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Intesa Sanpaolo

Quarterly Report May 12, 2022

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Quarterly Report

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Resoconto intermedio al 31 marzo 2022

Questo documento contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come "è possibile," "si dovrebbe," "si prevede," "ci si attende," "si stima," "si ritiene," "si intende," "si progetta," "obiettivo" oppure dall'uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall'uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende operare.

A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.

Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data di approvazione del presente documento. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l'osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative.

Resoconto intermedio al 31 marzo 2022

Intesa Sanpaolo S.p.A. Sede Legale: Piazza S. Carlo, 156 10121 Torino Sede Secondaria: Via Monte di Pietà, 8 20121 Milano Capitale Sociale Euro 10.084.445.147,92 Registro delle Imprese di Torino e Codice Fiscale 00799960158 Rappresentante del Gruppo IVA "Intesa Sanpaolo" Partita IVA 11991500015 (IT11991500015) N. Iscr. Albo Banche 5361 Codice ABI 3069.2 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia Capogruppo del gruppo bancario "Intesa Sanpaolo" iscritto all'Albo dei Gruppi Bancari

Sommario

Il Gruppo Intesa Sanpaolo 7
Cariche sociali 11
Introduzione 13
Il primo trimestre del 2022 in sintesi
Dati economici e Indicatori Alternativi di Performance
Dati patrimoniali e Indicatori Alternativi di Performance
Indicatori Alternativi di Performance e altri indicatori
Il primo trimestre del 2022
16
18
19
23
Prospetti contabili consolidati 37
Relazione sull'andamento della gestione
I risultati economici
Gli aggregati patrimoniali
I risultati per settori di attività
Il presidio dei rischi
47
67
83
99
Politiche contabili
Criteri di redazione del resoconto
117
Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari 121
Allegati 123
Glossario 149
Contatti 165
Calendario finanziario 169

7

IL GRUPPO INTESA SANPAOLO

Il Gruppo Intesa Sanpaolo: presenza in Italia

Banche

NORD OVEST
INTESA SANPAOLO Controllate
Filiali Società Filiali
1.095 Banca 5 1
Fideuram 110

NORD EST

INTESA SANPAOLO Controllate
Filiali Società Filiali
740 Fideuram 59
CENTRO
INTESA SANPAOLO Controllate
Filiali Società Filiali
768 Fideuram 52

SUD

INTESA SANPAOLO Controllate
Filiali Società Filiali
639 Fideuram 33

ISOLE

INTESA SANPAOLO Controllate
Filiali Società Filiali
218 Fideuram 10

Dati al 31 marzo 2022

Società Prodotto

Bancassicurazione e Fondi Pensione

Leasing e Credito al Consumo (*)

Asset Management Servizi Fiduciari

(*) Le attività di Leasing e Credito al Consumo sono svolte anche direttamente dalla Capogruppo Intesa Sanpaolo S.p.A.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo: presenza internazionale

Banche, Filiali e Uffici di Rappresentanza

Emirati Arabi Uniti Reyl Intesa Sanpaolo 1

Paese Controllate Filiali
Albania Intesa Sanpaolo Bank Albania 34
Bosnia - Erzegovina Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina 47
Croazia Privredna Banka Zagreb 151
Federazione Russa Banca Intesa 27
Irlanda Intesa Sanpaolo Bank Ireland 1
Lussemburgo Fideuram Bank Luxembourg 1
Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg 1
Moldavia Eximbank 17
Repubblica Ceca VUB Banka 1
Romania Intesa Sanpaolo Bank Romania 34
Serbia Banca Intesa Beograd 147
Slovacchia VUB Banka 163
Slovenia Intesa Sanpaolo Bank 44
Svizzera Reyl Intesa Sanpaolo 4
Ucraina Pravex Bank 45
Ungheria CIB Bank 61
Paese
Controllate
Filiali
Uffici di Rappresentanza
Il Cairo Egitto Bank of Alexandria 175
Dati al 31 marzo 2022
(1) European Regulatory & Public Affairs

Società Prodotto

AFRICA

Monetica e Sistemi di Pagamento
Leasing Wealth Management

Cariche sociali

Consiglio di Amministrazione

Presidente Gian Maria GROS-PIETRO
Vice Presidente Paolo Andrea COLOMBO
Consigliere delegato e Chief Executive Officer Carlo MESSINA (a)
Consiglieri Franco CERUTI
Roberto FRANCHINI ()
Anna GATTI
Liana LOGIURATO
Maria MAZZARELLA
Fabrizio MOSCA (
)
Milena Teresa MOTTA ()
Luciano NEBBIA
Bruno Maria PARIGI
Bruno PICCA
Alberto Maria PISANI (
)
Livia POMODORO
Maria Alessandra STEFANELLI
Paola TAGLIAVINI
Daniele ZAMBONI
Maria Cristina ZOPPO (
)
Dirigente preposto alla redazione
dei documenti contabili societari
Fabrizio DABBENE
Società di Revisione EY S.p.A.

(a) Direttore Generale

(*) Componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione

(**) Presidente del Comitato per il Controllo sulla Gestione

Introduzione

Come noto, il D.Lgs. 25 del 15 febbraio 2016, che ha recepito la Direttiva Transparency (2013/50/UE), ha eliminato l'obbligo di pubblicazione dei resoconti intermedi sulla gestione ed ha attribuito alla Consob la facoltà di prevedere eventuali obblighi informativi aggiuntivi rispetto al bilancio annuale e semestrale. La Consob, sulla base della delega regolamentare contenuta in tale decreto, con Delibera n. 19770 del 26 ottobre 2016 ha apportato modifiche al Regolamento Emittenti in tema di informazioni finanziarie periodiche aggiuntive, applicate a decorrere dal 2 gennaio 2017.

In base a tale disciplina, le società quotate hanno facoltà di scegliere se pubblicare o meno le informazioni finanziarie periodiche aggiuntive.

Intesa Sanpaolo, nel comunicare al mercato il calendario finanziario 2022, ha confermato, ai sensi dell'art. 65-bis e dell'art. 82-ter del Regolamento Emittenti, la scelta di pubblicare su base volontaria informazioni finanziarie periodiche aggiuntive, rispetto alla relazione finanziaria annuale e semestrale, riferite al 31 marzo e al 30 settembre di ciascun esercizio, che prevedono - per quanto riguarda i relativi elementi informativi - la redazione di resoconti intermedi sulla gestione approvati dal Consiglio di Amministrazione.

Come più specificamente indicato nel capitolo "Criteri di redazione del resoconto", il Resoconto intermedio al 31 marzo 2022 è redatto in forma consolidata con l'applicazione dei criteri di rilevazione e di valutazione previsti dai principi contabili IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e delle relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Standards Interpretations Committee (IFRS – IC), omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.

Il Resoconto è composto dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni del patrimonio netto e da una Relazione sull'andamento della gestione, ed è corredato da informazioni sugli eventi importanti che si sono verificati nel periodo. Il Resoconto contiene informazioni finanziarie estratte dai prospetti contabili o riconducibili agli stessi ed altre informazioni – quali, a titolo esemplificativo, i dati inerenti all'evoluzione trimestrale e taluni Indicatori Alternativi di Performance – non direttamente riconducibili ai prospetti contabili. In proposito, si rinvia al capitolo "Indicatori Alternativi di Performance" della Relazione sulla gestione che accompagna il Bilancio consolidato 2021 per una descrizione dettagliata confermando che, con specifico riferimento al contesto conseguente alla pandemia da COVID-19, in coerenza con le indicazioni ESMA non sono stati introdotti nuovi indicatori né sono state apportate modifiche agli indicatori utilizzati.

A supporto dei commenti sui risultati del periodo vengono presentati e illustrati schemi di conto economico e di stato patrimoniale riclassificati.

Negli schemi riclassificati, i dati sono normalmente riesposti, ove necessario e se materiali, per consentire raffronti più immediati. In particolare, gli importi vengono resi il più possibile omogenei con riferimento ai diversi periodi rappresentati, soprattutto in relazione alle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. Tale omogeneizzazione avviene tramite dati "riesposti", che accolgono/escludono i valori delle società entrate/uscite nel/dal perimetro di consolidamento.

In relazione all'acquisizione del Gruppo UBI Banca, nel 2021 si è reso opportuno il ricorso anche a dati "rideterminati" da affiancare ai dati riesposti per allinearli/integrarli attraverso dati gestionali.

Tale modalità espositiva viene confermata nel presente Resoconto con riferimento ai dati del 2021 posti a raffronto.

In particolare, come illustrato in maggior dettaglio nel seguito del presente Resoconto, per poter fornire un raffronto omogeneo dei dati di conto economico in modo da tenere conto degli effetti delle cessioni di sportelli a BPER e a Banca Popolare di Puglia e Basilicata avvenute nel primo semestre 2021 e correlate all'operazione di acquisizione del Gruppo UBI, nonché dell'ingresso delle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione, ci si è avvalsi anche – in relazione alla natura delle riesposizioni necessarie – di dati gestionali. Di conseguenza, per presentare i valori "rideterminati" dei primi due trimestri del 2021 sulla base di evidenze contabili e gestionali sono stati predisposti schemi di conto economico riclassificato aggiuntivi rispetto a quelli costruiti sulla base dei dati effettivi di chiusura dei diversi periodi, e le tabelle di dettaglio sono state integrate, o duplicate, con l'evidenza separata dei "Dati rideterminati". In allegato al presente Resoconto vengono inclusi i raccordi di tali "Dati rideterminati" con i dati contabili.

Quanto ai dati patrimoniali, per poter disporre di dati trimestrali immediatamente confrontabili in relazione alle operazioni societarie correlate all'acquisizione del Gruppo UBI, già nel 2021 si era proceduto all'esclusione linea per linea delle consistenze patrimoniali relative agli sportelli UBI e ISP ceduti nel primo e nel secondo trimestre 2021; tali valori nello Stato patrimoniale riclassificato erano stati convenzionalmente appostati nella voce Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione. Tale riesposizione è avvenuta sulla base di risultanze contabili.

Con riferimento alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, oggetto di riesposizione come sopra indicato, nel 2021 non si era ritenuto necessario "rideterminare" i dati patrimoniali per escludere sulla base di risultanze gestionali - le consistenze (investimenti e riserve tecniche) connesse alla produzione riferibile alla clientela delle filiali cedute a terzi, così come avvenuto per il conto economico, in relazione alla contenuta materialità e alla conseguente mancata rilevanza ai fini della comparabilità.

In conseguenza di quanto sopra, dal momento che le riesposizioni dei dati patrimoniali sono state effettuate – come normalmente avviene – sulla base di risultanze contabili, non sono stati predisposti schemi riclassificati "rideterminati" con riferimento ai dati patrimoniali.

Anche per i dati patrimoniali a raffronto risulta pertanto confermata l'esposizione utilizzata nel 2021.

I dettagli analitici delle riesposizioni effettuate e delle riclassificazioni rispetto allo schema previsto dalla Circolare 262 della Banca d'Italia – oltre che delle citate "rideterminazioni" – sono forniti con distinti prospetti pubblicati tra gli allegati, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.

Da ultimo si segnala che i prospetti contabili consolidati sono sottoposti a revisione contabile limitata da parte della società di revisione EY S.p.A. ai soli fini del rilascio dell'attestazione prevista dall'art. 26 (2) del Regolamento dell'Unione Europea n. 575/2013 e dalla Decisione della Banca Centrale Europea n. 2015/656.

15

Il primo trimestre del 2022 in sintesi

Dati economici e Indicatori Alternativi di Performance(°)

Dati economici consolidati (milioni di euro) variazioni
assolute %
Interessi netti 1.956
1.952
4 0,2
Commissioni nette 2.286
2.313
-27 -1,2
Risultato dell'attività assicurativa 402
398
4 1,0
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 767
795
-28 -3,5
Proventi operativi netti 5.414
5.490
-76 -1,4
Costi operativi -2.504
-2.587
-83 -3,2
Risultato della gestione operativa 2.910
2.903
7 0,2
Rettifiche di valore nette su crediti -702
-402
300 74,6
Risultato netto 1.024
1.516
-492 -32,5

31.03.2022 31.03.2021 Dati rideterminati

(°) Per più dettagliate informazioni circa gli Indicatori Alternativi di Performance si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sull'andamento della gestione del Bilancio 2021.

Dati patrimoniali e Indicatori Alternativi di Performance(°)

Dati patrimoniali consolidati (milioni di euro) variazioni
assolute
Attività finanziarie 173.776
161.802
11.974 7,4
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate ai sensi
dello IAS 39
197.030
206.885
-9.855 -4,8
Finanziamenti verso clientela 468.366
465.254
3.112 0,7
Totale attività 1.073.244
1.069.003
4.241 0,4
Raccolta diretta bancaria 549.325
555.565
-6.240 -1,1
Raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche 195.093
204.479
-9.386 -4,6
Raccolta indiretta: 696.472
719.231
-22.759 -3,2
di cui: Risparmio gestito 459.910
474.405
-14.495 -3,1
Patrimonio netto 64.724
63.775
949 1,5
Finanziamenti verso clientela / Raccolta diretta bancaria (%)
(Loan to deposit ratio)
85,3%
83,7%

31.03.2022 31.12.2021

(°) Per più dettagliate informazioni circa gli Indicatori Alternativi di Performance si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sull'andamento della gestione del Bilancio 2021.

Indicatori Alternativi di Performance e altri indicatori(°)

(°) Per più dettagliate informazioni circa gli Indicatori Alternativi di Performance si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sull'andamento della gestione del Bilancio 2021.

31.03.2022

31.03.2021 (Dati economici) 31.12.2021 (Dati patrimoniali)

Utile per azione (euro)
Utile base per azione (basic EPS) (d) 0,05
0,08
Utile diluito per azione (diluted EPS) (e) 0,05
0,08
Indicatori di rischiosità consolidati (%)
Sofferenze nette / Finanziamenti verso clientela 0,4
0,5
Crediti deteriorati netti / Finanziamenti verso clientela 1,4
1,5
Rettifiche di valore accumulate su sofferenze / Sofferenze lorde con
clientela
70,6
70,4
Rettifiche di valore accumulate su crediti deteriorati lordi / Crediti
deteriorati lordi con clientela
52,8
53,6
Struttura operativa 31.03.2022 31.12.2021 variazioni
assolute
Numero dei dipendenti (f) 96.681 97.698 -1.017
Italia 74.336 75.300 -964
Estero 22.345 22.398 -53
Numero dei consulenti finanziari 5.620 5.626 -6
Numero degli sportelli bancari (g) 4.696 4.719 -23
Italia 3.725 3.740 -15
Estero 971 979 -8

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. (f) L'organico indicato si riferisce al numero puntuale dei dipendenti a fine periodo conteggiando anche i part time come pari a 1 unità. (g) Il dato comprende le Filiali Retail/Exclusive, le Filiali Terzo Settore, le Filiali Agribusiness, i Centri Imprese e i Centri Corporate.

31.03.2022

31.03.2021 (Dati economici)

31.12.2021 (Dati patrimoniali)

Il primo trimestre del 2022

L'andamento dell'economia e lo scenario geopolitico

La crescita mondiale è stata meno condizionata dalla nuova ondata della pandemia rispetto agli anni scorsi, anche se la situazione sanitaria è rimasta un fattore occasionalmente rilevante. In effetti, i segnali di allentamento delle strozzature che hanno afflitto le catene globali di approvvigionamento si sono indeboliti dopo le nuove misure di confinamento attuate in Cina. Tuttavia, a inizio 2022 un nuovo shock ha rapidamente eclissato la pandemia come fattore trainante la congiuntura economica: l'invasione russa dell'Ucraina, che ha provocato un violento aumento delle quotazioni di diverse materie prime, a cominciare da quelle energetiche. L'impatto è stato particolarmente forte nel mercato del gas naturale, a motivo della maggiore rilevanza dei vincoli infrastrutturali e dell'elevata dipendenza dell'Unione Europea dalle importazioni di gas russo per la copertura del proprio fabbisogno energetico. Inoltre, considerazioni strategiche hanno indotto molti stati europei a imboccare un percorso accelerato di riduzione delle importazioni di petrolio e gas dalla Russia, fenomeno che ha accentuato le pressioni sul mercato globale dell'energia. L'inflazione, già in aumento dal 2021, ha subito una violenta accelerazione su scala globale, anche per gli effetti indiretti su altri beni e servizi. In Europa, la crisi energetica ha poi causato un indebolimento della domanda finale interna e un netto peggioramento del saldo commerciale con l'estero.

Nell'area dell'euro, ha acquisito ulteriore impulso la rotazione della domanda da beni a servizi dovuta al calo dell'emergenza pandemica. Le indagini congiunturali segnalano che il primo trimestre si è caratterizzato per un andamento negativo dell'attività nell'industria manifatturiera, a fronte di un aumento nei servizi. La crescita del PIL è rallentata, pur restando ancora positiva; l'occupazione è aumentata ulteriormente. Una dinamica analoga ha caratterizzato anche l'economia italiana, che però ha registrato una contrazione del PIL nel primo trimestre: secondo Istat, inoltre, in Italia la contrazione ha interessato i servizi e non l'industria nel suo complesso.

La rapida salita dell'inflazione verso livelli che non si vedevano da decenni, e una ripresa post-pandemia più veloce del previsto, hanno indotto le banche centrali a ritirare una parte dello stimolo monetario. La svolta è stata molto rapida negli Stati Uniti, a motivo di evidenti segnali di surriscaldamento del mercato del lavoro e di eccesso di domanda. La Federal Reserve ha già interrotto gli acquisti netti di titoli e ha attuato un primo rialzo dei tassi ufficiali di 25 punti base nel mese di marzo. I vertici della Banca centrale hanno poi preparato i mercati a un percorso di rialzo dei tassi ufficiali accelerato nei prossimi mesi, che sarà accompagnato anche da un piano di riduzione del portafoglio di titoli acquisito negli scorsi anni. Anche la Banca Centrale Europea ha iniziato ad eliminare le misure di stimolo introdotte durante la crisi pandemica, ma a un ritmo più lento: le pressioni inflazionistiche sono meno diffuse rispetto agli Stati Uniti e lo shock energetico ha in proporzione maggiori effetti negativi sulla domanda interna. Nel primo trimestre, gli acquisti netti relativi al programma Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP) sono stati gradualmente ridotti, fino a sospenderli il 31 marzo. La Banca centrale ha annunciato un temporaneo aumento mensile degli acquisti netti in ambito Asset Purchase Programme (APP) in aprile e maggio, ma ha anche preannunciato la loro sospensione a partire dal terzo trimestre 2022 e poi, dopo breve tempo, l'avvio di una fase di rialzo dei tassi ufficiali.

La svolta della politica monetaria ha causato un rapido aumento dei tassi a medio e lungo termine sui mercati europei. I tassi a 5 e 10 anni sono saliti di circa 80 punti base rispetto al dicembre 2021. Unitamente alla maggiore incertezza dello scenario internazionale, l'aumento dei tassi e la riduzione degli acquisti ufficiali hanno portato a un ulteriore allargamento del differenziale Btp-Bund, risalito in aprile a circa 170 punti base. La divergenza dei tassi fra Stati Uniti ed Europa e la maggiore esposizione dell'area euro al conflitto russo-ucraino hanno indebolito l'euro, sceso da 1,13 a 1,08 dollari.

In uno scenario mondiale soggetto alle incognite derivanti dal conflitto in Ucraina, anche i paesi con controllate ISP sono soggetti ad un rallentamento nella crescita per via di diversi fattori concomitanti. Dopo due anni di pandemia da COVID-19, si osserva un incremento delle pressioni inflazionistiche – maggiormente correlate all'aumento dei prezzi delle materie prime e in particolare alle componenti alimentari ed energetiche – che stanno richiedendo risposte in ambito fiscale e monetario. Le statistiche riferite al mese di marzo relative all'inflazione hanno riportato un incremento tendenziale medio di oltre 15 punti percentuali nei paesi dell'Est Europa (EE), mentre una dinamica in media intorno agli 8/10 punti percentuali ha caratterizzato l'Egitto, la Central and Eastern Europe (CEE) e i paesi del South East Europe (SEE). In tale contesto – pur in presenza di ridimensionamento degli indici anticipatori del ciclo – diverse Banche centrali dell'area hanno alzato i tassi di policy.

Il sistema bancario italiano affronta il secondo shock esogeno dopo la pandemia in una posizione di solidità patrimoniale ed elevata liquidità. Le implicazioni economiche e finanziarie dirette e indirette del contesto inflattivo e della crisi geopolitica internazionale non sono ancora pienamente riflesse dagli indicatori congiunturali del settore. Dal lato del credito, i primi tre mesi del 2022 hanno registrato una crescita modesta dei prestiti alle società non-finanziarie, nell'ordine dell'1% a/a. Si è osservata una ripresa dei prestiti a breve termine delle imprese, tornati in aumento presumibilmente a seguito delle accresciute esigenze finanziarie di gestione corrente connesse ai maggiori costi di produzione. In parallelo, la frenata dei prestiti a medio-lungo termine è sfociata in un leggero calo. È proseguita la notevole crescita dello stock di finanziamenti alle famiglie per l'acquisto di abitazioni, ma le erogazioni per nuovi contratti di mutuo hanno confermato il rallentamento emerso nell'ultimo trimestre 2021. Le prospettive del mercato degli immobili residenziali sono diventate più caute, già prima del conflitto russo-ucraino. Dal lato della raccolta da clientela, al rallentamento dei conti correnti osservato fino a febbraio e indotto principalmente dal deflusso di riserve dai conti delle imprese ha fatto seguito a marzo una risalita del tasso di crescita dei depositi, primo segnale di una rinnovata preferenza per la liquidità nel contesto di forte incertezza determinato dal conflitto

russo-ucraino. Elevata volatilità dei mercati finanziari e preferenza per la liquidità influenzano negativamente le sottoscrizioni di prodotti del risparmio gestito. Tuttavia, dopo il buon risultato della raccolta netta dei fondi comuni a gennaio e febbraio, superiore a quella del 1° bimestre 2021, il flusso positivo registrato anche a marzo ha confermato la capacità di tenuta del settore del risparmio gestito. La nuova produzione delle assicurazioni vita, invece, era in calo già prima del conflitto, una tendenza proseguita a marzo. Dal lato dei tassi bancari, in un quadro improntato a sostanziale invarianza nel trimestre del costo della raccolta e dei tassi sui flussi di prestiti alle imprese, un primo segnale coerente con la svolta in atto nella politica monetaria è rappresentato dalla chiara risalita del tasso fisso sulle erogazioni di prestiti alle famiglie per acquisto di abitazioni.

L'impatto per il Gruppo ISP del conflitto militare fra Russia e Ucraina

Le controllate ISP in Russia e in Ucraina

Il Gruppo è presente in Russia e in Ucraina tramite due società controllate:

  • − Banca Intesa Russia, partecipata al 47% da Intesa Sanpaolo e al 53% da Intesa Sanpaolo Holding International (Lussemburgo). Si tratta di una Banca Corporate con sede a Mosca, facente parte della Divisione IMI Corporate & Investment Banking, che opera con 27 filiali e circa 980 persone. La presenza in Russia del Gruppo risale a 48 anni fa (all'epoca come Ufficio di Rappresentanza). La banca partecipa al finanziamento di grandi progetti russi nazionali e internazionali ma offre anche una gamma completa di servizi bancari per piccole e medie imprese, clienti privati e aziende. La rete di filiali è presente in 21 regioni russe da Kaliningrad a Vladivostok;
  • − Pravex Bank, partecipata al 100% da Intesa Sanpaolo. Si tratta di una piccola banca commerciale con sede a Kiev, facente parte della Divisione International Subsidiary Banks, che opera con 45 filiali prevalentemente nella regione di Kiev e circa 780 persone. Intesa Sanpaolo ha acquisito la banca nel 2008, continuando ad operare ininterrottamente nel paese da tale data.

Ambedue le realtà stanno continuando ad operare, pur nei limiti oggettivi connessi ad un contesto di conflitto militare, in particolare per Pravex, secondo le linee guida impartite dalla Capogruppo. Al momento non vi sono stati atti governativi o eventi bellici che possano far concludere che Intesa Sanpaolo non abbia il controllo delle due entità, né al momento sono state assunte decisioni diverse da quelle del mantenimento dell'investimento nelle due realtà da parte della Capogruppo. Gli impatti contabili incorporati nella situazione consolidata al 31 marzo 2022 – illustrati più oltre nel presente paragrafo – muovono quindi dall'assunto della continuità operativa (going concern) delle due partecipazioni bancarie.

Il presidio dei rischi

In concomitanza con l'inizio del conflitto, il 24 febbraio 2022, in coerenza con quanto previsto dal "Modello per la gestione delle Crisi", Intesa Sanpaolo ha attivato la propria Unità di Emergenza per il presidio della situazione e la valutazione dei potenziali rischi e dei conseguenti impatti sul Gruppo.

L'Unità di Emergenza, all'interno della quale sono presenti tutte le aree di Governo e le Divisioni di business, ha deliberato la creazione di due Task Force, con potere di indirizzo e monitoraggio, per affrontare le priorità immediate, rendere più efficace il processo decisionale e di escalation e per responsabilizzare i team operativi:

  • − la Task Force "Risk Management and Control" con gli obiettivi di:
    • o monitorare, valutare e identificare le azioni di mitigazione dei rischi finanziari derivanti dall'emergenza Ucraina-Russia;
    • o applicare procedure rigorose per il rispetto delle sanzioni pecuniarie imposte dalle Autorità competenti;
  • − la Task Force "Operational Resilience" con gli obiettivi di:
    • o organizzare e mantenere una comunicazione inter-funzionale continua;
    • o gestire la sicurezza dei dipendenti e dei loro familiari, il modello operativo, la Business Continuity e la Cybersecurity.

Le due Task Force, presiedute rispettivamente dal Chief Risk Officer e dal Responsabile della Divisione ISB, vedono la partecipazione del Top Management di Intesa Sanpaolo.

Intesa Sanpaolo ha inoltre costituito, il 7 marzo 2022, l'unità tecnica con funzioni consultive "Russia-Ukraine Conflict Crisis Unit" deputata a esaminare con approccio inter-funzionale le singole transazioni, valutandone i principali rischi creditizi, legali, operativi, di compliance, nonché reputazionali ed identificando accuratamente le azioni di rimedio, secondo il principio generale di massima prudenza e coerentemente con i valori ESG e di impatto caratterizzanti il Gruppo.

Alla Crisis Unit, presieduta dal Chief Lending Officer, partecipano il Chief Compliance Officer, il Group General Counsel, nonché i Responsabili di Divisione per la discussione delle operazioni di pertinenza della propria unità di business.

Le Task Force e la Crisis Unit si riuniscono con cadenza regolare con l'obiettivo, tra gli altri, di predisporre opportune informative per il Top Management che, all'occorrenza, sono condivise anche con il JST (Joint Supervisory Team) della BCE. La situazione è monitorata in modo continuativo sia a livello di Capogruppo sia in tutte le banche del Gruppo coinvolte

direttamente dal conflitto o vicine ad esso, con le quali i contatti sono diretti e costanti. Viene prodotta costante informativa ai Comitati endoconsiliari e al Consiglio di Amministrazione.

La Task Force "Risk Management and Control" e la "Crisis Unit"

Tra le prime azioni si è provveduto a bloccare la nuova operatività che potesse comportare un incremento del rischio verso controparti residenti in Russia, Bielorussia e Ucraina. In tale contesto è iniziata anche la revisione dei rating delle singole società russe.

Con specifico riguardo al presidio del rischio di credito:

  • − è stata avviata una valutazione analitica delle esposizioni verso i due Paesi belligeranti, al fine di garantire un miglior presidio dell'evoluzione prospettica del profilo di rischio;
  • − sono state tempestivamente messe a disposizione personalizzazioni dedicate dei prodotti creditizi esistenti per supportare le piccole e medie imprese energivore e quelle con fatturato derivante in larga parte dall'export verso Russia e Ucraina;
  • − è stato attuato un accentramento temporaneo del processo deliberativo con riferimento alle entità: (i) Russe/Bielorusse; (ii) di qualsiasi nazionalità controllate (direttamente o indirettamente) da controparti Russe/Bielorusse; (iii) di qualsiasi nazionalità, con pagamenti/trasferimenti fondi a favore di controparti Russe/Bielorusse o di altre nazionalità ma correlati a tale operatività.

A inizio marzo è stata inoltre attivata, nell'ambito dell'Action Plan crediti, una nuova iniziativa finalizzata alla prevenzione dei flussi a credito deteriorato con lo scopo di effettuare un'analisi diagnostica sulle controparti che potrebbero essere maggiormente impattate dalla crisi geopolitica in corso. L'iniziativa ha riguardato le controparti performing delle Divisioni Banca dei Territori e IMI Corporate & Investment Banking operative in modo più significativo con i mercati di Russia e Ucraina ovvero quelle controparti caratterizzate da una movimentazione estera verso/da Russia e Ucraina superiore ad una determinata soglia rispetto al totale esborsi/introiti verso/da estero complessivi nell'orizzonte temporale degli ultimi 13 mesi; l'obiettivo dell'iniziativa è stato quello di valutare per ciascuna controparte l'eventuale necessità di un intervento creditizio straordinario per far fronte alle criticità legate al conflitto in corso. Gli esiti dell'iniziativa, conclusasi alla fine di marzo, hanno evidenziato per circa il 95% delle posizioni criticità superabili senza interventi creditizi straordinari e solo per una quota residuale (0,02%) è in corso la valutazione per la classificazione a credito deteriorato. Nel secondo trimestre sono previste ulteriori iniziative di follow up.

Il conflitto tra Russia e Ucraina ha portato all'imposizione di pesanti sanzioni alla Russia, adottate in maniera progressiva, da parte dei paesi occidentali. Al fine di assicurare la conformità alle normative, Intesa Sanpaolo ha tempestivamente avviato iniziative, monitorate attraverso uno specifico cruscotto a livello di Gruppo, volte a presidiare l'evoluzione delle liste dei soggetti sanzionati a livello europeo e internazionale, individuare i soggetti sanzionati al fine del blocco delle posizioni e dei pagamenti, rispettare la specifica disposizione relativa al divieto di accettare depositi oltre alla soglia definita dalla regolamentazione europea, individuare e bloccare gli strumenti finanziari oggetto di sanzione.

La Russia ha reagito con contro-sanzioni e, al fine di mitigare l'impatto sulla volatilità del cambio e proteggere la restante quota di riserve, ha introdotto, con un decreto presidenziale del 5 marzo 2022, restrizioni ai movimenti di capitale in valute forti e la possibilità di ripagare in valuta locale i prestiti contratti in valuta straniera. Il combinato di queste misure indebolisce nettamente la capacità della Russia di effettuare operazioni cross-border, inclusa la capacità di ripagamento dei titoli sovrani. Il quadro resta molto complesso e in continua evoluzione, e le tre principali agenzie di rating Fitch, Moody's e Standard & Poor's hanno, in maniera progressiva, ridotto il merito di credito della Russia fino ad arrivare al ritiro del giudizio di rating.

Intesa Sanpaolo è intervenuta in data 17 marzo 2022 sui rating interni sovereign e transfer attribuiti al Paese, applicando una riduzione di 7 notch, che ha portato al declassamento della Russia fino a CCC (livello a cui sono state contestualmente portate anche Ucraina e Bielorussia).

In generale, è utile evidenziare che il Gruppo sta attentamente monitorando l'evoluzione delle ricadute della crisi russoucraina sull'economia reale e sulle principali variabili finanziarie, conducendo anche specifiche analisi di scenario e di stress con le quali vengono valutati i potenziali impatti in termini di redditività e di adeguatezza patrimoniale. Tali analisi si concentrano tanto sugli effetti diretti, quali il deterioramento degli attivi verso i paesi convolti, quanto sugli effetti indiretti, tra i quali le ricadute per la restante clientela del Gruppo derivanti dal mutato contesto economico e finanziario. Per quanto il quadro sia in costante evoluzione, escludendo scenari estremi di escalation del conflitto che potrebbero portare a esiti oggi difficilmente valutabili, da tali analisi è emerso che il Gruppo sarebbe comunque in grado di garantire – anche attraverso l'attivazione di specifiche azioni – il rispetto dei vincoli regolamentari e dei limiti, più stringenti, fissati internamente.

La Task Force "Operational Resilience"

Sono stati stabiliti e mantenuti contatti con tutti i dipendenti di Pravex Bank, supportando i dipendenti e i loro familiari che sono espatriati a seguito del conflitto. Le persone sono state accolte dalle altre banche del Gruppo presenti nei paesi limitrofi all'Ucraina (Romania, Moldova, Slovacchia e Ungheria) e successivamente trasferite, su base volontaria, in Italia, ove sono ospitate in appartamenti del Gruppo e assistite per tutte le necessità1 . Sono stati predisposti posti di lavoro dedicati ai colleghi ucraini presso uno dei palazzi ove opera il Gruppo a Bergamo.

Per quanto riguarda gli aspetti di Business Continuity in Ucraina, i sistemi sono operativi, è stata attivata da subito una copia dei dati presso un data center a Leopoli e successivamente, in seguito alle modifiche regolamentari della banca centrale ucraina (National Bank of Ukraine), è stata attivata una copia dei dati anche all'estero, presso un data center cloud in Polonia. Mediamente hanno operato circa 28 delle 45 filiali di Pravex Bank, non si registrano problemi di liquidità. Sono state interessate dai bombardamenti due filiali a Kharkiv, una a Mariupol e una a Kiev.

In Russia i sistemi sono attivi e le filiali lavorano senza problemi operativi, si stanno valutando soluzioni alternative ai servizi/prodotti di provider occidentali che hanno annunciato di uscire dal mercato russo.

È attivo anche un monitoraggio dell'operatività di Eximbank, controllata moldova del Gruppo.

Per quanto riguarda gli aspetti di Cybersecurity, da inizio 2022, ai primi segnali di una maggiore instabilità della situazione ucraina, il Gruppo ha avviato un'attività di threat intelligence (intelligence sulle minacce) ad-hoc e rafforzato i presidi di cybersecurity su tutto il perimetro del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Si è proceduto ad innalzare i livelli di allerta anche attraverso analisi specifiche degli indicatori di compromissione raccolti da servizi di threat intelligence di Gruppo e dalle fonti esterne di info-sharing, per intercettare ogni eventuale minaccia cyber e definire le opportune contromisure da implementare.

Numerosi controlli di sicurezza erano già presenti e normati in tutte le società del Gruppo, come le politiche stringenti di controllo accessi e basate sul principio del privilegio minimo per lo svolgimento delle attività richieste, il processo di fornitura delle credenziali di accesso a infrastrutture e strumenti aziendali controllato e monitorato oltre alla strong authentication necessaria per accedere alla rete aziendale. Con l'innalzamento del livello di rischio cyber, sono stati rafforzati i presidi di

1 Si veda in proposito l'informativa su "Le iniziative del Gruppo Intesa Sanpaolo a favore dell'Ucraina" presentata nel prosieguo del presente paragrafo.

controllo e di sorveglianza. Al fine di ridurre l'esposizione a rischi cyber, le connessioni con le banche del Gruppo più a rischio sono state ridotte, tramite un processo di aperture selettive dei soli servizi vitali e critici e di monitoraggio continuo. Sono inoltre analizzate le mail con allegati e/o con link a siti web, possibili fonti di propagazione di attacchi malevoli. Dopo l'iniziale blocco delle mail contenenti allegati e provenienti dalle banche del Gruppo più a rischio, sono stati implementati ulteriori sistemi di controllo preventivo che hanno consentito l'invio di tali mail alla Capogruppo con un livello di rischio ridotto.

Specifiche iniziative di awareness sui rischi cyber, con focus sul tema del phishing, sono state intraprese per sensibilizzare ulteriormente tutto il personale del Gruppo. Sono state inoltre pubblicate news nella intranet, inviate informative al personale, inserito un messaggio di alert al momento del login sui computer aziendali ed inserito un messaggio di warning in tutte le mail provenienti dall'esterno del Gruppo; è inoltre stato previsto un nuovo corso di formazione obbligatorio per il personale sui temi di cybersecurity.

Solo alcuni degli interventi sopra descritti e messi in atto al fine di garantire la salvaguardia dei colleghi e dei loro familiari e la continuità operativa del Gruppo ricadono nell'ambito di competenza del rischio operativo; è attualmente in corso l'analisi volta alla identificazione e alla quantificazione degli extra-costi da considerarsi in perimetro, unitamente ai danni fisici direttamente cagionati alle succitate filiali con sede nella zona del conflitto.

Le iniziative del Gruppo Intesa Sanpaolo a favore dell'Ucraina

In seguito alla grave crisi umanitaria che sta colpendo l'intera popolazione dell'Ucraina, Intesa Sanpaolo si è immediatamente attivata mettendo a disposizione 10 milioni di euro a sostegno di misure di solidarietà e accoglienza a favore delle persone e famiglie coinvolte.

I primi accordi di collaborazione sono stati definiti con organizzazioni umanitarie nazionali e internazionali quali UNHCR - Agenzia ONU per i Rifugiati, Caritas, CESVI, Banco Farmaceutico e Consiglio Italiano per i Rifugiati, per sostenere progetti di protezione umanitaria, alloggio, sostegno economico diretto, assistenza sanitaria e psicologica, distribuzione di beni di prima necessità e integrazione dei rifugiati ucraini in Italia. Più in dettaglio:

  • − UNHCR Agenzia ONU per i Rifugiati: l'intervento prevede la fornitura di beni essenziali tra i quali generi alimentari, alloggi di emergenza, coperte, prodotti per l'igiene, ma fornisce anche assistenza economica diretta alle persone, per affrontare le spese di base. Supporta le autorità ucraine al fine di creare centri di accoglienza e svolge anche attività di protezione contro lo sfruttamento e gli abusi. Il sostegno a UNHCR è ulteriormente rafforzato dall'iniziativa di crowdfunding sulla piattaforma digitale ForFunding.it, raccolta fondi alla quale possono contribuire cittadini e imprese e dove per ogni donazione effettuata Intesa Sanpaolo si impegna a raddoppiare l'importo donato.
  • − Caritas Italiana: attraverso il progetto "A.P.R.I. Accogliere Promuovere Proteggere Integrare i Profughi Ucraini in Italia", vengono sostenute le Caritas diocesane per l'accoglienza dei profughi su tutto il territorio italiano, con servizi che vanno dalla prima accoglienza all'integrazione per favorirne l'inclusione socio economica.
  • − CESVI: l'intervento è a supporto dei rifugiati con particolare attenzione a famiglie con bambini, disabili e anziani in Ucraina, Romania e Ungheria.
  • − Banco Farmaceutico: con il progetto "Pharma4Ucraina", si vuole supportare la fornitura gratuita di farmaci emergenziali e il sostegno alle relative spese di trasporto e consegna alla popolazione ucraina.
  • − CIR Consiglio Italiano Rifugiati: l'intervento sostenuto è focalizzato sul supporto legale e strutturato per la tutela dei minori soli e dei nuclei famigliari mono-parentali.

Sono in corso le valutazioni per individuare ulteriori beneficiari e progettualità da sostenere.

Anche la Divisione International Subsidiary Banks del Gruppo è particolarmente impegnata in diverse iniziative, direttamente e tramite alcune delle controllate nell'Europa dell'Est, che riguardano:

  • − una raccolta fondi in 5 paesi destinati a diverse ONG locali;
  • − iniziative per fornire servizi bancari a condizioni agevolate (azzeramento delle commissioni di prelievo, bonifico e di gestione conto);
  • − la sospensione per due mesi del pagamento delle quote dei prestiti e dei mutui;
  • − l'introduzione della lingua ucraina sulle piattaforme digitali;
  • − il sostegno economico diretto alle famiglie dei colleghi di Pravex Bank.

Infine, come precedentemente accennato, Intesa Sanpaolo offre ospitalità in Italia a dipendenti di Pravex Bank e loro familiari mettendo a disposizione 30 appartamenti di proprietà del Gruppo e strutture residenziali a Bergamo.

Si tratta prevalentemente di personale femminile della banca con al seguito i figli, oltre alle famiglie di dipendenti uomini che per la legge marziale non possono lasciare il Paese. Le persone sono per lo più provenienti dalle zone Est dell'Ucraina e dalla capitale Kiev.

Sono 210 i colleghi e loro familiari che hanno accolto l'invito a venire in Italia; gli ospiti hanno ricevuto una prima accoglienza dalla Caritas e Intesa Sanpaolo ne garantisce i principali servizi e le basilari necessità economiche.

Sono state inoltre individuate ulteriori iniziative per sostenere e facilitare l'integrazione delle famiglie dei colleghi di Pravex Bank a Bergamo come attività sportive, supporto alle attività amministrative, la garanzia all'accesso alla scuola fornendo dispositivi per la didattica a distanza con le scuole ucraine.

Le principali tematiche contabili e l'approccio del Gruppo Intesa Sanpaolo

Come detto, il 24 febbraio 2022 la tensione progressivamente cresciuta tra Russia e Ucraina è culminata con l'inizio di un effettivo conflitto. La situazione è stata da subito strettamente monitorata e valutata da Intesa Sanpaolo – anche alla luce

Al 31 marzo 2022 le esposizioni verso clientela residente in Russia (al netto delle garanzie ECA) ammontano, in termini di valori lordi, a 0,6 miliardi con riferimento a Banca Intesa Russia e a 3,85 miliardi con riferimento alle esposizioni cross border. A tali valori si aggiungono esposizioni verso banche per complessivi 0,4 miliardi e in titoli per complessivi 0,1 miliardi3 .

Le esposizioni verso clientela residente in Ucraina ammontano a 0,15 miliardi con riferimento alla controllata Pravex Bank. A tali valori si aggiungono esposizioni verso banche e in titoli per complessivi 0,1 miliardi.

La pluralità delle esposizioni verso controparti russe4 ed ucraine sono essenzialmente rappresentate da crediti alla clientela soggetti a valutazione secondo il principio IFRS 9 "Strumenti finanziari" per i quali rilevano fattori di rischio, prevalentemente riconducibili ad un rischio geopolitico, da applicare in base al paese di residenza delle controparti, relativamente al c.d. rischio di "Trasferimento", cioè il rischio che le controparti non onorino gli impegni di ripagamento del debito non per aspetti direttamente attinenti al loro business (come detto le esposizioni di Intesa Sanpaolo sono prevalentemente rappresentate da primari gruppi industriali, contraddistinti da consolidati rapporti commerciali con le principali filiere internazionali ed operanti essenzialmente nei settori delle commodities/energia con rilevanti introiti derivanti dalle attività di esportazione) quanto piuttosto per vincoli governativi imposti. Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha avviato un'analisi normativa dei principi contabili internazionali per verificare eventuali indicazioni o razionali sottostanti la misurazione dell'Expected Credit Loss in contesti di crisi/guerra come quella attuale. Dalle analisi effettuate del principio contabile IFRS 9 e dei correlati Annex, non risultano esservi indicazioni o esemplificazioni volte a delineare specifiche linee guida mirate alla misurazione delle Expected Credit Losses in contesti bellici o a definire metodologie specifiche dell'incremento del rischio di credito conseguente a crisi geopolitiche improvvise e gravi come quella attuale. I riferimenti più assimilabili al contesto attuale appaiono essere quelli riportati nelle Application Guidance del principio stesso, che permettono/suggeriscono l'utilizzo del c.d. "collective assessment" ai fini della verifica della sussistenza di un Significant Increase in Credit Risk (SICR) in ottica di staging delle esposizioni creditizie5 , nonché, in continuità con i trattamenti impostati per cogliere le criticità di un'altra recente situazione emergenziale quale il COVID-196 , l'utilizzo di management overlay nel calcolo dell'ECL, al fine di definire le modalità più opportune per incorporare negli accantonamenti gli aspetti legati al conflitto in corso.

Il Gruppo ha quindi deciso di adottare un approccio valutativo fortemente guidato dall'emergere del rischio geopolitico applicato in base al paese di residenza delle controparti, sia ai fini della determinazione del SICR che al calcolo dell'ECL mediante applicazione di management overlay. Tale modalità è stata ritenuta la più opportuna per incorporare accantonamenti legati al rischio paese e geopolitico relativi al conflitto in corso altrimenti non adeguatamente colti dai sistemi di misurazione del rischio normalmente in uso. Le scelte sono state applicate coerentemente sia a Banca Intesa Russia, che alle esposizioni cross border. Come già osservato, con specifico riferimento a queste ultime, si sottolinea come le imprese russe finanziate vantassero prima dello scoppio del conflitto tutte rating elevati e pertanto per la maggior parte di esse l'evoluzione del business non presenta rischi aumentati diversi da quelli indotti dal contesto geopolitico. Per esse quindi il rischio attualmente prevalente è il rischio di trasferimento e cioè il rischio che esse non onorino gli impegni di ripagamento del debito non per aspetti direttamente attinenti al loro business, quanto piuttosto per vincoli governativi imposti. Tale tipologia di rischio è stata colta sia mediante una revisione dei rating delle controparti russe, con conseguente downgrading verso le classi a maggior rischio e classificazione nello Stage 2, sia mediante l'introduzione di management overlay consistenti nell'applicazione di un tasso di perdita stimato secondo un approccio basato sulla traslazione del rischio del Paese di residenza e nell'introduzione di un margine di prudenza a fronte di potenziali ulteriori peggioramenti del merito creditizio delle controparti.

Con riferimento alle esposizioni della controllata Pravex Bank, la situazione di assoluta gravità presente su tutto il territorio ucraino ha portato a definire ai fini della valutazione del portafoglio crediti un approccio del tutto specifico, fortemente guidato da razionali di prudenza. Tale approccio è stato adottato su tutto il portafoglio crediti performing di Pravex (la banca non presentava sostanzialmente al 31 dicembre 2021 posizioni NPL) cui è stato applicato uno specifico management overlay a livello di ECL che ha comportato una svalutazione forfettaria tale da portare il livello di copertura al 60%.

Inoltre, considerata l'estrema incertezza che contraddistingue l'attuale scenario bellico e l'attuale assenza di un mercato immobiliare in Ucraina, si è ritenuto prudente attuare un azzeramento del valore degli asset ad uso investimento e delle filiali e degli altri immobili ad uso funzionale di Pravex. Per la sola sede centrale di Kiev, tenuto conto della sua funzione strategica rispetto all'esercizio dell'attività bancaria, dell'attuale controllo che è possibile esercitare sullo stato di conservazione dell'immobile e della sua localizzazione, si è valutato di mantenere invariato il valore in attesa di effettuare nei prossimi mesi ulteriori considerazioni alla luce degli sviluppi di contesto.

2 Si vedano in particolare i documenti "ESMA PUBLIC STATEMENT: ESMA coordinates regulatory response to the war in Ukraine and its impact on EU financial markets – 14.03.2022" e "CONSOB richiama l'attenzione degli emittenti vigilati sull'impatto della guerra in Ucraina in ordine alle informazioni privilegiate e alle rendicontazioni finanziarie – 22 marzo 2022".

3 Sono inoltre presenti rischi di firma verso clientela per 0,2 miliardi presso Banca Intesa Russia, 0,6 miliardi Cross Border verso clientela (netto ECA) e complessivi 0,3 miliardi verso banche.

Inoltre risultano in essere esposizioni in contratti derivati OTC per 22 milioni in termini di fair value.

4 Le marginalissime esposizioni verso controparti Bielorusse sono per semplicità - a questi fini - trattate e indicate congiuntamente alle esposizioni verso la Federazione Russa.

5 In particolare, si vedano IFRS 9 B5.5.1, IFRS 9 B5.5.4, IFRS 9 B5.5.5 e IFRS 9 B5.5.18.

6 IFRS 9 and COVID-19: Accounting for expected credit losses applying IFRS 9 Financial Instruments in the light of current uncertainty resulting from the COVID-19 pandemic.

Inoltre entrambe le partecipate hanno contenuti investimenti in titoli di Stato dei rispettivi paesi. Le valutazioni dei titoli sono state effettuate dalle strutture di risk management centrali con l'utilizzo: i) di quotazioni rilevate sul mercato secondario russo per i titoli detenuti da Banca Intesa Russia, con conseguente classificazione degli stessi al livello 2 di fair value in relazione alla scarsa liquidità del mercato di riferimento; ii) di spread impliciti per i titoli detenuti da Pravex, con conseguente classificazione al livello 3 di fair value, stante l'assenza di prezzi eseguibili sul mercato secondario.

Approccio similare è stato adottato per le modeste esposizioni in titoli della Capogruppo e del settore assicurativo.

Complessivamente tali processi valutativi hanno portato alla rilevazione, al lordo degli effetti fiscali, di 801 milioni di rettifiche su crediti e di 21 milioni su titoli e sugli immobili.

Infine, occorre anche riportare un'ulteriore indicazione relativamente a Pravex. Sino al 31 dicembre 2021 essa era stata consolidata secondo il metodo integrale sulla base di un reporting package riferito alla medesima data del bilancio consolidato del Gruppo. Al 31 marzo 2022 la decisione del Gruppo è stata quella di procedere al consolidamento integrale della controllata ucraina mantenendo nei libri i saldi patrimoniali della partecipata del 31 dicembre 2021 e apportando centralmente le rettifiche di valore legate alla svalutazione degli assets della banca. La scelta è stata guidata da:

  • − la bassa materialità, rispetto al dato consolidato del Gruppo, dei saldi patrimoniali e del conto economico della partecipata;
  • − considerazioni sulle evidenti difficoltà logistiche e di esecuzione delle strutture amministrative della banca ucraina, anche con riferimento ai canali informatici a disposizione, dopo aver valutato le concrete possibilità operative e l'alto rischio di incorrere in importanti difficoltà operative che avrebbero potuto condizionare in modo significativo il processo di chiusura dei conti trimestrali.

L'invasione dell'Ucraina non ha comportato, invece, conseguenze analoghe su Banca Intesa Russia. Pertanto, le risultanze patrimoniali ed economiche al 31 marzo 2022 di Banca Intesa Russia sono state recepite ancora mediante il consolidamento linea per linea.

Gli impatti della pandemia da COVID-19

Le prime settimane del 2022 sono state caratterizzate nel nostro Paese da una nuova ondata di contagi provocata dalla rapida diffusione della variante Omicron, iniziata sul finire del 2021. Il Gruppo si è conseguentemente attivato per aggiornare le misure di mitigazione del rischio sui luoghi di lavoro, in coerenza con la progressiva rimodulazione del quadro normativo in tema di COVID-19 da parte del Governo italiano.

A partire dal 22 dicembre 2021 per le strutture di direzione è stato rimosso l'obbligo di presenza minima anche nelle zone gialle e bianche, consentendo il rientro in ufficio solo su base volontaria e nel limite del 50% per struttura, in parallelo con il contenimento di missioni, trasferte ed incontri.

Per le filiali l'accesso della clientela, nelle sole zone rosse e arancioni obbligatoriamente previo appuntamento, è rimasto subordinato al rispetto delle distanze, all'impiego di adeguati dispositivi di protezione individuale, a misure di igienizzazione e contingentato nel numero alla capienza massima preventivamente determinata e segnalata all'ingresso.

In considerazione della proroga dello stato di emergenza al 31 marzo 2022 stabilita dal Decreto Natale (D.L. n. 221 del 24 dicembre 2021), è stato ulteriormente prorogato a tale data anche il termine per la concessione della prestazione lavorativa in modalità smart working per le persone in situazione di fragilità o disabilità grave. Tale disposizione è stata applicata anche a coloro che assistono familiari conviventi con fragilità o disabilità grave nonché ai destinatari di certificazione di sorveglianza sanitaria eccezionale con prescrizione di lavoro flessibile da casa fino al 31 dicembre 2021. La disposizione è stata estesa alle donne in gravidanza ed allattamento, nonché ai soggetti che per patologia o per allergie sono esenti dalla vaccinazione.

In seguito alla modifica del regime di quarantena introdotto dal Decreto Legge di fine anno (n. 229 del 30 dicembre 2021) ed in attuazione della Circolare esplicativa del Ministero della Salute del 30 dicembre 2021 e della successiva Circolare del 4 febbraio 2022 – che hanno rimodulato i tempi di rientro in correlazione con lo stato vaccinale della persona interessata – sono state progressivamente aggiornate le istruzioni operative interne per il rientro nelle sedi di lavoro dei casi positivi e dei contatti stretti.

Con l'estensione del Green pass "rafforzato" sui luoghi di lavoro per gli ultracinquantenni, stabilita dal D.L. n. 1 del 7 gennaio 2022, a partire dal 15 febbraio 2022 le sopra citate disposizioni aziendali per l'accesso ai luoghi di lavoro sono state adeguate limitando l'accesso, per gli ultracinquantenni, ai soli possessori di Green pass "rafforzato".

Dal 1° febbraio 2022 il medesimo decreto di inizio anno ha inoltre previsto l'accesso a taluni servizi, tra i quali quelli bancari e finanziari, esclusivamente a soggetti in possesso di Green pass almeno "base". Sono state pertanto emanate specifiche disposizioni interne volte a disciplinare il rispetto di tali prescrizioni.

In relazione ad una modifica del D. Lgs. 81/2008, che ha rafforzato gli obblighi dei "preposti" (responsabili di strutture) in materia di sorveglianza e segnalazione, è stata intensificata l'attività di controllo e vigilanza sull'adempimento degli obblighi in tutte le filiali e sedi.

A partire dal 7 marzo, con l'iniziale allentamento della crescita dei contagi, nelle sedi di direzione centrale è stata ripristinata la presenza obbligatoria minima pari al 40%.

Il Decreto Legge n. 24/2022 del 24 marzo 2022, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza, ha previsto, in parallelo con l'eliminazione delle zone colorate di rischio e delle quarantene precauzionali per i contatti stretti:

  • − l'obbligo fino al 30 aprile del Green pass "base" per tutti i lavoratori, a prescindere dall'età anagrafica, per l'accesso ai luoghi di lavoro (abolizione del Green pass "rafforzato" per gli ultra cinquantenni);
  • − l'eliminazione dal 1° aprile del Green pass "base" per la clientela per l'accesso ai servizi bancari, finanziari e commerciali;
  • − l'impiego dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie nei luoghi di lavoro fino al 30 aprile.

Sono state conseguentemente ridefinite le norme interne aziendali per recepire i contenuti obbligatori del dettato legislativo e per adottare, laddove possibile e opportuno, un approccio di maggior prudenza alla luce della situazione sanitaria, in particolare per quanto concerne le situazioni di vulnerabilità. Più in dettaglio:

  • a) sono state temporaneamente confermate alcune misure precauzionali (misurazione della temperatura, igienizzazione, distanziamento e capienza) con riferimento in particolare a riunioni, eventi/convegni e formazione in presenza, mentre è stato eliminato l'obbligo di compilare il questionario di screening medico propedeutico all'autorizzazione al rientro in sede; nelle filiali è stato confermato l'accesso libero per la clientela nel rispetto delle misure di contrasto alla diffusione del virus (igienizzazione delle mani, distanziamento e utilizzo di adeguati presidi di protezione individuale) e fino alla capienza massima secondo le regole individuate in precedenza;
  • b) relativamente alle situazioni di vulnerabilità, per le persone fragili, disabili e per i casi di esenzione dalla vaccinazione (sulla base dei requisiti previsti dal D.M. del 3 febbraio 2022 o dalla Circolare del Ministero della Salute dell'8 ottobre 2021) è stata prevista la proroga della modalità di lavoro agile fino al 30 giugno 2022, subordinatamente alla presentazione di idonea attestazione/certificazione, proroga riconosciuta anche alle donne in stato di gravidanza. Nei casi di personale in allattamento o con convivente fragile la prestazione del lavoro in modalità flessibile è stata estesa fino al 30 aprile.

