è uno dei principali operatori del settore con uno stock medio di circa 1,8 miliardi. Nel corso del 2021 ha erogato complessivamente volumi per circa 636 milioni con circa 32.600 pratiche erogate. La gamma di offerta comprende XME Prestito Pensionati INPS, XME Anticipo TFS (prodotto riservato agli ex dipendenti pubblici che vogliono fruire di tutto o parte della propria indennità di buonuscita senza attendere le tempistiche previste dalla Pubblica Amministrazione) e XME Prestito Cessione del Quinto che offre, oltre alla soluzione per i dipendenti pubblici, anche quella riservata ai dipendenti privati.

IMI Corporate & Investment Banking

(milioni di euro)
Dati economici 2021
2020
Variazioni
assolute %
Interessi netti 2.094 2.048 46 2,2
Commissioni nette 1.176 1.049 127 12,1
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.299 1.341 -42 -3,1
Altri proventi (oneri) operativi netti 2 7 -5 -71,4
Proventi operativi netti 4.571 4.445 126 2,8
Spese del personale -503 -466 37 7,9
Spese amministrative -841 -847 -6 -0,7
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -21 -21 - -
Costi operativi -1.365 -1.334 31 2,3
Risultato della gestione operativa 3.206 3.111 95 3,1
Rettifiche di valore nette su crediti 21 -477 498
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -45 -41 4 9,8
Altri proventi (oneri) netti - 65 -65
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 3.182 2.658 524 19,7
Imposte sul reddito -976 -848 128 15,1
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -24 -19 5 26,3
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) 20 - 20 -
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi - - - -
Risultato netto 2.202 1.791 411 22,9
(milioni di euro)
Dati operativi 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni
assolute %
Finanziamenti verso clientela 152.082 145.974 6.108 4,2
Raccolta diretta bancaria (a) 88.931 92.938 -4.007 -4,3
Attività di rischio ponderate 112.204 113.688 -1.484 -1,3
Capitale assorbito 9.641 9.768 -127 -1,3

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

(a) L'importo della voce comprende i "certificates".

Nel 2021 la Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha realizzato proventi operativi netti pari a 4.571 milioni (che rappresentano oltre il 20% del dato consolidato di Gruppo), in crescita del 2,8% rispetto al 2020.

In dettaglio, gli interessi netti, pari a 2.094 milioni, hanno mostrato un incremento del 2,2% beneficiando della maggiore contribuzione degli impieghi a clientela, sostenuti dall'operatività di finanza strutturata. Le commissioni nette, pari a 1.176 milioni, sono aumentate del 12,1%, per effetto dell'andamento rilevato nei comparti investment banking e transaction banking. Il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value, pari a 1.299 milioni, ha evidenziato una flessione (-3,1%) principalmente riconducibile ai minori realizzi sul portafoglio titoli, in parte mitigati dagli effetti valutativi derivanti dal debt value adjustment (DVA) correlato alle passività costituite da certificates. I costi operativi sono ammontati a 1.365 milioni (+2,3%) in relazione a maggiori spese del personale. Per effetto delle dinamiche descritte dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa si è attestato a 3.206 milioni, in progresso del 3,1% rispetto al valore rilevato nel precedente esercizio. Il risultato corrente lordo, pari a 3.182 milioni, ha registrato un incremento del 19,7% beneficiando delle riprese di valore sul portafoglio crediti in bonis contabilizzate nell'anno corrente a fronte di significative rettifiche appostate nel 2020 in relazione alla pandemia da COVID-19. Infine, l'utile netto ha raggiunto i 2.202 milioni (+22,9%).

La Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha mostrato nel quarto trimestre 2021 una riduzione del risultato della gestione operativa rispetto al terzo dovuta a minori ricavi rivenienti dalle attività e passività finanziarie al fair value e alla

stagionalità dei costi operativi tipica dell'ultima parte dell'anno. La stessa dinamica è presentata dal risultato corrente lordo e dall'utile netto.

I volumi intermediati della Divisione hanno evidenziato un lieve aumento su base annua (+0,9%). Nel dettaglio, gli impieghi a clientela, pari a 152.082 milioni, hanno registrato una crescita di 6,1 miliardi (+4,2%), ascrivibile ai finanziamenti per operazioni di finanza strutturata e di global markets che hanno ampiamente compensato la riduzione dei finanziamenti global corporate. La raccolta diretta bancaria, pari a 88.931 milioni, si è ridotta di 4 miliardi (-4,3%) principalmente a causa della diminuzione dei titoli in circolazione della Direzione Internazionale e dei debiti verso clientela global corporate, solo in parte contrastata dallo sviluppo dell'operatività di global markets e nei confronti delle financial institutions.

Attività di corporate e transaction banking, investment banking, public finance e capital markets in Italia e all'estero.

Supportare come "partner strategico e globale" lo sviluppo equilibrato e sostenibile delle imprese e delle istituzioni finanziarie, anche a livello internazionale, tramite una rete specializzata di hub, filiali, uffici di rappresentanza e controllate che svolgono attività di corporate banking. Favorire la collaborazione tra i settori pubblico e privato con l'obiettivo di supportare la realizzazione di infrastrutture ed investimenti sostenibili, anche perseguendo opportunità di sviluppo all'estero in

Paesi strategici per il Gruppo. Mettere a disposizione di tutta la clientela del Gruppo Intesa Sanpaolo le competenze specialistiche negli ambiti di Investment Banking, Finanza Strutturata, Capital Markets e Transaction Banking.

La Direzione sviluppa e gestisce le relazioni con le aziende corporate italiane ed estere con esigenze diversificate e presenza multinazionale e con gli Enti Pubblici domestici. Garantisce un'offerta globale e integrata di prodotti e servizi per settore economico di riferimento sulla clientela di competenza, integrando i tradizionali prodotti e servizi di commercial banking con quelli di investment banking e capital markets, perseguendo il cross-selling di prodotti e servizi presidiati

dalla Divisione IMI Corporate & Investment Banking, da altre Divisioni e dalle società prodotto del Gruppo. A livello centrale si avvale dell'azione commerciale delle unità di Industry e a livello territoriale del network Italia (Aree) e del network internazionale della Direzione Internazionale. Il coverage si completa inoltre di due unità specificatamente dedicate a deal strategici di Investment Banking a supporto delle Industry (Global Strategic Coverage) e delle Aree territoriali (Network Origination Coverage). La specializzazione per industry comprende tutti i settori industriali: Automotive & Industrials; Basic Materials & Healthcare; Energy; Food & Beverage and Distribution; Infrastructure & Real Estate Partners; Public Finance; Retail and Luxury; Telecom, Media and Technology.

La Direzione garantisce lo sviluppo internazionale della Divisione in accordo con le altre strutture
di relazione e prodotto, assicura la corretta gestione delle attività operative e commerciali di hub,
filiali estere, uffici di rappresentanza, e sovraintende alla gestione delle controllate estere (Intesa
Sanpaolo Bank Luxembourg, Intesa Sanpaolo Bank Ireland, Intesa Sanpaolo Brasil - Banco
Multiplo, Banca Intesa – Russia, Intesa Sanpaolo IMI Securities Corp.), assicurandone il
coordinamento complessivo.
La Direzione presidia la relazione commerciale con le financial institutions sui mercati domestici e
internazionali con un modello di servizio dedicato e organizzato per segmento di clientela
(i.e. Banche, Assicurazioni, Asset Managers, Financial Sponsors, Fondi Sovrani e Governi).
L'attività di sviluppo commerciale, particolarmente diversificata e innovativa, si concretizza nella
proposta di soluzioni integrate che facilitino il cross-selling di prodotti di Capital Markets,
Investment Banking, Commercial Banking e Transaction Banking.
La Direzione è dedicata al presidio, per tutto il Gruppo, dei prodotti e servizi di transaction
banking. Sviluppa una vasta gamma di prodotti e servizi digitali per rispondere alle esigenze di
investimento e di ottimizzazione del circolante della clientela, in Italia e all'estero.
Nel perimetro della struttura rientrano le attività di capital markets - ivi inclusa la gestione del
portafoglio e del rischio di proprietà attraverso l'accesso diretto o indiretto ai mercati - finanza
strutturata, M&A advisory e primary market (equity e debt capital markets).
La Divisione IMI Corporate & Investment Banking, in Italia, si avvale complessivamente di 25 filiali
dedicate alla clientela corporate o al servizio della clientela pubblica. A livello internazionale, è
presente in 25 Paesi a supporto dell'attività cross-border dei suoi clienti con una rete specializzata
costituita da hub, filiali, uffici di rappresentanza e controllate che svolgono attività di corporate
banking.

Direzione Global Corporate

Nel 2021 la Direzione Global Corporate ha confermato il ruolo di partner strategico e finanziario per la propria clientela italiana ed estera, sostenendola attraverso l'organizzazione e partecipazione a numerose operazioni di financing e investment banking. Grazie alle competenze specialistiche legate al modello per Industry e alle capacità di origination di due team dedicati allo sviluppo di operazioni strategiche di investment banking e finanza strutturata, è proseguito il sostegno in ottica di diversificazione settoriale e geografica a favore di importanti controparti internazionali.

Nel corso dell'anno sono proseguite le misure a sostegno delle imprese clienti per far fronte alle conseguenze economiche e finanziarie legate all'emergenza sanitaria COVID-19, continuando altresì a garantire la piena operatività della clientela con processi dedicati a distanza. Inoltre, è stata avviata l'operatività per la cessione dei crediti fiscali Superbonus ed Ecobonus attraverso l'impegno all'acquisto da parte di Intesa Sanpaolo verso diversi player del settore come E.on, Sorgenia, Evolvere, Iren, mentre ulteriori nuovi accordi sono in fase di discussione. La Banca intende continuare a svolgere un ruolo attivo per supportare il rilancio dell'economia italiana, a sostegno del PNRR, anche attraverso la valorizzazione delle filiere produttive, propulsore indispensabile per il Sistema Italia. In questo ambito ricadono, a titolo di esempio, gli accordi siglati con Tecnica Group, con Gucci e con Enel, anche per intraprendere un percorso di miglioramento della sostenibilità sociale e ambientale delle intere filiere. Il Gruppo ha partecipato a diversi prestiti sindacati, tra i quali si citano quelli a favore di Massimo Zanetti Beverage Group, Padania Acque, General Motors, Alstom, Acciona Energia Financiacion, VSMPO-AVISMA, BayWa, Stellantis, Alibaba Group Holding, Emirates Global Aluminium, Autogrill, OCSIT (Organismo Centrale di Stoccaggio Italiano) e Frasers Group. La Direzione, nel corso del 2021, ha rafforzato l'attività di coverage sui temi ESG con risorse dedicate al fine di offrire il miglior servizio e supporto ai clienti nelle loro strategie di sostenibilità e nella transizione energetica con strumenti finanziari offerti. Grazie alle competenze specialistiche sulle tematiche ESG, il Gruppo ha partecipato a diversi finanziamenti sindacati, tra cui quelli a favore di Tod's, Endesa, Fincantieri, Lavazza, Volkswagen AG, Leonardo, ENEL, Ferrovie dello Stato Italiane, A2A, Telecom Italia, Acque Bresciane, Iberdrola, Naturgy Energy, Southern Company, Vena Energy, Unibail-Rodamco-Westfield, America Movil, ABInbev, Terna, Lendlease Europe Finance, KPN, Vodafone, GlobalFoundries e Majid Al Futtaim. Inoltre, sono stati conclusi numerosi finanziamenti ESG bilaterali tra cui quelli a favore di EDF, Pirelli, Aena, Prada, Sacmi e Snam, La Doria, Pasta Garofalo, Feralpi e PreZero. Su alcuni di questi sono state strutturate coperture su tassi che prevedono un meccanismo premiante basato sul raggiungimento degli obiettivi ESG / Circular previsti dal finanziamento stesso. Si evidenzia il supporto all'acquisition financing in importanti operazioni realizzate nel corso dell'anno, come ad esempio l'acquisizione delle azioni ordinarie di ASTM da parte di Nuova Argo Finanziaria, l'acquisizione delle azioni ordinarie di Adapteo da parte di West Street Infrastructure Partners e, in qualità di sole lender, l'acquisizione di Soenergy da parte di Sinergas.

La Banca ha partecipato a diverse operazioni di project financing, tra cui i finanziamenti a F2i, Stafford, Invenergy, LightsourceBP, Q-Energy, OPDEnergy, Finerge, Energy Asset Group, ReNew Power, Obton, Autostrada Pedemontana Lombarda e al consorzio guidato da Plenary Group per la costruzione di un nuovo ospedale a Footscray (Melbourne). Nell'M&A il Gruppo ha, inter alia, partecipato come financial advisor alle acquisizioni di quote di Telepass da parte di Partners Group, di un portfolio di impianti solari di Octopus Renewables da parte di A2A, e di azioni ordinarie di Cerved da parte di Ion Capital. Nel Debt Capital Markets la Banca ha svolto il ruolo di Bookrunner in numerose emissioni, tra cui 2i Rete Gas, Altice, ASTM, Atlantia, Carnival, Cemex, Cellnex, Cheniere Energy, Eni, EP Infrastructure, FNM, General Motors, IGT, Italgas, Merlin Properties, Nestlè, Polynt, Saipem, Sasol, SES, Stellantis, Technip Energies, Telefonica, United Group BV, Vinci, Volkswagen, WeBuild. Inoltre, ha completato anche emissioni Green tra cui Acea, Engie, ERG, Ferrovie dello Stato, Iberdrola, Leasys, RWE e TIM, una emissione Social Hybrid con EDF, due emissioni Transition con Snam ed emissioni Sustainability Linked con A2A, Enel e Hera. Nell'Equity Capital Markets la Banca ha svolto, tra l'altro, il ruolo di joint Global Coordinator per l'IPO di Ariston Holding e per l'aumento di capitale di Autogrill, oltre a quello di Financial Co-Advisor di Vivendi per lo spin off di Universal Music.

Direzione Internazionale

Nel corso dell'anno la Direzione Internazionale ha continuato a monitorare l'emergenza COVID-19 sull'intero network internazionale della Divisione IMI Corporate & Investment Banking mediante l'attivazione di tutte le soluzioni tecnologiche e organizzative necessarie per la salvaguardia della salute di dipendenti e stakeholder nonché per la continuità operativa sui mercati internazionali.

È proseguito il programma Accelerate, esteso anche ai prodotti di Global Transaction Banking. Il programma è stato avviato dalla Divisione con l'obiettivo di dare nuovo impulso al business con la clientela internazionale, nell'ambito dell'iniziativa strategica International Growth. Lo sviluppo commerciale e organizzativo si è intensificato anche grazie al programma IMI C&IB International Next, lanciato nel corso dell'ultimo trimestre 2020, che prevede numerose iniziative per adattare il modello commerciale e la struttura organizzativa del network internazionale alle nuove sfide poste dal mutato contesto (ad esempio Brexit). In tale contesto è stato istituito l'European Hub, basato a Milano, che sovrintende le attività delle filiali di Intesa Sanpaolo nel territorio dell'Unione Europea (Francoforte, Madrid, Parigi e Varsavia) ed è stata creata la nuova area di responsabilità UK&MEA, con sede a Londra, che sovraintende le filiali estere di Londra, Istanbul, Dubai, Abu Dhabi e Doha e gli uffici di rappresentanza di Mosca, Beirut e Il Cairo. Da gennaio 2022 è efficace la cessione della filiale di Amsterdam di Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg a Intesa Sanpaolo, nell'ambito dell'European Hub.

Come previsto, la filiale estera di Sydney ha avviato la propria operatività nel corso del primo semestre 2021. L'attuale network estero della Divisione è presente in 25 paesi, attraverso 15 filiali wholesale, 9 uffici di rappresentanza (cui a livello di Gruppo si aggiunge l'ufficio di Bruxelles facente capo a European Regulatory & Public Affairs e deputato alla gestione dei rapporti con i regolatori sovranazionali), 4 banche corporate (Intesa Sanpaolo Bank Ireland, Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg, Intesa Sanpaolo Brasil S.A. e Banca Intesa-Russia) e Intesa Sanpaolo IMI Securities Corporation.

Direzione Global Banking & Sovereign Institutions

In un contesto di mercato sfidante e in continua evoluzione per tutti gli operatori domestici e internazionali, la Direzione ha continuato ad assistere i propri clienti in importanti operazioni di finanza operativa e straordinaria, confermando la crescita molto significativa dell'attività e dei risultati registrata nel corso degli ultimi anni. Nel settore bancario, sia domestico che internazionale, il Gruppo ha assunto ruoli di advisory, arranging e financing in operazioni finalizzate ad ottimizzare e rafforzare la struttura di capitale, sia sul mercato equity sia su quello del debito, nonché in transazioni di rifinanziamento e cessione di attivi in bonis e problematici. Tra le altre, per quanto attiene al mercato italiano, si ricordano i ruoli di Global Coordinator e Bookrunner nell'emissione di un bond convertibile e di un bond senior per Nexi, nonché l'Advisory a Mercury UK per la fusione tra Nexi e SIA, il ruolo di Global Coordinator nell'IPO di Intermonte Sim, i ruoli di Bookrunner nel covered bond "green" di Credit Agricole Italia, nel covered bond di Mediobanca, nell'emissione Tier 2 di Banco BPM e nell'emissione di covered bond che ha segnato il ritorno sul mercato da parte di Carige, nonché il ruolo di Sole Arranger & Underwriter di un term loan per Istituto di Credito Sportivo. Sui mercati internazionali, grazie a un posizionamento in significativa crescita, si ricordano alcuni ruoli di joint Bookrunner in operazioni di particolare rilevanza strategica come l'IPO alla Borsa di Amsterdam di Allfunds, piattaforma leader nell'offerta di soluzioni integrate su fondi, le emissioni senior di Natwest e senior unsecured OpCo di UBS, nonché la partecipazione a numerose emissioni in USD, EUR e GBP per i più importanti gruppi bancari nordamericani tra i quali Goldman Sachs, JP Morgan, Morgan Stanley, Citi, Bank of America e Toronto Dominion. Sempre in ambito internazionale, in particolare sul mercato nord-americano, Intesa Sanpaolo è diventata banca di riferimento nel trade finance per numerose "regional banks". Anche nel Transaction Banking si sono ottenuti risultati di rilievo sia nei securities services sia nei servizi cash; oltre alla crescita organica dei flussi dovuta alla ripresa economica, l'impegno al commerciale ha consentito di ottenere nuovi mandati con clientela italiana ed europea.

L'attività con le istituzioni finanziarie non bancarie ed i governi ha conseguito risultati molto positivi cogliendo con rapidità le opportunità offerte dal contesto di mercato. In questo ambito, prosegue l'importante attività con la clientela governativa, impegnata a gestire il nuovo debito derivante dagli interventi a sostegno dell'economia. Da segnalare, in particolare, sia i ruoli avuti per conto del MEF nel collocamento di BTP (in particolare le due nuove emissioni Futura a lungo termine) sia, a livello internazionale, le operazioni di finanziamento a beneficio di entità governative dell'area Middle East e il ruolo di joint Lead Manager in alcune emissioni obbligazionarie di governi CEE. Si evidenzia, inoltre, il coinvolgimento in diverse operazioni di rilievo in ambito ESG, tra le quali si segnalano, in particolare, le operazioni di collocamento del BTP Green da parte del MEF e del Social Bond di CDP destinato a sostenere le PMI e Mid Cap italiane localizzate principalmente nel Mezzogiorno d'Italia. Si segnala anche il ruolo svolto nell'emissione da parte di Poste Italiane del bond perpetuo subordinato ibrido finalizzato a rafforzare il leverage ratio e il Tier 1 ratio di BancoPosta, nonché il Solvency II ratio di Poste Vita. Infine, per la rilevanza sistemica, l'importanza dimensionale e le implicazioni sociali ed economiche, ricordiamo l'emissione inaugurale da 20 miliardi dell'Unione Europea nell'ambito del piano "Next Generation EU", nella quale Intesa Sanpaolo ha svolto il ruolo di joint Lead Manager e Bookrunner. In relazione all'operatività con player del parabancario, si segnalano il finanziamento alle piattaforme di SME lending con garanzia dello Stato (Credimi, Borsa del Credito), il finanziamento alle maggiori realtà di credito al consumo (Compass, Agos Ducato) e le operazioni di cartolarizzazione, quali quelle sul CQS, con Fincontinuo, Vivibanca e Dynamica Retail e sui crediti IVA con Banca Sistema. A livello internazionale la Banca ha partecipato al rifinanziamento di Euronext, nell'ambito dell'operazione di acquisizione di Borsa Italiana, agendo con il ruolo di joint Bookrunner nell'operazione di aumento di capitale, e con il ruolo di joint Lead Manager nel collocamento sul mercato dei titoli senior emessi da Euronext, ed è stata coinvolta, unica banca italiana, nel collocamento dei bond senior emessi da London Stock Exchange finalizzati al rimborso dei finanziamenti concessi nel 2020 per l'acquisizione di Refinitiv. Per quanto riguarda la clientela "asset management", nel 2021 si è confermato il trend di crescita che vede il Gruppo sempre più presente sui mercati internazionali con operazioni di financing innovative, in particolare a beneficio di alcuni importanti fondi alternativi. I filoni esplorati, in particolare, sono stati quello del subscription financing (tra gli altri, Ares, Pollen, AXA IM, Azimut), del portfolio financing, con un'attenzione particolare al finanziamento a livello senior delle operazioni di lending con garanzia dello Stato all'interno dei programmi UK CBILLs e RLS (con PIMCO e Varde) e, infine, del NAV Financing con la prima operazione di finanziamento ad un fondo internazionale. Nell'ambito immobiliare, si conferma il focus su operazioni improntate al rispetto delle tematiche ESG e all'innovazione in campo immobiliare, sia per quanto riguarda investimenti core sia su selezionati progetti di rigenerazione urbana. In questo ambito Intesa Sanpaolo ha partecipato, in qualità di Mandated Lead Arranger, al primo Green Loan sottoscritto da Generali RE SGR per conto del Fondo Rubens, ha strutturato un finanziamento "sustainability–linked" a supporto del progetto di riqualificazione dell'ex Manifattura Tabacchi di Firenze da parte di Aermont Capital e CDP Immobiliare, e ha finanziato il Fondo Infrastrutture per la Crescita promosso da Azimut SGR e il Fondo Geras di REAM SGR. L'attività con le istituzioni finanziarie nei mercati emergenti continua ad essere gestita in modo coerente al contesto di riferimento con una strategia selettiva di impegni prevalentemente a breve termine ed improntata al presidio del rischio. Si conferma centrale il supporto della Banca alle iniziative commerciali ed alle esportazioni dei propri clienti finanziari ed industriali, con l'assunzione dei rischi concentrata soprattutto in Middle East, Africa, paesi ex CIS, Brasile ed Asia. Per quanto riguarda l'attività Structured Deals, la ripresa dei prezzi delle commodity ha favorito la partecipazione ad alcune operazioni di pre-export financing, mentre per quanto riguarda l'attività di credito all'esportazione, la Banca è stata coinvolta in negoziazioni relative al finanziamento di numerosi progetti infrastrutturali, soprattutto in Africa sub-sahariana e paesi ex CIS. Il protrarsi della pandemia ha rallentato la finalizzazione dei principali contratti di finanziamento, per molti dei quali la firma è adesso prevista nel primo trimestre del 2022. L'attività di finanziamento di operazioni di supply chain financing rimane significativa soprattutto presso le filiali di New York e Londra, ma è in progressivo sviluppo in Asia e nel resto dell'Europa. Per quanto concerne i fondi di Private Equity, il Gruppo è stato coinvolto in un significativo numero di operazioni rilevanti, anche sui mercati esteri, continuando il trend di rafforzamento del proprio posizionamento. Nel mercato italiano, nell'ambito dell'OPA volontaria lanciata da un consorzio guidato da NB Reinassance Partners su Sicit, società leader nel settore della produzione di biostimolanti per l'agricoltura e di ritardanti per l'industria del gesso che opera tramite un business model fondato sull'economia circolare, ricordiamo i ruoli di Sole Financial Advisor, Global Coordinator e Sustainability Coordinator dell'acquisition financing. Inoltre, si segnala il ruolo di MLA, Bookrunner e Underwriter nell'emissione obbligazionaria per l'acquisizione di Polynt-Reichhold, a supporto di Black Diamond, e il ruolo di joint Bookrunner nell'emissione obbligazionaria per l'acquisizione di Lutech, a supporto di Apax Partners. Nell'ambito delle operazioni con fondi di Private Equity sui mercati internazionali, la Banca ha svolto il ruolo di MLA e Bookrunner nel finanziamento per l'acquisizione di Morrison da parte di

CD&R, e il ruolo di Bookrunner nel finanziamento per l'acquisizione di Medline da parte del consorzio formato da Carlyle, Blackstone e H&F, la più grande operazione di LBO del 2021 nel mercato nordamericano. Per quanto riguarda il fund financing la Banca ha ulteriormente consolidato la presenza internazionale grazie, tra gli altri, al ruolo di MLA e Bookrunner nel finanziamento del fondo Baring Private Equity Asia VIII (Hong Kong) e nella facility per Glendower SOF V (USA). Per quanto riguarda i Sovereign Wealth Funds e i Pension Funds, il 2021 ha visto un ulteriore consolidamento delle relazioni con i principali player del settore, consentendo al Gruppo di affiancare, con ruoli tipicamente di MLA, i partner storici (Mubadala, Wren House/KIA, APG, GIC, PIF e TWF) e nuovi clienti (es. ADQ e CDPQ) in numerose operazioni effettuate nei loro settori di elezione, soprattutto Energy, Infra e TMT, in tutte le principali aree geografiche a livello mondiale. In particolare, segnaliamo la partecipazione con il ruolo di MLA nei prestiti sindacati in favore di PIF (la più grande operazione di lending diretto ad un Fondo Sovrano ad oggi realizzata) e TWF, il ruolo di MLA e Bookrunner nel secured term loan "green" che finanzia un importante sviluppo immobiliare di QIA a Londra, ed i finanziamenti al fondo sovrano ADQ nell'ambito delle acquisizioni nel settore farmaceutico (società egiziana Amoun Pharmaceutical) ed agroalimentare (la francese Louis Dreyfus Company). È, inoltre, proseguita con successo l'attività di finanziamento non-recourse in ambito infrastrutturale. A questo proposito segnaliamo il ruolo di MLA e Swap Provider nel term loan in favore di North Sea Midstream Partners, società che gestisce gli asset nel Mare del Nord di proprietà di Wren House / KIA ed il supporto alla joint-venture KPN / APG per lo sviluppo della fibra ottica nei Paesi Bassi. La Banca ha inoltre partecipato, sempre con il ruolo di MLA, all'acquisizione e takeprivate, da parte di un pool di investitori che includeva Mubadala, della società UK Calisen attiva nel settore degli smart meters. Ricordiamo, infine, le operazioni realizzate con le società controllate dei Fondi Sovrani, quali il rifinanziamento di Global Foundries (Mubadala) e Al Dahra Holding Sole (ADQ), il finanziamento di Cepsa (Mubadala), nonché il construction loan per un progetto eolico in US detenuto da Invenergy (CDPQ).

Direzione Global Transaction Banking

Nel corso del 2021, la Direzione Global Transaction Banking ha contribuito a supportare le imprese domestiche e internazionali che, in un anno ancora segnato dalla pandemia, hanno intrapreso programmi di trasformazione digitale e di sviluppo internazionale. È stata inoltre completata la migrazione dei clienti imprese, corporate e SME provenienti da UBI: la Direzione ha partecipato al programma di integrazione in termini di copertura gap di prodotto, di organizzazione di una task force dedicata alla migrazione dal corporate banking precedente e di definizione di adeguati livelli di assistenza e supporto in termini di consulenza specialistica. È stata consolidata l'offerta digitale in ambito cash management, pagamenti, open banking e trade finance e - grazie al sempre crescente livello di innovazione dimostrato - è stata premiata molteplici volte a livello nazionale e internazionale nel corso dell'anno. Tale offerta si basa sull'adozione di soluzioni che permettano di attuare nelle imprese processi di trasformazione digitale: la Direzione ha supportato il Gruppo, per le parti di propria competenza, nella realizzazione di Motore Italia e, grazie all'offerta di Intesa Sanpaolo Formazione, ha permesso di guidare le imprese nella creazione di proprie competenze digitali e di internazionalizzazione. La Direzione ha inoltre contribuito allo sviluppo di piattaforme di supply chain finance anche attraverso l'identificazione di partnership strategiche al fine di supportare le fi liere italiane attraverso l'ottimizzazione della liquidità e la maggiore efficienza della gestione operativa. La società di trading commerciale Exetra ha consolidato in modo rilevante il supporto alle PMI italiane con una copertura su differenti hub geografici e questo ha permesso di chiudere con significativi risultati a livello di fatturato.

Global Markets & Investment Banking

Gli eventi che hanno caratterizzato il 2021, tra cui l'aumento dell'inflazione, la recrudescenza della pandemia e le politiche non scontate delle Banche Centrali, hanno creato un contesto di mercato particolarmente sfidante. Relativamente all'area Global Market Securities, nonostante la permanenza di un'abbondante liquidità, si è riscontrato un alto grado di incertezza in tutte le asset class. In generale, la domanda di copertura dei rischi finanziari è cresciuta, mentre i comparti Equity e Credito hanno sperimentato una vivace attività di primario; sul secondario i portafogli hanno subito diverse ricomposizioni, con maggior interesse nei confronti di titoli a più elevato rendimento, soprattutto subordinati bancari e High Yield. L'azione commerciale di Market Hub ha contribuito alla crescita dei volumi intermediati (soprattutto in ambito Equity) e all'integrazione delle attività di negoziazione del Gruppo UBI ai modelli operativi di Gruppo, promuovendo la digitalizzazione degli ordini dei clienti.

Le attività svolte dall'unità Global Market Solutions and Financing hanno confermato la posizione di leadership in Italia di IMI C&IB sia nelle attività di supporto alla clientela nella gestione dei rischi finanziari, anche con innovative soluzioni ESG-linked, sia nel settore delle cartolarizzazioni e dell'asset based financing; l'unità ha strutturato, finanziato e distribuito soluzioni per la clientela e il Gruppo mirate all'ottimizzazione del funding e del capitale economico e regolamentare, al deconsolidamento di attivi performing e non performing e al miglioramento della posizione finanziaria netta della propria clientela. L'unità ha inoltre consolidato la presenza estera di IMI C&IB, supportando sia nella gestione rischi che finanziariamente la clientela corporate e financial institution europea ed extra-europea, nonché importanti investitori esteri nelle loro operazioni di acquisizione di portafogli granulari, sia in Italia che nelle principali giurisdizioni estere.

La Direzione Finance & Investments, nell'ambito della gestione dei portafogli proprietari, ha implementato investimenti con elevata diversificazione geografica privilegiando la copertura del rischio di tasso e le scadenze medio-lunghe, con particolare attenzione agli emittenti ESG. Nella seconda parte dell'anno, a seguito della svolta nella politica monetaria della Fed, è stata adottata una strategia più prudente riguardo ai nuovi investimenti. Sul mercato del credito gli investimenti hanno perseguito strategie di diversificazione settoriale e geografica prestando crescente attenzione al profilo ESG degli emittenti. Sono stati effettuati nuovi investimenti sui mercati emergenti dotati di fondamentali solidi e limitati rischi geopolitici. La Direzione ha garantito il finanziamento dei portafogli di proprietà e la gestione della posizione di liquidità. Le attività di gestione e ottimizzazione hanno supportato l'attività in derivati con la clientela. Nel corso dell'ultimo trimestre 2021 sono proseguiti gli investimenti in ottica di riallocazione del portafoglio a causa degli impatti della normativa CRR2 in vigore dal 1° luglio. Nel complesso il portafoglio ha mostrato una robusta e costante crescita di valore.

L'attività del mercato primario equity europeo e mondiale ha registrato un forte incremento dei volumi rispetto all'anno precedente. In tale contesto il team di Equity Capital Markets ha rafforzato il presidio del mercato italiano intervenendo in qualità di joint Global Coordinator in diverse operazioni. Di particolare rilievo l'attività sul versante internazionale, dove IMI C&IB è intervenuta nelle principali operazioni effettuate, agendo in vari ruoli nelle IPO di Allfunds e Acciona Energia e negli aumenti di capitale di Nordex, Vonovia (il maggior aumento di capitale in Europa negli ultimi quattro anni), Cellnex e Euronext. IMI C&IB ha inoltre agito in qualità di coordinatore della raccolta delle adesioni nell'ambito delle offerte pubbliche di acquisto di Credit Agricole su Credito Valtellinese, Ion su Cerved, NB su Sicit, Marbles su Retelit e Apollo su Reno de Medici, che hanno consentito di confermare il ruolo di leadership della Divisione nelle OPA in Italia. Nel corso dell'anno ha infine svolto anche il ruolo di Specialista o Corporate Broker per oltre 50 società quotate sul mercato italiano, confermando così la propria leadership in tale segmento di mercato.

Nel mercato obbligazionario italiano, il Debt Capital Markets di IMI C&IB si è confermato ai vertici per numero di operazioni ed ammontare di volumi. In tutti i segmenti di business IMI C&IB ha agito in qualità di joint Bookrunner nelle emissioni obbligazionarie di primari emittenti italiani ed esteri. Inoltre, ha agito nell'ambito delle numerose emissioni ESG.

La Divisione IMI C&IB ha prestato i propri servizi di M&A Advisory in numerose operazioni tra le più rilevanti annunciate o concluse in Italia, tra cui: nel settore Energy, a F2i nell'acquisizione di Ital Gas Storage, ad Acea e A2A nella negoziazione di portafogli fotovoltaici; nel settore Industrial, ad Italcer nell'acquisizione di Equipe Cerámicas, a Reno de Medici nell'acquisizione di Eska, a NB Renaissance Partners nell'acquisizione tramite OPA volontaria di Sicit Group; nel settore Infrastructure, ad Atlantia nella cessione di una quota di Telepass; nel settore TMT, a TIM nella cessione di una minoranza di FiberCop in favore di KKR e Fastweb.

Il team di Finanza Strutturata ha operato in un contesto particolarmente attivo in termini di flusso di transazioni a livello sia italiano sia internazionale. Pur mantenendo un approccio selettivo nel perseguimento di nuove opportunità, ha consolidato la propria leadership a livello italiano, concludendo con successo numerose operazioni di finanziamento a supporto di importanti operatori industriali e di investitori finanziari e continuato a rafforzare il proprio posizionamento competitivo sui mercati esteri, coerentemente con i nuovi modelli operativi adottati dal Gruppo ed in particolare con la strategia di crescita internazionale della Divisione IMI C&IB. All'interno dell'attività di riorganizzazione internazionale della Divisione, nella seconda metà del 2021 è stato costituito il nuovo Desk Finanza Strutturata Europe con l'obiettivo di incrementare la prossimità d'offerta e il presidio specialistico a favore della clientela dell'Area Euro.

Nel 2021 è stata costituita la Direzione Corporate Finance Mid-Cap, che ha operato trasversalmente a livello di Gruppo, creando sinergie con le altre Divisioni attraverso le proprie capabilities di Investment Banking e Finanza Strutturata. All'operatività con Banca dei Territori, a supporto delle mid-cap italiane in operazioni di Investment Banking e Finanza Strutturata, si è aggiunta quella con International Subsidiary Banks, a supporto delle banche estere del Gruppo con il knowhow e la dimensione di IMI C&IB. Nel corso del 2021 sono state concluse varie operazioni di ECM, M&A e Finanza Strutturata e avviate iniziative per l'incremento delle sinergie con la Divisione Private Banking.

International Subsidiary Banks

(milioni di euro)
Dati economici 2021 2020 Variazioni
assolute %
Interessi netti 1.337 1.310 27 2,1
Commissioni nette 546 505 41 8,1
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 127 131 -4 -3,1
Altri proventi (oneri) operativi netti -38 -38 - -
Proventi operativi netti 1.972 1.908 64 3,4
Spese del personale -554 -527 27 5,1
Spese amministrative -401 -393 8 2,0
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -117 -110 7 6,4
Costi operativi -1.072 -1.030 42 4,1
Risultato della gestione operativa 900 878 22 2,5
Rettifiche di valore nette su crediti -157 -247 -90 -36,4
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -74 -15 59
Altri proventi (oneri) netti 6 7 -1 -14,3
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 675 623 52 8,3
Imposte sul reddito -143 -125 18 14,4
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -43 -59 -16 -27,1
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) - - - -
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -26 -58 -32 -55,2
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi - - - -
Risultato netto 463 381 82 21,5
Dati operativi 31.12.2021 31.12.2020 (milioni di euro)
Variazioni
assolute %
Finanziamenti verso clientela 38.970 36.079 2.891 8,0
Raccolta diretta bancaria 51.529 46.308 5.221 11,3
Attività di rischio ponderate 34.403 32.886 1.517 4,6
Capitale assorbito 3.591 3.441 150 4,4

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

La Divisione International Subsidiary Banks presidia l'attività del Gruppo sui mercati esteri tramite banche commerciali controllate e partecipate che svolgono prevalentemente attività bancaria retail.

Nel 2021 i proventi operativi netti della Divisione si sono attestati a 1.972 milioni, in crescita del 3,4% rispetto al precedente esercizio (+4,1% a cambi costanti). L'analisi di dettaglio evidenzia che gli interessi netti sono stati pari a 1.337 milioni (+2,1%), principalmente grazie alla dinamica favorevole evidenziata da CIB Bank (+35 milioni) che ha più che compensato la flessione registrata da PBZ – inclusa Intesa Sanpaolo Bank (Slovenia) e Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina (-9 milioni) – e VUB Banka (-7 milioni). Le commissioni nette, pari a 546 milioni, hanno mostrato un consistente aumento (+8,1%) essenzialmente riconducibile ai contributi di Banca Intesa Beograd, inclusa Intesa Leasing Beograd (+14 milioni), PBZ – inclusa Intesa Sanpaolo Bank (Slovenia) e Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina (+13 milioni) – e VUB Banka (+13 milioni). Tra le altre componenti di ricavo, il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value si è ridotto (-3,1%) mentre gli altri oneri operativi netti sono rimasti stabili.

I costi operativi sono ammontati a 1.072 milioni (+4,1%; +4,8% a cambi costanti) per la crescita rilevata su tutte le componenti.

Per l'andamento descritto dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa ha registrato un aumento (+2,5%), attestandosi a 900 milioni. Il risultato corrente lordo, pari a 675 milioni, si è incrementato dell'8,3%, beneficiando di minori rettifiche di valore su crediti che hanno sopravanzato i più elevati accantonamenti netti ai fondi rischi e oneri. La Divisione ha chiuso l'esercizio 2021 con un risultato netto di 463 milioni (+21,5%).

Nel confronto trimestrale, il quarto trimestre 2021 ha evidenziato un calo del risultato della gestione operativa rispetto al terzo, riconducibile all'aumento degli oneri operativi tipico del fine anno e, in misura minore, alla flessione dei proventi operativi netti. Il risultato corrente lordo e l'utile netto sono stati inoltre negativamente influenzati dall'appostazione di maggiori accantonamenti netti.

I volumi intermediati della Divisione hanno evidenziato a fine dicembre 2021 un aumento (+9,8%) da inizio anno riconducibile alla raccolta diretta bancaria (+11,3%), nella componente dei debiti verso clientela e, in misura minore, dei titoli in circolazione, e ai crediti verso clientela (+8%). La dinamica della raccolta è principalmente attribuibile alle controllate operanti in Slovacchia, Croazia, Egitto e Ungheria mentre quella degli impieghi alle controllate attive in Slovacchia, Croazia, Egitto e Serbia.

Nel corso del 2021 la Divisione International Subsidiary Banks ha proseguito nel percorso di convergenza verso un comune modello operativo negli ambiti di governance, controllo/supporto, strategia commerciale e Information Technology.

Con l'obiettivo di rafforzare ed ottimizzare la presenza delle banche estere nei territori di riferimento, nell'ambito dell'HUB Europa Sud-Orientale (Croazia, Bosnia, Slovenia) è stato portato avanti il piano di sviluppo per la banca in Slovenia. Per quanto riguarda l'HUB Europa Centrale (Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria) si è proseguito nell'allineamento dei modelli operativi e nel rafforzamento delle sinergie commerciali per i settori Retail e Corporate. Risulta in fase di prosecuzione l'attività di rifocalizzazione in Ucraina.

In ambito commerciale, è proseguita l'estensione del modello di consulenza nei servizi di wealth management dedicati ai segmenti di clientela Affluent, Private e Upper Mass in Croazia, Slovenia, Slovacchia e Ungheria. Con riferimento al modello di servizio invece, è continuata la diffusione del modello di distribuzione target di Gruppo in Slovacchia, Croazia, Serbia, Ungheria, Slovenia, Romania, Albania e Bosnia (con la conversione di 191 filiali). Si segnala, inoltre, una piena ripresa delle attività coerenti con la ridefinizione delle priorità a seguito degli impatti COVID-19.

In ambito Information Technology, è stata completata la fase di stabilizzazione con conseguente chiusura del progetto di migrazione al nuovo Core Banking System (FlexCube) in Repubblica Ceca, mentre, con riferimento alla Slovacchia, risulta completato lo studio di fattibilità per l'individuazione di nuove soluzioni tecnologiche (volte a supportare il percorso di una piena convergenza tecnologica ed operativa) con conseguente definizione dell'approccio della fase implementativa della nuova piattaforma; inoltre, in coerenza con la strategia IT di breve-medio periodo, l'attività è stata estesa anche in Albania, per la quale sono in corso le attività preparatorie al progetto d'implementazione.

Nel corso dell'anno sono altresì proseguite le attività inerenti all'evoluzione della società di servizi IT (ISP International Value Services – ISP IVS), attraverso l'ampliamento delle attività operative della filiale serba grazie all'attivazione del centro di competenza tecnica in ambito Core Banking System, della filiale slovacca tramite l'attivazione del centro di competenza tecnico in ambito Credit&Risk Management e della filiale italiana mediante l'avvio del centro di competenza per la gestione dei servizi di stampo infrastrutturale. È stata inoltre costituita la nuova governance societaria, sono stati avviati i meccanismi centralizzati di governance strategica e funzionale e risultano completate le attività per il trasferimento dei rimanenti servizi IT previsti dal piano lavori.

Con riferimento all'evoluzione digitale, è continuata l'espansione delle funzionalità e dei servizi offerti in Croazia, Ungheria, Egitto, Slovenia e Albania. È stato inoltre effettuato il lancio commerciale in Serbia, mentre proseguono le attività di analisi e sviluppi IT in ambito di integrazione Digital in Slovacchia e Romania.

Infine, con riferimento allo sviluppo dell'attività di wealth management in Cina, a seguito dell'avvio del business nella prima parte del 2020, è proseguita la vendita di prodotti finanziari alla clientela High Net Worth Individual attraverso l'ampliamento dell'offerta e della rete commerciale. Invece, per ciò che riguarda la costituzione della Security Company, a seguito dell'accettazione dell'istanza alla CSRC (China Securities Regulatory Commission), sono in corso le relazioni con il Regulator locale finalizzate all'ottenimento delle necessarie autorizzazioni.

HUB Europa Sud-Orientale (SEE HUB)

Nel 2021 i proventi operativi netti del gruppo Privredna Banka Zagreb sono ammontati a 440 milioni, in aumento rispetto al 2020 (+2,4%) principalmente grazie alla dinamica favorevole degli altri oneri operativi netti, delle commissioni e, in misura minore, del risultato delle attività e passività finanziarie al fair value. I costi operativi, pari a 184 milioni, hanno mostrato un lieve calo (-0,3%) grazie alle minori spese amministrative. Il risultato della gestione operativa si è attestato a 256 milioni (+4,5%). Il risultato corrente lordo, pari a 211 milioni (+21,5%) è stato influenzato positivamente dalle minori rettifiche su crediti; l'utile netto è stato pari a 164 milioni (+44,5%).

Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina ha chiuso il 2021 con un risultato della gestione operativa pari a 23 milioni, in crescita rispetto al precedente esercizio (+4,5%). Tale dinamica è riconducibile all'incremento dei proventi operativi netti che ha più che compensato l'aumento degli oneri operativi. Il risultato corrente lordo, pari a 20 milioni, e l'utile netto, che si è attestato a 16 milioni, hanno registrato entrambi un progresso significativo.

Intesa Sanpaolo Bank (Slovenia) ha realizzato proventi operativi netti per 69 milioni, in leggero incremento rispetto al 2020 (+0,9%), grazie alla crescita delle commissioni nette e, in misura minore, degli interessi netti che hanno compensato il calo degli altri proventi operativi netti e del risultato delle attività e passività finanziarie al fair value. I costi operativi sono lievemente aumentati rispetto al precedente esercizio (+1,5%). Il risultato corrente lordo e l'utile netto, pari rispettivamente a 26 milioni e 18 milioni, hanno registrato un incremento superiore al 30% beneficiando di minori rettifiche su crediti.

HUB Europa Centrale (CE HUB)

Il gruppo VUB Banka ha conseguito un risultato della gestione operativa pari a 237 milioni, in aumento rispetto al 2020 (+3,4%) principalmente per effetto del favorevole andamento dei proventi operativi netti (+2,3%). Il risultato corrente lordo, pari a 166 milioni, ha evidenziato un incremento del 4,2%. L'utile netto è ammontato a 113 milioni (+37,1%).

Il gruppo CIB Bank ha presentato proventi operativi netti pari 207 milioni, in crescita del 16,9% rispetto al 2020 grazie principalmente alla dinamica positiva degli interessi netti. I costi operativi hanno evidenziato un incremento del 2,9%. L'utile netto si è attestato a 44 milioni e risulta più che raddoppiato rispetto all'esercizio precedente.

Altre banche

Intesa Sanpaolo Bank Albania (inclusa Veneto Banka Sh.A.) ha realizzato un risultato della gestione operativa pari a 18 milioni, in crescita del 10,3% rispetto al 2020, grazie all'aumento dei ricavi guidato principalmente da un incremento degli interessi netti. Il risultato corrente lordo, pari a 9,5 milioni e l'utile netto (4,2 milioni) si sono attestati su livelli inferiori rispetto agli analoghi valori del precedente esercizio, influenzati negativamente da maggiori accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività.

Intesa Sanpaolo Bank Romania ha registrato un risultato della gestione operativa pari a 10 milioni, in diminuzione rispetto al precedente esercizio (-27,3%), per effetto sia di minori proventi operativi netti (-5,2%), principalmente riconducibili al risultato delle attività e passività finanziarie al fair value, sia di maggiori oneri operativi (+5,3%). La società ha chiuso il 2021 con un utile netto di 1,9 milioni, che si raffronta con 0,2 milioni del precedente esercizio.

Banca Intesa Beograd, inclusa Intesa Leasing Beograd, ha realizzato un risultato della gestione operativa pari a 169 milioni, in aumento del 7,4% rispetto al 2020. I proventi operativi netti hanno evidenziato una crescita del 7,9% principalmente grazie alla dinamica favorevole delle commissioni nette. I costi operativi sono risultati in incremento (+8,7%) rispetto a quelli del precedente esercizio. Il risultato corrente lordo si è attestato a 131 milioni (+10,7%) e l'utile netto è ammontato a 90 milioni (+10,1%).

Bank of Alexandria, che ha beneficiato della rivalutazione della lira egiziana, ha conseguito un risultato della gestione operativa pari a 217 milioni, in progresso del 2,1% rispetto al precedente esercizio (+4,8% a cambi costanti). I proventi operativi netti, pari a 371 milioni, sono aumentati (+2,0%; +4,8% a cambi costanti) grazie principalmente alla dinamica positiva delle commissioni nette e del risultato delle attività e passività finanziarie al fair value. I costi operativi hanno mostrato un incremento (+2,0%; +4,8% a cambi costanti). Il risultato netto è ammontato a 118 milioni, in calo del 6,2% rispetto al 2020 (-3,7% a cambi costanti).

Pravex ha realizzato un risultato della gestione operativa negativo (-5,4 milioni), in decremento rispetto al precedente esercizio, a causa dei maggiori costi operativi (+9,8%), nonostante l'evoluzione positiva dei proventi operativi (+9,8%). Il risultato netto, negativo per 7,9 milioni, è risultato in peggioramento rispetto al 2020 (-71,7%).

Eximbank ha registrato un risultato della gestione operativa pari a 1,9 milioni, più che raddoppiato rispetto al 2020 principalmente grazie alla dinamica positiva dei proventi operativi netti. L'utile netto, pari a 1,2 milioni, si confronta con il risultato negativo di -1,3 milioni del precedente esercizio, anche grazie alle minori rettifiche su crediti e su altre attività.

Private Banking

Dati economici 2020 (milioni di euro)
Variazioni
assolute %
Interessi netti 212 252 -40 -15,9
Commissioni nette 2.097 1.921 176 9,2
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 46 47 -1 -2,1
Altri proventi (oneri) operativi netti 21 2 19
Proventi operativi netti 2.376 2.222 154 6,9
Spese del personale -483 -466 17 3,6
Spese amministrative -350 -335 15 4,5
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -73 -68 5 7,4
Costi operativi -906 -869 37 4,3
Risultato della gestione operativa 1.470 1.353 117 8,6
Rettifiche di valore nette su crediti 3 -18 21
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -37 -46 -9 -19,6
Altri proventi (oneri) netti 195 -4 199
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 1.631 1.285 346 26,9
Imposte sul reddito -481 -378 103 27,2
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -40 -32 8 25,0
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -22 -2 20
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -15 -12 3 25,0
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi 3 5 -2 -40,0
Risultato netto 1.076 866 210 24,2
(milioni di euro)
Dati operativi 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni
assolute %
Risparmio gestito (1) 163.705 145.706 17.999 12,4
Attività di rischio ponderate 11.617 11.157 460 4,1
Capitale assorbito 1.008 964 44 4,6

(1) Dati riesposti in coerenza con i criteri di rendicontazione della raccolta indiretta consolidata.

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

La Divisione Private Banking ha la missione di servire il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals), creando valore attraverso l'offerta di prodotti e servizi mirati all'eccellenza. La Divisione coordina l'operatività di Fideuram, Sanpaolo Invest, Intesa Sanpaolo Private Banking, Fideuram Asset Management SGR (già Fideuram Investimenti), SIREF Fiduciaria, Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval, Fideuram Asset Management Ireland, Fideuram Bank (Luxembourg) e, a partire dal secondo trimestre, anche di IW Bank e del Gruppo bancario svizzero Reyl. Di quest'ultimo è stata acquisita una partecipazione pari al 69% nel capitale sociale di Reyl & Cie SA con il contestuale conferimento in Reyl dell'intera partecipazione detenuta da Fideuram in Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval.

Nel 2021 la Divisione ha realizzato un risultato corrente lordo pari a 1.631 milioni, in avanzamento di 346 milioni (+26,9%) rispetto al precedente esercizio. Tale cospicuo incremento è in buona parte ascrivibile alla plusvalenza di 194 milioni realizzata con la cessione del ramo di attività di Banca Depositaria di Fideuram Bank (Luxembourg), contabilizzata nella voce Altri proventi netti. Anche il risultato della gestione operativa ha mostrato un'evoluzione favorevole (+117 milioni), grazie all'aumento dei proventi operativi netti (+154 milioni) che hanno ampiamente compensato i maggiori costi operativi (+37 milioni), riconducibili a tutte le componenti di spesa. L'evoluzione dei ricavi è da ricondurre alla crescita delle commissioni nette (+176 milioni), segnatamente quelle ricorrenti, sostenute dallo sviluppo delle masse medie di risparmio gestito, e degli altri proventi operativi netti (+19 milioni). Per contro gli interessi netti hanno evidenziato una dinamica cedente (-40 milioni), penalizzata da minori interessi attivi su titoli di debito.

La Divisione ha chiuso il 2021 con un utile netto di 1.076 milioni, in aumento del 24,2% rispetto al precedente esercizio.

Relativamente alle masse gestite e amministrate, si segnala che i valori vengono esposti in coerenza con i criteri di rendicontazione della raccolta indiretta utilizzati nel consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo, in particolare attraverso l'elisione di conti correnti della clientela correlati alle operazioni di investimento, di obbligazioni e di certificates che, pur facendo parte del patrimonio del cliente, trovano già rappresentazione nell'ambito della raccolta diretta. Si evidenzia inoltre una riallocazione dei prodotti di terzi da risparmio gestito a risparmio amministrato.

Al 31 dicembre 2021 le masse gestite e amministrate, che includono anche il contributo dei mandati fiduciari a SIREF Fiduciaria, sono state pari a 288 miliardi (+36,3 miliardi su base annua). Tale andamento è riconducibile alla rivalutazione delle masse nonché all'apporto positivo della raccolta netta. La componente di risparmio gestito si è attestata a 163,7 miliardi (+18 miliardi).

Nel 2021 sono state realizzate numerose operazioni societarie, correlate sia all'integrazione dell'ex Gruppo UBI sia all'espansione del network estero. In particolare, oltre a quanto già in precedenza citato, si segnala:

  • la scissione parziale a favore di Intesa Sanpaolo Private Banking del ramo d'azienda di UBI Banca costituito dall'unità divisionale denominata "TOP Private Banking" organizzata per l'attività e i servizi a favore di clienti e aziende con grandi patrimoni;
  • la scissione parziale a favore di Fideuram della partecipazione totalitaria in IW Bank e del ramo d'azienda di UBI Banca costituito dalle unità dedicate allo svolgimento delle attività di service a favore di IW Bank denominato "Ramo Service IWB";
  • l'acquisizione, da parte di Fideuram Bank (Luxembourg), del ramo di attività di Wealth Management e Private Banking di Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg;
  • la fusione per incorporazione in Fideuram della controllata francese Financière Fideuram;
  • l'acquisizione da parte di Reyl & Cie S.A. di una quota pari al 40% di 1875 Finance Holding, società svizzera di asset management.

Inoltre sono state avviate le seguenti operazioni:

  • la scissione parziale di IW Bank a favore di Fideuram di un ramo d'azienda costituito dai rapporti bancari e dalle attività bancarie;
  • la scissione parziale di Fideuram a favore di Intesa Sanpaolo di un compendio costituito dai rapporti di mutui in bonis e relativa provvista e personale;
  • la trasformazione di IW Bank in Società di Intermediazione Mobiliare;
  • la fusione per incorporazione in Reyl & Cie di Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval;
  • la costituzione da parte di Fideuram Asset Management (Ireland) di una nuova società di investimento nel Regno Unito al fine di svolgere le attività attualmente gestite dalla branch di Londra;
  • l'acquisizione da parte di Fideuram Bank (Luxembourg) della Compagnie de Banque Privée Quilvest S.A., banca private lussemburghese con filiali in Belgio.

Attività di raccolta e gestione del risparmio attraverso reti di consulenti finanziari e private bankers
dipendenti, al servizio della clientela con un potenziale di risparmio elevato.
Migliorare e ampliare il portafoglio prodotti e incrementare il livello di servizio, offrendo alla clientela
la possibilità di scegliere la rete che meglio soddisfa i propri bisogni; assistere i clienti nella
gestione consapevole dei loro patrimoni, partendo da un'attenta analisi delle reali esigenze e del
profilo di rischio; offrire consulenza finanziaria e previdenziale nella piena trasparenza e nel
rispetto delle regole.
Dedicate alla produzione, gestione e distribuzione di servizi e prodotti finanziari alla clientela di
alto profilo attraverso un network di 4.829 consulenti finanziari appartenenti alle reti Fideuram e
Sanpaolo Invest.
Banca dedicata alla clientela private (attività finanziarie superiori ad 1 milione), alla quale eroga
servizi finanziari volti a proteggere, valorizzare ed accompagnare nel tempo il patrimonio
attraverso una rete di 967 private bankers dipendenti e 89 liberi professionisti con contratto di
agenzia.
Banca specializzata nella consulenza e nella pianificazione finanziaria di individui e famiglie con
una distintiva proposizione commerciale nel trading e sui canali digitali. Opera attraverso una rete
di 629 consulenti finanziari.
Banca svizzera dedicata allo sviluppo della clientela private internazionale che opera tramite un
gruppo di società specializzate nel wealth management e nel private banking. Nel secondo
trimestre del 2021 Fideuram ha conferito a Reyl la partecipazione in Intesa Sanpaolo Private Bank
(Suisse) Morval. Complessivamente opera attraverso una rete di 69 private bankers.
Società specializzata nell'erogazione di servizi fiduciari.
Banca lussemburghese che, in seguito all'acquisto del ramo di attività di Wealth Management e
Private Banking di Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg, opera attraverso una rete di 11 private
banker.
Network di 270 filiali in Italia, 8 filiali all'estero e 6.594 consulenti finanziari.

Asset Management

(milioni di euro)
Dati economici 2020 Variazioni
assolute %
Interessi netti -1 -1 - -
Commissioni nette 1.282 1.074 208 19,4
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value -4 -1 3
Altri proventi (oneri) operativi netti 67 33 34
Proventi operativi netti 1.344 1.105 239 21,6
Spese del personale -120 -103 17 16,5
Spese amministrative -112 -108 4 3,7
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -7 -7 - -
Costi operativi -239 -218 21 9,6
Risultato della gestione operativa 1.105 887 218 24,6
Rettifiche di valore nette su crediti - - - -
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività - - - -
Altri proventi (oneri) netti - - - -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 1.105 887 218 24,6
Imposte sul reddito -296 -242 54 22,3
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -8 -2 6
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -4 - 4 -
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -10 -49 -39 -79,6
Risultato netto 787 594 193 32,5
(milioni di euro)
Dati operativi 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni
assolute %
Risparmio gestito 354.048 338.752 15.296 4,5
Attività di rischio ponderate 1.836 1.752 84 4,8
Capitale assorbito 196 177 19 10,7

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

La Divisione Asset Management ha la missione di sviluppare le migliori soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo e la presenza nel segmento dell'open market tramite la società controllata Eurizon Capital SGR e le sue partecipate. Il perimetro della Divisione ricomprende le attività di asset management del Gruppo UBI Banca che sono state integrate attraverso la fusione per incorporazione di Pramerica SGR in Eurizon Capital SGR e di Pramerica Management Company SA in Eurizon Capital SA, realizzate con efficacia 1° luglio 2021.

I proventi operativi netti del 2021, pari a 1.344 milioni, hanno evidenziato un significativo incremento (+21,6%) rispetto all'esercizio precedente principalmente ascrivibile allo sviluppo dei ricavi commissionali (+208 milioni), sostenuti soprattutto dall'operatività in fondi comuni di investimento, e, in misura minore, al maggiore apporto della partecipata cinese consolidata a patrimonio netto (+28 milioni) e degli altri proventi di gestione. In particolare le commissioni nette hanno beneficiato della consistente crescita delle commissioni di performance e di collocamento incassate nel periodo. Anche le commissioni di gestione si sono incrementate, grazie all'aumento dei patrimoni gestiti indotto dal buon andamento della raccolta e dalla favorevole intonazione dei mercati finanziari. L'evoluzione dei costi operativi (+9,6%) è in gran parte riconducibile all'incremento delle spese del personale, da porre in relazione con gli accantonamenti relativi al sistema incentivante, e in misura minore delle spese amministrative. Il cost/income della Divisione è sceso attestandosi al di sotto del 18%. Dato l'andamento descritto dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa è stato pari a 1.105 milioni, in progresso del 24,6% rispetto al 2020. La Divisione ha chiuso l'esercizio con un risultato netto pari a 787 milioni (+32,5%).

Al 31 dicembre 2021 il risparmio gestito dalla Divisione Asset Management si è attestato complessivamente a 354 miliardi, in aumento di 15,3 miliardi (+4,5%) nei dodici mesi. L'espansione delle masse gestite è riconducibile sia alla rivalutazione

correlata al buon andamento dei mercati sia ai flussi di raccolta netta che si sono attestati a 6,3 miliardi, ascrivibili ai fondi comuni (+8,6 miliardi) che hanno compensato i deflussi dei prodotti assicurativi/previdenziali (-1,6 miliardi) e delle gestioni patrimoniali per clientela retail e private (-0,7 miliardi).

Al 31 dicembre 2021 la quota del mercato italiano di Eurizon Capital sul patrimonio gestito è risultata pari al 16,8% (al lordo delle duplicazioni). Escludendo il comparto dei fondi chiusi, in cui la società ha una presenza limitata, la quota di risparmio gestito a fine dicembre sale al 17,3%.

Asset management.
Fornire prodotti di risparmio gestito di tipo collettivo (OICR) e individuale alle reti bancarie interne
al Gruppo, nonché sviluppare la presenza nel segmento dell'open market attraverso specifici
accordi di distribuzione con altre reti e investitori istituzionali.
Specializzata nella gestione del risparmio sia per la clientela retail (fondi comuni di investimento e
gestioni patrimoniali) sia per la clientela istituzionale, alla quale offre un'ampia gamma di prodotti e
servizi di investimento.
Specializzata nella gestione di portafoglio su basi quantitative. E' controllata al 100% da Eurizon
Capital SGR.
Specializzata negli investimenti alternativi. Al 31 dicembre 2021 è controllata al 51% da Eurizon
Capital SGR e partecipata per il restante 49% da Intesa Sanpaolo Vita.
La società gestisce e distribuisce OICR di diritto lussemburghese rivolti alla clientela retail e
istituzionale e offre un'ampia gamma di servizi dedicati agli investitori istituzionali. È centro di
specializzazione nella gestione a limitato tracking error (LTE) e di prodotti monetari. È controllata
al 100% da Eurizon Capital SGR.
Società controllata al 100% da Eurizon Capital SGR, costituita per sviluppare le attività di
consulenza in materia di strumenti finanziari, di gestione di portafogli e di distribuzione sul mercato
asiatico.
Società di asset management slovacca, controllata al 100% da Eurizon Capital SGR, cui fanno
capo l'ungherese Eurizon Asset Management Hungary e la croata Eurizon Asset Management
Croatia d.o.o. (polo dell'asset management nell'Est Europa). Eurizon Asset Management Slovakia
promuove e gestisce fondi comuni di investimento di diritto slovacco.
Società di asset management croata, controllata in via totalitaria dalla società slovacca Eurizon
Asset Management Slovakia. Promuove e gestisce fondi comuni di investimento di diritto croato e
offre servizi di gestione di portafoglio individuale per la clientela retail e istituzionale.
Società di asset management ungherese, controllata in via totalitaria dalla società slovacca
Eurizon Asset Management Slovakia. Promuove e gestisce fondi comuni di investimento di diritto
ungherese e offre servizi di gestione di portafoglio individuale per la clientela retail e istituzionale.
Società di diritto inglese controllata da Eurizon Capital SGR con il 65% del capitale, attiva nella
ricerca e nella fornitura di servizi di investimento e consulenza.
Fund manager di diritto cinese partecipata da Eurizon Capital SGR per il 49% del capitale.

Insurance

(milioni di euro)
Dati economici 2020 Variazioni
assolute %
Interessi netti - - - -
Commissioni nette 2 -3 5
Risultato dell'attività assicurativa 1.586 1.613 -27 -1,7
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value - 1 -1
Altri proventi (oneri) operativi netti -16 -8 8
Proventi operativi netti 1.572 1.603 -31 -1,9
Spese del personale -143 -138 5 3,6
Spese amministrative -238 -236 2 0,8
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -20 -20 - -
Costi operativi -401 -394 7 1,8
Risultato della gestione operativa 1.171 1.209 -38 -3,1
Rettifiche di valore nette su crediti - - - -
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -334 -26 308
Altri proventi (oneri) netti - - - -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 837 1.183 -346 -29,2
Imposte sul reddito -211 -275 -64 -23,3
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -42 -16 26
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -52 -24 28
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi 180 -177 357
Risultato netto 712 691 21 3,0
(milioni di euro)
Dati operativi 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni
assolute %
Raccolta diretta assicurativa (1) 204.481 203.214 1.267 0,6
Attività di rischio ponderate - - - -
Capitale assorbito 4.294 4.975 -681 -13,7

(1) Inclusi i titoli subordinati emessi dalle compagnie.

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

La Divisione Insurance è costituita da Intesa Sanpaolo Vita, Intesa Sanpaolo Life, Fideuram Vita, Intesa Sanpaolo Assicura e Intesa Sanpaolo RBM Salute, con la missione di sviluppare in modo sinergico l'offerta dei prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo. Rientrano inoltre nel perimetro della Divisione Insurance le compagnie BancAssurance Popolari, Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita (incorporate in Intesa Sanpaolo Vita a fine 2021) e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione, nonché Intesa Sanpaolo Insurance Agency.

Nel 2021 la Divisione ha conseguito un risultato dell'attività assicurativa pari a 1.586 milioni, in flessione di 27 milioni (-1,7%) rispetto all'anno precedente. L'andamento è ascrivibile alla contrazione del margine tecnico sia nel ramo vita, per effetto di una diminuzione dei premi superiore alla riduzione degli oneri relativi a sinistri e riscatti e delle riserve tecniche, sia nel ramo danni, in relazione ad una crescita dei sinistri superiore allo sviluppo dei premi netti. Tali dinamiche sono state solo in parte compensate dall'aumento del margine finanziario, sostenuto dalla favorevole intonazione dei mercati che si è tradotta in un incremento del reddito operativo degli investimenti nel ramo vita, al netto della parte di pertinenza degli assicurati.

Il risultato corrente lordo, pari a 837 milioni, ha evidenziato un calo di 346 milioni (-29,2%), principalmente imputabile agli altri accantonamenti netti, che includono l'accantonamento di circa 295 milioni rappresentante l'eccedenza dei sinistri rispetto ai premi emessi e la stima per gli oneri prospettici sulle polizze, in relazione a uno squilibrio finanziario generatosi anche in conseguenza di un maggior utilizzo delle prestazioni da parte degli assicurati al termine dei lunghi periodi di lockdown. Alla flessione del risultato corrente lordo ha inoltre concorso l'incremento dei costi operativi (+1,8%).

Il cost/income, pari al 25,5%, si è mantenuto su ottimi livelli, di poco superiori a quelli osservati nel 2020.

Infine l'utile netto è ammontato a 712 milioni (+3%), dopo l'attribuzione delle imposte per 211 milioni, degli oneri di integrazione e incentivazione all'esodo per 42 milioni, degli effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione per 52 milioni e della perdita di pertinenza di terzi per 180 milioni che comprende la quota spettante ai terzi delle perdite rilevate a seguito degli accantonamenti sopra richiamati.

La raccolta diretta assicurativa, pari a 204.481 milioni, ha mostrato un lieve incremento (+0,6%, pari a +1,3 miliardi) nei dodici mesi principalmente ascrivibile alla crescita delle passività finanziarie valutate al fair value, costituite da prodotti unit linked, in buona parte compensata dalla riduzione delle riserve tecniche.

La raccolta premi vita e previdenza della Divisione, pari a 18,8 miliardi, ha mostrato una flessione del 2% circa rispetto al precedente esercizio imputabile ai prodotti tradizionali (-34%), in linea con la strategia di focalizzazione dell'offerta su prodotti a minor impatto di capitale, in considerazione anche dell'attuale livello dei tassi di rendimento dei titoli governativi. In leggera contrazione anche la raccolta sui prodotti previdenziali. Per contro, i prodotti unit linked sono risultati in significativa crescita (+27%).

I premi del business protezione sono stati pari a 1,4 miliardi, in crescita del 5% circa rispetto al 2020 riesposto includendo Intesa Sanpaolo RBM Salute e Cargeas per omogeneità di confronto. Si evidenzia un incremento dei prodotti non-motor (escluse le CPI - Credit Protection Insurance), su cui si è concentrato il Piano d'Impresa 2018-2021, pari al 12%.

Insurance ramo vita e ramo danni.
Sviluppare l'offerta di prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo.
Capogruppo assicurativa specializzata nell'offerta di prodotti assicurativi, di previdenza e per la
tutela della persona e del patrimonio a servizio della Banca dei Territori. La Compagnia controlla
al 100% Intesa Sanpaolo Life, Intesa Sanpaolo Assicura, Intesa Sanpaolo Insurance Agency e
detiene il 70,3% di Intesa Sanpaolo RBM Salute e il 49% di Intesa Sanpaolo Smart Care.
Quest'ultima, dedicata alla commercializzazione di prodotti hardware e software e alla prestazione
di servizi telematici di assistenza, è controllata al 51% da Intesa Sanpaolo (Divisione Banca dei
Territori). Infine detiene il 49% di Eurizon Capital Real Asset SGR, società operativa dal
31 dicembre 2019 partecipata al 51% da Eurizon Capital SGR (Divisione Asset Management), che
si propone come polo di competenza distintivo negli investimenti alternativi e nei «private market».
Specializzata nei prodotti vita a più alto tenore finanziario, quali i prodotti unit linked.
Specializzata nell'offerta di prodotti assicurativi, di previdenza e per la tutela della persona e del
patrimonio a servizio della Divisione Private Banking.
Dedicata al business danni, offre alla clientela un'ampia gamma di prodotti in grado di coprire i
danni alla persona, ai veicoli, alla casa e tutelare i finanziamenti.
Specializzata nel business danni gestisce i prodotti auto, casa, salute e coperture per le piccole
medie imprese.
Specializzata nel business salute.
Agenzia che svolge attività di intermediazione assicurativa di prodotti sia vita che danni.

Centro di Governo

Al Centro di Governo, cui è demandato il presidio delle funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo dell'intero Gruppo, fanno capo anche la Direzione NPE nonché le attività di Tesoreria e di ALM Strategico. Le risultanze economiche del Centro di Governo sono state rideterminate alla luce della revisione dei criteri di allocazione dei costi e dei ricavi alle Divisioni operative illustrata in premessa al presente capitolo.

Le attività delle Strutture del Centro di Governo hanno evidenziato nel 2021 un risultato della gestione operativa negativo per 459 milioni, che si confronta con il risultato di -283 milioni del precedente esercizio. Tale andamento è essenzialmente riconducibile alla contrazione dei proventi operativi netti principalmente attribuibile alla riduzione degli interessi netti, per il maggior costo della liquidità in eccesso in relazione alla diminuzione dei tassi di mercato a breve termine, sempre in territorio negativo, nonché per il significativo incremento della raccolta da clientela. Per contro gli oneri operativi hanno mostrato un significativo contenimento soprattutto in relazione a sinergie su spese amministrative e ammortamenti conseguenti all'integrazione di UBI. Il risultato corrente lordo si è attestato a -1.921 milioni a fronte dei 330 milioni del 2020 che includevano utili delle attività operative cessate per 1.588 milioni riconducibili al ramo acquiring oggetto di conferimento a Nexi (1.163 milioni), nonché alla riclassifica dei risultati degli sportelli ceduti dal Gruppo UBI e dalla Capogruppo (425 milioni). Il periodo si è chiuso con un risultato netto di -1.440 milioni, che si confronta con i +477 milioni contabilizzati dell'esercizio precedente che includevano l'effetto positivo straordinario (2.062 milioni) relativo alla rilevazione del goodwill negativo derivante dall'acquisizione del Gruppo UBI al netto dei costi di integrazione per UBI (-1.378 milioni). Il conto economico del Centro di Governo comprende oltre la metà degli oneri imposti da disposizioni legislative e/o finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario e, di conseguenza, al di fuori del governo aziendale, essenzialmente riferibili ai fondi di risoluzione. Tali oneri sono ammontati - al netto delle imposte - a 280 milioni e si confrontano con 301 milioni del 2020.

Attività di tesoreria

Nell'ambito della Tesoreria e Finanza di Gruppo sono ricomprese le attività di tesoreria di servizio in euro e in valuta, la gestione integrata dei fabbisogni e delle eccedenze di liquidità, nonché dei rischi finanziari (ALM) e di regolamento.

Anche nell'esercizio 2021 Intesa Sanpaolo ha confermato il proprio ruolo sistemico di "partecipante critico" all'interno dei sistemi di regolamento della BCE (T2 per il cash e T2S per i titoli), attestando la rispondenza ai requisiti nel mese di dicembre.

Il 2021 è stato un anno molto importante per la prosecuzione di tutti i progetti istituzionali dell'Eurosistema dopo alcuni rallentamenti legati alla pandemia. In particolare, con riferimento al progetto "Consolidation" (nuovo Target2), nell'ultimo trimestre Intesa Sanpaolo ha terminato la fase di sviluppo software del nuovo sistema ed ha avviato il periodo di test sugli applicativi interni, sulle connessioni alla rete e sulle funzionalità utente per traguardare la migrazione prevista a novembre 2022. Per quanto concerne TIPS - TARGET Instant Payment Settlement (servizio di regolamento dei pagamenti istantanei gestito della BCE) un importante traguardo è stato raggiunto a novembre 2021 con l'avvio dell'operatività di Intesa Sanpaolo all'interno del sistema, consentendo di raggiungere una più vasta platea di consumatori europei e contribuire così attivamente allo sviluppo del mezzo di pagamento "instant" su vasta scala; infine, per ECMS - Eurosystem Collateral Management System (gestione centralizzata del collaterale, ultimo dei "Target Services" della BCE che partirà a novembre 2023) sono terminate le fasi progettuali per la valutazione degli impatti e la stesura dei requisiti funzionali, propedeutiche allo sviluppo del software che occuperà buona parte del 2022.

Nel corso dell'esercizio, grazie alla rapida diffusione dei programmi vaccinali contro la pandemia, i governi delle principali economie occidentali sono riusciti ad allentare le misure sociali restrittive precedentemente introdotte, facendo ripartire la domanda globale di beni e servizi. Tale fenomeno, per velocità e intensità, ha sorpreso le infrastrutture globali e ha messo in forte difficoltà la catena di approvvigionamento e distribuzione mondiale delle merci e dei servizi. La vigorosa ripresa, associata anche ad una forte richiesta di transizione verso un'economia più sostenibile dal punto di vista ambientale, si è scontrata con problemi di natura logistica a livello globale generando forti rialzi nei prezzi energetici e delle commodities. Si sono ripresentate pertanto alcune dinamiche inflazionistiche, sopite da molti anni ormai, che hanno portato i mercati finanziari ad includere nuovi scenari di politiche monetarie meno espansive da parte delle principali Banche Centrali.

In Europa, l'ingente liquidità immessa dalla BCE con i propri programmi di acquisto di bond e con le aste TLTRO a condizioni favorevoli ha mantenuto bassi i tassi per tutto il 2021. La BCE nell'ultima riunione di dicembre ha ufficialmente annunciato che il Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP) terminerà a fine marzo 2022. La curva Euribor ha registrato i valori minimi assoluti per tutte le scadenze sul finire dell'anno.

Le curve di costo fondi della Banca si sono mantenute pressoché stabili durante tutto l'arco dei dodici mesi. La solida posizione di liquidità di Intesa Sanpaolo ha parzialmente ridotto l'interesse per la raccolta a breve termine e limitato, di fatto, le operazioni sul mercato cartolare con il solo obiettivo di mantenere l'outstanding stabile.

Negli Stati Uniti i tassi sono rimasti stabili, con il Funds Target Rate che si è mantenuto nel range 0-0,25% per tutto il 2021; la liquidità sul mercato è stata abbondante per tutto l'anno.

A novembre la FED ha iniziato a ridurre l'acquisto di titoli, che terminerà definitivamente a marzo 2022; nell'ultima riunione di dicembre, citando pressioni inflazionistiche e il miglioramento del mercato del lavoro, la banca centrale statunitense ha inoltre dato il chiaro segnale di essere pronta ad alzare i tassi in anticipo rispetto a quanto segnalato in precedenza, aprendo ad aspettative per tre rialzi di 25 bps nel 2022 e di altri tre nel 2023, rialzi che il mercato dei futures americano ha già prontamente incorporato nei tassi.

Nel quadro dell'operatività di funding a medio/lungo termine, l'ammontare complessivo delle emissioni del Gruppo Intesa Sanpaolo collocate sul mercato domestico, attraverso reti proprie e direct listing, nel 2021 è stato pari a 3,9 miliardi. Nell'ambito dei titoli collocati si è registrata una prevalenza (91%) della componente costituita da strumenti finanziari strutturati, rappresentati principalmente da strutture legate ad Indici. Nella scomposizione per vita media, il 51% è costituito da strumenti con scadenza fino a 5 anni, il 35% con scadenza a 6 e 7 anni ed il restante 14% con scadenza a 8 e 10 anni.

Nell'anno sono state perfezionate operazioni di raccolta istituzionale unsecured per un controvalore complessivo di circa 6,26 miliardi, di cui 6,15 miliardi tramite l'emissione di titoli obbligazionari senior (preferred e non preferred) e subordinati, collocati presso investitori istituzionali, e 110 milioni tramite l'emissione di titoli obbligazionari e certificates da parte della Divisione IMI Corporate & Investment Banking, anch'essi collocati presso investitori istituzionali.

In particolare, nel mese di febbraio è stata perfezionata la prima emissione senior non preferred. Si tratta di un titolo a tasso fisso per un importo complessivo di 1,75 miliardi emesso in due tranche: 750 milioni con scadenza a 10 anni e 1 miliardo con scadenza a 5 anni.

Inoltre, sono state perfezionate le seguenti emissioni: (i) senior preferred da 1,25 miliardi, a tasso fisso, con scadenza 7 anni e destinata ad investitori istituzionali. Il titolo rientra nella categoria "green" ed è destinato a finanziare mutui residenziali green concessi per la costruzione o l'acquisto di immobili ad alta efficienza energetica (classe A o B), nonché ristrutturazioni che consentano il miglioramento di almeno due classi energetiche. Il bond segue l'emissione del primo Green Bond di Intesa Sanpaolo del 2017 focalizzato sulle energie rinnovabili, nonché il successivo del 2019 focalizzato sulla Circular Economy; (ii) senior preferred da 22,5 miliardi di JPY (corrispondenti a circa 174 milioni di euro) a tasso fisso, con scadenza a 3 anni e destinata al mercato asiatico e (iii) 1,5 miliardi di USD (corrispondenti a circa 1,23 miliardi di euro) subordinato di tipo T2, a tasso fisso, destinati al mercato statunitense. Il titolo è stato emesso nel mese di giugno in due tranche: 750 milioni di USD a 11 anni e 750 milioni di USD a 21 anni, entrambe callable rispettivamente al decimo e al ventesimo anno; (iv) senior preferred da 1 miliardo con scadenza 7 anni a tasso variabile collocato da Cassa Depositi e Prestiti (i proventi del titolo sono destinati al programma strategico di finanziamenti e iniziative denominato "Motore Italia" per il supporto finanziario delle PMI e delle società Mid-Cap italiane).

Sono stati infine effettuati piazzamenti privati in Euro, GBP, JPY, RON e USD per un controvalore totale pari a 750 milioni. Nell'ambito di queste ultime, si segnala un deal perfezionato nel mese di marzo per 300 milioni di GBP (corrispondenti a circa 347 milioni di euro) senior preferred, a tasso fisso con scadenza 15 anni destinato al mercato anglosassone.

Nel gennaio 2021, nell'ambito del programma garantito da ISP OBG, è stata effettuata l'estinzione totale anticipata della serie n. 17 per 1,175 miliardi e della serie n. 18 per 1,572 miliardi.

Sono state inoltre emesse due nuove serie, la n. 45 e la n. 46 per un ammontare di 1,35 miliardi ciascuna. I titoli sono a tasso variabile con scadenza 15 anni per la serie n. 45 e 16 anni per la serie n. 46, entrambi quotati alla Borsa di Lussemburgo con rating A (high) di DBRS. I titoli sono stati sottoscritti dalla Capogruppo e sono stanziabili sull'Eurosistema.

Con riferimento al programma di emissione di OBG garantito da ISP CB Pubblico, a gennaio 2021 è scaduta la serie n. 3 per un ammontare di 1,5 miliardi. A febbraio è stata poi emessa la serie n. 14 per un ammontare di 1 miliardo. Il titolo, a tasso variabile con scadenza 5 anni, quotato alla Borsa di Lussemburgo con rating A2 di Moody's, è stato sottoscritto dalla Capogruppo ed è stanziabile sull'Eurosistema.

A valere sul programma di emissione garantito da ISP CB Ipotecario, a gennaio 2021 è scaduta la serie n. 11 per un ammontare di 1,353 miliardi e non sono state fatte nuove emissioni.

Ad aprile, in seguito all'integrazione di UBI Banca nel Gruppo Intesa Sanpaolo, è stato acquisito il programma di Covered Bond CB1. A giugno, a valere su tale programma di emissione, la serie n. 30 è stata oggetto di estinzione parziale per un ammontare di 200 milioni.

Una quarta operazione di cartolarizzazione a valere su un portafoglio di mutui residenziali è stata finalizzata a dicembre dalla società veicolo Brera Sec, che ha emesso due classi di titoli per complessivi 7,66 miliardi che sono stati sottoscritti da Intesa Sanpaolo. La sola classe senior, pari a 6,94 miliardi, quotata e con il rating A (high) di DBRS e A1 di Moody's, è stanziabile sull'Eurosistema.

Per quanto concerne la gestione dei collaterali, Intesa Sanpaolo si avvale da tempo anche della procedura denominata A.Ba.Co. (Attivi Bancari Collateralizzati), che permette l'utilizzo di prestiti bancari - erogati a società non finanziarie - a garanzia delle operazioni di finanziamento con la Banca d'Italia: al 31 dicembre 2021 l'importo outstanding, al lordo degli haircut applicabili agli impieghi costituiti in pegno da parte del Gruppo, ammontava a circa 17,67 miliardi.

L'avvio delle campagne vaccinali ha favorito un forte irripidimento della curva dei tassi di interesse USA che ha raggiunto i livelli pre-pandemici sulle scadenze superiori a dieci anni. Relativamente all'area Euro, il ritardo nella diffusione dei vaccini ha invece rallentato la normalizzazione dei tassi, mentre gli spread di credito si sono mantenuti a livelli estremamente compressi grazie agli stimoli di politica monetaria.

A gennaio 2021, la compressione degli spread di credito ha consentito una rotazione dell'asset allocation sui mercati governativi e corporate, con un moderato aumento della credit sensitivity sui paesi periferici. La bassa esposizione al rischio di tasso ha fatto sì che le performance del portafoglio non siano state influenzate dal recupero delle scadenze a lungo termine.

Nel secondo semestre dell'anno, la prospettiva di una graduale riduzione delle misure di stimolo monetario non ha incrinato il quadro di generale risk-on, e solo nella seconda metà di settembre i mercati equity ed i crediti hanno temporaneamente risentito dei timori sulla persistenza dell'accelerazione inflazionistica e sull'eccesso di leva raggiunto in alcuni settori dell'economia cinese. Il 2021 si è chiuso tuttavia con livelli di spread vicini ai minimi della corrente fase ciclica, nonostante il permanere delle incertezze sull'evoluzione pandemica. Segni di debolezza sono emersi dagli spread dell'emittente governativo italiano in vista delle scadenze istituzionali di gennaio 2022. Nel corso del secondo semestre la rotazione di portafoglio è stata contenuta e finalizzata al mantenimento di un moderato profilo di rischio.

Relativamente all'operatività in repo, sui titoli di stato italiani si sono osservati volumi leggermente inferiori rispetto all'anno precedente, mentre i tassi si sono attestati su livelli più bassi di quelli della Depo Facility in particolare nell'ultimo trimestre.

Lo spread tra i tassi governativi dei paesi core e quelli italiani ha registrato un lieve restringimento nel corso dell'anno. Ha fatto eccezione l'allargamento registrato sul finire di ogni trimestre e nel mese di dicembre; sullo scavalco di fine anno si sono rilevati tassi decisamente negativi.

ALM Strategico

Nell'ambito delle attività di Asset & Liability Management (ALM) del Gruppo, la gestione operativa dei rischi finanziari del banking book di Gruppo è svolta dalla Tesoreria & Finanza di Gruppo sotto il monitoraggio dell'Area CRO. Il rischio di tasso è monitorato e gestito considerando anzitutto la sensitività del valore di mercato delle varie poste del banking book agli spostamenti paralleli della curva dei tassi, nonché la sensitività del margine d'interesse; sono inoltre utilizzate specifiche analisi di scenario circa l'evoluzione dei tassi, nonché ipotesi comportamentali su alcune poste particolari. Le scelte strategiche in materia di rischio tasso sono definite dal Comitato Rischi Finanziari di Gruppo - sessione ALCO - Assets & Liabilities Committee, nell'ambito di limiti fissati dal Consiglio di Amministrazione: la struttura di Tesoreria e Finanza di Gruppo svolge un ruolo attivo di supporto alle decisioni del Comitato, formulando analisi e proposte. La componente strutturale del rischio di liquidità è gestita, sulla base delle policy definite a livello di Gruppo, presidiando gli equilibri attuali e prospettici di liquidità, a breve e a lungo termine, definendo il piano di funding sui diversi canali e strumenti (domestico/internazionale, retail/corporate, secured/unsecured, preferred/non preferred/subordinati) nonché nel rispetto degli indicatori di liquidità (LCR1M, NSFR e gli altri indicatori di RAF) e nel rispetto degli obiettivi di gap impieghi-raccolta delle Unità di Business.

Area IT, Digital and Innovation

A inizio 2018 è stata costituita l'Area IT, Digital and Innovation per dare impulso alla trasformazione digitale del Gruppo attraverso l'evoluzione delle architetture dei sistemi informativi e dei processi, l'introduzione di nuove piattaforme digitali, l'innovazione dell'esperienza di clienti e dipendenti, il rafforzamento dei presidi di sicurezza informatica. L'Area è in costante evoluzione per rispondere in maniera sempre più efficace alla digitalizzazione e porsi come attore proattivo nel disegno e sviluppo di soluzioni. In tal senso, prosegue l'inserimento di nuove competenze digitali (es. Data Scientist, esperti Cyber Security), l'evoluzione delle modalità di lavoro in ottica di miglior time-to-market, la costante focalizzazione sul miglioramento continuo dei livelli di servizio, l'utilizzo delle moderne tecnologie. Collaborando con Business Unit e Aree di Governo, l'Area ha proseguito l'attuazione del piano progetti 2018-2021.

Anche nel 2021 si è mantenuto costante l'impegno di Intesa Sanpaolo sul fronte dell'innovazione delle modalità di interazione con la clientela, digitalizzando e integrando i canali di contatto per il miglioramento dell'offerta e della user experience, impegno che ha portato al riconoscimento da parte di Forrester Research per l'App Intesa Sanpaolo Mobile come Digital Leader in Europa in particolare per funzionalità ed esperienza d'uso.

Con l'obiettivo di ridisegnare l'interazione con il cliente Imprese per fornire prodotti e servizi basati su un'esperienza digitale e omnicanale è stato esteso il nuovo processo "fully digital" delle Carte Commercial a tutto il network ed è stato rilasciato il nuovo processo di concessione del credito a tutte le filiali della Rete della Divisione Banca dei Territori e alle Aree Corporate della Divisione IMI Corporate & Investment Banking; è stato rilasciato il nuovo Modello di Rating Retail che velocizza e automatizza il processo di calcolo facilitando la relazione con il cliente; è stato attivato su tutti i canali il nuovo Customer Journey "fully digital" per la profilatura MiFID e per l'apertura del Deposito Amministrato per le persone fisiche; è stato attivato il nuovo servizio di trading on line evoluto InvestoPro dedicato agli investitori privati; in ambito Banca Assicurazione, per rispondere ai bisogni assicurativi del cliente in tema di Salute, Casa e Famiglia, è stato attivato il Lifecycle di XME Protezione ed è stato integrato il modulo RBM Salute in App Assicurazioni; al fine di diffondere la cultura dei pagamenti digitali su tutti i clienti e abilitare sempre più esperienze di vendita integrate fra canale fisico ed online, è stato attivato BANCOMAT Pay sull'intero parco POS di Intesa Sanpaolo-Nexi, è stato attivato il servizio di Instant Issuing ed è stata attivata la piattaforma Smart Control che genera virtual card per effettuare acquisti commerciali a distanza.

In particolare, in ambito imprese e Corporate è stata estesa la nuova sezione Investimenti dell'NDCE Business a tutta la clientela titolare di My Key Business; è stato rilasciato Inbiz Start che permette la firma a distanza dei contratti e la possibilità di effettuare il riconoscimento a distanza di utenti, è stato rilasciato il servizio Dynamic Discounting che consente di utilizzare la liquidità per il pagamento anticipato di fatture tramite uno sconto pattuito tra buyer e fornitore, è stata completata la piattaforma che semplifica la lavorazione delle richieste di anticipo fatture telematiche e cartacee; sono stati evoluti e digitalizzati i Journey di gestione del prodotto factoring attraverso il ridisegno del workflow della piattaforma Near Banking per supportare al meglio tutti gli attori coinvolti.

In ambito Open Digital Bank – che consente di ampliare l'offerta prodotto della Banca sia con prodotti/servizi terzi sia attraverso la vendita di prodotti/servizi propri su canali terzi – è stata rilasciata una prima versione del portale Smart Hub riservato alle imprese clienti; è stata attivata la funzionalità di "IBAN Check" in ottica "multibanca", per verificare l'esistenza e la congruenza dell'IBAN, ed è stato implementato un nuovo Customer Journey Prestiti accessibile anche in modalità open a clientela potenziale, attraverso il reindirizzamento verso i canali della banca dai siti commerciali dei primi player coinvolti.

Dando seguito a quanto avviato in risposta all'emergenza COVID-19, sono proseguiti i processi di trasformazione digitale per consentire a tutti i clienti e dipendenti di operare da remoto in piena efficacia, efficienza e sicurezza attraverso la diffusione e lo sviluppo di nuove tecnologie e strumenti per facilitare collaborazione, interazione e condivisione delle informazioni a distanza e, al contempo, portando avanti l'impegno per ridurre l'impatto ambientale in ottica di maggiore sostenibilità. Sono inoltre stati potenziati i sistemi di protezione antifrode dei dati, delle infrastrutture e delle identità utilizzate per l'accesso al sistema informativo e sono stati rafforzati i presidi di sicurezza interni.

Nell'ambito dell'accordo siglato con TIM e Google sono state avviate le attività per realizzare la Google Cloud Platform in Italia (che risponderà ai più elevati standard internazionali di sicurezza e riservatezza delle informazioni e che è stata disegnata con i requisiti regolamentari e in accordo con quelli più stringenti di Intesa Sanpaolo), le attività per la migrazione delle applicazioni ed è stata avviata la realizzazione delle nuove Region Cloud sul nostro territorio, basate su soluzioni green che abbatteranno le emissioni di CO2. Inoltre, è stato rilasciato il portale Openingfuture, hub di comunicazione delle iniziative co-create rese disponibili al territorio, e attivate le prime iniziative di formazione dedicate a studenti, PMI e Start-up.

Nel corso del 2021 è stato rilasciato il modello unico di Rischio a livello di Gruppo e sono state rilasciate le prime applicazioni in ambito Wealth Management in Banca dei Territori e Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking della piattaforma Aladdin di BlackRock che è stata adottata come soluzione nella gestione end-to-end di Risk, Asset e Wealth Management a livello di Gruppo.

Nell'anno sono proseguite le attività di ulteriore efficientamento della gestione dei crediti, attraverso il rafforzamento e l'evoluzione degli strumenti e dei processi anche a supporto delle operazioni di de-risking. È inoltre continuato il percorso di digitalizzazione dei processi di Concessione e Gestione del Credito, in particolare a supporto dell'analisi del merito creditizio che copre il 75% del credito di Gruppo.

Al contempo sono proseguiti gli interventi previsti dall'evoluzione del contesto normativo, tra cui si evidenziano quelli per il completamento delle attività in ambito Targeted Review of Internal Models. Sono proseguite le iniziative pluriennali per il rafforzamento dei presidi anti-financial crime di Gruppo, con la revisione dei processi e degli strumenti per il contrasto dei fenomeni di riciclaggio e finanziamento al terrorismo e con la costituzione di un "Competence Center" sul quale saranno progressivamente accentrate le attività di monitoraggio delle operazioni della clientela per la segnalazione di operazioni sospette, per l'entrata in vigore della Direttiva UE 65/2014 ("MiFID II") e del Regolamento UE 600/2014 ("MiFIR").

LE AREE GEOGRAFICHE DI OPERATIVITA'

(milioni di euro)
Italia Europa Resto
del Mondo
Totale
Proventi operativi netti (Dati rideterminati)
2021 16.454 3.471 861 20.786
2020 16.485 3.148 767 20.400
Variazione % -0,2 10,3 12,3 1,9
Finanziamenti verso clientela
31.12.2021 383.765 61.711 19.778 465.254
31.12.2020 392.185 55.217 15.400 462.802
Variazione % -2,1 11,8 28,4 0,5
Raccolta diretta bancaria
31.12.2021 480.993 66.453 8.119 555.565
31.12.2020 453.127 65.981 7.657 526.765
Variazione % 6,1 0,7 6,0 5,5

I raggruppamenti per aree geografiche sono effettuati facendo riferimento alla localizzazione delle entità costituenti il Gruppo.

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Con riferimento alla suddivisione per aree geografiche di operatività – effettuata con riferimento alla localizzazione delle entità costituenti il Gruppo – l'attività continua ad essere in massima parte concentrata nel mercato domestico. All'Italia sono infatti da ascrivere il 79% dei ricavi, l'82% dei finanziamenti verso clientela e l'87% della raccolta diretta bancaria da clientela.

Al di fuori dei confini nazionali il Gruppo è presente nei Paesi Bassi, Irlanda, Lussemburgo, Regno Unito e Svizzera e nei Paesi dell'Europa Centro e Sud Orientale (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Ungheria), nella Federazione Russa, in Ucraina, in Moldavia e nel bacino del Mediterraneo (Egitto), oltre a Brasile ed Emirati Arabi Uniti.

Per quanto riguarda l'andamento operativo del 2021, i finanziamenti verso clientela hanno evidenziato un calo in Italia e una crescita in Europa e nel Resto del mondo, mentre la raccolta diretta bancaria è risultata in aumento in Italia e nel Resto del mondo e in lieve incremento in Europa.

I ricavi hanno mostrato una sostanziale stabilità in Italia e una crescita in Europa e nel Resto del Mondo.

Corporate Governance e politiche di remunerazione

La Corporate Governance

Intesa Sanpaolo aderisce al Codice di Corporate Governance e adotta un sistema di governance "monistico" in linea con i principi contenuti nello stesso nonché, in generale, con la best practice riscontrabile in ambito nazionale e internazionale, allo scopo di garantire, tenendo anche conto delle disposizioni delle Autorità di Vigilanza, effettive e trasparenti ripartizioni di ruoli e responsabilità dei propri Organi sociali nonché un corretto equilibrio tra funzioni di supervisione strategica, di gestione e di controllo.

Per una descrizione puntuale del sistema di governo societario si rinvia alla "Relazione su Governo Societario e Assetti Proprietari" – disponibile nel sito internet della Società (sezione Governance) – redatta sulla base di quanto previsto dall'art.123-bis del Testo Unico della Finanza, ai sensi del quale gli emittenti devono annualmente fornire al mercato dettagliate informazioni, individuate dalla norma in oggetto, relative agli assetti proprietari, all'adesione a un codice di comportamento in materia di governo societario nonché alla struttura e al funzionamento degli organi sociali e alle pratiche di governance effettivamente applicate.

L'azionariato

Sulla base delle evidenze del Libro Soci e delle più recenti informazioni a disposizione, la situazione degli azionisti titolari di quote superiori al 3% del capitale rappresentato da azioni con diritto di voto, soglia oltre la quale la normativa italiana attualmente in vigore (art.120 TUF) prevede l'obbligo di comunicazione alla società partecipata ed alla Consob41, è rappresentata nella tabella che segue. Si segnala che JP Morgan Chase & Co. in data 21 dicembre 2021 ha dichiarato (mod. 120 B) di detenere una partecipazione aggregata pari al 4,571%, della quale solo lo 0,963% rappresentato da diritti di voto riferibili ad azioni42 .

Azionista N. Azioni
ordinarie
% di possesso
Compagnia di San Paolo 1.188.947.304 6,119%
BlackRock Inc. (1) 972.416.733 5,005%
Fondazione Cariplo 767.029.267 3,948%

(1) BlackRock Inc. detiene, a titolo di gestione del risparmio, una partecipazione aggregata pari al 5,066% come da segnalazione mod. 120 B del 4 dicembre 2020.

Il modello monistico

Intesa Sanpaolo adotta il modello di governance monistico ed opera, pertanto, tramite un Consiglio di Amministrazione, nell'ambito del quale convergono funzioni di indirizzo e supervisione strategica; le funzioni di controllo sono esercitate dal Comitato per il Controllo sulla Gestione, costituito all'interno del Consiglio, composto integralmente da Consiglieri indipendenti nominati dall'Assemblea degli azionisti; il Consigliere Delegato e CEO-Chief Executive Officer sovrintende alla gestione aziendale nell'ambito dei poteri attribuitigli in conformità con gli indirizzi generali programmatici e strategici determinati dal Consiglio di Amministrazione.

La concreta applicazione del modello monistico alla realtà della Banca è connotata da una chiara ripartizione di ruoli e responsabilità tra gli Organi:

  • è allocata in capo al Consiglio di Amministrazione la funzione di indirizzo e supervisione strategica della Società e il compito di deliberare tutti i più rilevanti atti aziendali;
  • i Comitati endoconsiliari supportano il Consiglio di Amministrazione nello svolgimento delle sue funzioni, al fine di agevolare l'assunzione di decisioni pienamente consapevoli;
  • il Comitato per il Controllo sulla Gestione svolge i poteri e le funzioni attribuite dalla normativa vigente all'organo con funzione di controllo e al comitato per il controllo interno e la revisione contabile, di cui al D. Lgs. n. 39/2010;
  • il Consigliere Delegato e CEO svolge la funzione di gestione corrente, nell'ambito dei poteri delegati dal Consiglio di Amministrazione;
  • − i Manager supportano il Consigliere Delegato e CEO nello svolgimento della funzione di gestione corrente riuniti in Comitati Manageriali, nell'esercizio dei compiti e dei poteri loro attribuiti dal Consiglio di Amministrazione e dettagliati nell'ambito di specifici Regolamenti, che ne disciplinano il funzionamento.

41 Ai sensi dell'art 119 bis, comma 7, del Regolamento Emittenti, le società e i soggetti abilitati che detengono azioni a titolo di gestione del risparmio possono richiedere l'esenzione dalla segnalazione per le partecipazioni gestite superiori al 3% e inferiori al 5%.

42 Nella precedente segnalazione del 2 giugno 2021 (mod. 120 B) la società aveva comunicato di detenere una partecipazione aggregata del 6,854%, della quale l'1,284% rappresentato da diritti di voto riferibili ad azioni.

L'Assemblea

L'Assemblea è l'organo che esprime la volontà sociale, le cui determinazioni, adottate in conformità alla legge e allo Statuto, vincolano tutti i soci, compresi quelli assenti o dissenzienti.

  • Nel modello monistico adottato dalla Banca, l'Assemblea ordinaria delibera, tra l'altro, in merito:
  • − all'approvazione del bilancio di esercizio e alla distribuzione degli utili;
  • − alla nomina, alla revoca e alla determinazione dei compensi con riferimento alle cariche di Consigliere di Amministrazione, Presidente e Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione nonché Presidente e componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione;
  • − all'approvazione delle politiche di remunerazione dei componenti del Consiglio di Amministrazione e del Personale, nonché dei piani basati su strumenti finanziari;
  • − al conferimento dell'incarico di revisione legale dei conti e alla determinazione del relativo corrispettivo, su proposta motivata del Comitato per il Controllo sulla Gestione, e, ove occorra, alla revoca o modifica dell'incarico conferito, sentito lo stesso Comitato;
  • − sulle altre materie affidate alla sua competenza dalla legge o dallo Statuto.

Il Consiglio di Amministrazione, il Consigliere Delegato e i Comitati endoconsiliari

Il Consiglio di Amministrazione è composto da un minimo di 15 ad un massimo di 19 componenti, anche non soci, nominati dall'Assemblea sulla base di liste presentate dai soci. I Consiglieri restano in carica per tre esercizi sino alla data della successiva Assemblea chiamata ad approvare il bilancio e la proposta di distribuzione degli utili ai sensi dell'art. 2364 c.c. e sono rieleggibili.

L'Assemblea di Intesa Sanpaolo del 30 aprile 2019 ha determinato il numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione in 19 e ha nominato il Consiglio di Amministrazione per gli esercizi 2019/2020/2021, eleggendone Presidente Gian Maria Gros-Pietro e Vice Presidente Paolo Andrea Colombo. La nomina è avvenuta sulla base delle liste di candidati in possesso dei requisiti previsti dalla legge e dallo Statuto. L'Assemblea del 27 aprile 2020 ha successivamente integrato il Consiglio a seguito delle dimissioni rassegnate da due Consiglieri.

Al Consiglio di Amministrazione spetta la gestione dell'impresa: può dunque compiere tutte le operazioni necessarie, utili o comunque opportune per il raggiungimento dell'oggetto sociale, siano esse di ordinaria o di straordinaria amministrazione. Ad esso compete l'esercizio delle funzioni di indirizzo e supervisione strategica della Società e la deliberazione di tutti i più rilevanti atti aziendali.

Per quanto riguarda la funzione di gestione dell'impresa, il Consiglio di Amministrazione, ferme le sue competenze riservate, delega al Consigliere Delegato i poteri necessari ed opportuni ad assicurare unitarietà alla gestione corrente, in attuazione degli indirizzi deliberati dal Consiglio stesso. Il Consiglio di Amministrazione, nell'attribuire la delega al Consigliere Delegato e CEO, ne ha determinato il contenuto, i limiti e le modalità di esercizio, definendo anche come è assicurata al Consiglio l'informativa sull'attività delegata.

Il Consiglio di Amministrazione del 2 maggio 2019 ha nominato Consigliere Delegato Carlo Messina, conferendogli i poteri necessari e opportuni ad assicurare unitarietà alla gestione corrente, in attuazione degli indirizzi deliberati dal Consiglio stesso.

Il Consigliere Delegato è Capo dell'Esecutivo e Direttore Generale e sovraintende alla gestione aziendale nell'ambito dei poteri attribuitigli in conformità con gli indirizzi generali, programmatici e strategici determinati dal Consiglio di Amministrazione. Egli determina e impartisce le direttive operative ed è preposto alla gestione del personale.

Il Consiglio di Amministrazione ha costituito al proprio interno quattro Comitati, le cui prerogative e funzioni rispondono alle previsioni dello Statuto e della normativa di Vigilanza vigenti:

  • Comitato Nomine: svolge funzioni istruttorie e consultive di supporto al Consiglio di Amministrazione con riguardo al processo di nomina o cooptazione dei Consiglieri di amministrazione, in modo da assicurare che la composizione dell'Organo, per dimensione e professionalità, consenta l'efficace assolvimento dei suoi compiti, e nell'ambito del processo di nomina degli Organi delle principali società controllate.
  • Comitato Remunerazioni: ha funzioni istruttorie, propositive e consultive a supporto del Consiglio di Amministrazione in materia di remunerazioni e incentivazioni.
  • Comitato Rischi: supporta il Consiglio di Amministrazione nell'esercizio delle funzioni di supervisione strategica in materia di rischi e sistema di controlli interni e svolge gli ulteriori compiti ad esso attribuiti dalla normativa vigente e dal Consiglio stesso.
  • Comitato per le Operazioni con Parti Correlate: svolge i compiti ad esso attribuiti dalla disciplina in materia di operazioni con parti correlate e soggetti collegati; in particolare, rilascia il suo parere sulle operazioni che ricadono nella sfera di applicazione della disciplina e della regolamentazione interna.

Il Comitato per il Controllo sulla Gestione

Il Comitato per il Controllo sulla Gestione, costituito nell'ambito del Consiglio di Amministrazione, è composto da 5 Consiglieri di Amministrazione eletti dall'Assemblea del 30 aprile 2019, che ne ha nominato Presidente Alberto Maria Pisani. L'Assemblea del 27 aprile 2020 ha provveduto a sostituire un componente del Comitato, a seguito delle dimissioni di altro componente. Tutti i componenti del Comitato sono in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dallo Statuto.

Il Comitato per il Controllo sulla Gestione svolge i compiti assegnati dalla normativa vigente all'organo di controllo di una capogruppo bancaria al vertice di un conglomerato finanziario ed emittente azioni quotate ed opera anche in qualità di Comitato per il controllo interno e la revisione contabile ai sensi dell'art. 19, comma 2, lett. c), del D. Lgs. n. 39/2010.

  • Il Comitato per il Controllo sulla Gestione vigila tra l'altro:
  • sull'osservanza delle norme di legge, regolamentari e statutarie e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione;
  • sull'adeguatezza, efficienza e funzionalità della struttura organizzativa della società e del sistema amministrativo contabile e sulla sua idoneità a rappresentare correttamente i fatti di gestione;
  • sull'adeguatezza, efficienza e funzionalità del sistema dei controlli interni e del processo di gestione dei rischi;
  • sul rispetto della normativa applicabile a Intesa Sanpaolo in qualità di capogruppo bancaria emittente azioni quotate su mercati regolamentati.

Il Comitato può, previa comunicazione al Presidente del Consiglio di Amministrazione, convocare l'Assemblea qualora ciò sia necessario per l'esercizio delle proprie funzioni o nel caso in cui, nell'espletamento del proprio incarico, ravvisi fatti censurabili di rilevante gravità e vi sia urgente necessità di provvedere.

La struttura operativa

Divisioni, Aree di Governo e Strutture Centrali a diretto riporto del Consigliere Delegato e CEO

La struttura della Capogruppo è articolata in sei Divisioni costituite dall'aggregazione di linee di business che presentano caratteristiche simili in relazione alla tipologia di prodotti e servizi offerti e al contesto normativo di riferimento, da nove Aree di Governo, nonché da due Direzioni Centrali a diretto riporto del Consigliere Delegato e CEO, che esercitano funzioni di indirizzo, coordinamento, controllo, supporto e servizio a livello di Gruppo, come indicato in dettaglio nel seguito:

  • Divisioni
    • o Divisione Banca dei Territori;
    • o Divisione IMI Corporate & Investment Banking;
    • o Divisione International Subsidiary Banks;
    • o Divisione Private Banking;
    • o Divisione Asset Management;
    • o Divisione Insurance.
  • Aree di Governo/Direzioni centrali a diretto riporto del Consigliere Delegato e CEO
    • o Area di Governo Chief Operating Officer;
    • o Area di Governo Chief IT, Digital and Innovation Officer;
    • o Area di Governo Chief Cost Management Officer;
    • o Area di Governo Chief Lending Officer;
    • o Area di Governo Chief Financial Officer;
    • o Area di Governo Chief Risk Officer;
    • o Area di Governo Chief Compliance Officer;
    • o Area di Governo Chief Governance Officer;
    • o Area di Governo Chief Institutional Affairs & External Communication Officer;
    • o Direzione Centrale Strategic Support;
    • o Direzione Centrale Tutela Aziendale.

Oltre a tali strutture, il Chief Audit Officer risponde direttamente al Consiglio di Amministrazione al fine di garantirne la necessaria autonomia e indipendenza.

SI riportano di seguito le funzioni attribuite alle Aree di Governo, alla Direzione Centrale Strategic Support e alla Direzione Centrale Tutela Aziendale:

Area di Governo Chief Operating Officer (COO)

L'Area di Governo Chief Operating Officer (COO) ha la funzione di:

  • supportare il Consigliere Delegato e CEO nella definizione delle politiche generali del Gruppo in ambito Sviluppo e Gestione delle risorse umane, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali, in un'ottica di rinnovamento e creazione di valore, nonché in conformità con la normativa vigente;
  • assicurare il processo di governance delle remunerazioni, supportando gli Organi Societari per la definizione e l'approvazione delle Politiche di Remunerazione, come previsto nelle Linee Guida in materia di remunerazione e incentivazione del Gruppo Intesa Sanpaolo, assicurando inoltre, per il Gruppo, il presidio e il governo del costo del lavoro, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali;
  • proporre al Consigliere Delegato e CEO la definizione e l'evoluzione di modelli organizzativi finalizzati a potenziare l'efficacia e l'efficienza organizzativa del Gruppo, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali, assicurandone l'attuazione;
  • assicurare, per il Gruppo, la definizione degli indirizzi e delle politiche in materia di affari sindacali e welfare nonché la relativa attuazione, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali ed in conformità con la normativa vigente;
  • assicurare, per il Gruppo, la definizione degli indirizzi e delle politiche in materia di sicurezza fisica nonché la relativa attuazione;
  • favorire lo sviluppo e la formazione delle persone, il miglioramento della qualità della vita aziendale, sviluppando un approccio inclusivo e attento alle diversità, anche attraverso iniziative dedicate.

Area di Governo Chief IT, Digital and Innovation Officer (CITDIO)

  • L'Area di Governo Chief IT, Digital and Innovation Officer (CITDIO) ha la funzione di:
  • − supportare, in coerenza con le esigenze dei Business Owner, la definizione e lo sviluppo di iniziative, tecnologie e soluzioni d'innovazione;
  • − assicurare la realizzazione delle iniziative identificate dai Business Owner in coerenza con gli obiettivi del Piano di Impresa, indirizzando gli interventi in logica di trasformazione digitale e di innovazione;
  • − definire la strategia, le politiche e gli indirizzi in materia di ICT del Gruppo inclusi gli standard architetturali, metodologici e tecnologici - in coerenza con gli obiettivi e le priorità aziendali, e presidiarne l'attuazione;
  • − presidiare la complessità di sistemi informativi, operations e processi nell'ottica della continua innovazione delle soluzioni tecnologiche, al fine di garantire la costante proiezione del Gruppo verso una dimensione evoluta e coerente con gli sviluppi della digitalizzazione, nel rispetto dei livelli di spesa ed investimento assegnati;
  • − coordinare la definizione e l'attuazione del sistema di governo dei dati per garantirne un elevato livello di qualità e soddisfare i requisiti normativi e di business;
  • − assicurare, per il Gruppo, la definizione e l'attuazione degli indirizzi e delle politiche in materia di cybersecurity, sicurezza informatica e business continuity in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali e in conformità con la normativa vigente;
  • − assicurare i flussi informativi verso gli Organi Aziendali, previsti per gli ambiti di competenza dal Sistema dei Controlli Interni e dai documenti di governance.

Area di Governo Chief Cost Management Officer (CCMO)

L'Area di Governo Chief Cost Management Officer (CCMO) ha la funzione di:

  • − coadiuvare gli Organi Societari nel definire, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali, gli indirizzi e le politiche in materia di cost management, immobili, logistica e acquisti di Gruppo;
  • − coordinare l'attuazione degli indirizzi e delle politiche di cost management, immobili, logistica e acquisti da parte delle funzioni preposte del Gruppo, anche nei diversi ambiti societari;
  • − collaborare con l'Area di Governo Chief Financial Officer e con l'Area di Governo Chief IT Digital and Innovation Officer contribuendo alla definizione delle iniziative di investimento promosse dall'Area CITDIO stessa, dalle Divisioni/Business Units e dalle altre Aree di Governo, in coerenza con gli obiettivi del Piano di Impresa;
  • − assicurare, attraverso gli opportuni meccanismi operativi di controllo, il rispetto degli indirizzi e delle politiche nei suddetti ambiti, garantendo, in coerenza con il Piano d'Impresa, il raggiungimento dei risultati di cost management nonché dei livelli di servizio offerti in ambito immobili, logistica e acquisti.

Area di Governo Chief Lending Officer (CLO)

L'Area di Governo Chief Lending Officer (CLO) ha la funzione di:

  • − assumere, direttamente o sottoponendole agli Organi competenti, le decisioni creditizie rilevanti in materia di assunzione e gestione dei rischi di credito del Gruppo, autorizzando direttamente per quanto di competenza, anche per il tramite dei pareri di conformità;
  • − assicurare la gestione proattiva del credito e garantire la gestione e il presidio dei crediti deteriorati del Gruppo, per il perimetro di competenza;
  • − garantire la corretta classificazione e valutazione ai fini di bilancio delle posizioni classificate a credito deteriorato che rientrano nella propria competenza;
  • − gestire gli stock e i flussi di sofferenze mantenuti in gestione interna al Gruppo;
  • − ideare e gestire operazioni di cessione di singole posizioni o di portafogli di NPE, esposizioni creditizie e altri asset in perimetro, con la collaborazione di altre funzioni competenti;
  • − svolgere attività di monitoraggio e controllo sulle attività esternalizzate, incluso il monitoraggio dei KPI delle performance degli outsourcer, assumendo direttamente, o sottoponendole agli Organi competenti, le delibere in ordine alle proposte eccedenti le facoltà delegate agli Outsourcer;
  • − contribuire al processo di formulazione della proposta delle Strategie Creditizie nell'analisi degli impatti sulla concessione del credito e nella loro declinazione in relazione alle variabili di gestione creditizia rilevanti, ferma restando la responsabilità di finalizzazione in capo all'Area di Governo Chief Financial Officer;
  • − coordinare l'attuazione degli Indirizzi Gestionali Creditizi da parte delle unità preposte del Gruppo, anche nei diversi ambiti societari;
  • − analizzare l'evoluzione del costo del credito all'interno del Gruppo, tenendo anche conto dell'applicazione delle suddette Strategie Creditizie;
  • − attribuire e validare i rating alle posizioni di competenza, prestando altresì supporto nella definizione dei processi e strumenti di attribuzione del rating;
  • − definire la normativa di riferimento in materia creditizia, i requisiti per lo sviluppo degli strumenti del credito e contribuire alla formulazione delle proposte di assegnazione delle facoltà di concessione e gestione del credito, ferma restando la responsabilità di finalizzazione delle stesse in capo all'Area di Governo Chief Risk Officer;
  • − promuovere iniziative finalizzate alla diffusione e allo sviluppo della cultura del credito;
  • − garantire, coerentemente con le linee guida dell'Area di Governo Chief Risk Officer e nel rispetto degli Indirizzi Gestionali Creditizi, la sorveglianza sistematica di primo livello del portafoglio crediti di competenza, individuando fenomeni riferiti a specifici aggregati creditizi caratterizzati da elevati livelli di anomalia per i quali attivare gli opportuni interventi di mitigazione del rischio.

Area di Governo Chief Financial Officer (CFO)

L'Area di Governo Chief Financial Officer (CFO) ha la funzione di:

  • − coadiuvare gli Organi Societari nel definire, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali, gli indirizzi e le politiche di Gruppo in materia di: amministrazione e fiscalità, pianificazione e controllo di gestione, tesoreria e finanza, studi e ricerche, gestione attiva del portafoglio creditizio, relazioni con gli investitori e con le agenzie di rating, responsabilità sociale ed ambientale;
  • − coordinare l'attuazione di tali indirizzi e politiche da parte delle unità preposte del Gruppo anche nei diversi ambiti societari;
  • − presidiare le attività di Asset and Liability Management (ALM), la gestione del portafoglio titoli di Tesoreria, il Funding Plan, la gestione integrata dei rischi di liquidità nonché dei rischi finanziari e di regolamento, assicurare a livello di Gruppo il soddisfacimento dei fabbisogni di raccolta di mezzi finanziari;
  • − definire gli obiettivi qualitativi e quantitativi prospettici del Gruppo attraverso i processi di pianificazione strategica, di budget, di capital management, di assessment interno dell'adeguatezza patrimoniale e della posizione di liquidità (ICAAP/ILAAP), di presidio di Recovery e Resolution Plan ed effettuando l'analisi continua dei risultati economico patrimoniali;
  • − presidiare studi e ricerche in materia di investimenti, economia e mercati;
  • − presidiare le attività di Credit Portfolio Management a livello di Gruppo, supportando le Divisioni nella gestione attiva del rischio di credito, con l'obiettivo di migliorare il profilo rischio-rendimento del portafoglio creditizio in ottica di creazione di valore per gli azionisti, attraverso strategie creditizie mirate e la partecipazione ad operazioni di mercato su portafogli di crediti performing e deteriorati;
  • − assicurare la gestione della comunicazione e dei rapporti con gli investitori, gli analisti finanziari e delle agenzie di rating e presidiare gli ambiti Environmental Social Governance (ESG) e sostenibilità del Gruppo, in particolare per quanto riguarda le relative attività di pianificazione, gestione e rendicontazione.

Nell'ambito dell'Area di Governo Chief Financial Officer è inoltre inserita la figura del Dirigente Preposto, che assicura la corretta e tempestiva rappresentazione dei risultati economici e patrimoniali della Banca e dell'intero Gruppo, nonché l'assolvimento dei relativi adempimenti contabili e di vigilanza, esercitando il controllo di qualità sui processi che sovrintendono all'informativa amministrativo-finanziaria ai mercati ai sensi della normativa di riferimento. Nell'ambito dell'Area è garantito anche l'assolvimento degli adempimenti fiscali.

Area di Governo Chief Risk Officer (CRO)

L'Area di Governo Chief Risk Officer (CRO) ha la funzione di:

  • − governare il macro processo di definizione, approvazione, controllo e attuazione del Risk Appetite Framework (RAF) del Gruppo con il supporto delle altre funzioni aziendali coinvolte;
  • − coadiuvare gli Organi nel definire e attuare, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali, gli indirizzi e le politiche in materia di risk management;
  • − coordinare l'attuazione degli indirizzi e delle politiche in materia di risk management da parte delle unità preposte del Gruppo, anche nei diversi ambiti societari;
  • − garantire la misurazione e il controllo dell'esposizione di Gruppo alle diverse tipologie di rischio, verificando anche l'attuazione degli indirizzi e le politiche di cui al precedente punto;
  • − svolgere il monitoraggio ed i controlli di secondo livello per il presidio del credito in termini di qualità, composizione ed evoluzione dei diversi portafogli creditizi e per la corretta classificazione e valutazione di singole esposizioni (c.d. single name);
  • − svolgere il monitoraggio e i controlli di secondo livello per il presidio degli altri rischi, diversi da quelli creditizi;
  • − assicurare la convalida nel continuo e in maniera iterativa dei sistemi di misurazione e gestione dei rischi utilizzati sia per la determinazione dei requisiti patrimoniali, sia a fini non regolamentari - con la finalità di valutarne l'adeguatezza rispetto ai requisiti normativi, alle esigenze operative aziendali e a quelle del mercato di riferimento e gestire il processo di validazione interna a livello di Gruppo.

Area di Governo Chief Compliance Officer (CCO)

L'Area di Governo Chief Compliance Officer (CCO) ha la funzione di:

  • − assicurare il presidio del rischio di non conformità alle norme a livello di Gruppo, incluso il rischio di condotta, sia nella componente di rischio operativo che in quella di rischio reputazionale, anche attraverso l'adozione di un modello di compliance graduato per le normative per le quali siano previste forme specifiche di presidio specializzato;
  • − definire, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali, gli indirizzi e le politiche in materia di conformità alle norme del Gruppo, integrando il modello di valutazione e gestione del rischio di non conformità nell'ambito del Risk Appetite Framework;
  • − coordinare l'attuazione degli indirizzi e delle politiche in materia di conformità alle norme da parte delle unità preposte del Gruppo, anche nei diversi ambiti societari;
  • − collaborare con le altre funzioni aziendali di controllo al fine di realizzare un'efficace integrazione del processo di gestione dei rischi;
  • − gestire le relazioni con gli Organi societari e le Autorità di vigilanza inerenti alle tematiche di conformità.

Area di Governo Chief Governance Officer (CGO)

L'Area di Governo Chief Governance Officer (CGO) ha la funzione di:

  • − assicurare assistenza e consulenza agli Organi Sociali nel definire le strategie in materia di operazioni di finanza straordinaria per il Gruppo, in coerenza con gli obiettivi aziendali;
  • − sovrintendere, in stretto rapporto con le Divisioni di Business, all'analisi delle tendenze evolutive dei mercati nazionali ed internazionali di rilevanza per il Gruppo, per identificare potenziali target e/o partnership e/o operazioni societarie straordinarie coerenti con le strategie di crescita e/o di razionalizzazione del Gruppo;
  • − assicurare il rispetto degli indirizzi e delle politiche in materia di governo del portafoglio partecipativo e il raggiungimento di risultati coerenti con il Piano d'Impresa, salvaguardando la migliore tutela dell'interesse del Gruppo;
  • − garantire assistenza e consulenza legale agli Organi Sociali della Capogruppo e all'Alta Direzione, presidiando la corretta applicazione delle norme di diritto societario e di vigilanza in materia di governance e di obblighi istituzionali a livello di Gruppo;
  • − gestire le attività connesse al funzionamento di tutti gli Organi sociali e fornire supporto per i relativi processi;
  • − presidiare il rischio giuridico a livello di Gruppo, gestendo il contenzioso e il relativo rischio operativo e definendo linee guida mediante direttive e istruzioni in tale ambito;
  • − prestare consulenza e assistenza legale alle strutture del Gruppo, seguendo la produzione normativa e giurisprudenziale, anche a livello europeo e internazionale, garantendo il corretto inquadramento normativo di tutte le nuove iniziative e supportando la funzione di compliance nell'identificazione e interpretazione ai fini della gestione del rischio di non conformità;
  • − assicurare la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, archivistico e storico-artistico del Gruppo, secondo linee programmatiche che ne valorizzino il profilo istituzionale.

Area di Governo Chief Institutional Affairs and External Communication Officer (CIAECO)

L'Area di Governo Chief Institutional Affairs and External Communication Officer (CIAECO) ha la funzione di:

  • − promuovere un approccio coordinato, dinamico e orientato al risultato nella gestione delle relazioni istituzionali ed esterne al Gruppo con la finalità di supportare la crescita e lo sviluppo delle attività del Gruppo stesso;
  • − presidiare le relazioni istituzionali del Gruppo, promuovendo e indirizzando i rapporti con le istituzioni, i regolatori e i supervisori, a livello nazionale, europeo ed internazionale;
  • − presidiare, per il Gruppo, le relazioni esterne, promuovendo solidi rapporti con gli stakeholder e i partner di riferimento e i media nazionali ed internazionali;
  • − sostenere la reputazione e promuovere l'immagine e l'identità del Gruppo diffondendone i valori etici, sociali e culturali, coerentemente con quanto previsto dalla mission aziendale.

Chief Audit Officer (CAO)

Il Chief Audit Officer, (CAO) posto alle dirette dipendenze del Consiglio di Amministrazione (e per esse del relativo Presidente), che riporta funzionalmente anche al Comitato per il Controllo sulla Gestione, fermi restando gli opportuni raccordi con il Consigliere Delegato e CEO, ha la funzione di:

  • assicurare una costante e indipendente azione di sorveglianza sul regolare andamento dell'operatività e dei processi della Banca e del Gruppo al fine di prevenire o rilevare l'insorgere di comportamenti o situazioni anomale e rischiose, valutando la funzionalità del sistema dei controlli interni e la sua idoneità a garantire l'efficacia e l'efficienza dei processi aziendali, la salvaguardia del valore delle attività e la protezione dalle perdite, l'affidabilità e l'integrità delle informazioni contabili e gestionali, la conformità delle operazioni alle politiche stabilite dagli Organi di governo aziendali e alle normative interne ed esterne;
  • fornire consulenza alle funzioni aziendali del Gruppo, anche attraverso la partecipazione a progetti, al fine di creare valore aggiunto e migliorare l'efficacia dei processi di controllo, di gestione dei rischi, della conformità e di internal governance;
  • assicurare la sorveglianza sul sistema dei controlli interni delle Società controllate del Gruppo, anche esercitando un'azione di governo ed indirizzo sulle rispettive funzioni di Internal Audit;
  • supportare la governance aziendale e assicurare al Vertice Operativo, agli Organi Societari e agli Enti Istituzionali competenti (Banca Centrale Europea, Banca d'Italia, Consob, ecc.) una tempestiva e sistematica informativa sullo stato del sistema dei controlli, sulle risultanze dell'attività svolta e sull'avanzamento delle azioni correttive;
  • supportare l'Organismo di Vigilanza 231 nell'assicurare una costante e indipendente azione di sorveglianza sul regolare andamento dell'operatività e dei processi, al fine di prevenire o rilevare l'insorgere di comportamenti o situazioni anomale e rischiose e nel vigilare sul rispetto e sull'adeguatezza delle regole contenute nel Modello 231;
  • assicurare il corretto svolgimento del processo interno di gestione delle segnalazioni delle violazioni (c.d. Whistleblowing).

La Direzione Centrale Strategic Support ha la responsabilità di:

  • assistere il Consigliere Delegato e CEO in tutte le sue attività interne ed esterne, anche in ambito istituzionale e di rappresentanza;
  • garantire un supporto specialistico al Consigliere Delegato e CEO attraverso la raccolta, la valutazione, la revisione della documentazione di rilevanza strategica e la predisposizione di analisi tecniche, anche in riferimento all'attività degli Organi Consiliari con un focus particolare sull'ottimale operatività del Comitato di Direzione;
  • presidiare selezionate iniziative in Italia e all'estero, assistendo il Consigliere Delegato e CEO nelle operazioni straordinarie, nelle trattative e nei progetti aziendali di maggior impatto che lo vedono direttamente coinvolto;
  • supportare il Presidente del Comitato di Direzione nello svolgimento delle proprie funzioni;
  • coordinare specifiche attività inter-divisionali e inter-funzionali garantendo la coerenza e lo sviluppo delle sinergie rispetto agli indirizzi strategici di Gruppo;
  • facilitare i rapporti con e tra le Aree di Governo e le Business Unit al fine di rafforzare i meccanismi di cooperazione.

La Direzione Centrale Tutela Aziendale ha la responsabilità di assicurare, per il Gruppo, il presidio del rischio di non conformità con riferimento agli ambiti:

  • Protezione dei Dati Personali, ai sensi del D. Lgs. 101/2018 (che adegua la normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento UE 2016/679 – General Data Protection Regulation o GDPR);
  • Tutela della Salute e della Sicurezza nei luoghi di Lavoro, ai sensi del D. Lgs. 81/2008;
  • Tutela Ambientale, ai sensi del D. Lgs. 152/2006.

Le politiche di remunerazione e incentivazione

Gli organismi internazionali e i regolatori negli ultimi anni hanno dedicato crescente attenzione alla materia delle remunerazioni in diversi settori, tra cui, in particolare, quello delle società quotate, quello delle banche e dei gruppi bancari, nonché quello assicurativo, quello del risparmio gestito e quello delle imprese di investimento, con l'obiettivo di orientare gli operatori verso l'adozione di politiche di remunerazione e sistemi retributivi coerenti con i principi – che sono stati rafforzati anche a seguito della crisi economica e finanziaria – riguardanti il processo di elaborazione e approvazione delle politiche di remunerazione e incentivazione, la struttura dei compensi e la loro trasparenza.

Il quadro normativo è stato oggetto di una rilevante evoluzione – tutt'ora in corso – sia a livello europeo a livello nazionale, in ciascuno dei summenzionati settori 43 .

Con riferimento alle società quotate, l'art. 123-ter del Testo Unico della Finanza ("TUF") prevede l'obbligo di predisporre e mettere a disposizione del pubblico una relazione sulle remunerazioni, articolata in due sezioni (la prima che illustra la politica della società in materia di remunerazioni e le procedure utilizzate per l'adozione e l'attuazione di tale politica, la seconda che fornisce informazioni sui compensi corrisposti), da redigere includendo le informazioni indicate nel Regolamento Emittenti e da sottoporre alla deliberazione dell'Assemblea. Sino al 2019, l'Assemblea era chiamata ad esprimersi con voto consultivo sulla prima sezione della politica; nel 2019, in attuazione della c.d. Shareholders' Rights Directive II (Direttiva (UE) 2017/828), l'art. 123 ter del TUF è stato modificato prevedendo, tra l'altro, che l'Assemblea debba esprimere un voto vincolante sulla prima sezione della relazione e un voto consultivo sulla seconda sezione. Nel 2020, anche il Regolamento Emittenti – nella parte relativa alla relazione sulla politica di remunerazione e sui compensi corrisposti – è stato modificato in attuazione della Shareholders' Rights Directive, con il fine di rafforzare la trasparenza nei confronti degli azionisti. Anche sul piano dell'autoregolamentazione delle società quotate, la materia delle remunerazioni è oggetto di disciplina nel Codice di Autodisciplina, confluito nel gennaio 2020, nel nuovo "Codice di Corporate Governance", con applicazione a partire dal primo esercizio che inizia successivamente al 31 dicembre 2020.

Nel settore bancario, le politiche e le prassi di remunerazione e incentivazione sono oggetto di una specifica disciplina a livello europeo e nazionale. Tale disciplina ha subito una rilevante evoluzione nel tempo. In particolare, e tra l'altro, in recepimento della c.d. CRD III (direttiva 2010/76/UE) e tenendo conto degli indirizzi e criteri definiti in sede internazionale (tra cui, i principi e gli standard del Financial Stability Board, le metodologie del Comitato di Basilea per la Vigilanza bancaria, le Guidelines emanante dal CEBS), la Banca d'Italia, con provvedimento del 30 marzo 2011, ha emanato Disposizioni di vigilanza contenenti una disciplina armonizzata delle politiche, dei sistemi e delle prassi di remunerazione nelle banche e nei gruppi bancari, relative al processo di elaborazione e controllo, alla struttura dei compensi e agli obblighi di informativa al pubblico, prevedendo, tra il resto, l'approvazione delle politiche di remunerazione e incentivazione da parte dell'assemblea, con il fine di pervenire a sistemi di remunerazione che fossero in linea con le strategie e gli obiettivi aziendali di lungo periodo, collegati con i risultati aziendali, opportunamente corretti per tener conto di tutti i rischi, coerenti con i livelli di capitale e di liquidità necessari a fronteggiare le attività intraprese e, in ogni caso, tali da evitare incentivi distorti che possano indurre a violazioni normative o ad un'eccessiva assunzione di rischi per la banca e il sistema nel suo complesso.

La Banca d'Italia è nuovamente intervenuta in materia con le raccomandazioni contenute nelle comunicazioni del 2 marzo 2012 e del 13 marzo 2013, evidenziando in via generale l'opportunità che le banche definiscano una linea di azione in merito coerente con l'obiettivo di preservare, anche in chiave prospettica, l'equilibrio della situazione aziendale nonché il mantenimento di condizioni di adeguatezza patrimoniale e di prudente gestione del rischio di liquidità. Successivamente, nel 2014 le Disposizioni di vigilanza in materia di politiche e prassi di remunerazione – contenute nella Circolare di Banca d'Italia n. 285/2013 – sono state oggetto di revisione, per recepire la disciplina contenuta nella c.d. CRD IV (Direttiva 2013/36/UE). In attuazione della CRD IV, nel 2014, sono inoltre state emanate dalla Commissione Europea, le "Norme Tecniche di Regolamentazione" (Regulatory Technical Standards - RTS), relative ai criteri qualitativi e quantitativi per identificare le categorie di personale le cui attività professionali hanno un impatto sostanziale sul profilo di rischio dell'ente (c.d. "Risk Taker"). A dicembre 2015, EBA, sulla base delle previsioni contenute nella CRD IV, ha pubblicato l'aggiornamento delle "Guidelines on sound remuneration policies", elaborate dal predecessore CEBS, definendo nel dettaglio le regole relative alla struttura della remunerazione, alle politiche di remunerazione ed ai relativi processi di governance e implementazione. Le indicazioni di tali Guidelines sono state recepite da Banca d'Italia che, nel 2018, ha aggiornato la disciplina in materia di politiche e prassi di remunerazione di cui alla Circolare 285. Infine, nel 2019, sono stati emanati la c.d. CRD V (Direttiva 2019/878/UE), nonché il Regolamento (UE) 2019/876 (c.d. CRR II). A seguito dell'adozione della CRD V, EBA ha rivisto (i) le norme tecniche di regolamentazione che specificano i criteri per l'identificazione dei Risk Taker (RTS), confluite nel Regolamento Delegato (UE) 2021/923 pubblicato il 9 giugno 2021; nonché (ii) le Guidelines on sound remuneration policies, pubblicandone una nuova versione a luglio 2021 e prevedendone l'applicazione a decorrere dal 31 dicembre 2021. La Banca d'Italia ha recepito la CRD V e i contenuti essenziali delle nuove Guidelines di EBA con il 37° aggiornamento della Circolare 285/2013 pubblicato il 24 novembre 2021.

43 Si specifica che il quadro normativo di riferimento descritto nel paragrafo è aggiornato alla data di pubblicazione del presente documento mentre i paragrafi che seguono fanno riferimento alle previsioni delle Politiche di remunerazione e incentivazione di Gruppo 2021 approvate dall'Assemblea degli azionisti di Intesa Sanpaolo in data 28 aprile 2021.

Per quanto attiene il settore assicurativo, l'ISVAP (oggi IVASS), con regolamento n. 39 del 9 giugno 2011, ha dettato i principi relativi ai processi decisionali, alla struttura e agli obblighi informativi delle politiche di remunerazione delle imprese di assicurazione. Il Regolamento n. 39 è stato successivamente sostituito dal Regolamento IVASS n. 38 del 3 luglio 2018 sul governo societario delle imprese e dei gruppi assicurativi, che attua la c.d. Solvency II (Direttiva 2009/138/UE), implementa le Linee Guida emanate da European Insurance and Occupational Pensions Authority (c.d. EIOPA) sul sistema di governo societario e riprende le previsioni del Regolamento ISVAP n. 39 del 9 giugno 2011 relativamente alle politiche di remunerazione. Inoltre, il 5 luglio 2018 IVASS ha inviato una Lettera al mercato relativamente agli orientamenti sull'applicazione del principio di proporzionalità nel sistema di governo societario.

Quanto al settore del risparmio gestito, le disposizioni del Regolamento Congiunto Banca d'Italia – CONSOB (emanato ai sensi dell'articolo 6, comma 2-bis del TUF) in materia di remunerazioni – aggiornate in data 27 aprile 2017 per recepire nell'ordinamento italiano le norme sulle politiche e sulle prassi di remunerazione e incentivazione contenute nella Direttiva comunitaria 2014/91/UE (c.d. "Direttiva UCITS V"), e confluite, da dicembre 2019, nel Regolamento della Banca d'Italia di attuazione degli articoli 4-undecies e 6, comma 1, lettere b) e c-bis) del TUF – si applicano anche ai gestori appartenenti a gruppi bancari, in modo distinto a seconda che la SGR si caratterizzi come significativa o meno.

Infine, con riferimento alle imprese di investimento, le disposizioni in materia di remunerazione di cui alla Direttiva (UE) 2019/2034 del 27 novembre 2019, relativa alla vigilanza prudenziale sulle imprese di investimento (e contenente anche disposizioni in materia di remunerazione), sono attualmente in attesa di recepimento da parte del legislatore italiano. Completa la citata Direttiva, inter alia, il Regolamento Delegato (UE) 2021/2154 che prevede le norme tecniche di regolamentazione che specifica i criteri per individuare le categorie di personale la cui attività professionale ha un impatto sostanziale sul profilo di rischio dell'impresa di investimento (c.d. "risk takers"), in vigore dal 12 dicembre 2021.

Ciò premesso, Intesa Sanpaolo ha sempre dato ampio spazio al tema delle remunerazioni, al rispetto della relativa normativa e alla sua massima trasparenza al mercato.

Le procedure di adozione e di attuazione delle politiche di remunerazione

Ruolo degli Organi sociali

L'Assemblea

Lo Statuto prevede che l'Assemblea approvi le politiche di remunerazione dei Consiglieri di Amministrazione e del personale, nonché i piani basati su strumenti finanziari.

In tale ambito, l'Assemblea approva, altresì, i criteri per la determinazione dei compensi da accordare in caso di conclusione anticipata del rapporto di lavoro o di cessazione anticipata dalla carica, ivi compresi i limiti fissati a detti compensi secondo quanto previsto dalla normativa vigente ed ha altresì facoltà di deliberare, con le maggioranze qualificate definite dalla normativa di vigilanza vigente, un rapporto tra la componente variabile e quella fissa della remunerazione individuale del personale superiore al rapporto di 1:1 e comunque non eccedente quello massimo stabilito dalla medesima normativa.

L'Assemblea determina il compenso per i componenti del Consiglio di Amministrazione e del Comitato per il Controllo sulla Gestione ed il compenso per le cariche di Presidente e vice Presidente del Consiglio di Amministrazione e di Presidente del Comitato per il Controllo sulla Gestione.

Inoltre, l'Assemblea delibera con voto non vincolante l'informativa annuale sui compensi corrisposti ex art. 123-ter TUF.

Il Consiglio di Amministrazione

In aggiunta al compenso fisso determinato dall'Assemblea, il Consiglio di Amministrazione, in coerenza con le politiche di remunerazione approvate dall'Assemblea, può stabilire la remunerazione dei propri componenti cui il Consiglio stesso attribuisca ulteriori particolari cariche in conformità dello Statuto, ivi inclusa quella di Consigliere Delegato e Direttore Generale.

Spetta al Consiglio l'elaborazione della politica di remunerazione e incentivazione da sottoporre all'Assemblea e la definizione dei sistemi di remunerazione e incentivazione dei soggetti per i quali la normativa di vigilanza riserva tale compito all'organo con funzione di supervisione strategica, ivi inclusa l'individuazione dei parametri da utilizzare per la valutazione degli obiettivi di performance e la definizione del compenso variabile conseguente all'applicazione di tali sistemi.

Compete al Consiglio di Amministrazione la determinazione del compenso spettante al Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, ai sensi dell'art. 154 bis del D. Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58, così come di tutti gli altri Risk Taker Apicali di Gruppo e del personale di livello più elevato delle Funzioni Aziendali di Controllo, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

Il Comitato Remunerazioni

Il Comitato Remunerazioni è stato istituito dal Consiglio di Amministrazione al fine di supportare tale Organo in tutte le attività concernenti le remunerazioni.

Il Comitato supporta il Consiglio di Amministrazione nella preparazione delle proposte da sottoporre all'Assemblea.

Spetta al Comitato formulare le proposte in merito alla remunerazione per il Consigliere Delegato e CEO e per i componenti del Consiglio di Amministrazione cui sono attribuite ulteriori particolari cariche in conformità dello Statuto, nonché le proposte in merito ai sistemi di remunerazione per i Risk Taker Apicali di Gruppo e del personale di livello più elevato delle Funzioni Aziendali di Controllo, tenendo conto anche della proposta del Comitato Rischi e del Comitato per il Controllo sulla Gestione per quanto di competenza.

Il Comitato Rischi

Il Comitato Rischi, senza pregiudicare le prerogative del Comitato Remunerazioni, supporta il Consiglio di Amministrazione esaminando le Politiche di remunerazione e incentivazione del Gruppo al fine di verificarne il collegamento con i rischi, attuali e prospettici, il grado di patrimonializzazione e i livelli di liquidità del Gruppo, con particolare riferimento agli obiettivi di performance assegnati ai Risk Taker Apicali di Gruppo non appartenenti alle Funzioni Aziendali di Controllo e i ruoli assimilati nell'ambito dei Sistemi di Incentivazione.

Inoltre, al fine di rafforzare l'indipendenza delle Funzioni Aziendali di Controllo, il Comitato Rischi (congiuntamente con il Comitato per il Controllo sulla Gestione) esprime un parere in merito ai Sistemi di Incentivazione del Chief Risk Officer e del Responsabile della Direzione Centrale Convalida Interna.

Il Comitato per il Controllo sulla Gestione

Al fine di rafforzare l'indipendenza delle Funzioni Aziendali di Controllo, il Comitato per il Controllo sulla Gestione esprime un parere in merito ai Sistemi di Incentivazione dei Risk Taker Apicali appartenenti alle Funzioni Aziendali di Controllo, del personale di livello più elevato e dei ruoli assimilati alle medesime. Tale parere è espresso congiuntamente con il Comitato Rischi per quanto attiene ai Sistemi di Incentivazione del Chief Risk Officer e del Responsabile della Direzione Centrale Convalida Interna e Controlli.

Il Chief Operating Officer e le Funzioni Aziendali di Controllo

Come sopra ricordato, il compito di approvare le politiche di remunerazione del personale spetta all'Assemblea, su proposta del Consiglio di Amministrazione e con il coinvolgimento del Comitato Remunerazioni.

La predisposizione delle suddette politiche di remunerazione da sottoporre al previsto iter approvativo compete al Chief Operating Officer che provvede a coinvolgere, per quanto di rispettiva competenza, come previsto dalla Normativa:

  • l'Area di Governo Chief Risk Officer, al fine di garantire la coerenza delle politiche di remunerazione e dei conseguenti sistemi di incentivazione con il Risk Appetite Framework (RAF) del Gruppo;
  • la Direzione Centrale Pianificazione e Controllo di Gestione, al fine di garantire la coerenza delle politiche di remunerazione e dei conseguenti sistemi di incentivazione con:
    • o gli obiettivi strategici di breve e medio-lungo termine delle Società e del Gruppo;
    • o il livello di patrimonializzazione e di liquidità delle Società e del Gruppo;
  • l'Area di Governo Chief Compliance Officer, al fine di garantire la verifica di conformità delle politiche di remunerazione e dei conseguenti sistemi di incentivazione alle norme, ai regolamenti, ai codici etici ed agli standard di condotta applicabil i al Gruppo.

Il Chief Audit Officer, in coerenza con le indicazioni dell'Autorità di Vigilanza, verifica annualmente la conformità delle prassi attuative di remunerazione alle politiche, informando il Consiglio di Amministrazione e l'Assemblea circa l'esito delle verifiche condotte.

La remunerazione dei componenti del Consiglio di Amministrazione

Compensi per la carica di Consigliere di Amministrazione

Lo Statuto della Banca prevede che ai componenti del Consiglio di Amministrazione spetti, oltre al rimborso delle spese sostenute per ragione del loro ufficio, un compenso che viene determinato in misura fissa per l'intero periodo di carica dall'Assemblea all'atto della loro nomina. All'atto della nomina, l'Assemblea determina, inoltre, il compenso additivo delle cariche di Presidente e Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione.

A favore dei Consiglieri di Amministrazione, è prevista la stipula di una polizza di assicurazione per la responsabilità amministrativa nei termini sottoposti all'Assemblea.

Compensi per la carica di Amministratore Delegato e CEO

A norma di Statuto, il Consigliere Delegato ricopre anche la carica di Direttore Generale di Intesa Sanpaolo.

Al Consigliere Delegato e Direttore Generale compete una remunerazione fissa e variabile determinata dal Consiglio di Amministrazione in coerenza con le politiche di remunerazione approvate dall'Assemblea.

Il Consiglio di Amministrazione, su proposta del Comitato Remunerazioni, ha determinato il compenso fisso spettante al Consigliere Delegato. Tale importo si cumula con quello spettante in qualità di Consigliere di Amministrazione. Al Consigliere Delegato in qualità di Direttore Generale spettano la retribuzione annua lorda, il sistema di incentivazione di breve e lungo termine e il trattamento previdenziale integrativo, nonché gli ulteriori fringe benefit del ruolo che vengono determinati dal Consiglio di Amministrazione nel rispetto delle Politiche di remunerazione e incentivazione dei dipendenti.

Compensi per la partecipazione al Comitato per il Controllo sulla Gestione

Lo Statuto prevede che l'Assemblea determini, all'atto della nomina del Comitato per il Controllo sulla Gestione e per l'intero periodo della carica, un compenso specifico per i Consiglieri di Amministrazione che compongono il Comitato, determinato esclusivamente in misura fissa ed in uguale misura per ciascun Consigliere, ma con un'apposita maggiorazione per il Presidente.

Compensi per la partecipazione agli altri Comitati consiliari

In relazione alle attività che i Consiglieri sono chiamati a svolgere quali componenti dei Comitati endo-consiliari, il Consiglio di Amministrazione, a norma di Statuto, determina un compenso fisso aggiuntivo per tali Consiglieri, in coerenza con le Politiche di remunerazione e incentivazione approvate dall'Assemblea. Inoltre, il Consiglio di Amministrazione ha integrato l'emolumento per la carica di Consigliere con un gettone di presenza in relazione all'effettiva partecipazione dei membri ai lavori dei Comitati e con un ulteriore compenso fisso lordo annuo per i presidenti dei Comitati stessi.

La politica di remunerazione relativa ai dipendenti e ai collaboratori non legati da rapporti di lavoro subordinati

Le politiche di remunerazione del Gruppo Intesa Sanpaolo si ispirano ai seguenti principi:

  • a) allineamento dei comportamenti del management e dei dipendenti con gli interessi di tutti gli Stakeholder, con focus sulla creazione di valore per gli Azionisti, nonché sull'impatto sociale prodotto sulle Comunità;
  • b) correlazione tra remunerazione e rischi assunti, attraverso: – l'indirizzo dei comportamenti del management e del personale verso il raggiungimento di obiettivi in un quadro di
    • regole indirizzate al controllo dei rischi aziendali; – sistemi retributivi allineati con le politiche di prudente gestione dei rischi finanziari e non (ivi inclusi rischi legali e
    • reputazionali), coerentemente con quanto definito nell'ambito del Risk Appetite Framework di Gruppo; – la definizione di una componente fissa sufficientemente elevata da consentire alla parte variabile di contrarsi
    • significativamente e azzerarsi al verificarsi di determinate condizioni;
  • c) orientamento agli obiettivi di medio-lungo temine tenendo conto della Risk Tolerance di Gruppo attraverso la definizione di un insieme di Sistemi di Incentivazione che consentano di orientare le performance su un periodo di accrual più che annuale e di condividere i risultati di medio-lungo termine conseguenti alla realizzazione del Piano d'Impresa;
  • d) merito, al fine di assicurare un accentuato collegamento con la prestazione fornita e la qualità manageriale evidenziata, attraverso:
    • la flessibilità retributiva da realizzarsi legando la componente variabile della retribuzione ai risultati raggiunti e ai rischi assunti;
    • l'attenzione alle risorse chiave e di alta qualità manageriale, destinatarie di un posizionamento retributivo competitivo rispetto al mercato di riferimento;
    • la differenziazione delle migliori performance cui saranno riconosciute livelli di premio variabile significativamente superiori rispetto alla media;
  • e) equità, al fine di stimolare comportamenti virtuosi e armonizzare i trattamenti retributivi attraverso:
    • la correlazione tra la retribuzione fissa della persona e il livello di responsabilità gestito, misurato attraverso l'adozione di un sistema di Global Banding44, certificato da primaria società di consulenza, o la seniority/ruolo professionale;
    • la differenziazione dei target retributivi e dell'incidenza della componente variabile sulla retribuzione globale in funzione della filiera professionale di appartenenza e/o del mercato geografico, a parità di fascia di Banding o della seniority/ruolo professionale;
  • f) neutralità rispetto al genere attraverso:
    • il riconoscimento di un pari livello di remunerazione, a parità di attività svolta, indipendentemente dal genere;
    • l'attenzione al gender pay-gap e alla sua evoluzione nel tempo;
  • g) sostenibilità, al fine di contenere gli oneri derivanti dall'applicazione della policy entro valori compatibili con le disponibilità economico-finanziarie, attraverso:
    • meccanismi di regolazione degli accantonamenti destinati a finanziare il monte incentivi complessivo in funzione della redditività aziendale e dei risultati conseguiti dal Gruppo;
    • interventi selettivi sulla retribuzione fissa basati su rigorosi benchmark di mercato;
    • l'individuazione di opportuni cap, sia al monte incentivi sia all'entità dei premi individuali;
  • h) conformità con le disposizioni di legge e regolamentari, con i codici di condotta e le altre disposizioni di autoregolamentazione con focus sui Risk Taker di Gruppo (e tra questi, sui Dirigenti con Responsabilità Strategiche, c.d. Risk Taker Apicali), sui Risk Taker di Legal Entity e sulle Funzioni Aziendali di Controllo;
  • i) correttezza nelle relazioni con la clientela.

La retribuzione del personale del Gruppo si articola in:

  • a) componente fissa e/o ricorrente;
  • b) componente variabile e/o non ricorrente.

a.1 Remunerazione fissa

La componente fissa del personale dipendente è definita sulla base di criteri prestabiliti e non discrezionali quali l'inquadramento contrattuale, il ruolo ricoperto, le responsabilità assegnate, la particolare esperienza e le competenze maturate dal dipendente.

Nel pieno rispetto delle disposizioni normative, rientrano nella componente fissa:

  • la retribuzione annua lorda che riflette il livello di esperienza professionale e l'anzianità del personale;
  • le indennità connesse al ruolo ricoperto, non collegate ad alcun tipo di indicatore di performance e assegnate in modo non discrezionale ai Risk Taker45 e al Middle Management46 appartenenti alle Funzioni Aziendali di Controllo e ai responsabili di ruoli commerciali nel perimetro della rete territoriale della Divisione Banca dei Territori;
  • le indennità riconosciute al personale espatriato, a fronte della copertura di eventuali differenziali di costo, qualità della vita e/o livelli retributivi propri del mercato di riferimento di destinazione;
  • le indennità e/o i compensi rivenienti da cariche ricoperte in organi sociali, a condizione che le stesse non siano riversate alla società di appartenenza;
  • gli eventuali benefit, aventi la finalità di accrescere la motivazione e la fidelizzazione delle risorse e assegnati non su base discrezionale. I benefit riconosciuti al personale del Gruppo possono avere natura contrattuale (es. previdenza complementare, assistenza sanitaria, ecc.) o derivare da scelte di politica retributiva (es. autovettura aziendale) e, pertanto, prevedere trattamenti differenziati nei confronti delle diverse categorie di personale.

44 Il Sistema di Global Banding adottato dal Gruppo Intesa Sanpaolo si basa sul raggruppamento in fasce omogenee di posizioni manageriali assimilabili per livelli di complessità/responsabilità gestiti, misurati mediante la metodologia internazionale di valutazione dei ruoli IPE (International Position Evaluation).

45 Perimetro Italia, Slovacchia e Croazia.

46 Perimetro Italia, Egitto e Cina.

a.2 Remunerazione ricorrente

Per i Consulenti Finanziari non dipendenti (di seguito anche "Consulenti Finanziari") e gli Agenti in attività finanziaria, la componente "ricorrente" è costituita dalle provvigioni che rappresentano la parte stabile e ordinaria della remunerazione.

In particolare, con riferimento ai Consulenti Finanziari, le provvigioni consentono di remunerare l'attività di collocamento, gestione e assistenza della clientela, nonché compensare le spese sostenute autonomamente per lo svolgimento della propria attività. Per quanto riguarda i Consulenti Finanziari con incarico accessorio di coordinamento e supervisione commerciale di specifiche attività e/o gruppi di Consulenti Finanziari, la remunerazione "ricorrente" è costituita dalle provvigioni di supervisione, per l'attività di coordinamento e supervisione di un gruppo di Consulenti Finanziari che operano nell'area di competenza, e dalle provvigioni di sviluppo, per l'attività di sviluppo e crescita dimensionale del gruppo di Consulenti Finanziari supervisionato.

Quanto agli Agenti in attività finanziaria, con riferimento ai collaboratori di Intesa Sanpaolo Agents4you (Agente in attività finanziaria), le provvigioni ricorrenti permettono di remunerare il collocamento dei prodotti bancari ed assicurativi in mandato ed è previsto un compenso aggiuntivo di coordinamento per i Team Leader per lo svolgimento dell'incarico accessorio di supervisione dell'attività commerciale. Con riferimento agli agenti in attività finanziaria di Prestitalia, specializzati in finanziamenti mediante cessione del quinto dello stipendio o della pensione, la remunerazione ricorrente è distinta in 3 componenti: provvigioni ordinarie, recurrent e integrative per fasce di produzione, come dettagliato nella Relazione sulle Remunerazioni.

b.1 Remunerazione variabile

La componente variabile è collegata alle prestazioni fornite dal personale e simmetrica rispetto ai risultati effettivamente conseguiti e ai rischi prudenzialmente assunti, ed è composta da:

  • componente variabile a breve termine, corrisposta tramite i Sistemi Incentivanti annuali e il Premio Variabile di Risultato (PVR);
  • componente variabile a lungo termine, corrisposta tramite il Piano POP (Performance-based Option Plan), destinato al Top Management, ai Risk Taker e ai Manager Strategici47, il Piano LECOIP 2.0, destinato ai Middle Manager (non inclusi nel Piano POP) e al restante Personale48 e eventuali altri piani di incentivazione a lungo termine (es. Piano pluriennale di fidelizzazione per alcuni dipendenti provenienti dalla Rete di UBI Top Private);
  • i Carried Interest ovvero le parti di utile di OICVM o FIA percepite dal personale per la gestione dell'OICVM o del FIA stesso49;
  • eventuali componenti variabili sia di breve sia di lungo termine, legate alla permanenza in azienda (patti di stabilità, di non concorrenza, una tantum di retention) o eccezionali (bonus d'ingresso);
  • eventuali benefit discrezionali.

Non è prevista l'attribuzione di bonus garantiti, con la sola eccezione, prevista per limitati casi di neo-assunti (bonus d'ingresso), fatta salva attenta valutazione ed analisi delle prassi di mercato, esclusivamente per il primo anno.

La distinzione della componente variabile della remunerazione in una quota a breve termine ed in una quota a lungo termine favorisce l'attraction e la retention delle risorse, consente di orientare le performance su un periodo di accrual più che annuale e di condividere i risultati di medio-lungo termine conseguenti alla realizzazione del Piano d'Impresa.

b.2 Remunerazione non ricorrente

Per i Consulenti Finanziari, la componente "non ricorrente" è rappresentata dalle provvigioni corrisposte a fini di incentivazione annuale, per indirizzare l'attività commerciale al raggiungimento di specifici obiettivi, tenendo in debita considerazione sia le strategie e gli obiettivi aziendali di lungo periodo delle Reti cui appartengono sia la correttezza nella relazione con il cliente.

Inoltre:

  • per circa 5.000 Consulenti Finanziari delle Reti Fideuram e Sanpaolo Invest è previsto un Piano Incentivante a Lungo Termine 2018-2021 finalizzato a sostenere il raggiungimento dei risultati previsti dal Piano d'Impresa per la Divisione Private Banking e a perseguirne il mantenimento nel tempo;
  • per i Consulenti Finanziari di nuovo ingresso di Fideuram, Intesa Sanpaolo Private Banking e Sanpaolo Invest una specifica componente non ricorrente è prevista nell'ambito dell'offerta di reclutamento.

Il pay-mix retributivo

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, nel pieno rispetto delle indicazioni normative, adotta tradizionalmente un pay mix opportunamente "bilanciato" tra la componente fissa (o ricorrente) e la parte variabile (o non ricorrente) al fine di:

  • consentire una gestione flessibile del costo del lavoro, in quanto la parte variabile può contrarsi sensibilmente sino ad azzerarsi in relazione al livello dei risultati effettivamente conseguiti nell'esercizio di riferimento;
  • scoraggiare comportamenti focalizzati al raggiungimento di risultati di breve termine, specie se derivanti da assunzione di rischi elevati.

Per conseguire le finalità sopra esposte è prassi del Gruppo stabilire ex ante limiti massimi ed equilibrati alla retribuzione variabile, attraverso la definizione di specifici cap all'incremento dei premi in relazione a eventuali over-performance.

A tratto generale, tale limite massimo alla retribuzione variabile è stato determinato:

47 Per Manager Strategici si intende coloro i quali tra gli Executive Director, non sono Risk Taker. Si precisa che si fa riferimento al perimetro Italia. 48 Perimetro Italia

49 Non rientra la quota di utile pro rata attribuita ai membri del personale in ragione di eventuali investimenti da questi effettuati nell'OICVM o nel FIA, purché proporzionale all'effettiva percentuale di partecipazione all'OICVM o FIA e non superiore al ritorno riconosciuto agli altri investitori. Per una corretta applicazione della disciplina, i gestori devono quindi essere in grado di individuare chiaramente le quote di utile che eccedono l'utile pro rata degli investimenti e che si configurano come carried interest.

  • nel 100% della remunerazione fissa per i ruoli non appartenenti alle Funzioni Aziendali di Controllo, salvo quanto diversamente specificato nella Relazione sulle Remunerazioni;
  • nel 33% della remunerazione fissa per i ruoli appartenenti alle Funzioni Aziendali di Controllo e quelli assimilati50 .

Nel computo della remunerazione variabile, rilevano sia la componente a breve termine relativa al Sistema Incentivante o al PVR che la componente a lungo termine assegnata tramite i Piani di incentivazione a lungo termine (il Piano POP e il Piano LECOIP 2.0), nonché eventuali componenti variabili legate alla permanenza in azienda o eccezionali. In particolare, i Piani POP e LECOIP 2.0 incidono sulla remunerazione variabile pro quota per tutto il periodo di maturazione.

Il limite massimo previsto nei criteri generali (1:1) è stato incrementato a 2:1, come previsto da CRD IV, consentito dalle Disposizioni di Vigilanza della Banca d'Italia e approvato dall'Assemblea, per i Risk Taker51 non appartenenti alle Funzioni Aziendali di Controllo e ai ruoli assimilati e per la popolazione di specifiche e limitate filiere professionali e segmenti di business ad alta redditività52 .

Inoltre, a partire dal 2019, in conformità con la facoltà accordata dalle Disposizioni di Vigilanza, il limite massimo alla retribuzione variabile è stato incrementato oltre il 2:1 e fino ad un massimo del 4:1 per il personale della filiera "Investimenti" delle Società del risparmio gestito del Gruppo, che svolgono la propria attività esclusivamente per il Gestore stesso.

Infine, l'Assemblea 2021 ha approvato l'innalzamento a 2:1 del rapporto tra remunerazione non ricorrente e remunerazione ricorrente anche ai Consulenti Finanziari non dipendenti delle Società del Gruppo e, più in particolare, di quelle del Gruppo Fideuram destinatari dell'offerta di reclutamento finalizzata a incentivare il trasferimento delle masse.

Nell'ambito del rispetto del cap tra remunerazione fissa e variabile (1:1), sono state, comunque, individuate opportune differenziazioni del pay mix con riferimento alle diverse famiglie professionali, ovvero per ambito di business, coerentemente con i riscontri ottenuti attraverso specifiche analisi di benchmarking riferite alle principali banche universali europee che garantiscono inoltre il rispetto del criterio di equità interna, stante l'utilizzo di riferimenti comuni a ciascuna fascia di popolazione.

L'adeguatezza degli importi è ulteriormente verificata rispetto alle prassi di mercato, con la continua partecipazione a indagini retributive a carattere nazionale e internazionale; per i ruoli a contenuto manageriale e altre particolari posizioni di business il riscontro avviene selezionando specifici peer group al fine di valutare l'allineamento competitivo con il mercato di riferimento più appropriato.

In rapporto ai dati di mercato, il Gruppo Intesa Sanpaolo si pone l'obiettivo di allineare le retribuzioni complessive ai valori mediani, fermo restando la possibilità di apportare opportune differenziazioni per posizioni di particolare criticità e/o risorse di elevata qualità manageriale.

La correlazione tra remunerazione, performance e rischi è assicurata per tutta la popolazione aziendale da:

  • il ricorso a un pay mix bilanciato, in quanto la componente fissa risulta sufficientemente elevata così da consentire alla parte variabile, la cui corresponsione non è mai garantita, di contrarsi significativamente e azzerarsi al verificarsi delle condizioni di seguito specificate;
  • l'applicazione del principio di merito che differenzia le migliori performance e, a fronte di queste, riconosce premi significativamente più elevati rispetto alla media;
  • l'adozione, in base al cosiddetto principio di sostenibilità finanziaria, di un meccanismo strutturato di funding della componente variabile (bonus pool) che correla l'ammontare da destinarsi all'incentivazione di tutti i segmenti aziendali all'andamento di un parametro di Gruppo, ad oggi identificato nel Risultato Corrente Lordo;
  • il ricorso al meccanismo di solidarietà tra risultati di Gruppo e di Divisione, in base al quale la somma dei premi complessivamente erogabili al personale di ciascuna Divisione dipende in parte dalla performance realizzata dal Gruppo nella sua interezza (riflessa nella dimensione del bonus pool) e in parte da quella della Divisione di appartenenza, misurata in termini di grado di contribuzione atteso rispetto al Risultato Corrente Lordo di Gruppo;
  • il rispetto delle condizioni di accesso previste dalle regolamentazioni internazionali e nazionali, ovvero:
    • o livello di gruppo, il raggiungimento di adeguati livelli di solidità patrimoniale e liquidità e, in ogni caso, quantomeno il rispetto dei limiti previsti nel RAF;
    • o a livello individuale, la correttezza dei comportamenti agiti (es. assenza di provvedimenti disciplinari che determinino anche solo un giorno di sospensione);
  • la misurazione della performance su più dimensioni, sia quantitative (redditività, crescita, produttività, costo del rischio/sostenibilità) che qualitative (azioni o progetti strategici – tra cui, per il 2021, è stato individuato il KPI trasversale di Gruppo "Environmental, Social and Governance (ESG)" – e qualità manageriali), e su perimetri differenti (Gruppo/Struttura/Individuo). A titolo esemplificativo, si rappresentano alcuni indicatori per driver di performance:
    • o Redditività: Proventi Operativi Netti/Risk Weighted Assets, Ricavi/Masse, Risultato della Gestione Assicurativa/Riserve Matematiche;
    • o Crescita: Raccolta Netta, Prodotto Bancario Lordo (Impieghi+Raccolta diretta+Raccolta indiretta), Risultato della Gestione Assicurativa;
    • o Produttività: Cost/Income, Riduzione costi operativi, Full Combined Ratio;

50 Per ruoli assimilati alle Funzioni Aziendali di Controllo ai sensi della Disciplina sulle remunerazioni si intendono il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili e il Responsabile della Direzione Centrale Tutela Aziendale in qualità di Data Protection Officer.

51 Esclusi i membri non esecutivi del Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo e i Risk Taker di Gruppo operanti in Slovacchia, Slovenia, Moldavia e Romania

52 I Private Banker, le filiere dell'Investment Banking, dei gestori investimenti Insurance e Private Banking, della Tesoreria e Finanza, la filiera commerciale della Divisione Asset Management dedicata al mercato non captive, i Responsabili della gestione e sviluppo prodotti della Divisione Insurance, i Responsabili di unità della Direzione Financial Institutions, i Global Relationship Manager della Direzione Global Corporate e della Direzione Financial Institutions, i Responsabili dei Desk Corporate e Financial Institutions degli Hub presenti nella Direzione Internazionale nonché, nell'ambito del Network di Všeobecná Úverová Banka (VUB), i Mortgage Specialists, i Personal Bankers e i Senior Customer Advisors.

  • o Costo del rischio/sostenibilità: NPL Ratio lordo, Flussi lordi da bonis a NPE, Perdite Operative/Proventi Operativi Netti, Concentration Risk, Mantenimento dei livelli target di Liquidity Coverage Ratio, Incidenza di rating e revisioni scadute sul totale portafoglio;
  • il ricorso a meccanismi correttivi che agiscono come demoltiplicatori del premio maturato: un meccanismo che misura il livello di rischio residuo di struttura, c.d. Q-factor, e altri due meccanismi correttivi, distinti per segmento di popolazione di appartenenza (Risk Taker Apicali di Business e Governance e Risk Taker di Business che operano in area mercato), che agiscono in funzione dei rischi assunti (per i primi in relazione alla capital adequacy e, per i secondi, in relazione al rispetto dei limiti fissati nel Risk Appetite Framework per i rischi specifici quali il rischio di mercato, il rischio di tasso d'interesse e il plafond sulla posizione complessiva in titoli governativi Italia classificati come HTC).

È fatto esplicito divieto al singolo dipendente di effettuare strategie di copertura personale o di assicurazioni sulla remunerazione (hedging strategies) o su altri aspetti che possano alterare o inficiare gli effetti di allineamento al rischio aziendale insiti nei meccanismi di remunerazione descritti.

La remunerazione non può essere corrisposta in forme, strumenti o modalità elusivi delle disposizioni normative.

La cessazione dal servizio di personale in possesso del diritto alla pensione di vecchiaia o di anzianità e/o dei trattamenti pensionistici dell'A.G.O. non fa venir meno il diritto alla corresponsione delle quote di spettanza, anche differite. In tutti gli altri casi, è facoltà dell'azienda riconoscere eventuali interventi, in funzione delle specifiche situazioni, in sede di risoluzione del rapporto di lavoro, anche attraverso accordi individuali di natura consensuale, realizzati mediante la sottoscrizione di apposite transazioni. Peraltro, negli ultimi anni, la Società ha sottoscritto con le organizzazioni sindacali specifici accordi relativi al cosiddetto "fondo di solidarietà", applicabili per i dipendenti di ogni ordine e grado, ivi compresi i dirigenti, attraverso i quali è stato tra l'altro disciplinato il trattamento da erogare al personale a seguito della cessazione del rapporto di lavoro, in caso di operazioni straordinarie e/o processi di ristrutturazione aziendale.

Secondo quanto previsto dalle Disposizioni di Vigilanza in tema di remunerazioni, i compensi pattuiti a qualunque titolo e/o forma in vista o in occasione della conclusione anticipata del rapporto di lavoro o per la cessazione anticipata della carica per la quota eccedente le previsioni del CCNL in merito all'indennità di mancato preavviso, costituiscono la c.d. severance, includendo tra questi anche gli eventuali compensi corrisposti in base al patto di non concorrenza limitatamente alla quota eccedente l'ultima annualità di remunerazione fissa.

I principi per la definizione di tali compensi nel Gruppo Intesa Sanpaolo, ispirati ai criteri della correlazione della severance pay alla performance continuativa fornita nel tempo e del contenimento del potenziale contenzioso, sono:

  • salvaguardia del grado di patrimonializzazione richiesto dalla Regolamentazione;
  • "no reward for failure";

– irreprensibilità dei comportamenti individuali (consistenza con la logica dei compliance breaches).

In ottemperanza a tali criteri e a quanto richiesto dalle Disposizioni di Vigilanza in tema di remunerazioni, in caso di pattuizione di un compenso che rientra in questa fattispecie, il Gruppo ha previsto che tale compenso:

  • sia pari, come ammontare massimo, a 24 mensilità della retribuzione fissa e sia determinato secondo modalità distinte, per segmento di popolazione, in modo da tenere in opportuna considerazione la valutazione complessiva dell'operato del soggetto e avendo particolare riguardo ai livelli di patrimonializzazione, liquidità e redditività del Gruppo e alla presenza o meno di sanzioni individuali comminate dall'Autorità di Vigilanza;
  • sia corrisposto secondo le modalità previste per la remunerazione variabile a breve termine, per ciascun segmento di popolazione;
  • sia incluso nel calcolo del rapporto tra la remunerazione variabile di competenza e la remunerazione fissa dell'ultimo anno di permanenza in azienda ad esclusione degli importi pattuiti e riconosciuti:
    • o in base ad un patto di non concorrenza, per la quota che, per ciascun anno di durata del patto, non eccede l'ultima annualità di remunerazione fissa;
    • o nell'ambito di un accordo per la composizione di una controversia attuale o potenziale (in qualunque sede raggiunto), se calcolati secondo una formula di calcolo predefinita e approvata preventivamente dall'Assemblea.

Il titolo Intesa Sanpaolo

L'andamento del titolo

Il 2021 è stato caratterizzato dalla prosecuzione del trend rialzista iniziato nel novembre del 2020, supportato dall'accelerazione della campagna vaccinale che ha consentito di rimuovere gradualmente le restrizioni sanitarie, con ricadute positive sulla ripresa economica e sui mercati azionari.

L'indice bancario europeo ha registrato una performance positiva del 36,2%, superiore rispetto a quella dell'indice Euro Stoxx che ha chiuso l'anno in rialzo del 20,4%.

L'indice bancario Italiano è cresciuto del 35,9%, in linea con il trend del comparto a livello europeo, guidato dalle attese di ripresa economica, scarse evidenze di deterioramento della qualità dell'attivo e dalle aspettative sulla prosecuzione del processo di consolidamento domestico, esprimendo invece un miglioramento più significativo rispetto all'indice FTSE MIB che ha concluso il 2021 in rialzo del 23%.

L'andamento della quotazione dell'azione ordinaria Intesa Sanpaolo nel corso dell'anno è risultata correlata a quella degli indici relativi al settore bancario, con una tendenza al ribasso a gennaio, quando è stato raggiunto il punto di minimo, una marcata crescita a febbraio, una successiva tendenza al rialzo fino agli inizi di giugno e poi al ribasso fino alla seconda decade di luglio, cui ha fatto seguito una progressiva crescita fino a metà ottobre, quando è stato raggiunto il punto di massimo, un significativo calo a novembre e un parziale recupero a dicembre, che ha portato a chiudere l'anno in crescita del 18,9% rispetto a fine 2020.

La capitalizzazione di Intesa Sanpaolo è salita a 44,2 miliardi a fine 2021 dai 37,2 miliardi di fine 2020.

Utile per azione

Il capitale sociale di Intesa Sanpaolo è costituito interamente da azioni ordinarie.

Il risultato netto loro attribuibile è determinato tenendo conto del valore dei dividendi unitari attribuiti, ripartendo poi la quota residua dell'utile netto – nell'ipotesi teorica di una sua totale assegnazione – in egual misura tra tutte le azioni in circolazione. L'indicatore Utile per azione (EPS – Earnings Per Share) viene presentato sia nella configurazione "base", sia in quella "diluita": l'EPS base è calcolato rapportando l'utile teoricamente attribuibile ai portatori delle azioni alla media ponderata delle azioni stesse in circolazione (escluse le azioni proprie riacquistate), mentre l'EPS diluito tiene conto anche degli effetti di eventuali future emissioni.

AZIONI ORDINARIE
31.12.2021 31.12.2020 31.12.2019 31.12.2018 31.12.2017
Media ponderata azioni (numero) 19.377.549.407 18.240.491.151 17.474.056.021 16.772.376.006 15.837.253.005
Risultato attribuibile alle diverse categorie di azioni
(milioni di euro)
4.185 3.277 4.182 4.050 6.900
Utile base per azione (basic EPS) (euro) 0,22 0,18 0,24 0,24 0,44
Utile diluito per azione (diluted EPS) (euro) 0,22 0,18 0,24 0,24 0,44

Price/book value

L'indicatore riflette il valore attribuito dal mercato al capitale sociale di un'azienda quotata e, quindi, indirettamente, al complesso delle attività ad essa riconducibili. Pur misurando il grado di apprezzamento che operatori ed analisti finanziari attribuiscono alle potenzialità reddituali ed alla solidità patrimoniale dell'azienda, il rapporto risente in misura significativa dei fattori esogeni che influiscono sulle quotazioni azionarie.

Anche per il Gruppo Intesa Sanpaolo, il livello e l'evoluzione dell'indicatore – al 31 dicembre 2021 calcolato sia sui dati medi annui che su quelli di fine esercizio – risultano influenzati dalla dinamica dei mercati e del settore di appartenenza. I dati di raffronto relativi agli esercizi dal 2017 al 2020 sono dati medi annui.

(milioni di euro)
31.12.2021 2021 2020 2019 2018 2017
Capitalizzazione di borsa 44.185 44.535 34.961 36.911 44.947 44.820
Patrimonio netto del Gruppo 63.775 64.823 60.920 54.996 53.646 52.558
Price / book value 0,69 0,69 0,57 0,67 0,84 0,85

Payout ratio

Il rapporto esprime la proporzione tra quanto destinato alla remunerazione degli azionisti e l'ammontare complessivo degli utili prodotti.

(milioni di euro)
2021 2020 2019 2018 2017
Risultato d'esercizio consolidato (*) 4.185 3.505 4.182 4.050 7.316
Dividendi (**) 2.932 2.626 - 3.449 3.419
Payout ratio 70% 75% - 85% 47%

(*) Ai fini del calcolo del payout, il risultato contabile consolidato dell'esercizio 2020, pari a 3.277 milioni, è stato rettificato escludendo le componenti relative all'acquisizione di UBI Banca costituite dagli effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione incluso il goodwill negativo (+2.062) e dagli oneri di integrazione (-1.378 milioni), nonché l'azzeramento del goodwill della Banca dei Territori (-912 milioni).

(**) Per gli esercizi 2021, 2020 e 2017 gli importi distribuiti sono stati in parte a carico di riserve. Relativamente al 2021, nel mese di novembre è stato distribuito un acconto per complessivi 1.399 milioni (al netto della quota non distribuita a fronte delle azioni proprie detenute alla record date, per un importo di circa 2 milioni).

In conformità con le disposizioni dell'Autorità di Vigilanza – che con comunicazione del 23 luglio 2021 ha confermato la scadenza al 30 settembre 2021 della propria raccomandazione volta a limitare la distribuzione di dividendi ed il riacquisto di azioni proprie – ed in linea con il Piano d'Impresa 2018-2021 – che ha previsto a valere sui risultati 2021 un ammontare di dividendi cash corrispondente ad un payout pari al 70% dell'utile netto consolidato – per l'esercizio 2021 il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo ha deliberato:

  • il 3 novembre 2021, nel rispetto delle disposizioni di cui al comma 4 dell'art. 2433-bis del Codice Civile, la distribuzione di un acconto sui dividendi 2021 per complessivi 1.399 milioni, corrispondenti ad un dividendo unitario di 7,21 centesimi di euro per ciascuna azione ordinaria (escluse le azioni proprie in portafoglio alla record date). Il relativo pagamento è avvenuto il 24 novembre 2021;

  • il 4 febbraio 2022, la proposta all'Assemblea di assegnare alle n. 19.430.463.305 azioni ordinarie in circolazione un dividendo unitario di 6,69 centesimi di euro per complessivi 1.300 milioni, nonché una parziale distribuzione della quota libera della Riserva sovrapprezzo per complessivi 233 milioni, nella misura di 1,20 centesimi di euro per azione.

Sulla base di quanto sopra, il dividendo relativo all'esercizio 2021 si determinerebbe in complessivi 15,1 centesimi per azione, per un monte dividendi di 2.932 milioni ed un payout pari al 70% dell'utile netto consolidato.

Relativamente all'esercizio 2020, l'Assemblea del 28 aprile 2021 ha deliberato la distribuzione cash di 3,57 centesimi di euro per azione, in parte a carico della Riserva sovrapprezzo, per un monte dividendi complessivo di 694 milioni, pari al massimo consentito dalla Raccomandazione della Banca Centrale Europea del 15 dicembre 2020, nel limite di 20 centesimi di punto di Common Equity Tier 1 ratio consolidato al 31 dicembre 2020. A tale assegnazione è andata poi a sommarsi una distribuzione cash aggiuntiva, deliberata dall'Assemblea del 14 ottobre 2021, per un totale di 1.932 milioni, corrispondenti ad un importo unitario di 9,96 centesimi di euro per ciascuna delle azioni ordinarie in circolazione (escluse le azioni proprie in portafoglio alla record date), avvenuta il 20 ottobre 2021. Complessivamente pertanto il dividendo corrisposto a valere sul risultato dell'esercizio 2020 è stato pari a 2.626 milioni che, rapportato all'utile netto consolidato 2020 – rettificato per tenere conto delle componenti relative all'acquisizione di UBI Banca, nonché della correlata rettifica dell'avviamento della Banca dei Territori – ha dato luogo ad un payout per il 2020 pari al 75%.

Con riferimento all'esercizio 2019 presentato in tabella, si rammenta che a seguito della revisione in data 31 marzo 2020 delle proposte all'Assemblea deliberate dal Consiglio di Amministrazione del 25 febbraio 2020, l'utile netto 2019 – dopo le assegnazioni al Fondo di beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale – era stato assegnato alla Riserva straordinaria, coerentemente con la Raccomandazione della Banca Centrale Europea del 27 marzo 2020 in merito alla politica dei dividendi nel contesto conseguente all'epidemia da COVID-19.

Si ricorda infine che il Piano d'Impresa 2022-2025, approvato dal Consiglio di Amministrazione del 4 febbraio 2022, ha indicato tra gli obiettivi principali quello di una solida e sostenibile creazione e distribuzione di valore: in tale ambito è stato previsto un payout del 70% in ciascun anno di Piano ed un ritorno addizionale di capitale agli Azionisti nel 2022 da realizzarsi attraverso di un acquisto di azioni proprie e loro successivo annullamento, con tempi e modalità che verranno resi noti nei termini previsti dalla normativa, per un controvalore pari a 3,4 miliardi di euro. L'operazione, il cui importo è equivalente al dividendo sospeso per il 2019, verrà proposta alla prossima Assemblea del 29 aprile 2022 subordinatamente all'approvazione da parte della BCE.

Dividend yield

L'indicatore misura il rendimento percentuale dell'azione, valorizzata al prezzo di mercato dell'esercizio di riferimento, in rapporto al dividendo attribuito. Tale rendimento, determinato sulla base dei prezzi annui medi, evidenzia nel tempo un livello sostenibile, tenuto anche conto della dinamica dei mercati finanziari. Per l'esercizio 2019 hanno influito – come in precedenza indicato – le Raccomandazioni della Banca Centrale Europea nel contesto conseguente all'epidemia da COVID-19. Come si evince dalla tabella, dal 2018 il capitale sociale di Intesa Sanpaolo è rappresentato unicamente da azioni ordinarie.

(euro)
2021 2020 2019 2018 2017
Azione ordinaria
Dividendo per azione 0,151 0,135 - 0,197 0,203
Prezzo medio del titolo 2,292 1,799 2,108 2,567 2,678
Dividend yield 6,59% 7,50% - 7,67% 7,58%
Azione risparmio
Dividendo per azione - - - - 0,214
Prezzo medio del titolo - - - - 2,517
Dividend yield - - - - 8,50%

Rating

Si sintetizzano di seguito le principali azioni sui rating di Intesa Sanpaolo decise dalle Agenzie di rating nel corso del 2021:

  • l'11 marzo S&P Global Ratings ha affermato i rating "BBB/A-2" di Intesa Sanpaolo e migliorato l'outlook da "negativo" a "stabile", allineandolo a quello dell'Italia. L'azione di rating ha riflesso la dimostrata resilienza di Intesa Sanpaolo allo scenario di stress rappresentato dalla pandemia e la ridotta probabilità di declassamento dei rating in assenza di una analoga azione sul sovrano. Il 23 novembre 2021 S&P ha ulteriormente migliorato da "stabile" a "positivo" l'outlook di Intesa Sanpaolo, in seguito all'analoga azione sul rating sovrano italiano del 22 ottobre;
  • il 12 maggio Moody's ha migliorato da "negativo" a "stabile" l'outlook del rating sul debito senior unsecured "Baa1" di Intesa Sanpaolo per riflettere la comprovata capacità di generare utili della banca e gli elevati buffer di capitale, considerati in grado di bilanciare l'atteso moderato deterioramento della qualità del credito.

  • l'11 giugno DBRS Morningstar ha confermato i rating "BBB(high)/R-1(low)" di Intesa Sanpaolo con trend "negativo". Il successivo 5 novembre l'Agenzia ha migliorato da "negativo" a "stabile" il trend sui rating a lungo e a breve termine, in seguito all'analoga azione sul rating sovrano del 29 ottobre;
  • il 17 dicembre 2021, Fitch ha innalzato i rating a lungo termine di Intesa Sanpaolo a "BBB" (da "BBB-") e a breve termine a "F2" (da "F3") con outlook "stabile", allineandoli a quelli dell'Italia, aggiornati il precedente 3 dicembre. La revisione delle performance e delle prospettive economiche si è tradotta in un upgrade del giudizio sulla solidità intrinseca di Intesa Sanpaolo (Viability rating) da "bbb-" a "bbb".

Si riportano di seguito i giudizi di rating assegnati a Intesa Sanpaolo dalle principali agenzie internazionali.

AGENZIE DI RATING
DBRS
Morningstar
Fitch
Ratings
Moody's S&P Global
Ratings
Debito a breve termine R-1 (low) (1) F2 P-2 A-2
Debito senior a lungo termine BBB (high) BBB Baa1 (2) BBB
Outlook / Trend sul debito senior a lungo termine Stabile Stabile Stabile Positivo
Viability - bbb - -

(1) Con trend stabile.

(2) Rating sul debito senior. Il rating sui depositi è "Baa1" con outlook stabile.

Indicatori Alternativi di Performance

L'European Securities and Markets Authority - ESMA ha emanato, ai sensi dell'articolo 16 del Regolamento n. 1095/2010/EU, specifici Orientamenti53 in merito ai criteri per la presentazione di Indicatori Alternativi di Performance (IAP) inseriti dagli emittenti europei nelle informazioni regolamentate (tra le quali la Relazione sulla gestione del Bilancio e le Relazioni intermedie sulla gestione della semestrale e dei Resoconti infrannuali), quando tali indicatori non risultano definiti o previsti dalla disciplina sull'informativa finanziaria. Tali orientamenti, in vigore dal 3 luglio 2016, sono volti a promuovere l'utilità e la trasparenza degli IAP inclusi nelle informazioni regolamentate, confermando un approccio comune verso l'utilizzo di questi ultimi, al fine di migliorarne la comparabilità, l'affidabilità, la comprensibilità e la coerenza nel tempo, con conseguenti benefici per gli utilizzatori finali. Consob54 ha recepito in Italia gli Orientamenti e li ha incorporati nelle proprie prassi di vigilanza.

Secondo la definizione degli Orientamenti ESMA, un Indicatore Alternativo di performance è un indicatore di performance finanziaria, posizione finanziaria o flussi di cassa storici o futuri, diverso da un indicatore finanziario definito o specificato nella disciplina applicabile sull'informativa finanziaria. Gli IAP sono solitamente ricavati dalle poste di bilancio redatte conformemente alla disciplina vigente sull'informativa finanziaria. Ciò che li distingue è che gli IAP non sono definiti nel quadro dell'informativa finanziaria, ma il loro uso è comunque diffuso e il loro ruolo è quello di trasmettere una visione della performance dell'entità più vicina alla visione del management rispetto a ciò che risulterebbe dall'uso delle sole misure definite.

Non rientrano strettamente nella definizione di IAP gli indicatori pubblicati in applicazione di misure prudenziali, comprese le misure definite nel Regolamento e nella Direttiva sui requisiti patrimoniali (CRR/CRD IV), gli indicatori fisici o non finanziari, e gli indicatori sociali ed ambientali.

Gli Indicatori Alternativi di Performance di Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo redige il proprio bilancio, in applicazione del D. Lgs. 28 febbraio 2005 n. 38, secondo i principi contabili IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e le relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Standards – Interpretations Committee (IFRS-IC) ed omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002, sulla base delle "Istruzioni per la redazione del bilancio dell'impresa e del bilancio consolidato delle banche e delle società finanziarie capogruppo di gruppi bancari" emanate dalla Banca d'Italia (Circolare 262/2005 e successivi aggiornamenti), come indicato in dettaglio nella Parte A della Nota integrativa.

Per facilitare la comprensione delle dinamiche economiche e patrimoniali Intesa Sanpaolo utilizza anche diversi Indicatori Alternativi di Performance (IAP), con la finalità di una rappresentazione chiara, sintetica ed immediata delle risultanze reddituali, delle consistenze patrimoniali e delle performance ottenute. Gli IAP di Intesa Sanpaolo – di impiego diffuso in ambito bancario e finanziario – sono anche impiegati nel processo decisionale, sia operativo che strategico, da parte del Management.

Si sottolinea in proposito che gli Indicatori Alternativi di Performance utilizzati rappresentano informazioni supplementari rispetto alle misure definite in ambito IFRS. Gli indicatori – illustrati nel seguito in conformità ai sopra indicati Orientamenti di ESMA – includono i margini del Conto economico riclassificato, gli aggregati dello Stato patrimoniale riclassificato ed altri indicatori calcolati a partire dai valori presenti nel bilancio. Le grandezze impiegate sono puntualmente riconciliabili con le relative misure definite in ambito IFRS attraverso le indicazioni fornite nell'ambito della Relazione sulla gestione e i prospetti di riconciliazione inclusi negli Allegati al Bilancio. I dati utilizzati sono normalmente riesposti per omogeneità di confronto ove la riesposizione risulti necessaria e di importo materiale, ovvero "rideterminati" qualora, in occasione di operazioni importanti o particolari, risulti opportuno affiancare ai dati riesposti dati rideterminati anche attraverso il ricorso ad evidenze di tipo gestionale55 .

Nel contesto conseguente all'epidemia da COVID-19, si segnala che, in coerenza con le indicazioni ESMA, non sono stati introdotti nuovi indicatori, né sono state apportate modifiche agli indicatori normalmente utilizzati.

Margini del conto economico riclassificato

Con riferimento al conto economico riclassificato sono stati identificati quali Indicatori Alternativi di Performance gli aggregati e i margini di seguito descritti.

Proventi operativi netti: in questo aggregato vengono ricompresi i proventi caratteristici ed altri proventi/oneri strettamente correlati alla gestione operativa. Sono dati dalla somma delle seguenti voci dello schema di conto economico riclassificato:

  • Interessi netti; - Commissioni nette;

53 Guidelines on Alternative Performance Measures (APMs) - ESMA/2015/1415en. Orientamenti Indicatori alternativi di performance - ESMA/2015/1415it.

54 Comunicazione Consob n. 0092543 del 3 dicembre 2015.

55 Il ricorso alla fattispecie dei "dati rideterminati" è avvenuto solo nel 2021, in relazione all'acquisizione del Gruppo UBI Banca, per rendere possibile la presentazione di dati di raffronto omogenei.

  • Risultato dell'attività assicurativa;
  • Risultato delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • Altri proventi (oneri) operativi netti.

Costi operativi: aggregato nel quale sono compendiati i costi e gli oneri riferiti all'attività operativa inclusi nelle seguenti voci dello schema di conto economico riclassificato:

  • Spese del personale;
  • Spese amministrative;
  • Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali.

Risultato della gestione operativa: ottenuto dalla differenza tra i Proventi operativi netti e i Costi operativi, così come sopra descritti, rappresenta il risultato della gestione operativa.

Risultato corrente lordo: margine che quantifica il risultato della gestione tenendo conto degli effetti da valutazione e realizzo riferiti ai crediti e ad altre attività. Viene ottenuto sottraendo/aggiungendo al Risultato della gestione operativa le seguenti voci dello schema di conto economico riclassificato:

  • Rettifiche di valore nette su crediti;
  • Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività;
  • Altri proventi (oneri) netti;
  • Utile (Perdita) delle attività operative cessate.

Concorrono infine alla formazione del risultato netto le componenti economiche al di fuori del governo aziendale (imposte, tributi e oneri finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario), gli elementi di natura «contabile» (effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione e rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili), nonché gli oneri correlati a processi di ristrutturazione/riorganizzazione. Si tratta delle seguenti voci dello schema di conto economico riclassificato:

  • Imposte sul reddito;
  • Oneri di integrazione ed incentivazione all'esodo (al netto delle imposte);
  • Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte);
  • Tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte);
  • Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte);
  • Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi.

Per le informazioni di dettaglio sulla composizione delle singole voci del conto economico riclassificato sopra citate, si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sulla gestione relativo ai risultati economici. Le riconciliazioni tra le singole voci dello schema di conto economico riclassificato e le voci dei prospetti contabili sono invece riportate in allegato al bilancio, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.

Aggregati dello Stato patrimoniale riclassificato

Con riferimento allo Stato patrimoniale riclassificato, la cui logica è prevalentemente di sintesi rispetto agli schemi di bilancio, si indicano nel seguito gli aggregati individuati quali Indicatori Alternativi di Performance, rinviando allo specifico capitolo di questa Relazione sulla gestione per le rimanenti voci dello schema di Stato patrimoniale riclassificato direttamente riconducibili agli schemi di bilancio. Le riconciliazioni tra le singole voci dello schema di Stato patrimoniale riclassificato e le voci dei prospetti contabili sono riportate in allegato al bilancio, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.

Finanziamenti verso banche

L'aggregato comprende le poste tipiche dell'intermediazione creditizia con banche dal lato dell'attivo.

La voce è principalmente costituita dai Crediti verso banche inclusi fra le Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato. Sono inoltre qui ricondotti gli eventuali finanziamenti verso banche classificati fra le Attività finanziarie detenute per la negoziazione, le Attività finanziarie designate al fair value, le Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value e le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Finanziamenti verso clientela

L'aggregato comprende le poste tipiche dell'intermediazione creditizia con clientela dal lato dell'attivo.

Si presenta principalmente costituito da Crediti verso clientela classificati fra le Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, riconducibili a finanziamenti verso clientela e, in misura più contenuta, a esposizioni in titoli (emessi da imprese non finanziarie, enti pubblici ed altri) rappresentativi di finanziamenti verso clientela. Sono inoltre qui ricompresi gli eventuali finanziamenti verso clientela classificati fra le Attività finanziarie detenute per la negoziazione, le attività finanziarie designate al fair value, le Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value e le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Attività finanziarie

L'aggregato riunisce le poste finanziarie attive e passive dell'operatività bancaria (sono escluse quindi le attività e le passività finanziarie di pertinenza delle imprese assicurative). In dettaglio, vengono ricomprese le seguenti voci dell'Attivo patrimoniale riclassificato, secondo le definizioni di seguito riportate: Attività finanziarie al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti; Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico e Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva. Rientra nell'aggregato anche la voce Passività finanziarie di negoziazione, del

Passivo patrimoniale riclassificato, considerata al netto dei certificati di investimento (certificates), in quanto inclusi nella raccolta diretta bancaria.

Attività finanziarie al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti

L'aggregato include la quota di Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (sia Crediti verso banche che Crediti verso clientela) che non sono detenute con finalità di finanziamento. Trattasi, nella sostanza, dei titoli di debito di banche, governi, imprese finanziarie ed assicurazioni.

Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico

Comprendono le Attività finanziarie detenute per la negoziazione, designate al fair value e obbligatoriamente valutate al fair value diverse da quelle rappresentative di finanziamenti verso clientela e finanziamenti verso banche, le quali vengono ricondotte agli specifici aggregati in precedenza descritti. La composizione della voce è riportata nella tabella di dettaglio inclusa nel commento agli aggregati patrimoniali.

Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva

Comprendono le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, ad eccezione delle eventuali quote rappresentative di finanziamenti verso clientela e finanziamenti verso banche, ricondotte agli specifici aggregati in precedenza descritti. La composizione della voce è riportata nella tabella di dettaglio inclusa nel commento agli aggregati patrimoniali.

Attività finanziarie della clientela

L'aggregato rappresenta la totalità delle disponibilita finanziarie depositate dalla clientela del Gruppo nelle diverse forme tecniche sia di raccolta diretta, bancaria e assicurativa, che indiretta, così come sotto definite. Al fine di evitare duplicazioni, l'aggregato è costruito elidendo quelle componenti di raccolta indiretta che costituiscono anche forme di raccolta diretta.

Raccolta diretta bancaria

L'aggregato riunisce le poste relative alla provvista da clientela. Oltre alle passività finanziarie valutate al costo ammortizzato rappresentate dai Debiti verso clientela (al netto dei debiti per leasing riclassificati fra le Altre voci del passivo) e dai Titoli in circolazione, è ricompresa anche la raccolta – nella forma tecnica dei certificati di investimento (certificates) e, in misura del tutto marginale, in altri strumenti – classificata nelle voci Passività finanziarie di negoziazione e Passività finanziarie designate al fair value.

Raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche

L'aggregato, costituito dalle voci di raccolta relative al comparto assicurativo, include le Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 (stante l'applicazione del Deferral approach da parte delle compagnie assicurative del Gruppo). Fanno parte della raccolta diretta assicurativa anche le Riserve tecniche, che rappresentano il debito nei confronti della clientela che ha sottoscritto polizze tradizionali o polizze con rischio assicurativo significativo. Sono infine comprese le Passività subordinate di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 (in relazione alla già indicata applicazione del Deferral approach).

Raccolta indiretta

L'aggregato rappresenta l'attività di investimento e distribuzione – di titoli, fondi comuni, gestioni patrimoniali, assicurazioni – svolta per conto terzi o in connessione con l'attività di gestione di patrimoni mobiliari. La valorizzazione degli stock è a valore di mercato. La raccolta indiretta è suddivisa in Raccolta Gestita (fondi comuni, gestioni patrimoniali, prodotti assicurativi, fondi pensione e polizze individuali pensionistiche) e Raccolta Amministrata (tutti i titoli in custodia e amministrazione non riconducibili a forme di Raccolta Gestita: titoli di Stato, Azioni, Obbligazioni di terzi, ecc.).

Per tutti gli Indicatori Alternativi di Performance sopra indicati, nella Relazione sulla gestione e negli allegati al bilancio vengono forniti i dettagli testuali e tabellari delle aggregazioni, oltre agli schemi di raccordo tra i prospetti contabili normati dalla Banca d'Italia e gli schemi riclassificati. Nel caso di riesposizioni e/o rideterminazioni56 dei dati di raffronto, gli allegati al bilancio riportano puntualmente i relativi elementi di raccordo.

Altri Indicatori Alternativi di Performance

Oltre agli Indicatori Alternativi di Performance rappresentati dai margini del Conto economico riclassificato e dagli aggregati dello Stato patrimoniale riclassificato sopra descritti, Intesa Sanpaolo pubblica anche i seguenti IAP.

Indicatori di redditività

Cost/income

L'indicatore è calcolato rapportando i costi operativi (spese del personale, spese amministrative e ammortamenti) ai proventi operativi netti dello schema di Conto economico riclassificato, ed esprime sinteticamente l'efficienza della gestione operativa. Per informazioni sulla composizione delle voci al numeratore e al denominatore di tale rapporto si rimanda a quanto in precedenza indicato nonché agli schemi di raccordo allegati al bilancio per una loro puntuale riconciliazione.

ROE – Return On Equity

L'indicatore è calcolato come rapporto tra risultato netto e patrimonio netto, ed esprime la redditività generata dal patrimonio a disposizione. In particolare:

56 Si veda la nota precedente.

  • al numeratore, viene utilizzato il risultato netto di Conto economico; solo in casi eccezionali l'utile può essere rettificato per tenere conto di eventuali elementi non ricorrenti, che vengono puntualmente specificati nell'ambito dei singoli indicatori impattati. Nelle situazioni infrannuali l'utile viene annualizzato (ad esclusione di eventuali componenti non ricorrenti, non annualizzate);
  • al denominatore, il patrimonio netto considerato è quello di pertinenza del Gruppo di fine esercizio/periodo e non tiene conto degli strumenti di Capitale AT1 e dell'utile di esercizio/periodo.

ROA – Return On Assets

L'indicatore è calcolato rapportando il risultato netto al totale delle attività, fornendo un'indicazione di sintesi circa la redditività degli asset aziendali. In particolare:

  • al numeratore, viene utilizzato il risultato netto di Conto economico; solo in casi eccezionali l'utile può essere rettificato per tenere conto di eventuali elementi non ricorrenti, che vengono puntualmente specificati nell'ambito dei singoli indicatori impattati. Nelle situazioni infrannuali l'utile viene annualizzato (ad esclusione di eventuali componenti non ricorrenti, non annualizzate);
  • al denominatore, il totale attivo è quello puntuale di fine esercizio/periodo.

Price/Book value

L'indicatore, che riflette il valore attribuito dal mercato ad Intesa Sanpaolo e, quindi, indirettamente al complesso delle attività ad essa riconducibili, è calcolato rapportando la capitalizzazione di borsa all'ammontare del patrimonio netto. Viene pubblicato sulla base di una serie storica rappresentata dai dati degli ultimi 5 esercizi/periodi, cui si aggiunge il calcolo sui valori puntuali alla data di reporting. Più in dettaglio:

  • al numeratore viene utilizzata la capitalizzazione media nell'esercizio/periodo oggetto di reporting. La capitalizzazione media è calcolata sulla base del prezzo medio delle azioni (media aritmetica dei prezzi giornalieri di chiusura delle contrattazioni di Borsa Italiana) moltiplicato per il numero ponderato delle azioni durante l'esercizio/periodo di riferimento. In aggiunta alla capitalizzazione media, viene pubblicata anche la capitalizzazione di fine esercizio/periodo, utilizzata ai fini del calcolo del price/book value su dati puntuali. La capitalizzazione di fine esercizio/periodo è calcolata moltiplicando il prezzo di chiusura delle contrattazioni di Borsa Italiana dell'ultimo giorno di mercato aperto per il numero di azioni alla fine dell'esercizio/periodo;
  • al denominatore viene utilizzato il patrimonio netto medio di pertinenza del Gruppo, calcolato come semisomma del patrimonio di inizio e fine esercizio/periodo. In aggiunta al patrimonio medio, viene pubblicato anche il patrimonio di fine esercizio/periodo a fini del calcolo del price/book value su dati puntuali.

Payout ratio

L'indicatore, pubblicato in forma tabellare nel Bilancio annuale sulla base di una serie storica rappresentata dai dati degli ultimi 5 esercizi, esprime la proporzione tra quanto destinato alla remunerazione degli azionisti e l'ammontare complessivo degli utili prodotti. In particolare:

  • al numeratore, viene utilizzato l'ammontare dei dividendi cash di cui è stata proposta/deliberata la distribuzione agli azionisti, inclusivo di eventuali importi rivenienti da distribuzione di riserve disponibili;
  • al denominatore viene utilizzato il risultato netto di Conto economico consolidato, solo eccezionalmente rettificato per tenere conto di eventuali elementi non ricorrenti, puntualmente identificati.

Dividend Yield

L'indicatore, pubblicato in forma tabellare nel Bilancio annuale sulla base di una serie storica rappresentata dai dati degli ultimi 5 esercizi, misura il rendimento percentuale dell'azione valorizzata al prezzo di mercato in rapporto al dividendo. In particolare:

  • al numeratore viene utilizzato l'ammontare del dividendo unitario proposto/deliberato;
  • al denominatore viene utilizzato il prezzo medio del titolo, calcolato come media aritmetica annuale dei prezzi giornalieri di chiusura delle contrattazioni di Borsa Italiana.

Indicatori di rischiosità

Sofferenze nette/Finanziamenti verso clientela

L'indicatore rapporta i finanziamenti in sofferenza all'ammontare complessivo dei Finanziamenti verso clientela, fornendo indicazioni sintetiche circa la qualità del portafoglio crediti. I valori sono quelli di bilancio, al netto cioè delle relative rettifiche di valore e non includono i crediti oggetto di cessione appostati tra le attività in dismissione. Per la definizione dell'aggregato Finanziamenti verso clientela, si rinvia a quanto in precedenza esposto.

Crediti deteriorati netti/Finanziamenti verso clientela

L'indicatore rapporta l'ammontare dei Crediti deteriorati (sofferenze, inadempienze probabili e crediti scaduti/sconfinanti) all'ammontare complessivo dei Finanziamenti verso clientela, fornendo indicazioni sintetiche circa la qualità del portafoglio crediti. I valori sono quelli di bilancio, al netto cioè delle relative rettifiche di valore, e non includono i crediti oggetto di cessione appostati tra le attività in dismissione. Per la definizione dell'aggregato Finanziamenti verso clientela, si rinvia a quanto in precedenza esposto.

Rettifiche di valore accumulate su finanziamenti in sofferenza/Finanziamenti in sofferenza verso clientela lordi

L'indicatore rapporta l'ammontare complessivo delle rettifiche di valore accumulate sui Finanziamenti verso clientela in sofferenza all'ammontare dei Finanziamenti verso clientela in sofferenza al lordo di tali rettifiche, fornendo indicazioni sintetiche circa il livello di copertura dei finanziamenti in sofferenza. I valori non includono i crediti oggetto di cessione appostati tra le attività in dismissione. Per la definizione dell'aggregato Finanziamenti verso clientela si rinvia a quanto in precedenza esposto.

Rettifiche di valore accumulate su crediti deteriorati/Crediti deteriorati lordi

L'indicatore rapporta l'ammontare complessivo delle rettifiche di valore accumulate sui Crediti deteriorati (sofferenze, inadempienze probabili e crediti scaduti/sconfinanti) all'ammontare dei Crediti deteriorati al lordo di tali rettifiche, fornendo indicazioni sintetiche circa il livello di copertura dei Crediti deteriorati. I valori non includono i crediti oggetto di cessione appostati tra le attività in dismissione. Per la definizione dell'aggregato Finanziamenti verso clientela si rinvia a quanto in precedenza esposto.

Costo del credito/Costo del rischio

L'indicatore rapporta l'ammontare delle rettifiche di valore dell'esercizio/periodo del conto economico riclassificato all'ammontare dei Finanziamenti verso clientela di fine esercizio/periodo, fornendo indicazioni sintetiche circa l'incidenza nell'esercizio/periodo delle rettifiche di valore sul portafoglio. Per la definizione dell'aggregato Finanziamenti verso clientela si rinvia a quanto in precedenza esposto. Nelle situazioni infra-annuali, il numeratore viene annualizzato.

Altri indicatori

Loan to deposit ratio

L'indicatore rapporta i Finanziamenti verso clientela all'ammontare della Raccolta diretta bancaria, fornendo indicazioni sintetiche sulla struttura dell'intermediazione con la clientela. Per la definizione degli aggregati Finanziamenti verso clientela e Raccolta diretta bancaria si rinvia a quanto in precedenza esposto.

Capitali assorbiti

Il capitale assorbito è una misura del capitale di rischio associato ad ogni Divisione del Gruppo in relazione alla specifica operatività. Il capitale è calcolato in base agli RWA (Risk Weighted Assets) misurati coerentemente con la normativa vigente e integrati, laddove necessario, con dati gestionali di capitale "economico"57 per tenere conto dei rischi non coperti dalla metrica regolamentare.

57 Il capitale economico consiste nella stima interna della massima perdita "inattesa" in cui il Gruppo può incorrere in un determinato orizzonte temporale e considerando il livello di confidenza desiderato. Esso mira a quantificare le potenziali perdite economiche connesse ai singoli rischi cui il Gruppo è esposto.

Altre informazioni

In relazione ad informazioni da produrre nel fascicolo di bilancio in quanto richieste da specifiche disposizioni si segnala quanto segue:

  • l'elenco delle società del Gruppo e delle società partecipate è riportato, secondo le modalità previste dalla Banca d'Italia, nell'ambito della Nota integrativa del presente bilancio consolidato (Parte A e Parte B - Attivo - Sezione 7);
  • nella Nota integrativa del presente bilancio sono altresì riportate (Parte E Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura – Premessa) le informazioni circa gli obblighi previsti, ai sensi dell'art. 15 del Regolamento Mercati Consob n. 20249/2017 (e successive modifiche e integrazioni), con riferimento alle società controllate costituite e regolate dalla legge di Stati non appartenenti all'Unione Europea;
  • al fine di consentirne una lettura congiunta, tutte le informazioni relative all'operatività e ai rapporti della Banca e del Gruppo nei confronti di parti correlate, non solo quelle previste dal principio contabile IAS 24 ma anche quelle richieste dall'art. 5, comma 8, del Regolamento Consob 17221 del 12 marzo 2010 (adottato ai sensi dell'art. 2391 bis del Codice Civile), sono riportate nella Parte H della Nota integrativa consolidata;
  • le informazioni sulle azioni proprie della Capogruppo Intesa Sanpaolo detenute e negoziate a livello consolidato sono riportate nella Parte F della Nota integrativa consolidata;
  • per quanto riguarda le informazioni ai sensi dell'art.123 bis del Testo Unico della Finanza, relative al governo societario e agli assetti proprietari di Intesa Sanpaolo, oltre a quanto sinteticamente riportato nel capitolo "Corporate Governance e politiche di remunerazione" della presente Relazione, si rinvia al documento "Relazione su Governo Societario e Assetti Proprietari" consultabile nella sezione Governance del sito istituzionale di Gruppo, all'indirizzo www.group.intesasanpaolo.com;
  • con riferimento invece alle informazioni sui compensi ai Componenti degli Organi di amministrazione e controllo, ai Direttori generali e ai Dirigenti con responsabilità strategiche e sulle azioni della Capogruppo da loro detenute, nonché sull'attribuzione di strumenti finanziari a esponenti aziendali, dipendenti o collaboratori di cui all'art. 123 ter del Testo Unico della Finanza, oltre a quanto sinteticamente descritto nel richiamato capitolo "Corporate Governance e politiche di remunerazione" della presente Relazione, si rimanda alla specifica "Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti", pubblicata nella sezione "Governance" del sito istituzionale di Gruppo;
  • l'informativa al pubblico relativa al Terzo Pilastro di Basilea (c.d. Pillar 3), riportata in apposito separato fascicolo, viene resa disponibile nel sito istituzionale di Gruppo, alla sezione Governance, Risk management;
  • l'informativa al pubblico Stato per Stato (Country-By-Country Reporting) così come prevista dall'Art. 89 della Direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (CRD IV), è pubblicata anch'essa nel sito istituzionale di Gruppo, alla sezione Governance, Risk management;
  • per quanto concerne infine le informazioni di carattere non finanziario previste dal D. Lgs. n. 254 del 30 dicembre 2016 in attuazione della Direttiva 2014/95/UE, Intesa Sanpaolo ha optato per riportarle in una relazione distinta redatta a livello consolidato, denominata "Dichiarazione Consolidata Non Finanziaria", consultabile alla sezione "Sostenibilità" del sopra indicato sito internet di Gruppo.

La prevedibile evoluzione della gestione

Sullo scenario economico per il 2022 gravano i rischi geopolitici sollevati dalla guerra russo-ucraina, con le ripercussioni sul mercato dell'energia, sulla dinamica inflazionistica e quindi sulla crescita. La riduzione dei ritmi di espansione dell'attività sarà più marcata, rispetto alla media globale, nell'eurozona e in Italia. L'inflazione dovrebbe restare ovunque molto elevata in media annua. La Federal Reserve inizierà una fase di rialzi dei tassi ufficiali, a cui si dovrebbe aggiungere nei mesi finali anche una riduzione dei reinvestimenti delle scadenze di portafoglio, per accelerare la rimozione dello stimolo monetario. Nell'area dell'euro, la BCE ridurrà gli acquisti netti di titoli obbligazionari e potrebbe alzare i tassi di interesse ufficiali entro la fine dell'anno. Il rialzo dei tassi a medio e lungo termine dovrebbe proseguire anche nel 2022. L'approssimarsi della fine della legislatura in Italia potrebbe inoltre incidere sullo spread Btp-Bund.

Nel 2022 sia in area CEE/SEE sia nell'Est Europa ed in Russia, la crescita del PIL è attesa in rallentamento a causa dei riflessi del citato conflitto, degli effetti degli elevati prezzi delle materie prime e di potenziali nuove ondate pandemiche. Con riferimento alla Russia, le persistenti tensioni con l'Occidente - anche in relazione a un contesto sanzionatorio - in merito alla crisi ucraina da un lato supportano i corsi di gas naturale e petrolio, dall'altro evidenziano rischi di forte impatto al ribasso sulle prospettive di crescita (e recessione economica) ed al rialzo sull'inflazione.

In Egitto, grazie anche al lancio di imponenti progetti infrastrutturali annunciati dalle Autorità locali, il profilo della crescita dovrebbe mantenersi lungo un trend di lungo periodo stimato dal FMI ancora sopra il 5%.

Con riguardo al sistema bancario italiano, si prospetta un lento recupero della dinamica dei prestiti alle imprese. Da un lato il fabbisogno finanziario potrà essere in parte colmato con l'utilizzo del buffer di liquidità depositato dalle imprese presso le banche, dall'altro non si può escludere un aumento della domanda di credito connesso ai maggiori costi della produzione. Il credito alle famiglie è visto proseguire a ritmi più saldi di quello alle imprese, sostenuto dai mutui per l'acquisto della casa nel contesto del buon momento del mercato immobiliare residenziale, a sua volta determinato dalle nuove esigenze abitative e di lavoro emerse a seguito della pandemia, dagli incentivi fiscali, dal recupero dei prezzi delle case, dai tassi ancora bassi e dalla mobilizzazione di parte dell'eccesso di risparmio accumulato dalle famiglie.

La raccolta da clientela dovrebbe vedere il proseguimento di una buona dinamica dei depositi, sebbene in graduale rallentamento. Permarranno condizioni per una crescita moderata dei conti correnti, soprattutto per il possibile perdurare di un clima di incertezza. Per le famiglie si prospetta una graduale ricomposizione di portafoglio verso forme di investimento più remunerate. Le consistenti giacenze sui conti correnti e il sostanziale contributo del rifinanziamento BCE continueranno a consentire un contenimento del costo della raccolta. I tassi sui prestiti saranno ancora bassi, particolarmente in termini reali.

Per l'industria dell'asset management e delle assicurazioni vita si delinea la conferma di una buona resilienza, anche in condizioni di tensioni sui mercati finanziari. I flussi di risparmio verso questi comparti potranno essere alimentati dal bacino delle ampie disponibilità liquide, verosimilmente in eccesso, confluite negli anni passati e nel 2021 sui depositi bancari. Altro fattore determinante è la domanda di consulenza di fronte alle scelte di destinazione del risparmio a investimento.

Per il Gruppo Intesa Sanpaolo ci si attende, per l'esercizio 2022, una crescita dei ricavi e un continuo cost management, un conseguente aumento del risultato della gestione operativa e, anche per una forte riduzione del costo del rischio, del risultato corrente lordo e un utile netto di oltre 5 miliardi.

Per quanto riguarda la politica dei dividendi del Gruppo, a valere sui risultati del 2022 si prevede la distribuzione di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari al 70% dell'utile netto.

Il Consiglio di Amministrazione

Milano, 1° marzo 2022

Prospetti contabili consolidati

195

Stato patrimoniale consolidato

(milioni di euro)
Voci dell'attivo 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni
assolute %
10. Cassa e disponibilità liquide 14.756 13.733 1.023 7,4
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 52.731 58.246 -5.515 -9,5
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 47.181 53.165 -5.984 -11,3
b) attività finanziarie designate al fair value 4 3 1 33,3
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 5.546 5.078 468 9,2
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 67.580 57.858 9.722 16,8
35. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi
dello IAS 39
206.800 177.170 29.630 16,7
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 668.866 612.481 56.385 9,2
a) crediti verso banche 163.937 107.316 56.621 52,8
b) crediti verso clientela 504.929 505.165 -236 -0,0
45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
85 71 14 19,7
50. Derivati di copertura 1.732 1.134 598 52,7
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 392 2.400 -2.008 -83,7
70. Partecipazioni 1.652 1.996 -344 -17,2
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 208 93 115
90. Attività materiali 10.792 10.850 -58 -0,5
100. Attività immateriali 9.342 8.194 1.148 14,0
di cui:
- avviamento 3.574 3.154 420 13,3
110. Attività fiscali 18.808 19.503 -695 -3,6
a) correnti 3.555 2.326 1.229 52,8
b) anticipate 15.253 17.177 -1.924 -11,2
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.422 28.702 -27.280 -95,0
130. Altre attività 13.837 10.183 3.654 35,9
Totale dell'attivo 1.069.003 1.002.614 66.389 6,6

Stato patrimoniale consolidato

(milioni di euro)
Voci del passivo e del patrimonio netto 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni
assolute
%
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 710.055 630.146 79.909 12,7
a) debiti verso banche 165.258 115.947 49.311 42,5
b) debiti verso clientela 458.239 422.365 35.874 8,5
c) titoli in circolazione 86.558 91.834 -5.276 -5,7
15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
2.146 1.935 211 10,9
20. Passività finanziarie di negoziazione 56.306 59.033 -2.727 -4,6
30. Passività finanziarie designate al fair value 3.674 3.032 642 21,2
35. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai
sensi dello IAS 39
84.770 77.207 7.563 9,8
40. Derivati di copertura 4.868 7.088 -2.220 -31,3
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 53 733 -680 -92,8
60. Passività fiscali 2.285 3.029 -744 -24,6
a) correnti 363 284 79 27,8
b) differite 1.922 2.745 -823 -30,0
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 30 35.676 -35.646 -99,9
80. Altre passività 15.639 14.439 1.200 8,3
90. Trattamento di fine rapporto del personale 1.099 1.200 -101 -8,4
100. Fondi per rischi e oneri 5.716 5.964 -248 -4,2
a) impegni e garanzie rilasciate 508 626 -118 -18,8
b) quiescenza e obblighi simili 290 324 -34 -10,5
c) altri fondi per rischi e oneri 4.918 5.014 -96 -1,9
110. Riserve tecniche 118.296 96.811 21.485 22,2
120. Riserve da valutazione -709 -515 194 37,7
125. Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 476 809 -333 -41,2
130. Azioni rimborsabili - - -
140. Strumenti di capitale 6.282 7.441 -1.159 -15,6
150. Riserve 17.706 17.461 245 1,4
155. Acconti su dividendi (-) -1.399 - 1.399
160. Sovrapprezzi di emissione 27.286 27.444 -158 -0,6
170. Capitale 10.084 10.084 - -
180. Azioni proprie (-) -136 -130 6 4,6
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 291 450 -159 -35,3
200. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 4.185 3.277 908 27,7
Totale del passivo e del patrimonio netto
1.069.003
1.002.614
66.389
6,6

Conto economico consolidato

(milioni di euro)
2021 2020 Variazioni
assolute
%
10. Interessi attivi e proventi assimilati
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo
10.473
10.039
10.183
10.277
290
-238
2,8
-2,3
20. Interessi passivi e oneri assimilati -2.480 -2.451 29 1,2
30. Margine di interesse 7.993 7.732 261 3,4
40. Commissioni attive 12.087 10.312 1.775 17,2
50. Commissioni passive -2.723 -2.334 389 16,7
60. Commissioni nette 9.364 7.978 1.386 17,4
70. Dividendi e proventi simili 161 86 75 87,2
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 503 628 -125 -19,9
90. Risultato netto dell'attività di copertura 36 71 -35 -49,3
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 758 633 125 19,7
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 201 -193 394
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva 611 870 -259 -29,8
c) passività finanziarie -54 -44 10 22,7
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value
con impatto a conto economico
71 -9 80
a) attività e passività finanziarie designate al fair value -42 57 -99
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 113 -66 179
Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle
115. imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39 4.754 3.463 1.291 37,3
120. Margine di intermediazione 23.640 20.582 3.058 14,9
130. Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: -2.843 -4.364 -1.521 -34,9
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -2.813 -4.356 -1.543 -35,4
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
-30 -8 22
135. Rettifiche/riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di
assicurazione ai sensi dello IAS39
-26 -81 -55 -67,9
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -29 -29 - -
150. Risultato netto della gestione finanziaria 20.742 16.108 4.634 28,8
160. Premi netti 10.557 10.842 -285 -2,6
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -13.525 -12.802 723 5,6
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 17.774 14.148 3.626 25,6
190. Spese amministrative: -12.012 -12.160 -148 -1,2
a) spese per il personale -7.187 -7.562 -375 -5,0
b) altre spese amministrative -4.825 -4.598 227 4,9
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri
a) impegni e garanzie rilasciate
-374
97
-793
4
-419
93
-52,8
b) altri accantonamenti netti -471 -797 -326 -40,9
210. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali -659 -578 81 14,0
220. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali -934 -818 116 14,2
230. Altri oneri/proventi di gestione 980 3.347 -2.367 -70,7
240. Costi operativi -12.999 -11.002 1.997 18,2
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 138 -16 154
260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e
immateriali
-21 -42 -21 -50,0
270. Rettifiche di valore dell'avviamento - -981 -981
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 289 101 188
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 5.181 2.208 2.973
300. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente -1.138 -59 1.079
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 4.043 2.149 1.894 88,1
320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte - 1.136 -1.136
330. Utile (Perdita) d'esercizio 4.043 3.285 758 23,1
340. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi 142 -8 150
350. Utile (Perdita) d'esercizio di pertinenza della capogruppo 4.185 3.277 908 27,7
Utile base per azione (basic EPS) - euro 0,22 0,18
Utile diluito per azione (diluted EPS) - euro 0,22 0,18

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2021 2020 (milioni di euro)
Variazioni
assolute %
10. Utile (Perdita) d'esercizio 4.043 3.285 758 23,1
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico 23 -354 377
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva -37 -284 -247 -87,0
30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del
proprio merito creditizio)
26 -103 129
40. Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - -
50. Attività materiali 30 46 -16 -34,8
60. Attività immateriali - - -
70. Piani a benefici definiti 4 -13 17
80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - -
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - - -
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico -543 340 -883
100. Coperture di investimenti esteri - - -
110. Differenze di cambio 103 -239 342
120. Coperture dei flussi finanziari 127 180 -53 -29,4
130. Strumenti di copertura (elementi non designati) - - -
140. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
-530 142 -672
145. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva di
pertinenza delle imprese di assicurazione
-286 273 -559
150. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - -
160. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 43 -16 59
170. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte -520 -14 506
180. Redditività complessiva (Voce 10+170) 3.523 3.271 252 7,7
190. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi -135 46 -181
200. Redditività complessiva consolidata di pertinenza della capogruppo 3.658 3.225 433 13,4

(milioni di euro)
Capitale
azioni
altre
Sovrap
prezzi
di
emissione
Riserve
di utili
altre
Riserve
da
valutazione
Riserve da
valutazione di
pertinenza
delle imprese
31.12.2021
Strumenti
di
capitale
Acconti
su
dividendi
Azioni
proprie
Utile
(Perdita)
d'esercizio
Patrimonio
netto
Patrimonio
netto
del
Gruppo
Patrimonio
netto
di terzi
ordinarie azioni di
assicurazione
ESISTENZE AL 31.12.2020 10.241 - 27.463 16.790 992 -570 809 7.441 - -130 3.285 66.321 65.871 450
Modifica saldi apertura - - - - - - - - - - - - - -
ESISTENZE AL 1.1.2021 10.241 - 27.463 16.790 992 -570 809 7.441 - -130 3.285 66.321 65.871 450
ALLOCAZIONE RISULTATO ESERCIZIO
PRECEDENTE (a)
Riserve - - - 2.736 - - - - - - -2.736 - - -
Dividendi e altre destinazioni - - - - - - - - - - -549 -549 -549 -
VARIAZIONI DELL'ESERCIZIO
Variazioni di riserve - - 7 - 97 - - - - - - 104 100 4
Operazioni sul patrimonio netto
Emissione nuove azioni - - - - - - - - - 63 - 63 63 -
Acquisto azioni proprie - - - - - - - - - -69 - -69 -69 -
Acconti su dividendi - - - - - - - - -1.399 - - -1.399 -1.399 -
Distribuzione dividendi - - -161 -1.932 - - - - - - - -2.093 -2.093 -
Variazione strumenti di capitale - - - - - - - -1.159 - - - -1.159 -1.159 -
Derivati su proprie azioni - - - - - - - - - - - - - -
Stock option - - - - - - - - - - - - - -
Variazioni interessenze partecipative - - - - - - - - - - - - - -
Altre variazioni -18 - - -658 - - - - - - - -676 -648 -28
Redditività complessiva esercizio 2021 - - - - - -187 -333 - - - 4.043 3.523 3.658 -135
PATRIMONIO NETTO AL 31.12.2021 10.223 - 27.309 16.936 1.089 -757 476 6.282 -1.399 -136 4.043 64.066 63.775 291
del Gruppo 10.084 - 27.286 16.617 1.089 -709 476 6.282 -1.399 -136 4.185 63.775
di terzi 139 - 23 319 - -48 - - - - -142 291

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2021

(a) La voce comprende i dividendi ed eventuali importi destinati al fondo beneficenza della Capogruppo, nonché relativi alle società consolidate di pertinenza di terzi.

(milioni di euro)
31.12.2020
Capitale
azioni
ordinarie
altre
azioni
Sovrap
prezzi
di
emissione
Riserve
di utili
altre Riserve
da
valutazione
Riserve da
valutazione di
pertinenza
delle imprese
di
assicurazione
Strumenti
di
capitale
Azioni
proprie
Utile
(Perdita)
d'esercizio
Patrimonio
netto
Patrimonio
netto
del
Gruppo
Patrimonio
netto
di terzi
ESISTENZE AL 31.12.2019 9.455 - 25.095 12.462 779 -251 504 4.103 -104 4.172 56.215 55.968 247
Modifica saldi apertura - - - - - - - - - - - - -
ESISTENZE AL 1.1.2020 9.455 - 25.095 12.462 779 -251 504 4.103 -104 4.172 56.215 55.968 247
ALLOCAZIONE RISULTATO ESERCIZIO
PRECEDENTE (a)
Riserve - - - 4.160 - - - - - -4.160 - - -
Dividendi e altre destinazioni - - - -29 - - - - - -12 -41 -12 -29
VARIAZIONI DELL'ESERCIZIO
Variazioni di riserve - - 5 - 213 - - - - - 218 218 -
Operazioni sul patrimonio netto
Emissione nuove azioni 999 - 2.364 - - - - - 15 - 3.378 3.378 -
Acquisto azioni proprie - - - - - - - - -41 - -41 -41 -
Distribuzione dividendi - - - - - - - - - - - - -
Variazione strumenti di capitale - - - - - - - 3.338 - - 3.338 3.338 -
Derivati su proprie azioni - - - - - - - - - - - - -
Stock option - - - - - - - - - - - - -
Variazioni interessenze partecipative - - - - - - - - - - - - -
Altre variazioni -213 - -1 197 - - - - - - -17 -203 186
Redditività complessiva esercizio 2020 - - - - - -319 305 - - 3.285 3.271 3.225 46
PATRIMONIO NETTO AL 31.12.2020 10.241 - 27.463 16.790 992 -570 809 7.441 -130 3.285 66.321 65.871 450
del Gruppo 10.084 - 27.444 16.469 992 -515 809 7.441 -130 3.277 65.871
di terzi 157 - 19 321 - -55 - - - 8 450

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2020

(a) La voce comprende i dividendi ed eventuali importi destinati al fondo beneficenza della Capogruppo, nonché relativi alle società consolidate di pertinenza di terzi.

Rendiconto finanziario consolidato

(milioni di euro)
2021 2020
A. ATTIVITA' OPERATIVA
1. Gestione 10.854 7.210
Risultato d'esercizio (+/-) 4.043 3.285
Plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre attività/passività finanziarie valutate al
fair value con impatto a conto economico (-/+) -49 -5.174
Plus/minusvalenze su attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39 (-/+) -1.670 -2.356
Plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+)
Plus/minusvalenze su attività di copertura di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39 (-/+)
-36
-
-71
-
Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/-) 3.621 4.957
Rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) 1.592 2.377
Accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) 374 793
Premi netti non incassati (-) 13 -
Altri proventi/oneri assicurativi non incassati (-/+) 3.266 3.508
Imposte, tasse e crediti d'imposta non liquidati (+/-) 1.638 -370
Rettifiche/riprese di valore nette delle attività operative cessate al netto dell'effetto fiscale (+/-) - -
Altri aggiustamenti (+/-) -1.938 261
2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie -36.147 -56.372
Attività finanziarie detenute per la negoziazione 6.276 -5.206
Attività finanziarie designate al fair value -27 203
Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value -1.068 252
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva -9.351 28.421
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 4.678 -5.786
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -32.999 -73.318
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 302 139
Altre attività
3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie (*)
-3.958
34.098
-1.077
47.433
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 45.278 29.528
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 112 1.108
Passività finanziarie di negoziazione -2.581 12.769
Passività finanziarie designate al fair value 626 2.609
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 -276 150
Altre passività -9.061 1.269
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa 8.805 -1.729
B. ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da
Vendite di partecipazioni
166
4
1.520
102
Dividendi incassati su partecipazioni 48 23
Vendite di attività materiali 96 96
Vendite di attività immateriali 18 5
Vendite di società controllate e di rami d'azienda - 1.294
2. Liquidità assorbita da -2.392 -1.877
Acquisti di partecipazioni -54 -52
Acquisti di attività materiali -775 -430
Acquisti di attività immateriali -1.117 -1.006
Acquisti di società controllate e di rami d'azienda -446 -389
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento -2.226 -357
C. ATTIVITÀ DI PROVVISTA
Emissioni/acquisti di azioni proprie -6 -26
Emissione/acquisti di strumenti di capitale -1.532 2.749
Distribuzione dividendi e altre finalità -4.041 -41
Vendita/acquisto di controllo di terzi -14 -1
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista -5.593 2.681
LIQUIDITÀ NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO 986 595
RICONCILIAZIONE
Voci di bilancio
Cassa e disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio
Liquidità totale netta generata/assorbita nell'esercizio
13.733
986
13.222
595
Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi 37 -84
CASSA E DISPONIBILITA' LIQUIDE ALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO 14.756 13.733

LEGENDA: (+) generata (–) assorbita

(*) Con riferimento all'informativa prevista dal par. 44 B dello IAS 7, si precisa che le variazioni delle passività derivanti da attività di finanziamento ammontano a +34,1 miliardi (liquidità generata) e sono riferibili per +55,0 miliardi a flussi finanziari, per -10,5 miliardi a variazioni di fair value e per -10,4 miliardi ad altre variazioni.

Parte A – Politiche contabili

A.1 - PARTE GENERALE

SEZIONE 1 - DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ AI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI

Il bilancio consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo, in applicazione del D. Lgs. 28 febbraio 2005 n. 38, è redatto secondo i principi contabili IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e le relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Standards – Interpretations Committee (IFRS-IC) ed omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.

Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2021 è stato predisposto sulla base delle "Istruzioni per la redazione del bilancio dell'impresa e del bilancio consolidato delle banche e delle società finanziarie capogruppo di gruppi bancari" emanate dalla Banca d'Italia, nell'esercizio dei poteri stabiliti dall'art. 43 del D. Lgs. n. 136/2015 () , con il Provvedimento del 22 dicembre 2005 con cui è stata emanata la Circolare n. 262/05, con i successivi aggiornamenti del 18 novembre 2009, del 21 gennaio 2014, del 22 dicembre 2014, del 15 dicembre 2015, del 22 dicembre 2017, del 30 novembre 2018 e del 29 ottobre 202158 .

Queste Istruzioni stabiliscono in modo vincolante gli schemi di bilancio e le relative modalità di compilazione, nonché il contenuto della Nota integrativa.

Nella predisposizione del bilancio sono stati applicati i principi IAS/IFRS omologati ed in vigore al 31 dicembre 2021 (inclusi i documenti interpretativi denominati SIC e IFRS-IC) il cui elenco è riportato tra gli allegati del presente bilancio.

Nella tabella che segue sono riportati i nuovi principi contabili internazionali o le modifiche di principi contabili già in vigore, con i relativi Regolamenti di omologazione da parte della Commissione Europea, entrati in vigore nell'esercizio 2021.

Regolamento
omologazione
Titolo Data di entrata in vigore
2097/2020 Modifiche all'IFRS 4 Contratti assicurativi - Proroga dell'esenzione
temporanea dall'applicazione dell'IFRS 9
01/01/2021
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2021 o
successiva
25/2021 Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di
interesse — fase 2 Modifiche all'IFRS 9, allo IAS 39, all'IFRS 7,
all'IFRS 4 e all'IFRS 16
01/01/2021
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2021 o
successiva
1421/2021 Modifica all'IFRS 16 Leasing - Concessioni sui canoni connesse alla
COVID-19 dopo il 30 giugno 2021
01/04/2021
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2021 o
successiva

Principi contabili internazionali omologati al 31.12.2021 ed in vigore dal 2021

Come evidenziato nella precedente tabella, sono applicabili obbligatoriamente e per la prima volta, a partire dal 2021 le modifiche apportate ai principi contabili già in vigore con riferimento alla Riforma degli indici di riferimento (cosiddetta IBOR Reform).

In particolare con il Regolamento n. 25/2021 del 13 gennaio 2021 sono state recepite le modifiche "Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse - fase 2 Modifiche all'IFRS 9, allo IAS 39, all'IFRS 7, all'IFRS 4 e all'IFRS 16", pubblicate dallo IASB in data 27 agosto 2020, in merito alla fase due del progetto dello IASB sulla revisione dei tassi. La tematica è relativa agli sviluppi connessi alla revisione o sostituzione di alcuni indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse in varie giurisdizioni, come il LIBOR e, in ambito europeo, l'EONIA, sulla base delle indicazioni del G20 e del Financial Stability Board. Come noto, lo IASB si è occupato dei possibili impatti contabili della riforma dei tassi benchmark con un progetto articolato in due fasi. La prima fase ha riguardato in particolare i possibili impatti contabili in tema di hedge accounting nel periodo che precede la sostituzione dei tassi benchmark esistenti con i nuovi tassi (c.d. pre-replacement issue) e si è conclusa con la pubblicazione del Regolamento n. 34/2020.

La seconda fase del progetto, che si è conclusa con la pubblicazione del Regolamento n. 25/2021, riguarda invece i possibili impatti contabili derivanti dall'applicazione dei nuovi tassi (c.d. replacement issue). Le principali modifiche introdotte riguardano la rappresentazione contabile delle modifiche dei contratti in essere e le coperture contabili.

() L'Art. 43 del D. Lgs. n.136/2015 ha confermato alla Banca d'Italia i poteri in materia di forme tecniche dei bilanci già precedentemente attribuiti alla stessa Autorità dal D. Lgs. n. 38/2005.

58 Con la comunicazione della Banca d'Italia del 21 dicembre 2021 sono state integrate le disposizioni che disciplinano i bilanci delle banche (Circolare n. 262) aventi ad oggetto gli impatti del COVID-19 e delle misure di sostegno dell'economia adottate per far fronte alla pandemia.

In merito al primo aspetto – ai sensi dell'IFRS 9, ma anche in maniera analoga in applicazione dell'IFRS 16 ai contratti di leasing e dell'IFRS 4 per i contratti assicurativi - viene chiarito che le modifiche a seguito della IBOR Reform relative alla sostituzione del tasso IBOR esistente con il nuovo tasso Risk Free Rate non debbano costituire un evento di cancellazione contabile (c.d. "derecognition"), ma siano da considerare contabilmente come una modifica (c.d. "modification"). In proposito viene introdotto un espediente pratico che consente di rappresentare tali modifiche, se effettuate come diretta conseguenza dell'IBOR Reform e su basi economiche equivalenti, con un adeguamento prospettico del tasso di interesse effettivo, con impatti sul margine di interesse dei futuri periodi.

L'amendment dello IASB fornisce alcuni esempi di variazioni che danno origine a una nuova base economicamente equivalente alla base precedente:

  • la sostituzione dell'indice di riferimento con un tasso di riferimento alternativo con l'aggiunta di uno spread fisso
  • necessario a compensare la differenza della base tra l'indice di riferimento esistente e il tasso di riferimento alternativo; - variazioni del periodo di rideterminazione, delle date di rideterminazione o del numero di giorni tra le date di pagamento
  • delle cedole al fine di attuare la riforma di un indice di riferimento;
  • l'aggiunta di una clausola di fallback ai termini contrattuali dell'attività o passività finanziaria per consentire l'attuazione di una delle variazioni ai due punti precedenti.

La guidance predisposta dallo IASB prevede che i termini devono essere "sostanzialmente simili"; per l'applicazione dei relief, quindi, il tasso di interesse deve essere sostanzialmente lo stesso prima e dopo la sostituzione, sebbene non sia richiesta una dimostrazione quantitativa. In termini generali, ogni transazione economicamente equivalente è definita per assicurare una equa transizione al nuovo tasso alternativo per entrambe le parti del contratto, tale aspetto è facilmente dimostrabile se la modifica è effettuata in adesione ad un protocollo o ad una metodologia accettata dal mercato, pensati a tale scopo.

In tema di hedge accounting sono state introdotte alcune eccezioni allo IAS 39 (e all'IFRS 9 per chi lo ha adottato anche per le coperture) che consentono di non effettuare il discontinuing a seguito dell'aggiornamento della documentazione sulla relazione di copertura - per la modifica del rischio coperto, del sottostante coperto o del derivato di copertura o della modalità di verifica della tenuta della copertura - in caso di modifiche necessarie come diretta conseguenza dell'IBOR Reform ed effettuate su basi economiche equivalenti. L'eventuale effetto di inefficacia deve comunque essere rilevato a conto economico.

Per le modifiche che presentano le caratteristiche previste dal principio non sono previsti impatti per il Gruppo Intesa Sanpaolo, in linea con l'obiettivo delle modifiche introdotte dallo IASB che mirano ad evitare effetti distorsivi in bilancio per effetto della riforma.

E' previsto inoltre un ulteriore arricchimento della disclosure, con richieste di informativa qualitativa e quantitativa sulla natura e sui rischi connessi all'IBOR Reform, sulla gestione di tali rischi e sui progressi nel processo di transizione ai nuovi tassi, per cui si rinvia alla successiva Sezione 5 – Altri aspetti.

Dal 1° gennaio 2021 è entrato in vigore il Regolamento n. 2097/2020 del 15 dicembre 2020 che recepisce la proroga dell'esenzione temporanea dell'applicazione dell'IFRS 9 (modifiche all'IFRS 4 Contratti assicurativi) pubblicata dallo IASB in data 25 giugno 2020. In considerazione della decisione dello IASB di differire la data di prima applicazione dell'IFRS 17 al 1° gennaio 2023 – assunta anch'essa in data 25 giugno 2020 – viene contestualmente prorogata al 1° gennaio 2023 l'autorizzazione a rinviare l'applicazione dell'IFRS 9 (il cosiddetto "Deferral Approach") al fine di rimediare alle conseguenze contabili temporanee dello sfasamento tra la data di entrata in vigore dell'IFRS 9 Strumenti Finanziari e quella del futuro IFRS 17 Contratti Assicurativi.

Infine, si evidenzia che è applicabile dal 2021 anche il Regolamento n. 1421/2021 del 30 agosto 2021 relativo alle "Concessioni sui canoni connesse al COVID-19 dopo il 30 giugno 2021" che recepisce le modifiche pubblicate dallo IASB il 31 marzo 2021 con cui viene esteso di un anno il periodo di applicazione dell'emendamento all'IFRS 16 Leasing, emesso a maggio del 2020, che agevola i locatari nella contabilizzazione delle concessioni connesse al COVID-19.

L'emendamento originale è stato emesso al fine di fornire un espediente pratico ai locatari, ovvero la facoltà di non applicare le regole di contabilizzazione delle modifiche del leasing nel caso di concessioni sui canoni come conseguenza diretta della pandemia COVID-19 (come sospensioni o riduzioni temporanee dei pagamenti). L'agevolazione si applicava in precedenza alle concessioni relative ai canoni di locazione originariamente dovuti entro il 30 giugno 2021.

In risposta alle richieste pervenute dai soggetti interessati e per il protrarsi della pandemia COVID-19, lo IASB ha esteso l'applicazione dell'espediente pratico per coprire le concessioni connesse a pagamenti di canoni originariamente dovuti entro il 30 giugno 2022, purché siano soddisfatte le altre condizioni previste per applicare il "practical expedient", ovvero il corrispettivo rivisto sia sostanzialmente uguale o inferiore al corrispettivo originale e non siano state apportate altre modifiche sostanziali ai termini del contratto di locazione. Le modifiche trovano applicazione a partire dal 1° aprile 2021 per gli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2021 o successivamente.

Si evidenzia che il Gruppo Intesa Sanpaolo ha scelto di non avvalersi dell'espediente pratico, già a partire dal 2020, anche in considerazione della non materialità degli impatti, pertanto tali ulteriori modifiche non risultano rilevanti per il Gruppo.

Nella tabella che segue sono, invece, riportati i nuovi principi contabili internazionali e le modifiche di principi contabili già in vigore, con i relativi Regolamenti di omologazione da parte della Commissione Europea, la cui applicazione obbligatoria decorre dal 1° gennaio 2022 – nel caso di bilanci coincidenti con l'anno solare – o da data successiva e rispetto ai quali il Gruppo Intesa Sanpaolo non si è avvalso di un'applicazione anticipata.

Regolamento
omologazione
Titolo Data di entrata in vigore
1080/2021 Modifiche allo IAS 16 Immobili, impianti e macchinari, IAS 37
Accantonamenti, passività e attività potenziali, IAS 41 Agricoltura, IFRS
1 Prima adozione degli International Reporting Standards, IFRS 3
Aggregazioni aziendali e IFRS 9 Strumenti finanziari
01/01/2022
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2022 o
successiva
2036/2021 IFRS 17 Contratti assicurativi 01/01/2023
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2023 o
successiva
Modifiche all'IFRS 17 Contratti assicurativi 01/01/2023
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2023 o
successiva

Principi contabili internazionali omologati al 31.12.2021 e con applicazione successiva al 31.12.2021

Con riferimento ai regolamenti di omologazione che recepiscono modifiche a principi contabili già esistenti o nuovi IAS/IFRS si segnala per la particolare rilevanza la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'UE del 23 novembre 2021 del Regolamento n. 2036/2021 del 19 novembre che omologa il nuovo principio contabile IFRS 17 "Contratti assicurativi". La pubblicazione del principio è avvenuta nel mese di maggio 2017 ed è stata oggetto di modifiche pubblicate in data 25 giugno 2020, che hanno posticipato di un anno la data di prima applicazione dello standard fissandola al 1° gennaio 2023. In proposito, si evidenzia che il Regolamento prevede l'omologazione del principio IFRS 17 a livello europeo e consente – su base opzionale – di esentare i contratti caratterizzati da mutualizzazione intergenerazionale e congruità dei flussi finanziari dall'applicazione dell'obbligo di raggruppamento in coorti annuali di cui all'IFRS 17.

Il tema delle coorti annuali è stato oggetto di un particolare dibattito e l'EFRAG, nel Final Endorsement Advice del 31 marzo 2021, pur dando un parere complessivamente favorevole sull'omologazione del principio, non aveva raggiunto un accordo, con alcuni membri del Board che supportavano l'endorsement di tutto lo Standard ed altri contrari a tali disposizioni. L'introduzione dell'opzionalità in oggetto risponde alle richieste dell'industry assicurativa europea, incluse le Compagnie del Gruppo Intesa Sanpaolo, in merito alla possibilità di non applicare il concetto delle coorti annuali secondo le previsioni dell'IFRS 17.

IFRS 17 – Previsioni del principio

Il principio IFRS 17 sostituisce l'IFRS 4 che, sin dal momento della sua pubblicazione iniziale, era considerato un "interim standard" e – in quanto tale – non aveva tra i propri scopi quello di prevedere una metodologia unica di rappresentazione dei contratti assicurativi rimandando ai modelli contabili previsti dalle normative locali dei singoli paesi. Il superamento di questo aspetto – unitamente ad una migliore informativa sui risultati economici della compagnia assicurativa – è alla base del nuovo standard. Da questo ne consegue che la significatività degli impatti derivanti dalla sua applicazione varierà a seconda della "distanza" delle pratiche attuali – in ciascuna giurisdizione – rispetto al modello del nuovo principio.

Si riportano a seguire le principali previsioni del principio:

  • l'iscrizione iniziale della passività assicurativa: al momento della sottoscrizione del contratto con il soggetto assicurato l'impresa riconosce una passività il cui ammontare è dato dalla somma algebrica del valore attuale dei flussi di cassa attesi contrattuali (scontati tenendo anche conto di un opportuno risk margin, per i rischi di tipo non finanziario) e del margine economico atteso (il valore attuale degli utili futuri);
  • la misurazione successiva della passività assicurativa: l'IFRS 17 richiede una misurazione ad ogni reporting period degli elementi sopra indicati (i flussi di cassa e il margine economico attesi), per verificare la congruità delle stime rispetto alle condizioni correnti di mercato. Gli effetti di eventuali disallineamenti devono essere immediatamente recepiti nei bilanci: a conto economico qualora i cambiamenti siano riferiti a eventi già avvenuti nel passato oppure a riduzione del margine economico atteso qualora i cambiamenti siano riferiti a eventi futuri;
  • i raggruppamenti di contratti: l'applicazione dell'IFRS 17 prevede l'identificazione di "portafogli" di contratti assicurativi (ovvero di gruppi di contratti che condividono rischi simili e gestiti unitariamente). Ciascun portafoglio è poi suddiviso in gruppi composti da contratti aventi la medesima scadenza e caratteristiche simili di profittabilità attesa. In questo contesto il principio prevede nette separazioni (anche in termini di disclosure) di quelli che sono i contratti "onerosi" dai restanti;
  • la misurazione del ricavo assicurativo: l'IFRS 17 prevede una esposizione nel conto economico della redditività "per margini" conseguiti nel corso della vita delle polizze, ossia quando l'impresa eroga i servizi agli assicurati rispetto al riconoscimento del ricavo al momento della sottoscrizione del contratto;
  • la misurazione della performance: nell'ottica di una migliore (e uniforme) disclosure degli andamenti delle Compagnie, è prevista una rappresentazione distinta e separata delle due componenti principali che tipicamente concorrono a formare la redditività delle imprese assicuratrici: la prima, che rappresenta il profitto derivante dall'attività di "copertura" prestata (il c.d. "margine tecnico") e la seconda che raggruppa – invece – tutte le componenti di carattere "finanziario" (i risultati degli investimenti, gli effetti delle variabili finanziarie utilizzate nelle valutazioni dei contratti, ecc.). I cambiamenti nelle stime di premi (flussi di cassa da ricevere) e di pagamenti (flussi di cassa da riconoscere) sono riconosciuti in conto economico, ma "spalmati" lungo la durata residua contrattuale delle polizze di "riferimento";
  • le modifiche contrattuali: a seguito di modifiche contrattuali (concordate tra le parti o per cambiamenti normativi) la cui presenza at inception avrebbe determinato l'esclusione del contratto stesso dall'ambito assicurativo, l'IFRS 17 richiede la derecognition e la contestuale iscrizione di una nuova posta, valutata secondo i principi contabili che ad essa si riferiscono;

  • la metodologia per i contratti con direct participation features (gli elementi di partecipazione discrezionale agli utili): è delineata una metodologia particolare per i contratti che prevedono una partecipazione diretta degli assicurati ai risultati di (taluni) attivi detenuti dalla Compagnia, secondo cui è rimessa alle entità la possibilità di riconoscere talune variazioni nella passività (dovute a modifiche dei rendimenti degli attivi a copertura, e dunque sostanzialmente correlate alla componente variabile di ricavo) nel patrimonio netto.

L'IFRS 17 introduce pertanto nuove logiche di determinazione della redditività delle Compagnie assicurative anche al fine di perseguire una maggiore comparabilità dell'informativa finanziaria prodotta dai competitor del settore. Tali nuove logiche porteranno a potenziali impatti nel disegno dei nuovi prodotti assicurativi oltre che nel relativo pricing ed a nuove logiche di misurazione dei rischi in ottica di Asset and Liability Management. L'informativa finanziaria vedrà l'introduzione di nuovi key performance indicators basati sulla marginalità di prodotto rispetto all'attuale raccolta premi presa a riferimento sia a livello nazionale sia a livello internazionale.

Le compagnie assicurative infine dovranno disegnare un nuovo modello operativo target che permetta la gestione delle nuove grandezze reddituali previste dal principio con importanti investimenti sia dal punto di vista dei processi interni sia dal punto di vista informatico.

Quanto al Gruppo Intesa Sanpaolo, si evidenzia che a partire da giugno 2019 ha preso avvio il progetto di implementazione dell'IFRS 17 nelle Compagnie della Divisione Insurance articolato in più filoni:

  • definizione dell'impianto metodologico: sono identificati gli argomenti chiave ai quali corrispondono altrettante metodologie (definite nei cosiddetti Technical Paper) in termini di classificazione dei prodotti, determinazione dei cash flow prospettici e calcolo del "contractual service margin" o CSM, ossia della nuova posta di bilancio introdotta dal principio e rappresentativa degli utili futuri della compagnia;
  • evoluzione dei sistemi informativi: nel 2020 è stata completata la migrazione sul nuovo sistema contabile SAP per tutte le compagnie, eccetto per le ex UBI e Cargeas. Durante l'esercizio 2021 ha preso avvio la fase di implementazione finalizzata a includere nella filiera di contabilità e bilancio la parte dei processi relativi al calcolo delle misure prospettiche introdotte dall'IFRS 17. A partire dal mese di ottobre 2021 è inoltre partita la migrazione della Contabilità tecnica sul sistema SAP, DATA HUB e SAP FPSL per le compagnie;
  • la Big Picture progettuale che comprende la mappa degli applicativi e le relative interfacce informatiche, definita a dicembre 2020, è stata confermata anche per le compagnie ex UBI del comparto vita e per Intesa Sanpaolo RBM Salute;
  • sviluppo di attività di formazione per l'intera durata del progetto suddivisa tra Top Management, tecnica ed operativa;
  • modifiche dei processi e della normativa interna: avviata l'attività di disegno dei nuovi processi che dovranno essere normati in ottica IFRS 17 ed identificazione delle funzioni aziendali coinvolte;
  • Parallel Run 2022: avviate le attività di condivisione degli scenari operativi per le filiere IFRS 4/Local Gap e IFRS 17 per il 2022. Il "Go live" IFRS 17 è previsto ad aprile 2022.

Al fine di valutare gli impatti patrimoniali in sede di First Time Adoption (FTA) e gli impatti economici e di rappresentazione dei risultati, la Divisione Insurance effettua periodicamente delle simulazioni preliminari/sensitivity (Financial Impact Assessment – FIA). Ad ogni simulazione viene raggiunto un maggior grado di complessità e di aderenza al nuovo standard così da poter valutare l'impatto delle scelte metodologiche in corso di consolidamento. Gli esiti di tali simulazioni sono ancora in corso di assestamento e al momento non è possibile quantificare l'impatto atteso finale derivante dall'introduzione del principio.

Per quanto riguarda le nuove compagnie assicurative vita ex UBI, che sono entrate a far parte della Divisione Insurance nell'esercizio 2020, durante il mese di maggio 2021 sono iniziate le attività progettuali IFRS 17 al fine di allinearle alle attività in corso a livello di gruppo assicurativo.

Per completezza, si menziona inoltre il Regolamento n. 1080/2021 del 28 giugno 2021 che recepisce alcune modifiche di minore rilevanza, pubblicate dallo IASB in data 14 maggio 2020, ai principi contabili internazionali IAS 16 Immobili, impianti e macchinari, IAS 37 Accantonamenti, passività e attività potenziali e IFRS 3 Aggregazioni aziendali. Le modifiche, per le quali non si attendono impatti significativi per il Gruppo, riguardano:

  • IAS 16 Componenti di costo: introduce il divieto di detrarre dal costo degli immobili, impianti e macchinari, gli importi ricevuti dalla vendita di articoli prodotti mentre la società stava predisponendo l'asset per le finalità previste. La società dovrà riconoscere tali proventi delle vendite e i relativi costi nel conto economico;
  • IAS 37 Contratti onerosi: viene precisato che per valutare se un contratto sia oneroso occorre includere nella stima tutti i costi direttamente correlati al contratto e non i soli costi incrementali necessari all'adempimento del contratto. Di conseguenza, la valutazione sull'eventuale onerosità di un contratto include i costi incrementali (ad esempio il costo del materiale diretto impiegato nella lavorazione), ma anche tutti i costi che l'impresa non può evitare a seguito della stipula del contratto (ad esempio la quota del costo del personale e dell'ammortamento dei macchinari impiegati per l'adempimento del contratto);
  • IFRS 3 Riferimenti al Conceptual Framework: è stato aggiornato il riferimento alla nuova versione del Conceptual Framework del 2018 ed inserita un'eccezione ai requisiti per la rilevazione delle passività potenziali (contingent liabilities) ai sensi dell'IFRS 3, al fine di evitare modifiche rispetto alle modalità di contabilizzazione preesistenti. Inoltre, viene esplicitato il divieto di rilevare attività potenziali (ovvero quelle attività la cui esistenza sarà confermata solo da eventi futuri incerti) nelle operazioni di aggregazione aziendale (precedentemente questo divieto era riportato esplicitamente solo nelle Basis for Conclusion).

Con il Regolamento in oggetto vengono anche recepiti i consueti miglioramenti annuali - Ciclo annuale di miglioramenti agli IFRS 2018-2020 - che chiariscono la formulazione o correggono errori, sviste o conflitti tra i requisiti dei principi. Tra tali emendamenti minori vengono apportate modifiche all'IFRS 9 Strumenti Finanziari con alcuni chiarimenti in merito alle commissioni da includere nel test del 10% per la derecognition delle passività finanziarie; in proposito viene specificato che devono essere incluse soltanto le commissioni pagate o incassate tra le parti e non anche le commissioni direttamente attribuibili a parti terze.

Le modifiche in oggetto trovano applicazione a partire dal 1° gennaio 2022.

Nella tabella che segue sono riportati i nuovi principi contabili internazionali o le modifiche di principi contabili già in vigore non ancora omologati da parte della Commissione Europea.

Principi contabili internazionali non ancora omologati al 31.12.2021

Principio/
Interpretazione
Modifiche Data di pubblicazione
IAS 1 Presentation of Financial Statements: Classification of Liabilities as Current or Non
current
23/01/2020
IAS 1 Presentation of Financial Statements: Classification of Liabilities as Current or Non
current - Deferral of Effective Date
15/07/2020
IAS 1 Presentation of Financial Statements: Disclosure of accounting policies e IFRS
Practice Statement 2: Disclosure of accounting policies
12/02/2021
IAS 8 Accounting policies, Changes in Accounting Estimates and Errors: Definition of
Accounting Estimates
12/02/2021
IAS 12 Income taxes: Deferred Tax related to Assets and Liabilities arising from a Single
Transaction
7/05/2021
IFRS 17 Insurance Contracts: Initial Application of IFRS 17 and IFRS 9 – Comparative
Information
9/12/2021

Per quanto riguarda i documenti dello IASB che modificano principi contabili esistenti ed ancora in attesa di omologazione si segnala quanto segue:

  • Amendments allo IAS 1 "Classification of Liabilities as Current or Non-Current", pubblicato in data 23 gennaio 2020 con l'obiettivo di proporre alcune modifiche di portata limitata allo IAS 1 "Presentazione del bilancio", al fine di chiarire come classificare i debiti e le altre passività tra quelli correnti o non correnti. La proposta in oggetto chiarisce – senza modificarli – gli attuali requisiti dello IAS 1; i chiarimenti mirano a promuovere la coerenza nell'applicazione dello IAS 1 tra le società per determinare se, nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria, i debiti e le altre passività con una data di regolamento incerta debbano essere classificati come correnti (dovuti o potenzialmente da liquidare entro un anno) o non correnti. Con la successiva pubblicazione del 15 luglio 2020 viene differita di un anno la data di entrata in vigore delle modifiche, al 1° gennaio 2023 in luogo del 2022, senza introdurre ulteriori modifiche;
  • Disclosure of Accounting Policies Amendments to IAS 1 and Practice Statement 2: lo IASB ha emesso in data 12 febbraio 2021 limitate modifiche (c.d. "narrow scope amendments") allo IAS 1 "Presentation of Financial Statements" e al documento IFRS Practice Statement 2 "Making Materiality Judgements". Gli emendamenti sono volti ad aiutare le aziende ad identificare la disclosure da divulgare sulle accounting policy, in modo da fornire informazioni più utili agli investitori e ad altri utenti primari del bilancio. Le modifiche allo IAS 1 richiedono alle società di fornire informazioni sui principi contabili materiali, ovvero quelle che consentono di comprendere le informazioni riportate in bilancio su transazioni materiali, ad esempio se:
    • l'entità ha cambiato nel corso dell'anno la propria policy contabile con conseguenti effetti materiali sul bilancio;
    • l'entità ha scelto una accounting policy tra più opzioni previste dagli IFRS;
    • una accounting policy è stata sviluppata ai sensi dello IAS 8 in assenza di uno specifico principio di riferimento;
    • la policy contabile è inerente ad un aspetto per cui occorre sviluppare in maniera significativa giudizi e assunzioni;
    • le transazioni risultano complesse e difficilmente comprensibili dagli utilizzatori del bilancio, ad esempio quando ad una classe di transazioni materiali vengono applicati più IFRS.

In ogni caso, risultano maggiormente utili le informazioni "entity-specific" piuttosto che le disclosure standard che replicano le disposizioni degli IFRS. Non è invece necessario illustrare le politiche contabili inerenti a transazioni o eventi immateriali e, in ogni caso, queste informazioni non devono oscurare le informazioni rilevanti.

  • Le modifiche sono efficaci per i periodi annuali che comincino dal 1° gennaio 2023, previa omologazione europea.
  • Definition of Accounting Estimates Amendments to IAS 8: nel corso del mese di febbraio 2021 il Board ha emesso alcune modifiche allo IAS 8 "Principi contabili, Cambiamenti nelle stime contabili ed Errori". Le modifiche sono volte a chiarire come distinguere i cambiamenti nei principi contabili ("accounting policies") dai cambiamenti nelle stime contabili ("accounting estimates"). Questa distinzione è importante perché i cambiamenti nelle stime contabili sono applicati prospetticamente solo a transazioni e ad altri eventi futuri, mentre i cambiamenti nei principi contabili sono generalmente applicati retroattivamente a transazioni e ad altri eventi passati.

In proposito viene aggiunta la definizione di stima contabile – un ammontare monetario rilevato in bilancio che è soggetto a incertezza nella misurazione – e viene chiarita l'interazione tra accounting estimate e politiche contabili (accounting policy), specificando che gli operatori – in taluni casi – possono dover ricorrere alle stime contabili per raggiungere gli obiettivi della propria accounting policy. Viene specificato che le stime contabili sono il risultato di tecniche di valutazione (c.d. measurement technique) che richiedono il ricorso a giudizi o assunzioni (input per sviluppare le stime contabili). Per measurement technique si intendono sia tecniche di stima, come nel caso della stima dell'impairment ai sensi del modello dell'IFRS 9, sia tecniche di valutazione, come quelle utilizzate per stimare il fair value di un'attività o una passività ai sensi dell'IFRS 13.

  • Da ciò discende che un cambiamento nella stima contabile può derivare:
  • a) da nuove informazioni o nuovi sviluppi, a patto che non si tratti della correzione di un errore, in linea con la precedente definizione;
  • b) da un cambiamento in un input o di una tecnica di misurazione utilizzata per sviluppare una stima contabile, a meno che ciò non derivi dalla correzione di errori di esercizi precedenti. In proposito era infatti emerso il dubbio che l'effetto di una modifica a una tecnica di misurazione potesse essere interpretata sia come un cambiamento di stima che come un cambiamento di una accounting policy.

Il Board evidenzia nelle Basis for Conclusion che le modifiche introdotte potrebbero non risolvere tutti i dubbi applicativi identificati dagli stakeholder; in questi casi, quando l'incertezza rimane, può essere di aiuto quanto indicato nel paragrafo 35: quando è difficile distinguere un cambiamento di principio contabile da un cambiamento in una stima contabile, l'entità tratta la modifica come un cambiamento di stima contabile.

Le modifiche sono efficaci per i periodi annuali che comincino dal 1° gennaio 2023, previa omologazione da parte della Commissione Europea.

  • Deferred Tax related to Assets arising from a Single Transaction Amendments to IAS 12: in data 7 maggio 2021 l'IFRS ha pubblicato gli emendamenti allo IAS 12 "Deferred Tax related to Assets and Liabilities arising from a Single Transaction - Amendments to IAS 12", per specificare come le società dovrebbero contabilizzare l'imposta differita su operazioni quali leasing e obblighi di smantellamento. Con le modifiche in oggetto è stato precisato che l'esenzione dalla rilevazione di una passività o un'attività fiscale differita non si applica in caso di rilevazione iniziale di un'attività o di una passività in una operazione che dà luogo a differenze temporanee deducibili e imponibili uguali (anche se al momento dell'operazione non incide né sull'utile contabile né sul reddito imponibile/perdita fiscale).
    • La fattispecie correlata a quanto sopra è applicabile in relazione alla contabilizzazione delle operazioni di leasing in cui il locatario iscrive inizialmente nello Stato patrimoniale l'attività (right of use) e la corrispondente passività del leasing (lease liability), di norma di pari importo. In funzione della normativa fiscale applicabile, possono sorgere differenze temporanee imponibili e deducibili di uguale entità; come anticipato, l'amendment pubblicato precisa che in tali casi l'esenzione prevista dai paragrafi 15 e 24 dello IAS 12 non si applica e il locatario deve rilevare la passività e l'attività fiscale differita risultante.

Le modifiche sono efficaci per gli esercizi che iniziano al 1° gennaio 2023, con applicazione anticipata consentita, previa omologazione della Commissione Europea.

  • Initial Application of IFRS 17 and IFRS 9 — Comparative Information: in data 9 dicembre 2021 lo IASB ha pubblicato il documento "Initial Application of IFRS 17 and IFRS 9 – Comparative Information", che contiene alcune modifiche di portata ristretta ai requisiti di transizione dell'IFRS 17 Contratti assicurativi; non sono invece previste altre modifiche alle disposizioni dell'IFRS 17. Come noto, molte compagnie assicurative applicheranno, per la prima volta e simultaneamente, sia l'IFRS 17 Contratti assicurativi che l'IFRS 9 Strumenti finanziari e alcune compagnie hanno informato il Board di possibili significativi temporanei disallineamenti contabili in sede di applicazione iniziale dei nuovi Principi, che possono rendere più difficile comunicare agli investitori il cambiamento di accounting. Tali disallineamenti si possono verificare quando l'IFRS 9 non è applicato per la contabilizzazione delle attività finanziarie nei periodi a confronto presentati in sede di prima applicazione dell'IFRS 17 e dell'IFRS 9.

Le compagnie assicurative possono differire la data di adozione dell'IFRS 9 fino al 1° gennaio 2023, che rappresenta quindi la data di applicazione iniziale del principio. In merito alla predisposizione dei periodi comparativi, ai sensi dell'IFRS 9 è permesso, ma non obbligatorio, effettuare il restatement del periodo a confronto. Per gli strumenti finanziari già cancellati alla data di applicazione iniziale (ovvero prima del 1° gennaio 2023 per le assicurazioni) non è però permesso il restatement, anche in caso di riesposizione facoltativa del periodo a confronto. Viceversa, ai sensi dell'IFRS 17 è richiesto obbligatoriamente di presentare il periodo comparativo riesposto.

La proposta di modifica consente di affrontare questa issue introducendo un'opzione facoltativa per rappresentare le informazioni comparative relative a determinate attività finanziarie in modo coerente con l'IFRS 9. Applicando l'emendamento, un'entità è autorizzata a presentare le informazioni comparative su determinate attività finanziarie come se alle stesse fossero stati applicati i requisiti di classificazione e valutazione dell'IFRS 9. Non sono, invece, previste modifiche ai requisiti di transizione dell'IFRS 9.

In sintesi, un'entità che applica per la prima volta congiuntamente l'IFRS 17 e l'IFRS 9 può scegliere di applicare il cosiddetto "classification overlay" ai fini della predisposizione delle informazioni comparative di determinate attività finanziarie in modo coerente con l'IFRS 9. Ogni differenza tra il precedente valore contabile dell'attività finanziaria e quello alla data di transizione che risulta dall'applicazione dell'overlay deve essere rilevata nel patrimonio netto di apertura (riserva di PN o riserva di OCI, a seconda delle casistiche).

Più in dettaglio, il proposto "classification overlay":

  • è applicabile alle attività finanziarie che non sono oggetto di riesposizione nel periodo comparativo ai sensi dell'IFRS 9;
  • permette di allineare la classificazione di queste attività finanziarie con quella attesa ai sensi dell'IFRS 9, utilizzando informazioni "reasonable and supportable", senza tuttavia dover obbligatoriamente applicare i requisiti relativi all'impairment previsti dall'IFRS 9;
  • è opzionale, selezionando le attività finanziarie a cui applicarlo ("on an instrument-by instrument basis").

Per completezza, si evidenzia che, per le entità che applicano per la prima volta l'IFRS 17 ma che già applicano l'IFRS 9, sono previste specifiche previsioni che consentono la ridesignazione delle attività finanziarie connesse ai contratti assicurativi e oggetto di derecognition nel periodo comparativo.

SEZIONE 2 - PRINCIPI GENERALI DI REDAZIONE

Il bilancio consolidato è costituito dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni di patrimonio netto, dal Rendiconto finanziario, dalla Nota integrativa e dalle relative informazioni comparative ed è inoltre corredato da una Relazione degli amministratori sull'andamento della gestione, sui risultati economici conseguiti e sulla situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo Intesa Sanpaolo. In conformità a quanto disposto dall'art. 5 del D. Lgs. n. 38/2005, il bilancio è redatto utilizzando l'Euro quale moneta di conto.

Gli importi dei Prospetti contabili e della Nota integrativa, così come quelli indicati nella Relazione sulla gestione, sono espressi – qualora non diversamente specificato – in milioni di Euro.

Il bilancio è redatto con l'applicazione dei principi generali previsti dallo IAS 1 e degli specifici principi contabili omologati dalla Commissione Europea e illustrati nella Parte A.2 della presente Nota integrativa, nonché in aderenza con le assunzioni generali previste dal Quadro Sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio elaborato dallo IASB. Non sono state effettuate deroghe all'applicazione dei principi contabili IAS/IFRS.

Nella Relazione sulla gestione e nella Nota integrativa sono fornite le informazioni richieste dai principi contabili internazionali, dalle Leggi, dalla Banca d'Italia, dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa – Consob e dall'Autorità Europea degli Strumenti Finanziari e dei Mercati - ESMA, oltre ad altre informazioni non obbligatorie ma ritenute ugualmente necessarie ai fini di una rappresentazione corretta e veritiera della situazione del Gruppo. Si è inoltre tenuto conto dei documenti di tipo interpretativo e di supporto all'applicazione dei principi contabili in relazione agli impatti da COVID-19, emanati dagli organismi regolamentari e di vigilanza europei e dagli standard setter illustrati più nel dettaglio nella Successiva Sezione 5 – Altri aspetti.

Quanto all'informativa per settore di attività, si segnala che nel corso del 2021 si è proceduto ad una revisione delle modalità di allocazione dei costi e dei ricavi tra Business Unit e Centro di Governo, anche in relazione alla necessità di integrazione di UBI Banca secondo le logiche di segment reporting del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Più in dettaglio, sul fronte dei ricavi, il contesto caratterizzato da tassi di mercato stabilmente negativi e dalla crescita del costo dell'eccesso di liquidità ha indotto a sospendere la retrocessione gestionale dal Centro di Governo alla Banca dei Territori del risultato figurativo di copertura delle poste a vista modellizzate per rischio tasso; analogamente, l'introduzione di un limite regolamentare di NSFR del 100% ha comportato l'introduzione di analogo limite anche per l'operatività del Global Market della Divisione IMI C&IB, limitando il beneficio a favore della Divisione. Inoltre, sono state attribuite alle Divisioni talune commissioni passive che, grazie ad affinamenti delle modalità rendicontative, sono state individuate come pertinenti alle attività di business svolte dalle Divisioni stesse.

Sul fronte dei costi, invece, come parte di un progressivo affinamento delle logiche e delle metriche di allocazione degli stessi, si è deciso di procedere con un'allocazione integrale dei costi connessi all'erogazione delle attività aventi natura di servizio e ad un riaddebito alle Divisioni della maggior parte dei costi connessi alle "attività di indirizzo e controllo".

Con riferimento specifico a questa seconda categoria di costi, benché non direttamente riconducibili alle Divisioni, si è ritenuta opportuna la loro allocazione a queste ultime per rafforzare un approccio di corresponsabilizzazione alle iniziative di carattere istituzionale, strategico e di indirizzo e controllo, anche al fine di favorire un'ulteriore attenzione al consumo delle risorse, indipendentemente dalla natura di spesa di volta in volta considerata.

Da ultimo, è stata rivista la metodologia di allocazione dei tributi e oneri per il sistema bancario, grazie alla riconduzione sulle Divisioni della specifica componente legata al "Deposit Guarantee Scheme", che è stata puntualmente ricalcolata sulla base dei depositi garantiti raccolti dalle diverse unità di business. La possibilità di effettuare raccolta da clientela retail a condizioni più favorevoli rispetto al mercato wholesale rappresenta un beneficio per le unità di business che si è ritenuto opportuno correlare al costo sostenuto a garanzia dei depositi raccolti, per migliorare la rappresentazione della redditività netta effettivamente generata.

Quanto agli impatti, quelli di maggior rilievo, quantificati sul Centro di Governo sull'esercizio 2021, hanno riguardato:

  • circa 710 milioni di maggiori interessi netti, di cui circa 600 milioni relativi al venir meno del riconoscimento alla Divisione Banca dei Territori del beneficio del modello di rischio tasso della raccolta a vista, e circa 110 milioni riconducibili all'aumento al 100% del limite interno NSFR assegnato all'area Global Markets della Divisione IMI C&IB;
  • circa 90 milioni di minori commissioni passive, riconosciute a terzi per servizi telematici, recupero crediti e altri servizi, attribuite in prevalenza alla Divisione Banca dei Territori e in misura minore alla Divisione IMI C&IB sulla base di criteri sostenibili di correlazione con l'attività di business svolta dalle stesse;
  • circa 720 milioni di minori oneri operativi dovuti all'allocazione integrale alle Divisioni di tutti i costi connessi all'erogazione delle attività di service (circa 160 milioni), completando un processo di affinamento avviato nel 2020 in coerenza con la logica industriale del Modello di Tariffazione Interna, nonché al trasferimento alle Divisioni, sulla base di opportuni driver, della maggior parte dei costi connessi alle "attività di indirizzo e controllo" (circa 560 milioni);
  • circa 230 milioni di minori oneri relativi ai "Deposit Guarantee Scheme", rappresentati nel Conto economico riclassificato alla voce Tributi e oneri del sistema bancario già al netto dell'effetto fiscale, riattribuiti particolarmente alla Divisione Banca dei Territori e, in misura minore, alla Divisione Private e alla Divisione International Subsidiary Banks.

I Prospetti contabili di stato patrimoniale e i relativi dettagli di Nota integrativa presentano – in conformità a quanto previsto dall'IFRS 5 – tra le componenti relative alle attività in dismissione portafogli, o singole posizioni, classificati a sofferenza o UTP che saranno oggetto di cessione nel corso del 2022, la partecipazione in Zhong Ou Asset Management Co. Ltd. (ZOAM) il cui closing, una volta completato l'iter autorizzativo, è atteso entro la fine del 2022, nonché le attività e le passività afferenti il ramo d'azienda di Banca 5 dedicato alle attività di pagamento e a talune attività commerciali che sarà oggetto di conferimento a Mooney nella prima parte del 2022.

I Prospetti contabili e la Nota integrativa presentano oltre agli importi del periodo di riferimento, anche i corrispondenti dati di raffronto riferiti al 31 dicembre 2020.

In proposito, si è anche provveduto a fornire i dati di raffronto, ove pertinente, in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della circolare 262 che ha previsto, quali principali novità di rappresentazione in bilancio, che:

i) alcune categorie di attività finanziarie (i crediti a vista verso banche e i crediti impaired acquisiti e originati), vengano rappresentate analogamente a quanto già previsto nelle segnalazioni armonizzate europee (FINREP);

  • ii) nell'ambito delle attività immateriali, venga fornita una specifica evidenza dei software che non costituiscono parte integrante di hardware ai sensi dello IAS 38;
  • iii) le commissioni attive e passive vengano illustrate secondo un diverso schema di dettaglio;
  • iv) i contributi al fondo di risoluzione e agli schemi di garanzia dei depositi abbiano disclosure separata nelle voci.

Con riferimento all'ingresso nel perimetro di consolidamento del Gruppo UBI a partire dal mese di agosto 2020, si rammenta che i conti del conto economico come pure le tabelle della nota integrativa riferiti al periodo a confronto non sono stati oggetto di riesposizione per includere i flussi economici relativi al Gruppo UBI dei 12 mesi, risultando pertanto non immediatamente comparabili con i dati 2021.

Negli Allegati vengono presentati i prospetti di raccordo con i dati di Stato patrimoniale e di Conto economico originariamente pubblicati nel Bilancio 2020, oltre a specifici schemi di raccordo tra questi ultimi e i prospetti riclassificati (riesposti e rideterminati) inclusi nella Relazione sulla gestione che correda il presente bilancio.

Contenuto dei prospetti contabili

Prospetto di Stato patrimoniale e Prospetto di Conto economico

Gli schemi dello Stato patrimoniale e del Conto economico sono costituiti da voci, sottovoci e da ulteriori dettagli informativi (i "di cui" delle voci e sottovoci).

A seguito della scelta del Gruppo di avvalersi dell'opzione di applicazione del c.d. Deferral Approach, prevista dall'IFRS 9 "Strumenti finanziari" anche per i conglomerati finanziari a prevalenza bancaria, in virtù della quale le attività e le passività finanziarie delle compagnie assicurative controllate continuano ad essere rilevate in bilancio ai sensi di quanto prescritto dallo IAS 39, negli schemi consolidati previsti dalla Circolare 262 sono state aggiunte specifiche voci di Stato patrimoniale e di Conto economico per rappresentare la valorizzazione delle attività e passività di pertinenza delle imprese assicurative e i relativi effetti economici valutati ai sensi dello IAS 39.

Per completezza si segnala che con riferimento agli schemi definiti dalla Banca d'Italia sono riportate anche le voci che non presentano importi né per l'esercizio al quale si riferisce il bilancio, né per quello precedente. Nel conto economico i ricavi sono indicati senza segno, mentre i costi sono preceduti dal segno meno.

Prospetto della redditività complessiva

Il prospetto della redditività complessiva, partendo dall'utile (perdita) d'esercizio, espone le componenti reddituali rilevate in contropartita delle riserve da valutazione, al netto del relativo effetto fiscale, in conformità ai principi contabili internazionali. La redditività complessiva consolidata è rappresentata fornendo separata evidenza delle componenti reddituali che non saranno in futuro riversate nel conto economico e di quelle che, diversamente, potranno essere successivamente riclassificate nell'utile (perdita) dell'esercizio al verificarsi di determinate condizioni. Il prospetto distingue inoltre la quota di redditività di pertinenza della Capogruppo da quelle di pertinenza dei soci di minoranza. Come per lo Stato patrimoniale ed il Conto economico, rispetto agli schemi definiti dalla Banca d'Italia sono riportate anche le voci che non presentano importi né per l'esercizio al quale si riferisce il bilancio, né per quello precedente. Gli importi negativi sono preceduti dal segno meno.

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto

Nel prospetto delle variazioni del patrimonio netto viene riportata la composizione e la movimentazione dei conti di patrimonio netto intervenuta nell'esercizio di riferimento del bilancio ed in quello precedente, suddivisi tra il capitale sociale, le riserve di capitale, di utili e da valutazione di attività o passività di bilancio ed il risultato economico. Le azioni proprie in portafoglio sono portate in diminuzione del patrimonio netto. Il prospetto è presentato invertendo le righe e le colonne rispetto al medesimo prospetto previsto dall'aggiornamento della Circolare n. 262/2005 della Banca d'Italia.

Rendiconto finanziario

Il prospetto dei flussi finanziari intervenuti nell'esercizio di riferimento del bilancio ed in quello precedente è stato predisposto seguendo il metodo indiretto, in base al quale i flussi derivanti dall'attività operativa sono rappresentati dal risultato dell'esercizio rettificato degli effetti delle operazioni di natura non monetaria.

I flussi finanziari sono suddivisi tra quelli derivanti dall'attività operativa, quelli generati dall'attività di investimento e quelli prodotti dall'attività di provvista.

Nel prospetto i flussi generatisi nel corso dell'esercizio sono indicati senza segno, mentre quelli assorbiti sono preceduti dal segno meno.

Contenuto della Nota integrativa

La Nota integrativa comprende le informazioni previste dai principi contabili internazionali e dalla Circolare n. 262 della Banca d'Italia emanata il 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti applicabili per la redazione del presente bilancio. Come già evidenziato in merito ai prospetti contabili, in relazione all'applicazione del Deferral approach da parte delle compagnie assicurative del Gruppo, l'informativa di nota integrativa prevista dalla Circolare 262 è integrata con le tabelle previste dal previgente 4° aggiornamento della Circolare 262 per rappresentare le informazioni richieste dallo IAS 39.

SEZIONE 3 - AREA E METODI DI CONSOLIDAMENTO

Area di consolidamento

Il bilancio consolidato include Intesa Sanpaolo e le società da questa direttamente o indirettamente controllate, comprendendo nel perimetro di consolidamento – come specificamente previsto dai principi IAS/IFRS – anche le società operanti in settori di attività dissimili da quello di appartenenza della Capogruppo, nonché le partecipazioni di private equity. Analogamente, sono incluse anche le entità strutturate quando ne ricorrano i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall'esistenza di una quota partecipativa.

Sono considerate controllate le imprese nelle quali Intesa Sanpaolo è esposta a rendimenti variabili, o detiene diritti su tali rendimenti, derivanti dal proprio rapporto con le stesse e nel contempo ha la capacità di incidere sui rendimenti esercitando il proprio potere su tali entità.

Il controllo può configurarsi solamente con la presenza contemporanea dei seguenti elementi:

  • − il potere di dirigere le attività rilevanti della partecipata;
  • − l'esposizione o i diritti a rendimenti variabili derivanti dal rapporto con l'entità oggetto di investimento;
  • − la capacità di esercitare il proprio potere sull'entità oggetto di investimento per incidere sull'ammontare dei suoi rendimenti.

Sono considerate controllate congiuntamente le entità nelle quali, su base contrattuale, il controllo è condiviso fra la Capogruppo, direttamente o indirettamente, e uno o più altri soggetti esterni al Gruppo, ovvero quando per le decisioni riguardanti le attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo.

Sono considerate collegate, cioè sottoposte ad influenza notevole, le imprese nelle quali Intesa Sanpaolo, direttamente o indirettamente, possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali") o nelle quali – pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali in virtù di particolari legami giuridici, quali la partecipazione a patti di sindacato.

Sono escluse dall'area di consolidamento, e classificate sulla base di quanto previsto dall'IFRS 9, alcune interessenze superiori al 20%, in quanto di importo contenuto oppure in quanto Intesa Sanpaolo, direttamente o indirettamente, detiene esclusivamente diritti patrimoniali su una porzione dei frutti degli investimenti, non ha accesso alle politiche di gestione e può esercitare diritti di governance limitati alla tutela dei propri interessi patrimoniali.

Sono inoltre escluse dall'area di consolidamento integrale le interessenze partecipative detenute, direttamente o attraverso fondi, in società che svolgono attività di venture capital. Tali interessenze partecipative sono incluse nella categoria delle Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.

Sono, infine, escluse dall'area di consolidamento le società non partecipate delle quali si sono ricevute azioni in pegno con diritto di voto superiore al 20%, in considerazione della finalità di tale strumento che è quella di tutela del credito concesso e non di esercizio del controllo e di indirizzo delle politiche finanziarie ed economiche, al fine di usufruire dei benefici economici da esse derivanti.

Intesa Sanpaolo non esercita su Risanamento S.p.A. e sulle società da questa controllate l'attività di direzione e coordinamento di cui all'art. 2497 C.C. e seguenti.

Le modifiche intervenute nel perimetro di consolidamento rispetto al 31 dicembre 2020 riguardano l'ingresso nell'area di consolidamento integrale di:

  • RB Participations;
  • Reyl & Cie;
  • Asteria Investment Managers;
  • Cargeas Assicurazioni;
  • Assicurazioni Vita (ex Aviva Vita) e Lombarda Vita, poi fuse per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita dal 31 dicembre 2021;
  • Exetra;
  • Intesa Sanpaolo House Luxembourg.

Le uscite hanno riguardato Intesa Sanpaolo Forvalue (oggetto di conferimento in Innolva, controllata al 75% da Tinexta e al 25% da Intesa Sanpaolo), nonchè le società di seguito indicate, ora consolidate con il metodo del patrimonio netto in relazione alla scarsa materialità e significatività delle interessenze detenute:

  • UBI Finance CB 2;
  • Morval Bank & Trust Cayman Ltd.;
  • UBI Finance;
  • ISP CB Ipotecario;
  • ISP OBG;
  • ISP CB Pubblico.

Le società di seguito elencate invece non figurano più nell'ambito dell'area di consolidamento integrale in quanto oggetto di operazioni di fusione per incorporazione nell'ambito del Gruppo (senza dunque impatti a livello consolidato):

  • BancAssurance Popolari, fusa in Intesa Sanpaolo Vita dal 31 dicembre 2021;
  • UBI Banca, fusa in Intesa Sanpaolo;
  • UBI Sistemi e Servizi (UBI.S), fusa in Intesa Sanpaolo;
  • UBI Factor, fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo;
  • Pramerica SGR, fusa in Eurizon Capital;
  • Pramerica Management Company, fusa in Eurizon Capital S.A. Luxembourg;
  • Kedomus (ex Gruppo UBI), fusa nella nuova IMMIT;
  • Financière Fideuram, fusa per incorporazione in Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking.

Infine, per completezza, si segnalano i seguenti cambiamenti di denominazione:

  • UBI Sicura, in Intesa Sanpaolo Insurance Agency;
  • Vub Asset Management sprav. spol. A.S., in Eurizon Asset Management Slovakia Sprav. Spol. A.S.;
  • Cib Investment Fund Management Ltd., in Eurizon Asset Management Hungary Ltd.;
  • BPB Immobiliare, in IMMIT Immobili Italiani;
  • Pbz Invest D.O.O. in Eurizon Asset Management Croazia Ltd..

Nel prospetto che segue sono indicate le partecipazioni controllate in via esclusiva al 31 dicembre 2021.

1. Partecipazioni in società controllate in via esclusiva

Denominazione imprese Sede Sede Tipo RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE Disponib.
operativa legale rapporto
(a)
Impresa partecipante quota
%
voti %
(b)
1 Asteria Investment Managers S.A.
Capitale Chf 14.000.000
Ginevra Ginevra 1 REYL & Cie 64,00
2 Banca 5 S.p.A.
Capitale Eur 30.000.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
3 Banca Comerciala Eximbank S.A.
Capitale Mdl 1.250.000.000
Chisinau Chisinau 1 Intesa Sanpaolo 100,00
4 Banca Intesa AD Beograd
Capitale Rsd 21.315.900.000
Novi Beograd Beograd 1 Intesa San Paolo Holding International 100,00
5 Bank of Alexandria
Capitale Egp 800.000.000
Il Cairo Il Cairo 1 Intesa Sanpaolo 80,00
6 Banka Intesa Sanpaolo d.d. (d)
Capitale Eur 22.173.218
Koper Koper 1 Intesa Sanpaolo
Privredna Banka Zagreb
48,13
51,00
99,13
7 Cargeas Assicurazioni S.p.A.
Capitale Eur 32.812.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo Vita 100,00
8 Cib Bank Ltd.
Capitale Huf 50.000.000.003
Budapest Budapest 1 Intesa Sanpaolo 100,00
9 CIB Insurance Broker Ltd.
Capitale Huf 10.000.000
Budapest Budapest 1 Cib Bank 100,00
10 CIB Leasing Ltd.
Capitale Huf 53.000.000
Budapest Budapest 1 Cib Bank 100,00
11 CIB Rent Operative Leasing Ltd.
Capitale Huf 5.000.000
Budapest Budapest 1 Cib Bank 100,00
12 Colline e oltre S.p.A. (h)
Capitale Eur 50.000
Pavia Pavia 1 Intesa Sanpaolo 51,00
13 Compagnia Italiana Finanziaria - CIF S.r.l.
Capitale Eur 10.000
Milano Milano 1 IN.FRA - Investire nelle Infrastrutture 61,45
14 Consorzio Studi e ricerche fiscali Gruppo Intesa Sanpaolo (h) Roma Roma 1 Eurizon Capital SGR 5,00
Capitale Eur 258.228 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking 7,50
Intesa Sanpaolo 80,00
Intesa Sanpaolo Vita 7,50
100,00
15 Duomo Funding Plc (e) Dublino Dublino 2 Intesa Sanpaolo -
16 Epsilon SGR S.p.A.
Capitale Eur 5.200.000
Milano Milano 1 Eurizon Capital SGR 100,00
17 Etoile François Premier S.a.r.l. (c)
Capitale Eur 5.000
Parigi Parigi 1 Risanamento Europa
Eurizon asset Management Slovakia Sprav.
100,00
18 Eurizon Asset Management Croatia Ltd.
Capitale Hrk 5.000.000
Zagabria Zagabria 1 Spol.
Eurizon asset Management Slovakia Sprav.
100,00
19 Eurizon Asset Management Hungary Ltd.
Capitale Huf 600.000.000
Budapest Budapest 1 Spol 100,00
20 Eurizon Asset Management Slovakia Sprav. Spol. A.S.
Capitale Eur 4.093.560
Bratislava Bratislava 1 Eurizon Capital SGR 100,00
21 Eurizon Asia Capital limited (già Eurizon Capital (HK) Limited) (h)
Capitale Hkd 78.000.000
Hong Kong West
Kowloon
1 Eurizon Capital SGR 100,00
22 Eurizon Capital Real Asset SGR S.p.A.(h)
Capitale Eur 2.500.000
Milano Milano 1 Eurizon Capital SGR
Intesa Sanpaolo Vita
51,00
49,00
100,00
23 Eurizon Capital S.A.
Capitale Eur 7.974.600
Lussemburgo Lussemburgo 1 Eurizon Capital SGR 100,00
24 Eurizon Capital SGR S.p.A.
Capitale Eur 99.000.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
25 Eurizon Slj Capital Ltd.
Capitale Gbp 1.001.000
Londra Londra 1 Eurizon Capital SGR
Eurizon Capital SGR
65,00

Denominazione imprese Sede
Sede
Tipo
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
Disponib.
operativa legale rapporto
(a)
Impresa partecipante quota
%
voti %
(b)
26 Exelia S.r.l. (h)
Capitale Ron 8.252.600
Brasov Brasov 1 Intesa Sanpaolo Holding International 100,00
27 Exetra S.p.A.
Capitale Eur 158.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 85,00
28 Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A.
Capitale Eur 300.000.000
Roma Torino 1 Intesa Sanpaolo 100,00
29 Fideuram Asset Management (Ireland) Dac
(già Fideuram Asset Management (Ireland) Ltd.)
Capitale Eur 1.000.000
Dublino Dublino 1 Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking 100,00
30 Fideuram Asset Management SGR
Capitale Eur 25.870.000
Milano Milano 1 Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking 99,52
31 Fideuram Asset Management UK (h)
Capitale Gbp 100.000
Londra Londra 1 Fideuram Asset Management (Ireland) 100,00
32 Fideuram Bank ( Luxembourg) S.A.
Capitale Eur 40.000.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking 100,00
33 Fideuram Vita S.p.A. Roma Roma 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking 19,99
Capitale Eur 357.446.836 Intesa Sanpaolo 80,01
34 Gap Manco Sarl (h)
Capitale Eur 12.500
Lussemburgo Lussemburgo 1 REYL & Cie 100,00
100,00
35 Iberia Distressed Asset Manager Sarl (h)
Capitale Eur 12.500
Lussemburgo Lussemburgo 1 REYL Finance (MEA) 100,00
36 IIF SME Manager Ltd. (h)
Capitale Usd 1.000
George Town George Town 1 Asteria Investment Managers 100,00
37 IMI Capital Markets USA Corp.
Capitale Usd 5.000
New York New York 1 IMI Investments 100,00
38 IMI Finance Luxemburg S.A. (h)
Capitale Eur 100.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo Holding International 100,00
39 IMI Investments S.A.
Capitale Eur 21.660.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo 100,00
40 IMMIT - Immobili Italiani S.r.l.
Capitale Eur 185.680.000
Bergamo Bergamo 1 Intesa Sanpaolo 100,00
41 Immobiliare Cascina Rubina S.r.l. (c)
Capitale Eur 10.000
Milano Milano 1 Risanamento 100,00
42 IN.FRA - Investire nelle Infrastrutture S.r.l.
Capitale Eur 10.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
43 Iniziative Logistiche S.r.l.
Capitale Eur 10.000
Milano Milano 1 IN.FRA - Investire nelle Infrastrutture 60,02
44 Intesa Invest A.D. Beograd (h)
Capitale Rsd 236.975.800
Beograd Beograd 1 Banca Intesa AD Beograd 100,00
45 Intesa Leasing (Closed Joint-Stock Company)
Capitale Rub 3.000.000
Mosca Mosca 1 Joint-Stock Company Banca Intesa 100,00
46 Intesa Leasing d.o.o. Beograd
Capitale Rsd 960.374.301
Beograd Beograd 1 Banca Intesa AD Beograd 100,00
47 Intesa Sanpaolo (Qingdao) Service Company Limited
Capitale Cny 80.000.000
Qingdao Qingdao 1 Intesa Sanpaolo 100,00
48 Intesa Sanpaolo Agents4you S.p.A. (h)
Capitale Eur 120.000
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo 100,00
49 Intesa Sanpaolo Assicura S.p.A.
Capitale Eur 27.912.258
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo Vita 100,00
50 Intesa Sanpaolo Bank Albania Sh.A.
Capitale All 5.562.517.674
Tirana Tirana 1 Intesa Sanpaolo 100,00
51 Intesa Sanpaolo Bank Ireland Plc
Capitale Eur 400.500.000
Dublino Dublino 1 Intesa Sanpaolo 100,00
52 Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg S.A.
Capitale Eur 1.389.370.555
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo Holding International 100,00

Denominazione imprese Sede Sede Tipo RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE Disponib.
operativa legale rapporto
(a)
Impresa partecipante quota
%
voti %
(b)
53 Intesa Sanpaolo Banka d.d. Bosna I Hercegovina
Capitale Bam 44.782.000
Sarajevo Sarajevo 1 Privredna Banka Zagreb 99,99 100,00
54 Intesa Sanpaolo Brasil S.A. - Banco Multiplo
Capitale Brl 934.378.309
San Paolo San Paolo 1 Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo Holding International
99,90
0,10
100,00
55 Intesa Sanpaolo Casa S.p.A. (h)
Capitale Eur 1.000.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
56 Intesa Sanpaolo Expo Institutional Contact S.r.l. (h)
Capitale Eur 50.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
57 Intesa Sanpaolo Formazione S.p.A (h)
Capitale Eur 174.600
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
58 Intesa Sanpaolo Funding LLC (già Intesa Funding LLC)
Capitale Usd 25.000
New York Wilmington 1 Intesa Sanpaolo 100,00
59 Intesa Sanpaolo Harbourmaster III S.A.
Capitale Eur 5.500.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo Holding International 100,00
60 Intesa Sanpaolo Highline S.r.l. (h)
Capitale Eur 500.000
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo 100,00
61 Intesa Sanpaolo Holding International S.A.
Capitale Eur 2.157.957.270
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo 100,00
62 Intesa Sanpaolo House Luxembourg S.A.
Capitale Eur 24.990.317
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo Holding International 100,00
63 Intesa Sanpaolo Imi Securities Corp.
Capitale Usd 44.500.000
New York New York 1 IMI Capital Markets USA Corp. 100,00
64 Intesa Sanpaolo Innovation Center S.p.A.
Capitale Eur 9.254.940
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo Vita
99,99
0,01
65 Intesa Sanpaolo Insurance Agency S.p.A.
Capitale Eur 500.000
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo Vita 100,00
100,00
66 Intesa Sanpaolo International Value Services Ltd.
Capitale Hrk 100.000
Zagabria Zagabria 1 Intesa Sanpaolo Holding International 100,00
67 Intesa Sanpaolo Life Designed activity company (già Intesa
Sanpaolo Life Ltd.)
Capitale Eur 625.000
Dublino Dublino 1 Intesa Sanpaolo Vita 100,00
68 Intesa Sanpaolo Private Argentina S.A. (h) Buenos Aires Buenos Aires 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking 4,97
Capitale Ars 13.404.506 Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval 95,03
100,00
69 Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval S.A.
Capitale Chf 22.217.000
Ginevra Ginevra 1 REYL & Cie 100,00
70 Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A.
Capitale Eur 117.497.424
Milano Milano 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking 100,00
71 Intesa Sanpaolo Provis S.p.A.
Capitale Eur 6.725.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
72 Intesa Sanpaolo RBM Salute S.p.A. (g)
Capitale Eur 269.000.000
Venezia Venezia 1 Intesa Sanpaolo Vita 70,26
73 Intesa Sanpaolo RE.O.CO. S.p.A.
Capitale Eur 13.000.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
74 Intesa Sanpaolo Rent FORYOU S.p.A. (i)
Capitale Eur 630.000
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo 60,00
75 Intesa Sanpaolo Romania S.A. Commercial Bank
Capitale Ron 1.156.639.410
Bucarest Bucarest 1 Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo Holding International
99,73
0,27
Intesa Sanpaolo Servicos e emprendimentos Ltda. em 100,00
76 Liquidacao (h)
Capitale Brl 3.283.320
San Paolo San Paolo 1 Intesa Sanpaolo 100,00
77 Intesa Sanpaolo Servitia S.A.
Capitale Eur 1.500.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo Holding International 100,00

Denominazione imprese Sede
Sede
Tipo
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
Disponib.
operativa legale rapporto
(a)
Impresa partecipante quota
%
voti %
(b)
78 Intesa Sanpaolo Smart Care S.r.l.
Capitale Eur 1.633.000
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo Vita
51,01
48,99
100,00
79 Intesa Sanpaolo Vita S.p.A.
Capitale Eur 320.422.509
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo 99,99
80 Inveniam S.A. (h)
Capitale Chf 50.000
Zurigo Zurigo 1 REYL Private Office Luxemburg 100,00
81 ISP CB Ipotecario S.r.l. (h)
Capitale Eur 120.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 60,00
82 ISP CB Pubbico S.r.l. (h)
Capitale Eur 120.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 60,00
83 ISP OBG S.r.l. (h)
Capitale Eur 42.038
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 60,00
84 IW BANK S.p.A.
Capitale Eur 67.950.000
Milano Milano 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking 100,00
85 Joint-Stock Company Banca Intesa
Capitale Rub 10.820.180.800
Mosca Mosca 1 Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo Holding International
46,98
53,02
100,00
86 Lux Gest Asset Management S.A.
Capitale Eur 200.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg 100,00
87 Mecenate S.r.l in liquidazione (h)
Capitale Eur 10.000
Arezzo Arezzo 1 Intesa Sanpaolo 95,00
88 Milano Santa Giulia S.p.A. (c)
Capitale Eur 139.041
Milano Milano 1 Risanamento 100,00
89 Morval Bank & Trust Cayman Ltd. (h)
Capitale Eur 7.850.000
George Town George Town 1 Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval 100,00
90 Morval Vonwiller Advisors S.A. (h)
Capitale Uyu 495.000
Montevideo Montevideo 1 Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval 100,00
91 MSG Comparto Quarto S.r.l. (c)
Capitale Eur 20.000
Milano Milano 1 Milano Santa Giulia 100,00
92 MSG Comparto Secondo S.r.l. (c)
Capitale Eur 50.000
Milano Milano 1 Milano Santa Giulia 100,00
93 MSG Comparto Terzo S.r.l. (c)
Capitale Eur 20.000
Milano Milano 1 Milano Santa Giulia 100,00
94 Neva S.G.R S.p.A. (già Imi Fondi Chiusi S.p.A.) (h)
Capitale Eur 2.000.000
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo Innovation Center 100,00
95 New CO 123 S.p.A. (h)
Capitale Eur 600.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
96 Obviam AG S.A. (h)
Capitale Chf 500.000
Berna Berma 1 Asteria Investment Managers 100,00
97 OOO Intesa Realty Russia (h)
Capitale Rub 10.000
Mosca Mosca 1 Intesa Sanpaolo 100,00
98 Oro Italia Trading S.p.a. in liquidazione (h)
Capitale Eur 500.000
Arezzo Arezzo 1 Intesa Sanpaolo 100,00
99 PBZ Card d.o.o.
Capitale Hrk 43.422.200
Zagabria Zagabria 1 Privredna Banka Zagreb 100,00
100 PBZ Leasing d.o.o.
Capitale Hrk 15.000.000
Zagabria Zagabria 1 Privredna Banka Zagreb 100,00
101 PBZ Stambena Stedionica d.d.
Capitale Hrk 115.000.000
Zagabria Zagabria 1 Privredna Banka Zagreb 100,00
102 Porta Nuova Gioia
Capitale Eur 6.585.050
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
103 Portugal Real Estate Opportunities Manager Sarl (h)
Capitale Eur 12.500
Lussemburgo Lussemburgo 1 REYL Finance (MEA) 100,00
104 Pravex Bank Public Joint-Stock Company
Capitale Uah 979.089.724
Kiev Kiev 1 Intesa Sanpaolo 100,00

Denominazione imprese Sede Tipo RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE Disponib.
operativa legale rapporto
(a)
Impresa partecipante quota
%
voti %
(b)
105 Prestitalia S.p.A.
Capitale Eur 205.722.715
Bergamo Bergamo 1 Intesa Sanpaolo 100,00
106 Private Equity International S.A. (f)
Capitale Eur 107.000.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo 94,39 100,00
107 Privredna Banka Zagreb d.d.
Capitale Hrk 1.907.476.900
Zagabria Zagabria 1 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. 97,47
108 Qingdao Yicai Fund Distribution Co. Ltd.
Capitale Cny 491.000.000
Qingdao Qingdao 1 Intesa Sanpaolo 100,00
109 RB Participations S.A.
Capitale Chf 100.000
Ginevra Ginevra 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking
S.p.A.
100,00
110 Recovery Property Utilisation and Services Zrt.
Capitale Huf 20.000.000
Budapest Budapest 1 Cib Bank Ltd. 100,00
111 REYL & Cie (Malta) Holding Ltd. (h)
Capitale Eur 730.000
Valletta Valletta 1 REYL & Cie S.A. 100,00
112 REYL & Cie (Malta) Ltd. (h)
Capitale Eur 730.000
Valletta Valletta 1 REYL & Cie (Malta) Holding Ltd. 100,00
113 REYL & Cie S.A. (l)
Capitale Chf 31.500.001
Ginevra Ginevra 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking
S.p.A.
RB Participations S.A.
39,00
30,00
69,00
114 REYL & CO (UK) Llp. (h)
Capitale Gbp 2.500.000
Londra Londra 1 REYL & CO Holdings Ltd. 100,00
115 REYL & CO Holdings Ltd. (h)
Capitale Gbp 2.400.000
Londra Londra 1 REYL & Cie S.A. 100,00
116 REYL Finance (MEA) Ltd. (h)
Capitale Usd 2.875.000
Dubai Dubai 1 REYL & Cie S.A. 100,00
117 REYL Overseas S.A. (h)
Capitale Chf 500.000
Zurigo Zurigo 1 REYL & Cie S.A. 100,00
118 REYL Prime Solution S.A. en Liquidation (h)
Capitale Chf 100.000
Ginevra Ginevra 1 REYL & Cie S.A. 100,00
119 REYL Private Office Luxemburg Sarl (h)
Capitale Eur 50.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 REYL & Cie S.A. 100,00
120 REYL Singapore Holding Pte. Ltd. (h)
Capitale Sgd 1.201
Singapore Singapore 1 REYL & Cie S.A. 75,00
121 REYL Singapore Pte. Ltd. (h) Singapore Singapore 1 REYL & Cie S.A. 76,00
Capitale Sgd 500.000 REYL Singapore Holding Pte. Ltd. 24,00
100,00
122 Ri. Rental S.r.l. (c)
Capitale Eur 10.000
Milano Milano 1 Risanamento S.p.A. 100,00
123 Risanamento Eurpa S.r.l. (c)
Capitale Eur 10.000
Milano Milano 1 Risanamento S.p.A. 100,00
124 Risanamento S.p.A. (c)
Capitale Eur 197.951.784
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 48,88
125 Romulus Funding Corporation (e) New York New York 2 Intesa Sanpaolo -
126 Sanpaolo Invest SIM S.p.A.
Capitale Eur 15.264.760
Torino Torino 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking
S.p.A.
100,00
127 Società Benefit Cimarosa 1 S.p.A. (h)
Capitale Eur 100.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
128 Società Italiana di Revisione e Fiduciaria – S.I.RE.F. S.p.A.
Capitale Eur 2.600.000
Milano Milano 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking
S.p.A.
100,00
129 SRM Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (h)
Capitale Eur 90.000
Napoli Napoli 1 Intesa Sanpaolo 60,00 25,00
130 Sviluppo Comparto 3 S.r.l. (c)
Capitale Eur 50.000
Milano Milano 1 Milano Santa Giulia S.p.A. 100,00
131 UBI Finance CB 2 S.r.l. in liquidazione (h)
Capitale Eur 10.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 60,00
132 UBI Finance S.r.l. (h) Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 60,00
133 Capitale Eur 10.000
UBI Leasing S.p.A.
Brescia Brescia 1 Intesa Sanpaolo 100,00
134 Capitale Eur 383.714.623
UBI Trustee S.A. (h)
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo 100,00
Capitale Eur 250.000

Denominazione imprese Sede
operativa
Sede
legale
Tipo
rapporto
(a)
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
Impresa partecipante
quota Disponib.
voti %
(b)
%
135 Vseobecna Uverova Banka A.S.
Capitale Eur 430.819.064
Bratislava Bratislava 1 Intesa Sanpaolo Holding International 100,00
136 VUB Leasing A.S.
Capitale Eur 46.600.000
Bratislava Bratislava 1 Vseobecna Uverova Banka 100,00
137 VUB Operating Leasing (h)
Capitale Eur 25.000
Bratislava Bratislava 1 Vseobecna Uverova Banka 100,00

(a) Tipo di rapporto:

1 - maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria;

2 - altre forme di controllo.

(b) Ove differente dalla quota % viene indicata la disponibilità dei voti nell'assemblea ordinaria, distinguendo, ove applicabile, tra diritti di voto effettivi e potenziali.

  • (c) Società non soggetta ad attività di direzione e coordinamento ai sensi dell'art. 2497 e segg. C.C.
  • (d) Si segnala la presenza di un impegno di legge nei confronti degli azionisti di minoranza per l'acquisto del residuo 0,87% del capitale sociale.
  • (e) Società per la quale si ha il controllo ai sensi dell'IFRS10 pur non detenendo una quota di interessenza sociale.
  • (f) La controllata Private Equity International ha emesso in data 23/12/2016 una nuova categoria di azioni di classe C, pari al 5,6 % del capitale della società. Tali azioni non dispongono di diritti di voto in assemblea e il loro rendimento è correlato ai risultati economici di determinati investimenti in portafoglio alla medesima Private Equity International.
  • (g) Si segnala la presenza di opzioni put and call agreement sul 29,7% del capitale sociale detenuto da azionisti di minoranza.
  • (h) Società consolidata con il metodo del patrimonio netto in considerazione della limitata materialità.
  • (i) Si segnala la presenza di opzioni put and call agreement sul 40% del capitale sociale detenuto da azionisti di minoranza.
  • (l) Si segnala la presenza di opzioni put and call agreement sul 31% del capitale sociale detenuto da azionisti di minoranza.

2. Valutazioni e assunzioni significative per determinare l'area di consolidamento

Come indicato in precedenza sono considerate controllate le imprese nelle quali Intesa Sanpaolo è esposta a rendimenti variabili, o detiene diritti su tali rendimenti, derivanti dal proprio rapporto con le stesse e nel contempo ha la capacità di incidere sui rendimenti esercitando il proprio potere su tali entità.

  • Il controllo può configurarsi solamente con la presenza contemporanea dei seguenti elementi:
  • − il potere di dirigere le attività rilevanti della partecipata;
  • − l'esposizione o i diritti a rendimenti variabili derivanti dal rapporto con l'entità oggetto di investimento;
  • − la capacità di esercitare il proprio potere sull'entità oggetto di investimento per incidere sull'ammontare dei suoi rendimenti.

Nello specifico il Gruppo considera i seguenti fattori per valutare l'esistenza di controllo:

  • − lo scopo e la struttura della partecipata, al fine di identificare gli obiettivi dell'entità, le sue attività rilevanti, ovvero quelle che maggiormente ne influenzano i rendimenti, e come tali attività sono governate;
  • − il potere, al fine di comprendere se il Gruppo ha diritti contrattuali che attribuiscono la capacità di dirigere le attività rilevanti;
  • − l'esposizione alla variabilità dei rendimenti della partecipata, al fine di valutare se il rendimento percepito dal Gruppo può variare in via potenziale in funzione dei risultati raggiunti dalla partecipata.

Inoltre, al fine di valutare l'esistenza del controllo sono prese in considerazione le potenziali relazioni principale-agente; per valutare se opera come principale o come agente, il Gruppo prende in considerazione i seguenti fattori:

  • − il potere decisionale sulle attività rilevanti della partecipata;
  • − i diritti detenuti da altri soggetti;
  • − la remunerazione a cui il Gruppo ha diritto;
  • − l'esposizione del Gruppo alla variabilità dei rendimenti derivanti dall'eventuale partecipazione detenuta nella partecipata.

L'IFRS 10 identifica come "attività rilevanti" solo le attività che influenzano significativamente i rendimenti della società partecipata.

In termini generali, quando le attività rilevanti sono gestite attraverso diritti di voto, i seguenti fattori forniscono evidenza di controllo:

  • − possesso, direttamente o indirettamente attraverso le proprie controllate, di più della metà dei diritti di voto di una entità a meno che, in casi eccezionali, possa essere chiaramente dimostrato che tale possesso non costituisce controllo;
  • − possesso della metà, o di una quota inferiore, dei voti esercitabili in assemblea e capacità pratica di governare unilateralmente le attività rilevanti attraverso:
    • o il controllo di più della metà dei diritti di voto in virtù di un accordo con altri investitori;
    • o il potere di determinare le politiche finanziarie e operative dell'entità in virtù di clausole statutarie o di un contratto;
    • o il potere di nominare o di rimuovere la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione o dell'equivalente organo di governo societario;
    • o il potere di esercitare la maggioranza dei diritti di voto nelle sedute del consiglio di amministrazione o dell'equivalente organo di governo societario.

Per esercitare il potere è necessario che i diritti vantati dal Gruppo sull'entità partecipata siano sostanziali; per essere sostanziali tali diritti devono essere praticamente esercitabili quando le decisioni sulle attività rilevanti devono essere prese. L'esistenza e l'effetto di diritti di voto potenziali, ove sostanziali, sono presi in considerazione all'atto di valutare se sussiste il potere o meno di dirigere le politiche finanziarie e gestionali di un'altra entità.

Può accadere talvolta che il Gruppo eserciti un "controllo di fatto" su talune entità quando, pur in assenza della maggioranza dei diritti di voto, si possiedono diritti tali da consentire l'indirizzo in modo unidirezionale delle attività rilevanti dell'entità partecipata.

Di contro possono emergere casistiche dove il Gruppo, pur possedendo oltre la metà dei diritti di voto, non controlla le entità oggetto di investimento in quanto, a seguito di accordi con altri investitori, l'esposizione ai rendimenti variabili derivanti dal rapporto con tali entità non è considerata significativa.

Tra le controllate possono essere comprese anche eventuali "entità strutturate" nelle quali i diritti di voto non rappresentano gli elementi determinanti per la valutazione del controllo, ivi incluse società veicolo (SPE/SPV) e fondi di investimento. Le entità strutturate sono considerate controllate laddove:

  • − il Gruppo dispone di potere attraverso diritti contrattuali che consentono il governo delle attività rilevanti;
  • − il Gruppo è esposto ai rendimenti variabili derivanti da tali attività.

3. Partecipazioni in società controllate in via esclusiva con interessenze di terzi

3.1 Interessenze di terzi, disponibilità dei voti di terzi e dividendi distribuiti ai terzi

Denominazioni imprese Interessenze
dei terzi
%
Disponib. dei
voti di terzi %
(1)
Dividendi
distribuiti a
terzi
1 Asteria Investment Managers SA 36,00 36,00
2 Bank of Alexandria 20,00 20,00
3 Banca Intesa Sanpaolo D.D. 0,87 0,87
4 Compagnia Italiana Finanziaria - CIF S.r.l. 38,55 38,55
5 Eurizon SLJ Capital Limited 35,00 35,00
6 Exetra S.p.A. 15,00 15,00
7 Fideuram Asset Management SGR 0,48 0,48
8 Iniziative Logistiche S.r.l. 39,98 39,98
9 Intesa Sanpaolo Banka D.D. Bosna I Hercegovina 0,01
10 Intesa Sanpaolo RBM Salute S.p.A. 29,74 29,74
11 Intesa Sanpaolo Rent FORYOU S.p.A. 40,00 40,00
12 Intesa Sanpaolo Vita S.p.A. 0,01 0,01
13 Private Equity International S.A. 5,61
14 Privredna Banka Zagreb DD 0,91 0,91
15 Reyl & Cie S.A. 31,00 31,00
16 Risanamento S.p.A. 51,12 51,12

(1) Disponibilità voti nell'assemblea ordinaria

3.2 Partecipazioni con interessenze di terzi significative: informazioni contabili

Denominazioni Totale attivo Cassa e disponibilità liquide Attività finanziarie Attività materiali e immateriali Passività finanziarie Patrimonio netto Margine di interesse Margine di intermediazione Costi operativi Utile (Perdita) della operatività corrente al
lordo delle imposte
Utile (Perdita) della operatività corrente al
netto delle imposte
Utile (Perdita) dei gruppi di attività in via
di dismissione al netto delle imposte
Utile (perdita) d'esercizio (1) (milioni di euro)
Altre componenti reddituali al netto delle
imposte (2)
(2)
Redditività complessiva (3) = (1) +
1 Bank of Alexandria 6.647 134 6.168 233 5.458 656 331 386 -170 184 118 - 118 -3 115
2 Gruppo Risanamento 753 5 - 690 518 99 -8 -11 -14 -25 -25 - -25 - -25

4. Restrizioni significative

In termini di restrizioni significative aventi ad oggetto limitazioni nel trasferimento di risorse all'interno del Gruppo Intesa Sanpaolo si segnalano le seguenti fattispecie.

La controllata Private Equity International ha emesso in data 23 dicembre 2016 una nuova categoria di azioni di classe C, pari al 5,6% del capitale della società. Tali azioni non dispongono di diritti di voto in assemblea e il loro rendimento è correlato ai risultati economici di determinati investimenti posseduti dalla medesima Private Equity International.

Inoltre il Gruppo Intesa Sanpaolo è soggetto alla disciplina prudenziale prevista dalla Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e dal Regolamento (UE) N. 575/2013 (CRR), modificate rispettivamente dalla Direttiva 2019/878/UE (CRD V) e dal Regolamento (UE) 2019/876 (CRR II), e controlla istituti finanziari soggetti alla medesima disciplina o a discipline analoghe volte comunque a preservare l'adeguata patrimonializzazione in funzione dei rischi assunti; pertanto la capacità delle banche o delle entità finanziarie controllate di distribuire capitale o dividendi è vincolata al rispetto di dette discipline in termini di requisiti patrimoniali.

Infine, nell'ambito del Gruppo sono presenti società assicurative soggette ai Requisiti Patrimoniali di Solvibilità delle Compagnie assicurative prescritti dalla normativa Solvency II.

5. Altre informazioni

Non risultano bilanci di società controllate utilizzati nella preparazione del bilancio consolidato di Intesa Sanpaolo riferiti ad una data diversa da quella del bilancio consolidato stesso.

Metodi di consolidamento

Consolidamento integrale

Il consolidamento integrale consiste nell'acquisizione "linea per linea" degli aggregati di Stato patrimoniale e di conto economico delle società controllate. Dopo l'attribuzione ai terzi, in voce propria, delle quote di loro pertinenza del patrimonio e del risultato economico, il valore della partecipazione viene annullato in contropartita al valore residuo del patrimonio della controllata.

Le differenze risultanti da questa operazione, se positive, sono rilevate – dopo l'eventuale imputazione ad elementi dell'attivo o del passivo della controllata – nella voce Attività immateriali come avviamento o come altre attività intangibili. Le differenze negative sono imputate al conto economico.

Le attività, passività, proventi ed oneri tra imprese consolidate vengono integralmente eliminati.

Le acquisizioni di società sono contabilizzate secondo il "metodo dell'acquisizione" previsto dall'IFRS 3, in base al quale le attività identificabili acquisite e le passività identificabili assunte (comprese quelle potenziali) devono essere rilevate ai rispettivi fair value alla data di acquisizione. Inoltre, per ogni aggregazione aziendale, eventuali quote di minoranza nella società acquisita possono essere rilevate al fair value o in proporzione alla quota della partecipazione di minoranza nelle attività nette identificabili della società acquisita. L'eventuale eccedenza del corrispettivo trasferito (rappresentato dal fair value delle attività cedute, delle passività sostenute e degli strumenti di capitale emessi) e della eventuale rilevazione al fair value delle quote di minoranza rispetto al fair value delle attività e passività acquisite viene rilevata come avviamento; qualora il prezzo risulti inferiore, la differenza viene imputata al conto economico.

Il "metodo dell'acquisizione" viene applicato a partire dalla data dell'acquisizione, ossia dal momento in cui si ottiene effettivamente il controllo della società acquisita. Pertanto, i risultati economici di una controllata acquisita nel corso del periodo di riferimento sono inclusi nel bilancio consolidato a partire dalla data della sua acquisizione. Parimenti, i risultati economici di una controllata ceduta sono inclusi nel bilancio consolidato fino alla data in cui il controllo è cessato.

La differenza tra il corrispettivo di cessione e il valore contabile alla data di dismissione (ivi incluse le differenze di cambio rilevate tempo per tempo nel patrimonio netto in sede di consolidamento) è rilevata nel conto economico.

Ove necessario – e fatti salvi casi del tutto marginali – i bilanci delle società consolidate eventualmente redatti in base a criteri contabili diversi sono resi conformi ai principi del Gruppo.

Consolidamento con il metodo del patrimonio netto

Sono consolidate con il metodo sintetico del patrimonio netto le imprese collegate e le imprese sottoposte a controllo congiunto.

Il metodo del patrimonio netto prevede l'iscrizione iniziale della partecipazione al costo ed il suo successivo adeguamento di valore sulla base della quota di pertinenza del patrimonio netto della partecipata.

Le differenze tra il valore della partecipazione ed il patrimonio netto della partecipata di pertinenza sono incluse nel valore contabile della partecipata.

Nella valorizzazione della quota di pertinenza non vengono considerati eventuali diritti di voto potenziali.

La quota di pertinenza dei risultati d'esercizio della partecipata è rilevata in specifica voce del conto economico consolidato. Se esistono evidenze che il valore di una partecipazione possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento. Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata nel conto economico.

Per il consolidamento delle società sottoposte a controllo congiunto e delle partecipazioni in società collegate sono stati utilizzati i bilanci (annuali o infrannuali) più recenti approvati dalle società. In alcuni marginali casi le società non applicano i principi IAS/IFRS e pertanto per tali società è stato verificato che l'eventuale applicazione dei principi IAS/IFRS non avrebbe prodotto effetti significativi sul bilancio consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Conversione dei bilanci in moneta diversa dall'euro

I bilanci delle imprese operanti in aree diverse dall'euro sono convertiti in euro applicando alle voci dell'attivo e del passivo patrimoniale i cambi correnti alla data di chiusura dell'esercizio e alle voci di conto economico i cambi medi dell'esercizio.

Le differenze di cambio da conversione dei bilanci di queste imprese, derivanti dall'applicazione di cambi diversi per le attività e passività e per il conto economico, sono imputate alla voce Riserve da valutazione del patrimonio netto. Le differenze cambio sui patrimoni netti delle partecipate vengono anch'esse rilevate nella voce Riserve da valutazione.

Tutte le differenze di cambio vengono riversate nel conto economico nell'esercizio in cui la partecipazione viene dismessa.

SEZIONE 4 - EVENTI SUCCESSIVI ALLA DATA DI RIFERIMENTO DEL BILANCIO

Di seguito si richiamano i principali eventi intervenuti successivamente alla chiusura dell'esercizio rinviando – per i relativi dettagli, così come per le altre evoluzioni di minore rilevanza non menzionate in questa sede – a quanto riportato nella Relazione sull'andamento della gestione del presente Bilancio consolidato, al paragrafo "L'esercizio 2021 in sintesi":

  • − il 3 febbraio 2022 è stata resa nota la decisione finale della BCE riguardante il requisito patrimoniale da rispettare a livello consolidato a partire dal 1° marzo 2022, in seguito agli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP). Il requisito in termini di Common Equity Tier 1 ratio risulta pari all'8,81%;
  • − il 4 febbraio 2022 è stato approvato e presentato alla comunità finanziaria il Piano d'Impresa 2022-2025;
  • − il 14 febbraio 2022 è divenuta efficace la scissione del ramo bancario di IW Bank, unitamente alla modifica dello statuto con la variazione della denominazione in IW Private Investments SIM S.p.A. e la rinuncia all'autorizzazione a svolgere attività bancaria, con conseguente focalizzazione dell'attività sull'offerta di servizi di investimento;
  • − il 15 febbraio 2022 il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha deliberato di sottoporre all'Assemblea prevista per il 29 aprile gli aumenti di capitale a servizio di due piani di incentivazione a lungo termine, basati su strumenti finanziari di Intesa Sanpaolo S.p.A. e rivolti alla generalità dei dipendenti del Gruppo.

Nel corso dei mesi di gennaio e febbraio 2022, inoltre, sono state perfezionate 23 operazioni aventi ad oggetto la cessione di quote complessivamente pari al 9,9% del capitale della Banca d'Italia, sulla base di un corrispettivo pari al valore di bilancio (allineato al valore nominale). Il Gruppo Intesa Sanpaolo è così giunto a detenere 15.000 quote, pari esattamente al 5% del capitale sociale della Banca d'Italia, in linea con limite massimo previsto per legge, per un controvalore di 375 milioni.

Infine, si segnala che dopo la data di riferimento del bilancio, come evento successivo alla chiusura dell'esercizio 2021 che non comporta rettifiche in relazione a quest'ultimo, il 24 febbraio 2022 si è aperto un conflitto militare tra Russia e Ucraina, Paesi nei quali il Gruppo Intesa Sanpaolo ha investimenti partecipativi. Il Gruppo è presente in Ucraina con la controllata Pravex, che dopo le riorganizzazioni operate negli ultimi anni presenta dimensioni contenute (impieghi con clientela per 154 milioni di euro e raccolta da clientela per 249 milioni) ed un valore netto nel bilancio consolidato di 55 milioni, ed in Russia con la controllata Banca Intesa Russia, anch'essa di limitate dimensioni (impieghi con clientela per 0,7 miliardi di euro, raccolta da clientela per 0,3 miliardi e crediti verso banche per 0,2 miliardi) ed un valore netto nel bilancio consolidato di 175 milioni. Con riferimento a quest'ultimo Paese, il resto del Gruppo intrattiene relazioni commerciali e di finanziamento con grandi imprese che presentano significativi e consolidati rapporti commerciali con clienti europei e internazionali ed una quota rilevante di ricavi derivante da export di materie prime e commodities. In particolare l'esposizione per cassa verso clientela al 31 dicembre 2021 era pari a 3,9 miliardi di euro59 al netto delle garanzie ECA (Export Credit Agencies) – per un importo di circa 1 miliardo – e l'ampia maggioranza dell'esposizione è riferita a gruppi che vantano profili creditizi e liquidity ratios molto solidi che sono riflessi nel giudizio di rating investment grade attribuito dalle maggiori agenzie di rating internazionali.

L'operatività della partecipata ucraina e la tutela dei dipendenti continueranno ad essere attentamente presidiate in relazione all'evoluzione del contesto politico che, per via delle contenute dimensioni del business nel Paese, non è suscettibile di incidere sulle prospettive economico, patrimoniali e finanziarie del Gruppo. Verranno altrettanto attentamente monitorate le eventuali decisioni che a livello comunitario e internazionale dovessero essere prese, rispetto alle quali il Gruppo Intesa Sanpaolo si adeguerà, nonché i loro possibili riflessi sull'operatività del Gruppo in Russia o con controparti russe, in relazione alla quale al momento è estremamente complesso fare previsioni.

SEZIONE 5 - ALTRI ASPETTI

RISCHI, INCERTEZZE E IMPATTI DELLA PANDEMIA DA COVID-19

Con la comunicazione del 15 dicembre 2020 avente ad oggetto gli "impatti del COVID-19 e delle misure a sostegno dell'economia ed emendamenti agli IAS/IFRS" (oggetto di un successivo limitato aggiornamento il 21 dicembre 2021), la Banca d'Italia ha integrato le disposizioni che disciplinano i bilanci delle banche contenute nella "Circolare n. 262 - Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione" al fine di fornire al mercato informazioni sugli effetti che il COVID-19 e le misure di sostegno all'economia hanno prodotto sulle strategie, gli obiettivi e le politiche di gestione dei rischi, nonché sulla situazione economica e patrimoniale degli intermediari.

Nel definire le integrazioni la Banca d'Italia ha tenuto conto, ove applicabile, dei documenti pubblicati essenzialmente nel corso del 2020 e in misura minore nel 2021 dagli organismi regolamentari e di vigilanza europei e dagli standard setter volti a chiarire le modalità di applicazione degli IAS/IFRS nel contesto pandemico, con particolare riferimento all'IFRS 9, nonché alla prevista informativa per l'emendamento all'IFRS 16 in materia di concessioni sui canoni di locazione connesse con il COVID-19.

Nel corso di questi due anni, infatti, si sono susseguiti, coerentemente con l'evoluzione del quadro sanitario ed economico, svariati interventi normativi, prevalentemente di tipo interpretativo e di supporto all'applicazione dei principi contabili, in relazione agli impatti da COVID-19. La tabella seguente riporta i documenti più rilevanti, indicandone anche l'ambito di applicazione.

59 È inoltre presente off-balance verso clientela per un miliardo al netto delle garanzie ECA (di cui 0,8 miliardi di margini disponibili su linee di credito irrevocabili) e off-balance verso banche per 1,1 miliardi (senza margini disponibili su linee di credito irrevocabili). Nessuna esposizione significativa per cassa verso banche.

Tematica principale
Ente emittente Data Titolo Classificazione Misurazione Informativa
Finanziaria
EBA 25.3.20 Statement on the application of the prudential framework
regarding Default, Forbearance and IFRS 9 in light of COVID-19
measures
X
ESMA 25.3.20 Public Statement. Accounting implications of the COVID-19
outbreak on the calculation of expected credit losses in
accordance with IFRS 9
X
IFRS Foundation 27.3.20 IFRS 9 and COVID-19 - Accounting for expected credit losses
applying IFRS 9 Financial Instruments in the light of current
uncertainty resulting from the COVID-19 pandemic
X
BCE 1.4.20 IFRS 9 in the context of the coronavirus (COVID-19) pandemic X
EBA 2.4.20 Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan
repayments applied in the light of the COVID-19 crisis
X
ESMA 20.5.20 Implications of the COVID-19 outbreak on the half-yearly financial
reports
X
EBA 2.6.20 Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to
measures applied in response to the COVID-19 crisis
X X
ESMA 28.10.20 European common enforcement priorities for 2020 annual
financial reports
X
EBA 2.12.20 Guidelines amending Guidelines EBA/GL/2020/02 on legislative
and non legislative moratoria on loan repayments applied in the
light of the COVID-19 crisis
X
BCE 4.12.20 Identification and measurement of credit risk in the context of the
coronavirus (COVID-19) pandemic
X X
ESMA 29.10.21 European common enforcement priorities for 2021 annual
financial reports
X X X
ESMA 16.12.21 Report on the application of the IFRS 7 and IFRS 9 requirements
regarding banks' expected credit losses (ECL)
X X X

Gli interventi dei regolatori, volti essenzialmente a chiarire il trattamento delle moratorie, indicare i presupposti minimi per una chiara informativa finanziaria in questo contesto, indirizzare uniformemente la definizione degli scenari prospettici e permettere flessibilità nella definizione delle valutazioni creditizie, hanno via via rafforzato ed adattato all'evolversi della situazione il quadro normativo che si era iniziato a delineare già nei primi mesi del 2020 e si è progressivamente precisato nel corso dello scorso esercizio e che ha trovato sostanziale conferma anche nel 2021. I documenti ESMA emessi nel 2021, infatti, non introducono nuove modifiche sostanziali, quanto piuttosto forniscono un quadro d'insieme delle diverse richieste chiarendone meglio finalità e modalità applicative. Si sottolinea, comunque, che le indicazioni fornite dai regolatori permettono / invitano gli intermediari ad esercitare flessibilità ed il proprio giudizio esperto nel prendere decisioni, avendo comunque ben chiaro che le indicazioni fornite non costituiscono un "rilassamento" delle regole ma piuttosto la concessione di un'ulteriore necessaria discrezionalità nel contesto attuale.

Per il Bilancio al 31 dicembre 2021, il Gruppo ha quindi ritenuto di confermare gli approcci adottati a partire già dalla relazione semestrale 2020, riportati sinteticamente nei paragrafi successivi e più in dettaglio nella Parte E, con gli opportuni affinamenti e adeguamenti derivanti dal maggior lasso temporale disponibile per la messa in essere degli stessi, nonché per tener conto dell'evoluzione del contesto sanitario ed economico di riferimento.

Ciò premesso, è opportuno sottolineare che sin dai primi giorni della drammatica emergenza sanitaria e sociale che ha investito il Paese, Intesa Sanpaolo è stata totalmente impegnata a fronteggiare efficacemente il difficile contesto, assicurando costantemente, pur a fronte di non indifferenti oneri operativi e di ulteriori investimenti, la continuità operativa dei propri processi e servizi. Come più dettagliatamente illustrato nella Relazione sulla gestione, le principali soluzioni adottate con successo per fronteggiare l'emergenza, mitigare il rischio ed assicurare la continuità del servizio hanno riguardato lo smart working, le filiali, la digitalizzazione dei processi e gli interventi sui processi sistemici.

Se l'apparizione del COVID-19 non ha comportato la sospensione delle attività del Gruppo o la scomparsa dei mercati di riferimento in cui opera, cionondimeno esso ha contribuito a creare un clima di estrema incertezza, non ancora completamente fugato dagli effetti delle campagne vaccinali. A tale riguardo, occorre ricordare che la preparazione del bilancio consolidato in conformità agli IFRS richiede - come di consueto - che il management effettui stime e ipotesi che influenzano l'ammontare riportato in bilancio delle attività, delle passività, delle entrate e delle spese rilevate nell'esercizio nonché delle altre componenti di conto economico complessivo. Come indicato con maggiori dettagli nell'apposito paragrafo della presente Nota integrativa (Parte A – A2: Sezione relativa alle principali voci di bilancio - Utilizzo di stime e assunzioni nella predisposizione dell'informativa finanziaria), le stime effettuate dal management si basano sull'esperienza storica e su altri presupposti che si ritiene siano ragionevoli. Le principali aree di incertezza nella stima includono quelle relative alle perdite su crediti, il fair value di strumenti finanziari (inclusi derivati), imposte sul reddito delle società, benefici per i dipendenti, avviamento e attività immateriali, il fair value delle attività e passività identificabili a seguito di aggregazioni aziendali, riduzione di valore di attività non finanziarie, cancellazione di attività e passività finanziarie e accantonamenti per rischi ed oneri. Il COVID-19, quale prima pandemia globale da oltre un secolo, continua a influenzare i mercati in cui il Gruppo opera. I governi di tutto il mondo hanno imposto da un lato una serie di misure specifiche per contenere l'epidemia, quali le restrizioni agli spostamenti e quarantene, dall'altro stanno cercando di evitare il rallentamento dell'economia e favorirne una rapida ripresa una volta risolta la crisi sanitaria.

Questa situazione ha causato e continua a causare una maggiore volatilità e incertezza nel settore finanziario e nei mercati, che si è riflessa anche nelle aree chiave di determinazione delle stime. La Banca ha utilizzato dunque stime, ipotesi e giudizi che riflettono questa incertezza. Nel quadro di incertezza attuale le valutazioni del Gruppo sono peraltro supportate, come meglio dettagliato di seguito, anche da analisi di sensitività, oggetto di specifiche disclosure, per permettere al lettore del bilancio una quanto più completa e trasparente comprensione dei fenomeni in atto.

Scenario macroeconomico del Gruppo Intesa Sanpaolo per la valutazione dei crediti nel bilancio 2021

Il 2021 si è indubbiamente caratterizzato per l'avvio delle imponenti campagne vaccinali (almeno per i Paesi più sviluppati), con il raggiungimento – come per il caso italiano – di un elevato livello di copertura ed efficacia nel frenare le ospedalizzazioni e, conseguentemente, i decessi, evitando – anche a fronte di nuove varianti del virus – la reintroduzione di stringenti misure restrittive. Lo scenario italiano appare quindi inquadrabile in un'ottica di ottimismo, in considerazione del successo della campagna vaccinale nazionale e degli imponenti piani di investimenti pubblici e privati in atto e previsti, benchè il percorso verso la normalità rimanga caratterizzato da incertezze e possibili ostacoli, principalmente legati a rischi ed imprevisti sul piano sanitario.

Ciò premesso, sul fronte dello scenario macroeconomico adottato nei modelli per la determinazione delle Expected Credit Losses, si ricorda che sin da giugno 2020 il Gruppo, seguendo le indicazioni di regulator e standard setter, aveva ancorato le proprie previsioni macroeconomiche alle proiezioni pubblicate dalle banche centrali stesse. Alla luce del contesto fin qui descritto, in un quadro macroeconomico in sensibile ripresa e in considerazione della minor incertezza che caratterizza il processo di stima delle proiezioni, il Gruppo ha ritenuto opportuno tornare all'utilizzo degli scenari prodotti internamente dalla Direzione Studi e Ricerche della Capogruppo quale input ai modelli di ECL, permettendo così di tornare ad avere sostanziale uniformità fra gli scenari utilizzati negli altri processi valutativi / previsionali (impairment test, budget, etc), soprattutto con riferimento al nuovo Piano d'impresa in avvio nel 2022. Tale scelta appare ragionevole anche alla luce della accentuata convergenza tra le previsioni prodotte internamente dalla Direzione Studi e Ricerche rispetto alle previsioni predisposte negli ultimi trimestri da BCE/Banca d'Italia, confermata anche dalla sostanziale uniformità riscontrata con le ultime proiezioni della Banca Centrale Europea e di Banca d'Italia, pubblicate a metà dicembre scorso e ulteriormente aggiornate (per l'Italia) nel mese di gennaio 2022 al fine di tener conto di alcuni elementi quali il nuovo peggioramento a fine 2021 del quadro pandemico e le più alte quotazioni dei prezzi energetici. In ogni caso, le previsioni dello scenario interno utilizzato per la modellistica IFRS 9 vanno considerate congiuntamente alle scelte effettuate in materia di managerial overlays e triggers di scivolamento a Stage 2 rappresentate di seguito.

Per l'illustrazione tabellare degli scenari effettivamente utilizzati nella valutazione sui crediti si rimanda alla specifica sezione della Parte E della presente Nota Integrativa dove sono anche riportati, come di seguito meglio specificato, ulteriori dettagli in tema di sensitività dell'ECL alla variazione degli scenari macroeconomici.

Analisi di sensitività alla luce degli scenari alternativi

Come già fatto negli esercizi precedenti e come anche raccomandato nelle recenti indicazioni ESMA (documenti "European common enforcement priorities for 2021 annual financial reports"), il Gruppo fornisce in Nota integrativa analisi di sensitività sulle tematiche indicate di seguito al fine di permettere al lettore del bilancio una migliore comprensione delle scelte valutative del Gruppo in questo particolare contesto. In particolare, si rimanda alle seguenti parti della presente Nota integrativa per quanto riguarda:

  • − effetti del cambiamento di uno o più parametri non osservabili utilizzati nelle tecniche di valutazione impiegate per la determinazione del fair value per le attività e passività finanziarie valutate al fair value di livello 3 (Parte A - A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni);
  • − analisi di sensitività per le attività immobiliari valutate al fair value. L'analisi ha riguardato essenzialmente gli immobil i della Capogruppo Intesa Sanpaolo, che rappresentano il perimetro Core del patrimonio immobiliare del Gruppo (Parte A - A.4.5 Gerarchia del fair value - Sensibilità delle valutazioni immobiliari);
  • − sensitivity del Valore d'Uso delle Cash Generating Unit per le quali residuano attività intangibili a vita indefinita (Parte B Attivo: Sezione 10 Attività immateriali);
  • − sensitivity alle variazioni dei tassi di interesse delle passività nette a benefici definiti (Parte B Passivo: Sezione 10.5 Fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti);
  • − analisi di sensitività dell'ECL IFRS 9 al fine di analizzarne la variabilità relativamente ai singoli scenari alternativi (Parte E - Sezione 2 Politiche e gestione del rischio di credito);
  • − sensitivity del margine di interesse nell'ipotesi di variazione dei tassi ed analisi di sensitività del portafoglio bancario al rischio di prezzo per le attività quotate detenute nella categoria HTCS (Parte E - Portafoglio bancario: rischio tasso di interesse e rischio prezzo);
  • − analisi di scenario relativa all'evoluzione di prezzi azionari, tassi di interesse, spread creditizi, tassi di cambio e prezzi delle materie prime per l'attività di trading (Parte E - Portafoglio di negoziazione: rischio tasso di interesse e rischio prezzo);
  • − sensitivity del fair value del portafoglio di attivi finanziari delle compagnie assicurative rispetto ad un movimento dei tassi di interesse, dei credit spread e dei corsi azionari (Parte E - Rischi assicurativi: Rischi Finanziari).

Valutazione degli avviamenti nello scenario COVID-19

In contesti di mercato complessi come quelli attuali, anche le verifiche di tenuta del valore delle attività intangibili risultano particolarmente delicate. Pertanto, anche in sede di Bilancio al 31 dicembre 2021, nell'effettuare l'annuale valutazione circa la tenuta del valore degli avviamenti, gli effetti conseguenti alla pandemia da COVID-19 sono stati attentamente considerati. Per maggiori dettagli sull'impairment test dell'avviamento e del brand name si rimanda alla Parte B – Informazioni sullo Stato patrimoniale (Cfr. Parte B – Attivo: Sezione 10 Le attività immateriali - Informazioni sulle attività intangibili e sull'avviamento).

Probability test sulla fiscalità differita nello scenario COVID-19

Come previsto dal principio contabile IAS 12, un'attività fiscale differita (o anche imposta anticipata o DTA) deve essere rilevata per tutte le differenze temporanee deducibili, se è probabile il realizzo di redditi imponibili capienti rispetto al le differenze temporanee deducibili. Le imposte anticipate si distinguono poi in imposte anticipate "qualificate" e imposte anticipate "non qualificate". Mentre per le prime la normativa italiana prevede un particolare meccanismo di conversione in crediti d'imposta che legittima di per sé la loro iscrizione in bilancio (Cfr. Parte B – Attivo: Sezione 11 Le Attività e le Passività fiscali), l'ammontare delle imposte anticipate "non qualificate" iscritto in bilancio viene sottoposto a test, per verificare se sussista la probabilità di conseguire in futuro imponibili fiscali che ne consentano il recupero (c.d. "probability test"). Pertanto, anche nell'attuale situazione pandemica il Gruppo ha effettuato tale verifica senza che gli effetti della pandemia abbiano comportato l'emersione di impatti negativi. Per una più ampia trattazione si rimanda alla Parte B – Attivo: Sezione 11 Le Attività e le Passività fiscali - Probability test sulla fiscalità differita.

Classificazione e valutazione crediti nello scenario COVID-19

Come evidente dalla rilevante produzione normativa sul tema citata in precedenza, il contesto conseguente alla pandemia da COVID-19 ha avuto un particolare impatto sulle tematiche della classificazione delle esposizioni creditizie, in particolare per gli aspetti collegati alle moratorie dei pagamenti, nonché per la determinazione dell'Expected Credit Loss (ECL) ai sensi del principio IFRS 9.

In tema di classificazione delle esposizioni creditizie occorre premettere che l'apparizione del COVID-19 ha comportato in primis la necessità, condivisa dal sistema bancario e dalle istituzioni (governi e regulator), di concedere ai clienti già in bonis misure generalizzate di sospensione dei pagamenti (moratorie) con procedure semplificate e senza penalizzazioni per i soggetti coinvolti, banche e clientela. Tali misure, in parte regolate da norme nazionali ed in parte decise autonomamente dalle banche, sono state oggetto di una specifica regolamentazione, riassunta nelle Guidelines EBA ("Guidelines on legislative and non-legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID-19 crisis"). In sintesi, la concessione secondo le suddette Guidelines da parte di banche e intermediari finanziari di moratorie ex lege, o anche private (purché correlate a un'oggettiva esigenza di contesto che va a impattare su più soggetti finanziati e non sul singolo prestito), non costituisce automaticamente un evento di default, con conseguente classificazione del credito come deteriorato, e nemmeno una misura di forbearance, con conseguente passaggio del credito a Stage 2. L'EBA indica le condizioni per la qualificazione di moratorie generali di pagamento ai fini dell'applicabilità dell'esenzione (termini di concessione e durata della moratoria).

Più in dettaglio, per quanto riguarda la classificazione delle posizioni oggetto di moratoria dei pagamenti legate alla pandemia COVID-19, in allineamento alle indicazioni dei diversi regulators che si sono espressi sul tema, si specifica che sino al 30 settembre 2020 le posizioni già in bonis interessate da tali misure (sia le moratorie ex lege sia quelle decise autonomamente dal Gruppo) sono state trattate come segue:

  • − non sono di norma state oggetto di classificazione a Stage 2 (né considerate forborne secondo la normativa prudenziale). Per le sole posizioni verso aziende con più elevata rischiosità, nel caso di moratoria decisa dalla Banca sono state effettuate specifiche valutazioni per verificare se considerare o meno la rinegoziazione come misura di forbearance, con conseguente passaggio a stage 2;
  • − non sono state soggette a classificazione tra i deteriorati (Stage 3). In particolare, i crediti in bonis oggetto di moratoria non vengono per tale circostanza classificati nella classe di rischio dei crediti scaduti o sconfinanti (past-due), in quanto la moratoria interviene sullo scaduto oggetto della misura. L'adesione ad una moratoria, inoltre, non viene considerata un trigger automatico di inadempienza probabile.

Le moratorie concesse a clientela già classificata tra i crediti non performing sono oggetto di specifica valutazione e considerate misure di forbearance.

Dal 1° ottobre 2020, a seguito del primo "phase-out" delle citate Linee Guida EBA in tema di moratorie, il Gruppo ha proceduto a valutare caso per caso se la concessione di una nuova moratoria su un credito in bonis costituisse o meno una misura di forbearance.

A seguito della seconda ondata di COVID-19 che ha colpito l'Europa da metà ottobre, tuttavia l'EBA ha riconsiderato il tema e, con la sua comunicazione del 2 dicembre 2020, ha:

  • − riaperto sino al 31 marzo 2021 la possibilità di concedere moratorie secondo le preesistenti linee guida;
  • − introdotto un vincolo di durata massima di nove mesi alle nuove moratorie o all'estensione di una moratoria già esistente. Il termine si applicava anche alla concessione di periodi di sospensione non consecutivi (in questo caso si sommano le durate dei diversi periodi). La durata massima di nove mesi non si applicava retroattivamente alle moratorie concesse sino al 30 settembre 2020.

Nel corso del mese di dicembre 2020, il Gruppo si è quindi adeguato a quanto previsto nell'amendment emesso da EBA il 2 dicembre, ripristinando il framework in essere sino al 30 settembre sopra descritto e introducendo però una valutazione caso per caso sulla classificazione a forborne per le moratorie con durata superiore ai nove mesi, come previsto da EBA. Con riferimento alle moratorie ex lege alle PMI domestiche, già oggetto di proroghe a partire dal D.L. Cura Italia del marzo 2020, la Legge di Bilancio n 178 del Dicembre 2020 ha previsto l'ulteriore proroga ex lege al 30 giugno 2021. Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha pertanto messo in opera le azioni necessarie per adempiere a quanto previsto dalla legge italiana. In particolare, è stato adottato un approccio centralizzato, attraverso una proroga massiva delle moratorie, rientranti nel perimetro di legge, sino al 30 giugno 2021. Con riferimento alla classificazione come forbearance, il Gruppo si è orientato, visti i tempi imposti dalla legge per la proroga, su un'analisi centralizzata, comunque granulare a livello di singola posizione, con identificazione delle posizioni da targare forborne sulla base di criteri risk-based.

Da ultimo, il Decreto-legge "Sostegni bis" ha concesso la possibilità di beneficiare di un'ulteriore proroga delle moratorie ex lege fino al 31 dicembre 2021. Tale disposizione era valida solo su richiesta delle imprese già ammesse al beneficio di una moratoria concessa in precedenza in forza del Decreto Cura Italia (come detto, scaduto il 30 giugno scorso). La richiesta di proroga doveva essere formalizzata dal cliente entro il 15 giugno. La sospensione dal 1° luglio in avanti faceva riferimento alla sola quota capitale, mentre gli interessi dovevano essere pagati. Su tale nuova proroga la scelta del Gruppo - alla luce della numerosità delle moratorie in essere e delle conseguenti potenziali richieste da parte della clientela, da gestire in un tempo assai ristretto - è stata quella di identificare un limitato cluster caratterizzato da una qualità creditizia particolarmente elevata, per il quale la Banca ha ritenuto che non ricorrano i presupposti di difficoltà finanziaria e pertanto non vi siano i termini per la targatura Forborne. Il cluster è stato identificato sia in base al rating, sia tenendo conto della valutazione granulare effettuata nell'ambito delle iniziative commerciali/creditizie volte ad appurare la capacità dei clienti di riprendere i pagamenti. Per tutte le posizioni non incluse nel cluster, si è proceduto alla verifica caso per caso da parte dei gestori.

Considerando che successivamente non sono stati decisi ulteriori interventi legislativi da parte delle autorità italiane, eventuali ulteriori proroghe di moratorie in essere / concessione di nuove sospensioni seguono quindi gli ordinari processi creditizi.

In tema di valutazione dei crediti, il Gruppo ISP ha adottato fin dalla trimestrale al 31 marzo 2020 un approccio prudenziale circa l'adeguamento dei risultati della ECL derivanti dai modelli IFRS 9 in uso, nel contesto dell'incerto ma atteso peggioramento delle condizioni economiche - anche drastico nel breve periodo - pur tenendo conto degli effetti derivanti dalle misure di supporto pubblico rese tempestivamente disponibili dalle autorità nazionali e sostenute dalla politica accomodante della BCE.

Questo approccio è stato progressivamente reso più sofisticato e coerente nel corso del 2020 e del 2021 attraverso la definizione di management overlay che si sono via via arricchiti a seguito della migliore percezione dell'evoluzione della crisi (in parte declinata nelle stime della ECL dagli aggiornamenti delle previsioni macroeconomiche precedentemente descritte), della definizione di nuovi framework di valutazione delle vulnerabilità attese, nonché degli esiti delle risposte operative adottate dal Gruppo (es. campagne di re-rating, campagne di rivitalizzazione e ristrutturazione del segmento Imprese, analisi prioritaria del portafoglio moratorie, ecc.); tutte iniziative che si sono caratterizzate per tempestività ed intensità e sono state sostenute da adeguati presidi del rischio prospettico nella fase di set up e decisione manageriale.

Per una più approfondita trattazione degli aspetti qui brevemente riassunti, in particolare per le tematiche dei management overlay adottati dal Gruppo nel contesto della pandemia da COVID-19, si rimanda dunque alla Parte E – Sezione 2: Politiche di gestione del rischio di credito del presente Bilancio.

Impatti economici conseguenti al COVID-19 nel bilancio consolidato 2021

Nel rimandare allo specifico paragrafo contenuto nella Relazione sull'andamento della gestione per le informazioni di dettaglio riguardanti "Gli impatti della pandemia sull'operatività, sulle attività di business e sul profilo di rischio" e, per gli aspetti più di dettaglio, alla Parte E - Sezione 2 Politiche e gestione del rischio di credito, si specifica che, pur a fronte di uno scenario economico in miglioramento, confermato sia dai dati a consuntivo dell'anno 2021 sia dalle previsioni per il triennio successivo elaborate dalle diverse Autorità, il Gruppo ha conservato un orientamento prudente nella stima delle rettifiche di valore, non potendosi ancora definire conclusa l'emergenza COVID-19.

Sono stati pertanto mantenuti, e in taluni casi rafforzati, i cosiddetti "management overlay" introdotti nel 2020, volti all'inclusione di correttivi ad hoc al fine di tener conto di potenziali peggioramenti prospettici del rischio di credito che possono essere non adeguatamente colti dalla modellistica in uso e a meglio riflettere nella valutazione dei crediti la particolarità degli impatti COVID-19. In particolare, sono stati mantenuti gli overlay volti a considerare la maggiore vulnerabilità delle posizioni in moratoria con un aumento della stima prospettica dei flussi di default, nonché quello relativo all'effetto di mitigazione sulla stima dei flussi di default prospettici derivante dalla maggiore liquidità erogata attraverso il sostegno di garanzie statali; tale ultimo overlay ha generato nell'esercizio effetti significativamente ridotti rispetto all'esercizio precedente in quanto era stato introdotto con un orizzonte temporale limitato di due anni a partire dalla metà del 2020.

Nell'insieme, i management overlay/trigger straordinari di staging adottati nel Bilancio 2021 hanno aumentato complessivamente il fondo rettificativo dei crediti performing verso clientela (pari a 2,5 miliardi di euro) per un importo stimato in circa 700 milioni.

In senso contrario, invece, ha agito l'effetto prociclico del condizionamento forward-looking; quest'ultimo, infatti, è particolarmente significativo nella stima dell'ECL del 2021 alla luce dello scenario che vede nel triennio prospettico 2022/24 un trend di ripresa economica significativo, mentre – se si considera il Bilancio 2020 – tale condizionamento aveva inciso in senso opposto cogliendo maggiormente le previsioni recessive dell'epoca.

Alla luce di quanto sopra, l'impatto a conto economico dell'esercizio in termini di rettifiche di valore su crediti performing generato dai suddetti elementi (applicazione scenario e management overlay/trigger), si è attestato a circa 500 milioni di riprese nette (crediti per cassa e crediti di firma), andando a ridurre i significativi aggravi appostati nel 2020 alla luce del migliorato contesto.

Tale effetto positivo è stato peraltro parzialmente mitigato da interventi sui modelli gestionali di stima della LGD.

A completamento dell'informativa, in linea con quanto previsto dalla citata comunicazione del 21 dicembre 2021 di Banca d'Italia che integra la Circolare 262, si vedano anche le informazioni quantitative circa i finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19 e le relative rettifiche di valore nette per rischio di credito pubblicate, rispettivamente:

  • − in Parte B Informazioni sullo Stato patrimoniale Attivo, nelle tabelle:
    • o 3.3a Finanziamenti valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva oggetto di misure di sostegno COVID-19: valore lordo e rettifiche di valore complessive;
    • o 4.4a Finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno COVID-19: valore lordo e rettifiche di valore complessive;
  • − in Parte C Informazioni sul conto economico:
    • o 8.1a Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo a finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno COVID-19: composizione;

o 8.2a Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo a finanziamenti valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva oggetto di misure di sostegno Covid-19: composizione.

Infine, per le informazioni quantitative in merito ai trasferimenti tra i diversi stadi di rischio di credito e ai finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19 suddivisi per categoria di esposizioni deteriorate, si fa rinvio alle seguenti tabelle di Parte E (Sezione 2 "Rischi del consolidato prudenziale") del presente Bilancio consolidato:

  • − A.1.3a Finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19: trasferimenti tra i diversi stadi di rischio di credito (valori lordi);
  • − A.1.5a Finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19: valori lordi e netti.

MODIFICHE CONTRATTUALI DERIVANTI DA COVID-19

Vengono di seguito riportate le informative di dettaglio richieste dalle specifiche istruzioni della Circolare 262 della Banca d'Italia sulle modifiche contrattuali derivanti da COVID-19 alla luce delle disposizioni dell'IFRS 9 e dell'IFRS 16.

Modifiche contrattuali e cancellazione contabile (IFRS 9)

Le moratorie concesse dal Gruppo, in linea con le indicazioni EBA, rispettano alcuni requisiti specifici. Più in dettaglio devono: − essere offerte indistintamente ad una platea di soggetti (performing) o a seguito e secondo disposizioni di legge;

− non prevedere rinunce ad interessi contrattuali o capitali, ma solo un mero differimento/allungamento dei pagamenti.

Poiché le moratorie concesse prevedono solo un mero differimento / allungamento del periodo in cui i pagamenti sono dovuti, l'applicazione di una moratoria non comporta, quindi, la derecognition del credito.

Emendamento del principio contabile IFRS 16

Benchè la fattispecie non risulti rilevante per il Gruppo, si specifica che con riferimento ai contratti di leasing (lato locatario), avendo valutato la natura dei contratti in essere ed il ruolo attivo svolto dalla Banca nel supporto all'economia, Intesa Sanpaolo ha stabilito di non applicare il "practical expedient" introdotto a valere sul principio IFRS 16 – Leasing in tema di sconti e dilazioni dei pagamenti sui contratti di leasing passivi in essere.

INFORMAZIONI INTEGRATIVE AGGIUNTIVE RELATIVE ALLA RIFORMA DEGLI INDICI DI RIFERIMENTO PER LA DETERMINAZIONE DEI TASSI DI INTERESSE

Nella presente sezione, sulla base delle indicazioni della Circolare 262, è riportata l'informativa di cui all'IFRS 7, paragrafo 24 I e 24 J relativa alla riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse (Interest rate benchmark reform o IBOR Reform).

In particolare, nella tabella seguente sono riportate le informazioni quantitative sugli strumenti finanziari – suddivisi tra attività finanziarie, passività finanziarie e contratti derivati – che devono ancora passare ad un tasso di riferimento alternativo al 31 dicembre 2021, disaggregate per indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse significativi soggetti alla IBOR Reform. Il Gruppo considera un contratto come ancora non transitato ad un benchmark alternativo quando gli interessi ai sensi del contratto sono indicizzati ad un indice di riferimento che è ancora impattato dall'IBOR Reform, anche qualora includa una adeguata clausola di fallback per la gestione della cessazione del benchmark esistente.

(milioni di euro)
Crediti e
finanziamenti
- esposizione
lorda
Titoli di
debito
dell'attivo -
valore
nominale
Debiti verso
clientela e
verso banche
- valore
nominale
Titoli di
debito emessi
- valore
nominale
Strumenti
derivati -
nozionali
Indicizzati all'EONIA 5.375 - 1.203 - 32.629
Indicizzati ai LIBOR USD 11.774 1.146 811 236 605.689
di cui scadenza successiva al 30.06.2023 9.462 1.146 714 17 231.701
Indicizzati ai LIBOR in altre valute (tutti i
tenors)
1.597 - - - 56.353
di cui: GBP 1.403 - - - 51.262
di cui: JYP 23 - - - 113
di cui: CHF 171 - - - 1.836
di cui: EUR - - - - 3.142
Altri IBORs 38 24 - - -
Totale 18.784 1.170 2.014 236 694.671

L'informativa non include gli strumenti finanziari indicizzati all'Euribor in quanto il parametro è stato oggetto di riforma a novembre 2019, attraverso l'adozione di una metodologia di calcolo di tipo ibrido, che risponde pienamente ai requisiti previsti

per i c.d. benchmarks critici, dalla Benchmark Regulation UE 2016/1011 ed ai principi IOSCO. Pertanto, non si ritiene che ci sia incertezza sul timing o sull'ammontare dei flussi di cassa parametrizzati all'Euribor e non si considerano gli strumenti finanziari ad esso indicizzati come strumenti impattati dalla riforma.

Sono invece oggetto di rappresentazione nella presente informativa sull'IBOR Reform gli strumenti indicizzati al LIBOR nelle diverse valute (nello specifico LIBOR USD, GBP, JPY, CHF e EUR), a cui occorre aggiungere quelli parametrizzati, in ambito europeo, all'EONIA.

Rinviando alla Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura - per una analisi di maggior dettaglio sulla natura e sui rischi a cui è esposto il Gruppo in merito agli strumenti finanziari impattati dall'IBOR Reform e sulle modalità di gestione della transizione, si evidenzia che alla luce degli interventi normativi e delle attività intraprese dal Gruppo non si ravvisano criticità nel completare la transizione entro le scadenze previste. In particolare, per la gestione dello stock degli strumenti in essere, il Gruppo ha previsto, da un lato l'adozione massiva dei nuovi Risk Free Rates (RFR) sugli strumenti finanziari di nuova stipula, abbandonando quindi l'utilizzo dei benchmark impattati dalla riforma e stabilizzando lo stock delle operazioni da transare e dall'altro predisponendo le soluzioni per il passaggio ai nuovi RFR, definite sulla base delle principali raccomandazioni internazionali, in grado di minimizzare gli impatti finanziari della transizione.

Per quanto riguarda gli strumenti finanziari diversi dai derivati, le attività di transizione si sono attuate principalmente nel secondo semestre 2021 e non si segnalano particolari criticità per il rispetto delle scadenze previste dalla riforma. In particolare, le residue attività e le passività finanziarie indicizzate all'EONIA e al LIBOR nelle quattro valute diverse da USD sono principalmente riconducibili a strumenti assistiti da clausole di fallback, che garantiranno la transizione ai nuovi RFR successivamente al 31 dicembre 2021.

Più nel dettaglio, si evidenzia che gli strumenti finanziari indicizzati all'EONIA si riferiscono prevalentemente alle marginazioni attive e passive da CSA (Credit Support Annex) ed in misura minore ai collateral relativi ai Repo ed al Prestito Titoli. Per quanto riguarda i primi, si è aderito all'ISDA 2021 EONIA Collateral Agreements Fallbacks Protocol e, pertanto, i CSA con controparti aderenti al protocollo hanno incorporato le clausole di fallback; con riferimento invece ai CSA con le controparti non aderenti, si è concordato, su base bilaterale, alternativamente l'inserimento delle clausole di fallback oppure la transizione all'indicizzazione all'€STR flat con conseguente compensazione monetaria. Per i collateral relativi ai Repo ed al Prestito Titoli (GMRA, GMSLA), di importo residuale rispetto ai CSA, non essendo disponibili protocolli similari a quelli utilizzati per i CSA, è stato attivato un processo, in fase di completamento, di trasformazione dei tassi di riferimento tramite accordi bilaterali.

Con specifico riferimento agli strumenti indicizzati al LIBOR USD si segnala che la transizione dovrà essere effettuata entro il 30 giugno 2023 - il 31 dicembre 2021 rappresenta la data ultima per la pubblicazione dei soli tassi LIBOR USD ad una settimana ed a due mesi - pertanto ai fini delle attività di gestione del passaggio ai nuovi RFR, risultano di interesse i soli strumenti finanziari che presentano una scadenza successiva a tale data, le cui evidenze sono separatamente rappresentate in tabella. La data di cessazione del LIBOR USD non determina particolari incertezze se non per quelle legate alle tempistiche di negoziazione che potrebbero essere posticipate dalle stesse controparti.

Gli strumenti indicizzati al LIBOR GBP sono rappresentati da finanziamenti sui quali è stata attivata una preventiva attività di mappatura, allo scopo di differenziare gli approcci alla transizione, in funzione al ruolo ricoperto dalla banca del Gruppo (finanziamenti bilaterali, finanziamenti sindacati con la banca del Gruppo quale banca capofila e finanziamenti sindacati con altra banca capofila non del Gruppo) su cui sono state attivate azioni di rinegoziazione dei parametri di riferimento per conseguire l'adozione nei contratti di indici alternativi al LIBOR secondo le principali raccomandazioni internazionali diffuse e riconosciute dagli operatori di mercato (in particolare l'indice SONIA - Sterling Over Night Interest Average). La riduzione dello stock di strumenti indicizzati al LIBOR GBP ed il contestuale aumento di quello indicizzato al nuovo RFR interverrà, pertanto, progressivamente in coincidenza della prima scadenza di calcolo degli interessi successiva al 31 dicembre 2021. Anche sui finanziamenti indicizzati al LIBOR JPY e LIBOR CHF sono state attivate azioni di transizione verso i rispettivi RFR.

Con specifico riferimento ai contratti derivati indicizzati all'EONIA ed al LIBOR, nel corso dell'anno le esposizioni si sono fortemente ridotte rispetto al 31 dicembre 2020 per effetto delle attività di transizione effettuate principalmente nell'ultimo trimestre dell'anno ed a seguito del processo di transizione attuato dalle Casse di Compensazione Centrale (CCP) sia con riferimento ai contratti indicizzati all'EONIA sia per quanto riguarda GBP, CHF, JPY ed EUR LIBOR. In particolare, si segnala che per i contratti derivati indicizzati all'EONIA (ovvero gli EONIA Overnight Indexed Swap), sono state inserite le clausole di fallback in tutti i derivati con tale sottostante tramite amendment bilaterali. Per i derivati indicizzati al LIBOR oggetto di cessazione al 31 dicembre 2021, si è aderito all'ISDA 2020 IBOR Fallbacks Protocol, incorporando le clausole di fallback nei contratti con le controparti aderenti; i derivati residuali non rientranti in tale protocollo sono stati sostituiti da contratti indicizzati ai corrispondenti RFR.

Per quanto riguarda i derivati indicizzati al LIBOR USD valgono le stesse considerazioni sopra evidenziate per gli altri strumenti finanziari.

Per una completa panoramica sull'informativa richiesta dall'IFRS 7, paragrafo 24H, in merito all'incertezza derivante dalla riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse sulle relazioni di copertura e sul nozionale dei derivati di copertura si rinvia alla specifica sezione predisposta nella Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura.

ALTRI ASPETTI

Opzione per il consolidato fiscale nazionale

Intesa Sanpaolo e le società italiane del Gruppo hanno adottato il c.d. "consolidato fiscale nazionale", disciplinato dagli artt. 117-129 del TUIR, introdotto nella legislazione fiscale dal D. Lgs. n. 344/2003. Esso consiste in un regime opzionale, in virtù del quale il reddito complessivo netto o la perdita fiscale di ciascuna società controllata partecipante al consolidato fiscale – unitamente alle ritenute subite, alle detrazioni e ai crediti di imposta – sono trasferiti alla società controllante, in capo alla quale è determinato un unico reddito imponibile o un'unica perdita fiscale riportabile (risultanti dalla somma algebrica dei redditi/perdite propri e delle società controllate partecipanti) e, conseguentemente, un unico debito/credito di imposta. In virtù di questa opzione, le imprese del Gruppo che hanno aderito al "consolidato fiscale nazionale" determinano l'onere fiscale di propria pertinenza ed il corrispondente reddito imponibile viene trasferito alla Capogruppo. Nel corso del 2021, a seguito della incorporazione di UBI Banca in Intesa Sanpaolo, si è determinata l'interruzione del consolidato fiscale già in essere presso l'ex Gruppo UBI con decorrenza retroattiva al 1° gennaio 2021 e la contestuale confluenza delle società consolidate in quello presieduto dall'incorporante.

Costituzione del Gruppo IVA

Intesa Sanpaolo e la totalità delle società italiane del Gruppo che hanno i requisiti per parteciparvi hanno optato per la costituzione del Gruppo IVA, disciplinato dagli articoli da 70-bis a 70-duodecies del DPR n. 633/1972.

L'opzione è efficace dal 1° gennaio 2019 e ha durata triennale, con rinnovo automatico di anno in anno, salvo revoca.

Per effetto dell'opzione, sia le prestazioni di servizi sia le cessioni di beni tra soggetti partecipanti non sono rilevanti, tranne poche eccezioni, ai fini del tributo. Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate da un soggetto partecipante ad un soggetto esterno, si considerano effettuate dal Gruppo; le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate da un soggetto esterno ad un soggetto partecipante, si considerano effettuate al Gruppo. Tenuto conto che analoga opzione era stata esercitata anche nell'ambito dell'ex Gruppo UBI, sino alla data di incorporazione di UBI Banca si è determinata la contestuale presenza di due separati Gruppi IVA nell'ambito dell'unico Gruppo Intesa Sanpaolo; a partire dal 12 aprile 2021 le società già facenti parte dell'ex Gruppo IVA di UBI Banca sono confluite in quello di Intesa Sanpaolo, con la sola eccezione di IW Bank, il cui ingresso è stato rimandato al 1° gennaio 2022, contestualmente al primo rinnovo dell'opzione per il Gruppo IVA.

Regime di "adempimento collaborativo"

Intesa Sanpaolo ha chiesto ed ottenuto dall'Agenzia delle Entrate di essere ammessa al regime di "adempimento collaborativo" previsto dal D. Lgs. n. 128/2015. L'adesione ha effetto dal periodo d'imposta 2017.

Tale regime ha la finalità di promuovere l'adozione di forme di comunicazione e di cooperazione rafforzate basate sul reciproco affidamento tra Amministrazione finanziaria e contribuente, nonché di favorire nel comune interesse la prevenzione e la risoluzione delle controversie in materia fiscale.

Il regime prevede, a fronte del dovere di Intesa Sanpaolo di mantenere un adeguato sistema di rilevazione, misurazione e gestione del rischio fiscale nonché di agire in maniera collaborativa e trasparente, il dovere dell'Agenzia delle Entrate di promuovere una relazione improntata a principi di trasparenza, collaborazione e correttezza. È in atto l'adesione progressiva a detto regime anche da parte delle principali controllate italiane.

Oltre ad Intesa Sanpaolo, hanno richiesto di essere ammesse e sono state ammesse al regime anche Fideuram (con effetto dal 2018) nonché Intesa Sanpaolo Vita, Intesa Sanpaolo Assicura, Fideuram Vita, Eurizon SGR ed Epsilon SGR (con effetto dal 2019). Intesa Sanpaolo Private Banking, Fideuram Asset Management SGR, Sanpaolo Invest SIM e S.I.RE.F sono state ammesse nel 2021 con effetto dal 2020.

Revisione contabile

Il bilancio consolidato è sottoposto a revisione contabile da parte della Società EY S.p.A., in esecuzione della Delibera dell'Assemblea del 30 aprile 2019, che ha attribuito a questa società l'incarico per gli esercizi dal 2021 al 2029 compreso.

Altri aspetti

Nell'articolo 35 del Decreto Legge n. 34/2019 ("decreto crescita"), convertito dalla Legge n. 58/2019, è stata introdotta una riformulazione della disciplina di trasparenza delle erogazioni pubbliche contenuta nell'articolo 1, commi 125-129 della legge n. 124/2017. La riformulazione ha indicato come oggetto degli obblighi di trasparenza le informazioni relative a sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, "non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria", effettivamente erogati dalle pubbliche amministrazioni nonché dai soggetti di cui all'articolo 2-bis del decreto legislativo n. 33/2013.

Alla luce di tale riformulazione, ulteriori chiarimenti interpretativi intervenuti con la circolare Assonime n. 32 del 23 dicembre 2019 hanno confermato che oggetto dell'obbligo di trasparenza sono le attribuzioni di vantaggi economici derivanti da un rapporto bilaterale tra un soggetto pubblico e uno specifico beneficiario. Sono espressamente escluse le somme percepite dall'impresa a titolo di corrispettivo per una prestazione svolta o a titolo di retribuzione per un incarico ricevuto oppure dovute a fine risarcitori. Sono altresì esclusi i vantaggi economici ricevuti in applicazione di un regime generale, quali ad esempio agevolazioni fiscali o contributi accessibili a tutti i soggetti che soddisfano determinate condizioni. In considerazione di quanto sopra, nell'esercizio 2021 non risultano per le Società italiane del Gruppo fattispecie da segnalare.

Per completezza informativa, si rinvia anche al Registro Nazionale degli Aiuti di Stato, pubblicamente consultabile sul relativo sito internet, nel quale sono pubblicate le misure di Aiuto e i relativi Aiuti individuali concessi e registrati nel sistema dai Soggetti gestori, ancorché per le società italiane del Gruppo le fattispecie ivi indicate per l'anno 2021 non rappresentino, alla luce di quanto sopra, oggetto degli obblighi di trasparenza in bilancio di cui ai commi 125 e 125-bis.

A. 2 – PARTE RELATIVA ALLE PRINCIPALI VOCI DI BILANCIO

Al fine di garantire l'omogeneità dei criteri di redazione del Bilancio, il Gruppo Intesa Sanpaolo si è dotato di un corpo normativo interno di regole e policy relativo ai vari ambiti operativi ed organizzativi.

Il documento metodologico di riferimento per l'applicazione dei principi contabili è rappresentato dalle Regole Contabili di Gruppo, nelle quali vengono descritti i modelli applicativi adottati dal Gruppo, nel contesto di quanto statuito dai principi contabili di riferimento e dalle legislazioni applicabili alle diverse Società/Entità controllate, esplicitando le scelte operate nei casi in cui la normativa preveda dei regimi contabili alternativi od opzionali.

Con riferimento ai processi valutativi, il Gruppo ha formalizzato nel documento "Linee Guida per la valutazione delle Poste Patrimoniali di Bilancio" i principi e il quadro normativo di riferimento per la valutazione delle poste patrimoniali, i ruol i e le responsabilità degli Organi Societari, del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari e delle funzioni aziendali della Capogruppo che intervengono nel processo di valutazione; i presupposti su cui si basano i processi di valutazione e il sistema dei controlli posti in essere per garantire una corretta valutazione; i macro-processi di valutazione basati sui principi contabili declinati nelle diverse categorie di poste patrimoniali valutate (attive e passive); le regole di indirizzo e coordinamento delle Società del Gruppo in materia di valutazione delle poste patrimoniali.

Tra le linee guida e le policy si segnalano inoltre, le Regole in materia di Business Model, le Regole in materia di valutazione dell'expected credit loss secondo il principio IFRS 9 ('"Impairment Policy") e le "Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value" (ex. Fair Value Policy) alle quali si aggiungono documenti più specifici nell'ambito dei crediti deteriorati, degli equity investment e della gestione degli strumenti finanziari di copertura.

Con riferimento infine alle tematiche di vigilanza prudenziale il Gruppo ha redatto uno specifico documento denominato Regole di vigilanza prudenziale armonizzata.

In linea generale tali documenti vengono approvati da parte degli Organi Societari competenti. L'aggiornamento avviene a cura delle strutture manageriali per esigenze originate sia da fattori esogeni (ad esempio, cambiamento della normativa) che endogeni al Gruppo (ad esempio, nuova operatività e prodotti) e, in funzione della rilevanza e pervasività delle modifiche apportate, tali documenti sono soggetti ad uno specifico iter approvativo.

Si premette che i criteri adottati dalle Imprese di assicurazione controllate sono oggetto di specifica disamina in un apposito capitolo in calce alla presente sezione. Alla luce, infatti, della scelta effettuata dal Gruppo Intesa Sanpaolo, in qualità di conglomerato finanziario a prevalenza bancaria, di adottare il c.d. "Deferral Approach", le attività e le passività finanziarie delle Compagnie assicurative controllate continuano ad essere rilevate in bilancio ai sensi di quanto prescritto dallo IAS 39 in attesa dell'entrata in vigore del nuovo principio contabile internazionale sui contratti assicurativi, a partire dal 1° gennaio 202360 .

1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (FVTPL)

Criteri di classificazione

Sono classificate in questa categoria le attività finanziarie diverse da quelle classificate tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e tra le Attività finanziare valutate al costo ammortizzato. La voce, in particolare, include:

  • le attività finanziarie detenute per la negoziazione, essenzialmente rappresentate da titoli di debito e di capitale e dal valore positivo dei contratti derivati detenuti con finalità di negoziazione;
  • le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, rappresentate dalle attività finanziarie che non soddisfano i requisiti per la valutazione al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva. Si tratta di attività finanziarie i cui termini contrattuali non prevedono esclusivamente rimborsi del capitale e pagamenti dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (c.d. "SPPI test" non superato) oppure che non sono detenute nel quadro di un modello di business il cui obiettivo è il possesso di attività finalizzato alla raccolta dei flussi finanziari contrattuali (Business model "Hold to Collect") o il cui obiettivo è conseguito sia mediante la raccolta dei flussi finanziari contrattuali che mediante la vendita di attività finanziarie (Business model "Hold to Collect and Sell");
  • le attività finanziarie designate al fair value, ossia le attività finanziarie così definite al momento della rilevazione iniziale e ove ne sussistano i presupposti. In relazione a tale fattispecie, un'entità può designare irrevocabilmente all'iscrizione un'attività finanziaria come valutata al fair value con impatto a conto economico se, e solo se, così facendo elimina o riduce significativamente un'incoerenza valutativa.

Trovano quindi evidenza in questa voce:

  • i titoli di debito e i finanziamenti che sono inclusi in un business model Other/Trading (non riconducibili quindi ai business model "Hold to Collect" o "Hold to Collect and Sell") o che non superano il test SPPI, incluse le quote dei prestiti sindacati sottoscritti o altre tipologie di finanziamenti che, sin dall'origine, vengono destinate alla cessione e che non sono riconducibili ad un Business model Hold to Collect and Sell.

60 In data 23 novembre 2021 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'UE il Regolamento n. 2036/2021 del 19 novembre che omologa il nuovo principio contabile IFRS 17 "Contratti assicurativi". A tal proposito, si ricorda che in data 25 giugno 2020 lo IASB aveva pubblicato la versione finale degli "Amendments to IFRS 17 Insurance Contracts" nella quale veniva confermato il differimento della data di prima applicazione obbligatoria dello Standard al 1° gennaio 2023 (in luogo del 1° gennaio 2022 precedentemente proposto nell'ED 2019/4) e la contestuale possibilità di proroga del "Deferral approach" nell'applicazione dell'IFRS 9 alla stessa data. Tale aspetto era stato recepito dalla Commissione Europea con la pubblicazione del Regolamento n. 2097/2020 "Proroga dell'esenzione temporanea dell'applicazione dell'IFRS 9 (modifiche all'IFRS 4)" del 15 dicembre 2020.

  • gli strumenti di capitale non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto detenuti per finalità di negoziazione o per cui non si sia optato, in sede di rilevazione iniziale, per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva;
  • le quote di OICR.

La voce accoglie inoltre i contratti derivati, contabilizzati tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione, che sono rappresentati come attività se il fair value è positivo e come passività se il fair value è negativo. E' possibile compensare i valori correnti positivi e negativi derivanti da operazioni in essere con la medesima controparte - anche tra i contratti derivati allocati nel portafoglio di negoziazione e i contratti derivati di copertura, come previsto dalla Circolare 262 - soltanto qualora si abbia correntemente il diritto legale di compensare gli importi rilevati contabilmente e si intenda procedere al regolamento su base netta delle posizioni oggetto di compensazione.

Fra i derivati sono inclusi anche quelli incorporati in contratti finanziari complessi - in cui il contratto primario è una passività finanziaria - che sono stati oggetto di rilevazione separata in quanto:

  • le loro caratteristiche economiche ed i rischi non sono strettamente correlati alle caratteristiche del contratto sottostante;
  • gli strumenti incorporati, anche se separati, soddisfano la definizione di derivato;
  • gli strumenti ibridi cui appartengono non sono valutati al fair value con le relative variazioni rilevate a Conto economico.

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica), non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie. In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto a conto economico in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. In questo caso, il tasso di interesse effettivo dell'attività finanziaria riclassificata è determinato in base al suo fair value alla data di riclassificazione e tale data viene considerata come data di rilevazione iniziale per l'allocazione nei diversi stadi di rischio creditizio (stage assignment) ai fini dell'impairment.

Per maggiori informazioni sui criteri di classificazione degli strumenti finanziari si rinvia al successivo paragrafo "I criteri di classificazione delle attività finanziarie".

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di debito e per i titoli di capitale, alla data di erogazione per i finanziamenti ed alla data di sottoscrizione per i contratti derivati.

All'atto della rilevazione iniziale le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico vengono rilevate al fair value, senza considerare i costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono valorizzate al fair value. Gli effetti dell'applicazione di tale criterio di valutazione sono imputati nel Conto economico.

Per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari quotati in un mercato attivo, vengono utilizzate quotazioni di mercato. In assenza di un mercato attivo, vengono utilizzati metodi di stima e modelli valutativi comunemente adottati, che tengono conto di tutti i fattori di rischio correlati agli strumenti e che sono basati su dati rilevabili sul mercato quali: valutazione di strumenti quotati che presentano analoghe caratteristiche, calcoli di flussi di cassa scontati, modelli di determinazione del prezzo di opzioni, valori rilevati in recenti transazioni comparabili, ecc. Per i titoli di capitale e per gli strumenti derivati che hanno per oggetto titoli di capitale, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un'ampia gamma di possibili valutazioni del fair value, nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa.

Per maggiori informazioni sui criteri di determinazione del fair value, si rinvia alla Sezione "A.4 Informativa sul Fair Value".

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI)

Criteri di classificazione

Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:

  • l'attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito sia mediante l'incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente che mediante la vendita (Business model "Hold to Collect and Sell"), e

  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (c.d. "SPPI test" superato).

Sono inoltre inclusi nella voce gli strumenti di capitale, non detenuti per finalità di negoziazione, per i quali, al momento della rilevazione iniziale, è stata esercitata l'opzione per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

In particolare, vengono inclusi in questa voce:

  • i titoli di debito che sono riconducibili ad un business model Hold to Collect and Sell e che hanno superato il test SPPI;
  • le interessenze azionarie, non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto, che non sono detenute con finalità di negoziazione, per cui si è esercitata l'opzione per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva;
  • i finanziamenti che sono riconducibili ad un business model Hold to Collect and Sell e che hanno superato il test SPPI, incluse le quote dei prestiti sindacati sottoscritti o altre tipologie di finanziamenti che, sin dall'origine, vengono destinate alla cessione e che sono riconducibili ad un Business model Hold to Collect and Sell.

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica), non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie.

In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto sulla redditività complessiva in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Nel caso di riclassifica dalla categoria in oggetto a quella del costo ammortizzato, l'utile (perdita) cumulato rilevato nella riserva da valutazione è portato a rettifica del fair value dell'attività finanziaria alla data della riclassificazione. Nel caso invece di riclassifica nella categoria del fair value con impatto a conto economico, l'utile (perdita) cumulato rilevato precedentemente nella riserva da valutazione è riclassificato dal patrimonio netto all'utile (perdita) d'esercizio.

Per maggiori informazioni sui criteri di classificazione degli strumenti finanziari si rinvia al successivo paragrafo "I criteri di classificazione delle attività finanziarie".

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di debito e per i titoli di capitale ed alla data di erogazione per i finanziamenti. All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le Attività classificate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, diverse dai titoli di capitale, sono valutate al fair value, con la rilevazione a Conto economico degli impatti derivanti dall'applicazione del costo ammortizzato, degli effetti dell'impairment e dell'eventuale effetto cambio, mentre gli altri utili o perdite derivanti da una variazione di fair value vengono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto finché l'attività finanziaria non viene cancellata. Al momento della dismissione, totale o parziale, l'utile o la perdita cumulati nella riserva da valutazione vengono riversati, in tutto o in parte, a Conto economico.

Gli strumenti di capitale per cui è stata effettuata la scelta per la classificazione nella presente categoria sono valutati al fair value e gli importi rilevati in contropartita del patrimonio netto (Prospetto della redditività complessiva) non devono essere successivamente trasferiti a conto economico, neanche in caso di cessione. La sola componente riferibile ai titoli di capitale in questione che è oggetto di rilevazione a conto economico è rappresentata dai relativi dividendi.

Il fair value viene determinato sulla base dei criteri già illustrati per le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.

Per i titoli di capitale inclusi in questa categoria, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un'ampia gamma di possibili valutazioni del fair value, nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa.

Per maggiori informazioni sui criteri di determinazione del fair value, si rinvia alla Sezione "A.4 Informativa sul Fair Value".

Le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - sia sotto forma di titoli di debito che di crediti – sono soggette alla verifica dell'incremento significativo del rischio creditizio (impairment) prevista dall'IFRS 9, al pari delle Attività al costo ammortizzato, con conseguente rilevazione a conto economico di una rettifica di valore a copertura delle perdite attese. Più in particolare, sugli strumenti classificati in stage 1 (ossia sulle attività finanziarie al momento dell'origination, ove non deteriorate, e sugli strumenti per cui non si è verificato un significativo incremento del rischio creditizio rispetto alla data di rilevazione iniziale) viene contabilizzata, alla data di rilevazione iniziale e ad ogni data di reporting successiva, una perdita attesa ad un anno. Invece, per gli strumenti classificati in stage 2 (bonis per i quali si è verificato un incremento significativo del rischio creditizio rispetto alla data di rilevazione iniziale) e in stage 3 (esposizioni deteriorate) viene contabilizzata una perdita attesa per l'intera vita residua dello strumento finanziario.

Viceversa non sono assoggettati al processo di impairment i titoli di capitale.

Si rinvia al successivo paragrafo "Perdite di valore delle attività finanziarie" per approfondimenti.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Criteri di classificazione

Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie (in particolare finanziamenti e titoli di debito) che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:

  • l'attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito mediante l'incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente (Business model "Hold to Collect"), e
  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (c.d. "SPPI test" superato).

Più in particolare, formano oggetto di rilevazione in questa voce:

  • gli impieghi con banche nelle diverse forme tecniche che presentano i requisiti di cui sopra;
  • gli impieghi con clientela nelle diverse forme tecniche che presentano i requisiti di cui sopra;
  • i titoli di debito che presentano i requisiti di cui sopra.

Sono inoltre inclusi in tale categoria i crediti di funzionamento connessi con la prestazione di attività e di servizi finanziari come definiti dal T.U.B. e dal T.U.F. (ad esempio per distribuzione di prodotti finanziari ed attività di servicing).

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie, non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie. In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al costo ammortizzato in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Gli utili o le perdite risultanti dalla differenza tra il costo ammortizzato dell'attività finanziaria e il relativo fair value sono rilevati a conto economico nel caso di riclassifica tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico e a Patrimonio netto, nell'apposita riserva di valutazione, nel caso di riclassifica tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Per maggiori informazioni sui criteri di classificazione degli strumenti finanziari si rinvia al successivo paragrafo "I criteri di classificazione delle attività finanziarie".

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale dell'attività finanziaria avviene alla data di regolamento per i titoli di debito ed alla data di erogazione nel caso di crediti. All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

In particolare, per quel che attiene ai crediti, la data di erogazione normalmente coincide con la data di sottoscrizione del contratto. Qualora tale coincidenza non si manifesti, in sede di sottoscrizione del contratto si provvede ad iscrivere un impegno ad erogare fondi che si chiude alla data di erogazione del finanziamento. L'iscrizione del credito avviene sulla base del fair value dello stesso, pari all'ammontare erogato, o prezzo di sottoscrizione, comprensivo dei costi/proventi direttamente riconducibili al singolo credito e determinabili sin dall'origine dell'operazione, ancorché liquidati in un momento successivo. Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.

