Quarterly Report • May 12, 2022
Quarterly Report
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Resoconto intermedio al 31 marzo 2022


Questo documento contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come "è possibile," "si dovrebbe," "si prevede," "ci si attende," "si stima," "si ritiene," "si intende," "si progetta," "obiettivo" oppure dall'uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall'uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende operare.
A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.
Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data di approvazione del presente documento. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l'osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative.


Intesa Sanpaolo S.p.A. Sede Legale: Piazza S. Carlo, 156 10121 Torino Sede Secondaria: Via Monte di Pietà, 8 20121 Milano Capitale Sociale Euro 10.084.445.147,92 Registro delle Imprese di Torino e Codice Fiscale 00799960158 Rappresentante del Gruppo IVA "Intesa Sanpaolo" Partita IVA 11991500015 (IT11991500015) N. Iscr. Albo Banche 5361 Codice ABI 3069.2 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia Capogruppo del gruppo bancario "Intesa Sanpaolo" iscritto all'Albo dei Gruppi Bancari

| Il Gruppo Intesa Sanpaolo | 7 |
|---|---|
| Cariche sociali | 11 |
| Introduzione | 13 |
| Il primo trimestre del 2022 in sintesi Dati economici e Indicatori Alternativi di Performance Dati patrimoniali e Indicatori Alternativi di Performance Indicatori Alternativi di Performance e altri indicatori Il primo trimestre del 2022 |
16 18 19 23 |
| Prospetti contabili consolidati | 37 |
| Relazione sull'andamento della gestione I risultati economici Gli aggregati patrimoniali I risultati per settori di attività Il presidio dei rischi |
47 67 83 99 |
| Politiche contabili Criteri di redazione del resoconto |
117 |
| Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari | 121 |
| Allegati | 123 |
| Glossario | 149 |
| Contatti | 165 |
| Calendario finanziario | 169 |


7


Banche


| NORD OVEST | ||
|---|---|---|
| INTESA SANPAOLO | Controllate | |
| Filiali | Società | Filiali |
| 1.095 Banca 5 | 1 | |
| Fideuram | 110 |
| INTESA SANPAOLO | Controllate | |
|---|---|---|
| Filiali | Società | Filiali |
| 740 Fideuram | 59 |
| CENTRO | ||
|---|---|---|
| INTESA SANPAOLO | Controllate | |
| Filiali | Società | Filiali |
| 768 Fideuram | 52 |
| INTESA SANPAOLO | Controllate | |
|---|---|---|
| Filiali | Società | Filiali |
| 639 Fideuram | 33 |
| INTESA SANPAOLO | Controllate | |
|---|---|---|
| Filiali | Società | Filiali |
| 218 Fideuram | 10 |
Dati al 31 marzo 2022

Bancassicurazione e Fondi Pensione

Asset Management Servizi Fiduciari
(*) Le attività di Leasing e Credito al Consumo sono svolte anche direttamente dalla Capogruppo Intesa Sanpaolo S.p.A.
Banche, Filiali e Uffici di Rappresentanza

Emirati Arabi Uniti Reyl Intesa Sanpaolo 1

| Paese | Controllate | Filiali |
|---|---|---|
| Albania | Intesa Sanpaolo Bank Albania | 34 |
| Bosnia - Erzegovina Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina | 47 | |
| Croazia | Privredna Banka Zagreb | 151 |
| Federazione Russa | Banca Intesa | 27 |
| Irlanda | Intesa Sanpaolo Bank Ireland | 1 |
| Lussemburgo | Fideuram Bank Luxembourg | 1 |
| Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg | 1 | |
| Moldavia | Eximbank | 17 |
| Repubblica Ceca | VUB Banka | 1 |
| Romania | Intesa Sanpaolo Bank Romania | 34 |
| Serbia | Banca Intesa Beograd | 147 |
| Slovacchia | VUB Banka | 163 |
| Slovenia | Intesa Sanpaolo Bank | 44 |
| Svizzera | Reyl Intesa Sanpaolo | 4 |
| Ucraina | Pravex Bank | 45 |
| Ungheria | CIB Bank | 61 |
| Paese Controllate Filiali |
||||
|---|---|---|---|---|
| Uffici di Rappresentanza | ||||
| Il Cairo | Egitto | Bank of Alexandria | 175 |
| Dati al 31 marzo 2022 |
|---|
| (1) European Regulatory & Public Affairs |
AFRICA
| Monetica e Sistemi di Pagamento | |
|---|---|
| Leasing | Wealth Management |


| Presidente | Gian Maria GROS-PIETRO | ||
|---|---|---|---|
| Vice Presidente | Paolo Andrea COLOMBO | ||
| Consigliere delegato e Chief Executive Officer | Carlo MESSINA (a) | ||
| Consiglieri | Franco CERUTI Roberto FRANCHINI () Anna GATTI Liana LOGIURATO Maria MAZZARELLA Fabrizio MOSCA () Milena Teresa MOTTA () Luciano NEBBIA Bruno Maria PARIGI Bruno PICCA Alberto Maria PISANI () Livia POMODORO Maria Alessandra STEFANELLI Paola TAGLIAVINI Daniele ZAMBONI Maria Cristina ZOPPO () |
||
| Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari |
Fabrizio DABBENE | ||
| Società di Revisione | EY S.p.A. |
(a) Direttore Generale
(*) Componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione
(**) Presidente del Comitato per il Controllo sulla Gestione


Come noto, il D.Lgs. 25 del 15 febbraio 2016, che ha recepito la Direttiva Transparency (2013/50/UE), ha eliminato l'obbligo di pubblicazione dei resoconti intermedi sulla gestione ed ha attribuito alla Consob la facoltà di prevedere eventuali obblighi informativi aggiuntivi rispetto al bilancio annuale e semestrale. La Consob, sulla base della delega regolamentare contenuta in tale decreto, con Delibera n. 19770 del 26 ottobre 2016 ha apportato modifiche al Regolamento Emittenti in tema di informazioni finanziarie periodiche aggiuntive, applicate a decorrere dal 2 gennaio 2017.
In base a tale disciplina, le società quotate hanno facoltà di scegliere se pubblicare o meno le informazioni finanziarie periodiche aggiuntive.
Intesa Sanpaolo, nel comunicare al mercato il calendario finanziario 2022, ha confermato, ai sensi dell'art. 65-bis e dell'art. 82-ter del Regolamento Emittenti, la scelta di pubblicare su base volontaria informazioni finanziarie periodiche aggiuntive, rispetto alla relazione finanziaria annuale e semestrale, riferite al 31 marzo e al 30 settembre di ciascun esercizio, che prevedono - per quanto riguarda i relativi elementi informativi - la redazione di resoconti intermedi sulla gestione approvati dal Consiglio di Amministrazione.
Come più specificamente indicato nel capitolo "Criteri di redazione del resoconto", il Resoconto intermedio al 31 marzo 2022 è redatto in forma consolidata con l'applicazione dei criteri di rilevazione e di valutazione previsti dai principi contabili IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e delle relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Standards Interpretations Committee (IFRS – IC), omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.
Il Resoconto è composto dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni del patrimonio netto e da una Relazione sull'andamento della gestione, ed è corredato da informazioni sugli eventi importanti che si sono verificati nel periodo. Il Resoconto contiene informazioni finanziarie estratte dai prospetti contabili o riconducibili agli stessi ed altre informazioni – quali, a titolo esemplificativo, i dati inerenti all'evoluzione trimestrale e taluni Indicatori Alternativi di Performance – non direttamente riconducibili ai prospetti contabili. In proposito, si rinvia al capitolo "Indicatori Alternativi di Performance" della Relazione sulla gestione che accompagna il Bilancio consolidato 2021 per una descrizione dettagliata confermando che, con specifico riferimento al contesto conseguente alla pandemia da COVID-19, in coerenza con le indicazioni ESMA non sono stati introdotti nuovi indicatori né sono state apportate modifiche agli indicatori utilizzati.
A supporto dei commenti sui risultati del periodo vengono presentati e illustrati schemi di conto economico e di stato patrimoniale riclassificati.
Negli schemi riclassificati, i dati sono normalmente riesposti, ove necessario e se materiali, per consentire raffronti più immediati. In particolare, gli importi vengono resi il più possibile omogenei con riferimento ai diversi periodi rappresentati, soprattutto in relazione alle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. Tale omogeneizzazione avviene tramite dati "riesposti", che accolgono/escludono i valori delle società entrate/uscite nel/dal perimetro di consolidamento.
In relazione all'acquisizione del Gruppo UBI Banca, nel 2021 si è reso opportuno il ricorso anche a dati "rideterminati" da affiancare ai dati riesposti per allinearli/integrarli attraverso dati gestionali.
Tale modalità espositiva viene confermata nel presente Resoconto con riferimento ai dati del 2021 posti a raffronto.
In particolare, come illustrato in maggior dettaglio nel seguito del presente Resoconto, per poter fornire un raffronto omogeneo dei dati di conto economico in modo da tenere conto degli effetti delle cessioni di sportelli a BPER e a Banca Popolare di Puglia e Basilicata avvenute nel primo semestre 2021 e correlate all'operazione di acquisizione del Gruppo UBI, nonché dell'ingresso delle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione, ci si è avvalsi anche – in relazione alla natura delle riesposizioni necessarie – di dati gestionali. Di conseguenza, per presentare i valori "rideterminati" dei primi due trimestri del 2021 sulla base di evidenze contabili e gestionali sono stati predisposti schemi di conto economico riclassificato aggiuntivi rispetto a quelli costruiti sulla base dei dati effettivi di chiusura dei diversi periodi, e le tabelle di dettaglio sono state integrate, o duplicate, con l'evidenza separata dei "Dati rideterminati". In allegato al presente Resoconto vengono inclusi i raccordi di tali "Dati rideterminati" con i dati contabili.
Quanto ai dati patrimoniali, per poter disporre di dati trimestrali immediatamente confrontabili in relazione alle operazioni societarie correlate all'acquisizione del Gruppo UBI, già nel 2021 si era proceduto all'esclusione linea per linea delle consistenze patrimoniali relative agli sportelli UBI e ISP ceduti nel primo e nel secondo trimestre 2021; tali valori nello Stato patrimoniale riclassificato erano stati convenzionalmente appostati nella voce Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione. Tale riesposizione è avvenuta sulla base di risultanze contabili.
Con riferimento alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, oggetto di riesposizione come sopra indicato, nel 2021 non si era ritenuto necessario "rideterminare" i dati patrimoniali per escludere sulla base di risultanze gestionali - le consistenze (investimenti e riserve tecniche) connesse alla produzione riferibile alla clientela delle filiali cedute a terzi, così come avvenuto per il conto economico, in relazione alla contenuta materialità e alla conseguente mancata rilevanza ai fini della comparabilità.
In conseguenza di quanto sopra, dal momento che le riesposizioni dei dati patrimoniali sono state effettuate – come normalmente avviene – sulla base di risultanze contabili, non sono stati predisposti schemi riclassificati "rideterminati" con riferimento ai dati patrimoniali.
Anche per i dati patrimoniali a raffronto risulta pertanto confermata l'esposizione utilizzata nel 2021.
I dettagli analitici delle riesposizioni effettuate e delle riclassificazioni rispetto allo schema previsto dalla Circolare 262 della Banca d'Italia – oltre che delle citate "rideterminazioni" – sono forniti con distinti prospetti pubblicati tra gli allegati, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.

Da ultimo si segnala che i prospetti contabili consolidati sono sottoposti a revisione contabile limitata da parte della società di revisione EY S.p.A. ai soli fini del rilascio dell'attestazione prevista dall'art. 26 (2) del Regolamento dell'Unione Europea n. 575/2013 e dalla Decisione della Banca Centrale Europea n. 2015/656.

15
Il primo trimestre del 2022 in sintesi

| Dati economici consolidati (milioni di euro) | variazioni | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| assolute | % | |||||
| Interessi netti | 1.956 1.952 |
4 | 0,2 | |||
| Commissioni nette | 2.286 2.313 |
-27 | -1,2 | |||
| Risultato dell'attività assicurativa | 402 398 |
4 | 1,0 | |||
| Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value | 767 795 |
-28 | -3,5 | |||
| Proventi operativi netti | 5.414 5.490 |
-76 | -1,4 | |||
| Costi operativi | -2.504 -2.587 |
-83 | -3,2 | |||
| Risultato della gestione operativa | 2.910 2.903 |
7 | 0,2 | |||
| Rettifiche di valore nette su crediti | -702 -402 |
300 | 74,6 | |||
| Risultato netto | 1.024 1.516 |
-492 | -32,5 |
31.03.2022 31.03.2021 Dati rideterminati

(°) Per più dettagliate informazioni circa gli Indicatori Alternativi di Performance si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sull'andamento della gestione del Bilancio 2021.




| Dati patrimoniali consolidati (milioni di euro) | variazioni assolute |
|||
|---|---|---|---|---|
| Attività finanziarie | 173.776 161.802 |
11.974 | 7,4 | |
| Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate ai sensi dello IAS 39 |
197.030 206.885 |
-9.855 | -4,8 | |
| Finanziamenti verso clientela | 468.366 465.254 |
3.112 | 0,7 | |
| Totale attività | 1.073.244 1.069.003 |
4.241 | 0,4 | |
| Raccolta diretta bancaria | 549.325 555.565 |
-6.240 | -1,1 | |
| Raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche | 195.093 204.479 |
-9.386 | -4,6 | |
| Raccolta indiretta: | 696.472 719.231 |
-22.759 | -3,2 | |
| di cui: Risparmio gestito | 459.910 474.405 |
-14.495 | -3,1 | |
| Patrimonio netto | 64.724 63.775 |
949 | 1,5 | |
| Finanziamenti verso clientela / Raccolta diretta bancaria (%) (Loan to deposit ratio) |
85,3% 83,7% |

31.03.2022 31.12.2021
(°) Per più dettagliate informazioni circa gli Indicatori Alternativi di Performance si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sull'andamento della gestione del Bilancio 2021.



(°) Per più dettagliate informazioni circa gli Indicatori Alternativi di Performance si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sull'andamento della gestione del Bilancio 2021.

31.03.2022
31.03.2021 (Dati economici) 31.12.2021 (Dati patrimoniali)


| Utile per azione (euro) | |||
|---|---|---|---|
| Utile base per azione (basic EPS) (d) | 0,05 0,08 |
||
| Utile diluito per azione (diluted EPS) (e) | 0,05 0,08 |
| Indicatori di rischiosità consolidati (%) | |||
|---|---|---|---|
| Sofferenze nette / Finanziamenti verso clientela | 0,4 0,5 |
||
| Crediti deteriorati netti / Finanziamenti verso clientela | 1,4 1,5 |
||
| Rettifiche di valore accumulate su sofferenze / Sofferenze lorde con clientela |
70,6 70,4 |
||
| Rettifiche di valore accumulate su crediti deteriorati lordi / Crediti deteriorati lordi con clientela |
52,8 53,6 |
| Struttura operativa | 31.03.2022 | 31.12.2021 | variazioni assolute |
|---|---|---|---|
| Numero dei dipendenti (f) | 96.681 | 97.698 | -1.017 |
| Italia | 74.336 | 75.300 | -964 |
| Estero | 22.345 | 22.398 | -53 |
| Numero dei consulenti finanziari | 5.620 | 5.626 | -6 |
| Numero degli sportelli bancari (g) | 4.696 | 4.719 | -23 |
| Italia | 3.725 | 3.740 | -15 |
| Estero | 971 | 979 | -8 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. (f) L'organico indicato si riferisce al numero puntuale dei dipendenti a fine periodo conteggiando anche i part time come pari a 1 unità. (g) Il dato comprende le Filiali Retail/Exclusive, le Filiali Terzo Settore, le Filiali Agribusiness, i Centri Imprese e i Centri Corporate.
31.03.2022
31.03.2021 (Dati economici)
31.12.2021 (Dati patrimoniali)


La crescita mondiale è stata meno condizionata dalla nuova ondata della pandemia rispetto agli anni scorsi, anche se la situazione sanitaria è rimasta un fattore occasionalmente rilevante. In effetti, i segnali di allentamento delle strozzature che hanno afflitto le catene globali di approvvigionamento si sono indeboliti dopo le nuove misure di confinamento attuate in Cina. Tuttavia, a inizio 2022 un nuovo shock ha rapidamente eclissato la pandemia come fattore trainante la congiuntura economica: l'invasione russa dell'Ucraina, che ha provocato un violento aumento delle quotazioni di diverse materie prime, a cominciare da quelle energetiche. L'impatto è stato particolarmente forte nel mercato del gas naturale, a motivo della maggiore rilevanza dei vincoli infrastrutturali e dell'elevata dipendenza dell'Unione Europea dalle importazioni di gas russo per la copertura del proprio fabbisogno energetico. Inoltre, considerazioni strategiche hanno indotto molti stati europei a imboccare un percorso accelerato di riduzione delle importazioni di petrolio e gas dalla Russia, fenomeno che ha accentuato le pressioni sul mercato globale dell'energia. L'inflazione, già in aumento dal 2021, ha subito una violenta accelerazione su scala globale, anche per gli effetti indiretti su altri beni e servizi. In Europa, la crisi energetica ha poi causato un indebolimento della domanda finale interna e un netto peggioramento del saldo commerciale con l'estero.
Nell'area dell'euro, ha acquisito ulteriore impulso la rotazione della domanda da beni a servizi dovuta al calo dell'emergenza pandemica. Le indagini congiunturali segnalano che il primo trimestre si è caratterizzato per un andamento negativo dell'attività nell'industria manifatturiera, a fronte di un aumento nei servizi. La crescita del PIL è rallentata, pur restando ancora positiva; l'occupazione è aumentata ulteriormente. Una dinamica analoga ha caratterizzato anche l'economia italiana, che però ha registrato una contrazione del PIL nel primo trimestre: secondo Istat, inoltre, in Italia la contrazione ha interessato i servizi e non l'industria nel suo complesso.
La rapida salita dell'inflazione verso livelli che non si vedevano da decenni, e una ripresa post-pandemia più veloce del previsto, hanno indotto le banche centrali a ritirare una parte dello stimolo monetario. La svolta è stata molto rapida negli Stati Uniti, a motivo di evidenti segnali di surriscaldamento del mercato del lavoro e di eccesso di domanda. La Federal Reserve ha già interrotto gli acquisti netti di titoli e ha attuato un primo rialzo dei tassi ufficiali di 25 punti base nel mese di marzo. I vertici della Banca centrale hanno poi preparato i mercati a un percorso di rialzo dei tassi ufficiali accelerato nei prossimi mesi, che sarà accompagnato anche da un piano di riduzione del portafoglio di titoli acquisito negli scorsi anni. Anche la Banca Centrale Europea ha iniziato ad eliminare le misure di stimolo introdotte durante la crisi pandemica, ma a un ritmo più lento: le pressioni inflazionistiche sono meno diffuse rispetto agli Stati Uniti e lo shock energetico ha in proporzione maggiori effetti negativi sulla domanda interna. Nel primo trimestre, gli acquisti netti relativi al programma Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP) sono stati gradualmente ridotti, fino a sospenderli il 31 marzo. La Banca centrale ha annunciato un temporaneo aumento mensile degli acquisti netti in ambito Asset Purchase Programme (APP) in aprile e maggio, ma ha anche preannunciato la loro sospensione a partire dal terzo trimestre 2022 e poi, dopo breve tempo, l'avvio di una fase di rialzo dei tassi ufficiali.
La svolta della politica monetaria ha causato un rapido aumento dei tassi a medio e lungo termine sui mercati europei. I tassi a 5 e 10 anni sono saliti di circa 80 punti base rispetto al dicembre 2021. Unitamente alla maggiore incertezza dello scenario internazionale, l'aumento dei tassi e la riduzione degli acquisti ufficiali hanno portato a un ulteriore allargamento del differenziale Btp-Bund, risalito in aprile a circa 170 punti base. La divergenza dei tassi fra Stati Uniti ed Europa e la maggiore esposizione dell'area euro al conflitto russo-ucraino hanno indebolito l'euro, sceso da 1,13 a 1,08 dollari.
In uno scenario mondiale soggetto alle incognite derivanti dal conflitto in Ucraina, anche i paesi con controllate ISP sono soggetti ad un rallentamento nella crescita per via di diversi fattori concomitanti. Dopo due anni di pandemia da COVID-19, si osserva un incremento delle pressioni inflazionistiche – maggiormente correlate all'aumento dei prezzi delle materie prime e in particolare alle componenti alimentari ed energetiche – che stanno richiedendo risposte in ambito fiscale e monetario. Le statistiche riferite al mese di marzo relative all'inflazione hanno riportato un incremento tendenziale medio di oltre 15 punti percentuali nei paesi dell'Est Europa (EE), mentre una dinamica in media intorno agli 8/10 punti percentuali ha caratterizzato l'Egitto, la Central and Eastern Europe (CEE) e i paesi del South East Europe (SEE). In tale contesto – pur in presenza di ridimensionamento degli indici anticipatori del ciclo – diverse Banche centrali dell'area hanno alzato i tassi di policy.
Il sistema bancario italiano affronta il secondo shock esogeno dopo la pandemia in una posizione di solidità patrimoniale ed elevata liquidità. Le implicazioni economiche e finanziarie dirette e indirette del contesto inflattivo e della crisi geopolitica internazionale non sono ancora pienamente riflesse dagli indicatori congiunturali del settore. Dal lato del credito, i primi tre mesi del 2022 hanno registrato una crescita modesta dei prestiti alle società non-finanziarie, nell'ordine dell'1% a/a. Si è osservata una ripresa dei prestiti a breve termine delle imprese, tornati in aumento presumibilmente a seguito delle accresciute esigenze finanziarie di gestione corrente connesse ai maggiori costi di produzione. In parallelo, la frenata dei prestiti a medio-lungo termine è sfociata in un leggero calo. È proseguita la notevole crescita dello stock di finanziamenti alle famiglie per l'acquisto di abitazioni, ma le erogazioni per nuovi contratti di mutuo hanno confermato il rallentamento emerso nell'ultimo trimestre 2021. Le prospettive del mercato degli immobili residenziali sono diventate più caute, già prima del conflitto russo-ucraino. Dal lato della raccolta da clientela, al rallentamento dei conti correnti osservato fino a febbraio e indotto principalmente dal deflusso di riserve dai conti delle imprese ha fatto seguito a marzo una risalita del tasso di crescita dei depositi, primo segnale di una rinnovata preferenza per la liquidità nel contesto di forte incertezza determinato dal conflitto