A partire dal 1° maggio, come previsto dal citato D.L. 24/2022, è decaduto l'obbligo legale per i lavoratori di esibizione del Green pass per l'accesso ai luoghi di lavoro. Contestualmente sono venuti meno i relativi controlli con sospensione della rilevazione in ingresso della temperatura corporea e conseguente disattivazione, ove presenti, dei dispositivi termoscanner e lettore QR code. È stato per contro confermato il divieto di accesso alle sedi aziendali in presenza di febbre (oltre 37,5°) o di altri sintomi riconducibili al COVID-19.

In tema di utilizzo dei dispositivi di sicurezza, il 28 aprile è stata emanata dal Ministero della Salute un'Ordinanza – efficace fino alla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. 24/2022 e comunque non oltre il 15 giugno 2022 – che ha circoscritto a specifiche e limitate casistiche l'obbligo di utilizzo degli strumenti di protezione nei luoghi chiusi; ad essa ha fatto seguito il 4 maggio la riunione tra Governo e Parti Sociali che ha confermato fino a giugno per il settore privato l'integrale applicazione del Protocollo sottoscritto il 6 aprile 2021 sulle misure per il contenimento della pandemia negli ambienti di lavoro il quale prevede l'obbligo di utilizzo dei dispositivi di sicurezza laddove vi sia condivisione dei luoghi di lavoro sia all'aperto che al chiuso. In via maggiormente prudenziale, già dal 1° maggio il Gruppo ISP ha confermato – oltre al mantenimento del distanziamento interpersonale di un metro e al rispetto di una corretta igienizzazione – l'obbligo di indossare le mascherine di protezione all'interno dei locali aziendali (chirurgiche o FFP2, queste ultime obbligatorie per 10 giorni in caso di contatto con persona positiva al COVID-19). Nelle filiali invece dal 1° maggio è solo raccomandato l'uso di mascherina chirurgica o FFP2 per i clienti che accedono ai locali aziendali.

Anche in relazione alle misure sopra descritte, nei primi mesi del 2022 il ricorso allo smart working da parte delle strutture centrali si è mantenuto elevato, divenendo ormai elemento integrato di un nuovo modello di prestazione dell'attività lavorativa basato sul rafforzamento della responsabilizzazione individuale e sul migliore bilanciamento tra vita professionale ed extraprofessionale. In quest'ottica si inserisce il progetto "Next Way of Working", volto a definire le nuove modalità di lavoro nel periodo post-COVID, relativamente al quale stanno proseguendo gli interventi immobiliari e tecnologici, avviati nel 2021, che agevoleranno il personale nell'utilizzo strutturale di una modalità di lavoro flessibile basata sull'alternanza di lavoro in ufficio e da casa, nonché nell'evoluzione delle competenze, anche grazie all'internalizzazione di attività critiche (es. digitale) e alla continua riqualificazione verso attività ad alto valore aggiunto per la Banca.

Più in dettaglio, procedono gli interventi immobiliari sulla piazza di Milano - dove é stata completata la prima fase correlata all'integrazione di UBI Banca e sono in corso gli interventi immobiliari per la realizzazione del complesso di Via Melchiorre Gioia 22 - di Roma e nel Nuovo Centro Direzionale di Torino. È stata inoltre avviata la progettazione immobiliare per l'applicazione del modello anche sulle piazze di Vicenza, Brescia, Varese e Bergamo.

Prosegue in parallelo l'implementazione dei correlati strumenti tecnologici (es. rilascio della funzionalità di prenotazione degli spazi all'interno del tool di pianificazione e prenotazione).

Per quanto concerne le misure straordinarie a sostegno dell'economia, delle imprese e delle famiglie italiane, alla fine di marzo 2022 risultavano perfezionate da parte di Intesa Sanpaolo – la prima banca in Italia a concedere moratorie, anticipando lo specifico quadro normativo – circa 950 mila richieste di sospensione dei pagamenti, per 116 miliardi di volumi7 , principalmente riferibili al Decreto Legge 18/2020 Art. 56 "Cura Italia". Il flusso di richieste ha riguardato la clientela imprese per circa il 77% dei volumi totali.

In tema di scadenza delle moratorie ex Decreto Legge 18/2020, si ricorda che il D.L. 73/2021 (cosiddetto "Sostegni bis") del 25 maggio 2021 ha prolungato le misure fino al 31 dicembre 2021, subordinatamente ad alcune restrizioni, tra le quali la richiesta esplicita da parte del cliente da formalizzarsi entro il 15 giugno 2021.

Relativamente al perimetro domestico, alla data del 31 marzo 2022 erano in essere moratorie per 0,6 miliardi (4,8 miliardi a fine 2021), riconducibili per oltre il 40% a clientela imprese, oltre a 2,6 miliardi di moratorie terminate ma con maturazione dei termini per la ripresa dei pagamenti nei mesi successivi, riferibili pressoché integralmente a clientela imprese (6,7 miliardi a dicembre 2021). Si segnala che per effetto del phase-out delle disposizioni dell'EBA relative ai criteri per l'esenzione dalla valutazione forborne (cosiddette moratorie EBA compliant), il totale delle moratorie in essere che si qualificavano tali ai sensi delle Linee Guida era pari a 0,1 miliardi (1,1 miliardi a fine 2021).

Le moratorie scadute che hanno già maturato le condizioni per la ripresa dei pagamenti in chiusura di trimestre ammontavano a 40,3 miliardi; su tale portafoglio si è rilevato – al termine dei primi tre mesi del 2022 – un tasso di incidenza dei flussi di nuovi default nell'ordine del 3%, in leggera crescita rispetto al 2021 quando era al 2,7%; si è inoltre confermata esigua l'incidenza degli sconfinamenti rilevanti.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha sostenuto le iniziative legislative e non legislative intraprese per contrastare la situazione di crisi collegata alla pandemia non soltanto in Italia, ma anche nei vari Paesi in cui opera.

7 Moratorie complessivamente accordate sino al 31 marzo 2022, includendo l'ex Gruppo UBI Banca e considerando la cessione delle filiali realizzata nel primo semestre 2021. Al netto di rinnovi, rimborsi ed estinzioni l'importo è pari a 43,5 miliardi.

A livello consolidato il valore delle esposizioni oggetto di moratoria in essere al 31 marzo 2022 ammontava a 0,6 miliardi (4,9 miliardi a dicembre 2021), sostanzialmente riconducibile al perimetro domestico. Il totale delle moratorie in essere che si qualificavano tali ai sensi delle Linee Guida EBA era pari a 0,1 miliardi (1,1 miliardi a fine 2021).

Riguardo alle specifiche misure a sostegno del sistema produttivo, Intesa Sanpaolo, la prima banca in Italia a firmare il protocollo d'intesa con SACE, ha messo a disposizione un plafond complessivo di 50 miliardi dedicato ai finanziamenti per le Imprese. Complessivamente, alla fine del primo trimestre 2022, includendo anche il Fondo PMI, risultavano erogati da inizio pandemia crediti garantiti dallo Stato (in applicazione del Decreto Legge c.d. "Liquidità" n. 23 dell'8 aprile 2020) per un ammontare pari a 45,7 miliardi8 , dei quali 12,3 miliardi SACE e 33,4 miliardi Fondo PMI (43 miliardi, dei quali 11 miliardi SACE e 32 miliardi Fondo PMI, a dicembre 2021).

A livello consolidato, considerando anche l'attività negli altri Paesi di presenza del Gruppo, il debito residuo delle esposizioni rientranti nell'ambito di schemi di garanzia pubblica totalizzava 35 miliardi a fine marzo 2022 (40 miliardi a dicembre 2021).

Si ricorda inoltre che il Decreto "Rilancio" (D.L. 34/2020) ha introdotto alcune misure a sostegno del rilancio del settore delle costruzioni. Ha innanzi tutto elevato al 110% la detrazione fiscale spettante per gli interventi di riqualificazione del patrimonio immobiliare sotto il profilo energetico e sismico (cosiddetto Superbonus al 110% introdotto dall'art. 119) effettuati da privati, al di fuori di attività di impresa, arti e professioni, condomini e soggetti diversi dalle imprese. In luogo della detrazione, il contribuente può optare per l'applicazione da parte del fornitore di un corrispondente sconto sul corrispettivo, ovvero per la cessione a terzi (incluse anche le banche) di un credito di imposta corrispondente alla detrazione. Il Decreto ha inoltre previsto la possibilità di trasformare le principali detrazioni fiscali spettanti in ambito edilizio ed energetico in sconto sul corrispettivo dovuto e in credito d'imposta cedibile (art. 121) nonché la possibilità, per i beneficiari dei crediti d'imposta riconosciuti da provvedimenti emanati per fronteggiare l'emergenza da COVID-19, di optare, in luogo dell'utilizzo diretto, per la cessione anche parziale degli stessi ad altri soggetti (art. 122). A fronte di tali interventi, il Gruppo ha attivato soluzioni dedicate non soltanto per coloro che intendono cedere il loro credito direttamente ma anche per le imprese che praticano lo sconto in fattura per l'acquisto dei crediti fiscali e la relativa liquidazione, con prezzi predefiniti e un servizio di consulenza dedicata attraverso una partnership con la società Deloitte. Dall'inizio dell'operatività risultano già formalmente acquistati crediti per 4,4 miliardi e sono in corso di acquisizione ulteriori 15 miliardi.

Nel corso del primo trimestre 2022, anche in relazione all'ormai imminente uscita del Paese dalla fase di emergenza sanitaria, si è assistito ad una progressiva attenuazione degli effetti riconducibili alla pandemia sulla dinamica degli aggregati patrimoniali del Gruppo.

La dinamica della raccolta diretta bancaria continua ad essere sostenuta dalla componente a breve termine, in particolare conti correnti, verso i quali convergono le scelte di liquidità della clientela in attesa di investimento. Il fenomeno, già presente prima dello scoppio dell'emergenza sanitaria, aveva registrato una forte accelerazione nel corso del 2020, ma dal 2021 la crescita sta proseguendo a ritmi via via decrescenti. A fine marzo 2022 la raccolta diretta bancaria mostrava una flessione dell'1,1% in termini congiunturali ed una crescita del 4,6% in termini tendenziali.

Sul fronte della raccolta indiretta, l'evoluzione delle masse gestite, che nel 2021 aveva beneficiato del ritrovato clima di fiducia indotto dalla ripresa economica dopo le chiusure provocate dalla pandemia, nei primi mesi del corrente anno sta risentendo dell'accresciuta volatilità dei mercati per i molteplici fattori di preoccupazione legati al conflitto militare in atto e al rialzo dell'inflazione che stanno mettendo a rischio il pieno recupero dei livelli di attività pre-pandemia. In chiusura di trimestre, le masse gestite dalle società riconducibili alla Divisione Asset Management, al netto delle duplicazioni, risultavano in flessione del 3,7% rispetto al 31 dicembre 2021.

Per quanto riguarda il business assicurativo, lo scenario di incertezza che ha caratterizzato il primo trimestre 2022 ha fatto registrare una contrazione della raccolta lorda che ha riguardato principalmente il comparto vita (-20% rispetto allo stesso periodo del 2021). La raccolta netta del comparto è stata parimenti negativa in quanto ha risentito di una ripresa delle liquidazioni imputabile alla maggior mortalità conseguente al COVID-19 rispetto al secondo semestre del 2021.

Quanto ai riflessi del contesto pandemico sui proventi operativi del Gruppo nel trimestre in esame, gli interessi netti hanno continuato a risentire positivamente sia dell'attività di finanziamento, seppur in rallentamento, sia degli accresciuti benefici derivanti dalle operazioni TLTRO con la BCE (il cui tasso agevolato scadrà a giugno 2022), che al 31 marzo 2022 erano in essere per 132 miliardi, invariati rispetto a dicembre, a fronte dei 118,9 miliardi del marzo 2021. Complessivamente, tuttavia, rispetto al primo trimestre 2021 gli interessi netti si sono mantenuti stabili a 1.956 milioni (+0,2%), avendo sintetizzato al loro interno dinamiche contrapposte fra le diverse componenti.

Le commissioni nette sono scese a 2.286 milioni (-1,2%). L'aggregato ha risentito di una minore contribuzione del comparto relativo alle attività di gestione, intermediazione e consulenza, condizionato dalla volatilità dei mercati, che ha frenato soprattutto le voci di ricavo legate al risparmio gestito.

Nonostante il sopra descritto andamento della raccolta, il risultato dell'attività assicurativa si è mantenuto stabile a 402 milioni grazie all'apporto del margine finanziario, che ha controbilanciato la dinamica flettente del margine tecnico da ascrivere al ramo danni.

Nei primi tre mesi dell'esercizio i costi sostenuti dal Gruppo Intesa Sanpaolo per interventi correlati allo scenario pandemico si sono attestati a circa 7 milioni in termini di spese correnti, in linea con il corrispondente periodo del 2021, mentre non si sono registrati investimenti, quantificabili invece in 1 milione nel medesimo periodo del 2021. Complessivamente gli oneri operativi, sono stati pari a 2.504 milioni, evidenziando una diminuzione di 83 milioni, pari al -3,2%, anche in relazione sinergie in atto dal processo di integrazione con l'ex Gruppo UBI Banca.

Relativamente alle rettifiche di valore su crediti, nel corso del primo trimestre si è registrata una importante riduzione dei management overlay a presidio della vulnerabilità delle moratorie, stante il progressivo aumento delle moratorie che hanno maturato i termini per la ripresa dei pagamenti senza evidenziare elementi di criticità significativi. Nonostante ciò, le rettifiche complessive sono risultate in crescita a 702 milioni, rispetto ai 402 milioni dei primi tre mesi 2021, in quanto hanno incorporato i sopra descritti effetti di valutazione connessi al rischio Russia-Ucraina.

Con riferimento infine agli impatti della pandemia sui diversi profili di rischio, si rinvia al capitolo "Il presidio dei rischi".

8 Includendo l'ex Gruppo UBI Banca e considerando la cessione delle filiali realizzata nel primo semestre 2021.

I primi tre mesi dell'esercizio 2022 del Gruppo Intesa Sanpaolo

I risultati a livello consolidato

Il commento ai risultati consolidati del primo trimestre fa riferimento allo schema di conto economico riclassificato che – in continuità con il Bilancio 2021 – per consentire un raffronto in termini omogenei presenta i dati relativi al primo trimestre 2021 "rideterminati", anche sulla base di dati gestionali, al fine di: (i) escludere linea per linea le risultanze reddituali relative agli sportelli UBI Banca ceduti nel primo trimestre 2021 e a quelli UBI e ISP ceduti nel secondo trimestre 2021, sinteticamente e convenzionalmente appostate nella voce Utili (perdite) delle attività operative cessate; (ii) includere linea per linea i dati delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, entrate nell'area di consolidamento a partire dal secondo trimestre del 2021, depurati delle risultanze reddituali riconducibili alla produzione riferibile alla cl ientela delle filiali cedute a BPER, con la convenzionale attribuzione del risultato netto alla voce Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi, quindi senza impatto sull'utile di periodo.

Il conto economico consolidato del primo trimestre 2022 si è chiuso con un utile netto di 1.024 milioni, in riduzione del 32,5% rispetto ai 1.516 milioni del corrispondente periodo del 2021.

Mentre la gestione operativa ha registrato un andamento positivo, superando leggermente il risultato del trimestre di raffronto, l'utile netto ha risentito degli impatti valutativi correlati al conflitto tra Russia e Ucraina. Complessivamente le rettifiche per rischio diretto e indiretto verso controparti russe e ucraine hanno totalizzato 822 milioni lordi (646 milioni al netto dell'effetto fiscale).

Più in dettaglio, i proventi operativi netti sono stati pari a 5.414 milioni, in contenuta flessione rispetto al primo trimestre del 2021 (-76 milioni; -1,4%) ma in significativo recupero rispetto al quarto trimestre (+394 milioni; +7,8%). Nel confronto con i primi tre mesi del 2021:

  • − gli interessi netti si sono mantenuti stabili a 1.956 milioni (+0,2%), sintetizzando al loro interno andamenti contrapposti. La favorevole evoluzione dei rapporti con banche, ancora sostenuti dai benefici delle operazioni TLTRO con la BCE e dei differenziali sui derivati di copertura ha infatti permesso di compensare il diminuito apporto delle altre componenti, in particolare gli interessi sulle attività deteriorate, legati alle politiche di de-risking in atto;
  • − le commissioni nette sono scese a 2.286 milioni (-1,2%). L'aggregato ha risentito di una minore contribuzione del comparto relativo alle attività di gestione, intermediazione e consulenza, condizionato dalla volatilità dei mercati che ha frenato soprattutto le voci di ricavo legate al risparmio gestito, a fronte di una positiva evoluzione delle commissioni da attività bancaria tradizionale, soprattutto carte di debito e credito, e delle altre commissioni nette, principalmente su finanziamenti;
  • − il risultato dell'attività assicurativa è leggermente migliorato a 402 milioni (+1%) quale effetto combinato di un calo del margine tecnico e di una crescita del margine finanziario;
  • − il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value, in deciso recupero rispetto ai 108 milioni del quarto trimestre, si è attestato a 767 milioni (-3,5%);
  • − gli altri proventi operativi netti sono stati pari a 3 milioni, rispetto ai 32 milioni del primo trimestre 2021.

I costi operativi sono scesi a 2.504 milioni, il livello più basso rispetto ai quattro trimestri del 2021, a conferma delle sinergie in atto dal processo di integrazione con l'ex Gruppo UBI Banca. La dinamica riflessiva ha interessato in particolare le spese per il personale (-3,2%), principalmente per effetto di una riduzione del 3,5% degli organici medi, e le spese amministrative (-6%) a fronte di un aumento degli ammortamenti (+2,6%). La diminuzione dei costi complessivamente intervenuta rispetto al primo trimestre del 2021 (-83 milioni; -3,2%) ha più che compensato la contenuta flessione dei proventi operativi netti sopra indicata, permettendo al risultato della gestione operativa di portarsi a 2.910 milioni (+0,2%), livello superiore a tutti i trimestri del 2021, e al cost/income di scendere al 46,3% (dal 47,1% nel primo trimestre 2021).

Nel confronto con il quarto trimestre del 2021 i costi evidenziano una riduzione significativa (-523 milioni; -17,3%) che tuttavia risente delle peculiarità degli ultimi mesi dell'anno, non soltanto in termini di stagionalità di alcune voci di spesa ma anche di progettualità/iniziative specifiche.

Le rettifiche di valore nette su crediti hanno totalizzato 702 milioni, rispetto ai 402 milioni dei primi tre mesi del 2021 (+300 milioni; +74,6%) in quanto incorporano, tra gli altri, gli effetti di valutazione connessi al rischio Russia-Ucraina sopra indicati. Come precedentemente illustrato, è stato adottato un approccio valutativo di collective assessment per incorporare negli accantonamenti gli aspetti legati al conflitto militare in corso. Tali effetti negativi sono stati mitigati da una riduzione dei management overlay a presidio della vulnerabilità delle moratorie, stante il progressivo aumento delle moratorie che hanno maturato i termini per la ripresa dei pagamenti senza evidenziare elementi di criticità significativi.

In conseguenza dell'approccio adottato, l'incremento della voce risulta concentrato a livello di Stage 2 (+178 milioni) e di Stage 1 (+114 milioni), nonché a livello di accantonamenti per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate (+107 milioni), solo parzialmente compensato dalle diminuite rettifiche sulle esposizioni a Stage 3 (-90 milioni).

Il costo del rischio, espresso dal rapporto tra rettifiche di valore nette e crediti netti, si è così attestato in termini annualizzati a 60 punti base (18 punti base se si esclude lo stanziamento relativo all'esposizione verso Russia e Ucraina al netto del parziale rilascio di rettifiche generiche effettuate nel 2020 per i futuri impatti di COVID-19) che vanno a confrontarsi con i 35 punti base, sempre annualizzati, del primo trimestre 2021 e con i 59 punti base dell'intero 2021 (25 punti base escludendo gli stanziamenti addizionali per accelerare il processo di de-risking).

Gli altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività sono diminuiti a 60 milioni (-55,2%) quale effetto combinato di accantonamenti netti pressoché azzerati a fronte di aumentate rettifiche di valore nette, in parte riconducibili anche a valutazioni del rischio Russia e Ucraina su titoli e immobili.

Gli altri proventi (oneri) netti, che comprendono utili e perdite realizzati su investimenti e proventi/oneri non strettamente correlati alla gestione operativa, sono risultati negativi per -4 milioni a fronte dei +198 milioni rilevati nei primi tre mesi del

2021 che includevano la plusvalenza (194 milioni) rilevata a seguito della cessione del ramo d'azienda relativo alle attività di banca depositaria da parte di Fideuram Bank Luxembourg a State Street.

Non risultano utili delle attività operative cessate, a fronte dei 48 milioni del primo trimestre 2021 relativi all'apporto degli sportelli ceduti e in corso di cessione.

Quale effetto delle appostazioni contabili sopra descritte il risultato corrente lordo è diminuito a 2.144 milioni (-469 milioni; -17,9%).

Le imposte sul reddito del periodo sono ammontate a 781 milioni (-56 milioni; -6,7%), definendo un tax rate del 36,4% (32% nel primo trimestre 2021).

Al netto delle imposte sono poi stati rilevati: oneri di integrazione e incentivazione all'esodo per 16 milioni ed effetti economici negativi dell'allocazione dei costi di acquisizione per 54 milioni, nonché oneri finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario per 266 milioni. Questi ultimi (pari a 384 milioni lordi) rappresentano per la quasi totalità il costo stimato per l'intero esercizio 2022 dei contributi ordinari al fondo di risoluzione unico per le banche italiane del Gruppo e risultano in significativo aumento rispetto all'anno precedente, quando erano stati contabilizzati 284 milioni e 196 milioni rispettivamente al lordo e al netto dell'effetto fiscale, per l'adeguamento dei parametri di determinazione del calcolo sulla base delle indicazioni preliminari fornite dal Single Resolution Board.

Dopo l'attribuzione ai terzi degli utili netti di competenza per 3 milioni (perdita di 4 milioni nel primo trimestre 2021), il conto economico consolidato si è chiuso, come detto, con un utile netto di 1.024 milioni, in flessione rispetto ai 1.516 milioni del periodo di raffronto.

Con riferimento agli aggregati patrimoniali, al 31 marzo 2022 i finanziamenti verso clientela si sono attestati a 468,4 miliardi, in aumento di 3,1 miliardi (+0,7%) rispetto a dicembre 2021. L'evoluzione è stata determinata dai crediti di natura finanziaria, saliti a 22,6 miliardi (+5 miliardi; +28,2%) e costituiti dalle operazioni di pronti contro termine, soggette per loro natura ad una certa variabilità in corso d'anno. I crediti di natura commerciale hanno registrato un leggero arretramento a 431,8 miliardi (-1,7 miliardi; -0,4%) riconducibile alla componente a medio lungo termine (-1,6%), mentre è proseguita la ripresa di quella a breve (+0,8% i conti correnti; +1,4% le anticipazioni e i finanziamenti). La restante variazione dell'aggregato complessivo ha riguardato i crediti deteriorati (-4,1%) e i crediti rappresentati da titoli (+1,8%).

Dal punto di vista della qualità del credito, l'incidenza dei crediti deteriorati è diminuita dal 3,2% al 3% in termini lordi e dall'1,52% all'1,45% in termini netti. La copertura è leggermente scesa dal 53,6% al 52,8% in relazione alla riclassificazione ad attività in via di dismissione di posizioni classificate UTP, alcune delle quali caratterizzate da un livello di copertura superiore alla media della categoria (si veda in proposito il successivo paragrafo "Gli eventi rilevanti").

Dal lato della provvista, in chiusura di trimestre la raccolta diretta bancaria si presentava in leggera flessione a 549,3 miliardi (- 6,2 miliardi; -1,1%). A fronte di una sostanziale stabilità della raccolta nella forma tecnica dei conti correnti e depositi (-0,1% a 442,2 miliardi), è proseguito il trend negativo delle obbligazioni (-9,4% a 56,6 miliardi) e dei certificati di deposito (-8,1% a 2,7 miliardi), frenati da volumi di emissioni inferiori agli stock in scadenza per l'abbondante liquidità presente nei depositi.

Sono risultate in flessione anche le passività subordinate (-2% a 12,3 miliardi) e la raccolta di natura finanziaria rappresentata dai pronti contro termine (-10,9% a 2,4 miliardi). All'interno dell'altra raccolta, (+2,2% a 33,1 miliardi) la componente valutata al fair value, per la quasi totalità costituita da certificati di investimento, non ha mostrato variazioni di rilievo, confermandosi a 12 miliardi (-0,9%).

La raccolta diretta assicurativa – che include anche le riserve tecniche, ovvero il debito verso la clientela che ha sottoscritto polizze tradizionali o con rischio assicurativo significativo – a marzo 2022 totalizzava 195,1 miliardi, in flessione di 9,4 miliardi nei tre mesi (-4,6%). La tendenza ha interessato entrambe le componenti principali: le passività finanziarie designate al fair value, costituite da prodotti unit linked, sono diminuite a 80 miliardi (-4,7 miliardi; -5,5%), condizionate dalla volatilità dei mercati finanziari; le riserve tecniche sono parimenti scese a 113,5 miliardi (-4,8 miliardi; -4,1%), andamento interamente riconducibile al ramo vita, che ne rappresenta la quasi totalità. Per contro l'altra raccolta assicurativa, che comprende le passività subordinate, è aumentata dell'8% a 1,6 miliardi (+121 milioni).

L'andamento negativo dei mercati finanziari, determinato dai molteplici fattori di preoccupazione legati al conflitto militare in atto e al rialzo dell'inflazione, ha frenato la raccolta indiretta da clientela, valorizzata a prezzi di mercato, che al 31 marzo 2022 risultava scesa a 696,5 miliardi, in contrazione di 22,8 miliardi (-3,2%) rispetto a dicembre.

Il trend negativo ha interessato sia la raccolta amministrata – scesa a 236,6 miliardi (-8,3 miliardi; -3,4%) corrispondenti al 34% dell'aggregato totale – sia il risparmio gestito che, nonostante flussi netti positivi nel trimestre, evidenzia una riduzione a 459,9 miliardi (-14,5 miliardi; -3,1%), equivalenti al 66% del totale. La dinamica riflessiva del risparmio gestito riflette quella delle diverse componenti: i fondi (-4,6% a 168,1 miliardi), le riserve tecniche e passività finanziarie assicurative (-2,7% a 181,3 miliardi), le gestioni patrimoniali (-4,3% a 75,5 miliardi) e i fondi pensione (-3,6% a 12,1 miliardi). Soltanto i rapporti con la clientela istituzionale si presentano in controtendenza (+12.3% a 22,9 miliardi).

Per l'illustrazione dei risultati economici e degli aggregati patrimoniali suddivisi per settori di attività del Gruppo, si rinvia allo specifico capitolo di questo Resoconto.

Di seguito si illustrano gli eventi più significativi intervenuti nel primo trimestre dell'esercizio, nonché alcuni avvenimenti successivi alla chiusura dello stesso.

Relativamente al completamento dell'integrazione di UBI Banca:

  • − come già dettagliatamente illustrato nel Bilancio 2021, al quale si rimanda, a metà febbraio 2022 si è concluso il progetto di integrazione di IW Bank, che ha avuto per oggetto la scissione parziale dell'intero ramo bancario della società ed il suo conferimento alla controllante Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking (prima scissione) e, contestualmente, da quest'ultima ad Intesa Sanpaolo (seconda scissione), unitamente alla modifica dello statuto di IW Bank, con la variazione della denominazione in IW Private Investments SIM S.p.A. e la rinuncia all'autorizzazione a svolgere attività bancaria. In conseguenza della scissione, IW SIM è ora dedicata all'offerta di servizi di investimento (servizi di consulenza e collocamento) per la quale è stata richiesta e ottenuta, con provvedimento del 1° dicembre 2021, specifica autorizzazione da parte di Consob. La stipula degli atti è avvenuta l'11 gennaio 2022 con efficacia giuridica dal 14 febbraio 2022 e completamento delle attività di migrazione informatica nel fine settimana del 12-13 febbraio;
  • − per quanto riguarda invece UBI Leasing, il 13 dicembre 2021 è stata ricevuta l'autorizzazione di BCE all'incorporazione della società nella Capogruppo ed il 26 gennaio 2022 il progetto di fusione è stato depositato presso il Registro delle Imprese di Torino, come previsto dall'art. 2501-ter C.C. In quanto avente per oggetto una società interamente controllata, la fusione di UBI Leasing è avvenuta ai sensi dell'art. 2505 del Codice Civile. L'operazione è stata deliberata dal Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo del 1° marzo 2022. L'atto di fusione è stato stipulato in data 19 aprile 2022 con efficacia giuridica dal successivo 16 maggio e decorrenza degli effetti contabili e fiscali dal 1° gennaio 2022;
  • − in data 21 gennaio 2022 si è perfezionato il trasferimento da Intesa Sanpaolo a Fideuram Bank (Luxembourg) della partecipazione totalitaria in UBI Trustee, società dell'ex Gruppo UBI Banca con sede in Lussemburgo e specializzata in servizi fiduciari dedicati alla clientela HNWI (High Net Worth Individual) e UHNWI (Upper High Net Worth Individual).

Il 1° gennaio 2022 è divenuto efficace il progetto di fusione per incorporazione di VUB Leasing a.s. (VUBL) nella controllante Vseobecna Uverova Banka a.s. (VUB), società del Gruppo entrambe operanti in Slovacchia, autorizzato dalla BCE il 12 novembre 2021. L'operazione ha visto la scissione del portafoglio di leasing finanziario e di crediti al consumo di VUBL ed il suo trasferimento mediante fusione per incorporazione nella controllante VUB, mentre il portafoglio di leasing operativo di VUBL è stato trasferito mediante fusione in una società per azioni di nuova costituzione, denominata VUB Operating Leasing a.s., operativa dal 1° gennaio 2022. Completati i sopra descritti passaggi, VUBL è stata messa in liquidazione.

L'11 gennaio 2022, a margine delle autorizzazioni ricevute dalle autorità di vigilanza svizzera (FINMA) e lussemburghese (CSSF), è stata perfezionata la partnership, annunciata nell'agosto 2021, fra Reyl & Cie S.A. e 1875 Finance Holding A.G. (1875 Finance), multifamily office e gestore patrimoniale indipendente per clienti privati e istituzionali con sede a Ginevra. Il perfezionamento è avvenuto tramite l'acquisizione da parte di Reyl di una partecipazione del 40% in 1875 Finance. La partnership permetterà alle due società di creare opportunità di sviluppo trasversali e di svolgere così un ruolo attivo per accelerare il consolidamento del settore delle gestioni patrimoniali in Svizzera.

Nell'ambito della partnership realizzata nel corso del 2021 fra Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking e il Gruppo svizzero Reyl (per i cui dettagli si rimanda al Bilancio 2021), nel mese di gennaio 2022, una volta ricevuto il nulla osta da parte dell'autorità di vigilanza svizzera FINMA, è avvenuto il perfezionamento dell'operazione di fusione per incorporazione di Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval in Reyl & Cie S.A., che ha avuto efficacia giuridica e decorrenza degli effetti contabili e fiscali dal 1° gennaio 2022. L'entità risultante dalla fusione ha mantenuto la denominazione dell'incorporante Reyl & Cie S.A.

Nel corso del primo trimestre 2022 sono proseguite le cessioni delle quote nel capitale della Banca d'Italia. Come già indicato nel Bilancio 2021, la Legge recante il Bilancio di Previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 ed il Bilancio Pluriennale per il triennio 2022-2024 ha modificato le disposizioni in materia del capitale della Banca d'Italia prevedendo che ciascun partecipante non possa possedere, direttamente o indirettamente, una quota del capitale superiore al 5% - rispetto alla precedente soglia del 3% - e che, come in precedenza, per le quote possedute in eccesso a tale soglia non spettino diritti economici e patrimoniali. Anche a seguito di tale modifica di legge, nel corso dei mesi di gennaio e febbraio 2022 le operazioni di cessione delle quote hanno subito una significativa accelerazione; in particolare, nei primi due mesi dell'anno sono state perfezionate 23 operazioni che hanno determinato la cessione di ulteriori quote, pari al 9,9% del capitale, a fronte di un prezzo corrispondente al valore di bilancio (allineato al valore nominale di 25 mila euro per singola quota).

Al termine delle sopracitate cessioni, il Gruppo Intesa Sanpaolo è arrivato a detenere 15.000 quote, pari esattamente al 5% del capitale sociale della Banca d'Italia, in linea con il limite massimo previsto per legge, per un controvalore di 375 milioni.

Si segnala infine che, in data 31 marzo 2022, l'Assemblea Ordinaria dei Partecipanti al capitale della Banca d'Italia ha approvato il Bilancio dell'esercizio 2021 e la proposta di riparto dell'utile netto a norma dello statuto. In tale occasione è stato deliberato, come nel precedente esercizio, un dividendo complessivo di 340 milioni. L'Assemblea ha inoltre deliberato di stanziare un ammontare pari a 40 milioni alla posta speciale per la stabilizzazione dei dividendi, istituita al fine di agevolare l'attuazione della dividend policy, che ha raggiunto l'ammontare complessivo di 240 milioni. Tenuto conto che l'IFRS 9 stabilisce che i dividendi debbano essere rilevati nel momento in cui sorge il diritto a ricevere il pagamento, Intesa Sanpaolo ha rilevato nel conto economico del primo trimestre l'importo di propria spettanza, pari a 17 milioni.

Il 3 febbraio 2022 Intesa Sanpaolo ha reso nota la decisione finale della BCE riguardante il requisito patrimoniale da rispettare a partire dal 1° marzo 2022 a livello consolidato, in seguito agli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP). Il requisito da rispettare complessivamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio risulta attualmente pari all'8,86%.

A determinare tale requisito concorrono:

  • − il requisito SREP in termini di Total Capital ratio pari al 9,79%, che comprende il requisito minimo di Pillar 1 dell'8%, nel cui ambito il 4,5% in termini di CET1, e un requisito aggiuntivo di Pillar 2 dell'1,79%, nel cui ambito l'1,01% in termini di CET1 applicando la modifica regolamentare introdotta dalla BCE a decorrere dal 12 marzo 20209 ;
  • − i requisiti aggiuntivi, interamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio, relativi a:
    • o Capital Conservation Buffer, pari al 2,5%,
    • o O-SII Buffer (Other Systemically Important Institutions Buffer), pari allo 0,75%,
    • o riserva di capitale anticiclica (Countercyclical Capital Buffer), pari allo 0,10%10 .

Il 4 febbraio 2022 è stato approvato e presentato alla comunità finanziaria il Piano d'Impresa 2022-2025, i cui principali contenuti sono stati anticipati nel Bilancio 2021. La relativa documentazione (comunicato stampa e presentazione) è altresì disponibile sul sito istituzionale di Gruppo, alla sezione Investor Relations.

Al fine di valorizzare il ruolo chiave delle persone del Gruppo nel conseguimento degli obiettivi del Piano di Impresa 2022- 2025 attraverso uno strumento di partecipazione azionaria diffusa al capitale della Banca, il 15 febbraio il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha deliberato di sottoporre all'Assemblea del 29 aprile 2022 gli aumenti di capitale a servizio di due piani di incentivazione a lungo termine, basati su strumenti finanziari di Intesa Sanpaolo S.p.A. e rivolti alla generalità dei dipendenti del Gruppo.

I piani di incentivazione, subordinati all'ottenimento delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti, sono i seguenti:

  • − il Piano Performance Share: destinato al Management del Gruppo, prevede l'assegnazione di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione a fronte di un aumento di capitale gratuito, sottoposte a condizioni di performance in relazione al conseguimento, nell'arco del Piano d'Impresa, di specifici obiettivi chiave;
  • − il Leveraged Employee Co-Investment Plan 3.0 - LECOIP 3.0: destinato a tutti i dipendenti del perimetro italiano del Gruppo appartenenti al cluster dei Professional, prevede i) l'attribuzione di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione a fronte di un aumento gratuito di capitale e ii) la possibilità di sottoscrivere, in determinate proporzioni rispetto alle azioni gratuite ricevute, un Piano di Investimento basato su azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione a fronte di un aumento di capitale - destinato ai dipendenti - a un prezzo di emissione scontato rispetto al valore di mercato.

L'Assemblea del 29 aprile 2022 in sede ordinaria ha approvato il Piano di Incentivazione a Lungo Termine Performance Share Plan 2022-2025 con n. 10.462.967.709 voti favorevoli, pari al 96,13884% delle azioni ordinarie rappresentate, nonché il piano basato su strumenti finanziari denominato Leveraged Employee Co-Investment Plan - LECOIP 3.0 con n. 10.670.019.149 voti favorevoli, equivalenti al 98,04132% delle azioni ordinarie rappresentate.

Il 15 febbraio 2022 Intesa Sanpaolo e Nextalia SGR, per conto del Fondo Nextalia Private Equity, hanno definito un accordo vincolante finalizzato alla creazione di una nuova società, leader nella formazione e nel digital learning, facendo leva sull'infrastruttura di apprendimento innovativa di Intesa Sanpaolo. La società ha preso il nome di DIGIT'ED e si rivolgerà sia al segmento business, ovvero alle grandi aziende, piccole e medie imprese, alla pubblica amministrazione e agli ordini professionali, sia al segmento consumer, anche in collaborazione con prestigiose istituzioni italiane e internazionali, rispondendo così alle crescenti esigenze del mercato della formazione, legate alla trasformazione digitale, all'evoluzione delle competenze e al re-skilling.

L'accordo vincolante prevede la cessione da parte di Intesa Sanpaolo di Intesa Sanpaolo Formazione, la società del Gruppo focalizzata su iniziative di formazione rivolte alla crescita delle imprese e del territorio, nei confronti della quale – in vista della predetta cessione – è previsto il conferimento dalla Capogruppo di specifiche attività afferenti alla progettazione e produzione di servizi e prodotti formativi per i dipendenti del Gruppo. Nell'ambito della presente operazione, in data 20 aprile 2022 Nextalia SGR, per conto del Fondo Nextalia Private Equity, ha sottoscritto un accordo per l'acquisizione del 100% di Altaformazione, leader in Italia nello sviluppo di soluzioni innovative nella formazione e digital learning, con particolare focus sul segmento corporate.

Intesa Sanpaolo diventerà azionista di DIGIT'ED con una partecipazione pari al 20%, in una logica coerente con il Piano di Impresa 2022-2025, mentre Nextalia deterrà il controllo della società di nuova costituzione.

Tenuto conto delle tempistiche legate all'iter autorizzativo, si prevede che il closing dell'operazione possa avvenire nel corso del 2022.

In sede di Resoconto intermedio al 31 marzo 2022, Intesa Sanpaolo Formazione e il ramo che sarà oggetto di conferimento da parte di Intesa Sanpaolo sono stati riclassificati tra le attività in via di dismissione sulla base di quanto previsto dall'IFRS 5.

Nell'ambito delle iniziative di de-risking, ad integrazione di quanto illustrato nel Bilancio 2021, si segnala che il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo il 15 marzo 2022 ha approvato il conferimento al fondo Back2Bonis11 di una esposizione creditizia di Intesa Sanpaolo, classificata ad inadempienza probabile, a fronte della sottoscrizione di nuove quote del fondo

9 La modifica prevede che il requisito di Pillar 2 venga rispettato utilizzando parzialmente strumenti di capitale diversi dal Common Equity Tier 1.

10 Countercyclical Capital Buffer calcolato considerando l'esposizione al 31 marzo 2022 nei vari Paesi in cui è presente il Gruppo e i rispettivi requisiti stabiliti dalle competenti autorità nazionali relativi al 2023 se disponibili o al più recente aggiornamento del periodo di riferimento (requisito pari a zero per l'Italia per il primo semestre 2022).

11 Fondo di credito costituito nel 2019 dal Gruppo Prelios e da AMCO con l'obiettivo di creare una piattaforma multi-originator per gestire posizioni classificate ad inadempienza probabile con sottostante immobiliare.

Il closing dell'operazione è avvenuto l'11 aprile 2022. Per le sue caratteristiche, l'esposizione non è stata considerata come "attività operativa cessata" sulla base di quanto previsto dall'IFRS 5 e, in sede di Resoconto intermedio al 31 marzo 2022, è stata pertanto riclassificata tra le attività in via di dismissione con riferimento ai soli saldi patrimoniali. Dal momento che il valore di conferimento concordato con la SGR (supportato dall'apposita analisi di congruità) risulta allineato al NBV dei crediti oggetto di conferimento, la riclassifica dell'esposizione fra le attività in via di dismissione non ha comportato impatti economici.

Nel corso del primo trimestre, inoltre, facendo seguito alle delibere assunte dai competenti organi facoltizzati, sono state riclassificate tra le attività in via di dismissione esposizioni creditizie single-name, classificate a "inadempienza probabile" (UTP), per un GBV e un NBV aggiornati al 31 marzo 2022 pari rispettivamente a 101 e 74 milioni. Il prezzo di cessione è risultato sostanzialmente allineato al NBV, pertanto la riclassifica non ha comportato la rilevazione di effetti economici nel trimestre. La cessione di tali posizioni è attesa nel corso dell'anno.

Si segnala che alla fine del mese di aprile è stata finalizzata la cessione di un portafoglio di sofferenze per 3,9 miliardi lordi (0,9 miliardi netti), per il quale è già stata attivata la richiesta per la garanzia statale "GACS", che al 31 dicembre 2021 risultavano contabilizzate fra i crediti deteriorati sulla base di quanto previsto dal principio IFRS 9, ovvero fattorizzando uno scenario probabilistico di vendita secondo prezzi di mercato.

A completamento dell'informativa sui primi tre mesi del 2022, si conferma la prosecuzione del piano di uscite volontarie incentivate ai sensi dell'accordo sindacale del 29 settembre 2020 ed il perfezionamento delle prime uscite relative all'accordo del 16 novembre 2021.

Complessivamente le uscite volontarie del trimestre sono state 900, delle quali 691 con decorrenza 1° gennaio 2022, per un totale da inizio 2021 di 3.739 cessazioni.

Il 26 aprile 2022 si è perfezionata l'operazione di conferimento a Mooney S.p.A. del ramo aziendale di Banca 5 deputato alla produzione dei prodotti/servizi distribuiti dal Gruppo Mooney, rientrante nell'ambito degli accordi di partnership strategica in essere dal 2019 con il Gruppo Sisal (si veda in proposito quanto riportato nella Relazione sull'andamento della gestione del Bilancio consolidato 2021). La prevista cessione a Mooney Group S.p.A. delle azioni della società conferitaria Mooney è attesa nella prima metà di maggio 2022 e pertanto al 31 marzo 2022 il ramo conferendo risultava ancora iscritto fra le attività in via di dismissione.

Infine, il 29 aprile 2022 si è tenuta l'Assemblea degli azionisti di Intesa Sanpaolo, regolarmente costituita in unica convocazione e valida a deliberare, in quanto partecipanti per il tramite del rappresentante designato, ai sensi dell'art. 106, comma 4, del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020, convertito dalla L. n. 27 del 24 aprile 2020, e successive modificazioni, n. 2.901 titolari del diritto di voto per n. 10.884.970.586 azioni ordinarie prive del valore nominale, pari al 56,02013% del capitale sociale. L'Assemblea ha deliberato favorevolmente in merito a tutti i punti all'ordine del giorno.

In sede ordinaria le deliberazioni hanno riguardato il Bilancio 2021, la distribuzione del dividendo e di parte della Riserva sovrapprezzo; la nomina dei componenti del Consiglio di Amministrazione e del Comitato per il Controllo sulla Gestione per gli esercizi 2022-2023-2024; le politiche di remunerazione e i piani di incentivazione; i riacquisti di azioni proprie finalizzati all'annullamento (buyback), a servizio dei piani di incentivazione e per l'operatività di mercato.

In sede straordinaria le deliberazioni hanno riguardato l'annullamento di azioni proprie senza riduzione del capitale sociale e conseguente modifica dell'art. 5 (Capitale Sociale) dello Statuto nonché le deleghe al Consiglio di Amministrazione per deliberare in merito agli aumenti di capitale gratuiti e a pagamento a servizio dei piani di incentivazione approvati.

I contenuti delle singole deliberazioni e le relative maggioranze deliberative sono dettagliatamente illustrati nel comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale di Gruppo www.group.intesasanpaolo.com, al quale si fa rinvio.

Il nuovo Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, nella prima riunione svoltasi sempre in data 29 aprile, all'unanimità ha nominato Carlo Messina Consigliere Delegato e CEO, delegando i poteri necessari ed opportuni ad assicurare unitarietà alla gestione della Società.

12 Sulla base della percentuale di possesso e della partecipazione al processo decisionale del fondo, a fine 2021 l'investimento risultava iscritto nel bilancio consolidato del Gruppo ISP tra le interessenze sottoposte a influenza notevole ai sensi dello IAS 28 ad un valore di 141 milioni (138 milioni al 31 marzo 2022).

Le prospettive

Lo scenario economico è reso particolarmente incerto dal conflitto russo-ucraino e dalle sue ripercussioni sui rapporti fra Russia e Unione Europea, in particolare in ambito energetico. Se le forniture energetiche russe proseguiranno nei prossimi mesi e se la politica fiscale continuerà a compensare in parte gli effetti del rincaro di gas e petrolio, la crescita nei servizi compenserà la contrazione dell'attività manifatturiera, scongiurando il rischio di recessione. Invece, in caso di interruzione delle forniture di gas, la caduta dell'attività economica potrebbe essere significativa ed estendersi per più trimestri. Nel primo caso, l'inflazione avrebbe già toccato il massimo di questo ciclo e calerebbe con decisione nel resto del 2022. Nel secondo, sarebbe destinata a salire ulteriormente.

Nei prossimi mesi si prospetta un'accelerazione del rialzo dei tassi ufficiali americani, che i mercati vedono arrivare al 2,75-3,00% entro fine anno. Nell'area dell'euro, i mercati scontano da due a tre rialzi dei tassi ufficiali BCE entro fine 2022; tuttavia, il materializzarsi degli scenari energetici più sfavorevoli potrebbe rallentare la normalizzazione della politica monetaria.

Per il Gruppo Intesa Sanpaolo, le iniziative industriali del Piano di Impresa 2022-2025 sono ben avviate ed è confermato l'obiettivo di 6,5 miliardi di euro di utile netto nel 2025.

Per il 2022 si prevede una redditività ai vertici del settore:

  • − utile netto di oltre 4 miliardi di euro assumendo che non intervengano cambiamenti critici nell'offerta di materie prime / energia;
  • − utile netto ben superiore a 3 miliardi di euro anche con l'ipotesi molto conservativa di una copertura di circa il 40% dell'esposizione verso Russia e Ucraina, che implica il passaggio a Stage 3 della maggior parte dell'esposizione.

Si prevede una solida posizione patrimoniale, con un obiettivo di Common Equity Tier 1 ratio fully phased-in superiore al 12% nell'orizzonte del Piano di Impresa 2022-2025 secondo le regole di Basilea 3 / Basilea 4.

Si prevede una forte distribuzione di valore:

  • − payout ratio pari al 70% dell'utile netto consolidato in ciascun anno del Piano di Impresa;
  • − ulteriore distribuzione agli azionisti di 3,4 miliardi di euro tramite buyback() , subordinatamente all'approvazione della BCE;
  • − eventuale ulteriore distribuzione da valutare anno per anno a partire dal 2023.

Le prospettive per il 2022 sono soggette ad affinamento nei prossimi mesi in base all'evoluzione degli eventi riguardanti Russia e Ucraina.

() Importo equivalente al dividendo sospeso per il 2019.

37

Prospetti contabili consolidati

Stato patrimoniale consolidato

(milioni di euro)
Voci dell'attivo 31.03.2022 31.12.2021 Variazioni
assolute %
10. Cassa e disponibilità liquide 17.444 14.756 2.688 18,2
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 54.010 52.731 1.279 2,4
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 48.242 47.181 1.061 2,2
b) attività finanziarie designate al fair value 4 4 - -
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 5.764 5.546 218 3,9
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 66.261 67.580 -1.319 -2,0
35. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi
dello IAS 39
196.949 206.800 -9.851 -4,8
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 680.371 668.866 11.505 1,7
a) crediti verso banche 160.709 163.937 -3.228 -2,0
b) crediti verso clientela 519.662 504.929 14.733 2,9
45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
81 85 -4 -4,7
50. Derivati di copertura 4.665 1.732 2.933
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) -2.865 392 -3.257
70. Partecipazioni 1.633 1.652 -19 -1,2
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 183 208 -25 -12,0
90. Attività materiali 10.690 10.792 -102 -0,9
100. Attività immateriali 9.195 9.342 -147 -1,6
di cui:
- avviamento 3.575 3.574 1 0,0
110. Attività fiscali 18.610 18.808 -198 -1,1
a) correnti 3.435 3.555 -120 -3,4
b) anticipate 15.175 15.253 -78 -0,5
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.556 1.422 134 9,4
130. Altre attività 14.461 13.837 624 4,5
Totale dell'attivo 1.073.244 1.069.003 4.241 0,4

Stato patrimoniale consolidato

Voci del passivo e del patrimonio netto (milioni di euro)
31.03.2022 31.12.2021 Variazioni
assolute %
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 718.891 710.055 8.836 1,2
a) debiti verso banche 180.231 165.258 14.973 9,1
b) debiti verso clientela 459.765 458.239 1.526 0,3
c) titoli in circolazione 78.895 86.558 -7.663 -8,9
15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
2.287 2.146 141 6,6
20. Passività finanziarie di negoziazione 58.726 56.306 2.420 4,3
30. Passività finanziarie designate al fair value 3.848 3.674 174 4,7
35. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai
sensi dello IAS 39
80.086 84.770 -4.684 -5,5
40. Derivati di copertura 5.205 4.868 337 6,9
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) -2.494 53 -2.547
60. Passività fiscali 2.288 2.285 3 0,1
a) correnti 382 363 19 5,2
b) differite 1.906 1.922 -16 -0,8
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 37 30 7 23,3
80. Altre passività 19.435 15.639 3.796 24,3
90. Trattamento di fine rapporto del personale 1.063 1.099 -36 -3,3
100. Fondi per rischi e oneri 5.417 5.716 -299 -5,2
a) impegni e garanzie rilasciate 562 508 54 10,6
b) quiescenza e obblighi simili 287 290 -3 -1,0
c) altri fondi per rischi e oneri 4.568 4.918 -350 -7,1
110. Riserve tecniche 113.471 118.296 -4.825 -4,1
120. Riserve da valutazione -1.320 -709 611 86,2
125. Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 120 476 -356 -74,8
130. Azioni rimborsabili - - -
140. Strumenti di capitale 7.220 6.282 938 14,9
150. Riserve 21.837 17.706 4.131 23,3
155. Acconti su dividendi (-) -1.399 -1.399 - -
160. Sovrapprezzi di emissione 27.287 27.286 1 0,0
170. Capitale 10.084 10.084 - -
180. Azioni proprie (-) -129 -136 -7 -5,1
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 260 291 -31 -10,7
200. Utile (Perdita) di periodo (+/-) 1.024 4.185 -3.161 -75,5
Totale del passivo e del patrimonio netto 1.073.244 1.069.003 4.241 0,4

Conto economico consolidato

(milioni di euro)
31.03.2022 31.03.2021 Variazioni
assolute
%
10. Interessi attivi e proventi assimilati
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo
2.641
2.486
2.581
2.541
60
-55
2,3
-2,2
20. Interessi passivi e oneri assimilati -676 -570 106 18,6
30. Margine di interesse 1.965 2.011 -46 -2,3
40. Commissioni attive 2.905 2.941 -36 -1,2
50. Commissioni passive -693 -621 72 11,6
60. Commissioni nette 2.212 2.320 -108 -4,7
70. Dividendi e proventi simili 34 29 5 17,2
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 200 305 -105 -34,4
90. Risultato netto dell'attività di copertura 2 45 -43 -95,6
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 210 387 -177 -45,7
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 205 53 152
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva 12 361 -349 -96,7
c) passività finanziarie -7 -27 -20 -74,1
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value
110. con impatto a conto economico
a) attività e passività finanziarie designate al fair value
249
225
23
-12
226
237
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 24 35 -11 -31,4
Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle
115. imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39 129 759 -630 -83,0
120. Margine di intermediazione 5.001 5.879 -878 -14,9
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: -673 -440 233 53,0
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
-640 -432 208 48,1
complessiva
Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di
-33 -8 25
135. assicurazione ai sensi dello IAS39 -58 -1 57
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -2 -12 -10 -83,3
150. Risultato netto della gestione finanziaria 4.268 5.426 -1.158 -21,3
160. Premi netti 2.589 2.542 47 1,8
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -2.198 -2.847 -649 -22,8
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 4.659 5.121 -462 -9,0
190. Spese amministrative:
a) spese per il personale
-2.829
-1.561
-2.904
-1.684
-75
-123
-2,6
-7,3
b) altre spese amministrative -1.268 -1.220 48 3,9
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -37 -96 -59 -61,5
a) impegni e garanzie rilasciate -74 33 -107
b) altri accantonamenti netti 37 -129 166
210. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali -168 -162 6 3,7
220. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali -230 -214 16 7,5
230. Altri oneri/proventi di gestione 249 270 -21 -7,8
240. Costi operativi -3.015 -3.106 -91 -2,9
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 3 50 -47 -94,0
260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e
immateriali
- - -
270. Rettifiche di valore dell'avviamento - - -
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 2 186 -184 -98,9
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 1.649 2.251 -602 -26,7
300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente -622 -718 -96 -13,4
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 1.027 1.533 -506 -33,0
320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte - - -
330. Utile (Perdita) di periodo 1.027 1.533 -506 -33,0
340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi -3 -17 -14 -82,4
350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 1.024 1.516 -492 -32,5
Utile base per azione (basic EPS) - euro 0,05 0,08
Utile diluito per azione (diluted EPS) - euro 0,05 0,08

Prospetto della redditività consolidata complessiva

31.03.2022 31.03.2021 (milioni di euro)
Variazioni
assolute %
10. Utile (Perdita) di periodo 1.027 1.533 -506 -33,0
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico -270 -13 257
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva -292 -36 256
30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del
proprio merito creditizio)
30 22 8 36,4
40. Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - -
50. Attività materiali -21 5 -26
60. Attività immateriali - - -
70. Piani a benefici definiti 13 -4 17
80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - -
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - - -
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico -720 -237 483
100. Coperture di investimenti esteri -1 - 1
110. Differenze di cambio -103 31 -134
120. Coperture dei flussi finanziari 126 62 64
130. Strumenti di copertura (elementi non designati) - - -
140. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
-331 -324 7 2,2
145. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva di
pertinenza delle imprese di assicurazione
-419 -26 393
150. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - -
160. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 8 20 -12 -60,0
170. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte -990 -250 740
180. Redditività complessiva (Voce 10+170) 37 1.283 -1.246 -97,1
190. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi -20 12 -32
200. Redditività complessiva consolidata di pertinenza della capogruppo 57 1.271 -1.214 -95,5
(milioni di euro)
31.03.2022
Capitale
azioni
ordinarie
altre
azioni
Sovrap
prezzi
di
emissione
Riserve
di utili
altre Riserve
da
valutazione
Riserve da
valutazione di
pertinenza
delle imprese
di
assicurazione
Strumenti
di
capitale
Acconti
su
dividendi
Azioni
proprie
Utile
(Perdita)
di
periodo
Patrimonio
netto
Patrimonio
netto
del
Gruppo
Patrimonio
netto
di terzi
ESISTENZE AL 31.12.2021 10.223 - 27.309 16.936 1.089 -757 476 6.282 -1.399 -136 4.043 64.066 63.775 291
Modifica saldi apertura - - - - - - - - - - - - - -
ESISTENZE AL 1.1.2022 10.223 - 27.309 16.936 1.089 -757 476 6.282 -1.399 -136 4.043 64.066 63.775 291
ALLOCAZIONE RISULTATO ESERCIZIO
PRECEDENTE (a)
Riserve - - - 4.028 - - - - - - -4.028 - - -
Dividendi e altre destinazioni - - - - - - - - - - -15 -15 - -15
VARIAZIONI DEL PERIODO
Variazioni di riserve - - 1 - 37 - - - - - - 38 38 -
Operazioni sul patrimonio netto
Emissione nuove azioni - - - - - - - - - 7 - 7 7 -
Acquisto azioni proprie - - - - - - - - - - - - - -
Acconti su dividendi - - - - - - - - - - - - - -
Distribuzione dividendi - - - - - - - - - - - - - -
Variazione strumenti di capitale - - - - - - - 938 - - - 938 938 -
Derivati su proprie azioni - - - - - - - - - - - - - -
Stock option - - - - - - - - - - - - - -
Variazioni interessenze partecipative - - - - - - - - - - - - - -
Altre variazioni 41 - - -128 - - - - - - - -87 -91 4
Redditività complessiva del periodo - - - - - -634 -356 - - - 1.027 37 57 -20
PATRIMONIO NETTO AL 31.03.2022 10.264 - 27.310 20.836 1.126 -1.391 120 7.220 -1.399 -129 1.027 64.984 64.724 260
del Gruppo 10.084 - 27.287 20.711 1.126 -1.320 120 7.220 -1.399 -129 1.024 64.724
di terzi 180 - 23 125 - -71 - - - - 3 260

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 31 marzo 2022

(a) La voce comprende i dividendi ed eventuali importi destinati al fondo beneficenza della Capogruppo, nonché relativi alle società consolidate di pertinenza di terzi.