Le operazioni di pronti contro termine con obbligo di riacquisto o di rivendita a termine sono iscritte in Bilancio come operazioni di raccolta o impiego. In particolare, le operazioni di vendita a pronti e di riacquisto a termine sono rilevate in Bilancio come debiti per l'importo percepito a pronti, mentre le operazioni di acquisto a pronti e di rivendita a termine sono rilevate come crediti per l'importo corrisposto a pronti.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie in esame sono valutate al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo. In questi termini, l'attività è riconosciuta in Bilancio per un ammontare pari al valore di prima iscrizione diminuito dei rimborsi di capitale, più o meno l'ammortamento cumulato (calcolato con il metodo del tasso di interesse effettivo) della differenza tra tale importo iniziale e l'importo alla scadenza (riconducibile tipicamente ai costi/proventi imputati direttamente alla singola attività) e rettificato dell'eventuale fondo a copertura delle perdite. Il tasso di interesse effettivo è individuato calcolando il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri dell'attività, per capitale ed interesse, all'ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti all'attività finanziaria medesima. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi direttamente attribuibili ad un'attività finanziaria lungo la sua vita residua attesa.

Il metodo del costo ammortizzato non viene utilizzato per le attività – valorizzate al costo storico – la cui breve durata fa ritenere trascurabile l'effetto dell'applicazione della logica dell'attualizzazione, per quelle senza una scadenza definita e per i

crediti a revoca.

I criteri di valutazione, come meglio indicato nel paragrafo "Perdite di valore delle attività finanziarie", sono strettamente connessi all'inclusione degli strumenti in esame in uno dei tre stages (stadi di rischio creditizio) previsti dall'IFRS 9, l'ultimo dei quali (stage 3) comprende le attività finanziarie deteriorate e i restanti (stage 1 e 2) le attività finanziarie in bonis.

Con riferimento alla rappresentazione contabile dei suddetti effetti valutativi, le rettifiche di valore riferite a questa tipologia di attività sono rilevate nel Conto economico:

  • all'atto dell'iscrizione iniziale, per un ammontare pari alla perdita attesa a dodici mesi;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove il rischio creditizio non sia risultato significativamente incrementato rispetto all'iscrizione iniziale, in relazione alle variazioni dell'ammontare delle rettifiche di valore per perdite attese nei dodici mesi successivi;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove il rischio creditizio sia risultato significativamente incrementato rispetto all'iscrizione iniziale, in relazione alla rilevazione di rettifiche di valore per perdite attese riferibili all'intera vita residua prevista contrattualmente per l'attività;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove dopo che si è verificato un incremento significativo del rischio di credito rispetto all'iscrizione iniziale – la "significatività" di tale incremento sia poi venuta meno, in relazione all'adeguamento delle rettifiche di valore cumulate per tener conto del passaggio da una perdita attesa lungo l'intera vita residua dello strumento ("lifetime") ad una a dodici mesi.

Le attività finanziarie in esame, ove risultino in bonis, sono sottoposte ad una valutazione, volta a definire le rettifiche di valore da rilevare in bilancio, a livello di singolo rapporto creditizio (o "tranche" di titolo), in funzione dei parametri di rischio rappresentati da probability of default (PD), loss given default (LGD) ed exposure at default (EAD), derivati dai modelli AIRB e opportunamente corretti per tener conto delle previsioni del principio contabile IFRS 9.

Se, oltre ad un incremento significativo del rischio di credito, si riscontrano anche oggettive evidenze di una perdita di valore, l'importo della perdita viene misurato come differenza tra il valore contabile dell'attività – classificata come "deteriorata", al pari di tutti gli altri rapporti intercorrenti con la medesima controparte – e il valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati, scontati al tasso di interesse effettivo originario. L'importo della perdita, da rilevare a Conto economico, è definito sulla base di un processo di valutazione analitica o determinato per categorie omogenee e, quindi, attribuito analiticamente ad ogni posizione e tiene conto, come dettagliato nel paragrafo "Perdite di valore delle attività finanziarie", di informazioni forward looking e dei possibili scenari alternativi di recupero.

Rientrano nell'ambito delle attività deteriorate gli strumenti finanziari ai quali è stato attribuito lo status di sofferenza, inadempienza probabile o di scaduto/sconfinante da oltre novanta giorni secondo le regole di Banca d'Italia, coerenti con la normativa IAS/IFRS e di Vigilanza europea.

I flussi di cassa previsti tengono conto dei tempi di recupero attesi e del presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie.

Il tasso effettivo originario di ciascuna attività rimane invariato nel tempo ancorché sia intervenuta una ristrutturazione del rapporto che abbia comportato la variazione del tasso contrattuale ed anche qualora il rapporto divenga, nella pratica, infruttifero di interessi contrattuali.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a Conto economico. La ripresa di valore non può eccedere il costo ammortizzato che lo strumento finanziario avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche. I ripristini di valore connessi con il trascorrere del tempo sono appostati nel margine di interesse.

In alcuni casi, durante la vita delle attività finanziarie in esame e, in particolare, dei crediti, le condizioni contrattuali originarie sono oggetto di successiva modifica per volontà delle parti del contratto. Quando, nel corso della vita di uno strumento, le clausole contrattuali sono oggetto di modifica occorre verificare se l'attività originaria deve continuare ad essere rilevata in bilancio o se, al contrario, lo strumento originario deve essere oggetto di cancellazione dal bilancio (derecognition) e debba essere rilevato un nuovo strumento finanziario.

In generale, le modifiche di un'attività finanziaria conducono alla cancellazione della stessa ed all'iscrizione di una nuova attività quando sono "sostanziali". La valutazione circa la "sostanzialità" della modifica deve essere effettuata considerando sia elementi qualitativi sia elementi quantitativi. In alcuni casi, infatti, potrà risultare chiaro, senza il ricorso a complesse analisi, che i cambiamenti introdotti modificano sostanzialmente le caratteristiche e/o i flussi contrattuali di una determinata attività mentre, in altri casi, dovranno essere svolte ulteriori analisi (anche di tipo quantitativo) per apprezzare gli effetti delle stesse e verificare la necessità di procedere o meno alla cancellazione dell'attività ed alla iscrizione di un nuovo strumento finanziario.

Le analisi (quali-quantitative) volte a definire la "sostanzialità" delle modifiche contrattuali apportate ad un'attività finanziaria dovranno pertanto considerare:

  • le finalità per cui le modifiche sono state effettuate: ad esempio, rinegoziazioni per motivi commerciali e concessioni per difficoltà finanziarie della controparte:
    • o le prime, volte a "trattenere" il cliente, vedono coinvolto un debitore che non versa in una situazione di difficoltà finanziaria. In questa casistica sono incluse tutte le operazioni di rinegoziazione che sono volte ad adeguare l'onerosità del debito alle condizioni di mercato. Tali operazioni comportano una variazione delle condizioni originarie del contratto, solitamente richieste dal debitore, che attiene ad aspetti connessi alla onerosità del debito, con un conseguente beneficio economico per il debitore stesso. In linea generale si ritiene che, ogniqualvolta la banca effettui una rinegoziazione al fine di evitare di perdere il proprio cliente, tale rinegoziazione debba essere considerata come sostanziale in quanto, ove non fosse effettuata, il cliente potrebbe finanziarsi presso un altro intermediario e la banca subirebbe un decremento dei ricavi futuri previsti;
    • o le seconde, effettuate per "ragioni di rischio creditizio" (misure di forbearance), sono riconducibili al tentativo della banca di massimizzare il recupero dei flussi di cassa del credito originario. I rischi e i benefici sottostanti, successivamente alle modifiche, di norma, non sono sostanzialmente trasferiti e, conseguentemente, la rappresentazione contabile che offre informazioni più rilevanti per il lettore del bilancio (salvo quanto si dirà in seguito in tema di elementi oggettivi), è quella effettuata tramite il "modification accounting" - che implica la

rilevazione a conto economico della differenza tra valore contabile e valore attuale dei flussi di cassa modificati scontati al tasso di interesse originario - e non tramite la derecognition;

  • la presenza di specifici elementi oggettivi ("trigger") che incidono sulle caratteristiche e/o sui flussi contrattuali dello strumento finanziario (quali, a solo titolo di esempio, il cambiamento di divisa o la modifica della tipologia di rischio a cui si è esposti, ove la si correli a parametri di equity e commodity), che si ritiene comportino la derecognition in considerazione del loro impatto (atteso come significativo) sui flussi contrattuali originari.

Viceversa, le modifiche alle attività finanziarie a seguito della Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse (cosiddetta IBOR Reform), relative alla variazione della base per determinare i flussi finanziari contrattuali (sostituzione dell'indice di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse esistente con un tasso di riferimento alternativo), non costituiscono un evento di cancellazione contabile ("derecognition"), ma sono considerate contabilmente come una modifica ("modification"). Tali modifiche, se effettuate come diretta conseguenza dell'IBOR Reform e su basi economiche equivalenti, sono rappresentate con un adeguamento prospettico del tasso di interesse effettivo - applicando il paragrafo B5.4.5 dell'IFRS 9 anziché il "modification accounting" - con impatti sul margine di interesse dei futuri periodi.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

4. Operazioni di copertura

Il Gruppo Intesa Sanpaolo si avvale della possibilità, prevista in sede di introduzione dell'IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS 39 in tema di "hedge accounting" (nella versione carve-out omologata dalla Commissione Europea) per ogni tipologia di copertura (sia per le coperture specifiche che per le macro coperture).

Criteri di classificazione: tipologia di coperture

Le operazioni di copertura dei rischi sono finalizzate a neutralizzare potenziali perdite, attribuibili ad un determinato rischio, e rilevabili su un determinato elemento o gruppo di elementi, nel caso in cui quel particolare rischio dovesse effettivamente manifestarsi.

Le tipologie di coperture utilizzate sono le seguenti:

  • copertura di fair value: ha l'obiettivo di coprire l'esposizione alla variazione del fair value (attribuibile alle diverse tipologie di rischio) di attività e passività iscritte in bilancio o porzioni di esse, di gruppi di attività/passività, di impegni irrevocabili e di portafogli di attività e passività finanziarie, inclusi i core deposits, come consentito dallo IAS 39 omologato dalla Commissione Europea. Le coperture generiche di fair value ("macro hedge") hanno l'obiettivo di ridurre le oscillazioni di fair value, imputabili al rischio di tasso di interesse, di un importo monetario, riveniente da un portafoglio di attività o di passività finanziarie. Non possono essere oggetto di copertura generica importi netti derivanti dallo sbilancio di attività e passività;
  • copertura di flussi finanziari: ha l'obiettivo di coprire l'esposizione a variazioni dei flussi di cassa futuri attribuibili a particolari rischi associati a poste del bilancio. Tale tipologia di copertura è utilizzata essenzialmente per stabilizzare i l flusso di interessi della raccolta a tasso variabile nella misura in cui quest'ultima finanzia impieghi a tasso fisso. In talune circostanze, analoghe operazioni sono poste in essere relativamente ad alcune tipologie di impieghi a tasso variabile;
  • copertura di un investimento in valuta: attiene alla copertura dei rischi di un investimento in un'impresa estera espresso in valuta.

Solo gli strumenti che coinvolgono una controparte esterna al Gruppo possono essere designati come strumenti di copertura. Data la scelta esercitata dal Gruppo di avvalersi della possibilità di continuare ad applicare integralmente le regole dello IAS 39 per le relazioni di copertura, non è possibile designare i titoli di capitale classificati tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI) come oggetti coperti per il rischio di prezzo o di cambio, dato che tali strumenti non impattano il conto economico, nemmeno in caso di vendita (se non per i dividendi che sono rilevati a conto economico).

Criteri di iscrizione

Gli strumenti derivati di copertura, al pari di tutti i derivati, sono inizialmente iscritti e successivamente misurati al fair value.

Una relazione si qualifica come di copertura, e trova coerente rappresentazione contabile, soltanto se tutte le seguenti condizioni sono soddisfatte:

  • all'inizio della copertura vi è una designazione e documentazione formale della relazione di copertura, degli obiettivi della società nella gestione del rischio e della strategia nell'effettuare la copertura. Tale documentazione include l'identificazione dello strumento di copertura, l'elemento o l'operazione coperta, la natura del rischio coperto e come l'impresa valuta l'efficacia dello strumento di copertura nel compensare l'esposizione alle variazioni di fair value dell'elemento coperto o dei flussi finanziari attribuibili al rischio coperto;

  • la copertura è attesa altamente efficace;
  • la programmata operazione oggetto di copertura, per le coperture di flussi finanziari, è altamente probabile e presenta un'esposizione alle variazioni di flussi finanziari che potrebbe incidere sul Conto economico;
  • l'efficacia della copertura può essere attendibilmente valutata;
  • la copertura è valutata sulla base di un criterio di continuità ed è considerata altamente efficace per tutti gli esercizi di riferimento per cui la copertura era designata.

Criteri di valutazione

I derivati di copertura sono valutati al fair value. In particolare:

  • nel caso di copertura di fair value, si compensa la variazione del fair value dell'elemento coperto con la variazione del fair value dello strumento di copertura. Tale compensazione è riconosciuta attraverso la rilevazione a Conto economico delle variazioni di valore, riferite sia all'elemento coperto (per quanto riguarda le variazioni prodotte dal fattore di rischio sottostante), sia allo strumento di copertura. L'eventuale differenza, che rappresenta la parziale inefficacia della copertura, ne costituisce di conseguenza l'effetto economico netto. Nel caso di operazioni di copertura generica di fair value ("macro hedge") le variazioni di fair value con riferimento al rischio coperto delle attività e delle passività oggetto di copertura sono imputate nello Stato patrimoniale, rispettivamente, nella voce 60. "Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica" oppure 50. "Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica";
  • nel caso di copertura di flussi finanziari, le variazioni di fair value del derivato sono imputate a patrimonio netto, per la quota efficace della copertura, e sono rilevate a Conto economico solo quando, con riferimento alla posta coperta, si manifesta la variazione dei flussi di cassa da compensare o se la copertura risulta inefficace;
  • le coperture di un investimento in valuta sono contabilizzate allo stesso modo delle coperture di flussi finanziari.

L'efficacia della copertura dipende dalla misura in cui le variazioni di fair value dello strumento coperto o dei relativi flussi finanziari attesi risultano compensati da quelle dello strumento di copertura. Pertanto l'efficacia è apprezzata dal confronto delle suddette variazioni, tenuto conto dell'intento perseguito dall'impresa nel momento in cui la copertura è stata posta in essere. Si ha efficacia quando le variazioni di fair value (o dei flussi di cassa) dello strumento finanziario di copertura neutralizzano quasi integralmente, cioè nei limiti stabiliti dall'intervallo 80-125%, le variazioni dello strumento coperto, per l'elemento di rischio oggetto di copertura.

La valutazione dell'efficacia è effettuata ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale utilizzando:

  • test prospettici, che giustificano l'applicazione della contabilizzazione di copertura, in quanto dimostrano la sua efficacia attesa;
  • test retrospettivi, che evidenziano il grado di efficacia della copertura raggiunto nel periodo cui si riferiscono, ovvero, misurano quanto i risultati effettivi si siano discostati dalla copertura perfetta.

La contabilizzazione delle coperture di fair value cessa prospetticamente nei seguenti casi:

  • lo strumento di copertura giunge a scadenza, è venduto, cessato o esercitato;
  • la copertura non soddisfa più i criteri per la contabilizzazione di copertura sopra detti;
  • l'impresa revoca la designazione.

Se le verifiche non confermano l'efficacia della copertura, da quel momento la contabilizzazione delle operazioni di copertura, secondo quanto sopra esposto, viene interrotta, il contratto derivato di copertura viene riclassificato tra gli strumenti di negoziazione e lo strumento finanziario coperto riacquisisce il criterio di valutazione corrispondente alla sua classificazione di bilancio. Qualora l'attività o passività coperta sia valutata al costo ammortizzato, il maggiore o minore valore derivante dalla valutazione della stessa a fair value per effetto della copertura divenuta inefficace viene imputato a Conto economico secondo il metodo del tasso di interesse effettivo. Nel caso di interruzione di una relazione di copertura generica di fair value, le rivalutazioni/svalutazioni cumulate iscritte nella voce 60. "Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica" oppure 50. "Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica" sono rilevate a conto economico tra gli interessi attivi o passivi lungo la durata residua delle originarie relazioni di copertura, ferma restando la verifica che ne sussistano i presupposti.

In ciascuna delle seguenti circostanze un'impresa deve cessare prospetticamente la contabilizzazione di copertura di flussi finanziari:

  • a) lo strumento di copertura giunge a scadenza o è venduto, cessato o esercitato (a questo scopo, la sostituzione o il riporto di uno strumento di copertura con un altro strumento di copertura non è una conclusione o una cessazione se tale sostituzione o riporto è parte della documentata strategia di copertura dell'impresa). In tal caso, l'utile (o perdita) complessivo dello strumento di copertura rimane rilevato direttamente nel patrimonio netto fino all'esercizio in cui la copertura era efficace e resta separatamente iscritto nel patrimonio netto sino a quando la programmata operazione, oggetto di copertura, si verifica;
  • b) la copertura non soddisfa più i criteri per la contabilizzazione di copertura. In tal caso, l'utile o la perdita complessiva dello strumento di copertura rilevata direttamente nel patrimonio netto a partire dall'esercizio in cui la copertura era efficace resta separatamente iscritta nel patrimonio netto sino a quando la programmata operazione si verifica;
  • c) non si ritiene più che la programmata operazione debba accadere, nel qual caso qualsiasi correlato utile o perdita complessiva sullo strumento di copertura rilevata direttamente nel patrimonio netto dall'esercizio in cui la copertura era efficace va rilevata a Conto economico;
  • d) l'impresa revoca la designazione. Per le coperture di una programmata operazione, l'utile o la perdita complessiva dello strumento di copertura rilevata direttamente nel patrimonio netto a partire dall'esercizio in cui la copertura era efficace resta separatamente iscritta nel patrimonio netto sino a quando la programmata operazione si verifica o ci si attende non debba più accadere.

Come eccezione alle previsioni dello IAS 39, non si effettua il discontinuing a seguito dell'aggiornamento della documentazione sulla relazione di copertura (per la modifica del rischio coperto, del sottostante coperto, del derivato di copertura o della modalità di verifica della tenuta della copertura) in caso di modifiche necessarie come diretta conseguenza della Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse (cosiddetta IBOR Reform) ed effettuate su basi economiche equivalenti.

5. Partecipazioni

Criteri di classificazione, iscrizione e valutazione

La voce include le interessenze detenute in società controllate congiuntamente e collegate.

Sono considerate società sottoposte a controllo congiunto (joint ventures) le entità per le quali, su base contrattuale, il controllo è condiviso fra il Gruppo e uno o più altri soggetti, ovvero quando per le decisioni riguardanti le attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo.

Sono considerate società sottoposte ad una influenza notevole (collegate), le entità in cui il Gruppo possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali") o nelle quali - pur con una quota di diritti di voto inferiore - ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.

Non sono considerate sottoposte ad influenza notevole alcune interessenze superiori al 20%, nelle quali il Gruppo detiene esclusivamente diritti patrimoniali su una porzione dei frutti degli investimenti, non ha accesso alle politiche di gestione e può esercitare diritti di governance limitati alla tutela degli interessi patrimoniali.

Le partecipazioni sono rilevate al costo e contabilizzate in base al metodo del patrimonio netto. Se esistono evidenze che il valore di una partecipazione possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento.

Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata a conto economico.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico.

Criteri di cancellazione

Le partecipazioni vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati dalle attività stesse o quando la partecipazione viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici ad essa connessi.

6. Attività materiali

Criteri di classificazione

Le attività materiali comprendono i terreni, gli immobili strumentali, gli investimenti immobiliari, il patrimonio artistico di pregio, gli impianti tecnici, i mobili e gli arredi nonché le attrezzature di qualsiasi tipo che si ritiene di utilizzare per più di un periodo.

Le attività materiali detenute per essere utilizzate nella produzione o nella fornitura di beni e servizi sono classificate come "attività ad uso funzionale" secondo lo IAS 16. Gli immobili posseduti con finalità di investimento (per conseguire canoni di locazione o per l'apprezzamento del capitale investito) sono classificati come "attività detenute a scopo di investimento" in base allo IAS 40.

La voce accoglie anche attività materiali classificate in base allo IAS 2 - Rimanenze, che si riferiscono sia a beni derivanti dall'attività di escussione di garanzie o dall'acquisto in asta che l'impresa ha intenzione di vendere nel prossimo futuro, senza effettuare rilevanti opere di ristrutturazione, e che non hanno i presupposti per essere classificati nelle categorie precedenti, sia al portafoglio immobiliare delle Società immobiliari del Gruppo, comprensivo di aree edificabili, immobili in costruzione, immobili ultimati in vendita e iniziative di sviluppo immobiliare, detenuto in un'ottica di dismissione.

Sono, infine, inclusi i diritti d'uso acquisiti con il leasing e relativi all'utilizzo di un'attività materiale (per le società locatarie) e le attività concesse in leasing operativo (per le società locatrici).

Criteri di iscrizione

Le attività materiali sono inizialmente iscritte al costo che comprende, oltre al prezzo di acquisto, tutti gli eventuali oneri accessori direttamente imputabili all'acquisto e alla messa in funzione del bene.

Le spese di manutenzione straordinaria che comportano un incremento dei benefici economici futuri vengono imputate ad incremento del valore dei cespiti, mentre gli altri costi di manutenzione ordinaria sono rilevati a Conto economico.

Criteri di valutazione

Le attività materiali sono valutate al costo, dedotti eventuali ammortamenti e perdite di valore, ad eccezione degli immobili ad uso funzionale e del patrimonio artistico di pregio che sono valutati secondo il metodo della rideterminazione del valore. Gli immobili detenuti a scopo di investimento sono valutati con il metodo del fair value.

Per le attività materiali soggette alla valutazione secondo il metodo della rideterminazione del valore:

  • se il valore contabile di un bene è incrementato a seguito di una rideterminazione di valore, l'incremento deve essere rilevato nel prospetto della redditività complessiva e accumulato nel patrimonio netto sotto la voce riserva di rivalutazione; invece nel caso in cui ripristini una svalutazione della stessa attività rilevata precedentemente nel conto economico deve essere rilevato come provento;
  • se il valore contabile di un bene è diminuito a seguito della rideterminazione di valore, la diminuzione deve essere rilevata nel prospetto della redditività complessiva nella misura in cui vi siano eventuali saldi a credito nella riserva di rivalutazione in riferimento a tale attività; altrimenti tale riduzione va contabilizzata nel conto economico.

Le attività materiali sono sistematicamente ammortizzate, adottando come criterio di ammortamento il metodo a quote costanti, lungo la loro vita utile. Il valore ammortizzabile è rappresentato dal costo dei beni (o dal valore netto rideterminato qualora il metodo adottato per la valutazione sia quello della rideterminazione del valore) al netto del valore residuo al termine del processo di ammortamento, se significativo. Gli immobili vengono ammortizzati per una quota ritenuta congrua per rappresentare il deperimento dei cespiti nel tempo a seguito del loro utilizzo, tenuto conto delle spese di manutenzione di carattere straordinario, che vengono portate ad incremento del valore dei cespiti. Ai fini della determinazione della vita utile delle diverse tipologie di cespiti e dei corrispondenti coefficienti di ammortamento, il patrimonio immobiliare del Gruppo è stato segmentato in quattro cluster: (i) Immobili storici (vita utile pari a 65 anni) , (ii) Immobili cielo-terra (vita utile pari a 33 anni), (iii) Filiali bancarie (vita utile pari a 20 anni) e (iv) Altri immobili (vita utile pari a 20 anni). Da tali cluster, esula il Nuovo Centro Direzionale Intesa Sanpaolo a Torino, per il quale il periodo di vita utile è stato stimato tramite un'analisi specifica che ha considerato le caratteristiche innovative dell'opera, caratterizzata da importanza strategica e grande valore architettonico, costruita facendo ricorso a tecnologie complesse con pochi, se non nulli, termini di paragone non solo all'interno del patrimonio immobiliare del Gruppo, ma anche all'esterno. Le altre attività materiali sono ammortizzate sula base delle seguenti vite utile: i mobili da 5 a 10 anni, gli impianti da 4 a 10 anni, l'hardware e la apparecchiature IT in un periodo da 4 a 8 anni ed, infine, gli altri beni da 3 a 13 anni.

Non vengono invece ammortizzati:

  • i terreni, siano essi stati acquisiti singolarmente o incorporati nel valore dei fabbricati, in quanto hanno vita utile indefinita;
  • il patrimonio artistico di pregio, gli altri beni storico artistici e decorativi in quanto la loro vita utile non può essere stimata ed il loro valore è normalmente destinato ad aumentare nel tempo;
  • gli immobili ad uso investimento, come richiesto dal principio contabile IAS 40, sono valutati al fair value con contropartita il conto economico e pertanto non devono essere ammortizzati.

Se esiste qualche indicazione che dimostri che un'attività materiale valutata al costo possa aver subito una perdita di valore, si procede al confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a Conto economico.

Qualora vengano meno i motivi che hanno portato alla rilevazione della perdita, si dà luogo ad una ripresa di valore, che non può superare il valore che l'attività avrebbe avuto, al netto degli ammortamenti calcolati, in assenza di precedenti perdite di valore.

Per quel che attiene alle attività materiali rilevate ai sensi dello IAS 2, le stesse sono valutate al minore tra il costo ed il valore netto di realizzo, fermo restando che si procede comunque al confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero ove esista qualche indicazione che dimostri che il bene possa aver subito una perdita di valore. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a conto economico.

Attività materiali rappresentate dal diritto d'uso di beni di cui a contratti di "leasing"

Ai sensi dell'IFRS 16 il "leasing" è un contratto, o parte di un contratto, che, in cambio di un corrispettivo, trasferisce il diritto di utilizzo di un'attività (l'attività sottostante) per un periodo di tempo.

Secondo l'IFRS 16, i leasing sono contabilizzati sulla base del modello del right of use, per cui, alla data iniziale, il locatario ha un'obbligazione finanziaria a effettuare pagamenti dovuti al locatore per compensare il suo diritto a utilizzare il bene sottostante durante la durata del leasing.

Quando l'attività è resa disponibile al locatario per il relativo utilizzo (data iniziale), il locatario riconosce sia la passività che l'attività consistente nel diritto di utilizzo.

In particolare il diritto d'uso acquisito con il leasing è rilevato come somma del valore attuale dei canoni futuri da pagare per la durata contrattuale, dei pagamenti per leasing corrisposti alla data o prima della decorrenza del leasing, degli eventuali incentivi ricevuti, dei costi diretti iniziali e degli eventuali costi stimati per lo smantellamento o il ripristino dell'attività sottostante il leasing.

La passività finanziaria iscritta corrisponde al valore attuale dei pagamenti dovuti per il leasing.

In merito al tasso di attualizzazione, sulla base dei requisiti IFRS 16, il Gruppo utilizza per ogni contratto di leasing il tasso di interesse implicito, laddove sia disponibile. Per quanto riguarda i contratti di leasing dal punto di vista del locatario, in alcuni casi, ad esempio con riferimento ai contratti di affitto, il tasso di interesse implicito non può essere sempre determinato prontamente senza ricorrere a stime e assunzioni (il locatario non ha abbastanza informazioni sul valore residuo non garantito del bene locato). In questi casi, il Gruppo ha sviluppato una metodologia per definire il tasso di interesse incrementale in alternativa al tasso di interesse implicito ed ha deciso di adottare il tasso interno di trasferimento (TIT) della raccolta. Si tratta di una curva tassi non garantita (unsecured) e amortizing, prevedendo il contratto di leasing dei canoni, tipicamente costanti, lungo la durata del contratto, e non un unico pagamento a scadenza. Tale tasso tiene conto del merito creditizio del locatario, della durata del leasing, nonché dell'ambiente economico nel quale la transazione ha luogo e pertanto è in linea con quanto richiesto dal principio.

La durata del leasing viene determinata tenendo conto di:

  • periodi coperti da un'opzione di proroga del leasing, in caso l'esercizio della medesima sia ragionevolmente certo;
  • periodi coperti da un'opzione di risoluzione del leasing, in caso l'esercizio della medesima sia ragionevolmente certo.

Nel corso della durata del contratto di leasing, il locatario deve:

  • valutare il diritto d'uso al costo, al netto degli ammortamenti cumulati e delle rettifiche cumulate di valore determinate e contabilizzate in base alle previsioni dello IAS 36 "Riduzioni di valore delle attività", rettificato per tenere conto delle eventuali rideterminazioni della passività del leasing;

  • incrementare la passività riveniente dall'operazione di leasing a seguito della maturazione di interessi passivi calcolati al tasso di interesse implicito del leasing, o, alternativamente, al tasso di finanziamento marginale e ridurla per i pagamenti delle quote capitale e interessi.

In caso di modifiche nei pagamenti dovuti per il leasing la passività deve essere rideterminata; l'impatto della rideterminazione della passività è rilevato in contropartita dell'attività consistente nel diritto di utilizzo.

Criteri di cancellazione

Un'attività materiale è eliminata dallo Stato patrimoniale al momento della dismissione o quando il bene è permanentemente ritirato dall'uso e dalla sua dismissione non sono attesi benefici economici futuri.

7. Attività immateriali

Criteri di classificazione

Le attività immateriali comprendono l'avviamento e le altre attività immateriali disciplinate dallo IAS 38. Possono includere i diritti d'uso acquisiti con il leasing e relativi all'utilizzo di un'attività immateriale (per i locatari) e le attività concesse in leasing operativo (per i locatori).

Le attività immateriali sono iscritte come tali se sono identificabili e trovano origine in diritti legali o contrattuali. Tra le attività immateriali è anche iscritto l'avviamento che rappresenta la differenza positiva tra il costo di acquisto ed il fair value delle attività e passività di pertinenza di un'impresa acquisita.

Criteri di iscrizione e valutazione

Le attività immateriali sono iscritte al costo, rettificato per eventuali oneri accessori solo se è probabile che i futuri benefici economici attribuibili all'attività si realizzino e se il costo dell'attività stessa può essere determinato attendibilmente. In caso contrario il costo dell'attività immateriale è rilevato a conto economico nell'esercizio in cui è stato sostenuto.

Per le attività a vita utile definita, il costo è ammortizzato in quote costanti o in quote decrescenti determinate in funzione dell'afflusso dei benefici economici attesi dall'attività. Le attività a vita utile indefinita non sono invece soggette ad ammortamento sistematico, bensì ad un test periodico di verifica dell'adeguatezza del relativo valore di iscrizione in bilancio. Se esiste qualche indicazione che dimostri che un'attività possa avere subìto una perdita di valore, si procede alla stima del valore di recupero dell'attività. L'ammontare della perdita, rilevato a conto economico, è pari alla differenza tra il valore contabile dell'attività ed il valore recuperabile.

In particolare tra le attività immateriali sono incluse:

  • attività immateriali basate sulla tecnologia, quali il software applicativo, che sono ammortizzate in funzione della prevista obsolescenza tecnologica delle stesse e comunque tendenzialmente non oltre un periodo di sette anni; in particolare, i costi sostenuti internamente per lo sviluppo di progetti di software costituiscono attività immateriali e sono iscritti all'attivo solo se tutte le seguenti condizioni sono rispettate: i) il costo attribuibile all'attività di sviluppo è attendibilmente determinabile, ii) vi è l'intenzione, la disponibilità di risorse finanziarie e la capacità tecnica a rendere l'attività disponibile all'uso o alla vendita, iii) è dimostrabile che l'attività è in grado di produrre benefici economici futuri. I costi di sviluppo del software capitalizzati comprendono le sole spese sostenute che possono essere attribuite direttamente al processo di sviluppo. I costi di sviluppo software capitalizzati sono ammortizzati sistematicamente lungo la vita stimata del relativo prodotto/servizio in modo da riflettere le modalità con cui ci si attende che i benefici economici futuri derivanti dall'attività siano consumati dall'entità dall'inizio della produzione lungo la vita stimata del prodotto;
  • attività immateriali legate alla clientela rappresentate in genere dalla valorizzazione, in occasione di operazioni di aggregazione, dei rapporti di asset management, delle attività non finanziarie correlate a prestazioni di servizi e del portafoglio assicurativo. Tali attività, a vita definita, sono originariamente valorizzate attraverso l'attualizzazione, con l'utilizzo di un tasso rappresentativo del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell'attività, dei flussi rappresentativi dei margini reddituali lungo un periodo esprimente la durata residua, contrattuale o stimata, dei rapporti in essere al momento dell'operazione di aggregazione. Esse sono ammortizzate, per i rapporti di asset management e per le attività non finanziarie correlate a prestazioni di servizi in quote costanti lungo il periodo di afflusso di maggiore significatività dei benefici economici attesi nel caso di rapporti non aventi una scadenza predeterminata e, per i rapporti legati a contratti assicurativi, in quote tendenzialmente decrescenti corrispondenti al periodo di durata dei contratti nel caso di rapporti con scadenza definita (vita residua delle polizze);
  • attività immateriali legate al marketing rappresentate dalla valorizzazione del marchio ("brand name") anch'esso iscritto in occasione di operazioni di aggregazione. Tale attività è considerata a vita indefinita in quanto si ritiene che possa contribuire per un periodo indeterminato alla formazione dei flussi reddituali.

Infine, tra le attività immateriali è incluso l'avviamento.

L'avviamento può essere iscritto, nell'ambito di operazioni di aggregazione, quando la differenza positiva fra il corrispettivo trasferito e l'eventuale rilevazione al fair value della quota di minoranza ed il fair value degli elementi patrimoniali acquisiti è rappresentativo delle capacità reddituali future della partecipazione (goodwill).

Qualora tale differenza risulti negativa (badwill) o nell'ipotesi in cui il goodwill non trovi giustificazione nelle capacità reddituali future della partecipata, la differenza stessa viene iscritta direttamente a conto economico.

Con periodicità annuale (od ogni volta che vi sia evidenza di perdita di valore) viene effettuato un test di verifica dell'adeguatezza del valore dell'avviamento. A tal fine viene identificata l'Unità generatrice di flussi finanziari (o Cash Generating Unit, CGU) cui attribuire l'avviamento. Nell'ambito del Gruppo Intesa Sanpaolo le Unità generatrici di flussi finanziari corrispondono alle divisioni operative rappresentate nel segment reporting. L'ammontare dell'eventuale riduzione di valore è determinato sulla base della differenza tra il valore di iscrizione dell'avviamento ed il suo valore di recupero, se

inferiore. Detto valore di recupero è pari al maggiore tra il fair value dell'Unità generatrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d'uso. Le conseguenti rettifiche di valore vengono rilevate a conto economico.

Per quanto riguarda l'attività immateriale rappresentata dal brand name, qualora la CGU di riferimento non presenti avviamenti allocati e, conseguentemente, non risulti possibile attrarre la verifica del valore recuperabile dell'intangible specifico nel contesto dell'impairment test dell'avviamento basato sui flussi di cassa complessivi della CGU, si procede ad una sua valutazione autonoma e specifica sulla base del fair value attestato dalla perizia di un esperto indipendente.

Criteri di cancellazione

Un'attività immateriale è eliminata dallo Stato patrimoniale al momento della dismissione o qualora non siano più attesi benefici economici futuri.

8. Altre attività

Le altre attività accolgono essenzialmente partite in attesa di sistemazione e poste non riconducibili ad altre voci dello Stato patrimoniale, tra cui si ricordano i crediti derivanti da forniture di beni e servizi non finanziari, le partite fiscali diverse da quelle rilevate a voce propria (ad esempio, connesse con l'attività di sostituto di imposta), l'oro, l'argento e i metalli preziosi e i ratei attivi diversi da quelli che vanno capitalizzati sulle relative attività finanziarie, ivi inclusi quelli derivanti da contratti con i clienti ai sensi dell'IFRS 15, paragrafi 116 e successivi. Come previsto dai paragrafi 91 e successivi dell'IFRS 15, i costi sostenuti per l'acquisizione e l'adempimento dei contratti con la clientela aventi durata pluriennale sono capitalizzati e ammortizzati nella misura in cui siano incrementali e si preveda di recuperarli.

9. Attività non correnti o gruppi di attività/passività in via di dismissione

Vengono classificate nella voce dell'attivo "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e in quella del passivo "Passività associate ad attività in via di dismissione" attività non correnti o gruppi di attività/passività per i quali è stato avviato un processo di dismissione e la loro vendita è ritenuta altamente probabile. Tali attività/passività sono valutate al minore tra il valore di carico ed il loro fair value al netto dei costi di cessione, ad eccezione di alcune tipologie di attività (es. attività finanziarie rientranti nell'ambito di applicazione dell'IFRS 9) per cui l'IFRS 5 prevede specificatamente che debbano essere applicati i criteri valutativi del principio contabile di pertinenza.

È possibile che tra le attività non correnti e gruppi di attività in dismissione siano inclusi portafogli di attività per cui non esistono quotazioni in un mercato attivo. In tale evenienza, si procede ad una loro valutazione al fair value facendo riferimento, in presenza di un accordo raggiunto con la controparte acquirente, ai prezzi di cessione risultanti da tale accordo; in assenza di un accordo, applicando specifiche tecniche valutative in funzione dall'attività e ricorrendo eventualmente a fairness opinion esterne.

I proventi ed oneri (al netto dell'effetto fiscale), riconducibili a gruppi di attività in via di dismissione o rilevati come tali nel corso dell'esercizio, sono esposti nel conto economico in voce separata.

10. Fiscalità corrente e differita

Le imposte sul reddito, calcolate nel rispetto delle legislazioni fiscali nazionali, sono contabilizzate come costo in base al criterio della competenza economica, coerentemente con le modalità di rilevazione in bilancio dei costi e ricavi che le hanno generate. Esse rappresentano pertanto il saldo della fiscalità corrente e differita relativa al reddito dell'esercizio. Le Attività e Passività fiscali correnti accolgono il saldo netto delle posizioni delle società del Gruppo nei confronti delle Amministrazioni finanziarie italiana ed estere riconducibili all'ambito della fiscalità diretta. In particolare, tali poste accolgono il saldo netto tra le passività fiscali di anni pregressi e correnti dell'esercizio, calcolate in base ad una prudenziale previsione dell'onere tributario dovuto per l'esercizio, determinato in base alle norme tributarie in vigore, e le attività fiscali correnti rappresentate dagli acconti, dalle ritenute d'acconto subite o da altri crediti d'imposta. Il rischio insito nei suddetti procedimenti – allo stesso modo dei rischi insiti in procedimenti che non hanno richiesto versamenti a titolo provvisorio – viene valutato secondo le logiche dello IAS 37, in relazione alle probabilità di impiego di risorse economiche per il loro adempimento.

Tenuto conto dell'adozione del consolidato fiscale nazionale da parte del Gruppo, le posizioni fiscali riferibili alle società del Gruppo sono gestite in modo distinto sotto il profilo amministrativo.

La fiscalità differita viene determinata in base al criterio del cosiddetto balance sheet liability method, tenuto conto dell'effetto fiscale connesso alle differenze temporanee tra il valore contabile delle attività e passività ed il loro valore fiscale che determineranno importi imponibili o deducibili nei futuri periodi. A tali fini, si intendono "differenze temporanee tassabili" quelle che nei periodi futuri determineranno importi imponibili e "differenze temporanee deducibili" quelle che negli esercizi futuri determineranno importi deducibili.

La fiscalità differita viene calcolata applicando le aliquote di imposizione stabilite dalle disposizioni di legge in vigore alle differenze temporanee tassabili per cui esiste la probabilità di un effettivo sostenimento di imposte ed alle differenze temporanee deducibili per cui esiste una ragionevole certezza che vi siano ammontari imponibili futuri al momento in cui si manifesterà la relativa deducibilità fiscale (c.d. probability test). Le imposte anticipate e differite relative alla medesima imposta e scadenti nel medesimo periodo vengono compensate.

Qualora le Attività e Passività fiscali differite si riferiscano a componenti che hanno interessato il conto economico, la contropartita è rappresentata dalle imposte sul reddito.

Nei casi in cui le imposte anticipate e differite riguardino transazioni che hanno interessato direttamente il patrimonio netto senza influenzare il conto economico (quali le rettifiche di prima applicazione degli IAS/IFRS, le valutazioni degli strumenti finanziari rilevati al fair value con impatto sulla redditività complessiva o dei contratti derivati di copertura di flussi finanziari), le stesse vengono iscritte in contropartita al patrimonio netto, interessando le specifiche riserve quando previsto (es. riserve da valutazione).

La fiscalità latente sulle poste patrimoniali in sospensione d'imposta "tassabili in ogni caso di utilizzo" è iscritta in bilancio in riduzione del patrimonio netto. La fiscalità differita relativa alle rivalutazioni per conversione all'euro direttamente imputate a specifica Riserva ex art. 21 D. Lgs. 213/98 in sospensione d'imposta, viene iscritta in bilancio in riduzione della Riserva

stessa. La fiscalità latente riferita alle poste patrimoniali in sospensione d'imposta "tassabili soltanto in ipotesi di distribuzione" non viene iscritta in bilancio, in quanto la consistenza delle riserve disponibili già assoggettate a tassazione consente di ritenere che non saranno effettuate operazioni che ne comportino la tassazione.

La fiscalità differita riferita alle società incluse nel consolidato fiscale viene rilevata in bilancio dalle stesse, in applicazione del criterio di competenza economica ed in considerazione della valenza del consolidato fiscale limitata agli adempimenti di liquidazione delle posizioni fiscali correnti.

La fiscalità latente sulle componenti di patrimonio netto delle società consolidate non viene iscritta in bilancio qualora non si ritenga probabile il verificarsi dei presupposti per la relativa tassazione, e ciò anche in relazione alla natura durevole dell'investimento.

11. Fondi per rischi ed oneri

Fondi per rischi ed oneri a fronte di impegni e garanzie rilasciate

La sottovoce dei fondi per rischi ed oneri in esame accoglie i fondi per rischio di credito rilevati a fronte degli impegni ad erogare fondi ed alle garanzie rilasciate che rientrano nel perimetro di applicazione delle regole sull'impairment ai sensi dell'IFRS 9. Per tali fattispecie sono adottate, in linea di principio, le medesime modalità di allocazione tra i tre stage (stadi di rischio creditizio) e di calcolo della perdita attesa esposte con riferimento alle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

L'aggregato accoglie, peraltro, anche i fondi per rischi ed oneri costituiti a fronte di altre tipologie di impegni e di garanzie rilasciate che, in virtù delle proprie peculiarità, non rientrano nel richiamato perimetro di applicazione dell'impairment ai sensi dell'IFRS 9.

Fondi di quiescenza e per obblighi simili

I Fondi di quiescenza sono costituiti in attuazione di accordi aziendali e si qualificano come piani a benefici definiti. La passività relativa a tali piani ed il relativo costo previdenziale delle prestazioni di lavoro corrente sono determinati sulla base di ipotesi attuariali applicando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", che prevede la proiezione degli esborsi futuri sulla base di analisi storiche statistiche e della curva demografica e l'attualizzazione finanziaria di tali flussi sulla base di un tasso di interesse di mercato. I contributi versati in ciascun esercizio sono considerati come unità separate, rilevate e valutate singolarmente ai fini della determinazione dell'obbligazione finale. Il tasso utilizzato per l'attualizzazione è determinato in base ai rendimenti di mercato rilevati alle date di valutazione di obbligazioni di aziende primarie tenendo conto della durata media residua della passività. Il valore attuale dell'obbligazione alla data di riferimento del bilancio è inoltre rettificato del fair value delle eventuali attività a servizio del piano.

Gli utili e le perdite attuariali (ovvero le variazioni nel valore attuale dell'obbligazione derivanti dalle modifiche alle ipotesi attuariali e dalle rettifiche basate sull'esperienza passata) sono riconosciuti nel prospetto della redditività complessiva.

Altri fondi

Gli altri fondi per rischi ed oneri accolgono gli accantonamenti relativi ad obbligazioni legali o connessi a rapporti di lavoro oppure a contenziosi, anche fiscali, originati da un evento passato per i quali sia probabile l'esborso di risorse economiche per l'adempimento delle obbligazioni stesse, sempre che possa essere effettuata una stima attendibile del relativo ammontare.

Conseguentemente, la rilevazione di un accantonamento avviene se e solo se:

  • vi è un'obbligazione in corso (legale o implicita) quale risultato di un evento passato;
  • è probabile che per adempiere all'obbligazione si renderà necessario l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici; e
  • può essere effettuata una stima attendibile dell'importo derivante dall'adempimento dell'obbligazione.

L'importo rilevato come accantonamento rappresenta la migliore stima della spesa richiesta per adempiere all'obbligazione esistente alla data di riferimento del bilancio e riflette rischi ed incertezze che inevitabilmente caratterizzano una pluralità di fatti e circostanze. Laddove l'elemento temporale sia significativo, gli accantonamenti vengono attualizzati utilizzando i tassi correnti di mercato. L'accantonamento e gli incrementi dovuti al fattore temporale sono rilevati a Conto economico.

L'accantonamento viene stornato quando diviene improbabile l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici per adempiere l'obbligazione oppure quando si estingue l'obbligazione.

Nella voce sono inclusi anche i benefici a lungo termine ai dipendenti, i cui oneri vengono determinati con i medesimi criteri attuariali descritti per i fondi di quiescenza. Gli utili e le perdite attuariali vengono rilevati tutti immediatamente nel conto economico.

12. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Criteri di classificazione

I Debiti verso banche, i Debiti verso clientela e i Titoli in circolazione ricomprendono le varie forme di provvista interbancaria e con clientela, le operazioni di pronti contro termine con obbligo di riacquisto a termine e la raccolta effettuata attraverso certificati di deposito, titoli obbligazionari ed altri strumenti di raccolta in circolazione, al netto degli eventuali ammontari riacquistati.

Sono inoltre inclusi i debiti iscritti dall'impresa in qualità di locatario nell'ambito di operazioni di leasing.

Criteri di iscrizione

La prima iscrizione di tali passività finanziarie avviene alla data di sottoscrizione del contratto, che normalmente coincide con il momento della ricezione delle somme raccolte o della emissione dei titoli di debito.

La prima iscrizione è effettuata sulla base del fair value delle passività, normalmente pari all'ammontare incassato o al prezzo di emissione, aumentato degli eventuali costi/proventi aggiuntivi direttamente attribuibili alla singola operazione di provvista o di emissione. Sono esclusi i costi interni di carattere amministrativo.

I debiti per leasing vengono iscritti al valore attuale dei pagamenti di leasing futuri, attualizzati utilizzando il tasso di interesse implicito dell'operazione oppure, se non determinabile, attraverso il tasso marginale di finanziamento.

Criteri di valutazione

Dopo la rilevazione iniziale, le passività finanziarie vengono valutate al costo ammortizzato col metodo del tasso di interesse effettivo.

Fanno eccezione le passività a breve termine, per le quali il fattore temporale risulta trascurabile, che rimangono iscritte per il valore incassato.

I debiti per leasing vengono rideterminati quando vi è una lease modification (e.g. una modifica del contratto che non è contabilizzata/considerata come contratto separato); l'effetto della rideterminazione andrà registrato in contropartita all'attività per diritto d'uso.

Criteri di cancellazione

Le passività finanziarie sono cancellate dal bilancio quando risultano scadute o estinte. La cancellazione avviene anche in presenza di riacquisto di titoli obbligazionari precedentemente emessi. La differenza tra valore contabile della passività e l'ammontare corrisposto per acquistarla viene registrata a Conto economico.

Il ricollocamento sul mercato di titoli propri successivamente al loro riacquisto è considerato come una nuova emissione con iscrizione al nuovo prezzo di collocamento.

13. Passività finanziarie di negoziazione

Criteri di iscrizione

Gli strumenti finanziari in oggetto sono iscritti alla data di sottoscrizione o alla data di emissione ad un valore pari al fair value dello strumento, senza considerare eventuali costi o proventi di transazione direttamente attribuibili agli strumenti stessi.

In tale categoria di passività sono, in particolare, inclusi i contratti derivati di trading con fair value negativo, nonché i derivati impliciti con fair value negativo oggetto di scorporo dalle passività valutate al costo ammortizzato.

Inoltre sono incluse le passività che si originano da scoperti tecnici generati dall'attività di negoziazione di titoli e i certificates rientranti nel business model di trading.

Criteri di valutazione

Tutte le passività di negoziazione sono valutate al fair value con imputazione del risultato della valutazione nel Conto economico.

Criteri di cancellazione

Le Passività finanziarie detenute per negoziazione vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando la passività finanziaria è ceduta con trasferimento sostanziale di tutti i rischi ed i benefici derivanti dalla proprietà della stessa.

14. Passività finanziarie designate al fair value

Criteri di classificazione

Formano oggetto di rilevazione nella presente voce le passività finanziarie designate al fair value con contropartita in Conto economico, sulla base della facoltà riconosciuta alle imprese (c.d. "fair value option") dall'IFRS 9 e nel rispetto delle casistiche previste dalla normativa di riferimento.

In tale categoria di passività sono, in particolare, inclusi i certificates rientranti nel business model di banking book.

Criteri di iscrizione

L'iscrizione di tali passività avviene alla data di emissione in misura pari al loro fair value, incluso il valore dell'eventuale derivato embedded e al netto delle commissioni di collocamento pagate.

Criteri di valutazione

Tali passività sono valutate al fair value con imputazione del risultato secondo le seguenti regole previste dall'IFRS 9:

  • le variazioni di fair value che sono attribuibili alla variazione del proprio merito creditizio devono essere rilevate nel Prospetto della redditività complessiva (Patrimonio Netto);
  • le restanti variazioni di fair value devono essere rilevate nel Conto economico.

Gli importi rilevati nel Prospetto della redditività complessiva non rigirano successivamente a conto economico. Tale modalità di contabilizzazione non deve essere applicata qualora la rilevazione degli effetti del proprio merito di credito a Patrimonio netto determini o accentui un accounting mismatch a conto economico. In questo caso gli utili o le perdite legate alla passività, incluse quelle che si determinano come effetto della variazione del proprio merito creditizio, devono essere rilevate a conto economico.

Criteri di cancellazione

Le passività finanziarie designate al fair value vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando la passività finanziaria è ceduta con trasferimento sostanziale di tutti i rischi ed i benefici derivanti dalla proprietà della stessa.

15. Operazioni in valuta

Definizione

La valuta estera è una valuta differente dalla valuta funzionale dell'impresa, che a sua volta è la valuta dell'ambiente economico prevalente in cui l'impresa stessa opera.

Criteri di rilevazione iniziale

Le operazioni in valuta estera sono registrate, al momento della rilevazione iniziale, in divisa di conto, applicando all'importo in valuta estera il tasso di cambio in vigore alla data dell'operazione.

Criteri di rilevazione successiva

Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale, le poste di bilancio in valuta estera vengono valorizzate come segue:

  • le poste monetarie sono convertite al tasso di cambio alla data di chiusura;
  • le poste non monetarie valutate al costo storico sono convertite al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione;
  • le poste non monetarie valutate al fair value sono convertite utilizzando i tassi di cambio in essere alla data di chiusura.

Le differenze di cambio che derivano dal regolamento di elementi monetari o dalla conversione di elementi monetari a tassi diversi da quelli di conversione iniziali, o di conversione del bilancio precedente, sono rilevate nel conto economico del periodo in cui sorgono.

Quando un utile o una perdita relativi ad un elemento non monetario sono rilevati a patrimonio netto, la differenza cambio relativa a tale elemento è rilevata anch'essa a patrimonio. Per contro, quando un utile o una perdita sono rilevati a conto economico, è rilevata in conto economico anche la relativa differenza cambio.

16. Altre informazioni

Azioni proprie

Le eventuali azioni proprie detenute sono portate in riduzione del patrimonio netto. Analogamente, il costo originario delle stesse e gli utili o le perdite derivanti dalla loro successiva vendita sono rilevati come movimenti del patrimonio netto.

Ratei e risconti

I ratei ed i risconti che accolgono oneri e proventi di competenza del periodo maturati su attività e passività sono iscritti in bilancio a rettifica delle attività e passività a cui si riferiscono.

Spese per migliorie su beni di terzi

I costi di ristrutturazione di immobili non di proprietà vengono capitalizzati in considerazione del fatto che per la durata del contratto di affitto la società utilizzatrice ha il controllo dei beni e può trarre da essi benefici economici futuri. I suddetti costi, classificati tra le Altre attività come previsto dalle Istruzioni della Banca d'Italia, vengono ammortizzati per un periodo non superiore alla durata del contratto di affitto.

Trattamento di fine rapporto del personale

Il trattamento di fine rapporto si configura come un "beneficio successivo al rapporto di lavoro" classificato come:

  • "piano a contribuzione definita" per le quote di trattamento di fine rapporto del personale maturande a partire dal 1° gennaio 2007 (data di entrata in vigore della riforma della previdenza complementare di cui al Decreto Legislativo 5 dicembre 2005 n. 252) sia nel caso di opzione da parte del dipendente per la previdenza complementare, sia nel caso di destinazione al fondo di Tesoreria presso l'INPS. Per tali quote l'importo contabilizzato tra i costi del personale è determinato sulla base dei contributi dovuti senza l'applicazione di metodologie di calcolo attuariali;
  • "piano a benefici definiti" per la quota del trattamento di fine rapporto del personale maturata sino al 31 dicembre 2006. Tali quote sono iscritte sulla base del loro valore attuariale determinato utilizzando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", senza applicazione del pro-rata del servizio prestato in quanto il costo previdenziale ("current service cost") del TFR è quasi interamente maturato e la rivalutazione dello stesso, per gli anni a venire, non si ritiene dia luogo a significativi benefici per i dipendenti.

Ai fini dell'attualizzazione, il tasso utilizzato è determinato con riferimento al rendimento di mercato di obbligazioni di aziende primarie tenendo conto della durata media residua della passività, ponderata in base alla percentuale dell'importo pagato e anticipato, per ciascuna scadenza, rispetto al totale da pagare e anticipare fino all'estinzione finale dell'intera obbligazione. I costi per il servizio del piano sono contabilizzati tra i costi del personale, mentre gli utili e le perdite attuariali sono rilevati nel prospetto della redditività complessiva.

Pagamenti basati su azioni

I piani di remunerazione del personale basati su azioni vengono rilevati nel conto economico, con un corrispondente incremento del patrimonio netto, sulla base del fair value degli strumenti finanziari attribuiti alla data di assegnazione, suddividendo l'onere lungo il periodo previsto dal piano.

In presenza di opzioni, il fair value delle stesse è calcolato utilizzando un modello che considera, oltre ad informazioni quali il prezzo di esercizio e la vita dell'opzione, il prezzo corrente delle azioni e la loro volatilità attesa, i dividendi attesi e il tasso di

interesse risk-free, anche le caratteristiche specifiche del piano in essere. Nel modello di valorizzazione sono valutate in modo distinto l'opzione e la probabilità di realizzazione delle condizioni in base alle quali le opzioni sono state assegnate. La combinazione dei due valori fornisce il fair value dello strumento assegnato.

L'eventuale riduzione del numero di strumenti finanziari assegnati è contabilizzata come cancellazione di una parte degli stessi.

Benefici ai dipendenti

Si definiscono benefici ai dipendenti tutti i tipi di remunerazione erogati dall'azienda in cambio dell'attività lavorativa svolta dai dipendenti. I benefici ai dipendenti si suddividono tra:

  • benefici a breve termine (diversi dai benefici dovuti ai dipendenti per la cessazione del rapporto di lavoro e dai benefici retributivi sotto forma di partecipazione al capitale) che si prevede di liquidare interamente entro dodici mesi dal termine dell'esercizio nel quale i dipendenti hanno prestato l'attività lavorativa e rilevati interamente a conto economico al momento della maturazione (rientrano in tale categoria, ad esempio, i salari, gli stipendi e le prestazioni "straordinarie");
  • benefici successivi al rapporto di lavoro dovuti dopo la conclusione del rapporto di lavoro che obbligano l'impresa ad un'erogazione futura nei confronti dei dipendenti. Tra questi, rientrano il trattamento di fine rapporto e i fondi pensione che, a loro volta si suddividono in piani a contribuzione definita e piani a benefici definiti o fondi di quiescenza aziendale;
  • benefici per la cessazione del rapporto di lavoro, ossia quei compensi che l'azienda riconosce ai dipendenti come contropartita alla cessazione del rapporto di lavoro, in seguito alla decisione della stessa di concludere il rapporto di lavoro prima della normale data di pensionamento;
  • benefici a lungo termine, diversi dai precedenti, che non si prevede siano estinti interamente entro i dodici mesi successivi al temine dell'esercizio in cui i dipendenti hanno svolto le proprie prestazioni lavorative.

Compensazione di strumenti finanziari

Ai sensi dello IAS 32, paragrafo 42, le attività finanziarie e le passività finanziarie sono oggetto di compensazione ed evidenziate in bilancio per il saldo netto, qualora l'entità:

  • abbia un diritto legale ad operare tale compensazione, correntemente esercitabile in tutte le circostanze, siano esse afferenti al normale svolgimento del business siano esse relative a situazioni di inadempimento, insolvenza, fallimento delle parti;
  • intenda regolare le transazioni per il saldo netto o in base ad un regolamento su base lorda i cui effetti sostanziali siano equivalenti ad un regolamento netto.

Per gli strumenti derivati rientranti in accordi di compensazione che rispettano i requisiti in precedenza illustrati la Circolare n. 262 prevede di effettuare la compensazione anche tra i derivati di negoziazione e i derivati di copertura, prevedendo una rappresentazione su base netta di tali sbilanci: convenzionalmente, il saldo netto viene allocato nel portafoglio di negoziazione piuttosto che nei derivati di copertura, in funzione della prevalenza del valore assoluto tra lo sbilancio dei derivati di negoziazione e quello dei derivati di copertura.

In ottemperanza a quanto richiesto dal principio contabile IFRS 7, informazioni di maggior dettaglio sono fornite nelle tavole contenute nella Parte B – Altre informazioni della presente nota integrativa, nelle quali sono esposti in particolare:

  • i valori di bilancio di attività e passività che presentano i requisiti previsti dallo IAS 32, paragrafo 42, prima e dopo la compensazione contabile;
  • le esposizioni soggette ad accordi quadro di compensazione che non hanno dato luogo a compensazione ma che potenzialmente la possono attivare in seguito a specifiche circostanze;
  • le garanzie reali ad esse connesse.

Crediti d'imposta connessi con i Decreti Legge "Cura Italia" e "Rilancio" acquistati a seguito di cessione da parte dei beneficiari diretti o di precedenti acquirenti (es. ecobonus)

I Decreti Legge n. 18/2020 (c.d. "Cura Italia") e n. 34/2020 (c.d. "Rilancio") hanno introdotto nell'ordinamento italiano misure fiscali di incentivazione connesse sia con spese per investimenti (es. eco e sismabonus) sia con spese correnti (es. canoni di locazione di locali ad uso non abitativo). Tali incentivi fiscali si applicano a famiglie o imprese, sono commisurati a una percentuale della spesa sostenuta (che in alcuni casi raggiunge anche il 110%) e sono erogati sotto forma di crediti d'imposta o di detrazioni d'imposta (trasformabili su opzione in crediti d'imposta). Le caratteristiche principali di tali crediti d'imposta sono: i) la possibilità di utilizzo in compensazione; ii) la cedibilità a terzi acquirenti; e iii) la non rimborsabilità da parte dell'Erario.

La contabilizzazione dei crediti d'imposta acquistati da un soggetto terzo (cessionario del credito d'imposta) non è riconducibile ad uno specifico principio contabile internazionale. Lo IAS 8 prevede che, nei casi in cui vi sia una fattispecie non esplicitamente trattata da un principio contabile IAS/IFRS, la direzione aziendale definisca un'accounting policy idonea a garantire un'informativa rilevante e attendibile di tali operazioni.

A tal fine il Gruppo Intesa Sanpaolo, tenendo in considerazione le indicazioni espresse dalle Autorità, nel documento Trattamento contabile dei crediti d'imposta acquistati ai sensi dei Decreti Legge "Cura Italia" e "Rilancio" pubblicato in data 5 gennaio 2021 dal Tavolo di coordinamento fra Banca d'Italia, Consob ed IVASS in materia di applicazione degli IAS/IFRS si è dotato di una accounting policy che fa riferimento alla disciplina contabile prevista dall'IFRS 9, applicandone in via analogica le disposizioni compatibili con le caratteristiche dell'operazione. Il Gruppo acquista i crediti secondo la propria tax capacity, con l'obiettivo di detenerli e utilizzarli per le compensazioni future, pertanto, tali crediti sono riconducibili ad un business model Hold to Collect e rilevati al costo ammortizzato, con rappresentazione della remunerazione nel margine di interesse durante l'arco temporale di recupero. La valutazione di tali crediti viene effettuata considerando i flussi di utilizzo attraverso le compensazioni future stimate; non risulta invece applicabile alla specifica casistica il framework contabile previsto dall'IFRS 9 per il calcolo delle perdite attese, ossia su questi crediti d'imposta non viene calcolata ECL, in quanto non esiste un rischio di credito della controparte, tenuto conto che il realizzo del credito avviene tramite compensazione con dei debiti e non tramite incasso. Come specificato dal documento congiunto delle Autorità sopra richiamato, tenuto conto che i crediti d'imposta acquistati non rappresentano, ai sensi dei principi contabili internazionali, attività fiscali, contributi pubblici, attività immateriali o attività finanziarie, la classificazione più appropriata, ai fini della presentazione in bilancio, è quella residuale fra le Altre Attività dello Stato patrimoniale.

Operazioni di finanziamento TLTRO III

Le operazioni TLTRO III (Targeted Longer Term Refinancing Operation) mirano a preservare condizioni favorevoli del credito bancario e a sostenere l'orientamento definito di politica monetaria. Alcuni dei parametri che caratterizzano queste operazioni, stabiliti dalla BCE il 6 giugno 2019, sono stati successivamente rivisti in senso migliorativo, da ultimo in data 10 dicembre 2020, alla luce delle ricadute economiche derivanti dal protrarsi dell'emergenza COVID-19. Il finanziamento ottenibile da ciascun istituto bancario dipende dall'ammontare dei prestiti concessi a determinate date di rilevazione a società non finanziarie e famiglie (c.d. prestiti idonei). Le operazioni sono condotte con cadenza trimestrale, a partire da settembre 2019 e ciascuna operazione ha durata pari a tre anni.

Il tasso di interesse per ciascuna operazione è fissato ad un livello pari a quello medio delle operazioni di rifinanziamento principali dell'Eurosistema (MRO), attualmente pari allo 0%, fatta eccezione per il periodo compreso tra il 24 giugno 2020 e il 23 giugno 2022 ("special interest rate period"), in cui si applicherà un tasso inferiore di 50 punti base. Le banche che concedono prestiti idonei netti superiori ad un valore di riferimento ("benchmark net lending") possono beneficiare di una riduzione del tasso di interesse. In dettaglio, il tasso migliorativo applicato sarà pari al tasso medio sui depositi presso la banca centrale (Deposit Facility), attualmente pari a -0,5%, per l'intera durata della rispettiva operazione, con l'eccezione dello "special interest rate period" a cui si aggiungerà l'ulteriore riduzione di 50 punti base (e in ogni caso non più alto del - 1%). Gli interessi sono regolati posticipatamente alla scadenza di ciascuna operazione di TLTRO III o al momento del rimborso anticipato.

Si evidenzia che in data 6 gennaio 2021 l'ESMA ha emesso un Public Statement con lo scopo di promuovere la trasparenza nei resoconti finanziari IFRS delle banche in merito alla rappresentazione contabile delle operazioni TLTRO III: alla luce dei significativi impatti numerici delle operazioni in oggetto e del livello di judgement richiesto per la definizione dell'accounting policy, ESMA evidenziava l'importanza di fornire in bilancio un adeguato livello di trasparenza sul trattamento contabile delle operazioni.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo applica alle operazioni TLTRO III il trattamento contabile definito ai sensi dell'IFRS 9, considerando le condizioni di rifinanziamento definite dalla BCE come tassi di mercato nell'ambito delle misure di politica monetaria dell'Eurosistema.

Secondo la policy contabile del Gruppo, i tassi preferenziali previsti per il periodo dal 24 giugno 2020 al 23 giugno 2022 sono rilevati ai sensi dell'IFRS 9 come tassi variabili applicabili al periodo di riferimento in quanto il Consiglio Direttivo della BCE può in qualsiasi momento modificare prospetticamente il tasso di interesse delle operazioni TLTRO III (come ha peraltro fatto ad aprile e dicembre 2020). Gli interessi vengono rilevati quindi tempo per tempo sulla base del tasso di interesse dello strumento per ogni periodo (pari a -0,5% fino al 24 giugno 2020; pari a -1% fino al 23 giugno 2022 e pari a -0.5% successivamente e fino a scadenza, sulla base dei tassi attuali) come previsto dal paragrafo B5.4.5 dell'IFRS 9.

Presupposto per la rilevazione degli interessi migliorativi – in continuità con l'impostazione già adottata per il TLTRO II - è una stima attendibile del verificarsi del raggiungimento dei target previsti (benchmark net lending), che il Gruppo effettua tramite i report previsionali sull'andamento degli impieghi monitorati a date predefinite e approvati da adeguato livello del management. Si rimanda anche a quanto indicato in Parte C con riferimento agli interessi rilevati nel periodo e al raggiungimento dei benchmark.

In caso di eventuali modifiche alle previsioni sul raggiungimento di tali target trovano applicazione le disposizioni dell'IFRS 9 sulle revisioni delle stime dei flussi di cassa.

Riconoscimento dei ricavi e dei costi

I ricavi sono flussi lordi di benefici economici derivanti dallo svolgimento dell'attività ordinaria dell'impresa e sono rilevati nel momento in cui viene trasferito il controllo dei beni o servizi al cliente, ad un ammontare che rappresenta l'importo del corrispettivo a cui si ritiene di avere diritto. In particolare, la rilevazione dei ricavi avviene tramite l'applicazione di un modello che deve soddisfare i seguenti criteri:

  • identificazione del contratto, definito come un accordo in cui le parti si sono impegnate ad adempiere alle rispettive obbligazioni;
  • individuazione delle singole obbligazioni di fare ("performance obligations") contenute nel contratto;
  • determinazione del prezzo della transazione, ossia il corrispettivo atteso per il trasferimento al cliente dei beni o dei servizi;
  • ripartizione del prezzo della transazione a ciascuna "performance obligation", sulla base dei prezzi di vendita della singola obbligazione;
  • riconoscimento dei ricavi nel momento in cui (o man mano che) l'obbligazione di fare risulta adempiuta trasferendo al cliente il bene o servizio promesso.

Il prezzo dell'operazione rappresenta l'importo del corrispettivo a cui l'entità ritiene di aver diritto in cambio del trasferimento al cliente dei beni e servizi promessi. Esso può includere importi fissi, variabili o entrambe le casistiche. I ricavi configurati da corrispettivi variabili vengono rilevati a Conto economico se attendibilmente stimabili e unicamente se è altamente probabile che tale corrispettivo non debba essere, in periodi successivi, in tutto o in una sua parte significativa, stornato dal Conto economico. In caso di forte prevalenza di fattori di incertezza legati alla natura del corrispettivo, il medesimo sarà rilevato solo al momento in cui tale incertezza verrà risolta.

I ricavi possono essere riconosciuti:

  • in un momento preciso, quando l'entità adempie l'obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio promesso, o
  • nel corso del tempo, mano a mano che l'entità adempie l'obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio promesso.

Il bene è trasferito quando, o nel corso del periodo in cui, il cliente ne acquisisce il controllo.

In particolare:

  • gli interessi corrispettivi sono riconosciuti pro rata temporis sulla base del tasso di interesse contrattuale o di quello effettivo nel caso di applicazione del costo ammortizzato. La voce interessi attivi (ovvero interessi passivi) comprende

anche i differenziali o i margini, positivi (o negativi), maturati sino alla data di riferimento del bilancio, relativi a contratti derivati finanziari:

  • a) di copertura di attività e passività che generano interessi;
  • b) classificati nello Stato patrimoniale nel portafoglio di negoziazione, ma gestionalmente collegati ad attività e/o passività finanziarie valutate al fair value (fair value option);
  • c) connessi gestionalmente con attività e passività classificate nel portafoglio di negoziazione e che prevedono la liquidazione di differenziali o di margini a più scadenze;
  • gli interessi di mora, eventualmente previsti in via contrattuale, sono contabilizzati a Conto economico solo al momento del loro effettivo incasso;
  • i dividendi sono rilevati a Conto economico al momento in cui ne viene deliberata la distribuzione, a meno che tale data non sia nota o l'informazione non sia immediatamente disponibile, nel qual caso è ammessa la rilevazione al momento dell'incasso;
  • le commissioni per ricavi da servizi sono iscritte, sulla base dell'esistenza di accordi contrattuali, nel periodo in cui i servizi stessi sono stati prestati. Le commissioni considerate nel costo ammortizzato ai fini della determinazione del tasso di interesse effettivo, sono rilevate tra gli interessi;
  • gli utili e perdite derivanti dalla negoziazione di strumenti finanziari sono riconosciuti al Conto economico al momento del perfezionamento della vendita, sulla base della differenza tra il corrispettivo pagato o incassato ed il valore di iscrizione degli strumenti stessi;
  • i ricavi derivanti dalla vendita di attività non finanziarie sono rilevati al momento del perfezionamento della vendita, ovvero quando è adempiuta l'obbligazione di fare nei confronti del cliente.

I costi sono rilevati a Conto economico secondo il principio della competenza; i costi relativi all'ottenimento e l'adempimento dei contratti con la clientela sono rilevati a Conto economico nei periodi nei quali sono contabilizzati i relativi ricavi.

Utilizzo di stime e assunzioni nella predisposizione dell'informativa finanziaria

La predisposizione dell'informativa finanziaria richiede anche il ricorso a stime e ad assunzioni che possono determinare significativi effetti sui valori iscritti nello Stato patrimoniale e nel Conto economico, nonché sull'informativa relativa alle attività e passività potenziali riportate in bilancio. L'elaborazione di tali stime implica l'utilizzo delle informazioni disponibili e l'adozione di valutazioni soggettive, fondate anche sull'esperienza storica, utilizzata ai fini della formulazione di assunzioni ragionevoli per la rilevazione dei fatti di gestione. Per loro natura le stime e le assunzioni utilizzate possono variare di esercizio in esercizio e, pertanto, non è da escludersi che negli esercizi successivi i valori iscritti in bilancio possano variare anche in maniera significativa a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate.

In presenza di incertezze più significative e/o di attività oggetto di misurazione di particolare materialità la valutazione è supportata, con il ricorso a periti/esperti esterni, da specifiche fairness opinion.

Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l'impiego di valutazioni soggettive da parte della direzione aziendale sono:

  • la quantificazione delle perdite per riduzione di valore dei crediti, delle partecipazioni e, in genere, delle altre attività finanziarie;
  • l'utilizzo di modelli valutativi per la rilevazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
  • la valutazione della congruità del valore degli avviamenti e delle altre attività immateriali;
  • la quantificazione del fair value degli immobili e del patrimonio artistico di pregio;
  • la quantificazione dei fondi del personale e dei fondi per rischi e oneri;
  • le stime e le assunzioni sulla recuperabilità della fiscalità differita attiva;
  • le ipotesi demografiche (legate alla mortalità prospettica della popolazione assicurata) e finanziarie (derivanti dalla possibile evoluzione dei mercati finanziari) utilizzate nello strutturare i prodotti assicurativi e nel definire le basi di calcolo delle riserve integrative previste da normativa assicurativa, oltre alle riserve shadow e da Liability adeguacy test previste dall'IFRS 4.

Per talune delle fattispecie appena elencate possono essere identificati i principali fattori che sono oggetto di stime da parte del Gruppo e che quindi concorrono a determinare il valore di iscrizione in bilancio di attività e passività. Senza pretesa di esaustività, si segnala che:

  • per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati su mercati attivi, qualora sia necessario l'utilizzo di parametri non desumibili dal mercato, le principali stime riguardano, da un lato, lo sviluppo dei flussi finanziari futuri (o anche flussi reddituali, nel caso di titoli azionari), eventualmente condizionati a eventi futuri e, dall'altro, il livello di determinati parametri in input non quotati su mercati attivi;
  • per l'allocazione nei tre stadi di rischio creditizio previsti dall'IFRS 9 di crediti e titoli di debito classificati tra le Attività finanziarie al costo ammortizzato e le Attività finanziarie al fair value con impatto sulla redditività complessiva ed il calcolo delle relative perdite attese, le principali stime riguardano:
    • o la determinazione dei parametri di significativo incremento del rischio di credito, basati essenzialmente su modelli di misurazione delle probabilità di default (PD) all'origination delle attività finanziarie e alla data di bilancio;
    • o l'inclusione di fattori forward looking, anche di tipo macroeconomico, per la determinazione di PD e LGD;
    • o la determinazione delle probabilità di vendita di attività finanziarie deteriorate, mediante realizzo delle posizioni sul mercato;
  • per la determinazione delle stime dei flussi di cassa futuri rivenienti dai crediti deteriorati, sono presi in considerazione alcuni elementi: i tempi di recupero attesi, il presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie nonché i costi che si ritiene verranno sostenuti per il recupero dell'esposizione creditizia;
  • per la determinazione del valore d'uso delle attività immateriali a vita indefinita (brand name e avviamento) in riferimento alle Cash Generating Units (CGU) di cui si compone il Gruppo, sono oggetto di stima, separatamente ed opportunamente attualizzati, i flussi finanziari futuri nel periodo di previsione analitica e i flussi utilizzati per determinare il c.d. "terminal value", generati dalla CGU. Rientra tra gli elementi oggetto di stima anche il costo del capitale;

  • per la determinazione del valore d'uso delle attività immateriali a vita definita (portafogli di asset management e assicurativo) in riferimento alle CGU di cui si compone il Gruppo, sono oggetto di stima la vita utile, da un lato, ed i flussi finanziari futuri rivenienti dall'attività, dall'altro. Anche nel caso delle attività immateriali a vita definita rientra tra gli elementi oggetto di stima il costo del capitale;
  • la determinazione del fair value degli immobili e del patrimonio artistico di pregio viene effettuata attraverso la predisposizione di apposite perizie da parte di società qualificate ed indipendenti. Per la predisposizione delle perizie relative agli immobili sono oggetto di stima i canoni di locazione, i prezzi di vendita, i tassi di attualizzazione e i tassi di capitalizzazione, mentre per la predisposizione delle perizie relative al patrimonio artistico di pregio la stima del valore è desunta dall'andamento degli scambi di opere analoghe (per tecnica, misure, soggetto) dello stesso autore, o di scuole e movimenti regionali prossimi per stile e tecnica;
  • per la quantificazione dei fondi di quiescenza e per obblighi simili è oggetto di stima il valore attuale delle obbligazioni, tenuto conto dei flussi, opportunamente attualizzati, derivanti dalle analisi storico statistiche, e della curva demografica;
  • per la quantificazione dei fondi per rischi e oneri è oggetto di stima ove possibile l'ammontare degli esborsi necessari per l'adempimento delle obbligazioni, tenuto conto della probabilità effettiva del dover impiegare risorse;
  • per la determinazione delle poste relative alla fiscalità differita è stimata la probabilità di un futuro effettivo sostenimento di imposte (differenze temporanee tassabili) ed il grado di ragionevole certezza – se esistente – di ammontari imponibili futuri al momento in cui si manifesterà la deducibilità fiscale (differenze temporanee deducibili e perdite fiscali riportate a nuovo).

I criteri di classificazione delle attività finanziarie

La classificazione delle attività finanziarie nelle tre categorie previste dal principio dipende da due criteri, o driver, di classificazione: il modello di business con cui sono gestiti gli strumenti finanziari (o Business Model) e le caratteristiche contrattuali dei flussi finanziari delle attività finanziarie (o SPPI Test).

Dal combinato disposto dei due driver sopra menzionati discende la classificazione delle attività finanziare, secondo quanto di seguito evidenziato:

  • Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: attività che superano l'SPPI test e rientrano nel business model Hold to collect (HTC);
  • Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI): attività che superano l'SPPI test e rientrano nel business model Hold to collect and sell (HTCS);
  • Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (FVTPL): è una categoria residuale, in cui rientrano gli strumenti finanziari che non sono classificabili nelle categorie precedenti in base a quanto emerso dal business model test o dal test sulle caratteristiche dei flussi contrattuali (SPPI test non superato).

SPPI test

Affinché un'attività finanziaria possa essere classificata al costo ammortizzato o a FVOCI - oltre all'analisi relativa al business model - è necessario che i termini contrattuali dell'attività stessa prevedano, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire ("solely payment of principal and interest" - SPPI). Tale analisi deve essere effettuata, in particolare, per i finanziamenti e i titoli di debito.

Il test SPPI deve essere effettuato su ogni singolo strumento finanziario, al momento dell'iscrizione nel bilancio. Successivamente alla rilevazione iniziale, e finché è rilevata in bilancio, l'attività non è più oggetto di nuove valutazioni ai fini del test SPPI. Qualora si proceda alla cancellazione (derecognition contabile) di uno strumento finanziario e all'iscrizione di una nuova attività finanziaria occorre procedere all'effettuazione del test SPPI sul nuovo asset.

Ai fini dell'applicazione del test SPPI, l'IFRS 9 fornisce le definizioni di:

  • Capitale: è il fair value dell'attività finanziaria all'atto della rilevazione iniziale. Tale valore può modificarsi durante la vita dello strumento finanziario, per esempio per effetto dei rimborsi di parte del capitale;
  • Interesse: è il corrispettivo per il valore temporale del denaro (time value of money) e per il rischio di credito associato al capitale in essere in un particolare periodo di tempo. Può anche includere la remunerazione per altri rischi e costi di base associati all'attività creditizia e un margine di profitto.

Nel valutare se i flussi contrattuali di un'attività finanziaria possono essere definiti come SPPI, l'IFRS 9 fa riferimento al concetto generale di "contratto base di concessione del credito" (basic lending arrangement), che è indipendente dalla forma legale dell'attività. Quando le clausole contrattuali introducono l'esposizione a rischi o volatilità dei flussi finanziari contrattuali non coerente con la definizione di basic lending arrangement, come ad esempio l'esposizione a variazione dei prezzi di azioni o di merci, i flussi contrattuali non soddisfano la definizione di SPPI. L'applicazione del driver di classificazione basato sui flussi di cassa contrattuali richiede talvolta un giudizio soggettivo e, pertanto, la definizione di policy interne di applicazione.

Nei casi in cui il valore temporale del denaro sia modificato ("modified time value of money") - ad esempio, quando il tasso di interesse dell'attività finanziaria è rideterminato periodicamente, ma la frequenza della rideterminazione o la frequenza del pagamento delle cedole non rispecchiano la natura del tasso di interesse (ad esempio il tasso di interesse è rivisto mensilmente sulla base di un tasso a un anno) oppure quando il tasso d'interesse è rideterminato periodicamente sulla base di una media di particolari tassi di breve o medio-lungo termine - l'impresa deve valutare, sia utilizzando elementi quantitativi che qualitativi, se i flussi contrattuali rispondano ancora alla definizione di SPPI (c.d. benchmark cash flows test). Qualora dal test emerga che i flussi di cassa contrattuali (non attualizzati) risultano "significativamente differenti" rispetto ai flussi di cassa (anch'essi non attualizzati) di uno strumento benchmark (ovvero senza l'elemento di time value modificato) i flussi di cassa contrattuali non possono essere considerati come rispondenti alla definizione di SPPI.

Analisi particolari (c.d. "look through test") sono richieste dal principio e vengono di conseguenza poste in essere anche per gli strumenti multipli legati contrattualmente ("contractually linked instruments" – CLI) che creano concentrazioni di rischio di credito per il ripianamento del debito e per i non recourse asset, ad esempio nei casi in cui il credito può essere fatto valere solo in relazione a determinate attività del debitore o ai flussi finanziari derivanti da determinate attività.

Anche la presenza di clausole contrattuali che possono modificare la periodicità o l'ammontare dei flussi di cassa contrattuali deve essere considerata per valutare se tali flussi soddisfano i requisiti per essere considerati SPPI (ad esempio opzioni di prepagamento, possibilità di differire i flussi di cassa previsti contrattualmente, strumenti con derivati incorporati, strumenti subordinati, eccetera).

Tuttavia, come previsto dall'IFRS 9, una caratteristica dei flussi finanziari contrattuali non influisce sulla classificazione dell'attività finanziaria qualora possa avere solo un effetto de minimis sui flussi finanziari contrattuali dell'attività finanziaria (in ciascun esercizio e cumulativamente). Analogamente, se una caratteristica dei flussi finanziari non è realistica (not genuine), ovvero se influisce sui flussi finanziari contrattuali dello strumento soltanto al verificarsi di un evento estremamente raro, molto insolito e molto improbabile, essa non influisce sulla classificazione dell'attività finanziaria.

Ai fini dell'effettuazione del test SPPI, per l'operatività in titoli di debito il Gruppo Intesa Sanpaolo si avvale dei servizi forniti da noti info-provider. Tale scelta, da un lato, permette agli operatori di front office che operano in titoli di avere un esito immediato per lo svolgimento del test, consentendo uno snellimento delle pratiche in sede di acquisto, dall'altro, consente di avvalersi di impostazioni di mercato condivise da molteplici operatori e società di revisione. Solo nel caso in cui i titoli non siano gestiti dagli info-provider, il test è effettuato manualmente tramite l'utilizzo di un tool proprietario basato su una metodologia sviluppata internamente (alberi decisionali).

Viceversa, per l'effettuazione del test SPPI nell'ambito dei processi di concessione del credito si è sviluppato un tool proprietario basato su una metodologia sviluppata internamente (alberi decisionali). In particolare, date le significative differenti caratteristiche, è prevista una gestione differenziata per i prodotti riconducibili a uno standard contrattuale (tipicamente portafoglio crediti retail) e finanziamenti tailor made (tipicamente portafoglio crediti corporate).

Per i prodotti standard, il test SPPI è effettuato in sede di strutturazione dello standard contrattuale, attraverso il processo «Coordinamento Nuovi Prodotti» e l'esito del test viene esteso a tutti i singoli rapporti riconducibili al medesimo prodotto a catalogo. Invece per i prodotti tailor made, il test SPPI è effettuato per ogni nuova linea di credito / rapporto sottoposta all'organo deliberante attraverso l'utilizzo del tool proprietario.

Gli alberi decisionali - inseriti nel tool proprietario - sono stati predisposti internamente (sia per i titoli di debito che i finanziamenti) e catturano le possibili caratteristiche non SPPI compliant. Tengono conto delle indicazioni fornite dall'IFRS 9, oltre a recepire le interpretazioni del principio definite dal Gruppo. Gli alberi sono utilizzati sia per l'implementazione delle regole del tool proprietario, sia per la verifica e per la validazione della metodologia adottata dagli info-provider.

Business model

Per quanto riguarda il business model, l'IFRS 9 individua tre fattispecie in relazione alla modalità con cui sono gestiti i flussi di cassa e le vendite delle attività finanziarie:

  • Hold to Collect (HTC): si tratta di un modello di business il cui obiettivo si realizza attraverso l'incasso dei flussi di cassa contrattuali delle attività finanziarie incluse nei portafogli ad esso associati. L'inserimento di un portafoglio di attività finanziarie in tale business model non comporta necessariamente l'impossibilità di vendere gli strumenti anche se è necessario considerare la frequenza, il valore e la tempistica delle vendite negli esercizi precedenti, le ragioni delle vendite e le aspettative riguardo alle vendite future;
  • Hold to Collect and Sell (HTCS): è un modello di business misto, il cui obiettivo viene raggiunto attraverso l'incasso dei flussi di cassa contrattuali delle attività finanziarie in portafoglio e (anche) attraverso un'attività di vendita che è parte integrante della strategia. Entrambe le attività (raccolta dei flussi contrattuali e vendita) sono indispensabili per il raggiungimento dell'obiettivo del modello di business. Pertanto, le vendite sono più frequenti e significative rispetto ad un business model HTC e sono parte integrante delle strategie perseguite;
  • Other/Trading: si tratta di una categoria residuale che comprende sia le attività finanziarie detenute con finalità di trading sia le attività finanziarie gestite con un modello di business non riconducibile alle categorie precedenti (Hold to Collect ed Hold to Collect and Sell). In generale tale classificazione si applica ad un portafoglio di asset finanziari la cui gestione e performance sono valutate sulla base del fair value.

Il business model riflette le modalità con le quali le attività finanziarie sono gestite per generare flussi di cassa a beneficio dell'entità e viene definito dal top management mediante l'opportuno coinvolgimento delle strutture di business. Viene osservato considerando la modalità di gestione delle attività finanziarie e, come conseguenza, la misura in cui i flussi di cassa del portafoglio derivano dall'incasso di flussi contrattuali, dalla vendita delle attività finanziarie o da entrambe queste attività. La valutazione non avviene sulla base di scenari che, in base a previsioni ragionevoli dell'entità, non sono destinati a verificarsi, come i cosiddetti scenari «worst case» o «stress case». Per esempio, se l'entità prevede di vendere un determinato portafoglio di attività finanziarie solo in uno scenario «stress case», tale scenario non influisce sulla valutazione del modello di business dell'entità per tali attività se tale scenario, in base a previsioni ragionevoli dell'entità, non è destinato a verificarsi.

Il modello di business non dipende dalle intenzioni che il management ha con riferimento ad un singolo strumento finanziario, ma fa riferimento alle modalità con le quali gruppi di attività finanziarie vengono gestiti ai fini del raggiungimento di un determinato obiettivo di business.

In sintesi, il business model:

  • riflette le modalità con cui le attività finanziarie sono gestite per generare flussi di cassa;
  • viene definito dal top management, mediante l'opportuno coinvolgimento delle strutture di business;
  • deve essere osservabile considerando le modalità di gestione delle attività finanziarie.

In termini operativi l'assessment del modello di business viene effettuato in coerenza con l'organizzazione aziendale, la specializzazione delle funzioni di business, il modello di risk cascading e l'assegnazione dei poteri delegati (limiti).

Nell'effettuare l'assessment del business model si utilizzano tutti i fattori rilevanti disponibili alla data dell'assessment. Le evidenze sopra richiamate comprendono la strategia, i rischi e la loro gestione, le politiche di remunerazione, il reporting e l'ammontare delle vendite. Nell'analisi del business model è essenziale che gli elementi indagati mostrino tra di loro coerenza ed in particolare siano coerenti rispetto alla strategia perseguita. L'evidenza di attività non in linea con la strategia deve essere analizzata e adeguatamente giustificata.

A tale proposito ed in relazione agli intenti gestionali per cui le attività finanziare sono detenute, è stato redatto un apposito documento "Regole in materia di business model" (approvato dai competenti livelli di governance), destinato alla Capogruppo e alle Società del Gruppo Bancario. Esso definisce e declina gli elementi costitutivi del business model in relazione alle attività finanziarie inserite nei portafogli gestiti nello svolgimento dell'operatività sulle strutture di business per il Gruppo Intesa Sanpaolo. Più in dettaglio, la mappatura del modello di business adottato dalle diverse strutture attraverso cui il Gruppo opera, con riferimento sia ai crediti che ai titoli di debito, tiene conto dell'articolazione del modello Divisionale e del Centro di Governo; tale articolazione è stata individuata come il livello rilevante per la definizione e la rappresentazione dei diversi modelli di business applicati dai Risk Taking Center del Gruppo.

Nell'ambito dell'Area Chief Risk Officer, la Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato della Capogruppo sovraintende, ad alto livello, la procedura necessaria per determinare il modello di business di un determinato insieme di attività e verifica la necessità di eventuali aggiornamenti (da riportare, con cadenza almeno annuale, nel documento di Regole in materia di business model).

Monitoraggi del Business Model

Il monitoraggio del business model di riferimento delle diverse strutture attraverso cui il Gruppo opera è effettuato dalla Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato che utilizza indicatori aventi l'obiettivo di verificare la coerenza tra strategia dichiarata e quella perseguita all'interno dei modelli di business; tali indicatori, differenziati per i diversi business model, sono stati sviluppati in linea con l'IFRS 9 e in coerenza con policy e regole aziendali.

Per i portafogli Hold to Collect, il Gruppo ha definito le soglie di ammissibilità delle vendite che non inficiano la classificazione (frequenti ma non significative, individualmente e in aggregato, oppure infrequenti anche se di ammontare significativo) e, contestualmente, si sono stabiliti i parametri per individuare le vendite coerenti con tale modello di business in quanto riconducibili ad un incremento del rischio di credito o per titoli prossimi alla scadenza.

Più nel dettaglio, nell'ambito di un modello di business HTC le vendite sono ammesse:

  • in caso di aumento del rischio di credito, che avviene:
    • o per i titoli, quando si verifica un downgrade di predeterminati notches rispetto al rating all'origination. L'approccio adottato prevede che il numero di notch sia differenziato in funzione del rating all'origination, in coerenza con la metodologia in uso per l'identificazione della "significant deterioration", ossia per il passaggio di staging;
    • o per i crediti, se si tratta di cessioni di crediti deteriorati o di crediti classificati in stage 2;
  • per i titoli prossimi a scadenza (ovvero, secondo le norme di Gruppo, nei 6 mesi precedenti la scadenza), purché quanto incassato approssimi il valore attuale dei flussi contrattuali rimanenti;
  • quando sono frequenti ma non significative in termini di valore o infrequenti anche se significative in termini di valore, previo assessment autorizzativo a cura dei competenti Organi di controllo. Al fine di determinare questi aspetti sono state definite soglie di frequenza e significatività:
    • o la frequenza è definita come il rapporto percentuale tra il numero di posizioni vendute nel corso dell'anno e il numero di posizioni in portafoglio;
    • o la significatività è definita come il rapporto percentuale tra il valore nominale delle vendite intervenute durante l'anno in corso e il valore nominale degli strumenti in portafoglio.

Con riferimento alla determinazione dei "Rischi" e del "Reporting" sui modelli di business HTCS e Trading si applica in linea di principio quanto normato dal RAF e dal Market Risk Charter, nonché da policy interne nell'ambito dei controlli sui rischi di mercato e contestualmente sono definite talune misure volte a monitorare la coerenza del modello di business HTCS e Other/Trading.

Con riferimento al business model HTCS, il principio IFRS 9 non prevede la necessità di limiti alla frequenza o al valore delle vendite, tuttavia il Gruppo ha stabilito per i soli titoli di debito degli indicatori al fine di garantirne nel tempo la corretta attribuzione al business model scelto. Gli stessi sono definiti come:

  • Holding Period - misura la giacenza temporale di un determinato strumento in portafoglio;

  • Indice di Turnover - misura la velocità di rotazione delle posizioni in portafoglio su un predefinito arco temporale.

Nell'ambito del monitoraggio degli indicatori sopra definiti sono previsti dei limiti e soglie di early warning a seconda del complesso delle strategie perseguite dal portafoglio classificato Hold to Collect and Sell.

Con riferimento infine ai titoli di debito o di capitale detenuti con finalità di trading è prevista una misura della coerenza di inclusione nel business model scelto, rappresentata dall'indicatore di "permanenza media attesa" (c.d. Vintage) che misura la giacenza temporale osservata di ogni titolo in portafoglio.

Le misure di monitoraggio relative ai diversi business model sono oggetto di regolare reporting in comitati tecnici.

Modalità di determinazione del costo ammortizzato

Il costo ammortizzato di un'attività o passività finanziaria è il valore a cui è stata misurata, alla rilevazione iniziale, l'attività o la passività finanziaria al netto dei rimborsi di capitale, accresciuto o diminuito dall'ammortamento complessivo, calcolato usando il metodo dell'interesse effettivo, delle differenze tra il valore iniziale e quello a scadenza e al netto di qualsiasi perdita di valore.

Il tasso di interesse effettivo è quel tasso che eguaglia il valore attuale di un'attività o passività finanziaria al flusso contrattuale dei pagamenti futuri in denaro o ricevuti fino alla scadenza o alla successiva data di ricalcolo del prezzo. Per il calcolo del valore attuale si applica il tasso di interesse effettivo al flusso dei futuri incassi o pagamenti lungo l'intera vita utile dell'attività o passività finanziaria o per un periodo più breve in presenza di talune condizioni (per esempio revisione dei tassi di mercato).

Successivamente alla rilevazione iniziale, il costo ammortizzato permette di allocare ricavi e costi portati in diminuzione o aumento dello strumento lungo l'intera vita attesa dello stesso per il tramite del processo di ammortamento. La determinazione del costo ammortizzato è diversa a seconda che le attività/passività finanziarie oggetto di valutazione siano a tasso fisso o variabile e – in quest'ultimo caso – a seconda che la variabilità del tasso sia nota o meno a priori. Per gli strumenti a tasso fisso o a tasso fisso per fasce temporali, i flussi futuri di cassa vengono quantificati in base al tasso di interesse noto (unico o variabile) durante la vita del finanziamento. Per le attività/passività finanziarie a tasso variabile, la cui variabilità non è nota a priori (ad esempio perché legata ad un indice), la determinazione dei flussi di cassa è effettuata sulla base dell'ultimo tasso noto. Ad ogni data di revisione del tasso si procede al ricalcolo del piano di ammortamento e del tasso di rendimento effettivo su tutta la vita utile dello strumento, cioè fino alla data di scadenza. L'aggiustamento viene riconosciuto come costo o provento nel conto economico.

La valutazione al costo ammortizzato viene effettuata per le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e per quelle valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, nonché per le passività finanziarie valutate al costo ammortizzato.

Le attività e le passività finanziarie negoziate a condizioni di mercato sono inizialmente rilevate al loro fair value, che normalmente corrisponde all'ammontare erogato o pagato comprensivo, per gli strumenti valutati al costo ammortizzato, dei costi di transazione e delle commissioni direttamente imputabili.

Sono considerati costi di transazione i costi ed i proventi marginali interni o esterni attribuibili all'emissione, all'acquisizione o alla dismissione di uno strumento finanziario e non riaddebitabili al cliente. Tali commissioni, che devono essere direttamente riconducibili alla singola attività o passività finanziaria, incidono sul rendimento effettivo originario e rendono il tasso di interesse effettivo associato alla transazione diverso dal tasso di interesse contrattuale. Sono esclusi i costi/proventi relativi indistintamente a più operazioni e le componenti correlate ad eventi che possono verificarsi nel corso della vita dello strumento finanziario, ma che non sono certi all'atto della definizione iniziale, quali ad esempio: commissioni per retrocessione, per mancato utilizzo, per estinzione anticipata. Inoltre non sono considerati nel calcolo del costo ammortizzato i costi che l'impresa dovrebbe sostenere indipendentemente dall'operazione (es. costi amministrativi, di cancelleria, di comunicazione), quelli che, pur essendo specificatamente attribuibili all'operazione, rientrano nella normale prassi di gestione del finanziamento (ad esempio, attività finalizzate all'erogazione del fido), nonché le commissioni per servizi incassate a seguito dell'espletamento di attività di Finanza Strutturata che si sarebbero comunque incassate indipendentemente dal successivo finanziamento dell'operazione (quali ad esempio le commissioni di facility e di arrangement).

Con particolare riferimento ai crediti, si considerano costi riconducibili allo strumento finanziario le provvigioni pagate ai canali distributivi, i compensi pagati per consulenza/assistenza per l'organizzazione e/o la partecipazione ai prestiti sindacati ed infine le commissioni up front correlate a crediti erogati a tassi superiori a quelli di mercato; mentre i ricavi considerati nel calcolo del costo ammortizzato sono le commissioni up-front correlate a crediti erogati a tassi inferiori a quelli di mercato, quelle di partecipazione alle operazioni sindacate e le commissioni di brokeraggio collegate a provvigioni riconosciute da società di intermediazione.

Per quanto riguarda i titoli non valutati al fair value con impatto a conto economico, sono considerati costi di transazione le commissioni per contratti con broker operanti sui mercati azionari italiani, quelle erogate agli intermediari operanti sui mercati azionari e obbligazionari esteri definite sulla base di tabelle commissionali. Non si considerano attratti dal costo ammortizzato i bolli, in quanto non significativi.

Per i titoli emessi, sono considerati nel calcolo del costo ammortizzato le commissioni di collocamento dei prestiti obbligazionari pagate a terzi, le quote pagate alle borse valori ed i compensi pagati ai revisori per l'attività svolta a fronte di ogni singola emissione, mentre non si considerano attratte dal costo ammortizzato le commissioni pagate ad agenzie di rating, le spese legali e di consulenza/revisione per l'aggiornamento annuale dei prospetti informativi, i costi per l'utilizzo di indici e le commissioni che si originano durante la vita del prestito obbligazionario emesso.

Il costo ammortizzato si applica anche per la valutazione della perdita di valore degli strumenti finanziari sopra elencati nonché per l'iscrizione di quelli emessi o acquistati ad un valore diverso dal loro fair value. Questi ultimi vengono iscritti al fair value, anziché per l'importo incassato o pagato, calcolato attualizzando i flussi di cassa futuri ad un tasso uguale al tasso di rendimento effettivo di strumenti simili (in termini di merito creditizio, scadenze contrattuali, valuta, ecc.), con contestuale rilevazione nel Conto economico di un onere o di un provento finanziario; successivamente alla valorizzazione iniziale, sono valutati al costo ammortizzato con l'evidenziazione di interessi effettivi maggiori o minori rispetto a quelli nominali. Infine, sono valutate al costo ammortizzato anche le passività strutturate che non sono valutate al fair value con imputazione al Conto economico in quanto si è provveduto a scorporare e rilevare separatamente il contratto derivato incorporato nello strumento finanziario.

Come indicato dall'IFRS 9, in alcuni casi, un'attività finanziaria è considerata deteriorata al momento della rilevazione iniziale poiché il rischio di credito è molto elevato e, in caso di acquisto, è acquistata con grossi sconti (rispetto al valore di

erogazione iniziale). Nel caso in cui le attività finanziarie in oggetto, sulla base dell'applicazione dei driver di classificazione (ovvero SPPI test e Business model), siano classificate tra le attività valutate al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva, le stesse sono qualificate come "Purchased or Originated Credit Impaired Asset" (in breve "POCI") e sono assoggettate ad un trattamento peculiare per quel che attiene al processo di impairment. Inoltre, sulle attività finanziarie qualificate come POCI, si calcola, alla data di rilevazione iniziale, un tasso di interesse effettivo corretto per il credito (c.d. "credit-adjusted effective interest rate"), per la cui individuazione è necessario includere, nelle stime dei flussi finanziari, le perdite attese iniziali. Per l'applicazione del costo ammortizzato, e il conseguente calcolo degli interessi, si applica, quindi, tale tasso di interesse effettivo corretto per il credito.

Con riferimento ai crediti deteriorati rivenienti da operazioni di aggregazioni aziendali, la differenza tra il valore di prima iscrizione (il fair value determinato in sede di PPA) dei POCI e il precedente valore di carico contabile presso il soggetto acquisito viene suddivisa in due componenti: una legata ai minori flussi recuperabili stimati in sede di determinazione del fair value, che pertanto scontano le perdite creditizie attese lungo l'intera durata residua, e l'altra legata all'attualizzazione di tali minori flussi recuperabili. Si precisa che l'effetto reversal dell'attualizzazione (relativa alla stima dei flussi recuperabili attribuiti ai crediti deteriorati in sede di PPA) viene contabilizzato, pro-rata temporis, fra gli interessi attivi in modo da integrare il tasso di interesse contrattuale con il maggior rendimento derivante dal minor valore attribuito ai flussi recuperabili che, come detto in precedenza, tengono conto delle perdite attese lungo l'intera durata residua delle attività POCI.

Il criterio di valutazione al costo ammortizzato non si applica per le attività/passività finanziarie coperte per le quali è prevista la rilevazione delle variazioni di fair value relative al rischio coperto a Conto economico. Lo strumento finanziario viene però nuovamente valutato al costo ammortizzato in caso di cessazione della copertura, momento a partire dal quale le variazioni di fair value precedentemente rilevate sono ammortizzate, calcolando un nuovo tasso di interesse effettivo di rendimento che considera il valore del credito aggiustato del fair value della parte oggetto di copertura, fino alla scadenza della copertura originariamente prevista. Inoltre, come già ricordato nei paragrafi relativi alle attività e passività finanziarie valutate al costo ammortizzato, la valutazione al costo ammortizzato non si applica per le attività/passività finanziarie la cui breve durata fa ritenere trascurabile l'effetto economico dell'attualizzazione né per i crediti senza una scadenza definita o a revoca.

Modalità di determinazione delle perdite di valore

Perdite di valore delle attività finanziarie

Ad ogni data di bilancio, ai sensi dell'IFRS 9, le attività finanziarie diverse da quelle valutate al fair value con impatto a conto economico sono sottoposte ad una valutazione volta a verificare se esistano evidenze che possano far ritenere non interamente recuperabile il valore di iscrizione delle attività stesse. Un'analisi analoga viene effettuata anche per gli impegni ad erogare fondi e per le garanzie rilasciate che rientrano nel perimetro da assoggettare ad impairment ai sensi dell'IFRS 9.

Propedeuticamente alla determinazione delle perdite di valore, ad ogni data di reporting occorre procedere con l'allocazione degli strumenti finanziari (c.d. Stage Assignment" o "Staging"), nelle seguenti categorie:

  • Stage 1: comprendente gli strumenti finanziari per i quali, dal momento della loro rilevazione iniziale sino alla data di reporting, non siano state rilevate evidenze di un significativo incremento del rischio di credito;
  • Stage 2: che comprende le attività finanziarie che hanno evidenziato un significativo incremento del rischio creditizio rispetto al momento della rilevazione iniziale;
  • Stage 3: nel caso in cui sussistano evidenze di perdite di valore (c.d. "evidenze di impairment"), le attività finanziarie in questione – coerentemente, ove esistenti, con tutte quelle restanti di pertinenza della medesima controparte – sono considerate deteriorate (impaired) e pertanto classificate nello Stage 3.
    • Le esposizioni deteriorate (impaired), sono rappresentate dalle attività finanziarie classificate nelle categorie delle sofferenze, delle inadempienze probabili ("unlikely to pay" – UTP) e delle esposizioni scadute da oltre novanta giorni, definite nella Circolare di Banca d'Italia n.272/2008.

Preliminarmente all'illustrazione delle modalità di determinazione delle perdite di valore delle attività finanziarie performing e non performing, si precisa che i trattamenti di seguito descritti devono essere letti unitamente agli interventi introdotti – anche su indicazione dei regulator - a seguito della pandemia COVID-19 che sono inquadrati in via generale nella Sezione 5 della presente Parte A della Nota Integrativa e descritti più in dettaglio nella Parte E – Sezione 1 Rischi di credito (2.3 Metodi di misurazione delle perdite attese).

Perdite di valore delle attività finanziarie performing

Per le attività finanziarie per cui non sussistono evidenze di impairment (strumenti finanziari non deteriorati), occorre verificare se esistono indicatori tali per cui il rischio creditizio della singola operazione risulti significativamente incrementato rispetto al momento di iscrizione iniziale. Le conseguenze di tale verifica, dal punto di vista della classificazione (o, più propriamente, dello staging) e della valutazione, sono le seguenti:

  • ove tali indicatori sussistano, l'attività finanziaria confluisce nello stage 2. La valutazione, in tal caso, in coerenza con il dettato dei principi contabili internazionali e pur in assenza di una perdita di valore manifesta, prevede la rilevazione di rettifiche di valore pari alle perdite attese lungo l'intera vita residua dello strumento finanziario. Tali rettifiche sono oggetto di revisione ad ogni data di reporting successiva sia per verificarne periodicamente la congruità rispetto alle stime di perdita costantemente aggiornate, sia per tener conto – nel caso in cui vengano meno gli indicatori di una rischiosità creditizia "significativamente incrementata" – del mutato orizzonte previsionale di calcolo della perdita attesa;
  • ove tali indicatori non sussistano, l'attività finanziaria confluisce nello stage 1. La valutazione, in tal caso, in coerenza con il dettato dei principi contabili internazionali e pur in assenza di perdita di valore manifesta, prevede la rilevazione di perdite attese, per lo specifico strumento finanziario, nel corso dei dodici mesi successivi. Tali rettifiche sono oggetto di revisione ad ogni data di bilancio successiva sia per verificarne periodicamente la congruità rispetto alle stime di perdita costantemente aggiornate, sia per tener conto – nel caso dovessero presentarsi indicatori di una rischiosità creditizia "significativamente incrementata" – del mutato orizzonte previsionale di calcolo della perdita attesa.

Per quel che attiene alla valutazione delle attività finanziarie e, in particolare, all'identificazione del "significativo incremento" del rischio di credito (condizione necessaria e sufficiente per la classificazione dell'attività oggetto di valutazione nello stage 2), gli elementi che - ai sensi del principio e della sua declinazione operativa effettuata dal Gruppo Intesa Sanpaolo costituiscono le determinanti principali da prendere in considerazione sono i seguenti:

  • la variazione (oltre soglie determinate) delle probabilità di default lifetime rispetto al momento dell'iscrizione iniziale in bilancio dello strumento finanziario. Si tratta, dunque, di una valutazione effettuata adottando un criterio "relativo", che si configura come il "driver" principale;
  • l'eventuale presenza di uno scaduto che ferme restando le soglie di significatività identificate dalla normativa risulti tale da almeno 30 giorni. In presenza di tale fattispecie, in altri termini, la rischiosità creditizia dell'esposizione si ritiene presuntivamente "significativamente incrementata" e, dunque, ne consegue il "passaggio" nello stage 2 (ove l'esposizione precedentemente fosse ricompresa nello stage 1);
  • l'eventuale presenza di misure di forbearance, che sempre in via presuntiva comportano la classificazione delle esposizioni tra quelle il cui rischio di credito risulta "significativamente incrementato" rispetto all'iscrizione iniziale;
  • per le banche appartenenti al perimetro estero, infine, sono considerati ai fini del passaggio tra "stages" e ove opportuno – anche alcuni degli indicatori dei sistemi di monitoraggio del credito specificatamente utilizzati da ciascuna banca. Il riferimento, in particolare, è alle c.d. "watch-lists", ovvero a quei sistemi di monitoraggio del credito che – sulla base della qualità creditizia attuale della controparte debitrice – ricomprendono all'interno di un determinato range le esposizioni in bonis al di sopra di un determinato livello di rischiosità.

Focalizzando l'attenzione sul principale dei trigger sopra evidenziati (la variazione di probabilità di default lifetime), il significativo incremento del rischio di credito («SICR») è determinato mettendo a confronto la variazione relativa della Probabilità di Default lifetime registrata tra la data di prima iscrizione del rapporto e quella di osservazione (Delta PD Lifetime) con soglie di significatività predeterminate. L'attribuzione di una PD Lifetime ai singoli rapporti viene effettuata tramite riconduzione alla masterscale dei rating per singolo segmento sia alla data di prima iscrizione sia all'osservazione. I rating sono determinati sulla base di modelli interni ove disponibili o gestionali. In assenza di rating vengono assegnate le PD Benchmark sul tipo di controparte valutata.

La determinazione di significativo deterioramento è data pertanto dall'incremento della PD lifetime causata dai downgrade della posizione tra l'origination della stessa e la data di reporting ("observation") nonché dalla variazione della previsione dei fattori macroeconomici futuri.

La suddetta variazione "relativa" di PD lifetime si configura come l'indicatore dell'incremento o del decremento del rischio di credito riscontrato nel periodo di riferimento. Per poter stabilire se, ai sensi di quanto richiesto dall'IFRS 9, un eventuale incremento di rischio creditizio possa considerarsi "significativo" (e comportare, quindi, il passaggio tra stages), è necessario definire apposite soglie. Gli incrementi di PD lifetime inferiori a tali soglie non sono considerati significativi e, di conseguenza, non comportano il trasferimento di singole linee di credito/tranches di titoli di debito dallo stage 1 allo stage 2; tale spostamento è, invece, necessario in presenza di incrementi relativi di PD superiori alle soglie in questione. Le soglie utilizzate sono stimate sulla base di un processo di simulazioni ed ottimizzazioni di performance predittive, sviluppate utilizzando dati storici granulari di portafoglio. Sono definite soglie puntuali per i modelli Corporate, Retail, Large Corporate e SME Retail ed estese per affinità metodologica agli altri modelli. Le soglie si differenziano per durata residua, granularità annuale e classe di rating.

La determinazione delle soglie è stata calibrata al fine di trovare un corretto bilanciamento tra gli indicatori di performance relativi alla capacità delle soglie stesse di:

  • intercettare posizioni a stage 2 prima del loro passaggio a default;
  • identificare le posizioni per le quali il rientro a stage 1 sia sinonimo di un effettivo miglioramento del merito di credito.

Alcune considerazioni peculiari valgono poi per il c.d. "staging" dei titoli. A differenza dei crediti, infatti, per questa tipologia di esposizioni, operazioni di compravendita successive al primo acquisto (effettuate con riferimento al medesimo ISIN) possono rientrare abitualmente nell'ordinaria attività di gestione delle posizioni (con conseguente necessità di individuare una metodologia da adottare per l'identificazione delle vendite e rimborsi al fine di determinare le quantità residue delle singole transazioni cui associare una qualità creditizia/rating all'origination da comparare con quella della data di reporting). In questo contesto, si è ritenuto che l'utilizzo della metodologia "first-in-first-out" o "FIFO" (per il riversamento a conto economico dell'ECL registrata, in caso di vendite e rimborsi) contribuisca ad una gestione più trasparente del portafoglio, anche dal punto di vista degli operatori di front office, consentendo, contestualmente, un continuo aggiornamento della valutazione del merito creditizio sulla base dei nuovi acquisti.

Una volta definita l'allocazione delle esposizioni nei diversi stadi di rischio creditizio, la determinazione delle perdite attese (ECL) è effettuata, a livello di singola operazione o tranche di titolo, partendo dalla modellistica IRB/Gestionale, basata sui parametri di Probabilità di Default (PD), Loss Given Default (LGD) e Exposure at Default (EAD), su cui sono effettuati opportuni interventi correttivi, in modo da garantirne la compliance con le prescrizioni peculiari dell'IFRS 9. Per PD, LGD ed EAD valgono le seguenti definizioni:

  • PD (Probabilità di Default): probabilità di migrare dallo stato di bonis a quello di credito deteriorato nell'orizzonte temporale di un anno. Nei modelli coerenti con le disposizioni di vigilanza, il fattore PD viene tipicamente quantificato attraverso il rating. Nel Gruppo Intesa Sanpaolo i valori di PD derivano dai modelli di rating interno laddove disponibili, integrati da valutazioni esterne o da dati medi di segmento/portafoglio;
  • LGD (Loss Given Default): percentuale di perdita in caso di default. Nei modelli coerenti con le disposizioni di vigilanza viene quantificata attraverso l'esperienza storica dei recuperi attualizzati sulle pratiche passate a credito deteriorato; - EAD (Exposure At Default) o equivalente creditizio: ammontare dell'esposizione al momento del default.

Come già sopra evidenziato, per poter rispettare il dettato dell'IFRS 9 si è reso necessario effettuare specifici interventi di adeguamento sui suddetti fattori, tra cui si ricordano in particolare:

  • l'adozione di una PD Point in Time (PIT) a fronte della PD Through the Cycle (TTC) usata ai fini di Basilea;

  • la rimozione dalla LGD TTC di alcune componenti aggiuntive, quali i costi indiretti (costi non ripetibili) e ulteriori margini di conservativismo specificatamente introdotti per i modelli regolamentari, nonché della componente legata al ciclo economico avverso (c.d. Downturn);
  • l'introduzione di trattamenti specifici rispetto al dettato regolamentare, ai fini della stima della LGD contabile, per includere nella modellistica (in coerenza con le indicazioni dell'IFRS 9 sull'utilizzo di informazioni entity specific) le posizioni definite in ottica regolamentare come "sostanzialmente chiuse" (crediti deteriorati con anzianità particolarmente elevata) e gli effetti delle cessioni massive/strategiche di crediti NPL;
  • l'utilizzo di PD e, ove necessario, di LGD multiperiodali al fine di determinare la perdita attesa per l'intera vita residua dello strumento finanziario (stage 2 e 3);
  • l'utilizzo, nell'ambito del processo di attualizzazione dei flussi di cassa futuri attesi, del tasso di interesse effettivo della singola operazione, a differenza di quanto previsto dai modelli regolamentari, in cui lo sconto dei singoli flussi di cassa avviene tramite i tassi di attualizzazione determinati in conformità con la normativa prudenziale.

In relazione all'EAD multiperiodale, in linea con il dettato dell'IFRS 9, il Gruppo Intesa Sanpaolo fa riferimento ai piani al costo ammortizzato per quel che riguarda sia i crediti che i titoli di debito, a prescindere dalle relative modalità di valutazione (costo ammortizzato o fair value con impatto sulla redditività complessiva). Per gli impegni ad erogare fondi (margini), l'EAD è, invece, assunta pari al valore nominale ponderato per un apposito Fattore di Conversione Creditizia (CCF).

La valutazione delle attività finanziarie riflette, inoltre, la miglior stima degli effetti delle condizioni correnti e future, prime tra tutte quelle di contesto economico, sulla base delle quali vengono condizionate le PD e LGD forward looking. Nell'ambito dell'IFRS 9, anche in base alle indicazioni dei Regulators internazionali, assumono rilevanza, in particolare, le informazioni sugli scenari macroeconomici futuri in cui la Banca può trovarsi ad operare e che influenzano, di tutta evidenza, la situazione dei debitori con riferimento sia alla "rischiosità" di migrazione delle esposizioni verso classi di qualità inferiore (riguardando quindi lo "staging") sia agli ammontari recuperabili (riguardando quindi la determinazione della perdita attesa sulle esposizioni). Da un punto di vista metodologico, sono stati analizzati diversi possibili approcci alternativi al fine di prendere in considerazione tali elementi. Rispetto alle diverse alternative considerate, l'approccio che il Gruppo Intesa Sanpaolo ha deciso di adottare è rappresentato dal c.d. "Most likely scenario + Add-on". Secondo tale approccio, il condizionamento macroeconomico di PD e LGD viene effettuato tramite uno scenario base («Most Likely», coerente con quanto utilizzato per altre finalità aziendali quali, a titolo esemplificativo, budget e piani di impresa) e poi corretto con un Add-On volto ad includere le eventuali differenze rispetto a scenari peggiorativi e migliorativi. Qualora l'impatto dell'Add-On risulti complessivamente positivo sui parametri di rischio, è stato scelto di sterilizzarne l'effetto sia per finalità di staging che di calcolo dell'ECL.

Lo scenario macroeconomico è determinato dalla Direzione Studi e Ricerche della Banca tramite modelli previsivi portati poi in condivisione con il mercato per determinare il consenso. Gli scenari alternativi migliorativi e peggiorativi sono determinati tramite stress delle variabili in input ai modelli previsivi.

In particolare la determinazione dello scenario "most-likely" e di quelli alternativi avviene utilizzando un complesso di strumenti analitici e previsionali stand-alone che determinano il sentiero previsionale per alcuni blocchi di variabili, in dettaglio:

  • conti nazionali e inflazione dei primi 6 paesi dell'Eurozona, degli Stati Uniti e del Giappone;
  • tassi ufficiali (BCE, Fed, BoJ), curve dei tassi swap EUR e USD, alcuni punti delle curve governative;
  • tassi di cambio per EUR, USD, JPY e GBP;
  • indici di borsa (DJ Eurostoxx 50 e S&P 500);
  • alcuni dati di dettaglio per l'economia italiana (produzione industriale, prezzi degli immobili, occupazione, saldi di finanza pubblica).

Tali previsioni vengono poi elaborate tramite il modello strutturale multi-paese "Global Economic Model" di Oxford Economics, ove sostituiscono i percorsi previsionali dello scenario base fornito dalla società con l'aggiornamento periodico del database. Il modello viene quindi risolto per ricavare un quadro previsionale globale coerente, inclusivo di variabili per le quali non sono stati sviluppati modelli ad hoc, e per disporre di un ambiente di simulazione utilizzabile per generare eventuali scenari alternativi. Tale passo può richiedere alcune iterazioni, soprattutto qualora il quadro previsionale atteso mediante ricorso ad elaborazioni interne si discosti significativamente da quello di Oxford Economics. In tal caso, può essere necessario procedere a interventi ulteriori di fine tuning su specifiche variabili secondarie che gli analisti ritengono non coerenti con lo scenario di previsione o che risultino caratterizzate da una volatilità trimestrale non spiegabile.

  • La selezione dei percorsi alternativi viene effettuata con il ricorso a informazioni esterne. In particolare:
  • tassi di crescita medi annui del PIL di alcuni paesi: rappresenta il driver fondamentale della simulazione, gli scostamenti vengono determinati in modo da replicare la dispersione delle stime di crescita pubblicate da Consensus Economics nel più recente rapporto disponibile alla data della simulazione, considerando le previsioni minima e massima (previa applicazione di un filtro per l'identificazione e l'eliminazione di eventuali outliers). In presenza di outliers, il dato anomalo viene scartato e si considerano il massimo e il minimo dei valori restanti. Poiché le stime di consenso sono disponibili soltanto per i primi due anni dell'orizzonte di simulazione, per il terzo anno si ricorre a una estrapolazione degli scostamenti individuati per i primi due anni;
  • indici di borsa (DJ Eurostoxx 50, S&P500) e dei prezzi immobiliari residenziali statunitensi: vengono utilizzati come riferimento le previsioni minime e massime del panel di Thomson Reuters;
  • prezzi immobiliari residenziali italiani: non disponendo al momento di stime di consenso, i percorsi alternativi partono dalla distribuzione delle variazioni trimestrali storiche disponibili dal 1980 al trimestre corrente.

A partire dal valore di percentile identificato, per lo scenario Most likely, vengono identificate le variazioni corrispondenti a uno scarto di probabilità, calcolato attraverso l'analisi statistica della distribuzione storica delle osservazioni. Le due variazioni (positiva e negativa) rispetto allo scenario Most-Likely, vengono quindi utilizzate per il calcolo del livello dei singoli indici identificati, ricostruendo -per ognuno- i due sentieri alternativi (uno positivo e uno negativo) che rappresentano l'input per la determinazione del fattore di Add-On. Lo scarto di probabilità adottato viene identificato sulla base delle caratteristiche di variabilità della serie, in modo da ottenere uno scostamento dallo scenario Most-Likely di ampiezza significativa.

In aggiunta alla definizione dei percorsi alternativi, viene mantenuta una mappa di possibili additional factors, cioè eventi o scenari idiosincratici avversi, non esplicitamente incorporati nelle serie storiche utilizzate per la definizione dello scenario Most-Likely o nei percorsi alternativi, che possono generare ulteriori effetti significativi sulle perdite attese.

Di tali eventi/scenari si valutano:

  • il possibile orizzonte di realizzazione (time frame);
  • il grado di inclusione nello scenario Most-Likely o nei percorsi alternativi;
  • il potenziale impatto, valutato in termini qualitativi.

La mappa di additional factors attinge anche agli elenchi di fattori di rischio contenuti nei rapporti previsionali di IMF (World Economic Outlook) e Commissione Europea e può mutare nel tempo.

Nella valutazione del time-frame per gli additional factors, si evidenzia se il fattore è impossibile da collocare in uno specifico orizzonte temporale, caratteristica che rende poco praticabile la sua incorporazione nello scenario Most-Likely o nei percorsi alternativi.

Le valutazioni effettuate tengono conto del fatto che le stime di consenso potrebbero includere previsioni che già incorporano nelle proprie stime la realizzazione, totale o parziale, di uno o più fattori di rischio, sicché i percorsi alternativi potrebbero già incorporare in qualche misura tali fattori addizionali.

In condizioni di incertezza marcata delle proiezioni macroeconomiche nazionali ed internazionali e in presenza di scostamenti significativi in senso migliorativo delle proiezioni rispetto allo scenario TTC, possono essere introdotti elementi di prudenzialità con riferimento agli scostamenti dei valori minimi e massimi delle variabili basati sul Consensus o storici sopradescritti.

I suddetti scenari macroeconomici (most likely e alternativi) vengono utilizzati dai modelli interni per determinare i parametri point-in-time (PIT).

Nello specifico, le serie storiche dei tassi di default acquisite da Banca d'Italia sono differenziate sui principali macro-settori economici (es Famiglie consumatrici, Famiglie produttrici, Costruzioni, …) e, per ciascuno di essi, specifici modelli satellite stabiliscono le relazioni con le variabili macroeconomiche e permettono di ottenere i tassi di default prospettici. Questi consentono a loro volta di condizionare le matrici di transizione TTC tra classi di rating e di ottenere così le matrici di transizione PIT per ciascuno scenario (Most likely e alternativi); da queste ultime si ottengono le PD condizionate lifetime.

In particolare, ai fini della determinazione delle matrici TTC per i segmenti Corporate, SME Retail e Retail vengono utilizzati i tassi di default interni, mentre per i segmenti Low Default, per i quali la profondità delle serie storiche interne è più esigua, si utilizzano i tassi di sistema di Banca d'Italia. Ai fini della determinazione delle matrici Point in Time forward-looking vengono, invece, utilizzati i tassi di default di sistema per tutti i segmenti.

Un analogo processo viene utilizzato per determinare le griglie di LGD PIT.

Tenendo conto del piano di rimborso dei singoli finanziamenti, delle loro PD e LGD condizionate, della maturity residua e dello staging si determinano le perdite di valore delle attività finanziarie performing.

Perdite di valore delle attività finanziarie non performing

I crediti deteriorati sono rappresentati dalle posizioni in sofferenza, dalle inadempienze probabili e dalle posizioni scadute e/o sconfinanti da oltre 90 giorni.

I crediti deteriorati classificati a sofferenza sono assoggettati alle seguenti modalità di valutazione:

  • − valutazione analitico-statistica, che è adottata per le esposizioni inferiori a 2 milioni ed è basata sull'applicazione di apposite griglie di LGD, a cui si aggiunge un Add-On al fine di tenere conto delle informazioni legate all'evoluzione delle condizioni correnti riferibili a variabili gestionali altamente correlate con la dinamica delle perdite e forward looking riferite agli impatti di scenari macroeconomici futuri attesi (come illustrato nei paragrafi precedenti);
  • − valutazione analitico-specifica, che è adottata per i clienti con esposizioni superiori a 2 milioni ed è basata sulle percentuali di svalutazione attribuite dal gestore, a seguito di appositi processi di analisi e valutazione anche alla luce dell'evoluzione delle condizioni correnti, a cui si aggiunge una componente di Add-On al fine di tenere conto delle informazioni forward looking, in particolare quelle riferite agli impatti di scenari macroeconomici futuri (ad eccezione delle sofferenze assistite da garanzie ipotecarie o relative a operazioni di leasing immobiliare per le quali gli impatti di scenari futuri sono inclusi tramite le modalità di determinazione degli haircut al valore degli immobili in garanzia).

Anche la valutazione delle inadempienze probabili (Unlikely to Pay – UTP) è operata sulla base di differenti approcci:

  • − valutazione analitico-statistica, per le esposizioni inferiori a 2 milioni, basata sull'applicazione di apposite griglie statistiche di LGD a cui si aggiunge un Add-On al fine di tener conto delle già citate informazioni legate alle condizioni correnti e agli impatti di scenari macroeconomici futuri, nonché della permanenza nello stato di rischio con l'obiettivo di penalizzare le posizioni con anzianità maggiore o che non presentano movimentazioni e/o recuperi per un determinato periodo di tempo;
  • − valutazione analitico-specifica, per le esposizioni di cassa superiori a 2 milioni, basata sulle percentuali di svalutazione attribuite dal gestore, a seguito di appositi processi di analisi e valutazione anche alla luce dell'evoluzione delle condizioni correnti, a cui si aggiunge una componente di Add-On al fine di tener conto, anche in questo caso, degli impatti di scenari macroeconomici futuri e della permanenza nello stato di rischio.

Per le Società del Gruppo, il valore soglia per la valutazione analitico-statistica è fissato da parte dei competenti Organi delle singole Società, di concerto con le strutture di Intesa Sanpaolo, ad un livello in ogni caso non superiore a quello fissato dalla Capogruppo.

Indipendentemente dalla suddivisione di tali esposizioni tra quelle oggetto di valutazione analitico-statistica e quelle oggetto di valutazione analitico-specifica (come sopra identificate), tra gli Add-On previsti sono inclusi gli scenari di vendita per i crediti deteriorati cedibili qualora il piano d'impresa e la pianificazione di riduzione dei crediti deteriorati prevedano operazioni di cessione e tali operazioni non comportino una riclassifica ai sensi del principio IFRS 5. La valutazione dei crediti deteriorati cedibili, quindi, considera la possibilità di realizzo di tali crediti anche attraverso la vendita.

I crediti deteriorati classificati nella categoria dei crediti scaduti e/o sconfinanti sono, invece, oggetto di valutazione analitica su basi statistiche indipendentemente dall'ammontare dell'esposizione. Anche in questo caso, comunque, la rettifica definita sulla base delle griglie statistiche di LGD è integrata per tener conto della componente di Add-On ascrivibile all'effetto dell'evoluzione delle condizioni correnti e degli scenari macroeconomici futuri.

Le esposizioni creditizie devono continuare a essere rilevate come deteriorate sino a quando non siano trascorsi almeno tre mesi dal momento in cui non soddisfano più le condizioni per essere classificate come tali (c.d. probation period). Tali esposizioni sono mantenute, sino al maturare delle condizioni per l'uscita dal credito deteriorato, nelle rispettive classi di rischio e valutate in modalità analitico-statistica o analitico-specifica tenendo conto della loro minore rischiosità.

Di seguito viene fornita una breve descrizione delle modalità con cui vengono poste in essere la valutazione analiticospecifica ed analitico-statistica:

  • la valutazione analitico-specifica per le sofferenze e le inadempienze probabili superiori ai 2 milioni è una valutazione operata dai gestori sulle singole posizioni basata su un'analisi quali-quantitativa della situazione economico-patrimoniale e finanziaria del debitore, della rischiosità del rapporto creditizio, degli obiettivi e delle strategie di riduzione dei crediti deteriorati previsti dal "NPL Plan", di eventuali fattori mitiganti (garanzie) e tenendo conto dell'effetto finanziario del tempo stimato come necessario per il recupero.

In particolare per le sofferenze, assumono rilevanza una serie di elementi, diversamente presenti a seconda delle caratteristiche delle posizioni, e da valutare con la massima accuratezza e prudenza, tra i quali si citano a mero titolo esemplificativo:

  • o natura del credito, privilegiato o chirografario;
  • o consistenza patrimoniale netta degli obbligati/terzi datori di garanzie reali;
  • o complessità del contenzioso in essere o potenziale e/o delle questioni giuridiche sottese;
  • o esposizione degli obbligati nei confronti del sistema bancario e di altri creditori;
  • o ultimi bilanci disponibili;
  • o stato giuridico degli obbligati e pendenza di procedure concorsuali e/o individuali.

Ai fini della determinazione del presumibile valore di realizzo dei crediti garantiti da beni immobili, per tenere conto sia delle serie storiche dei recuperi, sia di considerazioni forward-looking in coerenza con l'IFRS 9, viene applicato un approccio incentrato sulla valutazione dei beni immobili con riferimento all'asta media attesa ed al relativo abbattimento del prezzo osservato, determinando degli haircut medi differenziati per tipologia di garanzia immobiliare (abitativa, commerciale, industriale e terreni). Per le sofferenze ipotecarie in valutazione analitico-specifica non viene, quindi, applicato un Add-On da scenario macroeconomico, al fine di evitare duplicazioni, in quanto la componente forward looking è già tenuta in considerazione tramite l'haircut.

Con riferimento alle sofferenze immobiliari rivenienti da contratti di leasing, alla luce delle peculiarità del prodotto (assenza di aste), l'haircut è stimato come deprezzamento del bene osservato tra il valore di perizia al momento dell'ingresso in sofferenza e l'effettivo prezzo di vendita.

Con riferimento alle inadempienze probabili inoltre, la valutazione si basa sull'analisi quali-quantitativa della situazione economico-patrimoniale e finanziaria del debitore e su una puntuale verifica della situazione di rischio.

La determinazione della perdita da impairment presuppone la valutazione dei flussi di cassa futuri che si ritiene il debitore sia in grado di produrre e che saranno destinati anche al servizio del debito finanziario. Tale stima deve essere effettuata sulla base di due approcci alternativi:

  • o scenario di continuità operativa (c.d. "Going Concern Approach"): i flussi di cassa operativi del debitore (o del garante effettivo) continuano ad essere prodotti e sono utilizzati per ripagare i debiti finanziari contratti. L'ipotesi di continuità non esclude l'eventuale realizzo di garanzie, ma solo nella misura in cui ciò possa avvenire senza pregiudicare la capacità del debitore di generare flussi di cassa futuri. Il metodo "Going Concern" trova applicazione anche ai casi in cui la recuperabilità dell'esposizione si basi sulla eventuale cessione di attività da parte del debitore o su operazioni straordinarie. Similmente a quanto previsto per le Sofferenze anche per quanto riguarda gli UTP, vengono utilizzati haircut nella valutazione delle garanzie immobiliari. Per le posizioni Going Concern, tali haircut sono determinati sulla base degli haircut applicati nel processo liquidatorio (sofferenza o UTP Gone Concern), applicando un fattore di calibrazione pari alla probabilità di migrazione degli UTP a sofferenza;
  • o scenario di cessazione dell'attività (c.d. "Gone Concern Approach"): applicabile nei casi in cui si ritiene che i flussi di cassa del debitore siano destinati a venir meno. Si tratta di uno scenario la cui applicazione potrebbe eventualmente riguardare posizioni per le quali è prevista la classificazione a sofferenza. In tale contesto, assumendo che non siano ragionevolmente percorribili interventi degli azionisti e/o operazioni straordinarie di ristrutturazione del debito in contesti di turnaround, il recupero del credito si basa sostanzialmente sul valore delle garanzie che assistono il credito della Banca al netto dell'applicazione di un haircut (determinato come per le Sofferenze) nonché, in subordine, sul valore di realizzo degli asset patrimoniali, tenuto conto della massa passiva e delle eventuali cause di prelazione;
  • la valutazione analitico-statistica, effettuata per le sofferenze e le inadempienze probabili di importo inferiore ai 2 milioni e per i crediti scaduti e/o sconfinanti, presenta delle peculiarità a seconda della tipologia di esposizione interessata.

Con riferimento alle sofferenze, la valutazione analitico-statistica si basa sulle griglie di LGD Sofferenza, dove il modello LGD Defaulted Asset si caratterizza prevalentemente per la differenziazione dei tassi di perdita in funzione, oltre che del segmento regolamentare, della permanenza nello stato di rischio ("vintage") e per l'eventuale attivazione di procedure di recupero giudiziali. Le griglie risultano inoltre differenziate per gli altri assi di analisi significativi in sede di stima del modello (es. forma tecnica, tipologia di garanzia, area geografica, fascia di esposizione, ecc.). Le griglie dei tempi di recupero si articolano principalmente per segmento regolamentare e per ulteriori assi di analisi significativi in sede di modellistica (es. procedure di recupero, fascia di esposizione, forma tecnica).

Con riferimento alle inadempienze probabili, la valutazione è effettuata mediante l'applicazione di griglie di LGD statistica stimate appositamente per le posizioni classificate come Inadempienze Probabili, in coerenza con le griglie di LGD stimate per le sofferenze. Il modello di stima della griglia di LGD per le Inadempienze Probabili è infatti analogo a quello descritto in precedenza per le sofferenze e calcola il tasso di perdita atteso del rapporto oggetto di valutazione in funzione delle caratteristiche dello stesso. La LGD per le Inadempienze Probabili è ottenuta tramite ricalibrazione della LGD sofferenza attraverso il modulo Danger Rate. Il Danger Rate è un fattore correttivo moltiplicativo da applicare alla LGD sofferenza, al fine di tener conto dei tassi di perdita registrabili nei diversi status di default (stato di Inadempienza Probabile e/o scaduto/sconfinante). Il Danger Rate è stimato utilizzando le informazioni disponibili sullo stato di ingresso in default e sui passaggi di stato delle controparti una volta che si è manifestato il default.

Inoltre, per le due sottoclassi dello stato rischio "Inadempienze Probabili" ("Inadempienze Probabili Non Forborne" e "Inadempienze Probabili Forborne"), sono stimate griglie differenziate per tenere in opportuna considerazione le caratteristiche dei crediti Forborne, che, oltre a presentare livelli medi di perdita più contenuti per effetto delle "Forbearance Measures", risentono anche dei vincoli normativi che ne impediscono il rientro in bonis prima dei 12 mesi dalla data dell'avvenuta rinegoziazione.

Con riferimento ai crediti scaduti e/o sconfinanti, le metodologie di determinazione delle griglie sono analoghe a quelle descritte per le Inadempienze Probabili (Framework Danger Rate). Il fattore vintage è in questo caso colto dall'introduzione di una differenziazione in funzione della durata dello scaduto (Past Due a 90 giorni/180 giorni) che determina una significativa variazione dei tassi di perdita delle griglie che si articolano inoltre, in maniera differenziata, per segmento regolamentare e per ulteriori assi di analisi (es. forma tecnica, tipologia di garanzia, area geografica, fascia di esposizione, ecc.) comuni alle altre categorie del credito deteriorato.

Anche nei modelli di stima della LGD utilizzati nella valutazione analitico-statistica delle esposizioni non performing, vengono effettuati gli interventi di rimozione di alcune componenti aggiuntive specificatamente introdotte per i modelli regolamentari, analogamente a quanto già evidenziato per le esposizioni performing.

Per quel che attiene all'inclusione di informazioni correnti e forward looking, si segnala che, per le esposizioni deteriorate, viene considerata anche una componente stimata statisticamente (Add On da scenario macroeconomico) legata agli scenari most-likely e peggiorativi previsti nell'orizzonte temporale dei successivi tre anni, secondo i criteri già descritti.

Come richiesto dall'IFRS 9, occorre, infatti, considerare anche gli effetti dello scenario forward looking rispetto alle stime di LGD e la componente sopra richiamata è volta a catturare la non linearità della relazione tra le variabili macroeconomiche e la misurazione dell'ECL, tramite analisi dell'incertezza previsionale delle variabili utilizzate per la predisposizione dello scenario most-likely. Essa si basa sul medesimo framework metodologico impiegato per i crediti performing, ma ignora in ottica prudenziale lo scenario migliorativo, considerando i soli scenari peggiorativo e most-likely medi sull'orizzonte dei tre anni successivi.

Alle valutazioni analitico/statistiche, inoltre, è applicato un fattore aggiuntivo ancorato a variabili gestionali interne, in particolare il livello di NPL ratio passato e prospettico previsto dall'NPL Plan, che, sulla base dell'osservazione di lungo periodo, risulta statisticamente correlato con la dinamica delle perdite. Tale fattore rende la stima dell'LGD maggiormente sensibile alle variazioni del contesto economico/gestionale corrente e prospettico.

Sempre in relazione a scenari prospettici, con riferimento alla categoria delle inadempienze probabili, che racchiude posizioni ancora vive ma con segnali di criticità, sia per le posizioni con valutazione analitico-specifica, sia per quelle con valutazione analitico-statistica, qualora non siano presenti misure di forbearance efficaci, è prevista l'applicazione in un'ulteriore componente aggiuntiva (oltre al citato Add on da scenario macroeconomico) finalizzata a ridurre il valore recuperabile delle posizioni in funzione dell'anzianità nello stato di rischio e dell'assenza di movimentazione e/o recuperi per un determinato periodo di tempo.

Passando ad analizzare gli scenari alternativi di recupero, si evidenzia come il Gruppo Intesa Sanpaolo, in relazione agli obiettivi di riduzione dello stock di crediti non performing in essere, inclusi nei piani aziendali, ed agli impegni assunti con gli Organi di Vigilanza, con specifico riferimento alla c.d. NPL Strategy, considera la vendita di determinati portafogli come la strategia che può, in determinate condizioni, massimizzare il recupero dei cash flow, anche in considerazione dei tempi di recupero.

Anche la BCE, con la "NPL Guidance" pubblicata nel marzo 2017, ha richiesto alle Banche con un'incidenza di crediti deteriorati superiore alla media delle Banche Europee, la definizione di una strategia volta a raggiungere una progressiva riduzione degli stessi.

Conseguentemente, allo scenario "ordinario", che ipotizza una strategia di recupero basata sull'incasso del credito tipicamente attraverso azioni legali, mandati a società di recupero, realizzo delle garanzie ipotecarie, viene affiancato – ove applicabile e come strategia di recupero alternativa – anche lo scenario di vendita del credito medesimo.

In aderenza con la citata "NPL Guidance" le strategie aziendali in ordine alla riduzione dei crediti deteriorati sono rappresentate nel "NPL plan", documento approvato dal Consiglio di Amministrazione per l'invio all'Organo di Vigilanza e oggetto di aggiornamento annuale.

Qualora il suddetto documento identifichi obiettivi e strategie di dismissione e conseguentemente un portafoglio di crediti deteriorati che può essere oggetto di cessione, i crediti inclusi in tale portafoglio sino al raggiungimento degli obiettivi di cessione sono valutati tenendo conto sia del valore recuperabile attraverso la gestione operativa, sia di valutazioni di mercato (sulla base di perizie esterne) e/o di prezzi di vendita se già definiti.

In particolare, qualora l'"NPL plan" identifichi un più ampio portafoglio di crediti oggetto di potenziale cessione rappresentato da crediti di proprietà del Gruppo che hanno caratteristiche di cedibilità (quindi, ad esempio, posizioni che non presentano situazioni di contenzioso, come da indicazione puntuale delle strutture gestionali e che non siano oggetto di cartolarizzazione sintetica), rispetto agli obiettivi di vendita, il valore di bilancio del suddetto portafoglio viene determinato ponderando il valore recuperabile attraverso la gestione operativa con il valore recuperabile attraverso la cessione.

Più in dettaglio, il valore recuperabile dei crediti deteriorati cedibili è quantificato come valore medio tra (i) il "valore in ipotesi di cessione" (fair value) e (ii) il "valore in ipotesi di collection", assumendo come peso di ponderazione, la percentuale dei

crediti cedibili - determinata come rapporto tra il target di volume di crediti da cedere ed i rispettivi portafogli "aggredibili" per caratteristiche similari, ovvero come percentuale che riflette adeguatamente la probabilità di vendita dei portafogli la cui dismissione è ritenuta altamente probabile. Si osserva che il "valore in ipotesi di collection" è determinato secondo le già illustrate logiche ordinarie seguite dal Gruppo per l'impairment dei crediti deteriorati, vale a dire sulla base di una valutazione analitica per le esposizioni superiori a una definita soglia e sulla base di una valutazione analitico-statistica per le altre. La valutazione del "valore in ipotesi di cessione" è effettuata sulla base di valutazioni di mercato attraverso il ricorso a valutatori indipendenti.

Qualora, invece, l'"NPL plan" identifichi in modo specifico le posizioni da cedere, tali posizioni vengono valutate esclusivamente tenendo conto dei valori di mercato stabiliti da periti esterni sulla base di un'apposita fairness opinion o, se già definito attraverso un accordo vincolante con l'acquirente, del prezzo di cessione. Tali crediti vengono anche riclassificati tra le attività in via di dismissione.

Come già anticipato, si segnala, inoltre, che le attività finanziarie acquistate o originate già deteriorate (POCI) presentano delle particolarità in tema di impairment. In proposito, a fronte delle stesse, sin dalla data di rilevazione iniziale e per tutta la vita degli strumenti in questione, devono essere contabilizzate rettifiche di valore pari all'ECL lifetime. A ogni data di riferimento successiva del bilancio, deve, quindi, essere adeguato l'ammontare dell'ECL lifetime, rilevando a conto economico l'importo dell'eventuale variazione delle perdite attese lungo tutta la vita del credito come utile o perdita per riduzione di valore. Alla luce di quanto esposto, le attività finanziarie POCI sono inizialmente iscritte nello stage 3, ferma restando la possibilità di essere spostate successivamente fra i crediti performing, sui quali, però, continuerà ad essere rilevata una perdita attesa pari all'ECL lifetime.

Per quel che attiene ai crediti deteriorati, si ricorda, infine, che il Gruppo Intesa Sanpaolo ricorre allo stralcio/cancellazione – integrale o parziale - di partite contabili inesigibili (c.d. "write-off") e procede alla conseguente imputazione a perdite del residuo non ancora rettificato nei seguenti casi:

  • irrecuperabilità del credito, risultante da elementi certi e precisi (quali, a titolo di esempio, irreperibilità e nullatenenza del debitore, mancati recuperi da esecuzioni mobiliari ed immobiliari, pignoramenti negativi, procedure concorsuali chiuse con non completo ristoro per la Banca, se non vi sono ulteriori garanzie utilmente escutibili etc.);
  • cessione di credito;
  • rinuncia al credito, in conseguenza di remissione unilaterale del debito o residuo a fronte di contratti transattivi;
  • senza rinuncia al credito. Per quel che attiene agli stralci integrali o parziali senza rinuncia del credito, al fine di evitare il mantenimento in Bilancio di crediti che, pur continuando ad essere gestiti dalle strutture di recupero, presentano possibilità di recupero molto marginali, si procede allo stralcio integrale o parziale per irrecuperabilità del credito pur senza chiusura della pratica legale. Lo stralcio può interessare solo la porzione di credito coperta da accantonamenti; pertanto ciascun credito può essere stralciato fino al limite del Net Book Value. Su base periodica, pertanto si procede alla definizione di portafogli di crediti a sofferenza da assoggettare ad uno stralcio totale o parziale aventi le seguenti macro-caratteristiche:
    • o percentuale di copertura pari al 100% e anzianità (intesa come periodo di permanenza nello stato di "sofferenza") > di 1 anno;
    • o percentuale di copertura > 95% e anzianità (intesa come periodo di permanenza nello stato di "sofferenza") > 5 anni o > 8 anni, rispettivamente in caso di crediti non ipotecari e di crediti ipotecari.

È poi possibile procedere alla definizione di portafogli da stralciare con caratteristiche omogenee diverse da quelle sopra indicate, ma riferibili a esposizioni che presentino marginali possibilità di recupero della quota accantonata e in presenza di una quota di accantonamento minima (calcolata tenendo conto degli stralci accumulati sulla posizione, secondo la stessa regola prevista a livello prudenziale dal framework del cosiddetto "Calendar Provisioning") almeno pari al complemento a 1 del fair value stimato sulla base dei prezzi rilevati nelle ultime cessioni di crediti a sofferenza operate dal Gruppo.

Perdite di valore di partecipazioni

Ad ogni data di bilancio le partecipazioni di collegamento o sottoposte a controllo congiunto sono assoggettate ad un test di impairment al fine di verificare se esistono obiettive evidenze che possano far ritenere non interamente recuperabile il valore di iscrizione delle attività stesse.

Il processo di rilevazione di eventuali impairment prevede la verifica della presenza di indicatori di possibili riduzioni di valore e la determinazione dell'eventuale svalutazione. Gli indicatori di impairment sono sostanzialmente suddivisibili in due categorie: indicatori qualitativi e indicatori quantitativi.

Tra quelli qualitativi si segnalano:

  • il conseguimento di risultati economici negativi o comunque un significativo scostamento rispetto ad obiettivi di budget o previsti da piani pluriennali comunicati al mercato;
  • l'annuncio/avvio di procedure concorsuali o di piani di ristrutturazione;
  • la revisione al ribasso del "rating" di oltre due classi;
  • l'inadempimento rispetto agli obblighi di puntuale ed integrale pagamento dei titoli di debito emessi;
  • il ricorso a strumenti di politica industriale finalizzati a fronteggiare gravi crisi o per consentire alle aziende di affrontare processi di ristrutturazione/riorganizzazione.

Tra gli indicatori quantitativi si segnalano:

  • la riduzione del fair value al di sotto del valore di bilancio di oltre il 30% ovvero per un periodo superiore a 24 mesi;
  • la capitalizzazione di borsa inferiore al patrimonio netto contabile della società, nel caso di titoli quotati su mercati attivi, ovvero da un valore contabile della partecipazione nel bilancio separato superiore al valore contabile nel bilancio consolidato dell'attivo netto e dell'avviamento della partecipata o dalla distribuzione da parte di quest'ultima di un dividendo superiore al proprio reddito complessivo.

La presenza di indicatori di impairment comporta la rilevazione di una svalutazione nella misura in cui il valore recuperabile risulti inferiore al valore di iscrizione.

Il valore recuperabile è rappresentato dal maggiore tra il fair value al netto dei costi di vendita ed il valore d'uso.

Per i metodi utilizzati per la determinazione del fair value si rimanda a quanto indicato nella Sezione specifica A.4 – Informativa sul fair value.

Il valore d'uso è il valore attuale dei flussi finanziari attesi rivenienti dall'attività; esso riflette la stima dei flussi finanziari attesi dalla attività, la stima delle possibili variazioni nell'ammontare e/o nella tempistica dei flussi finanziari, il valore finanziario del tempo, il prezzo atto a remunerare la rischiosità dell'attività ed altri fattori che possano influenzare l'apprezzamento, da parte degli operatori di mercato, dei flussi finanziari attesi rivenienti dall'attività.

Nella determinazione del valore d'uso si utilizza il metodo dell'attualizzazione dei flussi di cassa futuri.

Perdite di valore di altre attività non finanziarie

Le attività materiali ed immateriali con vita utile definita sono soggette a test di impairment se esiste un'indicazione che il valore contabile del bene non può più essere recuperato. Il valore recuperabile viene determinato con riferimento al fair value dell'attività materiale o immateriale al netto degli oneri di dismissione o al valore d'uso se determinabile e se esso risulta superiore al fair value.

Per le immobilizzazioni materiali diverse dagli immobili e dal patrimonio artistico di pregio e le immobilizzazioni immateriali (diverse da quelle rilevate a seguito di operazioni di aggregazione) si assume che il valore di carico corrisponda normalmente al valore d'uso, in quanto determinato da un processo di ammortamento stimato sulla base dell'effettivo contributo del bene al processo produttivo e risultando estremamente aleatoria la determinazione di un fair value. I due valori si discostano, dando luogo a impairment, in caso di danneggiamenti, uscita dal processo produttivo o altre circostanze similari non ricorrenti.

Come precisato nell'ambito dell'illustrazione delle "Attività materiali ed immateriali", il Gruppo valuta gli immobili ad uso funzionale e il patrimonio artistico di pregio secondo il metodo della rideterminazione del valore; in tal caso, qualsiasi perdita per riduzione di valore di un'attività rivalutata deve essere trattata come una diminuzione della rivalutazione fino a concorrenza della stessa, dopodiché qualunque differenza è imputata a conto economico.

Come illustrato nella Parte A.4 Informativa sul fair value - Fair value del patrimonio immobiliare e del patrimonio artistico di pregio, per gli immobili strumentali annualmente viene effettuata un'analisi di scenario sui trend del mercato immobiliare, al fine di valutare se si sono presentati scostamenti di rilievo nel valore dei cespiti. Qualora siano state riscontrate variazioni di particolare entità (+ o – 10%), si procede con la predisposizione di una perizia aggiornata per adeguare il fair value del bene alle valutazioni del mercato immobiliare. In assenza di scostamenti significativi si procede alla rideterminazione del valore attraverso una nuova perizia ogni 2 anni per gli immobili cosiddetti "trophy asset" (ovvero gli immobili di particolare prestigio utilizzati da funzioni Direzionali ubicati nelle principali città sede della banca oppure di particolare interesse storico artistico perché vincolati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali) e ogni tre anni per gli altri immobili strumentali.

Per quanto concerne il patrimonio artistico di pregio, la rideterminazione di valore è effettuata tramite una nuova perizia ogni tre anni. Annualmente viene comunque svolta una analisi di scenario per individuare eventuali variazioni di valore apprezzabile al fine di anticipare l'attività valutativa. Qualora il monitoraggio annuale evidenzi un possibile scostamento di valore, in positivo o in negativo, superiore al 15% per singole opere di autori presenti nelle collezioni della banca e confrontabili in base a criteri oggettivi (dimensioni, tecnica, periodo di realizzazione, etc.), è necessario commissionare nuove perizie di stima.

Le attività immateriali rilevate a seguito di operazioni di acquisizione ed in applicazione del principio IFRS 3 ad ogni data di bilancio sono sottoposte ad un test di impairment al fine di verificare se esistono obiettive evidenze che l'attività possa aver subito una riduzione di valore.

Le attività immateriali a vita definita, rappresentate dal valore del portafoglio di asset management e dal valore del portafoglio assicurativo, in presenza di indicatori di impairment vengono sottoposte ad un nuovo processo valutativo per verificare la recuperabilità dei valori iscritti in bilancio. Il valore recuperabile viene determinato sulla base del valore d'uso, ovvero del valore attuale, stimato attraverso l'utilizzo di un tasso rappresentativo del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell'attività, dei margini reddituali generati dai rapporti in essere alla data della valutazione lungo un orizzonte temporale esprimente la durata residua attesa degli stessi.

Le attività immateriali a vita indefinita, rappresentate dalla valorizzazione del marchio ("brand name") e dall'avviamento, non presentando flussi finanziari autonomi, sono annualmente sottoposte ad una verifica dell'adeguatezza del valore iscritto tra le attività con riferimento alla Cash Generating Unit (CGU) a cui i valori sono stati attribuiti in occasione delle operazioni di aggregazione aziendale. L'ammontare dell'eventuale riduzione di valore è determinato sulla base della differenza tra il valore contabile della CGU e il valore recuperabile della stessa rappresentato dal maggiore tra il fair value, al netto di eventuali costi di vendita, ed il valore d'uso.

Il valore contabile delle CGU deve essere determinato in maniera coerente con il criterio con cui è determinato il valore recuperabile delle stesse. Nell'ottica di un'impresa bancaria non è possibile individuare i flussi generati da una CGU senza considerare i flussi derivanti da attività/passività finanziarie, posto che queste ultime integrano il core business aziendale.

In altri termini, il valore recuperabile delle CGU è influenzato dai suddetti flussi e pertanto il valore contabile delle stesse deve essere determinato coerentemente al perimetro di stima del valore recuperabile e deve, quindi, includere anche le attività/passività finanziarie. A tal fine, queste attività e passività devono essere opportunamente allocate alle CGU di riferimento.

Seguendo questa impostazione, il valore contabile delle CGU di Intesa Sanpaolo può essere determinato in termini di contributo al patrimonio netto consolidato inclusa la parte di pertinenza di terzi.

Pertanto, il valore di carico delle CGU composte da società che appartengono ad una singola divisione operativa o coincidono con una singola legal entity (Asset Management, Private Banking, Insurance e International Subsidiary Banks) è determinato attraverso la sommatoria dei singoli valori contabili di ogni società nel bilancio consolidato, intesi come contributo al patrimonio netto consolidato e corrispondenti al loro patrimonio netto contabile, tenendo conto di eventuali avviamenti e intangibles registrati in sede di acquisizione (al netto dei successivi ammortamenti e di eventuali svalutazioni) e delle scritture di consolidamento. Per la determinazione del valore di carico delle altre due divisioni (Banca dei Territori e IMI Corporate & Investment Banking), poiché la Capogruppo e altre banche contribuiscono gestionalmente ad entrambe e tale suddivisione non è rappresentata nelle informazioni contabili, non è possibile determinare il valore di carico complessivo delle CGU sulla

base di valori contabili. Di conseguenza è necessario ricorrere a fattori gestionali per operare la suddivisione dopo aver attribuito in maniera analitica gli intangibles e gli avviamenti alle due CGU in coerenza con le informazioni contabili disponibili. Il driver gestionale è identificato nel "capitale regolamentare", determinato dalle strutture della Direzione Rischi Finanziari e di Mercato, per ogni divisione operativa: esso rappresenta l'assorbimento patrimoniale necessario per fronteggiare le fattispecie di rischio previste dalle vigenti disposizioni di vigilanza regolamentare. I valori contabili così determinati tengono già conto degli effetti di eventuali impairment effettuati sulle singole attività, ivi inclusi quelli eventualmente relativi ad attività immateriali a vita definita.

Per i metodi utilizzati per la determinazione del fair value si rimanda a quanto indicato nella Sezione A.4 – Informativa sul fair value.

Il valore d'uso di una CGU è determinato attraverso la stima del valore attuale dei flussi finanziari futuri che si prevede possano essere generati dalla CGU. Tali flussi finanziari sono determinati utilizzando l'ultimo piano d'impresa pubblico disponibile ovvero, in mancanza, attraverso la formulazione di un piano previsionale interno da parte del management o attraverso altre evidenze esterne disponibili. Normalmente il periodo di previsione analitico comprende un arco temporale massimo di cinque anni. Il flusso dell'ultimo esercizio di previsione analitica viene proiettato in perpetuità, attraverso un appropriato tasso di crescita "g" ai fini del cosiddetto "Terminal value". Il tasso "g" viene determinato assumendo come fattore di crescita il minore tra il tasso medio di crescita rilevato nel periodo di previsione analitica ed il tasso medio di sviluppo del Prodotto Interno Lordo nei Paesi in cui i flussi si generano.

Nella determinazione del valore d'uso i flussi finanziari devono essere attualizzati ad un tasso che rifletta le valutazioni correnti del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell'attività. In particolare i tassi di attualizzazione utilizzati incorporano la componente risk free e premi per il rischio correlati alla componente azionaria osservati su un arco temporale sufficientemente ampio per riflettere condizioni di mercato e cicli economici differenziati. Inoltre, per ogni CGU, in considerazione della diversa rischiosità dei rispettivi ambiti operativi, sono utilizzati coefficienti Beta differenziati. Tutti i tassi così determinati sono corretti per tenere conto del cosiddetto "Rischio Paese".

I flussi finanziari prodotti dalle partecipate estere sono stimati nella valuta nella quale essi si generano e convertiti in euro utilizzando il tasso di cambio a pronti alla data di determinazione del valore d'uso.

Per quanto riguarda l'attività immateriale rappresentata dal brand name, qualora la CGU di riferimento non presenti avviamenti allocati e, conseguentemente, non risulti possibile attrarre la verifica del valore recuperabile dell'intangible specifico nel contesto dell'impairment test dell'avviamento basato sui flussi di cassa complessivi della CGU, si procede ad una sua valutazione autonoma e specifica sulla base del fair value attestato dalla perizia di un esperto indipendente.

Aggregazioni aziendali

In tema di Aggregazioni aziendali il principio contabile di riferimento è l'IFRS 3.

Il trasferimento del controllo di un'impresa (o di un gruppo di attività e beni integrati, condotti e gestiti unitariamente) configura un'operazione di aggregazione aziendale.

A tal fine il controllo si considera trasferito quando l'investitore è esposto a rendimenti variabili, o detiene diritti su tali rendimenti, derivanti dal proprio rapporto con la partecipata e nel contempo ha la capacità di incidere sui rendimenti esercitando il proprio potere su tale entità.

L'IFRS 3 richiede che per tutte le operazioni di aggregazione venga individuato un acquirente. Quest'ultimo deve essere identificato nel soggetto che ottiene il controllo su un'altra entità o gruppo di attività. Nel caso in cui non si sia in grado di identificare un soggetto controllante seguendo la definizione di controllo sopra descritta, come per esempio nel caso di operazioni di scambio di interessenze partecipative, l'individuazione dell'acquirente deve avvenire con l'utilizzo di altri fattori quali: l'entità il cui fair value è significativamente maggiore, l'entità che eventualmente versa un corrispettivo in denaro, l'entità che emette le nuove azioni.

L'acquisizione, e quindi il primo consolidamento dell'entità acquisita, deve essere contabilizzata nella data in cui l'acquirente ottiene effettivamente il controllo sull'impresa o attività acquisite. Quando l'operazione avviene tramite un'unica operazione di scambio, la data dello scambio normalmente coincide con la data di acquisizione. Tuttavia è sempre necessario verificare l'eventuale presenza di accordi tra le parti che possano comportare un trasferimento del controllo prima della data dello scambio.

Il corrispettivo trasferito nell'ambito di un'operazione di aggregazione deve essere determinato come sommatoria del fair value, alla data dello scambio, delle attività cedute, delle passività sostenute o assunte e degli strumenti di capitale emessi dall'acquirente in cambio del controllo.

Nelle operazioni che prevedono il pagamento in denaro (o quando è previsto il pagamento mediante strumenti finanziari assimilabili alla cassa) il prezzo è il corrispettivo pattuito, eventualmente attualizzato nel caso in cui sia previsto un pagamento rateale con riferimento ad un periodo superiore al breve termine; nel caso in cui il pagamento avvenga tramite uno strumento diverso dalla cassa, quindi mediante l'emissione di strumenti rappresentativi di capitale, il prezzo è pari al fair value del mezzo di pagamento al netto dei costi direttamente attribuibili all'operazione di emissione di capitale. Per le modalità di determinazione del fair value degli strumenti finanziari, si rimanda a quanto indicato nella Sezione A.4 – Informativa sul fair value, con l'accortezza che, in presenza di azioni quotate su mercati attivi, il fair value è rappresentato dalla quotazione di Borsa alla data dell'acquisizione o, in mancanza, dall'ultima quotazione disponibile.

Sono inclusi nel corrispettivo dell'aggregazione aziendale alla data di acquisizione gli aggiustamenti subordinati ad eventi futuri, se previsti dagli accordi e solo nel caso in cui siano probabili, determinabili in modo attendibile e realizzati entro i dodici mesi successivi alla data di acquisizione del controllo mentre non vengono considerati gli indennizzi per riduzione del valore delle attività utilizzate in quanto già considerati o nel fair value degli strumenti rappresentativi di capitale o come riduzione del premio o incremento dello sconto sull'emissione iniziale nel caso di emissione di strumenti di debito.

I costi correlati all'acquisizione sono gli oneri che l'acquirente sostiene per la realizzazione dell'aggregazione aziendale; a titolo esemplificativo questi comprendono i compensi professionali corrisposti a revisori, periti, consulenti legali, i costi per perizie e controllo dei conti, predisposizione di documenti informativi richiesti dalle norme, nonché le spese di consulenza sostenute per identificare potenziali target da acquisire se è contrattualmente stabilito che il pagamento sia effettuato solo in caso di esito positivo dell'aggregazione, nonché i costi di registrazione ed emissione di titoli di debito o titoli azionari.

L'acquirente deve contabilizzare i costi correlati all'acquisizione come oneri nei periodi in cui tali costi sono sostenuti e i servizi sono ricevuti, ad eccezione dei costi di emissione di titoli azionari o di titoli di debito che devono essere rilevati secondo quanto disposto dallo IAS 32.

Le operazioni di aggregazione aziendale sono contabilizzate secondo il "metodo dell'acquisizione", in base al quale le attività identificabili acquisite (comprese eventuali attività immateriali in precedenza non rilevate dall'impresa acquisita) e le passività identificabili assunte (comprese quelle potenziali) devono essere rilevate ai rispettivi fair value alla data di acquisizione.

Inoltre, come espressamente previsto dall'IFRS 3, per ogni aggregazione aziendale eventuali quote di minoranza nella società acquisita possono essere rilevate al fair value (con conseguente incremento del corrispettivo trasferito) o in proporzione alla quota della partecipazione di minoranza nelle attività nette identificabili delle società acquisite.

Se il controllo viene realizzato attraverso acquisti successivi, l'acquirente deve ricalcolare l'interessenza che deteneva in precedenza nella società acquisita al rispettivo fair value alla data di acquisizione e rilevare nel conto economico l'eventuale differenza rispetto al precedente valore di carico.

L'eccedenza tra il corrispettivo trasferito (rappresentato dal fair value delle attività trasferite, delle passività sostenute o degli strumenti di capitale emessi dall'acquirente), eventualmente integrato dal valore delle quote di minoranza (determinato come sopra esposto) e dal fair value delle interessenze già possedute dall'acquirente, ed il fair value delle attività e passività acquisite deve essere rilevata come avviamento; qualora queste ultime risultino, invece, superiori alla sommatoria del corrispettivo, delle quote di minoranza e del fair value delle quote già possedute, la differenza deve essere imputata a conto economico.

La contabilizzazione dell'operazione di aggregazione può avvenire provvisoriamente entro la fine dell'esercizio in cui l'aggregazione viene realizzata e deve essere perfezionata entro dodici mesi dalla data di acquisizione.

Le contabilizzazioni di ulteriori quote di partecipazione in società già controllate sono considerate, ai sensi dell'IFRS 10, come operazione sul capitale, ossia operazioni con soci che agiscono nella loro qualità di soci. Pertanto le differenze tra i costi di acquisizione ed il valore contabile delle quote di minoranza acquisite sono imputate al patrimonio netto di gruppo; parimenti, le vendite di quote di minoranza senza perdita del controllo non generano utili/perdite nel conto economico ma variazioni del patrimonio netto di gruppo.

Non configurano aggregazioni aziendali le operazioni finalizzate al controllo di una o più imprese che non costituiscono un'attività aziendale o al controllo in via transitoria o, infine, se l'aggregazione aziendale è realizzata con finalità riorganizzative, quindi tra due o più imprese o attività aziendali già facenti parte del Gruppo Intesa Sanpaolo, e che non comporta cambiamento degli assetti di controllo indipendentemente dalla percentuale di diritti di terzi prima e dopo l'operazione (cosiddette aggregazioni aziendali di imprese sottoposte a controllo comune). Tali operazioni sono considerate prive di sostanza economica. Pertanto, in assenza di specifiche indicazioni previste dai principi IAS/IFRS e in aderenza con le presunzioni dello IAS 8 che richiede che – in assenza di un principio specifico – l'impresa debba fare uso del proprio giudizio nell'applicare un principio contabile che fornisca un'informativa rilevante, attendibile, prudente e che rifletta la sostanza economica dell'operazione, esse sono contabilizzate salvaguardando la continuità dei valori nel bilancio dell'acquirente.

Le fusioni rientrano tra le operazioni di concentrazione tra imprese, rappresentando la forma di aggregazione aziendale più completa, in quanto comportano l'unificazione sia giuridica che economica dei soggetti che vi partecipano.

Le fusioni, siano esse proprie, cioè con la costituzione di un nuovo soggetto giuridico oppure "per incorporazione" con la confluenza di un'impresa in un'altra impresa già esistente, sono trattate secondo i criteri precedentemente illustrati, in particolare:

  • se l'operazione comporta il trasferimento del controllo di un'impresa, essa viene trattata come un'operazione di aggregazione ai sensi dell'IFRS 3;
  • se l'operazione non comporta il trasferimento del controllo, essa viene contabilizzata privilegiando la continuità dei valori.

Criteri di redazione dell'informativa di settore

L'informativa di settore del Gruppo Intesa Sanpaolo si basa sugli elementi che il management utilizza per prendere le proprie decisioni operative (c.d. "management approach") ed è dunque coerente con i requisiti informativi previsti dall'IFRS 8.

Il modello organizzativo del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in sei settori di attività con specifiche responsabilità operative: Banca dei Territori, IMI Corporate & Investment Banking, International Subsidiary Banks, Asset Management, Private Banking e Insurance. Ai suddetti settori operativi si aggiunge, inoltre, il Centro di Governo cui è demandato il presidio delle funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo dell'intero Gruppo. Rientrano nel Centro di Governo strutture di supporto rappresentate dalla Tesoreria, dalla Direzione NPE nonché le attività di Asset & Liability Management (ALM) strategico. Si segnala che nel corso del 2021, a valle dell'avvenuta integrazione del Gruppo UBI, si è proceduto all'attribuzione dei relativi apporti reddituali e dei saldi patrimoniali – che nel bilancio 2020 erano stati provvisoriamente rappresentati come una Divisione di Business separata – alle Divisioni operative di riferimento.

Ai fini della predisposizione del Segment Reporting i risultati economici e patrimoniali attribuiti ai diversi settori di attività sono determinati in base ai principi contabili utilizzati nella redazione e presentazione del bilancio consolidato. L'utilizzo degli stessi criteri di rendicontazione consente una più agevole riconciliazione dei dati settoriali con quelli consolidati. Al fine di rappresentare più efficacemente i risultati e per meglio comprendere le componenti che li hanno generati, per ciascun settore oggetto di informativa viene presentato il conto economico riclassificato con valori che esprimono il contributo al risultato di Gruppo61 .

Il contributo delle diverse Divisioni e del Centro di Governo al risultato economico complessivo di Gruppo è determinato secondo le metodologie descritte di seguito:

– applicazione del modello di contribuzione a tassi interni di trasferimento (TIT), differenziati sulla base della scadenza della singola operazione, per la corretta attribuzione della componente interessi netti;

61 Si segnala che nel corso del 2021 si è proceduto ad una revisione delle modalità di allocazione dei costi e dei ricavi tra Business Unit e Centro di Governo, anche in relazione alla necessità di integrazione di UBI Banca secondo le logiche di segment reporting del Gruppo Intesa Sanpaolo. Per ulteriori dettagli e per la quantificazione dei relativi impatti si rimanda alla precedente Parte A.1 – Parte generale: Sezione 2 – Principi generali di redazione.

  • applicazione, in forza di specifici accordi tra le Banche/Società del Gruppo, di regole di retrocessione per le componenti reddituali riferibili a transazioni che prevedono la ripartizione dei risultati tra fabbriche prodotto/unità di servizio ed enti di relazione/unità clienti;
  • addebito dei costi diretti a ciascuna Divisione di Business e al Centro di Governo;
  • applicazione del modello di contabilità industriale di Gruppo, per la parte di competenza, per l'addebito dei costi per i servizi erogati dalle strutture centrali di Capogruppo facenti parte del Centro di Governo nei confronti delle Divisioni di Business e delle altre Strutture del Centro di Governo, nonché dei costi relativi allo svolgimento delle attività di indirizzo e controllo;
  • applicazione della logica di portafogliazione/segmentazione della clientela per l'attribuzione a ciascuna Divisione e al Centro di Governo dei risultati economici dell'operatività con clientela e delle rettifiche nette di valore su crediti.

Il risultato netto delle Business Unit è indicato al netto degli effetti fiscali, calcolati applicando le principali componenti di determinazione del tax rate effettivo in coerenza con la politica fiscale del Gruppo.

I risultati economici dei segmenti operativi di business sono rappresentati al netto dei rapporti infragruppo interni ad essi e al lordo dei rapporti tra diversi segmenti operativi di business.

Per ogni Divisione e per il Centro di Governo viene inoltre calcolato il capitale assorbito in base ai RWA (Risk Weighted Assets) determinati coerentemente con la normativa vigente e integrati, laddove necessario, con dati gestionali di capitale "economico" per tenere conto dei rischi non coperti dalla metrica regolamentare

A completamento dell'informativa per segmenti operativi di business viene anche fornita un'illustrazione dei dati economici e degli aggregati patrimoniali più rilevanti riferiti alle aree geografiche in cui il Gruppo opera. Le aree geografiche sono definite sulla base dell'articolazione territoriale dell'attività del Gruppo. Tali segmenti operativi di business sono riconducibili a tre principali raggruppamenti geografici definiti in base al criterio di residenza delle entità giuridiche costituenti il Gruppo: Italia, Europa e Resto del mondo.

Attività e passività assicurative

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha deciso di avvalersi dell'opzione di applicazione del c.d. "Deferral Approach", in virtù del quale le attività e le passività finanziarie delle Compagnie assicurative controllate continuano ad essere rilevate in bilancio ai sensi di quanto prescritto dallo IAS 39, in attesa dell'entrata in vigore del nuovo principio contabile internazionale sui contratti assicurativi (IFRS 17), a far data dal 1° gennaio 202362. Per completezza ed in maniera sintetica, di seguito vengono quindi riportati:

  • i criteri di classificazione e valutazione delle attività e passività finanziarie utilizzati dalle Imprese di assicurazione del Gruppo, rimandando per maggiori dettagli a quanto esposto nella Parte A "Politiche contabili" della Nota integrativa consolidata al Bilancio 2017. Non sono, invece, riproposti i criteri di iscrizione e cancellazione, dato il sostanziale allineamento tra le previsioni dell'IFRS 9 e quelle dello IAS 39 al riguardo;
  • le impostazioni adottate per i prodotti specifici del comparto assicurativo.

Per quel che attiene al trattamento delle voci di bilancio delle Compagnie assicurative diverse da quelle di natura finanziaria, si rimanda a quanto precedentemente rappresentato, dato che le società del gruppo bancario e quelle del comparto assicurativo condividono le medesime politiche contabili

1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione

Criteri di classificazione

Sono classificate in questa categoria le attività finanziarie allocate nel portafoglio di negoziazione, essenzialmente rappresentate da titoli di debito e di capitale e dal valore positivo dei contratti derivati detenuti con finalità di negoziazione. Fra i contratti derivati sono inclusi anche quelli incorporati in strumenti finanziari complessi che sono stati oggetto di rilevazione separata in quanto:

  • le loro caratteristiche economiche ed i rischi non sono strettamente correlati alle caratteristiche del contratto sottostante;

  • gli strumenti incorporati, anche se separati, soddisfano la definizione di derivato;

  • gli strumenti ibridi cui appartengono non sono valutati al fair value con le relative variazioni rilevate a conto economico.

I derivati sono rappresentati come attività se il fair value è positivo e come passività se il fair value è negativo. E' possibile compensare i valori correnti positivi e negativi derivanti da operazioni in essere con la medesima controparte soltanto qualora si abbia correntemente il diritto legale di compensare gli importi rilevati contabilmente e si intenda procedere al regolamento su base netta delle posizioni oggetto di compensazione.

Non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui si sia in presenza di eventi inusuali e che difficilmente si possono ripresentare nel breve periodo.

In tali casi è possibile riclassificare titoli di debito e di capitale non più detenuti per finalità di negoziazione in altre categorie previste dallo IAS 39 qualora ne ricorrano le condizioni per l'iscrizione (Attività finanziarie detenute sino alla scadenza, Attività finanziarie disponibili per la vendita, Crediti). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione. In sede di riclassificazione viene effettuata la verifica in merito all'eventuale presenza di contratti derivati incorporati da scorporare.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie detenute per la negoziazione sono valorizzate al fair value. Gli

62 In data 23 novembre 2021 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'UE il Regolamento n. 2036/2021 del 19 novembre che omologa il nuovo principio contabile IFRS 17 "Contratti assicurativi". A tal proposito, si ricorda che in data 25 giugno 2020 lo IASB aveva pubblicato la versione finale degli "Amendments to IFRS 17 Insurance Contracts" nella quale veniva confermato il differimento della data di prima applicazione obbligatoria dello Standard al 1° gennaio 2023 (in luogo del 1° gennaio 2022 precedentemente proposto nell'ED 2019/4) e la contestuale possibilità di proroga del "Deferral approach" nell'applicazione dell'IFRS 9 alla stessa data. Tale aspetto era stato recepito dalla Commissione Europea con la pubblicazione del Regolamento n. 2097/2020 "Proroga dell'esenzione temporanea dell'applicazione dell'IFRS 9 (modifiche all'IFRS 4)" del 15 dicembre 2020.

effetti dell'applicazione di tale criterio di valutazione sono imputati nel conto economico.

Per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari quotati in un mercato attivo, vengono utilizzate quotazioni di mercato. In assenza di un mercato attivo, vengono utilizzati metodi di stima e modelli valutativi comunemente adottati, che tengono conto di tutti i fattori di rischio correlati agli strumenti e che sono basati su dati rilevabili sul mercato quali: valutazione di strumenti quotati che presentano analoghe caratteristiche, calcoli di flussi di cassa scontati, modelli di determinazione del prezzo di opzioni, valori rilevati in recenti transazioni comparabili, ecc. I titoli di capitale, le quote di OICR e gli strumenti derivati che hanno per oggetto titoli di capitale, non quotati in un mercato attivo, per i quali non sia possibile determinare il fair value in maniera attendibile secondo le linee guida sopra indicate, sono mantenuti al costo.

2. Attività finanziarie disponibili per la vendita

Criteri di classificazione

Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie non diversamente classificate come Crediti, Attività detenute per la negoziazione, Attività detenute sino a scadenza o Attività finanziarie valutate al fair value. In particolare, vengono incluse in questa voce, oltre ai titoli obbligazionari che non sono oggetto di attività di trading e che non sono classificati tra le Attività detenute sino alla scadenza o valutate al fair value oppure tra i Crediti, anche le interessenze azionarie non gestite con finalità di negoziazione e non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto, inclusi gli investimenti di private equity ed in fondi di private equity, nonché la quota dei prestiti sindacati sottoscritti che, sin dall'origine, viene destinata alla cessione.

Nei casi consentiti dai principi contabili, sono ammesse riclassifiche esclusivamente verso la categoria Attività finanziarie detenute sino alla scadenza. E' possibile inoltre riclassificare i titoli di debito oltre che nella categoria delle Attività finanziarie detenute sino alla scadenza, anche nei Crediti, in presenza di intento di detenzione per il prevedibile futuro e qualora ne ricorrano le condizioni per l'iscrizione. Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le Attività disponibili per la vendita sono valutate al fair value, con la rilevazione a conto economico del valore corrispondente al costo ammortizzato, mentre gli utili o le perdite derivanti da una variazione di fair value vengono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto sino a che l'attività finanziaria non viene cancellata o non viene rilevata una perdita di valore. Al momento della dismissione, totale o parziale, o della rilevazione di una perdita di valore, l'utile o la perdita cumulati vengono riversati, in tutto o in parte, a conto economico.

Il fair value viene determinato sulla base dei criteri già illustrati per le attività finanziarie detenute per la negoziazione.

I titoli di capitale inclusi in questa categoria e le quote di OICR che hanno per oggetto titoli di capitale, non quotati in un mercato attivo, per i quali non sia possibile determinare il fair value in maniera attendibile, sono mantenuti al costo.

Le attività finanziarie disponibili per la vendita sono sottoposte ad una verifica volta ad individuare l'esistenza di obiettive evidenze di riduzione di valore.

Se sussistono tali evidenze, l'importo della perdita viene misurato come differenza tra il valore contabile dell'attività ed il fair value.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico, nel caso di crediti o titoli di debito, ed a patrimonio netto nel caso di titoli di capitale. L'ammontare della ripresa non può in ogni caso superare il costo ammortizzato che lo strumento avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.

3. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza

Criteri di classificazione

Sono classificati nella presente categoria i titoli di debito quotati con pagamenti fissi o determinabili e con scadenza fissa, che si ha intenzione e capacità di detenere sino a scadenza.

Nei casi consentiti dai principi contabili, sono ammesse riclassifiche esclusivamente verso la categoria delle Attività finanziarie disponibili per la vendita. Qualora nel corso di un esercizio venisse venduto o riclassificato, prima della scadenza, un importo non irrilevante degli investimenti classificati in tale categoria, le rimanenti attività finanziarie detenute fino a scadenza verrebbero riclassificate come Attività finanziarie disponibili per la vendita e l'uso del portafoglio in questione sarebbe precluso per i successivi due esercizi, a meno che le vendite o riclassificazioni:

  • siano così prossime alla scadenza o alla data dell'opzione dell'attività finanziaria, che le oscillazioni del tasso di interesse di mercato non avrebbero un effetto significativo sul fair value dell'attività stessa;
  • si siano verificate dopo l'incasso sostanzialmente di tutto il capitale originario dell'attività finanziaria attraverso pagamenti ordinari programmati o anticipati; o
  • siano attribuibili a un evento isolato non controllabile, che non sia ricorrente e non si possa pertanto ragionevolmente prevedere.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le Attività finanziarie detenute sino alla scadenza sono valutate al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo.

Gli utili o le perdite riferiti ad attività detenute sino a scadenza sono rilevati nel conto economico nel momento in cui le attività sono cancellate o hanno subito una riduzione di valore, nonché tramite il processo di ammortamento della differenza tra il valore di iscrizione e il valore rimborsabile alla scadenza.

Le attività detenute sino alla scadenza sono sottoposte ad una verifica volta ad individuare l'esistenza di obiettive evidenze di riduzione di valore.

Se sussistono tali evidenze l'importo della perdita viene misurato come differenza tra il valore contabile dell'attività e il valore

attuale dei futuri flussi finanziari stimati, scontati al tasso di interesse effettivo originario. L'importo della perdita viene rilevato nel conto economico.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico. La ripresa di valore non può eccedere il costo ammortizzato che lo strumento finanziario avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.

4. Crediti

Criteri di classificazione

I crediti includono gli impieghi con clientela e con banche, sia erogati direttamente sia acquistati da terzi, che prevedono pagamenti fissi o comunque determinabili, che non sono quotati in un mercato attivo e che non sono stati classificati all'origine tra le Attività finanziarie disponibili per la vendita.

Nella voce Crediti rientrano inoltre i crediti commerciali, le operazioni pronti contro termine con obbligo di rivendita a termine ed i titoli acquistati in sottoscrizione o collocamento privato, con pagamenti determinati o determinabili, non quotati in mercati attivi.

Non sono ammesse riclassifiche in altre categorie di attività finanziarie previste dallo IAS 39.

Criteri di valutazione

Dopo la rilevazione iniziale, i crediti sono valutati al costo ammortizzato, pari al valore di prima iscrizione diminuito/aumentato dei rimborsi di capitale, delle rettifiche/riprese di valore e dell'ammortamento – calcolato col metodo del tasso di interesse effettivo – della differenza tra l'ammontare erogato e quello rimborsabile a scadenza, riconducibile tipicamente ai costi/proventi imputati direttamente al singolo credito. Il tasso di interesse effettivo è individuato calcolando il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri del credito, per capitale ed interesse, all'ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti al credito. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi lungo la vita residua attesa del credito.

Il metodo del costo ammortizzato non viene utilizzato per i crediti la cui breve durata fa ritenere trascurabile l'effetto dell'applicazione della logica dell'attualizzazione. Detti crediti vengono valorizzati al costo storico. Analogo criterio di valorizzazione viene adottato per i crediti senza una scadenza definita o a revoca.

I crediti sono sottoposti ad una ricognizione volta ad individuare quelli che, a seguito del verificarsi di eventi occorsi dopo la loro iscrizione, mostrino oggettive evidenze di una possibile perdita di valore. Rientrano in tale ambito i crediti ai quali è stato attribuito lo status di sofferenza, inadempienza probabile, o di scaduto/sconfinante secondo le regole di Banca d'Italia, coerenti con la normativa IAS/IFRS e di vigilanza europea.

I crediti deteriorati sono oggetto di un processo di valutazione analitica, o con determinazione della previsione di perdita per categorie omogenee ed attribuzione analitica ad ogni posizione, e l'ammontare della rettifica di valore di ciascun credito è pari alla differenza tra il valore di bilancio dello stesso al momento della valutazione (costo ammortizzato) ed il valore attuale dei previsti flussi di cassa futuri, calcolato applicando il tasso di interesse effettivo originario.

I flussi di cassa previsti tengono conto dei tempi di recupero attesi, del presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie nonché dei costi che si ritiene verranno sostenuti per il recupero dell'esposizione creditizia.

Il tasso effettivo originario di ciascun credito rimane invariato nel tempo ancorché sia intervenuta una ristrutturazione del rapporto che abbia comportato la variazione del tasso contrattuale ed anche qualora il rapporto divenga, nella pratica, infruttifero di interessi contrattuali.

La rettifica di valore è iscritta a conto economico.

Il valore originario dei crediti viene ripristinato negli esercizi successivi nella misura in cui vengano meno i motivi che ne hanno determinato la rettifica, purché tale valutazione sia oggettivamente collegabile ad un evento verificatosi successivamente alla rettifica stessa. La ripresa di valore è iscritta nel conto economico e non può in ogni caso superare il costo ammortizzato che il credito avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.

I ripristini di valore connessi con il trascorrere del tempo sono appostati tra le riprese di valore.

I crediti per i quali non sono state individuate singolarmente evidenze oggettive di perdita sono sottoposti alla valutazione di una rettifica di valore collettiva. Tale valutazione avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito e le relative percentuali di perdita sono stimate tenendo conto di serie storiche e di altri elementi osservabili alla data della valutazione, che consentano di stimare il valore della perdita latente in ciascuna categoria di crediti. Nella valutazione si tiene conto anche della rischiosità connessa con il Paese di residenza della controparte.

Le rettifiche di valore determinate collettivamente sono imputate nel conto economico.

5. Attività finanziarie valutate al fair value

Criteri di classificazione

I principi contabili IAS/IFRS omologati dalla Commissione Europea consentono di classificare nella categoria degli strumenti finanziari valutati al fair value con contropartita in conto economico qualsiasi attività finanziaria così definita al momento dell'acquisizione, nel rispetto delle casistiche previste dalla normativa di riferimento.

Non sono ammesse riclassifiche in altre categorie di attività finanziarie.

Il Gruppo classifica in tale categoria gli investimenti a fronte di polizze assicurative.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, gli strumenti finanziari in questione sono valorizzati al fair value. Gli effetti dell'applicazione di tale criterio di valutazione sono imputati nel conto economico.

6. Debiti e titoli in circolazione

Criteri di classificazione

I Debiti verso banche, i Debiti verso clientela e i Titoli in circolazione ricomprendono le varie forme di provvista interbancaria e con clientela, le operazioni pronti contro termine con obbligo di riacquisto a termine e la raccolta effettuata attraverso certificati di deposito, titoli obbligazionari ed altri strumenti di raccolta in circolazione, al netto degli eventuali ammontari riacquistati.

Sono inoltre inclusi i debiti iscritti dall'impresa in qualità di locatario nell'ambito di operazioni di leasing finanziario.

Criteri di valutazione

Dopo la rilevazione iniziale, le passività finanziarie vengono valutate al costo ammortizzato col metodo del tasso di interesse effettivo.

Fanno eccezione le passività a breve termine, per le quali il fattore temporale risulta trascurabile, che rimangono iscritte per il valore incassato.

7. Passività finanziarie di negoziazione

Criteri di iscrizione

Gli strumenti finanziari in oggetto sono iscritti alla data di sottoscrizione o alla data di emissione ad un valore pari al costo corrispondente al fair value dello strumento, senza considerare eventuali costi o proventi di transazione direttamente attribuibili agli strumenti stessi.

In tale categoria di passività sono, in particolare, inclusi il valore negativo dei contratti derivati di trading, nonché il valore negativo dei derivati impliciti presenti in contratti complessi ma non strettamente correlati agli stessi. Inoltre sono incluse le passività che originano da scoperti tecnici generati dall'attività di negoziazione di titoli.

Criteri di cancellazione

Le Passività finanziarie detenute per negoziazione vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando la passività finanziaria è ceduta con trasferimento sostanziale di tutti i rischi ed i benefici derivanti dalla proprietà delle stesse.

8. Passività finanziarie valutate al fair value

Criteri di classificazione

Formano oggetto di rilevazione nella presente voce le passività finanziarie designate al fair value con contropartita in conto economico, sulla base della facoltà riconosciuta alle imprese (c.d. "fair value option") dallo IAS 39, nel rispetto delle casistiche previste dalla normativa di riferimento.

Il Gruppo si è avvalso della possibilità di designare come passività al fair value i prodotti di natura finanziaria che non presentano un rischio assicurativo significativo e che non sono inclusi in gestioni separate e non prevedono, quindi, elementi di partecipazione discrezionale agli utili. Anche gli investimenti relativi a tali forme di raccolta, come già precedentemente esposto, sono valutati al fair value eliminando o riducendo notevolmente possibili "asimmetrie contabili" che altrimenti risulterebbero dalla rilevazione di queste attività e delle relative passività sulla base di criteri contabili differenti.

Criteri di valutazione

Tali passività sono valutate al fair value con imputazione del risultato della valutazione nel conto economico.

9. Prodotti a contenuto assicurativo

I prodotti per i quali il rischio assicurativo è valutato significativo comprendono: le polizze di ramo primo temporanee caso morte, le polizze di rendita e miste con coefficienti di conversione in rendita garantiti al momento dell'emissione, alcune tipologie di polizze unit linked e le polizze danni. Per tali prodotti, la disciplina IAS/IFRS conferma sostanzialmente quanto previsto dai principi contabili nazionali in materia assicurativa.

L'IFRS 4, in sintesi prevede:

  • l'iscrizione dei premi lordi a Conto economico fra i proventi; essi comprendono tutti gli importi maturati durante l'esercizio a seguito della stipula dei contratti di assicurazione al netto degli annullamenti; analogamente, i premi ceduti ai riassicuratori sono iscritti quali costi dell'esercizio;
  • a fronte dei proventi per i premi lordi, è accantonato alle riserve tecniche l'importo degli impegni verso gli assicurati, calcolati analiticamente per ciascun contratto secondo quanto definito dai principi contabili locali in materia;
  • i prodotti a contenuto assicurativo inseriti all'interno delle gestioni separate sono valutati applicando il cosiddetto shadow accounting, ossia allocando le differenze tra il valore di carico e quello di mercato, relativamente ai titoli classificati disponibili per la vendita, per la componente di competenza degli assicurati alle riserve tecniche, e per quella di competenza delle società assicurative al patrimonio netto. Nel caso in cui, invece, i titoli siano valutati al fair value, rilevato a Conto economico, la differenza tra il valore di carico ed il valore di mercato viene registrata a Conto economico determinando una variazione delle riserve tecniche per la quota di competenza degli assicurati;
  • nella determinazione dello shadow accounting il Gruppo utilizza, per ogni gestione, l'aliquota media di retrocessione e il tasso minimo garantito definiti in base alle condizioni contrattuali dei diversi prodotti collegati alla gestione;
  • le passività relative ai prodotti con partecipazione discrezionale agli utili sono rappresentate complessivamente senza distinzione tra la componente garantita e quella discrezionale.

In conformità alle previsioni dell'IFRS 4 il Gruppo verifica l'adeguatezza prospettica del valore delle passività iscritte attraverso il cosiddetto Liability Adequacy Test (LAT).

10. Prodotti di natura finanziaria inclusi in gestioni separate

I prodotti di natura finanziaria che, pur non avendo un rischio assicurativo significativo, sono inclusi in gestioni separate, e quindi prevedono elementi di partecipazione discrezionale agli utili, comprendono la maggioranza delle polizze sulla durata della vita e delle polizze miste di ramo primo, nonché le polizze di capitalizzazione di ramo quinto. Essi sono contabilizzati secondo i principi dettati dall'IFRS 4, ovvero, sinteticamente:

  • i prodotti sono esposti in bilancio in modo sostanzialmente analogo a quanto previsto dai principi contabili locali in materia, con evidenza a Conto economico dei premi, dei pagamenti e della variazione delle riserve tecniche;
  • ai prodotti a contenuto assicurativo inseriti all'interno delle gestioni separate, e che quindi prevedono elementi di partecipazione discrezionale agli utili, si applica il cosiddetto shadow accounting, come già rappresentato nel paragrafo precedente;
  • nella determinazione dello shadow accounting il Gruppo utilizza, per ogni gestione, l'aliquota media di retrocessione e il tasso minimo garantito definiti in base alle condizioni contrattuali dei diversi prodotti collegati alla gestione;
  • le passività relative ai prodotti con partecipazione discrezionale agli utili sono rappresentate in modo complessivo, senza distinzione tra la componente garantita e quella discrezionale.

11. Prodotti di natura finanziaria non inclusi in gestioni separate

I prodotti di natura finanziaria che non presentano un rischio assicurativo significativo e non sono inclusi in gestioni separate, e quindi non prevedono elementi di partecipazione discrezionale agli utili, sono esposti in bilancio come passività finanziarie e sono valutati al fair value, sulla base della prevista opzione (Fair Value Option), o al costo ammortizzato. Questi prodotti finanziari comprendono sostanzialmente le polizze index linked e parte delle unit linked, nonché le polizze a provvista specifica di attivi non incluse in gestioni separate. Tali prodotti sono contabilizzati secondo i principi dettati dallo IAS 39, come di seguito sintetizzato:

  • le polizze index e unit linked considerate investment contracts sono valutate al fair value, mentre i prodotti a specifica provvista di attivi non inclusi in gestioni separate sono valutati al costo ammortizzato;
  • il Conto economico non riflette i premi relativi a questi prodotti, ma le sole componenti di ricavo, rappresentate dai caricamenti e dalle commissioni, e di costo, costituite dalle provvigioni e dagli altri oneri; esso riflette, inoltre, i costi ed i ricavi rappresentati dalle variazioni del fair value delle passività accese a fronte di tali contratti. Più in dettaglio, i principi contabili internazionali, contenuti nello IAS 39 e nell'IFRS 15, prevedono che, per le passività valutate al fair value, i ricavi ed i costi relativi ai prodotti in oggetto siano identificati e separati nelle due componenti di (i) origination, da imputare a Conto economico al momento dell'emissione del prodotto, e di (ii) investment management service, da ripartire lungo la vita del prodotto, in funzione di come viene fornito il servizio. Inoltre, nel caso dei prodotti a specifica provvista di attivi non inclusi in gestioni separate, i ricavi e costi incrementali confluiscono nella determinazione del costo ammortizzato;
  • l'eventuale componente assicurativa insita nei prodotti index e unit linked, qualora separabile, è oggetto di autonoma valutazione e rappresentazione contabile.

A. 3 – INFORMATIVA SUI TRASFERIMENTI TRA PORTAFOGLI DI ATTIVITA' FINANZIARIE

Successivamente all'adozione dell'IFRS 9, il Gruppo Intesa Sanpaolo non ha effettuato cambiamenti di business model per la gestione delle proprie attività finanziarie e, conseguentemente, non sono avvenuti trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie.

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica) non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il modello di business per la gestione di tali attività finanziarie. È atteso che tali modifiche siano altamente infrequenti e devono essere determinate dal management a seguito di rilevanti cambiamenti esterni o interni, dimostrabili a soggetti esterni.

A.3.1 Attività finanziarie riclassificate: cambiamento di modello di business, valore contabile e interessi attivi L'informativa non è dovuta in quanto non sussistono attività finanziarie riclassificate iscritte nell'attivo di bilancio.

A.3.2 Attività finanziarie riclassificate: cambiamento di modello di business, fair value ed effetti sulla redditività complessiva

L'informativa non è dovuta in quanto nell'esercizio 2021 non sono stati effettuati trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie.

A.3.3 Attività finanziarie riclassificate: cambiamento del modello di business e tasso di interesse effettivo L'informativa non è dovuta in quanto non sussistono attività finanziarie riclassificate iscritte nell'attivo di bilancio.

A. 4 – INFORMATIVA SUL FAIR VALUE

FAIR VALUE, INDEPENDENT PRICE VERIFICATION E PRUDENT VALUE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI

Il quadro delle valutazioni finanziarie al fair value si articola su tre pilastri: la misurazione del fair value secondo i principi contabili internazionali (IFRS), la verifica indipendente dei prezzi (IPV – Independent Price Verification) e la misurazione del prudent value, gli ultimi due stabiliti dalla Capital Requirement Regulation (CRR). I successivi paragrafi descrivono le modalità con cui gli elementi citati sono stati recepiti ed utilizzati dal Gruppo Intesa Sanpaolo.

Principi generali fair value

Il Gruppo Intesa Sanpaolo disciplina e formalizza la misurazione del fair value degli strumenti finanziari attraverso le Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value di Gruppo, documento predisposto a cura della Direzione Centrale Market and Financial Risk Management e la cui applicazione si estende alla Capogruppo e a tutte le controllate oggetto di consolidamento, ivi comprese le Compagnie Assicurative.

Le "Linee Guida di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value", previo parere favorevole del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, sono oggetto di revisione e approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Rischi. Le "Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value" sono oggetto di esame, revisione e approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, a ciò specificatamente delegato dagli Organi Amministrativi, che esamina altresì gli interventi ed aggiornamenti materialmente rilevanti, la cui proposta compete alla Direzione Centrale Market and Financial Risk Management.

Le "Regole per la valutazione degli Equity Investments non quotati", elaborate dalla Direzione Centrale M&A e Partecipazioni di Gruppo, disciplinano invece la misurazione del fair value dei titoli di capitale non quotati e degli strumenti finanziari aventi come sottostante titoli di capitale non quotati.

Il principio contabile IFRS 13 che armonizza le regole di misurazione e la relativa informativa, definisce il fair value come il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato (ossia non in una liquidazione forzosa o in una vendita sottocosto) alla data di valutazione. Il fair value è un criterio di valutazione di mercato, non specificatamente riferito alla singola banca. Sottostante la definizione di fair value c'è la presunzione che la banca si trovi nel normale esercizio della sua attività senza alcuna intenzione di liquidare i propri beni, di ridurre in via significativa il livello delle proprie attività ovvero di procedere alla definizione di transazioni a condizioni sfavorevoli.

La banca valuta il fair value di un'attività o passività adottando le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nella determinazione del prezzo dell'attività o passività, presumendo che essi agiscano per soddisfare nel modo migliore il proprio interesse economico. La valutazione del fair value suppone che l'operazione di vendita dell'attività o di trasferimento della passività abbia luogo:

a. nel mercato attivo principale dell'attività o passività;

b. in assenza di un mercato principale, nel mercato attivo più vantaggioso per l'attività o passività.

La banca non deve effettuare una ricerca esaustiva di tutti i possibili mercati per identificare il mercato principale o, in assenza del mercato principale, il mercato più vantaggioso, ma deve prendere in considerazione tutte le informazioni che sono ragionevolmente disponibili. In assenza di un'evidenza contraria, si presume che il mercato nel quale normalmente l'entità opera per vendere l'attività o trasferire la passività sia il mercato principale o, in assenza di un mercato principale, il mercato più vantaggioso. Il Gruppo Intesa Sanpaolo ritiene che il mercato principale di un'attività o passività finanziaria possa essere identificato con il mercato nel quale normalmente opera il Gruppo Intesa Sanpaolo.

Il Gruppo considera, coerentemente con l'IFRS 13, un mercato attivo come un mercato in cui le operazioni relative all'attività o alla passività si verificano con una frequenza e con volumi sufficienti a fornire informazioni utili per la determinazione del prezzo su base continuativa. Più precisamente uno strumento finanziario è considerato quotato in un mercato attivo se i prezzi sono prontamente e regolarmente disponibili tramite un listino, operatore, intermediario, settore industriale, agenzia di determinazione del prezzo, autorità di regolamentazione, e tali prezzi rappresentano operazioni di mercato effettive che avvengono regolarmente in normali contrattazioni.

In specifiche casistiche, disciplinate dalle Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value e pur in presenza di quotazioni su mercati regolamentati, vengono effettuati appositi approfondimenti, tesi a verificare la significatività delle quotazioni espresse dal mercato ufficiale. Nel caso di significativa riduzione nel volume o nel livello di operatività rispetto al consueto per l'attività o passività (o per attività o passività similari) evidenziata da alcuni indicatori (numerosità delle transazioni, scarsa significatività dei prezzi espressi dal mercato, incremento significativo dei premi impliciti per il rischio di liquidità, allargamento o incremento dello spread bid-ask, riduzione o assenza totale di mercato per nuove emissioni, scarsità di informazioni di dominio pubblico), devono essere effettuate analisi delle transazioni o dei prezzi quotati. Una diminuzione del volume e del livello di attività da sola potrebbe non indicare che il prezzo di una transazione o il prezzo quotato non rappresenta il fair value o che la transazione in quel mercato non sia ordinaria. Se un'entità determina che una transazione o un prezzo quotato non rappresenta il fair value (es. transazioni non ordinarie) un aggiustamento ai prezzi delle transazioni o ai prezzi quotati è necessario se l'entità usa quei prezzi come base per la valutazione al fair value e tale aggiustamento può essere significativo rispetto alla valutazione al fair value nel suo complesso.

Principi generali Independent Price Verification

Il Gruppo Intesa Sanpaolo disciplina e formalizza il processo di verifica indipendente dei prezzi, attraverso le Linee Guida e Regole di Verifica Indipendente dei Prezzi di Gruppo, documenti coordinati a cura della Direzione Centrale Market and Financial Risk Management e la cui applicazione si estende alla Capogruppo e a tutte le controllate appartenenti al Gruppo Bancario oggetto di consolidamento.

Le "Linee Guida di Verifica Indipendente dei Prezzi", previo parere favorevole del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, sono oggetto di revisione ed approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Rischi. Le "Regole di Verifica Indipendente dei Prezzi (Independent Price Verification) di I e II livello" sono oggetto di revisione e approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, a ciò specificamente delegato dagli Organi Amministrativi, che esamina altresì gli interventi ed aggiornamenti materialmente rilevanti, la cui proposta compete alla Direzione Centrale Market and Financial Risk Management.

Secondo quanto disposto dal Regolamento UE 575/2013 (Capital Requirement Regulation – CRR), art. 4, par. 1.70 e 105, par. 8 il Gruppo Intesa Sanpaolo disciplina il processo di verifica Indipendente dei Prezzi (IPV – Independent Price Verification), che consiste nella verifica regolare dell'esattezza e dell'indipendenza dei prezzi di mercato degli strumenti finanziari o dei dati immessi nei modelli di pricing, effettuata da un'unità organizzativa indipendente dalle funzioni di business, con frequenza commisurata all'attività di negoziazione svolta e alla natura del mercato.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha strutturato un processo IPV articolato su 3 livelli di controllo coerentemente con quanto indicato dalla Circolare Banca d'Italia 285/2013 (Disposizioni di vigilanza per le banche), recepita nel Sistema dei Controlli Interni Integrati, che richiede l'integrazione dei processi di gestione dei rischi con i processi e le metodologie di valutazione, anche a fini contabili, delle attività aziendali.

In ambito IPV le funzioni di controllo di I, II e III livello hanno le seguenti responsabilità principali:

  • la funzione di controllo di I livello partecipa alla definizione del quadro di riferimento metodologico ed effettua le implementazioni ed i controlli di I livello, riportando gli esiti al business e alle funzioni di controllo di II livello;
  • la funzione di controllo di II livello definisce il quadro di riferimento metodologico e di controllo, garantisce l'allineamento con le normative vigenti e la coerenza fra controlli IPV, valutazioni contabili ed aggiustamenti supplementari di valutazione (AVA) (effettuati, rispettivamente, sulla base delle Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value e delle Linee Guida e Regole di Valutazione Prudente Strumenti Finanziari al Fair Value) supervisiona i controlli di I livello ed effettua i controlli di II livello;
  • la funzione di controllo di III livello effettua controlli di revisione interna, volta ad individuare violazioni delle procedure e della regolamentazione nonché a valutare periodicamente la completezza, l'adeguatezza, la funzionalità (in termini di efficienza ed efficacia) e l'affidabilità della struttura organizzativa delle altre componenti del sistema dei controlli interni e del sistema informativo a livello di Gruppo, con cadenza prefissata in relazione alla natura e all'intensità dei rischi.

I controlli IPV di I e II livello sono controlli di tipo qualitativo e quantitativo e si distinguono in base alla tipologia degli strumenti sottoposti al controllo. Si applicano coerentemente sia ai dati di input sottostanti alle valutazioni, sia alle valutazioni stesse, e garantiscono la coerenza fra valutazioni gestionali e valutazioni contabili effettuate sui diversi sistemi. Sono caratterizzati da completezza e adeguatezza di applicazione, assenza di sovrapposizioni, sequenzialità e complementarietà nell'esecuzione. Gli strumenti di controllo IPV utilizzano, per quanto possibile, appositi applicativi o procedure informatiche, che consentono analisi dati estensive con frequenza anche giornaliera. In particolare:

  • i controlli di I livello sono volti a garantire la validazione dei dati di mercato inseriti nei sistemi e si basano su un'analisi approfondita dei dati ottenuti da provider esterni. Nel caso in cui, a seguito dei controlli di I livello, per il dato presente nei sistemi si registri il superamento di determinate soglie, o comunque il dato non sia ritenuto corretto dalle funzioni di controllo di I livello, si attiva un processo di confronto (challenge) con il coinvolgimento del business e delle funzioni di controllo di II livello, compatibilmente con il grado di complessità della segnalazione;
  • i controlli di II livello sono caratterizzati da sequenzialità e complementarietà nell'esecuzione rispetto a quelli di I livello e volti a garantire l'allineamento tra valutazioni gestionali e contabili, basandosi su un'analisi approfondita dei dati di consenso o controparti e, qualora questi non risultassero disponibili, tramite applicazione dei modelli di pricing associati ai rispettivi strumenti.

Le risultanze del processo IPV sono analizzate, valutate e coordinate dal Tavolo Valutazioni Finanziarie, organo tecnico appositamente costituito, con l'obiettivo di favorire l'integrazione ed il confronto tra le funzioni di business e le funzioni di controllo.

Il fair value degli strumenti finanziari

L'esistenza di quotazioni in un mercato attivo costituisce la miglior evidenza del fair value; tali quotazioni rappresentano quindi i prezzi da utilizzare in via prioritaria per la valutazione delle attività e delle passività finanziarie. In assenza di un mercato attivo, il fair value viene determinato utilizzando tecniche di valutazione volte a stabilire, in ultima analisi, quale prezzo avrebbe avuto il prodotto, alla data di valutazione, in un libero scambio motivato da normali considerazioni commerciali. La scelta tra le suddette metodologie di valutazione non è opzionale, dovendo le stesse essere applicate in ordine gerarchico:

la disponibilità di un prezzo espresso da un mercato attivo impedisce di ricorrere ad uno degli altri approcci valutativi.

Input delle tecniche di valutazione

Si definiscono input le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nel determinare il prezzo dell'attività o della passività, incluse le assunzioni circa il rischio quali, ad esempio, il rischio inerente a una particolare tecnica di valutazione utilizzata per misurare il fair value o il rischio inerente agli input della tecnica di valutazione. Gli input possono essere osservabili o non osservabili.

Sono input osservabili quelli elaborati utilizzando dati di mercato, come le informazioni disponibili al pubblico su operazioni o fatti effettivi, e che riflettono le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nel determinare il prezzo dell'attività o della passività.

Sono input non osservabili quelli per i quali non sono disponibili informazioni di mercato e che sono elaborati utilizzando le migliori informazioni disponibili in merito a assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero per determinare il prezzo dell'attività o della passività.

Gerarchia del fair value

L'IFRS 13 stabilisce una gerarchia del fair value che classifica in tre livelli gli input delle tecniche di valutazione adottate per valutare il fair value. Tale gerarchia attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di Livello 1) e minima priorità agli input non osservabili (dati di Livello 3). In particolare:

  • il livello di fair value viene classificato a 1 quando la valutazione dello strumento è ottenuta direttamente da prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche a cui l'entità può accedere alla data di valutazione;
  • il livello di fair value viene classificato a 2 qualora non sia stato riscontrato un prezzo da mercato attivo e la valutazione avvenga via tecnica di valutazione, sulla base di parametri osservabili sul mercato, oppure sull'utilizzo di parametri non osservabili ma supportati e confermati da evidenze di mercato, quali prezzi, spread o altri input;
  • il livello di fair value viene classificato a 3 quando le valutazioni sono effettuate utilizzando input diversi, non tutti desunti direttamente da parametri osservabili sul mercato e comportano quindi stime ed assunzioni da parte del valutatore.

Nel caso in cui differenti input siano utilizzati per valutare il fair value di un'attività o passività, la classificazione nella gerarchia è determinata in base all'input di più basso livello utilizzato per la valutazione. Per assegnare la gerarchia del fair value viene data priorità agli input delle tecniche di valutazione piuttosto che alle tecniche di valutazione stesse.

L'allegato "Gerarchia del Fair Value" delle "Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value" definisce, con riferimento ai rispettivi modelli/input di valutazione degli strumenti finanziari, le regole minimali che devono soddisfare gli input di mercato per essere classificati a livello 2, e le soglie di significatività che, qualora superate, portino ad una attribuzione al livello 3.

Per gli strumenti finanziari di livello 1 viene utilizzato il prezzo "corrente" offerto ("denaro") per le attività finanziarie ed il prezzo corrente richiesto ("lettera") per le passività finanziarie, rilevato sul mercato principale al quale si ha accesso, alla chiusura del periodo di riferimento.

Nel caso di strumenti finanziari per i quali il differenziale domanda-offerta risulta scarsamente rilevante, o per le attività e passività finanziarie con caratteristiche tali da portare a posizioni compensative per il rischio di mercato, viene utilizzato un prezzo medio di mercato (sempre riferito all'ultimo giorno del periodo di riferimento) in luogo del prezzo di offerta o del prezzo richiesto.

Sono considerati strumenti finanziari di livello 1 i titoli obbligazionari contribuiti (ovvero per i quali è disponibile il Composite Bloomberg Bond Trader sull'Information Provider Bloomberg o, in alternativa, una quotazione sul circuito EuroMTS o almeno tre quotazioni eseguibili sull'Information Provider Bloomberg), titoli azionari contribuiti (ovvero quotati sul mercato ufficiale di riferimento), i fondi comuni di investimento UCITS contribuiti (rientranti nell'ambito di applicazione delle direttive comunitarie), le operazioni in cambi spot, i contratti derivati per i quali siano disponibili quotazioni su un mercato attivo (per esempio futures e opzioni exchanged traded) e i fondi "hedge" per i quali sia disponibile, con la periodicità prevista dal contratto di sottoscrizione, il NAV (Net Asset Value), e in cui tra gli asset in cui il fondo investe prevalgano, in termini percentuali sul NAV, asset classificati a livello 1, verificato che gli strumenti di livello 3 non superino una predeterminata soglia.

Per differenza, tutti gli altri strumenti finanziari che non appartengono alle categorie sopra descritte o che non presentano la profondità di contribuzione definita dalle Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value non sono considerati strumenti di livello 1.

In assenza di quotazione su un mercato attivo o in assenza di un regolare funzionamento del mercato, cioè quando il mercato non ha un sufficiente e continuativo numero di transazioni, spread denaro-lettera e volatilità non sufficientemente contenuti, la determinazione del fair value degli strumenti finanziari è prevalentemente realizzata grazie all'utilizzo di tecniche di valutazione aventi l'obiettivo di stabilire il prezzo al quale, in una transazione ordinaria l'attività sarebbe venduta o la passività trasferita tra partecipanti al mercato, alla data di valutazione, in condizioni attuali di mercato.

Nel caso di strumenti classificati a livello 2 la valutazione è basata su prezzi o spread creditizi desunti dalle quotazioni ufficiali di strumenti sostanzialmente simili in termini di fattori di rischio, utilizzando una data metodologia di calcolo (modello di valutazione). Il ricorso a tale approccio si traduce nella ricerca di transazioni presenti su mercati attivi, relative a strumenti che, in termini di fattori di rischio, sono comparabili con lo strumento oggetto di valutazione. Le metodologie di calcolo classificate di livello 2 consentono di riprodurre i prezzi di strumenti finanziari quotati su mercati attivi (calibrazione del modello) senza includere parametri discrezionali – cioè parametri il cui valore non può essere desunto da quotazioni di strumenti finanziari presenti su mercati attivi ovvero non può essere fissato su livelli tali da replicare quotazioni presenti su mercati attivi – tali da influire in maniera determinante sul prezzo di valutazione finale.

Sono valutati secondo modelli che utilizzano input di livello 2:

  • i titoli obbligazionari privi di quotazioni ufficiali espresse da un mercato attivo e il cui fair value è determinato tramite l'utilizzo di un appropriato credit spread, individuato a partire da strumenti finanziari contribuiti e liquidi con caratteristiche similari;
  • i finanziamenti il cui fair value è determinato tramite l'utilizzo di un appropriato credit spread individuato a partire da evidenze di mercato di strumenti finanziari con caratteristiche similari;
  • i contratti derivati (ivi inclusi quelli cartolarizzati) la cui valutazione è effettuata mediante appositi modelli, alimentati da parametri di input (quali curve di tasso, cambi e volatilità) osservati sul mercato;
  • i prodotti strutturati di credito (ABS, CLO HY, CDO) per cui non sono disponibili prezzi significativi e il cui fair value viene determinato utilizzando tecniche di valutazione che tengono conto di parametri desumibili dal mercato;
  • titoli di capitale non contribuiti valutati con il ricorso a transazioni dirette, ovvero transazioni significative sul titolo registrate in un arco di tempo ritenuto sufficientemente breve rispetto al momento della valutazione ed in condizioni di mercato costanti, o per i quali sono utilizzati i cosiddetti modelli valutativi "relativi" basati su moltiplicatori;
  • i fondi hedge in cui prevalgono, in termini percentuali sul NAV, gli asset di livello 2, verificato che gli strumenti di livello 3 non superino una predeterminata soglia.

Nel caso di strumenti classificati a livello 3, per la determinazione del fair value è necessario ricorrere a modelli valutativi che presuppongono l'utilizzo di parametri di input non direttamente osservabili sul mercato e che quindi comportano stime e assunzioni da parte del valutatore. In particolare, la valutazione dello strumento finanziario viene condotta utilizzando una metodologia di calcolo basata su specifiche ipotesi riguardanti:

  • lo sviluppo dei cash-flows futuri, eventualmente condizionati ad eventi futuri cui possono essere attribuite probabilità desunte dall'esperienza storica o sulla base di ipotesi di comportamento;
  • il livello di determinati parametri in input non quotati su mercati attivi, per la cui stima sono comunque privilegiate le informazioni acquisite da prezzi e spread osservati sul mercato. Nel caso queste non siano disponibili, si ricorre a dati

storici del fattore di rischio specifico sottostante o a ricerche specializzate in materia (ad es. report di Agenzie di Rating o di primari attori del mercato).

Sono valutati secondo tale metodologia:

  • alcune operazioni in derivati, in titoli obbligazionari o in strutturati di credito complessi valutati con input di livello 3;
  • hedge fund in cui gli asset di livello 3 sono superiori ad una predeterminata soglia;
  • fondi di private equity, fondi di private debt, fondi immobiliari e fondi chiusi derivanti da cessioni di credito non performing valutati al NAV, con eventuale applicazione di sconti;
  • quote partecipative e altri titoli di capitale la cui valutazione viene effettuata con l'utilizzo di modelli fondati su flussi finanziari attualizzati o con metodi patrimoniali;
  • finanziamenti il cui fair value è determinato tramite l'utilizzo di un credit spread che non soddisfa i criteri per essere considerato livello 2;
  • finanziamenti con rischio sottostante di natura azionaria, il cui fair value è calcolato sulla base dell'attualizzazione dei flussi contrattuali previsti.

Il trasferimento di livello di fair value delle attività e passività finanziarie valutate al fair value su base ricorrente, avviene, come definito dall'IFRS 13, come segue: il trasferimento tra i livelli 2 e 3 si determina a fronte di una variazione nell'osservabilità o nella significatività di un input alle valutazioni; il trasferimento tra i livelli 1 e 2 o 3 si determina a fronte di una variazione della disponibilità dei prezzi su un mercato attivo.

Per i derivati OTC, la scelta iniziale del livello di gerarchia di fair value dipende dal grado di osservabilità e significatività dei parametri utilizzati per la valutazione della componente "risk free". Il calcolo della componente legata al rischio di insolvenza della controparte/emittente può comportare il trasferimento a livello 3 quando l'esposizione corrente è positiva per la banca e la controparte è in status creditizio deteriorato, oppure quando la determinazione del rischio di insolvenza richiede input non osservabili e la componente di bilateral Credit Value Adjustment (bCVA) sia significativa rispetto al fair value complessivo del netting set, oppure quando la sensitivity al downgrading della controparte sia significativa rispetto al fair value complessivo del netting set.

Per gli strumenti di capitale non contribuiti il trasferimento di livello avviene:

  • − quando nel periodo si sono resi disponibili input osservabili sul mercato (es. prezzi definiti nell'ambito di transazioni comparabili sul medesimo strumento tra controparti indipendenti e consapevoli). In questo caso, il Gruppo Intesa Sanpaolo procede alla riclassifica dal livello 3 al livello 2;
  • − quando gli elementi direttamente o indirettamente osservabili presi a base per la valutazione sono venuti meno, ovvero non sono più aggiornati (es. transazioni comparabili non più recenti o multipli non più applicabili). In questo caso, il Gruppo Intesa Sanpaolo ricorre a tecniche di valutazione che utilizzano input non osservabili.

Processo di valutazione degli strumenti finanziari

Il processo di valutazione degli strumenti finanziari si articola in diverse fasi che vengono brevemente riassunte qui di seguito:

  • individuazione delle fonti per le valutazioni: le Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value stabiliscono, per ogni categoria di riferimento (asset class), i processi necessari all'identificazione dei parametri di mercato e le modalità secondo le quali tali dati devono essere recepiti e utilizzati;
  • certificazione e trattamento dei dati di input alle valutazioni periodiche: tale fase consiste nel controllo puntuale, ad ogni data di valutazione contabile, dei parametri di mercato utilizzati (rilevazione dell'integrità del dato storicizzato sulla piattaforma proprietaria rispetto alla fonte di contribuzione), nel test di verosimiglianza (congruenza di ogni singolo dato con dati simili o comparabili) e nella verifica delle concrete modalità applicative;
  • certificazione delle metodologie di valutazione: in questa fase viene verificata la consistenza e l'aderenza delle varie metodologie valutative utilizzate con la corrente prassi di mercato, al fine di porre in luce eventuali aspetti critici insiti nei modelli di valutazione usati e di determinare eventuali aggiustamenti necessari alla valutazione;
  • monitoraggio e revisione delle metodologie di valutazione: il monitoraggio consiste nel verificare costantemente l'aderenza al mercato del modello di valutazione e consente di evidenziare tempestivamente eventuali scostamenti, avviando le necessarie verifiche ed interventi.

Individuazione, certificazione e trattamento dei dati di input alle valutazioni

Il processo di calcolo del fair value e la necessità di distinguere tra prodotti valutabili in base a prezzi effettivi di mercato, piuttosto che tramite l'applicazione di tecniche di valutazione, evidenzia la necessità di stabilire dei principi univoci nella determinazione dei parametri di mercato. A tal fine le Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value, stabiliscono i processi necessari all'identificazione dei parametri di mercato, le fonti di contribuzione ritenute idonee e le modalità secondo cui tali dati devono essere recepiti (cut off) ed utilizzati per la valutazione degli strumenti finanziari detenuti a vario titolo nei portafogli di proprietà della Capogruppo e delle società controllate. Le stesse fonti vengono utilizzate nel caso di valutazioni effettuate a favore di terze parti secondo accordi di Service Level Agreement, preventivamente formalizzati. L'idoneità dei dati di input alle valutazioni è garantita dal rispetto dei requisiti di riferimento: comparabil ità, reperibilità e trasparenza del dato, ovvero alla possibilità di reperire il dato su uno o più sistemi di infoproviding, misura del bid-ask di contribuzione e, infine, relativamente ai prodotti OTC, verifica della comparabilità delle fonti di contribuzione.

L'utilizzo di tutti i parametri di mercato in Intesa Sanpaolo è subordinato alla loro certificazione da parte della Direzione Centrale Risk Management IMI CIB, in termini di controllo puntuale (rilevando l'integrità del dato storicizzato sulla piattaforma proprietaria rispetto alla fonte di contribuzione), di test di verosimiglianza (congruenza di ogni singolo dato con dati simili o comparabili) e di verifica delle concrete modalità applicative.

Certificazione delle metodologie di valutazione

Le metodologie di valutazione utilizzate dal Gruppo Intesa Sanpaolo sono certificate dalla Direzione Centrale Risk Management IMI CIB, con il coinvolgimento di tutte le strutture competenti. La certificazione è volta a verificare la consistenza delle metodologie con la prassi di mercato corrente, ad evidenziare eventuali criticità o limiti ed a determinare eventuali aggiustamenti al fair value, coerentemente con quanto stabilito dalla normativa vigente. Il processo di certificazione considera tutti gli aspetti della metodologia di valutazione (assunzioni di base, derivazione matematica, eventuali approssimazioni, algoritmi numerici utilizzati, input e output) ma anche tutti gli elementi di contesto che sono rilevanti ai fini della valutazione, fra cui le caratteristiche dei prodotti associati (payoff, clausole di estinzione anticipata, ecc.), degli eventuali accordi accessori (ad es. accordi di netting o collaterale), del mercato su cui i prodotti vengono negoziati, le modalità di utilizzo da parte degli utenti finali (ad es. precisione vs performance, calcolo delle misure di rischio, ecc.). Tali aspetti sono oggetto di analisi qualitative e quantitative e sono opportunamente riportati nella documentazione interna.

In casi di elevata complessità e/o in presenza di turbolenza nei mercati (c.d. market dislocation) è possibile ricorrere ad una validazione indipendente da parte di accreditate società di servizi finanziari.

A conclusione del processo di certificazione, la metodologia di valutazione viene censita nel documento Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value.

Monitoraggio e revisione delle metodologie di valutazione

Come richiesto dalla normativa vigente, le metodologie di valutazione in corso di utilizzo sono sottoposte ad un processo di costante monitoraggio delle loro performance rispetto alle evoluzioni degli strumenti finanziari, dei mercati ed alle innovazioni metodologiche sviluppate dalla comunità scientifica di riferimento, al fine di garantire la loro continua aderenza al mercato, evidenziare tempestivamente eventuali inadeguatezze ed avviare le necessarie verifiche ed interventi. Le Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value dettagliano tutti gli elementi considerati per il monitoraggio periodico e la revisione delle metodologie di valutazione. Le funzioni coinvolte nel processo di monitoraggio sono le stesse funzioni coinvolte nel processo di certificazione delle metodologie di valutazione sopra citato e nel processo IPV disciplinato dalle Linee Guida e Regole di Verifica Indipendente dei Prezzi.

Rischio di valutazione: aggiustamenti al fair value

Il Gruppo Intesa Sanpaolo definisce il rischio di valutazione come il rischio di perdite derivanti dall'incertezza valutativa del prezzo di uscita degli strumenti finanziari al fair value, a causa di eventuali limiti delle tecniche di valutazione applicate o di particolari condizioni del mercato.

La principale misura di rischio di valutazione associato ad uno strumento finanziario sono gli aggiustamenti al fair value, volti a tenere in considerazione l'incertezza valutativa o la difficoltà di smobilizzo di particolari posizioni finanziarie, e possono essere riferiti ad un singolo strumento finanziario oppure alla posizione netta per un dato fattore di rischio. Gli aggiustamenti possono essere calcolati come componenti additive della valutazione oppure essere incluse direttamente nella valutazione. Essi sono rivisti periodicamente, anche alla luce dell'evoluzione dei mercati, ovvero dell'eventuale introduzione di nuovi strumenti liquidi, di diverse metodologie di calcolo e, in generale, di affinamenti metodologici, che possono portare anche a modifiche sostanziali nelle metodologie di valutazione prescelte e nelle loro implementazioni.

In particolare il Gruppo Intesa Sanpaolo considera aggiustamenti al fair value per le seguenti categorie di incertezza valutativa:

  • incertezza dei dati di input: l'eventuale incertezza valutativa legata ai dati di input alla valutazione (siano essi mid, bid o ask) viene misurata rispetto alle condizioni temporanee o strutturali sui mercati o in relazione all'entità dei controvalori detenuti (in caso di concentrazione) e, laddove necessario, si procede ad un aggiustamento al fair value quantificando il conseguente impatto sulle valutazioni;
  • illiquidità delle posizioni o dei fattori di rischio sottostanti: analogamente rispetto al caso precedente, lo spread bid-ask di mercato viene misurato e laddove necessario si procede ad un aggiustamento al fair value quantificando il conseguente impatto sulle valutazioni;
  • rischio di modello: si basa sull'individuazione e l'utilizzo di varianti dello stesso modello o di modelli alternativi, con i quali effettuare analisi di confronto volte a quantificare la variabilità delle valutazioni (in particolare l'eventuale direzionalità del prezzo al variare del modello) ed il comportamento del modello in vari scenari di mercato (stress test). La quantificazione dell'aggiustamento al fair value si basa, laddove possibile, su grandezze finanziarie facilmente comprensibili e misurabili (e.g. vega, delta, shift di correlazione);
  • rischio di controparte e di finanziamento: i rischi di controparte e finanziamento, collettivamente indicati come XVA, includono il Bilateral Credit Value Adjustment (bCVA) e il Funding Value Adjustment (FVA). Il bCVA tiene in considerazione il premio al rischio di controparte legato alla possibilità che le controparti possano non onorare i propri mutui impegni (ad esempio in caso di fallimento). A sua volta, essa è data da due componenti, dette Credit Value Adjustment (CVA, di segno negativo) e Debt Value Adjustment (DVA, di segno positivo), che considerano, rispettivamente, gli scenari in cui la Controparte fallisce prima della Banca (e la Banca presenta un'esposizione positiva nei confronti della Controparte), e viceversa gli scenari in cui la Banca fallisce prima della Controparte (e la Banca presenta un'esposizione negativa nei confronti della Controparte). Il Funding Value Adjustment (FVA, di segno negativo) tiene invece in considerazione il premio al rischio di finanziamento legato ai costi di finanziamento dei flussi di cassa (cedole, dividendi, collaterale, ecc.) generati dal complessivo portafoglio di derivati OTC della Banca. Il calcolo degli XVA dipende dal profilo di esposizione complessiva fra le due controparti, calcolata tramite tecniche di simulazione dei fattori di rischio sottostanti alle operazioni considerate, tenendo in considerazione eventuali accordi di mitigazione del rischio di controparte (in particolare accordi di netting e di collateralizzazione), nonché eventuali clausole contrattuali. Il calcolo degli XVA dipende inoltre dalle Loss Given Default (LGD) basate sul valore stimato del recupero atteso in caso di fallimento delle controparti e dalle probabilità di default delle controparti (PD). LGD e PD sono ottenute dalle quotazioni di mercato dei Credit Default Swap oppure si basano sulle stime interne per settore/rating utilizzate per il rischio di credito. Inoltre, il calcolo del FVA si basa su una curva di finanziamento rappresentativa delle migliori controparti di mercato con cui la Banca potrebbe rinegoziare le operazioni, secondo il principio IFRS 13 del mercato più vantaggioso, non ravvisando, al momento, un reale mercato principale per tali transazioni.

Il processo di gestione degli aggiustamenti al fair value è formalizzato nelle Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti

Finanziari al Fair Value e nelle "Regole Per La Valutazione Degli Equity Investments Non Quotati" in appropriate metodologie di calcolo a seconda del diverso configurarsi dei punti sopra indicati, ed avviene nel modo più oggettivo, consistente e sistematico possibile a cura della Direzione Centrale Risk Management IMI CIB e della Direzione Centrale M&A e Partecipazioni di Gruppo. L'introduzione ed il rilascio degli aggiustamenti al fair value dipendono dalla dinamica dei fattori sopra indicati. Tali processi sono una combinazione di elementi quantitativi, rigidamente specificati, e di elementi qualitativi, valutati in base alla diversa configurazione nel tempo dei fattori di rischio che hanno generato gli aggiustamenti; quindi le stime successive alla prima iscrizione sono sempre guidate dalla mitigazione o dal venir meno di detti rischi.

Per i nuovi prodotti la decisione di applicare degli aggiustamenti viene presa in sede di processo di approvazione nuovi prodotti su proposta della Direzione Centrale Risk Management IMI CIB.

L'applicazione degli aggiustamenti è sottoposta ad una procedura autorizzativa che, al di sopra di una determinata soglia di rilevanza definita per specifiche casistiche, coinvolge sia l'area del Chief Risk Officer che il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari.

A.4.1 Livelli di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati

I paragrafi che seguono riepilogano, per tipologia di strumento finanziario (titoli, derivati, prodotti strutturati, hedge fund, finanziamenti), le informazioni sui modelli di valutazione utilizzati.

I. La valutazione dei titoli di debito non contribuiti

La valutazione del fair value dei titoli obbligazionari non contribuiti viene effettuata utilizzando il metodo reddituale ovvero calcolando il valore attuale dei flussi di cassa futuri attesi utilizzando un appropriato premio al rischio rappresentato dallo spread di credito, individuato a partire da strumenti finanziari contribuiti e liquidi con caratteristiche similari. Le fonti da cui attingere tale misura sono le seguenti:

  • titoli di debito contribuiti e liquidi del medesimo emittente;
  • credit default swap sulla medesima reference entity;
  • titoli contribuiti e liquidi emessi da emittente con medesimo rating e appartenente al medesimo settore.

In ogni caso si tiene conto della differente seniority del titolo da prezzare relativamente alla struttura del debito dell'emittente.

Nel caso degli emittenti pubblici italiani viene costruita una matrice di rating/durata sulla base dei livelli di spread delle emissioni governative cui vengono applicati i differenziali tra le varie classi di rating/durata rispetto ad emissioni pubbliche (regioni, province, comuni, enti governativi).

In fase di applicazione dello spread per il pricing dello strumento non contribuito, qualora la curva di credito "fair" stimata non rispettasse le stesse caratteristiche dello strumento, si considerano dei fattori correttivi.

Inoltre, nel caso di titoli obbligazionari non quotati su mercati attivi, al fine di tenere in considerazione il maggior premio richiesto dal mercato rispetto ad un titolo similare contribuito, si aggiunge al credit spread "fair" una ulteriore componente stimata sulla base dei bid/ask spread rilevati sul mercato.

Infine, nel caso in cui lo strumento includa una componente opzionale si provvede ad un ulteriore aggiustamento dello spread aggiungendo una componente volta a cogliere i costi di copertura e l'eventuale illiquidità dei sottostanti. Tale componente è determinata in base alla tipologia di opzione utilizzando i corrispondenti modelli di valutazione dei derivati citati nel seguito.

Similarmente, per la determinazione e misurazione del credit spread di Intesa Sanpaolo delle passività finanziarie del Gruppo Bancario designate al fair value, si fa riferimento a titoli obbligazionari emessi dalla Capogruppo, con cedole periodiche regolari, scadenza oltre un anno e quotati su un mercato attivo sulla base di quanto prescritto dagli IAS/IFRS. Dalle quotazioni di mercato si desume il merito creditizio implicito, che viene poi perfezionato attraverso modelli di interpolazione, che generano curve di credit spread differenziate per tipo di cedola, scadenza e livello di subordinazione. Analogamente i Certificates emessi sono valutati al fair value scomponendoli nelle due seguenti componenti: titolo obbligazionario emesso, valutato come sopra descritto, ed una componente opzionale, valutata tramite i corrispondenti modelli di pricing dei derivati descritti nel seguito.

Infine, la valutazione delle passività finanziarie designate al fair value delle Compagnie Assicurative (principalmente passività collegate a contratti di investimento di tipo Unit Linked che non presentano un rischio assicurativo significativo) riflette il valore di mercato degli asset sottostanti per la cui definizione si applicano le diverse metodologie qui descritte.

II. La valutazione dei finanziamenti

La valutazione al fair value dei finanziamenti viene effettuata tramite le contribuzioni da parte di info provider qualora disponibili, ovvero calcolando il valore attuale dei flussi di cassa futuri attesi utilizzando un appropriato credit spread, individuato a partire dalle seguenti fonti:

  • finanziamenti contribuiti sul mercato;
  • curve rating/settore specifiche del mercato dei finanziamenti;
  • titoli contribuiti del medesimo emittente;
  • credit default swap sulla medesima reference entity.

In ogni caso si tiene conto della differente seniority dello strumento da prezzare relativamente alla struttura del debito dell'emittente.

In fase di applicazione dello spread per il pricing del finanziamento, qualora la curva di credito "fair" stimata non rispettasse le stesse caratteristiche dello strumento, si considerano dei fattori correttivi.

Inoltre, qualora per la determinazione dello spread creditizio dei finanziamenti si faccia riferimento alle curve create attraverso titoli obbligazionari, occorrerà applicare una base Loan – Bond, volta a catturare l'eventuale differente struttura del mercato e la diversa forma tecnica.

Al fine di tenere in considerazione il premio richiesto dal mercato per strumenti illiquidi e/o strutturati, si applicano alcuni aggiustamenti allo spread creditizio.

I finanziamenti con rischio sottostante equity non quotato (rientrano in tale fattispecie gli strumenti finanziari che, ai sensi dello IAS 32, non sono equiparabili a equity, ad esempio finanziamenti convertibili in azioni) vengono di regola valutati tramite l'attualizzazione dei flussi previsti dal contratto. Trattandosi di titoli di debito, per l'attualizzazione dei flussi si utilizzerà di regola un tasso costituito dalla somma di: un tasso risk free, uno spread derivante dal CDS o misurato su titoli quotati o su erogazioni analoghe, e di un eventuale ulteriore premio per il rischio.

Nel caso di finanziamenti non performing, il fair value è determinato in funzione del valore recuperabile della posizione. Tale stima è sviluppata tenendo conto degli elementi contrattuali che caratterizzano il credito e può comportare, ad esempio, la valutazione dei flussi di cassa rivenienti dalla vendita degli immobili posti a garanzia oppure la valutazione di eventuali strumenti di capitale acquisibili a seguito dell'introduzione di una clausola di conversione di equity della posizione.

III. La valutazione dei derivati OTC

Gli strumenti derivati laddove non scambiati su mercati regolamentati, sono strumenti Over The Counter (OTC), ovvero negoziati bilateralmente con controparti di mercato, e la loro valutazione è effettuata mediante apposite metodologie di valutazione e parametri di input (quali, ad esempio, le curve di tasso di interesse, tassi di cambio e volatilità) sottoposte ai processi di certificazione monitoraggio illustrati in precedenza.

Il fair value di un derivato OTC viene calcolato tenendo in considerazione il premio al rischio legato ai diversi fattori di rischio sottostanti. In particolare, si distinguono due casi rilevanti, a seconda che lo strumento sia soggetto o meno ad accordi di collateralizzazione (CSA), volti a mitigare il rischio di controparte e finanziamento:

  • a. nel caso di operazioni con CSA con caratteristiche tali da ridurre il rischio di controparte e finanziamento ad un livello trascurabile, il fair value è calcolato secondo il principio del non-arbitraggio, includendo il premio al rischio di mercato relativo ai fattori di rischio sottostanti al contratto (ad es. tassi di interesse, volatilità, ecc.), e considerando, nei casi più rilevanti, come tasso di sconto dei flussi di cassa futuri il tasso di remunerazione del collaterale;
  • b. nel caso di operazioni senza CSA, ovvero con CSA con caratteristiche tali da non ridurre il rischio di controparte e finanziamento ad un livello trascurabile (ad es. One Way CSA, oppure con soglie o minimum transfer amount non trascurabili), il fair value dello strumento può essere espresso, sotto opportune ipotesi, come la somma del valore di riferimento (o base), pari al prezzo del corrispondente strumento collateralizzato, e di alcune ulteriori componenti valutative legate al premio al rischio di controparte e finanziamento, collettivamente indicati come XVA (cfr. "Rischio di valutazione: aggiustamenti al fair value").

In considerazione della numerosità e complessità dei contratti derivati OTC, è stato individuato un quadro sistematico di riferimento che rappresenta le linee comuni (algoritmi di calcolo, modelli di elaborazione, dati di mercato utilizzati, assunzioni di base del modello) sulle quali si fonda la loro valutazione.

La tabella seguente illustra le principali metodologie utilizzate per la valutazione dei derivati OTC in funzione della classe di appartenenza del sottostante.

Classe del
Sottostante
Modelli di Valutazione Utilizzati Principali dati di mercato e parametri di
input dei modelli
Tasso d'interesse Net Present Value, Black-Scholes, SABR, Libor
Market Model, Hull-White, Lognormale Bivariato,
Rendistato, Hagan formula esatta per CMS
Curve dei tassi d'interesse (depositi, FRA,
Futures, OIS, swap, basis swap, CMS, paniere
Rendistato), volatilità opzioni cap/floor/swaption,
correlazioni tra tassi d'interesse
Tasso di cambio Net
present
Value
FX,
Garman-Kohlhagen,
Lognormale
con
Volatilità
Incerta
(LMUV),
Stochastic Local Volatility (SLV), Local Volatility
(LV)
Curve dei tassi d'interesse, curve FX spot e
forward, volatilità FX,
volatilità e correlazioni
quanto
Equity Accrual, Net present Value Equity, Black-Scholes
generalizzato, Heston, Local Volatility, Jump
Diffusion
Curve dei tassi di interesse, prezzi spot dei
sottostanti, dividendi attesi, volatilità e correlazioni
dei sottostanti, volatilità e correlazioni quanto
Inflazione Inflation NPV, Inflation SABR, Inflation Jarrow
Yildirim
Curve dei tassi d'interesse nominali e di inflazione,
volatilità dei tassi d'interesse e di inflazione,
coefficienti di stagionalità dell'indice dei prezzi al
consumo, correlazione dei tassi di inflazione
Commodity Net present Value Commodity, Black-Scholes
generalizzato,
Independent
Forward,
Local
Volatility, 2-Factors Jump Diffusion
Curve dei tassi d'interesse, prezzi spot, forward e
futures dei sottostanti, volatilità e correlazioni dei
sottostanti, volatilità e correlazioni quanto
Credito Net present Value, CDS Option (o modello
lognormale), Contingent CDS
Probabilità di default, Recovery rate, volatilità
dell'indice di credito.

Come previsto dall'IFRS 13, per pervenire alla determinazione del fair value, il Gruppo Intesa Sanpaolo considera anche l'effetto del rischio di inadempimento (non-performance risk) nella determinazione del fair value. Tale rischio include sia le variazioni del merito creditizio della controparte che le variazioni del merito di credito dell'emittente stesso (own credit risk).

IV. La valutazione dei prodotti strutturati di credito

Con riferimento agli ABS (asset backed securities), nel caso in cui non siano disponibili prezzi significativi, si fa ricorso a tecniche di valutazione che tengano conto di parametri desumibili da mercato attivo (input di livello 2) o, se non osservabili, stimati (input di livello 2 o 3 se non significativo o significativo).

In questo caso i cash flow sono acquisiti da info provider o piattaforme specializzate, qualora disponibili, oppure sono desunti dal business plan dell'operazione integrata dall'informativa periodica, come nel caso di cartolarizzazioni di Non Perfoming Loans (NPL) e Unlikely To Pay (UTP); gli spread sono desunti dai prezzi disponibili sul mercato/info provider di mercato, rafforzati da un'analisi qualitativa relativa alla performance dei sottostanti desumibili dai periodici investor reports e volta ad evidenziare aspetti strutturali non (o non pienamente) ricompresi nelle analisi precedentemente descritte, relativi all'effettiva futura capacità di pagare i flussi di cassa attesi e ad analisi di relative value rispetto ad altre strutture similari.

Per le Cartolarizzazioni di Loans verso Corporate Europei High Yield (CLO HY Loans) la valutazione tramite Valuation technique prevede il calcolo del net present value dei cash flow attesi, determinati tramite piattaforme specializzate, scontati utilizzando gli spread espressi dal mercato. Nella modellizzazione dei flussi attesi futuri si tiene conto di tutti gli aspetti contrattuali dei CLO HY Loans che possono influenzare la waterfall, cioè la ripartizione dei cashflow derivanti dal collaterale sulle note.

A valle di questa valutazione, sono affinate le analisi creditizie dei sottostanti per incorporare ulteriori elementi valutativi non ricompresi nei modelli quantitativi. In particolare, è prevista una Qualitative Credit Review che consta di un'analisi accurata degli aspetti creditizi riguardanti sia la struttura stessa del CLO HY che il collaterale presente. Questa ha lo scopo di identificare elementi di debolezza presenti o futuri, che emergono dalle caratteristiche dei sottostanti, che potrebbero non essere stati colti dalle agenzie di rating e pertanto non pienamente considerati nelle valutazioni al punto precedente.

V. La valutazione dei titoli di capitale non contribuiti

Nell'ambito dei titoli di capitale di livello 2 rientrano:

  • titoli di capitale valutati con il ricorso a transazioni dirette, ovvero transazioni significative sul titolo registrate in un arco temporale ritenuto sufficientemente breve rispetto al momento della valutazione ed in condizioni di mercato costanti;
  • titoli di capitale valutati con metodi relativi, basati su moltiplicatori: multipli impliciti in transazioni avvenute su società comparabili, quotate o non quotate, in un arco temporale ritenuto sufficientemente breve rispetto al momento della valutazione ed in condizioni di mercato costanti (multipli di M&A), o multipli impliciti nelle quotazioni di borsa di un campione di società comparabili (multipli di borsa).

Nell'ambito dei titoli di capitale di livello 3, per i quali, non risultando applicabili in termini significativi i modelli "relativi" descritti sopra, vengono quindi utilizzati modelli valutativi "assoluti", rientrano:

  • titoli di capitale per i quali vengono applicati modelli analitici fondati su flussi, che prevedono la determinazione del valore attraverso la stima dei flussi finanziari o reddituali che la società si prevede generi nel tempo, attualizzati con un tasso appropriato in funzione del livello di rischio dello strumento;
  • titoli di capitale valutati sulla base di criteri patrimoniali quali il NAV o l'Adjusted Net Asset Value (ANAV), che stima il fair value delle diverse componenti del patrimonio della partecipata.

Eventuali valori ritenuti rappresentativi del fair value del titolo azionario derivanti da clausole pattizie (ad esempio, opzioni) vengono classificati al livello 2 o 3 della gerarchia del fair value a seconda dell'osservabilità degli input utilizzati nella valutazione. Nello specifico, se la negoziazione della clausola ha determinato prezzi d'esercizio, o algoritmi e multipli pre-definiti, il titolo viene classificato a livello 2.

Il criterio del costo quale stima del fair value si utilizza in via residuale, in caso di non applicabilità di tutti i metodi precedenti per mancanza di sufficienti informazioni e nei casi in cui vi è un'ampia gamma di possibili valutazioni del fair value e non risulta possibile individuare tra queste un valore più appropriato.

Nella fattispecie qui trattata rientrano anche gli Strumenti Finanziari Partecipativi che, ai sensi dello IAS 32, hanno le caratteristiche per essere considerati titoli di capitale.

VI. La valutazione dei fondi hedge

La determinazione del fair value di un fondo hedge è il risultato di un processo analitico che prevede due distinti approcci applicati rispettivamente ad investimenti in fondi effettuati tramite acquisto diretto di quote e ad investimenti in fondi tramite l'utilizzo di una managed account platform (MAP), che garantisce trasparenza quotidiana sugli strumenti sottostanti ai fondi.

Per i fondi non gestiti via MAP, il fair value corrisponde al Net Asset Value (NAV) fornito dall'amministratore del fondo a cui può essere applicato un aggiustamento derivante da un processo di valutazione volto a cogliere i principali fattori di rischio ai quali è soggetta la gestione dei fondi, riconducibili alle due seguenti tipologie:

  • rischio controparte (broker), ovvero il rischio a cui gli asset del fondo sono sottoposti nel momento in cui questo deleghi l'attività di prime brokerage o di custodian ad un service provider, soggetto a rischio default;
  • rischio illiquidità, ovvero il rischio che gli asset del fondo siano illiquidi per scarsità di quotazioni disponibili oppure per mancanza di informazioni sulle politiche di valutazione utilizzate dal fondo.

Tali rischi sono valutati sulla base delle informazioni presenti nella documentazione ricevuta periodicamente dai gestori o dagli amministratori dei fondi.

Per i fondi gestiti via MAP, il fair value corrisponde al NAV fornito dall'amministratore del fondo. Per questa tipologia di fondi non si applica alcun aggiustamento in quanto si ritiene che l'infrastruttura che garantisce la transparency quotidiana permetta un controllo e monitoraggio degli strumenti sottostanti tale da mitigare il rischio controparte e di

illiquidità.

Per entrambe le tipologie di investimento, il livello della gerarchia del fair value viene attribuito sulla base della prevalenza, in termini percentuali sul NAV, del peso degli asset prezzati in base ai diversi livelli.

VII. La valutazione dei fondi di private debt

Per i fondi Private Debt FIA (Fondi di Investimento Alternativi), il processo di autorizzazione degli investimenti prevede una due diligence iniziale volta a verificare la coerenza tra la policy di valutazione degli asset di ciascun fondo e le Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value. Successivamente la valutazione del fondo avviene al NAV.

VIII. La valutazione dei fondi chiusi di private equity, dei fondi immobiliari e dei fondi chiusi derivanti da cessioni di crediti non performing

I fondi chiusi di private equity sono di regola valutati utilizzando l'ultimo Net Asset Value approvato dalla SGR (pubblicato con cadenza semestrale o trimestrale), rettificato solo per considerare gli eventi non ancora verificatisi alla data di riferimento del NAV quali:

  • una transazione rilevante su una partecipata;
  • il fallimento o la liquidazione di una partecipata;
  • l'allineamento a quotazioni correnti di eventuali asset quotati;
  • richiami da parte del fondo e relative distribuzioni.

I fondi immobiliari chiusi sono valutati utilizzando l'ultimo Net Asset Value disponibile, corretto per eventuali richiami o distribuzioni successive e applicando, ove ritenuto necessario, uno sconto determinato con modello interno. In particolare tale modello permette la determinazione di uno sconto sul Net Asset Value sulla base di cinque diverse variabili: (i) la dimensione della SGR che gestisce il fondo; (ii) la numerosità dei sottoscrittori; (iii) il rendimento storico del fondo; (iv) il rendimento di periodo del fondo e (v) il livello di indebitamento. Tali variabili sono tarate diversamente a seconda del business model e del conseguente profilo di rischio del fondo, distinguendo a tal fine tra fondi core, value added ed opportunistici.

Relativamente alla valutazione dei fondi chiusi derivanti da cessioni di crediti deteriorati, il NAV comunicato dalla SGR è recepito come fair value solo a seguito di una verifica positiva di sussistenza congiunta delle seguenti condizioni: i) la SGR del fondo determina il NAV secondo linee guida EVCA, IPEV o altri criteri coerenti con la definizione di fair value ai sensi dell'IFRS 13; ii) esiste un business plan aggiornato del fondo e il fondo medesimo non sta sottoperformando rispetto al business plan; iii) l'IRR implicito nel NAV risulta superiore rispetto ad un tasso soglia identificato nel wacc di un campione di società quotate che investono in crediti deteriorati. In caso di riscontro negativo, il NAV comunicato dalla SGR è ridotto di uno sconto determinato secondo le prassi di mercato.

La valutazione delle attività e passività finanziarie non valutate al fair value su base ricorrente

Infine, per gli strumenti finanziari attivi e passivi valutati al costo ammortizzato, il cui fair value è determinato ai soli fini informativi di nota integrativa, si precisa:

  • il fair value dei titoli obbligazionari viene determinato applicando le medesime metodologie esposte in precedenza;
  • la valutazione del fair value degli altri strumenti finanziari attivi e passivi a medio e lungo termine viene effettuata attraverso l'attualizzazione dei flussi di cassa futuri basata sul discount rate adjustment approach, che prevede che i fattori di rischio creditizio siano considerati nel tasso di attualizzazione dei cash flow futuri;
  • per le attività e passività di breve periodo, il valore di bilancio viene assunto quale ragionevole approssimazione del fair value.

Per maggiori informazioni si fa rinvio a quanto riportato nel paragrafo A.4.5.4.

Come richiesto dal principio IFRS 13, la tabella che segue evidenzia, per le attività finanziarie e per le passività finanziarie valutate al fair value di livello 3, l'informativa quantitativa sugli input non osservabili significativi utilizzati nella valutazione del fair value.

Attività/passività finanziarie Tecnica
di
valutazione
Principali input non osservabili Valore
minimo
del range
di
variazione
Valore
massimo
del range
di
variazione
Unità Cambiamenti
di FV
favorevoli
(migliaia di euro)
Cambiamenti
di FV
sfavorevoli
Titoli e Finanziamenti Discounting Cash Flows Credit Spread -2 2 % 1.639 -3.540
Titoli e Finanziamenti strutturati JD model JD parameters -38 5 % 257 -51
Titoli e Finanziamenti strutturati Modello a due fattori di
tasso
Correlazione -29 35 % 5.761 -4.807
ABS Discounting Cash Flows Credit Spread -3 4 % 1.093 -1.500
CLO Cash Discounting Cash Flows Credit Spread -3 3 % 646 -650
Derivati OTC oggetto di
aggiustamento di Fair Value per
CVA/DVA
CVA Loss Given Default Rate (LGD) 0 100 % 1.840 -1.303
Derivati OTC oggetto di
aggiustamento di Fair Value per
CVA/DVA
CVA Probabilità di default (PD) in funzione
del rating interno della controparte
CCC BBB Rating
interno
251 -403
Derivati OTC - Equity basket option Modello di Black -
Scholes
Modello di Black -
Correlazione in basket equity -10,93 25,84 % 526 -664
Derivati OTC - Equity option Scholes Volatilità storica 8,15 76,17 % 760 -3.225
Derivati OTC - Equity option Modello di Marshall Olkin Correlazione storica -4,03 57,36 % 238 -132
Derivati OTC - Spread option su tassi
swap
Modello Lognormale
bivariato
Correlazione tra tassi swap -30,25 96,53 % 259 -203

A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni

Per quanto riguarda la descrizione dei processi valutativi utilizzati dal Gruppo per gli strumenti valutati a livelli 3 in maniera ricorrente e non ricorrente, si rinvia a quanto riportato, rispettivamente, nei paragrafi A.4.1 e A.4.5.

Per le attività e le passività finanziarie valutate al fair value di livello 3 per le quali sia possibile, stante il modello valutativo in uso, eseguire un'analisi di sensitività, la tabella che segue evidenzia (come richiesto dal principio IFRS 13) gli effetti del cambiamento di uno o più dei parametri non osservabili utilizzati nelle tecniche di valutazione impiegate per la determinazione del fair value.

Attività/passività finanziarie Parametri non osservabili Sensitivity
(migliaia di
euro)
Variazione
parametro
non osservabile
Titoli e Finanziamenti FVTPL e FVTOCI Credit spread -456 1 bp
Titoli e Finanziamenti FVTPL e FVTOCI JD parameters -7 1%
Titoli e Finanziamenti FVTPL e FVTOCI Correlazione 168 1%
Derivati OTC - Interest Rates Correlazione per spread options tra tassi swap 41 0,1
Derivati OTC - Equity Correlazione tra sottostanti basket equity 309 0,1
Derivati OTC - Equity Volatilità storica 1.025 10%
Derivati OTC - Equity CPPI Correlazione storica -60 0,1

A.4.3. Gerarchia del fair value (trasferimenti tra i diversi livelli)

Con riferimento alla descrizione dei principi adottati per stabilire quando si verificano i trasferimenti tra i diversi livelli della gerarchia del fair value (cfr. IFRS 13, par.95) si rimanda a quanto descritto in precedenza (cfr. "Gerarchia del fair value").

A.4.4. Altre informazioni

Il Gruppo Intesa Sanpaolo fa riferimento alle posizioni nette in derivati di ciascuna controparte ai fini del calcolo del bCVA (per maggiori dettagli in merito alla valutazione dei derivati si rimanda al precedente paragrafo A.4.1). Il Gruppo non si avvale, invece, per altre fattispecie, della possibilità prevista dall'IFRS 13, par. 48, che consente di "valutare il fair value di un gruppo di attività e passività finanziarie sulla base del prezzo che si percepirebbe dalla vendita di una posizione netta lunga (ossia un'attività) per una particolare esposizione al rischio o dal trasferimento di una posizione netta corta (ossia una passività) per una particolare esposizione al rischio in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione, alle condizioni di mercato correnti".

Principi generali prudent value

Il quadro delle valutazioni finanziarie si completa con la Valutazione Prudente delle poste valutate al fair value, che prevede il calcolo di ulteriori rettifiche alle valutazioni, rilevanti a soli fini prudenziali senza impatti sul fair value calcolato ai fini contabili in accordo con i principi IFRS.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo disciplina e formalizza la misurazione del valore prudente degli strumenti finanziari attraverso le Linee Guida e Regole di Valutazione Prudente Strumenti Finanziari al Fair Value di Gruppo, documento predisposto a cura della Direzione Centrale Market and Financial Risk Management e la cui applicazione si estende alla Capogruppo e a tutte le controllate appartenenti al Gruppo Bancario oggetto di consolidamento.

Le "Linee Guida di Valutazione Prudente Strumenti Finanziari", previo parere favorevole del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, sono oggetto di revisione ed approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Rischi. Le "Regole di Valutazione Prudente degli Strumenti Finanziari" sono oggetto di revisione e approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, a ciò specificatamente delegato dagli Organi Amministrativi, che esamina altresì gli interventi ed aggiornamenti materialmente rilevanti, la cui proposta compete alla Direzione Centrale Market and Financial Risk Management.

Secondo quanto disposto dal Regolamento UE 575/2013 (Capital Requirement Regulation – CRR), la valutazione prudente comporta il calcolo di specifiche rettifiche di valore supplementari (Additional Valuation Adjustment – AVA) per gli strumenti finanziari valutati al fair value, volti ad intercettare diverse fonti di incertezza valutativa garantendo il raggiungimento di un adeguato grado di certezza nella valutazione delle posizioni. Il valore totale degli AVA viene detratto dal capitale primario di classe 1, senza impatto sul fair value contabile.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, in linea con i criteri indicati nel Regolamento Delegato (UE) 2016/101, è soggetto all'applicazione del metodo di base per la determinazione degli AVA sia a livello individuale sia a livello consolidato per tutte le posizioni valutate al fair value. In particolare sono considerati i seguenti AVA:

  • incertezza delle quotazioni di mercato: rappresenta l'incertezza delle quotazioni di mercato calcolato a livello di esposizione oggetto di valutazione;
  • costi di chiusura: rappresenta l'incertezza del prezzo di uscita calcolato a livello di esposizione oggetto di valutazione;
  • rischi di modello: tiene conto del rischio del modello di valutazione che deriva dalla potenziale esistenza di una gamma di diversi modelli o calibrature di modelli utilizzati dai partecipanti al mercato e dalla mancanza di un prezzo di uscita solido per il prodotto specifico in fase di valutazione;
  • differenziali creditizi non realizzati: rappresenta l'incertezza della valutazione nell'aggiustamento necessario conformemente alla disciplina contabile applicabile, al fine di includere il valore attuale delle perdite attese in caso di default della controparte riguardo a posizioni su derivati;
  • costi di investimento e di finanziamento: rappresenta l'incertezza della valutazione nei costi di finanziamento (funding) utilizzati in sede di valutazione del prezzo di uscita conformemente alla disciplina contabile applicabile;
  • posizioni concentrate: rappresenta l'incertezza relativa al prezzo di uscita delle posizioni definite come concentrate;
  • costi amministrativi futuri: considera i costi amministrativi e i futuri costi di copertura lungo la vita attesa delle esposizioni oggetto di valutazione per le quali non è applicato un prezzo di uscita diretto per gli AVA per le posizioni concentrate;
  • chiusure anticipate delle posizioni: considera le potenziali perdite derivanti dalle chiusure anticipate non contrattuali delle posizioni di negoziazione dei clienti;
  • rischi operativi: considera le perdite potenziali che possono essere sostenute a seguito dei rischi operativi connessi ai processi di valutazione.

Il valore prudente corrisponde al valore di uscita dalla posizione ("exit price") con un livello di certezza pari al 90%. Laddove possibile, tale valore viene determinato sulla base di una distribuzione di exit price osservati sul mercato. In tutti gli altri casi viene utilizzato un approccio basato su esperti, facendo riferimento alle informazioni qualitative e quantitative disponibili.

Il valore di AVA associato alla singola posizione ed alla singola fonte di incertezza valutativa corrisponde quindi alla differenza fra il valore prudente ed il fair value. L'AVA totale si ottiene aggregando i singoli AVA tenendo conto dei corrispondenti coefficienti di ponderazione.

Le "Regole di Valutazione Prudente degli Strumenti Finanziari" declinano, per ciascun AVA, la definizione ed interpretazione, il perimetro di applicazione, i dati di input e la metodologia dettagliata di calcolo per ciascuna classe di strumenti finanziari.

A partire dal 1° gennaio 2021, cessate le disposizioni transitorie stabilite dal Regolamento Delegato (UE) 866/2020, il Gruppo utilizza il coefficiente di aggregazione degli AVA stabilito dal Regolamento Delegato (UE) 2016/101.

FAIR VALUE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE E DEL PATRIMONIO ARTISTICO DI PREGIO

Fair value del patrimonio immobiliare

Come già ampiamente illustrato nella prima parte relativa alle politiche contabili, il Gruppo adotta il criterio della rideterminazione di valore per la valutazione del patrimonio immobiliare ad uso funzionale contabilizzato in base al principio IAS 16 e del fair value per gli immobili di investimento contabilizzati in base al principio IAS 40.

Metodologia di valutazione del patrimonio immobiliare

Il metodo della rideterminazione del valore applicato agli immobili ad uso funzionale prevede che le attività materiali, il cui fair value può essere attendibilmente determinato, siano iscritte ad un valore rideterminato, pari al loro fair value alla data della rideterminazione di valore al netto degli ammortamenti e delle eventuali perdite per riduzione di valore accumulate.

Per gli immobili detenuti a scopo di investimento, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha scelto il metodo di valutazione al fair value, secondo il quale, successivamente alla rilevazione iniziale, tutti gli investimenti immobiliari sono valutati al fair value.

Approccio valutativo

L'IFRS 13 definisce il fair value come "il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività o che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra entità operanti sul mercato alla data di valutazione".

L'approccio valutativo è stato definito sulla base della valenza strumentale e del piano di utilizzo degli immobili, che possono essere individuati secondo tre gruppi principali:

  • "trophy asset", ovvero gli immobili di particolare prestigio utilizzati da funzioni Direzionali ubicati nelle principali città sede della Banca oppure di particolare interesse storico artistico perché vincolati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali;
  • "strumentali";
  • "non strumentali".

Le proprietà sono valutate individualmente ("asset by asset") senza considerare alcuno sconto, o premio, che possa essere negoziato in fase di trattativa commerciale se tutto, o parte del portafoglio, venisse ceduto in blocco o per lotti.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha scelto di affidare l'attività di valutazione a Società esterne con struttura internazionale, professionalmente qualificate, e in grado di fornire valutazioni immobiliari sulla base degli standard RICS Valuation63 che garantiscono:

  • una determinazione del valore coerente con la configurazione di fair value indicata nei principi contabili internazionali;
  • il rispetto dei requisiti professionali, etici e di indipendenza dei periti, allineati alle previsioni degli standard internazionali ed europei.

Per determinare il valore dei beni vengono utilizzate le seguenti metodologie di determinazione del valore in funzione delle caratteristiche del bene e delle condizioni del mercato dì riferimento; il valutatore determina il metodo più idoneo per ogni singolo immobile.

  • Metodo dei Flussi di cassa Attualizzati (o Discounted Cash Flow): il metodo reddituale finanziario (o dei flussi di cassa attualizzati) è basato sull'attualizzazione (per un periodo variabile in riferimento alla situazione locativa/occupazionale dell'immobile e alla successiva ottimizzazione) dei futuri ricavi netti derivanti dall'affitto o dalla vendita della proprietà. Al termine di tale periodo si ipotizza un valore della proprietà come venduta ad un prezzo ottenuto capitalizzando il reddito dell'ultimo anno ad un tasso di mercato per investimenti analoghi all'oggetto di stima o attraverso la vendita frazionata. Questo metodo è utilizzato per la valutazione di tutti gli immobili utilizzati strumentalmente o oggetto di contratto di locazione verso terzi, ubicati in Italia.
  • Metodo Comparativo o del Mercato: il metodo comparativo o del mercato è basato sul confronto fra il bene in esame e altri simili recentemente oggetto di compravendita o correntemente offerti sullo stesso mercato o su piazze concorrenziali. Il suddetto criterio si basa sulla comparazione con proprietà che siano state vendute od offerte di recente sul libero mercato e, possibilmente, aventi le medesime caratteristiche. In mancanza di osservazioni direttamente riferibili alla proprietà in esame si ricorre a casistiche il più possibile assimilabili alla stessa, apportando le necessarie correzioni. Questo metodo, rappresentando la base anche per gli altri metodi di valutazione, può essere adottato in particolare per i beni non in uso strumentale e/o comunque liberi e disponibili ubicati in Italia e all'estero.
  • Metodo Reddituale della capitalizzazione diretta: il metodo reddituale è basato sul valore corrente dei redditi potenziali di mercato di una proprietà, ottenuto capitalizzando il reddito ad un tasso di mercato. Tale metodo è applicato prevalentemente ad immobili strumentali all'estero, in cui si preveda una permanenza prolungata all'interno dell'edificio.
  • Valore di Investimento "Worth": il Valore di Investimento o "Worth" è definito dagli International Valuation Standard come: "the value of an asset to a particular owner or prospective owner for individual investment or operational objectives". Tale definizione è coerente a quanto disposto dell'ultima edizione del "RICS Valuation – Global Standards 2020" della Royal Institution of Chartered Surveyors del Regno Unito, dove il Valore di Investimento è definito come "il valore di un bene, per il proprietario o per un potenziale proprietario, correlato ad un determinato fine d'investimento od obiettivo operativo". Il Valore di Investimento è applicabile a quegli immobili edificati in proprio o immobili aventi una forte connotazione strumentale soggetti a significativi investimenti per l'adeguamento tecnologico, costruttivo e funzionale.

Per la definizione del Valore di Investimento di tali immobili viene previsto un piano di utilizzo a uso strumentale per 12+6 anni senza break option, il cui canone annuo viene determinato applicando un opportuno tasso di rendimento lordo all'ammontare dei costi diretti e indiretti capitalizzati dalla Proprietà comprensivi dei costi di acquisto del terreno.

63 Standard contenuti nel documento della Royal Institution of Chartered Surveyors del Regno Unito intitolato "RICS Valuation – Global Standard" (anche detto "Red Book") : la versione aggiornata è stata emessa a novembre 2019 ed è efficace dal 31 gennaio 2020

Periodicità della valutazione

Le rideterminazioni di valore devono essere effettuate con regolarità tale da assicurare che il valore contabile non differisca in modo rilevante da quello che sarebbe stato determinato utilizzando il fair value alla data di riferimento del bilancio.

La frequenza delle rideterminazioni del valore dipende dalle oscillazioni di fair value delle attività materiali oggetto di rivalutazione. Quando il fair value dell'attività rivalutata differisce in modo rilevante dal suo valore contabile, è richiesta un'ulteriore rideterminazione del valore.

In dettaglio, sulla base dell'andamento fatto registrare dai mercati, è stata individuata una differente periodicità di valutazione che in funzione delle caratteristiche dei beni e della loro localizzazione, si ritiene funzionale a cogliere le variazioni significative del valore dei beni stessi.

Per gli immobili classificati come immobili ad uso funzionale viene effettuata la seguente distinzione:

  • per gli immobili cosiddetti "trophy asset", la rideterminazione è effettuata mediante una verifica del valore svolta attraverso una analisi di scenario (analisi del trend di mercato) ogni anno e con una nuova perizia ogni due anni;
  • per quanto concerne gli altri immobili ad uso strumentale, la rideterminazione è effettuata con l'analisi di scenario (analisi del trend di mercato) ogni anno e tramite una nuova perizia ogni tre anni.

Qualora dall'analisi di scenario vengano riscontrate variazioni di particolare entità (+/– 10%), è necessario effettuare perizie puntuali e aggiornate per adeguare il fair value del bene alle valutazioni del mercato immobiliare.

Per gli immobili destinati a scopo di investimento il valore viene determinato sulla base di nuove perizie ogni anno.

Sulla base delle regole richiamate nel 2021 sono stati oggetto di valutazione periodica gli immobili presenti nel patrimonio immobiliare classificati come "trophy asset", unitamente agli immobili ad uso investimento.

Analisi di scenario

Nell'ambito dell'aggiornamento annuale del fair value degli immobili strumentali, negli anni in cui non è prevista la rivalutazione dell'immobile si esegue un'analisi di scenario (analisi del trend di mercato) attraverso l'utilizzo delle migliori fonti informative disponibili per i diversi paesi di ubicazione degli immobili finalizzata alla rilevazione sulla base di banche dati, degli scostamenti dei valori di mercato tra il periodo di analisi e quello precedente.

In particolare per gli immobili situati in Italia, la definizione delle variazioni avviene attraverso l'utilizzo di almeno 3 fonti tra loro differenti. La fonte principale è quella fornita dalla Agenzia delle Entrate secondo le relative zone OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare); la seconda fonte di pubblicazione è rappresentata da Nomisma per cui, per le relative zonizzazioni, sono eseguite le medesime interrogazioni svolte per OMI (base dati principale) e la terza analisi si basa sulle analisi delle variazioni intercorse nell'anno di interrogazione per quanto espresso dalle offerte presenti sul mercato immobiliare.

Pertanto l'attività seguita dai periti è quella di definire per ogni immobile gli scostamenti su base annuale dei canoni e/o dei prezzi per asset class di riferimento.

Gli immobili localizzati all'estero vengono raggruppati, per ogni nazione, nei diversi cluster in base alla località e all'asset class di ciascuno. Vengono predisposte analisi di mercato puntuali sulla base delle conoscenze locali e nazionali del particolare mercato immobiliare di riferimento.

Lo studio di mercato tiene conto inoltre dei seguenti drivers macroeconomici:

  • analisi dei dati economici (tasso di disoccupazione, PIL pro capite, inflazione ed indice dei prezzi al consumo), tali fattori macroeconomici costituiscono la prima analisi economica, a supporto delle previsioni del mercato immobiliare;
  • indicazione del movimento del rendimento medio;
  • indicazione del movimento dei canoni di mercato;
  • indicazione del range di movimento dei valori unitari.

Sulla base dell'indagine di mercato summenzionata e sulla base di una adeguata ponderazione qualitativa dei key-drivers macroeconomici, viene definito un range di scostamento percentuale rispetto all'ultima perizia effettuata che viene confrontato con la soglia di target definita, individuando un fattore sintetico percentuale, per ogni singolo immobile e inserito in un unico foglio di lavoro.

Questa attività viene svolta in prossimità della chiusura di fine anno così da esprimere un range di scostamento rispetto ad una soglia di riferimento e poter pianificare per tempo l'aggiornamento di stima puntuale per quegli immobili il cui scostamento sia oltre tale soglia.

La soglia di variazione ammessa è pari a +/-10%

Nel caso gli scostamenti rilevati dovessero essere superiori a tale soglia viene effettuata una nuova valutazione entro la fine dell'anno.

Sensibilità delle valutazioni

Analogamente agli strumenti finanziari, sono assoggettate ad analisi di sensitività quelle attività e passività non finanziarie valutate al fair value di livello 3 per le quali, in funzione del modello valutativo in uso per la determinazione del fair value, ne sia possibile l'esecuzione ed i cui risultati siano significativi. L'analisi ha riguardato essenzialmente gli immobili della Capogruppo Intesa Sanpaolo, che rappresentano il perimetro Core del patrimonio immobiliare del Gruppo.

Si precisa che l'analisi di sensitività è stata condotta identificando le variabili di maggiore rilevanza nell'ambito del modello di valutazione utilizzato al 31 dicembre 2021 per la valutazione delle diverse classi di immobili, rappresentato dal metodo dei flussi di cassa attualizzati. In particolare, si è fatto riferimento ai canoni di mercato, per gli immobili ad uso funzionale, e al c.d. "exit value" per gli immobili detenuti a scopo di investimento. Per le variabili sopra identificate è stata ipotizzata una variazione pari a +5% / -5% a fronte della quale si è rilevato uno scostamento medio del fair value del patrimonio immobiliare pari al 6% in entrambi gli scenari ipotizzati.

Fair value del patrimonio artistico di pregio

Anche il patrimonio artistico di pregio della banca viene valutato secondo il metodo della rideterminazione del valore che prevede che le attività materiali, il cui fair value può essere attendibilmente determinato, siano iscritte ad un valore rideterminato, pari al loro fair value alla data della rideterminazione di valore.

Le opere d'arte incluse nella classe di cespiti "patrimonio artistico di pregio" sono beni di particolare rilevanza, riconosciuti in campo scientifico nell'ambito storico-artistico e conformi alle linee guida ministeriali evidenziate in particolare nel D.M. 537 del 6 dicembre 2017 sull'esportazione delle opere d'arte quali: lo stato di conservazione, l'importanza storica dell'artista, l'importanza critica/storico artistica dell'opera, la provenienza illustre, la qualità e attribuzione certa, la dichiarazione di interesse dello Stato italiano.

Approccio valutativo

L'attività valutativa si esplica per mezzo dell'accertamento del valore tramite il ricorso a perizie esterne, affidate ad esperti qualificati e indipendenti.

I valori vengono acquisiti dalle banche dati online con oltre 100 milioni di opere come Artnet e Artprice, che monitorano i risultati delle principali case d'aste italiane e internazionali. Sono parametri oggettivi che vanno confrontati con il mercato nel suo complesso, in un'analisi che prevede di monitorare anche le gallerie e le mostre‐mercato.

In dettaglio, ai fini della determinazione del fair value, si considerano sia fattori oggettivi, relativi a valenza storico-critica e artistica dell'autore, stato di conservazione, tecnica di esecuzione, dimensioni e qualità dell'opera, rilevanza dell'opera nella produzione dell'artista, pubblicazione dell'opera su cataloghi specializzati, periodo di esecuzione dell'opera, diffusione internazionale delle opere dell'artista, provenienza illustre, certezza dell'attribuzione, garanzia dell'autenticità di un'opera, sia fattori soggettivi (che possono mutare nel tempo, in funzione dell'evoluzione e dei gusti del mercato), quali la reputazione del museo che ospita l'opera dell'artista, il prestigio di fiere/mostre/gallerie/case d'asta che intermediano l'opera, la reputazione della critica che ne parla e dei collezionisti, nonché la qualità della comunicazione sull'opera dell'artista.

Una volta identificati tali fattori rilevanti, la determinazione del fair value avviene per comparazione, in prima istanza con opere paragonabili a quelle in esame (per periodo di realizzazione/anno, tecnica, dimensioni, tipicità del soggetto e stato di conservazione), dello stesso autore e medesimo periodo, se disponibili (tale evenienza è più facilmente praticabile nel caso delle opere del comparto moderno e contemporaneo), ed in seconda istanza con opere di artisti o di scuole e ambiti prossimi per stile, poetica e per importanza della medesima epoca storica. Nel caso siano disponibili più opere similari, si considerano valori medi per tenere conto della volatilità dei prezzi.

Oltre a considerare l'andamento degli scambi in asta, partendo da quelle più recenti e includendo nell'analisi anche gli invenduti, (che rappresentano un possibile indicatore di perdita di valore tendenziale dell'opera/autore nel mercato), la valutazione considera anche l'attenzione corrente del mercato nei confronti di un'opera o un autore, misurata dal numero e dalla qualità di mostre temporanee allestite in spazi museali di rilevanza internazionale e corredate da pubblicazioni specifiche.

Inoltre, si tiene conto anche della presenza della dichiarazione di interesse storico-artistico formalmente espressa dal Ministero (Mibact) (comunemente detta "notifica"), che lega al territorio italiano parte delle opere d'arte in collezione e ne vincola la circolazione al territorio nazionale, riducendo la quotazione ottenibile sul mercato internazionale.

La determinazione dei prezzi è influenzata anche dall'importanza degli acquirenti/venditori (ad esempio, i prezzi corrisposti da collezionisti celebri o noti investitori possono assumere maggiore rilevanza).

L'approccio valutativo è impostato sul monitoraggio degli oggettivi valori di mercato delle opere comprese nella classe oggetto di indagine, che segue tre principi metodologici:

  • privilegia un principio prudenziale, analizzando i valori medi di una pluralità di fonti informative diverse, fondate su basi dati robuste, aggiornate e statisticamente rappresentative: in un mercato di opere "singolari", spesso prive di transazioni per decenni, questo approccio garantisce la periodica individuazione di eventuali valori outlier ed evita di seguire eventuali dinamiche speculative;
  • è di natura comparativa, monitorando le transazioni occorse a livello globale in una pluralità di canali distributivi, per evitare di considerare solo alcune forme di transazione e i relativi valori economici: in un mercato globale con una domanda globale, questo approccio consente di verificare la presenza di eventuali arbitraggi geografici o l'emergenza di specifici fenomeni di apprezzamento/deprezzamento potenzialmente impattanti;
  • è di natura ricorsiva, poiché aggiorna e monitora l'andamento dei prezzi sull'arco temporale più breve che le specificità del mercato ammettono, ovvero il semestre: in un mercato in cui non esistono scambi pubblici monitorati giornalmente, la brevità dell'arco di rilevazione assicura la massima cura e tempestività delle eventuali variazioni.

Tale metodo risulta applicabile su tutto il comparto del "patrimonio artistico di pregio".

Periodicità della valutazione

Per quanto concerne il patrimonio artistico di pregio, la rideterminazione di valore è effettuata tramite una perizia ogni tre anni. Annualmente viene comunque svolta una analisi di scenario per individuare eventuali variazioni di valore apprezzabile al fine di anticipare l'attività valutativa.

Sulla base delle regole di periodicità di valutazione, si ricorda che a fine 2020, a conclusione del primo ciclo triennale di valutazione al fair value, si era proceduto all'aggiornamento delle perizie dell'intero patrimonio artistico di pregio.

Analisi di scenario

Al fine di individuare ed apprezzare le variazioni del mercato delle opere oggetto di valutazione, viene effettuato un monitoraggio dell'andamento del mercato volto a cogliere i segnali di variazione significativa che richiedano di anticipare le perizie rispetto alle periodicità stabilita.

Tale monitoraggio ha duplice natura:

– Monitoraggio delle quotazioni di mercato delle prime opere per valore presenti nelle collezioni Intesa Sanpaolo, che rappresentano il 75% del valore complessivo delle opere comprese nella classe "patrimonio artistico di pregio", verificando sia l'esito delle principali aste internazionali (il cui calendario segue precise scadenze stagionali), sia le segnalazioni delle due principali banche dati mondiali (Artprice e Artnet), i cui analytics forniscono utili strumenti di monitoraggio delle quotazioni;

– Monitoraggio dell'andamento del mercato dell'arte in generale, al fine di evidenziare tendenze e novità rispetto al "patrimonio artistico di pregio" di Intesa Sanpaolo, verificando sia l'esito delle principali aste internazionali (il cui calendario segue precise scadenze stagionali), sia le segnalazioni delle due principali banche dati mondiali (Artprice e Artnet); poiché le opere di molti autori presenti nella collezione Intesa Sanpaolo transitano molto raramente in asta per il ridotto numero di pezzi rimasti sul mercato, è importante controllare l'andamento di artisti e opere simili o assimilabili; per questa ragione l'azione di monitoraggio non si limita ai soli autori e alle sole opere possedute, ma si estende agli autori e alle opere riconducibili allo stesso ambito, per tener conto anche dei dati tendenziali.

Qualora il monitoraggio annuale evidenzi un potenziale scostamento di valore, in positivo o in negativo, superiore al 15% per singole opere/collezioni di autori presenti nelle collezioni Intesa Sanpaolo e confrontabili in base a criteri oggettivi (quali periodo di realizzazione/anno, dimensioni, tecnica, periodo di realizzazione, ecc.), si procede a commissionare le perizie di stima secondo le consuete procedure interne al fine di allineare il valore di carico.

Informativa di natura quantitativa

A.4.5. Gerarchia del fair value

A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value – Escluse compagnie assicurative

(milioni di euro)
Attività/Passività misurate al fair value 31.12.2021 31.12.2020
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico 24.262 25.080 3.389 22.890 31.994 3.362
a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 22.615 24.379 187 21.861 30.900 404
di cui: titoli di capitale 674 - 17 663 - 1
di cui: OICR 116 - 25 169 3 31
b) Attività finanziarie designate al fair value - 1 3 - 1 2
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate
al fair value 1.647 700 3.199 1.029 1.093 2.956
di cui: titoli di capitale 161 116 225 10 191 193
di cui: OICR 1.486 149 2.166 1.018 227 1.740
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva 59.084 8.004 492 49.681 7.747 430
di cui: titoli di capitale 1.537 1.314 421 1.559 1.754 387
3. Derivati di copertura - 1.732 - 1 1.118 15
4. Attività materiali - - 7.364 - - 7.252
5. Attività immateriali - - - - - -
Totale 83.346 34.816 11.245 72.572 40.859 11.059
1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione 22.241 33.946 119 15.742 43.168 123
2. Passività finanziarie designate al fair value 6 3.642 26 - 3.032 -
3. Derivati di copertura - 4.868 - 1 7.084 3
Totale 22.247 42.456 145 15.743 53.284 126

Nell'ambito delle Attività si osserva che gli strumenti di livello 3, caratterizzati da una maggiore discrezionalità nella determinazione del fair value rappresentano una quota contenuta del totale portafoglio delle Attività stesse, con un'incidenza dell'8,7% (8,9% al 31 dicembre 2020).

Tra le Attività finanziarie di livello 3, la quota principale è rappresentata dalla quota di OICR e tra essi 327 milioni sono rappresentati da quote del Fondo Atlante e dell'Italian Recovery Fund attivati nell'ambito della normativa a sostegno del sistema bancario.

Oltre il 64% delle attività valutate al fair value è misurato attraverso il ricorso a quotazioni di mercato, quindi senza lasciare alcuna discrezionalità al valutatore (livello 1).

La voce Attività materiali valutate al fair value con livello 3 include il patrimonio immobiliare e il patrimonio artistico di pregio che rappresentano il 65% delle attività di bilancio al fair value di livello 3.

Al 31 dicembre 2021 l'impatto del rischio di non performance (Credit Value Adjustment e Debt Value Adjustment) nella determinazione del fair value dei contratti derivati è pari a 184 milioni in riduzione del fair value positivo ed a 85 milioni in riduzione del fair value negativo.

L'impatto del Funding Value Adjustment è pari a 125 milioni, corrispondente al costo di finanziamento dei flussi di cassa generati dal complessivo portafoglio dei derivati OTC della Banca.

La determinazione quantitativa dei menzionati aggiustamenti valutativi prescinde dalla misurazione degli effetti delle correlate strategie di copertura gestionale, ove presenti.

Quanto alle passività, la quota di strumenti di livello 3 è inferiore all'1% rispetto al totale delle passività.

Oltre ai trasferimenti relativi ad attività e passività finanziarie valutate al livello 3 dettagliati nel seguito, si segnala che nel corso del 2021 si sono avuti trasferimenti:

  • da livello 1 a livello 2 di:
    • o attività finanziarie detenute per la negoziazione per 20 milioni (valore di bilancio al 31 dicembre 2021);
    • o attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per 105 milioni (valore di bilancio al 31 dicembre 2021);
  • da livello 2 a livello 1 di:
    • o attività finanziarie detenute per la negoziazione per 227 milioni (valore di bilancio al 31 dicembre 2021);
    • o attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per 40 milioni (valore di bilancio al 31 dicembre 2021);
    • o passività finanziarie detenute per la negoziazione per 112 milioni (valore di bilancio al 31 dicembre 2021).

I trasferimenti tra livelli di fair value derivano dall'evoluzione dell'osservabilità dei prezzi o dati di mercato utilizzati per effettuare le valutazioni degli strumenti e della significatività degli input non osservabili.

Il passaggio da livello 1 a livello 2 è conseguenza del venir meno della presenza di un mercato attivo per quello strumento verificata analizzando l'affidabilità e la reciproca coerenza delle quotazioni disponibili secondo quanto previsto nella Fair Value Policy di Gruppo. Per contro, i titoli per i quali viene effettuata una valutazione da mark-to-model utilizzando input osservabili sul mercato, – classificati, dunque, a livello 2 – vengono trasferiti al livello 1 nel momento in cui si riscontra l'esistenza di un mercato attivo.

A.4.5.1 Bis Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value –Compagnie assicurative

(milioni di euro)
Attività/Passività misurate al fair value 31.12.2021 31.12.2020
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 344 293 390 321 33 47
di cui: titoli di capitale - - - - - -
di cui: OICR 122 - 49 120 - 47
2. Attività finanziarie valutate al fair value 100.515 143 401 86.779 51 377
di cui: titoli di capitale 3.510 - - 2.749 - -
di cui: OICR 91.908 109 - 79.538 - -
3. Attività finanziarie disponibili per la vendita 93.910 6.305 4.208 82.076 4.845 2.192
di cui: titoli di capitale 2.201 7 54 1.713 - 43
di cui: OICR 9.879 - 3.742 10.271 20 2.138
4. Derivati di copertura - 291 - - 449 -
5. Attività materiali - - 8 - - 8
6. Attività immateriali - - - - - -
Totale 194.769 7.032 5.007 169.176 5.378 2.624
1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione - 42 61 4 54 -
2. Passività finanziarie valutate al fair value - 84.667 - - 77.149 -
3. Derivati di copertura - - - - - -
Totale - 84.709 61 4 77.203 -

Per le compagnie assicurative, come si rileva dalla tabella, gli strumenti di livello 3, che presentano la maggiore discrezionalità nella determinazione del fair value, rappresentano una quota contenuta del portafoglio; con riferimento alle Attività l'incidenza è pari al 2,4%.

Oltre il 94% delle attività finanziarie valutate al fair value del comparto assicurativo è misurato attraverso il ricorso a quotazioni di mercato, quindi senza lasciare alcuna discrezionalità al valutatore (livello 1).

Le variazioni più significative rispetto a dicembre 2020 sono dovute ai nuovi ingressi nel perimetro di consolidamento di Assicurazioni Vita S.p.A. (già Aviva Vita), Lombarda Vita S.p.A. e Cargeas Assicurazioni S.p.A. (anche se le variazioni imputabili a quest'ultima sono di importo meno rilevante. Le prime due società indicate sono state poi fuse per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita dal 31 dicembre 2021.

Oltre ai trasferimenti relativi ad attività e passività finanziarie del comparto assicurativo valutate al livello 3 dettagliati nel seguito, si segnala che nel corso del 2021 si sono avuti trasferimenti:

  • − da livello 1 a livello 2 di:
    • o attività finanziarie valutate al fair value per 198 milioni (valore di bilancio al 31 dicembre 2021);
    • o attività finanziarie disponibili per la vendita per 22 milioni (valore di bilancio al 31 dicembre 2021);

− da livello 2 a livello 1 di:

  • o attività finanziarie valutate al fair value per 5 milioni (valore di bilancio al 31 dicembre 2021);
  • o attività finanziarie disponibili per la vendita per 65 milioni (valore di bilancio al 31 dicembre 2021).

I trasferimenti tra livelli di fair value derivano dall'evoluzione dell'osservabilità dei prezzi o dati di mercato utilizzati per effettuare le valutazioni degli strumenti e della significatività degli input non osservabili.

Il passaggio da livello 1 a livello 2 è conseguenza del venir meno della presenza di un mercato attivo per quello strumento verificata analizzando l'affidabilità e la reciproca coerenza delle quotazioni disponibili secondo quanto previsto nella Fair Value Policy di Gruppo. Per contro, i titoli per i quali viene effettuata una valutazione da mark-to-model utilizzando input osservabili sul mercato, – classificati, dunque, a livello 2 – vengono trasferiti al livello 1 nel momento in cui si riscontra l'esistenza di un mercato attivo.

A.4.5.2. Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3) - Escluse compagnie assicurative

(milioni di euro)
TOTALE di cui: a)
Attività
finanziarie
detenute per
la
negoziazione
economico
di cui: b)
Attività
finanziarie
designate
al fair
value
Attività valutate al fair value con impatto a conto
di cui: c) Altre
attività finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair
value
Attività
finanziarie
valutate al fair
value con
impatto sulla
redditività
complessiva
Derivati
di
copertura
Attività
materiali
Attività
immateriali
1. Esistenze iniziali 3.362 404 2 2.956 430 15 7.252 -
2. Aumenti 1.015 139 1 875 186 - 737 -
2.1 Acquisti 228 67 1 160 22 - 137 -
2.2 Profitti imputati a: 237 39 - 198 27 - 48 -
2.2.1 Conto economico 237 39 - 198 - - 6 -
- di cui plusvalenze 207 39 - 168 - - - -
2.2.2 Patrimonio netto - X X X 27 - 42 -
2.3 Trasferimenti da altri livelli 156 25 - 131 70 - - -
2.4 Altre variazioni in aumento 394 8 - 386 67 - 552 -
3. Diminuzioni -988 -356 - -632 -124 -15 -625 -
3.1 Vendite -314 -194 - -120 -6 - -43 -
3.2 Rimborsi -156 -26 - -130 -45 - - -
3.3 Perdite imputate a: -213 -34 - -179 -26 -8 -69 -
3.3.1 Conto economico -213 -34 - -179 - -8 -51 -
- di cui minusvalenze -124 -34 - -90 - - - -
3.3.2 Patrimonio netto - X X X -26 - -18 -
3.4 Trasferimenti ad altri livelli -126 -98 - -28 -23 -7 - -
3.5 Altre variazioni in diminuzione -179 -4 - -175 -24 - -513 -
4. Rimanenze finali 3.389 187 3 3.199 492 - 7.364 -

Nella sottovoce 2.1 Acquisti - Attività Materiali sono inclusi 100 milioni riferibili all'ingresso nel perimetro di consolidamento della società Intesa Sanpaolo House Luxembourg.

Nell'ambito delle sottovoci 2.4 Altre variazioni in aumento e 3.5 Altre variazioni in diminuzione, sono inclusi anche i trasferimenti delle Attività Materiali da uso investimento a uso funzionale e viceversa per circa 223 milioni.

(milioni di euro)
Attività
finanziarie
detenute
per la
negoziazione
Attività
finanziarie
valutate al
fair value
Attività
finanziarie
disponibili per
la vendita
Derivati di
copertura
Attività
materiali
Attività
immateriali
1. Esistenze iniziali 47 377 2.192 - 8 -
2. Aumenti 360 77 2.253 - - -
2.1 Acquisti - - 462 - - -
2.2 Profitti imputati a: 3 - 377 - - -
2.2.1 Conto economico 3 - 8 - - -
- di cui plusvalenze - - - - - -
2.2.2 Patrimonio netto X X 369 - - -
2.3 Trasferimenti da altri livelli - - - - - -
2.4 Altre variazioni in aumento 357 77 1.414 - - -
3. Diminuzioni -17 -53 -237 - - -
3.1 Vendite - - -162 - - -
3.2 Rimborsi - - -2 - - -
3.3 Perdite imputate a: -17 -1 -43 - - -
3.3.1 Conto economico -17 -1 -1 - - -
- di cui minusvalenze - - - - - -
3.3.2 Patrimonio netto X X -42 - - -
3.4 Trasferimenti ad altri livelli - - - - - -
3.5 Altre variazioni in diminuzione - -52 -30 - - -
4. Rimanenze finali 390 401 4.208 - 8 -

A.4.5.2. Bis Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3) - Compagnie assicurative

La sottovoce 2.4 Altre variazioni in aumento include i nuovi ingressi nel perimetro di consolidamento di Assicurazioni Vita S.p.A. (già Aviva Vita), Lombarda Vita S.p.A. e Cargeas Assicurazioni S.p.A. (anche se le variazioni imputabili a quest'ultima sono di importo meno rilevante). Le prime due società indicate sono state poi fuse per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita dal 31 dicembre 2021.

(milioni di euro) Passività finanziarie detenute per la negoziazione Passività finanziarie designate al fair value Derivati di copertura 1. Esistenze iniziali 123 - 3 2. Aumenti 110 26 1 2.1 Emissioni 2 - - 2.2 Perdite imputate a: 51 - 1 2.2.1 Conto economico 51 - 1 - di cui minusvalenze 51 - - 2.2.2 Patrimonio netto X X - 2.3 Trasferimenti da altri livelli 57 26 - 2.4 Altre variazioni in aumento - - - 3. Diminuzioni -114 - -4 3.1 Rimborsi - - - 3.2 Riacquisti - - - 3.3 Profitti imputati a: -16 - - 3.3.1 Conto economico -16 - - - di cui plusvalenze -16 - - 3.3.2 Patrimonio netto X X - 3.4 Trasferimenti ad altri livelli -98 - -4 3.5 Altre variazioni in diminuzione - - - 4. Rimanenze finali 119 26 -

A.4.5.3 Variazioni annue delle passività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3) - Escluse compagnie assicurative

Le "Passività finanziarie detenute per la negoziazione" si riferiscono a contratti derivati aventi fair value negativo.

I trasferimenti da altri livelli e ad altri livelli descritti nelle tabelle precedenti sono stati effettuati in conformità alle linee guida descritte nel paragrafo A.4.3 – Gerarchia del fair value.

Peraltro, per più complete informazioni sulla sensitività dei valori degli strumenti finanziari al variare dei principali parametri di input, si rinvia alle analisi complessive svolte con riferimento al portafoglio di negoziazione nell'ambito della Parte E della presente Nota Integrativa.

A.4.5.3 Bis Variazioni annue delle passività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3) - Compagnie assicurative

(milioni di euro)
Passività
finanziarie
detenute
per la
negoziazione
Passività
finanziarie
valutate al
fair value
Derivati di
copertura
1. Esistenze iniziali - - -
2. Aumenti 61 - -
2.1 Emissioni - - -
2.2 Perdite imputate a: - - -
2.2.1 Conto economico - - -
- di cui minusvalenze - - -
2.2.2 Patrimonio netto X X -
2.3 Trasferimenti da altri livelli 61 - -
2.4 Altre variazioni in aumento - - -
3. Diminuzioni - - -
3.1 Rimborsi - - -
3.2 Riacquisti - - -
3.3 Profitti imputati a: - - -
3.3.1 Conto economico - - -
- di cui plusvalenze - - -
3.3.2 Patrimonio netto X X -
3.4 Trasferimenti ad altri livelli - - -
3.5 Altre variazioni in diminuzione - - -
4. Rimanenze finali 61 - -

Le "Passività finanziarie detenute per la negoziazione" si riferiscono a contratti derivati aventi fair value negativo, che sono stati oggetto di passaggio al livello 3 nel corso del 2021.

A.4.5.4 Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli di fair value – Escluse compagnie assicurative

(milioni di euro)
Attività/Passività non misurate al fair value 31.12.2021 31.12.2020
o misurate al fair value su base non ricorrente Valore di
bilancio
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Valore di
bilancio
Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 668.866 27.206 484.983 165.462 612.481 33.151 421.891 173.210
2. Attività materiali detenute a scopo di investimento - - - - - - - -
3. Attività non correnti e gruppi di attività in via di
dismissione
1.422 - - 1.422 28.702 - - 28.702
Totale 670.288 27.206 484.983 166.884 641.183 33.151 421.891 201.912
1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 710.055 47.030 625.414 39.759 630.146 47.158 499.225 86.112
2. Passività associate ad attività in via di dismissione 30 - - 30 35.676 - - 35.676
Totale 710.085 47.030 625.414 39.789 665.822 47.158 499.225 121.788

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della circolare 262 che ha previsto la rappresentazione dei crediti a vista verso banche alla voce "Cassa e disponibilità liquide" e non più alla voce "Attività Finanziarie valutate al costo ammortizzato".

(milioni di euro)
Attività/Passività non misurate al fair value
o misurate al fair value su base non ricorrente
31.12.2021 31.12.2020
Valore di
bilancio
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Valore di
bilancio
Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza - - - - - - - -
2. Crediti verso banche 41 - 41 - 40 - 40 -
3. Crediti verso clientela 44 - 39 5 31 - 25 6
4. Attività materiali detenute a scopo di investimento - - - - - - - -
5. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - - - - - - -
Totale 85 - 80 5 71 - 65 6
1. Debiti verso banche 623 - - 650 609 - 2 607
2. Debiti verso clientela 188 - 93 95 428 - 348 80
3. Titoli in circolazione 1.335 - 1.338 - 898 - 898 -
4. Passività associate ad attività in via di dismissione - - - - - - - -
Totale 2.146 - 1.431 745 1.935 - 1.248 687

A.4.5.4 Bis Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli di fair value –Compagnie assicurative

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della circolare 262 che ha previsto la rappresentazione dei crediti a vista verso banche alla voce "Cassa e disponibilità liquide" e non più alla voce "Crediti verso Banche".

Attività e passività finanziarie

Per quanto riguarda le attività e le passività finanziarie non valutate al fair value (crediti e crediti rappresentati da titoli, debiti e titoli in circolazione), la prassi adottata dal Gruppo prevede la determinazione del fair value attraverso il calcolo del valore attuale dei flussi di cassa futuri, ad un tasso che incorpora la stima dei principali rischi e delle incertezze associati allo strumento finanziario oggetto di valutazione (il cosiddetto "discount rate adjustment approach").

In particolare, il tasso di interesse utilizzato per l'attualizzazione dei cash flow futuri è determinato tenendo in considerazione i seguenti fattori di rischio:

  • il rischio tasso di interesse, che rappresenta il rendimento che il mercato offre per ogni unità di capitale prestato a controparti prive di rischio;
  • il rischio di credito, che rappresenta il premio per aver prestato capitale a controparti che presentano rischio di insolvenza;
  • il costo della liquidità connesso al credito.

Nel caso di strumenti a tasso fisso, i flussi di cassa sono pari a quelli previsti dal contratto; per gli strumenti a tasso variabile, i flussi di cassa futuri sono determinati sulla base dei tassi di interesse forward, impliciti nelle curve di tassi zero coupon osservati in corrispondenza delle diverse date di fixing e differenziate per tipologia di indicizzazione.

Il valore del premio per il rischio (credit spread) è determinato a livello di singola posizione, tramite l'acquisizione della classe di rischio (LGD) e del rating (PD). Queste grandezze, unitamente alla durata media finanziaria residua, costituiscono il criterio guida per l'acquisizione del credit spread. La costruzione della curva di spread segue le medesime regole anche nel caso dei titoli emessi da Intesa Sanpaolo.

Nel determinare i fair value esposti nella tabella A.4.5.4 sono state utilizzate le seguenti assunzioni:

  • per i crediti rappresentati da titoli, vengono seguite le medesime regole previste per la valutazione al fair value delle altre categorie di titoli;
  • per i titoli emessi, le regole utilizzate sono le stesse applicate ai titoli dell'attivo.

A. 5 – INFORMATIVA SUL C.D. "DAY ONE PROFIT/LOSS"

L'IFRS 9 stabilisce che l'iscrizione iniziale degli strumenti finanziari deve avvenire al fair value. Normalmente, il fair value di uno strumento finanziario alla data di rilevazione iniziale in bilancio è pari al "prezzo di transazione"; in altre parole, al costo o all'importo erogato per le attività finanziarie o alla somma incassata per le passività finanziarie.

L'affermazione che all'atto dell'iscrizione iniziale in bilancio il fair value di uno strumento finanziario coincide con il prezzo della transazione è intuitivamente generalmente riscontrabile nel caso di transazioni del livello 1 della gerarchia del fair value. Anche nel caso del livello 2, che si basa su prezzi derivati indirettamente dal mercato (comparable approach), l'iscrizione

iniziale vede, in molti casi, sostanzialmente coincidere fair value e prezzo. Eventuali differenze tra prezzo e fair value sono di norma da attribuire ai cosiddetti margini commerciali che transitano a conto economico al momento della prima valutazione dello strumento finanziario.

Nel caso del livello 3, invece, sussiste una discrezionalità parziale dell'operatore nella valutazione dello strumento e, pertanto, proprio per la maggiore soggettività nella determinazione del fair value non è disponibile un inequivocabile termine di riferimento da raffrontare con il prezzo della transazione. Per lo stesso motivo, risulta difficile determinare con precisione anche un eventuale margine commerciale da imputare a conto economico. In tal caso, l'iscrizione iniziale deve sempre avvenire al prezzo della transazione. La successiva valutazione non può includere la differenza tra prezzo e fair value riscontrata all'atto della prima valutazione, definita anche come Day-One-Profit (DOP).

Tale differenza deve essere riconosciuta a conto economico solo se deriva da cambiamenti dei fattori su cui i partecipanti al mercato basano le loro valutazioni nel fissare i prezzi (incluso l'effetto tempo). Ove lo strumento abbia una scadenza definita e non sia immediatamente disponibile un modello che monitori i cambiamenti dei fattori su cui gli operatori basano i prezzi, è ammesso il transito del DOP a conto economico linearmente sulla vita dello strumento finanziario stesso.

Nel caso in cui uno strumento classificato nel livello 3 della gerarchia del fair value venga riclassificato nel livello 2, i residui Day-One-Profit sospesi patrimonialmente vengono iscritti a conto economico in un'unica soluzione. Analogamente, nel caso di operazioni gestite "a libro" nell'ambito dell'operatività della Banca, i Day-One-Profit registrati sulle operazioni di livello 3 (incluse nella suddetta gestione "a libro") sono rilevati a conto economico nel momento in cui la Banca pone in essere operazioni che nella sostanza eliminano i rischi dello strumento di livello 3 che ha generato il DOP.

Nella tabella è rappresentata la dinamica dell'ammontare del DOP sospeso nello Stato patrimoniale.

(milioni di euro)
1. Esistenze iniziali 1
2. Aumenti -
2.1 Nuove operazioni -
3. Diminuzioni -1
3.1 Rilasci a conto economico -1
4. Rimanenze finali -

Parte B – Informazioni sullo Stato patrimoniale

ATTIVO

SEZIONE 1 - CASSA E DISPONIBILITÀ LIQUIDE - VOCE 10

1.1 Cassa e disponibilità liquide: composizione

(milioni di euro)
31.12.2021 31.12.2020
a) Cassa 3.463 3.957
b) Conti correnti e depositi a vista presso Banche Centrali 7.020 5.857
c) Conti correnti e depositi a vista presso banche 4.273 3.919
Totale 14.756 13.733

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della circolare 262 che ha previsto la rappresentazione dei crediti a vista verso banche alla voce "Cassa e disponibilità liquide" e non più alla voce "Attività Finanziarie al Costo Ammortizzato - Crediti verso Banche".

SEZIONE 2 - ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO A CONTO ECONOMICO VOCE 20

2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
Livello 1 Livello 2 Livello 3 1 Livello 2 Livello 3
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito 21.798 1.324 89 20.979 1.223 176
1.1 Titoli strutturati 5 1.009 42 1.288 46 3
1.2 Altri titoli di debito 21.793 315 47 19.691 1.177 173
2. Titoli di capitale 674 - 17 663 - 1
3. Quote di O.I.C.R. 116 - 25 169 3 31
4. Finanziamenti - 14 4 - 14 7
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - 14 4 - 14 7
Totale (A) 22.588 1.338 135 21.811 1.240 215
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari 27 20.817 52 50 28.044 189
1.1 di negoziazione 27 20.817 52 50 28.043 104
1.2 connessi con la fair value option - - - - - -
1.3 altri - - - - 1 85
2. Derivati creditizi - 2.224 - - 1.616 -
2.1 di negoziazione - 2.224 - - 1.616 -
2.2 connessi con la fair value option - - - - - -
2.3 altri - - - - - -
Totale (B) 27 23.041 52 50 29.660 189
TOTALE (A+B) 22.615 24.379 187 21.861 30.900 404

Nella voce di cui sopra sono compresi i titoli connessi con operazioni di cartolarizzazione per un ammontare complessivo di circa 1.092 milioni, di cui 666 milioni senior, 412 milioni mezzanine e 14 milioni junior.

Il fair value lordo positivo degli Strumenti derivati posti in essere con il compensatore legale LCH Ltd. - soddisfacendo i requisiti previsti per la compensazione contabile tra saldi lordi positivi e negativi ai sensi dello IAS 32 paragrafo 42, è s tato oggetto di compensazione con rappresentazione del fair value netto rispettivamente tra le Passività in Derivati di copertura e le Passività finanziarie di negoziazione.

2.2 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione debitori/emittenti/controparti

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito 23.211 22.378
a) Banche Centrali 44 25
b) Amministrazioni pubbliche 20.394 19.690
c) Banche 1.149 1.179
d) Altre società finanziarie 1.239 1.153
di cui: imprese di assicurazione 65 30
e) Società non finanziarie 385 331
2. Titoli di capitale 691 664
a) Banche 71 83
b) Altre società finanziarie 96 39
di cui: imprese di assicurazione 31 11
c) Società non finanziarie 524 542
d) Altri emittenti - -
3. Quote di OICR 141 203
4. Finanziamenti 18 21
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - 1
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie 18 20
f) Famiglie - -
Totale A 24.061 23.266
B. Strumenti derivati
a) Controparti centrali 1.693 1.752
b) Altre 21.427 28.147
Totale B 23.120 29.899
TOTALE (A+B) 47.181 53.165

2.3 Attività finanziarie designate al fair value: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1.Titoli di debito - 1 3 - 1 2
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito - 1 3 - 1 2
2.Finanziamenti - - - - - -
2.1 Strutturati - - - - - -
2.2 Altri - - - - - -
Totale - 1 3 - 1 2

2.4 Attività finanziarie designate al fair value: composizione debitori/emittenti

Voci 31.12.2021 (milioni di euro)
31.12.2020
1. Titoli di debito 4 3
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 1 1
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 3 2
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
2. Finanziamenti - -
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale 4 3

2.5 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Titoli di debito - 60 107 1 256 283
1.1 Titoli strutturati - - 5 1 - 11
1.2 Altri titoli di debito - 60 102 - 256 272
2. Titoli di capitale 161 116 225 10 191 193
3. Quote di O.I.C.R. 1.486 149 2.166 1.018 227 1.740
4. Finanziamenti - 375 701 - 419 740
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - 375 701 - 419 740
Totale 1.647 700 3.199 1.029 1.093 2.956

Nella voce di cui sopra sono compresi i titoli connessi con operazioni di cartolarizzazione per un ammontare complessivo di circa 79 milioni, di cui 17 milioni senior, 46 milioni mezzanine e 16 milioni junior.

2.6 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione debitori/emittenti

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
1.Titoli di capitale 502 394
di cui: banche - 2
di cui: altre società finanziarie 160 12
di cui: società non finanziarie 342 379
2. Titoli di debito 167 540
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 158 534
di cui: imprese di assicurazione - 1
e) Società non finanziarie 9 6
3. Quote di O.I.C.R. 3.801 2.985
4. Finanziamenti 1.076 1.159
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - 6
c) Banche 38 24
d) Altre società finanziarie 141 189
di cui: imprese di assicurazione 10 24
e) Società non finanziarie 674 776
f) Famiglie 223 164
Totale 5.546 5.078

L'aggregato quote di OICR include per 326 milioni le interessenze detenute dal Gruppo in Italian Recovery Fund (già Fondo Atlante II) e nel Fondo Atlante quali fondi di investimento alternativi a sostegno delle banche italiane nelle operazioni di ricapitalizzazione e nella gestione dei crediti in sofferenza del settore.

L'aggregato Finanziamenti include le esposizioni creditizie classificate tra le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value per il mancato superamento del test sulle caratteristiche contrattuali dei cash flow (SPPI Test) previsto dai principi contabili internazionali IFRS 9.

SEZIONE 3 - ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO SULLA REDDITIVITA' COMPLESSIVA - VOCE 30

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Titoli di debito 57.547 6.003 18 48.122 5.738 25
1.1 Titoli strutturati - 587 - 97 - -
1.2 Altri titoli di debito 57.547 5.416 18 48.025 5.738 25
2. Titoli di capitale 1.537 1.314 421 1.559 1.754 387
3. Finanziamenti - 687 53 - 254 19
Totale 59.084 8.004 492 49.681 7.746 431

3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione merceologica

I finanziamenti inclusi nella presente voce, come illustrato nella parte A Politiche contabili, sono riferiti alle quote dei prestiti sindacati sottoscritti e destinati alla successiva cessione.

Nella voce sono compresi titoli connessi con operazioni di cartolarizzazione per un ammontare complessivo di circa 1.695 milioni di cui circa 1.652 milioni senior, 43 milioni mezzanine e nessun valore per le junior.

Nella sottovoce 2 Titoli di capitale sono incluse le quote di partecipazione nel capitale di Banca d'Italia per un ammontare di 1.116 milioni. Al riguardo si segnala che per la relativa valutazione si è fatto riferimento, come nei precedenti esercizi, al metodo di valutazione delle transazioni dirette in considerazione delle compravendite intervenute a partire dal 2015 e proseguite negli anni successivi; considerato che tutte le principali transazioni sono state perfezionate al valore nominale, l'utilizzo di tale approccio consente di confermare il valore di iscrizione nel Bilancio del Gruppo delle quote detenute. Inoltre, il valore dell'investimento è stato supportato anche dall'utilizzo di un metodo alternativo basato sull'attualizzazione dei futuri dividendi derivanti dall'investimento (DDM – "Dividend Discount Model"). L'utilizzo, per il Bilancio 2021, in continuità con l'impostazione seguita nel precedente esercizio, dell'input di livello 2 (prezzo delle transazioni dirette) quale riferimento per la determinazione del fair value, ha determinato, inoltre, la conferma del livello 2 nell'ambito della gerarchia del fair value. Il valore di bilancio dei titoli di capitale rivenienti dal recupero delle attività finanziarie impaired ammonta a 63 milioni.

3.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione per debitori/emittenti

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
1. Titoli di debito 63.568 53.885
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 50.549 43.142
c) Banche 5.699 6.071
d) Altre società finanziarie 4.212 2.692
di cui: imprese di assicurazione 11 12
e) Società non finanziarie 3.108 1.980
2. Titoli di capitale 3.272 3.700
a) Banche 1.456 1.892
b) Altri emittenti: 1.816 1.808
- altre società finanziarie 1.268 1.359
di cui: imprese di assicurazione 3 3
- società non finanziarie 538 427
- altri 10 22
3. Finanziamenti 740 273
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 62 26
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie 678 247
f) Famiglie - -
Totale 67.580 57.858

3.3 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: valore lordo e rettifiche di valore complessive

(milioni di euro)
Valore lordo Rettifiche di valore complessive Write-off
parziali
Primo
stadio
di cui:
Strumenti
con basso
rischio di
credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
complessivi
Titoli di debito 63.402 965 211 35 - -35 -10 -35 - -
Finanziamenti 724 - 20 - - -3 -1 - - -
Totale 31.12.2021 64.126 965 231 35 - -38 -11 -35 - -
Totale 31.12.2020 52.830 1.527 1.371 49 - -28 -16 -48 - -

3.3a Finanziamenti valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva oggetto di misure di sostegno COVID-19: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Al 31 dicembre 2021 la fattispecie non risulta presente.

SEZIONE 3 BIS - ATTIVITÀ FINANZIARIE DI PERTINENZA DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE VALUTATE AL FAIR VALUE AI SENSI DELLO IAS 39 - VOCE 35

Si riportano di seguito i dettagli delle voci IAS 39 incluse nella voce 35 di schema di Stato patrimoniale Attivo riferita alle imprese di assicurazione.

In relazione all'applicazione del Deferral Approach, negli schemi consolidati previsti dalla circolare 262 della Banca d'Italia, è stata infatti creata la "Voce 35 Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39" che accoglie le componenti di cui al seguente schema.

(milioni di euro)
Composizione della voce Attività finanziarie di pertinenza delle imprese
di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 – Voce 35
31.12.2021 31.12.2020
20. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 1.027 401
30. Attività finanziarie valutate al fair value 101.059 87.207
40. Attività finanziarie disponibili per la vendita 104.423 89.113
80. Derivati di Copertura 291 449
TOTALE Voce 35 206.800 177.170

3.1 Bis Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
Livello 1 Livello 2 Livello3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito 166 288 337 144 9 -
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito 166 288 337 144 9 -
2. Titoli di capitale - - - - - -
3 Quote di O.I.C.R. 122 - 49 120 - 47
4. Finanziamenti - - - - - -
4.1 Pronti contro termine attivi - - - - - -
4.2 Altri - - - - - -
Totale A 288 288 386 264 9 47
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari: 56 5 4 57 24 -
1.1 di negoziazione 55 4 4 55 14 -
1.2 connessi con la fair value option 1 1 - 2 10 -
1.3 altri - - - - - -
2. Derivati creditizi: - - - - - -
2.1 di negoziazione - - - - - -
2.2 connessi con la fair value option - - - - - -
2.3 altri - - - - - -
Totale B 56 5 4 57 24 -
TOTALE (A+B) 344 293 390 321 33 47

3.2 Bis Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione per debitori/emittenti

Voci 31.12.2021 (milioni di euro)
31.12.2020
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito 791 153
a) Governi e Banche Centrali 122 128
b) Altri enti pubblici - -
c) Banche 329 9
d) Altri emittenti 340 16
2. Titoli di capitale - -
a) Banche - -
b) Altri emittenti: - -
- imprese di assicurazione - -
- società finanziarie - -
- imprese non finanziarie - -
- altri - -
3. Quote di O.I.C.R. 171 167
4. Finanziamenti - -
a) Governi e Banche Centrali - -
b) Altri enti pubblici - -
c) Banche - -
d) Altri soggetti - -
Totale A 962 320
B. Strumenti derivati
a) Banche - 81
- Fair value - 81
b) Clientela 65 -
- Fair value 65 -
Totale B 65 81
Totale (A+B) 1.027 401

3.3 Bis Attività finanziarie valutate al fair value: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci/Valori 31.12.2021 31.12.2020
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Titoli di debito 4.754 34 5 4.259 51 4
1.1 Titoli strutturati 17 2 - 21 2 -
1.2 Altri titoli di debito 4.737 32 5 4.238 49 4
2. Titoli di capitale 3.510 - - 2.749 - -
3. Quote di O.I.C.R. 91.908 109 - 79.538 - -
4. Finanziamenti 343 - 396 233 - 373
4.1 Strutturati - - - - - -
4.2 Altri 343 - 396 233 - 373
Totale 100.515 143 401 86.779 51 377
Costo 93.092 121 395 82.081 50 376

3.4 Bis Attività finanziarie valutate al fair value: composizione per debitori/emittenti

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
1. Titoli di debito 4.793 4.314
a) Governi e Banche Centrali 3.772 3.295
b) Altri Enti pubblici 11 18
c) Banche 471 432
d) Altri emittenti 539 569
2. Titoli di capitale 3.510 2.749
a) Banche 239 176
b) Altri emittenti: 3.271 2.573
- imprese di assicurazione 120 105
- società finanziarie 54 47
- imprese non finanziarie 1.669 1.339
- altri 1.428 1.082
3. Quote di O.I.C.R. 92.017 79.538
4. Finanziamenti 739 606
a) Governi e Banche Centrali - -
b) Altri enti pubblici - -
c) Banche 739 606
d) Altri soggetti - -
Totale 101.059 87.207

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3.5 Bis Attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Titoli di debito 81.830 6.298 412 70.092 4.825 11
1.1 Titoli strutturati 14 - - 18 28 -
1.2 Altri titoli di debito 81.816 6.298 412 70.074 4.797 11
2. Titoli di capitale 2.201 7 54 1.713 - 43
2.1 Valutati al fair value 2.201 7 54 1.713 - 43
2.2 Valutati al costo - - - - - -
3. Quote di O.I.C.R. 9.879 - 3.742 10.271 20 2.138
4. Finanziamenti - - - - - -
Totale 93.910 6.305 4.208 82.076 4.845 2.192

3.6 Bis Attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione per debitori/emittenti

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
1. Titoli di debito 88.540 74.928
a) Governi e Banche Centrali 71.782 62.350
b) Altri enti pubblici 359 95
c) Banche 6.214 5.146
d) Altri emittenti 10.185 7.337
2. Titoli di capitale 2.262 1.756
a) Banche 206 122
b) Altri emittenti: 2.056 1.634
- imprese di assicurazione 37 23
- società finanziarie - -
- imprese non finanziarie 2.019 1.611
- altri - -
3. Quote di O.I.C.R. 13.621 12.429
4. Finanziamenti - -
a) Governi e Banche Centrali - -
b) Altri enti pubblici - -
c) Banche - -
d) Altri soggetti - -
Totale 104.423 89.113

3.7 Bis Attività finanziarie disponibili per la vendita oggetto di copertura specifica

Non si segnalano Attività finanziarie disponibili per la vendita oggetto di copertura specifica riferibili a società Assicurative.

3.8 Bis Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli

(milioni di euro)
Fair value 31.12.2021 Valore
nozionale
Fair value 31.12.2020 Valore
nozionale
Livello 1 Livello 2 Livello 3 31.12.2021 Livello 1 Livello 2 Livello 3 31.12.2020
A) Derivati finanziari - 291 - 1.046 - 449 - 1.248
1) fair value - - - - - - - -
2) flussi finanziari - 291 - 1.046 - 449 - 1.248
3) investimenti esteri - - - - - - - -
B) Derivati creditizi - - - - - - - -
1) fair value - - - - - - - -
2) flussi finanziari - - - - - - - -
Totale - 291 - 1.046 - 449 - 1.248

3.9 Bis Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologia di copertura

(milioni di euro)
Operazioni/Tipo di copertura FAIR VALUE FLUSSI FINANZIARI INVESTIM.
ESTERI
rischio
di tasso
rischio
di
cambio
Specifica
rischio
di
credito
rischio
di
prezzo
più
rischi
Generica Specifica Generica
1. Attività finanziarie disponibili per la vendita - - - - - X 291 X X
2. Crediti - - - X - X - X X
3. Attività finanziarie detenute sino alla
scadenza
X - - X - X - X X
4. Portafoglio X X X X X - X - X
5. Altre operazioni - - - - - X - X -
Totale attività - - - - - - 291 - -
1. Passività finanziarie - - - X - X - X X
2. Portafoglio X X X X X - X - X
Totale passività - - - - - - - - -
1. Transazioni attese X X X X X X - X X
2. Portafoglio di attività e passività finanziarie X X X X X - X - -

INFORMATIVA AI SENSI DELL'IFRS 4

Come già indicato, il Gruppo Intesa Sanpaolo si avvale della facoltà di applicazione del c.d. "Deferral Approach" o Temporary Exemption, in virtù del quale le attività e le passività finanziarie delle Compagnie assicurative controllate continuano ad essere rilevate in bilancio ai sensi di quanto previsto dallo IAS 39.

In particolare le imprese di assicurazione del Gruppo che applicano lo IAS 39 sono:

  • Intesa Sanpaolo Vita S.p.A.;
  • Intesa Sanpaolo Assicura S.p.A.;
  • Intesa Sanpaolo Life Ltd.;
  • Fideuram Vita S.p.A.;
  • Intesa Sanpaolo RBM Salute S.p.A.;
  • Cargeas Assicurazioni S.p.A.

Nella presente sezione sono riportate le informazioni richieste dall'IFRS 4 Insurance Contracts a seguito dell'esercizio dell'opzione, riconosciuta alle imprese di assicurazione facenti parte di conglomerati finanziari a prevalenza bancaria ai sensi del Regolamento n. 2017/1988 e del successivo Regolamento 2020/2097, di posticipare la prima applicazione dell'IFRS 964 .

Il Gruppo ha verificato il possesso dei requisiti per l'applicabilità della Temporary exemption. Nell'ambito delle Compagnie assicurative è soddisfatto il requisito della predominanza assicurativa che prevede che la percentuale del valore contabile delle passività legate all'attività assicurativa sul valore contabile delle passività complessive dell'entità sia maggiore del 90% (predominance ratio). Inoltre, non sono presenti trasferimenti di attività finanziarie diverse da quelle valutate al FVTPL tra imprese del Gruppo che utilizzano Principi contabili differenti.

A seguire, come previsto dalla normativa di riferimento, si fornisce l'informativa quantitativa riferita alle entità che applicheranno l'IFRS 9 in via posticipata.

64 Si segnala che con il Regolamento n. 2097/2020 del 15 dicembre 2020 è stata recepita la proroga dell'esenzione temporanea dell'applicazione dell'IFRS 9 Strumenti finanziari al 1° gennaio 2023, in considerazione della decisione dello IASB del 25 giugno 2020 di differire la data di prima applicazione dell'IFRS 17 Contratti Assicurativi al 1° gennaio 2023.

Dettaglio dei titoli delle compagnie assicurative che superano SPPI Test

(milioni di euro)
Voce Fair Value alla data
di chiusura
Variazioni di
fair value
nell'esercizio
Altre
variazioni
nell'esercizio
(3)
Fair Value
alla data di
chiusura
precedente
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello
IAS 39
206.061 1.333 28.167 176.561
di cui
Attività finanziarie con termini contrattuali che prevedono a determinate date flussi finanziari
rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da
restituire (1) 86.452 -2.759 14.764 74.447
Titoli di debito 86.452 -2.759 14.764 74.447
Titoli strutturati 9 -2 11
Altri titoli di debito 86.443 -2.759 14.766 74.436
Finanziamenti
Altre attività finanziarie
-
-
-
-
-
-
-
-
Altre attività finanziarie diverse da quelle con termini contrattuali che prevedono a determinate date
flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del
capitale da restituire (2) 19.530 647 3.087 15.796
Titoli di debito 2.899 -39 2.272 666
Titoli strutturati 5 -30 35
Altri titoli di debito 2.894 -39 2.302 631
Titoli di capitale
Quote di OICR
2.262
14.025
384
421
123
747
1.755
12.857
Finanziamenti
Strumenti derivati 344 -119 -55 518
Altre attività finanziarie
Altre attività finanziarie collegate a contratti per i quali il rischio dell'investimento è a carico degli
assicurati 100.079 3.445 10.316 86.318
Titoli di debito 4.773 -94 585 4.282
Titoli strutturati 19 -4 23
Altri titoli di debito 4.754 -94 589 4.259
Titoli di capitale 3.510 891 -130 2.749
Quote di OICR 91.784 2.664 9.845 79.275
Finanziamenti
Strumenti derivati 12 -16 16 12
Altre attività finanziarie
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai
sensi dello IAS 39 (*)
82 6 3 73
di cui
Attività finanziarie con termini contrattuali che prevedono a determinate date flussi finanziari
rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da
restituire (1) 41 5 4 32
Titoli di debito
Titoli strutturati
41 5 4 32
Altri titoli di debito 41 5 4 32
Finanziamenti
Altre attività finanziarie
Altre attività finanziarie diverse da quelle con termini contrattuali che prevedono a determinate date
flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del
capitale da restituire (2)
41 1 -1 41
Titoli di debito 41 1 -1 41
Titoli strutturati - - - -
Altri titoli di debito 41 1 -1 41
Titoli di capitale -
Quote di OICR -
Finanziamenti -
Strumenti derivati -
Altre attività finanziarie -

(*) La voce titoli di debito riporta il valore di fair value come richiesto dall'Amendement IFRS4. Tali titoli sono iscritti in stato patrimoniale al valore di costo ammortizzato

(1) Escluse le attività finanziarie che soddisfano la definizione di possedute per negoziazione di cui all'IFRS 9, o che sono gestite e il cui rendimento è valutato in base al fair value

(2) Include tutte le attività finanziarie diverse ovvero qualsiasi attività finanziaria:

i) con termini contrattuali che non prevedono a determinate date flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire;

ii) che soddisfa la definizione di "posseduta per negoziazione" di cui all'IFRS 9; o

iii) che è gestita o il cui rendimento è valutato in base al fair value

(3) La colonna include i movimenti non riconducibili a variazioni di fair value (acquisti, vendite, rimborsi, variazioni del perimetro di consolidamento, etc.)

Nella tabella sopra richiamata sono inclusi gli investimenti il cui rischio è interamente a carico degli assicurati che sono classificate tra le Attività finanziarie valutate al fair value.

Agli importi sopra indicati si aggiungono finanziamenti verso banche per 739 milioni.

Esposizione al rischio di credito per gli strumenti finanziari delle compagnie assicurative che superano l'SPPI test

(milioni di euro)
Attività finanziarie con termini contrattuali che prevedono a determinate date flussi
finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse
sull'importo del capitale da restituire (1)
Rating di rischio
credito
Valore contabile
(2) esercizio
corrente
Valore contabile
(2) esercizio
precedente
Titoli di debito 83.261 72.652
Titoli strutturati Investment Grade 9 10
Altri titoli di debito Investment Grade 83.252 72.642
Finanziamenti - -
Altre attività finanziarie - -
Attività finanziarie con termini contrattuali che prevedono a determinate date flussi
finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse
sull'importo del capitale da restituire (1) che non hanno un basso rischio di credito
Rating di rischio
credito
Valore
contabile (2)
esercizio
Valore di
mercato
esercizio
(milioni di euro)
Valore
contabile (2)
esercizio
corrente corrente precedente
Titoli di debito 3.227 3.229 1.823
Titoli strutturati Non Investment
Grade
- - 1
Altri titoli di debito Non Investment
Grade
3.227 3.229 1.822
Finanziamenti - - -
Altre attività finanziarie - - -

(1) Escluse le attività finanziarie che soddisfano la definizione di possedute per negoziazione di cui all'IFRS 9, o che sono gestite e il cui rendimento è valutato in base al fair value.

(2) Nel caso di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, prima di qualsiasi rettifica per riduzione di valore.

SEZIONE 4 – ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL COSTO AMMORTIZZATO – VOCE 40

4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2021 31.12.2020
- Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Livello1 Livello2 Livello3 Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Livello 1 Livello 2 Livello 3
A. Crediti verso Banche centrali 131.361 - - - 128.282 3.078 76.149 - - - 74.210 1.940
1. Depositi a scadenza 3.118 - - X X X 1.376 - - X X X
2. Riserva obbligatoria 126.882 - - X X X 73.403 - - X X X
3. Pronti contro termine 273 - - X X X 604 - - X X X
4. Altri 1.088 - - X X X 766 - - X X X
B. Crediti verso banche 32.523 53 - 1.547 28.156 2.903 31.102 65 - 1.437 25.820 3.888
1. Finanziamenti 30.752 53 - - 27.914 2.903 29.094 65 - - 25.245 3.888
1.1 Conti correnti - - - X X X - - - - X X
1.2. Depositi a scadenza 1.681 - - X X X 2.072 - - - X X
1.3. Altri finanziamenti: 29.071 53 - X X X 27.022 65 - X X X
- Pronti contro termine
attivi
9.566 - - X X X 6.104 - - - X X
- Finanziamenti per
leasing
6 - - X X X 5 - - - X X
- Altri 19.499 53 - X X X 20.913 65 - - X X
2. Titoli di debito 1.771 - - 1.547 242 - 2.008 - - 1.437 575 -
2.1 Titoli strutturati - - - - - - 134 - - 136 - -
2.2 Altri titoli di debito 1.771 - - 1.547 242 - 1.874 - - 1.301 575 -
TOTALE 163.884 53 - 1.547 156.438 5.981 107.251 65 - 1.437 100.030 5.828

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della circolare 262 che ha previsto la rappresentazione dei crediti a vista verso Banche alla voce "Cassa e disponibilità liquide" e non più alla voce "Crediti verso Banche".

La sottovoce "Altri finanziamenti" include crediti di funzionamento, ossia per operazioni connesse con la prestazione di attività e di servizi finanziari privi di affidamento, per un ammontare pari a 140 milioni. Tali esposizioni sono rappresentate essenzialmente da crediti in bonis classificati in Stage 1 e rettificate sulla base del principio IFRS 9.

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2021 31.12.2020
Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Finanziamenti 449.287 6.682 446 - 317.673 147.945 442.169 10.140 610 - 313.840 155.072
1.1. Conti correnti 21.724 688 22 X X X 20.945 1.129 32 X X X
1.2. Pronti contro termine attivi 17.620 - - X X X 16.864 - - X X X
1.3. Mutui 250.722 4.080 268 X X X 248.040 5.461 346 X X X
1.4. Carte di credito, prestiti personali
e cessioni del quinto
18.626 364 9 X X X 19.160 357 20 X X X
1.5 Finanziamenti per leasing 12.830 347 108 X X X 13.952 1.481 115 X X X
1.6. Factoring 9.453 65 - X X X 11.484 58 17 X X X
1.7. Altri finanziamenti 118.312 1.138 39 X X X 111.724 1.654 80 X X X
2. Titoli di debito 48.473 41 - 25.659 10.872 11.536 52.202 44 - 31.714 8.021 12.310
2.1. Titoli strutturati - - - - - - 1.568 - - 1.279 26 290
2.2. Altri titoli di debito 48.473 41 - 25.659 10.872 11.536 50.634 44 - 30.435 7.995 12.020
Totale 497.760 6.723 446 25.659 328.545 159.481 494.371 10.184 610 31.714 321.861 167.382

4.2 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della circolare 262 che ha previsto la rappresentazione dei crediti impaired acquisiti e originati analogamente a quanto già previsto nelle segnalazioni armonizzate europee (FINREP).

La sottovoce "Altri finanziamenti" include crediti di funzionamento, ossia per operazioni connesse con la prestazione di attività e di servizi finanziari privi di affidamento, per un ammontare pari a 1.403 milioni. Tali esposizioni sono rappresentate essenzialmente da crediti in bonis classificati in Stage 1 rettificate sulla base del principio IFRS 9.

Nella voce "Titoli di debito" sono inclusi i titoli connessi con operazioni di cartolarizzazione per un ammontare complessivo di circa 6.815 milioni di cui circa 6.803 milioni riguardano titoli senior e 12 milioni titoli mezzanine.

4.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione per debitori/emittenti dei crediti verso clientela

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2021 31.12.2020
Primo e
secondo
stadio
Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate
Primo e
secondo stadio
Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate
1. Titoli di debito 48.473 41 - 52.202 44 -
a) Amministrazioni pubbliche 27.851 15 - 34.004 17 -
b) Altre società finanziarie 16.612 14 - 14.276 14 -
di cui: imprese di assicurazioni 6 - - 6 - -
c) Società non finanziarie 4.010 12 - 3.922 13 -
2. Finanziamenti verso: 449.287 6.682 446 442.169 10.140 610
a) Amministrazioni pubbliche 16.385 356 - 17.367 178 1
b) Altre società finanziarie 45.872 262 1 47.888 291 4
di cui: imprese di assicurazioni 361 - - 171 - -
c) Società non finanziarie 212.387 3.555 246 209.096 6.798 369
d) Famiglie 174.643 2.509 199 167.818 2.873 236
TOTALE 497.760 6.723 446 494.371 10.184 610

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della circolare 262 che ha previsto la rappresentazione dei crediti impaired acquisiti e originati analogamente a quanto già previsto nelle segnalazioni armonizzate europee (FINREP).

(milioni di euro)
Valore lordo Rettifiche di valore complessive
Primo
stadio
di cui:
Strumenti
con basso
rischio di
credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
parziali
complessivi
Titoli di debito 45.648 - 4.773 116 - -30 -64 -75 - -
Finanziamenti 557.521 17 56.255 14.776 587 -723 -1.736 -8.041 -141 6.476
Totale
Totale
31.12.2021
31.12.2020
603.169
524.598
17
-
61.028
79.950
14.892
20.309
587
772
-753
-849
-1.800
-2.077
-8.116
-10.060
-141
-162
6.476
6.532

4.4 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della circolare 262 che ha previsto la rappresentazione: (i) dei crediti a vista verso banche alla voce "Cassa e disponibilità liquide" e non più alla voce "Attività Finanziarie al Costo Ammortizzato – Finanziamenti - Crediti verso Banche"; (ii) dei crediti impaired acquisiti e originati analogamente a quanto già previsto nelle segnalazioni armonizzate europee (FINREP).

4.4a Finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno COVID-19: valore lordo e rettifiche di valore complessive

(milioni di euro)
Valore lordo Rettifiche di valore complessivo Write-off
parziali
Primo
stadio
di cui:
Strumenti
con
basso
rischio di
credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
complessivi
1. Finanziamenti oggetto di concessione
conforme con le GL
111 - 980 11 - - -40 -2 - -
2. Finanziamenti oggetto di misure di
moratoria in essere non più conformi alle
GL e non valutate come oggetto di
concessione
221 - 2.582 28 1 -1 -99 -7 - -
3. Finanziamenti oggetto di altre misure di
concessione
4 - 1.162 310 2 - -68 -81 - -
4. Nuovi finanziamenti 34.846 - 4.616 196 2 -43 -41 -61 - -
Totale 31.12.2021 35.182 - 9.340 545 5 -44 -248 -151 - -
Totale 31.12.2020 49.464 - 14.680 481 45 -106 -497 -124 -6 -

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni contenute nella Comunicazione di Banca d'Italia del 21 dicembre 2021 – Aggiornamento delle integrazioni alle disposizioni della Circolare n. 262 "Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione" aventi ad oggetto gli impatti del COVID-19 e delle misure a sostegno dell'economia.

Nella riga "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" sono riportati i finanziamenti oggetto di moratoria che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modifiche e integrazioni.

Nella riga "Finanziamenti oggetto di misure di moratoria in essere non più conformi alle GL e non valutate come oggetto di concessione" sono riportati i finanziamenti oggetto di moratoria in essere, valutati come conformi alle EBA/GL/2020/02 alla data di concessione della misura e non più conformi alla data di riferimento del bilancio, che non sono stati classificati dalla banca come "esposizioni oggetto di concessione" (come definite dalle vigenti segnalazioni di vigilanza) a seguito della valutazione effettuata al verificarsi dell'evento che ha generato la non conformità alle EBA/GL/2020/02.

Nella riga "Nuovi finanziamenti" sono rappresentate le esposizioni a cui è stata concessa nuova liquidità con il supporto di garanzie pubbliche.

I finanziamenti rappresentati nelle sottovoci 1, 2 e 3 della tabella sopra riportata sono oggetto di moratorie che risultano ancora in essere alla data del 31 dicembre 2021.

SEZIONE 4 BIS – ATTIVITÀ FINANZIARIE DI PERTINENZA DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE VALUTATE AL COSTO AMMORTIZZATO AI SENSI DELLO IAS 39 – VOCE 45

Si riportano di seguito i dettagli delle voci IAS39 incluse nella voce 45 di schema di Stato patrimoniale attivo riferita alle imprese di assicurazione.

In relazione all'applicazione del Deferral Approach, negli schemi consolidati previsti dalla circolare 262 della Banca d'Italia, è stata infatti creata la "Voce 45 Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39" che accoglie le componenti di cui al seguente schema:

(milioni di euro)
Composizione della voce Attività finanziarie di pertinenza delle imprese
di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 - Voce 45
31.12.2021 31.12.2020
50. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza - -
60. Crediti verso banche 41 40
70. Crediti verso la clientela 44 31
TOTALE Voce 45 85 71

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della circolare 262 che ha previsto la rappresentazione dei crediti a vista verso Banche alla voce "Cassa e disponibilità liquide" e non più alla voce "Crediti verso Banche".

4.1 Bis Attività finanziarie detenute sino alla scadenza

Non si segnalano Attività finanziarie detenute sino alla scadenza riferibili a società Assicurative.

4.4 Bis Crediti verso banche: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
Valore di
bilancio
Fair value Valore di
bilancio
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
A. Crediti verso Banche Centrali - - - - - - - -
1. Depositi vincolati - -
2. Riserva obbligatoria - -
3. Pronti contro termine attivi - -
4. Altri - -
B. Crediti verso banche 41 - 41 - 40 - 40 -
1. Finanziamenti - - - - - - - -
1.1 Conti correnti e depositi liberi - -
1.2 Depositi vincolati - -
1.3 Altri finanziamenti: - -
- Pronti contro termine attivi - -
- Leasing finanziario - -
- Altri - -
2. Titoli di debito 41 - 41 - 40 - 40 -
2.1 Titoli strutturati - -
2.2 Altri titoli di debito 41 40
Totale 41 - 41 - 40 - 40 -

4.5 Bis Crediti verso banche oggetto di copertura specifica

Non si segnalano Crediti verso banche oggetto di copertura specifica riferibili a società Assicurative.

4.6 Bis Crediti verso clientela: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
Valore di bilancio Valore di bilancio
Non
Deteriorati
Deteriorati Fair value Non
Deteriorati
Deteriorati
Fair value
Acquistati Altri Livello 1 Livello 2 Livello 3 Acquistati Altri Livello 1 Livello 2 Livello 3
Finanziamenti 8 - - - 8 - 4 - - - 3 1
1. Conti correnti - - - X X X - - - X X X
2. Pronti contro termine attivi - - - X X X - - - X X X
3. Mutui - - - X X X - - - X X X
4. Carte di credito, prestiti personali
e cessioni del quinto
- - - X X X - - - X X X
5. Leasing finanziario - - - X X X - - - X X X
6. Factoring - - - X X X - - - X X X
7. Altri finanziamenti 8 - - X X X 4 - - X X X
Titoli di debito 36 - - - 31 5 27 - - - 22 5
8. Titoli strutturati - - - X X X - - - X X X
9. Altri titoli di debito 36 - - X X X 27 - - X X X
Totale 44 - - - 39 5 31 - - - 25 6

4.7 Bis Crediti verso clientela: composizione per debitori/emittenti

Voci 31.12.2021 (milioni di euro)
31.12.2020
Non
Deteriorati
Non Deteriorati
Deteriorati Acquistati Altri Deteriorati Acquistati Altri
1. Titoli di Debito 36 - - 27 - -
a) Governi - - - 9 - -
b) Altri Enti pubblici - - - - - -
c) Altri emittenti 36 - - 18 - -
- imprese non finanziarie 21 - - 13 - -
- imprese finanziarie 15 - - 5 - -
- assicurazioni - - - - - -
- altri - - - - - -
2. Finanziamenti verso: 8 - - 4 - -
a) Governi - - - - - -
b) Altri Enti pubblici - - - - - -
c) Altri soggetti 8 - - 4 - -
- imprese non finanziarie - - - - - -
- imprese finanziarie 7 - - 2 - -
- assicurazioni - - - - - -
- altri 1 - - 2 - -
Totale 44 - - 31 - -

4.8 Bis Crediti verso clientela oggetto di copertura specifica

Non si segnalano Crediti verso clientela oggetto di copertura specifica riferibili a società Assicurative.

SEZIONE 5 - DERIVATI DI COPERTURA – VOCE 50

Per quanto riguarda gli obiettivi e le strategie sottostanti alle operazioni di copertura si rinvia all'informativa fornita nell'ambito della Parte E – Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, Sezione 2 - Rischi di mercato. Sono considerate tra i derivati con fair value di livello 1 solo le operazioni negoziate su mercati organizzati.

5.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli

(milioni di euro)
Fair value 31.12.2021 Valore
nozionale
Fair value 31.12.2020 Valore
nozionale
Livello 1 Livello 2 Livello 3 31.12.2021 Livello 1 Livello 2 Livello 3 31.12.2020
A. Derivati finanziari
1. Fair Value - 1.719 - 186.185 1 1.102 15 104.015
2. Flussi Finanziari - 13 - 3.961 - 16 - 6.500
3. Investimenti esteri - - - - - - - -
B. Derivati creditizi
1. Fair Value - - - - - - - -
2. Flussi Finanziari - - - - - - - -
Totale - 1.732 - 190.146 1 1.118 15 110.515

Il fair value lordo positivo delle attività in Derivati di copertura poste in essere con il compensatore legale LCH Ltd., soddisfacendo i requisiti previsti per la compensazione contabile tra saldi lordi positivi e negativi ai sensi dello IAS 32 paragrafo 42, è stato oggetto di compensazione con rappresentazione del fair value netto tra le passività in Derivati di copertura.

5.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologia di copertura

(milioni di euro)
Operazioni/Tipo di copertura Fair Value Flussi finanziari Investim.
esteri
Specifica Generica
titoli di
debito e
tassi di
interesse
titoli di
capitale
e indici
azionari
valute e
oro
credito merci altri Specifica Generica
1. Attività finanziarie valutate al fair value
con impatto sulla redditività complessiva
234 - 140 - X X X - X X
2. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
178 X - - X X X 7 X X
3. Portafoglio X X X X X X 216 X - X
4. Altre operazioni - - - - - - X - X -
Totale attività 412 - 140 - - - 216 7 - -
1. Passività finanziarie 550 X 342 - - - X 6 X X
2. Portafoglio X X X X X X 59 X - X
Totale passività 550 - 342 - - - 59 6 - -
1. Transazioni attese X X X X X X X - X X
2. Portafoglio di attività e passività
finanziarie
X X X X X X - X - -

Nella tabella è indicato il fair value positivo dei derivati di copertura, suddiviso in relazione all'attività o alla passività coperta e alla tipologia di copertura realizzata.

Considerando i valori al lordo della compensazione in bilancio, emerge la prevalenza di contratti derivati utilizzati nella copertura specifica di fair value delle passività emesse e dei titoli di debito dell'attivo nonché nella copertura generica di fair value di crediti erogati e di passività rappresentate da poste a vista (core deposit).

SEZIONE 6 – ADEGUAMENTO DI VALORE DELLE ATTIVITÀ FINANZIARIE OGGETTO DI COPERTURA GENERICA – VOCE 60

6.1 Adeguamento di valore delle attività coperte: composizione per portafogli coperti

Adeguamento di valore delle attività coperte / Valori 31.12.2021 (milioni di euro)
31.12.2020
1. Adeguamento positivo 408 2.400
1.1 di specifici portafogli: 400 2.397
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 400 2.397
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
1.2 complessivo 8 3
2. Adeguamento negativo -16 -
2.1 di specifici portafogli: -16 -
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -16 -
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
2.2 complessivo - -
Totale 392 2.400

Forma oggetto di rilevazione nella presente voce il saldo delle variazioni di valore delle attività oggetto di copertura generica (macrohedging) dal rischio di tasso di interesse, per la cui applicazione il Gruppo si avvale della possibilità, prevista dall'IFRS 9, di continuare ad applicare le previsioni consentite dallo IAS 39 nella versione "Carve-out".

La variazione annua dell'adeguamento positivo di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato è conseguente all'aumento dei tassi di riferimento utilizzati nella definizione del fair value degli attivi coperti dalle variazioni di fair value per il rischio tasso di interesse.

SEZIONE 7 – LE PARTECIPAZIONI – VOCE 70

7.1 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi

Denominazioni Sede Sede Tipo RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE Disponi
legale operativa di
rapporto
(a)
Impresa partecipante bilità
voti
%
(b)
A. IMPRESE CONTROLLATE IN MODO CONGIUNTO
1 Augusto S.r.l. Milano Milano 7 Intesa Sanpaolo 5,00
Capitale Euro 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1
2 Diocleziano S.r.l.
Capitale Euro 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Milano Milano 7 Intesa Sanpaolo 5,00
3 Immobiliare Novoli S.p.A. Firenze Firenze 7 Intesa Sanpaolo 50,00
Capitale Euro 15.635.514 suddiviso in azioni da Euro 0,60
4 Mir Capital Management S.A. Lussemburgo Lussemburgo 7 Private Equity International 50,00
Capitale Euro 31.000 suddiviso in azioni da Euro 1
5 Mir Capital S.C.A. SICAR Lussemburgo Lussemburgo 7 Private Equity International 50,00
Capitale Euro 61.815.000 suddiviso in azioni da Euro 1
6 PBZ Croatia Osiguranje Public Limited Company for
Compulsory Pension Fund Management
Capitale HRK 56.000.000 suddiviso in azioni da HRK 1.000
Zagabria Zagabria 7 Privredna Banka Zagreb 50,00
7 Vub Generali Dochodkova Spravcovska Spolocnost A.S.
Capitale Euro 10.090.976 suddiviso in azioni da Euro 33.194
Bratislava Bratislava 7 Vseobecna Uverova Banka 50,00
B. IMPRESE SOTTOPOSTE A INFLUENZA NOTEVOLE
1 1875 Finance Holding AG Saren Saren 4 Reyl&Cie 40,00
Capitale Chf 500.000 suddiviso in azioni da Chf 1
2 Adriano Lease Sec S.r.l. (c) Conegliano Conegliano 4 Intesa Sanpaolo 5,00
Capitale Euro 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1
3 Apulia Finance N. 4 S.r.l. (c) Conegliano Conegliano 4 Intesa Sanpaolo 10,00
Capitale Euro 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1
4 Back2Bonis
Capitale Euro 464.863.556 suddiviso in azioni da Euro
477.564
Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo 34,39
5 Backtowork24 S.r.l. (d) Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo 30,58 51,00
Capitale Euro 2.892.691 suddiviso in azioni da Euro 0,01
6 Bancomat S.p.A. Roma Roma 4 Intesa Sanpaolo 31,55
Capitale Euro 21.095.726 suddiviso in azioni da Euro 5 Banca 5 0,01
7 Berica ABS 3 S.r.l. (c)
Capitale Euro 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Vicenza Vicenza 4 Intesa Sanpaolo 5,00
8 Brera Sec S.r.l. (c)
Capitale Euro 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Conegliano Conegliano 4 Intesa Sanpaolo 5,00
9 Camfin S.p.A. (e)
Capitale Euro 110.800.000 suddiviso in azioni da Euro 0,2
Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo 4,60 10,70
10 Cassa di Risparmio di Fermo S.p.A.
Capitale Euro 39.241.088 suddiviso in azioni da Euro 51,65
Fermo Fermo 4 Intesa Sanpaolo 33,33
11 Clara Sec S.r.l.
Capitale Euro 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Conegliano Conegliano 4 Intesa Sanpaolo 5,00
12 Compagnia Aerea Italiana S.p.A.
Capitale Euro 3.526.846 suddiviso in azioni da Euro 0,00004
Roma Fiumicino 4 Intesa Sanpaolo 27,49
13 Equiter S.p.A.
Capitale Euro 150.004.017 suddiviso in azioni da Euro 1
Torino Torino 4 Intesa Sanpaolo 32,88
14 Euromilano S.p.A. Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo 43,43
Capitale Euro 1.356.582 suddiviso in azioni da Euro 15,51

Denominazioni Sede Sede Tipo RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE Disponi
legale operativa
di
rapporto
(a)
Impresa partecipante bilità
voti
%
(b)
15 Eusebi Holdings B.V.
Capitale Euro 100 suddiviso in azioni da Euro 1
Amsterdam Amsterdam 4 Intesa Sanpaolo 47,00
16 FI.NAV Comparto A crediti
Capitale USD 357.156.218 suddiviso in azioni da USD 1
Roma Roma 4 Intesa Sanpaolo 43,80
17 Focus Investments S.p.A.
Capitale Euro 183.333 suddiviso in azioni da Euro 0,14
Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo 8,33 25,00
18 Fondo di Rigenerazione Urbana Sicilia S.r.l. (f)
Capitale Euro 50.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Palermo Torino 4 Intesa Sanpaolo 100,00
19 Fondo per la ricerca e l'innovazione S.r.l. (f)
Capitale Euro 25.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Torino Torino 4 Intesa Sanpaolo 100,00
20 Fondo Sardegna Energia S.r.l. (f)
Capitale Euro 25.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Cagliari Cagliari 4 Intesa Sanpaolo 100,00
21 Giada Sec S.r.l. (c)
Capitale Euro 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Conegliano Conegliano 4 Intesa Sanpaolo 5,00
22 Gilda S.r.l.
Capitale Euro 213.402 suddiviso in azioni da Euro 1
Montesilvano Montesilvano 4 Intesa Sanpaolo 13,05
23 Indaco Venture Partners SGR S.p.A. (già Venture Capital
Partners SGR)
Capitale Euro 750.000 suddiviso in azioni da Euro 0,50
Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo 24,50
24 Innolva S.p.A.
Capitale Euro 4.000.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Buja Buja 4 Intesa Sanpaolo 25,00
25 Intrum Italy S.p.A.
Capitale Euro 300.000 suddiviso in azioni da Euro 0,01
Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo 49,00
26 Ism Investimenti S.p.A.
Capitale Euro 6.654.902 suddiviso in azioni da Euro 1
Mantova Mantova 4 Intesa Sanpaolo 27,36
27 Marketwall S.r.l.
Capitale Euro 2.380.409 suddiviso in azioni da Euro 1
Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo 33,00
28 Materias S.r.l.
Capitale Euro 29.191 suddiviso in azioni da Euro 1
Napoli Napoli 4 Intesa Sanpaolo 12,87
29 Misr Alexandria for Financial Investments Mutual Fund Co.
Capitale EGP 30.708.000 suddiviso in azioni da EGP 1000
Il Cairo Il Cairo 4 Bank of Alexandria 25,00
30 Misr International Towers Co.
Capitale EGP 50.000.000 suddiviso in azioni da EGP 10
Il Cairo Il Cairo 4 Bank of Alexandria 27,86
31 Montefeltro Sviluppo Soc.cons. A.r.
Capitale Euro 73.000 suddiviso in azioni da Euro 10
Urbania Urbania 4 Intesa Sanpaolo 26,37
32 Mooney Group S.p.A. (ex Sisalpay Group S.p.A.)
Capitale Euro 10.050.000 suddiviso in azioni da Euro 0,20
Milano Milano 4 Banca 5 30,00
33 Neva First - FCC Torino Torino 4 Intesa Sanpaolo Innovation
Center
52,72
Capitale Euro 189.797.979 suddiviso in azioni da Euro 99,80
34 Penghua Fund Management Co. Ltd.
Capitale CNY 150.000.000 suddiviso in azioni da CNY 1
Shenzhen Shenzhen 4 Eurizon Capital SGR 49,00
35 Pietra S.r.l.
Capitale Euro 40.000 suddiviso in azioni da Euro 1
Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo 22,22
36 Rainbow Verona Verona 4 Intesa Sanpaolo 43,20
37 Capitale Euro 48.500.000 suddiviso in azioni da Euro 50.000
R.C.N. Finanziaria S.p.A.
Mantova Mantova 4 Intesa Sanpaolo 23,96
38 Capitale Euro 1.000.000 suddiviso in azioni da Euro 0,50
RSCT FUND - Comparto crediti
Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo 71,80
39 Capitale Euro 374.123.585 suddiviso in azioni da Euro 1
SF Consulting S.r.l.
Capitale Euro 93.600 suddiviso in azioni da Euro 0,52
Bergamo Bergamo 4 Intesa Sanpaolo 35,00
Denominazioni Sede
legale
Sede
Tipo
operativa
di
rapporto
(a)
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
Impresa partecipante
Disponi
bilità
voti
%
(b)
40 Sicily Investments S.a.r.l. Lussemburgo Lussemburgo 4 Intesa Sanpaolo 25,20
Capitale Euro 12.500 suddiviso in azioni da Euro 25
41 Slovak Banking Credit Bureau s.r.o. Bratislava Bratislava 4 Vseobecna Uverova Banka 33,33
Capitale Euro 9.958 suddiviso in azioni da Euro 3.319,39
42 Trinacria Capital S.a.r.l. Lussemburgo Lussemburgo 4 Intesa Sanpaolo 25,20
Capitale Euro 12.500 suddiviso in azioni da Euro 25
43 UBI SPV LEASE 2016 S.r.l. Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo 10,00
Capitale Euro 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1
44 Vesta OML Limited (ex Oval Money Ltd.) Londra Londra 4 Intesa Sanpaolo 37,51
Capitale GBP 16.692 suddiviso in azioni da GBP 0,00040
45 Yolo Group S.r.l. Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo Vita 2,23
Capitale Euro 56.098 suddiviso in azioni da Euro 1
46 24-7 Finance S.r.l.- in liquidazione Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo 10,00
Capitale 10.000 Euro suddiviso in azioni da Euro 1
47 Claris Finance 2005 S.r.l. in liquidazione (c) Roma Roma 4 Intesa Sanpaolo 5,00
Capitale Euro 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1
48 Europrogetti e Finanza S.p.A. in liquidazione Roma Roma 4 Intesa Sanpaolo 15,97
Capitale Euro 5.636.400 suddiviso in azioni da Euro 1
49 Impresol S.r.l. in liquidazione Milano Milano 4 Immobiliare Cascina Rubina 30,00
Capitale Euro 112.100 suddiviso in azioni da Euro 1
50 Iniziative Immobiliari Industriali S.p.A. in liquidazione Arquà Polesine Arquà Polesine 4 Intesa Sanpaolo 20,00
Capitale Euro 510.000 suddiviso in azioni da Euro 0,51
51 Leonardo Technology S.r.l. in liquidazione Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo 26,60
Capitale Euro 242.081 suddiviso in azioni da Euro 1
52 Network Impresa S.p.A. in concordato preventivo Limena Limena 4 Intesa Sanpaolo 28,95
Capitale Euro 562.342 suddiviso in azioni da Euro 1
Sviluppo Industriale S.p.A. in liquidazione (già Sviluppo
53 Industriale S.p.A. in concordato preventivo) Pistoia Pistoia 4 Intesa Sanpaolo 28,27
Capitale Euro 628.444 suddiviso in azioni da Euro 22,26
54 UBI Finance 2 S.r.l. in liquidazione Brescia Brescia 4 Intesa Sanpaolo 10,00
Capitale Euro 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1
55 UBI SPV GROUP 2016 S.r.l. in liquidazione Milano Milano 4 Intesa Sanpaolo 10,00
Capitale Euro 10.000 suddiviso in azioni da Euro 1

(a) Tipo di rapporto:

  • 1 maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria;
  • 2 influenza dominante nell'assemblea ordinaria;
  • 3 accordi con altri soci;
  • 4 società sottoposta a influenza notevole;
  • 5 direzione unitaria ex art. 26, comma 1, del "decreto legislativo 87/92";
  • 6 direzione unitaria ex art. 26, comma 2, del "decreto legislativo 87/92";
  • 7 controllo congiunto;
  • 8 altro tipo di rapporto.

(b) Ove differente dalla quota % viene indicata la disponibilità dei voti nell'assemblea ordinaria, distinguendo, ove applicabile, tra diritto di voto effettivi e potenziali.

(c) Si tratta di veicoli utilizzati per operazioni di cartolarizzazione nell'ambito del Gruppo.

(d) In qualsiasi momento ricompreso tra la data di sottoscrizione del secondo aumento di capitale (24/11/2020) e la scadenza del 42° mese da tale data, Intesa Sanpaolo ha il diritto di incrementare, in una o più tranches, la propria partecipazione al capitale sociale della società, ottenendo una partecipazione complessiva massima del 51%. Non ricorrono, al momento, i presupposti ai sensi dell'IFRS 10 per la classificazione dell'interessenza tra le Imprese Controllate.

(e) Il differente valore tra la quota effettiva e il numero di voti in assemblea è legato alla presenza di varie categorie di azioni (A e B). Solo le azioni di cat. A (detenute anche da Intesa Sanpaolo) attribuiscono diritto di voto in assemblea.

(f) Fondi Jessica: gli effetti economici delle operazioni di investimento in equity e di finanziamento sottostanti l'attività del fondo ricadono integralmente sulla BEI.

L'illustrazione dei criteri e dei metodi di determinazione dell'area di consolidamento e delle motivazioni per cui una partecipata è sottoposta a controllo congiunto o influenza notevole, è contenuta nella Parte A – Politiche contabili, alla quale si fa rinvio.

7.2 Partecipazioni significative: valore di bilancio, fair value e dividendi percepiti

(milioni di euro)
Denominazioni Valore di bilancio Fair value Dividendi percepiti
(a)
A. IMPRESE CONTROLLATE IN MODO CONGIUNTO
B. IMPRESE SOTTOPOSTE A INFLUENZA NOTEVOLE
1 Intrum Italy S.p.A. 337 -
11
2 Penghua Fund Management Co. Ltd. 315 -
22
3 RSCT FUND - Comparto Crediti 259 -
-
4 BACK2BONIS 141 -
-
5 FI.NAV Comparto A1 Crediti 113 -
-
6 Equiter S.p.A. 104 -
6
7 Innolva S.p.A. 55 -
-
TOTALE 1.324 -
39

a) I dividendi sono pagati da società del Gruppo valutate con il metodo del patrimonio netto, e benchè non rientrino nella voce "250 Utili(Perdite) delle partecipazioni", in quanto rappresentano una variazione negativa della voce "70 Partecipazioni" dell'Attivo, sono esposti comunque in tabella come previsto dalla normativa di riferimento.

7.3 Partecipazioni significative: informazioni contabili

Denominazioni Cassa e disponibilità liquide Attività finanziarie Attività non finanziarie Passività finanziarie Passività non finanziarie Ricavi totali Margine di interesse Rettifiche e riprese di valore su attività
materiali e immateriali
Utile (Perdita) della operatività corrente
al lordo delle imposte
Utile (Perdita) della operatività corrente
al netto delle imposte
Utile (Perdita) dei gruppi di attività in via
di dismissione al netto delle imposte
Utile (perdita) d'esercizio
(1)
(milioni di euro)
Altre componenti reddituali al netto
delle imposte
(2)
Redditività complessiva
(3) = (1) + (2)
A. IMPRESE CONTROLLATE IN MODO CONGIUNTO
B. IMPRESE SOTTOPOSTE A INFLUENZA NOTEVOLE
Intrum Italy S.p.A. X 36 87 12 38 116 X X 33 26 - 26 - 26
Penghua Fund Management Co. Ltd. X 774 192 175 271 774 X X 180 134 - 134 - 134
RSCT FUND - Comparto Crediti X 348 23 7 - - X X -2 -2 - -2 - -2
BACK2BONIS X 480 7 20 2 8 X X -10 -10 - -10 - -10
FI.NAV Comparto A1 Crediti X 274 - - 1 2 X X -19 -19 - -19 - -19
Equiter S.p.A. X 308 6 - 4 26 19 18 - 18 - 18
Innolva S.p.A. X - - - - - X X - - - - - -

(milioni di euro)
Denominazioni Patrimonio netto
complessivo
Pro quota patrimonio Avviamento Altre variazioni Valore di bilancio
consolidato
A. IMPRESE CONTROLLATE IN MODO CONGIUNTO
B. IMPRESE SOTTOPOSTE A INFLUENZA NOTEVOLE
Intrum Italy S.p.A. 72 36 301 - 337
Penghua Fund Management Co. Ltd. 517 254 61 - 315
RSCT FUND - Comparto Crediti 364 261 - -2 259
BACK2BONIS 455 156 - -15 141
FI.NAV Comparto A1 Crediti 283 124 - -11 113
Equiter S.p.A. 293 97 7 - 104
Innolva S.p.A. 30 8 47 - 55
2.016 936 417 -28 1.324

I dati delle società sono aggiornati a dicembre 2021, per Intrum e Penghua; al 30 giugno 2021 per RSCT FUND, BACK2BONIS e FI.NAV; al 31 dicembre 2020 per Equiter. Per Innolva i dati si riferiscono al solo patrimonio rilevato alla data di ingresso nel Gruppo intervenuta nel corso del 2021, non essendo disponibili i dati del bilancio 2021.

7.4 Partecipazioni non significative: informazioni contabili

Denominazioni Valore di bilancio delle partecipazioni Totale attivo Totale passività Ricavi totali Utile (Perdita) della operatività corrente al
netto delle imposte
Utile (Perdita) delle attività operative
cessate al netto delle imposte
Utile (perdita) d'esercizio
(1)
(milioni di euro)
Altre componenti reddituali al netto delle
imposte
(2)
Redditività complessiva
(3) = (1) + (2)
IMPRESE CONTROLLATE IN MODO CONGIUNTO 49 264 165 53 18 - 18 - 18
IMPRESE SOTTOPOSTE A INFLUENZA NOTEVOLE 279 5.575 4.929 540 -40 - -40 - -40

7.5 Partecipazioni: variazioni annue

(milioni di euro)
31.12.2021 31.12.2020
A. Esistenze iniziali 1.996 1.240
B. Aumenti 422 1.055
B.1 acquisti 122 970
di cui operazioni di aggregazione aziendale 10 549
B.2 riprese di valore - -
B.3 rivalutazioni 163 74
B.4 altre variazioni 137 11
C. Diminuzioni -766 -299
C.1 vendite -58 -113
C.2 rettifiche di valore -39 -21
C.3 svalutazioni -61 -74
C.4 altre variazioni -608 -91
D. Rimanenze finali 1.652 1.996
E. Rivalutazioni totali 3.477 3.314
F. Rettifiche totali 2.059 2.020

La sottovoce B.1 Acquisti comprende l'ingresso di nuove società valutate al Patrimonio netto (principalmente Innolva, 1875 Finance Holding e le società facenti parte del Gruppo REYL, acquisito nel secondo trimestre 2021) e gli aumenti di capitale successivi all'acquisizione.

La sottovoce B.3 Rivalutazioni comprende principalmente gli utili delle società valutate al Patrimonio netto (tra cui Penghua Fund Management Co. Ltd. e Zhong Ou Asset Management).

La sottovoce B.4 Altre variazioni positive, comprende gli utili da cessione/riclassifica complessivamente pari a 65 milioni (principalmente attribuibili ad Autostrada Pedemontana Lombarda riclassificata a FVOCI e ISP Forvalue successivamente conferita ad Innolva), l'effetto cambio (principalmente Penghua Fund Management) e le riclassifiche da altri portafogli.

La sottovoce C.1 vendite, comprende la cessione di società valutate al Patrimonio netto (principalmente ISP Forvalue conferita ad Innolva come precedentemente indicato) e i rimborsi di capitale successivi all'acquisizione.

La sottovoce C.2 rettifiche di valore, comprende gli impairment rilevati su società valutate al Patrimonio netto (principalmente Back2Bonis e FI.NAV).

La sottovoce C.3 Svalutazioni, comprende le perdite delle società valutate al Patrimonio netto (principalmente FI.NAV e Mooney Group).

La sottovoce C.4 Altre variazioni negative, comprende il pagamento di dividendi (principalmente Penghua), le riclassifiche ad altri portafogli (principalmente Zhong Ou Asset Management riclassificata a IFRS 5, Autostrada Pedemontana Lombarda riclassificata a FVOCI, Lombarda Vita e Assicurazioni Vita consolidate integralmente e successivamente fuse in Intesa Sanpaolo Vita al 31 dicembre 2021), nonché, in via residuale, le perdite da cessione pari a 3 milioni.

7.6 Valutazioni e assunzioni significative per stabilire l'esistenza di controllo congiunto o influenza notevole

Sono considerate società sottoposte a controllo congiunto (joint ventures), le entità per le quali, su base contrattuale, il controllo è condiviso fra il Gruppo e uno o più altri soggetti, ovvero quando per le decisioni riguardanti le attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo.

Sono considerate società sottoposte ad una influenza notevole (collegate), le entità in cui il Gruppo possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali") o nelle quali – pur con una quota di diritti di voto inferiore – ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato. Non sono considerate sottoposte ad influenza notevole alcune interessenze superiori al 20%, nelle quali il Gruppo detiene esclusivamente diritti patrimoniali su una porzione dei frutti degli investimenti, non ha accesso alle politiche di gestione e può esercitare diritti di governance limitati alla tutela dei propri interessi patrimoniali.

7.7 Impegni riferiti a partecipazioni in società controllate in modo congiunto

Al 31 dicembre 2021 si segnalano impegni sul capitale riferiti a MIR CAPITAL S.C.A. Sicar, per complessivi 37 milioni; impegno residuo pari a 0,10 milioni su MIR CAPITAL Management S.A.

7.8 Impegni riferiti a partecipazioni in società sottoposte ad influenza notevole

Al 31 dicembre 2021 si segnalano i seguenti impegni: ricapitalizzazione di Bancomat S.p.A. per circa 2,7 milioni; impegno per l'acquisto, tramite la controllata Banca 5 S.p.A., di una ulteriore quota pari al 20% del capitale di Mooney per un esborso complessivo di circa 100 milioni, nell'ambito della partnership tra il Gruppo Intesa Sanpaolo e il Gruppo Enel che porterà i due gruppi a detenere il 50% ciascuno del capitale di Mooney; il commitment assunto da ISP Innovation Center S.p.A. e Neva SGR S.p.A. a versare le somme corrispondenti ai richiami del Fondo NEVA FIRST-FCC per complessivi massimi 65,5 milioni. Infine si segnala un impegno residuo su Leonardo Technology S.r.l. di modesta entità.

7.9 Restrizioni significative

In termini di restrizioni significative non ci sono segnalazioni.

7.10 Altre informazioni

Per la maggior parte delle società sottoposte a controllo congiunto o influenza notevole le tempistiche di disponibilità del bilancio di fine esercizio non sono compatibili con le tempistiche di chiusura del bilancio consolidato di Intesa Sanpaolo; a tal proposito per l'applicazione del metodo del patrimonio netto si fa riferimento all'ultima reportistica contabile disponibile, rappresentata, nella maggior parte dei casi, dal resoconto intermedio di gestione dei 9 mesi per le partecipate quotate o dall'ultimo bilancio o relazione semestrale disponibili per le altre partecipate. In ogni caso, quando la reportistica contabile della società collegata o della joint venture utilizzata nell'applicazione del metodo del patrimonio netto è riferita a una data diversa dal bilancio di Intesa Sanpaolo, vengono effettuate rettifiche per tener conto degli effetti di operazioni o fatti significativi che siano intervenuti tra quella data e la data di riferimento del bilancio di Intesa Sanpaolo.

I test di impairment sulle partecipazioni

Come richiesto dai principi IAS/IFRS le partecipazioni sono state sottoposte al test di impairment al fine di verificare se esistono obiettive evidenze che possano far ritenere non interamente recuperabile il valore di iscrizione delle attività stesse. Per le partecipazioni di collegamento e controllo congiunto, il processo di rilevazione di eventuali impairment prevede la verifica della presenza di indicatori di impairment e la determinazione dell'eventuale svalutazione. Gli indicatori di impairment sono sostanzialmente suddivisibili in due categorie: indicatori qualitativi, quali il conseguimento di risultati economici negativi o comunque un significativo scostamento rispetto ad obiettivi di budget o previsti da piani pluriennali comunicati al mercato, l'annuncio/avvio di procedure concorsuali o di piani di ristrutturazione, la revisione al ribasso del "rating" di oltre due classi; indicatori quantitativi rappresentati da una riduzione del fair value al di sotto del valore di bilancio di oltre il 30% ovvero per un periodo superiore a 24 mesi, da una capitalizzazione di borsa inferiore al patrimonio netto contabile della società, nel caso di titoli quotati su mercati attivi, ovvero da un valore contabile della partecipazione nel bilancio separato superiore al valore contabile nel bilancio consolidato dell'attivo netto e dell'avviamento della partecipata o dalla distribuzione da parte di quest'ultima di un dividendo superiore al proprio reddito complessivo. In presenza di indicatori di impairment viene determinato il valore recuperabile, rappresentato dal maggiore tra il fair value al netto dei costi di vendita ed il Valore d'uso, e se quest'ultimo risulta inferiore al valore di iscrizione si procede alla rilevazione dell'impairment.

Con riferimento alle partecipazioni di collegamento o sottoposte a controllo congiunto, laddove siano stati rilevati indicatori di impairment, sono state effettuate valutazioni basate in via prioritaria su metodologie di mercato (transazioni dirette o comparabili e multipli di mercato) o in alternativa su valutazioni "fondamentali", basate principalmente sulla stima dei flussi di cassa attesi attualizzati attraverso il metodo "discounted cash flow" o sul patrimonio netto rettificato (c.d. ANAV).

I risultati di tali valutazioni hanno comportato la necessità di operare rettifiche di valore principalmente riferite alle partecipazioni nel Fondo Finav (10 milioni), nel Fondo BacK2Bonis (15 milioni), in Vesta OML (3 milioni), nella Cassa di Risparmio di Fermo (10 milioni) ed in altri investimenti minori per 1 milione.

SEZIONE 8 – RISERVE TECNICHE A CARICO DEI RIASSICURATORI – VOCE 80

8.1 Riserve tecniche a carico dei riassicuratori: composizione

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
A. Ramo danni 164 92
A1. Riserve premi 37 21
A2. Riserve sinistri 127 71
A3. Altre riserve - -
B. Ramo vita 44 1
B1. Riserve matematiche 40 -
B2. Riserve per somme da pagare 4 -
B3. Altre riserve - 1
C. Riserve tecniche allorchè il rischio dell'investimento è sopportato dagli assicurati - -
C1. Riserve relative a contratti le cui prestazioni sono connesse con fondi di investimento e
indici di mercato
- -
C2. Riserve derivanti dalla gestione dei fondi pensione - -
D. Totale riserve tecniche a carico dei riassicuratori 208 93

8.2 Variazione della voce 80 "Riserve tecniche a carico dei riassicuratori"

Il saldo della voce risulta pari a 208 milioni (93 milioni al 31 dicembre 2020) con un incremento di 115 milioni rispetto al 31 dicembre 2020. La variazione è sostanzialmente imputabile ai nuovi ingressi nel perimetro di consolidamento di Assicurazioni Vita S.p.A. (già Aviva Vita), Lombarda Vita S.p.A. e Cargeas Assicurazioni S.p.A. Le prime due società indicate sono state poi fuse per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita dal 31 dicembre 2021.

SEZIONE 9 - ATTIVITÀ MATERIALI – VOCE 90

Attività/Valori
31.12.2021
1. Attività materiali ad uso funzionale, valutate al costo
2.530
Di cui - Attività materiali ad uso funzionale - Diritti d'uso acquisiti con il leasing
1.521
(milioni di euro)
31.12.2020
2.677
1.803
2. Attività materiali detenute a scopo di investimento, valutate al costo
-
-
3. Attività materiali ad uso funzionale, rivalutate
6.574
6.498
-
Di cui - Attività materiali ad uso funzionale, rivalutate - Diritti d'uso acquisiti con il leasing
-
4. Attività materiali detenute a scopo di investimento, valutate al fair value
798
762
-
Di cui - Attività materiali a scopo di investimento - Diritti d'uso acquisiti con il leasing
3
5. Rimanenze di attività materiali disciplinate dallo IAS 2
890
913
Totale Attività materiali voce 90
10.792
10.850

9.1 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo

(milioni di euro)
Attività/Valori 31.12.2021 31.12.2020
1. Attività di proprietà 1.009 874
a) terreni - -
b) fabbricati - -
c) mobili 207 176
d) impianti elettronici 758 597
e) altre 44 101
2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.521 1.803
a) terreni 9 8
b) fabbricati 1.331 1.692
c) mobili - -
d) impianti elettronici 16 19
e) altre 165 84
Totale 2.530 2.677
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute 2 3

9.2 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al costo

Non sono presenti Attività materiali detenute a scopo di investimento valutate al costo nel Gruppo Intesa Sanpaolo.

9.3 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività rivalutate

(milioni di euro)
Attività/Valori 31.12.2021 31.12.2020
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività di proprietà - - 6.574 - - 6.498
a) terreni - - 2.656 - - 2.481
b) fabbricati - - 3.606 - - 3.695
c) patrimonio artistico di pregio - - 312 - - 322
d) impianti elettronici - - - - - -
e) altre - - - - - -
2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - - - -
a) terreni - - - - - -
b) fabbricati - - - - - -
c) mobili - - - - - -
d) impianti elettronici - - - - - -
e) altre - - - - - -
TOTALE - - 6.574 - - 6.498
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie
ricevute
- - - - - -

9.4 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al fair value

(milioni di euro)
Attività/Valori 31.12.2021 31.12.2020
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività di proprietà - - 798 - - 759
a) terreni - - 281 - - 259
b) fabbricati - - 517 - - 500
2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - - - 3
a) terreni - - - - - -
b) fabbricati - - - - - 3
TOTALE - - 798 - - 762
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie
ricevute
- - 138 - - 131

Come illustrato nella Parte A – Fair value del patrimonio immobiliare e del patrimonio artistico di pregio, si segnala che sulla base delle regole di periodicità di valutazione a fine 2021 si è proceduto all'aggiornamento delle perizie dell'intero patrimonio degli immobili ad uso investimento e di quelli ad uso funzionale classificati come Trophy Assets.

Per quanto concerne il patrimonio artistico di pregio, la rideterminazione di valore è effettuata tramite una perizia ogni tre anni. Annualmente viene comunque svolta una analisi di scenario per individuare eventuali variazioni di valore apprezzabile al fine di anticipare l'attività valutativa.

Sulla base delle regole di periodicità di valutazione, si ricorda che a fine 2020, a conclusione del primo ciclo triennale di valutazione al fair value, si era proceduto all'aggiornamento delle perizie dell'intero patrimonio artistico di pregio.

9.5 Rimanenze di attività materiali disciplinate dallo IAS 2: composizione

Attività/Valori 31.12.2021 Di cui: 31.12.2020
Gruppo Imprese Altre
bancario di
assicuraz.
imprese
1. Rimanenze di attività materiali ottenute tramite
l'escussione delle garanzie ricevute 211 199 - 12 234
a) terreni 18 7 - 11 24
b) fabbricati 192 191 - 1 209
c) mobili - - - - -
d) impianti elettronici - - - - -
e) altri 1 1 - - 1
2. Altre rimanenze di attività materiali 679 25 - 654 679
Totale 890 224 - 666 913
di cui: valutate al fair value al netto dei costi di vendita 1 1 - - 2

9.6 Attività materiali ad uso funzionale: variazioni annue

(milioni di euro)
Attività/Valori Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Patrimonio
artistico
di pregio
Altre Totale
A. Esistenze lorde 2.489 5.925 1.893 6.099 322 841 17.569
A.1 Riduzioni di valore totali nette - -538 -1.717 -5.483 - -656 -8.394
A.2 Esistenze nette 2.489 5.387 176 616 322 185 9.175
B. Aumenti: 240 663 72 416 - 149 1.540
B.1 Acquisti 39 177 65 355 - 137 773
di cui operazioni di aggregazione aziendale 37 81 2 3 - 1 124
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - 106 - 1 - - 107
B.3 Riprese di valore - - - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value imputate a: - 42 - - - - 42
a) patrimonio netto - 41 - - - - 41
b) conto economico - 1 - - - - 1
B.5 Differenze positive di cambio 5 17 1 2 - - 25
B.6 Trasferimenti da immobili detenuti
a scopo di investimento 20 66 X X X X 86
B.7 Altre variazioni 176 255 6 58 - 12 507
C. Diminuzioni: -64 -1.113 -41 -258 -10 -125 -1.611
C.1 Vendite -2 -33 -3 -18 - -4 -60
di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - - - - -
C.2 Ammortamenti - -361 -31 -202 - -55 -649
C.3 Rettifiche di valore da deterioramento imputate a: - - -1 -1 - - -2
a) patrimonio netto - - - - - - -
b) conto economico - - -1 -1 - - -2
C.4 Variazioni negative di fair value imputate a: -13 -10 - - -5 - -28
a) patrimonio netto -6 -6 - - -5 - -17
b) conto economico -7 -4 - - - - -11
C.5 Differenze negative di cambio - -2 - - - - -2
C.6 Trasferimenti a: -48 -101 - -1 -5 - -155
a) attività materiali detenute a scopo di investimento -47 -90 X X X X -137
b) attività in via di dismissione -1 -11 - -1 -5 - -18
C.7 Altre variazioni -1 -606 -6 -36 - -66 -715
D. Rimanenze finali nette 2.665 4.937 207 774 312 209 9.104
D.1 Riduzioni di valore totali nette - 799 1.881 5.883 - 186 8.749
D.2 Rimanenze finali lorde 2.665 5.736 2.088 6.657 312 395 17.853
E. Valutazione al costo 1.844 2.476 - - 111 - 4.431

Nella tabella sopra esposta sono rappresentati i valori della attività di proprietà nonché quelli dei diritti d'uso acquisiti con il leasing.

Nella riga "Valutazioni al costo" è stato indicato il costo dei cespiti valutati in bilancio al fair value.

9.6 Di cui - Attività materiali ad uso funzionale - Diritti d'uso acquisiti con il leasing: variazioni annue

(milioni di euro)
Attività/Valori Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Patrimonio
artistico
di pregio
Altre Totale
A. Esistenze lorde 8 2.163 - 32 - 106 2.309
A.1 Riduzioni di valore totali nette - -471 - -13 - -22 -506
A.2 Esistenze nette 8 1.692 - 19 - 84 1.803
B. Aumenti: 2 335 - 15 - 140 492
B.1 Acquisti - 79 - 10 - 131 220
di cui operazioni di aggregazione aziendale - 16 - - - 1 17
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - - - - - - -
B.3 Riprese di valore - - - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value imputate a: - - - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - - -
b) conto economico - - - - - - -
B.5 Differenze positive di cambio - 5 - - - - 5
B.6 Trasferimenti da immobili detenuti
a scopo di investimento - - X X X X -
B.7 Altre variazioni 2 251 - 5 - 9 267
C. Diminuzioni: -1 -696 - -18 - -59 -774
C.1 Vendite - -7 - - - -1 -8
di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - - - - -
C.2 Ammortamenti - -236 - -7 - -45 -288
C.3 Rettifiche di valore da deterioramento imputate a: - - - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - - -
b) conto economico - - - - - - -
C.4 Variazioni negative di fair value imputate a: - - - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - - -
b) conto economico - - - - - - -
C.5 Differenze negative di cambio - -1 - - - - -1
C.6 Trasferimenti a: -1 -1 - - - - -2
a) attività materiali detenute a scopo di investimento - - X X X X -
b) attività in via di dismissione -1 -1 - - - - -2
C.7 Altre variazioni - -451 - -11 - -13 -475
D. Rimanenze finali nette 9 1.331 - 16 - 165 1.521
D.1 Riduzioni di valore totali nette - 637 - 20 - 28 685
D.2 Rimanenze finali lorde 9 1.968 - 36 - 193 2.206
E. Valutazione al costo - - - - - - -

Le "Altre variazioni" in aumento e in diminuzione si riferiscono principalmente a rinegoziazioni avvenute nel corso dell'anno sui contratti di locazione (IFRS 16).

9.7 Attività materiali detenute a scopo di investimento: variazioni annue

(milioni di euro)
Attività/Valori TOTALE
Terreni Fabbricati
A. Esistenze lorde 259 503
A.1 Riduzioni di valore totali nette - -
A.2 Esistenze nette 259 503
B. Aumenti 56 115
B.1 Acquisti 2 6
di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - 1
B.3 Variazioni positive di fair value 6 6
B.4 Riprese di valore - -
B.5 Differenze di cambio positive - -
B.6 Trasferimenti da immobili ad uso funzionale 47 90
B.7 Altre variazioni 1 12
C. Diminuzioni -34 -101
C.1 Vendite -6 -9
di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
C.2 Ammortamenti - -
C.3 Variazioni negative di fair value -7 -16
C.4 Rettifiche di valore da deterioramento - -
C.5 Differenze di cambio negative - -
C.6 Trasferimenti a -22 -69
a) immobili ad uso funzionale -20 -66
b) attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione -2 -3
C.7 Altre variazioni 1 -7
D. Rimanenze finali 281 517
E. Valutazione al fair value - -

Nella tabella sopra esposta sono rappresentati i valori della attività di proprietà nonché quelli dei diritti d'uso acquisiti con il leasing.

9.7 Di cui - Attività materiali detenute a scopo di investimento - Diritti d'uso acquisiti con il leasing: variazioni annue

(milioni di euro)
Attività/Valori TOTALE
Terreni Fabbricati
A. Esistenze lorde - 3
A.1 Riduzioni di valore totali nette - -
A.2 Esistenze nette - 3
B. Aumenti - 6
B.1 Acquisti - -
di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - -
B.3 Variazioni positive di fair value - -
B.4 Riprese di valore - -
B.5 Differenze di cambio positive - -
B.6 Trasferimenti da immobili ad uso funzionale - -
B.7 Altre variazioni - 6
C. Diminuzioni - -9
C.1 Vendite - -
di cui operazioni di aggregazione aziendale - -
C.2 Ammortamenti - -
C.3 Variazioni negative di fair value - -
C.4 Rettifiche di valore da deterioramento - -
C.5 Differenze di cambio negative - -
C.6 Trasferimenti a - -
a) immobili ad uso funzionale - -
b) attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
C.7 Altre variazioni - -9
D. Rimanenze finali - -
E. Valutazione al fair value - -

9.8 Rimanenze di attività materiali disciplinate dallo IAS 2: variazioni annue

(milioni di euro)
Attività/Valori Rimanenze di attività materiali ottenute tramite l'escussione delle Altre
rimanenze di
TOTALE
Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Altre attività
materiali
A. Esistenze iniziali 24 209 - - 1 679 913
B. Aumenti 1 10 - - 2 3 16
B.1 Acquisti - 7 - - 2 2 11
B.2 Riprese di valore - - - - - - -
B.3 Differenze di cambio positive 1 - - - - - 1
B.4 Altre variazioni - 3 - - - 1 4
C. Diminuzioni -7 -28 - - -2 -2 -39
C.1 Vendite -3 -15 - - -2 -1 -21
C.2 Rettifiche di valore da deterioramento -2 -6 - - - - -8
C.3 Differenze di cambio negative - - - - - - -
C.4 Altre variazioni -2 -7 - - - -1 -10
D. Rimanenze finali 18 191 - - 1 680 890

9.8 di cui: di pertinenza del Gruppo bancario

(milioni di euro)
Attività/Valori Rimanenze di attività materiali ottenute tramite l'escussione delle garanzie Altre
rimanenze di
TOTALE
Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Altre attività
materiali
A. Esistenze iniziali 12 205 - - 1 26 244
B. Aumenti 1 10 - - 2 2 15
B.1 Acquisti - 7 - - 2 2 11
B.2 Riprese di valore - - - - - - -
B.3 Differenze di cambio positive 1 - - - - - 1
B.4 Altre variazioni - 3 - - - - 3
C. Diminuzioni -6 -25 - - -2 -2 -35
C.1 Vendite -2 -12 - - -2 -1 -17
C.2 Rettifiche di valore da deterioramento -2 -6 - - - - -8
C.3 Differenze di cambio negative - - - - - - -
C.4 Altre variazioni -2 -7 - - - -1 -10
D. Rimanenze finali 7 190 - - 1 26 224

9.8 di cui: di pertinenza delle imprese di assicurazione

Non sono presenti Rimanenze di attività materiali disciplinate dallo IAS 2 di pertinenza delle imprese di assicurazione del Gruppo Intesa Sanpaolo.

9.8 di cui: di pertinenza delle altre imprese

(milioni di euro)
Attività/Valori Rimanenze di attività materiali ottenute tramite l'escussione delle garanzie Altre
rimanenze di
TOTALE
Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Altre attività
materiali
A. Esistenze iniziali 12 4 - - - 653 669
B. Aumenti - - - - - 1 1
B.1 Acquisti - - - - - - -
B.2 Riprese di valore - - - - - - -
B.3 Differenze di cambio positive - - - - - - -
B.4 Altre variazioni - - - - - 1 1
C. Diminuzioni -1 -3 - - - - -4
C.1 Vendite -1 -3 - - - - -4
C.2 Rettifiche di valore da deterioramento - - - - - - -
C.3 Differenze di cambio negative - - - - - - -
C.4 Altre variazioni - - - - - - -
D. Rimanenze finali 11 1 - - - 654 666

9.9 Impegni per acquisto di attività materiali

Gli impegni per acquisto di attività materiali in essere al 31 dicembre 2021 ammontano a circa 3 milioni.