russo-ucraino. Elevata volatilità dei mercati finanziari e preferenza per la liquidità influenzano negativamente le sottoscrizioni di prodotti del risparmio gestito. Tuttavia, dopo il buon risultato della raccolta netta dei fondi comuni a gennaio e febbraio, superiore a quella del 1° bimestre 2021, il flusso positivo registrato anche a marzo ha confermato la capacità di tenuta del settore del risparmio gestito. La nuova produzione delle assicurazioni vita, invece, era in calo già prima del conflitto, una tendenza proseguita a marzo. Dal lato dei tassi bancari, in un quadro improntato a sostanziale invarianza nel trimestre del costo della raccolta e dei tassi sui flussi di prestiti alle imprese, un primo segnale coerente con la svolta in atto nella politica monetaria è rappresentato dalla chiara risalita del tasso fisso sulle erogazioni di prestiti alle famiglie per acquisto di abitazioni.
Il Gruppo è presente in Russia e in Ucraina tramite due società controllate:
Ambedue le realtà stanno continuando ad operare, pur nei limiti oggettivi connessi ad un contesto di conflitto militare, in particolare per Pravex, secondo le linee guida impartite dalla Capogruppo. Al momento non vi sono stati atti governativi o eventi bellici che possano far concludere che Intesa Sanpaolo non abbia il controllo delle due entità, né al momento sono state assunte decisioni diverse da quelle del mantenimento dell'investimento nelle due realtà da parte della Capogruppo. Gli impatti contabili incorporati nella situazione consolidata al 31 marzo 2022 – illustrati più oltre nel presente paragrafo – muovono quindi dall'assunto della continuità operativa (going concern) delle due partecipazioni bancarie.
In concomitanza con l'inizio del conflitto, il 24 febbraio 2022, in coerenza con quanto previsto dal "Modello per la gestione delle Crisi", Intesa Sanpaolo ha attivato la propria Unità di Emergenza per il presidio della situazione e la valutazione dei potenziali rischi e dei conseguenti impatti sul Gruppo.
L'Unità di Emergenza, all'interno della quale sono presenti tutte le aree di Governo e le Divisioni di business, ha deliberato la creazione di due Task Force, con potere di indirizzo e monitoraggio, per affrontare le priorità immediate, rendere più efficace il processo decisionale e di escalation e per responsabilizzare i team operativi:
Le due Task Force, presiedute rispettivamente dal Chief Risk Officer e dal Responsabile della Divisione ISB, vedono la partecipazione del Top Management di Intesa Sanpaolo.
Intesa Sanpaolo ha inoltre costituito, il 7 marzo 2022, l'unità tecnica con funzioni consultive "Russia-Ukraine Conflict Crisis Unit" deputata a esaminare con approccio inter-funzionale le singole transazioni, valutandone i principali rischi creditizi, legali, operativi, di compliance, nonché reputazionali ed identificando accuratamente le azioni di rimedio, secondo il principio generale di massima prudenza e coerentemente con i valori ESG e di impatto caratterizzanti il Gruppo.
Alla Crisis Unit, presieduta dal Chief Lending Officer, partecipano il Chief Compliance Officer, il Group General Counsel, nonché i Responsabili di Divisione per la discussione delle operazioni di pertinenza della propria unità di business.
Le Task Force e la Crisis Unit si riuniscono con cadenza regolare con l'obiettivo, tra gli altri, di predisporre opportune informative per il Top Management che, all'occorrenza, sono condivise anche con il JST (Joint Supervisory Team) della BCE. La situazione è monitorata in modo continuativo sia a livello di Capogruppo sia in tutte le banche del Gruppo coinvolte
direttamente dal conflitto o vicine ad esso, con le quali i contatti sono diretti e costanti. Viene prodotta costante informativa ai Comitati endoconsiliari e al Consiglio di Amministrazione.
Tra le prime azioni si è provveduto a bloccare la nuova operatività che potesse comportare un incremento del rischio verso controparti residenti in Russia, Bielorussia e Ucraina. In tale contesto è iniziata anche la revisione dei rating delle singole società russe.

Con specifico riguardo al presidio del rischio di credito:
A inizio marzo è stata inoltre attivata, nell'ambito dell'Action Plan crediti, una nuova iniziativa finalizzata alla prevenzione dei flussi a credito deteriorato con lo scopo di effettuare un'analisi diagnostica sulle controparti che potrebbero essere maggiormente impattate dalla crisi geopolitica in corso. L'iniziativa ha riguardato le controparti performing delle Divisioni Banca dei Territori e IMI Corporate & Investment Banking operative in modo più significativo con i mercati di Russia e Ucraina ovvero quelle controparti caratterizzate da una movimentazione estera verso/da Russia e Ucraina superiore ad una determinata soglia rispetto al totale esborsi/introiti verso/da estero complessivi nell'orizzonte temporale degli ultimi 13 mesi; l'obiettivo dell'iniziativa è stato quello di valutare per ciascuna controparte l'eventuale necessità di un intervento creditizio straordinario per far fronte alle criticità legate al conflitto in corso. Gli esiti dell'iniziativa, conclusasi alla fine di marzo, hanno evidenziato per circa il 95% delle posizioni criticità superabili senza interventi creditizi straordinari e solo per una quota residuale (0,02%) è in corso la valutazione per la classificazione a credito deteriorato. Nel secondo trimestre sono previste ulteriori iniziative di follow up.
Il conflitto tra Russia e Ucraina ha portato all'imposizione di pesanti sanzioni alla Russia, adottate in maniera progressiva, da parte dei paesi occidentali. Al fine di assicurare la conformità alle normative, Intesa Sanpaolo ha tempestivamente avviato iniziative, monitorate attraverso uno specifico cruscotto a livello di Gruppo, volte a presidiare l'evoluzione delle liste dei soggetti sanzionati a livello europeo e internazionale, individuare i soggetti sanzionati al fine del blocco delle posizioni e dei pagamenti, rispettare la specifica disposizione relativa al divieto di accettare depositi oltre alla soglia definita dalla regolamentazione europea, individuare e bloccare gli strumenti finanziari oggetto di sanzione.
La Russia ha reagito con contro-sanzioni e, al fine di mitigare l'impatto sulla volatilità del cambio e proteggere la restante quota di riserve, ha introdotto, con un decreto presidenziale del 5 marzo 2022, restrizioni ai movimenti di capitale in valute forti e la possibilità di ripagare in valuta locale i prestiti contratti in valuta straniera. Il combinato di queste misure indebolisce nettamente la capacità della Russia di effettuare operazioni cross-border, inclusa la capacità di ripagamento dei titoli sovrani. Il quadro resta molto complesso e in continua evoluzione, e le tre principali agenzie di rating Fitch, Moody's e Standard & Poor's hanno, in maniera progressiva, ridotto il merito di credito della Russia fino ad arrivare al ritiro del giudizio di rating.
Intesa Sanpaolo è intervenuta in data 17 marzo 2022 sui rating interni sovereign e transfer attribuiti al Paese, applicando una riduzione di 7 notch, che ha portato al declassamento della Russia fino a CCC (livello a cui sono state contestualmente portate anche Ucraina e Bielorussia).
In generale, è utile evidenziare che il Gruppo sta attentamente monitorando l'evoluzione delle ricadute della crisi russoucraina sull'economia reale e sulle principali variabili finanziarie, conducendo anche specifiche analisi di scenario e di stress con le quali vengono valutati i potenziali impatti in termini di redditività e di adeguatezza patrimoniale. Tali analisi si concentrano tanto sugli effetti diretti, quali il deterioramento degli attivi verso i paesi convolti, quanto sugli effetti indiretti, tra i quali le ricadute per la restante clientela del Gruppo derivanti dal mutato contesto economico e finanziario. Per quanto il quadro sia in costante evoluzione, escludendo scenari estremi di escalation del conflitto che potrebbero portare a esiti oggi difficilmente valutabili, da tali analisi è emerso che il Gruppo sarebbe comunque in grado di garantire – anche attraverso l'attivazione di specifiche azioni – il rispetto dei vincoli regolamentari e dei limiti, più stringenti, fissati internamente.
Sono stati stabiliti e mantenuti contatti con tutti i dipendenti di Pravex Bank, supportando i dipendenti e i loro familiari che sono espatriati a seguito del conflitto. Le persone sono state accolte dalle altre banche del Gruppo presenti nei paesi limitrofi all'Ucraina (Romania, Moldova, Slovacchia e Ungheria) e successivamente trasferite, su base volontaria, in Italia, ove sono ospitate in appartamenti del Gruppo e assistite per tutte le necessità1 . Sono stati predisposti posti di lavoro dedicati ai colleghi ucraini presso uno dei palazzi ove opera il Gruppo a Bergamo.
Per quanto riguarda gli aspetti di Business Continuity in Ucraina, i sistemi sono operativi, è stata attivata da subito una copia dei dati presso un data center a Leopoli e successivamente, in seguito alle modifiche regolamentari della banca centrale ucraina (National Bank of Ukraine), è stata attivata una copia dei dati anche all'estero, presso un data center cloud in Polonia. Mediamente hanno operato circa 28 delle 45 filiali di Pravex Bank, non si registrano problemi di liquidità. Sono state interessate dai bombardamenti due filiali a Kharkiv, una a Mariupol e una a Kiev.
In Russia i sistemi sono attivi e le filiali lavorano senza problemi operativi, si stanno valutando soluzioni alternative ai servizi/prodotti di provider occidentali che hanno annunciato di uscire dal mercato russo.
È attivo anche un monitoraggio dell'operatività di Eximbank, controllata moldova del Gruppo.
Per quanto riguarda gli aspetti di Cybersecurity, da inizio 2022, ai primi segnali di una maggiore instabilità della situazione ucraina, il Gruppo ha avviato un'attività di threat intelligence (intelligence sulle minacce) ad-hoc e rafforzato i presidi di cybersecurity su tutto il perimetro del Gruppo Intesa Sanpaolo.
Si è proceduto ad innalzare i livelli di allerta anche attraverso analisi specifiche degli indicatori di compromissione raccolti da servizi di threat intelligence di Gruppo e dalle fonti esterne di info-sharing, per intercettare ogni eventuale minaccia cyber e definire le opportune contromisure da implementare.
Numerosi controlli di sicurezza erano già presenti e normati in tutte le società del Gruppo, come le politiche stringenti di controllo accessi e basate sul principio del privilegio minimo per lo svolgimento delle attività richieste, il processo di fornitura delle credenziali di accesso a infrastrutture e strumenti aziendali controllato e monitorato oltre alla strong authentication necessaria per accedere alla rete aziendale. Con l'innalzamento del livello di rischio cyber, sono stati rafforzati i presidi di
1 Si veda in proposito l'informativa su "Le iniziative del Gruppo Intesa Sanpaolo a favore dell'Ucraina" presentata nel prosieguo del presente paragrafo.

controllo e di sorveglianza. Al fine di ridurre l'esposizione a rischi cyber, le connessioni con le banche del Gruppo più a rischio sono state ridotte, tramite un processo di aperture selettive dei soli servizi vitali e critici e di monitoraggio continuo. Sono inoltre analizzate le mail con allegati e/o con link a siti web, possibili fonti di propagazione di attacchi malevoli. Dopo l'iniziale blocco delle mail contenenti allegati e provenienti dalle banche del Gruppo più a rischio, sono stati implementati ulteriori sistemi di controllo preventivo che hanno consentito l'invio di tali mail alla Capogruppo con un livello di rischio ridotto.
Specifiche iniziative di awareness sui rischi cyber, con focus sul tema del phishing, sono state intraprese per sensibilizzare ulteriormente tutto il personale del Gruppo. Sono state inoltre pubblicate news nella intranet, inviate informative al personale, inserito un messaggio di alert al momento del login sui computer aziendali ed inserito un messaggio di warning in tutte le mail provenienti dall'esterno del Gruppo; è inoltre stato previsto un nuovo corso di formazione obbligatorio per il personale sui temi di cybersecurity.
Solo alcuni degli interventi sopra descritti e messi in atto al fine di garantire la salvaguardia dei colleghi e dei loro familiari e la continuità operativa del Gruppo ricadono nell'ambito di competenza del rischio operativo; è attualmente in corso l'analisi volta alla identificazione e alla quantificazione degli extra-costi da considerarsi in perimetro, unitamente ai danni fisici direttamente cagionati alle succitate filiali con sede nella zona del conflitto.
In seguito alla grave crisi umanitaria che sta colpendo l'intera popolazione dell'Ucraina, Intesa Sanpaolo si è immediatamente attivata mettendo a disposizione 10 milioni di euro a sostegno di misure di solidarietà e accoglienza a favore delle persone e famiglie coinvolte.
I primi accordi di collaborazione sono stati definiti con organizzazioni umanitarie nazionali e internazionali quali UNHCR - Agenzia ONU per i Rifugiati, Caritas, CESVI, Banco Farmaceutico e Consiglio Italiano per i Rifugiati, per sostenere progetti di protezione umanitaria, alloggio, sostegno economico diretto, assistenza sanitaria e psicologica, distribuzione di beni di prima necessità e integrazione dei rifugiati ucraini in Italia. Più in dettaglio:
Sono in corso le valutazioni per individuare ulteriori beneficiari e progettualità da sostenere.
Anche la Divisione International Subsidiary Banks del Gruppo è particolarmente impegnata in diverse iniziative, direttamente e tramite alcune delle controllate nell'Europa dell'Est, che riguardano:
Infine, come precedentemente accennato, Intesa Sanpaolo offre ospitalità in Italia a dipendenti di Pravex Bank e loro familiari mettendo a disposizione 30 appartamenti di proprietà del Gruppo e strutture residenziali a Bergamo.
Si tratta prevalentemente di personale femminile della banca con al seguito i figli, oltre alle famiglie di dipendenti uomini che per la legge marziale non possono lasciare il Paese. Le persone sono per lo più provenienti dalle zone Est dell'Ucraina e dalla capitale Kiev.
Sono 210 i colleghi e loro familiari che hanno accolto l'invito a venire in Italia; gli ospiti hanno ricevuto una prima accoglienza dalla Caritas e Intesa Sanpaolo ne garantisce i principali servizi e le basilari necessità economiche.
Sono state inoltre individuate ulteriori iniziative per sostenere e facilitare l'integrazione delle famiglie dei colleghi di Pravex Bank a Bergamo come attività sportive, supporto alle attività amministrative, la garanzia all'accesso alla scuola fornendo dispositivi per la didattica a distanza con le scuole ucraine.
Come detto, il 24 febbraio 2022 la tensione progressivamente cresciuta tra Russia e Ucraina è culminata con l'inizio di un effettivo conflitto. La situazione è stata da subito strettamente monitorata e valutata da Intesa Sanpaolo – anche alla luce