(milioni di euro)

31.03.2021
azioni
ordinarie
Capitale
altre
azioni
Sovrap
prezzi
di
emissione
di utili Riserve
altre
Riserve
da
valutazione
Riserve da
valutazione di
pertinenza
delle imprese
di
assicurazione
Strumenti
di
capitale
Azioni
proprie
Utile
(Perdita)
di
periodo
Patrimonio
netto
Patrimonio
netto
del
Gruppo
Patrimonio
netto
di terzi
ESISTENZE AL
31.12.2020
10.241 - 27.463 16.790 992 -570 809 7.441 -130 3.285 66.321 65.871 450
Modifica saldi apertura - - - - - - - - - - - - -
ESISTENZE AL 1.1.2021 10.241 - 27.463 16.790 992 -570 809 7.441 -130 3.285 66.321 65.871 450
ALLOCAZIONE
RISULTATO ESERCIZIO
PRECEDENTE (a)
Riserve - - - 3.285 - - - - - -3.285 - - -
Dividendi e altre
destinazioni
- - - - - - - - - - - - -
VARIAZIONI DEL
PERIODO
Variazioni di riserve - - - - 47 - - - - - 47 47 -
Operazioni sul
patrimonio netto
Emissione nuove azioni - - - - - - - - 2 - 2 2 -
Acquisto azioni proprie - - - - - - - - - - - - -
Distribuzione dividendi - - - - - - - - - - - - -
Variazione strumenti di
capitale
- - - - - - - -1.262 - - -1.262 -1.262 -
Derivati su proprie
azioni
- - - - - - - - - - - - -
Stock option - - - - - - - - - - - - -
Variazioni interessenze
partecipative
- - - - - - - - - - - - -
Altre variazioni -7 - - -675 - - - - - - -682 -582 -100
Redditività
complessiva del
periodo
- - - - - -218 -32 - - 1.533 1.283 1.271 12
PATRIMONIO NETTO AL
31.03.2021
10.234 - 27.463 19.400 1.039 -788 777 6.179 -128 1.533 65.709 65.347 362
del Gruppo 10.084 - 27.444 19.174 1.039 -738 777 6.179 -128 1.516 65.347
di terzi 150 - 19 226 - -50 - - - 17 362

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 31 marzo 2021

(a) La voce comprende i dividendi ed eventuali importi destinati al fondo beneficenza della Capogruppo, nonché relativi alle società consolidate di pertinenza di terzi.

Relazione sull'andamento della gestione

I risultati economici

Aspetti generali

Per consentire una lettura più immediata dei risultati, viene predisposto un conto economico consolidato riclassificato sintetico. I dati sono normalmente riesposti, ove necessario e se materiali, per consentire raffronti più immediati. In particolare, gli importi vengono resi il più possibile omogenei con riferimento ai diversi periodi rappresentati, soprattutto in relazione alle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

Tale omogeneizzazione avviene tramite dati "riesposti", che accolgono/escludono i valori delle società entrate/uscite nel/dal perimetro di consolidamento. In relazione all'acquisizione del Gruppo UBI Banca, nel 2021 si è reso opportuno il ricorso anche a dati "rideterminati" da affiancare ai dati riesposti per allinearli/integrarli attraverso dati gestionali.

In particolare, la riesposizione su basi omogenee dei dati di raffronto – in assenza di nuove riesposizioni nel corso del primo trimestre 2022 – è risultata in continuità con il Bilancio 2021. In dettaglio, risultano riesposti i dati del 1° trimestre 2021 per il recepimento delle risultanze reddituali linea per linea di Reyl & Cie SA, RB Participations SA e Asteria Investment Managers SA (Gruppo Reyl), entrate nell'area di consolidamento integrale nel secondo trimestre 2021 a seguito dell'acquisizione da parte di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking del controllo di RB Participations SA e di Reyl & Cie SA che a sua volta possiede il controllo di Asteria Investment Managers SA.

Inoltre, come già evidenziato nel Bilancio 2021, per i primi tre trimestri del 2021, per garantire un appropriato commento delle dinamiche gestionali delle voci coinvolte, si segnala una riesposizione tra spese amministrative e spese del personale di importo non materiale in relazione all'internalizzazione, intervenuta nel corso del 2021, di attività precedentemente conferite in outsourcing dal Gruppo UBI, con la conseguente riassunzione di personale in precedenza ceduto o distaccato presso i service esterni.

Con riferimento all'acquisizione del Gruppo UBI e alle correlate operazioni societarie, a partire dal Resoconto al 31 marzo 2021, per poter fornire un raffronto omogeneo dei dati di conto economico anche con riferimento agli effetti delle cessioni di sportelli a BPER e alla Banca Popolare Puglia e Basilicata correlate all'operazione di acquisizione del Gruppo UBI avvenute nel primo trimestre 2021 e di quelle pianificate (e successivamente perfezionate) nel secondo trimestre di quell'anno, ci si era avvalsi anche – in relazione alla natura delle riesposizioni necessarie – di dati gestionali. Di conseguenza, per presentare i valori "rideterminati" sulla base di evidenze contabili e gestionali erano stati predisposti schemi riclassificati aggiuntivi rispetto a quelli determinati sulla base dei dati effettivi di chiusura dei diversi periodi, riesposti ove necessario, e le relative tabelle di dettaglio erano state integrate, o duplicate, con l'evidenza separata dei "Dati rideterminati".

Nel secondo trimestre 2021 era stata poi perfezionata l'acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo Vita del 100% del capitale sociale di Cargeas (impresa di assicurazione operante nei rami danni), nonché del controllo di Assicurazioni Vita13 (già Aviva Vita) e Lombarda Vita14 (compagnie assicurative operanti nel ramo vita) con cui UBI aveva avviato partnership pluriennali e che erano in precedenza consolidate con il metodo del patrimonio netto in funzione delle quote di interessenza detenute. Le componenti reddituali di tali compagnie assicurative sono state influenzate anch'esse dalla cessione delle filali UBI a BPER: a partire infatti dalla data di perfezionamento della cessione intervenuta nel febbraio 2021 è venuta meno la marginalità delle polizze vendute alla clientela appartenente alle filiali cedute. Al fine quindi di fornire una rappresentazione su base omogenea dei dati di raffronto delle risultanze reddituali linea per linea riferibili alle compagnie assicurative acquisite nel secondo semestre 2021 si era reso necessario far ricorso – anche per questa fattispecie – a dati gestionali per quantificare gli effetti della citata produzione connessa alla clientela delle filiali cedute a BPER.

Per effetto di quanto sopra esposto ed al fine di supportare adeguatamente con raffronti omogenei i commenti andamentali nel presente Resoconto viene mantenuta la "rideterminazione" dei valori del 2021 rappresentata nel Bilancio di quell'esercizio, che in dettaglio ha riguardato:

o per i dati del 1° trimestre 2021:

  • l'esclusione linea per linea delle risultanze reddituali relative agli sportelli UBI ceduti nel primo trimestre 2021 e a quelli UBI e ISP ceduti nel secondo trimestre 2021, sinteticamente e convenzionalmente appostate nella voce Utili (perdite) delle attività operative cessate dello schema "rideterminato";
  • l'inclusione linea per linea dei dati delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, opportunamente "rideterminati" sulla base di evidenze gestionali per escludere le risultanze reddituali riconducibili alla produzione riferibile alla clientela appartenente alle filiali cedute a BPER, con la convenzionale attribuzione del risultato netto alla voce Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi del conto economico "rideterminato", quindi senza impatto sull'utile di periodo;
  • l'eliminazione del contributo alla voce Altri proventi (oneri) operativi netti del risultato di pertinenza delle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita) e Lombarda Vita (precedentemente consolidate con il metodo del patrimonio netto) con convenzionale attribuzione del risultato netto alla voce Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi del conto economico "rideterminato" (dunque senza effetto sull'utile netto), già deputata ad accogliere sinteticamente gli effetti economici dei risultati linea per linea delle citate società;

o per i dati del 2° trimestre 2021:

  • l'esclusione linea per linea delle risultanze reddituali relative agli sportelli UBI e ISP ceduti nel secondo trimestre 2021, che vengono sinteticamente e convenzionalmente appostate nella voce Utili (perdite) delle attività operative cessate dello schema "rideterminato";

13 Società fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita il 31 dicembre 2021.

14 Società fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita il 31 dicembre 2021.

  • l'inclusione linea per linea dei dati della compagnia assicurativa Cargeas per i mesi di aprile e maggio, con convenzionale attribuzione del risultato netto alla voce Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi, quindi senza impatto sull'utile di periodo.

Nessuna "rideterminazione" dei valori ha interessato i dati del 3° e del 4° trimestre 2021 e del 1° trimestre 2022.

Tutti i commenti che seguono, fanno dunque riferimento – al fine di consentire raffronti omogenei – ai valori "rideterminati". I dettagli analitici delle riesposizioni effettuate e delle riclassificazioni rispetto allo schema previsto dalla Circolare 262 della Banca d'Italia – oltre che delle citate "rideterminazioni" – sono forniti con distinti prospetti pubblicati tra gli allegati, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.

Le riclassificazioni e aggregazioni del conto economico consolidato riguardano le seguenti fattispecie:

  • − i dividendi relativi ad azioni o quote detenute in portafoglio, nonché quelli incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli, che sono riallocati nell'ambito della voce Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • − il Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione (valutato ai sensi dello IAS 39, in relazione all'esercizio dell'opzione di differimento nell'applicazione dell'IFRS 9 da parte del Gruppo), che compendia le quote di Interessi netti, Dividendi e Risultato delle attività e passività finanziarie riguardanti l'attività assicurativa, è riappostato, unitamente ai premi netti e al saldo di proventi ed oneri della gestione assicurativa, alla specifica voce Risultato dell'attività assicurativa, cui è ricondotto anche l'effetto dell'adeguamento della riserva tecnica, per la componente di competenza degli assicurati, correlato all'impairment di titoli in portafoglio alle compagnie assicurative del Gruppo. Sono peraltro ricondotti nell'ambito della voce Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore su altre attività l'eccedenza dei sinistri rispetto ai premi emessi e l'accantonamento stimato per gli oneri prospettici sulle polizze in relazione a uno squilibrio finanziario generatosi anche in conseguenza di un maggior utilizzo delle prestazioni da parte degli assicurati al termine dei lunghi periodi di lockdown;
  • − i differenziali su derivati, classificati nel portafoglio di negoziazione, stipulati a copertura di operazioni in divisa, che, in funzione della stretta correlazione esistente, sono ricondotti tra gli interessi netti;
  • − le commissioni periodiche su rapporti di conto corrente con saldi attivi applicate alla clientela (ad esclusione del segmento clientela retail e PMI), in coerenza con quanto previsto dai fogli informativi, che vengono ricondotte nell'ambito del margine di interesse, in quanto volte a rifondere il costo finanziario sostenuto dalla Banca;
  • − il Risultato netto dell'attività di negoziazione, il Risultato netto dell'attività di copertura, il Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico nonché gli utili e perdite da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da cessione o riacquisto di passività finanziarie, che sono riallocati nell'unica voce Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • − la quota del premio all'emissione dei Certificates riconosciuta alle reti per il loro collocamento, che viene riclassificata dal Risultato netto delle attività e delle passività valutate al Fair Value alle Commissioni nette;
  • − le componenti di rendimento delle polizze assicurative stipulate per far fronte alle indennità contrattuali ed ai piani di fidelizzazione dei consulenti finanziari, che sono portate a diretta riduzione del Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value, coerentemente con l'effetto valutativo degli asset di riferimento, anziché essere evidenziate – in quanto di competenza dei consulenti stessi – tra gli Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività (per gli effetti valutativi) ovvero tra le Commissioni nette o gli Altri proventi (oneri) operativi netti, in funzione della tipologia di polizza assicurativa utilizzata (per gli effetti da realizzo);
  • − i proventi operativi di entità operanti in settori del tutto distinti dall'ambito bancario e finanziario, sinteticamente riallocati nell'ambito degli Altri proventi (oneri) operativi netti, inclusi quelli delle entità non soggette a Direzione e coordinamento nell'ambito del Gruppo (Risanamento e le sue controllate);
  • − le spese amministrative relative a recuperi di spese e di imposte e tasse, che sono portate a riduzione della voce anziché essere evidenziate tra gli Altri proventi, e quelle riferite all'importo della "bank tax" versata trimestralmente allo Stato ungherese dal Gruppo CIB, che – stante la natura della tassa – vengono ricondotte alle Imposte sul reddito;
  • − gli utili e perdite da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (finanziamenti e titoli di debito rappresentativi di finanziamenti), che sono appostati tra le Rettifiche di valore nette su crediti;
  • − le Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relative ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, gli effetti economici delle modifiche contrattuali nonché gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito riferiti a impegni e garanzie rilasciate, ricondotti nell'ambito dell'unica voce Rettifiche di valore nette su crediti;
  • − il rientro del time value del Trattamento di fine rapporto del personale e dei Fondi per rischi ed oneri, che è ricondotto tra gli Interessi netti, in quanto il fenomeno deriva direttamente dall'applicazione del criterio del costo ammortizzato, in assenza di variazioni nella previsione dei flussi futuri attesi, coerentemente con il trattamento del time value delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato;
  • − le Rettifiche di valore nette per rischio di credito relative ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato diverse dai crediti e le rettifiche di valore per deterioramento di partecipazioni nonché di attività materiali ed immateriali (inclusi gli immobili e altri beni, anche derivanti dall'attività di escussione di garanzie o di acquisto in asta e destinati alla vendita sul mercato nel prossimo futuro), che sono riclassificate alla voce Altri accantonamenti netti e Rettifiche di valore nette su altre attività, la quale recepisce dunque – oltre agli accantonamenti per rischi ed oneri diversi da quelli relativi a impegni e garanzie – gli effetti valutativi delle attività diverse dai crediti, con la sola eccezione delle svalutazioni delle attività intangibili che confluiscono, al netto degli effetti fiscali, nella voce rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili;
  • − gli utili (perdite) realizzati su attività finanziarie valutate al costo ammortizzato diverse dai crediti, su partecipazioni e su altri investimenti, che vengono riappostati alla voce Altri proventi (oneri) netti. La voce recepisce dunque sinteticamente, oltre ai proventi ed oneri non strettamente correlati alla gestione operativa, gli effetti da realizzo delle attività diverse dai crediti. Fanno eccezione gli utili (perdite) realizzati su titoli di debito che, in considerazione del modello di business che prevede una gestione strettamente correlata con gli altri strumenti finanziari, vengono ricondotti nell'ambito del Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • − gli Oneri di integrazione e di incentivazione all'esodo del personale, che sono riclassificati, al netto dell'effetto fiscale, a voce propria dalle voci Spese del personale, Spese amministrative e da altre voci di conto economico;

  • − gli Effetti puramente contabili dell'allocazione dei costi di acquisizione che, al netto dell'effetto fiscale, sono ricondotti a voce propria. Essi normalmente rappresentano le quote di ammortamento, nonché eventuali svalutazioni, delle attività e passività finanziarie e delle immobilizzazioni materiali e immateriali oggetto di valutazione al fair value nell'ambito dell'applicazione del principio IFRS 3;
  • − i tributi e gli altri oneri finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario, che sono ricondotti, al netto delle imposte, alla specifica voce;
  • − le Rettifiche di valore dell'avviamento e le svalutazioni delle altre attività intangibili, che ove presenti sono esposte, come in precedenza indicato, al netto delle imposte.

Conto economico riclassificato

(milioni di euro)
31.03.2022 31.03.2021 Variazioni
assolute %
Interessi netti 1.956 2.013 -57 -2,8
Commissioni nette 2.286 2.395 -109 -4,6
Risultato dell'attività assicurativa 402 373 29 7,8
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 767 796 -29 -3,6
Altri proventi (oneri) operativi netti 3 49 -46 -93,9
Proventi operativi netti 5.414 5.626 -212 -3,8
Spese del personale -1.577 -1.678 -101 -6,0
Spese amministrative -612 -648 -36 -5,6
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -315 -306 9 2,9
Costi operativi -2.504 -2.632 -128 -4,9
Risultato della gestione operativa 2.910 2.994 -84 -2,8
Rettifiche di valore nette su crediti -702 -408 294 72,1
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -60 -133 -73 -54,9
Altri proventi (oneri) netti -4 198 -202
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 2.144 2.651 -507 -19,1
Imposte sul reddito -781 -839 -58 -6,9
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -16 -52 -36 -69,2
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle
imposte)
-54 -16 38
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -266 -209 57 27,3
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle
imposte)
- - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -3 -19 -16 -84,2
Risultato netto 1.024 1.516 -492 -32,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

Conto economico riclassificato – Dati rideterminati

31.03.2022 31.03.2021 Variazioni (milioni di euro)
Dati rideterminati assolute %
Interessi netti 1.956 1.952 4 0,2
Commissioni nette 2.286 2.313 -27 -1,2
Risultato dell'attività assicurativa 402 398 4 1,0
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 767 795 -28 -3,5
Altri proventi (oneri) operativi netti 3 32 -29 -90,6
Proventi operativi netti 5.414 5.490 -76 -1,4
Spese del personale -1.577 -1.629 -52 -3,2
Spese amministrative -612 -651 -39 -6,0
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -315 -307 8 2,6
Costi operativi -2.504 -2.587 -83 -3,2
Risultato della gestione operativa 2.910 2.903 7 0,2
Rettifiche di valore nette su crediti -702 -402 300 74,6
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -60 -134 -74 -55,2
Altri proventi (oneri) netti -4 198 -202
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - 48 -48
Risultato corrente lordo 2.144 2.613 -469 -17,9
Imposte sul reddito -781 -837 -56 -6,7
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -16 -52 -36 -69,2
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle
imposte)
-54 -16 38
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -266 -196 70 35,7
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto
delle imposte)
- - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -3 4 -7
Risultato netto 1.024 1.516 -492 -32,5

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Evoluzione trimestrale del conto economico riclassificato

(milioni di euro)
Voci 2022 2021
trimestre trimestre trimestre trimestre trimestre
Interessi netti 1.956 1.954 1.999 2.000 2.013
Commissioni nette 2.286 2.532 2.325 2.382 2.395
Risultato dell'attività assicurativa 402 410 365 438 373
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 767 108 378 344 796
Altri proventi (oneri) operativi netti 3 16 25 16 49
Proventi operativi netti 5.414 5.020 5.092 5.180 5.626
Spese del personale -1.577 -1.844 -1.643 -1.659 -1.678
Spese amministrative -612 -845 -693 -706 -648
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -315 -338 -302 -300 -306
Costi operativi -2.504 -3.027 -2.638 -2.665 -2.632
Risultato della gestione operativa 2.910 1.993 2.454 2.515 2.994
Rettifiche di valore nette su crediti -702 -1.222 -543 -599 -408
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -60 -415 -82 -218 -133
Altri proventi (oneri) netti -4 78 63 -7 198
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - - -
Risultato corrente lordo 2.144 434 1.892 1.691 2.651
Imposte sul reddito -781 -82 -619 -82 -839
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -16 -291 -41 -55 -52
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -54 46 -51 -18 -16
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -266 -22 -210 -83 -209
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle
imposte)
- - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -3 94 12 54 -19
Risultato netto 1.024 179 983 1.507 1.516

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

Evoluzione trimestrale del conto economico riclassificato – Dati rideterminati

(milioni di euro)
Voci 2022 2021

trimestre

trimestre

trimestre

trimestre
Dati
rideterminati

trimestre
Dati
rideterminati
Interessi netti 1.956 1.954 1.999 1.995 1.952
Commissioni nette 2.286 2.532 2.325 2.370 2.313
Risultato dell'attività assicurativa 402 410 365 456 398
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 767 108 378 344 795
Altri proventi (oneri) operativi netti 3 16 25 19 32
Proventi operativi netti 5.414 5.020 5.092 5.184 5.490
Spese del personale -1.577 -1.844 -1.643 -1.657 -1.629
Spese amministrative -612 -845 -693 -710 -651
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -315 -338 -302 -301 -307
Costi operativi -2.504 -3.027 -2.638 -2.668 -2.587
Risultato della gestione operativa 2.910 1.993 2.454 2.516 2.903
Rettifiche di valore nette su crediti -702 -1.222 -543 -599 -402
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -60 -415 -82 -220 -134
Altri proventi (oneri) netti -4 78 63 -7 198
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - 10 48
Risultato corrente lordo 2.144 434 1.892 1.700 2.613
Imposte sul reddito -781 -82 -619 -85 -837
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -16 -291 -41 -55 -52
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle
imposte)
-54 46 -51 -18 -16
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -266 -22 -210 -83 -196
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle
imposte)
- - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -3 94 12 48 4
Risultato netto 1.024 179 983 1.507 1.516

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Proventi operativi netti

In questo avvio d'anno il Gruppo Intesa Sanpaolo ha conseguito una solida performance operativa nonostante il contesto sfidante sia per il perdurare degli effetti pandemici sia per gli impatti economici della guerra scoppiata in Ucraina. I proventi operativi netti nel primo trimestre sono ammontati a 5.414 milioni, in riduzione contenuta (-1,4%) rispetto ai 5.490 milioni del corrispondente periodo 2021. Tale dinamica è stata determinata dalla moderata flessione degli altri proventi operativi netti, del risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value e delle commissioni nette. Sono risultati sostanzialmente stabili i proventi derivanti dall'attività assicurativa e dagli interessi netti.

Interessi netti

(milioni di euro)
Voci 31.03.2022 31.03.2021 Rettifiche 31.03.2021
Dati
rideterminati
Variazioni
(Dati
rideterminati)
assolute %
Rapporti con clientela 1.895 2.008 -67 1.941 -46 -2,4
Titoli in circolazione -421 -421 - -421 - -
Intermediazione con clientela 1.474 1.587 -67 1.520 -46 -3,0
Titoli valutati al costo ammortizzato che non costituiscono
finanziamenti
147 138 - 138 9 6,5
Altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto
a conto economico
-53 -3 - -3 50
Altre attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
181 157 - 157 24 15,3
Attività finanziarie 275 292 - 292 -17 -5,8
Rapporti con banche 208 144 - 144 64 44,4
Differenziali su derivati di copertura -125 -152 - -152 -27 -17,8
Attività deteriorate 119 162 - 162 -43 -26,5
Altri interessi netti 5 -20 6 -14 19
Interessi netti 1.956 2.013 -61 1.952 4 0,2

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Gli interessi netti, pari a 1.956 milioni, hanno presentato una sostanziale stabilità (+0,2%) rispetto al primo trimestre 2021: hanno evidenziato una minore contribuzione sia l'intermediazione con clientela (-3%, pari a -46 milioni), a seguito di un ridimensionamento del contributo dei rapporti con clientela, sia le attività finanziarie (-5,8%, pari a -17 milioni), attribuibile all'aumento delle altre passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico. Tra le altre componenti si sono ridotti significativamente gli interessi sulle attività deteriorate, conseguentemente alle azioni di deleveraging poste in essere negli esercizi precedenti e alla diminuzione dei flussi di nuovi NPL, mentre sono aumentati gli interessi netti sui rapporti con banche, grazie al maggiore impatto economico derivante dalle operazioni TLTRO con la BCE. Il contributo delle coperture delle poste a vista, compreso nei differenziali su derivati di copertura è risultato in miglioramento del 17,8%; anche gli altri interessi netti hanno mostrato un apporto positivo di 5 milioni, che si raffronta con un valore negativo di 14 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio.

Il flusso di interessi netti registrato nei primi tre mesi del 2022 è risultato in linea con i valori del primo e del quarto trimestre 2021 ed inferiore a quelli del secondo e terzo trimestre.

(milioni di euro)
31.03.2022 31.03.2021 Variazioni
Dati
rideterminati
assolute %
Banca dei Territori 971 991 -20 -2,0
IMI Corporate & Investment Banking 475 563 -88 -15,6
International Subsidiary Banks 342 323 19 5,9
Private Banking 47 52 -5 -9,6
Asset Management - - - -
Insurance - - - -
Totale aree di business 1.835 1.929 -94 -4,9
Centro di governo 121 23 98
Gruppo Intesa Sanpaolo 1.956 1.952 4 0,2

La Banca dei Territori, che rappresenta circa il 53% del risultato delle aree di business operative, ha evidenziato interessi netti pari a 971 milioni, in calo rispetto a quelli dei primi tre mesi 2021 (-2%, pari a -20 milioni), principalmente per i minori interessi sulle attività deteriorate a seguito delle operazioni di derisking realizzate nel corso del 2021. Anche il margine di interesse di IMI Corporate & Investment Banking ha registrato una flessione (-15,6%, pari a -88 milioni) essenzialmente imputabile alla minore contribuzione dell'intermediazione con clientela. Per contro si rileva una crescita degli interessi netti per l'International Subsidiary Banks (+5,9%, pari a +19 milioni), grazie alla dinamica favorevole evidenziata dalla controllata operante in Ungheria. La Divisione Private Banking, che in termini relativi presenta una minore incidenza sul consolidato, ha ridotto l'apporto al margine di 5 milioni (-9,6%). L'evoluzione positiva degli interessi netti del Centro di Governo è ascrivibile ai benefici sui differenziali incassati sulla copertura delle poste a vista e ai nuovi tiraggi TLTRO avvenuti nell'esercizio 2021.

Commissioni nette

(milioni di euro)
Voci 31.03.2022 31.03.2021 Variazioni
Attive Passive Nette Attive Passive Nette assolute %
Garanzie rilasciate / ricevute 107 -60 47 104 -60 44 3 6,8
Servizi di incasso e pagamento 175 -36 139 184 -42 142 -3 -2,1
Conti correnti 345 - 345 369 - 369 -24 -6,5
Servizio Bancomat e carte di credito 186 -103 83 153 -87 66 17 25,8
Attività bancaria commerciale 813 -199 614 810 -189 621 -7 -1,1
Intermediazione e collocamento titoli 298 -73 225 374 -61 313 -88 -28,1
Intermediazione valute 4 -2 2 7 - 7 -5 -71,4
Gestioni patrimoniali 943 -237 706 946 -211 735 -29 -3,9
Distribuzione prodotti assicurativi 403 - 403 419 - 419 -16 -3,8
Altre commissioni intermediazione / gestione 113 -40 73 95 -36 59 14 23,7
Attività di gestione, intermediazione e consulenza 1.761 -352 1.409 1.841 -308 1.533 -124 -8,1
Altre commissioni nette 339 -76 263 293 -52 241 22 9,1
Commissioni nette 2.913 -627 2.286 2.944 -549 2.395 -109 -4,6

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

(milioni di euro)
Voci 31.03.2022 31.03.2021 Variazioni
(Dati rideterminati)
Commissioni
Nette
Commissioni
Nette
Rettifiche Dati
rideterminati
assolute %
Garanzie rilasciate / ricevute 47 44 -2 42 5 11,9
Servizi di incasso e pagamento 139 142 -5 137 2 1,5
Conti correnti 345 369 -25 344 1 0,3
Servizio Bancomat e carte di credito 83 66 -5 61 22 36,1
Attività bancaria commerciale 614 621 -37 584 30 5,1
Intermediazione e collocamento titoli 225 313 -23 290 -65 -22,4
Intermediazione valute 2 7 -4 3 -1 -33,3
Gestioni patrimoniali 706 735 -2 733 -27 -3,7
Distribuzione prodotti assicurativi 403 419 -13 406 -3 -0,7
Altre commissioni intermediazione / gestione 73 59 -1 58 15 25,9
Attività di gestione, intermediazione e
consulenza
1.409 1.533 -43 1.490 -81 -5,4
Altre commissioni nette 263 241 -2 239 24 10,0
Commissioni nette 2.286 2.395 -82 2.313 -27 -1,2

Le commissioni nette conseguite nel primo trimestre 2022 si sono attestate a 2.286 milioni, in moderata flessione (-1,2%) rispetto ai 2.313 milioni registrati nel medesimo periodo del 2021.

Tale risultato è stato determinato dalla riduzione delle commissioni sull'attività di gestione, intermediazione e consulenza (-5,4%, pari a -81 milioni), che è stata penalizzata dall'andamento riflessivo dei mercati finanziari. In particolare è diminuito l'apporto legato all'intermediazione e collocamento titoli (-22,4%, pari a -65 milioni) e alle gestioni patrimoniali (-3,7%, pari a -27 milioni). Per contro hanno agito in positivo l'attività bancaria commerciale (+5,1%, pari a +30 milioni), con incrementi su tutte le componenti, segnatamente sul servizio bancomat e carte di credito (+22 milioni), e le altre commissioni nette (+10%, pari a +24 milioni), segnatamente quelle correlate ai finanziamenti concessi alle imprese.

La voce nei primi tre mesi del 2022 ha mostrato un dato più basso in confronto ai trimestri del 2021, soprattutto rispetto al quarto, che aveva evidenziato maggiori ricavi sulle gestioni patrimoniali, correlati ad una più favorevole intonazione dei mercati.

(milioni di euro)
31.03.2022 31.03.2021 Variazioni
Dati
rideterminati
assolute %
Banca dei Territori 1.190 1.199 -9 -0,8
IMI Corporate & Investment Banking 296 271 25 9,2
International Subsidiary Banks 140 122 18 14,8
Private Banking 509 522 -13 -2,5
Asset Management 241 286 -45 -15,7
Insurance - - - -
Totale aree di business 2.376 2.400 -24 -1,0
Centro di governo -90 -87 3 3,4
Gruppo Intesa Sanpaolo 2.286 2.313 -27 -1,2

Relativamente ai settori di attività, la Banca dei Territori, che rappresenta circa la metà del risultato delle unità operative, ha evidenziato una lieve flessione delle commissioni (-0,8%, pari a -9 milioni), in particolare quelle rivenienti dal comparto del risparmio gestito e della bancassurance, condizionati dal contesto di mercato sfavorevole. Hanno mostrato una riduzione dei ricavi commissionali anche il Private Banking (-2,5%, pari a -13 milioni), segnatamente di quelli derivanti dalla raccolta amministrata, e l'Asset Management (-15,7%, pari a -45 milioni), penalizzati dall'intonazione sfavorevole dei mercati finanziari. Hanno per contro registrato un incremento IMI Corporate & Investment Banking (+9,2%, pari a +25 milioni), per effetto dell'andamento rilevato nei comparti del commercial banking e della finanza strutturata, e International Subsidiary Banks (+14,8%, pari a +18 milioni), essenzialmente riconducibile alle controllate operanti in Croazia, Slovacchia e Serbia.

Risultato dell'attività assicurativa

Voci (a) 31.03.2022 31.03.2021 (milioni di euro)
Variazioni
Vita Danni e
Salute
Totale Vita Danni e
Salute
Totale assolute %
Margine tecnico 32 110 142 67 92 159 -17 -10,7
Premi netti (b) 2.254 287 2.541 2.248 294 2.542 -1 -
Oneri netti relativi ai sinistri e ai riscatti (c) -2.550 -109 -2.659 -2.155 -149 -2.304 355 15,4
Oneri netti relativi alla variazione delle riserve tecniche (d) 530 7 537 -461 - -461 998
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati su
prodotti assicurativi (e)
-162 - -162 442 - 442 -604
Commissioni nette su contratti d'investimento (f) 111 - 111 102 - 102 9 8,8
Provvigioni passive su contratti assicurativi (g) -161 -54 -215 -118 -46 -164 51 31,1
Altri proventi e oneri tecnici (h) 10 -21 -11 9 -7 2 -13
Margine finanziario 245 1 246 198 4 202 44 21,8
Reddito operativo degli investimenti -3.783 1 -3.782 2.429 4 2.433 -6.215
Interessi netti 491 - 491 384 1 385 106 27,5
Dividendi 73 1 74 61 1 62 12 19,4
Utili/perdite da realizzo -142 - -142 511 2 513 -655
Utili/perdite da valutazione -4.183 - -4.183 1.497 - 1.497 -5.680
Commissioni passive gestione portafogli (i) -22 - -22 -24 - -24 -2 -8,3
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati 4.028 - 4.028 -2.231 - -2.231 6.259
Prodotti assicurativi (j) 149 - 149 -422 - -422 571
Plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi attribuite agli
assicurati (k)
41 - 41 -29 - -29 70
Prodotti di investimento (l) 3.838 - 3.838 -1.780 - -1.780 5.618
Risultato dell'attività assicurativa al lordo degli effetti da
consolidamento
277 111 388 265 96 361 27 7,5
Effetti da consolidamento 14 - 14 12 - 12 2 16,7
Risultato dell'attività assicurativa 291 111 402 277 96 373 29 7,8

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

(a) La tabella riporta le componenti economiche del business assicurativo suddivise tra quelle relative a:

  • i prodotti considerati assicurativi ai fini IAS/IFRS, che comprendono i contratti nei quali il rischio assicurato è considerato significativo o nei quali la decisione del rendimento dei contratti non è a mercato ma dipende dalle scelte della compagnia;

  • i prodotti d'investimento, che comprendono prodotti di natura finanziaria nei quali il rischio assicurativo non è considerato significativo. Questi ultimi vengono contabilizzati nel bilancio consolidato alla stregua di movimenti finanziari.

(b) La voce comprende i premi emessi relativi ai soli prodotti considerati assicurativi ai fini IAS/IFRS, al netto delle quote cedute in riassicurazione. Per il Ramo Danni è inclusa anche la variazione della riserva premi.

(c) La voce comprende le somme pagate (sinistri, riscatti e scadenze) e la variazione della riserva sinistri ramo danni e della riserva per somme da pagare, al netto delle quote cedute in riassicurazione.

(d) La voce comprende la variazione delle riserve tecniche, al netto delle quote cedute in riassicurazione.

(e) La voce comprende la quota del risultato degli investimenti (a fronte di prodotti assicurativi) di pertinenza degli assicurati, compreso l'impatto dello shadow accounting.

(f) La voce comprende le commissioni nette sui prodotti d'investimento; in particolare i caricamenti pagati dai clienti, le commissioni di gestione prelevate dalle unit finanziarie e le commissioni passive retrocesse dalle compagnie alla rete di vendita e alla società di gestione.

(g) La voce comprende le provvigioni passive sui prodotti assicurativi (inclusi i prodotti unit e index linked assicurativi e i fondi pensione) pagate alla rete di vendita.

(h) Voce residuale che include le commissioni attive di gestione sui prodotti assicurativi (unit e index assicurative e fondi pensione), i rebates, gli interessi netti sui conti correnti della compagnia e sui prestiti subordinati e altri proventi e oneri tecnici.

(i) La voce comprende le commissioni pagate alle società di gestione per la gestione dei portafogli relativi a prodotti assicurativi tradizionali (gestioni separate) e fondi pensione. Sono incluse anche le commissioni dei fondi consolidati sottostanti unit assicurative.

(j) La voce comprende la quota del risultato degli investimenti (a fronte di prodotti assicurativi) di pertinenza degli assicurati, senza l'impatto dello shadow accounting.

(k) La voce comprende la quota parte delle plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi di competenza degli assicurati (shadow accounting).

(l) La voce si riferisce alla valutazione delle passività finanziarie valutate a fair value che rappresentano il debito verso gli assicurati relativo ai prodotti d'investimento.

Voci (a) 31.03.2022 31.03.2021
Dati rideterminati
(milioni di euro)
Variazioni
(Dati
rideterminati)
Vita Danni e
Salute
Totale Vita Danni e
Salute
Totale assolute %
Margine tecnico 32 110 142 31 124 155 -13 -8,4
Premi netti (b) 2.254 287 2.541 2.654 345 2.999 -458 -15,3
Oneri netti relativi ai sinistri e ai riscatti (c) -2.550 -109 -2.659 -2.898 -162 -3.060 -401 -13,1
Oneri netti relativi alla variazione delle riserve tecniche (d) 530 7 537 -234 2 -232 769
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati su prodotti
assicurativi (e)
-162 - -162 546 - 546 -708
Commissioni nette su contratti d'investimento (f) 111 - 111 115 - 115 -4 -3,5
Provvigioni passive su contratti assicurativi (g) -161 -54 -215 -161 -52 -213 2 0,9
Altri proventi e oneri tecnici (h) 10 -21 -11 9 -9 - 11 -
Margine finanziario 245 1 246 227 4 231 15 6,5
Reddito operativo degli investimenti -3.783 1 -3.782 2.319 4 2.323 -6.105
Interessi netti 491 - 491 486 3 489 2 0,4
Dividendi 73 1 74 73 1 74 - -
Utili/perdite da realizzo -142 - -142 416 2 418 -560
Utili/perdite da valutazione -4.183 - -4.183 1.368 1 1.369 -5.552
Commissioni passive gestione portafogli (i) -22 - -22 -24 -3 -27 -5 -18,5
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati 4.028 - 4.028 -2.092 - -2.092 6.120
Prodotti assicurativi (j) 149 - 149 -526 - -526 675
Plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi attribuite agli
assicurati (k)
41 - 41 -29 - -29 70
Prodotti di investimento (l) 3.838 - 3.838 -1.537 - -1.537 5.375
Risultato dell'attività assicurativa al lordo degli effetti da
consolidamento
277 111 388 258 128 386 2 0,5
Effetti da consolidamento 14 - 14 12 - 12 2 16,7
Risultato dell'attività assicurativa 291 111 402 270 128 398 4 1,0

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

(a) La tabella riporta le componenti economiche del business assicurativo suddivise tra quelle relative a:

  • i prodotti considerati assicurativi ai fini IAS/IFRS, che comprendono i contratti nei quali il rischio assicurato è considerato significativo o nei quali la decisione del rendimento dei contratti non è a mercato ma dipende dalle scelte della compagnia;

  • i prodotti d'investimento, che comprendono prodotti di natura finanziaria nei quali il rischio assicurativo non è considerato significativo. Questi ultimi vengono contabilizzati nel bilancio consolidato alla stregua di movimenti finanziari.

(b) La voce comprende i premi emessi relativi ai soli prodotti considerati assicurativi ai fini IAS/IFRS, al netto delle quote cedute in riassicurazione. Per il Ramo Danni è inclusa anche la variazione della riserva premi.

(c) La voce comprende le somme pagate (sinistri, riscatti e scadenze) e la variazione della riserva sinistri ramo danni e della riserva per somme da pagare, al netto delle quote cedute in riassicurazione.

(d) La voce comprende la variazione delle riserve tecniche, al netto delle quote cedute in riassicurazione.

(e) La voce comprende la quota del risultato degli investimenti (a fronte di prodotti assicurativi) di pertinenza degli assicurati, compreso l'impatto dello shadow accounting.

(f) La voce comprende le commissioni nette sui prodotti d'investimento; in particolare i caricamenti pagati dai clienti, le commissioni di gestione prelevate dalle unit finanziarie e le commissioni passive retrocesse dalle compagnie alla rete di vendita e alla società di gestione.

(g) La voce comprende le provvigioni passive sui prodotti assicurativi (inclusi i prodotti unit e index linked assicurativi e i fondi pensione) pagate alla rete di vendita.

(h) Voce residuale che include le commissioni attive di gestione sui prodotti assicurativi (unit e index assicurative e fondi pensione), i rebates, gli interessi netti sui conti correnti della compagnia e sui prestiti subordinati e altri proventi e oneri tecnici.

(i) La voce comprende le commissioni pagate alle società di gestione per la gestione dei portafogli relativi a prodotti assicurativi tradizionali (gestioni separate) e fondi pensione. Sono incluse anche le commissioni dei fondi consolidati sottostanti unit assicurative.

(j) La voce comprende la quota del risultato degli investimenti (a fronte di prodotti assicurativi) di pertinenza degli assicurati, senza l'impatto dello shadow accounting.

(k) La voce comprende la quota parte delle plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi di competenza degli assicurati (shadow accounting).

(l) La voce si riferisce alla valutazione delle passività finanziarie valutate a fair value che rappresentano il debito verso gli assicurati relativo ai prodotti d'investimento.

Il risultato dell'attività assicurativa raggruppa le voci di costo e ricavo del business assicurativo delle compagnie vita e danni operanti nell'ambito del Gruppo. Nel primo trimestre 2022 tale risultato si è attestato a 402 milioni, in crescita dell'1% rispetto allo stesso periodo del 2021 (398 milioni). La dinamica è ascrivibile all'aumento del margine finanziario (+6,5%, pari a +15 milioni) costituito dal reddito operativo degli investimenti al netto delle retrocessioni agli assicurati. Per contro si riduce il margine tecnico (-8,4%, pari a -13 milioni), interamente riconducibile al ramo danni, che seppur presenti una sostanziale compensazione tra le voci evidenzia un peggioramento degli altri proventi e oneri tecnici.

Il risultato della gestione assicurativa, comprensivo dei rami vita e danni/salute, nei primi tre mesi del 2022 ha mostrato un valore inferiore al secondo e al quarto trimestre 2021 e superiore al primo e al terzo.

(milioni di euro)
Produzione 31.03.2022 31.03.2021
Premi
periodici
Premi
unici
Totale di cui
nuova
produzione
Totale Rettifiche Totale
Dati
rideterminati
Rami Vita 91 2.164 2.255 2.165 2.249 410 2.659
Premi emessi prodotti tradizionali 42 1.394 1.436 1.395 1.301 371 1.672
Premi emessi prodotti Unit Linked 46 599 645 599 780 33 813
Premi emessi prodotti di Capitalizzazione 1 1 2 1 3 2 5
Premi emessi Fondi pensione 2 170 172 170 165 4 169
Rami Danni 326 68 394 100 380 31 411
Premi emessi 326 68 394 100 380 31 411
Premi ceduti in riassicurazione -21 -7 -28 -9 -50 -1 -51
Premi emessi netti da prodotti assicurativi 396 2.225 2.621 2.256 2.579 440 3.019
Produzione contratti Index Linked - - - - - - -
Produzione contratti Unit Linked 19 1.589 1.608 1.591 2.032 111 2.143
Totale produzione relativa ai contratti di
investimento
19 1.589 1.608 1.591 2.032 111 2.143
Produzione totale 415 3.814 4.229 3.847 4.611 551 5.162

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Nei primi tre mesi del 2022 la produzione totale del comparto assicurativo si è attestata a 4,2 miliardi, in flessione rispetto alla produzione realizzata nel corrispondente periodo dello scorso esercizio (5,2 miliardi). Il calo è ascrivibile alle polizze tradizionali (-236 milioni) e alle unit linked, sia quelle di natura prevalentemente finanziaria di ramo III (-535 milioni) sia quelle di natura prevalentemente assicurativa (-168 milioni) e in misura minore al ramo danni e salute, per effetto di una review di portafoglio di alcune linee di business. La nuova produzione totale è ammontata a 3,8 miliardi, corrispondente a oltre il 90% della raccolta premi complessiva delle compagnie del Gruppo, costituita per la maggior parte da nuovi contratti a premio unico.

Relazione sull'andamento della gestione – I risultati economici

Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value

(milioni di euro)
Voci 31.03.2022 31.03.2021 Rettifiche 31.03.2021
Dati
rideterminati
Variazioni
(Dati rideterminati)
assolute %
Risultato netto da operazioni di trading e da strumenti
finanziari in fair value option
304 322 - 322 -18 -5,6
Risultato netto da operazioni di copertura in hedge
accounting
2 44 - 44 -42 -95,5
Risultato netto da attività valutate obbligatoriamente al fair
value con impatto a conto economico
66 55 -1 54 12 22,2
Risultato netto da dividendi e da cessione di attività valutate
al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da
cessione di attività al costo ammortizzato
403 402 - 402 1 0,2
Risultato netto da riacquisto di passività finanziarie -8 -27 - -27 -19 -70,4
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair
value
767 796 -1 795 -28 -3,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Nel primo trimestre 2022 il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value, pari a 767 milioni, ha evidenziato un calo rispetto al corrispondente periodo 2021.

La flessione, pari al 3,5%, è ascrivibile al risultato netto da operazioni di copertura in hedge accounting (-42 milioni) e alle operazioni di trading e strumenti finanziari in fair value option (-18 milioni). In positivo hanno agito il risultato netto da riacquisto di passività finanziarie, che si sono ridotte a -8 milioni rispetto ai -27 milioni dei primi tre mesi 2021 e il risultato netto da attività valutate al fair value in contropartita a conto economico (+12 milioni). Sostanzialmente stabile il risultato netto da dividendi e da cessione di attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (+1 milione).

Il risultato dei primi tre mesi del 2022 mostra un valore più elevato rispetto a quello dei precedenti trimestri del 2021 ad eccezione del primo.

Altri proventi (oneri) operativi netti

Nel primo trimestre 2022 gli altri proventi operativi netti sono stati pari a 3 milioni e si confrontano con i 32 milioni contabilizzati nel medesimo periodo del 2021. In tale voce confluiscono sia proventi ed oneri di natura operativa – compresi quelli delle entità controllate non soggette a direzione e coordinamento ed operanti in settori del tutto distinti dall'ambito bancario e finanziario – sia gli utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto. La contrazione è riconducibile sia agli altri oneri di gestione, pari a 10 milioni a fronte di 7 milioni di proventi rilevati nel primo trimestre 2021, sia al calo dei dividendi e utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto, che si attestano nei primi tre mesi 2022 a 13 milioni (25 milioni il dato del medesimo periodo del precedente esercizio).

Costi operativi

(milioni di euro)
Voci 31.03.2022 31.03.2021 Rettifiche 31.03.2021
Dati
rideterminati
Variazioni
(Dati rideterminati)
assolute %
Salari e stipendi 1.097 1.162 -38 1.124 -27 -2,4
Oneri sociali 286 308 -10 298 -12 -4,0
Altri oneri del personale 194 208 -1 207 -13 -6,3
Spese del personale 1.577 1.678 -49 1.629 -52 -3,2
Spese per servizi informatici 190 198 4 202 -12 -5,9
Spese di gestione immobili 72 87 -1 86 -14 -16,3
Spese generali di funzionamento 96 92 -1 91 5 5,5
Spese legali e professionali 65 70 5 75 -10 -13,3
Spese pubblicitarie e promozionali 18 19 - 19 -1 -5,3
Costi indiretti del personale 13 10 - 10 3 30,0
Altre spese 121 135 -3 132 -11 -8,3
Imposte indirette e tasse 46 47 -1 46 - -
Recupero di spese ed oneri -9 -10 - -10 -1 -10,0
Spese amministrative 612 648 3 651 -39 -6,0
Immobilizzazioni materiali 143 148 - 148 -5 -3,4
Immobilizzazioni immateriali 172 158 1 159 13 8,2
Ammortamenti 315 306 1 307 8 2,6
Costi operativi 2.504 2.632 -45 2.587 -83 -3,2

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Nei primi tre mesi del 2022 i costi operativi si sono attestati a 2.504 milioni, in diminuzione del 3,2% rispetto al primo trimestre 2021.

Le spese del personale, pari a 1.577 milioni, hanno registrato una flessione del 3,2%, principalmente per effetto dei risparmi derivanti dalle uscite per accordi.

Le spese amministrative si sono attestate a 612 milioni, in calo del 6%. Si sono evidenziati risparmi diffusi, in particolare nelle spese di gestione immobili, nelle spese per servizi informatici, nelle spese legali e professionali e nelle altre spese. Gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali e immateriali che, secondo quanto previsto dal principio IFRS 16, includono anche la quota relativa ai diritti d'uso acquisiti con il leasing operativo, hanno evidenziato un aumento (+2,6%) rispetto al dato del primo trimestre 2021, riconducibile alle immobilizzazioni immateriali.

Il cost/income ratio si è attestato nel primo trimestre 2022 al 46,3% in miglioramento rispetto al valore del medesimo periodo del 2021 (47,1%).

Il raffronto trimestrale conferma un livello dei costi in miglioramento rispetto a tutti i trimestri del 2021, ed in particolare nel confronto con gli ultimi mesi del 2021 che scontavano i consueti effetti stagionali.

(milioni di euro)
31.03.2022 31.03.2021 Variazioni
Dati
rideterminati
assolute %
Banca dei Territori -1.521 -1.593 -72 -4,5
IMI Corporate & Investment Banking -318 -312 6 1,9
International Subsidiary Banks -256 -250 6 2,4
Private Banking -215 -207 8 3,9
Asset Management -49 -51 -2 -3,9
Insurance -84 -87 -3 -3,4
Totale aree di business -2.443 -2.500 -57 -2,3
Centro di governo -61 -87 -26 -29,9
Gruppo Intesa Sanpaolo (Dati rideterminati) -2.504 -2.587 -83 -3,2

Con riferimento ai costi operativi, la Banca dei Territori, che contabilizza circa il 62% degli oneri delle aree operative, ha evidenziato consistenti risparmi rispetto al primo trimestre 2021 (-4,5%, pari a -72 milioni) attribuibili alle spese del personale, in relazione alle uscite per accordi, e alle spese amministrative, principalmente relative ai service in ambito immobiliare. Hanno registrato un calo, seppur di lieve entità, anche l'Asset Management (-3,9%, pari a -2 milioni), riconducibile al contenimento delle spese amministrative, e l'Insurance (-3,4%, pari a -3 milioni). Per contro si rilevano contenuti aumenti per IMI Corporate & Investment Banking (+1,9%, pari a +6 milioni), in relazione a maggiori spese del personale e amministrative, per l'International Subsidiary Banks (+2,4%, pari a +6 milioni), principalmente imputabile alle spese del personale, e per il Private Banking (+3,9%, pari a +8 milioni), ascrivibile soprattutto alle spese amministrative. Infine, il Centro di Governo ha mostrato un ridimensionamento dei costi del 29,9%, pari a -26 milioni, grazie a sinergie sulle spese amministrative e a risparmi sulle spese del personale.

Risultato della gestione operativa

Il risultato della gestione operativa del periodo in esame è ammontato a 2.910 milioni, valore in linea con quello contabilizzato nel primo trimestre 2021, per effetto di una riduzione dei ricavi, controbilanciata dalla flessione dei costi operativi.

Rettifiche di valore nette su crediti

Voci 31.03.2022 31.03.2021 Rettifiche 31.03.2021
Dati
rideterminati
Variazioni
(Dati rideterminati)
assolute %
Sofferenze -10 -155 6 -149 -139 -93,3
Inadempienze probabili -202 -167 - -167 35 21,0
Crediti scaduti / sconfinanti -34 -20 - -20 14 70,0
Crediti Stage 3 -246 -342 6 -336 -90 -26,8
di cui titoli di debito - - - - - -
Crediti Stage 2 -265 -87 - -87 178
di cui titoli di debito -5 -2 - -2 3
Crediti Stage 1 -114 - - - 114 -
di cui titoli di debito - 5 - 5 -5
Rettifiche/Riprese nette su crediti -625 -429 6 -423 202 47,8
Utili/perdite da modifiche contrattuali senza
cancellazioni
-3 -12 - -12 -9 -75,0
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per
rischio di credito relativo a impegni e garanzie
finanziarie rilasciate
-74 33 - 33 -107
Rettifiche di valore nette su crediti -702 -408 6 -402 300 74,6

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Le rettifiche su crediti si sono attestate a 702 milioni, evidenziando un consistente incremento rispetto ai 402 milioni contabilizzati nel primo trimestre 2021. La crescita è stata determinata da maggiori rettifiche sui crediti in Stage 2 (+178 milioni), in Stage 1 (+114 milioni) e da accantonamenti su impegni e garanzie rilasciate per 74 milioni, in relazione ai descritti accantonamenti sulle esposizioni verso controparti russe e ucraine.

I crediti non performing in Stage 3 hanno mostrato un calo (-90 milioni) come risultante di una riduzione delle rettifiche su sofferenze (-139 milioni), solo in parte controbilanciata dagli aumenti su inadempienze probabili (+35 milioni) e su crediti scaduti/sconfinanti (+14 milioni). A marzo 2022 l'incidenza dei deteriorati lordi sul complesso dei crediti si è attestata al 3%, in calo rispetto al dato di dicembre 2021 (3,2%).

Il costo del credito annualizzato, espresso dal rapporto tra rettifiche di valore nette e crediti netti, si attesta nel primo trimestre 2022 a 60 punti base (18 punti base se si esclude lo stanziamento per l'esposizione a Russia e Ucraina al netto del parziale rilascio di rettifiche generiche effettuate nel 2020 per i futuri impatti di COVID-19), sugli stessi livelli dell'esercizio 2021 (59 punti base, 25 se si esclude lo stanziamento addizionale per accelerare la

riduzione dei crediti deteriorati) e più alto rispetto ai 35 punti base annualizzati dei primi tre mesi del 2021. A marzo 2022 la copertura sui crediti deteriorati si cifra al 52,8%. Nel dettaglio le sofferenze hanno richiesto rettifiche nette per 10 milioni – che si raffrontano con 149 milioni del medesimo periodo 2021 – con un livello di copertura pari al 70,6%. Il contenuto valore delle rettifiche su sofferenze deriva sia dai limitati flussi verso deteriorati sia dal fatto che su una quota rilevante di sofferenze lorde viene applicato lo scenario di vendita e, pertanto, esse sono già allineate ai presumibili prezzi di realizzo. Le rettifiche nette sulle inadempienze probabili, pari a 202 milioni risultano superiori ai 167 milioni contabilizzati nel primo trimestre 2021; la copertura su tali posizioni si attesta al 35,7%. Le rettifiche su crediti scaduti e sconfinanti sono ammontate a 34 milioni (20 milioni il dato dei primi tre mesi 2021) e la loro copertura è pari al 21,3%. La copertura sulle posizioni forborne nell'ambito delle attività deteriorate è del 43,9%. Infine, la copertura sui finanziamenti in bonis si attesta allo 0,6%, ed incorpora il rischio fisiologico sul portafoglio crediti, ivi inclusi gli accantonamenti, effettuati nel trimestre, a fronte del conflitto Russo-Ucraino (sul tema si veda quanto riportato nello specifico paragrafo del capitolo "Il primo trimestre del 2022").