SEZIONE 10 - ATTIVITÀ IMMATERIALI - VOCE 100

10.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di attività

(milioni di euro)
Attività/Valori 31.12.2021 Gruppo
bancario
Di cui:
Imprese di
assicurazione
Altre
imprese
31.12.2020
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
A.1 Avviamento X 3.574 X 2.598 X 976 X - X 3.154
A.1.1 Di pertinenza del gruppo x 3.574 x 2.598 x 976 x - x 3.155
A.1.2 Di pertinenza di terzi x - x - x - x - x -1
A.2 Altre attività immateriali 3.886 1.882 3.255 1.882 631 - - - 3.130 1.910
di cui: software 2.533 - 2.495 - 38 - - - 2.273 -
A.2.1 Attività valutate al costo:
a) Attività immateriali generate
3.886 1.882 3.255 1.882 631 - - - 3.130 1.910
internamente 2.072 - 2.046 - 26 - - - 1.848 -
b) Altre attività 1.814 1.882 1.209 1.882 605 - - - 1.282 1.910
A.2.2 Attività valutate al fair value:
a) Attività immateriali generate
- - - - - - - - - -
internamente - - - - - - - - - -
b) Altre attività - - - - - - - - - -
Totale 3.886 5.456 3.255 4.480 631 976 - - 3.130 5.064

Si segnala che al 31 dicembre 2021 l'ammontare del software, pari a 2.533 milioni, è prodotto internamente per 2.054 milioni e acquistato all'esterno per 479 milioni.

Nella tabella che segue viene riportata l'allocazione dell'avviamento tra le diverse "Cash Generating Unit".

(milioni di euro)
CGU/Avviamenti 31.12.2021 31.12.2020
Banca dei Territori - -
IMI Corporate & Investment Banking 56 56
Insurance 976 773
Asset Management 1.060 1.059
Private Banking 1.482 1.266
International Subsidiary Banks - -
Bank of Alexandria (Egitto) - -
Pravex Bank (Ucraina) - -
Totale CGU 3.574 3.154
Attività in via di dismissione (*) - 45
TOTALE GRUPPO 3.574 3.199

(*) Al 31 dicembre 2020 erano state riclassificate tra le attività in via di dismissione le porzioni di avviamento riconducibili al Ramo della Banca Depositaria e Fund Administration di Fideuram Bank Luxembourg (CGU Private Banking) ceduto a State Street nel corso del 2021 e alle 31 filiali cedute a BPER in ottemperanza alle indicazioni delle autorità competenti a seguito dell'acquisizione di UBI Banca, anch'esse cedute nel 2021.

Con riferimento alla composizione delle CGU si rinvia a quanto esposto nel successivo capitolo delle "Informazioni sulle attività intangibili e sull'avviamento".

10.2 Attività immateriali: variazioni annue

Avviamento Altre attività immateriali:
generate internamente
Altre attività immateriali:
altre
(milioni di euro)
TOTALE
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
A. Esistenze iniziali 20.352 6.491 - 9.784 2.414 39.041
A.1 Riduzioni di valore totali nette -17.198 -4.643 - -8.502 -504 -30.847
A.2 Esistenze iniziali nette 3.154 1.848 - 1.282 1.910 8.194
B. Aumenti 420 903 - 947 - 2.270
B.1 Acquisti 406 55 - 834 - 1.295
di cui operazioni di aggregazione aziendale 406 1 - 654 - 1.061
B.2 Incrementi di attività immateriali interne X 843 - 5 - 848
B.3 Riprese di valore X - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
B.5 Differenze di cambio positive 14 - - 5 - 19
B.6 Altre variazioni - 5 - 103 - 108
C. Diminuzioni - -679 - -415 -28 -1.122
C.1 Vendite - -11 - -103 - -114
di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - -97 - -97
C.2 Rettifiche di valore - -667 - -267 - -934
- Ammortamenti X -628 - -264 - -892
- Svalutazioni - -39 - -3 - -42
patrimonio netto X - - - - -
conto economico - -39 - -3 - -42
C.3 Variazioni negative di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
C.4 Trasferimenti alle attività non correnti
in via di dismissione - -1 - -44 - -45
C.5 Differenze di cambio negative - - - - - -
C.6 Altre variazioni - - - -1 -28 -29
D. Rimanenze finali nette 3.574 2.072 - 1.814 1.882 9.342
D.1 Rettifiche di valore totali nette 17.198 5.310 - 8.769 504 31.781
E. Rimanenze finali lorde 20.772 7.382 - 10.583 2.386 41.123
F. Valutazione al costo - - - - - -

La sottovoce B.1 include l'incremento per l'Avviamento derivante dalle operazioni di acquisizione di Assicurazioni Vita S.p.A., Lombarda Vita S.p.A. (successivamente fuse in Intesa Sanpaolo Vita S.p.A. al 31 dicembre 2021), Cargeas Assicurazioni S.p.A. e Reyl & Cie S.A.

10.2 di cui: di pertinenza del Gruppo bancario

Avviamento Altre attività immateriali:
generate internamente
Altre attività immateriali:
altre
(milioni di euro)
Totale
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
A. Esistenze iniziali 18.824 6.446 - 8.709 2.414 36.393
A.1 Riduzioni di valore totali nette -16.444 -4.621 - -7.559 -504 -29.128
A.2 Esistenze iniziali nette 2.380 1.825 - 1.150 1.910 7.265
B. Aumenti 218 888 - 375 - 1.481
B.1 Acquisti 204 48 - 266 - 518
di cui operazioni di aggregazione aziendale 204 1 - 92 - 297
B.2 Incrementi di attività immateriali interne X 835 - 5 - 840
B.3 Riprese di valore X - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
B.5 Differenze di cambio positive 14 - - 5 - 19
B.6 Altre variazioni - 5 - 99 - 104
C. Diminuzioni - -667 - -316 -28 -1.011
C.1 Vendite - -11 - -87 - -98
di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - -83 - -83
C.2 Rettifiche di valore - -655 - -184 - -839
- Ammortamenti X -616 - -182 - -798
- Svalutazioni - -39 - -2 - -41
patrimonio netto X - - - - -
conto economico - -39 - -2 - -41
C.3 Variazioni negative di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
C.4 Trasferimenti alle attività non correnti
in via di dismissione - -1 - -44 - -45
C.5 Differenze di cambio negative - - - - - -
C.6 Altre variazioni - - - -1 -28 -29
D. Rimanenze finali nette 2.598 2.046 - 1.209 1.882 7.735
D.1 Rettifiche di valore totali nette 16.444 5.276 - 7.743 504 29.967
E. Rimanenze finali lorde 19.042 7.322 - 8.952 2.386 37.702
F. Valutazione al costo - - - - - -

10.2 di cui: di pertinenza delle imprese di assicurazione

Avviamento Altre attività immateriali:
generate internamente
Altre attività immateriali:
altre
(milioni di euro)
Totale
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
A. Esistenze iniziali 1.510 45 - 992 - 2.547
A.1 Riduzioni di valore totali nette -736 -22 - -860 - -1.618
A.2 Esistenze iniziali nette 774 23 - 132 - 929
B. Aumenti 202 15 - 568 - 785
B.1 Acquisti 202 7 - 568 - 777
di cui operazioni di aggregazione aziendale 202 - - 562 - 764
B.2 Incrementi di attività immateriali interne X 8 - - - 8
B.3 Riprese di valore X - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
B.5 Differenze di cambio positive - - - - - -
B.6 Altre variazioni - - - - - -
C. Diminuzioni - -12 - -95 - -107
C.1 Vendite - - - -16 - -16
di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - -14 - -14
C.2 Rettifiche di valore - -12 - -79 - -91
- Ammortamenti X -12 - -78 - -90
- Svalutazioni - - - -1 - -1
patrimonio netto X - - - - -
conto economico - - - -1 - -1
C.3 Variazioni negative di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
C.4 Trasferimenti alle attività non correnti
in via di dismissione - - - - - -
C.5 Differenze di cambio negative - - - - - -
C.6 Altre variazioni - - - - - -
D. Rimanenze finali nette 976 26 - 605 - 1.607
D.1 Rettifiche di valore totali nette 736 34 - 939 - 1.709
E. Rimanenze finali lorde 1.712 60 - 1.544 - 3.316
F. Valutazione al costo - - - - - -

10.2 di cui: di pertinenza delle altre imprese

Avviamento Altre attività immateriali:
generate internamente
Altre attività immateriali:
altre
(milioni di euro)
Totale
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
A. Esistenze iniziali 18 - - 83 - 101
A.1 Riduzioni di valore totali nette -18 - - -83 - -101
A.2 Esistenze iniziali nette - - - - - -
B. Aumenti - - - 4 - 4
B.1 Acquisti - - - - - -
di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - - - -
B.2 Incrementi di attività immateriali interne X - - - - -
B.3 Riprese di valore X - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
B.5 Differenze di cambio positive - - - - - -
B.6 Altre variazioni - - - 4 - 4
C. Diminuzioni - - - -4 - -4
C.1 Vendite - - - - - -
di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - - - -
C.2 Rettifiche di valore - - - -4 - -4
- Ammortamenti X - - -4 - -4
- Svalutazioni - - - - - -
patrimonio netto X - - - - -
conto economico - - - - - -
C.3 Variazioni negative di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
C.4 Trasferimenti alle attività non correnti
in via di dismissione - - - - - -
C.5 Differenze di cambio negative - - - - - -
C.6 Altre variazioni - - - - - -
D. Rimanenze finali nette - - - - - -
D.1 Rettifiche di valore totali nette 18 - - 87 - 105
E. Rimanenze finali lorde 18 - - 87 - 105
F. Valutazione al costo - - - - - -

10.3 Altre informazioni

Al 31 dicembre 2021 si segnalano impegni riferibili ad investimenti in attività immateriali, prevalentemente software, pari a circa 26 milioni.

Informazioni sulle attività intangibili e sull'avviamento

L'applicazione del principio contabile IFRS 3 nella contabilizzazione delle operazioni di acquisizione può comportare l'iscrizione di nuove attività immateriali e la rilevazione di avviamenti.

Nel caso del Gruppo Intesa Sanpaolo, la fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo IMI e le successive operazioni di acquisizione i, comprese quelle concluse nel corso del 2021, hanno comportato la rilevazione di significativi importi per attività immateriali e per avviamento.

Nel corso dell'esercizio 2021 sono state, infatti, perfezionate diverse operazioni che hanno comportato sia la rilevazione di avviamento sia una riduzione o una differente allocazione, all'interno del Gruppo, delle attività intangibili complessivamente rilevate rispetto al 31 dicembre 2020. Nel seguito si richiamano brevemente tali operazioni descrivendo gli effetti che le stesse hanno comportato sull'ammontare e sulla composizione delle attività intangibili.

In data 31 marzo 2021 è stata perfezionata la cessione del ramo d'azienda relativo alle attività di Banca Depositaria e Fund Administration a State Street Bank da parte di Fideuram Bank Luxembourg; conseguentemente si è proceduto con la cancellazione dell'avviamento attribuito al compendio ceduto, pari a 25 milioni, riclassificato tra le attività in via di dismissione nel Bilancio 2020.

Rispettivamente in data 1° aprile e 12 aprile 2021, a seguito della ricezione delle istanze autorizzative dell'IVASS, Intesa Sanpaolo, ha acquistato, tramite l'esercizio delle relative opzioni call, le quote di maggioranza delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita) e Lombarda Vita, rispettivamente pari al 80% e al 60%, assumendone, pertanto, il controllo esclusivo. Nell'ambito del processo di Purchase Price Allocation (PPA), conclusosi per il Bilancio 2021, è stato rilevato, per un importo pari a 280 milioni per Assicurazioni Vita e 207 milioni per Lombarda Vita, una specifica attività intangibile tipica del business assicurativo, ovvero il Value of Business Acquired (VoBA), precedentemente non rilevata nei bilanci delle due compagnie. Il valore di tale intangibile è rappresentato dalla capacità dei contratti con la clientela, in essere al momento dell'acquisizione, di generare ricavi lungo la vita utile residua dei rapporti acquisiti. Si tratta pertanto di un'attività intangibile strettamente legata alla specifica relazione contrattuale con la clientela acquisita (le polizze assicurative) che, per sua natura, ha una durata determinata ed è pertanto soggetta ad ammortamento lungo la vita residua stimata dei rapporti acquisiti alla data di acquisizione. Nel caso di specie, si è scelto di ammortizzare i valori del VoBA sulla base dello smontamento delle riserve matematiche delle due compagnie, ipotizzando un orizzonte temporale il cui l'ultimo anno è rappresentato dal periodo in cui si raggiunge lo smontamento del 90% delle riserve matematiche. Infine, a valle del processo di PPA svolto sulle due compagnie sono risultate differenze residue non allocate pari a 2 milioni per Assicurazioni Vita e a 55 milioni per Lombarda Vita che sono state imputate ad avviamento. Secondo quanto previsto dallo IAS 36, l'avviamento e le attività intangibili rilevate alla data di acquisizione sono stati allocati alla CGU Insurance, ossia la CGU che si prevede possa beneficiare delle sinergie dell'aggregazione.

Sempre nell'ambito della Divisione Insurance, in data 27 maggio 2021 Intesa Sanpaolo Vita ha acquisito il controllo di Cargeas Assicurazioni, compagnia operante nel ramo danni e che offre prodotti assicurativi motor, property, salute, protezione del credito, imprese e tutela del reddito. La società era detenuta al 100% dal Gruppo BNP Paribas e distribuiva i propri prodotti di bancassurance tramite i canali distributivi del Gruppo UBI e, in via residuale, tramite le filiali di Banca Nazionale del Lavoro. Analogamente a quanto effettuato per Assicurazioni Vita e Lombarda Vita, a seguito del completamento del processo di PPA, conclusosi anch'esso per il Bilancio 2021, è stato rilevato un VoBA pari a circa 64 milioni al lordo dell'effetto fiscale. Tale posta, avendo una vita residua determinata, sarà ammortizzata tenendo conto di una vita utile stimata in 7 anni sulla base dello smontamento delle riserve tecniche (limitatamente alla componente premi, c.d. "Best Estimation Liabilities" – BEL) della compagnia. La differenza residua tra il costo di acquisizione ed il patrimonio netto IAS/IFRS della compagnia, non allocata a nessuna attività o passività specifica, ha portato alla definizione di un importo a titolo di avviamento pari a 146 milioni, che ai fini del Bilancio 2021 è stato allocato, unitamente al VoBA, alla CGU Insurance. Si segnala che, nell'ambito del progetto di riorganizzazione del comparto assicurativo vita del Gruppo Intesa Sanpaolo, con efficacia dal 31 dicembre 2021 ed effetti contabili e fiscali anticipati al 1° gennaio 2021, Assicurazioni Vita e Lombarda Vita sono state incorporate, contestualmente a BancAssurance Popolari, compagnia assicurativa vita già controllata al 100%, in Intesa Sanpaolo Vita. L'operazione di fusione, il cui iter societario e autorizzativo era stato avviato nel maggio 2021, è stata approvata da IVASS in data 28 luglio 2021.

Nell'ambito delle diverse attività di riorganizzazione dell'ex Gruppo UBI, si segnala lo scorporo del Ramo Private riveniente da UBI Banca a beneficio della Divisione Private Banking, in coerenza con il modello target del Gruppo che prevede che la gestione della clientela private italiana ed estera venga demandata alla filiera riconducibile a Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking. L'operazione, perfezionatasi in data 12 aprile 2021, attraverso la scissione parziale a favore di Intesa Sanpaolo Private Banking, società controllata integralmente da Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, del ramo ex UBI Banca organizzato per l'esercizio dell'attività di private banking. La scissione del Ramo Private ha comportato l'attribuzione dalla CGU Banca dei Territori alla CGU Private Banking delle seguenti attività intangibili:

  • Asset Under Management (componente distribuzione) per 45 milioni;
  • Intangible legato alla distribuzione di prodotti assicurativi per 35 milioni;
  • Asset Under Administration (componente distribuzione) per 2 milioni.

In data 5 maggio 2021 il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo ha approvato un'iniziativa progettuale finalizzata al trasferimento a Nexi Payments del ramo aziendale avente ad oggetto le attività di merchant acquiring relative al perimetro ex UBI Banca, in continuità con la partnership strategica avviata con il Gruppo Nexi nel giugno 2020, attraverso la quale era stato conferito il ramo d'azienda avente ad oggetto l'attività di acquiring di Intesa Sanpaolo. Il perfezionamento dell'operazione è avvenuto in data 26 ottobre 2021 e pertanto si è provveduto a cancellare l'intangibile legato al business acquiring, pari a 38 milioni.

Nell'ambito del più ampio processo di rafforzamento e riposizionamento strategico delle attività estere della Divisione Private Banking, in data 28 maggio 2021 si è perfezionata l'acquisizione, da parte di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, di una partecipazione pari al 69% in Reyl & Cie SA, banca private svizzera con presenza internazionale, ed il contestuale conferimento in Reyl dell'intera partecipazione detenuta da Fideuram in Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval. Oltre all'acquisizione del 69% del capitale sociale, le parti hanno sottoscritto anche un accordo che prevede, tra le altre cose,

specifici meccanismi di put & call option relativi alla residua quota del 31% del capitale sociale da attivarsi rispettivamente a 5 anni e 7 anni.

Avendo assunto il controllo del Gruppo Reyl tramite l'acquisizione del 69% del capitale sociale, l'operazione di aggregazione è stata anch'essa contabilizzata secondo il "metodo dell'acquisizione" previsto dall'IFRS 3. In virtù dei meccanismi di put&call option sottostanti la quota, che sanciscono sin da subito l'intenzione del management di assumere nel corso del tempo il controllo esclusivo della società acquisita, l'avviamento riveniente dal processo di PPA è stato rilevato sul 100% della società attraverso il criterio del full goodwill. Ai fini del Bilancio 2021 è stato completato in via definitiva il processo di PPA, rilevando uno specifico intangibile relativo alle attività legate alla clientela (Customer Relationship Related) ed in particolar modo alla raccolta indiretta (Asset under Management – AuM). Le attività intangibili relative alla Customer Relationship sono costituite dal complesso di relazioni commerciali, a carattere contrattuale, instaurate dalla società con la clientela; l'eventuale valore di tali attività risiede nei benefici economici generati nel corso del tempo per effetto delle relazioni instaurate con la propria clientela (si segnala, tuttavia, che ai fini della stima del valore delle attività intangibili ai sensi dello IAS 38 e dell'IFRS 3, rileva solamente il valore dei rapporti in essere, e non anche quello dei nuovi rapporti, in quanto la capacità di generazione di nuovi rapporti non può essere separata e trasferita a terzi). Il processo di valutazione ha determinato pertanto un intangibile AuM pari a 84 milioni di franchi svizzeri (circa 76 milioni di euro), con una vita utile definita in 14 anni a partire dalla data di acquisizione, tenendo conto del periodo entro il quale si prevede che l'attività continuerà a generare flussi finanziari netti in entrata per la società.

La differenza residua derivante dal confronto tra il costo di acquisizione ed il patrimonio netto IAS/IFRS opportunamente rivalutato al fair value è risultata pari a 223 milioni di franchi svizzeri, convertita in 203 milioni di euro utilizzando il cambio spot al 31 maggio 2021, che è stata imputata ad avviamento. Come detto in precedenza, è stato applicato il criterio del full goodwill, per cui l'importo rilevato a titolo di avviamento si riferisce al 100% della società acquisita. Essendo stato rilevato in valuta, il valore dell'avviamento deve essere contro valorizzato in euro ad ogni reporting date; ai fini del Bilancio 2021, rispetto al valore originario, è stata rilevata una differenza cambi pari a 13 milioni che ne ha incrementato il valore a 216 milioni. Nell'ambito del Gruppo Intesa Sanpaolo, sia l'avviamento che l'attività intangibile legata alle masse sono stati allocati alla CGU Private Banking.

In data 1° maggio 2021, Eurizon Capital SGR ha acquisito da Finanza Sud SIM, controllata da Banca Agricola Popolare di Ragusa (BAPR), il ramo di azienda in cui rientrano contratti di gestione individuale retail e istituzionale con masse pari a 438 milioni, nell'ottica di sviluppo di una partnership commerciale con BAPR; l'operazione ha comportato la rilevazione di attività intangibili legate alle masse in gestione per circa 1 milione.

In data 21 giugno 2021 si è perfezionata l'operazione di cessione di 31 filiali di Intesa Sanpaolo a BPER Banca definita nell'ambito dell'operazione di acquisizione di UBI Banca. Si ricorda infatti che, al fine di prevenire il sorgere di situazioni rilevanti ai fini antitrust, Intesa Sanpaolo e BPER Banca avevano sottoscritto, nel febbraio 2020, un accordo vincolante per la cessione di un ramo d'azienda costituito da 486 filiali del gruppo risultante dall'operazione e dai rispettivi dipendenti e rapporti con la clientela (nello specifico 455 di UBI Banca e 31 di Intesa Sanpaolo). A fronte del perfezionamento dell'operazione si è provveduto a cancellare l'avviamento riconducibile ai 31 sportelli ceduti, pari a 20 milioni, riclassificato nel Bilancio 2020 tra le attività in via di dismissione.

Infine, in data 5 ottobre 2021 Assicurazioni Vita (già Aviva Vita) ha perfezionato la cessione ad Aviva Life di un ramo d'azienda costituito composto di attività per circa 1,4 miliardi, rappresentate principalmente da titoli di Stato classificati nella categoria AFS e da riserve tecniche per circa 1,3 miliardi riferito a talune polizze di ramo IV e convenzioni collettive. La cessione, che fa seguito agli accordi intercorsi a fine 2020 tra UBI Banca e il Gruppo Aviva, ha determinato la cancellazione di una quota, pari a 8 milioni, del VoBA rilevato sulla compagnia nell'ambito del processo di PPA rappresentato in precedenza.

Nel prospetto che segue sono sintetizzati i valori delle attività intangibili e dell'avviamento iscritti nel Bilancio consolidato con la relativa dinamica nel corso dell'esercizio, suddivisi per Cash Generating Unit (CGU), che rappresentano le aggregazioni di attività al cui livello devono essere effettuati gli impairment test sugli avviamenti per la verifica del valore recuperabile.

CGU Bilancio Acquisizione Acquisizione Cessione Cessione Cessione Cessione Scissione Ammort. Altre (milioni di euro)
Bilancio
2020 compagnie
assicurative
(1)
Reyl & Cie Ramo
Acquiring
ex UBI
Ramo
Assicurazioni
Vita
Ramo
Banca
Depositaria
sportelli
a BPER
Ramo
Private
Banking
di UBI
variazioni
(2) (3)
2021
DIVISIONE BANCA DEI TERRITORI 1.978 - - -38 - - - -82 -25 - 1.833
- Intangibile asset management -
distribuzione
261 - - - - - - -45 -15 - 201
- Intangibile assicurativo - distribuzione 152 - - - - - - -35 -7 - 110
- Intangibile brand name 1.507 - - - - - - - - - 1.507
- Intangible under administration
distribuzione
19 - - - - - - -2 -2 - 15
- Intangibile acquiring 39 - - -38 - - - - -1 - -
- Avviamento - - - - - - - - - - -
DIVISIONE IMI CORPORATE &
INVESTMENT BANKING
56 - - - - - - - - - 56
- Avviamento 56 - - - - - - - - - 56
DIVISIONE ASSET MANAGEMENT 1.170 - - - - - - - -6 2 1.166
- Intangibile asset management -
produz. e distribuz.
111 - - - - - - - -6 1 106
- Avviamento 1.059 - - - - - - - - 1 1.060
DIVISIONE PRIVATE BANKING 1.739 - 279 - - - - 82 -12 18 2.106
- Intangibile asset management -
produz. e distribuz.
63 - 76 - - - - 45 -9 5 180
- Intangibile assicurativo - distribuzione 14 - - - - - - 35 -2 - 47
- Intangibile brand name 375 - - - - - - - - - 375
- Intangible under administration
distribuzione
21 - - - - - - 2 -1 - 22
- Avviamento 1.266 - 203 - - - - - - 13 1.482
DIVISIONE INSURANCE 898 754 - - -8 - - - -77 - 1.567
- Intangibile assicurativo - produzione 125 551 - - -8 - - - -77 - 591
- Avviamento 773 203 - - - - - - - - 976
DIVISIONE INTERNATIONAL
SUBSIDIARY BANKS
- - - - - - - - - - -
- Avviamento - - - - - - - - - - -
BANK OF ALEXANDRIA (Egitto) - - - - - - - - - - -
PRAVEX BANK (Ucraina) - - - - - - - - - - -
-
TOTALE CGU 5.841 754 279 -38 -8 - - -120 20 6.728
- Intangibile asset management 435 - 76 - - - - - -30 6 487
- Intangibile assicurativo 291 551 - - -8 - - - -86 - 748
- Intangible asset under administration 40 - - - - - - - -3 - 37
- Intangibile Acquiring 39 - - -38 - - - - -1 - -
- Intangibile brand name 1.882 - - - - - - - - - 1.882
- Avviamento 3.154 203 203 - - - - - - 14 3.574
ATTIVITA' IN VIA DI DISMISSIONE 45 - - - - -25 -20 - - - -
- Avviamento - Ramo Banca
Depositaria
25 - - - - -25 - - - - -
- Avviamento - 31 sportelli ISP oggetto
di cessione a BPER
20 - - - - - -20 - - - -

(1) Assicurazioni Vita, Lombarda Vita, Cargeas

(2) Differenze cambio su avviamenti riferiti a Eurizon Capital SLJ e Reyl & Cie SA.

(3) A fronte dell'acquisizione da parte di Eurizon Capital di un ramo di Finanza Sud SIM si segnala l'incremento di circa 1 milione relativo all'intangibile asset management della CGU Asset management.

Le attività intangibili rilevate includono l'attività immateriale legata alla clientela rappresentata dalla valorizzazione del portafoglio assicurativo (Value of Business Acquired) e dalla raccolta amministrata (Asset Under Administration, AUA) e gestita (Asset Under Management, AUM). Tali attività immateriali, a vita definita, sono state originariamente valorizzate attraverso l'attualizzazione dei flussi rappresentativi dei margini reddituali lungo un periodo esprimente la durata residua, contrattuale o stimata, dei rapporti in essere alla data dell'operazione di aggregazione.

È inoltre valorizzato il c.d. "brand name", attività immateriale legata al marketing, rappresentata dalla valorizzazione del marchio; tale attività è considerata a vita indefinita in quanto si ritiene che possa contribuire per un periodo indefinito alla formazione dei flussi reddituali.

A fronte delle attività immateriali a vita utile definita, si è provveduto ad imputare a conto economico la quota di ammortamento di competenza dell'anno (incluso nella voce "220. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali") per un ammontare complessivo pari a 120 milioni al lordo dell'effetto fiscale.

In base al principio IAS 36, devono essere sottoposte annualmente ad impairment test per verificare la recuperabilità del valore sia le attività immateriali a vita utile indefinita sia l'avviamento. Inoltre, per le attività immateriali a vita utile definita l'impairment test deve essere svolto quando sia rilevata la presenza di indicatori di perdita. Il valore recuperabile è rappresentato dal maggiore tra il Valore d'Uso ed il Fair value, al netto dei costi di vendita.

Si segnala, infine, che lo IAS 36, ai fini della determinazione del Valore d'Uso degli intangibili soggetti ad impairment test, dispone che si debba fare riferimento ai flussi di cassa relativi all'intangibile nelle sue condizioni correnti (alla data di impairment test), senza distinzione tra i flussi di cassa riferiti all'asset originariamente rilevato in sede di applicazione dell'IFRS 3 e quelli relativi agli asset in essere al momento dell'impairment test; questo in quanto risulterebbe difficile, specie in caso di operazioni straordinarie tra business o modifiche dell'asset a seguito di significativi turnover delle masse, dei clienti, dei contratti, ecc., distinguere i flussi riferiti all'asset originario dagli altri.

Tale concetto è replicabile anche per la determinazione, ai fini dell'impairment test degli avviamenti, del Valore d'Uso delle CGU, i cui flussi di cassa devono essere considerati con riferimento a tutte le attività e passività comprese nella CGU e non solo per le attività e passività a fronte delle quali è stato rilevato un avviamento in sede di applicazione dell'IFRS 3.

Anche con riferimento agli impairment test per il Bilancio 2021, come già avvenuto per i precedenti bilanci, in considerazione della volatilità dei mercati finanziari e dei valori da essi ritraibili, ai fini della determinazione del valore recuperabile si è fatto riferimento al Valore d'Uso che rappresenta il valore attuale dei flussi finanziari netti futuri ricavabili dall'attività (o business) oggetto di valutazione. In particolare, per il bilancio al 31 dicembre 2021, in continuità con quanto fatto per i precedenti bilanci, la verifica di recuperabilità del valore dell'avviamento è stata svolta con l'applicazione del metodo DCF – Discounted Cash Flow model – a cui si è aggiunta, come attività di controllo della coerenza delle risultanze emerse dal metodo DCF, l'applicazione del metodo DDM – Dividend Discounted Model; entrambi i metodi si sono basati sulle risultanze del Piano d'Impresa 2022 – 2025 approvato dal Consiglio di Amministrazione del 4 febbraio 2022 e sulle previsioni relative allo scenario macroeconomico che si estendono fino al 2026. Si segnala che le verifiche menzionate in precedenza non hanno riguardato le CGU Banca dei Territori, International Subsidiary Banks, Bank of Alexandria e Pravex Bank in considerazione dell'assenza, alla data di verifica, di avviamenti allocati su tali CGU da sottoporre ad impairment test. A tali verifiche si è ulteriormente aggiunta una verifica autonoma, attraverso il ricorso ad un esperto indipendente, del fair value del brand name per la componente attribuita alla Banca dei Territori, CGU alla quale è allocata la parte prevalente di tale attività intangibile e che, in conseguenza degli esiti dell'impairment test riferito al Bilancio 2020, non presenta più avviamenti allocati.

Gli esiti dell'impairment test al 31 dicembre 2021, non hanno determinato la necessità di operare delle rettifiche di valore dell'avviamento o delle attività intangibili a vita indefinita (brand name) con riferimento a nessuna delle CGU appartenenti al Gruppo Intesa Sanpaolo.

Si precisa, infine, che le metodologie, gli assunti e gli esiti della procedura di impairment test delle attività intangibili e dell'avviamento, definiti dal management, sono stati approvati dal Consiglio di Amministrazione preliminarmente all'approvazione del progetto del Bilancio 2021.

L'impairment test dei valori intangibili

Il portafoglio assicurativo

La valorizzazione del portafoglio assicurativo avviene in linea con i modelli utilizzati dalla prassi valutativa. Il valore così determinato, essendo considerato "a vita definita", viene ammortizzato in quote variabili lungo un periodo esprimente la durata residua dei contratti assicurativi.

Il valore di bilancio dell'intangibile assicurativo comprende, tra le altre cose, il portafoglio assicurativo di Intesa Sanpaolo Vita e della controllata Intesa Sanpaolo Life DAC distribuito dalla rete del Gruppo Intesa Sanpaolo e di Fideuram Vita. Nel valore complessivo di bilancio è ricompreso anche l'intangibile di pertinenza di Intesa Sanpaolo RBM Salute e il valore della componente di distribuzione dei prodotti assicurativi da parte della rete ex UBI Banca e di IW Bank. Nel corso del 2021 si è aggiunto il Value of Business Acquired (VoBA), riveniente dell'acquisizione di Assicurazioni Vita, Lombarda Vita e Cargeas Assicurazioni. Si ricorda che al 31 dicembre 2021 le compagnie Assicurazioni Vita e Lombarda Vita sono state incorporate in Intesa Sanpaolo Vita.

Le attività intangibili riferite al portafoglio assicurativo sono allocate in parte alla CGU Insurance e in parte alla CGU Banca dei Territori a seconda che si riferiscano al valore della componente di produzione delle polizze o alla distribuzione delle stesse.

Come detto in precedenza, si tratta di attività intangibili a vita definita e nel corso dell'esercizio si è proceduto ad imputare a conto economico l'ammortamento di competenza, comprensivo della quota relativa alle attività intangibili di nuova iscrizione, per un importo complessivo pari a 86 milioni.

Nel corso dell'esercizio sono state aggiornate le analisi sui principali indicatori di impairment.

Nello specifico la Divisione Insurance nel 2021 ha conseguito un risultato dell'attività assicurativa ampiamente positivo, circa 1,6 miliardi, di cui 0,3 miliardi relativi al solo comporto danni/salute, in marginale flessione rispetto all'anno precedente per la contrazione del margine tecnico sia nel ramo vita, per effetto di una diminuzione dei premi superiore alla riduzione degli oneri

relativi a sinistri e riscatti e delle riserve tecniche, sia nel ramo danni, in relazione ad una crescita dei sinistri superiore allo sviluppo dei premi netti. Inoltre, nel 2021 la produzione totale del comparto assicurativo si è attestata a 20,2 miliardi, sostanzialmente in linea con la produzione realizzata nel 2020, mentre la produzione del ramo danni e salute ha registrato un progressivo aumento, attestandosi a 1,4 miliardi rispetto a 1,3 miliardi dell'esercizio precedente. La raccolta diretta assicurativa, al 31 dicembre 2021, ha superato i 204 miliardi, in aumento dello 0,6% rispetto a dicembre 2020, principalmente ascrivibile ai prodotti unit linked. Per contro le riserve tecniche, che costituiscono il debito verso la clientela che ha sottoscritto polizze tradizionali o con rischio assicurativo significativo, hanno mostrato un decremento dello 2,5%, imputabile al ramo vita, che rappresenta la quasi totalità delle riserve.

Si ricorda, come detto in precedenza, che lo IAS 36 prevede che gli intangibili vengano sottoposti ad impairment test facendo riferimento ai rapporti con la clientela di tutta la CGU alla data di valutazione e non solo a quelli residui rispetto ai quali era stato determinato il valore iniziale dell'attività intangibile, ricomprendendo, pertanto, in un eventuale calcolo del valore recuperabile anche la nuova produzione generatasi a livello di CGU successivamente alla data di rilevazione dell'attività intangibile.

Nella tabella che segue sono sintetizzati i valori dell'attività intangibile assicurativa secondo la CGU di pertinenza.

(milioni di euro)
CGU Bilancio
2020
Acquisizione
Assicurazioni
Vita
Acquisizione
Lombarda
Vita
Acquisizione
Cargeas
Scissione
Ramo
Private
Banking
di UBI
Cessione
Ramo
Assicurazioni
Vita
Ammortamento Bilancio
2021
DIVISIONE BANCA DEI
TERRITORI
Intangibile assicurativo -
distribuzione
152 - - - -35 - -7 110
DIVISIONE INSURANCE
Intangibile assicurativo -
produzione
125 280 207 64 - -8 -77 591
DIVISIONE PRIVATE
BANKING
Intangibile assicurativo - produz.
e distribuz.
14 - - - 35 - -2 47
TOTALE GRUPPO 291 280 207 64 - -8 -86 748

A seguito delle analisi svolte sui principali indicatori di impairment non è risultato necessario procedere ad un ricalcolo puntuale del valore dell'attività intangibile in quanto l'andamento complessivo del business assicurativo nel corso del 2021 non ha evidenziato particolari criticità.

Il portafoglio di asset under management e under administration

L'attività immateriale iscritta nel Bilancio di Intesa Sanpaolo è considerata "a vita definita". Pertanto, per il Bilancio 2021 sono state effettuate analisi sui principali indicatori del valore dell'attività medesima, comunque monitorati in corso d'esercizio (tra di essi, andamento delle masse, dei tassi di riscatto, del margine di intermediazione al netto dei costi operativi e dell'effetto fiscale). Tali analisi hanno avuto a riferimento la componente dell'intangibile legata alla raccolta amministrata e gestita Asset Under Management, AUM - rappresentata dalla capacità dei rapporti esistenti alla data di acquisizione di generare flussi reddituali lungo la vita utile residua di tali rapporti – iscritta in bilancio a seguito delle operazioni di acquisizione che si sono susseguite nel tempo. Più precisamente si tratta del portafoglio di asset management delle ex Banche Venete acquisite nel corso del 2017 e del Gruppo Morval acquisito da Fideuram nel corso del 2018. A seguire, nell'ambito dell'operazione di acquisizione del Gruppo UBI, nel corso del 2020, sono state valorizzate le attività intangibili legate alla raccolta indiretta ed in particolare l'attività immateriale inerente la raccolta amministrata e gestita (Asset under Administration, AUA e Asset Under Management, AUM).

Infine, come già indicato in precedenza, nel corso del 2021 è stata rilevata l'attività immateriale inerente la raccolta amministrata e gestita di Reyl & Cie SA, banca private svizzera con presenza internazionale, per un valore pari a 76 milioni alla data di acquisizione.

Per quanto riguarda le masse di raccolta indiretta, sia con riferimento alla componente di risparmio gestito che alla raccolta amministrata, al 31 dicembre 2021 risultano pari a 719 miliardi, in crescita del 9,3% rispetto alla fine del 2020, grazie al buon andamento dei mercati finanziari e alla sostenuta attività di collocamento da parte delle reti distributive del Gruppo.

Al 31 dicembre 2021, tenuto conto della quota parte nel frattempo ammortizzata, l'attività intangibile AUM risulta allocata alla CGU Banca dei Territori (201 milioni), alla CGU Private Banking (180 milioni) e alla CGU Asset Management (106 milioni). Analogamente, l'attività intangibile AuA, tenuto conto della componente di ammortamento registrata nel corso dell'esercizio, al 31 dicembre 2021 risulta allocata alla CGU Banca dei Territori per la componente distribuita dalle filiali rivenienti da UBI Banca (15 milioni) e alla CGU Private Banking per la componente distribuita alla clientela di IW Bank (20 milioni) e a quella del Ramo Private scisso da UBI Banca a favore di Intesa Sanpaolo Private Banking (2 milioni).

Nella tabella che segue sono sintetizzati i valori delle attività intangibili AuM e AuA, attribuiti alle CGU Banca dei Territori, Private Banking e Asset Management.

(milioni di euro)
CGU Bilancio
2020
Acquisizione
Reyl & Cie
Scissione
Ramo Private
di UBI
Altre
variazioni
(1)(2)
Ammortamento Bilancio
2021
DIVISIONE BANCA DEI TERRITORI
Intangibile asset management - distribuzione 261 - -45 - -15 201
Intangible under administration distribuzione 19 - -2 - -2 15
DIVISIONE PRIVATE BANKING
Intangibile asset management - produz. e distribuz. 63 76 45 5 -9 180
Intangible under administration distribuzione 21 - 2 - -1 22
DIVISIONE ASSET MANAGEMENT
Intangibile asset management - produz. e distribuz. 111 - - 1 -6 106
TOTALE GRUPPO 475 76 - 6 -33 524

(1) Differenze cambio su avviamenti riferiti a Eurizon Capital SLJ e Reyl & Cie SA.

(2) A fronte dell'acquisizione da parte di Eurizon Capital di un ramo di Finanza Sud SIM si segnala l'incremento di circa 1 milione di euro, che è stato allocato alla CGU Divisione Asset management.

Il "brand name" (o marchio)

Il "brand name" rientra tra le attività immateriali legate al marketing identificate dall'IFRS 3 quale potenziale attività immateriale rilevabile in sede di purchase price allocation (PPA).

Al riguardo si rileva che il termine "brand" non è usato nei principi contabili in una accezione restrittiva come sinonimo di "logo" e "nome", ma piuttosto come termine generale di marketing che definisce quell'insieme di asset intangibili fra loro complementari (tra cui, oltre al nome e al logo, le competenze, la fiducia riposta dal consumatore, la qualità dei servizi, ecc.) che concorrono a definire il c.d. "brand equity".

Con riferimento all'acquisizione del Gruppo Sanpaolo IMI si era ritenuto opportuno limitare l'analisi a due soli brand: quello corporate Sanpaolo IMI, inteso come brand "ombrello" al quale erano legati anche gli altri delle banche rete, ed il brand della controllata Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking (già Banca Fideuram) in quanto brand autonomo e fortemente conosciuto sul mercato con riferimento all'attività di collocamento di prodotti finanziari attraverso una rete di promotori. Si tratta in entrambi i casi di un'attività immateriale a vita utile indefinita, in quanto si ritiene che tale componente immateriale possa contribuire per un periodo indeterminato alla formazione dei flussi reddituali. Per la valorizzazione dei due marchi erano stati utilizzati sia metodi di mercato sia metodi basati sui flussi e, dunque, sull'analisi fondamentale. Il valore era stato determinato come media dei valori ottenuti attraverso i diversi metodi. Il valore iscritto nel Bilancio 2021 risulta pari a 1.882 milioni ed è allocato per 1.507 milioni alla CGU Banca dei Territori e per 375 milioni alla CGU Private Banking.

In genere il brand name è considerato un'attività immateriale che non presenta flussi reddituali autonomi e, quindi, da sottoporre ad impairment test nell'ambito delle attività volte a verificare la tenuta del valore degli avviamenti delle diverse CGU. Ai fini del presente impairment test, con riferimento al brand name allocato alla CGU Banca dei Territori, si è tenuto conto che la CGU di riferimento non presenta più alcun avviamento allocato e, conseguentemente, non risulta possibile attrarre la verifica del valore recuperabile dell'intangible specifico nel contesto dell'impairment test dell'avviamento basato sui flussi di cassa complessivi a livello di CGU. Non potendo fare riferimento, per il valore recuperabile del brand name della Banca dei Territori, alla nozione di Valore d'Uso, ossia il valore attuale dei flussi finanziari netti futuri ricavabili dall'attività oggetto di valutazione, è stato ritenuto opportuno procedere, coerentemente con quanto fatto per il Bilancio 2020, ad una valutazione autonoma e specifica dell'intangibile specifico sulla base del fair value risultante da apposita perizia commissionata al Prof. Mauro Bini, Ordinario di Finanza aziendale dell'Università Bocconi.

In assenza di transazioni specifiche su marchi comparabili bancari, la stima del fair value del brand name allocato alla CGU Banca dei Territori è stata effettuata mediante ricorso ai seguenti metodi:

  • Royalty Relief;
  • valore implicito in stime di brand da PPA comparabili;
  • valore implicito nelle stime pubbliche dei brand fornite da terze parti indipendenti (Brand Finance);
  • Hirose.

Criterio Royalty Relief

Il criterio del Royalty Relief desume il valore del brand sulla base del valore attuale dei redditi rivenienti dal marchio, stimati come prodotto tra un tasso di royalty ricostruito sulla base di tassi impliciti in PPA comparabili ed il valore di fatturato netto (nel caso delle banche i proventi operativi).

Il criterio del valore implicito in stime di brand da PPA comparabili

Il criterio del valore implicito in stime di brand da PPA comparabili desume il valore del brand sulla base dei multipli "Fair Value del Marchio / Proventi operativi" rilevati in sede di PPA e delle loro determinanti fondamentali.

Il multiplo, calcolato rispetto ai proventi operativi netti, è ricavato dai fair value dei brand rilevati in sede di PPA di banche commerciali dalla banca dati Markables.

Criterio del valore implicito nelle stime pubbliche dei brand fornite da terze parti indipendenti (Brand Finance)

Brand Finance è una società inglese specializzata nella stima del valore dei marchi. Brand Finance pubblica ogni anno la stima aggiornata del valore dei marchi delle prime 500 banche mondiali.

La valorizzazione dei marchi effettuata da Brand Finance è coerente con il criterio relief from royalties, diffuso nella prassi valutativa per la stima di valore dei marchi, secondo cui il valore del marchio corrisponde al valore attuale dei flussi di royalty risparmiate. I saggi di royalty sono ricavati sulla base degli accordi di licenza d'uso di marchi di società comparabili ed applicati allo specifico brand bancario sulla base della forza del marchio stimata ed attualizzati ad un costo opportunità del capitale coerente con il brand rating assegnato.

Criterio Hirose

Il criterio si fonda sul confronto tra la marginalità dell'impresa branded (in questo caso la CGU Banca dei Territori) ed imprese unbranded concorrenti. La metodologia reddituale adottata è riconducibile al criterio del profit-split.

Dalle analisi effettuate, tutti e quattro i metodi utilizzati hanno restituito un valore del brand Intesa Sanpaolo relativo alla CGU Banca dei Territori superiore al valore di bilancio di tale intangibile a testimonianza del valore del marchio del Gruppo e del conseguente vantaggio competitivo che lo stesso permette di mantenere rispetto ai concorrenti.

Per quanto riguarda, invece, il brand name allocato alla CGU Private Banking, lo stesso è stato oggetto di impairment test nell'ambito delle attività finalizzate alla verifica del valore recuperabile dell'avviamento allocato alla CGU medesima.

L'impairment test delle CGU e degli avviamenti

La definizione delle Cash Generating Unit (CGU)

La stima del Valore d'Uso, ai fini dell'effettuazione del test di impairment, ai sensi dello IAS 36, di attività immateriali a vita indefinita (inclusi gli avviamenti) che non generano flussi finanziari se non con il concorso di altre attività aziendali, richiede la preliminare attribuzione di tali attività immateriali ad unità organizzative relativamente autonome nel profilo gestionale, in grado di generare flussi di risorse finanziarie largamente indipendenti da quelle prodotte da altre aree di attività, ma interdipendenti all'interno dell'unità organizzativa che li genera.

Nella terminologia degli IAS/IFRS tali unità organizzative sono denominate Cash Generating Unit (CGU). Per l'identificazione delle CGU è rilevante il significato dell'impairment test.

Dal testo dello IAS 36 si deduce la necessità di correlare il livello al quale l'avviamento è testato con il livello di reporting interno al quale la direzione controlla le dinamiche accrescitive e riduttive di tale valore. Sotto questo profilo, la definizione di tale livello dipende strettamente dai modelli organizzativi e dall'attribuzione delle responsabilità gestionali ai fini della definizione degli indirizzi dell'attività operativa e del conseguente monitoraggio. I modelli organizzativi possono prescindere (e nel caso del Gruppo Intesa Sanpaolo prescindono) dall'articolazione delle entità giuridiche attraverso le quali è sviluppata l'operatività e, molto spesso, sono strettamente correlati con la definizione dei segmenti operativi del business che sono alla base della rendicontazione per settori prevista dall'IFRS 8. Queste considerazioni con riferimento ai criteri per la determinazione delle CGU per l'impairment test dell'avviamento sono, peraltro, coerenti con la definizione di valore recuperabile di un'attività - la cui determinazione è alla base degli impairment test - secondo la quale è rilevante l'importo che l'impresa si attende di recuperare da quella attività, considerando le sinergie con altre attività.

Dunque, in coerenza con le logiche di formazione dei prezzi che hanno dato origine alla contabilizzazione dell'avviamento, il valore recuperabile ai fini degli impairment test della CGU, cui l'avviamento è allocato, deve includere la valorizzazione delle sinergie non solo esterne (o universali) ma anche quelle interne, che lo specifico acquirente può ritrarre dall'integrazione delle attività acquisite nelle proprie combinazioni economiche, evidentemente in funzione dei modelli di gestione del business definiti.

Il modello organizzativo del Gruppo Intesa Sanpaolo prevede che:

  • le scelte gestionali risultano fortemente accentrate presso i responsabili dei segmenti operativi;
  • le strategie, l'identificazione di nuovi prodotti o servizi, le iniziative di penetrazione commerciale sono delineate e indirizzate centralmente per ogni divisione operativa;
  • i processi di pianificazione ed i sistemi di rendicontazione vengono svolti a livello di segmento operativo;
  • in conseguenza di tale accentramento i flussi dei ricavi risultano fortemente dipendenti dalle politiche formulate a livello di segmento in funzione di uno sviluppo equilibrato dell'intera divisione e non delle singole aree operative o delle entità giuridiche autonomamente considerate;
  • sono state definite aree specialistiche trasversali che forniscono supporto e sviluppano prodotti a beneficio di molte partecipate;
  • la gestione dei rischi finanziari è anch'essa fortemente accentrata per la necessità di dover mantenere, anche per disposizioni di vigilanza regolamentare, un equilibrio tra le politiche di allocazione del capitale ed i rischi finanziari assunti nello sviluppo dei diversi business;
  • le diverse divisioni operano in mercati o settori omogenei in termini di caratteristiche economiche e di grado di sviluppo.

In conseguenza di tale accentramento, i flussi dei ricavi risultano fortemente dipendenti dalle politiche formulate a livello di segmento operativo in funzione di uno sviluppo equilibrato dell'intera divisione e non delle singole aree operative o delle entità giuridiche autonomamente considerate.

Nel Gruppo Intesa Sanpaolo le divisioni operative individuate sono le seguenti:

− Banca dei Territori;

  • − IMI Corporate & Investment Banking;
  • − Insurance;
  • − Asset Management;
  • − Private Banking;
  • − International Subsidiary Banks.

Per i motivi sopra esposti, le divisioni operative citate corrispondono, in termini generali, alle CGU del Gruppo e, contemporaneamente, costituiscono le aree elementari di attività che alimentano l'informativa di settore (segment reporting). Tali divisioni, in generale, sono state quindi considerate rappresentative delle Cash Generating Unit, in quanto ognuna di esse costituisce il più piccolo gruppo di attività che genera flussi finanziari in entrata indipendenti ed anche, come detto, il livello minimo al quale i processi di pianificazione e di rendicontazione interni vengono gestiti da parte della Capogruppo Intesa Sanpaolo. Si tratta, quindi, del livello minimo al quale l'avviamento può essere allocato secondo criteri non arbitrari e monitorato.

La Divisione International Subsidiary Banks merita alcune specifiche considerazioni, in relazione alla sua particolare struttura ed alle condizioni in cui opera.

Va anzitutto segnalato che le diverse società del Gruppo che concorrono a formare la Divisione hanno flussi finanziari strettamente dipendenti dalle politiche formulate dalla Direzione della Divisione e dalle Direzioni Centrali della Capogruppo.

Tali politiche sono definite e realizzate in conformità ad un disegno gestionale ispirato ad un organico sviluppo dell'intera Divisione e non delle singole società che vi fanno parte, autonomamente considerate. In particolare, le strategie di espansione dei diversi comparti operativi, l'identificazione e lo sviluppo di nuovi prodotti creditizi, di risparmio o di servizi, i limiti nell'assunzione di rischi finanziari, le iniziative di penetrazione commerciale e di specializzazione operativa, sono delineate ed indirizzate centralmente, secondo una strategia di portafoglio, e non sono demandate alle singole partecipate. Di qui una forte interazione dei flussi che impone, ad un tempo, sia il governo unitario ed integrato di tutte le società della Divisione, sia il monitoraggio ed il controllo direzionale dell'operatività dell'insieme delle attività della stessa Divisione.

Tuttavia, occorre considerare che non tutti i fattori che influiscono sul grado di complementarietà dei flussi finanziari all'interno della Divisione, e dunque sull'intensità della loro interdipendenza, sono controllabili dalle Direzioni della Divisione.

Vi sono infatti circostanze esterne al Gruppo che nel tempo possono variamente influire sulla capacità di gestire in modo sistemico i flussi della CGU e di controllare la generazione dei medesimi. Si tratta di circostanze che qualificano in prevalenza le condizioni dell'ambiente in cui le diverse entità sono ubicate, inteso in ampio senso.

Infatti, nel caso di Banche operanti in Paesi esteri, devono essere in specie considerati gli effetti del cosiddetto "rischio Paese": il rischio, cioè, correlato ad eventi economico-politico-istituzionali del Paese estero in cui la società controllata e le relative attività sono collocate.

In particolare, qualora i flussi finanziari che la Capogruppo può ritrarre dalle attività facenti giuridicamente capo a una controllata estera siano profondamente condizionati - nella misura, nella qualità e nella direzione - da circostanze istituzionali, economiche e politiche del Paese in cui essa risiede, quest'ultima non può più essere considerata parte integrante del modello di gestione unitaria della CGU cui è stata associata. La società che si trova in siffatta situazione, deve pertanto, anche se talora solo temporaneamente, essere esclusa dalla CGU, indipendentemente dalla volontà della Direzione del Gruppo di mantenervela, a causa dei citati fattori sui quali evidentemente la Direzione della Banca e del Gruppo non può influire. I flussi di tale società, infatti, finiscono per dipendere più dalle condizioni d'ambiente del Paese che dalle logiche di gestione unitaria e accentrata della Divisione e pertanto ai fini dell'impairment test essa deve essere assoggettata ad autonoma valutazione, fino a quando le condizioni che attenuano la capacità di controllare e gestire in modo sistemico i flussi della controllata non siano ripristinate.

Con riferimento alla banca ucraina Pravex, ai fini dell'impairment test 2008 una prudente attenzione ai fenomeni economici ed istituzionali dell'Ucraina ed un'accorta valutazione delle conseguenze che essi producevano sulle variabili gestionali della società controllata in oggetto, specie se osservate nella loro interdipendenza rispetto alle variabili dell'intera CGU, avevano indotto a considerare tale società come CGU autonoma e distinta, ed era stata pertanto enucleata dalla Divisione International Subsidiary Banks del Gruppo. Successivamente Pravex Bank era stata allocata funzionalmente alla Capital Light Bank (ora Direzione Centrale NPE), per poi rientrare nuovamente nella Divisione International Subsidiary Banks nel corso del 2018.

Relativamente, invece, alla controllata Bank of Alexandria, ai fini dell'impairment test 2011, la banca era stata enucleata dalla CGU International Subsidiary Banks a causa di una profonda crisi politica dell'Egitto.

Ai fini dell'impairment test 2021, non essendo emersi elementi di rilievo tali da mettere in discussione la decisione intrapresa nei precedenti bilanci e tenuto conto, delle recenti tensioni geopolitiche che stanno colpendo la regione ucraina, si è ritenuto opportuno confermare le scelte operate con riferimento ai precedenti bilanci e quindi considerare Pravex Bank e Bank of Alexandria, nello svolgimento dell'impairment test del bilancio consolidato, come CGU autonome e distinte. Si ricorda, tuttavia, che gli avviamenti relativi a Pravex Bank e Bank of Alexandria sono stati azzerati in sede di impairment test relativo, rispettivamente, ai Bilanci 2008 e 2011 e non sono presenti avviamenti nemmeno con riferimento alle altre banche estere della Divisione.

Per quanto concerne Pravex Bank e Bank of Alexandria, la separata valutazione ai fini dell'impairment test di tali entità non incide sulla volontà del Gruppo nel sostenere lo sviluppo delle partecipate.

Come già menzionato in precedenza, le CGU Banca dei Territori, International Subsidiary Banks, Bank of Alexandria e Pravex Bank non presentano, alla data di verifica, attività intangibili a vita indefinita (fatta eccezione per il brand name allocato alla CGU Banca dei Territori, il cui valore recuperabile, inteso come fair value, è stato confermato da una specifica valutazione redatta da un esperto indipendente) e, conseguentemente, non sono state sottoposte ad impairment test.

Il valore contabile delle CGU

Il valore contabile delle CGU deve essere determinato in modo coerente con il criterio con cui è stimato il valore recuperabile delle stesse. Nell'ottica di un'impresa bancaria non è possibile individuare i flussi generati da una CGU senza considerare i flussi derivanti da attività/passività finanziarie, posto che queste ultime rappresentano il core business aziendale. In altri termini, il valore recuperabile delle CGU è influenzato dai suddetti flussi e pertanto il valore contabile delle stesse deve essere determinato coerentemente al perimetro di stima del valore recuperabile e deve, quindi, includere anche le attività/passività finanziarie.

A tal fine, queste attività e passività devono essere opportunamente allocate alle CGU di riferimento. Seguendo questa impostazione (cosiddetta "equity side"), il valore contabile delle CGU del Gruppo Intesa Sanpaolo può essere determinato in termini di contributo al patrimonio netto consolidato inclusa la parte di pertinenza di terzi.

Pertanto, il valore di carico delle CGU composte da società che appartengono ad una singola divisione operativa è stato determinato attraverso la sommatoria dei singoli contributi patrimoniali.

Dove invece la Capogruppo o altre società del Gruppo contribuiscono gestionalmente a più CGU, e tale ripartizione non è rappresentata nelle informazioni contabili, è necessario ricorrere a valori gestionali. Per il caso specifico il driver gestionale è stato identificato nel "capitale regolamentare" delle singole divisioni, che rappresenta l'assorbimento patrimoniale necessario per fronteggiare le fattispecie di rischio previste dalle vigenti disposizioni di vigilanza regolamentare.

Nella tabella che segue sono riportati i valori contabili delle CGU e le quote di avviamento e del "brand name" allocate ad ognuna di esse; i valori, essendo finalizzati allo svolgimento dell'impairment test, sono comprensivi della quota di avviamento attribuibile ai terzi (inclusa nell'ultima colonna assieme al patrimonio netto di pertinenza delle minoranze).

(milioni di euro)
Valori Valori al 31 dicembre 2021
CGU Valore
contabile
di cui
avviamento
quota Gruppo
di cui
"brand
name"
di cui
di pertinenza
di terzi
Banca dei Territori 19.749 - 1.507 44
IMI Corporate & Investment Banking 21.257 56 - 52
Insurance 7.979 976 - 1
Asset Management 2.845 1.060 - 3
Private Banking 4.837 1.482 375 1
International Subsidiary Banks 6.489 - - 17
Bank of Alexandria (Egitto) 867 - - 173
Pravex Bank (Ucraina) 55 - - -
TOTALE 64.078 3.574 1.882 291

Criteri per la stima del Valore d'Uso delle CGU

Il Valore d'Uso delle CGU è determinato attraverso la stima del valore attuale dei flussi finanziari futuri che si prevede possano essere generati dalle CGU. Tali flussi finanziari sono di norma stimati utilizzando l'ultimo piano d'impresa pubblico disponibile, ovvero, in mancanza, attraverso la formulazione di un piano previsionale interno da parte del management.

Normalmente il periodo di previsione analitica comprende un arco temporale massimo di cinque anni. Il flusso dell'ultimo esercizio di previsione analitica viene proiettato in perpetuità (tramite il ricorso a formule di rendita perpetua o alternativamente temporanea qualora non risulti realistico che le attività oggetto di valutazione siano idonee a produrre flussi finanziari positivi in un arco temporale di lungo periodo), attraverso un appropriato tasso di crescita "g" ai fini del cosiddetto "Terminal Value". Il tasso "g" viene determinato assumendo come fattore di crescita il tasso di sviluppo del Prodotto Interno Lordo nei Paesi in cui i flussi si generano.

Alternativamente, il Terminal Value potrebbe essere determinato ricorrendo ad un valore finale di vendita o di liquidazione.

Nella determinazione del Valore d'Uso i flussi finanziari devono essere attualizzati ad un tasso che rifletta le valutazioni correnti del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell'attività. In particolare, i tassi di attualizzazione da utilizzare devono incorporare i valori correnti di mercato con riferimento alla componente risk free e premio per il rischio correlati alla componente azionaria osservati su un arco temporale sufficientemente ampio per riflettere condizioni di mercato e cicli economici differenziati.

Inoltre, per ogni CGU, in considerazione della diversa rischiosità dei rispettivi ambiti operativi, devono essere utilizzati coefficienti Beta differenziati. Tutti i tassi così determinati sono corretti per tenere conto del cosiddetto "rischio Paese".

La stima dei flussi finanziari

Anche con riferimento alla determinazione del Valore d'Uso delle CGU ai fini dell'impairment test per il Bilancio 2021, la volatilità dei mercati finanziari e le incertezze che ancora caratterizzano il futuro scenario macroeconomico rendono complessa la definizione dei flussi di cassa futuri della gestione operativa nel breve periodo e dei tassi di crescita rilevanti per la determinazione del valore terminale delle CGU.

Lo scenario previsionale di medio termine adottato come riferimento è stato elaborato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo ed è alle base delle previsioni reddituali contenute nel Piano d'Impresa 2022-2025 approvato dal Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo del 4 febbraio 2022.

Tali previsioni si basano su uno scenario di riferimento per l'economia mondiale in cui la pandemia di COVID-19 resta un fattore di incertezza, sebbene la diffusione dei vaccini ne abbia ridotto gli effetti sulla domanda interna rispetto a quanto osservato fino all'inverno 2021.

Lo scenario di riferimento ipotizza che l'ondata invernale di contagi freni ancora transitoriamente l'attività economica nel primo trimestre in Europa, come è già avvenuto nel trimestre autunnale del 2021. Inoltre, la politica "zero-COVID" della Cina, più difficilmente sostenibile a fronte di varianti più contagiose, potrebbe ancora avere ripercussioni negative sulle catene internazionali del valore, prolungando le tensioni sulla logistica internazionale, frenando la produzione industriale in Europa e Stati Uniti e contribuendo a estendere l'ondata post-pandemica di inflazione.

Nel 2021 si stima che il rimbalzo del PIL mondiale sia stato pari al 5,8%, dopo la caduta di circa -3,5% del 2020; nel 2022 la crescita dovrebbe rallentare al 4,1%. Il commercio internazionale di beni, che aveva già recuperato i livelli pre-crisi a fine 2020, è stimato in crescita dell'11% nel 2021 a prezzi costanti; la sua espansione rallenterà però al 4,7% nel 2022, frenata da vincoli di capacità. Dal punto di vista settoriale, il rimbalzo dell'attività produttiva è più forte per i servizi rispetto all'industria, che nella prima fase della ripresa aveva beneficiato di un forte spostamento della domanda verso i beni. L'allentamento delle restrizioni e la maggiore gestibilità della pandemia stanno conducendo a un rapido sblocco di risparmio forzoso, nella direzione di una maggiore domanda di servizi (turismo, viaggi, ristorazione, intrattenimento), oltre che verso acquisti di beni durevoli e semi-durevoli di consumo e attività reali, sebbene non senza battute di arresto.

Negli Stati Uniti, si prevede una crescita del PIL del 4,1% nel 2022 e del 2,4% nel 2023, dopo il rimbalzo del 2021 (5,6%). La combinazione di forti stimoli fiscali e monetari e la natura sbilanciata della ripresa hanno alimentato una situazione di eccesso di domanda, che a sua volta ha provocato diffuse pressioni al rialzo su salari e prezzi, non limitate al solo comparto energetico. L'andamento dell'inflazione ha così continuato a sorprendere al rialzo. Nel 2022 l'inflazione tendenziale dovrebbe calare significativamente, grazie alla riduzione del contributo di beni e servizi energetici, ma resterà comunque ben sopra l'obiettivo della Banca centrale. Nello scenario di riferimento si ipotizza che la Federal Reserve interrompa gli acquisti netti di titoli entro la metà del 2022 e avvii quest'anno il rialzo dei tassi ufficiali. Presto la Fed procederà anche alla riduzione del bilancio, non rinnovando per intero le scadenze di titoli. Il livello 'neutrale' dei tassi sarebbe raggiunto fra il 2025 e il 2026. Le prospettive di rialzo dei tassi e la svolta sul fronte degli acquisti di titoli porteranno ad ulteriori aumenti dei tassi a medio e lungo termine. Queste ipotesi formulate lo scorso novembre appaiono oggi anche troppo caute, alla luce degli sviluppi più recenti sul fronte inflattivo.

Nell'Eurozona, il 2021 si è confermato un anno di vigorosa ripresa economica. In termini di medie annue, il PIL dovrebbe essere cresciuto del 5,0%, più di quanto previsto un anno fa, ma con un marcato rallentamento nel trimestre autunnale per effetto della nuova ondata di contagi. Nel 2022 si prevede una crescita del 3,8%; seguirà un altro anno di crescita superiore al potenziale. In seguito, la crescita dovrebbe tornare verso l'1,5% medio annuo. La discesa del tasso di disoccupazione è superiore alle attese, e nell'Eurozona non si è verificato un calo del tasso di partecipazione alla forza lavoro così ampio come negli Stati Uniti. Il rientro del sostegno fiscale (che, comunque, è stato meno intenso rispetto agli Stati Uniti) è graduale: il deficit aggregato dell'area è stimato al 6,3% del PIL nel 2021, e dovrebbe calare al 4% nel 2022 soprattutto per il miglioramento della componente ciclica e il riassorbimento delle misure emergenziali di sostegno. Una ulteriore restrizione della politica fiscale è attesa dal 2023. Il piano per la ripresa NGEU (Next Generation EU) è stato regolarmente avviato nel 2021. Lo scenario adotta l'ipotesi che il picco delle erogazioni NGEU avvenga nel 2023, con un contributo differenziale alla crescita della domanda aggregata più intenso nel 2022 e nel 2023 nei maggiori paesi beneficiari, tra i quali l'Italia.

L'inflazione, sostanzialmente azzeratasi nel 2020 come effetto del temporaneo crollo delle quotazioni petrolifere avvenuto durante la prima ondata pandemica e del taglio temporaneo dell'IVA in Germania, è nettamente rimbalzata nel 2021. Oltre al rientro dei fattori transitori, nel secondo semestre 2021 è stata alimentata da forti rincari delle materie prime energetiche (gas naturale ancor più che petrolio), con ricadute intense anche sulle tariffe elettriche. La scarsità di beni intermedi ha fornito anch'essa un contributo all'inflazione, ma modesto: a novembre, due terzi dell'eccesso di inflazione rispetto ai mesi prepandemia era spiegato dal solo contributo di beni e servizi energetici, mentre i beni industriali spiegavano il 20%. Lo scenario di riferimento proietta un'inflazione media annua stabile al 2,6% nel 2022, e quindi in calo all'1,7% nel 2023. Sviluppi successivi alla chiusura dello scenario (in particolare, un nuovo rimbalzo del prezzo del petrolio e la discesa lenta dei prezzi del gas) fanno ritenere che la media annua 2022 potrebbe essere significativamente più alta, come evidenziato dall'aumento delle stime di consenso al 3,1% fra novembre e gennaio. Rimane probabile una successiva discesa verso il 2% connessa alla stabilizzazione dei prezzi energetici. Per il momento, gli aumenti salariali sono limitati e gli operatori economici non prevedono che l'inflazione possa restare molto sopra il 2% nel lungo termine. Anche in Europa la ripresa disomogenea ha fatto emergere criticità nel reperimento di manodopera, ma le ricadute sui salari sono ancora circoscritte.

Per l'Italia, lo scenario di base prevede una crescita pari al 4,3% del PIL nel 2022, dopo il rimbalzo del 6,2% per il 2021. La crescita del PIL resta superiore al potenziale nel 2023 (2,4%) e nel 2024 (1,6%), nell'ipotesi che la domanda aggregata sia sostenuta dai flussi connessi al programma NGEU, da un'ulteriore riduzione della propensione media al risparmio, da un andamento positivo di occupazione e redditi e da un'ulteriore riapertura dei settori colpiti dalla pandemia.

Con il consolidarsi della ripresa, la politica fiscale dovrebbe tornare a focalizzarsi sulla riduzione del debito, con effetti negativi di breve termine sulla domanda. Tuttavia, questi ultimi potrebbero essere mitigati dal lancio del piano UE per la ripresa, che potrebbe apportare risorse crescenti fino al 2023. Il livello pre-crisi del PIL dovrebbe essere recuperato nel 2022, prima di quanto era ipotizzato un anno fa. Le proiezioni a più lungo termine restano ancorate a una stima prudente della crescita potenziale, in quanto soltanto una parte degli investimenti del PNRR possono esercitare effetti positivi di lungo termine e il progresso delle riforme strutturali è ancora lento e incerto.

Il tasso di disoccupazione dovrebbe aver superato il picco nel corso del 2021, e la discesa è stata più rapida del previsto. Malgrado l'ipotesi di ripresa del tasso di partecipazione alla forza lavoro, la discesa dovrebbe proseguire nei prossimi anni.

Nel 2021 i prezzi immobiliari hanno mostrato una dinamica superiore al previsto, almeno nei primi tre trimestri dell'anno, smentendo le attese di calo formulate un anno fa. La variazione tendenziale dell'indice Istat nel terzo trimestre era pari al 4,2%, risultato di un'altra variazione trimestrale eccezionalmente robusta (1,2%) dopo il vigoroso incremento già osservato nel primo e secondo trimestre (1,1% e 1,7% rispettivamente). Una sequenza simile di variazioni trimestrali non ha precedenti nell'ultimo decennio. La media annua 2021 è ora stimata in crescita del 2,4%. L'andamento migliore riflette in parte la più robusta ripresa economica, ma probabilmente il ruolo più importante è stato giocato dalla parziale mobilizzazione dell'eccesso di risparmio accumulato durante la prima fase della crisi pandemica in un contesto di miglioramento del clima di fiducia e di condizioni finanziarie accomodanti. Poiché questi fattori continueranno a operare nel breve e medio termine, lo scenario di riferimento prevede che la tendenza positiva continui. Allo stesso tempo, però, si ritiene che il ritmo di incremento dei prezzi dovrebbe rallentare fra il 2023 e il 2024 a causa della riduzione dello stimolo monetario e dell'aumento dei tassi di interesse, oltre che per l'esaurirsi della distorsione dovuta al reinvestimento dell'eccesso di risparmio.

Le proiezioni di crescita per l'economia italiana sono ora superiori alle stime di consenso sull'orizzonte 2021-24, con un divario più ampio per il 2023 che per il 2022. Le stime di lungo periodo risultano invece identiche. Riguardo alla stima 2022, la pandemia e l'impatto della crisi energetica creano rischi al ribasso nel primo trimestre, e quindi di riflesso per la media annua 2022.

Le proiezioni di inflazione sono attualmente molto più basse della media di consenso. Anche in questo caso, gli sviluppi dei mercati delle materie prime successivi alla chiusura dello scenario fanno ritenere che l'inflazione potrebbe essere molto più elevata nel 2022, come evidenziato dall'aumento al 2,7% della media di consenso di gennaio.

Nel 2021, l'andamento del deficit è stato largamente migliore di quanto prospettato dallo stesso governo italiano. Inoltre, anche la crescita nominale è stata più elevata del previsto. Il rapporto debito/PIL dovrebbe aver chiuso il 2021 al 153% e potrebbe calare ulteriormente negli anni seguenti. La riduzione sarà più ampia di quanto stimato un anno fa, soprattutto per la maggior crescita del PIL nominale ora prevista.

Si precisa, inoltre, che la Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo ritiene che anche le recenti evidenze di una spinta inflazionistica più marcata possano comportare revisioni modeste delle previsioni di crescita del PIL, in linea con il consenso. Alla luce degli andamenti osservati sul finire del 2021 e nel corrente mese di gennaio, in particolare con riferimento alla fase indotta dalla variante Omicron, valuta i rischi prevalentemente al ribasso ma ritiene ancora robusta la previsione rilasciata, in quanto lo scenario base prevedeva già una possibile ondata influenzale autunnale/invernale con correlati effetti di rallentamento della crescita. Eventuali sorprese negative sarebbero probabilmente compensate da un maggiore rimbalzo dal secondo trimestre.

Con riferimento allo scenario prospettico per l'Italia, si segnala, infine, che la Banca d'Italia ha aggiornato il 21 gennaio u.s. lo scenario previsionale, rispetto a quanto fornito per la contribuzione all'esercizio previsivo coordinato dall'Eurosistema e pubblicato il 17 dicembre 2021, al fine di tener conto di alcuni elementi, quali il nuovo peggioramento del quadro pandemico e le più alte quotazioni dei prezzi energetici osservati nelle settimane più recenti. Questa limitata revisione ha portato a prevedere una crescita del PIL nel 2022 al 3,8%, più contenuta che in precedenza (4%) e a mantenere invariata la previsione del 2023 e 2024 (2,5% e 1,7%, marginalmente migliorative rispetto alle stime della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo). La Banca d'Italia evidenzia di essere, per il 2022, sotto il consenso e di essere in linea per il 2023.

La Banca Centrale Europea ha segnalato che intende mantenere i tassi ufficiali a livelli non superiori a quelli attuali fino a quando l'inflazione prevista non si sarà chiaramente avvicinata all'obiettivo del 2%, e a condizione che le previsioni siano confortate anche da una dinamica coerente dell'inflazione sottostante. Inoltre, non si esclude che la BCE possa manifestare una maggiore tolleranza nei confronti di un periodo di inflazione superiore all'obiettivo, a compensazione della lunga fase di bassa inflazione osservata negli ultimi anni. Lo scenario ritenuto più probabile è che la revisione al rialzo delle previsioni di inflazione e il consolidamento della ripresa economica inducano la BCE ad avviare una fase di rialzo dei tassi ufficiali dal settembre 2023. Tuttavia, per ragioni prudenziali lo scenario di riferimento adottato per la predisposizione del Piano d'impresa 2022-2025 include un sentiero di tassi ufficiali stabili fino a tutto il 2025.

La Banca Centrale Europea aveva ripreso dal novembre 2019 gli acquisti netti di titoli nell'ambito dell'APP (Asset Purchase Programme), con un flusso netto mensile di 20 miliardi. La BCE ha segnalato che gli acquisti continueranno fino a poco prima del rialzo dei tassi ufficiali, e riteniamo che saranno probabilmente interrotti fra il marzo e il giugno 2023. Nel 2020, era stato lanciato anche un nuovo programma temporaneo di acquisti denominato PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme), con un plafond massimo di 1.850 miliardi. Il 16 dicembre, la BCE ha comunicato che il PEPP sarà sospeso dal 31 marzo 2022, con reinvestimento integrale delle scadenze di capitale fino al 31 dicembre 2024. Nel secondo e nel terzo trimestre 2022 gli acquisti netti APP saranno innalzati rispettivamente a 40 e 30 miliardi mensili, per tornare a 20 miliardi da ottobre. Il reinvestimento delle scadenze APP continuerà anche dopo il primo rialzo dei tassi, "per un prolungato periodo di tempo", che valutiamo attualmente in 6 trimestri.

Per effetto dell'assunto molto conservativo adottato sull'andamento dei tassi ufficiali, le proiezioni sui tassi di interesse a breve termine sono pressoché stabili fino a tutto il 2025, con i tassi Euribor 3 mesi poco sopra lo -0,5%. L'eccezionale livello dell'eccesso di riserve, che è stato ulteriormente ampliato dal lancio del PEPP e che si prevede si riduca soltanto in parte con il rientro delle operazioni TLTRO, tenderà a mantenere i tassi a brevissimo termine vicino al tasso sui depositi overnight presso la BCE per tutto l'orizzonte di previsione.

Il livello dei tassi di interesse trimestrali previsto nello scenario di base è largamente inferiore ai tassi impliciti nei futures, con un divario massimo pari a -80 basis point nel 2025. L'aumento dell'inflazione a livelli record per l'unione monetaria e l'avvio della restrizione monetaria negli Stati Uniti hanno indotti i mercati a scontare rialzi dei tassi ufficiali BCE fra 2022 e 2023, riportando i tassi impliciti su un percorso simile a quello osservabile a fine 2019 (si veda la figura seguente). La curva dei tassi impliciti sembra incorporare una probabilità di rialzo dei tassi ufficiali anche a fine 2022, che appare però molto improbabi le alla luce dei recenti annunci sui programmi di acquisto. Si noti che, nonostante l'ampia revisione intervenuta nel corso del 2021, i tassi impliciti a fine 2026 restano però ampiamente inferiori al punto percentuale e, quindi, implicherebbero tassi reali di interesse a breve termine ancora ampiamente negativi e inferiori a gran parte delle stime del tasso neutrale. Allo stesso tempo, i mercati scontano un'inflazione di lungo termine intorno al 2%, cioè vicina all'obiettivo BCE: implicitamente, lo scenario scontato nei prezzi sembra quello di un ritorno alla norma precedente la crisi derivante dalla pandemia da COVID-19.

Le stime sulla curva dei tassi a medio e lungo termine riflettono la chiusura dei programmi di acquisto dei titoli e le modeste aspettative di rialzo dei tassi ufficiali già scontate dai mercati. Malgrado il vincolo posto dalle ipotesi conservative sui tassi ufficiali, i tassi swap quinquennali tornano sopra lo zero fin dal 2022, mentre per i decennali ciò è già avvenuto lo scorso anno. La curva dei tassi diventa più ripida nel biennio 2022-23. Il ridimensionamento degli acquisti netti della BCE potrebbe dare un contributo ulteriore all'aumento dei tassi, anche se l'impulso dovrebbe essere inferiore a quello esercitato nella direzione opposta dall'aumento del portafoglio di titoli della Banca centrale.

La riduzione del supporto fornito dall'Eurosistema e l'aumento dei tassi risk free potrebbe anche riflettersi in un allargamento dei premi per il rischio sovrano. Tuttavia, questo fattore negativo può essere almeno in parte compensato dalla riduzione delle emissioni nette del Tesoro, in un contesto di miglioramento dei conti pubblici. L'approssimarsi della fine della legislatura, con l'incertezza associata all'evolversi del quadro politico, potrebbe riflettersi in una maggiore volatilità dello spread BTP-Bund. Lo scenario di riferimento, però, incorpora un allargamento del differenziale legato a soli fattori fondamentali (andamento del debito) e di politica monetaria (tassi, acquisti netti).

Con riferimento allo scenario bancario, il mercato del credito resta caratterizzato da condizioni di offerta distese, che si prospettano favorevoli lungo tutto l'orizzonte dello scenario, grazie al permanere di un ampio rifinanziamento da parte dell'Eurosistema, alla buona dotazione patrimoniale delle banche, al miglioramento conseguito nella qualità del credito, mentre il deterioramento atteso dovrebbe essere meno grave di quanto stimato in precedenza.

Lo domanda di credito da parte delle imprese si è indebolita nel corso del 2021. Dopo il forte incremento dei prestiti nel 2020 sostenuto dalle misure di policy, si è assistito a un rapido e forte rallentamento della crescita che pare essersi arrestato nell'ultima parte del 2021, registrando una variazione annua leggermente positiva una volta corretta per cartolarizzazioni e cessioni di crediti, ma inferiore all'1%, e negativa se calcolata senza correzioni. Il significativo ricorso ai prestiti con garanzia pubblica ha contribuito ad accelerare la ricomposizione dei prestiti alle imprese a favore di quelli a medio-lungo termine, che hanno continuato a guidare la crescita, sebbene sensibilmente più contenuta nel 2021, mentre i prestiti a breve termine hanno proseguito nel trend di marcata contrazione.

Per il 2022 si prospetta un lento recupero della dinamica dei prestiti alle imprese, che proseguirà nel 2023, restando su un ritmo moderato di poco superiore al +2% lungo il resto dell'orizzonte di scenario. La crescita sarà sostenuta dagli investimenti

ma nel 2022 risentirà del progressivo venir meno delle misure governative di supporto alla liquidità e al credito. Inoltre, il fabbisogno finanziario potrà essere in parte colmato con l'utilizzo del notevole buffer di liquidità accumulato dalle imprese nel biennio 2020-21 e depositato presso le banche, nonché con l'emissione di obbligazioni e l'autofinanziamento. Infatti, all'aumento dell'indebitamento occorso nel 2020 e in parte minore anche nel 2021, le imprese dovranno rispondere con interventi di rafforzamento della struttura patrimoniale e un ritorno alle fonti di mercato, limitando il ricorso al credito bancario. All'opposto rispetto al rallentamento subito dai prestiti alle imprese, i finanziamenti alle famiglie nel 2021 sono tornati a un

ritmo di crescita robusto, dopo la frenata subita nella prima fase della crisi pandemica. Il tasso di crescita dal secondo trimestre si è assestato su una media di +3,8%. L'andamento è sostenuto dai prestiti alle famiglie consumatrici per l'acquisto della casa che da marzo hanno registrato una crescita continua delle erogazioni per nuovi contratti di mutuo, tale da portare a un aumento dello stock superiore al 4% nel secondo semestre. Il credito al consumo ha mostrato un lieve recupero, anche se la dinamica risulta alquanto modesta a confronto con la crescita robusta osservata pre-pandemia.

In prospettiva, il credito alle famiglie è visto proseguire a ritmi più vivaci di quello alle imprese. I mutui per l'acquisto della casa nel 2022 e anche negli anni successivi continueranno a svolgere un ruolo primario nel contesto del buon momento del mercato immobiliare residenziale, a sua volta sostenuto dalle nuove esigenze abitative e di lavoro emerse a seguito della pandemia, dagli incentivi fiscali a ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche, dalla crescita dei prezzi delle case, dai tassi ancora molto bassi e dalla mobilizzazione di parte dell'eccesso di risparmio accumulato dalle famiglie a partire dal 2020. Per il 2022 ci si attende un aumento dello stock di mutui casa ancora nell'ordine del 4%, gradualmente più moderato negli anni successivi.

Anche le prospettive del credito al consumo sono positive, favorite dalla crescita del reddito disponibile e della spesa in beni durevoli, sebbene permanga una forte incertezza legata alle fasi evolutive della pandemia.

La raccolta da clientela continua a registrare una crescita robusta dei conti correnti, in atto dal 2013 e accelerata con la pandemia. Il ritmo di sviluppo è rimasto a due cifre per gran parte del 2021, mostrando una parziale moderazione nell'ultima parte dell'anno. La forte dinamica della componente a vista ha trainato un aumento sostenuto del complesso dei depositi e della raccolta complessiva da clientela, nonostante il calo della componente obbligazionaria.

La crescita dei depositi resta legata a incertezza e tassi bassi, che alimentano la preferenza per la liquidità, insieme a una propensione al risparmio che, per quanto in calo rispetto al 2020, è ancora superiore al livello pre-COVID. Anche le giacenze sui conti delle imprese restano elevate, sebbene il trend di crescita risulti più moderato dopo le eccezionali scorte di liquidità accumulate nella prima fase della pandemia. Si continua a osservare un aumento dei depositi delle società non-finanziarie, con un afflusso di 17 miliardi da gennaio a novembre, di cui quasi 23 in conto corrente, rispetto alla cifra record di +74 miliardi nello stesso periodo del 2020. L'aumento dei depositi delle famiglie è stato di ben 43 miliardi tra gennaio e novembre 2021, un ammontare rilevante dopo i 64 miliardi dello stesso periodo del 2020, quando però si era in un contesto di chiusure di attività, calo di consumi e reddito disponibile e risparmio forzato.

Per le suddette ragioni, si prevede che la dinamica robusta dei conti correnti proseguirà nel 2022, sebbene con un graduale rallentamento. Anche oltre il 2022 dovrebbero permanere condizioni per una crescita moderata dei conti correnti, soprattutto nell'ipotesi di tassi ancora molto bassi e per il possibile perdurare di un clima di incertezza. D'altro canto, dal lato delle imprese l'accumulo di liquidità in conto corrente dovrebbe continuare a ridimensionarsi fino a fermarsi presumibilmente. Per le famiglie si prospetta una maggiore propensione al consumo e una ricomposizione di portafoglio verso forme di investimento più remunerate. Nel complesso, i depositi sono visti in crescita lungo tutto il periodo di previsione.

Le obbligazioni bancarie hanno continuato a ridursi, per le minori esigenze di funding a medio-lungo termine legate alla significativa disponibilità tramite le TLTRO III e all'eccesso di fondi depositati dalle banche presso l'Eurosistema. Un ritorno alla crescita delle obbligazioni è visto solo nel corso del 2023, anche se modesta lungo tutto l'orizzonte di scenario, con maggior emissioni sul mercato all'ingrosso, alimentate dal collocamento di strumenti ammissibili al rispetto dei requisiti di assorbimento delle perdite, nonché di obbligazioni green e social. La raccolta complessiva da clientela registrerà una crescita moderata.

Anche nel 2021 i tassi sulle consistenze di prestiti bancari si sono ridotti, sebbene i ribassi siano stati molto contenuti. Con riguardo ai flussi di prestiti, è proseguito il calo del tasso medio sulle operazioni di finanziamento alle imprese, trainato principalmente da quelle di importo superiore a 1 milione. Diversamente, il trend si è arrestato per i tassi sulle erogazioni alle famiglie di mutui per l'acquisto di abitazioni, che hanno subito un aumento per le operazioni a tasso fisso, dopo il calo significativo registrato nel 2020.

Il tasso sul complesso dei depositi è sceso lievemente, mostrando marginali limature verso il basso nel caso dei conti correnti, dati i bassi livelli raggiunti. I tassi sui nuovi depositi con durata prestabilita sono rimasti mediamente più bassi rispetto al 2020, registrando come di consueto ampie oscillazioni in corso d'anno, soprattutto per quelli corrisposti alle società non-finanziarie. E' proseguito con molta gradualità il calo del costo complessivo della raccolta da clientela. La forbice tra tassi attivi e passivi si è ristretta ulteriormente.

Dato il permanere di condizioni favorevoli di accesso al credito, e stante l'ipotesi di tassi ufficiali stabili fino al 2025, i tassi sui prestiti saranno ancora molto bassi nel 2022 e negli anni successivi. Una modesta risalita dei tassi sui prestiti seguirà quella dei tassi monetari e di policy, ipotizzata nel biennio 2026.

Insieme ai tassi monetari bassi, il permanere di consistenti giacenze sui conti correnti e il sostanziale contributo delle TLTRO III, che andranno progressivamente in scadenza tra settembre 2022 e la fine del 2024, consentiranno di contenere il costo della raccolta anche nel 2022 e negli anni successivi. Sulla base del profilo assunto per i tassi monetari e di policy, una piccola risalita dei tassi sulla raccolta si dovrebbe verificare solo nel 2026.

La forbice tra tassi attivi e passivi è vista invariata negli anni 2022-25. Una modesta riapertura della forbice sarà possibile solo nel 2026, grazie alla ripresa dei tassi attivi, unita alla minore velocità di aggiustamento dei tassi passivi. Tuttavia, la redditività unitaria dell'intermediazione resterà ai minimi nell'intero orizzonte.

Come nei nove anni precedenti, nel 2021 il mark-down sui depositi a vista si è confermato in territorio negativo, dove è atteso restare per tutto l'orizzonte dello scenario, per iniziare un progressivo avvicinamento allo zero solo nel 2026, dato il profilo dei tassi Euribor molto bassi.

Il mark-up sui tassi a breve si è ridotto anche nel 2021 ed è atteso stabilizzarsi nel 2022-25, sempre per effetto del profilo assunto per i tassi di riferimento. Una modesta riduzione del mark-up si avrà nel 2026, conseguente all'avvio della risalita dei tassi di mercato.

Nel 2021 il risparmio gestito ha conseguito risultati fortemente positivi. Per i fondi comuni, i consistenti afflussi registrati in corso d'anno si sono indirizzati principalmente verso i comparti azionario e bilanciato. A supporto della crescita della raccolta hanno contribuito la dinamica positiva degli indici di borsa e il risparmio accumulato dalle famiglie, in parte allocato in forme di investimento finanziario a più alta remunerazione, in un contesto di migliore fiducia grazie alla ripresa economica. Anche le gestioni patrimoniali hanno mostrato una crescita significativa. Complessivamente, le assicurazioni vita hanno segnato una dinamica in ripresa, trainata dalla nuova produzione delle polizze unit-linked.

Anche per il 2022 e per gli anni successivi, il quadro ipotizzato per i tassi d'interesse e per il mercato azionario continuerà a favorire l'industria dell'asset management e delle assicurazioni vita. I flussi di risparmio verso questi comparti potranno essere alimentati dal bacino delle ampie disponibilità liquide, verosimilmente in eccesso, confluite negli anni passati e nel 2021 sui depositi bancari. Altri fattori determinanti sono la resilienza dimostrata dall'industria del gestito nel 2020 e la domanda di consulenza di fronte alle scelte da risparmio a investimento.

In particolate, nel 2022 proseguirà il momento molto positivo dei fondi comuni e si attendono flussi di raccolta netta ancora robusti, solo lievemente più contenuti rispetto all'anno passato. Successivamente, soprattutto se il comparto obbligazionario resterà poco performante e scarsamente attrattivo, la raccolta dei fondi comuni dovrebbe perdere leggermente slancio, pur continuando a registrare risultati molto positivi.

Per le assicurazioni vita, nel 2022 e negli anni successivi si prevede ancora un aumento della raccolta premi complessiva. In particolare, è confermato il proseguimento della ricomposizione interna, con una crescita dei premi delle polizze unit-linked ben superiore a quella delle polizze tradizionali. Tale fenomeno trova origine sia dal lato della domanda sia da quello dell'offerta: mentre gli operatori tendono a contenere l'offerta di polizze tradizionali e a promuovere strumenti capital light, i clienti sono orientati a sottoscrivere prodotti in grado di cogliere le migliori opportunità di investimento, tra cui quelli maggiormente collegati a strumenti azionari, soprattutto in presenza di un contesto favorevole sui mercati finanziari. In questo senso, trainanti restano le polizze multiramo.

Questi fattori caratterizzanti dello scenario a medio termine rappresentano il solido fondamento della strategia di diversificazione dei ricavi bancari verso i servizi, in particolare nei business del wealth management e della protezione assicurativa, a fronte della bassa redditività dell'intermediazione tradizionale, considerata ormai strutturale anche nella prospettiva di un futuro rialzo dei tassi di interesse.

Nella tabella seguente sono illustrate le variabili macroeconomiche attese nel periodo 2022-2026 per la sola Italia in quanto le CGU operanti in Paesi esteri non presentano avviamenti iscritti.

(valori in percentuale)
Italia 2021 2022 2023 2024 2025 2026
ECONOMIA REALE
PIL reale Italia 6,2 4,3 2,4 1,6 1,0 0,8
Prezzi al consumo Italia 1,8 1,9 1,4 1,7 1,8 1,9
Tasso di riferimento puntuale (BCE) - - - - - 0,25
Tasso Euribor 3m (valore medio) -0,55 -0,52 -0,49 -0,48 -0,46 -0,24
IRS 10 anni 0,05 0,34 0,51 0,59 0,65 0,80
BTP 10 anni 0,75 1,50 2,01 2,25 2,49 2,78
Spread vs. Bund (basis points) 107 155 165 165 170 177
SETTORE BANCARIO
Impieghi 2,0 1,9 2,6 2,7 2,7 2,4
Raccolta diretta 6,8 3,1 2,3 2,1 2,2 2,2
Tasso prestiti - - - - - -
Tasso raccolta - - - - - -
Spread medio clientela 1,73 1,72 1,73 1,73 1,73 1,78
Fondi comuni 10,8 6,4 5,4 5,2 4,8 4,4
Gestioni patrimoniali 3,2 3,1 3,5 3,3 3,4 3,2
Riserve tecniche vita 6,4 5,6 5,7 5,7 5,7 5,6

Le stime dei flussi finanziari attesi dalle diverse CGU sottoposte ad impairment test tengono conto dello scenario macroeconomico descritto in precedenza e sono state operate seguendo due stadi di valutazione.

Nello specifico, con riferimento al primo periodo di previsione, in linea con le scelte effettuate per il Bilancio 2020, è stato considerato un arco temporale di 5 esercizi, vale a dire il quinquennio 2022-2026; per tale periodo, con riferimento agli esercizi fino al 2025 sono state considerate le previsioni risultanti dal Piano d'Impresa 2022-2025, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 4 febbraio 2021. Il flusso per il 2026 è stato, invece, stimato attraverso un trascinamento inerziale dei flussi del 2025, sulla base delle previsioni relative allo scenario macroeconomico, senza quindi considerare l'effetto di ulteriori leve manageriali.

Gli utili previsti per gli esercizi di previsione del piano pluriennale sono stati rettificati, come richiesto dal principio IAS 36, per tenere conto delle componenti non monetarie e delle quote di utili di pertinenza di terzi e per escludere gli effetti di eventuali operazioni di riorganizzazione o di ristrutturazione e di plusvalenze derivanti da future dismissioni di asset aziendali. Inoltre, i flussi finanziari sono comprensivi dell'attribuzione alle diverse CGU dei flussi correlati ai corporate assets centrali. Coerentemente con la logica "equity side", già citata in relazione alla determinazione del valore contabile delle CGU, i flussi utilizzati ai fini dell'impairment test sono comprensivi dei flussi correlati alle attività e passività finanziarie, posto che queste ultime rappresentano il core business aziendale.

Nell'ambito dei criteri di valutazione di matrice finanziaria, quale è quello impiegato ai fini della determinazione del Valore d'Uso, il valore di un'impresa al termine del periodo di previsione analitica dei flussi (il cosiddetto "Terminal Value") è generalmente determinato capitalizzando all'infinito, ad un appropriato tasso "g", il flusso di cassa conseguibile "a regime".

Tale tasso può essere assunto, anche in via differenziata nel tempo, costante ovvero decrescente (o in più rare circostanze crescente).

In alternativa alla metodologia di stima del Terminal Value illustrata, la dottrina prevede anche (i) l'approccio basato sull'impiego di multipli di uscita (o "exit multiple") e (ii) l'approccio basato sulla stima del valore di liquidazione dell' impresa. In particolare, con riguardo all'approccio sub (i) si segnala che la stima di un multiplo a termine presenta elementi di complessità (e, potenzialmente, di soggettività) che risultano ancora più accentuati in momenti di incertezza e volatilità dei mercati quale quello attuale. L'approccio sub (ii) è valido unicamente per le imprese destinate a cessare al termine del periodo di previsione analitica e, pertanto, non è utilmente impiegabile in presenza di prospettive di continuità aziendale.

Ai fini del "Terminal Value", ossia il secondo stadio di valutazione, quale flusso di cassa conseguibile a regime, è stato considerato quello previsto al 2026, ultimo anno di proiezioni analitiche, corretto per tenere conto, anziché dell'Euribor medio dell'esercizio, di quello stimato a fine 2026, marginalmente superiore rispetto a quello medio anche se ancora su valori negativi. Si ritiene che tale scelta sia coerente con il percorso di crescita dei tassi di interesse che, sulla base dello scenario macroeconomico di riferimento, è previsto avere inizio a partire dai primi mesi del 2026.

Coerentemente con quanto effettuato negli impairment test degli esercizi precedenti, il tasso g è stato determinato come tasso medio di crescita del PIL nominale dell'Italia, osservato e previsto nel periodo 2008-2026 (si rammenta infatti che, in considerazione delle svalutazioni operate nei bilanci precedenti, alle CGU Banca dei Territori, International Subsidiary Banks, Bank of Alexandria e Pravex Bank non risulta allocato alcun avviamento e, conseguentemente, non risulta necessario determinare il tasso "g" ai fini del test dell'avviamento per i Paesi esteri in cui il Gruppo opera). In particolare, il PIL nominale risulta dalla somma del tasso di crescita del PIL reale e del tasso d'inflazione. I dati attesi di PIL reale e di inflazione, utilizzati per il calcolo del tasso g, sono stati desunti dalle proiezioni della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo descritte in precedenza. Ciascuna componente è stata calcolata quale media del periodo 2008-2026. La scelta effettuata in relazione al periodo di osservazione dei tassi di crescita, considerato l'attuale particolare contesto macroeconomico, merita alcune considerazioni.

Le dinamiche del PIL reale negli ultimi anni sono state negative o solo marginalmente positive a causa della crisi economicofinanziaria e, successivamente, della pandemia. Già a partire dal 2015 c'è stata una inversione di tendenza rispetto al contesto di crisi macroeconomica con la ripresa di un percorso di crescita, seppur molto debole. Tale crescita, con l'eccezione del 2020, profondamente condizionato dall'emergenza sanitaria da COVID-19, è stata confermata dall'ultimo aggiornamento delle previsioni macroeconomiche fornite dalla Direzione Studi e Ricerche.

Al fine di considerare sia periodi di crisi dell'ultimo decennio, sia gli effetti attesi derivanti dalla pandemia, incluse le prospettive di ripresa, il tasso di crescita per la stima del valore terminale è stato determinato come media dei tassi di cescita del PIL nominale per il periodo 2008 - 2026, includendo così nel periodo sia la forte crisi finanziaria iniziata nel 2008 sia un periodo prospettico di ritorno alla crescita economica.

Inoltre, in un'ottica prudenziale, è stato verificato che il tasso g non risultasse superiore al tasso di crescita del PIL nominale dell'Italia nel 2026 o, per ciascuna CGU, al tasso di crescita dell'ultimo anno di previsioni analitiche.

I tassi di attualizzazione dei flussi

Nella determinazione del Valore d'Uso i flussi finanziari devono essere attualizzati ad un tasso che rifletta le valutazioni correnti del mercato, del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell'attività.

Nella pratica, la prima caratteristica (condizioni correnti di mercato) si traduce nella determinazione di tutti i parametri in base alle informazioni più aggiornate disponibili alla data di riferimento della stima, al fine di considerare al meglio le valutazioni correnti del mercato. La seconda caratteristica (coerenza tra rischi/flussi e tassi) deve essere declinata in relazione con le specificità dei flussi utilizzati per l'impairment test delle CGU. Il tasso (nelle sue diverse componenti) deve, dunque, essere scelto osservando le specificità dei flussi utilizzati nella valutazione di ognuna delle CGU, in modo da risultare congruo e consistente rispetto a tali flussi. In particolare, la coerenza assume importanza con riguardo all'inflazione, al rischio Paese e agli altri fattori di rischio che potrebbero essere espressi, secondo lo IAS 36, nei flussi o nel tasso. Occorre evidenziare che una caratteristica comune a tutte le CGU contenenti avviamenti (e, in generale, intangibili a vita indefinita) è la prospettiva di lungo periodo dei flussi utilizzati nella stima del Valore d'Uso delle CGU medesime. Infatti, l'avviamento ha per definizione vita utile indefinita e, dunque, i flussi di cassa attesi dal medesimo sono normalmente proiettati in perpetuità.

Tale prospettiva di lungo periodo dovrebbe essere riflessa in tutti i parametri del tasso di attualizzazione tramite una opportuna scelta di ciascuno dei medesimi, in modo tale che essi esprimano condizioni "normali" nel lungo termine.

Normalmente il tasso di attualizzazione deve comprendere il costo delle diverse fonti di finanziamento dell'attività da valutare e cioè il costo dell'equity ed il costo del debito (si tratta del cosiddetto WACC, cioè il costo medio ponderato del capitale).

Tuttavia, nel caso di un'impresa bancaria, esso è stimato nell'ottica "equity side" cioè considerando solamente il costo del capitale proprio (Ke), coerentemente con le modalità di determinazione dei flussi che, come già rilevato, sono comprensivi dei flussi derivanti dalle attività e passività finanziarie.

Il costo del capitale è stato determinato utilizzando il "Capital Asset Pricing Model" (CAPM). Sulla base di tale modello, il costo del capitale viene determinato quale somma del rendimento di investimenti privi di rischio e di un premio per il rischio, a sua volta dipendente dalla rischiosità specifica dell'attività (intendendo per tale sia la rischiosità del comparto operativo sia la rischiosità geografica rappresentata dal cosiddetto "rischio Paese").

Il costo del capitale è determinato al netto delle imposte, per coerenza con i flussi finanziari oggetto di attualizzazione.

Poiché le diverse CGU del Gruppo Intesa Sanpaolo operano in comparti di business diversi e con fattori di rischio differenziati, sono stati identificati costi specifici del capitale per ognuna delle CGU.

Si segnala che, poiché i flussi finanziari sono stati determinati in termini nominali, anche i tassi di attualizzazione sono stati determinati in termini nominali, ossia incorporando le attese di inflazione.

Scendendo nel dettaglio delle diverse componenti che contribuiscono alla determinazione dei tassi di attualizzazione si segnala che:

− con riferimento alla componente risk free ed al country risk premium (CRP) si sono tenuti in considerazione i valori attuali estremamente contenuti con riferimento al contesto generale dei tassi di interesse. Sebbene, infatti, il livello dei tassi di interesse (tasso Euribor) non sia previsto su valori positivi lungo l'orizzonte di piano, è comunque opportuno svolgere alcune riflessioni per valutare se la situazione attuale possa, o meno, essere ragionevolmente prevista durare anche

oltre il c.d. "periodo esplicito" di proiezione dei flussi finanziari per le valutazioni ai fini dei test di impairment. Come noto, infatti, una componente rilevante del calcolo del valore delle CGU è rappresentato dal c.d. Terminal Value, calcolato come rendita perpetua di un flusso di cassa conseguibile "a regime"; in tal senso le riflessioni si devono concentrare sull'analisi dell'attuale contesto macroeconomico, per verificare se il corrente livello dei tassi d'interesse possa essere rappresentativo di una situazione ordinaria e quindi incorporabile nel tasso di sconto del flusso implicito nel Terminal Value, in una logica di calcolo di lungo periodo, quale quella sottostante il processo di impairment test. Sulla base della situazione descritta in precedenza, considerata la già citata prospettiva di lungo periodo che deve guidare l'impairment test e il fatto che l'attuale basso livello dei tassi di interesse (specie nella componente risk-free), fortemente influenzato dalle politiche monetarie della BCE, difficilmente potrebbe continuare a perdurare oltre il medio termine, si è ritenuto, per il Bilancio 2021, di adottare un approccio prudente che prevede l'utilizzo di tassi di sconto differenziati per l'attualizzazione dei flussi di cassa delle CGU, coerentemente con quanto fatto per i precedenti Bilanci e così come consentito dallo IAS 36; nello specifico:

  • o per quanto concerne il risk free ricompreso nel tasso di attualizzazione dei flussi finanziari dell'orizzonte "esplicito" di previsione, si è ritenuto di utilizzare il rendimento medio mensile (mese di dicembre 2021) dei titoli di Stato tedeschi (Bund) a 10 anni;
  • o per quanto concerne il risk free ricompreso nel tasso di attualizzazione del flusso finanziario del Terminal Value (flusso di cassa in perpetuità oltre il periodo di previsione esplicita), si è ritenuto di utilizzare il rendimento medio annuo dei titoli di Stato tedeschi (Bund) a 10 anni previsto al 2026, ultimo anno di previsione analitica dei flussi, stimato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

Coerentemente con quanto esposto sopra, anche per il CRP si è considerata una metodologia che prevede l'utilizzo di valori differenziati. Si ricorda inoltre che – non sussistendo avviamenti allocati a CGU diverse da quelle operanti (prevalentemente) in Italia – il "rischio Paese" coincide nella sostanza con il "rischio Italia". Il CRP, dunque, nelle scelte metodologiche per l'impairment test dell'avviamento ai fini del Bilancio 2021 è stato calcolato come segue:

  • − per quanto concerne il CRP ricompreso nel tasso di attualizzazione dei flussi finanziari dell'orizzonte "esplicito" di previsione, è stato considerato lo spread BTP-Bund medio del mese di dicembre 2021;
  • − per quanto concerne il CRP ricompreso nel tasso di attualizzazione del flusso finanziario del Terminal Value, è stato considerato lo spread BTP-Bund medio annuo stimato al 2026 sulla base dello scenario previsionale di medio termine citato in precedenza.

Ai fini del Terminal Value sono stati, pertanto, prudenzialmente considerati tassi risk free e spread per il rischio paese complessivamente di oltre 180 bps più elevati rispetto ai valori correnti di fine anno proiettabili quindi in perpetuità secondo la logica di lungo periodo sottostante l'impairment test;

  • − l'equity risk premium, ovvero il premio per il rischio aziendale rappresentato dalla differenza tra il rendimento del mercato azionario ed il rendimento di un investimento in titoli privi di rischio determinato avendo a riferimento un arco temporale sufficientemente ampio - è stato determinato facendo riferimento a dati storici, sia per la maggiore affidabilità e dimostrabilità, sia anche alla luce dell'attuale contesto macroeconomico che, da un lato, si riflette in prezzi di borsa significativamente volatili e non sempre espressivi dei "fondamentali" economici e, dall'altro lato, configura un quadro di incertezza nel quale è arduo formulare previsioni di risultati attendibili al fine di una stima dell'equity risk premium implicito nelle quotazioni di borsa. Nello specifico è stata utilizzata la media geometrica dell'equity risk premium rilevata sul mercato statunitense nel periodo 1928-2021 corretta per il differenziale tra il tasso di inflazione USA ed il tasso di inflazione tedesco (quale mercato di riferimento per la rilevazione del risk free);
  • − il coefficiente Beta, che misura la rischiosità specifica della singola azienda o settore operativo, è stato determinato identificando - per ogni CGU - un campione di società comparabili (in termini di business) e rispetto a questo campione è stato utilizzato il dato medio o mediano dei Beta rilevati attraverso osservazioni con periodicità mensile su un orizzonte di cinque anni.

Riepilogo dei tassi di crescita e dei tassi di attualizzazione utilizzati

Nella tabella che segue vengono sintetizzati per ogni CGU oggetto di impairment test i parametri rilevanti ai fini della determinazione del Valore d'Uso: i tassi di crescita medi ponderati 2022 - 2026 dei flussi delle diverse CGU comprensivi dell'attribuzione dei flussi correlati ai corporate assets centrali, i tassi di crescita "g" ai fini del Terminal Value, i diversi tassi di attualizzazione ed i tassi di inflazione.

TASSI/
PARAMETRI
Tassi di crescita
nominali per
impairment test
(periodo 2022 -
2026)
TASSI DI ATTUALIZZAZIONE NOMINALI TASSI DI
CRESCITA "G"
NEL LUNGO
PERIODO
TASSI DI
INFLAZIONE
2021
flussi
2021
Terminal
Value
2020
flussi
2020
Terminal
Value
2021 2020 2021
CGU
CGU oggetto di impairment test
IMI Corporate & Investment
Banking
4,79% 7,61% 9,37% 7,01% 8,77% 1,52% 1,19% 1,38%
Insurance 6,63% 7,12% 8,89% 6,23% 7,99% 1,52% 1,19% 1,38%
Asset Management 5,08% 6,85% 8,61% 6,01% 7,78% 1,52% 1,19% 1,38%
Private Banking 8,30% 7,28% 9,05% 6,90% 8,66% 1,52% 1,19% 1,38%

I risultati dell'impairment test

Gli esiti dell'impairment test hanno evidenziato come, i Valori d'Uso di ciascuna delle CGU su cui risulta allocato dell'avviamento al 31 dicembre 2021 fossero superiori ai rispettivi valori contabili. Non è stato dunque necessario procedere ad alcuna svalutazione degli avviamenti o dei brand name a queste allocati.

Si segnala altresì che, per completezza di analisi, si è proceduto a calcolare il Valore d'Uso complessivo di Gruppo che si è confermato superiore alla sommatoria dei valori contabili delle singole CGU.

Verifica dei risultati dell'impairment test attraverso una metodologia di calcolo alternativa

Poiché il valore di una società o di un ramo d'azienda può essere determinato anche attraverso l'attualizzazione dei flussi finanziari distribuibili, intendendo per tali i flussi finanziari futuri che si stima saranno generati dall'area di business (le singole CGU) al netto della quota di reddito che deve essere mantenuta nel patrimonio per preservare i requisiti regolamentari di vigilanza, è stata verificata la recuperabilità del valore contabile degli avviamenti allocati alle CGU anche attraverso l'attualizzazione dei suddetti flussi finanziari secondo il modello Dividend Discounted Model (DDM) nella versione con excess capital.

Con riferimento ai requisiti regolamentari di vigilanza, è stato utilizzato un Common Equity Tier 1 ratio del 10,25% così come risultante dal Risk Appetite Framework di Gruppo e significativamente superiore al requisito patrimoniale (8,81%) comunicato dalla BCE a seguito degli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP).

Integrando, quindi, i flussi finanziari attesi determinati come illustrato in precedenza - per tenere conto in aumento delle eccedenze di capitale rispetto ai suddetti limiti minimi di capitale, o in diminuzione delle quote di reddito necessarie per coprire i fabbisogni derivanti dalla dinamica crescente stimata delle attività di rischio ponderate - si sono ottenuti i flussi finanziari distribuibili. Questi flussi, stimati per ogni CGU, sono stati attualizzati applicando i medesimi tassi di attualizzazione e tassi di crescita "g" utilizzati nell'applicazione del metodo Discounted Cash Flow (DCF).

I risultati di questa metodologia hanno confermato le risultanze emerse in base al calcolo effettuato con il metodo del DCF.

Raccordo tra gli esiti dell'impairment test e le valutazioni espresse dal mercato

Rispetto alle valutazioni espresse dal mercato, il Valore d'Uso del Gruppo risulta superiore alla capitalizzazione di borsa.

La quotazione del titolo Intesa Sanpaolo, nel corso 2021, ha subito un significativo incremento (+18,9%) rispetto ai valori di chiusura di fine 2020, che scontavano l'incertezza e la volatilità legate alla pandemia COVID-19, incremento inferiore all'indice settoriale italiano (FTSE It All-Share Banks +35,9%) e all'indice Stoxx 600 banks (+34,0%), e sostanzialmente in linea con l'indice di riferimento di Borsa Italiana (FTSE MIB Index +23,0%).

In particolare, dopo un inizio d'anno moderatamente incerto influenzato dai timori legati alla terza ondata pandemica che ha rallentato tutti i corsi azionari, la quotazione dell'azione ordinaria Intesa Sanpaolo si è avviata in un percorso di crescita che l'ha portata ad un valore prossimo a 2,27 euro a fine dicembre 2021. Nel corso dei primi mesi del 2022 il titolo ha visto un ulteriore significativo incremento della quotazione, arrivando fino ad un massimo di circa 2,9 euro per azione, corrispondente ad una capitalizzazione di borsa superiore a 56 miliardi (con un multiplo implicito P/BV pari a 0,9).

Le valutazioni e i report degli analisti finanziari prodotti nel corso del 2021 hanno avuto un andamento in linea rispetto a quello della quotazione del titolo Intesa Sanpaolo, con una revisione a rialzo dei target price.

Le revisioni al rialzo dei target price da parte degli analisti che si sono susseguite nel corso dell'anno e nei primi mesi del 2022, registrano un valore medio di 3,1 euro, ed evidenziano il forte apprezzamento sia per i risultati che il Gruppo è riuscito a conseguire anche nel contesto di incertezza che ancora caratterizza questa fase di uscita dalla pandemia COVID-19 sia per il nuovo Piano d'Impresa 2022-2025. Si precisa che il target price medio degli analisti corrisponde ad una capitalizzazione di borsa di poco inferiore a 60 miliardi.

In ogni caso, occorre rimarcare che le valutazioni espresse dagli analisti finanziari presentano caratteristiche che le differenziano da una valutazione "fondamentale" rappresentata dal Valore d'Uso.

Su tali valutazioni si possono fare le seguenti osservazioni:

  • − i flussi reddituali prospettici previsti dagli analisti, a seguito della comunicazione del Piano d'Impresa 2022-2025, sono ormai allineati alle previsioni interne di Intesa Sanpaolo anche se gli analisti, ai fini delle loro valutazioni, tendono a privilegiare un orizzonte temporale più contenuto rispetto a quello utilizzato per lo svolgimento dell'impairment test;
  • − il costo del capitale utilizzato (nei casi in cui questo parametro viene esplicitato) è spesso determinato in termini complessivi a livello di Gruppo; il costo del capitale di Intesa Sanpaolo utilizzato per l'attualizzazione del flusso del Terminal Value risulta inferiore rispetto ai valori risultanti dai report degli analisti. Questi ultimi, tendono a mantenere costanti i tassi di sconto applicati, a differenza di quelli utilizzati ai fini dell'impairment test che devono essere in linea con gli attuali livelli dei tassi di mercato, così come previsto dallo IAS 36. Inoltre, il costo del capitale utilizzato dagli analisti è generalmente stimato come rendimento minimo, richiesto da un generico investitore, implicito nelle quotazioni di borsa. Nel costo del capitale si riflettono, dunque, fattori macroeconomici e di contesto di breve periodo che, come detto in precedenza, sono esogeni alla capacità del gruppo di generare utili sufficienti a remunerare i propri azionisti nel lungo periodo;
  • − similmente a quanto osservato per i precedenti impairment test, sotto il profilo metodologico sono spesso utilizzati multipli (in termini di P/E o di ROE) o altri criteri (Gordon Model) applicati a quotazioni di mercato attuali o alla redditività attesa per i prossimi esercizi (generalmente con riferimento al massimo al 2024); si tratta, quindi, di metodologie che forniscono un Fair Value, piuttosto che un Valore d'Uso di lungo periodo. Tale aspetto incide considerevolmente sulla differenza tra i target price e il valore d'uso per azione stimato internamente. Le stime interne relativamente ai flussi finanziari prospettici, utilizzati per il calcolo del valore della banca, mostrano, infatti, come nel medio - lungo periodo il Gruppo sarà in grado di generare una redditività superiore a quella attuale. Tale aspetto non viene colto dalle stime degli analisti che, come detto, hanno una prospettiva di breve termine.

Con riferimento agli obiettivi di tali valutazioni, occorre evidenziare che esse sono destinate agli investitori finanziari e dunque con una prospettiva di definizione di prezzi e di valori di breve periodo. Tali valutazioni rappresentano il valore potenzialmente ottenibile dalla cessione in Borsa di limitati quantitativi di titoli ovvero dalla dismissione di quote di minoranza e quindi sono

strettamente ancorate ai prezzi ed alle condizioni di mercato correnti. Viceversa il Valore d'Uso risponde ad una logica generale, secondo la quale il valore di un'attività è diretta espressione dei flussi finanziari che è in grado di generare lungo il periodo del suo utilizzo. Tale valore è, quindi, anche basato sulle aspettative interne dell'impresa, a differenza delle valutazioni di mercato che, invece, sono ancorate alle attese di breve periodo del mercato stesso.

In sintesi, la differenza tra i valori risultanti dalle stime degli analisti, che si riflette in una differenza metodologica tra fair value e Valore d'Uso, può essere spiegata, con i seguenti fattori:

  • − differenza nelle unit of valuations: come detto, il fair value calcolato dagli analisti rappresenta il prezzo di una singola azione a differenza del Valore d'Uso che valorizza l'intero capitale della banca. Tra i due valori incide dunque un premio per il controllo, assente nel primo caso, che la dottrina valorizza generalmente in un range compreso tra il 15% e il 25%;
  • − differente orizzonte temporale di riferimento preso in considerazione dal mercato rispetto alla stima effettuata internamente: il limitato periodo di estensione delle stime circa i flussi finanziari impatta considerevolmente sulla stima della valorizzazione del Gruppo oltre al fatto che gli analisti, proprio in considerazione della limitata estensione delle proiezioni considerata, stimano generalmente un tasso di crescita g di lungo periodo inferiore all'1%;
  • − differente valore del costo del capitale che, nelle stime degli analisti, essendo derivato dalle quotazioni di borsa, fattorizza elementi esogeni alla capacità del Gruppo di produrre utili al fine di remunerare i propri azionisti.

Infine occorre anche osservare che il Gruppo Intesa Sanpaolo opera in molti settori oltre a quello bancario, e in particolare è importante l'operatività nei comparti di wealth management che anche in periodi di crisi presentano una grande resilienza. L'applicazione di multipli di borsa dei competitors quotati alle singole CGU di Intesa Sanpaolo farebbe emergere un valore di Intesa Sanpaolo come somma delle parti superiore di oltre 70% rispetto alla capitalizzazione del titolo a conferma di quello che in dottrina è documentato come "sconto di holding" per cui il valore di un'azienda che possiede assets partecipativi diversificati è generalmente inferiore alla somma dei singoli assets.

In conclusione, si ritiene che i test di impairment debbano essere svolti con la consapevolezza che l'attuale situazione economica, influenzata dalle misure espansive e dall'orientamento in tema di politica monetaria della BCE e ulteriormente penalizzata dall'emergenza legata alla pandemia da COVID-19, incide sui flussi finanziari attesi dalle attività operative nel breve e medio periodo, senza però intaccare le primarie fonti di generazione di reddito ed i vantaggi competitivi di cui il Gruppo Intesa Sanpaolo dispone, come peraltro hanno dimostrato sia i risultati degli ultimi anni, con il costante raggiungimento degli obiettivi previsionali, che le dinamiche reddituali dell'esercizio 2021.

In proposito si segnala che nel corso degli ultimi esercizi il Gruppo ha posto in essere operazioni di cessione di rami o di partecipazioni che hanno fatto emergere rilevanti proventi da realizzo (es. Setefi, Allfunds Bank, Intrum, Nexi, attività di Fund Administration in Lussemburgo), a conferma della presenza nel Gruppo di plusvalori latenti non recepiti nei valori contabili ma riconosciuti in transazioni realizzate con terzi. Inoltre, il modello di business resiliente e ben diversificato, con focus sulle fabbriche prodotto su cui si concentra buona parte del differenziale rispetto ai valori contabili, garantisce al Gruppo primarie fonte di reddito anche in condizioni avverse con riferimento allo scenario prettamente bancario.

Peraltro, nello sviluppo del modello valutativo sono state adottate le seguenti cautele:

  • − i flussi previsionali includono gli effetti finanziari dei servizi resi dal Centro di Governo; inoltre, i consuntivi degli ultimi anni sono stati allineati o superiori ai dati previsionali;
  • − il costo del capitale è stato determinato in modo analitico, sulla base di parametri desunti dai mercati per ogni CGU, in funzione della diversa rischiosità dei rispettivi business, considerando in modo anch'esso analitico i diversi fattori di rischio; inoltre, in considerazione del livello estremamente basso degli attuali tassi risk free, ai fini del Terminal Value sono stati prudenzialmente considerati risk free e spread per rischio Paese previsti per il 2026 che, per le CGU che presentano avviamenti, sono di oltre 180 bps più elevati rispetto ai valori correnti di dicembre 2021 utilizzati per l'attualizzazione dei flussi del periodo di pianificazione esplicito. Peraltro, il valore medio ponderato ottenuto del Ke delle singole CGU è assolutamente coerente con il costo del capitale di Intesa Sanpaolo espresso dal mercato;
  • − il tasso di crescita g, ai fini del Terminal Value per l'Italia, che rappresenta l'area dove rimangono ancora iscritti avviamenti, è risultato prossimo a zero in termini reali.

Si segnala, infine, che, i parametri e le informazioni utilizzati per la verifica della recuperabilità dei valori intangibili a vita indefinita sono significativamente influenzati dal quadro macroeconomico e dalle dinamiche dei mercati finanziari che potrebbero registrare mutamenti ad oggi non prevedibili. Qualora il quadro macroeconomico mostrasse nel futuro peggioramenti rispetto a quanto ipotizzato ciò avrebbe effetti sulla stima dei flussi finanziari delle diverse CGU e sulle principali assunzioni adottate che potrebbero ovviamente condurre nei bilanci dei prossimi esercizi a risultati diversi da quelli prospettati ai fini del Bilancio al 31 dicembre 2021. In proposito preme sottolineare che le assunzioni e le ipotesi adottate ai fini del presente impairment test sono state formulate in un contesto ancora caratterizzato da incertezza, sebbene in misura inferiore rispetto alla situazione relativa al Bilancio 2020, in particolar modo connessa con il quadro sanitario, il cui deterioramento potrebbe determinare limitazioni alla mobilità e incidere sulla fiducia di consumatori e imprese in misura maggiore di quanto al momento incorporato nelle stime, ostacolando ulteriormente la ripresa dell'attività economica. Va tuttavia osservato che le divisioni operative che presentano ancora significativi valori di avviamento (Insurance, Asset Management e Private Banking) hanno da sempre, e si aspetta avranno anche in futuro, redditività tali da giustificare ampiamente i valori di avviamento iscritti. Inoltre, con riferimento ai risvolti economico-finanziari legati al conflitto bellico tra Russia e Ucraina, si ricorda, come detto in precedenza, che l'avviamento relativo alla partecipata ucraina Pravex Bank, considerata come CGU autonoma, era già stato completamente azzerato negli scorsi esercizi; con riferimento alla partecipata russa Joint-Stock Company Banca Intesa, si segnala che non presenta avviamenti allocati, oltre ad essere inclusa nella CGU IMI Corporate & Investment Banking con un peso assolutamente marginale rispetto alla CGU di riferimento.

Le analisi di sensitività

Poiché il Valore d'Uso viene determinato attraverso il ricorso a stime ed assunzioni che possono presentare elementi di incertezza, sono state svolte, come richiesto dai principi IAS/IFRS, delle analisi di sensitività finalizzate a verificare la sensibilità dei risultati ottenuti al variare di taluni parametri e ipotesi di fondo, con riferimento al metodo DCF. Tali analisi risultano importanti in questo contesto previsionale che, ancorché caratterizzato da minore incertezza rispetto alla situazione previsionale a fine 2020, resta comunque legato alle tempistiche entro cui si esauriranno i risvolti negativi della pandemia da COVID-19 e agli effetti legati alla conseguente ripresa economica; in proposito, la considerazione di scenari alternativi e di elementi di stress nelle principali variabili valutative e macroeconomiche consente di apprezzare gli impatti sugli esiti dell'impairment test legati allo scenario previsionale di riferimento.

Per le CGU che presentano valori residui di avviamenti, è stato verificato l'impatto sul Valore d'Uso di una variazione sino a 50 bps in aumento per tassi di attualizzazione e in diminuzione per il tasso di crescita ai fini del Terminal Value. Inoltre, sono state condotte analisi di variazione del Valore d'Uso conseguente ad una variazione in senso peggiorativo dei flussi finanziari utilizzati ai fini del Terminal Value. Per nessuna delle CGU oggetto di verifica emergerebbero casistiche di impairment nei casi analizzati anche in considerazione di un aumento di 50 bps dei tassi di attualizzazione e di una diminuzione di pari entità del tasso g o di una diminuzione del 10% del flusso del Terminal Value. Nella tabella che segue è riportata la sensitivity (in termini percentuali) del Valore d'Uso delle CGU per le quali residuano avviamenti, alla variazione del tasso di crescita "g" o del tasso di attualizzazione di rispettivamente -/+ 10 bps, nonché alla variazione in diminuzione del 10% dei flussi finanziari utilizzati ai fini del Terminal Value.

Sensitivity VARIAZIONE VALORE D'USO
CGU tasso di
crescita "g"
- 10 bps
tasso di
attualizzazione
+ 10 bps
flusso del
Terminal value
- 10%
IMI Corporate & Investment Banking -0,93% -1,21% -7,87%
Insurance -1,01% -1,29% -7,04%
Asset Management -1,06% -1,34% -7,11%
Private Banking -1,01% -1,29% -7,14%

In base a quanto riportato nella tabella precedente, variazioni dei Ke (in incremento) o dei g (in riduzione) contenute nei 10 bps comporterebbero un decremento generale dei Valori d'Uso ricompreso tra lo 0,93% e l'1,34%. Per ciò che concerne il flusso finanziario considerato ai fini del Terminal Value, un decremento del 10% dello stesso comporterebbe riduzioni dei Valori d'Uso ricomprese tra il 7,04% e 7,87%. In ogni caso, per nessuna CGU emergerebbero problematiche di impairment in corrispondenza di tale sensitivity.

Sempre in un'ottica di stress test sono state eseguite analisi volte ad evidenziare i valori limite dei principali input, oltre i quali l'impairment test delle CGU richiederebbe di registrare un impairment; in proposito si riportano nella tabella che segue i tassi di crescita "g" ed i tassi di attualizzazione per ciascuna CGU che porterebbero, a parità di flussi da attualizzare, a Valori d'Uso allineati ai valori di iscrizione in bilancio.

Sensitivity
CGU
Tasso di
crescita "g"
Differenza
rispetto
al tasso "g" utilizzato
Tasso di
attualizzazione del
TV
Differenza rispetto
al tasso di
attualizzazione
del TV utilizzato
IMI Corporate & Investment Banking -4,18% -569 bps 13,61% 424 bps
Insurance -7,22% -874 bps 15,20% 631 bps
Asset Management (1) n.a n.a n.a n.a
Private Banking (1) n.a n.a n.a n.a

(1) Per le CGU Asset Management e Private Banking i flussi attualizzati lungo l'orizzonte di previsione esplicito risultano sostanzialmente già superiori rispetto ai valori di carico e, conseguentemente, l'analisi di sensitivity sui parametri che modificano il valore attualizzato del Terminal Value, a parità di flusso, risulta non applicabile, in quanto non si perverrebbe mai ad una riduzione del Terminal Value tale da ricondurre il Valore d'Uso della CGU a valori prossimi al valore di carico contabile.

Come evidente dai dati contenuti nella tabella, i Valori d'Uso delle CGU si ridurrebbero fino ai valori contabili, con conseguenti problematiche di impairment, solo in corrispondenza di significativi peggioramenti dei tassi di attualizzazione (Ke) e dei tassi di crescita "g". Addirittura, per le CGU Asset Management e Private Banking i Valori d'Uso risultano superiori rispetto ai valori contabili anche senza considerare l'apporto del Terminal Value.

Al fine di considerare nelle stime previsionali le variabili chiave derivanti da scenari alternativi rispetto a quello utilizzato ai fini del presente impairment test, coerente con quello alla base del Piano d'Impresa 2022-2025, sono stati stimati gli impatti sui risultati netti del Gruppo e delle CGU in corrispondenza di un peggioramento lungo l'orizzonte temporale considerato di alcuni parametri macroeconomici. In particolare, sono stati considerati:

− uno scenario di rialzo dello spread BTP-Bund (+ 100 bps lungo tutto l'orizzonte di piano), caratterizzato anche da impatti negativi sulla raccolta gestita;

− uno scenario di minor crescita del PIL (-100 bps lungo tutto l'orizzonte di piano), caratterizzato da uno shock sugli impieghi.

Tenuto conto che gli scenari peggiorativi sopra rappresentati impatterebbero principalmente sulla Banca dei Territori, per cui si era già provveduto a svalutare integralmente l'avviamento nel Bilancio 2020, con effetti trascurabili sulle altre Divisione del Gruppo, per nessuna CGU emergerebbero problematiche di impairment in corrispondenza di tali sensitivity.

Si segnala, infine, che con riferimento alle ipotesi particolarmente conservative considerate nello scenario di piano con riferimento alla dinamica dei tassi di interesse, una graduale ripresa dei tassi già a partire dal 2023, con Euribor positivo dal 2024, comporterebbe un incremento dell'utile di Gruppo al 2025 di quasi il 20%.

SEZIONE 11 – LE ATTIVITÀ FISCALI E LE PASSIVITÀ FISCALI – VOCE 110 DELL'ATTIVO E VOCE 60 DEL PASSIVO

11.1 Attività per imposte anticipate: composizione

Le imposte anticipate, contabilizzate con riferimento alle differenze temporanee deducibili ammontano a 15.253 milioni e si riferiscono per 14.287 milioni ad imposte rilevate in contropartita del conto economico e per 966 milioni ad imposte rilevate in contropartita del patrimonio netto. Le prime attengono a perdite portate a nuovo, alla quota non compensata dei benefici connessi alla deducibilità in esercizi futuri di rettifiche su crediti e accantonamenti a fondi rischi e oneri, nonché al beneficio riveniente dal riallineamento del valore fiscale degli avviamenti, dei marchi e delle altre attività immateriali ex art. 15, comma 10, 10-bis e 10-ter del D.L. n. 185/2008. Le attività per imposte anticipate in contropartita del patrimonio netto attengono quasi esclusivamente alla fiscalità su riserve da valutazione negative relative ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, alle coperture dei flussi finanziari ed alla rilevazione di perdite attuariali su fondi del personale.

11.2 Passività per imposte differite: composizione

Le imposte differite ammontano a 1.922 milioni e sono rilevate in contropartita del conto economico per 1.337 milioni, oltre a 585 milioni rilevati in contropartita del patrimonio netto.

(milioni di euro)
Voci Di cui:
31.12.2021
31.12.2020
Gruppo
bancario
Imprese
di
assicuraz.
Altre
imprese
1. Importo iniziale 15.771 15.381 379 11 12.526
2. Aumenti 2.254 2.030 224 - 5.239
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 1.442 1.293 149 - 1.713
a) relative a precedenti esercizi 25 25 - - 16
b) dovute al mutamento di criteri contabili - - - - -
c) riprese di valore - - - - -
d) altre 1.417 1.268 149 - 1.697
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - - - - -
2.3 Altri aumenti 741 737 4 - 422
2.4 Operazioni di aggregazione aziendale 71 - 71 - 3.104
3. Diminuzioni -3.738 -3.672 -66 - -1.994
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio -2.331 -2.266 -65 - -1.509
a) rigiri -2.087 -2.084 -3 - -1.228
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità -1 -1 - - -3
c) mutamento di criteri contabili - - - - -
d) altre -243 -181 -62 - -278
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - - - - -
3.3 Altre diminuzioni -1.407 -1.406 -1 - -430
a) trasformazioni in crediti d'imposta
di cui alla legge n. 214/2011
-1.254 -1.254 - - -
b) altre -153 -152 -1 - -430
3.4 Operazioni di aggregazione aziendale - - - - -55
4. Importo finale 14.287 13.739 537 11 15.771

11.3 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del conto economico)

Nella voce "Aumenti", la sottovoce d) "altre" è riferibile a differenze temporanee deducibili sorte nell'esercizio principalmente connesse ad accantonamenti a fondi per rischi ed oneri, all'iscrizione di attività per imposte anticipate convertibili sulla quota di perdita fiscale che è riconducibile al reversal delle quote di rettifiche su crediti e avviamenti nonché ad ammortamenti e svalutazioni su immobilizzazioni materiali e immateriali non deducibili nell'anno.

La voce "Altri aumenti" accoglie principalmente: (i) lo storno della compensazione con le passività fiscali differite, effettuata al 31 dicembre 2020; (ii) le DTA rilevate su perdita civilistica ex UBI e successivamente convertite in crediti di imposta; (iii) la predetta voce include inoltre attività per imposte anticipate iscritte a fronte della perdita fiscale riportabile (addizionale IRES 3,5%) e attività per imposte anticipate iscritte a fronte della perdita fiscale riportabile (IRES 24%) non utilizzata nel Consolidato Fiscale.

La voce "Operazioni di aggregazione aziendale" accoglie il saldo apportato da Assicurazioni Vita, Lombarda Vita e Cargeas Assicurazioni entrate nell'area di consolidamento nel corso del 2021.

Nell'ambito delle "Diminuzioni", la sottovoce a) "rigiri" è principalmente riferibile all'annullamento di imposte anticipate di cui alla Legge n. 214/2011 e di imposte anticipate precedentemente iscritte a fronte di accantonamenti ai fondi per rischi ed oneri a seguito del relativo utilizzo avvenuto nell'esercizio.

Nell'ambito delle "Diminuzioni", la sottovoce d) "altre" comprende principalmente l'annullamento delle imposte anticipate su perdite fiscali IRES riportabili, convertite in crediti d'imposta ai sensi dell'art. 19, c. 1 del D.L. 25 maggio 2021, n. 73 (c.d. "Decreto Sostegni bis") che ha riproposto anche per il periodo 2021 l'agevolazione prevista dall'art. 44-bis, D.L. n. 34/2019 (c.d. Decreto Crescita 2019).

Nella voce "Altre diminuzioni", per la sottovoce a) "trasformazione in crediti d'imposta di cui alla L. 214/2011" si fa rinvio a quanto riportato nella Parte C, tabella 21.1; mentre la sottovoce b) "altre" accoglie principalmente la compensazione con le passività fiscali differite dell'esercizio.

11.4 Variazioni delle imposte anticipate di cui alla L. n. 214/2011

Voci 31.12.2021 31.12.2020
1. Importo iniziale 10.010 8.247
2. Aumenti 954 2.427
3. Diminuzioni -2.206 -664
3.1 Rigiri -925 -644
3.2 Trasformazione in crediti d'imposta -1.254 -
a) derivante da perdite di esercizio -537 -
b) derivante da perdite fiscali -717 -
3.3 Altre diminuzioni -27 -20
4. Importo finale 8.758 10.010

11.5 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del conto economico)

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 Di cui: 31.12.2020
Gruppo
bancario
Imprese
di
assicuraz.
Altre
imprese
1. Importo iniziale 1.253 878 350 25 1.189
2. Aumenti 806 458 348 - 428
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio 124 64 60 - 81
a) relative a precedenti esercizi - - - - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - - - - -
c) altre 124 64 60 - 81
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - - - - -
2.3 Altri aumenti 402 383 19 - 177
2.4 Operazioni di aggregazione aziendale 280 11 269 - 170
3. Diminuzioni -722 -684 -38 - -364
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio -629 -591 -38 - -247
a) rigiri -35 -34 -1 - -201
b) dovute al mutamento di criteri contabili - - - - -
c) altre -594 -557 -37 - -46
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - - - - -
3.3 Altre diminuzioni -93 -93 - - -88
3.4 Operazioni di aggregazione aziendale - - - - -29
4. Importo finale 1.337 652 660 25 1.253

Nell'ambito degli "Aumenti", la sottovoce c) "altre" è riferibile a differenze temporanee tassabili sorte nell'esercizio principalmente relative al brand name e altre attività immateriali "riallineate" ai sensi dell'art. 110, commi 8 e 8-bis, D.L. n. 104/2020 nell'esercizio e al maggior valore delle partecipazioni.

Gli "Altri aumenti" di cui al punto 2.3 comprendono principalmente lo storno della compensazione con le attività fiscali anticipate in contropartita del conto economico, effettuata al 31 dicembre 2020. La voce accoglie inoltre la riclassifica da imposte differite con contropartita patrimonio netto a contropartita conto economico.

La voce "Operazioni di aggregazione aziendale" accoglie il saldo apportato da Gruppo REYL, Assicurazioni Vita, Lombarda Vita e Cargeas Assicurazioni entrate nell'area di consolidamento nel corso del 2021.

Nell'ambito delle "Diminuzioni", la sottovoce c) "altre" è principalmente riferibile al rilascio di passività fiscali differite sul brand name e altre attività immateriali a seguito dell'esercizio dell'opzione per il c.d, "riallineamento" ai sensi dell'art. 110, commi 8 e 8-bis, D.L. n. 104/2020.

Le "Altre diminuzioni" di cui al punto 3.3 includono essenzialmente la compensazione con le attività fiscali anticipate in contropartita del conto economico effettuata nell'esercizio.

11.6 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del patrimonio netto)

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 Di cui:
Gruppo
bancario
Imprese
di
assicuraz.
Altre
imprese
1. Importo iniziale 1.406 1.201 202 3 1.225
2. Aumenti 386 383 2 1 1.492
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 240 240 - - 496
a) relative a precedenti esercizi - - - - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - - - - -
c) altre 240 240 - - 496
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali 5 4 - 1 13
2.3 Altri aumenti 137 136 1 - 6
2.4 Operazioni di aggregazione aziendale 4 3 1 - 977
3. Diminuzioni -826 -758 -68 - -1.311
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio -258 -190 -68 - -404
a) rigiri -178 -178 - - -375
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità - - - - -
c) dovute al mutamento di criteri contabili - - - - -
d) altre -80 -12 -68 - -29
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali -6 -6 - - -
3.3 Altre diminuzioni -562 -562 - - -687
3.4 Operazioni di aggregazione aziendale - - - - -220
4. Importo finale 966 826 136 4 1.406

Nell'ambito degli "Aumenti", la sottovoce c) "altre" è riferibile a differenze temporanee deducibili sorte nell'esercizio connesse principalmente ai risultati valutativi dei derivati di copertura di flussi finanziari, delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e a rettifiche di valore su crediti verso la clientela non deducibili.

La voce "Altri aumenti" si riferisce principalmente allo storno della compensazione con le passività fiscali differite in contropartita del patrimonio netto, effettuata al 31 dicembre 2020.

La voce "Operazioni di aggregazione aziendale" accoglie il saldo apportato da Gruppo REYL, Assicurazioni Vita (ex Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas Assicurazioni entrate nell'area di consolidamento nel corso del 2021.

Nell'ambito delle "Diminuzioni", la sottovoce a) "rigiri" è principalmente riferibile all'annullamento delle imposte anticipate precedentemente iscritte in relazione alla valutazione al fair value di strumenti derivati di copertura di flussi finanziari e delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, a seguito dell'adeguamento degli effetti valutativi ovvero del relativo realizzo avvenuti nell'esercizio.

Le "Altre diminuzioni" di cui al punto 3.3 includono essenzialmente la compensazione con le passività fiscali differite in contropartita del patrimonio netto.

11.7 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del patrimonio netto)

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 Di cui: 31.12.2020
Gruppo
bancario
Imprese
di
assicuraz.
Altre
imprese
1. Importo iniziale 1.492 922 569 1 677
2. Aumenti 370 333 37 - 1.327
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio 182 173 9 - 490
a) relative a precedenti esercizi - - - - 2
b) dovute al mutamento dei criteri contabili - - - - -
c) altre 182 173 9 - 488
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - - - - -
2.3 Altri aumenti 161 159 2 - 19
2.4 Operazioni di aggregazione aziendale 27 1 26 - 818
3. Diminuzioni -1.277 -1.034 -243 - -512
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio -498 -281 -217 - -167
a) rigiri -12 -12 - - -148
b) dovute al mutamento dei criteri contabili - - - - -
c) altre -486 -269 -217 - -19
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - - - - -
3.3 Altre diminuzioni -779 -753 -26 - -345
3.4 Operazioni di aggregazione aziendale - - - - -
4. Importo finale 585 221 363 1 1.492

Nell'ambito degli "Aumenti", la sottovoce c) "altre" è principalmente riferibile a differenze temporanee tassabili sorte nell'esercizio connesse alla valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Gli "Altri aumenti" di cui al punto 2.3 comprendono principalmente lo storno della compensazione con le attività fiscali anticipate in contropartita del conto economico, effettuata al 31 dicembre 2020.

La voce "Operazioni di aggregazione aziendale" accoglie il saldo apportato da Gruppo REYL, Assicurazioni Vita, Lombarda Vita e Cargeas Assicurazioni entrate nell'area di consolidamento nel corso del 2021.

Nell'ambito delle "Diminuzioni", la sottovoce a) "rigiri" è riferibile all'annullamento delle imposte differite precedentemente iscritte a fronte della valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività.

La voce "Altre diminuzioni" si riferisce alla compensazione con le attività fiscali anticipate in contropartita sia del patrimonio netto sia del conto economico.

Probability test sulla fiscalità differita

Il principio contabile internazionale IAS 12 prevede che la rilevazione delle passività e attività fiscali differite deve essere effettuata sulla base dei seguenti criteri:

  • − una passività fiscale differita (o anche imposta differita o DTL) deve essere rilevata, in linea di principio, per tutte le differenze temporanee imponibili;
  • − un'attività fiscale differita (o anche imposta anticipata o DTA) deve essere rilevata per tutte le differenze temporanee deducibili, se è probabile il realizzo di redditi imponibili capienti rispetto alle differenze temporanee deducibili. Le imposte anticipate non contabilizzate in passato – in quanto non sussistevano i presupposti per il loro riconoscimento – sono iscritte nell'esercizio in cui tali presupposti si manifestano.

Le imposte anticipate si distinguono poi in imposte anticipate "qualificate" e imposte anticipate "non qualificate".

Per le prime, come meglio precisato nel prosieguo, la normativa prevede un particolare meccanismo di conversione in crediti d'imposta che legittima di per sé la loro iscrizione in bilancio.

L'ammontare delle imposte anticipate "non qualificate" iscritto in bilancio deve essere invece sottoposto a test, per verificare se sussista la probabilità di conseguire in futuro imponibili fiscali che ne consentano il recupero (c.d. "probability test").

Le imposte anticipate "qualificate" ammontano a 8.758 milioni mentre le imposte anticipate "non qualificate" sottoposte al probability test ammontano a 6.495 milioni (a cui si affiancano 1.922 milioni di imposte differite).

Il probability test relativo alle imposte anticipate "non qualificate" iscritte nel Bilancio 2021 è stato svolto avuto separato riguardo – in ragione delle diverse condizioni di utilizzo delle sottostanti differenze temporanee – alle seguenti fattispecie:

  • − imposte anticipate IRES iscritte a fronte di perdite fiscali pregresse. Trattasi, in particolare, delle imposte anticipate relative alle perdite fiscali di Intesa Sanpaolo e incorporate (realizzate principalmente dalle ex Banche Venete e dalle società dell'ex Gruppo UBI), cui si aggiungono quelle relative alle perdite fiscali di UBI Leasing, società di cui è prevista l'incorporazione da parte di Intesa Sanpaolo nel corso del 2022;
  • − imposte anticipate iscritte a fronte delle perdite fiscali della controllata lussemburghese Intesa Sanpaolo Holding International (ISPHI);
  • − altre imposte anticipate scaturenti da differenze temporanee deducibili ai fini IRES manifestatesi presso le società del Gruppo incluse nel bilancio consolidato ("altre imposte anticipate IRES");
  • − imposte anticipate scaturenti da differenze temporanee deducibili ai fini IRAP ("imposte anticipate IRAP").

Nel Bilancio 2021 sono iscritte imposte anticipate relative a perdite fiscali pregresse per complessivi 1.956 milioni, di cui 1.434 milioni corrispondenti all'aliquota IRES base del 24% e 522 milioni all'aliquota IRES addizionale del 3,5%. Di tali imposte anticipate, 1.916 milioni65 sono relative alla Capogruppo e incorporate (di cui oltre l'80% riferibile alle ex Banche

Venete e alle società dell'ex Gruppo UBI) e 40 milioni a UBI Leasing, incorporanda in Intesa Sanpaolo.

Il probability test sulle imposte anticipate relative alle perdite fiscali è stato effettuato considerando la posizione individuale di Intesa Sanpaolo.

Per le perdite delle ex Banche Venete, la possibilità di utilizzo su base esclusivamente individuale da parte di Intesa Sanpaolo scaturisce dalle norme che ne hanno stabilito il trasferimento (l'art. 7, comma 3, del D.L. n. 99/2017, convertito con modificazioni dalla L. n. 121/2017, e l'art. 15 del D.L. n. 18/2016) in concomitanza con l'acquisizione dei rami aziendali di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca (avvenuta nel 2017) e dalla successiva incorporazione delle loro ex controllate Banca Nuova e Banca Apulia (con decorrenza, rispettivamente, dal 1° gennaio 2018 e dal 1°gennaio 2019). Per le perdite di UBI Banca e delle altre società dell'ex Gruppo UBI incorporate in Intesa Sanpaolo, la medesima possibilità scaturisce dalla incorporazione di tali società in Intesa Sanpaolo nel corso del 2021. Per le perdite di UBI Leasing, rileva ai medesimi fini la prevista incorporazione di tale società in Intesa Sanpaolo nel corso del 2022.

Le prospettive reddituali di Intesa Sanpaolo sono state stimate, per gli esercizi 2022-2026, utilizzando le proiezioni economico-finanziarie fornite dalla Direzione Pianificazione e Controllo di Gestione; più in dettaglio: per gli esercizi 2022- 2025, a partire dalle proiezioni reddituali scaturenti dal Piano di impresa 2022-2025 ("Piano"), predisposto dal management di Intesa Sanpaolo e sottoposto all'approvazione del Consiglio di Amministrazione del 4 febbraio 2022; per il 2026, sulla base delle previsioni relative allo scenario macroeconomico e senza considerare l'effetto delle leve manageriali (trattasi della medesima base dati utilizzata ai fini dell'impairment test dei valori intangibili nel Bilancio 2021); per gli esercizi successivi al 2026, assumendo in via prudenziale che il risultato lordo si mantenga costante, pari dunque a quello stimato per l'esercizio 2026 (senza quindi considerare un tasso di crescita "g").

Dalle analisi condotte è emerso che il totale assorbimento delle imposte anticipate in questione potrà realizzarsi in un orizzonte temporale ritenuto compatibile con il requisito di "probabilità" del recupero richiesto dallo IAS 12.

Si segnala per completezza che nel bilancio dell'ex Gruppo UBI al 31 dicembre 2019 erano indicate imposte anticipate non iscritte di competenza dello stesso Gruppo pari a circa 550 milioni, interamente riferibili a perdite fiscali illimitatamente riportabili delle ex Good Banks acquisite. In sede di PPA, nonché di Bilancio 2020, era stato deciso di adottare un approccio in continuità rispetto a quello di UBI, scegliendo, prudentemente, di non iscrivere le sopra citate DTA. Tale impostazione viene confermata anche ai fini della redazione del presente Bilancio. Una riconsiderazione della questione verrà operata nei prossimi esercizi, in funzione dell'andamento delle performance reddituali della Banca nel contesto dell'evoluzione della situazione esterna.

Nel Bilancio 2021 risultano altresì iscritte, per 44 milioni, imposte anticipate derivanti da perdite fiscali, pregresse e in corso di assorbimento, della controllata lussemburghese Intesa Sanpaolo Holding International (ISPHI). Le analisi svolte in relazione alle previsioni reddituali della controllata lussemburghese confermano la capacità di tale società di utilizzare le perdite a fronte delle quali sono appostate imposte anticipate.

Nello svolgimento del probability test sulle "altre imposte anticipate IRES" e sulle "imposte anticipate IRAP", iscritte nel bilancio di Gruppo al 31 dicembre 2021 sono state considerate separatamente dalle altre le imposte anticipate derivanti da differenze temporanee deducibili relative a svalutazioni e perdite su crediti (diverse da quelle scaturenti dalla prima applicazione del principio contabile internazionale IFRS 9; cfr. infra), nonché, se iscritte in bilancio entro l'esercizio 2014, quelle relative all'avviamento e alle altre attività immateriali a vita indefinita66 (imposte anticipate "qualificate" e differenze temporanee "qualificate"). Rileva al riguardo che, a decorrere dal periodo di imposta chiuso al 31 dicembre 2011, è consentita la conversione in crediti di imposta delle imposte anticipate IRES iscritte in bilancio a fronte di perdite fiscali derivanti dalla deduzione differita di differenze temporanee "qualificate" (art. 2, comma 56-bis, D.L. 29 dicembre 2010 n. 225, introdotto dall'art. 9, D.L. 6 dicembre 2011 n. 201). A decorrere dal periodo di imposta 2013, analoga possibilità di conversione è prevista, qualora dalla dichiarazione IRAP emerga un valore della produzione netta negativo, anche per le imposte anticipate IRAP afferenti a differenze temporanee "qualificate" che abbiano concorso alla determinazione del valore della produzione netta negativo (art. 2, comma 56-bis.1, D.L. 29 dicembre 2010, n. 225, introdotto dalla L. n. 147/2013). Tali forme di convertibilità – che si aggiungono a quella già prevista per il caso in cui dal bilancio individuale risulti una perdita di esercizio (art. 2, commi 55 e 56, D.L. n. 225/2010, come da ultimo modificato dalla L. n. 147/2013) – costituiscono una modalità di recupero aggiuntiva e integrativa, che risulta idonea ad assicurare il recupero delle imposte anticipate "qualificate" in ogni situazione, indipendentemente dalla redditività futura dell'impresa. Infatti, qualora in un determinato esercizio si verificassero eccedenze delle differenze temporanee "qualificate" rispetto al reddito imponibile o al valore della produzione netta, il recupero delle relative imposte anticipate non si manifesterebbe in una riduzione delle imposte correnti, ma mediante l'iscrizione di imposte anticipate sulla perdita fiscale o sul valore della produzione netta negativo, convertibili in crediti

d'imposta ai sensi dell'art. 2, commi 56-bis e 56-bis.1, D.L. n. 225/2010. La convertibilità delle imposte anticipate su perdite fiscali e valore della produzione netta negativo che siano determinate da differenze temporanee "qualificate" si configura pertanto quale presupposto idoneo e sufficiente per l'iscrizione in bilancio delle imposte anticipate "qualificate", consentendo di escluderle dall'ambito applicativo del probability test reddituale.

Un limite alla convertibilità tout court delle imposte anticipate "qualificate" è stato introdotto dall'art. 11 del D.L. n. 59 del 3 maggio 2016, modificato dal D.L. n. 237 del 23 dicembre 2016, che ha subordinato la trasformabilità in credito di imposta delle imposte anticipate "qualificate" alle quali non abbia corrisposto un effettivo pagamento anticipato di imposte ("DTA di tipo 2") alla corresponsione di un canone annuo, pari all'1,5% del loro valore complessivo, per gli esercizi 2016-2030. Nessun canone è dovuto per la trasformabilità in credito di imposta delle imposte anticipate "qualificate" alle quali abbia invece

65 Tale importo è già al netto del beneficio, imputato a Intesa Sanpaolo, derivante dalla trasformazione in crediti di imposta di complessivi 220 milioni (di cui 110 milioni relativi al 2020 e 110 milioni al 2021) di imposte anticipate relative a perdite fiscali, per effetto della cessione, rispettivamente realizzata entro il 31 dicembre 2020 e entro il 31 dicembre 2021, di crediti deteriorati ai sensi dell'art. 55, D.L. n. 18/2020 (Decreto "Cura Italia") e dell'art. 19, D.L. n. 73/2021 (Decreto "Sostegni bis").

66 Con l'art. 17, D.L. 27 giugno 2015, n. 83, è stata esclusa la convertibilità in crediti d'imposta (a qualunque titolo prevista dal D.L. 29 dicembre 2010, n. 225) delle attività per imposte anticipate relative "al valore dell'avviamento e delle altre attività immateriali iscritte per la prima volta a partire dai bilanci relativi all'esercizio in corso alla data di entrata in vigore" della disposizione, cioè a partire dal 2015.

corrisposto un effettivo pagamento anticipato di maggiori imposte ("DTA di tipo 1"). Tenuto conto che le imposte anticipate "qualificate", sia quelle iscritte nel tempo dalle Società facenti parte del consolidato fiscale di Intesa Sanpaolo sia quelle confluite nel bilancio della Capogruppo a seguito dell'acquisizione dei rami aziendali delle ex Banche Venete sia da ultimo quelle dell'ex Gruppo UBI, sono risultate tutte "DTA di tipo 1", il Gruppo non è in concreto al momento tenuto alla corresponsione del canone.

La Legge di Bilancio 2019 (L. 30 dicembre 2018, n. 145), all'art. 1, commi 1067 e 1068, ha previsto la deducibilità (sia ai fini IRES che IRAP) in dieci periodi di imposta, a partire da quello in corso al 31 dicembre 2018, delle rettifiche di valore sui crediti verso la clientela iscritte nei bilanci delle banche e degli enti finanziari in occasione della prima applicazione principio

contabile internazionale IFRS 967. Secondo quanto chiarito nella Relazione illustrativa del Provvedimento, le imposte anticipate iscritte in bilancio a fronte del differimento della citata deduzione non sono convertibili in crediti di imposta in base alle citate disposizioni del D.L. n. 225/2010. Tali imposte, pertanto, debbono essere assoggettate al probability test.

  • Su tali basi, l'effettuazione del probability test sulle altre imposte anticipate IRES si è articolata come segue:
  • − individuazione delle "altre imposte anticipate IRES", ossia di quelle non relative alle perdite fiscali di Intesa Sanpaolo e dell'incorporanda UBI Leasing nonché di ISPHI, la cui iscrivibilità in bilancio è stata oggetto di una verifica a sé stante (cfr. sopra);
  • − individuazione, nell'ambito delle altre imposte anticipate, di quelle "non qualificate", poiché non convertibili in crediti verso l'Erario (cfr. sopra);
  • − analisi di tali imposte anticipate "non qualificate" e delle imposte differite passive iscritte nel bilancio consolidato, distinguendole per causale e per prevedibile timing di riassorbimento;
  • − quantificazione previsionale degli imponibili futuri del Gruppo, tesa a verificare la capacità di assorbimento delle "altre imposte anticipate IRES" "non qualificate". La stima degli imponibili futuri è stata operata, per gli esercizi 2022-2026, utilizzando la medesima base dati assunta ai fini dell'impairment test dei valori intangibili nel Bilancio 2021 (cfr. sopra); per gli esercizi successivi è stato ipotizzato per cautela un trascinamento delle proiezioni, senza considerare un tasso di crescita "g".

L'elaborazione svolta ha evidenziato una base imponibile IRES capiente, in grado di assorbire la fiscalità differita iscritta relativamente all'IRES nel bilancio al 31 dicembre 2021.

Anche per le "imposte anticipate IRAP", il probability test è stato effettuato in forma analitica con riferimento alle sole imposte anticipate "non qualificate" (per quelle convertibili in crediti verso l'Erario, come detto, le prospettive certe di utilizzo sulla base delle ipotesi di conversione in crediti di imposta previste dai commi 56-bis e 56-bis.1, art. 2, D.L. n. 225/2010, si configurano, infatti, quale presupposto sufficiente per l'iscrizione in bilancio, rendendo implicitamente superato il probability test ad esse relativo). Il test è stato effettuato confrontando gli imponibili prospettici IRAP di Intesa Sanpaolo e dell'incorporanda UBI Leasing, stimati sulla base dei medesimi dati previsionali assunti ai fini del probability test sulle perdite fiscali, con i rientri delle variazioni temporanee non qualificate riscontrate al 31 dicembre 2021 e determinando, per ciascun esercizio, la base imponibile IRAP residua.

Tenuto conto che ai fini IRAP, diversamente da quanto previsto per le perdite fiscali IRES, non opera un regime di carry forward degli imponibili negativi né la possibilità di compensarli nell'ambito di un consolidato fiscale, qualora in uno o più esercizi la base imponibile residua fosse per ipotesi negativa, le imposte anticipate IRAP iscrivibili in bilancio dovrebbero essere limitate alle sole corrispondenti alle differenze temporanee assorbibili in ciascun esercizio considerato.

Dalle elaborazioni svolte emerge una base imponibile residua IRAP positiva in ciascuno degli esercizi compresi nell'orizzonte temporale di riferimento del test.

A supporto dei positivi esiti del probability test si rileva che:

  • − i dati previsionali sui quali si basa la stima degli imponibili prospettici incorporano uno scenario macroeconomico "cautelativo", con tassi di mercato costanti sui livelli attuali;
  • − in una prospettiva di ulteriore prudenza, ai fini dell'effettuazione del test, l'imponibile degli esercizi per i quali non si dispone di una stima analitica degli utili prospettici, anche in presenza di un trend crescente di utili, viene assunto pari (i.e. non crescente rispetto) a quello dell'ultimo anno coperto dalla citata stima;
  • − in ogni caso, le stime reddituali prospettiche utilizzate ai fini del probability test vengono aggiornate annualmente per tener conto dei mutamenti intervenuti medio tempore negli scenari di mercato;
  • − secondo la vigente normativa italiana, le perdite fiscali sono riportabili senza limiti temporali (art. 84, TUIR);
  • − Intesa Sanpaolo presenta un solido track record di redditività, confermato anche dall'ultimo esercizio chiuso con risultati apprezzabili pur in un contesto fortemente impattato dalla pandemia;
  • − gli imponibili negativi non derivano da una "incapacità" fisiologica di generare utili fiscali ma piuttosto da alcune peculiari norme del sistema fiscale italiano, che hanno determinato l'insorgenza di imposte anticipate i cui reversal hanno penalizzato e continueranno a penalizzare (ma solo fino al 2029) gli imponibili fiscali (rateizzazione delle rettifiche su crediti non dedotte sino al 2014; rateizzazione delle perdite attese su crediti verso la clientela rilevate in sede di FTA dell'IFRS9; reiterato differimento nel tempo dell'inizio e della fine del periodo di recupero degli avviamenti riallineati a pagamento);
  • − la gran parte delle imposte anticipate su perdite fiscali pregresse è relativa ad entità acquisite da Intesa Sanpaolo e si è manifestata prima dell'acquisizione da parte della Capogruppo.

Pertanto, le prospettive di recupero che emergono dalle stime sono da ritenere compatibili con il requisito di "probabilità di recupero" richiesto dallo IAS 12 e, conseguentemente, le citate imposte anticipate possono essere iscritte nello Stato patrimoniale al 31 dicembre 2021 per il loro intero ammontare.

11.8 Altre informazioni

Oltre a quanto sopra indicato, non risultano altre informazioni da segnalare.

67 Il periodo di rateizzazione decennale, che avrebbe dovuto originariamente concludersi nel 2027, è stato procrastinato di un anno dalla Legge di bilancio 2020 (L. 27 dicembre 2019, n. 160).

SEZIONE 12 - ATTIVITÀ NON CORRENTI E GRUPPI DI ATTIVITA' IN VIA DI DISMISSIONE E PASSIVITA' ASSOCIATE - VOCE 120 DELL'ATTIVO E VOCE 70 DEL PASSIVO

12.1 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: composizione per tipologia di attività

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
A. Attività possedute per la vendita
A.1 Attività finanziarie 1.206 26.304
A.2 Partecipazioni 145 4
A.3 Attività materiali 60 695
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute 4 6
A.4 Attività immateriali 8 45
A.5 Altre attività non correnti 3 1.654
Totale A 1.422 28.702
di cui valutate al costo 1.364 28.357
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - 156
di cui valutate al fair value livello 3 58 189
B. Attività operative cessate
B.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - -
- Attività finanziarie detenute per la negoziazione - -
- Attività finanziarie designate al fair value - -
- Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - -
B.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
B.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - -
B.4 Partecipazioni - -
B.5 Attività materiali - -
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute - -
B.6 Attività immateriali - -
B.7 Altre attività - -
Totale B - -
di cui valutate al costo - -
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -
di cui valutate al fair value livello 3 - -
C. Passività associate ad attività possedute per la vendita
C.1 Debiti - -32.597
C.2 Titoli - -17
C.3 Altre passività -30 -3.062
Totale C -30 -35.676
di cui valutate al costo -30 -35.668
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -6
di cui valutate al fair value livello 3 - -2
D. Passività associate ad attività operative cessate
D.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - -
D.2 Passività finanziarie di negoziazione - -
D.3 Passività finanziarie designate al fair value - -
D.4 Fondi - -
D.5 Altre passività - -
Totale D - -
di cui valutate al costo - -
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -
di cui valutate al fair value livello 3 - -

Al 31 dicembre 2021 le attività possedute per la vendita ammontano a 1.422 milioni e accolgono principalmente portafogli, o singole posizioni, classificati a sofferenza o UTP che saranno oggetto di cessione nel corso del 2022, la partecipazione in Zhong Ou Asset Management Co. Ltd. (ZOAM) il cui closing, una volta completato l'iter autorizzativo, è atteso entro la fine del 2022, nonché le attività e passività afferenti il ramo d'azienda di Banca 5 dedicato alle attività di pagamento e a talune attività commerciali che saranno oggetto di conferimento a Mooney entro la prima parte del 2022.

Tale importo si confronta con l'importo di 28.702 milioni rilevato al 31 dicembre 2020 che includeva prevalentemente i rami delle filiali oggetto di cessione da parte della Capogruppo e di ex UBI a BPER e a Banca Popolare di Puglia e Basilicata e finanziamenti non performing che sono stati oggetto di cessione nel corso del 2021.

12.2 Altre informazioni

Al 31 dicembre 2021 non si segnalano ulteriori informazioni rilevanti. Si evidenzia la partecipazione Zhong Ou Asset Management Co. Ltd. (ZOAM), sottoposta ad influenza notevole non valutata al patrimonio netto e classificata come posseduta per la vendita.

SEZIONE 13 - ALTRE ATTIVITÀ – VOCE 130

13.1 Altre attività: composizione

(milioni di euro)
Voci
Partite varie 5.077
Crediti verso erario 7.432
Partite in corso di lavorazione 826
Assegni e altri valori in cassa 424
Partite viaggianti 7
Debitori diversi per operazioni in titoli 71
TOTALE
31.12.2021
13.837
TOTALE
31.12.2020
10.183

La sottovoce "Partite varie" include le seguenti principali componenti: (i) ratei e risconti pari a 711 milioni; (ii) imposta di bollo pari a 300 milioni; (iii) costi sostenuti per l'ottenimento e l'esecuzione dei contratti con la clientela per un ammontare pari a 478 milioni, riferito prevalentemente ai costi per bonus capitalizzati da Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking (e pertanto soggetti a ammortamento per 54,4 milioni) in quanto strettamente correlati all'acquisizione ed al mantenimento della raccolta; (iv) crediti di funzionamento, ossia crediti per operazioni connesse con la prestazione di attività e servizi non finanziari, per un ammontare pari a 203 milioni.

La sottovoce "Crediti verso erario" include crediti verso l'Erario del comparto assicurativo pari a 3.358 milioni, nonché il credito di imposta Ecobonus per 1.883 milioni.

PASSIVO

SEZIONE 1 – PASSIVITA' FINANZIARIE VALUTATE AL COSTO AMMORTIZZATO - VOCE 10

1.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2021 31.12.2020
Valore
di
Fair value Valore di
bilancio
Fair value
bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Debiti verso banche centrali 134.790 X X X 86.235 X X X
2. Debiti verso banche 30.468 X X X 29.712 X X X
2.1 Conti correnti e depositi a vista 3.197 X X X 5.026 X X X
2.2 Depositi a scadenza 4.394 X X X 2.981 X X X
2.3 Finanziamenti 18.574 X X X 17.690 X X X
2.3.1 Pronti contro termine passivi 12.160 X X X 10.067 X X X
2.3.2 Altri 6.414 X X X 7.623 X X X
2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti
patrimoniali
138 X X X - X X X
2.5 Debiti per leasing 8 X X X 4 X X X
2.6 Altri debiti 4.157 X X X 4.011 X X X
Totale 165.258 - 153.297 11.916 115.947 - 101.979 13.963

L'illustrazione dei criteri di determinazione del fair value è riportata nella Parte A – Politiche contabili.

Le operazioni di pronti contro termine passivi a fronte di attività cedute e non cancellate dal bilancio sono dettagliate nella Parte E-Sezione E.2.

All'interno della voce "Debiti verso Banche Centrali" è ricompreso il saldo delle operazioni di finanziamento TLTRO per complessivi 131.839 milioni, interamente ascrivibili all'operazione TLTRO III.

Tra i pronti contro termine passivi del Gruppo esposti in tabella sono compresi long term repo per un valore di bilancio complessivo di 238 milioni riconducibili a Banca Fideuram per operazioni di derisking perfezionate in esercizi precedenti al duplice scopo di finanziare, da un lato, l'attività della banca (con le operazioni di repo) e di ridurre, dall'altro, i rischi creditizi connessi al portafoglio titoli in essere (prevedendo anche l'acquisizione di garanzie finanziarie). Le operazioni hanno come sottostante un portafoglio non sostituibile di titoli di Stato italiani (con scadenza compresa tra il 2023 e il 2033) coperti dal rischio tasso mediante contratti interest rate swap e dal rischio di credito mediante contratti credit default swap, già presenti in bilancio al momento della stipula delle operazioni di repo ed iscritti tra le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato. Il valore nominale dei repo coincide con quello dei titoli ed anche la data di scadenza.

Ai fini della rilevazione in bilancio è stata effettuata una valutazione delle finalità sottostanti al complesso degli accordi contrattuali, tenendo conto delle indicazioni fornite dall'Autorità di Vigilanza nel Documento Banca d'Italia / Consob / IVASS n.6 dell'8 marzo 2013 – Trattamento contabile di operazioni di "repo strutturati a lungo termine".

L'analisi ha riguardato la struttura, i flussi di cassa ed i rischi connessi con le operazioni al fine di verificare se la fattispecie descritta in precedenza sia assimilabile alle operazioni di term structured repo descritte nel suddetto Documento e se, ai fini del rispetto del principio della prevalenza della sostanza sulla forma, ricorrano gli indicatori di cui al paragrafo B.6 della Guidance on Implementing dell'IFRS 9, in base ai quali l'operazione posta in essere potrebbe risultare sostanzialmente assimilabile a quella di un contratto derivato e, in particolare, ad un credit default swap.

La fattispecie descritta si articola in operazioni di pronti contro termine passivi che non risultano essere contestuali alle operazioni di acquisto dei titoli in quanto gli stessi erano già presenti in portafoglio. Inoltre, l'acquisto dei titoli e la stipula dei relativi derivati a copertura sono avvenuti con controparti di mercato differenti da quelle con cui sono stati conclusi i repo. Peraltro, anche il rischio di credito è stato chiuso con garanzie finanziarie.

Dall'analisi svolta sono pertanto emersi elementi di differenziazione rispetto alle operazioni di term structured repo descritte nel citato Documento, a supporto dell'inapplicabilità delle linee guida previste al paragrafo B.6 della Guidance on Implementing dell'IFRS 9, conseguendo che le operazioni devono essere rilevate in bilancio considerando separatamente le singole componenti contrattuali.

1.2 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso clientela

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Componenti del gruppo 31.12.2021 31.12.2020
Valore
di
Fair value Valore di
bilancio
Fair value
bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Conti correnti e depositi a vista 423.335 X X X 380.881 X X X
2. Depositi a scadenza 19.184 X X X 26.951 X X X
3. Finanziamenti 5.716 X X X 3.846 X X X
3.1 Pronti contro termine passivi 2.691 X X X 944 X X X
3.2 Altri 3.025 X X X 2.902 X X X
4. Debiti per impegni di riacquisto di propri
strumenti patrimoniali
23 X X X 27 X X X
5. Debiti per leasing 1.379 X X X 1.736 X X X
6. Altri debiti 8.602 X X X 8.924 X X X
Totale 458.239 - 433.309 25.130 422.365 - 352.682 69.997

1.3 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei titoli in circolazione

(milioni di euro)
Tipologia titoli / Valori 31.12.2021 31.12.2020
Valore di Fair value Valore di Fair value
bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3 bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3
A. Titoli
1. obbligazioni 75.050 47.030 29.971 42 81.846 47.158 36.678 48
1.1 strutturate 2.262 246 2.038 42 6.862 - 6.933 48
1.2 altre 72.788 46.784 27.933 - 74.984 47.158 29.745 -
2. altri titoli 11.508 - 8.837 2.671 9.988 - 7.886 2.104
2.1 strutturati - - - - - - - -
2.2 altri 11.508 - 8.837 2.671 9.988 - 7.886 2.104
Totale 86.558 47.030 38.808 2.713 91.834 47.158 44.564 2.152

1.4 Dettaglio dei debiti / titoli subordinati

Al 31 dicembre 2021 non si segnalano debiti subordinati verso banche e clientela.

Alla data di riferimento si rilevano titoli in circolazione subordinati per 12.599 milioni, ascrivibili interamente alla Capogruppo

1.5 Dettaglio dei debiti strutturati

Al 31 dicembre 2021 risultano in essere debiti strutturati verso banche per 200 milioni.

1.6 Debiti per leasing

I debiti per operazioni di leasing sono quantificati applicando il principio contabile IFRS 16.

SEZIONE 1 BIS – PASSIVITA' FINANZIARIE DI PERTINENZA DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE VALUTATE AL COSTO AMMORTIZZATO AI SENSI DELLO IAS 39 - VOCE 15

Si riportano di seguito i dettagli delle voci IAS39 incluse nella voce 15 di schema di Stato patrimoniale passivo riferita alle imprese di assicurazione.

In relazione all'applicazione del Deferral Approach, negli schemi consolidati previsti dalla circolare 262 della Banca d'Ital ia, è stata infatti creata la "Voce 15 Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39" che accoglie componenti di cui al seguente schema:

Composizione della voce Passività finanziarie di pertinenza delle imprese
di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 - Voce 15
31.12.2021 31.12.2020
10. Debiti verso banche 623 609
20. Debiti verso la clientela 188 428
30. Titoli in circolazione 1.335 898
TOTALE Voce 15 2.146 1.935

1.1 Bis Debiti verso banche: composizione merceologica

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2021 31.12.2020
1. Debiti verso banche centrali - -
2. Debiti verso banche 623 609
2.1 Conti correnti e depositi liberi - -
2.2 Depositi vincolati - -
2.3 Finanziamenti 607 607
2.3.1 Pronti contro termine passivi - -
2.3.2 Finanziamenti per locazione finanziaria -
2.3.3 Altri 607 607
2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali - -
2.5 Debiti per leasing -
2.6 Altri debiti 16 2
TOTALE (Valore di bilancio) 623 609
Fair value - livello 1 - -
Fair value - livello 2 - 2
Fair value - livello 3 650 607
Totale Fair value 650 609

1.2 Bis Dettaglio della voce "Debiti verso banche": debiti subordinati

Al 31 dicembre 2021 si rilevano debiti subordinati per 607 milioni, ascrivibili interamente ad Intesa Sanpaolo Vita.

1.3 Bis Dettaglio della voce "Debiti verso banche": debiti strutturati

Al 31 dicembre 2021 non si segnalano debiti strutturati di pertinenza delle Imprese di Assicurazione.

1.4 Bis Debiti verso banche oggetto di copertura specifica

Al 31 dicembre 2021 non si segnalano debiti verso banche oggetto di copertura specifica di pertinenza delle Imprese di Assicurazione.

1.5 Bis Debiti per leasing

I debiti per operazioni di leasing sono quantificati applicando il principio contabile IFRS 16.

1.6 Bis Debiti verso clientela: composizione merceologica

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2021 31.12.2020
1. Conti correnti e depositi liberi - -
2. Depositi vincolati - -
3. Finanziamenti - -
3.1 Pronti contro termine passivi - -
3.2 Finanziamenti per locazione finanziaria - -
3.3 Altri - -
4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali 87 341
5. Debiti per leasing 7 7
6. Altri debiti 94 80
Totale (valore di bilancio) 188 428
Fair value - livello 1 - -
Fair value - livello 2 93 348
Fair value - livello 3 95 80
Totale Fair Value 188 428

L'ammontare relativo alla voce "Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali" è riferibile ad opzioni put vendute, aventi come sottostante quote di minoranza di partecipazioni consolidate integralmente, ascrivibili al Put & Call Agreement per l'acquisto del 30% di Intesa Sanpaolo RBM Salute S.p.A.

1.7 Bis Dettaglio della voce "Debiti verso clientela": debiti subordinati

Al 31 dicembre 2021 non si segnalano Debiti verso clientela subordinati di pertinenza delle Imprese di Assicurazione.

1.8 Bis Dettaglio della voce "Debiti verso clientela": debiti strutturati

Al 31 dicembre 2021 non si segnalano Debiti verso clientela strutturati di pertinenza delle Imprese di Assicurazione.

1.9 Bis Debiti verso clientela oggetto di copertura specifica

Al 31 dicembre 2021 non si segnalano Debiti verso clientela oggetto di copertura specifica di pertinenza delle Imprese di Assicurazione.

1.10 Bis Debiti per leasing

I debiti per operazioni di leasing sono quantificati applicando il principio contabile IFRS 16.

1.11 Bis Titoli in circolazione: composizione merceologica

(milioni di euro)
Tipologia titoli / Valori 31.12.2021 31.12.2020
Valore di
bilancio
Fair Value Valore di
bilancio
Fair Value
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
A.Titoli
1. Obbligazioni 1.335 - 1.338 - 898 - 898 -
1.1 strutturate - - - - - - - -
1.2 altre 1.335 - 1.338 - 898 - 898 -
2. Altri titoli - - - - - - - -
2.1 strutturati - - - - - - - -
2.2 altri - - - - - - - -
Totale 1.335 - 1.338 - 898 - 898 -

1.12 Bis Dettaglio della voce "Titoli in circolazione": titoli subordinati

Al 31 dicembre 2021 risultano 1.335 milioni di competenza delle imprese di assicurazione completamente riferibili ad altre obbligazioni- livello 2 (fair value 1.338 milioni); alla fine del 2020 erano pari a 898 milioni.

1.13 Bis Dettaglio della voce "Titoli in circolazione": titoli oggetto di copertura specifica

Non si segnalano Titoli in circolazione oggetto di copertura specifica riferibili a società Assicurative.

SEZIONE 2 – PASSIVITA' FINANZIARIE DI NEGOZIAZIONE– VOCE 20

2.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica

Tipologia operazioni/Valori
31.12.2020
Valore
nominale
Fair value Fair
value
Valore
nominale o
Fair value Fair
value
(*)
nozionale Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
19.827 22.222 40 - 22.262 11.117 12.913 210 - 13.123
- - - - - 2.438 2.810 12 - 2.822
3.324 - 3.459 - X 4.736 - 4.821 - X
- - - - X - - - - X
- - - - X - - - - X
- - - - X - - - - X
3.324 - 3.459 - X 4.736 - 4.821 - X
3.324 - 3.459 - X 4.736 - 4.821 - X
- - - - X - - - - X
23.151 22.222 3.499 - 22.262 18.291 15.723 5.043 - 15.945
X 19 28.107 118 X X 19 36.367 122 X
X 19 28.072 118 X X 19 36.343 106 X
X - - - X X - - - X
X - 35 - X X - 24 16 X
X - 2.340 1 X X - 1.758 1 X
X - 2.340 1 X X - 1.758 1 X
X - - - X X - - - X
X - - - X X - - - X
X 19 30.447 119 X X 19 38.125 123 X
o 31.12.2021 (*) nozionale (milioni di euro)

(*) Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.

L'aggregato 3.2.1 Altri Titoli – strutturati include i derivati cartolarizzati che alla scadenza prevedono la restituzione parziale o integrale dei premi versati, ai sensi della Comunicazione di Banca d'Italia del 21 ottobre 2014, emessi dal Gruppo fino a tutto il 2019.

Gli strumenti derivati includono per 5.014 milioni i certificates aventi caratteristiche assimilabili a derivati finanziari in ragione della prevalenza dei rischi di mercato rispetto alla restituzione dei premi versati.

Le variazioni di fair value rilevate nell'esercizio per il cambiamento del proprio merito di credito sono risultate positive per 79 milioni e si riferiscono a Strumenti derivati ed a Titoli di debito - Altri titoli.

2.2 Dettaglio delle "Passività finanziarie di negoziazione": passività subordinate

Al 31 dicembre 2021 le "Passività finanziarie di negoziazione" includono passività subordinate verso banche per 344 milioni.

2.3 Dettaglio delle "Passività finanziarie di negoziazione": debiti strutturati

Al 31 dicembre 2021 i debiti strutturati classificati nella voce "Passività finanziarie di negoziazione" ammontano a 2 milioni verso banche.

SEZIONE 3 – PASSIVITA' FINANZIARIE DESIGNATE AL FAIR VALUE- VOCE 30

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2021 31.12.2020
Valore
nominale
Fair value Fair
Valore
value
nominale
(*)
Fair value Fair
value
(*)
Livello1 Livello 2 Livello 3 Livello1 Livello 2 Livello 3
1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
1.1 Strutturati - - - - X - - - - X
1.2 Altri - - - - X - - - - X
di cui:
- impegni a erogare fondi - X X X X - X X X X
- garanzie finanziarie rilasciate - X X X X - X X X X
2. Debiti verso clientela 5 - 4 - 4 5 - 4 - 4
2.1 Strutturati 5 - 4 - X 5 - 4 - X
2.2 Altri - - - - X - - - - X
di cui:
- impegni a erogare fondi - X X X X - X X X X
- garanzie finanziarie rilasciate - X X X X - X X X X
3. Titoli di debito 3.634 6 3.638 26 3.566 2.930 - 3.028 - 2.878
3.1 Strutturati 3.634 6 3.638 26 X 2.930 - 3.028 - X
3.2 Altri - - - - X - - - - X
Totale 3.639 6 3.642 26 3.570 2.935 - 3.032 - 2.882

3.1 Passività finanziarie designate al fair value: composizione merceologica

(*) Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.

Il Gruppo ha classificato nei "Debiti verso clientela" e nei "Debiti verso banche" il piano di Co-Investimenti Lecoip per rapporti di lavoro cessati anzitempo di dipendenti di società del Gruppo e nei "Debiti verso clientela" le polizze vita collegate ad iniziative sociali, che il Gruppo gestisce sulla base del fair value.

La sottovoce 3.1 "Titoli di debito – Strutturati" accoglie i certificates che alla scadenza prevedono la restituzione parziale o integrale dei premi versati, ai sensi della Comunicazione di Banca d'Italia del 21 ottobre 2014 (certificates a capitale garantito o protetto). Questi, se emessi successivamente al 1° gennaio 2020, sono classificati tra le "Passività finanziarie designate al fair value" (c.d. Fair Value Option), a seguito dell'implementazione di un nuovo modello di business improntato a logiche di banking book con l'obiettivo di generare una raccolta stabile.

I certificates rappresentativi di "Passività finanziarie designate al fair value" rilevano le relative variazioni di fair value attribuibili alle variazioni del proprio merito creditizio nell'ambito del Prospetto della redditività complessiva (Patrimonio netto). Nell'esercizio le variazioni del proprio merito creditizio sono risultate positive per 33 milioni.

3.2 Dettaglio "Passività finanziarie designate al fair value": passività subordinate

Al 31 dicembre 2021 il Gruppo non ha in essere passività subordinate classificate nella voce Passività finanziarie designate al fair value.

SEZIONE 3 BIS – PASSIVITA' FINANZIARIE DI PERTINENZA DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE DESIGNATE AL FAIR VALUE AI SENSI DELLO IAS 39 - VOCE 35

Si riportano di seguito i dettagli delle voci IAS39 incluse nella voce 35 di schema di Stato patrimoniale passivo riferita al le imprese di assicurazione.

In relazione all'applicazione del Deferral Approach, negli schemi consolidati previsti dalla circolare 262 della Banca d'Italia, è stata infatti creata la "Voce 35 Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione designate al fair value ai sensi dello IAS 39" che accoglie componenti di cui al seguente schema.

Composizione della voce Passività finanziarie di pertinenza delle imprese
di assicurazione designate al fair value ai sensi dello IAS 39 - Voce 35
31.12.2021 31.12.2020
40. Passività finanziarie di negoziazione 103 58
50. Passività finanziarie valutate al fair value
60. Derivati di Copertura
84.667
-
77.149
-
TOTALE Voce 35 84.770 77.207

3.1 Bis Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2021 31.12.2020
Valore
nominale
Fair value Fair
value
valore
nominale
Fair value Fair
value
o
nozionale
Livello 1 Livello 2 Livello 3 (*) o
nozionale
Livello 1 Livello 2 Livello 3 (*)
A. Passività per cassa
1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - - - - - -
3. Titoli di debito - - - - X - - - - X
3.1 Obbligazioni - - - - X - - - - X
3.1.1 Strutturate - - - - X - - - - -
3.1.2 Altre obbligazioni - - - - X - - - - -
3.2 Altri titoli - - - - X - - - - X
3.2.1 Strutturati - - - - X - - - - -
3.2.2 Altri - - - - X - - - - -
Totale A - - - - - - - - - -
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari X - 42 61 X X 4 54 - X
1.1 Di negoziazione X - 38 61 X X 4 48 - X
1.2 Connessi con la fair value option X - 4 - X X - 6 - X
1.3 Altri X - - - X X - - - X
2. Derivati creditizi X - - - X X - - - X
2.1 Di negoziazione X - - - X X - - - X
2.2 Connessi con la fair value option X - - - X X - - - X
2.3 Altri X - - - X X - - - X
Totale B X - 42 61 X X 4 54 - X
Totale (A+B) X - 42 61 X X 4 54 - X

(*) Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.

3.2 Bis Dettaglio della voce "Passività finanziarie di negoziazione": passività subordinate

Per quanto riguarda le Passività finanziarie di negoziazione: passività subordinate, non si rilevano importi per le Imprese di Assicurazione al 31 dicembre 2021.

3.3 Bis Dettaglio della voce "Passività finanziarie di negoziazione": debiti strutturati

Per quanto riguarda le Passività finanziarie di negoziazione: debiti strutturati, non si rilevano importi per le Imprese di Assicurazione al 31 dicembre 2021.

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2021 31.12.2020
Valore
nominale
Fair value Fair
value
Valore
nominale
Fair value Fair
value
Livello 1 Livello 2 Livello 3 (*) Livello 1 Livello 2 Livello 3 (*)
1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
1.1 Strutturati - - - - X - - - - X
1.2 Altri - - - - X - - - - X
2. Debiti verso clientela 84.667 - 84.667 - 85.269 77.149 - 77.149 - 78.165
2.1 Strutturati - - - - X - - - - X
2.2 Altri 84.667 - 84.667 - X 77.149 - 77.149 - X
3. Titoli di debito - - - - - - - - - -
3.1 Strutturati - - - - X - - - - X
3.2 Altri - - - - X - - - - X
Totale 84.667 - 84.667 - 85.269 77.149 - 77.149 - 78.165

3.4 Bis Passività finanziarie valutate al fair value: composizione merceologica

(*) Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.

3.5 Bis Dettaglio della voce "Passività finanziarie valutate al fair value": passività subordinate

Al 31 dicembre 2021 non si segnalano passività subordinate classificate nella voce "Passività finanziarie valutate al fair value".

3.6 Bis Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli gerarchici

Al 31 dicembre 2021 per le società Assicurative non si segnalano Derivati di copertura riferiti a portafogli coperti.

3.7 Bis Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologie di copertura

Al 31 dicembre 2021 per le società Assicurative non si segnalano Derivati di copertura riferiti a portafogli coperti.

SEZIONE 4 – DERIVATI DI COPERTURA – VOCE 40

4.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli gerarchici

(milioni di euro)
Voci Fair value 31.12.2021 Valore
nozionale
Fair value 31.12.2020 Valore
nozionale
Livello 1 Livello 2 Livello 3 31.12.2021 Livello 1 Livello 2 Livello 3 31.12.2020
A) Derivati finanziari - 4.868 - 111.607 1 7.084 3 153.406
1) Fair value - 2.814 - 102.604 1 3.386 3 147.451
2) Flussi finanziari - 2.054 - 9.003 - 3.698 - 5.955
3) Investimenti esteri - - - - - - - -
B. Derivati creditizi - - - - - - - -
1) Fair value - - - - - - - -
2) Flussi finanziari - - - - - - - -
Totale - 4.868 - 111.607 1 7.084 3 153.406

4.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologie di copertura

(milioni di euro)
Operazioni/Tipo di copertura FAIR VALUE FLUSSI INVESTIM.
ESTERI
Specifica Generica FINANZIARI
titoli di
debito e
tassi di
interesse
titoli di
capitale e
indici
azionari
valute
e oro
credito merci altri Specifica Generica
1. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
116 - 22 - X X X - X X
2. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
2.134 X 334 - X X X 8 X X
3. Portafoglio X X X X X X 30 X 5 X
4. Altre operazioni - - - - - - X - X -
Totale attività 2.250 - 356 - - - 30 8 5 -
1. Passività finanziarie 102 X 31 - - - X 8 X X
2. Portafoglio X X X X X X 45 X 2.033 X
Totale passività 102 - 31 - - - 45 8 2.033 -
1. Transazioni attese X X X X X X X - X X
2. Portafoglio di attività e passività finanziarie X X X X X X - X - -

Nella tabella è indicato il fair value negativo dei derivati di copertura, suddiviso in relazione all'attività o alla passività coperta e alla tipologia di copertura realizzata.

Considerando i valori al lordo della compensazione in bilancio, emerge la prevalenza di contratti derivati utilizzati nella copertura generica di fair value dei crediti erogati e specifica di finanziamenti e titoli di debito, nonché di contratti derivati di copertura generica dei flussi finanziari di portafogli di passività. La copertura dei flussi finanziari si riferisce a raccolta in titoli in circolazione a tasso variabile utilizzata per finanziare impieghi a tasso fisso.

SEZIONE 5 – ADEGUAMENTO DI VALORE DELLE PASSIVITA' FINANZIARIE OGGETTO DI COPERTURA GENERICA – VOCE 50

5.1 Adeguamento di valore delle passività finanziarie coperte

(milioni di euro)
Adeguamento di valore delle passività coperte/ Componenti del gruppo 31.12.2021 31.12.2020
1. Adeguamento positivo delle passività finanziarie 63 733
2. Adeguamento negativo delle passività finanziarie -10 -
Totale 53 733

Forma oggetto di rilevazione nella presente voce il saldo delle variazioni di valore delle passività oggetto di copertura generica (macrohedging) dal rischio di tasso di interesse, per la cui applicazione ci si avvale della possibilità, prevista dall'IFRS 9, di continuare ad applicare le previsioni consentite dallo IAS 39 nella versione Carve out.

SEZIONE 6 – PASSIVITÀ FISCALI – VOCE 60

Per quanto riguarda le informazioni di questa sezione, si rimanda a quanto esposto nella Sezione 11 dell'Attivo.

SEZIONE 7 - PASSIVITÀ ASSOCIATE AD ATTIVITÀ IN VIA DI DISMISSIONE – VOCE 70

Per quanto riguarda le informazioni di questa sezione, si rimanda a quanto esposto nella Sezione 12 dell'Attivo.

SEZIONE 8 – ALTRE PASSIVITÀ – VOCE 80

8.1 Altre passività: composizione

(milioni di euro)
Voci
Partite varie 8.914
Partite verso l'Erario 2.431
Debiti verso fornitori 2.272
Partite in corso di lavorazione 909
Somme a disposizione di terzi 516
Somme da erogare al personale 360
Debiti verso enti previdenziali 237
TOTALE 31.12.2021 15.639
TOTALE 31.12.2020 14.439

La sottovoce "Partite varie" include le seguenti principali componenti: (i) partite illiquide di portafoglio e operazioni in titoli pari a 2.990 milioni; (ii) bonifici in corso di esecuzione pari a 1.677 milioni; (iii) ratei e risconti passivi pari a 836 milioni.

La sottovoce include inoltre, come previsto dal paragrafo 116 a) dell'IFRS 15, le passività derivanti da contratti con clienti pari a 119 milioni.

SEZIONE 9 – TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DEL PERSONALE – VOCE 90

9.1 Trattamento di fine rapporto del personale: variazioni annue

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
A. Esistenze iniziali 1.200 1.134
B. Aumenti 291 545
B.1 Accantonamenti dell'esercizio 7 9
B.2 Altre variazioni 284 536
- di cui operazioni di aggregazione aziendale 6 277
C. Diminuzioni -392 -479
C.1 Liquidazioni effettuate -150 -148
C.2 Altre variazioni -242 -331
- di cui operazioni di aggregazione aziendale -5 -1
D. Rimanenze finali 1.099 1.200
Totale 1.099 1.200

La sottovoce C.1. si riferisce agli utilizzi del fondo al 31 dicembre 2021.

Per maggiori informazioni sulle risultanze dei conteggi attuariali si rimanda alla successiva Sezione 10.5 - Fondi di quiescenza aziendali a prestazione definita.

9.2 Altre informazioni

Il valore attuale del trattamento di fine rapporto, che è inquadrabile tra i piani a benefici definiti non finanziati, è pari, a dicembre 2021, a 1.099 milioni, mentre a fine 2020 ammontava a 1.200 milioni.

SEZIONE 10 – FONDI PER RISCHI E ONERI – VOCE 100

10.1 Fondi per rischi e oneri: composizione

(milioni di euro)
Voci/Componenti 31.12.2021 31.12.2020
1. Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate 508 626
2. Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate - -
3. Fondi di quiescenza aziendali 290 324
4. Altri fondi per rischi ed oneri 4.918 5.014
4.1 controversie legali e fiscali 1.066 965
4.2 oneri per il personale 2.611 2.601
4.3 altri 1.241 1.448
Totale 5.716 5.964

Non vi sono fattispecie riconducibili alla voce "2 – Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate".

Il contenuto della voce "4 - Altri fondi rischi ed oneri" è illustrato al successivo punto 10.6.

10.2 Fondi per rischi e oneri: variazioni annue

(milioni di euro)
Voci Fondi su altri
impegni e
altre garanzie
rilasciate
Fondi di
quiescenza
Altri fondi
per rischi ed
oneri
Totale
A. Esistenze iniziali - 324 5.014 5.338
B. Aumenti - 33 1.633 1.666
B.1 Accantonamento dell'esercizio - 11 1.550 1.561
B.2 Variazioni dovute al passare del tempo - 1 - 1
B.3 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - - - -
B.4 Altre variazioni - 21 83 104
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - 15 6 21
C. Diminuzioni - -67 -1.729 -1.796
C.1 Utilizzo nell'esercizio - -13 -1.686 -1.699
C.2 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - - -7 -7
C.3 Altre variazioni - -54 -36 -90
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - - -
D. Rimanenze finali - 290 4.918 5.208

Come specificato nel commento alla precedente tabella, non vi sono fattispecie riconducibili alla voce "Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate".

Negli "Altri fondi per rischi ed oneri" sono inclusi accantonamenti netti a voce 200 lettera b) di conto economico per 471 milioni e, per il residuo, accantonamenti netti ad altre voci di conto economico, tra questi si segnalano 316 milioni relativi all'accordo di incentivazione all'esodo del personale sottoscritto con le OO.SS. lo scorso 16 novembre 2021.

Infine si segnala che al 31 dicembre 2021 risultano variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto pari a -7 milioni.

10.3 Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate

(milioni di euro)
Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie
finanziarie rilasciate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
Totale
1. Impegni a erogare fondi 92 61 62 - 215
2. Garanzie finanziarie rilasciate 20 44 229 - 293
Totale 112 105 291 - 508

10.4 Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate

Al 31 dicembre 2021 non risultano fondi su altri impegni e garanzie rilasciate.

10.5 Fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti

1. Illustrazione delle caratteristiche dei fondi e dei connessi rischi

Con riferimento ai fondi di previdenza complementare a prestazione definita, la determinazione dei valori attuariali richiesti dall'applicazione dello IAS 19 "Benefici ai dipendenti" viene effettuata da un attuario indipendente, con l'utilizzo del "metodo della proiezione unitaria del credito" (Project Unit Credit Method), come evidenziato in dettaglio nella parte A – Politiche contabili.

I fondi a prestazione definita, nei quali le società del Gruppo Intesa Sanpaolo risultano coobbligate, si possono distinguere in:

  • fondi interni di previdenza complementare;
  • fondi esterni di previdenza complementare.

I fondi interni includono:

  • tre piani a benefici definiti in essere presso la filiale di Londra, relativi alle filiali ex Cariplo, ex Banca Commerciale Italiana ed ex Banco Ambrosiano Veneto: i fondi pensione privati sono stati costituiti dai datori di lavoro britannici per integrare il livello della pensione statale, storicamente molto bassa. Le filiali londinesi di Banca Commerciale Italiana, Cariplo e Banco Ambrosiano Veneto costituirono fondi a benefici definiti per i propri dipendenti al momento della loro apertura, sotto forma di Trusts retti dalla legislazione inglese e amministrati da un Board di Trustees, nominati in parte dal datore di lavoro ed in parte dagli iscritti. Tali fondi sono operativi per i dipendenti assunti sino alla fine del 1999 per Banco Ambrosiano Veneto e Cariplo e fino alla fine del 2000 per Banca Commerciale Italiana. In linea generale tutti i fondi garantiscono una pensione pagabile al compimento del 65° anno di età e il beneficio è determinato, con regole distinte per i diversi fondi, sulla base dello stipendio lordo annuale percepito durante l'ultimo anno di servizio;
  • piano medico post-pensionistico (medical plan) e altri benefici a favore dei dipendenti di Bank of Alexandria (Egitto): trattasi di piani a benefici definiti che prevedono l'assistenza sanitaria e altri benefici ai dipendenti, anche dopo il pensionamento. La banca è responsabile dei costi e dei rischi collegati all'erogazione di tali benefici;
  • piani a benefici definiti in essere presso Banca Intesa Beograd: trattasi di benefici a lungo termine stabiliti dal Contratto Collettivo (che fa riferimento a disposizioni legislative della Repubblica di Serbia), a favore del personale in servizio da corrispondere nel momento in cui verrà meno il rapporto di lavoro;
  • piani a benefici definiti in essere presso ex UBI Banca: hanno, in generale, lo scopo di garantire, a favore degli iscritti, un trattamento integrativo delle pensioni corrisposte dalla "assicurazione invalidità, vecchiaia e superstiti" gestita dall'INPS nella misura e con le modalità previste dai singoli regolamenti; in tale ambito si distinguono i Fondi relativi ad ex Centrobanca, ad ex Banca Regionale Europea, ad ex Carime e ad ex Banca Adriatica.

Il Fondo di previdenza integrativo per il personale della società Centrobanca - Banca Centrale di Credito Popolare S.p.A., al quale risultano iscritti, ormai in forma residuale, 7 pensionati prevede una pensione integrativa diretta per vecchiaia e anzianità, al momento della maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni erogate dall'INPS (purché l'iscritto abbia maturato almeno 15 anni di iscrizione al Fondo) e una pensione integrativa diretta per invalidità, al momento della maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni erogate dall'INPS (purché siano trascorsi almeno 5 anni di iscrizione al Fondo).

Il Fondo per il personale della ex Banca Regionale Europea è un fondo di integrazione dell'Assicurazione Obbligatoria Invalidità Vecchiaia e Superstiti per il personale della Banca Regionale Europea (incorporata in ex UBI Banca con efficacia novembre 2016) proveniente dalla ex Banca del Monte di Lombardia e dalla ex Cassa di Risparmio di Cuneo; il fondo eroga i seguenti trattamenti previdenziali a titolo di pensione diretta:

  • o per vecchiaia, quando gli iscritti abbiano maturato i limiti contrattuali di età tempo per tempo vigenti purché siano trascorsi almeno 15 anni di iscrizione al Fondo;
  • o per anzianità, quando gli iscritti abbiano maturato i limiti minimi di servizio tempo per tempo vigenti previsti dal contratto;
  • o per invalidità, quando, ottenuto il riconoscimento dello stato di invalidità e qualunque sia l'età, sia maturata una anzianità computabile per la prestazione di almeno cinque anni, o, qualunque sia l'anzianità, se l'invalidità è permanente e dipendente da cause di servizio.

Inoltre, ai superstiti dell'iscritto spetta una pensione indiretta in caso di morte in attività di servizio dopo un anno di iscrizione al Fondo o dopo qualunque periodo se la morte è dipesa da cause di servizio ed una pensione di reversibilità in caso di morte, purché sia stata liquidata la pensione diretta.

Il Fondo ex Carime, confluita in ex UBI Banca a febbraio 2017, a sua volta include i seguenti fondi: Fondo della ex Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania, Fondo della ex Cassa di Risparmio di Puglia, Fondo della ex Cassa di Risparmio Salernitana. I fondi prevedono i seguenti trattamenti previdenziali a titolo di pensione diretta per:

  • o vecchiaia, quando gli iscritti abbiano compiuto il 60° anno di età, se uomini, o il 55° anno di età, se donne, e purché abbiano prestato almeno 15 anni di servizio;
  • o anzianità, quando gli iscritti abbiano maturato 35 anni di anzianità di servizio, se uomini, o 30 anni, se donne, indipendentemente dall'età anagrafica;
  • o invalidità, a qualunque età quando siano inabili in modo assoluto e permanente al lavoro e siano iscritti al fondo (inoltre per il Fondo ex Cassa di Risparmio di Puglia l'invalidità deve dipendere da cause di servizio e per il Fondo ex Cassa di Risparmio Salernitana è richiesta l'iscrizione da almeno 5 anni).

Inoltre, ai superstiti dell'iscritto spetta una pensione indiretta in caso di morte in attività di servizio ed una pensione di reversibilità in caso di morte, purché sia stata liquidata la pensione diretta.

Il Fondo ex Banca Adriatica, incorporata in ex UBI Banca nell'ottobre 2017, include a sua volta: il Fondo di quiescenza del personale ramo credito ex Cassa di Risparmio di Macerata S.p.A. (ex Banca Ca.Ri.Ma.), il Fondo di quiescenza ex dipendenti Banca Ca.Ri.Ma. passati alla Se.Ri.Ma. (ora Equitalia Servizi di Riscossione S.p.A.), il Fondo di quiescenza del personale ex Mediocredito Fondiario Centro Italia Spa, il Fondo di quiescenza del personale ramo esattoriale ex Cassa di Risparmio di Pesaro, il Fondo di quiescenza del personale ex Cassa di Risparmio di Jesi, il Fondo di quiescenza del personale ramo esattoriale ex Cassa di Risparmio di Pesaro Spa passati alla ex SE.RI.T. S.p.A.

I fondi esterni includono:

  • il Fondo Pensione a Prestazione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo, nuova denominazione assunta dall'ex Fondo Pensione Complementare per il Personale del Banco di Napoli – Sezione A, individuato come collettore di altre forme a "prestazione definita" nell'ambito del processo di riordino e razionalizzazione dei regimi previdenziali esistenti nel Gruppo Intesa Sanpaolo, con salvaguardia dei diritti degli iscritti (attivi e pensionati). A tal fine sono state conferite al "Fondo" – in sezioni virtualmente separate nell'ambito della Sezione A - le appostazioni patrimoniali presenti nei bilanci delle forme previdenziali preesistenti, per assicurare la piena copertura delle prestazioni integrative. Il Fondo, ente con personalità giuridica e gestione patrimoniale autonoma, include le seguenti gestioni: dipendenti iscritti e altri beneficiari di provenienza ex Banco di Napoli; personale in quiescenza beneficiario dell'Assegno Integrativo di Quiescenza, già fondo interno di Sanpaolo IMI; personale in quiescenza ex Banca Nazionale delle Comunicazioni; personale dipendente e in quiescenza proveniente dalla Cassa di Risparmio in Bologna, già iscritto al Fondo di Previdenza Complementare per il Personale della citata Cassa, confluito nel Fondo per il Personale del Banco di Napoli nel corso del 2004; personale in quiescenza proveniente dal Fondo di Previdenza Complementare ex Fin.Opi e confluito nel Fondo in argomento il 1° giugno 2005; personale dipendente ed in quiescenza proveniente dall'ex Banca Popolare dell'Adriatico, già iscritto al Fondo di Previdenza del Personale della Banca Popolare dell'Adriatico, confluito nel Fondo in argomento il 30 giugno 2006; personale in quiescenza proveniente dalla Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone già iscritto nel Fondo di Previdenza Complementare per il personale della predetta Cassa, confluita nel Fondo nel corso del 2006; personale in quiescenza proveniente dalla Cassa di Risparmio di Forlì già iscritto nel Fondo di Previdenza Complementare per il personale della citata Cassa, confluita nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2007; personale in quiescenza proveniente dal Fondo interno ex Carive, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2008; personale in quiescenza proveniente dal Fondo Interno ex FIP di CR Firenze, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2010; personale in quiescenza proveniente dal Fondo Interno della Cassa di Risparmio di Terni e Narni, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2010 e per la quale al 31 dicembre 2021 non vi sono più beneficiari; personale in quiescenza proveniente dal Fondo Interno della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, confluito nel Fondo in argomento il 1° settembre 2012; personale esattoriale in quiescenza proveniente dal Fondo Oneri Integrativi Previdenziali per il Personale Esattoriale già dipendente Cariplo, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2015; personale in quiescenza già iscritto al Fondo di Previdenza Complementare per il Personale del Mediocredito Lombardo S.p.A., confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2015; personale in quiescenza già iscritto al Fondo Pensione dei Dirigenti, ex Dirigenti e aventi diritto dell'ex Comit, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2015; personale in quiescenza già iscritto presso i Fondi Pensione delle "Casse del Centro", in particolare gli iscritti al Fondo integrazione delle prestazioni dell'INPS per l'assicurazione obbligatoria di invalidità, vecchiaia e superstiti per il personale della Cassa di Risparmio di Città di Castello, Fondo integrazione delle prestazioni dell'INPS per l'assicurazione obbligatoria di invalidità, vecchiaia e superstiti per il personale della Cassa di Risparmio di Foligno, Fondo aziendale pensione complementare dell'AGO per il Personale della Cassa di Risparmio di Spoleto, Fondo pensione integrativo/complementare del trattamento pensionistico obbligatorio per i dipendenti della Cassa di Risparmio di Rieti, Fondo di Previdenza per il Personale della Cassa di Risparmio della Provincia di Viterbo e Fondo Pensionistico Integrativo aziendale per i dipendenti della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, confluiti nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2015; personale in quiescenza già iscritto al Fondo di Previdenza Aziendale Complementare delle prestazioni INPS a favore del Personale dipendente della Cassa di Risparmio di Civitavecchia, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2015; personale in quiescenza già iscritto al Fondo Integrativo della SIL – Società Italiana Leasing S.p.A, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2015; personale in quiescenza già iscritto al Fondo Pensione Complementare per il Personale della Banca Monte Parma, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2016; personale dipendente ed in quiescenza già iscritto al Fondo Pensione per il Personale ex Crediop assunto sino al 30 settembre 1989, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2016; il personale in quiescenza già iscritto al Fondo Integrativo Pensionistico della Cassa di Risparmio di Mirandola, confluito nel Fondo in argomento il 1° aprile 2016; personale in quiescenza già iscritto al Fondo di Previdenza per il Personale dell'ex Cassa di Risparmio di Prato confluito nel Fondo in argomento il 1° maggio 2018; personale in quiescenza già iscritto al Fondo a prestazione definita dell'ex Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana confluito nel Fondo in argomento il 1° maggio 2018; personale dipendente ed in quiescenza proveniente dalla Cassa di Previdenza Integrativa per il Personale dell'Istituto Bancario Sanpaolo di Torino, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2019; personale in quiescenza proveniente dalla Cassa di Previdenza del Personale della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, confluito nel Fondo in argomento il 1° luglio 2019.

È necessario precisare che qualora le sezioni del Fondo, dopo l'approvazione del bilancio, presentino un disavanzo tecnico secondo la metodologia civilistica, lo statuto ne prevede il ripianamento immediato da parte delle Banche coobbligate.

  • il Fondo pensione per il personale Cariplo, fondo con personalità giuridica e piena autonomia patrimoniale, il cui scopo è quello di garantire un trattamento pensionistico integrativo degli assegni dell'AGO ai pensionati Cariplo già tali al 30 giugno 1998;
  • un Piano a benefici definiti in essere presso la filiale di New York: il fondo fu creato nel 1977 dalla filiale della Banca Commerciale Italiana e garantisce un trattamento pensionistico a tutti i dipendenti residenti negli Stati Uniti che abbiano avuto almeno 5 anni di servizio presso la Banca. Il beneficio si intende maturato anche se il rapporto di lavoro cessa anticipatamente. Il beneficio è calcolato sulla base della media della retribuzione di lavoro più elevata ricevuta in tre anni consecutivi durante gli ultimi 10 anni di lavoro prima della cessazione dal servizio, oppure, se il rapporto di lavoro cessa prima, sulla base della media della retribuzione degli ultimi tre anni di lavoro. Attualmente il fondo non è più gestito nei libri contabili della Filiale di New York, ma è stato interamente trasferito al Fondo Prudential (Fondo a prestazione definita che gestisce le posizioni degli iscritti);
  • il Fondo di Previdenza della Cassa di Risparmio di Firenze: fondo con personalità giuridica e piena autonomia patrimoniale il cui scopo è quello di garantire un trattamento pensionistico integrativo al personale della Cassa, in servizio al 31 dicembre 1990 e già iscritto al preesistente "fondo ex esonerato";
  • un Piano per la previdenza dei dipendenti di Intesa Sanpaolo Private Banking (Suisse) Morval SA: il piano garantisce un trattamento integrativo alla maturazione dei requisiti pensionistici in base alla locale normativa previdenziale (LPP) oppure in caso di evento sfavorevole (invalidità e decesso); le obbligazioni sono fronteggiate da un patrimonio dedicato,

gestito mediante un rapporto contrattualizzato stipulato tra la società e Axa Fondazione previdenza professionale, Winterthur;

  • il Fondo Pensione del Gruppo UBI Banca della ex Banca Popolare di Bergamo e delle società controllate: il Fondo provvede in attuazione dell'accordo del 21/3/1989, ad erogare mensilmente ai beneficiari, un trattamento integrativo sotto forma di rendita nella misura prevista dall'accordo medesimo;
  • Il Fondo Pensione per il Personale della ex Banca Popolare di Ancona e delle società controllate: Il Fondo eroga prestazioni aggiuntive o integrative alle prestazioni erogate dall'Inps secondo i regolamenti di n. 5 forme pensionistiche a prestazione definita acquisite nel tempo per incorporazione e/o accordi. La sezione I di tale Fondo, è a prestazione definita e con garanzia di ripianamento per le rispettive quote di aderenti da parte di Intesa Sanpaolo (ex UBI Banca), Credito Valtellinese ed Agenzia Entrate Riscossioni;
  • un piano per la previdenza dei dipendenti di Reyl & Cie SA / Asteria Investment Managers SA: il piano garantisce un trattamento integrativo alla maturazione dei requisiti pensionistici in base alla locale normativa previdenziale (LPP) oppure in caso di evento sfavorevole (invalidità e decesso); le obbligazioni sono fronteggiate da un patrimonio dedicato, gestito mediante un rapporto contrattualizzato stipulato tra la società e La Collective de Prévoyance - Copré, Ginevra;

In data 5 dicembre 2017 Intesa Sanpaolo S.p.A., anche nella qualità di Capogruppo, ha sottoscritto un accordo con le Organizzazioni Sindacali, in qualità di Fonti Istitutive, per l'integrazione della Cassa di Previdenza Integrativa per il Personale dell'Istituto Bancario San Paolo di Torino nel Fondo di Previdenza Complementare per il Personale del Banco di Napoli – Sezione A (che dal 1° gennaio 2019 ha cambiato denominazione in "Fondo pensione a prestazione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo", con sede a Torino). Tale accordo ha previsto anche la formulazione agli iscritti di un'offerta individuale di capitalizzazione della prestazione integrativa, che si è si è concretizzata a partire del secondo semestre del 2018, proseguendo nel corso del 2019, del 2020 e del 2021: le adesioni pervenute nel corrente esercizio hanno determinato una flessione dell'obbligazione di circa 4 milioni, fronteggiate in parte dal patrimonio del Fondo (circa 2 milioni), in parte attraverso l'utilizzo dei Fondi appositamente costituiti presso la banca, in forza della garanzia prestata (circa 2 milioni).

Con riferimento alle politiche di investimento e di gestione integrata dei rischi, da parte dei Fondi viene verificato il grado di copertura e le possibili evoluzioni in diversi scenari. Allo scopo vengono studiate diverse configurazioni di universi investibili e di mix e allocazione di portafoglio, al fine di rispondere nel modo più adeguato possibile agli obiettivi previdenziali e reddituali.

2. Variazioni nell'esercizio delle passività (attività) nette a benefici definiti e dei diritti di rimborso

Come già illustrato nella Parte A – Politiche contabili, per i fondi a benefici definiti, la passività è determinata attraverso il metodo della "proiezione unitaria del credito" ed è iscritta in bilancio al netto delle eventuali attività a servizio del piano. Inoltre, con l'entrata in vigore al 1° gennaio 2013 del nuovo IAS 19 revised, gli utili e le perdite attuariali calcolati nel processo di valutazione dei piani sono immediatamente rilevati nel prospetto della redditività complessiva e, quindi, nel patrimonio netto.

(milioni di euro)
Passività del piano pensionistico 31.12.2021 31.12.2020
obbligazioni a benefici definiti TFR Piani
interni
Piani
esterni
TFR Piani
interni
Piani
esterni
Esistenze iniziali 1.200 345 1.692 1.134 253 1.734
Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro 7 4 12 4 3 8
Costo previdenziale per prestazioni di lavoro passate - - -4 - - -
Interessi passivi - 16 3 5 14 10
Perdite attuariali rilevate per variazioni ipotesi finanziarie 33 3 73 25 17 66
Perdite attuariali rilevate per variazioni ipotesi demografiche 5 - 9 6 - 1
Perdite attuariali basate sull'esperienza passata 2 15 28 3 11 8
Differenze positive di cambio - 19 10 - - -
Aumenti - operazioni di aggregazioni aziendali 6 - 87 277 81 9
Contributi dei partecipanti al piano X - 7 X - 1
Utili attuariali rilevati per variazioni ipotesi finanziarie - -24 -5 - -4 -
Utili attuariali rilevati per variazioni ipotesi demografiche - - -12 -10 -2 -1
Utili attuariali basati sull'esperienza passata - - -1 -29 - -10
Differenze negative di cambio - - - - -14 -2
Indennità pagate -150 -19 -131 -148 -13 -119
Diminuzioni - operazioni di aggregazioni aziendali -5 - - -1 - -
Effetto riduzione del fondo X - -6 X - -14
Effetto estinzione del fondo X - - X - -
Altre variazioni in aumento 238 1 1 225 - 1
Altre variazioni in diminuzione -237 -1 - -291 -1 -
Rimanenze finali 1.099 359 1.763 1.200 345 1.692
Passività del piano pensionistico
obbligazioni a benefici definiti
31.12.2021 31.12.2020
TFR Piani
interni
Piani
esterni
TFR Piani
interni
Piani
esterni
Piani non finanziati 1.099 177 - 1.200 167 -
Piani finanziati parzialmente - - - - - -
Piani finanziati pienamente - 182 1.763 - 178 1.692

Le perdite attuariali per variazioni di ipotesi finanziarie sono dovute principalmente alla dinamica del tasso annuo di inflazione annua, che evidenzia una crescita di circa l'1,00%.

3. Informativa sul fair value delle attività a servizio del piano

Nelle tabelle successive sono riportate la movimentazione delle attività a servizio del piano presenti per alcuni fondi a benefici definiti e la composizione delle stesse.

(milioni di euro)
Attività a servizio del piano 31.12.2021 31.12.2020
Piani
interni
Piani
esterni
Piani
interni
Piani
esterni
Esistenze iniziali 131 1.536 132 1.577
Rendimento delle attività al netto degli interessi 19 114 2 52
Interessi attivi 2 3 2 9
Differenze positive di cambio 10 7 - -
Aumenti- operazioni di aggregazione aziendale - 61 - 9
Contributi versati dal datore di lavoro 10 8 5 3
Contributi versati dai partecipanti al piano - 7 - 2
Differenze negative di cambio - - -7 -2
Diminuzioni- operazioni di aggregazione aziendale - - - -
Indennità pagate -4 -131 -3 -119
Effetto riduzione del fondo - -6 - -9
Effetto estinzione del fondo - - - -
Altre variazioni - 3 - 14
Rimanenze finali 168 1.602 131 1.536
(milioni di euro)
Attività a servizio del piano: informazioni
31.12.2021
31.12.2020
integrative Piani
interni
% Piani
esterni
% Piani
interni
% Piani
esterni
%
Strumenti di capitale 89 53,0 456 28,5 67 51,1 267 17,4
- di cui livello 1 di fair value 89 437 67 246
Fondi comuni di investimento - - 137 8,6 - - 279 18,2
- di cui livello 1 di fair value - 82 - 216
Titoli di debito 59 35,0 460 28,7 52 39,7 478 31,1
- di cui livello 1 di fair value 59 460 52 472
Immobili e partecipazioni in società
immobiliari
10 6,0 377 23,5 8 6,1 409 26,6
- di cui livello 1 di fair value - - - -
Gestioni assicurative - - - - - - - -
- di cui livello 1 di fair value - - - -
Altre attività
- di cui livello 1 di fair value
10
-
6,0 172
-
10,7 4
-
3,1 103
-
6,7
TOTALE ATTIVITA' 168 100,0 1.602 100,0 131 100,0 1.536 100,0
(milioni di euro)
Attività a servizio del piano: informazioni
integrative
31.12.2021 31.12.2020
Piani
interni
% Piani
esterni
% Piani
interni
% Piani
esterni
%
Strumenti di capitale 89 53,0 456 28,5 67 51,1 267 17,4
- di cui società finanziarie 89 70 67 59
- di cui società non finanziarie - 386 - 208
Fondi comuni di investimento - - 137 8,6 - - 279 18,2
Titoli di debito 59 35,1 460 28,7 52 39,7 478 31,1
Titoli di stato 59 282 52 252
- di cui rating investment grade 59 282 52 248
- di cui rating speculative grade - - - 4
Società finanziarie - 76 - 105
- di cui rating investment grade - 70 - 75
- di cui rating speculative grade - 6 - 30
Società non finanziarie - 102 - 121
- di cui rating investment grade - 84 - 87
- di cui rating speculative grade - 18 - 34
Immobili e partecipazioni in società immobiliari 10 6,0 377 23,5 8 6,1 409 26,6
Gestioni assicurative - - - - - - - -
Altre attività 10 5,9 172 10,7 4 3,1 103 6,7
TOTALE ATTIVITA' 168 100,0 -
1.602
100,0 131 100,0 1.536 100,0

La differenza tra le passività nette a benefici definiti (cfr precedente informativa 10.5, punto 2) e le attività a servizio del piano (cfr precedente informativa 10.5, punto 3) trova rilevazione contabile nei fondi di quiescenza aziendale e, per alcune fattispecie, negli altri fondi per rischi ed oneri.

4. Descrizione delle principali ipotesi attuariali

Nella tabella che segue sono riportate le ipotesi attuariali ed i tassi di riferimento utilizzati dai diversi fondi.

Ipotesi attuariali 31.12.2021 31.12.2020
Tasso
di
sconto
Tasso
di
rendimento
atteso
Tasso
atteso di
incrementi
retributivi
Tasso
annuo di
inflazione
Tasso
di
sconto
Tasso
di
rendimento
atteso
Tasso
atteso di
incrementi
retributivi
Tasso
annuo di
inflazione
TFR da 0,2 % a
1,4%
X da 2,8% a 3% 2,2% da 0 ,0% a 0,8% X 2,0% 1,1%
PIANI INTERNI
- di cui Italia 0,4% - 2,9% 2,2% da -0,0% a 0,1% - 2,0% 1,1%
- di cui Egitto 14,6% - 5,3% 5,3% 14,5% - 6,7% 6,7%
- di cui Inghilterra 1,9% - 3,0% 3,0% 1,5% - 2,7% 2,7%
- di cui Serbia 3,3% - 5,0% - 3,0% - 4,5% -
PIANI ESTERNI
da 0,1% a da 2,7% a da 1,7% a da 0,7% a
- di cui Italia 0,7% 3,0% 2,8% 2,2% da -0,1% a 0,3% da -0% a 3,5% da 2% a 2,5 % 1,2%
- di cui Stati Uniti 2,8% 2,8% - - 2,3% 2,3% - -
- di cui Svizzera 0,4% 1,0% - 0,5% 0,2% 1,0% 0,0% 0,5%

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, a partire dall'esercizio 2013, utilizza prevalentemente come tasso di attualizzazione la curva dei tassi Eur Composite AA ponderata in base al rapporto tra i pagamenti e gli anticipi riferiti a ciascuna scadenza da un lato, e l'ammontare complessivo dei pagamenti e degli anticipi che devono essere sostenuti fino all'estinzione finale dell'intera obbligazione. In particolare, nel caso di piani a benefici definiti, il tasso utilizzato corrisponde al tasso medio che riflette i parametri di mercato cui si riferisce il piano. La curva Eur Composite AA è ricavata giornalmente tramite l'information provider di Bloomberg e fa riferimento ad un paniere di titoli emessi da emittenti corporate "investment grade" compresi nella classe "AA" di rating residenti nell'area euro e appartenenti a diversi settori.

5. Informazioni su importo, tempistica e incertezza sui flussi finanziari

Analisi di sensitivity 31.12.2021
TFR PIANI INTERNI PIANI ESTERNI
+50 bps -50 bps +50 bps -50 bps +50 bps -50 bps
Tasso di attualizzazione 1.054 1.148 348 370 1.667 1.689
Tasso di incrementi retributivi 1.099 1.099 361 356 1.785 1.742
Tasso di inflazione 1.128 1.071 367 351 1.828 1.702

L'analisi di sensitivity sul tasso di rendimento atteso non viene effettuata in quanto non ha effetti sul calcolo della passività

L'analisi di sensitivity è stata effettuata sulle passività nette a benefici definiti (di cui alla precedente informativa 10.5, punto 2). I dati esposti, in valore assoluto, indicano quale sarebbe l'ammontare delle passività nette a benefici definiti in presenza di una variazione di +/- 50 bps di tasso.

La duration media dell'obbligazione a benefici definiti è pari a 12,51 anni per i fondi pensione e 8,58 anni per il TFR.

Gli eventuali esborsi da effettuarsi nel prossimo esercizio (ripianamento disavanzo tecnico previsto dallo statuto del Fondo Pensione a Prestazione Definita del Gruppo Intesa Sanpaolo) saranno determinati nel momento della redazione del bilancio del Fondo stesso, che avverrà nei prossimi mesi di maggio/giugno.

6. Piani relativi a più datori di lavoro

Nel gruppo sono presenti i seguenti piani a benefici definiti relativi a più datori di lavoro:

  • Fondo Pensioni per il Personale ex Crediop assunto sino al 30 Settembre 1989 che, in data 1° gennaio 2016, è confluito all'interno della Sezione A del Fondo Pensione Complementare per il personale del Banco di Napoli (oggi Fondo Pensione a Prestazione Definita del Gruppo Intesa Sanpaolo).
  • Gli impegni di Crediop S.p.A. (ora Dexia- Crediop) e del Sanpaolo IMI (ora Intesa Sanpaolo) nei confronti del Fondo, sono regolati dall'accordo del 28/05/1999 stipulato tra le due parti e il suo trasferimento all'interno del Fondo Pensione a Prestazione Definita del Gruppo Intesa Sanpaolo non ha modificato le garanzie e gli impegni a suo tempo sottoscritti tra le due entità;
  • Fondo di quiescenza ex dipendenti Banca Ca.Ri.Ma. passati alla Se.Ri.Ma. (ora Equitalia Servizi di Riscossione Spa), i cui servizi di riscossione furono trasferiti il 1° gennaio 1990 all'ex Equitalia Marche S.P.A. (attualmente Agenzia delle Entrate - Riscossione), l''accordo sindacale e le intese intercorse tra i sottoscrittori dell'operazione sancirono che l'allora

controllante Ca.Ri.Ma. (poi Banca Marche S.p.A., poi Nuova Banca Marche S.p.A. e successivamente Banca Adriatica S.p.A. poi incorporata in UBI Banca) continuasse ad accantonare nel proprio bilancio le riserve matematiche inerenti il personale assunto precedentemente al perfezionarsi dell'operazione;

  • Il Fondo Pensione per il Personale della ex Banca Popolare di Ancona e delle società controllate, che come precedentemente riferito, prevede una garanzia di ripianamento per le rispettive quote di aderenti da parte di Intesa Sanpaolo (ex UBI Banca), Credito Valtellinese ed Agenzia Entrate Riscossioni.

7. Piani a benefici definiti che condividono i rischi tra entità sotto controllo comune

Il Fondo Pensione a Prestazione Definita del Gruppo Intesa Sanpaolo e il Fondo di Previdenza della Cassa di Risparmio di Firenze, sono piani a benefici definiti che condividono i rischi tra diverse Società del Gruppo. Tali Società rilasciano, per i propri dipendenti e pensionati iscritti, garanzia solidale nei confronti degli enti previdenziali in argomento.

La passività in capo ad ogni Società coobbligata viene determinata da un Attuario Indipendente attraverso il metodo della "proiezione unitaria del credito" ed è iscritta in bilancio al netto delle attività a servizio del piano. Analogamente, il current service cost, che rappresenta il valore attuale medio alla data della valutazione delle prestazioni maturate dai lavoratori in servizio nel corso dell'esercizio, viene calcolato per ogni Società dal medesimo Attuario.

10.6 Fondi per rischi ed oneri - altri fondi

(milioni di euro)
31.12.2021 31.12.2020
1.066 965
2.611 2.601
1.771 1.904
229 210
611 487
1.241 1.448
367 338
874 1.110
4.918 5.014

Gli accantonamenti vengono attualizzati utilizzando i tassi correnti di mercato nei casi in cui l'elemento temporale sia significativo.

In particolare, il tasso di attualizzazione utilizzato dal Gruppo, ai fini della redazione dell'informativa finanziaria periodica, è quello corrispondente alla curva IRS zero coupon o al tasso corrente dei titoli governativi del Paese di riferimento nel caso in cui il rischio specifico sia già considerato nella determinazione degli esborsi attesi. Gli Altri fondi sono distinti in:

  • Controversie legali e fiscali: il fondo è costituito essenzialmente per fronteggiare le previsioni di esborso sulle cause passive, sulle revocatorie fallimentari e contenziosi fiscali;
  • Oneri per il personale: il fondo include gli oneri per l'incentivazione all'esodo e per premi di anzianità del personale dipendente (determinati in base a valutazioni attuariali), nonché gli accantonamenti per bonus e altri esborsi relativi ai dipendenti; il dato dell'esercizio 2021 è principalmente ascrivibile all'accordo di incentivazione all'esodo del personale sottoscritto con le OO.SS. il 16 novembre 2021;
  • Altri rischi e oneri: si riferiscono principalmente a indennità private bankers, rischi delle Compagnie di Assicurazione, stanziamenti destinati a fronteggiare gli oneri connessi all'integrazione di UBI Banca e delle ex Banche Venete, gli oneri connessi alla cessione di portafogli di crediti NPL, indennità private bankers e altri contenziosi.

SEZIONE 11 – RISERVE TECNICHE – VOCE 110

11.1 Riserve tecniche: composizione

Questa voce corrisponde alla voce C del passivo dello Stato patrimoniale d'impresa di assicurazione.

(milioni di euro)
Voci Lavoro
diretto
Lavoro
indiretto
31.12.2021 31.12.2020
A. Ramo danni 1.756 - 1.756 1.213
A1. riserve premi 945 - 945 780
A2. riserve sinistri 797 - 797 424
A3. altre riserve 14 - 14 9
B. Ramo vita 107.324 - 107.324 88.786
B1. riserve matematiche 98.399 - 98.399 78.755
B2. riserve per somme da pagare 712 - 712 1.136
B3. altre riserve 8.213 - 8.213 8.895
C. Riserve tecniche allorché il rischio dell'investimento è sopportato dagli
assicurati
9.216 - 9.216 6.812
C1. riserve relative a contratti le cui prestazioni sono connesse con fondi di
investimento e indici di mercato
1.917 - 1.917 664
C2. riserve derivanti dalla gestione dei fondi pensione 7.299 - 7.299 6.148
D. Totale riserve tecniche 118.296 - 118.296 96.811

11.2 Riserve tecniche: variazioni annue

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
A. Ramo danni 1.756 1.213
Esistenze iniziali 1.213 967
Operazioni di aggregazione aziendale 396 137
Variazione della riserva (+/-) 147 109
B. Ramo vita e altre riserve tecniche 116.540 95.598
Esistenze iniziali 95.598 88.169
Operazioni di aggregazione aziendale 20.530 2.045
Variazioni per premi 9.338 9.950
Variazione per pagamenti -9.534 -9.003
Variazione per redditi e altri bonus riconosciuti agli assicurati (+/-) 1.743 1.220
Variazione per differenza cambio (+/-) - -
Variazione delle altre riserve tecniche (+/-) -1.135 3.217
C. Totale riserve tecniche 118.296 96.811

La voce "operazioni di aggregazione aziendale" si riferisce ai nuovi ingressi nel perimetro di consolidamento per il Ramo danni di Cargeas Assicurazioni S.p.A., per il Ramo vita di Assicurazioni Vita S.p.A. (già Aviva Vita), Lombarda Vita S.p.A. (ramo Vita). Le ultime due società indicate sono state poi fuse per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita dal 31 dicembre 2021.

SEZIONE 12 – AZIONI RIMBORSABILI – VOCE 130

Voce non applicabile per il Gruppo.

SEZIONE 13 – PATRIMONIO DEL GRUPPO – VOCI 120, 130, 140, 150, 160, 170 E 180

13.1 "Capitale" e "Azioni proprie": composizione

Per quanto riguarda le informazioni di questa sezione si rimanda al successivo punto 13.3.

13.2 Capitale - Numero azioni della capogruppo: variazioni annue

Voci/Tipologie Ordinarie
A. Azioni esistenti all'inizio dell'esercizio 19.430.463.305
- interamente liberate 19.430.463.305
- non interamente liberate -
A.1 Azioni proprie (-) -42.128.001
A.2 Azioni in circolazione: esistenze iniziali 19.388.335.304
B. Aumenti 28.851.107
B.1 Nuove emissioni -
- a pagamento: -
- operazioni di aggregazioni di imprese -
- conversione di obbligazioni -
- esercizio di warrant -
- altre -
- a titolo gratuito: -
- a favore dei dipendenti -
- a favore degli amministratori -
- altre -
B.2 Vendita di azioni proprie 28.851.107
B.3 Altre variazioni -
C. Diminuzioni -17.352.883
C.1 Annullamento -
C.2 Acquisto di azioni proprie -17.352.883
C.3 Operazioni di cessione di imprese -
C.4 Altre variazioni -
D. Azioni in circolazione: rimanenze finali 19.399.833.528
D.1 Azioni proprie (+) 30.629.777
D.2 Azioni esistenti alla fine dell'esercizio 19.430.463.305
- interamente liberate 19.430.463.305
- non interamente liberate -

13.3 Capitale: altre informazioni

Al 31 dicembre 2021, il capitale sociale della Banca è pari a 10.084 milioni, suddiviso in numero 19.430.463.305 azioni ordinarie, prive di valore nominale. Ogni azione ordinaria attribuisce il diritto ad un voto nell'Assemblea. Alla data del presente documento il capitale risulta interamente versato e liberato. Al 31 dicembre 2021 il Gruppo detiene azioni proprie per un ammontare pari a 136 milioni così composti: (i) 100 milioni riferiti ad azioni della Capogruppo (di cui 69 milioni detenute dalla stessa Capogruppo e 31 milioni detenute da altre società del Gruppo); (ii) 36 milioni di azioni proprie della controllata Privredna Banka Zagreb d.d. detenute dalla stessa.

13.4 Riserve di utili: altre informazioni

Le riserve di Gruppo ammontano a 16.307 milioni e includono: la riserva legale, la riserva straordinaria, le riserve da concentrazione (L. 30/7/1990, art. 7, comma 3, n. 218 e L. 30/7/1990, art. 7, n. 218) e le altre riserve, nonché la riserva da consolidamento.

La riserva legale, costituita a norma di legge, deve essere almeno pari ad un quinto del capitale sociale; essa è stata costituita in passato tramite accantonamenti degli utili netti annuali per almeno un ventesimo degli stessi. Nel caso in cui la riserva dovesse diminuire, occorre reintegrarla tramite l'obbligo di destinarvi un ventesimo dell'utile.

Le riserve da concentrazione ex L. 30 luglio 1990 n. 218 sono state costituite in occasione di operazioni di riorganizzazione o concentrazione effettuate ai sensi della citata legge.

Le altre riserve comprendono le riserve di pertinenza delle filiali estere ed altre riserve costituite nel passato a fronte di specifiche disposizioni normative.

Le riserve da consolidamento si sono generate a seguito dell'eliminazione del valore contabile delle partecipazioni in contropartita alla corrispondente frazione del patrimonio netto di ciascuna partecipata.

Le riserve da valutazione risultano negative per 233 milioni ed includono le riserve da valutazione delle attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per -480 milioni, le riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione per 476 milioni, le riserve su contratti derivati di copertura di flussi finanziari per -607 milioni, le riserve da valutazione in cambi (relative a investimenti in partecipazioni consolidate integralmente) per -1.086 milioni, le riserve da rivalutazioni di attività materiali e leggi speciali di rivalutazione per 1.905 milioni, le riserve da valutazione relative a passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) per -77 milioni, nonché la riserva negativa su utili (perdite) attuariali su piani previdenziali a benefici definiti per -417 milioni, oltre a circa 53 milioni di riserve da valutazione annesse ad investimenti partecipativi di minoranza.

13.5 Strumenti di capitale: composizioni e variazioni annue

Emittente
Concedente
Tasso di interesse Step
up
Data
di
emissione
Data
di
scadenza
Rimborso
anticipato
a partire
dal
Val. Importo
originario
in unità di valuta
Valore di
bilancio
(milioni di
euro)
Intesa Sanpaolo 7,70% fisso no 17-set-2015 perpetuo 17-set-2025 USD 1.000.000.000 878
Intesa Sanpaolo 6,25% fisso no 16-mag-2017 perpetuo 16-mag-2024 Eur 750.000.000 751
Intesa Sanpaolo 7,75% fisso no 11-gen-2017 perpetuo 11-gen-2027 Eur 1.250.000.000 1.240
Intesa Sanpaolo 3,75% fisso no 26-feb-2020 perpetuo 27-feb-2025 Eur 750.000.000 753
Intesa Sanpaolo 4,125% fisso no 26-feb-2020 perpetuo 27-feb-2030 Eur 750.000.000 749
Intesa Sanpaolo 5,875% fisso pagabile
semestralmente
no 01-set-2020 perpetuo 01-set-2031 Eur 750.000.000 747
Intesa Sanpaolo 5,5% fisso pagabile
semestralmente
no 01-set-2020 perpetuo 01-mar-2028 Eur 750.000.000 745
Intesa Sanpaolo 5,875% fisso pagabile
semestralmente
no 20-gen-2020 perpetuo 20-gen-2025 Eur 400.000.000 396
REYL & Cie SA 4,75% no 30-nov-2019 perpetuo 30-nov-2024 CHF 15.000.000 13
REYL & Cie SA 4,75% no 30-nov-2018 perpetuo 30-nov-2023 CHF 12.000.000 10
Totale 6.282

13.6 Altre informazioni

Non si ravvisano altre informazioni da segnalare.

SEZIONE 14 - PATRIMONIO DI PERTINENZA DI TERZI – VOCE 190

Per i dettagli relativi alla composizione del patrimonio di pertinenza di terzi si fa rimando alla sezione F "Parte B.1. Patrimonio consolidato: ripartizione per tipologia di impresa".

14.1 Dettaglio della voce 190 "patrimonio di pertinenza di terzi"

(milioni di euro)
Denominazioni
imprese
31.12.2021
Partecipazioni in società consolidate con interessenze di terzi significative 276
1 Bank of Alexandria 174
2 Risanamento S.p.A. 53
3 Private Equity International S.A. 32
4 Privredna Banka Zagreb DD 17
Altre partecipazioni 15
TOTALE 2021 291
TOTALE 2020 450

14.2 Strumenti di capitale: composizione e variazioni annue Non si segnalano strumenti di capitale di pertinenza di terzi.

ALTRE INFORMAZIONI

1. Impegni e garanzie finanziarie rilasciate – Escluse compagnie assicurative

(milioni di euro)
Valore nominale su impegni e garanzie finanziarie
rilasciate
31.12.2021 31.12.2020
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisiti/e o
originati/e
1. Impegni a erogare fondi 216.102 17.779 939 7 234.827 239.315
a) Banche Centrali 1.599 18 - - 1.617 1.762
b) Amministrazioni pubbliche 10.446 992 47 - 11.485 10.507
c) Banche 34.108 1.026 23 - 35.157 30.395
d) Altre società finanziarie 17.989 3.981 42 - 22.012 25.373
e) Società non finanziarie 137.303 10.838 773 6 148.920 155.913
f) Famiglie 14.657 924 54 1 15.636 15.365
2. Garanzie finanziarie rilasciate 41.488 4.410 560 - 46.458 44.679
a) Banche Centrali 1 - - - 1 120
b) Amministrazioni pubbliche 471 22 - - 493 480
c) Banche 3.040 83 1 - 3.124 2.936
d) Altre società finanziarie 404 376 3 - 783 1.572
e) Società non finanziarie 37.090 3.871 548 - 41.509 38.777
f) Famiglie 482 58 8 - 548 794

Nella presente tabella - secondo le indicazioni della Circolare 262 - tra gli "impegni a erogare fondi" figurano gli impegni che possono dar luogo a rischi di credito soggetti alle regole di determinazione della perdita attesa secondo quanto previsto dall'IFRS 9, inclusi i margini revocabili disponibili su linee di credito concesse alla clientela e alle banche (per un importo complessivo pari a 148.053 milioni nel 2021).

1.Bis Garanzie rilasciate e impegni – Compagnie assicurative

Al 31 dicembre 2021 tale fattispecie non è presente.

2. Altri impegni e altre garanzie rilasciateEscluse compagnie assicurative

Al 31 dicembre 2021 tale fattispecie non è presente.

3. Attività costituite a garanzia di proprie passività e impegni

(milioni di euro)
Portafogli 31.12.2021 31.12.2020
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 9.266 1.967
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 25.308 9.107
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 199.785 198.061
4. Attività materiali - -
di cui: attività materiali che costituiscono rimanenze - -

Si segnala che sono stati oggetto di elisione depositi infragruppo per 760 milioni costituiti a servizio dell'operatività in prestito titoli con soggetti esterni al Gruppo.

4. Composizione degli investimenti a fronte delle polizze unit-linked e index-linked

(milioni di euro)
Voci Prestazioni
connesse
con fondi di
investimento
e indici di mercato
Prestazioni
connesse
alla gestione dei
fondi pensione
31.12.2021
Attività in bilancio -31.255 -2.482 -33.737
Attività infragruppo -265 -16 -281
Totale Attività -31.520 -2.498 -34.018
Passività finanziarie in bilancio 50.132 - 50.132
Riserve tecniche in bilancio 5.046 7.250 12.296
Passività infragruppo 459 - 459
Totale Passività 55.637 7.250 62.887

5. Gestione e intermediazione per conto terzi

(milioni di euro)
Tipologia servizi 31.12.2021
1. Esecuzione di ordini per conto della clientela
a) Acquisti 343.435
1. regolati 343.435
2. non regolati -
b) Vendite 354.598
1. regolate 354.598
2. non regolate -
2. Gestioni di portafogli
a) individuali 78.879
b) collettive 188.805
3. Custodia e amministrazione di titoli
a) titoli di terzi in deposito: connessi con lo svolgimento di banca depositaria (escluse le gestioni di portafoglio) 41.044
1. titoli emessi dalla banca che redige il bilancio -
2. altri titoli 41.044
b) titoli di terzi in deposito (escluse gestioni di portafogli): altri 550.514
1. titoli emessi dalle società incluse nel consolidamento 14.624
2. altri titoli 535.890
c) titoli di terzi depositati presso terzi 546.160
d) titoli di proprietà depositati presso terzi 165.270
4. Altre operazioni 818.357

Precisazione circa le clausole contrattuali dei debiti finanziari

In relazione al punto 3: "Principio IFRS 7 – Clausole contrattuali dei debiti finanziari", del Documento Banca d'Italia / Consob /Isvap n. 4 del marzo 2010, si precisa quanto segue:

  • nessuna Società del Gruppo Intesa Sanpaolo è incorsa nel mancato rispetto di clausole contrattuali previste in emissioni obbligazionarie, contratti di finanziamento a medio-lungo termine ricevuti da Organismi finanziari ed in altri contratti di debito, che abbiano comportato o possano comportare la decadenza del beneficio del termine;
  • le emissioni obbligazionarie, i finanziamenti a medio-lungo termine da Organismi Sovrannazionali ovvero altri contratti di debito delle Società del Gruppo Intesa Sanpaolo possono prevedere clausole di negative pledges e di covenants, di contenuto standard in base alle prassi normalmente in uso.

La natura degli impegni assunti, in linea con la prassi dei mercati, e le remote probabilità che gli eventi di default si verifichino, consentono di considerare tali clausole come non significative.

6. Attività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi-quadro di compensazione o ad accordi similari

(milioni di euro)
Forme tecniche Ammontare
Ammontare
Ammontare
lordo delle
delle
netto delle
attività
passività
attività
finanziare
finanziarie
finanziarie
(a)
compensato
riportato in
in bilancio
bilancio (c=a
(b)
b)
Ammontari correlati non
oggetto di
compensazione in
Bilancio
Ammontare
netto
Ammontare netto
31.12.2021 31.12.2020
Strumenti
finanziari
(d)
Depositi di
contante
ricevuti in
garanzia (e)
(f=c-d-e)
1. Derivati 59.053 41.082 17.971 14.987 1.893 1.091 1.541
2. Pronti contro termine 27.123 - 27.123 26.739 125 259 -67
3. Prestito titoli - - - - - - -
4. Altre - - - - - - -
TOTALE
31.12.2021
86.176 41.082 45.094 41.726 2.018 1.350 X
TOTALE
31.12.2020
101.047 54.645 46.402 42.242 2.552 X 1.608

7. Passività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi-quadro di compensazione o ad accordi similari

(milioni di euro)
Forme tecniche Ammontare
lordo delle
passività
finanziarie
Ammontare
delle attività
finanziarie
compensato
Ammontare
netto delle
passività
finanziarie
bilancio Ammontari correlati non
oggetto di
compensazione in
Ammontare
netto
31.12.2021
Ammontare
netto
31.12.2020
(a)
in bilancio
(b)
riportato in
bilancio (c=a-b)
Strumenti
finanziari
(d)
Depositi di
contante
posti a
garanzia (e)
(f=c-d-e)
1. Derivati 67.790 41.082 26.708 14.471 11.715 522 1.974
2. Pronti contro termine 16.903 - 16.903 16.738 83 82 55
3. Prestito titoli - - - - - - -
4. Altre - - - - - - -
TOTALE 31.12.2021 84.693 41.082 43.611 31.209 11.798 604 X
TOTALE 31.12.2020 103.299 54.645 48.654 29.171 17.454 X 2.029

Il principio IFRS 7, modificato nel corso del 2013, richiede di fornire specifica informativa circa gli strumenti finanziari che sono stati compensati nello Stato patrimoniale ai sensi dello IAS 32 o che sono potenzialmente compensabili, al ricorrere di determinate condizioni, ma vengono esposti nello Stato patrimoniale senza effettuare compensazioni in quanto regolati da "accordi quadro di compensazione o similari" che non rispettano tutti i criteri stabiliti dallo IAS 32 paragrafo 42.

Al riguardo, si segnala che il Gruppo Intesa Sanpaolo ha in essere accordi che soddisfano i requisiti previsti dallo IAS 32, paragrafo 42 per la compensazione in bilancio.

Per quanto riguarda gli strumenti potenzialmente compensabili, al ricorrere di taluni eventi, e da esporre nelle tabelle 6 e 7, si segnala che il Gruppo Intesa Sanpaolo utilizza accordi bilaterali di netting che consentono, nel caso di default della controparte, la compensazione delle posizioni creditorie e debitorie relative a derivati finanziari e creditizi, nonché delle operazioni di tipo SFT (Securities Financing Transactions). In particolare sono presenti accordi tipo ISDA (per operazioni in derivati), GMRA (per pronti contro termine) e e GMSLA (per prestito titoli).

Con riferimento alle operazioni di prestito titoli, sempre nelle tabelle 6 e 7 occorre riportare esclusivamente le operazioni che prevedono il versamento di garanzia in denaro che rientra nella piena disponibilità del prestatore, in quanto si tratta dell'unica tipologia di operazioni che trova rappresentazione nello Stato patrimoniale. Il Gruppo Intesa Sanpaolo non ha in essere al 31 dicembre 2021 operazioni della specie.

Ai fini della compilazione delle tabelle e in linea con quanto previsto dall'IFRS 7 e dalle nuove disposizioni che regolano i l bilancio delle banche, si segnala che:

  • gli effetti della potenziale compensazione dei controvalori di bilancio delle attività e passività finanziarie sono indicati in corrispondenza della colonna (d) "Strumenti finanziari", unitamente al fair value delle garanzie reali finanziarie rappresentate da titoli;
  • gli effetti della potenziale compensazione dell'esposizione con le relative garanzie in contanti figurano in corrispondenza della colonna (e) "Depositi in contante ricevuti/dati in garanzie";
  • le operazioni di pronti contro termine sono rappresentate nelle tabelle secondo il criterio di valutazione del costo ammortizzato, mentre le relative garanzie reali finanziarie sono riportate al loro fair value;
  • le operazioni in derivati sono rappresentate al fair value.

Tali effetti sono computati per ogni singola controparte assistita da un accordo quadro di netting nei limiti dell'esposizione indicata nella colonna (c).

In base alle modalità di compilazione sopra descritte, gli accordi di netting tra gli strumenti finanziari e le relative garanzie consentono di ridurre in modo significativo l'esposizione creditoria/debitoria verso la controparte, come indicato in corrispondenza della colonna (f) "Ammontare netto". Tali effetti sono computati per ogni singola controparte assistita da un accordo quadro di netting nei limiti dell'esposizione indicata nella colonna (c).

In base alle modalità di compilazione sopra descritte, gli accordi di netting tra gli strumenti finanziari e le relative garanzie consentono di ridurre in modo significativo l'esposizione creditoria/debitoria verso la controparte, come indicato in corrispondenza della colonna (f) "Ammontare netto".

8. Operazioni di prestito titoli

Si segnala la presenza del servizio bancario accessorio di prestito titoli offerto prevalentemente da Intesa Sanpaolo Private Banking (ISPB) alla clientela (persone fisiche, persone giuridiche ed enti commerciali). Il contratto comporta il trasferimento della proprietà di un certo quantitativo di titoli di una data specie con l'obbligo per ISPB di restituirli, a fronte di un corrispettivo a titolo di remunerazione per la disponibilità degli stessi. L'operatività ha per oggetto titoli di Stato che ISPB, a sua volta, trasferisce alla Capogruppo Intesa Sanpaolo per finalità non speculative.

Al 31 dicembre 2021, il collateral dell'operatività, riferito principalmente a ISPB, è pari a 760 milioni.

9. Informativa sulle attività a controllo congiunto

Per il Gruppo Intesa Sanpaolo la fattispecie non è presente.

37

Parte C – Informazioni sul conto economico

SEZIONE 1 – GLI INTERESSI - VOCI 10 E 20

1.1. Interessi attivi e proventi assimilati: composizione

(milioni di euro)
Voci/Forme tecniche Titoli di
debito
Finanziamenti Altre
operazioni
2021 2020
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico:
24 31 - 55 85
1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione 7 1 - 8 40
1.2 Attività finanziarie designate al fair value - - - - 2
1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 17 30 - 47 43
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
641 11 X 652 757
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 666 8.720 X 9.386 9.519
3.1 Crediti verso banche 25 248 X 273 329
3.2 Crediti verso clientela 641 8.472 X 9.113 9.190
4. Derivati di copertura X X -1.134 -1.134 -1.008
5. Altre attività X X 34 34 12
6. Passività finanziarie X X X 1.480 818
Totale 1.331 8.762 -1.100 10.473 10.183
di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired 2 606 - 608 827
di cui: interessi attivi su leasing finanziario X 350 X 350 325

Gli interessi attivi includono anche quelli su titoli utilizzati in operazioni di pronti contro termine.

Gli interessi su attività finanziarie impaired includono anche gli interessi dovuti al trascorrere del tempo, pari a 275 milioni (c.d. time value) che nel 2020 erano risultati pari a 464 milioni.

Nella voce "Derivati di copertura" sono compresi i differenziali relativi ai derivati di copertura a correzione degli interessi attivi rilevati sugli strumenti finanziari coperti.

Nella voce "Passività finanziarie" sono inclusi gli interessi su operazioni di raccolta con tassi negativi. In tale ambito, sono stati rilevati interessi attivi su operazioni di finanziamento TLTRO per complessivi 1.187 milioni nell'esercizio 2021 e a 544 milioni nel 2020. L'importo rilevato nell'esercizio 2021 si riferisce gli interessi maturati sulle operazioni TLTRO III. Come meglio rappresentato nella Parte A Politiche Contabili della presente Nota Integrativa al paragrafo "Operazioni di finanziamento TLTRO III" gli interessi sono stati rilevati nel presupposto del conseguimento dei benchmark previsti, attendibilmente stimati sulla base di report previsionali sull'andamento degli impieghi monitorati a date predefinite e approvati da adeguato livello del management. Si evidenzia che tali benchmark – riferiti in particolare alle consistenze in essere al 31 marzo 2021 e al 31 dicembre 2021 - sono stati effettivamente raggiunti.

Si evidenzia infine che nella voce "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", sottovoce "Crediti verso banche", sono ricompresi gli interessi sui crediti a vista verso banche e banche centrali classificati nello Stato patrimoniale alla voce "Cassa e disponibilità liquide".

1.2. Interessi attivi e proventi assimilati: altre informazioni

1.2.1 Interessi attivi su attività finanziarie in valuta

Al 31 dicembre 2021 il saldo del conto accoglie 1.875 milioni relativi ad attività finanziarie in valuta.

1.3 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione

(milioni di euro)
Voci/Forme tecniche Debiti Titoli Altre
operazioni
2021 2020
1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 530 1.491 X 2.021 2.333
1.1 Debiti verso banche centrali 16 X X 16 37
1.2 Debiti verso banche 164 X X 164 201
1.3 Debiti verso clientela 350 X X 350 450
1.4 Titoli in circolazione X 1.491 X 1.491 1.645
2. Passività finanziarie di negoziazione 80 - - 80 6
3. Passività finanziarie designate al fair value 10 1 - 11 11
4. Altre passività e fondi X X 34 34 27
5. Derivati di copertura X X -435 -435 -319
6. Attività finanziarie X X X 769 393
Totale 620 1.492 -401 2.480 2.451
di cui: interessi passivi relativi ai debiti per leasing 25 X X 25 27

Nelle voci "Debiti verso banche" e "Debiti verso clientela" sono inclusi anche gli interessi su operazioni di pronti contro termine anche se effettuate a fronte di titoli iscritti nell'attivo. I derivati di copertura si riferiscono agli interessi su passività e ricomprendono i differenziali relativi ai derivati di copertura a correzione degli interessi passivi rilevati sugli strumenti finanziari coperti.

Nella voce "Attività finanziarie" sono inclusi gli interessi su operazioni di impiego con tassi negativi.

1.4. Interessi passivi e oneri assimilati: altre informazioni

1.4.1 Interessi passivi su passività in valuta

Nel 2021 tra gli interessi passivi e oneri assimilati sono stati contabilizzati 501 milioni relativi a passività finanziarie in valuta.

1.5. Differenziali relativi alle operazioni di copertura

(milioni di euro)
Voci 2021 2020
A. Differenziali positivi relativi a operazioni di copertura 2.570 2.496
B. Differenziali negativi relativi a operazioni di copertura -3.269 -3.185
C. Saldo (A-B) -699 -689

SEZIONE 2 – LE COMMISSIONI - VOCI 40 E 50

2.1 Commissioni attive: composizione

Tipologia servizi/Valori 2021 (milioni di euro)
2020
a) Strumenti finanziari 1.968 1.559
1. Collocamento titoli 886 635
1.1 Con assunzione a fermo e/o sulla base di un impegno irrevocabile 19 8
1.2 Senza impegno irrevocabile 867 627
2. Attività di ricezione e trasmissione di ordini e esecuzione di ordini per conto dei clienti 227 229
2.1 Ricezione e trasmissione di ordini di uno o più strumenti finanziari 119 118
2.2 Esecuzione di ordini per conto dei clienti 108 111
3. Altre commissioni connesse con attività legate a strumenti finanziari 855 695
di cui: negoziazione per conto proprio 3 1
di cui: gestione di portafogli individuali 852 694
b) Corporate Finance 22 74
1. Consulenza in materia di fusioni e acquisizioni 22 74
2. Servizi di tesoreria - -
3. Altre commissioni connesse con servizi di corporate finance - -
c) Attività di consulenza in materia di investimenti 221 102
d) Compensazione e regolamento - -
e) Gestione di portafogli collettive 2.608 2.174
f) Custodia e amministrazione 116 103
1. Banca depositaria 15 31
2. Altre commissioni legate all'attività di custodia e amministrazione 101 72
g) Servizi amministrativi centrali per gestioni di portafogli collettive - -
h) Attività fiduciaria 10 9
i) Servizi di pagamento 2.999 2.661
1. Conti correnti 1.471 1.362
2. Carte di credito 559 451
3. Carte di debito ed altre carte di pagamento 249 199
4. Bonifici e altri ordini di pagamento 314 307
5. Altre commissioni legate ai servizi di pagamento 406 342
j) Distribuzione di servizi di terzi 662 600
1. Gestioni di portafogli collettive 508 394
2. Prodotti assicurativi 78 147
3. Altri prodotti 76 59
di cui: gestioni di portafogli individuali 27 12
k) Finanza strutturata 24 13
l) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
m) Impegni a erogare fondi 18 19
n) Garanzie finanziarie rilasciate 403 360
di cui: derivati su crediti 2 -
o) Operazioni di finanziamento 878 724
di cui: per operazioni di factoring 85 77
p) Negoziazione di valute 21 18
q) Merci - -
r) Altre commissioni attive 2.137 1.896
di cui: per attività di gestione di sistemi multilaterali di scambio - -
di cui: per attività di gestione di sistemi organizzati di negoziazione
Totale
-
12.087
-
10.312

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della circolare 262 che ha previsto la rappresentazione delle commissioni attive secondo un diverso schema di dettaglio.

La sottovoce "Altre commissioni attive" accoglie le commissioni incassate dalle Imprese di Assicurazione pari a 1.780 milioni.

Come richiesto dall'IFRS 15, paragrafo 116 b), si segnala che le commissioni includono i ricavi rilevati nel corso dell'esercizio inclusi nel saldo di apertura delle passività derivanti da contratti con clienti. In linea con il paragrafo 116 c) dell'IFRS 15, sono inclusi ricavi derivanti da "performance obligation" adempiute negli anni precedenti per un ammontare pari a 22 milioni.

2.2 Commissioni passive: composizione

(milioni di euro)
Tipologia di servizi/valori 2021 2020
a) Strumenti finanziari 278 259
di cui: negoziazione di strumenti finanziari 34 40
di cui: collocamento di strumenti finanziari 219 211
di cui: gestione di portafogli individuali 25 8
- Proprie 24 7
- Delegate a terzi 1 1
b) Compensazione e regolamento 19 10
c) Gestione di portafogli collettive 54 83
- Proprie 14 13
- Delegate a terzi 40 70
d) Custodia e amministrazione 86 64
e) Servizi di incasso e pagamento 576 475
di cui: carte di credito, carte di debito e altre carte di pagamento 417 312
f) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
g) Impegni a ricevere fondi 1 1
h) Garanzie finanziarie ricevute 220 192
di cui: derivati su crediti 21 13
i) Offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi 919 753
j) Negoziazione di valute 4 3
k) Altre commissioni passive 566 494
Totale 2.723 2.334

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della circolare 262 che ha previsto la rappresentazione delle commissioni passive secondo un diverso schema di dettaglio.

Nella sottovoce "Altre commissioni passive" sono inclusi 283 milioni per collocamento prodotti assicurativi di investimento, 179 milioni per servizi bancari riferiti a filiali italiane, 79 milioni per servizi bancari riferiti a filiali estere e 25 milioni per altri servizi residuali.

Come richiesto dall'IFRS 15, paragrafo 116 b), si segnala che le commissioni includono i ricavi rilevati nel corso dell'esercizio inclusi nel saldo di apertura delle passività derivanti da contratti con clienti.

In linea con il paragrafo 116 c) dell'IFRS 15, sono inclusi ricavi derivanti da "performance obligation" adempiute negli anni precedenti per un ammontare pari a 8 milioni.

SEZIONE 3 – DIVIDENDI E PROVENTI SIMILI - VOCE 70

3.1 Dividendi e proventi simili: composizione

(milioni di euro)
Voci/Proventi 2021 2020
Dividendi Proventi
simili
Dividendi Proventi
simili
A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 27 - 23 -
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 7 72 3 22
C. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 55 - 35 3
D. Partecipazioni - - - -
Totale 89 72 61 25

SEZIONE 4 – IL RISULTATO NETTO DELL'ATTIVITÀ DI NEGOZIAZIONE - VOCE 80

4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze Utili da
negoziazione
Minusvalenze Perdite da
negoziazione
Risultato
netto
1. Attività finanziarie di negoziazione 89 894 -347 -910 -274
1.1 Titoli di debito 35 701 -333 -861 -458
1.2 Titoli di capitale 52 188 -6 -45 189
1.3 Quote di O.I.C.R. 2 3 -8 -3 -6
1.4 Finanziamenti - - - - -
1.5 Altre - 2 - -1 1
2. Passività finanziarie di negoziazione 412 7 -91 -108 220
2.1 Titoli di debito - - - - -
2.2 Debiti 382 - -8 - 374
2.3 Altre 30 7 -83 -108 -154
3. Attività e passività finanziarie: differenze di cambio X X X X 174
4. Strumenti derivati 37.769 38.261 -37.937 -37.661 383
4.1 Derivati finanziari: 36.334 37.232 -36.500 -36.578 439
- Su titoli di debito e tassi di interesse 33.760 30.642 -32.800 -31.326 276
- Su titoli di capitale e indici azionari 1.641 4.504 -2.549 -3.397 199
- Su valute e oro X X X X -49
- Altri 933 2.086 -1.151 -1.855 13
4.2 Derivati su crediti 1.435 1.029 -1.437 -1.083 -56
di cui: coperture naturali connesse con la fair value option X X X X -
Totale 38.270 39.162 -38.375 -38.679 503

Gli utili e le perdite delle "Attività finanziarie di negoziazione" sono esposti per singola operazione di compravendita ed includono il risultato sia delle posizioni lunghe che di quelle corte.

Nella colonna "Risultato netto" sono inclusi gli utili, perdite, plusvalenze e minusvalenze da operazioni su valute e da derivati su valute e oro.

Per quanto riguarda i prodotti finanziari strutturati ed i loro effetti sul conto economico, si rinvia per più dettagliate informazioni alla Parte E di questa Nota Integrativa – Informazioni sui rischi e politiche di copertura.

SEZIONE 5 – IL RISULTATO NETTO DELL'ATTIVITÀ DI COPERTURA - VOCE 90

5.1 Risultato netto dell'attività di copertura: composizione

(milioni di euro)
Componenti reddituali/Valori 2021 2020
A. Proventi relativi a:
A.1 Derivati di copertura del fair value 6.866 6.286
A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) 186 5.018
A.3 Passività finanziarie coperte (fair value) 1.947 573
A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - 2
A.5 Attività e passività in valuta - -
Totale proventi dell'attività di copertura (A) 8.999 11.879
B. Oneri relativi a:
B.1 Derivati di copertura del fair value -3.775 -8.572
B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) -5.091 -1.923
B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) -97 -1.306
B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -7
B.5 Attività e passività in valuta - -
Totale oneri dell'attività di copertura (B) -8.963 -11.808
C. Risultato netto dell'attività di copertura (A - B) 36 71
di cui: risultato delle coperture su posizioni nette - -

Il Gruppo si avvale della facoltà, prevista in sede di introduzione dell'IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS 39 in tema di "hedge accounting" (nella versione "carve-out" omologata dalla commissione europea) per ogni tipologia di copertura (sia per le coperture specifiche che per le macro-coperture). Per questa ragione, nella tabella "5.1 risultato netto dell'attività di copertura: composizione", non è valorizzata la riga "di cui: risultato delle coperture su posizioni nette" prevista per i soggetti che applicano il principio contabile ifrs 9 anche per le coperture.

SEZIONE 6 – UTILI (PERDITE) DA CESSIONE/RIACQUISTO - VOCE 100

6.1 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione

(milioni di euro)
Voci/Componenti reddituali 2021 2020
Utili Perdite Risultato
netto
Utili Perdite Risultato
netto
A. Attività finanziarie
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 494 -293 201 211 -404 -193
1.1 Crediti verso banche - - - 2 -2 -
1.2 Crediti verso clientela 494 -293 201 209 -402 -193
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
693 -82 611 1.458 -588 870
2.1 Titoli di debito 693 -82 611 1.458 -588 870
2.2 Finanziamenti - - - - - -
Totale attività (A) 1.187 -375 812 1.669 -992 677
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato
1. Debiti verso banche 1 -3 -2 17 -14 3
2. Debiti verso clientela 6 -3 3 5 -2 3
3. Titoli in circolazione 19 -74 -55 214 -264 -50
Totale passività (B) 26 -80 -54 236 -280 -44

Il Risultato netto delle Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato della sottovoce 1.2, riconducible prevalentemente a Capogruppo, attiene principalmente alla cessione sul mercato di titoli di debito governativi nonché di un portafoglio di crediti deteriorati ad un veicolo SPV costituito ai sensi della legge n. 130/99 con ottenimento della garanzia statale "GACS". Il Risultato netto delle Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva della sottovoce 2.1, anch'esso riconducible prevalentemente a Capogruppo, attiene agli utili e perdite derivanti principalmente dalla cessione di titoli di debito governativi.

Gli utili e le perdite delle Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva rappresentate da titoli di debito sono esposti per singola operazione di compravendita.

SEZIONE 7 – IL RISULTATO NETTO DELLE ALTRE ATTIVITÀ E PASSIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO A CONTO ECONOMICO- VOCE 110

7.1 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle attività e delle passività finanziarie designate al fair value

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze Utili da
realizzo
Minusvalenze Perdite da
realizzo
Risultato
netto
1. Attività finanziarie - - - - -
1.1 Titoli di debito - - - - -
1.2 Finanziamenti - - - - -
2. Passività finanziarie 91 15 -81 -41 -16
2.1 Titoli in circolazione 82 15 -81 -41 -25
2.2 Debiti verso banche - - - - -
2.3 Debiti verso clientela 9 - - - 9
3. Attività e passività finanziarie in valuta: differenze di
cambio X X X X -26
Totale 91 15 -81 -41 -42

Quanto alle modalità di determinazione del credit spread, si rinvia a quanto descritto nella Parte A della Nota integrativa consolidata nella sezione A.4 – Informativa sul fair value.

7.2 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze Utili da
realizzo
Minusvalenze Perdite da
realizzo
Risultato
netto
1. Attività finanziarie 300 45 -158 -106 81
1.1 Titoli di debito 34 3 -32 -91 -86
1.2 Titoli di capitale 39 10 -17 -5 27
1.3 Quote di O.I.C.R. 210 11 -57 -4 160
1.4 Finanziamenti 17 21 -52 -6 -20
2. Attività finanziarie in valuta: differenze di cambio X X X X 32
Totale 300 45 -158 -106 113

SEZIONE 7 BIS – RISULTATO NETTO DELLE ATTIVITÀ' E PASSIVITA' FINANZIARIE DI PERTINENZA DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE AI SENSI DELLO IAS 39 - VOCE 115

Si riportano di seguito riportano di seguito i dettagli delle voci IAS 39 incluse nella voce 115 di schema di Conto economico riferita alle imprese di assicurazione.

In relazione all'applicazione del Deferral Approach, negli schemi consolidati previsti dalla circolare 262 della Banca d'Ital ia, è stata infatti creata la "Voce 115 Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39" che accoglie le componenti di cui al seguente schema:

(milioni di euro)
Composizione della voce Risultato netto delle attività e passività finanziarie
di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39 - Voce 115
2021 2020
10. Interessi attivi e proventi assimilati 1.862 1.594
20. Interessi passivi e oneri assimilati -75 -54
70. Dividendi e proventi simili 383 262
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione -69 -112
90. Risultato netto dell'attività di copertura (*) - -
100. Utile / perdita da cessione o riacquisto di: 198 129
a) crediti - -
b) attività finanziarie disponibili per la vendita 198 129
c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza - -
d) passività finanziarie - -
110. Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value 2.455 1.644
TOTALE Voce 115 4.754 3.463

(*) Non sono presenti coperture in hedge accounting

7.1 Bis. Interessi attivi e proventi assimilati: composizione

(milioni di euro)
Voci/Forme tecniche Titoli di
debito
Finanziamenti Altre
operazioni
2021 2020
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 16 - - 16 7
2. Attività finanziarie valutate al fair value 1 - - 1 1
3. Attività finanziarie disponibili per la vendita 1.834 - - 1.834 1.581
4. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza - - - - -
5. Crediti verso banche 1 2 - 3 2
6. Crediti verso clientela - - - - -
7. Derivati di copertura X X 8 8 3
8. Altre attività X X - - -
Totale 1.852 2 8 1.862 1.594

7.2 Bis. Interessi attivi e proventi assimilati: differenziali relativi alle operazioni di copertura I differenziali relativi alle operazioni di copertura ammontano a 8 milioni.

7.3 Bis. Interessi attivi e proventi assimilati: altre informazioni

7.3.1 Bis Interessi attivi su attività finanziarie in valuta Non si segnalano importi riferiti a società assicurative.

7.4.Bis. Interessi passivi e oneri assimilati: composizione

(milioni di euro)
Voci/Forme tecniche Debiti Titoli Altre
operazioni
2021 2020
1. Debiti verso banche centrali - X - - -
2. Debiti verso banche 6 X 21 27 17
3. Debiti verso clientela - X - - -
4. Titoli in circolazione X 48 - 48 37
5. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
6. Passività finanziarie valutate al fair value - - - - -
7. Altre passività e fondi X X - - -
8. Derivati di copertura X X - - -
Totale 6 48 21 75 54

7.5. Bis. Interessi passivi e oneri assimilati: differenziali relativi alle operazioni di copertura

Non si segnalano importi riferiti a società assicurative.

7.6. Bis. Interessi passivi e oneri assimilati: altre informazioni

7.6.1 Bis Interessi passivi su passività in valuta

Non si segnalano importi riferiti a società assicurative.

7.7 Bis. Dividendi e proventi simili - composizione

(milioni di euro)
Voci/Proventi 2021 2020
Dividendi Proventi da quote di
O.I.C.R.
Dividendi Proventi da
quote di
O.I.C.R.
A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione - - - -
B. Attività finanziarie disponibili per la vendita 93 237 41 177
C. Attività finanziarie valutate al fair value 53 - 44 -
D. Partecipazioni - X - X
Totale 146 237 85 177

7.8 Bis. Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze Utili da
negoziazione
Minusvalenze Perdite da
negoziazione
Risultato
netto
1. Attività finanziarie di negoziazione 10 - -41 - -31
1.1 Titoli di debito 5 - -40 - -35
1.2 Titoli di capitale - - - - -
1.3 Quote di O.I.C.R. 5 - -1 - 4
1.4 Finanziamenti - - - - -
1.5 Altre - - - - -
2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
2.1 Titoli di debito - - - - -
2.2 Debiti - - - - -
2.3 Altre - - - - -
3. Attività e passività finanziarie: differenze di cambio X X X X 76
4. Strumenti derivati 16 26 -63 -93 -114
4.1 Derivati finanziari: 16 26 -63 -93 -114
- Su titoli di debito e tassi di interesse - - - -7 -7
- Su titoli di capitale e indici azionari 16 26 -63 -86 -107
- Su valute e oro X X X X -
- Altri - - - - -
4.2 Derivati su crediti - - - - -
Totale 26 26 -104 -93 -69

7.9 Bis. Risultato netto dell'attività di copertura: composizione Non si segnalano attività di copertura riferite a società assicurative.

7.10 Bis. Utili (Perdite) da cessione / riacquisto: composizione

(milioni di euro)
Voci/Componenti reddituali 2021 2020
Utili Perdite Risultato netto Utili Perdite Risultato netto
Attività finanziarie
1. Crediti verso banche - - - - - -
2. Crediti verso clientela - - - - - -
3. Attività finanziarie disponibili per la vendita 300 -102 198 252 -123 129
3.1 Titoli di debito 152 -17 135 160 -43 117
3.2 Titoli di capitale 45 -36 9 64 -54 10
3.3 Quote di O.I.C.R. 103 -49 54 28 -26 2
3.4 Finanziamenti - - - - - -
4. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza - - - - - -
Totale attività 300 -102 198 252 -123 129
Passività finanziarie
1. Debiti verso banche - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - -
3. Titoli in circolazione - - - - - -
Totale passività - - - - - -

(milioni di euro)

Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze Utili da
realizzo
Minusvalenze Perdite da
realizzo

7.11 Bis. Variazione netta di valore delle attività/passività finanziarie valutate al fair value:

Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze Utili da
realizzo
Minusvalenze Perdite da
realizzo
Risultato
netto
1. Attività finanziarie 4.955 2.924 -636 -240 7.003
1.1 Titoli di debito 22 70 -91 -22 -21
1.2 Titoli di capitale 595 321 -56 -60 800
1.3 Quote di O.I.C.R. 4.326 2.526 -458 -155 6.239
1.4 Finanziamenti 12 7 -31 -3 -15
2. Passività finanziarie - - -2.560 -1.858 -4.418
2.1 Titoli di debito - - - - -
2.2 Debiti verso banche - - - -27 -27
2.3 Debiti verso clientela - - -2.560 -1.831 -4.391
3. Attività e passività finanziarie in valuta:
differenze di cambio
X X X X -
4. Derivati creditizi e finanziari 13 53 -24 -172 -130
Totale 4.968 2.977 -3.220 -2.270 2.455

SEZIONE 8 – RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE NETTE PER RISCHIO DI CREDITO – VOCE 130

8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti
reddituali
RETTIFICHE DI VALORE RIPRESE DI VALORE 2020
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo stadio Impaired acquisite
o originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
Write-off Altre Write-off Altre originate
A. Crediti verso banche -23 -4 - - - - 46 8 3 - 30 3
- Finanziamenti -15 -2 - - - - 37 8 3 - 31 4
- Titoli di debito -8 -2 - - - - 9 - - - -1 -1
B. Crediti verso clientela -416 -472 -128 -4.387 - -38 556 672 1.339 31 -2.843 -4.359
- Finanziamenti -402 -451 -128 -4.386 - -38 510 668 1.338 31 -2.858 -4.360
- Titoli di debito -14 -21 - -1 - - 46 4 1 - 15 1
Totale -439 -476 -128 -4.387 - -38 602 680 1.342 31 -2.813 -4.356

8.1a Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo a finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno COVID-19: composizione

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti reddituali Rettifiche di valore nette 2020
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo stadio Impaired acquisite o
originate
Write-off Altre Write-off Altre
1. Finanziamenti oggetto di concessione conforme con
le GL
6 -6 - - - - - -373
2. Finanziamenti oggetto di misure di moratoria in
essere non più conformi alle GL e non valutate come
oggetto di concessione
4 5 - 2 - - 11 -
3. Finanziamenti oggetto di altre misure di concessione - -97 - -66 - - -163 -7
4. Nuovi finanziamenti -11 -26 - -56 - - -93 -66
Totale
2021
-1 -124 - -120 - - -245 -
Totale
2020
-50 -320 - -73 - -3 -446

Nella riga "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" sono riportate le informazioni relative alle attività finanziarie oggetto di moratoria che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID-19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modifiche e integrazioni.

Nella riga Finanziamenti "oggetto di misure di moratoria in essere non più conformi alle GL e non valutate come oggetto di concessione" sono riportate le informazioni relative ai finanziamenti oggetto di moratoria in essere, valutati come conformi alle EBA/GL/2020/02 alla data di concessione della misura e non più conformi alla data di riferimento del bilancio, che non sono stati classificati come "esposizioni oggetto di concessione" (come definite dalle vigenti segnalazioni di vigilanza) a seguito della valutazione effettuata al verificarsi dell'evento che ha generato la non conformità alle EBA/GL/2020/02.

Nella riga "nuovi finanziamenti" sono riportate le informazioni relative alle esposizioni a cui è stata concessa nuova liquidità con il supporto di garanzie pubbliche e conseguentemente le rettifiche di valore beneficiano di tali garanzie.

Le rettifiche di valore su posizioni oggetto di misure di concessione sono prevalentemente determinate dall'applicazione delle metodologie valutative conseguenti al COVID-19, delineate nella Parte A - Sezione 5 Altri Aspetti e descritte più in dettaglio nella Parte E – Sezione 1 Rischi di credito della presente Nota integrativa.

8.2 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti
reddituali
RETTIFICHE DI VALORE RIPRESE DI VALORE 2021 2020
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo stadio Impaired acquisite
o originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
Write-off Altre Write-off Altre originate
A. Titoli di debito -42 -7 - - - - 17 1 - - -31 -2
B. Finanziamenti -5 -1 - - - - 6 - 1 - 1 -6
- Verso clientela -5 -1 - - - - 6 - 1 - 1 -6
- Verso banche - - - - - - - - - - - -
Totale -47 -8 - - - - 23 1 1 - -30 -8

8.2a Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo a finanziamenti valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva oggetto di misure di sostegno COVID-19: composizione La fattispecie non è presente.

SEZIONE 8 BIS – RETTIFICHE / RIPRESE DI VALORE NETTE DI PERTINENZA DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE AI SENSI DELLO IAS 39 – VOCE 135

8.1 Bis. Rettifiche di valore nette per deterioramento: composizione Non si segnalano importi riferiti a società assicurative.

8.2 Bis. Rettifiche di valore nette per deterioramento di attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti reddituali RETTIFICHE DI VALORE RIPRESE DI VALORE 2021 2020
Specifiche
cancellazione
altre
Specifiche
da interessi
altre riprese
A. Titoli di debito - - - - - -
B. Titoli di capitale - -25 X X -25 -80
C. Quote di O.IC.R. - -1 - - -1 -1
D. Finanziamenti a banche - - - - - -
E. Finanziamenti a clientela - - - - - -
F. Totale - -26 - - -26 -81

8.3 Bis. Rettifiche di valore nette per deterioramento di attività finanziarie detenute sino alla scadenza: composizione Non si segnalano importi riferiti a società assicurative.

8.4 Bis. Rettifiche di valore nette per deterioramento di altre operazioni finanziarie: composizione Non si segnalano importi riferiti a società assicurative.

SEZIONE 9 –UTILI/PERDITE DA MODIFICHE CONTRATTUALI SENZA CANCELLAZIONI – VOCE 140

9.1 Utili (perdite) da modifiche contrattuali: composizione

Nell'ambito degli utili (perdite) da modifiche contrattuali senza cancellazioni sono state rilevate perdite per 29 milioni.

SEZIONE 10 – PREMI NETTI - VOCE 160

10.1 Premi netti: composizione

(milioni di euro)
Premi derivanti dall'attività assicurativa Lavoro diretto Lavoro indiretto 2021 2020
A. Ramo Vita
A.1 Premi lordi contabilizzati (+) 9.446 - 9.446 10.057
A.2 Premi ceduti in riassicurazione (-) -4 X -4 -1
A.3 Totale 9.442 - 9.442 10.056
B. Ramo Danni
B.1 Premi lordi contabilizzati (+) 1.342 - 1.342 980
B.2 Premi ceduti in riassicurazione (-) -216 X -216 -156
B.3 Variazione dell'importo lordo della riserva premi (+/-) -18 - -18 -46
B.4 Variazione della riserva premi a carico dei riassicuratori (+/-) 7 - 7 8
B.5 Totale 1.115 - 1.115 786
C. Totale premi netti 10.557 - 10.557 10.842

SEZIONE 11 – SALDO ALTRI PROVENTI E ONERI DELLA GESTIONE ASSICURATIVA - VOCE 170

11.1 Saldo altri proventi e oneri della gestione assicurativa: composizione

(milioni di euro)
Voci 2021 2020
1. Variazione netta delle riserve tecniche -1.355 -1.917
2. Sinistri di competenza dell'esercizio -10.259 -9.295
3. Altri proventi e oneri della gestione assicurativa -1.911 -1.590
Totale -13.525 -12.802

11.2 Composizione della sottovoce "Variazione netta delle riserve tecniche"

(milioni di euro)
Variazione netta delle riserve tecniche 2021 2020
1. Ramo vita
A. Riserve matematiche 3.979 -458
A.1 Importo lordo annuo 3.983 -458
A.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori -4 -
B. Altre riserve tecniche -3.459 -1.658
B.1 Importo lordo annuo -3.459 -1.658
B.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori - -
C. Riserve tecniche allorchè il rischio dell'investimento è sopportato dagli assicurati -1.874 203
C.1 Importo lordo annuo -1.874 203
C.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori - -
Totale "riserve ramo vita" -1.354 -1.913
2. Ramo danni
Variazioni altre riserve tecniche del ramo danni diverse dalla riserva sinistri al netto delle
cessioni in riassicurazione
-1 -4

11.3 Composizione della sottovoce "Sinistri di competenza dell'esercizio"

(milioni di euro)
Oneri per sinistri 2021 2020
RAMO VITA: ONERI RELATIVI AI SINISTRI, AL NETTO DELLE CESSIONI IN RIASSICURAZIONE
A. Importi pagati -10.077 -8.540
A.1 Importo lordo annuo -10.082 -8.541
A.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori 5 1
B. Variazione della riserva per somme da pagare 501 -439
B.1 Importo lordo annuo 501 -439
B.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori - -
Totale sinistri ramo vita -9.576 -8.979
RAMO DANNI: ONERI RELATIVI AI SINISTRI, AL NETTO DEI RECUPERI E DELLE CESSIONI IN
RIASSICURAZIONE
C. Importi pagati -592 -300
C.1 Importo lordo annuo -778 -351
C.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori 186 51
D. Variazione dei recuperi al netto delle quote a carico dei riassicuratori 1 -
E. Variazioni della riserva sinistri -92 -16
E.1 Importo lordo annuo -127 -59
E.2 (-) Quote a carico dei riassicuratori 35 43
Totale sinistri ramo danni -683 -316

11.4 Composizione della sottovoce "Altri proventi ed oneri della gestione assicurativa"

(milioni di euro)
2021 2020
Altri proventi 215 141
Ramo vita 180 94
Ramo danni 35 47
Altri oneri -2.126 -1.731
Ramo vita -2.018 -1.640
Ramo danni -108 -91

SEZIONE 12 – LE SPESE AMMINISTRATIVE - VOCE 190

12.1 Spese per il personale: composizione

(milioni di euro)
Tipologia di spese 2021 2020
1) Personale dipendente 7.152 7.530
a) salari e stipendi 4.741 4.274
b) oneri sociali 1.218 1.104
c) indennità di fine rapporto 41 59
d) spese previdenziali 4 4
e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale 7 9
f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili: 12 8
- a contribuzione definita - -
- a benefici definiti 12 8
g) versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: 368 319
- a contribuzione definita 366 317
- a benefici definiti 2 2
h) costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali 220 199
i) altri benefici a favore dei dipendenti 541 1.554
2) Altro personale in attività 16 11
3) Amministratori e sindaci 19 21
4) Personale collocato a riposo - -
Totale 7.187 7.562

Si precisa che la sottovoce 3 "Amministratori e Sindaci" include i compensi corrisposti ai componenti del Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, ai membri dei Consigli di Amministrazione e dei Collegi Sindacali delle diverse società del Gruppo.

12.2 Numero medio dei dipendenti per categoria

2021 2020
Personale dipendente 92.657 100.049
a) dirigenti 1.831 1.901
b) quadri direttivi 35.971 39.211
c) restante personale dipendente 54.855 58.937
Altro personale 108 123
TOTALE 92.765 100.172

L'organico medio 2021 (per la cui determinazione i part time vengono conteggiati come da prassi in misura pari a 0,5 unità lavorative) risulta ridotto rispetto al 2020 principalmente per effetto delle cessioni di ramo d'azienda avvenute nel corso dell'anno (BPER e BPPB) e per effetto delle cessazioni ex accordi intervenute nel corso dei 2 anni.

12.3 Fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti: costi e ricavi

(milioni di euro)
2021 2020
TFR Piani
interni
Piani
esterni
TFR Piani
interni
Piani
esterni
Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro -7 -4 -12 -4 -3 -8
Interessi passivi - -16 -3 -5 -14 -10
Interessi attivi - 2 3 - 2 9
Rimborso da terzi - - - - - -
Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro
passate
- - 4 - - -
Riduzione del fondo X - - X - -
Estinzione del fondo X - - X - -

Nella presente tabella sono illustrate le componenti economiche relative al "Fondo di Trattamento di fine rapporto" – voce 90 del passivo dello Stato patrimoniale e ai "Fondi per rischi ed oneri - quiescenza ed obblighi simili" - voce 100b del passivo dello Stato patrimoniale.

12.4 Altri benefici a favore di dipendenti

Il saldo della voce nell'esercizio 2021 ammonta a 541 milioni ed è relativo ad oneri per incentivazione all'esodo del personale, nonché a contributi per assistenza malattia, contributi mensa, premi di assicurazioni stipulate a favore dei dipendenti e stanziamenti a fronte dei premi di anzianità.

12.5 Altre spese amministrative: composizione

(milioni di euro)
Tipologia di spesa/valori 2021 2020
Spese di manutenzione servizi informatici e apparecchiature elettroniche 821 852
Spese telefoniche, teletrasmissioni e trasmissione dati 75 80
Spese per servizi informatici 896 932
Canoni passivi per locazione immobili e spese condominiali 42 40
Spese di vigilanza 48 47
Spese per pulizia locali 56 55
Spese per manutenzione immobili, mobili e impianti 84 89
Spese energetiche 110 102
Spese diverse immobiliari 15 10
Spese di gestione immobili 355 343
Spese per stampati, cancelleria, materiali di consumo e pubblicazioni 36 52
Spese per trasporti ed altri servizi collegati (incluso conta valori) 75 71
Spese per visure ed informazioni 227 198
Spese postali e telegrafiche 58 54
Spese generali di funzionamento 396 375
Spese per consulenze professionali 165 230
Spese legali e giudiziarie 157 158
Premi di assicurazione banche e clientela 62 54
Spese legali e professionali 384 442
Spese pubblicitarie e promozionali 154 142
Servizi resi da terzi 496 437
Costi indiretti del personale 51 45
Altre spese 225 254
Contributi a fondi di risoluzione e schemi di garanzia dei depositi 739 659
Imposte indirette e tasse 1.170 1.021
Recuperi imposte e tasse -5 -3
Recuperi spese diverse -36 -49
Totale 4.825 4.598

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della circolare 262 che ha previsto la rappresentazione in voce specifica della contribuzione a fondi di risoluzione e schemi di garanzia dei depositi, in precedenza rappresentati nella voce "altre spese".

Si segnala che al 31 dicembre 2021 le spese sostenute dal Gruppo Intesa Sanpaolo per interventi correlati allo scenario pandemico si attestavano a circa 37 milioni (71 milioni al 31 dicembre 2020).

SEZIONE 13 – ACCANTONAMENTI NETTI AI FONDI PER RISCHI E ONERI - VOCE 200

13.1 Accantonamenti netti per rischio di credito relativi a impegni ad erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: composizione

Voci Accantonamenti Riattribuzioni (milioni di euro)
Accantonamenti netti
Stage 1 -44 73 29
Stage 2 -32 66 34
Stage 3 -124 158 34
Totale -200 297 97

13.2 Accantonamenti netti relativi ad impegni e ad altre garanzie rilasciate: composizione

Per quanto riguarda gli accantonamenti netti relativi ad impegni e ad altre garanzie rilasciate, non si rilevano importi al 31 dicembre 2021.

13.3 Accantonamenti netti agli altri fondi per rischi e oneri: composizione

(milioni di euro)
Accantonamenti Riattribuzioni Accantonamenti netti
Accantonamenti netti ai fondi oneri per controversie legali e fiscali -261 40 -221
Accantonamenti netti ai fondi oneri diversi per il personale - - -
Accantonamenti netti ai fondi rischi e oneri diversi -510 260 -250
Totale -771 300 -471

La voce "accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri", il cui saldo è negativo per 471 milioni, accoglie gli stanziamenti che hanno riguardato principalmente le cause per anatocismo, revocatorie fallimentari, contenziosi fiscali ed altre vertenze civili ed amministrative.

In particolare, nella sottovoce "Accantonamenti netti ai fondi oneri per controversie legali e fiscali" figurano gli stanziamenti per cause passive, incluse le revocatorie fallimentari e altri contenziosi, al netto dei rilasci dell'esercizio.

La sottovoce "Accantonamenti netti ai fondi rischi e oneri diversi", nelle riattribuzioni, include principalmente il rilascio di alcuni stanziamenti perfezionati in relazione all'integrazione di UBI Banca.

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SEZIONE 14 – RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE NETTE SU ATTIVITÀ MATERIALI - VOCE 210

Attività/Componenti reddituali Ammortamento Rettifiche di valore
per deterioramento
Riprese di valore Risultato netto
A. Attività materiali
A.1 Ad uso funzionale -649 -2 - -651
- Di proprietà -361 -2 - -363
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing -288 - - -288
A.2 Detenute a scopo di investimento - - - -
- Di proprietà - - - -
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - -
A.3 Rimanenze X -8 - -8
B. Attività possedute per la vendita X - - -
Totale -649 -10 - -659

14.1 Rettifiche di valore nette su attività materiali: composizione

SEZIONE 15 – RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE NETTE SU ATTIVITÀ IMMATERIALI - VOCE 220

15.1 Rettifiche di valore nette di attività immateriali: composizione

Attività/Componenti reddituali Ammortamento Rettifiche di valore
per deterioramento
Riprese di valore (milioni di euro)
Risultato netto
A. Attività immateriali
di cui: software -670 -40 - -710
A.1 Di proprietà -892 -42 - -934
- Generate internamente dall'azienda -628 -39 - -667
- Altre -264 -3 - -267
A.2 Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - -
B. Attività possedute per la vendita X - - -
Totale -892 -42 - -934

Per la descrizione delle modalità di effettuazione degli impairment test sui valori intangibili e delle relative rettifiche di valore iscritte a conto economico si rimanda a quanto esposto nella "Parte B – Sezione 10 – attività immateriali" della presente Nota Integrativa.

SEZIONE 16 – GLI ALTRI ONERI E PROVENTI DI GESTIONE - VOCE 230

16.1 Altri oneri di gestione: composizione

(milioni di euro)
Tipologia di spesa/Valori
Altri oneri per operazioni di credito al consumo e leasing 26
Ammortamento delle spese per migliorie su beni di terzi 39
Altri oneri 438
Totale
2021
503
Totale
2020
366

La sottovoce "Altri oneri" è relativa per 118 milioni al risultato negativo su oro e metalli preziosi.

16.2 Altri proventi di gestione: composizione

(milioni di euro)
Componenti reddituali/Valori
Recuperi di spese 981
Fitti attivi ed altri proventi da gestione immobiliare 34
Altri proventi su attività di credito al consumo e leasing 63
Rimborsi per servizi resi a terzi 26
Altri proventi 379
Totale
2021
1.483
Totale
2020
3.713

La sottovoce "Altri proventi" è relativa per 121 milioni al risultato positivo su oro e metalli preziosi.

Si evidenzia che l'importo di 1.483 milioni al 31 dicembre 2021 si confronta con l'importo di 3.713 milioni al 31 dicembre 2021 che includeva il "Negative Goodwill" per 2.505 milioni riferito all'operazione di acquisizione del Gruppo UBI.

Come richiesto dal paragrafo 116 c) dell'IFRS 15, si specifica che sono inclusi ricavi derivanti da performance obbligation adempiute negli anni precedenti per un ammontare pari a 21 milioni.

SEZIONE 17 – UTILI (PERDITE) DELLE PARTECIPAZIONI - VOCE 250

17.1 Utili (Perdite) delle partecipazioni: composizione

(milioni di euro)
Componenti reddituali/Settori 2021 2020
1) Imprese a controllo congiunto
A. Proventi 12 6
1. Rivalutazioni 12 5
2. Utili da cessione - 1
3. Riprese di valore - -
4. Altri proventi - -
B. Oneri -3 -5
1. Svalutazioni -3 -1
2. Rettifiche di valore da deterioramento - -4
3. Perdite da cessione - -
4. Altri oneri - -
Risultato netto 9 1
2) Imprese sottoposte a influenza notevole
A. Proventi 229 74
1. Rivalutazioni 164 69
2. Utili da cessione 65 5
3. Riprese di valore - -
4. Altri proventi - -
B. Oneri -100 -91
1. Svalutazioni -58 -73
2. Rettifiche di valore da deterioramento -39 -17
3. Perdite da cessione -3 -1
4. Altri oneri - -
Risultato netto 129 -17
Totale 138 -16

Per le imprese sottoposte a controllo congiunto e sottoposte ad influenza notevole sono inclusi, nella riga "Rivalutazioni", i proventi derivanti dalla valutazione al patrimonio netto e, nella riga "Svalutazioni", gli oneri derivanti dalla valutazione al patrimonio netto delle partecipazioni stesse.

SEZIONE 18 – RISULTATO NETTO DELLA VALUTAZIONE AL FAIR VALUE DELLE ATTIVITÀ MATERIALI E IMMATERIALI - VOCE 260

18.1 Risultato netto della valutazione al fair value (o al valore rivalutato) o al valore di presumibile realizzo delle attività materiali e immateriali: composizione

(milioni di euro)
Attività/Componenti reddituale Rivalutazioni
Svalutazioni
Differenze cambio Risultato
Positive Negative netto
A. Attività materiali 13 -34 - - -21
A.1 Ad uso funzionale: 1 -11 - - -10
- Di proprietà 1 -11 - - -10
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - - -
A.2 Detenute a scopo di investimento: 12 -23 - - -11
- Di proprietà 12 -23 - - -11
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - - -
A.3 Rimanenze - - - - -
B. Attività immateriali - - - - -
B.1 Di proprietà: - - - - -
B.1.1 Generate internamente dall'azienda - - - - -
B.1.2 Altre - - - - -
B.2 Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - - -
Totale 13 -34 - - -21

SEZIONE 19 – RETTIFICHE DI VALORE DELL'AVVIAMENTO - VOCE 270

19.1 Rettifiche di valore dell'avviamento: composizione

Per i risultati delle verifiche di recuperabilità degli avviamenti iscritti in bilancio non hanno determinato rettifiche di valore per l'anno 2021. Si rinvia a quanto illustrato nella parte A - Politiche contabili per l'approfondimento delle modalità di determinazione delle perdite di valore dell'avviamento.

Per la descrizione delle modalità di effettuazione degli impairment test sugli avviamenti si rimanda a quanto esposto nella "Parte B – Sezione 10 – Attività immateriali" della presente Nota Integrativa.

SEZIONE 20 – UTILI (PERDITE) DA CESSIONE DI INVESTIMENTI - VOCE 280

20.1 Utili (Perdite) da cessione di investimenti: composizione

(milioni di euro)
Componente reddituale/Valori 2021 2020
A. Immobili 4 7
- Utili da cessione 8 17
- Perdite da cessione -4 -10
B. Altre attività (a) 285 94
- Utili da cessione 297 95
- Perdite da cessione -12 -1
Risultato netto 289 101

(a) Inclusi utili e perdite da cessione di società controllate.

L'utile da cessione di cui alla sottovoce B. Altre attività è principalmente riconducibile alle plusvalenze rilevate per 194 milioni dalla cessione nel primo trimestre da parte di Fideuram Bank Luxembourg a State Street del ramo d'azienda relativo alle attività di banca depositaria e per 97 milioni dalla cessione a Nexi, nel mese di ottobre, del ramo acquiring ex UBI.

SEZIONE 21 – LE IMPOSTE SUL REDDITO DELL'ESERCIZIO DELL'OPERATIVITÀ CORRENTE - VOCE 300

21.1 Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente: composizione

(milioni di euro)
Componenti reddituali/Settori 2021 2020
1. Imposte correnti (-) -888 -633
2. Variazioni delle imposte correnti dei precedenti esercizi (+/-) 24 94
3. Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio (+) 110 110
3. bis Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio per crediti d'imposta di cui alla Legge n. 214/2011 (+) 1.254 -
4. Variazione delle imposte anticipate (+/-) -2.143 203
5. Variazione delle imposte differite (+/-) 505 167
6. Imposte di competenza dell'esercizio (-) (-1+/-2+3+3bis+/-4+/-5) -1.138 -59

Nell'anno 2021 a seguito della cessione a titolo oneroso di crediti deteriorati, si è proceduto alla conversione in crediti d'imposta delle imposte anticipate su perdite fiscali IRES riportabili, ai sensi dell'art. 19, c. 1 del D.L. 25 maggio 2021, n. 73 (c.d. "Decreto Sostegni bis") che ha riproposto anche per il periodo 2021 l'agevolazione prevista dall'art. 44-bis, D.L. n. 34/2019 (c.d. Decreto Crescita 2019). Tale effetto trova rilevazione nella voce "Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio" con corrispondente decremento della voce "Variazione delle imposte anticipate".

La riduzione delle imposte correnti dell'esercizio evidenzia, così come richiesto dalla Lettera "Roneata" di Banca d'Italia del 7 agosto 2012, la trasformazione in crediti verso l'Erario delle imposte differite attive di cui alla legge n. 214/2011 per effetto sia della perdita di bilancio della incorporata ex UBI Banca sia della perdita fiscale di Intesa Sanpaolo e della stessa ex UBI Banca in relazione all'esercizio 2020. Tale effetto è interamente compensato dal corrispondente decremento della voce "Variazione delle imposte anticipate" con conseguente impatto nullo sul conto economico.

21.2 Riconciliazione tra onere fiscale teorico e onere fiscale effettivo di bilancio

(milioni di euro)
2021
Utile (perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte
Utile (perdita) delle attività operative cessate al lordo delle imposte
5.181
-
Utile imponibile teorico 5.181
Imposte Incidenza % su
utile imponibile
teorico
Imposte sul reddito - onere fiscale teorico 1.713 33,1
Variazioni in aumento delle imposte 435 8,4
Altri costi indeducibili 226 4,4
Altre 209 4,0
Variazioni in diminuzione delle imposte -1.010 -19,6
Effetti della participation exemption -71 -1,4
Effetti delle minori aliquote società estere -423 -8,2
Altre -516 -10,0
Totale variazioni delle imposte -575 -11,2
Onere fiscale effettivo di bilancio 1.138 21,9
di cui: - onere (provento) fiscale effettivo sull'operatività corrente
- onere (provento) fiscale effettivo sulle attività operative
cessate
1.138
-
21,9
-

Nell'ambito delle "Variazioni in diminuzione delle imposte", la sottovoce "altre" è principalmente riferibile al rilascio delle passività fiscali differite iscritte al 31 dicembre 2020 sul brand name e altre attività immateriali a seguito dell'esercizio dell'opzione per il c.d. "riallineamento" ai sensi dell'art. 110, commi 8 e 8-bis, D.L. n. 104/2020.

SEZIONE 22 – UTILE (PERDITA) DELLE ATTIVITÀ OPERATIVE CESSATE AL NETTO DELLE IMPOSTE - VOCE 320

22.1 Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte: composizione

(milioni di euro)
Componenti reddituali/Valori 2021 2020
1. Proventi - 180
2. Oneri - -126
3. Risultato delle valutazioni del gruppo di attività e delle passività associate - -
4. Utili (perdite) da realizzo - 1.110
5. Imposte e tasse - -28
Utile (perdita) - 1.136

La voce non risulta avvalorata al 31 dicembre 2021. Nel periodo a confronto, l'Utile delle attività operative cessate rappresentava gli effetti economici e il risultato della cessione del ramo aziendale avente ad oggetto l'attività di acquiring nell'ambito dei sistemi di pagamento, trasferito a Nexi nel corso del 2020 secondo l'accordo stipulato nel 2019.

22.2 Dettaglio delle imposte sul reddito relative alle attività operative cessate

(milioni di euro)
Voci 2021 2020
1. Fiscalità corrente (-) - -28
2. Variazione delle imposte anticipate (+/-) - 1
3. Variazione delle imposte differite (-/+) - -1
4. Imposte sul reddito di esercizio (-1+/-2+/-3) - -28

SEZIONE 23 – UTILE (PERDITA) D'ESERCIZIO DI PERTINENZA DI TERZI - VOCE 340

23.1 Dettaglio della voce 340 "Utile (perdita) d'esercizio di pertinenza di terzi"

(milioni di euro)
Denominazioni imprese 31.12.2021
Partecipazioni consolidate con interessenze di terzi significative
1 Bank of Alexandria S.A.E. -24
2 Eurizon Capital SGR S.p.A. -8
3 Intesa Sanpaolo Rent for You S.p.A. -3
4 Privredna Banka Zagreb d.d. -2
5 Eurizon SLJ Capital Limited -2
6 Private Equity International S.A. -1
7 Vseobecna Uverova Banka a.s. -1
8 Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval S.A. 4
9 Risanamento S.p.A. 13
10 Intesa Sanpaolo RBM Salute S.p.A. 166
TOTALE 2021 142
TOTALE 2020

La perdita di pertinenza di Intesa Sanpaolo RBM Salute S.p.A. è da ascrivere agli accantonamenti volti al rafforzamento delle riserve tecniche del comparto assicurativo, in relazione all'eccedenza dei sinistri rispetto ai premi emessi e sulla base del la stima degli oneri prospettici sulle polizze in relazione a uno squilibrio finanziario generatosi anche in conseguenza di un maggiore utilizzo delle prestazioni da parte degli assicurati al termine dei lunghi periodi di lockdown.

SEZIONE 24 – ALTRE INFORMAZIONI

Non si segnalano ulteriori informazioni oltre a quelle già fornite nelle precedenti sezioni.

SEZIONE 25 – UTILE PER AZIONE

Utile per azione

Azioni ordinarie
31.12.2021
31.12.2020
Media ponderata azioni (numero) 19.377.549.407 18.240.491.151
Risultato attribuibile alle diverse categorie di azioni (milioni di euro) 4.185 3.277
Utile base per azione (basic EPS) (euro) 0,22 0,18
Utile diluito per azione (diluted EPS) (euro) 0,22 0,18

25.1 Numero medio delle azioni ordinarie a capitale diluito

Per ulteriori informazioni su questa sezione, si rimanda a quanto esposto nella Relazione sull'andamento della gestione ai capitoli "L'azionariato" e "L'andamento del titolo".

25.2 Altre informazioni

Non si segnalano ulteriori informazioni.

Parte D – Redditività consolidata complessiva

Prospetto analitico della redditività consolidata complessiva 2021 (milioni di euro)
2020
10. Utile (Perdita) d'esercizio 4.043 3.285
Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico 23 -354
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: -38 -301
a) variazione di fair value -43 -266
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto 5 -35
30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito
creditizio):
26 -143
a) variazione del fair value 26 -143
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto - -
40. Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: - -
a) variazione di fair value (strumento coperto) - -
b) variazione di fair value (strumento di copertura) - -
50. Attività materiali 27 54
60. Attività immateriali - -
70. Piani a benefici definiti 2 -15
80 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - -
100. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico 6 51
Altre componenti reddituali con rigiro a conto economico -543 340
110. Copertura di investimenti esteri: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
120. Differenze di cambio: 111 -239
a) variazione di valore
b) rigiro a conto economico
-
-
-
-
c) altre variazioni 111 -239
130. Copertura dei flussi finanziari: 192 225
a) variazioni di fair value 405 367
b) rigiro a conto economico -213 -227
c) altre variazioni - 85
di cui: risultato delle posizioni nette - -
140. Strumenti di copertura (elementi non designati): - -
a) variazione di valore - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
145. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva di pertinenza delle
imprese di assicurazione
-504 392
a) variazione di valore -1.046 476
b) rigiro a conto economico -77 -76
c) altre variazioni 619 -8
Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività
150. complessiva: -786 210
a) variazioni di fair value -171 508
b) rigiro a conto economico -579 -289
- rettifiche per rischio di credito
- utili/perdite da realizzo
16
-595
41
-330
c) altre variazioni -36 -9
160. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
170. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto: 43 -16
a) variazioni di fair value -1 -
b) rigiro a conto economico - -
- rettifiche da deterioramento - -
- utili/perdite da realizzo - -
c) altre variazioni 44 -16
180. Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali con rigiro a conto economico 401 -232
190. Totale altre componenti reddituali -520 -14
200. Redditività complessiva (Voce 10+190) 3.523 3.271
210. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi -135 46
220. Redditività consolidata complessiva di pertinenza della capogruppo 3.658 3.225

Parte E – Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura

PREMESSA

Nella presente Parte E l'informativa qualitativa e quantitativa è esposta secondo l'ordine stabilito dalla Circolare n. 262 della Banca d'Italia, che disciplina in modo puntuale – oltre che la forma delle esposizioni tabellari – anche la sequenza dei diversi argomenti, ad eccezione della sezione relativa ai rischi di mercato in relazione all'applicazione dei modelli interni.

Nella redazione della presente Parte si è tenuto conto anche delle prescrizioni della comunicazione della Banca d'Italia del 21 dicembre 2021 che ha integrato le disposizioni della Circolare n. 262 per quanto riguarda la disclosure degli impatti del COVID-19. A completamento dell'informativa qualitativa e quantitativa esposta nella presente Parte E, in linea con quanto previsto dalla citata comunicazione del 21 dicembre di Banca d'Italia, si vedano anche le informazioni qualitative pubblicate in Parte A – Politiche contabili del presente Bilancio consolidato (Sezione Altri aspetti) e quelle quantitative circa i finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19 e le relative rettifiche di valore nette per rischio di credito (pubblicate, rispettivamente, in Parte B – Informazioni sullo Stato patrimoniale – Attivo e in Parte C – Informazioni sul Conto economico del presente Bilancio consolidato).

Principi di base

Il Gruppo Intesa Sanpaolo attribuisce una forte rilevanza alla gestione e al controllo dei rischi, quali condizioni per garantire un'affidabile e sostenibile generazione di valore in un contesto di rischio controllato.

La strategia di risk management punta ad una visione completa e coerente dei rischi, considerando sia lo scenario macroeconomico sia il profilo di rischio del Gruppo, stimolando la crescita della cultura del rischio e rafforzando una trasparente e accurata rappresentazione della rischiosità dei portafogli del Gruppo.

Le strategie di assunzione dei rischi sono riassunte nel Risk Appetite Framework (RAF) del Gruppo, approvato dal Consiglio di Amministrazione. Il RAF viene definito per garantire che le attività di assunzione del rischio rimangano in linea con le aspettative degli azionisti, tenendo conto della posizione di rischio in cui si trova il Gruppo e della congiuntura economica. Il framework definisce sia i principi generali di massima propensione al rischio sia i presidi del profilo di rischio complessivo e dei principali rischi specifici.

I principi generali che guidano la strategia di assunzione di rischio del Gruppo sono sintetizzabili nei seguenti punti:

  • Intesa Sanpaolo è un conglomerato finanziario bancario focalizzato su un modello di business commerciale, dove l'attività retail domestica rimane una forza strutturale del Gruppo e include non solo prodotti bancari e servizi di investimento tradizionali ma anche soluzioni assicurative e di wealth management specificamente concepite per i clienti del Gruppo;
  • l'obiettivo del Gruppo non è quello di eliminare i rischi, ma di comprenderli e gestirli in modo da garantire un adeguato ritorno a fronte dei rischi presi, assicurando solidità e continuità aziendale nel lungo periodo;
  • Intesa Sanpaolo ha un profilo di rischio contenuto dove adeguatezza patrimoniale, stabilità degli utili, solida posizione di liquidità e una forte reputazione rappresentano i cardini per preservare la propria redditività corrente e prospettica;
  • Intesa Sanpaolo ambisce ad un livello di patrimonializzazione in linea con i principali peer europei;
  • Intesa Sanpaolo intende mantenere un forte presidio sui principali rischi specifici (non necessariamente connessi a shock macroeconomici) cui il Gruppo può essere esposto;
  • il Gruppo è particolarmente impegnato nel rafforzamento continuo della propria cultura del rischio quale strumento fondamentale per promuovere una consapevole assunzione di rischi e assicurare che eventuali prese di rischio che eccedono il proprio risk appetite siano rilevate, valutate, comunicate nelle sedi opportune e gestite in maniera tempestiva;
  • per garantire la sostenibilità del proprio modello operativo nel lungo periodo, il Gruppo attribuisce grande enfasi al monitoraggio e al controllo dei rischi non finanziari, del rischio modello, dei rischi reputazionali e di quelli Environmental Social and Governance (ESG) e di Climate Change. Con specifico riferimento a questi ultimi Intesa Sanpaolo riconosce la rilevanza strategica dei fattori ESG e l'urgenza di limitare il cambiamento climatico e si impegna a includere questi aspetti nei processi decisionali strategici e a integrarli pienamente nel suo framework di gestione dei rischi con l'obiettivo di mantenere un profilo di rischio contenuto. Ciò implica monitorare come i rischi ESG e quelli connessi al cambiamento climatico si riflettano sui rischi attuali (rischio di credito, operativo, reputazionale, mercato e di liquidità) e includere elevati standard etici e ambientali nei processi interni, nei prodotti e nei servizi offerti ai clienti oltre che nella selezione di controparti e fornitori.

I principi generali sono applicabili sia a livello di Gruppo sia a livello di business unit o società. In caso di crescita verso l'esterno, tali principi generali saranno applicati, considerando le specifiche caratteristiche del mercato e del contesto competitivo in cui avviene la crescita.

Il Risk Appetite Framework rappresenta quindi la cornice complessiva entro cui è prevista la gestione dei rischi assunti dal Gruppo con la definizione dei principi generali di propensione al rischio e la conseguente articolazione del presidio:

  • del profilo di rischio complessivo;
  • dei principali rischi specifici del Gruppo.

Il presidio del profilo di rischio complessivo discende dalla definizione dei principi generali e si articola in una struttura di limiti per assicurare che il Gruppo, anche in condizioni di stress severo, rispetti dei livelli minimi di solvibilità, liquidità, resolvability capacity e redditività, e contenga entro limiti adeguati anche i rischi non finanziari, nonché i rischi reputazionali ed ESG.

In particolare, il presidio del rischio complessivo intende mantenere adeguati livelli di:

  • − patrimonializzazione, anche in condizioni di stress macroeconomico severo, con riferimento sia al Pillar 1 sia al Pillar 2, monitorando il Common Equity Ratio, il Total Capital Ratio, il Leverage Ratio e la Risk Bearing Capacity;
  • liquidità, tale da fronteggiare periodi di tensione, anche prolungati, sui diversi mercati di approvvigionamento del funding, con riferimento sia alla situazione di breve termine sia a quella strutturale monitorando i limiti interni di Liquidity Coverage Ratio, Net Stable Funding Ratio, Loan/Deposit ratio, Asset Encumbrance e Survival Period in scenario avverso;
  • stabilità degli utili, monitorando l'utile netto adjusted e i costi operativi adjusted su ricavi, che rappresentano le principali cause potenziali di instabilità degli stessi;
  • resolvability capacity con riferimento al Minimum Requirement for Own Funds and Eligible Liabilities (MREL), al fine di essere in grado di assorbire eventuali perdite e di ricostituire la posizione patrimoniale del Gruppo, continuando a svolgere le proprie funzioni economiche critiche durante e dopo un'eventuale crisi;
  • rischi non finanziari, al fine di minimizzare il potenziale impatto di eventi negativi che compromettano la stabilità economica del Gruppo;
  • rischi reputazionali e ESG, attraverso la gestione attiva della propria immagine e degli aspetti connessi ai fattori ESG compreso il cambiamento climatico cercando di prevenire e contenere eventuali effetti negativi sulla propria reputazione.

In conformità con quanto previsto dalle linee guida EBA (EBA/GL/2015/02) in termini di "Minimum list of quantitative and qualitative recovery plan indicators", il Gruppo include anche indicatori di qualità dell'attivo, mercato e macroeconomici, al fine di garantire coerenza con il proprio Recovery Plan.

Il presidio dei rischi specifici è realizzato con la definizione di limiti ad hoc e azioni di mitigazione da porre in essere al fine di limitare l'impatto sul Gruppo di scenari futuri particolarmente severi. Tali limiti e azioni riguardano i rischi tipici dell'attività del Gruppo quali i rischi di credito, mercato e tasso, oltre che le concentrazioni di rischio più significative quali, ad esempio, concentrazione su singole controparti, sul rischio sovrano e sul settore pubblico, nonché altre tipologie di operatività ritenute meritevoli di particolare attenzione da parte degli Organi Societari (es: operatività esposta a valuation risk, esposizione verso soggetti collegati68).

Nell'ambito del presidio dei rischi specifici, il Credit Risk Appetite Framework (CRA), uno specifico RAF per il rischio di credito introdotto nel 2015, identifica aree di crescita per i crediti e aree da tenere sotto controllo, utilizzando un approccio basato sui rating e su altri indicatori statistici predittivi, allo scopo di orientare la crescita degli impieghi ottimizzando la gestione dei rischi. I limiti di CRA sono approvati nell'ambito del RAF e vengono sottoposti a costante monitoraggio da parte della Direzione Centrale Risk Management BdT e della Direzione Centrale Risk Management IMI CIB. Essi hanno contribuito al miglioramento del profilo di rischio del portafoglio crediti in termini di perdita attesa e distribuzione degli impieghi per classi di rischio. Al fine di assicurare un trattamento omogeneo della clientela, garantire la continuità dell'operatività corrente e un coerente presidio dei rischi del Gruppo, il framework Credit Risk Appetite (CRA) di Intesa Sanpaolo è stato applicato fino all'intervenuta fusione anche al perimetro di UBI Banca e IW Bank con la definizione di specifici limiti dedicati all'operatività nonché la governance per la gestione dei breach dei limiti in coerenza con quanto già in essere in Intesa Sanpaolo.

I limiti definiti nell'ambito del RAF si distinguono in due categorie, Hard Limit e Soft Limit, che differiscono per il processo di escalation innescato da una loro eventuale violazione. In particolare, con riferimento ai limiti di Gruppo, la cui governance è dettagliatamente disciplinata nelle Linee Guida del Risk Appetite Framework di Gruppo, la responsabilità di approvare il piano di rientro è attribuita:

  • − al Consiglio di Amministrazione per gli Hard Limit, tipicamente utilizzati con riferimento alle principali metriche poste a presidio del rischio complessivo (es. Common Equity Tier 1 ratio, Liquidity Coverage ratio);
  • − al Consigliere Delegato e CEO per i Soft Limit, definiti sulle metriche poste a presidio dei principali rischi specifici (es. concentrazione single name, concentrazione verso il settore pubblico Italia).

Oltre ai limiti propriamente detti possono essere definite delle soglie di Early Warning, al superamento delle quali si prevede una tempestiva discussione nell'ambito del Comitato manageriale competente69 .

La definizione del Risk Appetite Framework è un processo articolato guidato dal Chief Risk Officer, che prevede una stretta interazione con il Chief Financial Officer ed i Responsabili delle varie Divisioni, si sviluppa in coerenza con i processi di ICAAP, ILAAP e Recovery Plan e rappresenta la cornice di rischio all'interno della quale vengono sviluppati il Budget ed il Piano Industriale. In questo modo si garantisce coerenza tra la strategia e la politica di assunzione dei rischi e il processo di Pianificazione e di Budget.

Nell'ambito del processo di aggiornamento annuale del RAF è possibile individuare alcune fasi principali:

− definizione del perimetro dei rischi RAF: l'attività di identificazione dei rischi viene svolta all'interno del Gruppo in modo continuativo al fine di mantenere un costante allineamento con il mutevole contesto interno ed esterno e di garantire l'adeguatezza dei presidi e dei vincoli posti in essere a salvaguardia della continuità aziendale nel lungo periodo, e viene formalizzata all'interno del processo di Risk identification del Gruppo. Il perimetro dei rischi RAF viene quindi definito a

68 Per quanto concerne i "Soggetti Collegati" si fa riferimento al "Regolamento di Gruppo per la gestione delle operazioni con parti correlate di Intesa Sanpaolo S.p.A. e soggetti collegati del Gruppo", che fissa le regole sui rapporti con soggetti che presentano elementi speciali di "prossimità" ai centri decisionali della Banca e del Gruppo bancario, qualificati come Soggetti Collegati, in adempimento delle disposizioni in materia emanate dalla Banca d'Italia e coerenti con i dettami CONSOB. In tale contesto si prevede che almeno una volta all'anno, nell'ambito del Risk Appetite Framework, vengano proposti al Consiglio di Amministrazione, previo coinvolgimento delle strutture di Capogruppo interessate, appositi massimali di esposizione di gruppo. Tali massimali, definiti in coerenza con i limiti applicabili, sono ripartiti in sub-limiti di esposizione tra le strutture di Capogruppo interessate e ciascuna società del Gruppo, tenendo conto delle componenti creditizie, partecipative e finanziarie di mercato.

69 Il Comitato manageriale competente varia a seconda delle metriche RAF considerate:

per le metriche di adeguatezza patrimoniale, rischio di credito, stabilità degli utili, asset quality e ESG & climate change, la competenza è del Comitato di Direzione;

per le metriche di liquidità e relative a rischi finanziari, comprese quelle market-based e macroeconomiche e quelle riferite al rischio assicurativo, la competenza è del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo;

per le metriche relative ai rischi non finanziari e ai rischi reputazionali, la competenza è del Comitato Coordinamento Controlli e Rischi Non Finanziari di Gruppo.

partire da tale processo ponendo particolare attenzione all'evoluzione dei rischi per i quali si ritiene necessario definire specifici limiti e/o azioni di risk strategy;

  • − formulazione della proposta di limiti: in linea di principio i limiti RAF sono definiti secondo un approccio prudenziale. I criteri adottati per la loro determinazione differiscono, tuttavia, a seconda che si tratti di limiti relativi al presidio del rischio complessivo di Gruppo o al presidio dei Principali Rischi specifici di Gruppo;
  • − raccordo tra RAF, Piano di Impresa, Budget: la coerenza tra RAF e Piano di Impresa/Budget viene ricercata in tutte le fasi dei relativi iter di predisposizione attraverso un percorso di condivisione e confronto reciproco che si protrae per diversi mesi, impegnando non solo le strutture dell'Area di Governo Chief Risk Officer e dell'Area di Governo Chief Financial Officer bensì anche le Divisioni/Strutture di Business;
  • − approvazione del RAF: coerentemente con quanto previsto dalla normativa in materia, il Consiglio di Amministrazione definisce e approva gli obiettivi di rischio, la soglia di tolleranza (ove identificata) e le politiche di governo dei rischi.

Il RAF è aggiornato con cadenza annuale in vista della predisposizione del Budget annuale e/o del Piano di Impresa. In corso d'anno, al verificarsi di avvenimenti di rilievo, quali variazioni eccezionali del contesto di mercato in cui il Gruppo opera, evoluzioni significative della configurazione del Gruppo stesso e/o del suo approccio strategico o su diretta indicazione del Consiglio di Amministrazione, anche per il tramite del Comitato Rischi, l'Area di Governo Chief Risk Officer valuta il persistere dell'adeguatezza del framework RAF e, se del caso, propone revisioni anche parziali del RAF stesso.

La definizione del Risk Appetite Framework e i conseguenti limiti operativi sui principali rischi specifici, l'utilizzo di strumenti di misurazione del rischio nell'ambito dei processi gestionali del credito e di controllo dei rischi operativi, l'impiego di misure di capitale a rischio per la rendicontazione delle performance aziendali e la valutazione dell'adeguatezza del capitale interno del Gruppo rappresentano i passaggi fondamentali della declinazione operativa della strategia di rischio, definita dal Consiglio d'Amministrazione, lungo tutta la catena decisionale del Gruppo, fino alla singola unità operativa e al singolo desk. Il Gruppo articola quindi tali principi generali in politiche, limiti e criteri applicati alle diverse categorie di rischio ed aree d'affari, in un quadro strutturato di limiti e procedure di governo e di controllo.

Nell'ambito di una corretta valutazione dei rischi e della realizzazione di un adeguato sistema di presidi e controlli per la loro mitigazione, il Chief Risk Officer, con il supporto del Chief Compliance Officer laddove previsto, effettua un risk assessment preventivo delle Operazioni di Maggior Rilievo ("OMR") – intese quali operazioni di particolare rilevanza, di tipo proprietario o con singoli clienti o controparti, potenzialmente in grado di determinare un impatto significativo sul profilo di rischio complessivo e/o sui rischi specifici del Gruppo come definiti nel Risk Appetite Framework ("RAF") - al fine di assicurare l'assunzione di un livello di rischiosità accettabile per il Gruppo e coerente con il RAF stesso. Il modello di governo delle OMR prevede, altresì, che il Chief Risk Officer effettui un reporting semestrale avente ad oggetto le attività svolte agli Organi Societari, in particolare al Consiglio di Amministrazione, al Comitato Rischi, al Comitato per il Controllo sulla Gestione e al Comitato di Direzione.

La valutazione del profilo di rischio complessivo del Gruppo viene effettuata annualmente con l'ICAAP, che rappresenta il processo di autovalutazione dell'adeguatezza patrimoniale secondo regole interne al Gruppo, le cui risultanze sono poi oggetto di discussione e analisi anche da parte del Supervisore.

In ottemperanza ai dettami BCE, il processo ICAAP incorpora due prospettive complementari, entrambe analizzate sia in ottica di consuntivazione, sia in ottica prospettica, in uno scenario di base e in uno scenario avverso:

  • − prospettiva regolamentare, nella quale si dà rappresentazione, in entrambi gli scenari, delle metriche regolamentari sui rischi di primo pilastro, con un orizzonte temporale di medio termine pluriannuale;
  • − prospettiva economica gestionale, nella quale si dà rappresentazione delle misure e metriche gestionali che coprono tutti i rischi, inclusi quelli di secondo pilastro, con un orizzonte temporale pluriennale per lo scenario di base e con un orizzonte temporale di almeno 2 anni nello scenario avverso.

Il perimetro di analisi comprende anche il comparto assicurativo al fine di cogliere al meglio le peculiarità del modello di business del Gruppo (conglomerato finanziario).

La riconciliazione quantitativa tra requisiti regolamentari e stime gestionali di adeguatezza patrimoniale viene riportata in un documento dedicato annesso all'ICAAP nel quale sono evidenziate le differenze di perimetro e di definizione dei rischi considerati nei due ambiti, nonché le differenze, ove apprezzabili, tra quanto considerato nelle due viste in termini di principali parametri (ad es. intervallo di confidenza e periodo di detenzione) e di assunzioni (quali ad esempio quelle relative alla diversificazione degli effetti).

Il Gruppo redige inoltre un piano di Recovery secondo le indicazioni degli organismi di vigilanza. Il Recovery Plan è disciplinato dalle direttive europee "Bank Recovery and Resolution Directive – BRRD" - 2014/59/UE, recepita in Italia il 16 novembre 2015 con D. Lgs. n.180 e n.181, e "Bank Recovery and Resolution Directive – BRRD II" - Direttiva (UE) 2019/879, recepita in Italia con D.Lgs. 8 novembre 2021 n.193, in vigore dall'1 dicembre 2021 e stabilisce le modalità e le misure con cui intervenire per ripristinare la sostenibilità economica a lungo termine di un'istituzione in caso di grave deterioramento della propria situazione finanziaria.

Nell'annuale processo di redazione del Recovery Plan, l'Area di Governo Chief Risk Officer provvede ad identificare gli scenari di stress in grado di evidenziare le principali vulnerabilità del Gruppo e del suo modello di business (es. rilevante esposizione verso il mercato domestico) nonché a misurarne il potenziale impatto sul profilo di rischio del Gruppo.

Alla luce della crisi causata dal protrarsi dell'emergenza sanitaria, per la predisposizione del Recovery Plan 2021 sono stati sviluppati scenari di stress basati sulle potenziali ripercussioni economiche e finanziarie derivanti dalla pandemia da COVID-19.

A seguito della pubblicazione dell'European Banking Authority's Final Report on Recommendation on the coverage of entities in a group recovery plan (EBA/Rec/2017/02), datato 1° novembre 2017, Intesa Sanpaolo ha adottato specifici criteri per la classificazione delle società del Gruppo tra:

  • Group relevant;
  • Locally relevant;
  • Not relevant.

L'applicazione di tali criteri al perimetro di Gruppo ha comportato la classificazione tra le Group relevant entities della Capogruppo nonché di Fideuram, VUB Group, Banka Intesa Sanpaolo d.d., Intesa Sanpaolo Bank Ireland, Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg, CIB Group, Gruppo Privredna Banka Zagreb, Banca Intesa Beograd e Intesa Sanpaolo Romania. Le restanti società sono rientrate nella categoria not relevant entities. La sopra descritta ripartizione risulta coerente con il perimetro coperto dal Recovery Plan del 2020.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo assicura piena coerenza del modello di business e del sistema dei controlli interni con il Piano di Impresa, il Budget, il RAF, il Recovery Plan, l'ICAAP e l'ILAAP, come illustrato nel seguente schema.

Stress Test

Gli esercizi di stress rappresentano uno strumento fondamentale di risk management che consente alle banche di adottare una prospettiva forward-looking nelle proprie attività di risk management, pianificazione strategica e capital planning. L'attività di stress testing quale elemento fondamentale dei processi decisionali aziendali è opportunamente formalizzata e deve disporre di un'idonea infrastruttura dati.

La conduzione degli esercizi di stress test si compone di tre fasi fondamentali:

  • − selezione e approvazione degli scenari;
  • − esecuzione delle attività di stress test;
  • − approvazione dei risultati.

Intesa Sanpaolo distingue le seguenti tipologie di esercizio di stress test:

  • − esercizio multirischio, basato sull'analisi di scenario, consente di valutare in ottica forward-looking gli impatti simultanei sul Gruppo di molteplici fattori di rischio, tenendo conto anche delle interrelazioni fra gli stessi ed eventualmente della capacità di reazione del Top Management. Questo tipo di esercizio, che richiede la full revaluation degli impatti, è utilizzato anche nell'ambito dei processi Risk Appetite Framework (RAF), Internal Capital Adequacy Assessment Process (ICAAP) / Internal Liquidity Adequacy Assessment Process (ILAAP) e Recovery Plan;
  • − esercizio multirischio regolamentare, disposto e coordinato dal Supervisor/Regulator che ne definisce le ipotesi generali e gli scenari, richiede la full revaluation degli impatti;
  • − esercizio situazionale, disposto dal Top Management o dal supervisor/regulator al fine di valutare in ottica forwardlooking l'impatto di eventi particolari (relativi al contesto geo-politico, finanziario, economico, competitivo, etc.). Il suo perimetro può variare da caso a caso;
  • − esercizio monorischio o specifico, finalizzato a valutare l'impatto prodotto da scenari (o da uno o più specifici fattori) su aree di rischio specifiche;
  • − esercizio monorischio o specifico regolamentare, disposto e coordinato dal Supervisor/Regulator che ne definisce le ipotesi generali e gli scenari con l'obiettivo di valutarne l'impatto su aree di rischio specifiche.

Con specifico riferimento agli esercizi multirischio regolamentari, si rammenta che il 30 luglio 2021 sono stati resi noti i risultati del 2021 EU-wide stress test condotto dall'Autorità Bancaria Europea (EBA), in collaborazione con la Banca d'Italia, la Banca Centrale Europea (BCE) e il Comitato Europeo per il Rischio Sistemico (CERS), cui è stato sottoposto anche il Gruppo Intesa Sanpaolo.

Intesa Sanpaolo ha preso atto degli annunci effettuati dall'EBA riconoscendo pienamente i risultati dell'esercizio. Il CET1 ratio fully loaded risultante dallo stress test al 2023, anno finale della simulazione, per Intesa Sanpaolo è pari al 15,06% nello scenario base e al 9,38% nello scenario avverso, rispetto al dato di partenza, registrato al 31 dicembre 2020, pari al 14,04%. Si ricorda che il 2021 EU-wide stress test non stabilisce una soglia minima di promozione o bocciatura, costituisce invece un'importante fonte di informazione ai fini dello SREP. I risultati saranno utilizzati dalle autorità competenti nella valutazione della capacità di Intesa Sanpaolo di rispettare i relativi requisiti prudenziali a fronte di scenari di stress. Si precisa altresì che: (i) lo scenario avverso è stato definito da BCE/CERS e copre un orizzonte temporale di tre anni (2021-2023); (ii) la prova di stress test è stata condotta in base a un'ipotesi di bilancio statico al dicembre 2020 e, quindi, non considera strategie aziendali e iniziative gestionali future. Il CET1 ratio fully loaded nello scenario avverso sarebbe risultato pari al 9,97% ripristinando la neutralità per i capital ratio che si registra in realtà in relazione al Piano di Incentivazione a Lungo Termine 2018-2021 LECOIP 2.0 basato su strumenti finanziari, non colta dall'assunzione di bilancio statico nello stress test, e considerando le operazioni di cessione di rami di attività - connesse all'acquisizione di UBI Banca nel 2020 - perfezionate nel primo semestre 2021, a parità di altre condizioni.

Nel corso del 2021 il Gruppo Assicurativo Intesa Sanpaolo Vita ha partecipato al 2021 Insurance Stress Test condotto da EIOPA in collaborazione con il Comitato Europeo per il Rischio Sistemico (CERS). Obiettivo dell'esercizio di stress, che ha coinvolto 44 gruppi assicurativi a livello Europeo, era quello di testare la resilienza del settore assicurativo europeo in uno scenario di COVID-19 prolungato caratterizzato da tassi di interesse "lower for longer", sia in termini di adeguatezza patrimoniale che di liquidità. I risultati dell'esercizio, pubblicati a livello aggregato, hanno dimostrato la resilienza del settore assicurativo europeo anche in condizioni economiche avverse sia in termini di adeguatezza patrimoniale che di liquidità.

Nel corso del 2022 Intesa Sanpaolo parteciperà all'SSM Climate Risk Stress Test 2022 che sarà condotto da BCE sui dati delle banche al 31 dicembre 2021. Si tratta di un learning exercise sia per le banche che per le autorità di vigilanza volto a valutare le vulnerabilità, le best practices di settore e le sfide che le banche dovranno affrontare in relazione alla gestione del rischio legato al clima.

Cultura del rischio

La Cultura del Rischio è oggetto di crescente attenzione da parte della Banca, in quanto strumento essenziale per promuovere la solidità come valore irrinunciabile, in un contesto economico in rapida evoluzione. Essa ha un duplice volto, in quanto espressione dei princìpi che guidano il Gruppo (top-down), da un lato, e dei valori e delle attitudini delle persone dall'altro (bottom-up). L'equilibrio tra questi due elementi è stato obiettivo fondante delle attività di Risk Culture del 2021, volte a rafforzare la cooperazione, la consapevolezza e la responsabilità nei confronti del rischio, allo scopo di promuovere un'impostazione di lavoro orientata all'innovazione, alla sostenibilità etica, allo sviluppo personale e professionale e alla ricerca di soluzioni proattive. Particolare attenzione è stata riservata alla diffusione dei principi guida, anche attraverso l'aggiornamento sistematico ed accurato della documentazione di riferimento sul rischio (e.g. Tableau de Bord dei rischi, ICAAP, Risk Appetite Framework) e del set informativo funzionale all'esercizio delle attività operative. Inoltre, nel corso del 2021, sono state promosse numerose iniziative, tra cui:

  • − alcuni workshop/webinar su tematiche innovative e ad alto impatto potenziale sul profilo di rischio della Banca (es., Blockchain e Crypto-asset, Quantum computing, Cybersecurity, Reputazione Aziendale, Tematiche ESG);
  • − la realizzazione della nuova pagina intranet dell'Area CRO, dedicata a tutte le colleghe ed i colleghi del Gruppo, in cui promuovere la Cultura del Rischio con materiale divulgativo e di approfondimento;
  • − un Risk Culture Assessment, svoltosi su una parte rilevante del perimetro Italia e destinato a includere durante il 2022 i rimanenti rami aziendali, con lo scopo di indagare il profilo di Cultura del Rischio di Gruppo. L'Assessment è avvenuto attraverso un questionario che valuta le percezioni e i giudizi relativi a una pluralità di dimensioni, tra cui: (i) grado e diffusione della responsabilità, (ii) ruolo delle considerazioni di rischio nei processi di decision making, (iii) tempestività di risposta alle difficoltà, (iv) qualità dei processi di reporting e comunicazione, (v) orientamento alla cooperazione, (vi) apertura al confronto e alla messa in discussione dello status quo, (vii) qualità delle expertise e propensione a valorizzare i talenti e l'esperienza, (viii) aderenza alle regole ed ai principi guida. I risultati sono stati raffrontati con quanto emerso dal medesimo survey erogato ad un campione di peer internazionali, oltre che con le evidenze dello stesso survey condotto in Azienda nel biennio 2016-2017. Ai colleghi sono state proposte anche alcune domande, assenti nella scorsa edizione e tra i questionari erogati ai peer, con l'obiettivo di indagarne la percezione sui rischi emergenti, in particolare a fronte del contesto pandemico e delle nuove modalità di lavoro. Tra i principali risultati si registrano ottimi punteggi (sia in confronto al passato, che rispetto ai peer) e un sostanziale miglioramento in molte delle aree di relativa debolezza del 2016-2017, a conferma della efficacia delle soluzioni adottate nel quinquennio, e dell'impegno a progettarne di nuove;
  • − l'iniziativa Risk Culture Ambassador, in continuità con gli anni precedenti, che ha previsto il distacco temporaneo di risorse in capo all'Area Chief Risk Officer, ricevendo altrettante risorse dalla struttura destinataria, afferente al Chief Lending Officer.

Inoltre, nel corso del 2021 nell'ambito del progetto di evoluzione del framework di model risk management, sono stati realizzati diversi workshop interni (rivolti alle Funzioni Aziendali in Italia e all'estero coinvolte nelle fasi del ciclo di vita del modello) finalizzati alla promozione e diffusione del model risk awareness e alla progressiva estensione e attuazione del framework all'interno del Gruppo.

Organizzazione del governo dei rischi

Le politiche relative all'assunzione e i processi di gestione dei rischi ai quali il Gruppo è o potrebbe essere esposto sono approvate dal Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, in qualità di Capogruppo, con il supporto del Comitato Rischi. Il Comitato per il Controllo sulla Gestione, organo con funzioni di controllo, vigila sull'adeguatezza, efficienza, funzional ità e affidabilità del processo di gestione dei rischi e del Risk Appetite Framework.

Il Consigliere Delegato e CEO esercita il potere di proposta di adozione delle delibere che riguardano il sistema dei rischi e cura l'esecuzione di tutte le delibere del Consiglio di Amministrazione, con particolare riguardo all'attuazione degli indirizzi strategici, del RAF e delle politiche di governo dei rischi.

Gli Organi societari beneficiano anche dell'azione di alcuni Comitati manageriali in tema di presidio dei rischi. Tali Comitati operano nel rispetto delle responsabilità primarie degli Organi sul sistema dei controlli interni e delle prerogative delle funzioni aziendali di controllo ed in particolare della funzione di controllo dei rischi. In particolare:

  • − il Comitato di Direzione, presieduto dal Consigliere Delegato e CEO, è un organismo di Gruppo con ruolo deliberativo, consultivo e informativo, che, nell'ambito della Sessione Analisi Rischi di Gruppo, mira ad assicurare il presidio e la gestione dei rischi e la salvaguardia del valore aziendale a livello di Gruppo, ivi compreso il sistema dei controlli interni, in attuazione degli indirizzi strategici e delle politiche di gestione definite dal Consiglio di Amministrazione. Tra i diversi compiti, si segnala l'esame della proposta di RAF del Gruppo, propedeutica alla presentazione al Consiglio di Amministrazione, l'analisi del package ICAAP e ILAAP di Gruppo e del Tableau de Bord dei rischi.
  • − il Comitato Rischi Finanziari di Gruppo è un organismo tecnico con ruolo deliberativo, informativo e consultivo, focalizzato sia sul business bancario (rischi finanziari proprietari di banking e trading book e Active Value Management) sia su quello assicurativo ramo vita e danni (esposizione dei risultati all'andamento delle variabili di mercato e delle variabili tecniche). Le funzioni di tale Comitato sono articolate in due sessioni:
    • o la Sessione Analisi e Valutazione dei Rischi, presieduta dal Chief Risk Officer, cui compete, tra l'altro, la responsabilità di valutare, in via preventiva all'approvazione del Consiglio di Amministrazione, le linee guida di assunzione e misurazione dei rischi finanziari e del rischio di liquidità di Gruppo e, in ottica di coerenza con il RAF, le proposte di limiti operativi per l'operatività finanziaria riferita al rischio di tasso di interesse del banking book, al trading book e valuation risk, definendone, nell'ambito delle deleghe ricevute, l'articolazione sulle principali unità del Gruppo; analizza periodicamente il profilo di rischio finanziario complessivo e l'esposizione al rischio di liquidità e di tasso del Gruppo e delle singole banche e società del Gruppo, verificando gli eventuali sconfinamenti dei limiti e monitorando le procedure di rientro approvate;
    • o la Sessione Indirizzi Gestionali e Scelte Operative, presieduta dal Chief Financial Officer, fornisce gli indirizzi operativi in attuazione degli indirizzi strategici e delle politiche di gestione del rischio definite dal Consiglio di Amministrazione, relative alla gestione del banking book, ai rischi di liquidità, tasso e cambio.
  • il Comitato Modelli Interni rischi di Credito e di Pillar 2 è un organismo tecnico con ruolo deliberativo, informativo e consultivo. In particolare, per quanto attiene i sistemi interni di misurazione dei rischi, il Comitato svolge il ruolo di Comitato manageriale competente per:
    • o i modelli interni di misurazione e gestione del rischio di credito;
    • o i modelli interni relativi ai rischi di Pillar 270 .
  • − il Comitato Coordinamento Controlli e Rischi non Finanziari di Gruppo è articolato in apposite e distinte sessioni:
    • o sessione Sistema dei Controlli Interni Integrato, con ruolo informativo e consultivo, che ha l'obiettivo di rafforzare il coordinamento ed i meccanismi di cooperazione interfunzionale nell'ambito del sistema dei controlli interni del Gruppo, agevolando l'integrazione del processo di gestione dei rischi;
    • o sessione Operational e Reputational Risk, con ruolo deliberativo, informativo e consultivo, che ha il compito di presidiare gli indirizzi e le politiche, nell'ambito delle indicazioni formulate dal Consiglio di Amministrazione, in materia di gestione dei rischi operativi e reputazionali e di verificare periodicamente il profilo di rischio non finanziario complessivo, monitorando l'attuazione degli interventi di mitigazione individuati nell'ambito delle indicazioni formulate dagli Organi societari e/o dal Comitato di Direzione;
    • o sessione Compliance Risk, con ruolo informativo e consultivo, che ha il compito di esaminare gli esiti di valutazione periodica dei rischi di non conformità.

Alle sessioni del Comitato partecipano, tra gli altri, i Responsabili delle Funzioni aziendali di controllo nonché, quale membro permanente, il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari. Ciò contribuisce all'assolvimento degli obblighi di legge a questo assegnati e alle attribuzioni previste nei Regolamenti aziendali in materia di sorveglianza sul processo di informativa finanziaria e consente altresì di promuovere, per quanto di competenza, il coordinamento e l'integrazione interfunzionale delle attività di controllo;

  • − il Comitato Crediti di Gruppo è un organo tecnico con ruolo deliberativo e consultivo, volto ad assicurare la gestione coordinata delle tematiche inerenti i rischi di credito ed è articolato in due distinte sessioni (Sessione Crediti Performing e Sessione Crediti Non Performing). Il Comitato, tra l'altro, delibera in merito alla concessione, rinnovo e conferma degli affidamenti nell'ambito delle deleghe ad esso attribuite;
  • − il Comitato di Gruppo Sign-Off Hold To Collect and Sell (HTCS), infine, ha il compito di proporre l'assunzione di rischi di mercato avanzata da parte delle strutture di business della Capogruppo o delle società controllate sulle quote HTCS previste nell'ambito delle operazioni Originate to Share. Tali operazioni consistono in finanziamenti originati con l'intento di essere distribuiti ad operatori terzi sul mercato primario o post primario e che all'origination prevedono un holding period inferiore o uguale ai 12 mesi.

70 Nel perimetro sono esclusi i modelli di Pillar 2 per la misurazione e quantificazione dei rischi finanziari di Banking Book, già rientranti nell'ambito del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo e i modelli di Pillar 2 per la misurazione e quantificazione dei rischi operativi e reputazionali, che rientrano invece nelle competenze del Comitato Coordinamento Controlli e Rischi non Finanziari di Gruppo; sono invece ricompresi i modelli utilizzati nell'ambito degli esercizi di Stress Testing e delle valutazioni prospettiche di Conto economico.

L'Area di Governo Chief Risk Officer – collocata a diretto riporto del Consigliere Delegato e CEO -, nella quale sono concentrate le funzioni di risk management, inclusi i controlli sul processo di gestione dei rischi, e di validazione interna, costituisce componente rilevante della "seconda linea di difesa" del sistema dei controlli interni, separata e indipendente rispetto alle funzioni di supporto al business.

L'Area ha la responsabilità di governare il macro processo di definizione, approvazione, controllo e attuazione del Risk Appetite Framework del Gruppo con il supporto delle altre funzioni aziendali coinvolte, nonché di coadiuvare gli Organi societari nel definire e attuare, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali, gli indirizzi e le politiche in materia di gestione dei rischi del Gruppo e ne coordina e verifica l'attuazione da parte delle unità preposte del Gruppo, anche nei diversi ambiti societari; garantisce la misurazione e il controllo dell'esposizione di Gruppo alle diverse tipologie di rischio; attua i controlli di II livello sia sul credito sia sugli altri rischi, diversi da quelli creditizi, oltre ad assicurare la convalida dei sistemi interni per la misurazione e gestione dei rischi.

A tali scopi, l'Area di Governo Chief Risk Officer si articola nelle seguenti Strutture:

  • − Area di Coordinamento Market, Financial and C&IB Risks
    • o Direzione Centrale Market and Financial Risk Management
    • o Direzione Centrale Risk Management IMI CIB;
  • − Direzione Centrale Credit Risk Management;
  • − Direzione Centrale Risk Management BdT;
  • − Direzione Centrale Enterprise Risk Management;
  • − Direzione Centrale Convalida Interna e Controlli;
  • − Foreign Banks Risk Governance;
  • − Coordination of Risk Management Initiatives.

L'Area di Governo Chief Risk Officer declina operativamente gli orientamenti strategici e gestionali lungo tutta la catena decisionale della Banca, fino alla singola unità operativa. Ad essa riportano le funzioni di controllo dei rischi delle Società controllate con modello di gestione decentrata e gli eventuali referenti della funzione di controllo dei rischi di Capogruppo presso le Società controllate con modello di gestione accentrata.

L'Area di Governo Chief Compliance Officer, collocata a diretto riporto del Consigliere Delegato e CEO, in posizione di indipendenza e autonomia dalle strutture operative e di separatezza dalla revisione interna, assicura il presidio del rischio di non conformità alle norme a livello di Gruppo, ivi incluso il rischio di condotta. Nell'ambito del Risk Appetite Framework, l'Area di Governo Chief Compliance Officer (i) propone gli statement e i limiti con riferimento al rischio di non conformità, e (ii) collabora con l'Area di Governo Chief Risk Officer nel monitoraggio e controllo dei rischi non finanziari per l'ambito compliance, e, in caso di violazione dei limiti previsti, nell'identificazione/analisi degli eventi ascrivibili alla mancata conformità alle norme e nell'individuazione degli opportuni interventi correttivi.

L'Area di Governo Chief Compliance Officer si articola nelle seguenti Strutture:

  • − Direzione Centrale Compliance Regolamentare BdT e Private;
  • − Direzione Centrale Compliance Regolamentare Corporate e Investment Banking;
  • − Direzione Centrale Compliance Governance e Controlli;
  • − Direzione Centrale Anti Financial Crime, cui sono attribuiti, tra gli altri, i compiti e le responsabilità della funzione antiriciclaggio;
  • − Compliance Digital Transformation.

La Capogruppo svolge nei confronti delle Società del Gruppo un ruolo di indirizzo e coordinamento71, mirato a garantire un efficace ed efficiente presidio dei rischi a livello di Gruppo, esercitando la responsabilità nella definizione delle linee guida e delle regole metodologiche inerenti il processo di gestione dei rischi, perseguendo, in particolare, l'informativa integrata a livello di Gruppo nei confronti degli Organi aziendali della Capogruppo, in merito alla completezza, adeguatezza, funzionalità e affidabilità del sistema dei controlli interni. Con particolare riferimento alle Funzioni aziendali di controllo, all'interno del Gruppo si distinguono due tipologie di modelli: (i) il Modello di gestione accentrata basato sull'accentramento delle attività presso la Capogruppo e (ii) il Modello di gestione decentrata che prevede la presenza di Funzioni aziendali di controllo istituite localmente, che svolgono l'attività sotto l'azione di indirizzo e coordinamento delle omologhe Funzioni aziendali di controllo della Capogruppo, cui riportano funzionalmente.

Gli Organi aziendali delle Società del Gruppo, indipendentemente dal modello di controllo adottato all'interno della propria Società, sono consapevoli delle scelte effettuate dalla Capogruppo e sono responsabili dell'attuazione, nell'ambito delle rispettive realtà aziendali, delle strategie e politiche perseguite in materia di controlli, favorendone l'integrazione nell'ambito dei controlli di gruppo.

71 In proposito, si specifica che Intesa Sanpaolo non esercita su Risanamento S.p.A. e sulle sue controllate attività di direzione e coordinamento ai sensi degli art. 2497 e seguenti del Codice Civile.

Il sistema di controllo interno

Intesa Sanpaolo, per garantire una sana e prudente gestione, coniuga la profittabilità dell'impresa con un'assunzione dei rischi consapevole e con una condotta operativa improntata a criteri di correttezza.

Pertanto, la Banca, in linea con la normativa di legge e di Vigilanza ed in coerenza con le indicazioni del Codice di Autodisciplina delle società quotate, si è dotata di un sistema di controllo interno idoneo a rilevare, misurare e verificare nel continuo i rischi tipici dell'attività sociale.

Il sistema dei controlli interni di Intesa Sanpaolo è costituito dall'insieme delle regole, delle funzioni, delle strutture, delle risorse, dei processi e delle procedure che mirano ad assicurare, nel rispetto della sana e prudente gestione, il conseguimento delle seguenti finalità:

  • verifica dell'attuazione delle strategie e delle politiche aziendali;
  • contenimento del rischio entro i limiti indicati nel quadro di riferimento per la determinazione della propensione al rischio della Banca (Risk Appetite Framework - RAF);
  • salvaguardia del valore delle attività e protezione dalle perdite;
  • efficacia ed efficienza dei processi aziendali;
  • affidabilità e sicurezza delle informazioni aziendali e delle procedure informatiche;
  • prevenzione del rischio che la Banca sia coinvolta, anche involontariamente, in attività illecite (con particolare riferimento a quelle connesse con il riciclaggio, l'usura ed il finanziamento al terrorismo);
  • conformità dell'operatività aziendale con la legge e la normativa di vigilanza, nonché con le politiche, i regolamenti e le procedure interne.

Il sistema dei controlli interni riveste un ruolo cruciale e coinvolge tutta l'organizzazione aziendale (organi, strutture, livelli gerarchici, tutto il personale). In ottemperanza alle previsioni contenute nella Circolare della Banca d'Italia n. 285/2013 (Parte Prima, Titolo IV, Capitolo 3) è stato formalizzato il "Regolamento del sistema dei controlli interni integrato" che ha l'obiettivo di definire le linee guida del sistema dei controlli interni di Intesa Sanpaolo, in qualità di Banca e di Capogruppo di Gruppo bancario, attraverso la declinazione dei principi di riferimento e la definizione delle responsabilità degli Organi e delle funzioni con compiti di controllo che contribuiscono, a vario titolo, al corretto funzionamento del sistema dei controlli interni, nonché l'individuazione delle modalità di coordinamento e dei flussi informativi che favoriscono l'integrazione del sistema.

Il sistema dei controlli interni è delineato da una infrastruttura documentale (impianto normativo) che permette di ripercorrere in modo organico e codificato le linee guida, le procedure, le strutture organizzative, i rischi ed i controlli presenti in azienda, recependo, oltre agli indirizzi aziendali e alle indicazioni degli Organi di Vigilanza, anche le disposizioni di legge, ivi compresi i principi dettati dal Decreto Legislativo 231/2001.

L'impianto normativo è costituito da "Documenti di Governance", tempo per tempo adottati, che sovraintendono al funzionamento della Banca (Statuto, Codice Etico, Codice Interno di Comportamento di Gruppo, Regolamento di Gruppo, Regolamento dei Comitati di Gruppo, Regolamento delle operazioni con parti correlate, Regolamento del sistema dei controlli interni integrato, Facoltà e poteri, Linee guida, Funzionigrammi delle Strutture Organizzative, ecc.) e da norme più strettamente operative che regolamentano i processi aziendali, le singole attività e i relativi controlli (Regole, Guide di processo, Schede Controllo, eccetera).

Più nello specifico le regole aziendali disegnano soluzioni organizzative che:

  • assicurano una sufficiente separatezza tra le funzioni operative e quelle di controllo ed evitano situazioni di conflitto di interesse nell'assegnazione delle competenze;
  • sono in grado di identificare, misurare e monitorare adeguatamente i principali rischi assunti nei diversi segmenti operativi;
  • consentono la registrazione di ogni fatto di gestione e, in particolare, di ogni operazione con adeguato grado di dettaglio assicurandone la corretta attribuzione sotto il profilo temporale;
  • assicurano sistemi informativi affidabili e idonee procedure di reporting ai diversi livelli direzionali ai quali sono attribuite funzioni di controllo;
  • garantiscono che le anomalie riscontrate dalle unità operative, dalla funzione di revisione interna o dalle altre funzioni di controllo, siano tempestivamente portate a conoscenza di livelli appropriati dell'azienda e gestite con immediatezza;

– garantiscono adeguati livelli di continuità operativa. Inoltre, le soluzioni organizzative aziendali prevedono attività di controllo a ogni livello operativo che consentano l'univoca e formalizzata individuazione delle responsabilità, in particolare nei compiti di controllo e di correzione delle irregolarità riscontrate.

A livello di Corporate Governance, Intesa Sanpaolo ha adottato il modello monistico di amministrazione e controllo, ai sensi degli artt. 2409-sexiesdecies e seguenti codice civile. Essa opera quindi tramite un Consiglio di Amministrazione, alcuni componenti del quale fanno altresì parte del Comitato per il Controllo sulla Gestione. In base al modello citato:

  • il Consiglio di Amministrazione è l'organo con funzione di supervisione strategica ed esercita tutti i compiti ad esso riservati dallo Statuto, dalla normativa vigente e dai documenti di governance della Banca;
  • il Consigliere Delegato e CEO esercita i compiti attribuiti dalla normativa di vigilanza all'organo con funzione di gestione indicati nei documenti di governance della Banca, approvati dal Consiglio di Amministrazione, fatte salve le attribuzioni riservate al Consiglio stesso;
  • il Comitato per il Controllo sulla Gestione svolge la funzione di controllo.

Il Consiglio di Amministrazione elegge tra i propri componenti, al di fuori del Presidente del Consiglio stesso, dei componenti del Comitato per il Controllo sulla Gestione e del numero minimo di Consiglieri Indipendenti, un Consigliere Delegato.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo adotta un sistema dei controlli interni basato su tre livelli, esteso nel corso dell'esercizio anche al perimetro ex Gruppo UBI, in coerenza con le disposizioni normative e regolamentari vigenti.

Tale modello prevede le seguenti tipologie di controllo:

  • I livello: controlli di linea che sono diretti ad assicurare il corretto svolgimento delle operazioni (ad esempio, controlli di tipo gerarchico, sistematici e a campione) e che, per quanto possibile, sono incorporati nelle procedure informatiche. Essi sono effettuati dalle stesse strutture operative e di business, anche attraverso unità dedicate esclusivamente a compiti di controllo che riportano ai responsabili delle strutture medesime, ovvero eseguiti nell'ambito del back office;
  • II livello: controlli sui rischi e sulla conformità che hanno l'obiettivo di assicurare, tra l'altro:
  • o la corretta attuazione del processo di gestione dei rischi;
  • o il rispetto dei limiti operativi assegnati alle varie funzioni;
  • o la conformità dell'operatività aziendale alle norme, incluse quelle di autoregolamentazione.

Le funzioni preposte a tali controlli sono distinte da quelle produttive e concorrono alla definizione delle politiche di governo dei rischi e del processo di gestione dei rischi. Presso il Gruppo Intesa Sanpaolo, rientrano nel II livello le seguenti strutture di Capogruppo e le omologhe unità locali delle società del Gruppo, ove costituite:

  • o Area di Governo Chief Compliance Officer, cui sono attribuiti i compiti e le responsabilità della "funzione di conformità alle norme (compliance)" così come definiti nella normativa di riferimento; all'interno dell'Area di Governo Chief Compliance Officer è presente la Direzione Centrale Anti Financial Crime, cui sono attribuiti i compiti e le responsabilità della "funzione antiriciclaggio", così come definiti nella normativa di riferimento;
  • o Area di Governo Chief Risk Officer, cui sono attribuiti i compiti e le responsabilità della "funzione di controllo dei rischi (risk management)", così come definiti dalla normativa di riferimento; all'interno dell'Area di Governo Chief Risk Officer è presente la Direzione Centrale Convalida Interna e Controlli, cui sono attribuiti, inter alia, i compiti e le responsabilità della "funzione di convalida", così come definiti nella normativa di riferimento, nonché i presidi di II livello in ambito credito e qualità dei dati.
  • III livello: controlli di revisione interna volti ad individuare violazioni delle procedure e della regolamentazione, nonché a valutare periodicamente la completezza, l'adeguatezza, la funzionalità (in termini di efficienza ed efficacia) e l'affidabilità del sistema dei controlli interni e del sistema informativo a livello di Gruppo, con cadenza prefissata in relazione alla natura e all'intensità dei rischi.

Presso il Gruppo Intesa Sanpaolo, l'attività di revisione interna è svolta dal Chief Audit Officer di Capogruppo e dalle omologhe unità locali delle Società del Gruppo ove costituite.

Inoltre, al sistema dei controlli interni concorre anche il Dirigente Preposto, che ai sensi dell'art.154 bis del TUF, esercita, a livello di Gruppo, il presidio del sistema dei controlli interni funzionali all'informativa contabile e finanziaria.

Il sistema dei controlli interni è periodicamente soggetto a ricognizione e adeguamento in relazione all'evoluzione dell'operatività aziendale e al contesto di riferimento.

Intesa Sanpaolo presenta una struttura dei controlli aderente alle indicazioni dettate dagli Organi di Vigilanza.

La Funzione di Risk Management e Convalida Interna

L'Area di Governo del Chief Risk Officer declina operativamente gli orientamenti strategici e gestionali in materia di rischi lungo tutta la catena decisionale della Banca, fino alla singola unità operativa. I compiti e le funzioni sono ampiamente trattati nei capitoli successivi della presente Parte.

Tramite la Direzione Centrale Convalida Interna e Controlli, l'Area di Governo del Chief Risk Officer svolge controlli di II livello a presidio del credito e della qualità dei dati.

Le attività sul credito sono volte a verificare la corretta classificazione, la congruità degli accantonamenti e l'adeguatezza del processo di gestione e recupero su singole esposizioni (cd. Single name).

In via generale lo sviluppo delle attività di controllo prevede l'esame dei singoli processi del credito, anche al fine di verificare la presenza di idonei presidi di controllo di I livello, ivi comprese le modalità di esecuzione e tracciabilità. Le potenziali aree di indagine da approfondire mediante i controlli Single name considerano anche le risultanze dei monitoraggi agiti dalle Funzioni di Controllo di I livello nell'ambito dei differenti cluster creditizi.

La Direzione esegue, nell'ambito del complessivo processo di gestione dei rischi, i controlli di secondo livello connessi con la qualità dei dati, coerentemente con la normativa interna ed esterna in materia, riservando particolare attenzione ai dati in alimentazione ai modelli interni, avvalendosi anche delle attività svolte dalla struttura del Data Office, dalla Direzione Centrale Enterprise Risk Management e dalla Governance Amministrativo Finanziaria. In accordo con le recenti evoluzioni del contesto regolamentare, la Direzione Centrale Convalida Interna e Controlli è responsabile dello sviluppo, della manutenzione e del presidio di un framework per il governo del rischio modello finalizzato ad assicurare l'identificazione, la valutazione, il monitoraggio e la mitigazione del rischio per tutti i Sistemi Interni, ivi inclusi i sistemi di misurazione dei rischi di Primo e Secondo Pilastro e i sistemi utilizzati ai fini contabili. A tal fine la Direzione, di concerto con le Funzioni interessate, si occupa principalmente delle seguenti attività: a) definire ed evolvere il modello di governo del model risk e il Framework metodologico per l'identificazione dei modelli, l'assegnazione della relativa priorità, la valutazione e la mitigazione del rischio modello, ivi inclusa la metodologia di quantificazione del buffer di capitale economico per il rischio modello; b) definire, gestire ed evolvere la piattaforma di Model Management del Gruppo (Group Model Inventory) con l'obiettivo di assicurare un inventario completo ed aggiornato dei modelli e la tracciatura dei processi collegati alle varie fasi del loro ciclo di vita; c) assicurare la periodica identificazione e valutazione del rischio modello e del buffer di capitale economico; d) presidiare il processo per l'assegnazione della priorità ai modelli (Tier) con l'obiettivo di indirizzare in modo efficiente il loro governo, con particolare riferimento al livello di profondità, analiticità e frequenza delle attività di convalida e di sviluppo; e) per la componente relativa al rischio modello, contribuire alla proposta di aggiornamento annuale del RAF di Gruppo e al monitoraggio periodico degli indicatori di model risk appetite; f) fornire una periodica informativa sul Model Risk Management Framework e sulle risultanze delle valutazioni del rischio modello al Responsabile dell'Area CRO, ai comitati manageriali competenti ed agli Organi Societari.

Inoltre, alla Direzione Centrale Convalida Interna e Controlli è assegnata la funzione di convalida, volta ad assicurare la validazione a livello di Gruppo dei sistemi interni di misurazione dei rischi, utilizzati sia per la determinazione dei requisiti patrimoniali sia a fini non regolamentari, con la finalità di valutarne l'adeguatezza rispetto ai requisiti normativi72, alle esigenze operative aziendali e a quelle del mercato di riferimento73 .

I sistemi interni adottati dal Gruppo sono validati in fase di prima adozione (sulla base dei piani di estensione progressiva definiti dal Gruppo) ovvero in occasione di modifiche agli stessi, in conformità al processo di sviluppo e di convalida approvato dagli Organi Societari. La funzione di convalida garantisce inoltre il riesame periodico dei sistemi interni in termini di modelli,

72 Regolamento UE n. 575/2013 (CRR), EBA guidelines, Direttiva UE n. 2013/36 (CRD IV), Circ. Banca d'Italia n. 285/2013.

73 Regolamento UE n. 575/2013 (CRR), EBA guidelines, Direttiva UE n. 2013/36 (CRD IV), Circ. Banca d'Italia n. 285/2013.

processi, dati utilizzati e implementazioni nei sistemi IT, valutandone l'adeguatezza, la capacità predittiva e le performance, nonché la rispondenza nel tempo alle prescrizioni normative, alle esigenze aziendali e all'evoluzione del mercato di riferimento.

Le verifiche di convalida sono svolte in coerenza con la pianificazione delle attività della funzione, definita in funzione di quanto previsto dalla normativa interna ed esterna di riferimento e presentata ai competenti Organi aziendali. Tra i criteri rilevanti che definiscono la tipologia di validazione da applicare (Standard o Full) e la relativa frequenza vi è anche la rilevanza del modello e dei suoi usi (c.d. Tier), così come attribuita nell'ambito del framework del Model Risk Management.

Si specifica che per i rischi di primo pilastro, la frequenza di validazione è in ogni caso definita nel rispetto della normativa esterna di riferimento.

Al fine di assicurare periodica informativa circa gli esiti del processo di convalida svolto nel continuo agli Organi aziendali competenti e, con riferimento ai sistemi interni di misurazione dei rischi di Primo Pilastro, all'Autorità di Vigilanza, la funzione di Validazione Interna predispone le Relazioni annuali di convalida relative rispettivamente ai sistemi interni di Primo Pilastro e ai sistemi interni utilizzati per fini gestionali, nelle quali sono riassunti i risultati delle analisi svolte nel corso dell'anno di riferimento sui sistemi interni in uso presso la Capogruppo e le Società del Gruppo ed il relativo giudizio formulato; sono inoltre evidenziate le principali aree di miglioramento identificate ed il relativo livello di criticità assegnato. Nello svolgimento del processo di convalida a livello di Gruppo, la funzione interagisce con le Autorità di Vigilanza, con gli Organi Aziendali di riferimento e con le funzioni responsabili dei controlli di terzo livello previsti dalla normativa; adotta un approccio decentrato per le società dotate di funzioni di convalida locali (le principali società italiane ed estere), coordinando e supervisionando le attività di queste ultime, ed un approccio accentrato per le altre società. Le metodologie adottate sono state sviluppate in attuazione dei principi che ispirano le Disposizioni di Vigilanza per le banche, le direttive e i regolamenti comunitari, gli orientamenti generali dei comitati internazionali, le best practice in materia e si sostanziano in analisi documentali, empiriche e di prassi operativa.

La Funzione di Compliance

Il Gruppo Intesa Sanpaolo riconosce il rilievo strategico del presidio del rischio di compliance, nella convinzione che il rispetto delle norme e la correttezza negli affari costituiscano elementi fondamentali nello svolgimento dell'attività bancaria, che per sua natura è fondata sulla fiducia.

Le responsabilità ed i compiti della funzione di conformità sono attribuiti al Chief Compliance Officer, che è indipendente e autonomo rispetto alle strutture operative, riferisce direttamente agli Organi Sociali e ha accesso a tutte le attività della Banca nonché a qualsiasi informazione rilevante per lo svolgimento dei propri compiti.

Il Modello di Compliance di Gruppo è declinato nelle Linee guida approvate dagli Organi Sociali di Intesa Sanpaolo, che indicano le responsabilità delle diverse strutture aziendali e i macro processi per la mitigazione del rischio di non conformità:

  • individuazione e valutazione dei rischi di non conformità;
  • proposizione degli interventi organizzativi funzionali alla loro mitigazione;
  • valutazione in via preventiva della conformità dei progetti innovativi, delle operazioni e dei nuovi prodotti e servizi;
  • consulenza e assistenza agli organi di vertice ed alle unità di business sulle materie in cui assume rilievo il rischio di non conformità;
  • monitoraggio della permanenza delle condizioni di conformità, sia mediante il controllo sul rispetto della normativa da parte delle strutture aziendali, sia attraverso l'utilizzo delle informazioni provenienti dalle altre funzioni di controllo;
  • diffusione di una cultura aziendale improntata a principi di onestà, correttezza e rispetto della lettera e dello spirito delle norme.

Il perimetro normativo e le modalità di presidio degli ambiti normativi che presentano rischi di non conformità apprezzabili per il Gruppo sono declinati nelle citate Linee guida. Il Chief Compliance Officer presenta agli Organi Sociali relazioni periodiche sull'adeguatezza del presidio della conformità, con riferimento a tutti gli ambiti normativi applicabili al Gruppo che presentino rischi di non conformità. Tali relazioni comprendono, su base annuale, l'identificazione e la valutazione dei principali rischi di non conformità cui il Gruppo è esposto e la programmazione dei relativi interventi di gestione e, su base semestrale, la descrizione delle attività effettuate, delle criticità rilevate e dei rimedi individuati. Specifica informativa viene inoltre fornita al verificarsi di eventi di particolare rilevanza.

Relativamente alle modalità di indirizzo, coordinamento e controllo del Gruppo, le Linee guida di Compliance prevedono l'adozione di due distinti modelli, declinati per tenere conto dell'articolazione operativa e territoriale del Gruppo stesso. In particolare:

  • per le Banche e le Società italiane specificamente individuate, la cui operatività è connotata da un elevato livello di integrazione con la Capogruppo, le attività di presidio della conformità sono accentrate presso la Capogruppo;
  • per le altre Società, per cui sussiste un obbligo normativo o specificamente individuate in ragione dell'attività svolta, nonché per le Filiali estere, è prevista la costituzione di una funzione di conformità interna e la nomina di un Compliance Officer locale, cui sono attribuite le responsabilità in materia di compliance; i Compliance Officer delle Società controllate riportano funzionalmente alle strutture del Chief Compliance Officer, mentre per quelli delle Filiali estere, salvo che la normativa locale non lo consenta, è prevista una dipendenza gerarchica dalle strutture del Chief Compliance Officer.

La Funzione Antiriciclaggio

I compiti e le responsabilità della Funzione Antiriciclaggio, come previsti dalla normativa, sono attribuiti alla Direzione Centrale Anti Financial Crime che riporta al Chief Compliance Officer risultando in tal modo indipendente e autonoma rispetto alle strutture operative, riferisce direttamente agli Organi Sociali e ha accesso a tutte le attività della Banca nonché a qualsiasi informazione rilevante per lo svolgimento dei propri compiti.

In particolare, come previsto dalle Linee Guida per il contrasto ai fenomeni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo e per la gestione degli embarghi e dalle Linee Guida Anticorruzione di Gruppo, la Direzione Centrale Anti Financial Crime assicura il presidio del rischio di non conformità in materia di riciclaggio, finanziamento del terrorismo, violazione degli embarghi, armamenti e corruzione (c.d. Financial Crime), attraverso:

  • la definizione dei principi generali da adottare nell'ambito del Gruppo per la gestione del rischio di non conformità;

  • l'individuazione e valutazione dei rischi di non conformità;
  • il monitoraggio nel continuo, con il supporto delle funzioni competenti, delle evoluzioni del contesto normativo nazionale ed internazionale di riferimento, verificando l'adeguatezza dei processi e delle procedure aziendali rispetto alle norme applicabili e proponendo le opportune modifiche organizzative e procedurali;
  • la prestazione di consulenza a favore delle funzioni aziendali, nonché la definizione di piani formativi adeguati;
  • la predisposizione di idonea informativa periodica agli Organi Sociali e all'Alta Direzione;
  • lo svolgimento dei previsti adempimenti specifici, quali in particolare la verifica rafforzata sulla clientela, i controlli sulla corretta gestione dell'Archivio per la conservazione dei dati nonché il presidio e l'inoltro mensile all'Unità di Informazione Finanziaria dei dati relativi alle segnalazioni antiriciclaggio aggregate, la valutazione delle segnalazioni di operazioni sospette pervenute dalle strutture operative per la trasmissione all'Unità di Informazione Finanziaria di quelle ritenute fondate.

La Direzione Centrale Anti Financial Crime svolge inoltre il proprio ruolo di indirizzo, coordinamento e controllo del Gruppo secondo un modello analogo a quello descritto per la Funzione di Compliance.

La Funzione di Internal Auditing

La funzione di revisione interna è svolta dal Chief Audit Officer, posto alle dirette dipendenze del Consiglio di Amministrazione (e per esse del relativo Presidente), che riporta funzionalmente anche al Comitato per il Controllo sulla Gestione, fermi restando gli opportuni raccordi con il Consigliere Delegato e CEO. Il Chief Audit Officer non ha alcuna responsabilità diretta di aree operative.

La funzione ha una struttura e un modello di controllo articolato in coerenza con l'evoluzione dell'assetto organizzativo di Intesa Sanpaolo e del Gruppo.

Riportano funzionalmente al Chief Audit Officer le strutture di Internal Audit delle società italiane ed estere del Gruppo.

La funzione di revisione interna valuta, in un'ottica di terzo livello, la funzionalità complessiva del sistema dei controlli interni, portando all'attenzione degli Organi aziendali i possibili miglioramenti, con particolare riferimento al Risk Appetite Framework (RAF), al processo di gestione dei rischi nonché agli strumenti di misurazione e controllo degli stessi. In particolare, la funzione valuta la completezza, l'adeguatezza, la funzionalità e l'affidabilità delle componenti del sistema dei controlli interni, del processo di gestione dei rischi e dei processi aziendali, avendo riguardo anche alla capacità di individuare e prevenire errori ed irregolarità. In tale contesto, sottopone, tra l'altro, a verifica le funzioni aziendali di controllo dei rischi e di conformità alle norme anche attraverso la partecipazione a progetti, al fine di creare valore aggiunto e migliorare l'efficacia dei processi di controllo e la governance dell'organizzazione.

L'azione di audit riguarda in modo diretto sia Intesa Sanpaolo, sia le società del Gruppo.

Alla funzione di revisione interna compete anche la valutazione dell'efficacia del processo di definizione del RAF aziendale, della coerenza interna dello schema complessivo e della conformità dell'operatività aziendale al RAF medesimo. Il Responsabile della funzione di revisione interna è dotato della necessaria autonomia e indipendenza dalle strutture operative; la funzione ha accesso a tutte le attività svolte sia presso gli uffici centrali sia presso le strutture periferiche. In caso di attribuzione a soggetti terzi di attività rilevanti per il funzionamento del sistema dei controlli interni (ad esempio dell'attività di elaborazione dei dati), la funzione di revisione interna deve poter accedere anche alle attività svolte da tali soggetti.

Nell'ambito del RAF, il Chief Audit Officer elabora il proprio contributo al Risk Assessment Integrato condotto dalle funzioni aziendali di controllo e dal Dirigente Preposto.

La funzione opera con personale dotato delle adeguate conoscenze e competenze professionali, utilizzando come riferimento le best practice e gli standard internazionali per la pratica professionale dell'internal auditing definiti dall'Institute of Internal Auditors (IIA).

La funzione, come previsto dagli standard internazionali, viene sottoposta almeno ogni cinque anni a una Quality Assurance Review esterna, la più recente verifica è stata avviata a fine 2018 su richiesta del Comitato per il Controllo sulla Gestione e si è conclusa nel primo trimestre 2019 con la conferma della massima valutazione prevista ("Generalmente Conforme"). A fine 2021 è stata avviata una nuova verifica che si concluderà nel primo trimestre 2022.

Nello svolgimento dei propri compiti, la funzione utilizza metodologie strutturate di risk assessment, per individuare le aree di maggiore attenzione in essere e i principali nuovi fattori di rischio. In funzione delle valutazioni emerse dal risk assessment e delle priorità che ne conseguono, nonché delle eventuali richieste specifiche di approfondimento espresse dal vertice e dagli Organi aziendali, predispone e sottopone al vaglio preventivo del Comitato per il Controllo sulla Gestione, e alla successiva approvazione del Consiglio di Amministrazione, un Piano Annuale degli interventi sulla base del quale poi opera nel corso dell'esercizio oltre che un Piano Pluriennale.

Il Chief Audit Officer assicura il corretto svolgimento del processo interno di gestione delle segnalazioni delle violazioni (c.d. whistleblowing).

Il Chief Audit Officer coordina la sessione "Sistema dei Controlli Interni Integrato" del Comitato Coordinamento Controlli e Rischi Non Finanziari di Gruppo.

Nel corso dell'esercizio l'azione di audit ha riguardato in modo diretto la Capogruppo nonché le altre partecipate per le quali l'attività è stata fornita in "service"; per le altre entità del Gruppo dotate di proprie funzioni interne di audit sono state esercitate attività di indirizzo e coordinamento funzionale delle strutture locali, al fine di garantire omogeneità nei controlli e adeguata attenzione alle diverse tipologie di rischio, verificandone altresì i livelli di efficacia ed efficienza sia sotto il profilo strutturale che operativo. Su tali società, come già più sopra richiamato, sono stati svolti anche interventi diretti di revisione e verifica in veste di Capogruppo.

I punti di debolezza rilevati durante le attività di controllo sono stati sistematicamente segnalati alle funzioni aziendali interessate per una sollecita azione di miglioramento, cui segue adeguata attività di follow-up atta a verificarne l'efficacia.

Le valutazioni di sintesi sul sistema di controllo interno derivate dagli accertamenti svolti sono state portate periodicamente a conoscenza del Comitato per il Controllo sulla Gestione e del Consiglio di Amministrazione.

Gli esiti degli accertamenti conclusisi con giudizio negativo o che evidenziano carenze di rilievo sono stati trasmessi integralmente al Consiglio di Amministrazione, al Consigliere Delegato e CEO e al Comitato per il Controllo sulla Gestione nonché ai Consigli di Amministrazione e ai Collegi Sindacali delle entità controllate interessate.

I principali punti di debolezza riscontrati e la loro relativa evoluzione sono stati inseriti nel Tableau de Bord (TdB) Audit, con l'evidenza delle azioni di mitigazione in corso nonché dei relativi responsabili e delle scadenze previste, in modo da effettuare un sistematico monitoraggio.

Da ultimo, il Chief Audit Officer ha garantito un'attività continuativa di autovalutazione della propria efficienza ed efficacia, in linea con un proprio piano interno di "assicurazione e miglioramento qualità" redatto conformemente a quanto raccomandato dagli standard internazionali per la pratica professionale di Audit. In tale ambito, nel corso del 2021, è terminato il programma di evoluzione della funzione, in coerenza con i tempi del Piano di Impresa 2018-2021, denominato Future Audit Solutions and Transformation (FAST) ed è stato avviato il nuovo programma denominato Strategic Audit Innovation Line-up (SAIL) per il periodo 2022-2025 in allineamento con il nuovo Piano d'Impresa.

Il Dirigente Preposto

Il presidio sull'affidabilità dei documenti contabili societari e sul processo d'informativa finanziaria è svolto dal Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Intesa Sanpaolo (Dirigente Preposto), nel rispetto delle previsioni di cui all'art. 154-bis TUF e delle relative disposizioni attuative. Tale presidio è altresì assicurato con riferimento alle controllate regolate dalla legge di Stati non appartenenti all'Unione Europea, secondo le regole di vigilanza sul sistema amministrativo contabile ex art. 15 Reg. Mercati Consob n. 20249/2017 (e successive modifiche e integrazioni).

  • Ai fini degli adempimenti richiesti dalle disposizioni citate, il Dirigente Preposto: − esercita sull'intero Gruppo un ruolo d'indirizzo e coordinamento in materia amministrativa e di presidio sul sistema dei
  • controlli interni funzionali all'informativa finanziaria;
  • − sovrintende all'attuazione degli adempimenti di legge secondo impostazioni comuni al Gruppo, definite da specifici regolamenti interni.

In particolare, il Dirigente Preposto:

  • − dirama le istruzioni per la corretta ed omogenea applicazione dei principi contabili e dei criteri di valutazione, formalizzati nelle Regole Contabili di Gruppo, sottoposte ad aggiornamento periodico;
  • − predispone idonee procedure amministrativo contabili per la formazione del bilancio d'esercizio e del bilancio consolidato, curandone l'adeguamento in rapporto ai requisiti d'informativa societaria di tempo in tempo vigenti;
  • − accerta l'adeguatezza delle procedure amministrativo contabili e l'efficacia del sistema dei controlli sul processo di informativa finanziaria;
  • − presidia la corrispondenza alle risultanze contabili dell'informativa societaria resa al mercato; a tal fine ha facoltà di ottenere tempestivamente ogni informazione reputi necessaria per lo svolgimento dei propri compiti e coordina lo scambio informativo con la società incaricata della revisione legale dei conti.

Con specifico riguardo ai processi d'informativa finanziaria, il Dirigente Preposto:

  • − mantiene un sistema di rapporti e flussi informativi con le funzioni di Capogruppo e le Società del Gruppo finalizzato ad assicurare l'adeguatezza delle rappresentazioni patrimoniali, economiche, finanziarie e delle descrizioni dei principali rischi ed incertezze cui il Gruppo risulti esposto, monitorando l'affidabilità del processo di acquisizione di dati e informazioni rilevanti;
  • − presidia il sistema dei controlli interni sul processo di informativa finanziaria:
    • o esprimendo un parere di adeguatezza in via preventiva sugli interventi di modifica dell'assetto organizzativo in essere (nuova normativa interna) avente riflesso sull'adeguatezza delle procedure ai fini dell'informativa finanziaria;
    • o predisponendo programmi di verifica miranti ad accertare l'adeguatezza e l'effettiva applicazione nel periodo delle procedure amministrative e contabili, estesi anche alle società controllate regolate dalla legge di Stati non appartenenti all'Unione Europea secondo le disposizioni CONSOB (Regolamento Mercati, art. 15 cit.);
  • − acquisisce, in relazione ai riflessi sul processo d'informativa finanziaria e sull'affidabilità delle informazioni societarie, gli esiti delle attività svolte dalle Funzioni aziendali di controllo ed in particolare dal Chief Audit Officer a cui compete l'attività di assurance complessiva sul sistema dei controlli interni nei termini indicati nel "Regolamento sul sistema dei controlli interni integrato";
  • − acquisisce gli eventuali suggerimenti formulati dalla Società di revisione legale dei conti, a conclusione del processo di revisione del bilancio della Capogruppo e del bilancio consolidato, e i relativi riscontri in termini di interventi di miglioramento delle procedure che hanno influenza sui dati contabili, monitorandone l'effettiva implementazione ed efficacia;
  • − riferisce periodicamente, circa l'ambito e i risultati delle attività di assurance svolte, al Comitato rischi, al Comitato per il Controllo sulla Gestione e al Consiglio di Amministrazione;
  • − sottopone all'Organismo di Vigilanza di cui al D. Lgs. n. 231/01 le risultanze del piano di verifica condotto in attuazione del presidio sul processo di informativa finanziaria, con specifica attenzione alla prevenzione degli illeciti penali e amministrativi descritti nel "Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 231.

Il Dirigente Preposto contribuisce alle attività di vigilanza sulle condizioni d'indipendenza della Società di revisione legale dei conti secondo le modalità disciplinate dall'apposito Regolamento aziendale, in coerenza ai disposti di legge (D. Lgs. 39/2010 modificato dal D. Lgs. 135/2016 in recepimento della Direttiva 2014/56/UE e Regolamento Europeo 537/2014). Il citato Regolamento aziendale attribuisce al Dirigente Preposto un ruolo di supervisione, presidio e monitoraggio degli incarichi di revisione contabile e degli altri servizi conferiti dalle strutture della Capogruppo e dalle società del Gruppo a società di revisione, alle loro reti e a soggetti alle stesse collegati, e il compito di informare regolarmente a tale riguardo il Comitato per il Controllo sulla Gestione.

Il Dirigente Preposto assicura, inoltre, informative periodiche al Consiglio di Amministrazione in ordine alle responsabilità di legge e regolamentari attribuite a quest'Organo in materia di vigilanza sull'adeguatezza dei poteri e mezzi conferiti allo stesso Dirigente Preposto e sul rispetto effettivo delle procedure amministrative e contabili. Tali informative sono preliminarmente discusse con il Comitato per il Controllo sulla Gestione e gli altri Comitati endoconsiliari, per i profili di rispettiva competenza.

Attestazioni di cui all'art. 154-bis TUF

In relazione alle funzioni di sorveglianza e di presidio attribuitegli, Il Dirigente Preposto:

  • − sottoscrive, unitamente al Consigliere Delegato e CEO, le attestazioni sul bilancio di esercizio e su quello consolidato ai sensi dell'art. 154-bis TUF, comma 5, circa l'adeguatezza e l'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili, la conformità ai principi contabili internazionali, la corrispondenza dei documenti alle risultanze dei libri e delle scritture contabili, l'idoneità degli stessi a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, finanziaria ed economica nonché un'analisi attendibile dell'andamento, del risultato della gestione e dei principali rischi cui il Gruppo risulta esposto;
  • − attesta la corrispondenza degli atti e delle comunicazioni diffusi al mercato alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili, ai sensi dell'art. 154-bis TUF, comma 2.

Il presidio dell'informativa contabile e finanziaria esercitato dal Dirigente Preposto è imperniato sull'esame:

  • − della completezza e della coerenza delle informazioni rese al mercato, attraverso uno strutturato sistema di flussi informativi proveniente dalle funzioni della Capogruppo e dalle società in merito agli eventi rilevanti per l'informativa contabile e finanziaria, in specie con riferimento ai principali rischi e incertezze cui esse risultano esposte;
  • − l'idoneità e l'effettiva applicazione delle procedure ossia processi organizzativi e applicativi informatici utilizzate ai fini della predisposizione dei documenti contabili societari e di ogni altra comunicazione di carattere finanziario rilevante ai sensi dell'154-bis del TUF.

Particolare attenzione viene posta nell'esaminare l'adeguatezza delle impostazioni di controllo contabile e del regolare svolgimento delle attività funzionali al processo d'informativa finanziaria; il focus degli accertamenti è rappresentato dalle fasi di lavoro che, nell'ambito dei diversi processi aziendali, comportano la registrazione, l'elaborazione, la valutazione e la rappresentazione dei dati e delle informazioni che alimentano il financial reporting e il relativo sistema dei controlli interni.

Con riguardo al presidio delle architetture e delle applicazioni informatiche strumentali alla gestione di tali informazioni, i processi elaborativi e gli interventi di sviluppo sui sistemi di sintesi assumono speciale rilievo.

Il modello organizzativo a presidio dell'adeguatezza delle procedure amministrative, contabili, d'informativa finanziaria e del relativo sistema dei controlli interni è disciplinato dalle "Linee Guida di Governo Amministrativo Finanziario". In particolare, il modello prevede il ricorso ad approcci di verifica differenziati tenuto conto da un lato della rischiosità potenziale dei processi rilevanti ai fini dell'informativa contabile e finanziaria e dall'altra della necessità di assicurare un'attività di controllo integrata e sinergica con quella svolta dalla Funzione Internal Auditing e dalle altre Funzioni aziendali di controllo.

A tale scopo la verifica delle procedure può avvalersi di analisi approfondite, condotte secondo metodologie specifiche funzionali alla verifica della correttezza dell'informativa contabile e finanziaria, svolte dalle strutture a supporto del Dirigente Preposto (approccio analitico) nonché, qualora presenti, delle evidenze rilevate dalle funzioni aziendali di controllo o da enti esterni quali Società di revisione, Autorità di vigilanza, ecc. (approccio sintetico).

Ai fini della valutazione dell'adeguatezza dei processi rilevanti per l'informativa finanziaria, il Dirigente Preposto si avvale pertanto delle risultanze delle attività di controllo svolte dalle strutture a diretto riporto, dalla Funzione Internal Auditing e dalle altre Funzioni aziendali di controllo. A tale scopo, nell'ambito del Comitato Coordinamento Controlli e Rischi Non Finanziari di Gruppo previsto dal Sistema dei Controlli Interni Integrato, le Funzioni aziendali di controllo e il Dirigente Preposto condividono i piani annuali di verifica e le relative risultanze. Le criticità derivanti da ispezioni condotte da enti esterni (Società di revisione, Autorità di vigilanza) sono inoltre raccolte e valutate, sotto il profilo del rischio d'informativa finanziaria.

Ad esito della predisposizione dei documenti contabili societari secondo le regole ed i criteri declinati nella Parte A della Nota Integrativa e delle attività di vigilanza esercitate sui processi d'informativa finanziaria secondo le impostazioni testé descritte, il Consigliere Delegato e CEO e il Dirigente Preposto sottoscrivono le attestazioni previste dall'art. 154-bis TUF, comma 5.

Tali attestazioni sono incluse nel fascicolo dei bilanci d'esercizio e consolidato e rese al pubblico secondo il modello stabilito con regolamento Consob.

Relazione ex art 15 Reg. Mercati Consob n. 20249/2017 e successive modifiche e integrazioni

La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa in tema di tutela del risparmio e disciplina dei mercati finanziari, ha fissato alcune condizioni per la quotazione delle società controllanti costituite e regolate dalla legge di Stati non appartenenti all'Unione Europea (art. 15 del Regolamento Mercati cit.). Intesa Sanpaolo ha provveduto di conseguenza, con un piano di azioni finalizzate ad assicurare l'esistenza delle condizioni richieste per le società controllate che rivestono significativa rilevanza, individuate in osservanza dei criteri stabiliti dal citato art. 15:

  • − assicurando la messa a disposizione del pubblico delle situazioni contabili delle società controllate predisposte ai fini della redazione del bilancio consolidato;
  • − acquisendo dalle controllate lo statuto e la composizione e i poteri degli organi sociali;
  • − accertando che le società controllate: (i) forniscano al revisore della società controllante le informazioni a questo necessarie per condurre l'attività di controllo dei conti annuali e infra-annuali della stessa società controllante, (ii) dispongano di un sistema amministrativo–contabile idoneo a far pervenire regolarmente alla direzione e al revisore della società controllante i dati economici, patrimoniali e finanziari necessari per la redazione del bilancio consolidato.

Ad esito delle attività svolte e degli accertamenti condotti, si conferma il rispetto delle condizioni ex art 15 Reg. Mercati Consob n. 20249/2017 (e successive modifiche e integrazioni).