Al 31 marzo 2022 le esposizioni verso clientela residente in Russia (al netto delle garanzie ECA) ammontano, in termini di valori lordi, a 0,6 miliardi con riferimento a Banca Intesa Russia e a 3,85 miliardi con riferimento alle esposizioni cross border. A tali valori si aggiungono esposizioni verso banche per complessivi 0,4 miliardi e in titoli per complessivi 0,1 miliardi3 .
Le esposizioni verso clientela residente in Ucraina ammontano a 0,15 miliardi con riferimento alla controllata Pravex Bank. A tali valori si aggiungono esposizioni verso banche e in titoli per complessivi 0,1 miliardi.
La pluralità delle esposizioni verso controparti russe4 ed ucraine sono essenzialmente rappresentate da crediti alla clientela soggetti a valutazione secondo il principio IFRS 9 "Strumenti finanziari" per i quali rilevano fattori di rischio, prevalentemente riconducibili ad un rischio geopolitico, da applicare in base al paese di residenza delle controparti, relativamente al c.d. rischio di "Trasferimento", cioè il rischio che le controparti non onorino gli impegni di ripagamento del debito non per aspetti direttamente attinenti al loro business (come detto le esposizioni di Intesa Sanpaolo sono prevalentemente rappresentate da primari gruppi industriali, contraddistinti da consolidati rapporti commerciali con le principali filiere internazionali ed operanti essenzialmente nei settori delle commodities/energia con rilevanti introiti derivanti dalle attività di esportazione) quanto piuttosto per vincoli governativi imposti. Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha avviato un'analisi normativa dei principi contabili internazionali per verificare eventuali indicazioni o razionali sottostanti la misurazione dell'Expected Credit Loss in contesti di crisi/guerra come quella attuale. Dalle analisi effettuate del principio contabile IFRS 9 e dei correlati Annex, non risultano esservi indicazioni o esemplificazioni volte a delineare specifiche linee guida mirate alla misurazione delle Expected Credit Losses in contesti bellici o a definire metodologie specifiche dell'incremento del rischio di credito conseguente a crisi geopolitiche improvvise e gravi come quella attuale. I riferimenti più assimilabili al contesto attuale appaiono essere quelli riportati nelle Application Guidance del principio stesso, che permettono/suggeriscono l'utilizzo del c.d. "collective assessment" ai fini della verifica della sussistenza di un Significant Increase in Credit Risk (SICR) in ottica di staging delle esposizioni creditizie5 , nonché, in continuità con i trattamenti impostati per cogliere le criticità di un'altra recente situazione emergenziale quale il COVID-196 , l'utilizzo di management overlay nel calcolo dell'ECL, al fine di definire le modalità più opportune per incorporare negli accantonamenti gli aspetti legati al conflitto in corso.
Il Gruppo ha quindi deciso di adottare un approccio valutativo fortemente guidato dall'emergere del rischio geopolitico applicato in base al paese di residenza delle controparti, sia ai fini della determinazione del SICR che al calcolo dell'ECL mediante applicazione di management overlay. Tale modalità è stata ritenuta la più opportuna per incorporare accantonamenti legati al rischio paese e geopolitico relativi al conflitto in corso altrimenti non adeguatamente colti dai sistemi di misurazione del rischio normalmente in uso. Le scelte sono state applicate coerentemente sia a Banca Intesa Russia, che alle esposizioni cross border. Come già osservato, con specifico riferimento a queste ultime, si sottolinea come le imprese russe finanziate vantassero prima dello scoppio del conflitto tutte rating elevati e pertanto per la maggior parte di esse l'evoluzione del business non presenta rischi aumentati diversi da quelli indotti dal contesto geopolitico. Per esse quindi il rischio attualmente prevalente è il rischio di trasferimento e cioè il rischio che esse non onorino gli impegni di ripagamento del debito non per aspetti direttamente attinenti al loro business, quanto piuttosto per vincoli governativi imposti. Tale tipologia di rischio è stata colta sia mediante una revisione dei rating delle controparti russe, con conseguente downgrading verso le classi a maggior rischio e classificazione nello Stage 2, sia mediante l'introduzione di management overlay consistenti nell'applicazione di un tasso di perdita stimato secondo un approccio basato sulla traslazione del rischio del Paese di residenza e nell'introduzione di un margine di prudenza a fronte di potenziali ulteriori peggioramenti del merito creditizio delle controparti.
Con riferimento alle esposizioni della controllata Pravex Bank, la situazione di assoluta gravità presente su tutto il territorio ucraino ha portato a definire ai fini della valutazione del portafoglio crediti un approccio del tutto specifico, fortemente guidato da razionali di prudenza. Tale approccio è stato adottato su tutto il portafoglio crediti performing di Pravex (la banca non presentava sostanzialmente al 31 dicembre 2021 posizioni NPL) cui è stato applicato uno specifico management overlay a livello di ECL che ha comportato una svalutazione forfettaria tale da portare il livello di copertura al 60%.
Inoltre, considerata l'estrema incertezza che contraddistingue l'attuale scenario bellico e l'attuale assenza di un mercato immobiliare in Ucraina, si è ritenuto prudente attuare un azzeramento del valore degli asset ad uso investimento e delle filiali e degli altri immobili ad uso funzionale di Pravex. Per la sola sede centrale di Kiev, tenuto conto della sua funzione strategica rispetto all'esercizio dell'attività bancaria, dell'attuale controllo che è possibile esercitare sullo stato di conservazione dell'immobile e della sua localizzazione, si è valutato di mantenere invariato il valore in attesa di effettuare nei prossimi mesi ulteriori considerazioni alla luce degli sviluppi di contesto.
2 Si vedano in particolare i documenti "ESMA PUBLIC STATEMENT: ESMA coordinates regulatory response to the war in Ukraine and its impact on EU financial markets – 14.03.2022" e "CONSOB richiama l'attenzione degli emittenti vigilati sull'impatto della guerra in Ucraina in ordine alle informazioni privilegiate e alle rendicontazioni finanziarie – 22 marzo 2022".
3 Sono inoltre presenti rischi di firma verso clientela per 0,2 miliardi presso Banca Intesa Russia, 0,6 miliardi Cross Border verso clientela (netto ECA) e complessivi 0,3 miliardi verso banche.
Inoltre risultano in essere esposizioni in contratti derivati OTC per 22 milioni in termini di fair value.
4 Le marginalissime esposizioni verso controparti Bielorusse sono per semplicità - a questi fini - trattate e indicate congiuntamente alle esposizioni verso la Federazione Russa.
5 In particolare, si vedano IFRS 9 B5.5.1, IFRS 9 B5.5.4, IFRS 9 B5.5.5 e IFRS 9 B5.5.18.
6 IFRS 9 and COVID-19: Accounting for expected credit losses applying IFRS 9 Financial Instruments in the light of current uncertainty resulting from the COVID-19 pandemic.

Inoltre entrambe le partecipate hanno contenuti investimenti in titoli di Stato dei rispettivi paesi. Le valutazioni dei titoli sono state effettuate dalle strutture di risk management centrali con l'utilizzo: i) di quotazioni rilevate sul mercato secondario russo per i titoli detenuti da Banca Intesa Russia, con conseguente classificazione degli stessi al livello 2 di fair value in relazione alla scarsa liquidità del mercato di riferimento; ii) di spread impliciti per i titoli detenuti da Pravex, con conseguente classificazione al livello 3 di fair value, stante l'assenza di prezzi eseguibili sul mercato secondario.
Approccio similare è stato adottato per le modeste esposizioni in titoli della Capogruppo e del settore assicurativo.
Complessivamente tali processi valutativi hanno portato alla rilevazione, al lordo degli effetti fiscali, di 801 milioni di rettifiche su crediti e di 21 milioni su titoli e sugli immobili.
Infine, occorre anche riportare un'ulteriore indicazione relativamente a Pravex. Sino al 31 dicembre 2021 essa era stata consolidata secondo il metodo integrale sulla base di un reporting package riferito alla medesima data del bilancio consolidato del Gruppo. Al 31 marzo 2022 la decisione del Gruppo è stata quella di procedere al consolidamento integrale della controllata ucraina mantenendo nei libri i saldi patrimoniali della partecipata del 31 dicembre 2021 e apportando centralmente le rettifiche di valore legate alla svalutazione degli assets della banca. La scelta è stata guidata da:
L'invasione dell'Ucraina non ha comportato, invece, conseguenze analoghe su Banca Intesa Russia. Pertanto, le risultanze patrimoniali ed economiche al 31 marzo 2022 di Banca Intesa Russia sono state recepite ancora mediante il consolidamento linea per linea.
Le prime settimane del 2022 sono state caratterizzate nel nostro Paese da una nuova ondata di contagi provocata dalla rapida diffusione della variante Omicron, iniziata sul finire del 2021. Il Gruppo si è conseguentemente attivato per aggiornare le misure di mitigazione del rischio sui luoghi di lavoro, in coerenza con la progressiva rimodulazione del quadro normativo in tema di COVID-19 da parte del Governo italiano.
A partire dal 22 dicembre 2021 per le strutture di direzione è stato rimosso l'obbligo di presenza minima anche nelle zone gialle e bianche, consentendo il rientro in ufficio solo su base volontaria e nel limite del 50% per struttura, in parallelo con il contenimento di missioni, trasferte ed incontri.
Per le filiali l'accesso della clientela, nelle sole zone rosse e arancioni obbligatoriamente previo appuntamento, è rimasto subordinato al rispetto delle distanze, all'impiego di adeguati dispositivi di protezione individuale, a misure di igienizzazione e contingentato nel numero alla capienza massima preventivamente determinata e segnalata all'ingresso.
In considerazione della proroga dello stato di emergenza al 31 marzo 2022 stabilita dal Decreto Natale (D.L. n. 221 del 24 dicembre 2021), è stato ulteriormente prorogato a tale data anche il termine per la concessione della prestazione lavorativa in modalità smart working per le persone in situazione di fragilità o disabilità grave. Tale disposizione è stata applicata anche a coloro che assistono familiari conviventi con fragilità o disabilità grave nonché ai destinatari di certificazione di sorveglianza sanitaria eccezionale con prescrizione di lavoro flessibile da casa fino al 31 dicembre 2021. La disposizione è stata estesa alle donne in gravidanza ed allattamento, nonché ai soggetti che per patologia o per allergie sono esenti dalla vaccinazione.
In seguito alla modifica del regime di quarantena introdotto dal Decreto Legge di fine anno (n. 229 del 30 dicembre 2021) ed in attuazione della Circolare esplicativa del Ministero della Salute del 30 dicembre 2021 e della successiva Circolare del 4 febbraio 2022 – che hanno rimodulato i tempi di rientro in correlazione con lo stato vaccinale della persona interessata – sono state progressivamente aggiornate le istruzioni operative interne per il rientro nelle sedi di lavoro dei casi positivi e dei contatti stretti.
Con l'estensione del Green pass "rafforzato" sui luoghi di lavoro per gli ultracinquantenni, stabilita dal D.L. n. 1 del 7 gennaio 2022, a partire dal 15 febbraio 2022 le sopra citate disposizioni aziendali per l'accesso ai luoghi di lavoro sono state adeguate limitando l'accesso, per gli ultracinquantenni, ai soli possessori di Green pass "rafforzato".
Dal 1° febbraio 2022 il medesimo decreto di inizio anno ha inoltre previsto l'accesso a taluni servizi, tra i quali quelli bancari e finanziari, esclusivamente a soggetti in possesso di Green pass almeno "base". Sono state pertanto emanate specifiche disposizioni interne volte a disciplinare il rispetto di tali prescrizioni.
In relazione ad una modifica del D. Lgs. 81/2008, che ha rafforzato gli obblighi dei "preposti" (responsabili di strutture) in materia di sorveglianza e segnalazione, è stata intensificata l'attività di controllo e vigilanza sull'adempimento degli obblighi in tutte le filiali e sedi.
A partire dal 7 marzo, con l'iniziale allentamento della crescita dei contagi, nelle sedi di direzione centrale è stata ripristinata la presenza obbligatoria minima pari al 40%.
Il Decreto Legge n. 24/2022 del 24 marzo 2022, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza, ha previsto, in parallelo con l'eliminazione delle zone colorate di rischio e delle quarantene precauzionali per i contatti stretti:

Sono state conseguentemente ridefinite le norme interne aziendali per recepire i contenuti obbligatori del dettato legislativo e per adottare, laddove possibile e opportuno, un approccio di maggior prudenza alla luce della situazione sanitaria, in particolare per quanto concerne le situazioni di vulnerabilità. Più in dettaglio:
A partire dal 1° maggio, come previsto dal citato D.L. 24/2022, è decaduto l'obbligo legale per i lavoratori di esibizione del Green pass per l'accesso ai luoghi di lavoro. Contestualmente sono venuti meno i relativi controlli con sospensione della rilevazione in ingresso della temperatura corporea e conseguente disattivazione, ove presenti, dei dispositivi termoscanner e lettore QR code. È stato per contro confermato il divieto di accesso alle sedi aziendali in presenza di febbre (oltre 37,5°) o di altri sintomi riconducibili al COVID-19.
In tema di utilizzo dei dispositivi di sicurezza, il 28 aprile è stata emanata dal Ministero della Salute un'Ordinanza – efficace fino alla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. 24/2022 e comunque non oltre il 15 giugno 2022 – che ha circoscritto a specifiche e limitate casistiche l'obbligo di utilizzo degli strumenti di protezione nei luoghi chiusi; ad essa ha fatto seguito il 4 maggio la riunione tra Governo e Parti Sociali che ha confermato fino a giugno per il settore privato l'integrale applicazione del Protocollo sottoscritto il 6 aprile 2021 sulle misure per il contenimento della pandemia negli ambienti di lavoro il quale prevede l'obbligo di utilizzo dei dispositivi di sicurezza laddove vi sia condivisione dei luoghi di lavoro sia all'aperto che al chiuso. In via maggiormente prudenziale, già dal 1° maggio il Gruppo ISP ha confermato – oltre al mantenimento del distanziamento interpersonale di un metro e al rispetto di una corretta igienizzazione – l'obbligo di indossare le mascherine di protezione all'interno dei locali aziendali (chirurgiche o FFP2, queste ultime obbligatorie per 10 giorni in caso di contatto con persona positiva al COVID-19). Nelle filiali invece dal 1° maggio è solo raccomandato l'uso di mascherina chirurgica o FFP2 per i clienti che accedono ai locali aziendali.
Anche in relazione alle misure sopra descritte, nei primi mesi del 2022 il ricorso allo smart working da parte delle strutture centrali si è mantenuto elevato, divenendo ormai elemento integrato di un nuovo modello di prestazione dell'attività lavorativa basato sul rafforzamento della responsabilizzazione individuale e sul migliore bilanciamento tra vita professionale ed extraprofessionale. In quest'ottica si inserisce il progetto "Next Way of Working", volto a definire le nuove modalità di lavoro nel periodo post-COVID, relativamente al quale stanno proseguendo gli interventi immobiliari e tecnologici, avviati nel 2021, che agevoleranno il personale nell'utilizzo strutturale di una modalità di lavoro flessibile basata sull'alternanza di lavoro in ufficio e da casa, nonché nell'evoluzione delle competenze, anche grazie all'internalizzazione di attività critiche (es. digitale) e alla continua riqualificazione verso attività ad alto valore aggiunto per la Banca.
Più in dettaglio, procedono gli interventi immobiliari sulla piazza di Milano - dove é stata completata la prima fase correlata all'integrazione di UBI Banca e sono in corso gli interventi immobiliari per la realizzazione del complesso di Via Melchiorre Gioia 22 - di Roma e nel Nuovo Centro Direzionale di Torino. È stata inoltre avviata la progettazione immobiliare per l'applicazione del modello anche sulle piazze di Vicenza, Brescia, Varese e Bergamo.
Prosegue in parallelo l'implementazione dei correlati strumenti tecnologici (es. rilascio della funzionalità di prenotazione degli spazi all'interno del tool di pianificazione e prenotazione).
Per quanto concerne le misure straordinarie a sostegno dell'economia, delle imprese e delle famiglie italiane, alla fine di marzo 2022 risultavano perfezionate da parte di Intesa Sanpaolo – la prima banca in Italia a concedere moratorie, anticipando lo specifico quadro normativo – circa 950 mila richieste di sospensione dei pagamenti, per 116 miliardi di volumi7 , principalmente riferibili al Decreto Legge 18/2020 Art. 56 "Cura Italia". Il flusso di richieste ha riguardato la clientela imprese per circa il 77% dei volumi totali.
In tema di scadenza delle moratorie ex Decreto Legge 18/2020, si ricorda che il D.L. 73/2021 (cosiddetto "Sostegni bis") del 25 maggio 2021 ha prolungato le misure fino al 31 dicembre 2021, subordinatamente ad alcune restrizioni, tra le quali la richiesta esplicita da parte del cliente da formalizzarsi entro il 15 giugno 2021.
Relativamente al perimetro domestico, alla data del 31 marzo 2022 erano in essere moratorie per 0,6 miliardi (4,8 miliardi a fine 2021), riconducibili per oltre il 40% a clientela imprese, oltre a 2,6 miliardi di moratorie terminate ma con maturazione dei termini per la ripresa dei pagamenti nei mesi successivi, riferibili pressoché integralmente a clientela imprese (6,7 miliardi a dicembre 2021). Si segnala che per effetto del phase-out delle disposizioni dell'EBA relative ai criteri per l'esenzione dalla valutazione forborne (cosiddette moratorie EBA compliant), il totale delle moratorie in essere che si qualificavano tali ai sensi delle Linee Guida era pari a 0,1 miliardi (1,1 miliardi a fine 2021).
Le moratorie scadute che hanno già maturato le condizioni per la ripresa dei pagamenti in chiusura di trimestre ammontavano a 40,3 miliardi; su tale portafoglio si è rilevato – al termine dei primi tre mesi del 2022 – un tasso di incidenza dei flussi di nuovi default nell'ordine del 3%, in leggera crescita rispetto al 2021 quando era al 2,7%; si è inoltre confermata esigua l'incidenza degli sconfinamenti rilevanti.
Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha sostenuto le iniziative legislative e non legislative intraprese per contrastare la situazione di crisi collegata alla pandemia non soltanto in Italia, ma anche nei vari Paesi in cui opera.
7 Moratorie complessivamente accordate sino al 31 marzo 2022, includendo l'ex Gruppo UBI Banca e considerando la cessione delle filiali realizzata nel primo semestre 2021. Al netto di rinnovi, rimborsi ed estinzioni l'importo è pari a 43,5 miliardi.

A livello consolidato il valore delle esposizioni oggetto di moratoria in essere al 31 marzo 2022 ammontava a 0,6 miliardi (4,9 miliardi a dicembre 2021), sostanzialmente riconducibile al perimetro domestico. Il totale delle moratorie in essere che si qualificavano tali ai sensi delle Linee Guida EBA era pari a 0,1 miliardi (1,1 miliardi a fine 2021).
Riguardo alle specifiche misure a sostegno del sistema produttivo, Intesa Sanpaolo, la prima banca in Italia a firmare il protocollo d'intesa con SACE, ha messo a disposizione un plafond complessivo di 50 miliardi dedicato ai finanziamenti per le Imprese. Complessivamente, alla fine del primo trimestre 2022, includendo anche il Fondo PMI, risultavano erogati da inizio pandemia crediti garantiti dallo Stato (in applicazione del Decreto Legge c.d. "Liquidità" n. 23 dell'8 aprile 2020) per un ammontare pari a 45,7 miliardi8 , dei quali 12,3 miliardi SACE e 33,4 miliardi Fondo PMI (43 miliardi, dei quali 11 miliardi SACE e 32 miliardi Fondo PMI, a dicembre 2021).
A livello consolidato, considerando anche l'attività negli altri Paesi di presenza del Gruppo, il debito residuo delle esposizioni rientranti nell'ambito di schemi di garanzia pubblica totalizzava 35 miliardi a fine marzo 2022 (40 miliardi a dicembre 2021).
Si ricorda inoltre che il Decreto "Rilancio" (D.L. 34/2020) ha introdotto alcune misure a sostegno del rilancio del settore delle costruzioni. Ha innanzi tutto elevato al 110% la detrazione fiscale spettante per gli interventi di riqualificazione del patrimonio immobiliare sotto il profilo energetico e sismico (cosiddetto Superbonus al 110% introdotto dall'art. 119) effettuati da privati, al di fuori di attività di impresa, arti e professioni, condomini e soggetti diversi dalle imprese. In luogo della detrazione, il contribuente può optare per l'applicazione da parte del fornitore di un corrispondente sconto sul corrispettivo, ovvero per la cessione a terzi (incluse anche le banche) di un credito di imposta corrispondente alla detrazione. Il Decreto ha inoltre previsto la possibilità di trasformare le principali detrazioni fiscali spettanti in ambito edilizio ed energetico in sconto sul corrispettivo dovuto e in credito d'imposta cedibile (art. 121) nonché la possibilità, per i beneficiari dei crediti d'imposta riconosciuti da provvedimenti emanati per fronteggiare l'emergenza da COVID-19, di optare, in luogo dell'utilizzo diretto, per la cessione anche parziale degli stessi ad altri soggetti (art. 122). A fronte di tali interventi, il Gruppo ha attivato soluzioni dedicate non soltanto per coloro che intendono cedere il loro credito direttamente ma anche per le imprese che praticano lo sconto in fattura per l'acquisto dei crediti fiscali e la relativa liquidazione, con prezzi predefiniti e un servizio di consulenza dedicata attraverso una partnership con la società Deloitte. Dall'inizio dell'operatività risultano già formalmente acquistati crediti per 4,4 miliardi e sono in corso di acquisizione ulteriori 15 miliardi.
Nel corso del primo trimestre 2022, anche in relazione all'ormai imminente uscita del Paese dalla fase di emergenza sanitaria, si è assistito ad una progressiva attenuazione degli effetti riconducibili alla pandemia sulla dinamica degli aggregati patrimoniali del Gruppo.
La dinamica della raccolta diretta bancaria continua ad essere sostenuta dalla componente a breve termine, in particolare conti correnti, verso i quali convergono le scelte di liquidità della clientela in attesa di investimento. Il fenomeno, già presente prima dello scoppio dell'emergenza sanitaria, aveva registrato una forte accelerazione nel corso del 2020, ma dal 2021 la crescita sta proseguendo a ritmi via via decrescenti. A fine marzo 2022 la raccolta diretta bancaria mostrava una flessione dell'1,1% in termini congiunturali ed una crescita del 4,6% in termini tendenziali.
Sul fronte della raccolta indiretta, l'evoluzione delle masse gestite, che nel 2021 aveva beneficiato del ritrovato clima di fiducia indotto dalla ripresa economica dopo le chiusure provocate dalla pandemia, nei primi mesi del corrente anno sta risentendo dell'accresciuta volatilità dei mercati per i molteplici fattori di preoccupazione legati al conflitto militare in atto e al rialzo dell'inflazione che stanno mettendo a rischio il pieno recupero dei livelli di attività pre-pandemia. In chiusura di trimestre, le masse gestite dalle società riconducibili alla Divisione Asset Management, al netto delle duplicazioni, risultavano in flessione del 3,7% rispetto al 31 dicembre 2021.
Per quanto riguarda il business assicurativo, lo scenario di incertezza che ha caratterizzato il primo trimestre 2022 ha fatto registrare una contrazione della raccolta lorda che ha riguardato principalmente il comparto vita (-20% rispetto allo stesso periodo del 2021). La raccolta netta del comparto è stata parimenti negativa in quanto ha risentito di una ripresa delle liquidazioni imputabile alla maggior mortalità conseguente al COVID-19 rispetto al secondo semestre del 2021.
Quanto ai riflessi del contesto pandemico sui proventi operativi del Gruppo nel trimestre in esame, gli interessi netti hanno continuato a risentire positivamente sia dell'attività di finanziamento, seppur in rallentamento, sia degli accresciuti benefici derivanti dalle operazioni TLTRO con la BCE (il cui tasso agevolato scadrà a giugno 2022), che al 31 marzo 2022 erano in essere per 132 miliardi, invariati rispetto a dicembre, a fronte dei 118,9 miliardi del marzo 2021. Complessivamente, tuttavia, rispetto al primo trimestre 2021 gli interessi netti si sono mantenuti stabili a 1.956 milioni (+0,2%), avendo sintetizzato al loro interno dinamiche contrapposte fra le diverse componenti.
Le commissioni nette sono scese a 2.286 milioni (-1,2%). L'aggregato ha risentito di una minore contribuzione del comparto relativo alle attività di gestione, intermediazione e consulenza, condizionato dalla volatilità dei mercati, che ha frenato soprattutto le voci di ricavo legate al risparmio gestito.
Nonostante il sopra descritto andamento della raccolta, il risultato dell'attività assicurativa si è mantenuto stabile a 402 milioni grazie all'apporto del margine finanziario, che ha controbilanciato la dinamica flettente del margine tecnico da ascrivere al ramo danni.
Nei primi tre mesi dell'esercizio i costi sostenuti dal Gruppo Intesa Sanpaolo per interventi correlati allo scenario pandemico si sono attestati a circa 7 milioni in termini di spese correnti, in linea con il corrispondente periodo del 2021, mentre non si sono registrati investimenti, quantificabili invece in 1 milione nel medesimo periodo del 2021. Complessivamente gli oneri operativi, sono stati pari a 2.504 milioni, evidenziando una diminuzione di 83 milioni, pari al -3,2%, anche in relazione sinergie in atto dal processo di integrazione con l'ex Gruppo UBI Banca.
Relativamente alle rettifiche di valore su crediti, nel corso del primo trimestre si è registrata una importante riduzione dei management overlay a presidio della vulnerabilità delle moratorie, stante il progressivo aumento delle moratorie che hanno maturato i termini per la ripresa dei pagamenti senza evidenziare elementi di criticità significativi. Nonostante ciò, le rettifiche complessive sono risultate in crescita a 702 milioni, rispetto ai 402 milioni dei primi tre mesi 2021, in quanto hanno incorporato i sopra descritti effetti di valutazione connessi al rischio Russia-Ucraina.
Con riferimento infine agli impatti della pandemia sui diversi profili di rischio, si rinvia al capitolo "Il presidio dei rischi".
8 Includendo l'ex Gruppo UBI Banca e considerando la cessione delle filiali realizzata nel primo semestre 2021.