Nel confronto trimestrale, il primo trimestre 2022 mostra rettifiche su crediti superiori rispetto ai valori dei primi tre trimestri del 2021 ma inferiori rispetto all'ultimo trimestre del precedente esercizio, che inglobava lo stanziamento addizionale per accelerare la riduzione dei crediti deteriorati.

(milioni di euro)
Voci 31.03.2022 31.03.2021 Rettifiche 31.03.2021
Variazioni
Dati
(Dati rideterminati)
rideterminati
assolute %
Altri accantonamenti netti -9 -121 - -121 -112 -92,6
Rettifiche di valore nette su titoli valutati al costo
ammortizzato e su titoli valutati al fair value con
impatto sulla redditività complessiva -34 -9 - -9 25
Rettifiche di valore nette su altre attività -9 -3 - -3 6
Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle
imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39
-8 - -1 -1 7
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore
nette su altre attività
-60 -133 -1 -134 -74 -55,2

Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Nell'ambito dello schema di conto economico riclassificato, questa voce comprende principalmente gli altri accantonamenti netti ai fondi rischi ed oneri e le rettifiche di valore nette su altre attività e su titoli valutati al costo ammortizzato e al fair value. Nei primi tre mesi del 2022 gli altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività sono ammontati a 60 milioni, nettamente inferiori rispetto ai 134 milioni contabilizzati nello stesso periodo dell'esercizio precedente.

Altri proventi (oneri) netti

In questa voce del conto economico riclassificato sono aggregati gli utili e le perdite su attività finanziarie valutate al costo ammortizzato diverse dai crediti, su partecipazioni e su altri investimenti nonché gli altri proventi ed oneri non strettamente correlati alla gestione operativa.

Nel primo trimestre 2022 gli altri oneri netti si sono attestati a 4 milioni e si confrontano con proventi netti pari a 198 milioni registrati nel primo trimestre 2021; questi ultimi includevano la plusvalenza realizzata con la cessione del ramo di attività di Banca Depositaria di Fideuram Bank Luxembourg (194 milioni).

Utile (Perdita) delle attività operative cessate

Nell'avvio del 2022 non si registrano utili o perdite delle attività operative cessate, mentre nel corrispondente periodo del 2021 erano stati contabilizzati utili per 48 milioni relativi all'apporto degli sportelli oggetto di cessione.

Risultato corrente lordo

Nei primi tre mesi del 2022 l'utile dell'operatività corrente prima della contabilizzazione delle imposte sul reddito si è attestato a 2.144 milioni, in flessione del 17,9% rispetto al dato del medesimo periodo del 2021.

Imposte sul reddito

Le imposte su base corrente e differita sono state pari a 781 milioni, corrispondenti ad un tax rate del 36,4%, più alto rispetto a quello del primo trimestre del 2021 (32%).

Oneri di integrazione e di incentivazione all'esodo (al netto delle imposte)

La voce è scesa a 16 milioni dai 52 milioni registrati nei primi tre mesi del 2021, principalmente a seguito del rilascio dell'effetto attualizzazione dei fondi relativi agli oneri di integrazione e incentivazione all'esodo del personale.

Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte)

La voce comprende gli importi riconducibili alle rivalutazioni di crediti, debiti, immobili e all'iscrizione di nuove attività immateriali attuate, in applicazione del principio contabile IFRS 3, in sede di rilevazione delle operazioni di acquisizione di partecipazioni e/o aggregati patrimoniali. Tale voce nel primo trimestre 2022 si è attestata a 54 milioni, che si confrontano con i 16 milioni contabilizzati nel medesimo periodo dello scorso anno.

Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte)

La voce include i tributi imposti da disposizioni legislative e/o finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario e di conseguenza al di fuori del governo aziendale. Nel primo trimestre 2022 tali oneri sono ammontati a 266 milioni e si confrontano con i 196 milioni dello stesso periodo dell'esercizio precedente.

I tributi contabilizzati nel periodo in esame sono così ripartiti: 251 milioni riferibili ai fondi di risoluzione, 5 milioni ai fondi di garanzia dei depositi, 5 milioni riconducibili ai tributi contabilizzati dalle banche estere e 5 milioni al Fondo Atlante.

Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi

Nei primi tre mesi del 2022 la voce evidenzia con segno negativo 3 milioni di utili netti di competenza di terzi relativi a società dell'area di consolidamento integrale, e si raffronta con un valore positivo di 4 milioni (perdite nette di competenza di terzi) relativo al primo trimestre 2021.

Risultato netto

I risultati dei primi tre mesi del 2022 risentono delle vicende riguardanti Russia e Ucraina. Nonostante i cambiamenti di scenario il Gruppo Intesa Sanpaolo chiude il primo trimestre con un utile netto di 1.024 milioni, a conferma di un modello di business diversificato e resiliente. Escludendo le rettifiche di valore per gli eventi riguardanti Russia e Ucraina, il risultato netto si attesterebbe a circa 1,7 miliardi, con un incremento del 10,2% rispetto al primo trimestre 2021 anziché una contrazione del 32,5%, grazie ad una buona tenuta dei ricavi e ad un'accurata gestione dei costi operativi.

Gli aggregati patrimoniali

Aspetti generali

Per consentire una valutazione più immediata delle consistenze patrimoniali del Gruppo, viene predisposto anche uno stato patrimoniale sintetico riclassificato.

Lo schema presenta, oltre agli importi relativi al periodo di riferimento, anche i corrispondenti dati di raffronto. Per consentire un confronto omogeneo, i dati riferiti ai periodi precedenti sono normalmente riesposti, ove necessario e se materiali, anche per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

In proposito, in assenza di variazioni del perimetro di consolidamento, rispetto a fine 2021 non si segnalano riesposizioni e pertanto la rappresentazione dei dati di fine 2021 è invariata rispetto al Bilancio di quell'esercizio.

Con riferimento all'evoluzione trimestrale del 2021, i dati patrimoniali di quell'esercizio risultano riesposti per:

  • − l'inclusione linea per linea delle consistenze patrimoniali di Reyl & Cie SA, RB Participations SA e Asteria Investment Managers SA (Gruppo Reyl), entrate nell'area di consolidamento nel secondo trimestre 2021;
  • − l'inclusione linea per linea delle consistenze patrimoniali delle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita)15 Lombarda Vita16 e Cargeas.

Per quanto riguarda l'acquisizione del Gruppo UBI e le correlate operazioni societarie, anche per lo stato patrimoniale, per poter disporre di dati trimestrali immediatamente confrontabili, si era proceduto già nel 2021 all'esclusione linea per linea delle consistenze patrimoniali relative agli sportelli UBI e ISP ceduti nel primo e nel secondo trimestre 2021; tali valori nello Stato patrimoniale riclassificato a raffronto erano stati convenzionalmente appostati nella voce Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione. Tale riesposizione è avvenuta sulla base di risultanze contabili.

Con riferimento alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, oggetto di riesposizione come sopra indicato, non si è ritenuto necessario "rideterminare" i dati patrimoniali per escludere - sulla base di risultanze gestionali - le consistenze (investimenti e riserve tecniche) connesse alla produzione riferibile alla clientela delle filiali cedute a terzi, così come avvenuto per il conto economico, in relazione alla contenuta materialità e alla conseguente mancata rilevanza ai fini della comparabilità.

In conseguenza di quanto sopra, dal momento che le riesposizioni dei dati patrimoniali sono state effettuate – come normalmente avviene – sulla base di risultanze contabili, non sono stati predisposti schemi riclassificati "rideterminati" con riferimento ai dati patrimoniali.

Rispetto allo schema previsto dalla Circolare n. 262/05 della Banca d'Italia, vengono poi effettuate alcune aggregazioni e riclassificazioni. I dettagli analitici delle riesposizioni, delle aggregazioni e delle riclassificazioni sono forniti, con distinti prospetti, tra gli allegati al bilancio, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.

Inoltre, si ricorda che, come già avvenuto a dicembre 2021:

  • − in relazione al pagamento dell'acconto dividendi 2021 da parte della Capogruppo, nello schema di Stato patrimoniale riclassificato si è proceduto all'aggiunta, nell'ambito delle voci del patrimonio netto, di una specifica voce, in coerenza con il corrispondente prospetto contabile;
  • − in seguito all'aggiornamento della Circolare 262 di Banca d'Italia, che ha previsto che nella voce "Cassa e disponibilità liquide" del prospetto contabile siano rilevati tutti i crediti "a vista", nelle forme tecniche di conto correnti e depositi, verso le banche e le Banche Centrali (ad eccezione della riserva obbligatoria), si è coerentemente provveduto all'apertura, nello stato patrimoniale riclassificato, della specifica voce Cassa e disponibilità liquide in precedenza ricompresa nelle Altre voci dell'attivo.

Le aggregazioni e riclassificazioni di voci effettuate nello Stato patrimoniale riclassificato hanno riguardato:

  • − l'evidenza separata delle attività finanziarie che costituiscono Finanziamenti verso banche e Finanziamenti verso clientela, indipendentemente dai rispettivi portafogli contabili di allocazione;
  • − l'evidenza separata delle attività finanziarie che non costituiscono finanziamenti, distinte tra attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, attività finanziarie valutate al fair value con impatto al conto economico e attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, al netto di quanto riclassificato nelle voci Finanziamenti verso banche e Finanziamenti verso clientela;
  • − l'evidenza separata delle attività e passività finanziarie del comparto assicurativo, valutate ai sensi dello IAS 39 in relazione all'applicazione del Deferral approach da parte delle società assicurative del Gruppo;
  • − l'aggregazione in unica voce delle Attività materiali ed immateriali, con articolazione nelle sottovoci Attività di proprietà e Diritti d'uso acquisiti con il leasing;
  • − l'inclusione del valore dei Derivati di copertura e dell'Adeguamento di valore delle attività/passività finanziarie oggetto di copertura generica tra le Altre voci dell'attivo/Altre voci del passivo;
  • − l'inclusione delle riserve tecniche a carico dei riassicuratori nelle Altre voci dell'attivo;
  • − l'evidenza separata dei Debiti verso banche al costo ammortizzato;
  • − l'aggregazione in un'unica voce dell'ammontare dei Debiti verso clientela al costo ammortizzato e dei Titoli in circolazione;
  • − il raggruppamento in unica voce (Fondi Rischi ed Oneri) dei fondi aventi destinazione specifica (Trattamento di fine rapporto, Fondi per rischi ed oneri, Fondi per impegni e garanzie finanziarie rilasciate);
  • − la riclassificazione dei Debiti per leasing in specifica sottovoce nell'ambito delle Altre voci del passivo;
  • − l'indicazione delle Riserve in modo aggregato, e al netto delle eventuali azioni proprie.

15 Società fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita il 31 dicembre 2021.

16 Società fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita il 31 dicembre 2021.

Stato patrimoniale riclassificato

(milioni di euro)
Attività 31.03.2022 31.12.2021 variazioni
assolute %
Cassa e disponibilità liquide 17.444 14.756 2.688 18,2
Finanziamenti verso banche 158.500 162.121 -3.621 -2,2
Finanziamenti verso clientela 468.366 465.254 3.112 0,7
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato
Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e con
impatto sul conto economico
465.787
2.579
463.458
1.796
2.329
783
0,5
43,6
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti 56.111 43.325 12.786 29,5
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 52.872 51.636 1.236 2,4
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 64.793 66.841 -2.048 -3,1
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi
dello IAS 39
196.949 206.800 -9.851 -4,8
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato
ai sensi dello IAS 39
81 85 -4 -4,7
Partecipazioni 1.633 1.652 -19 -1,2
Attività materiali e immateriali 19.885 20.134 -249 -1,2
Attività di proprietà 18.343 18.613 -270 -1,5
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.542 1.521 21 1,4
Attività fiscali 18.610 18.808 -198 -1,1
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.556 1.422 134 9,4
Altre voci dell'attivo 16.444 16.169 275 1,7
Totale attività 1.073.244 1.069.003 4.241 0,4
Passività 31.03.2022 31.12.2021 variazioni
assolute %
Debiti verso banche al costo ammortizzato 180.224 165.250 14.974 9,1
Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione 537.289 543.418 -6.129 -1,1
Passività finanziarie di negoziazione 58.726 56.306 2.420 4,3
Passività finanziarie designate al fair value 3.848 3.674 174 4,7
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
2.280 2.139 141 6,6
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi
dello IAS 39
80.086 84.770 -4.684 -5,5
Passività fiscali 2.288 2.285 3 0,1
Passività associate ad attività in via di dismissione 37 30 7 23,3
Altre voci del passivo 23.531 21.954 1.577 7,2
di cui debiti per leasing 1.385 1.394 -9 -0,6
Riserve tecniche 113.471 118.296 -4.825 -4,1
Fondi per rischi e oneri 6.480 6.815 -335 -4,9
di cui fondi per impegni e garanzie finanziarie rilasciate 562 508 54 10,6
Capitale 10.084 10.084 - -
Riserve 48.995 44.856 4.139 9,2
Riserve da valutazione -1.320 -709 611 86,2
Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 120 476 -356 -74,8
Acconti su dividendi -1.399 -1.399 - -
Strumenti di capitale 7.220 6.282 938 14,9
Patrimonio di pertinenza di terzi 260 291 -31 -10,7
Risultato netto 1.024 4.185 -3.161 -75,5
Totale passività e patrimonio netto 1.073.244 1.069.003 4.241 0,4
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di

dismissione.

Evoluzione trimestrale dei dati patrimoniali riclassificati

(milioni di euro)
Attività 2022 2021
31/3 31/12 30/9 30/6 31/3
Cassa e disponibilità liquide 17.444 14.756 15.133 14.628 13.709
Finanziamenti verso banche 158.500 162.121 164.890 148.205 128.188
Finanziamenti verso clientela 468.366 465.254 463.295 463.297 464.661
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 465.787 463.458 460.903 461.348 463.129
Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività
complessiva e con impatto sul conto economico
2.579 1.796 2.392 1.949 1.532
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono
finanziamenti
56.111 43.325 41.286 42.615 44.857
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 52.872 51.636 59.924 59.826 55.455
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 64.793 66.841 63.589 66.415 60.778
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value
ai sensi dello IAS 39
196.949 206.800 205.631 206.138 206.388
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
81 85 82 80 79
Partecipazioni 1.633 1.652 1.738 1.707 1.708
Attività materiali e immateriali 19.885 20.134 19.408 19.451 18.908
Attività di proprietà 18.343 18.613 17.800 17.815 17.158
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.542 1.521 1.608 1.636 1.750
Attività fiscali 18.610 18.808 18.805 19.014 19.582
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.556 1.422 3.181 1.566 3.169
Altre voci dell'attivo 16.444 16.169 14.456 14.653 14.499
Totale attività 1.073.244 1.069.003 1.071.418 1.057.595 1.031.981
Passività 2022 2021
31/3 31/12 30/9 30/6 31/3
Debiti verso banche al costo ammortizzato 180.224 165.250 179.514 164.840 151.746
Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione 537.289 543.418 523.699 519.223 512.263
Passività finanziarie di negoziazione 58.726 56.306 57.533 57.335 53.544
Passività finanziarie designate al fair value 3.848 3.674 3.266 3.361 3.116
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
2.280 2.139 2.563 2.518 2.414
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair
value ai sensi dello IAS 39
80.086 84.770 83.093 83.010 82.040
Passività fiscali 2.288 2.285 2.618 2.490 3.303
Passività associate ad attività in via di dismissione 37 30 1.404 78 3.585
Altre voci del passivo 23.531 21.954 24.955 31.674 26.283
di cui debiti per leasing 1.385 1.394 1.519 1.570 1.708
Riserve tecniche 113.471 118.296 118.616 119.475 119.943
Fondi per rischi e oneri 6.480 6.815 6.873 7.041 7.437
di cui fondi per impegni e garanzie finanziarie rilasciate 562 508 534 548 576
Capitale 10.084 10.084 10.084 10.084 10.084
Riserve 48.995 44.856 46.508 46.671 47.529
Riserve da valutazione -1.320 -709 -569 -476 -738
Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 120 476 677 661 777
Acconti su dividendi -1.399 -1.399 - - -
Strumenti di capitale 7.220 6.282 6.279 6.269 6.202
Patrimonio di pertinenza di terzi 260 291 299 318 937
Risultato netto 1.024 4.185 4.006 3.023 1.516
Totale passività e patrimonio netto 1.073.244 1.069.003 1.071.418 1.057.595 1.031.981

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

OPERATIVITA' BANCARIA

Finanziamenti verso clientela

Finanziamenti verso clientela: composizione

(milioni di euro)
Voci 31.03.2022 31.12.2021 variazioni
incidenza
%
incidenza
%
assolute %
Conti correnti 21.908 4,7 21.727 4,7 181 0,8
Mutui 246.880 52,7 250.940 53,9 -4.060 -1,6
Anticipazioni e finanziamenti 163.054 34,8 160.874 34,6 2.180 1,4
Crediti da attività commerciale 431.842 92,2 433.541 93,2 -1.699 -0,4
Operazioni pronti c/termine 22.593 4,9 17.621 3,8 4.972 28,2
Crediti rappresentati da titoli 7.143 1,5 7.015 1,5 128 1,8
Crediti deteriorati 6.788 1,4 7.077 1,5 -289 -4,1
Finanziamenti verso clientela 468.366 100,0 465.254 100,0 3.112 0,7

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

Al 31 marzo 2022 i finanziamenti verso clientela del Gruppo hanno superato i 468 miliardi, registrando una moderata crescita (+0,7%) da inizio anno. Tale dinamica è stata determinata dalle operazioni pronti c/termine, in progresso di 5 miliardi (+28,2%), che hanno più che compensato la riduzione dei crediti commerciali (-0,4%, pari a -1,7 miliardi). Questi ultimi sono la risultante della flessione dei mutui a imprese e privati (-1,6%, corrispondente -4 miliardi) solo in parte contrastata dalla positiva evoluzione dei finanziamenti a breve sotto forma di anticipazioni e finanziamenti (+1,4%, pari a +2,2 miliardi) e dei conti correnti (+0,8%, pari a +0,2 miliardi). I crediti deteriorati, anche a seguito delle azioni di deleveraging, si sono ulteriormente ridimensionati (-0,3 miliardi) attestandosi a 7,1 miliardi. Infine, i crediti rappresentati da titoli hanno mostrato un aumento dell'1,8%.

Nel comparto domestico dei prestiti a medio/lungo termine, le erogazioni dei primi tre mesi del 2022 destinate alle famiglie (comprensive della clientela small business, avente esigenze assimilabili alle famiglie produttrici) si sono approssimate a 6 miliardi e quelle destinate alle imprese del perimetro Banca dei Territori (inclusive delle aziende con fatturato fino a 350 milioni) sono ammontate a 5,3 miliardi. I finanziamenti in capo al nuovo comparto agribusiness si sono attestati a 642 milioni. Le erogazioni a medio/lungo termine alla clientela della Divisione IMI Corporate & Investment Banking, esclusa la parte estero, sono state pari a 4,6 miliardi. Complessivamente le erogazioni sul perimetro Italia, inclusive dei finanziamenti al terzo settore, delle erogazioni tramite reti terze e di UBI Leasing e Prestitalia, si sono approssimate a 17 miliardi; comprendendo anche l'operatività delle banche estere e la parte IMI C&IB estero, le erogazioni a medio/lungo termine del Gruppo hanno raggiunto i 22,2 miliardi. Al 31 marzo 2022 la quota di mercato detenuta dal Gruppo Intesa Sanpaolo sul territorio nazionale è stimata al 20,3% per gli impieghi totali a clientela; la stima è basata sui dati del campione di segnalazione decadale della Banca d'Italia, non essendo ancora disponibili i dati del sistema bancario complessivo di fine marzo.

(milioni di euro)
31.03.2022 31.12.2021 variazioni
assolute %
Banca dei Territori 253.602 250.984 2.618 1,0
IMI Corporate & Investment Banking 150.851 152.151 -1.300 -0,9
International Subsidiary Banks 38.706 38.970 -264 -0,7
Private Banking 13.700 13.833 -133 -1,0
Asset Management 430 783 -353 -45,1
Insurance - - - -
Totale aree di business 457.289 456.721 568 0,1
Centro di governo 11.077 8.533 2.544 29,8
Gruppo Intesa Sanpaolo 468.366 465.254 3.112 0,7

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

Nell'analisi per settori di attività la Banca dei Territori, che rappresenta il 55,4% dell'aggregato riconducibile alle realtà operative del Gruppo, ha registrato una crescita da inizio anno (+1%), riconducibile ai finanziamenti nei confronti delle imprese e dei privati. La Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha mostrato un calo di 1,3 miliardi (-0,9%), ascrivibile ai finanziamenti a medio/lungo termine per operazioni di finanza strutturata nonché nei confronti di clientela internazionale. Anche gli impieghi della Divisione International Subsidiary Banks sono risultati in lieve flessione (-0,7%, pari a -0,3 miliardi), segnatamente per il minor apporto della controllata operante in Egitto. Quanto alle altre Divisioni operative, i cui stock sono di entità relativamente modesta in relazione alle specifiche operatività, si sono ridotti sia i crediti della Divisione Private Banking (-1%) sia quelli della Divisione Asset Management.

I finanziamenti sugli asset centrali del Centro di Governo hanno presentato un progresso da porre in relazione con l'operatività in pronti contro termine attivi.

Finanziamenti verso clientela: qualità del credito

(milioni di euro)
Voci
31.03.2022
31.12.2021 Variazione
Esposizione
netta
Incidenza
%
Esposizione
netta
Incidenza
%
Esposizione
netta
Sofferenze 2.139 0,4 2.130 0,5 9
Inadempienze probabili 4.202 0,9 4.325 0,9 -123
Crediti Scaduti / Sconfinanti 447 0,1 622 0,1 -175
Crediti Deteriorati 6.788 1,4 7.077 1,5 -289
Crediti deteriorati in Stage 3 (soggetti a impairment) 6.747 1,4 7.038 1,5 -291
Crediti deteriorati valutati al fair value con contropartita il
conto economico
41 - 39 - 2
Crediti in bonis 454.397 97,1 451.143 97,0 3.254
Stage 2 50.072 10,7 54.389 11,7 -4.317
Stage 1 403.293 86,2 395.755 85,1 7.538
Crediti in bonis valutati al fair value con contropartita il
conto economico
1.032 0,2 999 0,2 33
Crediti in bonis rappresentati da titoli 7.143 1,5 7.015 1,5 128
Stage 2 931 0,2 865 0,2 66
Stage 1 6.212 1,3 6.150 1,3 62
Crediti detenuti per la negoziazione 38 - 19 - 19
Totale finanziamenti verso clientela 468.366 100,0 465.254 100,0 3.112
di cui forborne performing 7.886 8.103 -217
di cui forborne non performing 2.606 2.644 -38
Finanziamenti verso clientela classificati tra le attività in
via di dismissione (*)
1.325 1.206 119

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(*) Al 31 marzo 2022 e al 31 dicembre 2021 la voce si riferisce ai portafogli, o esposizioni single name, di sofferenze e inadempienze probabili oggetto di cessione.

Al 31 marzo 2022 i crediti deteriorati netti del Gruppo si sono attestati a 6,8 miliardi, valore che rappresenta un minimo storico. La riduzione da inizio anno (-4,1%) conferma l'andamento virtuoso già rilevato nel corso degli esercizi precedenti. Si registra un'incidenza delle attività deteriorate sul totale dei crediti netti verso clientela dell'1,4% (1,1% in base alla definizione EBA), valore contenuto e in ulteriore miglioramento (1,5% registrato a dicembre 2021, 1,2% in base alla definizione EBA), con una copertura dei crediti deteriorati pari al 52,8%.

In particolare, a fine marzo 2022 i finanziamenti classificati in sofferenza, al netto delle rettifiche di valore contabilizzate, si sono attestati a 2,1 miliardi (+0,4%), con un'incidenza sul totale dei crediti netti pari allo 0,4%; alla stessa data il livello di copertura si è attestato al 70,6%. Le inadempienze probabili, pari a 4,2 miliardi, si sono ridotte del 2,8%, con un'incidenza sul totale degli impieghi netti a clientela pari allo 0,9% e un livello di copertura del 35,7%. I crediti scaduti e sconfinanti sono ammontati a 447 milioni (-28,1%), con una copertura pari al 21,3%. Le esposizioni forborne, generate da concessioni verso debitori in difficoltà nel far fronte ai propri impegni finanziari, nell'ambito delle attività deteriorate, si sono attestate a 2,6 miliardi, con una copertura del 43,9%; le esposizioni forborne presenti nei finanziamenti in bonis sono ammontate a 7,9 miliardi.

La copertura dei crediti in bonis è salita allo 0,6% anche in relazione agli accantonamenti, effettuati nel trimestre, a fronte del conflitto Russo-Ucraino (sul tema si veda quanto riportato nello specifico paragrafo).

(milioni di euro)
Tipologia di strumenti finanziari Attività finanziarie
valutate al fair value
con impatto a conto
economico
Attività finanziarie
valutate al fair value
con impatto sulla
redditività
complessiva
Titoli valutati al costo
ammortizzato che non
costituiscono
finanziamenti
TOTALE
attività
finanziarie
Passività
finanziarie
di negoziazione
(*)
Titoli di debito emessi da Governi
31.03.2022 19.718 48.376 37.120 105.214 X
31.12.2021 20.361 49.536 24.845 94.742 X
Variazione assoluta -643 -1.160 12.275 10.472 X
Variazione % -3,2 -2,3 49,4 11,1 X
Altri titoli di debito
31.03.2022 3.346 14.011 18.991 36.348 X
31.12.2021 3.020 14.032 18.480 35.532 X
Variazione assoluta 326 -21 511 816 X
Variazione % 10,8 -0,1 2,8 2,3 X
Titoli di capitale
31.03.2022 1.294 2.406 X 3.700 X
31.12.2021 1.192 3.273 X 4.465 X
Variazione assoluta 102 -867 X -765 X
Variazione % 8,6 -26,5 X -17,1 X
Quote OICR
31.03.2022 4.185 X X 4.185 X
31.12.2021 3.943 X X 3.943 X
Variazione assoluta 242 X X 242 X
Variazione % 6,1 X X 6,1 X
Debiti verso banche e verso clientela
31.03.2022 X X X X -24.318
31.12.2021 X X X X -22.262
Variazione assoluta X X X X 2.056
Variazione % X X X X 9,2
Derivati finanziari
31.03.2022 21.583 X X 21.583 -23.413
31.12.2021 20.895 X X 20.895 -23.239
Variazione assoluta 688 X X 688 174
Variazione % 3,3 X X 3,3 0,7
Derivati creditizi
31.03.2022 2.746 X X 2.746 -2.807
31.12.2021 2.225 X X 2.225 -2.332
Variazione assoluta 521 X X 521 475
Variazione % 23,4 X X 23,4 20,4
TOTALE 31.03.2022 52.872 64.793 56.111 173.776 -50.538
TOTALE 31.12.2021 51.636 66.841 43.325 161.802 -47.833
Variazione assoluta 1.236 -2.048 12.786 11.974 2.705
Variazione % 2,4 -3,1 29,5 7,4 5,7

Altre attività e passività finanziarie dell'operatività bancaria: composizione

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(*) L'importo della voce non comprende i "certificates" che sono inclusi nella tabella della raccolta diretta bancaria.

La tabella sopra riportata evidenzia la composizione delle altre attività e passività finanziarie, escluse le compagnie assicurative. Le passività finanziarie di negoziazione non comprendono i "certificates", in quanto ricompresi negli aggregati della raccolta diretta bancaria.

Le altre attività finanziarie del Gruppo Intesa Sanpaolo, escluse quelle delle compagnie assicurative, si sono attestate a circa 174 miliardi, in progresso di 12 miliardi da inizio anno (+7,4%). Anche le passività finanziarie di negoziazione hanno mostrato un aumento (+5,7%), approssimandosi a 51 miliardi.

L'incremento del totale attività finanziarie è ascrivibile principalmente all'andamento dei titoli di debito (+11,3 miliardi). Per quanto concerne le passività finanziarie di negoziazione, la crescita riguarda tutte le componenti, segnatamente i debiti verso banche e verso clientela (+2,1 miliardi).

I titoli valutati al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti sono saliti da 43 a 56 miliardi (+29,5%), sostanzialmente per investimenti in titoli governativi a tasso fisso e a limitato rischio di credito (benchmark JPM EMU IG ex-Germany) ed elevata liquidità (HQLA). Tali investimenti consentono di coprire il rischio di tasso della raccolta a vista, utilizzata dalla clientela quale forma di investimento alternativo ai tradizionali investimenti monetari (es. titoli governativi/fondi monetari) in un contesto di tassi negativi e, al contempo, consentono di ridurre parzialmente l'eccesso di liquidità della banca. I titoli di debito HTC risultano prevalentemente classificati a Stage 1 (93,3%).

Per contro le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva si sono attestate a circa 65 miliardi, con una riduzione del 3,1% da inizio anno imputabile sia ai titoli di debito sia ai titoli di capitale. I titoli di debito HTCS risultano quasi interamente classificati a Stage 1 (99,6%).

Titoli di debito: stage allocation

(milioni di euro)
Titoli di debito: stage allocation Attività finanziarie
valutate al fair value
con impatto sulla
redditività complessiva
Titoli valutati al costo
ammortizzato che
non costituiscono
finanziamenti
TOTALE
Stage 1
31.03.2022 62.146 52.331 114.477
31.12.2021 63.367 39.467 102.834
Variazione assoluta -1.221 12.864 11.643
Variazione % -1,9 32,6 11,3
Stage 2
31.03.2022 241 3.767 4.008
31.12.2021 201 3.844 4.045
Variazione assoluta 40 -77 -37
Variazione % 19,9 -2,0 -0,9
Stage 3
31.03.2022 - 13 13
31.12.2021 - 14 14
Variazione assoluta - -1 -1
Variazione % - -7,1 -7,1
TOTALE 31.03.2022 62.387 56.111 118.498
TOTALE 31.12.2021 63.568 43.325 106.893
Variazione assoluta -1.181 12.786 11.605
Variazione % -1,9 29,5 10,9

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

Attività finanziarie della clientela

(milioni di euro)
Voci 31.03.2022 31.12.2021 variazioni
incidenza
%
incidenza
%
assolute %
Raccolta diretta bancaria 549.325 44,0 555.565 43,5 -6.240 -1,1
Raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche 195.093 15,7 204.479 16,0 -9.386 -4,6
Raccolta indiretta 696.472 55,8 719.231 56,4 -22.759 -3,2
Elisioni (a) -193.456 -15,5 -202.963 -15,9 -9.507 -4,7
Attività finanziarie della clientela 1.247.434 100,0 1.276.312 100,0 -28.878 -2,3

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(a) Le elisioni si riferiscono a componenti della raccolta indiretta che costituiscono anche forme di raccolta diretta (passività finanziarie del comparto assicurativo valutate al fair value e riserve tecniche).

Al 31 marzo 2022 le attività finanziarie della clientela si sono cifrate a 1.247 miliardi, registrando un calo da inizio anno (-2,3%, pari a -28,9 miliardi) determinato dalla raccolta indiretta (-3,2%, pari a -22,8 miliardi) e, in misura minore, dalla raccolta diretta assicurativa e bancaria.

Raccolta diretta bancaria

La tabella che segue include i debiti verso clientela, i titoli in circolazione, compresi quelli valutati al fair value, nonché i certificates, che rappresentano una forma di raccolta alternativa a quella obbligazionaria.

Voci 31.03.2022 31.12.2021 (milioni di euro)
variazioni
incidenza
%
incidenza
%
assolute %
Conti correnti e depositi 442.200 80,6 442.520 79,7 -320 -0,1
Operazioni pronti c/termine e prestito titoli 2.397 0,4 2.691 0,5 -294 -10,9
Obbligazioni 56.608 10,3 62.452 11,2 -5.844 -9,4
Certificati di deposito 2.694 0,5 2.931 0,5 -237 -8,1
Passività subordinate 12.348 2,2 12.599 2,3 -251 -2,0
Altra raccolta 33.078 6,0 32.372 5,8 706 2,2
di cui: valutata al fair value (*) 12.036 2,2 12.147 2,2 -111 -0,9
Raccolta diretta bancaria 549.325 100,0 555.565 100,0 -6.240 -1,1

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(*) Valori riferiti a Certificati di investimento (certificates) ed altre forme di raccolta inclusi nello schema di Stato patrimoniale nelle voci "Passività finanziarie di negoziazione" e "Passività finanziarie designate al fair value". In dettaglio:

  • al 31 marzo 2022 la voce risultava costituita per 8.188 milioni da certificates classificati fra le Passività finanziarie di negoziazione e per 3.848 milioni da certificates (3.844 milioni) e altre forme di raccolta (4 milioni) classificati fra le Passività designate al fair value;

  • al 31 dicembre 2021 la voce risultava costituita per 8.473 milioni da certificates classificati fra le Passività finanziarie di negoziazione e per 3.674 milioni da certificates (3.670 milioni) e altre forme di raccolta (4 milioni) classificati fra le Passività designate al fair value.

La raccolta diretta bancaria del Gruppo è ammontata a 549 miliardi, in diminuzione da inizio anno (-1,1%, pari a -6,2 miliardi).

La dinamica è riconducibile principalmente alla riduzione della provvista obbligazionaria (-5,8 miliardi), per effetto delle scadenze di titoli non rinnovati da altrettante emissioni, in presenza di abbondante liquidità sui depositi che rappresentano una forma di provvista poco onerosa. Le altre componenti hanno presentato variazioni di entità modesta.

Al 31 marzo 2022 la quota sul mercato domestico della raccolta diretta (depositi e obbligazioni) del Gruppo Intesa Sanpaolo è stimata al 22,3%; come descritto in precedenza per gli impieghi, tale stima si fonda sui dati del campione di segnalazione decadale della Banca d'Italia.

31.03.2022 31.12.2021 variazioni
assolute %
Banca dei Territori 291.418 291.807 -389 -0,1
IMI Corporate & Investment Banking 91.797 94.844 -3.047 -3,2
International Subsidiary Banks 51.361 51.529 -168 -0,3
Private Banking 56.706 54.212 2.494 4,6
Asset Management 17 21 -4 -19,0
Insurance - - - -
Totale aree di business 491.299 492.413 -1.114 -0,2
Centro di governo 58.026 63.152 -5.126 -8,1
Gruppo Intesa Sanpaolo 549.325 555.565 -6.240 -1,1

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

Nell'analisi della raccolta per settori di attività la Banca dei Territori, che rappresenta il 59,3% dell'aggregato riconducibile alle realtà operative del Gruppo, si è attestata su livelli di poco inferiori a quelli di inizio anno (-0,1%, pari a -0,4 miliardi) in relazione alla dinamica dei titoli in circolazione. La Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha mostrato un calo (-3,2%, pari a -3 miliardi), principalmente ascrivibile alla diminuzione dei debiti verso clientela internazionale e financial institutions e dei titoli in circolazione della Direzione Internazionale. Per contro ha presentato una crescita il Private Banking (+4,6%, pari a +2,5 miliardi). La dinamica della raccolta della Divisione International Subsidiary Banks (-0,3%) è prevalentemente attribuibile alle controllate operanti in Egitto e Serbia.

La diminuzione della provvista del Centro di Governo è in buona parte riconducibile al ridimensionamento dello stock di titoli wholesale.

Raccolta indiretta

(milioni di euro)
Voci 31.03.2022 31.12.2021 variazioni
incidenza
%
incidenza
%
assolute %
Fondi comuni di investimento (a) 168.070 24,1 176.220 24,5 -8.150 -4,6
Fondi pensione aperti e polizze individuali pensionistiche 12.126 1,7 12.585 1,8 -459 -3,6
Gestioni patrimoniali 75.517 10,9 78.879 11,0 -3.362 -4,3
Riserve tecniche e passività finanziarie assicurative 181.303 26,0 186.343 25,9 -5.040 -2,7
Rapporti con clientela istituzionale 22.894 3,3 20.378 2,8 2.516 12,3
Risparmio gestito 459.910 66,0 474.405 66,0 -14.495 -3,1
Raccolta amministrata 236.562 34,0 244.826 34,0 -8.264 -3,4
Raccolta indiretta 696.472 100,0 719.231 100,0 -22.759 -3,2

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(a) La voce non comprende i fondi detenuti da compagnie assicurative del Gruppo e gestiti da SGR del Gruppo, i cui valori sono inclusi nelle riserve tecniche, e i fondi istituiti da terzi e gestiti da società del Gruppo, i cui valori sono inclusi nella raccolta amministrata.

Al 31 marzo 2022 la raccolta indiretta, superiore ai 696 miliardi, è risultata in flessione del 3,2% da inizio anno. Tale dinamica, condizionata dall'andamento negativo dei mercati finanziari nel primo trimestre, ha interessato sia la componente gestita sia quella amministrata.

Il risparmio gestito, che con 460 miliardi costituisce i due terzi dell'aggregato complessivo, ha mostrato una riduzione (-3,1%, pari a -14,5 miliardi), attribuibile per oltre la metà ai fondi comuni di investimento (-8,2 miliardi), alle riserve tecniche e passività finanziarie assicurative (-5 miliardi), alle gestioni patrimoniali (-3,4 miliardi), nonché ai fondi pensione aperti e alle polizze individuali pensionistiche (-0,5 miliardi). In positivo si sono mossi i rapporti con clientela istituzionale (+2,5 miliardi). Nei primi tre mesi del 2022 la nuova produzione vita delle compagnie assicurative del Gruppo Intesa Sanpaolo, comprensiva dei prodotti previdenziali, si è attestata a 3,8 miliardi. Anche la raccolta amministrata ha registrato un andamento negativo (-3,4%, pari a -8,3 miliardi), concentrato nei titoli e prodotti di terzi affidati in custodia.

Posizione interbancaria netta

La posizione interbancaria netta al 31 marzo 2022 ha presentato uno sbilancio negativo di 21,7 miliardi, valore più elevato rispetto al dato di circa 3 miliardi rilevato a inizio anno. L'evoluzione riflette una significativa crescita dei debiti verso banche ad oltre 180 miliardi (+9,1%), principalmente per effetto di operazioni in pronti contro termine, e una riduzione dei finanziamenti verso banche a 158,5 miliardi (-2,2%). L'indebitamento verso la BCE per le operazioni TLTRO è rimasto invariato a 132 miliardi rispetto a fine 2021.

OPERATIVITA' ASSICURATIVA Attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese assicurative ai sensi dello IAS 39

(milioni di euro)
Tipologia di
strumenti finanziari
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39
Attività finanziarie
di pertinenza delle
imprese di
assicurazione
TOTALE
Attività
finanziarie di
pertinenza
Passività
finanziarie di
pertinenza delle
imprese di
Attività finanziarie
detenute per la
negoziazione
e derivati di
copertura
Attività finanziarie
designate al fair
value
Attività finanziarie
disponibili per la
vendita
valutate al costo
ammortizzato
ai sensi dello IAS 39
delle imprese
di
assicurazione
valutate ai
sensi dello
IAS 39
assicurazione
valutate ai sensi
dello IAS 39
(*)
Titoli di debito emessi
da Governi
31.03.2022 118 3.547 67.520 - 71.185 X
31.12.2021 123 3.772 71.782 - 75.677 X
Variazione assoluta -5 -225 -4.262 - -4.492 X
Variazione % -4,1 -6,0 -5,9 - -5,9 X
Altri titoli di debito
31.03.2022 628 990 15.915 - 17.533 X
31.12.2021 668 1.021 16.758 - 18.447 X
Variazione assoluta -40 -31 -843 - -914 X
Variazione % -6,0 -3,0 -5,0 - -5,0 X
Titoli di capitale
31.03.2022 - 3.330 2.149 - 5.479 X
31.12.2021 - 3.510 2.262 - 5.772 X
Variazione assoluta - -180 -113 - -293 X
Variazione % - -5,1 -5,0 - -5,1 X
Quote OICR
31.03.2022 161 87.362 13.984 - 101.507 X
31.12.2021 171 92.017 13.621 - 105.809 X
Variazione assoluta -10 -4.655 363 - -4.302 X
Variazione % -5,8 -5,1 2,7 - -4,1 X
Crediti verso banche e
verso clientela
31.03.2022 - 929 - 81 1.010 X
31.12.2021 - 739 - 85 824 X
Variazione assoluta - 190 - -4 186 X
Variazione % - 25,7 - -4,7 22,6 X
Debiti verso banche
31.03.2022 X X X X X -643 (**)
31.12.2021 X X X X X -623 (**)
Variazione assoluta X X X X X 20
Variazione % X X X X X 3,2
Derivati finanziari
31.03.2022 316 - - - 316 -101 (***)
31.12.2021 356 - - - 356 -103 (***)
Variazione assoluta -40 - - - -40 -2
Variazione % -11,2 - - - -11,2 -1,9
Derivati creditizi
31.03.2022 - - - - - - (***)
31.12.2021 - - - - - - (***)
Variazione assoluta - - - - - -
Variazione % - - - - - -
TOTALE 31.03.2022 1.223 96.158 99.568 81 197.030 -744
TOTALE 31.12.2021 1.318 101.059 104.423 85 206.885 -726
Variazione assoluta -95 -4.901 -4.855 -4 -9.855 18
Variazione % -7,2 -4,8 -4,6 -4,7 -4,8 2,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(*) L'importo della voce non comprende le "Passività finanziarie del comparto assicurativo designate al fair value" incluse nella tabella della raccolta diretta assicurativa.

(**) Valore incluso nello schema di Stato Patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39".

(***) Valore incluso nello schema di Stato Patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39".

Le attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese assicurative ai sensi dello IAS 39, riepilogate nella tabella sopra riportata, sono ammontate, rispettivamente, a 197 miliardi e a 744 milioni. Le attività finanziarie sono risultate in ridimensionamento da inizio anno (-4,8%, pari a -9,9 miliardi), per effetto della dinamica cedente delle attività finanziarie designate al fair value (-4,8%, pari a -4,9 miliardi), in particolare su quote OICR, e delle attività finanziarie disponibili per la vendita (-4,6%, pari al -4,9 miliardi), segnatamente su titoli di debito governativi e su altri titoli di debito. Anche le attività finanziarie detenute per la negoziazione e derivati di copertura, seppur l'apporto risulti di modesta entità, hanno presentato un calo (-7,2%).

Raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche

(milioni di euro)
Voci 31.03.2022 31.12.2021 variazioni
incidenza
%
incidenza
%
assolute %
Passività finanziarie del comparto assicurativo designate al
fair value IAS39 (*)
79.985 41,0 84.667 41,4 -4.682 -5,5
Prodotti Index Linked - - - - - -
Prodotti Unit Linked 79.985 41,0 84.667 41,4 -4.682 -5,5
Riserve tecniche 113.471 58,2 118.296 57,9 -4.825 -4,1
Rami Vita 111.721 57,3 116.540 57,0 -4.819 -4,1
Riserve matematiche 98.518 50,6 99.110 48,5 -592 -0,6
Riserve tecniche con rischio a carico degli assicurati (**) e
riserve da gestione dei fondi pensione
9.034 4,6 9.217 4,5 -183 -2,0
Altre riserve 4.169 2,1 8.213 4,0 -4.044 -49,2
Ramo danni 1.750 0,9 1.756 0,9 -6 -0,3
Altra raccolta assicurativa (***) 1.637 0,8 1.516 0,7 121 8,0
Raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche 195.093 100,0 204.479 100,0 -9.386 -4,6

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(*) Valori inclusi nello schema di Stato patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 ".

(**) La voce comprende polizze unit e index linked con rischio assicurativo significativo.

(***) Valori inclusi nello schema di Stato patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39". La voce comprende le passività subordinate.

La raccolta diretta assicurativa, al 31 marzo 2022, ha superato i 195 miliardi, in flessione (-4,6%, pari a -9,4 miliardi) rispetto a dicembre 2021. La dinamica è ascrivibile sia al calo delle passività finanziarie designate al fair value, costituite da prodotti unit linked (-5,5%, pari a -4,7 miliardi), sia al decremento delle riserve tecniche (-4,1%, pari a -4,8 miliardi) - che costituiscono il debito verso la clientela che ha sottoscritto polizze tradizionali o con rischio assicurativo significativo - imputabile al ramo vita, che rappresenta la quasi totalità delle riserve. In positivo si è mossa l'altra raccolta assicurativa, che comprende le passività subordinate, risultata in aumento di 0,1 miliardi (+8%).

ATTIVITÀ NON CORRENTI IN VIA DI DISMISSIONE E PASSIVITÀ ASSOCIATE

In questa voce sono appostate le attività e le relative passività non più riferite alla normale operatività in quanto oggetto di procedure di dismissione. Al 31 marzo 2022 sono state rilevate attività in corso di cessione per 1,6 miliardi e passività associate per 37 milioni. Le attività in via di dismissione al 31 marzo 2022 accolgono principalmente i portafogli e le esposizioni single-name di crediti deteriorati di Intesa Sanpaolo che saranno oggetto di cessione nell'ambito delle strategie di de-risking del Gruppo. Complessivamente, i crediti deteriorati allocati tra le attività in dismissione ammontano, al netto delle rettifiche di valore, a 1,3 miliardi.

IL PATRIMONIO NETTO

Al 31 marzo 2022 il patrimonio netto del Gruppo, incluso l'utile maturato nell'esercizio, si è attestato a 64.724 milioni, a fronte dei 63.775 milioni rilevati a inizio anno. La crescita è da ricondurre agli strumenti di capitale emessi (+0,9 miliardi); l'aggregato incorpora 1.024 milioni di utile maturato nei primi tre mesi dell'esercizio.

Il Gruppo ha assegnato a riserve l'utile di 4.185 milioni dell'esercizio 2021 in attesa di distribuire a maggio 2022 l'importo cash a saldo agli azionisti, per un payout ratio complessivo – acconto e saldo – pari al 70% dell'utile netto consolidato 2021.

Riserve da valutazione

(milioni di euro)
Voci Riserva
31.12.2021
Variazione del
periodo
Riserva
31.03.2022
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
(titoli di debito)
-332 -330 -662
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
(titoli di capitale)
-147 -290 -437
Attività materiali 1.598 -19 1.579
Copertura di investimenti esteri - -1 -1
Copertura dei flussi finanziari -607 64 -543
Differenze di cambio -1.088 -85 -1.173
Attività non correnti in via di dismissione - - -
Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico
(variazione del proprio merito creditizio)
-77 30 -47
Utili (Perdite) attuariali su piani previdenziali a benefici definiti -417 12 -405
Quota delle riserve da valutazione relative alle partecipazioni valutate al patrimonio
netto
53 8 61
Leggi speciali di rivalutazione 308 - 308
Riserve da valutazione (escluse le riserve da valutazione di pertinenza delle
imprese di assicurazione)
-709 -611 -1.320
Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 476 -356 120

Le riserve da valutazione bancarie presentano un valore negativo (-1.320 milioni) e in ampliamento rispetto al 31 dicembre 2021 (-709 milioni) principalmente per effetto delle riserve su titoli di debito (-330 milioni), delle riserve su titoli di capitale (-290 milioni) e sulle differenze di cambio (-85 milioni). Le riserve da valutazione delle imprese di assicurazione evidenziano un valore positivo pari a 120 milioni che si confronta con i 476 milioni di fine 2021.

I FONDI PROPRI E I COEFFICIENTI DI SOLVIBILITÀ

(milioni di euro)
Fondi propri e coefficienti di solvibilità 31.03.2022
IFRS9 IFRS9 IFRS9
"Fully loaded" "Transitional" "Transitional"
Fondi propri
Capitale primario di Classe 1 (CET1) al netto delle rettifiche regolamentari 44.874 45.629 47.247
Capitale aggiuntivo di Classe 1 (AT1) al netto delle rettifiche regolamentari 7.248 7.248 6.264
CAPITALE DI CLASSE 1 (TIER 1) 52.122 52.877 53.511
Capitale di Classe 2 (T2) al netto delle rettifiche regolamentari 9.206 8.459 8.941
TOTALE FONDI PROPRI 61.328 61.336 62.452
Attività di rischio ponderate
Rischi di credito e di controparte 290.081 289.653 288.691
Rischi di mercato e di regolamento 15.441 15.441 12.792
Rischi operativi 25.305 25.305 25.305
Altri rischi specifici (a) 115 115 115
ATTIVITA' DI RISCHIO PONDERATE 330.942 330.514 326.903
Coefficienti di solvibilità %
Common Equity Tier 1 ratio 13,6% 13,8% 14,5%
Tier 1 ratio 15,7% 16,0% 16,4%
Total capital ratio 18,5% 18,6% 19,1%

(a) La voce include tutti gli altri elementi non considerati nelle precedenti voci che entrano nel computo dei requisiti patrimoniali complessivi.

I fondi propri, le attività ponderate per il rischio ed i coefficienti di solvibilità al 31 marzo 2022 sono stati determinati in base alla disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013, così come modificate rispettivamente dalla Direttiva 2019/878/UE (CRD V) e dal Regolamento (UE) 2019/876 (CRR II), che traspongono nell'Unione Europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (c.d. framework Basilea 3), e sulla base delle relative Circolari della Banca d'Italia.

Le disposizioni normative relative ai fondi propri, che prevedevano l'introduzione del framework Basilea 3 in maniera graduale, risultano pienamente in vigore, essendo terminato, con l'esercizio 2018, lo specifico periodo transitorio durante il quale alcuni elementi che a regime sono computabili o deducibili integralmente nel Common Equity, impattavano sul Capitale primario di Classe 1 solo per una quota percentuale. Con riferimento all'introduzione dell'IFRS 9, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha scelto di adottare il cosiddetto "approccio statico" previsto dal Regolamento (UE) 2017/2395. Tale approccio consente la re-introduzione nel Common Equity di una quota progressivamente decrescente fino al 2022 (95% nel 2018, 85% nel 2019, 70% nel 2020, 50% nel 2021 e 25% nel 2022) dell'impatto dell'IFRS 9, calcolato al netto dell'effetto fiscale, risultante dal confronto tra le rettifiche di valore IAS 39 al 31 dicembre 2017 e quelle IFRS 9 al 1° gennaio 2018, escludendo la riclassifica degli strumenti finanziari, e dopo aver azzerato la shortfall al 31 dicembre 2017.

Il Regolamento (UE) 2017/2395 disciplina anche gli obblighi informativi che gli enti sono tenuti a rispettare, rimandando all'EBA l'emanazione degli orientamenti specifici sul tema. Recependo quanto previsto dalla normativa, l'EBA ha emesso specifiche guidelines secondo cui le banche che adottano un trattamento transitorio con riferimento all'impatto dell'IFRS 9 (quale l'approccio statico citato in precedenza) sono tenute a pubblicare, con frequenza trimestrale, i valori consolidati "Fully loaded" (come se non fosse stato applicato il trattamento transitorio) e "Transitional" di Common Equity Tier 1 (CET1) capital, Tier 1 capital, Total Capital, Total risk-weighted asset, Capital Ratio e Leverage Ratio.

Fondi propri

Al 31 marzo 2022, tenendo conto del trattamento transitorio adottato per mitigare l'impatto dell'IFRS 9, i Fondi Propri ammontano a 61.336 milioni; alla medesima data, considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9, i Fondi Propri ammontano a 61.328 milioni. I fondi propri calcolati considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9 ("Fully Loaded") tengono conto di quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2019 che ha previsto la rateizzazione ai fini fiscali delle rettifiche di valore operate in sede di First Time Adoption del principio contabile, con conseguente rilevazione di DTA; tali DTA sono state considerate per il 75% del loro valore contabile ai fini del calcolo dei fondi propri "Transitional", in linea con quanto previsto dall'articolo 473 bis della CRR con riferimento all'applicazione dell'"approccio statico", mentre nei fondi propri "Fully loaded" sono state incluse integralmente tra gli elementi deducibili. L'impatto di tali DTA sui fondi propri "Fully loaded" è comunque transitorio in quanto le stesse saranno riassorbite entro il 2028.

Peraltro, si segnala che il Gruppo al momento non si è avvalso né del nuovo regime transitorio IFRS 9 relativo alle rettifiche di valore dei crediti successive al 31 dicembre 2019 né della reintroduzione del filtro prudenziale per le esposizioni verso le amministrazioni centrali classificate nella categoria FVOCI, entrambe introdotte dalla Commissione Europea con il Regolamento 2020/873 del 24 giugno 2020.

I fondi propri tengono altresì conto dell'importo applicabile, oggetto di deduzione dal Capitale primario, correlato alla copertura minima delle perdite sulle esposizioni deteriorate, c.d. Minimum Loss Coverage, sulla base di quanto disciplinato dal Regolamento (UE) 2019/630 del 17 aprile 2019.

Ai fini del calcolo dei fondi propri al 31 marzo 2022 si è tenuto conto dell'utile del primo trimestre al netto del relativo dividendo, coerente con il payout ratio (70%) previsto dal Piano d'Impresa 2022-2025, e degli altri oneri prevedibili.

Attività ponderate per il rischio

Al 31 marzo 2022, tenendo conto del trattamento transitorio adottato per mitigare l'impatto dell'IFRS 9, le attività ponderate per il rischio ammontano a 330.514 milioni, derivanti in misura prevalente dai rischi di credito e di controparte e, in misura minore, dai rischi operativi e di mercato. Alla medesima data, considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9, le attività ponderate per il rischio ammontano a 330.942 milioni.

Il Capitale primario di Classe 1 e le Attività di rischio ponderate al 31 marzo 2022 tengono conto dell'impatto dell'applicazione del cosiddetto "Danish Compromise" (art. 49.1 del Regolamento (UE) 575/2013), a seguito della specifica autorizzazione ricevuta dalla BCE nel 2019, per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale.

Coefficienti di solvibilità

Sulla base di quanto esposto in precedenza, i coefficienti di solvibilità al 31 marzo 2022 calcolati tenendo conto del trattamento transitorio per l'impatto dell'IFRS 9 ("IFRS 9 Transitional") si collocano sui seguenti valori: Common Equity ratio 13,8%, Tier 1 ratio 16,0% e Total capital ratio 18,6%. Considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9 ("IFRS 9 Fully Loaded") i coefficienti di solvibilità al 31 marzo 2022 sono i seguenti: Common Equity ratio 13,6%, Tier 1 ratio 15,7% e Total capital ratio 18,5%.

Si segnala, infine, che il 3 febbraio 2022 Intesa Sanpaolo ha reso nota la decisione finale della BCE riguardante il requisito patrimoniale da rispettare a partire dal 1° marzo 2022 a livello consolidato, in seguito agli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP). Il requisito da rispettare complessivamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio risulta attualmente pari all'8,86%, tenendo conto dei requisiti di Countercyclical Capital Buffer stabiliti alla presente data dalle competenti autorità nazionali nei vari Paesi in cui è presente il Gruppo.