Il Comitato per il Controllo sulla Gestione ed il Consiglio di Amministrazione sono stati informati, in ordine al rispetto di tali previsioni normative riferite alle società costituite e regolate dalla legge di Stati non appartenenti all'Unione Europea, nell'ambito della citata "Relazione sul sistema dei controlli interni rilevanti per l'informativa finanziaria" predisposta al fine di illustrare il complesso delle attività di governo e controllo condotte in attuazione delle diverse disposizioni di legge e regolamenti di Gruppo in materia di presidio dell'informativa finanziaria, organicamente coordinate dal Dirigente Preposto.

ll perimetro dei rischi

Il perimetro dei rischi individuati, presidiati e integrati nel capitale economico, si articola come segue:

  • rischio di credito e di controparte. All'interno di tale categoria vengono anche ricondotti il rischio di concentrazione, il rischio paese ed i rischi residui, rispettivamente da cartolarizzazioni e da incertezza sui tassi di recupero creditizio;
  • rischio di mercato (trading book), comprendente il rischio di posizione, di regolamento e di concentrazione sul portafoglio di negoziazione;
  • rischio finanziario del banking book, rappresentato principalmente da tasso di interesse e tasso di cambio;
  • rischi operativi;
  • rischio assicurativo;
  • rischio strategico;
  • rischio sugli immobili di proprietà detenuti a qualunque titolo;
  • rischio su partecipazioni non integralmente consolidate;
  • rischio relativo ai fondi pensione a benefici definiti;
  • rischio modello.

La copertura dei rischi, a seconda della loro natura, frequenza e dimensione potenziale d'impatto, è affidata ad una costante combinazione tra azioni ed interventi di attenuazione/immunizzazione, procedure/processi di controllo e protezione patrimoniale anche tramite stress test.

Particolare attenzione viene posta alla gestione della posizione di liquidità sia di breve termine che strutturale, assicurando – con specifiche "policy e procedures" – il pieno rispetto dei limiti stabiliti a livello di Gruppo e di sottoperimetri operativi coerenti con la normativa internazionale ed il Risk Appetite approvato a livello di Gruppo.

Il Gruppo, inoltre, riconosce grande rilevanza al presidio del rischio di reputazione, la cui gestione è perseguita non solo tramite strutture organizzative con specifici compiti di promozione e protezione dell'immagine aziendale, ma anche attraverso processi dedicati di identificazione e valutazione del rischio reputazionale e la realizzazione di specifici flussi di reporting. Inoltre, a partire dal 2018, è stato introdotto uno specifico add-on sul capitale economico nell'ambito del rischio operativo, definito in funzione delle perdite operative, con l'obiettivo di rafforzare la protezione a fronte di possibili ricadute reputazionali. Infine, una particolare attenzione è dedicata al presidio dei rischi sociali, ambientali e di governance (rischi ESG) associati alle attività delle imprese clienti e delle attività economiche in cui il Gruppo è coinvolto. Nell'ambito dei rischi ESG particolare rilievo è attribuito al presidio del climate change risk.

Nel corso degli anni il Gruppo ha sviluppato e implementato i necessari miglioramenti strutturali ed operativi di una reportistica integrata dei rischi il più possibile completa, precisa e su base periodica, col fine di supportare il senior management.

I processi di monitoraggio dei rischi sono stati interessati da un progressivo rafforzamento dei presidi di Data & Reporting Governance, anche in ottemperanza alla normativa di riferimento ('Principi per un'efficace aggregazione e reportistica dei dati di rischio – BCBS239'). L'Area di Governo Chief Risk Officer ha previsto interventi su specifici ambiti, tra cui l'adozione di tassonomie condivise e di prassi uniformi per la descrizione del ciclo di vita del dato all'interno dei principali processi di monitoraggio dei rischi; a partire dal 2020 è stato altresì avviato, nel rispetto delle specificità dell'Area, un percorso di convergenza verso il framework target di Gruppo disegnato e normato dalla Direzione Data Office, proseguito nel 2021 attraverso la partecipazione dell'Area Chief Risk Officer a specifiche wave di adozione del framework. Più in generale, il rafforzamento dei presidi di Data & Reporting Governance ha interessato gli elementi di seguito schematizzati.

Il Gruppo ha altresì rafforzato l'attenzione sul presidio della qualità del dato, definendo processi, ruoli e responsabilità, tassonomie di riferimento (dimensioni della qualità), individuando la relativa strumentazione a supporto e attivando all'interno dell'Area Chief Risk Officer un presidio di controlli di II livello sulla data quality.

Nel perimetro delle attività di Data & Reporting Governance sono inclusi: rischio di credito, rischio di mercato e controparte, rischio tasso di banking book, rischio di liquidità, rischi operativi, nonché il processo dell'integrazione rischi.

Le misurazioni relative alle singole tipologie di rischio del Gruppo sono integrate in una grandezza di sintesi, rappresentata dal capitale economico, che consiste nella massima perdita "inattesa" in cui il Gruppo può incorrere in un orizzonte di un anno. Esso rappresenta una metrica chiave per definire l'assetto finanziario e la tolleranza del Gruppo al rischio e per orientare l'operatività, assicurando l'equilibrio tra i rischi assunti e il ritorno per gli azionisti. Esso viene stimato, oltre che sulla base della situazione attuale, anche a livello prospettico, in funzione delle ipotesi di budget e dello scenario economico previsto. La valutazione del capitale è inclusa nel reporting aziendale ed è sottoposta trimestralmente al Comitato di Direzione, al Comitato Rischi e al Consiglio di Amministrazione, nell'ambito del Tableau de Bord dei rischi di Gruppo.

Oltre al governo dei rischi sopra descritti, Intesa Sanpaolo presta molta attenzione all'identificazione e al presidio di specifici ambiti di rischio emergenti, che potrebbero compromettere, nel medio periodo, il raggiungimento degli obiettivi strategici del Gruppo o influenzare in modo sensibile l'evoluzione della situazione economica e patrimoniale.

Per le finalità sopra descritte, il Gruppo Intesa Sanpaolo utilizza un vasto insieme di tecniche e strumenti per la misurazione e la gestione dei rischi, diffusamente descritto in questa Parte E della Nota Integrativa al Bilancio Consolidato, con riferimento alle tipologie di rischio di seguito indicate e secondo le modalità previste dalla informativa qualitativa di cui alla Circolare 262 di Banca d'Italia.

La tabella seguente riporta la mappatura della disclosure sui rischi con riferimento al Bilancio e al Pillar 3.

BILANCIO PILLAR 3
Sezione/Capitolo Paragrafo Sezione
RISCHI DEL GRUPPO BANCARIO PARTE E - SEZIONE 2
- Rischio di credito Capitolo 1.1 Sezioni 6-7-8-9-10
- Operazioni di cartolarizzazione Capitolo 1.1 Paragrafo C Sezione 12
- Rischio di mercato Capitolo 1.2 Sezione 13
- Portafoglio di negoziazione di vigilanza Paragrafo 1.2.1
- Portafoglio bancario Paragrafo 1.2.2
- Rischio di controparte Capitolo 1.3 Sezione 11
- Derivati Finanziari Paragrafo 1.3.1
- Derivati Creditizi Paragrafo 1.3.1
- Le coperture contabili Paragrafo 1.3.2
- Rischio di Liquidità Capitolo 1.4 Sezione 5
- Rischi Operativi Capitolo 1.5 Sezione 14
RISCHI DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE PARTE E - SEZIONE 3
- Rischi assicurativi Capitolo 3.1
- Rischi finanziari Capitolo 3.2
RISCHI DELLE ALTRE IMPRESE PARTE E - SEZIONE 4

Il Gruppo, oltre al rischio di credito, di mercato di trading book, finanziario di banking book, di liquidità, operativo e delle imprese di assicurazione, ampiamente trattati nei paragrafi successivi, ha individuato e presidia i seguenti altri rischi.

Rischio Strategico

Il Gruppo Intesa Sanpaolo definisce il rischio strategico, attuale o prospettico, come il rischio legato ad una potenziale flessione degli utili o del capitale derivante da cambiamenti del contesto operativo o da decisioni aziendali errate, attuazione inadeguata di decisioni, scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo.

Il rischio strategico è fronteggiato innanzitutto da policy e procedure che prevedono che le decisioni più rilevanti siano riportate al Consiglio di Amministrazione supportate dalla valutazione attuale e prospettica dei rischi e dell'adeguatezza patrimoniale. Il forte accentramento delle decisioni strategiche, con il coinvolgimento dei massimi Organi di governo aziendale ed il supporto delle diverse Funzioni aziendali, assicura la mitigazione della componente legata agli eventuali impatti discendenti da errate decisioni aziendali e scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo.

Per quanto riguarda la componente riferibile più direttamente al rischio di business, ovvero legata al rischio di potenziale flessione degli utili, derivante da inadeguata attuazione di decisioni e da cambiamenti del contesto operativo e da variazioni inattese nel costo del rifinanziamento, viene fronteggiata, oltre che dai sistemi di regolazione della gestione aziendale, anche con apposito capitale interno, valutato in base ad un approccio simulativo alla volatilità del margine, delle commissioni, dei costi operativi e di rifinanziamento, ancorato al business mix del Gruppo e delle sue Business Unit.

Il rischio strategico, inoltre, è valutato anche nell'ambito delle prove di stress a valere su un modello a più fattori che descrive le relazioni tra variazioni dello scenario economico e il business mix risultante dalle ipotesi di pianificazione, con analisi mirate alla valutazione degli impatti sia sulla componente margine di interesse sia sui margini derivanti dall'andamento delle commissioni nette.

Rischio di reputazione

Il Gruppo Intesa Sanpaolo riconosce grande rilevanza al rischio di reputazione, ossia al rischio attuale e prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da una percezione negativa dell'immagine della Banca da parte di clienti, controparti, azionisti, investitori o Autorità di Vigilanza.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo persegue la gestione attiva della propria immagine presso tutti gli stakeholder, attraverso il coinvolgimento di tutte le Unità Organizzative e ricercando una crescita robusta e sostenibile, in grado di creare valore per tutti i portatori di interesse. Inoltre, il Gruppo si propone di minimizzare i possibili effetti negativi sulla propria reputazione attraverso la governance rigorosa e dettagliata, la gestione proattiva dei rischi e l'indirizzo e il controllo delle attività.

La gestione complessiva dei rischi reputazionali viene anzitutto perseguita attraverso:

  • il rispetto degli standard etici e comportamentali e delle policy di autoregolamentazione. Il Codice Etico adottato dal Gruppo contiene i valori di riferimento sui quali Intesa Sanpaolo intende impegnarsi e declina i principi di condotta volontari nelle relazioni con tutti gli stakeholder (clienti, dipendenti, fornitori, azionisti, ambiente e più in generale la collettività), con obiettivi anche più ampi rispetto a quelli richiesti dalle vigenti normative;
  • il contributo sistematico e autonomo dalle strutture aziendali con compiti specifici di presidio della reputazione le quali, ciascuna per i propri ambiti di competenza, intrattengono la relazione con gli stakeholder di riferimento;
  • un sistema integrato di presidio dei rischi primari volto al contenimento dell'esposizione agli stessi e al rispetto dei limiti di riferimento contenuti nel Risk Appetite Framework;
  • i processi di Reputational Risk Management governati dall'Area di Governo Chief Risk Officer che operano in modo trasversale rispetto alle funzioni aziendali e in sinergia con i processi decisionali.

Tali processi, che coinvolgono a diverso titolo funzioni di controllo, specialistiche e di business, includono in particolare:

– il Reputational Risk Assessment, volto ad identificare gli scenari di rischio reputazionale più rilevanti a cui il Gruppo Intesa Sanpaolo è esposto, si svolge con cadenza annuale e raccoglie l'opinione del Top Management in merito al potenziale impatto di tali scenari sull'immagine del Gruppo, al fine di individuare adeguate strategie di comunicazione e specifiche azioni di mitigazione, se necessarie;

  • l'ESG & Reputational Risk Clearing, cui è affidato l'obiettivo di individuare e valutare ex ante i potenziali rischi reputazionali connessi alle operazioni di business più significative, ai principali progetti di Capital Budget e alla selezione dei fornitori/partner del Gruppo;
  • il Reputational Risk Monitoring, volto a monitorare l'evoluzione del posizionamento reputazionale di Intesa Sanpaolo (nel web, ad esempio) anche attraverso il contributo di analisi esterne.

Il modello di governance del rischio reputazionale include inoltre un sistema integrato di presidio dei rischi di conformità, nella convinzione che il rispetto delle norme e la correttezza negli affari costituiscano elementi fondamentali nello svolgimento dell'attività bancaria, che per sua natura è fondata sulla fiducia.

A tutela degli interessi della clientela e della reputazione del Gruppo, particolare attenzione è poi dedicata alla definizione e gestione della propensione al rischio della clientela stessa, perseguita attraverso l'individuazione delle caratteristiche soggettive e oggettive del cliente; le valutazioni di adeguatezza in sede di strutturazione del prodotto e prestazione del servizio di consulenza sono assistite da elementi oggettivi, che considerano la reale natura dei rischi che il cliente sopporta all'atto della sottoscrizione di operazioni in derivati oppure dell'effettuazione di investimenti finanziari.

La commercializzazione dei prodotti finanziari, più in particolare, è anche disciplinata da specifiche valutazioni preventive dei rischi sia dal punto di vista della banca (insieme dei rischi con diretto impatto proprietario, siano essi di credito, finanz iari e operativi) sia dal punto di vista del cliente (rischio del portafoglio, complessità e frequenza delle operazioni, concentrazione su emittenti o su divisa estera, coerenza con gli obiettivi ed i profili di tolleranza al rischio, conoscenza e consapevolezza dei prodotti e dei servizi proposti).

Rischi ESG (Environmental, Social and Governance) e climate change risk

La sostenibilità, termine riferito alla capacità di non recare danno all'ambiente e alle comunità in modo da supportare un equilibrio economico, sociale e ambientale di medio-lungo termine, è un fattore di grande e crescente importanza per la società nel suo complesso. La gestione dei rischi ESG richiede quindi che siano tenuti in considerazione non solo l'impatto di tali rischi sull'organizzazione della banca, ma anche il potenziale impatto sugli stakeholder e i rischi a cui la banca espone i propri stakeholder e l'ambiente con la propria operatività.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, consapevole dell'importanza di una allocazione corretta e responsabile delle risorse e dell'influenza che un gruppo bancario può avere in termini di sostenibilità sia nel breve sia nel lungo periodo, rivolge particolare attenzione alla gestione dei rischi ESG sia con riferimento alla propria operatività che in relazione alle attività delle imprese clienti e ai settori considerati sensibili, caratterizzati cioè da un profilo di rischio ESG di rilievo. Nell'ambito del framework di risk management, il governo dei fattori di rischio ESG è declinato nell'ambito delle diverse categorie di rischio primario (es. rischio di credito, rischio di mercato, rischio operativo) e si sviluppa in stretta integrazione con il presidio dei rischi reputazionali, valorizzando le interconnessioni che caratterizzano questi profili di rischio. Il rischio ESG infatti, quale rischio determinato dai potenziali impatti negativi di una società o di un'attività, sull'ambiente, sulle persone e sulle comunità e comprendendo inoltre i rischi connessi alla condotta aziendale (corporate governance), può avere ripercussioni sulla redditività, sul profilo reputazionale, sulla qualità del credito e può comportare conseguenze legali.

Nell'ambito dei rischi ESG, particolare rilievo assume il climate change risk, ovvero quei rischi collegati ai cambiamenti climatici causati dall'accumulo dei gas serra nell'atmosfera che possono essere suddivisi in "rischi fisici", legati all'impatto fisico degli eventi climatici, e in "rischi di transizione", derivanti dal processo di aggiustamento verso un'economia a basse emissioni di carbonio, connessi a cambiamenti nelle politiche pubbliche, nella tecnologia e nelle scelte dei consumatori. Il Gruppo Intesa Sanpaolo, consapevole di avere sull'ambiente un impatto diretto (dovuto ad esempio al proprio consumo di risorse) e indiretto (attraverso la propria attività di business), è da tempo attento al climate change risk e sin dal 2018 supporta le raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD), impegnandosi nella diffusione di una rendicontazione trasparente in materia di rischi e opportunità legati a tale cambiamento. Nel corso del 2021 il Gruppo ha volontariamente pubblicato il primo report TCFD, cui si rimanda per ulteriori approfondimenti, che descrive le scelte e i presidi posti in essere dal Gruppo in relazione alla gestione delle tematiche ESG e del cambiamento climatico. In termini generali, il Gruppo adotta un approccio olistico alle tematiche ESG, che si fonda su:

  • la definizione di una strategia ESG di Gruppo secondo gli indirizzi forniti dagli Organi Societari e supportati dalle Strutture di Governo interno: Intesa Sanpaolo vuole essere un intermediario finanziario sostenibile che genera valore collettivo, consapevole che l'innovazione, lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi e l'agire sostenibile delle imprese possono contribuire alla riduzione degli impatti di fenomeni quali il cambiamento climatico e le disuguaglianze sociali. Per questo partecipa attivamente ad una pluralità di iniziative nazionali ed internazionali (UN Global Compact, UN Sustainable Development Goals, United nations Environment Programme Finance Initiative (UNEP-FI) etc.); inoltre nel 2021 il Gruppo, con l'impegno di azzerare le emissioni nette entro il 2050, ha dichiarato la propria adesione alla Net-Zero Banking Alliance, alla Net Zero Asset Managers Initiative (NZAMI), alla Net Zero Asset Owner Alliance (NZAOA) e alla Net Zero Insurance Alliance (NZIA);
  • un proprio quadro normativo che include le "Linee Guida per il Governo dei Rischi ESG nell'operatività creditizia" e policy di comportamento volontarie (Codice Etico, "Principi in materia di Diritti Umani", "Regole in materia di politica ambientale ed energetica", "Regole per l'operatività creditizia nel settore del carbone", "Regole per l'operatività creditizia nel settore dell'oil&gas non convenzionali" e "Regole in materia di operatività con soggetti attivi nel settore dei materiali di armamento") volte anche a definire criteri generali e specifici di limitazione ed esclusione dell'operatività creditizia in settori di business considerati più esposti ai rischi ESG;
  • l'integrazione dei fattori ESG nel framework generale di Risk Management e in particolare la previsione nell'ambito del Risk Appetite Framework di una specifica sezione dedicata ai rischi ESG e climate change, che definisce specifici limiti e criteri rispetto al finanziamento di settori e controparti più esposti a tali rischi. Inoltre, nell'ambito del Credit Risk Appetite, indicatore che guida i gestori in fase di origination del credito nella valutazione delle controparti, sono stati evoluti i fattori di rischiosità e resilienza connessi a elementi ESG (tra questi, è stato introdotto uno score esterno che valorizza le controparti che presentano una quota di produzione di beni o servizi sostenibili superiore a una determinata soglia rispetto al fatturato complessivo);
  • l'adozione di un modello di rating corporate, validato dalla BCE che include elementi sociali e ambientali (es. certificazioni ambientali, attività di ricerca e sviluppo) che possono portare ad un miglioramento del rating. Nel corso del 2021 è stata presentata all'Autorità di Vigilanza un'istanza per la validazione e autorizzazione di un nuovo modello di rating in cui è stata ulteriormente rafforzata l'analisi dei fattori ESG mediante la definizione e l'introduzione nel modello di uno score sviluppato internamente basato su informazioni di tipo ESG (controparti large corporate). Per le controparti corporate italiane, nella parte qualitativa del modello di rating, è stata inoltre prevista anche la valutazione di aspetti connessi ad eventi catastrofali in funzione dell'area geografica di appartenenza;
  • l'integrazione dei fattori ESG nell'ambito del framework creditizio attraverso l'adozione di una mappatura settoriale in termini di potenziale impatto dei rischi climatici ed ESG e la valutazione di tali rischi nell'ambito dei processi relativi all'implementazione degli Equator Principles (il Gruppo ha aderito nel 2007 all'Associazione e adotta gli "EP IV", versione aggiornata delle Linee Guida in materia), e di ESG & Reputational Risk Clearing. Tale valutazione assume particolare rilievo con riferimento al finanziamento dei clienti Corporate, in particolare in relazione alle operazioni verso controparti operanti in settori classificati come sensibili sotto il profilo ESG e alle operazioni classificate come Operazioni di Maggior Rilievo; in quest'ambito nel corso del 2021 particolare attenzione è stata dedicata allo sviluppo di uno score ESG di controparte a supporto dei processi decisionali e di controllo. Credit Risk Appetite, mappatura settoriale e score ESG di controparte sono a loro volta considerati nell'ambito del framework delle Strategie Creditizie, finalizzato ad indirizzare, anche mediante appositi correttivi di pricing, l'origination del credito alle imprese, con l'obiettivo di ottimizzare la combinazione rischio/rendimento del relativo portafoglio;
  • la promozione di una solida cultura di presidio dei rischi ESG in tutta l'organizzazione aziendale.

Con riferimento specifico all'inclusione del climate change risk nell'ambito del Risk Management Framework, particolare attenzione è stata posta dal 2019 al 2021 allo sviluppo delle metodologie di stress test e scenario analysis. Nel corso del 2021 sono state avviate le attività di predisposizione architetturale e metodologica anche a supporto dell'esercizio di ECB climate stress test previsto per il primo semestre 2022. Il framework di scenario analysis e stress test si fonda sui seguenti elementi:

  • piattaforma dedicata per la misurazione del rischio di transizione sui segmenti di clientela Large e Mid Corporate. La soluzione in sinergia con lo stress test climatico previsto da ECB, fornisce la valutazione dell'impatto sui bilanci di tipo bottom-up, cioè a livello di singola controparte, in base a selezionati scenari di stress (generalmente coincidenti con quelli previsti dal framework NGFS - Network of Central Banks and Supervisors for Greening the Financial System);
  • motore di calcolo, sviluppato appositamente per la misurazione del rischio di transizione del portafoglio PMI; l'approccio utilizzato è in questo caso di tipo top-down, cioè a livello aggregato, con stime basate su approssimazioni settoriali (arricchite con aggiustamenti idiosincratici, solo qualora disponibili, a livello di singola controparte). Il modello fornisce una serie di proiezioni di bilancio delle singole imprese, partendo tuttavia dal settore di appartenenza, sfruttando scenari specifici in linea con le richieste dell'esercizio di stress richiesto da ECB;
  • adozione di un approccio specifico relativo alla definizione della "long-term strategic response" coerente con il raggiungimento degli obiettivi di net zero del Gruppo.

Tali attività fanno inoltre parte dell'Action Plan presentato lo scorso maggio alla BCE e volto ad attuare le aspettative dell'Autorità di Vigilanza in materia di clima e rischi ambientali (ECB Guide on climate related and environmental risks).

Con riferimento ai rischi ambientali diretti, Intesa Sanpaolo ha definito il proprio Piano Ambientale, il "Climate Change Action Plan", che individua gli obiettivi del Gruppo a medio e lungo termine per ridurre le proprie emissioni di CO2 e aumentare il ricorso a fonti rinnovabili. In relazione al rischio idrogeologico (alluvioni e frane) legato anche al climate change e al potenziale accadimento di scenari di crisi in Italia che possono avere ripercussioni sugli immobili di Intesa Sanpaolo, è prevista l'attivazione di una serie di strutture aziendali. Al fine di garantire la continuità operativa nelle aree maggiormente colpite dal maltempo, vengono attivati i referenti per le crisi delle strutture territoriali e centrali per la segnalazione tempestiva di criticità, con particolare riferimento a ritardi nel trasporto valori e corrispondenza, difficoltà del personale nel raggiungere il posto di lavoro, difficoltà per l'operatività e per l'impiantistica delle filiali. Contestualmente, già alla prima allerta meteo, si attiva la struttura aziendali di Gestione Eventi Critici (GEC) e nel caso di gravissimi eventi calamitosi viene attivato anche il NOGE (Nucleo Operativo Gestione Emergenze del Business Continuity Management Department) che, monitorata la situazione, valuta la chiusura temporanea degli stabili e attiva eventuali altri interventi.

Per favorire la consapevolezza ed il coinvolgimento dei clienti del Gruppo, svariate iniziative relative di formazione sono state avviate dal Gruppo.

Rischio sugli immobili di proprietà

Il rischio sugli immobili di proprietà viene definito come il rischio legato alla possibilità di subire perdite economiche in base ad una variazione sfavorevole del valore degli stessi ed è quindi ricompreso nella categoria dei rischi finanziari di Banking Book. La gestione degli immobili è fortemente accentrata e costituisce investimento prevalentemente strumentale alle attività aziendali. Al fine di rappresentare la rischiosità del portafoglio immobiliare di proprietà, viene calcolato un capitale economico basandosi sulla volatilità storicamente osservata degli indici di prezzi immobiliari principalmente italiani, tipologia di esposizione prevalente nel portafoglio immobiliare del Gruppo, con granularità di indicazione geografica e di destinazione d'uso appropriata al portafoglio immobiliare alla data di riferimento.

Rischio su partecipazioni non integralmente consolidate

Il rischio sul portafoglio partecipativo è legato alla possibilità di subire perdite economiche dovute alla variazione sfavorevole dei valori degli investimenti non integralmente consolidati.

Il perimetro considerato comprende gli strumenti di capitale detenuti in società finanziarie e non finanziarie; sono inclusi gli strumenti di partecipazione finanziaria, gli impegni per l'acquisto e derivati aventi come sottostanti strumenti di capitale e i fondi azionari.

Il modello utilizzato per la stima del Capitale Economico è basato su un approccio PD/LGD, analogo al modello di portafoglio del rischio di credito, a valere sul portafoglio partecipativo stand-alone. La LGD di riferimento è quella regolamentare, mentre gli altri parametri del modello sono i medesimi utilizzati nel modello di portafoglio del rischio di credito.

Rischio relativo ai fondi pensione a benefici definiti

Il rischio relativo ai fondi pensione a benefici definiti viene ricondotto alla possibilità di dover incrementare la riserva che Intesa Sanpaolo Capogruppo mantiene a garanzia delle prestazioni dei detti fondi pensione, in base ad una variazione sfavorevole nel valore delle attività e/o passività delle Casse di Previdenza coinvolte. Tale rischio viene compiutamente considerato nell'ambito della valutazione dell'adeguatezza patrimoniale, misurato e controllato sia dal punto di vista del capitale economico, con un modello econometrico a valere sulle principali variabili macroeconomiche, anche negli scenari prospettici di base e di stress.

Rischio modello

Il rischio modello è definito come la perdita potenziale che un ente potrebbe subire a seguito di decisioni principalmente basate sui risultati di modelli interni, a causa di errori nello sviluppo, nell'attuazione o nell'utilizzo degli stessi. In continuità con gli anni precedenti, nell'ambito del Resoconto ICAAP 2021, la Direzione Centrale Convalida Interna e Controlli ha aggiornato la valutazione del rischio modello (sinteticamente espressa attraverso uno score) delle metodologie a supporto della misurazione dei rischi di Primo e Secondo Pilastro che concorrono anche al calcolo del Capitale Economico ed ha fornito alla Direzione Centrale Enterprise Risk Management i parametri funzionali alla quantificazione del buffer di capitale economico a fronte del rischio di modello.

Rischi emergenti

Il rafforzamento del complessivo sistema di governo dei rischi passa anche attraverso l'identificazione, la comprensione e il presidio dei cosiddetti rischi emergenti, ossia quei rischi caratterizzati da componenti poco conosciute o in rapida evoluzione, potenzialmente rilevanti nel medio termine rispetto alla posizione finanziaria e al modello di business del Gruppo, ancorché le loro ricadute non siano facilmente valutabili e non siano ancora compiutamente integrabili nei framework di gestione dei rischi più consolidati.

L'individuazione di tali fattispecie deriva in prima battuta dall'analisi costante del contesto esterno e delle principali evidenze raccolte dalla funzione di risk management nell'ambito dell'attività di identificazione dei rischi, svolta all'interno del Gruppo in modo continuativo al fine di mantenere un costante allineamento con il mutevole contesto interno ed esterno e di garantire l'adeguatezza dei presidi e dei vincoli posti in essere a salvaguardia della "Long term viability". Tale attività, oltre a essere svolta nell'ambito dei processi caratteristici di identificazione e valutazione, passa anche per il confronto con i propri peer e con le best practice di mercato, oltre che con le altre funzioni di controllo/di business della Banca.

Eventuali rischi emergenti, per i quali non sia stato ancora sviluppato un modello di calcolo del capitale economico, vengono comunque valutati mediante approcci expert-based oppure utilizzando proxy o modelli di calcolo semplificati al fine di garantire una prudente valutazione del capitale economico assorbito.

In tale contesto, la crescente digitalizzazione dell'infrastruttura tecnologica e dell'offerta commerciale, la maggiore automazione dei processi (es. mediante l'introduzione della robotica e/o dell'intelligenza artificiale) e l'introduzione di nuove modalità di lavoro hanno indotto una modifica della morfologia di alcuni rischi. In particolare, pur non rappresentando rischi intrinsecamente nuovi, è verosimile aspettarsi una potenziale significativa esposizione a:

  • rischi IT e Cyber, in relazione a: (i) crescente aumento della dipendenza dai sistemi ICT e conseguente aumento del numero di utenti che utilizzano i canali virtuali e dei dispositivi interconnessi, (ii) crescita esponenziale della quantità di dati gestiti che devono essere protetti e di qualità (iii) maggior ricorso ai servizi IT offerti da terze parti (Open Banking, Fintech, sistemi Cloud), (iv) bassi costi di produzione di nuove tecniche di attacco con la presenza di organizzazioni dotate di competenze ed esperienze specifiche;
  • rischi connessi al percorso di trasformazione digitale legati all'aumento della concorrenza indotta dalla digitalizzazione del settore finanziario (es. ingresso di nuovi competitor) e dalle vulnerabilità che caratterizzano ancora l'attuale contesto operativo (es. costi del processo di digitalizzazione, obsolescenza dei sistemi di legacy, frammentazione del framework regolamentare);
  • rischio terze parti, in relazione a: (i) una maggiore dipendenza da sistemi e servizi offerti da soggetti terzi (sia in relazione all'esternalizzazione di processi aziendali sia alla crescente dipendenza da fornitori di servizi cloud o IT in genere).

La continua evoluzione del contesto operativo, interno ed esterno, impone il continuo aggiornamento degli attuali framework di gestione dei rischi, allo scopo di massimizzarne l'efficacia in termini di identificazione e mitigazione della potenziale esposizione del Gruppo; in tal senso, sono state avviate una serie di iniziative progettuali volte ad ottimizzare il profilo di Digital Operational Resilience del Gruppo, in particolare attraverso l'evoluzione degli attuali processi di valutazione verso approcci più tempestivi e "data driven".

Inoltre, con il fine di presidiare efficacemente l'evoluzione di tali fattispecie, oltre ad accelerare il processo di digitalizzazione in modo da incrementare la redditività di lungo periodo e cogliere nuove opportunità commerciali (anche in considerazione delle forti pressioni sui margini di interesse e sui proventi da commissioni), il Gruppo ha continuato a garantire investimenti per:

  • il continuo potenziamento dei presidi di Cybersecurity (incluse le campagne di awareness verso la clientela) in linea con le best practice e gli standard internazionali di riferimento, nonché per la progressiva evoluzione dei sistemi ICT (es. digitalizzazione dei servizi, internalizzazione del business, attivazione di servizi in cloud);
  • il potenziamento dei presidi di monitoraggio e controllo delle terze parti, anche in considerazione della maggiore complessità delle relazioni;
  • l'evoluzione delle conoscenze e competenze delle risorse interne (es. programmi di Up Skilling/Re Skilling, potenziamento dell'awareness verso le tematiche di ICT, Cyber, Terze Parti e ESG Risk).

Assorbimento del Capitale Economico per tipologia di rischio e per Business Unit

Di seguito viene riportata l'articolazione del Capitale Economico di Gruppo per tipologia di rischio e per Business Unit.

L'assorbimento del Capitale Economico per Business Unit riflette la distribuzione delle diverse attività del Gruppo e le specializzazioni delle aree d'affari.

La parte preponderante dei rischi si concentra nella Business Unit "IMI Corporate & Investment Banking" (31,5% del Capitale Economico totale): ciò è dovuto sia alla tipologia di clientela servita (Corporate e Financial Institutions) sia all'attività di Capital Market. A questa Business Unit, infatti, sono attribuiti una significativa quota dei rischi creditizi e dei rischi di trading book. La Business Unit "Banca dei Territori" (21,2% del Capitale Economico totale), rappresenta una fonte di assorbimento rilevante di Capitale Interno coerentemente con la sua connotazione di core business del Gruppo a servizio della clientela Retail, Private e Small/Middle Corporate. Ad essa viene allocata una parte consistente del rischio creditizio e dei rischi operativi. Alla Business Unit "Insurance" (13,6% del Capitale Economico totale) viene allocata la maggior parte dei rischi assicurativi. Alla Business Unit "International Subsidiary Banks" è attribuito il 9,7% dei rischi complessivi, principalmente rischio di credito. Al "Centro di Governo" sono attribuiti, oltre ai rischi di credito, i rischi tipici di Corporate Center, in particolare quelli derivanti dalle partecipazioni, i rischi inerenti le esposizioni in default, il rischio tasso e di cambio di Banking Book, i rischi derivanti dalla gestione del portafoglio FVOCI della Capogruppo (21,1% del Capitale Economico complessivo).

L'assorbimento del Capitale Economico delle Business Unit "Private Banking" ed "Asset Management" risulta marginale (rispettivamente 2,2% e 0,7%), per la natura di business prevalentemente orientata ad una operatività di asset management.

La normativa Basilea 3

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, relativamente al recepimento delle riforme degli accordi del Comitato di Basilea ("Basilea 3"), ha intrapreso adeguate iniziative progettuali, ampliando gli obiettivi del Progetto Basilea 2, al fine di migliorare i sistemi di misurazione e i connessi sistemi di gestione dei rischi.

Per quanto riguarda i rischi creditizi, si segnala il recepimento dei provvedimenti autorizzativi BCE all'utilizzo, a fini regolamentari, dei nuovi modelli Institutions e SME Retail, a partire da giugno 2021.

L'aggiornamento periodico e il relativo allineamento all'evoluzione della normativa dei sistemi IRB nonché la loro estensione alle controllate italiane provenienti dall'ex Gruppo UBI ed estere (secondo il piano di roll-out di Gruppo) procedono in accordo con la Regulatory Roadmap condivisa con i Supervisori.

Con riferimento allo stato di avanzamento del piano di estensione dei modelli interni per il rischio di credito (piano di rol l-out), la quota di esposizioni autorizzate al sistema IRB è pari all'87,5% del portafoglio crediti; non vi sono autorizzazioni in itinere, mentre le istanze da avanzare per i rimanenti portafogli di banche italiane ed estere del Gruppo rappresentano il 4,6% del portafoglio. Per la componente residuale, pari al 7,9%, è stato comunicato l'utilizzo permanente del metodo Standardizzato agli organi di Vigilanza.

Per quanto riguarda il rischio di controparte, il Gruppo bancario ha migliorato la misurazione ed il monitoraggio del rischio, affinando gli strumenti richiesti nell'ambito della normativa di "Basilea 3". Ai fini segnaletici Capogruppo è autorizzata alla segnalazione del requisito a fronte di rischio di controparte sia per derivati che SFT (Securities Financing Transactions, ossia repo, pronti contro termine e security lending) tramite la metodologia dei modelli interni. Tale autorizzazione è stata ottenuta per i derivati a partire dal primo trimestre del 2014, per gli SFT a partire dalla segnalazione del 31 dicembre 2016.

Ai fini gestionali le metodologie avanzate di misurazione del rischio sono implementate per i derivati OTC di Capogruppo a partire dal 2010 e successivamente estese nel corso del 2015 alle Securities Financing Transactions.

Rispetto al 31 dicembre 2020 si segnala il recepimento in data 6 aprile 2021 del provvedimento autorizzativo all'utilizzo a fini segnaletici del modello di simulazione dei margini iniziali per controparti centrali e bilaterali. Il modello è applicato a partire da giugno 2021. Sempre a partire da giugno 2021 il modello interno di rischio di controparte copre anche le posizioni rivenienti dall'incorporazione di UBI Banca. Inoltre, in ottemperanza all'entrata in vigore della Regulation EU 2019/876 (CRR II), da giugno 2021 Intesa Sanpaolo ha adottato il metodo SA-CCR per il calcolo delle esposizioni a rischio di controparte legate a operatività in strumenti derivati non coperti da modello interno. Nel rispetto delle soglie di operatività previste dalla regolamentazione, alcune banche estere del Gruppo hanno adottato metodi semplificati per il calcolo delle esposizioni.

Per quanto attiene ai rischi operativi, il Gruppo ha ottenuto l'autorizzazione all'utilizzo del Metodo Avanzato AMA (modello interno) per la determinazione del relativo requisito patrimoniale a partire dalla segnalazione al 31 dicembre 2009. Si evidenzia che, a far data dal 30 giugno 2021, il Gruppo è stato autorizzato ad estendere il proprio modello avanzato ad alcuni perimetri appartenenti all'ex Gruppo UBI ed in particolare a: UBI Banca (fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo S.p.A. in data 12 aprile 2021), inclusi i perimetri rivenienti da ex Banca Marche, ex Banca Etruria ed ex CariChieti, UBI Sistemi e Servizi (fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo S.p.A. in data 12 luglio 2021) e IWBank Private Investments. Inoltre, a far data dal 31 dicembre 2021 è stata autorizzata l'estensione del modello avanzato a UBI Factor (fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo S.p.A. in data 25 ottobre 2021), a Pramerica SGR e a Pramerica Management Company (incorporate rispettivamente in Eurizon Capital SGR S.p.A. e in Eurizon Capital S.A. dal 1 luglio 2021). Il perimetro attuale relativo al Metodo Avanzato è pertanto costituito da Intesa Sanpaolo e dalle principali banche e società delle Divisioni Private Banking e Asset Management, da VUB Bank e PBZ Banka.

Il resoconto annuale del processo di controllo prudenziale ai fini di adeguatezza patrimoniale (ICAAP), basato sull'utilizzo esteso delle metodologie interne di misurazione dei rischi, di determinazione del capitale interno e del capitale complessivo disponibile, è stato approvato e inviato alla BCE nel mese di aprile 2021.

Nell'ambito dell'adozione di "Basilea 3", il Gruppo pubblica le informazioni riguardanti l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti alla loro identificazione, misurazione e gestione nel

documento denominato Terzo Pilastro di Basilea 3 o "Pillar 3". Il documento viene pubblicato sul sito Internet (www.group.intesasanpaolo.com) con cadenza trimestrale.

Altri Fattori di Rischio

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, oltre ai sopracitati rischi, valuta con attenzione i fattori di rischio di seguito esposti.

Interest Rate Benchmark Reform – Aspetti generali

I tassi benchmark europei sono stati oggetto negli ultimi anni di una profonda riforma le cui ragioni sono da ricercarsi in gran parte nell'introduzione del Regolamento dell'Unione Europea (Benchmark Regulation, Regolamento UE 2016/1011), pubblicato nel 2016 e in vigore da gennaio 2018. Tale Regolamento, oggetto di parziale revisione a fine 2020, nel prevedere precise regole per contributori, utilizzatori ed amministratori dei benchmark, ha imposto anche la rilevazione dei fixing basandosi, per quanto possibile, su effettive transazioni concluse sui mercati di riferimento, in linea con le raccomandazioni del Financial Stability Board ed i Principi IOSCO, emanati in considerazione del ruolo centrale dei tassi di riferimento per il corretto funzionamento del sistema finanziario a livello mondiale.

Nel caso specifico dei benchmark di tasso a breve termine, dichiarati critici dalle autorità europee, si sono rese necessarie riforme riferite a:

  • Euribor: da novembre 2019 è stata resa pienamente operativa la revisione da parte di EMMI (European Money Market Institute) della metodologia di rilevazione del fixing (c.d. metodologia ibrida), utilizzando ove presenti le transazioni concluse sul mercato monetario non garantito fino a 12 mesi da parte delle banche contributrici; solo in assenza di queste ultime su tutte o su alcune scadenze, scattano in una prima fase rilevazioni basate su algoritmi proprietari dell'amministratore e ove non sufficienti si attiva la rilevazione delle curve di costo fondi prodotte dalle singole banche contributrici sulla base di metodologie opportunamente approvate e documentate. La riforma nel 2019 è stata gestita in piena continuità per quanto concerne la misurazione del mercato di riferimento, la rilevazione e l'utilizzo del fixing. La metodologia, come previsto dalla Benchmark Regulation, è stata sottoposta alla revisione annuale da parte dell'Amministratore che ha reso operativi gli aggiornamenti da aprile 2021 con l'obiettivo di farla diventare per quanto possibile ancor più robusta attraverso una parziale revisione del perimetro delle transazioni incluse nel calcolo. A novembre 2021 è stata annunciata la revisione i cui esiti saranno resi noti nel corso del 2022, a conferma non solo del rispetto degli obblighi della regulation ma anche della volontà di migliorare sempre più l'affidabilità e la rappresentatività dell'indice.
  • Eonia: da ottobre 2019 il calcolo del fixing è avvenuto a partire dal tasso risk free pubblicato dalla Banca Centrale Europea (tasso €STR), rilevato sulla base delle transazioni overnight concluse dalle primarie banche europee e segnalate nel rispetto delle regole imposte dal Money Market Statistical Reporting (UE 2014/1333). Il fixing Eonia è stato pubblicato fino al 3 gennaio 2022 con ultima rilevazione riferita all'operatività del 31 dicembre 2021 e successivamente è stato definitivamente sostituito da €STR addizionato di uno spread fisso pari a 8,5 punti base, quantificati e ufficializzati dalla stessa BCE sulla base di evidenze storiche. La Commissione Europea ad ottobre 2021 ha designato €STR anche come tasso da applicare ove si renda necessario attivare uno "statutory replacement" di Eonia.

Il tasso €STR costituisce anche la base per la rilevazione del tasso c.d. fallback di Euribor, da indicare nei contratti e da utilizzare in caso di eventuale futura cessazione permanente della pubblicazione di Euribor. Per agevolare la rilevazione dei tassi sostitutivi, da aprile 2021 la BCE ha iniziato la pubblicazione giornaliera del Compounded €STR Index e dei tassi medi composti €STR, il cui utilizzo è stato incluso come una delle possibili alternative nelle raccomandazioni predisposte dal Working Group on euro risk free rates e pubblicate a maggio 2021.

Al di fuori dei confini dell'area euro, il 5 marzo 2021 la Financial Conduct Authority (FCA) – in coordinamento con l'amministratore del Libor, l'ICE Benchmark Administration – ha annunciato il 31 dicembre 2021 come data ultima per la pubblicazione di tutti i tassi Libor in sterline, euro, franco svizzero e yen giapponese, nonché dei tassi LIBOR USD a una settimana e due mesi. I tassi LIBOR USD sulle altre scadenze (overnight, 1, 3, 6 e 12 mesi) continueranno ad essere pubblicati fino al 30 giugno 2023, principalmente per consentire la transizione di quei contratti per i quali è particolarmente complessa in tempi brevi una conversione verso un tasso diverso dal Libor o un emendamento per aggiungere un tasso di fallback.

Negli ultimi anni, le autorità nelle diverse giurisdizioni, le banche centrali, le associazioni, nonché gli stessi operatori di mercato hanno attivamente lavorato per identificare dei tassi risk free (RFR) che potessero fungere da nuovi benchmark sul mercato monetario: dal 2016 in poi i diversi working group, creati all'interno delle rispettive giurisdizioni, hanno identificato ed indicato, anche attraverso raccomandazioni ufficiali, i tassi risk free che fungeranno da tassi di fallback del Libor e che, oltre a rispettare i principi IOSCO, risultano maggiormente rappresentativi delle reali condizioni di mercato, in quanto basati su transazioni effettive con volumi ampi e stabili.

Il quadro di sintesi dei tassi risk free è il seguente:

IBOR Risk Free Rate Administrator Secured or Unsecured Transaction
GBP LIBOR
SONIA
Bank of England Unsecured o/n wholesale deposits
USD LIBOR
SOFR
New York Fed Secured o/n UST repo
JPY LIBOR
TONAR
Bank of Japan Unsecured o/n call rate
CHF LIBOR
SARON
SIX Swisse Exchange Ltd. Secured interbank o/n report
€STR
EUR LIBOR
ECB Unsecured o/n wholesale deposits

Fonte: ICE Benchmark Administration, Intesa Sanpaolo

Contestualmente all'annuncio da parte della FCA, l'International Swaps and Derivatives Association (ISDA) ha fissato le regole relative alla transizione dei contratti derivati tra controparti aderenti al proprio protocollo, definendo allo stesso tempo i valori dei Credit Adjustment Spreads da applicare nel passaggio a RFR secondo le modalità già previste e condivise per il calcolo dei fallback dei Libor.

Per quanto riguarda infine il Dollaro USA, la principale delle divise coinvolte dalla dismissione del Libor, nel luglio 2021 l'Alternative Reference Rates Committee (ARRC) si è attivata su due fronti per accelerare la transizione dell'USD:

  • annuncio delle convenzioni e raccomandazione delle best practices per l'utilizzo del SOFR Term Rates, nei contratti esistenti per definire i fallback e nei nuovi contratti per attivarsi ai fini della definitiva cessazione del Libor;
  • raccomandazione formale da parte del CME Group's circa l'utilizzo del forward-looking Secured Overnight Financing Rate (SOFR) term rates (SOFR Term Rates) come tasso sostitutivo preferibile per il Libor, facendo così maggiore chiarezza tra le diverse alternative di tassi presenti sul mercato americano.

Interest Rate Benchmark Reform – attività in ambito Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo ha mantenuto negli ultimi anni un elevato livello di attenzione alle evoluzioni in ambito benchmark, avviando sin dal 2016, un progetto dedicato che ha visto la partecipazione di tutte le Funzioni aziendali coinvolte a diverso titolo.

  • Facendo leva sulle attività di cantieri specialistici e nei limiti di spesa previsti dal Capital Budget di progetto, anche nel corso del 2021 sono proseguite le attività progettuali, con focus in particolare sui seguenti aspetti:
  • negoziazioni bilaterali con le controparti per la migrazione dei Credit Support Annex (CSA) da Eonia ad €STR;
  • progressivo maggior utilizzo di derivati contro tasso €STR;
  • progressiva cessazione dell'offerta di prodotti indicizzati al Libor in GBP a partire dal primo semestre e analoga iniziativa per i Libor in CHF, JPY e USD nella seconda parte dell'anno per favorire ed anticipare, per quanto possibile, la transizione ai RFR;
  • attività in corso a tutti i livelli per l'inclusione di robuste clausole di fallback nei contratti outstanding indicizzati al Libor:
    • o attivazione di nuovi cantieri e filoni progettuali dedicati al prodotto Bond indicizzato a tassi risk free overnight (per la Proprietà e la clientela);
    • o gestione della transizione con le Casse di Compensazione per i derivati oggetto di clearing. Il Gruppo ha derivati stipulati con Controparti centrali (CCP) – LCH ed Eurex – le quali hanno predisposto un meccanismo di transizione attiva – che si è effettuato nel corso del quarto trimestre del 2021 – sulla base di regole standard per tutti gli aderenti e tenendo conto dei criteri di determinazione degli spread sulla base delle fallback provisions elaborate dall'industry nell'ambito della riforma dei benchmark. Tale modalità di conversione è in linea con quanto previsto dallo IASB per l'applicazione dei relief in tema di hedge accounting e pertanto non comporta problematiche per la tenuta delle relazioni di copertura impattate;
  • predisposizione della struttura informatica necessaria all'utilizzo dei RFR nei sistemi contabili e gestionali della Banca;
  • informativa costante verso le Legal Entites estere del Gruppo;
  • gestione sinergica con UBI Banca ante fusione per la gestione di casistiche specifiche presenti nella banca incorporata (es. mutui legati al Libor CHF);
  • presidio delle evoluzioni in ambito ISDA sottoscrivendo i documenti che da inizio anno includono i nuovi standard di mercato e seguendo le attività di aggiornamento della contrattualistica anche su base bilaterale; in particolare, Intesa Sanpaolo ha aderito:
    • o all'ISDA 2020 IBOR Fallbacks Protocol che consente di recepire le regole di fallback dell'ISDA IBOR Fallbacks Supplement con riferimento anche ai derivati già in essere e precedenti alla data di efficacia del Supplement rispetto a tutte le controparti che hanno aderito a tale Protocol;
    • o al 2021 EONIA Collateral Agreements Fallbacks Protocol (the EONIA Collateral Protocol)
  • collaborazione con le autorità italiane a supporto dello sviluppo del mercato dei nuovi tassi RFR;
  • partecipazione alle consultazioni pubbliche a livello internazionale, fornendo anche un contributo ad ABI per elaborare riscontri a livello nazionale;
  • fornitura dei riscontri in materia di preparazione alla transizione per autorità estere di Nazioni presso cui sono presenti realtà del Gruppo, nonché al Joint Supervisory Team ECB di riferimento per aspetti generali riferiti al Gruppo;
  • erogazione di attività formative specialistiche per i colleghi via aule remote e corsi su piattaforma per la formazione digitale;
  • informativa alla clientela attraverso l'inserimento sul sito internet del Gruppo di pagine dedicate volte ad illustrare il processo di transizione dei benchmark; per clientela del perimetro Financial previste anche iniziative via webinar e la messa a disposizione di diversi report specialistici curati dalla Direzione Studi e Ricerche.

Intesa Sanpaolo ha inoltre partecipato in continuità a numerose iniziative, tra le quali le più rilevanti sono state le attività dei gruppi di lavoro a livello europeo, organizzate da EMMI, dalla Banca Centrale Europea e dal luglio 2021 da ESMA.

In quest'ultimo ambito, in particolare, Intesa Sanpaolo ha agito anche nell'ultimo anno in qualità di voting member e partecipante a singoli filoni progettuali nel Working Group on euro risk free rates, nel quale ricopre dal 2020 anche il nuovo ruolo di Ambassador per l'Italia. Tale gruppo di lavoro ha avuto tra le attività principali la designazione di €STR come nuovo benchmark di riferimento per il mercato monetario a breve termine, la pubblicazione di raccomandazioni per la transizione da Eonia ad €STR e per i fallback Euribor nel maggio 2021. Più recentemente il gruppo di lavoro ha attivamente interagito con la Commissione Europea per l'ottenimento dello statutory replacement di Eonia e del Libor in CHF con i nuovi tassi risk free.

Come indicato nel Capitolo "Politiche contabili", a cui si rinvia per approfondimenti, a partire dal 2021 è applicabile obbligatoriamente e per la prima volta il Regolamento n. 25/2021 del 13 gennaio 2021 che recepisce il documento "Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse – fase 2 Modifiche all'IFRS 9, allo IAS 39, all'IFRS 7, all'IFRS 4 e all'IFRS 16", pubblicato dallo IASB in data 27 agosto 2020, in merito alle tematiche relative alla seconda fase del progetto sulla revisione dei tassi (Interest Rate Benchmark Reform – IBOR Reform). Le principali modifiche introdotte riguardano i possibili impatti contabili derivanti dall'applicazione dei nuovi tassi (c.d. replacement issue), in particolare la rappresentazione contabile delle modifiche dei contratti in essere e le coperture contabili. Per le modifiche che presentano le caratteristiche previste dal principio non sono previsti impatti per il Gruppo Intesa Sanpaolo, in linea con l'obiettivo delle modifiche introdotte dallo IASB che mirano ad evitare effetti distorsivi in bilancio per effetto della riforma. Si rinvia alla Parte A Sezione 5 - Altri Aspetti per evidenze sugli strumenti finanziari non ancora transitati ai nuovi RFR alla

data del bilancio. Si ricorda, inoltre, che il Gruppo Intesa Sanpaolo applica dal Bilancio 2019 il Regolamento n. 34/2020 del 15 gennaio 2020 che ha adottato il documento emesso dallo IASB sulla "Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse (modifiche all'IFRS 9 Finanziamenti finanziari, allo IAS 39 Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione e all'IFRS 7 Strumenti finanziari: informazioni integrative)", con cui sono state introdotte alcune modifiche in tema di coperture (hedge accounting) con la finalità di evitare che le incertezze sull'ammontare e sulle tempistiche dei flussi di cassa derivanti dalla riforma dei tassi possano comportare l'interruzione delle coperture in essere e difficoltà a designare nuove relazioni di copertura.

SEZIONE 1 – RISCHI DEL CONSOLIDATO CONTABILE

Nella presente Sezione le informazioni sono fornite con riferimento alle imprese incluse nel consolidato contabile.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

A. QUALITA' DEL CREDITO

Ai fini dell'informativa di natura quantitativa sulla qualità del credito, con il termine "esposizioni creditizie" si intendono esclusi i titoli di capitale e le quote di OICR.

A.1. Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica, distribuzione economica

A.1.1. Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio) - Escluse compagnie assicurative

(milioni di euro)
Portafogli/qualità Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
scadute
deteriorate
Esposizioni
scadute
non
deteriorate
Altre
esposizioni
non
deteriorate
TOTALE
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.127 4.357 621 5.768 655.993 668.866
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
- - - 238 64.070 64.308
3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - 4 4
4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 3 35 1 47 1.157 1.243
5. Attività finanziarie in corso di dismissione 434 772 - - - 1.206
Totale
31.12.2021
2.564 5.164 622 6.053 721.224 735.627
Totale
31.12.2020
5.019 7.366 525 5.229 676.342 694.481

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della circolare 262 che ha previsto la rappresentazione dei crediti a vista verso banche alla voce "Cassa e disponibilità liquide" e non più alla voce "Attività Finanziarie valutate al costo ammortizzato - Crediti verso Banche".

A.1.1 Bis. Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio) - Compagnie assicurative

(milioni di euro)
Portafogli/qualità Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
scadute
deteriorate
Esposizioni
scadute non
deteriorate
Esposizioni
non
deteriorate
TOTALE
1. Attività finanziarie disponibili per la vendita - - - - 88.540 88.540
2. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza - - - - - -
3. Crediti verso banche - - - - 41 41
4. Crediti verso clientela - - - - 44 44
5. Attività finanziarie valutate al fair value - - - - 5.532 5.532
6. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - - -
TOTALE 31.12.2021 - - - - 94.157 94.157
TOTALE 31.12.2020 - - - - 79.919 79.919

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della circolare 262 che ha previsto la rappresentazione dei crediti a vista verso Banche alla voce "Cassa e disponibilità liquide" e non più alla voce "Crediti verso Banche".

A.1.2. Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti) – Escluse compagnie assicurative

(milioni di euro)
Portafogli/qualità ATTIVITA' DETERIORATE ATTIVITA' NON DETERIORATE TOTALE
(esposizione
Esposizione
lorda
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Write-off
parziali
complessivi
Esposizione
lorda
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
netta)
1. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
15.358 -8.253 7.105 6.476 664.318 -2.557 661.761 668.866
2. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
35 -35 - - 64.357 -49 64.308 64.308
3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - X X 4 4
4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
47 -8 39 - X X 1.204 1.243
5. Attività finanziarie in corso di dismissione 4.504 -3.298 1.206 682 - - - 1.206
Totale
31.12.2021
19.944 -11.594 8.350 7.158 728.675 -2.606 727.277 735.627
Totale
31.12.2020
26.536 -13.626 12.910 8.860 683.037 -3.111 681.571 694.481
Portafogli/qualità ATTIVITÀ DI EVIDENTE SCARSA QUALITÀ CREDITIZIA
Minusvalenze cumulate
Esposizione netta (milioni di euro)
ALTRE ATTIVITÀ
Esposizione netta
1. Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
-26 34 46.315
2. Derivati di copertura - - 1.732
Totale
31.12.2021
-26 34 48.047
Totale
31.12.2020
-45 37 53.395

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della circolare 262 che ha previsto la rappresentazione dei crediti a vista verso banche alla voce "Cassa e disponibilità liquide" e non più alla voce "Attività Finanziarie valutate al costo ammortizzato - Crediti verso Banche".

A.1.2. Bis Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti) – Compagnie assicurative

Portafogli / Qualità Attività deteriorate Attività non deteriorate (milioni di euro)
Totale
(esposizione
Esposizione
lorda
Rettifiche
specifiche
Esposizione
netta
Esposizione
lorda
Rettifiche
di
portafoglio
Esposizione
netta
netta)
1. Attività finanziarie disponibili per la vendita - - - 88.540 - 88.540 88.540
2. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza - - - - - - -
3. Crediti verso banche - - - 41 - 41 41
4. Crediti verso clientela - - - 44 - 44 44
5. Attività finanziarie valutate al fair value - - - X X 5.532 5.532
6. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - - - -
Totale 31.12.2021
-
- - 88.625 - 94.157 94.157
Totale 31.12.2020
-
- - 74.999 - 79.919 79.919
(milioni di euro)
Portafogli / Qualità Attività di evidente scarsa qualità
creditizia
Altre attività
Minusvalenze
cumulate
Esposizione
netta
Esposizione
netta
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione - - 856
2. Derivati di copertura - - 291
Totale 31.12.2021 - - 1.147
Totale 31.12.2020 - - 683

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della circolare 262 che ha previsto la rappresentazione dei crediti a vista verso Banche alla voce "Cassa e disponibilità liquide" e non più alla voce "Crediti verso Banche".

B. INFORMATIVA SULLE ENTITÀ STRUTTURATE (DIVERSE DALLE SOCIETA' PER LA CARTOLARIZZAZIONE)

Il Gruppo, coerentemente con quanto stabilito dall'IFRS 12, considera entità strutturate le entità costituite per raggiungere un obiettivo limitato e ben definito attraverso accordi contrattuali che spesso impongono rigidi vincoli alle facoltà decisionali degli organi direttivi dell'entità; in tale senso le entità strutturate sono configurate in modo che i diritti di voto, o diritti similari, non rappresentano il fattore preponderante per stabilire il soggetto che controlla l'entità, in quanto si riferiscono a materie di natura amministrativa, mentre le relative attività operative sono dirette mediante accordi contrattuali condivisi in sede di strutturazione dell'entità strutturata e che difficilmente possono essere modificati; tra le caratteristiche che contraddistinguono le entità strutturate vi sono:

  • attività limitate;
  • un obiettivo limitato e ben definito;
  • patrimonio netto insufficiente per consentire all'entità strutturata di finanziare le proprie attività senza sostegno finanziario subordinato.

Il Gruppo risulta operativo attraverso entità strutturate principalmente per il tramite di Special Purpose Entities (SPEs) e OICR.

B.1. Entità strutturate consolidate

Non risultano entità strutturate consolidate contabilmente, diverse dalle società di cartolarizzazione, rientranti nel perimetro del Gruppo Bancario Intesa Sanpaolo.

B.2. Entità strutturate non consolidate contabilmente

B.2.1. Entità strutturate consolidate prudenzialmente

Non risultano entità strutturate consolidate prudenzialmente, diverse dalle società di cartolarizzazione, rientranti nel perimetro del Gruppo Bancario Intesa Sanpaolo.

B.2.2. Altre entità strutturate

Informativa di natura qualitativa

Come indicato in precedenza, l'operatività del Gruppo attraverso entità strutturate si svolge anche per il tramite di SPEs. A tale fine, per SPEs si intendono le entità legali costituite per il raggiungimento di uno specifico obiettivo, ben definito e limitato: – raccogliere fondi sul mercato emettendo appositi strumenti finanziari;

  • sviluppare e/o finanziare una specifica iniziativa di business, in grado di generare, attraverso un'attività economica, flussi di cassa tali da consentire il rimborso del debito;
  • finanziare l'acquisizione di una società (target) che, attraverso la propria attività economica, sarà in grado di generare flussi di cassa in capo alla SPE, tali da consentire il rimborso integrale del debito.

Ai fini della presente sezione non rileva l'operatività attraverso società veicolo di cartolarizzazione, ovvero costituite per acquisire, cedere e gestire determinati assets, separandoli dal bilancio della società originante (Originator), sia per la realizzazione di operazioni di cartolarizzazione di attivi sia per la provvista di fondi attraverso operazioni di autocartolarizzazione o di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (OBG). Per tali tipologie di società veicolo si rimanda alle sezioni C. Operazioni di cartolarizzazione e D. Operazioni di cessione della parte E della Nota Integrativa consolidata.

In taluni casi il Gruppo risulta sponsor della SPE attraverso la strutturazione dell'operazione al fine di raggiungere determinati obiettivi, quali la raccolta di fondi, la cartolarizzazione di proprie attività anche ai fini di provvista o l'offerta di un servizio finanziario alla clientela.

Nello specifico l'operatività del Gruppo si articola attraverso le seguenti tipologie di entità strutturate rappresentate da società veicolo (SPEs).

SPE Project Financing

Sono strumenti di finanziamento di progetti "capital intensive", che si basano sulla validità economica e finanziaria dell'operazione industriale o infrastrutturale che viene posta in essere, rimanendo indipendente dal grado di affidabilità/capacità di credito degli sponsor che hanno sviluppato l'idea imprenditoriale. Il finanziamento dell'iniziativa è basato sulla capacità del progetto di generare flussi di cassa positivi, sufficienti a ripagare i prestiti ottenuti e a garantire un'adeguata remunerazione del capitale investito, coerentemente con il grado di rischio assunto.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo finanzia entità della specie, come normali clienti affidati, senza ricoprirne il ruolo di sponsor.

SPE Asset Backed

Si tratta di operazioni finalizzate all'acquisizione/costruzione/gestione di determinati asset fisici da parte di SPE finanziate da uno o più soggetti, le cui prospettive di recupero del credito dipendono principalmente dai cash flow generati dagli asset stessi. Si tratta perciò di attività che per loro natura generano flussi di cassa derivanti dalla gestione ordinaria (ad esempio canoni di affitto o di noleggio, contratti di trasporto merci, ecc.) oppure da un'attività di gestione straordinaria (ad esempio un piano di sviluppo o dismissione di un patrimonio immobiliare). Gli stessi asset costituiscono generalmente oggetto di garanzia reale a fronte del finanziamento erogato al veicolo.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo finanzia entità della specie, come normali clienti affidati, senza detenere forme di partecipazione azionaria diretta né interessenze tali da configurare il ruolo di sponsor. Il rischio assunto è sempre un normale rischio di credito e i benefici sono rappresentati dalla remunerazione del finanziamento concesso.

SPE Leveraged & Acquisition Finance

In questa categoria sono ricomprese le esposizioni (affidamenti ed utilizzi in relazione a operazioni di finanziamento strutturate, abitualmente a medio/lungo termine) verso soggetti giuridici in cui la maggioranza del capitale sociale è detenuta da fondi di private equity.

Si tratta per lo più di posizioni volte a supportare progetti di Leveraged Buy Out (quindi ad elevata leva finanziaria), connesse cioè all'acquisizione di aziende o parti di esse anche attraverso il ricorso a veicoli appositamente creati (SPE). Questi, in un momento successivo all'acquisizione del pacchetto azionario/quote della società target, normalmente si fondono per incorporazione con quest'ultima. Le società target dell'operazione sono generalmente caratterizzate da buone prospettive di sviluppo e di valorizzazione, da cash flow stabili nel medio periodo e da bassi livelli di indebitamento originari. Il Gruppo Intesa Sanpaolo finanzia entità della specie, come normali clienti affidati, senza ricoprirne il ruolo di sponsor.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo presenta investimenti/esposizioni anche verso entità strutturate rappresentate da OICR.

Tra le principali fattispecie figurano gli investimenti effettuati dal Gruppo in alcuni fondi chiusi e riservati di Private Equity e di Venture e Seed Capital.

Tra le esposizioni verso OICR figurano anche gli investimenti in quote di fondi immobiliari derivanti da operazioni di conferimento di porzioni del portafoglio immobiliare del Gruppo.

Sono altresì presenti investimenti in OICR derivanti da operazioni di recupero crediti o da apporti di Non Performing Loans, congiuntamente ad altri soggetti bancari, a fondi gestiti da soggetti specializzati.

Gli investimenti in OICR ricomprendono anche le quote possedute in Fondo Atlante e Italian Recovery Fund, fondi di investimento alternativi gestiti dalla SGR Quaestio Capital Management, impegnati in operazioni di valorizzazione di Non Performing Loans di banche italiane.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo presenta infine investimenti in hedge fund per cui si rimanda alla specifica sezione della parte E della Nota Integrativa consolidata.

Ulteriori investimenti in OICR sono effettuati dal Gruppo, per il tramite della controllata Eurizon Capital SGR e delle società da questa a sua volta controllate, nell'ambito delle politiche di gestione del portafoglio finanziario emanate dalla stessa SGR e società controllate, in accordo con quanto stabilito dalle Linee guida del Gruppo Intesa Sanpaolo. Nello specifico la SGR e relative controllate sono caratterizzate dalla presenza sia temporanea che strutturale di disponibilità liquide rivenienti dal patrimonio aziendale, non stabilmente investito in partecipazioni o altre attività immobilizzate, e dalla dinamica ordinaria dei flussi di cassa. In base a quanto definito nelle linee guida per la gestione del portafoglio finanziario, nell'ambito delle attività di gestione della liquidità, le disponibilità strutturali e quelle temporanee legate alla dinamica dei flussi di cassa a breve termine e a vista compongono il portafoglio di liquidità al netto di quanto mantenuto in c/c o investito in depositi a termine. In relazione alle attività svolte dalla SGR e dalle relative controllate e alle caratteristiche delle disponibilità in esame, le eccedenze di liquidità devono essere investite in attività che presentino un rischio moderato e siano facilmente liquidabili. Nell'ambito di tale portafoglio rientrano gli investimenti in fondi monetari e fondi obbligazionari a breve termine, entrambi specializzati nell'area euro istituiti e/o gestiti da Eurizon Capital SGR o da società da questa controllate. L'investimento da parte del Gruppo negli OICR gestiti da società controllate non pregiudica l'autonomia gestionale e la capacità delle SGR di agire nell'esclusivo interesse degli investitori, in considerazione delle specifiche disposizioni previste dalla normativa di settore e dalle Autorità di Vigilanza.

Nella tabella che segue sono riepilogati i portafogli contabili in cui sono allocati i rapporti attivi e passivi intrattenuti con le entità strutturate non consolidate.

Informativa di natura quantitativa

(milioni di euro)
Voci di
bilancio /
Tipologia
di entità
strutturata
Portafogli contabili dell'attivo Totale
attività
(A)
Portafogli
contabili
del passivo
Totale
passività
(B)
VALORE
CONTABILE
NETTO
(C = A-B)
Esposizione
massima
al rischio
di perdita
(D)
Differenza
tra
esposizione
al rischio di
perdita e
valore
contabile
(E = D - C)
1. Società veicolo 3.392 669 2.723 4.033 1.310
Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
268 Debiti vs clientela 658
Altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
3 Passività finanziarie di
negoziazione
11
Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
24 -
Attività valutate a costo ammortizzato
Crediti verso clientela
3.097
2. OICR 4.293 316 3.977 4.554 577
Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
149 Debiti vs clientela 315
Attività finanziarie designate al fair value 3.801 Passività finanziarie di
negoziazione
1
Attività valutate a costo ammortizzato
Crediti verso clientela
343 -

L'esposizione massima al rischio, rappresentante la massima esposizione del Gruppo alle perdite derivanti dalle proprie interessenze in entità strutturate, coincide, in genere, con il valore contabile netto a cui vengono sommate, ove applicabile, talune tipologie di esposizioni fuori bilancio (es. linee di credito non revocabili o garanzie rilasciate); il valore contabi le netto corrisponde all'esposizione di bilancio al netto delle rettifiche di valore registrate nell'esercizio in corso o in quelli precedenti. Per gli OICR l'esposizione massima al rischio comprende anche gli impegni del Gruppo, non ancora richiamati dal fondo, a sottoscrivere ulteriori quote.

Nella tabella seguente si riportano l'ammontare e la tipologia dei ricavi percepiti nel corso dell'esercizio da entità strutturate; la componente principale dei ricavi rilevati è relativa a commissioni derivanti dall'attività di gestione e collocamento degli OICR sponsorizzati e gestiti da SGR del Gruppo e collocati presso la clientela. Le commissioni in oggetto sono addebitate dalla SGR ai fondi oggetto di gestione e retrocesse in parte alla rete distributrice per il servizio di collocamento.

Tipologia di entità strutturata sponsorizzata Interessi Commissioni Dividendi Altri
proventi
(milioni di euro)
TOTALE
OICR 66 2.603 72 -120 2.621
Società veicolo 104 14 - 40 158

SEZIONE 2 – RISCHI DEL CONSOLIDATO PRUDENZIALE

Nella presente sezione i dati vengono indicati al lordo dei rapporti intrattenuti con le altre società incluse nel consolidamento di bilancio; tali dati includono convenzionalmente, in proporzione all'interessenza detenuta, anche le attività e le passività delle società bancarie, finanziarie e strumentali controllate congiuntamente e consolidate proporzionalmente ai fini di vigilanza. Laddove il contributo dei rapporti intercorrenti fra le società appartenenti al consolidato prudenziale e le altre società incluse nel perimetro del consolidamento del bilancio sia rilevante, in calce alle informative interessate viene fornito il relativo dettaglio.

La tabella che segue riporta la riconciliazione dei dati di Stato patrimoniale consolidato con i dati di Stato patrimoniale riferiti al perimetro di vigilanza bancaria.

(milioni di euro)
Voci dell'attivo 31.12.2021
Bilancio
Effetti del
deconsolidamento
e del consolidamento
di controparti diverse
da quelle incluse
nel gruppo bancario (*)
31.12.2021
Vigilanza
10. Cassa e disponibilità liquide 14.756 -806 13.950
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 52.731 608 53.339
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 47.181 15 47.196
b) attività finanziarie designate al fair value 4 - 4
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 5.546 593 6.139
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 67.580 15 67.595
35. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 206.800 -206.800 -
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 668.866 840 669.706
a) Crediti verso banche 163.937 3 163.940
b) Crediti verso clientela 504.929 837 505.766
45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 85 -85 -
50. Derivati di copertura 1.732 - 1.732
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 392 - 392
70. Partecipazioni 1.652 8.192 9.844
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 208 -208 -
90. Attività materiali 10.792 -1.209 9.583
100. Attività immateriali 9.342 -1.608 7.734
di cui:
- avviamento 3.574 -977 2.597
110. Attività fiscali 18.808 -777 18.031
a) correnti 3.555 -98 3.457
b) anticipate 15.253 -679 14.574
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.422 - 1.422
130. Altre attività 13.837 -4.877 8.960
Totale dell'attivo 1.069.003 -206.715 862.288
Voci del passivo e del patrimonio netto 31.12.2021
Bilancio
Effetti del
deconsolidamento
e del consolidamento
di controparti diverse
da quelle incluse
nel gruppo bancario (*)
31.12.2021
Vigilanza
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 710.055 2.527 712.582
a) debiti verso banche 165.258 -278 164.980
b) debiti verso la clientela 458.239 1.301 459.540
c) titoli in circolazione 86.558 1.504 88.062
15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 2.146 -2.146 -
20. Passività finanziarie di negoziazione 56.306 82 56.388
30. Passività finanziarie designate al fair value 3.674 - 3.674
35. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 84.770 -84.770 -
40. Derivati di copertura 4.868 - 4.868
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 53 - 53
60. Passività fiscali 2.285 -1.101 1.184
a) correnti 363 -52 311
b) differite 1.922 -1.049 873
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 30 - 30
80. Altre passività 15.639 -2.535 13.104
90. Trattamento di fine rapporto del personale 1.099 -11 1.088
100. Fondi per rischi e oneri 5.716 -406 5.310
a) impegni e garanzie rilasciate 508 -61 447
b) quiescenza e obblighi simili 290 - 290
c) altri fondi per rischi e oneri 4.918 -345 4.573
110. Riserve tecniche 118.296 -118.296 -
120. Riserve da valutazione -709 - -709
125. Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 476 - 476
130. Azioni rimborsabili - - -
140. Strumenti di capitale 6.282 - 6.282
150. Riserve 17.706 - 17.706
155. Acconti su dividendi (-) -1.399 - -1.399
160. Sovrapprezzi di emissione 27.286 - 27.286
170. Capitale 10.084 - 10.084
180. Azioni proprie (-) -136 - -136
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 291 -59 232
200. Utile (Perdita) di periodo (+/-) 4.185 - 4.185
Totale del passivo e del patrimonio netto 1.069.003 -206.715 862.288

(*) Gli effetti sono riconducibili al:

  • deconsolidamento delle società non facenti parte del Gruppo Bancario;

  • consolidamento con il metodo proporzionale delle società controllate congiuntamente e consolidate con il metodo del patrimonio netto in Bilancio.

1.1. RISCHIO DI CREDITO

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

1. ASPETTI GENERALI

Le strategie, il Risk Appetite Framework, le Facoltà e le Regole di Concessione e gestione del credito nel Gruppo sono indirizzate:

  • al raggiungimento di un obiettivo sostenibile e coerente con l'appetito per il rischio e la creazione di valore del Gruppo, garantendo la qualità delle attività creditizie;
  • alla diversificazione del portafoglio, limitando la concentrazione delle esposizioni su controparti/gruppi, su settori di attività economica o aree geografiche;
  • ad un'efficiente selezione dei gruppi economici e dei singoli affidati, attraverso un'accurata analisi del merito creditizio finalizzata a contenere il rischio di insolvenza e a mitigare le perdite a queste potenzialmente connesse;
  • a privilegiare, nell'attuale fase congiunturale, gli interventi creditizi volti a supportare l'economia reale, il sistema produttivo e a sviluppare le relazioni con la clientela;
  • al costante controllo delle relazioni e delle relative esposizioni, effettuato sia con procedure informatiche, sia con un'attività di sorveglianza sistematica delle posizioni presentanti irregolarità, allo scopo di cogliere tempestivamente eventuali sintomi di deterioramento.

Il costante monitoraggio della qualità del portafoglio crediti viene perseguito attraverso l'adozione di precise modalità operative in tutte le fasi gestionali della relazione di affidamento.

Occorre poi sottolineare che il Piano d'Impresa 2018-2021 contemplava – tra le altre – l'ambizione di eccellere nella qualità degli attivi, nel cui ambito la gestione efficace dei Crediti deteriorati è tra le prime priorità. In particolare, si sottolinea che, nel corso dell'esercizio, sono state finalizzate le operazioni straordinarie di de-risking già pianificate a fine 2020 volte a ridurre i crediti deteriorati del Gruppo. Nel corso del 2021 sono stati inoltre identificati altri portafogli e single name, classificati a sofferenza o inadempienza probabile, destinati alla cessione per un gross book value complessivo di 4,5 miliardi che sono già stati classificati tra le attività in via di dismissione nel Bilancio 2021. Inoltre, per il 2022 è stato fissato l'obiettivo di ulteriori cessioni di crediti deteriorati per un gross book value di 4,8 miliardi nell'ambito di due portafogli di complessivi 6,8 miliardi. Tali portafogli sono stati contabilizzati sulla base di quanto previsto dal principio IFRS 9 fattorizzando uno scenario probabilistico di vendita secondo prezzi di mercato, considerando il citato obiettivo di cessione di 4,8 miliardi in termini di GBV.

I principali contenuti di tali strategie ed i risultati dell'anno sono descritti nella Sezione "Il Piano di Impresa 2018-2021" della Relazione sull'andamento della gestione.

1.1.Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Dall'inizio della pandemia, tutte le funzioni della Banca sono state coinvolte in un ampio e complesso insieme di iniziative volte a supportare le diverse tipologie di clientela del Gruppo. Ciò è avvenuto sia attraverso l'offerta dei sostegni di natura governativa sia tramite iniziative poste in essere autonomamente dal Gruppo.

La pandemia ha determinato una significativa minaccia alla resilienza delle aziende del portafoglio creditizio del Gruppo. D'altro canto, sono state messe in atto una serie di misure pubbliche senza precedenti per sostenere l'economia, che devono essere considerate nella valutazione del rischio. La velocità dei cambiamenti del contesto economico e sociale ha aumentato il livello di incertezza delle previsioni economiche su cui si fondano le stime di appetito per il rischio. In questa fase è quindi necessaria una maggior capacità di adattamento e attenzione alle diverse sfide poste agli attuali modelli di valutazione del rischio di credito. Così come già effettuato nel 2020 post inizio della pandemia, si è deciso di calibrare l'appetito per il rischio, al fine di evitare comportamenti pro-ciclici e, al contempo, sostenere l'economia, mantenendo una posizione finanziaria e patrimoniale solida.

A inizio febbraio è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione, nell'ambito del Risk Appetite Framework, l'aggiornamento del framework del Credit Risk Appetite che, in linea con quanto già fatto nel 2020, ha previsto elementi prospettici utili a cogliere la peculiarità di impatto della crisi COVID-19 nei fattori di rischiosità e resilienza sul perimetro Corporate Domestico, Large Corporate (componente Italia), Corporate Real Estate e Corporate estero e da un indicatore di vulnerabilità sul perimetro Corporate Domestico e Corporate Real Estate. L'indicatore di vulnerabilità, introdotto nel corso del 2020, è basato sul profilo di liquidità dell'azienda e sulla conseguente capacità di servire il debito esistente e quello contratto a fronte dell'emergenza COVID-19. La valutazione sulla sostenibilità del debito si misura, rispetto al ritorno alla normalità post diffusione pandemica, prendendo come riferimento l'EBITDA pre COVID-19 delle imprese. La scelta metodologica di considerare un orizzonte temporale post-crisi è dovuta all'esigenza di sterilizzare effetti transitori della crisi stessa, quali le misure istituzionali eccezionali (e.g. moratorie, preammortamento delle nuove operazioni garantite) e la volatilità del capitale circolante netto, nonché di valutare la sostenibilità nel medio-lungo periodo al fine di ridurre effetti pro-ciclici. Questo indicatore può quindi contribuire a fornire una prima risposta, seppur parziale, all'aspettativa di ridurre al minimo eventuali effetti cliff-edge alla scadenza delle moratorie.

Per il segmento SME Retail, in occasione dell'adozione del nuovo modello di Rating si è ritenuto opportuno confermare il fattore di resilienza mirato sugli outlook economici, declinato a livello di micro-settore.

Il Risk Appetite Framework 2021 ha inoltre previsto l'introduzione di una soglia di Early Warning sui settori maggiormente colpiti dalla pandemia.

Con riferimento alle metodologie e ai processi sviluppati nell'ambito dell'Area Chief Risk Officer, la Direzione Centrale Convalida Interna e Controlli ha affinato il modello machine learning relativo alle posizioni del perimetro Corporate Performing - sviluppato nel 2020 - finalizzato alla valutazione della rischiosità in termini di probabilità di classificazione a maggior rischio nei successivi sei mesi. Il modello è stato reso maggiormente reattivo e adatto a recepire i segnali di crisi/ripresa specifici del periodo COVID. Nel corso dell'anno, sempre mediante l'ausilio di tecniche di machine learning, ha sviluppato analoghi modelli

dedicati ai segmenti in perimetro, con il principale obiettivo di supportare con strumenti innovativi le attività di controllo di II livello sul credito (c.d. single name), in particolare per ciò che attiene la selezione delle posizioni da sottoporre a verifica. In linea con il piano di roll out aggiornato da parte del Gruppo Intesa Sanpaolo e adottato in seguito alle misure disposte dalla Vigilanza per effetto della crisi emergenziale COVID-19, sono proseguite le attività di ristima, di aggiornamento e di risoluzione dei remediation plan dei modelli interni sul rischio di credito. In particolare, nel corso del primo semestre 2021 sono state presentate le istanze di model change di tutti i modelli afferenti a tutti i parametri di rischio (PD, LGD ed EAD) dei segmenti regolamentari Corporate e Retail. Per tali modelli sono state condotte e concluse, in modalità offline, le relative ispezioni da parte del Regulator ed è pertanto avviato il relativo percorso di validazione. Nel corso del quarto trimestre 2021, ed in linea al citato piano di roll out, sono state trasmesse le istanze di pre-application relative ai modelli di LGD/EAD Leasing/Factoring e di Finanza Strutturata, che saranno completate, come previsto dal processo ECB, con l'invio dei pacchetti documentali (application) nel corso del primo trimestre 2022. Sempre nel corso del quarto trimestre 2021 sono state trasmesse le notifiche ex ante sui nuovi modelli Sme Retail ed Institutions, autorizzati nella prima parte dell'anno ed in uso a fini segnaletici da giugno 2021 e derivanti dalla consueta attività di aggiornamento serie storiche e per la ricalibrazione alla nuova definizione di default (già in uso nei processi banca da novembre 2019).

Con riferimento alla determinazione dell'Expected Credit Loss (ECL), come più dettagliatamente illustrato al Paragrafo 2.3 "Metodi di misurazione delle perdite attese" della presente Sezione, si ricorda che fino al terzo trimestre dell'esercizio il Gruppo ha ritenuto opportuno mantenere invariato, in ottica conservativa, lo scenario macroeconomico utilizzato ai fini del Bilancio al 31 dicembre 2020, come descritto nelle precedenti informative. Ai fini del bilancio al 31 dicembre 2021, come più dettagliatamente illustrato al suddetto Paragrafo, il Gruppo ha assunto la decisione di tornare all'utilizzo di scenari macroeconomici prodotti internamente dalla Direzione Studi e Ricerche quale input ai modelli di ECL, dopo averne riscontrata la sostanziale coerenza con gli scenari pubblicati dalla BCE e Banca d'Italia. Tale scelta consente di avere sostanziale uniformità fra lo scenario utilizzato ai fini della misurazione delle perdite attese, adottato negli agli altri processi valutativi e previsionali aziendali, incluso lo scenario sottostante al nuovo Piano d'impresa in avvio nel 2022. Con il consolidarsi dello scenario di ripresa osservato nel 2021 e sulla base delle previsioni di crescita economica che dovrebbe rimanere vigorosa nei prossimi tre anni, nonostante alcune circostanze sfavorevoli nel breve periodo, come anche attestato dalle proiezioni rilasciate a dicembre 2021 dai supervisori bancari (BCE e Banca d'Italia), si è ritenuto appropriato riflettere anche nelle valutazioni creditizie il nuovo contesto. Il forte incremento dei tassi di contagio da coronavirus (COVID-19) in diversi paesi dell'area dell'euro ha determinato nuove restrizioni e maggiori incertezze riguardo alla durata della pandemia, accresciute dall'emergere della variante Omicron, ma le misure di contenimento e le campagne vaccinali hanno finora creato le condizioni per una maggiore gestibilità della pandemia senza ricorsi a situazioni di lockdown. Dunque, con l'adozione, sul Bilancio 2021, dello scenario aggiornato si tiene conto delle evidenze di consuntivo più recenti e, nel contempo, si adottano le aspettative aggiornate dell'orizzonte 2022-2024.

Contestualmente al ritorno all'utilizzo di scenari (base, migliorativo e peggiorativo) prodotti internamente, il Gruppo ha deciso, come più ampiamente descritto nel sopracitato Paragrafo 2.3, di confermare e affinare i "management overlay" adottati in occasione del bilancio 2020 al fine di incorporare nei modelli satellite gli impatti relativi al protrarsi delle iniziative di moratoria e quelli derivanti dalle garanzie statali. Infine, sono stati rivisti i trigger straordinari di scivolamento a Stage 2, affinandone, rispetto all'esercizio 2020, il perimetro di applicazione al fine di intercettare ulteriori elementi di vulnerabilità delle esposizioni creditizie soggette a moratorie dei pagamenti e applicando una maggiore cautela nella valutazione delle esposizioni che presentano una più elevata rischiosità.

Si segnala inoltre che, nel corso dell'anno si è perfezionata l'operazione di fusione di UBI Banca nella Capogruppo, portando i portafogli acquisiti ad una piena omogeneizzazione con le metodologie di misurazione di Intesa Sanpaolo ai fini del calcolo dell'Expected Credit Loss e dei relativi management overlay.

In continuità con quanto messo in opera a partire dall'inizio della pandemia, sono proseguite le azioni di sostegno alla clientela attraverso:

a) proroghe delle moratorie legislative decise dal Governo nel secondo trimestre (Maggio 2021, c.d. D.L. "Sostegni"); a tal proposito, la Banca ha adeguato i propri processi alla diversa modalità prevista dal D.L. "Sostegni" rispetto agli interventi legislativi precedenti, ovvero introduzione della esplicita richiesta da parte del cliente come requisito per l'effettuazione della proroga stessa;

b) un'azione proattiva del Gruppo basata su un diagnostico approfondito effettuato dai gestori della relazione (action plan).

Con specifico riferimento alle moratorie (cfr. anche Parte A – Sezione 5 – Altri Aspetti – Rischi, Incertezze e Impatti dell'epidemia COVID-19 per le tematiche di classificazione delle esposizioni in moratoria) si segnala quanto segue:

moratorie di legge imprese: la legge di Bilancio n.178 del 30 dicembre 2020 aveva disposto che, salvo rinuncia da parte del cliente, fosse esteso "senza formalità" quanto già in precedenza prorogato dal 31 gennaio 2021 / 31 marzo 2021 sino al 30 giugno 2021. Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha adempiuto alla suddetta disposizione normativa attraverso un intervento centralizzato, grazie al quale è stata operata una proroga massiva delle scadenze fino al 30 giugno 2021, a valere su tutte le esposizioni con requisiti di legge.

Il D. Lgs. n. 73 (cosiddetto Decreto "Sostegni bis") emanato il 25 maggio 2021 ha ulteriormente prolungato le misure già in vigore fino al 31 dicembre 2021 con le seguenti restrizioni per la moratoria:

  • o è limitata alla sola quota capitale ove applicabile;
  • o è applicabile alle sole imprese già ammesse ai benefici dell'articolo 56 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020;
  • o è concessa solo su richiesta esplicita da parte del cliente.

Nel corso del terzo trimestre, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha messo in campo le azioni necessarie per effettuare il perfezionamento di tutte le richieste ricevute entro il termine stabilito per legge.

moratorie rientranti negli accordi ABI/associazioni di categoria o di iniziativa Banca: il Gruppo Intesa Sanpaolo, fin dall'inizio dell'emergenza COVID-19, si è impegnato in azioni di sostegno verso i propri clienti. In particolare, sono proseguite fino al primo trimestre 2021 le iniziative di supporto/moratoria rivolte ai clienti residenti o operanti su tutto il territorio nazionale non già rientranti nelle iniziative di sospensione di Legge tempo per tempo vigenti, in coerenza con quanto disciplinato dalle Guidelines EBA (con particolare riferimento al tetto dei 9 mesi di sospensione massima riferito all'esenzione dalla valutazione forborne, introdotto con amendment del 2 dicembre 2020) e con gli accordi ABI di riferimento. Per quanto riguarda invece le moratorie che non sono rientrate nel limite dei 9 mesi sopra citato, o

comunque non rientranti nel framework stabilito dalle Guidelines EBA in relazione alle "general payment moratorium", il Gruppo ha adottato un approccio che ha previsto l'applicazione dei processi ordinari del credito con valutazione caso per caso sia in merito alla targatura forborne sia all'eventuale classificazione a inadempienza probabile. A partire dal 1° Aprile 2021 (data di phase out definitivo della EBA Guidelines relativa alle general payment moratoria), tutte le moratorie non rientranti nel perimetro delle iniziative legislative hanno seguito gli ordinari processi creditizi di concessione.

Inoltre, con riferimento ad altre azioni di sostegno, si segnalano:

Finanziamenti con garanzia del Fondo Centrale di Garanzia: con riferimento ai finanziamenti di importo fino a 30 mila euro a favore di PMI la cui attività d'impresa sia stata danneggiata dall'emergenza COVID-19, ammissibili alla garanzia del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI con copertura al 100% sia in garanzia diretta sia in riassicurazione – di cui alla Legge di conversione n. 40 del 5 giugno 2020 ex art. 13 comma 1, lettera m, D.L. "Liquidità" 8 Aprile 2020 n. 23 – il Gruppo Intesa Sanpaolo ha recepito nel primo semestre gli specifici aggiornamenti disciplinati nella Legge di Bilancio 2021. In particolare, la durata massima di ammortamento è stata estesa dai precedenti 10 anni a 15 anni, sia per i finanziamenti nuovi che per quelli già erogati. Per tali tipologie di finanziamento concesse entro il 30 giugno 2021 è stata confermata la garanzia piena (100%), che è rimasta invariata anche in caso di rimodulazione della durata entro i limiti temporali massimi consentiti.

Il Decreto "Sostegni bis" ha prorogato a fine 2021 l'accesso ai finanziamenti con soglia a 30 mila euro per le aziende che non ne avevano ancora usufruito, con le seguenti caratteristiche:

  • per i finanziamenti fino a 30 mila euro: riduzione della relativa percentuale di copertura dal 100% al 90% per le operazioni stipulate dopo il 30 giugno 2021;
  • per i finanziamenti oltre 30 mila: estensione di durata da 6 a 8 anni (sia per i finanziamenti già in essere sia per le nuove erogazioni) e in particolare per le nuove operazioni post 30 giugno 2021, riduzione della percentuale di copertura da 90% a 80%.
  • Finanziamenti con garanzie SACE: proseguita in continuità con il 2020 l'attività di sostegno alle imprese mediante finanziamenti con garanzie SACE assicurando continuità alle attività economiche delle stesse.
  • Rifinanziamenti: sulla base di quanto previsto dalla Legge di Bilancio 178/2020 in termini di rilascio delle garanzie del Fondo di Garanzia per le PMI e di SACE Garanzia Italia, il Gruppo Intesa Sanpaolo, nell'intento di supportare le imprese nell'attuale contesto di criticità ha avviato un'iniziativa al fine – laddove le condizioni lo hanno consentito – di rendere il servizio del debito delle aziende coerente e sostenibile rispetto ai flussi di cassa correnti e prospettici generati dalle controparti.

Con riferimento specifico alla gestione del portafoglio, agli indicatori standard di anticipazione dei segnali di deterioramento (early warning indicators) e ai processi di gestione proattiva del credito, è stato introdotto un ulteriore livello quantitativo di valutazione che coniuga previsioni settoriali e ulteriori indicatori di rischio. In particolare, le misure governative e di sostegno finanziario delle banche hanno consentito nel 2020 e 2021 la salvaguardia di molte imprese che hanno fronteggiato una shortfall di liquidità a causa del contesto COVID-19. In alternativa, si sarebbe osservato un deterioramento del rischio che si sarebbe riflesso nel peggioramento del rating dei clienti e in un aumento del default rate. In tale contesto, a inizio 2021, al fine di cogliere con anticipo potenziali problematiche finanziarie legate allo scadere delle concessioni governative, l'Area Chief Risk Officer ha indirizzato specifiche valutazioni al fine di individuare le imprese/settori che, seppur sostenute finanziariamente dai menzionati provvedimenti, mostrano il perdurare delle difficoltà operative in termini di generazione dei cashflow. Successivamente la metodologia è stata evoluta, rafforzata, integrata e rendicontata agli organi societari in coerenza con la parallela evoluzione dei modelli di Early Warning le cui attività di sviluppo si sono concluse nel dicembre 2021.

Quanto alle azioni proattive del Gruppo, sono state poste in essere le seguenti iniziative:

  • Iniziativa Action Plan: il Gruppo ha avviato un'iniziativa diagnostica sul portafoglio moratorie, su cluster prioritari estratti con logiche risk based (classe di rating, quota garantita, importo esposizione, ecc.), sia imprese, sia privati, tramite la quale – attraverso un'analisi single name delle posizioni – si è ottenuta una clusterizzazione "semaforica" del portafoglio e l'identificazione del perimetro che potrebbe necessitare di un intervento a sostegno per la regolare ripresa dei pagamenti alla scadenza della moratoria. L'iniziativa ha interessato sino ad ora il 96% del portafoglio delle moratorie attive. L'esito dell'iniziativa evidenzia che il 90,62%, in termini di volumi, è stato clusterizzato con semaforo Verde (ripresa pagamenti sostenibile senza interventi o con interventi di rifinanziamento), il 7,41% con semaforo Giallo (necessità di proroga o rinegoziazione), l'1,43% con semaforo Arancione (ripresa dei pagamenti attualmente non sostenibile con posizione da rivedere a distanza di tempo) e solamente lo 0,54% con colore Rosso, che denota un possibile aggravio di rischio verso stati di deteriorato. Nel corso del secondo semestre sono state effettuate iniziative di monitoraggio di tali azioni gestionali, con richiesta delle tempistiche di perfezionamento nel caso di interventi ancora in corso.
  • Re-rating: sono altresì proseguite le attività di re-rating finalizzate all'aggiornamento della valutazione del rischio cliente considerando gli effetti della situazione economica, che hanno riguardato il 92% delle posizioni e oltre il 99% delle posizioni in moratoria. I risultati mostrano un'importante correlazione fra aggiornamento e peggioramento del rating e outlook settoriali, con maggiore incidenza di rating aggiornati e peggiorati su controparti appartenenti a settori con prospettive più negative.

I flussi di nuovi crediti deteriorati nel 2021 si sono mantenuti su livelli molto contenuti ed inferiori ai livelli osservati nel 2019, ultimo esercizio prima della pandemia. In particolare, anche sulle posizioni che hanno beneficiato di misure di sostegno quali le moratorie, solo una percentuale pari a circa il 2,7% delle posizioni con moratoria scaduta e con termini di ripresa dei pagamenti trascorsi è affluita tra le posizioni non performing, sia con riferimento alla clientela dei privati che delle imprese. Prosegue il costante presidio sulle iniziative Action Plan e sui profili di rischio osservati da parte delle funzioni dell'area Chief Lending Officer, con rendicontazione periodica al Comitato Rischi e al Comitato per il Controllo della Gestione di Intesa Sanpaolo.

Nell'ambito delle iniziative a sostegno della clientela impattata dalla crisi pandemica, è proseguita anche nel 2021 l'azione di indirizzamento e coordinamento da parte della Capogruppo verso le Società Controllate nell'ottica di adottare le medesime linee guida, in particolare con riferimento ai Paesi in cui sono proseguiti schemi di moratoria legislativa anche nel 2021 (Ungheria).

Con riferimento al rischio di controparte, la crisi legata alla pandemia ha comportato un iniziale aumento delle esposizioni, a causa principalmente della discesa dei tassi di interesse dell'area euro e del generale e rilevante aumento della volatilità sui principali fattori di rischio. Non si sono tuttavia registrate criticità nel processo di marginazione con le controparti di mercato, seppur in presenza di un elevato aumento delle chiamate di collaterale, sia in termini numerici che di volumi, nelle settimane di maggior stress sui mercati. Anche i processi di compensazione presso le controparti centrali non hanno generato problematiche operative. La situazione dei mercati finanziari si è progressivamente stabilizzata. Il livello di esposizione verso la clientela ha registrato un progressivo aumento nel corso del 2020 e una successiva diminuzione durante il 2021, guidati dalla dinamica dei tassi di interesse.

Da ultimo, con riferimento alle tematiche del rischio di credito, si ricorda che il Gruppo pubblica l'informativa prevista dalle "Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to measures applied in response to the COVID-19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/07) nell'informativa al pubblico "Terzo Pilastro" o "Pillar 3".

2. POLITICHE DI GESTIONE DEL RISCHIO DI CREDITO

2.1.Aspetti organizzativi

Nell'ambito del Gruppo Intesa Sanpaolo, un ruolo fondamentale nella gestione e controllo del rischio di credito è svolto dagli Organi societari che, secondo le proprie competenze, assicurano l'adeguato presidio del rischio di credito individuando gli orientamenti strategici e le politiche di gestione del rischio, verificandone nel continuo l'efficienza e l'efficacia e definendo i compiti e le responsabilità delle funzioni e strutture aziendali coinvolte nei processi.

Il presidio e governo del credito assicurato dagli Organi societari è riflesso nell'attuale assetto organizzativo che individua specifiche aree di responsabilità centrale riconducibili a:

  • Area di Governo Chief Lending Officer;
  • Area di Governo Chief Risk Officer;
  • Area di Governo Chief Financial Officer;

che garantiscono, con l'adeguato livello di segregazione, lo svolgimento delle funzioni di gestione e l'attuazione delle attività di controllo del rischio, nonché la definizione dei processi e degli applicativi a supporto.

L'Area di Governo Chief Lending Officer, avvalendosi delle proprie strutture (Direzione Centrale Concessione BdT, Direzione Centrale Concessione CIB, Direzione Centrale Crediti ISB, Direzione Centrale Governo del Credito, Direzione Centrale Presidio Valore del Credito e Direzione Centrale NPE):

  • assume, direttamente o sottoponendole agli Organi competenti, le decisioni creditizie rilevanti in materia di assunzione e gestione dei rischi di credito del Gruppo, autorizzando direttamente per quanto di competenza, anche per il tramite dei pareri di conformità;
  • garantisce la corretta classificazione e valutazione ai fini di Bilancio delle posizioni classificate a credito deteriorato che rientrano nella propria competenza;
  • assicura, per il perimetro di competenza, la gestione proattiva del credito e garantisce la gestione e il presidio dei crediti deteriorati e in sofferenza mantenuti in gestione interna al Gruppo;
  • idea e gestisce operazioni di cessione di singole posizioni o di portafogli di NPE, esposizioni creditizie e altri asset in perimetro, con la collaborazione di altre funzioni competenti;
  • svolge attività di monitoraggio e controllo sulle attività esternalizzate, incluso il monitoraggio dei KPI delle performance degli outsourcer, assumendo direttamente, o sottoponendole agli Organi competenti, le delibere in ordine alle proposte eccedenti le facoltà delegate agli Outsourcer;
  • contribuisce al processo di formulazione della proposta delle Strategie Creditizie nell'analisi degli impatti sulla concessione del credito e nella loro declinazione in relazione alle variabili di gestione creditizia rilevanti, ferma restando la responsabilità di finalizzazione in capo all'Area di Governo Chief Financial Officer;
  • coordina l'attuazione degli Indirizzi Gestionali Creditizi da parte delle unità preposte del Gruppo, anche nei diversi ambiti societari;
  • analizza l'evoluzione del costo del credito all'interno del Gruppo, tenendo anche conto dell'applicazione delle suddette Strategie Creditizie;
  • attribuisce e valida i rating alle posizioni di competenza, prestando altresì supporto nella definizione dei processi e strumenti di attribuzione del rating;
  • definisce la normativa di riferimento in materia creditizia, i requisiti per lo sviluppo degli strumenti del credito e contribuisce alla formulazione delle proposte di assegnazione delle facoltà di concessione e gestione del credito, ferma restando la responsabilità di finalizzazione delle stesse in capo all'Area di Governo Chief Risk Officer;
  • promuove iniziative finalizzate alla diffusione e allo sviluppo della cultura del credito;
  • garantisce, coerentemente con le linee guida dell'Area di Governo Chief Risk Officer e nel rispetto degli Indirizzi Gestionali Creditizi, la sorveglianza sistematica di primo livello del portafoglio crediti di competenza, individuando fenomeni riferiti a specifici aggregati creditizi caratterizzati da elevati livelli di anomalia per i quali attivare gli opportuni interventi di mitigazione del rischio.

L'Area di Governo Chief Risk Officer ha la responsabilità di declinare il Risk Appetite Framework nell'ambito della gestione dei rischi di credito, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali ed assicura la misurazione e il controllo delle esposizioni di rischio di Gruppo. Specificamente, l'Area di Governo Chief Risk Officer:

  • definisce le metriche per quanto concerne la misurazione del rischio creditizio, anche relativamente alla valutazione collettiva dei crediti in bonis ed alla valutazione su base statistica dei crediti deteriorati;
  • fornisce i modelli di pricing risk adjusted e gli indirizzi in merito alla Perdita Attesa, al Capitale Economico (ECAP) e agli RWA;
  • monitora gli assorbimenti di capitale relativi al rischio di credito, supportando l'Area di Governo Chief Financial Officer nell'attività di gestione attiva del capitale;
  • formula le proposte di attribuzione delle Facoltà di Concessione e Gestione del Credito;
  • convalida i sistemi interni per la misurazione dei rischi;
  • governa il rischio modello;
  • svolge i controlli di II livello per il presidio del rischio di credito.

Le attività sono condotte direttamente dall'Area di Governo Chief Risk Officer sia per la Capogruppo che per le principali società controllate, sulla base di un contratto di servizio.

Con riferimento alle politiche di gestione del credito, l'Area di Governo Chief Financial Officer:

  • coadiuva gli Organi Societari nel definire, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali, gli indirizzi e le politiche di Gruppo in materia di amministrazione e fiscalità, pianificazione e controllo di gestione, tesoreria e finanza, studi e ricerche, gestione attiva del portafoglio creditizio, relazioni con gli investitori e con le agenzie di rating e responsabilità sociale ed ambientale;
  • presidia le attività di Credit Portfolio Management a livello di Gruppo, supportando le Divisioni nella gestione attiva del rischio di credito, con l'obiettivo di migliorare il profilo rischio-rendimento del portafoglio creditizio in ottica di creazione di valore per gli azionisti, attraverso strategie creditizie mirate e la partecipazione ad operazioni di mercato su portafogli di crediti performing e deteriorati;
  • presiede e coordina la "Cabina di Regia Group NPL Plan", organismo manageriale con funzioni consultive, di monitoraggio e di indirizzo, costituito allo scopo di assicurare che gli obiettivi strategici del Piano NPL di Gruppo, approvato annualmente dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, siano realizzati nel rispetto dei target di performance, solidità dei ratio patrimoniali e creazione di valore per il Gruppo.

Il Chief IT, Digital and Innovation Officer definisce il modello e presidia il sistema di Data Governance e di Data Quality del Gruppo, assicurandone la diffusione e l'implementazione e coordinando le attività degli attori coinvolti.

Infine, come per tutti gli ambiti di rischio ed in primis per quello creditizio, il Chief Audit Officer svolge l'attività di revisione interna, volta a individuare violazioni delle procedure e della regolamentazione nonché a valutare periodicamente la completezza, l'adeguatezza, la funzionalità (in termini di efficienza ed efficacia) e l'affidabilità del sistema dei controlli interni e del sistema informativo (ICT audit), con cadenza prefissata in relazione alla natura ed all'intensità dei rischi.

2.2.Sistemi di gestione, misurazione e controllo

Intesa Sanpaolo, in qualità di Capogruppo, ha stabilito delle linee di comportamento in merito all'assunzione di rischio creditizio, al fine di evitare l'eccessiva concentrazione delle esposizioni, di limitare le potenziali perdite negli scenari avversi, di preservare una qualità del credito coerente agli obiettivi di equilibrio patrimoniale ed economico.

Elementi fondamentali per la gestione, misurazione e controllo del rischio di credito sono dati da Perdita Attesa e Risk Weighted Assets, che incorporano gli effetti della dimensione dell'esposizione (Exposure At Default - EAD), della rischiosità relativa del cliente (Probabilty of Default - PD), della previsione di perdita ove ricorrano condizioni di insolvenza – tenuto conto delle garanzie che mitigano l'assunzione di rischio correlata all'affidamento (Loss Given Default - LGD) – e la durata dell'esposizione (maturity), come dettagliato nel Paragrafo 2.3.

Le componenti che concorrono alla determinazione dei Risk Weighted Assets costituiscono gli elementi centrali per la determinazione dei livelli di Facoltà di Concessione del credito, dei limiti del Credit Risk Appetite (CRA), del pricing del credito, del calcolo delle rettifiche di valore sulle esposizioni performing e delle rettifiche di valore analitico-statistiche sulle esposizioni non performing, nonché del calcolo del capitale economico e regolamentare.

Il Credit Risk Appetite ha finalità di ottimizzare il profilo rischio-rendimento degli attivi. Mediante le "Regole in materia di Credit Risk Appetite" vengono definite le modalità di applicazione del CRA e le modalità di calcolo della classe di colore di CRA, cui sono associati limiti di esposizione al fine di perseguire una crescita degli impieghi coerente con l'appetito per il rischio definito per il Gruppo. Al fine di assicurare un trattamento omogeneo della clientela, garantire la continuità dell'operatività corrente e un coerente presidio dei rischi del Gruppo, il framework Credit Risk Appetite (CRA) di Intesa Sanpaolo è stato applicato fino all'intervenuta fusione al perimetro di UBI Banca, oltre che a IW Bank con la definizione di specifici limiti dedicati all'operatività nonché la Governance per la gestione dei breach dei limiti in coerenza con quanto già in essere in Intesa Sanpaolo.

Il calcolo del pricing delle operazioni ha come obiettivo la definizione di adeguatezza delle condizioni economiche in considerazione della generazione di valore rispetto alla rischiosità espressa e a tutte le componenti che rientrano nel calcolo del valore, comprensivo anche dei costi imputati alle strutture.

Il capitale a rischio viene definito come la massima perdita "inattesa" in cui il Gruppo può incorrere a determinati livelli di confidenza. Il calcolo è effettuato con riferimento alla situazione del portafoglio attuale e a livello dinamico, determinandone il livello prospettico, sia sulla base dello scenario macroeconomico atteso, sia in relazione a scenari di stress. Il capitale a rischio costituisce elemento fondamentale per la valutazione di adeguatezza patrimoniale del Gruppo e nell'ambito del processo ICAAP viene calcolato sia con riferimento ai parametri regolamentari che in ottica gestionale.

I livelli di Facoltà fissati in termini di RWA, delimitano il potere di delibera nella fase di concessione, specificando le figure professionali delegate e gli iter deliberativi per gli affidamenti per le singole controparti. In particolare, nel caso in cui la concessione di crediti da parte delle controllate del Gruppo ecceda determinate soglie è prevista la richiesta del "Parere di Conformità" agli organi competenti della Capogruppo.

La fase di concessione del credito è disciplinata anche da metriche complementari agli RWA che definiscono meccanismi di coordinamento e strumenti di supporto per l'esercizio continuativo delle responsabilità di indirizzo, coordinamento e controllo, in attuazione delle disposizioni di governo societario. In particolare, la normativa aziendale contempla le Regole di Concessione, che specificano le modalità attraverso le quali assumere il rischio di credito verso la clientela e le Regole in materia di Strategie Creditizie che rispondono allo scopo di orientare lo sviluppo e la composizione del portafoglio creditizio verso un profilo di rischio/rendimento riconosciuto ottimale nell'orizzonte di medio lungo periodo.

I processi di gestione del rischio di credito prevedono inoltre che le posizioni creditizie siano oggetto di un riesame periodico svolto dalle strutture centrali o periferiche competenti e che la clientela non sia valutata solo in fase di primo affidamento ma anche nel continuo, mediante un processo di monitoraggio periodico che interagisce con i processi e le procedure di gestione e di controllo del credito al fine di assicurare una valutazione tempestiva dell'insorgere di eventuali segnali di deterioramento, con riflesso sul grado di rischiosità delle esposizioni. È attivo infatti, con adattamenti introdotti in concomitanza agli aggiornamenti apportati ai modelli di rating interno, il sistema di intercettamento e classificazione denominato Early Warning System, applicato ai portafogli Corporate, SME Retail, Retail e Institutions. Il motore in produzione è stato sviluppato a partire dagli indicatori individuati nell'Asset Quality Review e si compone di una parte statistica, una parte qualitativa e una integrazione di trigger manuali a evento. L'aggiornamento degli indicatori è giornaliero e laddove gli stessi confermino una potenziale situazione di anomalia nella gestione del rapporto, le relative posizioni sono intercettate e segnalate negli specifici processi gestionali. Il motore di EWS, come menzionato in precedenza, nel corso della seconda metà del 2021 è stato oggetto di ulteriori sviluppi per un prossimo aggiornamento. Più in generale il Gruppo ha proseguito l'evoluzione di propri modelli gestionali a supporto dei processi di concessione, monitoraggio e gestione del credito (es. affordability e previsionali).

La valutazione delle rettifiche di valore delle esposizioni performing e sulle esposizioni non performing74 si basa su metodologie coerenti con il principio contabile internazionale IFRS 9, dettagliatamente descritte nella Parte A - Sezione "A. 2 – Parte Relativa alle principali voci di Bilancio" ed in particolare nel paragrafo "Modalità di determinazione delle perdite di valore".

Il rischio Paese rappresenta una componente aggiuntiva del rischio di insolvenza dei singoli prenditori, misurato nell'ambito dei sistemi di controllo dei rischi creditizi. Tale componente è collegata alle perdite potenzialmente derivanti dall'attività di finanziamento internazionale causate da eventi in un determinato Paese che sottostanno, almeno in parte, al controllo del relativo Governo, ma non a quello dei singoli soggetti residenti nello stesso Paese. Il rischio Paese si sostanzia pertanto sia in rischio di trasferimento per le controparti non sovrane, determinato dal blocco dei pagamenti verso l'estero, sia in rischio sovrano che viene invece misurato attraverso il giudizio sul merito creditizio dello Stato sovrano. In questa definizione rientrano tutte le forme di prestito cross-border verso i soggetti residenti in un determinato Paese, siano essi il Governo, una banca, un'impresa privata o un singolo individuo.

La componente di rischio Paese viene utilizzata nell'ambito della concessione di credito a soggetti non residenti, al fine di valutare in via preliminare la capienza dei limiti per il rischio paese stabiliti ex ante. Tali limiti, espressi in termini di capitale economico, identificano il massimo rischio accettabile per il Gruppo, definito su base annua nell'ambito del Risk Appetite Framework di Gruppo.

Il rischio di controparte è una particolare fattispecie di rischio di credito, relativo ai contratti derivati e SFT (Securities Financing Transactions ossia pronti contro termine, prestito titoli e repo), che si riferisce all'eventuale insolvenza della controparte prima della scadenza del contratto. Tale rischio, sovente denominato rischio di sostituzione, è connesso all'eventualità che il valore di mercato della posizione sia divenuto positivo e, dunque, che, in caso di insolvenza della controparte, la parte solvente sia costretta a sostituire la posizione sul mercato, sopportando una perdita.

Per quanto riguarda il rischio di controparte, il Gruppo bancario si è dotato di un modello interno per la misurazione del rischio a livello regolamentare (solo per Capogruppo) e gestionale.

Ai fini della misurazione gestionale degli utilizzi delle linee di credito per i derivati e SFT, l'intero Gruppo bancario adotta il metodo dell'esposizione potenziale futura (stimata con la PFE – Potential Future Exposure – effettiva media). L' Area di

74 La valutazione analitico-statistica delle esposizioni non performing si applica alle esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate e alle posizioni in sofferenza e inadempienza probabile di importo pari o inferiore euro 2 milioni per la Capogruppo. Per le Società del Gruppo, il valore soglia per la valutazione analitico-statistica è fissato da parte dei competenti Organi delle singole Società, di concerto con le strutture di Intesa Sanpaolo, ad un livello in ogni caso non superiore a quello fissato dalla Capogruppo.

Coordinamento Market, Financial e C&IB Risks provvede giornalmente alla stima delle misure di rischio di controparte, ai fini della misurazione degli utilizzi delle linee di credito per derivati e SFT per Capogruppo e Fideuram. Si precisa che anche per le altre banche del Gruppo viene applicata la misurazione a modello interno, in modalità semplificata, tramite l'utilizzo di Addon stimati internamente.

Inoltre, a completamento del processo di analisi di rischio sulle misure di esposizione attivato nel tempo a seguito degli sviluppi sopra riportati, sono stati attivati i seguenti processi aziendali:

  • definizione e calcolo periodico di prove di stress su scenari di mercato e scenari congiunti mercato/credito sulle misure di rischio controparte;
  • definizione e analisi periodica del rischio di correlazione sfavorevole (Wrong Way Risk), ovvero del rischio di una correlazione positiva tra l'esposizione futura nei confronti di una controparte e la sua probabilità di default;
  • definizione e monitoraggio di limiti gestionali;
  • contribuzione delle misure di rischio di inflows/outflows di collaterale, calcolate tramite il modello interno sul rischio di controparte, per le operazioni in derivati OTC e SFT con accordi di marginazione (CSA, GMRA e analoghi);
  • reporting periodico al management delle misure calcolate a modello interno di esposizione, requisito di capitale, livello di utilizzo dei limiti gestionali, risultati delle prove di stress e delle analisi di rischio di correlazione sfavorevole;
  • definizione e calcolo periodico di analisi di back-testing per monitorare nel tempo le performance predittive del modello rispetto ai movimenti dei fattori di rischio sottostanti le transazioni in portafoglio.

Il rischio di concentrazione deriva dall'esposizione a controparti, gruppi di controparti connesse e controparti nello stesso settore economico o che svolgono la stessa attività o che operano nella stessa regione geografica. Nell'ambito dell'aggiornamento annuale del Risk Appetite Framework, queste sono oggetto di appositi stress test volti a identificare e a valutare le minacce per il Gruppo e le azioni di mitigazione più appropriate:

  • definizione di limiti di esposizione per specifiche aree geografiche ed insiemi di controparti (es: top 20);
  • azioni di limitazione ex ante delle esposizioni particolarmente concentranti, con particolare riferimento alle c.d. "grandi esposizioni" e agli affidamenti verso Paesi a rischio;
  • azioni di correzione ex post del profilo di rischio, tramite il mercato secondario del credito, seguendo opportune metriche di giudizio basate sulla massimizzazione del valore complessivo di portafoglio.

La Direzione Centrale Convalida Interna e Controlli nell'ambito dell'Area di Governo Chief Risk Officer, con specifiche attività di controllo, nonché di indirizzo e coordinamento, presidia i processi di concessione e gestione del credito sul portafoglio bonis a livello di Gruppo valutandone, attraverso controlli su singole posizioni, la corretta classificazione. Inoltre, valuta la rispondenza nel tempo dei sistemi interni di misurazione e gestione dei rischi per la determinazione dei requisiti patrimoniali alle prescrizioni normative, alle esigenze aziendali e all'evoluzione del mercato di riferimento.

L'attività creditizia del Gruppo risulta orientata verso la clientela italiana (oltre l'80% del totale) ed è prevalentemente rivolta a famiglie e a piccole medie imprese.

L'interscambio dei flussi informativi di base tra le diverse entità del Gruppo è assicurato dalla Centrale Rischi di Gruppo e dalla "Posizione Complessiva di Rischio", che consentono di evidenziare ed analizzare i rischi creditizi in capo ad ogni controparte/gruppo economico, sia verso il Gruppo nel suo complesso, sia nei confronti delle singole realtà che lo compongono.

Dalla mensilità di settembre 2018 - a seguito della predisposizione dell'architettura di alimentazione e generazione della segnalazione Anacredit finalizzata a supportare la "raccolta di dati granulari sul credito e sul rischio di credito" così come definita dal Regolamento UE 2016/867 del 18 maggio 2016 - è operativo il nuovo impianto segnaletico nel rispetto delle disposizioni regolamentari definite dalla BCE e poste in essere dalle Banche Centrali Nazionali di riferimento.

Modalità di inclusione del rischio clima e ambiente ai fini della gestione del rischio di credito

Nella tassonomia dei rischi a cui è esposta una banca, il Climate Change risk rappresenta una categoria di rischio emergente che potrebbe impattare, anche in modo significativo e trasversale, nel medio - lungo termine, i rischi tradizionali quali il rischio di credito, di mercato e liquidità, operativo e reputazionale.

A tale scopo Intesa Sanpaolo ha dato avvio, a partire dal 2020, a numerosi filoni progettuali volti ad identificare, misurare, controllare e gestire questa nuova categoria di rischi ed il loro impatto sui vari ambiti di attività in cui la Banca opera.

Con riferimento al rischio di credito, si osserva preliminarmente che gli effetti del rischio climatico hanno contenuto prevalentemente prospettico e, conseguentemente, non si rilevano forti evidenze empiriche nelle serie storiche quantitative su cui sono costruiti i modelli di rating, le stime di LGD ed EAD.

Ciò premesso, nella componente qualitativa dei modelli Corporate attualmente validati ed utilizzati dal Gruppo al 31 dicembre 2021, sia per finalità regolamentari che gestionali, diversi aspetti ed elementi correlati agli ambiti ESG e "Climate" sono presi in considerazione, attraverso specifiche domande, alle quali l'analista deve fornire risposta in fase di attribuzione del rating. Ad esempio, viene rilevata la presenza e la qualità dei certificati ambientali di cui l'azienda è in possesso, la presenza di dispute legali connesse a temi ambientali (inquinamento derivanti dall'attività produttiva), l'ambito, più generale, dei diritti umani e la stabilità della corporate governance.

Nei nuovi modelli Corporate, la cui istanza di model change è stata presentata nel corso del primo semestre 2021 e che è attualmente in attesa della conclusione del processo di validazione da parte del Supervisor, i fattori sopra citati sono stati confermati e, con l'obiettivo di ampliare la profondità di analisi su queste aree di indagine, sono stati definiti specifici moduli "ESG" e "Catastrofali", che concorrono, insieme a quelli più tradizionali, alla definizione della classe di rating in output al modello.

In particolare, nell'ambito del nuovo modello Corporate (imprese o gruppi con dimensione inferiore ai 500 milioni di euro) al fine di tener conto dell'esposizione della controparte a rischi fisici derivanti da eventi catastrofali (ad esempio, danni agli stabilimenti produttivi e/o ai magazzini) è stato definito un modulo ad hoc con approccio "top-down" (la presenza di dati a livello di individuale è ad oggi molto limitata, soprattutto per le imprese di minore dimensione) a partire dalle evidenze storiche e pubbliche di eventi catastrofali osservati a livello di area geografica. Più in dettaglio, tale modulo fornisce, per le controparti domestiche, una valutazione del rischio di danni connesso a calamità naturali (alluvioni, incendi, terremoti) a cui un'impresa è

potenzialmente esposta in funzione della regione (e/o comune) nella quale opera e/o conduce prevalentemente il proprio business.

Con riferimento al modello Large Corporate (imprese o gruppi con dimensione maggiore di 500 milioni di euro) l'inclusione di uno specifico modulo ESG è stata invece effettuata mediante un approccio di tipo "bottom–up": il tasso di disponibilità delle informazioni su elementi ESG (driver di rischio, approcci, strategie aziendali) a livello di singolo debitore è infatti significativamente maggiore per le imprese più grandi (imprese generalmente più strutturate/organizzate, spesso quotate). Il modulo proposto integra statisticamente 3 sotto score, ognuno dei quali considera driver specifici (emersi significativi in correlazione al rischio di default creditizio) di tipo Environmental (E), Social (S) e di Governance (G). All'interno del nuovo framework di modello, rappresenta una componente "autonoma" della più ampia e generale sezione qualitativa.

Per quanto riguarda la misurazione della concentrazione al rischio climatico nel portafoglio creditizio corporate e SME corporate, al momento viene effettuato un monitoraggio basato su dati gestionali.

A tale scopo, è stata sviluppata internamente una valutazione settoriale top-down c.d. "ESG sectoral assessment" che, attraverso l'assegnazione di punteggi qualitativi a livello granulare (i.e. "sottosettore"), consente di rappresentare la componente di portafoglio creditizio potenzialmente più esposta ai rischi climatici ed ESG.

I criteri di valutazione sottostanti l'assegnazione di tali punteggi sono stati definiti utilizzando numerosi fonti in uso all'interno del sistema finanziario (analisi disponibili pubblicamente, documenti di ricerca ed evidente dei principali gruppi di lavoro internazionali) che descrivono la materialità finanziaria a livello qualitativo dei driver di rischio climatici ed ESG in relazione ai principali settori economici.

Sulla base di tale approccio, alcuni sotto settori sono stati classificati come ad elevato rischio di transizione e ESG e al 31 dicembre 2021 la quota di portafoglio creditizio Corporate e SME Corporate, così classificata, è comunque inferiore al 20% del totale del portafoglio in perimetro.

2.3.Metodi di misurazione delle perdite attese

La perdita attesa risulta dal prodotto di esposizione, probabilità di default e Loss Given Default.

In Intesa Sanpaolo la probabilità di default è misurata attraverso modelli di rating differenziati a seconda del segmento di operatività della controparte (Corporate, SME Retail, Retail, Stati Sovrani, Enti del Settore Pubblico e Banche). Tali modelli consentono di sintetizzare la qualità creditizia della controparte in una misura, il rating, che ne riflette la probabilità di insolvenza con un orizzonte temporale di un anno, calibrata su un livello medio del ciclo economico.

Al segmento Corporate sono applicati una pluralità di modelli di rating caratterizzati dall'utilizzo di tutte le fonti informative disponibili e dall'integrazione del giudizio di analisti del credito e gestori della relazione. In particolare:

  • alla generalità delle imprese sono applicati modelli differenziati a seconda del mercato di riferimento (domestico o internazionale) e della fascia dimensionale;
  • per i finanziamenti specializzati sono in uso modelli specifici dedicati alle iniziative immobiliari, alle operazioni di project finance, alle operazioni di Leveraged Buy-Out/acquisition finance e asset finance.

Il modello Corporate è anche utilizzato per il calcolo degli RWA rivenienti per il portafoglio Equity di Banking Book.

Per quanto concerne il portafoglio Retail, l'articolazione dei modelli è la seguente:

  • per il segmento SME Retail è in uso un modello di rating per controparte fortemente decentrato e nel quale gli elementi quantitativi-oggettivi sono integrati da quelli qualitativi soggettivi;
  • per il segmento Retail è in uso, a partire da settembre 2018, un modello di rating per controparte composto dal segmento Mutui Retail e dal segmento Other Retail.
  • Relativamente al portafoglio Institutions:
  • i modelli per le banche (banche delle economie mature e banche dei Paesi emergenti) si compongono di una parte quantitativa e una parte qualitativa, differenziate a seconda dell'appartenenza a Paesi maturi o emergenti e una componente rischio Paese che valuta, in funzione della connessione banca/Paese, l'eventuale effetto negativo del Paese sul rischio di credito della controparte o, viceversa, la capacità di supporto in caso di difficoltà finanziarie della banca oggetto di valutazione;
  • i modelli per Comuni e Province sono di tipo default model, e per le Regioni sono di tipo "shadow" basati sui rating di agenzia. Sulle ASL e gli altri Enti del settore è stato adottato un approccio di estensione (con applicazione di un downgrading) del rating dell'Ente di riferimento (es: Regione). Relativamente al portafoglio Sovereign, la struttura del modello di rating prevede un modulo quantitativo che tiene conto del rating strutturale assegnato dalle principali agenzie internazionali, del rischio implicito nelle quotazioni di mercato del debito sovrano, della valutazione macroeconomica stimata con un modello econometrico di regressione e di una componente di giudizio qualitativo, che integra il giudizio quantitativo con elementi rilevabili dal più ampio perimetro di informazioni pubblicamente disponibili sull'assetto politico ed economico dei singoli Stati sovrani. Il modello di rating Sovereign è utilizzato esclusivamente a fini gestionali.

Per le banche estere del Gruppo sono adottati modelli PD che possono essere:

– sviluppati dalle stesse banche estere, in modo da cogliere le specificità del rischio delle controparti locali;

  • in estensione da Capogruppo;
  • mutuati da Capogruppo con adattamenti alla realtà locale.

Alcuni di questi modelli sono utilizzati ai fini di segnalazione, altri solo a fini gestionali, come specificato nella tabella di seguito rappresentata.

I modelli di Loss Given Default (LGD) sono basati sulla nozione di "Economic LGD", ovvero il valore attuale dei flussi di cassa ricavati nelle varie fasi del processo di recupero al netto degli eventuali costi amministrativi di diretta imputazione oltre che di quelli indiretti di gestione sostenuti dal Gruppo e si compone, in sintesi, dei seguenti elementi:

  • stima di un Modello di LGD Sofferenza: a partire dalla LGD osservata sul portafoglio, o "Workout LGD", determinata in funzione dei flussi di recupero e dei costi, viene stimato un modello econometrico di regressione della LGD su variabili ritenute discriminanti per la determinazione della perdita associata all'evento di Sofferenza;
  • applicazione del "Danger Rate", un fattore correttivo moltiplicativo volto a ricalibrare la LGD Sofferenza con l'informazione disponibile sugli altri stati di default, in modo da determinare una LGD rappresentativa di tutti i possibili stati di default e della loro evoluzione;

– applicazione di un altro fattore correttivo additivo, o "Componente Saldo e Stralcio": questa componente viene utilizzata come add-on alla stima ricalibrata per il Danger Rate al fine di tenere in considerazione i tassi di perdita associati a posizioni per le quali non si è verificato il passaggio a Sofferenza (posizioni in stato di Inadempienza probabile o Past Due).

La determinazione della LGD si avvale di modelli differenziati e specializzati per segmento di operatività (Corporate, SME Retail, Retail, Factoring, Leasing, Enti pubblici e Banche). Come per la PD, per la LGD nelle banche estere del Gruppo sono adottati modelli sviluppati dalle banche stesse, in estensione da Capogruppo con utilizzo dei parametri locali quando necessario o mutuati da Capogruppo con adattamenti alla realtà di ciascuna banca estera.

Per le banche il modello di determinazione della LGD si discosta in parte dai modelli sviluppati per gli altri segmenti in quanto il modello di stima utilizzato si basa sul prezzo degli strumenti di debito osservati 30 giorni dopo la data ufficiale di default e relativi ad un campione di banche che hanno subito il default di tutto il mondo, acquisito da fonte esterna. Il modello si completa con una stima econometrica per la determinazione dei driver più significativi, in linea con quanto effettuato per gli altri modelli, e una ricalibrazione sui livelli di LGD osservati sui default interni della banca.

La LGD Sovereign è stimata analizzando i tassi di recupero storici sui default sovrani e differenziata su cinque categorie a seconda dei livelli di reddito e di altre specificità che caratterizzano i singoli paesi.

Il modello LGD Sovereign è esclusivamente utilizzato a fini gestionali.

Il calcolo dell'esposizione al default (EAD) si avvale di modelli differenziati e specializzati per segmento di operatività (Corporate, SME Retail e Retail). Specificamente, la metodologia si basa sui dati dei 12 mesi precedenti l'evento di default e si differenzia in base alla presenza o meno di un margine disponibile alla data di osservazione. In ogni caso vengono applicati fattori correttivi in adempimento ai dettami regolamentari e al fine di introdurre un margine di conservativismo sulle stime. Per i segmenti low default Banche ed Enti Pubblici e per i prodotti Leasing e Factoring del Portafoglio Corporate sono ad oggi utilizzati parametri regolamentari.

Portafoglio PD - tipo
modello
LGD - tipo
modello
EAD - tipo
modello
Status
Sovereign Shadow model sui rating di
agenzia
Modello basato sui
recovery rates stimati
dalle agenize di rating
Parametri regolamentari Utilizzato solo a fini gestionali:
Approccio standard a fini segnaletici
Default model (Banche)(4) Modello di mercato
(Banche)
Parametri regolamentari
(Banche)
AIRB autorizzato da giugno 2017
Institutions Default model (Comuni e
Province)
Shadow model (Regioni) (4)
Workout model
(Comuni, Province,
Regioni)
Parametri regolamentari
(Comuni, Province,
Regioni)
AIRB autorizzato da giugno 2017
Default model
(Corporate)
Workout model
(Bancario; Leasing e
Factoring)
CCF/ K factor model
(Bancario)
Parametri regolamentari
(Leasing e Factoring)
FIRB autorizzata da dicembre 2008,
AIRB LGD autorizzato da dicembre 2010,
EAD autorizzato da settembre 2017 (1)
Corporate Modelli simulativi
(Specialised Lending)
Modelli simulativi
(Specialised Lending)
Parametri regolamentari
(Specialised Lending)
AIRB autorizzato da giugno 2012
Expert-based Model
(Non Banking Fin. Inst.)
Parametri
regolamentari (Non
Banking Fin. Inst.)
Parametri regolamentari
(Non Banking Fin. Inst.)
Utilizzato solo a fini gestionali;
Approccio standard a fini segnaletici
Default model
(Retail)
Workout model
(Retail)
CCF/ K factor model
(Retail)
IRB Retail da settembre 2018 (2)
Retail Default model
(SME Retail)
Workout model
(SME Retail)
CCF/ K factor model
(SME Retail)
AIRB autorizzato da dicembre 2012 (3)

Per le società del Gruppo incluse nel piano di roll out, i modelli interni di rating (PD) e i modelli LGD e EAD sono sottoposti ad un processo di validazione indipendente agito dalla funzione di Convalida e a un controllo di terzo livello da parte della funzione di Revisione Interna. Ad esito delle attività, vengono prodotte per le autorità di supervisione una relazione di conformità dei modelli alla normativa di Vigilanza, nell'ambito della quale si accerta anche lo scostamento effettivo tra le stime effettuate ex-ante dai modelli e i valori effettivi realizzati ex-post. La relazione, approvata dal Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, attesta il permanere dei requisiti di conformità.

La metodologia di stima della Expected Credit Loss (ECL) adottata ai fini della determinazione delle perdite di valore sui crediti in coerenza con il principio internazionale IFRS 9 è effettuata, a livello di singola operazione o tranche di titolo, partendo dalla modellistica IRB dei parametri di Probabilità di Default (PD), Loss Given Default (LGD) e Exposure at Default (EAD), sulla quale sono effettuati opportuni interventi correttivi, in modo da garantirne la coerenza con le prescrizioni del

principio. Nell'ottica di perseguire la convergenza tra la normativa contabile e quella regolamentare, pur nel rispetto delle specifiche finalità, sono stati apportati adeguamenti al modello di stima della LGD contabile, recependo quanto progressivamente normato ed applicato nei "model change" IRB prudenziali.

La descrizione dettagliata delle metodologie adottate dal Gruppo è riportata nella Parte A - Sezione "A. 2 – Parte relativa alle principali voci di Bilancio" ed in particolare nel paragrafo "Modalità di determinazione delle perdite di valore" cui si fa riferimento, nonché, in relazione alle specificità del contesto pandemico attuale, a quanto indicato in dettaglio nella sezione "L'approccio del Gruppo Intesa Sanpaolo per la predisposizione del Bilancio al 31 dicembre 2021" della Relazione sull'andamento della gestione e nella Parte A – Sezione 5 – Altri Aspetti – Rischi, Incertezze e Impatti dell'epidemia COVID-19.

In particolare, la valutazione delle attività finanziarie riflette la miglior stima degli effetti delle condizioni future, prime tra tutte quelle di contesto economico, sulla base delle quali vengono condizionate le PD e LGD forward looking. Nell'ambito dell'IFRS 9, anche in base alle indicazioni dei Regulators internazionali, assumono rilevanza, in particolare, le informazioni sugli scenari macroeconomici futuri in cui la Banca può trovarsi ad operare e che influenzano, di tutta evidenza, la situazione dei debitori con riferimento sia alla "rischiosità" di migrazione delle esposizioni verso classi di qualità inferiore (riguardando quindi lo "staging") sia agli ammontari recuperabili (riguardando quindi la determinazione della perdita attesa sulle esposizioni). Da un punto di vista metodologico, sono stati analizzati diversi possibili approcci alternativi al fine di prendere in considerazione tali elementi. Rispetto alle diverse alternative considerate, l'approccio che il Gruppo Intesa Sanpaolo ha deciso di adottare è rappresentato dal c.d. "Most likely scenario + Add-on". Secondo tale approccio, il condizionamento macroeconomico di PD e LGD viene effettuato tramite uno scenario base ("Most Likely", coerente con quanto utilizzato per altre finalità aziendali quali, a titolo esemplificativo, budget e piani di impresa) e poi corretto con un Add-On volto ad includere le eventuali differenze rispetto a scenari peggiorativi e migliorativi. Qualora l'impatto dell'Add-On risulti complessivamente positivo sui parametri di rischio, è stato scelto di sterilizzarne l'effetto sia per finalità di staging che di calcolo dell'ECL.

Gli scenari macroeconomici, come indicato nella successiva sezione "Modifiche dovute al COVID-19" sono stati determinati dalla Direzione Studi e Ricerche della Banca tramite modelli previsivi tenendo conto delle previsioni dei principali organismi ed istituzioni nazionali ed internazionali.

Anche l'efficacia dei modelli IFRS 9 viene monitorata dalla funzione di Convalida con cadenza annuale sui parametri di rischio (criteri di staging, modelli di PD, LGD e haircut), sia tramite test di model performance, sia in termini di verifiche di model design e attività di data treatment e code review. Inoltre, sono effettuate attività di ottemperanza alla normativa di riferimento anche in caso di aggiornamenti metodologici o dei modelli regolamentari su cui si basano conseguenti agli aggiornamenti del loro ciclo di vita. Gli esiti vengono rappresentati, in analogia a quanto sopra descritto, nella relazione annuale sui modelli interni ai fini gestionali.

Si segnala infine che, nel corso dell'esercizio:

  • si è perfezionata l'operazione di fusione di UBI Banca adottando taluni trattamenti temporanei superati a partire dalla trimestrale del 30 settembre 2021 con la piena omogeneizzazione ai fini del calcolo dell'Expected Credit Loss rispetto ai processi di misurazione di Intesa Sanpaolo;
  • si è proceduto all'aggiornamento dei parametri di rischio per i segmenti Banche, Enti Pubblici e SME Retail a seguito delle corrispondenti autorizzazioni dei modelli regolamentari.

Modifiche dovute al COVID-19

Nel corso del 2021, come già avvenuto ai fini del Bilancio 2020 il Gruppo Intesa Sanpaolo ha continuato a prestare particolare attenzione all'osservazione delle dinamiche creditizie indotte dal contesto pandemico attraverso numerose iniziative di monitoraggio gestionale e oggetto di illustrazione anche al supervisore bancario. In particolare, da una parte è stato osservato nel corso dell'anno un modesto flusso di nuovi default, anche sulle posizioni che hanno terminato di beneficiare di misure di sostegno, quali le moratorie, dall'altra - pur con uno scenario prospettico decisamente più favorevole rispetto a quello di fine 2020 - è stata mantenuta una ragionevole prudenza nelle valutazioni delle posizioni creditizie.

Come già sottolineato nella parte introduttiva della presente Sezione, il COVID-19 ha portato a considerare alcuni aggiustamenti specifici alla modellistica del Gruppo in tema di valutazione dell'incremento significativo del rischio di credito (SICR) e di misurazione delle perdite attese ai fini della determinazione dell'Expected Credit Losses (ECL) ai sensi del principio IFRS 9. Tali aggiustamenti sono stati determinati sulla base del giudizio del management al fine di meglio cogliere l'unicità di questa situazione, considerando anche il permanere delle imponenti misure di supporto alla clientela, quali le moratorie dei pagamenti che sono rimaste attive nella realtà Italiana – pur in un contesto di graduale riduzione - per tutto il 2021. La necessità di aggiustamenti e valutazioni manageriali del contesto corrente e prospettico rispetto alle metodologie di stima adottate è stata oggetto di significativi indirizzi da parte di Regulators e Standard setter, che si erano già espressi nel corso del 2020 delineando un framework che resta tuttora valido stante l'assenza di ulteriori significativi interventi normativi di Regulators e Standard setter nel 2021.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha definito tali scelte in sede di Bilancio d'esercizio 2020 ed esse sono state portate avanti nel corso del 2021 in continuità il passato, procedendo via via ad un loro graduale affinamento per tener conto dell'evolversi della situazione sanitaria e macroeconomica – ancora caratterizzata da incertezza per tutto il 2021 – e del maggior patrimonio informativo resosi disponibile per il Gruppo.

Scenario macroeconomico ai fini del condizionamento forward looking

La policy di Intesa Sanpaolo prevede l'utilizzo dello scenario macroeconomico definito e costantemente aggiornato dalla Direzione Studi e ricerche ai fini del condizionamento forward looking.

Nell'esercizio 2020, a partire dal giugno 2020, come rilevato nel Bilancio al 31 dicembre 2020 il Gruppo ha seguito le indicazioni fornite dalla BCE e dalla Banca d'Italia e utilizzato, in luogo del suddetto scenario, le previsioni fornite dai citati regolatori bancari.

Nel corso del 2021 tutte le proiezioni macroeconomiche pubblicate da regolatori e organismi nazionali e internazionali hanno mostrato un progressivo e sensibile miglioramento dello scenario rispetto a quello utilizzato ai fini del Bilancio 2020. In corso d'anno, e quindi ai fini delle relazioni trimestrali e del rendiconto semestrale, il Gruppo, in attesa di un consolidamento di tali miglioramenti, ha ritenuto prudentemente di continuare ad applicare lo scenario del Bilancio 2020.

A fine esercizio, con la conferma dei miglioramenti da un punto di vista previsionale per gli anni a venire, con la minor incertezza che caratterizza il processo di stima delle proiezioni e con i primi dati consuntivi inerenti il 2021 che confermavano tale trend, ha ritenuto opportuno tornare all'utilizzo degli scenari prodotti internamente dalla Direzione Studi e Ricerche quale input ai modelli di ECL. Tale scelta, dopo aver verificato la sostanziale coerenza con gli scenari pubblicati dalla BCE e da Banca d'Italia, consente di avere sostanziale uniformità fra gli scenari utilizzati negli agli altri processi valutativi / previsionali (quali ad esempio l'impairment test delle attività immateriali, il processo di budget, ecc.) e soprattutto con il nuovo Piano d'impresa in avvio nel 2022.

Nella tabella più avanti riportata si dà evidenza delle principali variabili di scenario macroeconomico utilizzate per la determinazione delle perdite attese su crediti in prospettiva forward looking, declinate per gli scenari base, migliorativo e peggiorativo. Tali scenari sono stati applicati nella valutazione dei crediti secondo il modello "Most-Likely scenario + Add-on" descritto nei paragrafi dedicati della presente sezione nonché nella Parte A - Sezione "A. 2 – Parte relativa alle principali voci di Bilancio" ed in particolare nel paragrafo "Modalità di determinazione delle perdite di valore", cui si fa rimando per una maggiore informativa a riguardo.

Scenari macroeconomici Intesa Sanpaolo per il calcolo dell'ECL nel Bilancio 2021

Base Migliorativo Peggiorativo
2021 2022 2023 2024 2021 2022 2023 2024 2021 2022 2023 2024
Variazione media
PIL Reale Italia 6,2% 4,3% 2,4% 1,6% 6,3% 4,9% 2,6% 2,1% 6,2% 3,5% 1,5% 1,4%
Inflazione Italia 1,8% 1,9% 1,4% 1,7% 1,8% 2,1% 2,0% 2,6% 1,8% 1,7% 0,8% 0,9%
Prezzi immobili Italia 2,4% 2,5% 0,7% 1,9% 2,6% 4,0% 2,8% 3,6% 2,3% 0,2% -2,7% -1,1%
Italia Livello medio
Rendimento BTP 10 anni 0,7% 1,5% 2,0% 2,2% 0,7% 1,5% 2,2% 2,5% 0,8% 1,5% 2,1% 2,3%
BTP-Bund Spread 10
anni
1,1% 1,5% 1,6% 1,6% 1,1% 1,5% 1,5% 1,5% 1,1% 1,6% 1,9% 1,9%
Disoccupazione Italia 9,4% 9,0% 8,8% 8,6% 9,5% 8,9% 8,7% 8,3% 9,5% 9,2% 9,3% 9,2%
Variazione media
Equity ESTOXX 50 22,9% 7,2% 0,5% -0,3% 24,9% 10,8% 5,3% 1,3% 19,9% 0,5% -4,2% -1,6%
Area Euro Livello medio
Euro/\$ 1,2% 1,2% 1,2% 1,2% 1,2% 1,2% 1,2% 1,2% 1,2% 1,2% 1,2% 1,3%
EurIRS 10Y 0,1% 0,3% 0,5% 0,6% 0,1% 0,4% 0,8% 1,0% 0,1% 0,3% 0,4% 0,4%
Variazione media
US Area PIL Reale US 5,6% 4,1% 2,4% 2,0% 5,7% 4,9% 3,1% 2,3% 5,4% 3,4% 2,2% 1,8%
Livello medio
Disoccupazione US 5,3% 3,7% 3,5% 3,4% 5,4% 3,6% 3,3% 3,2% 5,4% 4,1% 3,9% 3,8%

Per l'Italia, lo scenario di base prevede una crescita pari al 4,3% del PIL nel 2022, dopo il rimbalzo del 6,2% stimato per il 2021. La crescita del PIL resta superiore al potenziale nel 2023 (2,4%) e nel 2024 (1,6%), nell'ipotesi che la domanda aggregata sia sostenuta dai flussi connessi al programma NGEU, da un'ulteriore riduzione della propensione media al risparmio, da un andamento positivo di occupazione e redditi e da un'ulteriore riapertura dei settori colpiti dalla pandemia. Con il consolidarsi della ripresa, la politica fiscale dovrebbe tornare a focalizzarsi sulla riduzione del debito, con effetti negativi di breve termine sulla domanda. Tuttavia, questi ultimi potrebbero essere mitigati dal lancio del piano UE per la ripresa, che

potrebbe apportare risorse crescenti fino al 2023. Il livello precrisi del PIL dovrebbe essere recuperato nel 2022, prima di quanto era ipotizzato un anno fa. Le proiezioni a più lungo termine restano ancorate a una stima prudente della crescita potenziale, in quanto soltanto una parte degli investimenti del PNRR possono esercitare effetti positivi di lungo termine e il progresso delle riforme strutturali è ancora lento e incerto.

Il tasso di disoccupazione dovrebbe aver superato il picco nel corso del 2021, e la discesa è stata più rapida del previsto. Malgrado l'ipotesi di ripresa del tasso di partecipazione alla forza lavoro, la discesa dovrebbe proseguire nei prossimi anni.

Nel 2021 i prezzi immobiliari hanno mostrato una dinamica superiore al previsto, almeno nei primi tre trimestri dell'anno, smentendo le attese di calo formulate un anno fa. La variazione tendenziale dell'indice Istat nel terzo trimestre era pari al 4,2%, risultato di un'altra variazione trimestrale eccezionalmente robusta (1,2%) dopo il vigoroso incremento già osservato nel primo e secondo trimestre (1,1% e 1,7% rispettivamente). Una sequenza simile di variazioni trimestrali non ha precedenti nell'ultimo decennio. La media annua 2021 è ora stimata in crescita del 2,4%. L'andamento migliore riflette in parte la più robusta ripresa economica, ma probabilmente il ruolo più importante è stato giocato dalla parziale mobilizzazione dell'eccesso di risparmio accumulato durante la prima fase della crisi pandemica in un contesto di miglioramento del clima di fiducia e di condizioni finanziarie accomodanti. Poiché questi fattori continueranno a operare nel breve e medio termine, lo scenario di riferimento prevede che la tendenza positiva continui. Allo stesso tempo, però, si ritiene che il ritmo di incremento dei prezzi dovrebbe rallentare fra il 2023 e il 2024 a causa della riduzione dello stimolo monetario e dell'aumento dei tassi di interesse, oltre che per l'esaurirsi della distorsione dovuta al reinvestimento dell'eccesso di risparmio.

L'inflazione, sostanzialmente azzeratasi nel 2020 come effetto del temporaneo crollo delle quotazioni petrolifere avvenuto durante la prima ondata pandemica, è nettamente rimbalzata nel 2021. Oltre al rientro dei fattori transitori, nel secondo semestre 2021 è stata alimentata da forti rincari delle materie prime energetiche (gas naturale ancor più che petrolio), con ricadute intense anche sulle tariffe elettriche. La scarsità di beni intermedi ha fornito anch'essa un contributo all'inflazione, ma più modesto. Lo scenario di riferimento proietta un'inflazione media annua sostanzialmente stabile all'1,9% nel 2022 e quindi in calo all'1,4% nel 2023, con un rimbalzo all'1,7% nel 2024.

Per quanto concerne l'Area Euro, le stime sulla curva dei tassi a medio e lungo termine riflettono la chiusura dei programmi di acquisto dei titoli e le modeste aspettative di rialzo dei tassi ufficiali già scontate dai mercati. Malgrado il vincolo posto dalle ipotesi conservative sui tassi ufficiali, i tassi swap quinquennali tornano sopra lo zero fin dal 2022, mentre per i decennali ciò è già avvenuto lo scorso anno. La curva dei tassi diventa più ripida nel biennio 2022-23. Il ridimensionamento degli acquisti netti della BCE potrebbe dare un contributo ulteriore all'aumento dei tassi, anche se l'impulso dovrebbe essere inferiore a quello esercitato nella direzione opposta dall'aumento del portafoglio di titoli della Banca centrale.

La riduzione del supporto fornito dall'Eurosistema e l'aumento dei tassi risk free potrebbe anche riflettersi in un allargamento dei premi per il rischio sovrano. Tuttavia, questo fattore negativo può essere almeno in parte compensato dalla riduzione delle emissioni nette del Tesoro, in un contesto di miglioramento dei conti pubblici. L'approssimarsi della fine della legislatura, con l'incertezza associata all'evolversi del quadro politico, potrebbe riflettersi in una maggiore volatilità dello spread BTP-Bund. Lo scenario di riferimento, però, incorpora un allargamento del differenziale legato a soli fattori fondamentali (andamento del debito) e di politica monetaria (tassi, acquisti netti).

Negli Stati Uniti, si prevede una crescita del PIL del 4,1% nel 2022 e del 2,4% nel 2023, dopo il rimbalzo del 2021 (5,6%). La combinazione di forti stimoli fiscali e monetari e la natura sbilanciata della ripresa hanno alimentato una situazione di eccesso di domanda, che a sua volta ha provocato diffuse pressioni al rialzo su salari e prezzi, non limitate al solo comparto energetico.

Da un confronto tra lo scenario interno prodotto dalla Direzione Studi e Ricerche e gli scenari pubblicati da Banca Centrale Europea e Banca d'Italia si evidenzia un sostanziale allineamento delle previsioni per il 2023 e il 2024 sia per Area Euro che per Italia. ll PIL per l'economia italiana nel 2022 evidenzia uno scostamento tra scenario macroeconomico interno e scenario Banca d'Italia, così come aggiornato alla data del 21 gennaio, leggermente amplificato rispetto alla previsione75 precedente pubblicata. Tale diversa crescita previsionale non risulta determinante ai fini del calcolo dell'IFRS 9 per la maggiore importanza rivestita, in quell'ottica, dal comportamento sul medio periodo (3 anni) rispetto a quello sul breve (1 anno). Infatti, la crescita media annua sul periodo complessivo risulta molto simile.

Per quanto riguarda le previsioni interne di inflazione per il 2022, che presentano incrementi inferiori a quelle più aggiornate di Banca d'Italia le quali hanno recepito sviluppi successivi più recenti (in particolare, un nuovo rimbalzo del prezzo del petrolio e il mantenimento di alti livelli dei prezzi del gas), queste non si ritengono tali da incidere sull'assunzione di una probabile successiva discesa verso il 2% connessa alla stabilizzazione dei prezzi energetici e da comportare revisioni significative delle previsioni di crescita del PIL. Dalle analisi di sensitività predisposte, comunque, l'adozione delle più recenti previsioni di BCE e di Banca d'Italia, rispetto allo scenario interno indicano un effetto del tutto comparabile rispetto a quanto stimato internamente e rilevato ai fini di Bilancio, sia per il portafoglio performing che per quello non performing.

Management overlays e trigger di scivolamento a Stage 2

Come già sottolineato nella parte introduttiva della presente Sezione, il COVID-19 ha avuto un particolare impatto sulle tematiche della classificazione delle esposizioni creditizie, in particolare per gli aspetti collegati alle moratorie dei pagamenti, nonché sulla valutazione dell'incremento significativo del rischio di credito (SICR) e la misurazione delle perdite attese ai fini della determinazione dell'Expected Credit Losses (ECL) ai sensi del principio IFRS 9.

Stante la peculiarità del contesto economico generatosi a seguito della pandemia e delle misure adottate dai Governi per fronteggiarne gli impatti, il Gruppo, ai fini di riflettere elementi di rischiosità potenzialmente insiti nel portafoglio, ma non pienamente colti da modelli utilizzati ai fini della determinazione del SICR, ha assunto la decisione di incorporare nei modelli satellite finalizzati all'inclusione delle forward looking information specifici management overlays volti a catturate i suddetti elementi di rischiosità "correggendo le stime prodotte dai modelli stessi.

Più in dettaglio, preliminarmente all'illustrazione delle metodologie e delle assunzioni utilizzate nel calcolo dell'ECL, occorre premettere che il COVID-19, quale primo evento pandemico da quasi un secolo, ha portato a considerare alcuni aggiustamenti specifici alla modellistica del Gruppo in tema di valutazione dell'incremento significativo del rischio di credito (SICR) e di misurazione delle perdite attese ai fini della determinazione dell'Expected Credit Losses (ECL) ai sensi del principio IFRS 9. Tali aggiustamenti sono stati determinati sulla base del giudizio del management al fine di meglio cogliere l'unicità di questa situazione, considerando anche il permanere delle imponenti misure di supporto alla clientela, quali le moratorie dei pagamenti, che sono rimaste attive nella realtà Italiana – pur in un contesto di graduale riduzione - per tutto il 2021. La necessità di aggiustamenti e valutazioni manageriali del contesto corrente e prospettico relativamente alle metodologie di stima adottate è stata oggetto di significativi indirizzi da parte di Regulators e Standard setter, che si erano già espressi nel corso del 2020 delineando un framework che resta tuttora valido stante l'assenza di ulteriori significativi interventi normativi di Regulators e Standard setter nel 2021.

In particolare, nel contesto sopra descritto, si è tenuto conto del fatto che, nell'approccio adottato dal Gruppo Intesa Sanpaolo, il principale parametro volto a cogliere un eventuale incremento "significativo" del rischio (c.d. SICR "Significant Increase of Credit Risk") è espresso dalla variazione della probabilità di default, valutata lungo la durata residua dell'attività finanziaria (c.d. "delta PD lifetime"), i cui modelli previsivi con impatto sulla componente "delta PD lifetime" e staging allocation sono stati sviluppati sulla base di una esperienza storica che non ha contemplato precedenti di tale eccezionalità. Inoltre, si è tenuto conto della necessità - in un contesto di adozione da parte delle Autorità di Governo di significative misure di sostegno all'economia - di mantenere uno stretto monitoraggio della evoluzione della qualità delle esposizioni creditizie, che poteva non essere adeguatamente intercettata dagli ulteriori indicatori di SICR adottati (il Gruppo Intesa Sanpaolo considera anche, ai fini

75 Banca d'Italia ha aggiornato il 21 gennaio lo scenario, rispetto a quanto fornito per la contribuzione all'esercizio previsivo coordinato dall'Eurosistema e pubblicato il 17 dicembre u.s. al fine di tener conto di alcuni elementi quali il nuovo peggioramento del quadro pandemico e le più alte quotazioni dei prezzi energetici osservati nelle settimane più recenti. Questa limitata revisione ha portato a prevedere una contenuta diminuzione del PIL del 2022 al 3,8% (4% in precedenza) e a mantenere invariata la previsione del 2023 e 2024 (2,5% e 1,7% rispettivamente). Banca d'Italia evidenzia di essere, per il 2022, sotto il consenso e di essere in linea per il 2023. I tassi di crescita media annua sul periodo non si discostano significativamente.

di stage allocation, i giorni di sconfinamento superiori a 30 e la presenza di forbearance). Pertanto, è stata rafforzata l'azione volta a identificare tempestivamente ed introdurre nelle stime di ECL, attraverso managerial overlay, gli aspetti di vulnerabilità delle controparti, solo temporaneamente mitigati dalla presenza delle suddette misure.

Tali overlays, già adottati per il Bilancio 2020 sono stati nella sostanza confermati, quanto all'impianto metodologico, ai fini del Bilancio consolidato al 31 dicembre 2021, procedendo, via via, ad un loro graduale affinamento per tener conto dell'evolversi della situazione sanitaria e macroeconomica – caratterizzata da un elevato grado di incertezza per tutto il 2021 – e del maggior patrimonio informativo resosi disponibile per il Gruppo.

Si fornisce nel prosieguo una descrizione dei management overlays adottati e degli affinamenti metodologici apportati nel corso dell'esercizio.

Traslazione dei flussi di default per gli effetti delle moratorie concesse e delle garanzie statali acquisite

Il Gruppo aveva introdotto, già a partire dal 2020, uno specifico management overlay – incorporato negli esiti dei modelli satellite di condizionamento forward looking – volto a "correggere" la stima dei flussi di default attesi, determinati sulla base dell'applicazione degli scenari macroeconomici tempo per tempo considerati, per incorporare l'effetto che le moratorie hanno sui passaggi in default durante il periodo di loro validità. In sostanza, l'overlay riduce la previsione dei flussi di passaggio a default durante il periodo di validità della moratoria e trasla tali flussi, in aggiunta a quelli stimati dal modello satellite, sui periodi successivi, ovvero, quando le moratorie saranno scadute e i termini di pagamento ripresi.

Nel Bilancio 2020, l'overlay, applicato alle controparti domestiche appartenenti ai segmenti Corporate (escluso il Large Corporate), SME Corporate, SME Retail e Mutui, considerava il fatto che le moratorie avrebbero consentito di traslare all'anno successivo una parte dei default della clientela stimati dai modelli satellite. L'overlay ipotizzava, sulla base di analisi specifiche, un effetto mitigante sui default dell'anno, ovvero, che circa il 70% dei default fossero evitati nel 2020 grazie all'accesso alle moratorie ma che solo una parte della clientela che aveva evitato il default (il 15% nello scenario baseline) sarebbe riuscita a sopravvivere anche nel 2021, grazie alla mitigazione dei problemi finanziari e alla possibilità, conseguente, di approfittare del rimbalzo economico. Pertanto, il suddetto overlay ha di fatto spostato al 2021 l'aspettativa di default sul rimanente 85% dei default non previsti nel 2020.

Nel corso dell'esercizio 2021, già a partire dalla Semestrale, tenuto conto dei contenuti livelli di passaggio a default rilevati nel periodo e dell'ulteriore proroga di sei mesi delle moratorie ex-lege concessa dal Decreto Sostegni bis, l'overlay sopra descritto è stato esteso, in costanza di logiche di applicazione. Ai fini del Bilancio al 31 dicembre 2021 l'overlay ha agito come segue: il 70% dei default (a livello sistemico) stimati dai modelli satellite (sulla base delle sole variabili macroeconomiche che dunque non contengono gli impatti degli interventi governativi) per il periodo di massima efficacia delle moratorie (da metà 2020 a metà 2021) viene traslato sull'esercizio 2022, eccetto per quella quota del 15% che, approfittando del rimbalzo economico, si presume eviti il default (negli scenari alternativi tale percentuale di sopravvivenza diventa 30% nello scenario migliorativo e viene azzerata nello scenario peggiorativo, coerentemente con la narrativa associata a tali scenari).

In questo modo, in ottica prudenziale, amplificando i flussi di passaggio a default futuri, si cerca di meglio cogliere l'atteso "cliff-edge effect" dovuto al venir meno delle misure di sostegno pubblico. Va infatti osservato che i tassi di default sistemici osservati nel 2020 e nel 2021 risultano in marcato ribasso rispetto al periodo precedente nonostante la forte decrescita del PIL nel periodo. L'effetto dell'overlay agisce anche attraverso le logiche SICR del Delta PD e, quindi, determina un incremento dei passaggi a Stage 2 e di ECL, che passa dalla misurazione a 12 mesi a quella lifetime. Nell'insieme, tuttavia, si deve tenere conto, soprattutto nel confronto con quanto rilevato nel Bilancio 2020, che lo scenario macroeconomico adottato agisce in senso contrario attraverso il condizionamento "forward-looking".

Ai fini del Bilancio 2020, il Gruppo Intesa Sanpaolo aveva, inoltre, incorporato nei modelli satellite di condizionamento forward looking un ulteriore management overlay. volto a cogliere gli effetti mitiganti sul rischio prospettico delle controparti domestiche Corporate (incluso Large Corporate), SME Corporate e SME Retail legati all'acquisizione di garanzie statali, quali quelle derivanti dai decreti "Cura Italia" e "Liquidità". L'overlay introduce un fattore di mitigazione con cui scontare il tasso di default previsto dal modello con un effetto mitigante che si estrinseca su 24 mesi (luglio 2020 - giugno 2022).

Tale overlay è stato mantenuto ai fini del Bilancio 2021, a metodologia invariata e con lo stesso effetto temporale limitato. Tuttavia, il beneficio ipotizzato sul calo dei tassi di default previsti presenta, al 31 dicembre 2021, valori scarsamente significativi, a seguito della ridotta finestra temporale di applicazione della mitigazione, come previsto dalla metodologia sopra descritta.

Trigger straordinari di scivolamento a Stage 2

Nella considerazione che indicatori di potenziale incremento del rischio creditizio, quali in primis la rilevazione di scaduto superiore a 30 giorni e, in misura minore la concessione di c.d. misure di forbearance, hanno avuto un forte depotenziamento di significatività ai fini della staging allocation, in conseguenza delle iniziative di sostegno all'economia ex-lege e del sistema bancario nonché delle indicazioni di Regolatori e Standard setters76, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha ritenuto opportuno introdurre, già a partire dall'esercizio 2020, trigger "straordinari" di scivolamento in Stage 2, agiti su controparti non già tali in applicazione dei modelli IFRS 9 (corretti anche dai management overlays descritti nel paragrafo precedente) e individuate tra quelle che avevano beneficiato delle misure di sostegno precedentemente citate.

Rispetto alle determinazioni di Bilancio 2020, nel corso delle rendicontazioni trimestrali successive i criteri adottati ai fini dei trigger straordinari sono stati oggetto di affinamento sulla base delle evoluzioni osservate, per tenere conto della permanenza di moratorie in essere, degli esiti delle iniziative di monitoraggio del rischio di credito varate anche attraverso specifici "Action Plan" e del progredire delle specifiche attività di aggiornamento dei rating che riflettono le evoluzioni del contesto pandemico. Sono state riviste le ipotesi di applicazione dei trigger straordinari di Stage 2 alla luce del mutato contesto macroeconomico che ha reso meno incisiva la distinzione tra settori più o meno rischiosi e maggiormente significativa, ai fini della traslazione in Stage 2, la valutazione delle singole posizioni caratterizzate contestualmente da un rating meno solido e di almeno una moratoria ancora attiva.

76 Si veda ad esempio: Lettera BCE del 4 dicembre 2020 "Identificazione e misurazione del rischio di credito nell'ambito della pandemia di coronavirus (COVID-19)", documento IASB "IFRS 9 and COVID-19 - Accounting for expected credit losses applying IFRS 9 Financial Instruments in the light of current uncertainty resulting from the COVID-19 pandemic" del 27 marzo 2020 ed ECB Speech dell'1 ottobre 2020 "An evolving supervisory response to the pandemic."

Ciò premesso, nel Bilancio 2021 tali trigger sono individuati dalla simultanea presenza dei seguenti elementi:

  • controparti con moratorie ancora non scadute o, se scadute, in attesa di ripresa dei pagamenti; si tratta in sostanza del portafoglio che ha aderito all'ultima concessione di ulteriore proroga ex-lege dietro specifica richiesta (a differenza dei precedenti interventi più massivamente concessi), per i quali non si dispongono ancora di evidenze significative circa i pagamenti, successivi alla scadenza della moratoria;
  • controparti con profili di rischio medio/alto, come letti dai rating interni assegnati ed oggetto di specifiche iniziative di rerating nell'ambito dei citati Action Plans; in particolare, è stata rafforzata la prudenza estendendo il bacino di riferimento delle controparti Corporate e SME (Small Medium Enterprises) alle classi di rischio a partire dalla I4 compresa e delle controparti Retail non SME alle classi di rischio a partire dalla RT05 compresa, nonché prevedendo, per le classi di rischio più elevate, un de-notching ai fini del calcolo della ECL.

In continuità con quanto già esperito a partire dal 2020, inoltre, sono state considerate, se non già comprese nel criterio precedente, controparti che, nell'ambito delle iniziative di monitoraggio proattivo del credito, abbiano evidenziato un "esito semaforico" giallo o arancione, cioè – sulla base di una valutazione dei singoli gestori – relativi a controparti con necessità di supporto nella ripresa dei pagamenti a scadenza con idonei interventi in funzione della prospettiva di un accompagnamento temporaneo alle difficoltà finanziarie. Si ricorda, da ultimo, che i trigger agiscono "a valle" sulle controparti non già classificate sulla base dei criteri ordinari.

Al 31 dicembre 2021 l'esposizione lorda classificata a Stage 2 a seguito dell'applicazione dei trigger straordinari sopra descritti corrisponde ad oltre il 20% dei circa 56 miliardi di esposizione complessiva del portafoglio in Stage 2.

***

Nell'insieme, i management overlay/trigger straordinari di staging adottati nel Bilancio 2021 hanno aumentato complessivamente il fondo rettificativo dei crediti performing verso clientela (pari a 2,5 miliardi di euro) per un importo stimato in circa 700 milioni di euro.

In senso opposto, invece, ha agito l'effetto prociclico del condizionamento forward-looking; quest'ultimo, infatti, è particolarmente significativo nella stima dell'ECL del 2021 alla luce dello scenario che vede nel triennio prospettico 2022/24 un trend di ripresa economica significativo, mentre – se si considera il Bilancio 2020 – tale condizionamento incideva in senso contrario cogliendo maggiormente le previsioni recessive dell'epoca.

Alla luce di quanto sopra, l'impatto a conto economico dell'esercizio in termini di rettifiche di valore su crediti performing generato dai suddetti elementi (applicazione scenario e management overlay/trigger), si è attestato a circa 500 milioni di euro di riprese nette (crediti per cassa e crediti di firma), andando a ridurre i significativi aggravi appostati nel 2020 alla luce del migliorato contesto.

Tale effetto positivo è stato peraltro parzialmente mitigato da interventi sui modelli gestionali di stima della LGD.

Analisi di sensitività della ECL

L'ECL, determinata nella logica del principio IFRS 9, è stata oggetto di analisi di sensitività al fine di analizzarne la variabilità relativamente ai singoli scenari alternativi.

Tale analisi è stata condotta sul portafoglio crediti in bonis (Stage 1 e Stage 2) e relativamente al perimetro rappresentativo del Gruppo (include Capogruppo e le Banche della Divisione IMI C&IB che rappresentano circa l'80% dell'esposizione complessiva del Gruppo).

La sensitivity è stata determinata assumendo come ipotesi di riferimento quelle proprie dei singoli scenari alternativi (migliorativo e peggiorativo) utilizzati ai fini della determinazione dell'Add-on sopra citato, ponderati al 100%, in luogo dello scenario Most-Likely, e mantenendo attivi gli effetti derivanti dall'adozione dei management overlays descritti ai paragrafi precedenti.

Si riepilogano nel prosieguo gli impatti quantitativi delle analisi di sensitività condotte sulla ECL, al 31 dicembre 2021, secondo la metodologia sopra descritta e sulla base degli scenari determinati internamente dalla Direzione studi e Ricerche.

La sensitivity del portafoglio allo scenario peggiorativo, alla data del 31 dicembre 2021, comporterebbe un aumento di 205 milioni della ECL, con lo scivolamento a Stage 2 di 5,1 miliardi di esposizioni (circa il 9%). L'indice di copertura delle esposizioni in bonis aumenterebbe di 5 bps, quello dello Stage 2 di 6 bps.

Viceversa, la sensitivity del portafoglio allo scenario migliorativo vedrebbe una diminuzione di 205 milioni della ECL, con rientro in Stage 1 di 0,8 miliardi di esposizione (circa l'1%). L'indice di copertura delle esposizioni in bonis diminuirebbe di 5 bps, quello dello Stage 2 di 23 bps.

2.4.Tecniche di mitigazione del rischio di credito

Rientrano nell'ambito delle tecniche di mitigazione del rischio quegli strumenti che contribuiscono a ridurre la perdita che la Banca andrebbe a sopportare in caso di default della controparte ovvero la Loss Given Default descritta nel paragrafo precedente; esse comprendono, in particolare, le garanzie ed alcuni contratti che determinano una riduzione del rischio di credito.

La valutazione di tali fattori mitiganti è effettuata associando ad ogni singola esposizione una Loss Given Default che assume valori più elevati nel caso di finanziamenti ordinari non garantiti e si riduce, invece, in funzione della forza incrementale dei fattori mitiganti eventualmente presenti. I valori di Loss Given Default sono successivamente aggregati a livello di cliente, in modo da esprimere una valutazione sintetica della forza dei fattori mitiganti sul complessivo rapporto creditizio.

Nell'ambito del processo di concessione e gestione del credito, viene incentivata l'acquisizione di fattori mitiganti a fronte di controparti con un rating non investment grade, ovvero di alcune tipologie di operazioni a medio lungo termine.

Tra i fattori mitiganti a più alto impatto rientrano i pegni su attività finanziarie e le ipoteche su immobili residenziali; altre forme di mitigazione del rischio sono i pegni su attività non finanziarie e le ipoteche su immobili non residenziali.

La forza delle garanzie personali rilasciate da soggetti rated, tipicamente banche/assicurazioni, Confidi e imprese, viene invece graduata sulla base della tipologia della garanzia e della qualità creditizia del garante.

Processi di dettaglio disciplinano la materiale acquisizione delle singole garanzie, individuando le strutture responsabili nonché le modalità per il loro corretto perfezionamento, per l'archiviazione della documentazione e per la completa e tempestiva rilevazione negli applicativi delle pertinenti informazioni.

L'insieme della regolamentazione interna, dei controlli organizzativi e procedurali, è volto ad assicurare che:

  • siano previsti tutti gli adempimenti per la validità ed efficacia della protezione del credito;
  • sia definita, per le garanzie di uso generale e corrente, una contrattualistica standard corredata da complete istruzioni per il suo utilizzo;
  • siano individuate le modalità di approvazione dei testi di garanzia difformi dagli standard da parte di strutture diverse rispetto a quelle preposte alla gestione della relazione commerciale con il cliente.

La gestione delle garanzie attive utilizza una piattaforma unica a livello di gruppo ed integrata con l'anagrafe dei beni e con il portale che gestisce le valutazioni immobiliari.

L'erogazione del credito con acquisizione di garanzie reali è soggetta a norme e processi interni per la valutazione del bene, il perfezionamento della garanzia e il controllo del valore. L'eventuale realizzo forzoso della garanzia è curato da strutture specialistiche deputate al recupero del credito.

La presenza di garanzie reali non esime, in ogni caso, da una valutazione complessiva del rischio di credito, incentrata principalmente sulla capacità del prenditore di far fronte alle obbligazioni assunte indipendentemente dall'accessoria garanzia.

La valutazione delle garanzie pignoratizie è basata sul valore reale, inteso quale valore di mercato per gli strumenti finanziari quotati in un mercato regolamentato, o diversamente, quale valore di presunto realizzo. Al valore così determinato sono applicati degli scarti percentuali, differenziati in funzione degli strumenti finanziari assunti a garanzia.

Per le garanzie immobiliari si considera, invece, il valore di mercato prudenziale o, per gli immobili in corso di realizzazione, il costo di costruzione, al netto di scarti prudenziali distinti sulla base della destinazione dell'immobile.

La valutazione dei beni è effettuata da tecnici interni ed esterni. I tecnici esterni sono inseriti in apposito elenco di professionisti accreditati sulla base di una verifica individuale della capacità, professionalità ed esperienza. La valutazione di immobili residenziali posti a garanzia di mutui a privati è affidata principalmente a società specializzate. L'operato dei periti è costantemente monitorato, tramite riscontri statistici e controlli a campione effettuati centralmente.

I tecnici devono redigere le stime sulla base di rapporti di perizia standardizzati e differenziati secondo la metodologia di valutazione da applicare e le caratteristiche del bene, nel rispetto delle Regole di valutazione immobiliare ai fini creditizi redatte dalla Banca. Le regole interne sono coerenti con le "Linee Guida per la valutazione degli immobili in garanzia delle esposizioni creditizie" promosse da ABI e con gli European Valuation Standards.

La gestione delle valutazioni immobiliari si avvale di un'apposita piattaforma integrata che presidia l'intera fase dell'istruttoria tecnica, garantendo un corretto conferimento degli incarichi, con modalità indipendenti e sulla base di criteri obiettivi, un completo monitoraggio del work flow, una puntuale applicazione degli standard valutativi e la conservazione di tutte le informazioni e dei documenti attinenti ai beni immobili.

Il valore di mercato dell'immobile dato a garanzia viene ricalcolato periodicamente attraverso varie metodologie di valutazione che si avvalgono di prezzi/coefficienti acquisiti da un fornitore esterno che presenta comprovate capacità e reputazione nella rilevazione e misurazione dei prezzi di mercato del patrimonio immobiliare italiano.

Il valore dei beni è soggetto ad un monitoraggio costante. Per gli immobili in corso di costruzione, i periti eseguono sopralluoghi e verificano lo stato di avanzamento lavori. Un aggiornamento puntuale della valutazione è effettuato nei casi di restrizione o frazionamento dell'ipoteca, in presenza di danni all'immobile, a fronte di significative svalutazioni evidenziate dagli indicatori di mercato utilizzati per la sorveglianza del fair value e, in ogni caso, secondo scadenze stabilite per le esposizioni di maggior rilievo o a fronte di garanzie immobiliari che assistono crediti deteriorati.

Al fine di limitare i rischi di insussistenza o cessazione della protezione sono previste specifiche tutele, quali: il reintegro del pegno in presenza di una diminuzione del valore iniziale dei beni o, per le garanzie immobiliari, l'obbligo della copertura assicurativa contro i danni da incendio nonché la presenza di un'adeguata sorveglianza del valore del bene immobile. È inoltre operante una polizza assicurativa "ombrello" che, salvo limitate eccezioni, copre i danni sull'intero portafoglio di immobili ipotecati a garanzia dei finanziamenti concessi. Le garanzie sono sottoposte a un puntuale e periodico controllo mediante un apposito applicativo, il c.d. "verificatore CRM", all'interno del quale sono stati implementati una serie di test per appurare l'effettivo rispetto dei requisiti richiesti dalla regolamentazione in materia di Vigilanza prudenziale.

L'applicativo di supporto consente di accertare se le garanzie ricevute risultano eleggibili o meno con riferimento a tutti i tre metodi ammessi dalla normativa per il calcolo del requisito patrimoniale (Standardised e Internal Rating Based). In accordo con le peculiarità proprie di ciascuna categoria, l'esito di eleggibilità è definito a livello di singola garanzia per quelle unfunded (tipicamente le garanzie personali) ovvero, nel caso di garanzie reali, per ciascun bene o strumento finanziario.

La Banca ha completato l'implementazione di due sistemi integrati di gestione di tutti i beni e garanzie (PGA – Portale Garanzie Attive e ABS – Archivio Beni di Sistema) al fine di rendere più efficiente la gestione dei collaterali. Parallelamente è

stato sviluppato uno specifico sistema dedicato alla gestione delle sofferenze, per la tracciatura delle principali azioni giudiziarie, in particolare quelle connesse all'escussione delle garanzie reali immobiliari (EPC - Ex Parte Creditoris).

Per quanto riguarda la mitigazione del rischio di controparte per i derivati OTC (non regolamentati) e per le operazioni di tipo SFT (Securities Financing Transactions, ossia Prestito titoli e Pronti contro termine), il Gruppo utilizza accordi bilaterali di netting che consentono, nel caso di default della controparte, la compensazione delle posizioni creditorie e debitorie.

Questo avviene tramite la sottoscrizione di accordi di tipo ISDA (International Swap Derivatives Association) e ISMA/PSA (International Securities Market Association / Public Securities Association), che permettono, nel rispetto della normativa di vigilanza, anche la riduzione degli assorbimenti di capitale regolamentare.

Inoltre, il Gruppo ha in essere accordi di scambio di collaterale, principalmente con frequenza giornaliera, per la copertura dell'operatività in derivati OTC (Credit Support Annex), anche in virtù dell'obbligo di marginazione dei derivati non compensabili centralmente, previsto dalla normativa EMIR; anche per l'operatività in SFT la Banca pone in essere accordi di marginazione giornaliera (GMRA - Global Master Repurchase Agreements e GMSLA - Global Master Securities Lending Agreement).

A mitigazione dell'esposizione verso le controparti, principalmente verso la clientela corporate, e della volatilità derivante dagli aggiustamenti creditizi alle valutazioni dei derivati (CVA), la Banca acquista inoltre protezione tramite Credit Default Swap, che forniscono garanzia sulle singole società o su indici di credito.

Nel corso del 2021 in Capogruppo sono proseguite le attività relative al Progetto "GARC" (Gestione Attiva Rischi di Credito), piattaforma utilizzata per il presidio del rischio di credito di portafogli "in bonis". L'iniziativa prevede l'acquisizione in via sistematica di garanzie (di tipo personale e reale) a supporto dell'attività di lending verso le imprese.

Le garanzie acquisite consentono la copertura dal rischio di default (past due, unlikely to pay, bad loan) di portafogli granulari e consentono la liberazione di capitale economico e regolamentare, così come previsto dalla vigente disciplina di Vigilanza in materia (tra gli altri Regolamento UE n. 575/2013 e Circolare della Banca d'Italia n. 285/2013).

Nel corso dell'esercizio – sempre nell'ambito del Progetto GARC – relativamente alle attività con il Fondo di Garanzia per le PMI sono state finalizzate (i) un'operazione tranched cover a copertura del rischio junior di un portafoglio di finanziamenti di nuova erogazione; (ii) l'operazione di cartolarizzazione sintetica «Tranched Cover Confcommercio», dedicata alle aziende associate alla Confcommercio e ai Confidi territoriali con l'obiettivo di favorire l'accesso a nuovo credito e immettere risorse finanziarie a sostegno di commercio, turismo e servizi, supportando gli investimenti per la crescita, l'adeguamento tecnologico e l'innovazione delle imprese.

Per i dettagli delle operazioni effettuate nel corso del 2021 in seno al Progetto GARC, si rimanda a quanto illustrato nell'ambito del presente capitolo al paragrafo C. Operazioni di cartolarizzazione.

In ottica di ottimizzazione degli assorbimenti patrimoniali sono state inoltre rinnovate operazioni di copertura del rischio di espropriazione delle riserve obbligatorie e libere detenute da alcune banche del Gruppo che operano in Bosnia Erzegovina, Egitto e Moldavia ed incrementato la copertura relativa alla banca operante in Albania.

3. ESPOSIZIONI CREDITIZIE DETERIORATE

3.1 Strategie e politiche di gestione

Il 22 marzo 2021 il Consiglio di Amministrazione ha approvato la revisione annuale del Piano NPL di Gruppo, effettuata sulla base delle Linee guida per le banche sui crediti deteriorati della BCE, trasmessa al Supervisor il 24 marzo 2021. Il Piano NPL 2018-2021 è coerente sia con il Piano d'Impresa 2018-2021, approvato dal Consiglio di Amministrazione a febbraio 2018, che con il Risk Appetite Framework e tiene conto delle osservazioni e raccomandazioni dell'Organo di Vigilanza.

Il Piano NPL di Gruppo è articolato in un documento principale (2018-2021 Group NPL Plan) che include la sintesi delle iniziative dettagliate negli "Operational Plans" (piani operativi elaborati a livello di Business Owner che includono i target di diminuzione degli stock dei crediti deteriorati, le iniziative di dettaglio e i fattori abilitanti, nonché i relativi costi e investimenti necessari per il raggiungimento degli obiettivi prefissati) e le proiezioni sottostanti il Piano NPL, con il livello granulare e secondo i requisiti definiti dalla BCE.

Nel Piano d'Impresa 2018-2021 il de-risking rappresenta il Primo Pilastro, con il quale il Gruppo si propone di limitare il peso del credito deteriorato sul credito totale, senza costi per gli azionisti. Nell'orizzonte del Piano è prevista la diminuzione del 49% dello Stock dei crediti deteriorati lordi rispetto al dato di inizio 2018 ed il raggiungimento di una incidenza lorda dei crediti deteriorati sul totale dei crediti pari al 6,0% (dall'11,9% di inizio 2018 dopo la FTA IFRS 9 ed includendo le due ex Banche Venete). A seguito del perfezionamento, nel corso dell'esercizio, di alcune operazioni straordinarie di de-risking su specifici portafogli, del contenimento del flusso lordo di nuovi crediti deteriorati da crediti "in bonis", oltre alla classificazione di portafogli di crediti deteriorati del Gruppo Intesa Sanpaolo destinati a prossime cessioni nella voce Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, pari a circa 4,5 miliardi al lordo delle rettifiche di valore e 1,2 miliardi al netto, il Gruppo ha superato, per circa 11 miliardi, l'obiettivo di riduzione dei crediti deteriorati, pari a circa 26 miliardi, previsto per l'intero quadriennio del Piano di Impresa 2018-2021. A fine 2021 i crediti deteriorati al lordo delle rettifiche di valore si sono attestati a 15,2 miliardi portando l'incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi al 3,2% al lordo delle rettifiche di valore e al 1,5% al netto, con un costo del rischio pari a 59 punti base (25 punti base se si escludono le rettifiche di valore addizionali su specifici portafogli per accelerare la riduzione dei crediti deteriorati). Considerando la metodologia adottata dall'EBA, l'incidenza dei crediti deteriorati è risultata pari al 2,4% al lordo delle rettifiche di valore e 1,2% al netto.

Si segnala che a decorrere da novembre 2019, in linea con le ulteriori precisazioni introdotte dalla Circolare 272 della Banca d'Italia per recepire quanto previsto dalle Linee Guida EBA 2016/07 del 18/01/2017 sull'applicazione della Definizione di Default contenuta nell'art. 178 del Regolamento 575/2013 (CRR), il Gruppo Intesa Sanpaolo ha adottato in via anticipata la Nuova Definizione di Default. Tale definizione dei crediti deteriorati converge con la definizione di attività finanziarie "impaired" contenuta nel principio contabile IFRS 9, con conseguente iscrizione di tutti i crediti deteriorati nell'ambito dello Stage 3.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo adotta, nell'identificazione delle esposizioni deteriorate, un approccio "per debitore". Pertanto, è l'intera controparte nel rapporto di credito a venir valutata e successivamente classificata, e non le singole linee di credito concesse alla medesima controparte.

Sulla base del quadro regolamentare, secondo le regole di Banca d'Italia, coerenti con la normativa IAS/IFRS e di Vigilanza europea, integrato dalle disposizioni interne attuative, le attività finanziarie deteriorate sono classificate in funzione del loro stato di criticità in una delle tre citate categorie:

  • esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate: in tale categoria rientrano le esposizioni per cassa diverse da quelle definite come sofferenze o inadempienze probabili, che, alla data di riferimento della segnalazione, sono scadute o sconfinanti continuativamente da oltre 90 giorni. L'esposizione complessiva verso un debitore deve essere rilevata come scaduta e/o sconfinante qualora, alla data di riferimento della segnalazione, l'ammontare del capitale, degli interessi e/o delle commissioni non pagato alla data in cui era dovuto, superi entrambe le seguenti soglie (di seguito congiuntamente definite "Soglie di Rilevanza"):
    • o limite assoluto pari a 100 euro per le esposizioni retail e pari a 500 euro per le esposizioni diverse da quelle retail (c.d. "Soglia Assoluta") da confrontare con l'importo complessivo scaduto e/o sconfinante del debitore;
    • o limite relativo dell'1% da confrontare con il rapporto tra l'importo complessivo scaduto e/o sconfinante e l'importo complessivo di tutte le esposizioni iscritte a bilancio verso lo stesso debitore (c.d. "Soglia Relativa");
  • inadempienze probabili: esposizioni per le quali secondo il giudizio della banca creditrice risulta improbabile l'adempimento integrale (in linea capitale e/o interessi) senza considerare il ricorso ad azioni quali l'escussione delle garanzie. Tale valutazione va operata in maniera indipendente dalla presenza di eventuali importi (o rate) scaduti e non pagati. Poiché la valutazione dell'improbabilità dell'adempimento è a giudizio della banca, non è necessario attendere il sintomo esplicito di anomalia (il mancato rimborso), laddove sussistano elementi che implicano una situazione di rischio di inadempimento del debitore (ad esempio, una crisi del settore industriale in cui opera il debitore). Il complesso delle esposizioni per cassa e fuori bilancio verso un medesimo debitore che versa nella suddetta situazione è dunque denominato "Inadempienza probabile" (salvo che non ricorrano le condizioni per la classificazione del debitore fra le sofferenze). Tra le inadempienze probabili sono incluse, salvo che non ricorrano i presupposti per una loro classificazione fra le sofferenze, le esposizioni verso gli emittenti che non abbiano onorato puntualmente gli obblighi di pagamento (in linea capitale o interessi) relativamente ai titoli di debito quotati. A tal fine si riconosce il "periodo di grazia" previsto dal contratto o, in assenza, riconosciuto dal mercato di quotazione del titolo.
    • Le Regole del Gruppo Intesa Sanpaolo hanno inoltre previsto, all'interno delle "inadempienze probabili", un'ulteriore classificazione, individuata come "inadempienze probabili forborne" nella quale possono essere ricomprese controparti che evidenziano almeno un'esposizione sottoposta a misura di "forbearance" regolarmente rispettata o che permangono nello stato di rischio nelle more della decorrenza del cure period normativamente imposto (minimo 12 mesi);
  • sofferenze: esposizioni per cassa e fuori bilancio nei confronti di un soggetto in stato di insolvenza (anche non accertato giudizialmente) o in situazioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente dalle eventuali previsioni di perdita formulate dalla Banca. Si prescinde, pertanto, dall'esistenza di eventuali garanzie (reali o personali) poste a presidio delle esposizioni. Sono escluse le esposizioni la cui situazione di anomalia sia riconducibile a profili attinenti al rischio Paese.

È inoltre prevista la tipologia delle "esposizioni oggetto di concessioni – forbearance", riferita alle esposizioni oggetto di rinegoziazione e/o di rifinanziamento per difficoltà finanziaria (manifesta o in procinto di manifestarsi) del cliente che, di fatto, costituisce un sottoinsieme sia dei crediti deteriorati (Esposizioni oggetto di concessioni deteriorate), che di quelli in bonis (Altre esposizioni oggetto di concessioni).

Le Esposizioni oggetto di concessioni deteriorate non formano una categoria a sé stante di attività deteriorate, ma costituiscono un sottoinsieme delle precedenti categorie di attività deteriorate.

Le attività deteriorate sono oggetto di un processo di valutazione cui consegue la determinazione della previsione di perdita per categorie omogenee (individuate in funzione dello stato di rischio, della durata dello stato di rischio nonché della rilevanza dell'esposizione rappresentata) e l'attribuzione della rettifica di valore per ogni posizione.

I crediti deteriorati sono valutati secondo due metodologie:

  • valutazione analitico-statistica: per le esposizioni pari o inferiori a determinate soglie e per tutte le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate, basata sull'applicazione di apposite griglie statistiche di LGD;
  • valutazione analitico-specifica, per le esposizioni superiori a determinate soglie, basata su stime di svalutazione attribuite dal gestore, a seguito di analisi e valutazioni improntate a criteri prestabiliti.

Oltre alla componente di valutazione determinata attraverso modelli statistici o attraverso la valutazione esperta individuale, viene calcolata una componente finalizzata a tenere conto dell'evoluzione delle variabili gestionali correnti, dei futuri scenari macroeconomici, della rischiosità incrementale della controparte al permanere nello specifico stato di rischio per le inadempienze probabili (vintage), nonché delle prospettive di vendita, se presenti.

La valutazione delle posizioni deteriorate classificate tra le attività in dismissione è stata effettuata sulla base degli attesi prezzi di vendita al netto degli oneri accessori alla vendita stessa, supportati da apposite fairness opinion.

Le modalità di valutazione dei crediti deteriorati sono descritte dettagliatamente nella Parte A - Sezione "A.2 – Parte relativa alle principali voci di bilancio" ed in particolare nel paragrafo "Perdite di valore delle attività finanziarie non performing" cui si fa rimando.

Le valutazioni sono effettuate in occasione della classificazione delle esposizioni tra i crediti deteriorati e sono comunque oggetto di revisione con cadenza periodica.

La valutazione dei crediti è altresì oggetto di revisione ogni qualvolta intervenga un nuovo evento suscettibile di incidere sulle prospettive di recupero (es. variazione del valore dei beni sui quali è stata acquisita una garanzia, sviluppi dei contenziosi in corso, ecc.).

Affinché tali eventi possano essere tempestivamente recepiti, si procede ad un monitoraggio periodico del patrimonio informativo relativo ai debitori e ai garanti e ad un costante controllo sull'andamento degli accordi stragiudiziali e sulle diverse fasi delle procedure giudiziali in essere.

La gestione del Credito Deteriorato del Gruppo può essere effettuata direttamente da strutture organizzative interne o essere effettuata da/con partner esterni opportunamente incaricati (outsourcer), nei cui confronti l'Area CLO svolge un ruolo di supervisione nella gestione degli stock e dei flussi affidati in gestione esterna e di interfaccia per le attività di delibera oltre i limiti di facoltà agli stessi delegati e per le attività di carattere amministrativo e tecnico-operativo previste nei processi di interazione con i medesimi outsourcer. Le strutture organizzative interne sono individuate, sulla base di prefissate soglie di rilevanza, in Unità organizzative territoriali (a livello regionale), che svolgono attività specialistica, ovvero strutture di Direzione Centrale, alle quali competono altresì funzioni di indirizzo e coordinamento dell'intera materia.

La classificazione delle posizioni tra le attività finanziarie deteriorate è effettuata su proposta sia delle Strutture territoriali proprietarie della relazione commerciale, sia delle funzioni specialistiche periferiche e centrali preposte al controllo e alla gestione dei crediti deteriorati. La classificazione avviene anche tramite automatismi qualora si verifichino predeterminate condizioni oggettive di inadempienza. Ci si riferisce, ad esempio, ai crediti scaduti e/o sconfinanti continuativamente sopra determinate soglie e per determinati periodi e alle posizioni in bonis oggetto di concessione di misure di forbearance (posizioni forborne performing provenienti da forborne non performing) per le quali non è stato ancora superato il cosiddetto "probation period" di 24 mesi, qualora le stesse vengano a rilevare i presupposti previsti dalla normativa di riferimento per la riallocazione tra i crediti deteriorati mediante la verifica di parametri oggettivi e in particolare, per i rapporti già oggetto di targatura forborne, la c.d. reiterazione (ovvero concessione di una ulteriore misura di forbearance) e/o la presenza di sconfinamenti continuativi oltre 30 giorni sopra determinate soglie assolute) ed a operazioni soggette a ristrutturazione onerosa con perdita superiore all'1%.

Inoltre, automatismi di sistema, nell'evidenziare eventuali disallineamenti, garantiscono ai crediti deteriorati significativi di controparti condivise tra diversi intermediari del Gruppo, la necessaria univoca convergenza degli indirizzi gestionali. La significatività è rappresentata dal superamento di una prestabilita soglia di rilevanza dei crediti classificati a maggior rischio, rispetto alla complessiva esposizione.

Sempre attraverso automatismi di sistema, è altresì assicurata l'allocazione delle posizioni nello stato rischio più rappresentativo del loro merito creditizio (sofferenze escluse), nel perdurare dell'inadempienza di rilievo.

Il ritorno in bonis delle esposizioni deteriorate, disciplinato dall'Organo di Vigilanza nonché da specifica normativa interna, avviene su iniziativa delle Strutture preposte alla gestione, previo accertamento del venir meno delle condizioni di criticità e dello stato di insolvenza.

Le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate e le Inadempienze Probabili, non soggette a misure di forbearance, devono continuare ad essere classificate come tali sino a quando non siano trascorsi almeno 3 mesi dal momento in cui non soddisfano più le condizioni per essere classificate come tali. Durante il probation period dovrà essere valutato il comportamento della controparte alla luce della relativa situazione finanziaria (in particolare, mediante verifica dell'assenza di sconfini sopra le Soglie di Rilevanza).

Per le controparti classificate ad Inadempienza Probabile Forborne prevale l'applicazione del c.d. "cure period" di almeno 12 mesi, al termine del quale la posizione potrà essere riclassificata in bonis, a condizione che non siano presenti sconfini in capo al debitore e il debitore abbia pagato un ammontare significativo di capitale e interessi e che, più in generale, siano comunque soddisfatti i criteri per il rientro in bonis delle controparti.

Per quanto attiene alle esposizioni classificate tra i "crediti scaduti e/o sconfinanti", il passaggio in bonis è effettuato in via automatica trascorso il probation period di 90 giorni; lo stesso meccanismo è applicato alle esposizioni di modesta entità, già automaticamente classificate a inadempienze probabili, qualora, sempre per verifica automatica, sia rilevato il superamento delle condizioni che ne hanno determinato la classificazione.

La Direzione Centrale Convalida Interna e Controlli dell'Area di Governo del Chief Risk Officer effettua attività di controllo di secondo livello su singole controparti in credito deteriorato, al fine di verificare la corretta classificazione e/o l'adeguato provisioning.

3.2 Write-off

Per quel che attiene ai crediti deteriorati, si ricorda, infine, che il Gruppo Intesa Sanpaolo ricorre allo stralcio/cancellazione – integrale o parziale - di partite contabili inesigibili (c.d. "write-off") e procede alla conseguente imputazione a perdite del residuo non ancora rettificato nei seguenti casi:

  • irrecuperabilità del credito, risultante da elementi certi e precisi (quali, a titolo di esempio, irreperibilità e nullatenenza del debitore, mancati recuperi da esecuzioni mobiliari ed immobiliari, pignoramenti negativi, procedure concorsuali chiuse con non completo ristoro per la Banca, se non vi sono ulteriori garanzie utilmente escutibili etc.);
  • cessione di credito;
  • rinuncia al credito, in conseguenza di remissione unilaterale del debito o residuo a fronte di contratti transattivi;
  • senza rinuncia al credito. Per quel che attiene agli stralci integrali o parziali senza rinuncia del credito, al fine di evitare il mantenimento in Bilancio di crediti che, pur continuando ad essere gestiti dalle strutture di recupero, presentano possibilità di recupero molto marginali, si procede allo stralcio integrale o parziale per irrecuperabilità del credito pur senza chiusura della pratica legale. Lo stralcio può interessare solo la porzione di credito coperta da accantonamenti; pertanto ciascun credito può essere stralciato fino al limite del Net Book Value.

Su base periodica, pertanto si procede alla definizione di portafogli di crediti a sofferenza da assoggettare ad uno stralcio totale o parziale aventi le seguenti macro-caratteristiche:

  • o percentuale di copertura pari al 100% e anzianità (intesa come periodo di permanenza nello stato di "sofferenza") > di 1 anno;
  • o percentuale di copertura > 95% e anzianità (intesa come periodo di permanenza nello stato di "sofferenza") > 5 anni o > 8 anni, rispettivamente in caso di crediti non ipotecari e di crediti ipotecari.

È poi possibile procedere alla definizione di portafogli da stralciare con caratteristiche omogenee diverse da quelle sopra indicate, ma riferibili a esposizioni che presentino marginali possibilità di recupero della quota accantonata e in presenza di una quota di accantonamento minima (calcolata tenendo conto degli stralci accumulati sulla posizione, secondo la stessa regola prevista a livello prudenziale dal framework del cosiddetto "Calendar Provisioning") almeno pari al complemento a 1 del fair value stimato sulla base dei prezzi rilevati nelle ultime cessioni di crediti a sofferenza operate dal Gruppo.

Nel corso del 2021 il Gruppo ha effettuato circa 1,3 miliardi di stralci di crediti deteriorati lordi. Di questi, circa 1,1 miliardi riguardano crediti in sofferenza, per la maggior parte con utilizzo del fondo già accantonato. Tali stralci sono riferibili per oltre il 90% a posizioni cancellate che sono ancora soggette a procedure di escussione, per le quali gli eventuali recuperi da incasso successivi al write-off saranno rilevati fra le riprese di valore del conto economico.

3.3 Attività finanziarie impaired acquisite o originate

In base al principio IFRS 9, i crediti considerati deteriorati già dal momento della rilevazione iniziale in bilancio, in ragione dell'elevato rischio di credito associato, vengono definiti Purchased or Originated Credit Impaired Asset (POCI).

Tali crediti, qualora rientrino nel perimetro di applicazione dell'impairment ai sensi dell'IFRS 9, vengono valutati appostando – sin dalla data di rilevazione iniziale – fondi a copertura delle perdite che coprano l'intera vita residua del credito (c.d. Expected Credit Loss lifetime). Trattandosi di crediti deteriorati, ne è prevista l'iscrizione iniziale nell'ambito dello Stage 3, ferma restando la possibilità di essere spostati, nel corso della vita, a Stage 2 nel caso in cui, sulla base dell'analisi del rischio creditizio, non risultino più impaired.

I crediti POCI iscritti nel bilancio del Gruppo possono derivare da singole operazioni di rinegoziazione di esposizioni deteriorate svolte nell'ambito della routinaria attività creditizia, oppure essere rilevati a seguito di operazioni di Business Combinations. Relativamente a quest'ultima fattispecie, l'acquisizione dell'ex Gruppo UBI avvenuta nel corso del 2020 ha comportato la rilevazione di un cospicuo portafoglio di crediti deteriorati, che sono pertanto stati inizialmente rilevati come POCI ai sensi del principio contabile IFRS 9 ed iscritti in bilancio al fair value determinato in sede di Purchase Price Allocation, quale valore di prima iscrizione. Più in dettaglio, alla data di acquisizione (4 agosto 2020) le risultanze contabili del Gruppo UBI presentavano un ammontare di crediti deteriorati lordi di circa 6,5 miliardi (8 miliardi in termini di credito vantato). Fin dalla rilevazione iniziale, per una parte rilevante di tale portafoglio acquisito vi erano in essere operazioni di deleveraging già avviate dall'ex Gruppo UBI alla data di acquisizione e concluse a fine 2020, cui si aggiunge un'ulteriore quota significativa di crediti deteriorati ex UBI inclusi nel ramo d'azienda composto da sportelli bancari oggetto di cessione a BPER a fronte di un accordo, vincolante e condizionato al successo dell'OPAS, stipulato tra Intesa Sanpaolo e BPER Banca per prevenire il sorgere di situazioni potenzialmente rilevanti ai fini antitrust. Inoltre, a fine dicembre 2020, il Gruppo ha proceduto ad identificare come destinati alla dismissione e ai sensi dell'IFRS5 ulteriori posizioni deteriorate POCI ex UBI, conseguentemente al 31 dicembre 2020 le attività valutate al costo ammortizzato ammontavano complessivamente a 327 milioni, riferibili per 267 milioni a crediti deteriorati e per 60 milioni a posizioni rientrate in bonis.

Alla luce delle dismissioni effettuate nel corso del 2021 e di quelle programmate nel 2022 iscritte nelle attività in via di dismissione, i crediti POCI riferibili all'ex Gruppo UBI iscritti nel bilancio consolidato al 31 dicembre 2021 residuano fra le attività valutate al costo ammortizzato per importi sostanzialmente residuali e che vedono l'incremento delle posizioni rientrate in bonis, ammontando complessivamente a 284 milioni, riferibili per 211 milioni a crediti deteriorati e per 73 milioni a posizioni in bonis.

4. ATTIVITÀ FINANZIARIE OGGETTO DI RINEGOZIAZIONI COMMERCIALI ED ESPOSIZIONI OGGETTO DI CONCESSIONI

Le misure di concessione ("forbearance measures") rappresentano quelle concessioni nei confronti di un debitore che affronta, o potrebbe trovarsi ad affrontare, situazioni di difficoltà nel rispetto dei propri impegni contrattuali tali da non consentirgli di far fronte agli originari impegni di pagamento ("troubled debt").

Con il termine "concessioni" si indicano sia le modifiche contrattuali accordate al debitore in difficoltà finanziaria ("modification"), sia l'erogazione di un nuovo finanziamento per consentire il soddisfacimento dell'obbligazione preesistente ("refinancing"). Rientrano nelle "concessioni" anche le modifiche contrattuali, liberamente richiedibili da un debitore nel contesto di un contratto già sottoscritto, ma solamente allorché il creditore ritenga che esistano i presupposti perché quel debitore risulti in difficoltà finanziaria (c.d. "embedded forbearance clauses"). Sono pertanto da escludere dalla nozione di forborne le rinegoziazioni effettuate per motivi/prassi commerciali, che prescindono dalle difficoltà finanziarie del debitore.

In molti casi, una situazione di difficoltà finanziaria è accompagnata da una situazione di squilibrio economico del debitore, rappresentata dalla inadeguatezza della gestione tipica a remunerare, attraverso le consuete fonti di cassa e alle normali condizioni di mercato, tutti i fattori produttivi di cui l'impresa ha bisogno.

L'individuazione delle esposizioni oggetto di misure di concessione ("forborne assets" o "esposizioni forborne"), coerentemente con quanto previsto dalla normativa EBA e a differenza dell'approccio "per debitore" utilizzato dal Gruppo Intesa Sanpaolo per la classificazione delle esposizioni deteriorate, avviene necessariamente secondo un approccio "per transazione". Con il termine "esposizione", in questo contesto, si fa riferimento al singolo contratto rinegoziato e non al complesso delle esposizioni nei confronti del medesimo debitore.

Più in generale, la policy del Gruppo Intesa Sanpaolo, muovendo dalle indicazioni fornite dalle Autorità di Vigilanza, prevede degli elementi per l'identificazione della difficoltà finanziaria (del debitore performing) che, in presenza di rinegoziazione/rifinanziamento, comporta la classificazione di una (o più) linea/linee di credito tra quella/e oggetto di concessione nel caso si verifichi almeno una delle seguenti condizioni:

– un peggioramento significativo del rating del debitore rilevato nel corso dei tre mesi precedenti;

– la presenza di scaduti pari o superiori a trenta giorni alla data della misura associato a un livello di rating nella fascia più rischiosa;

– esito semaforico EWS (Early Warning System) pari a "rosso", associato a un livello di rating nella fascia più rischiosa.

Lo stato di difficoltà finanziaria si presume sempre nel caso in cui il debitore sia classificato tra le attività deteriorate.

La definizione di esposizione forborne risulta essere "trasversale" alle macro-categorie di classificazione dei crediti (performing e non performing). I forborne assets, possono essere ricompresi nello Stage 2 (performing) o nello Stage 3 (Non Performing – c.d. operazioni oggetto di concessioni deteriorate).

Le misure di forbearance concesse vengono monitorate per periodi minimi, differenziati in base allo stato amministrativo di rischio assegnato alla controparte, in dettaglio:

– 24 mesi per le posizioni in bonis ("probation period");

– 36 mesi per le posizioni classificate a deteriorato, rappresentati da 12 mesi di "cure period" e ulteriori 24 mesi di "probation period".

All'atto della concessione di una misura di Forbearance ad una controparte performing, vengono effettuate verifiche quantitative (indicatore di obbligazione finanziaria ridotta stabilito nella misura dell'1%) e/o qualitative previste dalle Linee Guida EBA sull'applicazione della definizione di default ai sensi dell'articolo 178 del regolamento (UE) n. 575/2013 che potrebbero determinare l'eventuale classificazione tra i Crediti Deteriorati.

L'identificazione di un'esposizione come forborne implica necessariamente, secondo le interpretazioni del Gruppo Intesa Sanpaolo, l'esistenza di un "incremento significativo" della rischiosità rispetto all'origination del credito (e, quindi, una classificazione – in sede di assegnazione dell'attributo "forborne" – negli Stages 2 o 3).

A differenza delle misure di forbearance, che riguardano crediti relativi a controparti in difficoltà finanziaria, le rinegoziazioni per motivi commerciali vedono coinvolti debitori che non versano in condizioni di difficoltà finanziaria e includono tutte le operazioni volte ad adeguare l'onerosità del debito alle condizioni di mercato.

Le operazioni aventi per oggetto le rinegoziazioni commerciali comportano una variazione delle condizioni originarie del contratto, solitamente richieste dal debitore, che attiene in genere ad aspetti connessi alla onerosità del debito (o alla sua durata), con un conseguente beneficio economico per il debitore. In linea generale si ritiene che, ogniqualvolta la banca effettui una rinegoziazione al fine di evitare di perdere il proprio cliente, tale rinegoziazione debba essere considerata come sostanziale in quanto, se non fosse effettuata, il cliente si finanzierebbe presso un altro intermediario e la banca subirebbe un decremento dei ricavi futuri previsti.

Tali operazioni, a determinate condizioni, sono contabilmente assimilate ad un'estinzione anticipata del debito originario e all'apertura di un nuovo finanziamento.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

A. QUALITÀ DEL CREDITO

Ai fini dell'informativa di natura quantitativa sulla qualità del credito, con il termine "esposizioni creditizie" si intendono esclusi i titoli di capitale e le quote di OICR.

Con il termine "esposizioni creditizie per cassa" si intendono tutte le attività finanziarie per cassa vantate verso banche o clientela, qualunque sia il loro portafoglio di allocazione contabile (valutate al fair value con impatto a conto economico, valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, valutate al costo ammortizzato, attività finanziarie in via di dismissione). I crediti a vista verso banche e Banche Centrali rientrano nella definizione di esposizioni creditizie per cassa ma sono convenzionalmente esclusi dalle tabelle della Sezione 1, salvo i casi espressamente indicati in cui occorre considerarli.

Con il termine "esposizioni creditizie fuori bilancio" si intendono tutte le operazioni finanziarie diverse da quelle per cassa (garanzie finanziarie rilasciate, impegni revocabili e irrevocabili, derivati, ecc.) che comportano l'assunzione di un rischio creditizio, qualunque sia la finalità di tali operazioni (negoziazione, copertura, ecc.). Tra le esposizioni creditizie fuori bilancio, è altresì incluso il rischio di controparte connesso con le eventuali operazioni di prestito titoli. Così come viene riportato se del caso il rischio di controparte connesso con le esposizioni relative a operazioni pronti contro termine passive, di concessione o assunzione di merci in prestito, nonché con i finanziamenti con margini rientranti nella nozione di "Operazioni SFT" (Securities Financing Transactions) definita nella normativa prudenziale.

Le esposizioni creditizie deteriorate (per cassa e fuori bilancio) non includono le attività finanziarie detenute per la negoziazione e i derivati di copertura, che sono pertanto, convenzionalmente, rilevati tra le esposizioni creditizie non deteriorate.

A.1. Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica, distribuzione economica e territoriale

A.1.1. Consolidato prudenziale - Distribuzione delle attività finanziarie per fasce di scaduto (valori di bilancio)

(milioni di euro)
Portafogli/stadi di rischio PRIMO STADIO SECONDO STADIO TERZO STADIO IMPAIRED ACQUISITE O
ORIGINATE
Da 1
giorno a
30 giorni
Da oltre
30 giorni
fino a 90
giorni
Oltre 90
giorni
Da 1
giorno a
30 giorni
Da oltre
30 giorni
fino a 90
giorni
Oltre 90
giorni
Da 1
giorno a
30 giorni
Da oltre
30 giorni
fino a 90
giorni
Oltre 90
giorni
Da 1
giorno a
30 giorni
Da oltre
30 giorni
fino a 90
giorni
Oltre 90
giorni
1. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
1.954 236 155 2.623 598 194 416 228 4.527 7 9 232
2. Attività finanziarie valutate al fair
value con impatto sulla redditività
complessiva
238 - - - - - - - - - - -
3. Attività finanziarie in corso di
dismissione
- - - - - - 50 9 928 - - 29
Totale 31.12.2021 2.192 236 155 2.623 598 194 466 237 5.455 7 9 261
Totale 31.12.2020 2.472 364 170 1.142 717 351 588 282 8.030 64 83 1.570

A.1.2. Consolidato prudenziale – Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: dinamica delle rettifiche di valore complessive e degli accantonamenti complessivi

(milioni di euro)
Causali/stadi di rischio RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE
Attività rientranti nel primo stadio Attività rientranti nel secondo stadio
Crediti
verso
banche e
Banche
Centrali a
vista
Attività
finanziarie
valutate al
costo
ammortizzato
Attività
finanziarie
valutate al
fair value
con impatto
sulla
redditività
complessiva
Attività
finanziarie
in corso di
dismissione
di cui:
svalutazioni
individuali
di cui:
svalutazioni
collettive
Crediti
verso
banche e
Banche
Centrali
a vista
Attività
finanziarie
valutate al
costo
ammortizzato
Attività
finanziarie
valutate al
fair value
con impatto
sulla
redditività
complessiva
Attività
finanziarie
in corso di
dismissione
di cui:
svalutazioni
individuali
di cui:
svalutazioni
collettive
Rettifiche complessive iniziali 1 865 29 41 721 215 1 2.080 16 84 1.957 224
Variazioni in aumento da attività
finanziarie acquisite o originate
- 359 18 - 311 66 - 19 - - 14 5
Cancellazioni diverse dai write
off
- -120 -9 -41 -150 -20 - -147 -5 -84 -224 -12
Rettifiche/riprese di valore nette
per rischio di credito
- -392 -4 - -329 -67 - -112 4 - -144 36
Modifiche contrattuali senza
cancellazioni
- 34 4 - 37 1 - -7 -4 - -18 7
Cambiamenti della metodologia
di stima
- 1 - - - 1 - 2 - - - 2
Write-off non rilevati
direttamente a conto economico
- - - - - - - - - - - -
Altre variazioni -1 19 - - -13 31 - -43 - - -8 -35
Rettifiche complessive finali - 766 38 - 577 227 1 1.792 11 - 1.577 227
Recuperi da incasso su attività
finanziarie oggetto di write-off
- - - - - - - - - - - -
Write-off rilevati direttamente a
conto economico
- - - - - - - - - - - -
(milioni di euro)
Causali/stadi di rischio RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE
Attività rientranti nel terzo stadio Attività finanziarie impaired acquisite o originate
Attività Attività
finanziarie finanziarie
Crediti verso Attività valutate al
fair value
Attività valutate al
fair value
banche e finanziarie con impatto Attività finanziarie con impatto Attività
Banche
Centrali a
valutate al
costo
sulla
redditività
finanziarie in
corso di
di cui:
svalutazioni
di cui:
svalutazioni
valutate al
costo
sulla
redditività
finanziarie in
corso di
di cui:
svalutazioni
di cui:
svalutazioni
vista ammortizzato complessiva dismissione individuali collettive ammortizzato complessiva dismissione individuali collettive
Rettifiche complessive iniziali - 10.062 48 2.781 12.433 458 160 - 556 706 10
Variazioni in aumento da attività
finanziarie acquisite o originate - 3 - - 2 1 X X X X X
Cancellazioni diverse dai write-off - -3.763 -4 -2.787 -6.486 -68 -41 - -551 -592 -
Rettifiche/riprese di valore nette per
rischio di credito - 3.001 - - 2.853 148 24 - - 25 -1
Modifiche contrattuali senza
cancellazioni - 58 - - 55 3 - - - - -
Cambiamenti della metodologia di
stima - -2 - - -2 - - - - - -
Write-off non rilevati direttamente a
conto economico
- -1.174 - -44 -1.149 -69 -28 - -4 -32 -
Altre variazioni - -24 -9 3.281 3.234 14 26 - 66 91 1
Rettifiche complessive finali - 8.161 35 3.231 10.940 487 141 - 67 198 10
Recuperi da incasso su attività
finanziarie oggetto di write-off - 57 - 1 57 1 - - - - -
Write-off rilevati direttamente a
conto economico
- -128 - - -122 -6 - - - - -

A.1.2. Consolidato prudenziale – Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: dinamica delle rettifiche di valore complessive e degli accantonamenti complessivi – segue –

(milioni di euro)
Causali/stadi di rischio Primo stadio GARANZIE FINANZIARIE RILASCIATE
Secondo stadio
ACCANTONAMENTI COMPLESSIVI SU IMPEGNI A EROGARE FONDI E
Terzo stadio
Impegni a
erogare fondi e
garanzie
finanziarie
rilasciate
impaired
acquisiti/e o
originati/e
TOTALE
Rettifiche complessive iniziali 128 155 316 - 17.323
Variazioni in aumento da attività finanziarie acquisite o originate 18 - - - 417
Cancellazioni diverse dai write-off -9 -16 -10 - -7.587
Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito -30 -27 -75 - 2.389
Modifiche contrattuali senza cancellazioni - - - - 85
Cambiamenti della metodologia di stima - - - - 1
Write-off non rilevati direttamente a conto economico - - - - -1.250
Altre variazioni 3 -8 2 - 3.312
Rettifiche complessive finali 110 104 233 - 14.690
Recuperi da incasso su attività finanziarie oggetto di write-off - - - - 58
Write-off rilevati direttamente a conto economico - - - - -128

Il Gruppo Intesa Sanpaolo non si avvale del metodo semplificato per la valutazione del fondo a copertura perdite in relazione ai crediti commerciali, alle attività derivanti da contratto e ai crediti impliciti nei contratti di leasing (metodo previsto dall'IFRS 9 paragrafo 5.5.15).

A.1.3. Consolidato prudenziale – Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: trasferimenti tra diversi stadi di rischio di credito (valori lordi e nominali)

(milioni di euro)
Portafogli/stadi di rischio VALORI LORDI/VALORE NOMINALE
Trasferimenti tra
primo stadio e
secondo stadio
Trasferimenti tra
secondo stadio e
terzo stadio
Trasferimenti tra
primo stadio e terzo
stadio
Da primo
a secondo
stadio
Da
secondo
stadio a
primo
stadio
Da
secondo
stadio a
terzo
stadio
Da terzo
stadio a
secondo
stadio
Da primo
stadio a
terzo
stadio
Da terzo
stadio a
primo
stadio
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 35.559 23.222 1.422 420 1.465 172
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
61 478 - - - -
3. Attività finanziarie in corso di dismissione 66 135 59 3 46 1
4. Impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate 13.959 15.718 126 28 198 51
Totale 31.12.2021 49.645 39.553 1.607 451 1.709 224
Totale 31.12.2020 86.218 16.781 1.780 514 1.498 176

A.1.3a Finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19: trasferimenti tra i diversi stadi di rischio di credito (valori lordi)

(milioni di euro)
Portafogli/stadi di rischio VALORI LORDI/VALORE NOMINALE
Trasferimenti tra primo
stadio e secondo stadio
Trasferimenti tra secondo
stadio e terzo stadio
Trasferimenti tra primo
stadio e terzo stadio
Da primo a
secondo
stadio
Da secondo
stadio a
primo stadio
Da secondo
stadio a terzo
stadio
Da terzo
stadio a
secondo
stadio
Da primo
stadio a terzo
stadio
Da terzo
stadio a
primo stadio
A. Finanziamenti valutati al costo ammortizzato 7.818 920 214 13 539 12
A.1 oggetto di concessione conforme con le GL 656 4 4 3 2 -
A.2 oggetto di misure di moratoria in essere non più
conformi alle GL e non valutate come oggetto di
concessione
1.834 44 9 1 16 -
A.3 oggetto di altre misure di concessione 546 2 134 6 393 -
A.4 nuovi finanziamenti 4.782 870 67 3 128 12
B. Finanziamenti valutati al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
- - - - - -
B.1 oggetto di concessione conforme
con le GL
- - - - - -
B.2 oggetto di misure di moratoria in essere non più
conformi alle GL e non valutate come oggetto di
concessione
B.3 oggetto di altre misure di
concessione
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
B.4 nuovi finanziamenti - - - - - -
Totale
31.12.2021
7.818 920 214 13 539 12
Totale
31.12.2020
7.834 788 126 109 158 32

Nella riga Finanziamenti "oggetto di concessione conformi con le GL" sono riportate le informazioni relative alle attività finanziarie oggetto di moratoria che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modifiche e integrazioni.

Nella riga Finanziamenti "oggetto di misure di moratoria in essere non più conformi alle GL e non valutate come oggetto di concessione" sono riportati i finanziamenti oggetto di moratoria in essere, valutati come conformi alle EBA/GL/2020/02 alla data di concessione della misura e non più conformi alla data di riferimento del bilancio, che non sono stati classificati dalla banca come "esposizioni oggetto di concessione" (come definite dalle vigenti segnalazioni di vigilanza) a seguito della valutazione effettuata al verificarsi dell'evento che ha generato la non conformità alle EBA/GL/2020/02.

Nella riga "nuovi finanziamenti" sono rappresentate le informazioni relative alle esposizioni a cui è stata concessa nuova liquidità con il supporto di garanzie pubbliche.

Tipologie esposizioni/valori Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e accantonamenti (milioni di euro)
Esposizione
Write-off
complessivi parziali
complessivi
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
o
originate
A. ESPOSIZIONI CREDITIZIE
PER CASSA
A.1 A VISTA 10.496 10.388 108 - - -1 - -1 - - 10.495 -
a) Deteriorate - X - - - - X - - - - -
b) Non deteriorate 10.496 10.388 108 X - -1 - -1 X - 10.495 -
A.2 ALTRE 170.925 169.129 495 70 - -41 -17 -7 -17 - 170.884 4
a) Sofferenze 4 X - 4 - -4 X - -4 - - 4
- di cui: esposizioni
oggetto di concessioni
- X - - - - X - - - - -
b) Inadempienze probabili 66 X - 66 - -13 X - -13 - 53 -
- di cui: esposizioni
oggetto di concessioni
66 X - 66 - -13 X - -13 - 53 -
c) Esposizioni scadute
deteriorate
- X - - - - X - - - - -
- di cui: esposizioni
oggetto di concessioni
- X - - - - X - - - - -
d) Esposizioni scadute non
deteriorate
859 831 28 X - -1 -1 - X - 858 -
- di cui: esposizioni
oggetto di concessioni
- - - X - - - - X - - -
e) Altre esposizioni non
deteriorate
169.996 168.298 467 X - -23 -16 -7 X - 169.973 -
- di cui: esposizioni
oggetto di concessioni
9 - 9 X - - - - X - 9 -
TOTALE (A) 181.421 179.517 603 70 - -42 -17 -8 -17 - 181.379 4
B. ESPOSIZIONI CREDITIZIE
FUORI BILANCIO
a) Deteriorate 24 X - 24 - - X - - - 24 -
b) Non deteriorate 66.723 38.722 1.128 X - -1 -1 - X - 66.722 -
TOTALE (B) 66.747 38.722 1.128 24 - -1 -1 - - - 66.746 -
TOTALE (A+B) 248.168 218.239 1.731 94 - -43 -18 -8 -17 - 248.125 4

A.1.4. Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche: valori lordi e netti

Tipologie esposizioni/valori Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e accantonamenti Esposizione (milioni di euro)
Write-off
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Primo
stadio
complessivi
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Netta parziali
complessivi
A. ESPOSIZIONI CREDITIZIE
PER CASSA
a) Sofferenze 9.461 X - 9.150 306 -6.897 X - -6.750 -144 2.564 6.523
- di cui: esposizioni
oggetto di concessioni
1.849 X - 1.797 48 -1.294 X - -1.273 -19 555 437
b) Inadempienze probabili 9.915 X - 9.560 256 -4.582 X - -4.508 -60 5.333 627
- di cui: esposizioni
oggetto di concessioni
4.152 X - 3.998 129 -1.562 X - -1.539 -17 2.590 236
c) Esposizioni scadute
deteriorate
774 X - 770 3 -152 X - -152 - 622 4
- di cui: esposizioni
oggetto di concessioni
169 X - 169 - -32 X - -32 - 137 -
d) Esposizioni scadute non
deteriorate
5.372 1.764 3.554 X 8 -177 -11 -166 X - 5.195 -
- di cui: esposizioni
oggetto di concessioni
778 3 773 X 2 -77 - -77 X - 701 -
e) Altre esposizioni non
deteriorate
578.127 497.073 57.225 X 114 -2.410 -776 -1.630 X -4 575.717 -
- di cui: esposizioni
oggetto di concessioni
7.838 589 6.874 X 45 -436 -5 -429 X -2 7.402 -
TOTALE (A) 603.649 498.837 60.779 19.480 687 -14.218 -787 -1.796 -11.410 -208 589.431 7.154
B. ESPOSIZIONI CREDITIZIE
FUORI BILANCIO
a) Deteriorate 1.507 X - 1.501 6 -233 X - -233 - 1.274 -
b) Non deteriorate 328.421 226.284 21.073 X 1 -213 -109 -104 X - 328.208 -
TOTALE (B) 329.928 226.284 21.073 1.501 7 -446 -109 -104 -233 - 329.482 -
TOTALE (A+B) 933.577 725.121 81.852 20.981 694 -14.664 -896 -1.900 -11.643 -208 918.913 7.154

A.1.5. Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi e netti

I rapporti intercorrenti tra il Gruppo Bancario e le altre Società non bancarie incluse nel perimetro di consolidamento contabile ammontano a:

  • 306 milioni, rettificati per 71 milioni, inclusi tra le esposizioni per cassa verso clientela lorde deteriorate;

  • 8.600 milioni, rettificati per 18 milioni, inclusi tra le esposizioni per cassa verso clientela lorde non deteriorate;

  • 27 milioni, rettificati per 3 milioni, inclusi tra le esposizioni fuori bilancio verso clientela lorde deteriorate;

  • 7.698 milioni, rettificati per 19 milioni, inclusi tra le esposizioni fuori bilancio verso clientela lorde non deteriorate.

Le esposizioni comprendono anche le attività finanziarie allocate nel portafoglio contabile delle attività in via di dismissione.

A.1.5a Finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19: valori lordi e netti

Tipologie finanziamenti /
valori
Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e accantonamenti
complessivi
Esposizione
netta
(milioni di euro)
Write-off
parziali
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
complessivi
o
originate
o
originate
A. FINANZIAMENTI IN
SOFFERENZA
23 - - 23 - -15 - - -15 - 8 -
a) Oggetto di concessione
conformi con le GL
- - - - - - - - - - - -
b) Oggetto di misure di
moratoria non più conformi
alle GL e non valutate come
oggetto di concessione
- - - - - - - - - - - -
c) Oggetto di altre misure di
concessione
5 - - 5 - -3 - - -3 - 2 -
d) Nuovi finanziamenti 18 - - 18 - -12 - - -12 - 6 -
B. FINANZIAMENTI IN
INADEMPIENZE PROBABILI
504 - - 503 1 -142 - - -142 - 362 -
a) Oggetto di concessione
conformi con le GL
8 - - 8 - -2 - - -2 - 6 -
b) Oggetto di misure di
moratoria non più conformi
alle GL e non valutate come
oggetto di concessione
c) Oggetto di altre misure di
28 - - 28 - -7 - - -7 - 21 -
concessione 315 - - 314 1 -87 - - -87 - 228 -
d) Nuovi finanziamenti
C. FINANZIAMENTI
153 - - 153 - -46 - - -46 - 107 -
SCADUTI DETERIORATI
a) Oggetto di concessione
39 - - 39 - -6 - - -6 - 33 -
conformi con le GL
b) Oggetto di misure di
moratoria non più conformi
alle GL e non valutate come
3 - - 3 - -1 - - -1 - 2 -
oggetto di concessione
c) Oggetto di altre misure di
2 - - 2 - - - - - - 2 -
concessione 5 - - 5 - -1 - - -1 - 4 -
d) Nuovi finanziamenti
D. ALTRI FINANZIAMENTI
SCADUTI NON
29 - - 29 - -4 - - -4 - 25 -
DETERIORATI 758 66 692 - - -18 - -18 - - 740 -
a) Oggetto di concessione
conformi con le GL
2 - 2 - - - - - - - 2 -
b) Oggetto di misure di
moratoria non più conformi
alle GL e non valutate come
oggetto di concessione
504 1 503 - - -12 - -12 - - 492 -
c) Oggetto di altre misure di
concessione
113 - 113 - - -5 - -5 - - 108 -
d) Nuovi finanziamenti 139 65 74 - - -1 - -1 - - 138 -
E. ALTRI FINANZIAMENTI
NON DETERIORATI
43.768 35.116 8.648 - 4 -274 -44 -230 - - 43.494 -
a) Oggetto di concessione
conformi con le GL
1.089 111 978 - - -40 - -40 - - 1.049 -
b) Oggetto di misure di
moratoria non più conformi
alle GL e non valutate come
oggetto di concessione
2.300 220 2.079 - 1 -88 -1 -87 - - 2.212 -
c) Oggetto di altre misure di
concessione
1.054 4 1.049 - 1 -63 - -63 - - 991 -
d) Nuovi finanziamenti 39.325 34.781 4.542 - 2 -83 -43 -40 - - 39.242 -
TOTALE (A+B+C+D+E) 45.092 35.182 9.340 565 5 -455 -44 -248 -163 - 44.637 -

Nella riga Finanziamenti "oggetto di concessione conformi con le GL" sono riportate le informazioni relative alle attività finanziarie oggetto di moratoria che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID 19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modifiche e integrazioni.

Nella riga Finanziamenti "oggetto di misure di moratoria in essere non più conformi alle GL e non valutate come oggetto di concessione" sono riportati i finanziamenti oggetto di moratoria in essere, valutati come conformi alle EBA/GL/2020/02 alla data di concessione della misura e non più conformi alla data di riferimento del bilancio, che non sono stati classificati dalla banca come "esposizioni oggetto di concessione" (come definite dalle vigenti segnalazioni di vigilanza) a seguito della valutazione effettuata al verificarsi dell'evento che ha generato la non conformità alle EBA/GL/2020/02.

Nella riga "nuovi finanziamenti" sono rappresentate le informazioni relative alle esposizioni a cui è stata concessa nuova liquidità con il supporto di garanzie pubbliche.

I finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19 esposti in tabella comprendono anche i finanziamenti allocati nel portafoglio contabile delle attività finanziarie in via di dismissione.

A.1.6. Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa verso banche: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde

(milioni di euro)
Causali/Categorie Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
scadute
deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 4 79 -
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - -
B. Variazioni in aumento - 1 -
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate - - -
B.2 ingressi da attività finanziarie impaired acquisite o originate - - -
B.3 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate - - -
B.4 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - -
B.5 altre variazioni in aumento - 1 -
- di cui operazioni di aggregazione aziendale
C. Variazioni in diminuzione - -14 -
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate - - -
C.2 write-off - - -
C.3 incassi - -13 -
C.4 realizzi per cessioni - - -
C.5 perdite da cessione - - -
C.6 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate - - -
C.7 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - -
C.8 altre variazioni in diminuzione - -1 -
D. Esposizione lorda finale 4 66 -
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - -

A.1.6. Bis Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa verso banche: dinamica delle esposizioni lorde oggetto di concessioni distinte per qualità creditizia

(milioni di euro)
Causali/Qualità Esposizioni Esposizioni
oggetto di
concessioni:
oggetto di
concessioni:
deteriorate non deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 79 -
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - -
B. Variazioni in aumento 1 13
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni - 13
B.2 ingressi da esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni - X
B.3 ingressi da esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X -
B.4 ingressi da esposizioni deteriorate non oggetto di concessioni - -
B.5 altre variazioni in aumento 1 -
C. Variazioni in diminuzione -14 -4
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni X -
C.2 uscite verso esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni - X
C.3 uscite verso esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X -
C.4 write-off - -
C.5 incassi -13 -3
C.6 realizzi per cessioni - -
C.7 perdite da cessione - -
C.8 altre variazioni in diminuzione -1 -1
D. Esposizione lorda finale 66 9
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - -

A.1.7. Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde

(milioni di euro)
Causali/Categorie Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
scadute
deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 13.755 12.299 637
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 8 15 1
B. Variazioni in aumento 2.270 3.293 1.057
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate 134 2.161 928
B.2 ingressi da attività finanziarie impaired acquisite o originate - - -
B.3 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate 1.466 495 12
B.4 modifiche contrattuali senza cancellazioni - 8 -
B.5 altre variazioni in aumento 670 629 117
C. Variazioni in diminuzione -6.564 -5.677 -920
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate -88 -544 -291
C.2 write-off -1.124 -252 -2
C.3 incassi -757 -1.148 -122
C.4 realizzi per cessioni -1.112 -1.416 -8
C.5 perdite da cessione -17 -15 -
C.6 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate -108 -1.400 -465
C.7 modifiche contrattuali senza cancellazioni - -28 -
C.8 altre variazioni in diminuzione -3.358 -874 -32
D. Esposizione lorda finale 9.461 9.915 774
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 196 862 242

Nelle "Altre variazioni in aumento" sono ricompresi, prevalentemente, gli incrementi dei saldi per addebiti e l'incremento dei saldi in valuta a seguito della variazione del tasso di cambio.

Le "Altre variazioni in diminuzione" includono principalmente i portafogli creditizi classificati come "sofferenze" e "inadempienze probabili" oggetto di cessione nel corso dell'esercizio.

A.1.7. Bis Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni lorde oggetto di concessioni distinte per qualità creditizia

(milioni di euro)
Causali/Qualità Esposizioni
oggetto di
concessioni:
deteriorate
Esposizioni
oggetto di
concessioni: non
deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 7.244 5.899
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 11 2
B. Variazioni in aumento 2.315 5.426
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni 617 4.711
B.2 ingressi da esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni 344 X
B.3 ingressi da esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X 323
B.4 ingressi da esposizioni deteriorate non oggetto di concessioni 433 7
B.5 altre variazioni in aumento 921 385
C. Variazioni in diminuzione -3.389 -2.709
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni X -1.362
C.2 uscite verso esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni -323 X
C.3 uscite verso esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X -344
C.4 write-off -239 -
C.5 incassi -594 -781
C.6 realizzi per cessioni -687 -1
C.7 perdite da cessione -8 -
C.8 altre variazioni in diminuzione -1.538 -221
D. Esposizione lorda finale 6.170 8.616
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 580 1.780

Nelle "Altre variazioni in aumento" sono ricompresi, prevalentemente, gli incrementi dei saldi per addebiti.

Le "Altre variazioni in diminuzione" includono principalmente i portafogli creditizi classificati come "sofferenze" e "inadempienze probabili" oggetto di cessione nel corso dell'esercizio.

A.1.8 Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa deteriorate verso banche: dinamica delle rettifiche di valore complessive

(milioni di euro)
Causali/Categorie SOFFERENZE INADEMPIENZE
PROBABILI
ESPOSIZIONI SCADUTE
DETERIORATE
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
A. Rettifiche complessive iniziali 4 - 14 14 - -
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - - - - -
B. Variazioni in aumento - - 2 - - -
B.1 rettifiche di valore di attività impaired acquisite o
originate
- X - X - X
B.2 altre rettifiche di valore - - - - - -
B.3 perdite da cessione - - - - - -
B.4 trasferimenti da altre categorie di esposizioni
deteriorate
- - - - - -
B.5 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - - - - -
B.6 altre variazioni in aumento - - 2 - - -
C. Variazioni in diminuzione - - -3 -1 - -
C.1 riprese di valore da valutazione - - -1 -1 - -
C.2 riprese di valore da incasso - - -2 - - -
C.3 utili da cessione - - - - - -
C.4 write-off - - - - - -
C.5 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni
deteriorate
- - - - - -
C.6 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - - - - -
C.7 altre variazioni in diminuzione - - - - - -
D. Rettifiche complessive finali 4 - 13 13 - -
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - - - - -

A.1.9 Consolidato prudenziale – Esposizioni creditizie per cassa deteriorate verso clientela: dinamica delle rettifiche di valore complessive

(milioni di euro)
Causali/Categorie SOFFERENZE INADEMPIENZE
PROBABILI
ESPOSIZIONI SCADUTE
DETERIORATE
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
A. Rettifiche complessive iniziali 8.737 1.066 4.771 1.596 111 4
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 3 - 3 2 - -
B. Variazioni in aumento 3.234 663 1.951 805 213 32
B.1 rettifiche di valore di attività impaired acquisite o
originate
- X - X - X
B.2 altre rettifiche di valore 2.324 434 1.408 567 163 31
B.3 perdite da cessione 17 13 15 13 - -
B.4 trasferimenti da altre categorie di esposizioni
deteriorate
668 200 161 10 3 -
B.5 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - 83 83 1 1
B.6 altre variazioni in aumento 225 16 284 132 46 -
C. Variazioni in diminuzione -5.074 -435 -2.140 -839 -172 -4
C.1 riprese di valore da valutazione -277 -54 -322 -152 -39 -
C.2 riprese di valore da incasso -143 -11 -140 -66 -10 -
C.3 utili da cessione -65 -14 -25 -19 - -
C.4 write-off
C.5 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni
-1.124 -130 -252 -109 -2 -
deteriorate -72 -7 -652 -200 -108 -3
C.6 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - -16 -16 - -
C.7 altre variazioni in diminuzione -3.393 -219 -733 -277 -13 -1
D. Rettifiche complessive finali 6.897 1.294 4.582 1.562 152 32
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 105 28 221 116 35 4

Nelle "Altre variazioni in aumento" sono ricompresi, prevalentemente, gli incassi di crediti cancellati integralmente dal bilancio (in contropartita della voce "Riprese di valore da incasso") e gli incrementi dei saldi dei fondi in valuta a seguito della variazione del tasso di cambio.

Le "Altre variazioni in diminuzione" includono principalmente i portafogli creditizi classificati come "sofferenze" e "inadempienze probabili" oggetto di cessione nel corso dell'esercizio. In tale voce trovano inoltre allocazione gli incassi di interessi di mora accertati in esercizi precedenti, le perdite da cessione per la quota non coperta da fondo, il decremento dei fondi in valuta a seguito della variazione del tasso di cambio, nonché la riduzione dei fondi rettificativi dovuta al trascorrere del tempo.

A.2. Classificazione delle esposizioni in base ai rating esterni e interni

A.2.1. Consolidato prudenziale - Distribuzione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate per classi di rating esterni (valori lordi)

Il Gruppo Intesa Sanpaolo adotta sui portafogli oggetto della segnalazione le valutazioni delle seguenti agenzie di rating esterne: Standard & Poor's Ratings Services, Moody's Investors Service, Fitch Ratings e DBRS Morningstar. Le suddette agenzie sono valide per tutte le banche appartenenti al Gruppo .

Si evidenzia che, in ottemperanza a quanto sancito dalla normativa, laddove siano presenti due valutazioni dello stesso cliente, viene adottata quella più prudenziale; nel caso di tre valutazioni quella intermedia, qualora presenti tutte le valutazioni, la seconda migliore.

(milioni di euro)
Esposizioni CLASSI RATING ESTERNI SENZA
RATING
TOTALE
Classe 1 Classe 2 Classe 3 Classe 4 Classe 5 Classe 6
A. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato 23.118 27.833 191.543 9.758 6.140 510 421.664 680.566
- Primo stadio 23.103 25.860 190.032 8.954 5.450 183 350.243 603.825
- Secondo stadio 15 1.973 1.511 802 466 130 56.146 61.043
- Terzo stadio - - - - 224 197 14.689 15.110
- Impaired acquisite o originate - - - 2 - - 586 588
B. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
19.057 13.997 22.543 2.238 3.000 127 3.443 64.405
- Primo stadio 19.031 13.975 22.504 2.189 2.979 99 3.363 64.140
- Secondo stadio 26 22 39 49 21 14 59 230
- Terzo stadio - - - - - 14 21 35
- Impaired acquisite o originate - - - - - - - -
C. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - - - 4.504 4.504
- Primo stadio - - - - - - - -
- Secondo stadio - - - - - - - -
- Terzo stadio - - - - - - 4.408 4.408
- Impaired acquisite o originate - - - - - - 96 96
Totale (A+B+C) 42.175 41.830 214.086 11.996 9.140 637 429.611 749.475
D. Impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie
rilasciate
- Primo stadio 16.141 27.986 50.760 14.046 2.815 101 153.160 265.009
- Secondo stadio 20 298 1.076 924 334 73 19.472 22.197
- Terzo stadio - - - - 43 5 1.476 1.524
- Impaired acquisite o originate - - - - - - 7 7
Totale (D) 16.161 28.284 51.836 14.970 3.192 179 174.115 288.737
Totale (A+B+C+D) 58.336 70.114 265.922 26.966 12.332 816 603.726 1.038.212

Le tabelle che seguono riportano il raccordo (mapping) tra le classi di rischio ed i rating delle agenzie utilizzate.

Mapping dei rating a lungo termine rilasciati dalle agenzie di rating esterne

Rating a lungo termine per esposizioni verso: amministrazioni centrali e banche centrali, intermediari vigilati; enti del settore pubblico; enti territoriali, banche multilaterali di sviluppo; imprese e altri soggetti

ECAI
Moody's Fitch
Standard & Poor's
DBRS Morningstar
Classe di merito di credito
Classe 1 da Aaa a Aa3 da AAA a AA
Classe 2 da A1 a A3 da A+ a A
Classe 3 da Baa1 a Baa3 da BBB+ a BBB
Classe 4 da Ba1 a Ba3 da BB+ a BB
Classe 5 da B1 a B3 da B+ a B
Classe 6 Caa1 e inferiori CCC+ e inferiori

Rating a breve termine per esposizioni verso intermediari vigilati e imprese

ECAI
Moody's Fitch Standard & Poor's DBRS Morningstar
Classe di merito di credito
Classe 1 P -1 F1 +, F1 A -1 + , A -1 R -1
Classe 2 P -2 F2 A -2 R -2
Classe 3 P -3 F3 A -3 R -3
Classe da 4 a 6 NP inferiori a F3 inferiori a A -3 R-4 R-5

Rating per esposizioni verso OICR

ECAI
Moody's Fitch
DBRS Morningstar
Standard & Poor's
Classe di merito di credito
Classe 1 da Aaa a Aa3 da AAA a AA- da AAA m/f a AA - m/f
Classe 2 da A1 a A3 da A+ a A- da A + m/f a A - m/f
Classi 3 e 4 da Baa1 a Ba3 da BBB+ a BB- da BBB + m/f a BB - m/f
Classi 5 e 6 B1 e inferiori B+ e inferiori B + m/f e inferiori

Metodo standardizzato – Rating a lungo termine per esposizioni verso cartolarizzazioni

Moody's DBRS Morningstar Fitch
Standard & Poor's
Classe di merito di credito
Classe 1 da Aaa a Aa3 da AAA a AAL da AAA a AA
Classe 2 da A1 a A3 da AH a AL da A+ a A
Classe 3 da Baa1 a Ba3 da BBBH a BBBL da BBB+ a BBB
Classe 4 da Ba1 a Ba3 da BBH a BBL da BB+ a BB
Classe 5 B1 e inferiori BH e inferiori B+ e inferiori

Metodo standardizzato – Rating a breve termine per esposizioni verso cartolarizzazioni

ECAI
Moody's Fitch Standard & Poor's
Classe di merito di credito
Classe 1 P -1 F 1 +, F 1 R-1 (high), R-1
(middle), R-1 (low)
A -1 + , A -1
Classe 2 P -2 F2 R-2 (high), R-2
(middle), R-2 (low)
A -2
Classe 3 P -3 F3 R-3 A -3
Classi da 4 a 6 NP inferiori a F3 - inferiori a A -3

Metodo IRB – Rating a lungo termine per esposizioni verso cartolarizzazioni

ECAI
Moody's DBRS Morningstar Fitch
Standard & Poor's
Classe di merito di credito
Classe 1 Aaa AAA AAA
Classe 2 Aa AA AA
Classe 3 A1 AH A+
Classe 4 A2 A A
Classe 5 A3 AL A
Classe 6 Baa1 BBBH BBB+
Classe 7 Baa2 BBBH BBB
Classe 8 Baa3 BBBL BBB
Classe 9 Ba1 BBH BB+
Classe 10 Ba2 BB BB
Classe 11 Ba3 BBL BB
Classe 12 Inferiori a Ba3 inferiori a BBL Inferiori a BB

Metodo IRB – Rating a breve termine per esposizioni verso cartolarizzazioni

ECAI
Moody's Fitch DBRS Morningstar Standard & Poor's
Classe di merito di credito
Classe 1 P -1 F 1 +, F 1 R-1 (high), R-1
(middle), R-1 (low)
A -1 + , A -1
Classe 2 P -2 F2 R-2 (high), R-2
(middle), R-2 (low)
A -2
Classe 3 P -3 F3 R-3 A -3
Tutte le altre valutazioni del merito di credito inferiori a P-3 inferiori a F3 Tutti gli altri rating inferiori a A -3

A.2.2. Consolidato prudenziale - Distribuzione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate per classi di rating interni (valori lordi)

Come già evidenziato nelle Informazioni di natura qualitativa, nel paragrafo "La normativa Basilea 3", il Gruppo Intesa Sanpaolo dispone di un insieme di rating validati relativi ai diversi segmenti di operatività delle controparti (Corporate, SME Retail, Retail, Enti del Settore Pubblico e Banche).

Ai fini della redazione della tabella, oltre ai rating relativi ai modelli validati, sono stati impiegati tutti i rating utilizzati nei sistemi di gestione e controllo dei rischi creditizi, ivi compresi i rating di agenzie esterne per controparti appartenenti a segmenti di clientela per cui non è disponibile un modello interno.

Le esposizioni prive di rating ammontano al 6,5% di quelle relative alle controparti in bonis e si riferiscono ai portafogli non coperti da modelli di rating, a controparti per le quali il roll out dei modelli di rating non è ancora stato completato (principalmente controllate estere), nonché alle società del Gruppo con mission principale diversa da quella creditizia integrate nel sistema di credit risk management o a esposizioni marginali.

Escludendo le controparti prive di rating e i crediti deteriorati, si osserva una concentrazione elevata nelle classi investment grade (classi 1, 2, 3 che rappresentano i rating tra AAA e BBB-), pari al 77% del totale, mentre il 18,1% rientra nella fascia BB+/BB (classe 4) e il 4,9% nelle classi più rischiose (di cui lo 0,5% inferiore a B-).

(milioni di euro)
Esposizioni Classi di rating interni Senza
rating
Totale
Classe 1 Classe 2 Classe 3 Classe 4 Classe 5 Classe 6
A. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 75.560 97.416 300.712 110.208 29.410 5.771 61.489 680.566
- Primo stadio 75.148 95.987 290.154 87.315 15.202 949 39.070 603.825
- Secondo stadio 412 1.428 10.546 22.858 13.394 3.266 9.139 61.043
- Terzo stadio - - 4 2 781 1.531 12.792 15.110
- Impaired acquisite o originate - 1 8 33 33 25 488 588
B. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
16.974 14.855 20.164 3.245 2.759 51 6.357 64.405
- Primo stadio 16.968 14.814 20.127 3.202 2.741 41 6.247 64.140
- Secondo stadio 6 41 37 43 18 10 75 230
- Terzo stadio - - - - - - 35 35
- Impaired acquisite o originate - - - - - - - -
C. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - 63 335 4.106 4.504
- Primo stadio - - - - - - - -
- Secondo stadio - - - - - - - -
- Terzo stadio - - - - 63 334 4.011 4.408
- Impaired acquisite o originate - - - - - 1 95 96
Totale (A+B+C) 92.534 112.271 320.876 113.453 32.232 6.157 71.952 749.475
D. Impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate
- Primo stadio 29.513 59.998 112.621 49.158 6.369 414 6.936 265.009
- Secondo stadio 84 508 2.977 9.830 3.418 502 4.878 22.197
- Terzo stadio - - - 1 93 216 1.214 1.524
- Impaired acquisite o originate - - - - - - 7 7
Totale (D) 29.597 60.506 115.598 58.989 9.880 1.132 13.035 288.737
Totale (A+B+C+D) 122.131 172.777 436.474 172.442 42.112 7.289 84.987 1.038.212

Oltre alle tabelle previste dalla normativa, di seguito viene riportata la distribuzione dei rating relativa ai finanziamenti verso la clientela in bonis appartenente alle principali Banche del Gruppo.

Al 31 dicembre 2021, la quota dei crediti verso clientela in bonis a cui è stato attribuito un rating analitico o da agenzia esterna, rappresenta il 95% dei crediti delle principali Banche del Gruppo.

La distribuzione evidenzia una quota elevata di Investment Grade (da AAA a BBB incluso), pari al 67,1%, in lieve miglioramento rispetto all'esercizio precedente (66,6%).

Gli spostamenti tra classi di rating sono principalmente determinati dalle variazioni dei parametri di rischio conseguenti all'aggiornamento dei modelli.

Di seguito si evidenziano i dettagli relativi alla distribuzione rating dei seguenti portafogli: Corporate, Mutui Retail (Mutui residenziali a privati), SME Retail e altri crediti a privati, Sovereign & Enti Pubblici.

I portafogli evidenziano una quota di Investment Grade rispettivamente pari al 59,2%, 79,5%, 58,6%, e 91,8%.

A.3. Distribuzione delle esposizioni creditizie garantite per tipologia di garanzia

A.3.1. Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche garantite

(milioni di euro)
Esposizione
lorda
Esposizione
netta
Garanzie reali
(1)
(*) Garanzie personali (*)
(2)
Derivati su crediti
Immobili -
ipoteche
Immobili -
finanziamenti
Titoli Altre
garanzie
CLN Altri
derivati
per leasing reali Controparti
centrali
1. Esposizioni creditizie per cassa garantite: 10.030 10.030 - 5 9.526 - - -
1.1. totalmente garantite 9.528 9.528 - 5 9.294 - - -
- di cui deteriorate - - - - - - - -
1.2. parzialmente garantite 502 502 - - 232 - - -
- di cui deteriorate - - - - - - - -
2. Esposizioni creditizie "fuori bilancio"
garantite:
10.542 10.542 - - 5.842 2.598 - -
2.1. totalmente garantite 8.337 8.337 - - 5.811 1.372 - -
- di cui deteriorate - - - - - - - -
2.2. parzialmente garantite 2.205 2.205 - - 31 1.226 - -
- di cui deteriorate - - - - - - - -

(*) Fair Value della garanzia o, qualora sia di difficile determinazione, valore contrattuale della stessa, quest'ultimo esposto - come previsto dalla normativa - sino a concorrenza del valore dell'esposizione netta.

(milioni di euro)
Garanzie personali (*)
(2)
Derivati su crediti
Altri derivati Amministrazioni Banche Altre Altri
soggetti
(1)+(2)
Banche Altre
società
finanziarie
Altri
soggetti
pubbliche società
finanziarie
1. Esposizioni creditizie per cassa garantite: - - - 57 49 78 63 9.778
1.1. totalmente garantite - - - 4 49 - 63 9.415
- di cui deteriorate - - - - - - - -
1.2. parzialmente garantite - - - 53 - 78 - 363
- di cui deteriorate - - - - - - - -
2. Esposizioni creditizie "fuori bilancio"
garantite: - - - 91 51 - 85 8.667
2.1. totalmente garantite - - - 80 46 - 47 7.356
- di cui deteriorate - - - - - - - -
2.2. parzialmente garantite - - - 11 5 - 38 1.311
- di cui deteriorate - - - - - - - -

(*) Fair Value della garanzia o, qualora sia di difficile determinazione, valore contrattuale della stessa, quest'ultimo esposto - come previsto dalla normativa - sino a concorrenza del valore dell'esposizione netta.

A.3.2. Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela garantite

(milioni di euro)
Esposizione
lorda
Esposizione
netta
Garanzie reali (*)
(1)
Garanzie personali (*)
(2)
Derivati su crediti
Immobili -
Ipoteche
Immobili -
finanziamenti
per leasing
Titoli Altre
garanzie
reali
CLN Altri
derivati
Controparti
centrali
1. Esposizioni creditizie per cassa garantite: 329.612 320.597 163.354 9.290 29.249 12.343 - -
1.1. totalmente garantite 268.762 261.242 160.432 9.036 28.865 9.621 - -
- di cui deteriorate 11.949 5.846 3.785 713 30 176 - -
1.2. parzialmente garantite 60.850 59.355 2.922 254 384 2.722 - -
- di cui deteriorate 2.097 914 361 96 29 25 - -
2. Esposizioni creditizie "fuori bilancio"
garantite:
49.595 49.489 2.329 18 12.150 2.244 - -
2.1. totalmente garantite 39.959 39.883 1.745 7 11.673 1.827 - -
- di cui deteriorate 336 299 62 - 4 5 - -
2.2. parzialmente garantite 9.636 9.606 584 11 477 417 - -
- di cui deteriorate 128 110 25 - - 15 - -

(*) Fair Value della garanzia o, qualora sia di difficile determinazione, valore contrattuale della stessa, quest'ultimo esposto - come previsto dalla normativa - sino a concorrenza del valore dell'esposizione netta.

(milioni di euro)
Garanzie personali (*)
(2)
Derivati su crediti
Altri derivati Amministrazioni Banche Altre Altri
soggetti
(1)+(2)
Banche Altre
società
finanziarie
Altri
soggetti
pubbliche società
finanziarie
1. Esposizioni creditizie per cassa garantite: 45 - - 53.193 612 2.024 26.091 296.201
1.1. totalmente garantite - - - 26.963 239 1.377 19.921 256.454
- di cui deteriorate - - - 351 - 74 637 5.766
1.2. parzialmente garantite 45 - - 26.230 373 647 6.170 39.747
- di cui deteriorate - - - 107 - 10 89 717
2. Esposizioni creditizie "fuori bilancio"
garantite:
- - - 2.818 129 1.416 24.306 45.410
2.1. totalmente garantite - - - 1.934 101 1.192 20.761 39.240
- di cui deteriorate - - - 45 - 3 177 296
2.2. parzialmente garantite - - - 884 28 224 3.545 6.170
- di cui deteriorate - - - 4 - - 27 71

(*) Fair Value della garanzia o, qualora sia di difficile determinazione, valore contrattuale della stessa, quest'ultimo esposto - come previsto dalla normativa - sino a concorrenza del valore dell'esposizione netta.

A.4. Consolidato prudenziale – Attività finanziarie e non finanziarie ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute

(milioni di euro)
Esposizione
creditizia
cancellata
Valore
lordo
Rettifiche di
valore
complessive
Valore di bilancio di cui
ottenute nel
corso
dell'esercizio
A. Attività materiali 359 399 -49 350 26
A.1. Ad uso funzionale 2 2 - 2 -
A.2. A scopo di investimento 144 143 -5 138 8
A.3. Rimanenze 213 254 -44 210 18
B. Titoli di capitale e titoli di debito 372 372 -147 225 9
C. Altre attività - - - - -
D. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 4 4 - 4 1
D.1. Attività materiali 4 4 - 4 1
D.2. Altre attività - - - - -
Totale
31.12.2021
735 775 -196 579 36
Totale
31.12.2020
731 797 -196 601 160

Per il Gruppo, i beni escussi (valore di bilancio) sono rappresentati principalmente da:

– Attività materiali ad uso funzionale: fabbricati (2 milioni);

– Attività materiali a scopo di investimento: fabbricati (100 milioni); terreni (38 milioni);

– Attività materiali – Rimanenze: fabbricati (191 milioni), terreni (18 milioni); altro (1 milione);

  • Titoli di capitale e titoli di debito:
    • o partecipazioni per 46 milioni di euro (di cui 46 milioni riferiti alla partecipazione Risanamento);
    • o attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value per 116 milioni;

o attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per 63 milioni.

Si tratta di attività finanziarie non precedentemente concesse dal debitore a garanzia di preesistenti finanziamenti erogati, ma acquisite nell'ambito di accordi bilaterali con lo stesso, a seguito dei quali il Gruppo ha provveduto alla cancellazione dell'esposizione creditizia;

– Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: fabbricati (4 milioni).

B. DISTRIBUZIONE E CONCENTRAZIONE DELLE ESPOSIZIONI CREDITIZIE

B.1. Consolidato prudenziale - Distribuzione settoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela

(milioni di euro)
Esposizioni/Controparti Amministrazioni pubbliche Società finanziarie Società finanziarie (di cui:
imprese di assicurazione)
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze 126 -115 29 -153 - -
- di cui esposizioni oggetto di concessioni - - 10 -76 - -
A.2 Inadempienze probabili 257 -62 202 -200 - -
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 29 -39 38 -37 - -
A.3 Esposizioni scadute deteriorate 1 - 97 -25 - -
- di cui esposizioni oggetto di concessioni - - 79 -21 - -
A.4 Esposizioni non deteriorate 115.179 -116 69.268 -168 1.665 -
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 123 -5 260 -5 - -
Totale (A) 115.563 -293 69.596 -546 1.665 -
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 45 -2 43 -2 - -
B.2 Esposizioni non deteriorate 39.594 -6 55.110 -28 8.407 -
Totale (B) 39.639 -8 55.153 -30 8.407 -
Totale (A+B) 31.12.2021 155.202 -301 124.749 -576 10.072 -
Totale (A+B) 31.12.2020 153.444 -244 123.693 -655 10.268 -1
(milioni di euro)
Esposizioni/Controparti Società non finanziarie Famiglie
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze 1.687 -5.047 722 -1.582
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 408 -1.000 137 -218
A.2 Inadempienze probabili 3.341 -3.497 1.533 -823
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 1.764 -1.210 759 -276
A.3 Esposizioni scadute deteriorate 107 -22 417 -105
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 23 -4 35 -7
A.4 Esposizioni non deteriorate 221.968 -1.641 174.497 -662
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 5.914 -437 1.806 -66
Totale (A) 227.103 -10.207 177.169 -3.172
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 1.138 -215 48 -14
B.2 Esposizioni non deteriorate 216.141 -160 16.081 -19
Totale (B) 217.279 -375 16.129 -33
Totale (A+B)
31.12.2021
444.382 -10.582 193.298 -3.205
Totale (A+B)
31.12.2020
452.389 -12.472 199.700 -3.921

B.2. Consolidato prudenziale - Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela

(milioni di euro)
Esposizioni/Aree geografiche Italia Altri paesi europei
Esposizione
netta
Rettifiche valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze 2.401 -6.301 160 -479
A.2 Inadempienze probabili 4.646 -4.202 344 -225
A.3 Esposizioni scadute deteriorate 551 -107 58 -38
A.4 Esposizioni non deteriorate 403.311 -1.909 123.932 -556
Totale (A) 410.909 -12.519 124.494 -1.298
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 1.166 -178 49 -51
B.2 Esposizioni non deteriorate 173.500 -141 107.364 -59
Totale (B) 174.666 -319 107.413 -110
Totale (A+B)
31.12.2021
585.575 -
-12.838
231.907 -
-1.408
Totale (A+B)
31.12.2020
637.291 -15.308 210.600 -1.514
(milioni di euro)
Esposizioni/Aree geografiche America Asia Resto del mondo
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze - -52 - -2 3 -63
A.2 Inadempienze probabili 21 -53 65 -37 257 -65
A.3 Esposizioni scadute deteriorate - - - - 13 -7
A.4 Esposizioni non deteriorate 26.586 -40 16.627 -22 10.456 -60
Totale (A) 26.607 -145 16.692 -61 10.729 -195
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 12 - 2 - 45 -4
B.2 Esposizioni non deteriorate 29.931 -3 12.393 -3 3.738 -7
Totale (B) 29.943 -3 12.395 -3 3.783 -11
Totale (A+B)
31.12.2021
56550
56.550
-148 29.087 -64 14.512 -206
Totale (A+B)
31.12.2020
47.935 -218 22.497 -80 10.903 -172

B.2.bis Consolidato prudenziale – Ripartizione per area geografica dei rapporti con clientela residente in Italia

(milioni di euro)
Esposizioni / Aree geografiche Italia Nord Ovest Italia Nord Est Italia Centro Italia Sud e Isole
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze 703 -1.966 435 -1.220 584 -1.483 679 -1.632
A.2 Inadempienze probabili 1.826 -1.867 735 -656 1.179 -995 906 -684
A.3 Esposizioni scadute deteriorate 239 -50 63 -12 107 -19 142 -26
A.4 Esposizioni non deteriorate 140.495 -795 71.155 -325 134.047 -417 57.614 -372
Totale A 143.263 -4.678 72.388 -2.213 135.917 -2.914 59.341 -2.714
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 470 -52 332 -48 247 -66 117 -12
B.2 Esposizioni non deteriorate 71.288 -69 32.029 -29 57.291 -26 12.892 -17
Totale B 71.758 -121 32.361 -77 57.538 -92 13.009 -29
Totale (A+B)
31.12.2021
215.021 -4.799 104.749 -2.290 193.455 -3.006 72.350 -2.743
Totale (A+B)
31.12.2020
247.198 -5.616 108.333 -2.741 207.399 -3.750 74.361 -3.201

B.3. Consolidato prudenziale - Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso banche

(milioni di euro)
Italia Altri paesi europei
Esposizioni/Aree geografiche Esposizioni netta Rettifiche valore
complessive
Esposizioni netta Rettifiche valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze - - - -1
A.2 Inadempienze probabili - - - -
A.3 Esposizioni scadute deteriorate - - - -
A.4 Esposizioni non deteriorate 127.445 -4 42.213 -10
Totale (A) 127.445 -4 42.213 -11
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate - - - -
B.2 Esposizioni non deteriorate 8.688 - 37.909 -
Totale (B) 8.688 - 37.909 -
Totale (A+B) 31.12.2021 136.133 -4 80.122 -11
Totale (A+B) 31.12.2020 86.330 -9 71.866 -19
(milioni di euro)
America Asia Resto del mondo
Esposizioni/Aree geografiche Esposizioni
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizioni
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizioni
netta
Rettifiche
valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze - - - -3 - -
A.2 Inadempienze probabili 52 -13 - - 1 -
A.3 Esposizioni scadute deteriorate - - - - - -
A.4 Esposizioni non deteriorate 5.508 -1 3.196 -1 2.964 -9
Totale (A) 5.560 -14 3.196 -4 2.965 -9
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 14 - - - 10 -
B.2 Esposizioni non deteriorate 6.014 - 9.897 - 2.517 -1
Totale (B) 6.028 - 9.897 - 2.527 -1
Totale (A+B) 31.12.2021 11.588 -14 13.093 -4 5.492 -10
Totale (A+B) 31.12.2020 8.288 -16 11.615 -8 4.198 -7

B.3.bis Consolidato prudenziale – Ripartizione per area geografica dei rapporti con banche residenti in Italia

(milioni di euro)
Esposizioni/Aree geografiche ITALIA NORD OVEST ITALIA NORD EST ITALIA CENTRO ITALIA SUD E ISOLE
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze - - - - - - - -
A.2 Inadempienze probabili - - - - - - - -
A.3 Esposizioni scadute deteriorate - - - - - - - -
A.4 Esposizioni non deteriorate 3.410 -3 625 - 123.402 -1 8 -
Totale A 3.410 -3 625 - 123.402 -1 8 -
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate - - - - - - - -
B.2 Esposizioni non deteriorate 5.559 - 849 - 2.083 - 197 -
Totale B 5.559 - 849 - 2.083 - 197 -
Totale (A+B)
31.12.2021
8.969 -
-3
1.474 -
-
125.485 -
-1
205 -
-
Totale (A+B)
31.12.2020
10.165 -4 1.341 - 74.602 -5 222 -

B.4 Grandi esposizioni

Grandi esposizioni
a) Valore di bilancio (milioni di euro) 295.716
b) Valore ponderato (milioni di euro) 23.602
c) Numero 9

In base alle disposizioni normative vigenti il numero delle grandi esposizioni esposto in tabella è determinato facendo riferimento alle "esposizioni" non ponderate che superano il 10% del Capitale di Classe 1, così come definito dai Regolamenti UE n. 876/2019 (CRR2) e n. 575/2013 (CRR), dove per "esposizioni" si intende la somma delle attività di rischio per cassa e delle operazioni fuori bilancio (escluse quelle dedotte dal Capitale di Classe 1) nei confronti di un cliente, o di un gruppo di clienti connessi, senza l'applicazione di fattori di ponderazione. Tali criteri espositivi portano a ricomprendere nella tabella di bilancio relativa alle grandi esposizioni anche soggetti che – pur con ponderazione pari allo 0% - presentano un'esposizione non ponderata superiore al 10% del Capitale di Classe 1 ai fini dei grandi rischi.

Conformemente a quanto previsto nel documento EBA "Orientamenti sui clienti connessi ai sensi dell'articolo 4.1 punto 39) del regolamento (UE) n.575/2013", sono previste - nelle segnalazioni di vigilanza - modalità convenzionali di rappresentazione dei Gruppi di clienti connessi che possono prevedere (nel caso dei c.d. silos) la ripetizione - in corrispondenza di ogni gruppo economico direttamente controllato da un'Amministrazione centrale o ad essa legato da dipendenza economica - delle esposizioni verso le Amministrazioni centrali corrispondenti.

Si precisa che gli ammontari di cui alle lettere a) e b) e la numerosità di cui alla lettera c) riportati nella tabella sopra riportata considerano tuttavia una volta sola l'esposizione nei confronti delle varie Amministrazioni Centrali verso cui il Gruppo Intesa Sanpaolo risulta esposto.

C. OPERAZIONI DI CARTOLARIZZAZIONE

Non formano oggetto di rilevazione nella presente sezione le operazioni di cartolarizzazione nelle quali siano originator banche del Gruppo Intesa Sanpaolo e per le quali il complesso delle passività emesse (es. titoli ABS, finanziamenti nella fase di warehousing) dalle società veicolo sia sottoscritto all'atto dell'emissione da una o più società del Gruppo. Per l'illustrazione di questa tipologia di operazioni si rimanda alla sezione della Parte E della Nota Integrativa Consolidata relativa al rischio di liquidità.

Informazioni di natura qualitativa

Si riepilogano di seguito le operazioni di cartolarizzazione effettuate nel corso del 2021.

Cartolarizzazioni GARC

Nell'ambito dell'operatività "GARC" nel corso dell'esercizio Intesa Sanpaolo ha perfezionato quattro nuove operazioni di cartolarizzazione sintetica: GARC SME-10, GARC Residential Mortgages-2, GARC High Potential-1 e GARC Corp-4. Nello specifico:

  • i) Per l'operazione GARC SME-10 è stato ceduto al Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI) il rischio mezzanine relativo ad un portafoglio di circa 1,4 miliardi di finanziamenti verso circa 4.500 imprese appartenenti ai segmenti regolamentari Corporate e SME Corporate valutati attraverso l'applicazione dei modelli interni (IRB Avanzato). L'iniziativa, realizzata in cooperazione con la Banca Europea per gli Investimenti (BEI), è volta a mettere a disposizione nuovi finanziamenti per complessivi 300 milioni alle PMI e Midcap;
  • ii) Per l'operazione GARC Residential Mortgages-2 sono stati ceduti ad investitori specializzati il rischio upper junior e il rischio mezzanine di un portafoglio di circa 1,3 miliardi di mutui ipotecari verso circa 13.500 clienti retail, valutati attraverso l'applicazione dei modelli interni (IRB Avanzato);
  • iii) Per l'operazione GARC High Potential-1 è stato ceduto ad investitori specializzati il rischio mezzanine relativo ad un portafoglio di circa 0,5 miliardi di finanziamenti verso circa 1.300 imprese appartenenti al segmento regolamentare Corporate e SME Corporate, valutati attraverso l'applicazione dei modelli interni (IRB Avanzato);
  • iv) Per l'operazione GARC CORP-4 è stato ceduto ad investitori specializzati il rischio junior relativo ad un portafoglio di circa 3,1 miliardi di finanziamenti verso circa 550 imprese appartenenti al segmento regolamentare Corporate e SME Corporate valutati attraverso l'applicazione dei modelli interni (IRB Avanzato).

Per tali operazioni Intesa Sanpaolo detiene il 5% del portafoglio cartolarizzato in ottemperanza alla retention rule prevista dalla normativa di vigilanza.

I portafogli delle operazioni sono prevalentemente costituiti da clientela operante nel Nord Italia.

Cartolarizzazione Tranched Cover – Fondo di Garanzia per le PMI

Nel corso del 2021, nell'ambito delle attività con il Fondo di Garanzia per le PMI, è stato concluso il ramp-up per l'operazione tranched cover a copertura del rischio junior di un portafoglio di finanziamenti di nuova erogazione pari a circa 37,4 milioni verso circa 230 imprese.

Per tale operazione di cartolarizzazione sintetica Intesa Sanpaolo detiene il 20% del portafoglio cartolarizzato in ottemperanza alla retention rule prevista dalla normativa di vigilanza.

Cartolarizzazione "Tranched Cover Confcommercio"

Nel corso dell'esercizio è stato concluso il ramp-up di di un portafoglio di circa 8,8 milioni verso circa 100 imprese relativo all'operazione di cartolarizzazione sintetica «Tranched Cover Confcommercio», dedicata alle aziende associate alla Confcommercio e ai Confidi territoriali con l'obiettivo di favorire l'accesso a nuovo credito e immettere risorse finanziarie a sostegno di commercio, turismo e servizi, supportando gli investimenti per la crescita, l'adeguamento tecnologico e l'innovazione delle imprese. Nell'ambito dell'operazione, il rischio mezzanine è stato ceduto a Fin.Promo.Ter. e il rischio Junior è coperto dal Fondo di Garanzia per le PMI.

Per tale operazione Intesa Sanpaolo detiene il 100% delle tranche senior e il 20% delle tranche junior e mezzanine in ottemperanza alla retention rule prevista dalla normativa di vigilanza.

Cartolarizzazione Kerdos

Nell'ambito della strategia di riduzione del profilo di rischio prevista dal Piano d'Impresa 2018-2021, e, nello specifico, in coerenza con il piano di de-risking 2021 approvato dal Consiglio di Amministrazione del 18/12/2020, in data 15/11/2021 si è perfezionata l'operazione di cessione per il tramite di una cartolarizzazione di un portafoglio di crediti prevalentemente classificati come "inadempienze probabili" (Unlikely To Pay – UTP) di Intesa Sanpaolo a Kerdos SPV S.r.l. (SPV). Il portafoglio oggetto di cessione al 30 aprile 2021 (data di cut-off) aveva un Gross Book Value (GBV) pari a circa 2 miliardi (GBV contabile al lordo PPA) ed il prezzo di cessione è pari a circa 0,7 miliardi, sostanzialmente in linea con il Net Book Value (NBV) del portafoglio.

Nell'ambito dell'operazione, Prelios S.p.A. opera quale master, corporate e special servicer della cartolarizzazione.

  • L'operazione di cessione si è perfezionata mediante i seguenti passaggi:
  • (i) trasferimento al SPV di un portafoglio di crediti riferiti a rapporti a medio lungo termine e a breve termine non revolving nonché di un portafoglio di crediti di leasing;
  • (ii) trasferimento a un intermediario finanziario, appartenente al Gruppo Prelios, di tutti i rapporti giuridici attivi e passivi afferenti ai crediti ceduti e non derivanti da contratti di leasing;
  • (iii) trasferimento a una LeaseCo dei rapporti giuridici attivi e passivi derivanti dai contratti di leasing afferenti ai crediti ceduti;
  • (iv) trasferimento dei rischi e benefici relativi a tutte le esposizioni esistenti e future derivanti da contratti di finanziamento a breve termine/revolving, mediante un prestito a ricorso limitato (ex art. 7, par. 1, lett. a), della L. 130/99) concesso dal SPV ad Intesa Sanpaolo e assistito dall'assegnazione delle esposizioni revolving alla SPV a titolo di garanzia.

Le attività cartolarizzate presentano la seguente distribuzione per aree territoriali:

  • 40,7% Nord-Ovest;
  • 31,1% Centro;
  • 14,7% Sud e Isole;
  • 13,5% Nord-Est.

La ripartizione per settori di attività economica dei debitori ceduti si concentra in misura prevalente nei settori:

  • "Famiglie" con una percentuale del 20,3%;
  • "Costruttori" con una percentuale del 18,9%;
  • "Affari immobiliari" con una percentuale del 14,6%;
  • "Attività Manifatturiere" con una percentuale del 13,3%;
  • "Commercio e riparazione autoveicoli" con una percentuale del 10,5%;
  • e in misura residuale, in altri settori di attività (Attività professionali, Trasporti, Alloggio).

La SPV ha finanziato l'acquisto del portafoglio attraverso l'emissione di 4 classi di titoli, la tranche Senior è stata sottoscritta interamente da Intesa Sanpaolo, mentre quelle Mezzanine e Junior sono state sottoscritte per il 95% da investitori terzi e per il 5% da Intesa Sanpaolo in ottemperanza alla retention rule prevista dalla normativa di vigilanza:

  • titoli Senior per 534,7 milioni sottoscritti da Intesa Sanpaolo;
  • titoli Mezzanine per complessivi 171,9 milioni, suddivisi in titoli di classe B1 per 76,4 milioni di cui sottoscritti da Intesa Sanpaolo per 3,8 milioni e per la restante parte da un terzo investitore e titoli di classe B2 per 95,5 milioni di cui sottoscritti da Intesa Sanpaolo per 4,8 milioni e per la restante parte da un terzo investitore;
  • titoli junior per 57,3 milioni, di cui sottoscritti da Intesa Sanpaolo per 2,9 milioni e per la restante parte da un terzo investitore.

Contestualmente al perfezionamento dell'operazione, Intesa Sanpaolo ha conseguito il pieno deconsolidamento contabile e regolamentare del portafoglio.

Tenendo conto della sottoscrizione di una quota pari al 100% delle notes Senior e del 5% delle notes Junior e Mezzanine in ottemperanza alla retention rule, la variabilità connessa ai flussi di cassa del portafoglio sottostante trattenuta dal Gruppo è risultata tale da consentire di affermare che il Gruppo ha sostanzialmente trasferito tutti i rischi e benefici delle attività finanziarie cedute, ricadendo nella fattispecie prevista dal punto a) dell'IFRS 9.3.2.6, per cui ha proceduto a "eliminare l'attività finanziaria e rilevare separatamente come attività o passività qualsiasi diritto e obbligazione originati o mantenuti con il trasferimento".

A tal riguardo si evidenzia che le notes sottoscritte da Intesa Sanpaolo, in ragione del business model in uso e del lookthrough test effettuato, sono state classificate:

  • le tranche senior tra i titoli al costo ammortizzato;
  • le tranche mezzanine e junior tra i titoli FVTPL.

Tale operazione è stata effettuata nel rispetto degli obiettivi e delle previsioni di natura economica e patrimoniale del Gruppo già resi noti al mercato per il Piano di Impresa 2018-2021.

Cartolarizzazione Portland

Nell'ambito della strategia di riduzione del profilo di rischio prevista dal Piano d'Impresa 2018-2021, e, nello specifico, in coerenza con il piano di de-risking 2021 approvato dal Consiglio di Amministrazione del 18/12/2020, in data 29/11/2021 si è perfezionata l'operazione di cessione per il tramite di una cartolarizzazione di un portafoglio di sofferenze prevalentemente leasing di Intesa Sanpaolo Provis e UBI Leasing a Portland SPV S.r.l. (SPV). Il portafoglio oggetto di cessione è costituito da crediti a sofferenza leasing principalmente del segmento SME Corporate aventi al 31 dicembre 2020 (data di cut-off) un Gross Book Value (GBV) pari a circa 1 miliardo (GBV contabile al lordo PPA) e ceduti al prezzo di circa 0,2 miliardi, sostanzialmente in linea con il Net Book Value (NBV) del portafoglio.

Nell'ambito dell'operazione, Intrum Italy S.p.A. opera quale special servicer della cartolarizzazione.

L'operazione di cessione si è perfezionata mediante i seguenti passaggi:

  • (i) trasferimento al SPV dei crediti;
  • (ii) trasferimento dei rapporti giuridici attivi e passivi derivanti dai contratti di leasing afferenti ai crediti ceduti nonché della proprietà dei beni mobili e immobili oggetto di tali contratti a una LeaseCo denominata Portland LeaseCo S.r.l.

Le attività cartolarizzate presentano la seguente distribuzione per aree territoriali:

  • 40,6% Nord-Ovest;
  • 14,4% Nord-Est;
  • 30,8% Centro;
  • 14,1% Sud più Isole;
  • 0,1% Estero.

La ripartizione per settori di attività economica dei debitori ceduti si concentra in misura prevalente nel settore delle Imprese produttive con una percentuale dell'84%; il restante 16% è parcellizzato negli altri settori di attività.

La SPV ha finanziato l'acquisto del portafoglio attraverso l'emissione di 3 classi di titoli; le tranche senior, mezzanine e junior sono state sottoscritte per il 95% da terzi e per il 5% da Intesa Sanpaolo in ottemperanza alla retention rule prevista dalla normativa di vigilanza:

  • titoli Senior per 143,2 milioni sottoscritti da Intesa Sanpaolo per 7,2 milioni e per la restante parte da terzi;

  • titoli Mezzanine, per 75,3 milioni sottoscritti da Intesa Sanpaolo per 3,8 milioni e per la restante parte da terzi;

  • titoli Junior, per 4,6 milioni sottoscritti da Intesa Sanpaolo per 0,2 milioni e per la restante parte da terzi.

Contestualmente al perfezionamento dell'operazione, Intesa Sanpaolo ha conseguito il pieno deconsolidamento contabile e regolamentare del portafoglio.

Tenendo conto della retention di una quota pari al 5% delle note Senior, Mezzanine e Junior, la variabilità connessa ai flussi di cassa del portafoglio sottostante trattenuta dal Gruppo è risultata tale da consentire di affermare che il Gruppo ha sostanzialmente trasferito tutti i rischi e benefici delle attività finanziarie cedute, ricadendo nella fattispecie prevista dal punto a) dell'IFRS 9.3.2.6, per cui ha proceduto a "eliminare l'attività finanziaria e rilevare separatamente come attività o passività qualsiasi diritto e obbligazione originati o mantenuti con il trasferimento".

A tal riguardo si evidenzia che le notes sottoscritte da Intesa Sanpaolo, in ragione del business model in uso e del lookthrough test effettuato, sono state classificate:

  • le tranche Senior tra i titoli al costo ammortizzato;
  • le tranche Mezzanine e Junior tra i titoli FVTPL.

Tale operazione è stata effettuata nel rispetto degli obiettivi e delle previsioni di natura economica e patrimoniale del Gruppo già resi noti al mercato per il Piano di Impresa 2018-2021.

Cartolarizzazione Grogu

In seguito all'acquisizione del Gruppo UBI, Intesa Sanpaolo ha trasferito a BPER un ramo d'azienda e, in tale contesto, un portafoglio di crediti a sofferenza. Intesa Sanpaolo e BPER hanno poi avviato congiuntamente un'operazione di cessione che prevede il deconsolidamento di un portafoglio di crediti a sofferenza, principalmente dei segmenti "SME Corporate" e "Retail", attraverso una cartolarizzazione multioriginator e multiservicer ad un veicolo di cartolarizzazione (di seguito "Grogu SPV S.r.l." o "SPV") e con successiva richiesta del rilascio della garanzia statale "GACS" a beneficio dei detentori dei titoli senior emessi nell'ambito dell'operazione, una volta che tali titoli senior abbiano ottenuto un rating "investment grade" non inferiore a BBB o equivalente, così come previsto dalla Legge n. 49/2016.

Il portafoglio di pertinenza di Intesa Sanpaolo, alla data del 31 maggio 2021 (data di cut-off) presenta un GBV (Gross Book Value) pari a circa 1,4 miliardi (GBV contabile al lordo PPA).

Nell'ambito dell'operazione, Intrum Italy S.p.A. e Prelios Credit Servicing S.p.A. operano quali special servicer.

Le attività cartolarizzate presentano la seguente distribuzione per aree territoriali:

  • 38,1% Nord-Ovest;
  • 36,9% Centro;
  • 16,5% Sud e Isole;
  • 8,5% Nord-Est.

La ripartizione per settori di attività economica dei debitori ceduti si concentra in misura prevalente nei settori:

  • "Costruttori" con una percentuale del 28,4%;
  • "Famiglie" con una percentuale del 24,8%;
  • "Affari immobiliari" con una percentuale del 14,0%;
  • "Attività Manifatturiere" con una percentuale del 12,1%;
  • "Commercio e riparazione autoveicoli" con una percentuale del 9,2%;
  • e in misura residuale, in altri settori di attività (Attività professionali, Trasporti, Alloggio).

La SPV ha finanziato l'acquisto del portafoglio attraverso l'emissione di 3 classi di titoli:

  • titoli senior per 460 milioni, detenuti al 100% da Intesa Sanpaolo e BPER;
  • titoli mezzanine per 37 milioni, detenuti al 5% Intesa Sanpaolo e BPER e per la restante parte da un terzo investitore;
  • titoli junior per 3 milioni, detenuti al 5% Intesa Sanpaolo e BPER e per la restante parte da un terzo investitore.

Le percentuali di sottoscrizione soddisfano la retention rule prevista dalla normativa di vigilanza in percentuale del portafoglio trasferito. Tenendo conto della retention, la variabilità connessa ai flussi di cassa del portafoglio sottostante trattenuta dal Gruppo è risultata tale da consentire di affermare che il Gruppo ha sostanzialmente trasferito tutti i rischi e benefici delle attività finanziarie cedute, ricadendo nella fattispecie prevista dal punto a) dell'IFRS 9.3.2.6, per cui ha proceduto a "eliminare l'attività finanziaria e rilevare separatamente come attività o passività qualsiasi diritto e obbligazione originati o mantenuti con il trasferimento".

A tal riguardo si evidenzia che le notes sottoscritte da Intesa Sanpaolo, in ragione del business model in uso e del lookthrough test effettuato, sono state classificate:

  • tra i titoli al costo ammortizzato, per quanto riguarda le tranche Senior;
  • tra i titoli FVTPL, per quanto attiene le tranche Mezzanine e Junior.

In data 20 dicembre 2021, post cessione a investitori terzi del 95% dei titoli Mezzanine e Junior, Intesa Sanpaolo ha conseguito il pieno deconsolidamento contabile e regolamentare del predetto portafoglio.

In data 24 dicembre 2021 è stata effettuata la richiesta del rilascio della garanzia statale "GACS".

Tale operazione è stata effettuata nel rispetto degli obiettivi e delle previsioni di natura economica e patrimoniale del Gruppo già resi noti al mercato per il Piano di Impresa 2018-2021 e nello specifico nel piano di de-risking 2021 approvato dal Consiglio di Amministrazione del 18 dicembre 2020.

Informazioni di natura quantitativa

C.1. Consolidato prudenziale - Esposizioni derivanti dalle principali operazioni di cartolarizzazione "proprie" ripartite per tipologia di attività cartolarizzate e per tipologia di esposizioni

Per cassa

(milioni di euro)
Tipologia attività cartolarizzate/Esposizioni ESPOSIZIONI PER CASSA
Senior
Mezzanine
Junior
Valore Rettifiche/ Valore Rettifiche/ Valore Rettifiche/
di
bilancio
riprese
di valore
di
bilancio
riprese
di valore
di
bilancio
riprese
di valore
A. Oggetto di integrale cancellazione dal bilancio 3.772 -2 46 -3 16 -14
– Prestiti verso imprese (incluse PMI) (*) 3.109 -1 40 -1 15 -13
– Mutui ipotecari su immobili residenziali (*) 655 -1 2 -2 - -1
– Leasing (*) 7 - 4 - - -
– Crediti al consumo 1 - - - 1 -
B. Oggetto di parziale cancellazione dal bilancio - - - - - -
C. Non cancellate dal bilancio 18.771 -46 198 -6 439 -10
– Prestiti verso imprese (incluse PMI) () (*) 15.976 -42 66 -2 199 -1
– Mutui ipotecari su immobili residenziali (***) 1.813 -4 132 -4 234 -9
– Leasing (***) 982 - - - 6 -
TOTALE 22.543 -48 244 -9 455 -24

(*) L'intero importo è riferito ad attività finanziarie deteriorate. I "Prestiti verso imprese (incluse PMI)" si riferiscono alle operazioni di cartolarizzazione Savoy, Kerma, Yoda, Sirio (si fa rimando rispettivamente al Bilancio Consolidato 2018, 2019 e 2020 per la descrizione delle operazioni) e alle operazioni Grogu e Kerdos (descritte nel paragrafo "Informazioni di natura qualitativa" della presente Sezione). I "Mutui ipotecari su immobili residenziali" si riferiscono alle operazioni di cartolarizzazione Maior ed Iseo (rivenienti dall'aggregazione del Gruppo ex UBI). Il "Leasing" si riferisce all'operazione di cartolarizzazione Portland (descritta nel paragrafo "Informazioni di natura qualitativa" della presente Sezione).

(**) Gli importi ricomprendono attività finanziarie deteriorate per un ammontare pari a 27 milioni per le esposizioni senior, 35 milioni per quelle mezzanine e 18 milioni per quelle junior.

(***) Le voci includono anche gli ammontari in bonis relativi alle operazioni di cartolarizzazione sintetica originate dal Gruppo Intesa Sanpaolo.

Fuori bilancio

Al 31 dicembre 2021 la fattispecie non è presente.

C.2. Consolidato prudenziale - Esposizioni derivanti dalle principali operazioni di cartolarizzazione di "terzi" ripartite per tipologia delle attività cartolarizzate e per tipologia di esposizione

Per cassa

(milioni di euro)
Tipologia attività cartolarizzate/Esposizioni ESPOSIZIONI PER CASSA
Senior Mezzanine Junior
Valore Rettifiche/ Valore Rettifiche/ Valore Rettifiche/
di
bilancio
riprese
di valore
di
bilancio
riprese
di valore
di
bilancio
riprese
di valore
Leasing 18 - 7 - 7 -
Obbligazioni bancarie garantite 50 - 45 - 3 -
Mutui ipotecari su immobili commerciali 128 3 31 2 - -
Cartolarizzazioni 275 -1 - - - -
Crediti al consumo 232 - 42 - - -
Crediti al commercio 478 - 2 - - -
Mutui ipotecari su immobili residenziali 1.023 - 108 1 - -
Prestiti verso imprese (incluse PMI) (*) 1.323 - 269 -2 5 -
Altre attività (**) 7.555 - - - - -
TOTALE 11.082 2 504 1 15 -

(*) Tra le esposizioni sono ricomprese attività finanziarie deteriorate per un ammontare pari rispettivamente a 40 milioni mezzanine ed 1 milione junior. L'aggregato include anche i titoli di debito emessi dal veicolo di cartolarizzazione costituito nell'ambito dell'operazione di cessione delle Casse di Risparmio di Cesena, Rimini e San Miniato a Crédit Agricole da parte dello Schema Volontario FITD a cui la banca aderisce. Le relative junior notes sono state oggetto di svalutazione integrale.

(**) L'importo contempla anche i titoli Romulus per 5.717 milioni detenuti in portafoglio dal Gruppo Bancario, rappresentati convenzionalmente tra le cartolarizzazioni di terzi, nonchè crediti verso il veicolo Duomo Funding Plc per 1.475 milioni quali utilizzo di linee di credito. Per maggiori dettagli, in merito alla tipologia delle attività sottostanti, si rimanda alla sezione 4 - Rischi delle altre imprese della presente Parte E.

Fuori bilancio

(milioni di euro)
Tipologia attività
cartolarizzate/Esposizioni
GARANZIE RILASCIATE LINEE DI CREDITO
Senior Mezzanine Junior Senior Mezzanine Junior
Esposiz.
netta
Rettifiche/
riprese
di
valore
Esposiz.
netta
Rettifiche/
riprese
di
valore
Esposiz.
netta
Rettifiche/
riprese
di
valore
Esposiz.
netta
Rettifiche/
riprese
di
valore
Esposiz.
netta
Rettifiche/
riprese
di
valore
Esposiz.
netta
Rettifiche/
riprese
di
valore
Duomo ABCP Conduit
transactions (*)
- - - - - - (*) (*) - - - -
Totale - - - - - - - - - - - -

(*) Con riferimento all'operatività posta in essere tramite Duomo Funding Plc e finanziata da ABCP, Intesa Sanpaolo ha concesso linee di liquidità (pari a 5.879 milioni di esposizione netta e circa 1 milione di rettifiche di valore) a garanzia di attivi già ricompresi nelle "Altre attività" della Tabella C.2 per cassa.

(milioni di euro)
NOME CARTOLARIZZAZIONE /
DENOMINAZIONE SOCIETÀ VEICOLO
SEDE LEGALE CONSOLIDAMENTO
(a)
ATTIVITA' (b) PASSIVITA' (b)
Crediti Titoli
di
debito
Altre Senior Mezzanine Junior
Adriano Lease Sec S.r.l. (c) Conegliano Veneto
(TV)
(e) 2.028 - 139 686 - 1.351
Augusto S.r.l. (d) Milano (e) - - 2 13 - -
Berica ABS 3 S.r.l. (h) Vicenza (e) (f) (f) (f) (f) (f) (f)
Berica ABS 4 S.r.l. (h) Vicenza Non consolidato (f) (f) (f) (f) (f) (f)
Brera Sec S.r.l. (c) Conegliano Veneto
(TV)
(e) 19.547 - 845 15.763 - 4.182
Clara Sec S.r.l. (c) Conegliano Veneto
(TV)
(e) 5.494 - 1.928 6.350 - 824
Diocleziano S.r.l. (d) Milano (e) 1 - 1 48 - -
Giada Sec S.r.l. (c) Conegliano Veneto
(TV)
(e) 8.638 - 2.466 6.610 - 3.485
ISP CB Ipotecario S.r.l. (g) Milano (e) 15.988 - 5.021 19.921
ISP CB Pubblico S.r.l. (g) Milano (e) 2.084 1.393 1.189 4.567
ISP OBG S.r.l. (g) Milano (e) 47.811 - 8.662 56.381
UBI Finance S.r.l. (g) Milano (e) 8.860 - 1.706 10.549
UBI SPV Lease 2016 S.r.l. (c) Milano (e) 2.305 - 269 1.435 - 1.001

C.3. Consolidato prudenziale- Interessenze in società veicolo per la cartolarizzazione

(a) Metodo di consolidamento riferito al c.d. perimetro "prudenziale".

(b) I dati rappresentati sono al lordo di eventuali rapporti infragruppo.

(c) Veicolo di autocartolarizzazione descritto nel paragrafo 2 delle Informazioni Quantitative della sezione 1.4 Gruppo Bancario - Rischio di Liquidità della presente Nota Integrativa Consolidata.

(d) Gli ammontari riportati tra le attività e le passività si riferiscono agli ultimi dati di bilancio disponibili (31.12.2020).

(e) Veicolo consolidato al Patrimonio Netto.

(f) Per le informazioni di Bilancio relative a questo veicolo si rimanda al prospetto pubblicato nella sezione C.4 della presente Nota Integrativa Consolidata.

(g) Trattasi di veicolo funzionale all'emissione di covered bond effettuata dal Gruppo Intesa Sanpaolo. Per ulteriori informazioni si rimanda alla sezione D della Parte E della presente Nota Integrativa Consolidata.

(h) Veicolo riveniente dall'acquisizione di certe attività e passività delle ex Banche Venete.

Si segnala che, nell'ambito delle operazioni di cartolarizzazione strutturate dal Gruppo Intesa Sanpaolo a valere su proprie attività, tra cui quelle denominate Towers, K-Equity, Savoy, Kerma, Yoda, Maior, Iseo, Sirio, Kerdos, Grogu e Portland in aggiunta a quanto rappresentato nella tabella che precede sono utilizzati anche altri special purpose vehicles che rappresentano soggetti terzi e indipendenti rispetto ad Intesa Sanpaolo e nei confronti dei quali il Gruppo non intrattiene legami partecipativi.

C.4 Consolidato prudenziale – Società veicolo per la cartolarizzazione non consolidate

Tra le società veicolo per la cartolarizzazione non consolidate vengono rappresentati sia i veicoli nei quali il Gruppo Intesa Sanpaolo non detiene alcuna partecipazione al capitale che quelli per cui detiene una partecipazione residuale. Per ogni veicolo di questi, utilizzati per operazioni in cui il Gruppo opera come originator, vengono riportate nella tabella sottostante le attività, le passività, nonché i costi e i ricavi.

(milioni di euro)
Berica ABS 4 S.r.l. () (*) Berica ABS 3 S.r.l. (*)
A. Attività 278 239
A.1 Crediti 278 239
A.2 Titoli - -
A.3 Altre attività - -
B. Impiego diponibilità liquide 13 12
B.1 Depositi presso Banche - -
B.2 Ratei e risconti attivi - -
B.3 Altri crediti 13 12
B. Passività 248 210
B.1 Titoli emessi di categoria A 4 -
B.2 Titoli emessi di categoria B 76 66
B.3 Titoli emessi di categoria C 47 -
B.4 Titoli emessi di categoria J 95 115
B.5 Altre passività 26 29
C. Interessi passivi e altri oneri 9 9
D. Interessi attivi e altri ricavi 8 7

(*) I veicoli sono utilizzati per operazioni di cartolarizzazione che hanno ad oggetto mutui ipotecari residenziali. Le attività cartolarizzate incluse nel veicolo non sono state oggetto di derecognition ai sensi dei principi contabili internazionali.

(**) Società veicolo non partecipata dal gruppo Intesa Sanpaolo.

Tra le entità strutturate non consolidate utilizzate per operazioni di cartolarizzazione, il Gruppo detiene anche interessenze residuali nei veicoli Augusto e Diocleziano consolidate a Patrimonio Netto. Tali veicoli sono entità utilizzate in operazioni di cartolarizzazione di assets, in prevalenza finanziamenti fondiari e di opere pubbliche, di società sottoposta a controllo congiunto ceduta negli esercizi precedenti.

La dimensione quantitativa dell'interessenza che il Gruppo detiene in tali veicoli è residuale. Non sono altresì presenti accordi che possano comportare l'obbligo per il Gruppo di fornire supporto finanziario ai veicoli in oggetto. Si segnala che il Gruppo Intesa Sanpaolo controlla le società Romulus Funding Corporation e Duomo Funding Plc (inserite solo nel perimetro di consolidamento contabile ai sensi dell'IFRS 10) utilizzate per operazioni in cui il Gruppo Intesa Sanpaolo opera come sponsor e la cui operatività è descritta nella Sezione 4 - Rischi delle altre imprese, della presente Parte E.

C.5. Consolidato prudenziale - Attività di servicer – cartolarizzazioni proprie: incassi dei crediti cartolarizzati e rimborsi dei titoli emessi dalla società veicolo per la cartolarizzazione

SERVICER SOCIETA' VEICOLO ATTIVITÀ
CARTOLARIZZATE
(dato di fine periodo)
INCASSI DI CREDITI
REALIZZATI
NELL'ANNO
QUOTA PERCENTUALE DEI TITOLI RIMBORSATI
(dato di fine periodo)
(milioni di euro) (milioni di euro) Senior
Mezzanine
Junior
Deteriorate Non
deteriorate
Deteriorate Non
deteriorate
Attività
Deterior.
Attività
non
deteriorate
Attività
Deterior.
Attività
non
deteriorate
Attività
Deterior.
Attività
non
deteriorate
Intesa
Sanpaolo
Berica ABS 3 S.r.l. 29 210 3 36 0% 100% 0% 30% 0% 0%
Intesa
Sanpaolo
Berica ABS 4 S.r.l. 31 247 3 39 0% 99% 0% 0% 0% 0%
Intesa
Sanpaolo
Brera Sec S.r.l. () (**) 114 19.433 18 2.223 0% 33% 0% 0% 0% 0%
Intesa
Sanpaolo
Clara Sec S.r.l. () (*) 82 5.412 - 2.078 0% 0% 0% 0% 0% 0%
Intesa
Sanpaolo
Giada Sec S.r.l. () (*) 36 8.602 4 3.341 0% 0% 0% 0% 0% 0%
Intesa
Sanpaolo
UBI SPV LEASE 2016 (*) 81 2.224 10 552 1% 31% 0% 0% 0% 0%
Totale 373 36.128 38 8.269

(*) Veicolo utilizzato per operazioni di autocartolarizzazione.

(**) Veicolo strutturato nel corso del 2020 relativo ad operazioni per cui non è stato effettuato nessun rimborso di titoli al 31 dicembre 2021.

(***) Per Brera Sec S.r.l. nel corso del 2021 è stata strutturata una nuova operazione di autocartolarizzazione denominata Brera Sec 3, riguardo la quale al 31 dicembre 2021 non si è perfezionato nessun rimborso di titoli.

C.6. Consolidato prudenziale - Società veicolo per la cartolarizzazione consolidate

Nel corso dell'esercizio 2021 non si rilevano operazioni che utilizzano società veicolo per la cartolarizzazione consolidate.

D. OPERAZIONI DI CESSIONE

A. Attività finanziarie cedute e non cancellate integralmente

Informazioni di natura qualitativa

Per quanto riguarda la descrizione dell'operatività rappresentata nelle tabelle D.1 e D.3, di seguito riportate, si fa rimando a quanto riportato in calce alle tabelle stesse.

Per quanto attiene in particolare all'operatività in titoli di debito a fronte di pronti contro termine a medio e lungo termine, si rimanda invece a quanto riportato nella presente Nota integrativa - Parte B.

Informazioni di natura quantitativa

Consolidato prudenziale - Attività finanziarie cedute rilevate per intero e passività finanziarie associate: valori di bilancio

(milioni di euro)
Attività finanziarie cedute rilevate per intero Passività finanziarie associate
Valore
di
bilancio
di cui: oggetto di
operazioni di
cartolarizzazione
di cui: oggetto di
contratti di
vendita con patto
di riacquisto
di cui
deteriorate
Valore di
bilancio
di cui: oggetto di
operazioni di
cartolarizzazione
di cui: oggetto
di contratti di
vendita con
patto di
riacquisto
A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 647 - 647 X 660 - 660
1. Titoli di debito 446 - 446 X 449 - 449
2. Titoli di capitale 201 - 201 X 211 - 211
3. Finanziamenti - - - X - - -
4. Derivati - - - X - - -
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
- - - - - - -
1. Titoli di debito - - - - - - -
2. Titoli di capitale - - - X - - -
3. Finanziamenti - - - - - - -
C. Attività finanziarie designate al fair value - - - - - - -
1. Titoli di debito - - - - - - -
2. Finanziamenti - - - - - - -
D. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
8.548 - 8.548 - 8.557 - 8.557
1. Titoli di debito 8.548 - 8.548 - 8.557 - 8.557
2. Titoli di capitale - - - X - - -
3. Finanziamenti - - - - - - -
E. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
5.018 98 4.920 10 3.329 67 3.262
1. Titoli di debito 4.920 - 4.920 - 3.262 - 3.262
2. Finanziamenti 98 98 - 10 67 67 -
TOTALE
31.12.2021
14.213 98 14.115 10 12.546 67 12.479
TOTALE
31.12.2020
9.185 137 8.986 18 8.938 97 8.788

Non figurano nella tabella sopra riportata le operazioni di "covered bond" in cui il Gruppo Intesa Sanpaolo risulta sia cedente sia finanziatore del veicolo emittente i titoli di debito.

L'operatività rappresentata in tabella è riferibile prevalentemente all'utilizzo di titoli in portafoglio per operazioni di pronti contro termine a breve e medio lungo termine e ai crediti verso clientela ceduti prevalentemente nell'ambito delle operazioni di cartolarizzazione K-Equity e Berica.

Consolidato prudenziale – Attività finanziarie cedute rilevate parzialmente e passività finanziarie associate: valori di bilancio

Non sussiste la fattispecie per il Gruppo Intesa Sanpaolo.

Consolidato prudenziale - Operazioni di cessione con passività aventi rivalsa esclusivamente sulle attività cedute e non cancellate integralmente: fair value

(milioni di euro)
Rilevate per
intero
Rilevate
parzialmente
31.12.2021 31.12.2020
A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 647 - 647 1.075
1. Titoli di debito 446 - 446 887
2. Titoli di capitale 201 - 201 188
3. Finanziamenti - - - -
4. Derivati - - - -
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair
value
1. Titoli di debito
-
-
-
-
-
-
-
-
2. Titoli di capitale - - - -
3. Finanziamenti - - - -
C. Attività finanziarie designate al fair value - - - -
1. Titoli di debito - - - -
2. Finanziamenti - - - -
D. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
8.548 - 8.548 5.048
1. Titoli di debito 8.548 - 8.548 5.048
2. Titoli di capitale - - - -
3. Finanziamenti - - - -
E. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (fair
value)
5.018 - 5.018 3.062
1. Titoli di debito 4.920 - 4.920 2.925
2. Finanziamenti 98 - 98 137
Totale attività finanziarie 14.213 - 14.213 9.185
Totale passività finanziarie associate 12.546 - 12.546 8.886
Valore netto
31.12.2021
1.667 - 1.667 X
Valore netto
31.12.2020
299 - X 299

Non figurano nella tabella sopra riportata le operazioni di "covered bond" in cui il Gruppo Intesa Sanpaolo risulta sia cedente sia finanziatore del veicolo emittente i titoli di debito.

B. Attività finanziarie cedute e cancellate integralmente con rilevazione del continuo coinvolgimento

Al 31 dicembre 2021 la fattispecie non è presente.

C. Attività finanziarie cedute e cancellate integralmente

Informazioni di natura qualitativa

Operazioni di cessione di tipo multioriginator di portafogli creditizi – in particolare di quelli "unlikely to pay" – riconducibili a cessione dei crediti a un fondo comune di investimento con attribuzione delle relative quote agli intermediari cedenti

Al 31 dicembre 2021, il Gruppo Intesa Sanpaolo detiene quote in fondi comuni di investimento acquisite nell'ambito di operazioni di cessione di tipo multioriginator di portafogli creditizi.

In relazione alle disposizioni contenute nella Comunicazione della Banca d'Italia del 23 dicembre 2019, recepite nel 7° aggiornamento della Circolare 262, si riporta di seguito l'informativa inerente: "Le operazioni di cessione di tipo multioriginator di portafogli creditizi – in particolare di quelli "unlikely to pay" – riconducibili a cessione dei crediti a un fondo comune di investimento con attribuzione delle relative quote agli intermediari cedenti"

Fondo Back2Bonis

Nell'ottica di perseguire le attività di de-risking previste dal Piano d'Impresa 2018-2021, il Gruppo Intesa Sanpaolo aveva avviato nel corso del terzo trimestre 2020 un processo finalizzato al deconsolidamento di un portafoglio di esposizioni creditizie (comprendente contratti e beni immobili) classificate ad "Unlikely to Pay" con sottostante immobiliare, detenuti dalla Capogruppo ISP e dall'incorporata UBI Banca, con contestuale conversione degli stessi in quote del fondo mobiliare denominato Back2Bonis.

L'operazione, il cui closing era avvenuto alla fine del 2020, si era concretizzata per la Banca (inclusivo delle operazioni realizzate dall'incorporata UBI Banca negli esercizi 2019 e 2020) nella cessione di un portafoglio crediti, rapporti giuridici di breve termine e rapporti giuridici e beni da crediti leasing per un ammontare lordo complessivo di 351 milioni ed esposizione netta pari a 164 milioni, con contestuale sottoscrizione delle quote del Fondo Back2Bonis per un controvalore di 164 milioni, sostanzialmente allineato al valore netto dei crediti ceduti.

L'operazione si era perfezionata mediante: (i) la cessione dei crediti bancari e dei crediti derivanti da contratti di leasing a un veicolo di cartolarizzazione Ampre S.r.l.; (ii) la cessione dei rapporti giuridici e beni derivanti dai contratti di leasing ad Ampre LeaseCo S.r.l.; (iii) la cessione dei contratti di breve termine revolving e dei relativi rapporti giuridici e crediti di ISP nonché dei contratti di medio-lungo termine con erogazioni residue e dei relativi rapporti giuridici, diversi dai rapporti e beni leasing attraverso la fronting bank messa a disposizione da Banca Finanziaria Internazionale S.p.A., (iv) la sottoscrizione integrale dei titoli emessi dal veicolo di cartolarizzazione da parte del fondo Back2Bonis e (v) l'acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo delle quote del Fondo quale contropartita dei crediti oggetto di cessione.

Il fondo Back2Bonis, costituito sotto forma di un fondo comune mobiliare di tipo chiuso le cui quote sono riservate per la sottoscrizione a investitori professionali, è una piattaforma multi-originator per la gestione di crediti di tipo "Real Estate Small & Medium Size" classificati quali UTP e derivanti da finanziamenti e linee di credito concessi a società operanti nell'ambito immobiliare o a fondi immobiliari (ivi inclusi quelli non interamente erogati/utilizzati al momento della cessione).

Con il perfezionamento dell'operazione di apporto dei crediti alla piattaforma, ISP aveva provveduto a deconsolidare i crediti con successiva iscrizione delle quote del Fondo in sostituzione dei suddetti crediti.

La ripartizione per settori di attività economica dei debitori ceduti si concentra in misura prevalente nei settori:

  • − "Costruttori" con una percentuale del 64,3%;
  • − "Affari immobiliari" con una percentuale del 17,5%;
  • − "Attività Finanziarie e Assicurative" con una percentuale del 13,2%;
  • − e in misura residuale, in altri settori di attività (Servizi, Trasporti, Attività Manifatturiere).

Le attività dei debitori ceduti presentano la seguente distribuzione per aree territoriali:

  • − 70,7% Nord-Ovest;
  • − 13,2% Nord-Est;
  • − 11,9% Sud più Isole;
  • − 4,2% Centro.

Al 31 dicembre 2021, la Capogruppo detiene una partecipazione del 34,39% nel fondo Back2Bonis classificata tra le interessenze ad influenza notevole per un valore di bilancio pari a 141 milioni. La valutazione del Fondo Back2Bonis ha fatto registrare un effetto negativo nell'esercizio di 17 milioni.

Fondo FI.NAV.

Nell'ottica di perseguire le attività di de-risking previste dal Piano d'Impresa 2018-2021, il Gruppo Intesa Sanpaolo aveva avviato nell'ultimo trimestre del 2018 un'operazione di conferimento al Fondo FI.NAV. - fondo comune di investimento mobiliare italiano di tipo chiuso multicomparto - di un portafoglio di crediti ipotecari e chirografari non performing del settore dello shipping.

Il Fondo è riservato a investitori istituzionali, gestito dalla management company Davy Global Fund Management Limited, non facente parte del Gruppo Intesa Sanpaolo, con sede in Irlanda, e si compone di due comparti autonomi: FI.NAV. Comparto A – Crediti, dedicato ad accogliere i crediti conferiti dal Gruppo Intesa Sanpaolo e Unicredit e FI.NAV. Comparto B – Nuova Finanza, dedicato ad accogliere i capitali di investitori terzi per il rilancio delle navi rimpossessate.

L'operazione, definita nel 2018, si era perfezionata lo scorso 2019 concretizzandosi in una cessione a titolo oneroso di crediti pro-soluto per un ammontare lordo complessivo di 155 milioni ed esposizione netta pari a 102 milioni, pari al prezzo di cessione, con compensazione del prezzo di cessione con il prezzo di sottoscrizione delle quote del Fondo e, pertanto, senza effetti sul conto economico dell'esercizio 2019.

Nel primo trimestre 2020 si era perfezionata la cessione di un'ulteriore tranche di crediti pro-soluto per un ammontare lordo di 37 milioni e un valore netto di 34 milioni, allineato al prezzo di cessione e, pertanto, senza effetti nel conto economico dell'esercizio 2020.

Ai sensi dell'IFRS 9, l'operazione si era configurata per il Gruppo Intesa Sanpaolo quale derecognition dei crediti ceduti in quanto, a seguito della stessa, la gestione era divenuta di esclusiva competenza del Fondo; il Gruppo Intesa Sanpaolo aveva pertanto proceduto alla derecognition dei relativi crediti dal proprio bilancio e alla contestuale iscrizione al corrispondente fair value delle quote del Fondo attribuite.

Le società del Gruppo coinvolte nell'operazione sono state la Capogruppo Intesa Sanpaolo e alcune delle sue controllate incorporate nel corso del 2019 e del 2020 (Cassa di Risparmio in Bologna e Mediocredito, incorporate entrambe nel 2019, e Banca IMI incorporata nel 2020).

Il settore di attività economica dei debitori ceduti si concentra in misura prevalente nell'ambito "Trasporti". Le attività finanziarie oggetto di cessione sono presenti in prevalenza nell'area territoriale Sud più Isole.

Al 31 dicembre 2021, la Capogruppo ISP detiene una partecipazione del 43,80% nel Fondo FI.NAV. classificata tra le interessenze ad influenza notevole per un valore di bilancio pari a 113 milioni. La valutazione del Fondo FI.NAV. ha fatto registrare un effetto negativo nell'esercizio di 19 milioni.

Fondo RSCT – Comparto Crediti

Nell'ambito delle attività di derisking previste dal Piano d'Impresa 2018-2021, il Gruppo Intesa Sanpaolo aveva individuato l'opportunità di conferire asset (crediti e titoli) a valere su posizioni non performing al fondo chiuso RSCT FUND, in cambio di quote del fondo medesimo. II progetto era stato seguito da Pillarstone che aveva selezionato un portafoglio di imprese industriali e commerciali con l'obiettivo di individuare per ciascuna di esse una strategia di massimizzazione delle potenzialità di recupero dei crediti anche attraverso iniezioni di nuova finanza.

L'operazione si era realizzata nel maggio 2020 con il conferimento di un portafoglio di crediti verso 18 società originati dal Gruppo ISP (ISP e Banca IMI, poi incorporata in ISP il 20 luglio 2020), Unicredit, BPER Banca e Crédit Agricole al Fondo d'Investimento Alternativo chiuso di nuova costituzione RSCT Fund, gestito da Davy Investment Fund Services, gestore di fondi alternativi autorizzato dalla Banca Centrale d'Irlanda.

RSCT Fund è strutturato in due comparti separati, il comparto A per la gestione dei crediti acquisiti dalle banche cessionarie e il comparto B per la gestione della nuova finanza.

La cessione di maggio 2020 aveva riguardato un portafoglio di crediti, notes Sirti e strumenti finanziari partecipativi PS Reti per un ammontare lordo di 339 milioni (ISP e Banca IMI) ad un valore netto di 255 milioni, sostanzialmente allineato al prezzo di cessione.

A luglio 2020 si era realizzata un'ulteriore cessione di una posizione creditizia per un ammontare lordo di 6,3 milioni ad un valore di 4,5 milioni, con compensazione del prezzo di cessione con il prezzo di sottoscrizione delle quote del Fondo stesso.

A febbraio 2021 si è realizzata la cessione di una posizione creditizia per un ammontare lordo di 21,3 milioni ad un valore di 13,9 milioni, con compensazione del prezzo di cessione con il prezzo di sottoscrizione delle quote del Fondo stesso.

A marzo 2021 si è realizzata la cessione di una posizione creditizia, rinveniente dall'incorporazione di UBI Banca, per un ammontare lordo di 3,1 milioni e un'esposizione netta pari a 1,2 milioni, con contestuale sottoscrizione delle quote del Fondo RSCT per un controvalore di 1,3 milioni, sostanzialmente allineato al valore netto dei crediti ceduti.

A giugno 2021 si è realizzata l'ulteriore cessione di una posizione creditizia per un ammontare lordo di 0,4 milioni ad un valore di 0,1 milioni, con compensazione del prezzo di cessione con il prezzo di sottoscrizione delle quote del Fondo stesso.

Il settore di attività economica dei debitori ceduti si concentra nell'ambito delle "Imprese produttive di installazione apparecchi elettrici" per una quota del 72%, di "Parchi di divertimento e parchi tematici" per una quota del 18% e del "Commercio al dettaglio di calzature e accessori" per una quota del 10%.

Le attività finanziarie oggetto di cessione sono presenti in prevalenza nell'area territoriale Nord Ovest.

Al 31 dicembre 2021, la Capogruppo ISP detiene una partecipazione del 71,80% nel Fondo RSCT classificata tra le interessenze ad influenza notevole per un valore di bilancio pari a 259 milioni. La valutazione del Fondo RSCT FI.NAV ha fatto registrare un effetto negativo nell'esercizio di 6 milioni.

Fondo IDEA CCR Corporate Credit Recovery II - Comparto Crediti

Nel 2018 il Gruppo Intesa Sanpaolo (nello specifico Intesa Sanpaolo e le banche successivamente incorporate: Cassa di Risparmio del Veneto, Cassa di Risparmio di Firenze, Cassa di Risparmio di Friuli Venezia Giulia, Cassa di Risparmio in Bologna e Mediocredito) aveva partecipato al Fondo chiuso italiano IDEA CCR Corporate Credit Recovery II - Comparto Crediti, gestito da Dea Capital Alternative Funds S.G.R. S.p.A., dedicato al rilancio delle imprese italiane di medie dimensioni che si trovano in situazioni di tensione finanziaria, ma con fondamentali industriali solidi. L'operazione, perfezionata nel 2018, si era realizzata mediante il conferimento di crediti deteriorati per nominali 59 milioni ed esposizione netta pari al prezzo di cessione 39,2 milioni, con compensazione del prezzo di cessione con il prezzo di sottoscrizione, di pari importo, delle quote del Fondo IDEA CCR Corporate Credit Recovery II - Comparto Crediti.

La partecipazione del Gruppo Intesa Sanpaolo nel Fondo IDEA CCR si è ulteriormente incrementata a seguito:

  • − dell'incorporazione di UBI Banca che aveva effettuato cessioni di posizioni creditizie nei confronti del Fondo IDEA CCR Corporate Credit Recovery II - Comparto Crediti, gestito da Dea Capital Alternative Funds SGR, nel corso del 2020, 2019, 2018 e 2017 per un ammontare lordo complessivo di 231 milioni e un'esposizione netta pari a 144 milioni, con contestuale sottoscrizione delle quote del Fondo RSCT per un controvalore di 148 milioni, con compensazione del prezzo di cessione con il prezzo di sottoscrizione delle quote del Fondo.
  • − della partecipazione al Fondo perfezionata nel 2019 da parte di UBI Leasing realizzata mediante il conferimento di crediti deteriorati per nominali 5,2 milioni ed esposizione netta pari al prezzo di cessione 3,4 milioni, con compensazione del prezzo di cessione con il prezzo di sottoscrizione, di pari importo, delle quote del Fondo IDEA CCR Corporate Credit Recovery II - Comparto Crediti.

La ripartizione per settori di attività economica dei debitori ceduti si concentra in misura prevalente nei settori:

  • − "Attività immobiliari" con una percentuale di circa il 32%;
  • − "Trasporto e magazzinaggio" con una percentuale del 28%;
  • − "Attività Professionali, scientifiche e tecniche" con una percentuale del 10%;
  • − "Metallurgia, fabbricazione di prodotti in metallo" con una percentuale del 9,4%;
  • − "Fabbricazione di autoveicoli altri mezzi di trasporto" con una percentuale del 5,6%;
  • − e in misura residuale, in altri settori di attività (Servizi, Trasporti, Attività Manifatturiere).

Le attività dei debitori ceduti presentano la seguente distribuzione per aree territoriali:

  • − 28,8% Nord-Ovest;
  • − 11,8% Nord-Est;
  • − 31,2% Sud più Isole;
  • − 23,8% Centro.
  • − 4,4% Estero.

Al 31 dicembre 2021 il Gruppo Intesa Sanpaolo detiene una partecipazione del 34,66% nel Fondo IDEA CCR Corporate Credit Recovery II - Comparto Crediti classificata tra le Attività Finanziarie obbligatoriamente al fair value per un valore di bilancio pari a 89,6 milioni. La valutazione al fair value del Fondo IDEA CCR II ha fatto registrare un effetto negativo sul conto economico dell'esercizio di 23,9 milioni.

Fondo IDEA CCR Corporate Credit Recovery II - Comparto Shipping

Il Comparto Crediti Shipping si riferisce a crediti di tipo non performing, unlikely to pay single names, con un focus settoriale su aziende operanti nel segmento shipping.

Il Fondo si compone di tre comparti crediti, nuova finanza e shipping. In seguito all'incorporazione di UBI Banca, ISP partecipa anche al Comparto Shipping con una interessenza nel Fondo IDEA CCR II – Comparto Shipping.

Nel 2018, UBI Banca incorporata nel corrente esercizio in Intesa Sanpaolo, aveva ceduto finanziamenti per un ammontare lordo complessivo di 45 milioni ed esposizione netta pari a 31 milioni.

Al 31 dicembre 2021 Intesa Sanpaolo detiene una partecipazione del 20,37% nel Fondo IDEA CCR II – Comparto Shipping classificata tra le Attività Finanziarie obbligatoriamente al fair value per un valore di bilancio pari a 23,9 milioni. La valutazione al fair value del Fondo IDEA CCR ha fatto registrare un effetto negativo nell'esercizio di 0,4 milioni.

Clessidra Restructuring Fund

Clessidra Restructuring Fund (Fondo CRF) è un fondo di investimento alternativo mobiliare di tipo chiuso riservato a investitori istituzionali, dedicato all'investimento in crediti classificati come unlikely to pay vantati nei confronti di aziende industriali pre‐individuate.

Lo scorso settembre 2019, UBI Banca incorporata nel corrente esercizio in Intesa Sanpaolo, aveva ceduto finanziamenti relativi a cinque controparti, per un ammontare lordo complessivo di 17 milioni ed esposizione netta pari a 11 milioni, con contestuale sottoscrizione delle quote del Fondo CRF per un controvalore sostanzialmente allineato al valore netto dei crediti ceduti.

Il settore di attività economica dei debitori ceduti si concentra in misura prevalente nell'ambito "Fabbricazione porte in legno e Fabbricazione Mobili".

Le attività finanziarie oggetto di cessione sono presenti in prevalenza nell'area territoriale Nord Ovest.

Al 31 dicembre 2021 Intesa Sanpaolo detiene una partecipazione del 4,38% nel Fondo CRF classificata tra le Attività Finanziarie obbligatoriamente al fair value per un valore di bilancio pari a 8 milioni. La valutazione al fair value del Fondo IDEA CCR ha fatto registrare un effetto positivo nell'esercizio di 0,8 milioni.

Consolidato prudenziale - Operazioni di covered bond

Nella presente sezione devono essere rilevate le operazioni di covered bond in cui la Banca cedente e la Banca finanziatrice coincidono. Il Gruppo Intesa Sanpaolo utilizza i covered bond prevalentemente come forma di raccolta cartolare garantita da attivi originati dalla stessa Intesa Sanpaolo o da altra società del Gruppo.

Intesa Sanpaolo ha realizzato nel tempo tre programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (OBG).

Il primo Programma, avviato nel 2009, ha un ammontare massimo di 20 miliardi (l'ammontare massimo originario era pari a 10 miliardi). Il garante delle OBG è il veicolo ISP CB Pubblico, cessionario di portafogli di crediti e titoli in bonis al settore pubblico, originati dalla ex controllata Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo, ora Intesa Sanpaolo. Nel tempo la Banca ha ceduto al veicolo attività per un valore nominale originario complessivo pari a 14,3 miliardi (al netto di retrocessioni di attivi per 0,5 miliardi), l'ultima delle quali (per un importo di 1 miliardo) effettuata nell'aprile 2013. Nel mese di settembre 2020 è stata perfezionata la retrocessione di un cliente per un controvalore di 132 milioni.

Al 31 dicembre 2021 i crediti e i titoli ceduti al veicolo hanno un valore di bilancio di 3,5 miliardi.

A fronte di tali cessioni si sono realizzate nel tempo emissioni di OBG per un nominale complessivo di 25,2 miliardi (di cui 18,15 miliardi relativi ad emissioni acquistate interamente dalla Capogruppo e oggetto di estinzione anticipata o giunte a scadenza e 3,5 miliardi oggetto di offerta di scambio agli investitori nel corso del 2012, dei quali 2 miliardi scaduti nel secondo trimestre 2017 e i restanti 1,5 miliardi scaduti a gennaio 2021).

Al 31 dicembre 2020, erano in essere emissioni effettuate a valere sul programma garantito dal veicolo ISP CB Pubblico per un nominale complessivo di 4,1 miliardi, di cui 4 miliardi sottoscritte dalla Capogruppo e 0,1 miliardi collocate presso investitori terzi.

Nel corso dell'esercizio 2021 è giunta a scadenza la terza serie di OBG, per un ammontare complessivo nominale di 1,5 miliardi ed è stata emessa la quattordicesima serie per un ammontare di 1 miliardo.

Pertanto, al 31 dicembre 2021, restano in essere emissioni effettuate a valere sul programma garantito dal veicolo ISP CB Pubblico per un nominale complessivo di 3,6 miliardi, interamente sottoscritti da Intesa Sanpaolo.

Tutti i titoli emessi a valere sul programma sono quotati alla Borsa del Lussemburgo e hanno rating A2 di Moody's.

Il secondo Programma, avviato nel 2010, dell'ammontare massimo di 25 miliardi (l'ammontare massimo originario era pari a 20 miliardi), vede come garante delle OBG il veicolo ISP CB Ipotecario S.r.l., cessionario di mutui ipotecari residenziali italiani e, inizialmente, obbligazioni Adriano Finance S.r.l., originati da Intesa Sanpaolo. Nel tempo la Banca ha ceduto al veicolo mutui per un valore nominale originario complessivo pari a 35,8 miliardi (al netto delle retrocessioni).

Nel corso dell'esercizio 2021 sono state perfezionate le seguenti operazioni:

− nel mese di gennaio sono stati effettuati riacquisti per un controvalore di 265 milioni;

− nel mese di giugno sono state effettuate cessioni per un controvalore di 2,2 miliardi.

Al 31 dicembre 2021 i crediti ceduti al veicolo hanno un valore di bilancio di 16 miliardi.

A fronte delle cessioni di tali attivi, Intesa Sanpaolo ha realizzato, nel corso del tempo, emissioni di OBG per un valore nominale complessivo di 33,9 miliardi (di cui oggetto di estinzione anticipata o scaduti per complessivi 18,4 miliardi alla data di dicembre 2021).

Al 31 dicembre 2020 risultavano in essere emissioni effettuate a valere sul programma garantito dal veicolo ISP CB Ipotecario per un nominale complessivo di 16,9 miliardi, di cui 12 miliardi collocate presso investitori terzi e 4,9 miliardi sottoscritte da Intesa Sanpaolo. Di queste ultime una parte era stata successivamente impegnata in operazioni di pronti contro termine passivi per un importo di 1,8 miliardi.

Nel corso del 2021 è scaduta l'undicesima serie per un ammontare di 1,4 miliardi e non sono state fatte nuove emissioni.

Pertanto, al 31 dicembre 2021 risultano in essere emissioni effettuate a valere sul programma garantito dal veicolo ISP CB Ipotecario per un valore nominale complessivo di 15,5 miliardi, di cui 10,6 miliardi collocate presso investitori terzi e 4,9 miliardi sottoscritte da Intesa Sanpaolo. Di queste ultime una parte è stata successivamente impegnata in operazioni di pronti contro termine passivi per un importo di 343 milioni.

Tutti i titoli emessi a valere sul programma sono quotati alla Borsa del Lussemburgo ed hanno rating Aa3 di Moody's.

Il terzo Programma multi-originator di emissione di OBG, avviato nel 2012, vede come garante dei titoli il veicolo ISP OBG S.r.l.. Tale programma è assistito da mutui ipotecari per un ammontare massimo di 55 miliardi (l'ammontare massimo originario era pari a 30 miliardi) ed è finalizzato a realizzare emissioni retained.

Il portafoglio posto a garanzia delle emissioni di OBG è composto da mutui ipotecari originati da Intesa Sanpaolo, Banco di Napoli, Cassa di Risparmio del Veneto, Cassa di Risparmio in Bologna e Banca CR Firenze (fuse per incorporazione in Intesa Sanpaolo tra luglio 2018 e febbraio 2019). Nel tempo il Gruppo Intesa Sanpaolo ha ceduto al veicolo mutui ipotecari per un valore nominale originario complessivo di 82,4 miliardi (al netto delle esclusioni).

Nel corso del 2021 Intesa Sanpaolo ha ceduto al veicolo mutui ipotecari per un valore nominale originario complessivo di 7,4 miliardi (al netto delle esclusioni). Sono state perfezionate le seguenti cessioni:

− nel mese di marzo, per un controvalore di 4,2 miliardi;

− nel mese di novembre, per un controvalore di 3,5 miliardi.

Inoltre, nel corso del 2021 sono stati riacquistati crediti:

− nel mese di gennaio, per un controvalore di 321 milioni;

− nel mese di maggio, per un controvalore di 0,1 milioni.

Al 31 dicembre 2021 i crediti ceduti da Intesa Sanpaolo al veicolo hanno un valore di bilancio di 47,8 miliardi.

A fronte della cessione di tali attivi, Intesa Sanpaolo ha realizzato, nel corso del tempo, emissioni di OBG per un valore nominale complessivo di circa 86,3 miliardi (di cui 40,2 miliardi estinte anticipatamente e rimborsate). Tutti i titoli emessi a valere sul programma sono quotati alla Borsa del Lussemburgo ed hanno rating A (High) di DBRS Morningstar.

Al 31 dicembre 2020 risultavano in essere emissioni effettuate a valere sul programma garantito dal veicolo ISP OBG per un nominale complessivo di 45,9 miliardi, interamente sottoscritte da Intesa Sanpaolo, e successivamente impegnate, in parte, in un'operazione di pronti contro termine passivi per un importo di 50 milioni.

Nel corso del 2021:

  • − nel mese di gennaio sono stati estinti anticipatamente i titoli della diciassettesima e diciottesima serie per complessivi 2,7 miliardi;
  • − nel mese di gennaio sono state emesse la quarantacinquesima e la quarantaseiesima serie di OBG, ciascuna di 1,35 miliardi, a tasso variabile e con scadenza rispettivamente di 15 e 16 anni.

Pertanto, al 31 dicembre 2021 risultano in essere emissioni effettuate a valere sul programma garantito dal veicolo ISP OBG per un nominale complessivo di 45,9 miliardi, interamente sottoscritte da Intesa Sanpaolo.

Nelle società dell'ex Gruppo UBI Banca erano presenti due Programmi di Obbligazioni Bancarie Garantite facenti capo a due Società Veicolo rispettivamente denominate UBI Finance S.r.l. e UBI Finance CB2 S.r.l..

Il Primo Programma, UBI Finance, è stato avviato dall'ex Gruppo UBI Banca nel corso dell'esercizio 2008 e prevede ad oggi la possibilità da parte di Intesa Sanpaolo di emettere titoli, rivolti ad investitori istituzionali, per un ammontare massimo di 15 miliardi. Il Programma include un portafoglio di mutui ipotecari residenziali ceduti dalle Banche Rete dell'ex Gruppo UBI; queste ultime avevano aderito al Programma in qualità sia di Banche Originator che di Banche Finanziatrici.

Nel mese di gennaio del 2021 è stata perfezionata un'operazione di riacquisto di crediti per complessivi 5,2 miliardi di euro (in termini di debito residuo capitale), di cui 5 miliardi riacquistati da Intesa Sanpaolo (ex UBI Banca) e 0,2 miliardi riacquistati da IW Bank, corrispondenti all'intero portafoglio di propria pertinenza alla data di riacquisto. Successivamente, nel mese di marzo 2021 è stata effettuata un'ulteriore operazione di riacquisto per complessivi 0,4 miliardi di euro (in termini di debito residuo capitale), interamente riacquistati da Intesa Sanpaolo (ex UBI Banca).

Al 31 dicembre 2021 i crediti ceduti al veicolo hanno un valore di bilancio di 8,9 miliardi.

Nel corso dell'esercizio 2020 non erano state fatte nuove emissioni di titoli né estinzioni di emissioni già in essere. Pertanto, tenuto conto delle diverse obbligazioni emesse nei precedenti esercizi, il controvalore nominale dei titoli al 31 dicembre 2020 ammontava complessivamente a 12 miliardi di euro.

Nel corso del 2021:

  • − nel mese di gennaio le emissioni diciannove e trentadue sono state oggetto di cancellazione per un ammontare complessivo di 1,5 miliardi ed è inoltre scaduta la sesta emissione per un ammontare di 0,95 miliardi;
  • − nel mese di aprile è stata rimborsata la terza emissione per un ammontare di 11,4 milioni;
  • − nel mese di giugno la trentesima serie è stata oggetto di estinzione parziale per un ammontare di 200 milioni;
  • − nel mese di ottobre è stata rimborsata la terza emissione per un ammontare di 11,4 milioni;

− nel mese di novembre la ventinovesima serie è stata oggetto di estinzione parziale per un ammontare di 200 milioni. Pertanto, al 31 dicembre 2021 risultano in essere emissioni sul programma garantito dal veicolo UBI Finance per un valore nominale complessivo di 9,1 miliardi, di cui 7,5 miliardi collocate presso investitori terzi e 1,6 miliardi retained. Alla stessa data, il rating attribuito ai titoli del programma era pari a Aa3 per Moody's ed AA per DBRS Morningstar.

Il Secondo Programma di Obbligazioni Bancarie Garantite dell'ex Gruppo UBI Banca, denominato UBI Finance CB2, è stato chiuso nel corso del mese di gennaio 2021.

Nella tabella che segue vengono evidenziati i principali dati relativi a ISP CB Pubblico, ISP CB Ipotecario, ISP OBG e UBI Finance riferiti al 31 dicembre 2021.

(milioni di euro)
COVERED BONDS DATI VEICOLO FINANZIAMENTO
SUBORDINATO(1)
OBG EMESSE
Totale
attivo
Svalutazioni
cumulate sul
portafoglio
cartolarizzato
importo Importo
nominale
(2)
Valore di
bilancio
(2)
ISP CB PUBBLICO Crediti e titoli del settore
pubblico in bonis
4.666 12 4.567 - -
ISP CB IPOTECARIO (3) RMBS (Mutui ipotecari
residenziali in bonis)
21.009 60 19.921 10.951 11.320
ISP OBG Mutui ipotecari 56.473 231 56.381 - -
UBI FINANCE Mutui ipotecari residenziali 10.566 81 10.549 7.508 7.846

(1) Nella voce è stato indicato il prestito subordinato concesso ai veicoli per finanziare l'acquisto del portafoglio posto a garanzia delle OBG. Tale prestito è oggetto di derecognition nel bilancio IAS compliant individuale. L'ammontare del finanziamento si riferisce all'emissione già realizzata nell'ambito di un programma di ammontare massimo superiore.

(2) L'importo nominale ed il valore di bilancio riportati in tabella sono da considerarsi al netto dei titoli riacquistati.

(3) I Titoli (OBG) emessi da Intesa Sanpaolo sono stati oggetto di collocamento sul mercato presso investitori istituzionali per la quasi totalità dell'ammontare emesso.

A questa tipologia di Obbligazioni Bancarie Garantite, previste dalla normativa italiana (L. 80/2005), si aggiungono i c.d. "mortgage bonds" emessi dalla partecipata slovacca VUB. Si tratta di titoli il cui valore nominale e il cui rendimento è garantito dai c.d. "mortgage loans", finanziamenti a persone fisiche con scadenza residua a trent'anni garantiti da un pegno su immobili situati nella Repubblica Slovacca e con un "Loan to Value" massimo dell'80%.

Ogni emissione è caratterizzata da una specifica copertura e l'intero valore nominale dell'emissione, inclusi gli interessi, deve essere garantito da mutui ipotecari su immobili locali per un ammontare pari almeno al 90% del loro valore nominale ed eventualmente per il restante 10% da liquidità o depositi presso la Banca Centrale slovacca, la Banca Centrale Europea, altre Banche Centrali europee o presso banche che rispettano i criteri dell'Art 129(1)(c) del Regolamento UE 575/2013.

Al fine di coprire i flussi di cassa netti negativi attesi a 180 giorni derivanti dai Covered Bonds, l'emittente deve mantenere attività liquide di elevata qualità in base agli Artt. 10 e 11 del Regolamento UE 61/2015.

Al 31 dicembre 2021 la controllata VUB ha emesso titoli di questo tipo per 3,8 miliardi, iscritti in bilancio a un valore pari a circa 3,8 miliardi.

E. CONSOLIDATO PRUDENZIALE - MODELLI PER LA MISURAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO

Al 31 dicembre 2021, la perdita attesa gestionale sui crediti verso la clientela in bonis (che tiene conto delle forme tecniche di cassa e di firma) risultava pari allo 0,39%, in linea rispetto al livello cui si era attestata nell'esercizio 2020; l'incidenza stabile è frutto di una compensazione tra gli effetti incrementali dei model change Banche ed Enti Pubblici, bilanciati dagli effetti del model change SME Retail e dalla contrazione dell'operatività connotata da profili di rischio superiore.

Il capitale economico al 31 dicembre 2021 era pari al 2,44% dell'utilizzato e presentava un lieve aumento, considerando la sola clientela in bonis, rispetto al dato rilevato nel 2020 (+0,10%). Tale variazione è determinata principalmente dal processo di integrazione societaria dell'ex Gruppo UBI, perfezionatasi nel secondo trimestre dell'anno, conseguendo una piena armonizzazione delle procedure di calcolo di capitale economico di Capogruppo, nonché, in misura più marginale, dall'aumento medio registrato sul parametro di LGD relativamente alle esposizioni sovrane, conseguente all'implementazione del nuovo modello nel quarto trimestre dell'anno.

Per le società che rientrano nel piano di roll-out, i modelli interni regolamentari di rating, di LGD e di EAD sono sottoposti ad un processo di controllo di secondo livello da parte della funzione di Convalida, come descritto nel paragrafo 2.3 della presente Sezione, e ad un controllo di terzo livello da parte della funzione di Revisione Interna. Le funzioni di controllo producono per il Supervisor le relazioni annuali di conformità dei modelli alla normativa di Vigilanza, nell'ambito delle quali si verifica lo scostamento tra le stime effettuate ex ante e i valori realizzati ex post. Tali relazioni, approvate dal Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, attestano il permanere dei requisiti di conformità.

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1.2. RISCHI DI MERCATO

Come già in parte evidenziato nella Premessa, nel Gruppo Intesa Sanpaolo le politiche relative all'assunzione dei rischi finanziari sono definite dagli Organi Amministrativi della Capogruppo, i quali si avvalgono del supporto di specifici Comitati, tra i quali si segnalano il Comitato di Direzione, presieduto dal Consigliere Delegato e CEO e composto da dirigenti responsabili delle principali funzioni aziendali), e il Comitato Rischi Finanziari di Gruppo.

Al Comitato di Direzione, organismo di Gruppo con ruolo deliberativo, informativo e consultivo, sono attribuite, tra le altre, le funzioni di coadiuvare il Consigliere Delegato e CEO nello svolgimento delle funzioni che gli competono, rafforzare il coordinamento e i meccanismi di cooperazione tra le diverse aree di business, di governo e di controllo della Banca e del Gruppo, nell'ottica di condividere le principali scelte aziendali, e di contribuire ad assicurare il coordinamento e la gestione integrata dei rischi e la salvaguardia del valore aziendale a livello di Gruppo, ivi compreso il buon funzionamento del sistema dei controlli interni.

Al Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, presieduto dal Chief Risk Officer e dal Chief Financial Officer, compete la responsabilità di definire le linee guida metodologiche e di misurazione dei rischi finanziari, l'articolazione dei limiti operativi e la verifica del profilo di rischio del Gruppo e delle sue principali unità operative. Il Comitato delinea, inoltre, le scelte strategiche relative alla gestione del banking book da sottoporre agli Organi competenti e fissa gli indirizzi in tema di rischio di liquidità, tasso e cambio. Questo organismo opera in forza delle deleghe operative e funzionali assegnate dagli Organi Statutari e sulla base dell'azione di coordinamento del Comitato di Direzione.

Il profilo di rischio finanziario complessivo del Gruppo e gli opportuni interventi volti a modificarlo sono esaminati periodicamente dal Comitato Rischi Finanziari di Gruppo.

La Direzione Centrale Market and Financial Risk Management della Capogruppo è responsabile dello sviluppo delle metodologie di misurazione e del monitoraggio dei rischi aziendali nonché delle proposte riguardanti il sistema dei limiti operativi della Banca e del Gruppo. La stessa è inoltre responsabile, in regime di outsourcing, della misurazione dei rischi in essere per quelle realtà operative con le quali sia stato stipulato uno specifico contratto di servizio.

La tabella che segue evidenzia le voci dello Stato patrimoniale consolidato che sono soggette a rischi di mercato, mostrando le posizioni per le quali la principale metrica di misurazione del rischio è rappresentata dal VaR gestionale (il VaR gestionale viene calcolato su un perimetro più ampio di quello oggetto di Modello Interno sui rischi di mercato. Per maggiore trattazione si rimanda al paragrafo successivo) e quelle per le quali i rischi vengono monitorati con altre metriche. Queste ultime sono rappresentate principalmente dall'analisi di sensitività ai differenti fattori di rischio (tasso di interesse, credit spread, ecc.).

(milioni di euro)
Attività/passività finanziarie VALORE DI
BILANCIO
(a perimetro
di vigilanza)
PRINCIPALI METRICHE DI MISURAZIONE DEL RISCHIO
Var
gestionale
Altre Fattori di rischio misurati
con le metriche
ricomprese
nella colonna Altre
Attività soggette al rischio di mercato 802.216 113.705 688.510
Attività finanziarie detenute per la negoziazione 47.196 46.647 549 Rischio di tasso, credit spread, equity
Attività finanziarie designate al fair value 4 1 3 Rischio di tasso, credit spread
Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate
al fair value
6.139 2.447 3.691 Rischio di tasso, credit spread
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva (ifrs 7 par. 8 lett. h))
67.595 64.236 3.359 Rischio di tasso, equity
Crediti verso banche 163.940 - 163.940 Rischio di tasso
Crediti verso clientela 505.766 - 505.766 Rischio di tasso
Derivati di copertura 1.732 374 1.358 Rischio di tasso
Partecipazioni 9.844 - 9.844 Rischio equity
Passività soggette al rischio di mercato 777.512 60.122 717.390
Debiti verso banche 164.980 - 164.980 Rischio di tasso
Debiti verso clientela 459.540 - 459.540 Rischio di tasso
Titoli in circolazione 88.062 - 88.062 Rischio di tasso
Passivita' finanziarie di negoziazione 56.388 56.310 78 Rischio di tasso
Passivita' finanziarie designate al fair value (ifrs 7
par. 8 lett. e))
3.674 3.674 - -
Derivati di copertura 4.868 138 4.730 Rischio di tasso

PORTAFOGLIO DI NEGOZIAZIONE DI VIGILANZA

1.2.1. RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE E RISCHIO DI PREZZO

Informazioni di natura qualitativa

Aspetti Generali

I requisiti normativi del portafoglio di negoziazione sono definiti all'interno del Regolamento UE n° 575/2013 (CRR - Parte Tre, Titolo I, Capo 3 rispettivamente agli articoli 102, 103, 104). Difatti il combinato disposto di tali articoli delinea l'insieme dei requisiti minimi necessari all'identificazione delle strategie di trading, alla misurazione e al controllo dei rischi ad esse connessi.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, al fine di recepire quanto dettato dalla normativa di riferimento, si è dotato di una policy interna che individua il trading book sulla base:

  • − della valutazione al Fair Value Through Profit and Loss degli strumenti detenuti per la negoziazione:
  • − delle strategie definite;
  • − dei risk taking centre identificati;
  • − del monitoraggio, della limitazione e della gestione dei rischi definiti in coerenza con quanto previsto dalla normativa interna in termini di market risk.

In particolare, gli asset classificati nel trading book regolamentare coincidono – salvo specifiche eccezioni – con le attività finanziarie detenute per la negoziazione (Circolare n. 262 della Banca d'Italia). Tale associazione deriva dall'insieme delle strategie, dei poteri, dei limiti e dei controlli che alimentano e garantiscono la contiguità e la coerenza tra i portafogli contabili e prudenziali.

Nell'ambito dei rischi connessi all'attività di trading, ovvero i rischi di mercato che derivano dall'effetto che le variazioni nelle variabili di mercato possano generare sulle diverse poste patrimoniali del Gruppo, quest'ultimi sono quantificati gestionalmente attraverso analisi giornaliere e di periodo con l'obiettivo di determinare la vulnerabilità del portafoglio di negoziazione del Gruppo Intesa Sanpaolo. Di seguito è disponibile l'elenco dei principali risk factors a cui il portafoglio di negoziazione del Gruppo è esposto:

  • − tassi di interesse;
  • − titoli azionari e indici;
  • − fondi di investimento;
  • − tassi di cambio;
  • − volatilità implicite;
  • − spread dei credit default swap (CDS);
  • − spread delle emissioni obbligazionarie;
  • − strumenti di correlazione;
  • − dividend derivatives;
  • − asset backed securities (ABS);
  • − merci.

Per taluni dei fattori di rischio sopra citati e inclusi nelle rilevazioni di VaR gestionale, l'Autorità di Vigilanza ha validato i modelli interni per la segnalazione degli assorbimenti patrimoniali di Intesa Sanpaolo. In particolare, nell'ambito dei rischi di mercato, i profili di rischio validati sono: (i) generico/specifico su titoli di debito e su titoli di capitale; (ii) rischio di posizione su quote di OICR con riferimento alle sole quote in CPPI (Constant Proportion Portfolio Insurance) ed ai portafogli di Hedge fund con look through approach); (iii) rischio di posizione su dividend derivatives; (iv) rischio di posizione in merci.

Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio

L'allocazione di capitale per l'operatività di trading è fissata dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, mediante l'attribuzione di limiti operativi in termini di VaR alle varie unità del Gruppo.

La struttura dei limiti riflette il livello di rischiosità ritenuto accettabile con riferimento alle singole aree di business in coerenza con gli orientamenti gestionali e strategici definiti dai vertici aziendali. L'attribuzione e il controllo dei limiti ai vari livelli gerarchici comporta l'assegnazione di poteri delegati ai differenti responsabili delle aree di business, volti al raggiungimento del migliore trade-off tra un ambiente di rischio controllato e le esigenze di flessibilità operativa. Il concreto funzionamento del sistema dei limiti e dei poteri delegati si fonda sui seguenti concetti: base di gerarchia e interazione.

L'applicazione di tali principi ha condotto alla definizione di una struttura di limiti nella quale assume particolare rilevanza la distinzione tra limiti di primo livello e limiti di secondo livello:

  • limiti di primo livello (VaR): il limite complessivo di Gruppo nonché quelli della Divisione IMI C&IB e della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo sono inclusi nel Risk Appetite Framework di Gruppo. Contestualmente sono definiti dal Consiglio di Amministrazione di Capogruppo anche limiti operativi in termini di VaR per altre società del Gruppo che detengono portafogli di negoziazione minori la cui rischiosità è marginale. Tali limiti vengono, successivamente alla loro approvazione, declinati sui desk delle singole legal entity, sentite anche le proposte delle Business Unit. L'andamento dell'assorbimento di tali limiti e la relativa analisi di congruità sono oggetto di periodica analisi da parte del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo e del Consiglio di Amministrazione nell'ambito del Tableau de Bord dei rischi di Gruppo;
  • limiti di secondo livello (sensitivity e greche): hanno l'obiettivo di controllare l'operatività dei differenti desk sulla base di misure differenziate in funzione della specificità degli strumenti trattati e delle strategie operative, quali le sensitivity, le greche e le esposizioni equivalenti;
  • altri limiti rilevanti: hanno l'obiettivo di presidiare particolare operatività (a titolo di esempio: plafond per operatività a rischio emittente, limite per Incremental Risk Charge).

Taluni dei suddetti limiti possono essere attratti dalla disciplina RAF. Si rimanda altresì al paragrafo «Il sistema di controllo interno» per una più dettagliata rappresentazione del framework dei rischi.

Si rileva che la Capogruppo rappresenta la quota prevalente dei rischi di mercato del Gruppo mentre alcune altre società controllate del Gruppo detengono portafogli di negoziazione minori la cui rischiosità è marginale (inferiore all'1% circa dei rischi gestionali complessivi del Gruppo): in particolare, i fattori di rischio dei portafogli di negoziazione delle partecipate estere sono titoli governativi locali, posizioni su tassi di interesse e tassi di cambio riferiti a pay-off di natura lineare.

Di seguito viene data una maggiore rappresentazione delle metriche market risk oggetto di monitoraggio nella struttura dei limiti:

VaR gestionale

Definizione: il Value at Risk è una stima monetaria del rischio basata su tecniche statistiche in grado di sintetizzare la massima perdita probabile, con un certo livello di confidenza, che una posizione finanziaria o un portafoglio possono subire in un determinato periodo di tempo (c.d. Holding Period) a fronte di variazioni dei fattori di rischio sottostanti i modelli di valutazione causate da dinamiche di mercato.

Metodo: i modelli matematici e statistici che permettono di calcolare il VaR possono essere suddivisi in due macro-categorie: approcci parametrici (varianza/covarianza) e approcci che si basano su tecniche di simulazione, quale il sistema in uso presso Intesa Sanpaolo.

L'approccio utilizzato in Intesa Sanpaolo si caratterizza per:

  • − modello di simulazione storica tramite piattaforma Mark to Future;
  • − intervallo di confidenza pari al 99° percentile;
  • − periodo di smobilizzo considerato pari a 1 giorno;
  • − full revaluation delle posizioni in essere.

Gli scenari di simulazione storica sono calcolati internamente su serie storiche dei fattori di rischio di 1 anno (250 rilevazioni). Ai fini gestionali a ciascuno scenario viene assegnata una probabilità di realizzo non uguale ma che decresce esponenzialmente in funzione del tempo, al fine di privilegiare il contenuto informativo dei dati più recenti. Ai fini regolamentari, per il calcolo del requisito di capitale, gli scenari sono equipesati.

Si rileva che nel primo trimestre 2021, l'approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione dell'ordinario aggiornamento annuale del framework gestionale dei rischi di mercato (nell'ambito del Risk Appetite Framework 2021) ha previsto la definizione di un limite specifico riferito alle attività di trading, all'interno di un limite complessivamente riferito alle attività di trading e al business model Hold To Collect and Sell (HTCS).

Sensitivity e greche

Definizione: la sensitivity misura il rischio riconducibile alla variazione del valore teorico di una posizione finanziaria al mutare di una quantità definita dei fattori di rischio ad essa connessi. Sintetizza quindi:

  • − l'ampiezza e la direzione della variazione sotto forma di moltiplicatori o di variazioni monetarie del valore teorico;
  • − senza assunzioni esplicite sull'orizzonte temporale;
  • − senza assunzioni esplicite di correlazione tra i fattori di rischio.

Metodo: l'indicatore di sensitivity può essere costruito impiegando le seguenti tecniche:

  • − calcolo delle derivate prime e seconde delle formule di valutazione;
  • − calcolo della differenza tra il valore iniziale e quello ottenuto applicando shock unidirezionali e indipendenti ai fattori di rischio (delta, gamma, vega, CR01, PV01).

Le misure di sensitività consentono di rendere più accurata la profilatura dei rischi, soprattutto in presenza di componenti opzionali. Esse misurano il rischio riconducibile alla variazione del valore di una posizione finanziaria al mutare di una quantità predefinita dei parametri di valutazione quali, ad esempio, ipotesi di rialzo dei tassi di interesse di un punto base.

Misure di livello

Definizione: Le misure di livello, utilizzate anche sotto forma di ratio, sono indicatori a supporto delle metriche di rischio sintetiche che si fondano sull'assunzione che esista una relazione diretta tra l'entità di una posizione finanziaria e il profilo di rischio. In particolare, le misure di livello permettono di monitorare la natura delle esposizioni verso determinati emittenti o gruppi economici.

I principali indicatori rappresentativi di misure di livello sono la posizione nominale (o equivalente) e le metriche di durata media; fanno parte di indicatori di livello anche le misure di Massima Esposizione Negativa della Riserva di Valutazione caratterizzanti il business Model HTCS.

Metodo: la determinazione della posizione nominale (o equivalente) avviene attraverso l'individuazione:

  • − del valore nozionale;
  • − del valore di mercato;
  • − della conversione della posizione di uno o più strumenti a quella di uno considerato benchmark (c.d. posizione equivalente);
  • − della FX Exposure.

Nella determinazione della posizione equivalente il rischio è definito dal valore delle differenti attività, convertite in una posizione aggregata che sia "equivalente" in termini di sensibilità alla variazione dei fattori di rischio indagati.

In Intesa Sanpaolo l'approccio è caratterizzato da un esteso ricorso a plafond in termini di MtM, in quanto rappresentativi del valore degli asset iscritti a bilancio.

Stress test

Definizione: le prove di stress sono effettuate periodicamente al fine di evidenziare e monitorare la potenziale vulnerabilità dei portafogli di trading al verificarsi di eventi estremi oltre che rari, non pienamente colti dai modelli di VaR.

Metodo: Gli stress test in ambito gestionale vengono applicati periodicamente alle esposizioni a rischio di mercato, tipicamente adottando:

  • analisi di sensitivity, che misura l'impatto potenziale sulle principali metriche di rischio determinato dalla variazione di un unico fattore di rischio o di semplici fattori multirischio;
  • analisi di scenario, che misura l'impatto potenziale sulle principali metriche di rischio di un certo scenario che considera più fattori di rischio.

Nell'ambito dello Stress Testing Programme di Gruppo sono previsti i seguenti esercizi di stress:

  • Esercizio multirischio, basato sull'analisi di scenario, consente di valutare in ottica forward-looking gli impatti simultanei sul Gruppo di molteplici fattori di rischio, tenendo conto anche delle interrelazioni fra gli stessi ed eventualmente della capacità di reazione del Top Management;
  • Esercizio multirischio regolamentare, disposto e coordinato dal supervisor/regulator che ne definisce le ipotesi generali e gli scenari, richiede la full revaluation degli impatti, con la conseguente necessità di contribuzioni da parte delle strutture specialistiche delle Aree di Governo Chief Risk Officer e Chief Financial Officer;
  • Esercizio situazionale, disposto dal Top Management o dal supervisor/regulator al fine di valutare in ottica forwardlooking l'impatto di eventi particolari (relativi al contesto geo-politico, finanziario, economico, competitivo…);
  • Esercizio monorischio o specifico, finalizzato a valutare l'impatto prodotto da scenari (o da uno o più specifici fattori) su aree di rischio specifiche.

Stressed VaR

Definizione: la metrica di Stressed VaR è basata sulle medesime tecniche di misurazione del VaR. Rispetto a queste ultime, viene calcolata applicando condizioni di stress di mercato registrate in un periodo storico ininterrotto di 12 mesi.

Metodo: Sulla base delle indicazioni riportate nel documento "Revision to the Basel II market risk framework" di Basilea, l'individuazione di tale periodo è stata effettuata considerando le linee guida seguenti:

  • − il periodo deve costituire uno scenario di stress per il portafoglio;
  • − il periodo deve incidere significativamente sui principali fattori di rischio del portafoglio di Intesa Sanpaolo;
  • − il periodo deve permettere di utilizzare, per tutti i fattori di rischio in portafoglio, serie storiche reali.

Coerentemente con l'approccio di simulazione storica utilizzato per il calcolo del VaR, quest'ultimo punto è una condizione discriminante nella selezione dell'orizzonte temporale. Infatti, al fine di garantire l'effettiva consistenza dello scenario adottato ed evitare l'utilizzo di fattori driver o comparable, il periodo storico deve garantire l'effettiva disponibilità dei dati di mercato.

Alla data di redazione del Bilancio 2021, il periodo utile per la rilevazione dello Stressed VaR per Intesa Sanpaolo è tra il 3 ottobre 2011 ed il 20 settembre 2012.

Ai fini gestionali la metrica di Stressed VaR viene calcolata sull'intero perimetro dei portafogli valutati al Fair Value del Gruppo (Trading e FVOCI nell'ambito del perimetro bancario) e la frequenza minima di revisione del periodo stressato è almeno annuale, contestualmente all'ordinario aggiornamento annuale del framework gestionale dei rischi di mercato (Risk Appetite Framework).

Incremental Risk Charge (IRC)

Definizione: l'Incremental Risk Charge (IRC) è la massima perdita potenziale del portafoglio di credit trading dovuta a un upgrade/downgrade e fallimento degli emittenti, riferita a un orizzonte temporale annuale, con intervallo di confidenza pari al 99,9%. Tale misura è aggiuntiva rispetto al VaR e consente la corretta rappresentazione del rischio specifico su titoli di debito e derivati di credito poiché coglie, oltre al rischio idiosincratico, anche i rischi di evento e di default.

La misura si applica a tutti i prodotti finanziari sensibili agli spread creditizi inclusi nel portafoglio di trading ad eccezione delle cartolarizzazioni.

Metodo: La simulazione è basata su un Modified Merton Model. Le probabilità di transizione e default sono quelle osservate tramite le matrici storiche delle principali agenzie di rating, con l'applicazione di un valore minimo di probabilità di default maggiore di zero. L'asset correlation viene inferita a partire dall'equity correlation degli emittenti. Il modello è basato sull'ipotesi di constant position con un holding period di un anno.

Un programma regolare di stress viene applicato ai principali parametri del modello (correlazione, matrici di transizione e default e spread creditizi).

Informazioni di natura quantitativa

Evoluzione del VaR gestionale giornaliero

Si riporta di seguito una rappresentazione del VaR gestionale giornaliero del solo portafoglio di trading, fornendo inoltre evidenza dell'esposizione complessiva dei principali risk taking center.

VaR gestionale giornaliero di trading

4° trimestre
medio
4° trimestre
minimo
4° trimestre
massimo
3° trimestre
medio
2° trimestre
medio
(milioni di euro)
1° trimestre
medio
Totale GroupTrading Book (a) 19,9 16,9 25,8 20,4 25,8 41,3
di cui: Direzione Tesoreria e Finanza di
Gruppo
2,7 2,3 3,2 2,6 2,8 3,2
di cui: Divisione IMI C&IB 19,1 16,0 25,7 20,5 25,9 38,1

La tabella riporta su ogni riga la variabilità storica del VaR gestionale giornaliero calcolato sulla serie storica trimestrale rispettivamente del Gruppo Intesa Sanpaolo (inclusivo delle altre controllate), della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo e della Divisione IMI C&IB; la stima del valore minimo e del valore massimo sul perimetro complessivo non corrisponde alla somma dei valori individuali di colonna poiché è ricalcolata sulla serie storica aggregata.

(a) Il dato Group Trading Book include il VaR gestionale della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo, della Divisione IMI C&IB (perimetro Trading Book) e delle altre controllate.

Nel corso del quarto trimestre 2021, come evidenziato da entrambe le tabelle e dal grafico sottostante, si rileva una sostanziale stabilità dei rischi complessivi di trading rispetto alle medie del terzo trimestre 2021 (19,9 milioni nel quarto trimestre 2021 e 20,4 milioni nel terzo trimestre 2021) e più in generale una riduzione rispetto alle medie del primo e secondo trimestre 2021 ma anche rispetto ai valori medi dell'intero 2020. Tali riduzioni sono principalmente riconducibili ad "effetto rolling" di scenario stante le ridotte volatilità di mercato registrate successivamente agli eccezionali shock di mercato connessi alla diffusione pandemica del COVID-19.

Per completezza si riporta di seguito una rappresentazione dei valori medi, minimi e massimi del VaR gestionale per l'intero 2021 confrontati con il medesimo periodo del 2020.

VaR gestionale giornaliero di trading - Confronto 2021 – 2020

(milioni di euro)
medio 2021 2020
minimo massimo ultimo
giorno
medio minimo massimo
Totale GroupTrading Book (a) 26,7 16,9 57,8 17,2 65,3 31,4 98,6
di cui: Direzione Tesoreria e Finanza di
Gruppo
2,8 2,3 5,6 2,5 16,5 2,3 42,6
di cui: Divisione IMI C&IB 25,7 16,0 51,9 17,0 46,6 20,7 72,1

La tabella riporta su ogni riga la variabilità storica del VaR gestionale giornaliero calcolato sulla serie storica annua rispettivamente del Gruppo Intesa Sanpaolo (inclusivo delle altre controllate), della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo e della Divisione IMI C&IB; la stima del valore minimo e del valore massimo sul perimetro complessivo non corrisponde alla somma dei valori individuali di colonna poiché è ricalcolata sulla serie storica aggregata.

(a) Il dato Group Trading Book include il VaR gestionale della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo, della Divisione IMI C&IB (perimetro Trading Book) e delle altre controllate.

Con riferimento al trend del VaR di trading nel corso del quarto trimestre 2021, la dinamica è prevalentemente spiegata dalla Divisione IMI C&IB: in particolare si osserva all'inizio del trimestre un trend di lieve aumento dovuto all'ingresso di nuovi scenari di volatilità nella coda della distribuzione e a partire da novembre un graduale riallineamento della misura rispetto ai livelli di inizio periodo per effetto della riduzione del rischio Italia. Di seguito il grafico andamentale:

Analizzando l'andamento della composizione del profilo di rischio del Gruppo per il portafoglio di Trading, nel quarto trimestre 2021 si osserva la tendenziale prevalenza del rischio credit spread e tasso di interesse, rispettivamente pari al 34% e al 23% del VaR gestionale complessivo di Gruppo. Con riferimento invece ai singoli "risk taking center", si osserva la prevalenza del rischio tasso di interesse e cambio per la Direzione Finanza e Tesoreria di Gruppo (rispettivamente pari al 39% e 45%) e del fattore di rischio credit spread e tasso di interesse per la Divisione IMI C&IB (rispettivamente pari al 36% e 22%).

Contributo dei fattori di rischio al VaR gestionale complessivo

4° trimestre 2021 Azioni Tassi Credit
spread
Cambi Altri
parametri
Merci
Direzione Tesoreria e Finanza
di Gruppo
7% 39% 9% 45% 0% 0%
Divisione IMI C&IB 11% 22% 36% 5% 20% 6%
Totale 10% 23% 34% 9% 18% 6%

(a) La tabella riporta su ogni riga il contributo dei fattori di rischio fatto 100% il capitale a rischio complessivo, distinguendo tra la Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo e la Divisione IMI C&IB, nonché fornendo la distribuzione sul perimetro complessivo di Gruppo, calcolato come media delle stime giornaliere del quarto trimestre 2021.

Il controllo dei rischi relativamente all'attività del Gruppo Intesa Sanpaolo si avvale anche di analisi di scenario e prove di stress. A fine Dicembre, gli impatti di selezionati scenari relativi all'evoluzione di prezzi azionari, tassi di interesse, spread creditizi, tassi di cambio e prezzi delle materie prime sono così sintetizzati nella tabella che segue:

(milioni di euro)
EQUITY
D'INTERESSE
TASSI CREDIT SPREAD CAMBI MATERIE PRIME
Crash Bullish +40bp lower
rate
-25bp +25bp -5% +5% Crash Bullish
Totale Trading Book 109 - 9 -16 -15 16 15 2 -1 4

In particolare:

– per le posizioni sui mercati azionari si verificherebbero potenziali perdite nulle in caso di repentino aumento dei corsi azionari e contestuale forte riduzione delle volatilità;

– per le posizioni su tassi di interesse si verificherebbero potenziali perdite per 16 milioni in caso di ribasso dei tassi di interesse;

– per le posizioni su credit spread un restringimento di 25 bps degli spread creditizi comporterebbe una perdita complessiva di 15 milioni;

  • per le posizioni su cambio si verificherebbero potenziali guadagni sia in caso di apprezzamento che deprezzamento dell'euro contro le altre valute;
  • infine, per le posizioni in commodities si registrerebbe una perdita di 1 milione in caso di ribasso dei prezzi delle materie prime diverse dai metalli preziosi.

In relazione all'utilizzo del limite complessivo riferito alle attività di trading e al business model Hold To Collect and Sell (HTCS) si rileva nel corso del quarto trimestre una riduzione complessiva del VaR gestionale di mercato da 144 milioni (terzo trimestre 2021 VaR gestionale medio) a 139 milioni (quarto trimestre 2021 VaR gestionale medio).

Backtesting

L'efficacia del modello di calcolo del VaR deve essere monitorata giornalmente per mezzo di analisi di backtesting che, relativamente al perimetro regolamentare, consentono di confrontare:

  • le stime giornaliere del valore a rischio;
  • le rilevazioni giornaliere di profitti/perdite di backtesting per la cui determinazione si utilizzano le evidenze gestionali giornaliere del profit and loss effettivo conseguito dai singoli desk, depurato delle componenti che non sono pertinenti alle verifiche di backtesting: tra queste rientrano a titolo di esempio fees e costi finanziari di gestione delle posizioni che vengono regolarmente rendicontati in ambito gestionale.

Il backtesting consente di verificare la capacità del modello di cogliere correttamente, da un punto di vista statistico, la variabilità nella valutazione giornaliera delle posizioni di trading, coprendo un periodo di osservazione di un anno (circa 250 stime). Eventuali criticità relative all'adeguatezza del modello interno sono rappresentate da situazioni in cui le rilevazioni giornaliere dei profitti/perdite di backtesting evidenzino sull'anno di osservazione più di quattro rilevazioni in cui la perdita giornaliera è superiore alla stima del valore a rischio. La normativa vigente richiede che i test retrospettivi siano effettuati considerando sia la serie di P&L effettivi che quelli ipotetici.

Nel corso dell'ultimo anno è stata registrata una sola eccezione di backtesting in data 28 ottobre 2021. La misura di VaR corrente si conferma sufficientemente conservativa, l'unica eccezione registrata non comporta add on ai requisiti regolamentari.

Il rischio emittente

Il rischio emittente del portafoglio titoli di trading viene analizzato tramite misure di livello, ovvero in termini di mark to market, aggregando le esposizioni per classi di rating e settore, e viene monitorato con un sistema di limiti operativi basati sia sulle classi di rating/settore che su indicatori di concentrazione.

Composizione delle esposizioni per tipologia emittente

Totale Dettaglio
Corporate Financial Emerging Covered Governativi Securitis.
Direzione Tesoreria e
Finanza di Gruppo
0% 0% 0% 0% 0% 0% 0%
Divisione IMI C&IB 100% 11% 29% 4% 3% 35% 18%
Totale 100% 11% 29% 4% 3% 35% 18%

La tabella riporta nella colonna Totale il contributo all'esposizione complessiva al rischio emittente della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo e della Divisione IMI C&IB, dettagliando il contributo dell'esposizione per tipologia di emittente. Il perimetro corrisponde al portafoglio di trading soggetto a limite di plafond emittente (escluso Governativo Italia e AAA, titoli propri) e comprensivo dei cds (valore assoluto).

La composizione del portafoglio soggetto a rischio emittente, nel corso del quarto trimestre, evidenzia un'esposizione ricondubile unicamente alla Divisione IMI C&IB e prevalentemente in titoli appartenenti al settore al settore financial e governativi.

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Nell'ambito degli impatti generati della pandemia da COVID-19 sulle dinamiche di rischio di mercato, nel corso del 2021 si è osservato un progressivo ritorno ad un funzionamento ordinato dei principali mercati finanziari, come testimoniato dal rientro dei principali parametri di mercato nell'ambito dei valori medi osservati nei dodici mesi precedenti la crisi. Tale dinamica ha permesso una gestione ordinaria dei portafogli HTCS e Trading del Gruppo non solo in termini di turnover ma anche di gestione dei rischi, come peraltro evidenziato dalla dinamica delle principali metriche a presidio dei rischi di mercato.

Nell'attuale contesto di mercato, caratterizzato da volatilità ridotte, le misure di VaR gestionale, come descritto nelle sezioni precedenti, hanno evidenziato una dinamica in lieve riduzione con riferimento al VaR medio calcolato a livello di Gruppo sul complesso delle attività finanziarie appartenenti ai business model di Trading e HTCS (il VaR gestionale medio del quarto trimestre è pari a circa 139 milioni rispetto ai 144 milioni del terzo trimestre medio), mentre stabile a circa 20 milioni la sola componente di Trading (da 20,4 milioni medi del terzo trimestre a 19,9 milioni medi del quarto trimestre).

Relativamente ai requisiti di capitale (rischio di mercato), attenuatisi gli effetti dello scoppio della pandemia da COVID-19 sui mercati finanziari, nel corso del 2021 si è osservata una decisa riduzione dei livelli di volatilità dei principali fattori di rischio. Questo, congiuntamente ad una minore esposizione complessiva del portafoglio di negoziazione, ha comportato una riduzione degli RWA, rispetto a dicembre 2020, da 17 miliardi a 11 miliardi.

PORTAFOGLIO BANCARIO

1.2.2 RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE E RISCHIO DI PREZZO

Informazioni di natura qualitativa

Aspetti generali, procedure di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

Il portafoglio di "banking book" è definito come il portafoglio commerciale costituito dall'insieme degli elementi di bilancio e fuori bilancio che fanno parte dell'attività di intermediazione creditizia svolta dal Gruppo Intesa Sanpaolo: il rischio di tasso di interesse del banking book (di seguito "rischio tasso" o IRRBB) si riferisce pertanto al rischio attuale e prospettico di variazioni del portafoglio bancario del Gruppo a seguito di variazioni avverse dei tassi di interesse, che si riflettono sia sul valore economico che sul margine di interesse.

Rientra nel portafoglio bancario anche l'esposizione ai rischi di mercato derivante dagli investimenti azionari in società quotate non consolidate integralmente, detenuti prevalentemente dalla Capogruppo.

Il sistema interno di misurazione del rischio di tasso di interesse valuta e descrive l'effetto delle variazioni dei tassi di interesse sul valore economico e sul margine d'interesse e individua tutte le fonti significative di rischio che influenzano il banking book:

  • − rischio di revisione del tasso (repricing risk), ovvero il rischio legato agli sfasamenti temporali nelle scadenze (per le posizioni a tasso fisso) e nella data di revisione del tasso (per le posizioni a tasso variabile) delle attività, passività e poste fuori bilancio della banca;
  • − rischio di curva dei rendimenti (yield curve risk), ovvero il rischio legato ai mutamenti nell'inclinazione e conformazione della curva dei rendimenti;
  • − rischio di base (basis risk), ovvero il rischio legato all'imperfetta correlazione nell'aggiustamento dei tassi attivi e passivi su strumenti diversi, ma con caratteristiche di revisione del prezzo altrimenti analoghe. Al variare dei tassi di interesse, queste differenze possono determinare cambiamenti imprevisti nei flussi finanziari e nei differenziali di rendimento fra attività, passività e posizioni fuori bilancio aventi scadenze o frequenze di revisione del tasso analoghe;
  • − rischio di opzione (optionality risk), ovvero il rischio legato alla presenza di opzioni, automatiche o comportamentali, nelle attività, passività e strumenti fuori bilancio del Gruppo.

Il sistema di misurazione vigente in Intesa Sanpaolo consente inoltre di esaminare il profilo di rischio sulla base di due prospettive, distinte ma complementari:

  • – prospettiva del valore economico (EVE Economic Value of Equity), che considera l'impatto delle variazioni dei tassi d'interesse e delle connesse volatilità sul valore attuale di tutti i flussi futuri di cassa;
  • – prospettiva del margine di interesse (NII Net Interest Income), rivolta all'analisi dell'impatto che le variazioni dei tassi d'interesse e delle connesse volatilità generano sul margine d'interesse.

La prospettiva del valore economico si basa sulla valutazione degli effetti di medio-lungo periodo indotti dalla variazione dei tassi, rispetto ad una valutazione di breve periodo fornita dalla prospettiva del margine di interesse.

Il rischio di tasso è presidiato attraverso la fissazione di limiti applicati ad entrambe le prospettive, che si distinguono in:

  • limiti consolidati, che sono definiti in sede di RAF e approvati dal Consiglio di Amministrazione, sia in termini di variazione dell'EVE (shift sensitivity o ΔEVE) sia di sensitivity del margine (ΔNII). I limiti consolidati di ΔEVE riflettono, in coerenza con il contesto e le indicazioni regolamentari, il livello medio atteso (expected exposure) di EVE di Gruppo. Il livello medio atteso viene quantificato nell'ambito del RAF e definito come l'esposizione media che il Gruppo prevede di assumere nel corso dell'anno. Ai limiti consolidati di shift sensitivity di Gruppo si affianca un indicatore di rischio, qualificato come soglia di "early warning" approvato nell'ambito del Risk Appetite Framework (RAF) che consente di controllare l'esposizione al rischio di torsioni della curva;
  • limiti individuali di shift sensitivity e di sensitivity del margine di interesse, che rientrano nel processo di "cascading" del limite RAF di Gruppo, e sono proposti, previa condivisione con le strutture operative, dalla Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato della Capogruppo e approvati dal Comitato Rischi Finanziari di Gruppo (CRFG). Tali limiti tengono conto delle caratteristiche dei portafogli delle Banche/Divisioni, con particolare riferimento ai volumi intermediati, alle durate medie, alla tipologia di strumenti negoziati ed alla missione strategica della Società all'interno del Gruppo.

La Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato procede alla verifica mensile che i limiti e l'Early Warning approvati nel Risk Appetite Framework (RAF) siano rispettati a livello consolidato e individuale. Inoltre, il Gruppo si è dotato di uno specifico documento di policy interna del rischio di tasso (Linee Guida IRRBB), soggetto ad approvazione del Consiglio di Amministrazione, che disciplina l'intero framework di gestione del rischio di tasso del Gruppo ed in particolare gli aspetti di governance, le metodologie in uso e la definizione degli scenari.

Nell'ambito delle Linee Guida IRRBB sono definite le metodologie di misurazione dei rischi finanziari generati dal portafoglio bancario:

    1. Sensitivity del valore economico (ΔEVE);
    1. Sensitivity del margine di interesse (ΔNII);
    1. Credit Spread Risk del Banking Book (CSRBB);
    1. Value at Risk (VaR).

Le suddette misure sono disponibili con riferimento a ciascuna valuta rilevante del portafoglio di banking book.

La shift-sensitivity del valore economico (o shift-sensitivity del fair value) misura la variazione del valore economico del banking book ed è calcolata a livello di singolo cash flow per ciascun strumento finanziario, sulla base di diversi shock istantanei di tasso e sulla base di simulazioni storiche di stress volte ad identificare i casi di worst e best case. Essa riflette le variazioni del valore attuale dei flussi di cassa delle posizioni già in bilancio per tutta la durata residua fino a scadenza (run-off balance sheet). I flussi di cassa utilizzati per determinare il present value sono sviluppati al TIT (tasso interno di trasferimento) o al tasso risk-free e attualizzati con le curve di sconto risk-free. Nel calcolo del present value dei crediti è considerata la

componente di perdita attesa, che rappresenta la quantità di flussi di cassa che la banca si aspetta di non recuperare su una data esposizione e che quindi ne riduce il valore. A tal fine il valore attuale dell'impiego aggiustato per il rischio di credito viene calcolato decurtando i flussi di cassa attesi per il corrispondente livello di perdita attesa secondo una metodologia denominata "cash flow adjustment" (o CFA).

Ai fini del controllo dell'esposizione e del monitoraggio dei limiti, il calcolo avviene sommando algebricamente l'equivalente in Euro delle shift-sensitivity delle posizioni nelle diverse valute applicando uno shock parallelo di +100 bps alle curve dei tassi nelle diverse divise. In modo analogo avviene il calcolo per gli shock non-paralleli ai fini del controllo dell'esposizione e del monitoraggio dell'Early Warning. La sensitivity delle valute rilevanti viene poi corretta, con una tecnica gestionale di "currency aggregation" per tenere in considerazione l'imperfetta correlazione con i tassi della divisa principale (l'Euro).

La sensitivity del margine di interesse concentra l'analisi sull'impatto che cambiamenti dei tassi di interesse possono produrre sull'abilità del Gruppo di generare un livello stabile di utile. La componente degli utili oggetto di misurazione è rappresentata dalla differenza tra i margini di interesse prodotti dalle attività fruttifere e dalle passività onerose, includendo anche i risultati dell'attività di copertura mediante ricorso a derivati. L'orizzonte temporale di riferimento è comunemente limitato al breve-medio termine (da 1 a 3 anni) e valuta l'impatto che l'istituzione sia in grado di proseguire la propria attività (approccio "going concern"). La variazione del margine di interesse viene stimata sia in condizioni di scenari attesi sia in ipotesi di shock dei tassi di interesse e scenari di stress. Ulteriori ipotesi vengono anche adottate relativamente a comportamenti dei clienti (differenziate in funzione degli scenari dei tassi) e del mercato e alla risposta del management del Gruppo/Banca ai cambiamenti economici. La proiezione del margine e la relativa sensitivity a variazioni dei fattori di mercato richiedono pertanto di definire una serie di ipotesi di modellizzazione per lo sviluppo dei volumi e dei tassi (fisso/variabile), l'orizzonte temporale di riferimento, le valute rilevanti, nonché i modelli comportamentali introdotti (prepayment, poste a vista, etc.) e le ipotesi riguardanti l'evoluzione del portafoglio (bilancio run off, costante o dinamico).

I limiti di sensitivity del margine sono definiti sulla base di uno shock istantaneo e parallelo dei tassi di +/-50 bp, avendo a riferimento un orizzonte temporale di 1 anno e in ipotesi di bilancio costante. Il limite di sensitivity del margine è definito quale limite alla perdita di conto economico e presenta, pertanto, unicamente segno negativo (limite alla riduzione potenziale del margine): l'utilizzo del limite è rappresentato dalla sensitivity che genera una maggiore riduzione del margine nei due scenari di rialzo e ribasso parallelo dei tassi. L'esposizione totale di sensitivity del margine è data dalla somma algebrica dell'esposizione delle singole valute.

Al CRFG viene anche delegata l'allocazione dei sotto-limiti alle singole Banche/Società di sensitivity del margine di interesse e la possibilità di definire, anche per la sensitivity del margine, dei sotto-limiti in divisa. Il limite assegnato a ciascuna Società viene definito sulla base della volatilità storica osservata sul margine di interesse individuale, in coerenza con le strategie e i limiti definiti per la shift sensitivity.

Il CSRBBCredit Spread Risk del Banking Book viene definito come il rischio determinato dalle variazioni del prezzo del rischio di credito, del premio di liquidità e potenzialmente di altre componenti degli strumenti con rischio creditizio che inducono fluttuazioni del prezzo del rischio di credito, del premio di liquidità e di altre componenti potenziali, che non sia spiegato dal rischio di tasso del banking book o dal rischio di insolvenza atteso (expected credit risk)/rischio di insolvenza imminente ed improvviso (jump to default risk). In coerenza con le Linee Guida EBA, che limitano il perimetro di riferimento ai soli asset (sono quindi esclusi derivati e liabilities), è previsto un monitoraggio specifico per il portafoglio titoli HTCS, le cui variazioni di valore determinano un impatto immediato sul patrimonio del Gruppo.

Il Value at Risk (VaR) rappresenta una misura di tipo probabilistico ed esprime la massima perdita potenziale del valore del portafoglio che potrebbe essere subita entro un determinato orizzonte temporale, dato un intervallo statistico di confidenza fissato. Il VaR viene utilizzato anche per consolidare l'esposizione ai rischi finanziari assunti delle diverse Società del Gruppo che svolgono attività di banking book, tenendo in considerazione anche i benefici prodotti dall'effetto diversificazione e dalla correlazione tra i diversi fattori di rischio e le differenti valute. Tale misura viene calcolata e monitorata, per l'intero perimetro, dalla Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato.

Nel calcolo delle suddette misure di rischio Intesa Sanpaolo adotta modelli comportamentali di rappresentazione delle poste patrimoniali.

Per i mutui, si fa ricorso a tecniche statistiche per determinare la probabilità di estinzione anticipata (prepayment), al fine di ridurre l'esposizione del Gruppo al rischio tasso (overhedge) ed al rischio liquidità (overfunding). La metodologia sviluppata stima coefficienti di prepayment diversificati in funzione della tipologia di clientela, caratteristiche finanziarie dell'operazione, come la tipologia di tasso del finanziamento (fisso, variabile), la durata originaria del finanziamento, il seasoning, inteso come età del finanziamento alla data dell'evento di prepayment. Oggetto dell'analisi sono le estinzioni parziali, le estinzioni totali e le surroghe. Il modello del prepayment esamina inoltre le motivazioni che spingono il cliente a prepagare; rispetto a tale aspetto, è possibile suddividere il fenomeno tra componente strutturale (c.d. "Core Prepayment") e componente congiunturale (c.d. "Coupon Incentive"), collegata principalmente alle variazioni di mercato. I fenomeni legati al prepayment sono monitorati mensilmente ed i coefficienti di prepayment da applicare al modello sono ristimati almeno con periodicità annuale e sono sottoposti a periodiche verifiche di backtesting, opportunamente documentate nell'apposito documento di Model change, per assicurare l'aderenza alla realtà operativa delle ipotesi assunte e per recepire eventuali mutamenti normativi e/o comportamentali.

Per le poste contrattualmente a vista (conti correnti clientela), viene adottato un modello di rappresentazione finanziaria volto a riflettere le caratteristiche comportamentali di stabilità delle masse e di reattività parziale e ritardata alle variazioni dei tassi di mercato. Il modello è oggetto di monitoraggio continuo e di ristima periodica per recepire tempestivamente le variazioni delle masse e delle caratteristiche della clientela nel tempo intercorse, nonché della normativa regolamentare di riferimento. Al fine di misurare la vulnerabilità del Gruppo al manifestarsi di turbolenze di mercato, il sistema di misurazione del rischio di tasso prevede una valutazione degli effetti prodotti sul valore economico e sul margine di interesse della banca da condizioni di tensione del mercato ("scenario analysis"), ovvero improvvise variazioni nel livello generale dei tassi d'interesse, cambiamenti nelle relazioni tra i tassi di mercato fondamentali (rischio di base), nell'inclinazione e forma della curva dei rendimenti (rischio di curva dei rendimenti), nella liquidità dei principali mercati finanziari o nella volatilità dei tassi di mercato.

Tali analisi sono condotte sottoponendo il portafoglio a diversi scenari di variazione dei tassi:

  • scenari regolamentari previsti dal Supervisory Outlier Test (SOT), che prevede un "early warning" pari al 15% di Tier1, calcolato in riferimento agli scenari BCBS (Parallel shock up, Parallel shock down, Steepener shock, Flattener shock, Short rates shock up e Short rates shock down);
  • shock diversificati per curva di riferimento dei principali fattori di rischio e calcolati come differenza tra i rendimenti delle
  • curve dei singoli fattori e quelli di una curva relativa al parametro eletto pivot (basis risk);
  • scenari di stress in simulazione storica.

Sono, altresì, previsti degli stress test sui modelli comportamentali, in modo da poter verificare gli impatti finanziari di ipotesi alternative, sottostanti ai parametri comportamentali stimati nei modelli. Gli assunti metodologici sottostanti le ipotesi contenute negli scenari di stress sono opportunatamente descritte nei documenti metodologici di dettaglio.

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Nel corso del 2021 ed in particolare nel secondo semestre, le strategie e i presidi posti in essere nell'ambito della gestione del rischio di tasso d'interesse sono stati realizzati nell'ottica proteggere il margine di interesse da potenziali ulteriori impatti negativi del COVID-19. La stabilizzazione del margine è stata realizzata attraverso interventi di copertura della vischiosità della raccolta a vista da clientela, sia mediante la stipula di derivati di copertura sia in natural hedge con i mutui erogati alla clientela.

Informazioni di natura quantitativa

Portafoglio bancario: modelli interni e altre metodologie di analisi della sensitività

Il rischio di tasso di interesse generato dal portafoglio bancario del Gruppo Intesa Sanpaolo, misurato mediante la Shift sensitivity del valore ha registrato nel corso del 2021 un valore medio pari a -1.345 milioni con un valore minimo pari a -1.094 milioni ed un valore massimo pari a -1.756 milioni, dato quest'ultimo coincidente con quello di fine dicembre 2021 in aumento di 451 milioni rispetto al dato di fine dicembre 2020 pari a -1.305 milioni; tale variazione è dovuta, soprattutto nell'ultimo trimestre del 2021, all'accresciuta operatività di impiego a tasso fisso ed alle coperture della raccolta a vista da clientela.

La sensitivity del margine di interesse – nell'ipotesi di variazione di +50, -50 e di +100 punti base dei tassi – ammonta alla fine di dicembre 2021, rispettivamente a 962 milioni, a -880 milioni e a 1.847 milioni. Quest'ultimo dato è in diminuzione (-734 milioni) rispetto al valore di fine 2020, pari a 2.581 milioni. Tale riduzione è imputabile sia agli interventi di copertura della raccolta a vista da clientela sia alla particolare indicizzazione del TLTRO che origina l'asimmetria tra la sensibilità al rialzo ed al ribasso dei tassi.

Nella tabella e nei grafici sottostanti si fornisce una rappresentazione dell'andamento della shift-sensitivity del valore economico (o shift-sensitivity del fair value) e della shift-sensitivity del margine di interesse.

(miloni di euro)
2021 31.12.2021 31.12.2020
medio minimo massimo
Shift Sensitivity del Fair Value +100 bp -1.345 -1.094 -1.756 -1.756 -1.305
Shift Sensitivity del Margine di Interesse -50bp -872 -803 -1.044 -880 -1.011
Shift Sensitivity del Margine di Interesse +50bp 1.191 962 1.364 962 1.312
Shift Sensitivity del Margine di Interesse +100bp 2.330 1.847 2.687 1.847 2.581

Il rischio di tasso di interesse, misurato in termini di VaR, è stato nel corso del 2021 mediamente pari a 421 milioni, con un valore minimo pari a 342 milioni ed un valore massimo pari a 509 milioni, dato quest'ultimo coincidente con quello di fine dicembre 2021 (492 milioni il valore di fine 2020). Non si segnala alcuna significativa variazione.

Il rischio di cambio espresso dagli investimenti partecipativi in divisa estera (banking book) e misurato in termini di VaR, è stato nel corso del 2021 mediamente pari a 67 milioni, con un valore massimo pari a 94 milioni ed un valore minimo pari a 48 milioni, attestandosi a fine dicembre 2021 su di un valore pari a 93 milioni (78 milioni il valore di fine 2020). Non si segnala alcuna significativa variazione.

Il rischio di prezzo generato dal portafoglio azionario ha registrato nel corso del 2021 un livello medio, misurato in termini di VaR, di 572 milioni, con valori massimo e minimo pari rispettivamente a 1.049 milioni e a 367 milioni, dato quest'ultimo coincidente con quello di fine dicembre 2021 e in diminuzione di 620 milioni rispetto al valore di fine dicembre 2020 pari a 987 milioni. Tale variazione è dovuta in parte alla volatilità dei mercati, riscontrata in particolare nei primi mesi del 2021, e in parte alla dismissione di partecipazioni azionarie.

Il VaR complessivo, costituito dalle tre componenti sopra descritte (VaR Interesse, VaR Cambio e VaR Azionario), è stato nel corso del 2021 mediamente pari a 592 milioni, con un valore massimo pari a 835 milioni ed un valore minimo pari a 499 milioni, attestandosi a fine dicembre 2021 su di un valore pari a 548 milioni, in diminuzione di 417 milioni rispetto al valore di fine dicembre 2020 pari a 965 milioni. Tale variazione è dovuta principalmente alla componente del VaR Azionario ed è dovuta ai fenomeni sopra evidenziati.

Nella tabella e nel grafico sottostanti si fornisce una rappresentazione dell'andamento del VaR complessivo e delle sue tre componenti (VaR Interesse, VaR Cambio e VaR Azionario).

2021 31.12.2021 (miloni di euro)
31.12.2020
medio minimo massimo
Value at Risk Tasso d'interesse 421 342 509 509 492
Value at Risk Cambio 67 48 94 93 78
Value at Risk Investimenti Azionari 572 367 1.049 367 987
Value at Risk complessivo 592 499 835 548 965

Infine, nella tabella sottostante si fornisce un'analisi di sensitività del portafoglio bancario al rischio di prezzo, che mette in rilievo l'impatto sul Patrimonio Netto, simulando uno shock dei prezzi pari a ±10%, del portafoglio azionario di minoranza quotato, in gran parte detenuto nella categoria HTCS.