Il commento ai risultati consolidati del primo trimestre fa riferimento allo schema di conto economico riclassificato che – in continuità con il Bilancio 2021 – per consentire un raffronto in termini omogenei presenta i dati relativi al primo trimestre 2021 "rideterminati", anche sulla base di dati gestionali, al fine di: (i) escludere linea per linea le risultanze reddituali relative agli sportelli UBI Banca ceduti nel primo trimestre 2021 e a quelli UBI e ISP ceduti nel secondo trimestre 2021, sinteticamente e convenzionalmente appostate nella voce Utili (perdite) delle attività operative cessate; (ii) includere linea per linea i dati delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, entrate nell'area di consolidamento a partire dal secondo trimestre del 2021, depurati delle risultanze reddituali riconducibili alla produzione riferibile alla cl ientela delle filiali cedute a BPER, con la convenzionale attribuzione del risultato netto alla voce Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi, quindi senza impatto sull'utile di periodo.
Il conto economico consolidato del primo trimestre 2022 si è chiuso con un utile netto di 1.024 milioni, in riduzione del 32,5% rispetto ai 1.516 milioni del corrispondente periodo del 2021.
Mentre la gestione operativa ha registrato un andamento positivo, superando leggermente il risultato del trimestre di raffronto, l'utile netto ha risentito degli impatti valutativi correlati al conflitto tra Russia e Ucraina. Complessivamente le rettifiche per rischio diretto e indiretto verso controparti russe e ucraine hanno totalizzato 822 milioni lordi (646 milioni al netto dell'effetto fiscale).
Più in dettaglio, i proventi operativi netti sono stati pari a 5.414 milioni, in contenuta flessione rispetto al primo trimestre del 2021 (-76 milioni; -1,4%) ma in significativo recupero rispetto al quarto trimestre (+394 milioni; +7,8%). Nel confronto con i primi tre mesi del 2021:
I costi operativi sono scesi a 2.504 milioni, il livello più basso rispetto ai quattro trimestri del 2021, a conferma delle sinergie in atto dal processo di integrazione con l'ex Gruppo UBI Banca. La dinamica riflessiva ha interessato in particolare le spese per il personale (-3,2%), principalmente per effetto di una riduzione del 3,5% degli organici medi, e le spese amministrative (-6%) a fronte di un aumento degli ammortamenti (+2,6%). La diminuzione dei costi complessivamente intervenuta rispetto al primo trimestre del 2021 (-83 milioni; -3,2%) ha più che compensato la contenuta flessione dei proventi operativi netti sopra indicata, permettendo al risultato della gestione operativa di portarsi a 2.910 milioni (+0,2%), livello superiore a tutti i trimestri del 2021, e al cost/income di scendere al 46,3% (dal 47,1% nel primo trimestre 2021).
Nel confronto con il quarto trimestre del 2021 i costi evidenziano una riduzione significativa (-523 milioni; -17,3%) che tuttavia risente delle peculiarità degli ultimi mesi dell'anno, non soltanto in termini di stagionalità di alcune voci di spesa ma anche di progettualità/iniziative specifiche.
Le rettifiche di valore nette su crediti hanno totalizzato 702 milioni, rispetto ai 402 milioni dei primi tre mesi del 2021 (+300 milioni; +74,6%) in quanto incorporano, tra gli altri, gli effetti di valutazione connessi al rischio Russia-Ucraina sopra indicati. Come precedentemente illustrato, è stato adottato un approccio valutativo di collective assessment per incorporare negli accantonamenti gli aspetti legati al conflitto militare in corso. Tali effetti negativi sono stati mitigati da una riduzione dei management overlay a presidio della vulnerabilità delle moratorie, stante il progressivo aumento delle moratorie che hanno maturato i termini per la ripresa dei pagamenti senza evidenziare elementi di criticità significativi.
In conseguenza dell'approccio adottato, l'incremento della voce risulta concentrato a livello di Stage 2 (+178 milioni) e di Stage 1 (+114 milioni), nonché a livello di accantonamenti per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate (+107 milioni), solo parzialmente compensato dalle diminuite rettifiche sulle esposizioni a Stage 3 (-90 milioni).
Il costo del rischio, espresso dal rapporto tra rettifiche di valore nette e crediti netti, si è così attestato in termini annualizzati a 60 punti base (18 punti base se si esclude lo stanziamento relativo all'esposizione verso Russia e Ucraina al netto del parziale rilascio di rettifiche generiche effettuate nel 2020 per i futuri impatti di COVID-19) che vanno a confrontarsi con i 35 punti base, sempre annualizzati, del primo trimestre 2021 e con i 59 punti base dell'intero 2021 (25 punti base escludendo gli stanziamenti addizionali per accelerare il processo di de-risking).
Gli altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività sono diminuiti a 60 milioni (-55,2%) quale effetto combinato di accantonamenti netti pressoché azzerati a fronte di aumentate rettifiche di valore nette, in parte riconducibili anche a valutazioni del rischio Russia e Ucraina su titoli e immobili.
Gli altri proventi (oneri) netti, che comprendono utili e perdite realizzati su investimenti e proventi/oneri non strettamente correlati alla gestione operativa, sono risultati negativi per -4 milioni a fronte dei +198 milioni rilevati nei primi tre mesi del

2021 che includevano la plusvalenza (194 milioni) rilevata a seguito della cessione del ramo d'azienda relativo alle attività di banca depositaria da parte di Fideuram Bank Luxembourg a State Street.
Non risultano utili delle attività operative cessate, a fronte dei 48 milioni del primo trimestre 2021 relativi all'apporto degli sportelli ceduti e in corso di cessione.
Quale effetto delle appostazioni contabili sopra descritte il risultato corrente lordo è diminuito a 2.144 milioni (-469 milioni; -17,9%).
Le imposte sul reddito del periodo sono ammontate a 781 milioni (-56 milioni; -6,7%), definendo un tax rate del 36,4% (32% nel primo trimestre 2021).
Al netto delle imposte sono poi stati rilevati: oneri di integrazione e incentivazione all'esodo per 16 milioni ed effetti economici negativi dell'allocazione dei costi di acquisizione per 54 milioni, nonché oneri finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario per 266 milioni. Questi ultimi (pari a 384 milioni lordi) rappresentano per la quasi totalità il costo stimato per l'intero esercizio 2022 dei contributi ordinari al fondo di risoluzione unico per le banche italiane del Gruppo e risultano in significativo aumento rispetto all'anno precedente, quando erano stati contabilizzati 284 milioni e 196 milioni rispettivamente al lordo e al netto dell'effetto fiscale, per l'adeguamento dei parametri di determinazione del calcolo sulla base delle indicazioni preliminari fornite dal Single Resolution Board.
Dopo l'attribuzione ai terzi degli utili netti di competenza per 3 milioni (perdita di 4 milioni nel primo trimestre 2021), il conto economico consolidato si è chiuso, come detto, con un utile netto di 1.024 milioni, in flessione rispetto ai 1.516 milioni del periodo di raffronto.
Con riferimento agli aggregati patrimoniali, al 31 marzo 2022 i finanziamenti verso clientela si sono attestati a 468,4 miliardi, in aumento di 3,1 miliardi (+0,7%) rispetto a dicembre 2021. L'evoluzione è stata determinata dai crediti di natura finanziaria, saliti a 22,6 miliardi (+5 miliardi; +28,2%) e costituiti dalle operazioni di pronti contro termine, soggette per loro natura ad una certa variabilità in corso d'anno. I crediti di natura commerciale hanno registrato un leggero arretramento a 431,8 miliardi (-1,7 miliardi; -0,4%) riconducibile alla componente a medio lungo termine (-1,6%), mentre è proseguita la ripresa di quella a breve (+0,8% i conti correnti; +1,4% le anticipazioni e i finanziamenti). La restante variazione dell'aggregato complessivo ha riguardato i crediti deteriorati (-4,1%) e i crediti rappresentati da titoli (+1,8%).
Dal punto di vista della qualità del credito, l'incidenza dei crediti deteriorati è diminuita dal 3,2% al 3% in termini lordi e dall'1,52% all'1,45% in termini netti. La copertura è leggermente scesa dal 53,6% al 52,8% in relazione alla riclassificazione ad attività in via di dismissione di posizioni classificate UTP, alcune delle quali caratterizzate da un livello di copertura superiore alla media della categoria (si veda in proposito il successivo paragrafo "Gli eventi rilevanti").
Dal lato della provvista, in chiusura di trimestre la raccolta diretta bancaria si presentava in leggera flessione a 549,3 miliardi (- 6,2 miliardi; -1,1%). A fronte di una sostanziale stabilità della raccolta nella forma tecnica dei conti correnti e depositi (-0,1% a 442,2 miliardi), è proseguito il trend negativo delle obbligazioni (-9,4% a 56,6 miliardi) e dei certificati di deposito (-8,1% a 2,7 miliardi), frenati da volumi di emissioni inferiori agli stock in scadenza per l'abbondante liquidità presente nei depositi.
Sono risultate in flessione anche le passività subordinate (-2% a 12,3 miliardi) e la raccolta di natura finanziaria rappresentata dai pronti contro termine (-10,9% a 2,4 miliardi). All'interno dell'altra raccolta, (+2,2% a 33,1 miliardi) la componente valutata al fair value, per la quasi totalità costituita da certificati di investimento, non ha mostrato variazioni di rilievo, confermandosi a 12 miliardi (-0,9%).
La raccolta diretta assicurativa – che include anche le riserve tecniche, ovvero il debito verso la clientela che ha sottoscritto polizze tradizionali o con rischio assicurativo significativo – a marzo 2022 totalizzava 195,1 miliardi, in flessione di 9,4 miliardi nei tre mesi (-4,6%). La tendenza ha interessato entrambe le componenti principali: le passività finanziarie designate al fair value, costituite da prodotti unit linked, sono diminuite a 80 miliardi (-4,7 miliardi; -5,5%), condizionate dalla volatilità dei mercati finanziari; le riserve tecniche sono parimenti scese a 113,5 miliardi (-4,8 miliardi; -4,1%), andamento interamente riconducibile al ramo vita, che ne rappresenta la quasi totalità. Per contro l'altra raccolta assicurativa, che comprende le passività subordinate, è aumentata dell'8% a 1,6 miliardi (+121 milioni).
L'andamento negativo dei mercati finanziari, determinato dai molteplici fattori di preoccupazione legati al conflitto militare in atto e al rialzo dell'inflazione, ha frenato la raccolta indiretta da clientela, valorizzata a prezzi di mercato, che al 31 marzo 2022 risultava scesa a 696,5 miliardi, in contrazione di 22,8 miliardi (-3,2%) rispetto a dicembre.
Il trend negativo ha interessato sia la raccolta amministrata – scesa a 236,6 miliardi (-8,3 miliardi; -3,4%) corrispondenti al 34% dell'aggregato totale – sia il risparmio gestito che, nonostante flussi netti positivi nel trimestre, evidenzia una riduzione a 459,9 miliardi (-14,5 miliardi; -3,1%), equivalenti al 66% del totale. La dinamica riflessiva del risparmio gestito riflette quella delle diverse componenti: i fondi (-4,6% a 168,1 miliardi), le riserve tecniche e passività finanziarie assicurative (-2,7% a 181,3 miliardi), le gestioni patrimoniali (-4,3% a 75,5 miliardi) e i fondi pensione (-3,6% a 12,1 miliardi). Soltanto i rapporti con la clientela istituzionale si presentano in controtendenza (+12.3% a 22,9 miliardi).
Per l'illustrazione dei risultati economici e degli aggregati patrimoniali suddivisi per settori di attività del Gruppo, si rinvia allo specifico capitolo di questo Resoconto.

Di seguito si illustrano gli eventi più significativi intervenuti nel primo trimestre dell'esercizio, nonché alcuni avvenimenti successivi alla chiusura dello stesso.
Relativamente al completamento dell'integrazione di UBI Banca:
Il 1° gennaio 2022 è divenuto efficace il progetto di fusione per incorporazione di VUB Leasing a.s. (VUBL) nella controllante Vseobecna Uverova Banka a.s. (VUB), società del Gruppo entrambe operanti in Slovacchia, autorizzato dalla BCE il 12 novembre 2021. L'operazione ha visto la scissione del portafoglio di leasing finanziario e di crediti al consumo di VUBL ed il suo trasferimento mediante fusione per incorporazione nella controllante VUB, mentre il portafoglio di leasing operativo di VUBL è stato trasferito mediante fusione in una società per azioni di nuova costituzione, denominata VUB Operating Leasing a.s., operativa dal 1° gennaio 2022. Completati i sopra descritti passaggi, VUBL è stata messa in liquidazione.
L'11 gennaio 2022, a margine delle autorizzazioni ricevute dalle autorità di vigilanza svizzera (FINMA) e lussemburghese (CSSF), è stata perfezionata la partnership, annunciata nell'agosto 2021, fra Reyl & Cie S.A. e 1875 Finance Holding A.G. (1875 Finance), multifamily office e gestore patrimoniale indipendente per clienti privati e istituzionali con sede a Ginevra. Il perfezionamento è avvenuto tramite l'acquisizione da parte di Reyl di una partecipazione del 40% in 1875 Finance. La partnership permetterà alle due società di creare opportunità di sviluppo trasversali e di svolgere così un ruolo attivo per accelerare il consolidamento del settore delle gestioni patrimoniali in Svizzera.
Nell'ambito della partnership realizzata nel corso del 2021 fra Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking e il Gruppo svizzero Reyl (per i cui dettagli si rimanda al Bilancio 2021), nel mese di gennaio 2022, una volta ricevuto il nulla osta da parte dell'autorità di vigilanza svizzera FINMA, è avvenuto il perfezionamento dell'operazione di fusione per incorporazione di Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval in Reyl & Cie S.A., che ha avuto efficacia giuridica e decorrenza degli effetti contabili e fiscali dal 1° gennaio 2022. L'entità risultante dalla fusione ha mantenuto la denominazione dell'incorporante Reyl & Cie S.A.
Nel corso del primo trimestre 2022 sono proseguite le cessioni delle quote nel capitale della Banca d'Italia. Come già indicato nel Bilancio 2021, la Legge recante il Bilancio di Previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 ed il Bilancio Pluriennale per il triennio 2022-2024 ha modificato le disposizioni in materia del capitale della Banca d'Italia prevedendo che ciascun partecipante non possa possedere, direttamente o indirettamente, una quota del capitale superiore al 5% - rispetto alla precedente soglia del 3% - e che, come in precedenza, per le quote possedute in eccesso a tale soglia non spettino diritti economici e patrimoniali. Anche a seguito di tale modifica di legge, nel corso dei mesi di gennaio e febbraio 2022 le operazioni di cessione delle quote hanno subito una significativa accelerazione; in particolare, nei primi due mesi dell'anno sono state perfezionate 23 operazioni che hanno determinato la cessione di ulteriori quote, pari al 9,9% del capitale, a fronte di un prezzo corrispondente al valore di bilancio (allineato al valore nominale di 25 mila euro per singola quota).
Al termine delle sopracitate cessioni, il Gruppo Intesa Sanpaolo è arrivato a detenere 15.000 quote, pari esattamente al 5% del capitale sociale della Banca d'Italia, in linea con il limite massimo previsto per legge, per un controvalore di 375 milioni.
Si segnala infine che, in data 31 marzo 2022, l'Assemblea Ordinaria dei Partecipanti al capitale della Banca d'Italia ha approvato il Bilancio dell'esercizio 2021 e la proposta di riparto dell'utile netto a norma dello statuto. In tale occasione è stato deliberato, come nel precedente esercizio, un dividendo complessivo di 340 milioni. L'Assemblea ha inoltre deliberato di stanziare un ammontare pari a 40 milioni alla posta speciale per la stabilizzazione dei dividendi, istituita al fine di agevolare l'attuazione della dividend policy, che ha raggiunto l'ammontare complessivo di 240 milioni. Tenuto conto che l'IFRS 9 stabilisce che i dividendi debbano essere rilevati nel momento in cui sorge il diritto a ricevere il pagamento, Intesa Sanpaolo ha rilevato nel conto economico del primo trimestre l'importo di propria spettanza, pari a 17 milioni.