Riconciliazione tra Patrimonio di bilancio e Capitale primario di Classe 1

(milioni di euro)
Voci 31.03.2022 31.12.2021
Patrimonio netto di Gruppo 64.724 63.775
Patrimonio netto di terzi 260 291
Patrimonio netto dallo Stato patrimoniale 64.984 64.066
Acconti su dividendi (a) 1.399 1.399
Rettifiche per strumenti computabili nell'AT1 o nel T2 e utile di periodo
- Altri strumenti di capitale computabili nell'AT1 -7.247 -6.263
- Interessi di minoranza computabili nell'AT1 -1 -1
- Interessi di minoranza computabili nel T2 -1 -1
- Interessi di minoranza non computabili a regime -254 -286
- Utile di periodo non computabile (b) -760 -3.031
- Azioni proprie incluse tra le rettifiche regolamentari 259 266
- Altre componenti non computabili a regime (c) -3.097 -194
Capitale primario di Classe 1 (CET1) prima delle rettifiche regolamentari 55.282 55.955
Rettifiche regolamentari (incluse rettifiche del periodo transitorio) (d)
-9.653
Capitale primario di Classe 1 (CET1) al netto delle rettifiche regolamentari
45.629

(a) Il Patrimonio netto dallo Stato patrimoniale non comprende l'acconto su dividendi pagato in data 24 novembre 2021 per 1.399 milioni (al netto della quota non distribuita a fronte delle azioni proprie detenute alla record date, per un importo di circa 2 milioni).

(b) Nel Capitale primario di Classe 1 al 31 marzo 2022 si è tenuto conto dell'utile maturato alla data, al netto del relativo dividendo, calcolato tenendo conto del payout previsto dal Piano d'Impresa 2022-2025 (70% per il 2022), e degli altri oneri prevedibili (rateo cedolare sugli strumenti di Additional Tier 1 al netto dell'effetto fiscale).

(c) L'importo al 31 marzo 2022 include principalmente il dividendo e la quota destinata a beneficenza a valere sull'utile 2021, deliberati dall'Assemblea del 29 aprile 2022.

(d) Le rettifiche del periodo transitorio al 31 marzo 2022 tengono conto del filtro prudenziale che consente la re-introduzione nel Common Equity di una quota progressivamente decrescente fino al 2022 (25% nel 2022) dell'impatto dell'IFRS 9.

I risultati per settori di attività

Il Gruppo Intesa Sanpaolo opera attraverso una struttura organizzativa articolata in sei Business Unit. Ad esse si aggiunge il Centro di Governo, con funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo dell'intero Gruppo.

L'informativa di settore del Gruppo Intesa Sanpaolo si basa sugli elementi che il management utilizza per assumere le proprie decisioni operative (c.d. "management approach") ed è dunque coerente con i requisiti informativi previsti dall'IFRS 8. Oltre a riflettere le responsabilità operative sancite dall'assetto organizzativo del Gruppo, i settori di attività sono costituiti dall'aggregazione di linee di business che presentano caratteristiche simili con riferimento alla tipologia di prodotti e servizi venduti.

Ove necessario e se materiali, i dati divisionali dei periodi posti a confronto sono stati riesposti in coerenza con le variazioni di perimetro delle Business Unit. La riesposizione su basi omogenee dei dati di raffronto – in assenza di nuove riesposizioni nel corso del primo trimestre 2022 – è risultata in continuità con il Bilancio 2021.

In particolare, la riesposizione – oltre alla divisionalizzazione, nell'ambito delle singole Divisioni di ISP, di UBI Banca e delle altre entità dell'ex Gruppo UBI avvenuta a partire dalla Relazione semestrale al 30 giugno 2021 – ha riguardato:

  • l'esclusione delle risultanze reddituali relative agli sportelli UBI ceduti nel primo trimestre 2021 e a quelli UBI e ISP ceduti nel secondo trimestre 2021, sinteticamente e convenzionalmente appostate - secondo la logica dei dati "rideterminati" descritta per i dati consolidati - nella voce Utili (perdite) delle attività operative cessate del Centro di Governo;
  • l'inclusione nell'ambito della Divisione Insurance delle risultanze economiche e patrimoniali di Assicurazioni Vita17 (già Aviva Vita), Lombarda Vita18 e Cargeas, (al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione, come indicato nel commento ai risultati economici consolidati), entrate nell'area di consolidamento integrale in relazione al perfezionamento dell'acquisizione del 100% del capitale;
  • l'inclusione, nell'ambito della Divisione Private Banking, delle risultanze economiche e patrimoniali del Gruppo Reyl, entrato nell'area di consolidamento integrale nel secondo trimestre 2021 in relazione al perfezionamento dell'acquisizione della quota di controllo da parte di Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking.

Si segnala inoltre che nel corso del 2021 si è proceduto ad una revisione delle modalità di allocazione dei costi e dei ricavi tra Business Unit e Centro di Governo, anche in relazione alla necessità di integrazione di UBI Banca secondo le logiche di segment reporting del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Nella tabella riportata nel seguito sono indicati i principali dati che sintetizzano l'evoluzione dei settori di attività del Gruppo Intesa Sanpaolo nel primo trimestre 2022 rispetto ai dati di raffronto omogenei, secondo la logica dei dati "rideterminati" descritta per i dati consolidati.

Nell'analisi di dettaglio condotta sui settori di attività, cui si fa rinvio, sono illustrati i dati di conto economico e i principali aggregati patrimoniali. Per ogni settore è stato infine calcolato il capitale assorbito in base agli RWA (Risk Weighted Assets), questi ultimi determinati sulla base delle disposizioni in vigore (Circolare n. 285) emanate dalla Banca d'Italia a seguito del recepimento della Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e del Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013, modificato dal Regolamento (UE) 2019/876 del 20 maggio 2019, noto anche come CRR II, che traspongono nell'Unione Europea gli

17 Società fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita il 31 dicembre 2021.

18 Società fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita il 31 dicembre 2021.

standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (c.d. framework Basilea 3). Il capitale assorbito tiene anche conto delle modifiche regolamentari introdotte dalla BCE a decorrere dal 12 marzo 2020, che prevedono che il requisito di Pillar 2 possa essere rispettato utilizzando parzialmente strumenti di capitale diversi dal Common Equity Tier 1. Per ogni Divisione il capitale assorbito viene integrato, laddove necessario, con dati gestionali di capitale "economico" per tenere conto dei rischi non coperti dalla metrica regolamentare.

Dati di sintesi per settori di attività

(milioni di euro)
Banca
dei
Territori
IMI
Corporate
&
Investment
Banking
International
Subsidiary
Banks
Private
Banking
Asset
Management
Insurance Centro
di
Governo
Totale
Proventi operativi netti
31.03.2022 2.194 1.394 499 570 253 385 119 5.414
31.03.2021 (Dati rideterminati) 2.226 1.412 468 601 301 383 99 5.490
Variazione % -1,4 -1,3 6,6 -5,2 -15,9 0,5 20,2 -1,4
Costi operativi
31.03.2022 -1.521 -318 -256 -215 -49 -84 -61 -2.504
31.03.2021 (Dati rideterminati) -1.593 -312 -250 -207 -51 -87 -87 -2.587
Variazione % -4,5 1,9 2,4 3,9 -3,9 -3,4 -29,9 -3,2
Risultato della gestione
operativa
31.03.2022 673 1.076 243 355 204 301 58 2.910
31.03.2021 (Dati rideterminati) 633 1.100 218 394 250 296 12 2.903
Variazione % 6,3 -2,2 11,5 -9,9 -18,4 1,7 0,2
Risultato netto
31.03.2022 528 168 35 245 145 201 -298 1.024
31.03.2021 218 721 104 395 172 225 -319 1.516
Variazione % -76,7 -66,3 -38,0 -15,7 -10,7 -6,6 -32,5
(milioni di euro)
Banca
dei
Territori
IMI
Corporate
&
Investment
Banking
International
Subsidiary
Banks
Private
Banking
Asset
Management
Insurance Centro
di
Governo
Totale
Finanziamenti verso clientela
31.03.2022 253.602 150.851 38.706 13.700 430 - 11.077 468.366
31.12.2021 250.984 152.151 38.970 13.833 783 - 8.533 465.254
Variazione % 1,0 -0,9 -0,7 -1,0 -45,1 - 29,8 0,7
Raccolta diretta bancaria
31.03.2022 291.418 91.797 51.361 56.706 17 - 58.026 549.325
31.12.2021 291.807 94.844 51.529 54.212 21 - 63.152 555.565
Variazione % -0,1 -3,2 -0,3 4,6 -19,0 - -8,1 -1,1
Attività di rischio ponderate
31.03.2022 91.052 119.684 34.183 12.109 1.805 - 71.681 330.514
31.12.2021 94.336 112.204 34.403 11.617 1.836 - 72.507 326.903
Variazione % -3,5 6,7 -0,6 4,2 -1,7 - -1,1 1,1
Capitale assorbito
31.03.2022 7.821 10.301 3.580 1.062 186 4.005 4.279 31.234
31.12.2021 8.103 9.641 3.596 1.006 196 4.137 4.013 30.692
Variazione % -3,5 6,8 -0,4 5,6 -5,1 -3,2 6,6 1,8

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

SETTORI DI ATTIVITA'

Banca dei Territori

Dati economici 31.03.2022 31.03.2021 (milioni di euro)
variazioni
assolute %
Interessi netti 971 991 -20 -2,0
Commissioni nette 1.190 1.199 -9 -0,8
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 30 29 1 3,4
Altri proventi (oneri) operativi netti 3 7 -4 -57,1
Proventi operativi netti 2.194 2.226 -32 -1,4
Spese del personale -828 -876 -48 -5,5
Spese amministrative -692 -715 -23 -3,2
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -1 -2 -1 -50,0
Costi operativi -1.521 -1.593 -72 -4,5
Risultato della gestione operativa 673 633 40 6,3
Rettifiche di valore nette su crediti 141 -285 426
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -15 -17 -2 -11,8
Altri proventi (oneri) netti - - - -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 799 331 468
Imposte sul reddito -265 -109 156
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -2 -2 - -
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -3 -2 1 50,0
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -1 - 1 -
Risultato netto 528 218 310
(milioni di euro)
Dati operativi 31.03.2022 31.12.2021 variazioni
assolute %
Finanziamenti verso clientela 253.602 250.984 2.618 1,0
Raccolta diretta bancaria 291.418 291.807 -389 -0,1
Attività di rischio ponderate 91.052 94.336 -3.284 -3,5
Capitale assorbito 7.821 8.103 -282 -3,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

Nel primo trimestre 2022 i proventi operativi netti della Banca dei Territori, pari a 2.194 milioni, che rappresentano circa il 40% dei ricavi consolidati del Gruppo, hanno evidenziato una modesta diminuzione (-1,4%) rispetto al corrispondente periodo dello scorso esercizio.

In dettaglio, si segnala un calo degli interessi netti del 2%, principalmente riconducibile alle operazioni di derisking realizzate nel corso del 2021, che hanno ridotto considerevolmente lo stock di attività deteriorate. Anche le commissioni nette hanno registrato una flessione (-0,8%), in particolare quelle rivenienti dal comparto del risparmio gestito e della bancassurance, condizionati dal contesto di mercato sfavorevole. Tra le altre componenti di ricavo, che peraltro forniscono un apporto marginale ai proventi della Divisione, il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value si è incrementato (+1 milione) mentre gli altri proventi operativi netti si sono ridotti (-4 milioni). I costi operativi, pari a 1.521 milioni, sono diminuiti del 4,5% in relazione a consistenti risparmi sulle spese del personale, prevalentemente attribuibili alla riduzione dell'organico a seguito delle uscite per accordi, e al contenimento delle spese amministrative, principalmente relative ai service in ambito immobiliare. Per effetto dei fenomeni descritti, il risultato della gestione operativa è ammontato a 673 milioni, in progresso del 6,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il risultato corrente lordo si è attestato a 799 milioni, in significativo incremento rispetto ai 331 milioni dei primi tre mesi del 2021 grazie al rilascio di rettifiche generiche effettuate nel 2020 per i futuri impatti di COVID-19 principalmente sulle posizioni in bonis oggetto di moratorie. Infine, il risultato netto, dopo l'attribuzione alla Divisione di imposte per 265 milioni, di oneri di integrazione per 2 milioni, degli effetti dell'allocazione dei

costi di acquisizione per 3 milioni e dell'utile di pertinenza di terzi per 1 milione, si è collocato a 528 milioni, superiore di 310 milioni rispetto al medesimo periodo del 2021.

Nell'evoluzione trimestrale, si rileva un aumento del risultato della gestione operativa rispetto al quarto trimestre 2021, principalmente ascrivibile alla diminuzione degli oneri operativi. Positiva anche la dinamica del risultato corrente lordo, che ha beneficiato delle sopracitate riprese di valore su crediti, e del risultato netto.

Le consistenze patrimoniali a fine marzo 2022 hanno evidenziato una leggera crescita dei volumi intermediati complessivi di raccolta e impiego rispetto a inizio anno (+0,4%). In dettaglio, i crediti verso clientela, pari a 253.602 milioni, hanno mostrato un incremento (+2,6 miliardi, pari a +1%) riconducibile al buon andamento dei finanziamenti nei confronti delle imprese e dei privati. La raccolta diretta bancaria, pari a 291.418 milioni, si è attestata su livelli di poco inferiori a quelli di inizio anno (-0,4 miliardi, pari a -0,1%) in relazione alla dinamica dei titoli in circolazione.

IMI Corporate & Investment Banking

(milioni di euro)
Dati economici 31.03.2022 31.03.2021 variazioni
assolute %
Interessi netti 475 563 -88 -15,6
Commissioni nette 296 271 25 9,2
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 624 577 47 8,1
Altri proventi (oneri) operativi netti -1 1 -2
Proventi operativi netti 1.394 1.412 -18 -1,3
Spese del personale -115 -110 5 4,5
Spese amministrative -198 -197 1 0,5
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -5 -5 - -
Costi operativi -318 -312 6 1,9
Risultato della gestione operativa 1.076 1.100 -24 -2,2
Rettifiche di valore nette su crediti -723 -66 657
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -25 -3 22
Altri proventi (oneri) netti - - - -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 328 1.031 -703 -68,2
Imposte sul reddito -155 -325 -170 -52,3
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -5 -5 - -
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) - 20 -20
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi - - - -
Risultato netto 168 721 -553 -76,7
(milioni di euro)
Dati operativi 31.03.2022 31.12.2021 variazioni
assolute %
Finanziamenti verso clientela 150.851 152.151 -1.300 -0,9
Raccolta diretta bancaria (a) 91.797 94.844 -3.047 -3,2
Attività di rischio ponderate 119.684 112.204 7.480 6,7
Capitale assorbito 10.301 9.641 660 6,8

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

(a) L'importo della voce comprende i "certificates".

Nel primo trimestre 2022 la Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha realizzato proventi operativi netti pari a 1.394 milioni (che rappresentano oltre il 25% del dato consolidato di Gruppo), in flessione dell'1,3% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno.

In dettaglio, gli interessi netti, pari a 475 milioni, hanno mostrato un calo del 15,6% ascrivibile alla minore contribuzione dell'intermediazione con clientela e al minor apporto del portafoglio titoli in ambito Global Market. Le commissioni nette, pari a 296 milioni, sono aumentate del 9,2%, per effetto dell'andamento rilevato nei comparti del commercial banking e della finanza strutturata. Il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value, pari a 624 milioni, ha evidenziato una crescita (+8,1%) beneficiando soprattutto dei maggiori proventi nell'operatività in derivati. I costi operativi sono ammontati a 318 milioni con un incremento dell'1,9% essenzialmente riconducibile alle spese del personale. Per effetto delle dinamiche descritte dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa è diminuito del 2,2% rispetto al valore rilevato nel primo trimestre dello scorso esercizio, attestandosi a 1.076 milioni. Il risultato corrente lordo, pari a 328 milioni, ha registrato una forte riduzione (-68,2%) a causa delle significative rettifiche di valore appostate in relazione agli eventi riguardanti Russia e Ucraina. Infine, l'utile netto si è attestato a 168 milioni (-76,7%).

La Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha mostrato nel primo trimestre 2022 una considerevole crescita del risultato della gestione operativa rispetto al quarto trimestre 2021 dovuta a maggiori ricavi rivenienti dalle attività e passività finanziarie al fair value, che hanno beneficiato di più consistenti realizzi su titoli HTC, nonché a più contenuti oneri operativi. Per contro il risultato corrente lordo e l'utile netto sono stati negativamente impattati dalle sopracitate rettifiche su crediti.

I volumi intermediati della Divisione hanno evidenziato una flessione rispetto a inizio anno (-1,8%). Nel dettaglio, gli impieghi a clientela, pari a 150.851 milioni, hanno registrato una riduzione di 1,3 miliardi (-0,9%), principalmente ascrivibile ai finanziamenti a medio/lungo termine per operazioni di finanza strutturata nonché nei confronti di clientela internazionale. La raccolta diretta bancaria, pari a 91.797 milioni, si è ridotta di 3 miliardi (-3,2%) a causa della diminuzione dei debiti verso clientela internazionale e financial institutions e dei titoli in circolazione della Direzione Internazionale.

International Subsidiary Banks

Dati economici 31.03.2022 (milioni di euro)
31.03.2021
variazioni
assolute %
Interessi netti 342 323 19 5,9
Commissioni nette 140 122 18 14,8
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 30 30 - -
Altri proventi (oneri) operativi netti -13 -7 6 85,7
Proventi operativi netti 499 468 31 6,6
Spese del personale -134 -129 5 3,9
Spese amministrative -92 -92 - -
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -30 -29 1 3,4
Costi operativi -256 -250 6 2,4
Risultato della gestione operativa 243 218 25 11,5
Rettifiche di valore nette su crediti -136 -47 89
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -5 -7 -2 -28,6
Altri proventi (oneri) netti 1 2 -1 -50,0
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 103 166 -63 -38,0
Imposte sul reddito -49 -44 5 11,4
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -9 -9 - -
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) - - - -
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -10 -9 1 11,1
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi - - - -
Risultato netto 35 104 -69 -66,3
(milioni di euro)
Dati operativi 31.03.2022 31.12.2021 variazioni
assolute %
Finanziamenti verso clientela 38.706 38.970 -264 -0,7
Raccolta diretta bancaria 51.361 51.529 -168 -0,3
Attività di rischio ponderate 34.183 34.403 -220 -0,6
Capitale assorbito 3.580 3.596 -16 -0,4

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

La Divisione International Subsidiary Banks presidia l'attività del Gruppo sui mercati esteri tramite banche commerciali controllate e partecipate che svolgono prevalentemente attività bancaria retail.

Nel primo trimestre del 2022 i proventi operativi netti della Divisione si sono attestati a 499 milioni, in crescita del 6,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso esercizio (+6,1% a cambi costanti). L'analisi di dettaglio evidenzia che gli interessi netti sono stati pari a 342 milioni (+5,9%), principalmente grazie alla dinamica favorevole registrata da CIB Bank (+19 milioni). Le commissioni nette, pari a 140 milioni, hanno mostrato un consistente aumento (+14,8%) essenzialmente riconducibile a PBZ – inclusa Intesa Sanpaolo Bank (Slovenia) e Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina (+7 milioni), VUB Banka (+6 milioni) e Banca Intesa Beograd, inclusa Intesa Leasing Beograd (+5 milioni). Tra le altre componenti di ricavo, il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value è rimasto stabile mentre gli altri oneri operativi netti si sono incrementati (+6 milioni).

I costi operativi, pari a 256 milioni, hanno presentato una crescita (+2,4%; +1,8% a cambi costanti) principalmente riconducibile alle spese del personale.

Per l'andamento descritto dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa ha registrato un progresso dell'11,5%, attestandosi a 243 milioni. Per contro il risultato corrente lordo, pari a 103 milioni, è diminuito del 38%, a causa di maggiori rettifiche di valore nette su crediti per gli eventi riguardanti Russia e Ucraina. La Divisione ha chiuso il primo trimestre 2022 con un risultato netto di 35 milioni (-66,3%).

Nel confronto trimestrale, i primi tre mesi del 2022 evidenziano un'evoluzione positiva del risultato della gestione operativa rispetto al quarto trimestre 2021 ascrivibile ai risparmi dei costi operativi, che nel fine anno scontavano i consueti effetti stagionali. Il risultato corrente lordo e l'utile netto si sono attestati su valori inferiori rispetto a quelli del trimestre precedente a causa delle sopracitate maggiori rettifiche di valore su crediti che hanno più che compensato i minori accantonamenti netti e rettifiche di valore su altre attività.

I volumi intermediati della Divisione hanno evidenziato a fine marzo 2022 una lieve flessione (-0,5%) da inizio anno riconducibile sia alla raccolta diretta bancaria (-0,3%), nella componente dei debiti verso clientela, sia ai crediti verso clientela (-0,7%). La dinamica della raccolta è principalmente attribuibile alle controllate operanti in Egitto e Serbia mentre quella degli impieghi alla controllata attiva in Egitto.

Private Banking

Dati economici 31.03.2022 31.03.2021 (milioni di euro)
variazioni
assolute %
Interessi netti 47 52 -5 -9,6
Commissioni nette 509 522 -13 -2,5
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 11 20 -9 -45,0
Altri proventi (oneri) operativi netti 3 7 -4 -57,1
Proventi operativi netti 570 601 -31 -5,2
Spese del personale -109 -110 -1 -0,9
Spese amministrative -87 -79 8 10,1
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -19 -18 1 5,6
Costi operativi -215 -207 8 3,9
Risultato della gestione operativa 355 394 -39 -9,9
Rettifiche di valore nette su crediti 2 - 2 -
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività 4 -7 11
Altri proventi (oneri) netti - 194 -194
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 361 581 -220 -37,9
Imposte sul reddito -104 -181 -77 -42,5
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -8 -4 4
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -5 - 5 -
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi 1 -1 2
Risultato netto 245 395 -150 -38,0
(milioni di euro)
Dati operativi 31.03.2022 31.12.2021 variazioni
assolute %
Risparmio gestito (1) 155.824 163.705 -7.881 -4,8
Attività di rischio ponderate 12.109 11.617 492 4,2
Capitale assorbito 1.062 1.006 56 5,6

(1) Dati riesposti in coerenza con i criteri di rendicontazione della raccolta indiretta consolidata.

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

La Divisione Private Banking ha la missione di servire il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals), creando valore attraverso l'offerta di prodotti e servizi mirati all'eccellenza. La Divisione coordina l'operatività di Fideuram, Sanpaolo Invest, Intesa Sanpaolo Private Banking, Fideuram Asset Management SGR, IW Private Investments SIM, SIREF Fiduciaria, Fideuram Asset Management (Ireland), Fideuram Bank (Luxembourg) e del Gruppo bancario svizzero Reyl (in Svizzera, Regno Unito, Singapore, Emirati Arabi Uniti e Malta). Inoltre con l'obiettivo di offrire una gamma di prodotti ampia e dedicata, fruendo di soluzioni digitali che si arricchiranno nel tempo, è stata creata la nuova business unit Banca Diretta, per rispondere alle esigenze dei clienti che vogliono operare in autonomia sugli investimenti e sul trading on-line.

Nel primo trimestre del 2022 la Divisione ha realizzato un risultato corrente lordo pari a 361 milioni, in calo di 220 milioni (-37,9%) rispetto al valore dei primi tre mesi del 2021, che comprendeva la plusvalenza di 194 milioni realizzata con la cessione del ramo di attività di Banca Depositaria di Fideuram Bank (Luxembourg), contabilizzata nella voce Altri proventi netti. Il risultato della gestione operativa ha mostrato una dinamica cedente (-39 milioni), attribuibile alla riduzione dei proventi operativi netti (-31 milioni) e all'aumento dei costi operativi (+8 milioni), riconducibili principalmente alle spese amministrative. L'evoluzione dei ricavi è da ricondurre principalmente alla diminuzione delle commissioni nette (-13 milioni), segnatamente quelle derivanti dalla raccolta amministrata, del risultato delle attività e passività finanziarie al fair value (-9 milioni) e degli interessi netti (-5 milioni). La Divisione ha chiuso il primo trimestre 2022 con un utile netto di 245 milioni, in calo del 38% rispetto al corrispondente periodo del 2021.

Relativamente alle masse gestite e amministrate, si segnala che i valori vengono esposti in coerenza con i criteri di rendicontazione della raccolta indiretta utilizzati nel consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo, in particolare attraverso l'elisione di conti correnti della clientela correlati alle operazioni di investimento, di obbligazioni e di certificates che, pur facendo parte del patrimonio del cliente, trovano già rappresentazione nell'ambito della raccolta diretta. Si evidenzia inoltre una riallocazione dei prodotti di terzi da risparmio gestito a risparmio amministrato.

Al 31 marzo 2022 le masse gestite e amministrate, che includono anche il contributo dei mandati fiduciari a SIREF Fiduciaria, sono state pari a 276,6 miliardi (-11,4 miliardi da inizio anno). Tale andamento è riconducibile alla performance di mercato che ha inciso negativamente sui patrimoni, solo parzialmente compensata dalla raccolta netta positiva. La componente di risparmio gestito si è attestata a 155,8 miliardi (-7,9 miliardi).

Asset Management

Dati economici 31.03.2022 31.03.2021 (milioni di euro)
variazioni
assolute %
Interessi netti - - - -
Commissioni nette 241 286 -45 -15,7
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value -5 -1 4
Altri proventi (oneri) operativi netti 17 16 1 6,3
Proventi operativi netti 253 301 -48 -15,9
Spese del personale -23 -23 - -
Spese amministrative -25 -26 -1 -3,8
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -1 -2 -1 -50,0
Costi operativi -49 -51 -2 -3,9
Risultato della gestione operativa 204 250 -46 -18,4
Rettifiche di valore nette su crediti - - - -
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività - - - -
Altri proventi (oneri) netti - - - -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 204 250 -46 -18,4
Imposte sul reddito -57 -68 -11 -16,2
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -1 - 1 -
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -1 - 1 -
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi - -10 -10
Risultato netto 145 172 -27 -15,7
Dati operativi 31.03.2022 31.12.2021 variazioni (milioni di euro)
assolute %
Risparmio gestito 341.006 354.048 -13.042 -3,7
Attività di rischio ponderate 1.805 1.836 -31 -1,7
Capitale assorbito 186 196 -10 -5,1

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

La Divisione Asset Management ha la missione di sviluppare le migliori soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo e la presenza nel segmento dell'open market tramite la società controllata Eurizon Capital SGR e le sue partecipate.

I proventi operativi netti del primo trimestre 2022, pari a 253 milioni, hanno evidenziato una riduzione del 15,9% rispetto al corrispondente periodo dello scorso esercizio principalmente ascrivibile all'andamento delle commissioni nette (-45 milioni), penalizzate dall'intonazione sfavorevole dei mercati finanziari, e, in misura minore, al contributo negativo derivante dalla valutazione al fair value del portafoglio finanziario in cui sono investite le disponibilità liquide della Divisione. In particolare i ricavi commissionali hanno risentito della contrazione delle commissioni di performance incassate nel periodo solo parzialmente compensate da un incremento delle commissioni di gestione correlate all'aumento dei patrimoni gestiti. L'evoluzione dei costi operativi (-3,9%) è riconducibile al contenimento delle spese amministrative, da porre in relazione con gli effetti delle sinergie derivanti dall'integrazione con Pramerica perfezionata a fine giugno 2021, e degli ammortamenti su immobilizzazioni immateriali e materiali. Dato l'andamento descritto dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa è stato pari a 204 milioni, in diminuzione del 18,4% rispetto ai primi tre mesi 2021. La Divisione ha chiuso il primo trimestre 2022 con un risultato netto pari a 145 milioni (-15,7%).

Al 31 marzo 2022 il risparmio gestito dalla Divisione Asset Management si è attestato complessivamente a 341 miliardi, in calo di 13 miliardi (-3,7%) rispetto a fine dicembre 2021. Tale dinamica è ascrivibile alla svalutazione delle masse gestite correlata all'andamento negativo dei mercati, solo parzialmente compensata dai flussi di raccolta netta (+1,9 miliardi), riconducibili ai fondi comuni e gestioni patrimoniali (+0,2 miliardi) e ai prodotti assicurativi/previdenziali e destinati a clientela istituzionale (+1,7 miliardi).

Al 31 marzo 2022 la quota del mercato italiano di Eurizon Capital sul patrimonio gestito è risultata pari al 16,8% (al lordo delle duplicazioni). Escludendo il comparto dei fondi chiusi, in cui la società ha una presenza limitata, la quota di risparmio gestito a fine marzo sale al 17,4%.

Insurance

(milioni di euro)
Dati economici 31.03.2022 31.03.2021 variazioni
assolute %
Interessi netti - - - -
Commissioni nette - - - -
Risultato dell'attività assicurativa 388 386 2 0,5
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value - - - -
Altri proventi (oneri) operativi netti -3 -3 - -
Proventi operativi netti 385 383 2 0,5
Spese del personale -33 -34 -1 -2,9
Spese amministrative -46 -48 -2 -4,2
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -5 -5 - -
Costi operativi -84 -87 -3 -3,4
Risultato della gestione operativa 301 296 5 1,7
Rettifiche di valore nette su crediti - - - -
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -7 -3 4
Altri proventi (oneri) netti - - - -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 294 293 1 0,3
Imposte sul reddito -73 -80 -7 -8,8
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -2 -1 1
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -17 -5 12
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -1 18 -19
Risultato netto 201 225 -24 -10,7
(milioni di euro)
Dati operativi 31.03.2022 31.12.2021 variazioni
assolute %
Raccolta diretta assicurativa (1) 195.093 204.481 -9.388 -4,6
Attività di rischio ponderate - - - -
Capitale assorbito 4.005 4.137 -132 -3,2

(1) Inclusi i titoli subordinati emessi dalle compagnie.

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

La Divisione Insurance è costituita da Intesa Sanpaolo Vita, Intesa Sanpaolo Life, Fideuram Vita, Intesa Sanpaolo Assicura, Intesa Sanpaolo RBM Salute e Cargeas, con la missione di sviluppare in modo sinergico l'offerta dei prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo. Nel perimetro della Divisione Insurance rientrano inoltre Intesa Sanpaolo Insurance Agency e Newco TPA.

Nel primo trimestre del 2022 la Divisione ha conseguito un risultato dell'attività assicurativa pari a 388 milioni, in lieve aumento (+0,5%, pari a +2 milioni) rispetto al medesimo periodo del 2021. L'andamento è ascrivibile all'aumento del margine finanziario, costituito dal reddito operativo degli investimenti al netto delle retrocessioni agli assicurati, che ha compensato la riduzione del margine tecnico. Il risultato corrente lordo, pari a 294 milioni, ha evidenziato una sostanziale stabilità (+0,3%) per effetto di maggiori accantonamenti netti collegati agli impairment su titoli impattati dal peggioramento dello scenario finanziario in conseguenza degli eventi riguardanti Russia e Ucraina, che hanno controbilanciato la riduzione dei costi operativi e l'aumento dei proventi operativi netti.

Il cost/income, pari al 21,8%, si è mantenuto su ottimi livelli, inferiori a quelli osservati nel primo trimestre del 2021.

Infine l'utile netto è ammontato a 201 milioni (-10,7%), dopo l'attribuzione delle imposte per 73 milioni, degli oneri di integrazione e incentivazione all'esodo per 2 milioni, degli effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione per 17 milioni (in aumento rispetto al trimestre di raffronto per gli effetti relativi all'acquisizione delle società assicurative dell'ex Gruppo UBI Banca, non presenti a marzo 2021) e dell'utile di pertinenza di terzi per 1 milione (nei primi tre mesi del 2021 la voce incorporava la convenzionale attribuzione del risultato netto di pertinenza delle società assicurative dell'ex Gruppo UBI).

La raccolta diretta assicurativa, pari a 195.093 milioni, ha mostrato un calo (-4,6%, pari a -9,4 miliardi) rispetto a inizio anno ascrivibile sia alle passività finanziarie valutate al fair value, costituite da prodotti unit linked, sia alle riserve tecniche, per effetto dell'impatto del contesto internazionale sui mercati finanziari.

La raccolta premi vita e previdenza della Divisione, pari a 3,9 miliardi, ha mostrato una flessione del 19,5% circa rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno, imputabile ai prodotti unit linked (-23,3%), in conseguenza dell'incertezza dei mercati finanziari, e ai prodotti tradizionali (-15,3%), in linea con la strategia di focalizzazione dell'offerta su prodotti a minor impatto di capitale. In incremento invece la raccolta sui prodotti previdenziali (+2%).

I premi del business protezione sono stati pari a 394 milioni, in diminuzione del 4% circa rispetto al medesimo periodo del 2021 riesposto includendo Cargeas per omogeneità di confronto, per effetto di una review di portafoglio di alcune linee di business.

Centro di Governo

Al Centro di Governo, cui è demandato il presidio delle funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo dell'intero Gruppo, fanno capo anche la Direzione NPE nonché le attività di Tesoreria e di ALM Strategico. Le risultanze economiche del Centro di Governo sono state rideterminate anche per tener conto della revisione dei criteri di allocazione dei costi e dei ricavi alle Divisioni operative intervenuta nel corso del 2021.

Le attività delle Strutture del Centro di Governo hanno evidenziato nel primo trimestre 2022 un risultato della gestione operativa pari a 58 milioni, che si confronta con 12 milioni del medesimo periodo del precedente esercizio. Tale andamento è riconducibile sia alla crescita dei proventi operativi netti, principalmente attribuibile alla dinamica degli interessi netti, sia al contenimento dei costi operativi che hanno mostrato una riduzione, riconducibile a sinergie sulle spese amministrative e a risparmi sulle spese del personale. Il risultato corrente lordo si è attestato a 55 milioni a fronte di un risultato negativo di 39 milioni dei primi tre mesi dello scorso anno che includevano più elevati accantonamenti netti. Il primo trimestre 2022 si è chiuso con un risultato netto di -298 milioni a fronte di -319 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Il conto economico del Centro di Governo comprende la quasi totalità degli oneri imposti da disposizioni legislative e/o finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario e, di conseguenza, al di fuori del governo aziendale, essenzialmente riferibili ai fondi di risoluzione. Tali oneri sono ammontati - al netto delle imposte - a 256 milioni e si confrontano con 187 milioni del primo trimestre 2021.

Attività di tesoreria

Nell'ambito della Tesoreria e Finanza di Gruppo sono ricomprese le attività di tesoreria di servizio in euro e in valuta, la gestione integrata dei fabbisogni e delle eccedenze di liquidità, nonché dei rischi finanziari (ALM) e di regolamento.

Nel primo trimestre del 2022 Intesa Sanpaolo ha confermato il proprio ruolo sistemico di "partecipante critico" all'interno dei sistemi di regolamento della BCE (T2 per il cash e T2S per i titoli), confermando le quote di mercato mantenute nel 2021.

Nel corso del trimestre sono proseguite le attività progettuali, molto rilevanti per il 2022. Più in dettaglio: con riferimento al nuovo sistema di EBA Clearing per il regolamento dei bonifici SEPA ("CGS" - luglio 2022) è stata implementata la fase di sviluppo software che si è conclusa ad aprile cui seguirà il periodo di test&training; riguardo all'avvio della nuova piattaforma di regolamento cash e titoli della BCE ("Target Services" - T2/T2S Consolidation), in questa prima parte dell'anno è stata attuata la fase di User Acceptance Test in ambiente di collaudo, per poi passare da settembre a testare in ambiente di produzione e traguardare così novembre per il go-live; relativamente all'ECMS (gestione centralizzata del collaterale, ultimo dei "Target Services" della BCE), per il quale sono terminate le fasi progettuali per la valutazione di impatti e requisiti funzionali, sta iniziando lo sviluppo del software che occuperà buona parte del 2022.

Nel trimestre le preoccupazioni sull'andamento dell'inflazione si sono materializzate e sono state subito esacerbate dall'invasione russa dell'Ucraina, dal confronto sanzionatorio da parte dei paesi occidentali verso la Russia e dal conseguente rialzo di tutti i prezzi delle principali commodities (gas, petrolio e grano in primis).

Il tasso di inflazione annuale in Europa, che aveva già sorpreso i banchieri centrali con un dato al 5% a fine 2021, a fine marzo ha visto le prime stime attestarsi in area 7%. Al fine di poter disporre della necessaria flessibilità, ma al contempo di rispettare la sequenza annunciata nel percorso di normalizzazione dei tassi, la BCE ha deciso di concludere gli acquisti netti di titoli (APP) nel terzo trimestre del 2022. Solo successivamente potrà essere valutato un eventuale rialzo dei tassi ufficiali. Il Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP) è terminato nel mese di marzo come già ampiamente previsto.

I tassi hanno registrato una forte risalita (l'Euribor a 1 anno è passato da -0,501% di fine 2021 a -0,07% di fine marzo 2022) così come le curve di costo fondi della Banca, sebbene in termini di spread creditizio non si sia registrato alcun peggioramento sostanziale. Intesa Sanpaolo mantiene una solida posizione di liquidità.

Negli Stati Uniti, come nelle attese, la FED ha avviato la fase di politica monetaria restrittiva. Nella riunione di metà marzo, per la prima volta dal 2018, il costo del denaro è stato rivisto al rialzo di 25 bps, con nuovi tassi di riferimento che ora si collocano nell'intervallo 0,25-0,50%; il mercato si è già posizionato su aspettative di ancora maggiori rialzi rispetto alle previsioni degli stessi membri della FED. A fine marzo, infatti, i prezzi dei futures incorporavano 200 bps di rialzo entro fine anno.

Con riferimento all'operatività di funding a medio/lungo termine, l'ammontare complessivo delle emissioni del Gruppo collocate sul mercato domestico, attraverso reti proprie e direct listing, è stato pari a circa 1,3 miliardi. Nell'ambito dei titoli collocati si è registrata una prevalenza (95%) della componente costituita da strumenti finanziari strutturati, rappresentati principalmente da strutture legate ad indici. Nella scomposizione per vita media, il 66% è costituito da strumenti con scadenza fino a 5 anni, il 14% con scadenza a 6 e 7 anni ed il restante 20% con scadenza a 8 e 10 anni.

Nel periodo sono state perfezionate operazioni di raccolta istituzionale unsecured per un controvalore complessivo di 1,043 miliardi, di cui 1,018 miliardi tramite l'emissione di titoli obbligazionari collocati presso investitori istituzionali e 25 milioni tramite l'emissione di titoli obbligazionari e certificates da parte della Divisione IMI Corporate & Investment Banking collocati presso investitori istituzionali.

In particolare, nel mese di marzo è stata eseguita un'operazione pubblica destinata a mercati internazionali per 1 miliardo. Si tratta di strumenti subordinati di tipo AT1 a tasso fisso con durata perpetua e rimborsabili anticipatamente dall'emittente a partire dal 28 marzo 2028. I termini contrattuali prevedono che il pagamento degli interessi sia a totale discrezione dell'emittente (seppur soggetto a talune limitazioni regolamentari). Inoltre, qualora il Common Equity Tier 1 (CET1) del Gruppo o di Intesa Sanpaolo scenda al di sotto del 5,125%, il valore nominale degli strumenti verrà ridotto temporaneamente dell'importo necessario a ripristinare la suddetta soglia (5,125% del CET1), tenendo conto anche degli altri strumenti con caratteristiche similari.

Sempre nel mese di marzo, è stato effettuato un piazzamento privato in JPY per un controvalore totale pari a 18 milioni di euro.

Nel corso del primo trimestre dell'anno, a valere sul programma di emissione UBI Finance CB1, nei mesi di gennaio e febbraio la serie n. 30 è stata oggetto di estinzione parziale per un ammontare complessivo di 300 milioni, azzerando il nominale.

Nell'ambito del programma di emissione di OBG garantito da ISP CB Pubblico nel mese di gennaio è stata parzialmente estinta la serie n. 10 per un ammontare di 100 milioni, portando il nominale a residui 150 milioni.

A valere sul programma di emissione garantito da ISP CB Ipotecario, nel mese di gennaio è scaduta la serie n. 17 per un ammontare di 1 miliardo. Inoltre, nel mese di febbraio è stata emessa la serie n. 28, per un ammontare di 1 miliardo. Il titolo, a tasso variabile con scadenza 7 anni, quotato presso la Borsa di Lussemburgo con rating Aa3 di Moody's, è stato interamente sottoscritto dalla Capogruppo ed è stanziabile sull'Eurosistema.

Infine, nel mese di marzo, è stata effettuata un'emissione di Covered Bond da parte della controllata VUB Banka. Si tratta di titoli a tasso fisso per un ammontare di 500 milioni con scadenza 5 anni.

Per quanto concerne la gestione del collateral, Intesa Sanpaolo si avvale da tempo anche della procedura denominata A.Ba.Co. (Attivi Bancari Collateralizzati), che permette l'utilizzo di prestiti bancari - erogati a società non finanziarie - a garanzia delle operazioni di finanziamento con la Banca d'Italia: al 31 marzo 2022 l'importo outstanding, al lordo degli hair-cut applicabili agli impieghi costituiti in pegno da parte del Gruppo, ammontava a circa 18,6 miliardi.

Nel trimestre la prospettiva di una progressiva attenuazione degli effetti della pandemia ha ceduto il passo agli inattesi sviluppi bellici in Est Europa. Nonostante il quadro inflazionistico infiammato dall'accelerazione delle materie prime continui a spingere le Banche Centrali verso una graduale riduzione delle misure di stimolo monetario, i mercati del credito hanno mantenuto una volatilità sorprendentemente contenuta. La rotazione di portafoglio è stata finalizzata alla riduzione della componente governativa core che ha raggiunto livelli di spread estremamente elevati al di sotto dei tassi swap, mentre la componente Italia è stata gestita dinamicamente a ridosso dell'elezione del Presidente della Repubblica. La componente non governativa mantiene un'esposizione contenuta nei confronti del mercato corporate a causa delle incertezze di mercato e della prossima attesa riduzione dello stimolo quantitativo da parte della BCE.

Con riferimento al mercato repo i volumi scambiati sui titoli di stato italiani sono notevolmente aumentati rispetto all'anno precedente ed i tassi si sono attestati su livelli inferiori alla depo facility.

Lo spread tra i tassi govies dei paesi core e quelli italiani è rimasto pressoché invariato rispetto al 2021; ha fatto eccezione l'allargamento registrato sullo scavalco di fine trimestre, significativamente più rilevante di quello osservato sul fine trimestre 2021.

ALM Strategico

Nell'ambito delle attività di Asset & Liability Management (ALM) del Gruppo, la gestione operativa dei rischi finanziari del banking book di Gruppo è svolta dalla Tesoreria & Finanza di Gruppo sotto il monitoraggio dell'Area Chief Risk Officer. Il rischio di tasso è monitorato e gestito considerando anzitutto la sensitività del valore di mercato delle varie poste del banking book agli spostamenti paralleli della curva dei tassi, nonché la sensitività del margine d'interesse; sono inoltre utilizzate specifiche analisi di scenario circa l'evoluzione dei tassi, nonché ipotesi comportamentali su alcune poste particolari. Le scelte strategiche in materia di rischio tasso sono definite dal Comitato Rischi Finanziari di Gruppo - sessione ALCO, nell'ambito di limiti fissati dal Consiglio di Amministrazione: la struttura di Tesoreria & Finanza di Gruppo svolge un ruolo attivo di supporto alle decisioni del Comitato, formulando analisi e proposte. La componente strutturale del rischio di liquidità è gestita, sulla base delle policy di liquidità definite a livello di Gruppo, presidiando gli equilibri attuali e prospettici di liquidità, a breve e a lungo termine, definendo il piano di funding sui diversi canali e strumenti (domestico/internazionale, retail/corporate, secured/ unsecured, preferred/non preferred/subordinati) nonché nel rispetto degli indicatori di liquidità (LCR, NSFR e gli altri indicatori di RAF) e nel rispetto degli obiettivi di gap impieghi-raccolta delle Unità di Business.

Il presidio dei rischi

I PRINCIPI DI BASE DEL PRESIDIO DEI RISCHI

Le politiche relative all'assunzione e i processi di gestione dei rischi ai quali il Gruppo è o potrebbe essere esposto sono approvate dal Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, in qualità di Capogruppo, con il supporto del Comitato Rischi. Il Comitato per il Controllo sulla Gestione, organo con funzioni di controllo, vigila sull'adeguatezza, efficienza, funzionalità e affidabilità del processo di gestione dei rischi e del Risk Appetite Framework.

Il Consigliere Delegato e CEO esercita il potere di proposta di adozione delle delibere che riguardano il sistema dei rischi e cura l'esecuzione di tutte le delibere del Consiglio di Amministrazione, con particolare riguardo all'attuazione degli indirizzi strategici, del RAF e delle politiche di governo dei rischi.

Gli Organi beneficiano anche dell'azione di alcuni comitati manageriali in tema di presidio dei rischi. Tali comitati, tra i quali va segnalato il Comitato di Direzione, operano nel rispetto delle responsabilità primarie degli Organi societari sul sistema dei controlli interni e delle prerogative delle funzioni aziendali di controllo, in particolare della funzione di controllo dei rischi.

L'Area di Governo Chief Risk Officer, collocata a diretto riporto del Consigliere Delegato e CEO, nella quale sono concentrate le funzioni di risk management, inclusi i controlli sul processo di gestione dei rischi, e di validazione interna, costituisce componente rilevante della "seconda linea di difesa" del sistema dei controlli interni, separata e indipendente rispetto alle funzioni di supporto al business. L'Area ha la responsabilità di: (i) governare il macro processo di definizione, approvazione, controllo e attuazione del Risk Appetite Framework del Gruppo con il supporto delle altre funzioni aziendali coinvolte; (ii) coadiuvare gli Organi societari nel definire e attuare, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali, gli indirizzi e le politiche in materia di gestione dei rischi del Gruppo; (iii) coordinarne e verificarne l'attuazione da parte delle unità preposte del Gruppo, anche nei diversi ambiti societari; (iv) garantire la misurazione e il controllo dell'esposizione di Gruppo alle diverse tipologie di rischio; (v) attuare i controlli di II livello sia sul credito sia sugli altri rischi, diversi da quelli creditizi, oltre ad assicurare la convalida dei sistemi interni per la misurazione e gestione dei rischi.

La Capogruppo svolge nei confronti delle Società del Gruppo un ruolo di indirizzo e coordinamento19, mirato a garantire un efficace ed efficiente presidio dei rischi a livello di gruppo, esercitando la responsabilità nella definizione delle linee guida e delle regole metodologiche inerenti al processo di gestione dei rischi, perseguendo, in particolare, l'informativa integrata a livello di gruppo nei confronti degli Organi della Capogruppo, in merito alla completezza, adeguatezza, funzionalità e affidabilità del sistema dei controlli interni. Con particolare riferimento alle Funzioni aziendali di controllo, all'interno del Gruppo si distinguono due tipologie di modelli: (i) il Modello di gestione accentrata basato sull'accentramento delle attività presso la Capogruppo e (ii) il Modello di gestione decentrata che prevede la presenza di Funzioni aziendali di controllo istituite localmente, che svolgono l'attività sotto l'azione di indirizzo e coordinamento delle omologhe Funzioni aziendali di controllo della Capogruppo, cui riportano funzionalmente.

Gli Organi aziendali delle Società del Gruppo, indipendentemente dal modello di controllo adottato all'interno della propria Società, sono consapevoli delle scelte effettuate dalla Capogruppo e sono responsabili dell'attuazione, nell'ambito delle rispettive realtà aziendali, delle strategie e politiche perseguite in materia di controlli, favorendone l'integrazione nell'ambito dei controlli di gruppo.

Gli strumenti per la misurazione e la gestione dei rischi concorrono a definire un quadro di controllo in grado di valutare i rischi assunti dal Gruppo secondo una prospettiva regolamentare ed economica; il livello di assorbimento di capitale economico, definito come la massima perdita "inattesa" in cui il Gruppo può incorrere in un orizzonte temporale di un anno, rappresenta una metrica chiave per definire l'assetto finanziario e la tolleranza del Gruppo al rischio e per orientare l'operatività, assicurando l'equilibrio tra i rischi assunti e il ritorno per gli azionisti. Esso viene stimato, oltre che sulla base della situazione attuale, anche a livello prospettico, in funzione delle ipotesi di budget e dello scenario economico previsto. La valutazione del capitale è inclusa nel reporting aziendale ed è sottoposta trimestralmente al Comitato di Direzione, al Comitato Rischi e al Consiglio di Amministrazione, nell'ambito del Tableau de Bord dei rischi di Gruppo. La copertura dei rischi, a seconda della loro natura, frequenza e dimensione d'impatto potenziale, è affidata ad una costante combinazione tra azioni e interventi di attenuazione/immunizzazione, procedure/processi di controllo e protezione patrimoniale.

19 In proposito, si specifica che Intesa Sanpaolo non esercita su Risanamento S.p.A. e sulle sue controllate attività di direzione e coordinamento ai sensi degli artt. 2497 e seguenti del Codice Civile.

LA NORMATIVA BASILEA 3

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, relativamente al recepimento delle riforme degli accordi del Comitato di Basilea ("Basilea 3"), ha intrapreso adeguate iniziative progettuali, ampliando gli obiettivi del Progetto Basilea 2, al fine di migliorare i sistemi di misurazione e i connessi sistemi di gestione dei rischi.

Per quanto riguarda i rischi creditizi, non si segnalano variazioni rispetto a quanto in essere a dicembre 2021.

L'aggiornamento periodico e il relativo allineamento all'evoluzione della normativa dei sistemi IRB nonché la loro estensione alle controllate italiane provenienti dal Gruppo UBI ed estere (secondo il piano di roll-out di Gruppo) procedono in accordo con la Regulatory Roadmap condivisa con i Supervisori.

Per quanto riguarda il rischio di controparte, non si segnalano variazioni nell'ambito di applicazione rispetto al 31 dicembre 2021.

Per quanto attiene ai rischi operativi, il Gruppo ha ottenuto l'autorizzazione all'utilizzo del Metodo Avanzato AMA (modello interno) per la determinazione del relativo requisito patrimoniale a partire dalla segnalazione al 31 dicembre 2009. Non si segnalano variazioni nell'ambito di applicazione rispetto al 31 dicembre 2021.

Il resoconto annuale del processo di controllo prudenziale ai fini di adeguatezza patrimoniale (ICAAP), basato sull'utilizzo esteso delle metodologie interne di misurazione dei rischi, di determinazione del capitale interno e del capitale complessivo disponibile, è stato approvato e inviato alla BCE nel mese di aprile 2022.

Nell'ambito dell'adozione di "Basilea 3", il Gruppo pubblica le informazioni riguardanti l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti alla loro identificazione, misurazione e gestione nel documento denominato Terzo Pilastro di Basilea 3 o "Pillar 3".

Il documento viene pubblicato sul sito Internet (group.intesasanpaolo.com) con cadenza trimestrale.

GLI IMPATTI PER IL GRUPPO ISP DEL CONFLITTO MILITARE FRA RUSSIA E UCRAINA E GLI IMPATTI DEL CONTESTO CONSEGUENTE ALLA PANDEMIA DA COVID-19

La valutazione delle esposizioni verso controparti russe e ucraine

Come già rappresentato, al 31 marzo 2022 il Gruppo presenta le seguenti esposizioni per cassa verso controparti residenti in Russia e Ucraina al netto delle garanzie ECA e al lordo delle rettifiche di valore effettuate20:

(miliardi di euro)
31.03.2022
Russia Ucraina
Crediti verso clientela 4,44 0,22
Banca Intesa Russia 0,59 0,00
Pravex 0,00 0,15
Esposizioni cross-border 3,85 0,07
Crediti verso banche 0,39 0,05
Banca Intesa Russia 0,34 0,00
Pravex 0,00 0,05
Esposizioni cross-border 0,05 0,00
Titoli 0,12 0,05
Banca Intesa Russia 0,03 0,00
Pravex 0,00 0,04
Divisione IMI CIB 0,03 0,00
Divisione Insurance 0,06 0,01

Nell'insieme il Gruppo ha effettuato accantonamenti relativi agli impatti derivanti dal conflitto per complessivi 822 milioni al lordo dell'effetto fiscale, rivenienti prevalentemente dai rischi creditizi in essere verso clientela, valutati in base al principio IFRS 9.

Dalle analisi effettuate del principio contabile e dei correlati Annex, non risultano esservi indicazioni o esemplificazioni volte a delineare specifiche linee guida mirate alla misurazione delle Expected Credit Losses in contesti bellici o a definire metodologie specifiche dell'incremento del rischio di credito conseguente a crisi geopolitiche improvvise e gravi come quella attuale. I riferimenti più assimilabili al contesto attuale appaiono essere quelli riportati nelle Application Guidance del principio stesso, che permettono/suggeriscono l'utilizzo del c.d. "collective assessment" ai fini della verifica della sussistenza di un Significant Increase in Credit Risk (SICR) in ottica di staging delle esposizioni creditizie21, nonché, in continuità con i trattamenti impostati per cogliere le criticità di un'altra recente situazione emergenziale quale il COVID-1922, nell'utilizzo di

20 Oltre alle esposizioni per cassa rappresentate nella Tabella, sono presenti rischi di firma verso clientela per 0,2 miliardi presso Banca Intesa Russia, 0,6 miliardi Cross Border verso clientela (netto ECA) e complessivi 0,3 miliardi verso banche. Inoltre risultano in essere esposizioni in contratti derivati OTC per 22 milioni in termini di fair value.

21 In particolare, si vedano IFRS 9 B5.5.1, IFRS 9 B5.5.4, IFRS 9 B5.5.5 e IFRS 9 B5.5.18.

22 IFRS 9 and COVID-19: Accounting for expected credit losses applying IFRS 9 Financial Instruments in the light of current uncertainty resulting from the COVID-19 pandemic.

management overlay nel calcolo dell'ECL, al fine di definire le modalità più opportune per incorporare negli accantonamenti gli aspetti legati al conflitto in corso.

Il Gruppo ha quindi deciso di adottare un approccio valutativo fortemente guidato dall'emergere del rischio geopolitico c.d. "di trasferimento", cioè il rischio che le controparti non onorino gli impegni di pagamento del debito a seguito di restrizioni o decisioni del Paese di residenza e non per aspetti direttamente attinenti al loro business. Tale approccio è stato seguito sia ai fini della determinazione del "Significant Increase in Credit Risk" (SICR), con la classificazione a Stage 2 anche per effetto della revisione dei rating delle controparti e conseguente downgrading verso le classi a maggior rischio, che ai fini della ECL, mediante l'introduzione di management overlay consistenti nell'applicazione di un tasso di perdita stimato secondo un approccio basato sulla traslazione del rischio del paese di residenza e nell'introduzione di un margine di prudenza a fronte di potenziali ulteriori peggioramenti del merito creditizio delle controparti.

La situazione di assoluta gravità presente su tutto il territorio ucraino, inoltre, ha portato a definire ai fini della valutazione del portafoglio crediti della banca ucraina controllata un approccio del tutto specifico, fortemente guidato da razionali di prudenza. Tale approccio è stato adottato su tutto il portafoglio crediti performing di Pravex (la banca non presentava sostanzialmente al 31 dicembre 2021 posizioni NPL) cui è stato applicato uno specifico management overlay a livello di ECL che ha comportato una svalutazione forfettaria tale da portare il livello di copertura al 60%.

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Per quanto riguarda le azioni di sostegno alla clientela impattata dalla pandemia si è proseguito in continuità con gli ultimi mesi del 2021; per maggiori dettagli in merito si rimanda a quanto indicato nel Bilancio al 31 dicembre 2021 (Parte E – Sezione 2. Rischi del consolidato prudenziale – 1.1 Rischio di credito – Informazioni di natura qualitativa – Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19).