Rischio di prezzo: impatto sul patrimonio netto

(milioni di euro)
Impatto sul
patrimonio netto al
31.12.2021
Impatto sul
patrimonio netto al
30.09.2021
Impatto sul
patrimonio netto al
30.06.2021
Impatto sul
patrimonio netto al
31.03.2021
impatto sul
patrimonio netto al
31.12.2020
Shock di prezzo 10% 177 181 208 152 155
Shock di prezzo -10% -177 -181 -208 -152 -155

1.2.3. RISCHIO DI CAMBIO

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio

Si definisce "Rischio di Cambio" l'effetto avverso potenziale derivante dalle variazioni del rapporto di cambio tra valute che possa avere impatti negativi sia sulla valorizzazione delle attività e delle passività di bilancio, che sulla redditività, nonché sui ratio patrimoniali.

Vengono individuati due tipi di Rischio di Cambio: Strutturale e Transattivo.

Per Rischio di Cambio Strutturale si intende la perdita potenziale derivante dalle variazioni del rapporto di cambio che possa avere impatti negativi sulle riserve cambi che sono parte del Patrimonio netto consolidato di Gruppo.

L'attività di gestione del Rischio di Cambio Strutturale del Gruppo Intesa Sanpaolo attribuisce alla Capogruppo poteri di direzione e coordinamento in materia al fine di pervenire alla definizione di una strategia unitaria di Gruppo.

Questa scelta, coerente con il ruolo di interlocutore istituzionale dell'Organo di Vigilanza della Capogruppo, consente il presidio dell'attività in linea con le specifiche responsabilità previste dalle Disposizioni di vigilanza prudenziale, nonché di attenuare e/o gestire in modo appropriato questa tipologia di rischio.

Per Rischio di Cambio Transattivo si intende la perdita potenziale derivante dalle variazioni del rapporto di cambio tra valute che possa avere impatti negativi sia sul valore delle attività e delle passività di bilancio quando convertite nella divisa di bilancio, sia sulla redditività relativa a operazioni di raccolta, impiego ed investimento/disinvestimento in valuta Le principali fonti del rischio di cambio sono rappresentate da: impieghi e raccolta in divisa non euro con clientela corporate e/o retail; conversione in moneta di conto di attività, passività, e degli utili di filiali estere, negoziazione di divise e banconote estere, incasso e/o pagamento di interessi, commissioni, dividendi, spese amministrative in divisa, acquisto di titoli e strumenti finanziari con lo scopo di rivendita nel breve termine, ecc. Rientra nel rischio di cambio transattivo anche quello relativo ad operatività connessa con quella che genera rischio di cambio strutturale, rappresentata ad esempio dai dividendi deliberati dalle partecipate estere e quello relativo alla gestione del rischio di cambio derivante da eventi societari legati alla gestione delle partecipazioni, comprende anche gli utili/perdite delle Filiali estere (c.d. Rischio di Cambio Transattivo connesso con il Rischio di Cambio Strutturale).

La Direzione Centrale Market and Financial Risk Management garantisce la misurazione ed il controllo dell'esposizione di Capogruppo e di Gruppo al Rischio Cambio di Strutturale; provvede al calcolo gestionale della Optimal Position, applicabile a partire dal 1° gennaio 2022, che rappresenta la posizione aperta in valuta estera volta a neutralizzare la sensitivity del capital ratio dai movimenti del tasso di cambio; La Direzione Centrale Market and Financial Risk Management produce, altresì, le analisi di sensitivity del capital ratio ai fini di controllo e monitoraggio gestionale del Rischio di Cambio Strutturale, in ottica di progressivo allineamento alle LG EBA e definisce la proposta di limiti di Rischio di Cambio Transattivo connesso al Rischio di Cambio Strutturale nell'ambito dei limiti di VAR per i rischi di mercato.

B. Attività di copertura del rischio di cambio

Il presidio e la copertura del rischio di Cambio Transattivo sono svolti, a livello accentrato, dalla Direzione Centrale Tesoreria e Finanza di Gruppo della Capogruppo, e dalla Divisione IMI Corporate & Investment Banking per il perimetro di competenza, mentre a livello locale viene effettuato dalle singole funzioni di tesoreria delle società e banche del Gruppo.

Il principio generale di gestione del Rischio di Cambio Strutturale prevede che le relative esposizioni non siano di regola oggetto di copertura specifica, in quanto, innanzitutto queste consentono per loro natura la stabilità dei ratio patrimoniali, inoltre il Rischio di Cambio derivante dagli investimenti dove il Gruppo possiede Partecipazioni riflette la view strategica di lungo termine di investire nella crescita macro economica di detti Paesi e un'eventuale copertura implicherebbe la rinuncia dell'extra profitto risultante dal differenziale dei tassi rispetto ai tassi Euro; in più, nel lungo termine, i benefici derivanti dalla diversificazione del portafoglio di Gruppo tra divise differenti ne ottimizza il rischio/rendimento e mitiga, seppur in maniera limitata, l'esposizione al rischio Italia del Gruppo. Non è tuttavia da escludere che, in particolari fasi di mercato, il Gruppo possa decidere di porre in essere eventuali operazioni di copertura: per ragioni economiche, quando i costi di copertura siano inferiori alle perdite potenziali stimate in relazione alla possibile svalutazione della divisa; per ottimizzare i requisiti di capitale quando il costo della copertura risulti appropriato.

Alla data di redazione del Bilancio non sono presenti operazioni a copertura del patrimonio netto, mentre sono presenti coperture gestionali del rischio di cambio di attività e passività di bilancio relative all'attività del banking book.

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Le strategie e i presidi in essere, finalizzati alla gestione del rischio di cambio, non hanno necessitato di modifiche o azioni particolari nel contesto conseguente alla pandemia da COVID-19.

Informazioni di natura quantitativa

1. Distribuzione per valuta di denominazione delle attività e passività e dei derivati

(milioni di euro)
Voci VALUTE
Dollaro
USA
Sterlina Franco
svizzero
Fiorino
ungherese
Lira
Egitto
Kuna
croata
Yen Altre
valute
A. ATTIVITA' FINANZIARIE 41.005 4.098 2.046 5.797 5.601 7.856 3.668 13.073
A.1 Titoli di debito 14.492 912 - 1.089 1.782 949 3.097 3.261
A.2 Titoli di capitale 663 1 15 1 20 2 1 335
A.3 Finanziamenti a banche 5.036 99 180 2.160 1.213 2.998 5 1.896
A.4 Finanziamenti a clientela 20.550 3.052 1.258 2.431 2.586 3.904 561 7.077
A.5 Altre attività finanziarie 264 34 593 116 - 3 4 504
B. ALTRE ATTIVITA' 4.249 137 98 121 199 241 107 652
C. PASSIVITA' FINANZIARIE 41.066 2.828 1.058 5.196 4.881 5.952 769 7.359
C.1 Debiti verso banche 15.597 174 139 917 14 186 11 1.413
C.2 Debiti verso clientela 11.664 1.215 661 4.195 2.320 5.765 114 5.761
C.3 Titoli di debito 13.803 1.438 242 - 2.547 - 644 180
C.4 Altre passività finanziarie 2 1 16 84 - 1 - 5
D. ALTRE PASSIVITA' 495 38 41 21 106 202 2 175
E. DERIVATI FINANZIARI
- Opzioni
posizioni lunghe 1.617 3 - 1 - - 11 25
posizioni corte 1.608 63 - - - - 13 21
- Altri derivati
posizioni lunghe 64.757 13.312 8.672 1.672 - 12 5.462 12.730
posizioni corte 68.361 14.482 9.552 1.649 - 147 8.530 16.566
TOTALE ATTIVITA' 111.628 17.550 10.816 7.591 5.800 8.109 9.248 26.480
TOTALE PASSIVITA' 111.530 17.411 10.651 6.866 4.987 6.301 9.314 24.121
SBILANCIO (+/-) 98 139 165 725 813 1.808 -66 2.359

2. Modelli interni ed altre metodologie per l'analisi di sensitività

Come già anticipato, la gestione del rischio di cambio transattivo, relativo alle attività di negoziazione, è inserita nell'ambito delle procedure operative e delle metodologie di stima del modello interno basato sui calcoli di VaR, come illustrato in precedenza.

Il rischio di cambio espresso dagli investimenti partecipativi in divisa estera (banking book), ivi incluse le società del Gruppo, origina a fine esercizio 2021 un VaR (intervallo di confidenza 99%, holding period 10 giorni) pari a 93 milioni. Tale impatto potenziale si rifletterebbe unicamente sul Patrimonio netto.

1.3. GLI STRUMENTI DERIVATI E LE POLITICHE DI COPERTURA

A partire dal 2014, la Capogruppo è stata autorizzata all'utilizzo dei modelli interni di tipo EPE (Expected Positive Exposure) per la determinazione del requisito per il rischio di controparte. Tale metodologia si applica alla quasi totalità del portafoglio dei derivati (come si evince dalla tabella sottostante, al 31 dicembre 2021 circa il 96% dell'EAD complessiva relativa ai derivati finanziari e creditizi è valutata con modelli EPE). I derivati il cui rischio di controparte è misurato con metodi diversi da modelli interni rappresentano una quota residuale del portafoglio (al 31 dicembre 2021 pari a circa il 4% dell'EAD complessiva) e si riferiscono a:

– contratti residuali di Intesa Sanpaolo non EPE (nel rispetto delle soglie di non materialità stabilite da EBA);

– EAD generate da tutte le altre banche e società del gruppo che non segnalano a modello interno.

La tabella seguente riporta l'EAD complessiva delle esposizioni in derivati finanziari e creditizi, suddiviso per metodologia di valutazione.

(milioni di euro)
Categorie di transazioni Exposure at default (EAD)
31.12.2021 31.12.2020
Modelli
standardizzati
Modello interno
(EPE)
Modelli
standardizzati
Modello interno
(EPE)
Contratti derivati 599 16.270 829 19.999

ll modello interno di tipo EPE tiene conto del collaterale incassato a mitigazione dell'esposizione creditizia e dell'eventuale collaterale pagato in eccesso. Il valore delle garanzie ricevute e inglobate nel calcolo dell'EAD ammonta per Capogruppo a circa 7 miliardi, mentre il collaterale pagato risulta pari a 19 miliardi (tale importo è comprensivo dei margini iniziali postati a fronte dell'operatività con controparti centrali).

1.3.1. Gli strumenti derivati di negoziazione

A. DERIVATI FINANZIARI

A.1. Derivati finanziari di negoziazione: valori nozionali di fine periodo

(milioni di euro)
Attività sottostanti/Tipologie derivati 31.12.2021 31.12.2020
Over the counter Mercati Mercati
Controparti
centrali
Senza controparti centrali organizzati Controparti
centrali
Senza controparti centrali organizzati
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
1. Titoli di debito e tassi d'interesse 1.933.468 255.211 70.804 167.501 1.850.843 277.526 75.307 162.222
a) Opzioni - 68.964 6.224 6.868 - 81.269 7.722 54.385
b) Swap 1.933.468 186.247 63.792 - 1.850.843 196.257 64.170 -
c) Forward - - 751 - - - 2.484 -
d) Futures - - 37 160.633 - - 931 107.837
e) Altri - - - - - - - -
2. Titoli di capitale e indici azionari - 4.955 28.500 2.480 - 6.828 31.621 1.897
a) Opzioni - 4.948 28.491 609 - 6.515 31.608 401
b) Swap - 7 9 - - 313 13 -
c) Forward - - - - - - - 7
d) Futures - - - 1.871 - - - 1.489
e) Altri - - - - - - - -
3. Valute e oro 96 170.930 17.670 2.005 - 158.342 20.387 375
a) Opzioni - 22.674 1.186 89 - 17.135 1.232 117
b) Swap 95 44.619 4.450 - - 52.006 5.701 16
c) Forward - 103.454 11.258 1.901 - 88.952 12.860 -
d) Futures - - - 15 - - - 242
e) Altri 1 183 776 - - 249 594 -
4. Merci - 3.070 1.074 1.698 - 2.993 740 1.685
5. Altri - - - - - - - -
Totale 1.933.564 434.166 118.048 173.684 1.850.843 445.689 128.055 166.179

I nozionali esposti al 31 dicembre 2021 nella colonna "Over the Counter" con Controparti Centrali afferiscono a derivati di tasso per 1.933 miliardi e a derivati su valute e oro per 96 milioni regolati tramite compensatori legali.

(milioni di euro)
Tipologie derivati 31.12.2021 31.12.2020
Over the counter Mercati Over the counter Mercati
Controparti
Senza controparti centrali
centrali
organizzati Controparti
centrali
Senza controparti centrali organizzati
Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
Con accordi di
compensazione
Senza accordi di
compensazione
1. Fair value positivo
a) Opzioni - 1.750 789 26 - 2.426 774 45
b) Interest rate swap 39.039 9.181 5.331 - 51.707 14.225 7.368 -
c) Cross currency
swap
- 1.250 272 - - 1.254 353 -
d) Equity swap - - - - - 3 6 -
e) Forward - 890 108 8 - 1.282 153 -
f) Futures - - - - - - - -
g) Altri - 757 190 - - 173 60 1
Totale 39.039 13.828 6.690 34 51.707 19.363 8.714 46
2. Fair value negativo
a) Opzioni - 1.815 6.365 19 - 2.393 6.404 18
b) Interest rate swap 39.252 13.298 801 - 52.369 19.447 1.124 -
c) Cross currency
swap
- 1.127 864 - - 1.542 778 -
d) Equity swap - - - - - 1 - -
e) Forward - 1.146 212 16 - 1.120 260 -
f) Futures - - - - - - - -
g) Altri - 752 422 - - 173 62 1
Totale 39.252 18.138 8.664 35 52.369 24.676 8.628 19

A.2. Derivati finanziari di negoziazione: fair value lordo positivo e negativo – ripartizione per prodotti

A.3. Derivati finanziari di negoziazione "over the counter": valori nozionali fair value lordo positivo e negativo per controparti

(milioni di euro)
Attività sottostanti Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
Contratti non rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale X 2.081 14.659 54.064
- fair value positivo X 870 260 4.242
- fair value negativo X -517 -167 -256
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale X 16.497 6.481 5.522
- fair value positivo X 677 47 4
- fair value negativo X -1.103 -176 -5.018
3) Valute e oro
- valore nozionale X 2.449 3.856 11.365
- fair value positivo X 15 25 363
- fair value negativo X -701 -40 -268
4) Merci
- valore nozionale X 1 78 995
- fair value positivo X - 2 185
- fair value negativo X - -15 -403
5) Altri
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
Contratti rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale 1.933.468 188.754 50.561 15.896
- fair value positivo 39.039 7.394 1.926 1.278
- fair value negativo -39.252 -11.729 -2.576 -366
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale - 2.034 2.906 15
- fair value positivo - 81 19 5
- fair value negativo - -86 -95 -
3) Valute e oro
- valore nozionale 96 130.731 28.589 11.610
- fair value positivo - 1.519 462 385
- fair value negativo - -1.461 -599 -467
4) Merci
- valore nozionale - 328 1.266 1.476
- fair value positivo - 53 312 394
- fair value negativo - -19 -244 -496
5) Altri
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -

A.4. Vita residua dei derivati finanziari "over the counter": valori nozionali

(milioni di euro)
Sottostanti/Vita residua Fino ad 1 anno Oltre 1 anno e
fino a 5 anni
Oltre 5 anni Totale
A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi di interesse 579.423 953.844 726.216 2.259.483
A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale ed indici azionari 9.893 21.985 1.577 33.455
A.3 Derivati finanziari su valute e oro 138.434 35.127 15.135 188.696
A.4 Derivati finanziari su merci 2.672 1.472 - 4.144
A.5 Altri derivati finanziari - - - -
Totale
31.12.2021
730.422 1.012.428 742.928 2.485.778
Totale
31.12.2020
747.540 912.082 764.965 2.424.587

B. DERIVATI CREDITIZI

B.1. Derivati creditizi di negoziazione: valori nozionali di fine periodo

(milioni di euro)
Categorie di operazioni Derivati di negoziazione
su un singolo su più soggetti
soggetto (basket)
1. Acquisti di protezione
a) Credit default products 7.531 67.468
b) Credit spread products - -
c) Total rate of return swap - -
d) Altri - -
Totale 31.12.2021 7.531 67.468
Totale 31.12.2020 7.072 58.781
2. Vendite di protezione
a) Credit default products 8.043 63.098
b) Credit spread products - -
c) Total rate of return swap - -
d) Altri - -
Totale 31.12.2021 8.043 63.098
Totale 31.12.2020 7.253 51.887

Al 31 dicembre 2021 non sussistono contratti ricompresi nella tabella sopra riportata che sono stati inclusi nel perimetro dei prodotti strutturati di credito.

B.2. Derivati creditizi di negoziazione: fair value lordo positivo e negativo – ripartizione per prodotti

(milioni di euro)
Tipologie derivati Totale 31.12.2021 Totale 31.12.2020
1. Fair value positivo
a) Credit default products 2.225 1.616
b) Credit spread products - -
c) Total rate of return swap - -
d) Altri - -
Totale 2.225 1.616
2. Fair value negativo
a) Credit default products 2.341 1.759
b) Credit spread products - -
c) Total rate of return swap - -
d) Altri - -
Totale 2.341 1.759

Al 31 dicembre 2021 non sussistono contratti ricompresi nella tabella sopra riportata che sono stati inclusi nel perimetro dei prodotti strutturati di credito.

(milioni di euro)
Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
Contratti non rientranti in accordi di compensazione
1) Acquisto protezione
− valore nozionale X - - 246
− fair value positivo X - - 35
− fair value negativo X - - -
2) Vendita protezione
− valore nozionale X - 33 8
− fair value positivo X - - -
− fair value negativo X - -1 -9
Contratti rientranti in accordi di compensazione
1) Acquisto protezione
− valore nozionale 49.299 12.574 12.880 -
− fair value positivo - 158 146 -
− fair value negativo -1.615 -171 -211 -
2) Vendita protezione
− valore nozionale 46.227 13.042 11.831 -
− fair value positivo 1.508 153 225 -
− fair value negativo - -173 -161 -

B.3. Derivati creditizi di negoziazione "over the counter": valori nozionali, fair value lordo (positivo e negativo) per controparti

Al 31 dicembre 2021 non sussistono contratti ricompresi nella tabella sopra riportata che sono stati inclusi nel perimetro dei prodotti strutturati di credito.

B.4. Vita residua dei derivati creditizi di negoziazione "over the counter": valori nozionali

(milioni di euro)
Sottostanti/Vita residua Fino ad 1 anno Oltre 1 anno e
fino a 5 anni
Oltre 5 anni Totale
1. Vendita di protezione 4.426 66.021 694 71.141
2. Acquisto di protezione 4.719 69.749 531 74.999
Totale 31.12.2021 9.145 135.770 1.225 146.140
Totale 31.12.2020 9.350 114.049 1.594 124.993

B.5. Derivati creditizi connessi con la fair value option: variazioni annue

Il Gruppo Intesa Sanpaolo non detiene in portafoglio derivati creditizi connessi con la fair value option.

1.3.2. Le coperture contabili

Informazioni di natura qualitativa

Il Gruppo Intesa Sanpaolo in sede di prima applicazione dell'IFRS 9 ha esercitato l'opzione prevista dal citato Principio contabile di continuare ad applicare integralmente le regole dello IAS 39 per tutte le tipologie di coperture (micro e macro). Pertanto non trovano applicazione le previsioni dell'IFRS 9 in tema di copertura.

A. Attività di copertura del fair value

L'attività di copertura posta in essere dal Gruppo Intesa Sanpaolo è finalizzata ad immunizzare il portafoglio bancario dalle variazioni di fair value della raccolta e degli impieghi causate dai movimenti della curva dei tassi di interesse (rischio tasso).

Il Gruppo adotta sia coperture specifiche (micro fair value hedge) che coperture generiche (macro fair value hedge). Nell'ambito del micro fair value hedge, sono coperti principalmente prestiti obbligazionari emessi, titoli dell'attivo ed impieghi a clientela.

Nell'ambito del macro fair value hedge, la copertura generica viene applicata a:

  • − raccolta a vista stabile (core deposit), sulla base normativa di riferimento nella versione "Carve-out" dello IAS 39 secondo l'opzione prevista dall'IFRS 9 di avvalersi della possibilità di applicare integralmente le disposizioni dello IAS 39 in materia di coperture;
  • − quota già fissata di impieghi a tasso variabile, in cui il macro fair value hedge è applicato alla copertura del rischio di tasso insito nelle cedole a tasso variabile degli impieghi erogati, quando il tasso cedolare viene fissato;
  • − una porzione degli impieghi creditizi a tasso fisso; per questa tipologia, in linea con la versione "Carve-out" dello IAS 39, si è adottato un modello di copertura generica a portafoglio aperto secondo un approccio bottom-layer che, in coerenza con la metodologia di misurazione dei rischi di tasso di interesse che prevede la modellizzazione del fenomeno del prepayment, risulta maggiormente correlato all'attività di gestione dei rischi ed al dinamismo delle masse.

Le principali tipologie di derivati utilizzati sono rappresentate da interest rate swap (IRS) plain o strutturati, overnight index swap (OIS), cross currency swap (CCS), vendite forward ed opzioni su tassi, realizzati con controparti terze.

I derivati non sono quotati su mercati regolamentati, ma negoziati nell'ambito dei circuiti over the counter (OTC). Rientrano tra i contratti over the counter (OTC) anche quelli stipulati tramite Clearing House.

L'attività di copertura posta in essere dal Gruppo Intesa Sanpaolo è finalizzata ad immunizzare il portafoglio bancario dalle variazioni di fair value della raccolta e degli impieghi causate dai movimenti della curva dei tassi di interesse (rischio tasso).

B. Attività di copertura dei flussi finanziari

L'attività di copertura posta in essere dal Gruppo Intesa Sanpaolo ha l'obiettivo di coprire l'esposizione a variazione dei flussi di cassa futuri, attribuibili ai movimenti della curva dei tassi di interesse, associati ad una particolare attività/passività, come pagamenti di interessi futuri variabili su un debito/credito o ad una transazione futura prevista altamente probabile.

Il Gruppo adotta sia coperture specifiche (micro cash flow hedge) che coperture generiche (macro cash flow hedge).

Nell'ambito del micro cash flow hedge, sono coperti principalmente prestiti obbligazionari emessi.

Nell'ambito del macro cash flow hedge, la copertura generica viene applicata a:

− raccolta a tasso variabile nella misura in cui è utilizzata per finanziare impieghi a tasso fisso;

− impieghi a tasso variabile a copertura della raccolta a tasso fisso.

I derivati utilizzati sono interest rate swap (IRS) realizzati con controparti terze ovvero con altre società del Gruppo che, a loro volta, coprono il rischio sul mercato affinché siano rispettati i requisiti richiesti di esternalizzazione delle coperture con controparti terze per qualificare le coperture come IAS compliant a livello di bilancio consolidato.

I derivati non sono quotati su mercati regolamentati, ma negoziati nell'ambito dei circuiti over the counter (OTC). Rientrano tra i contratti over the counter (OTC) anche quelli intermediati tramite Clearing House.

C. Attività di copertura di investimenti esteri

Nel corso del 2021 sono stati posti in essere interventi di copertura gestionale del rischio di cambio relativi al costo della raccolta in divisa ed agli utili in valuta generati dal Gruppo; trattandosi di copertura gestionale, non rileva quale copertura contabile oggetto della presente sezione.

D. Strumenti di copertura

Le principali cause di inefficacia del modello adottato dal Gruppo per la verifica dell'efficacia delle coperture sono imputabili ai seguenti fenomeni:

  • − disallineamento tra nozionale del derivato e del sottostante coperto rilevato al momento della designazione iniziale o generato successivamente, come nel caso di rimborsi parziali dei mutui o riacquisto dei prestiti obbligazionari;
  • − applicazione di curve diverse su derivato di copertura ed oggetto coperto ai fini dell'effettuazione del test di efficacia sulle coperture di tipo fair value hedge. I derivati, normalmente collateralizzati o stipulati tramite Clearing House, sono scontati alle curve Overnight, mentre gli oggetti coperti sono scontati alla curva di indicizzazione dello strumento di copertura;
  • − inclusione nel test di efficacia del valore della gamba variabile del derivato di copertura, nell'ipotesi di copertura di "tipo fair value hedge".

L'inefficacia della copertura è prontamente rilevata ai fini:

  • − della determinazione dell'effetto a conto economico;
  • − della valutazione in merito alla possibilità di continuare ad applicare le regole di hedge accounting.

Il Gruppo non utilizza le coperture dinamiche, così come definite nell'IFRS 7, paragrafo 23C.

E. Elementi coperti

Le principali tipologie di elementi coperti sono:

  • − titoli di debito dell'attivo;
  • − titoli di debito emessi e raccolta non cartolare;
  • − impieghi a tasso fisso;
  • − impieghi a tasso variabile;
  • − componente opzionale implicita nei mutui a tasso variabile;
  • − cedola già fissata di impieghi a tasso variabile;
  • − raccolta a vista modellizzata.

E.1 Titoli di debito dell'attivo

Sono coperti in relazioni di copertura di tipo micro fair value hedge, utilizzando interest rate swap (IRS), overnight index swap (OIS) e cross currency swap (CCS) come strumenti di copertura.

In genere è coperto il rischio tasso per tutta la durata dell'obbligazione.

Per verificare l'efficacia della copertura è utilizzato il Dollar Offset Method. Tale metodo è basato sul rapporto tra le variazioni cumulate (da inizio copertura) di fair value dello strumento di copertura, attribuibili al rischio coperto, e le variazioni passate di fair value dell'elemento coperto (c.d. delta fair value), al netto del rateo di interesse.

Sono relazioni di copertura di tipo micro fair value hedge anche quelle da riferire alle operazioni di vendita forward su titoli del portafoglio HTCS, effettuate per consentire un hedge dei rischi sul fair value da movimenti di spread di credito e delle curve di tasso. Per quanto attiene il contratto di vendita forward, che si configura come derivato in quanto transazione "non regular way", si procede alla separazione della componente spot (il prezzo a pronti) dalla componente interessi designando come strumento di copertura in una relazione di fair value hedging solo la componente spot.

E.2 Titoli di debito emessi e raccolta non cartolare

Il Gruppo attualmente ha attive relazioni di copertura di tipo micro fair value hedge su raccolta a tasso fisso o strutturata e coperture di micro cash flow hedge o macro cash flow hedge su raccolta a tasso variabile, utilizzando interest rate swap (IRS), overnight index swap (OIS) e cross currency swap (CCS) come strumenti di copertura.

In genere è coperto il rischio tasso per tutta la durata dell'obbligazione.

Per le coperture di tipo micro, l'efficacia della copertura è verificata utilizzando il Dollar Offset Method. Tale metodo è basato sul rapporto tra le variazioni cumulate (da inizio copertura) di fair value o dei flussi di cassa dello strumento di copertura, attribuibili al rischio coperto, e le variazioni passate di fair value o dei flussi di cassa dell'elemento coperto (c.d. delta fair value), al netto del rateo di interesse.

Per le coperture di tipo macro, l'efficacia della copertura è verificata mediante un test di capienza. Tale test prevede un confronto tra la consistenza degli elementi coperti, riferiti alla raccolta in essere e prevista (c-d. operazioni future altamente probabili) a tasso variabile e quella degli strumenti di copertura, che deve essere sempre riscontrata lungo l'intera vita della relazione di copertura e per singola fascia temporale. L'oggetto coperto, in questo caso, è rappresentato dai flussi di cassa attesi originati dalla raccolta che si verificheranno lungo la vita delle emissioni stesse.

E.3 Impieghi a tasso fisso

Il Gruppo ha designato relazioni di copertura di tipo micro fair value hedge su impieghi a tasso fisso e di macro fair value hedge, riconducibile a mutui del segmento retail, utilizzando principalmente interest rate swap (IRS) come strumenti di copertura.

Nell'ambito del micro fair value hedge, in genere è coperto il rischio tasso per tutta la durata del sottostante.

Per le coperture di tipo micro, l'efficacia della copertura è verificata utilizzando il Dollar Offset Method.

Per le coperture di tipo macro, il portafoglio di impieghi oggetto di copertura è di tipo aperto, cioè è costituito dinamicamente dagli strumenti a tasso fisso gestiti a livello aggregato tramite i derivati di copertura stipulati nel tempo.

L'efficacia delle macro coperture sugli impieghi a tasso fisso è periodicamente verificata sulla base di specifici test prospettici e retrospettivi volti a dimostrare che il portafoglio oggetto di possibile copertura contenga un ammontare di attività il cui profilo di sensitivity e le cui variazioni di fair value per il rischio tasso rispecchino quelle dei derivati utilizzati per la copertura.

E.4 Impieghi a tasso variabile

Il Gruppo attualmente ha attive relazioni di copertura di tipo macro cash flow hedge su impieghi a tasso variabile, utilizzando principalmente IRS come strumenti di copertura.

L'efficacia della copertura è verificata mediante un test di capienza. Tale test prevede un confronto tra la consistenza degli elementi coperti, riferiti agli impieghi in essere a tasso variabile e quella degli strumenti di copertura, che deve essere sempre riscontrata lungo l'intera vita della relazione di copertura e per singola fascia temporale. L'oggetto coperto, in questo caso, è rappresentato dai flussi di cassa attesi originati dagli impieghi che si verificheranno lungo la vita degli attivi stessi.

E.5 Componente opzionale implicita nei mutui a tasso variabile

Sono coperte in relazioni di copertura di tipo micro fair value hedge le componenti opzionali implicite (opzioni di tasso) nei mutui a tasso variabile, utilizzando opzioni (cap, floor, collar) come strumenti di copertura.

I sottostanti possono essere coperti parzialmente o totalmente, nel tempo e nell'importo.

Per verificare l'efficacia della copertura è utilizzato il Dollar Offset Method.

E.6 Cedola già fissata di impieghi a tasso variabile

Il Gruppo ha designato relazioni di copertura di tipo macro fair value hedge sulle cedole già fissate di impieghi a tasso variabile utilizzando overnight index swap (OIS) come strumenti di copertura.

Scopo di questo tipo di copertura è quello di immunizzare il rischio tasso determinato dalle cedole già fissate degli impieghi a tasso variabile.

Per verificare l'efficacia della copertura è utilizzato il Dollar Offset Method, mentre l'effettiva consistenza degli elementi coperti è verificata con un test di capienza.

E.7 Raccolta a vista modellizzata.

La raccolta a vista modellizzata è coperta in relazioni di copertura di tipo macro fair value hedge, come previsto dal "carve out" dello IAS 39 utilizzando interest rate swap (IRS) e overnight index swap (OIS) come strumenti di copertura.

Scopo di questo tipo di copertura è quello di immunizzare il margine di interesse da possibili cali dei tassi che riducano lo spread generato dalla raccolta core.

Il modello è oggetto di continuo monitoraggio ed attività di verifica da parte della Direzione Centrale Market and Financial Risk Management, al fine di recepire tempestivamente le variazioni delle principali caratteristiche (masse, stabilità, reattività) e, ove opportuno, apportare i necessari aggiustamenti.

Per verificare l'efficacia della copertura è utilizzato il Dollar Offset Method.

Informazioni di natura quantitativa

A. Derivati finanziari di copertura

A.1 Derivati finanziari di copertura: valori nozionali di fine periodo

(milioni di euro)
Attività sottostanti/Tipologie derivati 31.12.2021 31.12.2020
Over the counter Mercati
organizzati
Mercati
Controparti
centrali
Senza controparti centrali Controparti
centrali
Senza controparti centrali organizzati
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
1. Titoli di debito e tassi d'interesse 253.424 29.784 8.435 - 225.066 25.626 5.617 -
a) Opzioni - 1.851 - - - 2.229 - -
b) Swap 253.424 27.195 7.687 - 225.066 22.827 4.173 -
c) Forward - 718 748 - - 550 1.444 -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - 20 - - - 20 - -
2. Titoli di capitale e indici azionari - - - - - - - -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
3. Valute e oro - 9.576 26 175 - 7.425 31 59
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - 9.576 26 175 - 7.425 31 59
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
4. Merci - - - - - - - -
5. Altri - - - - - - - -
TOTALE 253.424 39.360 8.461 175 225.066 33.051 5.648 59

Il valore nozionale medio nell'esercizio dei derivati finanziari di copertura ammonta a 235.245 milioni.

A.2 Derivati finanziari di copertura: fair value lordo positivo e negativo - ripartizione per prodotti

(milioni di euro)
Tipologie derivati Fair value positivo e negativo Variazione del valore
usato per calcolare
l'efficacia della
copertura
Totale 31.12.2021 Totale 31.12.2020
Over the counter Over the counter Totale Totale
Senza controparti centrali Senza controparti centrali 31.12.2021 31.12.2020
Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Mercati organizzati Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Mercati organizzati
Fair value positivo
a) Opzioni - 26 - - - 10 - - -114 -155
b) Interest rate swap 2.816 712 61 - 3.082 834 1 - 2.505 2.682
c) Cross currency swap - 483 - - - 287 - - 68 103
d) Equity swap - - - - - - - - - -
e) Forward - - - - - - 1 - - -
f) Futures - - - - - - - - - -
g) Altri - - - - - 1 - - - -
Totale 2.816 1.221 61 - 3.082 1.132 2 - 2.459 2.630
Fair value negativo
a) Opzioni - 2 - - - 3 - - 2 3
b) Interest rate swap 5.238 2.492 63 - 9.455 2.626 161 - 5.743 8.871
c) Cross currency swap - 380 7 - - 407 5 - 378 204
d) Equity swap - - - - - - - - - -
e) Forward - 6 1 - - - 12 - - -
f) Futures - - - - - - - - - -
g) Altri - - - - - - - 2 - -
Totale 5.238 2.880 71 - 9.455 3.036 178 2 6.123 9.078

A.3 Derivati finanziari di copertura "over the counter": valori nozionali, fair value lordo positivo e negativo per controparti

(milioni di euro)
Attività sottostanti Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
Contratti non rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale X 5.172 3.263 -
- fair value positivo X 33 28 -
- fair value negativo X -53 -11 -
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo
- fair value negativo
X
X
-
-
-
-
-
-
3) Valute e oro
- valore nozionale
- fair value positivo
X
X
26
-
-
-
-
-
- fair value negativo X -7 - -
4) Merci
- valore nozionale
X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
5) Altri
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
Contratti rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale 253.424 28.250 1.534 -
- fair value positivo 2.816 702 36 -
- fair value negativo -5.238 -1.626 -875 -
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale - 8.285 1.291 -
- fair value positivo
- fair value negativo
-
-
458
-172
25
-207
-
-
4) Merci
- valore nozionale
- - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -
5) Altri
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -

A.4 Vita residua dei derivati finanziari di copertura "over the counter": valori nozionali

(milioni di euro)
Sottostanti/Vita residua Fino ad 1 anno Oltre 1 anno e
fino a 5 anni
Oltre 5 anni Totale
A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi di interesse 59.977 121.797 109.869 291.643
A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale ed indici azionari - - - -
A.3 Derivati finanziari su valute ed oro 370 4.536 4.696 9.602
A.4 Derivati finanziari su merci - - - -
A.5 Altri derivati finanziari - - - -
Totale
31.12.2021
60.347 126.333 114.565 301.245
Totale
31.12.2020
60.460 100.373 102.932 263.765

Informativa sull'incertezza derivante dalla riforma degli indici di riferimento dei derivati di copertura

Come illustrato nella Parte A Politiche Contabili, il Gruppo Intesa Sanpaolo applica, a decorrere dal Bilancio 2019, il Regolamento n.34/2020 del 15 gennaio 2020 che ha adottato il documento emesso dallo IASB a settembre 2019 sulla "Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse (modifiche all'IFRS 9 Finanziamenti finanziari, allo IAS 39 Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione e all'IFRS 7 Strumenti finanziari: informazioni integrative)". Con il regolamento in oggetto sono state introdotte alcune modifiche in tema di coperture (hedge accounting) con la finalità di evitare che le incertezze sull'ammontare e sulle tempistiche dei flussi di cassa derivanti dalla riforma dei tassi possano comportare l'interruzione delle coperture in essere e difficoltà a designare nuove relazioni di copertura. Pertanto, l'analisi della tenuta delle coperture è stata effettuata considerando i flussi e le tempistiche dei derivati di copertura in essere, presumendo che gli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse esistenti non siano modificati a seguito della riforma dei tassi interbancari (c.d. Interest Rate Benchmark Reform o IBOR Reform).

A seguire si fornisce l'informativa richiesta dall'IFRS 7, paragrafo 24H, in merito all'incertezza derivante dalla riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse sulle relazioni di copertura e l'importo nominale degli strumenti di copertura potenzialmente impattati dalla riforma dei tassi benchmark.

B. Derivati creditizi di copertura

  • B.1 Derivati creditizi di copertura: valori nozionali di fine periodo
  • B.2 Derivati creditizi di copertura: fair value lordo positivo e negativo - ripartizione per prodotti
  • B.3 Derivati creditizi di copertura "over the counter": valori nozionali, fair value lordo positivo e negativo per controparti
  • B.4 Vita residua dei derivati creditizi di copertura "over the counter": valori nozionali Il Gruppo Intesa Sanpaolo non detiene in portafoglio derivati creditizi classificati di copertura.

C. Strumenti non derivati di copertura

C.1 Strumenti di copertura diversi da derivati: ripartizione per portafoglio contabile e tipologia di copertura

Il Gruppo Intesa Sanpaolo si avvale della possibilità, prevista in sede di introduzione dell'IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS 39 in tema di "hedge accounting" (nella versione carve-out omologata dalla Commissione Europea) per ogni tipologia di copertura (sia per le coperture specifiche che per le macro coperture). Per questa ragione il Gruppo Intesa Sanpaolo non ha in portafoglio strumenti finanziari da riportare nella tabella "C.1 Strumenti di copertura diversi da derivati: ripartizione per portafoglio contabile e tipologia di copertura".

Derivati di copertura del fair value

I derivati di copertura delle relazioni di fair value del Gruppo sono principalmente indicizzati all'Euribor, la cui metodologia di calcolo è stata oggetto di revisione nel corso del 2019 per poter continuare ad utilizzare tale parametro anche dopo il 1° gennaio 2022, sia per i contratti esistenti che per quelli nuovi. Per rendere l'Euribor conforme al regolamento dell'UE sui benchmark (Benchmarks Regulation, BMR - Regolamento n. 2016/1011/UE), l'EMMI - European Money Markets Institute - ha reso operativo il passaggio ad una nuova metodologia di calcolo "ibrida". L'attuale sistema di calcolo – le cui attività sono state completate a fine novembre 2019 – non modifica la variabile economica che l'indice misura: l'Euribor esprime l'effettivo costo della raccolta per le banche europee contributrici ed è sempre disponibile e consultabile.

Pertanto, non si ritiene che ci sia incertezza sul timing o sull'ammontare dei flussi di cassa dell'Euribor e non si considerano le coperture di fair value collegate all'Euribor come impattate dalla riforma, in continuità con l'impostazione già adottata negli esercizi precedenti.

Nell'ambito delle relazioni di copertura di fair value sono presenti anche derivati indicizzati a benchmark impattati dalla riforma, in particolare all'EONIA e al LIBOR per le varie divise, che sono oggetto di sostituzione con i nuovi tassi risk free. In ambito europeo il fixing EONIA, calcolato a partire da ottobre 2019 sulla base del nuovo tasso risk free €STR, è stato pubblicato fino al 3 gennaio 2022, a valere sull'operatività del 31 dicembre 2021, per poi essere definitivamente sostituito da €STR. Per la rilevazione del LIBOR la pubblicazione è avvenuta fino al 31 dicembre 2021 - ad eccezione del LIBOR USD la cui cessazione è stata rinviata a giugno 2023 - e sono presenti nelle singole nazioni tassi risk free alternativi che andranno a sostituire il LIBOR stesso. Per la precisione, il 31 dicembre 2021 rappresenta la data ultima per la pubblicazione dei tassi LIBOR USD ad una settimana e due mesi, mentre i tassi LIBOR USD sulle altre scadenze continueranno a essere pubblicati fino al 30 giugno 2023.

Nello specifico, al 31 dicembre 2021 sono presenti derivati di fair value hedge indicizzati a parametri impattati dalla riforma per un nozionale complessivo di 16.712 milioni (48.175 milioni al 31 dicembre 2020) riferibili ai seguenti parametri:

  • o EONIA per un nozionale di 4 milioni (32.461 milioni al 31 dicembre 2020);
  • o LIBOR USD per un nozionale di 16.646 milioni (15.266 milioni al 31 dicembre 2020);
  • o altri tassi impattati dalla riforma rappresentati da LIBOR in altre divise per un nozionale di 62 milioni (448 milioni al 31 dicembre 2020).

Il nozionale complessivo dei derivati di fair value hedge impattati dalla riforma rappresenta il 6% del totale dei derivati di fair value hedge del Gruppo (19% al 31 dicembre 2020). Si evidenzia inoltre che nel corso del 2021 si è registrato un progressivo maggior utilizzo di derivati indicizzati all'€STR nelle attività di copertura in modalità hedge accounting.

Si evidenzia che tali importi sono inclusi nella disclosure fornita sull'IBOR Reform nella Parte A sezione 4 - Altri Aspetti. Nello specifico la tabella pubblicata include nella colonna "derivati" sia i derivati di negoziazione che quelli di copertura non ancora transitati ai tassi di riferimento alternativi al 31 dicembre 2021. Si rinvia a tale sezione per le analisi qualitative sulle modalità di gestione della transizione da parte del Gruppo.

Derivati di copertura di flussi finanziari

I derivati di copertura delle relazioni di cash flow sono indicizzati all'Euribor. Come già evidenziato per il fair value hedge, il Gruppo non ritiene che ci sia incertezza sul timing o sull'ammontare dei flussi di cassa dell'Euribor e, pertanto, non considera le coperture di cash flow come impattate dalla riforma.

D. Strumenti coperti

Il Gruppo Intesa Sanpaolo si avvale della possibilità, prevista in sede di introduzione dell'IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS 39 in tema di "hedge accounting" (nella versione carve-out omologata dalla Commissione Europea) per ogni tipologia di copertura (sia per le coperture specifiche che per le macro coperture).

D.1 Coperture del fair value

(milioni di euro)
Coperture
specifiche:
valore di
Coperture
specifiche -
posizioni nette:
Coperture specifiche Coperture
generiche:
Valore di
bilancio valore di
bilancio delle
attività o
passività (prima
della
compensazione)
Variazioni
cumulate di
fair value
dello
strumento
coperto
Cessazione
della
copertura:
variazioni
cumulate
residue del
fair value
Variazioni del
valore usato
per rilevare
l'inefficacia
della
copertura
bilancio
A. Attività
1. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva –
copertura di: 46.591 - -277 453 -226 -
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 43.778 - -266 453 -264 X
1.2 Titoli di capitale e indici azionari - - - - - X
1.3 Valute e oro - - - - - X
1.4 Crediti - - - - - X
1.5 Altri 2.813 - -11 - 38 X
2. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato – copertura di:
38.088 - 3.660 -263 2.999 76.009
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 37.379 - 3.307 -263 2.642 X
1.2 Titoli di capitale e indici azionari - - - - - X
1.3 Valute e oro 118 - -2 - - X
1.4 Crediti - - - - - X
1.5 Altri 591 - 355 - 357 X
31.12.2021
Totale
84.679 - 3.383 190 2.773 76.009
31.12.2020
Totale
B. Passività
77.913 - 6.187 634 5.246 77.305
1. Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - copertura di:
61.269 - 740 3 697 61.554
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 56.334 - 720 3 669 X
1.2 Valute e oro - - - - - X
1.3 Altri 4.935 - 20 - 28 X
31.12.2021
Totale
61.269 - 740 3 697 61.554
31.12.2020
Totale
60.506 - 1.949 -5 2.084 34.996

D.2 Copertura dei flussi finanziari e degli investimenti esteri

Variazione del
valore usato per
rilevare
l'inefficacia della
copertura
Riserve da
copertura
(milioni di euro)
Cessazione della
copertura: valore
residuo delle
riserve di
copertura
A. Copertura di flussi finanziari
1. Attività -52 -40 -
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse -52 -40 -
1.2 Titoli di capitale e indici azionari - - -
1.3 Valute e oro - - -
1.4 Crediti
1.5 Altri
- - -
- - -
2. Passività
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse
-699
-699
-567
-567
-
-
1.2 Valute e oro - - -
1.3 Altri - - -
Totale (A) 31.12.2021 -751 -607 -
Totale (A) 31.12.2020 -1.038 -781 -
B. Copertura degli investimenti esteri X - -
Totale (A+B) 31.12.2021 -751 -607 -
Totale (A+B) 31.12.2020 -1.038 -781 -

E. Effetti delle operazioni di copertura a patrimonio netto

E.1 Riconciliazione delle componenti di patrimonio netto

(milioni di euro)
Riserva da copertura dei flussi finanziari Riserva da copertura di investimenti esteri
Titoli di
debito e
tassi
d'interesse
Titoli di
capitale
e indici
azionari
Valute e
oro
Crediti Altri Titoli di
debito e
tassi
d'interesse
Titoli di
capitale
e indici
azionari
Valute e
oro
Crediti Altri
Esistenze iniziali -781 - - - - - - - - -
Variazioni di fair value (quota
efficace)
174 - - - - - - - - -
Rigiri a conto economico - - - - - - - - - -
di cui: transazioni future non più
attese
- - - - - X X X X X
Altre variazioni - - - - - - - - - -
di cui: trasferimenti al valore
contabile iniziale degli strumenti
coperti
- - - - - X X X X X
Rimanenze finali -607 - - - - - - - - -

Si segnala che la fattispecie "Strumenti di copertura (elementi non designati)" non risulta presente dal momento che il Gruppo Intesa Sanpaolo si avvale della possibilità, prevista in sede di introduzione dell'IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS 39 in tema di "hedge accounting" (nella versione "carve-out omologata dalla Commissione Europea) per ogni tipologia di copertura (sia per coperture specifiche che per le macro coperture).

1.3.3. Altre informazioni sugli strumenti derivati (di negoziazione e di copertura)

A. Derivati finanziari e creditizi

A.1 Derivati finanziari e creditizi "over the counter": fair value netti per controparti

(milioni di euro)
Controparti Banche Altre società Altri soggetti
centrali finanziarie
A. Derivati finanziari
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale 1.784.370 - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo -2.352 - - -
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale - - - 1
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
4) Merci
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
5) Altri
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
B. Derivati creditizi
1) Acquisto protezione
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
2) Vendita protezione
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -

La tabella accoglie i valori rivenienti dalle compensazioni effettuate in bilancio per i derivati i cui accordi di compensazione soddisfano i criteri previsti dallo IAS 32 paragrafo 42.

In particolare quanto esposto si riferisce principalmente ai derivati finanziari e creditizi OTC di negoziazione e di copertura in essere con il compensatore legale LCH Ltd. per i quali si è proceduto alla separata compensazione in bilancio dei fair value riconducibili all'operatività in conto proprio ed all'operatività per conto della clientela.

Il risultato complessivamente negativo per 2.352 milioni (fair value negativo di 43.435 milioni e fair value positivo di 41.083 milioni) è riportato nella Parte B di Nota integrativa tra le passività di derivati di copertura per 1.842 milioni per la prima operatività e tra le passività finanziarie di negoziazione per 510 milioni per la seconda operatività.

1.4 RISCHIO DI LIQUIDITA'

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità

Si definisce rischio di liquidità il rischio che la Banca non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento per l'incapacità sia di reperire fondi sul mercato (funding liquidity risk), sia di smobilizzare i propri attivi (market liquidity risk).

La predisposizione di un adeguato sistema di governo e gestione di tale rischio assume un ruolo fondamentale per il mantenimento della stabilità non solo della singola banca, ma anche del mercato, considerato che gli squilibri di una singola istituzione finanziaria possono avere ripercussioni sistemiche. Tale sistema deve essere integrato in quello complessivo per la gestione dei rischi e prevedere controlli incisivi e coerenti con l'evoluzione del contesto di riferimento.

Il sistema interno di controllo e gestione del rischio di liquidità di Intesa Sanpaolo si sviluppa nel quadro del Risk Appetite Framework del Gruppo e nel rispetto delle soglie massime di tolleranza al rischio di liquidità ivi approvate, che stabiliscono che il Gruppo debba mantenere una posizione di liquidità adeguata in modo da fronteggiare periodi di tensione, anche prolungati, sui diversi mercati di approvvigionamento del funding, anche attraverso la costituzione di adeguate riserve di liquidità rappresentate da titoli marketable e rifinanziabili presso Banche Centrali. A tal fine, è richiesto il mantenimento di un equilibrato rapporto fra fonti in entrata e flussi in uscita, sia nel breve che nel medio-lungo termine. Tale obiettivo è sviluppato dalle «Linee Guida di Governo del rischio Liquidità di Gruppo» approvate dagli Organi Societari di Intesa Sanpaolo, applicando le vigenti disposizioni regolamentari in materia.

Le disposizioni sulla liquidità introdotte dall'Unione Europea sin da giugno 2013 e successivamente aggiornate, stabiliscono che le banche debbano rispettare: (i) il requisito minimo di copertura della liquidità di breve termine (Liquidity Coverage Ratio - LCR), come previsto dall'art. 38 del Regolamento Delegato (EU) 2015/61 e suoi supplementi/modifiche (livello minimo del 100% dal 1° gennaio 2018), (ii) il requisito minimo di liquidità strutturale (Net Stable Funding Ratio - NSFR), il cui livello minimo del 100% è entrato in vigore a partire da giugno 2021, a seguito dell'approvazione finale e successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta a maggio 2019, del pacchetto bancario di riforme contente la Direttiva UE 2019/878 (c.d. CRD V) e il Regolamento 2019/876 (c.d. CRR II).

Le «Linee Guida di Governo del rischio Liquidità» del Gruppo Intesa Sanpaolo - che già facevano riferimento alle Circolari Banca d'Italia 263 e 285, nonché alla Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e al Regolamento UE 575/2013 (CRR), hanno via via recepito tutte le disposizioni normative in materia applicando le vigenti disposizioni regolamentari.

Le "Linee Guida di Governo del Rischio di Liquidità del Gruppo", approvate dagli Organi Societari di Intesa Sanpaolo, illustrano i compiti delle diverse funzioni aziendali, le norme e l'insieme dei processi di controllo e gestione finalizzati ad assicurare un prudente presidio del rischio di liquidità, prevenendo l'insorgere di situazioni di crisi. A tal fine, comprendono le procedure per l'identificazione dei fattori di rischio, la misurazione dell'esposizione al rischio e la verifica del rispetto dei limiti, nonché le regole per l'effettuazione di prove di stress e l'individuazione di appropriate iniziative di attenuazione del rischio, oltre alla predisposizione di piani d'emergenza e il reporting informativo agli organi aziendali.

I principi essenziali a cui si ispira il sistema interno di controllo e gestione del rischio di liquidità definito da tali Linee Guida sono:

  • presenza di una politica di gestione della liquidità approvata dai vertici e chiaramente comunicata all'interno dell'istituzione;
  • esistenza di una struttura operativa che operi all'interno di limiti assegnati e di una struttura di controllo autonoma dalla prima;
  • disponibilità costante di riserve di liquidità adeguate in relazione alla soglia di tolleranza al rischio di liquidità prescelta;
  • valutazione dell'impatto di diversi scenari, inclusi quelli di stress, sui flussi temporali in entrata e in uscita e sull'adeguatezza quantitativa e qualitativa delle riserve di liquidità;
  • adozione di un sistema di prezzi per il trasferimento interno dei fondi che incorpori accuratamente il costo/beneficio della liquidità, sulla base delle condizioni di raccolta del Gruppo Intesa Sanpaolo;
  • gestione della liquidità in situazione di crisi che tenga in considerazione le linee guida sul governo dei processi di gestione della crisi nell'ambito del Piano di Recovery e del Piano di Resolution.

Le Linee Guida di Governo del rischio Liquidità di Gruppo definiscono in dettaglio i compiti attribuiti agli Organi Societari e riportano al vertice alcuni importanti adempimenti quali l'approvazione degli indicatori di misurazione, la definizione delle principali ipotesi sottostanti agli scenari di stress e la composizione delle soglie di attenzione utilizzate per l'attivazione dei piani di emergenza.

Al fine di perseguire una politica di gestione dei rischi integrata e coerente, le decisioni strategiche a livello di Gruppo in materia di governo e gestione del rischio di liquidità sono rimesse agli Organi Societari della Capogruppo. In questa prospettiva, la Capogruppo svolge le proprie funzioni di presidio e gestione della liquidità con riferimento non solo alla propria realtà aziendale, ma anche valutando l'operatività complessiva del Gruppo e il rischio di liquidità a cui esso è esposto.

Le funzioni aziendali della Capogruppo preposte a garantire la corretta applicazione delle Linee Guida e l'adeguatezza della posizione di liquidità del Gruppo sono, in particolare, la Direzione Centrale Tesoreria e Finanza di Gruppo e la Direzione Pianificazione e Controllo di Gestione, responsabili nell'ambito dell'area Chief Financial Officer (CFO) della gestione della liquidità, e la Direzione Centrale Market and Financial Risk Management, che nell'ambito dell'area Chief Risk Officer (CRO) ha la responsabilità diretta della misurazione del rischio di liquidità su base consolidata.

La liquidità del Gruppo è gestita dalle citate strutture dell'area CFO attraverso un dettagliato presidio dei flussi di liquidità ed una costante interazione con le Business Unit, nel quadro dei relativi business plan redatti nel rispetto dei seguenti indirizzi:

  • costante attenzione al grado di fidelizzazione della clientela, finalizzata al mantenimento di un'elevata consistenza di depositi stabili;
  • monitoraggio del gap raccolta-impieghi tempo per tempo espresso dalle Business Unit, rispetto agli obiettivi assegnati in sede di piano e di budget;
  • equilibrato ricorso al mercato istituzionale, con una particolare attenzione alla diversificazione di segmenti e strumenti;
  • ricorso selettivo alle operazioni di rifinanziamento dalle Banche Centrali.

La Direzione Centrale Market and Financial Risk Management ha la responsabilità diretta dei controlli di secondo livello e in qualità di attivo partecipante ai Comitati manageriali, svolge un ruolo primario nella gestione e diffusione delle informazioni sul rischio di liquidità, contribuendo al miglioramento complessivo della consapevolezza del Gruppo sulla posizione in essere. In particolare, garantisce la misurazione, sia puntuale che prospettica, in condizioni normali e di stress, dell'esposizione di Gruppo ai rischi di liquidità, verificando il rispetto dei limiti ed attivando, in caso di superamento degli stessi, le procedure di reporting nei confronti dei competenti Organi Societari e monitorando le azioni di rientro concordate in caso di eventuali sconfinamenti.

Il Chief Audit Officer valuta la funzionalità del complessivo assetto del sistema dei controlli a presidio del processo di misurazione, gestione e controllo dell'esposizione al rischio di liquidità di Gruppo e verifica l'adeguatezza e la rispondenza del processo ai requisiti stabiliti dalla normativa. Gli esiti dei controlli svolti sono sottoposti, con cadenza almeno annuale, agli Organi Societari.

Le metriche di misurazione e gli strumenti di attenuazione del rischio di liquidità, sono formalizzati dalle citate Linee Guida di Governo del rischio Liquidità di Gruppo che definiscono l'impianto metodologico degli indicatori della liquidità sia di breve termine, che strutturale.

Gli indicatori della liquidità di breve termine intendono assicurare un livello adeguato e bilanciato tra flussi di cassa in uscita e in entrata aventi scadenza certa o stimata compresa nell'orizzonte temporale di 12 mesi, garantendo adeguata disponibilità di riserve liquide (c.d. Liquidity Buffer), liberamente utilizzabili in qualità di strumento principale di mitigazione del rischio di liquidità. A tal fine e in coerenza con la soglia massima di tolleranza al rischio di liquidità, il sistema dei limiti è declinato prevedendo specifici indicatori di breve termine sia di natura regolamentare sul mese (Liquidity Coverage Ratio - LCR), che di definizione interna (indicatori di Survival Period).

L'indicatore di LCR ha la finalità di rafforzare il profilo di rischio di liquidità di breve termine, assicurando la detenzione di sufficienti attività liquide di elevata qualità (HQLA – High Quality Liquid Assets) non vincolate che possano essere facilmente e immediatamente convertite in contanti nei mercati privati per soddisfare i fabbisogni di liquidità a 30 giorni in uno scenario di stress acuto di liquidità. A tal fine, il Liquidity Coverage Ratio misura il rapporto tra: (i) il valore dello stock di HQLA e (ii) il totale dei deflussi di cassa netti calcolato secondo i parametri di scenario definiti dal Regolamento Delegato (UE) 2015/61.

Il Survival Period è invece un indicatore interno finalizzato a misurare il primo giorno in cui la Posizione Netta di Liquidità (calcolata come differenza fra tra le Riserve di Liquidità disponibili e i deflussi netti) diventa negativa, ovvero quando non risulta più disponibile ulteriore liquidità per coprire i deflussi netti simulati in uscita. A tal fine sono previste due diverse ipotesi di scenario, baseline e stressed, finalizzate a misurare rispettivamente: (i) l'indipendenza del Gruppo dalla raccolta interbancaria sui mercati finanziari, (ii) il periodo di sopravvivenza in caso di ulteriori tensioni, di mercato e idiosincratiche, di severità medio-alta, gestite senza prevedere restrizioni all'attività creditizia nei confronti della clientela. Sull'indicatore di Survival Period in condizioni di stress è stabilito il mantenimento di un orizzonte minimo di sopravvivenza allo scopo di prevedere un livello complessivo di riserve in grado di fronteggiare le maggiori uscite di cassa in un intervallo di tempo adeguato a porre in essere i necessari interventi operativi per ricondurre il Gruppo in condizioni di equilibrio

La Politica di Liquidità strutturale del Gruppo Intesa Sanpaolo prevede l'adozione del requisito strutturale, Net Stable Funding Ratio (NSFR), previsto dalla normativa regolamentare. Tale indicatore è finalizzato a promuovere un maggiore ricorso alla raccolta stabile, evitando che l'operatività a medio e lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine. A tal fine, esso stabilisce un ammontare minimo "accettabile" di provvista superiore all'anno in relazione alle necessità originate dalle caratteristiche di liquidità e di durata residua delle attività e delle esposizioni fuori bilancio. Ad integrazione, la politica interna di Liquidità strutturale prevede anche degli indicatori di early warning applicati su scadenze superiori a 1 anno, con particolare attenzione ai gap di lungo termine (> 5 anni).

Nell'ambito delle Linee Guida di Governo del Rischio di Liquidità del Gruppo è inoltre previsto che siano assicurate le modalità di governo di un'eventuale crisi di liquidità, definita come una situazione di difficoltà o incapacità della Banca di far fronte ai propri impegni di cassa in scadenza, a meno di attivare procedure e/o utilizzare strumenti in maniera non riconducibile, per intensità o modalità, all'ordinaria amministrazione. Il Contingency Liquidity Plan, prefiggendosi gli obiettivi di salvaguardia del patrimonio del Gruppo e, contestualmente, di garanzia della continuità operativa in condizioni di grave emergenza sul fronte della liquidità, assicura l'identificazione dei segnali di preallarme, il loro continuo monitoraggio, la definizione delle procedure da attivare nel caso si manifestino tensioni sulla liquidità, indicando anche le linee di azione immediate e gli strumenti di intervento per la risoluzione dell'emergenza. Gli indici di preallarme, finalizzati a cogliere i segnali di una potenziale tensione di liquidità, sia sistemica sia specifica, sono monitorati con periodicità giornaliera dalla Direzione Centrale Rischi Market and Financial Risk Management. In tale ambito, è formalmente assegnato alla Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo la responsabilità di redigere il Contingency Funding Plan (CFP), che contiene le diverse linee d'azione attivabili allo scopo di fronteggiare potenziali situazioni di stress, indicando la dimensione degli effetti mitiganti perseguibili in un orizzonte temporale di breve termine.

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Tutte le necessarie misure preventive di gestione e controllo, già attivate sin dall'inizio dell'emergenza sanitaria COVID-19, permangono attive nell'obiettivo di cogliere eventuali segnali di potenziale inasprimento delle condizioni di liquidità.

La posizione di liquidità del Gruppo - sostenuta da adeguate attività liquide di elevata qualità (HQLA) e dal significativo contributo di raccolta stabile retail - si è mantenuta nel corso di tutto l'esercizio 2021 all'interno dei limiti di rischio previsti dalla vigente Policy di Liquidità di Gruppo. Entrambi gli indicatori regolamentari, LCR e NSFR risultano ampiamente superiori ai requisiti normativi. Nel corso del 2021, il Liquidity Coverage Ratio (LCR) del Gruppo Intesa Sanpaolo, misurato secondo il Regolamento Delegato (UE) 2015/61 si è attestato in media77 a 184,5% (159,1% a dicembre 2020). Anche il NSFR si è confermato ampiamente superiore al 100%, sostenuto da una solida base di raccolta stabile della clientela, ulteriormente accresciuta nel corso dell'anno, da adeguata raccolta cartolare wholesale a medio-lungo termine e dalla raccolta TLTRO con ECB. Al 31 dicembre 2021, il NSFR del Gruppo Intesa Sanpaolo, misurato secondo istruzioni regolamentari, è pari al 127,3%. Tale indicatore resta peraltro ampiamente superiore al 100% anche escludendo l'apporto positivo della raccolta TLTRO.

77 Il dato esposto si riferisce alla media semplice delle ultime 12 osservazioni mensili, come da Regolamento 2021/637.

A fine dicembre 2021, il valore puntuale delle complessive riserve HQLA disponibili a pronti presso le diverse Tesorerie del Gruppo ammonta a complessivi 187 miliardi (170 miliardi a fine 2020), composte per circa il 72% da cash a seguito di maggiori temporanei riversamenti di liquidità in eccesso in forma di depositi liberi in banca centrale rispetto a fine 2020. Aggiungendo le altre riserve marketable e/o stanziabili presso le Banche Centrali, incluse le autocartolarizzazioni retained, le riserve di liquidità unencumbered di Gruppo risultano pari a complessivi 192 miliardi.

(milioni di euro)
Disponibili a pronti
(netto haircut)
31.12.2021 31.12.2020 (*)
Riserve di Liquidità HQLA 187.066 170.264
Cassa e Depositi presso Banche Centrali (HQLA) 135.061 80.698
Titoli altamente Liquidi (HQLA) 52.005 89.566
Altre Riserve stanziabili e/o marketable 5.306 24.403
Totale Riserve di Liquidità di Gruppo 192.372 194.667
(*) I dati includono il contributo del Gruppo UBI

In considerazione dell'elevata consistenza delle riserve di liquidità disponibili (liquide o stanziabili), anche le prove di stress, in uno scenario combinato di crisi di mercato e specifica (con significativa perdita di raccolta clientela) mostrano per il Gruppo Intesa Sanpaolo risultati superiori alla soglia obiettivo, con un avanzo di liquidità in grado di fronteggiare fuoriuscite di cassa straordinarie per un periodo di tempo largamente superiore a 3 mesi.

La strategia di funding in Intesa Sanpaolo è incentrata sul mantenimento di un profilo diversificato per clientela, prodotto, durata e valuta. Le principali fonti di finanziamento di Intesa Sanpaolo comprendono: (i) depositi derivanti dal mercato domestico Retail e Corporate, che rappresentano la parte stabile di raccolta, (ii) funding di breve termine su mercati wholesale, costituiti per gran parte da operatività in repo e raccolta CD/CP, e (iii) raccolta di medio/lungo termine, composta principalmente da proprie emissioni (Covered Bonds/ABS e altri titoli di debito senior sul mercato dell'Euro e US, oltre a subordinati) e dalle operazioni di rifinanziamento con l'Eurosistema (TLTRO). Le Linee Guida di Governo del Rischio di Liquidità del Gruppo prevedono il regolare monitoraggio dell'analisi di concentrazione sia del funding (per controparte/prodotto), che delle Riserve di Liquidità (per emittente/controparte).

Adeguata e tempestiva informativa sull'evolversi delle condizioni di mercato e della posizione della Banca e/o del Gruppo è regolarmente rilasciata agli Organi aziendali e ai Comitati interni, al fine di assicurare la piena conoscenza e governabilità dei fattori di rischio. Tale reportistica comprende la valutazione dell'esposizione al rischio di liquidità determinata anche sulla base di ipotesi di scenari avversi. Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo è regolarmente coinvolto nella definizione della strategia di mantenimento di una posizione di liquidità adeguata a livello dell'intero Gruppo.

La valutazione aziendale dell'adeguatezza della posizione di liquidità di Intesa Sanpaolo trova riscontro nel resoconto ILAAP (Internal Liquidity Adequacy Assessment Process), che comprende anche il Funding Plan del Gruppo. Nell'ambito del processo di approvazione annuale di tale resoconto da parte dagli Organi Superiori di Intesa Sanpaolo, il Liquidity Adequacy Statement (LAS) dei Consiglieri membri del Consiglio di Amministrazione, che espone anche le evidenze principali dell'autovalutazione dell'adeguatezza della posizione di liquidità, tenuto conto delle risultanze e dei valori espressi dai principali indicatori, manifesta il convincimento che la gestione della posizione di liquidità sia adeguata e profondamente radicata nella cultura e nei processi aziendali del Gruppo, osservando inoltre che, anche da un punto di vista prospettico, l'attuale sistema di regole e procedure appare adeguato a governare una pronta ed efficace reazione, nel caso in cui i rischi e le sfide si concretizzino effettivamente in scenari di stress severi ed avversi.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

1. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie

La distribuzione temporale delle attività e passività finanziarie è rappresentata nelle tabelle che seguono secondo le regole stabilite dalla normativa di bilancio (Circolare 262 di Banca d'Italia e relativi chiarimenti emessi dall'Organo di Vigilanza), ricorrendo all'utilizzo di informazioni di natura contabile esposte per durata residua contrattuale. Non sono stati pertanto utilizzati dati di natura gestionale che prevedono, ad esempio, la modellizzazione delle poste a vista del passivo e la rappresentazione delle poste per cassa secondo il loro grado di liquidabilità.

Valuta di denominazione: Euro

(milioni di euro)
Voci/ Scaglioni temporali A vista Da oltre 1
giorno a
7 giorni
Da oltre 7
giorni a
15 giorni
Da oltre
15 giorni
a 1 mese
Da oltre 1
mese fino
a 3 mesi
Da oltre 3
mesi fino
a 6 mesi
Da oltre 6
mesi fino
a 1 anno
Da oltre 1
anno fino
a 5 anni
Oltre 5
anni
Indeterminata
Durata
A. Attività per cassa 58.486 18.768 3.727 14.663 21.018 24.921 40.602 184.347 198.019 125.266
A.1 Titoli di Stato 29 12 267 144 424 1.636 3.823 16.826 47.183 -
A.2 Altri titoli di debito 253 395 696 4.581 315 884 1.381 9.167 19.648 -
A.3 Quote OICR 3.461 - - - - - - 1 - 8
A.4 Finanziamenti 54.743 18.361 2.764 9.938 20.279 22.401 35.398 158.353 131.188 125.258
- Banche 14.180 8.195 363 298 1.076 388 1.072 1.352 400 125.130
- Clientela 40.563 10.166 2.401 9.640 19.203 22.013 34.326 157.001 130.788 128
B. Passività per cassa 439.478 3.661 770 2.365 6.101 10.618 28.944 158.586 21.441 -
B.1 Depositi e conti correnti 406.496 1.570 393 1.249 1.174 4.260 1.923 6.829 846 -
- Banche 2.796 220 17 54 24 47 87 4.922 371 -
- Clientela 403.700 1.350 376 1.195 1.150 4.213 1.836 1.907 475 -
B.2 Titoli di debito 28 1 49 921 4.300 5.534 9.240 38.530 17.036 -
B.3 Altre passività 32.954 2.090 328 195 627 824 17.781 113.227 3.559 -
C. Operazioni "fuori bilancio"
C.1 Derivati finanziari con scambio di
capitale
- Posizioni lunghe 3.862 7.971 3.809 10.044 27.190 9.300 8.756 16.534 8.904 -
- Posizioni corte 4.697 7.298 3.736 8.581 19.750 6.696 6.936 14.785 11.848 -
C.2 Derivati finanziari senza scambio di
capitale
- Posizioni lunghe 16.531 61 2 157 159 268 478 70 151 -
- Posizioni corte 23.155 21 9 94 183 410 543 70 151 -
C.3 Depositi e finanziamenti da ricevere
- Posizioni lunghe 49.554 - - - - - - - - -
- Posizioni corte - 49.454 - - 100 - - - - -
C.4 Impegni irrevocabili a erogare fondi
- Posizioni lunghe 3.600 24.169 9 100 952 453 715 16.856 2.345 -
- Posizioni corte 48.378 - 8 49 32 98 134 162 220 -
C.5 Garanzie finanziarie rilasciate 853 8 5 15 136 111 224 413 169 -
C.6 Garanzie finanziarie ricevute 175 - - - - - - - - -
C.7 Derivati creditizi con scambio di capitale
- Posizioni lunghe - - - - 75 20 - 498 774 -
- Posizioni corte - - - - 75 20 - 498 774 -
C.8 Derivati creditizi senza scambio di
capitale
- Posizioni lunghe 1.571 - - - - - - - - -
- Posizioni corte 1.611 - - - - - - - - -

Valuta di denominazione: Altre valute

(milioni di euro)
Voci/ Scaglioni temporali A vista Da oltre 1
giorno a
7 giorni
Da oltre 7
giorni a
15 giorni
Da oltre
15 giorni
a 1 mese
Da oltre 1
mese fino
a 3 mesi
Da oltre 3
mesi fino
a 6 mesi
Da oltre 6
mesi fino
a 1 anno
Da oltre 1
anno fino
a 5 anni
Oltre 5
anni
Indeterminata
Durata
A. Attività per cassa 3.619 7.318 1.364 3.512 6.090 4.743 6.255 30.389 16.233 1.788
A.1 Titoli di Stato 1 37 3 135 531 495 1.292 7.491 9.232 -
A.2 Altri titoli di debito 39 27 41 230 144 231 137 3.606 1.584 5
A.3 Quote OICR 459 - - - - - - - - 13
A.4 Finanziamenti 3.120 7.254 1.320 3.147 5.415 4.017 4.826 19.292 5.417 1.770
- Banche 549 5.527 458 816 1.750 924 1.135 582 79 1.753
- Clientela 2.571 1.727 862 2.331 3.665 3.093 3.691 18.710 5.338 17
B. Passività per cassa 24.236 6.444 5.655 4.639 5.605 1.170 2.661 11.839 6.825 -
B.1 Depositi e conti correnti 22.491 2.807 1.494 1.358 1.985 635 858 2.094 246 -
- Banche 1.160 1.260 694 655 620 69 99 956 85 -
- Clientela 21.331 1.547 800 703 1.365 566 759 1.138 161 -
B.2 Titoli di debito 4 222 279 520 514 518 1.744 9.436 5.623 -
B.3 Altre passività 1.741 3.415 3.882 2.761 3.106 17 59 309 956 -
C. Operazioni "fuori bilancio"
C.1 Derivati finanziari con scambio di
capitale
- Posizioni lunghe 97 13.713 7.974 13.123 17.789 9.539 11.493 19.844 12.319 -
- Posizioni corte 336 14.648 8.473 14.054 26.921 12.916 12.519 21.531 7.537 -
C.2 Derivati finanziari senza scambio di
capitale
- Posizioni lunghe 1.490 8 112 72 54 73 215 228 - -
- Posizioni corte 1.434 39 71 47 69 69 183 229 1 -
C.3 Depositi e finanziamenti da ricevere
- Posizioni lunghe 667 - - - - - - - - -
- Posizioni corte - 4 410 141 88 23 - - - -
C.4 Impegni irrevocabili a erogare fondi
- Posizioni lunghe 196 6 87 178 1.313 1.057 1.858 11.894 968 -
- Posizioni corte 15.756 51 1 2 15 35 129 124 245 -
C.5 Garanzie finanziarie rilasciate 675 7 4 33 98 198 256 413 255 -
C.6 Garanzie finanziarie ricevute 125 - - - - - - - - -
C.7 Derivati creditizi con scambio di capitale
- Posizioni lunghe - - - - - - - 40 - -
- Posizioni corte - - - - - - - 40 - -
C.8 Derivati creditizi senza scambio di
capitale
- Posizioni lunghe 649 - - - - - - - - -
- Posizioni corte 667 - - - - - - - - -

2. Operazioni di autocartolarizzazione

Si riporta di seguito una breve illustrazione delle operazioni di cartolarizzazione originate da Intesa Sanpaolo, in essere al 31 dicembre 2021, in cui la Banca ha sottoscritto la totalità dei titoli emessi dal relativo veicolo (autocartolarizzazioni) e che non sono esposte nelle tabelle di Nota Integrativa della Parte E, sezione C "Operazioni di cartolarizzazione".

Adriano Lease SEC S.r.l.

.

Si tratta di un'operazione di cartolarizzazione, perfezionata nel mese di dicembre 2017, concretizzatasi con la cessione di un portafoglio di crediti selezionati, da parte di Mediocredito Italiano S.p.A., in base a criteri predefiniti e derivanti da contratti di leasing performing, aventi ad oggetto beni immobili, strumentali ed autoveicoli, alla società Adriano Lease Sec S.r.l., per un ammontare complessivo di circa 4,2 miliardi. L'obiettivo dell'operazione è l'ampliamento della riserva di liquidità della banca utilizzabile per le operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema.

Il veicolo Adriano Lease Sec s.r.l. ha provveduto in origine all'emissione di due tranche di titoli:

  • − una tranche senior (Class A), del valore nominale di 2,9 miliardi, quotata e assistita da rating A1 di Moody's e A di DBRS Morningstar;
  • − una tranche junior (Class B), del valore nominale di 1,4 miliardi, non quotata e priva di rating.

A seguito della fusione per incorporazione, i titoli originariamente acquistati da Mediocredito Italiano S.p.A., sono confluiti in Intesa Sanpaolo; al 31 dicembre 2021 i titoli senior sono pari a 686 milioni ed i titoli junior a 1.351 milioni.

I titoli senior sono stanziabili sull'Eurosistema.

Brera Sec S.r.l.

Nel mese di ottobre 2017 è stata strutturata una operazione di autocartolarizzazione realizzata con la cessione di cinque portafogli di crediti alla società veicolo Brera Sec S.r.l. originati da Capogruppo e da quattro banche del Gruppo successivamente incorporate da Intesa Sanpaolo (Banco di Napoli, Cassa di Risparmio di Forlì e della Romagna e Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, incorporate nella seconda metà del 2018, e Cassa di Risparmio in Bologna incorporata nella prima metà del 2019). Il sottostante è costituito da mutui ipotecari residenziali in capo a famiglie consumatrici e/o produttrici. L'operazione è stata la prima operazione di cartolarizzazione Residential Mortgage Backed Security ("RMBS") multi-Originator del Gruppo.

L'operazione ha previsto l'emissione da parte della SPV di due tranche di titoli:

  • − una tranche senior, quotata presso la Borsa del Lussemburgo, con rating attribuito da due agenzie di rating (Moody's e DBRS Morningstar);
  • − una tranche junior non quotata e senza rating.

Sia i titoli senior che i titoli junior sono stati sottoscritti pro-quota da ogni singola banca cedente sulla base del prezzo di cessione di ciascun portafoglio.

Il titolo senior emesso nell'ambito dell'operazione è stato utilizzato come collaterale a garanzia di operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema.

Intesa Sanpaolo si occupa della gestione contabile del Veicolo, mentre la gestione amministrativa societaria è seguita da Securitisation Services S.p.A.

Intesa Sanpaolo ha assunto una quota di minoranza (5%) nella SPV di nuova costituzione e che è stata acquistata sul mercato, il cui controllo (95%) rimarrà in capo ad un'entità societaria esterna al Gruppo (fondazione di diritto olandese, c.d. Stichting).

Il corrispettivo totale di cessione è pari a 7,1 miliardi. Il prezzo di cessione di ciascun portafoglio ceduto è stato regolato con l'emissione dei titoli dell'11 dicembre 2017 per complessivi 7,1 miliardi.

I titoli senior, quotati con il rating Aa3 di Moody's e A (High) di DBRS Morningstar sono stati sottoscritti da Intesa Sanpaolo.

Nel mese di gennaio del 2021 è stata perfezionata una retrocessione per un controvalore di 67 milioni.

Al 31 dicembre 2021 il valore dei titoli sottoscritti in essere è pari a 3.342 milioni per i titoli senior e 1.067 milioni per i titoli junior.

Brera Sec S.r.l. (SME)

Nel mese di ottobre 2018 è stata strutturata una operazione di autocartolarizzazione realizzata con la cessione di tre portafogli di crediti alla società veicolo Brera Sec S.r.l. originati da Capogruppo e da tre banche del Gruppo successivamente incorporate da Intesa Sanpaolo (Banco di Napoli, incorporata nella seconda metà del 2018, e Cassa di Risparmio in Bologna e Cassa di Risparmio di Firenze incorporate nella prima metà del 2019). Il sottostante è costituito da finanziamenti ipotecari e non in capo a piccole e medie imprese ed imprese corporate (queste ultime solo se con fatturato di gruppo inferiore a 100 milioni).

Si tratta di una operazione di cartolarizzazione Asset Backed Security ("ABS") multi-Originator del Gruppo, la prima con asset sottostante crediti SME. L'operazione ha previsto l'emissione da parte della SPV di due tranche di titoli: una tranche senior quotata presso la Borsa del Lussemburgo, con rating attribuito da due agenzie di rating (Moody's e DBRS Morningstar) ed una tranche junior non quotata e senza rating. Sia i titoli senior che i titoli junior sono stati sottoscritti pro-quota da ogni singola banca cedente sulla base del prezzo di cessione di ciascun portafoglio.

Il titolo senior emesso nell'ambito dell'operazione è stato utilizzato come collaterale a garanzia di operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema.

Intesa Sanpaolo si occupa della gestione contabile del Veicolo, mentre la gestione amministrativa societaria è seguita da Securitisation Services S.p.A.

All'origination il corrispettivo totale di cessione è stato pari a 5,3 miliardi. Il prezzo di cessione di ciascun portafoglio è stato regolato con l'emissione dei titoli, il 14 dicembre 2018, per complessivi 5,3 miliardi.

I titoli senior, quotati con il rating Aa3 di Moody's ed A (High) di DBRS Morningstar, sono stati sottoscritti da Intesa Sanpaolo.

Nel mese di gennaio del 2021 è stata perfezionata una retrocessione per un controvalore di 23 milioni.

Al 31 dicembre 2021 il valore dei titoli in essere è pari a 447 milioni per i titoli senior e 1.530 milioni per i titoli junior.

Brera Sec S.r.l. (SEC 2)

Nel mese di settembre 2019 è stata strutturata un'operazione di autocartolarizzazione realizzata con la cessione del portafoglio di crediti alla società veicolo Brera Sec S.r.l. originati da Intesa Sanpaolo. L'operazione costituisce la seconda operazione di cartolarizzazione Residential Mortgage Backed Security ("RMBS") del Gruppo.

L'operazione ha previsto l'emissione da parte della SPV, il 27 novembre 2019, di due tranche di titoli: una tranche senior, quotata presso la Borsa di Lussemburgo con rating attribuito da due agenzie di rating (Moody's e DBRS Morningstar), ed una tranche junior non quotata e senza rating.

Sia i titoli senior che i titoli junior sono stati sottoscritti da Intesa Sanpaolo.

Il titolo senior emesso nell'ambito dell'operazione è stato utilizzato come collaterale a garanzia di operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema.

Intesa Sanpaolo si occupa della gestione contabile del Veicolo, mentre la gestione amministrativa societaria è seguita da Securitisation Services S.p.A.

Il corrispettivo totale di cessione è pari a 7,5 miliardi. Il prezzo di cessione del portafoglio è stato regolato con l'emissione dei titoli, il 27 novembre 2019, per complessivi 7,5 miliardi.

I titoli senior, quotati con il rating Aa3 di Moody's e A (High) di DBRS Morningstar, sono stati sottoscritti integralmente da Intesa Sanpaolo.

Nel mese di gennaio del 2021 è stata perfezionata una retrocessione per un controvalore di 52 milioni.

Al 31 dicembre 2021 il valore dei titoli in essere è pari a 5.034 milioni per i titoli senior e a 860 milioni per i titoli junior.

Brera Sec S.r.l. (SEC 3)

Nel mese di ottobre 2021 è stata strutturata una nuova operazione di autocartolarizzazione realizzata con la cessione del portafoglio di crediti alla società veicolo Brera Sec S.r.l. originati da Intesa Sanpaolo. L'operazione costituisce la terza operazione di cartolarizzazione Residential Mortgage Backed Security ("RMBS") del Gruppo.

L'operazione ha previsto l'emissione da parte della SPV, il 1° dicembre 2021, di due tranche di titoli: una tranche senior, quotata presso la Borsa di Lussemburgo con rating attribuito da due agenzie di rating (Moody's e DBRS Morningstar), ed una tranche junior non quotata e senza rating.

Sia i titoli senior che i titoli junior sono stati sottoscritti da Intesa Sanpaolo in modo che i crediti ceduti possano rimanere nel bilancio di Intesa Sanpaolo (no derecognition).

Il titolo senior emesso nell'ambito dell'operazione è stato utilizzato come collaterale a garanzia di operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema.

Intesa Sanpaolo si occupa della gestione contabile del Veicolo, mentre la gestione amministrativa societaria è seguita da Securitisation Services S.p.A.

Il corrispettivo totale di cessione è pari a 7,7 miliardi. Il prezzo di cessione del portafoglio è stato regolato con l'emissione dei titoli, in data 1° dicembre 2021, per complessivi 7,7 miliardi.

I titoli senior, quotati con il rating A1 di Moody's e A (High) di DBRS Morningstar, sono stati sottoscritti integralmente da Intesa Sanpaolo.

Al 31 dicembre 2021 il valore dei titoli in essere, sottoscritti da Intesa Sanpaolo, rimane invariato ed è pari a 6.940 milioni per i titoli senior e a 725 milioni per i titoli junior.

Clara Sec S.r.l.

Nel corso dell'anno 2020 è stata strutturata un'operazione di autocartolarizzazione revolving avente per oggetto crediti rivenienti da prestiti personali performing nell'ambito del credito al consumo ed erogati a famiglie consumatrici, operazione sottoposta ad un processo periodico di riacquisto dei crediti.

L'operazione si è realizzata con la cessione, in due tranche (aprile e maggio) del portafoglio di crediti originati da Intesa Sanpaolo alla società veicolo Clara Sec S.r.l. e costituisce la seconda operazione di cartolarizzazione Asset Backed Security ("ABS") del Gruppo.

Intesa Sanpaolo ha assunto una quota di minoranza (5%) nella SPV di nuova costituzione e che è stata acquistata sul mercato, il cui controllo (95%) rimarrà in capo ad un'entità esterna al Gruppo (fondazione di diritto olandese, c.d. Stichting).

Intesa Sanpaolo si occupa della gestione contabile del Veicolo, mentre la gestione amministrativa societaria è seguita da Securitisation Services S.p.A.

L'operazione ha previsto l'emissione da parte della SPV, il 23 giugno 2020, di due tranche di titoli: una tranche senior, quotata con rating attribuito da due agenzie di rating (Moody's e DBRS Morningstar), ed una tranche junior non quotata e senza rating.

Sia i titoli senior che i titoli junior sono stati sottoscritti da Intesa Sanpaolo.

Il titolo senior emesso nell'ambito dell'operazione è stato utilizzato come collaterale a garanzia di operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema.

Intesa Sanpaolo si occupa della gestione contabile del Veicolo, mentre la gestione amministrativa societaria è seguita da Securitisation Services S.p.A.

Il corrispettivo totale di cessione è pari a 7,6 miliardi. Il prezzo di cessione del portafoglio è stato regolato con l'emissione dei titoli, il 23 giugno 2020, per complessivi 7,2 miliardi.

I titoli senior sono quotati con il rating A1 di Moody's e A di DBRS Morningstar.

Nel mese di gennaio del 2021 è stata perfezionata una retrocessione per un controvalore di 61 milioni; in maggio una cessione per un controvalore di 620 milioni.

Al 31 dicembre 2021 il valore dei titoli in essere è pari a 6.350 milioni per i titoli senior e a 824 milioni per i titoli junior.

Giada Sec S.r.l.

Nel mese di novembre 2020 è stata strutturata un'operazione di autocartolarizzazione realizzata con la cessione di un portafoglio di crediti, erogati ad imprese appartenenti al segmento small business, SME e Corporate originati da Intesa Sanpaolo, alla società veicolo Giada Sec S.r.l. Si tratta della terza operazione di cartolarizzazione Asset Backed Security ("ABS") del Gruppo, seconda con asset sottostante crediti SME.

Intesa Sanpaolo ha assunto una quota di minoranza (5%) nella SPV di nuova costituzione e che è stata acquistata sul mercato, il cui controllo (95%) rimarrà in capo ad un'entità societaria esterna al Gruppo (fondazione di diritto olandese, c.d. Stichting).

L'operazione si configura come revolving, Intesa Sanpaolo avrà facoltà di cedere al Veicolo ulteriori portafogli di crediti di analoghe caratteristiche e qualità che il Veicolo acquisterà attingendo agli incassi generati dal portafoglio tempo per tempo segregato.

Il corrispettivo totale di cessione è pari a 10,1 miliardi.

ll prezzo di cessione del portafoglio è stato regolato con l'emissione dei titoli, il 21 dicembre 2020, per un pari ammontare.

L'operazione ha previsto l'emissione da parte della SPV di due tranche di titoli: una tranche senior, quotata presso la Borsa di Lussemburgo con rating attribuito da due agenzie di rating (Moody's e DBRS Morningstar), ed una tranche junior non quotata e senza rating.

Sia i titoli senior che i titoli junior sono stati sottoscritti da Intesa Sanpaolo.

Il titolo senior emesso nell'ambito dell'operazione è quotato con il rating A1 di Moody's e A DBRS Morningstar.

Intesa Sanpaolo si occupa della gestione contabile del Veicolo, mentre la gestione amministrativa societaria è seguita da Securitisation Services S.p.A.

Nel mese di gennaio 2021 è stata perfezionata una retrocessione per un controvalore di 81 milioni; in giugno una cessione per un controvalore di 1.439 milioni; in novembre una cessione per un controvalore di 891 milioni.

Al 31 dicembre 2021 il valore dei titoli in essere è pari a 6.610 milioni per i titoli senior e a 3.485 milioni per i titoli junior.

UBI SPV Lease 2016

L'operazione di auto-cartolarizzazione UBI SPV Lease 2016 deriva dall'aggregazione dell'ex Gruppo UBI Banca nel Gruppo Intesa Sanpaolo avvenuta nel corso del terzo trimestre del 2020. L'operazione di auto-cartolarizzazione è stata realizzata su portafogli della società UBI Leasing nell'esercizio 2016, con la finalità di generare attivi stanziabili per operazioni di rifinanziamento con la Banca Centrale Europea.

Per l'operazione è stata costituita la società veicolo UBI SPV Lease 2016 Srl, a cui sono stati trasferiti crediti performing e relativi contratti di leasing per 3.065 milioni (in termini di credito in linea capitale); la cessione è stata perfezionata in data 23 giugno 2016, con data di efficacia contabile ed economica il precedente 31 maggio.

L'operazione ha previsto l'emissione da parte della SPV il 28 luglio 2016 di 2 tranche di titoli:

  • − titoli di Classe A (senior tranches): nominale 2.100 milioni, a tasso variabile, scadenza 2050, dotati all'emissione di rating A1 da parte di Moody's (A2 al 31 dicembre 2021) e A (low) da parte di DBRS Morningstar (A al 31 dicembre 2021);
  • − titoli di Classe B (junior tranches): nominale 1.001 milioni, scadenza 2050, senza rating e con rendimento pari all'additional return dell'operazione.

La sottoscrizione del titolo junior ha inoltre permesso la costituzione, all'interno dell'operazione, di una Riserva di Cassa di 31,5 milioni, ancora interamente disponibile alla data di riferimento della presente Nota.

Nel corso del 2021 è iniziato l'ammortamento dei titoli di Classe A.

Alla data del 31 dicembre 2021 il portafoglio cartolarizzato, che rimane iscritto negli attivi dell'originator, ammonta a 2.181 milioni di debito residuo capitale.

La tabella che segue fornisce una indicazione delle caratteristiche dei titoli emessi dai veicoli e sottoscritti dalle società del Gruppo.

Veicolo Tipo di Tipologia Rating (milioni di euro)
Nozionale
titolo
emesso
attivo
cartolarizz.
esterno al
31.12.2021
ADRIANO LEASE SEC S.r.l.
di cui emissioni in Euro 2.037
Classe A Senior Crediti derivanti
da canoni di leasing
A1 Moody's / A di DBRS
Morningstar
686
Classe B Junior Crediti derivanti
da canoni di leasing
no rating 1.351
BRERA SEC S.r.l.
di cui emissioni in Euro 4.409
Class A RMBS F/R Notes Senior Mutui ipotecari residenziali Aa3 Moody's / AH di
DBRS Morningstar
3.342
Class B RMBS Fixed Rate and Additional Return Notes Junior Mutui ipotecari residenziali no rating 1.067
BRERA SEC S.r.l. (SME)
di cui emissioni in Euro 1.977
Class A Asset Backed F/R Notes Senior Crediti clientela
PMI e large corporate
Aa3 Moody's / AH di
DBRS Morningstar
447
Class B Asset Backed Fixed Rate and Additional Return
Notes
Junior Crediti clientela
PMI e large corporate
no rating 1.530
BRERA SEC S.r.l. (SEC 2)
di cui emissioni in Euro 5.894
Class A RMBS F/R Notes Senior Mutui ipotecari residenziali Aa3 Moody's / AH di
DBRS Morningstar
5.034
Class B RMBS Fixed Rate and Additional Return Notes Junior Mutui ipotecari residenziali no rating 860
BRERA SEC S.r.l (SEC 3)
di cui emissioni in Euro 7.665
Class A RMBS F/R Notes Senior Mutui ipotecari residenziali A1 Moody's / AH di DBRS
Morningstar
6.940
Class B RMBS Fixed Rate and Additional Return Notes Junior Mutui ipotecari residenziali no rating 725
CLARA SEC S.r.l.
di cui emissioni in Euro 7.174
Class A Asset Backed F/R Notes Senior Prestiti personali A1 Moody's / A di DBRS
Morningstar
6.350
Class B Asset Backed Fixed Rate and Additional Return
Notes
Junior Prestiti personali no rating 824
GIADA SEC S.r.l.
di cui emissioni in Euro 10.095
Class A Asset Backed F/R Notes Senior Crediti clientela Small
business, SME e Corporate.
A1 Moody's / A di DBRS
Morningstar
6.610
Class B Asset Backed Fixed Rate and Additional Return
Notes
Junior Crediti clientela Small business,
SME e Corporate.
no rating 3.485
UBI SPV LEASE 2016 S.r.l.
di cui emissioni in Euro 2.436
Class A Senior Leasing A2 Moody's / A di DBRS
Morningstar
1.435
Class B Junior Leasing no rating 1.001
TOTALE 41.687

Nel corso dell'esercizio 2021 è stata estinta l'operazione di autocartolarizzazione Apulia Finance 4 S.r.l.

ALTRE INFORMAZIONI SUI RISCHI FINANZIARI

ESPOSIZIONE AL RISCHIO SOVRANO PER PAESE DI RESIDENZA DELLA CONTROPARTE

Nella tabella che segue è riportato, sulla base di dati gestionali, il valore delle principali esposizioni del Gruppo Intesa Sanpaolo al rischio di credito sovrano.

IMPIEGHI
TITOLI DI DEBITO
GRUPPO BANCARIO
IMPRESE DI
TOTALE
ASSICURAZIONE
Attività
Attività
Attività
finanziarie
finanziarie
finanziarie
valutate al
valutate al fair value
valutate al fair value
costo
con impatto sulla
con impatto a conto
ammortizzato
redditività
economico
complessiva
Paesi UE
22.493
35.693
-1.454
68.852
125.584
10.967
Austria
-
71
-96
241
216
-
Belgio
758
2.747
224
503
4.232
-
Bulgaria
-
-
-2
67
65
-
Croazia
147
751
151
230
1.279
1.247
Cipro
-
-
-
99
99
-
Repubblica Ceca
-
-
-
-
-
-
Danimarca
-
-
-
-
-
-
Estonia
-
-
-
-
-
-
Finlandia
-
-
-38
30
-8
-
Francia
2.365
3.985
-761
3.327
8.916
27
Germania
510
395
-496
1.624
2.033
-
Grecia
-
-
47
6
53
-
Ungheria
199
770
34
56
1.059
113
Irlanda
137
364
10
96
607
-
Italia
14.279
16.141
460
57.447
88.327
9.099
Lettonia
-
-
3
21
24
27
Lituania
-
-
-
-
-
-
Lussemburgo
-
134
59
-
193
-
Malta
-
-
-
-
-
-
Paesi Bassi
52
120
50
327
549
-
Polonia
52
69
-
26
147
-
Portogallo
83
310
-127
620
886
-
Romania
66
369
22
435
892
5
Slovacchia
-
895
-
-
895
169
Slovenia
1
193
-23
42
213
225
Spagna
3.844
8.360
-971
3.655
14.888
55
Svezia
-
19
-
-
19
-
Paesi non UE
Albania
181
400
-
53
634
1
Egitto
-
1.839
1
127
1.967
391
Giappone
-
3.004
-
-
3.004
-
Russia
-
50
-
21
71
-
Serbia
7
730
10
107
854
70
Regno Unito
-
192
1
66
259
-
U.S.A.
1.358
4.841
95
7
6.301
-
(milioni di euro)
Dati gestionali

Come evidenziato nella tabella, a fine 2021 l'esposizione in titoli verso lo Stato italiano ammonta a circa 88 miliardi (90 miliardi a fine 2020), a cui si aggiungono circa 9 miliardi rappresentati da impieghi (10 miliardi a fine 2020).

INFORMATIVA SUI PRODOTTI STRUTTURATI DI CREDITO

L'esposizione al rischio in prodotti strutturati di credito si attesta al 31 dicembre 2021 a 3.621 milioni, con un incremento netto di 892 milioni rispetto allo stock di 2.729 milioni del 31 dicembre 2020. L'esposizione include investimenti in ABS (Asset Backed Securities) per 2.000 milioni, in CLO (Collateralized Loan Obligations) per 1.545 milioni ed in maniera residuale in CDO (Collateralized Debt Obligations) per 76 milioni, che si confermano quale operatività marginale anche nel 2021

(milioni di euro)
Categorie contabili 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni
Collateralized
Loan
Obligations
Asset
Backed
Securities
Collateralized
Debt
Obligations
Totale assolute %
Attività finanziarie detenute per la negoziazione 408 641 - 1.049 849 200 23,6
Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al
fair value
- 3 - 3 4 -1 -25,0
Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
768 933 - 1.701 1.119 582 52,0
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 369 423 76 868 757 111 14,7
Totale 1.545 2.000 76 3.621 2.729 892 32,7

La presente informativa include quali prodotti strutturati di credito, titoli di debito detenuti dal Gruppo il cui tranching all'emissione presenti diversi gradi di subordinazione e che non siano stati emessi nell'ambito di operazioni originate da entità del Gruppo Intesa Sanpaolo e da Public Entity, oltre che di operazioni con cui il Gruppo finanzia la propria clientela corporate e financial institution (operatività posta in essere dal Gruppo per il tramite della controllata Duomo Funding Plc).

La strategia dell'operatività in prodotti strutturati di credito denota la prevalenza di investimenti, aventi l'obiettivo di sfruttare le opportunità di mercato, rispetto alle dismissioni del portafoglio intervenute nel periodo.

L'esposizione in ABS e CLO valutati al fair value passa da 1.972 milioni di dicembre 2020 a 2.753 milioni di dicembre 2021, con un incremento netto di 781 milioni da ascrivere prevalentemente all'operatività su posizioni della Divisione IMI Corporate & Investment Banking, a valere sul portafoglio delle attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva ed in misura minore sul portafoglio delle attività detenute per la negoziazione.

L'esposizione in titoli di debito classificati tra le attività valutate al costo ammortizzato di 868 milioni a dicembre 2021, si confronta con una esposizione di 757 milioni a dicembre 2020 per un incremento di 111 milioni.

Da un punto di vista economico, il risultato complessivo al 31 dicembre 2021 è di +10 milioni, in netto miglioramento rispetto ai -5 milioni registrati nell'anno 2020.

Il risultato sulle attività di negoziazione, voce 80 del conto economico, ammonta a +9 milioni ed è afferente alle esposizioni in ABS e CLO, riferibile ad effetti valutativi per +4 milioni e ad utili da realizzo pari a +5 milioni. La migliore performance mette in evidenzia il recupero del comparto nell'esercizio 2021 rispetto all'esercizio 2020, il cui risultato era stato di -6 milioni, determinato sostanzialmente da impatti valutativi.

Il risultato delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value di +1 milione, si confronta con un risultato di -1 milione al 31 dicembre 2020.

Le esposizioni in titoli di debito classificati tra le attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, registrano nell'anno 2021 una variazione positiva di fair value per +3 milioni a riserva di patrimonio netto (da riserva di -4 milioni di dicembre 2020 a -1 milione di dicembre 2021); nulli invece gli impatti da cessioni sul portafoglio al 31 dicembre 2021, che erano stati pari a +4 milioni al 31 dicembre 2020.

Sui titoli di debito classificati tra le attività valutate al costo ammortizzato, al 31 dicembre 2021 il risultato è complessivamente nullo (-1 milione su esposizioni ABS e +1 milione su esposizioni CDO), e si confronta con -2 milioni al 31 dicembre 2020, sostanzialmente riferibili a componenti valutative.

Risultati di conto economico 31.12.2021 (milioni di euro)
Variazioni
per categoria contabile Collateralized
Loan
Obligations
Asset
Backed
Securities
Collateralized
Debt
Obligations
Totale 31.12.2020 assolute %
Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
2 7 - 9 -6 15
Attività finanziarie obbligatoriamente valutate
al fair value
- 1 - 1 -1 2
Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
- - - - 4 -4
Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
- -1 1 - -2 -2
Totale 2 7 1 10 -5 15

INFORMATIVA SULLE LEVERAGED TRANSACTIONS

La BCE ha pubblicato, nel 2017, specifiche Linee Guida sulle Leveraged Transactions ("Guidance on Leveraged Transactions"), che si applicano a tutti gli enti significativi sottoposti alla vigilanza diretta della BCE stessa. Obiettivo dichiarato della regolamentazione è il rafforzamento dei presidi aziendali sulle operazioni qualificate "a leva", in presenza di un loro incremento a livello globale e in un contesto di mercato fortemente competitivo, caratterizzato da un periodo prolungato di tassi bassi e dalla conseguente ricerca di rendimenti.

Il perimetro oggetto delle Linee Guida della BCE include, oltre alle esposizioni nei confronti di soggetti la cui maggioranza del capitale è detenuta da uno o più sponsor finanziari, anche le esposizioni nelle quali il livello di leva finanziaria del prenditore misurato come rapporto tra Indebitamento finanziario complessivo e MOL, risulti superiore a 4. Sono peraltro esplicitamente escluse dal perimetro delle Leveraged Transactions le controparti con rating in area Investment Grade, persone fisiche, istituti di credito, istituti finanziari e società del settore finanziario in genere, enti pubblici, enti "no profit", nonché le controparti con affidamenti al di sotto di una certa soglia di materialità (5 milioni di euro), le controparti SME Retail e quelle SME Corporate (quest'ultime se non possedute da sponsor finanziario). Sono inoltre escluse le operazioni di specialised lending (project finance, real estate e object financing) e alcune altre tipologie di affidamenti, quali le operazioni di trade finance.

Al 31 dicembre 2021 per il Gruppo Intesa Sanpaolo le operazioni che rispondono alla definizione di "Leveraged Transactions" delle Linee Guida BCE, ammontano a circa 35,3 miliardi, riferiti a 2.332 linee di credito.

Si segnala che, coerentemente con quanto richiesto dalle Linee Guida BCE, nell'ambito del Credit Risk Appetite è stato sottoposto all'approvazione del Consiglio di Amministrazione uno specifico limite per lo stock in essere di Leveraged Transactions e dei limiti sui flussi di nuove operazioni, in linea con l'appetito per il rischio della Banca su questa tipologia di operatività.

INFORMATIVA SUGLI INVESTIMENTI IN HEDGE FUND

La consistenza del portafoglio hedge fund di Capogruppo al 31 dicembre 2021 risulta pari a 27 milioni per il trading book e 200 milioni per il banking book, a fronte rispettivamente di 39 milioni e di 277 milioni al 31 dicembre 2020.

Gli investimenti nel portafoglio di banking book sono contabilizzati nella categoria delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value e riguardano fondi che adottano strategie di investimento a medio/lungo termine e tempi di riscatto superiori a quelli previsti per i fondi UCITS (Undertakings for Collective Investment in Transferable Securities).

Nel corso dell'anno 2021 si è registrato un decremento degli stock di 89 milioni rispetto al 31 dicembre 2020, afferente per 77 milioni al portafoglio di banking book, prevalentemente da dismissioni intervenute nel periodo e per 12 milioni al comparto trading.

Quanto agli effetti economici, al 31 dicembre 2021 si registra un risultato complessivamente positivo per +14 milioni (-3 milioni al 31 dicembre 2020) riferibile alla valutazione dei fondi in portafoglio per +9 milioni ed alle cessioni intervenute nell'anno per +5 milioni. Nel particolare, il risultato netto delle attività di negoziazione, voce 80 del conto economico (portafoglio di trading book), al 31 dicembre 2021 è negativo per -7 milioni e si riferisce a perdite da valutazione oltre che a confrontarsi con il risultato al 31 dicembre 2020 di -21 milioni, imputabile principalmente alle cessioni intervenute nel periodo.

Mentre il risultato netto delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, voce 110 di conto economico (portafoglio di banking book) al 31 dicembre 2021, è positivo per +21 milioni ed è ascrivibile ad utili netti da valutazione per +16 milioni e ad utili netti dalle cessioni intervenute nel periodo per +5 milioni. Al 31 dicembre 2020 il risultato si era attestato a +18 milioni, interamente riferibile alle valutazioni di periodo.

Nel gruppo Intesa Sanpaolo, si rileva che Eurizon Capital SGR registra al 31 dicembre 2021 hedge fund per 53 milioni (con impatto a conto economico nel 2021 di +2 milioni). Questi ultimi sono detenuti in portafoglio secondo una logica di seeding, che prevede la costituzione di un portafoglio di servizio composto da quote di fondi comuni di investimento per i quali è stata avviata la commercializzazione, a sostegno dei fondi stessi.

INFORMATIVA CIRCA L'OPERATIVITA' IN DERIVATI DI NEGOZIAZIONE STIPULATI CON LA CLIENTELA

Considerando i soli rapporti con clientela, alla data del 31 dicembre 2021, il Gruppo Intesa Sanpaolo presentava, in relazione all'operatività di intermediazione in derivati con le controparti clientela retail, imprese non finanziarie ed enti ed amministrazioni pubbliche (escluse quindi, oltre alle istituzioni creditizie, anche le imprese finanziarie e quelle assicurative) un fair value positivo, al lordo degli accordi di netting, pari a 6.917 milioni (8.934 milioni al 31 dicembre 2020). Il valore nozionale di tali derivati era pari a 64.254 milioni (75.296 milioni al 31 dicembre 2020).

In particolare, il nozionale dei contratti plain vanilla risultava pari a 59.649 milioni (69.636 milioni al 31 dicembre 2020), mentre gli strutturati erano pari a 4.605 milioni (5.660 milioni al 31 dicembre 2020).

Si segnala che il fair value positivo dei contratti in essere con i 10 clienti più esposti era di 4.416 milioni (5.802 milioni al 31 dicembre 2020).

Per contro, il fair value negativo riferito al totale dei contratti in essere, determinato con gli stessi criteri, per le medesime tipologie di contratti, nei confronti delle stesse controparti, risultava - sempre alla data del 31 dicembre 2021 - pari a 2.192 milioni (1.460 milioni al 31 dicembre 2020). Il valore nozionale di tali derivati era pari a 34.378 milioni, (19.222 milioni al 31 dicembre 2020).

In particolare, il nozionale dei contratti plain vanilla risultava pari a 31.493 milioni (17.809 milioni al 31 dicembre 2020), mentre quello degli strutturati era pari a 2.885 milioni (1.413 milioni al 31 dicembre 2020).

Il fair value degli strumenti finanziari derivati stipulati con la clientela è stato determinato tenendo conto, come per tutti gli altri derivati OTC, della qualità creditizia delle singole controparti (cosiddetto bilateral Credit Value Adjustment). Sui contratti in rimanenza al 31 dicembre 2021, ciò ha comportato la rilevazione a conto economico, nell'ambito del "Risultato netto dell'attività di negoziazione", di un impatto positivo di 97 milioni.

Per quanto concerne le metodologie utilizzate nella determinazione del fair value degli strumenti finanziari, si rinvia ai paragrafi specificatamente dedicati a tale argomento nell'ambito delle Note illustrative delle politiche contabili.

Si precisa che sono stati considerati "strutturati" i contratti costituiti dalla combinazione di più strumenti derivati elementari e che i valori sopra riportati non includono i fair value dei derivati embedded in obbligazioni strutturate emesse nonché le relative coperture poste in essere dal gruppo.

1.5. RISCHI OPERATIVI

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo

Il rischio operativo è definito come il rischio di subire perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni78 .

Il Gruppo Intesa Sanpaolo adotta una strategia di assunzione e gestione dei rischi operativi orientata a criteri di prudente gestione e finalizzata a garantire solidità e continuità aziendale nel lungo periodo. Inoltre, il Gruppo pone particolare attenzione al conseguimento di un equilibrio ottimale tra obiettivi di crescita e di redditività e rischi conseguenti.

In coerenza con tali finalità, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha da tempo definito un framework per la gestione dei rischi operativi, stabilendo normativa e processi organizzativi per la misurazione, la gestione e il controllo degli stessi.

Ai fini di Vigilanza, il Gruppo adotta, per la determinazione del requisito patrimoniale, il Metodo Avanzato (AMA) in partial use con i metodi standardizzato (TSA) e base (BIA). Si evidenzia che, a far data dal 30 giugno 2021, il Gruppo è stato autorizzato ad estendere il proprio modello avanzato ad alcuni perimetri appartenenti all'ex Gruppo UBI ed in particolare a: ex UBI Banca (fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo S.p.A. in data 12 aprile 2021), inclusi i perimetri rivenienti da ex Banca Marche, ex Banca Etruria ed ex CariChieti, UBI Sistemi e Servizi (fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo S.p.A. in data 12 luglio 2021) e IWBank Private Investments. Inoltre, a far data dal 31 dicembre 2021 è stata autorizzata l'estensione del modello avanzato a UBI Factor (fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo S.p.A. in data 25 ottobre 2021), a Pramerica SGR e a Pramerica Management Company (incorporate rispettivamente in Eurizon Capital SGR S.p.A. e in Eurizon Capital S.A. dal 1° luglio 2021). Il perimetro attuale relativo al Metodo Avanzato è pertanto costituito da Intesa Sanpaolo e dalle principali banche e società delle Divisioni Private Banking e Asset Management, da VUB Bank e PBZ Banka.

Modello di Governo

Un framework di gestione dei rischi operativi efficace ed efficiente presuppone che lo stesso sia strettamente integrato nei processi decisionali e nella gestione dell'operatività aziendale. Per tale ragione, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha scelto di coinvolgere con responsabilità diretta nel processo di gestione dei rischi operativi (c.d. Operational Risk Management) le Unità Organizzative (business unit, strutture centrali/di supporto) della Capogruppo, delle Banche e delle Società del Gruppo. Il modello di governo del rischio operativo è sviluppato in ottica di:

  • − ottimizzazione e valorizzazione dei presidi organizzativi, delle interrelazioni e dei flussi informativi intercorrenti fra le Unità Organizzative esistenti e integrazione dell'approccio di gestione del rischio operativo con gli altri modelli aziendali sviluppati a fronte di specifici rischi (es. Continuità Operativa, Sicurezza Informatica, ecc.);
  • − trasparenza e diffusione dei modelli, delle metodologie e dei criteri di analisi, valutazione e misurazione utilizzati, al fine di facilitare il processo di diffusione culturale e la comprensione delle logiche sottostanti le scelte adottate.

78 Per la componente di perdite economiche, nel rischio operativo sono compresi anche i rischi: legale, di condotta, di non conformità, di financial crime, IT e cyber, di sicurezza fisica, di continuità operativa, di informativa finanziaria, terze parti e di modello. Sono esclusi rischi strategici e di reputazione.

Rischio ICT

Il Gruppo Intesa Sanpaolo considera il sistema informativo uno strumento di primaria importanza per il conseguimento dei propri obiettivi strategici, di business e di responsabilità sociale, anche in considerazione della criticità dei processi aziendali che da esso dipendono. Conseguentemente si impegna a creare un ambiente resiliente e ad investire in attività e infrastrutture volte a minimizzare l'impatto potenziale di eventi ICT e a proteggere il proprio business, la propria immagine, i propri clienti e i propri dipendenti.

Il Gruppo si è dotato, quindi, di un sistema di principi e regole finalizzati a identificare e misurare il rischio ICT a cui sono esposti gli asset aziendali, valutare i presidi esistenti e individuare le adeguate modalità di trattamento di tali rischi, coerente con il processo di gestione dei rischi operativi.

In linea con il quadro metodologico definito per il governo dei rischi operativi, il modello di governo del rischio ICT è sviluppato in ottica di integrazione e coordinamento delle competenze specifiche delle strutture coinvolte.

Per Rischio ICT (Information and Communication Technology) si intende il rischio di incorrere in perdite economiche, di reputazione e di quote di mercato, in relazione all'utilizzo di tecnologia dell'informazione e della comunicazione. Nella rappresentazione integrata dei rischi aziendali a fini prudenziali tale tipologia di rischio è considerata, secondo gli specifici aspetti, tra i rischi operativi, reputazionali e strategici.

Il rischio ICT comprende:

  • − il rischio cyber (ivi compreso il rischio di sicurezza informatica): il rischio di incorrere in perdite economiche, di reputazione e di quote di mercato dovuto a:
    • o qualunque accesso o tentativo di accesso non autorizzato al sistema informativo del Gruppo o ai dati e alle informazioni digitali ivi contenuti;
    • o qualunque evento (doloso o involontario) favorito o causato dall'uso della tecnologia o ad essa connesso che ha o potrebbe avere un impatto negativo sull'integrità, la disponibilità, la riservatezza e/o l'autenticità dei dati e delle informazioni aziendali, ovvero sulla continuità dei processi aziendali;
    • o uso e/o diffusione impropri di dati e informazioni digitali, anche non direttamente prodotti e gestiti dal Gruppo ISP;
  • − il rischio IT o tecnologico: il rischio di incorrere in perdite economiche, di reputazione e di quote di mercato in relazione all'utilizzo del sistema informativo aziendale e connesso a malfunzionamento di hardware, software e reti.

Processo di Gestione dei Rischi Operativi di Gruppo

Il processo di gestione dei rischi operativi del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola nelle seguenti fasi:

Identificazione

La fase di identificazione comprende le attività di raccolta e classificazione delle informazioni quali-quantitative che consentono di individuare e descrivere le potenziali aree di rischio operativo del Gruppo. In particolare, prevede:

  • la raccolta e l'aggiornamento dei dati sugli eventi operativi (Loss Data Collection), decentrata sulle Unità Organizzative;
  • l'individuazione dei processi aziendali e delle componenti del sistema informativo a maggior rischio potenziale;
  • la determinazione della applicabilità e della rilevanza dei fattori di rischio operativo definiti;
  • l'identificazione dei progetti che implicheranno modifiche rilevanti al sistema informativo o modifiche a componenti rilevanti del sistema informativo;
  • l'individuazione degli scenari di rischio rilevanti, anche in funzione del contesto esterno (es. dati esterni di perdita, evoluzione regolamentare, trend emergenti, strategic e threat intelligence);
  • l'individuazione e l'analisi di criticità che interessano le aree di operatività del Gruppo.

Misurazione e valutazione

La fase di misurazione e valutazione comprende le attività di determinazione quali-quantitativa dell'esposizione ai rischi operativi del Gruppo.

Essa prevede:

  • lo svolgimento almeno annuale del processo di auto-valutazione dell'esposizione al rischio operativo e ICT (Autodiagnosi);
  • l'esecuzione di analisi preventive dei rischi operativi e ICT derivanti da accordi con terze parti (es. esternalizzazione di attività), operazioni di business o iniziative progettuali, introduzione o revisione di nuovi prodotti e servizi, avvio di nuove attività e ingresso in nuovi mercati;
  • la definizione della rilevanza delle criticità individuate;
  • la trasformazione delle valutazioni raccolte (es. dati interni ed esterni di perdita operativa, livelli di presidio dei fattori di rischio, probabilità e impatto in caso di realizzazione degli scenari di rischio) in misure sintetiche di rischio;
  • la determinazione del capitale economico e regolamentare mediante il modello interno e i metodi semplificati definiti dalla normativa vigente.

Monitoraggio e controllo

La fase di monitoraggio ha l'obiettivo di analizzare e controllare nel continuo l'evoluzione dell'esposizione ai rischi operativi, basandosi sull'organizzazione strutturata dei risultati ottenuti dalle attività di identificazione e di valutazione e misurazione e sull'osservazione di indicatori che rappresentino una buona proxy dell'esposizione ai rischi operativi (es. limiti, early warning e indicatori definiti in ambito RAF).

Mitigazione

La fase di mitigazione comprende le attività finalizzate al contenimento dell'esposizione ai rischi operativi, definite sulla base di quanto emerso in sede di identificazione, misurazione, valutazione e monitoraggio. Essa prevede:

  • − l'individuazione, definizione e attuazione delle azioni correttive (c.d. azioni di mitigazione) necessarie a colmare le carenze di presidio rilevate o a ricondurre la rilevanza delle criticità individuate entro la tolleranza definita;
  • − la promozione di iniziative finalizzate alla diffusione della cultura del rischio operativo all'interno del Gruppo;
  • − la definizione delle strategie di trasferimento dei rischi operativi, in termini di ottimizzazione delle coperture assicurative e delle altre eventuali forme di trasferimento del rischio tempo per tempo adottate dal Gruppo.

A tale riguardo, oltre ad usufruire di un programma assicurativo tradizionale (a tutela da illeciti come l'infedeltà dei dipendenti, furto e danneggiamenti, trasporto valori, frode informatica, falsificazione, cyber, incendio e terremoto nonché da responsabilità civile verso terzi), il Gruppo ha stipulato, nel rispetto dei requisiti stabiliti dalla normativa e per fruire dei benefici patrimoniali dalla stessa previsti, una polizza assicurativa denominata Operational Risk Insurance Programme che offre una copertura ad hoc, elevando sensibilmente i massimali coperti, con trasferimento al mercato assicurativo del rischio derivante da perdite operative rilevanti.

Inoltre, per quanto riguarda i rischi legati a immobili e infrastrutture e al fine di contenere gli impatti di fenomeni quali eventi ambientali catastrofici, situazioni di crisi internazionali, manifestazioni di protesta sociale, il Gruppo può attivare le proprie soluzioni di continuità operativa.

Comunicazione

La fase di comunicazione comprende la predisposizione di idonei flussi informativi connessi alla gestione dei rischi operativi, volti a fornire informazioni utili, ad esempio, per:

  • − l'analisi e la comprensione delle eventuali dinamiche sottostanti l'evoluzione del livello di esposizione ai rischi operativi;
  • − l'analisi e la comprensione delle principali criticità rilevate;
  • − la definizione delle azioni di mitigazione e delle priorità di intervento.

Autodiagnosi

L'autodiagnosi è il processo annuale attraverso il quale le Unità Organizzative identificano il proprio livello di esposizione al rischio operativo e ICT. Essa comprende l'Operational Risk Assessment e l'ICT Risk Assessment, a loro volta costituiti da:

  • Valutazione del Contesto Operativo (VCO): attività tramite la quale vengono identificati i Fattori di Rischio rilevanti e viene valutato il relativo livello di presidio79 .
  • Analisi di Scenario (AS): metodologia di analisi prospettica che trova declinazione in un processo sistematico, tipicamente ripetuto a cadenza predefinita ma che può essere condotto anche ad hoc, e che consiste nell'ipotizzare il verificarsi di situazioni particolari (o scenari) e nel prevederne le conseguenze. Una volta identificati e opportunamente caratterizzati, gli scenari debbono essere valutati: bisogna cioè determinare probabilità di accadimento (frequenza) e impatto potenziale (impatto medio e caso peggiore), in caso di accadimento, della situazione descritta dallo scenario medesimo.

Modello interno per la misurazione del rischio operativo

Il modello interno di calcolo dell'assorbimento patrimoniale del Gruppo Intesa Sanpaolo è concepito in modo da combinare tutte le principali fonti informative sia di tipo quantitativo (perdite operative: eventi interni ed esterni, stime derivanti dall'Analisi di Scenario) che qualitativo (Valutazione del Contesto Operativo).

Il capitale a rischio è quindi individuato come la misura minima, a livello di Gruppo, necessaria per fronteggiare la massima perdita potenziale; è stimato utilizzando un modello di Loss Distribution Approach (modello statistico di derivazione attuariale

79 La valutazione di applicabilità e rilevanza dei Fattori di Rischio viene effettuata, per quanto concerne il rischio ICT da parte delle funzioni tecniche, delle funzioni di cybersecurity e delle funzioni di continuità operativa, per quanto concerne il rischio operativo dalle funzioni di Operational Risk Management Decentrato.

per il calcolo del Value at Risk delle perdite operative), applicato sia ai dati storici sia ai risultati dell'analisi di scenario su un orizzonte temporale di un anno, con un intervallo di confidenza del 99,90%. La metodologia prevede inoltre l'applicazione di un fattore di correzione, derivante dalle analisi qualitative sulla rischiosità del contesto operativo (VCO), per tenere conto dell'efficacia dei controlli interni nelle varie Unità Organizzative.

La componente di mitigazione assicurativa del modello interno è stata autorizzata da Banca d'Italia nel mese di giugno 2013 e ha esplicato i suoi benefici gestionali e sul requisito patrimoniale con pari decorrenza.

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Nel corso del 2021, come dettagliato nello specifico paragrafo "Gli impatti della pandemia sull'operatività, sulle attività di business e sul profilo di rischio" della Relazione sull'andamento della gestione, sono state portate avanti tutte le iniziative adottate sin dall'inizio dell'emergenza, volte a garantire la continuità dell'operatività aziendale e la salvaguardia della salute di clienti, dipendenti e fornitori. Le misure e le regole aziendali sono state costantemente rivalutate e aggiornate in base all'evoluzione della situazione sanitaria e alle prescrizioni normative; in tale contesto il modello di prevenzione del rischio di contagio adottato da Intesa Sanpaolo è stato recentemente valutato da una agenzia indipendente (DNV-GL) che ha certificato la piena maturità del modello.

Dal punto di vista dei rischi operativi, l'accelerazione del processo di digital transformation, l'arricchimento dei servizi offerti tramite Internet e Mobile Banking, l'incremento delle soluzioni di remote banking attivate e il maggior ricorso allo smart working hanno comportato una maggiore complessità dei presidi di sicurezza (es. potenziamento delle infrastrutture di sicurezza per l'accesso alla rete aziendale, sistemi di monitoraggio delle transazioni, misure di protezione dei dati) e di conseguenza un maggior ricorso a partnership e/o accordi di outsourcing con terze parti.

Tale trasformazione ha di fatto modificato la morfologia di alcuni dei rischi tradizionali, in particolare i rischi operativi (ivi inclusi il rischio IT, cyber e terze parti), è stato pertanto necessario adeguare gli attuali framework di gestione dei rischi all'evoluzione del contesto operativo in modo da ottimizzare il profilo di Digital Operational Resilience del Gruppo.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Per la determinazione del requisito patrimoniale, il Gruppo adotta una combinazione dei Metodi (AMA, TSA e BIA) previsti dalla normativa.

L'assorbimento patrimoniale così ottenuto è di 2.024 milioni al 31 dicembre 2021, in diminuzione rispetto ai 2.205 milioni del 31 dicembre 2020. La riduzione del requisito è principalmente dovuta all'estensione della metodologia avanzata AMA ad alcuni perimetri appartenenti all'ex Gruppo UBI e alla flessione nelle stime derivanti dall'Analisi di Scenario soprattutto per ciò che concerne le frodi interne ed esterne.

Di seguito si illustra la ripartizione del requisito patrimoniale relativo al Metodo Avanzato ripartito per tipologia di evento operativo.

Ripartizione del Requisito Patrimoniale (Metodo Avanzato – AMA) per tipologia di evento operativo

Con riferimento alle fonti di manifestazione del rischio operativo, viene di seguito fornita una rappresentazione grafica relativa all'impatto delle perdite contabilizzate nel corso dell'esercizio in base alla tipologia di evento.

Nel corso del 2021 la tipologia di evento più significativa è stata Clienti, Prodotti e Prassi Operative che include le perdite connesse a inadempienze relative a obblighi professionali verso clienti, fornitori o outsourcer e a prestazioni di servizi e fornitura di prodotti alla clientela eseguite in modo improprio o negligente.

Ripartizione delle perdite operative contabilizzate nel 2021, suddivise per tipologia di evento

RISCHI LEGALI

Al 31 dicembre 2021 risultavano pendenti a livello di Gruppo – con esclusione di Risanamento S.p.A. non soggetta a direzione e coordinamento da parte di Intesa Sanpaolo – circa 43.900 vertenze, diverse da quelle di tipo fiscale, con un petitum80 complessivo di circa 3.700 milioni. Tale importo comprende l'insieme delle vertenze in essere per le quali il rischio di esborso di risorse economiche derivante dalla potenziale soccombenza è stato valutato possibile o probabile e, quindi, non include le vertenze per le quali il rischio è stato valutato remoto.

I rischi connessi alle suddette vertenze sono stati oggetto di specifica ed attenta analisi da parte della Capogruppo e delle società del Gruppo. In presenza di vertenze per le quali si stima sussista una probabilità di esborso superiore al 50% e qualora sia possibile effettuare una stima attendibile del relativo ammontare (c.d. vertenze con rischio probabile), si è provveduto a disporre specifici e congrui accantonamenti al Fondo per Rischi e Oneri. Ferma restando l'alea di incertezza che caratterizza ogni contenzioso, la stima delle obbligazioni che potrebbero emergere dalle controversie – e pertanto l'entità degli accantonamenti eventualmente costituiti – deriva dalle valutazioni previsionali circa l'esito del giudizio. Tali valutazioni previsionali vengono in ogni caso effettuate sulla base di tutte le informazioni disponibili al momento della stima.

Le vertenze con rischio probabile sono circa 33.600 con un petitum di 2.052 milioni e accantonamenti per 830 milioni. La componente riferita alla Capogruppo Intesa Sanpaolo risulta pari a circa 6.000 controversie con un petitum di 1.586 milioni e accantonamenti per 617 milioni. Rispetto ai valori dello scorso anno si evidenzia una diminuzione del numero e del petitum. Tale diminuzione ha riguardato le controversie in materia di anatocismo, interessi ultra legali ed altre condizioni, le revocatorie fallimentari e le risarcitorie in ambito concorsuale e altre vertenze civili ed amministrative.

Le controversie riferite alle altre controllate italiane risultano circa 1.200 con un petitum di 313 milioni ed accantonamenti per 110 milioni mentre quelle riferite alle controllate estere sono circa 26.400 con un petitum di 153 milioni e accantonamenti per 103 milioni. Il contenzioso del perimetro estero include circa 23.100 controversie (di cui 14.800 circa sorte nel 2021) riferite alla controllata Banca Intesa Beograd in relazione a due filoni di contenzioso seriale. Per quanto numericamente significative, il valore medio delle richieste è assai contenuto; nel complesso il petitum risulta pari a poco più di 3 milioni. Per maggiori dettagli si rimanda allo specifico paragrafo.

L'articolazione per principali categorie delle vertenze con rischio probabile evidenzia la prevalenza di fattispecie correlate alla ordinaria attività bancaria e creditizia del Gruppo: le vertenze riguardanti contestazioni relative ai prodotti e servizi bancari e di investimento o su posizioni creditizie e revocatorie fallimentari rappresentano circa il 77% del petitum e il 77% degli accantonamenti. Le restanti vertenze sono rappresentate prevalentemente da altri procedimenti civili e amministrativi, da cause giuslavoristiche o procedimenti di tipo penale o connessi a irregolarità operative. La numerosità dei contenziosi in essere è fortemente impattata da alcune fattispecie di contenziosi "massivi" presenti all'estero con riferimento al contenzioso relativo a contestazioni su posizioni creditizie e a prestiti in valuta diversa da quella locale (25.700 posizioni con petitum di 17 milioni) ed in Italia con riferimento alle tematiche inerenti l'anatocismo e ai servizi di investimento (3.780 posizioni con un petitum di 834 milioni).

Nei paragrafi che seguono sono fornite sintetiche informazioni sulle vertenze considerate rilevanti - principalmente quelle con petitum superiore a 20 milioni e con rischio di esborso ritenuto 'probabile' o 'possibile' - nonché su casistiche considerate di rilievo.

Contenzioso in materia di anatocismo e altre condizioni di conto/affidamento, nonché in materia di usura

Nel 2021 le vertenze rientranti in questo filone di contenzioso, che rappresenta da anni una parte rilevante del contenzioso civile promosso nei confronti del sistema bancario italiano, hanno mostrato una riduzione sia nel numero assoluto che nel valore complessivo delle domande rispetto all'anno precedente. Nel complesso il numero delle vertenze inclusivo delle mediazioni, con rischio probabile è pari a circa 3.250. Il petitum risulta pari a 555 milioni con accantonamenti per 191 milioni. Come per le altre vertenze civili, la valutazione del rischio relativo a questo filone di contenzioso viene effettuata analiticamente tenendo conto, per ogni vertenza, delle domande avanzate, delle difese che sono state svolte, dell'andamento del giudizio e degli orientamenti della giurisprudenza.

Si ricorda poi che nel 2014 e nel 2016 l'art. 120 TUB, che regolamenta la capitalizzazione degli interessi nelle operazioni bancarie, è stato modificato stabilendo il divieto di anatocismo e delegando il CICR a regolare la materia. A febbraio 2017 l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato nei confronti di Intesa Sanpaolo un procedimento per presunte pratiche commerciali scorrette aventi ad oggetto, tra l'altro, le modalità con le quali era stata chiesta ai clienti l'autorizzazione all'addebito degli interessi sul conto prevista dalla nuova normativa introdotta nel 2016. A ottobre 2017 l'Autorità ha concluso il procedimento ritenendo che Intesa Sanpaolo avrebbe attuato una politica "aggressiva" finalizzata all'acquisizione dell'autorizzazione, sollecitando i clienti a concederla mediante vari mezzi comunicativi e senza metterli in condizioni di considerare le conseguenze di tale scelta in termini di conteggio di interessi sugli interessi debitori capitalizzati. Alla luce di ciò, l'Autorità ha stabilito una sanzione a carico di Intesa Sanpaolo di 2 milioni. Intesa Sanpaolo ha presentato ricorso dinanzi al T.A.R. del Lazio, ritenendo il provvedimento infondato; il procedimento è ancora in corso.

Contenzioso in materia di servizi di investimento

Anche in questo ambito le vertenze hanno mostrato un andamento in numero assoluto in leggera flessione rispetto all'anno precedente; il sottogruppo più significativo è quello delle vertenze in materia di derivati, che in numero e valore restano sostanzialmente stabili. Il numero complessivo delle vertenze con rischio probabile rientranti in questa tipologia di contenzioso risulta circa 530. Il petitum ammonta complessivamente a circa 279 milioni con accantonamenti per 165 milioni. Come per le altre vertenze civili, la valutazione del rischio relativa a questo filone di contenzioso viene effettuata analiticamente tenendo conto, per ogni vertenza, delle domande avanzate, delle difese che sono state svolte, dell'andamento del giudizio e degli orientamenti della giurisprudenza. Con riferimento al contenzioso proveniente da UBI Banca si rileva inoltre la presenza di circa 188 controversie per un petitum di 143 milioni relative a vertenze avviate dagli azionisti e obbligazionisti subordinati "azzerati" delle ex "Old Banks" Banca delle Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio e Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti, valutate con rischio possibile. Tali contenziosi sono assistiti dalle garanzie e obblighi di manleva assunti

80 I dati di petitum non comprendono le pretese di valore indeterminato, vale a dire quelle che all'instaurarsi della vertenza non contengono una specifica richiesta economica; il valore di queste vertenze viene determinato nel corso del procedimento allorché emergono gli elementi sufficienti per la valutazione.

dal Venditore (Fondo Nazionale di Risoluzione) a favore di UBI Banca e coprono, pertanto, anche le eventuali passività originate dalle attività svolte dalle Banche (c.d. "Old Banks") prima di essere sottoposte alla procedura di risoluzione, in relazione, tra l'altro, ai rischi di natura legale, o in genere connessi al contenzioso in essere o minacciato, ovvero alle violazioni di legge e alle eventuali passività potenziali.

Sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite n. 8770/2020 in materia di derivati stipulati da Enti locali

La Corte di Cassazione, con la sentenza a Sezioni Unite n. 8770/2020 del 12 maggio 2020, ha affermato la nullità di alcuni contratti derivati OTC (Interest Rate Swap con upfront) stipulati tra una banca italiana ed un Comune, stabilendo sostanzialmente che: 1) l'upfront rappresenta una forma di nuovo indebitamento con effetti pluriennali di spesa a carico dell'Ente e, pertanto, i contratti derivati che prevedano un upfront richiedono l'autorizzazione del Consiglio Comunale (non della Giunta Comunale), la cui mancanza causa l'invalidità dei derivati; 2) i contratti di swap costituiscono una "scommessa legale", consentita solo nella misura in cui questi contratti abbiano la forma di una "scommessa razionale", conclusa in termini tali da consentire a entrambe le parti di comprendere i rischi sottostanti il contratto, che deve quindi indicare il mark to market, i costi impliciti e gli scenari probabilistici.

La decisione, inoltre, pur essendo resa nei confronti di un Comune, contiene alcuni principi generali sulla causa e sull'oggetto degli swap. Al riguardo nel mese di luglio 2021, nell'ambito di un procedimento promosso da un privato nei confronti di Intesa Sanpaolo, la Corte di Cassazione, Prima Sezione, ha affermato che il MTM costituisce una componente essenziale dell'oggetto del contratto, dichiarando nullo il contratto IRS stipulato tra le parti in ragione della mancata esplicitazione della relativa formula di calcolo.

In tale contesto, al fine di valutare l'impatto della decisione sui contenziosi in essere anche alla luce dell'evoluzione giurisprudenziale, è stata fatta una specifica rivalutazione del rischio connesso ai giudizi relativi ai contratti in derivati stipulati con Enti territoriali, con società controllate di Enti e con soggetti privati e, laddove opportuno, sono stati disposti specifici accantonamenti.

In particolare, sono in corso contenziosi con 16 Enti territoriali, con rischio possibile o probabile, per pretese complessive pari a 112 milioni, e contenziosi con 8 Società controllate da Enti pubblici, con pretese complessive pari a 71 milioni.

I contenziosi con Privati, valutati con rischio possibile e probabile, sono circa 270 e di questi circa 70 posizioni hanno ad oggetto anche richieste di restituzione di somme su altri rapporti intrattenuti con la Banca. Al netto di tali ultime posizioni, il valore complessivo delle domande formulate nei giudizi aventi ad oggetto i soli derivati ammonta a circa 114 milioni. Di seguito, si fornisce una sintesi dei contenziosi più rilevanti:

  • − Comune di Venezia: il contenzioso ha ad oggetto un contratto regolato da ISDA stipulato nel 2007 con petitum di 71 milioni. Nel giudizio pendente dinanzi alla High Court of Justice di Londra è fissata l'udienza per la discussione del procedimento al 23 giugno 2022. Nel giudizio pendente dinanzi al Tribunale di Venezia, a seguito dell'ordinanza con la quale le SS. UU. della Cassazione hanno dichiarato la giurisdizione del giudice italiano, il Comune ha riassunto la causa. È in corso il deposito di memorie istruttorie ed è fissata udienza al 20 aprile 2022 per il prosieguo.
  • − Comune di Perugia: a fine 2020 il Comune di Perugia ha notificato una citazione in relazione a quattro contratti derivati stipulati nel 2006, chiedendo la restituzione delle somme versate, da quantificare in corso di causa. All'udienza del 4 novembre 2021, il giudice si è riservato di decidere sulle istanze istruttorie formulate dalle parti.
  • − Terni Reti Sud S.r.l.: il contenzioso ha ad oggetto un contratto derivato, stipulato ad agosto 2007 da ex Banca delle Marche81 con Terni Reti Sud S.r.l., con capitale sociale detenuto integralmente dal Comune di Terni. Controparte contesta la nullità del derivato per mancata comunicazione del MTM e degli scenari probabilistici e la violazione degli obblighi informativi, formulando una richiesta di 22 milioni. All'udienza del 5 ottobre 2021 il giudice ha rinviato per l'escussione dei testi al 22 febbraio 2022. In quest'ultima udienza, il giudice ha sentito i testi e si è riservato di decidere sull'ammissione della consulenza tecnica d'Ufficio.
  • − EUR S.p.A.: nel mese di maggio, è stato notificato un atto di citazione da parte della EUR S.p.A., partecipata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e da Roma Capitale. La società ha convenuto in giudizio, oltre ad Intesa Sanpaolo, anche altri intermediari per derivati regolati da ISDA stipulati in relazione ad un finanziamento concesso in pool da tali banche. Il Tribunale di Roma, a scioglimento della riserva assunta all'udienza del 22 novembre 2021, ha dichiarato la causa matura per la decisione, dando rilevanza all'eccezione sollevata dalle convenute di difetto di giurisdizione del Giudice italiano in favore di quello inglese. La causa è stata rinviata per la precisazione delle conclusioni all'udienza dell'8 novembre 2022. La quota di rischio in capo ad Intesa Sanpaolo è pari a 22 milioni.

Contenzioso relativo ai finanziamenti in CHF nei confronti della controllata croata Privredna Banka Zagreb Dd

Come già evidenziato nei precedenti bilanci, Privredna Banka Zagreb ("PBZ") ed altre sette banche croate si stanno difendendo nell'ambito di un'azione avviata da Potrošač – Croatian Union of the Consumer Protection Association – in relazione a finanziamenti denominati o indicizzati in franchi svizzeri erogati in passato. Secondo l'attrice le banche convenute avrebbero posto in essere condotte scorrette attraverso l'asserito utilizzo di previsioni illegittime in materia di tasso di interesse, che poteva essere modificato unilateralmente dalla banca e denominando in franchi svizzeri (o indicizzando a tale valuta) i finanziamenti erogati senza asseritamente informare adeguatamente i consumatori dei rischi prima della sottoscrizione dei relativi contratti di finanziamento. Nel settembre 2019 la Corte Suprema croata, nell'ambito dell'azione collettiva avviata da Potrošač, ha respinto l'impugnazione proposta dalle banche convenute avverso la decisione della High Commercial Court del 2018 ed ha confermato l'orientamento delle corti inferiori secondo cui le banche, inserendo nei contratti di finanziamento clausole relative alla denominazione nella valuta svizzera (o indicizzazione alla medesima) illegittime e nulle, avrebbero leso gli interessi collettivi e i diritti dei consumatori. La decisione della Corte Suprema è stata impugnata da PBZ davanti alla Corte Costituzionale, che all'inizio del 2021 ha respinto il ricorso. La controllata ha quindi presentato ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Sulla scorta della cennata azione per la tutela degli interessi collettivi dei consumatori, svariati clienti hanno avviato cause individuali nei confronti di PBZ, nonostante la maggior parte di essi avesse liberamente

81 Si ricorda che tali contenziosi sono assistiti dalle garanzie e obblighi di manleva assunti dal Venditore (Fondo Nazionale di Risoluzione) a favore di UBI Banca in relazione all'acquisizione delle Nuove Banche derivanti dalla risoluzione di Banca delle Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio e Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti e coprono, pertanto, anche le eventuali passività originate dalle attività svolte dalle Banche (c.d. "Old Banks") prima di essere sottoposte alla procedura di risoluzione, in relazione, tra l'altro, ai rischi di natura legale, o in genere connessi al contenzioso in essere o minacciato, ovvero alle violazioni di legge e alle eventuali passività potenziali.

accettato di convertire in euro i finanziamenti originariamente denominati in CHF (o indicizzati a tale valuta), con effetto retroattivo, in coerenza con l'Act on the Amendments to the Consumer Credit Act (Croatian Official Gazette 102/2015 "Legge di Conversione"). Nel marzo 2020 la Corte Suprema croata, nell'ambito di un procedimento denominato "model case" (un procedimento della Corte Suprema con effetti vincolanti per gli organi giurisdizionali di rango inferiore, avente l'obiettivo di uniformare l'indirizzo giurisprudenziale), ha stabilito che gli accordi di conversione conclusi tra le banche ed i consumatori finanziati, sulla base della Legge di Conversione croata del 2015, producono effetti giuridici e sono validi anche nel caso in cui le clausole dei contratti di finanziamento relative alla valuta svizzera o al tasso di interesse variabile fossero nulle.

Tale decisione è favorevole per l'evoluzione del contenzioso relativo a finanziamenti in franchi svizzeri (o indicizzati a tale valuta) convertiti in base alla Legge di Conversione, in relazione al quale avrà rilevanza anche l'esito di una richiesta di pronuncia pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE circa la coerenza di taluni aspetti della Legge di Conversione con la Direttiva concernente le clausole abusive nei contratti con i consumatori, formulata nell'ambito di un procedimento che coinvolge altro intermediario.

Il numero delle nuove cause individuali avviate contro PBZ nel 2021 è risultato inferiore rispetto al dato relativo al 2020; alla fine del 2021 le cause pendenti erano alcune migliaia. Non si può escludere che in futuro possano essere avviate ulteriori cause nei confronti di PBZ in relazione a questo tipo di finanziamenti. Sulla base delle informazioni disponibili, gli accantonamenti appostati alla fine del 2021 appaiono ragionevolmente adeguati a fronteggiare i rischi connessi alle cause avviate nei confronti della controllata. La materia è seguita con attenzione al fine di adottare le opportune iniziative del caso, ove necessario, in coerenza con gli eventuali sviluppi della medesima.

Contenzioso nei confronti della controllata estera Banca Intesa Beograd (Serbia)

Si segnalano i seguenti filoni di contenzioso seriale che hanno investito l'intero sistema bancario serbo.

1) Processing fees

Contenzioso giudiziale riguardante le spese di istruttoria ("processing fees") applicate dalle banche al momento dell'erogazione di finanziamenti. I ricorrenti, persone fisiche e giuridiche, chiedono la restituzione di tali oneri ritenendoli non dovuti. Le prime contestazioni sono sorte nel 2017, hanno registrato un significativo incremento di cause negli anni successivi, seppure per importi mediamente modesti. Infatti, al 31 dicembre 2021 Banca Intesa Beograd risultava convenuta in circa 25.000 cause (di cui 19.000 sorte nel corso del 2021), mentre le relative somme complessivamente richieste in restituzione alla Banca ammontavano a circa 2 milioni. La maggior parte dei Tribunali ha accolto le richieste della clientela sulla base di un'interpretazione della normativa avversata dalle banche. Nel settembre 2021 la Corte Suprema serba ha riconosciuto la legittimità di costi e commissioni applicati ai finanziamenti al momento della loro erogazione, purché indicati nell'offerta contrattuale. Tale pronuncia è favorevole per l'evoluzione del contenzioso in materia; le corti di merito dovrebbero progressivamente adeguarsi a quanto statuito dalla Corte Suprema. Nell'ultimo trimestre dell'anno si sono registrate una riduzione del flusso di nuove cause e la rinuncia (da parte della clientela) ad alcune di quelle già pendenti. 2) NKOSK

Contenzioso giudiziale relativo a finanziamenti immobiliari assicurati attraverso la National Housing Loan Insurance Corporation (NKOSK), il cui premio è posto a carico dei finanziati. Questi ultimi ritengono che essendo la banca a beneficiare dell'assicurazione, il relativo premio dovrebbe rimanere a carico della medesima. Al 31 dicembre 2021 Banca Intesa Beograd risultava convenuta in 967 cause (di cui 565 sorte nel corso del 2021); le relative somme complessivamente richieste in restituzione alla Banca ammontavano a circa 1,1 milioni. La maggior parte dei Tribunali ha accolto le richieste della clientela sulla base di un'interpretazione della normativa avversata dalle banche. Nel settembre 2021 la Corte Suprema Serba ha riconosciuto la legittimità dell'attribuzione del premio assicurativo a carico dei mutuatari, a condizione che l'obbligazione sia chiaramente descritta a questi ultimi in sede precontrattuale. Tale pronuncia è favorevole per l'evoluzione del contenzioso in materia; le corti di merito dovrebbero progressivamente adeguarsi a quanto statuito dalla Corte Suprema. Nell'ultimo trimestre dell'anno si è registrata una riduzione del flusso di nuove cause.

I contenziosi sopra menzionati sono fronteggiati da adeguati accantonamenti.

Sentenza della Corte di Giustizia UE dell'11 settembre 2019 in materia di contratti di credito ai consumatoric.d. sentenza Lexitor

L'articolo 16, par. 1, della direttiva 2008/48 in materia di contratti di credito ai consumatori stabilisce che in caso di rimborso anticipato del finanziamento il consumatore "ha diritto ad una riduzione del costo totale del credito, che comprende gli interessi e i costi dovuti per la restante durata del contratto". Secondo la sentenza Lexitor, questa norma deve essere interpretata nel senso che il diritto alla riduzione del costo totale del credito include tutti i costi posti a carico del consumatore; quindi anche quelli relativi a prestazioni preliminari o contestuali alla stipula del contratto (c.d. costi upfront – ad esempio gli oneri di istruttoria o le commissioni agenziali).

L'art. 16, par. 1, della direttiva 2008/48 è stato recepito in Italia con l'art. 125 sexies del Testo Unico Bancario (TUB), secondo cui in caso di rimborso anticipato "il consumatore ha diritto a una riduzione del costo totale del credito, pari all'importo degli interessi e dei costi dovuti per la vita residua del contratto". In base a questa norma la Banca d'Italia, l'Arbitro Bancario Finanziario e la giurisprudenza hanno ritenuto che l'obbligo di restituzione riguardasse solo gli oneri che maturano nel corso del rapporto (c.d. costi recurring) e che siano stati corrisposti anticipatamente dal cliente al finanziatore: in caso di rimborso anticipato, tali oneri devono appunto essere restituiti per la parte non maturata; l'obbligo di restituzione non riguarda invece i costi upfront.

A seguito della sentenza Lexitor è sorta la questione se l'art. 125 sexies TUB debba essere interpretato conformemente al principio da essa stabilito o se il nuovo principio richieda una modifica legislativa.

Secondo il principio comunitario dell'"interpretazione conforme", i giudici nazionali sono tenuti ad interpretare le norme del proprio ordinamento in modo da renderle coerenti con il dettato delle disposizioni europee. Tuttavia, se la norma nazionale ha un'interpretazione univoca, essa non può essere (re)interpretata dal giudice per allinearla alle diverse previsioni di una direttiva europea: i principi riconosciuti dallo stesso ordinamento dell'Unione escludono che al giudice nazionale possa essere richiesto di procedere ad una lettura contra legem delle norme dell'ordinamento interno. A questo proposito va rilevato che l'art. 125 sexies TUB era sempre stato interpretato nel senso che in ipotesi di rimborso anticipato l'obbligo di restituzione riguardasse solo i costi recurring, con esclusione quindi dei costi upfront.

La Banca d'Italia a seguito della sentenza Lexitor nel dicembre 2019 ha emanato "linee orientative" attuative del principio della Corte UE, nel senso che tutti i costi (compresi quindi quelli upfront) vadano inclusi fra gli oneri da restituire in caso di rimborso anticipato, sia per i nuovi rapporti sia per i rapporti in essere.

Intesa Sanpaolo ha deciso di seguire le "linee orientative" della Banca d'Italia, pur ritenendo fondate le suddette argomentazioni legali sulla non interpretabilità dell'art. 125 sexies TUB in senso conforme alla sentenza Lexitor. È stato quindi disposto un accantonamento al Fondo Rischi e Oneri corrispondente ai maggiori oneri stimati derivanti dalla decisione di seguire le "linee orientative" della Banca d'Italia.

Dal 25 luglio 2021 è in vigore l'art.11-octies, della legge 106/2021 con cui il legislatore ha modificato il comma 1 dell'art.125 sexies TUB con l'intento di risolvere la situazione di incertezza determinata dalla sentenza Lexitor, con le seguenti previsioni:

  • − per la disciplina del credito immobiliare ai consumatori, l'eliminazione del rinvio all'art. 125 sexies TUB e l'inserimento di una previsione specifica per l'estinzione anticipata di tale tipologia di finanziamenti, limitando il rimborso ai soli interessi e costi dovuti per la vita residua del contratto;
  • − per la disciplina del credito al consumo, viene modificato il testo dell'art. 125 sexies TUB, in modo da recepire i principi della sentenza Lexitor, indicando però come criterio preferenziale per il calcolo del rimborso il criterio del costo ammortizzato;
  • − l'efficacia di tali disposizioni è limitata ai contratti sottoscritti successivamente all'entrata in vigore della legge di conversione del decreto. Per i contratti sottoscritti in precedenza è espressamente previsto che continuino ad essere applicati la norma di legge e le disposizioni di Vigilanza previgenti.

La nuova norma non determina significativi impatti per quanto riguarda i contratti di nuova stipula: per i prestiti personali, infatti, le clausole contrattuali sono già conformi alla stessa e per i prodotti di cessione del quinto le società del Gruppo Intesa Sanpaolo hanno già adottato il modello contrattuale "tutto TAN", che non prevede, oltre agli interessi, l'applicazione di costi accessori a carico del cliente. Per quanto concerne i contratti di credito al consumo stipulati prima della data di entrata in vigore della nuova norma, anche se estinti successivamente a tale data, il rimborso dei costi up front potrebbe essere limitato a quanto contrattualmente pattuito.

Il Collegio di Coordinamento ABF a cui è stata rimessa la questione del rimborso dei costi up front dopo l'entrata in vigore del c.d. "emendamento Lexitor" si è pronunciato il 15 ottobre 2021 con la decisione n. 21676 enunciando il seguente principio: in applicazione della Novella legislativa di cui all'art.11 octies, comma 2°, ultimo periodo D.L. 25 maggio 2021 n° 73, convertito in legge n° 106 del 23 luglio 2021, in caso di estinzione anticipata di un finanziamento stipulato prima della entrata in vigore del citato provvedimento normativo, deve distinguersi tra costi relativi ad attività soggette a maturazione nel corso dell'intero svolgimento del rapporto negoziale (c.d. costi recurring) e costi relativi ad adempimenti preliminari alla concessione del prestito (c.d. costi up front). Da ciò consegue la retrocedibilità dei primi e non anche dei secondi, limitatamente alla quota non maturata in ragione dell'anticipata estinzione.

L'indirizzo espresso dal Collegio di Coordinamento ABF continua ad essere seguito dai singoli collegi che respingono le richieste di restituzione pro quota dei costi up front. Le decisioni non sono state sospese nemmeno dopo la remissione alla Corte costituzionale della questione di legittimità della novella legislativa di cui si dirà in seguito. Il 1° dicembre 2021 la Banca d'Italia ha, inoltre, comunicato agli intermediari che, a fronte delle modifiche apportate dalla L. 106/2021 all'art. 125 sexies TUB sono da ritenersi superate le proprie "linee orientative" del 4 dicembre 2019 con cui, in caso di estinzione anticipata dei finanziamenti di credito al consumo, si chiedeva di determinare la riduzione del costo totale del credito includendo tutti i costi a carico del consumatore (recurring ed up front) ad esclusione delle imposte.

La giurisprudenza ordinaria si sta invece dividendo sull'applicazione della nuova norma. Diversi giudici hanno applicato la nuova disposizione respingendo la richiesta dell'attore di rimborso pro quota delle commissioni up front a seguito dell'estinzione anticipata. In un numero non irrilevante di casi, in particolare in controversie davanti ai Giudici di Pace, tuttavia, è stato riconosciuto al cliente il diritto al rimborso pro quota degli oneri up front, ritenendo con motivazioni diverse e discutibili, che debbano comunque applicarsi i principi Lexitor anche dopo l'entrata in vigore della novella legislativa. Tali pronunce di norma sono oggetto di impugnazione da parte della Banca.

Con ordinanza emessa il 2 novembre 2021 in una causa promossa nei confronti di intermediario specializzato in cessione del quinto, per la restituzione dei costi up front, il Tribunale di Torino ha promosso giudizio di legittimità costituzionale sul c.d. "emendamento Lexitor".

Contenzioso derivante dall'operazione di acquisizione di certe attività, passività e rapporti giuridici facenti capo a Banca Popolare di Vicenza S.p.A. in LCA e a Veneto Banca S.p.A. in LCA

In via preliminare si ricorda quanto segue:

  • a. in base agli accordi fra le due Banche in LCA e Intesa Sanpaolo (Contratto di Cessione del 26 giugno 2017 e Secondo Accordo Ricognitivo del 17 gennaio 2018) sono individuate due distinte categorie di contenziosi (riferibili anche alle partecipate delle ex Banche Venete incluse nella cessione):
    • − il c.d. Contenzioso Pregresso, incluso fra le passività dell'Insieme Aggregato trasferito a Intesa Sanpaolo, che ricomprende i contenziosi civili relativi a giudizi già pendenti al 26 giugno 2017 salvo alcune eccezioni e comunque diversi da quelli rientranti nel c.d. Contenzioso Escluso (cfr. punto successivo);
    • − il c.d. Contenzioso Escluso, che resta di competenza delle Banche in LCA e che riguarda, tra l'altro, le vertenze promosse (anche prima del 26 giugno 2017) da azionisti/obbligazionisti convertibili e/o subordinati di una delle due ex Banche Venete, quelle connesse a crediti deteriorati, quelle relative a rapporti estinti alla data della cessione e tutte le controversie (quale che ne sia l'oggetto) sorte dopo la cessione e relative ad atti o fatti occorsi prima della stessa;
  • b. con il Contenzioso Pregresso sono stati trasferiti a Intesa Sanpaolo i relativi accantonamenti; in ogni caso, qualora gli accantonamenti trasferiti si rivelassero insufficienti, Intesa Sanpaolo ha diritto di essere indennizzata dalle Banche in LCA, ai termini previsti nel Contratto di Cessione del 26 giugno 2017;
  • c. successivamente al 26 giugno 2017, sono state avviate o riassunte nei confronti di Intesa Sanpaolo alcune cause rientranti nel Contenzioso Escluso. Con riguardo a queste cause:
    • − Intesa Sanpaolo fa e farà valere in giudizio la propria estraneità e carenza di legittimazione passiva; ciò, sia sulla base di quanto previsto dal Decreto Legge n. 99/2017 (art. 3) e dagli accordi stipulati con le Banche in LCA, sia in conformità alle prescrizioni della Commissione europea in materia di aiuti di Stato (Decisione C(2017) 4501 final e

Allegato B del Contratto di Cessione del 26.6.2017), che vietano a Intesa Sanpaolo di farsi carico di qualunque "claim" relativo a pretese di azionisti e obbligazionisti subordinati delle ex Banche Venete;

  • − in caso di condanna nei confronti di Intesa Sanpaolo (e comunque per gli oneri a qualsiasi titolo sostenuti da Intesa Sanpaolo in relazione al suo coinvolgimento in ogni Contenzioso Escluso), quest'ultima ha diritto di essere integralmente ristorata dalle Banche in LCA;
  • − le stesse Banche in LCA hanno contrattualmente riconosciuto la propria legittimazione passiva rispetto al Contenzioso Escluso tant'è che si sono costituite in vari giudizi avviati (o riassunti) nei confronti di Intesa Sanpaolo da azionisti e obbligazionisti convertibili e/o subordinati (o comunque rientranti nella categoria del Contenzioso Escluso), chiedendo di veder dichiarata la propria esclusiva legittimazione passiva e la conseguente estromissione di Intesa Sanpaolo da tali giudizi;
  • d. in base agli accordi fra le due Banche in LCA e Intesa Sanpaolo, rientrano nel Contenzioso Escluso (e dunque hanno il medesimo trattamento sopra descritto, alla luce delle disposizioni in precedenza richiamate, nonché in base ai criteri previsti dai contratti di ritrasferimento sottoscritti in data 10 luglio 2017, come successivamente integrati) anche le vertenze in materia di commercializzazione di azioni/obbligazioni convertibili e/o subordinate promosse nei confronti di Banca Nuova e Banca Apulia (successivamente fuse per incorporazione in Intesa Sanpaolo).

Fra le suddette vertenze del Contenzioso Escluso si segnalano n. 84 vertenze (per un valore complessivo di circa 88 milioni) aventi ad oggetto contestazioni relative a finanziamenti ceduti a Intesa Sanpaolo e derivanti da c.d. "operazioni baciate"; tale espressione fa riferimento a finanziamenti concessi dalle ex Banche Venete (o dalle loro partecipate italiane Banca Nuova/Banca Apulia) funzionali, o comunque collegati, a investimenti in azioni o obbligazioni convertibili e/o subordinate delle due ex Banche Venete.

Le contestazioni più ricorrenti riguardano:

  • − la violazione da parte delle ex Banche Venete (o delle loro partecipate) degli adempimenti previsti dalle norme sui servizi di investimento; in particolare, i clienti sostengono di essere stati indotti ad acquistare le azioni in base a informazioni false o fuorvianti sulle caratteristiche di rischiosità del prodotto;
  • − la nullità dell'operazione "baciata" per violazione dell'art. 2358 Cod. Civ., che vieta alle società la concessione di finanziamenti per l'acquisto di azioni proprie, salvo in alcuni limitati casi.

La giurisprudenza in materia di operazioni baciate è ancora scarsa e non consente di trarre indicazioni sicure su quale potrebbe essere la sorte dei crediti in capo a Intesa Sanpaolo. Tra le poche sentenze ad oggi emesse, sei hanno dichiarato la nullità del finanziamento ceduto a Intesa Sanpaolo per la parte destinata all'acquisto di azioni e sono state o saranno appellate. In nove casi la decisione è stata invece favorevole alla Banca, che ha dimostrato la mancanza di una effettiva correlazione tra finanziamento e investimento azionario, o ha sostenuto con successo la propria assenza di responsabilità, trattandosi di contenziosi avviati dopo la cessione ma con riferimento a fatti precedenti alla stessa.

Con riguardo ai rischi derivanti da tali contenziosi, va considerato che il Contratto di Cessione prevede:

  • − che qualsiasi passività, onere e/o effetto negativo che dovesse derivare a Intesa Sanpaolo da azioni, contestazioni o pretese avanzate da azionisti e obbligazionisti subordinati costituisce una Passività Esclusa ai sensi del Contratto e, come tale, deve essere oggetto di manleva a carico delle banche in LCA;
  • − l'obbligo di ciascuna Banca in LCA di tenere manlevata e indenne Intesa Sanpaolo da qualsiasi danno derivante dalla, o connesso alla, violazione o non conformità delle Dichiarazioni e Garanzie rilasciate dalle due Banche in LCA con riguardo all'Insieme Aggregato trasferito a Intesa Sanpaolo, in particolare quelle relative alla piena regolarità, validità e efficacia dei finanziamenti e dei contratti oggetto di cessione.

Sulla base di queste previsioni, Intesa Sanpaolo ha diritto di essere tenuta indenne dalle Banche in LCA per qualsiasi effetto negativo subito qualora questi finanziamenti risultassero in tutto o in parte invalidi, inesigibili o comunque non soddisfatti in conseguenza di contestazioni legali.

Intesa Sanpaolo ha già fatto formale riserva in questo senso alle due Banche in LCA per tutti i crediti acquisiti e derivanti da finanziamenti potenzialmente qualificabili come "baciati", anche se non (ancora) formalmente contestati dalla clientela (si veda oltre "Iniziative avviate nei confronti delle LCA").

Nel 2019 e nel 2021 Intesa Sanpaolo ha inviato alle Banche in LCA alcune comunicazioni (claim) contenenti richieste (o riserva di richiesta) di rimborso/indennizzo relativamente a danni già subìti o potenziali e a violazioni delle suddette Dichiarazioni e Garanzie, in relazione al Contenzioso Pregresso e al Contezioso escluso nonché in relazione a valore e recuperabilità di talune attività trasferite a Intesa Sanpaolo.

Intesa Sanpaolo su richiesta delle Banche in LCA ha concesso più volte (rispetto a quanto previsto contrattualmente) l'estensione del termine per la contestazione delle richieste avanzate. Attualmente il termine è fissato al 30 aprile 2022.

Con riferimento ai claim già notificati si segnala che allo stato non è sorta alcuna contestazione, né si ha motivo di temere che il trascorrere del tempo pregiudichi in alcun modo le nostre ragioni.

A questo riguardo, si segnala inoltre che il Paragrafo 11.1.9 del Contratto di Cessione prevede che "l'esatto e puntuale pagamento di qualsiasi obbligo e responsabilità assunti a favore di ISP da parte di BPVi e/o VB sarà garantito dall'Ente Erogante [i.e. il MEF]: (i) per quanto riguarda gli obblighi di indennizzo assunti da BPVi e/o VB e relativi al Contenzioso Pregresso, fino all'ammontare massimo del petitum di ciascun Contenzioso Pregresso quale indicato negli atti di causa, al netto degli specifici fondi rischi trasferiti ad ISP con l'Insieme Aggregato; (ii) per quanto riguarda i restanti obblighi e responsabilità assunti da BPVi e/o VB, sino all'importo massimo di Euro 1,5 miliardi" (la "Garanzia Indennizzi").

Tale previsione si pone in coerenza e in attuazione dell'art. 4, comma 1, lett. c), del Decreto Legge n. 99/2017: il MEF "concede la garanzia dello Stato, autonoma e a prima richiesta, sull'adempimento degli obblighi a carico del soggetto in liquidazione derivanti da impegni, dichiarazioni e garanzie concesse dal soggetto in liquidazione nel contratto di cessione, per un importo massimo pari alla somma tra euro 1.500 milioni e il risultato della differenza tra il valore dei contenziosi pregressi dei soggetti in liquidazione, come indicato negli atti di causa, e il relativo accantonamento a fondo rischi, per un importo massimo di euro 491 milioni".

La Garanzia Indennizzi costituisce dunque un presupposto essenziale del Contratto di Cessione. Ad oggi tale garanzia non è stata ancora formalizzata tramite apposito Decreto del MEF; l'emanazione della garanzia da parte dello Stato è un atto "dovuto" e previsto, oltre che dal Contratto di Cessione del 26 giugno 2017, anche dal citato D.L. n. 99/2017.

Con ordinanza del 20 luglio 2021, il Tribunale di Firenze, nell'ambito di un giudizio ascrivibile al Contenzioso Escluso promosso per c.d. misselling di azioni BPVi, nel quale è parte anche Intesa Sanpaolo (che ha eccepito il proprio difetto di legittimazione passiva sulla base del D.L. 99/2017 e del contratto di cessione), ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione di legittimità costituzionale del D.L. 99/2017.

Si tratta del primo caso di rimessione alla Corte Costituzionale di questioni relative al D.L. 99/2017; finora, infatti, le numerose istanze di rimessione alla Corte Costituzionale formulate dalle controparti nei giudizi relativi al Contenzioso Escluso erano sempre state respinte dai giudici, perché giudicate irrilevanti o manifestatamente infondate.

Le questioni sollevate e le argomentazioni a sostegno non paiono tenere in sufficiente conto il quadro complessivo della legislazione europea e italiana in materia concorsuale, di ristrutturazione bancaria e di disciplina degli aiuti di Stato (con particolare riferimento al c.d. burden sharing); il D.L. 99/2017 si iscrive in tale quadro normativo e la sua coerenza con i dettami costituzionali appare supportata da solidi argomenti.

La Banca si è costituita in giudizio il 13 dicembre scorso. La memoria difensiva della Banca contesta il provvedimento di rimessione in quanto privo degli essenziali requisiti di specificità, non ambiguità, corretta illustrazione delle fattispecie, adeguata motivazione delle censure di costituzionalità (profili di inammissibilità); inoltre, la Banca ha agito in piena conformità alla cornice normativa vigente e sosterrà, in ogni sede (compresa la Corte Costituzionale dove si è costituta), la corretta applicazione, da parte del legislatore del D.L. 99/2017, della normativa UE e nazionale in materia di aiuti di Stato nell'ambito dell'operazione sulle Banche Venete, l'assenza di effetti discriminatori nei confronti degli azionisti delle banche venete e la giustificazione dei sacrifici imposti a alcune categorie di creditori. La Presidenza del Consiglio dei Ministri è intervenuta nel giudizio chiedendo che venga dichiarata inammissibile ovvero infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata. Analoga richiesta è stata formulata nel suo atto di costituzione da BPVi in liquidazione.

Nell'ambito di un procedimento penale davanti al Tribunale di Roma per l'ipotesi di aggiotaggio e ostacolo all'esercizio delle funzioni delle Autorità di Vigilanza nei confronti di esponenti e dirigenti di Veneto Banca, nel gennaio 2018 il GUP ha autorizzato la citazione di Intesa Sanpaolo quale responsabile civile. Secondo il giudice, l'esclusione dalla cessione a Intesa Sanpaolo dei debiti, delle responsabilità e delle passività derivanti dalle operazioni di commercializzazione di azioni e obbligazioni subordinate – prevista dal D.L.. 99/2017 – sarebbe inopponibile ai terzi, mentre si applicherebbe alla fattispecie l'art. 2560 C.C. e, pertanto, Intesa Sanpaolo sarebbe subentrata in tali passività.

A seguito di tale provvedimento, si sono costituite in quel giudizio oltre 3.800 parti civili titolari di azioni o obbligazioni subordinate di Veneto Banca. Intesa Sanpaolo si è quindi costituita chiedendo la propria esclusione dal procedimento, in applicazione delle previsioni del D.L. 99/2017, delle norme dettate per la liquidazione coatta amministrativa delle banche e, ancor prima, dei principi e delle norme contenuti nella legge fallimentare, oltre che dei principi costituzionali e delle decisioni assunte in sede comunitaria con riferimento all'operazione relativa alle ex Banche Venete. A sua volta, Veneto Banca in LCA è intervenuta volontariamente affermando la propria legittimazione passiva esclusiva, sostanziale e processuale.

Nel marzo 2018 il GUP ha dichiarato la propria incompetenza territoriale, trasferendo gli atti alla Procura della Repubblica di Treviso. Sono pertanto venute meno la citazione del responsabile civile e le costituzioni delle parti civili.

A seguito del trasferimento degli atti alla Procura di Treviso, è stato disposto il rinvio a giudizio dell'ex Amministratore Delegato di Veneto Banca, Vincenzo Consoli, per i reati di aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza bancaria e falso in prospetto. Il GUP ha respinto la richiesta di autorizzazione alla citazione di Intesa Sanpaolo quale responsabile civile.

Analoga richiesta è stata respinta nell'ambito del procedimento penale davanti al Tribunale di Vicenza nei confronti di esponenti e dirigenti della Banca Popolare di Vicenza.

Contenzioso in materia di fideiussioni bancarie

Questo filone di contenzioso deriva da una decisione della Corte di Cassazione del 2017, basata su un provvedimento del 2005 della Banca d'Italia relativo a uno schema di fideiussione sottopostole dall'ABI (concordato con le principali associazioni dei consumatori). La Banca d'Italia aveva ritenuto che tre clausole di questo schema avrebbero potuto comportare effetti anticoncorrenziali se applicate in modo uniforme dalle banche.

La Cassazione, richiamando tale provvedimento, ha formulato il seguente nuovo principio di diritto: una volta accertata l'esistenza di un'intesa anticoncorrenziale illecita e quindi nulla, l'illiceità investe anche le fideiussioni se costituiscono applicazione dell'intesa illecita, pure se rilasciate prima dell'accertamento dell'intesa stessa.

Recentemente, nell'ambito di un giudizio recuperatorio gestito da Italfondiario per conto della Banca, la questione relativa alle conseguenze del principio enunciato dalla Corte nel 2017 sulle singole fideiussioni rilasciate sulla base dello schema ABI è stata rimessa alle Sezioni Unite (SS.UU.).

In particolare, è stato chiesto di valutare:

  • a. se la presenza delle clausole illecite nel contratto giustifichi la dichiarazione di nullità delle stesse o legittimi esclusivamente l'esercizio dell'azione risarcitoria;
  • b. in caso di nullità, quale sia la tipologia del vizio che la determini e a chi spetti la legittimazione a farlo valere;
  • c. se sia ammissibile la nullità parziale della fideiussione;
  • d. se, oltre a verificare la coincidenza delle clausole con quelle ritenute illecite, debba essere o meno indagata la volontà

delle parti riguardo all'operazione e cioè se esse vi avrebbero comunque dato corso conoscendo l'illiceità delle stesse. Il 30 dicembre scorso le SS.UU. si sono pronunciate dichiarando la nullità parziale delle fideiussioni redatte su modello ABI in relazione alle clausole 2, 6 e 8.

Da un primo esame della pronuncia, emerge come le SS.UU. abbiamo optato per una soluzione intermedia escludendo le altre due ipotizzabili: da una parte hanno escluso la piena validità della fideiussione, soluzione che avrebbe consentito esclusivamente il risarcimento del danno quale unico rimedio utilizzabile dal fideiussore (come suggerito nelle conclusioni del Procuratore Generale prima dell'udienza dello scorso 23 novembre); dall'altra hanno escluso che possa essere ritenuto nullo l'intero contratto fideiussorio.

La pronuncia della Corte di Cassazione potrebbe determinare un incremento del contenzioso in questa materia.

Abba' Andrea + 207

Trattasi di controversia pendente avanti al Tribunale di Milano, sez. Imprese, avviata nel 2019 dal Signor Abbà e da n. 207 obbligazionisti subordinati di Banca delle Marche82. Gli attori domandano la dichiarazione di nullità delle obbligazioni e il risarcimento del danno subito. La domanda è quantificata in 31 milioni circa.

82 Cfr. nota precedente.

La Banca si è costituita in giudizio eccependo la propria carenza di legittimazione passiva, in particolare deducendo l'esclusione delle obbligazioni in questione dal perimetro della cessione dall'Ente Ponte ad UBI. UBI ha altresì eccepito la prescrizione delle domande attoree e il difetto di legittimazione delle controparti, le quali non essendo "primi prenditori" non sono, ex lege, legittimati a far valere il vizio genetico delle obbligazioni originarie. È stata infine evidenziata l'assenza dei motivi di nullità delle obbligazioni, nonché del nesso causale tra le condotte contestate alla Banca e il danno.

Banca d'Italia, in qualità di gestore del Fondo Nazionale di Risoluzione, è intervenuta nel procedimento aderendo alle tesi e conclusioni formulate da UBI. La causa successivamente all'interruzione per il decesso di uno degli attori è stata riassunta, con rinvio al 15 febbraio 2022. Il Tribunale di Milano-sez. Imprese ha concesso i termini per il deposito delle memorie istruttorie e fissato udienza al 28/3/2023. Il rischio di causa è da considerarsi "possibile".

AC Costruzioni S.r.l.

Giudizio promosso dalla AC Costruzioni S.r.l. (successivamente fallita) e Cava Aurelio (deceduto in corso di causa) volto ad ottenere la declaratoria della responsabilità contrattuale e/o extracontrattuale della Banca per la revoca degli affidamenti effettuata nel 1998 e la condanna della stessa al risarcimento dei danni conseguenti all'intimata revoca, quantificati in complessivi 33 milioni circa.

Le domande avversarie sono state integralmente respinte sia dal Tribunale di Cosenza che dalla Corte d'Appello di Catanzaro, in accoglimento delle ragioni formulate dalla Banca. La sentenza di secondo grado è stata impugnata dagli eredi del Cava e dal fallimento della AC Costruzioni, con controricorso e ricorso incidentale. Non è ancora stata fissata udienza di discussione dinanzi alla Suprema Corte. Il rischio di causa è da considerarsi "possibile".

Città Metropolitana di Roma Capitale (già Provincia di Roma)

Davanti alla Procura della Repubblica di Roma pende un procedimento penale a carico di un ex manager di Banca Imi per concorso in truffa aggravata ai danni dell'ente pubblico Città Metropolitana di Roma Capitale, già Provincia di Roma.

Il procedimento si riferisce alla complessa operazione di acquisto da parte dell'ente territoriale, tramite il Fondo Immobiliare Provincia di Roma (interamente partecipato dalla Provincia medesima), della nuova sede dell'EUR.

L'operazione immobiliare è stata finanziata per 232 milioni da Unicredit, BNL e Banca IMI (ciascuna per la quota di 1/3).

Al dipendente dell'ex Banca IMI viene contestato di aver indotto in errore – in concorso con tre manager delle altre due banche finanziatrici, sette manager della SGR gestore del Fondo della Provincia e due pubblici ufficiali – gli organi di controllo interni al Fondo e rappresentativi della Provincia, facendo ottenere alle banche finanziatrici un ingiusto profitto e cagionando di conseguenza all'ente pubblico un danno rilevante. In particolare, la Procura sostiene che le banche finanziatrici avrebbero sottoscritto con il Fondo Immobiliare un prestito a condizioni diverse e più onerose rispetto a quelle previste nel bando di gara indetto dall'ente pubblico per l'operazione.

Nel procedimento penale è indagata ai sensi del D. Lgs. 231/01 anche Intesa Sanpaolo (quale incorporante di Banca IMI), insieme alle altre due banche finanziatrici e alla società di gestione del fondo immobiliare.

Anche in base alle prime ricostruzioni, si confida che emerga la correttezza dell'operato della Banca.

Contenzioso società esattoriali

Nel contesto della reinternalizzazione della riscossione dei tributi da parte dello Stato, Intesa Sanpaolo ha ceduto ad Equitalia S.p.A. oggi Agenzia delle Entrate Riscossione, la totalità del capitale sociale di Gest Line e di ETR/ESATRI, società che gestivano l'attività esattoriale, impegnandosi ad indennizzare l'acquirente per gli oneri da questa sopportati in conseguenza dell'attività di riscossione svolta sino alla data dell'acquisto delle partecipazioni.

Si tratta in particolare di passività per il contenzioso con enti impositori, contribuenti e dipendenti nonché di sopravvenienze passive e minusvalenze rispetto alla situazione patrimoniale di cessione.

Nel complesso le pretese avanzate risultano pari a circa 74,9 milioni. È in corso un tavolo tecnico di confronto con Agenzia delle Entrate Riscossione per la valutazione delle reciproche pretese.

Energy S.r.l.

La Energy S.r.l., società alla quale il Fallimento C.I.S.I. S.r.l. ha ceduto tutti i propri diritti nei confronti dei terzi, ha proposto dinnanzi al Tribunale di Roma nei confronti di Intesa Sanpaolo domanda di vanificazione della revoca del finanziamento agevolato di circa 22 milioni concesso alla C.I.S.I. S.r.l. nel 1997 ai sensi della L. 488/92 e la condanna in solido del Ministero dello Sviluppo Economico, di Intesa Sanpaolo (quale concessionaria per l'istruttoria procedimentale) e di Vittoria Assicurazioni (garante del pagamento della seconda tranche del finanziamento) a risarcire i danni asseritamente subiti, quantificati complessivamente in circa 53 milioni. La società ha posto a fondamento della domanda l'esito favorevole di un procedimento penale originato da un esposto nei confronti della C.I.S.I. e del suo amministratore per gravi irregolarità ed inadempienze nell'esecuzione del piano industriale oggetto di finanziamento, procedimento che aveva indotto alla revoca della concessione di finanza agevolata.

Intesa Sanpaolo si è costituita negando la fondatezza delle pretese avversarie, eccependo la nullità della citazione, l'intervenuta prescrizione di qualsiasi ragione risarcitoria verso la Banca, l'infondatezza nel merito delle pretese e l'inidonea rappresentazione di un danno.

Avviato l'iter processuale e scambiate le memorie di rito senza svolgimento di istruttoria, sono state precisate le conclusioni all'udienza del 23.3.2021.

Le difese conclusionali e le repliche sono state depositate entro l'8.9.2021, e si è in attesa dell'emissione della sentenza.

Precedenti iniziative giudiziarie promosse da C.I.S.I. e poi dal suo Fallimento sia dinnanzi al Giudice amministrativo sia a quello ordinario sono state rigettate con riguardo alla posizione di Intesa Sanpaolo (in particolare una richiesta risarcitoria per asseriti danni). Pur tenuto conto dell'esito favorevole dei precedenti giudizi, nonché delle difese svolte, il rischio di causa è allo stato ritenuto "possibile".

Engineering Service S.r.l.

Nel 2015 Engineering Service S.r.l. ha promosso un giudizio civile nei confronti del MISE, di BPER ed UBI, in relazione alla concessione di agevolazioni pubbliche all'imprenditoria. Parte attrice imputa alla nostra Banca (ed a BPER) ritardi nella

gestione dell'istruttoria e delle erogazioni, ritardi che avrebbero determinato una crisi di liquidità dell'impresa e la conseguente perdita del contributo pubblico.

Nei confronti del nostro Istituto è stata formulata domanda di risarcimento danni per 28 milioni circa.

Le difese della Banca hanno sostenuto che i tempi dell'istruttoria sono dipesi da BPER, verso la quale è stata quindi svolta domanda di manleva.

A seguito della revoca dell'ordinanza con la quale era stata disposta la CTU, il Tribunale di Roma, con sentenza del 9.11.2021, non ancora passata in giudicato, ha rigettato integralmente la domanda dell'attrice, condannandola alla rifusione delle spese legali nei confronti di tutte le parti convenute.

Fallimento G.I.& E.

Nel novembre 2021, il Fallimento G.I.& E. S.p.A. ha promosso un'azione di risarcimento danni nei confronti di Intesa Sanpaolo (quale incorporante Banca dell'Adriatico) ed UBI (quale incorporante Banca Marche e Popolare di Ancora), nonché nei confronti di altri istituti bancari, invocandone la responsabilità per aver contribuito, in concorso con la condotta degli amministratori e degli organi di controllo, all'artificiale mantenimento in vita della società ed all'aggravamento del suo dissesto.

Il danno asseritamente lamentato è stato quantificato da controparte in 22,5 milioni circa.

La prima udienza è fissata per la seconda decade di marzo.

Fallimento Isoldi Holding

Il Fallimento Isoldi ha convenuto in giudizio, avanti il Tribunale di Bologna, UBI (incorporante di Nuova Banca Etruria e di Centrobanca), Intesa Sanpaolo e altre 5 banche con atto di citazione del giugno 2020 invocando la loro responsabilità, in via solidale con l'organo amministrativo di Isoldi Holding, in relazione ad una serie di atti dissipativi che avrebbero contribuito alla artificiale sopravvivenza della società nel periodo giugno 2011 – giugno 2013, per effetto di una condotta che si sarebbe realizzata mediante la predisposizione di un piano di risanamento ex art. 67, co. 3, lett. d) l. fall. fondato su atti illegittimi e di un accordo ad esso strumentale, che prevedeva l'erogazione di nuova finanza, atti che avrebbero artificialmente procrastinato la crisi della società ed occultato l'irreversibilità del dissesto.

Il Fallimento Isoldi ha altresì formulato domanda, in via solidale, solo verso Intesa Sanpaolo (ante incorporazione UBI) e MPS invocando la loro responsabilità, in concorso con l'AU di Isoldi Holding, per condotte asseritamente illecite connesse all'operazione di salvataggio della società Aedes di cui la Isoldi Holding aveva interesse a rilevarne la partecipazione di maggioranza.

Il danno complessivamente lamentato da controparte non appare allo stato precisamente quantificabile tenuto conto anche delle differenti condotte censurate alle diverse banche.

Il Tribunale di Bologna, con ordinanza notificata ad agosto 2021, ha dichiarato la propria incompetenza e controparte, nel novembre 2021, ha riassunto il giudizio avanti al Tribunale di Torino innanzi al quale la Banca provvederà alla nuova costituzione in termini per la prima udienza fissata al marzo 2022.

Fondazione Cassa Risparmio di Pesaro

La Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro 2018 ha promosso azione risarcitoria nei confronti di UBI Banca (in qualità di ente succeduto all'emittente Banca Marche S.p.A.83) e di PwC (la società di revisione che ha certificato tutti i bilanci ed attestato i dati indicati nel Prospetto Informativo) sostenendo che le convenute avrebbero diffuso presso il pubblico dei risparmiatori dati e informazioni relativi alla situazione economica e patrimoniale nonché alle prospettive reddituali della Banca della Marche S.p.A. che si sarebbero rivelati totalmente errati e fuorvianti. Tali informazioni, contenute nei bilanci al 31 dicembre 2010 e al 30 giugno 2011 e nel Prospetto Informativo, avrebbero indotto la Fondazione a sottoscrivere le azioni della Banca emesse in sede di aumento di capitale nel marzo 2012. Tali titoli hanno registrato negli anni successivi una marcata riduzione della loro quotazione di mercato, determinando una perdita quantificata in 52 milioni circa.

Nel corso del giudizio Banca d'Italia ha svolto intervento adesivo dipendente sostenendo l'eccezione di carenza di legittimazione passiva sollevata da UBI, in ragione delle previsioni di cui al D. Lgs. 180/2015 che ha disciplinato la procedura di risoluzione di Banca delle Marche. Il Tribunale, rigettate tutte le istanze istruttorie formulate, ha rinviato la causa per la precisazione delle conclusioni al 13 luglio 2021. Le parti hanno depositato le memorie conclusionali e si attende la sentenza. Nonostante le pronunce risultino di norma favorevoli all'accoglimento dell'eccezione di legittimazione passiva formulata da UBI, la Banca ha stimato un rischio di soccombenza "possibile".

Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi

A gennaio 2016 la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi ha promosso azione risarcitoria nei confronti di UBI Banca (in qualità di ente asseritamente succeduto all'emittente Banca Marche S.p.A.84) e di PwC (la società di revisione che ha certificato tutti i bilanci ed attestato i dati indicati nel Prospetto Informativo) sostenendo che le convenute avrebbero diffuso presso il pubblico dei risparmiatori dati e informazioni relativi alla situazione economica e patrimoniale nonché alle prospettive reddituali della Banca della Marche S.p.A. che si sarebbero rivelati totalmente errati e fuorvianti. Tali informazioni, contenute nei bilanci al 31 dicembre 2010 e al 30 giugno 2011 e nel Prospetto Informativo, avrebbero indotto la Fondazione a sottoscrivere le azioni della Banca emesse in sede di aumento di capitale nel marzo 2012. Il valore di tali titoli si è successivamente azzerato determinando una perdita quantificata in 25 milioni circa.

Nel corso del giudizio Banca d'Italia ha svolto intervento adesivo dipendente sostenendo l'eccezione di carenza di legittimazione passiva sollevata da UBI, in ragione delle previsioni di cui al D. Lgs. 180/2015 che ha disciplinato la procedura di risoluzione di Banca delle Marche.

Con sentenza resa in data 18 marzo 2020 il Tribunale di Ancona ha accolto l'eccezione di carenza di legittimazione passiva sollevata dalla Banca, rigettando le domande formulate. Nel giudizio di impugnazione proposto dalla Fondazione dinanzi alla Corte d'Appello di Ancona sono pendenti i termini per il deposito delle memorie conclusionali. Nonostante la sentenza di

83 Cfr. nota precedente.

84 Cfr. nota precedente.

primo grado abbia accolto l'eccezione di carenza di legittimazione passiva formulata da UBI e le pronunce sul punto risultino di norma favorevoli alla Banca, il rischio di soccombenza è stimato "possibile".

Fondazione Monte dei Paschi di Siena (FMPS)

Nel 2014 la FMPS ha proposto un'azione di risarcimento dei danni che le sarebbero derivati da un finanziamento concesso nel 2011 da un pool di 13 banche e destinato a fornirle le risorse per la sottoscrizione di un aumento di capitale di MPS; i danni lamentati sarebbero conseguenza della riduzione del valore di mercato delle azioni MPS acquistate con le somme erogate dalle banche. Nel giudizio FMPS ha convenuto 8 ex amministratori della Fondazione in carica nel 2011 e le 13 banche del pool (fra cui Intesa Sanpaolo e Banca IMI); alle banche viene attribuita una responsabilità di natura extracontrattuale per avere concorso nella presunta violazione da parte degli ex amministratori del limite statutario del rapporto debito-patrimonio. La pretesa risarcitoria è quantificata in circa 286 milioni, in solido fra tutti i convenuti. Nelle difese delle banche è stato evidenziato tra l'altro che la presunta violazione del suddetto limite statutario non sussiste in concreto, in quanto basata su un'erronea valutazione delle poste di bilancio della Fondazione; inoltre nel contratto di finanziamento è stata la stessa FMPS a garantire alle banche che il limite statutario non era violato; da ciò consegue che un eventuale inadempimento dello Statuto sarebbe fonte, al più, di responsabilità esclusiva degli ex amministratori della Fondazione stessa; infine non sussiste il nesso causale tra il comportamento censurato e l'evento dannoso.

Il Tribunale di Firenze, avanti cui pende attualmente il giudizio, nel novembre 2019 ha pronunciato sentenza non definitiva respingendo alcune eccezioni pregiudiziali/preliminari sollevate dalle banche e riservando la decisione sulle istanze istruttorie delle parti. Le banche hanno impugnato la sentenza avanti la Corte d'Appello di Firenze con riferimento al rigetto dell'eccezione di difetto di giurisdizione ritenendo sussistenti solide argomentazioni per ottenere la riforma della pronuncia in appello.

Il Giudice di primo grado a scioglimento della riserva assunta per decidere sulle istanze istruttorie ha ammesso la consulenza tecnica d'ufficio richiesta dalla Fondazione in merito al superamento del limite di indebitamento previsto dallo Statuto in occasione della concessione del finanziamento.

Nel secondo semestre 2021 sono stati avviati contatti transattivi con la Fondazione per verificare la possibilità di definire bonariamente il contenzioso mediante un esborso minimo, se comparato alla pretesa iniziale di parte attrice, tenuto conto degli elevati costi di prosecuzione del giudizio, incrementati dall'ammissione della consulenza tecnica. Dopo lunga negoziazione è stato trovato un accordo che prevede un onere da suddividere tra le banche del pool in base alla quota di finanziamento erogata nel 2011; la quota in capo a Intesa Sanpaolo è pari a 922 mila euro circa. L'accordo è stato formalizzato il 20 dicembre ed il pagamento è stato eseguito il 17 gennaio 2022.

Gruppo Alitalia: Azioni revocatorie

Nell'agosto 2011, società del Gruppo Alitalia in Amministrazione Straordinaria – e precisamente Alitalia Linee Aeree, Alitalia Servizi, Alitalia Airport e Alitalia Express – hanno promosso nei confronti della Banca, davanti al Tribunale di Roma, cinque giudizi di revocatoria fallimentare (di cui uno contro la ex Cassa di Risparmio di Firenze) con richiesta di restituzione di complessivi 44,6 milioni.

Con la costituzione in giudizio, è stata opposta una linea difensiva basata principalmente sulla nullità delle azioni per indeterminatezza delle domande, sulla esclusione del presupposto soggettivo della conoscenza dello stato di insolvenza del Gruppo Alitalia (oggetto prima del piano Air France e poi del successivo salvataggio pilotato dal Governo italiano), nonché sulla non revocabilità delle partite in accredito, considerata la peculiarità delle movimentazioni di conto.

A marzo 2016 il Tribunale di Roma ha accolto la domanda di Alitalia Servizi, condannando la Banca alla restituzione di circa 17 milioni, oltre accessori.

Oltre che censurabile nel merito, la pronuncia risulta essere stata emessa prima del termine previsto per il deposito delle comparse conclusionali, per cui, nell'atto di appello successivamente proposto, è stata sollevata in via pregiudiziale eccezione di nullità della sentenza, unitamente alla richiesta di sospensione della provvisoria esecutività della stessa, quest'ultima accolta con provvedimento del 15 luglio 2016 della Corte di Appello. Nel giudizio sono state depositate le difese finali e si è in attesa della sentenza.

La causa avviata da Alitalia Linee Aeree è invece stata vinta in primo grado ed è in corso la fase di appello, mentre i giudizi promossi da Alitalia Express e da Alitalia Servizi contro la ex C.R. di Firenze si sono conclusi favorevolmente nei primi due gradi e sono seguite impugnative in Cassazione, tuttora pendenti, da parte delle due Procedure.

Per Alitalia Airport, pure vinta in prima istanza, la sentenza favorevole è invece passata in giudicato.

Si segnala che sono comunque in corso, in fase molto avanzata, trattative con i Commissari Straordinari in ordine ad una definizione transattiva di tutto il contenzioso contemplante un esborso già interamente accantonato.

Gruppo Elifani

Causa promossa nel 2009 da Edilizia Immobiliare San Giorgio 89 S.r.l. (ora incorporata in Enselfin, che si è costituita in sua sostituzione), San Paolo Edilizia S.r.l., Hotel Cristallo S.r.l. e dal socio garante Mario Elifani per ottenere il risarcimento dei danni subiti per asserita condotta illegittima della Banca, per avere la stessa richiesto garanzie sproporzionate rispetto al credito concesso, escusso garanzie pignoratizie, applicato interessi usurari su mutui ed effettuato erronee segnalazioni in Centrale Rischi.

L'importo inizialmente preteso ammontava a circa 116 milioni e la controversia ha come presupposto le medesime circostanze in massima parte già lamentate nei giudizi in tema di anatocismo e interessi ultralegali promosse dalle suddette società nel 2004 e definite transattivamente a inizio 2014. Il giudizio ha avuto esito favorevole per la Banca sia in primo che in secondo grado.

Con ordinanza del 27 dicembre 2019 la Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso delle controparti, con rinvio. Le controparti hanno riassunto la causa avanti la Corte d'Appello di Milano quantificando la domanda in circa 72 milioni, oltre interessi e rivalutazione e così per complessivi 100 milioni circa. All'udienza del 19.1.2022, fissata per la precisazione delle conclusioni, la Corte ha trattenuto la causa in decisione con termini per conclusionali (7/3 p.v.) e repliche (28/3 p.v.). Anche in questa fase della vertenza la Banca dispone di validi elementi di difesa, tenuto conto che nei gradi precedenti del giudizio la condotta oggetto di contestazione era stata sostanzialmente ritenuta corretta. Al momento il rischio di causa è ritenuto "possibile".

Ulteriori valutazioni potranno essere effettuate all'esito delle prossime udienze

Mariella Burani Fashion Group S.p.A. in liquidazione e fallimento ("MBFG")

Il Fallimento Mariella Burani Fashion Group S.p.A. nel gennaio del 2018 ha convenuto in giudizio gli ex amministratori e sindaci, le società di revisione e UBI Banca (quale incorporante di Centrobanca), chiedendo la condanna al risarcimento di pretesi danni subiti per effetto di plurimi atti di mala gestio della società in bonis.

Secondo la prospettazione attorea Centrobanca, confluita in UBI, avrebbe sostenuto finanziariamente nel 2008 la controllante della società fallita (Mariella Burani Holding S.p.A.) in una operazione sulla controllata, nonostante i segnali di insolvenza di quest'ultima già manifestatisi a decorrere da settembre 2007, cagionando un danno quantificato in 92 milioni circa.

La Banca ha eccepito in via preliminare il difetto di legittimazione attiva del Fallimento in quanto il finanziamento oggetto di contestazione era stato erogato a favore della controllante di Mariella Burani Fashion Group S.p.A.; inoltre l'asserito danno di cui il fallimento chiede il risarcimento sarebbe stato in realtà subito dai creditori della società (e non dalla procedura).

Per quanto riguarda il merito delle contestazioni, la Banca ha evidenziato la correttezza del proprio operato nonché l'esclusiva responsabilità della società in bonis, alla quale è imputabile in via esclusiva la redazione di bilanci falsi, la diffusione di false informazioni e la continuazione dell'attività sociale in una asserita situazione di insolvenza.

Il giudizio si trova in fase istruttoria.

Offerta di diamanti

Nell'ottobre 2015, la Banca ha stipulato un accordo di collaborazione con Diamond Private Investment (DPI) per disciplinare le modalità di segnalazione dell'offerta dei diamanti da parte di DPI ai clienti di Intesa Sanpaolo. Con tale iniziativa, si intendeva rendere disponibile ai clienti una soluzione di diversificazione con le caratteristiche del cosiddetto "bene rifugio" in cui allocare una quota marginale del patrimonio con un orizzonte temporale di lungo periodo. I diamanti erano oggetto di vendita da diversi anni presso altre primarie reti bancarie nazionali.

L'attività di segnalazione si è svolta prevalentemente nel 2016, con un calo significativo a partire dalla fine del medesimo anno.

Complessivamente i clienti che hanno acquistato diamanti sono circa 8.000, per un importo complessivo pari a oltre 130 milioni. Il processo di commercializzazione è stato improntato a criteri di trasparenza, con presidi progressivamente rafforzati nel tempo, inclusi, tra l'altro, controlli di qualità sui diamanti e di congruità dei prezzi praticati da DPI.

Nel febbraio 2017, l'AGCM ha avviato, nei confronti delle società che commercializzano diamanti, (DPI e altra società) procedimenti per l'accertamento di comportamenti in violazione delle disposizioni in materia di pratiche commerciali scorrette. In aprile tali procedimenti sono stati estesi alle banche che hanno svolto attività di segnalazione dei servizi di dette società.

A conclusione di tali procedimenti, il 30 ottobre 2017 l'AGCM ha notificato i provvedimenti sanzionatori per aver accertato la presunta contrarietà al Codice del Consumo delle condotte di DPI nonché delle banche a cui il procedimento era stato esteso, consistenti – in sintesi – nell'aver fornito una rappresentazione parziale, ingannevole e fuorviante delle caratteristiche dell'acquisto di diamanti, delle modalità di determinazione del prezzo – prospettato come quotazione – e dell'andamento del mercato. L'Autorità ha irrogato a Intesa Sanpaolo una sanzione di 3 milioni, ridotta rispetto all'iniziale determinazione di 3,5 milioni, avendo l'Autorità riconosciuto il pregio delle iniziative poste in essere dalla Banca a partire dal 2016 per rafforzare i presidi del processo di offerta volti a garantire, in particolare, la corretta informativa alla clientela.

A seguito del provvedimento dell'AGCM, la Banca ha corrisposto l'importo oggetto di sanzione e depositato ricorso al TAR del Lazio per l'impugnazione. Con riferimento al suddetto ricorso, nel corso del 2021 non vi sono stati sviluppi da segnalare. A partire da novembre 2017, la Banca ha:

  • − rescisso l'accordo di collaborazione con Diamond Private Investment (DPI) e cessato l'attività, già sospesa nel precedente mese di ottobre;
  • − attivato un processo che prevede il riconoscimento alla clientela dell'originario costo sostenuto per l'acquisto dei preziosi ed il ritiro delle pietre, al fine di soddisfare le esigenze di rivendita della clientela che, a causa della illiquidità che si è creata sul mercato, non sono soddisfatte da DPI;
  • − inviato nel mese di gennaio 2018 una comunicazione ai clienti possessori di diamanti per ribadire la natura di bene durevole delle pietre, confermando, tra l'altro, la disponibilità della Banca ad intervenire direttamente a fronte di eventuali esigenze di realizzo manifestate dalla clientela e non soddisfatte da DPI.

Nel 2021 sono pervenute 99 richieste per circa 1,6 milioni. A fine anno le richieste di riacquisto complessivamente pervenute dalla clientela e soddisfatte dalla Banca sono 6.822 per un controvalore complessivo di 115,8 milioni. La valutazione dei diamanti riacquistati viene effettuata prendendo in considerazione i valori espressi dall'indice IDEX Diamond Retail Benchmark, una delle principali piattaforme di trading on line utilizzato nelle principali piazze da più di 7.000 operatori.

Nel mese di febbraio 2019 è stato notificato un sequestro preventivo penale per 11,1 milioni, somma corrispondente alle commissioni riconosciute da DPI alla Banca.

Le indagini preliminari avviate dalla Procura della Repubblica di Milano riguardano anche altre quattro Banche (maggiormente coinvolte) e due società che commercializzano diamanti.

Nell'ottobre 2019 è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini dal quale emerge che sono indagati due gestori della Banca per l'ipotesi di truffa aggravata (in concorso con altri soggetti da individuare) ed è in corso l'identificazione di altri esponenti per l'ipotesi di autoriciclaggio, mentre ad ISP viene contestato l'illecito amministrativo ex D. Lgs. 231/2001 in relazione a quest'ultimo reato presupposto.

In relazione a quest'ultima contestazione, nel mese di luglio 2021 si è tenuta l'udienza nell'ambito della quale il GIP ha accolto l'istanza di patteggiamento – presentata da Intesa Sanpaolo al solo fine di evitare il protrarsi della pendenza giudiziaria e sulla quale la Procura aveva espresso parere favorevole – pronunciando una sentenza che ha disposto l'applicazione della sola sanzione pecuniaria per un importo pari a 100 mila euro e la confisca delle sole somme costituenti il profitto del reato di autoriciclaggio, quantificate in 61 mila euro.

Si confida ora che la Procura di Milano richieda l'archiviazione nei confronti dei due gestori indagati e disponga il dissequestro delle somme sequestrate non oggetto di confisca, pari a circa 11 milioni.

Private banker (Sanpaolo Invest)

Una verifica ispettiva effettuata dall'Audit ha fatto emergere gravi irregolarità da parte di un private banker di Sanpaolo Invest. Le verifiche svolte hanno accertato gravi irregolarità ai danni di diversi clienti, quali distrazioni di fondi e rendicontazioni riportanti importi incrementali non veritieri.

In data 28 giugno 2019 la Società ha risolto per giusta causa il contratto di agenzia con il private banker ed ha provveduto a comunicare i fatti emersi all'Autorità Giudiziaria ed all'Organismo di vigilanza dei consulenti finanziari che ha dapprima sospeso e poi radiato a dicembre 2019 il private banker dall'Albo unico dei consulenti finanziari.

A seguito dell'illecito, la società ha ricevuto complessivamente 278 richieste risarcitorie (comprendenti reclami, mediazioni e cause), per un importo di circa 62,7 milioni, per lo più fondate su asserite distrazioni di denaro, perdite derivanti da operatività disconosciuta in strumenti finanziari, false rendicontazioni e addebito di commissioni relative al servizio di consulenza.

Ad oggi pendono 47 richieste, per un valore attuale di circa 17 milioni, a seguito della definizione di 231 posizioni.

Dai clienti indebitamente accreditati è stato recuperato l'importo complessivo di 4,2 milioni (già restituito ai clienti danneggiati) e ad oggi pendono sequestri per 4 milioni.

A carico del private banker, è stato disposto un sequestro conservativo, pari a quanto rinvenuto su conti e depositi accesi presso istituti di credito e sulla posizione previdenziale risultante presso Enasarco. Nella conseguente causa di merito l'ex private banker ha formulato domanda riconvenzionale per complessivi 0,6 milioni, a titolo di mancata corresponsione delle indennità di risoluzione del rapporto.

È stato inoltre avviato un ulteriore giudizio nei confronti dell'ex private banker per il recupero dei crediti derivanti dal recesso dal contratto di agenzia, per complessivi 1,6 milioni, oltre interessi a titolo di indennità di mancato preavviso, di penale relativa ad un contratto di finanziamento e di restituzione di anticipi di bonus.

A fronte dei rischi connessi al predetto illecito, sono stati effettuati accantonamenti, per lo più a fronte dei danni accertati relativamente alle richieste risarcitorie e alle cause pendenti.

I predetti accantonamenti non tengono conto della copertura prevista dall'apposita polizza assicurativa in forza della quale la Compagnia ha già riconosciuto un primo anticipo di 744 mila euro.

Tirrenia di Navigazione in A.S.: Azioni revocatorie

A luglio 2013 Tirrenia di Navigazione in A.S. ha promosso avanti al Tribunale di Roma due revocatorie fallimentari contro la ex Cassa di Risparmio di Venezia per 2,7 milioni e contro l'ex Banco di Napoli per 33,8 milioni.

In entrambi i giudizi parte attrice ha desunto la conoscenza dello stato di insolvenza per tutto il semestre anteriore all'ammissione ad amministrazione straordinaria sulla base di notizie diffuse dai media, del mancato rinnovo di concessioni per la navigazione, del venire meno di contributi statali (perché ritenuti aiuti di Stato) e delle evidenze della centrale dei rischi. Sotto il profilo oggettivo, la pretesa è quantificata alla stregua del c.d. "rientro utile" conseguito sui conti di Tirrenia,

corrispondente alla differenza tra la massima esposizione debitoria e il saldo finale dei conti determinatasi nel semestre che ha preceduto la dichiarazione di insolvenza.

La causa contro l'ex CR Venezia si è conclusa in primo grado nel 2016 con condanna al pagamento di 2,8 milioni e quella contro l'ex Banco di Napoli si è conclusa nel novembre 2021 con condanna della Banca al pagamento di 14,5 milioni. Al riguardo sono stati appostati adeguati accantonamenti in particolare considerando una prospettiva di definizione transattiva dei giudizi, ora entrambi in appello.

Vertenza Selarl Bruno Raulet (già Dargent Tirmant Raulet)

Si tratta di una causa promossa in Francia nel 2001 dal fallimento dell'imprenditore immobiliare Philippe Vincent, che ha chiesto alla Banca un risarcimento di 56,6 milioni per l'asserito "sostegno finanziario abusivo" che sarebbe stato concesso all'imprenditore. La pretesa del fallimento è sempre stata rigettata nei vari gradi di giudizio intercorsi durante 17 anni, fino alla sentenza della Corte di Colmar del maggio 2018 che ha condannato la Banca al risarcimento di circa 23 milioni. La sentenza di Colmar è stata impugnata davanti alla Corte di Cassazione francese, che nel gennaio 2020 ha annullato e cassato con rinvio alla Corte di Appello di Metz la decisione della Corte di Appello di Colmar. In conseguenza di ciò, nel primo trimestre del 2020 la Banca ha ottenuto la restituzione dei circa 23 milioni pagati a seguito della sentenza della Corte di appello di Colmar del 2018, che erano stati accreditati su conto corrente vincolato intrattenuto presso la CARPA (Cassa dell'Ordine degli avvocati).

Alla fine di luglio 2020 il curatore fallimentare ha riassunto la causa davanti alla Corte d'Appello di Metz, chiedendo il pagamento di 55,6 milioni (pari all'intero passivo fallimentare, dedotto quanto ricavato dalla vendita dell'immobile il cui acquisto venne finanziato dalla Banca); la Banca si è costituita ed ha contestato le pretese avversarie. Con sentenza resa il 27 luglio 2021 la Corte d'Appello di Metz ha accolto parzialmente la domanda della curatela, condannando la Banca al pagamento di circa 20 milioni, oltre a spese legali dei diversi gradi di giudizio (e così complessivamente 20,6 milioni). La Corte ha quantificato il danno patito dalla massa fallimentare in misura pari al finanziamento accordato dalla Banca, dedotto quanto ricavato dalla vendita del bene posto a garanzia.

A dicembre 2021 è stato proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione francese in quanto ad avviso dei legali esterni che assistono Intesa Sanpaolo sussistono i presupposti per una riforma della sentenza.

In parallelo, la curatela ha impugnato autonomamente la decisione della Corte di Appello, insistendo per la condanna della Banca al pagamento dell'intero passivo fallimentare; la Banca depositerà le proprie controdeduzioni in questo procedimento. La decisione sulle due impugnazioni è attesa nel corso del 2022.

A novembre 2021 si è proceduto al pagamento a favore della curatela dell'importo oggetto di condanna, con modalità analoghe a quelle adottate in occasione della precedente pronuncia resa dalla Corte d'Appello di Colmar. Anche in questo caso le somme sono state temporaneamente depositate presso la CARPA e saranno indisponibili sino all'esito della pronuncia della Corte di Cassazione. In caso di esito positivo saranno retrocesse ad Intesa Sanpaolo, diversamente verranno incamerate dalla curatela.

Causa promossa nei confronti di due società controllate ungheresi di Intesa Sanpaolo

La causa è connessa ad un contratto di locazione risolto da una delle società controllate nel 2010. Nel corso del 2011 il conduttore ha promosso giudizio in sede civile e nel corso del 2021 ha integrato la pretesa iniziale, formulando nuove domande ed elevando – conseguentemente - l'ammontare complessivo delle pretese a circa 31 milioni di euro. Le società controllate si oppongono fermamente a tutte le pretese avanzate da parte attrice, sia in fatto che in diritto.

Gli avvocati difensori delle società convenute ritengono che le ulteriori domande formulate in corso di causa siano prive di fondamento e non comportino variazione del complessivo livello di rischio della vertenza.

Le società controllate di Intesa Sanpaolo si sono attivate nel 2012 per il riconoscimento dei crediti vantati nei confronti del conduttore in virtù di canoni di locazione non saldati. Tale procedimento è tuttora in corso.

Contenzioso del lavoro

Per quanto riguarda il contenzioso del lavoro, anche relativo all'ex Gruppo UBI Banca, al 31 dicembre 2021 non risultano in essere controversie rilevanti sotto l'aspetto sia qualitativo che quantitativo. In generale, tutte le cause di lavoro sono assistite da accantonamenti specifici, adeguati a fronteggiare eventuali esborsi.

Attività potenziali

Quanto alle attività potenziali ed in particolare al contenzioso IMI/SIR si ricorda che a seguito della sentenza passata in giudicato con cui era stata accertata la responsabilità penale del giudice Metta corrotto (e dei correi Rovelli, Acampora, Pacifico e Previti), i responsabili erano stati condannati al risarcimento dei danni, rimettendone la relativa quantificazione al giudice civile. Intesa Sanpaolo aveva quindi promosso una causa presso il Tribunale di Roma per ottenere la condanna dei suddetti responsabili al risarcimento del danno.

Con sentenza del maggio 2015, il Tribunale di Roma ha provveduto a quantificare i danni patrimoniali e non patrimoniali in favore di Intesa Sanpaolo e a condannare Acampora e Metta – nonché in solido con quest'ultimo (ai sensi della Legge n. 117 del 1988 sulla responsabilità dei magistrati) la Presidenza del Consiglio dei Ministri – al pagamento in favore di Intesa Sanpaolo di 173 milioni al netto del prelievo fiscale, oltre interessi legali a decorrere dal 1° febbraio 2015 sino al soddisfo e al ristoro delle spese legali. L'importo della condanna teneva conto di quanto ricevuto dalla Banca a seguito di transazioni nel frattempo intervenute con la famiglia Rovelli e con le controparti Previti e Pacifico.

La Corte d'Appello di Roma nel luglio 2016 ha sospeso l'efficacia esecutiva della sentenza di primo grado per la somma eccedente l'importo di 130 milioni oltre accessori e spese, rinviando la causa per la precisazione delle conclusioni a giugno 2018. Per effetto di questa decisione, a dicembre 2016 la Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva accreditato a favore di Intesa Sanpaolo la somma di 131.173.551,58 euro (corrispondenti a 130 milioni di cui all'ordinanza, oltre interessi legali e spese liquidate). Onde evitare contestazioni, si era proceduto a richiedere ed incassare solo l'importo esatto del dispositivo stesso, senza operare il c.d. "gross-up". Il 16 aprile 2020 è stata depositata la sentenza della Corte d'Appello di Roma che ha sostanzialmente confermato la pronuncia resa dal Tribunale, pur riducendo l'importo del danno non patrimoniale all'importo di 8 milioni (rispetto a 77 milioni che erano stati quantificati dal giudice di primo grado), e ha stabilito una condanna di 108 milioni, da ritenersi sempre al netto del prelievo fiscale, oltre ad interessi legali e spese.

Nel secondo trimestre 2020 è stato depositato dalla Banca ricorso per la correzione di un errore materiale contenuto nella pronuncia in relazione al calcolo del danno liquidato; la Corte d'Appello con provvedimento depositato il 7 dicembre 2020 ha rigettato il ricorso presentato dalla Banca. La Banca lo scorso maggio ha notificato ricorso per Cassazione avverso la sentenza resa dalla Corte d'Appello di Roma il 16 aprile 2020. Il ricorso contiene due motivi principali:

  • a) la riduzione a 8 milioni del danno non patrimoniale operata dalla Corte d'Appello, a fronte dei 77 milioni riconosciuti dalla sentenza di primo grado, risulta arbitraria e non supportata da un solido ragionamento logico-giuridico;
  • b) anche accettando la riduzione sub a), la Corte nel rideterminare l'importo del danno complessivo ha commesso un errore di calcolo. Tale profilo era già oggetto dell'istanza di correzione materiale depositata nel 2020, rigettata dalla Corte in quanto ritenuto da quest'ultima un tema rimediabile mediante impugnazione.

CONTENZIOSO FISCALE

A livello di Gruppo, a fine 2021 il valore complessivo delle pretese per contenziosi fiscali (imposte, sanzioni e interessi) è di 215 milioni (211 milioni al 31 dicembre 2020).

I rischi relativi sono presidiati da adeguati accantonamenti ai fondi per rischi e oneri, pari a 76 milioni (74 milioni al 31 dicembre 2020).

Al 31 dicembre 2021 per la Capogruppo sono pendenti 628 pratiche di contenzioso (687 pratiche al 31 dicembre 2020), per un valore complessivo della pretesa (imposte, sanzioni e interessi) di 135 milioni (139 milioni al 31 dicembre 2020), conteggiato tenendo conto sia dei procedimenti in sede amministrativa sia dei procedimenti in sede giurisdizionale nei diversi gradi di merito e di legittimità. Relativamente a tali contesti, i rischi effettivi al 31 dicembre 2021 sono stati quantificati in 57 milioni (57 milioni anche al 31 dicembre 2020).

Rispetto ai dati al 31 dicembre 2020, per Capogruppo i principali eventi che hanno dato luogo a movimentazioni significative delle pretese sono principalmente rappresentati:

  • − in aumento (circa 16,4 milioni) da: i) 7,7 milioni dalla inclusione nel perimetro di Capogruppo delle controversie ex UBI Banca al 31 dicembre 2020 e conseguente aggiornamento; ii) 4 milioni da nuove contestazioni per IMU, di cui 3,1 milioni su immobili non reimpossessati da contratti di leasing risolti e 0,9 milioni per IMU su contratti di leasing a reddito; iii) 1,6 milioni da una contestazione in tema di Tarsu con il Comune di Napoli (peraltro già chiusa favorevolmente nell'anno); iv) 1,2 milioni per diverse contestazioni in tema di imposta di registro su atti giudiziari, tra cui un avviso di liquidazione di 0,6 milioni per una sentenza su un contenzioso civilistico di recupero crediti; v) 1,5 milioni da interessi maturati sul contenzioso in essere;
  • − in diminuzione (circa 19,6 milioni) da: i) 5,7 per chiusure di contenziosi IMU su immobili da contratti di leasing sia in seguito a definizione che ad annullamento da parte dei Comuni; ii) 2,9 milioni per la definizione della contestazione IVA in tema di leasing nautico sul regime di non imponibilità ex articolo 8-bis del D.P.R. n. 633/72 per l'anno 2015; iii) 2,5 milioni per la chiusura di due contestazioni TARSU del Comune di Napoli; iv) 1,1 milioni per la chiusura di numerose

contestazioni in materia di imposta di registro; v) 2,7 milioni per IRES e IRAP dovuti alla positiva definizione a) di una controversia in tema di deducibilità dei contratti derivati di copertura dell'anno d'imposta 2008 per 2 milioni tramite l'istituto c. d. della "pace fiscale" e b) dell'accertamento relativo alla ex Bancapulia per l'anno 2015, pari a 0,7 milioni, in cui veniva contestata la rilevanza dell'imposta sostitutiva originariamente versata al fine di affrancare la differenza di valore nominale su taluni crediti; vi) 2,4 per la positiva chiusura (con sentenza della Cassazione) di una contestazione in tema di soggettività passiva delle società di leasing al pagamento del bollo auto; vii) 1,7 milioni per contenzioso connesso ad una cartella di pagamento ex Caripuglia su un contenzioso Irpeg dell'anno 1982, integralmente pagata a conto economico.

Sempre rispetto al 31 dicembre 2020, per la Capogruppo le principali variazioni degli accantonamenti (rimasti a livello complessivo sostanzialmente invariati) sono collegate:

  • − in aumento (circa 8,4 milioni), da: i) 1,3 milioni per inclusione nel perimetro dell'accantonamento a fronte dei contenziosi UBI Banca e conseguente aggiornamento; ii) 3,4 milioni per maggior accantonamento sulla contestazione Sudameris dovuto al maggior rischio a causa della sfavorevole sentenza di primo grado; iii) 2,6 milioni riferiti alle sopra citate contestazioni IMU su immobili non reimpossessati;
  • − in diminuzione (circa 9,1 milioni), da: i) 2,9 milioni per la definizione della contestazione IVA sul regime di non imponibilità ex articolo 8-bis del D.P.R. n. 633/72 per l'anno 2015; ii) 5,4 milioni relativi alle contestazioni IMU, di cui: 2,6 milioni di rilascio del fondo per la definizione favorevole delle pratiche con riduzione integrale o parziale dell'atto impositivo e 2,8 milioni di rilascio con contestuale pagamento per chiusura della controversia.

Nel corso dell'esercizio sono stati chiusi 302 rilievi della Capogruppo per un contestato totale di 19 milioni con un esborso di circa 6 milioni.

Per le partecipate italiane il contenzioso fiscale al 31 dicembre 2021 ammonta a complessivi 71 milioni (63 milioni al 31 dicembre 2020), fronteggiati da accantonamenti per 11 milioni (10 milioni nel bilancio 2020).

Rispetto al 31 dicembre 2020, i principali eventi che hanno dato luogo a movimentazioni significative dell'ammontare complessivo delle pretese (+8 milioni) sono i seguenti:

  • − +18 milioni di nuove controversie di Intesa Sanpaolo Private Banking, Cargeas Assicurazioni, Provis e UBI Leasing;
  • − -4 milioni di controversie chiuse riferite principalmente a Provis e UBI Leasing in prevalenza riferite al tema della soggettività passiva dell'IMU in relazione a contratti di leasing immobiliare risolti senza reimpossessamento dei beni;
  • − -6 milioni riferiti a contestazioni ex UBI Banca. Tali controversie, per effetto dell'incorporazione sono ora ricomprese nei valori della Capogruppo.

L'aumento dell'accantonamento rispetto al 31 dicembre 2020, pari a 1 milione, è principalmente riferito:

  • − +4 milioni di accantonamento sulle nuove controversie sorte per Provis;
  • − -2 milioni di accantonamento riferito a pratiche chiuse da parte di Provis;
  • − -1 milioni di accantonamento riferito alle pratiche ex UBI Banca. Tale accantonamento viene ora rilevato nel fondo rischi della Capogruppo.

Le vertenze fiscali relative alle controllate estere sono di ammontare pari a 9 milioni (9 milioni anche a fine 2020), fronteggiate da accantonamenti per 8 milioni (7 milioni nel 2020). Il maggior accantonamento deriva principalmente da un aggiornamento della passività potenziale relativa alle controversie della Alexbank in tema di mancato versamento dell'imposta di bollo da parte delle filiali della banca egiziana per i periodi d'imposta 1984 – 2008 (valore complessivo del petitum 5,8 milioni). Non si segnalano nuove controversie di importo rilevante nell'anno.

Nei paragrafi che seguono sono fornite informazioni sulle controversie attualmente in essere (comprese quelle sorte prima del 2021) più rilevanti.

Capogruppo

Contenzioso in materia di imposta di registro su riqualificazione di operazioni di conferimento d'azienda e cessione di partecipazioni in cessione di azienda e conseguente accertamento di maggior valore dell'azienda

Si tratta di contenziosi aventi ad oggetto recuperi di imposta di registro su operazioni di conferimento di rami aziendali e successiva vendita delle partecipazioni, riqualificati dal Fisco come cessioni di rami aziendali e sul conseguente accertamento di maggior valore del ramo (petitum complessivo 39 milioni). Tali contenziosi non sono stati definiti con la c.d. pace fiscale, ex articolo 6 del decreto collegato alla Legge di Bilancio 2019 (D.L. n. 119/2018), perché in taluni casi la Banca aveva già provveduto al versamento dell'intero ammontare accertato e per effetto della definizione non avrebbe avuto diritto alla restituzione delle somme eccedenti rispetto a quanto dovuto per la definizione, oppure in altri casi perché vi erano fondate prospettive di esito favorevole dei giudizi pendenti in Cassazione.

Rientra in tale casistica anche la controversia (petitum 8 milioni), relativa alla riqualificazione della complessa operazione con cui la società Manzoni S.r.l. trasferiva alla Melville S.r.l., mediante scissione parziale non proporzionale, un ramo d'azienda "private equity" alla stessa pervenuto tramite due diversi conferimenti di ramo da parte di Intesa Sanpaolo e dell'allora IMI Investimenti. La controversia si è conclusa con sentenza favorevole alla Banca, depositata dalla Corte di Cassazione in data 17 gennaio 2022.

Contenzioso in tema di IMU su immobili non reimpossessati a seguito della risoluzione dei relativi contratti di leasing

Il contenzioso ha ad oggetto l'individuazione della soggettività passiva dell'IMU con riferimento ad immobili di proprietà delle società di leasing concessi in locazione finanziaria a terzi, il cui contratto di leasing è stato risolto anticipatamente per inadempimento del locatario ovvero si è sciolto per effetto di procedure concorsuali coinvolgenti il locatario stesso, senza che quest'ultimo abbia però provveduto alla riconsegna del bene al locatore. Su tale questione è sorto negli anni un contenzioso fiscale (che ha riguardato anche la ex Mediocredito Italiano e la Provis) riguardante la riconducibilità della soggettività passiva IMU in capo (ancora) all'utilizzatore ovvero (già) alla società di leasing nel lasso temporale intercorrente tra la data di risoluzione (o scioglimento) del contratto di leasing e la data di materiale riconsegna del bene al locatore. Nel 2020 si è affermata la tesi della soggettività IMU delle società di leasing dalla data di risoluzione giuridica del contratto, indipendentemente dal reimpossessamento del bene. Inoltre, la Legge di Bilancio 2020 ha previsto l'abolizione dell'Imposta

unica comunale (IUC), nelle sue componenti relative all'Imposta Municipale (IMU) ed al Tributo sui servizi indivisibili (TASI), e l'unificazione delle due imposte nella nuova IMU e, in data 18 marzo 2020, il Ministero dell'Economia e Finanze – Dipartimento delle Finanze – Direzione Legislazione Tributaria e Federalismo Fiscale, con la circolare nr. 1/DF, a commento delle modifiche ha fornito precise indicazioni sulla soggettività passiva della nuova IMU con riferimento alla data della risoluzione del contratto di leasing, in linea con la giurisprudenza prevalente. In considerazione di ciò, la Banca ha deciso di procedere, a partire dal 2020, al pagamento dell'IMU su tutti gli immobili in leasing con contratti risolti, indipendentemente dall'avvenuta riconsegna del bene, promuovendo ove possibile le azioni di rivalsa nei confronti degli ex utilizzatori. È stato altresì deciso il progressivo abbandono di tutti i contenziosi pendenti su accertamenti relativi alle annualità fino al 2019, previo esperimento di un tentativo di conciliazione giudiziale presso i Comuni interessati per l'annullamento delle sanzioni e la compensazione delle spese di giudizio.

Il petitum complessivo è di 10 milioni interamente cautelato nel fondo rischi contenzioso.

Contenzioso in tema di IVA su operazioni di leasing nautico

Con riguardo alla incorporata Mediocredito Italiano, era stata avviata una verifica fiscale generale da parte della Guardia di Finanza di Milano in data 17 aprile 2019 che riguardava gli anni d'imposta 2014 e 2015 ai fini IVA e gli anni d'imposta 2015 e 2017 ai fini delle imposte dirette. La verifica si è conclusa in data 13 ottobre 2020.

Relativamente all'anno d'imposta 2014 ai fini IVA, la Guardia di Finanza aveva già notificato il Processo Verbale di Constatazione (PVC) il 31 luglio 2019 contestando: i) il regime IVA di non imponibilità, ai sensi dell'articolo 8-bis del D.P.R. n. 633/72, applicato dalla società al leasing nautico e ii) la non imponibilità dell'art. 7-bis del D.P.R. n. 633/72 per una operazione di riscatto di imbarcazione. L'importo totale di IVA contestata ammontava a 2,3 milioni (di cui 1,7 sul primo rilievo e 0,6 sul secondo). È stato conseguentemente notificato l'avviso di accertamento da parte della Direzione Regionale Lombardia (maggiorato di interessi e sanzioni), avverso il quale è stato presentato il ricorso la cui l'udienza, a seguito di alcuni rinvii, è stata posticipata a febbraio 2022. Sulla posizione la Banca ha effettuato accantonamenti in merito alla prima contestazione, solo per il rischio per imposta e interessi e non anche per sanzioni, mentre per la seconda si ritiene che l'eventuale passività fiscale ricada contrattualmente sul cliente.

Per l'anno d'imposta 2015, l'avviso di accertamento afferente a un unico rilievo di non imponibilità ex articolo 8-bis del D.P.R. n. 633/72, applicato dalla società al leasing nautico è stato definito con un esborso di circa 2 milioni con utilizzo del fondo rischi contenzioso fiscale già costituito nel 2019 per 2,9 milioni. Per l'anno 2016, la Banca ha ricevuto un questionario dell'Agenzia delle Entrate a cui ha fornito risposta ed è in attesa della notificazione dell'avviso di accertamento.

Relativamente agli anni d'imposta 2015 e 2017 ai fini delle imposte dirette la verifica si è conclusa invece senza la rilevazione di irregolarità.

* * * * *

Con riguardo invece alle controversie di Intesa Sanpaolo definite nel periodo, si segnala: (i) la sentenza della Corte di Cassazione che ha definitivamente annullato un risalente avviso di rettifica e liquidazione dell'imposta di registro per la cessione nel 2008 da Intesa Sanpaolo S.p.A. di un ramo d'azienda bancaria al Credito Piemontese S.p.A. (ora Credito Valtellinese S.p.A.). Il totale della contestazione è pari a circa 1,7 milioni complessivi e per effetto della sentenza favorevole si avrà titolo per la restituzione del versamento operato a titolo provvisorio in corso di causa con realizzo di una sopravvenienza attiva; (ii) la sentenza della Cassazione che ha definitivamente annullato le pretese della Regione Emilia-Romagna per il periodo di imposta 2010 (valore 2,4 milioni) in tema di tasse automobilistiche, riconoscendo la soggettività passiva del tributo in capo all'utilizzatore del bene a titolo di locazione finanziaria invece che alla società di leasing (nel caso la ex Neos Finance); (iii) l'ordinanza della Cassazione che ha dichiarato estinti per avvenuta definizione delle liti pendenti ex art. 6 del D.L. n. 119 del 2018, due avvisi di accertamento IRES e IRAP per l'anno 2008 in cui veniva contestata la indeducibilità fiscale dei componenti negativi relativi a strumenti di copertura (valore 2 milioni); (iv) la declaratoria di cessazione della materia del contendere per una contestazione TARSU notificata dal Comune di Napoli per cui sono state riconosciute integralmente le ragioni della Banca (valore 1,6 milioni).

Con riferimento alla incorporata Banca Nuova (già facente parte del Gruppo Banca Popolare di Vicenza), la verifica dell'Agenzia delle Entrate della Sicilia sull'anno 2015 si è conclusa in adesione con il disconoscimento della perdita dell'esercizio di 0,7 milioni (senza irrogazione di sanzioni), per illegittima deduzione di sopravvenienze passive per lo storno di ricavi per fatture da emettere nei confronti di alcuni enti pubblici contabilizzate negli anni dal 2002 al 2015. Si tratta di costi per i quali non è stata rinvenuta la documentazione idonea a dimostrare la sussistenza degli elementi certi e precisi per la relativa deduzione fiscale o dovuti ad errori materiali. La riduzione della perdita ha determinato in Intesa Sanpaolo l'annullamento delle DTA IRES iscritte sulla perdita fiscale dell'incorporata Banca Nuova per un ammontare pari a 0,2 milioni (27,5% della minor perdita recuperabile di 0,7 milioni). La contestazione è stata segnalata alla Banca Popolare di Vicenza in l.c.a. - e al Ministero dell'Economia e delle Finanze per opportuna informativa e in considerazione degli impegni di garanzia assunti con l'art. 2, comma c), del d.m. 25 giugno 2017, n. 187, ai sensi dell'art. 4, comma 1, lett. c), del decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99 -, tenuta a mantenere indenne Intesa Sanpaolo della eventuale passività, ai sensi dell'Articolo 11 del contratto concluso in data 26 giugno 2017, per l'acquisizione delle attività, passività e rapporti giuridici.

Infine, per quanto concerne le filiali di Intesa Sanpaolo localizzate all'estero si evidenzia che: i) è in corso una verifica fiscale in materia di IVA sulla filiale di Londra con riferimento ai periodi d'imposta 2016, 2017 e 2018. Non si segnalano rilievi. L'altra verifica fiscale su questa filiale in materia di IVA per l'anno 2020 si è chiusa ad agosto 2021, senza alcun impatto a conto economico; ii) sono in corso quattro verifiche fiscali in materia di imposte dirette sulla filiale di New York per i periodi d'imposta 2015, 2016, 2018 e 2019. Al momento l'unico rilievo è stato elevato dallo Stato di New York con riferimento ai periodi d'imposta 2015 e 2016 accertando, per il periodo d'imposta 2015, circa 40 mila euro a titolo di maggiori imposte (oltre interessi ed eventuali sanzioni); per il periodo d'imposta 2016, circa 36 mila euro a titolo di maggiori imposte (oltre interessi ed eventuali sanzioni). La filiale sta dialogando con lo Stato di New York per ottenere l'annullamento dei rilievi; iii) è in corso la verifica iniziata ad aprile 2021 dall'Agenzia delle entrate di Madrid per l'anno 2016 ai fini delle imposte sui redditi con riguardo alla filiale di Madrid dell'incorporata UBI Banca, chiusa il 31 dicembre 2018. Al momento non sono state elevate contestazioni;

iv) è stata avviata la verifica sulla filiale di Monaco di Baviera della ex UBI Banca per gli anni dal 2015 al 2018. E' in fase di acquisizione da parte delle Autorità fiscali locali la documentazione contabile e fiscale; v) la verifica fiscale in materia di IVA sulla filiale di Varsavia per i periodi d'imposta 2016 – 2021 si sta concludendo con un onere complessivo stimato in circa 20 mila euro; vi) la verifica fiscale sulla filiale di Madrid di Intesa Sanpaolo con riferimento alla deducibilità delle spese di regia pari a 2,2 milioni per il periodo d'imposta 2015, si è conclusa con un rilievo di circa 140 mila euro, che la filiale ha provveduto a definire.

Società del Gruppo

Per Banca Fideuram sono pendenti in Cassazione, su ricorso della Banca, tre cause riguardanti la presunta mancata effettuazione della ritenuta del 27% sugli interessi maturati negli anni 2009, 2010 e 2011 su conti correnti bancari esteri intrattenuti presso la Fideuram Bank (Luxembourg) da due fondi comuni di investimento di diritto lussemburghese "storici" (Fonditalia e Interfund SICAV), per i quali negli anni accertati Banca Fideuram era unicamente banca collocatrice e banca corrispondente (valore complessivo delle controversie 9,3 milioni). Essendo risultata soccombente in secondo grado in tutti i giudizi, si è ritenuto opportuno predisporre - sentito il consulente incaricato dell'assistenza nei giudizi pendenti dinanzi al giudice di legittimità - un accantonamento a fondo rischi, comprensivo di sanzioni e interessi, calcolato solo sull'ammontare della pretesa accertata che si ritiene a rischio probabile.

Intesa Sanpaolo Private Banking, ha da tempo pendenti contenziosi IRES e IRAP relativi alla deduzione (avvenuta negli anni 2011 e seguenti) della quota di ammortamento dell'avviamento, scaturita dai conferimenti dei rami aziendali private di Intesa Sanpaolo e della Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna nel 2009, Banca di Trento e Bolzano e Cassa di Risparmio di Firenze nel 2010, Cassa di Risparmio Pistoia e Lucchesia e Cassa di Risparmio dell'Umbria nel 2013, affrancati dalla conferitaria ai sensi dell'art. 15, comma 10, del D.L. 29 novembre 2008, n. 185.

In data 29 aprile 2021 sono stati notificati gli avvisi di accertamento IRES e IRAP per l'anno di imposta 2016. L'importo dedotto dalla società e ora contestato dalla DRE Lombardia per tale annualità riguarda il medesimo valore già rettificato per l'anno 2015, pari a 12,1 milioni, cui corrispondono una maggiore IRES per 3,3 milioni e IRAP per 0,7 milioni, oltre interessi, e sanzioni (totale complessivo 8,2 milioni).

In merito allo stato dei contenziosi si rammenta quanto segue:

  • − anno 2011: favorevole sentenza n. 2763/2019, depositata il 26 giugno 2019, della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia che ha respinto nel merito l'appello principale dell'Agenzia delle Entrate avverso la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Milano n. 7028/2017 (ammontare della complessiva pretesa pari a 7,9 milioni, di cui 3,8 per imposte e 3,5 per sanzioni). Il giudice di secondo grado ha anche accolto l'appello incidentale della società sulla questione pregiudiziale della decadenza dell'Amministrazione finanziaria dal potere di accertamento; infatti, l'affrancamento dell'avviamento era stato evidenziato nella dichiarazione relativa al periodo d'imposta 2010, e gli avvisi sono stati notificati nel corso del 2017, quindi oltre i termini decadenziali individuati dall'art. 43 D.P.R. n. 600/73. Il giudizio pende in Cassazione su ricorso dell'Avvocatura Generale dello Stato e per la Banca è stato predisposto controricorso;
  • − anno 2012: sfavorevoli sentenze della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia nn. 5172/2019 e 5173/2019 che hanno accolto gli appelli dell'Agenzia delle Entrate (ammontare della complessiva pretesa pari a 8 milioni di cui 3,9 per imposte e 3,5 per sanzioni). La Banca ha presentato ricorso per Cassazione;
  • − anno 2013: favorevoli sentenze sia della Commissione Tributaria Provinciale sia della Commissione Tributaria Regionale (ammontare della complessiva pretesa pari a 10,2 milioni di cui 4,9 per imposta e 4,4 per sanzioni). L'Agenzia ha proposto ricorso per Cassazione e la Banca si è costituita con controricorso;
  • − anni 2014 e 2015: la Sez. 2^ della Commissione Tributaria Provinciale di Milano con sentenza n. 504/2/2020 del 7/02/2020, depositata il 13/02/2020, ha accolto i ricorsi IRES e IRAP per entrambe le annualità (giudizi riuniti). L'ammontare della pretesa tributaria ammonta a 16,1 milioni (di cui 7,9 per imposte e 7,2 milioni per sanzioni), oltre interessi. In data 12 novembre 2020 è stato notificato l'appello dell'Agenzia delle Entrate avverso la predetta sentenza. La Banca si è costituita nel giudizio.
  • − anno 2016: pendente in primo grado.

Il totale contestato ammonta dunque, per imposte, sanzioni ed interessi, a 51 milioni. Sulla base di parere rilasciato il 17 giugno 2021 dal consulente che assiste la Banca in Corte di Cassazione, il rischio di passività è valutato di tipo possibile, in quanto la legittimità dell'affrancamento degli avviamenti che si generano ex novo in capo alla conferitaria – posto a suo tempo in essere anche da altre società del Gruppo e contestato a nessuna - è stata esplicitamente ammessa dall'Agenzia con la Circolare n. 8/E del 2010 ed è coerente con le previsioni dell'art. 15, comma 10, del D.L. n. 185/2008.

Cargeas Assicurazioni, società di assicurazione acquisita da parte di Intesa Sanpaolo Vita il 27 maggio 2021, è stata interessata da una verifica dell'Agenzia delle Entrate, Direzione Regionale della Lombardia – Ufficio Grandi Contribuenti, volta a riscontrare la corretta applicazione, con riferimento alle annualità dal 2010 al 2018, delle disposizioni tributarie in materia di assicurazioni private e di contratti vitalizi di cui alla legge 29 ottobre 1961, n. 1216.

In esito alla verifica è stata contestata la classificazione delle polizze assicurative aventi ad oggetto il rischio di "perdita d'impiego" (obbligatoriamente connessi ai finanziamenti garantiti dalla cessione del quinto dello stipendio e facoltativamente ad altri mutui, finanziamenti e crediti al consumo), soggette all'imposta sui premi assicurativi con aliquota del 2,5%, in polizze per assicurazione del rischio di "credito", soggette ad aliquota del 12,5%. L'Agenzia sostiene che sebbene il rischio assicurato (sulla cui base il premio viene determinato con criteri di natura statistico/attuariale) sia rappresentato dalla perdita dell'impiego, sarebbe applicabile l'aliquota del 12,5% prevista per le assicurazioni contro il rischio di credito, nella considerazione che la polizza - in ultima istanza - tutelerebbe l'interesse patrimoniale dell'ente finanziatore alla riscossione del proprio credito.

La contestazione non è una novità per il settore e le imprese assicurative da anni ritengono apodittiche e strumentali le motivazioni dell'Agenzia. Anche l'ANIA è intervenuta recentemente sul tema con la circolare prot. 0082 del 5 marzo 2021 (che richiama la circolare prot. 127 del 21 aprile 2005) segnalando come tale assunto dell'Agenzia crei una serie di conseguenze asistematiche e abnormi sicuramente estranee alla volontà del legislatore della legge n. 1216, ma anche all'orientamento

della stessa Amministrazione finanziaria che sul punto si era espressa a favore dell'aliquota del 2,5% nella circolare n. 29/E del 2001.

Nel merito precisa l'ANIA che nelle polizze la qualifica di assicurato è individuata nella persona fisica che aderisce in piena autonomia alla polizza collettiva proposta dall'istituto finanziatore e tale assetto contrattuale vale a riconoscere nel debitore persona fisica il soggetto nell'interesse del quale la polizza viene stipulata, in quanto il rischio oggetto della copertura (perdita dell'occupazione che determina l'impossibilità di onorare il debito) non può che prodursi in capo a quest'ultimo.

Inoltre, dallo schema negoziale si evince che il finanziatore è il contraente della polizza esclusivamente sul piano formale, mentre, in virtù della manifestazione della propria volontà di aderire al contratto e del costo addebitatogli che si riferisce esclusivamente al premio assicurativo pagato, è il lavoratore finanziato a rivestire, effettivamente, la qualifica di contraente, oltre che quella di assicurato.

Infine, ad ulteriore supporto va considerato che anche la comunicazione dei dati e delle notizie relative ai soggetti contraenti annualmente trasmessa all'Anagrafe tributaria contempla l'indicazione dei singoli aderenti alla polizza collettiva, in quanto soggetti che sopportano l'onere del premio.

A seguito della verifica, la Cargeas ha ricevuto il 25 maggio 2021 un avviso di accertamento per l'anno 2010 dove viene accertata una maggiore imposta di 1,7 milioni, interessi per 0,7 milioni e sanzioni di 3,4 milioni pari al 200% dell'imposta accertata (sanzione minima ex lege), per un totale complessivo di 5,7 milioni. In data 21 luglio 2021 l'atto è stato impugnato avanti gli Organi della giustizia tributaria e, ad oggi, la controversia è pendente in primo grado.

In considerazione delle argomentazioni ben espresse dall'ANIA e per le valutazioni formalizzate dai difensori patrocinanti, il rischio di passività è stato ritenuto possibile ma non probabile, pertanto non è stato operato alcun accantonamento a fondo rischi per imposta, sanzioni ed interessi, mentre è stato accantonato il costo afferente gli oneri legali per 0,1 milioni.

Provis ha pratiche di contenzioso IMU e TASI pendenti o comunque prossime all'avvio del valore complessivo di 3,6 milioni, a fronte delle quali l'accantonamento al fondo rischi è pari a 3,9 milioni comprensivo di spese legali.

Con riguardo alle società controllate estere, si segnalano le seguenti evoluzioni del contenzioso intervenute nell'anno.

Intesa Sanpaolo Bank Albania è interessata principalmente da un contenzioso pendente in Cassazione su ricorso della Banca, avente ad oggetto la cancellazione di crediti non più esigibili che secondo l'amministrazione finanziaria avrebbero portato ad una diminuzione non legittima della base imponibile ai fini delle imposte dirette delle annualità dal 2003 al 2007 (1,3 milioni). Il rischio è stato interamente cautelato. Si è definito con il pagamento di 1 milione con utilizzo del fondo, il contenzioso relativo alla dichiarazione dei redditi del periodo d'imposta 2011.

Intesa Sanpaolo Brasil S.A. – Banco Multiplo, è stata oggetto di una verifica da parte del Receita Federal do Brasil (RFB), cui ha fatto seguito un avviso di accertamento in tema di imposte dirette per gli anni 2015 e 2016. La contestazione riguarda l'improprio utilizzo di perdite fiscali pregresse, ad avviso delle autorità fiscali brasiliane non utilizzabili poiché generate prima della riorganizzazione che ha interessato Intesa Sanpaolo Brasil S.A. – Banco Multiplo che ne avrebbe modificato l'attività svolta e la compagine societaria. Il rilievo mosso dal RFB è pari a 1,7 milioni su cui la Società non ha effettuato alcun accantonamento giudicando remoto, anche sulla base della valutazione del consulente locale, il rischio di soccombere in giudizio. Il primo grado di giudizio si è chiuso con esito sfavorevole alla Banca che ha presentato ricorso in appello il 14 dicembre 2020.

Inoltre, la società brasiliana è stata anche oggetto di una verifica da parte del Sao Paulo City Municipality, cui ha fatto seguito un avviso di accertamento in tema di Imposto Sobre Servicos (ISS) per gli anni 2016-2017. Il rilievo mosso è pari a 60 mila euro su cui la società non ha effettuato alcun accantonamento giudicando remoto, anche sulla base della valutazione del consulente locale, il rischio di soccombenza in giudizio. La Banca ha presentato ricorso in primo grado il 15 ottobre 2021.

Alexbank ha in corso due verifiche fiscali relative rispettivamente alla corporate income tax, con riferimento al periodo d'imposta 2018, e all'imposta di bollo, con riferimento al periodo d'imposta 2019. Al momento non risultano formulate contestazioni.

Inoltre, è pendente un contenzioso avente ad oggetto il mancato versamento dell'imposta di bollo da parte delle filiali della banca del valore complessivo di 5,8 milioni per i periodi d'imposta 1984 – 2008. La quantificazione della passività potenziale è stata aggiornata e risulta integralmente accantonata.

È pendente dinanzi al giudice di ultimo grado il contenzioso della controllata ucraina Pravex Bank relativo al disconoscimento della perdita fiscale di 4 milioni circa riportata nel 2018 da anni precedenti. La contestazione non determina effetti sul conto economico in quanto la società non ha iscritto la fiscalità anticipata e presenta una situazione fiscale che non consente comunque l'utilizzo di detta perdita. Nel corso del 2019 è stato anche presentato ricorso in primo grado relativamente ad un ulteriore accertamento delle autorità fiscali locali in materia di IVA del valore di 20 mila euro circa.

Intesa Sanpaolo Banka D.D. Bosna I Hercegovina è stata oggetto di una verifica da parte del "Indirect taxes BiH office", cui ha fatto seguito un avviso di accertamento in tema di IVA per il periodo 1° aprile 2013 - 31 marzo 2018, notificato l'11 ottobre 2018. La contestazione riguarda alcuni servizi cui non si applicherebbe il regime di esenzione IVA in quanto di natura non finanziaria e sono nello specifico: i) servizi internazionali resi da VISA; ii) servizi resi a clienti in relazione a prodotti finanziari (e.g. saldi dei conti correnti); iii) servizi legali resi da fornitori stranieri. La contestazione è di importo complessivo pari a 120 mila euro per IVA, sanzioni e interessi. Intesa Sanpaolo Banka ha presentato ricorso avverso l'avviso di accertamento in data 30 ottobre 2018 che è stato respinto dalle autorità giudiziarie locali e a marzo 2019 è stato presentato appello avverso la sentenza di primo grado. Inoltre, la Banca ha in corso altre due contestazioni in materia di Corporate Income Tax per i periodi d'imposta 2004 - 2006 entrambe pendenti in secondo grado (il primo grado in entrambi i casi si è chiuso in senso sfavorevole alla Banca). Le passività eventuali di 0,3 milioni derivanti dai giudizi di secondo grado sono state integralmente accantonate. Ad ottobre 2021, Intesa Sanpaolo Banka D.D. Bosna I Hercegovina è stata oggetto di una nuova verifica fiscale ai fini IVA per i periodi d'imposta 2018-2021. Ancora non sono stati formulati rilievi.

A febbraio 2020, PBZ CARD O.O.O. è stata oggetto di verifica fiscale da parte dell'amministrazione fiscale croata con riferimento alla profit tax relativamente al periodo d'imposta 2018. L'amministrazione finanziaria croata ha formulato un rilievo pari a 124 mila euro di maggiori imposte, più 11 mila euro di maggiori interessi. La Banca ha presentato ricorso ed è stato respinto; è in fase di predisposizione l'appello.

Per la significatività del tema, si segnala l'avvio di una controversia afferente la controllata estera UBI Trustee S.A. (trust company residente in Lussemburgo). La Trustee ha ricevuto nel dicembre 2021 notifica da parte dell'Agenzia delle Entrate Direzione Provinciale di Monza e Brianza di atti di contestazione per le annualità 2014 e 2015 con riguardo a quattro trust dalla medesima gestiti e istituiti da una holding (secondo l'Agenzia, invece, sostanzialmente istituiti dalle persone fisiche titolari effettivi di tale holding), con cui vengono irrogate sanzioni per complessivi euro 2 milioni per violazioni delle norme sul c.d. "monitoraggio fiscale" dei capitali detenuti all'estero da soggetti residenti in Italia.

A seguito della ri-qualificazione dei quattro trust come fiscalmente residenti in Italia, si contesta l'omessa dichiarazione negli anni 2014 e 2015 del possesso all'estero di titoli obbligazionari e relativi interessi, sottoscritti da Limited Liability Companies - LLC con sede nel Wyoming e nello Stato di New York (USA), interamente partecipate dai citati trust e considerate dall'Agenzia come soggetti fittiziamente interposti rispetto a questi ultimi.

Pertanto, per la violazione dell'art. 4 D.L. n. 167/1990 (normativa sul c.d. "monitoraggio fiscale" dei capitali detenuti all'estero) è stata irrogata la sanzione minima edittale del 3% del valore nominale delle citate obbligazioni e relativi interessi.

Sono in corso le analisi, anche congiuntamente ai consulenti dei clienti interessati, per definire le azioni da intraprendere. Il consulente fiscale incaricato da UBI Trustee con parere del 30 dicembre 2021 ha qualificato il rischio di passività di tipo possibile.

Inoltre, si è chiusa senza rilievi la verifica fiscale su IMI SEC in relazione alle imposte dirette, avente ad oggetto le annualità 2015 e 2016.

Si segnala infine un contenzioso pendente in Brasile relativo alla ex controllata Banco Sudameris Brasil (ora Banco Santander Brasil), ceduta nel 2003 ad ABN AMRO Brasil (ora Gruppo Santander), il cui onere economico ricade su Intesa Sanpaolo per gli impegni assunti a suo tempo con la cessionaria.

Il contenzioso di che trattasi – l'onere relativo al quale non è stato oggetto di definizione con il Settlement Agreement del 2019 con il Banco Santander Brasil - è denominato "Causa PDD1" e verte in tema di imposte sui redditi e contribuzione sociale per il 1995.

Nel corso del 2021 è stata depositata la sentenza di primo grado del giudice civile ordinario (deposito dell'aprile 2021) che, pur avendo parzialmente accolto alcune eccezioni della banca, si dimostra nel complesso favorevole all'Amministrazione fiscale brasiliana. La sentenza è stata impugnata con appello depositato il 10 maggio 2021 e il giudizio pende in secondo grado.

Il petitum è di euro 35 milioni valorizzato in misura corrispondente al deposito cauzionale versato dalla Banca per adire il giudice civile e iscritto nell'attivo patrimoniale, e il relativo rischio di irrecuperabilità cautelato nel fondo contenzioso per l'importo di 6,8 milioni. La congruità dell'accantonamento è stata stimata dai consulenti legali locali che considerano il rischio di soccombenza in giudizio remoto per la componente interessi (pari a circa 21,4 milioni del deposito). Per imposte e sanzioni (corrispondenti a complessivi 13,6 milioni del deposito), è stato prudenzialmente deciso di appostare nel fondo rischi un accantonamento pari al 50% di tale ammontare.

* * * * *

A fronte della totalità delle pratiche di contenzioso fiscale in essere al 31 dicembre 2021, per un valore complessivo, come in precedenza indicato, di 215 milioni, di cui 135 milioni relativi a Intesa Sanpaolo, nell'attivo dello Stato patrimoniale di Gruppo sono iscritti 46 milioni di crediti per importi pagati a titolo provvisorio in presenza di accertamenti, 25 milioni dei quali riferiti alla Capogruppo.

La quota del fondo rischi che fronteggia le relative controversie con iscrizione a ruolo provvisoria ammonta a 28 milioni, di cui 25 milioni relativi a Intesa Sanpaolo.

Detti versamenti a titolo provvisorio sono stati effettuati in ottemperanza a specifiche disposizioni legislative, che ne prevedono l'obbligatorietà in base a un meccanismo di tipo automatico del tutto indipendente dall'effettiva fondatezza delle connesse pretese fiscali, e quindi dal maggiore o minore rischio di soccombenza nei relativi giudizi. Si tratta cioè di pagamenti eseguiti unicamente in ragione dell'esecutorietà di cui sono dotati gli atti amministrativi che contengono la pretesa fiscale di riferimento, la quale non viene meno neppure in presenza di impugnazione, che non ha efficacia sospensiva, e nulla toglie o aggiunge alle valutazioni sull'effettivo rischio di soccombenza, la cui misurazione è operata secondo il criterio previsto dallo IAS 37 per le passività.

SEZIONE 3 – RISCHI DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE

3.1 RISCHI ASSICURATIVI

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA E QUANTITATIVA

Ramo Vita

I rischi tipici del portafoglio assicurativo Vita (gestito attraverso Intesa Sanpaolo Vita, Intesa Sanpaolo Life e Fideuram Vita) possono essere riassunti in tre categorie: rischi di tariffazione, rischi demografico-attuariali e rischi di riservazione. I rischi di tariffazione vengono presidiati dapprima in sede di definizione delle caratteristiche tecniche e di pricing di prodotto e

nel tempo mediante verifica periodica della sostenibilità e della redditività (sia a livello di prodotto che di portafoglio complessivo delle passività). In sede di definizione di un prodotto viene utilizzato lo strumento di profit testing, con l'obiettivo di misurarne la redditività e di identificare in via preventiva eventuali elementi di debolezza attraverso specifiche analisi di sensitivity.

I rischi demografico-attuariali si manifestano qualora si misuri un andamento sfavorevole della sinistralità effettiva rispetto a quella stimata nella costruzione della tariffa e sono riflessi a livello di riservazione. Per sinistralità si intende non solo quella attuariale ma anche quella finanziaria (rischio di tasso di interesse garantito). La società presidia tali rischi mediante una sistematica analisi statistica dell'evoluzione delle passività del proprio portafoglio contratti, suddivisa per tipologia di rischi e mediante simulazioni sulla redditività attesa degli attivi posti a copertura delle riserve tecniche.

Il rischio di riservazione è presidiato in sede di determinazione puntuale delle riserve matematiche, con una serie di controlli sia di dettaglio (per esempio un controllo preventivo sulla corretta memorizzazione a sistema delle variabili necessarie al calcolo, quali rendimenti, quotazioni, basi tecniche, parametri per le riserve integrative, ricalcolo dei valori di singoli contratti) sia d'insieme, mediante il raffronto dei risultati con le stime che vengono prodotte mensilmente. Particolare attenzione viene posta al controllo della corretta presa in carico dei contratti, attraverso la quadratura del relativo portafoglio con ricostruzione delle movimentazioni suddivise per causa intervenute nel periodo e della coerenza degli importi liquidati, rispetto alla movimentazione delle riserve.

Nelle tabelle che seguono viene data rappresentazione della struttura per scadenze delle riserve matematiche, escluse le riserve per somme da pagare e al lordo delle elisioni intercompany, e della struttura per rendimento minimo garantito al 31 dicembre 2021.

(milioni di euro)
Dettaglio riserve matematiche pure del segmento vita: scadenza Riserva
matematica
%
Fino ad 1 anno 3.266 3,04
Da 1 a 5 anni 5.971 5,55
Da 6 a 10 anni 2.920 2,72
Da 11 a 20 anni 3.086 2,87
Oltre 20 anni 92.255 85,82
TOTALE 107.498 100,00
(milioni di euro)
Dettaglio della concentrazione dei rischi
per tipologia di garanzia
Totale
riserve
%
Prodotti assicurativi e investimenti con garanzia
rendimento annuo
0% - 1% 51.544 44,66
Da 1% a 3% 33.356 28,90
Da 3% a 5% 6.109 5,29
Prodotti assicurativi 16.489 14,29
Riserva Shadow 7.905 6,86
TOTALE 115.403 100,00

Le riserve matematiche vengono calcolate sulla quasi totalità del portafoglio contratto per contratto e la metodologia utilizzata per la determinazione delle riserve tiene conto di tutti gli impegni futuri dell'impresa.

La ripartizione per scadenza delle passività finanziarie, al lordo delle elisioni intercompany, rappresentate dalle attività a copertura degli impegni derivanti dalle unit linked, index linked e da altri prodotti assicurativi (nello specifico al prodotto Risparmio Insurance) e dalle passività subordinate, è rappresentata dalla tabella che segue.

Dettaglio della ripartizione per scadenza delle passività
finanziarie
Con scadenza
nei 12 mesi
Con scadenza
oltre i 12 mesi
Totale al
31.12.2021
(milioni di euro)
Totale al
31.12.2020
Unit linked 80 84.883 84.963 77.459
Index linked - - - -
Altre passività verso assicurati 181 - 181 -
Passività subordinate - 2.220 2.220 2.130
Totale 261 87.103 87.364 79.589

Ramo Danni

I rischi tipici del portafoglio assicurativo Danni (gestito attraverso Intesa Sanpaolo Assicura, Intesa Sanpaolo RBM Salute, Cargeas e Intesa Sanpaolo Vita) sono riconducibili principalmente a rischi di tariffazione e di riservazione.

I rischi di tariffazione vengono presidiati dapprima in sede di definizione delle caratteristiche tecniche e di pricing del prodotto e nel tempo mediante verifica periodica della sostenibilità e della redditività (sia a livello di prodotto che di portafoglio complessivo delle passività).

Il rischio di riservazione è presidiato in sede di determinazione puntuale delle riserve tecniche. In particolare, per le imprese che esercitano i rami danni, le riserve tecniche si possono distinguere in: riserve premi, riserve sinistri, riserve per partecipazione agli utili e ristorni, altre riserve tecniche e riserva di perequazione.

Con riferimento all'assunzione del rischio, le polizze al momento dell'acquisizione vengono controllate con un sistema automatico di riscontro dei parametri assuntivi associati alla tariffa di riferimento. Il controllo, oltre che formale, è quindi anche sostanziale e consente, in particolare, di accertare esposizioni a livello di capitali e massimali, al fine di verificare la corrispondenza del portafoglio con le impostazioni tecniche e tariffarie concordate con la rete di vendita.

In seconda battuta, vengono effettuati controlli statistici per verificare situazioni potenzialmente anomale (come, ad esempio, la concentrazione per zona o tipologia di rischio) e per tenere sotto controllo i cumuli a livello di singola persona (con particolare riferimento alle polizze che prevedono coperture nei rami infortuni e malattia). Ciò anche allo scopo di fornire le opportune indicazioni sui profili di portafoglio alla unità organizzativa Attuariato e Riassicurazione, per impostare il piano riassicurativo annuale.

Nella tabella che segue si riporta, per i principali rami nei quali opera la società, lo sviluppo dei sinistri per generazione al 31 dicembre 2021.

(milioni di euro)
Sviluppo riserve sinistri ANNO DI GENERAZIONE/ACCADIMENTO TOTALE
2017 2018 2019 2020 2021
Importo riserva:
al 31/12 dell'anno di generazione N 613 687 813 713 1.072
al 31/12 dell'anno N+1 392 389 401 426
al 31/12 dell'anno N+2 251 262 313
al 31/12 dell'anno N+3 243 251
al 31/12 dell'anno N+4 237
Importo complessivo sinistri pagati cumulati 679 659 696 614 771 3.419
Riserva sinistri in bilancio al 31.12.2021 24 38 60 104 494 720
Riserva finale per sinistri esercizi precedenti 76
Totale Riserva sinistri in bilancio al
31.12.2021
796

3.2 RISCHI FINANZIARI

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA E QUANTITATIVA

Rischi Finanziari

Tali rischi derivano dal livello o dalla volatilità dei prezzi di mercato di strumenti finanziari che impattano sul valore di bilancio sia delle attività che della passività. I fattori di rischio individuati dalla Compagnia sono:

  • Rischio tasso: impatta attività e passività per le quali il valore è sensibile ai cambiamenti nella struttura a termine dei tassi di interesse o della volatilità dei tassi di interesse;
  • Rischio azionario: deriva dal livello o dalla volatilità dei prezzi di mercato per i titoli azionari e impatta attività e passività il cui valore risulti sensibile alle variazioni dei prezzi azionari;
  • Rischio immobiliare: deriva dal livello o dalla volatilità dei prezzi di mercato delle proprietà immobiliari e impatta attività e passività sensibili a tali variazioni;
  • Rischio cambio: deriva da variazioni del livello o della volatilità dei tassi di cambio di valuta;
  • Rischio spread: impatta attività e passività per le quali il valore è sensibile alle variazioni sfavorevoli dei credit spread;
  • Rischio di concentrazione: riflette il rischio di detenere percentuali elevate in attività finanziarie con la stessa controparte.

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

In continuità con il 2020, l'analisi dell'esposizione al rischio del Gruppo Assicurativo è stata condizionata dallo scenario economico/sociale/finanziario dettato dall'emergenza pandemica COVID-19. Sono proseguiti i monitoraggi settimanali e mensili sulla situazione di solvibilità e di liquidità del Gruppo Assicurativo, inviati all'Autorità di Vigilanza a partire dal mese di marzo 2020. Sono stati inoltre mantenuti i monitoraggi rafforzati relativamente ai rischi operativi, con particolare riferimento all'insorgere di perdite derivanti dalla business continuity e/o dipendenti dai rischi cyber.

Portafogli di investimento

Gli investimenti delle società del segmento assicurativo del Gruppo Intesa Sanpaolo (Intesa Sanpaolo Vita, Intesa Sanpaolo Assicura, Intesa Sanpaolo Life, Fideuram Vita, Intesa Sanpaolo RBM Salute e Cargeas) vengono realizzati a fronte del patrimonio libero ed a copertura delle obbligazioni contrattuali assunte nei confronti della clientela. Queste ultime sono relative alle polizze vita di tipo tradizionale rivalutabile, a quelle di tipo Index e Unit linked, ai fondi pensione e alle polizze danni.

I portafogli di investimento ammontano complessivamente, a valori di bilancio e alla data del 31 dicembre 2021, a 208.455 milioni. Di questi, una quota pari a 107.621 milioni è relativa alle polizze vita tradizionali rivalutabili, il cui rischio finanziario è condiviso con gli assicurati in virtù del meccanismo di determinazione dei rendimenti delle attività in gestione separata, alle polizze danni ed agli investimenti a fronte del patrimonio libero; l'altra componente, il cui rischio è interamente sopportato dagli assicurati, è costituita da investimenti a fronte di polizze Index Linked, Unit Linked e Fondi Pensione ed è pari a 100.834 milioni.

In considerazione del diverso tipo di rischiosità, l'analisi dei portafogli investimenti, dettagliata nel seguito, è incentrata sugli attivi detenuti a copertura delle polizze vita tradizionali rivalutabili, delle polizze danni e del patrimonio libero.

Attività finanziarie a fronte di gestioni separate e patrimonio libero

In termini di composizione per asset class, al netto delle posizioni in strumenti finanziari derivati, l'84,34% delle attività, pari a 90.580 milioni, è costituito da titoli obbligazionari mentre la quota relativa a titoli di capitale pesa per il 2,11% ed è pari a 2.266 milioni. La restante parte, pari a 14.557 milioni, è costituita da investimenti in OICR, Private Equity e Hedge Fund (13,55%).

Il valore di bilancio dei derivati ammonta a 217 milioni circa, di questi la quasi totalità è riferita a derivati classificati di copertura, mentre la quota relativa a derivati di gestione efficace85 apporta un contributo negativo di -73 milioni circa.

Gli investimenti a fronte del patrimonio libero di Intesa Sanpaolo Vita e Fideuram Vita sono pari, alla fine del 2021 ed a valori di mercato, a 1.059 milioni circa e presentano una rischiosità, in termini di VaR (intervallo di confidenza 99%, holding period 10 giorni), pari a 33 milioni circa.

85 Il Regolamento ISVAP n.36 del 31 gennaio 2011 in materia di investimenti definisce "derivati di gestione efficace" tutti i derivati finalizzati al raggiungimento di prefissati obiettivi di investimento in maniera più veloce, agevole, economica o più flessibile rispetto a quanto sia possibile operando sugli attivi sottostanti.

Esposizione al rischio di tasso

La distribuzione per scadenze della componente obbligazionaria evidenzia un 11,88% a breve (inferiore a un anno), un 31,48% a medio termine e un 56,64% a lungo termine (oltre i 5 anni).

(milioni di euro)
Attività finanziarie Valore
di bilancio
% Duration
Titoli obbligazionari a tasso fisso 80.421 74,88 6,98
entro 1 anno 10.449 9,73
da 1 a 5 anni 25.561 23,80
oltre i 5 anni 44.411 41,35
Titoli obbligazionari a tasso variabile/indicizzati 10.159 9,46 7,21
entro 1 anno 312 0,29
da 1 a 5 anni 2.952 2,75
oltre i 5 anni 6.895 6,42
TOTALE 90.580 84,34 -
Titoli di partecipazione al capitale 2.266 2,11
OICR, Private Equity, Hedge Fund 14.557 13,55
TOTALE AL 31.12.2021 107.403 100,00

La sensitivity del fair value del portafoglio di attivi finanziari rispetto ad un movimento dei tassi di interesse, sintetizzata nella tabella seguente, mette in evidenza l'esposizione del portafoglio: a titolo di esempio, un movimento parallelo della curva di +100 punti base comporta una variazione negativa, nei portafogli obbligazionari, di 6.189 milioni.

(milioni di euro)
Valore
di Bilancio
% Variazione di fair value
a seguito di variazione
dei tassi di interesse
+100 bps -100 bps
Titoli obbligazionari a tasso fisso 80.421 88,78 -5.300 6.055
Titoli obbligazionari a tasso variabile/indicizzato 10.159 11,22 -889 732
Effetto copertura al rischio tasso di interesse - - - -
TOTALE 90.580 100,00 -6.189 6.787

Esposizione al rischio di credito

Nella tabella che segue è riportata la distribuzione per fasce di rating del portafoglio obbligazionario: i titoli con rating AAA/AA pesano per il 7,77% del totale investimenti mentre il 6,13% circa si colloca nell'area single A. I titoli dell'area low investment grade (BBB) costituiscono il 66,92% del totale, mentre è residuale (3,52%) la quota di titoli speculative grade o unrated. Si fa presente che, con riferimento all'esposizione verso titoli con rating BBB, la parte prevalente dell'esposizione è relativa a titoli obbligazionari emessi dalla Repubblica Italiana.

(milioni di euro)
Dettaglio delle attività finanziarie per rating dell'emittente Valori di
bilancio
%
Titoli obbligazionari 90.580 84,34
AAA 2.875 2,68
AA 5.466 5,09
A 6.583 6,13
BBB 71.876 66,92
Speculative grade 3.401 3,17
Senza rating 379 0,35
Titoli di partecipazione al capitale 2.266 2,11
OICR, Private Equity, Hedge Fund 14.557 13,55
TOTALE 107.403 100,00

L'analisi dell'esposizione in termini di emittenti/controparti evidenzia le seguenti componenti: i titoli emessi da Governi, Banche Centrali e altri enti pubblici rappresentano il 79,23% dei titoli obbligazionari mentre i titoli di emittenti corporate contribuiscono per circa il 20,77%.

A fine esercizio 2021, i valori di sensitivity del fair value dei titoli obbligazionari rispetto ad una variazione del merito creditizio degli emittenti, intesa come shock dei credit spread di mercato di ±100 punti base, sono riportati nella tabella seguente.

Valore
di Bilancio
% (milioni di euro)
Variazioni di fair value a
seguito di variazioni degli
spread di credito
+100 bps -100 bps
Titoli obbligazionari di emittenti governativi
Titoli obbligazionari di emittenti corporate
71.765
18.815
79,23
20,77
-5.316
-985
6.202
876
TOTALE 90.580 100,00 -6.301 7.078

Esposizione al rischio azionario

La sensitivity del portafoglio azionario a fronte di un ipotetico deterioramento dei corsi azionari pari al 10% risulta quantificata in -227 milioni, come si evince dalla tabella seguente.

(milioni di euro)
Valore
di Bilancio
% Variazioni di fair value a
seguito di variazioni
dei corsi azionari
-10%
Titoli azionari società finanziarie 306 13,50 -31
Titoli azionari società non finanziarie e altri soggetti 1.960 86,50 -196
TOTALE 2.266 100,00 -227

Esposizione al rischio di cambio

Il 97,65% circa degli investimenti è rappresentato da attività denominate nella divisa comunitaria. A fronte della residuale esposizione al rischio di cambio sono state contrapposte posizioni in strumenti finanziari derivati, principalmente Domestic Currency Swap, nella stessa valuta.

Strumenti finanziari derivati

Gli strumenti finanziari derivati sono utilizzati a fini di copertura dei rischi finanziari presenti nel portafoglio investimenti oppure a fini di gestione efficace.

Nella tabella sottostante si riportano i valori di bilancio degli strumenti finanziari derivati al 31 dicembre 2021.

(milioni di euro)
Tipologia sottostanti TITOLI DI DEBITO /
TASSI DI INTERESSE
TITOLI DI CAPITALE,
INDICI AZIONARI,
COMMODITY, CAMBI
TOTALE
Quotati Non
Quotati
Quotati Non
Quotati
Quotati Non
Quotati
Derivati di copertura
Derivati di gestione efficace
-
-
291
-117
-
55
-
-11
-
55
291
-128
TOTALE - 174 55 -11 55 163

SEZIONE 4 – RISCHI DELLE ALTRE IMPRESE

I rischi delle altre imprese sono essenzialmente concentrati:

– nelle società Romulus Funding Corp. e Duomo Funding Plc, inserite nel perimetro di consolidamento ai sensi dell'IFRS 10; – nelle società del Gruppo Risanamento, consolidate contabilmente a partire dal 2015, ma non sottoposte ad attività di direzione e coordinamento.

VEICOLI ROMULUS FUNDING CORPORATION E DUOMO FUNDING PLC

Informazioni di natura qualitativa e quantitativa

Si tratta di due società veicolo che costituiscono la piattaforma asset-backed commercial paper conduit del Gruppo Intesa Sanpaolo, costituite al fine di rispondere alla strategia di Intesa Sanpaolo di fornire alla clientela un canale alternativo di funding tramite accesso al mercato internazionale delle asset-backed commercial paper. Gli asset originati dalla clientela europea sono acquistati dal veicolo Duomo, mentre al veicolo Romulus spettano gli attivi americani e l'attività di raccolta finanziaria sul mercato statunitense attraverso l'emissione delle asset-backed commercial paper. Si segnala, tuttavia, che a causa dei successivi downgrading di Intesa Sanpaolo intervenuti alla fine del 2014, gli investitori statunitensi hanno progressivamente disinvestito senza che il veicolo avesse la possibilità di trovare nuovi investitori terzi cui collocare le assetbacked commercial paper.

Al 31 dicembre 2021, pertanto, i titoli emessi dal veicolo Romulus pari a 5,9 miliardi sono stati sottoscritti dalla Capogruppo Intesa Sanpaolo per circa 5,7 miliardi.

I rischi in capo a tali entità, in particolare quelli di tasso di interesse e di cambio che potrebbero emergere dall'operatività delle due società, devono essere coperti in accordo con le policy di gestione di tali rischi definite dal Gruppo Intesa Sanpaolo.

In linea generale non è consentito alle società assumere posizioni in cambi.

Al 31 dicembre 2021, gli attivi del veicolo Romulus includono 5,9 miliardi di crediti verso il veicolo Duomo. A fronte di tali attivi il veicolo ha emesso Asset-backed Commercial Papers (ABCP) per un valore di bilancio di 5,9 miliardi che

sono stati per la quasi totalità sottoscritti dalla Capogruppo Intesa Sanpaolo. Quanto al portafoglio del veicolo Duomo, a fine 2021 esso risulta principalmente composto da crediti verso clientela per 7,4 miliardi.

Nel prospetto che segue sono indicati i dati e le informazioni relative ai due veicoli sopra citati e riferiti al 31 dicembre 2021.

Dati veicolo Linee di
liquidità (2)
Garanzie rilasciate
Titoli emessi
di cui: posseduti dal Gruppo (milioni di euro)
ROMULUS E DUOMO Totale
attivo
Perdite
cumulate
natura importo importo importo classificazione
contabile
Valutazione
ROMULUS FUNDING CORP. 5.917 (1) - - 5.914 5.717 Att.Fin.al costo
amm.
Costo
ammortizzato
DUOMO FUNDING PLC 7.381 - 7.354 - - -

(1) Interamente rappresentati da finanziamenti erogati a Duomo, per operazioni contabilizzate nel bilancio di quest'ultimo veicolo.

(2) Trattasi di Fully Supporting Liquidity Facilities rilasciate dalla capogruppo Intesa Sanpaolo impegnate per 7.354 milioni a fronte di un accordato pari a 12.500 milioni.

L'incidenza del totale attivo dei conduit Romulus e Duomo, al netto dei rapporti intercorrenti tra i due veicoli, rispetto al totale attivo consolidato, è pari circa allo 1%.

Il rischio del portafoglio dei due veicoli è composto per circa il 49,3% da crediti commerciali e per la restante parte da prestiti al consumo (23,1%), da crediti derivanti da contratti di leasing (5,6%), factoring contracts (3,3%), mutui ipotecari (0,3%), prestiti a PMI (9,9%), da prestiti/contratti di leasing a società farmaceutiche (7,6%) e da crediti IVA (0,1%). Gli eligible assets detenuti dai veicoli sono espressi principalmente in euro (96,8% del portafoglio complessivo). La restante parte è suddivisa in sterline inglesi (1,7 %) e dollari USA (1,2%), dollari australiani (0,1%) e peso messicano (0,2%).

Sempre con riferimento al portafoglio di eligible assets si forniscono le seguenti informazioni.

Relativamente alla distribuzione per rating del portafoglio crediti si segnala che il 97% risulta privo di rating e il restante 3% risulta con rating superiore alla "A".

Con riferimento alla distribuzione geografica degli assets detenuti dai due veicoli si segnala che i debitori sono localizzati per il 94% in Italia.

GRUPPO RISANAMENTO

Con riferimento ai rischi delle altre imprese si segnalano anche i potenziali effetti derivanti dalla sfavorevole congiuntura del mercato immobiliare sul Gruppo Risanamento, in considerazione della specifica natura dell'attività svolta dal Gruppo medesimo.

Occorre sottolineare che anche il mercato immobiliare ha subito consistenti effetti connessi alla diffusione della pandemia COVID-19.

Con riferimento al punto specifico occorre tenere conto che gli asset di proprietà del Gruppo Risanamento sono in larga parte aree destinate ad operazioni di sviluppo di medio/lungo periodo; in particolare, per Milano Santa Giulia S.p.A. (che detiene il principale asset del Gruppo) la recente approvazione della proposta di Variante al Piano attuativo rappresenta un importante passaggio dell'iter autorizzativo, ed avvicina l'avvio della fase di realizzazione vera e propria, anche in considerazione della scadenza delle Olimpiadi invernali 2026 che, come noto dovranno utilizzare la nuova arena.

Pur non potendosi al momento prevedere la futura evoluzione della pandemia, la fase di completamento dalla procedura urbanistica e di realizzazione delle opere fa sì che, per Santa Giulia, il confronto con il mercato potrà avvenire in condizioni diverse, ed auspicabilmente migliori, dell'attuale.

Inoltre, si riportano di seguito le considerazioni svolte in sede di svolgimento della valutazione del patrimonio immobiliare per tener conto delle incertezze correlate alle non prevedibili modalità e tempistiche di evoluzione futura della pandemia:

  • − l'attuale contesto genera dubbi riguardo agli scenari futuri, e nessuno può ancora prevedere con sufficiente certezza quali saranno gli impatti dell'emergenza sanitaria sulle economie mondiali e sui mercati immobiliari. Per questa ragione la valutazione del patrimonio immobiliare è stata elaborata in condizioni di incertezza rilevante;
  • − a motivo di tale incertezza, che rende poco significative le numericamente scarse transazioni effettivamente concluse negli ultimi mesi, si è ritenuto di non sviluppare ulteriori indagini di mercato a supporto della valutazione, sia perché l'operazione Milano Santa Giulia andrà a costituire una nuova polarità urbana (le cui quotazioni saranno differenti e significativamente superiori rispetto al contesto circostante), sia perché le attuali dinamiche del mercato immobiliare, fortemente condizionate dall'emergenza sanitaria, non sono verosimilmente rappresentative dello scenario con cui andrà a confrontarsi l'offerta immobiliare di Milano Santa Giulia (di medio/lungo periodo), a sviluppo ultimato;
  • − stante quanto sopra si è comunque ritenuto di incorporare nei parametri di stima, utilizzati ai fini della valutazione, elementi di prudenza per tenere in considerazione l'incertezza precedentemente indicata. A seguito di tale valutazione il principale asset del gruppo (Milano Santa Giulia) si evidenzia che l'incremento del valore di fair value pari a circa 20 milioni corrispondente a circa il 3% rispetto ai valori di mercato osservati nello scorso esercizio è prevalentemente generato dall'incremento di superfici realizzabili di circa 50.000 metri quadri sancito dall'approvazione definitiva della Variante urbanistica come indicato in precedenza.

La situazione generale precedentemente illustrata si riflette inevitabilmente sul settore immobiliare le cui aspettative sono condizionate dalla crescita dell'economia, dalle difficoltose condizioni di accesso al credito, nonché dall'elevato tasso di disoccupazione; la situazione congiunturale del settore immobiliare appare quindi ancora incerta e complessa così come lo è il quadro macroeconomico di riferimento. L'evoluzione del mercato immobiliare attesa nei prossimi mesi è, infatti, collegata al quadro evolutivo del complesso scenario economico.

Il mercato immobiliare è soggetto ad un andamento ciclico dei valori degli affitti e dei prezzi degli immobili; la durata dei cicli è variabile, ma comunque di norma sempre pluriennale. I fattori macroeconomici che maggiormente influenzano i valori immobiliari e quindi determinano l'andamento dei cicli sono i seguenti:

  • − andamento dei tassi di interesse;
  • − liquidità presente sul mercato e presenza di investimenti alternativi remunerativi;
  • − crescita economica.

La politica di gestione del Gruppo Risanamento è finalizzata a minimizzare gli effetti delle diverse fasi del ciclo attraverso investimenti in progetti di sviluppo caratterizzati da elevati standard qualitativi in termini di servizi, flessibilità ed efficienza gestionale.

Di seguito viene fornita una rappresentazione dei principali rischi specifici di natura immobiliare gestiti dal Gruppo Risanamento.

Mancata vendita / valorizzazione asset non in linea con le previsioni strategiche del Gruppo Risanamento

Il rischio riguarda tutti i potenziali eventi che possono influire sul raggiungimento degli obiettivi dell'attività di vendita e di locazione degli asset del Gruppo Risanamento. Attualmente, infatti, la possibilità di identificare controparti commerciali che presentino requisiti allineati alle aspettative ed alle esigenze della Società risulta essere talvolta elemento indipendente da fattori e da leve influenzabili internamente. Le conseguenze operative si potrebbero tradurre in una rarefazione delle operazioni di compravendita e nell'aumento degli immobili sfitti.

Il Gruppo Risanamento gestisce tale rischio attraverso una costante attività di monitoraggio sulle attività commerciali e del rispetto degli obiettivi strategici che consente di valutare e attuare azioni di vendita nella piena conoscenza degli obiettivi strategici prefissati.

Rischi connessi alla realizzazione esecutiva dei progetti

La realizzazione delle iniziative immobiliari presenta i rischi connessi all'attività di progettazione, alle problematiche ambientali, all'attività edificatoria, nonché alla sua durata e alla potenziale esposizione dell'iniziativa alla ciclicità del mercato immobiliare.

Tale ultimo aspetto è connaturato a progetti di grande dimensione e di lungo periodo che, dovendo coniugare gli adempimenti amministrativi all'innovativa qualità progettuale, utilizzandola quale stimolo alla domanda presente sul mercato, non può che risentire degli effetti ciclici del settore immobiliare.

Il potenziale rischio in oggetto si traduce, inoltre, nella possibilità che i) errori o criticità di progettazione compromettano gli obiettivi di tempestività e corretta realizzazione delle opere ii) le opere non siano, per cause imputabili all'appaltatore, realizzate nei tempi e nei modi previsti.

Con riferimento al punto i), il Gruppo si è dotato di un processo strutturato di selezione dei progettisti che mira ad identificare professionisti di comprovate capacità tecniche; inoltre è prevista la stipula di accordi con clausole contrattuali di garanzia e manleva. Il Gruppo monitora le attività di progettazione attraverso un dialogo costante con le controparti in tutte le attività correlate tramite verifica degli avanzamenti periodici della qualità e della conformità del lavoro.

Con riferimento al punto ii), il Gruppo adotta processi strutturati di selezione del fornitore, al fine di selezionare appaltatori che, oltre a requisiti di onorabilità, eticità, idoneità tecnico professionale, adeguatezza operativa/organizzativa, presentano un elevato grado di solidità patrimoniale e finanziaria. È previsto un monitoraggio costante dell'attività degli appaltatori, che permette di disporre in ogni momento delle informazioni per valutarne la situazione e per intraprendere tempestivamente le adeguate azioni correttive. Inoltre, sono previste clausole contrattuali di garanzia per il committente.

Fermi restando i rischi sopra indicati, permane la considerazione, già esplicitata nei bilanci degli esercizi precedenti, correlata alla sottoscrizione dell'accordo con un primario operatore internazionale per lo sviluppo in partnership dell'iniziativa immobiliare denominata Milano Santa Giulia, che rappresenta il principale asset del Gruppo.

Tale accordo, infatti, seppur ad oggi sospensivamente condizionato, è di notevole rilievo per il Gruppo Risanamento in quanto (i) conferma la bontà e la fattibilità del progetto (ii) potrà creare vantaggi e sinergie sia nella fase di sviluppo sia in quella di commercializzazione.

Complessivamente il portafoglio immobiliare del Gruppo Risanamento è iscritto nel bilancio consolidato di Intesa Sanpaolo per un valore di 691 milioni.

  • Nel dettaglio il portafoglio si suddivide in:
  • − immobili ad uso funzionale: 37 milioni (sede sociale e operativa);
  • − aree e progetti di sviluppo immobiliare: 614 milioni (Milano Santa Giulia);
  • − altri immobili di trading e sviluppo: 40 milioni.

Come già rilevato, Intesa Sanpaolo non esercita su Risanamento S.p.A. e sulle società da essa controllate l'attività di direzione e coordinamento di cui all'art. 2497 c.c. e seguenti.

Parte F Informazioni sul patrimonio consolidato

SEZIONE 1 – IL PATRIMONIO CONSOLIDATO

A. Informazioni di natura qualitativa

Il presidio dell'adeguatezza patrimoniale a livello consolidato e di singola partecipata è assicurato dall'attività di capital management nell'ambito della quale vengono definite, nel rispetto dei vincoli regolamentari e in coerenza con il profilo di rischio assunto dal Gruppo, la dimensione e la combinazione ottimale tra i diversi strumenti di patrimonializzazione.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo assegna un ruolo prioritario alla gestione e all'allocazione delle risorse patrimoniali, sia come leva strategica che come strumento per assicurare la coerenza dei piani operativi delle unità di business.

Una volta definiti gli obiettivi strategici di redditività, solidità patrimoniale e di liquidità che il Gruppo intende perseguire, le risorse patrimoniali e finanziarie sono allocate alle unità di business attraverso un processo che ne valuta il potenziale di crescita, la capacità di creazione di valore e l'autonomia finanziaria.

Il capitale a rischio considerato è duplice:

– capitale regolamentare a fronte dei rischi di Pillar 1;

– capitale interno complessivo a fronte dei rischi di Pillar 2, ai fini del processo ICAAP.

Il capitale regolamentare e il capitale interno complessivo differiscono tra loro per definizione e per copertura delle categorie di rischio. Il primo discende da schemi definiti nella normativa di vigilanza, il secondo dalle misurazioni gestionali.

L'attività di capital management si sostanzia, pertanto, nel governo dell'adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica attraverso un attento presidio sia dei vincoli regolamentari di Pillar 1 (dal 1° gennaio 2014 secondo le regole di Basilea III), sia dei vincoli gestionali di Pillar 2. Le proiezioni sono prodotte anche in situazioni di stress al fine di assicurare che le risorse disponibili siano adeguate a coprire tutti i rischi anche in condizioni congiunturali avverse. Dal 2013 inoltre, il Gruppo redige un Recovery Plan, in linea con le previsioni regolamentari (direttive "Bank Recovery and Resolution Directive – BRRD" - 2014/59/UE, recepita in Italia il 16 novembre 2015 con D. Lgs. n. 180 e n.181, e "Bank Recovery and Resolution Directive – BRRD II" - Direttiva (UE) 2019/879, recepita in Italia l'8 novembre 2021 con D. Lgs. n.193, entrato in vigore l'1 dicembre), le prassi internazionali ed in coerenza sia con il Risk Appetite Framework di Gruppo sia con il modello di gestione delle crisi adottato dalla Banca.

Annualmente, nell'ambito del processo di assegnazione degli obiettivi di budget viene svolta una verifica di compatibilità delle proiezioni a livello consolidato e di singola partecipata. In funzione delle dinamiche attese degli aggregati patrimoniali ed economici, se necessario, già in questa fase vengono identificate le opportune azioni di "capital management" per assicurare alle singole unità di business le risorse finanziarie necessarie. Trimestralmente, viene effettuata un'attività di monitoraggio del rispetto dei livelli di patrimonializzazione, intervenendo, quando necessario, con appropriate azioni.

Il rispetto dell'adeguatezza patrimoniale viene perseguito attraverso varie leve, quali la politica di distribuzione dei dividendi, la definizione di operazioni di finanza strategica (aumenti di capitale, emissione di prestiti convertibili e di obbligazioni subordinate, dismissione di attività non strategiche, ecc.) e la gestione degli investimenti, in particolare degli impieghi, in funzione della rischiosità delle controparti.

Ulteriori analisi ai fini del controllo preventivo dell'adeguatezza patrimoniale vengono svolte in occasione di operazioni di carattere straordinario (fusioni, acquisizioni, cessioni, ecc.) sia interne al gruppo che modificative del perimetro dello stesso.

A seguito del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP), la BCE fornisce annualmente la decisione finale del requisito patrimoniale che Intesa Sanpaolo deve rispettare a livello consolidato.

Il 25 novembre 2020 Intesa Sanpaolo ha reso noto di aver ricevuto la decisione finale della BCE riguardante il requisito patrimoniale da rispettare a partire dal 1° gennaio 2021.

Il requisito patrimoniale da rispettare complessivamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio risulta pari a 8,59%.

A determinare tale requisito concorrono:

  • a) il requisito SREP in termini di Total Capital ratio pari a 9,5%, che comprende il requisito minimo di Pillar 1 dell'8% e il requisito aggiuntivo di Pillar 2 pari a 1,5%, di cui nel Common Equity Tier 1 ratio rispettivamente pari a 4,5% e 0,84% e nel Tier 1 ratio rispettivamente pari a 6% e 1,13%;
  • b) il requisito aggiuntivo relativo al Capital Conservation Buffer, pari a 2,5% secondo i criteri a regime in vigore già dal 2019 e il requisito aggiuntivo O-SII Buffer (Other Systemically Important Institutions Buffer) pari a 0,75% secondo i criteri a regime nel 2021.

Considerando il requisito aggiuntivo costituito dalla riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente (Institution specific Countercyclical Capital Buffer) il requisito di Common Equity Tier 1 ratio risulta pari a 8,63% nel 2021 e a 8,64% secondo i criteri a regime86 .

A partire dal 30 settembre 2019, il Gruppo Intesa Sanpaolo, a seguito dell'autorizzazione ricevuta da BCE, calcola i coefficienti patrimoniali applicando il cosiddetto Danish Compromise - per cui gli investimenti assicurativi detenuti indirettamente per il tramite di Intesa Sanpaolo Vita, vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale.

86 Countercyclical Capital Buffer calcolato considerando l'esposizione al 31 dicembre 2021 nei vari Paesi in cui è presente il Gruppo e i rispettivi requisiti stabiliti dalle competenti autorità nazionali relativi al 2023 se disponibili o al più recente aggiornamento del periodo di riferimento (requisito pari a zero per l'Italia per il 2021 e per il primo trimestre 2022).

Come già riportato nella Parte E, rispetto al 31 dicembre 2020, per quanto riguarda l'ambito di applicazione dei modelli interni relativi ai rischi creditizi, si segnala il recepimento dei provvedimenti autorizzativi BCE all'utilizzo, a fini regolamentari, dei nuovi modelli Institutions e SME Retail, a partire da giugno 2021.

Per quanto riguarda l'ambito di applicazione dei modelli interni relativi al rischio di controparte, rispetto al 31 dicembre 2020 si segnala il recepimento in data 6 aprile 2021 del provvedimento autorizzativo all'utilizzo a fini segnaletici del modello di simulazione dei margini iniziali per controparti centrali e bilaterali. Il modello è applicato a partire da giugno 2021. Sempre a partire da giugno 2021 il modello interno di rischio di controparte copre anche le posizioni rivenienti dall'incorporazione di UBI Banca. Inoltre, in ottemperanza all'entrata in vigore della Regulation EU 2019/876 (CRR II), da giugno 2021 Intesa Sanpaolo ha adottato il metodo SA-CCR per il calcolo delle esposizioni a rischio di controparte legate a operatività in strumenti derivati non coperti da modello interno. Nel rispetto delle soglie di operatività previste dalla regolamentazione, alcune banche estere del Gruppo hanno adottato metodi semplificati per il calcolo delle esposizioni.

Con riferimento all'ambito di applicazione dei modelli interni relativi ai rischi operativi si evidenzia che, a far data dal 30 giugno 2021, il Gruppo è stato autorizzato ad estendere il proprio modello avanzato ad alcuni perimetri appartenenti all'ex Gruppo UBI ed in particolare a: UBI Banca (fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo S.p.A. in data 12 aprile 2021), inclusi i perimetri rivenienti da ex Banca Marche, ex Banca Etruria ed ex CariChieti, UBI Sistemi e Servizi (fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo S.p.A. in data 12 luglio 2021) e IWBank Private Investments. Inoltre, a far data dal 31 dicembre 2021 è stata autorizzata l'estensione del modello avanzato a UBI Factor (fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo S.p.A. in data 25 ottobre 2021), a Pramerica SGR e a Pramerica Management Company (incorporate rispettivamente in Eurizon Capital SGR S.p.A. e in Eurizon Capital S.A. dal 1 luglio 2021). Il perimetro attuale relativo al Metodo Avanzato è pertanto costituito da Intesa Sanpaolo e dalle principali banche e società delle Divisioni Private Banking e Asset Management, da VUB Bank e PBZ Banka.

Il 3 febbraio 2022 Intesa Sanpaolo ha reso noto di aver ricevuto la decisione finale della BCE riguardante il requisito patrimoniale da rispettare a partire dal 1° marzo 2022.

Il requisito patrimoniale da rispettare complessivamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio risulta pari a 8,76%.

A determinare tale requisito concorrono:

a) il requisito SREP in termini di Total Capital ratio pari a 9,79%, che comprende il requisito minimo di Pillar 1 dell'8% e il requisito aggiuntivo di Pillar 2 pari a 1,79%, di cui nel Common Equity Tier 1 ratio rispettivamente pari a 4,5% e 1,01% e nel Tier 1 ratio rispettivamente pari a 6% e 1,34%;

b) il requisito aggiuntivo relativo al Capital Conservation Buffer, pari a 2,5% secondo i criteri a regime in vigore già dal 2019 e il requisito aggiuntivo O-SII Buffer (Other Systemically Important Institutions Buffer) pari a 0,75% secondo i criteri a regime già dal 2021.

Considerando il requisito aggiuntivo costituito dalla riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente (Institution specific Countercyclical Capital Buffer) il requisito di Common Equity Tier 1 ratio da rispettare risulta pari a 8,81% secondo i criteri a regime.

A partire dal 1° gennaio 2018 ha preso avvio il periodo transitorio (2018-2022) volto a mitigare gli impatti patrimoniali legati all'introduzione del nuovo principio contabile IFRS 9. Intesa Sanpaolo, infatti, avvalendosi della facoltà prevista dal Regolamento UE 2395/2017, ha optato per l'adozione dell'approccio "statico" che consente di sterilizzare nel proprio CET1 una quota progressivamente decrescente dell'impatto IFRS 9 relativo alla sola componente di FTA relativa all'impairment. In particolare, la risultante dal confronto tra le rettifiche di valore IAS 39 al 31/12/2017 e quelle IFRS 9 all'1/1/2018 – relativo ai crediti e titoli in bonis (stage 1 e 2) ed alle rettifiche su NPL (stage 3) al netto della fiscalità e azzerata l'eventuale shortfall in essere - viene re-inclusa nel patrimonio secondo percentuali di phase-in pari al 70% nel 2020, 50% nel 2021 e infine 25% nel 2022. Nell'ambito del contesto legato alla pandemia COVID-19, è stato pubblicato, con iter approvativo accelerato (c.d. "quick fix"), il Regolamento (UE) 2020/873 del 24 giugno 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 575/2013 (CRR) e (UE) 2019/876 (CRR 2), contenente disposizioni temporanee di sostegno in termini di capitale e liquidità. Tra le disposizioni contenute nel Regolamento (UE) 2020/873 inerenti al calcolo dei fondi propri, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha optato per non avvalersi, sin dal 30 giugno 2020, né delle modifiche al regime transitorio per l'applicazione dell'IFRS 9 (art. 473 bis CRR), né della reintroduzione temporanea del filtro prudenziale volto ad escludere gli utili e le perdite non realizzati misurati al valore equo con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI) per le esposizioni verso le amministrazioni centrali e organismi del settore pubblico (art.468 CRR).

Ai fini del calcolo dei coefficienti patrimoniali dal 31 dicembre 2020, il Gruppo Intesa Sanpaolo applica il Regolamento Delegato (UE) 2020/2176, entrato in vigore in data 23 dicembre 2020, che modifica il Regolamento delegato (UE) 241/2014 per quanto riguarda la deduzione delle attività sotto forma di software dagli elementi del capitale primario di classe 1. Il Regolamento, il cui scopo è, tra gli altri, anche quello di sostenere la transizione verso un settore bancario più digitalizzato, introduce il criterio di ammortamento prudenziale applicato a tutte le attività sotto forma di software su un periodo di 3 anni, indipendentemente dalla vita utile stimata a fini contabili. Nello specifico, la differenza, se positiva, tra l'ammortamento accumulato prudenziale e l'ammortamento accumulato contabile (incluse le perdite di valore durevoli) viene completamente dedotta dal capitale CET1.

B. Informazioni di natura quantitativa

B.1. Patrimonio contabile consolidato: ripartizione per tipologia di impresa

(milioni di euro)
Voci del patrimonio netto Consolidato
prudenziale
Imprese
di
assicurazione
Altre
imprese
Elisioni e
aggiustamenti
da
consolidamento
TOTALE di cui
Terzi
1. Capitale sociale 10.122 - 101 - 10.223 139
2. Sovrapprezzi di emissione 27.308 - 1 - 27.309 23
3. Riserve 18.060 759 -561 -233 18.025 319
3.5 (Acconti su dividendi) -1.399 - - - -1.399 -
4. Strumenti di capitale 6.282 - - - 6.282 -
5. (Azioni proprie) -136 -5 - 5 -136 -
6. Riserve da valutazione: -285 474 91 -561 -281 -48
- Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
-143 - - - -143 4
- Coperture su titoli di capitale designati al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
- - - - - -
- Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair
value con impatto sulla redditività complessiva
-328 - - - -328 5
- Attività materiali 1.594 - 33 - 1.627 30
- Attività immateriali - - - - - -
- Copertura di investimenti esteri - - - - - -
- Copertura dei flussi finanziari -607 - - - -607 -
- Strumenti di copertura (elementi non designati) - - - - - -
- Differenze di cambio -1.219 - 52 1 -1.166 -80
- Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - - - - -
- Passività finanziarie designate al fair value con impatto a
conto economico (variazioni del proprio merito creditizio)
-77 - - - -77 -
- Utili (perdite) attuariali relativi a piani previdenziali a benefici
definiti
-422 -2 - - -424 -7
- Quote delle riserve da valutazione delle partecipazioni
valutate a patrimonio netto
609 - 6 -562 53 -
- Leggi speciali di rivalutazione 308 - - - 308 -
- Quota delle riserve da valutazione di pertinenza delle
imprese di assicurazione
- 476 - - 476 -
7. Utile (perdita) d'esercizio (+/-) del gruppo e di terzi 4.054 607 8 -626 4.043 -142
Patrimonio netto 64.006 1.835 -360 -1.415 64.066 291

Nella tavola sopra riportata sono indicate le componenti del patrimonio netto contabile, sommando quelle del Gruppo con quelle di terzi, ripartite per tipologia di imprese oggetto di consolidamento. Più in dettaglio, nella colonna riferita al Gruppo bancario viene indicato l'importo che risulta dal consolidamento delle società appartenenti al Gruppo bancario, al lordo degli effetti economici di transazioni effettuate con altre società incluse nel perimetro di consolidamento; le società controllate, diverse da quelle appartenenti al Gruppo bancario e consolidate integralmente sono qui valorizzate con il metodo del patrimonio netto. Nelle colonne Imprese di assicurazione ed Altre imprese sono riportati gli importi che risultano dal consolidamento, al lordo degli effetti economici derivanti da transazioni effettuate con le società appartenenti al Gruppo bancario. Nelle colonne Elisioni e aggiustamenti da consolidamento sono invece indicate le rettifiche necessarie per ottenere il dato rappresentato in bilancio.

B.2. Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

(milioni di euro)
Attività/valori Consolidato
prudenziale
Imprese di
Altre
assicurazione
imprese
Elisioni e
aggiustamenti
da consolidamento
TOTALE
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
1. Titoli di debito 689 -638 400 -23 - - -400 23 689 -638
- di cui valutati ai sensi dello IAS 39 400 -23 400 -23 - - -400 23 400 -23
2. Titoli di capitale 253 -353 45 -1 - - -45 1 253 -353
- di cui valutati ai sensi dello IAS 39 45 -1 45 -1 - - -45 1 45 -1
2bis. Quote di O.I.C.R. (ai sensi IAS39) 63 -15 63 -15 - - -63 15 63 -15
3. Finanziamenti 7 -2 - - - - - - 7 -2
Totale al 31.12.2021 1.012 -1.008 508 -39 - - -508 39 1.012 -1.008
Totale al 31.12.2020 1.481 -626 778 -21 - - -778 21 1.481 -626

La riserva sui titoli di capitale classificati a livello 1 risulta negativa per circa 283 milioni.

B.3. Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: variazioni annue

Attività/valori Titoli di
debito
Titoli di
debito: di cui
valutati ai
sensi dello
IAS39
Titoli di
capitale
Titoli di
capitale: di
cui valutati ai
sensi dello
IAS39
Quote di
OICR (ai
sensi IAS39)
(milioni di euro)
Finanziamenti
1. Esistenze iniziali 895 687 -76 33 37 -1
2. Variazioni positive 5.181 4.708 298 145 58 7
2.1. Incrementi di fair value 4.505 4.109 251 134 56 6
2.2. Rettifiche di valore per rischio di credito 16 - X - - 1
2.3. Rigiro a conto economico di riserve negative da realizzo 36 - 4 4 - -
2.3bis Rigiro a conto economico di riserve negative da
deterioramento (ai sensi IAS39)
- - - - - -
2.4. Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto (titoli di
capitale)
- - 5 - - -
2.5. Altre variazioni 624 599 38 7 2 -
3. Variazioni negative -6.025 -5.018 -322 -134 -47 -1
3.1. Riduzioni di fair value -5.384 -4.862 -306 -122 -40 -
3.2. Riprese di valore per rischio di credito -6 - - - - -1
3.2bis Rettifiche da deterioramento (ai sensi IAS39) - - - - - -
3.3. Rigiro a conto economico da riserve positive: da realizzo -490 -53 -1 -1 -3 -
3.4. Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto (titoli di
capitale)
- - -1 - - -
3.5. Altre variazioni -145 -103 -14 -11 -4 -
4. Rimanenze finali 51 377 -100 44 48 5

La voce "Altre variazioni", sia positive che negative, accolgono principalmente il saldo apportato da Assicurazioni Vita e Lombarda Vita entrate nell'area di consolidamento nel corso del 2021.

La negoziazione di azioni proprie

Nel corso dell'esercizio, Intesa Sanpaolo e le società del Gruppo – in forza di apposite autorizzazioni assembleari – hanno effettuato le seguenti transazioni su azioni proprie:

Azioni ordinarie:
Rimanenze iniziali n. 65.933.744
Acquisti n. 20.568.055
Vendite n. -46.020.243
Rimanenze finali n. 40.481.556

B.4. Riserve da valutazione relative a piani a benefici definiti: variazioni annue

Nell'esercizio le riserve in argomento hanno registrato una variazione positiva di 4 milioni, pertanto al 31 dicembre 2021 per piani a benefici definiti è presente una riserva negativa complessiva pari a circa 424 milioni.

SEZIONE 2 – I FONDI PROPRI E I COEFFICIENTI DI VIGILANZA BANCARI

Per l'informativa sui fondi propri e sull'adeguatezza patrimoniale si rinvia al separato fascicolo Terzo Pilastro di Basilea 3 – Informativa al pubblico al 31 dicembre 2021.

Parte G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda

SEZIONE 1 - OPERAZIONI REALIZZATE DURANTE L'ESERCIZIO

1.1 Operazioni di aggregazione

Denominazione Data
dell'operazione
(a)
Costo
operazione
Interessenza
%
(b)
Margine di
intermediaz.
(c)
Utile/
Perdita
d'esercizio
(d)
(milioni di euro)
Utile/Perdita
rilevata dalla
data di
acquisizione
(e)
1. Assicurazioni Vita (f) 01-apr-21 565 80 n.a. n.a. n.a.
2. Lombarda Vita (f) 12-apr-21 550 60 n.a. n.a. n.a.
3. Cargeas Assicurazioni 27-mag-21 309 100 n.a. 30 (g)
2
4. Reyl & Cie S.A. 28-mag-21 316 100 53 2 1

(a) Data di acquisizione del controllo.

(b) Somma della percentuale di interessenza acquisita con diritto di voto nell'assemblea ordinaria e di eventuali opzioni sulle azioni delle minoranze. Nel caso di Assicurazioni Vita e Lombarda Vita, tenendo conto delle quote già precedentemente detenute in entrambe le compagnie, la percentuale di interessenza complessiva è pari al 100%.

(c) Margine di intermediazione (Voce 120 del conto economico) riferito all'intero esercizio 2021.

(d) Utile/Perdita registrata dalla partecipata/business per l'intero esercizio 2021.

(e) Utile/Perdita registrata dalla partecipata/business successivamente alla data di acquisizione e inclusa nel risultato consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo.

(f) Assicurazioni Vita (già Aviva Vita) e Lombarda Vita sono state fuse per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita in data 31 dicembre 2021 con effetti contabili retroattivi a partire dal 1 gennaio 2021. Conseguentemente il risultato d'esercizio delle singole società non è disponibile.

(g) Utile d'esercizio risultante dal Bilancio della società redatto secondo i Principi Contabili Nazionali emanati dall'OIC.

Oltre alle operazioni di aggregazione aziendale riepilogate nella tabella precedente, contabilizzate sulla base di quanto previsto dall'IFRS 3, sono state realizzate alcune operazioni straordinarie infragruppo, senza effetti sul bilancio consolidato; tali operazioni, escluse dall'ambito di applicazione dell'IFRS 3, hanno comportato il trasferimento di rami d'azienda o entità giuridiche tra società appartenenti al Gruppo Intesa Sanpaolo o operazioni di aggregazione tra le società stesse (under common control).

In considerazione della finalità meramente riorganizzativa delle operazioni ed in applicazione della policy contabile di Gruppo in materia, esse sono state contabilizzate in continuità di valori contabili nei bilanci separati delle società coinvolte, senza la rilevazione di effetti economici.

Le principali operazioni infragruppo perfezionate nell'esercizio hanno riguardato:

  • scissione a favore di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking della partecipazione detenuta da UBI Banca in IW Bank;
  • scissione a favore di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking di un ramo d'azienda di UBI Banca dedicato allo svolgimento delle attività di service a favore di IW Bank;
  • scissione a favore di Intesa Sanpaolo Private Banking del ramo d'azienda "Top Private Banking" di UBI Banca dedicato allo svolgimento di attività a favore di clienti e aziende con grandi patrimoni;
  • fusione per incorporazione di UBI Banca in Intesa Sanpaolo;
  • cessione della partecipazione in Intesa Sanpaolo Rent ForYou da Intesa Sanpaolo Forvalue a Intesa Sanpaolo;
  • fusione per incorporazione di Pramerica SGR in Eurizon Capital SGR;
  • fusione per incorporazione di Pramerica Management Company in Eurizon Capital S.A.;
  • fusione per incorporazione di UBI Sistemi e Servizi in Intesa Sanpaolo;
  • fusione per incorporazione di Kedomus in IMMIT- Immobili Italiani (già BPB Immobiliare);
  • fusione per incorporazione di UBI Factor in Intesa Sanpaolo;
  • fusione per incorporazione di Financière Fideuram in Fideuram;
  • cessione di azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo Private Banking a Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking da parte di Intesa Sanpaolo. Tali azioni erano state assegnate a Intesa Sanpaolo nell'ambito della scissione del ramo "Top Private Banking" dell'ex UBI Banca;
  • fusione per incorporazione di Bancassurance Popolari in Intesa Sanpaolo Vita;
  • fusione per incorporazione di Assicurazioni Vita (già Aviva Vita) in Intesa Sanpaolo Vita;

  • fusione per incorporazione di Lombarda Vita in Intesa Sanpaolo Vita.

Variazioni annue dell'avviamento

(milioni di euro)
Attività/Valori 31.12.2021
Avviamento iniziale 3.154
Aumenti 420
- Avviamenti rilevati nel corso dell'esercizio 406
- Differenze positive di cambio e altre variazioni 14
Diminuzioni -
- Rettifiche di valore rilevate nel corso dell'esercizio -
- Disinvestimenti -
- Differenze negative di cambio e altre variazioni (riclassifica tra le attività in via di dismissione) -
Avviamento finale 3.574

Avviamenti

(milioni di euro)
CGU/Avviamenti 31.12.2021 31.12.2020 (*)
Banca dei Territori - -
IMI Corporate & Investment Banking 56 56
Insurance 976 773
Asset Management 1.060 1.059
Private Banking 1.482 1.266
International Subsidiary Banks - -
Bank of Alexandria (Egitto) - -
Pravex Bank (Ucraina) - -
Totale 3.574 3.154

(*) La tabella non include le quote di avviamento riclassificate tra le attività in via di dismissione al 31.12.2020 e riconducibili al Ramo della Banca Depositaria e Fund Administration di FLB (CGU Private Banking) in cessione nel corso del 2021 e alle 31 filiali oggetto di cessione a BPER in ottemperanza alle indicazioni delle autorità competenti a seguito dell'acquisizione di UBI Banca.

1.2 Altre informazioni

L'acquisizione di Assicurazioni Vita (già Aviva Vita) e di Lombarda Vita

UBI Banca distribuiva le polizze vita di Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), compagnia assicurativa costituita attraverso una joint venture con il Gruppo Aviva, e di Lombarda Vita, compagnia nata attraverso una joint venture con il Gruppo Cattolica Assicurazioni. UBI Banca deteneva il 20% di Aviva Vita (con le restanti quote, pari all'80%, possedute rispettivamente da Aviva Italia Holding per il 79,5%, e da Aviva Italia per lo 0,5%) ed il 40% di Lombarda Vita, mentre il restante 60% era detenuto da Cattolica Assicurazioni. In entrambi i casi, oltre alla stipula di un accordo quadro che disciplinava la joint venture, di specifici accordi di distribuzione e di intermediazione assicurativa e di patti parasociali, le parti avevano sottoscritto anche delle opzioni di acquisto riferite alle quote di maggioranza non detenute da UBI Banca. Più in dettaglio, nel caso di Aviva Vita, UBI Banca era titolare di un'opzione call di acquisto che aveva ad oggetto la restante parte del capitale sociale, pari all'80%, mentre, con riferimento a Lombarda Vita, era stato sottoscritto con Cattolica Assicurazioni un accordo di opzioni reciproche aventi ad oggetto le azioni di Lombarda Vita non detenute da UBI Banca.

Gli accordi fissavano le modalità di esercizio delle opzioni di acquisto di UBI Banca, il cui "trigger event" era la risoluzione degli accordi commerciali, e definivano i criteri per la definizione del corrispettivo di acquisto; in particolare:

  • l'opzione di acquisto della quota in Aviva Vita prevedeva un prezzo di esercizio pari al pro-quota del patrimonio netto contabile alla data di esercizio con una maggiorazione di un corrispettivo forfettario concordato dalle parti;
  • l'opzione di acquisto della quota in Lombarda Vita prevedeva un prezzo di esercizio pari al maggiore tra il capitale investito da Cattolica Assicurazioni, inclusivo di aumenti di capitale e al netto di eventuali distribuzioni straordinarie di riserve, ed il pro-quota dell'Embedded Value della compagnia, stimato da parte di un terzo indipendente definito dalle parti.

Rispetto alle tempistiche previste negli accordi originari, successivamente alla finalizzazione dell'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (OPAS) con cui Intesa Sanpaolo ha acquisito il controllo di UBI Banca, è stato ritenuto opportuno procedere all'esercizio anticipato delle opzioni di acquisto; tale scelta era stata approvata dal Consiglio di Amministrazione di UBI Banca in data 2 ottobre 2020. Conseguentemente, era stato sottoscritto in data 23 novembre 2020 un nuovo accordo con Aviva Italia Holding finalizzato allo scioglimento anticipato della joint venture in Aviva Vita tramite l'esercizio dell'opzione call. Un medesimo accordo era stato sottoscritto in data 23 dicembre 2020 da UBI Banca con Cattolica Assicurazioni con riferimento allo scioglimento anticipato della joint venture in Lombarda Vita.

A seguito della ricezione delle istanze autorizzative da parte dell'IVASS, pervenute nel corso del mese di marzo 2021, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha quindi esercitato i propri diritti di opzione per l'acquisto delle quote rimanenti delle due compagnie assicurative. Il perfezionamento dell'esercizio delle opzioni si è verificato in data 1° aprile 2021 per quanto attiene Aviva Vita ed in data 12 aprile 2021 per quanto attiene Lombarda Vita. Pertanto, a partire dalle date di esercizio delle opzioni e a seguito del perfezionamento dell'operazione di fusione per incorporazione di UBI Banca nella Capogruppo, detenendo l'intero capitale sociale delle due compagnie, Intesa Sanpaolo ha acquisito il controllo di entrambe le società, assumendo contestualmente l'attività di direzione e coordinamento ai sensi dell'articolo 2497 del C.C..

Aviva Vita e Lombarda Vita sono pertanto entrate a far parte del Gruppo Assicurativo Intesa Sanpaolo Vita ai sensi dell'articolo 1 r-bis) 1) del Codice delle Assicurazioni Private. A seguito di tale ingresso, in data 30 maggio 2021, Aviva Vita ha infine cambiato denominazione sociale in Assicurazioni Vita.

Si segnala infine che, nell'ambito di un progetto di riorganizzazione del comparto assicurativo vita del Gruppo Intesa Sanpaolo, con efficacia dal 31 dicembre 2021 ed effetti contabili e fiscali anticipati al 1° gennaio 2021, le due compagnie sono state incorporate in Intesa Sanpaolo Vita. L'operazione, il cui iter societario e autorizzativo era stato avviato nel maggio 2021, è stata approvata da IVASS in data 28 luglio 2021.

La contabilizzazione dell'operazione di aggregazione secondo il metodo dell'acquisizione previsto dall'IFRS 3

L'acquisizione del controllo delle due compagnie si è configurata come una "business combination" (aggregazione aziendale) da contabilizzarsi in base alle previsioni dell'IFRS 3, che prevede l'applicazione del metodo dell'acquisizione. In base a tale metodo, alla data dell'acquisizione, l'acquirente deve procedere a:

  • identificare l'acquirente e la data dell'acquisizione;
  • determinare il costo dell'acquisizione;
  • allocare il costo dell'acquisizione (cosiddetta "Purchase Price Allocation", di seguito "PPA") rilevando le attività, le passività e le passività potenziali ritenute identificabili della società acquisita ai relativi fair value a tale data, ad eccezione delle attività non correnti (o gruppi in dismissione) classificate come possedute per la vendita secondo quanto previsto dall'IFRS 5. Queste ultime infatti sono contabilizzate al fair value al netto dei costi di vendita. Devono, inoltre, essere iscritte eventuali attività immateriali ancorché non già rilevate dal soggetto acquisito.

Inoltre, per le aggregazioni aziendali realizzate in più fasi (ovvero quelle aggregazioni in cui l'acquirente deteneva già una quota di minoranza della società acquisita prima di effettuare l'operazione), come nel caso di Assicurazioni Vita e Lombarda Vita, alla data di acquisizione l'acquirente deve rilevare al fair value la quota di minoranza che già deteneva, come elemento costitutivo del costo di acquisizione complessivo, imputando a conto economico la differenza rispetto al precedente valore di carico contabile.

L'eventuale eccedenza del costo dell'aggregazione non allocato alle singole attività e passività acquisite deve essere iscritta come avviamento ("goodwill"); diversamente la differenza negativa, derivante dalla contabilizzazione dell'aggregazione a prezzi favorevoli è rilevata nel conto economico come avviamento negativo ("negative goodwill").

Con riferimento all'allocazione del costo di acquisizione, attraverso la rilevazione al fair value delle attività e delle passività del soggetto acquisito, comprese eventuali attività intangibili non già iscritte in precedenza nei bilanci delle due compagnie, avvalendosi della facoltà prevista dal par. 45 dell'IFRS 3 che concede al soggetto acquirente 12 mesi, rispetto alla data acquisizione, per completare in via definitiva il processo di PPA, si segnala che le attività sono state completate per il Bilancio 2021.

Identificazione dell'acquirente e della data di acquisizione e determinazione del costo di acquisizione

Fermo restando l'identificazione di Intesa Sanpaolo (che nel frattempo ha incorporato UBI Banca) quale soggetto acquirente, la data di acquisizione rappresenta un elemento rilevante ai fini della contabilizzazione dell'operazione in quanto è la data di riferimento per la determinazione dei fair value delle attività e delle passività acquisite oltre che la data a partire dalla quale i risultati economici del soggetto acquisito sono recepiti nel conto economico consolidato del soggetto acquirente. Il perfezionamento dell'esercizio delle opzioni si è verificato in data 1° aprile 2021, per quanto concerne Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), e il 12 aprile 2021, relativamente a Lombarda Vita. È pertanto da tali date che Intesa Sanpaolo, detenendo il 100% del capitale sociale delle due compagnie, ne ha acquisito il controllo ai sensi dell'IFRS 10. Tenuto conto della disponibilità di una situazione patrimoniale ed economica al 31 marzo 2021 e dell'impossibilità, per Lombarda Vita, di predisporre una situazione patrimoniale al 12 aprile 2021 e che tra tale data e il 31 marzo 2021 non sono intervenuti eventi straordinari o materiali, la data di acquisizione contabile è stata convenzionalmente assunta al 1° aprile 2021 per entrambe le società. Pertanto, ai fini della situazione patrimoniale oggetto di primo consolidamento, così come per la determinazione dei fair value delle attività e passività acquisite, sono stati assunti i saldi di chiusura al 31 marzo 2021. Analogamente, con riferimento al recepimento degli effetti economici nel bilancio consolidato di Intesa Sanpaolo, si è assunto che il contributo economico delle società linea per linea secondo il metodo di consolidamento integrale fosse contabilizzato a partire dal 1° aprile 2021.

Con riferimento alla determinazione del costo di acquisizione, occorre tener conto delle quote di minoranza già possedute da Intesa Sanpaolo in Assicurazioni Vita (già Aviva Vita) e Lombarda Vita prima di assumerne il controllo e che pertanto le operazioni in oggetto si sono qualificate come aggregazioni aziendali realizzate in più fasi; conseguentemente il costo dell'acquisizione è stato determinato tenendo conto della sommatoria del corrispettivo per cassa trasferito per le quote di maggioranza, corrispondente allo strike price delle opzioni call esercitate, del fair value delle suddette opzioni call e del fair value delle interessenze già possedute. Al fine di definire il fair value alla data di acquisizione delle quote di minoranza e delle opzioni call relative alle quote di maggioranza di Assicurazioni Vita (già Aviva Vita) e Lombarda Vita, è stato dato mandato ad un esperto indipendente. L'esperto ha pertanto provveduto a stimare il fair value del 100% delle compagnie alla data di acquisizione, considerato che l'esercizio valutativo è risultato funzionale sia alla determinazione del fair value delle quote di minoranza che all'aggiornamento del fair value delle opzioni call esercitate sulle quote di maggioranza. Ai fini della stima del valore delle due società, l'esperto incaricato ha utilizzato un Dividend Discount Model ("DDM") quale criterio principale, in base al quale il fair value è funzione dei flussi finanziari attesi che ciascuna società potrà distribuire, in termini di dividendi e/o di eccesso di capitale regolamentare (excess capital). Come riferimento di controllo è stato utilizzato un criterio patrimoniale (Market Consistent Value Balance Sheet), in cui il fair value è funzione del patrimonio netto tangibile alla data della valutazione rettificato per esprimere il valore economico del portafoglio in essere in funzione dei margini economici attesi.

Definito il valore economico del 100% delle compagnie, l'importo è stato attribuito alle quote di minoranza e alle quote di maggioranza delle due società al fine di determinare i rispettivi fair value - il secondo in via propedeutica alla stima del fair value delle opzioni call esercitate.

Per Assicurazioni Vita (già Aviva Vita) è stato determinato un fair value del 20%, già detenuto da Intesa Sanpaolo alla data di acquisizione, pari a 113 milioni che, confrontato con il relativo valore di carico contabile alla data di acquisizione, ha comportato un effetto negativo rilevato nel conto economico consolidato alla data di acquisizione di circa 10 milioni. Per Lombarda Vita è stato invece determinato un fair value del 40%, già detenuto da Intesa Sanpaolo alla data di acquisizione, pari a 220 milioni che, confrontato con il relativo valore di carico contabile alla data di acquisizione (225 milioni), ha comportato un effetto negativo rilevato nel conto economico consolidato alla data di acquisizione di circa 5 milioni. La valutazione al fair value delle quote di minoranza ha pertanto determinato, nel suo complesso, un effetto negativo nel conto economico pari a circa 15 milioni.

Con riferimento alle opzioni call esercitate da Intesa Sanpaolo a valere sulle quote di maggioranza delle due compagnie, i valori di fair value aggiornati alla data di acquisizione sono stati riclassificati ad incremento del valore contabile delle partecipazioni di controllo nelle due società e, conseguentemente, ai fini del bilancio consolidato di Intesa Sanpaolo sono stati considerati come parte integrante del costo di acquisizione. Con riferimento ad Assicurazioni Vita (già Aviva Vita) è emerso un fair value dell'opzione call pari a circa 39 milioni, inferiore di 19 milioni rispetto al precedente valore contabile, mentre per Lombarda Vita è emerso un fair value dell'opzione pari a 30 milioni, superiore di 13 milioni rispetto al precedente valore contabile. L'effetto a conto economico, al lordo dell'effetto fiscale, relativo alla valutazione aggiornata delle suddette opzioni call è quindi risultato negativo per 6 milioni.

Per quanto riguarda il corrispettivo per cassa trasferito per l'acquisizione delle quote di maggioranza, a seguito dell'esercizio delle opzioni call, si segnala che:

  • con riferimento ad Assicurazioni Vita (già Aviva Vita) il corrispettivo è stato pari a 413 milioni, definito sulla base del patrimonio netto contabile al 31 dicembre 2020 maggiorato di un importo forfettario pattuito dalle parti;
  • con riferimento a Lombarda Vita, in base agli accordi sottoscritti da UBI Banca e Cattolica Assicurazioni, il prezzo dell'opzione, pari al maggiore tra il capitale investito da Cattolica Assicurazioni (inclusivo di aumenti di capitale e al netto di eventuali distribuzioni straordinarie di riserve) ed il pro-quota dell'Embedded Value della compagnia, è risultato pari a 300 milioni.

In sintesi, il costo dell'acquisizione complessivo è risultato rispettivamente pari a 565 milioni per Assicurazioni Vita (già Aviva Vita) e a 550 milioni per Lombarda Vita.

Il fair value delle attività e passività acquisite

Sulla base di quanto previsto dall'IFRS 3, l'acquirente, alla data d'acquisizione, deve allocare il costo di un'aggregazione aziendale rilevando le attività, le passività e le passività potenziali ritenute identificabili dell'acquisita ai relativi fair value a tale data, ad eccezione delle attività non correnti (o gruppi in dismissione) classificate come possedute per la vendita secondo quanto previsto dall'IFRS 5. Tra le attività da rilevare in sede di PPA sono altresì comprese eventuali attività immateriali, qualora identificabili, non rilevate in precedenza dal soggetto acquisito in quanto sviluppate internamente.

Nell'ambito del processo di PPA non sono emerse, alla data di acquisizione, differenze significative tra i valori contabili rivenienti dai bilanci delle due compagnie assicurative ed i relativi valori di fair value. Per quanto attiene invece l'individuazione di specifiche attività intangibili, è stata rilevata un'attività immateriale tipica del business assicurativo, precedentemente non rilevata nei bilanci delle due compagnie, ovvero il Value of Business Acquired (VoBA). Il VoBA è un intangibile specifico legato alla "client relationship", indicato tra le attività intangibili tipiche del business assicurativo secondo l'IFRS 4, e rappresenta il valore del portafoglio polizze in essere, nel quale si sostanzia la relazione con la clientela acquisita ed è espressivo del valore attuale degli utili futuri generati dai contratti assicurativi in vigore al momento dell'acquisizione. In linea con la prassi valutativa in materia, il valore del VoBA è stato identificato e valorizzato, con il supporto di un esperto indipendente, quale differenza tra il valore economico delle due società alla data di acquisizione, al netto dei differenziali di natura residuale non riconducibili al valore degli utili futuri dei contratti in essere al momento dell'acquisizione, e i patrimoni netti delle due compagnie, redatti secondi i principi IAS/IFRS. Il valore economico delle due compagnie è stato assunto nella configurazione Market Consistent Value Balance Sheet (il metodo DDM è stato assunto quale criterio di controllo) a partire dagli Own Funds Solvency II al 31 marzo 2021. Dalle valutazioni condotte è emerso un valore del VoBA rispettivamente pari a 280 milioni per Assicurazioni Vita (già Aviva Vita) e a 207 milioni per Lombarda Vita. Poiché il VoBa rappresenta la capacità dei contratti con la clientela, in essere al momento dell'acquisizione, di generare ricavi lungo la vita utile residua dei rapporti acquisiti è stato considerato come attività intangibile a vita utile definita. Tenuto conto di quanto previsto dallo IAS 12, a fronte della rilevazione dell'attività intangibile sono state iscritte passività fiscali differite, applicando l'aliquota nominale prevista per le società assicurative.

Con riferimento al VoBA di Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), si segnala che in data 2021 la società ha perfezionato la cessione ad Aviva Life di un ramo d'azienda costituito da attività per circa 1,4 miliardi, rappresentate principalmente da titoli di Stato classificati nella categoria AFS e da riserve tecniche per circa 1,3 miliardi riferito a talune polizze di ramo IV e convenzioni collettive. Tale operazione ha determinato la cancellazione di una quota, pari a 8 milioni, del VoBA che è stata ricondotta a rettifica degli effetti economici della cessione.

Sintesi del processo di allocazione del costo di acquisizione e la determinazione finale dell'avviamento

Alla data di acquisizione l'acquirente deve rilevare l'avviamento acquisito in un'aggregazione aziendale come attività e misurare inizialmente tale avviamento come importo residuale del costo di acquisizione, in quanto esso costituisce l'eccedenza del costo dell'aggregazione aziendale rispetto alla quota d'interessenza dell'acquirente nel fair value netto delle attività, passività e passività potenziali identificate; qualora invece il fair value delle attività nette identificabili del soggetto acquisito risulti superiore al costo di acquisizione occorre rilevare un provento ("negative goodwill") nel conto economico dell'acquirente.

Si riporta nel seguito un prospetto di sintesi del processo di allocazione del costo di acquisizione e del goodwill risultante.

(milioni di euro)
Assicurazioni
Vita
Lombarda
Vita
Costo di acquisizione complessivo alla data di acquisizione a 565 550
Patrimonio netto IAS/IFRS alla data di acquisizione b -
369
-
352
Effetti di PPA c = d + e 194 143
Rilevazione VoBA d 280 207
Imposte differite passive su VoBA e -86 -64
Patrimonio netto al fair value alla data di acquisizione f = b + c 563 495
Avviamento rilevato a - f 2 55

Come risultante dalla tabella sopra riportata, dal confronto tra il costo di acquisizione complessivo e il patrimonio netto rivalutato al fair value risultano differenze residue non allocate pari a 2 milioni per Assicurazioni Vita (già Aviva Vita) e a 55 milioni per Lombarda Vita che sono state imputate ad avviamento.

Si ricorda che, secondo quanto previsto dallo IAS 36, l'avviamento e le attività intangibili rilevate in un'aggregazione aziendale devono, dalla data di acquisizione, essere allocate alla CGU che si prevede possa beneficiare delle sinergie dell'aggregazione; nell'ambito del Gruppo Intesa Sanpaolo, tutte le attività intangibili rilevate nel processo di PPA svolto sulle due compagnie sono state allocate alla CGU Insurance.

Per completezza, si riporta di seguito la situazione patrimoniale di Assicurazioni Vita (già Aviva Vita) e Lombarda Vita così come contabilizzata alla data di acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo.

(milioni di euro)
Voci dell'attivo Assicurazioni Vita
Valore contabile alla
data di acquisizione
Differenze di fair
value
Fair value alla data
di acquisizione
Attività finanziarie al fair value ex IAS 39 18.734 - 18.734
Attività finanziarie al costo ammortizzato ex IAS 39 210 - 210
Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 19 - 19
Attività fiscali 5 - 5
Attività immateriali - 282 282
- di cui VoBa - 280 280
- di cui avviamento - 2 2
Altre attività 342 - 342
Totale dell'attivo 19.310 282 19.592
(milioni di euro)
Voci del passivo e del patrimonio netto Assicurazioni Vita
Valore contabile alla
data di acquisizione
Differenze di fair
value
Fair value alla data
di acquisizione
Passività finanziarie al costo ammortizzato ex IAS 39 88 - 88
Passività finanziarie di negoziazione 59 - 59
Passività finanziarie al fair value ex IAS 39 3.209 - 3.209
Passività fiscali 25 86 111
Altre passività 173 - 173
Trattamento di fine rapporto del personale 1 - 1
Fondi per rischi e oneri 1 - 1
Riserve tecniche 15.385 - 15.385
Patrimonio netto 369 196 565
Totale del passivo e del patrimonio netto 19.310 282 19.592

(milioni di euro)

Voci dell'attivo Lombarda Vita
Valore contabile alla
data di acquisizione
Differenze di fair
value
Fair value alla data
di acquisizione
Attività finanziarie al fair value ex IAS 39 8.747 - 8.747
Attività finanziarie al costo ammortizzato ex IAS 39 71 - 71
Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 31 - 31
Attività fiscali 220 - 220
Attività immateriali - 262 262
- di cui VoBa - 207 207
- di cui avviamento - 55 55
Altre attività 229 - 229
Totale dell'attivo 9.298 262 9.560
(milioni di euro)
Voci del passivo e del patrimonio netto Lombarda Vita
Valore contabile alla
data di acquisizione
Differenze di fair
value
Fair value alla data
di acquisizione
Passività finanziarie al costo ammortizzato ex IAS 39 213 - 213
Passività finanziarie di negoziazione - - -
Passività finanziarie al fair value ex IAS 39 - - -
Passività fiscali 231 64 295
Altre passività 122 - 122
Trattamento di fine rapporto del personale - - -
Fondi per rischi e oneri 1 - 1
Riserve tecniche 8.379 - 8.379
Patrimonio netto 352 198 550
Totale del passivo e del patrimonio netto 9.298 262 9.560

L'acquisizione di Cargeas

Cargeas Assicurazioni è un'impresa di assicurazione operante nel ramo danni i cui prodotti erano distribuiti tramite la rete del Gruppo UBI Banca e, in via residuale, tramite le filiali di Banca Nazionale del Lavoro. Fra UBI Banca e Cargeas Assicurazioni era in essere un accordo distributivo che prevedeva la vendita in esclusiva di prodotti danni standard di Cargeas Assicurazioni su tutta la rete di filiali di UBI Banca con eccezione di quelle di IW Bank. La società era detenuta al 100% dal Gruppo BNP Paribas, tramite BNP Paribas Cardif S.A..

In un contesto di elevata strategicità del business danni per il Gruppo, una volta completata l'acquisizione di UBI Banca, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha avviato un confronto con BNP Paribas finalizzato a verificare la possibilità di risolvere anticipatamente la partnership con Cargeas Assicurazioni. Sulla base degli approfondimenti negoziali è emersa la possibilità di rilevare da BNP Paribas il 100% della società con contestuale risoluzione anticipata di ogni impegno commerciale.

L'acquisizione di Cargeas Assicurazioni è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo Vita in data 5 febbraio 2021. La firma del contratto di compravendita è stata finalizzata dalle parti il 20 febbraio 2021 con closing condizionato all'ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte delle diverse Autorità di Vigilanza. Conclusosi l'iter autorizzativo, l'operazione è stata quindi perfezionata in data 27 maggio 2021 con l'acquisto da parte di Intesa Sanpaolo Vita del 100% del capitale sociale della compagnia. I termini dell'operazione hanno previsto l'acquisto da parte di Intesa Sanpaolo Vita della totalità del capitale sociale di Cargeas Assicurazioni sulla base di un corrispettivo pari a 390 milioni soggetto ad aggiustamento al closing in funzione di eventuali scostamenti tra il patrimonio netto definitivo al 31 dicembre 2020 e quello risultante dalla situazione provvisoria presa a riferimento.

Relativamente alla valorizzazione della società e a supporto dell'approvazione del prezzo da parte del Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo Vita, è stata rilasciata una specifica e autonoma valutazione da parte di un consulente terzo, che ha attestato la congruità del prezzo pattuito dalle parti. Sulla base della variazione in diminuzione tra il patrimonio netto definitivo al 31 dicembre 2020 e quello risultante dalla situazione provvisoria presa a riferimento al momento del signing, riconducibile ai dividendi a valere sugli utili 2019 e 2020 distribuiti dalla società al precedente azionista, il prezzo definitivo, corrisposto da Intesa Sanpaolo Vita interamente alla data del perfezionamento dell'operazione, è stato pari a 309 milioni.

La contabilizzazione dell'operazione di aggregazione e il processo di PPA

L'acquisizione del 100% del capitale sociale di Cargeas Assicurazioni si è configurata come "business combination" (aggregazione aziendale) da contabilizzarsi in base alle previsioni dell'IFRS 3, che prevede l'applicazione del metodo dell'acquisizione. In base a tale metodo, alla data dell'acquisizione, l'acquirente deve procedere a:

  • identificare l'acquirente e la data dell'acquisizione;
  • determinare il costo dell'acquisizione;
  • allocare il costo dell'acquisizione (cosiddetta "Purchase Price Allocation", di seguito "PPA") rilevando le attività, le passività e le passività potenziali ritenute identificabili della società acquisita ai relativi fair value a tale data, ad eccezione delle attività non correnti (o gruppi in dismissione) classificate come possedute per la vendita secondo quanto previsto dall'IFRS 5. Queste ultime infatti sono contabilizzate al fair value al netto dei costi di vendita. Devono, inoltre, essere iscritte eventuali attività immateriali ancorché non già rilevate dal soggetto acquisito.

Con riferimento all'allocazione del costo di acquisizione e alla rilevazione al fair value di attività e passività del soggetto acquisito e di potenziali nuovi attività intangibili non già iscritte nel bilancio di Cargeas Assicurazioni, avvalendosi della facoltà prevista dal par. 45 dell'IFRS 3 che concede al soggetto acquirente 12 mesi dalla data di acquisizione per completare in via definitiva il processo di PPA, si segnala che le attività sono state completate per il Bilancio 2021.

Fermo restando l'identificazione di Intesa Sanpaolo Vita quale soggetto acquirente, la data di acquisizione rappresenta un elemento rilevante ai fini della contabilizzazione dell'operazione in quanto rappresenta la data di riferimento per la determinazione dei fair value delle attività e passività acquisite oltre che la data a partire dalla quale i risultati economici del soggetto acquisito sono recepiti nel conto economico consolidato del soggetto acquirente. Il perfezionamento dell'acquisto della società è avvenuto in data 27 maggio 2021 e, da tale data, Intesa Sanpaolo Vita ne ha acquisito il controllo. La data di acquisizione contabile è stata convenzionalmente assunta al 1° giugno 2021, tenuto conto del breve lasso di tempo intercorrente tra tale data e la data effettiva di acquisizione e che tra tale data e il 1° giugno 2021 non sono intervenuti eventi straordinari o materiali. Pertanto, ai fini della situazione patrimoniale oggetto di primo consolidamento, così come per la determinazione dei fair value delle attività e passività acquisite, sono stati assunti i saldi di chiusura al 31 maggio 2021. Analogamente, con riferimento al recepimento degli effetti economici nel bilancio consolidato di Intesa Sanpaolo Vita e di Intesa Sanpaolo, si è assunto che il contributo economico delle società secondo il metodo di consolidamento integrale venisse contabilizzato nel bilancio del Gruppo Intesa Sanpaolo a partire dal 1° giugno 2021.

Il costo dell'acquisizione è stato assunto pari al corrispettivo per cassa trasferito alla data del closing per il 100% del capitale sociale, ovvero 309 milioni.

Così come previsto dall'IFRS 3, nell'ambito del processo di PPA le attività e le passività del soggetto acquisito sono state rilevate ai rispettivi valori di fair value. In particolar modo, dall'analisi del bilancio e a seguito delle informazioni fornite dalla società, non sono emerse alla data di acquisizione differenze significative tra i valori contabili rivenienti dalla situazione IAS/IFRS di Cargeas Assicurazioni ed i relativi valori di fair value, fatta eccezione per le attività immateriali rappresentate dai software. Su tale aspetto sono state condotte analisi specifiche che hanno individuato una porzione del software capitalizzato dalla compagnia che, stante il processo di integrazione e migrazione già noto e definito alla data di acquisizione, è stato cancellato nell'ambito del processo di PPA in quanto non sarà più utilizzato e non contribuirà al processo produttivo aziendale. A conclusione del processo di PPA, a fronte di attività immateriali afferenti ai sistemi IT, si è pertanto provveduto a determinare una svalutazione rispetto ai valori contabili per complessivi 2 milioni. Tenuto conto di quanto previsto dallo IAS 12, a fronte del write-off di tali attività immateriali, sono state iscritte attività fiscali anticipate sulla base dell'aliquota nominale prevista per le società assicurative.

Per quanto attiene, invece, l'individuazione di specifiche attività intangibili precedentemente non rilevate nel bilancio della compagnia, è stata identificata e valorizzata un'attività intangibile tipica del business assicurativo, ovvero il Value of Business Acquired (VoBA). Il VoBA è un intangibile specifico identificato nell'ambito della "client relationship" e specificatamente indicato tra le attività intangibili tipiche del business assicurativo secondo l'IFRS 4. Il VoBA rappresenta il valore del portafoglio polizze in essere, nel quale si sostanzia la relazione con la clientela acquisita ed è espressivo del valore attuale degli utili futuri generati dai contratti assicurativi in vigore al momento dell'acquisizione. In linea con la prassi valutativa in materia, il valore del VoBA è stato identificato e valorizzato, con il supporto di un esperto indipendente, quale differenza tra il valore degli Own Funds, come riportati nel Market Value Balance Sheet ai fini Solvency II, e il patrimonio netto IAS/IFRS di Cargeas alla data di acquisizione. Dai calcoli effettuati è emerso un valore del VoBA, al lordo del correlato effetto fiscale, pari a 64 milioni. Poiché il VoBa rappresenta la capacità dei contratti con la clientela, in essere al momento dell'acquisizione, di generare ricavi lungo la vita utile residua dei rapporti acquisiti è stato considerato come attività intangibile a vita utile definita. Tenuto conto di quanto previsto dallo IAS 12, a fronte della rilevazione dell'attività intangibile sono state iscritte passività fiscali differite, applicando l'aliquota nominale prevista per le società assicurative.

Si riporta nel seguito un prospetto di sintesi del processo di allocazione del costo di acquisizione e del goodwill risultante.

(milioni di euro)
Cargeas
Assicurazioni
Costo di acquisizione complessivo alla data di acquisizione a 309
Patrimonio netto IAS/IFRS alla data di acquisizione b 120
Effetti di PPA c = d + e + f + g 43
- Rilevazione VoBA d 64
- Passività fiscali differite da rilevazione VoBA e -20
- Write-off attività immateriali f -2
- Attività fiscali anticipate da write-off attività immateriali g 1
Patrimonio netto al fair value alla data di acquisizione d = b + c 163
Avviamento rilevato e = a - d 146

Dal confronto tra il costo di acquisizione complessivo ed il patrimonio netto della compagnia valorizzato al fair value al 31 maggio 2021, è risultata una differenza residua pari a 146 milioni che, ai fini del Bilancio 2021, è stata allocata ad avviamento. Per lo IAS 36 l'avviamento e le attività intangibili rilevate in un'aggregazione aziendale devono, dalla data di acquisizione, essere allocati alla CGU che si prevede possa beneficiare delle sinergie dell'aggregazione; nell'ambito del Gruppo Intesa Sanpaolo, l'avviamento ed il VoBA rilevati nell'ambito dell'acquisizione di Cargeas Assicurazioni sono stati allocati alla CGU Insurance.

Per completezza, si riporta di seguito la situazione patrimoniale di Cargeas Assicurazioni così come contabilizzata alla data di acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo Vita.

(milioni di euro)
Voci dell'attivo Cargeas assicurazioni
Valore contabile
alla
data di
acquisizione
Differenze di fair
value
Fair value alla
data di
acquisizione
Attività finanziarie al fair value ex IAS 39 424 - 424
Attività finanziarie al costo ammortizzato ex IAS 39 47 - 47
Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 29 - 29
Attività materiali 5 - 5
Attività immateriali 4 208 212
- di cui write-off attività immateriali 4 -2 2
- di cui VoBa - 64 64
- di cui avviamento - 146 146
Attività fiscali 9 1 10
Altre attività 57 - 57
Totale dell'attivo 575 209 784
(milioni di euro)
Voci del passivo e del patrimonio netto Cargeas assicurazioni
Valore contabile
alla
data di
acquisizione
Differenze di fair
value
Fair value alla
data di
acquisizione
Passività finanziarie al costo ammortizzato ex IAS 39 12 - 12
Passività fiscali 18 20 38
Altre passività 22 - 22
Trattamento di fine rapporto del personale 2 - 2
Fondi per rischi e oneri 5 - 5
Riserve tecniche 396 - 396
Patrimonio netto 120 189 309
Totale del passivo e del patrimonio netto 575 209 784

L'acquisizione di Reyl & Cie S.A.

Nell'ambito del più ampio processo di rafforzamento e riposizionamento strategico delle attività estere della Divisione Private Banking, in data 2 e 5 ottobre 2020 i Consigli di Amministrazione di Intesa Sanpaolo e di Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking (nel seguito "Fideuram") hanno autorizzato l'acquisizione, da parte di Fideuram, di una partecipazione pari al 69% nel capitale sociale di Reyl & Cie S.A., private bank svizzera con presenza internazionale, ed il contestuale conferimento in Reyl dell'intera partecipazione detenuta da Fideuram in Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval (nel seguito "Morval"). La scelta di acquisire il controllo di Reyl e rafforzare ulteriormente il polo del wealth management svizzero, dopo l'acquisizione di Morval nel 2018, discende dall'analisi di un settore che si conferma leader globale per le attività cross-border, rappresentando la chiave di accesso ad aree geografiche e mercati in significativa crescita, e caratterizzato dalla presenza, accanto ad alcuni operatori globali di grandi dimensioni, di un elevato numero di operatori di dimensioni contenute.

Il contratto di compravendita è stato finalizzato dalle parti in data 7 ottobre 2020 con closing condizionato all'ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte delle diverse Autorità di Vigilanza. Conclusosi l'iter autorizzativo, l'operazione è stata perfezionata in data 28 maggio 2021 con l'acquisto da parte di Fideuram del 69% di Reyl e con il contestuale conferimento a Reyl & Cie S.A. della partecipazione detenuta da Fideuram in Morval. Per effetto di tale conferimento, a seguito del perfezionamento dell'operazione, il capitale sociale di Morval è detenuto indirettamente per il 69% da Fideuram che, pertanto, continua a controllare, seppure in via indiretta per il tramite di Reyl & Cie S.A., la società. Più in dettaglio, l'acquisizione da parte di Fideuram della partecipazione in Reyl è avvenuta tramite:

  • l'acquisto per cassa del 100% della holding RB Participations SA, che a sua volta detiene il 30% di Reyl & Cie S.A.;
  • l'acquisto diretto da parte di Fideuram, in parte tramite cassa e in parte tramite il conferimento di Morval, del 39% di Reyl & Cie S.A..

Le parti hanno pattuito un prezzo sulla base di una valorizzazione del 100% di Reyl & Cie S.A. pari a 348 milioni di franchi svizzeri; applicando alla valorizzazione complessiva della società la percentuale acquisita da Fideuram è stato quindi definito il prezzo complessivo di 240 milioni di franchi svizzeri, corrisposto alla data del closing.

Per accertare la congruità dal punto di vista economico finanziario del prezzo corrisposto è stata richiesta ad un terzo indipendente una specifica fairness opinion che ha attestato come il prezzo pattuito tra le parti per l'acquisizione del 69% di Reyl stand-alone possa considerarsi congruo. L'accordo siglato tra le parti ha inoltre previsto una valorizzazione complessiva di Morval pari a 165 milioni di franchi svizzeri. Il valore pattuito è stato soggetto ad un aggiustamento per tener conto del le variazioni patrimoniali intervenute fino alla data del closing comportando un valore definitivo per il 100% della società pari a 156 milioni di franchi svizzeri. Sulla base delle considerazioni sopra esposte, il prezzo per acquisire il 69% di Reyl & Cie S.A., pari a 240 milioni di franchi svizzeri, è stato corrisposto:

  • in parte tramite la valorizzazione del 31% Morval trasferito agli azionisti di Reyl & Cie S.A., per un importo pari a 48 milioni di franchi svizzeri;
  • per la quota residua per cassa, per un importo pari a 192 milioni di franchi svizzeri.

Oltre all'acquisizione del 69% del capitale sociale, le parti hanno sottoscritto anche uno Shareholders Agreement che prevede, tra le altre cose, specifici meccanismi di put & call option relativi alla residua quota del 31% del capitale sociale di Reyl & Cie da attivarsi rispettivamente a 5 anni dalla data del closing per il 50% della quota e a 7 anni dalla data del clos ing per il rimanente 50%. Gli strike price delle opzioni sono pari al fair market value, da calcolarsi alla data di esercizio dell'opzione.

La contabilizzazione dell'operazione di aggregazione e il processo di PPA

L'acquisizione del controllo di Reyl & Cie S.A. si è configurata come "business combination" (aggregazione aziendale) da contabilizzarsi in base alle previsioni dell'IFRS 3, che prevede l'applicazione del metodo dell'acquisizione. In base a tale metodo, alla data dell'acquisizione, l'acquirente deve procedere a:

  • identificare l'acquirente e la data dell'acquisizione;
  • determinare il costo dell'acquisizione;
  • allocare il costo dell'acquisizione (cosiddetta "Purchase Price Allocation", di seguito "PPA") rilevando le attività, le passività e le passività potenziali ritenute identificabili della società acquisita ai relativi fair value a tale data, ad eccezione delle attività non correnti (o gruppi in dismissione) classificate come possedute per la vendita secondo quanto previsto dall'IFRS 5. Queste ultime infatti sono contabilizzate al fair value al netto dei costi di vendita. Devono, inoltre, essere iscritte eventuali attività immateriali ancorché non già rilevate dal soggetto acquisito.

Preme sottolineare che, prima dell'operazione, Fideuram, e pertanto Intesa Sanpaolo in qualità di Capogruppo, deteneva già il controllo di Morval, oggetto di conferimento a Reyl & Cie S.A. come parte del corrispettivo di acquisizione, la quale, al termine dell'operazione, continua ad essere controllata da Fideuram, ancorché indirettamente; pertanto, ai fini della redazione del bilancio consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo, il processo di PPA è stato applicato esclusivamente alle attività e passività di Reyl & Cie S.A. in un'ottica stand-alone, escludendo pertanto la partecipazione detenuta da Reyl & Cie S.A. in Morval a seguito dell'operazione.

Con riferimento all'allocazione del costo di acquisizione e alla rilevazione al fair value di attività e passività del soggetto acquisito e di potenziali nuovi attività intangibili non già iscritte nel bilancio di Reyl & Cie S.A., avvalendosi della facoltà prevista dal par. 45 dell'IFRS 3 che concede al soggetto acquirente 12 mesi dalla data di acquisizione per completare in via definitiva il processo di PPA, si segnala che le attività sono state completate per il Bilancio 2021.

Fermo restando l'identificazione di Fideuram quale soggetto acquirente, la data di acquisizione è stata identificata nel 28 maggio 2021, vale a dire la data in cui si è perfezionata l'operazione. È dunque da tale data che Fideuram (e di conseguenza Intesa Sanpaolo) ha acquisito il controllo di Reyl & Cie S.A. ai sensi dell'IFRS 10, con conseguente obbligo di includerla nel proprio perimetro di consolidamento. Non essendo stato possibile per Reyl & Cie S.A. predisporre una situazione patrimoniale alla chiusura del 27 maggio 2021 (data antecedente la data di acquisizione ai sensi dell'IFRS 3), si è fatto riferimento, ai fini del processo di PPA e del primo consolidamento della società, alla situazione patrimoniale predisposta al 31 maggio 2021, tenuto conto del breve lasso temporale tra tale data ed il 28 maggio. Conseguentemente, il risultato economico di Reyl & Cie S.A. è stato incluso nel bilancio consolidato di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking e di Intesa Sanpaolo, ai sensi dell'IFRS 3, a partire dal 1° giugno 2021.

Il costo di acquisizione è stato determinato a partire dal corrispettivo trasferito alla data del closing per il 69% di Reyl & Cie S.A., pari a 240 milioni di franchi svizzeri. Inoltre, tenuto conto della chiara volontà strategica di Fideuram di acquisire nel tempo anche le restanti azioni di Reyl & Cie, fino ad arrivare nel 2028 a possedere il 100% della società, così come stabilito dagli accordi contrattuali che prevedono un meccanismo di opzioni Put e Call, che nella sostanza rappresenta un acquisto a termine, esercitabili al 2026 e al 2028, si è optato per considerare nel costo di acquisizione anche le azioni sottostanti l'accordo di Put e Call attraverso l'espressione del patrimonio di pertinenza di terzi al fair value, sulla base dell'opzione consentita dal par. 19 dell'IFRS 3 (c.d. criterio del "full goodwill"). Stante la presenza delle put option in favore dell'azionista di minoranza, per Fideuram si configura un impegno incondizionato ad acquistare le azioni sottostanti le opzioni che deve essere rilevato come passività finanziaria nel bilancio consolidato del soggetto controllante. Pertanto, il patrimonio di pertinenza terzi è stato cancellato a fronte della rilevazione di una passività finanziaria, anch'essa espressa al fair value, rappresentativa dell'impegno di Fideuram ad acquistare le azioni di Reyl & Cie S.A. di pertinenza terzi. Per quanto riguarda la determinazione del fair value alla data di acquisizione della passività finanziaria per l'impegno legato alle put option, tenuto conto che lo strike price delle opzioni è pari al fair market value delle azioni sottostanti, si è fatto riferimento al pro-quota della valorizzazione del 100% della società concordata dalle parti e attestata da un terzo indipendente.

Il corrispettivo complessivo dell'acquisizione di Reyl & Cie S.A. è quindi risultato pari a 348 milioni di franchi svizzeri, come sommatoria del prezzo pagato da Fideuram per acquisire il 69% della società, pari a 240 milioni di franchi svizzeri e del fair value della passività finanziaria rilevata alla data di acquisizione a fronte della sottoscrizione delle opzioni put sulla quota di minoranza, pari a 108 milioni di franchi svizzeri.

Una volta definito il costo di acquisizione, esso è stato allocato al patrimonio netto oggetto di acquisizione (pari al 100% tenuto conto dell'applicazione del criterio del c.d. "full goodwill" come consentito dall'IFRS 3) rettificato per tener conto del fair value delle attività e passività acquisite.

Ai fini del Bilancio 2021, con il supporto di un esperto indipendente, è stato completato in via definitiva il processo di PPA, concludendo le analisi volte a rideterminare il fair value delle attività acquisite e delle passività assunte e ad individuare eventuali intangibili specifici non rilevati in precedenza nel bilancio di Reyl & Cie S.A.. In particolar modo, sono emerse le seguenti poste contabili come meritevoli di attenzione in termini di potenziali differenze tra valori contabili e fair value:

  • il portafoglio crediti a medio lungo termine;

  • gli strumenti di Additional Tier 1 emessi, i quali, ancorché classificati all'interno del patrimonio netto ai sensi dello IAS 32, non sono stati considerati nel valore di patrimonio netto di Reyl & Cie S.A. oggetto di elisione nell'ambito del processo di PPA in quanto non rientrano nel perimetro dell'operazione di acquisizione, che ha riguardato le sole azioni ordinarie emesse da Reyl & Cie S.A. (e non gli strumenti di Additional Tier 1 che continuano ad essere detenuti da soggetti terzi), e a conclusione dell'operazione continuano a figurare come strumenti di capitale emessi dal soggetto acquisito e sottoscritti da soggetti terzi. Conseguentemente, nell'ambito della PPA, sono stati considerati come "non controlling interests" da rilevare comunque al fair value ai sensi dell'IFRS 3;

  • l'intangibile specifico legato alle masse. Le analisi svolte hanno portato alla rilevazione di un'attività intangibile a vita utile definita legata alla Customer Relationship, tipica del settore del Wealth Management, precedentemente non rilevata nel bilancio di Reyl & Cie S.A.;
  • la valutazione della partecipazione in Alpian, iscritta nel bilancio IAS/IFRS della società tra i titoli di capitale FVOCI (attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva) e rilevata al suo fair value, pari a 20 milioni di franchi svizzeri, sulla base della valutazione della società concordata delle parti nell'ambito della valorizzazione complessiva di Reyl.

In particolar modo, con riferimento al portafoglio crediti, ai fini della determinazione del perimetro oggetto di valutazione, per quanto attiene alle esposizioni con vita residua inferiore a 12 mesi, trattandosi di operatività a breve termine, il valore contabile è stato ritenuto una ragionevole approssimazione del fair value, in linea con quanto previsto dall'IFRS 13, tenuto conto che l'attualizzazione dei flussi di cassa futuri risultava poco significativa anche in presenza di variazioni dei tassi di mercato di riferimento. La metodologia utilizzata dall'esperto al fine di stimare il fair value del portafoglio a medio lungo termine, in linea con la prassi di mercato, ha previsto l'attualizzazione dei flussi di cassa ad un determinato tasso di sconto di mercato (metodo Discounted Cash Flow, DCF). Il processo di valutazione così effettuato ha determinato un fair value complessivo del portafoglio crediti a medio lungo termine allineato al valore di bilancio riveniente dal bilancio di Reyl & Cie, che è stato pertanto confermato ai fini del processo di PPA.

Anche il fair value degli Additional Tier 1 è stato stimato sulla base di un DCF ed è risultato in linea rispetto al valore di bilancio.

Infine, sono state condotte analisi specifiche che hanno portato alla rilevazione di un intangibile relativo alle attività legate alla clientela (Customer Relationship Related), in particolar modo alla raccolta indiretta (Asset under Management – AuM). Le attività intangibili relative alla Customer Relationship sono costituite dal complesso di relazioni commerciali, a carattere contrattuale, instaurate dalla società con la clientela il cui valore di tali attività risiede nei benefici economici di cui la banca può beneficiare nel corso del tempo per effetto delle relazioni instaurate con la propria clientela. Ai fini della stima del valore delle attività intangibili, così come previsto dallo IAS 38 e dall'IFRS 3, sono stati considerati solo i rapporti in essere alla data di acquisizione, e non anche i nuovi rapporti, in quanto la capacità di generazione di nuovi rapporti non può essere separata e trasferita a terzi ed è inclusa nell'avviamento. Conseguentemente, l'attività intangibile rilevata è stata considerata a vita utile definita.

Per la valutazione dell'attività intangibile AuM alla data di acquisizione si è fatto riferimento al metodo dei flussi di risultato incrementali (Multi period Excess Earnings Method – MEEM), il quale definisce il valore dell'intangibile a partire dalla stima dei flussi di cassa lordi generati dai contratti in essere attraverso l'utilizzo di dati prospettici, opportunamente rettificati per tener conto di i) costi amministrativi necessari alla produzione dei flussi di reddito ii) effetto fiscale iii) costo connesso al capitale assorbito dall'attività intangibile iv) costo del rischio, laddove applicabile e v) costo associato all'uso di altri asset che contribuiscono alla generazione di flussi di cassa associati all'intangibile specifico (cd. "contributory asset").

Il processo di valutazione ha determinato un fair value complessivo dell'intangibile AuM pari a 84 milioni di franchi svizzeri, convertito in 76 milioni di euro sulla base del cambio spot alla data del 28 maggio 2021, pari allo 0,5% delle masse acquisite ed in linea con la valorizzazione di altre PPA comparabili. A fronte dell'intangibile di cui sopra sono state iscritte le correlate passività fiscali differite sulla base dell'aliquota nominale svizzera.

Sintesi del processo di allocazione del costo di acquisizione e la determinazione finale dell'avviamento

Come descritto in precedenza, in virtù dei meccanismi di put & call option sottostanti la quota di minoranza, l'avviamento è stato rilevato sul 100% di Reyl & Cie S.A. stand-alone attraverso il criterio del full goodwill, come differenza tra il costo dell'acquisizione complessivo (corrispettivo trasferito per il 69% della società più il valore della passività finanziaria legato all'impegno per le opzioni put) ed il patrimonio netto complessivo oggetto di acquisizione opportunamente rivalutato al fair value (includendo pertanto il valore dell'intangibile AuM al netto del correlato effetto fiscale).

Il costo dell'acquisizione complessivo è risultato pari a 348 milioni di franchi svizzeri (316 milioni di euro), mentre la quota del patrimonio netto IAS/IFRS al fair value di Reyl oggetto di acquisizione (al netto degli strumenti di Additional Tier 1) è risultata, alla data di acquisizione, pari a 125 milioni di franchi svizzeri (113 milioni di euro).

Nella tabella seguente viene riepilogata l'allocazione del costo di acquisizione e la determinazione finale dell'avviamento.

(milioni di euro)
Reyl & Cie S.A.
Corrispettivo trasferito al closing per il 69% del capitale sociale a 218
Fair value passività finanziaria per put option sul 31% b 98
Costo di acquisizione complessivo di Reyl alla data di acquisizione c = a + b 316
Patrimonio netto IAS/IFRS alla data di acquisizione d 53
- di cui strumenti di AT1 sottoscritti da soggetti terzi e 23
Patrimonio netto tangibile IAS/IFRS Reyl al netto degli strumenti di AT1 alla data di
acquisizione
f = d - e 30
Effetti di PPA g = h + i + l 83
- di cui intangibili AuM h 76
- di cui rivalutazione partecipazione in Alpian i 18
- di cui imposte differite passive su AuM l -11
Patrimonio netto al fair value alla data di acquisizione m = f + g 113
Avviamento rilevato n = c - m 203

Dal confronto tra il costo di acquisizione complessivo e il patrimonio netto al fair value di Reyl è emersa una differenza residua pari a 223 milioni di franchi svizzeri, convertita in 203 milioni di euro utilizzando il cambio spot al 31 maggio 2021, che è stata imputata ad avviamento a seguito del processo di PPA. Per lo IAS 36 l'avviamento e le attività intangibili rilevate in un'aggregazione aziendale devono, dalla data di acquisizione, essere allocate alla CGU che si prevede possa beneficiare delle sinergie dell'aggregazione; nell'ambito del Gruppo ISP, l'avviamento e l'attività intangibile legata alle masse sono stati allocati alla CGU Private Banking.

Per completezza, si riporta di seguito la situazione patrimoniale di Reyl & Cie S.A. così come contabilizzata alla data di acquisizione da parte di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking.

(milioni di euro)
Reyl & Cie S.A.
Valore contabile
alla
data di
Differenze di fair
value
Fair value alla
data di
acquisizione
255 - 255
1.396 18 1.414
18 279 297
15 - 15
3 279 282
- 76 76
- 203 203
7 - 7
492 - 492
2.168 297 2.465
acquisizione
(milioni di euro)
Voci del passivo e del patrimonio netto Reyl & Cie S.A.
Valore contabile
alla
data di
Differenze di fair
value
Fair value alla
data di
acquisizione
Debiti verso banche al costo ammortizzato acquisizione
25
- 25
Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione 1.995 - 1.995
Passività finanziarie di negoziazione 15 - 15
Passività fiscali - 11 11
Altre voci del passivo 51 - 51
Fondi per rischi e oneri 29 - 29
Strumenti di capitale 23 - 23
Patrimonio netto (esclusi strumenti di capitale) 30 286 316
Totale del passivo e del patrimonio netto 2.168 297 2.465

SEZIONE 2 - OPERAZIONI REALIZZATE DOPO LA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO

2.1 Operazioni di aggregazione

Successivamente alla chiusura dell'esercizio 2021 non sono state realizzate operazioni di aggregazione aziendale disciplinate dall'IFRS 3.

SEZIONE 3 – RETTIFICHE RETROSPETTIVE

Non si segnalano rettifiche rilevate nell'esercizio corrente relative alle aggregazioni aziendali verificatesi in esercizi precedenti.

Parte H Informazioni sui compensi e operazioni con parti correlate

A) LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

1. Aspetti procedurali

Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo S.p.A. ha adottato, nel rispetto delle procedure previste dalla normativa, il Regolamento di Gruppo per la gestione delle operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo S.p.A., Soggetti Collegati del Gruppo e Soggetti Rilevanti ex art. 136 TUB.

Tale Regolamento, da ultimo aggiornato a giugno del 2021, tiene conto sia della disciplina emanata dalla Consob, ai sensi dell'art. 2391-bis C.C., che delle disposizioni di vigilanza introdotte dalla Banca d'Italia il 12 dicembre 2011 in materia di attività di rischio e conflitti di interesse delle banche e dei gruppi bancari nei confronti di "Soggetti Collegati" ed emanate in attuazione dell'art. 53, comma 4 e ss. del Testo Unico Bancario e in conformità alla delibera del CICR del 29 luglio 2008, n. 277 nonché, in aggiunta, delle regole stabilite dall'art. 136 del Testo Unico Bancario.

Il Regolamento disciplina per l'intero Gruppo Intesa Sanpaolo i seguenti aspetti:

  • − i criteri per identificare le Parti Correlate e i Soggetti Collegati;
  • − il processo di istruttoria, deliberazione e informazione agli Organi sociali per le operazioni realizzate con Parti Correlate e Soggetti Collegati;
  • − l'informazione al mercato per le operazioni con Parti Correlate;
  • − i limiti prudenziali e gli adempimenti di segnalazione periodica alla Banca d'Italia per le attività di rischio nei confronti dei Soggetti Collegati;
  • − le regole che riguardano i controlli e i presidi organizzativi;
  • − le regole generali di disclosure e di astensione per la gestione degli interessi personali degli esponenti, dei dipendenti e dei collaboratori aziendali anche diversi dai Soggetti Collegati.

Ai sensi del Regolamento sono considerati Parti Correlate di Intesa Sanpaolo: i soggetti che esercitano il controllo o l'influenza notevole, le entità controllate e collegate, le joint venture, i fondi pensione del Gruppo, gli Esponenti e i Key Manager di Intesa Sanpaolo, con i relativi stretti familiari e le entità partecipate rilevanti.

L'insieme dei Soggetti Collegati di Gruppo è costituito dai Soggetti Collegati di ciascuna banca del Gruppo (compresa la Capogruppo) e di ciascun intermediario vigilato rilevante con fondi propri superiori al 2% del totale dei fondi propri a livello consolidato. Rispetto a ciascuna banca o intermediario vigilato rilevante del Gruppo sono Soggetti Collegati: i) gli azionisti che esercitano il controllo, l'influenza notevole o che sono comunque tenuti a richiedere autorizzazione ai sensi dell'art. 19 TUB o in grado di nominare un componente dell'organo con funzione di gestione o di supervisione strategica e i relativi gruppi societari, ii) le entità controllate, controllate congiunte e collegate, nonché le entità da queste controllate anche congiuntamente ad altri; iii) gli esponenti aziendali con i relativi parenti fino al secondo grado e le entità partecipate rilevanti.

In via di autoregolamentazione, la Banca ha esteso la disciplina in materia di operazioni con Parti Correlate e quella sull'attività di rischio e conflitti di interesse nei confronti dei Soggetti Collegati a:

  • a) gli azionisti di Intesa Sanpaolo e relativi gruppi societari che abbiano una partecipazione al capitale con diritto di voto della Banca superiore alla soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate calcolata sulle sole azioni in proprietà o in gestione, nonché le entità da questi controllate anche congiuntamente ad altri;
  • b) le società nelle quali gli esponenti di Intesa Sanpaolo o i loro stretti familiari i) hanno cariche esecutive o di presidente dell'organo di amministrazione; ii) detengono una partecipazione qualificata uguale o superiore al 10% del capitale o dei diritti di voto di tale entità, o una posizione di influenza notevole;
  • c) le società con le quali il Gruppo presenta significativi legami partecipativi e finanziari in quanto riferibili ad almeno due dei seguenti indicatori:
    • − partecipazione della controparte al capitale di Intesa Sanpaolo con una quota compresa tra l'1% e la soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate;
    • − partecipazione da parte di entità del Gruppo Intesa Sanpaolo nella controparte superiore al 10% dei diritti di voto;
    • − esposizione significativa creditizia del Gruppo verso la controparte.

Tale soluzione consente di sviluppare uno standard più elevato di monitoraggio delle transazioni con le principali entità in potenziale rischio di conflitto di interessi.

Il Regolamento contempla le diverse cautele istruttorie che devono essere osservate dalle strutture della Capogruppo e dalle società controllate nella realizzazione di operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo, Soggetti Collegati di Gruppo e Soggetti rilevanti ex art. 136 TUB, al fine di soddisfare le esigenze di correttezza sostanziale delle transazioni, richiedendo, tra l'altro, un esame dettagliato delle motivazioni, degli interessi, degli effetti dal punto di vista patrimoniale, economico e finanziario e delle condizioni dell'operazione.

In coerenza con la regolamentazione adottata dalla Consob e dalla Banca d'Italia, è inoltre previsto un regime di esenzioni, integrali o parziali, dall'applicazione della disciplina.

Per quanto attiene ai profili deliberativi delle operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo e Soggetti Collegati di Gruppo, il procedimento viene differenziato per:

  • − operazioni di importo esiguo: di controvalore inferiore o pari a 250 mila euro per le persone fisiche e 1 milione per i soggetti diversi dalle persone fisiche (escluse dall'applicazione della disciplina);
  • − operazioni di minore rilevanza: di controvalore superiore alle soglie di esiguità (250 mila euro per le persone fisiche e 1 milione per i soggetti diversi dalle persone fisiche), ma inferiore o pari alle soglie di maggiore rilevanza di seguito indicate;
  • − operazioni di maggiore rilevanza: di controvalore superiore alla soglia del 5% degli indicatori definiti dalla Consob e dalla Banca d'Italia (circa 3,1 miliardi per il Gruppo Intesa Sanpaolo);
  • − operazioni di competenza assembleare, a norma di legge o di Statuto.

Nel processo finalizzato all'approvazione delle operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo e Soggetti Collegati di Gruppo, un ruolo qualificato è svolto dal Comitato per le operazioni con Parti Correlate, in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dal Codice di autodisciplina delle società quotate e dall'art. 148 del Testo Unico della Finanza. Il Comitato per le operazioni con Parti Correlate può avvalersi, ove ritenuto opportuno, di esperti indipendenti in relazione alla significatività, alle particolari caratteristiche economiche o strutturali dell'operazione o alla natura della parte correlata o soggetto collegato.

Per le operazioni di maggiore rilevanza le strutture devono coinvolgere il Comitato nelle fasi dell'istruttoria e delle trattative, attraverso l'invio di un flusso completo e tempestivo e con la facoltà del Comitato di richiedere ulteriori informazioni e formulare osservazioni.

Tutte le operazioni – che non siano esenti in base al Regolamento – realizzate dalla Capogruppo con una parte correlata o soggetto collegato sono riservate alla competenza deliberativa del Consiglio, previo parere del Comitato per le operazioni con Parti Correlate.

Il Regolamento prevede specifici presidi nel caso in cui sia deliberata un'operazione di minore o maggiore rilevanza, nonostante il parere negativo del Comitato di indipendenti.

Le operazioni realizzate dalle società controllate con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo e Soggetti Collegati di Gruppo devono essere deliberate dal Consiglio di Amministrazione delle stesse società interessate previo benestare della Capogruppo, che viene rilasciato secondo l'iter sopra descritto.

Il Regolamento definisce altresì i criteri generali per l'informativa da rendere, almeno trimestralmente, anche ai sensi dell'art. 150 del Testo Unico della Finanza, agli amministratori e all'organo di controllo in ordine alle operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati perfezionate nel periodo di riferimento dalla Capogruppo o da società controllate, al fine di fornire un quadro completo dell'insieme delle operazioni più significative poste in essere, nonché dei volumi e delle principali caratteristiche di tutte quelle delegate. L'informativa deve riguardare tutte le operazioni, anche se esenti da procedura deliberativa, di controvalore superiore alle soglie di esiguità; sono escluse le operazioni di minore rilevanza di finanziamento e di raccolta bancaria infragruppo (sempre che non riguardino una società controllata con interessi significativi di altra parte correlata o soggetto collegato e presentino condizioni non di mercato o standard). Per le operazioni di minore rilevanza infragruppo ordinarie e a condizioni di mercato è, invece, prevista un'informativa di tipo aggregato su base annuale.

Le operazioni realizzate dalle banche italiane controllate con Parti Correlate e Soggetti Collegati di Gruppo, che non siano considerate esenti, fermo il benestare della Capogruppo, devono essere deliberate dal relativo Consiglio di Amministrazione, previo parere di un Comitato di Consiglieri indipendenti costituito all'interno del Consiglio di Amministrazione della banca stessa. Sono, inoltre, previste regole specifiche di rendicontazione delle operazioni agli Organi della Banca.

Il Regolamento disciplina inoltre l'operatività con Soggetti Rilevanti ai sensi dell'art. 136 TUB che deve essere applicato da tutte le banche italiane del Gruppo Intesa Sanpaolo, ivi inclusa la Capogruppo. Tale norma richiede l'adozione di una procedura deliberativa aggravata (delibera unanime dell'organo amministrativo, con esclusione del voto dell'esponente interessato, e voto favorevole dei componenti l'organo di controllo) per consentire agli esponenti bancari di assumere, direttamente o indirettamente, obbligazioni con la banca nella quale gli stessi rivestono la carica di esponente.

Sono inoltre fatti salvi gli obblighi previsti dal Codice Civile (art. 2391) e dall'art. 53 TUB in materia di interessi degli amministratori.

In particolare, l'art. 2391 C.C. stabilisce che ciascun Consigliere dia notizia di ogni interesse detenuto, per conto proprio o di terzi, che possa rilevare nell'esercizio della funzione gestoria, con riferimento ad una determinata operazione. Ai sensi della predetta disposizione, sono di competenza del Consiglio le delibere relative a quelle operazioni, anche con Parti Correlate, nelle quali il Consigliere Delegato sia titolare di un interesse per conto proprio o di terzi ed osservi quindi l'obbligo di astensione dal compiere l'operazione, investendo della stessa l'organo collegiale ex art. 2391 C.C.

In aggiunta, l'art. 53 TUB prevede che gli amministratori delle banche debbano astenersi dalle deliberazioni in cui abbiano un conflitto di interessi per conto proprio o di terzi.

2. Informazioni sui saldi con parti correlate

I saldi creditori e debitori in essere al 31 dicembre 2021 nei conti consolidati nei confronti di parti correlate - diverse da quelle infragruppo consolidate integrali - risultano di ammontare complessivamente non rilevante rispetto alla dimensione patrimoniale del Gruppo. Parimenti non risulta rilevante l'incidenza dei proventi e oneri con parti correlate sul risultato di gestione consolidato.

31.12.2021
Importo
(milioni di euro)
Incidenza
(%)
Totale attività finanziarie (1) 15.415 1,5
Totale altre attività (2) 554 3,2
Totale passività finanziarie (3) 7.100 0,8
Totale altre passività (4) 638 0,4

(1) Include le voci 10, 20, 30, 35, 40 ,45 e 70 dell'attivo di Stato patrimoniale.

(2) Include le voci 50, 60, 120 e 130 dell'attivo di Stato patrimoniale.

(3) Include le voci 10, 15, 20, 30 e 35 del passivo di Stato patrimoniale.

(4) Include le voci 40, 50, 70, 80, 90, 100 e 110 del passivo di Stato patrimoniale.

31.12.2021
Importo
(milioni di euro)
Incidenza
(%)
Totale interessi attivi 68 0,6
Totale interessi passivi (1) 45 -
Totale commissioni attive 120 1,0
Totale commissioni passive -124 4,6
Totale costi di funzionamento (2) -163 1,4

(1) Il saldo positivo degli interessi passivi è dovuto ai differenziali dei derivati di copertura, che rettificano gli interessi rilevati sugli strumenti finanziari coperti.

(2) Include la voce 190 del conto economico.

Nei confronti di società collegate, nel periodo si registrano rettifiche di valore nette su finanziamenti pari a circa 18 milioni, parzialmente compensate da rilasci su accantonamenti per impegni e garanzie rilasciate per circa 8 milioni.

Si riportano di seguito i principali termini di riferimento dell'operatività con ciascuna categoria di controparte correlata, sulla base dei soggetti indicati nello IAS 24, al netto dell'operatività con entità consolidate integralmente, con la categoria degli Azionisti rilevanti di Intesa Sanpaolo e relativi gruppi societari (entità controllate anche congiuntamente ad altri, controllanti o sottoposte a comune controllo) che abbiano una partecipazione al capitale con diritto di voto della Banca superiore alla sogl ia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate calcolata sulle sole azioni in proprietà o in gestione, nonché con gli ulteriori soggetti inclusi nel perimetro definito in via di autoregolamentazione.

Nella tabella che segue non viene invece rappresentata l'incidenza delle operazioni con parti correlate sui flussi finanziari del Gruppo, in quanto non significativa.

Per maggiore chiarezza e coerentemente con le segnalazioni inviate alle Autorità di Vigilanza, si precisa che le poste fuori bilancio sono state dettagliate su due righe distinte, raggruppando da un lato le garanzie/impegni rilasciati e dall'altro le garanzie/impegni ricevuti. Nella prima categoria sono stati inclusi anche gli impegni revocabili rilasciati il cui importo complessivo è pari a 8 miliardi.

Entità
controllate
non
consolidate
integralmente
Entità
sottoposte
a controllo
congiunto
e relative
controllate
Entità
collegate
e relative
controllate
Esponenti,
Key
Manager e
soggetti ad
essi
riconducibili
Fondi
Pensione
TOTALE Azionisti
(*)
Società con
le quali il
Gruppo
presenta
significativi
legami
partecipativi
e finanziari
(**)
(milioni di euro)
Altre società
riconducibili
agli
Esponenti
(***)
Cassa e disponibilità liquide - - - - - - - 156 -
Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto a conto economico
3 - 218 - - 221 - 900 43
a) Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
b) attività finanziarie designate al fair value
-
3
-
-
-
-
-
-
-
-
-
3
-
-
843
-
43
-
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
- - 218 - - 218 - 57 -
Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
- - - - - - 21 - -
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese
di assicurazione valutate al fair value ai sensi
dello IAS 39
- - - - - - 3 213 -
Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
- 46 552 14 - 612 1 2.838 8.755
a) Crediti verso banche - - 6 - - 6 - 2.654 -
b) Crediti verso clientela - 46 546 14 - 606 1 184 8.755
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese
di assicurazione valutate al costo ammortizzato
ai sensi dello IAS 39
- - - - - - - - -
Altre attività 20 - 215 - 1 236 - 318 -
Partecipazioni 58 49 1.545 - - 1.652 - - -
Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
52 18 915 23 233 1.241 203 1.347 1.292
a) debiti verso banche 1 - 2 - - 3 - 1.275 -
b) debiti verso la clientela 51 18 913 23 233 1.238 203 72 1.292
Passività finanziarie di pertinenza delle
imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
- - - - - - - - -
Passività finanziarie di negoziazione - - 3 - - 3 - 2.885 129
Passività finanziarie designate al fair value - - - - - - - - -
Passività finanziarie di pertinenza delle
imprese di assicurazione valutate al fair value
ai sensi dello IAS 39
- - - - - - - - -
Altre passività 4 - 41 18 522 585 11 33 9
Garanzie e impegni rilasciati 23 23 624 2 1 673 8 1.365 6.560
Garanzie e impegni ricevuti - 10 4 3 - 17 3 36 8.550

(*) In via di autoregolamentazione, azionisti e relativi gruppi societari che detengono una partecipazione al capitale superiore alla soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate calcolata sulle sole azioni in proprietà o in gestione, nonché le entità da questi controllate congiuntamente.

(**) In via di autoregolamentazione, società che presentano almeno due dei seguenti indicatori: i) partecipazione della controparte al capitale di Intesa Sanpaolo con una quota compresa tra l'1% e la soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate; ii) partecipazione da parte di entità del Gruppo ISP nella controparte superiore al 10% dei diritti di voto; iii) esposizione significativa creditizia del Gruppo verso la controparte. Gli importi riportati si riferiscono in larga misura alle società del Gruppo JP Morgan e a Bank of Qingdao.

(***) In via di autoregolamentazione, società nelle quali gli esponenti di Intesa Sanpaolo o i loro stretti familiari i) hanno cariche esecutive o di presidente dell'organo di amministrazione; ii) detengono una partecipazione qualificata uguale o superiore al 10% del capitale o dei diritti di voto di tale entità, o sulla quale tali persone possono esercitare un'influenza notevole. I Crediti verso clientela, i Debiti verso clientela e le Garanzie e Impegni attengono principalmente ad esposizioni verso il Gruppo Borsa Italiana.

Per completezza si segnala che le entità collegate maggiormente significative incluse nel perimetro delle parti correlate, secondo quanto previsto dalla formulazione dello IAS 24 in vigore, sono: Intrum Italy S.p.A., Penghua Fund Management Co. Ltd., RSCT FUND - Comparto Crediti, Zhong Ou Asset Management Company Limited, Fondo Back2Bonis, FI.NAV Comparto A1 Crediti, Equiter S.p.A., Innolva S.p.A., Mooney Group S.p.A., Neva First-Fcc, Cassa di Risparmio di Fermo S.p.A., CAMFIN S.p.A., 1875 Finance Holding Ag e Bancomat S.p.A.

Tra le principali entità sottoposte a controllo congiunto (joint venture) si segnalano: Mir Capital Sca Sicar, VUB Generali Dochodkova Spravcovska Spolocnost AS e PBZ Croatia Osiguranje Public Limited Company for Compulsory Pension Fund Management.

3. Informazioni sulle operazioni con parti correlate

Si rappresenta che le operazioni con parti correlate infragruppo, consolidate integrali, non sono incluse nel presente documento in quanto elise a livello consolidato.

Per quanto concerne le operazioni di Intesa Sanpaolo S.p.A. si rinvia a quanto esposto nella Parte H del Bilancio Individuale.

Operazioni di maggiore rilevanza

Nel corso dell'esercizio non sono state effettuate dal Gruppo Intesa Sanpaolo operazioni qualificabili come di "maggiore rilevanza" non ordinarie e non a condizioni di mercato o standard soggette – in applicazione del Regolamento di Gruppo per la gestione delle Operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo S.p.A., Soggetti Collegati del Gruppo e Soggetti Rilevanti ex art. 136 TUB – all'obbligo di pubblicazione di un documento informativo al mercato.

Si ricorda che le operazioni di maggiore rilevanza nel periodo sono quelle che superano la soglia del 5% dei Fondi Propri a livello consolidato (circa 3,1 miliardi) o degli altri indicatori definiti dalla normativa Consob.

Altre operazioni significative

Le operazioni realizzate dal Gruppo Intesa Sanpaolo con parti correlate generalmente rientrano nell'ambito dell'ordinaria operatività del Gruppo e sono di norma poste in essere a condizioni di mercato e comunque sulla base di valutazioni di reciproca convenienza economica, nel rispetto delle procedure interne sopra richiamate.

Si segnalano di seguito le principali operazioni "di minore rilevanza" perfezionate nel periodo da società del Gruppo Intesa Sanpaolo con controparti correlate.

I rapporti tra il Gruppo Intesa Sanpaolo e gli esponenti aziendali, i Key Manager e i soggetti ad essi riconducibili rientrano nella normale operatività del Gruppo e sono posti in essere applicando, ove ne ricorrano i presupposti, le convenzioni riservate a tutto il personale dipendente, con pieno rispetto e trasparenza delle condizioni praticate.

Con riferimento all'operatività con gli Azionisti, che detengono quote del capitale con diritto di voto di Intesa Sanpaolo S.p.A. superiori alla soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate calcolata sulle sole azioni in proprietà o in gestione, e con gli altri azionisti rilevanti in ragione della presenza di significativi legami partecipativi e finanziari, sono state realizzate principalmente operazioni ordinarie di natura creditizia e in strumenti finanziari concluse a condizioni di mercato.

Sempre nell'ambito delle operazioni con gli Azionisti, si evidenziano inoltre, in continuità con quanto già sottoscritto dalla Capogruppo, i contratti di fornitura da parte di Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A., Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. e IW Bank S.p.A. (ora IW Private Investments SIM S.p.A.) con BlackRock Financial Management Inc., finalizzati alla realizzazione di una soluzione architetturale unica e integrata a livello di Gruppo per tutte le filiere Asset, Risk e Wealth Management.

Per quanto riguarda le operazioni con entità collegate e controllate congiunte, si segnalano:

  • − l'aggiornamento degli accordi di collaborazione e servizio tra Banca 5 S.p.A. e Mooney S.p.A. per l'esercizio 2021;
  • − l'operazione di natura creditizia tra Vseobecna Uverova Banka A.S. e Vub Generali Dochodkova Spravcovska Spolocnost, A.S.

Altre informazioni rilevanti

Con riferimento alle società valutate al patrimonio netto, sono state registrate rettifiche di valore delle partecipazioni in Vesta OML, FI.NAV, RSCT FUND, Fondo Back2Bonis, Cassa di Risparmio di Fermo e Pietra S.r.l.

B) INFORMAZIONI SUI COMPENSI CORRISPOSTI AI COMPONENTI DEGLI ORGANI DI AMMINISTRAZIONE E DI CONTROLLO E AI DIRIGENTI CON RESPONSABILITÀ STRATEGICHE

La tabella che segue riporta l'ammontare dei compensi corrisposti nel 2021 ai componenti degli Organi di Amministrazione e Controllo e ai Direttori Generali delle società controllate, nonché i compensi relativi agli altri dirigenti con responsabilità strategiche della Capogruppo che rientrano nella nozione di "parte correlata", inclusi gli importi massimi relativi alla parte variabile della retribuzione che saranno corrisposti in denaro e/o in azioni della Capogruppo, in base alle politiche di retribuzione e di incentivazione del Gruppo, subordinatamente alla verifica del conseguimento dei target assegnati e alle determinazioni dei competenti Organi di Capogruppo.

(milioni di euro)
ORGANI DI
AMMINISTRAZIONE/
ORGANI DI
CONTROLLO(1)
ALTRI MANAGERS (2) TOTALE al 31.12.2021
Importo
di
competenza
Importo
corrisposto
Importo
di
competenza
Importo
corrisposto
Importo
di
competenza
Importo
corrisposto
Benefici a breve termine (3)
Benefici successivi al rapporto di
19 16 54 44 73 60
lavoro (4) - - 5 4 5 4
Altri benefici a lungo termine (5) - - 11 - 11 -
Indennità per la cessazione del
rapporto di lavoro (6)
- - - - - -
Pagamenti in azioni (7) - - 26 - 26 -
Totale 19 16 96 48 115 64

(1) Cifre riferite a 441 cariche. In tabella non sono ricompresi circa 1,9 milioni riferiti a 78 cariche nei Consigli di Amministrazione (o organi assimilati) in quanto riversati interamente ad altre Società del Gruppo.

(2) Cifre riferite a 113 posizioni. In tabella non sono ricompresi circa 4,2 milioni riferiti a 15 cariche di Direttori Generali (o figure assimilate) in quanto riversati interamente ad altre Società del Gruppo.

(3) Include anche i compensi fissi e variabili degli Amministratori in quanto assimilabili al costo del lavoro e gli oneri sociali a carico dell'azienda per i dipendenti.

(4) Include la contribuzione aziendale ai fondi pensione e l'accantonamento al TFR nelle misure previste dalla legge e dai regolamenti aziendali.

(5) Include una stima degli accantonamenti per i premi di anzianità dei dipendenti.

(6) Include le indennità contrattualmente dovute per la cessazione del rapporto di lavoro.

(7) Include la quota della parte variabile della retribuzione a breve/lungo termine da corrispondere in azioni di Intesa Sanpaolo / tramite il Piano POP.

Dettagliate informazioni in merito alle politiche di remunerazione, ai sensi dell'art. 123-ter del Testo Unico della Finanza, vengono annualmente pubblicate nell'ambito della specifica "Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti", nella quale vengono indicati:

  • − il dettaglio analitico dei compensi corrisposti ai componenti degli organi di Amministrazione e di Controllo, ai Direttori Generali e agli altri Dirigenti con Responsabilità Strategiche;
  • − i dettagli e l'evoluzione dei piani di Stock-option assegnate ai componenti dell'Organo di Amministrazione, ai Direttori Generali e agli altri Dirigenti con Responsabilità Strategiche;
  • − i dettagli e l'evoluzione dei Piani di incentivazione basati su strumenti finanziari, diversi dalle stock option, a favore del Consigliere Delegato e CEO e degli altri Dirigenti con Responsabilità Strategiche;
  • − i dettagli dei piani di incentivazione monetari a favore del Consigliere Delegato e CEO e degli altri Dirigenti con Responsabilità Strategiche;
  • − le azioni della Capogruppo e delle società controllate detenute dai componenti degli Organi di amministrazione e controllo e dai Dirigenti con responsabilità strategiche nonché dagli altri soggetti collegati.