Il 3 febbraio 2022 Intesa Sanpaolo ha reso nota la decisione finale della BCE riguardante il requisito patrimoniale da rispettare a partire dal 1° marzo 2022 a livello consolidato, in seguito agli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP). Il requisito da rispettare complessivamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio risulta attualmente pari all'8,86%.
A determinare tale requisito concorrono:
Il 4 febbraio 2022 è stato approvato e presentato alla comunità finanziaria il Piano d'Impresa 2022-2025, i cui principali contenuti sono stati anticipati nel Bilancio 2021. La relativa documentazione (comunicato stampa e presentazione) è altresì disponibile sul sito istituzionale di Gruppo, alla sezione Investor Relations.
Al fine di valorizzare il ruolo chiave delle persone del Gruppo nel conseguimento degli obiettivi del Piano di Impresa 2022- 2025 attraverso uno strumento di partecipazione azionaria diffusa al capitale della Banca, il 15 febbraio il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha deliberato di sottoporre all'Assemblea del 29 aprile 2022 gli aumenti di capitale a servizio di due piani di incentivazione a lungo termine, basati su strumenti finanziari di Intesa Sanpaolo S.p.A. e rivolti alla generalità dei dipendenti del Gruppo.
I piani di incentivazione, subordinati all'ottenimento delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti, sono i seguenti:
L'Assemblea del 29 aprile 2022 in sede ordinaria ha approvato il Piano di Incentivazione a Lungo Termine Performance Share Plan 2022-2025 con n. 10.462.967.709 voti favorevoli, pari al 96,13884% delle azioni ordinarie rappresentate, nonché il piano basato su strumenti finanziari denominato Leveraged Employee Co-Investment Plan - LECOIP 3.0 con n. 10.670.019.149 voti favorevoli, equivalenti al 98,04132% delle azioni ordinarie rappresentate.
Il 15 febbraio 2022 Intesa Sanpaolo e Nextalia SGR, per conto del Fondo Nextalia Private Equity, hanno definito un accordo vincolante finalizzato alla creazione di una nuova società, leader nella formazione e nel digital learning, facendo leva sull'infrastruttura di apprendimento innovativa di Intesa Sanpaolo. La società ha preso il nome di DIGIT'ED e si rivolgerà sia al segmento business, ovvero alle grandi aziende, piccole e medie imprese, alla pubblica amministrazione e agli ordini professionali, sia al segmento consumer, anche in collaborazione con prestigiose istituzioni italiane e internazionali, rispondendo così alle crescenti esigenze del mercato della formazione, legate alla trasformazione digitale, all'evoluzione delle competenze e al re-skilling.
L'accordo vincolante prevede la cessione da parte di Intesa Sanpaolo di Intesa Sanpaolo Formazione, la società del Gruppo focalizzata su iniziative di formazione rivolte alla crescita delle imprese e del territorio, nei confronti della quale – in vista della predetta cessione – è previsto il conferimento dalla Capogruppo di specifiche attività afferenti alla progettazione e produzione di servizi e prodotti formativi per i dipendenti del Gruppo. Nell'ambito della presente operazione, in data 20 aprile 2022 Nextalia SGR, per conto del Fondo Nextalia Private Equity, ha sottoscritto un accordo per l'acquisizione del 100% di Altaformazione, leader in Italia nello sviluppo di soluzioni innovative nella formazione e digital learning, con particolare focus sul segmento corporate.
Intesa Sanpaolo diventerà azionista di DIGIT'ED con una partecipazione pari al 20%, in una logica coerente con il Piano di Impresa 2022-2025, mentre Nextalia deterrà il controllo della società di nuova costituzione.
Tenuto conto delle tempistiche legate all'iter autorizzativo, si prevede che il closing dell'operazione possa avvenire nel corso del 2022.
In sede di Resoconto intermedio al 31 marzo 2022, Intesa Sanpaolo Formazione e il ramo che sarà oggetto di conferimento da parte di Intesa Sanpaolo sono stati riclassificati tra le attività in via di dismissione sulla base di quanto previsto dall'IFRS 5.
Nell'ambito delle iniziative di de-risking, ad integrazione di quanto illustrato nel Bilancio 2021, si segnala che il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo il 15 marzo 2022 ha approvato il conferimento al fondo Back2Bonis11 di una esposizione creditizia di Intesa Sanpaolo, classificata ad inadempienza probabile, a fronte della sottoscrizione di nuove quote del fondo
9 La modifica prevede che il requisito di Pillar 2 venga rispettato utilizzando parzialmente strumenti di capitale diversi dal Common Equity Tier 1.
10 Countercyclical Capital Buffer calcolato considerando l'esposizione al 31 marzo 2022 nei vari Paesi in cui è presente il Gruppo e i rispettivi requisiti stabiliti dalle competenti autorità nazionali relativi al 2023 se disponibili o al più recente aggiornamento del periodo di riferimento (requisito pari a zero per l'Italia per il primo semestre 2022).
11 Fondo di credito costituito nel 2019 dal Gruppo Prelios e da AMCO con l'obiettivo di creare una piattaforma multi-originator per gestire posizioni classificate ad inadempienza probabile con sottostante immobiliare.

Il closing dell'operazione è avvenuto l'11 aprile 2022. Per le sue caratteristiche, l'esposizione non è stata considerata come "attività operativa cessata" sulla base di quanto previsto dall'IFRS 5 e, in sede di Resoconto intermedio al 31 marzo 2022, è stata pertanto riclassificata tra le attività in via di dismissione con riferimento ai soli saldi patrimoniali. Dal momento che il valore di conferimento concordato con la SGR (supportato dall'apposita analisi di congruità) risulta allineato al NBV dei crediti oggetto di conferimento, la riclassifica dell'esposizione fra le attività in via di dismissione non ha comportato impatti economici.
Nel corso del primo trimestre, inoltre, facendo seguito alle delibere assunte dai competenti organi facoltizzati, sono state riclassificate tra le attività in via di dismissione esposizioni creditizie single-name, classificate a "inadempienza probabile" (UTP), per un GBV e un NBV aggiornati al 31 marzo 2022 pari rispettivamente a 101 e 74 milioni. Il prezzo di cessione è risultato sostanzialmente allineato al NBV, pertanto la riclassifica non ha comportato la rilevazione di effetti economici nel trimestre. La cessione di tali posizioni è attesa nel corso dell'anno.
Si segnala che alla fine del mese di aprile è stata finalizzata la cessione di un portafoglio di sofferenze per 3,9 miliardi lordi (0,9 miliardi netti), per il quale è già stata attivata la richiesta per la garanzia statale "GACS", che al 31 dicembre 2021 risultavano contabilizzate fra i crediti deteriorati sulla base di quanto previsto dal principio IFRS 9, ovvero fattorizzando uno scenario probabilistico di vendita secondo prezzi di mercato.
A completamento dell'informativa sui primi tre mesi del 2022, si conferma la prosecuzione del piano di uscite volontarie incentivate ai sensi dell'accordo sindacale del 29 settembre 2020 ed il perfezionamento delle prime uscite relative all'accordo del 16 novembre 2021.
Complessivamente le uscite volontarie del trimestre sono state 900, delle quali 691 con decorrenza 1° gennaio 2022, per un totale da inizio 2021 di 3.739 cessazioni.
Il 26 aprile 2022 si è perfezionata l'operazione di conferimento a Mooney S.p.A. del ramo aziendale di Banca 5 deputato alla produzione dei prodotti/servizi distribuiti dal Gruppo Mooney, rientrante nell'ambito degli accordi di partnership strategica in essere dal 2019 con il Gruppo Sisal (si veda in proposito quanto riportato nella Relazione sull'andamento della gestione del Bilancio consolidato 2021). La prevista cessione a Mooney Group S.p.A. delle azioni della società conferitaria Mooney è attesa nella prima metà di maggio 2022 e pertanto al 31 marzo 2022 il ramo conferendo risultava ancora iscritto fra le attività in via di dismissione.
Infine, il 29 aprile 2022 si è tenuta l'Assemblea degli azionisti di Intesa Sanpaolo, regolarmente costituita in unica convocazione e valida a deliberare, in quanto partecipanti per il tramite del rappresentante designato, ai sensi dell'art. 106, comma 4, del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020, convertito dalla L. n. 27 del 24 aprile 2020, e successive modificazioni, n. 2.901 titolari del diritto di voto per n. 10.884.970.586 azioni ordinarie prive del valore nominale, pari al 56,02013% del capitale sociale. L'Assemblea ha deliberato favorevolmente in merito a tutti i punti all'ordine del giorno.
In sede ordinaria le deliberazioni hanno riguardato il Bilancio 2021, la distribuzione del dividendo e di parte della Riserva sovrapprezzo; la nomina dei componenti del Consiglio di Amministrazione e del Comitato per il Controllo sulla Gestione per gli esercizi 2022-2023-2024; le politiche di remunerazione e i piani di incentivazione; i riacquisti di azioni proprie finalizzati all'annullamento (buyback), a servizio dei piani di incentivazione e per l'operatività di mercato.
In sede straordinaria le deliberazioni hanno riguardato l'annullamento di azioni proprie senza riduzione del capitale sociale e conseguente modifica dell'art. 5 (Capitale Sociale) dello Statuto nonché le deleghe al Consiglio di Amministrazione per deliberare in merito agli aumenti di capitale gratuiti e a pagamento a servizio dei piani di incentivazione approvati.
I contenuti delle singole deliberazioni e le relative maggioranze deliberative sono dettagliatamente illustrati nel comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale di Gruppo www.group.intesasanpaolo.com, al quale si fa rinvio.
Il nuovo Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, nella prima riunione svoltasi sempre in data 29 aprile, all'unanimità ha nominato Carlo Messina Consigliere Delegato e CEO, delegando i poteri necessari ed opportuni ad assicurare unitarietà alla gestione della Società.
12 Sulla base della percentuale di possesso e della partecipazione al processo decisionale del fondo, a fine 2021 l'investimento risultava iscritto nel bilancio consolidato del Gruppo ISP tra le interessenze sottoposte a influenza notevole ai sensi dello IAS 28 ad un valore di 141 milioni (138 milioni al 31 marzo 2022).

Lo scenario economico è reso particolarmente incerto dal conflitto russo-ucraino e dalle sue ripercussioni sui rapporti fra Russia e Unione Europea, in particolare in ambito energetico. Se le forniture energetiche russe proseguiranno nei prossimi mesi e se la politica fiscale continuerà a compensare in parte gli effetti del rincaro di gas e petrolio, la crescita nei servizi compenserà la contrazione dell'attività manifatturiera, scongiurando il rischio di recessione. Invece, in caso di interruzione delle forniture di gas, la caduta dell'attività economica potrebbe essere significativa ed estendersi per più trimestri. Nel primo caso, l'inflazione avrebbe già toccato il massimo di questo ciclo e calerebbe con decisione nel resto del 2022. Nel secondo, sarebbe destinata a salire ulteriormente.
Nei prossimi mesi si prospetta un'accelerazione del rialzo dei tassi ufficiali americani, che i mercati vedono arrivare al 2,75-3,00% entro fine anno. Nell'area dell'euro, i mercati scontano da due a tre rialzi dei tassi ufficiali BCE entro fine 2022; tuttavia, il materializzarsi degli scenari energetici più sfavorevoli potrebbe rallentare la normalizzazione della politica monetaria.
Per il Gruppo Intesa Sanpaolo, le iniziative industriali del Piano di Impresa 2022-2025 sono ben avviate ed è confermato l'obiettivo di 6,5 miliardi di euro di utile netto nel 2025.
Per il 2022 si prevede una redditività ai vertici del settore:
Si prevede una solida posizione patrimoniale, con un obiettivo di Common Equity Tier 1 ratio fully phased-in superiore al 12% nell'orizzonte del Piano di Impresa 2022-2025 secondo le regole di Basilea 3 / Basilea 4.
Si prevede una forte distribuzione di valore:
Le prospettive per il 2022 sono soggette ad affinamento nei prossimi mesi in base all'evoluzione degli eventi riguardanti Russia e Ucraina.
() Importo equivalente al dividendo sospeso per il 2019.

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Prospetti contabili consolidati

| (milioni di euro) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Voci dell'attivo | 31.03.2022 | 31.12.2021 | Variazioni | ||
| assolute | % | ||||
| 10. | Cassa e disponibilità liquide | 17.444 | 14.756 | 2.688 | 18,2 |
| 20. | Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico | 54.010 | 52.731 | 1.279 | 2,4 |
| a) attività finanziarie detenute per la negoziazione | 48.242 | 47.181 | 1.061 | 2,2 | |
| b) attività finanziarie designate al fair value | 4 | 4 | - | - | |
| c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 5.764 | 5.546 | 218 | 3,9 | |
| 30. | Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 66.261 | 67.580 | -1.319 | -2,0 |
| 35. | Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 |
196.949 | 206.800 | -9.851 | -4,8 |
| 40. | Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 680.371 | 668.866 | 11.505 | 1,7 |
| a) crediti verso banche | 160.709 | 163.937 | -3.228 | -2,0 | |
| b) crediti verso clientela | 519.662 | 504.929 | 14.733 | 2,9 | |
| 45. | Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 |
81 | 85 | -4 | -4,7 |
| 50. | Derivati di copertura | 4.665 | 1.732 | 2.933 | |
| 60. | Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | -2.865 | 392 | -3.257 | |
| 70. | Partecipazioni | 1.633 | 1.652 | -19 | -1,2 |
| 80. | Riserve tecniche a carico dei riassicuratori | 183 | 208 | -25 | -12,0 |
| 90. | Attività materiali | 10.690 | 10.792 | -102 | -0,9 |
| 100. | Attività immateriali | 9.195 | 9.342 | -147 | -1,6 |
| di cui: | |||||
| - avviamento | 3.575 | 3.574 | 1 | 0,0 | |
| 110. | Attività fiscali | 18.610 | 18.808 | -198 | -1,1 |
| a) correnti | 3.435 | 3.555 | -120 | -3,4 | |
| b) anticipate | 15.175 | 15.253 | -78 | -0,5 | |
| 120. | Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | 1.556 | 1.422 | 134 | 9,4 |
| 130. | Altre attività | 14.461 | 13.837 | 624 | 4,5 |
| Totale dell'attivo | 1.073.244 | 1.069.003 | 4.241 | 0,4 |

| Voci del passivo e del patrimonio netto | (milioni di euro) | ||||
|---|---|---|---|---|---|
| 31.03.2022 | 31.12.2021 | Variazioni | |||
| assolute | % | ||||
| 10. | Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 718.891 | 710.055 | 8.836 | 1,2 |
| a) debiti verso banche | 180.231 | 165.258 | 14.973 | 9,1 | |
| b) debiti verso clientela | 459.765 | 458.239 | 1.526 | 0,3 | |
| c) titoli in circolazione | 78.895 | 86.558 | -7.663 | -8,9 | |
| 15. | Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 |
2.287 | 2.146 | 141 | 6,6 |
| 20. | Passività finanziarie di negoziazione | 58.726 | 56.306 | 2.420 | 4,3 |
| 30. | Passività finanziarie designate al fair value | 3.848 | 3.674 | 174 | 4,7 |
| 35. | Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 |
80.086 | 84.770 | -4.684 | -5,5 |
| 40. | Derivati di copertura | 5.205 | 4.868 | 337 | 6,9 |
| 50. | Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | -2.494 | 53 | -2.547 | |
| 60. | Passività fiscali | 2.288 | 2.285 | 3 | 0,1 |
| a) correnti | 382 | 363 | 19 | 5,2 | |
| b) differite | 1.906 | 1.922 | -16 | -0,8 | |
| 70. | Passività associate ad attività in via di dismissione | 37 | 30 | 7 | 23,3 |
| 80. | Altre passività | 19.435 | 15.639 | 3.796 | 24,3 |
| 90. | Trattamento di fine rapporto del personale | 1.063 | 1.099 | -36 | -3,3 |
| 100. | Fondi per rischi e oneri | 5.417 | 5.716 | -299 | -5,2 |
| a) impegni e garanzie rilasciate | 562 | 508 | 54 | 10,6 | |
| b) quiescenza e obblighi simili | 287 | 290 | -3 | -1,0 | |
| c) altri fondi per rischi e oneri | 4.568 | 4.918 | -350 | -7,1 | |
| 110. | Riserve tecniche | 113.471 | 118.296 | -4.825 | -4,1 |
| 120. | Riserve da valutazione | -1.320 | -709 | 611 | 86,2 |
| 125. | Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione | 120 | 476 | -356 | -74,8 |
| 130. | Azioni rimborsabili | - | - | - | |
| 140. | Strumenti di capitale | 7.220 | 6.282 | 938 | 14,9 |
| 150. | Riserve | 21.837 | 17.706 | 4.131 | 23,3 |
| 155. | Acconti su dividendi (-) | -1.399 | -1.399 | - | - |
| 160. | Sovrapprezzi di emissione | 27.287 | 27.286 | 1 | 0,0 |
| 170. | Capitale | 10.084 | 10.084 | - | - |
| 180. | Azioni proprie (-) | -129 | -136 | -7 | -5,1 |
| 190. | Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) | 260 | 291 | -31 | -10,7 |
| 200. | Utile (Perdita) di periodo (+/-) | 1.024 | 4.185 | -3.161 | -75,5 |
| Totale del passivo e del patrimonio netto | 1.073.244 | 1.069.003 | 4.241 | 0,4 |

| (milioni di euro) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 31.03.2022 | 31.03.2021 | Variazioni assolute |
% | ||||
| 10. | Interessi attivi e proventi assimilati di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo |
2.641 2.486 |
2.581 2.541 |
60 -55 |
2,3 -2,2 |
||
| 20. | Interessi passivi e oneri assimilati | -676 | -570 | 106 | 18,6 | ||
| 30. | Margine di interesse | 1.965 | 2.011 | -46 | -2,3 | ||
| 40. | Commissioni attive | 2.905 | 2.941 | -36 | -1,2 | ||
| 50. | Commissioni passive | -693 | -621 | 72 | 11,6 | ||
| 60. | Commissioni nette | 2.212 | 2.320 | -108 | -4,7 | ||
| 70. | Dividendi e proventi simili | 34 | 29 | 5 | 17,2 | ||
| 80. | Risultato netto dell'attività di negoziazione | 200 | 305 | -105 | -34,4 | ||
| 90. | Risultato netto dell'attività di copertura | 2 | 45 | -43 | -95,6 | ||
| 100. | Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: | 210 | 387 | -177 | -45,7 | ||
| a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 205 | 53 | 152 | ||||
| b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività | |||||||
| complessiva | 12 | 361 | -349 | -96,7 | |||
| c) passività finanziarie | -7 | -27 | -20 | -74,1 | |||
| Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value | |||||||
| 110. | con impatto a conto economico a) attività e passività finanziarie designate al fair value |
249 225 |
23 -12 |
226 237 |
|||
| b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 24 | 35 | -11 | -31,4 | |||
| Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle | |||||||
| 115. | imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39 | 129 | 759 | -630 | -83,0 | ||
| 120. | Margine di intermediazione | 5.001 | 5.879 | -878 | -14,9 | ||
| 130. | Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: | -673 | -440 | 233 | 53,0 | ||
| a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività |
-640 | -432 | 208 | 48,1 | |||
| complessiva Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di |
-33 | -8 | 25 | ||||
| 135. | assicurazione ai sensi dello IAS39 | -58 | -1 | 57 | |||
| 140. | Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni | -2 | -12 | -10 | -83,3 | ||
| 150. | Risultato netto della gestione finanziaria | 4.268 | 5.426 | -1.158 | -21,3 | ||
| 160. | Premi netti | 2.589 | 2.542 | 47 | 1,8 | ||
| 170. | Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa | -2.198 | -2.847 | -649 | -22,8 | ||
| 180. | Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa | 4.659 | 5.121 | -462 | -9,0 | ||
| 190. | Spese amministrative: a) spese per il personale |
-2.829 -1.561 |
-2.904 -1.684 |
-75 -123 |
-2,6 -7,3 |
||
| b) altre spese amministrative | -1.268 | -1.220 | 48 | 3,9 | |||
| 200. | Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri | -37 | -96 | -59 | -61,5 | ||
| a) impegni e garanzie rilasciate | -74 | 33 | -107 | ||||
| b) altri accantonamenti netti | 37 | -129 | 166 | ||||
| 210. | Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali | -168 | -162 | 6 | 3,7 | ||
| 220. | Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali | -230 | -214 | 16 | 7,5 | ||
| 230. | Altri oneri/proventi di gestione | 249 | 270 | -21 | -7,8 | ||
| 240. | Costi operativi | -3.015 | -3.106 | -91 | -2,9 | ||
| 250. | Utili (Perdite) delle partecipazioni | 3 | 50 | -47 | -94,0 | ||
| 260. | Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali |
- | - | - | |||
| 270. | Rettifiche di valore dell'avviamento | - | - | - | |||
| 280. | Utili (Perdite) da cessione di investimenti | 2 | 186 | -184 | -98,9 | ||
| 290. | Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte | 1.649 | 2.251 | -602 | -26,7 | ||
| 300. | Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente | -622 | -718 | -96 | -13,4 | ||
| 310. | Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte | 1.027 | 1.533 | -506 | -33,0 | ||
| 320. | Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte | - | - | - | |||
| 330. | Utile (Perdita) di periodo | 1.027 | 1.533 | -506 | -33,0 | ||
| 340. | Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi | -3 | -17 | -14 | -82,4 | ||
| 350. | Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo | 1.024 | 1.516 | -492 | -32,5 | ||
| Utile base per azione (basic EPS) - euro | 0,05 | 0,08 | |||||
| Utile diluito per azione (diluted EPS) - euro | 0,05 | 0,08 |