In particolare, per quanto riguarda gli elementi di vulnerabilità delle esposizioni oggetto di misure di moratoria considerati ai fini del Bilancio al 31 dicembre 2021 (rappresentati sia da overlay incorporati nei modelli satellite, che da trigger straordinari di scivolamento a Stage 2) si è proceduto alla loro rivalutazione, mantenendo ancora una congrua prudenza, ma tenendo conto sia del sostanziale rientro delle concessioni, ormai quasi totalmente scadute, che delle positive evidenze osservate sul complesso delle esposizioni con ripresa dei pagamenti già avvenuta. Per gli overlay incorporati nei modelli satellite, si è proceduto alla ristima – attraverso anche osservazioni interne del differenziale tra i tassi di default dei portafogli con e senza moratorie – dei parametri tesi a determinare l'effetto della riduzione dei flussi di default durante il periodo di validità delle moratorie e la traslazione degli stessi sui periodi successivi. Per i trigger straordinari di scivolamento a Stage 2, si sono mantenute le stesse logiche applicate ai fini di Bilancio al 31 dicembre 2021, aggiornando il perimetro di applicazione che è diminuito per effetto di raggiunti termini di ripresa dei pagamenti (si ricorda che al 31 marzo 2022 risultano 0,6 miliardi di moratorie ancora in essere e 2,6 miliardi di moratorie terminate ma con maturazione dei termini di ripresa dei pagamenti nei mesi successivi). Nel contempo, il peggioramento del contesto macroeconomico innestato dalla crisi è stato incorporato nel portafoglio domestico, sia attraverso l'adozione di uno scenario macroeconomico aggiornato (con una riduzione al 3,0% delle aspettative di crescita nel 2022 e all'1,6% nel 2023) per il condizionamento forward-looking dei parametri di rischio, che, al fine di tener adeguatamente conto delle ricadute indirette del conflitto sui macrosettori particolarmente esposti agli effetti di perduranti pressioni inflazionistiche su prodotti energetici e materie prime, attraverso management overlay aggiuntivi con un aggravio dei tassi di default stimati sui settori trasporti, manufatturiero e famiglie rispetto agli esiti dei modelli satellite. Nell'insieme tali interventi hanno generato minori accantonamenti per rettifiche su crediti per circa 300 milioni.

Con riferimento alle azioni legate alla gestione proattiva del credito, nel 1° trimestre 2022, non sono da segnalare particolari evidenze relative al portafoglio moratorie, essendosi chiusa a fine 2021 la specifica iniziativa diagnostica attivata su questo portafoglio e proseguita per tutto l'anno nell'ambito dell'Action Plan crediti. Le controparti oggetto di moratorie sono state infatti per tutto il 2021 oggetto di iniziative specifiche di Action Plan volte a contenere il deterioramento, mediante l'attivazione di interventi sulle posizioni critiche. Non sono previste al momento nuove specifiche iniziative anche in considerazione dell'impatto degli sconfini rilevanti e dei nuovi default che continua a mantenersi contenuto sul portafoglio in oggetto.

RISCHI DI CREDITO

Il Gruppo Intesa Sanpaolo dispone di un vasto insieme di tecniche e di strumenti per la misurazione e la gestione dei rischi di credito, in grado di assicurare un controllo analitico della qualità del portafoglio degli impieghi alla clientela e alle istituzioni finanziarie, nonché delle esposizioni soggette a rischio paese.

Per quanto riguarda, in particolare, gli impieghi a clientela, la misurazione del rischio fa ricorso a modelli di rating interni differenziati a seconda del segmento di operatività della controparte (Corporate, SME Retail, Retail, Stati Sovrani, Enti del Settore Pubblico e Banche). Tali modelli consentono di sintetizzare la qualità creditizia della controparte in una misura, il rating, che ne riflette la probabilità di insolvenza con un orizzonte temporale di un anno, calibrata su un livello medio del ciclo economico. I rating calcolati sono, inoltre, raccordati alle classificazioni delle agenzie ufficiali di rating per mezzo di una scala omogenea di riferimento.

Il rating e i fattori mitiganti del credito (garanzie, forme tecniche e covenants) assumono un ruolo fondamentale nel processo di concessione e gestione del credito.

Qualità del credito

(milioni di euro)
Voci 31.03.2022 31.12.2021 Variazione
Esposizione
lorda
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Esposizione
lorda
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Esposizione
netta
Sofferenze 7.264 -5.125 2.139 7.194 -5.064 2.130 9
Inadempienze probabili 6.537 -2.335 4.202 7.281 -2.956 4.325 -123
Crediti Scaduti / Sconfinanti 568 -121 447 774 -152 622 -175
Crediti Deteriorati 14.369 -7.581 6.788 15.249 -8.172 7.077 -289
Crediti deteriorati in Stage 3 (soggetti a
impairment)
14.318 -7.571 6.747 15.202 -8.164 7.038 -291
Crediti deteriorati valutati al fair value con
contropartita il conto economico
51 -10 41 47 -8 39 2
Crediti in bonis 457.131 -2.734 454.397 453.596 -2.453 451.143 3.254
Stage 2 52.072 -2.000 50.072 56.129 -1.740 54.389 -4.317
Stage 1 404.027 -734 403.293 396.468 -713 395.755 7.538
Crediti in bonis valutati al fair value con
contropartita il conto economico
1.032 - 1.032 999 - 999 33
Crediti in bonis rappresentati da titoli 7.171 -28 7.143 7.039 -24 7.015 128
Stage 2 952 -21 931 882 -17 865 66
Stage 1 6.219 -7 6.212 6.157 -7 6.150 62
Crediti detenuti per la negoziazione 38 - 38 19 - 19 19
Totale finanziamenti verso clientela 478.709 -10.343 468.366 475.903 -10.649 465.254 3.112
di cui forborne performing 8.336 -450 7.886 8.616 -513 8.103 -217
di cui forborne non performing 4.645 -2.039 2.606 4.568 -1.924 2.644 -38
Finanziamenti verso clientela classificati tra le
attività in via di dismissione (*)
5.323 -3.998 1.325 4.504 -3.298 1.206 119

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(*) Al 31 marzo 2022 e al 31 dicembre 2021 la voce si riferisce ai portafogli, o esposizioni single name, di sofferenze e inadempienze probabili oggetto di cessione.

Al 31 marzo 2022 i crediti deteriorati lordi del Gruppo erano scesi a 14,4 miliardi, evidenziando una contrazione di 880 milioni (-5,8%) nel confronto con dicembre. La loro incidenza risultava pertanto diminuita al 3% dal 3,20% di fine 2021 (2,3% e 2,4% rispettivamente a marzo 2022 e a dicembre 2021 secondo la definizione EBA).

Tale evoluzione è stata possibile grazie anche al favorevole andamento dei nuovi flussi netti in entrata da crediti in bonis: nel corso dei primi tre mesi gli ingressi lordi sono stati pari a 0,7 miliardi, in flessione dagli 1,1 miliardi del quarto trimestre 2021 ma in aumento rispetto agli 0,6 miliardi del primo trimestre 2021. In termini netti, al netto cioè delle uscite verso crediti in bonis, il flusso in entrata è stato di 0,4 miliardi, pressochè dimezzato se raffrontato con gli 0,8 miliardi dell'ultima parte del 2021, ma in linea con i primi mesi del 2021.

Come si può notare dalla tabella, la diminuzione dell'aggregato è stata determinata per 744 milioni (-10,2%) dalle inadempienze probabili in relazione alle iniziative di de-risking portate avanti nel periodo, per la cui descrizione si rimanda al capitolo iniziale "Il primo trimestre del 2022". Conseguentemente ed anche in relazione agli effetti valutativi di fine periodo, a marzo 2022 i crediti deteriorati classificati fra le attività in via di dismissione erano saliti a 5,3 miliardi lordi e a 1,3 miliardi netti.

Alla fine del primo trimestre 2022 i crediti deteriorati netti del Gruppo totalizzavano 6,8 miliardi, valore che rappresenta un minimo storico. La riduzione da inizio anno (-4,1%) conferma l'andamento virtuoso già rilevato nel corso degli esercizi precedenti. Si evidenzia un'incidenza delle attività deteriorate sul totale dei crediti netti verso clientela dell'1,4% (1,1% in base

alla definizione EBA), valore contenuto e in ulteriore miglioramento (1,5% registrato a dicembre 2021, 1,2% in base alla definizione EBA), con una copertura dei crediti deteriorati pari al 52,8%.

In particolare, a fine marzo 2022 i finanziamenti classificati in sofferenza, al netto delle rettifiche di valore contabilizzate, si sono attestati a 2,1 miliardi (+0,4%), con un'incidenza sul totale dei crediti netti pari allo 0,4% e un livello di copertura del 70,6%. Le inadempienze probabili, pari a 4,2 miliardi, si sono ridotte del 2,8%, con un'incidenza sul totale degli impieghi netti a clientela pari allo 0,9% e un livello di copertura del 35,7%. I crediti scaduti e sconfinanti sono ammontati a 447 milioni (-28,1%), con una copertura pari al 21,3%.

I crediti in bonis per 50,1 miliardi sono classificati in Stage 2 con un calo di 4,3 miliardi rispetto al 31 dicembre 2021 per effetto da una parte del rientro a Stage 1 in seguito alla ricalibrazione degli overlay sulle moratorie e sui trigger straordinari e dall'altra per la riclassificazione a Stage 2 delle esposizioni verso controparti russe.

Le esposizioni forborne, generate da concessioni verso debitori in difficoltà nel far fronte ai propri impegni finanziari, nell'ambito delle attività deteriorate, si sono quantificate in 2,6 miliardi, con una copertura del 43,9%; le esposizioni forborne presenti nei finanziamenti in bonis sono ammontate a 7,9 miliardi.

La copertura dei crediti in bonis è salita allo 0,6% anche in relazione agli accantonamenti, effettuati nel trimestre, a fronte del conflitto Russo-Ucraino: stabile allo 0,2% la copertura dei crediti in Stage 1, in crescita al 3,8% quella dei crediti in Stage 2.

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Gli impatti della pandemia sui rischi di credito sono stati trattati nel paragrafo che precede al quale si fa pertanto rinvio.

Con riferimento al rischio di controparte non si rilevano nel trimestre 2022 variazioni delle metriche di rischio riconducibili al contesto conseguente alla pandemia da COVID-19, e si rimanda a quanto descritto nell'apposita sezione del Bilancio al 31 dicembre 2021.

RISCHI DI MERCATO

PORTAFOGLIO DI NEGOZIAZIONE

Si riporta di seguito una rappresentazione del VaR gestionale giornaliero del solo portafoglio di trading, fornendo inoltre evidenza dell'esposizione complessiva dei principali risk taking center.

VaR gestionale giornaliero di trading

(milioni di euro)
2022 2021
1° trimestre
medio
1° trimestre
minimo
1° trimestre
massimo
4° trimestre
medio
3° trimestre
medio
2° trimestre
medio
1° trimestre
medio
Totale GroupTrading Book (a) 21,4 15,4 28,0 19,9 20,4 25,8 41,3
di cui: Direzione Tesoreria e
Finanza di Gruppo
3,8 2,4 5,2 2,7 2,6 2,8 3,2
di cui: Divisione IMI C&IB 17,5 13,9 23,2 19,1 20,5 25,9 38,1

La tabella riporta su ogni riga la variabilità storica del VaR gestionale giornaliero calcolato sulla serie storica trimestrale rispettivamente del Gruppo Intesa Sanpaolo (inclusivo delle altre controllate), della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo e della Divisione IMI C&IB; la stima del valore minimo e del valore massimo sul perimetro complessivo non corrisponde alla somma dei valori individuali di colonna poiché è ricalcolata sulla serie storica aggregata.

(a) Il dato Group Trading Book include il VaR gestionale della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo, della Divisione IMI C&IB (perimetro Trading Book) e delle altre controllate.

Nel corso del primo trimestre 2022, come evidenziato dalla tabella precedente, si rileva una sostanziale stabilità dei rischi complessivi di trading rispetto alle medie del quarto trimestre 2021 (21,4 milioni nel primo trimestre 2022 e 19,9 milioni nel quarto trimestre 2021) e più in generale una riduzione rispetto alle medie del primo e secondo trimestre 2021. Tali riduzioni sono principalmente riconducibili ad "effetto rolling" di scenario stante le ridotte volatilità di mercato registrate successivamente agli eccezionali shock di mercato connessi alla diffusione pandemica del COVID-19.

L'effetto sopra descritto, ovvero la riduzione per "effetto rolling" di scenario, risulta più marcato se si confronta il primo trimestre 2022 con il primo trimestre 2021 (21,4 milioni nel primo trimestre 2022 rispetto ai 41,3 milioni del primo trimestre 2021).

(milioni di euro)
2022 2021
1° trimestre
medio
1° trimestre
minimo
1° trimestre
massimo
1° trimestre
medio
1° trimestre
minimo
1° trimestre
massimo
Totale GroupTrading Book (a) 21,4 15,4 28,0 41,3 27,9 57,8
di cui: Direzione Tesoreria e Finanza di
Gruppo
3,8 2,4 5,2 3,2 2,4 5,6
di cui: Divisione IMI C&IB 17,5 13,9 23,2 38,1 26,3 51,9

La tabella riporta su ogni riga la variabilità storica del VaR gestionale giornaliero calcolato sulla serie storica dei primi tre mesi dell'anno rispettivamente del Gruppo Intesa Sanpaolo (inclusivo delle altre controllate), della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo e della Divisione IMI C&IB; la stima del valore minimo e del valore massimo sul perimetro complessivo non corrisponde alla somma dei valori individuali di colonna poiché è ricalcolata sulla serie storica aggregata.

(a) Il dato Group Trading Book include il VaR gestionale della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo, della Divisione IMI C&IB (perimetro Trading Book) e delle altre controllate.

Con riferimento al trend del VaR di trading nel corso del primo trimestre 2022, la dinamica è prevalentemente spiegata dalla Divisione IMI C&IB. Di seguito il grafico andamentale:

Analizzando l'andamento della composizione del profilo di rischio del Gruppo per il portafoglio di Trading, nel primo trimestre 2022 si osserva la tendenziale prevalenza del rischio credit spread e tasso di interesse, rispettivamente pari al 37% e al 20% del VaR gestionale complessivo. Con riferimento invece ai singoli "risk taking center", si osserva la prevalenza del rischio cambio e tasso di interesse per la Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo (rispettivamente pari al 50% e 38%) e del fattore di rischio credit spread e tasso di interesse per la Divisione IMI C&IB (rispettivamente pari al 40% e 20%).

Contributo dei fattori di rischio al VaR gestionale complessivo (a)

1° trimestre 2022 Azioni Tassi Credit
spread
Cambi Altri
parametri
Merci
Direzione Tesoreria e Finanza di
Gruppo
Divisione IMI C&IB
5%
14%
38%
20%
7%
40%
50%
3%
0%
19%
0%
4%
Totale 12% 20% 37% 11% 16% 4%

(a) La tabella riporta su ogni riga il contributo dei fattori di rischio fatto 100% il capitale a rischio complessivo, distinguendo tra la Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo e la Divisione IMI C&IB, nonché fornendo la distribuzione sul perimetro complessivo di gruppo, calcolato come media delle stime giornaliere del primo trimestre 2022.

Il controllo dei rischi relativamente all'attività del Gruppo Intesa Sanpaolo si avvale anche di analisi di scenario e prove di stress. A fine marzo, gli impatti di selezionati scenari relativi all'evoluzione di prezzi azionari, tassi di interesse, spread creditizi, tassi di cambio e prezzi delle materie prime sono così sintetizzati nella tabella che segue.

(milioni di euro)
TASSI
EQUITY
D'INTERESSE
CREDIT SPREAD CAMBI MATERIE PRIME
Crash Bullish +40bps lower
rate
-25bps +25bps -5% +5% Crash Bullish
Totale Trading Book 103 15 -13 10 4 1 18 -4 -10 4

In particolare:

  • per le posizioni sui mercati azionari non si verificherebbero potenziali perdite né in caso di repentino aumento dei corsi azioni né in caso di forte riduzione degli stessi;
  • per le posizioni su tassi di interesse si verificherebbero potenziali perdite per 13 milioni in caso di rialzo dei tassi di interesse;
  • per le posizioni su credit spread non si verificherebbero potenziali perdite né in caso allargamento né in caso di restringimento degli spread creditizi di 25 bps;
  • per le posizioni su cambio si verificherebbero potenziali perdite di 4 milioni in caso di apprezzamento dell'euro del 5% contro le altre valute;
  • infine, per le posizioni in commodities si registrerebbe una perdita di 10 milioni in caso di ribasso dei prezzi delle materie prime diverse dai metalli preziosi.

In relazione all'utilizzo del limite complessivo riferito alle attività di trading e al business model Hold To Collect and Sell (HTCS), si rileva nel corso del primo trimestre un aumento del VaR gestionale di mercato da 139 milioni (quarto trimestre 2021 VaR gestionale medio) a 196 milioni (primo trimestre 2022 VaR gestionale medio). L'incremento del VaR gestionale medio è principalmente da ricondursi all'ingresso di nuovi scenari di volatilità nella coda della distribuzione come conseguenza dell'evoluzione delle variabili finanziari nel corso del primo trimestre 2022 influenzate in primo luogo dal cambio di aspettative circa le potenziali azioni di riduzione degli stimoli monetari da parte delle banche centrali.

Backtesting

L'efficacia del modello di calcolo del VaR deve essere monitorata giornalmente per mezzo di analisi di backtesting che, relativamente al perimetro regolamentare, consentono di confrontare:

  • le stime giornaliere del valore a rischio;
  • le rilevazioni giornaliere di profitti/perdite di backtesting per la cui determinazione si utilizzano le evidenze gestionali giornaliere del profit and loss effettivo conseguito dai singoli desk, depurato delle componenti che non sono pertinenti alle verifiche di backtesting: tra queste rientrano a titolo di esempio fees e costi finanziari di gestione delle posizioni che vengono regolarmente rendicontati in ambito gestionale.

Il backtesting consente di verificare la capacità del modello di cogliere correttamente, da un punto di vista statistico, la variabilità nella valutazione giornaliera delle posizioni di trading, coprendo un periodo di osservazione di un anno (circa 250 stime). Eventuali criticità relative all'adeguatezza del modello interno sono rappresentate da situazioni in cui le rilevazioni giornaliere dei profitti/perdite di backtesting evidenzino sull'anno di osservazione più di quattro rilevazioni in cui la perdita giornaliera è superiore alla stima del valore a rischio. La normativa vigente richiede che i test retrospettivi siano effettuati considerando sia la serie di P&L effettivi che quelli ipotetici.

Nel corso dell'ultimo anno la misura di VaR regolamentare per il Gruppo Intesa Sanpaolo si è dimostrata sufficientemente conservativa registrando solo due eccezioni di backtesting23 .

Nel primo trimestre 2022, il 25 febbraio si è registrata una eccezione di P&L Ipotetico e il 1° marzo un'eccezione di P&L Effettivo. Entrambe non sono dovute a movimenti di portafoglio ma al picco di volatilità sui mercati a seguito della crisi in Ucraina.

23 Nelle ultime 250 osservazioni la Banca ha registrato due eccezioni di P&L Effettivo ed una eccezione di P&L Ipotetico. Per il conteggio complessivo, come da normativa di riferimento, si conta il massimo tra le eccezioni di P&L Effettivo e le eccezioni di P&L Ipotetico, risultano dunque due eccezioni di backtesting nel corso dell'ultimo anno.

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Con riferimento ai rischi di mercato gestionale e regolamentare non si rilevano nel trimestre 2022 variazioni delle metriche di rischio riconducibili al contesto conseguente alla pandemia da COVID-19, e si rimanda a quanto descritto nell'apposita sezione del Bilancio al 31 dicembre 2021.

PORTAFOGLIO BANCARIO

Il rischio di tasso di interesse generato dal portafoglio bancario del Gruppo Intesa Sanpaolo, misurato mediante la Shift sensitivity del valore, si è attestato a fine marzo 2022 ad un valore pari a -1.810 milioni.

La sensitivity del margine di interesse – nell'ipotesi di variazione di +50, -50 e di +100 punti base dei tassi – ammonta a fine marzo 2022, rispettivamente a 920 milioni, -782 milioni e 1.622 milioni.

Il rischio tasso, misurato in termini di VaR, ha registrato a fine marzo 2022 un valore pari a 546 milioni.

Il rischio di prezzo generato dal portafoglio azionario di minoranza quotato, in gran parte detenuto nella categoria HTCS, ammonta a fine marzo 2022 a 166 milioni.

Nella tabella sottostante si fornisce una rappresentazione dell'andamento delle principali misure di rischio nel corso del primo trimestre 2022 relativamente al portafoglio bancario del Gruppo.

(milioni di euro)
1° trimestre 2022 31.03.2022 31.12.2021
medio minimo massimo
Shift Sensitivity del Fair Value +100 bp -1.969 -1.810 -2.134 -1.810 -1.756
Shift Sensitivity del Margine di Interesse -50bp -808 -768 -875 -782 -880
Shift Sensitivity del Margine di Interesse +50bp 985 920 1.105 920 962
Shift Sensitivity del Margine di Interesse +100bp 1.810 1.622 2.094 1.622 1.847
Value at Risk Tasso d'interesse 551 546 559 546 509

Infine, nella tabella sottostante si fornisce un'analisi di sensitività del portafoglio bancario al rischio di prezzo, che mette in rilievo l'impatto sul Patrimonio Netto, simulando uno shock dei prezzi pari a ±10%, per le sopracitate attività quotate detenute nella categoria HTCS.

Rischio di prezzo: impatto sul patrimonio netto

Impatto sul
patrimonio netto al
31.03.2022
(milioni di euro)
Impatto sul
patrimonio netto al
31.12.2021
Shock di prezzo -10% -166 -177
Shock di prezzo 10% 166 177

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Con riferimento al rischo di tasso di interesse generato dal portafoglio bancario del Gruppo Intesa Sanpaolo, non si rilevano nel trimestre 2022 variazioni delle misure di rischio riconducibili al contesto conseguente alla pandemia da COVID-19, e si rimanda a quanto descritto nell'apposita sezione del Bilancio al 31 dicembre 2021.

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RISCHIO DI LIQUIDITA'

La posizione di liquidità del Gruppo, che continua ad essere sostenuta da adeguate attività liquide di elevata qualità (HQLA) e dal significativo contributo di raccolta stabile da clientela, si è mantenuta nel primo trimestre dell'esercizio 2022 ampiamente all'interno dei limiti di rischio previsti dalla vigente Policy di Liquidità di Gruppo. Entrambi i livelli degli indicatori regolamentari LCR e NSFR risultano superiori ai requisiti minimi normativi.

Nel corso degli ultimi 12 mesi, il Liquidity Coverage Ratio (LCR) del Gruppo Intesa Sanpaolo, misurato secondo il Regolamento Delegato (UE) n. 2015/61, si è attestato in media al 191,1%.

A fine marzo 2022, il valore puntuale delle riserve HQLA, disponibili a pronti presso le diverse Tesorerie del Gruppo, ammonta a complessivi 184 miliardi (187 miliardi a dicembre 2021). Includendo le altre riserve marketable e/o stanziabili presso le Banche Centrali, incluse le autocartolarizzazioni retained, le riserve di liquidità libere di Gruppo ammontano a complessivi 189 miliardi (192 miliardi a dicembre 2021).

Al 31 marzo 2022, il NSFR del Gruppo Intesa Sanpaolo, sostenuto da una solida base di raccolta stabile della clientela, da adeguata raccolta cartolare wholesale di medio-lungo termine e dalla raccolta TLTRO con BCE, è pari al 128,3%. Tale indicatore resta peraltro ampiamente superiore al 100% anche escludendo l'apporto positivo della raccolta TLTRO.

Anche le prove di stress, in considerazione dell'elevata disponibilità delle riserve di liquidità disponibili, mostrano per il Gruppo risultati superiori alla soglia limite, con un avanzo di liquidità in grado di fronteggiare fuoriuscite di cassa straordinarie per un periodo di tempo superiore a 3 mesi.

Adeguata e tempestiva informativa sull'evolversi delle condizioni di mercato e della posizione della Banca e/o del Gruppo è regolarmente rilasciata agli Organi aziendali e ai Comitati interni, al fine di assicurare la piena conoscenza e governabilità dei fattori di rischio prevalenti. Tutte le necessarie misure preventive di gestione e controllo, già attivate sin dall'inizio dell'emergenza sanitaria COVID-19, permangono attive nell'obiettivo di cogliere eventuali segnali di potenziale inasprimento delle condizioni di liquidità.

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Con riferimento al rischo di liquidità del Gruppo Intesa Sanpaolo, non si rilevano nel trimestre 2022 variazioni delle misure di rischio riconducibili al contesto conseguente alla pandemia da COVID-19, e si rimanda a quanto descritto nell'apposita sezione del Bilancio al 31 dicembre 2021.

DETERMINAZIONE DEL FAIR VALUE DI ATTIVITÀ E PASSIVITÀ FINANZIARIE

(milioni di euro)
Attività/Passività misurate al fair value 31.03.2022 31.12.2021
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico
24.142 26.439 3.429 24.263 25.082 3.386
a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 22.412 25.690 140 22.615 24.379 187
di cui: titoli di capitale 793 - 20 674 - 17
di cui: OICR 142 - 25 116 - 25
b) Attività finanziarie designate al fair value - 1 3 1 3 -
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate
al fair value 1.730 748 3.286 1.647 700 3.199
di cui: titoli di capitale 147 109 225 - - -
di cui: OICR 1.583 148 2.287 1.486 149 2.166
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva 58.005 7.811 445 59.084 8.004 492
di cui: titoli di capitale 1.438 575 393 1.537 1.314 421
3. Derivati di copertura - 4.665 - - 1.732 -
4. Attività materiali - - 7.299 - - 7.364
5. Attività immateriali - - - - - -
Totale 82.147 38.915 11.173 83.347 34.818 11.242
1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione 24.386 34.086 254 22.241 33.946 119
2. Passività finanziarie designate al fair value - 3.823 25 6 3.642 26
3. Derivati di copertura - 5.205 - - 4.868 -
Totale 24.386 43.114 279 22.247 42.456 145

Gerarchia del fair value – Escluse compagnie assicurative

Le attività valutate al fair value del Gruppo (escluse le compagnie assicurative) evidenziano la prevalenza degli strumenti di livello 1 (62% circa del totale delle attività valutate al fair value al 31 marzo 2022 a fronte del 64% di dicembre 2021) misurati attraverso il ricorso a quotazioni di mercato, senza lasciare quindi alcuna discrezionalità al valutatore.

Nell'ambito delle Attività si osserva infatti che gli strumenti di livello 3, caratterizzati da una maggiore discrezionalità nella determinazione del fair value, rappresentano una quota contenuta del totale portafoglio delle Attività stesse, con un'incidenza dell'8,4% (8,7% al 31 dicembre 2021); esse includono attività materiali valutate al fair value con livello 3 riferite a patrimonio immobiliare e patrimonio artistico di pregio che rappresentano il 65% del totale attività di bilancio al fair value di livello 3. Tra le Attività finanziarie di livello 3, la quota principale è rappresentata dalla quota di OICR e tra essi 309 milioni sono

rappresentati da quote del Fondo Atlante e dell'Italian Recovery Fund attivati nell'ambito della normativa a sostegno del sistema bancario.

Con riferimento alle attività di Livello 2 si rileva rispetto a dicembre 2021 un aumento dell'incidenza sul totale delle attività valutate al fair value (che passa dal 26,9% al 29,4%). Tale incremento è da imputare prevalentemente ai derivati di copertura in conseguenza sia dell'incremento dei tassi di interesse sulle posizioni in essere sia dell'incremento dei volumi. Quanto alle passività, la quota di strumenti di livello 3 è inferiore all'1% rispetto al totale delle passività.

Gerarchia del fair value – Compagnie assicurative

(milioni di euro)
Attività/Passività misurate al fair value 31.03.2022 31.12.2021
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 350 228 443 344 293 390
di cui: titoli di capitale - - - - - -
di cui: OICR 113 - 48 122 - 49
2. Attività finanziarie valutate al fair value 95.607 20 531 100.515 143 401
di cui: titoli di capitale 3.330 - - 3.510 - -
di cui: OICR 87.362 - - 91.908 109 -
3. Attività finanziarie disponibili per la vendita 88.594 6.596 4.378 93.910 6.305 4.208
di cui: titoli di capitale 2.086 7 56 2.201 7 54
di cui: OICR 10.010 - 3.974 9.879 - 3.742
4. Derivati di copertura - 202 - - 291 -
5. Attività materiali - - 7 - - 8
6. Attività immateriali - - - - - -
Totale 184.551 7.046 5.359 194.769 7.032 5.007
1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione 12 53 36 - 42 61
2. Passività finanziarie valutate al fair value - 79.985 - - 84.667 -
3. Derivati di copertura - - - - - -
Totale 12 80.038 36 - 84.709 61

Per le compagnie assicurative le attività finanziarie valutate al fair value sono misurate per il 93,7% attraverso il ricorso a quotazioni di mercato, senza lasciare quindi alcuna discrezionalità al valutatore.

Le attività di livello 3, che presentano invece la maggiore discrezionalità nella determinazione del fair value, rappresentano al 31 marzo 2022 il 2,7% del totale delle attività valutate al fair value contro il 2,4% di dicembre 2021.

Le passività al fair value sono quasi interamente misurate con input di livello 2.

INFORMATIVA SUI PRODOTTI STRUTTURATI DI CREDITO

L'esposizione al rischio in prodotti strutturati di credito si attesta al 31 marzo 2022 a 3.772 milioni, con un incremento netto di 151 milioni rispetto ai 3.621 milioni del 31 dicembre 2021. L'esposizione include investimenti in ABS (Asset Backed Securities) per 1.934 milioni, in CLO (Collateralized Loan Obligations) per 1.761 milioni ed in CDO (Collateralized Debt Obligations) per 77 milioni, che si confermano quale operatività marginale anche nel primo trimestre 2022.

(milioni di euro)
Categorie contabili 31.03.2022 31.12.2021 variazioni
Collateralized
Loan
Obligations
Asset
Backed
Securities
Collateralized
Debt
Obligations
Totale assolute %
Attività finanziarie detenute per la negoziazione 541 637 - 1.178 1.049 129 12,3
Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al
fair value
- 3 - 3 3 - -
Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
796 917 - 1.713 1.701 12 0,7
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 424 377 77 878 868 10 1,2
Totale 1.761 1.934 77 3.772 3.621 151 4,2

La presente informativa include quali prodotti strutturati di credito titoli di debito detenuti dal Gruppo il cui tranching all'emissione presenti diversi gradi di subordinazione e che non siano stati emessi nell'ambito di operazioni originate da entità del Gruppo Intesa Sanpaolo e da Public Entity, oltre che di operazioni con cui il Gruppo finanzia la propria clientela corporate e financial institution (operatività posta in essere dal Gruppo per il tramite della controllata Duomo Funding Plc).

La strategia dell'operatività in prodotti strutturati di credito denota la prevalenza di investimenti, aventi l'obiettivo di sfruttare le opportunità di mercato, rispetto alle dismissioni del portafoglio intervenute nel periodo.

L'esposizione in ABS e CLO valutati al fair value passa da 2.753 milioni di dicembre 2021 a 2.894 milioni di marzo 2022, con un incremento netto di 141 milioni da ascrivere prevalentemente all'operatività su posizioni della Divisione IMI Corporate & Investment Banking, a valere sul portafoglio delle attività detenute per la negoziazione ed in misura minore delle attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.

L'esposizione in titoli di debito classificati tra le attività valutate al costo ammortizzato a fine marzo 2022 è pari a 878 milioni, e si confronta con una esposizione di 868 milioni a dicembre 2021 (+10 milioni).

Da un punto di vista economico, al 31 marzo 2022 si rileva un risultato complessivo di -4 milioni che risente delle tensioni geopolitiche, per le quali nei primi due mesi dell'anno si è assistito ad una diminuzione della liquidità dei mercati di riferimento ed all'aumento degli spread di credito (nei primi tre mesi del 2021 l'impatto economico era stato pari a +3 milioni).

Il risultato sulle attività di negoziazione, voce 80 del conto economico, ammonta a -4 milioni ed è afferente alle esposizioni in ABS e CLO, riferibile principalmente ad effetti valutativi per -5 milioni e ad utili da realizzo pari a +1 milione (+5 milioni l'impatto economico al 31 marzo 2021, relativo a componenti valutative per +3 milioni e ad utili da cessione pari a +2 milioni). Il risultato delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value si conferma nullo, come nei primi tre mesi del 2021.

Le esposizioni in titoli di debito classificati tra le attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva registrano nel primo trimestre 2022 una variazione negativa di fair value per -6 milioni a riserva di patrimonio netto (da riserva di -1 milione di dicembre 2021 a -7 milioni di marzo 2022); si rilevano inoltre impatti da cessioni sul portafoglio pari a -1 milione (nulli al 31 marzo 2021).

Sui titoli di debito classificati tra le attività valutate al costo ammortizzato, al 31 marzo 2022 il risultato è pari a +1 milione, sostanzialmente riferibile a componenti valutative, e si confronta con i -2 milioni dei primi tre mesi del 2021.

(milioni di euro)
Risultati di conto economico
per categoria contabile
31.03.2022 31.03.2021 variazioni
Collateralized
Loan
Obligations
Asset
Backed
Securities
Collateralized
Debt
Obligations
Totale assolute %
Attività finanziarie detenute per la negoziazione -3 -1 - -4 5 -9
Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al
fair value
- - - - - - -
Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
- -1 - -1 - 1 -
Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
- 1 - 1 -2 3
Totale -3 -1 - -4 3 -7

INFORMATIVA CIRCA L'OPERATIVITÀ SVOLTA ATTRAVERSO SPECIAL PURPOSE ENTITIES (SPE)

Agli effetti di questa rilevazione, sono considerate Special Purpose Entities (SPE) le entità legali costituite per il raggiungimento di uno specifico obiettivo, ben definito e limitato (raccolta fondi sul mercato, acquisizione/cessione/gestione di determinati assets, sia per la realizzazione di operazioni di cartolarizzazione di attivi, sia per la provvista di fondi attraverso operazioni di autocartolarizzazione ed emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite, sviluppo e/o finanziamento di specifiche iniziative di business, operazioni di leveraged buy out, gestione del rischio di credito connesso al proprio portafoglio).

Sponsor dell'operazione è, di norma, un soggetto che chiede la strutturazione dell'operazione che coinvolge la SPE al fine di raggiungere determinati obiettivi. A volte lo sponsor può essere la Banca stessa, che costituisce una SPE per conseguire uno degli obiettivi sopra citati.

Per le categorie di SPE identificate come entità strutturate non consolidate non si segnalano modifiche ai criteri in base ai quali il Gruppo Intesa Sanpaolo decide per l'inserimento o meno delle società nel perimetro di consolidamento rispetto a quanto già riportato nel Bilancio 2021.

Nel corso del primo trimestre dell'anno, a valere sul programma di emissione UBI Finance CB1, nei mesi di gennaio e febbraio la serie n. 30 è stata oggetto di estinzione parziale per un ammontare complessivo di 300 milioni, azzerando il nominale.

Nell'ambito del programma di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite garantito da ISP CB Pubblico, nel mese di gennaio è stata parzialmente estinta la serie n. 10 per un ammontare di 100 milioni, portando il nominale a residui 150 milioni. A valere sul programma di emissione garantito da ISP CB Ipotecario, nel mese di gennaio è scaduta la serie n. 17 per un ammontare di 1 miliardo. Inoltre, nel mese di febbraio è stata emessa la serie n. 28, per un ammontare di 1 miliardo. Il titolo, a tasso variabile con scadenza 7 anni, è quotato presso la Borsa di Lussemburgo con rating Aa3 di Moody's, è stato interamente sottoscritto dalla Capogruppo ed è stanziabile sull'Eurosistema.

INFORMATIVA SULLE LEVERAGED TRANSACTIONS

La BCE ha pubblicato, nel 2017, specifiche Linee Guida sulle Leveraged Transactions ("Guidance on Leveraged Transactions"), che si applicano a tutti gli enti significativi sottoposti alla vigilanza diretta della BCE stessa. Obiettivo dichiarato della regolamentazione è il rafforzamento dei presidi aziendali sulle operazioni qualificate "a leva", in presenza di un loro incremento a livello globale e in un contesto di mercato fortemente competitivo, caratterizzato da un periodo prolungato di tassi bassi e dalla conseguente ricerca di rendimenti.

Il perimetro oggetto delle Linee Guida della BCE include, oltre alle esposizioni nei confronti di soggetti la cui maggioranza del capitale è detenuta da uno o più sponsor finanziari, anche le esposizioni nelle quali il livello di leva finanziaria del prenditore, misurato come rapporto tra Indebitamento finanziario complessivo e MOL, risulti superiore a 4. Sono peraltro esplicitamente escluse dal perimetro delle Leveraged Transactions le controparti con rating in area Investment Grade, persone fisiche, istituti di credito, istituti finanziari e società del settore finanziario in genere, enti pubblici, enti "no profit", nonché le controparti con affidamenti al di sotto di una certa soglia di materialità (5 milioni), le controparti SME Retail e quelle SME Corporate (quest'ultime se non possedute da sponsor finanziario). Sono inoltre escluse le operazioni di specialised lending (project finance, real estate e object financing) e alcune altre tipologie di affidamenti, quali le operazioni di trade finance.

Al 31 marzo 2022 per il Gruppo Intesa Sanpaolo le operazioni che rispondono alla definizione di "Leveraged Transactions" delle Linee Guida BCE ammontano a circa 34,9 miliardi, riferiti a 2.373 linee di credito (35,3 miliardi il dato corrispondente al 31 dicembre 2021).

Si segnala che, coerentemente con quanto richiesto dalle Linee Guida BCE, nell'ambito del Credit Risk Appetite è stato sottoposto all'approvazione del Consiglio di Amministrazione uno specifico limite per lo stock in essere di Leveraged Transactions e dei limiti sui flussi di nuove operazioni, in linea con l'appetito di rischio della Banca su questa tipologia di operatività.

INFORMATIVA SUGLI INVESTIMENTI IN HEDGE FUND

La consistenza del portafoglio hedge fund di Capogruppo al 31 marzo 2022 risulta pari a 46 milioni per il trading book e 199 milioni per il banking book, a fronte rispettivamente di 27 milioni e di 200 milioni al 31 dicembre 2021.

Gli investimenti nel portafoglio di banking book sono contabilizzati nella categoria delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value e riguardano fondi che adottano strategie di investimento a medio/lungo termine e tempi di riscatto superiori a quelli previsti per i fondi UCITS (Undertakings for Collective Investment in Transferable Securities).

Nel primo trimestre 2022 si è registrato un incremento degli stock di 18 milioni rispetto al 31 dicembre 2021, per nuovi investimenti effettuati nel comparto del trading.

Quanto agli effetti economici, al 31 marzo 2022 si rileva un risultato complessivamente positivo per +3 milioni, riferibile alla valutazione dei fondi in portafoglio tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione, che si confronta con un impatto complessivo di +5 milioni dei primi tre mesi del 2021 (-4 milioni dalle attività finanziarie detenute per la negoziazione e +9 milioni dalle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value).

Nel Gruppo Intesa Sanpaolo, si segnala che al 31 marzo 2022 risultano nel portafoglio di Eurizon Capital SGR anche hedge fund per 52 milioni, con un impatto a conto economico di -1 milione nel primo trimestre dell'anno. Questi ultimi sono detenuti secondo una logica di seeding, che prevede la costituzione di un portafoglio di servizio composto da quote di fondi comuni di investimento per i quali è stata avviata la commercializzazione, a sostegno dei fondi stessi.

INFORMATIVA CIRCA L'OPERATIVITA' IN DERIVATI DI NEGOZIAZIONE STIPULATI CON LA CLIENTELA

Considerando i soli rapporti con clientela, alla data del 31 marzo 2022, il Gruppo Intesa Sanpaolo presentava, in relazione all'operatività di intermediazione in derivati con le controparti clientela retail, imprese non finanziarie ed enti ed amministrazioni pubbliche (escluse quindi, oltre alle istituzioni creditizie, anche le imprese finanziarie e quelle assicurative) un fair value positivo, al lordo degli accordi di netting, pari a 5.459 milioni (6.917 milioni al 31 dicembre 2021). Il valore nozionale di tali derivati era pari a 44.665 milioni (64.254 milioni al 31 dicembre 2021).

Si segnala che il fair value positivo dei contratti in essere con i 10 clienti più esposti era di 3.502 milioni (4.416 milioni al 31 dicembre 2021).

Per contro, il fair value negativo riferito al totale dei contratti in essere, determinato con gli stessi criteri, per le medesime tipologie di contratti, nei confronti delle stesse controparti, risultava - sempre alla data del 31 marzo 2022 - pari a 3.564 milioni (2.192 milioni al 31 dicembre 2021). Il valore nozionale di tali derivati era pari a 61.168 milioni, (34.378 milioni al 31 dicembre 2021).

Il fair value degli strumenti finanziari derivati stipulati con la clientela è stato determinato tenendo conto, come per tutti gli altri derivati OTC, della qualità creditizia delle singole controparti (cosiddetto bilateral Credit Value Adjustment). Sui contratti in rimanenza al 31 marzo 2022 ciò ha comportato la rilevazione a conto economico, nell'ambito del "Risultato netto dell'attività di negoziazione", di un impatto positivo di 33 milioni.

Per quanto concerne le metodologie utilizzate nella determinazione del fair value degli strumenti finanziari, si rinvia ai paragrafi specificatamente dedicati a tale argomento nell'ambito della Parte A – Politiche contabili della Nota integrativa consolidata del Bilancio 2021.

RISCHI OPERATIVI

Il rischio operativo è definito come il rischio di subire perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni24 .

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha da tempo definito il framework complessivo per la gestione dei rischi operativi, stabilendo normativa e processi organizzativi per la misurazione, la gestione e il controllo degli stessi.

Per la determinazione del requisito patrimoniale, il Gruppo adotta una combinazione dei Metodi previsti dalla normativa (metodo avanzato in partial use con i metodi standardizzato e base); l'assorbimento patrimoniale così ottenuto è di 2.024 milioni al 31 marzo 2022, invariato rispetto al 31 dicembre 2021.

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Per quanto riguarda i rischi operativi, con riferimento al primo trimestre 2022 non vi sono specifici aggiornamenti da riportare e si rimanda a quanto descritto nell'apposita sezione del Bilancio al 31 dicembre 2021.

Rischi legali

I rischi connessi alle vertenze legali sono oggetto di attenta analisi da parte sia della Capogruppo sia delle singole società del Gruppo interessate. In presenza di vertenze per le quali risulta probabile un esborso ed è possibile effettuare una stima attendibile del relativo ammontare, si provvede ad effettuare stanziamenti ai Fondi per rischi ed oneri.

Con riguardo alle vertenze rilevanti in corso, si segnalano di seguito le evoluzioni significative del trimestre, rinviando per il pregresso e per l'illustrazione puntuale delle singole vertenze rilevanti alla Nota integrativa del Bilancio 2021 del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Contenzioso derivante dall'operazione di acquisizione di certe attività, passività e rapporti giuridici facenti capo a Banca Popolare di Vicenza S.p.A. in LCA e a Veneto Banca S.p.A. in LCA

Nell'ambito del giudizio davanti alla Corte Costituzionale, originato dall'ordinanza di rimessione del 20 luglio 2021 con cui il Tribunale di Firenze ha sottoposto la questione di legittimità costituzionale del D.L. 99/2017, la Corte ha inizialmente fissato l'udienza di discussione al 5 luglio 2022, rinviandola poi al 4 ottobre 2022. Entro il 14 settembre la banca potrà depositare una memoria per fornire ulteriori elementi di approfondimento ed argomentazioni per la trattazione orale del caso davanti alla Corte.

Con riferimento al Contenzioso Escluso si è registrata la prima pronuncia della Corte di Cassazione (ordinanza del 28 marzo 2022 n. 9945): la Corte ha accolto l'eccezione di carenza di legittimazione passiva sollevata dalla Banca in un contenzioso relativo a un credito già classificato come "deteriorato" alla data della cessione e quindi non incluso nell'Insieme Aggregato. La causa era stata avviata, prima della cessione, contro Veneto Banca in bonis e poi riassunta anche nei confronti di Intesa Sanpaolo dopo l'avvio della procedura di liquidazione della banca veneta.

Fondazione Cassa Risparmio della Provincia di Macerata

Nel febbraio 2022, la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata ha inviato ad Intesa Sanpaolo (quale successore di UBI Banca, a sua volta incorporante la good bank Nuova Banca delle Marche) e ad un ex esponente di Banca delle Marche, un atto di diffida stragiudiziale e messa in mora per il risarcimento del danno patrimoniale e di immagine asseritamente subito per una somma quantificabile in non meno di 50 milioni.

La Fondazione asserisce di aver aderito nel corso del 2012 all'operazione di aumento del capitale sociale deliberata nell'ottobre 2011 dall'allora Banca delle Marche, acquistando azioni per un importo complessivo di oltre 40 milioni, esclusivamente per aver confidato (i) nei dati contenuti nei bilanci di esercizio della Banca e (ii) nel "Prospetto Informativo" predisposto per il predetto aumento del capitale, che si sarebbero poi rivelati totalmente errati e fuorvianti.

24 Per la componente di perdite economiche, nel rischio operativo sono compresi anche i rischi: legale, di condotta, di non conformità, di financial crime, IT e cyber, di sicurezza fisica, di continuità operativa, di informativa finanziaria, terze parti e di modello. Sono esclusi rischi strategici e di reputazione.

La Banca ha respinto totalmente la richiesta risarcitoria, eccependo in primo luogo la propria carenza di legittimazione passiva e l'intervenuta prescrizione25, e contestando integralmente le pretese anche nel merito.

Sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite n. 8770/2020 in materia di derivati stipulati da Enti locali

Con riferimento alla sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite n. 8770/2020 in materia di derivati stipulati da Enti locali si riepilogano di seguito le variazioni intervenute nel primo trimestre 2022.

Si sono registrati tre nuovi contenziosi:

  • − la Provincia di Catanzaro ha disposto l'annullamento in autotutela della determina dirigenziale di approvazione dell'operazione in derivati stipulata in pool anche con altri istituti bancari. La Banca, unitamente alle altre componenti il pool, ha presentato ricorso dinanzi al Tar di Catanzaro per ottenere l'annullamento del provvedimento. La quota di rischio potenziale in capo ad Intesa Sanpaolo è pari a 4,3 milioni;
  • − la Provincia di Varese ha promosso un procedimento di mediazione, contestando la validità di due operazioni rispetto alle quali formula una richiesta di restituzione di 5,6 milioni. Al primo incontro, previsto per il 12 aprile 2022, la mediazione si è chiusa con esito negativo;
  • − il Comune di Marsciano ha avviato un giudizio dinanzi al Tribunale di Perugia per far accertare la nullità del derivato stipulato con la Banca, chiedendo la restituzione di 81 mila euro per differenziali pagati e costi impliciti.

Con riferimento al contenzioso già pendente con la Provincia di Imperia, è stato notificato un atto di citazione con il quale l'Ente contesta la nullità del derivato e chiede la restituzione dei differenziali versati, oltre il risarcimento del danno senza quantificare la propria domanda. L'iniziativa fa seguito al procedimento di mediazione chiusosi a novembre 2021 con esito negativo.

Sono inoltre pervenute due sentenze con riguardo ai seguenti contenziosi:

  • − Comune di Faenza: con decisione dell'1 febbraio 2022 la Corte d'appello di Bologna, richiamando i principi espressi dalla Cassazione, ha confermato la nullità del contratto per mancata indicazione del MTM e la condanna della Banca a restituire i differenziali addebitati all'Ente. In esecuzione della sentenza di primo grado, la Banca aveva già provveduto al pagamento di 2,8 milioni. Si sta valutando l'opportunità di proporre ricorso per Cassazione.
  • − Comune di Santa Maria Capua Vetere: il Tribunale di Roma, con sentenza del 2 marzo 2022, ha rigettato la domanda di nullità dei due contratti derivati, così come formulata dall'Ente ed ha accolto la riconvenzionale della Banca per i flussi non pagati dal Comune per 119 mila euro. Il giudice ha, invece, accolto la domanda di accertamento dei costi impliciti non comunicati in fase di stipula e condannato la Banca al pagamento di 1,1 milioni oltre interessi e rivalutazione.

Contenzioso del lavoro

Per quanto riguarda il contenzioso del lavoro, anche relativo all'ex Gruppo UBI Banca, al 31 marzo 2022, come già al 31 dicembre 2021, non risultano in essere controversie rilevanti sotto l'aspetto sia qualitativo che quantitativo. In generale, tutte le cause di lavoro sono assistite da accantonamenti specifici, adeguati a fronteggiare eventuali esborsi.

Contenzioso fiscale

Nel corso del trimestre non sono sorte nuove controversie di importo significativo in capo ad Intesa Sanpaolo. Sulle controllate italiane ed estere non sono stati segnalati eventi di rilievo, salvo che per Intesa Sanpaolo Private Banking di cui si dirà nel prosieguo.

I rischi derivanti dal contenzioso fiscale in essere sono presidiati da adeguati accantonamenti ai fondi per rischi e oneri.

Di seguito si riportano le evoluzioni più significative intervenute nel trimestre, rinviando per il pregresso e per l'illustrazione puntuale delle singole controversie rilevanti alla Nota integrativa del Bilancio 2021 del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Rispetto a fine 2021, i principali eventi che hanno dato luogo a movimentazioni significative del petitum (-10 milioni) sono rappresentati:

  • − in aumento (circa 5 milioni), da: i) nuove contestazioni per 1,8 milioni, prevalentemente per IMU su immobili non reimpossessati da contratti di leasing risolti e a reddito; ii) adeguamento del valore della contestazione ex Sudameris per 3 milioni, dovuto all'apprezzamento della valuta brasiliana sull'euro; iii) interessi maturati sul contenzioso in essere per 0,2 milioni;
  • − in diminuzione (circa 15 milioni), da: i) chiusure di contenziosi in materia di imposta di registro per 8,5 milioni essenzialmente riferibili alla pratica Manzoni/Melville (riqualificazione conferimenti d'azienda in cessione); ii) chiusure di contenziosi per IMU su immobili da contratti di leasing sia in seguito a definizione che ad annullamento da parte dei Comuni per 4 milioni; iii) 2,5 milioni per la definizione di contenziosi di diversa natura, tra i quali la contestazione IVA per leasing nautico per 1,6 milioni.

Per quanto riguarda le principali contestazioni in essere, si evidenzia quanto segue.

Con riferimento all'avviso di accertamento ai fini IVA per l'anno d'imposta 2014 notificato dall'Ufficio dei Grandi Contribuenti della Direzione Regionale Lombardia in data 29 ottobre 2019 alla ex Mediocredito Italiano in tema di leasing nautico, per un valore complessivo di circa 5,5 milioni (imposte, interessi e sanzioni) e per il quale era stato presentato il relativo ricorso, si segnala che con la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Milano n. 572-05 depositata il 28 febbraio 2022, i giudici hanno confermato l'imposta accertata (con i relativi interessi) ancora in contenzioso, ma hanno ritenuto non dovute le sanzioni. Prima della sentenza, peraltro, l'Ufficio in autotutela aveva già ridotto la pretesa di complessivi 1,5 milioni. Pende termine per l'appello. La controversia è cautelata per le componenti sanzioni e interessi relative al primo dei due rilievi contestati, afferente ad una specifica posizione contrattuale in cui vi è stato l'intervento in causa del cliente che ha riconosciuto a proprio carico l'imposta dovuta a seguito di soccombenza definitiva nel contenzioso, ma non anche l'onere per

25 Si ricorda che tali contenziosi sono assistiti dalle garanzie e obblighi di manleva assunti dal Venditore (Fondo Nazionale di Risoluzione) a favore di UBI Banca in relazione all'acquisizione delle Nuove Banche derivanti dalla risoluzione di Banca delle Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio e Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti e coprono, pertanto, anche le eventuali passività originate dalle attività svolte dalle Banche (c.d. "Old Banks") prima di essere sottoposte alla procedura di risoluzione, in relazione, tra l'altro, ai rischi di natura legale, o in genere connessi al contenzioso in essere o minacciato, ovvero alle violazioni di legge e alle eventuali passività potenziali.

interessi e sanzioni. In relazione al secondo rilievo, l'attuale accantonamento riguarda imposta e interessi accertati perché si ritiene che il rischio di condanna alle sanzioni sia possibile, ma non probabile per la presenza di ulteriori sentenze di merito favorevoli rilasciate ad altre società di leasing e perché sussistono valide ragioni di incertezza sull'ambito applicativo della norma nel 2014 che giustificano l'applicazione della esimente.

In materia di imposta di registro, si segnala che lo scorso gennaio è stata depositata sentenza favorevole da parte della Corte di Cassazione in tema di riqualificazione, secondo il novellato art. 20 del D.P.R. n. 131/1986, che ha annullato l'avviso di liquidazione (valore della controversia di complessivi 8,3 milioni) emesso dall'Agenzia delle Entrate nei confronti della Banca e di IMI Investimenti, quali coobbligati in solido, avente ad oggetto due operazioni di conferimento di rami d'azienda afferenti all'attività di private equity e successiva scissione parziale intercorsa tra le società Manzoni e Melville.

Nelle precedenti informative di bilancio, relativamente alla suddetta materia dell'imposta di registro proporzionale in seguito a riqualificazione dell'operazione di riorganizzazione, ex art. 20 del D.P.R. n. 131/1986, da conferimento di azienda e cessione di partecipazione in cessione d'azienda, si è evidenziata la pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 39/2021 del 16 marzo 2021, le cui conclusioni confermavano quelle della precedente sentenza della stessa Corte n. 158 del 21 luglio 2020.

Alla luce di questa seconda pronuncia della Corte Costituzionale si riteneva conclusa l'annosa querelle con esiti favorevoli alla Banca nei numerosi contenziosi pendenti in Cassazione, ma la Corte di Cassazione con Ordinanza n. 10283/2022 del 31 marzo 2022, nel presupposto che in base al principio di alternatività IVA/registro sia fondamentale addivenire ad una definizione unitaria della nozione di azienda ai fini di tali imposte, ha rimesso alla Corte di Giustizia UE il giudizio di compatibilità dell'articolo 20 del TUR (secondo cui l'applicazione dell'imposta di registro va effettuata sulla base del contenuto dell'atto presentato alla registrazione, senza tener conto degli elementi extra testuali non direttamente desumibili), rispetto alla normativa IVA che disciplina il trattamento delle cessioni di azienda (operazioni non soggette al tributo) e dei singoli beni (operazioni imponibili).

Da ultimo, un cenno agli accertamenti e alle verifiche in corso da parte dell'Amministrazione finanziaria, che al momento non hanno determinato alcun rilievo.

In merito ai questionari notificati a fine 2021 a ISP e alle incorporate Mediocredito Italiano e Accedo, da parte dell'Agenzia delle Entrate non ci sono novità.

In data 14 gennaio 2022 l'Agenzia delle Entrate - Direzione Provinciale Milano II ha notificato un questionario ai fini dell'imposta di registro relativo alla cessione di ramo d'azienda (n. 17 filiali ex UBI) da ISP a Banca Popolare di Puglia e Basilicata (BPPB) perfezionata il 21 maggio 2021 (data di efficacia 24 maggio 2021), chiedendo la trasmissione di documentazione e informazioni varie funzionali alla quantificazione del valore ai fini dell'imposta di registro del ramo d'azienda ceduto.