Parte I Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali

A. INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Descrizione degli accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali

Piano di incentivazione annuale basato su strumenti finanziari

Le Disposizioni di Vigilanza in materia di politiche e prassi di remunerazione e incentivazione nelle banche e nei gruppi bancari emanate il 30 marzo 2011 (ora integrate nella Circolare 285 della Banca d'Italia), hanno prescritto, tra l'altro, che parte dei premi annuali erogati ai cosiddetti "Risk Taker" venga attribuito mediante l'assegnazione di strumenti finanziari, in un orizzonte di tempo pluriennale. Conseguentemente, il Gruppo Intesa Sanpaolo prevede piani di incentivazione annuali collegati alle performance in ottemperanza ai quali:

  • − con riferimento ai risultati dell'esercizio 2016 e in attuazione della delibera assembleare del 27 aprile 2017, il 18 settembre 2017, il Gruppo ha complessivamente acquistato – tramite Banca IMI, incaricata dell'esecuzione del programma – n. 8.091.160 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo (pari allo 0,05% circa del capitale sociale ordinario) a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 2,937 euro, per un controvalore totale di 23.762.245 euro;
  • − con riferimento ai risultati dell'esercizio 2017 e in attuazione della delibera assembleare del 27 aprile 2018, il 12 settembre 2018, il Gruppo ha complessivamente acquistato – tramite Banca IMI, incaricata dell'esecuzione del programma – n. 12.686.321 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo (pari allo 0,07% circa del capitale sociale ordinario) a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 2,291 euro, per un controvalore totale di 29.061.008 euro;
  • − con riferimento ai risultati dell'esercizio 2018 e in attuazione della delibera assembleare del 30 aprile 2019, il 17 e 18 settembre 2019, il Gruppo ha complessivamente acquistato – tramite Banca IMI, incaricata dell'esecuzione del programma – n. 17.137.954 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo (pari allo 0,10% circa del capitale sociale ordinario) a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 2,129 euro, per un controvalore totale di 36.481.543 euro. Il programma di acquisto è altresì al servizio dell'eventuale corresponsione di compensi riconosciuti a Risk Taker in occasione della cessazione anticipata del rapporto di lavoro (c.d. Severance), come previsto dalle Disposizioni di Vigilanza;
  • − con riferimento ai risultati dell'esercizio 2019 e in attuazione della delibera assembleare del 27 aprile 2020, il 16, 17 e 18 novembre 2020, il Gruppo ha complessivamente acquistato – tramite la propria Divisione IMI Corporate & Investment Banking, incaricata dell'esecuzione del programma – n. 25.400.000 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo (pari allo 0,13% circa del capitale sociale della Capogruppo) a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 1,852 euro, per un controvalore totale di 47.046.279 euro. Il programma di acquisto è altresì al servizio del Piano di Incentivazione 2018- 2021 destinato ai Consulenti Finanziari delle Reti Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking e Sanpaolo Invest nonché dell'eventuale corresponsione di compensi riconosciuti a Risk Taker in occasione della cessazione anticipata del rapporto di lavoro (c.d. Severance), come previsto dalle Disposizioni di Vigilanza;
  • − con riferimento ai risultati dell'esercizio 2020 e in attuazione della delibera assembleare del 28 aprile 2021, il 13 e 14 settembre 2021, il Gruppo ha complessivamente acquistato – tramite la propria Divisione IMI Corporate & Investment Banking, incaricata dell'esecuzione del programma – n. 20.000.000 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo (pari allo 0,10% circa del capitale sociale della Capogruppo) a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 2,391 euro, per un controvalore totale di 47.822.401 euro. Il programma di acquisto è altresì al servizio del sistema di incentivazione dell'ex Gruppo UBI Banca basato su azioni relativo all'esercizio 2020 destinato ai Risk Taker, delle residue quote in azioni rinvenienti da sistemi incentivanti dell'ex Gruppo UBI Banca per esercizi precedenti. nonché dell'eventuale corresponsione di compensi riconosciuti in occasione della cessazione anticipata del rapporto di lavoro (c.d. Severance), come previsto dalle Disposizioni di Vigilanza.

Le Assemblee di cui sopra hanno, altresì, autorizzato l'alienazione sul mercato regolamentato delle azioni eventualmente eccedenti l'effettivo fabbisogno, ovvero la loro conservazione a servizio di eventuali futuri piani di incentivazione.

Le suddette azioni saranno attribuite ai beneficiari nel rispetto delle norme attuative contenute nei sistemi di incentivazione che richiedono, di norma, la permanenza in servizio dei beneficiari sino al momento dell'effettiva consegna dei titoli agli stessi e sottopongono ciascuna quota differita dell'incentivo (sia essa erogata in forma cash, sia mediante strumenti finanziari) a un meccanismo di correzione ex post – cosiddetta "malus condition" – secondo il quale il relativo importo riconosciuto e il numero delle eventuali azioni attribuite potranno essere decurtati in relazione al grado di conseguimento, nell'esercizio a cui la quota differita fa riferimento, di specifici obiettivi economico-patrimoniali che misurano la sostenibilità nel tempo dei risultati conseguiti.

Piani di incentivazione a lungo termine 2018-2021: Piano POP e Piano LECOIP 2.0

In concomitanza con il lancio del Piano d'Impresa 2018-2021 sono stati avviati due nuovi piani d'incentivazione a lungo termine destinati a differenti cluster di popolazione:

  • − Piano POP (Performance-based Option Plan) destinato al Top Management, ai Risk Taker e ai Manager Strategici;
  • − Piano LECOIP 2.0 destinato ai Manager e al restante personale.

Con riferimento alla popolazione Top Management, Risk Taker e Manager Strategici, che ha un impatto diretto sui risultati del Gruppo, si è ritenuto necessario adottare uno strumento esplicitamente connesso al raggiungimento degli obiettivi del Piano d'Impresa e con un profilo di rischio/rendimento adeguato al ruolo ricoperto e ai livelli di ambizione e sfida del nuovo Business Plan.

Il Piano POP è basato su strumenti finanziari collegati alle azioni ("Call Option") e sottoposti al raggiungimento di condizioni di performance chiave del Piano d'Impresa nonché subordinati a condizioni di attivazione e di accesso individuale (c.d. compliance breach).

L'intero ammontare maturato sarà liquidato in azioni e in un orizzonte temporale di 3/5 anni, in funzione del cluster di appartenenza del beneficiario, previa verifica delle condizioni di malus, definite in modo speculare alle condizioni di attivazione, negli anni in cui queste siano previste.

Inoltre, a giugno 2018 il Gruppo ha firmato con J.P. Morgan un accordo di accollo liberatorio, con cui ha trasferito a J.P. Morgan l'obbligo di consegna ai dipendenti del Gruppo Intesa Sanpaolo delle eventuali azioni ordinarie che saranno dovute alla scadenza delle Opzioni POP e, conseguentemente, alla controparte stessa l'assunzione di tutti i rischi di volatilità del Piano.

Con riferimento ai Manager e al restante personale, in sostanziale continuità con il LECOIP 2014-2017, è stato invece introdotto un piano di retention 2018 – 2021 LECOIP 2.0.

Il piano LECOIP 2.0, finalizzato a favorire la condivisione a tutti i livelli dell'organizzazione del valore creato nel tempo a seguito del raggiungimento degli obiettivi del Piano d'Impresa e a promuovere l'identificazione e lo spirito di appartenenza al Gruppo, è assegnato in Certificates emessi da JP Morgan, ovvero strumenti finanziari basati su azioni. In particolare, il Piano LECOIP 2.0 prevede:

  • − l'assegnazione gratuita al dipendente di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione rivenienti da un aumento gratuito di capitale ("Free Shares");
  • − l'assegnazione gratuita al dipendente di ulteriori azioni ordinarie Intesa Sanpaolo, di nuova emissione a fronte del medesimo aumento gratuito di capitale ("Matching Shares"), e la sottoscrizione, da parte del dipendente, di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione rivenienti da un aumento di capitale a pagamento riservato ai dipendenti, con emissione di azioni a un prezzo scontato rispetto al valore di mercato ("Azioni Scontate").

I Certificates sono suddivisi in due categorie e hanno caratteristiche diverse a seconda che siano destinati ai dipendenti "Professional" oppure "Manager" del perimetro italiano del Gruppo. I Certificates riflettono i termini di alcune opzioni aventi come sottostante azioni ordinarie Intesa Sanpaolo e consentono al dipendente di ricevere alla scadenza, salvo il verificarsi di determinati eventi, un ammontare per cassa (o in azioni ordinarie Intesa Sanpaolo) pari al valore di mercato originario delle Free Shares e delle Matching Shares per i dipendenti "Professional" e al 75% dello stesso per i dipendenti "Manager", più l'eventuale apprezzamento, rispetto al valore di mercato originario, connesso all'ammontare di Free Shares, Matching Shares e Azioni Scontate.

I Piani POP e LECOIP 2.0 sono stati sottoposti all'approvazione dell'Assemblea ordinaria dei soci del 27 aprile 2018.

Con particolare riferimento al Piano LECOIP 2.0, la parte straordinaria della stessa Assemblea ha deliberato in merito al conferimento di una delega al Consiglio di Amministrazione ad aumentare il capitale sociale ai sensi dell'art. 2443 del codice civile, funzionale all'attuazione del Piano LECOIP 2.0. Tali aumenti di capitale sono stati eseguiti in data 11 luglio 2018 contestualmente all'avvio dei Piani di incentivazione a lungo termine 2018-2021.

Relativamente al Piano POP, si evidenzia che – a fronte dell'insorgere di eventi esogeni di natura straordinaria (in particolare, la ridotta distribuzione dei dividendi del settore bancario europeo nel contesto della pandemia da COVID-19), e con l'obiettivo di neutralizzarne gli effetti tecnici sui meccanismi di funzionamento del Piano che, nei fatti, ne compromettevano la valenza incentivante, ossia la possibilità che il Piano POP possa essere realisticamente in the money a fronte del recupero del valore del titolo Intesa Sanpaolo e della ripresa della regolare distribuzione dei dividendi – l'Assemblea ordinaria del 28 aprile 2021 ha approvato talune modifiche.

In particolare, le modifiche previste hanno riguardato il meccanismo di correzione dello strike price in funzione dell'ammontare di dividendi effettivamente distribuiti in ciascun anno di piano rispetto alle attese di consensus e il posticipo del c.d. Averaging Period (i.e. periodo di osservazione durante il quale si forma la media del prezzo dell'azione ISP da confrontarsi con lo strike price), originariamente fissato nell'intervallo temporale 11 marzo 2021 – 11 marzo 2022, di un anno con conseguente posticipazione di un anno anche della data di esercizio delle opzioni POP.

Entrambi i piani di incentivazione a lungo termine in oggetto (POP e LECOIP 2.0) rientrano nel perimetro di applicazione dell'IFRS 2 e sono qualificabili come operazioni con pagamento basato su azioni regolate con strumenti rappresentativi di capitale (c.d. piani "equity-settled").

Con riferimento al Piano POP, alla data di assegnazione è stato definito il fair value degli strumenti rappresentativi di capitale oggetto del piano (rappresentato dal fair value delle opzioni rettificato per il vincolo di disponibilità cui saranno soggette le azioni a seguito dell'esercizio delle opzioni) e successivamente aggiornato a seguito delle modifiche del Piano. Il Piano prevede la presenza di condizioni di servizio e di performance non di mercato (le condizioni di attivazione e le performance conditions), di cui è stato tenuto conto al fine di determinare il numero di azioni per la valorizzazione del costo del piano. Tali

stime saranno oggetto di revisione nel corso del vesting period e fino alla scadenza. Il costo del piano, così definito, è imputato a conto economico (come costo del lavoro) pro rata temporis lungo il periodo di maturazione del beneficio, in contropartita ad una specifica riserva di Patrimonio Netto. Analoga rappresentazione contabile ai sensi dell'IFRS 2 è applicata alle modifiche al Piano. In particolare, il costo del piano originario continua ad essere rilevato lungo il vesting period iniziale (ovvero fino all'11 marzo 2022), mentre il costo aggiuntivo relativo alla modifica del piano è rilevato lungo il nuovo vesting period, ovvero fino al 10 marzo 2023. Il posticipo di un anno del periodo di osservazione, con conseguente allungamento del periodo di permanenza in servizio, si configura infatti come un incremento del vesting period.

Al verificarsi degli eventi che comportano per i dipendenti la perdita del diritto ai benefici del Piano POP (performance condition, condizioni di attivazione e venir meno della permanenza in servizio) Intesa Sanpaolo iscrive in bilancio un'attività finanziaria in contropartita al Patrimonio Netto. Nelle valutazioni successive le variazioni di fair value sono rilevate a conto economico. Per quanto concerne il diritto di accollo – essendo nella sostanza configurabile come la modalità operativa adottata dal Gruppo per adempiere all'obbligazione di delivery fisica delle azioni rinveniente dal Piano - la rappresentazione contabile è quella di uno strumento di capitale movimentando in contropartita il Patrimonio Netto. Si precisa, inoltre, che la modifica al Piano POP ha comportato anche la conseguente modifica dell'accollo liberatorio già stipulato tra la Banca, i beneficiari e il partner finanziario, in forza del quale quest'ultima si è accollata l'obbligo di consegna ai Beneficiari del le azioni ISP sottostanti alle Opzioni POP.

Per quanto riguarda il Piano LECOIP 2.0, alla data di assegnazione è stato calcolato il fair value degli strumenti rappresentativi di capitale oggetto del piano (equivalente alla somma del fair value delle azioni assegnate gratuitamente e dal fair value dello sconto per le azioni a pagamento) e non più modificato. Il Piano prevede la presenza di condizioni di servizio e di performance non di mercato (i trigger events), di cui è stato tenuto conto al fine di determinare il numero di azioni per la valorizzazione del costo del piano. Tali stime saranno oggetto di revisione nel corso del vesting period e fino alla scadenza. Il costo del piano, così definito, è imputato a conto economico (come costo del lavoro) pro rata temporis lungo il periodo di maturazione del beneficio, in contropartita ad una specifica riserva di Patrimonio Netto.

Al verificarsi degli eventi che comportano per i dipendenti la perdita del diritto ai benefici dei LECOIP 2.0 Certificates (trigger events e venir meno della permanenza in servizio) Intesa Sanpaolo iscrive in bilancio un'attività finanziaria in contropartita al Patrimonio Netto. In particolare, i Certificates iscritti nel bilancio del gruppo, in ambito IFRS 9, sono classificati tra le Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value. Nelle valutazioni successive le variazioni di fair value sono rilevate a conto economico.

B. INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Evoluzione dei piani di incentivazione annuali basati su strumenti finanziari nel 2021

Numero
di
azioni
Prezzo medio
di esercizio
(euro)
Vita Residua
Strumenti finanziari esistenti al 31 dicembre 2020 37.344.074 - 2021/2025
Strumenti finanziari assegnati nel corso dell'esercizio (a) 17.191.795 - 2021/2026
Strumenti finanziari non più attribuibili (b) 330.388 -
Strumenti finanziari vested nel corso dell'esercizio e attribuiti 31.675.655 -
Strumenti finanziari esistenti al 31 dicembre 2021 22.529.826 - 2022/2026
di cui: vested ed attribuiti al 31 dicembre 2021 - - -

(a) Comprensivi delle azioni rivenienti da Operazioni Societarie (5.433.197 azioni relative al perimetro del Gruppo UBI per sistemi incentivanti ante 2020, acquisite nel corso dell'esercizio).

(b) Azioni non più consegnabili ai beneficiari a seguito del venir meno del relativo rapporto di lavoro e/o per effetto dell'applicazione delle c.d. malus condition.

In aggiunta alle azioni sopra indicate, in conformità con le Disposizioni di Banca d'Italia in tema di remunerazioni e con le Politiche di Remunerazione e Incentivazione di Gruppo, nel corso dell'anno 2021 sono state assegnate 1.562.346 azioni con riferimento ai compensi riconosciuti in occasione della cessazione anticipata del rapporto di lavoro (c.d. Severance). Tali azioni, attribuite in un orizzonte di tempo pluriennale, hanno una vita residua compresa tra ottobre 2021 e novembre 2026.

Dettaglio per vita residua

Vita residua (a) Numero
di
azioni
2022 6.810.045
2023 9.918.186
2024 3.818.046
2025 1.469.232
2026 514.317
(a) Fine retention period

Evoluzione degli strumenti a lungo termine basati su azioni: LECOIP 2.0 e POP

a luglio 2018 Free Shares Matching Shares
Azioni scontate
a luglio 2018
a luglio 2018
PIANO LECOIP 2.0
Azioni Sell to
cover
a luglio 2018 (a)
Numero
totale
azioni
Numero
LECOIP
Certificates
Variazioni
dell'esercizio
(c)
Numero
LECOIP
Certificates
Fair value
medio
al
Numero
di azioni
Fair
value
medio
unitario
Numero
di azioni
Fair
value
medio
unitario
Numero
di azioni
Fair
value
medio
unitario
(b)
Numero
di azioni
Fair
value
medio
unitario
assegnate
a luglio
2018
al
31.12.2020
al
31.12.2021
31.12.2021
Totale
Dipendenti
25.147.152 2,4750 47.411.243 2,4750 507.908.765 0,3771 96.595.275 2,5416 677.062.435 68.685.965 -1.059.076 67.626.889 2,3897

(a) Azioni assegnate destinate a coprire l'esborso relativo all'imposizione fiscale a carico del dipendente.

(b) Fair value dello sconto di sottoscrizione.

(c) Numero di Certificates per cui è previsto il subentro di Intesa Sanpaolo nei diritti che sarebbero stati riconosciuti ai dipendenti a fronte dei Certificates derivante dal mancato rispetto della condizione di permanenza in servizio e altre condizioni di maturazione.

PERFORMANCE-BASED OPTION PLAN (POP)
Opzioni POP a
Opzioni POP al 31.12.2020
luglio 2018 (a)
Opzioni POP al 31.12.2021
Numero
opzioni
Fair
value
Numero
opzioni
Fair
value
di cui: Opzioni POP
ristrutturate al 07.06.2021
Numero
opzioni
POP -
variazioni
dell'esercizio
(b)
Numero
opzioni POP
Fair value
medio
unitario
di cui: Opzioni POP
ristrutturate al 07.06.2021
POP
medio
unitario
POP medio
unitario
Numero
opzioni
POP
Fair value
medio
unitario
Numero
opzioni
POP
Fair value
medio
unitario
Totale
Beneficiari
(Top
Management,
Risk Takers
and Key
Managers)
517.066.285 0,3098 483.804.278 0,0004 370.862.202 0,2049 -6.223.535 477.580.743 - 370.862.202 0,0819

(a) Numero di opzioni POP e relativo fair value medio assegnate in data 11 luglio 2018 ai beneficiari (Top Management, Risk Taker e Manager Strategici).

(b) Numero di opzioni POP per cui è previsto il subentro di Intesa Sanpaolo nei diritti che sarebbero stati riconosciuti ai dipendenti a fronte del mancato rispetto della permanenza in servizio e altre condizioni di maturazione; opzioni originariamente assegnate (opzioni non ristrutturate).

Parte L Informativa di settore

Distribuzione per settori di attività: dati economici esercizio 2021(a)

Voci Banca
dei
Territori
IMI Corporate
& Investment
Banking
International
Subsidiary
Banks
Private
Banking
Asset
Management
Insurance Centro
di
Governo
(b)
(milioni di euro)
Totale
Dati
rideterminati
Interessi netti 3.985 2.094 1.337 212 -1 - 273 7.900
Commissioni nette 4.836 1.176 546 2.097 1.282 2 -399 9.540
Risultato dell'attività assicurativa - - - - - 1.586 43 1.629
Risultato netto delle attività e passività
finanziarie al fair value
103 1.299 127 46 -4 - 54 1.625
Altri proventi (oneri) operativi netti 14 2 -38 21 67 -16 42 92
Proventi operativi netti 8.938 4.571 1.972 2.376 1.344 1.572 13 20.786
Spese del personale -3.526 -503 -554 -483 -120 -143 -1.444 -6.773
Spese amministrative -2.933 -841 -401 -350 -112 -238 1.976 -2.899
Ammortamento immobilizzazioni immateriali
e materiali
-6 -21 -117 -73 -7 -20 -1.004 -1.248
Costi operativi -6.465 -1.365 -1.072 -906 -239 -401 -472 -10.920
Risultato della gestione operativa 2.473 3.206 900 1.470 1.105 1.171 -459 9.866
Rettifiche di valore nette su crediti -1.235 21 -157 3 - - -1.398 -2.766
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore
nette su altre attività
-120 -45 -74 -37 - -334 -241 -851
Altri proventi (oneri) netti 12 - 6 195 - - 119 332
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - - - - 58 58
Risultato corrente lordo 1.130 3.182 675 1.631 1.105 837 -1.921 6.639
Imposte sul reddito -358 -976 -143 -481 -296 -211 842 -1.623
Oneri di integrazione e incentivazione
all'esodo (al netto delle imposte)
-180 -24 -43 -40 -8 -42 -102 -439
Effetti economici dell'allocazione dei costi di
acquisizione (al netto delle imposte)
-15 20 - -22 -4 -52 34 -39
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema
bancario (al netto delle imposte)
-190 - -26 -15 - - -280 -511
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle
altre attività intangibili (al netto delle imposte)
- - - - - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di
terzi
-2 - - 3 -10 180 -13 158
Risultato netto 385 2.202 463 1.076 787 712 -1.440 4.185

(a) Dati riferiti agli schemi riclassificati, come riportati nella Relazione sull'andamento della gestione.

(b) Al Centro di Governo sono ricondotte le elisioni infrasettoriali.

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In applicazione del principio contabile IFRS 15, in particolare dei paragrafi 114 e 115 che richiedono di illustrare la disaggregazione dei ricavi provenienti dai contratti con i clienti, vengono di seguito esposte le commissioni attive e passive per settore di attività.

(milioni di euro)
Voci (a) Banca
dei
Territori
IMI
Corporate &
Investment
Banking
International
Subsidiary
Banks
Private
Banking
Asset
Management
Insurance Centro
di
Governo
(b)
Totale
Dati
rideterminati
Garanzie rilasciate 91 270 36 2 - - - 399
Servizi di incasso e pagamento 410 107 181 7 - - 6 711
Conti correnti 1.230 34 138 10 - - - 1.412
Servizio Bancomat e carte di credito 534 3 223 14 - - 7 781
Attività bancaria commerciale 2.265 414 578 33 - - 13 3.303
Intermediazione e collocamento titoli 1.409 253 23 291 598 - -1.302 1.272
Intermediazione valute 7 2 4 3 - - 1 17
Gestioni patrimoniali 115 7 23 1.874 2.354 - -284 4.089
Distribuzione prodotti assicurativi 863 - 27 717 - 2 -2 1.607
Altre commissioni intermediazione /
gestione
159 71 13 209 - - -4 448
Attività di gestione, intermediazione e
consulenza
2.553 333 90 3.094 2.952 2 -1.591 7.433
Altre commissioni 383 547 89 27 159 - 13 1.218
Commissione attive 5.201 1.294 757 3.154 3.111 2 -1.565 11.954
Commissioni passive -365 -118 -211 -1.057 -1.829 - 1.166 -2.414
Commissioni nette 4.836 1.176 546 2.097 1.282 2 -399 9.540

(a) Dati riferiti agli schemi riclassificati, come riportati nella Relazione sull'andamento della gestione.

(b) Al Centro di Governo sono ricondotte le elisioni infrasettoriali.

Distribuzione per settore di attività: dati patrimoniali al 31 dicembre 2021(a)

(milioni di euro)
Voci Banca
dei
Territori
IMI Corporate
& Investment
Banking
International
Subsidiary
Banks
Private
Banking
Asset
Management
Insurance Centro
di
Governo
(b)
Totale
Finanziamenti verso clientela 250.984 152.082 38.970 13.833 783 - 8.602 465.254
Raccolta diretta bancaria 296.250 88.931 51.529 54.212 21 - 64.622 555.565

(a) Dati riferiti agli schemi riclassificati, come riportati nella Relazione sull'andamento della gestione.

(b) Al Centro di Governo sono ricondotte le elisioni infrasettoriali.

Distribuzione per aree geografiche: dati economici esercizio 2021(a)

Voci Italia Europa Resto
del Mondo
(milioni di euro)
Totale
Dati rideterminati
Interessi netti 5.893 1.429 578 7.900
Commissioni nette 7.787 1.575 178 9.540
Risultato dell'attività assicurativa 1.339 290 - 1.629
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.448 163 14 1.625
Altri proventi (oneri) operativi netti -13 14 91 92
Proventi operativi netti 16.454 3.471 861 20.786
Spese del personale -5.947 -669 -157 -6.773
Spese amministrative -2.381 -422 -96 -2.899
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -1.085 -132 -31 -1.248
Costi operativi -9.413 -1.223 -284 -10.920
Risultato della gestione operativa 7.041 2.248 577 9.866
Rettifiche di valore nette su crediti -2.685 -88 7 -2.766
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre
attività
-775 -65 -11 -851
Altri proventi (oneri) netti 132 199 1 332
Utile (Perdita) delle attività operative cessate 58 - - 58
Risultato corrente lordo 3.771 2.294 574 6.639
Imposte sul reddito -1.041 -480 -102 -1.623
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle
imposte)
-397 -41 -1 -439
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto
delle imposte)
-34 -5 - -39
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle
imposte)
-461 -50 - -511
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili
(al netto delle imposte)
- - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi 185 -4 -23 158
Risultato netto 2.023 1.714 448 4.185

(a) Dati riferiti agli schemi riclassificati, come riportati nella Relazione sull'andamento della gestione.

Le Filiali estere sono indicate nella ripartizione geografica con riferimento al Paese di localizzazione delle filiali stesse. Per quanto riguarda le imposte sul reddito, dal momento che Intesa Sanpaolo non ha esercitato l'opzione per il regime di esenzione del reddito delle filiali estere (c.d. Branch exemption), i redditi di tali entità vengono tassati anche in Italia. In applicazione del principio contabile IFRS 15, in particolare dei paragrafi 114 e 115, che richiedono di illustrare la disaggregazione dei ricavi provenienti dai contratti con i clienti, vengono di seguito esposte le commissioni attive e passive per area geografica di attività.

(milioni di euro)
Voci Italia Europa Resto
del Mondo
Totale
Dati rideterminati
Commissioni attive 12.154 3.375 222 15.751
Commissioni passive -4.367 -1.800 -44 -6.211
(a) Dati riferiti agli schemi riclassificati, come riportati nella Relazione sull'andamento della gestione.

Distribuzione per aree geografiche: dati patrimoniali al 31 dicembre 2021(a)

Voci Italia Europa Resto
del Mondo
(milioni di euro)
Totale
Finanziamenti verso clientela 383.765 61.711 19.778 465.254
Raccolta diretta bancaria 480.993 66.453 8.119 555.565

I raggruppamenti per aree geografiche sono effettuati facendo riferimento alla localizzazione delle entità costituenti il Gruppo.

(a) Dati riferiti agli schemi riclassificati, come riportati nella Relazione sull'andamento della gestione.

Parte M Informativa sul leasing

Nella presente parte sono fornite le informazioni richieste dall'IFRS 16 che non sono presenti nelle altre parti del bilancio, distinte tra locatario e locatore.

SEZIONE 1 - LOCATARIO

INFORMAZIONI QUALITATIVE

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha in essere essenzialmente contratti di leasing immobiliare e inerenti ad automobili o altri veicoli. Sono presenti inoltre, per valori residuali, altre tipologie di contratti di leasing aventi ad oggetto prevalentemente hardware. Al 31 dicembre 2021, i contratti di leasing sono 9.297 (10.326 al 31 dicembre 2020), di cui 5.963 (7.275 al 31 dicembre 2020) relativi a leasing immobiliare, per un valore di diritti d'uso complessivo pari a 1.521 milioni (1.806 milioni al 31 dicembre 2020). I contratti di leasing immobiliare includono immobili destinati all'uso come uffici o filiali bancarie. I contratti, di norma, nel perimetro Italia hanno durate superiori ai 12 mesi e presentano tipicamente opzioni di rinnovo ed estinzione esercitabili dal locatore e dal locatario secondo le regole di legge oppure specifiche previsioni contrattuali. Solitamente questi contratti non includono l'opzione di acquisto al termine del leasing oppure costi di ripristino significativi per le società. Sulla base delle caratteristiche dei contratti di locazione italiani e di quanto previsto dalla Legge 392/1978, nel caso di sottoscrizione di un nuovo contratto di affitto con una durata contrattuale di sei anni e l'opzione di rinnovare tacitamente il contratto di sei anni in sei anni, la durata complessiva del leasing viene posta pari a dodici anni. Tale indicazione generale viene superata se vi sono elementi nuovi o situazioni specifiche all'interno del contratto. Nel perimetro estero, le durate contrattuali possono variare in funzione delle prassi locali, ma in genere non eccedono la durata di 5 anni con possibilità di rinnovo. Anche per le partecipate estere, si tratta di contratti che non prevedono né opzione di acquisto al termine del leasing né costi di ripristino significativi per le società.

Con riferimento ai contratti aventi ad oggetto le autovetture, si tratta di contratti di noleggio a lungo termine riferiti alla flotta aziendale messa a disposizione dei dipendenti (uso promiscuo) oppure delle strutture organizzative delle singole società. Generalmente tali contratti hanno durata quadriennale, con pagamenti mensili, senza opzione di rinnovo e non includono l'opzione di acquisto del bene. Il contratto può essere prorogato in funzione della gestione del parco auto; nel caso di estinzione anticipata è possibile che sia prevista una penale.

I contratti di leasing diversi da quelli relativi ad immobiliare e ad automobili sono, per la maggior parte, relativi ad hardware e sono di importo non significativo.

Nel 2021 sono state effettuate operazioni di vendita o retrolocazione di importo poco rilevante.

Le operazioni di sub leasing sono di importo non significativo e riconducibili a rapporti infragruppo.

Infine, si precisa che il Gruppo si avvale delle esenzioni consentite dal principio IFRS 16 per i leasing a breve termine (i.e. durata inferiore o uguale ai 12 mesi) o i leasing di attività di modesto valore (i.e. valore inferiore o uguale ai 5.000 euro).

INFORMAZIONI QUANTITATIVE

Nella Parte B – Attivo della Nota integrativa sono esposti rispettivamente le informazioni sui diritti d'uso acquisiti con il leasing (Tabella 9.1 – Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo e Tabella 9.4 – Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al fair value) e nella Parte B – Passivo sono esposti i debiti per leasing (Tabella 1.1 – Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche, Tabella 1.2 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso clientela e Tabella 1.6 bis – Debiti verso clientela: composizione merceologica).

In particolare i diritti d'uso acquisiti con il leasing ammontano a 1.521 milioni (1.806 milioni al 31 dicembre 2020), di cui 1.340 milioni relativi a leasing immobiliari (1.703 milioni al 31 dicembre 2020).

I debiti per leasing ammontano a 1.394 milioni (1.747 milioni al 31 dicembre 2020). Si rimanda a tali sezioni per maggiori dettagli.

Nella Parte C della Nota integrativa sono contenute le informazioni sugli interessi passivi sui debiti per leasing e gli altri oneri connessi con i diritti d'uso acquisiti con il leasing e i proventi derivanti da operazioni di sub-leasing. Si rimanda alle specifiche sezioni per maggiori dettagli.

La tabella che segue suddivide le spese di ammortamento per le attività consistenti nel diritto d'uso nelle varie categorie, in linea con l'esposizione delle attività materiali/immateriali.

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
Spese per ammortamenti per classe di attività - -
Attività materiali ad uso funzionale 288 242
a) fabbricati 236 226
b) mobili - -
c) impianti elettronici 7 4
d) altre 45 12
Attività materiali per investimento - -
a) fabbricati - -
TOTALE 288 242

Al 31 dicembre 2021 non si rilevano importi materiali relativi a impegni per leasing non ancora stipulati. Non si segnalano ulteriori informazioni degne di menzione oltre a quelle già fornite nella presente sezione.

SEZIONE 2 - LOCATORE

INFORMAZIONI QUALITATIVE

Il Gruppo Intesa Sanpaolo effettua operazioni di leasing nel ruolo di locatore principalmente attraverso la Capogruppo Intesa Sanpaolo, la controllata UBI Leasing e alcune partecipate estere, in particolare PBZ Leasing, VUB Leasing, CIB Leasing e Intesa Leasing Beograd.

L'operatività riguarda principalmente il leasing finanziario su beni immobiliari, industriali e commerciali. Inoltre le società sono presenti sul mercato con prodotti di leasing aventi per oggetto beni strumentali, veicoli industriali, imbarcazioni e navi da diporto. I rischi associati ai diritti di proprietà sui beni oggetto di leasing del perimetro Italia vengono gestiti mediante l'obbligatorietà della sottoscrizione di una polizza all-risk, offerta in convenzione oppure sottoscritta direttamente dal cliente con il proprio assicuratore.

L'attività di leasing operativo riguarda sia immobili che veicoli ed attrezzature.

Nella Nota integrativa sono esposti:

  • − i finanziamenti per leasing (Parte B, Attivo: Tabella 4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche e Tabella 4.2 – Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela);
  • − le attività concesse in leasing operativo contenute nella voce 90 Attività materiali ed illustrate nella Parte B, Attivo (Tabella 9.4 – Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al fair value); si tratta di immobili non più utilizzati funzionalmente dal Gruppo nel processo produttivo, locati a soggetti terzi o detenuti per il possibile apprezzamento di valore. Gli importi relativi alla fattispecie non sono significativi.

Si rimanda a tali sezioni per maggiori dettagli.

Nella Parte C della Nota integrativa sono contenute le informazioni sugli interessi attivi sui finanziamenti per leasing e sugli altri proventi dei leasing finanziari e operativi. Si rimanda alle specifiche sezioni per maggiori dettagli.

2. Leasing finanziario

2.1. Classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere e riconciliazione con i finanziamenti per leasing iscritti nell'attivo

La tabella fornisce la classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere per il leasing e la riconciliazione tra i pagamenti da ricevere e i finanziamenti per leasing, in conformità a quanto previsto dall'IFRS 16, paragrafo 94. In particolare si precisa che i pagamenti da ricevere per leasing, rappresentativi della sommatoria dei pagamenti minimi dovuti in linea capitale e in linea interessi, sono esposti al netto dei fondi rettificativi e del valore residuo non garantito spettante al locatore. La riconciliazione con i finanziamenti per leasing, esposti in bilancio nell'ambito delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, avviene sottraendo gli utili finanziari non maturati e aggiungendo i l valore residuo non garantito.

(milioni di euro)
31.12.2021 31.12.2020
Fasce temporali Pagamenti da ricevere per il
leasing
Pagamenti da ricevere per il
leasing
Fino a 1 anno 2.471 2.936
Da oltre 1 anno fino a 2 anni 2.064 2.413
Da oltre 2 anni fino a 3 anni 1.802 2.074
Da oltre 3 anni fino a 4 anni 1.537 1.695
Da oltre 4 anni fino a 5 anni 1.259 1.440
Da oltre 5 anni 3.750 4.872
Totale dei pagamenti da ricevere per leasing 12.883 15.430
Riconciliazione con finanziamenti -408 -123
Utili finanziari non maturati (+) 2.024 2.648
Valore residuo non garantito (-) -2.432 -2.771
Finanziamenti per leasing 13.291 15.553

2.2. Altre informazioni

2.2.1 Classificazione finanziamenti per leasing per tipologia di bene locato

La tabella riporta la classificazione dei finanziamenti per leasing per qualità creditizia (non deteriorati e deteriorati) e per tipologia di bene locato. I valori sono espressi al netto delle rettifiche.

Finanziamenti per leasing Esposizioni non
deteriorate
(milioni di euro)
Esposizioni
deteriorate
A. Beni immobili 9.811 410
B. Beni strumentali 1.776 18
C. Beni mobili 1.237 27
- Autoveicoli 855 24
- Aeronavale e ferroviario 250 2
- Altri 132 1
D. Beni immateriali 12 -
- Marchi 12 -
- Software - -
- Altri - -

2.2.2 Classificazione dei beni riferibili al leasing finanziario

La tabella che segue fornisce una scomposizione per categoria di bene locato (non ancora trasferito alle attività materiali) relativo a crediti per leasing, al netto delle rettifiche di valore.

(milioni di euro)
Beni inoptati Beni ritirati a
seguito di
risoluzione
Altri beni
A. Beni immobili 12 11 10.198
B. Beni strumentali - - 1.794
C. Beni mobili 65 - 1.199
- Autoveicoli 47 - 832
- Aeronavale e ferroviario 1 - 251
- Altri 17 - 116
D. Beni immateriali - - 12
- Marchi - - 12
- Software - - -
- Altri - - -
TOTALE 77 11 13.203

I beni inoptati sono beni ancora presso i clienti, per i quali non è stata esercitata l'opzione di riscatto, connessi a posizioni che non presentano condizioni di deterioramento del merito creditizio. I beni ritirati a seguito di risoluzione sono relativi a contratti risolti dove il cliente non è ancora stato liberato dagli obblighi contrattuali, pur avendo provveduto alla riconsegna del bene oggetto del contratto di leasing. Nella categoria "altri beni" rientrano le attività sottostanti gli altri crediti in leasing non inclusi nelle precedenti colonne.

3. Leasing operativo

3.1. Classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere

L'attività si riferisce ai canoni di locazione da ricevere relativi ad immobili di proprietà.

(milioni di euro)
Fasce temporali 31.12.2021 31.12.2020
Pagamenti da
ricevere per il leasing
Pagamenti da
ricevere per il leasing
Fino a 1 anno 15 15
Da oltre 1 anno fino a 2 anni 11 11
Da oltre 2 anni fino a 3 anni 10 8
Da oltre 3 anni fino a 4 anni 9 10
Da oltre 4 anni fino a 5 anni 10 9
Da oltre 5 anni 19 19
Totale 74 72

3.2. Altre informazioni

Non si segnalano ulteriori informazioni degne di menzione oltre a quelle già fornite nella presente sezione.

Attestazione del bilancio consolidato ai sensi dell'art. 154 bis del D. Lgs. 58/1998

    1. I sottoscritti Carlo Messina, in qualità di Consigliere Delegato e CEO, e Fabrizio Dabbene, in qualità di Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, di Intesa Sanpaolo, attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154 bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
    2. − l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e
    3. − l'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato nel corso del 2021.
    1. La verifica dell'adeguatezza e dell'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2021 è avvenuta sulla base di metodologie definite da Intesa Sanpaolo in coerenza con i modelli COSO e, per la componente IT, COBIT, che costituiscono framework di riferimento per il sistema di controllo interno generalmente accettati a livello internazionale87 .
    1. Si attesta, inoltre, che:
    2. 3.1 Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2021:
      • − è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
      • − corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
      • − è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento.
    3. 3.2 La relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti.

1° marzo 2022

Carlo Messina Fabrizio Dabbene Consigliere Delegato e CEO Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

87 Il COSO Framework è stato elaborato dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission, organismo statunitense che ha l'obiettivo di migliorare la qualità dell'informativa societaria, attraverso la definizione di standard etici ed un sistema di corporate governance ed organizzativo efficace. Il COBIT Framework - Control OBjectives for IT and related technology è un insieme di regole predisposto dall'IT Governance Institute, organismo statunitense che ha l'obiettivo di definire e migliorare gli standard aziendali nel settore IT.

Relazione della Società di revisione al bilancio consolidato

EY S.D.A. - Via Meravigli, 12
20123 Milano Tel: +39 02 722121 Fax: +39 02 722122037 ey.com

Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell'art. 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

Agli Azionisti di Intesa Sanpaolo S.p.A.

Relazione sulla revisione contabile del bilancio consolidato

Giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo (di seguito il "Gruppo"), costituito dallo stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021, dal conto economico consolidato, dal prospetto della redditività consolidata complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato per l'esercizio chiuso a tale data e dalla nota integrativa consolidata.

A nostro giudizio, il bilancio consolidato fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo Intesa Sanpaolo al 31 dicembre 2021, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data, in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38 e dell'art. 43 del D. Lgs. 18 agosto 2015, n. 136.

Elementi alla base del giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto a Intesa Sanpaolo S.p.A. (di seguito la "Banca") in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio.

Aspetti chiave della revisione contabile

Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro giudizio sul bilancio consolidato nel suo complesso; pertanto, su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato.

E 3 J A 2012 Milano Roma
Santare Sociale E Line Sex More Area Milano Mozza Briazzi Ladi
Santale Sociale Line Sezo na CoiA di Miano Mozza Briazzi Ladi
Lorilla all Romania

A member firm of Ernst & Young Global Limited

Abbiamo identificato i seguenti aspetti chiave della revisione contabile:

Aspetti chiave

Risposte di revisione

Classificazione e valutazione dei crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti valutati al costo ammortizzato

I crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti e iscritti tra le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, voce 40. b), al 31 dicembre 2021 ammontano a Euro 456.415 milioni e rappresentano il 42,7% circa del totale attivo dello stato patrimoniale consolidato. La composizione di tali crediti è illustrata nelle tabelle 4.2 e 4.3 riportate nella Parte B, sezione 4, della nota integrativa consolidata. Al 31 dicembre 2021 le rettifiche di valore nette per rischio di credito inerenti ai crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti e iscritte nel conto economico consolidato, voce 130. a), ammontano a Euro 2.858 milioni; la composizione di tali rettifiche di valore nette è illustrata nella tabella 8.1 riportata nella Parte C. sezione 8. della nota integrativa consolidata.

L'informativa circa l'evoluzione della qualità dei crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti, sui criteri di classificazione e valutazione adottati e sui relativi effetti economici è fornita nella Parte A - Politiche contabili, nella Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale, nella Parte C - Informazioni sul conto economico e nella Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura della nota integrativa consolidata.

La classificazione e valutazione dei crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti nelle diverse categorie di rischio è rilevante per la revisione contabile sia per la significatività del loro valore per il bilancio nel suo complesso sia perché le rettifiche di valore sono determinate dagli Amministratori attraverso l'utilizzo di stime che presentano un elevato grado di complessità e soggettività.

In relazione a tale aspetto, le nostre procedure di revisione, svolte anche mediante il supporto di nostri esperti, principalmente in materia di risk management e di sistemi informativi, hanno incluso, tra l'altro:

  • la comprensione delle policy, dei modelli valutativi (inclusa l'analisi degli adequamenti resi necessari alla luce degli effetti economici riconducibili alla pandemia da Covid-19), dei processi e dei controlli posti in essere dal Gruppo con riferimento alla classificazione e valutazione dei crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti:
  • ► l'esame della configurazione e della messa in atto dei controlli chiave, compresi quelli relativi ai presidi informatici rilevanti e lo svolgimento di procedure di conformità per valutarne l'efficacia operativa;
  • l'analisi delle variazioni nella composizione dei crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti rispetto all'esercizio precedente e la discussione dei risultati con la direzione aziendale:
  • l'effettuazione di procedure di validità, su base campionaria, finalizzate alla verifica della corretta classificazione e valutazione delle esposizioni creditizie;
  • la verifica, mediante analisi della documentazione a supporto, della contabilizzazione delle operazioni di cessione di crediti deteriorati effettuate nell'esercizio;
  • l'esame dell'adeguatezza dell'informativa E fornita nella nota integrativa consolidata.

Ai fini della classificazione dei crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti, gli Amministratori effettuano analisi complesse. che comportano l'utilizzo di modelli sviluppati internamente, nonché considerano elementi soggettivi al fine di individuare le esposizioni che mostrano evidenze di un significativo incremento del rischio di credito rispetto alla data di rilevazione iniziale o evidenze di perdite di valore. I processi di classificazione di tali crediti considerano sia informazioni interne legate all'andamento storico delle esposizioni, sia informazioni esterne legate al settore di riferimento o all'esposizione complessiva dei debitori verso il sistema bancario.

La valutazione dei crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti è un'attività complessa, caratterizzata da un alto grado di incertezza e di soggettività, nella quale gli Amministratori utilizzano anche modelli di valutazione sviluppati internamente, nonché svolgono stime che tengono in considerazione numerosi elementi quantitativi e qualitativi quali, tra gli altri, i dati storici relativi agli incassi, i flussi di cassa attesi e i relativi tempi di recupero, la valutazione delle eventuali garanzie, l'impatto di variabili macroeconomiche, di scenari futuri anche legati a cessione di crediti deteriorati e dei rischi dei settori nei quali operano i clienti del Gruppo.

Inoltre, i processi di classificazione e valutazione dei crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti comportano la considerazione di specifici fattori volti a riflettere l'attuale contesto di incertezza sull'evoluzione del quadro macroeconomico determinato dal permanere della pandemia da Covid-19 e gli effetti delle misure governative di sostegno dell'economia tra cui, in particolare, le moratorie dei pagamenti e l'erogazione o rinegoziazione di finanziamenti a fronte di garanzie pubbliche.

Classificazione e valutazione di crediti deteriorati destinati alla cessione

Nella nota integrativa consolidata. Parte E -Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, sezione 1.1 Rischio di credito, gli Amministratori descrivono le operazioni di derisking relative alla cessione di crediti deteriorati.

Ai fini della redazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2021:

  • i crediti deteriorati la cui cessione è stimata A dagli Amministratori come altamente probabile nell'arco dei successivi 12 mesi, sono stati classificati nella voce 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, come previsto dall'IFRS 5, per un valore lordo pari a Euro 4,5 miliardi;
  • i crediti deteriorati destinati alla cessione, ma non qualificabili per la classificazione ai sensi dell'IFRS 5, sono stati iscritti, come previsto dall'IFRS 9. tra le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, voce 40. b), per un valore lordo pari a Euro 4,8 milliardi.

La classificazione e valutazione dei crediti deteriorati destinati alla cessione è rilevante per la revisione contabile sia per la significatività del loro valore per il bilancio nel suo complesso sia perché la determinazione del relativo valore di cessione comporta, da parte degli Amministratori, l'utilizzo di stime che presentano elementi di complessità e soggettività.

Gli Amministratori hanno valutato, anche attraverso il ricorso a valutatori indipendenti, i crediti deteriorati destinati alla cessione in funzione dei valori di recupero attesi e, limitatamente ai crediti deteriorati non qualificabili per la classificazione ai sensi dell'IFRS 5, delle stime delle probabilità di vendita secondo quanto previsto dai principi contabili.

Il relativo impatto sulla determinazione della perdita attesa è stato rilevato nel conto economico consolidato al 31 dicembre 2021 nella voce 130. a), rettifiche di valore nette per rischio di credito.

In relazione a tale aspetto. Ie nostre procedure di revisione, svolte anche mediante il supporto di nostri esperti in materia di valutazioni di mercato di crediti deteriorati, hanno incluso, tra l'altro:

  • la comprensione delle policy, dei modelli valutativi, dei processi e dei controlli posti in essere dal Gruppo con riferimento alla classificazione e valutazione dei crediti deteriorati destinati alla cessione;
  • l'ottenimento e l'analisi della documentazione relativa ai crediti deteriorati destinati alla cessione, anche al fine di verificare la sussistenza dei requisiti in materia di classificazione previsti dall'IFRS 5:
  • l'analisi dell'appropriatezza della metodologia utilizzata e della ragionevolezza dei principali parametri considerati dagli Amministratori ai fini della determinazione del valore di cessione dei crediti deteriorati, inclusa l'analisi della relazione predisposta dai valutatori indipendenti incaricati e, limitatamente ai crediti deteriorati non qualificabili per la classificazione ai sensi dell'IFRS 5, la ragionevolezza degli scenari probabilistici di vendita;
  • l'esame dell'adeguatezza dell'informativa fornita nella nota integrativa consolidata.

E-MARKET CERTIFIEI

Classificazione e valutazione delle attività e delle passività finanziarie valutate al fair value (livelli 2 e 3)

Al 31 dicembre 2021 gli strumenti finanziari valutati al fair value su base ricorrente, classificati nel livello 2 e nel livello 3 della gerarchia del fair value, mostrano un saldo attivo complessivo pari a Euro 50.728 milioni e un saldo passivo complessivo pari a Euro 127.371 milioni. La composizione degli strumenti finanziari valutati al fair value su base ricorrente, classificati nel livello 2 e nel livello 3 della gerarchia del fair value, è illustrata nelle tabelle A.4.5.1 e A.4.5.1 bis, riportate nella Parte A della nota integrativa consolidata.

L'informativa sulla classificazione e valutazione degli strumenti finanziari valutati al fair value su base ricorrente, classificati nel livello 2 e nel livello 3 della gerarchia del fair value è fornita nella Parte A - Politiche contabili, nella Parte B -Informazioni sullo stato natrimoniale, nella Parte C - Informazioni sul conto economico e nella Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura della nota integrativa consolidata.

Per la valutazione di tali strumenti finanziari, il Gruppo fa ricorso a modelli complessi, riconosciuti nella prassi valutativa prevalente. che sono alimentati da dati direttamente o non direttamente osservabili sul mercato e stimati internamente sulla base di assunzioni qualitative e quantitative.

La valutazione di tali strumenti finanziari è rilevante per la revisione contabile sia per la significatività del loro valore per il bilancio nel suo complesso sia per la molteplicità e complessità dei modelli e parametri valutativi utilizzati nonché per gli elementi soggettivi considerati ai fini delle stime.

In relazione a tale aspetto, le nostre procedure di revisione, svolte anche mediante il supporto di nostri esperti di risk management e di sistemi informativi, hanno incluso, tra l'altro:

E-MARKET
SDIR CERTIFIEI

  • la comprensione delle policy, dei modelli valutativi, dei processi e dei controlli posti in essere dal Gruppo con riferimento alla classificazione e valutazione degli strumenti finanziari valutati al fair value su base ricorrente, classificati nel livello 2 e nel livello 3 della gerarchia del fair value;
  • l'esame della configurazione e della messa in atto dei controlli chiave, compresi quelli relativi ai presidi informatici rilevanti e lo svolgimento di procedure di conformità per valutarne l'efficacia operativa;
  • ► l'analisi delle variazioni nella composizione dei portafogli di strumenti finanziari rispetto all'esercizio precedente e la discussione dei risultati con la direzione aziendale:
  • ► la verifica, su base campionaria, del fair value di taluni strumenti finanziari mediante l'analisi dei modelli valutativi, della ragionevolezza delle assunzioni qualitative e quantitative formulate e dei parametri di input utilizzati nonché dell'appropriata classificazione in base al livello di fair value:
  • l'esame dell'adeguatezza dell'informativa fornita nella nota integrativa consolidata.

Responsabilità degli Amministratori e del Comitato per il Controllo sulla Gestione per il bilancio consolidato

Gli Amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38 e dell'art. 43 del D. Lgs. 18 agosto 2015, n. 136 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

Gli Amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità del Gruppo di continuare ad operare come un'entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio consolidato, per l'appropriatezza dell'utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli Amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio consolidato a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della Banca o per l'interruzione dell'attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.

Il Comitato per il Controllo sulla Gestione ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell'informativa finanziaria del Gruppo.

Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato

l nostri obiettivi sono l'acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio consolidato nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l'emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche degli utilizzatori prese sulla base del bilancio consolidato.

Nell'ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre:

  • abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio consolidato, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti od eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;
  • · abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze, e non per esprimere un giudizio sull'efficacia del controllo interno del Gruppo;

  • abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli Amministratori e della relativa informativa;
  • siamo giunti ad una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli Amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull'eventuale esistenza di una incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità del Gruppo di continuare ad operare come un'entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che il Gruppo cessi di operare come un'entità in funzionamento;
  • abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio consolidato nel suo complesso, inclusa l'informativa, e se il bilancio consolidato rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione;

  • abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati sulle informazioni finanziarie delle imprese o delle differenti attività economiche svolte all'interno del Gruppo per esprimere un giudizio sul bilancio consolidato. Siamo responsabili della direzione, della supervisione e dello svolgimento dell'incarico di revisione contabile del Gruppo. Siamo gli unici responsabili del giudizio di revisione sul bilancio consolidato.

Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati ad un livello appropriato come richiesto dai principi di revisione internazionali (ISA Italia), tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile.

Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le relative misure di salvaguardia.

Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più rilevanti nell'ambito della revisione contabile dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione.

Altre informazioni comunicate ai sensi dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

L'Assemblea degli Azionisti di Intesa Sanpaolo S.p.A. ci ha conferito in data 30 aprile 2019 l'incarico di revisione legale del bilancio d'esercizio della Banca e del bilancio consolidato del Gruppo per gli esercizi con chiusura dal 31 dicembre 2021 al 31 dicembre 2029,

Dichiariamo che non sono stati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell'art. 5, par. 1, del Regolamento (UE) n. 537/2014 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Banca nell'esecuzione della revisione legale.

Confermiamo che il giudizio sul bilancio consolidato espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al Comitato per il Controllo sulla Gestione, nella sua funzione di comitato per il controllo interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell'art. 11 del citato Regolamento.

Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari

Giudizio sulla conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815

Gli Amministratori di Intesa Sanpaolo S.p.A. sono responsabili per l'applicazione delle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione ESEF -European Single Electronic Format (di seguito "Regolamento Delegato") al bilancio consolidato, da includere nella relazione finanziaria annuale.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 700B al fine di esprimere un giudizio sulla conformità del bilancio consolidato alle disposizioni del Regolamento Delegato.

A nostro giudizio, il bilancio consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo è stato predisposto nel formato XHTML ed è stato marcato, in tutti gli aspetti significativi, in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato.

Giudizio ai sensi dell'art. 14, comma 2, lettera e), del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58

Gli Amministratori di Intesa Sanpaolo S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari del Gruppo al 31 dicembre 2021, incluse la loro coerenza con il relativo bilancio consolidato e la loro conformità alle norme di legge.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 720B al fine di esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 con il bilancio consolidato del Gruppo al 31 dicembre 2021 e sulla conformità delle stesse alle norme di legge, nonché di rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi

A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari sopra richiamate, sono coerenti con il bilancio consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo al 31 dicembre 2021 e sono redatte in conformità alle norme di legge.

Con riferimento alla dichiarazione di cui all'art. 14, comma 2, lettera e), del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39, rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.

Dichiarazione ai sensi dell'art. 4 del Regolamento Consob di attuazione del D. Lgs. 30 dicembre 2016, n. 254

Gli Amministratori di Intesa Sanpaolo S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della dichiarazione non finanziaria ai sensi del D. Lgs. 30 dicembre 2016, n. 254. Abbiamo verificato l'avvenuta approvazione da parte degli Amministratori della dichiarazione non finanziaria.

Ai sensi dell'art. 3, comma 10, del D. Lgs. 30 dicembre 2016, n. 254, tale dichiarazione è oggetto di separata attestazione di conformità da parte nostra.

Milano, 22 marzo 2022

S.p. Guido Celona

(Revisore Legale)

Allegati del bilancio del Gruppo Intesa Sanpaolo

Prospetti di raccordo relativi al bilancio consolidato

Raccordi tra prospetti contabili consolidati pubblicati e prospetti contabili consolidati modificati

Raccordo tra Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2020 pubblicato e Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2020 modificato

Raccordo tra Conto economico consolidato 2020 pubblicato e Conto economico 2020 modificato

Raccordi tra prospetti contabili consolidati modificati/pubblicati e prospetti contabili consolidati riesposti

Raccordo tra Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2020 pubblicato e Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2020 riesposto

Raccordo tra Conto economico consolidato 2020 pubblicato e Conto economico consolidato 2020 riesposto

Raccordo tra Conto economico consolidato 2021 e Conto economico consolidato 2021 riesposto

Prospetti contabili consolidati riesposti

Stato patrimoniale consolidato riesposto

Conto economico consolidato riesposto

Raccordi tra prospetti contabili consolidati riesposti e schemi di bilancio consolidati riclassificati

Raccordo tra Stato patrimoniale consolidato e Stato patrimoniale consolidato riclassificato

Raccordo tra Conto economico consolidato riesposto e Conto economico consolidato riclassificato

Conto economico consolidato riclassificato - Raccordo con dati rideterminati

Conto economico consolidato riclassificato - Raccordo con dati rideterminati

Raccordi tra prospetti contabili consolidati pubblicati e prospetti contabili consolidati modificati

Raccordo tra Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2020 pubblicato e Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2020 modificato

(milioni di euro)
Voci dell'attivo 31.12.2020
Pubblicato
Modifiche
Circolare 262
Banca d'Italia
(a)
31.12.2020
Modificato
10. Cassa e disponibilità liquide 9.814 3.919 13.733
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 58.246 - 58.246
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 53.165 - 53.165
b) attività finanziarie designate al fair value 3 - 3
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 5.078 - 5.078
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 57.858 - 57.858
35. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi
dello IAS 39
177.170 - 177.170
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 615.260 -2.779 612.481
a) Crediti verso banche 110.095 -2.779 107.316
b) Crediti verso clientela 505.165 - 505.165
45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
1.211 -1.140 71
50. Derivati di copertura 1.134 - 1.134
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 2.400 - 2.400
70. Partecipazioni 1.996 - 1.996
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 93 - 93
90. Attività materiali 10.850 - 10.850
100. Attività immateriali
di cui:
8.194 - 8.194
- avviamento 3.154 - 3.154
110. Attività fiscali 19.503 - 19.503
a) correnti 2.326 - 2.326
b) anticipate 17.177 - 17.177
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 28.702 - 28.702
130. Altre attività 10.183 - 10.183
Totale dell'attivo 1.002.614 - 1.002.614

(a) Include le modifiche alla voce "Cassa e disponibilità liquide" effettuate in seguito all'aggiornamento del 29 ottobre 2021 della circolare n. 262 di Banca d'Italia.

Voci del passivo e del patrimonio netto 31.12.2020
Pubblicato
Modifiche
Circolare 262
Banca d'Italia
(a)
(milioni di euro)
31.12.2020
Modificato
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 630.146 - 630.146
a) debiti verso banche 115.947 - 115.947
b) debiti verso la clientela 422.365 - 422.365
c) titoli in circolazione 91.834 - 91.834
15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
1.935 - 1.935
20. Passività finanziarie di negoziazione 59.033 - 59.033
30. Passività finanziarie designate al fair value 3.032 - 3.032
35. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai
sensi dello IAS 39
77.207 - 77.207
40. Derivati di copertura 7.088 - 7.088
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 733 - 733
60. Passività fiscali 3.029 - 3.029
a) correnti 284 - 284
b) differite 2.745 - 2.745
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 35.676 - 35.676
80. Altre passività 14.439 - 14.439
90. Trattamento di fine rapporto del personale 1.200 - 1.200
100. Fondi per rischi e oneri 5.964 - 5.964
a) impegni e garanzie rilasciate 626 - 626
b) quiescenza e obblighi simili 324 - 324
c) altri fondi per rischi e oneri 5.014 - 5.014
110. Riserve tecniche 96.811 - 96.811
120. Riserve da valutazione -515 - -515
125. Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 809 - 809
130. Azioni rimborsabili - - -
140. Strumenti di capitale 7.441 - 7.441
150. Riserve 17.461 - 17.461
155. Acconti su dividendi (-) - - -
160. Sovrapprezzi di emissione 27.444 - 27.444
170. Capitale 10.084 - 10.084
180. Azioni proprie (-) -130 - -130
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 450 - 450
200. Utile (Perdita) di periodo (+/-) 3.277 - 3.277
Totale del passivo e del patrimonio netto 1.002.614 - 1.002.614

(a) Include le modifiche alla voce "Cassa e disponibilità liquide" effettuate in seguito all'aggiornamento del 29 ottobre 2021 della circolare n. 262 di Banca d'Italia.

Raccordo tra Conto economico consolidato 2020 pubblicato e Conto economico consolidato 2020 modificato

Il Conto economico consolidato 2020 pubblicato non ha necessitato di modifiche.

Raccordi tra prospetti contabili consolidati modificati/pubblicati e prospetti contabili consolidati riesposti

Raccordo tra Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2020 pubblicato e Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2020 riesposto

(milioni di euro)
Voci dell'attivo 31.12.2020
Modificato
Variazione
perimetro di
consolidamento
(a)
31.12.2020
Riesposto
10. Cassa e disponibilità liquide 13.733 897 14.630
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 58.246 9 58.255
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 53.165 9 53.174
b) attività finanziarie designate al fair value 3 - 3
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 5.078 - 5.078
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 57.858 5 57.863
35. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi
dello IAS 39
177.170 28.367 205.537
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 612.481 1.230 613.711
a) Crediti verso banche 107.316 - 107.316
b) Crediti verso clientela 505.165 1.230 506.395
45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
71 90 161
50. Derivati di copertura 1.134 - 1.134
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 2.400 - 2.400
70. Partecipazioni 1.996 -325 1.671
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 93 91 184
90. Attività materiali 10.850 17 10.867
100. Attività immateriali 8.194 70 8.264
di cui:
- avviamento 3.154 - 3.154
110. Attività fiscali 19.503 274 19.777
a) correnti 2.326 8 2.334
b) anticipate 17.177 266 17.443
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 28.702 - 28.702
130. Altre attività 10.183 663 10.846
Totale dell'attivo 1.002.614 31.388 1.034.002

(a) La riesposizione si riferisce all'ingresso nel gruppo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas e del Gruppo Reyl, nonché opportunamente modificate in seguito all'aggiornamento del 29 ottobre 2021 della circolare n. 262 di Banca d'Italia.

Voci del passivo e del patrimonio netto Variazione
perimetro di
(milioni di euro)
31.12.2020
Riesposto
consolidamento
(a)
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 630.146 1.777 631.923
a) debiti verso banche 115.947 1 115.948
b) debiti verso la clientela 422.365 1.776 424.141
c) titoli in circolazione 91.834 - 91.834
15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
1.935 100 2.035
20. Passività finanziarie di negoziazione 59.033 11 59.044
30. Passività finanziarie designate al fair value 3.032 - 3.032
35. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai
sensi dello IAS 39
77.207 3.492 80.699
40. Derivati di copertura 7.088 - 7.088
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 733 - 733
60. Passività fiscali 3.029 341 3.370
a) correnti 284 2 286
b) differite 2.745 339 3.084
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 35.676 - 35.676
80. Altre passività 14.439 343 14.782
90. Trattamento di fine rapporto del personale 1.200 1 1.201
100. Fondi per rischi e oneri 5.964 29 5.993
a) impegni e garanzie rilasciate 626 - 626
b) quiescenza e obblighi simili 324 21 345
c) altri fondi per rischi e oneri 5.014 8 5.022
110. Riserve tecniche 96.811 24.549 121.360
120. Riserve da valutazione -515 - -515
125. Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 809 - 809
130. Azioni rimborsabili - - -
140. Strumenti di capitale 7.441 23 7.464
150. Riserve 17.461 - 17.461
155. Acconti su dividendi (-) - - -
160. Sovrapprezzi di emissione 27.444 - 27.444
170. Capitale 10.084 - 10.084
180. Azioni proprie (-) -130 - -130
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 450 722 1.172
200. Utile (Perdita) di periodo (+/-) 3.277 - 3.277
Totale del passivo e del patrimonio netto 1.002.614 31.388 1.034.002

(a) La riesposizione si riferisce all'ingresso nel gruppo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas e del Gruppo Reyl.

Raccordo tra Conto economico consolidato 2020 pubblicato e Conto economico consolidato 2020 riesposto

(milioni di euro)
2020 Variazione
perimetro
di consolidamento
2020
Riesposto
(a)
10. Interessi attivi e proventi assimilati 10.183 19 10.202
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 10.277 - 10.277
20. Interessi passivi e oneri assimilati -2.451 -3 -2.454
30. Margine di interesse 7.732 16 7.748
40. Commissioni attive 10.312 55 10.367
50. Commissioni passive -2.334 -14 -2.348
60. Commissioni nette 7.978 41 8.019
70. Dividendi e proventi simili 86 - 86
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 628 17 645
90. Risultato netto dell'attività di copertura 71 - 71
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 633 - 633
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -193 - -193
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 870 - 870
c) passività finanziarie -44 - -44
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto
110. a conto economico -9 - -9
a) attività e passività finanziarie designate al fair value 57 - 57
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value -66 - -66
Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di
115. assicurazione ai sensi dello IAS 39 3.463 - 3.463
120. Margine di intermediazione 20.582 74 20.656
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: -4.364 - -4.364
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -4.356 - -4.356
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva -8 - -8
135. Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi
dello IAS39
-81 - -81
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -29 - -29
150. Risultato netto della gestione finanziaria 16.108 74 16.182
160. Premi netti 10.842 165 11.007
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -12.802 -88 -12.890
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 14.148 151 14.299
190. Spese amministrative: -12.160 -80 -12.240
a) spese per il personale
b) altre spese amministrative
-7.562
-4.598
-59
-21
-7.621
-4.619
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -793 - -793
a) impegni e garanzie rilasciate 4 - 4
b) altri accantonamenti netti -797 - -797
210. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali -578 -4 -582
220. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali -818 -2 -820
230. Altri oneri/proventi di gestione 3.347 -1 3.346
240. Costi operativi -11.002 -87 -11.089
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni -16 10 -6
260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali -42 - -42
270. Rettifiche di valore dell'avviamento -981 - -981
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 101 - 101
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 2.208 74 2.282
300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente -59 -22 -81
310.
320.
Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte
Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte
2.149
1.136
52
-
2.201
1.136
330.
340.
Utile (Perdita) di periodo
Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi
3.285
-8
52
-52
3.337
-60
350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 3.277 - 3.277

(a) La riesposizione si riferisce ai risultati economici dei primi 4 mesi del 2020 della società Intesa Sanpaolo RBM Salute S.p.A. e dei 12 mesi del 2020 del Gruppo Reyl.

Raccordo tra Conto economico consolidato 2021 e Conto economico consolidato 2021 riesposto

(milioni di euro)
2021 Variazione 2021
perimetro
di
Riesposto
consolidamento
(a)
10. Interessi attivi e proventi assimilati 10.473 9 10.482
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 10.039 - 10.039
20. Interessi passivi e oneri assimilati -2.480 -2 -2.482
30. Margine di interesse 7.993 7 8.000
40. Commissioni attive 12.087 25 12.112
50. Commissioni passive -2.723 -5 -2.728
60. Commissioni nette 9.364 20 9.384
70. Dividendi e proventi simili 161 - 161
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 503 7 510
90. Risultato netto dell'attività di copertura 36 - 36
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 758 - 758
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 201 - 201
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 611 - 611
c) passività finanziarie -54 - -54
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a
110. conto economico 71 - 71
a) attività e passività finanziarie designate al fair value -42 - -42
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 113 - 113
Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di
115. assicurazione ai sensi dello IAS 39 4.754 - 4.754
120. Margine di intermediazione 23.640 34 23.674
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: -2.843 - -2.843
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -2.813 - -2.813
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva -30 - -30
Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello
135. IAS39 -26 - -26
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -29 - -29
150. Risultato netto della gestione finanziaria 20.742 34 20.776
160. Premi netti 10.557 - 10.557
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -13.525 - -13.525
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 17.774 34 17.808
190. Spese amministrative: -12.012 -33 -12.045
a) spese per il personale -7.187 -32 -7.219
b) altre spese amministrative -4.825 -1 -4.826
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -374 - -374
a) impegni e garanzie rilasciate 97 - 97
210. b) altri accantonamenti netti
Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali
-471
-659
-
-1
-471
-660
220. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali -934 -1 -935
230. Altri oneri/proventi di gestione 980 - 980
240.
250.
Costi operativi
Utili (Perdite) delle partecipazioni
-12.999
138
-35
2
-13.034
140
260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali -21 - -21
270. Rettifiche di valore dell'avviamento - - -
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 289 - 289
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 1 5.182
5.181
300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente -1.138 - -1.138
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 4.043 1 4.044
320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte - - -
330. Utile (Perdita) di periodo 4.043 1 4.044
340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi 142 -1 141
350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 4.185 - 4.185

(a) La riesposizione si riferisce ai risultati economici dei primi 5 mesi del 2021 del Gruppo Reyl, nonché la riesposizione tra spese amministrative e spese del personale in relazione all'internalizzazione, intervenuta nel corso del 2021, di attività precedentemente conferite in outsourcing dal Gruppo UBI, con la conseguente riassunzione di personale in precedenza ceduto o distaccato presso i service esterni.

Prospetti contabili consolidati riesposti

Stato patrimoniale consolidato

31.12.2021 31.12.2020 (milioni di euro)
Variazioni
Voci dell'attivo Riesposto
assolute %
10. Cassa e disponibilità liquide 14.756 14.630 126 0,9
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 52.731 58.255 -5.524 -9,5
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 47.181 53.174 -5.993 -11,3
b) attività finanziarie designate al fair value 4 3 1 33,3
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 5.546 5.078 468 9,2
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 67.580 57.863 9.717 16,8
35. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi
dello IAS 39
206.800 205.537 1.263 0,6
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 668.866 613.711 55.155 9,0
a) Crediti verso banche 163.937 107.316 56.621 52,8
b) Crediti verso clientela 504.929 506.395 -1.466 -0,3
45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
85 161 -76 -47,2
50. Derivati di copertura 1.732 1.134 598 52,7
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 392 2.400 -2.008 -83,7
70. Partecipazioni 1.652 1.671 -19 -1,1
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 208 184 24 13,0
90. Attività materiali 10.792 10.867 -75 -0,7
100. Attività immateriali 9.342 8.264 1.078 13,0
di cui:
- avviamento 3.574 3.154 420 13,3
110. Attività fiscali 18.808 19.777 -969 -4,9
a) correnti 3.555 2.334 1.221 52,3
b) anticipate 15.253 17.443 -2.190 -12,6
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.422 28.702 -27.280 -95,0
130. Altre attività 13.837 10.846 2.991 27,6

Totale dell'attivo 1.069.003 1.034.002 35.001 3,4

Voci del passivo e del patrimonio netto 31.12.2021 31.12.2020 (milioni di euro)
Variazioni
Riesposto
assolute %
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 710.055 631.923 78.132 12,4
a) debiti verso banche 165.258 115.948 49.310 42,5
b) debiti verso la clientela 458.239 424.141 34.098 8,0
c) titoli in circolazione 86.558 91.834 -5.276 -5,7
15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
2.146 2.035 111 5,5
20. Passività finanziarie di negoziazione 56.306 59.044 -2.738 -4,6
30. Passività finanziarie designate al fair value 3.674 3.032 642 21,2
35. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai
sensi dello IAS 39
84.770 80.699 4.071 5,0
40. Derivati di copertura 4.868 7.088 -2.220 -31,3
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 53 733 -680 -92,8
60. Passività fiscali 2.285 3.370 -1.085 -32,2
a) correnti 363 286 77 26,9
b) differite 1.922 3.084 -1.162 -37,7
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 30 35.676 -35.646 -99,9
80. Altre passività 15.639 14.782 857 5,8
90. Trattamento di fine rapporto del personale 1.099 1.201 -102 -8,5
100. Fondi per rischi e oneri 5.716 5.993 -277 -4,6
a) impegni e garanzie rilasciate 508 626 -118 -18,8
b) quiescenza e obblighi simili 290 345 -55 -15,9
c) altri fondi per rischi e oneri 4.918 5.022 -104 -2,1
110. Riserve tecniche 118.296 121.360 -3.064 -2,5
120. Riserve da valutazione -709 -515 194 37,7
125. Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 476 809 -333 -41,2
130. Azioni rimborsabili - - -
140. Strumenti di capitale 6.282 7.464 -1.182 -15,8
150. Riserve 17.706 17.461 245 1,4
155. Acconti su dividendi (-) -1.399 - 1.399
160. Sovrapprezzi di emissione 27.286 27.444 -158 -0,6
170. Capitale 10.084 10.084 - -
180. Azioni proprie (-) -136 -130 6 4,6
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 291 1.172 -881 -75,2
200. Utile (Perdita) di periodo (+/-) 4.185 3.277 908 27,7
Totale del passivo e del patrimonio netto 1.069.003 1.034.002 35.001 3,4

Conto economico consolidato riesposto

31.12.2021 31.12.2020 Variazioni (milioni di euro)
Riesposto Riesposto assolute %
10. Interessi attivi e proventi assimilati 10.482 10.202 280 2,7
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 10.039 10.277 -238 -2,3
20. Interessi passivi e oneri assimilati -2.482 -2.454 28 1,1
30. Margine di interesse 8.000 7.748 252 3,3
40. Commissioni attive 12.112 10.367 1.745 16,8
50. Commissioni passive -2.728 -2.348 380 16,2
60. Commissioni nette 9.384 8.019 1.365 17,0
70. Dividendi e proventi simili 161 86 75 87,2
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 510 645 -135 -20,9
90. Risultato netto dell'attività di copertura 36 71 -35 -49,3
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 758 633 125 19,7
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 201 -193 394
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
c) passività finanziarie
611
-54
870
-44
-259
10
-29,8
22,7
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a
110. conto economico 71 -9 80
a) attività e passività finanziarie designate al fair value -42 57 -99
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 113 -66 179
115. Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione ai sensi dello IAS 39
4.754 3.463 1.291 37,3
120. Margine di intermediazione 23.674 20.656 3.018 14,6
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di:
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
-2.843
-2.813
-4.364
-4.356
-1.521
-1.543
-34,9
-35,4
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva -30 -8 22
Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello
135. IAS39 -26 -81 -55 -67,9
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -29 -29 - -
150. Risultato netto della gestione finanziaria 20.776 16.182 4.594 28,4
160. Premi netti 10.557 11.007 -450 -4,1
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -13.525 -12.890 635 4,9
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 17.808 14.299 3.509 24,5
190. Spese amministrative: -12.045 -12.240 -195 -1,6
a) spese per il personale -7.219 -7.621 -402 -5,3
b) altre spese amministrative -4.826 -4.619 207 4,5
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -374 -793 -419 -52,8
a) impegni e garanzie rilasciate 97 4 93
210. b) altri accantonamenti netti
Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali
-471
-660
-797
-582
-326
78
-40,9
13,4
220. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali -935 -820 115 14,0
230. Altri oneri/proventi di gestione 980 3.346 -2.366 -70,7
240. Costi operativi -13.034 -11.089 1.945 17,5
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 140 -6 146
260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali -21 -42 -21 -50,0
270.
280.
Rettifiche di valore dell'avviamento
Utili (Perdite) da cessione di investimenti
-
289
-981
101
-981
188
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 5.182 2.282 2.900
300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente -1.138 -81 1.057
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 4.044 2.201 1.843 83,7
320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte - 1.136 -1.136
330. Utile (Perdita) di periodo 4.044 3.337 707 21,2
340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi 141 -60 201
350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 4.185 3.277 908 27,7

Raccordi tra prospetti contabili consolidati riesposti e schemi di bilancio consolidati riclassificati

Raccordo tra Stato patrimoniale consolidato e Stato patrimoniale consolidato riclassificato

(milioni di euro)
31.12.2021 31.12.2020
Attività Riesposto
Cassa e disponibilità liquide 14.756 14.630
Voce 10 Cassa e disponibilità liquide 14.756 14.630
Finanziamenti verso banche 162.121 105.261
Voce 40a (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso banche 162.083 105.236
Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Finanziamenti verso banche - -
Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value - Finanziamenti verso banche - -
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - Finanziamenti verso banche 38 25
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti
Voce 30 (parziale)
Finanziamenti verso clientela
verso banche - -
465.254 462.802
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 463.458 461.373
Voce 40b (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso clientela 456.415 454.148
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (enti pubblici, imprese non
Voce 40b (parziale) finanziarie ed altri) 7.043 7.225
Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e con impatto sul conto economico 1.796 1.429
Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Finanziamenti verso clientela 19 21
Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value - Finanziamenti verso clientela - -
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - Finanziamenti verso clientela 1.038 1.135
Voce 30 (parziale) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti
verso clientela
739 273
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti 43.325 47.102
Voce 40a (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (banche) 1.854 2.080
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie ed
Voce 40b (parziale) assicurazioni) 41.471 45.022
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 51.636 57.074
Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 47.162 53.152
Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value - Titoli di debito 4 3
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 4.470 3.919
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 66.841 57.590
Voce 30 (parziale) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 66.841 57.590
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 206.800 205.537
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello
Voce 35 IAS 39 206.800 205.537
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 85 161
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai
Voce 45 sensi dello IAS 39 85 161
Partecipazioni 1.652 1.671
Voce 70 Partecipazioni 1.652 1.671
Attività materiali e immateriali 20.134 19.131
Attività di proprietà 18.613 17.311
Voce 90 (parziale) Attività materiali 9.271 9.047
Voce 100 Attività immateriali 9.342 8.264
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.521 1.820
Voce 90 (parziale) Attività materiali 1.521 1.820
Attività fiscali 18.808 19.777
Voce 110 Attività fiscali 18.808 19.777
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.422 28.702
Voce 120 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.422 28.702
Altre voci dell'attivo 16.169 14.564
Voce 50 Derivati di copertura 1.732 1.134
Voce 60 Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 392 2.400
Voce 80 Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 208 184
Voce 130 Altre attività 13.837 10.846
Totale attività 1.069.003 1.034.002
(milioni di euro)
31.12.2021 31.12.2020
Passività Riesposto
Debiti verso banche al costo ammortizzato 165.250 115.944
Voce 10 a)
- Voce 10 a) (parziale)
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche (di cui debiti per leasing)
165.258
-8
115.948
-4
Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione 543.418 514.229
Voce 10 b) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela 458.239 424.141
Voce 10 c) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli in circolazione 86.558 91.834
- Voce 10 b) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela (di cui debiti per leasing) -1.379 -1.746
Passività finanziarie di negoziazione
Voce 20
Passività finanziarie di negoziazione 56.306
56.306
59.044
59.044
Passività finanziarie designate al fair value 3.674 3.032
Voce 30 Passività finanziarie designate al fair value 3.674 3.032
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 2.139 2.023
Voce 15 Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai
sensi dello IAS 39
2.146 2.035
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai
- Voce 15 (parziale) sensi dello IAS 39 (di cui debiti per leasing) -7 -12
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 84.770 80.699
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello
Voce 35 IAS 39 84.770 80.699
Passività fiscali 2.285 3.370
Voce 60 Passività fiscali 2.285 3.370
Passività associate ad attività in via di dismissione 30 35.676
Voce 70 Passività associate ad attività in via di dismissione 30 35.676
Altre voci del passivo 21.954 24.365
Voce 40 Derivati di copertura 4.868 7.088
Voce 50 Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 53 733
Voce 80 Altre passività 15.639 14.782
Voce 10 a) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche (di cui debiti per leasing) 8 4
Voce 10 b) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela (di cui debiti per leasing) 1.379 1.746
Voce 15 (parziale) Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai
sensi dello IAS 39 (di cui debiti per leasing)
7 12
Riserve tecniche
Voce 110
Riserve tecniche 118.296
118.296
121.360
121.360
Fondi per rischi e oneri 6.815 7.194
Voce 90 Trattamento di fine rapporto del personale 1.099 1.201
Voce 100 a) Fondi per rischi e oneri - Impegni e garanzie rilasciate 508 626
Voce 100 b) Fondi per rischi e oneri - Quiescenza e obblighi simili 290 345
Voce 100 c) Fondi per rischi e oneri - Altri fondi per rischi e oneri 4.918 5.022
Capitale 10.084 10.084
Voce 170 Capitale 10.084 10.084
Riserve 44.856 44.775
Voce 130 Azioni rimborsabili - -
Voce 150 Riserve 17.706 17.461
Voce 160 Sovrapprezzi di emissione 27.286 27.444
- Voce 180 Azioni proprie -136 -130
Riserve da valutazione -709 -515
Voce 120 Riserve da valutazione -709 -515
Voce 125 Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione
Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione
476
476
809
809
Acconti su dividendi -1.399 -
Voce 155 Acconti su dividendi (-) -1.399 -
Strumenti di capitale 6.282 7.464
Voce 140 Strumenti di capitale 6.282 7.464
Patrimonio di pertinenza di terzi 291 1.172
Voce 190 Patrimonio di pertinenza di terzi 291 1.172
Risultato netto 4.185 3.277
Voce 200 Utile (Perdita) di periodo (+/-) 4.185 3.277
Totale passività e patrimonio netto 1.069.003 1.034.002

Raccordo tra Conto economico consolidato riesposto e Conto economico consolidato riclassificato

Voci 31.12.2021 (milioni di euro)
31.12.2020
Riesposto Riesposto
Interessi netti 7.966 7.799
Voce 30 Margine di interesse 8.000 7.748
- Voce 30 (parziale) Margine di interesse - Rapporti tra Banche/Altre imprese e Comparto Assicurativo -37 -32
- Voce 30 (parziale) Margine di interesse - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento 8 81
- Voce 30 (parziale) Margine di interesse (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) 31 77
+ Voce 60 (parziale) Commissioni nette (Commissioni tassi negativi) 40 -
Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto
a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività
+ Voce70 (parziale) complessiva (Dividendi incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli) 8 4
+ Voce 80 (parziale) Differenziali Hedging swap -70 -61
+ Voce 190 a) (parziale)
+ Voce 200 (parziale)
Spese per il personale (Rientro time value trattamento di fine rapporto e altri fondi del personale)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Rientro time value fondi rischi ed oneri)
-14
-
-18
-
Commissioni nette 9.634 8.344
Voce 60 Commissioni nette 9.384 8.019
- Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Contributo comparto assicurativo 245 235
- Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento 3 3
- Voce 60 (parziale)
- Voce 60 (parziale)
Commissioni nette (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione)
Commissioni nette (Commissioni tassi negativi)
-
-40
1
-
+ Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Collocamento Certificates) 55 39
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
+ Voce 110 a) (parziale) (a) attività e passività finanziarie designate al fair value (Collocamento Certificates) 48 93
Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze
+ Voce 110 b) (parziale) assicurative stipulate a favore delle Reti di consulenti finanziari) 5 3
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Recuperi spese varie) -66 -49
Risultato dell'attività assicurativa 1.586 1.353
Voce 115 Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi
dello IAS39
4.754 3.463
Voce 160 Premi netti 10.557 11.007
Voce 170 Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -13.525 -12.890
+ Voce 30 (parziale) Margine di interesse - Rapporti tra Banche/Altre imprese con Comparto Assicurativo 37 32
+ Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Contributo comparto assicurativo -245 -235
+ Voce 80 (parziale)
+ Voce 135 (parziale)
Rapporti tra Banche/Altre imprese con Comparto Assicurativo
Impairment titoli con impatto sulla redditività complessiva quota di competenza degli assicurati
-78
-22
42
-63
- Voce 160 (parziale) Premi netti (Polizze: eccedenza dei sinistri prospettici rispetto ai premi emessi) 1 -
- Voce 160 (parziale) Premi netti (Polizze: eccedenza dei sinistri rispetto ai premi emessi oggetto di cessione al riassicuratore) 135 -
Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa (Polizze: sinistri liquidati e in corso oggetto di cessione
- Voce 170 (parziale) al riassicuratore) -187 -
- Voce 170 (parziale) Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa (Polizze: accantonamenti per sinistri liquidati e in
corso)
162 -
+ Voce 210 (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali -3 -3
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.626 1.589
Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione 510 645
Voce 90 Risultato netto dell'attività di copertura
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
36 71
Voce 110 a) (a) attività e passività designate al fair value -42 57
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
Voce 110 b) (b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 113 -66
Voce 100 b) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
611 870
Voce 100 c) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di passività finanziarie -54 -44
Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto
+ Voce 70 (parziale) a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività
complessiva (inclusi i dividendi su OICR)
161 87
Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto
a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività
- Voce 70 (parziale)
- Voce 80 (parziale)
complessiva (Dividendi incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli)
Risultato netto dell'attività di negoziazione (Collocamento Certificates)
-8
-55
-4
-39
- Voce 80 (parziale) Rapporti tra Banche/Altre imprese con Comparto Assicurativo 78 -42
- Voce 80 (parziale) Differenziali Hedging swap 70 61
Risultato netto dell'attività di negoziazione (Componenti correlate ad Utili (Perdite) delle partecipazioni
- Voce 80 (parziale)
- Voce 80 (parziale)
valutate al patrimonio netto)
Risultato netto dell'attività di negoziazione (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione)
-
16
-47
18
Risultato netto dell'attività di copertura - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e
- Voce 90 (parziale) coordinamento - 4
Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
+ Voce 100 a) (parziale) (governi, imprese finanziarie ed assicurazioni) - Effetto correlato al risultato di negoziazione
Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
307 87
- Voce 100 b) (parziale) redditività complessiva (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) -28 -4
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
- Voce 110 a) (parziale) (a) attività e passività finanziarie designate al fair value (Collocamento Certificates) -48 -93
Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze
- Voce 110 b) (parziale) assicurative stipulate a favore delle Reti di consulenti finanziari) -30 -12
- Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Oneri riguardanti il sistema bancario)
2 31
Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di passività finanziarie - (Effetti dell'allocazione dei costi di
- Voce 100 c) (parziale) acquisizione) -19 -
Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Altri accantonamenti netti (Accantonamenti/Rilasci
+ Voce 200 b) (parziale)
+ Voce 230 (parziale)
ricondotti al Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value)
Altri oneri/ proventi di gestione (Negoziazione e valutazione altre attività)
3
3
-
9

Voci 31.12.2021 (milioni di euro)
31.12.2020
Riesposto Riesposto
Altri proventi (oneri) operativi netti 106 12
Voce 70 Dividendi e proventi simili 161 86
Voce 230 Altri oneri / proventi di gestione 980 3.346
+ Voce 30 (parziale) Margine di interesse - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento -8 -81
+ Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento
Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto
a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività
-3 -3
- Voce 70 (parziale) complessiva (inclusi i dividendi su OICR) -161 -87
+ Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Componenti correlate ad Utili (Perdite) delle partecipazioni
valutate al patrimonio netto)
Risultato netto dell'attività di copertura - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e
- 47
+ Voce 90 (parziale) coordinamento - -4
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Recuperi spese) -22 -19
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Recuperi imposte indirette) -959 -845
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri non ricorrenti) 39 18
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Effetti valutativi altre attività) 7 66
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Svalutazioni durature immobilizzazioni materiali riacquisite) - -
- Voce 230 (parziale)
- Voce 230 (parziale)
Altri oneri/ proventi di gestione (Utili/perdite da cessione di immobilizzazioni materiali riacquisite)
Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri/proventi di integrazione)
-
2
-
-
- Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) - -2.505
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Negoziazione e valutazione altre attività) -3 -9
Altre spese amministrative (Riconduzione operatività entità non bancaria, finanziaria e assicurativa -
+ Voce 190 b) (parziale) leasing operativo) -5 -
+ Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Riconduzione operatività entità non bancaria,
finanziaria e assicurativa - leasing operativo)
-30 -
+ Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Riconduzione operatività entità non bancaria,
finanziaria e assicurativa - leasing operativo)
-3 -
+ Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) delle partecipazioni (valutate al patrimonio netto) 111 2
Proventi operativi netti 20.918 19.097
Spese del personale -6.824 -6.196
Voce 190 a) Spese per il personale -7.219 -7.621
- Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) 381 1.406
- Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Rientro time value trattamento di fine rapporto e altri fondi del personale) 14 18
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Recuperi spese) - 1
Spese amministrative -2.892 -2.693
Voce 190 b) Altre spese amministrative -4.826 -4.619
- Voce 190 b) (parziale)
- Voce 190 b) (parziale)
Altre spese amministrative (Oneri di integrazione)
Altre spese amministrative (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi)
109
761
271
710
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Recuperi spese varie) 66 49
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) - 33
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Riconduzione operatività entità non bancaria, finanziaria e assicurativa -
leasing operativo)
5 -
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative ("Bank tax" del Gruppo CIB) 11 -
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Oneri accessori derisking) 1 -
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Recuperi imposte indirette) 959 845
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Recuperi di spese) 22 18
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -1.246 -1.159
Voce 210 Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali -660 -582
Voce 220 Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali -935 -820
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali 3 3
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Oneri di integrazione) 40 27
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività materiali (Svalutazioni) 10 7
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività materiali (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) - -2
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Riconduzione operatività entità non bancaria,
finanziaria e assicurativa - leasing operativo)
30 -
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Entità non soggette a direzione e coordinamento –
diritti concessori)
- 14
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Oneri di integrazione) 106 117
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Svalutazioni) 41 -
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) 116 77
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Riconduzione operatività entità non bancaria,
finanziaria e assicurativa - leasing operativo)
3 -
Costi operativi -10.962 -10.048
Risultato della gestione operativa 9.956 9.049

Voci 31.12.2021 (milioni di euro)
31.12.2020
Riesposto Riesposto
-4.214
Voce 140 Rettifiche di valore nette su crediti
Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni
-29
Voce 200 a) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito relativo a impegni e garanzie rilasciate -29
97
4
+ Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti -110 -274
+ Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(enti pubblici, imprese non finanziarie ed altri)
5 -1
Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti
+ Voce 100 a) (parziale) (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) 123 34
+ Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Finanziamenti
-2.828 -4.356
Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
+ Voce 130 a) (parziale) ammortizzato - Titoli di debito (enti pubblici, imprese non finanziarie ed altri) 13 -
- Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato (Oneri di integrazione)
- 21
Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
-Voce 130 a) (parziale) ammortizzato -(Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) - 428
+ Voce 130 b) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti
- -7
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Oneri accessori derisking) -1 -
+ Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Accantonamenti per oneri non ricorrenti) -42 -34
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -848 -346
Voce 135 Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39 -26 -81
Voce 260 Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali -21 -42
Voce 200 b) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Altri accantonamenti netti -471 -797
Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze
+ Voce 110 b) (parziale) assicurative stipulate a favore delle Reti di consulenti finanziari) 25 9
Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
+ Voce 130 a) (parziale) ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie ed assicurazioni)
Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
4 1
+ Voce 130 a) (parziale) ammortizzato - Titoli di debito verso Banche -2 -1
Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al fair value con
+ Voce 130 b) (parziale) impatto sulla redditività complessiva - Titoli di debito -30 -1
- Voce 135 (parziale)
+ Voce 160 (parziale)
Impairment titoli con impatto sulla redditività complessiva quota di competenza degli assicurati
Premi netti (Polizze: eccedenza dei sinistri prospettici rispetto ai premi emessi)
22
-1
63
-
+ Voce 160 (parziale) Premi netti (Polizze: eccedenza dei sinistri rispetto ai premi emessi oggetto di cessione al riassicuratore) -135 -
Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa (Polizze: sinistri liquidati e in corso oggetto di cessione
+ Voce 170 (parziale) al riassicuratore) 187 -
+ Voce 170 (parziale) Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa (Polizze: accantonamenti per sinistri liquidati e in
corso)
-162 -
- Voce 200 (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Oneri di integrazione) -2 450
- Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Rientro time value fondi rischi ed oneri) - -
- Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) -178 109
- Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Accantonamenti per oneri non ricorrenti)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Altri accantonamenti netti (definizione contenzioso
42 34
- Voce 200 b) (parziale) fiscale) - 5
Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Altri accantonamenti netti (Accantonamenti/Rilasci
- Voce 200 b) (parziale) ricondotti al Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value) -3 -
+ Voce 210 (parziale)
+ Voce 220 (parziale)
Rettifiche / riprese di valore su attività materiali (Svalutazioni)
Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Svalutazioni)
-10
-41
-7
-
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Svalutazioni durature immobilizzazioni materiali riacquisite) - -
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Effetti valutativi altre attività) -7 -66
+ Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (Rettifiche/Riprese di valore per deterioramento di partecipazioni collegate) -39 -22
Altri proventi (oneri) netti 332 73
Voce 250 Utili (Perdite) di partecipazioni 140 -6
Voce 280 Utili (Perdite) da cessione di investimenti 289 101
Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(governi, imprese finanziarie ed assicurazioni)
306 82
Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
Voce 100 a) (parziale) (Banche) - -
- Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(governi, imprese finanziarie ed assicurazioni) - Effetto correlato al risultato di negoziazione
-307 -87
Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Altri accantonamenti netti (definizione contenzioso
+ Voce 200 b) (parziale) fiscale) - -5
+ Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Entità non soggette a direzione e coordinamento –
diritti concessori)
- -14
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Utili/perdite da cessione di immobilizzazioni materiali riacquisite) - -
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri non ricorrenti) -39 -18
- Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (valutate al patrimonio netto) -111 -2
- Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) 15 -
- Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (Rettifiche/Riprese di valore per deterioramento di partecipazioni collegate) 39 22
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - 1.163
Voce 320
+ Voce 320 (parziale)
-
Utile (Perdita) dei gruppi di attività operative cessate al netto delle imposte (Imposte)
-
-
1.136
27
Risultato corrente lordo 6.668 5.725

31.12.2021 (milioni di euro)
31.12.2020
Voci Riesposto Riesposto
Imposte sul reddito -1.622 -1.361
Voce 300 Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente -1.138 -81
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative ("Bank tax" del Gruppo CIB) -11 -
- Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Oneri di integrazione) -197 -729
- Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) -37 -226
- Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) -239 -229
Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre
- Voce 300 (parziale) attività intangibili) - -69
- Voce 320 (parziale) Utile (Perdita) dei gruppi di attività operative cessate al netto delle imposte (Imposte) - -27
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -439 -1.563
+ Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato (Oneri di integrazione)
- -21
+ Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) -381 -1.406
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Oneri di integrazione) -109 -271
+ Voce 200 (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Oneri di integrazione) 2 -450
+ Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Oneri di integrazione) -40 -27
+ Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Oneri di integrazione) -106 -117
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri/proventi di integrazione) -2 -
+ Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Oneri di integrazione) 197 729
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -39 1.960
+ Voce 30 (parziale) Margine di interesse (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) -31 -77
+ Voce 60 (parziale) Commissioni nette (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) - -1
+ Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) -16 -18
+ Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti
(Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione)
-123 -34
+ Voce 100 b) (parziale) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione)
28 4
+ Voce 100 c) (parziale) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di passività finanziarie - (Effetti dell'allocazione dei costi di
acquisizione)
19 -
+ Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato -(Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione)
- -428
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) - -33
+ Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) 178 -109
+ Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività materiali (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) - 2
+ Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) -116 -77
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) - 2.505
+ Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) -15 -
+ Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) 37 226
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -524 -512
+ Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
(b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Oneri riguardanti il sistema bancario)
-2 -31
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) -761 -710
+ Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) 239 229
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - -912
Voce 270 Rettifiche di valore dell'avviamento
Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre
- -981
+ Voce 300 (parziale) attività intangibili ) - 69
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi 141 -60
Voce 340 Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi 141 -60
Risultato netto 4.185 3.277

Conto economico consolidato riclassificato - Raccordo con dati rideterminati

Conto economico consolidato riclassificato - Raccordo con dati rideterminati

(milioni di euro)
2021
Dati
Cessione
rami
Inclusione
compagnie
2021
Dati
2020
Dati
Inclusione
Gruppo
Cessione
rami di
Inclusione
compagnie
2020
Dati
riesposti di attività assicurative rideterminati riesposti UBI (*) attività assicurative rideterminati
Interessi netti 7.966 -66 - 7.900 7.799 966 -487 - 8.278
Commissioni nette 9.634 -94 - 9.540 8.344 991 -610 - 8.725
Risultato dell'attività assicurativa
Risultato netto delle attività e passività
1.586 - 43 1.629 1.353 10 - 322 1.685
finanziarie al fair value 1.626 -1 - 1.625 1.589 91 -5 - 1.675
Altri proventi (oneri) operativi netti 106 - -14 92 12 45 -3 -17 37
Proventi operativi netti 20.918 -161 29 20.786 19.097 2.103 -1.105 305 20.400
Spese del personale -6.824 65 -14 -6.773 -6.196 -824 348 -33 -6.705
Spese amministrative -2.892 13 -20 -2.899 -2.693 -384 73 -74 -3.078
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e
materiali
-1.246 - -2 -1.248 -1.159 -128 35 -4 -1.256
Costi operativi -10.962 78 -36 -10.920 -10.048 -1.336 456 -111 -11.039
Risultato della gestione operativa 9.956 -83 -7 9.866 9.049 767 -649 194 9.361
Rettifiche di valore nette su crediti
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore
-2.772 6 - -2.766 -4.214 -446 167 - -4.493
nette su altre attività -848 - -3 -851 -346 -11 - -8 -365
Altri proventi (oneri) netti 332 - - 332 73 24 - - 97
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - 58 - 58 1.163 - 425 - 1.588
Risultato corrente lordo 6.668 -19 -10 6.639 5.725 334 -57 186 6.188
Imposte sul reddito -1.622 6 -7 -1.623 -1.361 -104 18 -63 -1.510
Oneri di integrazione e incentivazione
all'esodo (al netto delle imposte)
-439 - - -439 -1.563 13 1 - -1.549
Effetti economici dell'allocazione dei costi di
acquisizione (al netto delle imposte)
-39 - - -39 1.960 - - - 1.960
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema
bancario (al netto delle imposte)
-524 13 - -511 -512 -39 38 - -513
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle
altre attività intangibili (al netto delle imposte)
- - - - -912 - - - -912
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi 141 - 17 158 -60 -204 - -123 -387
Risultato netto 4.185 - - 4.185 3.277 - - - 3.277

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione del Gruppo UBI per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

(*) Rispetto ai dati precedentemente pubblicati le voci Spese del personale e Spese amministrative sono state interessate da una riclassifica a seguito dell'internalizzazione nel corso del 2021 di attività precedentemente conferite in outsourcing dal Gruppo UBI.

Altri allegati del Bilancio consolidato

Elenco dei principi contabili IAS/IFRS omologati dalla Commissione Europea al 31 dicembre 2021

Regolamento omologazione
PRINCIPI CONTABILI
IFRS 1
Prima adozione dei principi contabili internazionali
1126/2008 mod. 1260/2008 - 1274/2008 - 69/2009 - 70/2009 -254/2009 - 494/2009 - 495/2009 - 1136/2009 -
1164/2009 - 550/2010 - 574/2010 - 662/2010 - 149/2011 - 1205/2011 - 475/2012 - 1254/2012 - 1255/2012 -
183/2013 - 301/2013 -1174/2013 - 2173/2015 - 2343/2015 - 2441/2015 - 1905/2016 - 2067/2016 - 182/2018 -
1080/2021 (*)
IFRS 2 Pagamenti basati su azioni 1126/2008 mod. 1261/2008 - 495/2009 - 243/2010 - 244/2010 - 1254/2012 - 1255/2012 - 28/2015 -
2067/2016 - 289/2018 - 2075/2019
IFRS 3 Aggregazioni aziendali 1126/2008 mod. 495/2009 - 149/2011 - 1254/2012 - 1255/2012 - 1174/2013 - 1361/2014 - 28/2015 -
1905/2016 - 2067/2016 - 412/2019 - 2075/2019 - 551/2020 - 1080/2021 (*)
IFRS 4 Contratti assicurativi 1126/2008 mod. 1274/2008 - 494/2009 - 1165/2009 - 1255/2012 - 1905/2016 - 2067/2016 - 1988/2017 -
2097/2020 - 25/2021
IFRS 5 Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative
cessate
1126/2008 mod. 1274/2008 - 70/2009 - 494/2009 - 1142/2009 - 243/2010 - 475/2012 - 1254/2012 -
1255/2012 - 2343/2015 - 2067/2016
IFRS 6 Esplorazione e valutazione delle risorse minerarie 1126/2008 - 2075/2019
IFRS 7 Strumenti finanziari: informazioni integrative 1126/2008 mod. 1274/2008 - 53/2009 - 70/2009 - 495/2009 - 824/2009 - 1165/2009 - 574/2010 - 149/2011 -
1205/2011 - 475/2012 - 1254/2012 - 1255/2012 - 1256/2012 - 1174/2013 - 2343/2015 - 2406/2015 -
2067/2016 - 34/2020 - 25/2021
IFRS 8 Settori operativi 1126/2008 mod. 1274/2008 - 243/2010 - 632/2010 - 475/2012 - 28/2015
IFRS 9 Strumenti finanziari 2067/2016 - 498/2018 - 34/2020 - 25/2021 - 1080/2021 (*)
IFRS 10 Bilancio consolidato 1254/2012 mod. 313/2013 - 1174/2013 - 1703/2016
IFRS 11 Accordi a controllo congiunto 1254/2012 mod. 313/2013 - 2173/2015 - 412/2019
IFRS 12 Informativa sulle partecipazioni in altre entità 1254/2012 mod. 313/2013 - 1174/2013 - 1703/2016 - 182/2018
IFRS 13 Valutazioni del fair value 1255/2012 mod. 1361/2014 - 2067/2016
IFRS 15 Ricavi provenienti da contratti con i clienti 1905/2016 - 1987/2017
IFRS 16 Leasing 1986/2017 - 1434/2020 - 25/2021 - 1421/2021
IFRS 17 Contratti assicurativi 2036/2021 (**)
IAS 1 Presentazione del bilancio 1126/2008 mod. 1274/2008 - 53/2009 - 70/2009 - 494/2009 - 243/2010 - 149/2011 - 475/2012 - 1254/2012 -
1255/2012 - 301/2013 - 2113/2015 - 2406/2015 - 1905/2016 - 2067/2016 - 2075/2019 - 2104/2019
IAS 2 Rimanenze 1126/2008 mod. 70/2009 - 1255/2012 - 1905/2016 - 2067/2016
IAS 7 Rendiconto finanziario 1126/2008 mod. 1260/2008 - 1274/2008 - 70/2009 - 494/2009 - 243/2010 - 1254/2012 - 1174/2013 -
1990/2017
IAS 8 Principi contabili, cambiamenti nelle stime ed errori 1126/2008 mod. 1274/2008 - 70/2009 - 1255/2012 - 2067/2016 - 2075/2019 - 2104/2019
IAS 10 Fatti intervenuti dopo la data di riferimento del bilancio 1126/2008 mod. 1274/2008 - 70/2009 - 1142/2009 - 1255/2012 - 2067/2016
IAS 12 Imposte sul reddito 1126/2008 mod. 1274/2008 - 495/2009 - 475/2012 - 1254/2012 - 1255/2012 - 1174/2013 - 1905/2016 -
2067/2016 - 1989/2017 - 412/2019
IAS 16 Immobili, impianti e macchinari 1126/2008 mod. 1260/2008 - 1274/2008 - 70/2009 - 495/2009 - 1255/2012 - 301/2013 - 28/2015 -
2113/2015 - 2231/2015 - 1905/2016 - 1080/2021 (*)
IAS 19 Benefici per i dipendenti 1126/2008 mod. 1274/2008 - 70/2009 - 475/2012 - 1255/2012 - 29/2015 - 2343/2015 - 402/2019
IAS 20 Contabilizzazione dei contributi pubblici e informativa sull'assistenza
pubblica
1126/2008 mod. 1274/2008 - 70/2009 - 475/2012 - 1255/2012 - 2067/2016
IAS 21 Effetti delle variazioni dei cambi delle valute estere 1126/2008 mod. 1274/2008 - 69/2009 - 494/2009 - 149/2011 - 475/2012 - 1254/2012 - 1255/2012 -
2067/2016
IAS 23 Oneri finanziari 1126/2008 mod. 1260/2008 - 70/2009 - 2113/2015 - 2067/2016 - 412/2019
IAS 24 Informativa di bilancio sulle operazioni con parti correlate 1126/2008 mod. 1274/2008 - 632/2010 - 475/2012 - 1254/2012 - 1174/2013 - 28/2015
IAS 26 Rilevazione e rappresentazione in bilancio di fondi pensione 1126/2008
IAS 27 Bilancio separato 1126/2008 mod. 1274/2008 - 69/2009 - 70/2009 - 494/2009 - 1254/2012 - 1174/2013 - 2441/2015
IAS 28 Partecipazioni in società collegate e Joint Venture 1126/2008 mod. 1274/2008 - 70/2009 - 494/2009 - 495/2009 - 1254/2012 - 1255/2012 - 2441/2015 -
1703/2016 - 2067/2016 - 182/2018 - 237/2019
IAS 29 Rendicontazione contabile in economie iperinflazionate 1126/2008 mod. 1274/2008 - 70/2009
IAS 32 Strumenti finanziari: esposizione nel bilancio 1126/2008 mod. 1274/2008 - 53/2009 - 70/2009 - 494/2009 - 495/2009 - 1293/2009 - 475/2012 - 1254/2012 -
1255/2012 - 1256/2012 - 301/2013 - 1174/2013 - 1905/2016 - 2067/2016
IAS 33 Utile per azione 1126/2008 mod. 1274/2008 - 494/2009 - 495/2009 - 475/2012 - 1254/2012 - 1255/2012 - 2067/2016
IAS 34 Bilanci intermedi 1126/2008 mod. 1274/2008 - 70/2009 - 495/2009 - 149/2011 - 475/2012 - 1255/2012 - 301/2013 - 1174/2013
IAS 36 Riduzione di valore delle attività - 2343/2015 - 2406/2015 - 1905/2016 - 2075/2019
1126/2008 mod. 1274/2008 - 69/2009 - 70/2009 - 495/2009 - 243/2010 - 1254/2012 - 1255/2012 - 1374/2013
- 2113/2015 - 1905/2016 - 2067/2016
IAS 37 Accantonamenti, passività e attività potenziali 1126/2008 mod. 1274/2008 - 495/2009 - 28/2015 - 1905/2016 - 2067/2016 - 2075/2019 - 1080/2021 (*)
IAS 38 Attività immateriali 1126/2008 mod. 1260/2008 - 1274/2008 - 70/2009 - 495/2009 - 243/2010 - 1254/2012 - 1255/2012 - 28/2015
- 2231/2015 - 1905/2016 - 2075/2019
IAS 39 Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione (ad eccezione di talune
disposizioni relative alla contabilizzazione delle operazioni di
copertura)
1126/2008 mod. 1274/2008 - 53/2009 - 70/2009 - 494/2009 - 495/2009 - 824/2009 - 839/2009 - 1171/2009 -
243/2010 - 149/2011 - 1254/2012 - 1255/2012 - 1174/2013 - 1375/2013 - 28/2015 - 1905/2016 - 2067/2016 -
34/2020 - 25/2021
IAS 40 Investimenti immobiliari 1126/2008 mod. 1274/2008 - 70/2009 - 1255/2012 - 1361/2014 - 2113/2015 - 1905/2016 - 400/2018
IAS 41 Agricoltura 1126/2008 mod. 1274/2008 - 70/2009 - 1255/2012 - 2113/2015 - 1080/2021 (*)

(*) Le società applicano quanto previsto dal presente Regolamento al più tardi a partire dalla data di inizio del loro primo esercizio finanziario che cominci dopo il 1° gennaio 2022.

(**) Le società applicano quanto previsto dal presente Regolamento al più tardi a partire dalla data di inizio del loro primo esercizio finanziario che cominci dopo il 1° gennaio 2023.

INTERPRETAZIONI Regolamento omologazione
IFRIC 1 Cambiamenti nelle passività iscritte per smantellamenti, ripristini e passività similari 1126/2008 mod. 1260/2008 - 1274/2008
IFRIC 2 Azioni dei soci in entità cooperative e strumenti simili 1126/2008 mod. 53/2009 - 1255/2012 - 301/2013 - 2067/2016
IFRIC 5 Diritti derivanti da interessenze in fondi per smantellamenti, ripristini e bonifiche
ambientali
1126/2008 mod. 1254/2012 - 2067/2016
IFRIC 6 Passività derivanti dalla partecipazione ad un mercato specifico - Rifiuti di
apparecchiature elettriche ed elettroniche
1126/2008
IFRIC 7 Applicazione del metodo della rideterminazione del valore ai sensi dello IAS 29 -
Rendicontazione contabile in economie iperinflazionate
1126/2008 mod. 1274/2008
IFRIC 10 Bilanci intermedi e riduzione di valore 1126/2008 mod. 1274/2008 - 2067/2016
IFRIC 12 Accordi per servizi in concessione 254/2009 - 1905/2016 - 2067/2016 - 2075/2019
IFRIC 14 Il limite relativo ad una attività a servizio di un piano a benefici definiti, le previsioni di
contribuzione minima e la loro interazione
1263/2008 mod. 1274/2008 - 633/2010 - 475/2012
IFRIC 16 Coperture di un investimento netto in una gestione estera 460/2009 mod. 243/2010 - 1254/2012 - 2067/2016
IFRIC 17 Distribuzioni ai soci di attività non rappresentate da disponibilità liquide 1142/2009 mod. 1254/2012 - 1255/2012
IFRIC 19 Estinzione di passività finanziarie con strumenti rappresentativi di capitale 662/2010 mod. 1255/2012 - 2067/2016 - 2075/2019
IFRIC 20 Costi di sbancamento nella fase di produzione di una miniera a cielo aperto 1255/2012 - 2075/2019
IFRIC 21 Tariffe 634/2014
IFRIC 22 Operazioni in valuta estera e anticipi 519/2018 - 2075/2019
IFRIC 23 Incertezza sui trattamenti ai fini dell'imposta sul reddito 1595/2018
SIC 7 Introduzione dell'euro 1126/2008 mod. 1274/2008 - 494/2009
SIC 10 Assistenza pubblica – Nessuna specifica relazione con le attività operative 1126/2008 mod. 1274/2008
SIC 25 Imposte sul reddito – Cambiamenti nella condizione fiscale di un'entità o dei suoi 1126/2008 mod. 1274/2008
SIC 29 azionisti
Accordi per servizi in concessione: informazioni integrative
1126/2008 mod. 1274/2008 - 254/2009
SIC 32 Attività immateriali – Costi connessi a siti web 1126/2008 mod. 1274/2008 - 1905/2016 - 2075/2019

Relazione e Bilancio di Intesa Sanpaolo

Relazione sull'andamento della gestione

Dati di sintesi, indicatori alternativi di performance e altri indicatori (*)

Dati economici - Dati rideterminati (milioni di euro) Variazioni
assolute %
Interessi netti 5.884
6.247
-363 -5,8
Commissioni nette 5.545
5.189
356 6,9
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.426
1.510
-84 -5,6
Proventi operativi netti 15.405
15.742
-337 -2,1
-8.535
Costi operativi
-8.701
-166 -1,9
Risultato della gestione operativa 6.870
7.041
-171 -2,4
Rettifiche di valore nette su crediti -2.483
-3.990
-1.507 -37,8
Risultato netto -2.010 2.948 4.958
2021
2020

(*) Per più dettagliate informazioni circa gli Indicatori Alternativi di Performance si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sulla Gestione del Bilancio consolidato.

Coefficienti patrimoniali (%)
Capitale primario di Classe 1 (CET1) al netto delle rettifiche
regolamentari/Attività di rischio ponderate (Common Equity Tier 1
ratio)
12,8
13,3
Capitale di Classe 1 (TIER 1) / Attività di rischio ponderate 14,6
15,4
Totale fondi propri / Attività di rischio ponderate 17,3
17,7
Attività di rischio ponderate (milioni di euro) 331.732
334.337
Indicatori di redditività (%)
Cost / Income (Dati rideterminati) (a) 55,4
55,3
Risultato netto (a) / Patrimonio netto (ROE) (6) 6,5
-3,9
Risultato netto (a) / Totale Attività (ROA) (c) 0,4
-0,3

Dati riesposti su basi omogenee, ove necessario e se materiali.

(a) I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione di UBI Banca S.p.A., UBI Sistemi e Servizi S.c.p.A. e UB Factor S.p.A. per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione dei rami di attività ogetto di cessione/scissione al risultato delle attività operative cessate.

(b) Risultato netto rapportato al patrimonio netto di fine periodo. Il patrimonio netto non tiene conto degli strumenti di capitale di periodo.

(c) Risultato netto rapportato al totale dell'Attivo.

Indicatori di rischiosità (*) (%)

(*) I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, sulla base di evidenze gestionali, della riclassifica delle componenti patrimoniali dei rami ogetto di scissione della ex UBI Banca S.p.A. alle voci "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e "Passività in via di dismissione".

Struttura operativa 31, 12, 2021 31 12 2020 variazioni
assolute
Numero dei dipendenti (*) 68.681 71,514 -2.833
Italia 67.799 70.664 -2.865
Estero 882 850 32
Numero degli sportelli bancari 3.484 4.394 -910
Italia 3.469 4.379 -910
Estero 15 15 -

Dati riesposti su basi omogenee, ove necessario e se materiali.

(*) L'organico indicato si riferisce al numero puntuale dei dipendenti a fine anno conteggiando anche i part time come pari a 1 unità.

31.12.2021
31.12.2020

I risultati dell'esercizio di Intesa Sanpaolo

Premessa

Di seguito si riportano il Conto economico e lo Stato patrimoniale riclassificati al 31 dicembre 2021 della Capogruppo Intesa Sanpaolo S.p.A., corredati da un sintetico commento dei risultati economici e degli aggregati patrimoniali.

Per tutti gli aspetti non direttamente trattati nella presente Relazione, così come precisato nel successivo capitolo "Altre informazioni", si fa rinvio alla Relazione sull'andamento della gestione che accompagna il Bilancio consolidato e alla Nota Integrativa del presente Bilancio separato.

Aspetti generali relativi al Conto Economico

Al fine di consentire una lettura più immediata dei risultati, il Conto Economico viene esposto secondo uno schema riclassificato sintetico.

Nel Conto Economico riclassificato i dati sono normalmente riesposti, ove necessario e se materiali, per consentire raffronti più immediati. In particolare, gli importi vengono resi il più possibile omogenei nei diversi periodi rappresentati, soprattutto in relazione alle variazioni intervenute nel perimetro di riferimento. Tale omogeneizzazione avviene tramite dati riesposti, che accolgono/escludono i valori delle società entrate/uscite nel/dal perimetro di riferimento. Nel Bilancio 2021, in relazione all'acquisizione del Gruppo UBI Banca, si è reso opportuno il ricorso anche a dati "rideterminati" da affiancare ai dati riesposti per allinearli/integrarli attraverso dati gestionali.

In particolare, nella presente relazione, con lo scopo di consentire un confronto omogeneo, i dati economici riferiti ai periodi precedenti non sono stati oggetto di riesposizione, ma sono stati rideterminati in virtù dell'incorporazione di UBI Banca S.p.A. (12 aprile 2021, con efficacia contabile e fiscale 1° gennaio 2021), quest'ultima al netto del ramo d'azienda costituito da 455 filiali e 132 punti operativi ceduto a BPER in data 22 febbraio 2021 (con pari efficacia contabile e fiscale), dei rami "Top private" e "Service IW Bank" oggetto di scissione parziale a favore, rispettivamente, di Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. e di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. (12 aprile 2021, con pari efficacia contabile e fiscale) e del ramo d'azienda composto da 17 filiali bancarie e 9 punti operativi ad esse collegati (mini-sportelli) ceduto a Banca Popolare di Puglia e Basilicata (24 maggio 2021, con pari efficacia contabile e fiscale). Inoltre, i dati economici riferiti ai periodi precedenti sono stati altresì rideterminati in virtù della cessione di 31 sportelli della Capogruppo a BPER e 2 punti operativi (21 giugno 2021, con pari efficacia contabile e fiscale), dell'incorporazione di UBI Academy S.r.l. (30 giugno 2021, con efficacia contabile e fiscale 1° gennaio 2021), dell'incorporazione di UBI Sistemi e Servizi S.c.p.A. (12 luglio 2021, con efficacia contabile e fiscale 1° gennaio 2021), quest'ultima al netto del ramo d'azienda ceduto a BPER in data 22 febbraio 2021 (con pari efficacia contabile e fiscale), nonché dell'incorporazione di UBI Factor S.p.A. (25 ottobre 2021, con efficacia contabile e fiscale 1° gennaio 2021).

Per una maggiore comparabilità dei periodi a confronto, la rappresentazione dei dati rideterminati è stata effettuata a parità di perimetro, di decorrenza degli effetti economici (ipotizzando una piena integrazione di UBI e delle sue controllate incorporate nel corso del 2021 a far data dal 1° gennaio 2020), di classificazione contabile e rappresentazione di bilancio coerenti con quelle in uso presso la Capogruppo.

Infine, allo scopo di rappresentare la dinamica delle diverse voci di Conto Economico connessa ai soli eventi gestionali e non anche ai cambi di perimetro dovuti alle predette cessioni/scissioni di rami d'azienda, le componenti economiche dei rami ceduti/scissi, dal 1° gennaio alla data di efficacia dell'operazione, sono state convenzionalmente riclassificate - sia per l'esercizio 2021 sia per l'esercizio 2020 - dalle voci originarie alla voce "Utile (Perdita) delle attività operative cessate". Si precisa, infine, che le risultanze economiche dei rami ceduti/scissi sono state determinate sulla base di evidenze di natura gestionale.

I dettagli analitici delle riesposizioni e delle riclassificazioni effettuate rispetto allo schema previsto dalla Circolare n. 262 della Banca d'Italia sono forniti, con distinti prospetti, tra gli allegati, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.

In sintesi, tali riclassificazioni e aggregazioni hanno riguardato le seguenti fattispecie:

  • ─ i dividendi relativi a partecipazioni valutate al patrimonio netto, nonché quelli incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli, che sono stati riallocati nell'ambito del Risultato delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • ─ i differenziali su derivati, classificati nel portafoglio di negoziazione, stipulati a copertura di operazioni in divisa, che, in funzione della stretta correlazione esistente, sono stati ricondotti tra gli interessi netti;
  • ─ le commissioni periodiche su rapporti di conto corrente con saldi attivi applicate alla clientela (ad esclusione del segmento clientela retail e PMI), in coerenza con quanto previsto dai fogli informativi, che vengono ricondotte nell'ambito del Margine di interesse, in quanto volte a rifondere il costo finanziario sostenuto dalla Banca;
  • ─ il Risultato netto dell'attività di negoziazione, il Risultato netto dell'attività di copertura e il Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico nonché gli utili e perdite da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da cessione o riacquisto di passività finanziarie, che sono riallocati nell'ambito del Risultato delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • ─ la quota del premio all'emissione dei certificates riconosciuta alle reti per il loro collocamento, che viene riclassificata dal Risultato netto delle attività e delle passività valutate al fair value alle Commissioni nette;
  • ─ i recuperi di spese e di imposte e tasse, contabilizzati tra gli Altri proventi, che sono stati portati a riduzione delle Spese amministrative;
  • ─ gli Utili e perdite da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (finanziamenti e titoli di debito rappresentativi di finanziamenti), che sono appostati tra le Rettifiche di valore nette su crediti;
  • ─ le Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relative ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, gli effetti economici delle modifiche contrattuali nonché gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito riferiti a impegni e garanzie rilasciate, ricondotti nell'ambito dell'unica voce Rettifiche di valore nette su crediti;
  • ─ il rientro del time value del Trattamento di fine rapporto del personale e dei Fondi per rischi ed oneri, che è ricondotto tra gli Interessi netti, in quanto il fenomeno deriva direttamente dall'applicazione del criterio del costo ammortizzato, in assenza di variazioni nella previsione dei flussi futuri attesi, coerentemente con il trattamento del time value delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato;
  • ─ le Rettifiche di valore nette per deterioramento di partecipazioni collegate nonché di attività materiali ed immateriali (inclusi gli immobili e altri beni derivanti dall'attività di escussione di garanzie o di acquisto in asta e destinati alla vendita sul mercato nel prossimo futuro), che sono state riclassificate nella voce Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività, che recepisce dunque – oltre agli accantonamenti per rischi ed oneri diversi da quelli relativi a impegni e garanzie – gli effetti valutativi delle attività diverse dai crediti, con la sola eccezione delle svalutazioni delle attività intangibili che confluiscono, al netto degli effetti fiscali, nella voce Rettifiche di valore dell'avviamento, delle altre attività intangibili e delle partecipazioni di controllo;
  • ─ gli Utili (perdite) realizzati su attività finanziarie valutate al costo ammortizzato diverse dai crediti, su partecipazioni e su altri investimenti, che vengono riappostati alla voce Altri proventi (oneri) netti. La voce recepisce dunque sinteticamente, oltre ai proventi ed oneri non strettamente correlati alla gestione operativa, gli effetti da realizzo delle attività diverse dai crediti. Fanno eccezione gli Utili (perdite) realizzati su titoli di debito che, in considerazione del modello di business che prevede una gestione strettamente correlata con gli altri strumenti finanziari, vengono ricondotti nell'ambito del Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • ─ gli Oneri di integrazione e di incentivazione all'esodo del personale, che sono riclassificati, al netto dell'effetto fiscale, a voce propria dalle voci Spese del personale, Spese amministrative e da altre voci di conto economico;
  • ─ gli Effetti puramente contabili dell'allocazione dei costi di acquisizione che, al netto dell'effetto fiscale, sono ricondotti a voce propria. Essi normalmente rappresentano le quote di ammortamento, nonché eventuali svalutazioni, delle attività e passività finanziarie e delle immobilizzazioni materiali e immateriali oggetto di valutazione al fair value nell'ambito dell'applicazione del principio IFRS 3;
  • ─ i tributi e gli altri oneri finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario, che sono stati ricondotti, al netto delle imposte, alla specifica voce;
  • ─ le Rettifiche di valore dell'avviamento, delle partecipazioni di controllo e delle altre attività intangibili, che sono esposte, al netto delle imposte.

Conto Economico riclassificato

2021
2020
(milioni di euro)
Variazioni
assolute %
Interessi netti 5.951 5.257 694 13,2
Commissioni nette 5.668 4.467 1.201 26,9
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.427 1.301 126 9,7
Altri proventi (oneri) operativi netti 2.546 2.623 -77 -2,9
Proventi operativi netti 15.592 13.648 1.944 14,2
Spese del personale -5.473 -4.421 1.052 23,8
Spese amministrative -2.123 -1.803 320 17,7
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -1.028 -898 130 14,5
Costi operativi -8.624 -7.122 1.502 21,1
Risultato della gestione operativa 6.968 6.526 442 6,8
Rettifiche di valore nette su crediti -2.487 -3.657 -1.170 -32,0
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -427 -236 191 80,9
Altri proventi (oneri) netti 123 91 32 35,2
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - 1.153 -1.153
Risultato corrente lordo 4.177 3.877 300 7,7
Imposte sul reddito -303 -257 46 17,9
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -218 -1.240 -1.022 -82,4
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -48 -74 -26 -35,1
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -442 -366 76 20,8
Rettifiche di valore dell'avviamento, delle altre attività intangibili e delle partecipazioni di
controllo (al netto delle imposte)
-218 -1.261 -1.043 -82,7
Risultato netto 2.948 679 2.269

Conto Economico riclassificato – Dati rideterminati

2021
2020
(milioni di euro)
Variazioni
Dati
rideterminati
Dati
rideterminati
assolute %
Interessi netti 5.884 6.247 -363 -5,8
Commissioni nette 5.545 5.189 356 6,9
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.426 1.510 -84 -5,6
Altri proventi (oneri) operativi netti 2.550 2.796 -246 -8,8
Proventi operativi netti 15.405 15.742 -337 -2,1
Spese del personale -5.406 -5.388 18 0,3
Spese amministrative -2.101 -2.270 -169 -7,4
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -1.028 -1.043 -15 -1,4
Costi operativi -8.535 -8.701 -166 -1,9
Risultato della gestione operativa 6.870 7.041 -171 -2,4
Rettifiche di valore nette su crediti -2.483 -3.990 -1.507 -37,8
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -427 -248 179 72,2
Altri proventi (oneri) netti 123 107 16 15,0
Utile (Perdita) delle attività operative cessate 73 1.247 -1.174 -94,1
Risultato corrente lordo 4.156 4.157 -1 -
Imposte sul reddito -296 -283 13 4,6
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -218 -2.536 -2.318 -91,4
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -47 -355 -308 -86,8
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -429 -413 16 3,9
Rettifiche di valore dell'avviamento, delle altre attività intangibili e delle partecipazioni di
controllo (al netto delle imposte)
-218 -2.580 -2.362 -91,6
Risultato netto 2.948 -2.010 4.958

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto dell'inclusione di UBI Banca S.p.A., UBI Academy S.r.l., UBI Sistemi e Servizi S.c.p.A. e UBI Factor S.p.A. per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione/scissione al risultato delle attività operative cessate.

Il Conto Economico dell'esercizio 2021 si è chiuso con un utile netto di 2.948 milioni che si confronta con la perdita di 2.010 milioni dell'esercizio 2020, in presenza di un risultato corrente lordo stabile, pari a 4.156 milioni.

Si precisa che il risultato dell'esercizio a confronto è stato fortemente condizionato dal perfezionamento dell'acquisizione del controllo di UBI Banca da parte di Intesa Sanpaolo S.p.A.. Ciò aveva determinato, in particolare nell'esercizio 2020, la rilevazione, tra gli "Oneri di Integrazione e incentivazione all'esodo", della minusvalenza connessa alla futura cessione di 486 sportelli a BPER, nell'ambito dell'accordo vincolante siglato fra le parti e in ottemperanza agli impegni assunti nei confronti dell'AGCM (per 1.310 milioni, al netto delle imposte) e dell'effetto connesso alla stipula dell'Accordo Esodi del 29 settembre 2020 (per 865 milioni, al netto delle imposte) nonché, tra le "Rettifiche di valore dell'avviamento, delle altre attività intangibili e delle partecipazioni di controllo", dell'integrale impairment degli avviamenti pregressi e delle attività immateriali iscritte a seguito di precedenti PPA dell'ex Gruppo UBI, essendone venuti meno i presupposti per il loro mantenimento nel Bilancio dell'incorporante (per 1.217 milioni, al netto delle imposte) e dell'impairment integrale dell'avviamento della CGU Banche dei Territori (per 1.086 milioni, al netto delle imposte).

Più in dettaglio, la variazione annua del risultato netto è attribuibile:

  • ─ a minori Proventi operativi netti per 337 milioni (-2,1%), principalmente per il minor apporto degli Interessi Netti (-363 milioni; -5,8%), del Risultato netto della negoziazione (-84 milioni; -5,6%) e per la riduzione dei dividendi (-251 milioni; -9,8%), parzialmente compensati dall'incremento delle Commissioni nette (+356 milioni; +6,9%);
  • ─ a minori Costi operativi per 166 milioni (-1,9%), per la riduzione delle Spese amministrative (-169 milioni; -7,4%) e degli Ammortamenti (-15 milioni; -1,4%), cui si contrappone il lieve incremento delle Spese del personale (+18 milioni; +0,3%);
  • ─ a minori Rettifiche di valore nette su crediti per 1.507 milioni (-37,8%), che a dicembre 2020 risentivano, in particolare, della revisione degli scenari a seguito dell'evento pandemico;
  • ─ a maggiori Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività per 179 milioni (+72,2%), di cui in particolare Altri accantonamenti netti per 164 milioni e Rettifiche di valore nette su altre attività per 19 milioni (+15,4%);
  • ─ a maggiori Altri proventi netti per 16 milioni (+15%);
  • ─ a minori Utili netti delle attività operative cessate per 1.174 milioni (-94,1%); a tal riguardo si evidenzia che il dato a confronto beneficiava della plusvalenza di 1.100 milioni, al lordo delle imposte, connessa alla cessione del ramo relativo all'attività di acquiring, in virtù dell'accordo stipulato con Nexi S.p.A. sui sistemi di pagamento;
  • ─ all'effetto fiscale connesso alle predette variazioni, cui si aggiunge il beneficio connesso al riallineamento del "brand name" e di taluni avviamenti, contabilizzato a giugno 2021;
  • ─ a minori Oneri di integrazione (al netto delle imposte) per 2.318 milioni (-91,4%), riferibili sia alla citata minusvalenza relativa alla cessione del ramo filiali a BPER, sia a minori costi per incentivazione all'esodo previsti dagli accordi sindacali;
  • ─ all'effetto positivo di 308 milioni connesso agli Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte);
  • ─ a maggiori Tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) per 16 milioni (+3,9%);
  • ─ a minori Rettifiche di valore dell'avviamento, delle altre attività intangibili e delle partecipazioni di controllo (al netto delle imposte) per 2.362 milioni (-91,6%), principalmente riferibili alla già citata svalutazione integrale degli avviamenti pregressi della ex UBI Banca S.p.A. e delle sue controllate UBI Sistemi e Servizi S.c.p.A. e UBI Factor S.p.A. a seguito dell'acquisizione del controllo da parte di Intesa Sanpaolo, nonché all'impairment integrale dell'avviamento della CGU Banche dei Territori.

Gli Interessi netti, pari a 5.884 milioni, segnano una flessione rispetto all'esercizio 2020 (-363 milioni; -5,8%). Pur in presenza di impieghi i cui volumi medi evidenziano un aumento sul corrispondente periodo dell'anno precedente, il risultato risente della diminuzione dei tassi d'interesse che ha inciso anche sul rendimento medio del portafoglio titoli, nonché dell'incremento dell'eccesso di liquidità depositato presso BCE a tassi negativi. Il contributo dell'intermediazione derivante dall'operatività con la clientela è stato pari a 4.597 milioni, in flessione di 26 milioni rispetto a dicembre 2020 (-0,6%), di cui 258 milioni sui rapporti con clientela, compensati da minori interessi passivi su titoli in circolazione per 232 milioni. In calo di 259 milioni (-33,5%) anche gli interessi su attività deteriorate, che ammontano a 515 milioni, per effetto della forte riduzione degli stock di NPL. Gli interessi sulle attività finanziarie si sono attestati a 682 milioni, in riduzione di 268 milioni (-28,2%), principalmente per la flessione dell'apporto delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (-156 milioni) e delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (-116 milioni). L'apporto dell'interbancario è risultato pari a +571 milioni, con una variazione positiva di 195 milioni rispetto all'esercizio 2020 (+51,9%). In particolare, si evidenzia il maggior contributo delle operazioni di rifinanziamento TLTRO con la BCE, in parte compensato dall'apporto negativo della liquidità in eccesso. Infine, risultano in calo gli altri interessi netti, pari a -26 milioni, contro i -38 milioni di dicembre 2020 (12 milioni; -31,6%).

Le Commissioni nette, pari a 5.545 milioni, segnano un aumento di 356 milioni (+6,9%) rispetto all'esercizio precedente (5.189 milioni), che risentiva del calo della produzione connesso al lockdown per l'emergenza sanitaria COVID-19.

Tale risultato è stato favorito dalla ripresa dei mercati finanziari e dall'incremento dei collocamenti di prodotti finanziari, che si sono riflessi in un aumento generalizzato di tutti i comparti e, nello specifico, dell'attività bancaria commerciale (+94 milioni; +4,7%), dell'attività di gestione, intermediazione e consulenza (+234 milioni; +9,3%) e delle altre commissioni nette (+28 milioni; +4%).

Nell'ambito dell'attività bancaria commerciale, si evidenziano maggiori commissioni sul servizio bancomat e carte di credito (+78 milioni), su servizi di incasso e pagamento (+32 milioni), su garanzie rilasciate e ricevute (+22 milioni), mentre sono in diminuzione le commissioni sui conti correnti (-38 milioni, essenzialmente dovuti alle commissioni disponibilità fondi).

La crescita delle commissioni nette per attività di gestione, intermediazione e consulenza è riferibile principalmente ai fondi (+218 milioni, di cui collocamenti 159 milioni), a titoli e derivati (+8 milioni), all'intermediazione di valute (+6 milioni) e alle altre commissioni di intermediazione e gestione (+35 milioni); in calo, invece, le commissioni sulla distribuzione di prodotti assicurativi (-27 milioni) e sulle gestioni patrimoniali (-7 milioni).

Infine, nell'ambito delle altre commissioni nette (+28 milioni), registrano una crescita le commissioni sui finanziamenti fondiari (+52 milioni) e su altri finanziamenti (+36 milioni), mentre risultano in controtendenza le commissioni per altri servizi (-75 milioni).

Il Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value ammonta a 1.426 milioni, contro 1.510 milioni registrati nell'esercizio precedente (-84 milioni; -5,6%). Tale flessione è ascrivibile, in particolare, al minor apporto del risultato netto da operazioni di trading e da strumenti finanziari in fair value option (-199 milioni; -33,8%), al minor risultato netto da cessione di attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e al costo ammortizzato (-47 milioni; -5%) e a maggiori perdite da riacquisto di passività finanziarie (-46 milioni). A tali effetti negativi si contrappongono il maggior apporto del risultato netto da attività valutate obbligatoriamente al fair value con impatto a conto economico (+194 milioni), oltre al maggior risultato netto da operazioni di copertura in hedge accounting (+14 milioni; +56%).

Gli Altri proventi operativi netti si attestano a 2.550 milioni e si confrontano con i 2.796 milioni del precedente esercizio, evidenziando un calo di 246 milioni (-8,8%). L'aggregato include i dividendi da società partecipate e, per la parte residua, gli altri proventi netti di natura operativa. La variazione della voce è pressoché integralmente ascrivibile alla componente dividendi, in calo di 251 milioni (-9,8%). In particolare, nel 2021 sono stati contabilizzati dividendi per complessivi per 2.308 milioni, a fronte dei 2.559 milioni del 2020. Gli Altri proventi netti di natura operativa, pari a 242 milioni, sono in leggera crescita rispetto a fine 2020 (5 milioni; +2,1%).

Per effetto delle predette dinamiche, i Proventi operativi netti assommano a 15.405 milioni, segnando un modesto calo rispetto all'esercizio precedente (-337 milioni; -2,1%).

I Costi operativi sono pari a 8.535 milioni, in calo dell'1,9% rispetto a dicembre 2020, grazie alla riduzione delle altre spese amministrative, che scendono da 2.270 milioni a 2.101 milioni (-169 milioni; -7,4%) e al calo degli ammortamenti su immobilizzazioni materiali e immateriali, che si attestano a 1.028 milioni a fronte dei 1.043 milioni di dicembre 2020 (-15 milioni; -1,4%); evidenziano invece una leggera crescita le spese del personale, che passano da 5.388 milioni a 5.406 milioni (+18 milioni; +0,3%).

Con specifico riferimento alle altre spese amministrative, il decremento di 169 milioni è ascrivibile principalmente ai risparmi nel comparto delle spese professionali e assicurative (per 107 milioni), alla riduzione delle spese per la gestione degli immobili (per 33 milioni) per effetto della razionalizzazione degli spazi e dell'efficientamento dei consumi legati al piano di accorpamento e cessione delle filiali nonché al calo delle altre spese (per 18 milioni), per la diminuzione delle spese di beneficenza e dei contributi associativi. Il calo di 15 milioni degli ammortamenti su immobilizzazioni materiali e immateriali è invece pressoché integralmente ascrivibile alle attività materiali, e specificatamente agli impianti e macchine.

Per quanto attiene infine alle spese per il personale, il leggero incremento di 18 milioni è la risultante della riduzione delle retribuzioni ordinarie e dei relativi contributi, correlata al ridimensionamento degli organici, cui si contrappongono maggiori costi per le componenti straordinarie e variabili della retribuzione e le indennità varie nonché l'incremento degli oneri connessi agli altri benefici del personale.

Si rappresenta che all'interno del totale delle spese amministrative sono stati registrati costi connessi alla pandemia COVID-19 per circa 34 milioni (79 milioni al 31 dicembre 2020), principalmente dovuti a maggiori costi informatici legati alla remotizzazione delle attività necessarie a seguito del protrarsi dell'emergenza sanitaria, all'acquisto di DPI e polizze sanitarie per coperture in ambito COVID-19, a maggiori costi legati alla sanificazione dei locali e spese in ambito sociale a supporto delle comunità locali.

L'andamento dei proventi e degli oneri operativi sopra illustrato ha determinato un Risultato della gestione operativa di 6.870 milioni. Su basi omogenee, il confronto con i 7.041 milioni dell'esercizio precedente evidenzia un calo di 171 milioni, pari al -2,4%.

Il cost/income ratio nel 2021 si è attestato al 55,4%, in linea rispetto al valore del 2020 (55,3%).

Le Rettifiche su crediti, che includono uno stanziamento addizionale di 1.409 milioni per accelerare la riduzione dei crediti deteriorati, si sono attestate a 2.483 milioni, in forte ridimensionamento (-37,8%) rispetto al dato contabilizzato nel 2020 (3.990 milioni), che scontava i maggiori accantonamenti dovuti alla revisione dello scenario a seguito dell'evento pandemico. La contrazione è stata determinata da riprese di valore nette su crediti in Stage 2 e in Stage 1, conseguenti essenzialmente ai diversi scenari macroeconomici ed ai correlati management overlay considerati nei due periodi, che nel 2020 avevano comportato complessivamente la rilevazione di 646 milioni di rettifiche e nel 2021 la rilevazione di 351 milioni di riprese di valore, nonché da minori rettifiche sui crediti non performing in Stage 3 (-365 milioni). Queste ultime si sono ripartite essenzialmente tra le sofferenze (-172 milioni) e le inadempienze probabili (-207 milioni). Nel 2021 si è evidenziata una riduzione progressiva dell'incidenza dei deteriorati sul complesso dei crediti lordi, scesa al 3,4% a dicembre, rispetto al 4,5% di fine 2020. Considerando la metodologia adottata dall'EBA, l'incidenza dei crediti deteriorati lordi a fine 2021 è pari al 2,6%. Il costo del credito, espresso dal rapporto tra rettifiche di valore nette e crediti netti si attesta nel 2021 a 61 punti base (27 punti base se si esclude lo stanziamento addizionale per accelerare la riduzione dei crediti deteriorati), inferiore rispetto a quello dell'esercizio 2020 (98 punti base). Nel 2021 la copertura sui crediti deteriorati si attesta al 53,2%, evidenziando un forte aumento, pari a 5,4 punti percentuali, rispetto al dato 2020. Nel dettaglio, le sofferenze hanno richiesto rettifiche nette per 1.534 milioni – che si raffrontano con 1.706 milioni del 2020 – e presentano un livello di copertura pari al 70,2%. Le rettifiche nette sulle inadempienze probabili, pari a 1.236 milioni, risultano inferiori ai 1.443 milioni contabilizzati nell'esercizio 2020; la copertura su tali posizioni si attesta al 40,3%. Le rettifiche su crediti scaduti e sconfinanti sono ammontate a 183 milioni (169 milioni il valore del 2020) e la loro copertura è pari al 16,5%, mentre quella delle posizioni forborne nell'ambito delle attività deteriorate è del 41,2%. Infine, la copertura sui finanziamenti in bonis si attesta allo 0,5% e incorpora il rischio fisiologico sul portafoglio crediti.

Gli Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività ammontano a 427 milioni e si confrontano con i 248 milioni del 2020, con un incremento di 179 milioni, pari al 72,2%. Essi attengono a stanziamenti a fronte di controversie legali e oneri diversi (275 milioni), a rettifiche di valore nette su titoli di debito valutati al costo ammortizzato non assimilabili a finanziamenti e su titoli di debito valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva (10 milioni) e a rettifiche di valore nette su altre attività (142 milioni); quest'ultime includono, in particolare, le rettifiche di valore per deterioramento di partecipazioni non di controllo (72 milioni), le rettifiche su attività materiali e immateriali (43 milioni), riferibili principalmente al software, nonché la minusvalenza per l'aggiornamento del fair value delle attività materiali ad uso investimento e di quelle soggette a cambio d'uso (20 milioni).

Gli Altri proventi (oneri) netti sono pari a 123 milioni (107 milioni al 31 dicembre 2020). La voce accoglie, in particolare, gli utili da partecipazioni, gli utili netti da cessione di investimenti (al cui interno rileva per 97 milioni la cessione del ramo acquiring ex UBI a Nexi S.p.A.) e altre componenti residuali.

L'Utile delle attività operative cessate evidenzia un risultato pari a 73 milioni e include la riesposizione degli effetti economici (da inizio anno alla data di cessione) connessi al ramo d'azienda ceduto a BPER in data 22 febbraio 2021 (con pari efficacia contabile e fiscale), costituito da 455 filiali e 132 punti operativi, dei rami "Top private" e "Service IW Bank" oggetto di scissione parziale a favore, rispettivamente, di Intesa Sanpaolo Private Banking e di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking (12 aprile 2021, con pari efficacia contabile e fiscale), del ramo d'azienda composto da 17 filiali bancarie e 9 punti operativi ad esse collegati (mini-sportelli) ceduti a Banca Popolare di Puglia e Basilicata (24 maggio, con pari efficacia contabile e fiscale) e del ramo di 31 sportelli e 2 punti operativi della Capogruppo ceduti a BPER (21 giugno 2021, con pari efficacia contabile e fiscale). Infine, la voce accoglie le risultanze del ramo d'azienda ceduto da UBI Sistemi e Servizi a BPER in data 22 febbraio 2021 (con pari efficacia contabile e fiscale).

L'aggregato in esame si raffronta con un ammontare pari a 1.247 milioni di dicembre 2020; quest'ultimo era riferibile per 93 milioni agli effetti economici connessi ai suddetti rami ceduti/scissi, cui si aggiungono per 1.154 milioni le componenti del ramo relativo all'attività di acquiring, oggetto di cessione a Nexi S.p.A. a giugno 2020, in virtù dell'accordo stipulato sui sistemi di pagamento, inclusive della plusvalenza di 1.100 milioni, al lordo delle imposte, connessa al perfezionamento dell'operazione.

Il Risultato corrente lordo si attesta pertanto a 4.156 milioni, sostanzialmente in linea con il fine anno precedente (4.157 milioni).

Le Imposte sul reddito calcolate sulle componenti che contribuiscono al risultato corrente lordo ammontano a -296 milioni, a fronte dei -283 milioni dell'esercizio a confronto.

Si evidenzia che il Consiglio di Amministrazione del 25 giugno 2021 ha autorizzato l'esercizio dell'opzione prevista dall'articolo 110, commi 8 e 8-bis, D.L. n. 104/2020 (c.d. "Decreto Agosto") per il riallineamento dei valori fiscali del "brand name" Sanpaolo IMI e di tre avviamenti dell'ex Banco di Napoli ai maggiori valori contabili iscritti nel Bilancio della Capogruppo, comportando l'iscrizione di un beneficio netto a conto economico al 30 giugno 2021 pari a 453 milioni.

Gli Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) ammontano a 218 milioni e sono principalmente riferiti a spese per il personale (233 milioni, di cui 202 milioni costituiti dall'onere relativo agli esodi previsti dall'accordo sindacale del 16 novembre 2021), ad ammortamenti su beni materiali e immateriali (74 milioni) e altre spese amministrative (28 milioni), parzialmente compensati dagli accantonamenti netti per fondi rischi e oneri (106 milioni) e da recuperi da società del Gruppo (per 12 milioni). Si confrontano con i 2.536 milioni di dicembre 2020, principalmente riconducibili all'accantonamento a fondi rischi ed oneri per la minusvalenza da cessione a BPER del ramo filiali (pari a 1.310 milioni, al netto delle imposte) e all'onere relativo all'Accordo Esodi del 29 settembre 2020 (pari a 865 milioni, al netto delle imposte), evidenziando una riduzione di 2.318 milioni.

Gli Effetti economici derivanti dall'allocazione dei costi di acquisizione (al netto dell'effetto fiscale) sono risultati pari a -47 milioni, a fronte dei -355 milioni di dicembre 2020 (-308 milioni; -86,8%), che includevano i rilevanti effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione connessi all'integrazione di UBI Banca e delle sue controllate. La voce comprende gli importi riconducibili alle rivalutazioni di crediti, debiti, immobili e all'iscrizione di nuove attività immateriali attuate, in applicazione del principio contabile IFRS 3, in sede di rilevazione delle operazioni di acquisizione di partecipazioni e/o aggregati patrimoniali.

La voce relativa ai Tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto dell'effetto fiscale) ammonta a 429 milioni, in aumento rispetto ai 413 milioni consuntivati a fine 2020 (+16 milioni; +3,9%); accoglie l'importo dovuto a titolo di contributo ordinario nei confronti del Fondo di Risoluzione Unico (SRF) al netto delle relative imposte (contributo di 331,5 milioni, con relativo effetto fiscale di 107,2 milioni), il contributo al FITD al netto dell'effetto fiscale (contributo di 303,4 milioni, con relativo effetto fiscale di 99,8 milioni) e le svalutazioni del Fondo Atlante e di Italian Recovery Fund (2,3 milioni lordi, con relativo effetto fiscale di 0,8 milioni).

Le Rettifiche di valore dell'avviamento, delle altre attività intangibili e delle partecipazioni di controllo (al netto del relativo effetto fiscale) ammontano a 218 milioni e sono riferibili alla svalutazione di talune partecipazioni di controllo.

A dicembre 2020 la voce ammontava a -2.580 milioni, relativi principalmente a rettifiche di valore dell'avviamento, unitamente ad impairment su partecipazioni di controllo e a rettifiche delle altre attività intangibili. In particolare, le rettifiche di valore dell'avviamento rilevate a dicembre 2020 erano riferite sia agli avviamenti pregressi della ex UBI Banca e delle sue controllate UBI Sistemi e Servizi e UBI Factor, oggetto di integrale svalutazione a seguito dell'acquisizione del controllo da parte di Intesa Sanpaolo (per 1.160 milioni al netto delle imposte), sia all'impairment integrale dell'avviamento della CGU Banche dei Territori (per 1.086 milioni al netto delle imposte).

Aspetti generali relativi allo Stato Patrimoniale

Come già precisato con riferimento ai dati economici, con lo scopo di consentire un confronto omogeneo, i dati patrimoniali riferiti al periodo precedente tengono conto delle variazioni intervenute nel perimetro di riferimento.

In particolare, lo Stato Patrimoniale riclassificato al 31 dicembre 2020, è stato riesposto includendo le risultanze dell'incorporazione di UBI Banca S.p.A. (12 aprile 2021, con efficacia contabile e fiscale 1° gennaio 2021), al netto del ramo d'azienda costituito da 455 filiali e 132 punti operativi ceduto a BPER in data 22 febbraio 2021 (con pari efficacia contabile e fiscale) e del ramo d'azienda composto da 17 filiali bancarie e 9 punti operativi ad esse collegati (mini-sportelli) ceduti a Banca Popolare di Puglia e Basilicata (24 maggio 2021, con pari efficacia contabile e fiscale). Infine, i dati patrimoniali riferiti ai periodi precedenti sono stati riesposti anche in virtù della cessione di 31 sportelli e 2 punti operativi della Capogruppo a BPER (21 giugno 2021, con pari efficacia contabile e fiscale), dell'incorporazione di UBI Sistemi e Servizi S.c.p.A. (12 luglio 2021, con efficacia contabile e fiscale 1° gennaio 2021), quest'ultima al netto del ramo d'azienda ceduto a BPER in data 22 febbraio 2021 (con pari efficacia contabile e fiscale), nonché dell'incorporazione di UBI Factor S.p.A. (25 ottobre 2021, con efficacia contabile e fiscale 1° gennaio 2021).

Le evidenze patrimoniali relative ai rami oggetto di cessione trovano appostazione tra le "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e "Passività associate ad attività in via di dismissione".

Inoltre, lo Stato Patrimoniale riclassificato al 31 dicembre 2020, è stato rideterminato includendo le risultanze dei rami "Top private" e "Service IW Bank" oggetto di scissione parziale a favore, rispettivamente, di Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. e di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. (12 aprile 2021, con pari efficacia contabile e fiscale).

Ai fini di una maggiore comparabilità del periodo a confronto, la rappresentazione dei dati rideterminati è stata effettuata a parità di perimetro, di decorrenza degli effetti economici, di classificazione contabile e rappresentazione di bilancio coerenti con quelle in uso presso la Capogruppo.

In particolare, è stata ipotizzata la piena integrazione di UBI e delle sue controllate incorporate nel corso del 2021 a far data dal 1° gennaio 2020; inoltre, analogamente a quanto effettuato per il Conto Economico, con lo scopo di ridurre la volatilità delle diverse voci di Stato Patrimoniale connessa ai cambi di perimetro dovuti alle scissioni di rami d'azienda, le relative componenti patrimoniali, determinate sulla base di evidenze di natura gestionale, sono state convenzionalmente riclassificate al 31 dicembre 2020 dalle voci originarie alle voci "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e "Passività associate ad attività in via di dismissione".

I dettagli analitici delle riesposizioni, delle aggregazioni e delle riclassificazioni sono forniti, con distinti prospetti, tra gli allegati alla situazione economico patrimoniale, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.

Si segnala che in relazione al pagamento dell'acconto dividendi 2021, nello schema di Stato patrimoniale riclassificato si è proceduto all'aggiunta, nell'ambito delle voci del patrimonio netto, di una specifica voce, in coerenza con il corrispondente prospetto contabile. Inoltre in seguito all'aggiornamento della Circolare 262 di Banca d'Italia, che ha previsto che nella voce "Cassa e disponibilità liquide" del prospetto contabile siano rilevati tutti i crediti "a vista", nelle forme tecniche di conto correnti e depositi, verso le banche e le Banche Centrali (ad eccezione della riserva obbligatoria), si è coerentemente provveduto all'apertura, nello Stato patrimoniale riclassificato, della specifica voce Cassa e disponibilità liquide in precedenza ricompresa nelle Altre voci dell'attivo.

Le aggregazioni di voci dello Stato Patrimoniale riclassificato hanno riguardato:

  • ─ l'evidenza separata delle attività finanziarie che costituiscono Finanziamenti verso banche e Finanziamenti verso clientela, indipendentemente dai rispettivi portafogli contabili di allocazione;
  • ─ l'evidenza separata delle attività finanziarie che non costituiscono finanziamenti, distinte tra attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, attività finanziarie valutate al fair value con impatto al conto economico e attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, al netto di quanto riclassificato nelle voci Finanziamenti verso banche e Finanziamenti verso clientela;
  • ─ l'aggregazione in un'unica voce delle Attività materiali ed immateriali, con articolazione nelle sottovoci Attività di proprietà e Diritti d'uso acquisiti con il leasing;
  • ─ l'inclusione del valore dei Derivati di copertura e dell'Adeguamento di valore delle attività e passività finanziarie oggetto di copertura generica tra le Altre voci dell'attivo/Altre voci del Passivo;
  • ─ l'evidenza separata dei Debiti verso banche al costo ammortizzato;
  • ─ l'aggregazione in un'unica voce dell'ammontare dei Debiti verso clientela al costo ammortizzato e dei Titoli in circolazione;
  • ─ il raggruppamento in un'unica voce (Fondi per rischi ed oneri) dei fondi aventi destinazione specifica (Trattamento di fine rapporto, Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate, Fondi su altri impegni e garanzie rilasciate, Fondi di quiescenza e Altri fondi per rischi ed oneri);
  • ─ la riclassificazione dei Debiti per leasing in specifica sottovoce nell'ambito delle Altre voci del passivo;
  • ─ l'indicazione delle Riserve in modo aggregato, al netto delle eventuali azioni proprie.

Stato Patrimoniale riclassificato

(milioni di euro)
Attività 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni
assolute %
Cassa e disponibilità liquide 7.730 7.487 243 3,2
Finanziamenti verso banche 158.962 103.916 55.046 53,0
Finanziamenti verso clientela 403.804 408.651 -4.847 -1,2
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato
Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e con
impatto sul conto economico
402.118
1.686
407.353
1.298
-5.235
388
-1,3
29,9
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti 38.434 42.580 -4.146 -9,7
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 50.651 57.658 -7.007 -12,2
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 51.410 43.978 7.432 16,9
Partecipazioni 23.420 22.819 601 2,6
Attività materiali e immateriali 11.887 12.116 -229 -1,9
Attività di proprietà 10.892 10.819 73 0,7
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 995 1.297 -302 -23,3
Attività fiscali 17.394 18.080 -686 -3,8
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.326 27.384 -26.058 -95,2
Altre voci dell'attivo 9.222 8.075 1.147 14,2
Totale attività 774.240 752.744 21.496 2,9
Passività 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni
assolute %
Debiti verso banche al costo ammortizzato 191.149 144.226 46.923 32,5
Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione 446.761 427.348 19.413 4,5
Passività finanziarie di negoziazione 57.227 60.686 -3.459 -5,7
Passività finanziarie designate al fair value 3.675 3.033 642 21,2
Passività fiscali 496 1.485 -989 -66,6
Passività associate ad attività in via di dismissione 25 34.840 -34.815
Altre voci del passivo 15.373 17.926 -2.553 -14,2
di cui debiti per leasing 1.010 1.346 -336 -25,0
Fondi per rischi e oneri 5.235 5.966 -731 -12,3
di cui fondi per impegni e garanzie finanziarie rilasciate 367 527 -160 -30,4
Capitale 10.084 10.084 - -
Riserve 35.551 40.516 -4.965 -12,3
Riserve da valutazione 855 1.173 -318 -27,1
Acconti su dividendi -1.399 - 1.399 -
Strumenti di capitale 6.260 7.441 -1.181 -15,9
Risultato netto 2.948 -1.980 4.928
Totale passività e patrimonio netto 774.240 752.744 21.496 2,9
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di riferimento. I dati relativi ai rami scissi della ex

UBI Banca S.p.A. non sono stati riesposti.

Stato Patrimoniale riclassificato – Dati rideterminati

(milioni di euro)
Attività 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni
Dati Dati
rideterminati rideterminati assolute %
Cassa e disponibilità liquide 7.730 7.487 243 3,2
Finanziamenti verso banche 158.962 103.916 55.046 53,0
Finanziamenti verso clientela
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato
403.804
402.118
408.049
406.751
-4.245
-4.633
-1,0
-1,1
Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e con
impatto sul conto economico
1.686 1.298 388 29,9
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti 38.434 42.580 -4.146 -9,7
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 50.651 57.658 -7.007 -12,2
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 51.410 43.978 7.432 16,9
Partecipazioni 23.420 22.711 709 3,1
Attività materiali e immateriali 11.887 12.115 -228 -1,9
Attività di proprietà 10.892 10.818 74 0,7
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 995 1.297 -302 -23,3
Attività fiscali 17.394 18.080 -686 -3,8
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.326 28.095 -26.769 -95,3
Altre voci dell'attivo 9.222 8.075 1.147 14,2
Totale attività 774.240 752.744 21.496 2,9
Passività 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni
Dati
rideterminati
Dati
rideterminati
assolute %
Debiti verso banche al costo ammortizzato 191.149 144.226 46.923 32,5
Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione 446.761 424.048 22.713 5,4
Passività finanziarie di negoziazione 57.227 60.686 -3.459 -5,7
Passività finanziarie designate al fair value 3.675 3.033 642 21,2
Passività fiscali 496 1.485 -989 -66,6
Passività associate ad attività in via di dismissione 25 38.309 -38.284
Altre voci del passivo 15.373 17.929 -2.556 -14,3
di cui debiti per leasing 1.010 1.345 -335 -24,9
Fondi per rischi e oneri 5.235 5.954 -719 -12,1
di cui fondi per impegni e garanzie finanziarie rilasciate 367 527 -160 -30,4
Capitale 10.084 10.084 - -
Riserve 35.551 40.386 -4.835 -12,0
Riserve da valutazione 855 1.173 -318 -27,1
Acconti su dividendi -1.399 - 1.399 -
Strumenti di capitale 6.260 7.441 -1.181 -15,9
Risultato netto 2.948 -2.010 4.958
Totale passività e patrimonio netto 774.240 752.744 21.496 2,9

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, sulla base di evidenze gestionali, della riclassifica delle componenti patrimoniali dei rami oggetto di scissione della ex UBI Banca S.p.A. alle voci "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e "Passività associate ad attività in via di dismissione".

Si commentano di seguito i principali aggregati patrimoniali al 31 dicembre 2021, confrontati con quelli al 31 dicembre 2020 rideterminati su basi omogenee e inclusivi delle risultanze relative ai rami ceduti/scissi.

Al 31 dicembre 2021, i Finanziamenti verso clientela ammontano complessivamente a 403,8 miliardi, in lieve calo rispetto ai 408 miliardi dell'esercizio precedente (-4,2 miliardi; -1%).

Sotto il profilo della qualità degli impieghi, le esposizioni deteriorate nette, si riducono del 33,9% attestandosi a 6,6 miliardi contro i 9,9 miliardi del 31 dicembre 2020, quale effetto delle azioni di deleveraging poste in essere dalla Banca.

A tale proposito si segnala che nel 2021 sono stati riclassificati ad "Attività in via di dismissione" portafogli e single name di crediti non performing per un totale di 1,2 miliardi.

Il rapporto dei crediti deteriorati rappresentati da finanziamenti, al lordo delle rettifiche di valore, rispetto al totale dei crediti verso clientela (esclusi quelli rappresentati da titoli) si attesta al 3,43%.

La dinamica delle singole componenti delinea:

  • ─ una riduzione delle sofferenze del 44,5% (da 3.518 a 1.952 milioni);
  • ─ una flessione delle inadempienze probabili del 32% (da 5.991 a 4.076 milioni);
  • ─ l'incremento dei crediti scaduti e/o sconfinanti, la cui esposizione si attesta a 527 milioni rispetto ai 407 milioni del 31 dicembre 2020 (+29,4%).

I crediti netti in bonis, esclusi quelli rappresentati da titoli e quelli infragruppo, pari a 9,9 miliardi, ammontano a 379 miliardi, contro i 379,7 miliardi del 31 dicembre 2020, evidenziando quindi una riduzione di 0,7 miliardi (-0,18%). Il relativo coverage medio si attesta a 0,5% (Stage 1 pari a 0,14% e Stage 2 pari a 2,97%) e si confronta con lo 0,59% del 31 dicembre 2020 (Stage 1 pari a 0,17% e Stage 2 pari a 2,72%).

Le Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti ammontano a 38,4 miliardi, in riduzione di 4,1 miliardi (-9,7%) rispetto all'esercizio precedente, principalmente per effetto del calo dei titoli di debito verso governi, imprese finanziarie ed assicurazioni.

Le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico, che includono i derivati finanziari e creditizi e i titoli di debito e di capitale detenuti con finalità di negoziazione e obbligatoriamente valutati al fair value, vengono di seguito analizzate congiuntamente alle passività finanziarie di negoziazione e designate al fair value, al netto dei certificates, già inclusi nella raccolta diretta. Tale aggregato presenta una consistenza positiva di 1,9 miliardi, a fronte dei 6,5 miliardi di dicembre 2020. La variazione è ascrivibile principalmente al decremento delle attività finanziarie detenute per la negoziazione per 7 miliardi, pari a -12,8%, riferibile principalmente alla diminuzione di fair value dei derivati finanziari di negoziazione, e alla riduzione delle passività finanziarie di negoziazione per 2,4 miliardi, dovuta al decremento di fair value dei debiti verso clientela per 2,8 miliardi e dei derivati finanziari di negoziazione per 8,7 miliardi compensati dall'aumento di fair value dei debiti verso banche per 9,1 miliardi.

Le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva ammontano a 51,4 miliardi. Lo stock, costituito da titoli di debito per 48,3 miliardi e da investimenti di natura partecipativa e da interessenze di private equity per 3,1 miliardi, evidenzia una crescita di 7,4 miliardi (+16,9%), dovuta principalmente al comparto titoli di debito.

La raccolta diretta, costituita dai Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione, nonché dai certificates, che rappresentano una forma di raccolta non al costo ammortizzato alternativa a quella obbligazionaria, assomma a 458,9 miliardi, in aumento di 22,3 miliardi (+5,1%) rispetto al 31 dicembre 2020, incremento ascrivibile alla raccolta non cartolare per circa 26,3 miliardi (+8%), mentre la raccolta cartolare evidenzia una contrazione di 4 miliardi (-4,3%).

L'esposizione netta verso Banche, costituita dai Finanziamenti verso banche al costo ammortizzato e detenuti per la negoziazione al netto dei Debiti verso banche al costo ammortizzato, ammonta a -32,2 miliardi e si confronta con -40,3 miliardi al 31 dicembre 2020, con una variazione di 8,1 miliardi (-20,2%). Tale scostamento è riconducibile all'incremento dei Finanziamenti verso banche per 55 miliardi (+53%), per lo più ascrivibile alla Riserva Obbligatoria, e all'aumento dei Debiti verso banche di 46,9 miliardi (+32,5%), per effetto principalmente della crescita delle operazioni di rifinanziamento T-LTRO con la BCE.

La Cassa e disponibilità liquide, inclusiva dei crediti "a vista" verso le banche, ammonta a 7,7 miliardi in leggero aumento rispetto ai 7,5 miliardi del 31 dicembre 2020 (0,2 miliardi, pari al +3,2%).

Le Partecipazioni, che si attestano a 23,4 miliardi, comprendono quote societarie di controllo, di collegamento e di controllo congiunto, e si incrementano di 0,7 miliardi (+3,1%) rispetto alla fine dell'esercizio precedente.

Le Attività materiali e immateriali assommano a 11,9 miliardi, in riduzione di 0,2 miliardi (-1,9%) rispetto ai 12,1 miliardi del 31 dicembre 2020.

Le Attività fiscali, al netto delle Passività fiscali, ammontano a 16,9 miliardi, in leggero aumento di 0,3 miliardi (+1,8%) rispetto al 31 dicembre 2020.

I Fondi per rischi e oneri sono pari a circa 5,2 miliardi, in calo rispetto alla fine dell'esercizio precedente (-0,7 miliardi; -12,1%), principalmente per effetto della riduzione degli Altri fondi per rischi ed oneri (-0,4 miliardi, pari al -10,3%).

Le Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e le correlate passività associate accolgono le attività e le relative passività non più riferite alla normale operatività in quanto oggetto di cessione. Al 31 dicembre 2021 sono presenti attività/gruppi di attività in corso di cessione per 1,3 miliardi, mentre le passività associate ammontano a 25 milioni. La voce è riferibile a portafogli di crediti non performing e a taluni crediti single name, per complessivi 1,2 miliardi, rientranti nell'ambito delle già citate iniziative di deleveraging, alla partecipazione detenuta in una società collegata per 119 milioni, nonché ad alcuni singoli immobili per 39 milioni.

Il patrimonio netto, comprensivo dell'utile d'esercizio pari a 2.948 milioni, ammonta a 54,3 miliardi a fronte dei 57,1 miliardi al 31 dicembre 2020.

Oltre al diverso risultato netto dei due esercizi a confronto, la variazione di -2,8 miliardi (-4,9%) è riferibile principalmente alla distribuzione di parte della Riserva Straordinaria a valere sui risultati 2020, per 1,9 miliardi, come deliberato dall'Assemblea ordinaria dei soci in data 14 ottobre 2021, nonché all'acconto sul dividendo a valere sul risultato 2021 di 1,4 miliardi deliberato dal Consiglio di Amministrazione del 3 novembre 2021, in conformità alle previsioni dell'art. 2433-bis, comma 4, del Codice Civile, e pagato in data il 24 novembre 2021.

Infine, il saldo degli strumenti di capitale aggiuntivi di classe 1 (Additional Tier 1) si è ridotto di 1,2 miliardi, per lo più per effetto del rimborso anticipato di un titolo avvenuto nel mese di gennaio.

I Fondi propri si attestano a 57,5 miliardi. Il calcolo è stato effettuato secondo le regole introdotte, con efficacia 1° gennaio 2014, con regolamento europeo n. 575/2013 (CRR) e direttiva 2013/36/UE (CRD IV) nell'ambito del nuovo quadro normativo di riferimento nell'Unione Europea per banche e imprese d'investimento. I coefficienti patrimoniali si confermano elevati, ampiamente superiori ai requisiti normativi. In particolare, il Common Equity Tier 1, secondo i criteri transitori in vigore per il 2021, si posiziona al 12,8%.

Altre informazioni

Intesa Sanpaolo esercita, ai sensi degli art. 2497 e seguenti del Codice Civile, attività di direzione e coordinamento nei confronti delle proprie controllate dirette e indirette, ivi comprese le società che in base alla vigente normativa non fanno parte del Gruppo bancario con le sole eccezioni di Risanamento S.p.A. e relative società controllate.

La presente Relazione di Intesa Sanpaolo S.p.A. comprende il solo commento sull'andamento della gestione della Banca, così come riportato nelle pagine precedenti, ed i relativi Indicatori Alternativi di Performance. Per tutte le altre informazioni richieste da disposizioni di Legge e normative, si rinvia a quanto esposto – nel contesto della trattazione degli specifici argomenti – nella Nota integrativa del presente bilancio separato o nel bilancio consolidato e nella relativa Relazione sull'andamento della gestione.

In particolare, si rinvia alla Nota integrativa del presente bilancio separato per quanto attiene:

  • ─ alle informazioni relative all'operatività e ai rapporti della Banca nei confronti di parti correlate, riportate nella Parte H. Al fine di consentirne una lettura integrata, nella Parte H vengono presentate non solo le informazioni richieste dallo IAS 24 ma anche quelle di cui all'art. 5, comma 8, del Regolamento Consob 17221 del 12 marzo 2010 (adottato ai sensi dell'art. 2391 bis del Codice Civile);
  • ─ alle informazioni sui rischi finanziari ed operativi, illustrate nella Parte E dove trovano in particolare esposizione gli obiettivi e le politiche in materia di assunzione, gestione e copertura dei rischi finanziari;
  • ─ all'elenco delle società controllate, controllate in modo congiunto e sottoposte ad influenza notevole, riportato nella Parte B - Attivo - Sezione 7;
  • ─ ai rapporti con le società controllate, controllate in modo congiunto e sottoposte ad influenza notevole, dettagliati nella Parte H;
  • ─ alle informazioni sul patrimonio, riportate nella Parte B Passivo Sezione 12, e nella Parte F.

Si rinvia invece al bilancio consolidato per quanto attiene:

  • ─ alle informazioni sui principali rischi ed incertezze, esposte nel paragrafo "L'esercizio 2021 in sintesi" della Relazione sull'andamento della gestione consolidata;
  • ─ ai rischi connessi alla stabilità patrimoniale ed alla continuità aziendale, trattati nel sopra richiamato paragrafo "L'esercizio 2021 in sintesi" e nel contesto della Relazione sull'andamento della gestione consolidata;
  • ─ alle informazioni circa gli obblighi previsti, ai sensi dell'art. 15 del Regolamento Mercati Consob n. 20249/2017 (e successive modifiche e integrazioni), con riferimento alle società controllate costituite e regolate dalla legge di Stati non appartenenti all'Unione Europea, che sono riportate nella Parte E - Premessa.

Per le informazioni relative al governo societario e agli assetti proprietari di Intesa Sanpaolo, richieste dall'art. 123-bis del Testo Unico della Finanza, si rinvia a quanto sinteticamente esposto nella Relazione sull'andamento della gestione consolidata (capitolo "Corporate Governance e politiche di remunerazione") e all'apposito separato fascicolo "Relazione su Governo Societario e Assetti Proprietari", consultabile nella sezione Governance del sito istituzionale di Gruppo, all'indirizzo www.group.intesasanpaolo.com.

Per l'informativa in tema di remunerazioni richiesta dall'art. 123-ter del Testo Unico della Finanza, si rinvia a quanto sinteticamente esposto nella Relazione sulla gestione consolidata (capitolo "Corporate Governance e politiche di remunerazione) e all'apposita separata "Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti", pubblicata nella sezione Governance del sito istituzionale di Gruppo.

Quanto alle informazioni di carattere non finanziario previste dal D. Lgs. n. 254 del 30 dicembre 2016 in attuazione della Direttiva 2014/95/UE, si segnala che Intesa Sanpaolo ha predisposto la relativa informativa a livello consolidato, ai sensi dell'art. 4 del Decreto stesso. Il documento, denominato "Dichiarazione Consolidata Non Finanziaria", è consultabile alla sezione "Sostenibilità" del sopra indicato sito internet.

Infine, per l'illustrazione degli Indicatori Alternativi di Performance utilizzati si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sull'andamento della gestione consolidata.

La prevedibile evoluzione della gestione

Per Intesa Sanpaolo ci si attende un risultato netto in incremento rispetto al 2021, grazie al miglioramento del risultato della gestione operativa e alla riduzione del costo del rischio. Per quanto riguarda la politica dei dividendi del Gruppo, a valere sui risultati del 2022 si prevede la distribuzione di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari al 70% dell'utile netto consolidato.

Il Consiglio di Amministrazione

Milano, 1° marzo 2022

Proposte all'Assemblea

Signori Azionisti.

A norma dell'art. 2364 del Codice Civile e degli artt. 7.3 e 29.3 dello Statuto della Società, sottoponiamo alla Vostra approvazione il bilancio dell'esercizio 1° gennaio – 31 dicembre 2021 della Capogruppo Intesa Sanpaolo S.p.A. e la relativa proposta di destinazione dell'utile d'esercizio.

Si segnala che le riclassificazioni operate sulle poste del patrimonio netto sono illustrate nella Sezione 12 della Parte B - Passivo della Nota integrativa del Bilancio. Si ricorda inoltre che, ai sensi dell'art. 6, 1° comma, lett. a), del D. Lgs. n. 38/2005 attualmente in vigore, una quota degli utili dell'esercizio corrispondente alle plusvalenze iscritte nel conto economico, al netto del relativo onere fiscale e diverse da quelle riferibili agli strumenti finanziari di negoziazione e all'operatività in cambi e di copertura, che discendono dall'applicazione del criterio del valore equo (fair value), deve essere iscritta in una riserva indisponibile. Tale importo, al 31 dicembre 2021, è risultato pari a euro 232.635.704,80.

Si rammenta che la BCE, con comunicazione del 23 luglio 2021, aveva reso noto che non avrebbe esteso oltre il 30 settembre 2021 la propria raccomandazione del 15 dicembre 2020, rivolta a tutte le banche, di limitare la distribuzione di dividendi e il riacquisto di azioni proprie e che avrebbe pertanto valutato con ogni banca l'evoluzione del profilo patrimoniale e i piani di distribuzione dei dividendi o di riacquisto di azioni nel contesto del regolare ciclo di vigilanza.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, in conformità con tali disposizioni dell'Autorità di Vigilanza e in linea con il Piano d'Impresa 2018-2021, ha previsto il pagamento, a valere sui risultati 2021, di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari al 70% dell'utile netto consolidato, da distribuirsi in parte come acconto già nel corso del 2021.

A tal riguardo il Consiglio di Amministrazione del 3 novembre 2021 ha approvato la distribuzione – nel rispetto delle disposizioni di cui al comma 4 dell'art. 2433-bis del Codice Civile – di un acconto sui dividendi a valere sul risultato 2021 complessivamente pari a 1.398.728.259,60 euro88, corrispondente ad un importo unitario di 7,21 centesimi di euro per ciascuna azione ordinaria. Il relativo pagamento è avvenuto lo scorso 24 novembre 2021.

Stante tutto quanto sopra, si propone di ripartire l'utile netto dell'esercizio 2021 di Intesa Sanpaolo S.p.A., che ammonta a euro 2.947.642.948,34, nel seguente modo:

(euro)
Utile di esercizio 2.947.642.948,34
Acconto sul dividendo dell'esercizio 2021 di 7,21 centesimi di euro, deliberato dal CdA del 3 novembre 2021 e
distribuito il 24 novembre 2021, per ciascuna delle n. 19.399.837.165 azioni ordinarie in circolazione alla record
date del 23 novembre 2021, per complessivi
1.398.728.259,60
Assegnazione alle n. 19.430.463.305 azioni ordinarie in circolazione di un dividendo unitario di 6,69 centesimi,
per complessivi
1.299.897.995,10
Assegnazione al Fondo di beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale 16.000.000,00
Assegnazione del residuo utile alla Riserva straordinaria 233.016.693,64

Stante quanto sopra e tenuto conto che l'utile netto consolidato relativo all'esercizio 2021 è pari a 4.185 milioni, Vi proponiamo altresì di deliberare una parziale distribuzione della quota libera della Riserva sovrapprezzo, in ragione di 1,20 centesimi per ognuna delle 19.430.463.305 azioni costituenti il capitale sociale, per un importo complessivo di euro 233.165.559,66.

La suddetta assegnazione di riserve sarà soggetta allo stesso regime fiscale della distribuzione di dividendi.

Pertanto, il dividendo relativo all'esercizio 2021 si determinerebbe – tra l'acconto di 7,21 centesimi già pagato e il saldo di 7,89 centesimi ancora da corrispondere – in complessivi 15,1 centesimi per azione, per un monte dividendi complessivo di 2.932 milioni corrispondente a un payout ratio pari al 70% dell'utile netto consolidato.

88 Non ricomprende l'acconto dividendo sulle n. 30.626.140 azioni proprie detenute in portafoglio alla record date, pari ad euro 2.208.144,69.

Nel caso di approvazione della proposta, i requisiti patrimoniali consolidati evidenzierebbero un Common Equity Tier 1 Ratio del 14,5% e un Ratio complessivo del 19,1%, entrambi ampiamente soddisfacenti le prescrizioni degli Organismi Comunitari e dell'Organo di Vigilanza. Anche a livello individuale, i requisiti patrimoniali risulterebbero ampiamente superiori a quelli minimi previsti.

Vi proponiamo che il saldo dividendo 2021 di 7,89 centesimi sia posto in pagamento, con l'osservanza delle disposizioni di legge, a decorrere dal giorno 25 maggio 2022, con stacco della cedola il giorno 23 maggio 2022. Si precisa che alle azioni proprie di cui la Banca si trovasse eventualmente in possesso alla record date del giorno 24 maggio 2022 non spettano dividendi.

Se la proposta formulata otterrà la vostra approvazione, e tenuto conto dell'avvenuta riclassificazione alla Riserva straordinaria dell'importo complessivo netto di segno positivo di euro 2.624.292.523,13, relativo alle differenze di fusione derivanti dall'annullamento delle azioni delle società controllate incorporate nell'esercizio Unione di Banche Italiane S.p.A., UBI Sistemi e Servizi S.c.p.A., UBI Factor S.p.A. (in proposito si precisa che, a norma dell'art. 172, comma 5, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, con riferimento alle differenze di fusione in precedenza citate, saranno ricostituite Riserve in sospensione di imposta per un importo di euro 560.202.426,33 e sarà anche ricostituito un vincolo di sospensione d'imposta sul Capitale, già presente sul Capitale di Unione di Banche Italiane S.p.A., per un importo di euro 595.600.543,95), il patrimonio netto di Intesa Sanpaolo S.p.A. risulterà come indicato nella tabella sotto riportata.

Patrimonio netto Bilancio 2021 Variazioni (milioni di euro)
Capitale e riserve
del Bilancio 2021
dopo le delibere
dell'Assemblea
Capitale 10.084 - 10.084
Sovrapprezzi di emissione 27.445 -233 27.212
Riserve 8.175 233 8.408
Riserve da valutazione 855 - 855
Strumenti di capitale 6.260 - 6.260
Acconti su dividendi -1.399 1.399 -
Azioni proprie in portafoglio -69 - -69
Totale riserve 41.267 1.399 42.666
TOTALE 51.351 1.399 52.750

Il Consiglio di Amministrazione

Milano, 1° marzo 2022

Bilancio di Intesa Sanpaolo

Prospetti contabili

Stato patrimoniale

(importi in euro)
Voci dell'attivo 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni
assolute
%
10. Cassa e disponibilità liquide 7.730.324.619 6.747.903.240 982.421.379 14,6
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico
51.636.942.275 57.072.628.465 -5.435.686.190 -9,5
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 47.731.402.557 53.737.448.596 -6.006.046.039 -11,2
b) attività finanziarie designate al fair value 1.288.582 1.163.237 125.345 10,8
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair
value
3.904.251.136 3.334.016.632 570.234.504 17,1
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
52.149.417.207 40.988.130.226 11.161.286.981 27,2
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 599.475.570.210 468.899.131.445 130.576.438.765 27,8
a) crediti verso banche 160.488.003.922 89.270.609.597 71.217.394.325 79,8
b) crediti verso clientela 438.987.566.288 379.628.521.848 59.359.044.440 15,6
50. Derivati di copertura 1.565.785.494 1.014.885.703 550.899.791 54,3
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di
copertura generica (+/-)
392.886.894 2.333.380.783 -1.940.493.889 -83,2
70. Partecipazioni 23.419.882.011 24.668.230.420 -1.248.348.409 -5,1
80. Attività materiali 7.875.007.061 6.557.904.180 1.317.102.881 20,1
90. Attività immateriali 4.011.615.142 3.573.624.987 437.990.155 12,3
di cui:
- avviamento 67.487.402 67.487.402 - -
100. Attività fiscali 17.393.927.239 14.216.445.687 3.177.481.552 22,4
a) correnti 3.387.103.966 1.428.233.703 1.958.870.263
b) anticipate 14.006.823.273 12.788.211.984 1.218.611.289 9,5
110. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.325.977.479 1.798.133.896 -472.156.417 -26,3
120. Altre attività 7.262.958.025 3.861.580.219 3.401.377.806 88,1

Totale dell'attivo 774.240.293.656 631.731.979.251 142.508.314.405 22,6

Stato patrimoniale

(importi in euro)
Voci del passivo e del patrimonio netto 31.12.2021 31.12.2020 Variazioni
assolute %
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 638.920.703.828 491.392.699.923 147.528.003.905 30,0
a) debiti verso banche 191.156.632.447 130.653.717.279 60.502.915.168 46,3
b) debiti verso clientela 357.473.742.383 288.693.749.406 68.779.992.977 23,8
c) titoli in circolazione 90.290.328.998 72.045.233.238 18.245.095.760 25,3
20. Passività finanziarie di negoziazione 57.227.378.379 60.829.575.108 -3.602.196.729 -5,9
30. Passività finanziarie designate al fair value 3.675.534.828 2.810.054.443 865.480.385 30,8
40. Derivati di copertura 3.971.114.708 5.386.985.108 -1.415.870.400 -26,3
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di
copertura generica (+/-)
59.665.441 721.478.156 -661.812.715 -91,7
60. Passività fiscali 495.727.310 831.482.469 -335.755.159 -40,4
a) correnti 51.794.223 12.857.298 38.936.925
b) differite 443.933.087 818.625.171 -374.692.084 -45,8
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 24.695.000 2.594.333.881 -2.569.638.881 -99,0
80. Altre passività 10.332.132.018 8.000.290.475 2.331.841.543 29,1
90. Trattamento di fine rapporto del personale 1.026.992.677 926.629.701 100.362.976 10,8
100. Fondi per rischi e oneri 4.207.552.371 4.124.438.581 83.113.790 2,0
a) impegni e garanzie rilasciate 366.761.822 404.079.280 -37.317.458 -9,2
b) quiescenza e obblighi simili 245.144.709 212.006.481 33.138.228 15,6
c) altri fondi per rischi e oneri 3.595.645.840 3.508.352.820 87.293.020 2,5
110. Riserve da valutazione 854.785.465 1.175.672.767 -320.887.302 -27,3
120. Azioni rimborsabili - - - -
130. Strumenti di capitale 6.259.543.240 7.053.190.135 -793.646.895 -11,3
140. Riserve 8.175.062.558 7.609.176.236 565.886.322 7,4
145. Acconti su dividendi (-) -1.398.728.260 - 1.398.728.260
150. Sovrapprezzi di emissione 27.444.867.140 27.602.889.913 -158.022.773 -0,6
160. Capitale 10.084.445.148 10.084.445.148 - -
170. Azioni proprie (-) -68.821.143 -90.059.757 -21.238.614 -23,6
180. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 2.947.642.948 678.696.964 2.268.945.984

Totale del passivo e del patrimonio netto 774.240.293.656 631.731.979.251 142.508.314.405 22,6

Conto economico

Voci Variazioni (importi in euro)
2021 2020 assolute %
10. Interessi attivi e proventi assimilati 8.259.333.154 7.265.227.533 994.105.621 13,7
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 7.756.271.932 7.376.596.616 379.675.316 5,1
20. Interessi passivi e oneri assimilati -2.322.412.807 -2.037.749.884 284.662.923 14,0
30. Margine di interesse 5.936.920.347 5.227.477.649 709.442.698 13,6
40. Commissioni attive 6.602.228.382 5.243.401.909 1.358.826.473 25,9
50. Commissioni passive -928.985.951 -847.625.430 81.360.521 9,6
60. Commissioni nette 5.673.242.431 4.395.776.479 1.277.465.952 29,1
70. Dividendi e proventi simili 2.453.820.843 2.536.369.058 -82.548.215 -3,3
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 442.495.813 463.395.069 -20.899.256 -4,5
90. Risultato netto dell'attività di copertura 38.522.691 36.167.928 2.354.763 6,5
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 683.025.705 562.385.475 120.640.230 21,5
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 161.606.635 -200.010.161 361.616.796
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
575.615.419 782.793.418 -207.177.999 -26,5
c) passività finanziarie -54.196.349 -20.397.782 33.798.567
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair
110. value con impatto a conto economico 34.041.626 -51.273.079 85.314.705
a) attività e passività finanziarie designate al fair value -55.470.089 55.848.050 -111.318.139
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 89.511.715 -107.121.129 196.632.844
120. Margine di intermediazione 15.262.069.456 13.170.298.579 2.091.770.877 15,9
130. Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: -2.553.217.345 -3.377.134.142 -823.916.797 -24,4
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -2.537.577.790 -3.369.195.440 -831.617.650 -24,7
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
-15.639.555 -7.938.702 7.700.853 97,0
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -23.497.373 -6.847.805 16.649.568
150. Risultato netto della gestione finanziaria 12.685.354.738 9.786.316.632 2.899.038.106 29,6
160. Spese amministrative: -9.339.686.369 -8.573.392.874 766.293.495 8,9
a) spese per il personale -5.822.468.328 -5.521.457.139 301.011.189 5,5
b) altre spese amministrative -3.517.218.041 -3.051.935.735 465.282.306 15,2
170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri 19.888.561 -629.401.493 649.290.054
a) impegni e garanzie rilasciate 142.475.213 -14.342.480 156.817.693
b) altri accantonamenti netti -122.586.652 -615.059.013 -492.472.361 -80,1
180. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali -477.055.665 -381.324.336 95.731.329 25,1
190. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali -726.347.882 -594.720.957 131.626.925 22,1
200. Altri oneri/proventi di gestione 861.336.393 620.289.244 241.047.149 38,9
210. Costi operativi -9.661.864.962 -9.558.550.416 103.314.546 1,1
220. Utili (Perdite) delle partecipazioni -216.531.718 -154.091.601 62.440.117 40,5
230. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e
immateriali
-20.221.780 -33.266.293 -13.044.513 -39,2
240. Rettifiche di valore dell'avviamento - -1.155.000.000 -1.155.000.000
250. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 89.061.777 28.757.915 60.303.862
260. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 2.875.798.055 -1.085.833.763 3.961.631.818
270. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente 71.844.893 638.567.347 -566.722.454 -88,7
280. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 2.947.642.948 -447.266.416 3.394.909.364
290. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte - 1.125.963.380 -1.125.963.380
300. Utile (perdita) d'esercizio 2.947.642.948 678.696.964 2.268.945.984

Prospetto della redditività complessiva

2021 2020 Variazioni (importi in euro)
assolute %
10. Utile (Perdita) d'esercizio 2.947.642.948 678.696.964 2.268.945.984
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico -20.211.441 -360.098.685 -339.887.244 -94,4
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva -27.631.824 -273.450.666 -245.818.842 -89,9
30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni
del proprio merito creditizio)
22.459.680 -99.343.048 121.802.728
40. Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
- - -
50. Attività materiali -10.912.381 6.868.573 -17.780.954
60. Attività immateriali - - -
70. Piani a benefici definiti -4.126.916 5.826.456 -9.953.372
80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - -
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - - -
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico -326.337.211 147.207.873 -473.545.084
100. Copertura di investimenti esteri - - -
110. Differenze di cambio - - -
120. Copertura dei flussi finanziari 184.593.787 57.941.774 126.652.013
130. Strumenti di copertura (elementi non designati) - - -
140. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
-510.930.998 89.266.099 -600.197.097
150. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - -
160. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - - -
170. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte -346.548.652 -212.890.812 133.657.840 62,8
180. Redditività complessiva (Voce 10+170) 2.601.094.296 465.806.152 2.135.288.144

Bilancio di Intesa Sanpaolo – Prospetti contabili

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto al 31 dicembre 2021

(importi in euro)
azioni
ordinarie
Capitale
Altre
azioni
Sovrap
prezzi
di
emissione
di utili Riserve
altre
31.12.2021
Riserve
da
valutazione
Strumenti
di
capitale
Acconti
su
dividendi
Azioni
proprie
Utile
(Perdita)
di
esercizio
Patrimonio
netto
ESISTENZE AL
31.12.2020
10.084.445.148 - 27.602.889.913 6.619.811.103 989.365.133 1.175.672.767 7.053.190.135 - -90.059.757 678.696.964 54.114.011.406
Modifica saldi apertura - - - - - - - - - - -
ESISTENZE AL 1.1.2021 10.084.445.148 - 27.602.889.913 6.619.811.103 989.365.133 1.175.672.767 7.053.190.135 - -90.059.757 678.696.964 54.114.011.406
ALLOCAZIONE
RISULTATO ESERCIZIO
PRECEDENTE (a)
Riserve - - - 129.802.269 - - - - - -129.802.269 -
Dividendi e altre
destinazioni
- - - - - - - - - -548.894.695 -548.894.695
VARIAZIONI
DELL'ESERCIZIO
Variazioni di riserve - - 3.250.072 2.271.033.703 97.201.850 25.661.350 - - - - 2.397.146.975
Operazioni sul
patrimonio netto
Emissione nuove
azioni
- - - - - - - - 62.815.330 - 62.815.330
Acquisto azioni
proprie
- - - - - - - - -41.576.716 - -41.576.716
Acconti su dividendi - - - - - - - -1.398.728.260 - - -1.398.728.260
Distribuzione
dividendi
- - -161.272.845 -1.932.151.500 - - - - - - -2.093.424.345
Variazione strumenti
di capitale
- - - - - - -793.646.895 - - - -793.646.895
Derivati su proprie
azioni
- - - - - - - - - - -
Stock option - - - - - - - - - - -
Redditività
complessiva esercizio
2021
- - - - - -346.548.652 - - - 2.947.642.948 2.601.094.296
PATRIMONIO NETTO AL
31.12.2021
10.084.445.148 - 27.444.867.140 7.088.495.575 1.086.566.983 854.785.465 6.259.543.240 -
1.398.728.260
-68.821.143 2.947.642.948 54.298.797.096

(a) La voce comprende i dividendi ed eventuali importi destinati al fondo beneficenza della Capogruppo.

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto al 31 dicembre 2020

(importi in euro)
azioni
ordinarie
Capitale
Altre
azioni
Sovrap
prezzi
di
emissione
di utili Riserve
altre
31.12.2020
Riserve
da
valutazione
Strumenti
di
capitale
Azioni
proprie
Utile (Perdita)
di
esercizio
Patrimonio
netto
ESISTENZE AL 31.12.2019 9.085.663.010 - 25.233.266.887 2.620.031.391 779.427.154 1.374.623.166 4.102.664.631 -60.813.066 2.136.974.390 45.271.837.563
Modifica saldi apertura - - - - - - - - - -
ESISTENZE AL 1.1.2020 9.085.663.010 - 25.233.266.887 2.620.031.391 779.427.154 1.374.623.166 4.102.664.631 -60.813.066 2.136.974.390 45.271.837.563
ALLOCAZIONE
RISULTATO ESERCIZIO
PRECEDENTE (a)
Riserve - - - 2.124.474.390 - - - - -2.124.474.390 -
Dividendi e altre
destinazioni
- - - - - - - - -12.500.000 -12.500.000
VARIAZIONI
DELL'ESERCIZIO
-
Variazioni di riserve - - 4.634.860 1.875.305.322 209.937.979 13.940.413 - - - 2.103.818.574
Operazioni sul
patrimonio netto
-
Emissione nuove azioni 998.782.138 - 2.364.988.166 - - - - 15.423.396 - 3.379.193.700
Acquisto azioni proprie - - - - - - - -44.670.087 - -44.670.087
Distribuzione dividendi - - - - - - - - - -
Variazione strumenti di
capitale
- - - - - - 2.950.525.504 - - 2.950.525.504
Derivati su proprie
azioni
- - - - - - - - - -
Stock option - - - - - - - - - -
Redditività complessiva
esercizio 2020
- - - - - -212.890.812 - - 678.696.964 465.806.152
PATRIMONIO NETTO AL
31.12.2020
10.084.445.148 - 27.602.889.913 6.619.811.103 989.365.133 1.175.672.767 7.053.190.135 -90.059.757 678.696.964 54.114.011.406
(a) La voce comprende i dividendi ed eventuali importi destinati al fondo beneficenza della Capogruppo.

Bilancio di Intesa Sanpaolo – Prospetti contabili

Rendiconto finanziario

(importi in euro)
2021 2020
A. ATTIVITA' OPERATIVA
1. Gestione 5.950.305.106 -2.371.802.450
Risultato d'esercizio (+/-) 2.947.642.948 678.696.964
Plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre attività/passività valutate al fair value
con impatto a conto economico (-/+)
-12.822.966 -5.859.422.819
Plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) -38.522.690 -36.167.928
Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/-) 2.977.677.181 3.585.541.872
Rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) 1.203.403.547 976.045.293
Accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) 605.531.697 1.902.643.200
Imposte, tasse e crediti d'imposta non liquidati (+/-) -120.764.654 -636.520.178
Rettifiche/riprese di valore nette delle attività operative cessate al netto dell'effetto fiscale - -
Altri aggiustamenti (+/-) -1.611.839.957 -2.982.618.854
2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie -20.318.141.158 -43.667.335.716
Attività finanziarie detenute per la negoziazione 6.689.059.367 5.425.641.906
Attività finanziarie designate al fair value -91.585 193.952.071
Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 169.439.361 -71.578.282
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva -8.609.758.054 17.664.635.156
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -18.640.652.862 -68.776.752.068
Altre attività 73.862.615 1.896.765.501
3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie (*) 20.896.556.412 41.374.549.139
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 27.997.161.227 36.587.024.184
Passività finanziarie di negoziazione -3.141.878.530 6.714.952.826
Passività finanziarie designate al fair value 677.413.206 2.725.597.691
Altre passività -4.636.139.491 -4.653.025.562
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa 6.528.720.360 -4.664.589.027
B. ATTIVITA' DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da 2.775.473.251 3.810.968.915
Vendite di partecipazioni 419.585.988 344.364.396
Dividendi incassati su partecipazioni 2.307.558.643 2.450.848.103
Vendite di attività materiali 36.129.959 36.556.416
Vendite di attività immateriali
Vendite di rami d'azienda
12.198.661
-
-
979.200.000
2. Liquidità assorbita da -2.816.816.415 -2.029.874.080
Acquisti di partecipazioni -1.405.461.516 -890.764.121
Acquisti di attività materiali -529.396.881 -299.523.548
Acquisti di attività immateriali -881.958.018 -839.586.411
Acquisti di rami d'azienda - -
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento -41.343.164 1.781.094.835
C. ATTIVITA' DI PROVVISTA
Emissioni/acquisti di azioni proprie 21.238.614 -29.246.691
Emissione/acquisti di strumenti di capitale -1.486.098.631 2.749.100.248
Distribuzione dividendi e altre finalità -4.041.047.300 -12.500.000
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista -5.505.907.317 2.707.353.557
LIQUIDITÀ NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO 981.469.879 -176.140.635
RICONCILIAZIONE
Voci di bilancio
Cassa e disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio 6.747.903.240 6.923.224.014
Liquidità totale netta generata/assorbita nell'esercizio 981.469.879 -176.140.635
Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi 951.500 819.861
CASSA E DISPONIBILITA' LIQUIDE ALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO 7.730.324.619 6.747.903.240

LEGENDA: (+) generata (–) assorbita

(*) Con riferimento all'informativa prevista dal par. 44 B dello IAS 7, si precisa che le variazioni delle passività derivanti da attività di finanziamento ammontano a +20,9 miliardi (liquidità generata) e sono riferibili per +28 miliardi a flussi finanziari, per -2,5 miliardi a variazioni di fair value e per -4,6 miliardi ad altre variazioni.

Nota integrativa

Parte A – Politiche contabili

A.1 - PARTE GENERALE

SEZIONE 1 - DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ AI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI

Il bilancio di Intesa Sanpaolo, in applicazione del D. Lgs. 28 febbraio 2005 n. 38, è redatto secondo i principi contabili IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e le relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Standards – Interpretations Committee (IFRS-IC) ed omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.

Il bilancio al 31 dicembre 2021 è stato predisposto sulla base delle "Istruzioni per la redazione del bilancio dell'impresa e del bilancio consolidato delle banche e delle società finanziarie capogruppo di gruppi bancari" emanate dalla Banca d'Italia, nell'esercizio dei poteri stabiliti dall'art. 43 del D. Lgs. n. 136/2015 () , con il Provvedimento del 22 dicembre 2005 con cui è stata emanata la Circolare n. 262/05, con i successivi aggiornamenti del 18 novembre 2009, del 21 gennaio 2014, del 22 dicembre 2014, del 15 dicembre 2015, del 22 dicembre 2017, del 30 novembre 2018 e del 29 ottobre 202189 .

Queste Istruzioni stabiliscono in modo vincolante gli schemi di bilancio e le relative modalità di compilazione, nonché il contenuto della Nota integrativa.

Nella predisposizione del bilancio sono stati applicati i principi IAS/IFRS omologati ed in vigore al 31 dicembre 2021 (inclusi i documenti interpretativi denominati SIC e IFRS-IC) il cui elenco è riportato tra gli allegati del presente bilancio.

Nella tabella che segue sono riportati i nuovi principi contabili internazionali o le modifiche di principi contabili già in vigore, con i relativi Regolamenti di omologazione da parte della Commissione Europea, entrati in vigore nell'esercizio 2021.

Regolamento
omologazione
Titolo Data di entrata in vigore
2097/2020 Modifiche all'IFRS 4 Contratti assicurativi - Proroga dell'esenzione
temporanea dall'applicazione dell'IFRS 9
01/01/2021
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2021 o
successiva
25/2021 Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di
interesse — fase 2 Modifiche all'IFRS 9, allo IAS 39, all'IFRS 7,
all'IFRS 4 e all'IFRS 16
01/01/2021
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2021 o
successiva
1421/2021 Modifica all'IFRS 16 Leasing - Concessioni sui canoni connesse alla
COVID-19 dopo il 30 giugno 2021
01/04/2021
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2021 o
successiva

Principi contabili internazionali omologati al 31.12.2021 ed in vigore dal 2021

Come evidenziato nella precedente tabella, sono applicabili obbligatoriamente e per la prima volta, a partire dal 2021 le modifiche apportate ai principi contabili già in vigore con riferimento alla Riforma degli indici di riferimento (cosiddetta IBOR Reform).

In particolare con il Regolamento n. 25/2021 del 13 gennaio 2021 sono state recepite le modifiche "Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse — fase 2 Modifiche all'IFRS 9, allo IAS 39, all'IFRS 7, all'IFRS 4 e all'IFRS 16", pubblicate dallo IASB in data 27 agosto 2020, in merito alla fase due del progetto dello IASB sulla revisione dei tassi. La tematica è relativa agli sviluppi connessi alla revisione o sostituzione di alcuni indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse in varie giurisdizioni, come il LIBOR e, in ambito europeo, l'EONIA, sulla base delle indicazioni del G20 e del Financial Stability Board. Come noto, lo IASB si è occupato dei possibili impatti contabili della riforma dei tassi benchmark con un progetto articolato in due fasi. La prima fase ha riguardato in particolare i possibili impatti contabili in tema di hedge accounting nel periodo che precede la sostituzione dei tassi benchmark esistenti con i nuovi tassi (c.d. pre-replacement issue) e si è conclusa con la pubblicazione del Regolamento n. 34/2020.

La seconda fase del progetto, che si è conclusa con la pubblicazione del Regolamento n. 25/2021, riguarda invece i possibili impatti contabili derivanti dall'applicazione dei nuovi tassi (c.d. replacement issue). Le principali modifiche introdotte riguardano la rappresentazione contabile delle modifiche dei contratti in essere e le coperture contabili.

In merito al primo aspetto – ai sensi dell'IFRS 9, ma anche in maniera analoga in applicazione dell'IFRS 16 ai contratti di

() L'Art. 43 del D. Lgs. n.136/2015 ha confermato alla Banca d'Italia i poteri in materia di forme tecniche dei bilanci già precedentemente attribuiti alla stessa Autorità dal D. Lgs. n. 38/2005.

89 Con la comunicazione della Banca d'Italia del 21 dicembre 2021 sono state integrate le disposizioni che disciplinano i bilanci delle banche (Circolare n. 262) aventi ad oggetto gli impatti del COVID-19 e delle misure di sostegno dell'economia adottate per far fronte alla pandemia.

leasing e dell'IFRS 4 per i contratti assicurativi - viene chiarito che le modifiche a seguito della IBOR Reform relative alla sostituzione del tasso IBOR esistente con il nuovo tasso Risk Free Rate non debbano costituire un evento di cancellazione contabile (c.d. "derecognition"), ma siano da considerare contabilmente come una modifica (c.d. "modification"). In proposito viene introdotto un espediente pratico che consente di rappresentare tali modifiche, se effettuate come diretta conseguenza dell'IBOR Reform e su basi economiche equivalenti, con un adeguamento prospettico del tasso di interesse effettivo, con impatti sul margine di interesse dei futuri periodi.

L'amendment dello IASB fornisce alcuni esempi di variazioni che danno origine a una nuova base economicamente equivalente alla base precedente:

  • la sostituzione dell'indice di riferimento con un tasso di riferimento alternativo con l'aggiunta di uno spread fisso
  • necessario a compensare la differenza della base tra l'indice di riferimento esistente e il tasso di riferimento alternativo;
  • variazioni del periodo di rideterminazione, delle date di rideterminazione o del numero di giorni tra le date di pagamento delle cedole al fine di attuare la riforma di un indice di riferimento;
  • l'aggiunta di una clausola di fallback ai termini contrattuali dell'attività o passività finanziaria per consentire l'attuazione di una delle variazioni ai due punti precedenti.

La guidance predisposta dallo IASB prevede che i termini devono essere "sostanzialmente simili"; per l'applicazione dei relief, quindi, il tasso di interesse deve essere sostanzialmente lo stesso prima e dopo la sostituzione, sebbene non sia richiesta una dimostrazione quantitativa. In termini generali, ogni transazione economicamente equivalente è definita per assicurare una equa transizione al nuovo tasso alternativo per entrambe le parti del contratto, tale aspetto è facilmente dimostrabile se la modifica è effettuata in adesione ad un protocollo o ad una metodologia accettata dal mercato, pensati a tale scopo.

In tema di hedge accounting sono state introdotte alcune eccezioni allo IAS 39 (e all'IFRS 9 per chi lo ha adottato anche per le coperture) che consentono di non effettuare il discontinuing a seguito dell'aggiornamento della documentazione sulla relazione di copertura - per la modifica del rischio coperto, del sottostante coperto o del derivato di copertura o della modalità di verifica della tenuta della copertura - in caso di modifiche necessarie come diretta conseguenza dell'IBOR Reform ed effettuate su basi economiche equivalenti. L'eventuale effetto di inefficacia deve comunque essere rilevato a conto economico.

Per le modifiche che presentano le caratteristiche previste dal principio non sono previsti impatti per la Banca, in linea con l'obiettivo delle modifiche introdotte dallo IASB che mirano ad evitare effetti distorsivi in bilancio per effetto della riforma.

È previsto inoltre un ulteriore arricchimento della disclosure, con richieste di informativa qualitativa e quantitativa sulla natura e sui rischi connessi all'IBOR Reform, sulla gestione di tali rischi e sui progressi nel processo di transizione ai nuovi tassi, per cui si rinvia alla successiva Sezione 4 – Altri aspetti.

Dal 1° gennaio 2021 è entrato in vigore il Regolamento n. 2097/2020 del 15 dicembre 2020 che recepisce la proroga al 1° gennaio 2023 dell'esenzione temporanea dell'applicazione dell'IFRS 9 (modifiche all'IFRS 4 Contratti assicurativi) pubblicata dallo IASB in data 25 giugno 2020 e che assume rilevanza solo a livello di Gruppo Intesa Sanpaolo.

Infine, si evidenzia che è applicabile dal 2021 anche il Regolamento n. 1421/2021 del 30 agosto 2021 relativo alle "Concessioni sui canoni connesse al COVID-19 dopo il 30 giugno 2021" che recepisce le modifiche pubblicate dallo IASB il 31 marzo 2021 con cui viene esteso di un anno il periodo di applicazione dell'emendamento all'IFRS 16 Leasing emesso a maggio del 2020 che agevola i locatari nella contabilizzazione delle concessioni connesse al COVID-19.

L'emendamento originale è stato emesso al fine di fornire un espediente pratico ai locatari, ovvero la facoltà di non applicare le regole di contabilizzazione delle modifiche del leasing nel caso di concessioni sui canoni come conseguenza diretta della pandemia COVID-19 (come sospensioni o riduzioni temporanee dei pagamenti). L'agevolazione si applicava in precedenza alle concessioni relative ai canoni di locazione originariamente dovuti entro il 30 giugno 2021.

In risposta alle richieste pervenute dai soggetti interessati e per il protrarsi della pandemia COVID-19, lo IASB ha esteso l'applicazione dell'espediente pratico per coprire le concessioni connesse a pagamenti di canoni originariamente dovuti entro il 30 giugno 2022, purché siano soddisfatte le altre condizioni previste per applicare il "practical expedient", ovvero il corrispettivo rivisto sia sostanzialmente uguale o inferiore al corrispettivo originale e non siano state apportate altre modifiche sostanziali ai termini del contratto di locazione. Le modifiche trovano applicazione a partire dal 1° aprile 2021 per gli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2021 o successivamente.

Si evidenzia che Intesa Sanpaolo ha scelto di non avvalersi dell'espediente pratico, già a partire dal 2020, anche in considerazione della non materialità degli impatti, pertanto tali ulteriori modifiche non risultano rilevanti per la Banca.

Nella tabella che segue sono, invece, riportati i nuovi principi contabili internazionali e le modifiche di principi contabili già in vigore, con i relativi Regolamenti di omologazione da parte della Commissione Europea, la cui applicazione obbligatoria decorre dal 1° gennaio 2022 – nel caso di bilanci coincidenti con l'anno solare – o da data successiva e rispetto ai quali Intesa Sanpaolo non si è avvalsa di un'applicazione anticipata.

Principi contabili internazionali omologati al 31.12.2021 e con applicazione successiva al 31.12.2021

Regolamento
omologazione
Titolo Data di entrata in vigore
1080/2021 Modifiche allo IAS 16 Immobili, impianti e macchinari, IAS 37
Accantonamenti, passività e attività potenziali, IAS 41 Agricoltura, IFRS
1 Prima adozione degli International Reporting Standards, IFRS 3
Aggregazioni aziendali e IFRS 9 Strumenti finanziari
01/01/2022
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2022 o
successiva
2036/2021 IFRS 17 Contratti assicurativi 01/01/2023
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2023 o
successiva
Modifiche all'IFRS 17 Contratti assicurativi 01/01/2023
Primo esercizio con inizio in data 01/01/2023 o
successiva

Con riferimento ai regolamenti di omologazione che recepiscono modifiche a principi contabili già esistenti o nuovi IAS/IFRS si segnala la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'UE del 23 novembre 2021 del Regolamento n. 2036/2021 del 19 novembre che omologa il nuovo principio contabile IFRS 17 "Contratti assicurativi" che assume rilevanza solo a livello di Gruppo Intesa Sanpaolo. La pubblicazione del principio è avvenuta nel mese di maggio 2017 ed è stata oggetto di modifiche pubblicate in data 25 giugno 2020, che hanno posticipato di un anno la data di prima applicazione dello standard fissandola al 1° gennaio 2023.

Per completezza, si menziona inoltre il Regolamento n. 1080/2021 del 28 giugno 2021 che recepisce alcune modifiche di minore rilevanza, pubblicate dallo IASB in data 14 maggio 2020, ai principi contabili internazionali IAS 16 Immobili, impianti e macchinari, IAS 37 Accantonamenti, passività e attività potenziali e IFRS 3 Aggregazioni aziendali. Le modifiche, per le quali non si attendono impatti significativi per la Banca, riguardano:

  • IAS 16 Componenti di costo: introduce il divieto di detrarre dal costo degli immobili, impianti e macchinari, gli importi ricevuti dalla vendita di articoli prodotti mentre la società stava predisponendo l'asset per le finalità previste. La società dovrà riconoscere tali proventi delle vendite e i relativi costi nel conto economico;
  • IAS 37 Contratti onerosi: viene precisato che per valutare se un contratto sia oneroso occorre includere nella stima tutti i costi direttamente correlati al contratto e non i soli costi incrementali necessari all'adempimento del contratto. Di conseguenza, la valutazione sull'eventuale onerosità di un contratto include i costi incrementali (ad esempio il costo del materiale diretto impiegato nella lavorazione), ma anche tutti i costi che l'impresa non può evitare a seguito della stipula del contratto (ad esempio la quota del costo del personale e dell'ammortamento dei macchinari impiegati per l'adempimento del contratto);
  • IFRS 3 Riferimenti al Conceptual Framework: è stato aggiornato il riferimento alla nuova versione del Conceptual Framework del 2018 ed inserita un'eccezione ai requisiti per la rilevazione delle passività potenziali (contingent liabilities) ai sensi dell'IFRS 3, al fine di evitare modifiche rispetto alle modalità di contabilizzazione preesistenti. Inoltre viene esplicitato il divieto di rilevare attività potenziali (ovvero quelle attività la cui esistenza sarà confermata solo da eventi futuri incerti) nelle operazioni di aggregazione aziendale (precedentemente questo divieto era riportato esplicitamente solo nelle Basis for Conclusion).

Con il Regolamento in oggetto vengono anche recepiti i consueti miglioramenti annuali - Ciclo annuale di miglioramenti agli IFRS 2018-2020 - che chiariscono la formulazione o correggono errori, sviste o conflitti tra i requisiti dei principi. Tra tali emendamenti minori vengono apportate modifiche all'IFRS 9 Strumenti Finanziari con alcuni chiarimenti in merito alle commissioni da includere nel test del 10% per la derecognition delle passività finanziarie; in proposito viene specificato che devono essere incluse soltanto le commissioni pagate o incassate tra le parti e non anche le commissioni direttamente attribuibili a parti terze.

Le modifiche in oggetto trovano applicazione a partire dal 1° gennaio 2022.

Nella tabella che segue sono riportati i nuovi principi contabili internazionali o le modifiche di principi contabili già in vigore non ancora omologati da parte della Commissione Europea. Per maggiori dettagli si rinvia a quanto indicato nella Parte A del Bilancio Consolidato.

Principi contabili internazionali non ancora omologati al 31.12.2021

Principio/
Interpretazione
Modifiche Data di pubblicazione
IAS 1 Presentation of Financial Statements: Classification of Liabilities as Current or Non
current
23/01/2020
IAS 1 Presentation of Financial Statements: Classification of Liabilities as Current or Non
current - Deferral of Effective Date
15/07/2020
IAS 1 Presentation of Financial Statements: Disclosure of accounting policies e IFRS
Practice Statement 2: Disclosure of accounting policies
12/02/2021
IAS 8 Accounting policies, Changes in Accounting Estimates and Errors: Definition of
Accounting Estimates
12/02/2021
IAS 12 Income taxes: Deferred Tax related to Assets and Liabilities arising from a Single
Transaction
7/05/2021
IFRS 17 Insurance Contracts: Initial Application of IFRS 17 and IFRS 9 – Comparative
Information
9/12/2021

SEZIONE 2 - PRINCIPI GENERALI DI REDAZIONE

Il bilancio è costituito dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni di patrimonio netto, dal Rendiconto finanziario, dalla Nota integrativa e dalle relative informazioni comparative ed è inoltre corredato da una Relazione degli amministratori sull'andamento della gestione, sui risultati economici conseguiti e sulla situazione patrimoniale e finanziaria di Intesa Sanpaolo. In conformità a quanto disposto dall'art. 5 del D. Lgs. n. 38/2005, il bilancio è redatto utilizzando l'Euro quale moneta di conto.

Gli importi dei Prospetti contabili e della Nota integrativa, così come quelli indicati nella Relazione sulla gestione, sono espressi – qualora non diversamente specificato – in milioni di Euro.

Il bilancio è redatto con l'applicazione dei principi generali previsti dallo IAS 1 e degli specifici principi contabili omologati dalla Commissione Europea e illustrati nella Parte A.2 della presente Nota integrativa, nonché in aderenza con le assunzioni generali previste dal Quadro Sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio elaborato dallo IASB.

Non sono state effettuate deroghe all'applicazione dei principi contabili IAS/IFRS.

Nella Relazione sulla gestione e nella Nota integrativa sono fornite le informazioni richieste dai principi contabili internazionali, dalle Leggi, dalla Banca d'Italia, dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa – Consob e dall'Autorità Europea degli Strumenti Finanziari e dei Mercati - ESMA, oltre ad altre informazioni non obbligatorie ma ritenute ugualmente necessarie ai fini di una rappresentazione corretta e veritiera della situazione del Gruppo. Si è inoltre tenuto conto dei documenti di tipo interpretativo e di supporto all'applicazione dei principi contabili in relazione agli impatti da COVID-19, emanati dagli organismi regolamentari e di vigilanza europei e dagli standard setter illustrati più nel dettaglio nella successiva Sezione 4 – Altri aspetti.

I Prospetti contabili e la Nota integrativa presentano oltre agli importi del periodo di riferimento, anche i corrispondenti dati di raffronto riferiti al 31 dicembre 2020.

In proposito, si è anche provveduto a fornire i dati di raffronto, ove pertinente, in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della circolare 262 che ha previsto, quali principali novità di rappresentazione in bilancio, che:

  • alcune categorie di attività finanziarie (i crediti a vista verso banche e i crediti impaired acquisiti e originati), vengano rappresentate analogamente a quanto già previsto nelle segnalazioni armonizzate europee (FINREP);
  • nell'ambito delle attività immateriali, venga fornita una specifica evidenza dei software che non costituiscono parte integrante di hardware ai sensi dello IAS 38;
  • le commissioni attive e passive vengano illustrate secondo un diverso schema di dettaglio;
  • i contributi al fondo di risoluzione e agli schemi di garanzia dei depositi abbiano disclosure separata nelle voci.

Da ultimo, con riferimento alle diverse operazioni societarie avvenute nel corso del 2021, ed in particolare all'incorporazione di UBI Banca S.p.A. avvenuta in data 12 aprile 2021, si rammenta che i conti di Stato patrimoniale e del conto economico, come pure le tabelle della Nota integrativa, riferiti al periodo a confronto non sono stati oggetto di riesposizione, risultando pertanto non immediatamente comparabili con i dati 2021.

Contenuto dei prospetti contabili

Prospetto di Stato patrimoniale e Prospetto di conto economico

Gli schemi dello Stato patrimoniale e del Conto economico sono costituiti da voci, sottovoci e da ulteriori dettagli informativi (i "di cui" delle voci e sottovoci).

Per completezza si segnala che con riferimento agli schemi definiti dalla Banca d'Italia sono riportate anche le voci che non presentano importi né per l'esercizio al quale si riferisce il bilancio, né per quello precedente. Nel conto economico i ricavi sono indicati senza segno, mentre i costi sono preceduti dal segno meno.

Prospetto della redditività complessiva

Il prospetto della redditività complessiva, partendo dall'utile (perdita) d'esercizio, espone le componenti reddituali rilevate in contropartita delle riserve da valutazione, al netto del relativo effetto fiscale, in conformità ai principi contabili internazionali. La redditività complessiva è rappresentata fornendo separata evidenza delle componenti reddituali che non saranno in futuro riversate nel conto economico e di quelle che, diversamente, potranno essere successivamente riclassificate nell'utile

(perdita) dell'esercizio al verificarsi di determinate condizioni. Come per lo Stato Patrimoniale ed il Conto Economico, rispetto agli schemi definiti dalla Banca d'Italia sono riportate anche le voci che non presentano importi né per l'esercizio al quale si riferisce il bilancio, né per quello precedente. Gli importi negativi sono preceduti dal segno meno.

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto

Nel prospetto delle variazioni del patrimonio netto viene riportata la composizione e la movimentazione dei conti di patrimonio netto intervenuta nell'esercizio di riferimento del bilancio ed in quello precedente, suddivisi tra il capitale sociale, le riserve di capitale, di utili e da valutazione di attività o passività di bilancio ed il risultato economico. Le azioni proprie in portafoglio sono portate in diminuzione del patrimonio netto. Il prospetto è presentato invertendo le righe e le colonne rispetto al medesimo prospetto previsto dall'aggiornamento della Circolare n. 262/2005 della Banca d'Italia.

Rendiconto finanziario

Il prospetto dei flussi finanziari intervenuti nell'esercizio di riferimento del bilancio ed in quello precedente è stato predisposto seguendo il metodo indiretto, in base al quale i flussi derivanti dall'attività operativa sono rappresentati dal risultato dell'esercizio rettificato degli effetti delle operazioni di natura non monetaria.

I flussi finanziari sono suddivisi tra quelli derivanti dall'attività operativa, quelli generati dall'attività di investimento e quelli prodotti dall'attività di provvista.

Nel prospetto i flussi generatisi nel corso dell'esercizio sono indicati senza segno, mentre quelli assorbiti sono preceduti dal segno meno.

Contenuto della Nota integrativa

La Nota integrativa comprende le informazioni previste dai principi contabili internazionali e dalla Circolare n. 262 della Banca d'Italia emanata il 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti applicabili per la redazione del presente bilancio.

SEZIONE 3 - EVENTI SUCCESSIVI ALLA DATA DI RIFERIMENTO DEL BILANCIO

Si rimanda alla corrispondente informativa del Bilancio consolidato.

SEZIONE 4 - ALTRI ASPETTI

RISCHI, INCERTEZZE E IMPATTI DELLA PANDEMIA DA COVID-19

Con la comunicazione del 15 dicembre 2020 avente ad oggetto gli "impatti del COVID-19 e delle misure a sostegno dell'economia ed emendamenti agli IAS/IFRS" (oggetto di un successivo limitato aggiornamento il 21 dicembre 2021), la Banca d'Italia ha integrato le disposizioni che disciplinano i bilanci delle banche contenute nella "Circolare n. 262 - Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione" al fine di fornire al mercato informazioni sugli effetti che il COVID-19 e le misure di sostegno all'economia hanno prodotto sulle strategie, gli obiettivi e le politiche di gestione dei rischi, nonché sulla situazione economica e patrimoniale degli intermediari.

Nel definire le integrazioni la Banca d'Italia ha tenuto conto, ove applicabile, dei documenti pubblicati essenzialmente nel corso del 2020 e in misura minore nel 2021 dagli organismi regolamentari e di vigilanza europei e dagli standard setter volti a chiarire le modalità di applicazione degli IAS/IFRS nel contesto pandemico, con particolare riferimento all'IFRS 9, nonché al la prevista informativa per l'emendamento all'IFRS 16 in materia di concessioni sui canoni di locazione connesse con il COVID-19.

Nel corso di questi due anni, infatti, si sono susseguiti, coerentemente con l'evoluzione del quadro sanitario ed economico, svariati interventi normativi, prevalentemente di tipo interpretativo e di supporto all'applicazione dei principi contabili, in relazione agli impatti da COVID-19. La tabella seguente riporta i documenti più rilevanti, indicandone anche l'ambito di applicazione.

Tematica principale
Ente emittente Data Titolo Classificazione Misurazione Informativa
Finanziaria
EBA 25.3.20 Statement on the application of the prudential framework
regarding Default, Forbearance and IFRS 9 in light of COVID 19
measures
X
ESMA 25.3.20 Public Statement. Accounting implications of the COVID 19
outbreak on the calculation of expected credit losses in
accordance with IFRS 9
X
IFRS Foundation 27.3.20 IFRS 9 and COVID-19 - Accounting for expected credit losses
applying IFRS 9 Financial Instruments in the light of current
uncertainty resulting from the COVID-19 pandemic
X
BCE 1.4.20 IFRS 9 in the context of the coronavirus (COVID-19) pandemic X
EBA 2.4.20 Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan
repayments applied in the light of the COVID-19 crisis
X
ESMA 20.5.20 Implications of the COVID-19 outbreak on the half-yearly financial
reports
X
EBA 2.6.20 Guidelines on reporting and disclosure of exposures subject to
measures applied in response to the COVID-19 crisis
X X
ESMA 28.10.20 European common enforcement priorities for 2020 annual
financial reports
X
EBA 2.12.20 Guidelines amending Guidelines EBA/GL/2020/02 on legislative
and non legislative moratoria on loan repayments applied in the
light of the COVID-19 crisis
X
BCE 4.12.20 Identification and measurement of credit risk in the context of the
coronavirus (COVID-19) pandemic
X X
ESMA 29.10.21 European common enforcement priorities for 2021 annual
financial reports
X X X
ESMA 16.12.21 Report on the application of the IFRS 7 and IFRS 9 requirements
regarding banks' expected credit losses (ECL)
X X X

Gli interventi dei regolatori, volti essenzialmente a chiarire il trattamento delle moratorie, indicare i presupposti minimi per una chiara informativa finanziaria in questo contesto, indirizzare uniformemente la definizione degli scenari prospettici e permettere flessibilità nella definizione delle valutazioni creditizie, hanno via via rafforzato ed adattato all'evolversi della situazione il quadro normativo che si era iniziato a delineare già nei primi mesi del 2020 e si è progressivamente precisato nel corso dello scorso esercizio e che ha trovato sostanziale conferma anche nel 2021. I documenti ESMA emessi nel 2021, infatti, non introducono nuove modifiche sostanziali, quanto piuttosto fornicono un quadro d'insieme delle diverse richieste chiarendone meglio finalità e modalità applicative. Si sottolinea, comunque, che le indicazioni fornite dai regolatori permettono / invitano gli intermediari ad esercitare flessibilità ed il proprio giudizio esperto nel prendere decisioni, avendo comunque ben chiaro che le indicazioni fornite non costituiscono un "rilassamento" delle regole ma piuttosto la concessione di un'ulteriore necessaria discrezionalità nel contesto attuale.

Per il Bilancio al 31 dicembre 2021, la Banca ha quindi ritenuto di confermare gli approcci adottati a partire già dalla relazione semestrale 2020, riportati sinteticamente nei paragrafi successivi e più in dettaglio nella Parte E, con gli opportuni affinamenti e adeguamenti derivanti dal maggior lasso temporale disponibile per la messa in essere degli stessi, nonché per tener conto dell'evoluzione del contesto sanitario ed economico di riferimento.

Ciò premesso, è opportuno sottolineare che sin dai primi giorni della drammatica emergenza sanitaria e sociale che ha investito il Paese, Intesa Sanpaolo è stata totalmente impegnata a fronteggiare efficacemente il difficile contesto, assicurando costantemente, pur a fronte di non indifferenti oneri operativi e di ulteriori investimenti, la continuità operativa dei propri processi e servizi. Come più dettagliatamente illustrato nella Relazione sulla gestione del Bilancio consolidato, le principali soluzioni adottate con successo per fronteggiare l'emergenza, mitigare il rischio ed assicurare la continuità del servizio hanno riguardato lo smart working, le filiali, la digitalizzazione dei processi e gli interventi sui processi sistemici.

Se l'apparizione del COVID-19 non ha comportato la sospensione delle attività della Banca o la scomparsa dei mercati di riferimento in cui opera, cionondimeno esso ha contribuito a creare un clima di estrema incertezza, non ancora completamente fugato dagli effetti delle campagne vaccinali. A tale riguardo, occorre ricordare che la preparazione del bilancio in conformità agli IFRS richiede - come di consueto - che il management effettui stime e ipotesi che influenzano l'ammontare riportato in bilancio delle attività, delle passività, delle entrate e delle spese rilevate nell'esercizio nonché delle altre componenti di conto economico complessivo. Come indicato con maggiori dettagli nell'apposito paragrafo della presente Nota integrativa (Parte A – A2: Sezione relativa alle principali voci di bilancio - Utilizzo di stime e assunzioni nella predisposizione dell'informativa finanziaria), le stime effettuate dal management si basano sull'esperienza storica e su altri presupposti che si ritiene siano ragionevoli. Le principali aree di incertezza nella stima includono quelle relative alle perdite su crediti, il fair value di strumenti finanziari (inclusi derivati), imposte sul reddito delle società, benefici per i dipendenti, avviamento e attività immateriali, il fair value delle attività e passività identificabili a seguito di aggregazioni aziendali, riduzione di valore di attività non finanziarie, cancellazione di attività e passività finanziarie e accantonamenti per rischi ed oneri. Il COVID-19, quale prima pandemia globale da oltre un secolo, continua a influenzare i mercati in cui la Banca opera. I governi di tutto il mondo hanno imposto da un lato una serie di misure specifiche per contenere la pandemia, quali le restrizioni agli spostamenti e quarantene, dall'altro stanno cercando di evitare il rallentamento dell'economia e favorirne una rapida ripresa una volta risolta la crisi sanitaria.

Questa situazione ha causato e continua a causare una maggiore volatilità e incertezza nel settore finanziario e nei mercati, che si è riflessa anche nelle aree chiave di determinazione delle stime. La Banca ha utilizzato dunque stime, ipotesi e giudizi che riflettono questa incertezza. Nel quadro di incertezza attuale le valutazioni della Banca sono peraltro supportate, come meglio dettagliato di seguito, anche da analisi di sensitività, oggetto di specifiche disclosure, per permettere al lettore del bilancio una quanto più completa e trasparente comprensione dei fenomeni in atto.

Scenario macroeconomico di Intesa Sanpaolo per la valutazione dei crediti nel bilancio 2021

Il 2021 si è indubbiamente caratterizzato per l'avvio delle imponenti campagne vaccinali (almeno per i Paesi più sviluppati), con il raggiungimento – come per il caso italiano – di un elevato livello di copertura ed efficacia nel frenare le ospedalizzazioni e, conseguentemente, i decessi, evitando – anche a fronte di nuove varianti del virus - la reintroduzione di stringenti misure restrittive. Lo scenario italiano appare quindi inquadrabile in un'ottica di cauto ottimismo, in considerazione del successo della campagna vaccinale nazionale e degli imponenti piani di investimenti pubblici e privati in atto e previsti, benchè il percorso verso la normalità rimanga caratterizzato da incertezze e possibili ostacoli, principalmente legati a rischi ed imprevisti sul piano sanitario.

Ciò premesso, sul fronte dello scenario macroeconomico adottato nei modelli per la determinazione delle Expected Credit Losses, si ricorda che sin da giugno 2020 la Banca, seguendo le indicazioni di regulator e standard setter, aveva ancorato le proprie previsioni macroeconomiche alle proiezioni pubblicate dalle banche centrali stesse. Alla luce del contesto fin qui descritto, in un quadro macroeconomico in sensibile ripresa e in considerazione della minor incertezza che caratterizza il processo di stima delle proiezioni, la Banca ha ritenuto opportuno tornare all'utilizzo degli scenari prodotti internamente dalla Direzione Studi e Ricerche quale input ai modelli di ECL, permettendo così di tornare ad avere sostanziale uniformità fra gli scenari utilizzati negli altri processi valutativi / previsionali (impairment test, budget, ecc), soprattutto con riferimento al nuovo Piano d'impresa in avvio nel 2022. Tale scelta appare ragionevole anche alla luce della accentuata convergenza tra le previsioni prodotte internamente dalla Direzione Studi e Ricerche rispetto alle previsioni predisposte negli ultimi trimestri da BCE/Banca d'Italia, confermata anche dalla sostanziale uniformità riscontrata con le ultime proiezioni della Banca Centrale Europea e di Banca d'Italia, pubblicate a metà dicembre scorso e ulteriormente aggiornate (per l'Italia) nel mese di gennaio 2022 al fine di tener conto di alcuni elementi quali il nuovo peggioramento a fine 2021 del quadro pandemico e le più alte quotazioni dei prezzi energetici. In ogni caso, le previsioni dello scenario interno utilizzato per la modellistica IFRS 9 vanno considerate congiuntamente alle scelte effettuate in materia di managerial overlays e triggers di scivolamento a Stage 2 rappresentate di seguito.

Per l'illustrazione tabellare degli scenari effettivamente utilizzati nella valutazione sui crediti si rimanda alla specifica sezione della Parte E della Nota Integrativa al Bilancio Consolidato dove sono anche riportati, come di seguito meglio specificato, ulteriori dettagli in tema di sensitività dell'ECL alla variazione degli scenari macroeconomici.

Analisi di sensitività alla luce degli scenari alternativi

Come già fatto negli esercizi precedenti e come anche raccomandato nelle recenti indicazioni ESMA (documenti "European common enforcement priorities for 2021 annual financial reports"), la Banca fornisce in Nota integrativa analisi di sensitività sulle tematiche indicate di seguito al fine di permettere al lettore del bilancio una migliore comprensione delle scelte valutative adottate in questo particolare contesto. In particolare, si rimanda alle seguenti parti della presente Nota integrativa al Bilancio consolidato per quanto riguarda:

  • − effetti del cambiamento di uno o più parametri non osservabili utilizzati nelle tecniche di valutazione impiegate per la determinazione del fair value per le attività e passività finanziarie valutate al fair value di livello 3 (Parte A - A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni);
  • − analisi di sensitività per le attività immobiliari valutate al fair value. L'analisi ha riguardato essenzialmente gli immobil i di Intesa Sanpaolo, che rappresentano il perimetro Core del patrimonio immobiliare del Gruppo (Parte A - A.4.5 Gerarchia del fair value - Sensibilità delle valutazioni immobiliari);
  • − sensitivity del Valore d'Uso delle Cash Generating Unit per le quali residuano attività intangibili a vita indefinita (Parte B Attivo: Sezione 10 Attività immateriali);
  • − sensitivity alle variazioni dei tassi di interesse delle passività nette a benefici definiti (Parte B Passivo: Sezione 10.5 Fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti);
  • − analisi di sensitività dell'ECL IFRS 9 al fine di analizzarne la variabilità relativamente ai singoli scenari alternativi (Parte E - Sezione 2 Politiche e gestione del rischio di credito);
  • − sensitivity del margine di interesse nell'ipotesi di variazione dei tassi ed analisi di sensitività del portafoglio bancario al rischio di prezzo per le attività quotate detenute nella categoria HTCS (Parte E - Portafoglio bancario: rischio tasso di interesse e rischio prezzo);
  • − analisi di scenario relativa all'evoluzione di prezzi azionari, tassi di interesse, spread creditizi, tassi di cambio e prezzi delle materie prime per l'attività di trading (Parte E - Portafoglio di negoziazione: rischio tasso di interesse e rischio prezzo).

Valutazione degli avviamenti nello scenario COVID-19

In contesti di mercato complessi come quelli attuali, anche le verifiche di tenuta del valore delle attività intangibili risultano particolarmente delicate. Pertanto, anche in sede di Bilancio al 31 dicembre 2021, nell'effettuare l'annuale valutazione circa la tenuta del valore degli avviamenti, gli effetti conseguenti alla pandemia da COVID-19 sono stati attentamente considerati. Per maggiori dettagli sull'impairment test dell'avviamento e del brand name si rimanda alla Parte B – Informazioni sullo Stato patrimoniale del bilancio consolidato.

Probability test sulla fiscalità differita nello scenario COVID-19

Come previsto dal principio contabile IAS 12, un'attività fiscale differita (o anche imposta anticipata o DTA) deve essere rilevata per tutte le differenze temporanee deducibili, se è probabile il realizzo di redditi imponibili capienti rispetto alle differenze temporanee deducibili. Le imposte anticipate si distinguono poi in imposte anticipate "qualificate" e imposte

anticipate "non qualificate". Mentre per le prime la normativa italiana prevede un particolare meccanismo di conversione in crediti d'imposta che legittima di per sé la loro iscrizione in bilancio (Cfr. Parte B – Attivo: Sezione 11 Le Attività e le Passività fiscali), l'ammontare delle imposte anticipate "non qualificate" iscritto in bilancio viene sottoposto a test, per verificare se sussista la probabilità di conseguire in futuro imponibili fiscali che ne consentano il recupero (c.d. "probability test"). Pertanto, anche nell'attuale situazione pandemica il Gruppo ha effettuato tale verifica senza che gli effetti della pandemia abbiano comportato l'emersione di impatti negativi. Per una più ampia trattazione si rimanda al Bilancio consolidato Parte B – Attivo: Sezione 11 Le Attività e le Passività fiscali - Probability test sulla fiscalità differita.

Classificazione e valutazione crediti nello scenario COVID-19

Come evidente dalla rilevante produzione normativa sul tema citato in precedenza, il contesto conseguente alla pandemia da COVID-19 ha avuto un particolare impatto sulle tematiche della classificazione delle esposizioni creditizie, in particolare per gli aspetti collegati alle moratorie dei pagamenti, nonché per la determinazione dell'Expected Credit Loss (ECL) ai sensi del principio IFRS 9.

In tema di classificazione delle esposizioni creditizie occorre premettere che l'apparizione del COVID-19 ha comportato in primis la necessità, condivisa dal sistema bancario e dalle istituzioni (governi e regulator), di concedere ai clienti già in bonis misure generalizzate di sospensione dei pagamenti (moratorie) con procedure semplificate e senza penalizzazioni per i soggetti coinvolti, banche e clientela. Tali misure, in parte regolate da norme nazionali ed in parte decise autonomamente dalle banche, sono state oggetto di una specifica regolamentazione, riassunta nelle Guidelines EBA ("Guidelines on legislative and non-legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID-19 crisis"). In sintesi, la concessione secondo le suddette Guidelines da parte di banche e intermediari finanziari di moratorie ex lege, o anche private (purché correlate a un'oggettiva esigenza di contesto che va a impattare su più soggetti finanziati e non sul singolo prestito), non costituisce automaticamente un evento di default, con conseguente classificazione del credito come deteriorato, e nemmeno una misura di forbearance, con conseguente passaggio del credito a Stage 2. L'EBA indica le condizioni per la qualificazione di moratorie generali di pagamento ai fini dell'applicabilità dell'esenzione (termini di concessione e durata della moratoria).

Più in dettaglio, per quanto riguarda la classificazione delle posizioni oggetto di moratoria dei pagamenti legate alla pandemia COVID-19, in allineamento alle indicazioni dei diversi regulators che si sono espressi sul tema, si specifica che sino al 30 settembre 2020 le posizioni già in bonis interessate da tali misure (sia le moratorie ex lege sia quelle decise autonomamente dalla Banca) sono state trattate come segue:

  • − non sono di norma state oggetto di classificazione a Stage 2 (né considerate forborne secondo la normativa prudenziale). Per le sole posizioni verso aziende con più elevata rischiosità, nel caso di moratoria decisa dalla Banca sono state effettuate specifiche valutazioni per verificare se considerare o meno la rinegoziazione come misura di forbearance, con conseguente passaggio a Stage 2;
  • − non sono state soggette a classificazione tra i deteriorati (Stage 3). In particolare, i crediti in bonis oggetto di moratoria non vengono per tale circostanza classificati nella classe di rischio dei crediti scaduti o sconfinanti (past-due), in quanto la moratoria interviene sullo scaduto oggetto della misura. L'adesione ad una moratoria, inoltre, non viene considerata un trigger automatico di inadempienza probabile.

Le moratorie concesse a clientela già classificata tra i crediti non performing sono oggetto di specifica valutazione e considerate misure di forbearance.

Dal 1° ottobre 2020, a seguito del primo "phase-out" delle citate Linee Guida EBA in tema di moratorie, la Banca ha proceduto a valutare caso per caso se la concessione di una nuova moratoria su un credito in bonis costituisse o meno una misura di forbearance.

A seguito della seconda ondata di COVID-19 che ha colpito l'Europa da metà ottobre, tuttavia l'EBA ha riconsiderato il tema e, con la sua comunicazione del 2 dicembre 2020, ha:

  • − riaperto sino al 31 marzo 2021 la possibilità di concedere moratorie secondo le preesistenti linee guida;
  • − introdotto un vincolo di durata massima di nove mesi alle nuove moratorie o all'estensione di una moratoria già esistente. Il termine si applicava anche alla concessione di periodi di sospensione non consecutivi (in questo caso si sommano le durate dei diversi periodi). La durata massima di nove mesi non si applicava retroattivamente alle moratorie concesse sino al 30 settembre 2020.

Nel corso del mese di dicembre 2020, la Banca si è quindi adeguata a quanto previsto nell'amendment emesso da EBA il 2 dicembre, ripristinando il framework in essere sino al 30 settembre sopra descritto e introducendo però una valutazione caso per caso sulla classificazione a forborne per le moratorie con durata superiore ai nove mesi, come previsto da EBA. Con riferimento alle moratorie ex lege alle PMI domestiche, già oggetto di proroghe a partire dal D.L. Cura Italia del marzo 2020, la Legge di Bilancio n 178 del dicembre 2020 ha previsto l'ulteriore proroga ex lege al 30 giugno 2021. Intesa Sanpaolo ha pertanto messo in opera le azioni necessarie per adempiere a quanto previsto dalla legge italiana. In particolare, è stato adottato un approccio centralizzato, attraverso una proroga massiva delle moratorie, rientranti nel perimetro di legge, sino al 30 giugno 2021. Con riferimento alla classificazione come forbearance, la Banca si è orientata, visti i tempi imposti dalla legge per la proroga, su un'analisi centralizzata, comunque granulare a livello di singola posizione, con identificazione delle posizioni da targare forborne sulla base di criteri risk-based.

Da ultimo, il Decreto-legge "Sostegni bis" ha concesso la possibilità di beneficiare di un'ulteriore proroga delle moratorie ex lege fino al 31 dicembre 2021. Tale disposizione era valida solo su richiesta delle imprese già ammesse al beneficio di una moratoria concessa in precedenza in forza del Decreto Cura Italia (come detto, scaduto il 30 giugno scorso). La richiesta di proroga doveva essere formalizzata dal cliente entro il 15 giugno. La sospensione dal 1° luglio in avanti faceva riferimento alla sola quota capitale, mentre gli interessi dovevano essere pagati. Su tale nuova proroga la scelta della Banca – alla luce

della numerosità delle moratorie in essere e delle conseguenti potenziali richieste da parte della clientela, da gestire in un tempo assai ristretto – è stata quella di identificare un limitato cluster caratterizzato da una qualità creditizia particolarmente elevata, per il quale la Banca ha ritenuto che non ricorrano i presupposti di difficoltà finanziaria e pertanto non vi siano i termini per la targatura Forborne. Il cluster è stato identificato sia in base al rating, sia tenendo conto della valutazione granulare effettuata nell'ambito delle iniziative commerciali/creditizie volte ad appurare la capacità dei clienti di riprendere i pagamenti. Per tutte le posizioni non incluse nel cluster, si è proceduto alla verifica caso per caso da parte dei gestori.

Considerando che successivamente non sono stati decisi ulteriori interventi legislativi da parte delle autorità italiane, eventuali ulteriori proroghe di moratorie in essere / concessione di nuove sospensioni seguono quindi gli ordinari processi creditizi.

In tema di valutazione dei crediti, Intesa Sanpaolo ha adottato fin dalla trimestrale al 31 marzo 2020 un approccio prudenziale circa l'adeguamento dei risultati della ECL derivanti dai modelli IFRS 9 in uso, nel contesto dell'incerto ma atteso peggioramento delle condizioni economiche - anche drastico nel breve periodo - pur tenendo conto degli effetti derivanti dalle misure di supporto pubblico rese tempestivamente disponibili dalle autorità nazionali e sostenute dalla politica accomodante della BCE.

Questo approccio è stato progressivamente reso più sofisticato e coerente nel corso del 2020 e del 2021 attraverso la definizione di management overlay che si sono via via arricchiti a seguito della migliore percezione dell'evoluzione della crisi (in parte declinata nelle stime della ECL dagli aggiornamenti delle previsioni macroeconomiche precedentemente descritte), della definizione di nuovi framework di valutazione delle vulnerabilità attese, nonché degli esiti delle risposte operative adottate dalla Banca (es, campagne di re-rating, campagne di rivitalizzazione e ristrutturazione del segmento Imprese, analisi prioritaria del portafoglio moratorie, ecc.); tutte iniziative che si sono caratterizzate per tempestività ed intensità e sono state sostenute da adeguati presidi del rischio prospettico nella fase di set up e decisione manageriale.

Per una più approfondita trattazione degli aspetti qui brevemente riassunti, in particolare per le tematiche dei management overlay adottati dalla Banca nel contesto della pandemia da COVID-19, si rimanda dunque alla Parte E – Sezione 2: Politiche di gestione del rischio di credito del bilancio consolidato.

Impatti economici conseguenti al COVID-19 nel bilancio 2021

Oltre che all'omologa Sezione del Bilancio consolidato (Parte A – Sezione 5 Altri aspetti) e, per gli aspetti più di dettaglio, alla Parte E – Sezione 2 Politiche e gestione del rischio di credito della Nota integrativa al Bilancio consolidato, si rimanda allo specifico paragrafo contenuto nella Relazione sulla gestione del Bilancio consolidato per quanto riguarda l'illustrazione in dettaglio degli "Impatti della pandemia sull'operatività, sulle attività di business e sul profilo di rischio", in particolare per quanto riguarda la valutazione delle posizioni creditizie per le quali il portafoglio della Capogruppo Intesa Sanpaolo S.p.A. rappresenta la parte preponderante.

A completamento dell'informativa, in linea con quanto previsto dalla citata comunicazione del 21 dicembre 2021 di Banca d'Italia che integra la Circolare 262, si vedano anche le informazioni quantitative circa i finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19 e le relative rettifiche di valore nette per rischio di credito pubblicate, rispettivamente:

  • − in Parte B Informazioni sullo Stato patrimoniale Attivo, nelle tabelle:
    • o 3.3a Finanziamenti valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva oggetto di misure di sostegno COVID-19: valore lordo e rettifiche di valore complessive;
    • o 4.4a Finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno COVID-19: valore lordo e rettifiche di valore complessive;
  • − in Parte C Informazioni sul conto economico:
    • o 8.1a Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo a finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno COVID-19: composizione;
    • o 8.2a Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo a finanziamenti valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva oggetto di misure di sostegno COVID-19: composizione.

Infine, per le informazioni quantitative in merito ai trasferimenti tra i diversi stadi di rischio di credito e ai finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19 suddivisi per categoria di esposizioni deteriorate, si fa rinvio alle seguenti tabelle di Parte E (Sezione 1 "Rischio di credito") del presente Bilancio:

  • − A.1.5a Finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19: trasferimenti tra i diversi stadi di rischio di credito (valori lordi);
  • − A.1.7a Finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19: valori lordi e netti.

l'applicazione di una moratoria non comporta, quindi, la derecognition del credito.

MODIFICHE CONTRATTUALI DERIVANTI DA COVID-19

Vengono di seguito riportate le informative di dettaglio richieste dalle specifiche istruzioni della Circolare 262 della Banca d'Italia sulle modifiche contrattuali derivanti da COVID-19 alla luce delle disposizioni dell'IFRS 9 e dell'IFRS 16.

Modifiche contrattuali e cancellazione contabile (IFRS 9)

Le moratorie concesse dalla Banca, in linea con le indicazioni EBA, rispettano alcuni requisiti specifici. Più in dettaglio devono:

− essere offerte indistintamente ad una platea di soggetti (performing) o a seguito e secondo disposizioni di legge;

− non prevedere rinunce ad interessi contrattuali o capitali, ma solo un mero differimento/allungamento dei pagamenti. Poiché le moratorie concesse prevedono solo un mero differimento / allungamento del periodo in cui i pagamenti sono dovuti,

Emendamento del principio contabile IFRS 16

Benchè la fattispecie non risulti rilevante per la Banca, si specifica che con riferimento ai contratti di leasing (lato locatario), avendo valutato la natura dei contratti in essere ed il ruolo attivo svolto dalla Banca nel supporto all'economia, Intesa

Sanpaolo ha stabilito di non applicare il "practical expedient" introdotto a valere sul principio IFRS 16 – Leasing in tema di sconti e dilazioni dei pagamenti sui contratti di leasing passivi in essere.

INFORMAZIONI INTEGRATIVE AGGIUNTIVE RELATIVE ALLA RIFORMA DEGLI INDICI DI RIFERIMENTO PER LA DETERMINAZIONE DEI TASSI DI INTERESSE

Nella presente sezione, sulla base delle indicazioni della Circolare 262, è riportata l'informativa di cui all'IFRS 7, paragrafo 24I e 24J relativa alla riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse (Interest rate benchmark reform o IBOR Reform).

In particolare, nella tabella seguente sono riportate le informazioni quantitative sugli strumenti finanziari – suddivisi tra attività finanziarie, passività finanziarie e contratti derivati – che devono ancora passare al 31 dicembre 2021 al tasso alternativo, disaggregate per indici di riferimento assoggettai all'IBOR Reform. La Banca considera un contratto come ancora non transitato al benchmark alternativo quando gli interessi contrattuali sono indicizzati ad un indice di riferimento impattato dall'IBOR Reform, anche qualora il contratto includa una clausola di fallback per la gestione della cessazione del benchmark esistente.

Crediti e
finanziamenti
- esposizione
lorda
Titoli di
debito
dell'attivo -
valore
nominale
Debiti verso
clientela e
verso banche
- valore
nominale
Titoli di
debito emessi
- valore
nominale
(milioni di euro)
Strumenti
derivati -
nozionali
Indicizzati all'EONIA 5.375 - 1.203 - 32.574
Indicizzati ai LIBOR USD 11.774 1.146 811 236 605.458
di cui scadenza successiva al 30.06.2023 9.462 1.146 714 17 231.624
Indicizzati ai LIBOR in altre valute (tutti i
tenors)
1.595 - - - 56.353
di cui: GBP 1.403 - - - 51.262
di cui: JYP 23 - - - 113
di cui: CHF 169 - - - 1.836
di cui: EUR - - - - 3.142
Altri IBORs 38 24 - - -
Totale 18.782 1.170 2.014 236 694.385

L'informativa non include gli strumenti finanziari indicizzati all'Euribor in quanto il parametro è stato oggetto di riforma a novembre 2019, attraverso l'adozione di una metodologia di calcolo di tipo ibrido, che risponde pienamente ai requisiti previsti per i c.d. benchmark critici, dalla Benchmark Regulation UE 2016/1011 ed ai principi IOSCO. Pertanto, la Banca non ritiene che ci sia incertezza sul timing o sull'ammontare dei flussi di cassa parametrizzati all'Euribor e non considera gli strumenti finanziari ad esso indicizzati come strumenti impattati dalla riforma al 31 dicembre 2021.

Sono invece oggetto di rappresentazione nella presente informativa sull'IBOR Reform gli strumenti indicizzati al LIBOR nelle diverse valute (nello specifico LIBOR USD, GBP, JPY, CHF e EUR), a cui occorre aggiungere quelli parametrizzati, in ambito europeo, all'EONIA.

Rinviando alla Nota Integrativa del Bilancio consolidato Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura per una analisi di maggior dettaglio sulla natura e sui rischi a cui è esposta la Banca in merito agli strumenti finanziari impattati dall'IBOR Reform e sulle modalità di gestione della transizione, si evidenzia che alla luce degli interventi normativi e delle attività intraprese dalla Banca non si ravvisano criticità nel completare la transizione entro le scadenze previste. In particolare, per la gestione dello stock degli strumenti in essere, la Banca ha previsto, da un lato l'adozione massiva dei nuovi Risk Free Rates (RFR) sugli strumenti finanziari di nuova stipula, abbandonando quindi l'utilizzo dei benchmark impattati dalla riforma e stabilizzando lo stock delle operazioni da transare e dall'altro predisponendo le soluzioni per il passaggio ai nuovi RFR, definite sulla base delle principali raccomandazioni internazionali, in grado di minimizzare gli impatti finanziari della transizione.

Per quanto riguarda gli strumenti finanziari diversi dai derivati, le attività di transizione si sono attuate principalmente nel secondo semestre 2021 e non si segnalano particolari criticità per il rispetto delle scadenze previste dalla riforma. In particolare, le residue attività e le passività finanziarie indicizzate all'EONIA e al LIBOR nelle quattro valute diverse da USD sono principalmente riconducibili a strumenti assistiti da clausole di fallback, che garantiranno la transizione ai nuovi RFR successivamente al 31 dicembre 2021.

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Più nel dettaglio, si evidenzia che gli strumenti finanziari indicizzati all'EONIA si riferiscono prevalentemente alle marginazioni attive e passive da CSA (Credit Support Annex) ed in misura minore ai collateral relativi ai Repo ed al Prestito Titoli. Per quanto riguarda i primi, la Banca ha aderito all'ISDA 2021 EONIA Collateral Agreements Fallbacks Protocol e, pertanto, i CSA con controparti aderenti al protocollo hanno incorporato le clausole di fallback; con riferimento invece ai CSA con le controparti non aderenti, la Banca ha concordato, su base bilaterale, alternativamente l'inserimento delle clausole di fallback oppure la transizione all'indicizzazione all'€STR flat con conseguente compensazione monetaria. Per i collateral relativi ai Repo ed al Prestito Titoli (GMRA, GMSLA), di importo residuale rispetto ai CSA, non essendo disponibili protocolli similari a quelli utilizzati per i CSA, la Banca ha attivato un processo, in fase di completamento, di trasformazione dei tassi di riferimento tramite accordi bilaterali.

Con specifico riferimento agli strumenti indicizzati al LIBOR USD si segnala che la transizione dovrà essere effettuata entro il 30 giugno 2023 - il 31 dicembre 2021 rappresenta la data ultima per la pubblicazione dei soli tassi LIBOR USD a una settimana e due mesi - pertanto ai fini delle attività di gestione del passaggio ai nuovi RFR, risultano di interesse i soli strumenti finanziari che presentano una scadenza successiva a tale data, le cui evidenze sono separatamente rappresentate in tabella. La data di cessazione del LIBOR USD non determina particolari incertezze se non per quelle legate alle tempistiche di negoziazione che potrebbero essere posticipate dalle stesse controparti.

Gli strumenti indicizzati al LIBOR GBP sono rappresentati da finanziamenti sui quali è stata attivata una preventiva attività di mappatura, allo scopo di differenziare gli approcci alla transizione, in funzione del ruolo ricoperto dalla Banca (finanziamenti bilaterali, finanziamenti sindacati con Intesa Sanpaolo quale banca capofila e finanziamenti sindacati con altra banca capofila) su cui sono state attivate azioni di rinegoziazione dei parametri di riferimento per conseguire l'adozione nei contratti di indici alternativi al LIBOR secondo le principali raccomandazioni internazionali diffuse e riconosciute dagli operatori di mercato (in particolare l'indice SONIA - Sterling Over Night Interest Average). La riduzione dello stock di strumenti indicizzati al LIBOR GBP ed il contestuale aumento di quello indicizzato al nuovo RFR interverrà, pertanto, progressivamente in coincidenza della prima scadenza di calcolo degli interessi successiva al 31 dicembre 2021. Anche sui finanziamenti indicizzati al LIBOR JPY e LIBOR CHF sono state attivate azioni di transizione verso i rispettivi RFR.

Con specifico riferimento ai contratti derivati indicizzati all'EONIA e al LIBOR, nel corso dell'anno le esposizioni si sono fortemente ridotte rispetto al 31 dicembre 2020 per effetto delle attività di transizione effettuate principalmente nell'ultimo trimestre dell'anno ed a seguito del processo di transizione attuato dalle Casse di Compensazione Centrale (CCP) sia con riferimento ai contratti indicizzati all'EONIA sia per quanto riguarda GBP, CHF, JPY ed EUR LIBOR. In particolare, si segnala che per i contratti derivati indicizzati all'EONIA (ovvero gli EONIA Overnight Indexed Swap), sono state inserite le clausole di fallback in tutti i derivati con tale sottostante tramite amendment bilaterali. Per i derivati indicizzati al LIBOR oggetto di cessazione al 31 dicembre 2021, la Banca ha aderito all'ISDA 2020 IBOR Fallbacks Protocol, incorporando le clausole di fallback nei contratti con le controparti aderenti; i derivati residuali non rientranti in tale protocollo sono stati sostituiti da contratti indicizzati ai corrispondenti RFR.

Per quanto riguarda i derivati indicizzati al LIBOR USD valgono le stesse considerazioni sopra evidenziate per gli altri strumenti finanziari.

Per una completa panoramica sull'informativa richiesta dall'IFRS 7, paragrafo 24H, in merito all'incertezza derivante dalla riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse sulle relazioni di copertura e sul nozionale dei derivati di copertura si rinvia alla specifica sezione predisposta nella Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura.

ALTRI ASPETTI

Opzione per il consolidato fiscale nazionale

Intesa Sanpaolo e le società italiane del Gruppo hanno adottato il c.d. "consolidato fiscale nazionale", disciplinato dagli artt. 117-129 del TUIR, introdotto nella legislazione fiscale dal D. Lgs. n. 344/2003. Esso consiste in un regime opzionale, in virtù del quale il reddito complessivo netto o la perdita fiscale di ciascuna società controllata partecipante al consolidato fiscale – unitamente alle ritenute subite, alle detrazioni e ai crediti di imposta – sono trasferiti alla società controllante, in capo alla quale è determinato un unico reddito imponibile o un'unica perdita fiscale riportabile (risultanti dalla somma algebrica dei redditi/perdite propri e delle società controllate partecipanti) e, conseguentemente, un unico debito/credito di imposta. In virtù di questa opzione, le imprese del Gruppo che hanno aderito al "consolidato fiscale nazionale" determinano l'onere fiscale di propria pertinenza ed il corrispondente reddito imponibile viene trasferito alla Capogruppo. Nel corso del 2021, a seguito della incorporazione di UBI Banca in Intesa Sanpaolo, si è determinata l'interruzione del consolidato fiscale già in essere presso l'ex Gruppo UBI con decorrenza retroattiva al 1° gennaio 2021 e la contestuale confluenza delle società consolidate in quello presieduto dall'incorporante.

Costituzione del Gruppo IVA

Intesa Sanpaolo e la totalità delle società italiane del Gruppo che hanno i requisiti per parteciparvi hanno optato per la costituzione del Gruppo IVA, disciplinato dagli articoli da 70-bis a 70-duodecies del DPR n. 633/1972.

L'opzione è efficace dal 1° gennaio 2019 e ha durata triennale, con rinnovo automatico di anno in anno, salvo revoca.

Per effetto dell'opzione, sia le prestazioni di servizi sia le cessioni di beni tra soggetti partecipanti non sono rilevanti, tranne poche eccezioni, ai fini del tributo. Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate da un soggetto partecipante ad un soggetto esterno, si considerano effettuate dal gruppo; le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate da un soggetto esterno ad un soggetto partecipante, si considerano effettuate al gruppo. Tenuto conto che analoga opzione era stata esercitata anche nell'ambito dell'ex Gruppo UBI, sino alla data di incorporazione di UBI Banca si è determinata la contestuale presenza di due separati Gruppi IVA nell'ambito dell'unico Gruppo Intesa Sanpaolo; a partire dal 12 aprile 2021 le società già facenti parte dell'ex Gruppo IVA di UBI Banca sono confluite in quello di Intesa Sanpaolo, con la sola eccezione di IW Bank, il cui ingresso è rimandato al 1° gennaio 2022, contestualmente al primo rinnovo dell'opzione per il Gruppo IVA.

Regime di "adempimento collaborativo"

Intesa Sanpaolo ha chiesto ed ottenuto dall'Agenzia delle Entrate di essere ammessa al regime di "adempimento collaborativo" previsto dal D. Lgs. n. 128/2015. L'adesione ha effetto dal periodo d'imposta 2017.

Tale regime ha la finalità di promuovere l'adozione di forme di comunicazione e di cooperazione rafforzate basate sul reciproco affidamento tra Amministrazione finanziaria e contribuente, nonché di favorire nel comune interesse la prevenzione e la risoluzione delle controversie in materia fiscale.

Il regime prevede, a fronte del dovere di Intesa Sanpaolo di mantenere un adeguato sistema di rilevazione, misurazione e gestione del rischio fiscale nonché di agire in maniera collaborativa e trasparente, il dovere dell'Agenzia delle Entrate di promuovere una relazione improntata a principi di trasparenza, collaborazione e correttezza. È in atto l'adesione progressiva a detto regime anche da parte delle principali controllate italiane.

Oltre ad Intesa Sanpaolo, hanno richiesto di essere ammesse e sono state ammesse al regime anche Fideuram (con effetto dal 2018) nonché Intesa Sanpaolo Vita, Intesa Sanpaolo Assicura, Fideuram Vita, Eurizon SGR ed Epsilon SGR (con effetto dal 2019). Intesa Sanpaolo Private Banking, Fideuram Asset Management SGR, Sanpaolo Invest SIM e S.I.RE.F sono state ammesse nel 2021 con effetto dal 2020.

L'Attestazione di cui all'art. 154 bis TUF e le società controllate extra-UE

Quanto all'informativa circa l'Attestazione di cui all'art. 154 bis del TUF e circa le società controllate aventi sede in Stati extraeuropei che presentino carattere significativo in base alla normativa Consob, si fa rinvio a quanto indicato nella Parte E della Nota integrativa al bilancio consolidato.

Revisione contabile

Il bilancio di Intesa Sanpaolo è sottoposto a revisione contabile da parte della società EY S.p.A., in esecuzione della Delibera dell'Assemblea del 30 aprile 2019, che ha attribuito a questa società l'incarico per gli esercizi dal 2021 al 2029 compreso.

Altri aspetti

Nell'articolo 35 del Decreto Legge n. 34/2019 (Decreto "Crescita"), convertito dalla Legge n. 58/2019, è stata introdotta una riformulazione della disciplina di trasparenza delle erogazioni pubbliche contenuta nell'articolo 1, commi 125-129 della legge n. 124/2017. La riformulazione ha indicato come oggetto degli obblighi di trasparenza le informazioni relative a sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, "non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria", effettivamente erogati dalle pubbliche amministrazioni nonché dai soggetti di cui all'articolo 2-bis del decreto legislativo n. 33/2013.

Alla luce di tale riformulazione, ulteriori chiarimenti interpretativi intervenuti con la circolare Assonime n. 32 del 23 dicembre 2019 hanno confermato che oggetto dell'obbligo di trasparenza sono le attribuzioni di vantaggi economici derivanti da un rapporto bilaterale tra un soggetto pubblico e uno specifico beneficiario. Sono espressamente escluse le somme percepite dall'impresa a titolo di corrispettivo per una prestazione svolta o a titolo di retribuzione per un incarico ricevuto oppure dovute a fine risarcitori. Sono altresì esclusi i vantaggi economici ricevuti in applicazione di un regime generale, quali ad esempio agevolazioni fiscali o contributi accessibili a tutti i soggetti che soddisfano determinate condizioni. In considerazione di quanto sopra, nell'esercizio 2021 non risultano per Intesa Sanpaolo fattispecie da segnalare.

Per completezza informativa, si rinvia anche al Registro Nazionale degli Aiuti di Stato, pubblicamente consultabile sul relativo sito internet, nel quale sono pubblicate le misure di Aiuto e i relativi Aiuti individuali concessi e registrati nel sistema dai Soggetti gestori, ancorché per Intesa Sanpaolo le fattispecie ivi indicate per l'anno 2021 non rappresentino, alla luce di quanto sopra, oggetto degli obblighi di trasparenza in bilancio di cui ai commi 125 e 125-bis.

A. 2 – PARTE RELATIVA ALLE PRINCIPALI VOCI DI BILANCIO

Al fine di garantire l'omogeneità dei criteri di redazione del Bilancio, il Gruppo Intesa Sanpaolo si è dotato di un corpo normativo interno di regole e policy relativo ai vari ambiti operativi ed organizzativi.

Il documento metodologico di riferimento per l'applicazione dei principi contabili è rappresentato dalle Regole Contabili di Gruppo, nelle quali vengono descritti i modelli applicativi adottati dal Gruppo, nel contesto di quanto statuito dai principi contabili di riferimento e dalle legislazioni applicabili alle diverse Società/Entità controllate, esplicitando le scelte operate nei casi in cui la normativa preveda dei regimi contabili alternativi od opzionali.

Con riferimento ai processi valutativi, il Gruppo ha formalizzato nel documento "Linee Guida per la valutazione delle Poste Patrimoniali di Bilancio" i principi e il quadro normativo di riferimento per la valutazione delle poste patrimoniali, i ruol i e le responsabilità degli Organi Societari, del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari e delle funzioni aziendali della Capogruppo che intervengono nel processo di valutazione; i presupposti su cui si basano i processi di valutazione e il sistema dei controlli posti in essere per garantire una corretta valutazione; i macro-processi di valutazione basati sui principi contabili declinati nelle diverse categorie di poste patrimoniali valutate (attive e passive); le regole di indirizzo e coordinamento delle Società del Gruppo in materia di valutazione delle poste patrimoniali.

Tra le linee guida e le policy si segnalano inoltre, le Regole in materia di Business Model, le Regole in materia di valutazione dell'expected credit loss secondo il principio IFRS 9 ("Impairment Policy") e le "Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value" (ex. Fair Value Policy) alle quali si aggiungono documenti più specifici nell'ambito dei crediti deteriorati, degli equity investment e della gestione degli strumenti finanziari di copertura.

Con riferimento infine alle tematiche di vigilanza prudenziale il Gruppo ha redatto uno specifico documento denominato Regole di vigilanza prudenziale armonizzata.

In linea generale tali documenti vengono approvati da parte degli Organi Societari competenti. L'aggiornamento avviene a cura delle strutture manageriali per esigenze originate sia da fattori esogeni (ad esempio, cambiamento della normativa) che endogeni al Gruppo (ad esempio, nuova operatività e prodotti) e, in funzione della rilevanza e pervasività delle modifiche apportate, tali documenti sono soggetti ad uno specifico iter approvativo.

1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (FVTPL)

Criteri di classificazione

Sono classificate in questa categoria le attività finanziarie diverse da quelle classificate tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e tra le Attività finanziare valutate al costo ammortizzato. La voce, in particolare, include:

  • le attività finanziarie detenute per la negoziazione, essenzialmente rappresentate da titoli di debito e di capitale e dal valore positivo dei contratti derivati detenuti con finalità di negoziazione;
  • le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, rappresentate dalle attività finanziarie che non soddisfano i requisiti per la valutazione al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva. Si tratta di attività finanziarie i cui termini contrattuali non prevedono esclusivamente rimborsi del capitale e pagamenti dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (c.d. "SPPI test" non superato) oppure che non sono detenute nel quadro di un modello di business il cui obiettivo è il possesso di attività finalizzato alla raccolta dei flussi finanziari contrattuali (Business model "Hold to Collect") o il cui obiettivo è conseguito sia mediante la raccolta dei flussi finanziari contrattuali che mediante la vendita di attività finanziarie (Business model "Hold to Collect and Sell");
  • le attività finanziarie designate al fair value, ossia le attività finanziarie così definite al momento della rilevazione iniziale e ove ne sussistano i presupposti. In relazione a tale fattispecie, un'entità può designare irrevocabilmente all'iscrizione un'attività finanziaria come valutata al fair value con impatto a conto economico se, e solo se, così facendo elimina o riduce significativamente un'incoerenza valutativa.

Trovano quindi evidenza in questa voce:

  • i titoli di debito e i finanziamenti che sono inclusi in un business model Other/Trading (non riconducibili quindi ai business model "Hold to Collect" o "Hold to Collect and Sell") o che non superano il test SPPI, incluse le quote dei prestiti sindacati sottoscritti o altre tipologie di finanziamenti che, sin dall'origine, vengono destinate alla cessione e che non sono riconducibili ad un Business model Hold to Collect and Sell;
  • gli strumenti di capitale non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto detenuti per finalità di negoziazione o per cui non si sia optato, in sede di rilevazione iniziale, per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva;
  • le quote di OICR.

La voce accoglie inoltre i contratti derivati, contabilizzati tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione, che sono rappresentati come attività se il fair value è positivo e come passività se il fair value è negativo. È possibile compensare i valori correnti positivi e negativi derivanti da operazioni in essere con la medesima controparte - anche tra i contratti derivati allocati nel portafoglio di negoziazione e i contratti derivati di copertura, come previsto dalla Circolare 262 - soltanto qualora si abbia correntemente il diritto legale di compensare gli importi rilevati contabilmente e si intenda procedere al regolamento su base netta delle posizioni oggetto di compensazione.

Fra i derivati sono inclusi anche quelli incorporati in contratti finanziari complessi - in cui il contratto primario è una passività finanziaria - che sono stati oggetto di rilevazione separata in quanto:

  • le loro caratteristiche economiche ed i rischi non sono strettamente correlati alle caratteristiche del contratto sottostante;
  • gli strumenti incorporati, anche se separati, soddisfano la definizione di derivato;
  • gli strumenti ibridi cui appartengono non sono valutati al fair value con le relative variazioni rilevate a Conto Economico.

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica), non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie. In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto a conto economico in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. In questo caso, il tasso di interesse effettivo dell'attività finanziaria riclassificata è determinato in base al suo fair value alla data di riclassificazione e tale data viene considerata come data di rilevazione iniziale per l'allocazione nei diversi stadi di rischio creditizio (stage assignment) ai fini dell'impairment.

Per maggiori informazioni sui criteri di classificazione degli strumenti finanziari si rinvia al successivo paragrafo "I criteri di classificazione delle attività finanziarie".

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di debito e per i titoli di capitale, alla data di erogazione per i finanziamenti ed alla data di sottoscrizione per i contratti derivati.

All'atto della rilevazione iniziale le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico vengono rilevate al fair value, senza considerare i costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono valorizzate al fair value. Gli effetti dell'applicazione di tale criterio di valutazione sono imputati nel Conto Economico.

Per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari quotati in un mercato attivo, vengono utilizzate quotazioni di mercato. In assenza di un mercato attivo, vengono utilizzati metodi di stima e modelli valutativi comunemente adottati, che tengono conto di tutti i fattori di rischio correlati agli strumenti e che sono basati su dati rilevabili sul mercato quali: valutazione di strumenti quotati che presentano analoghe caratteristiche, calcoli di flussi di cassa scontati, modelli di determinazione del prezzo di opzioni, valori rilevati in recenti transazioni comparabili, ecc. Per i titoli di capitale e per gli strumenti derivati che hanno per oggetto titoli di capitale, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un'ampia gamma di possibili valutazioni del fair value, nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa.

Per maggiori informazioni sui criteri di determinazione del fair value, si rinvia alla Sezione "A.4 Informativa sul Fair Value".

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI)

Criteri di classificazione

Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:

  • l'attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito sia mediante l'incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente che mediante la vendita (Business model "Hold to Collect and Sell"), e
  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (c.d. "SPPI test" superato).

Sono inoltre inclusi nella voce gli strumenti di capitale, non detenuti per finalità di negoziazione, per i quali, al momento della rilevazione iniziale, è stata esercitata l'opzione per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

In particolare, vengono inclusi in questa voce:

  • i titoli di debito che sono riconducibili ad un business model Hold to Collect and Sell e che hanno superato il test SPPI;
  • le interessenze azionarie, non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto, che non sono detenute con finalità di negoziazione, per cui si è esercitata l'opzione per la designazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva;
  • i finanziamenti che sono riconducibili ad un business model Hold to Collect and Sell e che hanno superato il test SPPI, incluse le quote dei prestiti sindacati sottoscritti o altre tipologie di finanziamenti che, sin dall'origine, vengono destinate alla cessione e che sono riconducibili ad un Business model Hold to Collect and Sell.

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica), non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie.

In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al fair value con impatto sulla redditività complessiva in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Nel caso di riclassifica dalla categoria in oggetto a quella del costo ammortizzato, l'utile (perdita) cumulato rilevato nella riserva da valutazione è portato a rettifica del fair value dell'attività finanziaria alla data della riclassificazione. Nel caso invece di riclassifica nella categoria del fair value con impatto a conto economico, l'utile (perdita) cumulato rilevato precedentemente nella riserva da valutazione è riclassificato dal patrimonio netto all'utile (perdita) d'esercizio.

Per maggiori informazioni sui criteri di classificazione degli strumenti finanziari si rinvia al successivo paragrafo "I criteri di classificazione delle attività finanziarie".

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento per i titoli di debito e per i titoli di capitale ed alla data di erogazione per i finanziamenti. All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le Attività classificate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, diverse dai titoli di capitale, sono valutate al fair value, con la rilevazione a Conto Economico degli impatti derivanti dall'applicazione del costo ammortizzato, degli effetti dell'impairment e dell'eventuale effetto cambio, mentre gli altri utili o perdite derivanti da una variazione di fair value vengono rilevati in una specifica riserva di patrimonio netto finché l'attività finanziaria non viene cancellata. Al momento della dismissione, totale o parziale, l'utile o la perdita cumulati nella riserva da valutazione vengono riversati, in tutto o in parte, a Conto Economico.

Gli strumenti di capitale per cui è stata effettuata la scelta per la classificazione nella presente categoria sono valutati al fair value e gli importi rilevati in contropartita del patrimonio netto (Prospetto della redditività complessiva) non devono essere successivamente trasferiti a conto economico, neanche in caso di cessione. La sola componente riferibile ai titoli di capitale in questione che è oggetto di rilevazione a conto economico è rappresentata dai relativi dividendi.

Il fair value viene determinato sulla base dei criteri già illustrati per le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.

Per i titoli di capitale inclusi in questa categoria, non quotati in un mercato attivo, il criterio del costo è utilizzato quale stima del fair value soltanto in via residuale e limitatamente a poche circostanze, ossia in caso di non applicabilità di tutti i metodi di valutazione precedentemente richiamati, ovvero in presenza di un'ampia gamma di possibili valutazioni del fair value, nel cui ambito il costo rappresenta la stima più significativa.

Per maggiori informazioni sui criteri di determinazione del fair value, si rinvia alla Sezione "A.4 Informativa sul Fair Value".

Le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - sia sotto forma di titoli di debito che di crediti – sono soggette alla verifica dell'incremento significativo del rischio creditizio (impairment) prevista dall'IFRS 9, al pari delle Attività al costo ammortizzato, con conseguente rilevazione a conto economico di una rettifica di valore a copertura delle perdite attese. Più in particolare, sugli strumenti classificati in Stage 1 (ossia sulle attività finanziarie al momento dell'origination, ove non deteriorate, e sugli strumenti per cui non si è verificato un significativo incremento del rischio creditizio rispetto alla data di rilevazione iniziale) viene contabilizzata, alla data di rilevazione iniziale e ad ogni data di reporting successiva, una perdita attesa ad un anno. Invece, per gli strumenti classificati in Stage 2 (bonis per i quali si è verificato un incremento significativo del rischio creditizio rispetto alla data di rilevazione iniziale) e in Stage 3 (esposizioni deteriorate) viene contabilizzata una perdita attesa per l'intera vita residua dello strumento finanziario.

Viceversa non sono assoggettati al processo di impairment i titoli di capitale.

Si rinvia al successivo paragrafo "Perdite di valore delle attività finanziarie" per approfondimenti.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali

a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Criteri di classificazione

Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie (in particolare finanziamenti e titoli di debito) che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:

  • l'attività finanziaria è posseduta secondo un modello di business il cui obiettivo è conseguito mediante l'incasso dei flussi finanziari previsti contrattualmente (Business model "Hold to Collect"), e
  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire (c.d. "SPPI test" superato).

Più in particolare, formano oggetto di rilevazione in questa voce:

  • gli impieghi con banche nelle diverse forme tecniche che presentano i requisiti di cui sopra;
  • gli impieghi con clientela nelle diverse forme tecniche che presentano i requisiti di cui sopra;
  • i titoli di debito che presentano i requisiti di cui sopra.

Sono inoltre inclusi in tale categoria i crediti di funzionamento connessi con la prestazione di attività e di servizi finanziari come definiti dal T.U.B. e dal T.U.F. (ad esempio per distribuzione di prodotti finanziari ed attività di servicing).

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie, non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il proprio modello di business per la gestione delle attività finanziarie. In tali casi, che ci si attende siano altamente infrequenti, le attività finanziarie potranno essere riclassificate dalla categoria valutata al costo ammortizzato in una delle altre due categorie previste dall'IFRS 9 (Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva o Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione e gli effetti della riclassificazione operano in maniera prospettica a partire dalla data di riclassificazione. Gli utili o le perdite risultanti dalla differenza tra il costo ammortizzato dell'attività finanziaria e il relativo fair value sono rilevati a conto economico nel caso di riclassifica tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico e a Patrimonio netto, nell'apposita riserva di valutazione, nel caso di riclassifica tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

Per maggiori informazioni sui criteri di classificazione degli strumenti finanziari si rinvia al successivo paragrafo "I criteri di classificazione delle attività finanziarie".

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale dell'attività finanziaria avviene alla data di regolamento per i titoli di debito ed alla data di erogazione nel caso di crediti. All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al fair value, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

In particolare, per quel che attiene ai crediti, la data di erogazione normalmente coincide con la data di sottoscrizione del contratto. Qualora tale coincidenza non si manifesti, in sede di sottoscrizione del contratto si provvede ad iscrivere un impegno ad erogare fondi che si chiude alla data di erogazione del finanziamento. L'iscrizione del credito avviene sulla base del fair value dello stesso, pari all'ammontare erogato, o prezzo di sottoscrizione, comprensivo dei costi/proventi direttamente riconducibili al singolo credito e determinabili sin dall'origine dell'operazione, ancorché liquidati in un momento successivo. Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.

Le operazioni di pronti contro termine con obbligo di riacquisto o di rivendita a termine sono iscritte in Bilancio come operazioni di raccolta o impiego. In particolare, le operazioni di vendita a pronti e di riacquisto a termine sono rilevate in Bilancio come debiti per l'importo percepito a pronti, mentre le operazioni di acquisto a pronti e di rivendita a termine sono rilevate come crediti per l'importo corrisposto a pronti.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie in esame sono valutate al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo. In questi termini, l'attività è riconosciuta in Bilancio per un ammontare pari al valore di prima iscrizione diminuito dei rimborsi di capitale, più o meno l'ammortamento cumulato (calcolato con il metodo del tasso di interesse effettivo) della differenza tra tale importo iniziale e l'importo alla scadenza (riconducibile tipicamente ai costi/proventi imputati direttamente alla singola attività) e rettificato dell'eventuale fondo a copertura delle perdite. Il tasso di interesse effettivo è individuato calcolando il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri dell'attività, per capitale ed interesse, all'ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti all'attività finanziaria medesima. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi direttamente attribuibili ad un'attività finanziaria lungo la sua vita residua attesa.

Il metodo del costo ammortizzato non viene utilizzato per le attività – valorizzate al costo storico – la cui breve durata fa ritenere trascurabile l'effetto dell'applicazione della logica dell'attualizzazione, per quelle senza una scadenza definita e per i crediti a revoca.

I criteri di valutazione, come meglio indicato nel paragrafo "Perdite di valore delle attività finanziarie", sono strettamente connessi all'inclusione degli strumenti in esame in uno dei tre stages (stadi di rischio creditizio) previsti dall'IFRS 9, l'ultimo dei quali (Stage 3) comprende le attività finanziarie deteriorate e i restanti (Stage 1 e 2) le attività finanziarie in bonis.

Con riferimento alla rappresentazione contabile dei suddetti effetti valutativi, le rettifiche di valore riferite a questa tipologia di attività sono rilevate nel Conto Economico:

  • all'atto dell'iscrizione iniziale, per un ammontare pari alla perdita attesa a dodici mesi;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove il rischio creditizio non sia risultato significativamente incrementato rispetto all'iscrizione iniziale, in relazione alle variazioni dell'ammontare delle rettifiche di valore per perdite attese nei dodici mesi successivi;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove il rischio creditizio sia risultato significativamente incrementato rispetto all'iscrizione iniziale, in relazione alla rilevazione di rettifiche di valore per perdite attese riferibili all'intera vita residua prevista contrattualmente per l'attività;
  • all'atto della valutazione successiva dell'attività, ove dopo che si è verificato un incremento significativo del rischio di credito rispetto all'iscrizione iniziale – la "significatività" di tale incremento sia poi venuta meno, in relazione all'adeguamento delle rettifiche di valore cumulate per tener conto del passaggio da una perdita attesa lungo l'intera vita residua dello strumento ("lifetime") ad una a dodici mesi.

Le attività finanziarie in esame, ove risultino in bonis, sono sottoposte ad una valutazione, volta a definire le rettifiche di valore da rilevare in bilancio, a livello di singolo rapporto creditizio (o "tranche" di titolo), in funzione dei parametri di rischio rappresentati da probability of default (PD), loss given default (LGD) ed exposure at default (EAD), derivati dai modelli AIRB e opportunamente corretti per tener conto delle previsioni del principio contabile IFRS 9.

Se, oltre ad un incremento significativo del rischio di credito, si riscontrano anche oggettive evidenze di una perdita di valore, l'importo della perdita viene misurato come differenza tra il valore contabile dell'attività – classificata come "deteriorata", al pari di tutti gli altri rapporti intercorrenti con la medesima controparte – e il valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati, scontati al tasso di interesse effettivo originario. L'importo della perdita, da rilevare a Conto Economico, è definito sulla base di un processo di valutazione analitica o determinato per categorie omogenee e, quindi, attribuito analiticamente ad ogni posizione e tiene conto, come dettagliato nel paragrafo "Perdite di valore delle attività finanziarie", di informazioni forward looking e dei possibili scenari alternativi di recupero.

Rientrano nell'ambito delle attività deteriorate gli strumenti finanziari ai quali è stato attribuito lo status di sofferenza, inadempienza probabile o di scaduto/sconfinante da oltre novanta giorni secondo le regole di Banca d'Italia, coerenti con la normativa IAS/IFRS e di Vigilanza europea.

I flussi di cassa previsti tengono conto dei tempi di recupero attesi e del presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie.

Il tasso effettivo originario di ciascuna attività rimane invariato nel tempo ancorché sia intervenuta una ristrutturazione del rapporto che abbia comportato la variazione del tasso contrattuale ed anche qualora il rapporto divenga, nella pratica, infruttifero di interessi contrattuali.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a Conto Economico. La ripresa di valore non può eccedere il costo ammortizzato che lo strumento finanziario avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.

I ripristini di valore connessi con il trascorrere del tempo sono appostati nel margine di interesse.

In alcuni casi, durante la vita delle attività finanziarie in esame e, in particolare, dei crediti, le condizioni contrattuali originarie sono oggetto di successiva modifica per volontà delle parti del contratto. Quando, nel corso della vita di uno strumento, le clausole contrattuali sono oggetto di modifica occorre verificare se l'attività originaria deve continuare ad essere rilevata in bilancio o se, al contrario, lo strumento originario deve essere oggetto di cancellazione dal bilancio (derecognition) e debba essere rilevato un nuovo strumento finanziario.

In generale, le modifiche di un'attività finanziaria conducono alla cancellazione della stessa ed all'iscrizione di una nuova attività quando sono "sostanziali". La valutazione circa la "sostanzialità" della modifica deve essere effettuata considerando sia elementi qualitativi sia elementi quantitativi. In alcuni casi, infatti, potrà risultare chiaro, senza il ricorso a complesse analisi, che i cambiamenti introdotti modificano sostanzialmente le caratteristiche e/o i flussi contrattuali di una determinata attività mentre, in altri casi, dovranno essere svolte ulteriori analisi (anche di tipo quantitativo) per apprezzare gli effetti delle stesse e verificare la necessità di procedere o meno alla cancellazione dell'attività ed alla iscrizione di un nuovo strumento finanziario.

Le analisi (quali-quantitative) volte a definire la "sostanzialità" delle modifiche contrattuali apportate ad un'attività finanziaria dovranno pertanto considerare:

  • le finalità per cui le modifiche sono state effettuate: ad esempio, rinegoziazioni per motivi commerciali e concessioni per difficoltà finanziarie della controparte:
    • o le prime, volte a "trattenere" il cliente, vedono coinvolto un debitore che non versa in una situazione di difficoltà finanziaria. In questa casistica sono incluse tutte le operazioni di rinegoziazione che sono volte ad adeguare l'onerosità del debito alle condizioni di mercato. Tali operazioni comportano una variazione delle condizioni originarie del contratto, solitamente richieste dal debitore, che attiene ad aspetti connessi alla onerosità del debito, con un conseguente beneficio economico per il debitore stesso. In linea generale si ritiene che, ogniqualvolta la banca effettui una rinegoziazione al fine di evitare di perdere il proprio cliente, tale rinegoziazione debba essere considerata come sostanziale in quanto, ove non fosse effettuata, il cliente potrebbe finanziarsi presso un altro intermediario e la banca subirebbe un decremento dei ricavi futuri previsti;
    • o le seconde, effettuate per "ragioni di rischio creditizio" (misure di forbearance), sono riconducibili al tentativo della banca di massimizzare il recupero dei flussi di cassa del credito originario. I rischi e i benefici sottostanti, successivamente alle modifiche, di norma, non sono sostanzialmente trasferiti e, conseguentemente, la rappresentazione contabile che offre informazioni più rilevanti per il lettore del bilancio (salvo quanto si dirà in seguito in tema di elementi oggettivi), è quella effettuata tramite il "modification accounting" - che implica la rilevazione a conto economico della differenza tra valore contabile e valore attuale dei flussi di cassa modificati scontati al tasso di interesse originario - e non tramite la derecognition;
  • la presenza di specifici elementi oggettivi ("trigger") che incidono sulle caratteristiche e/o sui flussi contrattuali dello strumento finanziario (quali, a solo titolo di esempio, il cambiamento di divisa o la modifica della tipologia di rischio a cui si è esposti, ove la si correli a parametri di equity e commodity), che si ritiene comportino la derecognition in considerazione del loro impatto (atteso come significativo) sui flussi contrattuali originari.

Viceversa, le modifiche alle attività finanziarie a seguito della Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse (cosiddetta IBOR Reform), relative alla variazione della base per determinare i flussi finanziari contrattuali (sostituzione dell'indice di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse esistente con un tasso di riferimento alternativo), non costituiscono un evento di cancellazione contabile ("derecognition"), ma sono considerate contabilmente come una modifica ("modification"). Tali modifiche, se effettuate come diretta conseguenza dell'IBOR Reform e su basi economiche equivalenti, sono rappresentate con un adeguamento prospettico del tasso di interesse effettivo - applicando il paragrafo B5.4.5 dell'IFRS 9 anziché il "modification accounting" - con impatti sul margine di interesse dei futuri periodi.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi alle attività stesse. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano ad essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, le attività finanziarie vengono cancellate dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sulle stesse. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio delle attività in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall'esposizione ai cambiamenti di valore delle attività cedute ed alle variazioni dei flussi finanziari delle stesse.

Infine, le attività finanziarie cedute vengono cancellate dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un'obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi, senza un ritardo rilevante ad altri soggetti terzi.

4. Operazioni di copertura

Intesa Sanpaolo si avvale della possibilità, prevista in sede di introduzione dell'IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS 39 in tema di "hedge accounting" (nella versione Carve-out omologata dalla Commissione Europea) per ogni tipologia di copertura (sia per le coperture specifiche che per le macro coperture).

Criteri di classificazione: tipologia di coperture

Le operazioni di copertura dei rischi sono finalizzate a neutralizzare potenziali perdite, attribuibili ad un determinato rischio, e rilevabili su un determinato elemento o gruppo di elementi, nel caso in cui quel particolare rischio dovesse effettivamente manifestarsi.

Le tipologie di coperture utilizzate sono le seguenti:

  • copertura di fair value: ha l'obiettivo di coprire l'esposizione alla variazione del fair value (attribuibile alle diverse tipologie di rischio) di attività e passività iscritte in bilancio o porzioni di esse, di gruppi di attività/passività, di impegni irrevocabili e di portafogli di attività e passività finanziarie, inclusi i core deposits, come consentito dallo IAS 39 omologato dalla Commissione Europea. Le coperture generiche di fair value ("macro hedge") hanno l'obiettivo di ridurre le oscillazioni di fair value, imputabili al rischio di tasso di interesse, di un importo monetario, riveniente da un portafoglio di attività o di passività finanziarie. Non possono essere oggetto di copertura generica importi netti derivanti dallo sbilancio di attività e passività;
  • copertura di flussi finanziari: ha l'obiettivo di coprire l'esposizione a variazioni dei flussi di cassa futuri attribuibili a particolari rischi associati a poste del bilancio. Tale tipologia di copertura è utilizzata essenzialmente per stabilizzare i l flusso di interessi della raccolta a tasso variabile nella misura in cui quest'ultima finanzia impieghi a tasso fisso. In talune circostanze, analoghe operazioni sono poste in essere relativamente ad alcune tipologie di impieghi a tasso variabile;
  • copertura di un investimento in valuta: attiene alla copertura dei rischi di un investimento in un'impresa estera espresso in valuta.

Solo gli strumenti che coinvolgono una controparte esterna alla Banca possono essere designati come strumenti di copertura. Data la scelta esercitata dal Gruppo di avvalersi della possibilità di continuare ad applicare integralmente le regole dello IAS 39 per le relazioni di copertura, non è possibile designare i titoli di capitale classificati tra le Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI) come oggetti coperti per il rischio di prezzo o di cambio, dato che tali strumenti non impattano il conto economico, nemmeno in caso di vendita (se non per i dividendi che sono rilevati a conto economico).

Criteri di iscrizione

Gli strumenti derivati di copertura, al pari di tutti i derivati, sono inizialmente iscritti e successivamente misurati al fair value.

Una relazione si qualifica come di copertura, e trova coerente rappresentazione contabile, soltanto se tutte le seguenti condizioni sono soddisfatte:

  • all'inizio della copertura vi è una designazione e documentazione formale della relazione di copertura, degli obiettivi della società nella gestione del rischio e della strategia nell'effettuare la copertura. Tale documentazione include l'identificazione dello strumento di copertura, l'elemento o l'operazione coperta, la natura del rischio coperto e come l'impresa valuta l'efficacia dello strumento di copertura nel compensare l'esposizione alle variazioni di fair value dell'elemento coperto o dei flussi finanziari attribuibili al rischio coperto;
  • la copertura è attesa altamente efficace;
  • la programmata operazione oggetto di copertura, per le coperture di flussi finanziari, è altamente probabile e presenta un'esposizione alle variazioni di flussi finanziari che potrebbe incidere sul Conto economico;
  • l'efficacia della copertura può essere attendibilmente valutata;
  • la copertura è valutata sulla base di un criterio di continuità ed è considerata altamente efficace per tutti gli esercizi di riferimento per cui la copertura era designata.

Criteri di valutazione

I derivati di copertura sono valutati al fair value. In particolare:

  • nel caso di copertura di fair value, si compensa la variazione del fair value dell'elemento coperto con la variazione del fair value dello strumento di copertura. Tale compensazione è riconosciuta attraverso la rilevazione a Conto Economico delle variazioni di valore, riferite sia all'elemento coperto (per quanto riguarda le variazioni prodotte dal fattore di rischio sottostante), sia allo strumento di copertura. L'eventuale differenza, che rappresenta la parziale inefficacia della copertura, ne costituisce di conseguenza l'effetto economico netto. Nel caso di operazioni di copertura generica di fair value ("macro hedge") le variazioni di fair value con riferimento al rischio coperto delle attività e delle passività oggetto di copertura sono imputate nello Stato patrimoniale, rispettivamente, nella voce 60. "Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica" oppure 50. "Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica";
  • nel caso di copertura di flussi finanziari, le variazioni di fair value del derivato sono imputate a patrimonio netto, per la quota efficace della copertura, e sono rilevate a Conto Economico solo quando, con riferimento alla posta coperta, si manifesta la variazione dei flussi di cassa da compensare o se la copertura risulta inefficace;
  • le coperture di un investimento in valuta sono contabilizzate allo stesso modo delle coperture di flussi finanziari.

L'efficacia della copertura dipende dalla misura in cui le variazioni di fair value dello strumento coperto o dei relativi flussi finanziari attesi risultano compensati da quelle dello strumento di copertura. Pertanto l'efficacia è apprezzata dal confronto delle suddette variazioni, tenuto conto dell'intento perseguito dall'impresa nel momento in cui la copertura è stata posta in essere. Si ha efficacia quando le variazioni di fair value (o dei flussi di cassa) dello strumento finanziario di copertura neutralizzano quasi integralmente, cioè nei limiti stabiliti dall'intervallo 80-125%, le variazioni dello strumento coperto, per l'elemento di rischio oggetto di copertura.

La valutazione dell'efficacia è effettuata ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale utilizzando:

  • test prospettici, che giustificano l'applicazione della contabilizzazione di copertura, in quanto dimostrano la sua efficacia attesa;
  • test retrospettivi, che evidenziano il grado di efficacia della copertura raggiunto nel periodo cui si riferiscono, ovvero, misurano quanto i risultati effettivi si siano discostati dalla copertura perfetta.

La contabilizzazione delle coperture di fair value cessa prospetticamente nei seguenti casi:

  • lo strumento di copertura giunge a scadenza, è venduto, cessato o esercitato;
  • la copertura non soddisfa più i criteri per la contabilizzazione di copertura sopra detti;
  • l'impresa revoca la designazione.

Se le verifiche non confermano l'efficacia della copertura, da quel momento la contabilizzazione delle operazioni di copertura, secondo quanto sopra esposto, viene interrotta, il contratto derivato di copertura viene riclassificato tra gli strumenti di negoziazione e lo strumento finanziario coperto riacquisisce il criterio di valutazione corrispondente alla sua classificazione di bilancio. Qualora l'attività o passività coperta sia valutata al costo ammortizzato, il maggiore o minore valore derivante dalla valutazione della stessa a fair value per effetto della copertura divenuta inefficace viene imputato a Conto Economico secondo il metodo del tasso di interesse effettivo. Nel caso di interruzione di una relazione di copertura generica di fair value, le rivalutazioni/svalutazioni cumulate iscritte nella voce 60. "Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica" oppure 50. "Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica" sono rilevate a conto economico tra gli interessi attivi o passivi lungo la durata residua delle originarie relazioni di copertura, ferma restando la verifica che ne sussistano i presupposti.

In ciascuna delle seguenti circostanze un'impresa deve cessare prospetticamente la contabilizzazione di copertura di flussi finanziari:

  • lo strumento di copertura giunge a scadenza o è venduto, cessato o esercitato (a questo scopo, la sostituzione o il riporto di uno strumento di copertura con un altro strumento di copertura non è una conclusione o una cessazione se tale sostituzione o riporto è parte della documentata strategia di copertura dell'impresa). In tal caso, l'utile (o perdita) complessivo dello strumento di copertura rimane rilevato direttamente nel patrimonio netto fino all'esercizio in cui la copertura era efficace e resta separatamente iscritto nel patrimonio netto sino a quando la programmata operazione, oggetto di copertura, si verifica;
  • la copertura non soddisfa più i criteri per la contabilizzazione di copertura. In tal caso, l'utile o la perdita complessiva dello strumento di copertura rilevata direttamente nel patrimonio netto a partire dall'esercizio in cui la copertura era efficace resta separatamente iscritta nel patrimonio netto sino a quando la programmata operazione si verifica;
  • non si ritiene più che la programmata operazione debba accadere, nel qual caso qualsiasi correlato utile o perdita complessiva sullo strumento di copertura rilevata direttamente nel patrimonio netto dall'esercizio in cui la copertura era efficace va rilevata a Conto Economico;
  • l'impresa revoca la designazione. Per le coperture di una programmata operazione, l'utile o la perdita complessiva dello strumento di copertura rilevata direttamente nel patrimonio netto a partire dall'esercizio in cui la copertura era efficace resta separatamente iscritta nel patrimonio netto sino a quando la programmata operazione si verifica o ci si attende non debba più accadere.

Come eccezione alle previsioni dello IAS 39, non si effettua il discontinuing a seguito dell'aggiornamento della documentazione sulla relazione di copertura (per la modifica del rischio coperto, del sottostante coperto, del derivato di copertura o della modalità di verifica della tenuta della copertura) in caso di modifiche necessarie come diretta conseguenza della Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse (cosiddetta IBOR Reform) ed effettuate su basi economiche equivalenti.

17. Partecipazioni

Criteri di classificazione, iscrizione e valutazione

La voce include le interessenze detenute in società controllate, controllate congiuntamente e collegate.

Sono considerate società controllate le entità in cui Intesa Sanpaolo è esposta a rendimenti variabili, o detiene diritti su tali rendimenti, derivanti dal proprio rapporto con le stesse e nel contempo ha la capacità di incidere su tali rendimenti esercitando il proprio potere su tali entità.

Sono considerate società sottoposte a controllo congiunto (joint ventures) le entità per le quali, su base contrattuale, il controllo è condiviso fra Intesa Sanpaolo e un altro o più soggetti esterni al Gruppo, ovvero quando per le decisioni riguardanti le attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo.

Sono considerate società sottoposte ad una influenza notevole (collegate), le entità in cui Intesa Sanpaolo possiede almeno il 20% dei diritti di voto (ivi inclusi i diritti di voto "potenziali") o nelle quali - pur con una quota di diritti di voto inferiore - ha il potere di partecipare alla determinazione delle politiche finanziarie e gestionali della partecipata in virtù di particolari legami giuridici quali la partecipazione a patti di sindacato.

Non sono considerate sottoposte ad influenza notevole alcune interessenze superiori al 20%, nelle quali Intesa Sanpaolo detiene esclusivamente diritti patrimoniali su una porzione dei frutti degli investimenti, non ha accesso alle politiche di gestione e può esercitare diritti di governance limitati alla tutela degli interessi patrimoniali.

Le partecipazioni sono iscritte alla data di regolamento. All'atto della rilevazione iniziale le interessenze partecipative sono contabilizzate al costo.

Le partecipazioni sono valutate al costo, eventualmente rettificato per perdite di valore. Se esistono evidenze che il valore di una partecipazione possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento.

Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata a conto economico.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico.

Criteri di cancellazione

Le partecipazioni vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati dalle attività stesse o quando la partecipazione viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici ad essa connessi.

18. Attività materiali

Criteri di classificazione

Le attività materiali comprendono i terreni, gli immobili strumentali, gli investimenti immobiliari, il patrimonio artistico di pregio, gli impianti tecnici, i mobili e gli arredi nonché le attrezzature di qualsiasi tipo che si ritiene di utilizzare per più di un periodo. Le attività materiali detenute per essere utilizzate nella produzione o nella fornitura di beni e servizi sono classificate come "attività ad uso funzionale" secondo lo IAS 16. Gli immobili posseduti con finalità di investimento (per conseguire canoni di locazione o per l'apprezzamento del capitale investito) sono classificati come "attività detenute a scopo di investimento" in base allo IAS 40.

La voce accoglie anche attività materiali classificate in base allo IAS 2 - Rimanenze, che si riferiscono sia a beni derivanti dall'attività di escussione di garanzie o dall'acquisto in asta che l'impresa ha intenzione di vendere nel prossimo futuro, senza effettuare rilevanti opere di ristrutturazione, e che non hanno i presupposti per essere classificati nelle categorie precedenti. Sono, infine, inclusi i diritti d'uso acquisiti con il leasing e relativi all'utilizzo di un'attività materiale (per i locatari) e le attività concesse in leasing operativo (per i locatori).

Criteri di iscrizione

Le attività materiali sono inizialmente iscritte al costo che comprende, oltre al prezzo di acquisto, tutti gli eventuali oneri accessori direttamente imputabili all'acquisto e alla messa in funzione del bene.

Le spese di manutenzione straordinaria che comportano un incremento dei benefici economici futuri vengono imputate ad incremento del valore dei cespiti, mentre gli altri costi di manutenzione ordinaria sono rilevati a Conto Economico.

Criteri di valutazione

Le attività materiali sono valutate al costo, dedotti eventuali ammortamenti e perdite di valore, ad eccezione degli immobili ad uso funzionale e del patrimonio artistico di pregio che sono valutati secondo il metodo della rideterminazione del valore. Gli immobili detenuti a scopo di investimento sono valutati con il metodo del fair value.

Per le attività materiali soggette alla valutazione secondo il metodo della rideterminazione del valore:

  • se il valore contabile di un bene è incrementato a seguito di una rideterminazione di valore, l'incremento deve essere rilevato nel prospetto della redditività complessiva e accumulato nel patrimonio netto sotto la voce riserva di rivalutazione; invece nel caso in cui ripristini una svalutazione della stessa attività rilevata precedentemente nel conto economico deve essere rilevato come provento;
  • se il valore contabile di un bene è diminuito a seguito della rideterminazione di valore, la diminuzione deve essere rilevata nel prospetto della redditività complessiva nella misura in cui vi siano eventuali saldi a credito nella riserva di rivalutazione in riferimento a tale attività; altrimenti tale riduzione va contabilizzata nel conto economico.

Le attività materiali sono sistematicamente ammortizzate, adottando come criterio di ammortamento il metodo a quote costanti, lungo la loro vita utile. Il valore ammortizzabile è rappresentato dal costo dei beni (o dal valore netto rideterminato qualora il metodo adottato per la valutazione sia quello della rideterminazione del valore) al netto del valore residuo al termine del processo di ammortamento, se significativo. Gli immobili vengono ammortizzati per una quota ritenuta congrua per

rappresentare il deperimento dei cespiti nel tempo a seguito del loro utilizzo, tenuto conto delle spese di manutenzione di carattere straordinario, che vengono portate ad incremento del valore dei cespiti. Ai fini della determinazione della vita utile delle diverse tipologie di cespiti e dei corrispondenti coefficienti di ammortamento, il patrimonio immobiliare del Gruppo è stato segmentato in quattro cluster: (i) Immobili storici (vita utile pari a 65 anni) , (ii) Immobili cielo-terra (vita utile pari a 33 anni), (iii) Filiali bancarie (vita utile pari a 20 anni) e (iv) Altri immobili (vita utile pari a 20 anni). Da tali cluster, esula il Nuovo Centro Direzionale Intesa Sanpaolo a Torino, per il quale il periodo di vita utile è stato stimato tramite un'analisi specifica che ha considerato le caratteristiche innovative dell'opera, caratterizzata da importanza strategica e grande valore architettonico, costruita facendo ricorso a tecnologie complesse con pochi, se non nulli, termini di paragone non solo all'interno del patrimonio immobiliare del Gruppo, ma anche all'esterno. Le altre attività materiali sono ammortizzate sula base delle seguenti vite utile: i mobili da 5 a 10 anni, gli impianti da 4 a 10 anni, l'hardware e la apparecchiature IT in un periodo da 4 a 8 anni ed, infine, gli altri beni da 3 a 13 anni.

Non vengono invece ammortizzati:

  • i terreni, siano essi stati acquisiti singolarmente o incorporati nel valore dei fabbricati, in quanto hanno vita utile indefinita; - il patrimonio artistico di pregio, gli altri beni storico artistici e decorativi in quanto la loro vita utile non può essere stimata ed il loro valore è normalmente destinato ad aumentare nel tempo;
  • gli immobili ad uso investimento, come richiesto dal principio contabile IAS 40, sono valutati al fair value con contropartita il conto economico e pertanto non devono essere ammortizzati.

Se esiste qualche indicazione che dimostri che un'attività materiale valutata al costo possa aver subito una perdita di valore, si procede al confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a Conto Economico.

Qualora vengano meno i motivi che hanno portato alla rilevazione della perdita, si dà luogo ad una ripresa di valore, che non può superare il valore che l'attività avrebbe avuto, al netto degli ammortamenti calcolati, in assenza di precedenti perdite di valore.

Per quel che attiene alle attività materiali rilevate ai sensi dello IAS 2, le stesse sono valutate al minore tra il costo ed il valore netto di realizzo, fermo restando che si procede comunque al confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero ove esista qualche indicazione che dimostri che il bene possa aver subito una perdita di valore. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a conto economico.

Attività materiali rappresentate dal diritto d'uso di beni di cui a contratti di "leasing"

Ai sensi dell'IFRS 16 il "leasing" è un contratto, o parte di un contratto, che, in cambio di un corrispettivo, trasferisce il diritto di utilizzo di un'attività (l'attività sottostante) per un periodo di tempo.

Secondo l'IFRS 16, i leasing sono contabilizzati sulla base del modello del right of use, per cui, alla data iniziale, il locatario ha un'obbligazione finanziaria a effettuare pagamenti dovuti al locatore per compensare il suo diritto a utilizzare il bene sottostante durante la durata del leasing.

Quando l'attività è resa disponibile al locatario per il relativo utilizzo (data iniziale), il locatario riconosce sia la passività che l'attività consistente nel diritto di utilizzo.

In particolare, il diritto d'uso acquisito con il leasing è rilevato come somma del valore attuale dei canoni futuri da pagare per la durata contrattuale, dei pagamenti per leasing corrisposti alla data o prima della decorrenza del leasing, degli eventuali incentivi ricevuti, dei costi diretti iniziali e degli eventuali costi stimati per lo smantellamento o il ripristino dell'attività sottostante il leasing.

La passività finanziaria iscritta corrisponde al valore attuale dei pagamenti dovuti per il leasing.

In merito al tasso di attualizzazione, sulla base dei requisiti IFRS 16, il Gruppo utilizza per ogni contratto di leasing il tasso di interesse implicito, laddove sia disponibile. Per quanto riguarda i contratti di leasing dal punto di vista del locatario, in alcuni casi, ad esempio con riferimento ai contratti di affitto, il tasso di interesse implicito non può essere sempre determinato prontamente senza ricorrere a stime e assunzioni (il locatario non ha abbastanza informazioni sul valore residuo non garantito del bene locato). In questi casi, il Gruppo ha sviluppato una metodologia per definire il tasso di interesse incrementale in alternativa al tasso di interesse implicito ed ha deciso di adottare il tasso interno di trasferimento (TIT) della raccolta. Si tratta di una curva tassi non garantita (unsecured) e amortizing, prevedendo il contratto di leasing dei canoni, tipicamente costanti, lungo la durata del contratto, e non un unico pagamento a scadenza. Tale tasso tiene conto del merito creditizio del locatario, della durata del leasing, nonché dell'ambiente economico nel quale la transazione ha luogo e pertanto è in linea con quanto richiesto dal principio.

La durata del leasing viene determinata tenendo conto di:

  • periodi coperti da un'opzione di proroga del leasing, in caso l'esercizio della medesima sia ragionevolmente certo;
  • periodi coperti da un'opzione di risoluzione del leasing, in caso l'esercizio della medesima sia ragionevolmente certo.
  • Nel corso della durata del contratto di leasing, il locatario deve:
  • valutare il diritto d'uso al costo, al netto degli ammortamenti cumulati e delle rettifiche cumulate di valore determinate e contabilizzate in base alle previsioni dello IAS 36 "Riduzioni di valore delle attività", rettificato per tenere conto delle eventuali rideterminazioni della passività del leasing;
  • incrementare la passività riveniente dall'operazione di leasing a seguito della maturazione di interessi passivi calcolati al tasso di interesse implicito del leasing, o, alternativamente, al tasso di finanziamento marginale e ridurla per i pagamenti delle quote capitale e interessi.

In caso di modifiche nei pagamenti dovuti per il leasing la passività deve essere rideterminata; l'impatto della rideterminazione della passività è rilevato in contropartita dell'attività consistente nel diritto di utilizzo.

Criteri di cancellazione

Un'attività materiale è eliminata dallo Stato patrimoniale al momento della dismissione o quando il bene è permanentemente ritirato dall'uso e dalla sua dismissione non sono attesi benefici economici futuri.

19. Attività immateriali

Criteri di classificazione

Le attività immateriali comprendono l'avviamento e le altre attività immateriali disciplinate dallo IAS 38. Possono includere i diritti d'uso acquisiti con il leasing e relativi all'utilizzo di un'attività immateriale (per i locatari) e le attività concesse in leasing operativo (per i locatori).

Le attività immateriali sono iscritte come tali se sono identificabili e trovano origine in diritti legali o contrattuali. Tra le attività immateriali è anche iscritto l'avviamento che rappresenta la differenza positiva tra il costo di acquisto ed il fair value delle attività e passività di pertinenza di un'impresa acquisita.

Criteri di iscrizione e valutazione

Le attività immateriali sono iscritte al costo, rettificato per eventuali oneri accessori solo se è probabile che i futuri benefici economici attribuibili all'attività si realizzino e se il costo dell'attività stessa può essere determinato attendibilmente. In caso contrario il costo dell'attività immateriale è rilevato a conto economico nell'esercizio in cui è stato sostenuto.

Per le attività a vita utile definita, il costo è ammortizzato in quote costanti o in quote decrescenti determinate in funzione dell'afflusso dei benefici economici attesi dall'attività. Le attività a vita utile indefinita non sono invece soggette ad ammortamento sistematico, bensì ad un test periodico di verifica dell'adeguatezza del relativo valore di iscrizione in bilancio.

Se esiste qualche indicazione che dimostri che un'attività possa avere subìto una perdita di valore, si procede alla stima del valore di recupero dell'attività. L'ammontare della perdita, rilevato a conto economico, è pari alla differenza tra il valore contabile dell'attività ed il valore recuperabile.

In particolare tra le attività immateriali sono incluse:

  • attività immateriali basate sulla tecnologia, quali il software applicativo, che sono ammortizzate in funzione della prevista obsolescenza tecnologica delle stesse e comunque non oltre un periodo massimo di sette anni; in particolare, i costi sostenuti internamente per lo sviluppo di progetti di software costituiscono attività immateriali e sono iscritti all'attivo solo se tutte le seguenti condizioni sono rispettate: i) il costo attribuibile all'attività di sviluppo è attendibilmente determinabile, ii) vi è l'intenzione, la disponibilità di risorse finanziarie e la capacità tecnica a rendere l'attività disponibile all'uso o alla vendita, iii) è dimostrabile che l'attività è in grado di produrre benefici economici futuri. I costi di sviluppo del software capitalizzati comprendono le sole spese sostenute che possono essere attribuite direttamente al processo di sviluppo. I costi di sviluppo software capitalizzati sono ammortizzati sistematicamente lungo la vita stimata del relativo prodotto/servizio in modo da riflettere le modalità con cui ci si attende che i benefici economici futuri derivanti dall'attività siano consumati dall'entità dall'inizio della produzione lungo la vita stimata del prodotto;
  • attività immateriali legate alla clientela rappresentate in genere dalla valorizzazione, in occasione di operazioni di aggregazione, dei rapporti di asset management, delle attività non finanziarie correlate a prestazioni di servizi e del portafoglio assicurativo. Tali attività, a vita definita, sono originariamente valorizzate attraverso l'attualizzazione, con l'utilizzo di un tasso rappresentativo del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell'attività, dei flussi rappresentativi dei margini reddituali lungo un periodo esprimente la durata residua, contrattuale o stimata, dei rapporti in essere al momento dell'operazione di aggregazione. Esse sono ammortizzate, per i rapporti di asset management e per le attività non finanziarie correlate a prestazioni di servizi in quote costanti lungo il periodo di afflusso di maggiore significatività dei benefici economici attesi nel caso di rapporti non aventi una scadenza predeterminata e, per i rapporti legati a contratti assicurativi, in quote tendenzialmente decrescenti corrispondenti al periodo di durata dei contratti nel caso di rapporti con scadenza definita (vita residua delle polizze);
  • attività immateriali legate al marketing rappresentate dalla valorizzazione del marchio ("brand name") anch'esso iscritto in occasione di operazioni di aggregazione. Tale attività è considerata a vita indefinita in quanto si ritiene che possa contribuire per un periodo indeterminato alla formazione dei flussi reddituali.

Infine, tra le attività immateriali è incluso l'avviamento.

L'avviamento può essere iscritto, nell'ambito di operazioni di aggregazione, quando la differenza positiva fra il fair value degli elementi patrimoniali acquisiti e il costo di acquisto della partecipazione è rappresentativo delle capacità reddituali future della partecipazione (goodwill).

Qualora tale differenza risulti negativa (badwill) o nell'ipotesi in cui il goodwill non trovi giustificazione nelle capacità reddituali future della partecipata, la differenza stessa viene iscritta direttamente a conto economico.

Con periodicità annuale (od ogni volta che vi sia evidenza di perdita di valore) viene effettuato un test di verifica dell'adeguatezza del valore dell'avviamento. A tal fine viene identificata l'Unità generatrice di flussi finanziari (o Cash Generating Unit, CGU) cui attribuire l'avviamento. Nell'ambito del Gruppo Intesa Sanpaolo le Unità generatrici di flussi finanziari corrispondono alle divisioni operative rappresentate nel segment reporting. Il Business operativo svolto direttamente dalla Capogruppo rientra nell'ambito delle Unità generatrici di flussi finanziari rappresentate dalla Banca dei Territori e dal Corporate e Investiment banking. L'avviamento è pertanto allocato in tali divisioni. L'ammontare dell'eventuale riduzione di valore è determinato sulla base della differenza tra il valore di iscrizione dell'avviamento ed il suo valore di recupero, se inferiore. Detto valore di recupero è pari al maggiore tra il fair value dell'Unità generatrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d'uso. Le conseguenti rettifiche di valore vengono rilevate a conto economico.

Per quanto riguarda l'attività immateriale rappresentata dal brand name, qualora la CGU di riferimento non presenti avviamenti allocati e, conseguentemente, non risulti possibile attrarre la verifica del valore recuperabile dell'intangible specifico nel contesto dell'impairment test dell'avviamento basato sui flussi di cassa complessivi della CGU, si procede ad una sua valutazione autonoma e specifica sulla base del fair value attestato dalla perizia di un esperto indipendente.

Criteri di cancellazione

Un'attività immateriale è eliminata dallo stato patrimoniale al momento della dismissione o qualora non siano più attesi benefici economici futuri.

20. Altre attività

Le altre attività accolgono essenzialmente partite in attesa di sistemazione e poste non riconducibili ad altre voci dello stato patrimoniale, tra cui si ricordano i crediti derivanti da forniture di beni e servizi non finanziari, le partite fiscali diverse da quelle rilevate a voce propria (ad esempio, connesse con l'attività di sostituto di imposta), l'oro, l'argento e i metalli preziosi e i ratei attivi diversi da quelli che vanno capitalizzati sulle relative attività finanziarie, ivi inclusi quelli derivanti da contratti con i clienti ai sensi dell'IFRS 15, paragrafi 116 e successivi. Come previsto dai paragrafi 91 e successivi dell'IFRS 15, i costi sostenuti per l'acquisizione e l'adempimento dei contratti con la clientela aventi durata pluriennale sono capitalizzati e ammortizzati nella misura in cui siano incrementali e si preveda di recuperarli.

21. Attività non correnti o gruppi di attività/passività in via di dismissione

Vengono classificate nella voce dell'attivo "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e in quella del passivo "Passività associate ad attività in via di dismissione" attività non correnti o gruppi di attività/passività per i quali è stato avviato un processo di dismissione e la loro vendita è ritenuta altamente probabile. Tali attività/passività sono valutate al minore tra il valore di carico ed il loro fair value al netto dei costi di cessione, ad eccezione di alcune tipologie di attività (es. attività finanziarie rientranti nell'ambito di applicazione dell'IFRS 9) per cui l'IFRS 5 prevede specificatamente che debbano essere applicati i criteri valutativi del principio contabile di pertinenza.

È possibile che tra le attività non correnti e gruppi di attività in dismissione siano inclusi portafogli di attività per cui non esistono quotazioni in un mercato attivo. In tale evenienza, si procede ad una loro valutazione al fair value facendo riferimento, in presenza di un accordo raggiunto con la controparte acquirente, ai prezzi di cessione risultanti da tale accordo; in assenza di un accordo, applicando specifiche tecniche valutative in funzione dall'attività e ricorrendo eventualmente a fairness opinion esterne.

I proventi ed oneri (al netto dell'effetto fiscale), riconducibili a gruppi di attività in via di dismissione o rilevati come tali nel corso dell'esercizio, sono esposti nel conto economico in voce separata.

22. Fiscalità corrente e differita

Le imposte sul reddito, calcolate nel rispetto delle legislazioni fiscali nazionali, sono contabilizzate come costo in base al criterio della competenza economica, coerentemente con le modalità di rilevazione in bilancio dei costi e ricavi che le hanno generate. Esse rappresentano pertanto il saldo della fiscalità corrente e differita relativa al reddito dell'esercizio. Le Attività e Passività fiscali correnti accolgono il saldo netto delle posizioni della Banca nei confronti delle Amministrazioni finanziarie italiana ed estere riconducibili all'ambito della fiscalità diretta. In particolare, tali poste accolgono il saldo netto tra le passività fiscali di anni pregressi e correnti dell'esercizio, calcolate in base ad una prudenziale previsione dell'onere tributario dovuto per l'esercizio, determinato in base alle norme tributarie in vigore, e le attività fiscali correnti rappresentate dagli acconti, dalle ritenute d'acconto subite o da altri crediti d'imposta. Il rischio insito nei suddetti procedimenti – allo stesso modo dei rischi insiti in procedimenti che non hanno richiesto versamenti a titolo provvisorio – viene valutato secondo le logiche dello IAS 37, in relazione alle probabilità di impiego di risorse economiche per il loro adempimento.

Tenuto conto dell'adozione del consolidato fiscale nazionale da parte del Gruppo, le posizioni fiscali riferibili alla Banca e a quelle originate da altre società del Gruppo sono gestite in modo distinto sotto il profilo amministrativo.

La fiscalità differita viene determinata in base al criterio del cosiddetto balance sheet liability method, tenuto conto dell'effetto fiscale connesso alle differenze temporanee tra il valore contabile delle attività e passività ed il loro valore fiscale che determineranno importi imponibili o deducibili nei futuri periodi. A tali fini, si intendono "differenze temporanee tassabili" quelle che nei periodi futuri determineranno importi imponibili e "differenze temporanee deducibili" quelle che negli esercizi futuri determineranno importi deducibili.

La fiscalità differita viene calcolata applicando le aliquote di imposizione stabilite dalle disposizioni di legge in vigore alle differenze temporanee tassabili per cui esiste la probabilità di un effettivo sostenimento di imposte ed alle differenze temporanee deducibili per cui esiste una ragionevole certezza che vi siano ammontari imponibili futuri al momento in cui si manifesterà la relativa deducibilità fiscale (c.d. probability test). Le imposte anticipate e differite relative alla medesima imposta e scadenti nel medesimo periodo vengono compensate.

Qualora le Attività e Passività fiscali differite si riferiscano a componenti che hanno interessato il conto economico, la contropartita è rappresentata dalle imposte sul reddito.

Nei casi in cui le imposte anticipate e differite riguardino transazioni che hanno interessato direttamente il patrimonio netto senza influenzare il conto economico (quali le rettifiche di prima applicazione degli IAS/IFRS, le valutazioni degli strumenti finanziari rilevati al fair value con impatto sulla redditività complessiva o dei contratti derivati di copertura di flussi finanziari), le stesse vengono iscritte in contropartita al patrimonio netto, interessando le specifiche riserve quando previsto (es. riserve da valutazione).

La fiscalità latente riferita alle poste patrimoniali in sospensione d'imposta "tassabili soltanto in ipotesi di distribuzione" non viene iscritta in bilancio, in quanto la consistenza delle riserve disponibili già assoggettate a tassazione consente di ritenere che non saranno effettuate operazioni che ne comportino la tassazione.

La fiscalità differita riferita alle società incluse nel consolidato fiscale viene rilevata in bilancio dalle stesse, in applicazione del criterio di competenza economica ed in considerazione della valenza del consolidato fiscale limitata agli adempimenti di liquidazione delle posizioni fiscali correnti.

23. Fondi per rischi ed oneri

Fondi per rischi ed oneri a fronte di impegni e garanzie rilasciate

La sottovoce dei fondi per rischi ed oneri in esame accoglie i fondi per rischio di credito rilevati a fronte degli impegni ad erogare fondi ed alle garanzie rilasciate che rientrano nel perimetro di applicazione delle regole sull'impairment ai sensi dell'IFRS 9. Per tali fattispecie sono adottate, in linea di principio, le medesime modalità di allocazione tra i tre stage (stadi di rischio creditizio) e di calcolo della perdita attesa esposte con riferimento alle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

L'aggregato accoglie, peraltro, anche i fondi per rischi ed oneri costituiti a fronte di altre tipologie di impegni e di garanzie rilasciate che, in virtù delle proprie peculiarità, non rientrano nel richiamato perimetro di applicazione dell'impairment ai sensi dell'IFRS 9.

Fondi di quiescenza e per obblighi simili

I Fondi di quiescenza sono costituiti in attuazione di accordi aziendali e si qualificano come piani a benefici definiti. La passività relativa a tali piani ed il relativo costo previdenziale delle prestazioni di lavoro corrente sono determinati sulla base di ipotesi attuariali applicando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", che prevede la proiezione degli esborsi futuri sulla base di analisi storiche statistiche e della curva demografica e l'attualizzazione finanziaria di tali flussi sulla base di un tasso di interesse di mercato. I contributi versati in ciascun esercizio sono considerati come unità separate, rilevate e valutate singolarmente ai fini della determinazione dell'obbligazione finale. Il tasso utilizzato per l'attualizzazione è determinato in base ai rendimenti di mercato rilevati alle date di valutazione di obbligazioni di aziende primarie tenendo conto della durata media residua della passività. Il valore attuale dell'obbligazione alla data di riferimento del bilancio è inoltre rettificato del fair value delle eventuali attività a servizio del piano.

Gli utili e le perdite attuariali (ovvero le variazioni nel valore attuale dell'obbligazione derivanti dalle modifiche alle ipotesi attuariali e dalle rettifiche basate sull'esperienza passata) sono riconosciuti nel prospetto della redditività complessiva.

Altri fondi

Gli altri fondi per rischi ed oneri accolgono gli accantonamenti relativi ad obbligazioni legali o connessi a rapporti di lavoro oppure a contenziosi, anche fiscali, originati da un evento passato per i quali sia probabile l'esborso di risorse economiche per l'adempimento delle obbligazioni stesse, sempre che possa essere effettuata una stima attendibile del relativo ammontare.

Conseguentemente, la rilevazione di un accantonamento avviene se e solo se:

  • vi è un'obbligazione in corso (legale o implicita) quale risultato di un evento passato;
  • è probabile che per adempiere all'obbligazione si renderà necessario l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici; e
  • può essere effettuata una stima attendibile dell'importo derivante dall'adempimento dell'obbligazione.

L'importo rilevato come accantonamento rappresenta la migliore stima della spesa richiesta per adempiere all'obbligazione esistente alla data di riferimento del bilancio e riflette rischi ed incertezze che inevitabilmente caratterizzano una pluralità di fatti e circostanze. Laddove l'elemento temporale sia significativo, gli accantonamenti vengono attualizzati utilizzando i tassi correnti di mercato. L'accantonamento e gli incrementi dovuti al fattore temporale sono rilevati a Conto Economico.

L'accantonamento viene stornato quando diviene improbabile l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici per adempiere l'obbligazione oppure quando si estingue l'obbligazione.

Nella voce sono inclusi anche i benefici a lungo termine ai dipendenti, i cui oneri vengono determinati con i medesimi criteri attuariali descritti per i fondi di quiescenza. Gli utili e le perdite attuariali vengono rilevati tutti immediatamente nel conto economico.

24. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Criteri di classificazione

I Debiti verso banche, i Debiti verso clientela e i Titoli in circolazione ricomprendono le varie forme di provvista interbancaria e con clientela, le operazioni di pronti contro termine con obbligo di riacquisto a termine e la raccolta effettuata attraverso certificati di deposito, titoli obbligazionari ed altri strumenti di raccolta in circolazione, al netto degli eventuali ammontari riacquistati.

Sono inoltre inclusi i debiti iscritti dalla Banca in qualità di locatario nell'ambito di operazioni di leasing.

Criteri di iscrizione

La prima iscrizione di tali passività finanziarie avviene alla data di sottoscrizione del contratto, che normalmente coincide con il momento della ricezione delle somme raccolte o della emissione dei titoli di debito.

La prima iscrizione è effettuata sulla base del fair value delle passività, normalmente pari all'ammontare incassato o al prezzo di emissione, aumentato degli eventuali costi/proventi aggiuntivi direttamente attribuibili alla singola operazione di provvista o di emissione. Sono esclusi i costi interni di carattere amministrativo.

I debiti per leasing vengono iscritti al valore attuale dei pagamenti di leasing futuri, attualizzati utilizzando il tasso di interesse implicito dell'operazione oppure, se non determinabile, attraverso il tasso marginale di finanziamento.

Criteri di valutazione

Dopo la rilevazione iniziale, le passività finanziarie vengono valutate al costo ammortizzato col metodo del tasso di interesse effettivo.

Fanno eccezione le passività a breve termine, per le quali il fattore temporale risulta trascurabile, che rimangono iscritte per il valore incassato.

I debiti per leasing vengono rideterminati quando vi è una lease modification (e.g. una modifica del contratto che non è contabilizzata/considerata come contratto separato); l'effetto della rideterminazione andrà registrato in contropartita all'attività per diritto d'uso.

Criteri di cancellazione

Le passività finanziarie sono cancellate dal bilancio quando risultano scadute o estinte. La cancellazione avviene anche in presenza di riacquisto di titoli obbligazionari precedentemente emessi. La differenza tra valore contabile della passività e l'ammontare corrisposto per acquistarla viene registrata a Conto Economico.

Il ricollocamento sul mercato di titoli propri successivamente al loro riacquisto è considerato come una nuova emissione con iscrizione al nuovo prezzo di collocamento.

25. Passività finanziarie di negoziazione

Criteri di iscrizione

Gli strumenti finanziari in oggetto sono iscritti alla data di sottoscrizione o alla data di emissione ad un valore pari al fair value dello strumento, senza considerare eventuali costi o proventi di transazione direttamente attribuibili agli strumenti stessi.

In tale categoria di passività sono, in particolare, inclusi i contratti derivati di trading con fair value negativo, nonché i derivati impliciti con fair value negativo oggetto di scorporo dalle passività valutate al costo ammortizzato.

Inoltre sono incluse le passività che si originano da scoperti tecnici generati dall'attività di negoziazione di titoli e i certificates rientranti nel business model di trading.

Criteri di valutazione

Tutte le passività di negoziazione sono valutate al fair value con imputazione del risultato della valutazione nel Conto Economico.

Criteri di cancellazione

Le Passività finanziarie detenute per negoziazione vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando la passività finanziaria è ceduta con trasferimento sostanziale di tutti i rischi ed i benefici derivanti dalla proprietà della stessa.

26. Passività finanziarie designate al fair value

Criteri di classificazione

Formano oggetto di rilevazione nella presente voce le passività finanziarie designate al fair value con contropartita in Conto Economico, sulla base della facoltà riconosciuta alle imprese (c.d. "fair value option") dall'IFRS 9 e nel rispetto delle casistiche previste dalla normativa di riferimento.

In tale categoria di passività sono, in particolare, inclusi i certificates rientranti nel business model di banking book.

Criteri di iscrizione

L'iscrizione di tali passività avviene alla data di emissione in misura pari al loro fair value, incluso il valore dell'eventuale derivato embedded e al netto delle commissioni di collocamento pagate.

Criteri di valutazione

Tali passività sono valutate al fair value con imputazione del risultato secondo le seguenti regole previste dall'IFRS 9:

  • le variazioni di fair value che sono attribuibili alla variazione del proprio merito creditizio devono essere rilevate nel Prospetto della redditività complessiva (Patrimonio Netto);
  • le restanti variazioni di fair value devono essere rilevate nel Conto Economico.

Gli importi rilevati nel Prospetto della redditività complessiva non rigirano successivamente a conto economico. Tale modalità di contabilizzazione non deve essere applicata qualora la rilevazione degli effetti del proprio merito di credito a Patrimonio netto determini o accentui un accounting mismatch a conto economico. In questo caso gli utili o le perdite legate alla passività, incluse quelle che si determinano come effetto della variazione del proprio merito creditizio, devono essere rilevate a conto economico.

Criteri di cancellazione

Le passività finanziarie designate al fair value vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui relativi flussi finanziari o quando la passività finanziaria è ceduta con trasferimento sostanziale di tutti i rischi ed i benefici derivanti dalla proprietà della stessa.

27. Operazioni in valuta

Definizione

La valuta estera è una valuta differente dalla valuta funzionale dell'impresa, che a sua volta è la valuta dell'ambiente economico prevalente in cui l'impresa stessa opera.

Criteri di rilevazione iniziale

Le operazioni in valuta estera sono registrate, al momento della rilevazione iniziale, in divisa di conto, applicando all'importo in valuta estera il tasso di cambio in vigore alla data dell'operazione.

Criteri di rilevazione successiva

Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale, le poste di bilancio in valuta estera vengono valorizzate come segue:

  • le poste monetarie sono convertite al tasso di cambio alla data di chiusura;
  • le poste non monetarie valutate al costo storico sono convertite al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione;
  • le poste non monetarie valutate al fair value sono convertite utilizzando i tassi di cambio in essere alla data di chiusura.

Le differenze di cambio che derivano dal regolamento di elementi monetari o dalla conversione di elementi monetari a tassi diversi da quelli di conversione iniziali, o di conversione del bilancio precedente, sono rilevate nel conto economico del periodo in cui sorgono.

Quando un utile o una perdita relativi ad un elemento non monetario sono rilevati a patrimonio netto, la differenza cambio relativa a tale elemento è rilevata anch'essa a patrimonio. Per contro, quando un utile o una perdita sono rilevati a conto economico, è rilevata in conto economico anche la relativa differenza cambio.

28. Altre informazioni

Azioni proprie

Le eventuali azioni proprie detenute sono portate in riduzione del patrimonio netto. Analogamente, il costo originario delle stesse e gli utili o le perdite derivanti dalla loro successiva vendita sono rilevati come movimenti del patrimonio netto.

Ratei e risconti

I ratei ed i risconti che accolgono oneri e proventi di competenza del periodo maturati su attività e passività sono iscritti in bilancio a rettifica delle attività e passività a cui si riferiscono.

Spese per migliorie su beni di terzi

I costi di ristrutturazione di immobili non di proprietà vengono capitalizzati in considerazione del fatto che per la durata del contratto di affitto la società utilizzatrice ha il controllo dei beni e può trarre da essi benefici economici futuri. I suddetti costi, classificati tra le Altre attività come previsto dalle Istruzioni della Banca d'Italia, vengono ammortizzati per un periodo non superiore alla durata del contratto di affitto.

Trattamento di fine rapporto del personale

Il trattamento di fine rapporto si configura come un "beneficio successivo al rapporto di lavoro" classificato come:

  • "piano a contribuzione definita" per le quote di trattamento di fine rapporto del personale maturande a partire dal 1° gennaio 2007 (data di entrata in vigore della riforma della previdenza complementare di cui al Decreto Legislativo 5 dicembre 2005 n. 252) sia nel caso di opzione da parte del dipendente per la previdenza complementare, sia nel caso di destinazione al fondo di Tesoreria presso l'INPS. Per tali quote l'importo contabilizzato tra i costi del personale è determinato sulla base dei contributi dovuti senza l'applicazione di metodologie di calcolo attuariali;
  • "piano a benefici definiti" per la quota del trattamento di fine rapporto del personale maturata sino al 31 dicembre 2006. Tali quote sono iscritte sulla base del loro valore attuariale determinato utilizzando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", senza applicazione del pro-rata del servizio prestato in quanto il costo previdenziale ("current service cost") del TFR è quasi interamente maturato e la rivalutazione dello stesso, per gli anni a venire, non si ritiene dia luogo a significativi benefici per i dipendenti.

Ai fini dell'attualizzazione, il tasso utilizzato è determinato con riferimento al rendimento di mercato di obbligazioni di aziende primarie tenendo conto della durata media residua della passività, ponderata in base alla percentuale dell'importo pagato e anticipato, per ciascuna scadenza, rispetto al totale da pagare e anticipare fino all'estinzione finale dell'intera obbligazione. I costi per il servizio del piano sono contabilizzati tra i costi del personale, mentre gli utili e le perdite attuariali sono rilevati nel prospetto della redditività complessiva.

Pagamenti basati su azioni

I piani di remunerazione del personale basati su azioni vengono rilevati nel conto economico, con un corrispondente incremento del patrimonio netto, sulla base del fair value degli strumenti finanziari attribuiti alla data di assegnazione, suddividendo l'onere lungo il periodo previsto dal piano.

In presenza di opzioni, il fair value delle stesse è calcolato utilizzando un modello che considera, oltre ad informazioni quali il prezzo di esercizio e la vita dell'opzione, il prezzo corrente delle azioni e la loro volatilità attesa, i dividendi attesi e il tasso di interesse risk-free, anche le caratteristiche specifiche del piano in essere. Nel modello di valorizzazione sono valutate in modo distinto l'opzione e la probabilità di realizzazione delle condizioni in base alle quali le opzioni sono state assegnate. La combinazione dei due valori fornisce il fair value dello strumento assegnato.

L'eventuale riduzione del numero di strumenti finanziari assegnati è contabilizzata come cancellazione di una parte degli stessi.

Benefici ai dipendenti

Si definiscono benefici ai dipendenti tutti i tipi di remunerazione erogati dall'azienda in cambio dell'attività lavorativa svolta dai dipendenti. I benefici ai dipendenti si suddividono tra:

  • benefici a breve termine (diversi dai benefici dovuti ai dipendenti per la cessazione del rapporto di lavoro e dai benefici retributivi sotto forma di partecipazione al capitale) che si prevede di liquidare interamente entro dodici mesi dal termine dell'esercizio nel quale i dipendenti hanno prestato l'attività lavorativa e rilevati interamente a conto economico al momento della maturazione (rientrano in tale categoria, ad esempio, i salari, gli stipendi e le prestazioni "straordinarie");
  • benefici successivi al rapporto di lavoro dovuti dopo la conclusione del rapporto di lavoro che obbligano l'impresa ad un'erogazione futura nei confronti dei dipendenti. Tra questi, rientrano il trattamento di fine rapporto e i fondi pensione che, a loro volta si suddividono in piani a contribuzione definita e piani a benefici definiti o fondi di quiescenza aziendale;
  • benefici per la cessazione del rapporto di lavoro, ossia quei compensi che l'azienda riconosce ai dipendenti come contropartita alla cessazione del rapporto di lavoro, in seguito alla decisione della stessa di concludere il rapporto di lavoro prima della normale data di pensionamento;
  • benefici a lungo termine, diversi dai precedenti, che non si prevede siano estinti interamente entro i dodici mesi successivi al temine dell'esercizio in cui i dipendenti hanno svolto le proprie prestazioni lavorative.

Compensazione di strumenti finanziari

Ai sensi dello IAS 32, paragrafo 42, le attività finanziarie e le passività finanziarie sono oggetto di compensazione ed evidenziate in bilancio per il saldo netto, qualora l'entità:

  • abbia un diritto legale ad operare tale compensazione, correntemente esercitabile in tutte le circostanze, siano esse afferenti al normale svolgimento del business siano esse relative a situazioni di inadempimento, insolvenza, fallimento delle parti;
  • intenda regolare le transazioni per il saldo netto o in base ad un regolamento su base lorda i cui effetti sostanziali siano equivalenti ad un regolamento netto.

Per gli strumenti derivati rientranti in accordi di compensazione che rispettano i requisiti in precedenza illustrati la Circolare n. 262 prevede di effettuare la compensazione anche tra i derivati di negoziazione e i derivati di copertura, prevedendo una rappresentazione su base netta di tali sbilanci: convenzionalmente, il saldo netto viene allocato nel portafoglio di negoziazione piuttosto che nei derivati di copertura, in funzione della prevalenza del valore assoluto tra lo sbilancio dei derivati di negoziazione e quello dei derivati di copertura.

In ottemperanza a quanto richiesto dal principio contabile IFRS 7, informazioni di maggior dettaglio sono fornite nelle tavole contenute nella Parte B – Altre informazioni della presente nota integrativa, nelle quali sono esposti in particolare:

  • i valori di bilancio di attività e passività che presentano i requisiti previsti dallo IAS 32, paragrafo 42, prima e dopo la compensazione contabile;
  • le esposizioni soggette ad accordi quadro di compensazione che non hanno dato luogo a compensazione ma che potenzialmente la possono attivare in seguito a specifiche circostanze;
  • le garanzie reali ad esse connesse.

Crediti d'imposta connessi con i Decreti Legge "Cura Italia" e "Rilancio" acquistati a seguito di cessione da parte dei beneficiari diretti o di precedenti acquirenti (es. ecobonus)

I Decreti Legge n. 18/2020 (c.d. "Cura Italia") e n. 34/2020 (c.d. "Rilancio") hanno introdotto nell'ordinamento italiano misure fiscali di incentivazione connesse sia con spese per investimenti (es. eco e sismabonus) sia con spese correnti (es. canoni di locazione di locali ad uso non abitativo). Tali incentivi fiscali si applicano a famiglie o imprese, sono commisurati a una percentuale della spesa sostenuta (che in alcuni casi raggiunge anche il 110%) e sono erogati sotto forma di crediti d'imposta o di detrazioni d'imposta (trasformabili su opzione in crediti d'imposta). Le caratteristiche principali di tali crediti d'imposta sono: i) la possibilità di utilizzo in compensazione; ii) la cedibilità a terzi acquirenti; e iii) la non rimborsabilità da parte dell'Erario.

La contabilizzazione dei crediti d'imposta acquistati da un soggetto terzo (cessionario del credito d'imposta) non è riconducibile ad uno specifico principio contabile internazionale. Lo IAS 8 prevede che, nei casi in cui vi sia una fattispecie non esplicitamente trattata da un principio contabile IAS/IFRS, la direzione aziendale definisca un'accounting policy idonea a garantire un'informativa rilevante e attendibile di tali operazioni.

A tal fine Intesa Sanpaolo, tenendo in considerazione le indicazioni espresse dalle Autorità, nel documento Trattamento contabile dei crediti d'imposta acquistati ai sensi dei Decreti Legge "Cura Italia" e "Rilancio" pubblicato in data 5 gennaio 2021 dal Tavolo di coordinamento fra Banca d'Italia, Consob ed IVASS in materia di applicazione degli IAS/IFRS si è dotato di una accounting policy che fa riferimento alla disciplina contabile prevista dall'IFRS 9, applicandone in via analogica le disposizioni compatibili con le caratteristiche dell'operazione. La Banca acquista i crediti secondo la propria tax capacity, con l'obiettivo di detenerli e utilizzarli per le compensazioni future, pertanto, tali crediti sono riconducibili ad un business model Hold to Collect e rilevati al costo ammortizzato, con rappresentazione della remunerazione nel margine di interesse durante l'arco temporale di recupero. La valutazione di tali crediti viene effettuata considerando i flussi di utilizzo attraverso le compensazioni future stimate; non risulta invece applicabile alla specifica casistica il framework contabile previsto dall'IFRS 9 per il calcolo delle perdite attese, ossia su questi crediti d'imposta non viene calcolata ECL, in quanto non esiste un rischio di credito della controparte, tenuto conto che il realizzo del credito avviene tramite compensazione con dei debiti e non tramite incasso. Come specificato dal documento congiunto delle Autorità sopra richiamato, tenuto conto che i crediti d'imposta acquistati non rappresentano, ai sensi dei principi contabili internazionali, attività fiscali, contributi pubblici, attività immateriali o attività finanziarie, la classificazione più appropriata, ai fini della presentazione in bilancio, è quella residuale fra le Altre Attività dello Stato patrimoniale.

Operazioni di finanziamento TLTRO III

Le operazioni TLTRO III (Targeted Longer Term Refinancing Operation) mirano a preservare condizioni favorevoli del credito bancario e a sostenere l'orientamento definito di politica monetaria. Alcuni dei parametri che caratterizzano queste operazioni, stabiliti dalla BCE il 6 giugno 2019, sono stati successivamente rivisti in senso migliorativo, da ultimo in data 10 dicembre 2020, alla luce delle ricadute economiche derivanti dal protrarsi dell'emergenza COVID-19. Il finanziamento

ottenibile da ciascun istituto bancario dipende dall'ammontare dei prestiti concessi a determinate date di rilevazione a società non finanziarie e famiglie (c.d. prestiti idonei). Le operazioni sono condotte con cadenza trimestrale, a partire da settembre 2019 e ciascuna operazione ha durata pari a tre anni.

Il tasso di interesse per ciascuna operazione è fissato ad un livello pari a quello medio delle operazioni di rifinanziamento principali dell'Eurosistema (MRO), attualmente pari allo 0%, fatta eccezione per il periodo compreso tra il 24 giugno 2020 e il 23 giugno 2022 ("special interest rate period"), in cui si applicherà un tasso inferiore di 50 punti base. Le banche che concedono prestiti idonei netti superiori ad un valore di riferimento ("benchmark net lending") possono beneficiare di una riduzione del tasso di interesse. In dettaglio, il tasso migliorativo applicato sarà pari al tasso medio sui depositi presso la banca centrale (Deposit Facility), attualmente pari a -0,5%, per l'intera durata della rispettiva operazione, con l'eccezione dello "special interest rate period" a cui si aggiungerà l'ulteriore riduzione di 50 punti base (e in ogni caso non più alto del - 1%). Gli interessi sono regolati posticipatamente alla scadenza di ciascuna operazione di TLTRO III o al momento del rimborso anticipato.

Si evidenzia che in data 6 gennaio 2021 l'ESMA ha emesso un Public Statement con lo scopo di promuovere la trasparenza nei resoconti finanziari IFRS delle banche in merito alla rappresentazione contabile delle operazioni TLTRO III: alla luce dei significativi impatti numerici delle operazioni in oggetto e del livello di judgement richiesto per la definizione dell'accounting policy, ESMA evidenziava l'importanza di fornire in bilancio un adeguato livello di trasparenza sul trattamento contabile delle operazioni.

Intesa Sanpaolo applica alle operazioni TLTRO III il trattamento contabile definito ai sensi dell'IFRS 9, considerando le condizioni di rifinanziamento definite dalla BCE come tassi di mercato nell'ambito delle misure di politica monetaria dell'Eurosistema.

Secondo la policy contabile della Banca, i tassi preferenziali previsti per il periodo dal 24 giugno 2020 al 23 giugno 2022 sono rilevati ai sensi dell'IFRS 9 come tassi variabili applicabili al periodo di riferimento in quanto il Consiglio Direttivo della BCE può in qualsiasi momento modificare prospetticamente il tasso di interesse delle operazioni TLTRO III (come ha peraltro fatto ad aprile e dicembre 2020). Gli interessi vengono rilevati quindi tempo per tempo sulla base del tasso di interesse dello strumento per ogni periodo (pari a -0,5% fino al 24 giugno 2020; pari a -1% fino al 23 giugno 2022 e pari a -0.5% successivamente e fino a scadenza, sulla base dei tassi attuali) come previsto dal paragrafo B5.4.5 dell'IFRS 9.

Presupposto per la rilevazione degli interessi migliorativi – in continuità con l'impostazione già adottata per il TLTRO II - è una stima attendibile del verificarsi del raggiungimento dei target previsti (benchmark net lending), che la Banca effettua tramite i report previsionali sull'andamento degli impieghi monitorati a date predefinite e approvati da adeguato livello del management. Si rimanda anche a quanto indicato in Parte C con riferimento agli interessi rilevati nel periodo e al raggiungimento dei benchmark.

In caso di eventuali modifiche alle previsioni sul raggiungimento di tali target trovano applicazione le disposizioni dell'IFRS 9 sulle revisioni delle stime dei flussi di cassa.

Riconoscimento dei ricavi e dei costi

I ricavi sono flussi lordi di benefici economici derivanti dallo svolgimento dell'attività ordinaria dell'impresa e sono rilevati nel momento in cui viene trasferito il controllo dei beni o servizi al cliente, ad un ammontare che rappresenta l'importo del corrispettivo a cui si ritiene di avere diritto. In particolare, la rilevazione dei ricavi avviene tramite l'applicazione di un modello che deve soddisfare i seguenti criteri:

  • identificazione del contratto, definito come un accordo in cui le parti si sono impegnate ad adempiere alle rispettive obbligazioni;
  • individuazione delle singole obbligazioni di fare ("performance obligations") contenute nel contratto;
  • determinazione del prezzo della transazione, ossia il corrispettivo atteso per il trasferimento al cliente dei beni o dei servizi;
  • ripartizione del prezzo della transazione a ciascuna "performance obligation", sulla base dei prezzi di vendita della singola obbligazione;
  • riconoscimento dei ricavi nel momento in cui (o man mano che) l'obbligazione di fare risulta adempiuta trasferendo al cliente il bene o servizio promesso.

Il prezzo dell'operazione rappresenta l'importo del corrispettivo a cui l'entità ritiene di aver diritto in cambio del trasferimento al cliente dei beni e servizi promessi. Esso può includere importi fissi, variabili o entrambe le casistiche. I ricavi configurati da corrispettivi variabili vengono rilevati a Conto economico se attendibilmente stimabili e unicamente se è altamente probabile che tale corrispettivo non debba essere, in periodi successivi, in tutto o in una sua parte significativa, stornato dal Conto economico. In caso di forte prevalenza di fattori di incertezza legati alla natura del corrispettivo, il medesimo sarà rilevato solo al momento in cui tale incertezza verrà risolta.

I ricavi possono essere riconosciuti:

  • in un momento preciso, quando l'entità adempie l'obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio promesso, o
  • nel corso del tempo, mano a mano che l'entità adempie l'obbligazione di fare trasferendo al cliente il bene o servizio promesso.

Il bene è trasferito quando, o nel corso del periodo in cui, il cliente ne acquisisce il controllo.

In particolare:

  • gli interessi corrispettivi sono riconosciuti pro rata temporis sulla base del tasso di interesse contrattuale o di quello effettivo nel caso di applicazione del costo ammortizzato. La voce interessi attivi (ovvero interessi passivi) comprende anche i differenziali o i margini, positivi (o negativi), maturati sino alla data di riferimento del bilancio, relativi a contratti derivati finanziari:
    • d) di copertura di attività e passività che generano interessi;
    • e) classificati nello Stato Patrimoniale nel portafoglio di negoziazione, ma gestionalmente collegati ad attività e/o passività finanziarie valutate al fair value (fair value option);

  • f) connessi gestionalmente con attività e passività classificate nel portafoglio di negoziazione e che prevedono la liquidazione di differenziali o di margini a più scadenze;
  • gli interessi di mora, eventualmente previsti in via contrattuale, sono contabilizzati a Conto Economico solo al momento del loro effettivo incasso;
  • i dividendi sono rilevati a Conto Economico al momento in cui ne viene deliberata la distribuzione, a meno che tale data non sia nota o l'informazione non sia immediatamente disponibile, nel qual caso è ammessa la rilevazione al momento dell'incasso;
  • le commissioni per ricavi da servizi sono iscritte, sulla base dell'esistenza di accordi contrattuali, nel periodo in cui i servizi stessi sono stati prestati. Le commissioni considerate nel costo ammortizzato ai fini della determinazione del tasso di interesse effettivo, sono rilevate tra gli interessi;
  • gli utili e perdite derivanti dalla negoziazione di strumenti finanziari sono riconosciuti al Conto Economico al momento del perfezionamento della vendita, sulla base della differenza tra il corrispettivo pagato o incassato ed il valore di iscrizione degli strumenti stessi;
  • i ricavi derivanti dalla vendita di attività non finanziarie sono rilevati al momento del perfezionamento della vendita, ovvero quando è adempiuta l'obbligazione di fare nei confronti del cliente.

I costi sono rilevati a Conto Economico secondo il principio della competenza; i costi relativi all'ottenimento e l'adempimento dei contratti con la clientela sono rilevati a Conto Economico nei periodi nei quali sono contabilizzati i relativi ricavi.

Utilizzo di stime e assunzioni nella predisposizione dell'informativa finanziaria

La predisposizione dell'informativa finanziaria richiede anche il ricorso a stime e ad assunzioni che possono determinare significativi effetti sui valori iscritti nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico, nonché sull'informativa relativa alle attività e passività potenziali riportate in bilancio. L'elaborazione di tali stime implica l'utilizzo delle informazioni disponibili e l'adozione di valutazioni soggettive, fondate anche sull'esperienza storica, utilizzata ai fini della formulazione di assunzioni ragionevoli per la rilevazione dei fatti di gestione. Per loro natura le stime e le assunzioni utilizzate possono variare di esercizio in esercizio e, pertanto, non è da escludersi che negli esercizi successivi i valori iscritti in bilancio possano variare anche in maniera significativa a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate.

In presenza di incertezze più significative e/o di attività oggetto di misurazione di particolare materialità la valutazione è supportata, con il ricorso a periti/esperti esterni, da specifiche fairness opinion.

Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l'impiego di valutazioni soggettive da parte della direzione aziendale sono:

  • la quantificazione delle perdite per riduzione di valore dei crediti, delle partecipazioni e, in genere, delle altre attività finanziarie;
  • l'utilizzo di modelli valutativi per la rilevazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
  • la valutazione della congruità del valore degli avviamenti e delle altre attività immateriali;
  • la quantificazione del fair value degli immobili e del patrimonio artistico di pregio;
  • la quantificazione dei fondi del personale e dei fondi per rischi e oneri;
  • le stime e le assunzioni sulla recuperabilità della fiscalità differita attiva.

Per talune delle fattispecie appena elencate possono essere identificati i principali fattori che sono oggetto di stime da parte della Banca e che quindi concorrono a determinare il valore di iscrizione in bilancio di attività e passività. Senza pretesa di esaustività, si segnala che:

  • per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati su mercati attivi, qualora sia necessario l'utilizzo di parametri non desumibili dal mercato, le principali stime riguardano, da un lato, lo sviluppo dei flussi finanziari futuri (o anche flussi reddituali, nel caso di titoli azionari), eventualmente condizionati a eventi futuri e, dall'altro, il livello di determinati parametri in input non quotati su mercati attivi;
  • per l'allocazione nei tre stadi di rischio creditizio previsti dall'IFRS 9 di crediti e titoli di debito classificati tra le Attività finanziarie al costo ammortizzato e le Attività finanziarie al fair value con impatto sulla redditività complessiva ed il calcolo delle relative perdite attese, le principali stime riguardano:
    • o la determinazione dei parametri di significativo incremento del rischio di credito, basati essenzialmente su modelli di misurazione delle probabilità di default (PD) all'origination delle attività finanziarie e alla data di bilancio;
    • o l'inclusione di fattori forward looking, anche di tipo macroeconomico, per la determinazione di PD e LGD;
    • o la determinazione delle probabilità di vendita di attività finanziarie deteriorate, mediante realizzo delle posizioni sul mercato;
  • per la determinazione delle stime dei flussi di cassa futuri rivenienti dai crediti deteriorati, sono presi in considerazione alcuni elementi: i tempi di recupero attesi, il presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie nonché i costi che si ritiene verranno sostenuti per il recupero dell'esposizione creditizia;
  • per la determinazione del valore d'uso delle attività immateriali a vita indefinita (brand name e avviamento) in riferimento alle Cash Generating Units (CGU) in cui è articolata Intesa Sanpaolo, sono oggetto di stima, separatamente ed opportunamente attualizzati, i flussi finanziari futuri nel periodo di previsione analitica e i flussi utilizzati per determinare il c.d. "terminal value", generati dalla CGU. Rientra tra gli elementi oggetto di stima anche il costo del capitale;
  • per la determinazione del valore d'uso delle attività immateriali a vita definita (portafogli di asset management e assicurativo) in riferimento alle CGU in cui è articolata Intesa Sanpaolo, sono oggetto di stima la vita utile, da un lato, ed i flussi finanziari futuri rivenienti dall'attività, dall'altro. Anche nel caso delle attività immateriali a vita definita rientra tra gli elementi oggetto di stima il costo del capitale;
  • la determinazione del fair value degli immobili e del patrimonio artistico di pregio viene effettuata attraverso la predisposizione di apposite perizie da parte di società qualificate ed indipendenti. Per la predisposizione delle perizie relative agli immobili sono oggetto di stima i canoni di locazione, i prezzi di vendita, i tassi di attualizzazione e i tassi di capitalizzazione, mentre per la predisposizione delle perizie relative al patrimonio artistico di pregio la stima del valore è desunta dall'andamento degli scambi di opere analoghe (per tecnica, misure, soggetto) dello stesso autore, o di scuole e movimenti regionali prossimi per stile e tecnica;

  • per la quantificazione dei fondi di quiescenza e per obblighi simili è oggetto di stima il valore attuale delle obbligazioni, tenuto conto dei flussi, opportunamente attualizzati, derivanti dalle analisi storico statistiche, e della curva demografica;
  • per la quantificazione dei fondi per rischi e oneri è oggetto di stima ove possibile l'ammontare degli esborsi necessari per l'adempimento delle obbligazioni, tenuto conto della probabilità effettiva del dover impiegare risorse;
  • per la determinazione delle poste relative alla fiscalità differita è stimata la probabilità di un futuro effettivo sostenimento di imposte (differenze temporanee tassabili) ed il grado di ragionevole certezza – se esistente – di ammontari imponibili futuri al momento in cui si manifesterà la deducibilità fiscale (differenze temporanee deducibili e perdite fiscali riportate a nuovo).

I criteri di classificazione delle attività finanziarie

La classificazione delle attività finanziarie nelle tre categorie previste dal principio dipende da due criteri, o driver, di classificazione: il modello di business con cui sono gestiti gli strumenti finanziari (o Business Model) e le caratteristiche contrattuali dei flussi finanziari delle attività finanziarie (o SPPI Test).

Dal combinato disposto dei due driver sopra menzionati discende la classificazione delle attività finanziare, secondo quanto di seguito evidenziato:

  • Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: attività che superano l'SPPI test e rientrano nel business model Hold to collect (HTC);
  • Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (FVOCI): attività che superano l'SPPI test e rientrano nel business model Hold to collect and sell (HTCS);
  • Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (FVTPL): è una categoria residuale, in cui rientrano gli strumenti finanziari che non sono classificabili nelle categorie precedenti in base a quanto emerso dal business model test o dal test sulle caratteristiche dei flussi contrattuali (SPPI test non superato).

SPPI test

Affinché un'attività finanziaria possa essere classificata al costo ammortizzato o a FVOCI - oltre all'analisi relativa al business model - è necessario che i termini contrattuali dell'attività stessa prevedano, a determinate date, flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti del capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire ("solely payment of principal and interest" - SPPI). Tale analisi deve essere effettuata, in particolare, per i finanziamenti e i titoli di debito.

Il test SPPI deve essere effettuato su ogni singolo strumento finanziario, al momento dell'iscrizione nel bilancio. Successivamente alla rilevazione iniziale, e finché è rilevata in bilancio, l'attività non è più oggetto di nuove valutazioni ai fini del test SPPI. Qualora si proceda alla cancellazione (derecognition contabile) di uno strumento finanziario e all'iscrizione di una nuova attività finanziaria occorre procedere all'effettuazione del test SPPI sul nuovo asset.

Ai fini dell'applicazione del test SPPI, l'IFRS 9 fornisce le definizioni di:

  • Capitale: è il fair value dell'attività finanziaria all'atto della rilevazione iniziale. Tale valore può modificarsi durante la vita dello strumento finanziario, per esempio per effetto dei rimborsi di parte del capitale;
  • Interesse: è il corrispettivo per il valore temporale del denaro (time value of money) e per il rischio di credito associato al capitale in essere in un particolare periodo di tempo. Può anche includere la remunerazione per altri rischi e costi di base associati all'attività creditizia e un margine di profitto.

Nel valutare se i flussi contrattuali di un'attività finanziaria possono essere definiti come SPPI, l'IFRS 9 fa riferimento al concetto generale di "contratto base di concessione del credito" (basic lending arrangement), che è indipendente dalla forma legale dell'attività. Quando le clausole contrattuali introducono l'esposizione a rischi o volatilità dei flussi finanziari contrattuali non coerente con la definizione di basic lending arrangement, come ad esempio l'esposizione a variazione dei prezzi di azioni o di merci, i flussi contrattuali non soddisfano la definizione di SPPI. L'applicazione del driver di classificazione basato sui flussi di cassa contrattuali richiede talvolta un giudizio soggettivo e, pertanto, la definizione di policy interne di applicazione.

Nei casi in cui il valore temporale del denaro sia modificato ("modified time value of money") - ad esempio, quando il tasso di interesse dell'attività finanziaria è rideterminato periodicamente, ma la frequenza della rideterminazione o la frequenza del pagamento delle cedole non rispecchiano la natura del tasso di interesse (ad esempio il tasso di interesse è rivisto mensilmente sulla base di un tasso a un anno) oppure quando il tasso d'interesse è rideterminato periodicamente sulla base di una media di particolari tassi di breve o medio-lungo termine - l'impresa deve valutare, sia utilizzando elementi quantitativi che qualitativi, se i flussi contrattuali rispondano ancora alla definizione di SPPI (c.d. benchmark cash flows test). Qualora dal test emerga che i flussi di cassa contrattuali (non attualizzati) risultano "significativamente differenti" rispetto ai flussi di cassa (anch'essi non attualizzati) di uno strumento benchmark (ovvero senza l'elemento di time value modificato) i flussi di cassa contrattuali non possono essere considerati come rispondenti alla definizione di SPPI.

Analisi particolari (c.d. "look through test") sono richieste dal principio e vengono di conseguenza poste in essere anche per gli strumenti multipli legati contrattualmente ("contractually linked instruments" – CLI) che creano concentrazioni di rischio di credito per il ripianamento del debito e per i non recourse asset, ad esempio nei casi in cui il credito può essere fatto valere solo in relazione a determinate attività del debitore o ai flussi finanziari derivanti da determinate attività.

Anche la presenza di clausole contrattuali che possono modificare la periodicità o l'ammontare dei flussi di cassa contrattuali deve essere considerata per valutare se tali flussi soddisfano i requisiti per essere considerati SPPI (ad esempio opzioni di prepagamento, possibilità di differire i flussi di cassa previsti contrattualmente, strumenti con derivati incorporati, strumenti subordinati, eccetera).

Tuttavia, come previsto dall'IFRS 9, una caratteristica dei flussi finanziari contrattuali non influisce sulla classificazione dell'attività finanziaria qualora possa avere solo un effetto de minimis sui flussi finanziari contrattuali dell'attività finanziaria (in ciascun esercizio e cumulativamente). Analogamente, se una caratteristica dei flussi finanziari non è realistica (not genuine), ovvero se influisce sui flussi finanziari contrattuali dello strumento soltanto al verificarsi di un evento estremamente raro, molto insolito e molto improbabile, essa non influisce sulla classificazione dell'attività finanziaria.

Ai fini dell'effettuazione del test SPPI, per l'operatività in titoli di debito Intesa Sanpaolo si avvale dei servizi forniti da noti infoprovider. Tale scelta, da un lato, permette agli operatori di front office che operano in titoli di avere un esito immediato per lo svolgimento del test, consentendo uno snellimento delle pratiche in sede di acquisto, dall'altro, consente di avvalersi di impostazioni di mercato condivise da molteplici operatori e società di revisione. Solo nel caso in cui i titoli non siano gestiti dagli info-provider, il test è effettuato manualmente tramite l'utilizzo di un tool proprietario basato su una metodologia sviluppata internamente (alberi decisionali).

Viceversa, per l'effettuazione del test SPPI nell'ambito dei processi di concessione del credito si è sviluppato un tool proprietario basato su una metodologia sviluppata internamente (alberi decisionali). In particolare, date le significative differenti caratteristiche, è prevista una gestione differenziata per i prodotti riconducibili a uno standard contrattuale (tipicamente portafoglio crediti retail) e finanziamenti tailor made (tipicamente portafoglio crediti corporate).

Per i prodotti standard, il test SPPI è effettuato in sede di strutturazione dello standard contrattuale, attraverso il processo "Coordinamento Nuovi Prodotti" e l'esito del test viene esteso a tutti i singoli rapporti riconducibili al medesimo prodotto a catalogo. Invece per i prodotti tailor made, il test SPPI è effettuato per ogni nuova linea di credito / rapporto sottoposta all'organo deliberante attraverso l'utilizzo del tool proprietario.

Gli alberi decisionali - inseriti nel tool proprietario - sono stati predisposti internamente (sia per i titoli di debito che i finanziamenti) e catturano le possibili caratteristiche non SPPI compliant. Tengono conto delle indicazioni fornite dall'IFRS 9, oltre a recepire le interpretazioni del principio definite dal Gruppo Intesa Sanpaolo. Gli alberi sono utilizzati sia per l'implementazione delle regole del tool proprietario, sia per la verifica e per la validazione della metodologia adottata dagli info-provider.

Business model

Per quanto riguarda il business model, l'IFRS 9 individua tre fattispecie in relazione alla modalità con cui sono gestiti i flussi di cassa e le vendite delle attività finanziarie:

  • Hold to Collect (HTC): si tratta di un modello di business il cui obiettivo si realizza attraverso l'incasso dei flussi di cassa contrattuali delle attività finanziarie incluse nei portafogli ad esso associati. L'inserimento di un portafoglio di attività finanziarie in tale business model non comporta necessariamente l'impossibilità di vendere gli strumenti anche se è necessario considerare la frequenza, il valore e la tempistica delle vendite negli esercizi precedenti, le ragioni delle vendite e le aspettative riguardo alle vendite future;
  • Hold to Collect and Sell (HTCS): è un modello di business misto, il cui obiettivo viene raggiunto attraverso l'incasso dei flussi di cassa contrattuali delle attività finanziarie in portafoglio e (anche) attraverso un'attività di vendita che è parte integrante della strategia. Entrambe le attività (raccolta dei flussi contrattuali e vendita) sono indispensabili per il raggiungimento dell'obiettivo del modello di business. Pertanto, le vendite sono più frequenti e significative rispetto ad un business model HTC e sono parte integrante delle strategie perseguite;
  • Other/Trading: si tratta di una categoria residuale che comprende sia le attività finanziarie detenute con finalità di trading sia le attività finanziarie gestite con un modello di business non riconducibile alle categorie precedenti (Hold to Collect ed Hold to Collect and Sell). In generale tale classificazione si applica ad un portafoglio di asset finanziari la cui gestione e performance sono valutate sulla base del fair value.

Il business model riflette le modalità con le quali le attività finanziarie sono gestite per generare flussi di cassa a beneficio dell'entità e viene definito dal top management mediante l'opportuno coinvolgimento delle strutture di business. Viene osservato considerando la modalità di gestione delle attività finanziarie e, come conseguenza, la misura in cui i flussi di cassa del portafoglio derivano dall'incasso di flussi contrattuali, dalla vendita delle attività finanziarie o da entrambe queste attività. La valutazione non avviene sulla base di scenari che, in base a previsioni ragionevoli dell'entità, non sono destinati a verificarsi, come i cosiddetti scenari «worst case» o "stress case". Per esempio, se l'entità prevede di vendere un determinato portafoglio di attività finanziarie solo in uno scenario «stress case», tale scenario non influisce sulla valutazione del modello di business dell'entità per tali attività se tale scenario, in base a previsioni ragionevoli dell'entità, non è destinato a verificarsi.

Il modello di business non dipende dalle intenzioni che il management ha con riferimento ad un singolo strumento finanziario, ma fa riferimento alle modalità con le quali gruppi di attività finanziarie vengono gestiti ai fini del raggiungimento di un determinato obiettivo di business.

In sintesi, il business model:

  • riflette le modalità con cui le attività finanziarie sono gestite per generare flussi di cassa;
  • viene definito dal top management, mediante l'opportuno coinvolgimento delle strutture di business;
  • deve essere osservabile considerando le modalità di gestione delle attività finanziarie.

In termini operativi l'assessment del modello di business viene effettuato in coerenza con l'organizzazione aziendale, la specializzazione delle funzioni di business, il modello di risk cascading e l'assegnazione dei poteri delegati (limiti). Nell'effettuare l'assessment del business model si utilizzano tutti i fattori rilevanti disponibili alla data dell'assessment. Le evidenze sopra richiamate comprendono la strategia, i rischi e la loro gestione, le politiche di remunerazione, il reporting e l'ammontare delle vendite. Nell'analisi del business model è essenziale che gli elementi indagati mostrino tra di loro coerenza ed in particolare siano coerenti rispetto alla strategia perseguita. L'evidenza di attività non in linea con la strategia deve essere analizzata e adeguatamente giustificata.

A tale proposito ed in relazione agli intenti gestionali per cui le attività finanziare sono detenute, è stato redatto un apposito documento "Regole in materia di business model" (approvato dai competenti livelli di governance), destinato alla Capogruppo e alle Società del Gruppo Bancario. Esso definisce e declina gli elementi costitutivi del business model in relazione alle attività finanziarie inserite nei portafogli gestiti nello svolgimento dell'operatività sulle strutture di business per Intesa Sanpaolo. Più in dettaglio, la mappatura del modello di business adottato dalle diverse strutture attraverso cui la Banca opera, con riferimento sia ai crediti che ai titoli di debito, tiene conto dell'articolazione del modello Divisionale e del Centro di Governo; tale

articolazione è stata individuata come il livello rilevante per la definizione e la rappresentazione dei diversi modelli di business applicati dai Risk Taking Center di Intesa Sanpaolo.

Nell'ambito dell'Area Chief Risk Officer, la Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato della Banca sovraintende, ad alto livello, la procedura necessaria per determinare il modello di business di un determinato insieme di attività e verifica la necessità di eventuali aggiornamenti (da riportare, con cadenza almeno annuale, nel documento di Regole in materia di business model).

Monitoraggi del Business Model

Il monitoraggio del business model di riferimento delle diverse strutture attraverso cui Intesa Sanpaolo opera è effettuato dalla Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato che utilizza indicatori aventi l'obiettivo di verificare la coerenza tra strategia dichiarata e quella perseguita all'interno dei modelli di business; tali indicatori, differenziati per i diversi business model, sono stati sviluppati in linea con l'IFRS 9 e in coerenza con policy e regole aziendali.

Per i portafogli Hold to Collect, Intesa Sanpaolo ha definito le soglie di ammissibilità delle vendite che non inficiano la classificazione (frequenti ma non significative, individualmente e in aggregato, oppure infrequenti anche se di ammontare significativo) e, contestualmente, si sono stabiliti i parametri per individuare le vendite coerenti con tale modello di business in quanto riconducibili ad un incremento del rischio di credito o per titoli prossimi alla scadenza.

Più nel dettaglio, nell'ambito di un modello di business HTC le vendite sono ammesse:

  • in caso di aumento del rischio di credito, che avviene:
    • o per i titoli, quando si verifica un downgrade di predeterminati notches rispetto al rating all'origination. L'approccio adottato prevede che il numero di notch sia differenziato in funzione del rating all'origination, in coerenza con la metodologia in uso per l'identificazione della "significant deterioration", ossia per il passaggio di staging;
    • o per i crediti, se si tratta di cessioni di crediti deteriorati o di crediti classificati in Stage 2;
  • per i titoli prossimi a scadenza (ovvero, secondo le norme di Gruppo, nei 6 mesi precedenti la scadenza), purché quanto incassato approssimi il valore attuale dei flussi contrattuali rimanenti;
  • quando sono frequenti ma non significative in termini di valore o infrequenti anche se significative in termini di valore, previo assessment autorizzativo a cura dei competenti Organi di controllo. Al fine di determinare questi aspetti sono state definite soglie di frequenza e significatività:
    • o la frequenza è definita come il rapporto percentuale tra il numero di posizioni vendute nel corso dell'anno e il numero di posizioni in portafoglio;
    • o la significatività è definita come il rapporto percentuale tra il valore nominale delle vendite intervenute durante l'anno in corso e il valore nominale degli strumenti in portafoglio.

Con riferimento alla determinazione dei "Rischi" e del "Reporting" sui modelli di business HTCS e Trading si applica in linea di principio quanto normato dal RAF e dal Market Risk Charter, nonché da policy interne nell'ambito dei controlli sui rischi di mercato e contestualmente sono definite talune misure volte a monitorare la coerenza del modello di business HTCS e Other/Trading.

Con riferimento al business model HTCS, il principio IFRS 9 non prevede la necessità di limiti alla frequenza o al valore delle vendite, tuttavia Intesa Sanpaolo ha stabilito per i soli titoli di debito degli indicatori al fine di garantirne nel tempo la corretta attribuzione al business model scelto. Gli stessi sono definiti come:

  • Holding Period misura la giacenza temporale di un determinato strumento in portafoglio;
  • Indice di Turnover misura la velocità di rotazione delle posizioni in portafoglio su un predefinito arco temporale.

Nell'ambito del monitoraggio degli indicatori sopra definiti sono previsti dei limiti e soglie di early warning a seconda del complesso delle strategie perseguite dal portafoglio classificato Hold to Collect and Sell.

Con riferimento infine ai titoli di debito o di capitale detenuti con finalità di trading è prevista una misura della coerenza di inclusione nel business model scelto, rappresentata dall'indicatore di "permanenza media attesa" (c.d. Vintage) che misura la giacenza temporale osservata di ogni titolo in portafoglio.

Le misure di monitoraggio relative ai diversi business model sono oggetto di regolare reporting in comitati tecnici.

Modalità di determinazione del costo ammortizzato

Il costo ammortizzato di un'attività o passività finanziaria è il valore a cui è stata misurata, alla rilevazione iniziale, l'attività o la passività finanziaria al netto dei rimborsi di capitale, accresciuto o diminuito dall'ammortamento complessivo, calcolato usando il metodo dell'interesse effettivo, delle differenze tra il valore iniziale e quello a scadenza e al netto di qualsiasi perdita di valore.

Il tasso di interesse effettivo è quel tasso che eguaglia il valore attuale di un'attività o passività finanziaria al flusso contrattuale dei pagamenti futuri in denaro o ricevuti fino alla scadenza o alla successiva data di ricalcolo del prezzo. Per il calcolo del valore attuale si applica il tasso di interesse effettivo al flusso dei futuri incassi o pagamenti lungo l'intera vita utile dell'attività o passività finanziaria o per un periodo più breve in presenza di talune condizioni (per esempio revisione dei tassi di mercato).

Successivamente alla rilevazione iniziale, il costo ammortizzato permette di allocare ricavi e costi portati in diminuzione o aumento dello strumento lungo l'intera vita attesa dello stesso per il tramite del processo di ammortamento. La determinazione del costo ammortizzato è diversa a seconda che le attività/passività finanziarie oggetto di valutazione siano a tasso fisso o variabile e – in quest'ultimo caso – a seconda che la variabilità del tasso sia nota o meno a priori. Per gli strumenti a tasso fisso o a tasso fisso per fasce temporali, i flussi futuri di cassa vengono quantificati in base al tasso di interesse noto (unico o variabile) durante la vita del finanziamento. Per le attività/passività finanziarie a tasso variabile, la cui

variabilità non è nota a priori (ad esempio perché legata ad un indice), la determinazione dei flussi di cassa è effettuata sulla base dell'ultimo tasso noto. Ad ogni data di revisione del tasso si procede al ricalcolo del piano di ammortamento e del tasso di rendimento effettivo su tutta la vita utile dello strumento, cioè fino alla data di scadenza. L'aggiustamento viene riconosciuto come costo o provento nel conto economico.

La valutazione al costo ammortizzato viene effettuata per le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e per quelle valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, nonché per le passività finanziarie valutate al costo ammortizzato.

Le attività e le passività finanziarie negoziate a condizioni di mercato sono inizialmente rilevate al loro fair value, che normalmente corrisponde all'ammontare erogato o pagato comprensivo, per gli strumenti valutati al costo ammortizzato, dei costi di transazione e delle commissioni direttamente imputabili.

Sono considerati costi di transazione i costi ed i proventi marginali interni o esterni attribuibili all'emissione, all'acquisizione o alla dismissione di uno strumento finanziario e non riaddebitabili al cliente. Tali commissioni, che devono essere direttamente riconducibili alla singola attività o passività finanziaria, incidono sul rendimento effettivo originario e rendono il tasso di interesse effettivo associato alla transazione diverso dal tasso di interesse contrattuale. Sono esclusi i costi/proventi relativi indistintamente a più operazioni e le componenti correlate ad eventi che possono verificarsi nel corso della vita dello strumento finanziario, ma che non sono certi all'atto della definizione iniziale, quali ad esempio: commissioni per retrocessione, per mancato utilizzo, per estinzione anticipata. Inoltre non sono considerati nel calcolo del costo ammortizzato i costi che l'impresa dovrebbe sostenere indipendentemente dall'operazione (es. costi amministrativi, di cancelleria, di comunicazione), quelli che, pur essendo specificatamente attribuibili all'operazione, rientrano nella normale prassi di gestione del finanziamento (ad esempio, attività finalizzate all'erogazione del fido), nonché le commissioni per servizi incassate a seguito dell'espletamento di attività di Finanza Strutturata che si sarebbero comunque incassate indipendentemente dal successivo finanziamento dell'operazione (quali ad esempio le commissioni di facility e di arrangement).

Con particolare riferimento ai crediti, si considerano costi riconducibili allo strumento finanziario le provvigioni pagate ai canali distributivi, i compensi pagati per consulenza/assistenza per l'organizzazione e/o la partecipazione ai prestiti sindacati ed infine le commissioni up front correlate a crediti erogati a tassi superiori a quelli di mercato; mentre i ricavi considerati nel calcolo del costo ammortizzato sono le commissioni up-front correlate a crediti erogati a tassi inferiori a quelli di mercato, quelle di partecipazione alle operazioni sindacate e le commissioni di brokeraggio collegate a provvigioni riconosciute da società di intermediazione.

Per quanto riguarda i titoli non valutati al fair value con impatto a conto economico, sono considerati costi di transazione le commissioni per contratti con broker operanti sui mercati azionari italiani, quelle erogate agli intermediari operanti sui mercati azionari e obbligazionari esteri definite sulla base di tabelle commissionali. Non si considerano attratti dal costo ammortizzato i bolli, in quanto non significativi.

Per i titoli emessi, sono considerati nel calcolo del costo ammortizzato le commissioni di collocamento dei prestiti obbligazionari pagate a terzi, le quote pagate alle borse valori ed i compensi pagati ai revisori per l'attività svolta a fronte di ogni singola emissione, mentre non si considerano attratte dal costo ammortizzato le commissioni pagate ad agenzie di rating, le spese legali e di consulenza/revisione per l'aggiornamento annuale dei prospetti informativi, i costi per l'utilizzo di indici e le commissioni che si originano durante la vita del prestito obbligazionario emesso.

Il costo ammortizzato si applica anche per la valutazione della perdita di valore degli strumenti finanziari sopra elencati nonché per l'iscrizione di quelli emessi o acquistati ad un valore diverso dal loro fair value. Questi ultimi vengono iscritti al fair value, anziché per l'importo incassato o pagato, calcolato attualizzando i flussi di cassa futuri ad un tasso uguale al tasso di rendimento effettivo di strumenti simili (in termini di merito creditizio, scadenze contrattuali, valuta, ecc.), con contestuale rilevazione nel Conto Economico di un onere o di un provento finanziario; successivamente alla valorizzazione iniziale, sono valutati al costo ammortizzato con l'evidenziazione di interessi effettivi maggiori o minori rispetto a quelli nominali. Infine, sono valutate al costo ammortizzato anche le passività strutturate che non sono valutate al fair value con imputazione al Conto Economico in quanto si è provveduto a scorporare e rilevare separatamente il contratto derivato incorporato nello strumento finanziario.

Come indicato dall'IFRS 9, in alcuni casi, un'attività finanziaria è considerata deteriorata al momento della rilevazione iniziale poiché il rischio di credito è molto elevato e, in caso di acquisto, è acquistata con grossi sconti (rispetto al valore di erogazione iniziale). Nel caso in cui le attività finanziarie in oggetto, sulla base dell'applicazione dei driver di classificazione (ovvero SPPI test e Business model), siano classificate tra le attività valutate al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva, le stesse sono qualificate come "Purchased or Originated Credit Impaired Asset" (in breve "POCI") e sono assoggettate ad un trattamento peculiare per quel che attiene al processo di impairment. Inoltre, sulle attività finanziarie qualificate come POCI, si calcola, alla data di rilevazione iniziale, un tasso di interesse effettivo corretto per il credito (c.d. "credit-adjusted effective interest rate"), per la cui individuazione è necessario includere, nelle stime dei flussi finanziari, le perdite attese iniziali. Per l'applicazione del costo ammortizzato, e il conseguente calcolo degli interessi, si applica, quindi, tale tasso di interesse effettivo corretto per il credito.

Con riferimento ai crediti deteriorati rivenienti da operazioni di aggregazioni aziendali, la differenza tra il valore di prima iscrizione (il fair value determinato in sede di PPA) dei POCI e il precedente valore di carico contabile presso il soggetto acquisito viene suddivisa in due componenti: una legata ai minori flussi recuperabili stimati in sede di determinazione del fair value, che pertanto scontano le perdite creditizie attese lungo l'intera durata residua, e l'altra legata all'attualizzazione di tali minori flussi recuperabili. Si precisa che l'effetto reversal dell'attualizzazione (relativa alla stima dei flussi recuperabili attribuiti ai crediti deteriorati in sede di PPA) viene contabilizzato, pro-rata temporis, fra gli interessi attivi in modo da integrare il tasso di interesse contrattuale con il maggior rendimento derivante dal minor valore attribuito ai flussi recuperabili che, come detto in precedenza, tengono conto delle perdite attese lungo l'intera durata residua delle attività POCI.

Il criterio di valutazione al costo ammortizzato non si applica per le attività/passività finanziarie coperte per le quali è prevista la rilevazione delle variazioni di fair value relative al rischio coperto a Conto Economico. Lo strumento finanziario viene però

nuovamente valutato al costo ammortizzato in caso di cessazione della copertura, momento a partire dal quale le variazioni di fair value precedentemente rilevate sono ammortizzate, calcolando un nuovo tasso di interesse effettivo di rendimento che considera il valore del credito aggiustato del fair value della parte oggetto di copertura, fino alla scadenza della copertura originariamente prevista. Inoltre, come già ricordato nei paragrafi relativi alle attività e passività finanziarie valutate al costo ammortizzato, la valutazione al costo ammortizzato non si applica per le attività/passività finanziarie la cui breve durata fa ritenere trascurabile l'effetto economico dell'attualizzazione né per i crediti senza una scadenza definita o a revoca.

Modalità di determinazione delle perdite di valore

Perdite di valore delle attività finanziarie

Ad ogni data di bilancio, ai sensi dell'IFRS 9, le attività finanziarie diverse da quelle valutate al fair value con impatto a conto economico sono sottoposte ad una valutazione volta a verificare se esistano evidenze che possano far ritenere non interamente recuperabile il valore di iscrizione delle attività stesse. Un'analisi analoga viene effettuata anche per gli impegni ad erogare fondi e per le garanzie rilasciate che rientrano nel perimetro da assoggettare ad impairment ai sensi dell'IFRS 9. Propedeuticamente alla determinazione delle perdite di valore, ad ogni data di reporting occorre procedere con l'allocazione

  • degli strumenti finanziari (c.d. Stage Assignment" o "Staging"), nelle seguenti categorie: - Stage 1: comprendente gli strumenti finanziari per i quali, dal momento della loro rilevazione iniziale sino alla data di
  • reporting, non siano state rilevate evidenze di un significativo incremento del rischio di credito;
  • Stage 2: che comprende le attività finanziarie che hanno evidenziato un significativo incremento del rischio creditizio rispetto al momento della rilevazione iniziale;
  • Stage 3: nel caso in cui sussistano evidenze di perdite di valore (c.d. "evidenze di impairment"), le attività finanziarie in questione – coerentemente, ove esistenti, con tutte quelle restanti di pertinenza della medesima controparte – sono considerate deteriorate (impaired) e pertanto classificate nello Stage 3.
    • Le esposizioni deteriorate (impaired), sono rappresentate dalle attività finanziarie classificate nelle categorie delle sofferenze, delle inadempienze probabili ("unlikely to pay" – UTP) e delle esposizioni scadute da oltre novanta giorni, definite nella Circolare di Banca d'Italia n.272/2008.

Preliminarmente all'illustrazione delle modalità di determinazione delle perdite di valore delle attività finanziarie performing e non performing, si precisa che i trattamenti di seguito descritti devono essere letti unitamente agli interventi introdotti – anche su indicazione dei regulator - a seguito della pandemia COVID-19 che sono inquadrati in via generale nella Sezione 4 della presente Parte A della Nota Integrativa e descritti più in dettaglio nella Parte E – Sezione 1 Rischi di credito (2.3 Metodi di misurazione delle perdite attese) del bilancio consolidato del Gruppo.

Perdite di valore delle attività finanziarie performing

Per le attività finanziarie per cui non sussistono evidenze di impairment (strumenti finanziari non deteriorati), occorre verificare se esistono indicatori tali per cui il rischio creditizio della singola operazione risulti significativamente incrementato rispetto al momento di iscrizione iniziale. Le conseguenze di tale verifica, dal punto di vista della classificazione (o, più propriamente, dello staging) e della valutazione, sono le seguenti:

  • ove tali indicatori sussistano, l'attività finanziaria confluisce nello Stage 2. La valutazione, in tal caso, in coerenza con il dettato dei principi contabili internazionali e pur in assenza di una perdita di valore manifesta, prevede la rilevazione di rettifiche di valore pari alle perdite attese lungo l'intera vita residua dello strumento finanziario. Tali rettifiche sono oggetto di revisione ad ogni data di reporting successiva sia per verificarne periodicamente la congruità rispetto alle stime di perdita costantemente aggiornate, sia per tener conto – nel caso in cui vengano meno gli indicatori di una rischiosità creditizia "significativamente incrementata" – del mutato orizzonte previsionale di calcolo della perdita attesa;
  • ove tali indicatori non sussistano, l'attività finanziaria confluisce nello Stage 1. La valutazione, in tal caso, in coerenza con il dettato dei principi contabili internazionali e pur in assenza di perdita di valore manifesta, prevede la rilevazione di perdite attese, per lo specifico strumento finanziario, nel corso dei dodici mesi successivi. Tali rettifiche sono oggetto di revisione ad ogni data di bilancio successiva sia per verificarne periodicamente la congruità rispetto alle stime di perdita costantemente aggiornate, sia per tener conto – nel caso dovessero presentarsi indicatori di una rischiosità creditizia "significativamente incrementata" – del mutato orizzonte previsionale di calcolo della perdita attesa.

Per quel che attiene alla valutazione delle attività finanziarie e, in particolare, all'identificazione del "significativo incremento" del rischio di credito (condizione necessaria e sufficiente per la classificazione dell'attività oggetto di valutazione nello Stage 2), gli elementi che - ai sensi del principio e della sua declinazione operativa effettuata dal Gruppo Intesa Sanpaolo costituiscono le determinanti principali da prendere in considerazione sono i seguenti:

  • la variazione (oltre soglie determinate) delle probabilità di default lifetime rispetto al momento dell'iscrizione iniziale in bilancio dello strumento finanziario. Si tratta, dunque, di una valutazione effettuata adottando un criterio "relativo", che si configura come il "driver" principale;
  • l'eventuale presenza di uno scaduto che ferme restando le soglie di significatività identificate dalla normativa risulti tale da almeno 30 giorni. In presenza di tale fattispecie, in altri termini, la rischiosità creditizia dell'esposizione si ritiene presuntivamente "significativamente incrementata" e, dunque, ne consegue il "passaggio" nello Stage 2 (ove l'esposizione precedentemente fosse ricompresa nello Stage 1);
  • l'eventuale presenza di misure di forbearance, che sempre in via presuntiva comportano la classificazione delle esposizioni tra quelle il cui rischio di credito risulta "significativamente incrementato" rispetto all'iscrizione iniziale.