| 31.03.2022 | 31.03.2021 | (milioni di euro) Variazioni |
|||
|---|---|---|---|---|---|
| assolute | % | ||||
| 10. | Utile (Perdita) di periodo | 1.027 | 1.533 | -506 | -33,0 |
| Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico | -270 | -13 | 257 | ||
| 20. | Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva | -292 | -36 | 256 | |
| 30. | Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) |
30 | 22 | 8 | 36,4 |
| 40. | Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva | - | - | - | |
| 50. | Attività materiali | -21 | 5 | -26 | |
| 60. | Attività immateriali | - | - | - | |
| 70. | Piani a benefici definiti | 13 | -4 | 17 | |
| 80. | Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | - | - | - | |
| 90. | Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto | - | - | - | |
| Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico | -720 | -237 | 483 | ||
| 100. | Coperture di investimenti esteri | -1 | - | 1 | |
| 110. | Differenze di cambio | -103 | 31 | -134 | |
| 120. | Coperture dei flussi finanziari | 126 | 62 | 64 | |
| 130. | Strumenti di copertura (elementi non designati) | - | - | - | |
| 140. | Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
-331 | -324 | 7 | 2,2 |
| 145. | Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva di pertinenza delle imprese di assicurazione |
-419 | -26 | 393 | |
| 150. | Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | - | - | - | |
| 160. | Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto | 8 | 20 | -12 | -60,0 |
| 170. | Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte | -990 | -250 | 740 | |
| 180. | Redditività complessiva (Voce 10+170) | 37 | 1.283 | -1.246 | -97,1 |
| 190. | Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi | -20 | 12 | -32 | |
| 200. | Redditività complessiva consolidata di pertinenza della capogruppo | 57 | 1.271 | -1.214 | -95,5 |
| (milioni di euro) | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 31.03.2022 | ||||||||||||||
| Capitale azioni ordinarie |
altre azioni |
Sovrap prezzi di emissione |
Riserve di utili |
altre | Riserve da valutazione |
Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione |
Strumenti di capitale |
Acconti su dividendi |
Azioni proprie |
Utile (Perdita) di periodo |
Patrimonio netto |
Patrimonio netto del Gruppo |
Patrimonio netto di terzi |
|
| ESISTENZE AL 31.12.2021 | 10.223 | - | 27.309 | 16.936 | 1.089 | -757 | 476 | 6.282 | -1.399 | -136 | 4.043 | 64.066 | 63.775 | 291 |
| Modifica saldi apertura | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| ESISTENZE AL 1.1.2022 | 10.223 | - | 27.309 | 16.936 | 1.089 | -757 | 476 | 6.282 | -1.399 | -136 | 4.043 | 64.066 | 63.775 | 291 |
| ALLOCAZIONE RISULTATO ESERCIZIO PRECEDENTE (a) |
||||||||||||||
| Riserve | - | - | - | 4.028 | - | - | - | - | - | - | -4.028 | - | - | - |
| Dividendi e altre destinazioni | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | -15 | -15 | - | -15 |
| VARIAZIONI DEL PERIODO | ||||||||||||||
| Variazioni di riserve | - | - | 1 | - | 37 | - | - | - | - | - | - | 38 | 38 | - |
| Operazioni sul patrimonio netto | ||||||||||||||
| Emissione nuove azioni | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 7 | - | 7 | 7 | - |
| Acquisto azioni proprie | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Acconti su dividendi | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Distribuzione dividendi | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Variazione strumenti di capitale | - | - | - | - | - | - | - | 938 | - | - | - | 938 | 938 | - |
| Derivati su proprie azioni | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Stock option | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Variazioni interessenze partecipative | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Altre variazioni | 41 | - | - | -128 | - | - | - | - | - | - | - | -87 | -91 | 4 |
| Redditività complessiva del periodo | - | - | - | - | - | -634 | -356 | - | - | - | 1.027 | 37 | 57 | -20 |
| PATRIMONIO NETTO AL 31.03.2022 | 10.264 | - | 27.310 | 20.836 | 1.126 | -1.391 | 120 | 7.220 | -1.399 | -129 | 1.027 | 64.984 | 64.724 | 260 |
| del Gruppo | 10.084 | - | 27.287 | 20.711 | 1.126 | -1.320 | 120 | 7.220 | -1.399 | -129 | 1.024 | 64.724 | ||
| di terzi | 180 | - | 23 | 125 | - | -71 | - | - | - | - | 3 | 260 |
(a) La voce comprende i dividendi ed eventuali importi destinati al fondo beneficenza della Capogruppo, nonché relativi alle società consolidate di pertinenza di terzi.
(milioni di euro)

| 31.03.2021 | |||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| azioni ordinarie |
Capitale altre azioni |
Sovrap prezzi di emissione |
di utili | Riserve altre |
Riserve da valutazione |
Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione |
Strumenti di capitale |
Azioni proprie |
Utile (Perdita) di periodo |
Patrimonio netto |
Patrimonio netto del Gruppo |
Patrimonio netto di terzi |
|
| ESISTENZE AL 31.12.2020 |
10.241 | - | 27.463 | 16.790 | 992 | -570 | 809 | 7.441 | -130 | 3.285 | 66.321 | 65.871 | 450 |
| Modifica saldi apertura | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| ESISTENZE AL 1.1.2021 | 10.241 | - | 27.463 | 16.790 | 992 | -570 | 809 | 7.441 | -130 | 3.285 | 66.321 | 65.871 | 450 |
| ALLOCAZIONE RISULTATO ESERCIZIO PRECEDENTE (a) |
|||||||||||||
| Riserve | - | - | - | 3.285 | - | - | - | - | - | -3.285 | - | - | - |
| Dividendi e altre destinazioni |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| VARIAZIONI DEL PERIODO |
|||||||||||||
| Variazioni di riserve | - | - | - | - | 47 | - | - | - | - | - | 47 | 47 | - |
| Operazioni sul patrimonio netto |
|||||||||||||
| Emissione nuove azioni | - | - | - | - | - | - | - | - | 2 | - | 2 | 2 | - |
| Acquisto azioni proprie | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Distribuzione dividendi | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Variazione strumenti di capitale |
- | - | - | - | - | - | - | -1.262 | - | - | -1.262 | -1.262 | - |
| Derivati su proprie azioni |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Stock option | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Variazioni interessenze partecipative |
- | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Altre variazioni | -7 | - | - | -675 | - | - | - | - | - | - | -682 | -582 | -100 |
| Redditività complessiva del periodo |
- | - | - | - | - | -218 | -32 | - | - | 1.533 | 1.283 | 1.271 | 12 |
| PATRIMONIO NETTO AL 31.03.2021 |
10.234 | - | 27.463 | 19.400 | 1.039 | -788 | 777 | 6.179 | -128 | 1.533 | 65.709 | 65.347 | 362 |
| del Gruppo | 10.084 | - | 27.444 | 19.174 | 1.039 | -738 | 777 | 6.179 | -128 | 1.516 | 65.347 | ||
| di terzi | 150 | - | 19 | 226 | - | -50 | - | - | - | 17 | 362 | ||
(a) La voce comprende i dividendi ed eventuali importi destinati al fondo beneficenza della Capogruppo, nonché relativi alle società consolidate di pertinenza di terzi.


Relazione sull'andamento della gestione

Per consentire una lettura più immediata dei risultati, viene predisposto un conto economico consolidato riclassificato sintetico. I dati sono normalmente riesposti, ove necessario e se materiali, per consentire raffronti più immediati. In particolare, gli importi vengono resi il più possibile omogenei con riferimento ai diversi periodi rappresentati, soprattutto in relazione alle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.
Tale omogeneizzazione avviene tramite dati "riesposti", che accolgono/escludono i valori delle società entrate/uscite nel/dal perimetro di consolidamento. In relazione all'acquisizione del Gruppo UBI Banca, nel 2021 si è reso opportuno il ricorso anche a dati "rideterminati" da affiancare ai dati riesposti per allinearli/integrarli attraverso dati gestionali.
In particolare, la riesposizione su basi omogenee dei dati di raffronto – in assenza di nuove riesposizioni nel corso del primo trimestre 2022 – è risultata in continuità con il Bilancio 2021. In dettaglio, risultano riesposti i dati del 1° trimestre 2021 per il recepimento delle risultanze reddituali linea per linea di Reyl & Cie SA, RB Participations SA e Asteria Investment Managers SA (Gruppo Reyl), entrate nell'area di consolidamento integrale nel secondo trimestre 2021 a seguito dell'acquisizione da parte di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking del controllo di RB Participations SA e di Reyl & Cie SA che a sua volta possiede il controllo di Asteria Investment Managers SA.
Inoltre, come già evidenziato nel Bilancio 2021, per i primi tre trimestri del 2021, per garantire un appropriato commento delle dinamiche gestionali delle voci coinvolte, si segnala una riesposizione tra spese amministrative e spese del personale di importo non materiale in relazione all'internalizzazione, intervenuta nel corso del 2021, di attività precedentemente conferite in outsourcing dal Gruppo UBI, con la conseguente riassunzione di personale in precedenza ceduto o distaccato presso i service esterni.
Con riferimento all'acquisizione del Gruppo UBI e alle correlate operazioni societarie, a partire dal Resoconto al 31 marzo 2021, per poter fornire un raffronto omogeneo dei dati di conto economico anche con riferimento agli effetti delle cessioni di sportelli a BPER e alla Banca Popolare Puglia e Basilicata correlate all'operazione di acquisizione del Gruppo UBI avvenute nel primo trimestre 2021 e di quelle pianificate (e successivamente perfezionate) nel secondo trimestre di quell'anno, ci si era avvalsi anche – in relazione alla natura delle riesposizioni necessarie – di dati gestionali. Di conseguenza, per presentare i valori "rideterminati" sulla base di evidenze contabili e gestionali erano stati predisposti schemi riclassificati aggiuntivi rispetto a quelli determinati sulla base dei dati effettivi di chiusura dei diversi periodi, riesposti ove necessario, e le relative tabelle di dettaglio erano state integrate, o duplicate, con l'evidenza separata dei "Dati rideterminati".
Nel secondo trimestre 2021 era stata poi perfezionata l'acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo Vita del 100% del capitale sociale di Cargeas (impresa di assicurazione operante nei rami danni), nonché del controllo di Assicurazioni Vita13 (già Aviva Vita) e Lombarda Vita14 (compagnie assicurative operanti nel ramo vita) con cui UBI aveva avviato partnership pluriennali e che erano in precedenza consolidate con il metodo del patrimonio netto in funzione delle quote di interessenza detenute. Le componenti reddituali di tali compagnie assicurative sono state influenzate anch'esse dalla cessione delle filali UBI a BPER: a partire infatti dalla data di perfezionamento della cessione intervenuta nel febbraio 2021 è venuta meno la marginalità delle polizze vendute alla clientela appartenente alle filiali cedute. Al fine quindi di fornire una rappresentazione su base omogenea dei dati di raffronto delle risultanze reddituali linea per linea riferibili alle compagnie assicurative acquisite nel secondo semestre 2021 si era reso necessario far ricorso – anche per questa fattispecie – a dati gestionali per quantificare gli effetti della citata produzione connessa alla clientela delle filiali cedute a BPER.
Per effetto di quanto sopra esposto ed al fine di supportare adeguatamente con raffronti omogenei i commenti andamentali nel presente Resoconto viene mantenuta la "rideterminazione" dei valori del 2021 rappresentata nel Bilancio di quell'esercizio, che in dettaglio ha riguardato:
o per i dati del 1° trimestre 2021:
o per i dati del 2° trimestre 2021:
13 Società fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita il 31 dicembre 2021.
14 Società fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita il 31 dicembre 2021.
Nessuna "rideterminazione" dei valori ha interessato i dati del 3° e del 4° trimestre 2021 e del 1° trimestre 2022.
Tutti i commenti che seguono, fanno dunque riferimento – al fine di consentire raffronti omogenei – ai valori "rideterminati". I dettagli analitici delle riesposizioni effettuate e delle riclassificazioni rispetto allo schema previsto dalla Circolare 262 della Banca d'Italia – oltre che delle citate "rideterminazioni" – sono forniti con distinti prospetti pubblicati tra gli allegati, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.
Le riclassificazioni e aggregazioni del conto economico consolidato riguardano le seguenti fattispecie:


| (milioni di euro) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| 31.03.2022 | 31.03.2021 | Variazioni | |||
| assolute | % | ||||
| Interessi netti | 1.956 | 2.013 | -57 | -2,8 | |
| Commissioni nette | 2.286 | 2.395 | -109 | -4,6 | |
| Risultato dell'attività assicurativa | 402 | 373 | 29 | 7,8 | |
| Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value | 767 | 796 | -29 | -3,6 | |
| Altri proventi (oneri) operativi netti | 3 | 49 | -46 | -93,9 | |
| Proventi operativi netti | 5.414 | 5.626 | -212 | -3,8 | |
| Spese del personale | -1.577 | -1.678 | -101 | -6,0 | |
| Spese amministrative | -612 | -648 | -36 | -5,6 | |
| Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali | -315 | -306 | 9 | 2,9 | |
| Costi operativi | -2.504 | -2.632 | -128 | -4,9 | |
| Risultato della gestione operativa | 2.910 | 2.994 | -84 | -2,8 | |
| Rettifiche di valore nette su crediti | -702 | -408 | 294 | 72,1 | |
| Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività | -60 | -133 | -73 | -54,9 | |
| Altri proventi (oneri) netti | -4 | 198 | -202 | ||
| Utile (Perdita) delle attività operative cessate | - | - | - | - | |
| Risultato corrente lordo | 2.144 | 2.651 | -507 | -19,1 | |
| Imposte sul reddito | -781 | -839 | -58 | -6,9 | |
| Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) | -16 | -52 | -36 | -69,2 | |
| Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) |
-54 | -16 | 38 | ||
| Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) | -266 | -209 | 57 | 27,3 | |
| Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) |
- | - | - | - | |
| Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi | -3 | -19 | -16 | -84,2 | |
| Risultato netto | 1.024 | 1.516 | -492 | -32,5 | |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.
| 31.03.2022 | 31.03.2021 | Variazioni | (milioni di euro) | |
|---|---|---|---|---|
| Dati rideterminati | assolute | % | ||
| Interessi netti | 1.956 | 1.952 | 4 | 0,2 |
| Commissioni nette | 2.286 | 2.313 | -27 | -1,2 |
| Risultato dell'attività assicurativa | 402 | 398 | 4 | 1,0 |
| Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value | 767 | 795 | -28 | -3,5 |
| Altri proventi (oneri) operativi netti | 3 | 32 | -29 | -90,6 |
| Proventi operativi netti | 5.414 | 5.490 | -76 | -1,4 |
| Spese del personale | -1.577 | -1.629 | -52 | -3,2 |
| Spese amministrative | -612 | -651 | -39 | -6,0 |
| Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali | -315 | -307 | 8 | 2,6 |
| Costi operativi | -2.504 | -2.587 | -83 | -3,2 |
| Risultato della gestione operativa | 2.910 | 2.903 | 7 | 0,2 |
| Rettifiche di valore nette su crediti | -702 | -402 | 300 | 74,6 |
| Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività | -60 | -134 | -74 | -55,2 |
| Altri proventi (oneri) netti | -4 | 198 | -202 | |
| Utile (Perdita) delle attività operative cessate | - | 48 | -48 | |
| Risultato corrente lordo | 2.144 | 2.613 | -469 | -17,9 |
| Imposte sul reddito | -781 | -837 | -56 | -6,7 |
| Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) | -16 | -52 | -36 | -69,2 |
| Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) |
-54 | -16 | 38 | |
| Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) | -266 | -196 | 70 | 35,7 |
| Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) |
- | - | - | - |
| Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi | -3 | 4 | -7 | |
| Risultato netto | 1.024 | 1.516 | -492 | -32,5 |
I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

| (milioni di euro) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci | 2022 | 2021 | ||||
| 1° | 4° | 3° | 2° | 1° | ||
| trimestre | trimestre | trimestre | trimestre | trimestre | ||
| Interessi netti | 1.956 | 1.954 | 1.999 | 2.000 | 2.013 | |
| Commissioni nette | 2.286 | 2.532 | 2.325 | 2.382 | 2.395 | |
| Risultato dell'attività assicurativa | 402 | 410 | 365 | 438 | 373 | |
| Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value | 767 | 108 | 378 | 344 | 796 | |
| Altri proventi (oneri) operativi netti | 3 | 16 | 25 | 16 | 49 | |
| Proventi operativi netti | 5.414 | 5.020 | 5.092 | 5.180 | 5.626 | |
| Spese del personale | -1.577 | -1.844 | -1.643 | -1.659 | -1.678 | |
| Spese amministrative | -612 | -845 | -693 | -706 | -648 | |
| Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali | -315 | -338 | -302 | -300 | -306 | |
| Costi operativi | -2.504 | -3.027 | -2.638 | -2.665 | -2.632 | |
| Risultato della gestione operativa | 2.910 | 1.993 | 2.454 | 2.515 | 2.994 | |
| Rettifiche di valore nette su crediti | -702 | -1.222 | -543 | -599 | -408 | |
| Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività | -60 | -415 | -82 | -218 | -133 | |
| Altri proventi (oneri) netti | -4 | 78 | 63 | -7 | 198 | |
| Utile (Perdita) delle attività operative cessate | - | - | - | - | - | |
| Risultato corrente lordo | 2.144 | 434 | 1.892 | 1.691 | 2.651 | |
| Imposte sul reddito | -781 | -82 | -619 | -82 | -839 | |
| Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) | -16 | -291 | -41 | -55 | -52 | |
| Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) | -54 | 46 | -51 | -18 | -16 | |
| Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) | -266 | -22 | -210 | -83 | -209 | |
| Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) |
- | - | - | - | - | |
| Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi | -3 | 94 | 12 | 54 | -19 | |
| Risultato netto | 1.024 | 179 | 983 | 1.507 | 1.516 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

| (milioni di euro) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Voci | 2022 | 2021 | |||
| 1° trimestre |
4° trimestre |
3° trimestre |
2° trimestre Dati rideterminati |
1° trimestre Dati rideterminati |
|
| Interessi netti | 1.956 | 1.954 | 1.999 | 1.995 | 1.952 |
| Commissioni nette | 2.286 | 2.532 | 2.325 | 2.370 | 2.313 |
| Risultato dell'attività assicurativa | 402 | 410 | 365 | 456 | 398 |
| Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value | 767 | 108 | 378 | 344 | 795 |
| Altri proventi (oneri) operativi netti | 3 | 16 | 25 | 19 | 32 |
| Proventi operativi netti | 5.414 | 5.020 | 5.092 | 5.184 | 5.490 |
| Spese del personale | -1.577 | -1.844 | -1.643 | -1.657 | -1.629 |
| Spese amministrative | -612 | -845 | -693 | -710 | -651 |
| Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali | -315 | -338 | -302 | -301 | -307 |
| Costi operativi | -2.504 | -3.027 | -2.638 | -2.668 | -2.587 |
| Risultato della gestione operativa | 2.910 | 1.993 | 2.454 | 2.516 | 2.903 |
| Rettifiche di valore nette su crediti | -702 | -1.222 | -543 | -599 | -402 |
| Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività | -60 | -415 | -82 | -220 | -134 |
| Altri proventi (oneri) netti | -4 | 78 | 63 | -7 | 198 |
| Utile (Perdita) delle attività operative cessate | - | - | - | 10 | 48 |
| Risultato corrente lordo | 2.144 | 434 | 1.892 | 1.700 | 2.613 |
| Imposte sul reddito | -781 | -82 | -619 | -85 | -837 |
| Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) | -16 | -291 | -41 | -55 | -52 |
| Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) |
-54 | 46 | -51 | -18 | -16 |
| Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) | -266 | -22 | -210 | -83 | -196 |
| Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) |
- | - | - | - | - |
| Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi | -3 | 94 | 12 | 48 | 4 |
| Risultato netto | 1.024 | 179 | 983 | 1.507 | 1.516 |
I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