Si ricorda che in relazione a tale atto di cessione fu versata imposta di registro per complessivi 467 mila euro (onere ripartito in eguale misura tra ISP e BPPB), determinata prudenzialmente su una base imponibile di 75,5 milioni, quale sbilancio risultante dalla situazione patrimoniale alla data di riferimento (30 giugno 2020), pur a fronte di un corrispettivo di cessione di 8,9 milioni. ISP ha risposto al questionario fornendo la documentazione e le informazioni richieste a mezzo PEC del 18 febbraio 2022, previa condivisione della risposta con BPPB. Non risulta che analogo questionario sia stato per il momento ancora notificato a BPPB.

In data 23 febbraio 2022 l'Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale della Lombardia – Ufficio Grandi Contribuenti ha notificato un questionario in merito alla dichiarazione dei redditi a fini IRES ed IRAP di UBI Banca per l'annualità 2018 chiedendo: bilancio di verifica, prospetto di dettaglio delle variazioni fiscali in diminuzione a fini IRES, nonché prospetto di dettaglio e nota descrittiva del trattamento contabile e fiscale dei componenti relativi alle variazioni in diminuzione riconducibili alla transizione dallo IAS 39 all'IFRS 9.

Si ricorda inoltre che in data 22 dicembre 2021 è stato notificato ad Intesa Sanpaolo dall'Agenzia delle Entrate un avviso di (presunta) irregolarità relativo al periodo d'imposta 2017 con il quale l'ammontare delle perdite fiscali residue al 31 dicembre 2017 utilizzabili ai fini dell'addizionale IRES (aliquota 3,5%), indicato in dichiarazione per 7,9 miliardi verrebbe modificato in 1,96 miliardi, con una minore perdita riportabile pari a 5,94 miliardi. Si rinvia alla Nota Integrativa al Bilancio 2021 per un'analisi più dettagliata. ISP ha risposto all'avviso con comunicazione in data 5 aprile 2022. Nessuna contestazione è stata sinora notificata dall'Agenzia delle Entrate.

Per quanto concerne le filiali di Intesa Sanpaolo localizzate all'estero non si segnalano novità, e pertanto si rimanda al Bilancio 2021, salvo che per il seguente aspetto. Con riguardo alla verifica iniziata ad aprile 2021 dall'Agenzia delle Entrate di Madrid per l'anno 2016 ai fini delle imposte sui redditi della filiale di Madrid dell'incorporata UBI Banca, chiusa il 31 dicembre 2018, il 5 aprile 2022 si è tenuto l'ultimo incontro tra i verificatori ed il rappresentante di ISP (avv. Antonio Pérez), in esito al quale è stata accertata una minor perdita di 722 mila euro rispetto ai 724 mila euro dichiarati. Non risulta dovuta alcuna imposta o sanzione.

Con riguardo alle altre società italiane del Gruppo, si rinvia alla Nota Integrativa al Bilancio 2021 per l'analisi del contenzioso IRES e IRAP di Intesa Sanpaolo Private Banking, relativo alla deduzione (avvenuta negli anni 2011 e seguenti) della quota di ammortamento dell'avviamento, scaturita dai conferimenti dei rami aziendali "private" di Intesa Sanpaolo e della Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna nel 2009, Banca di Trento e Bolzano e Cassa di Risparmio di Firenze nel 2010, Cassa di Risparmio Pistoia e Lucchesia e Cassa di Risparmio dell'Umbria nel 2013, affrancati dalla conferitaria ai sensi dell'art. 15, comma 10, del D.L. 29 novembre 2008, n. 185.

Si segnala che nel trimestre è stata depositata, il 18 marzo 2022, la sentenza favorevole di secondo grado n. 1044 in merito agli anni 2014 e 2015. La Commissione Tributaria Regionale della Lombardia ha respinto l'appello dell'Agenzia delle Entrate avverso la sentenza di primo grado che aveva accolto i ricorsi (riuniti) IRES e IRAP relativi a tali periodi d'imposta.

RISCHI ASSICURATIVI

Portafogli di investimento

Gli investimenti delle società del segmento assicurativo del Gruppo Intesa Sanpaolo (Intesa Sanpaolo Vita, Intesa Sanpaolo Assicura, Intesa Sanpaolo Life, Fideuram Vita, Intesa Sanpaolo RBM Salute e Cargeas) vengono realizzati a fronte del patrimonio libero ed a copertura delle obbligazioni contrattuali assunte nei confronti della clientela. Queste ultime sono relative alle polizze vita di tipo tradizionale rivalutabile, a quelle di tipo Index e Unit linked, ai fondi pensione e alle polizze danni.

I portafogli di investimento ammontano complessivamente, a valori di bilancio e alla data del 31 marzo 2022, a 198.349 milioni. Di questi, una quota pari a 102.185 milioni è relativa alle polizze vita tradizionali rivalutabili, il cui rischio finanziario è condiviso con gli assicurati in virtù del meccanismo di determinazione dei rendimenti delle attività in gestione separata, alle polizze danni ed agli investimenti a fronte del patrimonio libero; l'altra componente, il cui rischio è interamente sopportato dagli assicurati, è costituita da investimenti a fronte di polizze Unit Linked e Fondi Pensione ed è pari a 96.164 milioni.

In considerazione del diverso tipo di rischiosità, l'analisi dei portafogli investimenti, dettagliata nel seguito, è incentrata sugli attivi detenuti a copertura delle polizze vita tradizionali rivalutabili, delle polizze danni e del patrimonio libero.

In termini di composizione per asset class, al netto delle posizioni in strumenti finanziari derivati, l'83,8% delle attività, pari a 85.441 milioni, è costituito da titoli obbligazionari, mentre la quota relativa a titoli di capitale pesa per il 2,1% ed è pari a 2.150 milioni. La restante parte, pari a 14.377 milioni, è costituita da investimenti in OICR, Private Equity e Hedge Fund (14,1%).

Il valore di bilancio dei derivati ammonta a 216,8 milioni circa; di questi la quota relativa a derivati di gestione efficace26 ammonta a 14,3 milioni, la restante parte (202,5 milioni) è riferita a derivati classificati di copertura.

Gli investimenti a fronte del patrimonio libero di Intesa Sanpaolo Vita e Fideuram Vita sono pari, alla fine dei primi tre mesi del 2022 ed a valori di mercato, a 2.316 milioni e presentano una rischiosità, in termini di VaR (intervallo di confidenza 99%, holding period 10 giorni), pari a 39 milioni.

L'analisi del portafoglio titoli obbligazionari in termini di sensitivity del fair value al movimento dei tassi d'interesse evidenzia che un movimento parallelo della curva di +100 punti base comporta una variazione negativa di 5.646 milioni.

La distribuzione per fasce di rating del portafoglio è la seguente. Gli attivi di tipo obbligazionario con rating AAA/AA pesano per circa l'8,5% del totale investimenti mentre il 6,9% circa si colloca nell'area della singola A. I titoli dell'area low investment grade (BBB) costituiscono circa l'80,4% del totale, mentre è minima (4,2%) la quota di titoli speculative grade o unrated.

All'interno dell'area BBB una parte considerevole è costituita da titoli emessi dalla Repubblica Italiana.

L'analisi dell'esposizione in termini di emittenti/controparti evidenzia le seguenti componenti: i titoli emessi da Governi e Banche Centrali rappresentano il 79,6% circa del totale investimenti, le società finanziarie (in prevalenza banche) contribuiscono per circa l'11,7% dell'esposizione mentre i titoli industriali ammontano a circa l'8,7%.

Alla fine del primo trimestre 2022, la sensitivity del fair value dei titoli obbligazionari rispetto ad una variazione del merito creditizio degli emittenti, intesa come shock dei credit spread di mercato di +100 punti base, è risultata pari a 5.919 milioni ed è imputabile per 5.044 milioni agli emittenti governativi e per 875 milioni agli emittenti corporate (società finanziarie e industriali).

26 Il Regolamento ISVAP n.36 del 31 gennaio 2011 in materia di investimenti definisce "derivati di gestione efficace" tutti i derivati finalizzati al raggiungimento di prefissati obiettivi di investimento in maniera più veloce, agevole, economica o più flessibile rispetto a quanto sia possibile operando sugli attivi sottostanti.

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Politiche contabili

Criteri di redazione del resoconto

Principi generali di redazione

Come noto, attraverso il D.Lgs. n. 25 del 15 febbraio 2016, è stata recepita nell'ordinamento nazionale la Direttiva 2013/50/UE, che ha modificato la Direttiva 2004/109/CE (c.d. Direttiva Transparency). Nel recepimento della disciplina europea, sono state modificate, tra l'altro, le disposizioni relative alle relazioni finanziarie, innovando le regole inerenti alla pubblicazione, da parte di emittenti quotati aventi l'Italia come Stato membro d'origine, di informazioni periodiche aggiuntive rispetto alle relazioni finanziarie annuali e semestrali. La formulazione dell'art. 154-ter (Relazioni finanziarie), commi 5 e 5-bis del TUF, consente alla Consob di disporre, nei confronti degli emittenti sopra indicati, l'obbligo di pubblicare le informazioni periodiche aggiuntive. Nell'esercizio delle proprie competenze – e a seguito di un processo di consultazione – la Consob ha tuttavia rimesso agli emittenti la scelta sulla pubblicazione dei resoconti trimestrali.

In questo contesto, Intesa Sanpaolo pubblica – su base volontaria – informazioni finanziarie periodiche aggiuntive, rispetto alla relazione finanziaria annuale e semestrale, riferite al 31 marzo e al 30 settembre di ciascun esercizio, che prevedono – per quanto riguarda i relativi elementi informativi – la redazione di resoconti intermedi sulla gestione approvati dal Consiglio di Amministrazione, in sostanziale continuità con il passato.

Il Resoconto intermedio al 31 marzo 2022 è redatto, in forma consolidata, con l'applicazione dei criteri di rilevazione e di valutazione previsti dai principi contabili IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e dalle relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Standards Interpretations Committee (IFRS-IC) ed omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.

I principi contabili adottati per la predisposizione del presente Resoconto consolidato intermedio di gestione, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle attività e passività di bilancio, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi, sono rimasti invariati rispetto a quelli adottati per la predisposizione del Bilancio 2021 del Gruppo Intesa Sanpaolo, ai quali si fa rinvio per un'esposizione completa.

In relazione ai riflessi dell'impatto conseguente alla pandemia da COVID-19 si richiamano le indicazioni fornite nel Bilancio 2021 circa le indicazioni fornite dalle Autorità e dallo IASB a partire dall'inizio dell'emergenza sanitaria nonché le scelte applicative operate da Intesa Sanpaolo.

Trovano applicazione a partire dal 1° gennaio 2022 le disposizioni del Regolamento n. 1080/2021 del 28 giugno 2021 che recepisce alcune modifiche di minore rilevanza, pubblicate dallo IASB in data 14 maggio 2020, ai principi contabili internazionali IAS 16 Immobili, impianti e macchinari, IAS 37 Accantonamenti, passività e attività potenziali e IFRS 3 Aggregazioni aziendali.

Le modifiche riguardano:

  • − lo IAS 16 Componenti di costo: le modifiche, che non risultano di interesse per il Gruppo, introducono il divieto di detrarre dal costo degli immobili, impianti e macchinari, gli importi ricevuti dalla vendita di articoli prodotti mentre la società stava predisponendo l'asset per le finalità previste. La società dovrà riconoscere tali proventi delle vendite e i relativi costi nel conto economico;
  • − lo IAS 37 Contratti onerosi: viene precisato che per valutare se un contratto sia oneroso occorre includere nella stima tutti i costi direttamente correlati al contratto e non i soli costi incrementali necessari all'adempimento del contratto. Di conseguenza, la valutazione sull'eventuale onerosità di un contratto include i costi incrementali (ad esempio il costo del materiale diretto impiegato nella lavorazione), ma anche tutti i costi che l'impresa non può evitare a seguito della stipula del contratto (ad esempio la quota del costo del personale e dell'ammortamento dei macchinari impiegati per l'adempimento del contratto);
  • − l'IFRS 3 Riferimenti al Conceptual Framework: sono stati aggiornati alcuni riferimenti alla nuova versione del Conceptual Framework del 2018 che, tuttavia, non comportano modifiche rispetto alle modalità di contabilizzazione preesistenti. Inoltre, viene esplicitato il divieto di rilevare attività potenziali (ovvero quelle attività la cui esistenza sarà confermata solo da eventi futuri incerti) nelle operazioni di aggregazione aziendale (precedentemente questo divieto era riportato esplicitamente solo nelle Basis for Conclusion);
  • − Con il Regolamento in oggetto vengono anche recepiti i consueti miglioramenti annuali Ciclo annuale di miglioramenti agli IFRS 2018-2020 - che chiariscono la formulazione o correggono errori, sviste o conflitti tra i requisiti dei principi. Tra tali emendamenti minori vengono apportate modifiche all'IFRS 9 Strumenti Finanziari con alcuni chiarimenti in merito alle commissioni da includere nel test del 10% per la derecognition delle passività finanziarie; in proposito viene specificato che devono essere incluse soltanto le commissioni pagate o incassate tra le parti e non anche le commissioni direttamente attribuibili a parti terze.

Tenuto conto della portata degli emendamenti in esame, che introducono modifiche e chiarimenti di minore rilevanza, non si prevede che il Regolamento comporti impatti per il Gruppo.

Il Resoconto intermedio al 31 marzo 2022, predisposto utilizzando l'Euro quale moneta di conto, è composto dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni del patrimonio netto e da note illustrative, ed è corredato da informazioni sugli eventi importanti che si sono verificati nel periodo e sui principali rischi ed incertezze per i mesi restanti dell'esercizio.

Gli importi indicati nei Prospetti contabili e nelle note illustrative sono espressi, qualora non diversamente specificato, in milioni di euro.

I prospetti contabili presentano, oltre agli importi del periodo di riferimento, anche i corrispondenti dati di raffronto riferiti al 31 marzo 2021 per il conto economico e al 31 dicembre 2021 per lo stato patrimoniale.

Le attività in via di dismissione accolgono principalmente portafogli o singole posizioni, classificati a sofferenze e inadempienze probabili, che saranno oggetto di cessione nell'ambito delle strategie di de-risking del Gruppo. Tra le attività in via di dismissione figurano inoltre: la partecipazione in Zhong Ou Asset Management Co. Ltd. il cui closing, una volta completato l'iter autorizzativo, è atteso entro la fine del 2022; le attività e passività afferenti il ramo d'azienda di Banca 5 deputato alla produzione dei prodotti/servizi distribuiti dal Gruppo Mooney, oggetto di conferimento a Mooney, nell'ambito della partnership in essere, nell'aprile 2022; la partecipazione totalitaria in Intesa Sanpaolo Formazione e il ramo oggetto di conferimento nella stessa da parte di ISP, rientranti nell'ambito di un progetto finalizzato alla creazione di una nuova realtà leader nella formazione e nel digital learning atteso completarsi nel corso del 2022.

Il Resoconto intermedio al 31 marzo 2022 è corredato dall'attestazione del Dirigente preposto, ai sensi dell'art. 154 bis del TUF, e i prospetti contabili consolidati sono sottoposti a revisione contabile limitata da parte della società di revisione ai soli fini del rilascio dell'attestazione prevista dall'art. 26 (2) del Regolamento dell'Unione Europea n. 575/2013 e dalla Decisione della Banca Centrale Europea n. 2015/656.

Con riferimento all'attività di revisione contabile, si rammenta che l'Assemblea degli azionisti del 30 aprile 2019 ha conferito l'incarico per la revisione legale dei conti, per gli esercizi dal 2021 al 2029, alla società EY S.p.A.

Area e metodi di consolidamento

Area di consolidamento

Il Resoconto consolidato include Intesa Sanpaolo e le società da questa direttamente o indirettamente controllate, controllate congiuntamente o sottoposte ad influenza notevole, comprendendo – come specificamente previsto dai principi IAS/IFRS – anche le società operanti in settori di attività diversi da quello di appartenenza della Capogruppo, nonché le partecipazioni di private equity. Analogamente, sono incluse anche le entità strutturate quando ne ricorrano i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall'esistenza di una quota partecipativa.

Sono escluse dall'area di consolidamento, e classificate sulla base di quanto previsto dall'IFRS 9, alcune interessenze superiori al 20% - peraltro di importo contenuto - in quanto Intesa Sanpaolo, direttamente o indirettamente, detiene esclusivamente diritti patrimoniali su una porzione dei frutti degli investimenti o non ha accesso alle politiche di gestione e può esercitare diritti di governance limitati alla tutela dei propri interessi patrimoniali.

Sono inoltre escluse dall'area di consolidamento integrale le interessenze partecipative detenute, direttamente o attraverso fondi, in società che svolgono attività di venture capital. Tali interessenze partecipative sono incluse nella categoria delle Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.

Sono, infine, escluse dall'area di consolidamento le società non partecipate delle quali si sono ricevute azioni in pegno con diritto di voto superiore al 20%, in considerazione della finalità di tale strumento che è quella di tutela del credito concesso e non di esercizio del controllo e di indirizzo delle politiche finanziarie ed economiche, al fine di usufruire dei benefici economici da esse derivanti.

Si rammenta che Intesa Sanpaolo non esercita su Risanamento S.p.A. e sulle società da questa controllate l'attività di direzione e coordinamento di cui all'art. 2497 C.C. e seguenti.

Rispetto al 31 dicembre 2021 non si rilevano variazioni di rilievo nel perimetro di consolidamento integrale. Per completezza, si indicano comunque l'ingresso di:

  • − Newco TPA S.p.A., società di nuova costituzione nell'ambito del Gruppo assicurativo, partecipata al 100% da ISP Vita;
  • − VUB Operating Leasing a.s., precedentemente consolidata con il metodo del patrimonio netto;
  • e l'uscita di:
  • − Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval, fusa per incorporazione in Reyl & Cie;
  • − VUB Leasing a.s., cessata in quanto oggetto di scissione nella controllante Vseobecna Uverova Banka a.s. (VUB) per l'attività finanziaria e per lo sviluppo del leasing operativo attraverso la sopra indicata società dedicata VUB Operating Leasing.

Metodi di consolidamento

I metodi utilizzati per il consolidamento dei dati delle società controllate (consolidamento integrale) e per il consolidamento delle società collegate nonché delle società sottoposte a controllo congiunto (metodo del patrimonio netto) sono invariati rispetto a quelli adottati per il Bilancio annuale 2021 del Gruppo Intesa Sanpaolo al quale, pertanto, si fa rinvio.

I bilanci della Capogruppo e delle altre società utilizzati per predisporre il Resoconto fanno riferimento al 31 marzo 2022.

In taluni limitati casi, per partecipate di rilevanza non significativa, sono stati utilizzati gli ultimi dati ufficiali disponibili.

In particolare, relativamente alla controllata ucraina Pravex Bank, in considerazione della limitata incidenza sul bilancio consolidato dei saldi patrimoniali ed economici della banca e delle evidenti difficoltà logistiche e di esecuzione da parte delle relative strutture amministrative, anche con riferimento ai canali informatici a disposizione, la decisione del Gruppo è stata quella di procedere al consolidamento integrale della controllata ucraina mantenendo nei libri i saldi patrimoniali al 31 dicembre 2021 e apportando centralmente le rettifiche di valore legate alla svalutazione degli assets della banca. Quanto alla controllata Banca Intesa Russia, le relative risultanze patrimoniali ed economiche al 31 marzo 2022 sono state recepite mediante il consolidamento linea per linea.

Ove necessario – in casi comunque di rilevanza del tutto marginale – i bilanci delle società consolidate, eventualmente redatti in base a criteri contabili diversi, sono stati resi conformi ai principi del Gruppo.

I bilanci delle imprese operanti in aree diverse dall'Eurozona sono convertiti in Euro applicando alle voci dell'attivo e del passivo patrimoniale i cambi correnti alla data di chiusura del periodo di riferimento ed alle voci del conto economico i cambi medi del periodo stesso.

Il Consiglio di Amministrazione

Milano, 6 maggio 2022

Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Fabrizio Dabbene, dichiara, ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza, che l'informativa contabile contenuta nel presente Resoconto intermedio al 31 marzo 2022 corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

Milano, 6 maggio 2022

Fabrizio Dabbene Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Raccordi tra prospetti contabili consolidati pubblicati e prospetti contabili consolidati modificati

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 pubblicato e Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 modificato

Raccordo tra Conto Economico consolidato al 31 marzo 2021 pubblicato e Conto economico al 31 marzo 2021 modificato

Raccordi tra prospetti contabili consolidati modificati/pubblicati e prospetti contabili consolidati riesposti

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 pubblicato e Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 riesposto

Raccordo tra Conto Economico consolidato al 31 marzo 2021 pubblicato e Conto economico consolidato al 31 marzo 2021 riesposto

Prospetti contabili consolidati riesposti

Stato Patrimoniale consolidato riesposto

Conto Economico consolidato riesposto

Raccordi tra prospetti contabili consolidati riesposti e schemi di bilancio consolidati riclassificati

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato e Stato Patrimoniale consolidato riclassificato

Raccordo tra Conto Economico consolidato riesposto e Conto Economico consolidato riclassificato

Conto economico consolidato riclassificato - Raccordo con dati rideterminati

Conto economico consolidato riclassificato - Raccordo con dati rideterminati

Raccordi tra prospetti contabili consolidati pubblicati e prospetti contabili consolidati modificati

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 pubblicato e Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 modificato

Lo Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 pubblicato, non ha necessitato di modifiche.

Raccordo tra Conto Economico consolidato al 31 marzo 2021 pubblicato e Conto economico consolidato al 31 marzo 2021 modificato

Il Conto Economico consolidato al 31 marzo 2021 pubblicato, non ha necessitato di modifiche.

Raccordi tra prospetti contabili consolidati modificati/pubblicati e prospetti contabili consolidati riesposti

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 pubblicato e Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 riesposto

Lo Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 pubblicato, non ha necessitato di riesposizioni.

Raccordo tra Conto Economico consolidato al 31 marzo 2021 pubblicato e Conto economico consolidato al 31 marzo 2021 riesposto

31.03.2021 Variazione
perimetro
di consolidamento
(a)
(milioni di euro)
31.03.2021
Riesposto
10. Interessi attivi e proventi assimilati 2.581 5 2.586
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 2.541 - 2.541
20. Interessi passivi e oneri assimilati -570 -1 -571
30. Margine di interesse 2.011 4 2.015
40. Commissioni attive 2.941 15 2.956
50. Commissioni passive -621 -3 -624
60. Commissioni nette 2.320 12 2.332
70. Dividendi e proventi simili 29 - 29
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 305 4 309
90. Risultato netto dell'attività di copertura 45 - 45
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 387 - 387
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 53 - 53
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 361 - 361
c) passività finanziarie -27 - -27
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto
a conto economico
23 - 23
a) attività e passività finanziarie designate al fair value -12 - -12
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 35 - 35
115. Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione ai sensi dello IAS 39
759 - 759
120. Margine di intermediazione 5.879 20 5.899
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: -440 - -440
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -432 - -432
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva -8 - -8
135. Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi
dello IAS39
-1 - -1
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -12 - -12
150.
160.
Risultato netto della gestione finanziaria
Premi netti
5.426
2.542
20
-
5.446
2.542
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -2.847 - -2.847
180.
190.
Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa
Spese amministrative:
5.121
-2.904
20
-17
5.141
-2.921
a) spese per il personale -1.684 -17 -1.701
b) altre spese amministrative -1.220 - -1.220
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -96 - -96
a) impegni e garanzie rilasciate 33 - 33
b) altri accantonamenti netti -129 - -129
210. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali -162 -1 -163
220. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali -214 -1 -215
230. Altri oneri/proventi di gestione 270 - 270
240. Costi operativi -3.106 -19 -3.125
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 50 1 51
260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali - - -
270. Rettifiche di valore dell'avviamento - - -
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 186 - 186
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 2.251 2 2.253
300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente -718 - -718
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 1.533 2 1.535
320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte - - -
330. Utile (Perdita) di periodo 1.533 2 1.535
340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi -17 -2 -19
350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 1.516 - 1.516

(a) La riesposizione si riferisce ai risultati economici dei primi 3 mesi del 2021 del Gruppo Reyl, nonché la riesposizione tra spese amministrative e spese del personale in relazione all'internalizzazione, intervenuta nel corso del 2021, di attività precedentemente conferite in outsourcing dal Gruppo UBI, con la conseguente riassunzione di personale in precedenza ceduto o distaccato presso i service esterni.

Prospetti contabili consolidati riesposti

Stato Patrimoniale consolidato riesposto

Lo Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 pubblicato, non ha necessitato di riesposizioni.

Conto Economico consolidato riesposto

31.03.2022 31.03.2021 (milioni di euro)
Variazioni
Riesposto assolute %
10. Interessi attivi e proventi assimilati 2.641 2.586 55 2,1
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 2.486 2.541 -55 -2,2
20. Interessi passivi e oneri assimilati -676 -571 105 18,4
30. Margine di interesse 1.965 2.015 -50 -2,5
40. Commissioni attive 2.905 2.956 -51 -1,7
50. Commissioni passive -693 -624 69 11,1
60. Commissioni nette 2.212 2.332 -120 -5,1
70. Dividendi e proventi simili 34 29 5 17,2
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 200 309 -109 -35,3
90. Risultato netto dell'attività di copertura 2 45 -43 -95,6
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 210 387 -177 -45,7
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 205 53 152
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 12 361 -349 -96,7
c) passività finanziarie -7 -27 -20 -74,1
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto
economico
249 23 226
a) attività e passività finanziarie designate al fair value 225 -12 237
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 24 35 -11 -31,4
115. Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai
sensi dello IAS 39
129 759 -630 -83,0
120. Margine di intermediazione 5.001 5.899 -898 -15,2
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: -673 -440 233 53,0
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
-640
-33
-432
-8
208
25
48,1
135. Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39 -58 -1 57
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -2 -12 -10 -83,3
150. Risultato netto della gestione finanziaria 4.268 5.446 -1.178 -21,6
160. Premi netti 2.589 2.542 47 1,8
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -2.198 -2.847 -649 -22,8
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 4.659 5.141 -482 -9,4
190. Spese amministrative: -2.829 -2.921 -92 -3,1
a) spese per il personale
b) altre spese amministrative
-1.561
-1.268
-1.701
-1.220
-140
48
-8,2
3,9
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -37 -96 -59 -61,5
a) impegni e garanzie rilasciate -74 33 -107
b) altri accantonamenti netti 37 -129 166
210. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali -168 -163 5 3,1
220. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali -230 -215 15 7,0
230. Altri oneri/proventi di gestione 249 270 -21 -7,8
240. Costi operativi -3.015 -3.125 -110 -3,5
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 3 51 -48 -94,1
260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali - - -
270. Rettifiche di valore dell'avviamento - - -
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 2 186 -184 -98,9
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 1.649 2.253 -604 -26,8
300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente -622 -718 -96 -13,4
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 1.027 1.535 -508 -33,1
320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte - - -
330. Utile (Perdita) di periodo 1.027 1.535 -508 -33,1
340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi -3 -19 -16 -84,2
350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 1.024 1.516 -492 -32,5

Raccordi tra prospetti contabili consolidati riesposti e schemi di bilancio consolidati riclassificati

Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato e Stato Patrimoniale consolidato riclassificato

(milioni di euro)
31.03.2022 31.12.2021
Attività
Cassa e disponibilità liquide 17.444 14.756
Voce 10 Cassa e disponibilità liquide 17.444 14.756
Finanziamenti verso banche 158.500 162.121
Voce 40a (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso banche 158.473 162.083
Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Finanziamenti verso banche - -
Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value - Finanziamenti verso banche - -
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - Finanziamenti verso banche 27 38
Voce 30 (parziale) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti
verso banche
- -
Finanziamenti verso clientela 468.366 465.254
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 465.787 463.458
Voce 40b (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso clientela 458.617 456.415
Voce 40b (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (enti pubblici, imprese non
finanziarie ed altri)
7.170 7.043
Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e con impatto sul conto economico 2.579 1.796
Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Finanziamenti verso clientela 38 19
Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value - Finanziamenti verso clientela - -
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - Finanziamenti verso clientela 1.073 1.038
Voce 30 (parziale) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti
verso clientela
1.468 739
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti 56.111 43.325
Voce 40a (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (banche) 2.236 1.854
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie ed
Voce 40b (parziale) assicurazioni) 53.875 41.471
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 52.872 51.636
Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 48.204 47.162
Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value - Titoli di debito 4 4
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 4.664 4.470
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 64.793 66.841
Voce 30 (parziale) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 64.793 66.841
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 196.949 206.800
Voce 35 Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello
IAS 39
196.949 206.800
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 81 85
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai
Voce 45 sensi dello IAS 39 81 85
Partecipazioni 1.633 1.652
Voce 70 Partecipazioni 1.633 1.652
Attività materiali e immateriali 19.885 20.134
Attività di proprietà 18.343 18.613
Voce 90 (parziale) Attività materiali 9.148 9.271
Voce 100 Attività immateriali 9.195 9.342
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.542 1.521
Voce 90 (parziale) Attività materiali 1.542 1.521
Attività fiscali 18.610 18.808
Voce 110 Attività fiscali 18.610 18.808
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.556 1.422
Voce 120 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.556 1.422
Altre voci dell'attivo 16.444 16.169
Voce 50 Derivati di copertura 4.665 1.732
Voce 60 Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) -2.865 392
Voce 80 Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 183 208
Voce 130 Altre attività 14.461 13.837
Totale attività 1.073.244 1.069.003

(milioni di euro)

Debiti verso banche al costo ammortizzato 180.224 165.250 Voce 10 a) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche 180.231 165.258 - Voce 10 a) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche (di cui debiti per leasing) -7 -8 Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione 537.289 543.418 Voce 10 b) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela 459.765 458.239 Voce 10 c) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli in circolazione 78.895 86.558 - Voce 10 b) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela (di cui debiti per leasing) -1.371 -1.379 Passività finanziarie di negoziazione 58.726 56.306 Voce 20 Passività finanziarie di negoziazione 58.726 56.306 Passività finanziarie designate al fair value 3.848 3.674 Voce 30 Passività finanziarie designate al fair value 3.848 3.674 Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 2.280 2.139 Voce 15 Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 2.287 2.146 - Voce 15 (parziale) Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 (di cui debiti per leasing) -7 -7 Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 80.086 84.770 Voce 35 Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 80.086 84.770 Passività fiscali 2.288 2.285 Voce 60 Passività fiscali 2.288 2.285 Passività associate ad attività in via di dismissione 37 30 Voce 70 Passività associate ad attività in via di dismissione 37 30 Altre voci del passivo 23.531 21.954 Voce 40 Derivati di copertura 5.205 4.868 Voce 50 Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) -2.494 53 Voce 80 Altre passività 19.435 15.639 Voce 10 a) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche (di cui debiti per leasing) 7 8 Voce 10 b) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela (di cui debiti per leasing) 1.371 1.379 Voce 15 (parziale) Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 (di cui debiti per leasing) 7 7 Riserve tecniche 113.471 118.296 Voce 110 Riserve tecniche 113.471 118.296 Fondi per rischi e oneri 6.480 6.815 Voce 90 Trattamento di fine rapporto del personale 1.063 1.099 Voce 100 a) Fondi per rischi e oneri - Impegni e garanzie rilasciate 562 508 Voce 100 b) Fondi per rischi e oneri - Quiescenza e obblighi simili 287 290 Voce 100 c) Fondi per rischi e oneri - Altri fondi per rischi e oneri 4.568 4.918 Capitale 10.084 10.084 Voce 170 Capitale 10.084 10.084 Riserve 48.995 44.856 Voce 130 Azioni rimborsabili - - Voce 150 Riserve 21.837 17.706 Voce 160 Sovrapprezzi di emissione 27.287 27.286 - Voce 180 Azioni proprie -129 -136 Riserve da valutazione -1.320 -709 Voce 120 Riserve da valutazione -1.320 -709 Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 120 476 Voce 125 Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 120 476 Acconti su dividendi -1.399 -1.399 Voce 155 Acconti su dividendi (-) -1.399 -1.399 Strumenti di capitale 7.220 6.282 Voce 140 Strumenti di capitale 7.220 6.282 Patrimonio di pertinenza di terzi 260 291 Voce 190 Patrimonio di pertinenza di terzi 260 291 Risultato netto 1.024 4.185 Voce 200 Utile (Perdita) di periodo (+/-) 1.024 4.185

Passività 31.03.2022 31.12.2021

Totale passività e patrimonio netto 1.073.244 1.069.003

Raccordo tra Conto Economico consolidato riesposto e Conto Economico consolidato riclassificato

(milioni di euro)
Voci 31.03.2022 31.03.2021
Riesposto
Interessi netti 1.956 2.013
Voce 30 Margine di interesse 1.965 2.015
- Voce 30 (parziale) Margine di interesse - Rapporti tra Banche/Altre imprese e Comparto Assicurativo -8 -9
- Voce 30 (parziale) Margine di interesse - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento 2 2
- Voce 30 (parziale) Margine di interesse (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) 18 17
+ Voce 60 (parziale) Commissioni nette (Commissioni tassi negativi) 12 7
+ Voce70 (parziale) Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto
a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività
complessiva (Dividendi incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli)
1 -
+ Voce 80 (parziale) Differenziali Hedging swap -29 -15
+ Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Rientro time value trattamento di fine rapporto e altri fondi del personale) -5 -4
+ Voce 200 (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Rientro time value fondi rischi ed oneri) - -
Commissioni nette 2.286 2.395
Voce 60 Commissioni nette 2.212 2.332
- Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Contributo comparto assicurativo 70 51
- Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento 1 -
- Voce 60 (parziale) Commissioni nette (Commissioni tassi negativi) -12 -7
+ Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Collocamento Certificates) 17 16
+ Voce 110 a) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
(a) attività e passività finanziarie designate al fair value (Collocamento Certificates)
13 12
+ Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze
assicurative stipulate a favore delle Reti di consulenti finanziari)
-3 2
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Recuperi spese varie) -12 -11
Risultato dell'attività assicurativa 402 373
Voce 115 Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi
dello IAS39
129 759
Voce 160 Premi netti 2.589 2.542
Voce 170 Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -2.198 -2.847
+ Voce 30 (parziale) Margine di interesse - Rapporti tra Banche/Altre imprese con Comparto Assicurativo 8 9
+ Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Contributo comparto assicurativo -70 -51
+ Voce 80 (parziale) Rapporti tra Banche/Altre imprese con Comparto Assicurativo -23 -37
+ Voce 135 (parziale) Impairment titoli con impatto sulla redditività complessiva quota di competenza degli assicurati -50 -1
- Voce 160 (parziale) Premi netti (Polizze: eccedenza dei sinistri rispetto ai premi emessi) -47 -
- Voce 170 (parziale) Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa (Polizze: accantonamenti per sinistri liquidati e in
corso)
65 -
+ Voce 210 (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali -1 -1

(milioni di euro)
Voci 31.03.2022 31.03.2021
Riesposto
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 767 796
Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione 200 309
Voce 90 Risultato netto dell'attività di copertura 2 45
Voce 110 a) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
(a) attività e passività designate al fair value
225 -12
Voce 110 b) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
(b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
24 35
Voce 100 b) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
12 361
Voce 100 c) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di passività finanziarie -7 -27
+ Voce 70 (parziale) Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto
a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività
complessiva (inclusi i dividendi su OICR)
34 29
- Voce 70 (parziale) Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto
a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività
complessiva (Dividendi incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli)
-1 -
- Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Collocamento Certificates) -17 -16
- Voce 80 (parziale) Rapporti tra Banche/Altre imprese con Comparto Assicurativo 23 37
- Voce 80 (parziale) Differenziali Hedging swap 29 15
- Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) - 10
+ Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(governi, imprese finanziarie ed assicurazioni) - Effetto correlato al risultato di negoziazione
221 59
- Voce 100 b) (parziale) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione)
- -29
- Voce 110 a) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
(a) attività e passività finanziarie designate al fair value (Collocamento Certificates)
-13 -12
- Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze
assicurative stipulate a favore delle Reti di consulenti finanziari)
23 -10
- Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Oneri riguardanti il sistema bancario)
7 2
- Voce 100 c) (parziale) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di passività finanziarie - (Effetti dell'allocazione dei costi di
acquisizione)
-1 -
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Negoziazione e valutazione altre attività) 6 -

Voci 31.03.2022 (milioni di euro)
31.03.2021
Riesposto
Altri proventi (oneri) operativi netti 49
Voce 70 Dividendi e proventi simili 34 29
Voce 230 Altri oneri / proventi di gestione 249 270
+ Voce 30 (parziale) Margine di interesse - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento -2 -2
+ Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento -1 -
- Voce 70 (parziale) Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto
a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività
complessiva (inclusi i dividendi su OICR)
-34 -29
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Recuperi spese) -5 -6
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Recuperi imposte indirette) -236 -248
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri non ricorrenti) 4 -
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Svalutazioni durature immobilizzazioni materiali riacquisite) - -
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Utili/perdite da cessione di immobilizzazioni materiali riacquisite) - -
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri/proventi di integrazione) 1 -
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Negoziazione e valutazione altre attività) -6 -
Altre spese amministrative (Riconduzione operatività entità non bancaria, finanziaria e assicurativa -
+ Voce 190 b) (parziale) leasing operativo) -2 -1
+ Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Riconduzione operatività entità non bancaria,
finanziaria e assicurativa - leasing operativo)
-11 -5
Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Riconduzione operatività entità non bancaria,
+ Voce 220 (parziale)
+ Voce 250 (parziale)
finanziaria e assicurativa - leasing operativo)
Utili (Perdite) delle partecipazioni (valutate al patrimonio netto)
-1
13
-1
42
Proventi operativi netti 5.414 5.626
Spese del personale -1.577 -1.678
Voce 190 a) Spese per il personale -1.561 -1.701
- Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) -21 19
- Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Rientro time value trattamento di fine rapporto e altri fondi del personale) 5 4
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Recuperi spese) - -
Spese amministrative -612 -648
Voce 190 b) Altre spese amministrative -1.268 -1.220
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Oneri di integrazione) 12 6
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) 377 300
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Recuperi spese varie) 12 11
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Riconduzione operatività entità non bancaria, finanziaria e assicurativa -
leasing operativo)
2 1
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative ("Bank tax" del Gruppo CIB) 12 -
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Recuperi imposte indirette) 236 248
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Recuperi di spese) 5 6
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -315 -306
Voce 210 Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali -168 -163
Voce 220 Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali -230 -215
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali 1 1
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Oneri di integrazione) 12 9
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività materiali (Svalutazioni) 1 -
Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Riconduzione operatività entità non bancaria,
- Voce 210 (parziale) finanziaria e assicurativa - leasing operativo) 11 5
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Oneri di integrazione) 23 39
- Voce 220 (parziale)
- Voce 220 (parziale)
Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Svalutazioni)
Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione)
-
34
-
17
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Riconduzione operatività entità non bancaria,
finanziaria e assicurativa - leasing operativo)
1 1
Costi operativi -2.504 -2.632
Risultato della gestione operativa 2.910 2.994

Voci 31.03.2022 (milioni di euro)
31.03.2021
Riesposto
Rettifiche di valore nette su crediti -702 -408
Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -2 -12
Voce 200 a) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito relativo a impegni e garanzie rilasciate -74 33
+ Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti -16 -6
+ Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(enti pubblici, imprese non finanziarie ed altri)
- -
+ Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti
(Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione)
29 8
+ Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Finanziamenti
-627 -435
+ Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Titoli di debito (enti pubblici, imprese non finanziarie ed altri)
-5 3
+ Voce 130 b) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti
-7 1
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -60 -133
Voce 135 Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39 -58 -1
Voce 260 Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali - -
Voce 200 b) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Altri accantonamenti netti 37 -129
+ Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze
assicurative stipulate a favore delle Reti di consulenti finanziari)
-20 8
+ Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie ed assicurazioni)
-7 -1
+ Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Titoli di debito verso Banche
-1 1
+ Voce 130 b) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva - Titoli di debito
-26 -9
- Voce 135 (parziale) Impairment titoli con impatto sulla redditività complessiva quota di competenza degli assicurati 50 1
+ Voce 160 (parziale) Premi netti (Polizze: eccedenza dei sinistri rispetto ai premi emessi) 47 -
+ Voce 170 (parziale) Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa (Polizze: accantonamenti per sinistri liquidati e in
corso)
-65 -
- Voce 200 (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Oneri di integrazione) -7 -
- Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Rientro time value fondi rischi ed oneri) - -
- Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) -1 -
+ Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività materiali (Svalutazioni) -1 -
+ Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Svalutazioni) - -
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Svalutazioni durature immobilizzazioni materiali riacquisite) - -
+ Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (Rettifiche/Riprese di valore per deterioramento di partecipazioni collegate) -8 -3
Altri proventi (oneri) netti -4 198
Voce 250 - 3 51
Voce 280 Utili (Perdite) da cessione di investimenti 2 186
Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(governi, imprese finanziarie ed assicurazioni)
221 57
Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(Banche)
- 2
- Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(governi, imprese finanziarie ed assicurazioni) - Effetto correlato al risultato di negoziazione
-221 -59
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Utili/perdite da cessione di immobilizzazioni materiali riacquisite) - -
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri non ricorrenti) -4 -
- Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (valutate al patrimonio netto) -13 -42
- Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (Rettifiche/Riprese di valore per deterioramento di partecipazioni collegate) 8 3
Utile (Perdita) delle attività operative cessate
-
Voce 320 Utile (Perdita) dei gruppi di attività operative cessate al netto delle imposte - -
-
+ Voce 320 (parziale) Utile (Perdita) dei gruppi di attività operative cessate al netto delle imposte (Imposte) - -
Risultato corrente lordo 2.144 2.651

31.03.2022 (milioni di euro)
31.03.2021
Voci
Riesposto
Imposte sul reddito -781 -839
Voce 300 Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente -622 -718
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative ("Bank tax" del Gruppo CIB) -12 -
- Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Oneri di integrazione) -4 -21
- Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) -25 -7
- Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) -118 -93
- Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre
attività intangibili)
- -
- Voce 320 (parziale) Utile (Perdita) dei gruppi di attività operative cessate al netto delle imposte (Imposte) - -
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -16 -52
+ Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) 21 -19
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Oneri di integrazione) -12 -6
+ Voce 200 (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Oneri di integrazione) 7 -
+ Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Oneri di integrazione) -12 -9
+ Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Oneri di integrazione) -23 -39
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri/proventi di integrazione) -1 -
+ Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Oneri di integrazione) 4 21
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -54 -16
+ Voce 30 (parziale) Margine di interesse (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) -18 -17
+ Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) - -10
+ Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti
(Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione)
-29 -8
+ Voce 100 b) (parziale) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione)
- 29
+ Voce 100 c) (parziale) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di passività finanziarie - (Effetti dell'allocazione dei costi di
acquisizione)
1 -
+ Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) 1 -
+ Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) -34 -17
+ Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) 25 7
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -266 -209
+ Voce 110 b) (parziale) - -7 -2
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) -377 -300
+ Voce 300 (parziale) Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) 118 93
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - -
Voce 270 - - -
Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre
+ Voce 300 (parziale) attività intangibili ) - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -3 -19
Voce 340 - -3 -19
Risultato netto 1.024 1.516

Conto economico consolidato riclassificato - Raccordo con dati rideterminati

Conto economico consolidato riclassificato - Raccordo con dati rideterminati

31.03.2021
Dati
riesposti
Cessione
rami
di attività
Inclusione
compagnie
assicurative
(milioni di euro)
31.03.2021
Dati
rideterminati
Interessi netti 2.013 -61 - 1.952
Commissioni nette 2.395 -82 - 2.313
Risultato dell'attività assicurativa 373 - 25 398
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 796 -1 - 795
Altri proventi (oneri) operativi netti 49 - -17 32
Proventi operativi netti 5.626 -144 8 5.490
Spese del personale -1.678 58 -9 -1.629
Spese amministrative -648 13 -16 -651
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -306 - -1 -307
Costi operativi -2.632 71 -26 -2.587
Risultato della gestione operativa 2.994 -73 -18 2.903
Rettifiche di valore nette su crediti -408 6 - -402
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -133 - -1 -134
Altri proventi (oneri) netti 198 - - 198
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - 48 - 48
Risultato corrente lordo 2.651 -19 -19 2.613
Imposte sul reddito -839 6 -4 -837
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -52 - - -52
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -16 - - -16
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -209 13 - -196
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle
imposte)
- - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -19 - 23 4
Risultato netto 1.516 - - 1.516

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Glossario

Si riporta di seguito la definizione di alcuni termini utilizzati nell'informativa di Bilancio e/o di Pillar 3 con esclusione dei termini entrati nel lessico comune italiano oppure inseriti in un contesto che già ne chiarisce il significato.

ABS – Asset Backed Securities

Strumenti finanziari il cui rendimento e rimborso sono garantiti da un portafoglio di attività (collateral) dell'emittente (solitamente uno Special Purpose Vehicle – SPV), destinato in via esclusiva al soddisfacimento dei diritti incorporati negli strumenti finanziari stessi. Esempi di attività poste a garanzia (collateral) sono i mutui ipotecari, i crediti vantati da società di emissione di carte di credito, i crediti commerciali a breve termine, i finanziamenti per acquisto di auto.

Acquisition finance o Leverage & Acquisition Finance

Finanziamenti al servizio di operazioni di acquisizioni aziendali.

Additional return

Forma di remunerazione dei titoli junior rivenienti da operazioni di cartolarizzazione. Tali titoli, in aggiunta ad una cedola fissa, maturano proventi periodici (trimestrali, semestrali, ecc.) il cui importo è funzione del margine economico prodotto dall'operazione (riflettente a sua volta la performance delle attività cartolarizzate).

Advisor

Intermediario finanziario che assiste l'Autorità Governativa o le società coinvolte in privatizzazioni o altre operazioni di corporate finance, i cui compiti vanno dalla predisposizione di perizie valutative, alla stesura di documenti e consulenza generale in relazione alla specifica operazione.

AIRB (Advanced Internal Rating Based) Approach

Approccio dei rating interni nell'ambito del Nuovo Accordo di Basilea che si distingue nei metodi base (IRB) e avanzato. Il metodo avanzato è utilizzabile solo dagli istituti che soddisfino requisiti minimi più stringenti rispetto all'approccio base. In questo caso tutte le stime degli input (PD, LGD, EAD, Maturity) per la valutazione del rischio di credito avvengono internamente. Nel metodo base solo la PD è invece stimata dalla Banca.

ALM – Asset & Liability Management

Gestione integrata dell'attivo e del passivo finalizzata ad allocare le risorse in un'ottica di ottimizzazione del rapporto rischiorendimento.

Alternative investment

Gli investimenti alternativi comprendono una vasta gamma di forme di investimento tra cui anche investimenti di private equity (vedi) e investimenti in hedge funds (vedi).

Altre parti correlate – stretti familiari

Si devono intendere per "stretti familiari" di un soggetto quei familiari che ci si attende possano influenzare, o essere influenzati dal soggetto interessato nei loro rapporti con l'entità. Essi includono il convivente (incluso il coniuge non legalmente separato) ed i figli del soggetto, i figli del convivente e le persone a carico del soggetto o del convivente.

AMA – Advanced Measurement Approach

Approccio introdotto da Basilea 2 per la determinazione del requisito patrimoniale a fronte di rischio operativo, basato su modelli interni di stima e valutazione. I modelli interni AMA si articolano normalmente in due componenti:

  • (i) quantitativa, basata su dati di perdita interni ed esterni;
  • (ii) qualitativa, normalmente basata su questionari con punteggio ordinale legato alla percezione della rischiosità degli eventi di perdita.

Arrangement (commissione di)

Commissione avente carattere di compenso per il lavoro di assistenza nella fase di strutturazione ed organizzazione di un finanziamento.

Arranger

Nel settore della finanza strutturata è la figura che – pur sotto varie forme e con diverse configurazioni di incarico (mandated lead arranger, joint lead arranger, sole arranger ecc.) – opera come coordinatore degli aspetti organizzativi dell'operazione.

Asset allocation

Decisioni di investimento in mercati, aree geografiche, settori, prodotti.

Asset encumbrance

Legalmente rappresenta un diritto reale a favore di un creditore su un bene di proprietà di un'altra controparte, che può essere il soggetto debitore o un terzo. Tipicamente si configura sotto forma di ipoteca su beni immobili o creazione di collaterale in operazioni di pronti contro termine e finanziamenti dalla Banca Centrale.

Asset management – Wealth management

Attività rivolta alla gestione e amministrazione, sotto varie forme, di risorse patrimoniali affidate dalla clientela.

Asset stanziabili

Attivi utilizzabili come collaterale presso la BCE per ottenere liquidità a tassi agevolati. Le attività stanziabili si dividono in tre tipologie:

  • (i) credit claim (prestiti bancari);
  • (ii) cartolarizzazioni (vedi) e covered bond (vedi);
  • (iii) titoli di debito
  • che devono soddisfare alcuni requisiti di qualità minima in termini di:
  • (i) debitori ammessi;
  • (ii) rating della controparte.

In funzione della qualità e del tipo di tasso l'ammontare di liquidità ottenibile è determinato attraverso l'applicazione di haircut (tagli sul valore nominale).

AT1 – Additional Tier 1

Capitale aggiuntivo di Classe 1. Nella categoria dell'AT1 vengono in genere ricompresi gli strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie (che sono computabili nel Common Equity) e che rispettano i requisiti normativi per l'inclusione in tale livello dei Fondi propri.

Attività intangibile o immateriale

Un'attività immateriale è un'attività non monetaria identificabile priva di consistenza fisica.

Attualizzazione

Processo di determinazione del valore attuale di un pagamento o di flussi di pagamenti da ricevere in futuro.

Audit

Nelle società quotate è l'insieme dei momenti di controllo sull'attività e sulla contabilità societaria che viene svolto sia da strutture interne (internal audit) sia da società di revisione indipendenti (external audit).

AVA – Additional Valuation Adjustment

Aggiustamenti di valutazione supplementari necessari per adattare il valore equo al valore prudente delle posizioni. Per effettuare una prudent valuation delle posizioni misurate al fair value, l'EBA prevede due metodologie di calcolo dell'AVA (Simplified approach e Core approach). I requisiti per la valutazione prudente si applicano a tutte le posizioni valutate al valore equo indipendentemente dal fatto che siano detenute o meno nel portafoglio di negoziazione, dove il termine "posizione" si riferisce unicamente a strumenti finanziari e merci.

β

Coefficiente beta di un emittente o di un gruppo di emittenti comparabili, espressione dell'interrelazione tra il rendimento effettivo di un titolo di capitale e il rendimento complessivo del mercato di riferimento.

Back office

La struttura di una società bancaria o finanziaria che si occupa della trattazione di tutte le operazioni che vengono effettuate dalle unità operative (front office).

Backtesting

Analisi retrospettive volte a verificare l'affidabilità delle misurazioni delle fonti di rischio associate alle posizioni dei portafogli di attività.

Banking book

Solitamente riferito a titoli o comunque a strumenti finanziari in genere, identifica la parte di tale portafoglio destinato all'attività "proprietaria".

Basis swap

Contratto che prevede lo scambio, tra due controparti, di pagamenti legati a tassi variabili basati su un diverso indice.

Best practice

In genere identifica un comportamento commisurato al miglior livello raggiunto dalle conoscenze riferite ad un certo ambito tecnico/professionale.

Bid-ask spread

È la differenza rilevabile tra i prezzi denaro e lettera su un determinato strumento finanziario o gruppo di strumenti finanziari.

Brand name

Il "brand name" rientra tra le attività immateriali legate al marketing identificate dall'IFRS 3 quale potenziale attività immateriale rilevabile in sede di purchase price allocation. Il termine "brand" non è usato nei principi contabili in una accezione restrittiva come sinonimo di "logo" e "nome", ma piuttosto come termine generale di marketing che definisce quell'insieme di asset intangibili fra loro complementari (tra cui, oltre al nome e al logo, le competenze, la fiducia riposta dal consumatore, la qualità dei servizi, ecc.) che concorrono a definire il c.d. "brand equity".

Budget

Stato previsionale dell'andamento dei costi e dei ricavi futuri di un'azienda.

Business combination

Ai sensi del principio contabile internazionale IFRS 3, operazione o altro evento in cui un acquirente acquisisce il controllo di una o più attività aziendali.

Business model

È il modello di business con cui sono gestiti gli strumenti finanziari.

Per quanto riguarda il business model, l'IFRS 9 individua tre fattispecie in relazione alla modalità con cui sono gestiti i flussi di cassa e le vendite delle attività finanziarie: Hold to Collect (HTC), Hold to Collect and Sell (HTCS), Others/Trading.

CAGR – Compound Annual Growth Rate

Tasso di crescita annuale composto di un investimento in un determinato periodo di tempo. Se n è il numero di anni il CAGR è calcolato nel seguente modo: (Valore corrente/Valore iniziale)^(1/n) -1.

Capital Asset Pricing Model (CAPM)

Modello che consente di determinare il "costo opportunità", ovvero l'ammontare del reddito di esercizio necessario a remunerare il costo del capitale.

Capital structure

Costituisce l'insieme di tutte le varie classi di obbligazioni (tranche) emesse da un veicolo (SPV), garantite dal portafoglio acquisito, che hanno rischi e rendimenti diversi per soddisfare le esigenze di diverse categorie di investitori. I rapporti di subordinazione tra le varie tranche sono regolati da una serie di norme che specificano la distribuzione delle perdite generate dal collateral:

  • Equity Tranche: rappresenta la porzione più rischiosa del portafoglio, anche conosciuta come "first loss" ed è subordinata a tutte le altre tranche; essa pertanto sopporta per prima le perdite che si possono verificare nel corso del recupero delle attività sottostanti.
  • Mezzanine Tranche: rappresenta la tranche con grado di subordinazione intermedio tra quello della tranche equity e quello della tranche senior. La tranche mezzanine è di regola suddivisa in 2-4 tranche con gradi diversi di rischio, subordinate le une alle altre. Esse tipicamente si contraddistinguono per un rating compreso nel range BBB-AAA.
  • Senior/Supersenior Tranche: rappresenta la tranche con il più elevato grado di credit enhancement ovvero il maggiore grado di privilegio in termini di priorità di remunerazione e rimborso. Essa è comunemente denominata anche super senior tranche e, se rated, presenta un rating superiore ad AAA essendo la stessa senior rispetto alla tranche mezzanine AAA.

Captive

Termine genericamente riferito a "reti" o società che operano esclusivamente con clientela dell'azienda o del gruppo di appartenenza.

Cartolarizzazione

Operazione di trasferimento del rischio relativo ad attività finanziarie o reali a una Società veicolo, effettuata mediante la cessione delle attività sottostanti ovvero mediante l'utilizzo di contratti derivati. In Italia la materia è regolata principalmente dalla Legge 30 aprile 1999, n. 130 e successive modifiche.

Cartolarizzazioni STS

Sono considerate Semplici, Trasparenti e Standardizzate le cartolarizzazioni, ad eccezione dei programmi ABCP e delle operazioni ABCP, conformi ai requisiti stabiliti agli articoli 20, 21 e 22 del Regolamento 2017/2402. Per le operazioni e i programmi ABCP i requisiti sono stabiliti rispettivamente dagli articoli 24 e 25-26 del medesimo Regolamento. Per le loro caratteristiche le cartolarizzazioni STS possono beneficiare di un trattamento prudenziale agevolato in base al Regolamento 2017/2401, il quale prevede dei fattori di ponderazione minimi ("floor") più bassi rispetto alle altre operazioni di cartolarizzazione.