Focalizzando l'attenzione sul principale dei trigger sopra evidenziati (la variazione di probabilità di default lifetime), il significativo incremento del rischio di credito ("SICR") è determinato mettendo a confronto la variazione relativa della Probabilità di Default lifetime registrata tra la data di prima iscrizione del rapporto e quella di osservazione (Delta PD Lifetime) con soglie di significatività predeterminate. L'attribuzione di una PD Lifetime ai singoli rapporti viene effettuata tramite riconduzione alla masterscale dei rating per singolo segmento sia alla data di prima iscrizione sia all'osservazione. I rating sono determinati sulla base di modelli interni ove disponibili o gestionali. In assenza di rating vengono assegnate le PD Benchmark sul tipo di controparte valutata.

La determinazione di significativo deterioramento è data pertanto dall'incremento della PD lifetime causata dai downgrade della posizione tra l'origination della stessa e la data di reporting ("observation") nonché dalla variazione della previsione dei fattori macroeconomici futuri.

La suddetta variazione "relativa" di PD lifetime si configura come l'indicatore dell'incremento o del decremento del rischio di credito riscontrato nel periodo di riferimento. Per poter stabilire se, ai sensi di quanto richiesto dall'IFRS 9, un eventuale incremento di rischio creditizio possa considerarsi "significativo" (e comportare, quindi, il passaggio tra stages), è necessario definire apposite soglie. Gli incrementi di PD lifetime inferiori a tali soglie non sono considerati significativi e, di conseguenza, non comportano il trasferimento di singole linee di credito/tranches di titoli di debito dallo Stage 1 allo Stage 2; tale spostamento è, invece, necessario in presenza di incrementi relativi di PD superiori alle soglie in questione. Le soglie utilizzate sono stimate sulla base di un processo di simulazioni ed ottimizzazioni di performance predittive, sviluppate utilizzando dati storici granulari di portafoglio. Sono definite soglie puntuali per i modelli Corporate, Retail, Large Corporate e SME Retail ed estese per affinità metodologica agli altri modelli. Le soglie si differenziano per durata residua, granularità annuale e classe di rating.

La determinazione delle soglie è stata calibrata al fine di trovare un corretto bilanciamento tra gli indicatori di performance relativi alla capacità delle soglie stesse di:

  • intercettare posizioni a Stage 2 prima del loro passaggio a default;
  • identificare le posizioni per le quali il rientro a Stage 1 sia sinonimo di un effettivo miglioramento del merito di credito.

Alcune considerazioni peculiari valgono poi per il c.d. "staging" dei titoli. A differenza dei crediti, infatti, per questa tipologia di esposizioni, operazioni di compravendita successive al primo acquisto (effettuate con riferimento al medesimo ISIN) possono rientrare abitualmente nell'ordinaria attività di gestione delle posizioni (con conseguente necessità di individuare una metodologia da adottare per l'identificazione delle vendite e rimborsi al fine di determinare le quantità residue delle singole transazioni cui associare una qualità creditizia/rating all'origination da comparare con quella della data di reporting). In questo contesto, si è ritenuto che l'utilizzo della metodologia "first-in-first-out" o "FIFO" (per il riversamento a conto economico dell'ECL registrata, in caso di vendite e rimborsi) contribuisca ad una gestione più trasparente del portafoglio, anche dal punto di vista degli operatori di front office, consentendo, contestualmente, un continuo aggiornamento della valutazione del merito creditizio sulla base dei nuovi acquisti.

Una volta definita l'allocazione delle esposizioni nei diversi stadi di rischio creditizio, la determinazione delle perdite attese (ECL) è effettuata, a livello di singola operazione o tranche di titolo, partendo dalla modellistica IRB/Gestionale, basata sui parametri di Probabilità di Default (PD), Loss Given Default (LGD) e Exposure at Default (EAD), su cui sono effettuati opportuni interventi correttivi, in modo da garantirne la compliance con le prescrizioni peculiari dell'IFRS 9.

Per PD, LGD ed EAD valgono le seguenti definizioni:

  • PD (Probabilità di Default): probabilità di migrare dallo stato di bonis a quello di credito deteriorato nell'orizzonte temporale di un anno. Nei modelli coerenti con le disposizioni di vigilanza, il fattore PD viene tipicamente quantificato attraverso il rating. In Intesa Sanpaolo i valori di PD derivano dai modelli di rating interno laddove disponibili, integrati da valutazioni esterne o da dati medi di segmento/portafoglio;
  • LGD (Loss Given Default): percentuale di perdita in caso di default. Nei modelli coerenti con le disposizioni di vigilanza viene quantificata attraverso l'esperienza storica dei recuperi attualizzati sulle pratiche passate a credito deteriorato;

  • EAD (Exposure At Default) o equivalente creditizio: ammontare dell'esposizione al momento del default. Come già sopra evidenziato, per poter rispettare il dettato dell'IFRS 9 si è reso necessario effettuare specifici interventi di adeguamento sui suddetti fattori, tra cui si ricordano in particolare:

  • l'adozione di una PD Point in Time (PIT) a fronte della PD Through the Cycle (TTC) usata ai fini di Basilea;

  • la rimozione dalla LGD TTC di alcune componenti aggiuntive, quali i costi indiretti (costi non ripetibili) e ulteriori margini di conservativismo specificatamente introdotti per i modelli regolamentari, nonché della componente legata al ciclo economico avverso (c.d. Downturn);
  • l'introduzione di trattamenti specifici rispetto al dettato regolamentare, ai fini della stima della LGD contabile, per includere nella modellistica (in coerenza con le indicazioni dell'IFRS 9 sull'utilizzo di informazioni entity specific) le posizioni definite in ottica regolamentare come "sostanzialmente chiuse" (crediti deteriorati con anzianità particolarmente elevata) e gli effetti delle cessioni massive/strategiche di crediti NPL;
  • l'utilizzo di PD e, ove necessario, di LGD multiperiodali al fine di determinare la perdita attesa per l'intera vita residua dello strumento finanziario (Stage 2 e 3);
  • l'utilizzo, nell'ambito del processo di attualizzazione dei flussi di cassa futuri attesi, del tasso di interesse effettivo della singola operazione, a differenza di quanto previsto dai modelli regolamentari, in cui lo sconto dei singoli flussi di cassa avviene tramite i tassi di attualizzazione determinati in conformità con la normativa prudenziale.

In relazione all'EAD multiperiodale, in linea con il dettato dell'IFRS 9, Intesa Sanpaolo fa riferimento ai piani al costo ammortizzato per quel che riguarda sia i crediti che i titoli di debito, a prescindere dalle relative modalità di valutazione (costo ammortizzato o fair value con impatto sulla redditività complessiva). Per gli impegni ad erogare fondi (margini), l'EAD è, invece, assunta pari al valore nominale ponderato per un apposito Fattore di Conversione Creditizia (CCF).

La valutazione delle attività finanziarie riflette, inoltre, la miglior stima degli effetti delle condizioni correnti e future, prime tra tutte quelle di contesto economico, sulla base delle quali vengono condizionate le PD e LGD forward looking. Nell'ambito dell'IFRS 9, anche in base alle indicazioni dei Regulators internazionali, assumono rilevanza, in particolare, le informazioni sugli scenari macroeconomici futuri in cui la Banca può trovarsi ad operare e che influenzano, di tutta evidenza, la situazione dei debitori con riferimento sia alla "rischiosità" di migrazione delle esposizioni verso classi di qualità inferiore (riguardando quindi lo "staging") sia agli ammontari recuperabili (riguardando quindi la determinazione della perdita attesa sulle esposizioni). Da un punto di vista metodologico, sono stati analizzati diversi possibili approcci alternativi al fine di prendere in considerazione tali elementi. Rispetto alle diverse alternative considerate, l'approccio che Intesa Sanpaolo ha deciso di

adottare è rappresentato dal c.d. "Most likely scenario + Add-on". Secondo tale approccio, il condizionamento macroeconomico di PD e LGD viene effettuato tramite uno scenario base ("Most Likely", coerente con quanto utilizzato per altre finalità aziendali quali, a titolo esemplificativo, budget e piani di impresa) e poi corretto con un Add-On volto ad includere le eventuali differenze rispetto a scenari peggiorativi e migliorativi. Qualora l'impatto dell'Add-On risulti complessivamente positivo sui parametri di rischio, è stato scelto di sterilizzarne l'effetto sia per finalità di staging che di calcolo dell'ECL.

Lo scenario macroeconomico è determinato dalla Direzione Studi e Ricerche della Banca tramite modelli previsivi portati poi in condivisione con il mercato per determinare il consenso. Gli scenari alternativi migliorativi e peggiorativi sono determinati tramite stress delle variabili in input ai modelli previsivi.

In particolare la determinazione dello scenario "Most Likely" e di quelli alternativi avviene utilizzando un complesso di strumenti analitici e previsionali stand-alone che determinano il sentiero previsionale per alcuni blocchi di variabili, in dettaglio: - conti nazionali e inflazione dei primi 6 paesi dell'Eurozona, degli Stati Uniti e del Giappone;

  • tassi ufficiali (BCE, Fed, BoJ), curve dei tassi swap EUR e USD, alcuni punti delle curve governative;
  • tassi di cambio per EUR, USD, JPY e GBP;
  • indici di borsa (DJ Eurostoxx 50 e S&P 500);
  • alcuni dati di dettaglio per l'economia italiana (produzione industriale, prezzi degli immobili, occupazione, saldi di finanza pubblica).

Tali previsioni vengono poi elaborate tramite il modello strutturale multi-paese "Global Economic Model" di Oxford Economics, ove sostituiscono i percorsi previsionali dello scenario base fornito dalla società con l'aggiornamento periodico del database. Il modello viene quindi risolto per ricavare un quadro previsionale globale coerente, inclusivo di variabili per le quali non sono stati sviluppati modelli ad hoc, e per disporre di un ambiente di simulazione utilizzabile per generare eventuali scenari alternativi. Tale passo può richiedere alcune iterazioni, soprattutto qualora il quadro previsionale atteso mediante ricorso ad elaborazioni interne si discosti significativamente da quello di Oxford Economics. In tal caso, può essere necessario procedere a interventi ulteriori di fine tuning su specifiche variabili secondarie che gli analisti ritengono non coerenti con lo scenario di previsione o che risultino caratterizzate da una volatilità trimestrale non spiegabile.

La selezione dei percorsi alternativi viene effettuata con il ricorso a informazioni esterne. In particolare:

  • tassi di crescita medi annui del PIL di alcuni paesi: rappresenta il driver fondamentale della simulazione, gli scostamenti vengono determinati in modo da replicare la dispersione delle stime di crescita pubblicate da Consensus Economics nel più recente rapporto disponibile alla data della simulazione, considerando le previsioni minima e massima (previa applicazione di un filtro per l'identificazione e l'eliminazione di eventuali outliers). In presenza di outliers, il dato anomalo viene scartato e si considerano il massimo e il minimo dei valori restanti. Poiché le stime di consenso sono disponibili soltanto per i primi due anni dell'orizzonte di simulazione, per il terzo anno si ricorre a una estrapolazione degli scostamenti individuati per i primi due anni;
  • indici di borsa (DJ Eurostoxx 50, S&P 500) e dei prezzi immobiliari residenziali statunitensi: vengono utilizzati come riferimento le previsioni minime e massime del panel di Thomson Reuters;
  • prezzi immobiliari residenziali italiani: non disponendo al momento di stime di consenso, i percorsi alternativi partono dalla distribuzione delle variazioni trimestrali storiche disponibili dal 1980 al trimestre corrente.

A partire dal valore di percentile identificato, per lo scenario Most likely, vengono identificate le variazioni corrispondenti a uno scarto di probabilità, calcolato attraverso l'analisi statistica della distribuzione storica delle osservazioni. Le due variazioni (positiva e negativa) rispetto allo scenario Most Likely, vengono quindi utilizzate per il calcolo del livello dei singoli indici identificati, ricostruendo -per ognuno- i due sentieri alternativi (uno positivo e uno negativo) che rappresentano l'input per la determinazione del fattore di Add-On. Lo scarto di probabilità adottato viene identificato sulla base delle caratteristiche di variabilità della serie, in modo da ottenere uno scostamento dallo scenario Most Likely di ampiezza significativa.

In aggiunta alla definizione dei percorsi alternativi, viene mantenuta una mappa di possibili additional factors, cioè eventi o scenari idiosincratici avversi, non esplicitamente incorporati nelle serie storiche utilizzate per la definizione dello scenario Most Likely o nei percorsi alternativi, che possono generare ulteriori effetti significativi sulle perdite attese.

Di tali eventi/scenari si valutano:

  • il possibile orizzonte di realizzazione (time frame);
  • il grado di inclusione nello scenario Most Likely o nei percorsi alternativi;
  • il potenziale impatto, valutato in termini qualitativi.

La mappa di additional factors attinge anche agli elenchi di fattori di rischio contenuti nei rapporti previsionali di IMF (World Economic Outlook) e Commissione Europea e può mutare nel tempo.

Nella valutazione del time-frame per gli additional factors, si evidenzia se il fattore è impossibile da collocare in uno specifico orizzonte temporale, caratteristica che rende poco praticabile la sua incorporazione nello scenario Most Likely o nei percorsi alternativi.

Le valutazioni effettuate tengono conto del fatto che le stime di consenso potrebbero includere previsioni che già incorporano nelle proprie stime la realizzazione, totale o parziale, di uno o più fattori di rischio, sicché i percorsi alternativi potrebbero già incorporare in qualche misura tali fattori addizionali.

In condizioni di incertezza marcata delle proiezioni macroeconomiche nazionali ed internazionali e in presenza di scostamenti significativi in senso migliorativo delle proiezioni rispetto allo scenario TTC, possono essere introdotti elementi di prudenzialità con riferimento agli scostamenti dei valori minimi e massimi delle variabili basati sul Consensus o storici sopradescritti.

I suddetti scenari macroeconomici (most likely e alternativi) vengono utilizzati dai modelli interni per determinare i parametri point-in-time (PIT).

Nello specifico, le serie storiche dei tassi di default acquisite da Banca d'Italia sono differenziate sui principali macro-settori economici (es. Famiglie consumatrici, Famiglie produttrici, Costruzioni, ecc.) e, per ciascuno di essi, specifici modelli satellite stabiliscono le relazioni con le variabili macroeconomiche e permettono di ottenere i tassi di default prospettici. Questi consentono a loro volta di condizionare le matrici di transizione TTC tra classi di rating e di ottenere così le matrici di transizione PIT per ciascuno scenario (Most Likely e alternativi); da queste ultime si ottengono le PD condizionate lifetime.

In particolare, ai fini della determinazione delle matrici TTC per i segmenti Corporate, SME Retail e Retail vengono utilizzati i tassi di default interni, mentre per i segmenti Low Default, per i quali la profondità delle serie storiche interne è più esigua, si

utilizzano i tassi di sistema di Banca d'Italia. Ai fini della determinazione delle matrici Point in Time forward-looking vengono, invece, utilizzati i tassi di default di sistema per tutti i segmenti.

Un analogo processo viene utilizzato per determinare le griglie di LGD PIT.

Tenendo conto del piano di rimborso dei singoli finanziamenti, delle loro PD e LGD condizionate, della maturity residua e dello staging si determinano le perdite di valore delle attività finanziarie performing.

Perdite di valore delle attività finanziarie non performing

I crediti deteriorati sono rappresentati dalle posizioni in sofferenza, dalle inadempienze probabili e dalle posizioni scadute e/o sconfinanti da oltre 90 giorni.

I crediti deteriorati classificati a sofferenza sono assoggettati alle seguenti modalità di valutazione:

  • − valutazione analitico-statistica, che è adottata per le esposizioni inferiori a 2 milioni ed è basata sull'applicazione di apposite griglie di LGD, a cui si aggiunge un Add-On al fine di tenere conto delle informazioni legate all'evoluzione delle condizioni correnti riferibili a variabili gestionali altamente correlate con la dinamica delle perdite e forward looking riferite agli impatti di scenari macroeconomici futuri attesi (come illustrato nei paragrafi precedenti);
  • − valutazione analitico-specifica, che è adottata per i clienti con esposizioni superiori a 2 milioni ed è basata sulle percentuali di svalutazione attribuite dal gestore, a seguito di appositi processi di analisi e valutazione anche alla luce dell'evoluzione delle condizioni correnti, a cui si aggiunge una componente di Add-On al fine di tenere conto delle informazioni forward looking, in particolare quelle riferite agli impatti di scenari macroeconomici futuri (ad eccezione delle sofferenze assistite da garanzie ipotecarie o relative a operazioni di leasing immobiliare per le quali gli impatti di scenari futuri sono inclusi tramite le modalità di determinazione degli haircut al valore degli immobili in garanzia).

Anche la valutazione delle inadempienze probabili (Unlikely to Pay – UTP) è operata sulla base di differenti approcci:

  • − valutazione analitico-statistica, per le esposizioni inferiori a 2 milioni, basata sull'applicazione di apposite griglie statistiche di LGD a cui si aggiunge un Add-On al fine di tener conto delle già citate informazioni legate alle condizioni correnti e agli impatti di scenari macroeconomici futuri, nonché della permanenza nello stato di rischio con l'obiettivo di penalizzare le posizioni con anzianità maggiore o che non presentano movimentazioni e/o recuperi per un determinato periodo di tempo;
  • − valutazione analitico-specifica, per le esposizioni di cassa superiori a 2 milioni, basata sulle percentuali di svalutazione attribuite dal gestore, a seguito di appositi processi di analisi e valutazione anche alla luce dell'evoluzione delle condizioni correnti, a cui si aggiunge una componente di Add-On al fine di tener conto, anche in questo caso, degli impatti di scenari macroeconomici futuri e della permanenza nello stato di rischio.

Indipendentemente dalla suddivisione di tali esposizioni tra quelle oggetto di valutazione analitico-statistica e quelle oggetto di valutazione analitico-specifica (come sopra identificate), tra gli Add-On previsti sono inclusi gli scenari di vendita per i crediti deteriorati cedibili qualora il piano d'impresa e la pianificazione di riduzione dei crediti deteriorati prevedano operazioni di cessione e tali operazioni non comportino una riclassifica ai sensi del principio IFRS 5. La valutazione dei crediti deteriorati cedibili, quindi, considera la possibilità di realizzo di tali crediti anche attraverso la vendita.

I crediti deteriorati classificati nella categoria dei crediti scaduti e/o sconfinanti sono, invece, oggetto di valutazione analitica su basi statistiche indipendentemente dall'ammontare dell'esposizione. Anche in questo caso, comunque, la rettifica definita sulla base delle griglie statistiche di LGD è integrata per tener conto della componente di Add-On ascrivibile all'effetto dell'evoluzione delle condizioni correnti e degli scenari macroeconomici futuri.

Le esposizioni creditizie devono continuare a essere rilevate come deteriorate sino a quando non siano trascorsi almeno tre mesi dal momento in cui non soddisfano più le condizioni per essere classificate come tali (cd probation period). Tali esposizioni sono mantenute, sino al maturare delle condizioni per l'uscita dal credito deteriorato, nelle rispettive classi di rischio e valutate in modalità analitico-statistica o analitico-specifica tenendo conto della loro minore rischiosità.

Di seguito viene fornita una breve descrizione delle modalità con cui vengono poste in essere la valutazione analiticospecifica ed analitico-statistica:

  • la valutazione analitico-specifica per le sofferenze e le inadempienze probabili superiori ai 2 milioni è una valutazione operata dai gestori sulle singole posizioni basata su un'analisi quali-quantitativa della situazione economico-patrimoniale e finanziaria del debitore, della rischiosità del rapporto creditizio, degli obiettivi e delle strategie di riduzione dei crediti deteriorati previsti dal "NPL Plan", di eventuali fattori mitiganti (garanzie) e tenendo conto dell'effetto finanziario del tempo stimato come necessario per il recupero.

In particolare per le sofferenze, assumono rilevanza una serie di elementi, diversamente presenti a seconda delle caratteristiche delle posizioni, e da valutare con la massima accuratezza e prudenza, tra i quali si citano a mero titolo esemplificativo:

  • o natura del credito, privilegiato o chirografario;
  • o consistenza patrimoniale netta degli obbligati/terzi datori di garanzie reali;
  • o complessità del contenzioso in essere o potenziale e/o delle questioni giuridiche sottese;
  • o esposizione degli obbligati nei confronti del sistema bancario e di altri creditori;
  • o ultimi bilanci disponibili;
  • o stato giuridico degli obbligati e pendenza di procedure concorsuali e/o individuali.

Ai fini della determinazione del presumibile valore di realizzo dei crediti garantiti da beni immobili, per tenere conto sia delle serie storiche dei recuperi, sia di considerazioni forward-looking in coerenza con l'IFRS 9, viene applicato un approccio incentrato sulla valutazione dei beni immobili con riferimento all'asta media attesa ed al relativo abbattimento del prezzo osservato, determinando degli haircut medi differenziati per tipologia di garanzia immobiliare (abitativa, commerciale, industriale e terreni). Per le sofferenze ipotecarie in valutazione analitico-specifica non viene, quindi,

applicato un Add-On da scenario macroeconomico, al fine di evitare duplicazioni, in quanto la componente forward looking è già tenuta in considerazione tramite l'haircut.

Con riferimento alle sofferenze immobiliari rivenienti da contratti di leasing, alla luce delle peculiarità del prodotto (assenza di aste), l'haircut è stimato come deprezzamento del bene osservato tra il valore di perizia al momento dell'ingresso in sofferenza e l'effettivo prezzo di vendita.

Con riferimento alle inadempienze probabili inoltre, la valutazione si basa sull'analisi quali-quantitativa della situazione economico-patrimoniale e finanziaria del debitore e su una puntuale verifica della situazione di rischio.

La determinazione della perdita da impairment presuppone la valutazione dei flussi di cassa futuri che si ritiene il debitore sia in grado di produrre e che saranno destinati anche al servizio del debito finanziario. Tale stima deve essere effettuata sulla base di due approcci alternativi:

  • o scenario di continuità operativa (c.d. "Going Concern Approach"): i flussi di cassa operativi del debitore (o del garante effettivo) continuano ad essere prodotti e sono utilizzati per ripagare i debiti finanziari contratti. L'ipotesi di continuità non esclude l'eventuale realizzo di garanzie, ma solo nella misura in cui ciò possa avvenire senza pregiudicare la capacità del debitore di generare flussi di cassa futuri. Il metodo "Going Concern" trova applicazione anche ai casi in cui la recuperabilità dell'esposizione si basi sulla eventuale cessione di attività da parte del debitore o su operazioni straordinarie. Similmente a quanto previsto per le Sofferenze anche per quanto riguarda gli UTP, vengono utilizzati haircut nella valutazione delle garanzie immobiliari. Per le posizioni Going Concern, tali haircut sono determinati sulla base degli haircut applicati nel processo liquidatorio (sofferenza o UTP Gone Concern), applicando un fattore di calibrazione pari alla probabilità di migrazione degli UTP a sofferenza;
  • o scenario di cessazione dell'attività (c.d. "Gone Concern Approach"): applicabile nei casi in cui si ritiene che i flussi di cassa del debitore siano destinati a venir meno. Si tratta di uno scenario la cui applicazione potrebbe eventualmente riguardare posizioni per le quali è prevista la classificazione a sofferenza. In tale contesto, assumendo che non siano ragionevolmente percorribili interventi degli azionisti e/o operazioni straordinarie di ristrutturazione del debito in contesti di turnaround, il recupero del credito si basa sostanzialmente sul valore delle garanzie che assistono il credito della Banca al netto dell'applicazione di un haircut (determinato come per le Sofferenze) nonché, in subordine, sul valore di realizzo degli asset patrimoniali, tenuto conto della massa passiva e delle eventuali cause di prelazione;
  • la valutazione analitico-statistica, effettuata per le sofferenze e le inadempienze probabili di importo inferiore ai 2 milioni e per i crediti scaduti e/o sconfinanti, presenta delle peculiarità a seconda della tipologia di esposizione interessata.

Con riferimento alle sofferenze, la valutazione analitico-statistica si basa sulle griglie di LGD Sofferenza, dove il modello LGD Defaulted Asset si caratterizza prevalentemente per la differenziazione dei tassi di perdita in funzione, oltre che del segmento regolamentare, della permanenza nello stato di rischio ("vintage") e per l'eventuale attivazione di procedure di recupero giudiziali. Le griglie risultano inoltre differenziate per gli altri assi di analisi significativi in sede di stima del modello (es. forma tecnica, tipologia di garanzia, area geografica, fascia di esposizione, ecc.). Le griglie dei tempi di recupero si articolano principalmente per segmento regolamentare e per ulteriori assi di analisi significativi in sede di modellistica (es. procedure di recupero, fascia di esposizione, forma tecnica).

Con riferimento alle inadempienze probabili, la valutazione è effettuata mediante l'applicazione di griglie di LGD statistica stimate appositamente per le posizioni classificate come Inadempienze Probabili, in coerenza con le griglie di LGD stimate per le sofferenze. Il modello di stima della griglia di LGD per le Inadempienze Probabili è infatti analogo a quello descritto in precedenza per le sofferenze e calcola il tasso di perdita atteso del rapporto oggetto di valutazione in funzione delle caratteristiche dello stesso. La LGD per le Inadempienze Probabili è ottenuta tramite ricalibrazione della LGD sofferenza attraverso il modulo Danger Rate. Il Danger Rate è un fattore correttivo moltiplicativo da applicare alla LGD sofferenza, al fine di tener conto dei tassi di perdita registrabili nei diversi status di default (stato di Inadempienza Probabile e/o scaduto/sconfinante). Il Danger Rate è stimato utilizzando le informazioni disponibili sullo stato di ingresso in default e sui passaggi di stato delle controparti una volta che si è manifestato il default.

Inoltre, per le due sottoclassi dello stato rischio "Inadempienze Probabili" ("Inadempienze Probabili Non Forborne" e "Inadempienze Probabili Forborne"), sono stimate griglie differenziate per tenere in opportuna considerazione le caratteristiche dei crediti Forborne, che, oltre a presentare livelli medi di perdita più contenuti per effetto delle "Forbearance Measures", risentono anche dei vincoli normativi che ne impediscono il rientro in bonis prima dei 12 mesi dalla data dell'avvenuta rinegoziazione.

Con riferimento ai crediti scaduti e/o sconfinanti, le metodologie di determinazione delle griglie sono analoghe a quelle descritte per le Inadempienze Probabili (Framework Danger Rate). Il fattore vintage è in questo caso colto dall'introduzione di una differenziazione in funzione della durata dello scaduto (Past Due a 90 giorni/180 giorni) che determina una significativa variazione dei tassi di perdita delle griglie che si articolano inoltre, in maniera differenziata, per segmento regolamentare e per ulteriori assi di analisi (es. forma tecnica, tipologia di garanzia, area geografica, fascia di esposizione, ecc.) comuni alle altre categorie del credito deteriorato.

Anche nei modelli di stima della LGD utilizzati nella valutazione analitico-statistica delle esposizioni non performing, vengono effettuati gli interventi di rimozione di alcune componenti aggiuntive specificatamente introdotte per i modelli regolamentari, analogamente a quanto già evidenziato per le esposizioni performing.

Per quel che attiene all'inclusione di informazioni correnti e forward looking, si segnala che, in relazione alle esposizioni deteriorate, oltre ad una componente legata a variabili gestionali correnti applicata dal gestore delle singole posizioni nel caso di valutazioni analitico specifiche e basata su apposito add on nel caso di valutazioni analitico statistiche, viene considerata una componente legata agli scenari Most Likely e peggiorativi previsti nell'orizzonte temporale dei successivi tre anni, secondo i criteri già descritti.

Come richiesto dall'IFRS 9, occorre, infatti, considerare anche gli effetti dello scenario forward looking rispetto alle stime di LGD attraverso la componente sopra richiamata. Come già detto, la componente di scenario forward looking è volta a catturare la non linearità della relazione tra le variabili macroeconomiche e la misurazione dell'ECL, tramite analisi dell'incertezza previsionale delle variabili utilizzate per la predisposizione dello scenario Most Likely. Essa si basa sul medesimo framework metodologico impiegato per i crediti performing, ma ignora in ottica prudenziale lo scenario migliorativo, considerando i soli scenari peggiorativo e Most Likely medi sull'orizzonte dei tre anni successivi.

Alle valutazioni analitico/statistiche, inoltre, è applicato un fattore aggiuntivo ancorato a variabili gestionali interne, in particolare il livello di NPL ratio passato e prospettico previsto dall'NPL Plan, che, sulla base dell'osservazione di lungo periodo, risulta statisticamente correlato con la dinamica delle perdite. Tale fattore rende la stima dell'LGD maggiormente sensibile alle variazioni del contesto economico/gestionale corrente e prospettico.

Sempre in relazione a scenari prospettici, con riferimento alla categoria delle inadempienze probabili, che racchiude posizioni ancora vive ma con segnali di criticità, sia per le posizioni con valutazione analitico-specifica, sia per quelle con valutazione analitico-statistica, qualora non siano presenti misure di forbearance efficaci, è prevista l'applicazione in un'ulteriore componente aggiuntiva (oltre al citato Add on da scenario macroeconomico) finalizzata a ridurre il valore recuperabile delle posizioni in funzione dell'anzianità nello stato di rischio e dell'assenza di movimentazione e/o recuperi per un determinato periodo di tempo.

Passando ad analizzare gli scenari alternativi di recupero, si evidenzia come il Gruppo Intesa Sanpaolo, in relazione agli obiettivi di riduzione dello stock di crediti non performing in essere, inclusi nei piani aziendali, ed agli impegni assunti con gli Organi di Vigilanza, con specifico riferimento alla c.d. NPL Strategy, considera la vendita di determinati portafogli come la strategia che può, in determinate condizioni, massimizzare il recupero dei cash flow, anche in considerazione dei tempi di recupero.

Anche la BCE, con la "NPL Guidance" pubblicata nel marzo 2017, ha richiesto alle Banche con un'incidenza di crediti deteriorati superiore alla media delle Banche Europee, la definizione di una strategia volta a raggiungere una progressiva riduzione degli stessi.

Conseguentemente, allo scenario "ordinario", che ipotizza una strategia di recupero basata sull'incasso del credito tipicamente attraverso azioni legali, mandati a società di recupero, realizzo delle garanzie ipotecarie, viene affiancato – ove applicabile e come strategia di recupero alternativa – anche lo scenario di vendita del credito medesimo.

In aderenza con la citata "NPL Guidance" le strategie aziendali in ordine alla riduzione dei crediti deteriorati sono rappresentate nel "NPL plan", documento approvato dal Consiglio di Amministrazione per l'invio all'Organo di Vigilanza e oggetto di aggiornamento annuale.

Qualora il suddetto documento identifichi obiettivi e strategie di dismissione e conseguentemente un portafoglio di crediti deteriorati che può essere oggetto di cessione, i crediti inclusi in tale portafoglio sino al raggiungimento degli obiettivi di cessione sono valutati tenendo conto sia del valore recuperabile attraverso la gestione operativa, sia di valutazioni di mercato (sulla base di perizie esterne) e/o di prezzi di vendita se già definiti.

In particolare, qualora l'"NPL plan" identifichi un più ampio portafoglio di crediti oggetto di potenziale cessione rappresentato da crediti di proprietà del Gruppo che hanno caratteristiche di cedibilità (quindi, ad esempio, posizioni che non presentano situazioni di contenzioso, come da indicazione puntuale delle strutture gestionali e che non siano oggetto di cartolarizzazione sintetica), rispetto agli obiettivi di vendita, il valore di bilancio del suddetto portafoglio viene determinato ponderando il valore recuperabile attraverso la gestione operativa con il valore recuperabile attraverso la cessione.

Più in dettaglio, il valore recuperabile dei crediti deteriorati cedibili è quantificato come valore medio tra (i) il "valore in ipotesi di cessione" (fair value) e (ii) il "valore in ipotesi di collection", assumendo come peso di ponderazione, la percentuale dei crediti cedibili - determinata come rapporto tra il target di volume di crediti da cedere rispetto ai rispettivi portafogli "aggredibili" per caratteristiche similari, ovvero come percentuale che riflette adeguatamente la probabilità di vendita dei portafogli la cui dismissione è ritenuta altamente probabile. Si osserva che il "valore in ipotesi di collection" è determinato secondo le già illustrate logiche ordinarie seguite da Intesa Sanpaolo per l'impairment dei crediti deteriorati, vale a dire sulla base di una valutazione analitica per le esposizioni superiori a una definita soglia e sulla base di una valutazione analiticostatistica per le altre. La valutazione del "valore in ipotesi di cessione" è effettuata sulla base di valutazioni di mercato attraverso il ricorso a valutatori indipendenti.

Qualora, invece, l'"NPL plan" identifichi in modo specifico le posizioni da cedere, tali posizioni vengono valutate esclusivamente tenendo conto dei valori di mercato stabiliti da periti esterni sulla base di un'apposita fairness opinion o, se già definito attraverso un accordo vincolante con l'acquirente, del prezzo di cessione. Tali crediti vengono anche riclassificati tra le attività in via di dismissione.

Come già anticipato, si segnala, inoltre, che le attività finanziarie acquistate o originate già deteriorate (POCI) presentano delle particolarità in tema di impairment. In proposito, a fronte delle stesse, sin dalla data di rilevazione iniziale e per tutta la vita degli strumenti in questione, devono essere contabilizzate rettifiche di valore pari all'ECL lifetime. A ogni data di riferimento successiva del bilancio, deve, quindi, essere adeguato l'ammontare dell'ECL lifetime, rilevando a conto economico l'importo dell'eventuale variazione delle perdite attese lungo tutta la vita del credito come utile o perdita per riduzione di valore. Alla luce di quanto esposto, le attività finanziarie POCI sono inizialmente iscritte nello Stage 3, ferma restando la possibilità di essere spostate successivamente fra i crediti performing, sui quali, però, continuerà ad essere rilevata una perdita attesa pari all'ECL lifetime.

Per quel che attiene ai crediti deteriorati, si ricorda, infine, che Intesa Sanpaolo ricorre allo stralcio/cancellazione – integrale o parziale - di partite contabili inesigibili (c.d. "write-off") e procede alla conseguente imputazione a perdite del residuo non ancora rettificato nei seguenti casi:

  • irrecuperabilità del credito, risultante da elementi certi e precisi (quali, a titolo di esempio, irreperibilità e nullatenenza del debitore, mancati recuperi da esecuzioni mobiliari ed immobiliari, pignoramenti negativi, procedure concorsuali chiuse con non completo ristoro per la Banca, se non vi sono ulteriori garanzie utilmente escutibili ecc.);
  • cessione di credito;
  • rinuncia al credito, in conseguenza di remissione unilaterale del debito o residuo a fronte di contratti transattivi;
  • senza rinuncia al credito. Per quel che attiene agli stralci integrali o parziali senza rinuncia del credito, al fine di evitare il mantenimento in Bilancio di crediti che, pur continuando ad essere gestiti dalle strutture di recupero, presentano possibilità di recupero molto marginali, si procede allo stralcio integrale o parziale per irrecuperabilità del credito pur senza chiusura della pratica legale. Lo stralcio può interessare solo la porzione di credito coperta da accantonamenti;

pertanto ciascun credito può essere stralciato fino al limite del Net Book Value. Su base periodica, pertanto si procede alla definizione di portafogli di crediti a sofferenza da assoggettare ad uno stralcio totale o parziale aventi le seguenti macro-caratteristiche:

  • o percentuale di copertura pari al 100% e anzianità (intesa come periodo di permanenza nello stato di "sofferenza") > di 1 anno;
  • o percentuale di copertura > 95% e anzianità (intesa come periodo di permanenza nello stato di "sofferenza") > 5 anni o > 8 anni, rispettivamente in caso di crediti non ipotecari e di crediti ipotecari.

È poi possibile procedere alla definizione di portafogli da stralciare con caratteristiche omogenee diverse da quelle sopra indicate, ma riferibili a esposizioni che presentino marginali possibilità di recupero della quota accantonata e in presenza di una quota di accantonamento minima (calcolata tenendo conto degli stralci accumulati sulla posizione, secondo la stessa regola prevista a livello prudenziale dal framework del cosiddetto "Calendar Provisioning") almeno pari al complemento a 1 del fair value stimato sulla base dei prezzi rilevati nelle ultime cessioni di crediti a sofferenza operate dal Gruppo.

Perdite di valore di partecipazioni

Ad ogni data di bilancio le partecipazioni di collegamento o sottoposte a controllo congiunto sono assoggettate ad un test di impairment al fine di verificare se esistono obiettive evidenze che possano far ritenere non interamente recuperabile il valore di iscrizione delle attività stesse.

Il processo di rilevazione di eventuali impairment prevede la verifica della presenza di indicatori di possibili riduzioni di valore e la determinazione dell'eventuale svalutazione. Gli indicatori di impairment sono sostanzialmente suddivisibili in due categorie: indicatori qualitativi e indicatori quantitativi.

Tra quelli qualitativi si segnalano:

  • il conseguimento di risultati economici negativi o comunque un significativo scostamento rispetto ad obiettivi di budget o previsti da piani pluriennali comunicati al mercato;
  • l'annuncio/avvio di procedure concorsuali o di piani di ristrutturazione;
  • la revisione al ribasso del "rating" di oltre due classi;
  • l'inadempimento rispetto agli obblighi di puntuale ed integrale pagamento dei titoli di debito emessi;
  • il ricorso a strumenti di politica industriale finalizzati a fronteggiare gravi crisi o per consentire alle aziende di affrontare processi di ristrutturazione/riorganizzazione.

Tra gli indicatori quantitativi si segnalano:

  • la riduzione del fair value al di sotto del valore di bilancio di oltre il 30% ovvero per un periodo superiore a 24 mesi;
  • la capitalizzazione di borsa inferiore al patrimonio netto contabile della società, nel caso di titoli quotati su mercati attivi, ovvero da un valore contabile della partecipazione nel bilancio separato superiore al valore contabile nel bilancio consolidato dell'attivo netto e dell'avviamento della partecipata o dalla distribuzione da parte di quest'ultima di un dividendo superiore al proprio reddito complessivo.

La presenza di indicatori di impairment comporta la rilevazione di una svalutazione nella misura in cui il valore recuperabile risulti inferiore al valore di iscrizione.

Il valore recuperabile è rappresentato dal maggiore tra il fair value al netto dei costi di vendita ed il valore d'uso.

Per i metodi utilizzati per la determinazione del fair value si rimanda a quanto indicato nella Sezione specifica A.4 – Informativa sul fair value.

Il valore d'uso è il valore attuale dei flussi finanziari attesi rivenienti dall'attività; esso riflette la stima dei flussi finanziari attesi dalla attività, la stima delle possibili variazioni nell'ammontare e/o nella tempistica dei flussi finanziari, il valore finanziario del tempo, il prezzo atto a remunerare la rischiosità della attività ed altri fattori che possano influenzare l'apprezzamento, da parte degli operatori di mercato, dei flussi finanziari attesi rivenienti dall'attività.

Nella determinazione del valore d'uso si utilizza il metodo dell'attualizzazione dei flussi di cassa futuri.

Per quanto riguarda le partecipazioni di controllo, le singole partecipazioni non assumono rilevanza individualmente ai fini dell'effettuazione dell'impairment test nel bilancio separato ma rientrano nell'impairment test delle Cash Generating Units (CGU) svolto a livello consolidato. Le CGU identificate sono rappresentate in alcuni casi (Banca dei Territori e IMI Corporate & Investment Banking) da attività svolte direttamente dalla Capogruppo e da alcune partecipate, in altri casi (International Subsidiary Banks) da aggregazioni di società partecipate, in altri casi (Private Banking e Asset Management) coincidono con le entità giuridiche di riferimento. Quando una partecipazione non produce flussi di cassa ampiamente indipendenti da altre attività essa viene sottoposta ad impairment test non già autonomamente, bensì a livello di CGU. Pertanto, quando le attività riferibili ad una controllata sono incluse in una CGU più ampia della partecipazione medesima, come più diffusamente illustrato nel capitolo successivo a cui si rinvia, l'impairment test può essere svolto solo a quest'ultimo livello e non a l ivello di singola partecipata per la quale non sarebbe correttamente stimabile un valore d'uso.

Perdite di valore di altre attività non finanziarie

Le attività materiali ed immateriali con vita utile definita sono soggette a test di impairment se esiste un'indicazione che il valore contabile del bene non può più essere recuperato. Il valore recuperabile viene determinato con riferimento al fair value dell'attività materiale o immateriale al netto degli oneri di dismissione o al valore d'uso se determinabile e se esso risulta superiore al fair value.

Per le immobilizzazioni materiali diverse dagli immobili e dal patrimonio artistico di pregio e le immobilizzazioni immateriali (diverse da quelle rilevate a seguito di operazioni di aggregazione) si assume che il valore di carico corrisponda normalmente al valore d'uso, in quanto determinato da un processo di ammortamento stimato sulla base dell'effettivo contributo del bene al processo produttivo e risultando estremamente aleatoria la determinazione di un fair value. I due valori si discostano, dando luogo a impairment, in caso di danneggiamenti, uscita dal processo produttivo o altre circostanze similari non ricorrenti.

Come precisato nell'ambito dell'illustrazione delle "Attività materiali ed immateriali", Intesa Sanpaolo valuta gli immobili ad uso funzionale e il patrimonio artistico di pregio secondo il metodo della rideterminazione del valore; in tal caso, qualsiasi perdita

per riduzione di valore di un'attività rivalutata deve essere trattata come una diminuzione della rivalutazione fino a concorrenza della stessa, dopodiché qualunque differenza è imputata a conto economico.

Come illustrato nella Parte A.4 Informativa sul fair value - Fair value del patrimonio immobiliare e del patrimonio artistico di pregio, per gli immobili strumentali annualmente viene effettuata un'analisi di scenario sui trend del mercato immobiliare, al fine di valutare se si sono presentati scostamenti di rilievo nel valore dei cespiti. Qualora siano state riscontrate variazioni di particolare entità (+ o – 10%), si procede con la predisposizione di una perizia aggiornata per adeguare il fair value del bene alle valutazioni del mercato immobiliare. In assenza di scostamenti significativi si procede alla rideterminazione del valore attraverso una nuova perizia ogni 2 anni per gli immobili cosiddetti "trophy asset" (ovvero gli immobili di particolare prestigio utilizzati da funzioni Direzionali ubicati nelle principali città sede della banca oppure di particolare interesse storico artistico perché vincolati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali) e ogni tre anni per gli altri immobili strumentali.

Per quanto concerne il patrimonio artistico di pregio, la rideterminazione di valore è effettuata tramite una nuova perizia ogni tre anni. Annualmente viene comunque svolta una analisi di scenario per individuare eventuali variazioni di valore apprezzabile al fine di anticipare l'attività valutativa. Qualora il monitoraggio annuale evidenzi un possibile scostamento di valore, in positivo o in negativo, superiore al 15% per singole opere di autori presenti nelle collezioni della banca e confrontabili in base a criteri oggettivi (dimensioni, tecnica, periodo di realizzazione, ecc.), è necessario commissionare nuove perizie di stima.

Le attività immateriali rilevate a seguito di operazioni di acquisizione ed in applicazione del principio IFRS 3 ad ogni data di bilancio sono sottoposte ad un test di impairment al fine di verificare se esistono obiettive evidenze che l'attività possa aver subito una riduzione di valore.

Le attività immateriali a vita definita, rappresentate dal valore del portafoglio di asset management e dal valore del portafoglio assicurativo, in presenza di indicatori di impairment vengono sottoposte ad un nuovo processo valutativo per verificare la recuperabilità dei valori iscritti in bilancio. Il valore recuperabile viene determinato sulla base del valore d'uso, ovvero del valore attuale, stimato attraverso l'utilizzo di un tasso rappresentativo del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell'attività, dei margini reddituali generati dai rapporti in essere alla data della valutazione lungo un orizzonte temporale esprimente la durata residua attesa degli stessi.

Le attività immateriali a vita indefinita, rappresentate dalla valorizzazione del marchio ("brand name") e dall'avviamento, non presentando flussi finanziari autonomi, sono annualmente sottoposte ad una verifica dell'adeguatezza del valore iscritto tra le attività con riferimento alla Cash Generating Unit (CGU) a cui i valori sono stati attribuiti in occasione delle operazioni di aggregazione aziendale. Poiché l'identificazione delle CGU richiede di analizzare le caratteristiche gestionali e le modalità di reporting utilizzate dal management e poiché la logica di assunzione delle decisioni strategiche da parte del management della Capogruppo è quella del Gruppo nel suo complesso e non già della sola Capogruppo come entità singola, le CGU sono individuate con riferimento al bilancio consolidato.

Le CGU identificate sono rappresentate in alcuni casi (Banca dei Territori e IMI Corporate & Investment Banking) da attività svolte direttamente dalla Capogruppo e da alcune partecipate, in altri casi (International Subsidiary Banks) da aggregazioni di società partecipate, in altri casi (Private Banking e Asset Management) coincidono con le entità giuridiche di riferimento. Trattandosi, come detto, delle medesime CGU identificate a livello consolidato, l'analisi svolta a tale livello in relazione alla verifica della tenuta degli avviamenti e delle altre attività a vita indefinita iscritti nel bilancio del Gruppo Intesa Sanpaolo, è valida anche con riferimento ai valori iscritti nel bilancio separato della Capogruppo. Pertanto, l'analisi svolta a livello consolidato con riferimento alle singole CGU viene assunta, previo confronto con il valore contabile degli attivi nel bilancio separato, senza operare, nel caso di superamento del test di impairment, un nuovo test nel bilancio separato.

Qualora a livello di bilancio consolidato con riferimento ad una determinata CGU si presenti la necessità di rilevare un impairment, tale svalutazione deve essere attribuita alle attività che compongono la CGU partendo dall'avviamento. Nel caso si riscontri la necessità di dover rilevare una rettifica di valore riguardi CGU non coincidenti con le entità giuridiche di riferimento, la svalutazione viene attribuita alle partecipate, dopo l'azzeramento dell'avviamento di pertinenza della CGU iscritto nel bilancio separato a voce propria, in funzione dei rispettivi fair value.

Per l'illustrazione dei criteri di determinazione del valore recuperabile delle CGU si rinvia a quanto esposto nella Parte A - Politiche contabili del bilancio consolidato.

Per quanto riguarda l'attività immateriale rappresentata dal brand name, qualora la CGU di riferimento non presenti avviamenti allocati e, conseguentemente, non risulti possibile attrarre la verifica del valore recuperabile dell'intangible specifico nel contesto dell'impairment test dell'avviamento basato sui flussi di cassa complessivi della CGU, si procede ad una sua valutazione autonoma e specifica sulla base del fair value attestato dalla perizia di un esperto indipendente.

Aggregazioni aziendali

In tema di Aggregazioni aziendali il principio contabile di riferimento è l'IFRS 3.

Il trasferimento del controllo di un'impresa (o di un gruppo di attività e beni integrati, condotti e gestiti unitariamente) configura un'operazione di aggregazione aziendale.

A tal fine il controllo si considera trasferito quando l'investitore è esposto a rendimenti variabili, o detiene diritti su tali rendimenti, derivanti dal proprio rapporto con la partecipata e nel contempo ha la capacità di incidere sui rendimenti esercitando il proprio potere su tale entità.

L'IFRS 3 richiede che per tutte le operazioni di aggregazione venga individuato un acquirente. Quest'ultimo deve essere identificato nel soggetto che ottiene il controllo su un'altra entità o gruppo di attività. Nel caso in cui non si sia in grado di identificare un soggetto controllante seguendo la definizione di controllo sopra descritta, come per esempio nel caso di operazioni di scambio di interessenze partecipative, l'individuazione dell'acquirente deve avvenire con l'utilizzo di altri fattori quali: l'entità il cui fair value è significativamente maggiore, l'entità che eventualmente versa un corrispettivo in denaro, l'entità che emette le nuove azioni.

L'acquisizione, e quindi il primo consolidamento dell'entità acquisita, deve essere contabilizzata nella data in cui l'acquirente ottiene effettivamente il controllo sull'impresa o attività acquisite. Quando l'operazione avviene tramite un'unica operazione di scambio, la data dello scambio normalmente coincide con la data di acquisizione. Tuttavia è sempre necessario verificare l'eventuale presenza di accordi tra le parti che possano comportare un trasferimento del controllo prima della data dello scambio.

Il corrispettivo trasferito nell'ambito di un'operazione di aggregazione deve essere determinato come sommatoria del fair value, alla data dello scambio, delle attività cedute, delle passività sostenute o assunte e degli strumenti di capitale emessi dall'acquirente in cambio del controllo.

Nelle operazioni che prevedono il pagamento in denaro (o quando è previsto il pagamento mediante strumenti finanziari assimilabili alla cassa) il prezzo è il corrispettivo pattuito, eventualmente attualizzato nel caso in cui sia previsto un pagamento rateale con riferimento ad un periodo superiore al breve termine; nel caso in cui il pagamento avvenga tramite uno strumento diverso dalla cassa, quindi mediante l'emissione di strumenti rappresentativi di capitale, il prezzo è pari al fair value del mezzo di pagamento al netto dei costi direttamente attribuibili all'operazione di emissione di capitale. Per le modalità di determinazione del fair value degli strumenti finanziari, si rimanda a quanto indicato nella Sezione A.4 – Informativa sul fair value, con l'accortezza che, in presenza di azioni quotate su mercati attivi, il fair value è rappresentato dalla quotazione di Borsa alla data dell'acquisizione o, in mancanza, dall'ultima quotazione disponibile.

Sono inclusi nel corrispettivo dell'aggregazione aziendale alla data di acquisizione gli aggiustamenti subordinati ad eventi futuri, se previsti dagli accordi e solo nel caso in cui siano probabili, determinabili in modo attendibile e realizzati entro i dodici mesi successivi alla data di acquisizione del controllo mentre non vengono considerati gli indennizzi per riduzione del valore delle attività utilizzate in quanto già considerati o nel fair value degli strumenti rappresentativi di capitale o come riduzione del premio o incremento dello sconto sull'emissione iniziale nel caso di emissione di strumenti di debito.

I costi correlati all'acquisizione sono gli oneri che l'acquirente sostiene per la realizzazione dell'aggregazione aziendale; a titolo esemplificativo questi comprendono i compensi professionali corrisposti a revisori, periti, consulenti legali, i costi per perizie e controllo dei conti, predisposizione di documenti informativi richiesti dalle norme, nonché le spese di consulenza sostenute per identificare potenziali target da acquisire se è contrattualmente stabilito che il pagamento sia effettuato solo in caso di esito positivo dell'aggregazione, nonché i costi di registrazione ed emissione di titoli di debito o titoli azionari.

L'acquirente deve contabilizzare i costi correlati all'acquisizione come oneri nei periodi in cui tali costi sono sostenuti e i servizi sono ricevuti, ad eccezione dei costi di emissione di titoli azionari o di titoli di debito che devono essere rilevati secondo quanto disposto dallo IAS 32.

Le operazioni di aggregazione aziendale sono contabilizzate secondo il "metodo dell'acquisizione", in base al quale le attività identificabili acquisite (comprese eventuali attività immateriali in precedenza non rilevate dall'impresa acquisita) e le passività identificabili assunte (comprese quelle potenziali) devono essere rilevate ai rispettivi fair value alla data di acquisizione.

Inoltre, come espressamente previsto dall'IFRS 3, per ogni aggregazione aziendale eventuali quote di minoranza nella società acquisita possono essere rilevate al fair value (con conseguente incremento del corrispettivo trasferito) o in proporzione alla quota della partecipazione di minoranza nelle attività nette identificabili delle società acquisite.

Se il controllo viene realizzato attraverso acquisti successivi, l'acquirente deve ricalcolare l'interessenza che deteneva in precedenza nella società acquisita al rispettivo fair value alla data di acquisizione e rilevare nel conto economico l'eventuale differenza rispetto al precedente valore di carico.

L'eccedenza tra il corrispettivo trasferito (rappresentato dal fair value delle attività trasferite, delle passività sostenute o degli strumenti di capitale emessi dall'acquirente), eventualmente integrato dal valore delle quote di minoranza (determinato come sopra esposto) e dal fair value delle interessenze già possedute dall'acquirente, ed il fair value delle attività e passività acquisite deve essere rilevata come avviamento; qualora queste ultime risultino, invece, superiori alla sommatoria del corrispettivo, delle quote di minoranza e del fair value delle quote già possedute, la differenza deve essere imputata a conto economico.

La contabilizzazione dell'operazione di aggregazione può avvenire provvisoriamente entro la fine dell'esercizio in cui l'aggregazione viene realizzata e deve essere perfezionata entro dodici mesi dalla data di acquisizione.

Non configurano aggregazioni aziendali le operazioni finalizzate al controllo di una o più imprese che non costituiscono un'attività aziendale o al controllo in via transitoria o, infine, se l'aggregazione aziendale è realizzata con finalità riorganizzative, quindi tra due o più imprese o attività aziendali già facenti parte del Gruppo Intesa Sanpaolo, e che non comporta cambiamento degli assetti di controllo indipendentemente dalla percentuale di diritti di terzi prima e dopo l'operazione (cosiddette aggregazioni aziendali di imprese sottoposte a controllo comune). Tali operazioni sono considerate prive di sostanza economica. Pertanto, in assenza di specifiche indicazioni previste dai principi IAS/IFRS e in aderenza con le presunzioni dello IAS 8 che richiede che – in assenza di un principio specifico – l'impresa debba fare uso del proprio giudizio nell'applicare un principio contabile che fornisca un'informativa rilevante, attendibile, prudente e che rifletta la sostanza economica dell'operazione, esse sono contabilizzate salvaguardando la continuità dei valori nel bilancio dell'acquirente.

Le fusioni rientrano tra le operazioni di concentrazione tra imprese, rappresentando la forma di aggregazione aziendale più completa, in quanto comportano l'unificazione sia giuridica che economica dei soggetti che vi partecipano.

Le fusioni, siano esse proprie, cioè con la costituzione di un nuovo soggetto giuridico oppure "per incorporazione" con la confluenza di un'impresa in un'altra impresa già esistente, sono trattate secondo i criteri precedentemente illustrati, in particolare:

  • se l'operazione comporta il trasferimento del controllo di un'impresa, essa viene trattata come un'operazione di aggregazione ai sensi dell'IFRS 3;
  • se l'operazione non comporta il trasferimento del controllo, essa viene contabilizzata privilegiando la continuità dei valori.

A. 3 – INFORMATIVA SUI TRASFERIMENTI TRA PORTAFOGLI DI ATTIVITA' FINANZIARIE

Successivamente all'adozione dell'IFRS 9, il Gruppo Intesa Sanpaolo non ha effettuato cambiamenti di business model per la gestione delle proprie attività finanziarie e, conseguentemente, non sono avvenuti trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie.

Secondo le regole generali previste dall'IFRS 9 in materia di riclassificazione delle attività finanziarie (ad eccezione dei titoli di capitale, per cui non è ammessa alcuna riclassifica) non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui l'entità modifichi il modello di business per la gestione di tali attività finanziarie. È atteso che tali modifiche siano altamente infrequenti e devono essere determinate dal management a seguito di rilevanti cambiamenti esterni o interni, dimostrabili a soggetti esterni.

A.3.1 Attività finanziarie riclassificate: cambiamento di modello di business, valore di bilancio e interessi attivi L'informativa non è dovuta in quanto non sussistono attività finanziarie riclassificate iscritte nell'attivo di bilancio.

A.3.2 Attività finanziarie riclassificate: cambiamento di modello di business, fair value ed effetti sulla redditività complessiva

L'informativa non è dovuta in quanto nell'esercizio 2021 non sono stati effettuati trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie.

A.3.3 Attività finanziarie riclassificate: cambiamento del modello di business e tasso di interesse effettivo L'informativa non è dovuta in quanto non sussistono attività finanziarie riclassificate iscritte nell'attivo di bilancio.

A. 4 – INFORMATIVA SUL FAIR VALUE

FAIR VALUE, INDEPENDENT PRICE VERIFICATION E PRUDENT VALUE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI

Il quadro delle valutazioni finanziarie al fair value si articola su tre pilastri: la misurazione del fair value secondo i principi contabili internazionali (IFRS), la verifica indipendente dei prezzi (IPV – Independent Price Verification) e la misurazione del prudent value, gli ultimi due stabiliti dalla Capital Requirement Regulation (CRR). I successivi paragrafi descrivono le modalità con cui gli elementi citati sono stati recepiti ed utilizzati dalla Banca.

Principi generali fair value

La Banca disciplina e formalizza la misurazione del fair value degli strumenti finanziari attraverso le Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value di Gruppo, documento predisposto a cura della Direzione Centrale Market and Financial Risk Management.

Le "Linee Guida di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value", previo parere favorevole del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, sono oggetto di revisione e approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Rischi. Le "Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value" sono oggetto di esame, revisione e approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, a ciò specificatamente delegato dagli Organi Amministrativi, che esamina altresì gli interventi ed aggiornamenti materialmente rilevanti, la cui proposta compete alla Direzione Centrale Market and Financial Risk Management.

Le "Regole per la valutazione degli Equity Investments non quotati", elaborate dalla Direzione Centrale M&A e Partecipazioni di Gruppo, disciplinano invece la misurazione del fair value dei titoli di capitale non quotati e degli strumenti finanziari aventi come sottostante titoli di capitale non quotati.

Il principio contabile IFRS 13 che armonizza le regole di misurazione e la relativa informativa, definisce il fair value come il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato (ossia non in una liquidazione forzosa o in una vendita sottocosto) alla data di valutazione. Il fair value è un criterio di valutazione di mercato, non specificatamente riferito alla singola banca. Sottostante la definizione di fair value c'è la presunzione che la banca si trovi nel normale esercizio della sua attività senza alcuna intenzione di liquidare i propri beni, di ridurre in via significativa il livello delle proprie attività ovvero di procedere alla definizione di transazioni a condizioni sfavorevoli.

La banca valuta il fair value di un'attività o passività adottando le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nella determinazione del prezzo dell'attività o passività, presumendo che essi agiscano per soddisfare nel modo migliore il proprio interesse economico. La valutazione del fair value suppone che l'operazione di vendita dell'attività o di trasferimento della passività abbia luogo:

a. nel mercato attivo principale dell'attività o passività;

b. in assenza di un mercato principale, nel mercato attivo più vantaggioso per l'attività o passività.

La banca non deve effettuare una ricerca esaustiva di tutti i possibili mercati per identificare il mercato principale o, in assenza del mercato principale, il mercato più vantaggioso, ma deve prendere in considerazione tutte le informazioni che sono ragionevolmente disponibili. In assenza di un'evidenza contraria, si presume che il mercato nel quale normalmente l'entità opera per vendere l'attività o trasferire la passività sia il mercato principale o, in assenza di un mercato principale, il mercato più vantaggioso. La Banca ritiene che il mercato principale di un'attività o passività finanziaria possa essere identificato con il mercato nel quale normalmente opera la Banca.

La Banca considera, coerentemente con l'IFRS 13, un mercato attivo come un mercato in cui le operazioni relative all'attività o alla passività si verificano con una frequenza e con volumi sufficienti a fornire informazioni utili per la determinazione del prezzo su base continuativa. Più precisamente uno strumento finanziario è considerato quotato in un mercato attivo se i prezzi sono prontamente e regolarmente disponibili tramite un listino, operatore, intermediario, settore industriale, agenzia di determinazione del prezzo, autorità di regolamentazione, e tali prezzi rappresentano operazioni di mercato effettive che avvengono regolarmente in normali contrattazioni.

In specifiche casistiche, disciplinate dalle Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value e pur in presenza di quotazioni su mercati regolamentati, vengono effettuati appositi approfondimenti, tesi a verificare la significatività delle quotazioni espresse dal mercato ufficiale. Nel caso di significativa riduzione nel volume o nel livello di operatività rispetto al consueto per l'attività o passività (o per attività o passività similari) evidenziata da alcuni indicatori (numerosità delle transazioni, scarsa significatività dei prezzi espressi dal mercato, incremento significativo dei premi impliciti per il rischio di liquidità, allargamento o incremento dello spread bid-ask, riduzione o assenza totale di mercato per nuove emissioni, scarsità di informazioni di dominio pubblico), devono essere effettuate analisi delle transazioni o dei prezzi quotati. Una diminuzione del volume e del livello di attività da sola potrebbe non indicare che il prezzo di una transazione o il prezzo quotato non rappresenta il fair value o che la transazione in quel mercato non sia ordinaria. Se un'entità determina che una transazione o un prezzo quotato non rappresenta il fair value (es. transazioni non ordinarie) un aggiustamento ai prezzi delle transazioni o ai prezzi quotati è necessario se l'entità usa quei prezzi come base per la valutazione al fair value e tale aggiustamento può essere significativo rispetto alla valutazione al fair value nel suo complesso.

Principi generali Independent Price Verification

La Banca disciplina e formalizza il processo di verifica indipendente dei prezzi, attraverso le Linee Guida e Regole di Verifica Indipendente dei Prezzi di Gruppo, documenti coordinati a cura della Direzione Centrale Market and Financial Risk Management e la cui applicazione si estende alla Capogruppo e a tutte le controllate appartenenti al Gruppo Bancario oggetto di consolidamento.

Le "Linee Guida di Verifica Indipendente dei Prezzi", previo parere favorevole del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, sono oggetto di revisione ed approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Rischi. Le "Regole di Verifica Indipendente dei Prezzi di I e II livello" sono oggetto di revisione e approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, a ciò specificamente delegato dagli Organi Amministrativi, che esamina altresì gli interventi ed aggiornamenti materialmente rilevanti, la cui proposta compete alla Direzione Centrale Market and Financial Risk Management.

Secondo quanto disposto dal Regolamento UE 575/2013 (Capital Requirement Regulation – CRR), art. 4, par. 1.70 e 105, par. 8 la Banca disciplina il processo di Verifica Indipendente dei Prezzi (IPV – Independent Price Verification), che consiste nella verifica regolare dell'esattezza e dell'indipendenza dei prezzi di mercato degli strumenti finanziari o dei dati immessi nei modelli di pricing, effettuata da un'unità organizzativa indipendente dalle funzioni di business, con frequenza commisurata all'attività di negoziazione svolta e alla natura del mercato.

La Banca ha strutturato un processo IPV articolato su 3 livelli di controllo coerentemente con quanto indicato dalla Circolare Banca d'Italia 285/2013 (Disposizioni di vigilanza per le banche), recepita nel Sistema dei Controlli Interni Integrati, che richiede l'integrazione dei processi di gestione dei rischi con i processi e le metodologie di valutazione, anche a fini contabili, delle attività aziendali.

In ambito IPV le funzioni di controllo di I, II e III livello hanno le seguenti responsabilità principali:

  • la funzione di controllo di I livello partecipa alla definizione del quadro di riferimento metodologico ed effettua le implementazioni ed i controlli di I livello, riportando gli esiti al business e alle funzioni di controllo di II livello;
  • la funzione di controllo di II livello definisce il quadro di riferimento metodologico e di controllo, garantisce l'allineamento con le normative vigenti e la coerenza fra controlli IPV, valutazioni contabili ed aggiustamenti supplementari di valutazione (AVA) (effettuati, rispettivamente, sulla base delle Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value e delle Linee Guida e Regole di Valutazione Prudente Strumenti Finanziari al Fair Value); supervisiona i controlli di I livello ed effettua i controlli di II livello;
  • la funzione di controllo di III livello effettua controlli di revisione interna, volta ad individuare violazioni delle procedure e della regolamentazione nonché a valutare periodicamente la completezza, l'adeguatezza, la funzionalità (in termini di efficienza ed efficacia) e l'affidabilità della struttura organizzativa delle altre componenti del sistema dei controlli interni e del sistema informativo a livello di Banca, con cadenza prefissata in relazione alla natura e all'intensità dei rischi.

I controlli IPV di I e II livello sono controlli di tipo qualitativo e quantitativo e si distinguono in base alla tipologia degli strumenti sottoposti al controllo. Si applicano coerentemente sia ai dati di input sottostanti alle valutazioni, sia alle valutazioni stesse, e garantiscono la coerenza fra valutazioni gestionali e valutazioni contabili effettuate sui diversi sistemi. Sono caratterizzati da completezza e adeguatezza di applicazione, assenza di sovrapposizioni, sequenzialità e complementarietà nell'esecuzione. Gli strumenti di controllo IPV utilizzano, per quanto possibile, appositi applicativi o procedure informatiche, che consentono analisi dati estensive con frequenza anche giornaliera. In particolare:

  • i controlli di I livello sono volti a garantire la validazione dei dati di mercato inseriti nei sistemi e si basano su un'analisi approfondita dei dati ottenuti da provider esterni. Nel caso in cui, a seguito dei controlli di I livello, per il dato presente nei sistemi si registri il superamento di determinate soglie, o comunque il dato non sia ritenuto corretto dalle funzioni di controllo di I livello, si attiva un processo di confronto (challenge) con il coinvolgimento del business e delle funzioni di controllo di II livello, compatibilmente con il grado di complessità della segnalazione;
  • i controlli di II livello sono caratterizzati da sequenzialità e complementarietà nell'esecuzione rispetto a quelli di I livello e volti a garantire l'allineamento tra valutazioni gestionali e contabili, basandosi su un'analisi approfondita dei dati di consenso o controparti e, qualora questi non risultassero disponibili, tramite applicazione dei modelli di pricing associati ai rispettivi strumenti.

Le risultanze del processo IPV sono analizzate, valutate e coordinate dal Tavolo Valutazioni Finanziarie, organo tecnico appositamente costituito, con l'obiettivo di favorire l'integrazione ed il confronto tra le funzioni di business e le funzioni di controllo.

Il fair value degli strumenti finanziari

L'esistenza di quotazioni in un mercato attivo costituisce la miglior evidenza del fair value; tali quotazioni rappresentano quindi i prezzi da utilizzare in via prioritaria per la valutazione delle attività e delle passività finanziarie. In assenza di un mercato attivo, il fair value viene determinato utilizzando tecniche di valutazione volte a stabilire, in ultima analisi, quale prezzo avrebbe avuto il prodotto, alla data di valutazione, in un libero scambio motivato da normali considerazioni commerciali. La scelta tra le suddette metodologie di valutazione non è opzionale, dovendo le stesse essere applicate in ordine gerarchico:

la disponibilità di un prezzo espresso da un mercato attivo impedisce di ricorrere ad uno degli altri approcci valutativi.

Input delle tecniche di valutazione

Si definiscono input le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nel determinare il prezzo dell'attività o del la passività, incluse le assunzioni circa il rischio quali, ad esempio, il rischio inerente a una particolare tecnica di valutazione utilizzata per misurare il fair value o il rischio inerente agli input della tecnica di valutazione. Gli input possono essere osservabili o non osservabili.

Sono input osservabili quelli elaborati utilizzando dati di mercato, come le informazioni disponibili al pubblico su operazioni o fatti effettivi, e che riflettono le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nel determinare il prezzo dell'attività o della passività.

Sono input non osservabili quelli per i quali non sono disponibili informazioni di mercato e che sono elaborati utilizzando le migliori informazioni disponibili in merito ad assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero per determinare il prezzo dell'attività o della passività.

Gerarchia del fair value

L'IFRS 13 stabilisce una gerarchia del fair value che classifica in tre livelli gli input delle tecniche di valutazione adottate per valutare il fair value. Tale gerarchia attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di Livello 1) e minima priorità agli input non osservabili (dati di Livello 3). In particolare:

  • il livello di fair value viene classificato a 1 quando la valutazione dello strumento è ottenuta direttamente da prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche a cui l'entità può accedere alla data di valutazione;
  • il livello di fair value viene classificato a 2 qualora non sia stato riscontrato un prezzo da mercato attivo e la valutazione avvenga via tecnica di valutazione, sulla base di parametri osservabili sul mercato, oppure sull'utilizzo di parametri non osservabili ma supportati e confermati da evidenze di mercato, quali prezzi, spread o altri input;
  • il livello di fair value viene classificato a 3 quando le valutazioni sono effettuate utilizzando input diversi, non tutti desunti direttamente da parametri osservabili sul mercato e comportano quindi stime ed assunzioni da parte del valutatore.

Nel caso in cui differenti input siano utilizzati per valutare il fair value di un'attività o passività, la classificazione nella gerarchia è determinata in base all'input di più basso livello utilizzato per la valutazione. Per assegnare la gerarchia del fair value viene data priorità agli input delle tecniche di valutazione piuttosto che alle tecniche di valutazione stesse.

L'allegato "Gerarchia del Fair Value" delle "Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value" definisce, con riferimento ai rispettivi modelli/input di valutazione degli strumenti finanziari, le regole minimali che devono soddisfare gli input di mercato per essere classificati a livello 2, e le soglie di significatività che, qualora superate, portino ad una attribuzione al livello 3.

Per gli strumenti finanziari di livello 1 viene utilizzato il prezzo corrente offerto ("denaro") per le attività finanziarie ed il prezzo corrente richiesto ("lettera") per le passività finanziarie, rilevato sul mercato principale al quale si ha accesso, alla chiusura del periodo di riferimento.

Nel caso di strumenti finanziari per i quali il differenziale domanda-offerta risulta scarsamente rilevante, o per le attività e passività finanziarie con caratteristiche tali da portare a posizioni compensative per il rischio di mercato, viene utilizzato un prezzo medio di mercato (sempre riferito all'ultimo giorno del periodo di riferimento) in luogo del prezzo di offerta o del prezzo richiesto.

Sono considerati strumenti finanziari di livello 1 i titoli obbligazionari contribuiti (ovvero per i quali è disponibile il Composite Bloomberg Bond Trader sull'Information Provider Bloomberg, o, in alternativa, una quotazione sul circuito EuroMTS o almeno tre quotazioni eseguibili sull'Information Provider Bloomberg), titoli azionari contribuiti (ovvero quotati sul mercato ufficiale di riferimento), i fondi comuni di investimento UCITS contribuiti (rientranti nell'ambito di applicazione delle direttive comunitarie), le operazioni in cambi spot, i contratti derivati per i quali siano disponibili quotazioni su un mercato attivo (per esempio futures e opzioni exchanged traded) e i fondi "hedge" per i quali sia disponibile, con la periodicità prevista dal contratto di sottoscrizione, il NAV (Net Asset Value), e in cui tra gli asset in cui il fondo investe prevalgano, in termini percentuali sul NAV, asset classificati a livello 1, verificato che gli strumenti di livello 3 non superino una predeterminata soglia.

Per differenza, tutti gli altri strumenti finanziari che non appartengono alle categorie sopra descritte o che non presentano la profondità di contribuzione definita dalle Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value non sono considerati strumenti di livello 1.

In assenza di quotazione su un mercato attivo o in assenza di un regolare funzionamento del mercato, cioè quando il mercato non ha un sufficiente e continuativo numero di transazioni, spread denaro-lettera e volatilità non sufficientemente contenuti, la determinazione del fair value degli strumenti finanziari è prevalentemente realizzata grazie all'utilizzo di tecniche di valutazione aventi l'obiettivo di stabilire il prezzo al quale, in una transazione ordinaria l'attività sarebbe venduta o la passività trasferita tra partecipanti al mercato, alla data di valutazione, in condizioni attuali di mercato.

Nel caso di strumenti classificati a livello 2 la valutazione è basata su prezzi o spread creditizi desunti dalle quotazioni ufficiali di strumenti sostanzialmente simili in termini di fattori di rischio, utilizzando una data metodologia di calcolo (modello di valutazione). Il ricorso a tale approccio si traduce nella ricerca di transazioni presenti su mercati attivi, relative a strumenti che, in termini di fattori di rischio, sono comparabili con lo strumento oggetto di valutazione. Le metodologie di calcolo classificate di livello 2 consentono di riprodurre i prezzi di strumenti finanziari quotati su mercati attivi (calibrazione del modello) senza includere parametri discrezionali – cioè parametri il cui valore non può essere desunto da quotazioni di strumenti finanziari presenti su mercati attivi ovvero non può essere fissato su livelli tali da replicare quotazioni presenti su mercati attivi – tali da influire in maniera determinante sul prezzo di valutazione finale.

Sono valutati secondo modelli che utilizzano input di livello 2:

  • i titoli obbligazionari privi di quotazioni ufficiali espresse da un mercato attivo e il cui fair value è determinato tramite l'utilizzo di un appropriato credit spread, individuato a partire da strumenti finanziari contribuiti e liquidi con caratteristiche similari;
  • i finanziamenti il cui fair value è determinato tramite l'utilizzo di un appropriato credit spread individuato a partire da evidenze di mercato di strumenti finanziari con caratteristiche similari;
  • i contratti derivati (ivi inclusi quelli cartolarizzati) la cui valutazione è effettuata mediante appositi modelli, alimentati da parametri di input (quali curve di tasso, cambi e volatilità) osservati sul mercato;
  • i prodotti strutturati di credito (ABS, CLO HY, CDO) per cui non sono disponibili prezzi significativi e il cui fair value viene determinato utilizzando tecniche di valutazione che tengono conto di parametri desumibili dal mercato;
  • titoli di capitale non contribuiti valutati con il ricorso a transazioni dirette, ovvero transazioni significative sul titolo registrate in un arco di tempo ritenuto sufficientemente breve rispetto al momento della valutazione ed in condizioni di mercato costanti o per i quali sono utilizzati i cosiddetti modelli valutativi "relativi" basati su moltiplicatori;
  • i fondi hedge in cui prevalgono, in termini percentuali sul NAV, gli asset di livello 2, verificato che gli strumenti di livello 3 non superino una predeterminata soglia.

Nel caso di strumenti classificati a livello 3, per la determinazione del fair value è necessario ricorrere a modelli valutativi che presuppongono l'utilizzo di parametri di input non direttamente osservabili sul mercato e che quindi comportano stime e assunzioni da parte del valutatore. In particolare, la valutazione dello strumento finanziario viene condotta utilizzando una metodologia di calcolo basata su specifiche ipotesi riguardanti:

  • lo sviluppo dei cash-flows futuri, eventualmente condizionati ad eventi futuri cui possono essere attribuite probabilità desunte dall'esperienza storica o sulla base di ipotesi di comportamento;
  • il livello di determinati parametri in input non quotati su mercati attivi, per la cui stima sono comunque privilegiate le informazioni acquisite da prezzi e spread osservati sul mercato. Nel caso queste non siano disponibili, si ricorre a dati

storici del fattore di rischio specifico sottostante o a ricerche specializzate in materia (ad es. report di Agenzie di Rating o di primari attori del mercato).

Sono valutati secondo tale metodologia:

  • alcune operazioni in derivati, in titoli obbligazionari o in strutturati di credito complessi valutati con input di livello 3;
  • hedge fund in cui gli asset di livello 3 sono superiori ad una predeterminata soglia;
  • fondi di private equity, fondi di private debt, fondi immobiliari e fondi chiusi derivanti da cessioni di credito non performing valutati al NAV, con eventuale applicazione di sconti;
  • quote partecipative e altri titoli di capitale la cui valutazione viene effettuata con l'utilizzo di modelli fondati su flussi finanziari attualizzati o con metodi patrimoniali;
  • finanziamenti il cui fair value è determinato tramite l'utilizzo di un credit spread che non soddisfa i criteri per essere considerato livello 2;
  • finanziamenti con rischio sottostante di natura azionaria, il cui fair value è calcolato sulla base dell'attualizzazione dei flussi contrattuali previsti.

Il trasferimento di livello di fair value delle attività e passività finanziarie valutate al fair value su base ricorrente, avviene, come definito dall'IFRS 13, come segue: il trasferimento tra i livelli 2 e 3 si determina a fronte di una variazione nell'osservabilità o nella significatività di un input alle valutazioni; il trasferimento tra i livelli 1 e 2 o 3 si determina a fronte di una variazione della disponibilità dei prezzi su un mercato attivo.

Per i derivati OTC, la scelta iniziale del livello di gerarchia di fair value dipende dal grado di osservabilità e significatività dei parametri utilizzati per la valutazione della componente "risk free". Il calcolo della componente legata al rischio di insolvenza della controparte/emittente può comportare il trasferimento a livello 3 quando l'esposizione corrente è positiva per la banca e la controparte è in status creditizio deteriorato, oppure quando la determinazione del rischio di insolvenza richiede input non osservabili e la componente di bilateral Credit Value Adjustment (bCVA) sia significativa rispetto al fair value complessivo del netting set, oppure quando la sensitivity al downgrading della controparte sia significativa rispetto al fair value complessivo del netting set.

Per gli strumenti di capitale non contribuiti il trasferimento di livello avviene:

  • quando nel periodo si sono resi disponibili input osservabili sul mercato (es. prezzi definiti nell'ambito di transazioni comparabili sul medesimo strumento tra controparti indipendenti e consapevoli). In questo caso, Intesa Sanpaolo procede alla riclassifica dal livello 3 al livello 2;
  • quando gli elementi direttamente o indirettamente osservabili presi a base per la valutazione sono venuti meno, ovvero non sono più aggiornati (es. transazioni comparabili non più recenti o multipli non più applicabili). In questo caso, Intesa Sanpaolo ricorre a tecniche di valutazione che utilizzano input non osservabili.

Processo di valutazione degli strumenti finanziari

Il processo di valutazione degli strumenti finanziari si articola in diverse fasi che vengono brevemente riassunte qui di seguito:

  • individuazione delle fonti per le valutazioni: le Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value stabiliscono, per ogni categoria di riferimento (asset class), i processi necessari all'identificazione dei parametri di mercato e le modalità secondo le quali tali dati devono essere recepiti e utilizzati;
  • certificazione e trattamento dei dati di input alle valutazioni periodiche: tale fase consiste nel controllo puntuale, ad ogni data di valutazione contabile, dei parametri di mercato utilizzati (rilevazione dell'integrità del dato storicizzato sulla piattaforma proprietaria rispetto alla fonte di contribuzione), nel test di verosimiglianza (congruenza di ogni singolo dato con dati simili o comparabili) e nella verifica delle concrete modalità applicative;
  • certificazione delle metodologie di valutazione: in questa fase viene verificata la consistenza e l'aderenza delle varie metodologie valutative utilizzate con la corrente prassi di mercato, al fine di porre in luce eventuali aspetti critici insiti nei modelli di valutazione usati e di determinare eventuali aggiustamenti necessari alla valutazione;
  • monitoraggio e revisione delle metodologie di valutazione: il monitoraggio consiste nel verificare costantemente l'aderenza al mercato del modello di valutazione e consente di evidenziare tempestivamente eventuali scostamenti, avviando le necessarie verifiche ed interventi.

Individuazione, certificazione e trattamento dei dati di input alle valutazioni

Il processo di calcolo del fair value e la necessità di distinguere tra prodotti valutabili in base a prezzi effettivi di mercato, piuttosto che tramite l'applicazione di tecniche di valutazione, evidenzia la necessità di stabilire dei principi univoci nella determinazione dei parametri di mercato. A tal fine le Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value stabiliscono i processi necessari all'identificazione dei parametri di mercato, le fonti di contribuzione ritenute idonee e le modalità secondo cui tali dati devono essere recepiti (cut off) ed utilizzati per la valutazione degli strumenti finanziari detenuti a vario titolo nei portafogli di proprietà della Capogruppo e delle società controllate. Le stesse fonti vengono utilizzate nel caso di valutazioni effettuate a favore di terze parti secondo accordi di Service Level Agreement, preventivamente formalizzati. L'idoneità dei dati di input alle valutazioni è garantita dal rispetto dei requisiti di riferimento: comparabilità, reperibilità e trasparenza del dato, ovvero alla possibilità di reperire il dato su uno o più sistemi di infoproviding, misura del bid-ask di contribuzione e, infine, relativamente ai prodotti OTC, verifica della comparabilità delle fonti di contribuzione.

L'utilizzo di tutti i parametri di mercato in Intesa Sanpaolo è subordinato alla loro certificazione da parte della Direzione Centrale Risk Management IMI CIB, in termini di controllo puntuale (rilevando l'integrità del dato storicizzato sulla piattaforma proprietaria rispetto alla fonte di contribuzione), di test di verosimiglianza (congruenza di ogni singolo dato con dati simi li o comparabili) e di verifica delle concrete modalità applicative.

Certificazione delle metodologie di valutazione

Le metodologie di valutazione utilizzate dal Gruppo Intesa Sanpaolo sono certificate dalla Direzione Centrale Risk Management IMI CIB, con il coinvolgimento di tutte le strutture competenti. La certificazione è volta a verificare la consistenza delle metodologie con la prassi di mercato corrente, ad evidenziare eventuali criticità o limiti ed a determinare eventuali aggiustamenti al fair value, coerentemente con quanto stabilito dalla normativa vigente. Il processo di certificazione considera tutti gli aspetti della metodologia di valutazione (assunzioni di base, derivazione matematica, eventuali approssimazioni, algoritmi numerici utilizzati, input e output) ma anche tutti gli elementi di contesto che sono rilevanti ai fini della valutazione, fra cui le caratteristiche dei prodotti associati (payoff, clausole di estinzione anticipata, ecc.), degli eventuali accordi accessori (ad es. accordi di netting o collaterale), del mercato su cui i prodotti vengono negoziati, le modalità di utilizzo da parte degli utenti finali (ad es. precisione vs performance, calcolo delle misure di rischio, ecc.). Tali aspetti sono oggetto di analisi qualitative e quantitative e sono opportunamente riportati nella documentazione interna.

In casi di elevata complessità e/o in presenza di turbolenza nei mercati (c.d. market dislocation) è possibile ricorrere ad una validazione indipendente da parte di accreditate società di servizi finanziari.

A conclusione del processo di certificazione, la metodologia di valutazione viene censita nel documento Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value.

Monitoraggio e revisione delle metodologie di valutazione

Come richiesto dalla normativa vigente, le metodologie di valutazione in corso di utilizzo sono sottoposte ad un processo di costante monitoraggio delle loro performance rispetto alle evoluzioni degli strumenti finanziari, dei mercati ed alle innovazioni metodologiche sviluppate dalla comunità scientifica di riferimento, al fine di garantire la loro continua aderenza al mercato, evidenziare tempestivamente eventuali inadeguatezze ed avviare le necessarie verifiche ed interventi. Le Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value dettagliano tutti gli elementi considerati per il monitoraggio periodico e la revisione delle metodologie di valutazione. Le funzioni coinvolte nel processo di monitoraggio sono le stesse funzioni coinvolte nel processo di certificazione delle metodologie di valutazione sopra citato e nel processo IPV disciplinato dalle Linee Guida e Regole di Verifica Indipendente dei Prezzi.

Rischio di valutazione: aggiustamenti al fair value

La Banca definisce il rischio di valutazione come il rischio di perdite derivanti dall'incertezza valutativa del prezzo di uscita degli strumenti finanziari al fair value, a causa di eventuali limiti delle tecniche di valutazione applicate o di particolari condizioni del mercato.

La principale misura di rischio di valutazione associato ad uno strumento finanziario sono gli aggiustamenti al fair value, volti a tenere in considerazione l'incertezza valutativa o la difficoltà di smobilizzo di particolari posizioni finanziarie, e possono essere riferiti ad un singolo strumento finanziario oppure alla posizione netta per un dato fattore di rischio. Gli aggiustamenti possono essere calcolati come componenti additive della valutazione oppure essere incluse direttamente nella valutazione. Essi sono rivisti periodicamente, anche alla luce dell'evoluzione dei mercati, ovvero dell'eventuale introduzione di nuovi strumenti liquidi, di diverse metodologie di calcolo e, in generale, di affinamenti metodologici, che possono portare anche a modifiche sostanziali nelle metodologie di valutazione prescelte e nelle loro implementazioni.

In particolare, la Banca considera aggiustamenti al fair value per le seguenti categorie di incertezza valutativa:

  • incertezza dei dati di input: l'eventuale incertezza valutativa legata ai dati di input alla valutazione (siano essi mid, bid o ask) viene misurata rispetto alle condizioni temporanee o strutturali sui mercati o in relazione all'entità dei controvalori detenuti (in caso di concentrazione) e, laddove necessario, si procede ad un aggiustamento al fair value quantificando il conseguente impatto sulle valutazioni;
  • illiquidità delle posizioni o dei fattori di rischio sottostanti: analogamente rispetto al caso precedente, lo spread bid-ask di mercato viene misurato e laddove necessario si procede ad un aggiustamento al fair value quantificando il conseguente impatto sulle valutazioni;
  • rischio di modello: si basa sull'individuazione e l'utilizzo di varianti dello stesso modello o di modelli alternativi, con i quali effettuare analisi di confronto volte a quantificare la variabilità delle valutazioni (in particolare l'eventuale direzionalità del prezzo al variare del modello) ed il comportamento del modello in vari scenari di mercato (stress test). La quantificazione dell'aggiustamento al fair value si basa, laddove possibile, su grandezze finanziarie facilmente comprensibili e misurabili (e.g. vega, delta, shift di correlazione);
  • rischio di controparte e di finanziamento: i rischi di controparte e finanziamento, collettivamente indicati come XVA, includono il bilateral Credit Value Adjustment (bCVA) e il Funding Value Adjustment (FVA). Il bCVA tiene in considerazione il premio al rischio di controparte legato alla possibilità che le controparti possano non onorare i propri mutui impegni (ad esempio in caso di fallimento). A sua volta, essa è data da due componenti, dette Credit Value Adjustment (CVA, di segno negativo) e Debt Value Adjustment (DVA, di segno positivo), che considerano, rispettivamente, gli scenari in cui la Controparte fallisce prima della Banca (e la Banca presenta un'esposizione positiva nei confronti della Controparte) e viceversa gli scenari in cui la Banca fallisce prima della Controparte (e la Banca presenta un'esposizione negativa nei confronti della Controparte). Il Funding Value Adjustment (FVA, di segno negativo) tiene invece in considerazione il premio al rischio di finanziamento, legato ai costi di finanziamento dei flussi di cassa (cedole, dividendi, collaterale, ecc.) generati dal complessivo portafoglio di derivati OTC della banca. Il calcolo degli XVA dipende dal profilo di esposizione complessiva fra le due controparti, calcolata tramite tecniche di simulazione dei fattori di rischio sottostanti alle operazioni considerate, tenendo in considerazione eventuali accordi di mitigazione del rischio di controparte (in particolare accordi di netting e di collateralizzazione), nonché eventuali clausole contrattuali. Il calcolo degli XVA dipende inoltre dalle Loss Given Default (LGD) basate sul valore stimato del recupero atteso in caso di fallimento delle controparti, e dalle probabilità di default delle controparti (PD). LGD e PD sono ottenute dalle quotazioni di mercato dei Credit Default Swap oppure si basano sulle stime interne per settore/rating utilizzate per il rischio di credito. Inoltre, il calcolo del FVA si basa su una curva di finanziamento rappresentativa delle migliori controparti di mercato con cui la Banca potrebbe rinegoziare le operazioni, secondo il principio IFRS 13 del mercato più vantaggioso, non ravvisando, al momento, un reale mercato principale per tali transazioni.

Il processo di gestione degli aggiustamenti al fair value è formalizzato nelle Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value e nelle "Regole Per La Valutazione Degli Equity Investments Non Quotati" in appropriate metodologie di calcolo a seconda del diverso configurarsi dei punti sopra indicati ed avviene nel modo più oggettivo, consistente e sistematico possibile a cura della Direzione Centrale Risk Management IMI CIB e della Direzione Centrale M&A e Partecipazioni di Gruppo. L'introduzione ed il rilascio degli aggiustamenti al fair value dipendono dalla dinamica dei fattori sopra indicati. Tali processi sono una combinazione di elementi quantitativi, rigidamente specificati, e di elementi qualitativi, valutati in base alla diversa configurazione nel tempo dei fattori di rischio che hanno generato gli aggiustamenti; quindi le stime successive alla prima iscrizione sono sempre guidate dalla mitigazione o dal venir meno di detti rischi.

Per i nuovi prodotti la decisione di applicare degli aggiustamenti viene presa in sede di processo di approvazione nuovi prodotti su proposta della Direzione Centrale Risk Management IMI CIB.

L'applicazione degli aggiustamenti è sottoposta ad una procedura autorizzativa che, al di sopra di una determinata soglia di rilevanza definita per specifiche casistiche, coinvolge sia l'area del Chief Risk Officer che il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari.

A.4.1 Livelli di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati

I paragrafi che seguono riepilogano, per tipologia di strumento finanziario (titoli, derivati, prodotti strutturati, hedge fund e finanziamenti), le informazioni sui modelli di valutazione utilizzati.

I. La valutazione dei titoli di debito non contribuiti

La valutazione del fair value dei titoli obbligazionari non contribuiti viene effettuata utilizzando il metodo reddituale ovvero calcolando il valore attuale dei flussi di cassa futuri attesi utilizzando un appropriato premio al rischio rappresentato dallo spread di credito, individuato a partire da strumenti finanziari contribuiti e liquidi con caratteristiche similari. Le fonti da cui attingere tale misura sono le seguenti:

  • titoli di debito contribuiti e liquidi del medesimo emittente;
  • credit default swap sulla medesima reference entity;
  • titoli contribuiti e liquidi emessi da emittente con medesimo rating e appartenente al medesimo settore.

In ogni caso si tiene conto della differente seniority del titolo da prezzare relativamente alla struttura del debito dell'emittente.

Nel caso degli emittenti pubblici italiani viene costruita una matrice di rating/durata sulla base dei livelli di spread delle emissioni governative cui vengono applicati i differenziali tra le varie classi di rating/durata rispetto ad emissioni pubbliche (regioni, province, comuni, enti governativi).

In fase di applicazione dello spread per il pricing dello strumento non contribuito, qualora la curva di credito "fair" stimata non rispettasse le stesse caratteristiche dello strumento, si considerano dei fattori correttivi.

Inoltre, nel caso di titoli obbligazionari non quotati su mercati attivi, al fine di tenere in considerazione il maggior premio richiesto dal mercato rispetto ad un titolo similare contribuito, si aggiunge al credit spread "fair" una ulteriore componente stimata sulla base dei bid/ask spread rilevati sul mercato.

Infine, nel caso in cui lo strumento includa una componente opzionale si provvede ad un ulteriore aggiustamento dello spread aggiungendo una componente volta a cogliere i costi di copertura e l'eventuale illiquidità dei sottostanti. Tale componente è determinata in base alla tipologia di opzione utilizzando i corrispondenti modelli di valutazione dei derivati citati nel seguito.

Similarmente, per la determinazione e misurazione del credit spread di Intesa Sanpaolo delle passività finanziarie della Banca designate al fair value, si fa riferimento a titoli obbligazionari emessi dalla Capogruppo, con cedole periodiche regolari, scadenza oltre un anno e quotati su un mercato attivo sulla base di quanto prescritto dagli IAS/IFRS. Dalle quotazioni di mercato si desume il merito creditizio implicito, che viene poi perfezionato attraverso modelli di interpolazione, che generano curve di credit spread differenziate per tipo di cedola, scadenza e livello di subordinazione. Analogamente i Certificates emessi sono valutati al fair value scomponendoli nelle due seguenti componenti: titolo obbligazionario emesso, valutato come sopra descritto, ed una componente opzionale, valutata tramite i corrispondenti modelli di pricing dei derivati descritti nel seguito.

II. La valutazione dei finanziamenti

La valutazione al fair value dei finanziamenti viene effettuata tramite le contribuzioni da parte di info provider qualora disponibili ovvero calcolando il valore attuale dei flussi di cassa futuri attesi utilizzando un appropriato credit spread, individuato a partire dalle seguenti fonti:

  • finanziamenti contribuiti sul mercato;
  • curve rating/settore specifiche del mercato dei finanziamenti;
  • titoli contribuiti del medesimo emittente;
  • credit default swap sulla medesima reference entity.

In ogni caso si tiene conto della differente seniority dello strumento da prezzare relativamente alla struttura del debito dell'emittente.

In fase di applicazione dello spread per il pricing del finanziamento, qualora la curva di credito "fair" stimata non rispettasse le stesse caratteristiche dello strumento, si considerano dei fattori correttivi.

Inoltre, qualora per la determinazione dello spread creditizio dei finanziamenti si faccia riferimento alle curve create attraverso titoli obbligazionari, occorrerà applicare una base Loan – Bond, volta a catturare l'eventuale differente struttura del mercato e la diversa forma tecnica.

Al fine di tenere in considerazione il premio richiesto dal mercato per strumenti illiquidi e/o strutturati si applicano alcuni aggiustamenti allo spread creditizio.

I finanziamenti con rischio sottostante equity non quotato (rientrano in tale fattispecie gli strumenti finanziari che, ai sensi dello IAS 32, non sono equiparabili a equity, ad esempio finanziamenti convertibili in azioni) vengono di regola valutati

tramite l'attualizzazione dei flussi previsti dal contratto. Trattandosi di titoli di debito, per l'attualizzazione dei flussi si utilizzerà di regola un tasso costituito dalla somma di: un tasso risk free, uno spread derivante dal CDS o misurato su titoli quotati o su erogazioni analoghe, e di un eventuale ulteriore premio per il rischio.

Nel caso di finanziamenti non performing, il fair value è determinato in funzione del valore recuperabile della posizione. Tale stima è sviluppata tenendo conto degli elementi contrattuali che caratterizzano il credito e può comportare, ad esempio, la valutazione dei flussi di cassa rivenienti dalla vendita degli immobili posti a garanzia oppure la valutazione di eventuali strumenti di capitale acquisibili a seguito dell'introduzione di una clausola di conversione di equity della posizione.

III. La valutazione dei derivati OTC

Gli strumenti derivati laddove non scambiati su mercati regolamentati, sono strumenti Over The Counter (OTC), ovvero negoziati bilateralmente con controparti di mercato, e la loro valutazione è effettuata mediante apposite metodologie di valutazione e parametri di input (quali, ad esempio, le curve di tasso di interesse, tassi di cambio e volatilità) sottoposte ai processi di certificazione monitoraggio illustrati in precedenza.

Il fair value di un derivato OTC viene calcolato tenendo in considerazione il premio al rischio legato ai diversi fattori di rischio sottostanti. In particolare, si distinguono due casi rilevanti, a seconda che lo strumento sia soggetto o meno ad accordi di collateralizzazione (CSA), volti a mitigare il rischio di controparte e finanziamento.

  • a. Nel caso di operazioni con CSA con caratteristiche tali da ridurre il rischio di controparte e finanziamento ad un livello trascurabile, il fair value è calcolato secondo il principio del non-arbitraggio, includendo il premio al rischio di mercato relativo ai fattori di rischio sottostanti al contratto (ad es. tassi di interesse, volatilità, ecc.), e considerando, nei casi più rilevanti, come tasso di sconto dei flussi di cassa futuri il tasso di remunerazione del collaterale.
  • b. Nel caso di operazioni senza CSA, ovvero con CSA con caratteristiche tali da non ridurre il rischio di controparte e finanziamento ad un livello trascurabile (ad es. One Way CSA, oppure con soglie o minimum transfer amount non trascurabili), il fair value dello strumento può essere espresso, sotto opportune ipotesi, come la somma del valore di riferimento (o base), pari al prezzo del corrispondente strumento collateralizzato, e di alcune ulteriori componenti valutative legate al premio al rischio di controparte e finanziamento, collettivamente indicati come XVA (cfr. "Rischio di valutazione: aggiustamenti al fair value").

In considerazione della numerosità e complessità dei contratti derivati OTC, è stato individuato un quadro sistematico di riferimento che rappresenta le linee comuni (algoritmi di calcolo, modelli di elaborazione, dati di mercato utilizzati, assunzioni di base del modello) sulle quali si fonda la loro valutazione.

Classe del
Sottostante
Modelli di Valutazione Utilizzati Principali dati di mercato e parametri di
input dei modelli
Tasso d'interesse Net Present Value, Black-Scholes, SABR, Libor
Market Model, Hull-White, Lognormale Bivariato,
Rendistato, Hagan formula esatta per CMS
Curve dei tassi d'interesse (depositi, FRA,
Futures, OIS, swap, basis swap, CMS, paniere
Rendistato), volatilità opzioni cap/floor/swaption,
correlazioni tra tassi d'interesse
Tasso di cambio Net
present
Value
FX,
Garman-Kohlhagen,
Lognormale
con
Volatilità
Incerta
(LMUV),
Stochastic Local Volatility (SLV), Local Volatility
(LV)
Curve dei tassi d'interesse, curve FX spot e
forward, volatilità FX,
volatilità e correlazioni
quanto
Equity Accrual, Net present Value Equity, Black-Scholes
generalizzato, Heston, Local Volatility, Jump
Diffusion
Curve dei tassi di interesse, prezzi spot dei
sottostanti, dividendi attesi, volatilità e correlazioni
dei sottostanti, volatilità e correlazioni quanto
Inflazione Inflation NPV, Inflation SABR, Inflation Jarrow
Yildirim
Curve dei tassi d'interesse nominali e di inflazione,
volatilità dei tassi d'interesse e di inflazione,
coefficienti di stagionalità dell'indice dei prezzi al
consumo, correlazione dei tassi di inflazione
Commodity Net present Value Commodity, Black-Scholes
generalizzato,
Independent
Forward,
Local
Volatility, 2-Factors Jump Diffusion
Curve dei tassi d'interesse, prezzi spot, forward e
futures dei sottostanti, volatilità e correlazioni dei
sottostanti, volatilità e correlazioni quanto
Credito Net present Value, CDS Option (o modello
lognormale), Contingent CDS
Probabilità di default, Recovery rate, volatilità
dell'indice di credito.

La tabella seguente illustra le principali metodologie utilizzate per la valutazione dei derivati OTC in funzione della classe di appartenenza del sottostante.

Come previsto dall'IFRS 13, per pervenire alla determinazione del fair value, la Banca considera anche l'effetto del rischio di inadempimento (non-performance risk) nella determinazione del fair value. Tale rischio include sia le variazioni del merito creditizio della controparte che le variazioni del merito di credito dell'emittente stesso (own credit risk).

IV. La valutazione dei prodotti strutturati di credito

Con riferimento agli ABS (asset backed securities), nel caso in cui non siano disponibili prezzi significativi, si fa ricorso a tecniche di valutazione che tengano conto di parametri desumibili da mercato attivo (input di livello 2) o, se non osservabili, stimati (input di livello 2 o 3 se non significativo o significativo).

In questo caso i cash flow sono acquisiti da info provider o piattaforme specializzate, qualora disponibili, oppure sono desunti dal business plan dell'operazione integrata dall'informativa periodica, come nel caso di cartolarizzazioni di Non Perfoming Loans (NPL) e Unlikely To Pay (UTP); gli spread sono desunti dai prezzi disponibili sul mercato/info provider di mercato, rafforzati da un'analisi qualitativa relativa alla performance dei sottostanti desumibili dai periodici investor reports e volta ad evidenziare aspetti strutturali non (o non pienamente) ricompresi nelle analisi precedentemente descritte, relativi all'effettiva futura capacità di pagare i flussi di cassa attesi e ad analisi di relative value rispetto ad altre strutture similari.

Per le Cartolarizzazioni di Loans verso Corporate Europei High Yield (CLO HY Loans) la valutazione tramite Valuation technique prevede il calcolo del net present value dei cash flow attesi, determinati tramite piattaforme specializzate, scontati utilizzando gli spread espressi dal mercato. Nella modellizzazione dei flussi attesi futuri si tiene conto di tutti gli aspetti contrattuali dei CLO HY Loans che possono influenzare la waterfall, cioè la ripartizione dei cashflow derivanti dal collaterale sulle note.

A valle di questa valutazione, sono affinate le analisi creditizie dei sottostanti per incorporare possibili ulteriori elementi valutativi non ricompresi nei modelli quantitativi. In tal caso, è prevista una Qualitative Credit Review che consta di un'analisi accurata degli aspetti creditizi riguardanti sia la struttura stessa del CLO HY che il collaterale presente. Questa ha lo scopo di identificare elementi di debolezza presenti o futuri, che emergono dalle caratteristiche dei sottostanti, che potrebbero non essere stati colti dalle agenzie di rating e pertanto non pienamente considerati nelle valutazioni al punto precedente.

V. La valutazione dei titoli di capitale non contribuiti

Nell'ambito dei titoli di capitale di livello 2 rientrano:

  • − titoli di capitale valutati con il ricorso a transazioni dirette, ovvero transazioni significative sul titolo registrate in un arco temporale ritenuto sufficientemente breve rispetto al momento della valutazione ed in condizioni di mercato costanti;
  • − titoli di capitale valutati con metodi relativi, basati su moltiplicatori: multipli impliciti in transazioni avvenute su società comparabili, quotate o non quotate, in un arco temporale ritenuto sufficientemente breve rispetto al momento della valutazione ed in condizioni di mercato costanti (multipli di M&A), o multipli impliciti nelle quotazioni di borsa di un campione di società comparabili (multipli di borsa).

Nell'ambito dei titoli di capitale di livello 3, per i quali, non risultando applicabili in termini significativi i modelli "relativi" descritti sopra, vengono quindi utilizzati modelli valutativi "assoluti", rientrano:

  • − titoli di capitale per i quali vengono applicati modelli analitici fondati su flussi, che prevedono la determinazione del valore attraverso la stima dei flussi finanziari o reddituali che la società si prevede generi nel tempo, attualizzati con un tasso appropriato in funzione del livello di rischio dello strumento;
  • − titoli di capitale valutati sulla base di criteri patrimoniali quali il NAV o l'Adjusted Net Asset Value (ANAV), che stima il fair value delle diverse componenti del patrimonio della partecipata.

Eventuali valori ritenuti rappresentativi del fair value del titolo azionario derivanti da clausole pattizie (ad esempio, opzioni) vengono classificati al livello 2 o 3 della gerarchia del fair value a seconda dell'osservabilità degli input utilizzati nella valutazione. Nello specifico, se la negoziazione della clausola ha determinato prezzi d'esercizio, o algoritmi e multipli pre-definiti, il titolo viene classificato a livello 2.

Il criterio del costo quale stima del fair value si utilizza in via residuale, in caso di non applicabilità di tutti i metodi precedenti per mancanza di sufficienti informazioni e nei casi in cui vi è un'ampia gamma di possibili valutazioni del fair value e non risulta possibile individuare tra queste un valore più appropriato.

Nella fattispecie qui trattata rientrano anche gli Strumenti Finanziari Partecipativi che, ai sensi dello IAS 32, hanno le caratteristiche per essere considerati titoli di capitale.

VI. La valutazione dei fondi hedge

La determinazione del fair value di un fondo hedge è il risultato di un processo analitico che prevede due distinti approcci applicati rispettivamente ad investimenti in fondi effettuati tramite acquisto diretto di quote e ad investimenti in fondi tramite l'utilizzo di una managed account platform (MAP), che garantisce trasparenza quotidiana sugli strumenti sottostanti ai fondi.

Per i fondi non gestiti via MAP, il fair value corrisponde al Net Asset Value (NAV) fornito dall'amministratore del fondo a cui può essere applicato un aggiustamento derivante da un processo di valutazione volto a cogliere i principali fattori di rischio ai quali è soggetta la gestione dei fondi, riconducibili alle due seguenti tipologie:

  • − rischio controparte (broker), ovvero il rischio a cui gli asset del fondo sono sottoposti nel momento in cui questo deleghi l'attività di prime brokerage o di custodian ad un service provider, soggetto a rischio default;
  • − rischio illiquidità, ovvero il rischio che gli asset del fondo siano illiquidi per scarsità di quotazioni disponibili oppure per mancanza di informazioni sulle politiche di valutazione utilizzate dal fondo.

Tali rischi sono valutati sulla base delle informazioni presenti nella documentazione ricevuta periodicamente dai gestori o dagli amministratori dei fondi.

Per i fondi gestiti via MAP, il fair value corrisponde al NAV fornito dall'amministratore del fondo. Per questa tipologia di fondi non si applica alcun aggiustamento in quanto si ritiene che l'infrastruttura che garantisce la transparency quotidiana permetta un controllo e monitoraggio degli strumenti sottostanti tale da mitigare il rischio controparte e di illiquidità.

Per entrambe le tipologie di investimento, il livello della gerarchia del fair value viene attribuito sulla base della

prevalenza, in termini percentuali sul NAV, del peso degli asset prezzati in base ai diversi livelli.

VII. La valutazione dei fondi di private debt

Per i fondi Private Debt FIA (Fondi di Investimento Alternativi), il processo di autorizzazione degli investimenti prevede una due diligence iniziale volta a verificare la coerenza tra la policy di valutazione degli asset di ciascun fondo e le Linee Guida e Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value. Successivamente la valutazione del fondo avviene al NAV.

VIII. La valutazione dei fondi chiusi di private equity, dei fondi immobiliari e dei fondi chiusi derivanti da cessioni di crediti non performing

I fondi chiusi di private equity sono di regola valutati utilizzando l'ultimo Net Asset Value approvato dalla SGR (pubblicato con cadenza semestrale o trimestrale), rettificato solo per considerare gli eventi non ancora verificatisi alla data di riferimento del NAV quali:

  • una transazione rilevante su una partecipata;
  • il fallimento o la liquidazione di una partecipata;
  • l'allineamento a quotazioni correnti di eventuali asset quotati;
  • richiami da parte del fondo e relative distribuzioni.

I fondi immobiliari chiusi sono valutati utilizzando l'ultimo Net Asset Value disponibile, corretto per eventuali richiami o distribuzioni successive e applicando, ove ritenuto necessario, uno sconto determinato con modello interno. In particolare tale modello permette la determinazione di uno sconto sul Net Asset Value sulla base di cinque diverse variabili: (i) la dimensione della SGR che gestisce il fondo; (ii) la numerosità dei sottoscrittori; (iii) il rendimento storico del fondo; (iv) il rendimento di periodo del fondo e (v) il livello di indebitamento. Tali variabili sono tarate diversamente a seconda del business model e del conseguente profilo di rischio del fondo, distinguendo a tal fine tra fondi core, value added ed opportunistici.

Relativamente ai fondi chiusi derivanti da cessioni di crediti non performing, il NAV è recepito come fair value solo a seguito di verifica positiva di sussistenza congiunta delle seguenti condizioni: i) l'SGR del fondo computa il NAV secondo linee guida EVCA, IPEV o altri criteri coerenti con la definizione di Fair Value dell'IFRS 13; ii) esiste un piano aggiornato e il fondo non sta sottoperformando il piano; iii) l'IRR implicito nel NAV risulta superiore ad un tasso soglia identificato nel Wacc di un campione di società quotate che investono in NPL. In caso di riscontro negativo, il NAV è ridotto di uno sconto di liquidità come da nostre prassi valutative.

La valutazione delle attività e passività finanziarie non valutate al fair value su base ricorrente

Infine, per gli strumenti finanziari attivi e passivi valutati al costo ammortizzato, il cui fair value è determinato ai soli fini informativi di nota integrativa, si precisa:

  • il fair value dei titoli obbligazionari viene determinato applicando le medesime metodologie esposte in precedenza;
  • la valutazione del fair value degli altri strumenti finanziari attivi e passivi a medio e lungo termine viene effettuata attraverso l'attualizzazione dei flussi di cassa futuri basata sul discount rate adjustment approach, che prevede che i fattori di rischio creditizio siano considerati nel tasso di attualizzazione dei cash flow futuri;
  • per le attività e passività di breve periodo, il valore di bilancio viene assunto quale ragionevole approssimazione del fair value.

Per maggiori informazioni si fa rinvio a quanto riportato nel paragrafo A.4.5.4.

Come richiesto dal principio IFRS 13, la tabella che segue evidenzia, per le attività finanziarie e per le passività finanziarie valutate al fair value di livello 3, l'informativa quantitativa sugli input non osservabili significativi utilizzati nella valutazione del fair value.

(migliaia di euro)
Attività/passività finanziarie Tecnica
di
valutazione
Principali input non
osservabili
Valore
minimo
del range
di
variazione
Valore
massimo
del range di
variazione
Unità Cambiamenti
di FV
favorevoli
Cambiamenti
di FV
sfavorevoli
Titoli e Finanziamenti Discounting Cash
Flows
Credit Spread -3 2 % 609 -403
Titoli e Finanziamenti strutturati JD model JD parameters -38 5 % 257 -51
Titoli e Finanziamenti strutturati Modello a due fattori
di tasso
Correlazione -43 22 % 378 -68
ABS Discounting Cash
Flows
Credit Spread -3 4 % 1.093 -1.500
CLO Cash Discounting Cash
Flows
Credit Spread -3 3 % 646 -650
Derivati OTC oggetto di aggiustamento
di Fair Value per CVA/DVA
CVA Loss Given Default Rate
(LGD)
0 100 % 1.840 -1.303
Derivati OTC oggetto di aggiustamento
di Fair Value per CVA/DVA
CVA Probabilità di default (PD)
in funzione del rating
interno della controparte
CCC BBB rating
interno
251 -403
Derivati OTC - Equity basket option Modello di Black -
Scholes
Correlazione in basket
equity
-10,93 25,84 % 526 -664
Derivati OTC - Equity option Modello di Black -
Scholes
Volatilità storica 8,15 76,17 % 760 -3.225
Derivati OTC - Equity option Modello di Marshall
Olkin
Correlazione storica -4,03 57,36 % 238 -132
Derivati OTC - Spread option su tassi
swap
Modello Lognormale
bivariato
Correlazione tra tassi
swap
-30,25 96,53 % 259 -203

A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni

Per quanto riguarda la descrizione dei processi valutativi utilizzati dal Gruppo per gli strumenti valutati a livelli 3 in maniera ricorrente e non ricorrente, si rinvia a quanto riportato, rispettivamente, nei paragrafi A.4.1 e A.4.5.

Per le attività e le passività finanziarie valutate al fair value di livello 3 per le quali sia possibile, stante il modello valutativo in uso, eseguire un'analisi di sensitività, la tabella che segue evidenzia (come richiesto dal principio IFRS 13) gli effetti del cambiamento di uno o più dei parametri non osservabili utilizzati nelle tecniche di valutazione impiegate per la determinazione del fair value.

Attività/passività finanziarie Parametri non osservabili Sensitivity
(migliaia di
euro)
Variazione
parametro
non osservabile
Titoli e Finanziamenti FVTPL e FVTOCI Credit spread -116 1 bp
Titoli e Finanziamenti FVTPL e FVTOCI JD parameters -7 0
Titoli e Finanziamenti FVTPL e FVTOCI Correlazione -16 1%
Derivati OTC - Interest Rates Correlazione per spread options tra tassi swap 41 0,1
Derivati OTC - Equity Correlazione tra sottostanti basket equity 309 0,1
Derivati OTC - Equity Volatilità storica 1.025 10%
Derivati OTC - Equity CPPI Correlazione storica -60 0,1

A.4.3 Gerarchia del fair value (trasferimenti tra i diversi livelli)

Con riferimento alla descrizione dei principi adottati per stabilire quando si verificano i trasferimenti tra i diversi livelli della gerarchia del fair value (cfr. IFRS 13, par.95) si rimanda a quanto descritto in precedenza (cfr. "Gerarchia del fair value").

A.4.4 Altre informazioni

La Banca fa riferimento alle posizioni nette in derivati di ciascuna controparte ai fini del calcolo del bCVA (per maggiori dettagli in merito alla valutazione dei derivati si rimanda al precedente paragrafo A.4.1). La Banca non si avvale, invece, per altre fattispecie, della possibilità prevista dall'IFRS 13, par. 48, che consente di "valutare il fair value di un gruppo di attività e passività finanziarie sulla base del prezzo che si percepirebbe dalla vendita di una posizione netta lunga (ossia un'attività) per una particolare esposizione al rischio o dal trasferimento di una posizione netta corta (ossia una passività) per una particolare esposizione al rischio in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione, alle condizioni di mercato correnti."

Principi generali prudent value

Il quadro delle valutazioni finanziarie si completa con la Valutazione Prudente delle poste valutate al fair value, che prevede il calcolo di ulteriori rettifiche alle valutazioni, rilevanti a soli fini prudenziali senza impatti sul fair value calcolato ai fini contabili in accordo con i principi IFRS.

La Banca disciplina e formalizza la misurazione del valore prudente degli strumenti finanziari attraverso le Linee Guida e Regole di Valutazione Prudente Strumenti Finanziari al Fair Value di Gruppo, documento predisposto a cura della Direzione Centrale Market and Financial Risk Management e la cui applicazione si estende alla Capogruppo e a tutte le controllate appartenenti al Gruppo Bancario oggetto di consolidamento.

Le "Linee Guida di Valutazione Prudente Strumenti Finanziari", previo parere favorevole del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, sono oggetto di revisione ed approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Rischi. Le "Regole di Valutazione Prudente degli Strumenti Finanziari" sono oggetto di revisione e approvazione con frequenza almeno annuale da parte del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, a ciò specificatamente delegato dagli Organi Amministrativi, che esamina altresì gli interventi ed aggiornamenti materialmente rilevanti, la cui proposta compete alla Direzione Centrale Market and Financial Risk Management.

Secondo quanto disposto dal Regolamento UE 575/2013 (Capital Requirement Regulation – CRR), la valutazione prudente comporta il calcolo di specifiche rettifiche di valore supplementari (Additional Valuation Adjustment - AVA) per gli strumenti finanziari valutati al fair value, volti ad intercettare diverse fonti di incertezza valutativa garantendo il raggiungimento di un adeguato grado di certezza nella valutazione delle posizioni. Il valore totale degli AVA viene detratto dal capitale primario di classe 1, senza impatto sul fair value contabile.

La Banca, in linea con i criteri indicati nel Regolamento Delegato (UE) 2016/101, è soggetto all'applicazione del metodo di base per la determinazione degli AVA sia a livello individuale sia a livello consolidato per tutte le posizioni valutate al fair value. In particolare sono considerati i seguenti AVA:

  • Incertezza delle quotazioni di mercato: rappresenta l'incertezza delle quotazioni di mercato calcolato a livello di esposizione oggetto di valutazione.
  • Costi di chiusura: rappresenta l'incertezza del prezzo di uscita calcolato a livello di esposizione oggetto di valutazione.
  • Rischi di modello: tiene conto del rischio del modello di valutazione che deriva dalla potenziale esistenza di una gamma di diversi modelli o calibrature di modelli utilizzati dai partecipanti al mercato e dalla mancanza di un prezzo di uscita solido per il prodotto specifico in fase di valutazione.
  • Differenziali creditizi non realizzati: rappresenta l'incertezza della valutazione nell'aggiustamento necessario conformemente alla disciplina contabile applicabile, al fine di includere il valore attuale delle perdite attese in caso di default della controparte riguardo a posizioni su derivati.
  • Costi di investimento e di finanziamento: rappresenta l'incertezza della valutazione nei costi di finanziamento (funding) utilizzati in sede di valutazione del prezzo di uscita conformemente alla disciplina contabile applicabile.
  • Posizioni concentrate: rappresenta l'incertezza relativa al prezzo di uscita delle posizioni definite come concentrate.
  • Costi amministrativi futuri: considera i costi amministrativi e i futuri costi di copertura lungo la vita attesa delle esposizioni oggetto di valutazione per le quali non è applicato un prezzo di uscita diretto per gli AVA per le posizioni concentrate.
  • Chiusure anticipate delle posizioni: considera le potenziali perdite derivanti dalle chiusure anticipate non contrattuali delle posizioni di negoziazione dei clienti.
  • Rischi operativi: considera le perdite potenziali che possono essere sostenute a seguito dei rischi operativi connessi ai processi di valutazione.

Il valore prudente corrisponde al valore di uscita dalla posizione ("exit price") con un livello di certezza pari al 90%. Laddove possibile, tale valore viene determinato sulla base di una distribuzione di exit price osservati sul mercato. In tutti gli altri casi viene utilizzato un approccio basato su esperti, facendo riferimento alle informazioni qualitative e quantitative disponibili.

Il valore di AVA associato alla singola posizione ed alla singola fonte di incertezza valutativa corrisponde quindi alla differenza fra il valore prudente ed il fair value. L'AVA totale si ottiene aggregando i singoli AVA tenendo conto dei corrispondenti coefficienti di ponderazione.

Le "Regole di Valutazione Prudente degli Strumenti Finanziari" declinano, per ciascun AVA, la definizione ed interpretazione, il perimetro di applicazione, i dati di input e la metodologia dettagliata di calcolo per ciascuna classe di strumenti finanziari.

A partire dal primo gennaio 2021, cessate le disposizioni transitorie stabilite dal Regolamento Delegato (UE) 866/2020, il Gruppo utilizza il coefficiente di aggregazione degli AVA stabilito dal Regolamento Delegato (UE) 2016/101.

FAIR VALUE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE E DEL PATRIMONIO ARTISTICO DI PREGIO

Fair value del patrimonio immobiliare

Come già ampiamente illustrato nella prima parte relativa alle politiche contabili, il Gruppo adotta il criterio della rideterminazione di valore per la valutazione del patrimonio immobiliare ad uso funzionale contabilizzato in base al principio IAS 16 e del fair value per gli immobili di investimento contabilizzati in base al principio IAS 40.

Metodologia di valutazione del patrimonio immobiliare

Il metodo della rideterminazione del valore applicato agli immobili ad uso funzionale prevede che le attività materiali, il cui fair value può essere attendibilmente determinato, siano iscritte ad un valore rideterminato, pari al loro fair value alla data della rideterminazione di valore al netto degli ammortamenti e delle eventuali perdite per riduzione di valore accumulate.

Per gli immobili detenuti a scopo di investimento, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha scelto il metodo di valutazione al fair value, secondo il quale, successivamente alla rilevazione iniziale, tutti gli investimenti immobiliari sono valutati al fair value.

Approccio valutativo

L'IFRS 13 definisce il fair value come "il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività o che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra entità operanti sul mercato alla data di valutazione".

L'approccio valutativo è stato definito sulla base della valenza strumentale e del piano di utilizzo degli immobili, che possono essere individuati secondo tre gruppi principali:

  • "trophy asset", ovvero gli immobili di particolare prestigio utilizzati da funzioni Direzionali ubicati nelle principali città sede della Banca oppure di particolare interesse storico artistico perché vincolati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali;
  • "strumentali";

– "non strumentali". Le proprietà sono valutate individualmente ("asset by asset") senza considerare alcuno sconto, o premio, che possa essere negoziato in fase di trattativa commerciale se tutto, o parte del portafoglio, venisse ceduto in blocco o per lotti.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha scelto di affidare l'attività di valutazione a Società esterne con struttura internazionale, professionalmente qualificate, e in grado di fornire valutazioni immobiliari sulla base degli standard RICS Valuation90 che garantiscono:

  • una determinazione del valore coerente con la configurazione di fair value indicata nei principi contabili internazionali;
  • il rispetto dei requisiti professionali, etici e di indipendenza dei periti, allineati alle previsioni degli standard internazionali ed europei.

Per determinare il valore dei beni vengono utilizzate le seguenti metodologie di determinazione del valore in funzione delle caratteristiche del bene e delle condizioni del mercato dì riferimento; il valutatore determina il metodo più idoneo per ogni singolo immobile.

  • Metodo dei Flussi di cassa Attualizzati (o Discounted Cash Flow): il metodo reddituale finanziario (o dei flussi di cassa attualizzati) è basato sull'attualizzazione (per un periodo variabile in riferimento alla situazione locativa/occupazionale dell'immobile e alla successiva ottimizzazione) dei futuri ricavi netti derivanti dall'affitto o dalla vendita della proprietà. Al termine di tale periodo si ipotizza un valore della proprietà come venduta ad un prezzo ottenuto capitalizzando il reddito dell'ultimo anno ad un tasso di mercato per investimenti analoghi all'oggetto di stima o attraverso la vendita frazionata. Questo metodo è utilizzato per la valutazione di tutti gli immobili utilizzati strumentalmente o oggetto di contratto di locazione verso terzi, ubicati in Italia.
  • Metodo Comparativo o del Mercato: il metodo comparativo o del mercato è basato sul confronto fra il bene in esame e altri simili recentemente oggetto di compravendita o correntemente offerti sullo stesso mercato o su piazze concorrenziali. Il suddetto criterio si basa sulla comparazione con proprietà che siano state vendute od offerte di recente sul libero mercato e, possibilmente, aventi le medesime caratteristiche. In mancanza di osservazioni direttamente riferibili alla proprietà in esame si ricorre a casistiche il più possibile assimilabili alla stessa, apportando le necessarie correzioni. Questo metodo, rappresentando la base anche per gli altri metodi di valutazione, può essere adottato in particolare per i beni non in uso strumentale e/o comunque liberi e disponibili ubicati in Italia e all'estero.
  • Metodo Reddituale della capitalizzazione diretta: il metodo reddituale è basato sul valore corrente dei redditi potenziali di mercato di una proprietà, ottenuto capitalizzando il reddito ad un tasso di mercato. Tale metodo è applicato prevalentemente ad immobili strumentali all'estero, in cui si preveda una permanenza prolungata all'interno dell'edificio.
  • Valore di Investimento "Worth": il Valore di Investimento o "Worth" è definito dagli International Valuation Standard come: "the value of an asset to a particular owner or prospective owner for individual investment or operational objectives". Tale definizione è coerente a quanto disposto dell'ultima edizione del "RICS Valuation – Global Standards 2020" della Royal Institution of Chartered Surveyors del Regno Unito, dove il Valore di Investimento è definito come "il valore di un bene, per il proprietario o per un potenziale proprietario, correlato ad un determinato fine d'investimento od obiettivo operativo". Il Valore di Investimento è applicabile a quegli immobili edificati in proprio o immobili aventi una forte connotazione strumentale soggetti a significativi investimenti per l'adeguamento tecnologico, costruttivo e funzionale.

Per la definizione del Valore di Investimento di tali immobili viene previsto un piano di utilizzo a uso strumentale per 12+6 anni senza break option, il cui canone annuo viene determinato applicando un opportuno tasso di rendimento lordo all'ammontare dei costi diretti e indiretti capitalizzati dalla Proprietà comprensivi dei costi di acquisto del terreno.

90 Standard contenuti nel documento della Royal Institution of Chartered Surveyors del Regno Unito intitolato "RICS Valuation – Global Standard" (anche detto "Red Book") : la versione aggiornata è stata emessa a novembre 2019 ed è efficace dal 31 gennaio 2020.

Periodicità della valutazione

Le rideterminazioni di valore devono essere effettuate con regolarità tale da assicurare che il valore contabile non differisca in modo rilevante da quello che sarebbe stato determinato utilizzando il fair value alla data di riferimento del bilancio.

La frequenza delle rideterminazioni del valore dipende dalle oscillazioni di fair value delle attività materiali oggetto di rivalutazione. Quando il fair value dell'attività rivalutata differisce in modo rilevante dal suo valore contabile, è richiesta un'ulteriore rideterminazione del valore.

In dettaglio, sulla base dell'andamento fatto registrare dai mercati, è stata individuata una differente periodicità di valutazione che in funzione delle caratteristiche dei beni e della loro localizzazione, si ritiene funzionale a cogliere le variazioni significative del valore dei beni stessi.

Per gli immobili classificati come immobili ad uso funzionale viene effettuata la seguente distinzione:

  • per gli immobili cosiddetti "trophy asset", la rideterminazione è effettuata mediante una verifica del valore svolta attraverso una analisi di scenario (analisi del trend di mercato) ogni anno e con una nuova perizia ogni due anni;
  • per quanto concerne gli altri immobili ad uso strumentale, la rideterminazione è effettuata con l'analisi di scenario (analisi del trend di mercato) ogni anno e tramite una nuova perizia ogni tre anni.

Qualora dall'analisi di scenario vengano riscontrate variazioni di particolare entità (+/– 10%), è necessario effettuare perizie puntuali e aggiornate per adeguare il fair value del bene alle valutazioni del mercato immobiliare.

Per gli immobili destinati a scopo di investimento il valore viene determinato sulla base di nuove perizie ogni anno.

Sulla base delle regole richiamate nel 2021 sono stati oggetto di valutazione periodica gli immobili presenti nel patrimonio immobiliare classificati come "trophy asset", unitamente agli immobili ad uso investimento.

Analisi di scenario

Nell'ambito dell'aggiornamento annuale del fair value degli immobili strumentali, negli anni in cui non è prevista la rivalutazione dell'immobile si esegue un'analisi di scenario (analisi del trend di mercato) attraverso l'utilizzo delle migliori fonti informative disponibili per i diversi paesi di ubicazione degli immobili finalizzata alla rilevazione sulla base di banche dati, degli scostamenti dei valori di mercato tra il periodo di analisi e quello precedente.

In particolare, per gli immobili situati in Italia, la definizione delle variazioni avviene attraverso l'utilizzo di almeno 3 fonti tra loro differenti. La fonte principale è quella fornita dalla Agenzia delle Entrate secondo le relative zone OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare); la seconda fonte di pubblicazione è rappresentata da Nomisma per cui, per le relative zonizzazioni, sono eseguite le medesime interrogazioni svolte per OMI (base dati principale) e la terza analisi si basa sulle analisi delle variazioni intercorse nell'anno di interrogazione per quanto espresso dalle offerte presenti sul mercato immobiliare.

Pertanto, l'attività seguita dai periti è quella di definire per ogni immobile gli scostamenti su base annuale dei canoni e/o dei prezzi per asset class di riferimento.

Gli immobili localizzati all'estero vengono raggruppati, per ogni nazione, nei diversi cluster in base alla località e all'asset class di ciascuno. Vengono predisposte analisi di mercato puntuali sulla base delle conoscenze locali e nazionali del particolare mercato immobiliare di riferimento.

Lo studio di mercato tiene conto inoltre dei seguenti drivers macroeconomici:

  • analisi dei dati economici (tasso di disoccupazione, PIL pro capite, inflazione ed indice dei prezzi al consumo), tali fattori macroeconomici costituiscono la prima analisi economica, a supporto delle previsioni del mercato immobiliare;
  • indicazione del movimento del rendimento medio;
  • indicazione del movimento dei canoni di mercato;
  • indicazione del range di movimento dei valori unitari.

Sulla base dell'indagine di mercato summenzionata e sulla base di una adeguata ponderazione qualitativa dei key-drivers macroeconomici, viene definito un range di scostamento percentuale rispetto all'ultima perizia effettuata che viene confrontato con la soglia di target definita, individuando un fattore sintetico percentuale, per ogni singolo immobile e inserito in un unico foglio di lavoro.

Questa attività viene svolta in prossimità della chiusura di fine anno così da esprimere un range di scostamento rispetto ad una soglia di riferimento e poter pianificare per tempo l'aggiornamento di stima puntuale per quegli immobili il cui scostamento sia oltre tale soglia.

La soglia di variazione ammessa è pari a +/-10%.

Nel caso gli scostamenti rilevati dovessero essere superiori a tale soglia viene effettuata una nuova valutazione entro la fine dell'anno.

Sensibilità delle valutazioni

Analogamente agli strumenti finanziari, sono assoggettate ad analisi di sensitività quelle attività e passività non finanziarie valutate al fair value di livello 3 per le quali, in funzione del modello valutativo in uso per la determinazione del fair value, ne sia possibile l'esecuzione ed i cui risultati siano significativi. L'analisi ha riguardato essenzialmente gli immobili della Capogruppo Intesa Sanpaolo, che rappresentano il perimetro Core del patrimonio immobiliare del Gruppo.

Si precisa che l'analisi di sensitività è stata condotta identificando le variabili di maggiore rilevanza nell'ambito del modello di valutazione utilizzato al 31 dicembre 2021 per la valutazione delle diverse classi di immobili, rappresentato dal metodo dei flussi di cassa attualizzati. In particolare, si è fatto riferimento ai canoni di mercato, per gli immobili ad uso funzionale, e al c.d. "exit value" per gli immobili detenuti a scopo di investimento. Per le variabili sopra identificate è stata ipotizzata una variazione pari a +5% / -5% a fronte della quale si è rilevato uno scostamento medio del fair value del patrimonio immobiliare pari al 6% in entrambi gli scenari ipotizzati.

Fair value del patrimonio artistico di pregio

Anche il patrimonio artistico di pregio della banca viene valutato secondo il metodo della rideterminazione del valore che prevede che le attività materiali, il cui fair value può essere attendibilmente determinato, siano iscritte ad un valore rideterminato, pari al loro fair value alla data della rideterminazione di valore.

Le opere d'arte incluse nella classe di cespiti "patrimonio artistico di pregio" sono beni di particolare rilevanza, riconosciuti in campo scientifico nell'ambito storico-artistico e conformi alle linee guida ministeriali evidenziate in particolare nel D.M. 537 del 6 dicembre 2017 sull'esportazione delle opere d'arte quali: lo stato di conservazione, l'importanza storica dell'artista, l'importanza critica/storico artistica dell'opera, la provenienza illustre, la qualità e attribuzione certa, la dichiarazione di interesse dello Stato italiano.

Approccio valutativo

L'attività valutativa si esplica per mezzo dell'accertamento del valore tramite il ricorso a perizie esterne, affidate ad esperti qualificati e indipendenti.

I valori vengono acquisiti dalle banche dati online con oltre 100 milioni di opere come Artnet e Artprice, che monitorano i risultati delle principali case d'aste italiane e internazionali. Sono parametri oggettivi che vanno confrontati con il mercato nel suo complesso, in un'analisi che prevede di monitorare anche le gallerie e le mostre‐mercato.

In dettaglio, ai fini della determinazione del fair value, si considerano sia fattori oggettivi, relativi a valenza storico-critica e artistica dell'autore, stato di conservazione, tecnica di esecuzione, dimensioni e qualità dell'opera, rilevanza dell'opera nella produzione dell'artista, pubblicazione dell'opera su cataloghi specializzati, periodo di esecuzione dell'opera, diffusione internazionale delle opere dell'artista, provenienza illustre, certezza dell'attribuzione, garanzia dell'autenticità di un'opera, sia fattori soggettivi (che possono mutare nel tempo, in funzione dell'evoluzione e dei gusti del mercato), quali la reputazione del museo che ospita l'opera dell'artista, il prestigio di fiere/mostre/gallerie/case d'asta che intermediano l'opera, la reputazione della critica che ne parla e dei collezionisti, nonché la qualità della comunicazione sull'opera dell'artista.

Una volta identificati tali fattori rilevanti, la determinazione del fair value avviene per comparazione, in prima istanza con opere paragonabili a quelle in esame (per periodo di realizzazione/anno, tecnica, dimensioni, tipicità del soggetto e stato di conservazione), dello stesso autore e medesimo periodo, se disponibili (tale evenienza è più facilmente praticabile nel caso delle opere del comparto moderno e contemporaneo), ed in seconda istanza con opere di artisti o di scuole e ambiti prossimi per stile, poetica e per importanza della medesima epoca storica. Nel caso siano disponibili più opere similari, si considerano valori medi per tenere conto della volatilità dei prezzi.

Oltre a considerare l'andamento degli scambi in asta, partendo da quelle più recenti e includendo nell'analisi anche gli invenduti, (che rappresentano un possibile indicatore di perdita di valore tendenziale dell'opera/autore nel mercato), la valutazione considera anche l'attenzione corrente del mercato nei confronti di un'opera o un autore, misurata dal numero e dalla qualità di mostre temporanee allestite in spazi museali di rilevanza internazionale e corredate da pubblicazioni specifiche.

Inoltre, si tiene conto anche della presenza della dichiarazione di interesse storico-artistico formalmente espressa dal Ministero (Mibact) (comunemente detta "notifica"), che lega al territorio italiano parte delle opere d'arte in collezione e ne vincola la circolazione al territorio nazionale, riducendo la quotazione ottenibile sul mercato internazionale.

La determinazione dei prezzi è influenzata anche dall'importanza degli acquirenti/venditori (ad esempio, i prezzi corrisposti da collezionisti celebri o noti investitori possono assumere maggiore rilevanza).

L'approccio valutativo è impostato sul monitoraggio degli oggettivi valori di mercato delle opere comprese nella classe oggetto di indagine, che segue tre principi metodologici:

  • privilegia un principio prudenziale, analizzando i valori medi di una pluralità di fonti informative diverse, fondate su basi dati robuste, aggiornate e statisticamente rappresentative: in un mercato di opere "singolari", spesso prive di transazioni per decenni, questo approccio garantisce la periodica individuazione di eventuali valori outlier ed evita di seguire eventuali dinamiche speculative;
  • è di natura comparativa, monitorando le transazioni occorse a livello globale in una pluralità di canali distributivi, per evitare di considerare solo alcune forme di transazione e i relativi valori economici: in un mercato globale con una domanda globale, questo approccio consente di verificare la presenza di eventuali arbitraggi geografici o l'emergenza di specifici fenomeni di apprezzamento/deprezzamento potenzialmente impattanti;
  • è di natura ricorsiva, poiché aggiorna e monitora l'andamento dei prezzi sull'arco temporale più breve che le specificità del mercato ammettono, ovvero il semestre: in un mercato in cui non esistono scambi pubblici monitorati giornalmente, la brevità dell'arco di rilevazione assicura la massima cura e tempestività delle eventuali variazioni.

Tale metodo risulta applicabile su tutto il comparto del "patrimonio artistico di pregio".

Periodicità della valutazione

Per quanto concerne il patrimonio artistico di pregio, la rideterminazione di valore è effettuata tramite una perizia ogni tre anni. Annualmente viene comunque svolta una analisi di scenario per individuare eventuali variazioni di valore apprezzabile al fine di anticipare l'attività valutativa.

Sulla base delle regole di periodicità di valutazione, si ricorda che a fine 2020, a conclusione del primo ciclo triennale di valutazione al fair value, si era proceduto all'aggiornamento delle perizie dell'intero patrimonio artistico di pregio.

Analisi di scenario

Al fine di individuare ed apprezzare le variazioni del mercato delle opere oggetto di valutazione, viene effettuato un monitoraggio dell'andamento del mercato volto a cogliere i segnali di variazione significativa che richiedano di anticipare le perizie rispetto alle periodicità stabilita.

Tale monitoraggio ha duplice natura:

  • Monitoraggio delle quotazioni di mercato delle prime opere per valore presenti nelle collezioni Intesa Sanpaolo, che rappresentano il 75% del valore complessivo delle opere comprese nella classe "patrimonio artistico di pregio", verificando sia l'esito delle principali aste internazionali (il cui calendario segue precise scadenze stagionali), sia le segnalazioni delle due principali banche dati mondiali (Artprice e Artnet), i cui analytics forniscono utili strumenti di monitoraggio delle quotazioni;
  • Monitoraggio dell'andamento del mercato dell'arte in generale, al fine di evidenziare tendenze e novità rispetto al "patrimonio artistico di pregio" di Intesa Sanpaolo, verificando sia l'esito delle principali aste internazionali (il cui calendario segue precise scadenze stagionali), sia le segnalazioni delle due principali banche dati mondiali (Artprice e Artnet); poiché le opere di molti autori presenti nella collezione Intesa Sanpaolo transitano molto raramente in asta per il ridotto numero di pezzi rimasti sul mercato, è importante controllare l'andamento di artisti e opere simili o assimilabili; per questa ragione l'azione di monitoraggio non si limita ai soli autori e alle sole opere possedute, ma si estende agli autori e alle opere riconducibili allo stesso ambito, per tener conto anche dei dati tendenziali.

Qualora il monitoraggio annuale evidenzi un potenziale scostamento di valore, in positivo o in negativo, superiore al 15% per singole opere/collezioni di autori presenti nelle collezioni Intesa Sanpaolo e confrontabili in base a criteri oggettivi (quali periodo di realizzazione/anno, dimensioni, tecnica, periodo di realizzazione, ecc.), si procede a commissionare le perizie di stima secondo le consuete procedure interne al fine di allineare il valore di carico.

Informativa di natura quantitativa

A.4.5 Gerarchia del fair value

A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

(milioni di euro)
Attività/Passività finanziarie misurate al fair value 31.12.2021 31.12.2020
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico
22.553 25.984 3.099 19.876 34.462 2.735
a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 22.279 25.265 187 19.749 33.674 315
di cui: titoli di capitale 673 - 16 652 - -
di cui: OICR 24 - 25 26 - 31
b) Attività finanziarie designate al fair value - 1 - - 1 -
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 274 718 2.912 127 787 2.420
di cui: titoli di capitale 159 107 225 - 83 191
di cui: OICR 115 136 2.046 127 227 1.416
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
47.431 4.335 383 37.290 3.417 281
di cui: Titoli di capitale 1.512 1.297 327 1.460 1.634 237
3. Derivati di copertura - 1.566 - 1 999 15
4. Attività materiali - - 5.964 - - 4.875
5. Attività immateriali - - - - - -
Totale 69.984 31.885 9.446 57.167 38.878 7.906
1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione 22.241 34.867 119 15.383 45.324 123
2. Passività finanziarie designate al fair value 6 3.643 26 - 2.810 -
3. Derivati di copertura - 3.971 - 1 5.383 3
Totale 22.247 42.481 145 15.384 53.517 126

Nel corso del 2021, ai sensi dell'IFRS13 par. 93 lettera c), sono intervenuti trasferimenti da livello 1 a livello 2 di attività per 125 milioni, oltre a trasferimenti da livello 2 a livello 1 di attività per 235 milioni e di passività per 112 milioni. In particolare, si segnalano:

  • ─ da livello 1 a livello 2
    • o "Attività finanziarie detenute per la negoziazione" in titoli di debito per 20 milioni;
    • o "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla reddittività complessiva" in titoli di debito per 105 milioni;
  • ─ da livello 2 a livello 1
    • o "Attività finanziarie detenute per la negoziazione" in titoli di debito per 227 milioni;
    • o "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" in titoli di debito per 8 milioni;
    • o "Passività finanziarie detenute per la negoziazione" in debiti, rappresentate da posizioni in "scoperti tecnici" su titoli, per 112 milioni.

I trasferimenti tra livelli di fair value derivano dall'evoluzione dell'osservabilità dei prezzi o dei dati di mercato utilizzati per effettuare le valutazioni degli strumenti finanziari e dalla significatività degli input non osservabili.

Il passaggio da livello 1 a livello 2 è conseguenza del venir meno della presenza di un mercato attivo, verificata attraverso l'analisi dell'affidabilità e della reciproca coerenza delle quotazioni disponibili secondo quanto previsto nelle Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value. Per contro, gli strumenti finanziari per i quali viene effettuata una valutazione da mark-to-model – utilizzando input osservabili sul mercato e classificati, dunque, a livello 2 – vengono trasferiti al livello 1 nel momento in cui si riscontra l'esistenza di un mercato attivo.

Al 31 dicembre 2021, l'impatto del rischio di non performance (Credit Value Adjustment e Debt Value Adjustment) nella determinazione del fair value dei contratti derivati è pari a 184 milioni in riduzione del fair value positivo e a 82 milioni in aumento del fair value negativo.

L'impatto del Funding Value Adjustment in riduzione del fair value è pari a 125 milioni e corrisponde al costo di finanziamento dei flussi di cassa generati dal complessivo portafoglio dei derivati OTC della Banca.

La determinazione quantitativa dei menzionati aggiustamenti valutativi prescinde dalla misurazione degli effetti delle correlate strategie di copertura gestionale, ove presenti.

L'aggregato delle "Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" include quote di OICR di livello 3 riferite, per 326 milioni, alle interessenze detenute dalla Banca nel Fondo Atlante e in Italian Recovery Fund (già Fondo Atlante II) quali fondi d'investimento alternativi a sostegno delle banche italiane nelle operazioni di ricapitalizzazione e nella gestione dei crediti in sofferenza del settore.

L'aggregato delle "Attività materiali", pari a 5.964 milioni, è da riferire alla valutazione in base al criterio della rideterminazione del valore degli immobili ad uso funzionale e del patrimonio artistico di pregio ed alla valutazione al fair value degli immobili ad uso investimento.

A.4.5.2 Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)

(milioni di euro)
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico
Attività
finanziarie
valutate al
fair value con
impatto sulla
redditività
complessiva
Derivati
di
copertura
Attività
materiali
Attività
immateriali
TOTALE di cui: a)
attività
finanziarie
detenute per
la
negoziazione
di cui: b)
attività
finanziarie
designate
al fair
value
di cui: c) altre
attività finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair
value
1. Esistenze iniziali 2.735 315 - 2.420 281 15 4.875 -
2. Aumenti 1.310 229 - 1.081 152 - 1.401 -
2.1. Acquisti 213 68 - 145 22 - 3 -
2.2. Profitti imputati a: 211 39 - 172 17 - 10 -
2.2.1. Conto Economico 211 39 - 172 - - 5 -
- di cui plusvalenze 207 39 - 168 - - - -
2.2.2. Patrimonio netto - X X X 17 - 5 -
2.3. Trasferimenti da altri livelli 155 25 - 130 55 - - -
2.4. Altre variazioni in aumento 731 97 - 634 58 - 1.388 -
3. Diminuzioni -946 -357 - -589 -50 -15 -312 -
3.1. Vendite -312 -195 - -117 -6 - -13 -
3.2. Rimborsi -153 -26 - -127 - - - -
3.3. Perdite imputate a: -212 -34 - -178 -12 -8 -37 -
3.3.1. Conto Economico -212 -34 - -178 - -8 -25 -
- di cui minusvalenze -123 -34 - -89 - - - -
3.3.2. Patrimonio netto - X X X -12 - -12 -
3.4. Trasferimenti da altri livelli -128 -99 - -29 -23 -7 - -
3.5. Altre variazioni in
diminuzione
-141 -3 - -138 -9 - -262 -
4. Rimanenze finali 3.099 187 - 2.912 383 - 5.964 -

Le voci dei trasferimenti di livelli delle "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico" si riferiscono a trasferimenti in uscita dal livello 3 per complessivi 128 milioni e in entrata al livello 3 per complessivi 155 milioni.

Nel primo caso si tratta di trasferimenti di "Attività finanziarie detenute per la negoziazione" da livello 3 a livello 2 di titoli di debito per 37 milioni e di derivati finanziari per 62 milioni, a cui occorre aggiungere trasferimenti di "Attività finanziarie obbligatoriamente al fair value" da livello 3 a livello 2 relativi a finanziamenti per 20 milioni e da livello 3 a livello 1 relativi a quote di OICR per 9 milioni.

Nel secondo caso si tratta di trasferimenti di "Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" da livello 2 a livello 3 quali quote di OICR per 123 milioni, finanziamenti per 3 milioni e titoli di capitale per 4 milioni, a cui occorre aggiungere trasferimenti di "Attività finanziarie detenute per la negoziazione" da livello 2 a livello 3 quali titoli di debito per 2 milioni e derivati finanziari per 7 milioni, oltre a trasferimenti da livello 1 a livello 3 relativi a titoli di capitale per 16 milioni.

I trasferimenti di livello dei titoli di debito sono intervenuti, nel caso delle uscite da livello 3, per l'utilizzo nella valutazione al fair value al 31 dicembre 2021 di parametri osservabili sul mercato e, nel caso delle entrate a livello 3, per il venir meno dell'osservabilità sul mercato dei parametri di riferimento in conformità alle linee guida descritte nel paragrafo A.4.3 – Gerarchia del fair value.

I trasferimenti a livello 3 dei titoli di capitale si riferiscono ad interessenze valutate sulla base di criteri patrimoniali - NAV e Adjusted Net Asset Value (ANAV) - quale stima di fair value delle componenti di patrimonio dell'interessenza a cui occorre aggiungere la discontinuità del metodo di valutazione utilizzato nella determinazione del fair value degli investimenti.

I trasferimenti dei contratti derivati sono da riferire al mutare dello stato di rischio delle controparti considerato che, per i derivati con controparti deteriorate, lo strumento è classificato di livello 3 nella gerarchia del fair value.

I trasferimenti dei finanziamenti sono da riferire all'utilizzo o meno, nella definizione del fair value, di parametri osservabili sul mercato.

Per le "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla reddittività complessiva" si segnalano i trasferimenti da livello 3 a livello 2 di titoli di capitale per 3 milioni e di titoli di debito per 20 milioni e trasferimenti da livello 2 a livello 3 di titoli di capitale per 55 milioni per effetto dell'utilizzo o meno nella valutazione al fair value di parametri osservabili sul mercato.

I trasferimenti di livello delle quote di OICR intervengono per l'insorgere (uscite da livello 3) o il venir meno (ingressi a livello 3) di asset di livello 1 per il 30% rispetto al NAV nella composizione degli investimenti effettuati dai fondi in strumenti finanziari.

I trasferimenti di livello di fair value sono stati effettuati in conformità alle linee guida descritte nel paragrafo A.4.3 – Gerarchia del fair value.

Nell'esercizio si è proceduto all'aggiornamento del valore degli immobili c.d. Trophy asset valutati in base al criterio della rideterminazione del valore, e degli immobili a scopo investimento, valutati al fair value. Tale adeguamento ha comportato la rilevazione di profitti e perdite, sia a Conto Economico sia a Patrimonio Netto, esposti, rispettivamente, nelle sottovoci 2.2 e 3.3.

La voce "Altre variazioni in aumento" accoglie principalmente gli incrementi connessi alle operazioni di aggregazione aziendale intervenute nel corso dell'esercizio. La voce "Altre variazioni in diminuzione", per le attività materiali, include prevalentemente gli ammortamenti. Con riferimento ai Fondi OICR, rappresentati tra le "Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value", tra le variazioni in aumento ed in diminuzione sono riportati i versamenti effettuati ed i rimborsi ricevuti dalla Banca a invarianza delle quote detenute.

A.4.5.3 Variazioni annue delle passività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)

(milioni di euro)
Passività Passività Derivati di
finanziarie
detenute per la
finanziarie
designate al fair
copertura
negoziazione value
1. Esistenze iniziali 123 - 3
2. Aumenti 116 26 1
2.1 Emissioni 2 - -
2.2. Perdite imputate a: 57 - 1
2.2.1. Conto Economico 57 - 1
- di cui minusvalenze 57 - -
2.2.2. Patrimonio Netto X - -
2.3. Trasferimenti da altri livelli 57 26 -
2.4. Altre variazioni in aumento - - -
3. Diminuzioni -120 - -4
3.1. Rimborsi - - -
3.2. Riacquisti - - -
3.3. Profitti imputati a: -16 - -
3.3.1. Conto Economico -16 - -
- di cui plusvalenze -16 - -
3.3.2. Patrimonio Netto X - -
3.4. Trasferimenti ad altri livelli -104 - -4
3.5. Altre variazioni in diminuzione - - -
4. Rimanenze finali 119 26 -

Le "Rimanenze finali" delle "Passività finanziarie detenute per la negoziazione" di livello 3 si riferiscono ai contratti derivati aventi fair value negativo per 26 milioni ed a certificates assimilabili a strumenti derivati per prevalenza dei rischi di mercato per 93 milioni. I relativi trasferimenti in uscita dal livello 3, per complessivi 104 milioni, si riferiscono a certificates per 47 milioni ed a contratti derivati per 57 milioni mentre i trasferimenti in entrata al livello 3, per complessivi 57 milioni, si riferiscono a certificates per 51 milioni ed a contratti derivati per 6 milioni.

Le rimanenze finali delle "Passività finanziarie designate al fair value" rivengono da trasferimenti dal livello 2 e si riferiscono a certificates che alla scadenza prevedono la restituzione parziale o integrale dei premi versati, ai sensi della Comunicazione della Banca d'Italia del 21 ottobre 2014 (certificates a capitale garantito o protetto), classificati nella citata categoria contabile se emessi successivamente al 1° gennaio 2020.

A.4.5.4 Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

(milioni di euro)
Attività/Passività non misurate al fair value o
misurate al fair value su base non ricorrente
31/12/2021 31/12/2020
Valore di
bilancio
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Valore di
bilancio
Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 599.476 26.734 449.091 130.093 468.899 23.458 346.439 110.463
2. Attività materiali detenute a scopo di investimento - - - - - - - -
3. Attività non correnti e gruppi di attività in via di
dismissione
1.326 - - 1.326 1.798 - 904 913
Totale 600.802 26.734 449.091 131.419 470.697 23.458 347.343 111.376
1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 638.920 48.740 560.066 32.392 491.393 38.256 420.415 35.035
2. Passività associate ad attività in via di dismissione 25 - - 25 2.594 - 1.264 1.302
Totale 638.945 48.740 560.066 32.417 493.987 38.256 421.679 36.337

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della Circolare n. 262 della Banca d'Italia che ha previsto la rappresentazione dei crediti a vista verso banche alla voce "Cassa e disponibilità liquide" e non più alla voce "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato".

Attività e passività finanziarie

Per quanto riguarda le attività e le passività finanziarie non valutate al fair value (crediti e crediti rappresentati da titoli, debiti e titoli in circolazione), la prassi adottata dalla Banca prevede la determinazione del fair value attraverso il calcolo del valore attuale dei flussi di cassa futuri, ad un tasso che incorpora la stima dei principali rischi e delle incertezze associati allo strumento finanziario oggetto di valutazione (il cosiddetto "discount rate adjustment approach").

In particolare, il tasso di interesse utilizzato per l'attualizzazione dei cash flow futuri è determinato tenendo in considerazione i seguenti fattori di rischio:

  • − il rischio tasso di interesse, che rappresenta il rendimento che il mercato offre per ogni unità di capitale prestato a controparti prive di rischio;
  • − il rischio di credito, che rappresenta il premio per aver prestato capitale a controparti che presentano rischio di insolvenza.

Nel caso di strumenti a tasso fisso, i flussi di cassa sono pari a quelli previsti dal contratto. Per gli strumenti a tasso variabile, i flussi di cassa futuri sono determinati sulla base dei tassi di interesse forward, impliciti nelle curve di tassi zero coupon osservati in corrispondenza delle diverse date di fixing e differenziate per tipologia di indicizzazione.

Il valore del premio per il rischio (credit spread) è determinato a livello di singola posizione, tramite l'acquisizione della classe di rischio (LGD) e del rating (PD). Queste grandezze, unitamente alla durata media finanziaria residua, costituiscono il criterio guida per l'acquisizione del credit spread. La costruzione della curva di spread segue le regole disciplinate nelle Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value.

Nel determinare i fair value esposti nella tabella A.4.5.4 sono state utilizzate le seguenti assunzioni:

  • − per i crediti rappresentati da titoli, vengono seguite le medesime regole previste per la valutazione al fair value delle altre categorie di titoli;
  • − per i titoli emessi, le regole utilizzate sono le stesse applicate ai titoli dell'attivo;
  • − il valore di bilancio viene assunto quale ragionevole approssimazione del fair value per:
    • o le poste finanziarie (attive e passive) a vista o aventi durata originaria uguale o inferiore a 12 mesi e durata residua uguale o inferiore a 12 mesi - nella tabella sono esposte nella colonna corrispondente al livello 2 della gerarchia del fair value le poste finanziarie a breve termine ed i cash collateral dati a garanzia di operazioni finanziarie, mentre figurano nella colonna corrispondente al livello 3 della gerarchia del fair value gli impieghi a vista;
    • o le attività deteriorate che, nella tabella, sono confluite nella colonna corrispondente al livello 3 della gerarchia del fair value.

A. 5 – INFORMATIVA SUL C.D. "DAY ONE PROFIT/LOSS"

L'IFRS 9 stabilisce che l'iscrizione iniziale degli strumenti finanziari deve avvenire al fair value. Normalmente, il fair value di uno strumento finanziario alla data di rilevazione iniziale in bilancio è pari al "prezzo di transazione"; in altre parole, al costo o all'importo erogato per le attività finanziarie o alla somma incassata per le passività finanziarie.

L'affermazione che all'atto dell'iscrizione iniziale in bilancio il fair value di uno strumento finanziario coincide con il prezzo della transazione è intuitivamente generalmente riscontrabile nel caso di transazioni del livello 1 della gerarchia del fair value. Anche nel caso del livello 2, che si basa su prezzi derivati indirettamente dal mercato (comparable approach), l'iscrizione iniziale vede, in molti casi, sostanzialmente coincidere fair value e prezzo. Eventuali differenze tra prezzo e fair value sono di norma da attribuire ai cosiddetti margini commerciali che transitano a conto economico al momento della prima valutazione dello strumento finanziario.

Nel caso del livello 3, invece, sussiste una discrezionalità parziale dell'operatore nella valutazione dello strumento e, pertanto, proprio per la maggiore soggettività nella determinazione del fair value non è disponibile un inequivocabile termine di riferimento da raffrontare con il prezzo della transazione. Per lo stesso motivo, risulta difficile determinare con precisione anche un eventuale margine commerciale da imputare a conto economico. In tal caso, l'iscrizione iniziale deve sempre avvenire al prezzo della transazione. La successiva valutazione non può includere la differenza tra prezzo e fair value riscontrata all'atto della prima valutazione, definita anche come Day-One-Profit (DOP).

Tale differenza deve essere riconosciuta a conto economico solo se deriva da cambiamenti dei fattori su cui i partecipanti al mercato basano le loro valutazioni nel fissare i prezzi (incluso l'effetto tempo). Ove lo strumento abbia una scadenza definita e non sia immediatamente disponibile un modello che monitori i cambiamenti dei fattori su cui gli operatori basano i prezzi, è ammesso il transito del DOP a conto economico linearmente sulla vita dello strumento finanziario stesso.

Nel caso in cui uno strumento classificato nel livello 3 della gerarchia del fair value venga riclassificato nel livello 2, i residui Day-One-Profit sospesi patrimonialmente vengono iscritti a conto economico in un'unica soluzione. Analogamente, nel caso di operazioni gestite "a libro" nell'ambito dell'operatività della Banca, i Day-One-Profit registrati sulle operazioni di livello 3 (incluse nella suddetta gestione "a libro") sono rilevati a conto economico nel momento in cui la Banca pone in essere operazioni che nella sostanza eliminano i rischi dello strumento di livello 3 che ha generato il DOP.

Nella tabella è rappresentata la dinamica del DOP sospeso nello Stato Patrimoniale.

4. Rimanenze finali -
3.1 Rilasci a conto economico -1
3. Diminuzioni -1
2.1 Nuove operazioni -
2. Aumenti -
1. Esistenze iniziali 1
(milioni di euro)

Si segnala infine che nell'esercizio sono state perfezionate operazioni per le quali le differenze tra gli ammontari corrisposti ed i corrispondenti fair value di prima iscrizione qualificati di livello 1 e 2, hanno generato proventi a conto economico non significativi.

Parte B – Informazioni sullo Stato patrimoniale

ATTIVO

SEZIONE 1 - CASSA E DISPONIBILITÀ LIQUIDE - VOCE 10

1.1 Cassa e disponibilità liquide: composizione

31.12.2021 (milioni di euro)
31.12.2020
a) Cassa 2.416 2.545
b) Conti correnti e depositi a vista presso Banche Centrali 2.956 2.857
c) Conti correnti e depositi a vista presso banche 2.358 1.346
Totale 7.730 6.748

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della Circolare n. 262 della Banca d'Italia che ha previsto la rappresentazione dei crediti a vista verso banche alla voce "Cassa e disponibilità liquide" e non più alla voce "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" tra i "Crediti verso banche".

SEZIONE 2 - ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO A CONTO ECONOMICO – VOCE 20

2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito 21.556 1.312 89 19.022 1.666 176
1.1 Titoli strutturati 5 1.009 42 1.289 46 3
1.2 Altri titoli di debito 21.551 303 47 17.733 1.620 173
2. Titoli di capitale 673 - 16 652 - -
3. Quote di O.I.C.R. 24 - 25 26 - 31
4. Finanziamenti - 14 5 - 15 7
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - 14 5 - 15 7
Totale (A) 22.253 1.326 135 19.700 1.681 214
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari 26 21.691 52 49 30.350 101
1.1 di negoziazione 26 21.691 52 49 30.350 101
1.2 connessi con la fair value option - - - - - -
1.3 altri - - - - - -
2. Derivati creditizi - 2.248 - - 1.643 -
2.1 di negoziazione - 2.248 - - 1.643 -
2.2 connessi con la fair value option - - - - - -
2.3 altri - - - - - -
Totale (B) 26 23.939 52 49 31.993 101
Totale (A+B) 22.279 25.265 187 19.749 33.674 315

I Titoli di debito connessi con operazioni di cartolarizzazione ammontano complessivamente a 1.092 milioni, di cui 666 milioni riferibili a titoli senior, 412 milioni riferibili a titoli mezzanine e 14 milioni riferibili a titoli junior, prevalentemente rappresentati tra gli Altri titoli di debito.

I Titoli strutturati al 31 dicembre 2021 si compongono in 1.050 milioni di prodotti strutturati di credito, rappresentati da investimenti in ABS (Asset Backed Securities) per 772 milioni e in CLO (Credit Loan Obligations) per 278 milioni, oltre a 6 milioni di strumenti convertibili in azioni.

I valori al 31 dicembre 2021 degli Strumenti derivati includono i risultati della compensazione contabile tra saldi lordi positivi e negativi ai sensi dello IAS 32 paragrafo 42 che non trovano rappresentazione nella Parte E della presente Nota Integrativa. In particolare, il fair value lordo positivo dei contratti derivati posti in essere con il compensatore legale LCH Ltd. per 38.716 milioni, riferibile per 37.948 milioni all'operatività in conto proprio e per 768 milioni all'operatività originata da clientela e da società del Gruppo, soddisfacendo i requisiti della compensazione contabile, è stato oggetto di nettizzazione rispettivamente tra le Passività in Derivati di copertura e tra le Passività finanziarie di negoziazione. Il fair value positivo complessivo degli strumenti derivati al lordo delle compensazioni in bilancio si attesterebbe a 62.733 milioni (Derivati finanziari per 60.485 milioni e Derivati creditizi per 2.248 milioni).

2.2 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione debitori/emittenti

Voci 31.12.2021 31.12.2020
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito 22.957 20.864
a) Banche Centrali 44 25
b) Amministrazioni pubbliche 20.129 17.610
c) Banche 1.149 1.302
d) Altre società finanziarie 1.250 1.597
di cui: imprese di assicurazione 75 474
e) Società non finanziarie 385 330
2. Titoli di capitale 689 652
a) Banche 70 82
b) Altre società finanziarie 95 31
di cui: imprese di assicurazione 31 11
c) Società non finanziarie 524 539
d) Altri emittenti - -
3. Quote di OICR 49 57
4. Finanziamenti 19 22
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - 1
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie 19 21
f) Famiglie - -
Totale A 23.714 21.595
B. Strumenti derivati
a) Controparti centrali 1.858 1.857
b) Altre 22.159 30.286
Totale B 24.017 32.143
TOTALE (A+B) 47.731 53.738

Le quote di OICR in portafoglio a fine esercizio sono rappresentate da hedge fund per 27 milioni, da quote SICAV per 11 milioni, da investimenti in fondi immobiliari per 7 milioni e da altre tipologie per 4 milioni.

2.3 Attività finanziarie designate al fair value: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1.Titoli di debito - 1 - - 1 -
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito - 1 - - 1 -
2.Finanziamenti - - - - - -
2.1 Strutturati - - - - - -
2.2 Altri - - - - - -
Totale - 1 - - 1 -

La Banca ha incluso in tale categoria i titoli di debito correlati con strumenti finanziari valutati al fair value in contropartita del conto economico, quali derivati finanziari. A fronte dei titoli di debito non sono state attivate coperture per il tramite di derivati creditizi o strumenti similari ad attenuazione del relativo rischio di credito.

La variazione del fair value attribuibile alla misurazione del rischio di credito delle attività finanziarie designate al fair value è risultata essere, sia nell'esercizio che cumulativamente, poco significativa.

2.4 Attività finanziarie designate al fair value: composizione debitori/emittenti

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
1. Titoli di debito 1 1
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 1 1
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
2. Finanziamenti - -
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie - -
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie - -
f) Famiglie - -
Totale 1 1

2.5 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Titoli di debito - 42 107 - 241 275
1.1 Titoli strutturati - - 5 - - 5
1.2 Altri titoli di debito - 42 102 - 241 270
2. Titoli di capitale 159 107 225 - 83 191
3. Quote di O.I.C.R. 115 136 2.046 127 227 1.416
4. Finanziamenti - 433 534 - 236 538
4.1 Pronti contro termine - - - - - -
4.2 Altri - 433 534 - 236 538
Totale 274 718 2.912 127 787 2.420

Tra i titoli di debito sono inclusi i titoli connessi con operazioni di cartolarizzazione per un ammontare complessivo di 106 milioni, di cui 44 milioni senior, 46 milioni mezzanine e 16 milioni junior.

2.6 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione debitori/emittenti

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
1.Titoli di capitale 491 274
di cui: banche - -
di cui: altre società finanziarie 151 3
di cui: società non finanziarie 339 271
2. Titoli di debito
a) Banche Centrali
149
-
516
-
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 146 516
di cui: imprese di assicurazione - 1
e) Società non finanziarie 3 -
3. Quote di O.I.C.R. 2.297 1.770
4. Finanziamenti 967 774
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - 6
c) Banche 38 9
d) Altre società finanziarie 199 115
di cui: imprese di assicurazione 68 10
e) Società non finanziarie 723 639
f) Famiglie 7 5
Totale 3.904 3.334

La voce 3. "Quote di OICR" si riferisce a fondi di private equity e venture capital per 798 milioni, fondi immobiliari per 396 milioni, fondi di private debt per 351 milioni, hedge fund per 199 milioni, fondi per le infrastrutture per 163 milioni e altri fondi azionari per 64 milioni. La voce include, altresì, per 326 milioni le interessenze detenute dalla Banca nel Fondo Atlante e in Italian Recovery Fund (già Fondo Atlante II), quali fondi d'investimento alternativi a sostegno delle banche italiane nelle operazioni di ricapitalizzazione e nella gestione dei crediti in sofferenza del settore.

La voce 4. "Finanziamenti" include le esposizioni creditizie classificate tra le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value per il mancato superamento del test sulle caratteristiche contrattuali dei cash flow (SPPI Test) previsto dal principio contabile internazionale IFRS 9.

SEZIONE 3 - ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO SULLA REDDITIVITA' COMPLESSIVA- VOCE 30

3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione merceologica

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Titoli di debito 45.919 2.352 3 35.830 1.529 25
1.1 Titoli strutturati - 587 - - - -
1.2 Altri titoli di debito 45.919 1.765 3 35.830 1.529 25
2. Titoli di capitale 1.512 1.297 327 1.460 1.634 237
3. Finanziamenti - 686 53 - 254 19
Totale 47.431 4.335 383 37.290 3.417 281

I finanziamenti, come illustrato nella Parte A Politiche Contabili, sono riferiti alle quote dei prestiti sindacati sottoscritti e destinati alla successiva cessione.

Tra i titoli di debito sono inclusi i titoli connessi con operazioni di cartolarizzazione per un ammontare complessivo di 1.695 milioni, di cui 1.652 milioni senior e 43 milioni mezzanine.

Tra le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (voce "2. Titoli di capitale" – Livello 2) sono incluse le quote di partecipazione nel capitale di Banca d'Italia per un ammontare di 1.109 milioni. Al riguardo si segnala che per la relativa valutazione si è fatto riferimento, come nei precedenti esercizi, al metodo di valutazione delle transazioni dirette in considerazione delle compravendite intervenute a partire dal 2015 e proseguite negli esercizi seguenti, compreso il 2021; considerato che tutte le principali transazioni sono state perfezionate al valore nominale, l'utilizzo di tale approccio consente di confermare il valore di iscrizione nel bilancio della Banca delle quote detenute. A supporto della valutazione secondo il metodo delle transazioni dirette è stata effettuata anche una valutazione secondo il metodo DDM (Discounted Dividend Model) basato sull'attualizzazione dei futuri dividendi derivanti dall'investimento. L'applicazione del DDM ha restituito un valore della partecipazione in Banca d'Italia sostanzialmente allineato al valore iscritto nel Bilancio di Intesa Sanpaolo al 31 dicembre 2021. L'utilizzo, per il Bilancio 2021, in continuità con l'impostazione seguita nei precedenti esercizi, del prezzo delle transazioni dirette quale riferimento per la determinazione del fair value, ha determinato, inoltre, la conferma del livello 2 nell'ambito della gerarchia del fair value.

Il valore di bilancio dei titoli di capitale rivenienti dal recupero delle attività finanziarie impaired ammonta a 32 milioni.

3.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione per debitori/emittenti

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
1. Titoli di debito 48.274 37.384
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche 39.958 30.478
c) Banche 3.114 3.549
d) Altre società finanziarie 3.213 2.184
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie 1.989 1.173
2. Titoli di capitale 3.136 3.331
a) Banche 1.456 1.791
b) Altri emittenti: 1.680 1.540
- altre società finanziarie 1.168 1.149
di cui: imprese di assicurazione 3 3
- società non finanziarie 512 380
- altri - 11
3. Finanziamenti 739 273
a) Banche Centrali - -
b) Amministrazioni pubbliche - -
c) Banche - -
d) Altre società finanziarie 61 26
di cui: imprese di assicurazione - -
e) Società non finanziarie 678 247
f) Famiglie - -
Totale 52.149 40.988

3.3 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: valore lordo e rettifiche di valore complessive

(milioni di euro)
Valore lordo Rettifiche di valore complessive Write-off
parziali
Primo
stadio
di cui:
Strumenti
con basso
rischio di
credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
complessivi
Titoli di debito 48.179 438 124 35 - -19 -10 -35 - -
Finanziamenti 723 - 20 - - -3 -1 - - -
Totale
31.12.2021
48.902 438 144 35 - -22 -11 -35 - -
Totale
31.12.2020
36.772 975 910 39 - -13 -13 -38 - -

Per quanto concerne l'approccio utilizzato nella rappresentazione del valore lordo e delle rettifiche di valore complessive delle attività finanziarie impaired, si rimanda a quanto esposto nella Parte A – Politiche contabili.

3.3a Finanziamenti valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva oggetto di misure di sostegno COVID-19: valore lordo e rettifiche di valore complessive

Al 31 dicembre 2021 la fattispecie non risulta presente.

SEZIONE 4 - ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL COSTO AMMORTIZZATO – VOCE 40

4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2021 31.12.2020
Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Livello
1
Livello
2
Livello
3
Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Livello
1
Livello
2
Livello
3
A. Crediti verso Banche centrali 121.493 - - - 121.493 - 52.591 - - - 52.591 -
1. Depositi a scadenza 87 - - X X X 29 - - X X X
2. Riserva obbligatoria 121.401 - - X X X 52.554 - - X X X
3. Pronti contro termine - - - X X X - - - X X X
4. Altri 5 - - X X X 8 - - X X X
B. Crediti verso banche 38.942 53 - 1.547 30.979 6.505 36.615 64 - 1.159 29.638 5.950
1. Finanziamenti 37.378 53 - - 30.945 6.505 35.194 64 - - 29.373 5.950
1.1 Conti correnti - - - X X X 12.314 - - X X X
1.2. Depositi a scadenza 5.290 - - X X X 5.516 - - X X X
1.3. Altri finanziamenti: 32.088 53 - X X X 17.364 64 - X X X
- Pronti contro termine attivi 12.387 - - X X X 8.690 - - X X X
- Finanziamenti per leasing 5 - - X X X 5 - - X X X
- Altri 19.696 53 - X X X 8.669 64 - X X X
2. Titoli di debito 1.564 - - 1.547 34 - 1.421 - - 1.159 265 -
2.1 Titoli strutturati - - - - - - - - - - - -
2.2 Altri titoli di debito 1.564 - - 1.547 34 - 1.421 - - 1.159 265 -
Totale 160.435 53 - 1.547 152.472 6.505 89.206 64 - 1.159 82.229 5.950

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della Circolare n. 262 della Banca d'Italia che ha previsto la rappresentazione dei crediti a vista verso banche alla voce "Cassa e disponibilità liquide" e non più alla voce "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" tra i "Crediti verso banche".

La sottovoce "Altri finanziamenti" include crediti di funzionamento, ossia crediti per operazioni connesse con la prestazione di attività e di servizi finanziari privi di affidamento, per un ammontare pari a 15 milioni (65 milioni al 31 dicembre 2020). Su tali esposizioni, classificate nel Primo stadio, sono state registrate riprese di valore non significative.

4.2 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2021
31.12.2020
Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value
Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Primo e
secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Finanziamenti 388.895 6.189 317 - 282.600 119.487 332.145 9.321 246 - 254.545 98.898
1.1. Conti correnti 9.413 611 21 X X X 8.037 1.029 4 X X X
1.2. Pronti contro termine attivi 18.897 - - X X X 16.546 - - X X X
1.3. Mutui 235.350 4.077 271 X X X 196.140 5.374 225 X X X
1.4. Carte di credito, prestiti personali
e cessioni del quinto
13.057 214 2 X X X 12.451 211 - X X X
1.5 Finanziamenti per leasing 8.428 260 - X X X 9.040 1.217 - X X X
1.6. Factoring 9.118 63 - X X X 9.078 55 - X X X
1.7. Altri finanziamenti 94.632 964 23 X X X 80.853 1.435 17 X X X
2. Titoli di debito 43.559 28 - 25.187 14.019 4.101 37.886 31 - 22.299 9.665 5.615
2.1. Titoli strutturati - - - - - - - - - - -
2.2. Altri titoli di debito 43.559 28 - 25.187 14.019 4.101 37.886 31 - 22.299 9.665 5.615
Totale 432.454 6.217 317 25.187 296.619 123.588 370.031 9.352 246 22.299 264.210 104.513

Tra i crediti verso clientela sono compresi i finanziamenti erogati a valere su fondi di terzi in amministrazione con rischio a carico della Banca per un ammontare pari a 59 milioni.

Tra i titoli di debito sono inclusi titoli connessi con operazioni di cartolarizzazione per un ammontare complessivo di 4.831 milioni, di cui 4.819 milioni senior e 12 milioni mezzanine. Tra i titoli senior sono compresi 1.090 milioni di notes dei veicoli Grogu SPV S.r.l. e Yoda SPV S.r.l., a cui nel corso del 2021 e del 2020 sono stati ceduti, ai sensi della L. 130/99, crediti classificati come "sofferenze" e 1.548 milioni di notes dei veicoli Kerdos SPV S.r.l. e Kerma SPV S.r.l., a cui nel corso

del 2021 e del 2019 sono stati ceduti, ai sensi della L. 130/99, crediti classificati principalmente come "inadempienze probabili" (Unlikely To Pay – UTP).

Vi figurano, inoltre, titoli di debito per 5.703 milioni connessi alla cartolarizzazione del veicolo Romulus Funding Corporation inclusa nel perimetro di consolidamento del Gruppo.

Nel corso dell'esercizio sono stati acquisiti, nell'ambito di operazioni di business combination under common control, crediti deteriorati pari a 257 milioni.

La sottovoce "Altri finanziamenti" include crediti di funzionamento, ossia crediti per operazioni connesse con la prestazione di attività e di servizi finanziari privi di affidamento, per un ammontare pari a 631 milioni (490 milioni al 31 dicembre 2020). Su tali esposizioni, classificate nel Primo stadio, sono state registrate rettifiche di valore non significative.

4.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione per debitori/emittenti dei crediti verso clientela

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2021 31.12.2020
Primo e
secondo
stadio
Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate
Primo e
secondo stadio
Terzo stadio Impaired
acquisite o
originate
1. Titoli di debito 43.559 28 - 37.886 31 -
a) Amministrazioni pubbliche 25.310 15 - 24.122 17 -
b) Altre società finanziarie 14.561 1 - 11.007 - -
di cui: imprese di assicurazioni 6 - - - - -
c) Società non finanziarie 3.688 12 - 2.757 14 -
2. Finanziamenti verso: 388.895 6.189 317 332.145 9.321 246
a) Amministrazioni pubbliche 13.175 355 - 13.594 178 -
b) Altre società finanziarie 52.621 260 1 45.664 287 3
di cui: imprese di assicurazioni 814 - - 497 - -
c) Società non finanziarie 182.069 3.422 147 156.449 6.467 131
d) Famiglie 141.030 2.152 169 116.438 2.389 112
TOTALE 432.454 6.217 317 370.031 9.352 246

4.4 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: valore lordo e rettifiche di valore complessive

(milioni di euro)
Write-off
Valore lordo Rettifiche di valore complessive
Primo
stadio
di cui:
Strumenti
con basso
rischio di
credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
parziali
complessivi
Titoli di debito 42.180 5.792 3.004 85 - -20 -41 -57 - -
Finanziamenti 500.235 18.995 49.493 13.524 482 -500 -1.462 -7.282 -165 6.367
Totale
Totale
31.12.2021
31.12.2020
542.415
402.068
24.787
17.146
52.497
59.174
13.609
18.322
482
420
-520
-508
-1.503
-1.498
-7.339
-8.906
-165
-173
6.367
6.390

Per quanto concerne l'approccio utilizzato nella rappresentazione del valore lordo e delle rettifiche di valore complessive delle attività finanziarie impaired si rimanda a quanto esposto nella Parte A – Politiche contabili.

4.4a Finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno COVID-19: valore lordo e rettifiche di valore complessive

(milioni di euro)
Valore lordo Rettifiche di valore complessivo
Primo
stadio
di cui:
Strumenti
con basso
rischio di
credito
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Write-off
parziali
complessivi
1. Finanziamenti oggetto di
concessione conforme con le GL
74 - 967 11 - - -39 -2 - -
2. Finanziamenti oggetto di misure
di moratoria in essere non più
conformi alle GL e non valutate
come oggetto di concessione
212 - 2.528 19 1 -1 -92 -4 - -
3. Finanziamenti oggetto di altre
misure di concessione
4 - 864 266 1 - -50 -59 - -
4. Nuovi finanziamenti 34.036 - 4.495 190 2 -39 -37 -59 - -
Totale
31.12.2021
34.326 - 8.854 486 4 -40 -218 -124 - -
Totale
31.12.2020
41.361 16 11.765 326 4 -73 -379 -67 - -

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni contenute nella Comunicazione di Banca d'Italia del 21 dicembre 2021 – Aggiornamento delle integrazioni alle disposizioni della Circolare n. 262 "Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione" aventi ad oggetto gli impatti del COVID-19 e delle misure a sostegno dell'economia.

Nella riga "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" sono riportate le informazioni relative alle attività finanziarie oggetto di moratoria che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID-19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modifiche e integrazioni.

SEZIONE 5 - DERIVATI DI COPERTURA – VOCE 50

Per quanto riguarda gli obiettivi e le strategie sottostanti alle operazioni di copertura si rinvia all'informativa fornita nell'ambito della Parte E – Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, Sezione 2 - Rischi di mercato.

5.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli

Fair value 31.12.2021 Valore
nozionale
Fair value 31.12.2020 (milioni di euro)
Valore
nozionale
Livello 1 Livello 2 Livello 3 31.12.2021 Livello 1 Livello 2 Livello 3 31.12.2020
A. Derivati finanziari
1. Fair Value - 1.561 - 175.643 1 999 15 78.074
2. Flussi Finanziari - 5 - 3.364 - - - 5.400
3. Investimenti esteri - - - - - - - -
B. Derivati creditizi
1. Fair Value - - - - - - - -
2. Flussi Finanziari - - - - - - - -
Totale - 1.566 - 179.007 1 999 15 83.474

I valori al 31 dicembre 2021 dei derivati di copertura includono i risultati della compensazione contabile tra saldi lordi positivi e negativi ai sensi dello IAS 32 paragrafo 42, che non trovano rappresentazione nella Parte E della presente Nota Integrativa. In particolare, il fair value lordo positivo delle attività in Derivati di copertura per l'operatività in conto proprio posta in essere con il compensatore legale LCH Ltd. per 2.367 milioni, soddisfacendo i requisiti della compensazione contabile, è stato oggetto di nettizzazione tra le passività in Derivati di copertura. Il fair value positivo complessivo dei derivati di copertura al lordo delle compensazioni in bilancio si attesterebbe a 3.933 milioni (di cui 3.928 milioni a copertura di Fair value e 5 milioni a copertura di Flussi finanziari).

5.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologia di copertura

(milioni di euro)
Operazioni/Tipo di copertura Fair Value Flussi finanziari Investim.
esteri
Specifica Generica
titoli di
debito e
tassi di
interesse
titoli di
capitale
e indici
azionari
valute e
oro
credito merci altri Specifica Generica
1. Attività finanziarie valutate al fair value
con impatto sulla redditività complessiva
184 - 140 - X X X - X X
2. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
130 X - - X X X - X X
3. Portafoglio X X X X X X 189 X - X
4. Altre operazioni - - - - - - X - X -
Totale attività 314 - 140 - - - 189 - - -
1. Passività finanziarie 520 X 342 - - - X 5 X X
2. Portafoglio X X X X X X 56 X - X
Totale passività 520 - 342 - - - 56 5 - -
1. Transazioni attese X X X X X X X - X X
2. Portafoglio di attività e passività
finanziarie
X X X X X X - X - -

Nella tabella è indicato il fair value positivo dei derivati di copertura, suddiviso in relazione all'attività o alla passività coperta ed alla tipologia di copertura realizzata.

Considerando i valori al lordo della compensazione in bilancio, emerge la prevalenza di contratti derivati utilizzati nella copertura specifica di fair value delle passività emesse e dei titoli di debito dell'attivo nonché nella copertura generica di fair value di crediti erogati e di passività rappresentate da poste a vista (core deposit).

SEZIONE 6 – ADEGUAMENTO DI VALORE DELLE ATTIVITÀ FINANZIARIE OGGETTO DI COPERTURA GENERICA – VOCE 60

6.1 Adeguamento di valore delle attività coperte: composizione per portafogli coperti

(milioni di euro)
Adeguamento di valore delle attività coperte / Valori 31.12.2021 31.12.2020
1. Adeguamento positivo 393 2.333
1.1 di specifici portafogli: 393 2.333
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 393 2.333
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
1.2 complessivo - -
2. Adeguamento negativo - -
2.1 di specifici portafogli: - -
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - -
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
2.2 complessivo - -
Totale 393 2.333

Forma oggetto di rilevazione nella presente voce il saldo delle variazioni di valore delle attività oggetto di copertura generica (macrohedging) dal rischio di tasso di interesse, per la cui applicazione la Banca si avvale della possibilità, prevista dall'IFRS 9, di continuare ad applicare le previsioni consentite dallo IAS 39 nella versione "Carve-out".

La variazione annua dell'adeguamento positivo di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato è conseguente all'aumento dei tassi di riferimento utilizzati nella definizione del fair value degli attivi coperti dalle variazioni di fair value per il rischio tasso di interesse.

SEZIONE 7 – PARTECIPAZIONI – VOCE 70

7.1 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi

Denominazioni Sede
legale
Sede
operativa
Quota di
partecipazione
%
Disponibilità
voti
%
(a)
A. IMPRESE CONTROLLATE IN VIA ESCLUSIVA
1 BANCA 5 S.P.A. Milano Milano 100,00
2 BANCA COMERCIALA EXIMBANK S.A. Chisinau Chisinau 100,00
3 BANK OF ALEXANDRIA Il Cairo Il Cairo 80,00
4 BANKA INTESA SANPAOLO D.D. (b) Koper Koper 48,13
5 CIB BANK LTD. Budapest Budapest 100,00
6 COLLINE E OLTRE S.P.A. Pavia Pavia 51,00
7 CONSORZIO STUDI E RICERCHE FISCALI GRUPPO INTESA SANPAOLO Roma Roma 80,00
8 EURIZON CAPITAL SGR S.P.A. Milano Milano 100,00
9
10
EXETRA S.P.A. (c)
FIDEURAM - INTESA SANPAOLO PRIVATE BANKING S.P.A.
Milano
Torino
Milano
Roma
85,00
100,00
11 FIDEURAM VITA S.P.A. Roma Roma 80,01
12 IMI INVESTMENTS S.A. Lussemburgo Lussemburgo 100,00
13 IMMIT - IMMOBILI ITALIANI S.R.L. Bergamo Bergamo 100,00
14 IN.FRA - INVESTIRE NELLE INFRASTRUTTURE S.R.L. Milano Milano 100,00
15 INTESA SANPAOLO (QINGDAO) SERVICE COMPANY LIMITED Qingdao Qingdao 100,00
16 INTESA SANPAOLO AGENTS4YOU S.P.A. Torino Torino 100,00
17 INTESA SANPAOLO BANK ALBANIA SH.A. Tirana Tirana 100,00
18 INTESA SANPAOLO BANK IRELAND PLC Dublino Dublino 100,00
19 INTESA SANPAOLO BRASIL S.A. - BANCO MULTIPLO San Paolo San Paolo 99,90
20 INTESA SANPAOLO CASA S.P.A Milano Milano 100,00
21 INTESA SANPAOLO EXPO INSTITUTIONAL CONTACT S.R.L. Milano Milano 100,00
22 INTESA SANPAOLO FORMAZIONE S.P.A. Milano Milano 100,00
23 INTESA SANPAOLO FUNDING LLC Wilmington Delaware New York 100,00
24 INTESA SANPAOLO HIGHLINE S.R.L. Torino Torino 100,00
25 INTESA SANPAOLO HOLDING INTERNATIONAL S.A. Lussemburgo Lussemburgo 100,00
26 INTESA SANPAOLO INNOVATION CENTER S.P.A. Torino Torino 99,99
27 INTESA SANPAOLO PROVIS S.P.A. Milano Milano 100,00
28 INTESA SANPAOLO RE.O.CO. S.P.A. Milano Milano 100,00
29 INTESA SANPAOLO RENT FORYOU S.P.A Torino Torino 60,00
30 INTESA SANPAOLO ROMANIA S.A. COMMERCIAL BANK Bucarest Bucarest 99,73
31 INTESA SANPAOLO SMART CARE S.R.L. Torino Torino 51,01
32 INTESA SANPAOLO VITA S.P.A. Torino Milano 99,99
33 ISP CB IPOTECARIO S.R.L. (d) Milano Milano 60,00
34 ISP CB PUBBLICO S.R.L. (d) Milano Milano 60,00
35 ISP OBG S.R.L. (d) Milano Milano 60,00
36 JOINT STOCK COMPANY BANCA INTESA (e) Mosca Mosca 46,98
37 NEWCO 123 S.P.A. Milano Milano 100,00
38 OOO INTESA REALTY RUSSIA Mosca Mosca 100,00
39 PORTA NUOVA GIOIA (f) Milano Milano 100,00
40 PRAVEX BANK JOINT-STOCK COMPANY Kiev Kiev 100,00
41 PRESTITALIA S.P.A. Bergamo Bergamo 100,00
42 PRIVATE EQUITY INTERNATIONAL S.A. (g) Lussemburgo Lussemburgo 94,39 100,00
43 QINGDAO YICAI FUND DISTRIBUTION CO. LTD. Qingdao Qingdao 100,00
44 RISANAMENTO S.P.A. (e) (h) Milano Milano 48,88
45 SOCIETA' BENEFIT CIMAROSA 1 S.P.A. Milano Milano 100,00
46 SRM STUDI E RICERCHE PER IL MEZZOGIORNO (i) Napoli Napoli 60,00 25,00
47 UBI FINANCE S.R.L. (d) Milano Milano 60,00
48 UBI LEASING S.P.A. Brescia Brescia 100,00
49 UBI TRUSTEE S.A. Lussemburgo Lussemburgo 100,00
50 INTESA SANPAOLO SERVICOS E EMPRENDIMENTOS LTDA EM LIQUIDACAO San Paolo San Paolo 100,00
51 MECENATE S.R.L - IN LIQUIDAZIONE Arezzo Arezzo 95,00
52 ORO ITALIA TRADING S.P.A. - IN LIQUIDAZIONE Arezzo Arezzo 100,00
53 UBI FINANCE CB 2 S.R.L. - IN LIQUIDAZIONE Milano Milano 60,00

Denominazioni Sede
legale
Sede
operativa
Quota di
partecipazione
%
Disponibilità
voti
%
(a)
B. IMPRESE CONTROLLATE IN MODO CONGIUNTO
1 AUGUSTO S.R.L. Milano Milano 5,00
2 DIOCLEZIANO S.R.L. Milano Milano 5,00
3 IMMOBILIARE NOVOLI S.P.A. Firenze Firenze 50,00
C. IMPRESE SOTTOPOSTE AD INFLUENZA NOTEVOLE
1 ADRIANO LEASE SEC S.R.L. (j) Conegliano Conegliano 5,00
2 APULIA FINANCE N. 4 S.R.L. (j) Conegliano Conegliano 10,00
3 BACK2BONIS Milano Milano 34,39
4 BACKTOWORK24 S.R.L. (k) Milano Milano 30,58 51,00
5 BANCOMAT S.P.A. Roma Roma 31,55
6 BERICA ABS 3 S.R.L. (j) Vicenza Vicenza 5,00
7 BRERA SEC S.R.L. (j) Conegliano Conegliano 5,00
8 CAMFIN S.P.A. (l) Milano Milano 4,60 10,70
9 CASSA DI RISPARMIO DI FERMO S.P.A. Fermo Fermo 33,33
10 CLARA SEC. S.R.L. (j) Conegliano Conegliano 5,00
11 COMPAGNIA AEREA ITALIANA S.P.A. Roma Fiumicino 27,49
12 EQUITER S.P.A. Torino Torino 32,88
13 EUROMILANO S.P.A. Milano Milano 43,43
14 EUSEBI HOLDINGS B.V. Amsterdam Amsterdam 47,00
15 FI.NAV. COMPARTO A - CREDITI Roma Roma 43,80
16 FOCUS INVESTMENTS S.P.A. Milano Milano 8,33 25,00
17 FONDO DI RIGENERAZIONE URBANA SICILIA S.R.L. (m) Palermo Torino 100,00
18 FONDO PER LA RICERCA E L'INNOVAZIONE S.R.L. RIF (m) Torino Torino 100,00
19 FONDO SARDEGNA ENERGIA S.R.L. (m) Cagliari Cagliari 100,00
20 GIADA SEC. S.R.L. (j) Conegliano Conegliano 5,00
21 GILDA S.R.L. Montesilvano Montesilvano 13,05
22 INDACO VENTURE PARTNERS SGR S.P.A. Milano Milano 24,50
23 INNOLVA S.P.A. Buja Buja 25,00
24 INTRUM ITALY S.P.A. Milano Milano 49,00
25 ISM INVESTIMENTI S.P.A. Mantova Mantova 27,36
26 MARKETWALL S.R.L. Milano Milano 33,00
27 MATERIAS S.R.L. Napoli Napoli 12,87
28 MONTEFELTRO SVILUPPO SOC. CONS. A R. Urbania Urbania 26,37
29 NETWORK IMPRESA S.P.A. IN CONCORDATO PREVENTIVO Limena Limena 28,95
30 PIETRA S.R.L. Milano Milano 22,22
31 RAINBOW Verona Verona 43,20
32 RCN FINANZIARIA S.P.A. Mantova Mantova 23,96
33 RSCT FUND - COMPARTO CREDITI Milano Milano 71,80
34 S.F. CONSULTING S.R.L. Bergamo Bergamo 35,00
35 SICILY INVESTMENTS S.A.R.L. Lussemburgo Lussemburgo 25,20
36 TRINACRIA CAPITAL S.A.R.L. Lussemburgo Lussemburgo 25,20

Denominazioni Sede
legale
Sede
operativa
Quota di
partecipazione
%
Disponibilità
voti
%
(a)
37 UBI SPV LEASE 2016 S.R.L. (j) Milano Milano 10,00
38 VESTA OML LIMITED Londra Londra 37,51
39 24-7 FINANCE S.R.L. - IN LIQUIDAZIONE Milano Milano 10,00
40 CLARIS FINANCE 2005 S.R.L. - IN LIQUIDAZIONE Roma Roma 5,00
41 EUROPROGETTI & FINANZA S.R.L. - IN LIQUIDAZIONE Roma Roma 15,97
42 INIZIATIVE IMMOBILIARI INDUSTRIALI S.P.A. - IN LIQUIDAZIONE Arquà Polesine Arquà Polesine 20,00
43 LEONARDO TECHNOLOGY S.R.L. - IN LIQUIDAZIONE Milano Milano 26,60
44 SVILUPPO INDUSTRIALE S.P.A. - IN LIQUIDAZIONE Pistoia Pistoia 28,27
45 UBI FINANCE 2 S.R.L. - IN LIQUIDAZIONE Brescia Brescia 10,00
46 UBI SPV GROUP 2016 S.R.L. - IN LIQUIDAZIONE Milano Milano 10,00

(a) Ove differente dalla quota di partecipazione %, viene indicata l'effettiva disponibilità dei voti nell'assemblea ordinaria, distinguendo, ove applicabile, tra diritti di voto effettivi e potenziali.

(b) Si segnala la presenza di un impegno di legge nei confronti degli azionisti di minoranza per l'acquisto del residuo 0,7% del capitale sociale.

(c) In caso di messa in liquidazione della partecipazione, il socio di minoranza ha la facoltà di vendere, ed Intesa Sanpaolo dovrà acquistare, l'intera partecipazione di minoranza. (d) Si tratta di veicoli funzionali all'emissione di covered bond.

(e) Società inclusa tra le partecipazioni rilevanti in quanto, complessivamente, il Gruppo detiene una quota di controllo oppure ricorrono gli altri presupposti previsti dall'IFRS 10.

(f) Si tratta di un fondo comune di investimento alternativo immobiliare di tipo chiuso gestito da COIMA SGR S.p.A.

(g) La controllata Private Equity International S.A. ha emesso in data 23/12/2016 una nuova categoria di azioni di classe C, pari al 5,6% del capitale della società. Tali azioni non dispongono di diritti di voto in assemblea e il loro rendimento è correlato ai risultati economici di determinati investimenti in portafoglio alla medesima Private Equity International S.A.

(h) Società non soggetta ad attività di direzione e coordinamento ai sensi dell'art. 2497 e segg. C.C.

(i) La compagine associativa conta nr. 5 associati con identico diritto di voto capitario, ai sensi dell'Art. 6 dello Statuto (Compagnia di Sanpaolo, Intesa Sanpaolo S.p.A., Bank of Alexandria, Intesa Sanpaolo Rent Foryou S.p.A., Intesa Sanpaolo Innovation Center S.p.A.)

(j) Si tratta di veicoli utilizzati per operazioni di cartolarizzazione nell'ambito del Gruppo.

(k) In qualsiasi momento ricompreso tra la data di sottoscrizione del Secondo Aumento di Capitale (24/11/2020) e la scadenza del 42° mese da tale data, Intesa Sanpaolo ha il diritto di incrementare, in una o più tranches, la propria partecipazione al capitale sociale della società ottenendo una partecipazione complessiva massima del 51%. Non ricorrono, al momento, i presupposti ai sensi dell'IFRS 10 per la classificazione dell'interessenza tra le Imprese Controllate.

(l) Il differente valore tra la quota effettiva e il numero di voti in assemblea è legata alla presenza di varie categorie di azioni (A e B). Solo le azioni di cat. A (detenute anche da Intesa Sanpaolo) attribuiscono diritto di voto in assemblea.

(m) Fondi BEI: gli effetti economici delle operazioni di investimento in equity e di finanziamento sottostanti l'attività del fondo ricadono integralmente sulla BEI.

L'illustrazione dei criteri e dei metodi di determinazione dell'area di consolidamento e delle motivazioni per cui una partecipata è sottoposta a controllo congiunto o influenza notevole, è contenuta nella Parte A – Politiche contabili, alla quale si fa rinvio.

Il fair value al 31 dicembre 2021 della sola partecipazione quotata Risanamento S.p.A, è pari a 107 milioni.

7.2 Partecipazioni significative: valore di bilancio, fair value e dividendi percepiti

Per l'informativa relativa al presente paragrafo, non richiesta dalle istruzioni della Banca d'Italia in materia di bilanci, si rimanda al contenuto dell'analoga sezione della Nota Integrativa consolidata.

7.3 Partecipazioni significative: informazioni contabili

Per l'informativa relativa al presente paragrafo, non richiesta dalle istruzioni della Banca d'Italia in materia di bilanci, si rimanda al contenuto dell'analoga sezione della Nota Integrativa consolidata.

7.4 Partecipazioni non significative: informazioni contabili

Per l'informativa relativa al presente paragrafo, non richiesta dalle istruzioni della Banca d'Italia in materia di bilanci, si rimanda al contenuto dell'analoga sezione della Nota Integrativa consolidata.

7.5 Partecipazioni: variazioni annue

(milioni di euro)
31.12.2021 31.12.2020
A. Esistenze iniziali 24.668 24.411
B. Aumenti 6.016 5.171
B.1 acquisti 3.436 4.648
di cui operazioni di aggregazione aziendale 1.978 80
B.2 riprese di valore - -
B.3 rivalutazioni - -
B.4 altre variazioni 2.580 523
C. Diminuzioni -7.264 -4.914
C.1 vendite -4.701 -4.642
di cui operazioni di aggregazione aziendale -4.315 -4.337
C.2 rettifiche di valore -290 -232
C.3 svalutazioni - -
C.4 altre variazioni -2.273 -40
D. Rimanenze finali 23.420 24.668
E. Rivalutazioni totali - -
F. Rettifiche totali -8.085 -7.815

La sottovoce B.1 "Acquisti" attiene principalmente alle seguenti operazioni:

  • acquisizione del portafoglio partecipativo della controllata Unione di Banche Italiane S.p.A. per 1.978 milioni, fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo S.p.A. in data 12 aprile 2021 con decorrenza contabile e fiscale al 1° gennaio 2021;
  • acquisizione di una quota dell'80% di Assicurazione Vita S.p.A. per 452 milioni e del 60% di Lombarda Vita S.p.A. per 330 milioni, entrambe fuse per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita S.p.A. nel corso dell'esercizio;
  • acquisizione di una quota del 35% di Pramerica SGR S.p.A. per 386 milioni, fusa per incorporazione in Eurizon Capital SGR S.p.A. nel corso dell'esercizio;
  • sottoscrizione di un aumento di capitale sociale di Intesa Sanpaolo Brasil S.A. Banco Multiplo per 100 milioni;
  • sottoscrizione di un aumento di capitale sociale di Intesa Sanpaolo Provis S.p.A. per 60 milioni;
  • acquisizione di una quota del 25% di Innolva S.p.A. per 55 milioni a fronte del conferimento della controllata Intesa Sanpaolo For Value S.p.A.;
  • sottoscrizione di un aumento di capitale sociale di Qingdao Ycai Fund Distribution CO Ltd. per 16 milioni;
  • incremento del valore della partecipazione nel fondo mobiliare di tipo chiuso RSCT Fund Comparto Crediti per 15 milioni mediante il conferimento di un portafoglio di crediti non performing, in cambio di quote del Fondo stesso;
  • al versamento al fondo Porta Nuova Gioia per 15 milioni per sottoscrizione quote;
  • acquisizione della partecipazione Intesa Sanpaolo Rent Foryou S.p.A. per 10 milioni da Intesa Sanpaolo For Value S.p.A., conferita poi nel corso dell'esercizio.

La sottovoce B.4 "Altre variazioni" è riconducibile principalmente:

  • alle fusioni per incorporazione delle controllate totalitarie Assicurazione Vita S.p.A., Bancassurance Popolari S.p.A. e Lombarda Vita S.p.A. nella controllata Intesa Sanpaolo Vita S.p.A. per complessivi 1.258 milioni;
  • all'incremento della partecipazione in Eurizon Capital SGR S.p.A. per 532 milioni per effetto della fusione per incorporazione di Pramerica SGR S.p.A., controllata al 100% da Intesa Sanpaolo S.p.A.;
  • all'acquisizione di una quota di partecipazione di Intesa Sanpaolo Private Banking per 385 milioni nell'ambito dell'operazione di scissione parziale del ramo d'azienda costituito dall'unità divisionale denominata "TOP Private Banking" dell'ex Unione di Banche Italiane S.p.A. a favore di Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A.;
  • all'incremento del valore della partecipazione in Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. per 208 milioni nell'ambito dell'operazione di scissione parziale della partecipazione detenuta in IW Bank S.p.A. e del Ramo "Service IW Bank" a favore della controllata totalitaria Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A.;
  • all'intervento di patrimonializzazione per 85 milioni a favore di Intesa Sanpaolo Provis S.p.A.;
  • all'utile realizzato in sede di conferimento di Intesa Sanpaolo For Value S.p.A. per 53 milioni;
  • all'utile per 23 milioni riconducibile alla riclassifica dal portafoglio delle partecipazioni ad influenza notevole alle interessenze Fair Value Through Other Comprehensive Income della partecipazione Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. per il venir meno dell'influenza notevole dovuta all'ingresso di un nuovo azionista di maggioranza;
  • alla fusione per incorporazione della controllata IMMIT S.r.l. nella controllata BPB Immobiliare S.r.l. per 3 milioni, ridenominata poi IMMIT – Immobili Italiani S.r.l. e fusione della controllata Kedomus S.r.l. nella stessa IMMIT – Immobili Italiani S.r.l. per 9 milioni.

La sottovoce C.1 "Vendite" comprende essenzialmente:

  • le incorporazioni di Unione di Banche Italiane S.p.A. per 4.143 milioni, di UBI Factor S.p.A. per 111 milioni e di UBI Sistemi e Servizi S.c.p.A. per 61 milioni, perfezionatesi nel corso dell'esercizio;
  • la cessione della quota partecipativa acquisita in Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. per 385 milioni a Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A..

La sottovoce C.2. "Rettifiche di valore" riguarda la svalutazione delle interessenze detenute in Intesa Sanpaolo Provis S.p.A. per 172 milioni, Qingdao Yicai Fund Distribution Co. Ltd. per 25 milioni, FI.NAV Comparto A Crediti per 23 milioni, Back2Bonis per 17 milioni, Risanamento S.p.A. per 15 milioni, Immobiliare Novoli S.p.A. per 9 milioni, RSCT Fund Comparto Crediti per 8 milioni, Vesta OML Limited per 7 milioni, Cassa di Risparmio di Fermo S.p.A. per 6 milioni, ed altre minori per 8 milioni.

La sottovoce C.4 "Altre variazioni" comprende essenzialmente:

  • le fusioni per incorporazione delle controllate Assicurazione Vita S.p.A. per 564 milioni, Lombarda Vita S.p.A. per 548 milioni e Bancassurance Popolari S.p.A. per 146 milioni in Intesa Sanpaolo Vita S.p.A.;
  • la fusione per incorporazione della controllata Pramerica SGR S.p.A. in Eurizon Capital SGR S.p.A. per 532 milioni;
  • la scissione parziale della partecipazione IW Bank S.p.A. per 197 milioni a favore di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A.;
  • la riclassifica per 120 milioni della partecipazione Zhong Ou Asset Management Company Limited dal portafoglio delle partecipazioni ad influenza notevole alle interessenze possedute per la vendita;
  • la riclassifica per 62 milioni della partecipazione Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. dal portafoglio delle partecipazioni ad influenza notevole alle interessenze Fair Value Through Other Comprehensive Income per il venir meno dell'influenza notevole dovuta all'ingresso di un nuovo azionista di maggioranza.

7.6 Impegni riferiti a partecipazioni in società controllate in modo congiunto

Per l'informativa relativa al presente paragrafo si rimanda al contenuto dell'analoga sezione della Nota Integrativa consolidata.

7.7 Impegni riferiti a partecipazioni in società sottoposte ad influenza notevole

Per l'informativa relativa al presente paragrafo si rimanda al contenuto dell'analoga sezione della Nota Integrativa consolidata.

7.8 Restrizioni significative

Per l'informativa relativa al presente paragrafo si rimanda al contenuto dell'analoga sezione della Nota Integrativa consolidata.

7.9 Altre informazioni

Per l'informativa relativa al presente paragrafo si rimanda al contenuto dell'analoga sezione della Nota Integrativa consolidata.

I test di impairment sulle partecipazioni

Come richiesto dai principi IAS/IFRS le partecipazioni sono state sottoposte al test di impairment al fine di verificare se esistono obiettive evidenze che possano far ritenere non interamente recuperabile il valore di iscrizione delle attività stesse. Per le partecipazioni di collegamento e controllo congiunto, il processo di rilevazione di eventuali impairment prevede la verifica della presenza di indicatori di impairment e la determinazione dell'eventuale svalutazione. Gli indicatori di impairment sono sostanzialmente suddivisibili in due categorie: indicatori qualitativi, quali il conseguimento di risultati economici negativi o comunque un significativo scostamento rispetto ad obiettivi di budget o previsti da piani pluriennali comunicati al mercato, l'annuncio/avvio di procedure concorsuali o di piani di ristrutturazione, la revisione al ribasso del "rating" di oltre due classi; indicatori quantitativi rappresentati da una riduzione del fair value al di sotto del valore di bilancio di oltre il 30% ovvero per un periodo superiore a 24 mesi, da una capitalizzazione di borsa inferiore al patrimonio netto contabile della società, nel caso di titoli quotati su mercati attivi, ovvero da un valore contabile della partecipazione nel Bilancio separato superiore al valore contabile nel Bilancio consolidato dell'attivo netto e dell'avviamento della partecipata o dalla distribuzione da parte di quest'ultima di un dividendo superiore al proprio reddito complessivo. In presenza di indicatori di impairment viene determinato il valore recuperabile, rappresentato dal maggiore tra il fair value al netto dei costi di vendita ed il Valore d'uso, e se quest'ultimo risulta inferiore al valore di iscrizione si procede alla rilevazione dell'impairment.

Con riferimento alle partecipazioni di collegamento o sottoposte a controllo congiunto, laddove siano stati rilevati indicatori di impairment, sono state effettuate valutazioni basate in via prioritaria su metodologie di mercato (transazioni dirette o comparabili e multipli di mercato) o in alternativa su valutazioni "fondamentali", basate principalmente sulla stima dei flussi di cassa attesi attualizzati attraverso il metodo "discounted cash flow" o sul patrimonio netto rettificato (c.d. ANAV). I risultati di tali valutazioni hanno comportato la necessità di operare rettifiche di valore principalmente riferite alle partecipazioni FI.NAV Comparto A Crediti (23 milioni), BacK2Bonis (17 milioni), Immobiliare Novoli (9 milioni), RSCT Fund Comparto Crediti (8 milioni), Vesta OML Limited (7 milioni), Cassa di Risparmio di Fermo (6 milioni) ed altri investimenti minori per 2 milioni.

Per quanto riguarda le partecipazioni di controllo, le singole interessenze, benché rilevanti in qualità di singoli asset dal punto di vista contabile, non presentano capacità autonome di generazione e governo dei flussi di cassa, in considerazione del modello organizzativo che prevede CGU di maggiori dimensioni delle singole entità giuridiche. Pertanto le partecipazioni di controllo non assumono rilevanza individualmente ai fini dell'effettuazione dell'impairment test nel Bilancio separato ma sono aggregate (assieme alle attività operative svolte direttamente dalla Capogruppo) in CGU coerenti con quelle identificate a livello di Bilancio consolidato; tale approccio è legato al modello organizzativo utilizzato dal Gruppo, per cui data l'incapacità delle singole partecipazioni appartenenti ad una data CGU di generare flussi indipendenti rispetto alle altre partecipazioni, risulterebbe impossibile calcolarne il valore recuperabile individuale, secondo le disposizioni dello IAS 36.

In considerazione della coerenza che deve essere preservata tra l'impairment test condotto nel Bilancio consolidato e quello nel Bilancio separato, oltre all'omogeneità nella composizione delle CGU, occorre considerare attentamente la correlazione tra gli elementi oggetto di verifica nei due bilanci: gli avviamenti attribuiti alle differenti CGU sia nel Bilancio consolidato che nel Bilancio separato si riflettono in parte nell'avviamento riferito alla sola Capogruppo e in parte nei valori contabili delle partecipazioni di controllo. Gli avviamenti relativi a queste ultime sono infatti impliciti nei valori di carico delle partecipazioni nel Bilancio separato ed emergono nel Bilancio consolidato a seguito del processo di consolidamento secondo i valori determinati in sede di acquisizione secondo l'IFRS 3.

Qualora a livello di Bilancio consolidato emerga la necessità di svalutare l'avviamento riferito ad una determinata CGU, tale svalutazione deve essere attribuita nel Bilancio separato alle attività, riferite alla medesima CGU, non già testate individualmente, ovvero l'avviamento, il brand name e le partecipazioni di controllo. Come descritto nella Parte B – Informazioni sullo Stato patrimoniale – Attivo del Bilancio consolidato, i test di impairment svolti con riferimento alle CGU nel Bilancio Consolidato non hanno determinato la necessità di operare svalutazioni dell'avviamento, pertanto non sono state rilevate rettifiche di valore sulle partecipazioni di controllo.

Un trattamento differenziato è stato riservato alle partecipazioni di controllo che non presentano avviamenti nel Bilancio consolidato ma che hanno chiuso l'esercizio 2021 in perdita, per le quali si è prudenzialmente verificato che quest'ultimo risultato fosse dovuto a situazioni contingenti o strutturali; da tale analisi è emersa la necessità di effettuare alcune rettifiche di valore, allineando il valore di bilancio degli investimenti al patrimonio netto pro-quota delle partecipate. Le svalutazioni sono riferite alle interessenze detenute in Intesa Sanpaolo Provis S.p.A. per 172 milioni, in Qingdao Yicai Fund Distribution Co. Ltd. per 25 milioni, in Risanamento S.p.A. per 15 milioni, in Intesa Sanpaolo Re.O.Co. S.p.A. per 2 milioni e in altre minori per 1 milione.

SEZIONE 8 - ATTIVITÀ MATERIALI – VOCE 80

(milioni di euro)
Attività/Valori 31.12.2021 31.12.2020
1. Attività materiali ad uso funzionale, valutate al costo 1.839 1.610
Di cui – Attività materiali ad uso funzionale – Diritti d'uso acquisiti con il leasing 995 1.023
2. Attività materiali detenute a scopo investimento, valutate al costo - -
3. Attività materiali ad uso funzionale, rivalutate 5.358 4.652
Di cui – Attività materiali ad uso funzionale, rivalutate – Diritti d'uso acquisiti con il leasing - -
4. Attività materiali detenute a scopo investimento, valutate al fair value 606 223
Di cui – Attività materiali a scopo di investimento – Diritti d'uso acquisiti con il leasing - 2
5. Rimanenze di attività materiali disciplinate dallo IAS 2 72 73
Totale Attività materiali voce 80 7.875 6.558

8.1 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo

(milioni di euro)
Attività/Valori 31.12.2021 31.12.2020
1. Attività di proprietà 844 587
a) terreni - -
b) fabbricati - -
c) mobili 168 122
d) impianti elettronici 673 461
e) altre 3 4
2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing 995 1.023
a) terreni 9 1
b) fabbricati 957 1.008
c) mobili - -
d) impianti elettronici 6 1
e) altre 23 13
Totale 1.839 1.610
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute - -

Nella sottovoce 2. figurano i diritti d'uso acquisiti con il leasing a seguito dell'entrata in vigore, a far data dal 1° gennaio 2019, del principio contabile IFRS 16.

8.2 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al costo Non sono presenti attività materiali detenute a scopo di investimento valutate al costo.

8.3 Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività rivalutate

(milioni di euro)
Attività/Valori 31.12.2021 31.12.2020
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività di proprietà - - 5.358 - - 4.652
a) terreni - - 2.214 - - 1.947
b) fabbricati - - 2.833 - - 2.411
c) patrimonio artistico di pregio - - 311 - - 294
d) impianti elettronici - - - - - -
e) altre - - - - - -
2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - - - -
a) terreni - - - - - -
b) fabbricati - - - - - -
c) mobili - - - - - -
d) impianti elettronici - - - - - -
e) altre - - - - - -
Totale - - 5.358 - - 4.652
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie
ricevute
- - - - - -

8.4 Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al fair value

(milioni di euro)
Attività/Valori 31.12.2021 31.12.2020
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività di proprietà - - 606 - - 221
a) terreni - - 225 - - 71
b) fabbricati - - 381 - - 150
2. Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - - - 2
a) terreni - - - - - -
b) fabbricati - - - - - 2
Totale - - 606 - - 223
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie
ricevute
- - 12 - - 6

Come illustrato nella Parte A – Fair value del patrimonio immobiliare e del patrimonio artistico di pregio, si segnala che:

– sulla base delle regole di periodicità di valutazione, a fine 2021 si è proceduto all'aggiornamento delle perizie dell'intero patrimonio degli immobili ad uso investimento e dei Trophy Asset, immobili inclusi tra quelli ad uso funzionale.

L'attività di valutazione è stata affidata a Società esterne con struttura internazionale, professionalmente qualificate e in grado di fornire valutazioni immobiliari sulla base degli standard RICS Valuation, che garantiscono una determinazione del valore coerente con la configurazione di fair value indicata nei principi contabili internazionali, nonché il rispetto dei requisiti professionali, etici e di indipendenza dei periti, allineati alle previsioni degli standard internazionali ed europei. Gli immobili classificati ad uso funzionale, diversi dai Trophy Asset, presenti nel patrimonio immobiliare sono stati oggetto di integrale valutazione a fine 2020 e, pertanto, sono stati sottoposti ad analisi di scenario per l'esercizio 2021;

– a fine 2021, il patrimonio artistico di pregio è stato oggetto di analisi di scenario, essendo stato integralmente valutato a fine 2020, tramite il ricorso a perizie esterne, affidate ad esperti qualificati e indipendenti.

Relativamente alle previsioni di cui allo IAS 40 paragrafo 75, lettera c), g), h) non si segnalano informazioni degne di nota.

8.5 Rimanenze di attività materiali disciplinate dallo IAS 2: composizione

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
1. Rimanenze di attività materiali ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute 64 65
a) terreni - -
b) fabbricati 64 65
c) mobili - -
d) impianti elettronici - -
e) altri - -
2. Altre rimanenze di attività materiali 8 8
Totale 72 73
di cui: valutate al fair value al netto dei costi di vendita - -

8.6 Attività materiali ad uso funzionale: variazioni annue

Voci Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Patrimonio
artistico di
pregio
Altre (milioni di euro)
Totale
A. Esistenze iniziali lorde 1.948 3.730 1.428 5.339 294 88 12.827
A.1 Riduzioni di valore totali nette - -311 -1.306 -4.877 - -71 -6.565
A. Esistenze nette 1.948 3.419 122 462 294 17 6.262
B. Aumenti: 331 1.160 76 447 27 85 2.126
B.1 Acquisti 323 829 72 397 27 82 1.730
di cui: operazioni di aggregazione aziendale 322 790 21 88 27 61 1.309
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - 105 - - - - 105
B.3 Riprese di valore - - - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value imputate a - 5 - - - - 5
a) patrimonio netto - 5 - - - - 5
b) conto economico - - - - - - -
B.5 Differenze positive di cambio - 2 - - - - 2
B.6 Trasferimenti da immobili detenuti a scopo di investimento 6 5 X X X X 11
B.7 Altre variazioni 2 214 4 50 - 3 273
C. Diminuzioni: -56 -789 -30 -230 -10 -76 -1.191
C.1 Vendite -2 -6 - -17 - -1 -26
di cui: operazioni di aggregazione aziendale - - - - - - -
C.2 Ammortamenti - -262 -23 -176 - -13 -474
C.3 Rettifiche di valore da deterioramento imputate a - - -1 -1 - - -2
a) patrimonio netto - - - - - - -
b) conto economico - - -1 -1 - - -2
C.4 Variazioni negative di fair value imputate a -7 -10 - - -5 - -22
a) patrimonio netto -1 -6 - - -5 - -12
b) conto economico -6 -4 - - - - -10
C.5 Differenze negative di cambio - - - - - - -
C.6 Trasferimenti a: -47 -91 - -1 -4 - -143
a) attività materiali detenute a scopo di investimento -47 -90 X X X X -137
b) attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -1 - -1 -4 - -6
C.7 Altre variazioni - -420 -6 -35 -1 -62 -524
D. Rimanenze finali nette 2.223 3.790 168 679 311 26 7.197
D.1 Riduzioni di valore totali nette - -562 -1.717 -5.588 - -86 -7.953
D.2 Rimanenze finali lorde 2.223 4.352 1.885 6.267 311 112 15.150
E. Valutazione al costo 1.500 1.979 - - 111 - 3.590

Nelle sottovoci B.4 e C.4 sono riportate le variazioni, rispettivamente, positive e negative di fair value relative agli immobili (terreni e fabbricati) ad uso funzionale e ai beni artistici di pregio, per i quali la Banca applica il criterio della rideterminazione del valore.

Le "Altre variazioni" in aumento e in diminuzione si riferiscono principalmente a rinegoziazioni avvenute nel corso dell'anno sui contratti di locazione (IFRS 16) e, per la sola parte di variazioni in diminuzione, agli ammortamenti contabilizzati nell'esercizio su cespiti rivenienti dall'acquisizione dei rami d'azienda delle ex Banche Venete, fronteggiati dal fondo per rischi ed oneri a suo tempo appositamente costituito. Sono inoltre incluse le riclassifiche, che hanno interessato principalmente la categoria "Impianti elettronici" e quella residuale "Altre", conseguenti all'omogeneizzazioni delle modalità di rilevazione dei cespiti, dovute alle incorporazioni societarie avvenute durante l'esercizio.

La sottovoce "E - Valutazione al costo" è valorizzata per le sole attività materiali valutate secondo il criterio della rideterminazione del valore, in conformità con le istruzioni contenute nella Circolare n. 262 della Banca d'Italia.

8.6 bis Di cui - Attività materiali ad uso funzionale - Diritti d'uso acquisiti con il leasing: variazioni annue

Voci Terreni Fabbricati Mobili Impianti Patrimonio
Altre
(milioni di euro)
Totale
elettronici artistico di
pregio
A. Esistenze iniziali lorde 1 1.261 - 3 - 26 1.291
A.1 Riduzioni di valore totali nette - -253 - -2 - -13 -268
A. Esistenze nette 1 1.008 - 1 - 13 1.023
B. Aumenti: 8 534 - 20 - 34 596
B.1 Acquisti 6 319 - 18 - 31 374
di cui: operazioni di aggregazione aziendale 6 283 - 8 - 10 307
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - - - - - - -
B.3 Riprese di valore - - - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value imputate a - - - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - - -
b) conto economico - - - - - - -
B.5 Differenze positive di cambio - 2 - - - - 2
B.6 Trasferimenti da immobili detenuti a scopo di investimento - - X X X X -
B.7 Altre variazioni 2 213 - 2 - 3 220
C. Diminuzioni: - -585 - -15 - -24 -624
C.1 Vendite - -4 - - - -1 -5
di cui: operazioni di aggregazione aziendale - - - - - - -
C.2 Ammortamenti - -161 - -4 - -12 -177
C.3 Rettifiche di valore da deterioramento imputate a - - - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - - -
b) conto economico - - - - - - -
C.4 Variazioni negative di fair value imputate a - - - - - - -
a) patrimonio netto - - - - - - -
b) conto economico - - - - - - -
C.5 Differenze negative di cambio - - - - - - -
C.6 Trasferimenti a: - -1 - - - - -1
a) attività materiali detenute a scopo di investimento - - X X X X -
b) attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -1 - - - - -1
C.7 Altre variazioni - -419 - -11 - -11 -441
D. Rimanenze finali nette 9 957 - 6 - 23 995
D.1 Riduzioni di valore totali nette - -441 - -12 - -19 -472
D.2 Rimanenze finali lorde 9 1.398 - 18 - 42 1.467
E. Valutazione al costo - - - - - - -

8.7 Attività materiali detenute a scopo di investimento: variazioni annue

(milioni di euro)
Voci Terreni Fabbricati
A. Esistenze iniziali 71 152
B. Aumenti 170 258
B.1 Acquisti 118 152
di cui: operazioni di aggregazione aziendale 118 152
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - 2
B.3 Variazioni positive di fair value 2 3
B.4 Riprese di valore - -
B.5 Differenze di cambio positive - -
B.6 Trasferimenti da immobili ad uso funzionale 47 90
B.7 Altre variazioni 3 11
C. Diminuzioni -16 -29
C.1 Vendite -4 -5
di cui: operazioni di aggregazione aziendale - -
C.2 Ammortamenti - -
C.3 Variazioni negative di fair value -5 -10
C.4 Rettifiche di valore da deterioramento - -
C.5 Differenze di cambio negative - -
C.6 Trasferimenti a: -7 -6
a) immobili ad uso funzionale -6 -5
b) attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione -1 -1
C.7 Altre variazioni - -8
D. Rimanenze finali 225 381
E. Valutazione al fair value - -

Le attività materiali detenute a scopo di investimento, costituite da terreni e fabbricati, sono valutate al fair value, in conformità allo IAS 40.

Al riguardo si evidenzia che nell'esercizio si è proceduto all'aggiornamento del relativo fair value, i cui effetti sono rilevabili nelle sottovoci B.3 "Variazioni positive di fair value" e C.3 "Variazioni negative di fair value".

8.7 bis Di cui - Attività materiali detenute a scopo di investimento - Diritti d'uso acquisiti con il leasing: variazioni
annue
(milioni di euro)
Voci Terreni Fabbricati
A. Esistenze iniziali - 2
B. Aumenti - 6
B.1 Acquisti - -
di cui: operazioni di aggregazione aziendale - -
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - -
B.3 Variazioni positive di fair value - -
B.4 Riprese di valore - -
B.5 Differenze di cambio positive - -
B.6 Trasferimenti da immobili ad uso funzionale - -
B.7 Altre variazioni - 6
C. Diminuzioni - -8
C.1 Vendite - -
di cui: operazioni di aggregazione aziendale - -
C.2 Ammortamenti - -
C.3 Variazioni negative di fair value - -
C.4 Rettifiche di valore da deterioramento - -
C.5 Differenze di cambio negative - -
C.6 Trasferimenti a: - -
a) immobili ad uso funzionale - -
b) attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
C.7 Altre variazioni - -8
D. Rimanenze finali - -
E. Valutazione al fair value - -

8.8 Rimanenze di attività materiali disciplinate dallo IAS 2: variazioni annue

(milioni di euro)
Voci Terreni Fabbricati Rimanenze di attività materiali ottenute tramite l'escussione delle
garanzie ricevute
Mobili
Impianti
elettronici
Altre Altre
rimanenze
di attività
materiali
Totale
A. Esistenze iniziali - 65 - - - 8 73
B. Aumenti - 1 - - - - 1
B.1 Acquisti - - - - - - -
- di cui: operazioni di aggregazione aziendale - - - - - - -
B.2 Riprese di valore - - - - - - -
B.3 Differenze di cambio positive - - - - - - -
B.4 Altre variazioni - 1 - - - - 1
C. Diminuzioni - -2 - - - - -2
C.1 Vendite - - - - - - -
C.2 Rettifiche di valore da deterioramento - -1 - - - - -1
C.3 Differenze di cambio negative - - - - - - -
C.4 Altre variazioni - -1 - - - - -1
D. Rimanenze finali - 64 - - - 8 72

8.9 Impegni per acquisto di attività materiali

Gli impegni per acquisto di attività materiali in essere al 31 dicembre 2021 ammontano a circa 3 milioni. Eventuali impegni relativi a contratti di leasing sono illustrati nella Parte M.

SEZIONE 9 - ATTIVITÀ IMMATERIALI - VOCE 90

9.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di attività

(milioni di euro)
Attività/Valori 31.12.2021
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
A.1 Avviamento X 67 X 67
A.2 Altre attività immateriali 2.438 1.507 1.999 1.507
di cui: Software 2.100 - 1.916 -
A.2.1 Attività valutate al costo 2.438 1.507 1.999 1.507
a) attività immateriali generate internamente 1.972 - 1.792 -
b) altre attività 466 1.507 207 1.507
A.2.2 Attività valutate al fair value - - - -
a) attività immateriali generate internamente - - - -
b) altre attività - - - -
Totale 2.438 1.574 1.999 1.574

Le altre attività immateriali a durata indefinita e l'avviamento derivano essenzialmente da componenti rivenienti dal processo di allocazione dei costi di acquisizione ai sensi dell'IFRS 3, nell'ambito dell'incorporazione di Sanpaolo IMI in Banca Intesa, perfezionatasi in data 1° gennaio 2007 e alle successive operazioni di aggregazione aziendale under common control.

La sottovoce A.2.1 a) "attività immateriali generate internamente" a durata definita si riferisce a licenze software sviluppate internamente e alla formazione digitale. La sottovoce "altre attività" ricomprende invece le licenze software acquistate da fornitori esterni, oltre agli intangible identificati nell'ambito del processo di Purchase Price Allocation del prezzo pagato a fronte di operazioni di Business Combination. L'IFRS 3 prevede infatti che l'acquisizione di una Business Combination debba essere contabilizzata usando il purchase method e che il prezzo pagato sia allocato alle attività acquisite e alle passività assunte misurate ai loro rispettivi fair value. Gli intangible identificati, che esprimono il valore delle relazioni acquisite, sono ammortizzati lungo la durata stimata del loro beneficio.

9.2 Attività immateriali: variazioni annue

Voci Avviamento (milioni di euro)
Totale
Altre attività
immateriali:
generate
internamente
Altre attività
immateriali: altre
Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
A. Esistenze iniziali 7.220 6.996 - 2.714 2.009 18.939
A.1 Riduzioni di valore totali nette -7.153 -5.204 - -2.507 -502 -15.366
A.2 Esistenze iniziali nette 67 1.792 - 207 1.507 3.573
B. Aumenti - 839 - 471 - 1.310
B.1 Acquisti - - - 471 - 471
- di cui: operazioni di aggregazione aziendale - - - 422 - 422
B.2 Incrementi di attività immateriali interne X 833 - - - 833
B.3 Riprese di valore X - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico X - - - - -
B.5 Differenze di cambio positive - - - - - -
B.6 Altre variazioni - 6 - - - 6
C. Diminuzioni - -659 - -212 - -871
C.1 Vendite - -11 - -84 - -95
- di cui: operazioni di aggregazione aziendale - - - -83 - -83
C.2 Rettifiche di valore - -645 - -81 - -726
- Ammortamenti X -606 - -79 - -685
- Svalutazioni - -39 - -2 - -41
+ patrimonio netto X - - - - -
+ conto economico - -39 - -2 - -41
C.3 Variazioni negative di fair value: - - - - - -
- a patrimonio netto X - - - - -
- a conto economico
C.4 Trasferimenti alle attività non correnti in via di
dismissione
X
-
-
-
-
-
-
-38
-
-
-
-38
C.5 Differenze di cambio negative - - - - - -
C.6 Altre variazioni - -3 - -9 - -12
D. Rimanenze finali nette 67 1.972 - 466 1.507 4.012
D.1 Rettifiche di valori totali nette 7.153 5.842 - 2.567 502 16.064
E. Rimanenze finali lorde 7.220 7.814 - 3.033 2.009 20.076
F. Valutazione al costo - - - - - -

9.3 Attività immateriali: altre informazioni

Al 31 dicembre 2021 gli impegni riferibili ad investimenti in attività immateriali, essenzialmente software, sono pari a circa 26 milioni.

Informazioni sulle attività intangibili e sull'avviamento

Le attività intangibili e l'avviamento iscritti nel bilancio separato di Intesa Sanpaolo derivano prevalentemente dall'operazione di fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo IMI realizzata il 1° gennaio 2007, dalle successive integrazioni delle banche reti e dalla fusione per incorporazione di UBI Banca perfezionata in data 12 aprile 2021.

Come già specificato in relazione alla situazione consolidata, nel momento immediatamente precedente alla fusione hanno avuto effetto le correlate operazioni di scissione parziale di UBI Banca a favore di Intesa Sanpaolo Private Banking del ramo Top Private e la scissione parziale di UBI Banca a favore di Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking della partecipazione detenuta da UBI Banca in IW Bank e del ramo accessorio dedito ai servizi amministrativi e online. A seguito di tali operazioni Intesa Sanpaolo ha pertanto proceduto a rilevare, con efficacia contabile al 1° gennaio 2021, le attività intangibili iscritte nel Bilancio consolidato a seguito dell'applicazione dell'IFRS 3 per l'acquisizione di UBI Banca. Nello specifico sono state rilevate attività immateriali relative a rapporti di asset management per 157 milioni, a rapporti di asset under administration per 16 milioni, alla valorizzazione del portafoglio assicurativo per 105 milioni e al business dell'acquiring per 39 milioni.

Anche per il Bilancio separato di Intesa Sanpaolo, come già specificato in relazione alla situazione consolidata, si evidenzia che in data 26 ottobre 2021 è stata perfezionata l'operazione di trasferimento a Nexi del ramo aziendale di Intesa Sanpaolo avente ad oggetto l'attività di acquiring, con conseguente eliminazione dell'intangibile specifico riconducibile al ramo trasferito a Nexi.

Infine, si ricorda che in data 21 giugno 2021 si è perfezionata l'operazione di cessione di 31 filiali di Intesa Sanpaolo a BPER Banca definita nell'ambito dell'operazione di acquisizione di UBI Banca. A fronte del perfezionamento dell'operazione si è provveduto a cancellare l'avviamento riconducibile ai 31 sportelli ceduti, pari a 20 milioni, già riclassificato nel Bilancio 2020 tra le attività in via di dismissione.

Si rinvia alla Parte B – Informazioni sullo Stato patrimoniale – Attivo del Bilancio consolidato per maggiori illustrazioni delle diverse componenti e dei criteri di valorizzazione.

Nel prospetto che segue sono sintetizzati i valori iscritti delle attività intangibili con la movimentazione degli stessi rilevati nel Bilancio separato nel corso dell'esercizio 2021.

(milioni di euro)
Bilancio
2020
Incorporazione
UBI
Cessione
Ramo
Acquiring
Cessione
sportelli
a BPER
Ammort. Bilancio
2021
DIVISIONE BANCA DEI TERRITORI 1.574 317 -38 - -23 1.830
- Intangibile asset management - distribuzione 59 157 - - -15 201
- Intangibile assicurativo - distribuzione 8 105 - - -6 107
- Intangibile under administration - distribuzione - 16 - - -1 15
- Intangibile brand name 1.507 - - - - 1.507
- Intangibile acquiring - 39 -38 - -1 -
- Avviamento - - - - - -
DIVISIONE IMI CORPORATE & INVESTMENT
BANKING
67 - - - - 67
- Intangibile brand name - - - - - -
- Avviamento 67 - - - - 67
TOTALE CGU 1.641 317 -38 - -23 1.897
- Intangibile asset management - distribuzione 59 157 - - -15 201
- Intangibile assicurativo - distribuzione 8 105 - - -6 107
- Intangibile under administration - distribuzione - 16 - - -1 15
- Intangibile brand name 1.507 - - - - 1.507
- Intangibile acquiring - 39 -38 - -1 -
- Avviamento 67 - - - - 67
ATTIVITA' IN VIA DI DISMISSIONE - RAMO
ACQUIRING
20 - - -20 - -
- Avviamento - Ramo Acquiring - - - - - -
- Intangibile relazioni con la clientela - Ramo
Acquiring
- - - - - -
- Avviamento - 31 sportelli ISP oggetto di cessione a
BPER
20 - - -20 - -

Le attività intangibili a vita definita rappresentate nel prospetto sopra illustrato fanno riferimento ad attività legate al rapporto con la clientela e sono rappresentate dal portafoglio assicurativo e dai rapporti di asset management per le componenti di valore attribuibili all'attività distributiva. Tali attività immateriali a vita utile definita sono originariamente valorizzate attraverso l'attualizzazione dei flussi rappresentativi dei margini reddituali lungo un periodo esprimente la durata residua, contrattuale e stimata, dei rapporti in essere alla data dell'operazione di aggregazione.

È inoltre valorizzato il c.d. "brand name", attività immateriale legata al marketing, rappresentata dalla valorizzazione del marchio. Tale attività è considerata a vita indefinita in quanto si ritiene che possa contribuire per un periodo indefinito alla formazione dei flussi reddituali.

A fronte delle attività immateriali a vita utile definita si è provveduto ad imputare a conto economico la quota di ammortamento di competenza dell'anno (incluso nella voce "190. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali") per un ammontare complessivo pari a 23 milioni.

In base al principio IAS 36, debbono essere sottoposte annualmente ad un impairment test per verificare la recuperabilità del valore sia le attività immateriali a vita utile indefinita sia l'avviamento. Per le attività immateriali a vita utile definita occorre determinare l'eventuale perdita di valore ogni volta che si sia rilevata la presenza di indicatori di perdita. Il valore recuperabile è rappresentato dal maggiore tra il Valore d'Uso ed il Fair Value, al netto dei costi di vendita.

Per quanto riguarda le altre attività intangibili a vita utile definita sono state svolte analisi specifiche sulla tenuta del valore recuperabile e non sono emersi fattori di criticità; peraltro va tenuto in considerazione il processo di ammortamento che ne ha ridotto i valori contabili rispetto a quelli originari di iscrizione e le indicazioni del principio che richiedono che il valore recuperabile venga determinato facendo riferimento ai rapporti contrattuali di tutta la CGU alla data e non solo a quelle residue rispetto a cui era stato determinato il valore iniziale dell'attività intangibile. In proposito si segnala che lo IAS 36, ai fini della determinazione del Valore d'Uso degli intangibili soggetti ad impairment test, dispone che si debba fare riferimento ai flussi di cassa relativi all'intangibile nelle sue condizioni correnti (alla data di impairment test), senza distinzione tra i flussi di cassa riferiti all'asset originariamente rilevato in sede di applicazione dell'IFRS 3 e quelli derivanti da successive modifiche, migliorie o sviluppi dello stesso intercorsi dalla data di acquisizione; questo in quanto risulterebbe difficile, specie in caso di operazioni straordinarie tra business o modifiche dell'asset a seguito di significativi turnover delle masse, dei clienti o dei contratti, distinguere i flussi riferiti all'asset originario dagli altri.

Tale concetto è replicabile anche per la determinazione, ai fini dell'impairment test degli avviamenti, del Valore d'Uso delle CGU, i cui flussi di cassa devono essere considerati con riferimento a tutte le attività e passività comprese nella CGU e non solo per le attività e passività a fronte delle quali è stato rilevato un avviamento in sede di applicazione dell'IFRS 3.

Anche con riferimento agli impairment test per il Bilancio 2021, come già avvenuto per i precedenti bilanci, in considerazione dell'instabilità dei mercati finanziari e dei valori da essi ritraibili, ai fini della determinazione del valore recuperabile dell'avviamento si è fatto riferimento a Valori d'Uso che rappresentano il valore attuale dei flussi finanziari netti futuri ricavabili dall'attività (o business) oggetto di valutazione.

Come già specificato in relazione alla situazione consolidata, non sono emerse criticità in termini di impairment sia dell''avviamento allocato alla CGU Corporate e Investment Banking sia del brand name allocato alla CGU Banca dei Territori, il cui valore recuperabile, in termini di fair value, è stato confermato da una specifica valutazione redatta da un esperto indipendente.

Si precisa, inoltre, che le metodologie e gli assunti della procedura di impairment test delle attività intangibili e dell'avviamento definiti dal management sono stati approvati dal Consiglio di Amministrazione preliminarmente all'approvazione del progetto di Bilancio 2021.

L'impairment test dei valori intangibili

Il portafoglio assicurativo

Come già specificato in precedenza, nell'ambito della fusione per incorporazione di UBI Banca in Intesa Sanpaolo, perfezionatasi in data 12 aprile 2021, è stata valorizzata l'attività intangibile riferita al business assicurativo, per la componente legata all'attività distributiva, per un importo complessivo pari a 105 milioni. Il valore di tale intangibile è rappresentato dalla capacità dei contratti con la clientela (le polizze assicurative), in essere al momento dell'acquisizione, di generare ricavi lungo la vita utile residua dei rapporti acquisiti. Ai fini del Bilancio 2021 si è provveduto ad imputare a conto economico la quota di ammortamento dell'asset di competenza, calcolato a quote variabili corrispondenti alla vita residua delle polizze, e pari a 6 milioni al lordo dell'effetto fiscale.

Con riferimento a questa tipologia di intangibile sono state aggiornate e approfondite le analisi già compiute in corso d'anno sui principali indicatori di impairment senza tuttavia procedere ad un ricalcolo puntuale del valore dell'attività intangibile in quanto l'andamento del business assicurativo, nel corso del 2021, non ha evidenziato particolari criticità o indicatori di impairment desumibili dall'andamento delle diverse variabili oggetto di costante monitoraggio a cadenza periodica. Per maggiori dettagli si rimanda alla Parte B – Informazioni sullo Stato patrimoniale – Attivo del Bilancio consolidato.

Il portafoglio di asset management e under administration

Nell'ambito dell'operazione di acquisizione di determinate attività e passività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca in LCA, nel corso del 2017, era stata valorizzata l'attività immateriale legata alla raccolta amministrata e gestita (Asset Under Management, AUM) riveniente dall'Insieme Aggregato acquisito, rappresentata dalla capacità dei rapporti esistenti alla data di acquisizione di generare flussi reddituali lungo la vita utile residua di tali rapporti. Tale tipologia di attività intangibili si è incrementata nel corso del 2019 a seguito dell'incorporazione di Banca Apulia e nel corso del 2021 a seguito della fusione per incorporazione di UBI Banca in Intesa Sanpaolo; entrambe le operazioni sono state contabilizzate in continuità rispetto ai valori delle società incorporate risultanti dal bilancio consolidato di Gruppo.

Ai fini dell'impairment test al 31 dicembre 2021, non sono emerse criticità in merito alla tenuta del valore iscritto, tenuto conto del fatto che, come anche specificato in precedenza, la valorizzazione ai fini dell'impairment test non si limita ai soli flussi di cassa rivenienti dalle masse acquisite ma deve tenere conto di tutti i flussi di cassa legati alle masse della CGU di riferimento, che risultano essere significativamente superiori rispetto alle nuove masse acquisite.

Per maggiori dettagli si rimanda alla Parte B – Informazioni sullo Stato patrimoniale – Attivo del Bilancio consolidato.

Il "brand name" (o marchio)

Il "brand name" rientra tra le attività immateriali legate al marketing, identificate dall'IFRS 3, quale potenziale attività immateriale rilevabile in sede di allocazione dei costi di aggregazioni aziendali.

Al riguardo si rileva che il termine "brand" non è usato nei principi contabili in una accezione restrittiva come sinonimo di "logo" e "nome", ma piuttosto come termine generale di marketing che definisce quell'insieme di asset intangibili fra loro complementari (tra cui, oltre al nome e al logo, le competenze, la fiducia riposta dal consumatore, la qualità dei servizi, ecc.) che concorrono a definire il c.d. "brand equity".

Il valore iscritto nel Bilancio di Intesa Sanpaolo si riferisce al brand Sanpaolo IMI rilevato in sede di fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo IMI ed è allocato alla CGU Banca dei Territori.

In genere il brand name è considerato un'attività immateriale che non presenta flussi reddituali autonomi e, quindi, da sottoporre ad impairment test nell'ambito delle attività volte a verificare la tenuta del valore degli avviamenti delle diverse CGU. Ai fini del presente impairment test si è tenuto conto che la CGU Banca dei Territori non presenta più alcun avviamento allocato e, conseguentemente, non risulta possibile attrarre la verifica del valore recuperabile dell'intangible specifico nel contesto dell'impairment test dell'avviamento basato sui flussi di cassa complessivi a livello di CGU. Non potendo fare riferimento alla nozione di Valore d'Uso, ossia il valore attuale dei flussi finanziari netti futuri ricavabili dall'attività oggetto di valutazione, è stato ritenuto opportuno procedere, coerentemente con quanto fatto per il Bilancio 2020, ad una valutazione autonoma e specifica dell'intangibile specifico sulla base del fair value risultante da apposita perizia commissionata al Prof. Mauro Bini, Ordinario di Finanza aziendale dell'Università Bocconi.

Per maggiori dettagli si rimanda alla Parte B – Informazioni sullo Stato patrimoniale – Attivo del Bilancio consolidato.

L'impairment test delle CGU e degli avviamenti

La stima del Valore d'Uso, ai fini della verifica, ai sensi dello IAS 36, dell'eventuale impairment di attività immateriali a vita indefinita (inclusi gli avviamenti) che non generano flussi finanziari se non con il concorso di altre attività aziendali, richiede la preliminare attribuzione di tali attività immateriali ad unità organizzative relativamente autonome nel profilo gestionale, in grado di generare flussi di risorse finanziarie largamente indipendenti da quelle prodotte da altre aree di attività, ma interdipendenti all'interno dell'unità organizzativa che li genera. Nella terminologia degli IAS/IFRS tali unità organizzative sono denominate Cash Generating Unit (CGU).

In particolare, l'allocazione degli avviamenti, alla data dell'aggregazione aziendale, si riferisce ai benefici prodotti dalle sinergie attese dall'aggregazione.

A livello di Gruppo Intesa Sanpaolo sono state indentificate le seguenti CGU:

  • Banca dei Territori;
  • IMI Corporate & Investment Banking;
  • Insurance;
  • Asset Management;
  • Private Banking;
  • International Subsidiary Banks;
  • Bank of Alexandria;
  • Pravex Bank.

Per la descrizione dei criteri relativi alla definizione delle CGU del Gruppo si rimanda alla Parte B – Informazioni sullo stato Patrimoniale – Attivo del Bilancio consolidato. Più in particolare, l'avviamento iscritto nel Bilancio separato di Intesa Sanpaolo è attribuito alla CGU IMI Corporate & Investment Banking.

Poiché l'identificazione delle CGU richiede di analizzare le caratteristiche gestionali e le modalità di reporting utilizzate dal management e poiché la logica di assunzione delle decisioni strategiche da parte del management della Capogruppo è quella del Gruppo nel suo complesso e non già della sola Capogruppo come entità singola, le CGU sono state individuate con riferimento al Bilancio consolidato.

Peraltro, come evidenziato nelle Politiche Contabili, le partecipazioni di controllo non sono assunte, ai fini dei test di impairment, come singoli asset da sottoporre al test in parola individualmente. La definizione delle CGU, considerato il modello organizzativo adottato da Intesa Sanpaolo, prescinde dall'articolazione delle entità giuridiche in quanto le partecipazioni sono aggregate, insieme alle attività operative svolte direttamente dalla Capogruppo, in CGU di maggiori dimensioni o con differente struttura. Pertanto l'impairment test svolto a livello consolidato assume rilevanza anche a livello di Bilancio separato.

Per l'illustrazione dei test di impairment su tale voce si rinvia alla Parte B – Informazioni sullo Stato patrimoniale – Attivo del Bilancio consolidato.

Qualora a livello di Bilancio consolidato emerga la necessità di svalutare l'avviamento riferito ad una determinata CGU, tale svalutazione deve essere attribuita nel Bilancio separato alle attività, riferite alla medesima CGU, non già testate individualmente, ovvero l'avviamento e le partecipazioni di controllo. Come descritto nella Parte B – Informazioni sullo Stato patrimoniale – Attivo del Bilancio consolidato non sono emerse rettifiche di valore a livello di CGU nel Bilancio consolidato; pertanto, sulla base de risultati del test d'impairment condotto a livello di Bilancio consolidato, non sono emerse necessità di rettifiche di valore con riferimento all'avviamento iscritto nel Bilancio separato.

SEZIONE 10 – LE ATTIVITÀ FISCALI E LE PASSIVITÀ FISCALI – VOCE 100 DELL'ATTIVO E VOCE 60 DEL PASSIVO

10.1 Attività per imposte anticipate: composizione

(milioni di euro)
31.12.2021 31.12.2020
Contropartita del Conto economico IRES (27,5%) IRAP (5,56%) IRES (27,5%) IRAP (5,56%)
A. Differenze temporanee deducibili
Rettifiche di crediti deducibili in futuri esercizi 3.460 461 3.611 476
di cui relativi a paesi di insediamento di filiali estere 12 - 14 -
Accantonamenti per oneri futuri 605 74 581 83
Maggior valore fiscale di partecipazioni, titoli e altri beni 192 61 121 57
Oneri straordinari per incentivi all'esodo 462 91 448 88
Avviamenti, marchi e altri intangible 4.152 829 3.927 775
Altre 2.896 141 2.092 89
di cui relativi a paesi di insediamento di filiali estere 4 - 2 -
B. Differenze temporanee tassabili compensate
Costi dedotti in via extracontabile - - - -
Plusvalenze rateizzate - - - -
Minor valore fiscale di partecipazioni, titoli e altri beni -87 -1 -79 -1
Altre - - - -
TOTALE (A+B) 11.680 1.656 10.701 1.567
Contropartita del Patrimonio netto IRES (27,5%) IRAP (5,56%) IRES (27,5%) IRAP (5,56%)
Cash flow hedge 252 49 335 65
Rilevazione di utili/perdite attuariali 143 10 139 8
Attività finanziarie valutate al fair value 193 38 66 13
Attività materiali 25 4 23 4
Compensazione con passività per imposte differite in
contropartita del patrimonio netto -34 -9 -110 -23
TOTALE 579 92 453 67
Totale attività per imposte anticipate 12.259 1.748 11.154 1.634

La voce "Altre" delle Differenze temporanee deducibili comprende perdite portate a nuovo per 2.006 milioni.

10.2 Passività per imposte differite: composizione

(milioni di euro)
31.12.2021 31.12.2020
Contropartita del Conto economico IRES (27,5%) IRAP (5,56%) IRES (27,5%) IRAP (5,56%)
A. Differenze temporanee tassabili
Costi dedotti in via extracontabile 82 15 418 82
Minor valore fiscale di titoli e altri beni 215 31 190 16
di cui relativi a paesi di insediamento di filiali estere - - - -
Altre 4 - 4 -
B. Differenze temporanee deducibili compensate
Rettifiche di crediti deducibili in futuri esercizi - - - -
Maggior valore fiscale di titoli e altri beni -63 -1 -55 -1
Altre - - - -
TOTALE (A+B) 238 45 557 97
Contropartita del Patrimonio netto IRES (27,5%) IRAP (5,56%) IRES (27,5%) IRAP (5,56%)
Cash flow hedge 5 1 12 3
Rilevazione di utili/perdite attuariali - - - -
Attività finanziarie valutate al fair value 30 8 98 21
Attività materiali 154 30 133 31
Compensazione con attività per imposte anticipate in
contropartita del patrimonio netto -34 -9 -110 -23
Compensazione con attività per imposte anticipate in
contropartita del conto economico -24 - - -
TOTALE 131 30 133 32
Totale passività per imposte differite 369 75 690 129

10.3 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del conto economico)

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
1. Importo iniziale 12.268 11.929
2. Aumenti 4.562 1.618
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 1.226 1.232
a) relative a precedenti esercizi 22 6
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) riprese di valore - -
d) altre 1.204 1.226
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti 183 205
2.4 Operazioni di aggregazione aziendale 3.153 181
3. Diminuzioni -3.494 -1.279
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio -2.122 -1.161
a) rigiri -1.954 -1.046
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità - -
c) mutamento di criteri contabili - -
d) altre -168 -115
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni: -1.372 -118
a) trasformazione in crediti d'imposta di cui alla L. 214/2011 -1.242 -
b) altre -130 -118
3.4 Operazioni di aggregazione aziendale - -
4. Importo finale 13.336 12.268

Nell'ambito degli "Aumenti", la sottovoce d) "altre" è riferibile principalmente a differenze temporanee deducibili sorte nell'esercizio connesse ad accantonamenti a fondi per rischi e oneri (268 milioni) e all'iscrizione di attività per imposte anticipate convertibili sulla quota di perdita fiscale che è riconducibile al reversal delle quote di rettifiche su crediti e avviamenti (920 milioni). Nella voce "Altri aumenti" è riportato lo storno della compensazione con le passività fiscali differite, effettuata al 31 dicembre 2020, pari a 80 milioni, di cui 56 milioni con le passività fiscali differite in contropartita del conto economico e 24 milioni con le passività fiscali differite in contropartita del patrimonio netto. La predetta voce include inoltre 78 milioni di attività per imposte anticipate iscritte a fronte della perdita fiscale riportabile (addizionale IRES 3,5%).

Nell'ambito delle "Diminuzioni", la sottovoce a) "rigiri" è principalmente riferibile all'annullamento di imposte anticipate di cui alla Legge n. 214/2011 (920 milioni) e di imposte anticipate, precedentemente iscritte a fronte di accantonamenti ai fondi per rischi e oneri, a seguito del relativo utilizzo avvenuto nell'esercizio (857 milioni).

Nell'ambito delle "Diminuzioni", la sottovoce d) "altre" comprende per 110 milioni l'annullamento delle imposte anticipate su perdite fiscali IRES riportabili, convertite in crediti d'imposta ai sensi dell'art. 19, c. 1 del D.L. 25 maggio 2021, n. 73 (c.d. "Decreto Sostegni bis") che ha riproposto anche per il periodo 2021 l'agevolazione prevista dall'art. 44-bis, D.L. n. 34/2019 (c.d. Decreto Crescita 2019).

Nell'ambito delle "Altre diminuzioni", per la sottovoce a) "trasformazione in crediti d'imposta di cui alla L. 214/2011 si fa rinvio a quanto riportato nella Parte C, tabella 19.1.

Sempre nell'ambito delle "Altre diminuzioni", la sottovoce b) "altre" si riferisce per 88 milioni alla compensazione con le passività fiscali differite dell'esercizio, di cui 64 milioni con le passività fiscali differite in contropartita del conto economico e 24 milioni con le passività fiscali differite in contropartita del patrimonio netto.

10.3.1 Variazioni delle imposte anticipate di cui alla L. n. 214/2011

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
1. Importo iniziale 8.330 8.246
2. Aumenti 2.570 690
- di cui operazioni di aggregazione aziendale 1.650 101
3. Diminuzioni -2.163 -606
3.1 Rigiri -920 -587
3.2 Trasformazione in crediti d'imposta -1.242 -
a) derivante da perdite di esercizio -525 -
b) derivante da perdite fiscali -717 -
3.3 Altre diminuzioni -1 -19
4. Importo finale 8.737 8.330

10.4 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del conto economico)

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
1. Importo iniziale 654 725
2. Aumenti 282 65
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio 20 13
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre 20 13
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti 131 51
2.4 Operazioni di aggregazione aziendale 131 1
3. Diminuzioni -653 -136
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio -558 -70
a) rigiri -9 -65
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre -549 -5
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni -95 -66
3.4 Operazioni di aggregazione aziendale - -
4. Importo finale 283 654

Nell'ambito degli "Aumenti", la sottovoce c) "altre" è riferibile a differenze temporanee tassabili sorte nell'esercizio principalmente relative al brand name e altre attività immateriali "riallineate" ai sensi dell'art. 110, commi 8 e 8-bis, D.L. n. 104/2020 nell'esercizio (10 milioni) e al maggior valore delle partecipazioni (9 milioni).

Nella voce "Altri aumenti" è riportato lo storno della compensazione con le attività fiscali anticipate in contropartita del conto economico, effettuata al 31 dicembre 2020, pari a 56 milioni.

Nell'ambito delle "Diminuzioni", la sottovoce c) "altre" è principalmente riferibile al rilascio delle passività fiscali differite iscritte al 31 dicembre 2020 sul brand name e altre attività immateriali a seguito dell'esercizio dell'opzione per il c.d. "riallineamento" ai sensi dell'art. 110, commi 8 e 8-bis, D.L. n. 104/2020 (499 milioni).

La voce "Altre diminuzioni" si riferisce per 64 milioni alla compensazione con le attività fiscali anticipate in contropartita del conto economico effettuata nell'esercizio.

10.5 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del patrimonio netto)

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
1. Importo iniziale 520 608
2. Aumenti 377 413
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 234 412
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre 234 412
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti 136 -
2.4 Operazioni di aggregazione aziendale 7 1
3. Diminuzioni -226 -501
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio -182 -366
a) rigiri -173 -366
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità - -
c) dovute al mutamento di criteri contabili - -
d) altre -9 -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni -44 -135
3.4 Operazioni di aggregazione aziendale - -
4. Importo finale 671 520

Nell'ambito degli "Aumenti", la sottovoce c) "altre" è riferibile a differenze temporanee deducibili sorte nell'esercizio connesse principalmente ai risultati valutativi dei derivati di copertura di flussi finanziari (34 milioni) e delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (188 milioni).

La voce "Altri aumenti" si riferisce per 133 milioni allo storno della compensazione con le passività fiscali differite in contropartita del patrimonio netto, effettuata al 31 dicembre 2020.

Nell'ambito delle "Diminuzioni", la sottovoce a) "rigiri" è principalmente riferibile all'annullamento delle imposte anticipate precedentemente iscritte in relazione alla valutazione al fair value di strumenti derivati di copertura di flussi finanziari (134 milioni) e delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (36 milioni) a seguito dell'adeguamento degli effetti valutativi ovvero del relativo realizzo avvenuti nell'esercizio.

La voce "Altre diminuzioni" si riferisce per 43 milioni alla compensazione con le passività fiscali differite in contropartita del patrimonio netto.

10.6 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del patrimonio netto)

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
1. Importo iniziale 165 180
2. Aumenti 318 266
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio 160 245
a) relative a precedenti esercizi - -
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre 160 245
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti 158 20
2.4 Operazioni di aggregazione aziendale - 1
3. Diminuzioni -322 -281
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio -251 -124
a) rigiri - -122
b) dovute al mutamento di criteri contabili - -
c) altre -251 -2
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni -71 -157
3.4 Operazioni di aggregazione aziendale - -
4. Importo finale 161 165

Nell'ambito degli "Aumenti", la sottovoce c) "altre" è principalmente riferibile a differenze temporanee tassabili sorte nell'esercizio connesse alla valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (158 milioni).

Nella voce "Altri aumenti" è riportato lo storno della compensazione con le attività fiscali anticipate effettuata al 31 dicembre 2020 per 157 milioni, di cui 133 milioni relativo alle attività fiscali anticipate in contropartita del patrimonio netto e 24 milioni relativo alle attività fiscali anticipate in contropartita del conto economico.

Nell'ambito delle "Diminuzioni", la sottovoce c) altre è riferibile per 239 milioni all'annullamento delle imposte differite precedentemente iscritte a fronte della valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

La voce "Altre diminuzioni" si riferisce per 43 milioni alla compensazione con le attività fiscali anticipate in contropartita del patrimonio netto e per 24 milioni alla compensazione con le attività fiscali anticipate in contropartita del conto economico.

Come indicato nell'ambito delle politiche contabili con riferimento alla fiscalità corrente e differita, si segnala che non viene iscritta in Bilancio la fiscalità latente riferita alle poste patrimoniali in sospensione d'imposta "tassabili soltanto in ipotesi di distribuzione", in quanto la consistenza delle riserve disponibili già assoggettate a tassazione consente di ritenere che non saranno effettuate operazioni che comportino la tassazione delle citate riserve in sospensione.

Probability test sulla fiscalità differita

Con riferimento al probability test sulla fiscalità differita si fa rinvio a quanto esposto nella Parte B – Attivo della Nota Integrativa consolidata.

Il test effettuato a livello di Gruppo e a livello individuale ha evidenziato una base imponibile capiente e in grado di assorbire la fiscalità differita iscritta nel Bilancio al 31 dicembre 2021.

10.7 Altre informazioni

Non si segnalano ulteriori informazioni oltre a quelle già fornite nella presente Sezione.

SEZIONE 11 - ATTIVITÀ NON CORRENTI E GRUPPI DI ATTIVITA' IN VIA DI DISMISSIONE E PASSIVITA' ASSOCIATE - VOCE 110 DELL'ATTIVO E VOCE 70 DEL PASSIVO

11.1 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: composizione per tipologia di attività

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
A. Attività possedute per la vendita
A.1 Attività finanziarie 1.167 1.710
A.2 Partecipazioni 120 -
A.3 Attività materiali 39 38
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute - -
A.4 Attività immateriali - 20
A.5 Altre attività non correnti - 30
Totale A 1.326 1.798
di cui valutate al costo 1.312 1.795
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - 3
di cui valutate al fair value livello 3 14 -
B. Attività operative cessate
B.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - -
- Attività finanziarie detenute per la negoziazione - -
- Attività finanziarie designate al fair value - -
- Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - -
B.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
B.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - -
B.4 Partecipazioni - -
B.5 Attività materiali - -
di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute - -
B.6 Attività immateriali - -
B.7 Altre attività - -
Totale B - -
di cui valutate al costo - -
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -
di cui valutate al fair value livello 3 - -
C. Passività associate ad attività possedute per la vendita
C.1 Debiti - -2.500
C.2 Titoli - -
C.3 Altre passività -25 -94
Totale C -25 -2.594
di cui valutate al costo -25 -2.592
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -2
di cui valutate al fair value livello 3 - -
D. Passività associate ad attività operative cessate
D.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - -
D.2 Passività finanziarie di negoziazione - -
D.3 Passività finanziarie designate al fair value - -
D.4 Fondi - -
D.5 Altre passività - -
Totale D - -
di cui valutate al costo - -
di cui valutate al fair value livello 1 - -
di cui valutate al fair value livello 2 - -
di cui valutate al fair value livello 3 - -

Nella tabella in esame figurano le attività e le relative passività non più riferite alla normale operatività in quanto oggetto di procedure di dismissione.

La voce "A.1 Attività finanziarie" è costituita da crediti non performing che saranno oggetto di cessione nell'ambito di operazioni in programma per il 2022 (per un GBV di 4.019 milioni e un valore di bilancio pari a 1.167 milioni). Il loro valore di carico è stato allineato ai prezzi che si stima potranno essere realizzati, anche attraverso apposite fairness opinion.

La voce "A.2 Partecipazioni" si riferisce essenzialmente alla partecipazione Zhong Ou Asset Management Company Limited.

La voce "A.3 Attività materiali" è costituita da immobili in cessione a BPER in attesa della risoluzione dei vincoli in essere (per 26 milioni) e da singoli immobili in via di dismissione (per 13 milioni).

Le "Passività associate ad attività possedute per la vendita" sono costituite da passività (per 25 milioni) collegate alle operazioni di cessione di crediti non performing sopra richiamate.

11.2 Altre informazioni

Al 31 dicembre 2021 non si segnalano ulteriori informazioni rilevanti.

SEZIONE 12 - ALTRE ATTIVITÀ – VOCE 120

12.1 Altre attività: composizione

(milioni di euro)
Voci
Partite verso l'Erario 3.715
Partite in corso di lavorazione 780
Fatture da emettere 719
Crediti verso società del Gruppo per consolidato fiscale 466
Assegni bancari tratti su terzi in corso di negoziazione 288
Ratei e risconti non ricondotti 200
Assegni e altri valori in cassa 122
Migliorie e spese incrementative sostenute su beni di terzi 85
Altre partite 888
TOTALE
31.12.2021
7.263
TOTALE
31.12.2020
3.862

Come previsto dal paragrafo 116 e successivi dell'IFRS 15, si segnala che le attività derivanti da contratti con clienti, incluse nella sottovoce "Altre partite" e "Fatture da emettere", sono pari a 401 milioni, mentre a fine 2020 ammontavano a 232 milioni.

PASSIVO

SEZIONE 1 – PASSIVITA' FINANZIARIE VALUTATE AL COSTO AMMORTIZZATO - VOCE 10

1.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori
31.12.2021
31.12.2020
Valore
di
bilancio
Fair Value Fair value
Valore di
bilancio
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Debiti verso banche centrali 129.197 X X X 72.809 X X X
2. Debiti verso banche 61.959 X X X 57.845 X X X
2.1 Conti correnti e depositi a vista 10.546 X X X 8.368 X X X
2.2 Depositi a scadenza 27.105 X X X 28.659 X X X
2.3 Finanziamenti 19.083 X X X 14.323 X X X
2.3.1 Pronti contro termine passivi 13.802 X X X 8.935 X X X
2.3.2 Altri 5.281 X X X 5.388 X X X
2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti
patrimoniali
- X X X - X X X
2.5 Debiti per leasing 7 X X X 4 X X X
2.6 Altri debiti 5.218 X X X 6.491 X X X
Totale 191.156 - 167.118 24.114 130.654 - 102.440 28.367

L'illustrazione dei criteri di determinazione del fair value è riportata nella Parte A – Politiche contabili.

I "Debiti verso Banche Centrali" includono finanziamenti ricevuti dalla Banca Centrale Europea nell'ambito del programma TLTRO per complessivi 125 miliardi, interamente ascrivibili all'operazione TLTRO III.

Le operazioni di pronti contro termine passivi effettuate a fronte di attività finanziarie cedute e non cancellate sono dettagliate nella Parte E – Sezione E della Nota Integrativa.

1.2 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso clientela

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2021 31.12.2020
Valore
di
Fair Value Valore di
bilancio
Fair value
bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Conti correnti e depositi a vista 338.265 X X X 268.077 X X X
2. Depositi a scadenza 4.797 X X X 9.779 X X X
3. Finanziamenti 5.071 X X X 2.131 X X X
3.1 Pronti contro termine passivi 2.669 X X X 875 X X X
3.2 Altri 2.402 X X X 1.256 X X X
4. Debiti per impegni di riacquisto di propri
strumenti patrimoniali
- X X X - X X X
5. Debiti per leasing 1.003 X X X 1.031 X X X
6. Altri debiti 8.338 X X X 7.676 X X X
Totale 357.474 - 349.289 8.233 288.694 - 282.174 6.622

Le operazioni di pronti contro termine passive effettuate a fronte di attività finanziarie cedute e non cancellate sono dettagliate nella Parte E – Sezione E della Nota Integrativa.

Tra gli "Altri Debiti" sono inclusi 68 milioni relativi alle operazioni di cartolarizzazione quali Berica ABS 3 S.r.l. e Berica ABS 4 S.r.l. oltre a quelle rientranti nel programma K-Equity. Per maggiori dettagli si rimanda alla Parte E – Sezione C della Nota Integrativa.

1.3 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei titoli in circolazione

(milioni di euro)
Tipologia titoli / Valori 31.12.2021 31.12.2020
Valore di Fair Value Valore di Fair value
bilancio
Livello 1
Livello 2
Livello 3
bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3
A. Titoli
1. obbligazioni 90.186 48.740 43.558 42 71.074 38.256 34.833 43
1.1 strutturate 2.096 246 1.848 42 2.362 - 2.377 43
1.2 altre 88.090 48.494 41.710 - 68.712 38.256 32.456 -
2. altri titoli 104 - 101 3 971 - 968 3
2.1 strutturati - - - - - - - -
2.2 altri 104 - 101 3 971 - 968 3
Totale 90.290 48.740 43.659 45 72.045 38.256 35.801 46

1.4 Dettaglio dei debiti / titoli subordinati

Al 31 dicembre 2021 non si segnalano debiti subordinati verso banche e clientela.

Alla data di riferimento Intesa Sanpaolo ha in essere titoli in circolazione subordinati per 12.703 milioni.

1.5 Dettaglio dei debiti strutturati

Alla data di riferimento Intesa Sanpaolo ha in essere debiti strutturati verso Banche per 200 milioni.

1.6 Debiti per leasing

Al 31 dicembre 2021 Intesa Sanpaolo ha in essere debiti per leasing per 1.010 milioni, di cui 163 milioni in scadenza entro un anno, 465 milioni in scadenza tra 1 e 5 anni e 382 milioni in scadenza oltre i 5 anni.

I debiti per leasing si riferiscono per 1.003 milioni a controparti clientela e per 7 milioni a controparti banche.

Gli stessi derivano dall'applicazione, con decorrenza 1° gennaio 2019, del principio contabile IFRS 16 relativo al Leasing.

SEZIONE 2 – PASSIVITA' FINANZIARIE DI NEGOZIAZIONE – VOCE 20

2.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica

Tipologia operazioni/Valori 31.12.2021 31.12.2020
Valore
nominale
o
Fair value Fair
Value
(*)
Valore
nominale
o
Fair value Fair
Value
(*)
nozionale Livello 1 Livello 2 Livello 3 nozionale Livello 1 Livello 2 Livello 3
A. Passività per cassa
1. Debiti verso banche 19.827 22.222 40 - 22.262 11.117 12.913 210 - 13.123
2. Debiti verso clientela - - - - - 2.107 2.451 12 - 2.462
3. Titoli di debito 3.324 - 3.459 - X 4.649 - 4.733 - X
3.1 Obbligazioni - - - - X - - - - X
3.1.1 Strutturate - - - - X - - - - X
3.1.2 Altre obbligazioni - - - - X - - - - X
3.2 Altri titoli 3.324 - 3.459 - X 4.649 - 4.733 - X
3.2.1 Strutturati 3.324 - 3.459 - X 4.649 - 4.733 - X
3.2.2 Altri - - - - X - - - - X
Totale A 23.151 22.222 3.499 - 22.262 17.873 15.364 4.955 - 15.585
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari X 19 29.028 118 X X 19 38.612 122 X
1.1 Di negoziazione X 19 28.947 105 X X 19 38.557 73 X
1.2 Connessi con la fair value
option
X - - - X X - - - X
1.3 Altri X - 81 13 X X - 55 49 X
2. Derivati creditizi X - 2.340 1 X X - 1.757 1 X
2.1 Di negoziazione X - 2.340 1 X X - 1.757 1 X
2.2 Connessi con la fair value
option
X - - - X X - - - X
2.3 Altri X - - - X X - - - X
Totale B X 19 31.368 119 X X 19 40.369 123 X
Totale (A+B) 23.151 22.241 34.867 119 X 17.873 15.383 45.324 123 X

(*) Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.

I Debiti verso banche rappresentano, per l'intero ammontare, le posizioni in "scoperti tecnici" sui titoli.

I Titoli di debito del comparto "Altri titoli strutturati" rappresentano, anch'essi per l'intero ammontare, i derivati cartolarizzati (certificates) che alla scadenza prevedono la restituzione parziale o integrale dei premi versati, ai sensi della Comunicazione della Banca d'Italia del 21 ottobre 2014.

Gli strumenti derivati includono per 5.014 milioni i certificates aventi caratteristiche assimilabili a derivati finanziari in ragione della prevalenza dei rischi di mercato rispetto alla restituzione dei premi versati.

Le variazioni di fair value rilevate nell'esercizio per il cambiamento del proprio merito di credito sono risultate complessivamente positive per 79 milioni e si riferiscono a Strumenti derivati e a Titoli di debito - Altri titoli.

I valori al 31 dicembre 2021 degli Strumenti derivati includono i risultati della compensazione contabile tra saldi lordi positivi e negativi ai sensi dello IAS 32 paragrafo 42 che non trovano rappresentazione nella Parte E della presente Nota Integrativa.

In particolare, le Passività finanziarie di negoziazione - Strumenti Derivati espongono il fair value netto compensato negativo di 510 milioni, relativo al fair value dei derivati OTC originato da clientela e società del Gruppo trasferiti sul compensatore LCH Ltd.; tale fair value netto riviene dalla compensazione in bilancio del fair value positivo delle Attività finanziarie detenute per la negoziazione per 768 milioni e del fair value negativo delle Passività finanziarie di negoziazione per 1.278 milioni. Il fair value lordo negativo dei derivati OTC posti in essere con il compensatore legale LCH Ltd. per l'operatività in conto proprio, pari a 36.993 milioni, è stato invece oggetto di compensazione tra le passività in Derivati di copertura.

Il fair value negativo complessivo dei derivati OTC al lordo delle compensazioni in bilancio si attesterebbe a 69.267 milioni (Derivati finanziari per 66.926 milioni e Derivati creditizi per 2.341 milioni), includendo i risultati delle compensazioni di 768 milioni per l'operatività originata da clientela e società del Gruppo e di 36.993 milioni per operatività in conto proprio.

2.2 Dettaglio delle "Passività finanziarie di negoziazione": passività subordinate

L'aggregato "Passività finanziarie di negoziazione" include passività subordinate rappresentate da Debiti verso Banche per 344 milioni.

2.3 Dettaglio delle "Passività finanziarie di negoziazione": debiti strutturati

Al 31 dicembre 2021 i debiti strutturati classificati nella voce "Passività finanziarie di negoziazione" ammontano a 2 milioni verso banche.

SEZIONE 3 – PASSIVITA' FINANZIARIE DESIGNATE AL FAIR VALUE – VOCE 30

3.1 Passività finanziarie designate al fair value: composizione merceologica

(milioni di euro)
Tipologia operazioni/Valori 31.12.2021 31.12.2020
Valore
nominale
Fair value Fair
value
(*)
Valore
nominale
Fair value Fair
value
(*)
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Debiti verso banche 2 - 1 - 1 1 - 1 - 1
1.1 Strutturati 2 - 1 - X 1 - 1 - X
1.2 Altri - - - - X - - - - X
di cui:
- impegni a erogare fondi - X X X X - X X X X
- garanzie finanziarie rilasciate - X X X X - X X X X
2. Debiti verso clientela 6 - 4 - 4 6 - 4 - 4
2.1 Strutturati 6 - 4 - X 6 - 4 - X
2.2 Altri - - - - X - - - - X
di cui:
- impegni a erogare fondi - X X X X - X X X X
- garanzie finanziarie rilasciate - X X X X - X X X X
3. Titoli di debito 3.634 6 3.638 26 3.566 2.716 - 2.805 - 2.668
3.1 Strutturati 3.634 6 3.638 26 X 2.716 - 2.805 - X
3.2 Altri - - - - X - - - - X
Totale 3.642 6 3.643 26 3.571 2.723 - 2.810 - 2.673

(*) Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.

La Banca ha classificato nei "Debiti verso clientela" e nei "Debiti verso banche" il piano di Co-Investimenti Lecoip per rapporti di lavoro cessati anzitempo di dipendenti di società del Gruppo e nei "Debiti verso clientela" le polizze vita collegate ad iniziative sociali, che la Banca gestisce sulla base del fair value.

La sottovoce 3.1 "Titoli di debito – Strutturati" accoglie i certificates che alla scadenza prevedono la restituzione parziale o integrale dei premi versati, ai sensi della Comunicazione della Banca d'Italia del 21 ottobre 2014 (certificates a capitale garantito o protetto). Questi, se emessi successivamente al 1° gennaio 2020, sono classificati tra le "Passività finanziarie designate al fair value" (c.d. Fair Value Option), a seguito dell'implementazione in Banca di un nuovo modello di business improntato a logiche di banking book con l'obiettivo di generare una raccolta stabile.

I certificates rappresentativi di "Passività finanziarie designate al fair value" rilevano le relative variazioni di fair value attribuibili alle variazioni del proprio merito creditizio nell'ambito del Prospetto della redditività complessiva (Patrimonio netto). Nell'esercizio le variazioni del proprio merito creditizio sono risultate positive per 33 milioni.

3.2 Dettaglio "Passività finanziarie designate al fair value": passività subordinate

Intesa Sanpaolo non ha in essere passività subordinate classificate nella voce "Passività finanziarie designate al fair value".

SEZIONE 4 – DERIVATI DI COPERTURA – VOCE 40

(milioni di euro)
Voci Fair value 31.12.2021 Valore
nozionale
Fair value 31.12.2020 Valore
nozionale
Livello 1 Livello 2 Livello 3 31.12.2021 Livello 1 Livello 2 Livello 3 31.12.2020
A) Derivati finanziari - 3.971 - 97.878 1 5.383 3 127.995
1) Fair value - 1.926 - 89.901 1 1.690 3 122.175
2) Flussi finanziari - 2.045 - 7.977 - 3.693 - 5.820
3) Investimenti esteri - - - - - - - -
B. Derivati creditizi - - - - - - - -
1) Fair value - - - - - - - -
2) Flussi finanziari - - - - - - - -
Totale - 3.971 - 97.878 1 5.383 3 127.995

4.1 Derivati di copertura: composizione per tipologia di copertura e per livelli gerarchici

I valori al 31 dicembre 2021 dei derivati di copertura includono i risultati della compensazione contabile tra saldi lordi positivi e negativi ai sensi dello IAS 32 paragrafo 42 che non trovano rappresentazione nella Parte E della presente Nota Integrativa. In particolare, le passività in derivati di copertura espongono il fair value netto compensato di 1.842 milioni, relativo al fair value dei derivati OTC per l'operatività in conto proprio trasferiti sul compensatore LCH Ltd.; tale fair value netto riviene dalla compensazione in bilancio del fair value lordo positivo delle attività finanziarie detenute per la negoziazione per 37.948 milioni e dei derivati di copertura per 2.367 milioni e del fair value lordo negativo delle passività finanziarie di negoziazione per 36.993 milioni e dei derivati di copertura per 5.164 milioni.

Il fair value negativo complessivo dei derivati di copertura al lordo delle compensazioni in bilancio si attesterebbe a 7.293 milioni (di cui 6.118 milioni a copertura di fair value e 1.175 milioni a copertura di flussi finanziari), se si include il risultato della compensazione dei derivati di negoziazione di 955 milioni (fair value positivo 37.948 milioni e fair value negativo 36.993 milioni) ed il fair value positivo compensato dei derivati di copertura di 2.367 milioni.

4.2 Derivati di copertura: composizione per portafogli coperti e per tipologie di copertura

(milioni di euro)
Operazioni/Tipo di copertura Fair Value Flussi
finanziari
Investim.
esteri
Generica
titoli di
debito e
tassi di
interesse
titoli di
capitale e
indici
azionari
valute
e oro
credito merci altri Specifica Generica
1. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
94 - 6 - X X X - X X
2. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
1.375 X 326 - X X X - X X
3. Portafoglio X X X X X X 9 X 5 X
4. Altre operazioni - - - - - - X - X -
Totale attività 1.469 - 332 - - - 9 - 5 -
1. Passività finanziarie 58 X 24 - - - X 7 X X
2. Portafoglio X X X X X X 34 X 2.033 X
Totale passività 58 - 24 - - - 34 7 2.033 -
1. Transazioni attese X X X X X X X - X X
2. Portafoglio di attività e passività finanziarie X X X X X X - X - -

Nella tabella è indicato il fair value negativo dei derivati di copertura, suddiviso in relazione all'attività o alla passività coperta e alla tipologia di copertura realizzata.

Considerando i valori al lordo della compensazione in bilancio, emerge la prevalenza di contratti derivati utilizzati nella copertura generica di fair value dei crediti erogati e specifica di finanziamenti e titoli di debito, nonché di contratti derivati di copertura generica dei flussi finanziari di portafogli di passività. La copertura dei flussi finanziari si riferisce a raccolta in titoli in circolazione a tasso variabile utilizzata per finanziare impieghi a tasso fisso.

SEZIONE 5 – ADEGUAMENTO DI VALORE DELLE PASSIVITA' FINANZIARIE OGGETTO DI COPERTURA GENERICA – VOCE 50

5.1 Adeguamento di valore delle passività finanziarie coperte: composizione per portafogli coperti

(milioni di euro)
Adeguamento di valore delle passività coperte/ Valori 31.12.2021 31.12.2020
1. Adeguamento positivo delle passività finanziarie 60 721
2. Adeguamento negativo delle passività finanziarie - -
Totale 60 721

Forma oggetto di rilevazione nella presente voce il saldo delle variazioni di valore delle passività oggetto di copertura generica (macrohedging) dal rischio di tasso di interesse, per la cui applicazione la Banca si avvale della possibilità, prevista dall'IFRS 9, di continuare ad applicare le previsioni consentite dallo IAS 39 nella versione Carve out.

SEZIONE 6 – PASSIVITÀ FISCALI – VOCE 60

Per quanto riguarda le informazioni di questa sezione, si rinvia a quanto esposto nella Sezione 10 dell'Attivo.

SEZIONE 7 - PASSIVITÀ ASSOCIATE AD ATTIVITÀ IN VIA DI DISMISSIONE – VOCE 70

Per quanto riguarda le informazioni di questa sezione, si rinvia a quanto esposto nella Sezione 11 dell'Attivo.

SEZIONE 8 – ALTRE PASSIVITÀ – VOCE 80

8.1 Altre passività: composizione

(milioni di euro)
Voci
Partite in corso di lavorazione 3.029
Partite illiquide per operazioni di portafoglio 2.305
Debiti verso fornitori 1.764
Partite verso l'Erario 1.113
Somme a disposizione di terzi 488
Somme da erogare al personale 232
Debiti verso enti previdenziali 208
Ratei e risconti non ricondotti 168
Debiti verso società del Gruppo per consolidato fiscale 155
Altre partite 870
TOTALE
31.12.2021
10.332
TOTALE
31.12.2020
8.000

Come previsto dal paragrafo 116 a) dell'IFRS 15, si segnala che le passività derivanti da contratti con clienti, incluse nella sottovoce "Ratei e risconti non ricondotti", sono pari a 117 milioni, mentre a fine 2020 ammontavano a 94 milioni.

SEZIONE 9 – TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DEL PERSONALE – VOCE 90

9.1 Trattamento di fine rapporto del personale: variazioni annue

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
A. Esistenze iniziali 927 1.057
B. Aumenti 480 253
B.1 Accantonamenti dell'esercizio 7 7
B.2 Altre variazioni 473 246
- di cui operazioni di aggregazione aziendale 205 9
C. Diminuzioni -380 -383
C.1 Liquidazioni effettuate -141 -136
C.2 Altre variazioni -239 -247
- di cui operazioni di aggregazione aziendale -5 -1
D. Rimanenze finali 1.027 927
Totale 1.027 927

La sottovoce C.1. si riferisce agli utilizzi del fondo nell'esercizio.

Per maggiori informazioni sulle risultanze dei conteggi attuariali si rimanda alla successiva Sezione 10.5 – Fondi di quiescenza aziendali a prestazione definita.

9.2 Altre informazioni

Non si segnalano ulteriori informazioni oltre a quelle già fornite nelle precedenti sezioni.

SEZIONE 10 – FONDI PER RISCHI E ONERI – VOCE 100

10.1 Fondi per rischi e oneri: composizione

(milioni di euro)
31.12.2021 31.12.2020
404
- -
245 212
3.596 3.508
843 646
2.289 2.120
464 742
4.208 4.124
367

Non vi sono fattispecie riconducibili alla voce "2. Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate". Il contenuto della voce "4. Altri fondi per rischi ed oneri" è illustrato al successivo punto 10.6.

10.2 Fondi per rischi e oneri: variazioni annue

(milioni di euro)
Voci Fondi su
altri impegni
e altre
garanzie
rilasciate
Fondi di
quiescenza
Altri fondi
per rischi ed
oneri
Totale
A. Esistenze iniziali - 212 3.508 3.720
B. Aumenti - 90 1.572 1.662
B.1 Accantonamento dell'esercizio - 5 1.014 1.019
B.2 Variazioni dovute al passare del tempo - 1 - 1
B.3 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - - - -
B.4 Altre variazioni - 84 558 642
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - 79 508 587
C. Diminuzioni - -57 -1.484 -1.541
C.1 Utilizzo nell'esercizio - -10 -1.465 -1.475
C.2 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - - -7 -7
C.3 Altre variazioni - -47 -12 -59
- di cui operazioni di aggregazione aziendale - - -6 -6
D. Rimanenze finali - 245 3.596 3.841

Come specificato nel commento alla precedente tabella, non vi sono fattispecie riconducibili alla voce "Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate".

Negli "Altri fondi per rischi ed oneri" sono inclusi accantonamenti netti a voce 170 lettera b) di Conto Economico per 123 milioni e per il residuo, accantonamenti netti ad altre voci di Conto Economico. Tra questi ultimi, si segnala l'accantonamento di 301 milioni a seguito dell'accordo di incentivazione all'esodo del personale sottoscritto con le OO.SS. lo scorso 16 novembre 2021.

10.3 Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate

(milioni di euro)
Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie
finanziarie rilasciate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite o
originate
Totale
1. Impegni a erogare fondi 73 52 26 - 151
2. Garanzie finanziarie rilasciate 24 39 153 - 216
Totale 97 91 179 - 367

10.4 Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate

La voce non è avvalorata.

10.5 Fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti

1. Illustrazione delle caratteristiche dei fondi e dei connessi rischi

Con riferimento ai fondi di previdenza complementare a prestazione definita, la determinazione dei valori attuariali richiesti dall'applicazione dello IAS 19 "Benefici ai dipendenti" viene effettuata da un Attuario indipendente, con l'utilizzo del "metodo della proiezione unitaria del credito" (Project Unit Credit Method), come evidenziato in dettaglio nella parte A – Politiche contabili.

I fondi a prestazione definita, nei quali Intesa Sanpaolo S.p.A. risulta coobbligata, si possono distinguere in:

  • fondi interni di previdenza complementare;
  • fondi esterni di previdenza complementare.

I fondi interni includono:

  • tre Piani a benefici definiti in essere presso la filiale di Londra, relativi alle filiali ex Cariplo, ex Banca Commerciale Italiana ed ex Banco Ambrosiano Veneto: i fondi pensione privati sono stati costituiti dai datori di lavoro britannici per integrare il livello della pensione statale, storicamente molto bassa. Le filiali londinesi di Banca Commerciale Italiana, Cariplo e Banco Ambrosiano Veneto costituirono fondi a benefici definiti per i propri dipendenti al momento della loro apertura, sotto forma di Trusts retti dalla legislazione inglese e amministrati da un Board di Trustees, nominati in parte dal datore di lavoro ed in parte dagli iscritti. Tali fondi sono operativi per i dipendenti assunti sino alla fine del 1999 per Banco Ambrosiano Veneto e Cariplo e fino alla fine del 2000 per Banca Commerciale Italiana. In linea generale tutti i fondi garantiscono una pensione pagabile al compimento del 65° anno di età e il beneficio è determinato, con regole distinte per i diversi fondi, sulla base dello stipendio lordo annuale percepito durante l'ultimo anno di servizio.
  • Piani a benefici definiti in essere presso ex UBI Banca: tali piani hanno, in generale, lo scopo di garantire, a favore degli iscritti, un trattamento integrativo delle pensioni corrisposte dalla "assicurazione invalidità, vecchiaia e superstiti" gestita dall'INPS nella misura e con le modalità previste dai singoli regolamenti; in tale ambito si distinguono i Fondi relativi ad ex Centrobanca, ad ex Banca Regionale Europea, ad ex Carime e ad ex Banca Adriatica.

Il Fondo di previdenza integrativo per il personale della società Centrobanca - Banca Centrale di Credito Popolare S.p.A., al quale risultano iscritti, ormai in forma residuale, 7 pensionati prevede una pensione integrativa diretta per vecchiaia e anzianità, al momento della maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni erogate dall'INPS (purché l'iscritto abbia maturato almeno 15 anni di iscrizione al Fondo) e una pensione integrativa diretta per invalidità, al momento della maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni erogate dall'INPS (purché siano trascorsi almeno 5 anni di iscrizione al Fondo).

Il Fondo per il personale della ex Banca Regionale Europea è un fondo di integrazione dell'Assicurazione Obbligatoria Invalidità Vecchiaia e Superstiti per il personale della Banca Regionale Europea (incorporata nella ex UBI Banca con efficacia novembre 2016) proveniente dalla ex Banca del Monte di Lombardia e dalla ex Cassa di Risparmio di Cuneo; il fondo eroga i seguenti trattamenti previdenziali a titolo di pensione diretta:

  • o per vecchiaia, quando gli iscritti abbiano maturato i limiti contrattuali di età tempo per tempo vigenti purché siano trascorsi almeno 15 anni di iscrizione al Fondo;
  • o per anzianità, quando gli iscritti abbiano maturato i limiti minimi di servizio tempo per tempo vigenti previsti dal contratto;
  • o per invalidità, quando, ottenuto il riconoscimento dello stato di invalidità e qualunque sia l'età, sia maturata una anzianità computabile per la prestazione di almeno cinque anni, o, qualunque sia l'anzianità, se l'invalidità è permanente e dipendente da cause di servizio.

Inoltre, ai superstiti dell'iscritto spetta una pensione indiretta in caso di morte in attività di servizio dopo un anno di iscrizione al Fondo o dopo qualunque periodo se la morte è dipesa da cause di servizio ed una pensione di reversibilità in caso di morte, purché sia stata liquidata la pensione diretta.

Il Fondo ex Carime, confluita nella ex UBI Banca a febbraio 2017, a sua volta include i seguenti fondi: Fondo della ex Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania, Fondo della ex Cassa di Risparmio di Puglia, Fondo della ex Cassa di Risparmio Salernitana. I fondi prevedono i seguenti trattamenti previdenziali a titolo di pensione diretta per:

  • o vecchiaia, quando gli iscritti abbiano compiuto il 60° anno di età, se uomini, o il 55° anno di età, se donne, e purché abbiano prestato almeno 15 anni di servizio;
  • o anzianità, quando gli iscritti abbiano maturato 35 anni di anzianità di servizio, se uomini, o 30 anni, se donne, indipendentemente dall'età anagrafica;
  • o invalidità, a qualunque età quando siano inabili in modo assoluto e permanente al lavoro e siano iscritti al fondo (inoltre per il Fondo ex Cassa di Risparmio di Puglia l'invalidità deve dipendere da cause di servizio e per il Fondo ex Cassa di Risparmio Salernitana è richiesta l'iscrizione da almeno 5 anni).

Inoltre, ai superstiti dell'iscritto spetta una pensione indiretta in caso di morte in attività di servizio ed una pensione di reversibilità in caso di morte, purché sia stata liquidata la pensione diretta.

Il Fondo ex Banca Adriatica, incorporata in ex UBI Banca nell'ottobre 2017, include a sua volta: il Fondo di quiescenza del personale ramo credito ex Cassa di Risparmio di Macerata S.p.A. (ex Banca Ca.Ri.Ma.), il Fondo di quiescenza ex dipendenti Banca Ca.Ri.Ma. passati alla Se.Ri.Ma. (ora Equitalia Servizi di Riscossione S.p.A.), il Fondo di quiescenza del personale ex Mediocredito Fondiario Centro Italia S.p.A, il Fondo di quiescenza del personale ramo esattoriale ex Cassa di Risparmio di Pesaro, il Fondo di quiescenza del personale ex Cassa di Risparmio di Jesi, il Fondo di quiescenza del personale ramo esattoriale ex Cassa di Risparmio di Pesaro S.p.A. passati alla ex SE.RI.T. S.p.A..

I fondi esterni includono:

  • il Fondo Pensione a Prestazione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo, nuova denominazione assunta dall'ex Fondo Pensione Complementare per il Personale del Banco di Napoli – Sezione A, individuato come collettore di altre forme a "prestazione definita" nell'ambito del processo di riordino e razionalizzazione dei regimi previdenziali esistenti nel Gruppo Intesa Sanpaolo, con salvaguardia dei diritti degli iscritti (attivi e pensionati). A tal fine sono state conferite al "Fondo"– in sezioni virtualmente separate nell'ambito della Sezione A - le appostazioni patrimoniali presenti nei bilanci delle forme previdenziali preesistenti, per assicurare la piena copertura delle prestazioni integrative. Il Fondo, ente con personalità giuridica e gestione patrimoniale autonoma, include le seguenti gestioni: dipendenti iscritti e altri beneficiari di provenienza ex Banco di Napoli; personale in quiescenza beneficiario dell'Assegno Integrativo di Quiescenza, già fondo interno di SanPaolo IMI; personale in quiescenza ex Banca Nazionale delle Comunicazioni; personale dipendente e in quiescenza proveniente dalla Cassa di Risparmio in Bologna, già iscritto al Fondo di Previdenza Complementare per il Personale della citata Cassa, confluito nel Fondo Pensione Complementare per il Personale del Banco di Napoli nel corso del 2004; personale in quiescenza proveniente dal Fondo di Previdenza Complementare ex Fin.Opi e confluito nel Fondo in argomento il 1° giugno 2005; personale dipendente ed in quiescenza proveniente dall'ex Banca Popolare dell'Adriatico, già iscritto al Fondo di Previdenza del Personale della Banca Popolare dell'Adriatico, confluito nel Fondo in argomento il 30 giugno 2006; personale in quiescenza proveniente dalla Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone già iscritto nel Fondo di Previdenza Complementare per il personale della predetta Cassa, confluita nel Fondo nel corso del 2006; personale in quiescenza proveniente dalla Cassa di Risparmio di Forlì già iscritto nel Fondo di Previdenza Complementare per il personale della citata Cassa, confluita nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2007; personale in quiescenza proveniente dal Fondo interno ex Carive, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2008; personale in quiescenza proveniente dal Fondo Interno ex FIP di CR Firenze, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2010; personale in quiescenza proveniente dal Fondo Interno della Cassa di Risparmio di Terni e Narni, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2010 e per la quale al 31 dicembre 2021 non vi sono più beneficiari; personale in quiescenza proveniente dal Fondo Interno della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, confluito nel Fondo in argomento il 1° settembre 2012; personale esattoriale in quiescenza proveniente dal Fondo Oneri Integrativi Previdenziali per il Personale Esattoriale già dipendente Cariplo, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2015; personale in quiescenza già iscritto al Fondo di Previdenza Complementare per il Personale del Mediocredito Lombardo S.p.A., confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2015; personale in quiescenza già iscritto al Fondo Pensione dei Dirigenti, ex Dirigenti e aventi diritto dell'ex Comit, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2015; personale in quiescenza già iscritto presso i Fondi Pensione delle "Casse del Centro", in particolare gli iscritti al Fondo integrazione delle prestazioni dell'INPS per l'assicurazione obbligatoria di invalidità, vecchiaia e superstiti per il personale della Cassa di Risparmio di Città di Castello, Fondo integrazione delle prestazioni dell'INPS per l'assicurazione obbligatoria di invalidità, vecchiaia e superstiti per il personale della Cassa di Risparmio di Foligno, Fondo aziendale pensione complementare dell'AGO per il Personale della Cassa di Risparmio di Spoleto, Fondo pensione integrativo/complementare del trattamento pensionistico obbligatorio per i dipendenti della Cassa di Risparmio di Rieti, Fondo di Previdenza per il Personale della Cassa di Risparmio della Provincia di Viterbo e Fondo Pensionistico Integrativo aziendale per i dipendenti della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, confluiti nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2015; personale in quiescenza già iscritto al Fondo di Previdenza Aziendale Complementare delle prestazioni INPS a favore del Personale dipendente della Cassa di Risparmio di Civitavecchia, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2015; personale in quiescenza già iscritto al Fondo Integrativo della SIL – Società Italiana Leasing S.p.A, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2015; personale in quiescenza già iscritto al Fondo Pensione Complementare per il Personale della Banca Monte Parma, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2016; personale dipendente ed in quiescenza già iscritto al Fondo Pensione per il Personale ex Crediop assunto sino al 30 settembre 1989, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2016; il personale in quiescenza già iscritto al Fondo Integrativo Pensionistico della Cassa di Risparmio di Mirandola, confluito nel Fondo in argomento il 1° aprile 2016; personale in quiescenza già iscritto al Fondo di Previdenza per il Personale dell'ex Cassa di Risparmio di Prato confluito nel Fondo in argomento il 1° maggio 2018; personale in quiescenza già iscritto al Fondo a prestazione definita dell'ex Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana confluito nel Fondo in argomento il 1° maggio 2018; personale dipendente ed in quiescenza proveniente dalla Cassa di Previdenza Integrativa per il Personale dell'Istituto Bancario Sanpaolo di Torino, confluito nel Fondo in argomento il 1° gennaio 2019; personale in quiescenza proveniente dalla Cassa di Previdenza del Personale della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, confluito nel Fondo in argomento il 1° luglio 2019.

È necessario precisare che qualora le sezioni del Fondo, dopo l'approvazione del bilancio, presentino un disavanzo tecnico secondo la metodologia civilistica, lo statuto ne prevede il ripianamento immediato da parte delle Banche coobbligate;

  • il Fondo pensione per il personale Cariplo, fondo con personalità giuridica e piena autonomia patrimoniale, il cui scopo è quello di garantire un trattamento pensionistico integrativo degli assegni dell'AGO ai pensionati Cariplo già tali al 30 giugno 1998;
  • un piano a benefici definiti in essere presso la filiale di New York: il fondo fu creato nel 1977 dalla filiale della Banca Commerciale Italiana e garantisce un trattamento pensionistico a tutti i dipendenti residenti negli Stati Uniti che abbiano avuto almeno 5 anni di servizio presso la Banca. Il beneficio si intende maturato anche se il rapporto di lavoro cessa anticipatamente. Il beneficio è calcolato sulla base della media della retribuzione di lavoro più elevata ricevuta in tre anni consecutivi durante gli ultimi 10 anni di lavoro prima della cessazione dal servizio, oppure, se il rapporto di lavoro cessa prima, sulla base della media della retribuzione degli ultimi tre anni di lavoro. Attualmente il fondo non è più gestito nei libri contabili della Filiale di New York, ma è stato interamente trasferito al Fondo Prudential (Fondo a prestazione definita che gestisce le posizioni degli iscritti);
  • il Fondo di Previdenza della Cassa di Risparmio di Firenze: fondo con personalità giuridica e piena autonomia patrimoniale il cui scopo è quello di garantire un trattamento pensionistico integrativo al personale della Cassa, in servizio al 31 dicembre 1990 e già iscritto al preesistente "fondo ex esonerato";
  • il Fondo Pensione del Gruppo UBI Banca della ex Banca Popolare di Bergamo e delle società controllate: il Fondo provvede in attuazione dell'accordo del 21/3/1989, ad erogare mensilmente ai beneficiari, un trattamento integrativo sotto forma di rendita nella misura prevista dall'accordo medesimo;

– il Fondo Pensione per il Personale della ex Banca Popolare di Ancona e delle società controllate: Il Fondo eroga prestazioni aggiuntive o integrative alle prestazioni erogate dall'Inps secondo i regolamenti di n. 5 forme pensionistiche a prestazione definita acquisite nel tempo per incorporazione e/o accordi. La sezione I di tale Fondo, è a prestazione definita e con garanzia di ripianamento per le rispettive quote di aderenti da parte di Intesa Sanpaolo S.p.A. (ex UBI Banca), Credito Valtellinese ed Agenzia Entrate Riscossioni.

In data 5 dicembre 2017 Intesa Sanpaolo S.p.A., anche nella qualità di Capogruppo, ha sottoscritto un accordo con le Organizzazioni Sindacali, in qualità di Fonti Istitutive, per l'integrazione della Cassa di Previdenza Integrativa per il Personale dell'Istituto Bancario San Paolo di Torino nel Fondo di Previdenza Complementare per il Personale del Banco di Napoli – Sezione A (che dal 1° gennaio 2019 ha cambiato denominazione in "Fondo pensione a prestazione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo", con sede a Torino). Tale accordo ha previsto anche la formulazione agli iscritti di un'offerta individuale di capitalizzazione della prestazione integrativa, che si è concretizzata a partire del secondo semestre del 2018, proseguendo nel corso del 2019, del 2020 e del 2021: le adesioni pervenute nel corrente esercizio hanno determinato una flessione dell'obbligazione di circa 4 milioni, fronteggiate in parte dal patrimonio del Fondo (circa 2 milioni), in parte attraverso l'utilizzo dei Fondi appositamente costituiti presso la Banca, in forza della garanzia prestata (circa 2 milioni).

Con riferimento alle politiche di investimento e di gestione integrata dei rischi, da parte dei Fondi viene verificato il grado di copertura e le possibili evoluzioni in diversi scenari. Allo scopo vengono studiate diverse configurazioni di universi investibili e di mix e allocazione di portafoglio, al fine di rispondere nel modo più adeguato possibile agli obiettivi previdenziali e reddituali.

(milioni di euro)
Passività del piano pensionistico
obbligazioni a benefici definiti
31.12.2021 31.12.2020
TFR Piani
interni
Piani
esterni
TFR Piani
interni
Piani
esterni
Esistenze iniziali 927 178 1.604 1.057 169 1.667
Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro 7 2 3 2 2 3
Costo previdenziale per prestazioni di lavoro passate - - - - - -
Interessi passivi - 3 2 5 3 11
Perdite attuariali rilevate per variazioni ipotesi finanziarie 32 3 73 20 17 58
Perdite attuariali rilevate per variazioni ipotesi demografiche 5 - 9 - - 1
Perdite attuariali basate sull'esperienza passata 1 1 28 - - 8
Differenze positive di cambio - 13 2 - - -
Aumenti - operazioni di aggregazioni aziendali 205 79 9 9 - -
Contributi dei partecipanti al piano X - - X - -
Utili attuariali rilevati per variazioni ipotesi finanziarie - -10 -1 - - -
Utili attuariali rilevati per variazioni ipotesi demografiche - - -5 -10 - -1
Utili attuariali basati sull'esperienza passata - - - -28 - -10
Differenze negative di cambio - - - - -9 -2
Indennità pagate -141 -11 -117 -136 -3 -117
Diminuzioni - operazioni di aggregazioni aziendali -5 - - -1 - -
Effetto riduzione del fondo X - -6 X - -14
Effetto estinzione del fondo X - - X - -
Altre variazioni in aumento 230 - 1 217 - -
Altre variazioni in diminuzione -234 - - -208 -1 -

2. Variazioni nell'esercizio delle passività (attività) nette a benefici definiti e dei diritti di rimborso

Passività del piano pensionistico dbo 31.12.2021 31.12.2020
TFR Piani
interni
Piani
esterni
TFR Piani
interni
Piani
esterni
Piani non finanziati 1.027 76 - 927 - -
Piani finanziati parzialmente - - - - - -
Piani finanziati pienamente - 182 1.602 - 178 1.604

Rimanenze finali 1.027 258 1.602 927 178 1.604

Le perdite attuariali per variazioni di ipotesi finanziarie sono dovute principalmente alla dinamica del tasso di inflazione annua, che evidenzia una crescita di circa l'1,00%.

Sulla base delle risultanze dei conteggi attuariali, il valore attuale delle obbligazioni a benefici definiti, escluso il TFR, risulta così suddiviso:

Piani interni

  • 182 milioni riferiti ai piani a benefici definiti in essere presso la filiale di Londra, interamente a carico di Intesa Sanpaolo S.p.A.;
  • 76 milioni riferiti ai piani a benefici definiti dei Fondi ex UBI Banca, interamente a carico di Intesa Sanpaolo S.p.A..

Piani esterni

  • 693 milioni riferiti al Fondo Pensione a Prestazione Definita del Gruppo Intesa Sanpaolo (di cui 683 milioni di competenza di Intesa Sanpaolo S.p.A.);
  • 462 milioni riferiti al Fondo pensioni per il Personale Cariplo, interamente a carico di Intesa Sanpaolo S.p.A.;
  • 27 milioni riferiti ai piani a benefici definiti in essere presso la filiale di New York, interamente a carico di Intesa Sanpaolo S.p.A.;
  • 411 milioni riferiti al Fondo di Previdenza della Cassa di Risparmio di Firenze, quasi interamente a carico di Intesa Sanpaolo S.p.A.;
  • 8 milioni riferiti al Fondo Pensione della Banca Popolare di Ancona e delle società controllate, interamente a carico di Intesa Sanpaolo S.p.A.;
  • 1 milione riferito al Fondo Pensione del Gruppo UBI Banca, della Banca Popolare di Bergamo e delle altre società controllate, interamente a carico di Intesa Sanpaolo S.p.A..

3. Informazioni sul fair value delle attività a servizio del piano

(milioni di euro)
Attività a servizio del piano 31.12.2021 31.12.2020
Piani
interni
Piani
esterni
Piani
interni
Piani
esterni
Esistenze iniziali 131 1.475 132 1.533
Rendimento delle attività al netto degli interessi 19 111 2 49
Interessi attivi 2 2 3 9
Differenze positive di cambio 9 1 - -
Aumenti- operazioni di aggregazione aziendale - 9 - -
Contributi versati dal datore di lavoro 10 2 5 -
Contributi versati dai partecipanti al piano - - - -
Differenze negative di cambio - - -7 -2
Diminuzioni- operazioni di aggregazione aziendale - - - -
Indennità pagate -3 -117 -3 -117
Effetto riduzione del fondo - -6 - -9
Effetto estinzione del fondo - - - -
Altre variazioni - 2 -1 12
Rimanenze finali 168 1.479 131 1.475

Le rimanenze finali dei piani interni si riferiscono a piani a benefici definiti in essere presso la filiale di Londra.

Le rimanenze finali dei piani esterni sono così ripartite:

  • 588 milioni relativi al Fondo Pensione a Prestazione Definita del Gruppo Intesa Sanpaolo;
  • 454 milioni relativi al Fondo pensioni per il personale Cariplo;
  • 17 milioni relativi ai piani a benefici definiti in essere presso la filiale di New York;
  • 411 milioni relativi al Fondo di Previdenza della Cassa di Risparmio di Firenze;
  • 8 milioni riferiti al Fondo Pensione e della Banca Popolare di Ancona e delle società controllate;
  • 1 milione riferito al Fondo Pensione del Gruppo UBI Banca, della Banca Popolare di Bergamo e delle altre società controllate.
(milioni di euro)
Attività a servizio del piano: informazioni
integrative
31.12.2021 31.12.2020
Piani
interni
% Piani
esterni
% Piani
interni
% Piani
esterni
%
Strumenti di capitale 89 53,1 414 28,0 67 51,2 250 17,0
- di cui livello 1 di fair value 89 395 67 231
Fondi comuni di investimento - - 137 9,3 - - 278 18,8
- di cui livello 1 di fair value - 82 - 216
Titoli di debito 59 35,0 432 29,2 52 39,8 455 30,8
- di cui livello 1 di fair value 59 432 52 455
Immobili e partecipazioni in società immobiliari 10 6,0 345 23,3 8 5,7 396 26,9
- di cui livello 1 di fair value - - - -
Gestioni assicurative - - - - - - - -
- di cui livello 1 di fair value - - - -
Altre attività 10 5,9 151 10,2 4 3,3 96 6,5
- di cui livello 1 di fair value - - - -
TOTALE 168 100,0 1.479 100,0 131 100,0 1.475 100,0

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(milioni di euro)
Attività a servizio del piano: informazioni integrative 31.12.2021 31.12.2020
Piani
interni
% Piani
esterni
% Piani
interni
% Piani
esterni
%
Strumenti di capitale 89 53,1 414 28,0 67 51,2 250 17,0
- di cui società finanziarie 89 63 67 56
- di cui società non finanziarie - 351 - 194
Fondi comuni di investimento - - 137 9,0 - - 278 18,8
Titoli di debito 59 35,0 432 29,0 52 39,8 455 30,8
Titoli di stato 59 273 52 243
- di cui rating investment grade 59 273 52 239
- di cui rating speculative grade - - - 4
Società finanziarie - 66 - 97
- di cui rating investment grade - 60 - 66
- di cui rating speculative grade - 6 - 31
Società non finanziarie - 93 - 115
- di cui rating investment grade - 75 - 81
- di cui rating speculative grade - 18 - 34
Immobili e partecipazioni in società immobiliari 10 6,0 345 24,0 8 5,7 396 26,9
Gestioni assicurative - - - - - - - -
Altre attività 10 5,9 151 10,0 4 3,3 96 6,5
TOTALE ATTIVITA' 168 100,0 1.479 100,0 131 100,0 1.475 100,0

La differenza tra le passività nette a benefici definiti (tab. 10.5.2) e le attività al servizio del piano (tab. 10.5.3) trova rilevazione contabile nei fondi di quiescenza aziendali.

4. Descrizione delle principali ipotesi attuariali

Ipotesi attuariali 31.12.2021 31.12.2020
Tasso
di
sconto
Tasso di
rendimento
atteso
Tasso
atteso di
incrementi
retributivi
(a)
Tasso
annuo di
inflazione
Tasso
di
sconto
Tasso di
rendimento
atteso
Tasso
atteso di
incrementi
retributivi
(a)
Tasso
annuo di
inflazione
TFR 0,4% X 2,9% 2,2% 0,0% X 2,0% 1,1%
PIANI INTERNI 1,1% 0,0% 2,9% 2,6% 1,5% 0,0% 2,7% 2,7%
PIANI ESTERNI 0,8% 2,9% 2,8% 2,1% 0,7% 2,9% 2,0% 1,0%
(a) Al netto degli sviluppi di carriera

Il tasso di sconto dei piani interni per l'esercizio 2021 è dell'1,85% per la filiale di Londra e, mediamente di circa lo 0,4% per i Fondi Italia.

Il tasso di sconto dei piani esterni per l'esercizio 2021 è del 2,75% per la filiale di New York e varia tra 0,12% e 0,74% per i Fondi Italia.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, a partire dall'esercizio 2013, utilizza prevalentemente come tasso di attualizzazione la curva dei tassi Eur Composite AA ponderata in base al rapporto tra i pagamenti e gli anticipi riferiti a ciascuna scadenza da un lato, e l'ammontare complessivo dei pagamenti e degli anticipi che devono essere sostenuti fino all'estinzione finale dell'intera obbligazione dall'altro. In particolare, nel caso di piani a benefici definiti, il tasso utilizzato corrisponde al tasso medio che riflette i parametri di mercato cui si riferisce il piano. La curva Eur Composite AA è ricavata giornalmente tramite l'information provider di Bloomberg e fa riferimento ad un paniere di titoli emessi da emittenti corporate "investment grade" compresi nella classe "AA" di rating residenti nell'area euro e appartenenti a diversi settori.

5. Informazioni su importo, tempistica e incertezza sui flussi finanziari

Analisi di sensitivity 31.12.2021
TFR PIANI INTERNI PIANI ESTERNI
+50 bps -50 bps +50 bps -50 bps +50 bps -50 bps
Tasso di attualizzazione 982 1.070 250 265 1.518 1.694
Tasso di incrementi retributivi 1.027 1.027 260 254 1.623 1.582
Tasso di inflazione 1.052 998 261 253 1.667 1.541

L'analisi di sensitivity sul tasso di rendimento atteso non viene effettuata in quanto non ha effetti sul calcolo delle passività.

L'analisi di sensitivity è stata effettuata sulle passività nette a benefici definiti di cui alla tabella 10.5.2. I dati esposti, in valore assoluto, indicano quale sarebbe l'ammontare delle passività nette a benefici definiti in presenza di una variazione di +/- 50 bps di tasso.

La duration media dell'obbligazione a benefici definiti è pari a 12,30 anni per i fondi pensione e 8,52 anni per il TFR.

Gli eventuali esborsi da effettuarsi nel prossimo esercizio (ripianamento disavanzo tecnico previsto dallo statuto del Fondo Pensione a Prestazione Definita del Gruppo Intesa Sanpaolo) saranno determinati al momento della redazione del bilancio del Fondo stesso, che avverrà nei prossimi mesi di maggio/giugno.

6. Piani relativi a più datori di lavoro

Nella Banca sono presenti piani a benefici definiti relativi a più datori di lavoro:

  • Fondo Pensioni per il Personale ex Crediop assunto sino al 30 Settembre 1989 che, in data 1° gennaio 2016, è confluito all'interno della Sezione A del Fondo Pensione Complementare per il personale del Banco di Napoli (oggi Fondo Pensione a Prestazione Definita del Gruppo Intesa Sanpaolo). Gli impegni di Crediop S.p.A. (ora Dexia- Crediop) e del Sanpaolo IMI (ora Intesa Sanpaolo S.p.A.) nei confronti del Fondo, sono regolati dall'accordo del 28/05/1999 stipulato tra le due parti e il suo trasferimento all'interno del Fondo Pensione a Prestazione Definita del Gruppo Intesa Sanpaolo non ha modificato le garanzie e gli impegni a suo tempo sottoscritti tra le due entità;
  • Fondo di quiescenza ex dipendenti Banca Ca.Ri.Ma. passati alla Se.Ri.Ma. (ora Equitalia Servizi di Riscossione S.p.A.), i cui servizi di riscossione furono trasferiti il 1° gennaio 1990 all'ex Equitalia Marche S.p.A. (attualmente Agenzia delle Entrate - Riscossione), l''accordo sindacale e le intese intercorse tra i sottoscrittori dell'operazione sancirono che l'allora controllante Ca.Ri.Ma. (poi Banca Marche S.p.A., poi Nuova Banca Marche S.p.A. e successivamente Banca Adriatica S.p.A. poi incorporata nella ex UBI Banca) continuasse ad accantonare nel proprio bilancio le riserve matematiche inerenti il personale assunto precedentemente al perfezionarsi dell'operazione;
  • Il Fondo Pensione per il Personale della ex Banca Popolare di Ancona e delle società controllate, che come precedentemente riferito, prevede una garanzia di ripianamento per le rispettive quote di aderenti da parte di Intesa Sanpaolo S.p.A. (ex UBI Banca), Credito Valtellinese ed Agenzia Entrate Riscossioni.

7. Piani a benefici definiti che condividono i rischi tra entità sotto controllo comune

Il Fondo Pensione a Prestazione Definita del Gruppo Intesa Sanpaolo e il Fondo di Previdenza della Cassa di Risparmio di Firenze sono piani a benefici definiti che condividono i rischi tra diverse Società del Gruppo. Tali Società rilasciano, per i propri dipendenti e pensionati iscritti, garanzia solidale nei confronti degli enti previdenziali in argomento.

La passività in capo ad ogni Società coobbligata viene determinata da un Attuario Indipendente attraverso il metodo della "proiezione unitaria del credito" ed è iscritta in bilancio al netto delle attività a servizio del piano. Analogamente, il current service cost, che rappresenta il valore attuale medio alla data della valutazione delle prestazioni maturate dai lavoratori in servizio nel corso dell'esercizio, viene calcolato per ogni Società dal medesimo Attuario.

Ogni Società coobbligata riporta nella presente sezione, per ogni tabella, i dati delle passività/attività complessivi dei Fondi per i quali risulta coobbligata, evidenziando in calce alle medesime tabelle, le quote di passività/attività di propria competenza.

10.6 Fondi per rischi ed oneri - altri fondi

(milioni di euro)
Voci/Componenti 31.12.2021 31.12.2020
Altri fondi
1. controversie legali e fiscali 843 646
2. oneri per il personale 2.289 2.120
oneri per iniziative di incentivazione all'esodo 1.705 1.652
premi per anzianità ai dipendenti 108 108
altri oneri diversi del personale 476 360
3. altri rischi e oneri 464 742
Totale 3.596 3.508

Gli Altri fondi sono distinti in:

  • Controversie legali e fiscali: il fondo è costituito essenzialmente per fronteggiare le previsioni di esborso sulle cause passive, sulle revocatorie fallimentari e contenziosi fiscali;
  • Oneri per il personale: il fondo include gli oneri per l'incentivazione all'esodo e per premi di anzianità del personale dipendente (determinati in base a valutazioni attuariali), nonché gli accantonamenti per bonus e altri esborsi relativi ai dipendenti; il dato dell'esercizio 2021 è principalmente ascrivibile all'accordo di incentivazione all'esodo del personale sottoscritto con le OO.SS. il 16 novembre 2021;
  • Altri rischi e oneri: si riferiscono principalmente a stanziamenti destinati a fronteggiare gli oneri connessi all'integrazione di UBI Banca e delle ex Banche Venete, gli oneri connessi alla cessione di portafogli di crediti NPL e altri oneri riferiti ad obbligazioni diverse.

SEZIONE 11 – AZIONI RIMBORSABILI – VOCE 120

11.1 Azioni rimborsabili: composizione

Fattispecie non presente per Intesa Sanpaolo.

SEZIONE 12 – PATRIMONIO DELL'IMPRESA – VOCI 110, 130, 140, 145, 150, 160, 170 E 180

12.1 "Capitale" e "Azioni proprie": composizione

Al 31 dicembre 2021, la Banca detiene in portafoglio 30.629.777 azioni proprie interamente liberate.

Per quanto riguarda le informazioni di questa sezione, si rimanda al successivo punto 12.3.
12.2 Capitale - Numero azioni: variazioni annue
Voci/Tipologie Ordinarie
A. Azioni esistenti all'inizio dell'esercizio 19.430.463.305
- interamente liberate 19.430.463.305
- non interamente liberate -
A.1 Azioni proprie (-) -42.128.001
A.2 Azioni in circolazione: esistenze iniziali 19.388.335.304
B. Aumenti 28.851.107
B.1 Nuove emissioni -
- a pagamento: -
- operazioni di aggregazioni di imprese -
- conversione di obbligazioni -
- esercizio di warrant -
- altre -
- a titolo gratuito: -
- a favore dei dipendenti -
- a favore degli amministratori -
- altre -
B.2 Vendita di azioni proprie 28.851.107
B.3 Altre variazioni -
C. Diminuzioni -17.352.883
C.1 Annullamento -
C.2 Acquisto di azioni proprie -17.352.883
C.3 Operazioni di cessione di imprese -
C.4 Altre variazioni -
D. Azioni in circolazione: rimanenze finali 19.399.833.528
D.1 Azioni proprie (+) 30.629.777
D.2 Azioni esistenti alla fine dell'esercizio 19.430.463.305
- interamente liberate 19.430.463.305
- non interamente liberate -

12.3 Capitale: altre informazioni

Al 31 dicembre 2021, il capitale sociale della Banca è pari a 10.084 milioni, suddiviso in numero 19.430.463.305 azioni ordinarie, prive di valore nominale. Ogni azione ordinaria attribuisce il diritto ad un voto nell'Assemblea. Alla data del presente documento il capitale risulta interamente versato e liberato.

Nel contesto delle scritture effettuate in base all'IFRS 3 in relazione all'operazione di aggregazione tra Banca Intesa e SANPAOLO IMI, perfezionatasi in data 1° gennaio 2007, si è generata una riserva che al 31 dicembre 2021 ammonta a 23.734 milioni, pari alla differenza del costo di acquisizione del Gruppo Sanpaolo IMI ed il valore nominale delle azioni emesse al servizio dell'operazione di scambio. Nel Bilancio 2007 essa è stata classificata tra i sovrapprezzi di emissione, in base a pareri espressi da qualificati giuristi. Si procederà a riclassificare diversamente questa riserva qualora disposizioni di Legge o delle Autorità di Vigilanza dovessero indicare una diversa soluzione.

Si evidenzia che il capitale non è stato interessato da alcuna variazione nel corso dell'esercizio 2021, ma che su di esso verrà ricostituito il vincolo di sospensione di imposta già presente sul capitale di UBI Banca S.p.A., per un importo di euro 595.600.543,95.

Per completezza si precisa che la riserva sovrapprezzo è stata oggetto di un utilizzo nel corso dell'esercizio per euro 161.272.845,43 a fronte della distribuzione di riserve deliberata dall'Assemblea del 28 aprile 2021.

La riserva sovrapprezzo è stata inoltre movimentata per un importo negativo pari a euro 1.379.548 a fronte dell'assegnazione di azioni effettuata a favore dei Key Managers e per un importo positivo pari a euro 4.629.620 a fronte delle negoziazioni di azioni proprie.

12.4 Riserve: altre informazioni

Le riserve ammontano a 8.175 milioni ed includono: la riserva legale, la riserva straordinaria, le riserve da concentrazione (L. 30 luglio 1990, art. 7, comma 3, n. 218 e L. 30 luglio 1990, art. 7, n. 218) e le altre riserve. La riserva legale, costituita a norma di legge, deve essere almeno pari ad un quinto del capitale sociale; essa è stata costituita in passato tramite accantonamenti degli utili netti annuali per almeno un ventesimo degli stessi. Nel caso in cui la riserva dovesse diminuire, occorre reintegrarla tramite la destinazione obbligatoria di un ventesimo dell'utile. Le riserve da concentrazione ex L. 30 luglio 1990 n. 218 sono state costituite in occasione di operazioni di riorganizzazione o concentrazione effettuate ai sensi della citata legge.

Le altre riserve comprendono le riserve di pertinenza delle filiali estere ed altre riserve costituite nel passato a fronte di specifiche disposizioni normative.

Le riserve da valutazione ammontano a 855 milioni ed includono le riserve delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, le riserve dei contratti derivati di copertura di flussi finanziari, le passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) e le rivalutazioni delle passività (attività) nette per piani a benefici definiti, nonché le riserve derivanti da leggi speciali di rivalutazione e dalla rivalutazione degli immobili e del patrimonio artistico.

Si evidenzia che nel corso dell'esercizio 2021, le riserve sono state oggetto delle seguenti movimentazioni:

  • − allocazione alla riserva straordinaria del residuo utile dell'esercizio 2020, pari a euro 129.802.269 come da deliberazione dell'Assemblea ordinaria del 28 aprile 2021;
  • − distribuzione parziale della riserva straordinaria per 1.932.151.500 a valere sui risultati 2020, importo al netto della quota spettante alle azioni proprie in portafoglio alla record date, pari a euro 3.122.645;
  • − imputazione alla riserva straordinaria dell'importo complessivo netto di segno positivo di euro 2.624.292.523 relativo alle differenze di fusione derivanti dall'annullamento delle azioni delle società controllate UBI Banca S.p.A., UBI Sistemi e Servizi S.c.p.A., UBI Factor S.p.A. incorporate nell'esercizio;
  • − imputazione ad altre riserve dell'importo complessivo netto di segno negativo di euro 304.780.687 a fronte delle cedole corrisposte ai sottoscrittori degli strumenti Additional Tier 1, al netto della relativa fiscalità;
  • − adeguamento delle riserve dedicate ai piani "Equity Settled Share Based Payments" (denominato "LECOIP 2.0" e indirizzato alla generalità del personale dipendente) e "Performance-based Option Plan" (denominato "POP" e riservato al Top Management, ai Risk Taker e ai Manager strategici della Banca), per un importo complessivo netto di segno positivo di euro 136.739.710;
  • − imputazione ad altre Riserve dell'importo complessivo netto di segno negativo di euro 37.663.272 a fronte della componente realizzativa dei certificates valutati in Fair Value Option;
  • − imputazione ad altre Riserve dell'importo complessivo netto di segno negativo di euro 28.905.946 a fronte dei riacquisti di strumenti di Additional Tier 1;
  • − iscrizione ad altre riserve ai sensi dell'IFRS 2 del fair value delle azioni da assegnare al Top Management nell'ambito dei piani "equity settled" loro riservati per un importo complessivo netto negativo di euro 26.655.820;
  • − giro ad altre riserve delle riserve da valutazione a fronte degli utili/perdite realizzati su Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, su Attività materiali valutate al fair value e su Piani previdenziali a benefici definiti, per un importo netto complessivo di segno positivo di euro 3.442.147;
  • − altri effetti, per un importo complessivo netto di segno positivo di euro 1.766.897.

(milioni di euro)
Importo al
31.12.2021
Quota
capitale
Quota
utili
Quota in
sospensione
d'imposta
Possibilità
di
utilizzazione
(a)
Riepilogo
utilizzi
effettuati
negli ultimi
tre esercizi
Patrimonio netto
– Capitale sociale (b) 10.084 7.560 739 1.785 - -
– Strumenti di capitale 6.260 6.292 -32 - - -
– Sovraprezzi di emissione (c) 27.445 12.097 11.679 3.669 A, B, C 161
– Riserva legale 2.065 520 1.545 - A(1), B, C(1) -
– Riserva straordinaria 6.116 62 6.054 - A, B, C 1.932
– Riserva da concentrazione (L. 30/07/1990) n. 218, art. 7 c. 3) 232 - - 232 A, B(2), C(3) -
– Riserva da concentrazione (L. 30/07/1990) n. 218, art. 7) 302 - - 302 A, B(2), C(3) -
– Altre riserve di cui:
Riserva di legge Filiali Estere 15 - 15 - A, B, C -
Riserva contribuzione piani di incentivazione Lecoip 2.0 / POP 703 690 13 - A -
Riserva per accollo liberatorio piano di incentivazione POP -236 -236 - - - -
Riserva IFRS 2 per piano incentivazione del personale 52 52 - - A -
Riserva su strumenti di capitale AT1 -1.239 - -1.239 - - -
Riserve: altre 165 - 162 3 A -
– Riserve da valutazione:
Riserva di rivalutazione (L. 2/12/1975, n. 576) 4 - - 4 A, B(2), C(3) -
Riserva di rivalutazione (L. 19/3/1983) 146 - - 146 A, B(2), C(3) -
Riserva di rivalutazione (L. 29/12/1990, n. 408) 9 - - 9 A, B(2), C(3) -
Riserva di rivalutazione (L.30/12/1991, n. 413) 380 - - 380 A, B(2), C(3) -
Riserva di rivalutazione (L. 22/11/2000, n. 342) 457 - - 457 A, B(2), C(3) -
Riserva da rivalutazione FVOCI -578 - -578 - - -
Riserva da valutazione attività materiali e immateriali 1.492 - 1.492 - (4) -
Riserva da valutazione CFH -604 - -604 - - -
Riserva da valutazione piani a benefici definiti -374 - -374 - - -
Riserva da valutazione Passività finanziarie designate al fair value con impatto a
conto economico
-77 - -77 - - -
– Azioni proprie -69 -69 - - - -
– Acconti su dividendi -1.399 - -1.399 - - -
Totale Capitale e Riserve 51.351 26.968 17.396 6.987 (5) -
Quota non distribuibile (d) 8.079 - - - - -

(a) A = per aumento di capitale; B = per copertura perdite; C = per distribuzione ai soci.

(b) L'incremento della quota in sospensione d'imposta per 596 mln, cui corrisponde un'analoga riduzione della quota utili, è imputabile al trasferimento sul Capitale Sociale del vincolo di sospensione d'imposta già presente sul Capitale di UBI Banca S.p.A..

(c) La riserva ha origine per 23.734 milioni dall'operazione di fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo IMI per effetto dell'applicazione del Principio contabile IFRS 3 relativo alle operazioni di aggregazione.

In attesa di un intervento legislativo in merito alla qualificazione della riserva iscritta in applicazione del citato principio contabile, questa è considerata indisponibile sino a concorrenza dei valori di avviamento e intangibili iscritti in bilancio. Si evidenzia, limitatamente alla quota in sospensione di imposta, che in caso di utilizzazione della riserva a copertura di perdite non si può dare luogo a distribuzione di utili fino a quando la riserva non è integrata, o ridotta in misura corrispondente. Inoltre, qualora la quota in sospensione di imposta venga distribuita ai soci, la stessa concorre a formare il reddito di impesa. La quota di utili in sospensione, pari a 3.669 milioni comprende 1.685 milioni relativi al riallineamento dei valori fiscali ai maggiori valori contabili di taluni cespiti immobiliari operato ai sensi e per gli effetti dell'art. 1, comma 948, della Legge n. 145/2018 e 1.473 milioni relativi al riallineamento dei valori fiscali del brand name e di altre attività immateriali ai maggiori valori contabili ai sensi dell'articolo 110, commi 8 e 8 bis del Decreto Legge 104/2020.

(d) La quota non distribuibile è principalmente riferibile alle riserve di rivalutazione, alle riserve da valutazione costituite in contropartita diretta della valutazione al fair value delle attività materiali, alla riserva costituita nell'ambito dei piani di incentivazione a lungo termine Lecoip 2.0/POP, a parte della riserva sovrapprezzo, alle altre riserve in sospensione di imposta, alla quota degli utili corrispondente alle plusvalenze iscritte nel conto economico dell'esercizio precedente, al netto del relativo onere fiscale, che discendono dall'applicazione del criterio del valore equo (fair value), ai sensi dell'articolo 6, 1° comma, lett. a) del Decreto Legislativo n. 38/2005 nonché alla quota della riserva legale corrispondente ad un quinto del capitale sociale ai sensi dell'articolo 2430 del cod.civile.

(1) Utilizzabile per aumento di capitale (A) e per la distribuzione ai soci (C) per la quota che supera un quinto del capitale sociale.

(2) In caso di utilizzazione della riserva a copertura di perdite non si può dare luogo a distribuzione di utili fino a quando la riserva non è integrata, o ridotta in misura corrispondente.

(3) La riserva, qualora non venga imputata al capitale, può essere ridotta soltanto con l'osservanza delle disposizioni dei commi secondo e terzo dell'articolo 2445 c.c. Qualora venga distribuita ai soci concorre a formare il reddito imponibile della società.

(4) La riserva è indisponibile ai sensi dell'articolo 6 del Decreto Legislativo n. 38/2005.

(5) Per effetto dell'applicazione dell'articolo 47, comma 1, del TUIR, nella quota utili sono comprese riserve di utili per 4.208 milioni fiscalmente qualificate come riserve di capitale.

Le riserve da valutazione sono state ricomprese nell'ambito delle riserve di utili stante che si tratta o di riserve destinate a confluire nel conto economico al momento del realizzo o estinzione delle corrispondenti attività o passività ovvero di riserve sostanzialmente assimilabili a riserve di utile.

A valere sulle riserve di patrimonio netto saranno ricostituite riserve in sospensione d'imposta, pari a 560 milioni, ai sensi dell'articolo 172, comma 5 del TUIR, in misura corrispondente a quelle presenti tra le riserve di patrimonio netto delle incorporate UBI Banca S.p.A. e UBI Sistemi e Servizi S.c.p.A..

La proposta di destinazione degli utili dell'esercizio 2021 è riportata nello specifico separato capitolo del presente Bilancio.

12.5 Strumenti di capitale: composizioni e variazioni annue

Nel corso del 2021 Intesa Sanpaolo ha rimborsato anticipatamente lo strumento di capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1) emesso nel 2016 per nominali 1,25 miliardi di euro.

Nell'ambito dell'incorporazione di UBI Banca S.p.A., è stato inoltre acquisito uno strumento di capitale aggiuntivo da nominali 400 milioni di euro che presenta caratteristiche in linea con la normativa "CRD IV". Tale titolo si è aggiunto ai quattro strumenti di capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1) emessi nel 2020 di nominali 750 milioni di euro ciascuno. Si ricorda infine che nel 2017 erano stati emessi due titoli rispettivamente per 1,25 miliardi di euro e 750 milioni di euro, destinati ai mercati internazionali e che nel 2015 era stato emesso un titolo per U.S.\$ 1 miliardo destinato al mercato americano e canadese. Anche questi titoli presentano caratteristiche in linea con la normativa "CRD IV".

Per completezza si segnala che talune delle predette emissioni di Strumenti di capitale – Additional Ter 1 – sono state oggetto di riacquisti nell'ambito dell'operatività della Banca sul mercato secondario di tali strumenti.

12.6 Altre informazioni

Ai sensi dell'art. 2433-bis, comma 4 del Codice Civile, Intesa Sanpaolo ha distribuito un acconto dividendi sull'esercizio 2021 ad ognuna delle n. 19.430.463.305 azioni ordinarie che costituiscono il capitale sociale. L'importo complessivamente erogato è stato pari a 1.398.728.259,60 euro91 , corrispondente ad un importo unitario di 7,21 centesimi di euro per ciascuna azione ordinaria. Il relativo pagamento è avvenuto il 24 novembre 2021 (con stacco cedola il 22 novembre e record date il 23 novembre).

ALTRE INFORMAZIONI

1. Impegni e garanzie finanziarie rilasciate (diversi da quelli designati al fair value)

(milioni di euro)
Valore nominale su impegni e garanzie finanziarie
rilasciate
31.12.2021 31.12.2020
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisiti/e o
originati/e
1. Impegni a erogare fondi 284.787 16.428 905 6 302.126 258.282
a) Banche Centrali 1.216 18 - - 1.234 1.280
b) Amministrazioni pubbliche 9.235 992 44 - 10.271 7.304
c) Banche 75.271 1.027 23 - 76.321 71.058
d) Altre società finanziarie 65.944 3.533 41 - 69.518 57.687
e) Società non finanziarie 125.133 10.169 760 6 136.068 114.974
f) Famiglie 7.988 689 37 - 8.714 5.979
2. Garanzie finanziarie rilasciate 52.139 4.155 505 - 56.799 72.046
a) Banche Centrali - - - - - -
b) Amministrazioni pubbliche 330 22 - - 352 411
c) Banche 12.558 83 1 - 12.642 33.918
d) Altre società finanziarie 2.589 337 3 - 2.929 5.447
e) Società non finanziarie 36.397 3.679 495 - 40.571 32.015
f) Famiglie 265 34 6 - 305 255

Tra gli "impegni a erogare fondi" figurano gli impegni che possono dar luogo a rischi di credito soggetti alle regole di determinazione della perdita attesa secondo quanto previsto dall'IFRS 9, inclusi i margini revocabili disponibili su linee di credito concesse alla clientela e alle banche (per un importo complessivo pari a 222.052 milioni nel 2021).

2. Altri impegni e altre garanzie rilasciate

Fattispecie non presente per Intesa Sanpaolo.

91 Non ricomprende l'acconto dividendo sulle n. 30.626.140 azioni proprie detenute in portafoglio alla record date, pari ad euro 2.208.144,69.

3. Attività costituite a garanzia di proprie passività e impegni

(milioni di euro)
Portafogli 31.12.2021 31.12.2020
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 9.266 1.550
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 20.803 4.596
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 191.633 169.354
4. Attività materiali - -
di cui: attività materiali che costituiscono rimanenze - -

4. Gestione e intermediazione per conto terzi

2. altri titoli
c) titoli di terzi depositati presso terzi
d) titoli di proprietà depositati presso terzi
4. Altre operazioni
-
-
-
572.649
20.655
551.994
564.561
161.794
540.443
1. titoli emessi dalla banca che redige il bilancio
b) titoli di terzi in deposito (escluse gestioni di portafogli): altri
2. altri titoli
1. titoli emessi dalla banca che redige il bilancio
a) titoli di terzi in deposito: connessi con lo svolgimento di banca depositaria (escluse le gestioni di portafoglio)
3. Custodia e amministrazione di titoli
b) collettive -
a) individuali -
2. Gestioni individuali di portafogli
2. non regolate -
1. regolate 338.350
b) Vendite 338.350
2. non regolati -
1. regolati 327.395
a) Acquisti 327.395
1. Esecuzione di ordini per conto della clientela
(milioni di euro)
Tipologia servizi
31.12.2021

La sottovoce 4. "Altre operazioni" è relativa alle attività di ricezione e raccolta ordini e di collocamento.

Precisazione circa le clausole contrattuali dei debiti finanziari

Si rinvia all'informativa presente nell'analoga sezione della Nota Integrativa consolidata.

5. Attività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi-quadro di compensazione o ad accordi similari

(milioni di euro)
Forme tecniche Ammontare
Ammontare
Ammontare
Ammontari correlati
lordo delle
delle
netto delle
non oggetto di
attività
passività
attività
compensazione in
finanziare
finanziarie
finanziarie
Bilancio
(a)
compensato
riportato in
Strumenti
Depositi di
in bilancio
bilancio
finanziari
contante
(b)
(c=a-b)
(d)
ricevuti in
garanzia (e)
Ammontare
netto
Ammontare netto
31.12.2021 31.12.2020
(f=c-d-e)
1. Derivati 59.874 -41.083 18.791 15.295 2.834 662 1.553
2. Pronti contro termine 31.284 - 31.284 30.897 125 262 126
3. Prestito titoli - - - - - - -
4. Altre - - - - - - -
TOTALE
31.12.2021
91.158 -41.083 50.075 46.192 2.959 924 X
TOTALE
31.12.2020
104.515 -54.645 49.870 44.241 3.950 X 1.679

6. Passività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi-quadro di compensazione o ad accordi similari

(milioni di euro)
Forme tecniche Ammontare
lordo delle
passività
Ammontare
delle attività
finanziarie
compensato
Ammontare
netto delle
passività
finanziarie
Ammontari correlati non
oggetto di compensazione
in bilancio
Ammontare
netto
Ammontare
netto
finanziarie 31.12.2021 31.12.2020
(a)
in bilancio (b)
riportato in
bilancio (c=a
b)
Strumenti
finanziari (d)
Depositi di
contante
posti a
garanzia (e)
(f=c-d-e)
1. Derivati 67.876 41.083 26.793 14.707 11.557 529 1.972
2. Pronti contro termine 16.526 - 16.526 16.345 98 83 51
3. Prestito titoli - - - - - - -
4. Altre - - - - - - -
TOTALE 31.12.2021 84.402 41.083 43.319 31.052 11.655 612 X
TOTALE 31.12.2020 101.660 54.645 47.015 27.963 17.029 X 2.023

Il principio IFRS 7, modificato nel corso del 2013, richiede di fornire specifica informativa circa gli strumenti finanziari che sono stati compensati nello Stato Patrimoniale ai sensi dello IAS 32 o che sono potenzialmente compensabili, al ricorrere di determinate condizioni, ma vengono esposti nello Stato Patrimoniale senza effettuare compensazioni in quanto regolati da "accordi quadro di compensazione o similari" che non rispettano tutti i criteri stabiliti dallo IAS 32, paragrafo 42.

Al riguardo, si segnala che Intesa Sanpaolo ha in essere accordi che soddisfano i requisiti previsti dallo IAS 32, paragrafo 42 per la compensazione in bilancio.

Per quanto riguarda gli strumenti potenzialmente compensabili, al ricorrere di taluni eventi, e da esporre nelle tabelle 5 e 6, si segnala che Intesa Sanpaolo utilizza accordi bilaterali di netting che consentono, nel caso di default della controparte, la compensazione delle posizioni creditorie e debitorie relative a derivati finanziari e creditizi, nonché delle operazioni di tipo SFT (Securities Financing Transactions). In particolare, sono presenti accordi tipo ISDA (per operazioni in derivati), GMRA (per pronti contro termine) e GMSLA (per prestito titoli).

Con riferimento alle operazioni di prestito titoli, nelle tabelle 5 e 6 occorre riportare esclusivamente le operazioni che prevedono il versamento di garanzia in denaro che rientra nella piena disponibilità del prestatore, in quanto si tratta dell'unica tipologia di operazioni che trova rappresentazione nello Stato Patrimoniale. Intesa Sanpaolo non ha in essere al 31 dicembre 2021 operazioni della specie.

Ai fini della compilazione delle tabelle e in linea con quanto previsto dall'IFRS 7 e dalle nuove disposizioni che regolano i l bilancio delle banche, si segnala che:

  • − gli effetti della potenziale compensazione dei controvalori di bilancio delle attività e passività finanziarie sono indicati in corrispondenza della colonna (d) "Strumenti finanziari", unitamente al fair value delle garanzie reali finanziarie rappresentate da titoli;
  • − gli effetti della potenziale compensazione dell'esposizione con le relative garanzie in contanti figurano in corrispondenza della colonna (e) "Depositi in contante posti a garanzia";
  • − le operazioni di pronti contro termine sono rappresentate nelle tabelle secondo il criterio di valutazione del costo ammortizzato, mentre le relative garanzie reali finanziarie sono riportate al loro fair value;
  • − le operazioni in derivati sono rappresentate al fair value.

Tali effetti sono computati per ogni singola controparte assistita da un accordo quadro di netting nei limiti dell'esposizione indicata nella colonna (c).

In base alle modalità di compilazione sopra descritte, gli accordi di netting tra gli strumenti finanziari e le relative garanzie consentono di ridurre in modo significativo l'esposizione creditoria/debitoria verso la controparte, come indicato in corrispondenza della colonna (f) "Ammontare netto".

7. Operazioni di prestito titoli

Si segnala il servizio bancario accessorio di prestito titoli offerto da Intesa Sanpaolo alla clientela (persone fisiche, persone giuridiche ed enti commerciali). Il contratto prevede il trasferimento della proprietà esclusivamente di titoli di debito di Stato e titoli di capitale con l'obbligo per Intesa Sanpaolo di restituirli, a fronte di un corrispettivo a titolo di remunerazione per la disponibilità degli stessi. L'operatività non ha finalità speculative.

Al 31 dicembre 2021, il collateral dell'operatività è pari a 57 milioni.

8. Informativa sulle attività a controllo congiunto

Intesa Sanpaolo non presenta attività a controllo congiunto.

Parte C – Informazioni sul conto economico

SEZIONE 1 – GLI INTERESSI - VOCI 10 E 20

1.1 Interessi attivi e proventi assimilati: composizione

(milioni di euro)
Voci/Forme tecniche Titoli di
debito
Finanziamenti Altre
operazioni
2021 2020
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico:
22 26 - 48 74
1.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione 5 1 - 6 29
1.2 Attività finanziarie designate al fair value - - - - 2
1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 17 25 - 42 43
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
329 11 X 340 414
3. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: 535 6.881 X 7.416 6.963
3.1 Crediti verso banche 16 164 X 180 229
3.2 Crediti verso clientela 519 6.717 X 7.236 6.734
4. Derivati di copertura X X -1.017 -1.017 -942
5. Altre attività X X 27 27 8
6. Passività finanziarie X X X 1.445 748
Totale 886 6.918 -990 8.259 7.265
di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired 2 520 - 522 635
di cui: interessi attivi su leasing finanziario X 187 X 187 210

Gli interessi attivi includono anche quelli su titoli utilizzati in operazioni pronti contro termine.

Gli interessi attivi su attività finanziarie impaired sono per la quasi totalità riferibili a crediti verso clientela e includono anche gli interessi dovuti al trascorrere del tempo, pari a 239 milioni (c.d. time value).

Nella voce "Derivati di copertura" figurano i differenziali relativi ai derivati di copertura che correggono gli interessi attivi rilevati sugli strumenti finanziari coperti.

Nella voce "Passività finanziarie" sono inclusi gli interessi su operazioni di raccolta con tassi negativi. In tale ambito, sono stati rilevati interessi attivi su operazioni di finanziamento TLTRO per complessivi 1.162 milioni nell'esercizio 2021. Tale importo si riferisce agli interessi maturati sulle operazioni TLTRO III. Come meglio rappresentato nella Parte A Politiche Contabili della presente Nota Integrativa al paragrafo "Operazioni di finanziamento TLTRO III", gli interessi sono stati rilevati nel presupposto del conseguimento dei benchmark previsti, attendibilmente stimati sulla base di report previsionali sull'andamento degli impieghi monitorati a date predefinite e approvati da adeguato livello del management. Si evidenzia che tali benchmark – riferiti in particolare alle consistenze in essere al 31 marzo 2021 e al 31 dicembre 2021 - sono stati effettivamente raggiunti. Si evidenzia infine che nella voce "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato", sottovoce "Crediti verso banche", sono ricompresi gli interessi sui crediti a vista verso banche e banche centrali classificati nello Stato Patrimoniale alla voce "Cassa e disponibilità liquide".

1.2 Interessi attivi e proventi assimilati: altre informazioni

1.2.1 Interessi attivi su attività finanziarie in valuta

Al 31 dicembre 2021 gli interessi attivi su attività finanziarie in valuta ammontano a 434 milioni.

1.3 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione

(milioni di euro)
Voci/Forme tecniche Debiti Titoli Altre
operazioni
2021 2020
1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 398 1.466 X 1.864 2.004
1.1 Debiti verso banche centrali 8 X X 8 33
1.2 Debiti verso banche 258 X X 258 307
1.3 Debiti verso clientela 132 X X 132 166
1.4 Titoli in circolazione X 1.466 X 1.466 1.498
2. Passività finanziarie di negoziazione 80 - - 80 4
3. Passività finanziarie designate al fair value - - - - -
4. Altre passività e fondi X X 35 35 28
5. Derivati di copertura X X -464 -464 -377
6. Attività finanziarie X X X 807 379
Totale 478 1.466 -429 2.322 2.038
di cui: interessi passivi relativi ai debiti per leasing 18 X X 18 16

Nelle voci "Debiti verso banche" e "Debiti verso clientela" sono inclusi anche gli interessi su operazioni pronti contro termine anche se effettuate a fronte di titoli iscritti nell'attivo.

Si segnala che nella voce "Derivati di copertura" figurano i differenziali relativi ai derivati di copertura che correggono gli interessi passivi rilevati sugli strumenti finanziari coperti.

Nella voce "Attività finanziarie" sono inclusi gli interessi su operazioni di impiego con tassi negativi.

1.4 Interessi passivi e oneri assimilati: altre informazioni

1.4.1 Interessi passivi su passività in valuta

Al 31 dicembre 2021 gli interessi passivi su passività finanziarie in valuta ammontano a 163 milioni.

1.5 Differenziali relativi alle operazioni di copertura

(milioni di euro)
Voci 2021 2020
A. Differenziali positivi relativi a operazioni di copertura 2.536 2.301
B. Differenziali negativi relativi a operazioni di copertura -3.089 -2.866
C. Saldo (A-B) -553 -565

2.1 Commissioni attive: composizione

(milioni di euro)
Tipologia servizi/Valori 2021 2020
a) Strumenti finanziari 1.590 1.250
1. Collocamento titoli 1.410 1.080
1.1 Con assunzione a fermo e/o sulla base di un impegno irrevocabile 19 5
1.2 Senza impegno irrevocabile 1.391 1.075
2. Attività di ricezione e trasmissione di ordini e esecuzione di ordini per conto dei clienti 179 169
2.1 Ricezione e trasmissione di ordini di uno o più strumenti finanziari 67 54
2.2 Esecuzione di ordini per conto dei clienti 112 115
3. Altre commissioni connesse con attività legate a strumenti finanziari 1 1
di cui: negoziazione per conto proprio 1 1
di cui: gestione di portafogli individuali - -
b) Corporate Finance 2 1
1. Consulenza in materia di fusioni e acquisizioni 2 1
2. Servizi di tesoreria - -
3. Altre commissioni connesse con servizi di corporate finance - -
c) Attività di consulenza in materia di investimenti 106 57
d) Compensazione e regolamento - -
e) Custodia e amministrazione 71 58
1. Banca depositaria 12 10
2. Altre commissioni legate all'attività di custodia e amministrazione 59 48
f) Servizi amministrativi centrali per gestioni di portafogli collettive - -
g) Attività fiduciaria - -
h) Servizi di pagamento 2.396 1.853
1. Conti correnti 1.313 1.045
2. Carte di credito 396 287
3. Carte di debito ed altre carte di pagamento 171 119
4. Bonifici e altri ordini di pagamento 243 186
5. Altre commissioni legate ai servizi di pagamento 273 216
i) Distribuzione di servizi di terzi 1.060 943
1. Gestioni di portafogli collettive - -
2. Prodotti assicurativi 885 799
3. Altri prodotti 175 144
di cui: gestioni di portafogli individuali 122 112
j) Finanza strutturata 69 41
k) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
l) Impegni a erogare fondi - -
m) Garanzie finanziarie rilasciate 371 319
di cui: derivati su crediti 1 -
n) Operazioni di finanziamento 784 611
di cui: per operazioni di factoring 83 69
o) Negoziazione di valute 14 8
p) Merci
q) Altre commissioni attive
-
139
-
102
di cui: per attività di gestione di sistemi multilaterali di scambio - -
di cui: per attività di gestione di sistemi organizzati di negoziazione - -
Totale 6.602 5.243

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della Circolare n. 262 della Banca d'Italia che ha previsto la rappresentazione delle commissioni attive secondo un diverso schema di dettaglio.

Come richiesto dall'IFRS 15, paragrafo 116 b), si segnala che le commissioni comprendono i ricavi rilevati nel corso dell'esercizio inclusi nel saldo di apertura delle passività derivanti da contratti con clienti. In linea con il paragrafo 116 c) dell'IFRS 15, sono inclusi ricavi derivanti da "performance obligation" adempiute negli anni precedenti per un ammontare pari a 22 milioni.

2.2 Commissioni attive: canali distributivi dei prodotti e servizi

(milioni di euro)
Canali/Valori 2021 2020
a) Presso propri sportelli: 2.443 2.000
1. gestioni di portafogli - -
2. collocamento di titoli 1.393 1.060
3. servizi e prodotti di terzi 1.050 940
b) Offerta fuori sede: 25 7
1. gestioni di portafogli - -
2. collocamento di titoli 15 4
3. servizi e prodotti di terzi 10 3
c) Altri canali distributivi: 2 1
1. gestioni di portafogli - -
2. collocamento di titoli 2 1
3. servizi e prodotti di terzi - -

2.3 Commissioni passive: composizione

(milioni di euro)
Tipologia di servizi/valori 2021 2020
a) Strumenti finanziari 99 206
di cui: negoziazione di strumenti finanziari 55 56
di cui: collocamento di strumenti finanziari 44 150
di cui: gestione di portafogli individuali - -
- Proprie - -
- Delegate a terzi - -
b) Compensazione e regolamento 19 9
c) Custodia e amministrazione 57 38
d) Servizi di incasso e pagamento 371 279
di cui: carte di credito, carte di debito e altre carte di pagamento 274 194
e) Attività di servicing per operazioni di cartolarizzazione - -
f) Impegni a ricevere fondi - -
g) Garanzie finanziarie ricevute 212 176
di cui: derivati su crediti 20 13
h) Offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi 20 7
i) Negoziazione di valute 4 3
j) Altre commissioni passive 147 130
Totale 929 848

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della Circolare n. 262 della Banca d'Italia che ha previsto la rappresentazione delle commissioni passive secondo un diverso schema di dettaglio.

Come richiesto dall'IFRS 15, paragrafo 116 b), si segnala che le commissioni includono i ricavi rilevati nel corso dell'esercizio inclusi nel saldo di apertura delle passività derivanti da contratti con clienti per un ammontare pari a 65 milioni.

In linea con il paragrafo 116 c) dell'IFRS 15, sono inclusi ricavi derivanti da "performance obligation" adempiute negli anni precedenti per un ammontare pari a 8 milioni.

SEZIONE 3 – DIVIDENDI E PROVENTI SIMILI - VOCE 70

3.1 Dividendi e proventi simili: composizione

(milioni di euro)
Voci/Proventi 2021 2020
Dividendi Proventi
simili
Dividendi Proventi
simili
A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 27 - 23 -
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 5 73 2 22
C. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 42 - 34 4
D. Partecipazioni 2.307 - 2.451 -
Totale 2.381 73 2.510 26

La sottovoce B. è relativa per 5 milioni a dividendi su azioni e per 73 milioni a proventi su quote di fondi chiusi, classificati tra le "Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value".

La sottovoce "D. Partecipazioni" comprende i dividendi distribuiti dalle società controllate e collegate:

  • Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. per 851 milioni;
  • Eurizon Capital SGR S.p.A. per 572 milioni;
  • Intesa Sanpaolo Vita S.p.A. per 550 milioni;
  • Intesa Sanpaolo Holding International S.A. per 260 milioni;
  • Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. per 27 milioni;
  • Intesa Sanpaolo Bank Albania Sh.A. per 14 milioni;
  • Intrum Italy S.p.A. per 11 milioni;
  • Prestitalia S.p.A. per 7 milioni;
  • altre partecipate per 15 milioni.

SEZIONE 4 – IL RISULTATO NETTO DELL'ATTIVITÀ DI NEGOZIAZIONE - VOCE 80

4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze Utili da
negoziazione
Minusvalenze Perdite da
negoziazione
Risultato
netto
1. Attività finanziarie di negoziazione 88 890 -342 -906 -270
1.1 Titoli di debito 35 699 -329 -858 -453
1.2 Titoli di capitale 52 188 -6 -45 189
1.3 Quote di O.I.C.R. 1 3 -7 -3 -6
1.4 Finanziamenti - - - - -
1.5 Altre - - - - -
2. Passività finanziarie di negoziazione 412 7 -91 -108 220
2.1 Titoli di debito - - - - -
2.2 Debiti 382 - -8 - 374
2.3 Altre 30 7 -83 -108 -154
3. Attività e passività finanziarie: differenze di cambio X X X X 21
4. Strumenti derivati 37.831 38.792 -38.004 -38.184 471
4.1 Derivati finanziari: 36.395 37.757 -36.562 -37.101 525
- Su titoli di debito e tassi di interesse 33.842 31.165 -32.877 -31.844 286
- Su titoli di capitale e indici azionari 1.626 4.509 -2.541 -3.403 191
- Su valute e oro X X X X 36
- Altri 927 2.083 -1.144 -1.854 12
4.2 Derivati su crediti 1.436 1.035 -1.442 -1.083 -54
di cui: coperture naturali connesse con la fair value option X X X X -
Totale 38.331 39.689 -38.437 -39.198 442

Gli utili e le perdite delle "Attività finanziarie di negoziazione" sono esposti per singola operazione di compravendita, conformemente alle modalità di rilevazione contabile in uso presso la Banca, e includono il risultato sia delle posizioni lunghe sia delle posizioni corte.

Nella colonna "Risultato netto" sono inclusi gli utili, perdite, plusvalenze e minusvalenze da operazioni su valute e da derivati su valute e oro.

SEZIONE 5 – IL RISULTATO NETTO DELL'ATTIVITÀ DI COPERTURA - VOCE 90

5.1 Risultato netto dell'attività di copertura: composizione

(milioni di euro)
Componenti reddituali/Valori 2021 2020
A. Proventi relativi a:
A.1 Derivati di copertura del fair value 6.406 5.762
A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) 141 4.658
A.3 Passività finanziarie coperte (fair value) 1.851 523
A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
A.5 Attività e passività in valuta - -
Totale proventi dell'attività di copertura (A) 8.398 10.943
B. Oneri relativi a:
B.1 Derivati di copertura del fair value -3.657 -8.054
B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) -4.609 -1.604
B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) -93 -1.249
B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari - -
B.5 Attività e passività in valuta - -
Totale oneri dell'attività di copertura (B) -8.359 -10.907
C. Risultato netto dell'attività di copertura (A - B) 39 36
di cui: risultato delle coperture su posizioni nette - -

Intesa Sanpaolo si avvale della facoltà, prevista in sede di introduzione dell'IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS 39 in tema di "hedge accounting" (nella versione "Carve-out" omologata dalla Commissione Europea) per ogni tipologia di copertura (sia per le coperture specifiche che per le macro-coperture). Per questa ragione, nella tabella "5.1 Risultato netto dell'attività di copertura: composizione", non è valorizzata la riga "di cui: risultato delle coperture su posizioni nette" prevista per i soggetti che applicano il principio contabile IFRS 9 anche per le coperture.

SEZIONE 6 – UTILI (PERDITE) DA CESSIONE/RIACQUISTO - VOCE 100

6.1 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione

(milioni di euro)
Voci/Componenti reddituali 2021 2020
Utili Perdite Risultato
netto
Utili Perdite Risultato
netto
A. Attività finanziarie
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 442 -281 161 118 -318 -200
1.1 Crediti verso banche - - - - - -
1.2 Crediti verso clientela 442 -281 161 118 -318 -200
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
639 -63 576 1.355 -573 782
2.1 Titoli di debito 639 -63 576 1.355 -573 782
2.2 Finanziamenti - - - - - -
Totale attività (A) 1.081 -344 737 1.473 -891 582
B. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato
1. Debiti verso banche 1 -3 -2 41 -14 27
2. Debiti verso clientela 6 -3 3 4 -2 2
3. Titoli in circolazione 19 -74 -55 214 -263 -49
Totale passività (B) 26 -80 -54 259 -279 -20

Il Risultato netto delle Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato della sottovoce 1.2 attiene principalmente alla cessione sul mercato di titoli di debito governativi nonché di un portafoglio di crediti deteriorati ad un veicolo SPV costituito ai sensi della legge n. 130/99 con ottenimento della garanzia statale "GACS".

Il Risultato netto delle Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva della sottovoce 2.1 attiene agli utili e perdite derivanti principalmente dalla cessione di titoli di debito governativi.

Gli utili e le perdite delle Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva rappresentate da titoli di debito sono esposti per singola operazione di compravendita, conformemente alle modalità di rilevazione contabile in uso presso la Banca.

SEZIONE 7 – IL RISULTATO NETTO DELLE ALTRE ATTIVITÀ' E PASSIVITÀ' FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO A CONTO ECONOMICO- VOCE 110

7.1 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle attività e delle passività finanziarie designate al fair value

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze Utili da
realizzo
Minusvalenze Perdite da
realizzo
Risultato
netto
1. Attività finanziarie - - - - -
1.1 Titoli di debito - - - - -
1.2 Finanziamenti - - - - -
2. Passività finanziarie 82 15 -81 -41 -25
2.1 Titoli in circolazione 82 15 -81 -41 -25
2.2 Debiti verso banche - - - - -
2.3 Debiti verso clientela - - - - -
3. Attività e passività finanziarie in valuta: differenze di
cambio X X X X -30
Totale 82 15 -81 -41 -55

Per quanto attiene alle modalità di misurazione del rischio di controparte, si rinvia a quanto descritto nella Parte A della presente Nota Integrativa, sezione A.4 - Informativa sul fair value.

7.2 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value

Operazioni/Componenti reddituali Plusvalenze Utili da
realizzo
Minusvalenze Perdite
da
realizzo
(milioni di euro)
Risultato
netto
1. Attività finanziarie 234 41 -116 -100 59
1.1 Titoli di debito 1 3 -32 -91 -119
1.2 Titoli di capitale 36 7 -17 -1 25
1.3 Quote di O.I.C.R. 186 10 -43 -2 151
1.4 Finanziamenti 11 21 -24 -6 2
2. Attività finanziarie in valuta: differenze di cambio X X X X 31
Totale 234 41 -116 -100 90

Le perdite da realizzo della sottovoce 1.1 Titoli di debito si riferiscono in massima parte alla cessione (salvo una quota pari al 5% per assolvere agli obblighi regolamentari di retention) delle notes mezzanine e junior emesse da Penelope SPV - veicolo costituito ai sensi della legge 130/99 - e sottoscritte dalla Banca nell'ambito di un'operazione di cartolarizzazione di crediti deteriorati originati dal Gruppo per cui si era già proceduto alla derecognition contabile alla fine dell'esercizio 2018.

Le plusvalenze della sottovoce 1.3 Quote di OICR sono da attribuire alle valutazioni prevalentemente dei fondi di private equity ed in misura minore dei fondi immobiliari e degli hedge fund.

SEZIONE 8 – RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE NETTE PER RISCHIO DI CREDITO – VOCE 130

8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti
reddituali
RETTIFICHE DI VALORE RIPRESE DI VALORE 2020
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo stadio Impaired acquisite
o originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
Write-off Altre Write-off Altre originate
A. Crediti verso banche -2 -2 - - - - 14 6 2 - 18 40
- Finanziamenti -2 - - - - - 12 6 2 - 18 41
- Titoli di debito - -2 - - - - 2 - - - - -1
B. Crediti verso clientela -30 -214 -119 -3.647 - -6 142 449 867 2 -2.556 -3.409
- Finanziamenti -24 -198 -119 -3.646 - -6 97 446 866 2 -2.582 -3.410
- Titoli di debito -6 -16 - -1 - - 45 3 1 - 26 1
Totale -32 -216 -119 -3.647 - -6 156 455 869 2 -2.538 -3.369
misure di sostegno COVID-19: composizione 8.1a Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo a finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di
(milioni di euro)
Operazioni/Componenti reddituali Rettifiche di valore nette 2020
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo stadio Impaired acquisite o
originate
Write-off Altre Write-off Altre
1. Finanziamenti oggetto di concessione conforme
con le GL
3 -13 - -2 - - -12 -257
2. Finanziamenti oggetto di misure di moratoria in
essere non più conformi alle GL e non valutate
come oggetto di concessione
4 10 - -3 - - 11 -
3. Finanziamenti oggetto di altre misure di
concessione
- -88 - -57 - - -145 -1
4. Nuovi finanziamenti -12 -26 - -56 - - -94 -45
Totale
2021
-5 -117 - -118 - - -240 -
Totale
2020
-30 -233 - -40 - - - -303

Le rettifiche di valore su posizioni oggetto di misure di concessione sono prevalentemente determinate dall'applicazione delle metodologie valutative conseguenti al COVID-19, delineate nella Parte A – Sezione 4 Altri Aspetti della presente Nota Integrativa e descritte più in dettaglio nella Parte E – Sezione 1 Rischi di credito della Nota Integrativa consolidata.

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni contenute nella Comunicazione di Banca d'Italia del 21 dicembre 2021 – Aggiornamento delle integrazioni alle disposizioni della Circolare n. 262 "Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione" aventi ad oggetto gli impatti del COVID-19 e delle misure a sostegno dell'economia.

Nella riga "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" sono riportate le informazioni relative alle attività finanziarie oggetto di moratoria che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID-19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modifiche e integrazioni.

Nella riga Finanziamenti "oggetto di misure di moratoria in essere non più conformi alle GL e non valutate come oggetto di concessione" sono riportate le informazioni relative ai finanziamenti oggetto di moratoria in essere, valutati come conformi alle EBA/GL/2020/02 alla data di concessione della misura e non più conformi alla data di riferimento del bilancio, che non sono stati classificati come "esposizioni oggetto di concessione" (come definite dalle vigenti segnalazioni di vigilanza) a seguito della valutazione effettuata al verificarsi dell'evento che ha generato la non conformità alle EBA/GL/2020/02.

Nella riga "nuovi finanziamenti" sono riportate le informazioni relative alle esposizioni a cui è stata concessa nuova liquidità con il supporto di garanzie pubbliche e conseguentemente le rettifiche di valore beneficiano di tali garanzie.

(milioni di euro)
Operazioni/Componenti
reddituali
RETTIFICHE DI VALORE RIPRESE DI VALORE 2021 2020
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo stadio Impaired acquisite
o originate
Primo
Secondo
stadio
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
Write-off Altre Write-off Altre originate
A. Titoli di debito -16 -7 - - - - 7 1 - - -15 -2
B. Finanziamenti -5 -1 - - - - 5 - - - -1 -6
- Verso clientela -5 -1 - - - - 5 - - - -1 -6
- Verso banche - - - - - - - - - - - -
Totale -21 -8 - - - - 12 1 - - -16 -8

8.2 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

8.2a Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo a finanziamenti valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva oggetto di misure di sostegno COVID-19: composizione

L'informativa non è riportata in quanto la Banca non ha assunto nell'esercizio 2021 misure di sostegno COVID-19 per la presente fattispecie.

SEZIONE 9 – UTILI/PERDITE DA MODIFICHE CONTRATTUALI SENZA CANCELLAZIONI – VOCE 140

9.1 Utili (perdite) da modifiche contrattuali: composizione

Nell'ambito degli utili (perdite) da modifiche contrattuali senza cancellazioni sono state rilevate perdite per 23 milioni.

SEZIONE 10 - LE SPESE AMMINISTRATIVE - VOCE 160

10.1 Spese per il personale: composizione

(milioni di euro)
Tipologia di spese 2021 2020
1) Personale dipendente 5.867 5.541
a) salari e stipendi 3.792 3.037
b) oneri sociali 1.021 823
c) indennità di fine rapporto 36 31
d) spese previdenziali - -
e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale 7 7
f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili: 6 7
- a contribuzione definita - -
- a benefici definiti 6 7
g) versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: 332 270
- a contribuzione definita 332 270
- a benefici definiti - -
h) costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali 197 176
i) altri benefici a favore dei dipendenti 476 1.190
2) Altro personale in attività 8 5
3) Amministratori e sindaci 8 7
4) Personale collocato a riposo - -
5) Recuperi di spese per dipendenti distaccati presso altre aziende -79 -48
6) Rimborsi di spese per dipendenti di terzi distaccati presso la società 18 16
Totale 5.822 5.521

Gli "altri benefici a favore dei dipendenti" attengono per 301 milioni all'accordo di incentivazione all'esodo del personale sottoscritto con le OO.SS. il 16 novembre 2021.

L'importo dell'accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale determinato in base all'art. 2120 del C.C. ammonta a 39 milioni.

10.2 Numero medio dei dipendenti per categoria

2021 2020
Personale dipendente 63.718 54.293
a) dirigenti 1.055 816
b) quadri direttivi 27.461 23.259
c) restante personale dipendente 35.202 30.218
Altro personale 23 25
TOTALE 63.741 54.318

La variazione del numero medio dei dipendenti è la risultante dell'aumento conseguente all'integrazione di UBI Banca, e di talune sue controllate, e della riduzione attribuibile al ridimensionamento degli organici avvenuto nell'anno.

10.3 Fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti: costi e ricavi

(milioni di euro)
2021 2020
TFR Piani
interni
Piani
esterni
TFR Piani
interni
Piani
esterni
Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro -7 -2 -3 -2 -2 -3
Interessi passivi - -3 -2 -5 -3 -11
Interessi attivi - 2 2 - 3 9
Rimborso da terzi - - - - - -
Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro
passate - - - - - -
Riduzione del fondo X - - X - -
Estinzione del fondo X - - X - -

Nella presente tabella sono illustrate le componenti economiche relative al "Fondo di Trattamento di fine rapporto" – voce 90 del passivo dello Stato Patrimoniale e ai "Fondi per rischi ed oneri – quiescenza ed obblighi simili" – voce 100b del passivo dello Stato Patrimoniale.

10.4 Altri benefici a favore di dipendenti

Gli altri benefici a favore di dipendenti al 31 dicembre 2021 assommano a 476 milioni, di cui 301 milioni relativi all'accordo di incentivazione all'esodo del personale sottoscritto con le OO.SS. lo scorso 16 novembre 2021. L'importo residuo attiene essenzialmente a contributi per assistenza malattia, contributo mensa inclusi i buoni pasto, nonché a stanziamenti a fronte dei premi di anzianità.

10.5 Altre spese amministrative: composizione

(milioni di euro)
Tipologia di spesa/valori 2021 2020
Spese di manutenzione servizi informatici e apparecchiature elettroniche 619 600
Spese telefoniche, teletrasmissioni e trasmissione dati 44 33
Spese per servizi informatici 663 633
Canoni passivi per locazione immobili e spese condominiali 29 24
Spese di vigilanza 30 23
Spese per pulizia locali 42 33
Spese per manutenzione immobili, mobili e impianti 72 58
Spese energetiche 90 75
Spese diverse immobiliari 11 7
Spese di gestione immobili 274 220
Spese per stampati, cancelleria, materiali di consumo e pubblicazioni 22 36
Spese per trasporti ed altri servizi collegati (incluso conta valori) 68 58
Spese per visure ed informazioni 173 150
Spese postali e telegrafiche 39 33
Spese generali di funzionamento 302 277
Spese per consulenze professionali 111 140
Spese legali e giudiziarie 131 127
Premi di assicurazione banche e clientela 52 33
Spese legali e professionali 294 300
Spese pubblicitarie e promozionali 117 103
Servizi resi da terzi 309 309
Costi indiretti del personale 32 28
Rimborso costi a società del Gruppo 20 16
Altre spese 111 87
Contributi a fondi di risoluzione e schemi di garanzia dei depositi 654 515
Imposte indirette e tasse 774 608
Recuperi spese diverse -33 -44
Totale 3.517 3.052

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della Circolare n. 262 della Banca d'Italia che ha previsto la rappresentazione in voce specifica della contribuzione a fondi di risoluzione e schemi di garanzia dei depositi, in precedenza rappresentati nella voce "Altre spese".

Con riferimento alla sottovoce "Canoni passivi per locazione immobili e spese condominiali", l'importo è relativo ai contratti con durata complessiva inferiore o uguale ai 12 mesi e ai contratti con valore del bene sottostante, quando nuovo, inferiore o uguale a 5.000 euro ("low value"). In questi casi, come consentito dall'IFRS 16, i canoni relativi a tali leasing sono rilevati come costo con un criterio a quote costanti per la durata del contratto.

Si evidenzia che tra le "Altre spese amministrative" figurano costi connessi alla pandemia COVID-19 per 34 milioni, principalmente dovuti a maggiori costi informatici legati alla remotizzazione delle attività necessarie a seguito del protrarsi dell'emergenza sanitaria, all'acquisto di DPI e polizze sanitarie per coperture in ambito COVID-19, a maggiori costi legati alla sanificazione dei locali e spese in ambito sociale a supporto delle comunità locali.

SEZIONE 11 - ACCANTONAMENTI NETTI AI FONDI PER RISCHI E ONERI - VOCE 170

11.1 Accantonamenti netti per rischio di credito relativi a impegni ad erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: composizione

Voci Accantonamenti Riattribuzioni (milioni di euro)
Accantonamenti
netti
Stage 1 -7 20 13
Stage 2 -7 48 41
Stage 3 -30 118 88
Totale -44 186 142

11.2 Accantonamenti netti relativi ad impegni e ad altre garanzie rilasciate: composizione

La fattispecie non risulta presente.

11.3 Accantonamenti netti agli altri fondi per rischi e oneri: composizione

(milioni di euro)
Accantonamenti Riattribuzioni Accantonamenti
netti
Accantonamenti netti ai fondi oneri per controversie legali e fiscali -188 20 -168
Accantonamenti netti ai fondi oneri diversi per il personale - - -
Accantonamenti netti ai fondi rischi e oneri diversi -176 221 45
Totale -364 241 -123

La voce "Accantonamenti netti agli altri fondi per rischi ed oneri", il cui saldo è pari a 123 milioni, accoglie gli stanziamenti dell'esercizio a fronte di controversie legali e altri rischi ed oneri, al netto delle riattribuzioni.

In particolare, nella sottovoce "Accantonamenti netti ai fondi oneri per controversie legali e fiscali" figurano gli stanziamenti per cause passive, incluse le revocatorie fallimentari e altri contenziosi, al netto dei rilasci dell'esercizio.

La sottovoce "Accantonamenti netti ai fondi rischi e oneri diversi", nelle riattribuzioni, include principalmente il rilascio di alcuni stanziamenti perfezionati in relazione all'integrazione di UBI Banca.

SEZIONE 12 – RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE NETTE SU ATTIVITÀ MATERIALI - VOCE 180

(milioni di euro)
Attività/Componenti reddituali Ammortamento Rettifiche di valore
per deterioramento
Riprese di valore Risultato netto
A. Attività materiali
A.1 Ad uso funzionale -474 -2 - -476
- Di proprietà -297 -2 - -299
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing -177 - - -177
A.2 Detenute a scopo di investimento - - - -
- Di proprietà - - - -
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - -
A.3 Rimanenze X -1 - -1
B. Attività possedute per la vendita X - - -
Totale -474 -3 - -477

12.1 Rettifiche di valore nette su attività materiali: composizione

L'ammortamento dei diritti d'uso acquisiti con il leasing è connesso all'applicazione del principio contabile IFRS 16, entrato in vigore a partire dal 1° gennaio 2019. Al riguardo si precisa che al 31 dicembre 2021, dall'analisi dei fattori sia interni che esterni alla Società, non sono emerse indicazioni di impairment del c.d. "Right of Use - RoU". Si rinvia a quanto descritto nella Parte A – Politiche Contabili.

Le "Rettifiche di valore per deterioramento" sulle Rimanenze attengono alla svalutazione di taluni immobili reimpossessati.

SEZIONE 13 – RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE NETTE SU ATTIVITÀ IMMATERIALI - VOCE 190

13.1 Rettifiche di valore nette di attività immateriali: composizione

(milioni di euro)
Attività/Componenti reddituali Ammortamento Rettifiche di valore
per deterioramento
Riprese di valore Risultato netto
A. Attività immateriali
di cui: software -655 -40 - -695
A.1 Di proprietà -685 -41 - -726
- Generate internamente dall'azienda -606 -39 - -645
- Altre -79 -2 - -81
A.2 Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - -
B. Attività possedute per la vendita X - - -
Totale -685 -41 - -726

Per la descrizione delle modalità di effettuazione degli impairment test sui valori intangibili e delle relative rettifiche di valore iscritte a conto economico si rimanda a quanto esposto nella Parte B – Sezione 9 - Attività immateriali della presente Nota Integrativa.

SEZIONE 14 – GLI ALTRI ONERI E PROVENTI DI GESTIONE - VOCE 200

14.1 Altri oneri di gestione: composizione

(milioni di euro)
Tipologia di spesa/Valori
Altri oneri per operazioni di credito al consumo e leasing 15
Transazioni per cause passive 6
Ammortamento delle spese per migliorie su beni di terzi 32
Altri oneri 284
Totale
2021
337
Totale
2020
226

La voce "Altri oneri" include perdite e minusvalenze su metalli preziosi e oro per 118 milioni.

14.2 Altri proventi di gestione: composizione

(milioni di euro)
Componenti reddituali/Valori
Recupero costi di assicurazione 10
Recupero spese diverse 16
Fitti attivi ed altri proventi da gestione immobiliare 40
Attività di credito al consumo e leasing 40
Recuperi per servizi resi a terzi 218
Recupero imposte e tasse 619
Altri proventi 255
Totale
2021
1.198
Totale
2020
846

La voce "Altri proventi" include utili e plusvalenze su metalli preziosi e oro per 121 milioni.

Come richiesto dal paragrafo 116 c) dell'IFRS 15, sono inclusi ricavi derivanti da "performance obligation" adempiute negli anni precedenti per un ammontare pari a 21 milioni.

SEZIONE 15 – UTILI (PERDITE) DELLE PARTECIPAZIONI - VOCE 220

15.1 Utili (Perdite) delle partecipazioni: composizione

(milioni di euro)
Componente reddituale/Valori 2021 2020
A. Proventi 76 78
1. Rivalutazioni - -
2. Utili da cessione 76 78
3. Riprese di valore - -
4. Altri proventi - -
B. Oneri -293 -232
1. Svalutazioni - -
2. Rettifiche di valore da deterioramento -290 -232
3. Perdite da cessione -3 -
4. Altri oneri - -
Risultato netto -217 -154

La sottovoce A.2. "Utili da cessione" si riferisce al risultato del conferimento di Intesa Sanpaolo Forvalue S.p.A. per 53 milioni e all'utile per 23 milioni determinatosi in sede di riclassifica di Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. dal portafoglio delle partecipazioni ad influenza notevole alle interessenze Fair Value Through Other Comprehensive Income.

La sottovoce B.2. "Rettifiche di valore da deterioramento" riguarda la svalutazione delle interessenze detenute in Intesa Sanpaolo Provis S.p.A. per 172 milioni, Qingdao Yicai Fund Distribution Co. Ltd per 25 milioni, FI.NAV Comparto A - Crediti per 23 milioni, Back2Bonis per 17 milioni, Risanamento S.p.A. per 15 milioni, Immobiliare Novoli S.p.A. per 9 milioni, RSCT Fund Comparto Crediti per 8 milioni, Vesta OML Limited per 7 milioni, Cassa di Risparmio di Fermo S.p.A. per 6 milioni, ed altre minori per 8 milioni.

La sottovoce B.3. "Perdite da cessione" si riferisce principalmente alla partecipazione Experientia Global S.A. per 3 milioni.

SEZIONE 16 – RISULTATO NETTO DELLA VALUTAZIONE AL FAIR VALUE DELLE ATTIVITÀ MATERIALI E IMMATERIALI - VOCE 230

16.1 Risultato netto della valutazione al fair value (o al valore rivalutato) o al valore di presumibile realizzo delle attività materiali e immateriali: composizione

(milioni di euro)
Attività/Componenti reddituale Rivalutazioni Svalutazioni Differenze cambio
Positive Negative netto
A. Attività materiali 5 -25 - - -20
A.1 Ad uso funzionale: - -10 - - -10
- Di proprietà - -10 - - -10
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - - -
A.2 Detenute a scopo di investimento: 5 -15 - - -10
- Di proprietà 5 -15 - - -10
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - - -
A.3 Rimanenze - - - - -
B. Attività immateriali - - - - -
B.1 Di proprietà: - - - - -
B.1.1 Generate internamente dall'azienda - - - - -
B.1.2 Altre - - - - -
B.2 Diritti d'uso acquisiti con il leasing - - - - -
Totale 5 -25 - - -20

SEZIONE 17 – RETTIFICHE DI VALORE DELL'AVVIAMENTO - VOCE 240

17.1 Rettifiche di valore dell'avviamento: composizione

Nel corso dell'esercizio non sono state effettuate rettifiche di valore sull'avviamento.

Al 31 dicembre 2020 l'impairment test effettuato aveva portato alla svalutazione integrale dell'avviamento allocato alla Divisione "Banca dei Territori" per l'importo di 1.155 milioni.

Per la descrizione delle modalità di effettuazione dell'impairment test sugli avviamenti si rimanda a quanto esposto nella Parte B Attivo – Sezione 9 - Attività immateriali.

SEZIONE 18 – UTILI (PERDITE) DA CESSIONE DI INVESTIMENTI - VOCE 250

18.1 Utili (Perdite) da cessione di investimenti: composizione

(milioni di euro)
Componente reddituale/Valori 2021 2020
A. Immobili - -
- Utili da cessione 1 -
- Perdite da cessione -1 -
B. Altre attività 89 29
- Utili da cessione 99 30
- Perdite da cessione -10 -1
Risultato netto 89 29

L'utile da cessione di cui alla sottovoce B. Altre attività è riferibile principalmente all'operazione di cessione a favore di Nexi del ramo aziendale avente ad oggetto l'attività di acquiring.

SEZIONE 19 - LE IMPOSTE SUL REDDITO DELL'ESERCIZIO DELL'OPERATIVITÀ CORRENTE - VOCE 270

19.1 Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente: composizione

(milioni di euro)
Componenti reddituali/Valori 2021 2020
1. Imposte correnti (-) 302 361
2. Variazioni delle imposte correnti dei precedenti esercizi (+/-) 18 40
3. Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio (+) 110 110
3. bis Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio per crediti d'imposta di cui alla Legge
n.214/2011 (+)
1.242 -
4. Variazione delle imposte anticipate (+/-) -2.138 70
5. Variazione delle imposte differite (+/-) 538 58
6. Imposte di competenza dell'esercizio (-) (-1+/-2+3+3bis+/-4+/-5) 72 639

A seguito della cessione a titolo oneroso di crediti deteriorati, si è proceduto alla conversione in crediti d'imposta delle imposte anticipate su perdite fiscali IRES riportabili, ai sensi dell'art. 19, c. 1 del D.L. 25 maggio 2021, n. 73 (c.d. "Decreto Sostegni bis") che ha riproposto anche per il periodo 2021 l'agevolazione prevista dall'art. 44-bis, D.L. n. 34/2019 (c.d. Decreto Crescita 2019). Tale effetto trova rilevazione per 110 milioni nella voce "Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio" con corrispondente decremento della voce "Variazione delle imposte anticipate".

La riduzione delle imposte correnti dell'esercizio, valorizzata per 1.242 milioni, evidenzia, così come richiesto dalla Lettera "Roneata" di Banca d'Italia del 7 agosto 2012, la trasformazione in crediti verso l'Erario delle imposte differite attive di cui alla legge n. 214/2011 per effetto sia della perdita di bilancio della incorporata UBI Banca sia della perdita fiscale di Intesa Sanpaolo e della stessa UBI Banca in relazione all'esercizio 2020. Tale effetto è interamente compensato dal corrispondente decremento della voce "Variazione delle imposte anticipate" con conseguente impatto nullo sul Conto Economico.

19.2 Riconciliazione tra onere fiscale teorico e onere fiscale effettivo di bilancio

Utile imponibile teorico 2.876 68
Utile (perdita) delle attività operative cessate al lordo delle imposte - 1.154
Utile (perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 2.876 -1.086
2021 2020
(milioni di euro)
Imposte (a) Incidenza % su utile
imponibile teorico
Imposte sul reddito - onere (provento) fiscale teorico (b) 951 33,1
Variazioni in aumento delle imposte 181 6,3
Altri costi indeducibili (minusvalenze su partecipazioni, sopravvenienze, multe, IMU) 128 4,5
Altre 53 1,8
Variazioni in diminuzione delle imposte -1.204 -41,9
Minore base imponibile IRAP -33 -1,1
Plusvalenze non tassate su partecipazioni -65 -2,3
Quota esente dividendi -606 -21,1
Effetto netto del riallineamento del "brand name" e altre attività immateriali -453 -15,8
Altre -47 -1,6
Totale variazioni delle imposte -1.023 -35,6
Onere (provento) fiscale effettivo di bilancio -72 -2,5
di cui: - onere (provento) fiscale effettivo sull'operatività corrente -72 -2,5
- onere (provento) fiscale effettivo sulle attività operative
cessate
- -

(a) L'onere fiscale è indicato con segno positivo e il provento fiscale con segno negativo.

(b) Comprende l'aliquota IRES ordinaria 24%, l'addizionale IRES 3,5% e l'aliquota media ponderata IRAP 5,56%.

SEZIONE 20 – UTILE (PERDITA) DELLE ATTIVITÀ OPERATIVE CESSATE AL NETTO DELLE IMPOSTE - VOCE 290

20.1 Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte: composizione

(milioni di euro)
Componenti reddituali/Valori 2021 2020
1. Proventi - 180
2. Oneri - -126
3. Risultato delle valutazioni del gruppo di attività e delle passività associate - -
4. Utili (perdite) da realizzo - 1.100
5. Imposte e tasse - -28
Utile (perdita) - 1.126

La voce non risulta avvalorata al 31 dicembre 2021. Nel periodo a confronto, l'Utile delle attività operative cessate rappresentava l'apporto del ramo aziendale avente ad oggetto l'attività di acquiring svolta dalla Banca che era stata ceduta a NEXI S.p.A. a giugno 2020 nell'ambito del relativo accordo sui sistemi di pagamento. La cessione aveva consentito di realizzare una plusvalenza pari a 1.100 milioni, esposta nella sottovoce 4. Utili (perdite) da realizzo.

20.2 Dettaglio delle imposte su reddito relative alle attività operative cessate

(milioni di euro)
Voci 2021 2020
1. Fiscalità corrente (-) - -28
2. Variazione delle imposte anticipate (+/-) - 1
3. Variazione delle imposte differite (-/+) - -1
4. Imposte sul reddito di esercizio (-1+/-2+/-3) - -28

SEZIONE 21 – ALTRE INFORMAZIONI

Non si segnalano ulteriori informazioni oltre a quelle già fornite nelle precedenti sezioni.

SEZIONE 22 – UTILE PER AZIONE

Si rinvia all'esposizione presente nell'analoga sezione di Nota Integrativa consolidata.

Parte D – Redditività complessiva

PROSPETTO ANALITICO DELLA REDDITIVITA' COMPLESSIVA 2021 (milioni di euro)
2020
10 Utile (Perdita) d'esercizio 2.948 679
Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico -21 -360
20 Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: -30 -290
a) variazione di fair value -34 -256
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto 4 -34
Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito
30 creditizio):
a) variazione del fair value
22
22
-137
-137
b) trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto - -
40 Coperture di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva: - -
a) variazione di fair value (strumento coperto) - -
b) variazione di fair value (strumento di copertura) - -
50 Attività materiali -14 10
60 Attività immateriali - -
70
80
Piani a benefici definiti
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione
-5
-
8
-
90 Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - -
100 Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico 6 49
Altre componenti reddituali con rigiro a conto economico -326 147
110 Copertura di investimenti esteri: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
120 Differenze di cambio: - -
a) variazione di valore - -
b) rigiro a conto economico
c) altre variazioni
-
-
-
-
130 Copertura dei flussi finanziari:
a) variazioni di fair value
275
488
86
313
b) rigiro a conto economico -213 -227
c) altre variazioni - -
di cui: risultato delle posizioni nette - -
140 Strumenti di copertura (elementi non designati): - -
a) variazione di valore - -
b) rigiro a conto economico - -
c) altre variazioni - -
150 Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva:
-761 133
a) variazioni di fair value -148 402
b) rigiro a conto economico -561 -273
- rettifiche per rischio di credito 15 6
- utili/perdite da realizzo -576 -279
c) altre variazioni -52 4
160 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: - -
a) variazioni di fair value
b) rigiro a conto economico
-
-
-
-
c) altre variazioni - -
170 Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto: - -
a) variazioni di fair value - -
b) rigiro a conto economico - -
- rettifiche da deterioramento - -
- utili/perdite da realizzo - -
c) altre variazioni - -
180 Imposte sul reddito relative alle altre componenti reddituali con rigiro a conto economico 160 -72
190 Totale altre componenti reddituali -347 -213
200 Redditività complessiva (Voce 10+190) 2.601 466

Parte E Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura

PREMESSA

Nella presente parte della Nota Integrativa vengono fornite le informazioni di natura quantitativa sui rischi riferite alla Capogruppo Intesa Sanpaolo. Per le informazioni di carattere qualitativo sulle modalità di gestione e monitoraggio dei rischi, sull'organizzazione del governo dei rischi della Banca, sui relativi processi e funzioni chiave, sulla cultura del rischio nella Banca e sulle modalità attraverso cui ne viene garantita la diffusione, sui principali rischi derivanti dal modello di business della Banca, sul risk appetite e sulle modalità con cui detti rischi vengono gestiti, sull'uso di stress test nell'ambito delle strategie di governo del rischio si rinvia all'esposizione presente nella Parte E della Nota Integrativa consolidata.