In questo avvio d'anno il Gruppo Intesa Sanpaolo ha conseguito una solida performance operativa nonostante il contesto sfidante sia per il perdurare degli effetti pandemici sia per gli impatti economici della guerra scoppiata in Ucraina. I proventi operativi netti nel primo trimestre sono ammontati a 5.414 milioni, in riduzione contenuta (-1,4%) rispetto ai 5.490 milioni del corrispondente periodo 2021. Tale dinamica è stata determinata dalla moderata flessione degli altri proventi operativi netti, del risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value e delle commissioni nette. Sono risultati sostanzialmente stabili i proventi derivanti dall'attività assicurativa e dagli interessi netti.
| (milioni di euro) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci | 31.03.2022 | 31.03.2021 | Rettifiche | 31.03.2021 Dati rideterminati |
Variazioni (Dati rideterminati) |
|
| assolute | % | |||||
| Rapporti con clientela | 1.895 | 2.008 | -67 | 1.941 | -46 | -2,4 |
| Titoli in circolazione | -421 | -421 | - | -421 | - | - |
| Intermediazione con clientela | 1.474 | 1.587 | -67 | 1.520 | -46 | -3,0 |
| Titoli valutati al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti |
147 | 138 | - | 138 | 9 | 6,5 |
| Altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico |
-53 | -3 | - | -3 | 50 | |
| Altre attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
181 | 157 | - | 157 | 24 | 15,3 |
| Attività finanziarie | 275 | 292 | - | 292 | -17 | -5,8 |
| Rapporti con banche | 208 | 144 | - | 144 | 64 | 44,4 |
| Differenziali su derivati di copertura | -125 | -152 | - | -152 | -27 | -17,8 |
| Attività deteriorate | 119 | 162 | - | 162 | -43 | -26,5 |
| Altri interessi netti | 5 | -20 | 6 | -14 | 19 | |
| Interessi netti | 1.956 | 2.013 | -61 | 1.952 | 4 | 0,2 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Gli interessi netti, pari a 1.956 milioni, hanno presentato una sostanziale stabilità (+0,2%) rispetto al primo trimestre 2021: hanno evidenziato una minore contribuzione sia l'intermediazione con clientela (-3%, pari a -46 milioni), a seguito di un ridimensionamento del contributo dei rapporti con clientela, sia le attività finanziarie (-5,8%, pari a -17 milioni), attribuibile all'aumento delle altre passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico. Tra le altre componenti si sono ridotti significativamente gli interessi sulle attività deteriorate, conseguentemente alle azioni di deleveraging poste in essere negli esercizi precedenti e alla diminuzione dei flussi di nuovi NPL, mentre sono aumentati gli interessi netti sui rapporti con banche, grazie al maggiore impatto economico derivante dalle operazioni TLTRO con la BCE. Il contributo delle coperture delle poste a vista, compreso nei differenziali su derivati di copertura è risultato in miglioramento del 17,8%; anche gli altri interessi netti hanno mostrato un apporto positivo di 5 milioni, che si raffronta con un valore negativo di 14 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio.
Il flusso di interessi netti registrato nei primi tre mesi del 2022 è risultato in linea con i valori del primo e del quarto trimestre 2021 ed inferiore a quelli del secondo e terzo trimestre.
| (milioni di euro) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| 31.03.2022 | 31.03.2021 | Variazioni | |||
| Dati rideterminati |
assolute | % | |||
| Banca dei Territori | 971 | 991 | -20 | -2,0 | |
| IMI Corporate & Investment Banking | 475 | 563 | -88 | -15,6 | |
| International Subsidiary Banks | 342 | 323 | 19 | 5,9 | |
| Private Banking | 47 | 52 | -5 | -9,6 | |
| Asset Management | - | - | - | - | |
| Insurance | - | - | - | - | |
| Totale aree di business | 1.835 | 1.929 | -94 | -4,9 | |
| Centro di governo | 121 | 23 | 98 | ||
| Gruppo Intesa Sanpaolo | 1.956 | 1.952 | 4 | 0,2 |

La Banca dei Territori, che rappresenta circa il 53% del risultato delle aree di business operative, ha evidenziato interessi netti pari a 971 milioni, in calo rispetto a quelli dei primi tre mesi 2021 (-2%, pari a -20 milioni), principalmente per i minori interessi sulle attività deteriorate a seguito delle operazioni di derisking realizzate nel corso del 2021. Anche il margine di interesse di IMI Corporate & Investment Banking ha registrato una flessione (-15,6%, pari a -88 milioni) essenzialmente imputabile alla minore contribuzione dell'intermediazione con clientela. Per contro si rileva una crescita degli interessi netti per l'International Subsidiary Banks (+5,9%, pari a +19 milioni), grazie alla dinamica favorevole evidenziata dalla controllata operante in Ungheria. La Divisione Private Banking, che in termini relativi presenta una minore incidenza sul consolidato, ha ridotto l'apporto al margine di 5 milioni (-9,6%). L'evoluzione positiva degli interessi netti del Centro di Governo è ascrivibile ai benefici sui differenziali incassati sulla copertura delle poste a vista e ai nuovi tiraggi TLTRO avvenuti nell'esercizio 2021.
| (milioni di euro) | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci | 31.03.2022 | 31.03.2021 | Variazioni | |||||
| Attive | Passive | Nette | Attive | Passive | Nette | assolute | % | |
| Garanzie rilasciate / ricevute | 107 | -60 | 47 | 104 | -60 | 44 | 3 | 6,8 |
| Servizi di incasso e pagamento | 175 | -36 | 139 | 184 | -42 | 142 | -3 | -2,1 |
| Conti correnti | 345 | - | 345 | 369 | - | 369 | -24 | -6,5 |
| Servizio Bancomat e carte di credito | 186 | -103 | 83 | 153 | -87 | 66 | 17 | 25,8 |
| Attività bancaria commerciale | 813 | -199 | 614 | 810 | -189 | 621 | -7 | -1,1 |
| Intermediazione e collocamento titoli | 298 | -73 | 225 | 374 | -61 | 313 | -88 | -28,1 |
| Intermediazione valute | 4 | -2 | 2 | 7 | - | 7 | -5 | -71,4 |
| Gestioni patrimoniali | 943 | -237 | 706 | 946 | -211 | 735 | -29 | -3,9 |
| Distribuzione prodotti assicurativi | 403 | - | 403 | 419 | - | 419 | -16 | -3,8 |
| Altre commissioni intermediazione / gestione | 113 | -40 | 73 | 95 | -36 | 59 | 14 | 23,7 |
| Attività di gestione, intermediazione e consulenza | 1.761 | -352 | 1.409 | 1.841 | -308 | 1.533 | -124 | -8,1 |
| Altre commissioni nette | 339 | -76 | 263 | 293 | -52 | 241 | 22 | 9,1 |
| Commissioni nette | 2.913 | -627 | 2.286 | 2.944 | -549 | 2.395 | -109 | -4,6 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

| (milioni di euro) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci | 31.03.2022 | 31.03.2021 | Variazioni (Dati rideterminati) |
||||
| Commissioni Nette |
Commissioni Nette |
Rettifiche | Dati rideterminati |
assolute | % | ||
| Garanzie rilasciate / ricevute | 47 | 44 | -2 | 42 | 5 | 11,9 | |
| Servizi di incasso e pagamento | 139 | 142 | -5 | 137 | 2 | 1,5 | |
| Conti correnti | 345 | 369 | -25 | 344 | 1 | 0,3 | |
| Servizio Bancomat e carte di credito | 83 | 66 | -5 | 61 | 22 | 36,1 | |
| Attività bancaria commerciale | 614 | 621 | -37 | 584 | 30 | 5,1 | |
| Intermediazione e collocamento titoli | 225 | 313 | -23 | 290 | -65 | -22,4 | |
| Intermediazione valute | 2 | 7 | -4 | 3 | -1 | -33,3 | |
| Gestioni patrimoniali | 706 | 735 | -2 | 733 | -27 | -3,7 | |
| Distribuzione prodotti assicurativi | 403 | 419 | -13 | 406 | -3 | -0,7 | |
| Altre commissioni intermediazione / gestione | 73 | 59 | -1 | 58 | 15 | 25,9 | |
| Attività di gestione, intermediazione e consulenza |
1.409 | 1.533 | -43 | 1.490 | -81 | -5,4 | |
| Altre commissioni nette | 263 | 241 | -2 | 239 | 24 | 10,0 | |
| Commissioni nette | 2.286 | 2.395 | -82 | 2.313 | -27 | -1,2 |

Le commissioni nette conseguite nel primo trimestre 2022 si sono attestate a 2.286 milioni, in moderata flessione (-1,2%) rispetto ai 2.313 milioni registrati nel medesimo periodo del 2021.
Tale risultato è stato determinato dalla riduzione delle commissioni sull'attività di gestione, intermediazione e consulenza (-5,4%, pari a -81 milioni), che è stata penalizzata dall'andamento riflessivo dei mercati finanziari. In particolare è diminuito l'apporto legato all'intermediazione e collocamento titoli (-22,4%, pari a -65 milioni) e alle gestioni patrimoniali (-3,7%, pari a -27 milioni). Per contro hanno agito in positivo l'attività bancaria commerciale (+5,1%, pari a +30 milioni), con incrementi su tutte le componenti, segnatamente sul servizio bancomat e carte di credito (+22 milioni), e le altre commissioni nette (+10%, pari a +24 milioni), segnatamente quelle correlate ai finanziamenti concessi alle imprese.
La voce nei primi tre mesi del 2022 ha mostrato un dato più basso in confronto ai trimestri del 2021, soprattutto rispetto al quarto, che aveva evidenziato maggiori ricavi sulle gestioni patrimoniali, correlati ad una più favorevole intonazione dei mercati.
| (milioni di euro) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| 31.03.2022 | 31.03.2021 | Variazioni | ||||
| Dati rideterminati |
assolute | % | ||||
| Banca dei Territori | 1.190 | 1.199 | -9 | -0,8 | ||
| IMI Corporate & Investment Banking | 296 | 271 | 25 | 9,2 | ||
| International Subsidiary Banks | 140 | 122 | 18 | 14,8 | ||
| Private Banking | 509 | 522 | -13 | -2,5 | ||
| Asset Management | 241 | 286 | -45 | -15,7 | ||
| Insurance | - | - | - | - | ||
| Totale aree di business | 2.376 | 2.400 | -24 | -1,0 | ||
| Centro di governo | -90 | -87 | 3 | 3,4 | ||
| Gruppo Intesa Sanpaolo | 2.286 | 2.313 | -27 | -1,2 |

Relativamente ai settori di attività, la Banca dei Territori, che rappresenta circa la metà del risultato delle unità operative, ha evidenziato una lieve flessione delle commissioni (-0,8%, pari a -9 milioni), in particolare quelle rivenienti dal comparto del risparmio gestito e della bancassurance, condizionati dal contesto di mercato sfavorevole. Hanno mostrato una riduzione dei ricavi commissionali anche il Private Banking (-2,5%, pari a -13 milioni), segnatamente di quelli derivanti dalla raccolta amministrata, e l'Asset Management (-15,7%, pari a -45 milioni), penalizzati dall'intonazione sfavorevole dei mercati finanziari. Hanno per contro registrato un incremento IMI Corporate & Investment Banking (+9,2%, pari a +25 milioni), per effetto dell'andamento rilevato nei comparti del commercial banking e della finanza strutturata, e International Subsidiary Banks (+14,8%, pari a +18 milioni), essenzialmente riconducibile alle controllate operanti in Croazia, Slovacchia e Serbia.

| Voci (a) | 31.03.2022 | 31.03.2021 | (milioni di euro) Variazioni |
|||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Vita | Danni e Salute |
Totale | Vita | Danni e Salute |
Totale | assolute | % | |
| Margine tecnico | 32 | 110 | 142 | 67 | 92 | 159 | -17 | -10,7 |
| Premi netti (b) | 2.254 | 287 | 2.541 | 2.248 | 294 | 2.542 | -1 | - |
| Oneri netti relativi ai sinistri e ai riscatti (c) | -2.550 | -109 | -2.659 | -2.155 | -149 | -2.304 | 355 | 15,4 |
| Oneri netti relativi alla variazione delle riserve tecniche (d) | 530 | 7 | 537 | -461 | - | -461 | 998 | |
| Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati su prodotti assicurativi (e) |
-162 | - | -162 | 442 | - | 442 | -604 | |
| Commissioni nette su contratti d'investimento (f) | 111 | - | 111 | 102 | - | 102 | 9 | 8,8 |
| Provvigioni passive su contratti assicurativi (g) | -161 | -54 | -215 | -118 | -46 | -164 | 51 | 31,1 |
| Altri proventi e oneri tecnici (h) | 10 | -21 | -11 | 9 | -7 | 2 | -13 | |
| Margine finanziario | 245 | 1 | 246 | 198 | 4 | 202 | 44 | 21,8 |
| Reddito operativo degli investimenti | -3.783 | 1 | -3.782 | 2.429 | 4 | 2.433 | -6.215 | |
| Interessi netti | 491 | - | 491 | 384 | 1 | 385 | 106 | 27,5 |
| Dividendi | 73 | 1 | 74 | 61 | 1 | 62 | 12 | 19,4 |
| Utili/perdite da realizzo | -142 | - | -142 | 511 | 2 | 513 | -655 | |
| Utili/perdite da valutazione | -4.183 | - | -4.183 | 1.497 | - | 1.497 | -5.680 | |
| Commissioni passive gestione portafogli (i) | -22 | - | -22 | -24 | - | -24 | -2 | -8,3 |
| Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati | 4.028 | - | 4.028 | -2.231 | - | -2.231 | 6.259 | |
| Prodotti assicurativi (j) | 149 | - | 149 | -422 | - | -422 | 571 | |
| Plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi attribuite agli assicurati (k) |
41 | - | 41 | -29 | - | -29 | 70 | |
| Prodotti di investimento (l) | 3.838 | - | 3.838 | -1.780 | - | -1.780 | 5.618 | |
| Risultato dell'attività assicurativa al lordo degli effetti da consolidamento |
277 | 111 | 388 | 265 | 96 | 361 | 27 | 7,5 |
| Effetti da consolidamento | 14 | - | 14 | 12 | - | 12 | 2 | 16,7 |
| Risultato dell'attività assicurativa | 291 | 111 | 402 | 277 | 96 | 373 | 29 | 7,8 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.
(a) La tabella riporta le componenti economiche del business assicurativo suddivise tra quelle relative a:
i prodotti considerati assicurativi ai fini IAS/IFRS, che comprendono i contratti nei quali il rischio assicurato è considerato significativo o nei quali la decisione del rendimento dei contratti non è a mercato ma dipende dalle scelte della compagnia;
i prodotti d'investimento, che comprendono prodotti di natura finanziaria nei quali il rischio assicurativo non è considerato significativo. Questi ultimi vengono contabilizzati nel bilancio consolidato alla stregua di movimenti finanziari.
(b) La voce comprende i premi emessi relativi ai soli prodotti considerati assicurativi ai fini IAS/IFRS, al netto delle quote cedute in riassicurazione. Per il Ramo Danni è inclusa anche la variazione della riserva premi.
(c) La voce comprende le somme pagate (sinistri, riscatti e scadenze) e la variazione della riserva sinistri ramo danni e della riserva per somme da pagare, al netto delle quote cedute in riassicurazione.
(d) La voce comprende la variazione delle riserve tecniche, al netto delle quote cedute in riassicurazione.
(e) La voce comprende la quota del risultato degli investimenti (a fronte di prodotti assicurativi) di pertinenza degli assicurati, compreso l'impatto dello shadow accounting.
(f) La voce comprende le commissioni nette sui prodotti d'investimento; in particolare i caricamenti pagati dai clienti, le commissioni di gestione prelevate dalle unit finanziarie e le commissioni passive retrocesse dalle compagnie alla rete di vendita e alla società di gestione.
(g) La voce comprende le provvigioni passive sui prodotti assicurativi (inclusi i prodotti unit e index linked assicurativi e i fondi pensione) pagate alla rete di vendita.
(h) Voce residuale che include le commissioni attive di gestione sui prodotti assicurativi (unit e index assicurative e fondi pensione), i rebates, gli interessi netti sui conti correnti della compagnia e sui prestiti subordinati e altri proventi e oneri tecnici.
(i) La voce comprende le commissioni pagate alle società di gestione per la gestione dei portafogli relativi a prodotti assicurativi tradizionali (gestioni separate) e fondi pensione. Sono incluse anche le commissioni dei fondi consolidati sottostanti unit assicurative.
(j) La voce comprende la quota del risultato degli investimenti (a fronte di prodotti assicurativi) di pertinenza degli assicurati, senza l'impatto dello shadow accounting.
(k) La voce comprende la quota parte delle plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi di competenza degli assicurati (shadow accounting).
(l) La voce si riferisce alla valutazione delle passività finanziarie valutate a fair value che rappresentano il debito verso gli assicurati relativo ai prodotti d'investimento.
| Voci (a) | 31.03.2022 | 31.03.2021 Dati rideterminati |
(milioni di euro) Variazioni (Dati rideterminati) |
|||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Vita | Danni e Salute |
Totale | Vita | Danni e Salute |
Totale | assolute | % | |
| Margine tecnico | 32 | 110 | 142 | 31 | 124 | 155 | -13 | -8,4 |
| Premi netti (b) | 2.254 | 287 | 2.541 | 2.654 | 345 | 2.999 | -458 | -15,3 |
| Oneri netti relativi ai sinistri e ai riscatti (c) | -2.550 | -109 | -2.659 | -2.898 | -162 | -3.060 | -401 | -13,1 |
| Oneri netti relativi alla variazione delle riserve tecniche (d) | 530 | 7 | 537 | -234 | 2 | -232 | 769 | |
| Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati su prodotti assicurativi (e) |
-162 | - | -162 | 546 | - | 546 | -708 | |
| Commissioni nette su contratti d'investimento (f) | 111 | - | 111 | 115 | - | 115 | -4 | -3,5 |
| Provvigioni passive su contratti assicurativi (g) | -161 | -54 | -215 | -161 | -52 | -213 | 2 | 0,9 |
| Altri proventi e oneri tecnici (h) | 10 | -21 | -11 | 9 | -9 | - | 11 | - |
| Margine finanziario | 245 | 1 | 246 | 227 | 4 | 231 | 15 | 6,5 |
| Reddito operativo degli investimenti | -3.783 | 1 | -3.782 | 2.319 | 4 | 2.323 | -6.105 | |
| Interessi netti | 491 | - | 491 | 486 | 3 | 489 | 2 | 0,4 |
| Dividendi | 73 | 1 | 74 | 73 | 1 | 74 | - | - |
| Utili/perdite da realizzo | -142 | - | -142 | 416 | 2 | 418 | -560 | |
| Utili/perdite da valutazione | -4.183 | - | -4.183 | 1.368 | 1 | 1.369 | -5.552 | |
| Commissioni passive gestione portafogli (i) | -22 | - | -22 | -24 | -3 | -27 | -5 | -18,5 |
| Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati | 4.028 | - | 4.028 | -2.092 | - | -2.092 | 6.120 | |
| Prodotti assicurativi (j) | 149 | - | 149 | -526 | - | -526 | 675 | |
| Plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi attribuite agli assicurati (k) |
41 | - | 41 | -29 | - | -29 | 70 | |
| Prodotti di investimento (l) | 3.838 | - | 3.838 | -1.537 | - | -1.537 | 5.375 | |
| Risultato dell'attività assicurativa al lordo degli effetti da consolidamento |
277 | 111 | 388 | 258 | 128 | 386 | 2 | 0,5 |
| Effetti da consolidamento | 14 | - | 14 | 12 | - | 12 | 2 | 16,7 |
| Risultato dell'attività assicurativa | 291 | 111 | 402 | 270 | 128 | 398 | 4 | 1,0 |
I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.
(a) La tabella riporta le componenti economiche del business assicurativo suddivise tra quelle relative a:
i prodotti considerati assicurativi ai fini IAS/IFRS, che comprendono i contratti nei quali il rischio assicurato è considerato significativo o nei quali la decisione del rendimento dei contratti non è a mercato ma dipende dalle scelte della compagnia;
i prodotti d'investimento, che comprendono prodotti di natura finanziaria nei quali il rischio assicurativo non è considerato significativo. Questi ultimi vengono contabilizzati nel bilancio consolidato alla stregua di movimenti finanziari.
(b) La voce comprende i premi emessi relativi ai soli prodotti considerati assicurativi ai fini IAS/IFRS, al netto delle quote cedute in riassicurazione. Per il Ramo Danni è inclusa anche la variazione della riserva premi.
(c) La voce comprende le somme pagate (sinistri, riscatti e scadenze) e la variazione della riserva sinistri ramo danni e della riserva per somme da pagare, al netto delle quote cedute in riassicurazione.
(d) La voce comprende la variazione delle riserve tecniche, al netto delle quote cedute in riassicurazione.
(e) La voce comprende la quota del risultato degli investimenti (a fronte di prodotti assicurativi) di pertinenza degli assicurati, compreso l'impatto dello shadow accounting.
(f) La voce comprende le commissioni nette sui prodotti d'investimento; in particolare i caricamenti pagati dai clienti, le commissioni di gestione prelevate dalle unit finanziarie e le commissioni passive retrocesse dalle compagnie alla rete di vendita e alla società di gestione.
(g) La voce comprende le provvigioni passive sui prodotti assicurativi (inclusi i prodotti unit e index linked assicurativi e i fondi pensione) pagate alla rete di vendita.
(h) Voce residuale che include le commissioni attive di gestione sui prodotti assicurativi (unit e index assicurative e fondi pensione), i rebates, gli interessi netti sui conti correnti della compagnia e sui prestiti subordinati e altri proventi e oneri tecnici.
(i) La voce comprende le commissioni pagate alle società di gestione per la gestione dei portafogli relativi a prodotti assicurativi tradizionali (gestioni separate) e fondi pensione. Sono incluse anche le commissioni dei fondi consolidati sottostanti unit assicurative.
(j) La voce comprende la quota del risultato degli investimenti (a fronte di prodotti assicurativi) di pertinenza degli assicurati, senza l'impatto dello shadow accounting.
(k) La voce comprende la quota parte delle plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi di competenza degli assicurati (shadow accounting).
(l) La voce si riferisce alla valutazione delle passività finanziarie valutate a fair value che rappresentano il debito verso gli assicurati relativo ai prodotti d'investimento.