Cash flow hedge

È la copertura dell'esposizione alla variabilità dei flussi di cassa riconducibili ad un particolare rischio.

Cash Generating Unit (CGU ovvero unità generatrice di flussi finanziari)

Rappresenta il più piccolo gruppo identificabile di attività che genera flussi finanziari in entrata che sono ampiamente indipendenti dai flussi finanziari in entrata generati da altre attività o gruppi di attività.

Certificati di investimento - Certificates

Strumenti finanziari contrattualmente configurabili come derivati di natura opzionale che replicano l'andamento di un'attività sottostante. Mediante l'acquisto di un certificate l'investitore consegue il diritto di ricevere ad una certa data una somma parametrata al valore del sottostante. I certificates, in altre parole, consentono all'investitore di acquisire una posizione indiretta sull'attività sottostante. In alcuni casi, tramite la struttura opzionale, l'investitore può ottenere la protezione totale o parziale del capitale investito che si concretizza nella restituzione, totale o parziale, dei premi pagati qualunque sia l'andamento dei parametri prefissati nei contratti stessi.

I certificates sono strumenti cartolarizzati, in quanto tali sono liberamente negoziabili secondo le modalità dei titoli di credito (sono negoziati sul mercato SeDeX - Securitised Derivatives Exchange - gestito da Borsa Italiana e sul mercato EuroTLX).

Cessione pro-soluto

Trasferimento di un credito senza che il cedente offra alcuna garanzia nel caso in cui il debitore non adempia. Il cedente garantisce dunque al cessionario solo l'esistenza del credito ceduto e non anche la solvibilità del debitore.

Cessione pro-solvendo

Trasferimento di un credito in cui il cedente è garante del pagamento per il terzo obbligato. Il cedente garantisce dunque al cessionario sia l'esistenza del credito ceduto che la solvibilità del debitore.

CCF - Credit Conversion Factor (Fattore di Conversione Creditizio)

Nella determinazione del rischio creditizio, il CCF è il fattore che permette di trasformare l'EAD (Exposure At Default) di una esposizione fuori bilancio in quella di una esposizione per cassa. Ove la banca non utilizzi modelli interni per stimare tali fattori (CCF interni), essi vengono indicati come segue dalle regole di vigilanza (CCF regolamentari):

a) 100% nel caso di elemento a rischio pieno;

  • b) 50% nel caso di elemento a rischio medio;
  • c) 20% nel caso di elemento a rischio medio-basso;
  • d) 0% nel caso di elemento a rischio basso.

CCP – Central Counterparty Clearing House

La controparte centrale è il soggetto che, in una transazione, si interpone tra due contraenti evitando che questi siano esposti al rischio di inadempienza della propria controparte contrattuale e garantendo il buon fine dell'operazione. La controparte centrale si tutela dal conseguente rischio assunto raccogliendo garanzie (in titoli e contante, c.d. margini) commisurate al valore dei contratti garantiti e al rischio inerente. Il servizio di controparte centrale può essere esercitato, oltre che sui mercati che prevedono espressamente tale servizio, anche in riferimento a transazioni condotte fuori dai mercati regolamentati (c.d. transazioni over the counter – OTC).

CDO – Collateralised Debt Obligation

Strumenti finanziari emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione, garantiti da un portafoglio costituito da crediti, titoli obbligazionari e altre attività finanziarie (incluse tranche di cartolarizzazioni). Nel caso dei CDO sintetici, il trasferimento del rischio avviene tramite il ricorso a derivati di credito in luogo della vendita di attività (CDO cash).

CDS su indici ABX

Gli indici ABX rientrano nella tipologia degli Indici su ABS. Ogni ABX si riferisce ad un basket di 20 reference obligations appartenenti ad uno specifico settore di ABS. Ogni ABX (per un totale di cinque) riproduce una classe di rating (AAA, AA, A, BBB, and BBB-).

In particolare, l'indice ABX.HE, emesso il 19 Gennaio 2006 (Annex Date) è costituito da reference obligation del settore home equity degli ABS (Residential Mortgage-Backed Security – RMBS). Il CDS su un ABX.HE copre pertanto il rischio di credito degli RMBS sottostanti ovvero il rischio relativo alle 20 reference obligations che costituiscono l'indice.

Per gli ABX il mercato, di fatto, non fornisce la valutazione delle curve di credito ma direttamente la valutazione dei prezzi. Il settlement ammesso per i contratti sugli Indici ABX, come riportato nella documentazione ISDA 2005, è il PAUG (Pay As You Go); esso prevede che il venditore di protezione paghi, all'acquirente di protezione, le perdite subite man mano che queste si verificano, senza però determinare la chiusura del contratto. Occorre tenere presente che la copertura realizzata tramite acquisto di indici ABX, anche se strutturata in modo da corrispondere al meglio alle caratteristiche del portafoglio coperto, resta comunque soggetta ai cosiddetti rischi di base. In altre parole, non essendo una copertura specifica delle singole posizioni, essa può generare volatilità a conto economico nelle fasi di non perfetta correlazione tra prezzi dell'indice e valori di mercato delle posizioni coperte.

CLO - Collateralised Loan Obligation

Trattasi di CDO con collaterale rappresentato da finanziamenti concessi a nominativi Corporate.

CMBS - Commercial Mortgage-Backed Securities

Operazioni di cartolarizzazione di crediti garantiti da ipoteche su immobili aventi natura commerciale.

CMO - Collateralised Mortgage Obligation

Titoli emessi a fronte di mutui ipotecari in cui l'ammontare complessivo dell'emissione è frazionato in tranche con differente scadenza e rendimento. Le tranche sono ripagate secondo un ordine specificato all'emissione.

Commercial paper

Titoli a breve termine emessi per raccogliere fondi in alternativa ad altre forme di indebitamento.

Core Business

Attività principale verso la quale sono orientate le scelte strategiche e le politiche aziendali.

Core deposits

I "core deposits" rappresentano un'attività immateriale legata alle relazioni con la clientela ("customer related intangible"), generalmente rilevata in aggregazioni in campo bancario. Il valore di tale intangibile è di fatto inerente ai benefici futuri di cui l'acquirente delle masse raccolte potrà beneficiare grazie al fatto che si tratta di una forma di raccolta che presenta costi normalmente inferiori a quelli di mercato.

Common Equity Tier 1 Ratio (CET1 Ratio)

È il rapporto tra il Capitale primario di classe 1 (CET1) ed il totale delle attività a rischio ponderate.

Corporate

Fascia di clientela corrispondente alle imprese di medie e grandi dimensioni (mid corporate, large corporate).

Cost/income ratio

Indice economico rappresentato dal rapporto tra gli oneri operativi ed i proventi operativi netti.

Costo ammortizzato

Differisce dal costo in quanto prevede l'ammortamento progressivo del differenziale tra il valore di iscrizione ed il valore nominale di un'attività o di una passività sulla base del tasso effettivo di rendimento.

Costi della transazione

Costi marginali direttamente attribuibili all'acquisizione, all'emissione o alla dismissione di un'attività o passività finanziaria. È un costo che non sarebbe stato sostenuto se l'entità non avesse acquisito, emesso o dismesso lo strumento finanziario.

Covenant

Il covenant è una clausola, concordata esplicitamente in fase contrattuale, che riconosce al soggetto finanziatore il diritto di rinegoziare o revocare il credito al verificarsi degli eventi nella clausola stessa, collegando le performance economico-finanziarie del debitore ad eventi risolutivi/modificativi delle condizioni contrattuali (scadenza, tassi, ecc.).

Coverage ratio – Grado di copertura

Rappresenta la copertura percentuale della rettifica di valore a fronte dell'esposizione lorda.

Covered bond – Obbligazioni Bancarie Garantite

Speciale obbligazione bancaria che, oltre alla garanzia della banca emittente può usufruire anche della garanzia di un portafoglio di mutui ipotecari od altri prestiti di alta qualità ceduti, per tale scopo, ad un'apposita società veicolo (fattispecie disciplinata dall'art. 7-bis della Legge 130 del 30 aprile 1999).

CPPI (Constant Proportion Portfolio Insurance)

Tecnica consistente nel formare un portafoglio composto da due asset, uno non rischioso avente un certo tasso di rendimento (risk free) e uno rischioso con un rendimento considerato tendenzialmente superiore. L'obiettivo della procedura di ribilanciamento è quello di evitare che il valore del portafoglio scenda sotto un valore prefissato (floor) che cresce nel tempo al tasso risk free e coincide a scadenza con il capitale da garantire.

Credit default swap/option

Contratto col quale un soggetto, dietro pagamento di un premio, trasferisce ad un altro soggetto il rischio creditizio insito in un prestito o in un titolo, al verificarsi di un determinato evento legato al deterioramento del grado di solvibilità del debitore (nel caso della option occorre anche l'esercizio del diritto da parte dell'acquirente dell'opzione).

Credit derivatives – Derivati sul richio di credito

Contratti derivati che hanno come sottostante il merito creditizio di un determinato emittente/prenditore, misurato da un'agenzia di rating o comunque definito sulla base di criteri oggettivi, allo scopo di trasferire rischi creditizi. La principale funzione dei derivati sul rischio di credito consiste nella possibilità di gestire il rischio di credito associato ad una determinata attività (obbligazione e/o prestito) senza che l'attività stessa venga ceduta. Inoltre permettono di scindere il rischio di credito (possibilità che il debitore cada in default e non adempia ai propri pagamenti) di una determinata attività, da altre tipologie di rischio, quale ad esempio il rischio di interesse (possibilità che i tassi di mercato si muovano in direzione svantaggiosa per il creditore).

Credit enhancement

Tecniche e strumenti utilizzati dagli emittenti per migliorare il rating delle loro emissioni (costituzione di depositi a garanzia, concessione di linee di liquidità, ecc.).

Credit-linked notes

Assimilabili a titoli obbligazionari emessi dall'acquirente di protezione o da una società veicolo i cui detentori (venditori di protezione) – in cambio di un rendimento pari alla somma del rendimento di un titolo di pari durata e del premio ricevuto per la copertura del rischio di credito – assumono il rischio di perdere (totalmente o parzialmente) il capitale a scadenza ed il connesso flusso di interessi al verificarsi di un determinato evento.

Credit risk adjustment

Tecnica che mira ad evidenziare la penalizzazione dovuta al merito creditizio della controparte ed utilizzata nella determinazione del fair value degli strumenti finanziari derivati non quotati.

Credit spread option

Contratto col quale l'acquirente di protezione si riserva il diritto, dietro il pagamento di un premio, di riscuotere dal venditore di protezione una somma dipendente dalla differenza positiva, tra lo spread di mercato e quello fissato nel contratto, applicata al valore nozionale dell'obbligazione.

Cross selling

Attività finalizzata alla fidelizzazione della clientela tramite la vendita di prodotti e servizi tra loro integrati.

CRM – Credit Risk Mitigation

Tecniche utilizzate dagli enti per ridurre il rischio di credito associato alle esposizioni da essi detenute.

CRP – Country Risk Premium

Premio per il rischio Paese; esprime la componente del costo del capitale volta a remunerare specificamente il rischio implicito di un definito Paese (ossia il rischio connesso all'instabilità economico-finanziaria, politica e valutaria).

CSA – Credit Support Annex

Documento tramite il quale le controparti che negoziano uno strumento derivato over the counter stabiliscono i termini di contribuzione e trasferimento delle garanzie sottostanti al fine di mitigare il rischio di credito nel caso di posizione "in the money" dello strumento stesso. Tale documento, sebbene non obbligatorio ai fini della transazione, rappresenta una delle quattro componenti che contribuiscono alla definizione del Master Agreement secondo gli standard stabiliti dalla ISDA ("Internation Swaps and Derivatives Association").

Data di riclassificazione

Primo giorno del primo periodo di riferimento successivo al cambiamento del modello di business che ha comportato la riclassificazione delle attività finanziarie.

Default

Identifica la condizione di dichiarata impossibilità ad onorare i propri debiti e/o il pagamento dei relativi interessi.

Delta

Valore riferito ad un'opzione che esprime la sensibilità del prezzo del titolo sottostante. Nelle opzioni call il delta è positivo, poiché all'aumentare del prezzo del titolo sottostante, il prezzo dell'opzione aumenterà. Nel caso di un'opzione put il delta è negativo, in quanto un rialzo del prezzo del titolo sottostante genera una riduzione nel prezzo dell'opzione.

Derivati embedded o incorporati

I derivati embedded o incorporati sono clausole (termini contrattuali) incluse in uno strumento finanziario, che producono effetti uguali a quelli di un derivato autonomo.

Desk

Generalmente identifica una unità operativa presso la quale è accentrata una particolare attività.

Detenute per la negoziazione – (HFT - Held For Trading)

  • Attività o passività finanziarie che soddisfano una delle condizioni seguenti:
  • sono acquisite o sostenute principalmente al fine di essere vendute o riacquistate a breve;
  • al momento della rilevazione iniziale sono parte di un portafoglio di strumenti finanziari identificati che sono gestiti insieme e per i quali è provata l'esistenza di una recente ed effettiva strategia rivolta all'ottenimento di un utile nel breve periodo;
  • sono derivati diversi da quelli posti in essere quale strumento di copertura designato ed efficace.

Domestic Currency Swap

Contratto regolato in euro il cui effetto economico è uguale a quello di un acquisto o di una vendita a termine di una divisa in cambio di valuta nazionale. Alla data di scadenza viene regolato in euro il differenziale fra il cambio a termine implicito nel contratto ed il cambio corrente a pronti.

Duration

Costituisce un indicatore del rischio di tasso d'interesse a cui è sottoposto un titolo o un portafoglio obbligazionario. Nella sua configurazione più frequente è calcolato come media ponderata delle scadenze dei pagamenti per interessi e capitale associati ad un titolo obbligazionario.

EAD – Exposure At Default

Relativa alle posizioni in o fuori bilancio, è definita come la stima del valore futuro di un'esposizione al momento del default del debitore. Sono legittimate a stimare l'EAD solo le banche che soddisfano i requisiti per l'adozione dell'approccio AIRB (vedi). Per le altre è necessario fare riferimento alle stime regolamentari.

ECAI – External Credit Assessment Institution

Agenzia esterna per la valutazione del merito di credito.

ECL – Expected Credit Loss (Perdita attesa su crediti)

L'adozione del principio contabile IFRS 9 ha determinato la revisione della modalità di determinazione delle rettifiche di valore su crediti, passando da un concetto di perdita subita (Incurred Credit Loss) ad uno di perdita attesa (Expected Credit Loss, ECL). La quantificazione delle svalutazioni avviene attraverso l'inclusione di scenari prospettici e differisce in funzione del deterioramento della qualità creditizia, con orizzonte temporale ad 1 anno per le posizioni classificate nello Stadio 1 e su tutta la vita (lifetime ECL) dello strumento per quelle incluse negli Stadi 2 e 3.

EHQLA – Extremely High Quality Liquid Asset

Attività vincolate che sono nozionalmente ammissibili alla qualifica di attività aventi una liquidità e una qualità creditizia elevatissima; le EHQLA e le HQLA vincolate nozionalmente ammissibili sono le attività elencate agli articoli 11, 12 e 13 del regolamento delegato (UE) 2015/61 della Commissione.

Embedded value

Trattasi di una misura del valore intrinseco di una compagnia di assicurazione vita. Viene calcolato come somma del patrimonio netto rettificato e dei flussi attualizzati rappresentativi dei margini reddituali lungo il periodo di durata residua del portafoglio polizze in essere al momento della valutazione.

Eonia (Euro overnight index average)

Media ponderata dei tassi overnight comunicati alla BCE da un campione di banche operanti nell'area dell'Euro. Dal 2 ottobre 2019 il tasso Eonia è stato calcolato come €STR (Euro Short-Term Rate, tasso di interesse overnight per i mercati monetari in euro) incrementato di 8,5 punti base. L'Eonia, calcolato secondo questa metodologia, è stato pubblicato fino al 3 gennaio del 2022. Successivamente è stato sostituito in via definitiva da €STR addizionato di uno spread fisso pari a 8,5 bps, quantificati e ufficializzati dalla stessa BCE sulla base di evidenze storiche.

ERP (Equity Risk Premium)

Premio per il rischio richiesto dagli investitori nel mercato di riferimento, ovvero il rendimento atteso in eccesso rispetto alle attività prive di rischio. Ai fini dell'impairment test dell'avviamento, ISP utilizza quello calcolato con criterio storico (media geometrica del periodo 1928-2021 della differenza fra i rendimenti azionari e quelli risk free) dalla New York University-Stern School of Business.

ETD – Exchange Trade Derivatives

Contratti derivati standard (futures e opzioni su diverse tipologie di sottostanti) scambiati su mercati regolamentati.

EVA – Economic Value Added

L'indicatore misura il valore creato (se positivo) o distrutto (se negativo) dalle imprese. A differenza degli altri parametri che misurano le performance aziendali, l'EVA è calcolato al netto del costo del capitale di rischio, cioè dell'investimento effettuato dagli azionisti.

Factoring

Contratto di cessione di crediti commerciali attivato da società specializzate, ai fini di gestione e d'incasso, al quale, di norma, può associarsi un finanziamento a favore del cedente.

Fair value

È il corrispettivo al quale un'attività potrebbe essere scambiata o una passività estinta, in una libera transazione tra parti consapevoli ed indipendenti.

Fair value hedge

È la copertura dell'esposizione al rischio di variazione del fair value di una posta di bilancio.

Fair Value Option (FVO)

La Fair Value Option costituisce un'opzione per la classificazione di uno strumento finanziario. Attraverso l'esercizio dell'opzione anche uno strumento finanziario non derivato e non detenuto con finalità di trading può essere valutato al fair value con imputazione a conto economico.

Fairness/Legal opinion

Parere rilasciato, su richiesta, da esperti di riconosciuta professionalità e competenza, in merito alla congruità delle condizioni economiche e/o alla legittimità e/o agli aspetti tecnici di una determinata operazione.

Fattore "g" (tasso di crescita "g")

Rappresenta il fattore utilizzato per la proiezione in perpetuità dei flussi finanziari ai fini del cosiddetto "Terminal value".

FIFO: First In First Out

Criterio utilizzato per il riconoscimento a conto economico delle perdite attese (ECL) imputate su un titolo, al momento della sua vendita.

Filtri prudenziali

Nell'ambito delle modalità di calcolo del patrimonio di vigilanza, correzioni apportate alle voci di bilancio, allo scopo di salvaguardare la qualità del patrimonio di vigilanza stesso e di ridurne la potenziale volatilità indotta dall'applicazione dei principi contabili internazionali "IAS/IFRS".

Fondi comuni armonizzati

Fondi comuni rientranti nell'ambito della direttiva CEE 20.12.1985, n. 611, e successive modificazioni, caratterizzati dalla forma aperta, dalla possibilità dell'offerta al pubblico delle quote e da taluni limiti agli investimenti. Con riferimento a questi ultimi si ricorda, tra l'altro, l'obbligo di investire prevalentemente in strumenti finanziari quotati.

Forward Rate Agreement – Forwards

Contratti a termine su tassi di interesse, cambi o indici azionari, generalmente trattati su mercati over the counter, nei quali le condizioni vengono fissate al momento della stipula, ma la cui esecuzione avverrà ad una data futura predeterminata, mediante la ricezione od il pagamento di differenziali calcolati con riferimento a parametri diversi a seconda dell'oggetto del contratto.

Front office

Il complesso delle strutture operative destinate ad operare direttamente con la clientela.

Funding

Approvvigionamento, sotto varie forme, dei fondi necessari al finanziamento dell'attività aziendale o di particolari operazioni finanziarie.

Future

Contratti a termine standardizzati, con cui le parti si impegnano a scambiarsi, a un prezzo predefinito e a una data futura, valori mobiliari o merci. Tali contratti di norma sono negoziati su mercati organizzati, dove viene garantita la loro esecuzione. Nella pratica, i future su valori mobiliari spesso non implicano lo scambio fisico del sottostante valore.

FVTOCI (FVOCI) – Fair Value Through Other Comprehensive Income

Modalità di rilevazione delle variazioni del fair value delle attività finanziarie nell'ambito del prospetto della redditività complessiva (quindi nel patrimonio netto) e non nel conto economico.

FVTPL – Fair Value Through Profit and Loss

Modalità di rilevazione delle variazioni del fair value degli strumenti finanziari con contropartita nel conto economico.

GBV (Gross Book Value)

Valore contabile di un credito considerato al lordo delle rettifiche di valore.

Global custody

Complesso integrato di servizi comprendente, oltre alla custodia dei titoli, lo svolgimento delle attività di carattere amministrativo relative al regolamento titoli, incassi e pagamenti, banca depositaria, gestione della liquidità non investita, nonché varie forme di reporting sulla performance del portafoglio.

GMSLA – Global Master Securities Lending Agreement

Trattasi di contratti di marginazione utilizzati per la mitigazione del rischio di controparte in operazioni di prestito titoli.

GMRA – Global Master Repurchase Agreement

Trattasi di contratti di marginazione utilizzati per la mitigazione del rischio di controparte in operazioni di pronti contro termine.

Goodwill

Identifica l'avviamento pagato per l'acquisizione di una interessenza partecipativa.

Governance

Identifica l'insieme degli strumenti e delle norme che regolano la vita societaria con particolare riferimento alla trasparenza dei documenti e degli atti sociali ed alla completezza dell'informativa al mercato.

Grandfathering

Periodo di transizione per l'entrata a regime della nuova composizione dei fondi propri secondo Basilea 3 ed altre disposizioni di minore rilevanza. In particolare ha riguardato l'esclusione graduale dai fondi propri dei vecchi strumenti ammessi nel patrimonio di vigilanza da Basilea 2 e non più contemplati da Basilea 3.

Greca

Identifica la situazione di maggiore o minore sensibilità con la quale un contratto derivato, tipicamente un'opzione, reagisce a variazioni di valore del sottostante o di altri parametri di riferimento (tipicamente le volatilità implicite, i tassi di interesse, i prezzi azionari, i dividendi, le correlazioni).

Hedge accounting

Regole relative alla contabilizzazione delle operazioni di copertura.

Hedge fund

Fondo comune di investimento che impiega strumenti di copertura allo scopo di raggiungere un risultato migliore in termini di rapporto tra rischio e rendimento.

HQLA (High Quality Liquid Asset)

Attività vincolate che sono nozionalmente ammissibili alla qualifica di attività aventi una liquidità e una qualità creditizia elevata; le EHQLA e le HQLA vincolate nozionalmente ammissibili sono le attività elencate agli articoli 11, 12 e 13 del regolamento delegato (UE) 2015/61 della Commissione.

IAS/IFRS

I principi IAS (International Accounting Standards) sono emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB), organismo responsabile dell'emanazione dei principi contabili internazionali. I principi emanati successivamente al luglio 2002 sono denominati IFRS (International Financial Reporting Standards).

ICAAP – Internal Capital Adequacy Assessment Process

La disciplina del "Secondo Pilastro" richiede alle banche di dotarsi di processi e strumenti di Internal Capital Adequacy Assessment Process, (ICAAP) per determinare il livello di capitale interno adeguato a fronteggiare ogni tipologia di rischio, anche diversi da quelli presidiati dal requisito patrimoniale complessivo ("Primo Pilastro"), nell'ambito di una valutazione dell'esposizione, attuale e prospettica, che tenga conto delle strategie e dell'evoluzione del contesto di riferimento.

IFRS-IC (International Financial Reporting Standards Interpretations Committee)

Comitato dello IASB che statuisce le interpretazioni ufficiali dei principi contabili internazionali IAS/IFRS.

IMA – Internal Models Approach (Metodo dei modelli interni)

Approccio per calcolare il requisito di capitale per il rischio di mercato utilizzando i modelli interni.

IMM – Internal Model Method

Metodo per il calcolo delle Exposure At Default (vedi), nell'ambito delle valutazioni sul rischio di controparte, tramite modelli interni basati sul concetto di Expected Positive Exposure.

Impairment

Con riferimento ad un'attività finanziaria, si individua una situazione di impairment quando il valore di bilancio di tale attività è superiore alla stima dell'ammontare recuperabile della stessa.

Ai sensi dello IAS 36 debbono essere sottoposte annualmente ad impairment test:

  • le attività immateriali a vita utile indefinita;
  • l'avviamento acquisito in un'operazione di aggregazione aziendale;
  • qualsiasi attività, se esiste un'indicazione che possa aver subito una riduzione di valore.

Il test d'impairment consiste nella stima del valore recuperabile (che è il maggiore fra il suo fair value dedotti i costi di vendita e il suo valore d'uso) di un'attività o di un gruppo di attività.

Imposte (attività e passività fiscali) differite

Le passività fiscali differite sono gli importi delle imposte sul reddito dovute negli esercizi futuri riferibili alle differenze temporanee imponibili.

Le attività fiscali differite sono gli importi delle imposte sul reddito recuperabili negli esercizi futuri riferibili a:

  • a) differenze temporanee deducibili;
  • b) riporto a nuovo di perdite fiscali non utilizzate; e
  • c) riporto a nuovo di crediti d'imposta non utilizzati.

Le differenze temporanee sono le differenze tra il valore contabile di un'attività o di una passività nello Stato patrimoniale e il suo valore riconosciuto ai fini fiscali. Le differenze temporanee possono essere:

  • a) differenze temporanee imponibili, cioè differenze temporanee che, nella determinazione del reddito imponibile (perdita fiscale) di esercizi futuri, si tradurranno in importi imponibili quando il valore contabile dell'attività o della passività sarà realizzato o estinto;
  • b) differenze temporanee deducibili, cioè differenze temporanee che, nella determinazione del reddito imponibile (perdita fiscale) di esercizi futuri, si tradurranno in importi deducibili quando il valore contabile dell'attività o della passività sarà realizzato o estinto.

Index linked

Polizze, anche vita, la cui prestazione a scadenza dipende dall'andamento di un parametro di riferimento che può essere un indice azionario, un paniere di titoli o un altro indicatore. La polizza può prevedere la garanzia di un capitale o di un rendimento minimo.

Internal dealing

Coloro che esercitano funzioni di amministrazione, di controllo o di direzione (i soggetti rilevanti) di un emittente quotato, nonché le persone a loro strettamente legate, devono notificare il compimento di operazioni su strumenti finanziari quotati emessi dalla società o su strumenti derivati e ad essi collegati e devono rispettare le restrizioni ad operare su tali strumenti, nei termini previsti dall'art. 19 del Regolamento (UE) n. 596/2014, relativo agli abusi di mercato (c.d. MAR) e dalla normativa delegata (Regolamenti (UE) n. 2016/522 e n. 2016/523).

La normativa europea ha integrato quanto previsto dall'art. 114 comma 7 del D. Lgs. n.58/1998 (Testo Unico della Finanza) relativamente all'obbligo di comunicare le operazioni su titoli per coloro che detengano almeno il 10% del capitale sociale di un emittente quotato e per le persone loro strettamente legate.

Intraday

Si definisce come tale un'operazione di investimento/disinvestimento effettuata nel corso della stessa giornata di contrattazione di un titolo. Il termine è anche impiegato con riferimento a prezzi quotati durante la giornata.

Investimenti immobiliari

Si intendono gli immobili posseduti per ricavarne reddito e/o beneficiare dell'incremento di valore.

Investment grade

Termine utilizzato con riferimento a titoli obbligazionari di alta qualità che hanno ricevuto un rating (vedi) medio-alto (ad esempio non inferiore a BBB- nella scala di S&P Global).

IRC – Incremental Risk Charge

Massima perdita potenziale del portafoglio di trading dovuta a un upgrade/downgrade e fallimento degli emittenti, riferita a un orizzonte temporale annuale, con intervallo di confidenza pari al 99,9%.

IRS – Interest Rate Swap

Contratto che prevede lo scambio di flussi tra le controparti su un determinato nozionale con tasso fisso/variabile o variabile/variabile.

ISDA – International Swaps and Derivatives Association

Associazione dei partecipanti al mercato dei derivati over the counter. Ha sede a New York e ha creato un contratto standardizzato per concludere transazioni in derivati.

Joint venture

Accordo tra due o più imprese per lo svolgimento di una determinata attività economica attraverso, solitamente, la costituzione di una società per azioni.

Junior

In una operazione di cartolarizzazione è la tranche più subordinata dei titoli emessi, che sopporta per prima le perdite che si possono verificare nel corso del recupero delle attività sottostanti.

Ke (Cost of Equity)

Costo del capitale proprio, è il rendimento minimo richiesto per investimenti di pari rischiosità.

Ke – g

Differenza fra il tasso di attualizzazione dei flussi e il tasso di crescita di lungo periodo; a parità di flussi se tale differenza diminuisce si incrementa il value in use.

LCR – Liquidity Coverage Ratio

Requisito prudenziale finalizzato ad assicurare che una banca mantenga un livello adeguato di attività liquide di elevata qualità non vincolate che possano essere convertite in contanti per soddisfare il suo fabbisogno di liquidità nell'arco di 30 giorni di calendario in condizioni di forte stress. Il coefficiente di copertura della liquidità è pari al rapporto tra le riserve di liquidità e deflussi netti di liquidità nell'arco di un periodo di stress di 30 giorni di calendario.

LDA – Loss Distribution Approach

Metodo di valutazione quantitativa del rischio operativo mediante analisi attuariale dei singoli eventi di perdita interni ed esterni; per estensione, con il termine Loss Distribution Approach si intende anche il modello di calcolo del capitale storico per Unità di Business.

Lead manager – Bookrunner

Capofila del sindacato di emissione di un prestito obbligazionario; tratta col debitore, è responsabile della scelta dei "co-lead manager" e degli altri membri del sindacato di garanzia d'accordo col debitore stesso; definisce le modalità dell'operazione, ne gestisce l'esecuzione (quasi sempre impegnandosi a collocare sul mercato la quota più importante) e tiene la contabilità (bookrunner); oltre al rimborso delle spese e alle normali commissioni, percepisce per questa sua funzione una commissione particolare.

LGD – Loss Given Default

Rappresenta la percentuale di credito che si stima essere irrecuperabile in caso di default del debitore.

LTV – Loan to Value Ratio

Rappresenta il rapporto tra l'ammontare del mutuo ed il valore del bene per il quale viene richiesto il finanziamento o il prezzo pagato dal debitore per acquisire la proprietà.

Il LTV è la misura di quanto pesano i mezzi propri impiegati dal debitore per l'acquisto del bene sul valore del bene posto a garanzia del finanziamento. Maggiore è la percentuale espressa dal LTV, minori sono i mezzi propri del debitore impiegati per l'acquisto del bene, minore è la protezione di cui gode il creditore.

M–Maturity

Vita residua di un'esposizione, calcolata secondo regole prudenziali. Per le banche autorizzate all'uso di rating interni viene considerata esplicitamente se si adotta il metodo avanzato, mentre viene fissata a 2,5 anni in caso di utilizzo dell'approccio di base.

Macro-hedging

Utilizzo di macro-coperture. Procedura di copertura mediante un unico prodotto derivato per diverse posizioni.

Mark to Market

Processo di valutazione di un portafoglio di titoli o altri strumenti finanziari sulla base dei prezzi espressi dal mercato.

Market dislocation

Turbolenza nei mercati finanziari caratterizzata da forte diminuzione degli scambi con difficoltà a reperire prezzi significativi su infoproviders specializzati.

Market making

Attività finanziaria svolta da intermediari specializzati il cui compito è quello di garantire liquidità e spessore al mercato, sia attraverso la loro presenza continuativa sia mediante la loro funzione di guida competitiva nella determinazione dei prezzi.

Market neutral

Strategie di operatività in titoli finalizzate ad immunizzare i relativi portafogli dal rischio connesso alle variazioni di mercato.

Mark-down

Differenza tra euribor a 1 mese e tasso sui conti correnti di famiglie e imprese.

Mark-up

Differenza tra tasso applicato al complesso di famiglie ed imprese sui finanziamenti con durata inferiore ad un anno e l'euribor a 1 mese.

Merchant banking

Sotto questa accezione sono ricomprese le attività di sottoscrizione di titoli – azionari o di debito – della clientela corporate per il successivo collocamento sul mercato, l'assunzione di partecipazioni azionarie a carattere più permanente ma sempre con l'obiettivo di una successiva cessione, l'attività di consulenza aziendale ai fini di fusioni e acquisizioni o di ristrutturazioni.

Mezzanine

In una operazione di cartolarizzazione, è la tranche con grado di subordinazione intermedio tra quello della tranche junior e quello della tranche senior.

Monoline

Compagnie assicuratrici che, in cambio di una commissione, garantiscono il rimborso di determinate emissioni obbligazionarie. Nate negli anni '70 per assicurare le emissioni degli enti locali contro l'insolvenza, i loro servizi sono stai poi particolarmente apprezzati per le emissioni di prodotti finanziari complessi: la struttura e le attività sottostanti tali emissioni sono infatti spesso estremamente problematiche; con l'intervento delle monoline, le porzioni di debito garantite da quest'ultime divengono molto più semplici da valutare e più appetibili per gli investitori avversi al rischio, in quanto il rischio di insolvenza viene assunto dall'assicurazione.

NAV – Net Asset Value

È il valore della quota in cui è frazionato il patrimonio del fondo.

NBV – Net Book Value

Valore contabile di un credito considerato al netto delle rettifiche di valore.

Non Performing Exposure (NPE) – Non Performing Loan (NPL)

Termini utilizzati per indicare i crediti deteriorati, ovvero crediti ad andamento non regolare. Al contrario il termine performing si riferisce ad esposizioni creditizie con andamento regolare.

I crediti deteriorati sono classificati in tre categorie:

  • (i) sofferenze: crediti la cui totale riscossione non è certa poiché i soggetti debitori si trovano in stato di insolvenza (anche non accertato giudizialmente) o in situazioni sostanzialmente equiparabili;
  • (ii) inadempienze probabili (unlikely to pay): esposizioni diverse dalle sofferenze per le quali la banca valuta improbabile, senza il ricorso ad azioni quali l'escussione delle garanzie, che il debitore adempia integralmente alle sue obbligazioni creditizie (in linea capitale e/o interessi), a prescindere dalla presenza di eventuali rate o importi scaduti e non pagati.
  • (iii) crediti scaduti e/o sconfinanti (past due): esposizioni scadute e/o sconfinanti da oltre 90 giorni e che superano una prefissata soglia di materialità.

L'EBA ha inoltre introdotto un'ulteriore categoria, trasversale rispetto alle precedenti, ovvero quella delle esposizioni che siano state oggetto di misure di tolleranza/concessioni (forbearance). Tali esposizioni possono essere sia crediti deteriorati (forborne non performing) sia in bonis (forborne performing). Le misure di tolleranza consistono in concessioni nei confronti di un debitore che si trovi o sia in procinto di trovarsi in difficoltà a rispettare i propri impegni finanziari ("difficoltà finanziarie") e comprendono ad esempio la rinegoziazione dei termini del contratto o il rifinanziamento totale/parziale del debito.

NSFR – Net Stable Funding Ratio

Requisito prudenziale finalizzato a promuovere un maggiore ricorso alla raccolta stabile, evitando che l'operatività a medio e lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine. Il requisito è pari al rapporto tra il finanziamento stabile a disposizione dell'ente e il finanziamento stabile richiesto all'ente ed è espresso in percentuale.

OIS – Overnight Indexed Swap

Contratto che prevede lo scambio del flusso netto derivante dalla differenza tra un tasso di interesse fisso e uno variabile applicata su un capitale di riferimento. Il tasso fisso è stabilito all'inizio del contratto, quello variabile è determinato alla scadenza ed è pari alla media, con capitalizzazione composta, dei tassi giornalieri overnight rilevati nel periodo di durata del contratto.

Option

Rappresenta il diritto, ma non l'impegno, acquisito col pagamento di un premio, di acquistare (call option) o di vendere (put option) uno strumento finanziario ad un prezzo determinato (strike price) entro (American option) oppure ad (European option) una data futura determinata.

O-SII (Other Sistemically Important Institutions)

Trattasi di Istituzioni la cui rilevanza sistemica, riferita sostanzialmente al rischio sistemico che possono generare in caso di fallimento, non è definita a livello globale ma a livello territorialmente più ristretto, ad esempio. a livello di un singolo Paese. Le O-SII devono mantenere una riserva di capitale (buffer) in percentuale delle proprie esposizioni complessive ponderate per il rischio. Nel contesto italiano le O-SII sono identificate dalla Banca d'Italia che, ai sensi delle disposizioni della direttiva CRD IV (Direttiva 2013/36/UE), è tenuta a spiegare i criteri della scelta i quali devono rispettare le linee guida dell'EBA.

A differenza delle precedenti, le G-SII (Global Sistemically Important Institutions) sono Istituzioni a rilevanza sistemica globale. La metodologia per individuare e classificare le G-SII nelle diverse sottocategorie è definita nel Regolamento Delegato UE/2014/1222 della Commissione Europea. La classificazione prevede in totale cinque sottocategorie di G-SII, in ordine crescente di rilevanza sistemica cui sono associate percentuali crescenti di riserve di capitale da mantenere a regime.

OTC – Over The Counter

Definizione relativa ad operazioni concluse direttamente tra le parti, senza utilizzare un mercato organizzato.

Outsourcing

Ricorso ad attività di supporto operativo effettuate da società esterne.

Packages

Strategia costituita da un asset in formato funded il cui rischio di credito è coperto da un credit default swap specificatamente negoziato. Se presenti, gli eventuali rischi di tasso e cambio possono essere coperti con derivati finanziari.

PD – Probability of Default

Rappresenta la probabilità che, su un orizzonte temporale di un anno o pari alla vita attesa dello strumento finanziario, il debitore vada in default.

Plain vanilla (derivati)

Prodotti il cui prezzo dipende da quello dello strumento sottostante, che è quotato sui mercati regolamentati.

POCI - Purchased or Originated Credit Impaired Asset

Attività deteriorate acquisite o originate per le quali al momento dell'iscrizione in bilancio vanno rilevate le perdite attese lungo tutta la vita del credito e sono automaticamente classificate nello Stage 3.

Prestiti sindacati (Syndicated lending)

Prestiti organizzati e garantiti da un consorzio (pool) di banche ed altre istituzioni finanziarie.

Pricing

In senso lato, si riferisce generalmente alle modalità di determinazione dei prezzi degli strumenti finanziari e/o dei costi dei prodotti e servizi offerti dalla Banca.

Prime Broker

Il Prime Broker è un intermediario finanziario su scala internazionale che opera come agente nel processo di settlement (liquidazione delle posizioni) effettuando le transazioni finanziarie disposte dal gestore con la massima riservatezza. Il Prime Broker, inoltre, svolge un ruolo di finanziatore del gestore, concedendo linee di credito e prestando i titoli necessari per dar luogo a vendite allo scoperto e acquisendo direttamente idonee garanzie a fronte del credito erogato al fondo. Contemporaneamente il Prime Broker opera uno stringente controllo sulle esposizioni di rischio dell'hedge fund (vedi), al fine di assicurare condizioni di stabilità finanziaria. Tra i servizi svolti vi sono altresì quelli di detenzione e deposito delle disponibilità liquide e dei valori mobiliari del fondo, la cura del processo di compensazione e liquidazione nonché la registrazione di tutte le operazioni di mercato.

Private banking

Attività diretta a fornire alla clientela primaria gestione di patrimoni, consulenza e servizi personalizzati.

Private equity

Attività mirata all'acquisizione di interessenze partecipative ed alla loro successiva cessione a controparti specifiche, senza collocamento pubblico.

Programma di emissione di commercial paper garantiti da attività (asset-backed commercial paper programme) o "programma ABCP"

Programma di cartolarizzazione i cui titoli assumono in prevalenza la forma di commercial paper garantiti da attività con durata originaria pari o inferiore ad un anno, come definito dal Regolamento (UE) 2017/2402.

Project finance

Tecnica con la quale si finanziano progetti industriali sulla base di una previsione dei flussi di cassa generati dagli stessi. L'esame si fonda su una serie di valutazioni che si discostano da quelle generalmente poste in essere per l'analisi dei rischi creditizi ordinari. Dette valutazioni includono, oltre all'analisi dei flussi di cassa, l'esame tecnico del progetto, l'idoneità degli sponsor che si impegnano a realizzarlo, i mercati di distribuzione del prodotto.

Rating

Valutazione della qualità di una società o delle sue emissioni di titoli di debito sulla base della solidità finanziaria della società stessa e delle sue prospettive. Tale valutazione viene eseguita da agenzie specializzate o dalla banca sulla base di modelli interni.

Real estate (finance)

Operazioni di finanza strutturata nel settore degli immobili.

Retail

Fascia di clientela che comprende principalmente i privati, i professionisti, gli esercenti e gli artigiani.

Risk-free

Rendimento di investimenti privi di rischio: per le CGU Italia e per i Paesi della CGU Banche estere con prospettive "normali" di sviluppo è stato adottato il rendimento dei Bund a 10 anni, mentre per i Paesi con prospettive "elevate" di sviluppo è stato utilizzato il rendimento dei Bund a 30 anni.

Risk Management

Attività di acquisizione, misurazione, valutazione e gestione globale delle varie tipologie di rischio e delle relative coperture.

RMBS – Residential Mortgage-Backed Securities

Titoli (ABS) emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione di crediti garantiti da ipoteche su immobili aventi natura residenziale.

ROE – Return On Equity

Esprime la redditività del capitale proprio in termini di utile netto. È l'indicatore di maggior interesse per gli azionisti in quanto consente di valutare la redditività del capitale di rischio.

RTS – Regulation Technical Standards

Norme tecniche di Regolamentazione.

RWA – Risk Weighted Assets

Attività per cassa e fuori bilancio (derivati e garanzie) classificate e ponderate in base a diversi coefficienti legati ai rischi, ai sensi delle normative prudenziali emanate dagli organi di vigilanza per il calcolo dei coefficienti di solvibilità.

Scoring

Sistema di analisi della clientela aziendale che si concretizza in un indicatore ottenuto sia dall'esame dei dati di bilancio sia dalla valutazione delle previsioni di andamento settoriale, analizzati sulla base di metodologie di carattere statistico.

Senior/super senior

In un'operazione di cartolarizzazione è la tranche con il maggiore grado di privilegio in termini di priorità di remunerazione e rimborso.

Sensitivity

Identifica la situazione di maggiore o minore sensibilità con la quale determinate attività o passività reagiscono a variazioni dei tassi o di altri parametri di riferimento.

Servicer

Nelle operazioni di cartolarizzazione è il soggetto che – sulla base di un apposito contratto di servicing – continua a gestire i crediti o le attività cartolarizzate dopo che sono state cedute alla società veicolo incaricata dell'emissione dei titoli.

SGR – Società di gestione del risparmio

Società per azioni alle quali è riservata la possibilità di prestare congiuntamente il servizio di gestione collettiva e individuale di patrimoni. In particolare, esse sono autorizzate a istituire fondi comuni di investimento, a gestire fondi comuni di propria o altrui istruzione, nonché patrimoni di Sicav, e a prestare il servizio di gestione su base individuale di portafogli di investimento.

SICR – Significant Inrease in Credit Risk (Incremento significativo del rischio di credito)

Criterio utilizzato per verificare il passaggio di stage: se il rischio di credito dello strumento finanziario è significativamente aumentato dopo la rilevazione iniziale, le rettifiche di valore sono pari alle perdite attese lungo tutta la vita dello strumento (lifetime ECL). La banca stabilisce che si è verificato un incremento significativo del rischio di credito sulla base di evidenze qualitative e quantitative:

  • la variazione (oltre soglie determinate) della probabilità di default (PD) lifetime rispetto al momento dell'iscrizione iniziale in bilancio dello strumento finanziario. Si tratta di una valutazione effettuata adottando un criterio "relativo", che si configura come il "driver" principale;
  • l'eventuale presenza di uno scaduto che, ferme restando le soglie di significatività identificate dalla normativa, risulti tale da almeno 30 giorni. In presenza di tale fattispecie, in altri termini, la rischiosità creditizia dell'esposizione si ritiene presuntivamente "significativamente incrementata" e, dunque, ne consegue il "passaggio" nello stage 2 (ove l'esposizione precedentemente fosse ricompresa nello stage 1);
  • l'eventuale presenza di misure di forbearance, che sempre in via presuntiva comportano la classificazione delle esposizioni tra quelle il cui rischio di credito risulta "significativamente incrementato" rispetto all'iscrizione iniziale;
  • per le banche appartenenti al perimetro estero, infine, sono considerati ai fini del passaggio tra stage e ove opportuno anche alcuni degli indicatori dei sistemi di monitoraggio del credito specificatamente utilizzati da ciascuna banca. Il riferimento, in particolare, è alle c.d. "watch-list", ovvero a quei sistemi di monitoraggio del credito che – sulla base della qualità creditizia attuale della controparte debitrice – ricomprendono all'interno di un determinato range le esposizioni in bonis al di sopra di un determinato livello di rischiosità.

SPE/SPV

La Special Purpose Entity o Special Purpose Vehicle è una società appositamente costituita da uno o più soggetti per lo svolgimento di una specifica operazione. Le SPE/SPV, generalmente, non hanno strutture operative e gestionali proprie ma si avvalgono di quelle dei diversi attori coinvolti nell'operazione.

Speculative grade

Termine col quale si identificano gli emittenti con rating basso (per esempio, inferiore a BBB- nella scala di S&P Global).

SPPI (Solely Payment of Principal and Interest) Test

È uno dei due (l'altro è il "business model") criteri, o driver di classificazione dai quali dipende la classificazione delle attività finanziarie ed il criterio di valutazione. L'obiettivo del SPPI test è individuare gli strumenti, definibili come "basic lending arrangement" ai sensi del principio, i cui termini contrattuali prevedono a determinate date flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti di capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire. Le attività con caratteristiche contrattuali diverse da quelle SPPI devono essere obbligatoriamente valutate al FVTPL (vedi).

Spread

Con questo termine di norma si indicano la differenza tra due tassi di interesse, lo scarto tra le quotazioni denaro e lettera nelle contrattazioni in titoli o la maggiorazione che l'emittente di valori mobiliari riconosce in aggiunta ad un tasso di riferimento.

SRT – Significant Risk Transfer

L'ente cedente in una cartolarizzazione tradizionale può escludere le esposizioni sottostanti dal calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio se un rischio di credito significativo associato alle esposizioni sottostanti è stato trasferito a terzi. In base all'articolo 244 del Regolamento (UE) 2017/2401 vi è un trasferimento significativo del rischio di credito in uno dei seguenti casi: (i) gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio delle posizioni verso la cartolarizzazione mezzanine detenute dall'ente cedente nella cartolarizzazione non superano il 50% degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio di tutte le posizioni verso la cartolarizzazione mezzanine della cartolarizzazione; (ii) se non vi sono posizioni verso la cartolarizzazione mezzanine, l'ente cedente non detiene più del 20% del valore dell'esposizione del segmento prime perdite nella cartolarizzazione. Condizioni similari per un significativo trasferimento del rischio mediante protezione del credito di tipo reale o di tipo personale sono previste anche per le cartolarizzazioni sintetiche in base all'articolo 245 del Regolamento (UE) 2017/2401.

Stage 1 (Stadio 1)

Rappresenta gli strumenti finanziari il cui rischio di credito non si è incrementato significativamente rispetto alla data di rilevazione iniziale. Per questi strumenti finanziari viene contabilizzata una perdita attesa pari ad un anno.

Stage 2 (Stadio 2)

Rappresenta gli strumenti finanziari il cui rischio di credito si è incrementato significativamente rispetto alla data di rilevazione iniziale. Per questi strumenti finanziari viene contabilizzata una perdita attesa lifetime.

Stage 3 (Stadio 3)

Rappresenta gli strumenti finanziari deteriorati/in default. Per questi strumenti finanziari viene contabilizzata la perdita attesa lifetime.

Stakeholders

Soggetti che, a vario titolo, interagiscono con l'attività dell'impresa, partecipando ai risultati, influenzandone le prestazioni, valutandone l'impatto economico, sociale e ambientale.

Stock option

Termine utilizzato per indicare le opzioni offerte a manager di una società, che consentono di acquistare azioni della società stessa sulla base di un prezzo di esercizio predeterminato (strike price).

Stress test

Procedura di simulazione utilizzata al fine di misurare l'impatto di scenari di mercato estremi sull'esposizione complessiva al rischio della Banca.

Structured export finance

Operazioni di finanza strutturata nel settore del finanziamento all'esportazione di beni e servizi.

Strumenti finanziari quotati in un mercato attivo

Uno strumento finanziario è considerato come quotato su un mercato attivo se le quotazioni, che riflettono normali operazioni di mercato, sono prontamente e regolarmente disponibili tramite Borse, Mediatori, Intermediari, Società del settore, servizi di quotazione o enti autorizzati, e tali prezzi rappresentano effettive e regolari operazioni di mercato verificatesi sulla base di un normale periodo di riferimento.

Subprime

Non esiste una definizione univoca di "mutui subprime". In sintesi, si classificano come subprime i mutui erogati a soggetti con merito creditizio basso, o per una cattiva storia del credito (mancati pagamenti, transazioni sul debito o sofferenze) o per elevato rapporto rata/reddito o ancora per un alto rapporto Loan to Value (LTV).

Per contro sono considerati "prime" i mutui in cui sia i criteri utilizzati per l'erogazione del finanziamento (LTV, debt-to income, ecc.) che la qualità (storia) della controparte sono sufficientemente conservativi per considerare l'erogazione effettuata di "alta qualità" (dal punto di vista della controparte) e di basso profilo di rischio.

Swaps

Operazioni consistenti, di norma, nello scambio di flussi finanziari tra operatori secondo diverse modalità contrattuali. Nel caso di uno swap di tassi d'interesse, le controparti si scambiano flussi di pagamento indicizzati o meno a tassi d'interesse, calcolati su un capitale nozionale di riferimento (ad esempio: una controparte corrisponde un flusso sulla base di un tasso fisso, l'altra sulla base di un tasso variabile). Nel caso di uno swap di valute, le controparti si scambiano specifici ammontari di due diverse valute, restituendoli nel tempo secondo modalità predefinite che possono riguardare sia il capitale nozionale sia i flussi indicizzati dei tassi d'interesse.

Tasso di interesse effettivo

Il tasso di interesse effettivo è il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri del credito, per capitale ed interesse, all'ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti al credito. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi lungo la vita residua attesa del credito.

Tax rate

Aliquota fiscale effettiva, determinata dal rapporto tra le imposte sul reddito e l'utile ante imposte.

Terminal value

Valore di un'impresa al termine del periodo di previsione analitica dei flussi; viene calcolato moltiplicando il flusso di cassa analitico dell'ultimo periodo per (1 + g) e dividendo tale importo per (Ke-g) (vedi).

Tier 1

Il Capitale di classe 1 (Tier 1) comprende il Capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) e il Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 - AT1).

Tier 1 ratio

È il rapporto tra il Capitale di classe 1 (Tier 1, vedi) e il totale delle attività ponderate per il rischio (RWA, vedi).

Tier 2

Il Capitale di Classe 2 (Tier 2) è composto principalmente dalle passività subordinate computabili e dalle eventuali eccedenze delle rettifiche di valore rispetto alle perdite attese (excess reserve) per le posizioni ponderate secondo i metodi AIRB (vedi). Anche per gli strumenti subordinati che non rispettano i requisiti previsti dalle nuove disposizioni normative di Basilea 3 sono previste specifiche disposizioni transitorie (grandfathering, vedi), volte all'esclusione graduale dai Fondi propri (in un arco temporale di 8 anni) degli strumenti non più computabili.

Time value

Variazione del valore finanziario di uno strumento in relazione al diverso orizzonte temporale in corrispondenza del quale saranno disponibili od esigibili determinati flussi monetari.

Total capital ratio

Indice di patrimonializzazione riferito al complesso degli elementi costituenti i Fondi propri (Tier 1 e Tier 2, vedi). È rappresentato dal rapporto fra i Fondi propri e il totale della attività ponderate per il rischio (RWA, vedi).

Total return swap

Contratto che prevede l'impegno di una parte, di solito proprietaria del titolo o credito di riferimento, a pagare periodicamente ad un investitore (venditore di protezione) i flussi generati, per capitale ed interessi, dall'attività stessa. Per contro, l'investitore si obbliga a corrispondere un tasso variabile nonché l'eventuale deprezzamento dell'attività rispetto alla data di stipula del contratto.

Trading book

Solitamente riferito a titoli o comunque a strumenti finanziari in genere, identifica la parte di tale portafoglio destinato all'attività di negoziazione.

Trustee (Immobiliari)

Veicoli immobiliari.

Underwriting (commissione di)

Commissione percepita dalla banca in via anticipata sulla base dell'assunzione del rischio di sottoscrizione a fronte di un finanziamento.

Valore d'uso

È il valore attuale dei flussi finanziari futuri che si prevede abbiano origine da un'attività o da un'unità generatrice di flussi finanziari.

Valutazione collettiva dei crediti in bonis

Con riferimento ad un gruppo omogeneo di attività finanziarie ad andamento regolare, la valutazione collettiva definisce la misura del rischio di credito potenzialmente insito nelle stesse, pur non essendo ancora possibile la sua riconduzione ad una specifica posizione.

VaR – Value at Risk

Valore che indica la massima perdita possibile su un portafoglio per effetto dell'andamento del mercato, con una certa probabilità ed ipotizzando che le posizioni richiedano un determinato periodo di tempo per il relativo smobilizzo.

Vega

Coefficiente che misura la sensibilità del valore di un'opzione in rapporto ad un cambiamento (aumento o diminuzione) della volatilità.

Vintage

Termine utilizzato per indicare l'anzianità degli NPE/NPL (vedi). Da intendersi anche come data di genesi del collaterale sottostante la cartolarizzazione, quale fattore importante per giudicare la rischiosità di tale collaterale.

Vita attesa

Si riferisce alla massima vita contrattuale e prende in considerazione pagamenti anticipati attesi, estensioni, opzioni call e similari. Le eccezioni sono costituite da certi strumenti finanziari revolving come carte di credito, scoperti di conto, che includono sia componenti utilizzate che inutilizzate per le quali la possibilità contrattuale della banca di chiedere il rimborso e annullare le linee inutilizzate non limita l'esposizione a perdite su crediti al periodo contrattuale. La vita attesa di queste linee di credito è la loro vita effettiva. Quando i dati non sono sufficienti o le analisi non definitive, può essere considerato un fattore "maturity" per riflettere la vita stimata sulla base di altri casi sperimentati o casi analoghi di concorrenti. Non sono prese in considerazione future modifiche contrattuali nel determinare la vita attesa o "Exposure At Default" (vedi) finché non si verificano.

Warrant

Strumento negoziabile che conferisce al detentore il diritto di acquistare dall'emittente o di vendere a quest'ultimo titoli a reddito fisso o azioni secondo precise modalità.

Waterfall

Caratteristica di Cashflow projection di un CDO considerata nel processo di pricing di tali prodotti di credito strutturati per la modellizzazione dei flussi e per la loro allocazione. Essa definisce in che ordine le varie tranche saranno rimborsate nel caso in cui falliscano i Test previsti per la verifica del rapporto di Overcollateralizzazione e di copertura degli interessi.

What-if

Forma di analisi in cui si cerca di definire quale possa essere la reazione di determinate grandezze al variare di parametri di base.

Wholesale banking

Attività orientata prevalentemente verso operazioni di rilevante importanza concluse con primarie controparti.

Contatti

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Calendario finanziario

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Approvazione della Relazione semestrale al 30 giugno 2022: 29 luglio 2022 Approvazione del Resoconto intermedio al 30 settembre 2022: 4 novembre 2022

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