Di conseguenza, si fa rinvio alla Parte E della Nota Integrativa consolidata anche per quanto riguarda la descrizione degli impatti della pandemia COVID-19 su ciascuna tipologia di rischio.

L'informativa qualitativa e quantitativa è esposta secondo l'ordine stabilito dalla Circolare n. 262 della Banca d'Italia, che disciplina in modo puntuale – oltre che la forma delle esposizioni tabellari – anche la sequenza dei diversi argomenti, ad eccezione della sezione relativa ai rischi di mercato in relazione all'applicazione dei modelli interni.

SEZIONE 1 – RISCHIO DI CREDITO

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Le informazioni di natura qualitativa sulla qualità del credito di Intesa Sanpaolo sono illustrate nella Parte E della Nota Integrativa consolidata.

In questa sede ci si limita a richiamare che il Piano d'Impresa 2018-2021 contemplava – tra le altre – l'ambizione di eccellere nella qualità degli attivi, nel cui ambito la gestione efficace dei Crediti deteriorati è tra le prime priorità. In particolare, si sottolinea che, nel corso dell'esercizio, sono state finalizzate le operazioni straordinarie di de-risking già pianificate a fine 2020 volte a ridurre i crediti deteriorati del Gruppo. Nel corso del 2021 sono stati inoltre identificati per Capogruppo altri portafogli e single name, classificati a sofferenza o inadempienza probabile, destinati alla cessione per un gross book value complessivo di 4,0 miliardi che sono già stati classificati tra le attività in via di dismissione nel Bilancio 2021. Inoltre, per il 2022 è stato fissato l'obiettivo di ulteriori cessioni di crediti deteriorati per un gross book value di 4,7 miliardi nell'ambito di due portafogli di complessivi 6,6 miliardi. Tali portafogli sono stati contabilizzati sulla base di quanto previsto dal principio IFRS 9 fattorizzando uno scenario probabilistico di vendita secondo prezzi di mercato, considerando il citato obiettivo di cessione di 4,7 miliardi in termini di GBV.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

A. QUALITÀ DEL CREDITO

Ai fini dell'informativa di natura quantitativa sulla qualità del credito, con il termine "esposizioni creditizie" si intendono esclusi i titoli di capitale e le quote di OICR.

Con il termine "esposizioni creditizie per cassa" si intendono tutte le attività finanziarie per cassa vantate verso banche o clientela, qualunque sia il loro portafoglio di allocazione contabile (valutate al fair value con impatto a conto economico, valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, valutate al costo ammortizzato, attività finanziarie in via di dismissione). I crediti a vista verso banche e Banche Centrali, pur rientrando nella definizione di esposizioni creditizie per cassa, sono convenzionalmente esclusi dalle tabelle della Sezione 1, salvo i casi espressamente previsti dalla Circolare n. 262 della Banca d'Italia, in cui gli stessi vanno considerati.

Con il termine "esposizioni creditizie fuori bilancio" si intendono tutte le operazioni finanziarie diverse da quelle per cassa (garanzie finanziarie rilasciate, impegni revocabili e irrevocabili, derivati, ecc.) che comportano l'assunzione di un rischio creditizio, qualunque sia la finalità di tali operazioni (negoziazione, copertura, ecc.). Tra le esposizioni creditizie fuori bilancio, è altresì incluso il rischio di controparte connesso alle eventuali operazioni di prestito titoli. Così come viene riportato se del caso il rischio di controparte connesso alle esposizioni relative a operazioni pronti contro termine passive, di concessione o assunzione di merci in prestito, nonché con i finanziamenti con margini rientranti nella nozione di "Operazioni SFT" (Securities Financing Transactions) definita nella normativa prudenziale.

Le esposizioni creditizie deteriorate (per cassa e fuori bilancio) non includono le attività finanziarie detenute per la negoziazione e i derivati di copertura, che sono pertanto, convenzionalmente, rilevati tra le esposizioni creditizie non deteriorate.

A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica, distribuzione economica

A.1.1 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio)

(milioni di euro)
Portafogli/qualità Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
scadute
deteriorate
Esposizioni
scadute
non
deteriorate
Altre
esposizioni
non
deteriorate
TOTALE
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 1.948 4.045 526 4.805 588.152 599.476
2. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
- - - 238 48.775 49.013
3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - 1 1
4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate
al fair value
3 85 1 44 983 1.116
5. Attività finanziarie in corso di dismissione 395 772 - - - 1.167
Totale 31.12.2021
2.346
4.902 527 5.087 637.911 650.773
Totale 31.12.2020
3.710
5.899 385 1.979 497.584 509.557

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della Circolare n. 262 della Banca d'Italia che ha previsto la rappresentazione dei crediti a vista verso banche alla voce "Cassa e disponibilità liquide" e non più alla voce "Attività Finanziarie valutate al costo ammortizzato" tra i "Crediti verso banche".

A.1.2 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)

(milioni di euro)
Portafogli/qualità ATTIVITA' DETERIORATE ATTIVITA' NON DETERIORATE TOTALE
(esposizione
Esposizione
lorda
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Write-off
parziali
complessivi
Esposizione
lorda
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
netta)
1. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
14.021 -7.502 6.519 6.367 594.982 -2.025 592.957 599.476
2. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
35 -35 - - 49.046 -33 49.013 49.013
3. Attività finanziarie designate al fair value - - - - X X 1 1
4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
105 -16 89 - X X 1.027 1.116
5. Attività finanziarie in corso di dismissione 4.036 -2.869 1.167 668 - - - 1.167
Totale
31.12.2021
18.197 -10.422 7.775 7.035 644.028 -2.058 642.998 650.773
Totale
31.12.2020
21.197 -11.203 9.994 8.022 500.387 -2.039 499.563 509.557
(milioni di euro)
Portafogli/qualità ATTIVITÀ DI EVIDENTE SCARSA QUALITÀ
CREDITIZIA
ALTRE ATTIVITÀ
Minusvalenze
cumulate
Esposizione netta Esposizione netta
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione -26 21 46.972
2. Derivati di copertura - - 1.566
Totale
31.12.2021
-26 21 48.538
Totale
31.12.2020
-44 33 54.011

Nella tabella sopra esposta si è provveduto a fornire i dati di raffronto dell'esercizio 2020 in conformità alle nuove disposizioni del 7° aggiornamento della Circolare n. 262 della Banca d'Italia che ha previsto la rappresentazione dei crediti a vista verso banche alla voce "Cassa e disponibilità liquide" e non più alla voce "Attività Finanziarie valutate al costo ammortizzato" tra i "Crediti verso banche".

A.1.3 Distribuzione delle attività finanziarie per fasce di scaduto (valori di bilancio)

(milioni di euro)
Portafogli/stadi di rischio
PRIMO STADIO
SECONDO STADIO TERZO STADIO IMPAIRED ACQUISITE O
ORIGINATE
Da 1
giorno a
30 giorni
Da oltre
30 giorni
fino a 90
giorni
Oltre 90
giorni
Da 1
giorno a
30 giorni
Da oltre
30 giorni
fino a 90
giorni
Oltre 90
giorni
Da 1
giorno a
30 giorni
Da oltre
30 giorni
fino a 90
giorni
Oltre 90
giorni
Da 1
giorno a
30 giorni
Da oltre
30 giorni
fino a 90
giorni
Oltre 90
giorni
1. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
1.396 194 137 2.428 475 169 214 171 4.272 3 6 213
2. Attività finanziarie valutate al fair
value con impatto sulla redditività
complessiva
238 - - - - - - - - - - -
3. Attività finanziarie in corso di
dismissione
- - - - - - 50 9 894 - - 24
Totale
31.12.2021
1.634 194 137 2.428 475 169 264 180 5.166 3 6 237
Totale
31.12.2020
502 271 153 294 446 313 383 192 7.280 - 1 227
A.1.4 Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: dinamica delle rettifiche di valore
complessive e degli accantonamenti complessivi
(milioni di euro)
Causali/stadi di
rischio
RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE
Attività rientranti nel primo stadio Attività rientranti nel secondo stadio
Crediti
verso
banche
e
Banche
Centrali
a vista
Attività
finanziarie
valutate al
costo
ammortizzato
Attività
finanziarie
valutate al
fair value
con impatto
sulla
redditività
complessiva
Attività
finanziarie
in corso di
dismissione
di cui:
svalutazioni
individuali
di cui:
svalutazioni
collettive
Crediti
verso
banche
e
Banche
Centrali
a vista
Attività
finanziarie
valutate al
costo
ammortizzato
Attività
finanziarie
valutate al
fair value
con impatto
sulla
redditività
complessiva
Attività
finanziarie
in corso di
dismissione
di cui:
svalutazioni
individuali
di cui:
svalutazioni
collettive
Rettifiche
complessive iniziali
1 507 13 2 523 - 1 1.497 13 5 1.516 -
Variazioni in
aumento da attività
finanziarie acquisite
o originate
- 284 16 - 300 - - 14 - - 14 -
Cancellazioni diverse
dai write-off
- -101 -7 -41 -149 - - -136 -5 -84 -225 -
Rettifiche/riprese di
valore nette per
rischio di credito
-1 -305 -4 - -310 - -1 -128 7 - -122 -
Modifiche contrattuali
senza cancellazioni
- 33 4 - 37 - - -14 -3 - -17 -
Cambiamenti della
metodologia di stima
- - - - - - - - - - - -
Write-off non rilevati
direttamente a conto
economico
- - - - - - - - - - - -
Altre variazioni - 102 - 39 141 - - 270 -1 79 348 -
Rettifiche
complessive finali
- 520 22 - 542 - - 1.503 11 - 1.514 -
Recuperi da incasso
su attività finanziarie
oggetto di write-off
- - - - - - - - - - - -
Write-off rilevati
direttamente a conto
economico
- - - - - - - - - - - -
Causali/stadi di rischio RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE
Attività rientranti nel terzo stadio Attività finanziarie impaired acquisite o originate
Crediti
verso
banche
e
Banche
Centrali
a vista
Attività
finanziarie
valutate al
costo
ammortizzato
Attività
finanziarie
valutate al
fair value
con impatto
sulla
redditività
complessiva
Attività
finanziarie
in corso di
dismissione
di cui:
svalutazioni
individuali
di cui:
svalutazioni
collettive
Attività
finanziarie
valutate al
costo
ammortizzato
Attività
finanziarie
valutate al
fair value
con impatto
sulla
redditività
complessiva
Attività
finanziarie
in corso di
dismissione
di cui:
svalutazioni
individuali
di cui:
svalutazioni
collettive
Rettifiche complessive
iniziali
- 8.906 38 2.059 11.003 - 173 - - 173 -
Variazioni in aumento da
attività finanziarie acquisite o
originate
- - - - - - X X X X X
Cancellazioni diverse dai
write-off
- -3.225 -4 -2.096 -5.325 - - - -551 -551 -
Rettifiche/riprese di valore
nette per rischio di credito
- 2.668 - - 2.668 - 4 - - 4 -
Modifiche contrattuali senza
cancellazioni
- 56 - - 56 - - - - - -
Cambiamenti della
metodologia di stima
- - - - - - - - - - -
Write-off non rilevati
direttamente a conto
economico
- -1.056 - -35 -1.091 - -37 - -4 -41 -
Altre variazioni - -10 1 2.915 2.906 - 25 - 581 606 -
Rettifiche complessive finali - 7.339 35 2.843 10.217 - 165 - 26 191 -
Recuperi da incasso su attività
finanziarie oggetto di write-off
- 53 - - 53 - - - - - -
Write-off rilevati direttamente a
conto economico
- -119 - - -119 - - - - - -

A.1.4 Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: dinamica delle rettifiche di valore complessive e degli accantonamenti complessivi – segue -

(milioni di euro)
Causali/stadi di rischio Primo stadio ACCANTONAMENTI COMPLESSIVI SU IMPEGNI A EROGARE
FONDI E GARANZIE FINANZIARIE RILASCIATE
Secondo
stadio
Terzo stadio TOTALE
originati/e
Rettifiche complessive iniziali 94 118 192 - 13.619
Variazioni in aumento da attività finanziarie acquisite o originate 6 - - - 320
Cancellazioni diverse dai write-off -6 -16 -8 - -6.280
Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito -15 -31 -89 - 2.105
Modifiche contrattuali senza cancellazioni - - - - 76
Cambiamenti della metodologia di stima - - - - -
Write-off non rilevati direttamente a conto economico - - - - -1.132
Altre variazioni 18 20 84 - 4.123
Rettifiche complessive finali 97 91 179 - 12.831
Recuperi da incasso su attività finanziarie oggetto di write-off - - - - 53
Write-off rilevati direttamente a conto economico - - - - -119

Intesa Sanpaolo non si avvale del metodo semplificato per la valutazione del fondo a copertura perdite in relazione ai crediti commerciali, alle attività derivanti da contratto e ai crediti impliciti nei contratti di leasing (metodo previsto dall'IFRS 9 paragrafo 5.5.15).

A.1.5 Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: trasferimenti tra diversi stadi di rischio di credito (valori lordi e nominali)

(milioni di euro)
Portafogli/stadi di rischio VALORI LORDI/VALORE NOMINALE
stadio Trasferimenti tra primo
stadio e secondo
stadio Trasferimenti tra
secondo stadio e terzo
Trasferimenti tra primo
stadio e terzo stadio
Da primo a
secondo
stadio
Da
secondo
stadio a
primo
stadio
Da
secondo
stadio a
terzo
stadio
Da terzo
stadio a
secondo
stadio
Da primo
stadio a
terzo
stadio
Da terzo
stadio a
primo
stadio
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 31.764 19.782 1.000 327 1.308 109
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
26 284 - - - -
3. Attività finanziarie in corso di dismissione 66 135 59 3 46 1
4. Impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate 12.859 14.243 85 25 172 22
Totale 31.12.2021 44.715 34.444 1.144 355 1.526 132
Totale
31.12.2020
63.053 10.518 1.064 306 1.234 94

A.1.5a Finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19: trasferimenti tra i diversi stadi di rischio di credito (valori lordi)

(milioni di euro)
Portafogli/stadi di rischio VALORI LORDI/VALORE NOMINALE
Trasferimenti tra primo
stadio e secondo stadio
stadio e terzo stadio Trasferimenti tra secondo Trasferimenti tra primo
stadio e terzo stadio
Da primo a
secondo
stadio
Da secondo
stadio a
primo stadio
Da secondo
stadio a terzo
stadio
Da terzo
stadio a
secondo
stadio
Da primo
stadio a terzo
stadio
Da terzo
stadio a
primo stadio
A. Finanziamenti valutati al costo ammortizzato 7.691 900 204 13 536 11
A.1 oggetto di concessione conforme con le GL 656 4 4 3 2 -
A.2 oggetto di misure di moratoria in essere non più
conformi alle GL e non valutate come oggetto di
concessione
1.791 44 8 1 16 -
A.3 oggetto di altre misure di concessione 515 2 128 6 392 -
A.4 nuovi finanziamenti 4.729 850 64 3 126 11
B. Finanziamenti valutati al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
- - - - - -
B.1 oggetto di concessione conforme con le GL - - - - - -
B.2 oggetto di misure di moratoria in essere non più
conformi alle GL e non valutate come oggetto di
concessione
- - - - - -
B.3 oggetto di altre misure di concessione - - - - - -
B.4 nuovi finanziamenti - - - - - -
Totale
31.12.2021
7.691 900 204 13 536 11
Totale
31.12.2020
7.558 720 100 105 137 31

Nella riga "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" sono riportate le informazioni relative alle attività finanziarie oggetto di moratoria che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID-19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modifiche e integrazioni.

A.1.6 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche: valori lordi e netti

Tipologie esposizioni/valori Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e accantonamenti complessivi Esposizione
Netta
(milioni di euro)
Write-off
parziali
complessivi
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
A. ESPOSIZIONI CREDITIZIE
PER CASSA
A.1 A VISTA 5.314 5.265 49 - - - - - - - 5.314 -
a) Deteriorate - X - - - - X - - - - -
b) Non deteriorate 5.314 5.265 49 X - - - - X - 5.314 -
A.2 ALTRE 164.868 163.164 403 70 - -35 -11 -7 -17 - 164.833 4
a) Sofferenze 4 X - 4 - -4 X - -4 - - 4
- di cui: esposizioni
oggetto di concessioni
- X - - - - X - - - - -
b) Inadempienze probabili 66 X - 66 - -13 X - -13 - 53 -
- di cui: esposizioni
oggetto di concessioni
66 X - 66 - -13 X - -13 - 53 -
c) Esposizioni scadute
deteriorate
- X - - - - X - - - - -
- di cui: esposizioni
oggetto di concessioni
- X - - - - X - - - - -
d) Esposizioni scadute non
deteriorate
859 831 28 X - -1 - - X - 858 -
- di cui: esposizioni
oggetto di concessioni
- - - X - - - - X - - -
e) Altre esposizioni non
deteriorate
163.939 162.333 375 X - -17 -11 -7 X - 163.922 -
- di cui: esposizioni
oggetto di concessioni
9 - 9 X - - - - X - 9 -
TOTALE (A) 170.182 168.429 452 70 - -35 -11 -7 -17 - 170.147 4
B. ESPOSIZIONI CREDITIZIE
FUORI BILANCIO
a) Deteriorate 24 X - 24 - - X - - - 24 -
b) Non deteriorate 117.482 89.045 1.128 X - -4 -3 - X - 117.478 -
TOTALE (B) 117.506 89.045 1.128 24 - -4 -3 - - - 117.502 -
TOTALE (A+B) 287.688 257.474 1.580 94 - -39 -14 -7 -17 - 287.649 4
Tipologie esposizioni/valori Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e accantonamenti
complessivi
Esposizione
Netta
(milioni di euro)
Write-off
parziali
complessivi
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
A. ESPOSIZIONI CREDITIZIE
PER CASSA
a) Sofferenze 8.344 X - 8.048 291 -5.998 X - -5.858 -137 2.346 6.400
- di cui: esposizioni
oggetto di concessioni
1.718 X - 1.664 50 -1.202 X - -1.169 -31 516 434
b) Inadempienze probabili 9.152 X - 8.882 171 -4.303 X - -4.238 -51 4.849 627
- di cui: esposizioni
oggetto di concessioni
3.744 X - 3.653 66 -1.410 X - -1.390 -14 2.334 236
c) Esposizioni scadute
deteriorate
631 X - 628 2 -104 X - -104 - 527 4
- di cui: esposizioni
oggetto di concessioni
168 X - 168 - -32 X - -32 - 136 -
d) Esposizioni scadute non
deteriorate
4.357 1.139 3.168 X 5 -128 -4 -124 X - 4.229 -
- di cui: esposizioni
oggetto di concessioni
724 3 720 X 1 -70 - -70 X - 654 -
e) Altre esposizioni non
deteriorate
498.878 427.015 49.069 X 65 -1.913 -528 -1.383 X -2 496.965 -
- di cui: esposizioni
oggetto di concessioni
6.910 560 6.005 X 15 -374 -3 -371 X - 6.536 -
TOTALE (A) 521.362 428.154 52.237 17.558 534 -12.446 -532 -1.507 -10.200 -190 508.916 7.031
B. ESPOSIZIONI CREDITIZIE
FUORI BILANCIO
a) Deteriorate 1.392 X - 1.386 6 -179 X - -179 - 1.213 -
b) Non deteriorate 348.319 247.880 19.455 X 1 -184 -94 -90 X - 348.135 -
TOTALE (B) 349.711 247.880 19.455 1.386 7 -363 -94 -90 -179 - 349.348 -
TOTALE (A+B) 871.073 676.034 71.692 18.944 541 -12.809 -626 -1.597 -10.379 -190 858.264 7.031

A.1.7 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi e netti

Nell'ambito delle attività finanziarie impaired acquisite o originate sono ricomprese, prevalentemente, attività acquisite "per il tramite di operazioni di aggregazione aziendale".

Le esposizioni comprendono anche le attività finanziarie allocate nel portafoglio contabile delle "attività in via di dismissione".

A.1.7a Finanziamenti oggetto di misure di sostegno COVID-19: valori lordi e netti

Tipologie finanziamenti /
valori
Esposizione lorda Rettifiche di valore complessive e accantonamenti
complessivi
Esposizione
netta
(milioni di euro)
Write-off
parziali
complessivi
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
Primo
stadio
Secondo
stadio
Terzo
stadio
Impaired
acquisite
o
originate
A. FINANZIAMENTI IN
SOFFERENZA
18 - - 18 - -11 - - -11 - 7 -
a) Oggetto di concessione
conformi con le GL
- - - - - - - - - - - -
b) Oggetto di misure di
moratoria non più conformi
alle GL e non valutate come
oggetto di concessione
- - - - - - - - - - - -
c) Oggetto di altre misure di
concessione
1 - - 1 - - - - - - 1 -
d) Nuovi finanziamenti 17 - - 17 - -11 - - -11 - 6 -
B. FINANZIAMENTI IN
INADEMPIENZE PROBABILI
451 - - 449 1 -119 - - -119 - 332 -
a) Oggetto di concessione
conformi con le GL
9 - - 8 - -2 - - -2 - 7 -
b) Oggetto di misure di
moratoria non più conformi
alle GL e non valutate come
oggetto di concessione
20 - - 20 - -4 - - -4 - 16 -
c) Oggetto di altre misure di
concessione
274 - - 273 1 -68 - - -68 - 206 -
d) Nuovi finanziamenti 148 - - 148 - -45 - - -45 - 103 -
C. FINANZIAMENTI
SCADUTI DETERIORATI
39 - - 39 - -6 - - -6 - 33 -
a) Oggetto di concessione
conformi con le GL
3 - - 3 - -1 - - -1 - 2 -
b) Oggetto di misure di
moratoria non più conformi
alle GL e non valutate come
oggetto di concessione
2 - - 2 - - - - - - 2 -
c) Oggetto di altre misure di
concessione
5 - - 5 - -1 - - -1 - 4 -
d) Nuovi finanziamenti 29 - - 29 - -4 - - -4 - 25 -
D. ALTRI FINANZIAMENTI
SCADUTI NON
DETERIORATI
744 59 684 - - -18 - -17 - - 726 -
a) Oggetto di concessione
conformi con le GL
2 - 2 - - - - - - - 2 -
b) Oggetto di misure di
moratoria non più conformi
alle GL e non valutate come
oggetto di concessione
501 1 500 - - -12 - -12 - - 489 -
c) Oggetto di altre misure di
concessione
112 - 112 - - -5 - -5 - - 107 -
d) Nuovi finanziamenti 129 58 70 - - -1 - - - - 128 -
E. ALTRI FINANZIAMENTI
NON DETERIORATI
42.441 34.267 8.170 - 3 -241 -40 -201 - - 42.200 -
a) Oggetto di concessione
conformi con le GL
1.039 74 965 - - -39 - -39 - - 1.000 -
b) Oggetto di misure di
moratoria non più conformi
alle GL e non valutate come
oggetto di concessione
2.240 211 2.028 - 1 -81 -1 -80 - - 2.159 -
c) Oggetto di altre misure di
concessione
757 4 752 - - -45 - -45 - - 712 -
d) Nuovi finanziamenti 38.405 33.978 4.425 - 2 -76 -39 -37 - - 38.329 -
TOTALE (A+B+C+D+E) 43.693 34.326 8.854 506 4 -395 -40 -218 -136 - 43.298 -

Nella riga "Finanziamenti oggetto di concessione conformi con le GL" sono riportate le informazioni relative alle attività finanziarie oggetto di moratoria che rientrano nell'ambito di applicazione delle "Guidelines on legislative and non legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID-19 crisis" pubblicate dall'EBA (EBA/GL/2020/02) e successive modifiche e integrazioni.

A.1.8 Esposizioni creditizie per cassa verso banche: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde

(milioni di euro)
Causali/Categorie Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
scadute
deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 4 78 -
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - -
B. Variazioni in aumento - 2 -
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate - - -
B.2 ingressi da attività finanziarie impaired acquisite o originate - 1 -
B.3 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate - - -
B.4 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - -
B.5 altre variazioni in aumento - 1 -
C. Variazioni in diminuzione - -14 -
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate - - -
C.2 write-off - - -
C.3 incassi - -13 -
C.4 realizzi per cessioni - - -
C.5 perdite da cessione - - -
C.6 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate - - -
C.7 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - -
C.8 altre variazioni in diminuzione - -1 -
D. Esposizione lorda finale 4 66 -
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - -

A.1.8 Bis Esposizioni creditizie per cassa verso banche: dinamica delle esposizioni lorde oggetto di concessioni distinte per qualità creditizia

(milioni di euro)
Causali/Qualità Esposizioni
oggetto di
concessioni:
deteriorate
Esposizioni
oggetto di
concessioni:
non deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 78 -
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - -
B. Variazioni in aumento - 13
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni - 13
B.2 ingressi da esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni - X
B.3 ingressi da esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X -
B.4 ingressi da esposizioni deteriorate non oggetto di concessioni - -
B.5 altre variazioni in aumento - -
C. Variazioni in diminuzione -12 -4
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni X -
C.2 uscite verso esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni - X
C.3 uscite verso esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X -
C.4 write-off - -
C.5 incassi -11 -3
C.6 realizzi per cessioni - -
C.7 perdite da cessione - -
C.8 altre variazioni in diminuzione -1 -1
D. Esposizione lorda finale 66 9
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - -

A.1.9 Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde

(milioni di euro)
Causali/Categorie Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
scadute
deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 10.647 10.024 444
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 8 15 1
B. Variazioni in aumento 2.796 4.127 778
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate 77 1.817 649
B.2 ingressi da attività finanziarie impaired acquisite o originate 983 1.521 34
B.3 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate 1.254 353 5
B.4 modifiche contrattuali senza cancellazioni - 6 -
B.5 altre variazioni in aumento 482 430 90
C. Variazioni in diminuzione -5.099 -4.999 -591
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate -66 -472 -212
C.2 write-off -1.005 -245 -1
C.3 incassi -644 -962 -71
C.4 realizzi per cessioni -773 -1.387 -7
C.5 perdite da cessione -16 -14 -
C.6 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate -87 -1.228 -297
C.7 modifiche contrattuali senza cancellazioni - -27 -
C.8 altre variazioni in diminuzione -2.508 -664 -3
D. Esposizione lorda finale 8.344 9.152 631
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 196 862 242

Nella voce "Ingressi da attività finanziarie impaired acquisite o originate" sono riportati gli ammontari derivanti dall'acquisizione, nell'ambito di operazioni di business combination under common control, di crediti deteriorati lordi pari a 2.538 milioni. Per tali operazioni, il Gruppo Intesa Sanpaolo adotta, come regola generale, il principio della continuità di valori per la rilevazione nei bilanci d'esercizio delle società coinvolte nell'operazione di riorganizzazione aziendale.

Nelle "Altre variazioni in aumento" sono ricompresi, prevalentemente, gli incrementi dei saldi per addebiti e l'incremento dei saldi in valuta a seguito della variazione del tasso di cambio.

Le "Altre variazioni in diminuzione" includono principalmente i portafogli creditizi classificati come "sofferenze" e "inadempienze probabili" oggetto di cessione nel corso dell'esercizio.

A.1.9 Bis Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni lorde oggetto di concessioni distinte per qualità creditizia

(milioni di euro)
Causali/Qualità Esposizioni
oggetto di
concessioni:
deteriorate
Esposizioni
oggetto di
concessioni: non
deteriorate
A. Esposizione lorda iniziale 5.484 4.406
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 11 2
B. Variazioni in aumento 3.236 5.567
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni 558 4.016
B.2 ingressi da esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni 281 X
B.3 ingressi da esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X 300
B.4 ingressi da esposizioni deteriorate non oggetto di concessioni 397 7
B.5 altre variazioni in aumento 2.000 1.244
C. Variazioni in diminuzione -3.090 -2.339
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate non oggetto di concessioni X -1.291
C.2 uscite verso esposizioni non deteriorate oggetto di concessioni -300 X
C.3 uscite verso esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X -281
C.4 write-off -222 -
C.5 incassi -522 -684
C.6 realizzi per cessioni -640 -1
C.7 perdite da cessione -8 -
C.8 altre variazioni in diminuzione -1.398 -82
D. Esposizione lorda finale 5.630 7.634
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 573 1.767

Nelle "Altre variazioni in aumento" sono ricompresi, prevalentemente, gli incrementi dei saldi per addebiti.

Nel corso dell'esercizio sono state acquisite, nell'ambito di operazioni di business combination under common control, esposizioni lorde oggetto di concessioni deteriorate pari a 1.206 milioni e non deteriorate pari a 1.065 milioni. Per tali operazioni, il Gruppo Intesa Sanpaolo adotta, come regola generale, il principio della continuità di valori per la rilevazione nei bilanci d'esercizio delle società coinvolte nell'operazione di riorganizzazione aziendale.

Le "Altre variazioni in diminuzione" includono principalmente i portafogli creditizi classificati come "sofferenze" e "inadempienze probabili" oggetto di cessione nel corso dell'esercizio.

A.1.10 Esposizioni creditizie per cassa deteriorate verso banche: dinamica delle rettifiche di valore complessive

Causali/Categorie SOFFERENZE INADEMPIENZE (milioni di euro)
ESPOSIZIONI SCADUTE
DETERIORATE
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
PROBABILI
Totale
di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
A. Rettifiche complessive iniziali 4 - 14 14 - -
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - - - - -
B. Variazioni in aumento - - 2 - - -
B.1 rettifiche di valore di attività impaired acquisite o
originate
- X - X - X
B.2 altre rettifiche di valore - - - - - -
B.3 perdite da cessione - - - - - -
B.4 trasferimenti da altre categorie di esposizioni
deteriorate
- - - - - -
B.5 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - - - - -
B.6 altre variazioni in aumento - - 2 - - -
C. Variazioni in diminuzione - - -3 -1 - -
C.1 riprese di valore da valutazione - - -1 -1 - -
C.2 riprese di valore da incasso - - -2 - - -
C.3 utili da cessione - - - - - -
C.4 write-off - - - - - -
C.5 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni
deteriorate
- - - - - -
C.6 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - - - - -
C.7 altre variazioni in diminuzione - - - - - -
D. Rettifiche complessive finali 4 - 13 13 - -
- di cui: esposizioni cedute non cancellate - - - - - -

A.1.11 Esposizioni creditizie per cassa deteriorate verso clientela: dinamica delle rettifiche di valore complessive

(milioni di euro)
Causali/Categorie SOFFERENZE INADEMPIENZE
PROBABILI
ESPOSIZIONI SCADUTE
DETERIORATE
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
Totale di cui:
esposizioni
oggetto di
concessioni
A. Rettifiche complessive iniziali 6.937 852 4.189 1.285 59 4
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 3 1 3 2 - -
B. Variazioni in aumento 3.030 713 1.981 870 108 33
B.1 rettifiche di valore di attività impaired acquisite o
originate
358 X 315 X 3 X
B.2 altre rettifiche di valore 1.931 406 1.242 499 102 31
B.3 perdite da cessione 16 13 14 13 - -
B.4 trasferimenti da altre categorie di esposizioni
deteriorate
571 186 106 6 2 -
B.5 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - 82 82 1 1
B.6 altre variazioni in aumento 154 108 222 270 - 1
C. Variazioni in diminuzione -3.969 -363 -1.867 -745 -63 -5
C.1 riprese di valore da valutazione -167 -29 -197 -98 -11 -1
C.2 riprese di valore da incasso -109 -9 -108 -53 -2 -
C.3 utili da cessione -14 -4 -21 -17 - -
C.4 write-off -1.005 -119 -245 -103 -1 -
C.5 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni
deteriorate
-65 -3 -569 -186 -45 -3
C.6 modifiche contrattuali senza cancellazioni - - -16 -16 - -
C.7 altre variazioni in diminuzione -2.609 -199 -711 -272 -4 -1
D. Rettifiche complessive finali 5.998 1.202 4.303 1.410 104 32
- di cui: esposizioni cedute non cancellate 105 28 221 116 35 4

Nella voce "rettifiche di valore di attività finanziarie impaired acquisite o originate" sono riportati gli ammontari derivanti dall'acquisizione, nell'ambito di operazioni di business combination under common control, delle rettifiche di valore da attività finanziarie deteriorate pari a 676 milioni. Per tali operazioni, il Gruppo Intesa Sanpaolo adotta, come regola generale, il principio della continuità di valori per la rilevazione nei bilanci d'esercizio delle società coinvolte nell'operazione di riorganizzazione aziendale.

Nelle "Altre variazioni in aumento" sono ricompresi, prevalentemente, gli incassi di crediti già cancellati integralmente dal bilancio (in contropartita della voce "Riprese di valore da incasso") e gli incrementi dei saldi dei fondi in valuta a seguito della variazione del tasso di cambio.

Le "Altre variazioni in diminuzione" includono principalmente i portafogli creditizi classificati come "sofferenze" e "inadempienze probabili" oggetto di cessione nel corso dell'esercizio. In tale voce trovano, inoltre, allocazione gli incassi di interessi di mora accertati in esercizi precedenti, le perdite da cessione per la quota non coperta da fondo, il decremento dei fondi in valuta a seguito della variazione del tasso di cambio, nonché la riduzione dei fondi rettificativi dovuta al trascorrere del tempo.

A.2 Classificazione attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate in base ai rating esterni e interni

A.2.1 Distribuzione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate: per classi di rating esterni (valori lordi)

Intesa Sanpaolo adotta sui portafogli oggetto della segnalazione le valutazioni delle seguenti agenzie di rating esterne: Standard & Poor's Ratings Services, Moody's Investors Service, Fitch Ratings e DBRS Morningstar Ratings.

Si evidenzia che, in ottemperanza a quanto sancito dalla normativa, laddove siano presenti due valutazioni dello stesso cliente, viene adottata quella più prudenziale, nel caso di tre valutazioni quella intermedia, qualora presenti tutte le valutazioni, la seconda migliore.

Per quanto riguarda il raccordo (mapping) tra le classi di rischio e i rating delle agenzie utilizzate, si veda la corrispondente sezione della Nota Integrativa consolidata.

(milioni di euro)
Esposizioni CLASSI RATING ESTERNI SENZA
RATING
TOTALE
Classe 1 Classe 2 Classe 3 Classe 4 Classe 5 Classe 6
A. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
21.026 24.111 203.873 8.735 2.786 304 348.168 609.003
- Primo stadio 21.011 23.826 202.403 7.931 2.397 126 284.721 542.415
- Secondo stadio 15 285 1.470 802 165 130 49.630 52.497
- Terzo stadio - - - - 224 48 13.337 13.609
- Impaired acquisite o originate - - - 2 - - 480 482
B. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
16.714 10.864 19.210 1.098 106 80 1.009 49.081
- Primo stadio 16.707 10.864 19.181 1.049 85 52 964 48.902
- Secondo stadio 7 - 29 49 21 14 24 144
- Terzo stadio - - - - - 14 21 35
- Impaired acquisite o originate - - - - - - - -
C. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - - - 4.036 4.036
- Primo stadio - - - - - - - -
- Secondo stadio - - - - - - - -
- Terzo stadio - - - - - - 3.987 3.987
- Impaired acquisite o originate - - - - - - 49 49
Totale (A+B+C) 37.740 34.975 223.083 9.833 2.892 384 353.213 662.120
D. Impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie
rilasciate
- Primo stadio 14.449 27.308 143.994 13.243 2.645 101 135.186 336.926
- Secondo stadio 20 298 1.102 924 309 73 17.857 20.583
- Terzo stadio - - - - 43 - 1.367 1.410
- Impaired acquisite o originate - - - - - - 6 6
Totale (D) 14.469 27.606 145.096 14.167 2.997 174 154.416 358.925
Totale (A+B+C+D) 52.209 62.581 368.179 24.000 5.889 558 507.629 1.021.045

A.2.2 Distribuzione delle attività finanziarie, degli impegni a erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate: per classi di rating interni (valori lordi)

Ai fini della redazione della tabella, oltre ai rating relativi ai modelli validati, sono stati impiegati tutti i rating utilizzati nei sistemi di gestione e controllo dei rischi creditizi, ivi compresi i rating di agenzie esterne per controparti appartenenti a segmenti di clientela per cui non è disponibile un modello interno.

Senza (milioni di euro)
Esposizioni Classi di rating interni Totale
Classe 1 Classe 2 Classe 3 Classe 4 Classe 5 Classe 6 rating
A. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 68.636 86.706 297.729 99.835 23.113 4.569 28.415 609.003
- Primo stadio 68.237 85.355 289.246 78.494 10.428 708 9.947 542.415
- Secondo stadio 399 1.350 8.476 21.310 11.880 2.775 6.307 52.497
- Terzo stadio - - - - 773 1.062 11.774 13.609
- Impaired acquisite o originate - 1 7 31 32 24 387 482
B. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
14.487 12.521 17.053 1.474 375 41 3.130 49.081
- Primo stadio 14.487 12.516 17.038 1.431 357 41 3.032 48.902
- Secondo stadio - 5 15 43 18 - 63 144
- Terzo stadio - - - - - - 35 35
- Impaired acquisite o originate - - - - - - - -
C. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - 64 335 3.637 4.036
- Primo stadio - - - - - - - -
- Secondo stadio - - - - - - - -
- Terzo stadio - - - - 64 334 3.589 3.987
- Impaired acquisite o originate - - - - - 1 48 49
Totale (A+B+C) 83.123 99.227 314.782 101.309 23.552 4.945 35.182 662.120
D. Impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate
- Primo stadio 24.696 56.375 200.343 46.034 5.702 351 3.425 336.926
- Secondo stadio 72 461 2.879 9.425 3.261 438 4.047 20.583
- Terzo stadio - - - - 93 190 1.127 1.410
- Impaired acquisite o originate - - - - - - 6 6
Totale (D) 24.768 56.836 203.222 55.459 9.056 979 8.605 358.925
Totale (A+B+C+D) 107.891 156.063 518.004 156.768 32.608 5.924 43.787 1.021.045

A.3 Distribuzione delle esposizioni creditizie garantite per tipologia di garanzia

A.3.1 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche garantite

(milioni di euro)
Esposizione
lorda
Esposizione
netta
Garanzie reali
(1)
Garanzie personali (*)
(2)
Derivati su crediti
Immobili -
ipoteche
Immobili -
finanziamenti
per leasing
Titoli Altre
garanzie
reali
CLN Altri
derivati
Controparti
centrali
1. Esposizioni creditizie per cassa garantite: 12.449 12.448 - 4 12.071 - - -
1.1. totalmente garantite 12.294 12.293 - 4 12.051 - - -
- di cui deteriorate - - - - - - - -
1.2. parzialmente garantite 155 155 - - 20 - - -
- di cui deteriorate - - - - - - - -
2. Esposizioni creditizie "fuori bilancio"
garantite:
10.414 10.414 - - 5.843 2.596 - -
2.1. totalmente garantite 8.245 8.245 - - 5.812 1.371 - -
- di cui deteriorate - - - - - - - -
2.2. parzialmente garantite 2.169 2.169 - - 31 1.225 - -
- di cui deteriorate - - - - - - - -

(*) Fair Value della garanzia o, qualora sia di difficile determinazione, valore contrattuale della stessa, quest'ultimo esposto - come previsto dalla normativa - sino a concorrenza del valore dell'esposizione netta.

(milioni di euro)
Garanzie personali (*)
(2)
Derivati su crediti
Altri derivati Amministrazioni Banche Altre Altri (1)+(2)
Banche Altre
società
finanziarie
Altri
soggetti
pubbliche società
finanziarie
soggetti
1. Esposizioni creditizie per cassa garantite: - - - 4 5 - 46 12.130
1.1. totalmente garantite - - - 4 5 - 46 12.110
- di cui deteriorate - - - - - - - -
1.2. parzialmente garantite - - - - - - - 20
- di cui deteriorate - - - - - - - -
2. Esposizioni creditizie "fuori bilancio"
garantite: - - - 29 56 - 21 8.545
2.1. totalmente garantite - - - 20 51 - 17 7.271
- di cui deteriorate - - - - - - - -
2.2. parzialmente garantite - - - 9 5 - 4 1.274
- di cui deteriorate - - - - - - - -

(*) Fair Value della garanzia o, qualora sia di difficile determinazione, valore contrattuale della stessa, quest'ultimo esposto - come previsto dalla normativa - sino a concorrenza del valore dell'esposizione netta.

A.3.2 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela garantite

(milioni di euro)
Esposizione
lorda
Esposizione
Garanzie reali (*)
netta
(1)
Garanzie personali
(*)
(2)
Derivati su crediti
Immobili
-
Ipoteche
Immobili -
finanziamenti
per leasing
Titoli Altre
garanzie
reali
CLN Altri
derivati
Controparti
centrali
1. Esposizioni creditizie per cassa garantite: 279.964 272.067 145.286 6.258 20.237 7.443 - -
1.1. totalmente garantite 227.601 221.060 143.894 6.026 20.085 5.571 - -
- di cui deteriorate 10.675 5.330 3.567 550 18 132 - -
1.2. parzialmente garantite 52.363 51.007 1.392 232 152 1.872 - -
- di cui deteriorate 1.955 833 338 95 26 10 - -
2. Esposizioni creditizie "fuori bilancio"
garantite: 39.582 39.502 1.922 18 7.837 1.115 - -
2.1. totalmente garantite 31.343 31.282 1.498 7 7.412 849 - -
- di cui deteriorate 313 285 50 - 2 4 - -
2.2. parzialmente garantite 8.239 8.220 424 11 425 266 - -
- di cui deteriorate 104 95 18 - - 13 - -

(*) Fair Value della garanzia o, qualora sia di difficile determinazione, valore contrattuale della stessa, quest'ultimo esposto - come previsto dalla normativa - sino a concorrenza del valore dell'esposizione netta.

(milioni di euro)
Garanzie personali (*)
(2)
Derivati su crediti
Altri derivati Amministrazioni Banche Altre Altri (1)+(2)
Banche Altre
società
finanziarie
Altri
soggetti
pubbliche società
finanziarie
soggetti
1. Esposizioni creditizie per cassa garantite: 45 - - 50.013 453 1.317 23.726 254.778
1.1. totalmente garantite - - - 24.842 314 943 18.855 220.530
- di cui deteriorate - - - 349 - 70 632 5.318
1.2. parzialmente garantite 45 - - 25.171 139 374 4.871 34.248
- di cui deteriorate - - - 104 - 10 88 671
2. Esposizioni creditizie "fuori bilancio" garantite: - - - 1.420 357 964 22.025 35.658
2.1. totalmente garantite - - - 731 138 906 19.133 30.674
- di cui deteriorate - - - 45 - 3 177 281
2.2. parzialmente garantite - - - 689 219 58 2.892 4.984
- di cui deteriorate - - - 4 - - 29 64

(*) Fair Value della garanzia o, qualora sia di difficile determinazione, valore contrattuale della stessa, quest'ultimo esposto - come previsto dalla normativa - sino a concorrenza del valore dell'esposizione netta.

(milioni di euro)
Esposizione
creditizia
cancellata
Valore lordo Rettifiche di
valore
complessive
Valore di bilancio
di cui ottenute
nel corso
dell'esercizio
A. Attività materiali 79 85 -9 76 7
A.1. Ad uso funzionale - - - - -
A.2. A scopo di investimento 9 13 -1 12 5
A.3. Rimanenze 70 72 -8 64 2
B. Titoli di capitale e titoli di debito 371 371 -147 224 9
C. Altre attività - - - - -
D. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - - - -
D.1. Attività materiali - - - - -
D.2. Altre attività - - - - -
Totale
31.12.2021
450 456 -156 300 16
Totale
31.12.2020
456 460 -147 313 45

A.4 Attività finanziarie e non finanziarie ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute

Al 31 dicembre 2021 sono presenti attività finanziarie e non finanziarie ottenute tramite l'escussione di garanzie ricevute.

Le Attività materiali sono riferite a beni acquisiti a chiusura di esposizioni creditizie deteriorate su contratti di leasing finanziario per il mancato riscatto del bene o per la risoluzione anticipata del contratto stesso. Nello specifico, il valore di bilancio dei beni escussi è rappresentato da immobili detenuti a scopo di investimento per 12 milioni (fabbricati per 9 milioni e terreni per 3 milioni) e rimanenze per 64 milioni (essenzialmente fabbricati).

I Titoli di capitale e titoli di debito, per un valore di bilancio pari a 224 milioni (46 milioni quali "Partecipazioni", riferiti prevalentemente alla partecipazione Risanamento e ad altre minori, 115 milioni quali "Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" e 63 milioni quali "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva"), rappresentano attività finanziarie non precedentemente concesse dal debitore a garanzia di preesistenti finanziamenti erogati, ma acquisite nell'ambito di accordi bilaterali con lo stesso, a seguito dei quali la Banca ha provveduto alla cancellazione della relativa esposizione creditizia.

B. DISTRIBUZIONE E CONCENTRAZIONE DELLE ESPOSIZIONI CREDITIZIE

B.1 Distribuzione settoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela

(milioni di euro)
Esposizioni/Controparti Amministrazioni pubbliche Società finanziarie Società finanziarie (di cui:
imprese di assicurazione)
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze 126 -133 29 -148 - -
- di cui esposizioni oggetto di concessioni - - 10 -76 - -
A.2 Inadempienze probabili 257 -53 201 -197 - -
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 28 -31 37 -36 - -
A.3 Esposizioni scadute deteriorate 1 - 97 -25 - -
- di cui esposizioni oggetto di concessioni - - 79 -21 - -
A.4 Esposizioni non deteriorate 98.574 -70 72.051 -164 963 -
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 121 -5 258 -5 - -
Totale (A) 98.958 -256 72.378 -534 963 -
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 44 - 43 -2 - -
B.2 Esposizioni non deteriorate 38.302 -5 97.320 -29 8.351 -
Totale (B) 38.346 -5 97.363 -31 8.351 -
Totale (A+B) 31.12.2021 137.304 -261 169.741 -565 9.314 -
Totale (A+B) 31.12.2020 121.357 -205 146.710 -589 8.740 -
(milioni di euro)
Esposizioni/Controparti Società non finanziarie Famiglie
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
Esposizione netta Rettifiche valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze 1.590 -4.479 601 -1.238
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 385 -945 121 -181
A.2 Inadempienze probabili 3.027 -3.334 1.364 -719
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 1.566 -1.112 703 -231
A.3 Esposizioni scadute deteriorate 91 -18 338 -61
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 23 -4 34 -7
A.4 Esposizioni non deteriorate 189.481 -1.372 141.088 -435
- di cui esposizioni oggetto di concessioni 5.170 -383 1.641 -51
Totale (A) 194.189 -9.203 143.391 -2.453
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 1.090 -170 36 -7
B.2 Esposizioni non deteriorate 202.321 -139 8.979 -11
Totale (B) 203.411 -309 9.015 -18
Totale (A+B)
31.12.2021
397.600 -9.512 152.406 -2.471
Totale (A+B)
31.12.2020
336.208 -10.000 126.425 -2.794

B.2 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela

(milioni di euro)
Esposizioni/Aree geografiche Italia Altri paesi europei
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze 2.340 -5.878 6 -65
A.2 Inadempienze probabili 4.489 -4.178 64 -18
A.3 Esposizioni scadute deteriorate 524 -103 3 -1
A.4 Esposizioni non deteriorate 387.019 -1.839 70.391 -130
Totale (A) 394.372 -11.998 70.464 -214
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 1.160 -179 7 -
B.2 Esposizioni non deteriorate 174.738 -142 93.348 -32
Totale (B) 175.898 -321 93.355 -32
Totale (A+B) 31.12.2021 570.270 -12.319 163.819 -246
Totale (A+B) 31.12.2020 484.504 -13.001 144.267 -291
(milioni di euro)
Esposizioni/Aree geografiche America Asia Resto del mondo
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze - -53 - -2 - -
A.2 Inadempienze probabili 21 -52 65 -37 210 -18
A.3 Esposizioni scadute deteriorate - - - - - -
A.4 Esposizioni non deteriorate 25.378 -40 14.899 -21 3.507 -11
Totale (A) 25.399 -145 14.964 -60 3.717 -29
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 1 - 2 - 43 -
B.2 Esposizioni non deteriorate 65.072 -3 11.673 -3 2.091 -4
Totale (B) 65.073 -3 11.675 -3 2.134 -4
Totale (A+B)
31.12.2021
90.472 -148 26.639 -63 5.851 -33
Totale (A+B)
31.12.2020
78.022 -217 19.755 -71 4.152 -8

B.2 bis Ripartizione per area geografica dei rapporti con clientela residente in Italia

(milioni di euro)
Esposizioni/Aree geografiche Italia Nord Ovest Italia Nord Est Italia Centro Italia Sud e Isole
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche
valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze 683 -1.848 426 -1.145 565 -1.369 666 -1.516
A.2 Inadempienze probabili 1.770 -1.858 713 -653 1.127 -990 879 -677
A.3 Esposizioni scadute deteriorate 231 -50 60 -11 101 -18 132 -24
A.4 Esposizioni non deteriorate 138.298 -768 68.187 -314 125.693 -392 54.841 -365
Totale A 140.982 -4.524 69.386 -2.123 127.486 -2.769 56.518 -2.582
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 470 -54 329 -47 246 -67 115 -11
B.2 Esposizioni non deteriorate 76.199 -71 30.565 -29 55.962 -26 12.012 -16
Totale B 76.669 -125 30.894 -76 56.208 -93 12.127 -27
Totale (A+B) 31.12.2021 217.651 -4.649 100.280 -2.199 183.694 -2.862 68.645 -
-2.609
Totale (A+B) 31.12.2020 173.106 -4.573 91.594 -2.494 160.527 -3.119 59.277 -2.815

B.3 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso banche

(milioni di euro)
Italia Altri paesi europei
Esposizioni/Aree geografiche Esposizioni netta Rettifiche valore
complessive
Esposizioni netta Rettifiche valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze - - - -1
A.2 Inadempienze probabili - - - -
A.3 Esposizioni scadute deteriorate - - - -
A.4 Esposizioni non deteriorate 130.090 -4 31.092 -7
Totale (A) 130.090 -4 31.092 -8
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate - - - -
B.2 Esposizioni non deteriorate 9.261 - 88.714 -4
Totale (B) 9.261 - 88.714 -4
Totale (A+B) 31.12.2021 139.351 -4 119.806 -12
Totale (A+B) 31.12.2020 97.256 -10 114.864 -20
(milioni di euro)
America Asia Resto del mondo
Esposizioni/Aree geografiche Esposizioni
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizioni
netta
Rettifiche
valore
complessive
Esposizioni
netta
Rettifiche
valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per
cassa
A.1 Sofferenze - - - -3 - -
A.2 Inadempienze probabili 52 -13 - - 1 -
A.3 Esposizioni scadute
deteriorate
- - - - - -
A.4 Esposizioni non deteriorate 5.053 - 2.809 -1 1.050 -6
Totale (A) 5.105 -13 2.809 -4 1.051 -6
B. Esposizioni creditizie fuori
bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate 14 - - - 10 -
B.2 Esposizioni non deteriorate 5.888 - 9.806 - 2.501 -
Totale (B) 5.902 - 9.806 - 2.511 -
Totale (A+B) 31.12.2021 11.007 -13 12.615 -4 3.562 -6
Totale (A+B) 31.12.2020 7.808 -16 11.182 -7 2.954 -5

B.3 bis Ripartizione per area geografica dei rapporti con banche residenti in Italia

(milioni di euro)
Esposizioni/Aree geografiche ITALIA NORD OVEST ITALIA NORD EST ITALIA CENTRO ITALIA SUD E ISOLE
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
A. Esposizioni creditizie per cassa
A.1 Sofferenze - - - - - - - -
A.2 Inadempienze probabili - - - - - - - -
A.3 Esposizioni scadute deteriorate - - - - - - - -
A.4 Esposizioni non deteriorate 6.368 -3 409 - 123.305 -1 8 -
TOTALE A 6.368 -3 409 - 123.305 -1 8 -
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio
B.1 Esposizioni deteriorate - - - - - - - -
B.2 Esposizioni non deteriorate 6.132 - 849 - 2.083 - 197 -
Totale B 6.132 - 849 - 2.083 - 197 -
Totale (A+B)
31.12.2021
12.500 -3 1.258 - 125.388 -1 205 -
Totale (A+B)
31.12.2020
38.480 -6 1.102 - 57.453 -4 221 -

B.4 Grandi esposizioni

Grandi esposizioni
a) Valore di bilancio (milioni di euro) 418.702
b) Valore ponderato (milioni di euro) 27.197
c) Numero 11

In base alle disposizioni normative vigenti, il numero delle "Grandi esposizioni" riportato in tabella è determinato facendo riferimento alle "esposizioni" non ponderate che superano il 10% del Capitale di classe 1, così come definito dal nuovo Regolamento UE n. 876/2019 (c.d. CRR2) dove per "esposizioni" si intende la somma delle attività di rischio per cassa e delle operazioni fuori bilancio (escluse quelle dedotte dal Capitale di classe 1) nei confronti di un cliente, o di un gruppo di clienti connessi, senza l'applicazione dei fattori di ponderazione.

Tali criteri espositivi portano a ricomprendere tra le "Grandi esposizioni" anche soggetti che - pur con ponderazione pari allo 0% - presentano un'esposizione non ponderata superiore al 10% del Capitale di classe 1 dell'ente. A tal riguardo si evidenzia che nella tabella sopra riportata sono incluse esposizioni verso società del Gruppo Intesa Sanpaolo il cui valore di bilancio è pari a 127.150 milioni che, coerentemente con quanto previsto dalla disciplina prudenziale, hanno un valore di ponderazione pari a zero.

Per completezza si segnala che figurano altresì nella predetta tabella esposizioni verso il Tesoro dello Stato Italiano per un valore di bilancio pari a 112.165 milioni e valore ponderato pari a 2.702 milioni ed esposizioni verso Banca d'Italia per 122.895 milioni e valore ponderato pari a 1.330 milioni.

Da ultimo si precisa che, conformemente a quanto previsto nel documento EBA "Orientamenti sui clienti connessi ai sensi dell'articolo 4.1 punto 39) del regolamento (UE) n.575/2013", sono previste - nelle segnalazioni di vigilanza - modalità convenzionali di rappresentazione dei Gruppi di clienti connessi che possono prevedere (nel caso dei c.d. "silos") la ripetizione - in corrispondenza di ogni gruppo economico direttamente controllato da un'Amministrazione Centrale o ad essa legato da dipendenza economica - delle esposizioni verso le Amministrazioni centrali corrispondenti. A tal riguardo si precisa che gli ammontari di cui alle lettere a) e b) e la numerosità di cui alla lettera c) esposti nella tabella sopra riportata considerano tuttavia una volta sola l'esposizione nei confronti delle varie Amministrazioni Centrali verso cui il Gruppo Intesa Sanpaolo risulta esposto.

C. OPERAZIONI DI CARTOLARIZZAZIONE

Non formano oggetto di rilevazione nella presente sezione le operazioni di cartolarizzazione nelle quali la Banca sia originator e per le quali il complesso delle passività emesse (es. titoli ABS, finanziamenti nella fase di warehousing) dalle società veicolo sia sottoscritto all'atto dell'emissione dalla stessa Banca. Per l'illustrazione di questa tipologia di operazioni si rimanda alla sezione della Parte E della Nota Integrativa relativa al rischio di liquidità.

Informazioni di natura qualitativa

Per le informazioni di natura qualitativa si rimanda a quanto esposto nella Parte E della Nota Integrativa consolidata.

Informazioni di natura quantitativa

C.1 Esposizioni derivanti dalle principali operazioni di cartolarizzazione "proprie" ripartite per tipologia di attività cartolarizzate e per tipologia di esposizioni

Per cassa

(milioni di euro)
Tipologia attività cartolarizzate/Esposizioni ESPOSIZIONI PER CASSA
Senior Mezzanine Junior
Valore Rettifiche/ Valore Rettifiche/ Valore Rettifiche/
di
bilancio
riprese
di valore
di
bilancio
riprese
di valore
di
bilancio
riprese
di valore
A. Oggetto di integrale cancellazione dal bilancio 3.772 -2 46 -3 16 -14
- Prestiti verso imprese (incluse PMI) (a) 3.109 -1 40 -1 15 -13
- Mutui ipotecari su immobili residenziali (a) 655 -1 2 -2 - -1
- Leasing (a) 7 - 4 - - -
- Crediti al consumo 1 - - - 1 -
B. Oggetto di parziale cancellazione dal bilancio - - - - - -
C. Non cancellate dal bilancio 18.771 -46 198 -6 439 -10
- Prestiti verso imprese (incluse PMI) (b) (c) 15.976 -42 66 -2 199 -1
- Mutui ipotecari su immobili residenziaIi (c) 1.813 -4 132 -4 234 -9
- Leasing (c) 982 - - - 6 -
TOTALE 22.543 -48 244 -9 455 -24

(a) L'intero importo è riferito ad attività finanziarie deteriorate.

I "Prestiti verso imprese (incluse PMI)" si riferiscono alle operazioni di cartolarizzazione Savoy, Kerma, Yoda e Sirio (si fa rimando rispettivamente al Bilancio consolidato 2018, 2019 e 2020 per la descrizione delle operazioni) ed alle operazioni Grogu e Kerdos (descritte nel paragrafo "Informazioni di natura qualitativa" della Nota Integrativa consolidata). I "Mutui ipotecari su immobili residenziali" si riferiscono alle operazioni di cartolarizzazione Maior ed Iseo (rivenienti dall'aggregazione del Gruppo ex UBI). Il "Leasing" si riferisce all'operazione di cartolarizzazione Portland (descritta nel paragrafo "Informazioni di natura qualitativa" della Nota Integrativa consolidata).

(b) Tra le esposizioni sono ricomprese attività finanziarie deteriorate per un ammontare pari rispettivamente a 27 milioni senior, 35 milioni mezzanine e 18 milioni junior (al netto delle rettifiche di valore).

(c) Le voci includono anche gli ammontari in bonis relativi alle operazioni di cartolarizzazione sintetica originate da Intesa Sanpaolo.

Fuori bilancio

Al 31 dicembre 2021 la fattispecie non è presente.

C.2 Esposizioni derivanti dalle principali operazioni di cartolarizzazione di "terzi" ripartite per tipologia delle attività cartolarizzate e per tipologia di esposizioni

Per cassa

(milioni di euro)
Tipologia attività sottostanti/Esposizioni ESPOSIZIONI PER CASSA
Senior Junior
Valore Rettifiche/ Valore Mezzanine
Rettifiche/
Valore Rettifiche/
di
bilancio
riprese
di valore
di
bilancio
riprese
di valore
di
bilancio
riprese
di valore
Prestiti verso imprese (incluse PMI) (a) 1.323 - 269 -2 5 -
Mutui ipotecari su immobili residenziali 1.023 - 108 1 - -
Crediti al commercio 478 - 2 - - -
Cartolarizzazioni 275 -1 - - - -
Crediti al consumo 232 - 42 - - -
Mutui ipotecari su immobili commerciali 128 3 31 2 - -
Obbligazioni bancarie garantite 50 - 45 - 3 -
Leasing 18 - 7 - 7 -
Altre attività (b) 7.555 - - - - -
TOTALE 11.082 2 504 1 15 -

(a) Tra le esposizioni sono ricomprese attività finanziarie deteriorate per un ammontare pari a 40 milioni mezzanine ed 1 milione junior (al netto delle rettifiche di valore). L'aggregato include anche i titoli di debito emessi dal veicolo di cartolarizzazione costituito nell'ambito dell'operazione di cessione delle Casse di Risparmio di Cesena, Rimini e San Miniato a Crédit Agricole da parte dello Schema Volontario FITD a cui la banca aderisce. Le relative Notes sono mezzanine per un ammontare pari a 3 milioni e junior integralmente svalutate.

(b) L'importo comprende anche i titoli Romulus per 5.717 milioni detenuti in portafoglio da Intesa Sanpaolo, rappresentati convenzionalmente tra le cartolarizzazioni di terzi, nonchè crediti verso il veicolo Duomo Funding Plc per 1.475 milioni quali utilizzo di linee di credito. Per maggiori dettagli in merito alla tipologia delle attività sottostanti si rimanda alla "sezione 4 - Rischi delle altre imprese" riportata in parte E della Nota Integrativa consolidata.

Fuori bilancio

(milioni di euro)
Tipologia attività
sottostanti/Esposizioni
GARANZIE RILASCIATE LINEE DI CREDITO
Senior Mezzanine
Junior
Senior Mezzanine Junior
Esposiz.
netta
Rettifiche/
riprese
di
valore
Esposiz.
netta
Rettifiche/
riprese
di
valore
Esposiz.
netta
Rettifiche/
riprese
di
valore
Esposiz.
netta
Rettifiche/
riprese
di
valore
Esposiz.
netta
Rettifiche/
riprese
di
valore
Esposiz.
netta
Rettifiche/
riprese
di
valore
Duomo ABCP Conduit
transactions (a)
- - - - - - (a) (a) - - - -
Totale - - - - - - - - - - - -

(a) Con riferimento all'operatività posta in essere tramite Duomo Funding Plc finanziata da ABCP, la Banca ha concesso linee di liquidità (pari a 5.879 milioni di esposizione netta e 1 milione di rettifiche di valore) a garanzia di attivi già ricompresi nelle "Altre attività" della Tabella C.2 per cassa.

(milioni di euro)
NOME CARTOLARIZZAZIONE / SEDE LEGALE CONSOLIDAMENTO ATTIVITA' (f) PASSIVITA' (f)
DENOMINAZIONE SOCIETÀ VEICOLO (a) Crediti Titoli di
debito
Altre Senior Mezzanine Junior
Adriano Lease Sec S.r.l. (d) Conegliano Veneto
(TV)
Non consolidato (b) 2.028 - 139 686 - 1.351
Augusto S.r.l. (e) Milano Non consolidato (b) - - 2 13 - -
Berica ABS 3 S.r.l. Vicenza Non consolidato (b) 239 - 12 - 66 115
Berica ABS 4 S.r.l. Vicenza Non consolidato 278 - 13 4 123 95
Brera Sec S.r.l. (d) Conegliano Veneto
(TV)
Non consolidato (b) 19.547 - 845 15.763 - 4.182
Clara Sec S.r.l. (d) Conegliano Veneto
(TV)
Non consolidato (b) 5.494 - 1.928 6.350 - 824
Diocleziano S.r.l. (e) Milano Non consolidato (b) 1 - 1 48 - -
Giada Sec S.r.l. (d) Conegliano Veneto
(TV)
Non consolidato (b) 8.638 - 2.466 6.610 - 3.485
ISP CB Ipotecario S.r.l. (c) Milano Non consolidato (b) 15.988 - 5.021 - 19.921 -
ISP CB Pubblico S.r.l. (c) Milano Non consolidato (b) 2.084 1.393 1.189 - 4.567 -
ISP OBG S.r.l. (c) Milano Non consolidato (b) 47.811 - 8.662 - 56.381 -
UBI Finance S.r.l. (c) Milano Non consolidato (b) 8.860 - 1.706 - 10.549 -

C.3 Società veicolo per la cartolarizzazione

(a) Metodo di consolidamento riferito al c.d. perimetro "prudenziale" applicato nel bilancio di Gruppo.

(b) Non consolidato con il metodo integrale, ma con il metodo del patrimonio netto.

(c) Trattasi di veicoli funzionali all'emissione di covered bond. Per ulteriori informazioni si rimanda alla sezione "E.4. Operazioni di covered bond" di Parte E della presente Nota Integrativa.

(d) Veicolo di autocartolarizzazione descritto nel paragrafo 2 delle informazioni quantitative della Sezione 4 - Rischio di Liquidità.

(e) Gli ammontari riportati tra le attività e passività si riferiscono agli ultimi dati di bilancio disponibili (31 dicembre 2020).

(f) Gli ammontari riportati tra le attività e le passività si riferiscono ai valori complessivamente riportati nelle rendicontazioni contabili delle società veicolo.

C.4 Società veicolo per la cartolarizzazione non consolidate

Le informazioni di cui alla presente sezione non vanno fornite dalle banche che redigono il Bilancio consolidato ai sensi della Circolare 262 di Banca d'Italia.

C.5 Attività di servicer – cartolarizzazioni proprie: incassi dei crediti cartolarizzati e rimborsi dei titoli emessi dalla società veicolo per la cartolarizzazione

La Banca non svolge attività di servicer in operazioni di cartolarizzazione proprie nelle quali le attività cedute sono state cancellate dal bilancio ai sensi dell'IFRS 9; si omette pertanto la relativa informativa. Per maggiori informazioni si rinvia alla corrispondente sezione della Nota Integrativa consolidata.

D. INFORMATIVA SULLE ENTITA' STRUTTURATE NON CONSOLIDATE CONTABILMENTE (DIVERSE DALLE SOCIETA' VEICOLO PER LA CARTOLARIZZAZIONE)

Le informazioni di natura qualitativa e quantitativa di cui alla presente sezione non vanno fornite dalle banche che redigono il Bilancio consolidato ai sensi della Circolare n. 262 della Banca d'Italia.

E. OPERAZIONI DI CESSIONE

A. Attività finanziarie cedute e non cancellate integralmente

Informazioni di natura qualitativa

Per quanto riguarda la descrizione dell'operatività rappresentata nelle tabelle E.1, E.2 e E.3, si rimanda a quanto riportato in calce alle tabelle stesse.

Per quanto attiene all'operatività in titoli di debito a fronte di pronti contro termine a medio e lungo termine si rimanda a quanto riportato nella Nota Integrativa consolidata – Parte B.

Informazioni di natura quantitativa

E.1 Attività finanziarie cedute rilevate per intero e passività finanziarie associate: valori di bilancio

(milioni di euro)
Attività finanziarie cedute rilevate per intero Passività finanziarie associate
Valore di
bilancio
di cui: oggetto di
operazioni di
cartolarizzazione
di cui: oggetto
di contratti di
vendita con
patto di
riacquisto
di cui
deteriorate
Valore di
bilancio
di cui: oggetto di
operazioni di
cartolarizzazione
di cui: oggetto
di contratti di
vendita con
patto di
riacquisto
A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 656 - 656 X 669 - 669
1. Titoli di debito 455 - 455 X 458 - 458
2. Titoli di capitale 201 - 201 X 211 - 211
3. Finanziamenti - - - X - - -
4. Derivati - - - X - - -
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
- - - - - - -
1. Titoli di debito - - - - - - -
2. Titoli di capitale - - - X - - -
3. Finanziamenti - - - - - - -
C. Attività finanziarie designate al fair value - - - - - - -
1. Titoli di debito - - - - - - -
2. Finanziamenti - - - - - - -
D. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
9.945 - 9.945 - 9.956 - 9.956
1. Titoli di debito 9.945 - 9.945 - 9.956 - 9.956
2. Titoli di capitale - - - X - - -
3. Finanziamenti - - - - - - -
E. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 3.193 98 3.095 10 3.312 67 3.245
1. Titoli di debito 3.095 - 3.095 - 3.245 - 3.245
2. Finanziamenti 98 98 - 10 67 67 -
TOTALE
31.12.2021
13.794 98 13.696 10 13.937 67 13.870
TOTALE
31.12.2020
7.963 137 7.826 18 7.850 97 7.753

Non figurano nella tabella sopra riportata le operazioni di "covered bond" in cui la Banca risulti sia cedente che finanziatrice del veicolo emittente i titoli di debito.

Gli aggregati dei contratti di vendita con patto di riacquisto si riferiscono alle operazioni di pronti contro termine poste in essere dalla Banca a fronte di attività cedute e non cancellate; non sono incluse, invece, tra le passività finanziarie associate le operazioni di pronti contro termine passive realizzate a valere su titoli ricevuti in operazioni di pronti contro termine attive.

Gli aggregati dei contratti di operazioni di cartolarizzazione si riferiscono alle attività e passività associate rilevate per le operazioni di cartolarizzazione Berica e quelle rientranti nel programma K-Equity.

E.2 Attività finanziarie cedute rilevate parzialmente e passività finanziarie associate: valori di bilancio Non sussiste la fattispecie per Intesa Sanpaolo.

E.3 Operazioni di cessione con passività aventi rivalsa esclusivamente sulle attività cedute e non cancellate integralmente: fair value

(milioni di euro)
Rilevate
per intero
Rilevate
parzialmente
31.12.2021 31.12.2020
A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 656 - 656 740
1. Titoli di debito 455 - 455 552
2. Titoli di capitale 201 - 201 188
3. Finanziamenti - - - -
4. Derivati - - - -
B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - - - -
1. Titoli di debito - - - -
2. Titoli di capitale - - - -
3. Finanziamenti - - - -
C. Attività finanziarie designate al fair value - - - -
1. Titoli di debito - - - -
2. Finanziamenti - - - -
D. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva 9.945 - 9.945 4.374
1. Titoli di debito 9.945 - 9.945 4.374
2. Titoli di capitale - - - -
3. Finanziamenti - - - -
E. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (fair value) 3.107 - 3.107 2.837
1. Titoli di debito 3.009 - 3.009 2.700
2. Finanziamenti 98 - 98 137
Totale attività finanziarie 13.708 - 13.708 7.951
Totale passività finanziarie associate 13.937 - 13.937 7.851
Valore netto 31.12.2021 -229 - -229 X
Valore netto 31.12.2020 100 - X 100

Non figurano nella tabella sopra riportata le operazioni di "covered bond" in cui la Banca risulti sia cedente che finanziatrice del veicolo emittente i titoli di debito.

B. Attività finanziarie cedute e cancellate integralmente con rilevazione del continuo coinvolgimento (continuing involvement)

Non sussiste la fattispecie per Intesa Sanpaolo.

C. Attività finanziarie cedute e cancellate integralmente

Informazioni di natura qualitativa

Operazioni di cessione di tipo multioriginator di portafogli creditizi – in particolare di quelli "unlikely to pay" – riconducibili a cessione dei crediti a un fondo comune di investimento con attribuzione delle relative quote agli intermediari cedenti

Al 31 dicembre 2021, Intesa Sanpaolo detiene quote in fondi comuni di investimento acquisite nell'ambito di operazioni di cessione di tipo multioriginator di portafogli creditizi.

In relazione alle disposizioni contenute nella Comunicazione della Banca d'Italia del 23 dicembre 2019, recepite nel 7° aggiornamento della Circolare 262, si riporta di seguito l'informativa inerente: "Le operazioni di cessione di tipo multioriginator di portafogli creditizi – in particolare di quelli "unlikely to pay" – riconducibili a cessione dei crediti a un fondo comune di investimento con attribuzione delle relative quote agli intermediari cedenti".

Fondo Back2Bonis

Nell'ottica di perseguire le attività di de-risking previste dal Piano d'Impresa 2018-2021, il Gruppo Intesa Sanpaolo aveva avviato nel corso del terzo trimestre 2020 un processo finalizzato al deconsolidamento di un portafoglio di esposizioni creditizie (comprendente contratti e beni immobili) classificate ad "Unlikely to Pay" con sottostante immobiliare, detenuti dalla Capogruppo ISP e dall'incorporata UBI Banca, con contestuale conversione degli stessi in quote del fondo mobiliare denominato Back2Bonis.

L'operazione, il cui closing era avvenuto alla fine del 2020, si era concretizzata per la Banca (incluse le operazioni realizzate dall'incorporata UBI Banca negli esercizi 2019 e 2020) nella cessione di un portafoglio crediti, rapporti giuridici di breve termine e rapporti giuridici e beni da crediti leasing per un ammontare lordo complessivo di 351 milioni ed esposizione netta pari a 164 milioni, con contestuale sottoscrizione delle quote del Fondo Back2Bonis per un controvalore di 164 milioni, sostanzialmente allineato al valore netto dei crediti ceduti.

L'operazione si era perfezionata mediante: (i) la cessione dei crediti bancari e dei crediti derivanti da contratti di leasing a un veicolo di cartolarizzazione Ampre S.r.l.; (ii) la cessione dei rapporti giuridici e beni derivanti dai contratti di leasing ad Ampre LeaseCo S.r.l.; (iii) la cessione dei contratti di breve termine revolving e dei relativi rapporti giuridici e crediti di ISP nonché dei contratti di medio-lungo termine con erogazioni residue e dei relativi rapporti giuridici, diversi dai rapporti e beni leasing attraverso la fronting bank messa a disposizione da Banca Finanziaria Internazionale S.p.A., (iv) la sottoscrizione integrale dei titoli emessi dal veicolo di cartolarizzazione da parte del fondo Back2Bonis e (v) l'acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo delle quote del Fondo quale contropartita dei crediti oggetto di cessione.

Il fondo Back2Bonis, costituito sotto forma di un fondo comune mobiliare di tipo chiuso le cui quote sono riservate per la sottoscrizione a investitori professionali, è una piattaforma multi-originator per la gestione di crediti di tipo "Real Estate Small & Medium Size" classificati quali UTP e derivanti da finanziamenti e linee di credito concessi a società operanti nell'ambito immobiliare o a fondi immobiliari (ivi inclusi quelli non interamente erogati/utilizzati al momento della cessione).

Con il perfezionamento dell'operazione di apporto dei crediti alla piattaforma, ISP aveva provveduto a deconsolidare i crediti con successiva iscrizione delle quote del Fondo in sostituzione dei suddetti crediti.

La ripartizione per settori di attività economica dei debitori ceduti si concentra in misura prevalente nei settori:

  • "Costruttori" con una percentuale del 64,3%;
  • "Affari immobiliari" con una percentuale del 17,5%;
  • "Attività Finanziarie e Assicurative" con una percentuale del 13,2%;
  • e in misura residuale, in altri settori di attività (Servizi, Trasporti, Attività Manifatturiere).
  • Le attività dei debitori ceduti presentano la seguente distribuzione per aree territoriali:
  • 70,7% Nord-Ovest;
  • 13,2% Nord-Est;
  • 11,9% Sud più Isole;
  • 4,2% Centro.

Al 31 dicembre 2021, la Capogruppo detiene una partecipazione del 34,39% nel fondo Back2Bonis classificata tra le interessenze ad influenza notevole per un valore di bilancio pari a 141 milioni. La valutazione del Fondo Back2Bonis ha fatto registrare un effetto negativo nell'esercizio di 17 milioni.

Fondo FI.NAV.

Nell'ottica di perseguire le attività di de-risking previste dal Piano d'Impresa 2018-2021, il Gruppo Intesa Sanpaolo aveva avviato nell'ultimo trimestre del 2018 un'operazione di conferimento al Fondo FI.NAV. - fondo comune di investimento mobiliare italiano di tipo chiuso multicomparto - di un portafoglio di crediti ipotecari e chirografari non performing del settore dello shipping.

Il Fondo è riservato a investitori istituzionali, gestito dalla management company Davy Global Fund Management Limited, non facente parte del Gruppo Intesa Sanpaolo, con sede in Irlanda, e si compone di due comparti autonomi: FI.NAV. Comparto A – Crediti, dedicato ad accogliere i crediti conferiti dal Gruppo Intesa Sanpaolo e Unicredit e FI.NAV. Comparto B – Nuova Finanza, dedicato ad accogliere i capitali di investitori terzi per il rilancio delle navi rimpossessate.

L'operazione, definita nel 2018, si era perfezionata lo scorso 2019 concretizzandosi in una cessione a titolo oneroso di crediti pro-soluto per un ammontare lordo complessivo di 155 milioni ed esposizione netta pari a 102 milioni, pari al prezzo di cessione, con compensazione del prezzo di cessione con il prezzo di sottoscrizione delle quote del Fondo e, pertanto, senza effetti sul conto economico dell'esercizio 2019.

Nel primo trimestre 2020 si era perfezionata la cessione di un'ulteriore tranche di crediti pro-soluto per un ammontare lordo di 37 milioni e un valore netto di 34 milioni, allineato al prezzo di cessione e, pertanto, senza effetti nel conto economico dell'esercizio 2020.

Ai sensi dell'IFRS 9, l'operazione si era configurata per il Gruppo Intesa Sanpaolo quale derecognition dei crediti ceduti in quanto, a seguito della stessa, la gestione era divenuta di esclusiva competenza del Fondo; il Gruppo Intesa Sanpaolo aveva pertanto proceduto alla derecognition dei relativi crediti dal proprio bilancio e alla contestuale iscrizione al corrispondente fair value delle quote del Fondo attribuite.

Le società del Gruppo coinvolte nell'operazione sono state la Capogruppo Intesa Sanpaolo e alcune delle sue controllate incorporate nel corso del 2019 e del 2020 (Cassa di Risparmio in Bologna e Mediocredito, incorporate entrambe nel 2019, e Banca IMI incorporata nel 2020).

Il settore di attività economica dei debitori ceduti si concentra in misura prevalente nell'ambito "Trasporti".

Le attività finanziarie oggetto di cessione sono presenti in prevalenza nell'area territoriale Sud più Isole.

Al 31 dicembre 2021, la Capogruppo ISP detiene una partecipazione del 43,80% nel Fondo FI.NAV. classificata tra le interessenze ad influenza notevole per un valore di bilancio pari a 113 milioni. La valutazione del Fondo FI.NAV. ha fatto registrare un effetto negativo nell'esercizio di 23 milioni.

Fondo RSCT – Comparto Crediti

Nell'ambito delle attività di de-risking previste dal Piano d'Impresa 2018-2021, il Gruppo Intesa Sanpaolo aveva individuato l'opportunità di conferire asset (crediti e titoli) a valere su posizioni non performing al fondo chiuso RSCT FUND, in cambio di quote del fondo medesimo. II progetto era stato seguito da Pillarstone che aveva selezionato un portafoglio di imprese industriali e commerciali con l'obiettivo di individuare per ciascuna di esse una strategia di massimizzazione delle potenzialità di recupero dei crediti anche attraverso iniezioni di nuova finanza.

L'operazione si era realizzata nel maggio 2020 con il conferimento di un portafoglio di crediti verso 18 società originati dal Gruppo ISP (ISP e Banca IMI, poi incorporata in ISP il 20 luglio 2020), Unicredit, BPER Banca e Crédit Agricole al Fondo d'Investimento Alternativo chiuso di nuova costituzione RSCT Fund, gestito da Davy Investment Fund Services, gestore di fondi alternativi autorizzato dalla Banca Centrale d'Irlanda.

RSCT Fund è strutturato in due comparti separati, il comparto A per la gestione dei crediti acquisiti dalle banche cessionarie e il comparto B per la gestione della nuova finanza.

La cessione di maggio 2020 aveva riguardato un portafoglio di crediti, notes Sirti e strumenti finanziari partecipativi PS Reti per un ammontare lordo di 339 milioni (ISP e Banca IMI) ad un valore netto di 255 milioni, sostanzialmente allineato al prezzo di cessione.

A luglio 2020 si era realizzata un'ulteriore cessione di una posizione creditizia per un ammontare lordo di 6,3 milioni ad un valore di 4,5 milioni, con compensazione del prezzo di cessione con il prezzo di sottoscrizione delle quote del Fondo stesso.

A febbraio 2021 si è realizzata la cessione di una posizione creditizia per un ammontare lordo di 21,3 milioni ad un valore di 13,9 milioni, con compensazione del prezzo di cessione con il prezzo di sottoscrizione delle quote del Fondo stesso.

A marzo 2021 si è realizzata la cessione di una posizione creditizia, rinveniente dall'incorporazione di UBI Banca, per un ammontare lordo di 3,1 milioni e un'esposizione netta pari a 1,2 milioni, con contestuale sottoscrizione delle quote del Fondo RSCT per un controvalore di 1,3 milioni, sostanzialmente allineato al valore netto dei crediti ceduti.

A giugno 2021 si è realizzata l'ulteriore cessione di una posizione creditizia per un ammontare lordo di 0,4 milioni ad un valore di 0,1 milioni, con compensazione del prezzo di cessione con il prezzo di sottoscrizione delle quote del Fondo stesso.

Il settore di attività economica dei debitori ceduti si concentra nell'ambito delle "Imprese produttive di installazione apparecchi elettrici" per una quota del 72%, di "Parchi di divertimento e parchi tematici" per una quota del 18% e del "Commercio al dettaglio di calzature e accessori" per una quota del 10%.

Le attività finanziarie oggetto di cessione sono presenti in prevalenza nell'area territoriale Nord Ovest.

Al 31 dicembre 2021, la Capogruppo ISP detiene una partecipazione del 71,80% nel Fondo RSCT classificata tra le interessenze ad influenza notevole per un valore di bilancio pari a 264 milioni. La valutazione del Fondo RSCT ha fatto registrare un effetto negativo nell'esercizio di 8 milioni.

Fondo IDEA CCR Corporate Credit Recovery II - Comparto Crediti

Nel 2018 il Gruppo Intesa Sanpaolo (nello specifico Intesa Sanpaolo e le banche successivamente incorporate: Cassa di Risparmio del Veneto, Cassa di Risparmio di Firenze, Cassa di Risparmio di Friuli Venezia Giulia, Cassa di Risparmio in Bologna e Mediocredito) aveva partecipato al Fondo chiuso italiano IDEA CCR Corporate Credit Recovery II - Comparto Crediti, gestito da Dea Capital Alternative Funds S.G.R. S.p.A., dedicato al rilancio delle imprese italiane di medie dimensioni che si trovano in situazioni di tensione finanziaria, ma con fondamentali industriali solidi. L'operazione, perfezionata nel 2018, si era realizzata mediante il conferimento di crediti deteriorati per nominali 59 milioni ed esposizione netta pari al prezzo di cessione 39,2 milioni, con compensazione del prezzo di cessione con il prezzo di sottoscrizione, di pari importo, delle quote del Fondo IDEA CCR Corporate Credit Recovery II - Comparto Crediti.

Nel corrente esercizio la partecipazione della Banca nel Fondo IDEA CCR si è ulteriormente incrementata per effetto dell'incorporazione di UBI Banca che aveva effettuato cessioni di posizioni creditizie nei confronti del Fondo IDEA CCR Corporate Credit Recovery II - Comparto Crediti, gestito da Dea Capital Alternative Funds SGR, nel corso del 2020, 2019, 2018 e 2017 per un ammontare lordo complessivo di 231 milioni e un'esposizione netta pari a 144 milioni, con contestuale sottoscrizione delle quote del Fondo IDEA CCR II per un controvalore di 148 milioni, con compensazione del prezzo di cessione con il prezzo di sottoscrizione delle quote del Fondo.

La ripartizione per settori di attività economica dei debitori ceduti si concentra in misura prevalente nei settori:

  • "Attività immobiliari" con una percentuale del 31,6%;
  • "Trasporto e magazzinaggio" con una percentuale del 28%;
  • "Attività Professionali, scientifiche e tecniche" con una percentuale del 10%;

  • "Metallurgia, fabbricazione di prodotti in metallo" con una percentuale del 9,4%;
  • "Fabbricazione di autoveicoli altri mezzi di trasporto" con una percentuale del 5,6%;
  • e in misura residuale, in altri settori di attività (Servizi, Trasporti, Attività Manifatturiere).
  • Le attività dei debitori ceduti presentano la seguente distribuzione per aree territoriali:
  • 28,8% Nord-Ovest;
  • 11,8% Nord-Est;
  • 31,2% Sud più Isole;
  • 23,8% Centro;
  • 4,4% Estero.

Al 31 dicembre 2021 Intesa Sanpaolo detiene una partecipazione del 33,97% nel Fondo IDEA CCR Corporate Credit Recovery II - Comparto Crediti classificata tra le "Attività Finanziarie obbligatoriamente al fair value" per un valore di bilancio pari a 87,8 milioni. La valutazione al fair value del Fondo IDEA CCR II ha fatto registrare un effetto negativo sul conto economico dell'esercizio di 23 milioni.

Fondo IDEA CCR Corporate Credit Recovery II - Comparto Shipping

Il Comparto Crediti Shipping si riferisce a crediti di tipo non performing, unlikely to pay single names, con un focus settoriale su aziende operanti nel segmento shipping.

Il Fondo si compone di tre comparti crediti, nuova finanza e shipping. In seguito all'incorporazione di UBI Banca, ISP partecipa anche al Comparto Shipping con una interessenza nel Fondo IDEA CCR II – Comparto Shipping.

Nel 2018, UBI Banca incorporata nel corrente esercizio in Intesa Sanpaolo, aveva ceduto finanziamenti per un ammontare lordo complessivo di 45 milioni ed esposizione netta pari a 31 milioni.

Al 31 dicembre 2021 Intesa Sanpaolo detiene una partecipazione del 20,37% nel Fondo IDEA CCR II – Comparto Shipping classificata tra le "Attività Finanziarie obbligatoriamente al fair value" per un valore di bilancio pari a 23,9 milioni. La valutazione al fair value del Fondo IDEA CCR Corporate Credit Recovery II - Comparto Shipping ha fatto registrare un effetto negativo nell'esercizio di 0,4 milioni.

Clessidra Restructuring Fund

Clessidra Restructuring Fund (Fondo CRF) è un fondo di investimento alternativo mobiliare di tipo chiuso riservato a investitori istituzionali, dedicato all'investimento in crediti classificati come unlikely to pay vantati nei confronti di aziende industriali pre‐individuate.

Lo scorso settembre 2019, UBI Banca incorporata nel corrente esercizio in Intesa Sanpaolo, aveva ceduto finanziamenti relativi a cinque controparti, per un ammontare lordo complessivo di 17 milioni ed esposizione netta pari a 11 milioni, con contestuale sottoscrizione delle quote del Fondo CRF per un controvalore sostanzialmente allineato al valore netto dei crediti ceduti.

Il settore di attività economica dei debitori ceduti si concentra in misura prevalente nell'ambito "Fabbricazione porte in legno e Fabbricazione Mobili".

Le attività finanziarie oggetto di cessione sono presenti in prevalenza nell'area territoriale Nord Ovest.

Al 31 dicembre 2021 Intesa Sanpaolo detiene una partecipazione del 4,38% nel Fondo CRF classificata tra le "Attività Finanziarie obbligatoriamente al fair value" per un valore di bilancio pari a 8 milioni. La valutazione al fair value del Fondo Clessidra Restructuring Fund ha fatto registrare un effetto positivo nell'esercizio di 0,8 milioni.

E.4 Operazioni di covered bond

Nella presente sezione devono essere rilevate le operazioni di covered bond in cui la banca cedente e la banca finanziatrice coincidono. Intesa Sanpaolo utilizza i covered bond prevalentemente come forma di raccolta cartolare garantita da attivi originati dalla stessa Intesa Sanpaolo o da altra società del Gruppo.

Intesa Sanpaolo ha realizzato tre programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (OBG).

Il primo Programma, avviato nel 2009, ha un ammontare massimo di 20 miliardi (l'ammontare massimo originario era pari a 10 miliardi). Il garante delle OBG è il veicolo ISP CB Pubblico, cessionario di portafogli di crediti e titoli in bonis al settore pubblico, originati dalla ex controllata Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo, ora Intesa Sanpaolo. Nel tempo la Banca ha ceduto al veicolo attività per un valore nominale originario complessivo pari a 14,3 miliardi (al netto di retrocessioni di attivi per 0,5 miliardi), l'ultima delle quali (per un importo di 1 miliardo) effettuata nell'aprile 2013. Nel mese di settembre 2020 è stata perfezionata la retrocessione di un cliente per un controvalore di 132 milioni.

Al 31 dicembre 2021 i crediti e i titoli ceduti al veicolo hanno un valore di bilancio di 3,5 miliardi.

A fronte di tali cessioni si sono realizzate, nel tempo, emissioni di OBG per un nominale complessivo di 25,2 miliardi (di cui 18,1 miliardi relativi ad emissioni acquistate interamente dalla Banca e oggetto di estinzione anticipata o giunte a scadenza e 3,5 miliardi oggetto di offerta di scambio agli investitori nel corso del 2012, una delle quali (2 miliardi) scaduta nel secondo trimestre 2017 e l'altra (1,5 miliardi) scaduta a gennaio 2021.

Al 31 dicembre 2020, erano in essere emissioni effettuate a valere sul programma garantito dal veicolo ISP CB Pubblico per un nominale complessivo di 4,1 miliardi, di cui 4 miliardi sottoscritte dalla Banca e 0,1 miliardi collocate presso investitori terzi. Nel corso dell'esercizio 2021 è giunta a scadenza la terza serie di OBG, per un ammontare complessivo nominale di 1,5 miliardi ed è stata emessa la quattordicesima serie per un ammontare di 1 miliardo.

Pertanto, al 31 dicembre 2021, restano in essere emissioni effettuate a valere sul programma garantito dal veicolo ISP CB Pubblico per un nominale complessivo di 3,6 miliardi, interamente sottoscritte dalla Banca.

Tutti i titoli emessi a valere sul programma sono quotati alla Borsa del Lussemburgo e hanno rating A2 di Moody's.

Il secondo Programma, avviato nel 2010, dell'ammontare massimo di 25 miliardi (l'ammontare massimo originario era pari a 20 miliardi), vede come garante delle OBG il veicolo ISP CB Ipotecario S.r.l., cessionario di mutui ipotecari residenziali italiani e, inizialmente, obbligazioni Adriano Finance S.r.l., originati da Intesa Sanpaolo.

Nel tempo la Banca ha ceduto al veicolo mutui per un valore nominale originario complessivo pari a 35,8 miliardi (al netto delle retrocessioni).

Nel corso dell'esercizio 2021 sono state perfezionate le seguenti operazioni:

– nel mese di gennaio sono stati effettuati riacquisti per un controvalore di 265 milioni;

– nel mese di giugno sono state effettuate cessioni per un controvalore di 2,2 miliardi.

Al 31 dicembre 2021 i crediti ceduti al veicolo hanno un valore di bilancio di 16 miliardi.

A fronte delle cessioni di tali attivi, Intesa Sanpaolo ha realizzato, nel corso del tempo, emissioni di OBG per un valore nominale complessivo di 33,9 miliardi (di cui oggetto di estinzione anticipata o scaduti per complessivi 18,4 miliardi alla data di dicembre 2021).

Al 31 dicembre 2020 risultavano in essere emissioni effettuate a valere sul programma garantito dal veicolo ISP CB Ipotecario per un nominale complessivo di 16,9 miliardi, di cui 12 miliardi collocate presso investitori terzi e 4,9 miliardi sottoscritte da Intesa Sanpaolo. Di queste ultime una parte è stata successivamente impegnata in operazioni di pronti contro termine passivi per un importo di 1,8 miliardi.

Nel corso del 2021 è scaduta l'undicesima serie per un ammontare di 1,4 miliardi e non sono state fatte nuove emissioni.

Al 31 dicembre 2021 risultano in essere emissioni effettuate a valere sul programma garantito dal veicolo ISP CB Ipotecario per un valore nominale complessivo di 15,5 miliardi, di cui 10,6 miliardi collocate presso investitori terzi e 4,9 miliardi sottoscritte da Intesa Sanpaolo. Di queste ultime una parte è stata successivamente impegnata in operazioni di pronti contro termine passivi per un importo di 343 milioni.

Tutti i titoli emessi a valere sul programma sono quotati alla Borsa del Lussemburgo ed hanno rating Aa3 di Moody's.

Il terzo Programma multi-originator di emissione di OBG, avviato nel 2012, vede come garante dei titoli il veicolo ISP OBG S.r.l. Tale programma è assistito da mutui ipotecari per un ammontare massimo di 55 miliardi (l'ammontare massimo originario era pari a 30 miliardi) ed è finalizzato a realizzare emissioni retained.

Il portafoglio posto a garanzia delle emissioni di OBG è composto da mutui ipotecari originati da Intesa Sanpaolo, Banco di Napoli, Cassa di Risparmio del Veneto, Cassa di Risparmio in Bologna e Banca CR Firenze (fuse per incorporazione in Intesa Sanpaolo tra luglio 2018 e febbraio 2019).

Nel tempo la Banca ha ceduto al veicolo mutui ipotecari per un valore nominale originario complessivo di 82,4 miliardi (al netto delle esclusioni).

Nel corso del 2021 Intesa Sanpaolo ha ceduto al veicolo mutui ipotecari per un valore nominale originario complessivo di 7,4 miliardi (al netto delle esclusioni). Sono state perfezionate le seguenti cessioni:

– nel mese di marzo, per un controvalore di 4,2 miliardi;

– nel mese di novembre, per un controvalore di 3,5 miliardi.

  • Inoltre, nel corso del 2021 sono stati riacquistati crediti:
  • nel mese di gennaio, per un controvalore di 321 milioni;
  • nel mese di maggio, per un controvalore di 0,1 milioni.

Al 31 dicembre 2021 i crediti ceduti da Intesa Sanpaolo al veicolo hanno un valore di bilancio di 47,8 miliardi.

A fronte della cessione di tali attivi, la Banca ha realizzato, nel corso del tempo, emissioni di OBG per un valore nominale complessivo di circa 86,3 miliardi (di cui 40,2 miliardi estinte anticipatamente e rimborsate). Tutti i titoli emessi a valere sul programma sono quotati alla Borsa del Lussemburgo ed hanno rating A (High) di DBRS Morningstar.

Al 31 dicembre 2020 risultavano in essere emissioni effettuate a valere sul programma garantito dal veicolo ISP OBG per un nominale complessivo di 45,9 miliardi, interamente sottoscritte da Intesa Sanpaolo, e successivamente impegnate, in parte, in un'operazione di pronti contro termine passivi per un importo di 50 milioni.

  • Nel corso del 2021:
  • nel mese di gennaio sono stati estinti anticipatamente i titoli della diciassettesima e diciottesima serie per complessivi 2,7 miliardi;
  • nel mese di gennaio sono state emesse la quarantacinquesima e la quarantaseiesima serie di OBG, ciascuna di 1,35 miliardi, a tasso variabile e con scadenza rispettivamente di 15 e 16 anni.

Pertanto al 31 dicembre 2021 risultano in essere emissioni effettuate a valere sul programma garantito dal veicolo ISP OBG per un nominale complessivo di 45,9 miliardi, interamente sottoscritte da Intesa Sanpaolo.

Nell'ex UBI Banca, incorporata in Intesa Sanpaolo S.p.A. nel corso del 2021, erano presenti due Programmi di Obbligazioni Bancarie Garantite facenti capo a due Società Veicolo rispettivamente denominate UBI Finance S.r.l. e UBI Finance CB2 S.r.l..

Nel corso del mese di gennaio 2021 il programma UBI Finance CB2 è stato chiuso.

Al 31 dicembre 2021 è invece ancora in essere il Programma di Obbligazioni Bancarie Garantite facente capo alla società Veicolo UBI Finance S.r.l..

Tale programma, avviato dall'ex Gruppo UBI Banca nel corso dell'esercizio 2008, prevede ad oggi la possibilità da parte di Intesa Sanpaolo di emettere titoli, rivolti ad investitori istituzionali, per un ammontare massimo di 15 miliardi. Il Programma include un portafoglio di mutui ipotecari residenziali ceduti dalle Banche Rete dell'ex Gruppo UBI; queste ultime avevano aderito al Programma in qualità sia di Banche Originator che di Banche Finanziatrici.

Nel mese di gennaio del 2021 è stata perfezionata un'operazione di riacquisto di crediti per complessivi 5,2 miliardi di euro (in termini di debito residuo capitale), di cui 5 miliardi riacquistati da Intesa Sanpaolo (ex UBI Banca) e 0,2 miliardi riacquistati da IW Bank, corrispondenti all'intero portafoglio di propria pertinenza alla data di riacquisto.

Successivamente, nel mese di marzo 2021 è stata effettuata un'ulteriore operazione di riacquisto per complessivi 0,4 miliardi di euro (in termini di debito residuo capitale), interamente riacquistati da Intesa Sanpaolo (ex UBI Banca).

Al 31 dicembre 2021 i crediti ceduti al veicolo hanno un valore di bilancio di 8,9 miliardi e risultano in essere emissioni sul programma garantito dal veicolo UBI Finance per un valore nominale complessivo di 9,1 miliardi, di cui 7,5 miliardi collocate presso investitori terzi e 1,6 miliardi retained.

Nel corso del 2021:

  • nel mese di gennaio le emissioni diciannove e trentadue sono state oggetto di cancellazione per un ammontare complessivo di 1,5 miliardi ed è inoltre scaduta la sesta emissione per un ammontare di 0,95 miliardi;
  • nel mese di aprile è stata rimborsata la terza emissione per un ammontare di 11,4 milioni;
  • nel mese di giugno la trentesima serie è stata oggetto di estinzione parziale per un ammontare di 200 milioni;
  • nel mese di ottobre è stata rimborsata la terza emissione per un ammontare di 11,4 milioni;
  • nel mese di novembre, la ventinovesima serie è stata oggetto di estinzione parziale per un ammontare di 200 milioni.

Al 31 dicembre il rating attribuito ai titoli del programma era pari a Aa3 per Moody's ed AA per DBRS Morningstar.

DENOMINAZIONE
VEICOLO
DENOMINA
ZIONE
TITOLO
TIPOLOGIA
ATTIVO
SOTTOSTANTE
EMISSIONE SCADENZA RATING DATI VEICOLO FINANZIAMENTO
SUBORDINATO
(1)
OBG EMESSE (milioni di euro)
Totale
attivo
Svalutaz.
cumulate
sul
portafoglio
cartolariz
zato
Importo Importo
nominale
(2)
Valore
di
bilancio
(2)
Classificazione
IAS
Valuta
zione
ISP CB
PUBBLICO
4.666 12 4.567 - -
ISP CB
IPOTECARIO
21.009 60 19.921 10.951 11.320 (3)
Intesa Sanpaolo
11/26 5,25%
Mutui ipotecari 17/02/2011 17/02/2026 Moody's
Aa3
100 119 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
11/31 5,375%
Mutui ipotecari 17/02/2011 17/02/2031 Moody's
Aa3
300 401 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo Moody's Titoli in Costo
11/27 5,25%
Intesa Sanpaolo
Mutui ipotecari 16/09/2011 16/09/2027 Aa3
Moody's
210 244 circolazione
Titoli in
amm.
Costo
12/22 3,625%
Intesa Sanpaolo
Mutui ipotecari 03/12/2012 05/12/2022 Aa3
Moody's
1.249 1.269 circolazione
Titoli in
amm.
Costo
13/25 3,375%
Intesa Sanpaolo
Mutui ipotecari 24/01/2013 24/01/2025 Aa3
Moody's
1.000 1.070 circolazione
Titoli in
amm.
Costo
14/26 3,25% Mutui ipotecari 10/02/2014 10/02/2026 Aa3 1.250 1.392 circolazione amm.
Intesa Sanpaolo
15/22 0,625%
Mutui ipotecari 23/01/2015 20/01/2022 Moody's
Aa3
1.000 1.006 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
15/25 1,375%
Mutui ipotecari 18/12/2015 18/12/2025 Moody's
Aa3
1.250 1.250 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
16/23 0,625%
Mutui ipotecari 23/03/2016 23/03/2023 Moody's
Aa3
1.249 1.253 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
17/27 1,125%
Mutui ipotecari 16/06/2017 16/06/2027 Moody's
Aa3
1.000 995 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
07/25 1,125%
Mutui ipotecari 13/07/2018 14/07/2025 Moody's
Aa3
1.000 1.022 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
03/24 0,5%
Mutui ipotecari 05/03/2019 05/03/2024 Moody's
Aa3
1.000 999 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo Moody's Titoli in Costo
04/30 FRN Mutui ipotecari 16/02/2018 12/04/2030 Aa3 343 300 circolazione amm.
ISP OBG 56.473 231 56.381 - -
UBI FINANCE Moody's
Aa3
10.566 81 10.549 7.508 7.846
Intesa Sanpaolo
04/22 FRN
Mutui ipotecari 30/04/2010 30/04/2022 DBRS
Morningstar
AA
Moody's
Aa3
11 11 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
14/24 3,125%
Mutui ipotecari 05/02/2014 05/02/2024 DBRS
Morningstar
AA
Moody's
Aa3
999 1.094 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
14/25 1,25%
Mutui ipotecari 07/11/2014 07/02/2025 DBRS
Morningstar
AA
Moody's
Aa3
1.000 1.047 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
15/23 1%
Mutui ipotecari 27/10/2015 27/01/2023 DBRS
Morningstar
AA
Moody's
Aa3
1.249 1.277 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
16/26 0,375%
Mutui ipotecari 14/09/2016 14/09/2026 DBRS
Morningstar
AA
Moody's
Aa3
1.000 1.005 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
17/27 1,125%
Mutui ipotecari 04/10/2017 04/10/2027 DBRS
Morningstar
AA
Moody's
Aa3
1.250 1.311 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
18/30 1,25%
Mutui ipotecari 15/01/2018 15/01/2030 DBRS
Morningstar
AA
Moody's
Aa3
500 537 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
18/24 0,5%
Mutui ipotecari 15/01/2018 15/07/2024 DBRS
Morningstar
AA
Moody's
Aa3
749 759 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
18/33 1,78%
Mutui ipotecari 23/02/2018 23/02/2033 DBRS
Morningstar
AA
Moody's
Aa3
90 104 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
18/33 1.75%
Mutui ipotecari 26/02/2018 25/02/2033 DBRS
Morningstar
AA
Moody's
Aa3
DBRS
160 184 Titoli in
circolazione
Costo
amm.
Intesa Sanpaolo
19/25 1%
Mutui ipotecari 25/02/2019 25/09/2025 Morningstar
AA
500 517 Titoli in
circolazione
Costo
amm.

La tabella che segue espone le principali caratteristiche delle emissioni:

(1) Nella voce è stato indicato il prestito subordinato concesso da Intesa Sanpaolo ai veicoli per finanziare l'acquisto del portafoglio posto a garanzia delle OBG. Tale prestito è oggetto di derecognition nel bilancio IAS compliant individuale. L'ammontare del finanziamento si riferisce all'emissione già realizzata nell'ambito di un programma di emissione di ammontare massimo superiore.

(2) L'importo nominale e il valore di bilancio sono da considerarsi al netto dei titoli riacquistati.

(3) I titoli (OBG) emessi da Intesa Sanpaolo sono stati oggetto di collocamento sul mercato presso investitori istituzionali per la quasi totalità dell'ammontare emesso.

L'informativa integrativa richiesta dall'IFRS 12 non va fornita dalle banche che redigono il Bilancio consolidato ai sensi della Circolare 262 di Banca d'Italia.

F. MODELLI PER LA MISURAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO

A fine anno, la perdita attesa gestionale risultava pari allo 0,40% dell'utilizzato, in linea rispetto al dato di fine 2020 (0,40%), principalmente per l'uscita di operatività a maggior rischio che compensa il lieve incremento di rischiosità osservato sulle controparti comuni ai due periodi. La stabilità è il risultato di una compensazione tra gli effetti incrementali dei model change Banche ed Enti Pubblici, bilanciati dagli effetti del model change SME Retail e dalla contrazione di operatività connotata da profili di rischio superiore.

Per le società che rientrano nel piano di roll-out, i modelli interni regolamentari di rating, di LGD e di EAD sono sottoposti ad un processo di controllo di secondo livello da parte della funzione di Convalida, come descritto nel paragrafo 2.3 della presente Sezione, e ad un controllo di terzo livello da parte della funzione di Revisione Interna. Le funzioni di controllo producono per il Supervisor le relazioni annuali di conformità dei modelli alla normativa di Vigilanza, nell'ambito delle quali si verifica lo scostamento tra le stime effettuate ex ante e i valori realizzati ex post. Tali relazioni, approvate dal Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, attestano il permanere dei requisiti di conformità.

SEZIONE 2 - RISCHI DI MERCATO

PORTAFOGLIO DI NEGOZIAZIONE DI VIGILANZA

2.1 RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE E RISCHIO DI PREZZO

Informazioni di natura qualitativa

Le informazioni di natura qualitativa circa la misurazione dei rischi finanziari generati dal portafoglio di negoziazione di vigilanza di Intesa Sanpaolo sono illustrate nella Parte E della Nota Integrativa consolidata.

Informazioni di natura quantitativa

Le informazioni quantitative di natura gestionale relative ai rischi di mercato di Intesa Sanpaolo sono illustrate nella Parte E della Nota Integrativa consolidata.

PORTAFOGLIO BANCARIO

2.2 RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE E DI PREZZO

Informazioni di natura qualitativa

Le informazioni di natura qualitativa circa la misurazione dei rischi finanziari generati dal portafoglio bancario di Intesa Sanpaolo sono illustrate nella Parte E della Nota Integrativa consolidata.

Informazioni di natura quantitativa

Portafoglio bancario: modelli interni e altre metodologie per l'analisi di sensitività

La sensitivity del margine di interesse – nell'ipotesi di variazione di +50, -50 e di +100 punti base dei tassi – ammonta alla fine dell'esercizio 2021, rispettivamente a 795 milioni, - 688 milioni e a 1.561 milioni. Quest'ultimo dato è in diminuzione rispetto al valore di fine 2020 che è pari a 2.141 milioni.

Il rischio di tasso di interesse generato dal portafoglio bancario di Intesa Sanpaolo, misurato mediante la shift sensitivity del valore (variazione di valore del portafoglio conseguente a uno spostamento parallelo e uniforme di +100 punti base della curva), ha registrato nel corso del 2021 un valore medio pari a -428 milioni, attestandosi a fine anno su di un valore pari a -853 milioni (-485 milioni il valore di fine 2020). Tale variazione è dovuta, soprattutto nell'ultimo trimestre del 2021, all'accresciuta operatività di impiego a tasso fisso ed alle coperture della raccolta a vista da clientela.

Il rischio di tasso di interesse, misurato in termini di VaR (intervallo di confidenza 99%, holding period 10 giorni), è stato nel corso del 2021 mediamente pari a 405 milioni, con un valore massimo pari a 486 milioni e un valore minimo pari a 301 milioni, attestandosi a fine anno su di un valore pari a 477 milioni.

Il rischio di prezzo generato dal portafoglio azionario di minoranza quotato, in gran parte detenuto nella categoria HTCS, ha registrato nel 2021 un livello medio, misurato in termini di VaR, di 200 milioni, con valori massimo e minimo pari rispettivamente a 278 milioni e a 151 milioni, attestandosi a fine 2021 su di un valore pari a 230 milioni (304 milioni il valore di fine 2020). Gli scostamenti tra i valori sono principalmente dovuti alla volatilità dei mercati registrata nel corso del 2021.

Infine, nella tabella sottostante, si fornisce un'analisi di sensitività del portafoglio bancario al rischio di prezzo, che evidenzia l'impatto sul Patrimonio Netto simulando uno shock dei prezzi per le sopracitate attività quotate detenute nel portafoglio HTCS.

Rischio di prezzo: impatto sul patrimonio netto

(milioni di euro)
Impatto sul
patrimonio netto al
31.12.2021
Impatto sul
patrimonio netto al
30.09.2021
Impatto sul
patrimonio netto al
30.06.2021
Impatto sul
patrimonio netto al
31.03.2021
impatto sul
patrimonio netto al
31.12.2020
Shock di prezzo 10% 177 181 208 152 147
Shock di prezzo -10% -177 -181 -208 -152 -147

2.3 RISCHIO DI CAMBIO

Informazioni di natura qualitativa

Per le informazioni di natura qualitativa, ivi comprese le attività di copertura del rischio di cambio, si rinvia a quanto esposto nella Parte E della Nota Integrativa consolidata.

Informazioni di natura quantitativa

1. Distribuzione per valuta di denominazione delle attività e passività e dei derivati

(milioni di euro)
Voci
Dollaro
USA
Sterlina Franco
svizzero
Yen Dollaro
Australiano
Altre
valute
A. ATTIVITA' FINANZIARIE 36.809 3.747 315 3.660 2.024 3.537
A.1 Titoli di debito 13.933 912 - 3.097 837 660
A.2 Titoli di capitale 638 1 8 1 - 337
A.3 Finanziamenti a banche 5.363 39 55 3 23 370
A.4 Finanziamenti a clientela 16.875 2.795 252 559 1.164 2.170
A.5 Altre attività finanziarie - - - - - -
B. ALTRE ATTIVITA' 4.200 129 53 104 295 210
C. PASSIVITA' FINANZIARIE 36.518 2.529 475 745 816 1.723
C.1 Debiti verso banche 15.603 164 364 20 576 1.088
C.2 Debiti verso clientela 8.422 932 111 92 228 567
C.3 Titoli di debito 12.493 1.433 - 633 12 68
C.4 Altre passività finanziarie - - - - - -
D. ALTRE PASSIVITA' 510 35 1 1 64 29
E. DERIVATI FINANZIARI
- Opzioni
posizioni lunghe 1.616 - - 11 - 22
posizioni corte 1.607 61 - 13 - 19
- Altri derivati
posizioni lunghe 64.003 13.215 8.904 5.397 1.343 12.439
posizioni corte 67.825 14.323 8.807 8.482 2.832 14.106
TOTALE ATTIVITA' 106.628 17.091 9.272 9.172 3.662 16.208
TOTALE PASSIVITA' 106.460 16.948 9.283 9.241 3.712 15.877
SBILANCIO (+/-) 168 143 -11 -69 -50 331

2. Modelli interni ed altre metodologie per l'analisi di sensitività

La gestione del rischio di cambio relativo alle attività di negoziazione è inserita nell'ambito delle procedure operative e delle metodologie di stima del modello interno basato sui calcoli di VaR, come illustrato nella Parte E della Nota Integrativa consolidata.

Il rischio di cambio espresso dagli investimenti partecipativi in divisa estera (banking book) origina a fine esercizio 2021 un VaR (intervallo di confidenza 99%, holding period 10 giorni) pari a 93 milioni. Tale impatto potenziale si rifletterebbe unicamente sul Patrimonio Netto.

SEZIONE 3 – GLI STRUMENTI DERIVATI E LE POLITICHE DI COPERTURA

La Banca risulta autorizzata all'utilizzo dei modelli interni di tipo EPE (Expected Positive Exposure) per la determinazione del requisito per il rischio di controparte.

Tali modelli sono utilizzati per la quasi totalità del portafoglio di negoziazione (come si evince dalla tabella sottostante, al 31 dicembre 2021 circa il 98% dell'EAD complessiva relativa ai derivati finanziari e creditizi è valutata con modelli EPE).

I derivati il cui rischio di controparte è misurato con metodi diversi da modelli interni rappresentano una quota residuale del portafoglio (al 31 dicembre 2021 pari a circa il 2% dell'EAD complessiva) e si riferiscono a contratti residuali non simulati, nel rispetto delle soglie di non materialità stabilite da EBA.

L'entrata in vigore delle regole di Basilea 3 ha previsto l'inclusione nel perimetro segnalato del rischio di controparte anche dei derivati Exchage Traded Derivatives (ETD) e dei contratti con le Controparti centrali CCP.

La tabella seguente riporta l'EAD complessiva delle esposizioni in derivati finanziari e creditizi, suddivisa per metodologia di valutazione.

(milioni di euro)
Categorie di transazioni Exposure at default (EAD)
31.12.2021 31.12.2020
Modelli
standardizzati
Modello interno
(EPE)
Modelli
standardizzati
Modello interno
(EPE)
Contratti derivati 332 16.363 177 20.069

Il modello interno di tipo EPE permette di tenere conto nella simulazione del collaterale incassato a mitigazione dell'esposizione creditizia e dell'eventuale collaterale pagato in eccesso. Il valore delle garanzie ricevute e inglobate nel calcolo dell'EAD ammonta per Intesa Sanpaolo a circa 8 miliardi, mentre il collaterale pagato risulta pari a circa 19 miliardi (tale importo è comprensivo dei margini iniziali postati a fronte dell'operatività con Controparti centrali).

3.1 Gli strumenti derivati di negoziazione

A. DERIVATI FINANZIARI

A.1 Derivati finanziari di negoziazione: valori nozionali di fine periodo

(milioni di euro)
Attività sottostanti/Tipologie derivati 31.12.2021 31.12.2020
Over the counter Mercati Over the counter Mercati
Controparti
Senza controparti centrali
centrali
organizzati Controparti
centrali
Senza controparti centrali organizzati
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
1. Titoli di debito e tassi d'interesse 1.933.669 302.251 76.452 167.501 1.885.799 363.611 70.434 161.456
a) Opzioni - 69.216 6.169 6.868 - 75.849 6.112 54.326
b) Swap 1.933.669 233.035 68.777 - 1.885.799 287.762 60.904 -
c) Forward - - 1.469 - - - 2.487 -
d) Futures - - 37 160.633 - - 931 107.130
e) Altri - - - - - - - -
2. Titoli di capitale e indici azionari - 4.799 28.198 2.480 - 6.359 30.249 1.889
a) Opzioni - 4.792 28.189 609 - 6.359 30.236 400
b) Swap - 7 9 - - - 13 -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - 1.871 - - - 1.489
e) Altri - - - - - - - -
3. Valute e oro - 172.779 15.290 104 - 157.437 14.663 359
a) Opzioni - 22.637 1.181 89 - 17.118 780 117
b) Swap - 44.252 3.829 - - 50.083 3.826 -
c) Forward - 105.707 9.504 - - 89.984 9.478 -
d) Futures - - - 15 - - - 242
e) Altri - 183 776 - - 252 579 -
4. Merci - 3.068 1.070 1.698 - 3.002 695 1.685
5. Altri sottostanti - - - - - - - -
Totale 1.933.669 482.897 121.010 171.783 1.885.799 530.409 116.041 165.389

I nozionali esposti al 31 dicembre 2021 nella colonna "Over the counter" con Controparti centrali afferiscono a derivati di tasso regolati tramite compensatori legali per 1.934 miliardi.

(milioni di euro)
Tipologie derivati 31.12.2021 31.12.2020
Over the counter Mercati
organizzati
Over the counter Mercati
Controparti
Senza controparti centrali
Controparti Senza controparti centrali organizzati
centrali Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
centrali Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
1. Fair value positivo
a) Opzioni - 1.743 789 26 - 2.418 683 45
b) Interest rate swap 39.039 10.033 5.337 - 52.352 16.825 7.134 -
c) Cross currency swap - 1.295 264 - - 1.246 348 -
d) Equity swap - - - - - - 6 -
e) Forward - 895 100 - - 1.257 136 -
f) Futures - - - - - - - -
g) Altri - 752 190 - - 175 58 -
Totale 39.039 14.718 6.680 26 52.352 21.921 8.365 45
2. Fair value negativo
a) Opzioni - 1.842 6.306 19 - 2.431 6.339 18
b) Interest rate swap 39.252 14.130 855 - 53.475 21.051 1.238 -
c) Cross currency swap - 1.141 859 - - 1.595 758 -
d) Equity swap - - - - - - - -
e) Forward - 1.146 208 - - 1.110 210 -
f) Futures - - - - - - - -
g) Altri - 752 417 - - 173 60 -
Totale 39.252 19.011 8.645 19 53.475 26.360 8.605 18

A.2 Derivati finanziari di negoziazione: fair value lordo positivo e negativo – ripartizione per prodotti

Ai fini della tabella si considera il fair value di tutti i contratti non marginati, sia su mercati regolamentati che su Controparti centrali.

I valori esposti nella colonna "Over the counter" con Controparti centrali afferiscono al fair value lordo dei derivati over the counter (OTC) regolati tramite compensatori legali, incluso LCH Ltd..

Il fair value dei derivati over the counter (OTC) di negoziazione in essere con il compensatore legale LCH Ltd., ritenuti soddisfatti i requisiti previsti dallo IAS 32 paragrafo 42, è stato oggetto di compensazione in bilancio con rappresentazione nella Parte B di Nota integrativa per uno sbilancio complessivamente positivo per i Derivati finanziari di negoziazione di 445 milioni (fair value positivo per 38.716 milioni e fair value negativo per 38.271 milioni). Lo sbilancio è da riferire all'operatività originata da clientela e società del Gruppo per un risultato negativo da compensazione di 510 milioni, rappresentato tra le Passività finanziarie di negoziazione, e all'operatività in conto proprio per un risultato positivo da compensazione di 955 milioni, rappresentato tra le passività in Derivati di copertura unitamente al risultato della compensazione dei contratti derivati di copertura.

A.3 Derivati finanziari di negoziazione "over the counter": valori nozionali fair value lordo positivo e negativo per controparti

(milioni di euro)
Attività sottostanti Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
Contratti non rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale X 7.281 14.694 54.477
- fair value positivo X 883 263 4.234
- fair value negativo X -571 -167 -255
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale X 16.273 6.435 5.490
- fair value positivo X 677 47 4
- fair value negativo X -1.067 -154 -5.020
3) Valute e oro
- valore nozionale
- fair value positivo
X
X
2.064
10
2.078
16
11.148
360
- fair value negativo X -697 -35 -267
4) Merci
- valore nozionale X - 78 992
- fair value positivo X - 2 184
- fair value negativo X - -15 -397
5) Altri
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
Contratti rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale 1.933.669 236.577 50.540 15.134
- fair value positivo 39.039 8.248 1.926 1.278
- fair value negativo -39.252 -12.596 -2.576 -366
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale - 1.992 2.792 15
- fair value positivo - 74 19 5
- fair value negativo - -90 -88 -
3) Valute e oro
- valore nozionale - 132.990 28.473 11.316
- fair value positivo
- fair value negativo
-
-
1.581
-1.475
459
-599
375
-462
4) Merci
- valore nozionale - 326 1.266 1.476
- fair value positivo - 47 312 394
- fair value negativo - -19 -244 -496
5) Altri
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -

A.4 Vita residua dei derivati finanziari "over the counter": valori nozionali

(milioni di euro)
Sottostanti/Vita residua Fino ad 1 anno Oltre 1 anno e
fino a 5 anni
Oltre 5 anni Totale
A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi di interesse 593.537 976.956 741.879 2.312.372
A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale ed indici azionari 9.805 21.709 1.483 32.997
A.3 Derivati finanziari su valute e oro 137.564 35.367 15.138 188.069
A.4 Derivati finanziari su merci 2.670 1.468 - 4.138
A.5 Altri derivati finanziari - - - -
Totale
31.12.2021
743.576 1.035.500 758.500 2.537.576
Totale
31.12.2020
754.243 974.530 803.476 2.532.249

B. DERIVATI CREDITIZI

B.1 Derivati creditizi di negoziazione: valori nozionali di fine periodo

(milioni di euro)
Categorie di operazioni
Derivati di negoziazione
su un singolo
soggetto
su più soggetti
(basket)
1. Acquisti di protezione
a) Credit default products 7.531 67.468
b) Credit spread products - -
c) Total rate of return swap - -
d) Altri - -
Totale 31.12.2021 7.531 67.468
Totale 31.12.2020 7.072 58.756
2. Vendite di protezione
a) Credit default products 8.243 63.098
b) Credit spread products - -
c) Total rate of return swap - -
d) Altri - -
Totale 31.12.2021 8.243 63.098
Totale 31.12.2020 7.453 51.887

Al 31 dicembre 2021 non sussistono contratti esposti in tabella inclusi nel perimetro dell'informativa sui prodotti strutturati di credito riportata nel capitolo di Nota Integrativa consolidata dedicato ai rischi di mercato.

B.2 Derivati creditizi di negoziazione: fair value lordo positivo e negativo – ripartizione per prodotti

(milioni di euro)
Tipologie derivati Totale 31.12.2021 Totale 31.12.2020
1. Fair value positivo
a) Credit default products 2.248 1.643
b) Credit spread products - -
c) Total rate of return swap - -
d) Altri - -
Totale 2.248 1.643
2. Fair value negativo
a) Credit default products 2.341 1.758
b) Credit spread products - -
c) Total rate of return swap - -
d) Altri - -
Totale 2.341 1.758

Al 31 dicembre 2021 non sussistono contratti esposti in tabella inclusi nel perimetro dell'informativa sui prodotti strutturati di credito riportata nel capitolo di Nota Integrativa consolidata dedicato ai rischi di mercato.

B.3 Derivati creditizi di negoziazione "over the counter": valori nozionali, fair value lordo (positivo e negativo) per controparti

(milioni di euro)
Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
Contratti non rientranti in accordi di compensazione
1) Acquisto protezione
− valore nozionale X - - 246
− fair value positivo X - - 35
− fair value negativo X - - -
2) Vendita protezione
− valore nozionale X - 33 8
− fair value positivo X - - -
− fair value negativo X - -1 -9
Contratti rientranti in accordi di compensazione
1) Acquisto protezione
− valore nozionale 49.299 12.574 12.880 -
− fair value positivo - 158 146 -
− fair value negativo -1.615 -170 -211 -
2) Vendita protezione
− valore nozionale 46.227 13.242 11.831 -
− fair value positivo 1.508 176 225 -
− fair value negativo - -174 -161 -

Al 31 dicembre 2021 non sussistono contratti esposti in tabella inclusi nel perimetro dell'informativa sui prodotti strutturati di credito riportata nel capitolo di Nota Integrativa consolidata dedicato ai rischi di mercato.

B.4 Vita residua dei derivati creditizi di negoziazione "over the counter": valori nozionali

(milioni di euro)
Sottostanti/Vita residua Fino ad 1 anno Oltre 1 anno e
fino a 5 anni
Oltre 5 anni Totale
1. Vendita di protezione 4.426 66.221 694 71.341
2. Acquisto di protezione 4.719 69.749 531 74.999
Totale 31.12.2021 9.145 135.970 1.225 146.340
Totale 31.12.2020 9.350 114.173 1.645 125.168

B.5 Derivati creditizi connessi con la fair value option: variazioni annue

Intesa Sanpaolo non detiene in portafoglio derivati creditizi connessi con la fair value option.

3.2 Le coperture contabili

Informazioni di natura qualitativa

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, in sede di prima applicazione dell'IFRS 9, ha esercitato l'opzione prevista dal Principio di continuare ad applicare integralmente le regole dello IAS 39 per tutte le tipologie di coperture (micro e macro). Pertanto non trovano applicazione le previsioni dell'IFRS 9 in tema di coperture.

A. Attività di copertura del fair value

L'attività di copertura posta in essere dalla Banca è finalizzata ad immunizzare il portafoglio bancario dalle variazioni di fair value della raccolta e degli impieghi causate dai movimenti della curva dei tassi di interesse (rischio tasso).

La Banca adotta sia coperture specifiche (micro fair value hedge) che coperture generiche (macro fair value hedge). Nell'ambito del micro fair value hedge, sono coperti principalmente prestiti obbligazionari emessi, titoli dell'attivo ed impieghi a clientela.

Nell'ambito del macro fair value hedge, la copertura generica viene applicata a:

  • − raccolta a vista stabile (core deposit), sulla base della normativa di riferimento nella versione "Carve-out" dello IAS 39 secondo l'opzione prevista dall'IFRS 9 di avvalersi della possibilità di applicare integralmente le disposizioni dello IAS 39 in materia di coperture;
  • − quota già fissata di impieghi a tasso variabile, in cui il macro fair value hedge è applicato alla copertura del rischio di tasso insito nelle cedole a tasso variabile degli impieghi erogati, quando il tasso cedolare viene fissato;
  • − una porzione degli impieghi creditizi a tasso fisso; per questa tipologia, in linea con la versione "Carve-out" dello IAS 39, si è adottato un modello di copertura generica a portafoglio aperto secondo un approccio bottom-layer che, in coerenza con la metodologia di misurazione dei rischi di tasso di interesse che prevede la modellizzazione del fenomeno del prepayment, risulta maggiormente correlato all'attività di gestione dei rischi ed al dinamismo delle masse.

Le principali tipologie di derivati utilizzati sono rappresentate da interest rate swap (IRS) plain o strutturati, overnight index swap (OIS), cross currency swap (CCS), vendite forward ed opzioni su tassi, realizzati con controparti terze.

I derivati non sono quotati su mercati regolamentati, ma negoziati nell'ambito dei circuiti over the counter (OTC). Rientrano tra i contratti over the counter (OTC) anche quelli stipulati tramite Clearing House.

B. Attività di copertura dei flussi finanziari

L'attività di copertura posta in essere dalla Banca ha l'obiettivo di coprire l'esposizione dalla variazione dei flussi di cassa futuri, attribuibili ai movimenti della curva dei tassi di interesse, associati ad una particolare attività/passività, quali pagamenti di interessi futuri variabili su un debito/credito o ad una transazione futura prevista altamente probabile.

La Banca adotta sia coperture specifiche (micro cash flow hedge) che coperture generiche (macro cash flow hedge). Nell'ambito del micro cash flow hedge, sono coperti principalmente prestiti obbligazionari emessi.

Nell'ambito del macro cash flow hedge, la copertura generica viene applicata a:

  • − raccolta a tasso variabile nella misura in cui è utilizzata per finanziare impieghi a tasso fisso;
  • − impieghi a tasso variabile a copertura della raccolta a tasso fisso.

I derivati utilizzati sono interest rate swap (IRS) realizzati con controparti terze.

I derivati non sono quotati su mercati regolamentati, ma negoziati nell'ambito dei circuiti over the counter (OTC). Rientrano tra i contratti over the counter (OTC) anche quelli stipulati tramite Clearing House.

C. Attività di copertura di investimenti esteri

Nel corso del 2021 sono stati posti in essere interventi di copertura gestionale del rischio di cambio relativi al costo della raccolta in divisa ed agli utili in valuta generati dalle filiali estere della Capogruppo; trattandosi di copertura gestionale, non rileva quale copertura contabile oggetto della presente sezione.

D. Strumenti di copertura

Le principali cause di inefficacia del modello adottato dalla Banca per la verifica dell'efficacia delle coperture sono imputabili ai seguenti fenomeni:

  • − disallineamento tra nozionale del derivato e del sottostante coperto rilevato al momento della designazione iniziale o generato successivamente, come nel caso di rimborsi parziali dei mutui o riacquisto dei prestiti obbligazionari;
  • − applicazione di curve diverse su derivato di copertura ed oggetto coperto ai fini dell'effettuazione del test di efficacia sulle coperture di tipo fair value hedge. I derivati, normalmente collateralizzati o stipulati tramite Clearing House, sono scontati alle curve Overnight, mentre gli oggetti coperti sono scontati alla curva di indicizzazione dello strumento di copertura;
  • − inclusione nel test di efficacia del valore della gamba variabile del derivato di copertura, nell'ipotesi di copertura di tipo fair value hedge.

L'inefficacia della copertura è prontamente rilevata ai fini:

  • − della determinazione dell'effetto a conto economico;
  • − della valutazione in merito alla possibilità di continuare ad applicare le regole di hedge accounting.

La Banca non utilizza le coperture dinamiche, così come definite nell'IFRS 7, paragrafo 23C.

E. Elementi coperti

Le principali tipologie di elementi coperti sono:

  • − titoli di debito dell'attivo;
  • − titoli di debito emessi e raccolta non cartolare;
  • − impieghi a tasso fisso;
  • − impieghi a tasso variabile;
  • − componente opzionale implicita nei mutui a tasso variabile;
  • − cedola già fissata di impieghi a tasso variabile;
  • − raccolta a vista modellizzata.

E.1 Titoli di debito dell'attivo

Sono coperti in relazioni di copertura di tipo micro fair value hedge, utilizzando interest rate swap (IRS), overnight index swap (OIS) e cross currency swap (CCS) come strumenti di copertura.

In genere è coperto il rischio tasso per tutta la durata dell'obbligazione.

Per verificare l'efficacia della copertura è utilizzato il Dollar Offset Method. Tale metodo è basato sul rapporto tra le variazioni cumulate (da inizio copertura) di fair value dello strumento di copertura, attribuibili al rischio coperto, e le variazioni passate di fair value dell'elemento coperto (cd. delta fair value), al netto del rateo di interesse.

Sono relazioni di copertura di tipo micro fair value hedge anche quelle da riferire alle operazioni di vendita forward su titoli del portafoglio HTCS, effettuate per consentire un hedge dei rischi sul fair value da movimenti di spread di credito e delle curve di tasso. Per quanto attiene il contratto di vendita forward, che si configura come derivato in quanto transazione "non regular way", si procede alla separazione della componente spot (il prezzo a pronti) dalla componente interessi designando come strumento di copertura in una relazione di fair value hedging solo la componente spot.

E.2 Titoli di debito emessi e raccolta non cartolare

La Banca attualmente ha attive relazioni di copertura di tipo micro fair value hedge su raccolta a tasso fisso o strutturata e coperture di micro cash flow hedge o macro cash flow hedge su raccolta a tasso variabile, utilizzando interest rate swap (IRS), overnight index swap (OIS) e cross currency swap (CCS) come strumenti di copertura.

In genere è coperto il rischio tasso per tutta la durata dell'obbligazione.

Per le coperture di tipo micro, l'efficacia della copertura è verificata utilizzando il Dollar Offset Method. Tale metodo è basato sul rapporto tra le variazioni cumulate (da inizio copertura) di fair value o dei flussi di cassa dello strumento di copertura, attribuibili al rischio coperto, e le variazioni passate di fair value o dei flussi di cassa dell'elemento coperto (cd. delta fair value), al netto del rateo di interesse.

Per le coperture di tipo macro, l'efficacia della copertura è verificata mediante un test di capienza. Tale test prevede un confronto tra la consistenza degli elementi coperti, riferiti alla raccolta in essere e prevista (cd. operazioni future altamente probabili) a tasso variabile e quella degli strumenti di copertura, che deve essere sempre riscontrata lungo l'intera vita della relazione di copertura e per singola fascia temporale. L'oggetto coperto, in questo caso, è rappresentato dai flussi di cassa attesi originati dalla raccolta che si verificheranno lungo la vita delle emissioni stesse.

E.3 Impieghi a tasso fisso

La Banca ha designato relazioni di copertura di tipo micro fair value hedge su impieghi a tasso fisso e di macro fair value hedge, riconducibile a mutui del segmento retail della Banca, utilizzando principalmente interest rate swap (IRS) come strumenti di copertura.

Nell'ambito del micro fair value hedge è coperto il rischio tasso per tutta la durata del sottostante.

Per le coperture di tipo micro, l'efficacia della copertura è verificata utilizzando il Dollar Offset Method.

Per le coperture di tipo macro, il portafoglio di impieghi oggetto di copertura è di tipo aperto, cioè è costituito dinamicamente dagli strumenti a tasso fisso gestiti a livello aggregato tramite i derivati di copertura stipulati nel tempo.

L'efficacia delle macro coperture sugli impieghi a tasso fisso è periodicamente verificata sulla base di specifici test prospettici

e retrospettivi volti a dimostrare che il portafoglio oggetto di possibile copertura contenga un ammontare di attività il cui profilo di sensitivity e le cui variazioni di fair value per il rischio tasso rispecchino quelle dei derivati utilizzati per la copertura.

E.4 Impieghi a tasso variabile

La Banca attualmente ha attive relazioni di copertura di tipo macro cash flow hedge su impieghi a tasso variabile, utilizzando principalmente IRS come strumenti di copertura.

L'efficacia della copertura è verificata mediante un test di capienza. Tale test prevede un confronto tra la consistenza degli elementi coperti, riferiti agli impieghi in essere a tasso variabile e quella degli strumenti di copertura, che deve essere sempre riscontrata lungo l'intera vita della relazione di copertura e per singola fascia temporale. L'oggetto coperto, in questo caso, è rappresentato dai flussi di cassa attesi originati dagli impieghi che si verificheranno lungo la vita degli attivi stessi.

E.5 Componente opzionale implicita nei mutui a tasso variabile

Sono coperte in relazioni di copertura di tipo micro fair value hedge le componenti opzionali implicite (opzioni di tasso) nei mutui a tasso variabile, utilizzando opzioni (cap, floor, collar) come strumenti di copertura.

I sottostanti possono essere coperti parzialmente o totalmente, nel tempo e nell'importo.

Per verificare l'efficacia della copertura è utilizzato il Dollar Offset Method.

E.6 Cedola già fissata di impieghi a tasso variabile

La Banca ha designato relazioni di copertura di tipo macro fair value hedge sulle cedole già fissate di impieghi a tasso variabile utilizzando overnight index swap (OIS) come strumenti di copertura.

Scopo di questo tipo di copertura è quello di immunizzare il rischio tasso determinato dalle cedole già fissate degli impieghi a tasso variabile.

Per verificare l'efficacia della copertura è utilizzato il Dollar Offset Method, mentre l'effettiva consistenza degli elementi coperti è verificata con un test di capienza.

E.7 Raccolta a vista modellizzata.

La raccolta a vista modellizzata è coperta in relazioni di copertura di tipo macro fair value hedge, come previsto dal "Carveout" dello IAS 39, utilizzando interest rate swap (IRS) e overnight index swap (OIS) come strumenti di copertura.

Scopo di questo tipo di copertura è quello di immunizzare il margine di interesse da possibili cali dei tassi che riducano lo spread generato dalla raccolta core della Banca.

Il modello è oggetto di continuo monitoraggio ed attività di verifica da parte della Direzione Centrale Market and Financial Risk Management, al fine di recepire tempestivamente le variazioni delle principali caratteristiche (masse, stabilità, reattività) e, ove opportuno, apportare i necessari aggiustamenti.

Per verificare l'efficacia della copertura è utilizzato il Dollar Offset Method.

Informazioni di natura quantitativa

A. Derivati finanziari di copertura

A.1 Derivati finanziari di copertura: valori nozionali di fine periodo

(milioni di euro)
Attività 31.12.2021 31.12.2020
sottostanti/Tipologie
derivati
Over the counter Mercati Over the counter
Controparti
centrali
Senza controparti centrali organizzati Controparti
centrali
Senza controparti centrali organizzati
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
Con accordi di
compensazione
Senza accordi
di
compensazione
1. Titoli di debito e
tassi d'interesse
253.223 10.980 3.262 - 190.108 11.137 2.947 -
a) Opzioni - 1.851 - - - 2.229 - -
b) Swap 253.223 9.129 2.514 - 190.108 8.908 1.502 -
c) Forward - - 748 - - - 1.445 -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
2. Titoli di capitale e
indici azionari
- - - - - - - -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - - - - - - - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
3. Valute e oro - 9.420 - - - 7.277 - -
a) Opzioni - - - - - - - -
b) Swap - 9.420 - - - 7.277 - -
c) Forward - - - - - - - -
d) Futures - - - - - - - -
e) Altri - - - - - - - -
4. Merci - - - - - - - -
5. Altri - - - - - - - -
TOTALE 253.223 20.400 3.262 - 190.108 18.414 2.947 -

Il valore nozionale medio nell'esercizio dei derivati finanziari di copertura ammonta a 235.070 milioni.

I nozionali esposti al 31 dicembre 2021 nella colonna "Over the counter" con controparti centrali afferiscono ai valori nozionali dei derivati di tasso regolati tramite compensatori legali per 253 miliardi.

(milioni di euro)
Tipologie derivati Fair value positivo e negativo Variazione del valore
usato per calcolare
l'efficacia della
copertura
Totale 31.12.2021 Totale
Over the counter Over the counter
Senza controparti centrali Senza controparti centrali Totale
31.12.2021
Totale
31.12.2020
Controparti
centrali
Con accordi di
compensazione
Mercati organizzati
Senza accordi
Con accordi di
Controparti
di
compensazione
compensazione
centrali
Senza accordi
di
compensazione
Mercati organizzati
Fair value positivo
a) Opzioni - 26 - - - 10 - - -114 -155
b) Interest rate swap 2.816 580 28 - 2.437 716 1 - 2.505 2.682
c) Cross currency swap - 483 - - - 287 - - 68 103
d) Equity swap - - - - - - - - - -
e) Forward - - - - - - 1 - - -
f) Futures - - - - - - - - - -
g) Altri - - - - - - - - - -
Totale 2.816 1.089 28 - 2.437 1.013 2 - 2.459 2.630
Fair value negativo
a) Opzioni - 2 - - - 3 - - 2 3
b) Interest rate swap 5.238 1.686 10 - 8.349 1.533 40 - 5.743 8.871
c) Cross currency swap - 356 - - - 388 - - 378 204
d) Equity swap - - - - - - - - - -
e) Forward - - 1 - - - 12 - - -
f) Futures - - - - - - - - - -
g) Altri - - - - - - - - - -
Totale 5.238 2.044 11 - 8.349 1.924 52 - 6.123 9.078

A.2 Derivati finanziari di copertura: fair value lordo positivo e negativo - ripartizione per prodotti

I valori esposti al 31 dicembre 2021 nella colonna "Over the counter" con controparti centrali afferiscono al fair value lordo dei derivati over the counter (OTC) regolati tramite compensatori legali, incluso LCH Ltd..

Il fair value dei derivati over the counter (OTC) di copertura in essere con il compensatore legale LCH Ltd., ritenuti soddisfatti i requisiti previsti dallo IAS 32 paragrafo 42, è stato oggetto di compensazione in bilancio con rappresentazione nella Parte B di Nota Integrativa per uno sbilancio complessivamente negativo di 2.797 milioni (fair value positivo per 2.367 milioni e fair value negativo per 5.164 milioni), rappresentato tra le Passività in derivati di copertura.

A.3 Derivati finanziari di copertura "over the counter": valori nozionali, fair value lordo positivo e negativo per controparti

(milioni di euro)
Attività sottostanti Controparti Banche Altre società Altri soggetti
centrali finanziarie
Contratti non rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale X - 3.262 -
- fair value positivo X - 28 -
- fair value negativo X - -11 -
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
4) Merci
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
5) Altri
- valore nozionale X - - -
- fair value positivo X - - -
- fair value negativo X - - -
Contratti rientranti in accordi di compensazione
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale 253.223 9.466 1.514 -
- fair value positivo 2.816 570 36 -
- fair value negativo -5.238 -816 -872 -
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale - 8.166 1.254 -
- fair value positivo - 458 25 -
- fair value negativo - -151 -205 -
4) Merci
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -
5) Altri
- valore nozionale - - - -
- fair value positivo - - - -
- fair value negativo - - - -

A.4 Vita residua dei derivati finanziari di copertura "over the counter": valori nozionali

(milioni di euro)
Sottostanti/Vita residua Fino ad 1 anno Oltre 1 anno e
fino a 5 anni
Oltre 5 anni Totale
A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi di interesse 54.421 111.406 101.638 267.465
A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale ed indici azionari - - - -
A.3 Derivati finanziari su valute ed oro 370 4.380 4.670 9.420
A.4 Derivati finanziari su merci - - - -
A.5 Altri derivati finanziari - - - -
Totale
31.12.2021
54.791 115.786 106.308 276.885
Totale
31.12.2020
52.426 76.022 83.021 211.469

Informativa sull'incertezza derivante dalla riforma degli indici di riferimento dei derivati di copertura

Come illustrato nella Parte A Politiche Contabili, Intesa Sanpaolo applica, a decorrere dal Bilancio 2019, il Regolamento n. 34/2020 del 15 gennaio 2020 che ha adottato il documento emesso dallo IASB a settembre 2019 sulla "Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse (modifiche all'IFRS 9 Finanziamenti finanziari, allo IAS 39 Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione e all'IFRS 7 Strumenti finanziari: informazioni integrative"). Con il regolamento in oggetto sono state introdotte alcune modifiche in tema di coperture (hedge accounting) con la finalità di evitare che le incertezze sull'ammontare e sulle tempistiche dei flussi di cassa derivanti dalla riforma dei tassi possano comportare l'interruzione delle coperture in essere e difficoltà a designare nuove relazioni di copertura. Pertanto, l'analisi della tenuta delle coperture è stata effettuata considerando i flussi e le tempistiche dei derivati di copertura in essere, presumendo che gli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse esistenti non siano modificati a seguito della riforma dei tassi interbancari (cd. Interest Rate Benchmark Reform o IBOR Reform).

A seguire si fornisce l'informativa richiesta dall'IFRS 7, paragrafo 24H, in merito all'incertezza derivante dalla riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse sulle relazioni di copertura e l'importo nominale degli strumenti di copertura potenzialmente impattati dalla riforma dei tassi benchmark. Si rinvia anche a quanto riportato nella Nota Integrativa del Bilancio consolidato, nella Premessa della Parte E – Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, per una illustrazione di come il Gruppo sta gestendo il processo di transizione ai tassi di riferimento alternativi.

B. Derivati creditizi di copertura

B.1 Derivati creditizi di copertura: valori nozionali di fine periodo

B.2 Derivati creditizi di copertura: fair value lordo positivo e negativo - ripartizione per prodotti

B.3 Derivati creditizi di copertura "over the counter": valori nozionali, fair value lordo positivo e negativo per controparti

B.4 Vita residua dei derivati creditizi di copertura "over the counter": valori nozionali Intesa Sanpaolo non detiene in portafoglio derivati creditizi classificati di copertura.

C. Strumenti non derivati di copertura

C.1 Strumenti di copertura diversi da derivati: ripartizione per portafoglio contabile e tipologia di copertura

Intesa Sanpaolo si avvale della possibilità, prevista in sede di introduzione dell'IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS 39 in tema di "hedge accounting" (nella versione "Carve-out" omologata dalla Commissione Europea) per ogni tipologia di copertura (sia per le coperture specifiche che per le macro-coperture). Per questa ragione la Banca non ha in portafoglio strumenti finanziari da riportare nella tabella "C.1 Strumenti di copertura diversi da derivati: ripartizione per portafoglio contabile e tipologia di copertura".

Derivati di copertura del fair value

I derivati di copertura delle relazioni di fair value della Banca sono principalmente indicizzati all'Euribor, la cui metodologia di calcolo è stata oggetto di revisione nel corso del 2019 per poter continuare ad utilizzare tale parametro anche dopo il 1° gennaio 2022, sia per i contratti esistenti che per quelli nuovi. Per rendere l'Euribor conforme al regolamento dell'UE sui benchmark (Benchmarks Regulation, BMR - Regolamento n. 2016/1011/UE), l'EMMI - European Money Markets Institute - ha reso operativo il passaggio ad una nuova metodologia di calcolo "ibrida". L'attuale sistema di calcolo – le cui attività sono state completate a fine novembre 2019 – non modifica la variabile economica che l'indice misura: l'Euribor esprime l'effettivo costo della raccolta per le banche europee contributrici ed è sempre disponibile e consultabile.

Pertanto, la Banca non ritiene che ci sia incertezza sul timing o sull'ammontare dei flussi di cassa dell'Euribor e non considera le coperture di fair value collegate all'Euribor come impattate dalla riforma, in continuità con l'impostazione già adottata negli esercizi precedenti.

Nell'ambito delle relazioni di copertura di fair value sono presenti anche derivati indicizzati a benchmark impattati dalla riforma, in particolare all'EONIA e al LIBOR per le varie divise, che sono oggetto di sostituzione con i nuovi tassi risk free. In ambito europeo il fixing EONIA, calcolato a partire da ottobre 2019 sulla base del nuovo tasso risk free €STR, è stato pubblicato fino al 3 gennaio 2022, a valere sull'operatività del 31 dicembre 2021, per poi essere definitivamente sostituito da €STR. Per la rilevazione del LIBOR la pubblicazione è avvenuta fino al 31 dicembre 2021 – ad eccezione del LIBOR USD la cui cessazione è stata rinviata a giugno 2023 - e sono presenti nelle singole nazioni tassi risk free alternativi che andranno a sostituire il LIBOR stesso. Per la precisione, il 31 dicembre 2021 rappresenta la data ultima per la pubblicazione dei tassi LIBOR USD ad una settimana ed a due mesi, mentre i tassi LIBOR USD sulle altre scadenze continueranno a essere pubblicati fino al 30 giugno 2023.

Nello specifico, al 31 dicembre 2021 sono presenti derivati di fair value hedge indicizzati all'EONIA per un nozionale di 4 milioni (30.393 milioni al 31 dicembre 2020, 32.086 milioni includendo l'ex UBI Banca), al LIBOR USD per un nozionale di 16.416 milioni (14.236 milioni al 31 dicembre 2020, 15.139 milioni includendo l'ex UBI Banca) e altri tassi impattati dalla riforma rappresentati dal LIBOR in altre divise per un nozionale di 62 milioni (31 milioni al 31 dicembre 2020, 57 milioni includendo l'ex UBI Banca). Tali importi rappresentano il 6% del totale dei derivati di fair value hedge della Banca (22% al 31 dicembre 2020, il 20% includendo l'ex UBI Banca). Nel corso del 2021 si è registrato un progressivo maggior utilizzo di derivati indicizzati all'€STR nelle attività di copertura in modalità hedge accounting.

Si evidenzia che tali importi sono inclusi nella disclosure fornita sull'IBOR Reform nella Parte A sezione 4 - Altri Aspetti, dove la tabella pubblicata include nella colonna "derivati" sia i derivati di negoziazione che quelli di copertura non ancora transitati ai tassi di riferimento alternativi al 31 dicembre 2021. Si rinvia a tale sezione per le analisi qualitative sulle modalità di gestione della transizione da parte della Banca.

Derivati di copertura di flussi finanziari

I derivati di copertura delle relazioni di cash flow sono indicizzati all'Euribor. Come già evidenziato per il fair value hedge, la Banca non ritiene che ci sia incertezza sul timing o sull'ammontare dei flussi di cassa dell'Euribor e, pertanto, non considera le coperture di cash flow come impattate dalla riforma.

D. Strumenti coperti

Intesa Sanpaolo si avvale della possibilità, prevista in sede di introduzione dell'IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS 39 in tema di "hedge accounting" (nella versione "Carve-out" omologata dalla Commissione Europea) per ogni tipologia di copertura (sia per le coperture specifiche che per le macro coperture).

D.1 Coperture del fair value

(milioni di euro)
Coperture
specifiche:
valore di
Coperture
specifiche -
posizioni nette:
Coperture specifiche Coperture
generiche:
Valore di
bilancio valore di Variazioni Cessazione Variazioni del bilancio
bilancio delle
attività o
cumulate di
fair value
della
copertura:
valore usato
per rilevare
passività (prima dello variazioni l'inefficacia
della strumento cumulate della
compensazione) coperto residue del
fair value
copertura
A. Attività
1. Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva -
copertura di: 41.472 - -304 453 -226 -
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 38.659 - -293 453 -264 x
1.2 Titoli di capitale e indici azionari - - - - - x
1.3 Valute e oro - - - - - x
1.4 Crediti - - - - - x
1.5 Altri 2.813 - -11 - 38 x
2. Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - copertura di:
33.676 - 3.002 -263 2.999 71.378
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 33.085 - 2.647 -263 2.642 x
1.2 Titoli di capitale e indici azionari - - - - - x
1.3 Valute e oro - - - - - x
1.4 Crediti - - - - - x
1.5 Altri 591 - 355 - 357 x
31.12.2021
Totale
75.148 - 2.698 190 2.773 71.378
31.12.2020
Totale
59.985 - 5.128 628 5.246 70.647
B. Passività
1. Passività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - copertura di:
59.246 - 650 3 809 59.980
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse 54.311 - 631 3 783 x
1.2 Valute e oro - - - - - x
1.3 Altri 4.935 - 19 - 26 x
31.12.2021
Totale
59.246 - 650 3 809 59.980
31.12.2020
Totale
41.396 - 1.819 -5 2.084 30.082

D.2 Copertura dei flussi finanziari e degli investimenti esteri

Variazione del
valore usato per
rilevare l'inefficacia
della copertura
Riserve da
copertura
(milioni di euro)
Cessazione della
copertura: valore
residuo delle
riserve di
copertura
A. Copertura di flussi finanziari
1. Attività -52 -37 -
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse -52 -37 -
1.2 Titoli di capitale e indici azionari - - -
1.3 Valute e oro
1.4 Crediti
-
-
-
-
-
-
1.5 Altri - - -
2. Passività -699 -567 -
1.1 Titoli di debito e tassi d'interesse -699 -567 -
1.2 Valute e oro - - -
1.3 Altri - - -
Totale (A) 31.12.2021 -751 -604 -
Totale (A) 31.12.2020 -1.038 -789 -
B. Copertura degli investimenti esteri X - -
Totale (A+B) 31.12.2021 -751 -604 -
Totale (A+B) 31.12.2020 -1.038 -789 -

E. Effetti delle operazioni di copertura a patrimonio netto

E.1 Riconciliazione delle componenti di patrimonio netto

(milioni di euro)
Riserva da copertura dei flussi finanziari Riserva da copertura di investimenti esteri
Titoli di
debito e
tassi
d'interesse
Titoli di
capitale
e indici
azionari
Valute
e oro
Crediti Altri Titoli di
debito e
tassi
d'interesse
Titoli di
capitale
e indici
azionari
Valute
e oro
Crediti Altri
Esistenze iniziali -789 - - - - - - - - -
Variazioni di fair value (quota efficace) 185 - - - - - - - - -
Rigiri a conto economico - - - - - - - - - -
di cui: transazioni future non più attese - - - - - X X X X X
Altre variazioni - - - - - - - - - -
di cui: trasferimenti al valore contabile
iniziale degli strumenti coperti
- - - - - X X X X X
Rimanenze finali -604 - - - - - - - - -

Si segnala che la fattispecie "Strumenti di copertura (elementi non designati)" non risulta presente dal momento che Intesa Sanpaolo si avvale della possibilità, prevista in sede di introduzione dell'IFRS 9, di continuare ad applicare integralmente le previsioni del principio contabile IAS 39 in tema di "hedge accounting" (nella versione "Carve-out" omologata dalla Commissione Europea) per ogni tipologia di copertura (sia per le coperture specifiche che per le macro coperture).

3.3 Altre informazioni sugli strumenti derivati (di negoziazione e di copertura)

A. Derivati finanziari e creditizi

A.1 Derivati finanziari e creditizi "over the counter": fair value netti per controparti

Controparti
centrali
Banche Altre società
finanziarie
Altri soggetti
A. Derivati finanziari
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale 1.784.370 - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo -2.352 - - -
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
3) Valute e oro
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
4) Merci
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
5) Altri
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
B. Derivati creditizi
1) Acquisto protezione
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -
2) Vendita protezione
- valore nozionale - - - -
- fair value netto positivo - - - -
- fair value netto negativo - - - -

La tabella accoglie i valori rivenienti dalle compensazioni effettuate in bilancio per i derivati i cui accordi di compensazione soddisfano i criteri previsti dallo IAS 32 paragrafo 42.

In particolare quanto esposto si riferisce ai derivati finanziari e creditizi over the counter (OTC) di negoziazione e di copertura in essere con il compensatore legale LCH Ltd. per i quali si è proceduto alla separata compensazione in bilancio dei fair value riconducibili all'operatività in conto proprio ed all'operatività per conto della clientela e società del Gruppo.

Il risultato complessivamente negativo per 2.352 milioni (fair value negativo di 43.435 milioni e fair value positivo di 41.083 milioni) è riportato nella Parte B di Nota integrativa tra le passività in Derivati di copertura di 1.842 milioni per l'operatività in conto proprio e tra le Passività finanziarie di negoziazione di 510 milioni per l'operatività per conto della clientela e società del Gruppo.

SEZIONE 4 - RISCHIO DI LIQUIDITÀ

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Per le informazioni di natura qualitativa, si rinvia a quanto esposto nella Parte E della Nota Integrativa consolidata.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

1. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie

La distribuzione temporale delle attività e passività finanziarie è rappresentata nelle tabelle che seguono secondo le regole stabilite dalla normativa di bilancio (Circolare 262 di Banca d'Italia e relativi chiarimenti emessi dall'Organo di Vigilanza), ricorrendo all'utilizzo di informazioni di natura contabile esposte per durata residua contrattuale.

Non sono stati pertanto utilizzati dati di natura gestionale che prevedono, ad esempio, la modellizzazione delle poste a vista del passivo e la rappresentazione delle poste per cassa secondo il loro grado di liquidabilità.

Valuta di denominazione: Euro

(milioni di euro)
Voci/ Scaglioni temporali A vista Da oltre
1 giorno
a 7
giorni
Da oltre
7 giorni
a 15
giorni
Da oltre
15
giorni a
1 mese
Da oltre
1 mese
fino a 3
mesi
Da oltre
3 mesi
fino a 6
mesi
Da oltre
6 mesi
fino a 1
anno
Da oltre
1 anno
fino a 5
anni
Oltre 5
anni
Indeterminata
Durata
A. Attività per cassa 44.254 19.803 3.369 13.657 20.578 22.872 37.379 170.169 175.300 121.499
A.1 Titoli di Stato 23 11 247 60 322 1.064 3.122 14.923 43.127 -
A.2 Altri titoli di debito 205 395 696 4.614 329 745 1.012 6.682 16.789 -
A.3 Quote OICR 1.888 - - - - - - - - -
A.4 Finanziamenti 42.138 19.397 2.426 8.983 19.927 21.063 33.245 148.564 115.384 121.499
- Banche 12.987 8.243 298 309 1.718 770 1.307 5.464 676 121.371
- Clientela 29.151 11.154 2.128 8.674 18.209 20.293 31.938 143.100 114.708 128
B. Passività per cassa 377.482 8.540 377 3.662 8.321 11.217 26.374 160.764 28.114 -
B.1 Depositi e conti correnti 343.591 6.455 48 670 4.543 4.469 2.353 5.813 752 -
- Banche 9.927 5.641 13 621 4.245 4.282 2.115 5.568 587 -
- Clientela 333.664 814 35 49 298 187 238 245 165 -
B.2 Titoli di debito 14 2 8 2.799 3.157 4.270 6.272 41.723 23.901 -
B.3 Altre passività 33.877 2.083 321 193 621 2.478 17.749 113.228 3.461 -
C. Operazioni "fuori bilancio"
C.1 Derivati finanziari con scambio di capitale
- Posizioni lunghe 3.854 8.036 3.809 10.095 26.710 9.349 8.882 16.355 8.894 -
- Posizioni corte 4.695 7.661 3.972 9.195 19.427 6.682 6.985 15.113 11.808 -
C.2 Derivati finanziari senza scambio di capitale
- Posizioni lunghe 17.119 27 1 155 152 203 461 - - -
- Posizioni corte 23.212 17 9 91 185 333 534 - - -
C.3 Depositi e finanziamenti da ricevere
- Posizioni lunghe 49.570 - - - - - - - - -
- Posizioni corte - 49.470 - - 100 - - - - -
C.4 Impegni irrevocabili a erogare fondi
- Posizioni lunghe - 24.157 - - 977 216 377 14.765 611 -
- Posizioni corte 41.102 - - - - - - - - -
C.5 Garanzie finanziarie rilasciate 31 - - 1 - 1 1 23 5 -
C.6 Garanzie finanziarie ricevute - - - - - - - - - -
C.7 Derivati creditizi con scambio di capitale
- Posizioni lunghe - - - - 75 20 - 698 774 -
- Posizioni corte - - - - 75 20 - 698 774 -
C.8 Derivati creditizi senza scambio di capitale
- Posizioni lunghe 1.571 - - - - - - - - -
- Posizioni corte 1.611 - - - - - - - - -

Valuta di denominazione: Altre valute

(milioni di euro)
Voci/ Scaglioni temporali A vista Da oltre 1
giorno a
7 giorni
Da oltre 7
giorni a
15 giorni
Da oltre
15 giorni
a 1 mese
Da oltre 1
mese fino
a 3 mesi
Da oltre 3
mesi fino
a 6 mesi
Da oltre 6
mesi fino
a 1 anno
Da oltre 1
anno fino
a 5 anni
Oltre 5
anni
Indeterminata
Durata
A. Attività per cassa 1.904 2.125 703 2.602 3.982 2.605 3.359 19.945 12.138 47
A.1 Titoli di Stato 1 29 1 31 80 47 119 4.709 8.881 -
A.2 Altri titoli di debito 33 27 41 154 143 212 118 2.974 1.503 -
A.3 Quote OICR 459 - - - - - - - - -
A.4 Finanziamenti 1.411 2.069 661 2.417 3.759 2.346 3.122 12.262 1.754 47
- Banche 145 555 257 541 1.279 697 1.109 1.177 86 30
- Clientela 1.266 1.514 404 1.876 2.480 1.649 2.013 11.085 1.668 17
B. Passività per cassa 7.327 5.521 4.803 4.006 4.424 672 1.730 7.771 6.575 -
B.1 Depositi e conti correnti 5.560 2.089 977 1.065 1.262 383 295 544 155 -
- Banche 912 1.476 571 628 543 121 24 542 155 -
- Clientela 4.648 613 406 437 719 262 271 2 - -
B.2 Titoli di debito - 62 106 260 146 285 1.395 6.919 5.468 -
B.3 Altre passività 1.767 3.370 3.720 2.681 3.016 4 40 308 952 -
C. Operazioni "fuori bilancio"
C.1 Derivati finanziari con scambio di
capitale
- Posizioni lunghe 90 13.965 8.181 13.628 17.457 9.511 11.549 20.075 12.287 -
- Posizioni corte 323 14.599 8.440 13.991 26.429 12.959 12.656 21.253 7.532 -
C.2 Derivati finanziari senza scambio di
capitale
- Posizioni lunghe 1.598 - 92 48 1 55 197 - - -
- Posizioni corte 1.565 - 52 22 20 58 150 - - -
C.3 Depositi e finanziamenti da ricevere
- Posizioni lunghe 958 - - - - - - - - -
- Posizioni corte - 290 416 141 88 23 - - - -
C.4 Impegni irrevocabili a erogare fondi
- Posizioni lunghe - 37 84 - 1.085 292 1.410 10.235 808 -
- Posizioni corte 13.902 49 - - - - - - - -
C.5 Garanzie finanziarie rilasciate - - - - - - 2 - - -
C.6 Garanzie finanziarie ricevute - - - - - - - - - -
C.7 Derivati creditizi con scambio di capitale
- Posizioni lunghe - - - - - - - 40 - -
- Posizioni corte - - - - - - - 40 - -
C.8 Derivati creditizi senza scambio di
capitale
- Posizioni lunghe 649 - - - - - - - - -
- Posizioni corte 667 - - - - - - - - -

2. Operazioni di autocartolarizzazione

Si riporta di seguito una breve illustrazione delle operazioni di cartolarizzazione originate da Intesa Sanpaolo, in essere al 31 dicembre 2021, in cui la Banca ha sottoscritto la totalità dei titoli emessi dal relativo veicolo (autocartolarizzazioni) e che non sono esposte nelle tabelle di Nota Integrativa della Parte E, sezione C "Operazioni di cartolarizzazione".

Adriano Lease SEC S.r.l.

Si tratta di un'operazione di cartolarizzazione, perfezionata nel mese di dicembre 2017, concretizzatasi con la cessione di un portafoglio di crediti selezionati, da parte di Mediocredito Italiano S.p.A., in base a criteri predefiniti e derivanti da contratti di leasing performing, aventi ad oggetto beni immobili, strumentali ed autoveicoli, alla società Adriano Lease Sec S.r.l., per un ammontare complessivo di circa 4,2 miliardi. L'obiettivo dell'operazione è l'ampliamento della riserva di liquidità della Banca utilizzabile per le operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema.

Il veicolo Adriano Lease Sec S.r.l. ha provveduto in origine all'emissione di due tranche di titoli:

  • − una tranche senior (Class A), del valore nominale di 2,9 miliardi, quotata e assistita da rating A1 di Moody's e A di DBRS Morningstar;
  • − una tranche junior (Class B), del valore nominale di 1,4 miliardi, non quotata e priva di rating.

A seguito della fusione per incorporazione, i titoli originariamente acquistati da Mediocredito Italiano S.p.A., sono confluiti in Intesa Sanpaolo; al 31 dicembre 2021 i titoli senior sono pari a 686 milioni ed i titoli junior a 1.351 milioni. I titoli senior sono stanziabili sull'Eurosistema.

Brera Sec S.r.l.

Nel mese di ottobre 2017 è stata strutturata una operazione di autocartolarizzazione realizzata con la cessione di cinque portafogli di crediti alla società veicolo Brera Sec S.r.l. originati da Capogruppo e da quattro banche del Gruppo successivamente incorporate da Intesa Sanpaolo (Banco di Napoli, Cassa di Risparmio di Forlì e della Romagna e Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia e Cassa di Risparmio in Bologna. Il sottostante è costituito da mutui ipotecari residenziali in capo a famiglie consumatrici e/o produttrici. L'operazione è stata la prima operazione di cartolarizzazione Residential Mortgage Backed Security ("RMBS") multi-Originator del Gruppo.

L'operazione ha previsto l'emissione da parte della SPV di due tranche di titoli:

  • − una tranche senior, quotata presso la Borsa del Lussemburgo, con rating attribuito da due agenzie di rating (Moody's e DBRS Morningstar);
  • − una tranche junior non quotata e senza rating.

Sia i titoli senior che i titoli junior sono stati sottoscritti pro-quota da ogni singola banca cedente sulla base del prezzo di cessione di ciascun portafoglio.

Il titolo senior emesso nell'ambito dell'operazione è stato utilizzato come collaterale a garanzia di operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema.

Intesa Sanpaolo si occupa della gestione contabile del Veicolo, mentre la gestione amministrativa societaria è seguita da Securitisation Services S.p.A.

Intesa Sanpaolo ha assunto una quota di minoranza (5%) nella SPV di nuova costituzione e che è stata acquistata sul mercato, il cui controllo (95%) rimarrà in capo ad un'entità societaria esterna al Gruppo (fondazione di diritto olandese, c.d. Stichting).

Il corrispettivo totale di cessione è pari a 7,1 miliardi. Il prezzo di cessione di ciascun portafoglio ceduto è stato regolato con l'emissione dei titoli dell'11 dicembre 2017 per complessivi 7,1 miliardi.

I titoli senior, quotati con il rating Aa3 di Moody's e A (High) di DBRS Morningstar sono stati sottoscritti da Intesa Sanpaolo.

Nel mese di gennaio del 2021 è stata perfezionata una retrocessione per un controvalore di 67 milioni.

Al 31 dicembre 2021 il valore dei titoli sottoscritti in essere è pari a 3.342 milioni senior e 1.067 milioni junior.

Brera Sec S.r.l. (SME)

Nel mese di ottobre 2018 è stata strutturata una operazione di autocartolarizzazione realizzata con la cessione di tre portafogli di crediti alla società veicolo Brera Sec S.r.l. originati da Capogruppo e da tre banche del Gruppo successivamente incorporate da Intesa Sanpaolo (Banco di Napoli, Cassa di Risparmio in Bologna e Cassa di Risparmio di Firenze). Il sottostante è costituito da finanziamenti ipotecari e non in capo a piccole e medie imprese ed imprese corporate (queste ultime solo se con fatturato di gruppo inferiore a 100 milioni).

Si tratta di una operazione di cartolarizzazione Asset Backed Security ("ABS") multi-Originator del Gruppo, la prima con asset sottostante crediti SME. L'operazione ha previsto l'emissione da parte della SPV di due tranche di titoli: una tranche senior quotata presso la Borsa del Lussemburgo, con rating attribuito da due agenzie di rating (Moody's e DBRS Morningstar) ed una tranche junior non quotata e senza rating. Sia i titoli senior che i titoli junior sono stati sottoscritti pro-quota da ogni singola banca cedente sulla base del prezzo di cessione di ciascun portafoglio.

Il titolo senior emesso nell'ambito dell'operazione è stato utilizzato come collaterale a garanzia di operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema.

Intesa Sanpaolo si occupa della gestione contabile del Veicolo, mentre la gestione amministrativa societaria è seguita da Securitisation Services S.p.A.

All'origination il corrispettivo totale di cessione è stato pari a 5,3 miliardi. Il prezzo di cessione di ciascun portafoglio è stato regolato con l'emissione dei titoli, il 14 dicembre 2018, per complessivi 5,3 miliardi.

I titoli senior, quotati con il rating Aa3 di Moody's ed A (High) di DBRS Morningstar sono stati sottoscritti da Intesa Sanpaolo.

Nel mese di gennaio del 2021 è stata perfezionata una retrocessione per un controvalore di 23 milioni.

Al 31 dicembre 2021 il valore dei titoli in essere è pari a 447 milioni senior e 1.530 milioni junior.

Brera Sec S.r.l. (SEC 2)

Nel mese di settembre 2019 è stata strutturata un'operazione di autocartolarizzazione realizzata con la cessione del portafoglio di crediti alla società veicolo Brera Sec S.r.l. originati da Intesa Sanpaolo. L'operazione costituisce la seconda operazione di cartolarizzazione Residential Mortgage Backed Security ("RMBS") del Gruppo.

L'operazione ha previsto l'emissione da parte della SPV, il 27 novembre 2019, di due tranche di titoli: una tranche senior, quotata presso la Borsa di Lussemburgo con rating attribuito da due agenzie di rating (Moody's e DBRS Morningstar) ed una tranche junior non quotata e senza rating.

Sia i titoli senior che i titoli junior sono stati sottoscritti da Intesa Sanpaolo.

Il titolo senior emesso nell'ambito dell'operazione è stato utilizzato come collaterale a garanzia di operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema.

Intesa Sanpaolo si occupa della gestione contabile del Veicolo, mentre la gestione amministrativa societaria è seguita da Securitisation Services S.p.A.

Il corrispettivo totale di cessione è pari a 7,5 miliardi. Il prezzo di cessione del portafoglio è stato regolato con l'emissione dei titoli, il 27 novembre 2019, per complessivi 7,5 miliardi.

I titoli senior, quotati con il rating Aa3 di Moody's e A (High) di DBRS Morningstar sono stati sottoscritti integralmente da Intesa Sanpaolo.

Nel mese di gennaio del 2021 è stata perfezionata una retrocessione per un controvalore di 52 milioni.

Al 31 dicembre 2021 il valore dei titoli in essere è pari a 5.034 milioni senior e a 860 milioni junior.

Brera Sec S.r.l. (SEC 3)

Nel mese di ottobre 2021 è stata strutturata una nuova operazione di autocartolarizzazione realizzata con la cessione del portafoglio di crediti alla società veicolo Brera Sec S.r.l. originati da Intesa Sanpaolo. L'operazione costituisce la terza operazione di cartolarizzazione Residential Mortgage Backed Security ("RMBS") del Gruppo.

L'operazione ha previsto l'emissione da parte della SPV, il 1° dicembre 2021, di due tranche di titoli: una tranche senior, quotata presso la Borsa di Lussemburgo con rating attribuito da due agenzie di rating (Moody's e DBRS Morningstar) ed una tranche junior non quotata e senza rating.

Sia i titoli senior che i titoli junior sono stati sottoscritti da Intesa Sanpaolo in modo che i crediti ceduti possano rimanere nel bilancio di Intesa Sanpaolo (no derecognition).

Il titolo senior emesso nell'ambito dell'operazione è stato utilizzato come collaterale a garanzia di operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema.

Intesa Sanpaolo si occupa della gestione contabile del Veicolo, mentre la gestione amministrativa societaria è seguita da Securitisation Services S.p.A.

Il corrispettivo totale di cessione è pari a 7,7 miliardi. Il prezzo di cessione del portafoglio è stato regolato con l'emissione dei titoli, in data 1° dicembre 2021, per complessivi 7,7 miliardi.

I titoli senior, quotati con il rating A1 di Moody's e A (High) di DBRS Morningstar sono stati sottoscritti integralmente da Intesa Sanpaolo.

Al 31 dicembre 2021 il valore dei titoli in essere, sottoscritti da Intesa Sanpaolo, rimane invariato ed è pari a 6.940 milioni senior e a 725 milioni junior.

Clara Sec S.r.l.

Nel corso dell'anno 2020 è stata strutturata un'operazione di autocartolarizzazione revolving avente per oggetto crediti rivenienti da prestiti personali performing nell'ambito del credito al consumo ed erogati a famiglie consumatrici, operazione sottoposta ad un processo periodico di riacquisto dei crediti.

L'operazione si è realizzata con la cessione, in due tranche (aprile e maggio) del portafoglio di crediti originati da Intesa Sanpaolo alla società veicolo Clara Sec S.r.l. e costituisce la seconda operazione di cartolarizzazione Asset Backed Security ("ABS") del Gruppo.

Intesa Sanpaolo ha assunto una quota di minoranza (5%) nella SPV di nuova costituzione, che è stata acquistata sul mercato, il cui controllo (95%) rimarrà in capo ad un'entità esterna al Gruppo (fondazione di diritto olandese, c.d. Stichting).

Intesa Sanpaolo si occupa della gestione contabile del Veicolo, mentre la gestione amministrativa societaria è seguita da Securitisation Services S.p.A.

L'operazione ha previsto l'emissione da parte della SPV, il 23 giugno 2020, di due tranche di titoli: una tranche senior, quotata con rating attribuito da due agenzie di rating (Moody's e DBRS Morningstar) ed una tranche junior non quotata e senza rating. Sia i titoli senior che i titoli junior sono stati sottoscritti da Intesa Sanpaolo.

Il titolo senior emesso nell'ambito dell'operazione è stato utilizzato come collaterale a garanzia di operazioni di rifinanziamento sull'Eurosistema.

Intesa Sanpaolo si occupa della gestione contabile del Veicolo, mentre la gestione amministrativa societaria è seguita da Securitisation Services S.p.A.

Il corrispettivo totale di cessione è pari a 7,6 miliardi. Il prezzo di cessione del portafoglio è stato regolato con l'emissione dei titoli, il 23 giugno 2020, per complessivi 7,2 miliardi.

I titoli senior sono quotati con il rating A1 di Moody's e A di DBRS Morningstar.

Nel mese di gennaio del 2021 è stata perfezionata una retrocessione per un controvalore di 61 milioni ed in maggio una cessione per un controvalore di 620 milioni.

Al 31 dicembre 2021 il valore dei titoli in essere è pari a 6.350 milioni senior e a 824 milioni junior.

Giada Sec S.r.l.

Nel mese di novembre 2020 è stata strutturata un'operazione di autocartolarizzazione realizzata con la cessione di un portafoglio di crediti, erogati ad imprese appartenenti al segmento small business, SME e Corporate originati da Intesa Sanpaolo, alla società veicolo Giada Sec S.r.l. Si tratta della terza operazione di cartolarizzazione Asset Backed Security ("ABS") del Gruppo, seconda con asset sottostante crediti SME.

Intesa Sanpaolo ha assunto una quota di minoranza (5%) nella SPV di nuova costituzione, che è stata acquistata sul mercato, il cui controllo (95%) rimarrà in capo ad un'entità societaria esterna al Gruppo (fondazione di diritto olandese, c.d. Stichting).

L'operazione si configura come revolving, Intesa Sanpaolo avrà facoltà di cedere al Veicolo ulteriori portafogli di crediti di analoghe caratteristiche e qualità che il Veicolo acquisterà attingendo agli incassi generati dal portafoglio tempo per tempo segregato.

Il corrispettivo totale di cessione è pari a 10,1 miliardi.

Il prezzo di cessione del portafoglio è stato regolato con l'emissione dei titoli, il 21 dicembre 2020, per un pari ammontare.

L'operazione ha previsto l'emissione da parte della SPV di due tranche di titoli: una tranche senior, quotata presso la Borsa di Lussemburgo con rating attribuito da due agenzie di rating (Moody's e DBRS Morningstar) ed una tranche junior non quotata e senza rating.

Sia i titoli senior che i titoli junior sono stati sottoscritti da Intesa Sanpaolo.

Il titolo senior emesso nell'ambito dell'operazione è quotato con il rating A1 di Moody's e A DBRS Morningstar. Intesa Sanpaolo si occupa della gestione contabile del Veicolo, mentre la gestione amministrativa societaria è seguita da Securitisation Services S.p.A.

Nel mese di gennaio 2021 è stata perfezionata una retrocessione per un controvalore di 81 milioni, in giugno una cessione per un controvalore di 1.439 milioni ed in novembre una cessione per un controvalore di 891 milioni.

Al 31 dicembre 2021 il valore dei titoli in essere è pari a 6.610 milioni senior e a 3.485 milioni junior.

(milioni di euro)
Veicolo Tipo di Tipologia Rating Nozionale
titolo
emesso
attivo
cartolarizzato
esterno al
31.12.2021
ADRIANO LEASE SEC S.r.l.
di cui emissione in EURO 2.037
Classe A Senior Crediti derivanti da canoni di leasing Moody's A1/ A di DBRS
Morningstar
686
Classe B Junior Crediti derivanti da canoni di leasing no rating 1.351
BRERA SEC S.r.l.
di cui emissione in EURO 4.409
Moody's Aa3 / AH di
Class A RMBS F/R Notes
Class B RMBS Fixed Rate and Additional Return
Senior Mutui ipotecari residenziali DBRS Morningstar 3.342
Notes Junior Mutui ipotecari residenziali no rating 1.067
BRERA SEC S.r.l. (SME)
di cui emissione in EURO 1.977
Class A Asset Backed F/R Notes Senior Crediti clientela PMI e large
corporate
Moody's Aa3 / AH di
DBRS Morningstar
447
Crediti clientela PMI e large
Class B Asset Backed F/R Notes Junior corporate no rating 1.530
BRERA SEC S.r.l. (SEC 2)
di cui emissione in EURO Moody's Aa3 /AH di 5.894
Class A RMBS F/R Notes Senior Mutui ipotecari residenziali DBRS Morningstar 5.034
Class B RMBS Fixed Rate and Additional Return
Notes
Junior Mutui ipotecari residenziali no rating 860
BRERA SEC S.r.l. (SEC 3)
di cui emissione in EURO 7.665
Class A RMBS F/R Notes Senior Mutui ipotecari residenziali Moody's A1 / AH di
DBRS Morningstar
6.940
Class B RMBS Fixed Rate and Additional Return
Notes Junior Mutui ipotecari residenziali no rating 725
CLARA SEC S.r.l.
di cui emissione in EURO 7.174
Moody's A1 / A di
Class A Asset Backed F/R Notes
Class B Asset Backed F/R Notes
Senior
Junior
Prestiti personali
Prestiti personali
DBRS Morningstar
no rating
6.350
824
GIADA SEC S.r.l.
di cui emissione in EURO 10.095
Class A Asset Backed F/R Notes Senior Crediti clientela Small business,
SME e Corporate
Moody's A1 / A di
DBRS Morningstar
6.610
Crediti clientela Small business,
Class B Asset Backed F/R Notes Junior SME e Corporate no rating 3.485
TOTALE 39.251

Nel corso dell'esercizio 2021 è stata estinta l'operazione di autocartolarizzazione Apulia Finance 4 S.r.l.

SEZIONE 5 – RISCHI OPERATIVI

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Per le informazioni di natura qualitativa, inclusi i rischi legali e il contenzioso fiscale, si rinvia a quanto esposto nella Parte E della Nota Integrativa consolidata.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Per la determinazione del requisito patrimoniale, Intesa Sanpaolo adotta il metodo AMA in modo integrale con decorrenza 31 dicembre 2010; l'assorbimento patrimoniale così ottenuto è di 1.445 milioni al 31 dicembre 2021.

Parte F Informazioni sul patrimonio

SEZIONE 1 – IL PATRIMONIO DELL'IMPRESA

A. Informazioni di natura qualitativa

Per le informazioni di natura qualitativa in merito al patrimonio e alle corrispondenti politiche di gestione si rinvia a quanto riportato nella Parte F della Nota Integrativa consolidata.

I fondi propri, le attività ponderate per il rischio (Risk Weighted Assets - RWA) e i coefficienti di solvibilità al 31 dicembre 2021 sono stati determinati in base alla disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013, modificate rispettivamente dalla Direttiva 2019/878/UE (CRD V) e dal Regolamento (UE) 2019/876 (CRR II), che traspongono nell'Unione europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (c.d. framework Basilea 3), e sulla base della Circolare della Banca d'Italia n. 285.

Il CRR sopra citato è stato poi integrato dal Regolamento Delegato (UE) n. 241/2014 della Commissione contenente le norme tecniche di regolamentazione sui requisiti di fondi propri per gli enti, a sua volta modificato prima dal Regolamento delegato (UE) 2015/923 che disciplina il tema delle detenzioni indirette e sintetiche e successivamente dal Regolamento Delegato (UE) n.2020/2176 sul trattamento prudenziale del software, di seguito illustrato.

Nel 2017 si è conclusa la fase transitoria del framework "Basilea 3" che prevedeva la parziale computabilità o deducibilità dai Fondi Propri di taluni elementi secondo quanto previsto dalla CRD IV e dalla CRR, e con il 2018 è venuto meno anche il periodo di deroga riferito alle modifiche da applicare allo IAS 19 con il filtro sulle riserve per utili e perdite attuariali. A partire dal 1° gennaio 2018 ha preso avvio il periodo transitorio (2018-2022) volto a mitigare gli impatti patrimoniali legati all'introduzione del nuovo principio contabile IFRS 9. Intesa Sanpaolo, infatti, avvalendosi della facoltà prevista dal Regolamento UE 2395/2017, ha optato per l'adozione dell'approccio "statico" che consente di sterilizzare nel proprio CET1 una quota progressivamente decrescente dell'impatto IFRS 9 relativo alla sola componente di FTA relativa all'impairment. In particolare, la risultante dal confronto tra le rettifiche di valore IAS 39 al 31 dicembre 2017 e quelle IFRS 9 al 1° gennaio 2018 – relativo ai crediti e titoli in bonis (Stage 1 e 2) ed alle rettifiche su NPL (Stage 3) al netto della fiscalità e azzerata l'eventuale shortfall in essere - viene re-inclusa nel patrimonio secondo percentuali di phase-in pari al 50% nel 2021 e al 25% nel 2022, anno in cui il regime transitorio si concluderà.

Dal 26 aprile 2019 è in vigore il Regolamento (UE) 2019/630 del 17 aprile 2019, modificativo del CRR, con cui è stata introdotta la deduzione da apportare al CET1 in caso di copertura minima insufficiente delle perdite sulle esposizioni deteriorate (minimum loss coverage), questa determinata sulla base di percentuali di provisioning differenziate, tra esposizioni garantite e non, nonché di un calendario prestabilito in cui raggiungere tale obiettivo di copertura (c.d. calendar provisioning).

Nell'ambito del contesto legato alla pandemia COVID-19, è stato pubblicato, con iter approvativo accelerato (c.d. "quick fix"), il Regolamento (UE) 2020/873 del 24 giugno 2020, che modifica il CRR e che contiene disposizioni temporanee di sostegno in termini di capitale e liquidità.

Tra le varie disposizioni inerenti al calcolo dei Fondi Propri, Intesa Sanpaolo ha optato per non avvalersi, sin da giugno 2020, né delle modifiche al regime transitorio per l'applicazione dell'IFRS 9 (art. 473 bis CRR), né della reintroduzione temporanea del filtro prudenziale volto ad escludere gli utili e le perdite non realizzati misurati al valore equo con impatto sulla redditività complessiva (FVTOCI) per le esposizioni verso le amministrazioni centrali e organismi del settore pubblico (art.468 CRR).

A partire dal 30 settembre 2019, Intesa Sanpaolo, a seguito dell'autorizzazione ricevuta da BCE, calcola i coefficienti patrimoniali applicando il cosiddetto Danish Compromise - per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché essere dedotti dal capitale.

Infine, sin dal dicembre 2020, Intesa Sanpaolo applica il Regolamento Delegato (UE) 2020/2176, pubblicato in data 22 dicembre 2020, che modifica il Regolamento delegato (UE) 241/2014 per quanto riguarda la deduzione delle attività sotto forma di software dagli elementi del capitale primario di classe 1. Il citato Regolamento, il cui scopo è quello di sostenere la transizione verso un settore bancario più digitalizzato, ha introdotto il concetto di ammortamento prudenziale applicato a tutte le attività sotto forma di software su un periodo di 3 anni, indipendentemente dalla vita utile stimata a fini contabili.

B. Informazioni di natura quantitativa

B.1 Patrimonio dell'impresa: composizione

(milioni di euro)
Voci/Valori 31.12.2021 31.12.2020
1. Capitale sociale 10.084 10.084
2. Sovrapprezzi di emissione 27.445 27.603
3. Riserve 8.175 7.609
di utili: 7.088 6.620
a) legale 1.545 1.545
b) statutaria - -
c) azioni proprie - -
d) altre 5.543 5.075
altre 1.087 989
3.5 Acconti su dividendi (-) -1.399 -
4. Strumenti di capitale 6.260 7.053
5. (Azioni proprie) -69 -90
6. Riserve da valutazione: 855 1.176
- Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva -183 -157
- Coperture su Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
- Attività finanziarie (diverse dai Titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
-395 81
- Attività materiali 1.492 1.503
- Attività immateriali - -
- Copertura di investimenti esteri - -
- Copertura dei flussi finanziari -604 -789
- Strumenti di copertura (elementi non designati) - -
- Differenze di cambio - -
- Attività non correnti e gruppi di Attività in via di dismissione - -
- Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito
creditizio)
-77 -99
- Utili (perdite) attuariali relativi a piani previdenziali a benefici definiti -374 -359
- Quote delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - -
- Leggi speciali di rivalutazione 996 996
7. Utile (perdita) d'esercizio 2.948 679
Totale 54.299 54.114

B.2 Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione

(milioni di euro)
Attività/Valori Totale 31.12.2021 Totale 31.12.2020
Riserva positiva Riserva negativa Riserva positiva Riserva negativa
1. Titoli di debito 65 -466 235 -154
2. Titoli di capitale 155 -338 155 -312
3. Finanziamenti 7 -1 3 -3
Totale 227 -805 393 -469

B.3 Riserve da valutazione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: variazioni annue

(milioni di euro)
Titoli di
debito
Titoli di
capitale
Finanziamenti
1. Esistenze iniziali 81 -157 -
2. Variazioni positive 426 138 6
2.1. Incrementi di fair value 339 107 5
2.2. Rettifiche di valore per rischio di credito 15 - 1
2.3. Rigiro a conto economico di riserve negative da realizzo 36 - -
2.4. Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto (titoli di capitale) - 4 -
2.5. Altre variazioni 36 27 -
3. Variazioni negative -908 -164 -
3.1. Riduzioni di fair value -444 -159 -
3.2. Riprese di valore per rischio di credito -6 - -
3.3. Rigiro a conto economico da riserve positive: da realizzo -422 - -
3.4. Trasferimenti ad altre componenti di patrimonio netto (titoli di capitale) - -1 -
3.5. Altre variazioni -36 -4 -
4. Rimanenze finali -401 -183 6

La voce 2.5 "Altre variazioni" accoglie gli incrementi connessi alle operazioni di aggregazione aziendale intervenute nel corso dell'esercizio (per 35 milioni riferiti ai Titoli di debito, per 1 milione riferiti ai Titoli di capitale).

B.4 Riserve da valutazione relative a piani a benefici definiti: variazioni annue

Nell'esercizio le riserve in argomento hanno subito una variazione negativa delle componenti reddituali riportate nel prospetto della redditività complessiva dei Prospetti Contabili di 4 milioni (di cui una variazione positiva di 23 milioni riferita ai fondi pensione e una variazione negativa di 27 milioni riferita al TFR). Al 31 dicembre 2021 è presente, per piani a benefici definiti, una riserva negativa complessiva pari a 374 milioni.

SEZIONE 2 – I FONDI PROPRI E I COEFFICIENTI DI VIGILANZA

Per l'informativa sui fondi propri e sull'adeguatezza patrimoniale si rinvia al separato fascicolo Terzo Pilastro di Basilea 3 – Informativa al pubblico al 31 dicembre 2021 del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Parte G Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda

SEZIONE 1 - OPERAZIONI REALIZZATE DURANTE L'ESERCIZIO

Nel corso dell'esercizio non sono state effettuate operazioni di aggregazione aziendale, così come disciplinate dall'IFRS 3, che abbiano comportato l'acquisizione del controllo di business o entità giuridiche.

Sono invece state realizzate alcune operazioni straordinarie infragruppo, senza pertanto effetti sul bilancio consolidato; tali operazioni, escluse dall'ambito di applicazione dell'IFRS 3, hanno comportato il trasferimento di rami d'azienda o entità giuridiche tra società appartenti al Gruppo Intesa Sanpaolo o operazioni di aggregazione tra le società stesse (under common control). In considerazione della finalità meramente riorganizzativa delle operazioni ed in applicazione della policy contabile di Gruppo in materia, esse sono state contabilizzate in continuità di valori contabili nei bilanci separati delle società coinvolte.

  • Le principali operazioni infragruppo perfezionate nell'esercizio hanno riguardato: – fusione per incorporazione di UBI Banca in Intesa Sanpaolo;
  • cessione della partecipazione in Intesa Sanpaolo Rent Foryou da Intesa Sanpaolo Forvalue a Intesa Sanpaolo;
  • fusione per incorporazione di UBI Sistemi e Servizi in Intesa Sanpaolo;
  • fusione UBI Factor in Intesa Sanpaolo;
  • cessione di azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo Private Banking a Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking da parte di Intesa Sanpaolo. Tali azioni erano state assegnate a Intesa Sanpaolo nell'ambito della scissione del ramo "Top Private Banking" dell'ex-UBI Banca.

Variazioni annue dell'avviamento

(milioni di euro)
Attività/Valori 31.12.2021
Avviamento iniziale 67
Aumenti -
- Avviamenti rilevati nel corso dell'esercizio -
- Operazioni infragruppo -
- Altre variazioni -
Diminuzioni -
- Rettifiche di valore rilevate nel corso dell'esercizio -
- Disinvestimenti -
- Operazioni infragruppo -
- Altre variazioni -
Avviamento finale 67

SEZIONE 2 - OPERAZIONI REALIZZATE DOPO LA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO

Successivamente alla chiusura dell'esercizio 2021 non sono state realizzate operazioni di aggregazione disciplinate dall'IFRS 3.

SEZIONE 3 – RETTIFICHE RETROSPETTIVE

Non si segnalano rettifiche rilevate nell'esercizio corrente relative alle aggregazioni aziendali verificatesi in esercizi precedenti.

Parte H Informazioni sui compensi e operazioni con parti correlate

A) LE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

1. Aspetti procedurali

Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo S.p.A. ha adottato, nel rispetto delle procedure previste dalla normativa, il Regolamento di Gruppo per la gestione delle operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo S.p.A., Soggetti Collegati del Gruppo e Soggetti Rilevanti ex art. 136 TUB.

Tale Regolamento, da ultimo aggiornato a giugno del 2021, tiene conto sia della disciplina emanata dalla Consob, ai sensi dell'art. 2391-bis C.C., che delle disposizioni di vigilanza introdotte dalla Banca d'Italia il 12 dicembre 2011 in materia di attività di rischio e conflitti di interesse delle banche e dei gruppi bancari nei confronti di "Soggetti Collegati" ed emanate in attuazione dell'art. 53, comma 4 e ss. del Testo Unico Bancario e in conformità alla delibera del CICR del 29 luglio 2008, n. 277 nonché, in aggiunta, delle regole stabilite dall'art. 136 del Testo Unico Bancario.

Il Regolamento disciplina per l'intero Gruppo Intesa Sanpaolo i seguenti aspetti:

  • − i criteri per identificare le Parti Correlate e i Soggetti Collegati;
  • − il processo di istruttoria, deliberazione e informazione agli Organi sociali per le operazioni realizzate con Parti Correlate e Soggetti Collegati;
  • − l'informazione al mercato per le operazioni con Parti Correlate;
  • − i limiti prudenziali e gli adempimenti di segnalazione periodica alla Banca d'Italia per le attività di rischio nei confronti dei Soggetti Collegati;
  • − le regole che riguardano i controlli e i presidi organizzativi;
  • − le regole generali di disclosure e di astensione per la gestione degli interessi personali degli esponenti, dei dipendenti e dei collaboratori aziendali anche diversi dai Soggetti Collegati.

Ai sensi del Regolamento sono considerati Parti Correlate di Intesa Sanpaolo: i soggetti che esercitano il controllo o l'influenza notevole, le entità controllate e collegate, le joint venture, i fondi pensione del Gruppo, gli Esponenti e i Key Manager di Intesa Sanpaolo, con i relativi stretti familiari e le entità partecipate rilevanti.

L'insieme dei Soggetti Collegati di Gruppo è costituito dai Soggetti Collegati di ciascuna banca del Gruppo (compresa la Capogruppo) e di ciascun intermediario vigilato rilevante con fondi propri superiori al 2% del totale dei fondi propri a livello consolidato. Rispetto a ciascuna banca o intermediario vigilato rilevante del Gruppo sono Soggetti Collegati: i) gli azionisti che esercitano il controllo, l'influenza notevole o che sono comunque tenuti a richiedere autorizzazione ai sensi dell'art. 19 TUB o in grado di nominare un componente dell'organo con funzione di gestione o di supervisione strategica e i relativi gruppi societari, ii) le entità controllate, controllate congiunte e collegate, nonché le entità da queste controllate anche congiuntamente ad altri; iii) gli esponenti aziendali con i relativi parenti fino al secondo grado e le entità partecipate rilevanti.

In via di autoregolamentazione, la Banca ha esteso la disciplina in materia di operazioni con Parti Correlate e quella sull'attività di rischio e conflitti di interesse nei confronti dei Soggetti Collegati a:

  • a) gli azionisti di Intesa Sanpaolo e relativi gruppi societari che abbiano una partecipazione al capitale con diritto di voto della Banca superiore alla soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate calcolata sulle sole azioni in proprietà o in gestione, nonché le entità da questi controllate anche congiuntamente ad altri;
  • b) le società nelle quali gli esponenti di Intesa Sanpaolo o i loro stretti familiari i) hanno cariche esecutive o di presidente dell'organo di amministrazione; ii) detengono una partecipazione qualificata uguale o superiore al 10% del capitale o dei diritti di voto di tale entità, o una posizione di influenza notevole;
  • c) le società con le quali il Gruppo presenta significativi legami partecipativi e finanziari in quanto riferibili ad almeno due dei seguenti indicatori:
    • − partecipazione della controparte al capitale di Intesa Sanpaolo con una quota compresa tra l'1% e la soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate;
    • − partecipazione da parte di entità del Gruppo Intesa Sanpaolo nella controparte superiore al 10% dei diritti di voto;
    • − esposizione significativa creditizia del Gruppo verso la controparte.

Tale soluzione consente di sviluppare uno standard più elevato di monitoraggio delle transazioni con le principali entità in potenziale rischio di conflitto di interessi.

Il Regolamento contempla le diverse cautele istruttorie che devono essere osservate dalle strutture della Capogruppo e dalle società controllate nella realizzazione di operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo, Soggetti Collegati di Gruppo e Soggetti rilevanti ex art. 136 TUB, al fine di soddisfare le esigenze di correttezza sostanziale delle transazioni, richiedendo, tra l'altro, un esame dettagliato delle motivazioni, degli interessi, degli effetti dal punto di vista patrimoniale, economico e finanziario e delle condizioni dell'operazione.

In coerenza con la regolamentazione adottata dalla Consob e dalla Banca d'Italia, è inoltre previsto un regime di esenzioni, integrali o parziali, dall'applicazione della disciplina.

Per quanto attiene ai profili deliberativi delle operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo e Soggetti Collegati di Gruppo, il procedimento viene differenziato per:

  • − operazioni di importo esiguo: di controvalore inferiore o pari a 250 mila euro per le persone fisiche e 1 milione per i soggetti diversi dalle persone fisiche (escluse dall'applicazione della disciplina);
  • − operazioni di minore rilevanza: di controvalore superiore alle soglie di esiguità (250 mila euro per le persone fisiche e 1 milione per i soggetti diversi dalle persone fisiche), ma inferiore o pari alle soglie di maggiore rilevanza di seguito indicate;
  • − operazioni di maggiore rilevanza: di controvalore superiore alla soglia del 5% degli indicatori definiti dalla Consob e dalla Banca d'Italia (circa euro 3,1 miliardi per il Gruppo Intesa Sanpaolo);
  • − operazioni di competenza assembleare, a norma di legge o di Statuto.

Nel processo finalizzato all'approvazione delle operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo e Soggetti Collegati di Gruppo, un ruolo qualificato è svolto dal Comitato per le operazioni con Parti Correlate, in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dal Codice di autodisciplina delle società quotate e dall'art. 148 del Testo Unico della Finanza. Il Comitato per le operazioni con Parti Correlate può avvalersi, ove ritenuto opportuno, di esperti indipendenti in relazione alla significatività, alle particolari caratteristiche economiche o strutturali dell'operazione o alla natura della parte correlata o soggetto collegato.

Per le operazioni di maggiore rilevanza le strutture devono coinvolgere il Comitato nelle fasi dell'istruttoria e delle trattative, attraverso l'invio di un flusso completo e tempestivo e con la facoltà del Comitato di richiedere ulteriori informazioni e formulare osservazioni.

Tutte le operazioni – che non siano esenti in base al Regolamento – realizzate dalla Capogruppo con una parte correlata o soggetto collegato sono riservate alla competenza deliberativa del Consiglio, previo parere del Comitato per le operazioni con Parti Correlate.

Il Regolamento prevede specifici presidi nel caso in cui sia deliberata un'operazione di minore o maggiore rilevanza, nonostante il parere negativo del Comitato di indipendenti.

Le operazioni realizzate dalle società controllate con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo e Soggetti Collegati di Gruppo devono essere deliberate dal Consiglio di Amministrazione delle stesse società interessate previo benestare della Capogruppo, che viene rilasciato secondo l'iter sopra descritto.

Il Regolamento definisce altresì i criteri generali per l'informativa da rendere, almeno trimestralmente, anche ai sensi dell 'art. 150 del Testo Unico della Finanza, agli amministratori e all'organo di controllo in ordine alle operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati perfezionate nel periodo di riferimento dalla Capogruppo o da società controllate, al fine di fornire un quadro completo dell'insieme delle operazioni più significative poste in essere, nonché dei volumi e delle principali caratteristiche di tutte quelle delegate. L'informativa deve riguardare tutte le operazioni, anche se esenti da procedura deliberativa, di controvalore superiore alle soglie di esiguità; sono escluse le operazioni di minore rilevanza di finanziamento e di raccolta bancaria infragruppo (sempre che non riguardino una società controllata con interessi significativi di altra parte correlata o soggetto collegato e presentino condizioni non di mercato o standard). Per le operazioni di minore rilevanza infragruppo ordinarie e a condizioni di mercato è, invece, prevista un'informativa di tipo aggregato su base annuale.

Le operazioni realizzate dalle banche italiane controllate con Parti Correlate e Soggetti Collegati di Gruppo, che non siano considerate esenti, fermo il benestare della Capogruppo, devono essere deliberate dal relativo Consiglio di Amministrazione, previo parere di un Comitato di Consiglieri indipendenti costituito all'interno del Consiglio di Amministrazione della banca stessa. Sono, inoltre, previste regole specifiche di rendicontazione delle operazioni agli Organi della Banca.

Il Regolamento disciplina inoltre l'operatività con Soggetti Rilevanti ai sensi dell'art. 136 TUB che deve essere applicato da tutte le banche italiane del Gruppo Intesa Sanpaolo, ivi inclusa la Capogruppo. Tale norma richiede l'adozione di una procedura deliberativa aggravata (delibera unanime dell'organo amministrativo, con esclusione del voto dell'esponente interessato, e voto favorevole dei componenti l'organo di controllo) per consentire agli esponenti bancari di assumere, direttamente o indirettamente, obbligazioni con la banca nella quale gli stessi rivestono la carica di esponente.

Sono inoltre fatti salvi gli obblighi previsti dal Codice Civile (art. 2391) e dall'art. 53 TUB in materia di interessi degli amministratori.

In particolare, l'art. 2391 C.C. stabilisce che ciascun Consigliere dia notizia di ogni interesse detenuto, per conto proprio o di terzi, che possa rilevare nell'esercizio della funzione gestoria, con riferimento ad una determinata operazione. Ai sensi della predetta disposizione, sono di competenza del Consiglio le delibere relative a quelle operazioni, anche con Parti Correlate, nelle quali il Consigliere Delegato sia titolare di un interesse per conto proprio o di terzi ed osservi quindi l'obbligo di astensione dal compiere l'operazione, investendo della stessa l'organo collegiale ex art. 2391 C.C.

In aggiunta, l'art. 53 TUB prevede che gli amministratori delle banche debbano astenersi dalle deliberazioni in cui abbiano un conflitto di interessi per conto proprio o di terzi.

2. Informazioni sui saldi con parti correlate

I saldi creditori e debitori in essere al 31 dicembre 2021 nei confronti di parti correlate - diverse da quelle infragruppo risultano di ammontare complessivamente non rilevante rispetto alla dimensione patrimoniale della Banca. Parimenti non risulta rilevante l'incidenza dei proventi e oneri con parti correlate sul risultato di gestione d'Impresa.

31.12.2021
Importo (milioni di
euro)
Incidenza (%)
Totale attività finanziarie (1) 63.070 8,6
Totale altre attività (2) 1.116 10,6
Totale passività finanziarie (3) 44.959 6,4
Totale altre passività (4) 271 1,4
(1)
Include le voci 10, 20, 30, 40 e 70 dell'attivo di Stato Patrimoniale

(2) Include le voci 50, 60, 110 e 120 dell'attivo di Stato Patrimoniale

(3) Include le voci 10, 20 e 30 del passivo di Stato Patrimoniale

(4) Include le voci 40, 50, 70, 80, 90 e 100 del passivo di Stato Patrimoniale

31.12.2021
Importo (milioni di
euro)
Incidenza (%)
Totale interessi attivi 195 2,4
Totale interessi passivi -144 6,2
Totale commissioni attive 2.505 37,9
Totale commissioni passive -156 16,8
Totale costi di funzionamento (1) -150 1,6

(1) Include la voce 160 del Conto Economico

Nei confronti di società collegate, nell'esercizio si registrano rettifiche di valore nette su finanziamenti pari a circa 18 milioni di euro, parzialmente compensate da rilasci su accantonamenti per impegni e garanzie rilasciate per circa 8 milioni di euro.

Si riportano di seguito i principali termini di riferimento dell'operatività con ciascuna categoria di controparte correlata, sulla base dei soggetti indicati nello IAS 24 (rimandando al paragrafo successivo per le informazioni relative ai compensi dei componenti degli Organi di amministrazione e controllo), con la categoria degli Azionisti rilevanti di Intesa Sanpaolo e relativi gruppi societari (entità controllate anche congiuntamente ad altri, controllanti o sottoposte a comune controllo) che abbiano una partecipazione al capitale con diritto di voto della Banca superiore alla soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate calcolata sulle sole azioni in proprietà o in gestione, nonché con gli ulteriori soggetti inclusi nel perimetro definito in via di autoregolamentazione.

Con riferimento alle Partecipazioni si rimanda alle tabelle di Nota Integrativa – Parte B – Informazioni sullo Stato patrimoniale – Attivo, Sezione 7.

Nella tabella che segue non viene rappresentata l'incidenza delle operazioni con parti correlate sui flussi finanziari del Gruppo, in quanto non significativa.

Per maggiore chiarezza e coerentemente con le segnalazioni inviate alle Autorità di Vigilanza, si precisa che le poste fuori bilancio sono state dettagliate su due colonne distinte, raggruppando da un lato le garanzie/impegni rilasciati e dall'altro le garanzie/impegni ricevuti. Nella prima categoria sono stati inclusi anche gli impegni revocabili rilasciati il cui importo complessivo è pari a 93 miliardi di euro, di cui 86 miliardi verso società controllate.

controllate
al 100%
appartenenti
al gruppo
bancario
controllate
non al 100%
appartenenti
al gruppo
bancario
ENTITA' CONTROLLATE
controllate
non
appartenenti
al gruppo
bancario
TOTALE Entità
sottoposte
a controllo
congiunto
e relative
controllate
Entità
collegate
e relative
controllate
Esponenti,
Key
Manager e
soggetti ad
essi
riconducibili
Fondi
Pensione
TOTALE Azionisti
(*)
Società con
le quali il
Gruppo
presenta
significativi
legami
partecipativi
e finanziari
(**)
(milioni di euro)
Altre
società
riconducibili
agli
Esponenti
(***)
Cassa e disponibilità liquide 46 68 - 114 - - - - 114 - 64 -
Attività finanziarie valutate al
fair value con impatto a conto
economico
1.204 53 119 1.376 - 218 - - 1.594 - 899 43
a) Attività finanziarie detenute
per la negoziazione
1.204 53 12 1.269 - - - - 1.269 - 842 43
b) attività finanziarie
designate al fair value
- - - - - - - - - - - -
c) altre attività finanziarie
obbligatoriamente valutate al
fair value
- - 107 107 - 218 - - 325 - 57 -
Attività finanziarie valutate al
fair value con impatto sulla
redditività complessiva
96 - - 96 - - - - 96 - - -
Attività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
16.061 915 8.013 24.989 46 324 13 - 25.372 1 2.713 8.754
a) Crediti verso banche 8.179 914 - 9.093 - - - - 9.093 - 2.529 -
b) Crediti verso clientela 7.882 1 8.013 15.896 46 324 13 - 16.279 1 184 8.754
Altre attività 595 47 146 788 - 9 - 1 798 - 318 -
Partecipazioni 15.399 1.466 (a)
5.481
22.346 - 1.074 - - 23.420 - - -
Passività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
34.996 1.989 869 37.854 8 801 17 37 38.717 199 1.331 1.292
a) debiti verso banche 32.842 1.964 1 34.807 - 2 - - 34.809 - 1.275 -
b) debiti verso la clientela 2.154 25 868 3.047 8 799 17 37 3.908 199 56 1.292
Passività finanziarie di
negoziazione
255 69 81 405 - 3 - - 408 - 2.882 129
Passività finanziarie designate
al fair value
1 - - 1 - - - - 1 - - -
Altre passività 117 6 66 189 - 36 - 2 227 10 25 9
Garanzie e impegni rilasciati 92.106 3.525 7.655 103.286 23 460 1 1 103.771 8 1.154 6.545
Garanzie e impegni ricevuti 394 364 7 765 10 4 2 - 781 3 18 8.550

(*) In via di autoregolamentazione, azionisti e relativi gruppi societari che detengono una partecipazione al capitale superiore alla soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate calcolata sulle sole azioni in proprietà o in gestione, nonché le entità da questi controllate congiuntamente.

(**) In via di autoregolamentazione, società che presentano almeno due dei seguenti indicatori: i) partecipazione della controparte al capitale di Intesa Sanpaolo con una quota compresa tra l'1% e la soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate; ii) partecipazione da parte di entità del Gruppo ISP nella controparte superiore al 10% dei diritti di voto; iii) esposizione significativa creditizia del Gruppo verso la controparte. Gli importi riportati si riferiscono in larga misura alle società del Gruppo JP Morgan e a Bank of Qingdao.

(***) In via di autoregolamentazione, società nelle quali gli esponenti di Intesa Sanpaolo o i loro stretti familiari i) hanno cariche esecutive o di presidente dell'organo di amministrazione; ii) detengono una partecipazione qualificata uguale o superiore al 10% del capitale o dei diritti di voto di tale entità, o sulla quale tali persone possono esercitare un'influenza notevole. I Crediti verso clientela, i Debiti verso clientela e le Garanzie e Impegni attengono principalmente ad esposizioni verso il Gruppo Borsa Italiana.

(a) La voce include la controllata Private Equity International S.A. per la quale la Banca detiene il 94,39% del capitale e il 100% dei diritti di voto in assemblea.

Per l'illustrazione delle società collegate e controllate in modo congiunto - e le società da loro controllate - maggiormente significative a livello di Gruppo si rimanda a quanto descritto nell'analogo paragrafo di Nota Integrativa Consolidata.

3. Informazioni sulle operazioni con parti correlate

Operazioni di maggiore rilevanza

Nel corso dell'esercizio non sono state effettuate dalla Capogruppo operazioni qualificabili come di "maggiore rilevanza" non ordinarie e/o non a condizioni di mercato o standard soggette – in applicazione del Regolamento di Gruppo per la gestione delle Operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo S.p.A., Soggetti Collegati del Gruppo e Soggetti Rilevanti ex art. 136 TUB – all'obbligo di pubblicazione di un documento informativo al mercato.

Tra le operazioni esenti dal suddetto obbligo, si segnala l'auto-cartolarizzazione di circa 7,7 miliardi di euro volta ad ampliare il portafoglio di titoli di Intesa Sanpaolo S.p.A. idonei per le operazioni di rifinanziamento con l'Eurosistema. L'operazione, avente ad oggetto crediti in bonis originati da Intesa Sanpaolo S.p.A. e ceduti al veicolo, sottoposto ad influenza notevole, Brera Sec S.r.l., è stata deliberata dal Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo e preventivamente sottoposta al Comitato Parti Correlate che ha espresso parere favorevole.

Si ricorda che le operazioni di maggiore rilevanza nel periodo sono quelle che superano la soglia del 5% dei Fondi Propri a livello consolidato (circa 3,1 miliardi) o degli altri indicatori definiti dalla normativa Consob.

Operazioni di maggiore rilevanza infragruppo

Nel corso dell'esercizio non si registrano operazioni infragruppo di maggiore rilevanza esenti, ai sensi del citato Regolamento interno, dall'iter deliberativo aggravato e dall'obbligo di pubblicazione di un documento informativo al mercato, salvo che nella controllata vi siano interessi significativi di altre parti correlate.

Altre operazioni significative

Le operazioni realizzate con parti correlate rientrano nell'ambito della ordinaria operatività di Intesa Sanpaolo e sono di norma realizzate a condizioni di mercato o standard e comunque sulla base di valutazioni di reciproca convenienza economica, nel rispetto delle procedure interne sopra richiamate.

I rapporti tra Intesa Sanpaolo e gli esponenti aziendali, i Key Manager ed i soggetti ad essi riconducibili rientrano nella normale operatività del Gruppo e sono posti in essere applicando, ove ne ricorrano i presupposti, le convenzioni riservate a tutto il personale dipendente, con pieno rispetto e trasparenza delle condizioni praticate.

Con riferimento all'operatività con gli Azionisti, che detengono quote del capitale con diritto di voto della Banca superiori alla soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate calcolata sulle sole azioni in proprietà o in gestione, e con le entità con significativi legami partecipativi e finanziari (ai quali in via di autoregolamentazione è stata estesa l'applicazione della disciplina in materia di operazioni con parti correlate), sono state realizzate principalmente operazioni ordinarie di natura creditizia e in strumenti finanziari concluse a condizioni di mercato.

Si segnalano, in particolare, le operazioni in strumenti finanziari OTC poste in essere da Intesa Sanpaolo S.p.A. nell'ambito della corrente attività con i gruppi JP Morgan Chase & Co, JP Morgan Securities PLC, JP Morgan Asset Management UK Ltd., JP Morgan AG, Goldman Sachs (uscita dal perimetro delle parti correlate nel secondo semestre 2021), Blackrock Inc. e con la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.

Da BlackRock Investment Management (UK) Ltd. si è provveduto ad acquistare un servizio che riguarda lo sviluppo del framework di climate risk management in coerenza con le richieste normative del Regulator e per consentire l'esecuzione dello stress test 2022. L'operazione ha un controvalore di circa 2,5 milioni di euro.

Va inoltre richiamata l'operazione conclusa con JP Morgan Ltd. e JP Morgan AG volta a dare attuazione alle modifiche approvate dall'Assemblea ordinaria del 28 aprile 2021 relativamente al Piano di Incentivazione a Lungo Termine 2018 - 2021 POP (Performance-based Option Plan) destinato al Top Management, ai Risk Taker e ai Manager Strategici. In particolare, l'attuazione delle modifiche a tale Piano ha richiesto l'aggiornamento delle condizioni delle Performance Call Option e dei conseguenti obblighi di consegna ai beneficiari delle azioni Intesa Sanpaolo sottostanti alle medesime. Ciò ha determinato l'esigenza di procedere alla modifica dell'accordo liberatorio già stipulato tra Intesa Sanpaolo, i Beneficiari e JP Morgan Securities PLC in forza del quale quest'ultima si è accollata l'obbligo di consegna ai beneficiari delle azioni Intesa Sanpaolo sottostanti alle Opzioni POP originarie. Si precisa che nel citato accordo e negli altri contratti attuativi del Piano POP e delle modifiche è subentrata, in sostituzione di JP Morgan Securities PLC, JP Morgan AG. Tale operazione, non riconducibile all'ordinario esercizio, è stata conclusa a condizioni di mercato, nel rispetto del costo massimo di 65 milioni stabilito dall'Assemblea ordinaria.

Per quanto riguarda le operazioni con entità controllate congiuntamente e collegate, nonché con le società partecipate rilevanti in ragione della presenza di significativi legami partecipativi e finanziari, si segnalano:

  • − operazioni di natura creditizia a favore di ISM Investimenti S.p.A., Gesa S.r.l., VUB Generali A.S., Intermarine S.p.A., Trasporti Romagna S.p.A., Intesa Sanpaolo Rent Foryou S.p.A., Camfin S.p.A. e Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A.;
  • − il conferimento al Fondo RSCT del credito vantato da Intesa Sanpaolo S.p.A. nei confronti di clienti terzi. L'operazione il cui controvalore è pari a 15,3 milioni - prevede anche la possibilità di cedere in futuro ulteriori crediti al verificarsi di determinate condizioni;
  • − le operazioni in strumenti finanziari OTC poste in essere da Intesa Sanpaolo S.p.A., nell'ambito della corrente attività, con Cassa di Risparmio di Fermo;
  • − l'estinzione anticipata da parte di Intesa Sanpaolo S.p.A. della cartolarizzazione Apulia Finance n.4 S.r.l.;
  • − il trasferimento, nell'ambito di un processo di sindacazione, da parte di Intesa Sanpaolo S.p.A. a favore di Cassa di Risparmio di Fermo di quote di un finanziamento verso soggetti terzi;
  • − la richiesta di proroga di un anno degli impegni di firma in essere tra Intesa Sanpaolo S.p.A. e Alitalia Società Aerea Italiana S.p.A. in A.S., funzionale al regolare esercizio d'impresa e in particolare alla continuazione dei contratti di leasing su aeromobili;
  • − la sottoscrizione dei contratti di fornitura con Marketwall S.r.l. e Innolva S.p.A.;
  • − un accordo di distribuzione con Investopro SIM.

Si segnalano infine un'operazione societaria straordinaria e la partecipazione in qualità di Global Coordinator ad una emissione obbligazionaria con Nexi S.p.A. Sul punto si evidenzia che, a partire dal secondo semestre 2021, tale società non risulta più inclusa nel perimetro dei soggetti rilevanti.

Per quanto riguarda le operazioni con società controllate effettuate nel 2021, si precisa che le stesse sono riconducibili alla ordinaria operatività interna di una realtà bancaria polifunzionale. Esse sono per lo più regolate alle condizioni alle quali la Capogruppo accede sui mercati di riferimento, le quali non sono necessariamente uguali a quelle che risulterebbero applicabili se le società controparti del Gruppo dovessero operare in via autonoma. Tali condizioni vengono comunque applicate nel rispetto dei criteri di correttezza sostanziale e sempre nel perseguimento dell'obiettivo di creare valore per il Gruppo.

Tra le operazioni infragruppo si evidenziano:

  • − il sostegno da parte della Capogruppo alle esigenze finanziarie delle altre società del Gruppo, sia sotto forma di capitale di rischio e di finanziamenti, sia sotto forma di sottoscrizione di titoli emessi dalle controllate;
  • − la canalizzazione della provvista estera effettuata dalle società specializzate del Gruppo verso la Capogruppo e in parte verso altre controllate;
  • − le operazioni d'impiego della liquidità delle controllate presso la Capogruppo;
  • − la finanza strutturata svolta nell'ambito del Gruppo;
  • − i rapporti di outsourcing, che regolano le attività di carattere ausiliario prestate dalla Capogruppo a favore di altre società del Gruppo;
  • − gli accordi con le società del Gruppo riguardanti la distribuzione di prodotti e/o servizi o, più in generale, l'assistenza e la consulenza infragruppo.

Con riferimento alle operazioni societarie straordinarie infragruppo si segnalano:

  • − la fusione per incorporazione in Intesa Sanpaolo S.p.A. di Unione di Banche Italiane S.p.A., immediatamente preceduta dalla scissione parziale di quest'ultima a favore di Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. e di Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A.;
  • − l'aumento di capitale deliberato da Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. a favore di Intesa Sanpaolo S.p.A., a servizio della scissione parziale del ramo private banking riveniente dall'incorporazione di Unione di Banche Italiane S.p.A., e successivo riacquisto da parte di Fideuram delle azioni di Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. emesse a favore di Intesa Sanpaolo S.p.A. in occasione della scissione;
  • − la fusione per incorporazione di UBI Academy S.r.l. in Intesa Sanpaolo S.p.A.;
  • − la fusione per incorporazione di UBI Sistemi e Servizi S.c.p.A. in Intesa Sanpaolo S.p.A., previo rilievo, da parte di Intesa Sanpaolo S.p.A., delle quote di minoranza detenute dalle altre società del Gruppo;
  • − la fusione per incorporazione di UBI Factor S.p.A. in Intesa Sanpaolo S.p.A.;
  • − l'acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo S.p.A. di una quota di Vesta OML Limited detenuta da Eurizon Capital SGR S.p.A.;
  • − l'intervento di patrimonializzazione a favore di Intesa Sanpaolo Provis S.p.A. per un controvalore pari a 145 milioni, di cui 60 milioni mediante sottoscrizione di un aumento di capitale sociale, nonché a favore di Oro Italia Trading S.r.l. per un controvalore di 1,5 milioni e di Eurizon Capital Asia Ltd. per un controvalore di 2 milioni di euro;
  • − il rafforzamento patrimoniale di Qingdao Yicai Fund Distribution Co. Ltd., da effettuarsi in più tranche, di cui la prima versata nel primo semestre pari a 16 milioni;
  • − l'incremento di capitale della controllata Intesa Sanpaolo Brasil S.A. Banco Multiplo per un controvalore di 100 milioni;
  • − la cessione di un ramo d'azienda da Intesa Sanpaolo S.p.A. a Intesa Sanpaolo International Value Services Ltd. per ampliare lo sviluppo operativo della società controllata tramite un processo di convergenza di attività, finalizzato a istituire un framework tecnologico comune per le banche estere, in linea con il Piano d'Impresa 2018-2021;
  • − l'accordo trilaterale, di durata pluriennale, tra Intesa Sanpaolo S.p.A., Intesa Sanpaolo Vita S.p.A. e Intesa Sanpaolo Insurance Agency S.p.A. che prevede la cessione a quest'ultima, da parte della Capogruppo, di talune attività di distribuzione assicurativa e di collocamento delle forme pensionistiche complementari relative alla gestione post-vendita della clientela.

Si segnala inoltre un intervento di patrimonializzazione a favore di Bonifiche Ferraresi S.p.A. per un controvalore di 20 milioni.

Altre informazioni relative alle operazioni di riorganizzazione del Gruppo Intesa Sanpaolo sono presenti nella Parte G della Nota Integrativa del Bilancio Consolidato e del Bilancio d'Impresa. Per approfondimenti relativi alla movimentazione del portafoglio partecipativo della Capogruppo si rimanda alla Sezione 7 di Nota Integrativa – Parte B – Informazioni sullo Stato patrimoniale – Attivo.

Per quanto concerne l'operatività con le Special Purpose Entities, consolidate integralmente ai sensi dell'IFRS 10 e nelle quali il Gruppo esercita il controllo ancorché in assenza di una partecipazione, si rimanda alla Nota Integrativa – Parte E – Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura del Bilancio Consolidato.

Altre informazioni rilevanti

Con riferimento alle partecipazioni in società collegate o sottoposte a controllo congiunto, risultano effettuate rettifiche di valore per complessivi 72 milioni, riconducibili principalmente a FI.NAV. Comparto A – Crediti per 23 milioni, Back2Bonis per 17 milioni, Immobiliare Novoli S.p.A. per 9 milioni, Fondo RSCT – Comparto Crediti per 8 milioni, Vesta OML Limited (ex Oval Money Ltd.) per 7 milioni, Cassa di Risparmio di Fermo S.p.A. per 6 milioni e altre minori per 2 milioni.

Nei confronti dei Fondi Pensione, nei quali Intesa Sanpaolo risulta coobbligata in forza delle garanzie prestate, nell'esercizio sono stati effettuati accantonamenti per il ripianamento del disavanzo tecnico dei Fondi stessi, come indicato in Nota Integrativa – Parte B – Informazioni sullo Stato patrimoniale – Passivo, Fondi di quiescenza aziendale a benefici definiti, cui si rimanda.

Si segnalano inoltre le operazioni ordinarie in strumenti finanziari OTC poste in essere da Intesa Sanpaolo S.p.A. con il Fondo Pensione Cariplo.

Altri eventi rilevanti successivi alla chiusura del bilancio

Si segnala che gli Organi della Capogruppo hanno deliberato i progetti di scissione di IW Bank S.p.A. (che assumerà la denominazione di IW Private Investments Società di Intermediazione Mobiliare S.p.A.) a favore di Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A., e di Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. a favore di Intesa Sanpaolo S.p.A., nonché il progetto di fusione per incorporazione di UBI Leasing S.p.A. in Intesa Sanpaolo S.p.A. La prima di tali operazioni ha avuto efficacia giuridica dal 14 febbraio 2022, mentre la seconda sarà finalizzata entro il primo semestre 2022.

B) INFORMAZIONI SUI COMPENSI CORRISPOSTI AI COMPONENTI DEGLI ORGANI DI AMMINISTRAZIONE E DI CONTROLLO E AI DIRIGENTI CON RESPONSABILITÀ STRATEGICHE

Ai sensi dello IAS 24 si considerano "dirigenti con responsabilità strategiche" (di seguito Key manager), i componenti del Consiglio di Amministrazione (ivi compresi i membri del Comitato per il Controllo sulla Gestione e il Consigliere Delegato e CEO), il Dirigente Preposto, i Responsabili delle Business Unit e delle Direzioni Centrali a diretto riporto del Consigliere Delegato o del Presidente del Consiglio di Amministrazione, nonché il Chief Operating Officer e i Responsabili delle Aree di Governo, il Chief Financial Officer, il Chief Risk Officer, il Chief Lending Officer, il Chief Innovation Officer e il Chief Governance Officer.

La tabella che segue riporta l'ammontare dei principali benefici riconosciuti nel 2021 ai componenti dell'Organo di amministrazione e dell'Organo di controllo nonché agli altri dirigenti con responsabilità strategiche che rientrano nella nozione di "parte correlata", inclusi gli importi massimi relativi alla parte variabile della retribuzione che saranno corrisposti in denaro e/o in azioni della Capogruppo, in base alle politiche di retribuzione e di incentivazione del Gruppo, subordinatamente alla verifica del conseguimento dei target assegnati e alle determinazioni dei competenti Organi di Capogruppo.

ORGANI DI
AMMINISTRAZIONE/
ORGANI DI CONTROLLO
(1)
ALTRI MANAGERS (2) (milioni di euro)
TOTALE al 31.12.2021
Importo
di
Importo Importo
di
Importo Importo
di
Importo
competenza corrisposto competenza corrisposto competenza corrisposto
Benefici a breve termine (3) 8 8 27 22 35 30
Benefici successivi al rapporto di lavoro (4) - - 2 2 2 2
Altri benefici a lungo termine (5) - - 5 - 5 -
Indennità per la cessazione del rapporto di
lavoro (6)
- - - - - -
Pagamenti in azioni (7) - - 19 - 19 -
Totale 8 8 53 24 61 32

(1) Include 19 soggetti

(2) Include 20 soggetti

(3) Include anche i compensi fissi e variabili degli Amministratori in quanto assimilabili al costo del lavoro e gli oneri sociali a carico dell'azienda per i dipendenti

(4) Include la contribuzione aziendale ai fondi pensione e l'accantonamento al TFR nelle misure previste dalla legge e dai regolamenti aziendali

(5) Include una stima degli accantonamenti per i premi di anzianità dei dipendenti

(6) Include le indennità contrattuali dovute per la cessazione del rapporto di lavoro e patti di non concorrenza

(7) Include la quota della parte variabile della retribuzione a breve/lungo termine da corrispondere in azioni di Intesa Sanpaolo / tramite il Piano POP

Come già indicato nella Parte H della Nota Integrativa del Bilancio consolidato, dettagliate informazioni in merito alle politiche di remunerazione, ai sensi dell'art.123-ter del Testo Unico della Finanza, vengono annualmente pubblicate nell'ambito della specifica "Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti", nella quale vengono indicati:

  • − il dettaglio analitico dei compensi corrisposti ai componenti degli organi di Amministrazione e di Controllo, ai Direttori Generali e agli altri Dirigenti con Responsabilità Strategiche;
  • − i dettagli e l'evoluzione dei piani di Stock-option assegnate ai componenti dell'Organo di Amministrazione, ai Direttori Generali e agli altri Dirigenti con Responsabilità Strategiche;
  • − i dettagli e l'evoluzione dei piani di incentivazione basati su strumenti finanziari, diversi dalle stock option, a favore del Consigliere Delegato e CEO e degli altri Dirigenti con Responsabilità Strategiche;
  • − i dettagli dei piani di incentivazione monetari a favore del Consigliere Delegato e CEO e degli altri Dirigenti con Responsabilità Strategiche;
  • − le azioni della Capogruppo e delle società controllate detenute dai componenti degli Organi di amministrazione e controllo e dai Dirigenti con responsabilità strategiche nonché dagli altri soggetti collegati.

Parte I Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali

A. INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Descrizione degli accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali

Piano di incentivazione annuale basato su strumenti finanziari

Le Disposizioni di Vigilanza in materia di politiche e prassi di remunerazione e incentivazione nelle banche e nei gruppi bancari emanate il 30 marzo 2011 (ora integrate nella Circolare 285 della Banca d'Italia), hanno prescritto, tra l'altro, che parte dei premi annuali erogati ai cosiddetti "Risk Taker" venga attribuito mediante l'assegnazione di strumenti finanziari, in un orizzonte di tempo pluriennale. Conseguentemente, il Gruppo Intesa Sanpaolo prevede piani di incentivazione annuali collegati alle performance in ottemperanza ai quali:

  • − con riferimento ai risultati dell'esercizio 2016 e in attuazione della delibera assembleare del 27 aprile 2017, il 18 settembre 2017, il Gruppo ha complessivamente acquistato – tramite Banca IMI, incaricata dell'esecuzione del programma – n. 8.091.160 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo (pari allo 0,05% circa del capitale sociale ordinario) a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 2,937 euro, per un controvalore totale di 23.762.245 euro;
  • − con riferimento ai risultati dell'esercizio 2017 e in attuazione della delibera assembleare del 27 aprile 2018, il 12 settembre 2018, il Gruppo ha complessivamente acquistato – tramite Banca IMI, incaricata dell'esecuzione del programma – n. 12.686.321 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo (pari allo 0,07% circa del capitale sociale ordinario) a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 2,291 euro, per un controvalore totale di 29.061.008 euro;
  • − con riferimento ai risultati dell'esercizio 2018 e in attuazione della delibera assembleare del 30 aprile 2019, il 17 e 18 settembre 2019, il Gruppo ha complessivamente acquistato – tramite Banca IMI, incaricata dell'esecuzione del programma – n. 17.137.954 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo (pari allo 0,10% circa del capitale sociale ordinario) a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 2,129 euro, per un controvalore totale di 36.481.543 euro. Il programma di acquisto è altresì al servizio dell'eventuale corresponsione di compensi riconosciuti a Risk Taker in occasione della cessazione anticipata del rapporto di lavoro (c.d. Severance), come previsto dalle Disposizioni di Vigilanza;
  • − con riferimento ai risultati dell'esercizio 2019 e in attuazione della delibera assembleare del 27 aprile 2020, il 16, 17 e 18 novembre 2020, il Gruppo ha complessivamente acquistato – tramite la propria Divisione IMI Corporate & Investment Banking, incaricata dell'esecuzione del programma – n. 25.400.000 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo (pari allo 0,13% circa del capitale sociale della Capogruppo) a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 1,852 euro, per un controvalore totale di 47.046.279 euro. Il programma di acquisto è altresì al servizio del Piano di Incentivazione 2018- 2021 destinato ai Consulenti Finanziari delle Reti Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking e Sanpaolo Invest nonché dell'eventuale corresponsione di compensi riconosciuti a Risk Taker in occasione della cessazione anticipata del rapporto di lavoro (c.d. Severance), come previsto dalle Disposizioni di Vigilanza;
  • − con riferimento ai risultati dell'esercizio 2020 e in attuazione della delibera assembleare del 28 aprile 2021, il 13 e 14 settembre 2021, il Gruppo ha complessivamente acquistato – tramite la propria Divisione IMI Corporate & Investment Banking, incaricata dell'esecuzione del programma – n. 20.000.000 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo (pari allo 0,10% circa del capitale sociale della Capogruppo) a un prezzo medio di acquisto per azione pari a 2,391 euro, per un controvalore totale di 47.822.401 euro. Il programma di acquisto è altresì al servizio del sistema di incentivazione dell'ex Gruppo UBI Banca basato su azioni relativo all'esercizio 2020 destinato ai Risk Taker, delle residue quote in azioni rinvenienti da sistemi incentivanti dell'ex Gruppo UBI Banca per esercizi precedenti. nonché dell'eventuale corresponsione di compensi riconosciuti in occasione della cessazione anticipata del rapporto di lavoro (c.d. Severance), come previsto dalle Disposizioni di Vigilanza.

Le Assemblee di cui sopra hanno, altresì, autorizzato l'alienazione sul mercato regolamentato delle azioni eventualmente eccedenti l'effettivo fabbisogno, ovvero la loro conservazione a servizio di eventuali futuri piani di incentivazione.

Le suddette azioni saranno attribuite ai beneficiari nel rispetto delle norme attuative contenute nei sistemi di incentivazione che richiedono, di norma, la permanenza in servizio dei beneficiari sino al momento dell'effettiva consegna dei titoli agli stessi e sottopongono ciascuna quota differita dell'incentivo (sia essa erogata in forma cash, sia mediante strumenti finanziari) a un meccanismo di correzione ex post – cosiddetta "malus condition" – secondo il quale il relativo importo riconosciuto e il numero delle eventuali azioni attribuite potranno essere decurtati in relazione al grado di conseguimento, nell'esercizio a cui la quota differita fa riferimento, di specifici obiettivi economico-patrimoniali che misurano la sostenibilità nel tempo dei risultati conseguiti.

Piani di incentivazione a lungo termine 2018-2021: Piano POP e Piano LECOIP 2.0

In concomitanza con il lancio del Piano d'Impresa 2018-2021 sono stati avviati due nuovi piani d'incentivazione a lungo termine destinati a differenti cluster di popolazione:

  • − Piano POP (Performance-based Option Plan) destinato al Top Management, ai Risk Taker e ai Manager Strategici;
  • − Piano LECOIP 2.0 destinato ai Manager e al restante personale.

Con riferimento alla popolazione Top Management, Risk Taker e Manager Strategici, che ha un impatto diretto sui risultati del Gruppo, si è ritenuto necessario adottare uno strumento esplicitamente connesso al raggiungimento degli obiettivi del Piano d'Impresa e con un profilo di rischio/rendimento adeguato al ruolo ricoperto e ai livelli di ambizione e sfida del nuovo Business Plan.

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Il Piano POP è basato su strumenti finanziari collegati alle azioni ("Call Option") e sottoposti al raggiungimento di condizioni di performance chiave del Piano d'Impresa nonché subordinati a condizioni di attivazione e di accesso individuale (c.d. compliance breach).

L'intero ammontare maturato sarà liquidato in azioni e in un orizzonte temporale di 3/5 anni, in funzione del cluster di appartenenza del beneficiario, previa verifica delle condizioni di malus, definite in modo speculare alle condizioni di attivazione, negli anni in cui queste siano previste.

Inoltre, a giugno 2018 il Gruppo ha firmato con J.P. Morgan un accordo di accollo liberatorio, con cui ha trasferito a J.P. Morgan l'obbligo di consegna ai dipendenti del Gruppo Intesa Sanpaolo delle eventuali azioni ordinarie che saranno dovute alla scadenza delle Opzioni POP e, conseguentemente, alla controparte stessa l'assunzione di tutti i rischi di volatilità del Piano.

Con riferimento ai Manager e al restante personale, in sostanziale continuità con il LECOIP 2014-2017, è stato invece introdotto un piano di retention 2018 – 2021 LECOIP 2.0.

Il piano LECOIP 2.0, finalizzato a favorire la condivisione a tutti i livelli dell'organizzazione del valore creato nel tempo a seguito del raggiungimento degli obiettivi del Piano d'Impresa e a promuovere l'identificazione e lo spirito di appartenenza al Gruppo, è assegnato in Certificates emessi da JP Morgan, ovvero strumenti finanziari basati su azioni. In particolare, il Piano LECOIP 2.0 prevede:

  • − l'assegnazione gratuita al dipendente di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione rivenienti da un aumento gratuito di capitale ("Free Shares");
  • − l'assegnazione gratuita al dipendente di ulteriori azioni ordinarie Intesa Sanpaolo, di nuova emissione a fronte del medesimo aumento gratuito di capitale ("Matching Shares"), e la sottoscrizione, da parte del dipendente, di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione rivenienti da un aumento di capitale a pagamento riservato ai dipendenti, con emissione di azioni a un prezzo scontato rispetto al valore di mercato ("Azioni Scontate").

I Certificates sono suddivisi in due categorie e hanno caratteristiche diverse a seconda che siano destinati ai dipendenti "Professional" oppure "Manager" del perimetro italiano del Gruppo. I Certificates riflettono i termini di alcune opzioni aventi come sottostante azioni ordinarie Intesa Sanpaolo e consentono al dipendente di ricevere alla scadenza, salvo il verificarsi di determinati eventi, un ammontare per cassa (o in azioni ordinarie Intesa Sanpaolo) pari al valore di mercato originario delle Free Shares e delle Matching Shares per i dipendenti "Professional" e al 75% dello stesso per i dipendenti "Manager", più l'eventuale apprezzamento, rispetto al valore di mercato originario, connesso all'ammontare di Free Shares, Matching Shares e Azioni Scontate.

I Piani POP e LECOIP 2.0 sono stati sottoposti all'approvazione dell'Assemblea ordinaria dei soci del 27 aprile 2018.

Con particolare riferimento al Piano LECOIP 2.0, la parte straordinaria della stessa Assemblea ha deliberato in merito al conferimento di una delega al Consiglio di Amministrazione ad aumentare il capitale sociale ai sensi dell'art. 2443 del codice civile, funzionale all'attuazione del Piano LECOIP 2.0. Tali aumenti di capitale sono stati eseguiti in data 11 luglio 2018 contestualmente all'avvio dei Piani di incentivazione a lungo termine 2018-2021.

Relativamente al Piano POP, si evidenzia che – a fronte dell'insorgere di eventi esogeni di natura straordinaria (in particolare, la ridotta distribuzione dei dividendi del settore bancario europeo nel contesto della pandemia da COVID-19), e con l'obiettivo di neutralizzarne gli effetti tecnici sui meccanismi di funzionamento del Piano che, nei fatti, ne compromettevano la valenza incentivante, ossia la possibilità che il Piano POP possa essere realisticamente in the money a fronte del recupero del valore del titolo Intesa Sanpaolo e della ripresa della regolare distribuzione dei dividendi – l'Assemblea ordinaria del 28 aprile 2021 ha approvato talune modifiche.

In particolare, le modifiche previste hanno riguardato il meccanismo di correzione dello strike price in funzione dell'ammontare di dividendi effettivamente distribuiti in ciascun anno di piano rispetto alle attese di consensus e il posticipo del c.d. Averaging Period (i.e. periodo di osservazione durante il quale si forma la media del prezzo dell'azione ISP da confrontarsi con lo strike price), originariamente fissato nell'intervallo temporale 11 marzo 2021 – 11 marzo 2022, di un anno con conseguente posticipazione di un anno anche della data di esercizio delle opzioni POP.

Entrambi i piani di incentivazione a lungo termine in oggetto (POP e LECOIP 2.0) rientrano nel perimetro di applicazione dell'IFRS 2 e sono qualificabili come operazioni con pagamento basato su azioni regolate con strumenti rappresentativi di capitale (c.d. piani "equity-settled").

Con riferimento al Piano POP, alla data di assegnazione è stato definito il fair value degli strumenti rappresentativi di capitale oggetto del piano (rappresentato dal fair value delle opzioni rettificato per il vincolo di disponibilità cui saranno soggette le azioni a seguito dell'esercizio delle opzioni) e successivamente aggiornato a seguito delle modifiche del Piano. Il Piano prevede la presenza di condizioni di servizio e di performance non di mercato (le condizioni di attivazione e le performance conditions), di cui è stato tenuto conto al fine di determinare il numero di azioni per la valorizzazione del costo del piano. Tali stime saranno oggetto di revisione nel corso del vesting period e fino alla scadenza. Il costo del piano, così definito, è imputato a conto economico (come costo del lavoro) pro rata temporis lungo il periodo di maturazione del beneficio, in contropartita ad una specifica riserva di Patrimonio Netto. Analoga rappresentazione contabile ai sensi dell'IFRS 2 è applicata alle modifiche al Piano. In particolare, il costo del piano originario continua ad essere rilevato lungo il vesting period iniziale (ovvero fino all'11 marzo 2022), mentre il costo aggiuntivo relativo alla modifica del piano è rilevato lungo il nuovo vesting period, ovvero fino al 10 marzo 2023. Il posticipo di un anno del periodo di osservazione, con conseguente allungamento del periodo di permanenza in servizio, si configura infatti come un incremento del vesting period.

Al verificarsi degli eventi che comportano per i dipendenti la perdita del diritto ai benefici del Piano POP (performance condition, condizioni di attivazione e venir meno della permanenza in servizio) Intesa Sanpaolo iscrive in bilancio un'attività finanziaria in contropartita al Patrimonio Netto. Nelle valutazioni successive le variazioni di fair value sono rilevate a conto economico. Per quanto concerne il diritto di accollo – essendo nella sostanza configurabile come la modalità operativa adottata dal Gruppo per adempiere all'obbligazione di delivery fisica delle azioni rinveniente dal Piano - la rappresentazione contabile è quella di uno strumento di capitale movimentando in contropartita il Patrimonio Netto. Si precisa, inoltre, che la modifica al Piano POP ha comportato anche la conseguente modifica dell'accollo liberatorio già stipulato tra la Banca, i beneficiari e il partner finanziario, in forza del quale quest'ultima si è accollata l'obbligo di consegna ai Beneficiari del le azioni ISP sottostanti alle Opzioni POP.

Per quanto riguarda il Piano LECOIP 2.0, alla data di assegnazione è stato calcolato il fair value degli strumenti rappresentativi di capitale oggetto del piano (equivalente alla somma del fair value delle azioni assegnate gratuitamente e dal fair value dello sconto per le azioni a pagamento) e non più modificato. Il Piano prevede la presenza di condizioni di servizio e di performance non di mercato (i trigger events), di cui è stato tenuto conto al fine di determinare il numero di azioni per la valorizzazione del costo del piano. Tali stime saranno oggetto di revisione nel corso del vesting period e fino alla scadenza. Il costo del piano, così definito, è imputato a conto economico (come costo del lavoro) pro rata temporis lungo il periodo di maturazione del beneficio, in contropartita ad una specifica riserva di Patrimonio Netto.

Al verificarsi degli eventi che comportano per i dipendenti la perdita del diritto ai benefici dei LECOIP 2.0 Certificates (trigger events e venir meno della permanenza in servizio) Intesa Sanpaolo iscrive in bilancio un'attività finanziaria in contropartita al Patrimonio Netto. In particolare, i Certificates iscritti nel bilancio del gruppo, in ambito IFRS 9, sono classificati tra le Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value. Nelle valutazioni successive le variazioni di fair value sono rilevate a conto economico.

B. INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Evoluzione dei piani di incentivazione annuali basati su strumenti finanziari nel 2021

Numero
di
azioni
Prezzo medio
di esercizio
(euro)
Vita Residua
Strumenti finanziari esistenti al 31 dicembre 2020 31.243.976 - 2021/2025
Strumenti finanziari assegnati nel corso dell'esercizio (a) 13.876.379 - 2021/2026
Strumenti finanziari non più attribuibili (b) 282.142 - -
Strumenti finanziari vested nel corso dell'esercizio e attribuiti 25.736.631 - -
Strumenti finanziari esistenti al 31 dicembre 2021
di cui: vested ed attribuiti al 31 dicembre 2021
19.101.582
-
-
-
2022/2026
-

(a) Comprensivi delle azioni rivenienti da Operazioni Societarie (5.348.561 azioni relative al perimetro dell'ex Gruppo UBI per sistemi incentivanti ante 2020, acquisite nel corso dell'esercizio).

(b) Azioni non più consegnabili ai beneficiari a seguito del venir meno del relativo rapporto di lavoro e/o per effetto dell'applicazione delle c.d. malus condition.

In aggiunta alle azioni sopra indicate, in conformità con le Disposizioni di Banca d'Italia in tema di remunerazioni e con le Politiche di Remunerazione e Incentivazione di Gruppo, nel corso dell'anno 2021 sono state assegnate 1.562.346 azioni con riferimento ai compensi riconosciuti in occasione della cessazione anticipata del rapporto di lavoro (c.d. Severance). Tali azioni, attribuite in un orizzonte di tempo pluriennale, hanno una vita residua compresa tra ottobre 2021 e novembre 2026.

Dettaglio per vita residua

Vita residua (a) Numero
di
azioni
2022 6.083.338
2023 8.383.171
2024 3.171.108
2025 1.150.154
2026 313.811
(a) Fine retention period.

Evoluzione degli strumenti a lungo termine basati su azioni: LECOIP 2.0 e POP

Free Shares
a luglio 2018
Numero
Fair
di azioni
value
Matching Shares
a luglio 2018
Numero
Fair
di azioni
value
Azioni scontate
a luglio 2018
Numero
Fair
di azioni
value
PIANO LECOIP 2.0
Azioni Sell to
cover
a luglio 2018 (a)
Numero
Fair
di azioni
value
Numero
totale
azioni
assegnate
a luglio
Numero
LECOIP
Certificates
al
31.12.2020
Variazioni
dell'esercizio
(c)
Numero
LECOIP
Certificates
al
31.12.2021
Fair value
medio
al
31.12.2021
medio
unitario
medio
unitario
medio
unitario
(b)
medio
unitario
2018
Totale
Dipendenti
23.301.449 2,4750 40.244.229 2,4750 444.819.746 0,3771 82.912.968 2,5416 591.278.392 60.127.761 -851.474 59.276.287 2,3897

(a) Azioni assegnate destinate a coprire l'esborso relativo all'imposizione fiscale a carico del dipendente.

(b) Fair value dello sconto di sottoscrizione.

(c) Numero di Certificates per cui è previsto il subentro di Intesa Sanpaolo nei diritti che sarebbero stati riconosciuti ai dipendenti a fronte dei Certificates derivante dal mancato rispetto della condizione di permanenza in servizio e altre condizioni di maturazione.

PERFORMANCE-BASED OPTION PLAN (POP)
Opzioni POP a
luglio 2018 (a)
Opzioni POP al 31.12.2020 Opzioni POP al 31.12.2021
Numero
opzioni
Fair
value
Numero
opzioni
Fair
di cui: Opzioni POP
value
ristrutturate al 07.06.2021
Numero
Numero
opzioni POP
opzioni
Fair value
medio
di cui: Opzioni POP
ristrutturate al 07.06.2021
POP medio
unitario
POP medio
unitario
Numero
opzioni
POP
Fair value
medio
unitario
- Variazioni
dell'esercizio
(b)
POP unitario Numero
opzioni
POP
Fair value
medio
unitario
Totale
Beneficiari
(Top
Management,
Risk Takers
and Key
Managers)
466.827.626 0,3098 434.928.747 0,0004 334.216.372 0,2049 -4.202.121 430.726.626 - 334.216.372 0,0819

(a) Numero di opzioni POP e relativo fair value medio assegnate in data 11 luglio 2018 ai beneficiari (Top Management, Risk Takers e Manager Strategici).

(b) Numero di opzioni POP per cui è previsto il subentro di Intesa Sanpaolo nei diritti che sarebbero stati riconosciuti ai dipendenti a fronte del mancato rispetto della permanenza in servizio e altre condizioni di maturazione; opzioni originariamente assegnate (opzioni non ristrutturate).

Parte L Informativa di settore

L'informativa sui settori di attività viene fornita a livello consolidato.

Parte M Informativa sul leasing

Nella presente parte sono fornite le informazioni richieste dall'IFRS 16 che non sono presenti nelle altre parti del Bilancio, distinte tra locatario e locatore.

SEZIONE 1 - LOCATARIO

INFORMAZIONI QUALITATIVE

Intesa Sanpaolo ha in essere essenzialmente contratti di leasing immobiliare e inerenti ad automobili o altri veicoli. Sono presenti inoltre, per valori residuali, altre tipologie di contratti di leasing aventi ad oggetto prevalentemente hardware.

Al 31 dicembre 2021, i contratti di leasing sono n. 6.529 (n. 4.863 al 31 dicembre 2020), di cui n. 4.036 (n. 3.195 al 31 dicembre 2020) relativi a leasing immobiliare, per un valore di diritti d'uso complessivo pari a 995 milioni (1.023 milioni al 31 dicembre 2020). L'aumento della numerosità dei contratti è imputabile alle operazioni di incorporazione, avvenute durante l'esercizio, delle Società del Gruppo UBI in Capogruppo, mentre la riduzione di valore è attribuibile alle rinegoziazioni al ribasso di alcuni contratti.

I contratti di leasing immobiliare includono nella grande maggioranza immobili destinati all'uso come uffici o filiali bancarie. I contratti, di norma, nel perimetro Italia hanno durate superiori ai 12 mesi e presentano tipicamente opzioni di rinnovo ed estinzione esercitabili dal locatore e dal locatario secondo le regole di legge oppure di specifiche previsioni contrattuali. Solitamente questi contratti non includono l'opzione di acquisto al termine del leasing oppure costi di ripristino significativi per la Banca. Sulla base delle caratteristiche dei contratti di locazione italiani e di quanto previsto dalla Legge 392/1978, nel caso di sottoscrizione di un nuovo contratto di affitto con una durata contrattuale di sei anni e l'opzione di rinnovare tacitamente il contratto di sei anni in sei anni, la durata complessiva del leasing viene posta pari a dodici anni. Tale indicazione generale viene superata se vi sono elementi nuovi o situazioni specifiche all'interno del contratto.

I contratti riferiti ad altri leasing sono relativi soprattutto ad autovetture ed all'hardware. Nel caso delle autovetture, si tratta di contratti di noleggio a lungo termine riferiti alla flotta aziendale messa a disposizione dei dipendenti (uso promiscuo) oppure delle strutture organizzative delle singole società. Generalmente tali contratti hanno durata quadriennale, con pagamenti mensili, senza opzione di rinnovo e non includono l'opzione di acquisto del bene. Il contratto può essere prorogato in funzione della gestione del parco auto; nel caso di estinzione anticipata è possibile che sia prevista una penale.

I contratti di leasing diversi da quelli relativi ad immobiliare e ad automobili sono di importo non significativo.

Nel 2021 non sono state effettuate operazioni di vendita o retrolocazione.

Le operazioni di sub-leasing sono di importo non significativo.

Come già indicato nelle politiche contabili, il Gruppo si avvale delle esenzioni consentite dal principio IFRS 16 per i leasing a breve termine (i.e. durata inferiore o uguale ai 12 mesi) o i leasing di attività di modesto valore (i.e. valore inferiore o uguale ai 5.000 euro).

INFORMAZIONI QUANTITATIVE

Nella Parte B – Attivo della Nota Integrativa sono esposte rispettivamente le informazioni sui diritti d'uso acquisiti con il leasing (Tabella 8.1 – Attività materiali ad uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo e Tabella 8.4 – Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al fair value) e nella Parte B – Passivo sono esposti i debiti per leasing (Tabella 1.1 – Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche e Tabella 1.2 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso clientela).

In particolare, al 31 dicembre 2021, i diritti d'uso acquisiti con il leasing ammontano a 995 milioni (1.023 milioni al 31 dicembre 2020), di cui 966 milioni (1.009 milioni al 31 dicembre 2020) relativi a leasing immobiliari. Sempre al 31 dicembre 2021, i debiti per leasing ammontano a 1.010 milioni (1.035 milioni al 31 dicembre 2020). Si rimanda alle suddette sezioni per maggiori dettagli.

Nella Parte C della Nota Integrativa sono contenute le informazioni sugli interessi passivi sui debiti per leasing e gli altri oneri connessi con i diritti d'uso acquisiti con il leasing e i proventi derivanti da operazioni di sub-leasing. Si rimanda alle specifiche sezioni per maggiori dettagli.

La tabella che segue suddivide le spese di ammortamento per le attività consistenti nel diritto d'uso nelle varie categorie, in linea con l'esposizione delle attività materiali/immateriali.

(milioni di euro)
Voci 31.12.2021 31.12.2020
Spese per ammortamenti per classe di attività - -
Attività materiali ad uso funzionale 177 144
a) fabbricati 161 136
b) mobili - -
c) impianti elettronici 4 1
d) altre 12 7
Attività materiali per investimento - -
a) fabbricati - -
TOTALE 177 144

Al 31 dicembre 2021 gli impegni per contratti di leasing non ancora stipulati ammontano a circa 14 milioni e si riferiscono essenzialmente a contratti di hardware.

Non si segnalano ulteriori informazioni degne di menzione oltre a quelle già fornite nella presente sezione.

SEZIONE 2 - LOCATORE

INFORMAZIONI QUALITATIVE

A seguito della fusione per incorporazione di Mediocredito Italiano, avvenuta nel 2019, Intesa Sanpaolo ha acquisito le competenze specialistiche del leasing, operando principalmente nel leasing finanziario su beni immobiliari, industriali e commerciali, costruiti o da costruire. Inoltre, la Banca è presente sul mercato con prodotti di leasing aventi per oggetto beni strumentali, veicoli industriali, imbarcazioni e navi da diporto. I rischi associati ai diritti di proprietà sui beni oggetto di leasing vengono gestiti mediante l'obbligatorietà della sottoscrizione di una polizza all-risk, offerta in convenzione oppure sottoscritta direttamente dal cliente con il proprio assicuratore.

L'attività di leasing operativo è connessa esclusivamente alla locazione degli immobili di proprietà.

INFORMAZIONI QUANTITATIVE

Nella Nota Integrativa sono esposti:

  • − i finanziamenti per leasing (Parte B, Attivo: Tabella 4.1 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche e Tabella 4.2 – Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela);
  • − le attività concesse in leasing operativo contenute nella voce 80 Attività materiali ed illustrate nella Parte B, Attivo (Tabella 8.4 – Attività materiali detenute a scopo di investimento: composizione delle attività valutate al fair value); si tratta di immobili non più utilizzati funzionalmente dalla Banca nel processo produttivo, locati a soggetti terzi o detenuti per il possibile apprezzamento di valore. Gli importi relativi alla fattispecie non sono significativi.

Si rimanda a tali sezioni per maggiori dettagli.

Nella Parte C della Nota Integrativa sono contenute le informazioni sugli interessi attivi sui finanziamenti per leasing e sugli altri proventi dei leasing finanziari e operativi. Si rimanda alle specifiche sezioni per maggiori dettagli.

2. Leasing finanziario

2.1. Classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere e riconciliazione con i finanziamenti per leasing iscritti nell'attivo

La tabella fornisce la classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere per il leasing e la riconciliazione tra i pagamenti da ricevere e i finanziamenti per leasing, in conformità a quanto previsto dall'IFRS 16, paragrafo 94. In particolare, si precisa che i pagamenti da ricevere per leasing, rappresentativi della sommatoria dei pagamenti minimi dovuti in linea capitale e in linea interessi, sono esposti al netto dei fondi rettificativi e del valore residuo non garantito spettante al locatore. La riconciliazione con i finanziamenti per leasing, esposti in bilancio nell'ambito delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, avviene sottraendo gli utili finanziari non maturati e aggiungendo il valore residuo non garantito.

(milioni di euro)
31.12.2021 31.12.2020
Fasce temporali Pagamenti da ricevere per il
leasing
Pagamenti da ricevere per il
leasing
Fino a 1 anno 1.537 1.845
Da oltre 1 anno fino a 2 anni 1.316 1.525
Da oltre 2 anni fino a 3 anni 1.139 1.280
Da oltre 3 anni fino a 4 anni 977 1.084
Da oltre 4 anni fino a 5 anni 803 928
Da oltre 5 anni 2.616 3.487
Totale dei pagamenti da ricevere per leasing 8.388 10.149
Riconciliazione con finanziamenti -305 -113
Utili finanziari non maturati (+) 1.307 1.786
Valore residuo non garantito (-) -1.612 -1.899
Finanziamenti per leasing 8.693 10.262

La riduzione al 31 dicembre 2021 dei finanziamenti per leasing, rispetto alla fine dell'esercizio precedente, è imputabile alla riclassifica ad IFRS 5 di tale fattispecie, e riguarda principalmente esposizioni deteriorate.

2.2. Altre informazioni

2.2.1 Classificazione finanziamenti per leasing per tipologia di bene locato

La tabella riporta la classificazione dei finanziamenti per leasing per qualità creditizia (non deteriorati e deteriorati) e per tipologia di bene locato. I valori sono espressi al netto delle rettifiche.

(milioni di euro)
Finanziamenti per leasing Esposizioni non
deteriorate
Esposizioni
deteriorate
A. Beni immobili 6.753 250
B. Beni strumentali 1.209 7
C. Beni mobili 460 3
- Autoveicoli 250 2
- Aeronavale e ferroviario 210 1
- Altri - -
D. Beni immateriali 11 -
- Marchi 11 -
- Software - -
- Altri - -

2.2.2 Classificazione dei beni riferibili al leasing finanziario.

La tabella che segue fornisce una scomposizione per categoria di bene locato (non ancora trasferito alle attività materiali) relativo a crediti per leasing, al netto delle rettifiche di valore.

(milioni di euro)
Beni inoptati Beni ritirati a seguito
di risoluzione
Altri beni
A. Beni immobili 3 4 6.996
B. Beni strumentali - - 1.216
C. Beni mobili - - 463
- Autoveicoli - - 252
- Aeronavale e ferroviario - - 211
- Altri - - -
D. Beni immateriali - - 11
- Marchi - - 11
- Software - - -
- Altri - - -
TOTALE 3 4 8.686

I beni inoptati sono beni ancora presso i clienti, per i quali non è stata esercitata l'opzione di riscatto, connessi a posizioni che non presentano condizioni di deterioramento del merito creditizio. I beni ritirati a seguito di risoluzione sono relativi a contratti risolti dove il cliente non è ancora stato liberato dagli obblighi contrattuali, pur avendo provveduto alla riconsegna del bene oggetto del contratto di leasing. Nella categoria "altri beni" rientrano le attività sottostanti gli altri crediti in leasing non inclusi nelle precedenti colonne.

3. Leasing operativo

L'attività si riferisce ai canoni di locazione da ricevere relativi a immobili di proprietà.

3.1. Classificazione per fasce temporali dei pagamenti da ricevere

(milioni di euro)
Fasce temporali 31.12.2021 31.12.2020
Pagamenti da
ricevere per il leasing
Pagamenti da
ricevere per il leasing
Fino a 1 anno 5 4
Da oltre 1 anno fino a 2 anni 3 2
Da oltre 2 anni fino a 3 anni 3 1
Da oltre 3 anni fino a 4 anni 5 4
Da oltre 4 anni fino a 5 anni 4 4
Da oltre 5 anni 11 10
Totale 31 25

3.2. Altre informazioni

Non si segnalano ulteriori informazioni degne di menzione oltre a quelle già fornite nella presente sezione.

Attestazione del bilancio d'esercizio ai sensi dell'art. 154 bis del D. Lgs. 58/1998

    1. I sottoscritti Carlo Messina, in qualità di Consigliere Delegato e CEO, e Fabrizio Dabbene, in qualità di Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, di Intesa Sanpaolo, attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154 bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
    2. − l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e
    3. − l'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio d'esercizio nel corso del 2021.
    1. La verifica dell'adeguatezza e dell'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2021 è avvenuta sulla base di metodologie definite da Intesa Sanpaolo in coerenza con i modelli COSO e, per la componente IT, COBIT, che costituiscono framework di riferimento per il sistema di controllo interno generalmente accettati a livello internazionale92 .
    1. Si attesta, inoltre, che:
    2. 3.1 Il bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2021:
    3. − è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
    4. − corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
    5. − è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente.
    6. 3.2 La relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui è esposto.

1° marzo 2022

Carlo Messina Fabrizio Dabbene Consigliere Delegato e CEO Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

92 Il COSO Framework è stato elaborato dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission, organismo statunitense che ha l'obiettivo di migliorare la qualità dell'informativa societaria, attraverso la definizione di standard etici ed un sistema di corporate governance ed organizzativo efficace. Il COBIT Framework - Control OBjectives for IT and related technology è un insieme di regole predisposto dall'IT Governance Institute, organismo statunitense che ha l'obiettivo di definire e migliorare gli standard aziendali nel settore IT.

Relazione della Società di revisione al bilancio di Intesa Sanpaolo

EY S.p.A. Via Meraviali, 12 20123 Milano

Tel: +39 02 722121 Fax: +39 02 722122037 ey.com

Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell'art. 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

Agli Azionisti di Intesa Sanpaolo S.p.A.

Relazione sulla revisione contabile del bilancio d'esercizio

Giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio d'esercizio di Intesa Sanpaolo S.p.A. (di seguito la "Banca"), costituito dallo stato patrimoniale al 31 dicembre 2021, dal conto economico, dal prospetto della redditività complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal rendiconto finanziario per l'esercizio chiuso a tale data e dalla nota integrativa.

A nostro giudizio, il bilancio d'esercizio fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria di Intesa Sanpaolo S.p.A. al 31 dicembre 2021. del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data, in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38 e dell'art. 43 del D. Lgs. 18 agosto 2015, n. 136.

Elementi alla base del giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio d'esercizio della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto a Intesa Sanpaolo S.p.A. in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio.

Aspetti chiave della revisione contabile

Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro giudizio sul bilancio d'esercizio nel suo complesso; pertanto, su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato.

E S S L dale, Via Miravell, 12-2 2012 Milano Rama
Santa Santa Curta 2012 Millian Mana Benesa Loolia Baras Looli
Balla Masada Amerika Morado Politica Result Collection Servers A member firm of Ernsl & Young Global Limited

Abbiamo identificato i seguenti aspetti chiave della revisione contabile:

Aspetti chiave

Risposte di revisione

Classificazione e valutazione dei crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti valutati al costo ammortizzato

l crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti e iscritti tra le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, voce 40. b), al 31 dicembre 2021 ammontano a Euro 395.401 milioni e rappresentano il 51,1% circa del totale attivo dello stato patrimoniale. La composizione di tali crediti è illustrata nelle tabelle 4.2 e 4.3 riportate nella Parte B, sezione 4, della nota integrativa.

Al 31 dicembre 2021 le rettifiche di valore nette per rischio di credito inerenti ai crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti e iscritte nel conto economico, voce 130. a), ammontano a Euro 2.582 milioni: la composizione di tali rettifiche di valore nette è illustrata nella tabella 8.1 riportata nella Parte C, sezione 8, della nota integrativa.

L'informativa circa l'evoluzione della qualità dei crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti, sui criteri di classificazione e valutazione adottati e sui relativi effetti economici è fornita nella Parte A - Politiche contabili, nella Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale, nella Parte C - Informazioni sul conto economico e nella Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura della nota integrativa.

La classificazione e valutazione dei crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti nelle diverse categorie di rischio è rilevante per la revisione contabile sia per la significatività del loro valore per il bilancio nel suo complesso sia perché le rettifiche di valore sono determinate dagli Amministratori attraverso l'utilizzo di stime che presentano un elevato grado di complessità e soggettività.

In relazione a tale aspetto, le nostre procedure di revisione, svolte anche mediante il supporto di nostri esperti, principalmente in materia di risk management e di sistemi informativi, hanno incluso, tra l'altro:

  • la comprensione delle policy, dei modelli valutativi (inclusa l'analisi degli adeguamenti resi necessari alla luce degli effetti economici riconducibili alla pandemia da Covid-19), dei processi e dei controlli posti in essere dalla Banca con riferimento alla classificazione e valutazione dei crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti;

  • ► l'esame della configurazione e della messa in atto dei controlli chiave, compresi quelli relativi ai presidi informatici rilevanti e lo svolgimento di procedure di conformità per valutarne l'efficacia operativa;
  • ► l'analisi delle variazioni nella composizione dei crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti rispetto all'esercizio precedente e la discussione dei risultati con la direzione aziendale;
  • l'effettuazione di procedure di validità, su base campionaria, finalizzate alla verifica della corretta classificazione e valutazione delle esposizioni creditizie;
  • ► la verifica, mediante analisi della documentazione a supporto, della contabilizzazione delle operazioni di cessione di crediti deteriorati effettuate nell'esercizio;
  • l'esame dell'adequatezza dell'informativa A fornita nella nota integrativa.

Ai fini della classificazione dei crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti, gli Amministratori effettuano analisi complesse, che comportano l'utilizzo di modelli sviluppati internamente, nonché considerano elementi soggettivi al fine di individuare le esposizioni che mostrano evidenze di un significativo incremento del rischio di credito rispetto alla data di rilevazione iniziale o evidenze di perdite di valore. I processi di classificazione di tali crediti considerano sia informazioni interne legate all'andamento storico delle esposizioni, sia informazioni esterne legate al settore di riferimento o all'esposizione complessiva dei debitori verso il sistema bancario.

La valutazione dei crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti è un'attività complessa, caratterizzata da un alto grado di incertezza e di soggettività, nella quale gli Amministratori utilizzano anche modelli di valutazione sviluppati internamente, nonché svolgono stime che tengono in considerazione numerosi elementi quantitativi e qualitativi quali, tra gli altri, i dati storici relativi agli incassi, i flussi di cassa attesi e i relativi tempi di recupero, la valutazione delle eventuali garanzie, l'impatto di variabili macroeconomiche, di scenari futuri anche legati a cessione di crediti deteriorati e dei rischi dei settori nei quali operano i clienti della Banca.

Inoltre, i processi di classificazione e valutazione dei crediti verso la clientela rappresentati da finanziamenti comportano la considerazione di specifici fattori volti a riflettere l'attuale contesto di incertezza sull'evoluzione del quadro macroeconomico determinato dal permanere della pandemia da Covid-19 e gli effetti delle misure governative di sostegno dell'economia tra cui, in particolare, le moratorie dei pagamenti e l'erogazione o rinegoziazione di finanziamenti a fronte di garanzie pubbliche.

E-MARKET CERTIFIEI

Classificazione e valutazione di crediti deteriorati destinati alla cessione

Nella nota integrativa, Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, sezione 1 Rischio di credito, gli Amministratori descrivono le operazioni di de-risking relative alla cessione di crediti deteriorati.

Ai fini della redazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2021:

  • i crediti deteriorati la cui cessione è stimata dagli Amministratori come altamente probabile nell'arco dei successivi 12 mesi, sono stati classificati nella voce 110. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, come previsto dall'IFRS 5, per un valore lordo pari a Euro 4 miliardi;
  • i crediti deteriorati destinati alla cessione, ma non qualificabili per la classificazione ai sensi dell'IFRS 5, sono stati iscritti, come previsto dall'IFRS 9, tra le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, voce 40, b). per un valore lordo pari a Euro 4.7 miliardi.

La classificazione e valutazione dei crediti deteriorati destinati alla cessione è rilevante per la revisione contabile sia per la significatività del loro valore per il bilancio nel suo complesso sia perché la determinazione del relativo valore di cessione comporta, da parte degli Amministratori. I'utilizzo di stime che presentano elementi di complessità e soggettività.

Gli Amministratori hanno valutato, anche attraverso il ricorso a valutatori indipendenti, i crediti deteriorati destinati alla cessione in funzione dei valori di recupero attesi e, limitatamente ai crediti deteriorati non qualificabili per la classificazione ai sensi dell'IFRS 5. delle stime delle probabilità di vendita secondo quanto previsto dai principi contabili.

Il relativo impatto sulla determinazione della perdita attesa è stato rilevato nel conto economico al 31 dicembre 2021 nella voce 130. a), rettifiche di valore nette per rischio di credito.

In relazione a tale aspetto, le nostre procedure di revisione, svolte anche mediante il supporto di nostri esperti in materia di valutazioni di mercato di crediti deteriorati, hanno incluso, tra l'altro:

  • · la comprensione delle policy, dei modelli valutativi, dei processi e dei controlli posti in essere dalla Banca con riferimento alla classificazione e valutazione dei crediti deteriorati destinati alla cessione;
  • l'ottenimento e l'analisi della documentazione relativa ai crediti deteriorati destinati alla cessione, anche al fine di verificare la sussistenza dei reguisiti in materia di classificazione previsti dall'IFRS 5:
  • l'analisi dell'appropriatezza della metodologia utilizzata e della ragionevolezza dei principali parametri considerati dagli Amministratori ai fini della determinazione del valore di cessione dei crediti deteriorati, inclusa l'analisi della relazione predisposta dai valutatori indipendenti incaricati e, limitatamente ai crediti deteriorati non qualificabili per la classificazione ai sensi dell'IFRS 5, la ragionevolezza degli scenari probabilistici di vendita:

  • l'esame dell'adeguatezza dell'informativa fornita nella nota integrativa.

E-MARKET CERTIFIEI

Classificazione e valutazione delle attività e delle passività finanziarie valutate al fair value (livelli 2 e 3)

Al 31 dicembre 2021 gli strumenti finanziari valutati al fair value su base ricorrente, classificati nel livello 2 e nel livello 3 della gerarchia del fair value, mostrano un saldo attivo complessivo pari a Euro 35.367 milioni e un saldo passivo complessivo pari a Euro 42.626 milioni. La composizione degli strumenti finanziari valutati al fair value su base ricorrente, classificati nel livello 2 e nel livello 3 della gerarchia del fair value, è illustrata nella tabella A.4.5.1, riportata nella Parte A della nota integrativa.

L'informativa sulla classificazione e valutazione degli strumenti finanziari valutati al fair value su base ricorrente, classificati nel livello 2 e nel livello 3 della gerarchia del fair value è fornita nella Parte A - Politiche contabili, nella Parte B -Informazioni sullo stato patrimoniale, nella Parte C - Informazioni sul conto economico e nella Parte F - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura della nota integrativa.

Per la valutazione di tali strumenti finanziari. Ia Banca fa ricorso a modelli complessi. riconosciuti nella prassi valutativa prevalente, che sono alimentati da dati direttamente o non direttamente osservabili sul mercato e stimati internamente sulla base di assunzioni qualitative e quantitative.

La valutazione di tali strumenti finanziari è rilevante per la revisione contabile sia per la significatività del loro valore per il bilancio nel suo complesso sia per la molteplicità e complessità dei modelli e parametri valutativi utilizzati nonché per gli elementi soggettivi considerati ai fini delle stime.

In relazione a tale aspetto, le nostre procedure di revisione, svolte anche mediante il supporto di nostri esperti di risk management e di sistemi informativi, hanno incluso, tra l'altro:

E-MARKET CERTIFIEI

  • · la comprensione delle policy, dei modelli valutativi. dei processi e dei controlli posti in essere dalla Banca con riferimento alla classificazione e valutazione degli strumenti finanziari valutati al fair value su base ricorrente, classificati nel livello 2 e nel livello 3 della gerarchia del fair value;
  • l'esame della configurazione e della messa in atto dei controlli chiave, compresi quelli relativi ai presidi informatici rilevanti e lo svolgimento di procedure di conformità per valutarne l'efficacia operativa;
  • ► l'analisi delle variazioni nella composizione dei portafogli di strumenti finanziari rispetto all'esercizio precedente e la discussione dei risultati con la direzione aziendale;
  • ► la verifica, su base campionaria, del fair value di taluni strumenti finanziari mediante l'analisi dei modelli valutativi, della ragionevolezza delle assunzioni qualitative e quantitative formulate e dei parametri di input utilizzati nonché dell'appropriata classificazione in base al livello di fair value;
  • l l'esame dell'adeguatezza dell'informativa A fornita nella nota integrativa.

Responsabilità degli Amministratori e del Comitato per il Controllo sulla Gestione per il bilancio d'esercizio

Gli Amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio d'esercizio che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38 e dell'art. 43 del D. Lgs. 18 agosto 2015, n. 136 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

Gli Amministratori sono responsabili per la valutazione della Banca di continuare ad operare come un'entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio d'esercizio, per l'appropriatezza dell'utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli Amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio d'esercizio a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liguidazione della Banca o per l'interruzione dell'attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.

II Comitato per il Controllo sulla Gestione ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell'informativa finanziaria della Banca.

Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio d'esercizio

l nostri obiettivi sono l'acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio d'esercizio nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l'emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche degli utilizzatori prese sulla base del bilancio d'esercizio.

Nell'ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre:

  • abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio d'esercizio, dovuti a frodi A o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti od eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;
  • abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione 4 contabile allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze, e non per esprimere un giudizio sull'efficacia del controllo interno della Banca;

  • abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli Amministratori e della relativa informativa;

  • siamo giunti ad una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli Amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull'eventuale esistenza di una incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità della Banca di continuare ad operare come un'entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che la Banca cessi di operare come un'entità in funzionamento;
  • ► abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio d'esercizio nel suo complesso, inclusa l'informativa, e se il bilancio d'esercizio rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione.

Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati ad un livello appropriato come richiesto dai principi di revisione internazionali (ISA Italia), tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile.

Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le relative misure di salvaguardia.

Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più rilevanti nell'ambito della revisione contabile dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione.

Altre informazioni comunicate ai sensi dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

L'Assemblea degli Azionisti di Intesa Sanpaolo S.p.A. ci ha conferito in data 30 aprile 2019 l'incarico di revisione legale del bilancio d'esercizio della Banca e del bilancio consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo per gli esercizi con chiusura dal 31 dicembre 2021 al 31 dicembre 2029.

Dichiariamo che non sono stati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell'art. 5, par. 1, del Regolamento (UE) n. 537/2014 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Banca nell'esecuzione della revisione legale.

Confermiamo che il giudizio sul bilancio d'esercizio espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al Comitato per il Controllo sulla Gestione, nella sua funzione di comitato per il controllo interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell'art. 11 del citato Regolamento.

Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari

Giudizio sulla conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815

Gli Amministratori di Intesa Sanpaolo S.p.A. sono responsabili per l'applicazione delle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione ESEF -European Single Electronic Format (di seguito "Regolamento Delegato") al bilancio d'esercizio, da includere nella relazione finanziaria annuale.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 700B al fine di esprimere un giudizio sulla conformità del bilancio d'esercizio alle disposizioni del Regolamento Delegato.

A nostro giudizio, il bilancio d'esercizio di Intesa Sanpaolo S.p.A. è stato predisposto nel formato XHTML in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato.

Giudizio ai sensi dell'art. 14, comma 2, lettera e), del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58

Gli Amministratori di Intesa Sanpaolo S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari della Banca al 31 dicembre 2021, incluse la loro coerenza con il relativo bilancio d'esercizio e la loro conformità alle norme di legge.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 720B al fine di esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 con il bilancio d'esercizio della Banca al 31 dicembre 2021 e sulla conformità delle stesse alle norme di legge, nonché di rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi.

A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari sopra richiamate, sono coerenti con il bilancio d'esercizio di Intesa Sanpaolo S.p.A. al 31 dicembre 2021 e sono redatte in conformità alle norme di legge.

Con riferimento alla dichiarazione di cui all'art. 14, comma 2, lettera e), del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39. rilasciata sulla base delle conoscenze e dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.

Dichiarazione ai sensi dell'art. 4 del Regolamento Consob di attuazione del D. Lgs. 30 dicembre 2016, n. 254

Gli Amministratori di Intesa Sanpaolo S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della dichiarazione non finanziaria ai sensi del D. Lgs. 30 dicembre 2016, n. 254. Abbiamo verificato l'avvenuta approvazione da parte degli Amministratori della dichiarazione non finanziaria.

Ai sensi dell'art. 3, comma 10, del D. Lgs. 30 dicembre 2016, n. 254, tale dichiarazione è oggetto di separata attestazione di conformità da parte nostra.

Milano, 22 marzo 2022

Guido Celona (Revisore Legale)

Allegati del bilancio di Intesa Sanpaolo

Prospetti di raccordo relativi al bilancio di Intesa Sanpaolo

Raccordi tra prospetti contabili pubblicati e prospetti contabili modificati

Raccordo tra Stato Patrimoniale al 31 dicembre 2020 pubblicato e Stato Patrimoniale al 31 dicembre 2020 modificato Raccordo tra Conto Economico 2020 pubblicato e Conto Economico 2020 modificato

Raccordo tra prospetti contabili modificati e prospetti contabili riesposti

Raccordo tra Stato Patrimoniale al 31 dicembre 2020 modificato e Stato Patrimoniale al 31 dicembre 2020 riesposto Raccordo tra Conto Economico 2020 modificato e Conto Economico 2020 riesposto

Prospetti contabili riesposti

Stato Patrimoniale riesposto di Intesa Sanpaolo Conto Economico di Intesa Sanpaolo

Raccordi tra prospetti contabili riesposti e schemi di bilancio riclassificati di Intesa Sanpaolo

Raccordo tra Stato Patrimoniale riesposto e Stato Patrimoniale riclassificato di Intesa Sanpaolo Raccordo tra Conto Economico e Conto Economico riclassificato di Intesa Sanpaolo

Schemi di bilancio riclassificati - Raccordo con dati rideterminati Stato Patrimoniale riclassificato - Raccordo con dati rideterminati Conto Economico riclassificato - Raccordo con dati rideterminati

Raccordi tra prospetti contabili pubblicati e prospetti contabili modificati

Raccordo tra Stato Patrimoniale al 31 dicembre 2020 pubblicato e Stato Patrimoniale al 31 dicembre 2020 modificato

(milioni di euro)
Voci dell'attivo 31.12.2020
Pubblicato
Modifiche
Circolare 262
Banca d'Italia
(a)
31.12.2020
Modificato
10. Cassa e disponibilità liquide 5.402 1.346 6.748
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 57.073 - 57.073
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 53.738 - 53.738
b) attività finanziarie designate al fair value 1 - 1
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 3.334 - 3.334
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 40.988 - 40.988
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 470.245 -1.346 468.899
a) Crediti verso banche 90.616 -1.346 89.270
b) Crediti verso clientela 379.629 - 379.629
50. Derivati di copertura 1.015 - 1.015
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 2.333 - 2.333
70. Partecipazioni 24.668 - 24.668
80. Attività materiali 6.558 - 6.558
90. Attività immateriali 3.574 - 3.574
di cui:
- avviamento 67 - 67
100. Attività fiscali 14.216 - 14.216
a) correnti 1.428 - 1.428
b) anticipate 12.788 - 12.788
110. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.798 - 1.798
120. Altre attività 3.862 - 3.862
Totale dell'attivo 631.732 - 631.732

(a) Include le modifiche effettuate in base a quanto disposto dal 7° aggiornamento del 29 ottobre 2021 della Circolare n. 262 di Banca d'Italia.

Allegati del Bilancio di Intesa Sanpaolo
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Voci del passivo e del patrimonio netto 31.12.2020 Modifiche (milioni di euro)
31.12.2020
Pubblicato Circolare 262
Banca d'Italia
Modificato
(a)
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 491.393 - 491.393
a) debiti verso banche 130.654 - 130.654
b) debiti verso la clientela 288.694 - 288.694
c) titoli in circolazione 72.045 - 72.045
20. Passività finanziarie di negoziazione 60.830 - 60.830
30. Passività finanziarie designate al fair value 2.810 - 2.810
40. Derivati di copertura 5.387 - 5.387
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 721 - 721
60. Passività fiscali 832 - 832
a) correnti 13 - 13
b) differite 819 - 819
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 2.594 - 2.594
80. Altre passività 8.000 - 8.000
90. Trattamento di fine rapporto del personale 927 - 927
100. Fondi per rischi e oneri 4.124 - 4.124
a) impegni e garanzie rilasciate 404 - 404
b) quiescenza e obblighi simili 212 - 212
c) altri fondi per rischi e oneri 3.508 - 3.508
110. Riserve da valutazione 1.176 - 1.176
120. Azioni rimborsabili - - -
130. Strumenti di capitale 7.053 - 7.053
140. Riserve 7.609 - 7.609
145. Acconti su dividendi (-) - - -
150. Sovrapprezzi di emissione 27.603 - 27.603
160. Capitale 10.084 - 10.084
170. Azioni proprie (-) -90 - -90
180. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 679 - 679
Totale del passivo e del patrimonio netto 631.732 - 631.732

(a) Include le modifiche effettuate in base a quanto disposto dal 7° aggiornamento del 29 ottobre 2021 della Circolare n. 262 di Banca d'Italia.

Raccordo tra Conto Economico 2020 pubblicato e Conto Economico 2020 modificato

Il Conto Economico 2020 pubblicato non ha necessitato di modifiche.

Raccordo tra prospetti contabili modificati e prospetti contabili riesposti

Raccordo tra Stato Patrimoniale al 31 dicembre 2020 modificato e Stato Patrimoniale al 31 dicembre 2020 riesposto

(milioni di euro)
Voci dell'attivo 31.12.2020
Modificato
Variazione
perimetro di
riferimento
(a)
31.12.2020
Riesposto
10. Cassa e disponibilità liquide 6.748 739 7.487
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 57.073 1.635 58.708
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 53.738 1.013 54.751
b) attività finanziarie designate al fair value 1 - 1
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 3.334 622 3.956
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 40.988 3.262 44.250
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 468.899 84.926 553.825
a) Crediti verso banche 89.270 16.318 105.588
b) Crediti verso clientela 379.629 68.608 448.237
50. Derivati di copertura 1.015 14 1.029
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 2.333 3 2.336
70. Partecipazioni 24.668 -1.849 22.819
80. Attività materiali 6.558 1.562 8.120
90. Attività immateriali 3.574 422 3.996
di cui:
- avviamento 67 - 67
100. Attività fiscali 14.216 3.864 18.080
a) correnti 1.428 676 2.104
b) anticipate 12.788 3.188 15.976
110. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.798 25.586 27.384
120. Altre attività 3.862 848 4.710
Totale dell'attivo 631.732 121.012 752.744

(a) Effetto connesso all'incorporazione di UBI Banca S.p.A., al netto del ramo d'azienda costituito da 455 filiali e 132 punti operativi ceduto a BPER, nonché del ramo d'azienda composto da 17 filiali bancarie e 9 punti operativi ad esse collegati (mini-sportelli) ceduto a Banca Popolare di Puglia e Basilicata. Inoltre, i dati patrimoniali sono stati riesposti anche in virtù della cessione di 31 sportelli e 2 punti operativi della Capogruppo a BPER (perfezionatasi in data 24 maggio 2021), nonché delle incorporazioni di UBI Sistemi e Servizi S.c.p.A. (12 luglio 2021) e di UBI Factor S.p.A. (25 ottobre 2021), con efficacia contabile e fiscale 1° gennaio 2021. Le evidenze patrimoniali relative ai rami oggetto di cessione trovano appostazione tra le "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e "Passività associate ad attività in via di dismissione". I dati relativi ai rami scissi della ex UBI Banca S.p.A. non sono stati riesposti.

Voci del passivo e del patrimonio netto 31.12.2020
Modificato
Variazione
perimetro di
riferimento
(a)
(milioni di euro)
31.12.2020
Riesposto
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 491.393 81.527 572.920
a) debiti verso banche 130.654 13.576 144.230
b) debiti verso la clientela 288.694 45.689 334.383
c) titoli in circolazione 72.045 22.262 94.307
20. Passività finanziarie di negoziazione 60.830 -144 60.686
30. Passività finanziarie designate al fair value 2.810 223 3.033
40. Derivati di copertura 5.387 439 5.826
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 721 5 726
60. Passività fiscali 832 653 1.485
a) correnti 13 35 48
b) differite 819 618 1.437
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 2.594 32.246 34.840
80. Altre passività 8.000 2.028 10.028
90. Trattamento di fine rapporto del personale 927 205 1.132
100. Fondi per rischi e oneri 4.124 710 4.834
a) impegni e garanzie rilasciate 404 123 527
b) quiescenza e obblighi simili 212 79 291
c) altri fondi per rischi e oneri 3.508 508 4.016
110. Riserve da valutazione 1.176 -3 1.173
120. Azioni rimborsabili - - -
130. Strumenti di capitale 7.053 388 7.441
140. Riserve 7.609 5.394 13.003
145. Acconti su dividendi (-) - - -
150. Sovrapprezzi di emissione 27.603 - 27.603
160. Capitale 10.084 - 10.084
170. Azioni proprie (-) -90 - -90
180. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 679 -2.659 -1.980
Totale del passivo e del patrimonio netto 631.732 121.012 752.744
(a) Effetto connesso all'incorporazione di UBI Banca S.p.A., al netto del ramo d'azienda costituito da 455 filiali e 132 punti operativi ceduto a BPER,
nonché del ramo d'azienda composto da 17 filiali bancarie e 9 punti operativi ad esse collegati (mini-sportelli) ceduto a Banca Popolare di Puglia e
Basilicata. Inoltre, i dati patrimoniali sono stati riesposti anche in virtù della cessione di 31 sportelli e 2 punti operativi della Capogruppo a BPER
(perfezionatasi in data 24 maggio 2021), nonché delle incorporazioni di UBI Sistemi e Servizi S.c.p.A. (12 luglio 2021) e di UBI Factor S.p.A. (25 ottobre
2021), con efficacia contabile e fiscale 1° gennaio 2021. Le evidenze patrimoniali relative ai rami oggetto di cessione trovano appostazione tra le "Attività
non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e "Passività associate ad attività in via di dismissione". I dati relativi ai rami scissi della ex UBI Banca
S.p.A. non sono stati riesposti.

Raccordo tra Conto Economico 2020 modificato e Conto Economico 2020 riesposto

Il Conto Economico 2020 pubblicato non ha necessitato di riesposizioni.

Prospetti contabili riesposti

Stato Patrimoniale riesposto di Intesa Sanpaolo

31.12.2021 31.12.2020 (milioni di euro)
Variazioni
Voci dell'attivo Riesposto assolute %
10. Cassa e disponibilità liquide 7.730 7.487 243 3,2
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 51.636 58.708 -7.072 -12,0
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 47.731 54.751 -7.020 -12,8
b) attività finanziarie designate al fair value 1 1 - -
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 3.904 3.956 -52 -1,3
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 52.149 44.250 7.899 17,9
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 599.476 553.825 45.651 8,2
a) crediti verso banche 160.488 105.588 54.900 52,0
b) crediti verso clientela 438.988 448.237 -9.249 -2,1
50. Derivati di copertura 1.566 1.029 537 52,2
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 393 2.336 -1.943 -83,2
70. Partecipazioni 23.420 22.819 601 2,6
80. Attività materiali 7.875 8.120 -245 -3,0
90. Attività immateriali 4.012 3.996 16 0,4
di cui:
- avviamento 67 67 - -
100. Attività fiscali 17.394 18.080 -686 -3,8
a) correnti 3.387 2.104 1.283 61,0
b) anticipate 14.007 15.976 -1.969 -12,3
110. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.326 27.384 -26.058 -95,2
120. Altre attività 7.263 4.710 2.553 54,2
Totale dell'attivo 774.240 752.744 21.496 2,9

Voci del passivo e del patrimonio netto 31.12.2021 31.12.2020 (milioni di euro)
Variazioni
Riesposto
assolute %
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 638.920 572.920 66.000 11,5
a) debiti verso banche 191.156 144.230 46.926 32,5
b) debiti verso clientela 357.474 334.383 23.091 6,9
c) titoli in circolazione 90.290 94.307 -4.017 -4,3
20. Passività finanziarie di negoziazione 57.227 60.686 -3.459 -5,7
30. Passività finanziarie designate al fair value 3.675 3.033 642 21,2
40. Derivati di copertura 3.971 5.826 -1.855 -31,8
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 60 726 -666 -91,7
60. Passività fiscali 496 1.485 -989 -66,6
a) correnti 52 48 4 8,3
b) differite 444 1.437 -993 -69,1
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 25 34.840 -34.815 -99,9
80. Altre passività 10.332 10.028 304 3,0
90. Trattamento di fine rapporto del personale 1.027 1.132 -105 -9,3
100. Fondi per rischi e oneri 4.208 4.834 -626 -12,9
a) impegni e garanzie rilasciate 367 527 -160 -30,4
b) quiescenza e obblighi simili 245 291 -46 -15,8
c) altri fondi per rischi e oneri 3.596 4.016 -420 -10,5
110. Riserve da valutazione 855 1.173 -318 -27,1
120. Azioni rimborsabili - - -
130. Strumenti di capitale 6.260 7.441 -1.181 -15,9
140. Riserve 8.175 13.003 -4.828 -37,1
145. Acconti su dividendi (-) -1.399 - 1.399
150. Sovrapprezzi di emissione 27.445 27.603 -158 -0,6
160. Capitale 10.084 10.084 - -
170. Azioni proprie (-) -69 -90 -21 -23,3
180. Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 2.948 -1.980 4.928
Totale del passivo e del patrimonio netto 774.240 752.744 21.496 2,9

Conto Economico di Intesa Sanpaolo

2021 2020 (milioni di euro)
Variazioni
assolute %
10. Interessi attivi e proventi assimilati 8.259 7.265 994 13,7
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 7.756 7.377 379 5,1
20. Interessi passivi e oneri assimilati -2.322 -2.038 284 13,9
30. Margine di interesse 5.937 5.227 710 13,6
40. Commissioni attive 6.602 5.243 1.359 25,9
50. Commissioni passive -929 -847 82 9,7
60. Commissioni nette 5.673 4.396 1.277 29,0
70. Dividendi e proventi simili 2.454 2.536 -82 -3,2
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 442 464 -22 -4,7
90. Risultato netto dell'attività di copertura 39 36 3 8,3
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 683 562 121 21,5
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 161 -200 361
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 576 782 -206 -26,3
c) passività finanziarie -54 -20 34
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico
35 -51 86
a) attività e passività finanziarie designate al fair value -55 56 -111
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 90 -107 197
120. Margine di intermediazione 15.263 13.170 2.093 15,9
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: -2.554 -3.377 -823 -24,4
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -2.538 -3.369 -831 -24,7
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva -16 -8 8
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -23 -7 16
150. Risultato netto della gestione finanziaria 12.686 9.786 2.900 29,6
160. Spese amministrative: -9.339 -8.573 766 8,9
a) spese per il personale -5.822 -5.521 301 5,5
b) altre spese amministrative -3.517 -3.052 465 15,2
170. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri 19 -630 649
a) impegni e garanzie rilasciate 142 -15 157
b) altri accantonamenti netti -123 -615 -492 -80,0
180. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali -477 -381 96 25,2
190. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali -726 -595 131 22,0
200.
210.
Altri oneri/proventi di gestione
Costi operativi
861
-9.662
620
-9.559
241
103
38,9
1,1
220. Utili (Perdite) delle partecipazioni -217 -154 63 40,9
230. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali -20 -33 -13 -39,4
240. Rettifiche di valore dell'avviamento - -1.155 -1.155
250. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 89 29 60
260. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 2.876 -1.086 3.962
270. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente 72 639 -567 -88,7
280. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 2.948 -447 3.395
290. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte - 1.126 -1.126
300. Utile (Perdita) d'esercizio 2.948 679 2.269

Raccordi tra prospetti contabili riesposti e schemi di bilancio riclassificati di Intesa Sanpaolo

Raccordo tra Stato Patrimoniale riesposto e Stato Patrimoniale riclassificato di Intesa Sanpaolo

(milioni di euro)
Attività 31.12.2021 31.12.2020
Riesposto
Cassa e disponibilità liquide 7.730 7.487
Voce 10 Cassa e disponibilità liquide 7.730 7.487
Finanziamenti verso banche 158.962 103.916
Voce 40a (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso banche 158.924 103.892
Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Finanziamenti verso banche - -
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - Finanziamenti verso banche 38 24
Finanziamenti verso clientela 403.804 408.651
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 402.118 407.353
Voce 40b (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso clientela 395.401 400.413
Voce 40b (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (enti pubblici, imprese non finanziarie e
altri)
6.717 6.940
Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e con impatto sul conto economico 1.686 1.298
Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Finanziamenti verso clientela 19 22
Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value - Finanziamenti verso clientela - -
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - Finanziamenti verso clientela 928 1.004
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti verso
Voce 30 (parziale) clientela 739 272
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti 38.434 42.580
Voce 40a (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito verso Banche 1.564 1.696
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie e
Voce 40b (parziale) assicurazioni) 36.870 40.884
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 50.651 57.658
Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 47.712 54.729
Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value - Titoli di debito 1 1
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 2.938 2.928
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 51.410 43.978
Voce 30 (parziale) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 51.410 43.978
Partecipazioni 23.420 22.819
Voce 70 Partecipazioni 23.420 22.819
Attività materiali e immateriali 11.887 12.116
Attività di proprietà 10.892 10.819
Voce 80 (parziale) Attività materiali 6.880 6.823
Voce 90 Attività immateriali 4.012 3.996
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 995 1.297
Voce 80 (parziale) Attività materiali 995 1.297
Attività fiscali 17.394 18.080
Voce 100 Attività fiscali 17.394 18.080
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.326 27.384
Voce 110 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.326 27.384
Altre voci dell'attivo 9.222 8.075
Voce 50 Derivati di copertura 1.566 1.029
Voce 60 Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 393 2.336
Voce 120 Altre attività 7.263 4.710
Totale attività 774.240 752.744

(milioni di euro)
Passività 31.12.2021 31.12.2020
Riesposto
Debiti verso banche al costo ammortizzato 191.149 144.226
Voce 10 a) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche 191.156 144.230
- Voce 10 a) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche (di cui debiti per leasing) -7 -4
Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione 446.761 427.348
Voce 10 b) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela 357.474 334.383
Voce 10 c) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli in circolazione 90.290 94.307
- Voce 10 b) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela (di cui debiti per leasing) -1.003 -1.342
Passività finanziarie di negoziazione 57.227 60.686
Voce 20 Passività finanziarie di negoziazione 57.227 60.686
Passività finanziarie designate al fair value 3.675 3.033
Voce 30 Passività finanziarie designate al fair value 3.675 3.033
Passività fiscali 496 1.485
Voce 60 Passività fiscali 496 1.485
Passività associate ad attività in via di dismissione 25 34.840
Voce 70 Passività associate ad attività in via di dismissione 25 34.840
Altre voci del passivo 15.373 17.926
Voce 40 Derivati di copertura 3.971 5.826
Voce 50 Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 60 726
Voce 80 Altre passività 10.332 10.028
Voce 10 a) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche (di cui debiti per leasing) 7 4
Voce 10 b) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela (di cui debiti per leasing) 1.003 1.342
Fondi per rischi e oneri 5.235 5.966
Voce 90 Trattamento di fine rapporto del personale 1.027 1.132
Voce 100 a) Fondi per rischi e oneri - Impegni e garanzie rilasciate 367 527
Voce 100 b) Fondi per rischi e oneri - Quiescenza e obblighi simili 245 291
Voce 100 c) Fondi per rischi e oneri - Altri fondi per rischi e oneri 3.596 4.016
Capitale 10.084 10.084
Voce 160 Capitale 10.084 10.084
Riserve 35.551 40.516
Voce 140 Riserve 8.175 13.003
Voce 150 Sovrapprezzi di emissione 27.445 27.603
Voce 170 Azioni proprie (-) -69 -90
Riserve da valutazione 855 1.173
Voce 110 Riserve da valutazione 855 1.173
Acconti su dividendi -1.399 -
Voce 145 Acconti su dividendi (-) -1.399 -
Strumenti di capitale 6.260 7.441
Voce 130 Strumenti di capitale 6.260 7.441
Risultato netto 2.948 -1.980
Voce 180 Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) 2.948 -1.980
Totale passività e patrimonio netto 774.240 752.744

Raccordo tra Conto Economico e Conto Economico riclassificato di Intesa Sanpaolo

Voci
2021
2020
Interessi netti
5.951
5.257
Voce 30
Margine di interesse
5.937
5.227
- Voce 30 (parziale)
Margine di interesse (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione)
17
69
+ Voce 60 (parziale)
Commissioni nette (Commissioni a tassi negativi per tenuta e gestione C/C passivi)
59
25
+ Voce 70 (parziale)
Dividendi e proventi simili (Dividendi incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli)
9
4
Risultato netto dell'attività di negoziazione (Componenti del Risultato dell'attività di negoziazione correlate ad
+ Voce 80 (parziale)
interessi netti)
-70
-61
+ Voce 160 a) (parziale)
Spese per il personale (Rientro time value trattamento di fine rapporto e altri fondi del personale)
-1
-7
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri: b) altri accantonamenti netti (Rientro time value fondi rischi ed
+ Voce 170 b) (parziale)
-
-
oneri)
Commissioni nette
5.668
4.467
Voce 60
Commissioni nette
5.673
4.396
- Voce 60 (parziale)
Commissioni nette (Commissioni a tassi negativi per tenuta e gestione C/C passivi)
-59
-25
+ Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Collocamento Certificates)
55
38
Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: a)
+ Voce 110 a) (parziale)
attività e passività designate al fair value (Collocamento Certificates)
48
93
+ Voce 160 b) (parziale)
Altre spese amministrative (Recuperi di spese varie)
-49
-35
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value
1.427
1.301
Voce 80
Risultato netto dell'attività di negoziazione
442
464
Voce 90
Risultato netto dell'attività di copertura
39
36
Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
Voce 100 b)
complessiva
576
782
Voce 100 c)
Utili (perdite) da cessione o riacquisto di passività finanziarie
-54
-20
Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: a)
Voce 110 a)
attività e passività designate al fair value
-55
56
Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: b)
Voce 110 b)
attività valutate obbligatoriamente al fair value
90
-107
Dividendi e proventi simili (Su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto a
conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività
+ Voce 70 (parziale)
complessiva, inclusi i dividendi su OICR)
146
85
- Voce 70 (parziale) Dividendi e proventi simili (Dividendi incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli)
-9
-4
Risultato netto dell'attività di negoziazione (Componenti del Risultato dell'attività di negoziazione correlate ad
- Voce 80 (parziale)
interessi netti)
70
61
Risultato netto dell'attività di negoziazione (Effetti valutativi strumenti derivati collegati a partecipazioni
- Voce 80 (parziale)
detenute)
-
-45
- Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Collocamento Certificates)
-55
-38
- Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione)
16
-
Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (Effetto correlato al
+ Voce 100 a) (parziale)
risultato di negoziazione)
310
88
Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
- Voce 100 b) (parziale)
complessiva (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione)
-29
-
Utili (perdite) da cessione o riacquisto di passività finanziarie (Effetti economici dell'allocazione dei costi di
- Voce 100 c) (parziale)
acquisizione)
-19
-
Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: a)
- Voce 110 a) (parziale)
attività e passività designate al fair value (Collocamento Certificates)
-48
-93
Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: b)
- Voce 110 b) (parziale)
attività valutate obbligatoriamente al fair value (Oneri riguardanti il sistema bancario)
2
27
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri: b) altri accantonamenti netti (Accantonamenti/rilasci ricondotti
+ Voce 170 b) (parziale)
al Risultato netto dell'attività di negoziazione)
2
-
+ Voce 200 (parziale)
Altri oneri/proventi di gestione (Negoziazione e valutazione di altre attività)
3
9
Altri proventi (oneri) operativi netti
2.546
2.623
Voce 70
Dividendi e proventi simili
2.454
2.536
Voce 200
Altri oneri/proventi di gestione
861
620
Dividendi e proventi simili (Su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto a
conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività
- Voce 70 (parziale)
complessiva, inclusi i dividendi su OICR)
-146
-85
- Voce 200 (parziale)
Altri oneri/proventi di gestione (Recuperi di spese e imposte indirette)
-649
-506
- Voce 200 (parziale)
Altri oneri/proventi di gestione (Effetti valutativi di altre attività)
6
66
- Voce 200 (parziale)
Altri oneri/proventi di gestione (Negoziazione e valutazione di altre attività)
-3
-9
- Voce 200 (parziale)
Altri oneri/proventi di gestione (Proventi / oneri non ricorrenti o non correlati alla gestione caratteristica)
40
15
- Voce 200 (parziale)
Altri oneri/proventi di gestione (Recuperi di costi)
-
-
- Voce 200 (parziale)
Altri oneri/proventi di gestione (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo)
-17
-14
+ Voce 220 (parziale)
Utili (Perdite) delle partecipazioni (Valutate al Patrimonio Netto)
-
-
Proventi operativi netti
15.592
13.648
(milioni di euro)

(milioni di euro)
Voci 2021 2020
Spese del personale -5.473 -4.421
Voce 160 a) Spese per il personale -5.822 -5.521
- Voce 160 a) (parziale) Spese per il personale (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) 348 1.093
- Voce 160 a) (parziale) Spese per il personale (Rientro time value trattamento di fine rapporto e altri fondi del personale) 1 7
+ Voce 200 (parziale) Altri oneri/proventi di gestione (Recuperi di costi) - -
Spese amministrative -2.123 -1.803
Voce 160 b) Altre spese amministrative -3.517 -3.052
- Voce 160 b) (parziale) Altre spese amministrative (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) 41 192
- Voce 160 b) (parziale) Altre spese amministrative (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) 654 516
- Voce 160 b) (parziale) Altre spese amministrative (Recuperi di spese varie) 49 35
- Voce 160 b) (parziale)
+ Voce 200 (parziale)
Altre spese amministrative (Oneri accessori de-risking)
Altri oneri/proventi di gestione (Recuperi di spese e imposte indirette)
1
649
-
506
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -1.028 -898
Voce 180 Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali -477 -381
Voce 190 Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali -726 -595
- Voce 180 (parziale) Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) 33 17
- Voce 180 (parziale) Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (Svalutazioni) 3 4
- Voce 190 (parziale) Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) 77 49
- Voce 190 (parziale) Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (Svalutazioni) 40 -
- Voce 190 (parziale) Rettifiche/riprese di valore su attività immateriali (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) 22 8
Costi operativi -8.624 -7.122
Risultato della gestione operativa 6.968 6.526
Rettifiche di valore nette su crediti -2.487 -3.657
Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -23 -7
Voce 170 a) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri: a) impegni e garanzie rilasciate 142 -15
+ Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti -154 -286
- Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (enti
pubblici, imprese non finanziarie e altri)
5 -1
Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (Effetti economici
- Voce 100 a) (parziale) dell'allocazione dei costi di acquisizione) 124 34
+ Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Finanziamenti
-2.563 -3.369
Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
+ Voce 130 a) (parziale) ammortizzato - Titoli di debito (enti pubblici, imprese non finanziarie e altri)
Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al fair value con
18 1
+ Voce 130 b) (parziale) impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti - -6
+ Voce 160 b) (parziale) Altre spese amministrative (Oneri accessori de-risking) -1 -
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri: a) impegni e garanzie rilasciate (Accantonamenti per rischio di
- Voce 170 a) (parziale) credito relativo a impegni e garanzie rilasciate)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri: b) altri accantonamenti netti (Accantonamenti per oneri non
1 3
+ Voce 170 b) (parziale) ricorrenti) - -11
+ Voce 170 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri: b) altri accantonamenti netti (Oneri accessori de-risking) -36 -
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -427 -236
Voce 170 b) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri: b) altri accantonamenti netti -123 -615
Voce 230 Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali -20 -33
+ Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Effetti valutativi strumenti derivati collegati a partecipazioni
detenute)
- 45
Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie e assicurazioni)
7 -1
Voce 130 b) (parziale) Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva - Titoli di debito
-16 -2
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri: a) impegni e garanzie rilasciate (Accantonamenti per rischio di
+ Voce 170 a) (parziale) credito relativo a impegni e garanzie rilasciate)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri: b) altri accantonamenti netti (Rientro time value fondi rischi ed
-1 -3
- Voce 170 b) (parziale) oneri) - -
- Voce 170 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri: b) altri accantonamenti netti (Oneri di integrazione e
incentivazione all'esodo)
-147 488
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri: b) altri accantonamenti netti (Accantonamenti/rilasci ricondotti
- Voce 170 b) (parziale) al Risultato netto dell'attività di negoziazione) -2 -
- Voce 170 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri: b) altri accantonamenti netti (Oneri accessori de-risking)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri: b) altri accantonamenti netti (Effetti economici dell'allocazione
36 -
- Voce 170 b) (parziale) dei costi di acquisizione)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri: b) altri accantonamenti netti (Accantonamenti per oneri non
-40 -
- Voce 170 b) (parziale) ricorrenti) - 11
+ Voce 180 (parziale) Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (Svalutazioni) -3 -4
+ Voce 190 (parziale) Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (Svalutazioni) -40 -
+ Voce 200 (parziale) Altri oneri/proventi di gestione (Effetti valutativi di altre attività) -6 -66
+ Voce 220 (parziale) Utili (Perdite) delle partecipazioni (Rettifiche/riprese di valore per deterioramento di partecipazioni collegate) -72 -56

Voci 2021 (milioni di euro)
2020
Altri proventi (oneri) netti 123 91
Voce 220 Utili (Perdite) delle partecipazioni -217 -154
Voce 250 Utili (Perdite) da cessione di investimenti 89 29
+ Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(Governi, imprese finanziarie e assicurazioni)
310 87
- Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (Effetto correlato al
risultato di negoziazione)
-310 -88
+ Voce 200 (parziale)
- Voce 220 (parziale)
Altri oneri/proventi di gestione (Proventi / oneri non ricorrenti o non correlati alla gestione caratteristica)
Utili (Perdite) delle partecipazioni (Valutate al Patrimonio Netto)
-40
-
-15
-
- Voce 220 (parziale) Utili (Perdite) delle partecipazioni (Rettifiche/riprese di valore per deterioramento di partecipazioni collegate) 72 56
- Voce 220 (parziale) Utili (Perdite) delle partecipazioni (Impairment su partecipazioni di controllo) 219 176
- Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) da cessione di investimenti (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) - -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - 1.153
Voce 290 Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte - 1.126
- Voce 290 (parziale) Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte (Imposte) - 27
Risultato corrente lordo 4.177 3.877
Imposte sul reddito -303 -257
Voce 270 Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente 72 639
+ Voce 290 (parziale) Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte (Imposte) - -27
- Voce 270 (parziale)
- Voce 270 (parziale)
Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo)
Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Effetti economici dell'allocazione dei costi di
acquisizione)
-117
-43
-585
-37
- Voce 270 (parziale) Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Rettifiche di valore dell'avviamento) - -69
- Voce 270 (parziale) Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Utile/Perdite delle partecipazioni - Impairment di
partecipazioni di controllo)
-1 -1
- Voce 270 (parziale) Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) -213 -168
- Voce 270 (parziale) Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Rettifiche di valore nette su attività finanziarie -
Investimenti per la stabilità del sistema bancario)
-1 -9
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -218 -1.240
+ Voce 160 a) (parziale) Spese per il personale (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) -348 -1.093
+ Voce 160 b) (parziale) Altre spese amministrative (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) -41 -192
+ Voce 170 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri: b) altri accantonamenti netti (Oneri di integrazione e
incentivazione all'esodo)
147 -488
+ Voce 180 (parziale) Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) -33 -17
+ Voce 190 (parziale) Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) -77 -49
+ Voce 200 (parziale) Altri oneri/proventi di gestione (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) 17 14
+ Voce 270 (parziale) Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) 117 585
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -48 -74
+ Voce 30 (parziale) Margine di interesse (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) -17 -69
+ Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) -16 -
+ Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (Effetti economici
dell'allocazione dei costi di acquisizione)
-124 -34
+ Voce 100 b) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione)
29 -
+ Voce 100 c) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di passività finanziarie (Effetti economici dell'allocazione dei costi di
acquisizione)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri: b) altri accantonamenti netti (Effetti economici dell'allocazione
19 -
+ Voce 170 b) (parziale) dei costi di acquisizione) 40 -
+ Voce 190 (parziale) Rettifiche/riprese di valore su attività immateriali (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) -22 -8
+ Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) da cessione di investimenti (Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione) - -
+ Voce 270 (parziale) Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Effetti economici dell'allocazione dei costi di
acquisizione)
43 37

(milioni di euro)
Voci 2021 2020
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -442 -366
+ Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: b)
attività valutate obbligatoriamente al fair value (Oneri riguardanti il sistema bancario)
-2 -27
+ Voce 160 b) (parziale) Altre spese amministrative (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) -654 -516
+ Voce 270 (parziale) Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) 213 168
+ Voce 270 (parziale) Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Rettifiche di valore nette su attività finanziarie -
Investimenti per la stabilità del sistema bancario)
1 9
Rettifiche di valore dell'avviamento, delle altre attività intangibili e delle partecipazioni di controllo (al netto delle imposte) -218 -1.261
Voce 240 Rettifiche di valore dell'avviamento - -1.155
+ Voce 220 (parziale) Utili (Perdite) delle partecipazioni (Impairment su partecipazioni di controllo) -219 -176
+ Voce 270 (parziale) Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Rettifiche di valore dell'avviamento) - 69
+ Voce 270 (parziale) Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (Utile/Perdite delle partecipazioni - Impairment di
partecipazioni di controllo)
1 1
Risultato netto 2.948 679

Schemi di bilancio riclassificati - Raccordo con dati rideterminati

Allegati del Bilancio di Intesa Sanpaolo

Stato Patrimoniale riclassificato - Raccordo con dati rideterminati

(milioni di euro)
Attività 31.12.2021 31.12.2020
Dati riesposti
Scissione
rami (a)
31.12.2020
Dati
rideterminati
Cassa e disponibilità liquide 7.730 7.487 - 7.487
Finanziamenti verso banche 158.962 103.916 - 103.916
Finanziamenti verso clientela 403.804 408.651 -602 408.049
- Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 402.118 407.353 -602 406.751
- Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività
complessiva e con impatto sul conto economico
1.686 1.298 - 1.298
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono
finanziamenti
38.434 42.580 - 42.580
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 50.651 57.658 - 57.658
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 51.410 43.978 - 43.978
Partecipazioni 23.420 22.819 -108 22.711
Attività materiali e immateriali 11.887 12.116 -1 12.115
- Attività di proprietà 10.892 10.819 -1 10.818
- Diritti d'uso acquisiti con il leasing 995 1.297 - 1.297
Attività fiscali 17.394 18.080 - 18.080
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.326 27.384 711 28.095
Altre voci dell'attivo 9.222 8.075 - 8.075
Totale attività 774.240 752.744 - 752.744
Passività 31.12.2021 31.12.2020
Dati riesposti
Scissione
rami (a)
31.12.2020
Dati
rideterminati
Debiti verso banche al costo ammortizzato 191.149 144.226 - 144.226
Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione 446.761 427.348 -3.300 424.048
Passività finanziarie di negoziazione 57.227 60.686 - 60.686
Passività finanziarie designate al fair value 3.675 3.033 - 3.033
Passività fiscali 496 1.485 - 1.485
Passività associate ad attività in via di dismissione
Altre voci del passivo
25
15.373
34.840
17.926
3.469
3
38.309
17.929
di cui debiti per leasing 1.010 1.346 -1 1.345
Fondi per rischi e oneri 5.235 5.966 -12 5.954
di cui fondi per impegni e garanzie finanziarie rilasciate 367 527 - 527
Capitale 10.084 10.084 - 10.084
Riserve 35.551 40.516 -130 40.386
Riserve da valutazione 855 1.173 - 1.173
Acconti su dividendi -1.399 - - -
Strumenti di capitale 6.260 7.441 - 7.441
Risultato netto 2.948 -1.980 -30 -2.010

(a) Effetto connesso ai rami scissi della ex UBI Banca S.p.A.

Conto Economico riclassificato - Raccordo con dati rideterminati

(milioni di euro)
2021 Cessione
rami
2021 2020 Inclusione
UBI
Cessione
rami
2020
attività (a) Dati
rideterminati
Banca (b) attività
(a)
Dati
rideterminati
Interessi netti 5.951 -67 5.884 5.257 1.478 -488 6.247
Commissioni nette 5.668 -123 5.545 4.467 1.439 -717 5.189
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair
value
1.427 -1 1.426 1.301 216 -7 1.510
Altri proventi (oneri) operativi netti 2.546 4 2.550 2.623 176 -3 2.796
Proventi operativi netti 15.592 -187 15.405 13.648 3.309 -1.215 15.742
Spese del personale -5.473 67 -5.406 -4.421 -1.349 382 -5.388
Spese amministrative -2.123 22 -2.101 -1.803 -544 77 -2.270
Ammortamento immobilizzazioni materiali e immateriali -1.028 - -1.028 -898 -181 36 -1.043
Costi operativi -8.624 89 -8.535 -7.122 -2.074 495 -8.701
Risultato della gestione operativa 6.968 -98 6.870 6.526 1.235 -720 7.041
Rettifiche di valore nette su crediti -2.487 4 -2.483 -3.657 -500 167 -3.990
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su
altre attività
-427 - -427 -236 -12 - -248
Altri proventi (oneri) netti 123 - 123 91 16 - 107
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - 73 73 1.153 -1 95 1.247
Risultato corrente lordo 4.177 -21 4.156 3.877 738 -458 4.157
Imposte sul reddito -303 7 -296 -257 -177 151 -283
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto
delle imposte)
-218 - -218 -1.240 -1.297 1 -2.536
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione
(al netto delle imposte)
-48 1 -47 -74 -281 - -355
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al
netto delle imposte)
-442 13 -429 -366 -84 37 -413
Rettifiche di valore dell'avviamento, delle altre attività
intangibili e delle partecipazioni di controllo (al netto delle
imposte)
-218 - -218 -1.261 -1.319 - -2.580
Risultato netto 2.948 - 2.948 679 -2.420 -269 -2.010

(a) Effetto relativo ai rami d'azienda della ex UBI Banca S.p.A. che sono stati oggetto di cessione (ramo costituito da 455 filiali e 132 punti operativi, ceduto a BPER, e ramo composto da 17 filiali bancarie e 9 punti operativi ad esse collegati, ceduto a Banca Popolare di Puglia e Basilicata) e del ramo di 31 sportelli e 2 punti operativi della Capogruppo, ceduto a BPER. Infine, vi sono le risultanze economiche dei rami "Top private" e "Service IW Bank" oggetto di scissione parziale da parte della ex UBI Banca S.p.A. a favore, rispettivamente, di Intesa Sanpaolo Private Banking e Banca Fideuram.

(b) Effetto connesso all'incorporazione di UBI Banca S.p.A., di UBI Academy S.r.l., di UBI Sistemi e Servizi S.c.p.A. e di UBI Factor S.p.A.

Altri allegati

Corrispettivi di revisione contabile e dei servizi diversi dalla revisione ai sensi dell'art. 149 duodecies del Regolamento Consob n. 11971

(milioni di euro)
Tipologia di servizi INTESA SANPAOLO SOCIETA' DEL GRUPPO(*)
EY Rete EY EY Rete EY
Revisione contabile (**) 9,22 - 10,20 -
Servizi di attestazione (***) 2,90 - 3,38 -
Altri servizi:
procedure di verifica concordate - - 0,40 -
dichiarazione consolidata non finanziaria 0,13 - - -
Totale 12,25 - 13,98 -

(*) Società del Gruppo controllate e altre società consolidate.

(**) Comprensivi dei costi per revisione legale e revisione volontaria. Non sono inclusi i costi per la revisione dei fondi non consolidati per un controvalore di circa 8,2 milioni di euro.

(***) Comprensivi dei costi di revisione, su base volontaria, per l'informativa "Pillar 3".

Corrispettivi al netto di IVA, spese vive e Contributo Consob.

Glossario

Si riporta di seguito la definizione di alcuni termini utilizzati nell'informativa di Bilancio e/o di Pillar 3 con esclusione dei termini entrati nel lessico comune italiano oppure inseriti in un contesto che già ne chiarisce il significato.

ABS – Asset Backed Securities

Strumenti finanziari il cui rendimento e rimborso sono garantiti da un portafoglio di attività (collateral) dell'emittente (solitamente uno Special Purpose Vehicle – SPV), destinato in via esclusiva al soddisfacimento dei diritti incorporati negli strumenti finanziari stessi. Esempi di attività poste a garanzia (collateral) sono i mutui ipotecari, i crediti vantati da società di emissione di carte di credito, i crediti commerciali a breve termine, i finanziamenti per acquisto di auto.

Acquisition finance o Leverage & Acquisition Finance

Finanziamenti al servizio di operazioni di acquisizioni aziendali.

Additional return

Forma di remunerazione dei titoli junior rivenienti da operazioni di cartolarizzazione. Tali titoli, in aggiunta ad una cedola fissa, maturano proventi periodici (trimestrali, semestrali, ecc.) il cui importo è funzione del margine economico prodotto dall'operazione (riflettente a sua volta la performance delle attività cartolarizzate).

Advisor

Intermediario finanziario che assiste l'Autorità Governativa o le società coinvolte in privatizzazioni o altre operazioni di corporate finance, i cui compiti vanno dalla predisposizione di perizie valutative, alla stesura di documenti e consulenza generale in relazione alla specifica operazione.

AIRB (Advanced Internal Rating Based) Approach

Approccio dei rating interni nell'ambito del Nuovo Accordo di Basilea che si distingue nei metodi base (IRB) e avanzato. Il metodo avanzato è utilizzabile solo dagli istituti che soddisfino requisiti minimi più stringenti rispetto all'approccio base. In questo caso tutte le stime degli input (PD, LGD, EAD, Maturity) per la valutazione del rischio di credito avvengono internamente. Nel metodo base solo la PD è invece stimata dalla Banca.

ALM – Asset & Liability Management

Gestione integrata dell'attivo e del passivo finalizzata ad allocare le risorse in un'ottica di ottimizzazione del rapporto rischiorendimento.

Alternative investment

Gli investimenti alternativi comprendono una vasta gamma di forme di investimento tra cui anche investimenti di private equity (vedi) e investimenti in hedge funds (vedi).

Altre parti correlate – stretti familiari

Si devono intendere per "stretti familiari" di un soggetto quei familiari che ci si attende possano influenzare, o essere influenzati dal soggetto interessato nei loro rapporti con l'entità. Essi includono il convivente (incluso il coniuge non legalmente separato) ed i figli del soggetto, i figli del convivente e le persone a carico del soggetto o del convivente.

AMA – Advanced Measurement Approach

Approccio introdotto da Basilea 2 per la determinazione del requisito patrimoniale a fronte di rischio operativo, basato su modelli interni di stima e valutazione. I modelli interni AMA si articolano normalmente in due componenti:

  • (i) quantitativa, basata su dati di perdita interni ed esterni;
  • (ii) qualitativa, normalmente basata su questionari con punteggio ordinale legato alla percezione della rischiosità degli eventi di perdita.

Arrangement (commissione di)

Commissione avente carattere di compenso per il lavoro di assistenza nella fase di strutturazione ed organizzazione di un finanziamento.

Arranger

Nel settore della finanza strutturata è la figura che – pur sotto varie forme e con diverse configurazioni di incarico (mandated lead arranger, joint lead arranger, sole arranger ecc.) – opera come coordinatore degli aspetti organizzativi dell'operazione.

Asset allocation

Decisioni di investimento in mercati, aree geografiche, settori, prodotti.

Asset encumbrance

Legalmente rappresenta un diritto reale a favore di un creditore su un bene di proprietà di un'altra controparte, che può essere il soggetto debitore o un terzo. Tipicamente si configura sotto forma di ipoteca su beni immobili o creazione di collaterale in operazioni di pronti contro termine e finanziamenti dalla Banca Centrale.

Asset management – Wealth management

Attività rivolta alla gestione e amministrazione, sotto varie forme, di risorse patrimoniali affidate dalla clientela.

Asset stanziabili

Attivi utilizzabili come collaterale presso la BCE per ottenere liquidità a tassi agevolati. Le attività stanziabili si dividono in tre tipologie:

  • (i) credit claim (prestiti bancari);
  • (ii) cartolarizzazioni (vedi) e covered bond (vedi);
  • (iii) titoli di debito
  • che devono soddisfare alcuni requisiti di qualità minima in termini di:
  • (i) debitori ammessi;
  • (ii) rating della controparte.

In funzione della qualità e del tipo di tasso l'ammontare di liquidità ottenibile è determinato attraverso l'applicazione di haircut (tagli sul valore nominale).

AT1 – Additional Tier 1

Capitale aggiuntivo di Classe 1. Nella categoria dell'AT1 vengono in genere ricompresi gli strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie (che sono computabili nel Common Equity) e che rispettano i requisiti normativi per l'inclusione in tale livello dei Fondi propri.

Attività intangibile o immateriale

Un'attività immateriale è un'attività non monetaria identificabile priva di consistenza fisica.

Attualizzazione

Processo di determinazione del valore attuale di un pagamento o di flussi di pagamenti da ricevere in futuro.

Audit

Nelle società quotate è l'insieme dei momenti di controllo sull'attività e sulla contabilità societaria che viene svolto sia da strutture interne (internal audit) sia da società di revisione indipendenti (external audit).

AVA – Additional Valuation Adjustment

Aggiustamenti di valutazione supplementari necessari per adattare il valore equo al valore prudente delle posizioni. Per effettuare una prudent valuation delle posizioni misurate al fair value, l'EBA prevede due metodologie di calcolo dell'AVA (Simplified approach e Core approach). I requisiti per la valutazione prudente si applicano a tutte le posizioni valutate al valore equo indipendentemente dal fatto che siano detenute o meno nel portafoglio di negoziazione, dove il termine "posizione" si riferisce unicamente a strumenti finanziari e merci.

β

Coefficiente beta di un emittente o di un gruppo di emittenti comparabili, espressione dell'interrelazione tra il rendimento effettivo di un titolo di capitale e il rendimento complessivo del mercato di riferimento.

Back office

La struttura di una società bancaria o finanziaria che si occupa della trattazione di tutte le operazioni che vengono effettuate dalle unità operative (front office).

Backtesting

Analisi retrospettive volte a verificare l'affidabilità delle misurazioni delle fonti di rischio associate alle posizioni dei portafogli di attività.

Banking book

Solitamente riferito a titoli o comunque a strumenti finanziari in genere, identifica la parte di tale portafoglio destinato all'attività "proprietaria".

Basis swap

Contratto che prevede lo scambio, tra due controparti, di pagamenti legati a tassi variabili basati su un diverso indice.

Best practice

In genere identifica un comportamento commisurato al miglior livello raggiunto dalle conoscenze riferite ad un certo ambito tecnico/professionale.

Bid-ask spread

È la differenza rilevabile tra i prezzi denaro e lettera su un determinato strumento finanziario o gruppo di strumenti finanziari.

Brand name

Il "brand name" rientra tra le attività immateriali legate al marketing identificate dall'IFRS 3 quale potenziale attività immateriale rilevabile in sede di purchase price allocation. Il termine "brand" non è usato nei principi contabili in una accezione restrittiva come sinonimo di "logo" e "nome", ma piuttosto come termine generale di marketing che definisce quell'insieme di asset intangibili fra loro complementari (tra cui, oltre al nome e al logo, le competenze, la fiducia riposta dal consumatore, la qualità dei servizi, ecc.) che concorrono a definire il c.d. "brand equity".

Budget

Stato previsionale dell'andamento dei costi e dei ricavi futuri di un'azienda.

Business combination

Ai sensi del principio contabile internazionale IFRS 3, operazione o altro evento in cui un acquirente acquisisce il controllo di una o più attività aziendali.

Business model

È il modello di business con cui sono gestiti gli strumenti finanziari.

Per quanto riguarda il business model, l'IFRS 9 individua tre fattispecie in relazione alla modalità con cui sono gestiti i flussi di cassa e le vendite delle attività finanziarie: Hold to Collect (HTC), Hold to Collect and Sell (HTCS), Others/Trading.

CAGR – Compound Annual Growth Rate

Tasso di crescita annuale composto di un investimento in un determinato periodo di tempo. Se n è il numero di anni il CAGR è calcolato nel seguente modo: (Valore corrente/Valore iniziale)^(1/n) -1.

Capital Asset Pricing Model (CAPM)

Modello che consente di determinare il "costo opportunità", ovvero l'ammontare del reddito di esercizio necessario a remunerare il costo del capitale.

Capital structure

Costituisce l'insieme di tutte le varie classi di obbligazioni (tranche) emesse da un veicolo (SPV), garantite dal portafoglio acquisito, che hanno rischi e rendimenti diversi per soddisfare le esigenze di diverse categorie di investitori. I rapporti di subordinazione tra le varie tranche sono regolati da una serie di norme che specificano la distribuzione delle perdite generate dal collateral:

  • Equity Tranche: rappresenta la porzione più rischiosa del portafoglio, anche conosciuta come "first loss" ed è subordinata a tutte le altre tranche; essa pertanto sopporta per prima le perdite che si possono verificare nel corso del recupero delle attività sottostanti.
  • Mezzanine Tranche: rappresenta la tranche con grado di subordinazione intermedio tra quello della tranche equity e quello della tranche senior. La tranche mezzanine è di regola suddivisa in 2-4 tranche con gradi diversi di rischio, subordinate le une alle altre. Esse tipicamente si contraddistinguono per un rating compreso nel range BBB-AAA.
  • Senior/Supersenior Tranche: rappresenta la tranche con il più elevato grado di credit enhancement ovvero il maggiore grado di privilegio in termini di priorità di remunerazione e rimborso. Essa è comunemente denominata anche super senior tranche e, se rated, presenta un rating superiore ad AAA essendo la stessa senior rispetto alla tranche mezzanine AAA.

Captive

Termine genericamente riferito a "reti" o società che operano esclusivamente con clientela dell'azienda o del gruppo di appartenenza.

Cartolarizzazione

Operazione di trasferimento del rischio relativo ad attività finanziarie o reali a una Società veicolo, effettuata mediante la cessione delle attività sottostanti ovvero mediante l'utilizzo di contratti derivati. In Italia la materia è regolata principalmente dalla L. 30.4.1999, n. 130 e successive modifiche.

Cartolarizzazioni STS

Sono considerate Semplici, Trasparenti e Standardizzate le cartolarizzazioni, ad eccezione dei programmi ABCP e delle operazioni ABCP, conformi ai requisiti stabiliti agli articoli 20, 21 e 22 del Regolamento 2017/2402. Per le operazioni e i programmi ABCP i requisiti sono stabiliti rispettivamente dagli articoli 24 e 25-26 del medesimo Regolamento. Per le loro caratteristiche le cartolarizzazioni STS possono beneficiare di un trattamento prudenziale agevolato in base al Regolamento 2017/2401, il quale prevede dei fattori di ponderazione minimi ("floor") più bassi rispetto alle altre operazioni di cartolarizzazione.

Cash flow hedge

È la copertura dell'esposizione alla variabilità dei flussi di cassa riconducibili ad un particolare rischio.

Cash Generating Unit (CGU ovvero unità generatrice di flussi finanziari)

Rappresenta il più piccolo gruppo identificabile di attività che genera flussi finanziari in entrata che sono ampiamente indipendenti dai flussi finanziari in entrata generati da altre attività o gruppi di attività.

Certificati di investimento - Certificates

Strumenti finanziari contrattualmente configurabili come derivati di natura opzionale che replicano l'andamento di un'attività sottostante. Mediante l'acquisto di un certificate l'investitore consegue il diritto di ricevere ad una certa data una somma parametrata al valore del sottostante. I certificates, in altre parole, consentono all'investitore di acquisire una posizione indiretta sull'attività sottostante. In alcuni casi, tramite la struttura opzionale, l'investitore può ottenere la protezione totale o parziale del capitale investito che si concretizza nella restituzione, totale o parziale, dei premi pagati qualunque sia l'andamento dei parametri prefissati nei contratti stessi.

I certificates sono strumenti cartolarizzati, in quanto tali sono liberamente negoziabili secondo le modalità dei titoli di credito (sono negoziati sul mercato SeDeX - Securitised Derivatives Exchange - gestito da Borsa Italiana e sul mercato EuroTLX).

Cessione pro-soluto

Trasferimento di un credito senza che il cedente offra alcuna garanzia nel caso in cui il debitore non adempia. Il cedente garantisce dunque al cessionario solo l'esistenza del credito ceduto e non anche la solvibilità del debitore.

Cessione pro-solvendo

Trasferimento di un credito in cui il cedente è garante del pagamento per il terzo obbligato. Il cedente garantisce dunque al cessionario sia l'esistenza del credito ceduto che la solvibilità del debitore.

CCF - Credit Conversion Factor (Fattore di Conversione Creditizio)

Nella determinazione del rischio creditizio, il CCF è il fattore che permette di trasformare l'EAD (Exposure At Default) di una esposizione fuori bilancio in quella di una esposizione per cassa. Ove la banca non utilizzi modelli interni per stimare tali fattori (CCF interni), essi vengono indicati come segue dalle regole di vigilanza (CCF regolamentari):

a) 100% nel caso di elemento a rischio pieno;

b) 50% nel caso di elemento a rischio medio;

c) 20% nel caso di elemento a rischio medio-basso;

d) 0% nel caso di elemento a rischio basso.

CCP – Central Counterparty Clearing House

La controparte centrale è il soggetto che, in una transazione, si interpone tra due contraenti evitando che questi siano esposti al rischio di inadempienza della propria controparte contrattuale e garantendo il buon fine dell'operazione. La controparte centrale si tutela dal conseguente rischio assunto raccogliendo garanzie (in titoli e contante, c.d. margini) commisurate al valore dei contratti garantiti e al rischio inerente. Il servizio di controparte centrale può essere esercitato, oltre che sui mercati che prevedono espressamente tale servizio, anche in riferimento a transazioni condotte fuori dai mercati regolamentati (c.d. transazioni over the counter – OTC).

CDO – Collateralised Debt Obligation

Strumenti finanziari emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione, garantiti da un portafoglio costituito da crediti, titoli obbligazionari e altre attività finanziarie (incluse tranche di cartolarizzazioni). Nel caso dei CDO sintetici, il trasferimento del rischio avviene tramite il ricorso a derivati di credito in luogo della vendita di attività (CDO cash).

CDS su indici ABX

Gli indici ABX rientrano nella tipologia degli Indici su ABS. Ogni ABX si riferisce ad un basket di 20 reference obligations appartenenti ad uno specifico settore di ABS. Ogni ABX (per un totale di cinque) riproduce una classe di rating (AAA, AA, A, BBB, and BBB-).

In particolare, l'indice ABX.HE, emesso il 19 Gennaio 06 (Annex Date) è costituito da reference obligation del settore home equity degli ABS (Residential Mortgage – Backed Security – RMBS). Il CDS su un ABX.HE copre pertanto il rischio di credito degli RMBS sottostanti ovvero il rischio relativo alle 20 reference obligations che costituiscono l'indice.

Per gli ABX il mercato, di fatto, non fornisce la valutazione delle curve di credito ma direttamente la valutazione dei prezzi. Il settlement ammesso per i contratti sugli Indici ABX, come riportato nella documentazione ISDA 2005, è il PAUG (Pay As You Go); esso prevede che il venditore di protezione paghi, all'acquirente di protezione, le perdite subite man mano che queste si verificano, senza però determinare la chiusura del contratto. Occorre tenere presente che la copertura realizzata tramite acquisto di indici ABX, anche se strutturata in modo da corrispondere al meglio alle caratteristiche del portafoglio coperto, resta comunque soggetta ai cosiddetti rischi di base. In altre parole, non essendo una copertura specifica delle singole posizioni, essa può generare volatilità a conto economico nelle fasi di non perfetta correlazione tra prezzi dell'indice e valori di mercato delle posizioni coperte.

CLO - Collateralised Loan Obligation

Trattasi di CDO con collaterale rappresentato da finanziamenti concessi a nominativi Corporate.

CMBS - Commercial Mortgage-Backed Securities

Operazioni di cartolarizzazione di crediti garantiti da ipoteche su immobili aventi natura commerciale.

CMO - Collateralised Mortgage Obligation

Titoli emessi a fronte di mutui ipotecari in cui l'ammontare complessivo dell'emissione è frazionato in tranche con differente scadenza e rendimento. Le tranche sono ripagate secondo un ordine specificato all'emissione.

Commercial paper

Titoli a breve termine emessi per raccogliere fondi in alternativa ad altre forme di indebitamento.

Core Business

Attività principale verso la quale sono orientate le scelte strategiche e le politiche aziendali.

Core deposits

I "core deposits" rappresentano un'attività immateriale legata alle relazioni con la clientela ("customer related intangible"), generalmente rilevata in aggregazioni in campo bancario. Il valore di tale intangibile è di fatto inerente ai benefici futuri di cui l'acquirente delle masse raccolte potrà beneficiare grazie al fatto che si tratta di una forma di raccolta che presenta costi normalmente inferiori a quelli di mercato.

Common Equity Tier 1 Ratio (CET1 Ratio)

È il rapporto tra il Capitale primario di classe 1 (CET1) ed il totale delle attività a rischio ponderate.

Corporate

Fascia di clientela corrispondente alle imprese di medie e grandi dimensioni (mid corporate, large corporate).

Cost/income ratio

Indice economico rappresentato dal rapporto tra gli oneri operativi ed i proventi operativi netti.

Costo ammortizzato

Differisce dal costo in quanto prevede l'ammortamento progressivo del differenziale tra il valore di iscrizione ed il valore nominale di un'attività o di una passività sulla base del tasso effettivo di rendimento.

Costi della transazione

Costi marginali direttamente attribuibili all'acquisizione, all'emissione o alla dismissione di un'attività o passività finanziaria. È un costo che non sarebbe stato sostenuto se l'entità non avesse acquisito, emesso o dismesso lo strumento finanziario.

Covenant

Il covenant è una clausola, concordata esplicitamente in fase contrattuale, che riconosce al soggetto finanziatore il diritto di rinegoziare o revocare il credito al verificarsi degli eventi nella clausola stessa, collegando le performance economico-finanziarie del debitore ad eventi risolutivi/modificativi delle condizioni contrattuali (scadenza, tassi, ecc.).

Coverage ratio – Grado di copertura

Rappresenta la copertura percentuale della rettifica di valore a fronte dell'esposizione lorda.

Covered bond – Obbligazioni Bancarie Garantite

Speciale obbligazione bancaria che, oltre alla garanzia della banca emittente può usufruire anche della garanzia di un portafoglio di mutui ipotecari od altri prestiti di alta qualità ceduti, per tale scopo, ad un'apposita società veicolo (fattispecie disciplinata dall'art. 7 bis della Legge 130 del 30 aprile 1999).

CPPI (Constant Proportion Portfolio Insurance)

Tecnica consistente nel formare un portafoglio composto da due asset, uno non rischioso avente un certo tasso di rendimento (risk free) e uno rischioso con un rendimento considerato tendenzialmente superiore. L'obiettivo della procedura di ribilanciamento è quello di evitare che il valore del portafoglio scenda sotto un valore prefissato (floor) che cresce nel tempo al tasso risk free e coincide a scadenza con il capitale da garantire.

Credit default swap/option

Contratto col quale un soggetto, dietro pagamento di un premio, trasferisce ad un altro soggetto il rischio creditizio insito in un prestito o in un titolo, al verificarsi di un determinato evento legato al deterioramento del grado di solvibilità del debitore (nel caso della option occorre anche l'esercizio del diritto da parte dell'acquirente dell'opzione).

Credit derivatives – Derivati sul richio di credito

Contratti derivati che hanno come sottostante il merito creditizio di un determinato emittente/prenditore, misurato da un'agenzia di rating o comunque definito sulla base di criteri oggettivi, allo scopo di trasferire rischi creditizi. La principale funzione dei derivati sul rischio di credito consiste nella possibilità di gestire il rischio di credito associato ad una determinata attività (obbligazione e/o prestito) senza che l'attività stessa venga ceduta. Inoltre permettono di scindere il rischio di credito (possibilità che il debitore cada in default e non adempia ai propri pagamenti) di una determinata attività, da altre tipologie di rischio, quale ad esempio il rischio di interesse (possibilità che i tassi di mercato si muovano in direzione svantaggiosa per il creditore).

Credit enhancement

Tecniche e strumenti utilizzati dagli emittenti per migliorare il rating delle loro emissioni (costituzione di depositi a garanzia, concessione di linee di liquidità, ecc.).

Credit-linked notes

Assimilabili a titoli obbligazionari emessi dall'acquirente di protezione o da una società veicolo i cui detentori (venditori di protezione) – in cambio di un rendimento pari alla somma del rendimento di un titolo di pari durata e del premio ricevuto per la copertura del rischio di credito – assumono il rischio di perdere (totalmente o parzialmente) il capitale a scadenza ed il connesso flusso di interessi al verificarsi di un determinato evento.

Credit risk adjustment

Tecnica che mira ad evidenziare la penalizzazione dovuta al merito creditizio della controparte ed utilizzata nella determinazione del fair value degli strumenti finanziari derivati non quotati.

Credit spread option

Contratto col quale l'acquirente di protezione si riserva il diritto, dietro il pagamento di un premio, di riscuotere dal venditore di protezione una somma dipendente dalla differenza positiva, tra lo spread di mercato e quello fissato nel contratto, applicata al valore nozionale dell'obbligazione.

Cross selling

Attività finalizzata alla fidelizzazione della clientela tramite la vendita di prodotti e servizi tra loro integrati.

CRM – Credit Risk Mitigation

Tecniche utilizzate dagli enti per ridurre il rischio di credito associato alle esposizioni da essi detenute.

CRP – Country Risk Premium

Premio per il rischio Paese; esprime la componente del costo del capitale volta a remunerare specificamente il rischio implicito di un definito Paese (ossia il rischio connesso all'instabilità economico-finanziaria, politica e valutaria).

CSA – Credit Support Annex

Documento tramite il quale le controparti che negoziano uno strumento derivato over the counter stabiliscono i termini di contribuzione e trasferimento delle garanzie sottostanti al fine di mitigare il rischio di credito nel caso di posizione "in the money" dello strumento stesso. Tale documento, sebbene non obbligatorio ai fini della transazione, rappresenta una delle quattro componenti che contribuiscono alla definizione del Master Agreement secondo gli standard stabiliti dalla ISDA ("Internation Swaps and Derivatives Association").

Data di riclassificazione

Primo giorno del primo periodo di riferimento successivo al cambiamento del modello di business che ha comportato la riclassificazione delle attività finanziarie.

Default

Identifica la condizione di dichiarata impossibilità ad onorare i propri debiti e/o il pagamento dei relativi interessi.

Delta

Valore riferito ad un'opzione che esprime la sensibilità del prezzo del titolo sottostante. Nelle opzioni call il delta è positivo, poiché all'aumentare del prezzo del titolo sottostante, il prezzo dell'opzione aumenterà. Nel caso di un'opzione put il delta è negativo, in quanto un rialzo del prezzo del titolo sottostante genera una riduzione nel prezzo dell'opzione.

Derivati embedded o incorporati

I derivati embedded o incorporati sono clausole (termini contrattuali) incluse in uno strumento finanziario, che producono effetti uguali a quelli di un derivato autonomo.

Desk

Generalmente identifica una unità operativa presso la quale è accentrata una particolare attività.

Detenute per la negoziazione – (HFT - Held For Trading)

  • Attività o passività finanziarie che soddisfano una delle condizioni seguenti:
  • sono acquisite o sostenute principalmente al fine di essere vendute o riacquistate a breve;
  • al momento della rilevazione iniziale sono parte di un portafoglio di strumenti finanziari identificati che sono gestiti insieme e per i quali è provata l'esistenza di una recente ed effettiva strategia rivolta all'ottenimento di un utile nel breve periodo;
  • sono derivati diversi da quelli posti in essere quale strumento di copertura designato ed efficace.

Domestic Currency Swap

Contratto regolato in euro il cui effetto economico è uguale a quello di un acquisto o di una vendita a termine di una divisa in cambio di valuta nazionale. Alla data di scadenza viene regolato in euro il differenziale fra il cambio a termine implicito nel contratto ed il cambio corrente a pronti.

Duration

Costituisce un indicatore del rischio di tasso d'interesse a cui è sottoposto un titolo o un portafoglio obbligazionario. Nella sua configurazione più frequente è calcolato come media ponderata delle scadenze dei pagamenti per interessi e capitale associati ad un titolo obbligazionario.

EAD – Exposure At Default

Relativa alle posizioni in o fuori bilancio, è definita come la stima del valore futuro di un'esposizione al momento del default del debitore. Sono legittimate a stimare l'EAD solo le banche che soddisfano i requisiti per l'adozione dell'approccio AIRB (vedi). Per le altre è necessario fare riferimento alle stime regolamentari.

ECAI – External Credit Assessment Institution

Agenzia esterna per la valutazione del merito di credito.

ECL – Expected Credit Loss (Perdita attesa su crediti)

L'adozione del principio contabile IFRS 9 ha determinato la revisione della modalità di determinazione delle rettifiche di valore su crediti, passando da un concetto di perdita subita (Incurred Credit Loss) ad uno di perdita attesa (Expected Credit Loss, ECL). La quantificazione delle svalutazioni avviene attraverso l'inclusione di scenari prospettici e differisce in funzione del deterioramento della qualità creditizia, con orizzonte temporale ad 1 anno per le posizioni classificate nello Stadio 1 e su tutta la vita (lifetime ECL) dello strumento per quelle incluse negli Stadi 2 e 3.

EHQLA – Extremely High Quality Liquid Asset

Attività vincolate che sono nozionalmente ammissibili alla qualifica di attività aventi una liquidità e una qualità creditizia elevatissima; le EHQLA e le HQLA vincolate nozionalmente ammissibili sono le attività elencate agli articoli 11, 12 e 13 del regolamento delegato (UE) 2015/61 della Commissione.

Embedded value

Trattasi di una misura del valore intrinseco di una compagnia di assicurazione vita. Viene calcolato come somma del patrimonio netto rettificato e dei flussi attualizzati rappresentativi dei margini reddituali lungo il periodo di durata residua del portafoglio polizze in essere al momento della valutazione.

Eonia (Euro overnight index average)

Media ponderata dei tassi overnight comunicati alla BCE da un campione di banche operanti nell'area dell'Euro. Dal 2 ottobre 2019 il tasso Eonia è calcolato come €STR (Euro Short-Term Rate, tasso di interesse overnight per i mercati monetari in euro) incrementato di 8,5 punti base. L'Eonia, calcolato secondo questa metodologia, è stato pubblicato fino al 3 gennaio del 2022. Successivamente è stato sostituito in via definitiva da €STR addizionato di uno spread fisso pari a 8,5 bps, quantificati e ufficializzati dalla stessa BCE sulla base di evidenze storiche.

ERP (Equity Risk Premium)

Premio per il rischio richiesto dagli investitori nel mercato di riferimento, ovvero il rendimento atteso in eccesso rispetto alle attività prive di rischio. Ai fini dell'impairment test dell'avviamento, ISP utilizza quello calcolato con criterio storico (media geometrica del periodo 1928-2021 della differenza fra i rendimenti azionari e quelli risk free) dalla New York University-Stern School of Business.

ETD – Exchange Trade Derivatives

Contratti derivati standard (futures e opzioni su diverse tipologie di sottostanti) scambiati su mercati regolamentati.

EVA – Economic Value Added

L'indicatore misura il valore creato (se positivo) o distrutto (se negativo) dalle imprese. A differenza degli altri parametri che misurano le performance aziendali, l'EVA è calcolato al netto del costo del capitale di rischio, cioè dell'investimento effettuato dagli azionisti.

Factoring

Contratto di cessione di crediti commerciali attivato da società specializzate, ai fini di gestione e d'incasso, al quale, di norma, può associarsi un finanziamento a favore del cedente.

Fair value

È il corrispettivo al quale un'attività potrebbe essere scambiata o una passività estinta, in una libera transazione tra parti consapevoli ed indipendenti.

Fair value hedge

È la copertura dell'esposizione al rischio di variazione del fair value di una posta di bilancio.

Fair Value Option (FVO)

La Fair Value Option costituisce un'opzione per la classificazione di uno strumento finanziario. Attraverso l'esercizio dell'opzione anche uno strumento finanziario non derivato e non detenuto con finalità di trading può essere valutato al fair value con imputazione a conto economico.

Fairness/Legal opinion

Parere rilasciato, su richiesta, da esperti di riconosciuta professionalità e competenza, in merito alla congruità delle condizioni economiche e/o alla legittimità e/o agli aspetti tecnici di una determinata operazione.

Fattore "g" (tasso di crescita "g")

Rappresenta il fattore utilizzato per la proiezione in perpetuità dei flussi finanziari ai fini del cosiddetto "Terminal value".

FIFO: First In First Out

Criterio utilizzato per il riconoscimento a conto economico delle perdite attese (ECL) imputate su un titolo, al momento della sua vendita.

Filtri prudenziali

Nell'ambito delle modalità di calcolo del patrimonio di vigilanza, correzioni apportate alle voci di bilancio, allo scopo di salvaguardare la qualità del patrimonio di vigilanza stesso e di ridurne la potenziale volatilità indotta dall'applicazione dei principi contabili internazionali "IAS/IFRS".

Fondi comuni armonizzati

Fondi comuni rientranti nell'ambito della direttiva CEE 20.12.1985, n. 611, e successive modificazioni, caratterizzati dalla forma aperta, dalla possibilità dell'offerta al pubblico delle quote e da taluni limiti agli investimenti. Con riferimento a questi ultimi si ricorda, tra l'altro, l'obbligo di investire prevalentemente in strumenti finanziari quotati.

Forward Rate Agreement – Forwards

Contratti a termine su tassi di interesse, cambi o indici azionari, generalmente trattati su mercati over the counter, nei quali le condizioni vengono fissate al momento della stipula, ma la cui esecuzione avverrà ad una data futura predeterminata, mediante la ricezione od il pagamento di differenziali calcolati con riferimento a parametri diversi a seconda dell'oggetto del contratto.

Front office

Il complesso delle strutture operative destinate ad operare direttamente con la clientela.

Funding

Approvvigionamento, sotto varie forme, dei fondi necessari al finanziamento dell'attività aziendale o di particolari operazioni finanziarie.

Future

Contratti a termine standardizzati, con cui le parti si impegnano a scambiarsi, a un prezzo predefinito e a una data futura, valori mobiliari o merci. Tali contratti di norma sono negoziati su mercati organizzati, dove viene garantita la loro esecuzione. Nella pratica, i future su valori mobiliari spesso non implicano lo scambio fisico del sottostante valore.

FVTOCI (FVOCI) – Fair Value Through Other Comprehensive Income

Modalità di rilevazione delle variazioni del fair value delle attività finanziarie nell'ambito del prospetto della redditività complessiva (quindi nel patrimonio netto) e non nel conto economico.

FVTPL – Fair Value Through Profit and Loss

Modalità di rilevazione delle variazioni del fair value degli strumenti finanziari con contropartita nel conto economico.

GBV (Gross Book Value)

Valore contabile di un credito considerato al lordo delle rettifiche di valore.

Global custody

Complesso integrato di servizi comprendente, oltre alla custodia dei titoli, lo svolgimento delle attività di carattere amministrativo relative al regolamento titoli, incassi e pagamenti, banca depositaria, gestione della liquidità non investita, nonché varie forme di reporting sulla performance del portafoglio.

GMSLA – Global Master Securities Lending Agreement

Trattasi di contratti di marginazione utilizzati per la mitigazione del rischio di controparte in operazioni di prestito titoli.

GMRA – Global Master Repurchase Agreement

Trattasi di contratti di marginazione utilizzati per la mitigazione del rischio di controparte in operazioni di pronti contro termine.

Goodwill

Identifica l'avviamento pagato per l'acquisizione di una interessenza partecipativa.

Governance

Identifica l'insieme degli strumenti e delle norme che regolano la vita societaria con particolare riferimento alla trasparenza dei documenti e degli atti sociali ed alla completezza dell'informativa al mercato.

Grandfathering

Periodo di transizione per l'entrata a regime della nuova composizione dei fondi propri secondo Basilea 3 ed altre disposizioni di minore rilevanza. In particolare ha riguardato l'esclusione graduale dai fondi propri dei vecchi strumenti ammessi nel patrimonio di vigilanza da Basilea 2 e non più contemplati da Basilea 3.

Greca

Identifica la situazione di maggiore o minore sensibilità con la quale un contratto derivato, tipicamente un'opzione, reagisce a variazioni di valore del sottostante o di altri parametri di riferimento (tipicamente le volatilità implicite, i tassi di interesse, i prezzi azionari, i dividendi, le correlazioni).

Hedge accounting

Regole relative alla contabilizzazione delle operazioni di copertura.

Hedge fund

Fondo comune di investimento che impiega strumenti di copertura allo scopo di raggiungere un risultato migliore in termini di rapporto tra rischio e rendimento.

HQLA (High Quality Liquid Asset)

Attività vincolate che sono nozionalmente ammissibili alla qualifica di attività aventi una liquidità e una qualità creditizia elevata; le EHQLA e le HQLA vincolate nozionalmente ammissibili sono le attività elencate agli articoli 11, 12 e 13 del regolamento delegato (UE) 2015/61 della Commissione.

IAS/IFRS

I principi IAS (International Accounting Standards) sono emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB), organismo responsabile dell'emanazione dei principi contabili internazionali. I principi emanati successivamente al luglio 2002 sono denominati IFRS (International Financial Reporting Standards).

ICAAP – Internal Capital Adequacy Assessment Process

La disciplina del "Secondo Pilastro" richiede alle banche di dotarsi di processi e strumenti di Internal Capital Adequacy Assessment Process, (ICAAP) per determinare il livello di capitale interno adeguato a fronteggiare ogni tipologia di rischio, anche diversi da quelli presidiati dal requisito patrimoniale complessivo ("Primo Pilastro"), nell'ambito di una valutazione dell'esposizione, attuale e prospettica, che tenga conto delle strategie e dell'evoluzione del contesto di riferimento.

IFRS-IC (International Financial Reporting Standards Interpretations Committee)

Comitato dello IASB che statuisce le interpretazioni ufficiali dei principi contabili internazionali IAS/IFRS.

IMA – Internal Models Approach (Metodo dei modelli interni)

Approccio per calcolare il requisito di capitale per il rischio di mercato utilizzando i modelli interni.

IMM – Internal Model Method

Metodo per il calcolo delle Exposure At Default (vedi), nell'ambito delle valutazioni sul rischio di controparte, tramite modelli interni basati sul concetto di Expected Positive Exposure.

Impairment

Con riferimento ad un'attività finanziaria, si individua una situazione di impairment quando il valore di bilancio di tale attività è superiore alla stima dell'ammontare recuperabile della stessa.

Ai sensi dello IAS 36 debbono essere sottoposte annualmente ad impairment test:

  • le attività immateriali a vita utile indefinita;
  • l'avviamento acquisito in un'operazione di aggregazione aziendale;
  • qualsiasi attività, se esiste un'indicazione che possa aver subito una riduzione durevole di valore.

Il test d'impairment consiste nella stima del valore recuperabile (che è il maggiore fra il suo fair value dedotti i costi di vendita e il suo valore d'uso) di un'attività o di un gruppo di attività.

Imposte (attività e passività fiscali) differite

Le passività fiscali differite sono gli importi delle imposte sul reddito dovute negli esercizi futuri riferibili alle differenze temporanee imponibili.

Le attività fiscali differite sono gli importi delle imposte sul reddito recuperabili negli esercizi futuri riferibili a:

  • a) differenze temporanee deducibili;
  • b) riporto a nuovo di perdite fiscali non utilizzate; e
  • c) riporto a nuovo di crediti d'imposta non utilizzati.

Le differenze temporanee sono le differenze tra il valore contabile di un'attività o di una passività nello Stato patrimoniale e il suo valore riconosciuto ai fini fiscali. Le differenze temporanee possono essere:

  • a) differenze temporanee imponibili, cioè differenze temporanee che, nella determinazione del reddito imponibile (perdita fiscale) di esercizi futuri, si tradurranno in importi imponibili quando il valore contabile dell'attività o della passività sarà realizzato o estinto;
  • b) differenze temporanee deducibili, cioè differenze temporanee che, nella determinazione del reddito imponibile (perdita fiscale) di esercizi futuri, si tradurranno in importi deducibili quando il valore contabile dell'attività o della passività sarà realizzato o estinto.

Index linked

Polizze, anche vita, la cui prestazione a scadenza dipende dall'andamento di un parametro di riferimento che può essere un indice azionario, un paniere di titoli o un altro indicatore. La polizza può prevedere la garanzia di un capitale o di un rendimento minimo.

Internal dealing

Coloro che esercitano funzioni di amministrazione, di controllo o di direzione (i soggetti rilevanti) di un emittente quotato, nonché le persone a loro strettamente legate, devono notificare il compimento di operazioni su strumenti finanziari quotati emessi dalla società o su strumenti derivati e ad essi collegati e devono rispettare le restrizioni ad operare su tali strumenti, nei termini previsti dall'art. 19 del Regolamento (UE) n. 596/2014, relativo agli abusi di mercato (c.d. MAR) e dalla normativa delegata (Regolamenti (UE) n. 2016/522 e n. 2016/523).

La normativa europea ha integrato quanto previsto dall'art. 114 comma 7 del D. Lgs. n.58/1998 (Testo Unico della Finanza) relativamente all'obbligo di comunicare le operazioni su titoli per coloro che detengano almeno il 10% del capitale sociale di un emittente quotato e per le persone loro strettamente legate.

Intraday

Si definisce come tale un'operazione di investimento/disinvestimento effettuata nel corso della stessa giornata di contrattazione di un titolo. Il termine è anche impiegato con riferimento a prezzi quotati durante la giornata.

Investimenti immobiliari

Si intendono gli immobili posseduti per ricavarne reddito e/o beneficiare dell'incremento di valore.

Investment grade

Termine utilizzato con riferimento a titoli obbligazionari di alta qualità che hanno ricevuto un rating (vedi) medio-alto (ad esempio non inferiore a BBB- nella scala di S&P Global).

IRC – Incremental Risk Charge

Massima perdita potenziale del portafoglio di trading dovuta a un upgrade/downgrade e fallimento degli emittenti, riferita a un orizzonte temporale annuale, con intervallo di confidenza pari al 99,9%.

IRS – Interest Rate Swap

Contratto che prevede lo scambio di flussi tra le controparti su un determinato nozionale con tasso fisso/variabile o variabile/variabile.

ISDA – International Swaps and Derivatives Association

Associazione dei partecipanti al mercato dei derivati over the counter. Ha sede a New York e ha creato un contratto standardizzato per concludere transazioni in derivati.

Joint venture

Accordo tra due o più imprese per lo svolgimento di una determinata attività economica attraverso, solitamente, la costituzione di una società per azioni.

Junior

In una operazione di cartolarizzazione è la tranche più subordinata dei titoli emessi, che sopporta per prima le perdite che si possono verificare nel corso del recupero delle attività sottostanti.

Ke (Cost of Equity)

Costo del capitale proprio, è il rendimento minimo richiesto per investimenti di pari rischiosità.

Ke – g

Differenza fra il tasso di attualizzazione dei flussi e il tasso di crescita di lungo periodo; a parità di flussi se tale differenza diminuisce si incrementa il value in use.

LCR – Liquidity Coverage Ratio

Requisito prudenziale finalizzato ad assicurare che una banca mantenga un livello adeguato di attività liquide di elevata qualità non vincolate che possano essere convertite in contanti per soddisfare il suo fabbisogno di liquidità nell'arco di 30 giorni di calendario in condizioni di forte stress. Il coefficiente di copertura della liquidità è pari al rapporto tra le riserve di liquidità e deflussi netti di liquidità nell'arco di un periodo di stress di 30 giorni di calendario.

LDA – Loss Distribution Approach

Metodo di valutazione quantitativa del rischio operativo mediante analisi attuariale dei singoli eventi di perdita interni ed esterni; per estensione, con il termine Loss Distribution Approach si intende anche il modello di calcolo del capitale storico per Unità di Business.

Lead manager – Bookrunner

Capofila del sindacato di emissione di un prestito obbligazionario; tratta col debitore, è responsabile della scelta dei "co-lead manager" e degli altri membri del sindacato di garanzia d'accordo col debitore stesso; definisce le modalità dell'operazione, ne gestisce l'esecuzione (quasi sempre impegnandosi a collocare sul mercato la quota più importante) e tiene la contabilità (bookrunner); oltre al rimborso delle spese e alle normali commissioni, percepisce per questa sua funzione una commissione particolare.

LGD – Loss Given Default

Rappresenta la percentuale di credito che si stima essere irrecuperabile in caso di default del debitore.

LTV – Loan to Value Ratio

Rappresenta il rapporto tra l'ammontare del mutuo ed il valore del bene per il quale viene richiesto il finanziamento o il prezzo pagato dal debitore per acquisire la proprietà.

Il LTV è la misura di quanto pesano i mezzi propri impiegati dal debitore per l'acquisto del bene sul valore del bene posto a garanzia del finanziamento. Maggiore è la percentuale espressa dal LTV, minori sono i mezzi propri del debitore impiegati per l'acquisto del bene, minore è la protezione di cui gode il creditore.

M–Maturity

Vita residua di un'esposizione, calcolata secondo regole prudenziali. Per le banche autorizzate all'uso di rating interni viene considerata esplicitamente se si adotta il metodo avanzato, mentre viene fissata a 2,5 anni in caso di utilizzo dell'approccio di base.

Macro-hedging

Utilizzo di macro-coperture. Procedura di copertura mediante un unico prodotto derivato per diverse posizioni.

Mark to Market

Processo di valutazione di un portafoglio di titoli o altri strumenti finanziari sulla base dei prezzi espressi dal mercato.

Market dislocation

Turbolenza nei mercati finanziari caratterizzata da forte diminuzione degli scambi con difficoltà a reperire prezzi significativi su infoproviders specializzati.

Market making

Attività finanziaria svolta da intermediari specializzati il cui compito è quello di garantire liquidità e spessore al mercato, sia attraverso la loro presenza continuativa sia mediante la loro funzione di guida competitiva nella determinazione dei prezzi.

Market neutral

Strategie di operatività in titoli finalizzate ad immunizzare i relativi portafogli dal rischio connesso alle variazioni di mercato.

Mark-down

Differenza tra euribor a 1 mese e tasso sui conti correnti di famiglie e imprese.

Mark-up

Differenza tra tasso applicato al complesso di famiglie ed imprese sui finanziamenti con durata inferiore ad un anno e l'euribor a 1 mese.

Merchant banking

Sotto questa accezione sono ricomprese le attività di sottoscrizione di titoli – azionari o di debito – della clientela corporate per il successivo collocamento sul mercato, l'assunzione di partecipazioni azionarie a carattere più permanente ma sempre con l'obiettivo di una successiva cessione, l'attività di consulenza aziendale ai fini di fusioni e acquisizioni o di ristrutturazioni.

Mezzanine

In una operazione di cartolarizzazione, è la tranche con grado di subordinazione intermedio tra quello della tranche junior e quello della tranche senior.

Monoline

Compagnie assicuratrici che, in cambio di una commissione, garantiscono il rimborso di determinate emissioni obbligazionarie. Nate negli anni '70 per assicurare le emissioni degli enti locali contro l'insolvenza, i loro servizi sono stai poi particolarmente apprezzati per le emissioni di prodotti finanziari complessi: la struttura e le attività sottostanti tali emissioni sono infatti spesso estremamente problematiche; con l'intervento delle monoline, le porzioni di debito garantite da quest'ultime divengono molto più semplici da valutare e più appetibili per gli investitori avversi al rischio, in quanto il rischio di insolvenza viene assunto dall'assicurazione.

NAV – Net Asset Value

È il valore della quota in cui è frazionato il patrimonio del fondo.

NBV – Net Book Value

Valore contabile di un credito considerato al netto delle rettifiche di valore.

Non Performing Exposure (NPE) – Non Performing Loan (NPL)

Termini utilizzati per indicare i crediti deteriorati, ovvero crediti ad andamento non regolare. Al contrario il termine performing si riferisce ad esposizioni creditizie con andamento regolare.

I crediti deteriorati sono classificati in tre categorie:

  • (i) sofferenze: crediti la cui totale riscossione non è certa poiché i soggetti debitori si trovano in stato di insolvenza (anche non accertato giudizialmente) o in situazioni sostanzialmente equiparabili;
  • (ii) inadempienze probabili (unlikely to pay): esposizioni diverse dalle sofferenze per le quali la banca valuta improbabile, senza il ricorso ad azioni quali l'escussione delle garanzie, che il debitore adempia integralmente alle sue obbligazioni creditizie (in linea capitale e/o interessi), a prescindere dalla presenza di eventuali rate o importi scaduti e non pagati.
  • (iii) crediti scaduti e/o sconfinanti (past due): esposizioni scadute e/o sconfinanti da oltre 90 giorni e che superano una prefissata soglia di materialità.

L'EBA ha inoltre introdotto un'ulteriore categoria, trasversale rispetto alle precedenti, ovvero quella delle esposizioni che siano state oggetto di misure di tolleranza/concessioni (forbearance). Tali esposizioni possono essere sia crediti deteriorati (forborne non performing) sia in bonis (forborne performing). Le misure di tolleranza consistono in concessioni nei confronti di un debitore che si trovi o sia in procinto di trovarsi in difficoltà a rispettare i propri impegni finanziari ("difficoltà finanziarie") e comprendono ad esempio la rinegoziazione dei termini del contratto o il rifinanziamento totale/parziale del debito.

NSFR – Net Stable Funding Ratio

Requisito prudenziale finalizzato a promuovere un maggiore ricorso alla raccolta stabile, evitando che l'operatività a medio e lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine. Il requisito è pari al rapporto tra il finanziamento stabile a disposizione dell'ente e il finanziamento stabile richiesto all'ente ed è espresso in percentuale.

OIS – Overnight Indexed Swap

Contratto che prevede lo scambio del flusso netto derivante dalla differenza tra un tasso di interesse fisso e uno variabile applicata su un capitale di riferimento. Il tasso fisso è stabilito all'inizio del contratto, quello variabile è determinato alla scadenza ed è pari alla media, con capitalizzazione composta, dei tassi giornalieri overnight rilevati nel periodo di durata del contratto.

Option

Rappresenta il diritto, ma non l'impegno, acquisito col pagamento di un premio, di acquistare (call option) o di vendere (put option) uno strumento finanziario ad un prezzo determinato (strike price) entro (American option) oppure ad (European option) una data futura determinata.

O-SII (Other Sistemically Important Institutions)

Trattasi di Istituzioni la cui rilevanza sistemica, riferita sostanzialmente al rischio sistemico che possono generare in caso di fallimento, non è definita a livello globale ma a livello territorialmente più ristretto, ad esempio. a livello di un singolo Paese. Le O-SII devono mantenere una riserva di capitale (buffer) in percentuale delle proprie esposizioni complessive ponderate per il rischio. Nel contesto italiano le O-SII sono identificate dalla Banca d'Italia che, ai sensi delle disposizioni della direttiva CRD IV (Direttiva 2013/36/UE), è tenuta a spiegare i criteri della scelta i quali devono rispettare le linee guida dell'EBA.

A differenza delle precedenti, le G-SII (Global Sistemically Important Institutions) sono Istituzioni a rilevanza sistemica globale. La metodologia per individuare e classificare le G-SII nelle diverse sottocategorie è definita nel Regolamento Delegato UE/2014/1222 della Commissione Europea. La classificazione prevede in totale cinque sottocategorie di G-SII, in ordine crescente di rilevanza sistemica cui sono associate percentuali crescenti di riserve di capitale da mantenere a regime.

OTC – Over The Counter

Definizione relativa ad operazioni concluse direttamente tra le parti, senza utilizzare un mercato organizzato.

Outsourcing

Ricorso ad attività di supporto operativo effettuate da società esterne.

Packages

Strategia costituita da un asset in formato funded il cui rischio di credito è coperto da un credit default swap specificatamente negoziato. Se presenti, gli eventuali rischi di tasso e cambio possono essere coperti con derivati finanziari.

PD – Probability of Default

Rappresenta la probabilità che, su un orizzonte temporale di un anno o pari alla vita attesa dello strumento finanziario, il debitore vada in default.

Plain vanilla (derivati)

Prodotti il cui prezzo dipende da quello dello strumento sottostante, che è quotato sui mercati regolamentati.

POCI - Purchased or Originated Credit Impaired Asset

Attività deteriorate acquisite o originate per le quali al momento dell'iscrizione in bilancio vanno rilevate le perdite attese lungo tutta la vita del credito e sono automaticamente classificate nello Stage 3.

Prestiti sindacati (Syndicated lending)

Prestiti organizzati e garantiti da un consorzio (pool) di banche ed altre istituzioni finanziarie.

Pricing

In senso lato, si riferisce generalmente alle modalità di determinazione dei prezzi degli strumenti finanziari e/o dei costi dei prodotti e servizi offerti dalla Banca.

Prime Broker

Il Prime Broker è un intermediario finanziario su scala internazionale che opera come agente nel processo di settlement (liquidazione delle posizioni) effettuando le transazioni finanziarie disposte dal gestore con la massima riservatezza. Il Prime Broker, inoltre, svolge un ruolo di finanziatore del gestore, concedendo linee di credito e prestando i titoli necessari per dar luogo a vendite allo scoperto e acquisendo direttamente idonee garanzie a fronte del credito erogato al fondo. Contemporaneamente il Prime Broker opera uno stringente controllo sulle esposizioni di rischio dell'hedge fund (vedi), al fine di assicurare condizioni di stabilità finanziaria. Tra i servizi svolti vi sono altresì quelli di detenzione e deposito delle disponibilità liquide e dei valori mobiliari del fondo, la cura del processo di compensazione e liquidazione nonché la registrazione di tutte le operazioni di mercato.

Private banking

Attività diretta a fornire alla clientela primaria gestione di patrimoni, consulenza e servizi personalizzati.

Private equity

Attività mirata all'acquisizione di interessenze partecipative ed alla loro successiva cessione a controparti specifiche, senza collocamento pubblico.

Programma di emissione di commercial paper garantiti da attività (asset-backed commercial paper programme) o "programma ABCP"

Programma di cartolarizzazione i cui titoli assumono in prevalenza la forma di commercial paper garantiti da attività con durata originaria pari o inferiore ad un anno, come definito dal Reg. 2017/2402.

Project finance

Tecnica con la quale si finanziano progetti industriali sulla base di una previsione dei flussi di cassa generati dagli stessi. L'esame si fonda su una serie di valutazioni che si discostano da quelle generalmente poste in essere per l'analisi dei rischi creditizi ordinari. Dette valutazioni includono, oltre all'analisi dei flussi di cassa, l'esame tecnico del progetto, l'idoneità degli sponsor che si impegnano a realizzarlo, i mercati di distribuzione del prodotto.

Rating

Valutazione della qualità di una società o delle sue emissioni di titoli di debito sulla base della solidità finanziaria della società stessa e delle sue prospettive. Tale valutazione viene eseguita da agenzie specializzate o dalla banca sulla base di modelli interni.

Real estate (finance)

Operazioni di finanza strutturata nel settore degli immobili.

Retail

Fascia di clientela che comprende principalmente i privati, i professionisti, gli esercenti e gli artigiani.

Risk-free

Rendimento di investimenti privi di rischio: per le CGU Italia e per i Paesi della CGU Banche estere con prospettive "normali" di sviluppo è stato adottato il rendimento dei Bund a 10 anni, mentre per i Paesi con prospettive "elevate" di sviluppo è stato utilizzato il rendimento dei Bund a 30 anni.

Risk Management

Attività di acquisizione, misurazione, valutazione e gestione globale delle varie tipologie di rischio e delle relative coperture.

RMBS – Residential Mortgage-Backed Securities

Titoli (ABS) emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione di crediti garantiti da ipoteche su immobili aventi natura residenziale.

ROE – Return On Equity

Esprime la redditività del capitale proprio in termini di utile netto. È l'indicatore di maggior interesse per gli azionisti in quanto consente di valutare la redditività del capitale di rischio.

RTS – Regulation Technical Standards

Norme tecniche di Regolamentazione.

RWA – Risk Weighted Assets

Attività per cassa e fuori bilancio (derivati e garanzie) classificate e ponderate in base a diversi coefficienti legati ai rischi, ai sensi delle normative prudenziali emanate dagli organi di vigilanza per il calcolo dei coefficienti di solvibilità.

Scoring

Sistema di analisi della clientela aziendale che si concretizza in un indicatore ottenuto sia dall'esame dei dati di bilancio sia dalla valutazione delle previsioni di andamento settoriale, analizzati sulla base di metodologie di carattere statistico.

Senior/super senior

In un'operazione di cartolarizzazione è la tranche con il maggiore grado di privilegio in termini di priorità di remunerazione e rimborso.

Sensitivity

Identifica la situazione di maggiore o minore sensibilità con la quale determinate attività o passività reagiscono a variazioni dei tassi o di altri parametri di riferimento.

Servicer

Nelle operazioni di cartolarizzazione è il soggetto che – sulla base di un apposito contratto di servicing – continua a gestire i crediti o le attività cartolarizzate dopo che sono state cedute alla società veicolo incaricata dell'emissione dei titoli.

SGR – Società di gestione del risparmio

Società per azioni alle quali è riservata la possibilità di prestare congiuntamente il servizio di gestione collettiva e individuale di patrimoni. In particolare, esse sono autorizzate a istituire fondi comuni di investimento, a gestire fondi comuni di propria o altrui istruzione, nonché patrimoni di Sicav, e a prestare il servizio di gestione su base individuale di portafogli di investimento.

SICR – Significant Inrease in Credit Risk (Incremento significativo del rischio di credito)

Criterio utilizzato per verificare il passaggio di stage: se il rischio di credito dello strumento finanziario è significativamente aumentato dopo la rilevazione iniziale, le rettifiche di valore sono pari alle perdite attese lungo tutta la vita dello strumento (lifetime ECL). La banca stabilisce che si è verificato un incremento significativo del rischio di credito sulla base di evidenze qualitative e quantitative:

  • la variazione (oltre soglie determinate) della probabilità di default (PD) lifetime rispetto al momento dell'iscrizione iniziale in bilancio dello strumento finanziario. Si tratta di una valutazione effettuata adottando un criterio "relativo", che si configura come il "driver" principale;
  • l'eventuale presenza di uno scaduto che, ferme restando le soglie di significatività identificate dalla normativa, risulti tale da almeno 30 giorni. In presenza di tale fattispecie, in altri termini, la rischiosità creditizia dell'esposizione si ritiene presuntivamente "significativamente incrementata" e, dunque, ne consegue il "passaggio" nello stage 2 (ove l'esposizione precedentemente fosse ricompresa nello stage 1);
  • l'eventuale presenza di misure di forbearance, che sempre in via presuntiva comportano la classificazione delle esposizioni tra quelle il cui rischio di credito risulta "significativamente incrementato" rispetto all'iscrizione iniziale;
  • per le banche appartenenti al perimetro estero, infine, sono considerati ai fini del passaggio tra stage e ove opportuno anche alcuni degli indicatori dei sistemi di monitoraggio del credito specificatamente utilizzati da ciascuna banca. Il riferimento, in particolare, è alle c.d. "watch-list", ovvero a quei sistemi di monitoraggio del credito che – sulla base della qualità creditizia attuale della controparte debitrice – ricomprendono all'interno di un determinato range le esposizioni in bonis al di sopra di un determinato livello di rischiosità.

SPE/SPV

La Special Purpose Entity o Special Purpose Vehicle è una società appositamente costituita da uno o più soggetti per lo svolgimento di una specifica operazione. Le SPE/SPV, generalmente, non hanno strutture operative e gestionali proprie ma si avvalgono di quelle dei diversi attori coinvolti nell'operazione.

Speculative grade

Termine col quale si identificano gli emittenti con rating basso (per esempio, inferiore a BBB- nella scala di S&P Global).

SPPI (Solely Payment of Principal and Interest) Test

È uno dei due (l'altro è il "business model") criteri, o driver di classificazione dai quali dipende la classificazione delle attività finanziarie ed il criterio di valutazione. L'obiettivo del SPPI test è individuare gli strumenti, definibili come "basic lending arrangement" ai sensi del principio, i cui termini contrattuali prevedono a determinate date flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti di capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire. Le attività con caratteristiche contrattuali diverse da quelle SPPI devono essere obbligatoriamente valutate al FVTPL (vedi).

Spread

Con questo termine di norma si indicano la differenza tra due tassi di interesse, lo scarto tra le quotazioni denaro e lettera nelle contrattazioni in titoli o la maggiorazione che l'emittente di valori mobiliari riconosce in aggiunta ad un tasso di riferimento.

SRT – Significant Risk Transfer

L'ente cedente in una cartolarizzazione tradizionale può escludere le esposizioni sottostanti dal calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio se un rischio di credito significativo associato alle esposizioni sottostanti è stato trasferito a terzi. In base all'articolo 244 del Regolamento 2017/2401 vi è un trasferimento significativo del rischio di credito in uno dei seguenti casi: (i) gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio delle posizioni verso la cartolarizzazione mezzanine detenute dall'ente cedente nella cartolarizzazione non superano il 50% degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio di tutte le posizioni verso la cartolarizzazione mezzanine della cartolarizzazione; (ii) se non vi sono posizioni verso la cartolarizzazione mezzanine, l'ente cedente non detiene più del 20% del valore dell'esposizione del segmento prime perdite nella cartolarizzazione. Condizioni similari per un significativo trasferimento del rischio mediante protezione del credito di tipo reale o di tipo personale sono previste anche per le cartolarizzazioni sintetiche in base all'articolo 245 del Regolamento 2017/2401.

Stage 1 (Stadio 1)

Rappresenta gli strumenti finanziari il cui rischio di credito non si è incrementato significativamente rispetto alla data di rilevazione iniziale. Per questi strumenti finanziari viene contabilizzata una perdita attesa pari ad un anno.

Stage 2 (Stadio 2)

Rappresenta gli strumenti finanziari il cui rischio di credito si è incrementato significativamente rispetto alla data di rilevazione iniziale. Per questi strumenti finanziari viene contabilizzata una perdita attesa lifetime.

Stage 3 (Stadio 3)

Rappresenta gli strumenti finanziari deteriorati/in default. Per questi strumenti finanziari viene contabilizzata la perdita attesa lifetime.

Stakeholders

Soggetti che, a vario titolo, interagiscono con l'attività dell'impresa, partecipando ai risultati, influenzandone le prestazioni, valutandone l'impatto economico, sociale e ambientale.

Stock option

Termine utilizzato per indicare le opzioni offerte a manager di una società, che consentono di acquistare azioni della società stessa sulla base di un prezzo di esercizio predeterminato (strike price).

Stress test

Procedura di simulazione utilizzata al fine di misurare l'impatto di scenari di mercato estremi sull'esposizione complessiva al rischio della Banca.

Structured export finance

Operazioni di finanza strutturata nel settore del finanziamento all'esportazione di beni e servizi.

Strumenti finanziari quotati in un mercato attivo

Uno strumento finanziario è considerato come quotato su un mercato attivo se le quotazioni, che riflettono normali operazioni di mercato, sono prontamente e regolarmente disponibili tramite Borse, Mediatori, Intermediari, Società del settore, servizi di quotazione o enti autorizzati, e tali prezzi rappresentano effettive e regolari operazioni di mercato verificatesi sulla base di un normale periodo di riferimento.

Subprime

Non esiste una definizione univoca di "mutui subprime". In sintesi, si classificano come subprime i mutui erogati a soggetti con merito creditizio basso, o per una cattiva storia del credito (mancati pagamenti, transazioni sul debito o sofferenze) o per elevato rapporto rata/reddito o ancora per un alto rapporto Loan to Value (LTV).

Per contro sono considerati "prime" i mutui in cui sia i criteri utilizzati per l'erogazione del finanziamento (LTV, debt-to income, ecc.) che la qualità (storia) della controparte sono sufficientemente conservativi per considerare l'erogazione effettuata di "alta qualità" (dal punto di vista della controparte) e di basso profilo di rischio.

Swaps

Operazioni consistenti, di norma, nello scambio di flussi finanziari tra operatori secondo diverse modalità contrattuali. Nel caso di uno swap di tassi d'interesse, le controparti si scambiano flussi di pagamento indicizzati o meno a tassi d'interesse, calcolati su un capitale nozionale di riferimento (ad esempio: una controparte corrisponde un flusso sulla base di un tasso fisso, l'altra sulla base di un tasso variabile). Nel caso di uno swap di valute, le controparti si scambiano specifici ammontari di due diverse valute, restituendoli nel tempo secondo modalità predefinite che possono riguardare sia il capitale nozionale sia i flussi indicizzati dei tassi d'interesse.

Tasso di interesse effettivo

Il tasso di interesse effettivo è il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri del credito, per capitale ed interesse, all'ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti al credito. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi lungo la vita residua attesa del credito.

Tax rate

Aliquota fiscale effettiva, determinata dal rapporto tra le imposte sul reddito e l'utile ante imposte.

Terminal value

Valore di un'impresa al termine del periodo di previsione analitica dei flussi; viene calcolato moltiplicando il flusso di cassa analitico dell'ultimo periodo per (1 + g) e dividendo tale importo per (Ke-g) (vedi).

Tier 1

Il Capitale di classe 1 (Tier 1, vedi) comprende il Capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) e il Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 - AT1).

Tier 1 ratio

È il rapporto tra il Capitale di classe 1 (Tier 1, vedi) e il totale delle attività ponderate per il rischio (RWA, vedi).

Tier 2

Il Capitale di Classe 2 (Tier 2) è composto principalmente dalle passività subordinate computabili e dalle eventuali eccedenze delle rettifiche di valore rispetto alle perdite attese (excess reserve) per le posizioni ponderate secondo i metodi AIRB (vedi). Anche per gli strumenti subordinati che non rispettano i requisiti previsti dalle nuove disposizioni normative di Basilea 3 sono previste specifiche disposizioni transitorie (grandfathering, vedi), volte all'esclusione graduale dai Fondi propri (in un arco temporale di 8 anni) degli strumenti non più computabili.

Time value

Variazione del valore finanziario di uno strumento in relazione al diverso orizzonte temporale in corrispondenza del quale saranno disponibili od esigibili determinati flussi monetari.

Total capital ratio

Indice di patrimonializzazione riferito al complesso degli elementi costituenti i Fondi propri (Tier 1 e Tier 2, vedi). È rappresentato dal rapporto fra i Fondi propri e il totale della attività ponderate per il rischio (RWA, vedi).

Total return swap

Contratto che prevede l'impegno di una parte, di solito proprietaria del titolo o credito di riferimento, a pagare periodicamente ad un investitore (venditore di protezione) i flussi generati, per capitale ed interessi, dall'attività stessa. Per contro, l'investitore si obbliga a corrispondere un tasso variabile nonché l'eventuale deprezzamento dell'attività rispetto alla data di stipula del contratto.

Trading book

Solitamente riferito a titoli o comunque a strumenti finanziari in genere, identifica la parte di tale portafoglio destinato all'attività di negoziazione.

Trustee (Immobiliari)

Veicoli immobiliari.

Underwriting (commissione di)

Commissione percepita dalla banca in via anticipata sulla base dell'assunzione del rischio di sottoscrizione a fronte di un finanziamento.

Valore d'uso

È il valore attuale dei flussi finanziari futuri che si prevede abbiano origine da un'attività o da un'unità generatrice di flussi finanziari.

Valutazione collettiva dei crediti in bonis

Con riferimento ad un gruppo omogeneo di attività finanziarie ad andamento regolare, la valutazione collettiva definisce la misura del rischio di credito potenzialmente insito nelle stesse, pur non essendo ancora possibile la sua riconduzione ad una specifica posizione.

VaR – Value at Risk

Valore che indica la massima perdita possibile su un portafoglio per effetto dell'andamento del mercato, con una certa probabilità ed ipotizzando che le posizioni richiedano un determinato periodo di tempo per il relativo smobilizzo.

Vega

Coefficiente che misura la sensibilità del valore di un'opzione in rapporto ad un cambiamento (aumento o diminuzione) della volatilità.

Vintage

Termine utilizzato per indicare l'anzianità degli NPE/NPL (vedi). Da intendersi anche come data di genesi del collaterale sottostante la cartolarizzazione, quale fattore importante per giudicare la rischiosità di tale collaterale.

Vita attesa

Si riferisce alla massima vita contrattuale e prende in considerazione pagamenti anticipati attesi, estensioni, opzioni call e similari. Le eccezioni sono costituite da certi strumenti finanziari revolving come carte di credito, scoperti di conto, che includono sia componenti utilizzate che inutilizzate per le quali la possibilità contrattuale della banca di chiedere il rimborso e annullare le linee inutilizzate non limita l'esposizione a perdite su crediti al periodo contrattuale. La vita attesa di queste linee di credito è la loro vita effettiva. Quando i dati non sono sufficienti o le analisi non definitive, può essere considerato un fattore "maturity" per riflettere la vita stimata sulla base di altri casi sperimentati o casi analoghi di concorrenti. Non sono prese in considerazione future modifiche contrattuali nel determinare la vita attesa o "Exposure At Default" (vedi) finché non si verificano.

Warrant

Strumento negoziabile che conferisce al detentore il diritto di acquistare dall'emittente o di vendere a quest'ultimo titoli a reddito fisso o azioni secondo precise modalità.

Waterfall

Caratteristica di Cashflow projection di un CDO considerata nel processo di pricing di tali prodotti di credito strutturati per la modellizzazione dei flussi e per la loro allocazione. Essa definisce in che ordine le varie tranche saranno rimborsate nel caso in cui falliscano i Test previsti per la verifica del rapporto di Overcollateralizzazione e di copertura degli interessi.

What-if

Forma di analisi in cui si cerca di definire quale possa essere la reazione di determinate grandezze al variare di parametri di base.

Wholesale banking

Attività orientata prevalentemente verso operazioni di rilevante importanza concluse con primarie controparti.

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Calendario finanziario

Calendario finanziario
Approvazione del Resoconto intermedio al 31 marzo 2022: 6 maggio 2022
Approvazione della Relazione semestrale al 30 giugno 2022: 29 luglio 2022
Approvazione del Resoconto intermedio al 30 settembre 2022: 4 novembre 2022

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