Il risultato dell'attività assicurativa raggruppa le voci di costo e ricavo del business assicurativo delle compagnie vita e danni operanti nell'ambito del Gruppo. Nel primo trimestre 2022 tale risultato si è attestato a 402 milioni, in crescita dell'1% rispetto allo stesso periodo del 2021 (398 milioni). La dinamica è ascrivibile all'aumento del margine finanziario (+6,5%, pari a +15 milioni) costituito dal reddito operativo degli investimenti al netto delle retrocessioni agli assicurati. Per contro si riduce il margine tecnico (-8,4%, pari a -13 milioni), interamente riconducibile al ramo danni, che seppur presenti una sostanziale compensazione tra le voci evidenzia un peggioramento degli altri proventi e oneri tecnici.
Il risultato della gestione assicurativa, comprensivo dei rami vita e danni/salute, nei primi tre mesi del 2022 ha mostrato un valore inferiore al secondo e al quarto trimestre 2021 e superiore al primo e al terzo.
| (milioni di euro) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Produzione | 31.03.2022 | 31.03.2021 | |||||
| Premi periodici |
Premi unici |
Totale | di cui nuova produzione |
Totale | Rettifiche | Totale Dati rideterminati |
|
| Rami Vita | 91 | 2.164 | 2.255 | 2.165 | 2.249 | 410 | 2.659 |
| Premi emessi prodotti tradizionali | 42 | 1.394 | 1.436 | 1.395 | 1.301 | 371 | 1.672 |
| Premi emessi prodotti Unit Linked | 46 | 599 | 645 | 599 | 780 | 33 | 813 |
| Premi emessi prodotti di Capitalizzazione | 1 | 1 | 2 | 1 | 3 | 2 | 5 |
| Premi emessi Fondi pensione | 2 | 170 | 172 | 170 | 165 | 4 | 169 |
| Rami Danni | 326 | 68 | 394 | 100 | 380 | 31 | 411 |
| Premi emessi | 326 | 68 | 394 | 100 | 380 | 31 | 411 |
| Premi ceduti in riassicurazione | -21 | -7 | -28 | -9 | -50 | -1 | -51 |
| Premi emessi netti da prodotti assicurativi | 396 | 2.225 | 2.621 | 2.256 | 2.579 | 440 | 3.019 |
| Produzione contratti Index Linked | - | - | - | - | - | - | - |
| Produzione contratti Unit Linked | 19 | 1.589 | 1.608 | 1.591 | 2.032 | 111 | 2.143 |
| Totale produzione relativa ai contratti di investimento |
19 | 1.589 | 1.608 | 1.591 | 2.032 | 111 | 2.143 |
| Produzione totale | 415 | 3.814 | 4.229 | 3.847 | 4.611 | 551 | 5.162 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.
Nei primi tre mesi del 2022 la produzione totale del comparto assicurativo si è attestata a 4,2 miliardi, in flessione rispetto alla produzione realizzata nel corrispondente periodo dello scorso esercizio (5,2 miliardi). Il calo è ascrivibile alle polizze tradizionali (-236 milioni) e alle unit linked, sia quelle di natura prevalentemente finanziaria di ramo III (-535 milioni) sia quelle di natura prevalentemente assicurativa (-168 milioni) e in misura minore al ramo danni e salute, per effetto di una review di portafoglio di alcune linee di business. La nuova produzione totale è ammontata a 3,8 miliardi, corrispondente a oltre il 90% della raccolta premi complessiva delle compagnie del Gruppo, costituita per la maggior parte da nuovi contratti a premio unico.
| (milioni di euro) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci | 31.03.2022 | 31.03.2021 | Rettifiche | 31.03.2021 Dati rideterminati |
Variazioni (Dati rideterminati) |
|
| assolute | % | |||||
| Risultato netto da operazioni di trading e da strumenti finanziari in fair value option |
304 | 322 | - | 322 | -18 | -5,6 |
| Risultato netto da operazioni di copertura in hedge accounting |
2 | 44 | - | 44 | -42 | -95,5 |
| Risultato netto da attività valutate obbligatoriamente al fair value con impatto a conto economico |
66 | 55 | -1 | 54 | 12 | 22,2 |
| Risultato netto da dividendi e da cessione di attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da cessione di attività al costo ammortizzato |
403 | 402 | - | 402 | 1 | 0,2 |
| Risultato netto da riacquisto di passività finanziarie | -8 | -27 | - | -27 | -19 | -70,4 |
| Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value |
767 | 796 | -1 | 795 | -28 | -3,5 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Nel primo trimestre 2022 il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value, pari a 767 milioni, ha evidenziato un calo rispetto al corrispondente periodo 2021.
La flessione, pari al 3,5%, è ascrivibile al risultato netto da operazioni di copertura in hedge accounting (-42 milioni) e alle operazioni di trading e strumenti finanziari in fair value option (-18 milioni). In positivo hanno agito il risultato netto da riacquisto di passività finanziarie, che si sono ridotte a -8 milioni rispetto ai -27 milioni dei primi tre mesi 2021 e il risultato netto da attività valutate al fair value in contropartita a conto economico (+12 milioni). Sostanzialmente stabile il risultato netto da dividendi e da cessione di attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (+1 milione).
Il risultato dei primi tre mesi del 2022 mostra un valore più elevato rispetto a quello dei precedenti trimestri del 2021 ad eccezione del primo.
Nel primo trimestre 2022 gli altri proventi operativi netti sono stati pari a 3 milioni e si confrontano con i 32 milioni contabilizzati nel medesimo periodo del 2021. In tale voce confluiscono sia proventi ed oneri di natura operativa – compresi quelli delle entità controllate non soggette a direzione e coordinamento ed operanti in settori del tutto distinti dall'ambito bancario e finanziario – sia gli utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto. La contrazione è riconducibile sia agli altri oneri di gestione, pari a 10 milioni a fronte di 7 milioni di proventi rilevati nel primo trimestre 2021, sia al calo dei dividendi e utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto, che si attestano nei primi tre mesi 2022 a 13 milioni (25 milioni il dato del medesimo periodo del precedente esercizio).
| (milioni di euro) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci | 31.03.2022 | 31.03.2021 | Rettifiche | 31.03.2021 Dati rideterminati |
Variazioni (Dati rideterminati) |
||
| assolute | % | ||||||
| Salari e stipendi | 1.097 | 1.162 | -38 | 1.124 | -27 | -2,4 | |
| Oneri sociali | 286 | 308 | -10 | 298 | -12 | -4,0 | |
| Altri oneri del personale | 194 | 208 | -1 | 207 | -13 | -6,3 | |
| Spese del personale | 1.577 | 1.678 | -49 | 1.629 | -52 | -3,2 | |
| Spese per servizi informatici | 190 | 198 | 4 | 202 | -12 | -5,9 | |
| Spese di gestione immobili | 72 | 87 | -1 | 86 | -14 | -16,3 | |
| Spese generali di funzionamento | 96 | 92 | -1 | 91 | 5 | 5,5 | |
| Spese legali e professionali | 65 | 70 | 5 | 75 | -10 | -13,3 | |
| Spese pubblicitarie e promozionali | 18 | 19 | - | 19 | -1 | -5,3 | |
| Costi indiretti del personale | 13 | 10 | - | 10 | 3 | 30,0 | |
| Altre spese | 121 | 135 | -3 | 132 | -11 | -8,3 | |
| Imposte indirette e tasse | 46 | 47 | -1 | 46 | - | - | |
| Recupero di spese ed oneri | -9 | -10 | - | -10 | -1 | -10,0 | |
| Spese amministrative | 612 | 648 | 3 | 651 | -39 | -6,0 | |
| Immobilizzazioni materiali | 143 | 148 | - | 148 | -5 | -3,4 | |
| Immobilizzazioni immateriali | 172 | 158 | 1 | 159 | 13 | 8,2 | |
| Ammortamenti | 315 | 306 | 1 | 307 | 8 | 2,6 | |
| Costi operativi | 2.504 | 2.632 | -45 | 2.587 | -83 | -3,2 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Nei primi tre mesi del 2022 i costi operativi si sono attestati a 2.504 milioni, in diminuzione del 3,2% rispetto al primo trimestre 2021.
Le spese del personale, pari a 1.577 milioni, hanno registrato una flessione del 3,2%, principalmente per effetto dei risparmi derivanti dalle uscite per accordi.
Le spese amministrative si sono attestate a 612 milioni, in calo del 6%. Si sono evidenziati risparmi diffusi, in particolare nelle spese di gestione immobili, nelle spese per servizi informatici, nelle spese legali e professionali e nelle altre spese. Gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali e immateriali che, secondo quanto previsto dal principio IFRS 16, includono anche la quota relativa ai diritti d'uso acquisiti con il leasing operativo, hanno evidenziato un aumento (+2,6%) rispetto al dato del primo trimestre 2021, riconducibile alle immobilizzazioni immateriali.
Il cost/income ratio si è attestato nel primo trimestre 2022 al 46,3% in miglioramento rispetto al valore del medesimo periodo del 2021 (47,1%).
Il raffronto trimestrale conferma un livello dei costi in miglioramento rispetto a tutti i trimestri del 2021, ed in particolare nel confronto con gli ultimi mesi del 2021 che scontavano i consueti effetti stagionali.
| (milioni di euro) | ||||
|---|---|---|---|---|
| 31.03.2022 | 31.03.2021 | Variazioni | ||
| Dati rideterminati |
assolute | % | ||
| Banca dei Territori | -1.521 | -1.593 | -72 | -4,5 |
| IMI Corporate & Investment Banking | -318 | -312 | 6 | 1,9 |
| International Subsidiary Banks | -256 | -250 | 6 | 2,4 |
| Private Banking | -215 | -207 | 8 | 3,9 |
| Asset Management | -49 | -51 | -2 | -3,9 |
| Insurance | -84 | -87 | -3 | -3,4 |
| Totale aree di business | -2.443 | -2.500 | -57 | -2,3 |
| Centro di governo | -61 | -87 | -26 | -29,9 |
| Gruppo Intesa Sanpaolo (Dati rideterminati) | -2.504 | -2.587 | -83 | -3,2 |

Con riferimento ai costi operativi, la Banca dei Territori, che contabilizza circa il 62% degli oneri delle aree operative, ha evidenziato consistenti risparmi rispetto al primo trimestre 2021 (-4,5%, pari a -72 milioni) attribuibili alle spese del personale, in relazione alle uscite per accordi, e alle spese amministrative, principalmente relative ai service in ambito immobiliare. Hanno registrato un calo, seppur di lieve entità, anche l'Asset Management (-3,9%, pari a -2 milioni), riconducibile al contenimento delle spese amministrative, e l'Insurance (-3,4%, pari a -3 milioni). Per contro si rilevano contenuti aumenti per IMI Corporate & Investment Banking (+1,9%, pari a +6 milioni), in relazione a maggiori spese del personale e amministrative, per l'International Subsidiary Banks (+2,4%, pari a +6 milioni), principalmente imputabile alle spese del personale, e per il Private Banking (+3,9%, pari a +8 milioni), ascrivibile soprattutto alle spese amministrative. Infine, il Centro di Governo ha mostrato un ridimensionamento dei costi del 29,9%, pari a -26 milioni, grazie a sinergie sulle spese amministrative e a risparmi sulle spese del personale.
Il risultato della gestione operativa del periodo in esame è ammontato a 2.910 milioni, valore in linea con quello contabilizzato nel primo trimestre 2021, per effetto di una riduzione dei ricavi, controbilanciata dalla flessione dei costi operativi.

| Voci | 31.03.2022 | 31.03.2021 | Rettifiche | 31.03.2021 Dati rideterminati |
Variazioni (Dati rideterminati) |
|
|---|---|---|---|---|---|---|
| assolute | % | |||||
| Sofferenze | -10 | -155 | 6 | -149 | -139 | -93,3 |
| Inadempienze probabili | -202 | -167 | - | -167 | 35 | 21,0 |
| Crediti scaduti / sconfinanti | -34 | -20 | - | -20 | 14 | 70,0 |
| Crediti Stage 3 | -246 | -342 | 6 | -336 | -90 | -26,8 |
| di cui titoli di debito | - | - | - | - | - | - |
| Crediti Stage 2 | -265 | -87 | - | -87 | 178 | |
| di cui titoli di debito | -5 | -2 | - | -2 | 3 | |
| Crediti Stage 1 | -114 | - | - | - | 114 | - |
| di cui titoli di debito | - | 5 | - | 5 | -5 | |
| Rettifiche/Riprese nette su crediti | -625 | -429 | 6 | -423 | 202 | 47,8 |
| Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni |
-3 | -12 | - | -12 | -9 | -75,0 |
| Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate |
-74 | 33 | - | 33 | -107 | |
| Rettifiche di valore nette su crediti | -702 | -408 | 6 | -402 | 300 | 74,6 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Le rettifiche su crediti si sono attestate a 702 milioni, evidenziando un consistente incremento rispetto ai 402 milioni contabilizzati nel primo trimestre 2021. La crescita è stata determinata da maggiori rettifiche sui crediti in Stage 2 (+178 milioni), in Stage 1 (+114 milioni) e da accantonamenti su impegni e garanzie rilasciate per 74 milioni, in relazione ai descritti accantonamenti sulle esposizioni verso controparti russe e ucraine.
I crediti non performing in Stage 3 hanno mostrato un calo (-90 milioni) come risultante di una riduzione delle rettifiche su sofferenze (-139 milioni), solo in parte controbilanciata dagli aumenti su inadempienze probabili (+35 milioni) e su crediti scaduti/sconfinanti (+14 milioni). A marzo 2022 l'incidenza dei deteriorati lordi sul complesso dei crediti si è attestata al 3%, in calo rispetto al dato di dicembre 2021 (3,2%).
Il costo del credito annualizzato, espresso dal rapporto tra rettifiche di valore nette e crediti netti, si attesta nel primo trimestre 2022 a 60 punti base (18 punti base se si esclude lo stanziamento per l'esposizione a Russia e Ucraina al netto del parziale rilascio di rettifiche generiche effettuate nel 2020 per i futuri impatti di COVID-19), sugli stessi livelli dell'esercizio 2021 (59 punti base, 25 se si esclude lo stanziamento addizionale per accelerare la
riduzione dei crediti deteriorati) e più alto rispetto ai 35 punti base annualizzati dei primi tre mesi del 2021. A marzo 2022 la copertura sui crediti deteriorati si cifra al 52,8%. Nel dettaglio le sofferenze hanno richiesto rettifiche nette per 10 milioni – che si raffrontano con 149 milioni del medesimo periodo 2021 – con un livello di copertura pari al 70,6%. Il contenuto valore delle rettifiche su sofferenze deriva sia dai limitati flussi verso deteriorati sia dal fatto che su una quota rilevante di sofferenze lorde viene applicato lo scenario di vendita e, pertanto, esse sono già allineate ai presumibili prezzi di realizzo. Le rettifiche nette sulle inadempienze probabili, pari a 202 milioni risultano superiori ai 167 milioni contabilizzati nel primo trimestre 2021; la copertura su tali posizioni si attesta al 35,7%. Le rettifiche su crediti scaduti e sconfinanti sono ammontate a 34 milioni (20 milioni il dato dei primi tre mesi 2021) e la loro copertura è pari al 21,3%. La copertura sulle posizioni forborne nell'ambito delle attività deteriorate è del 43,9%. Infine, la copertura sui finanziamenti in bonis si attesta allo 0,6%, ed incorpora il rischio fisiologico sul portafoglio crediti, ivi inclusi gli accantonamenti, effettuati nel trimestre, a fronte del conflitto Russo-Ucraino (sul tema si veda quanto riportato nello specifico paragrafo del capitolo "Il primo trimestre del 2022").
Nel confronto trimestrale, il primo trimestre 2022 mostra rettifiche su crediti superiori rispetto ai valori dei primi tre trimestri del 2021 ma inferiori rispetto all'ultimo trimestre del precedente esercizio, che inglobava lo stanziamento addizionale per accelerare la riduzione dei crediti deteriorati.
| (milioni di euro) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci | 31.03.2022 | 31.03.2021 | Rettifiche | 31.03.2021 Variazioni Dati (Dati rideterminati) rideterminati |
|||
| assolute | % | ||||||
| Altri accantonamenti netti | -9 | -121 | - | -121 | -112 | -92,6 | |
| Rettifiche di valore nette su titoli valutati al costo ammortizzato e su titoli valutati al fair value con |
|||||||
| impatto sulla redditività complessiva | -34 | -9 | - | -9 | 25 | ||
| Rettifiche di valore nette su altre attività | -9 | -3 | - | -3 | 6 | ||
| Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39 |
-8 | - | -1 | -1 | 7 | ||
| Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività |
-60 | -133 | -1 | -134 | -74 | -55,2 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Nell'ambito dello schema di conto economico riclassificato, questa voce comprende principalmente gli altri accantonamenti netti ai fondi rischi ed oneri e le rettifiche di valore nette su altre attività e su titoli valutati al costo ammortizzato e al fair value. Nei primi tre mesi del 2022 gli altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività sono ammontati a 60 milioni, nettamente inferiori rispetto ai 134 milioni contabilizzati nello stesso periodo dell'esercizio precedente.

In questa voce del conto economico riclassificato sono aggregati gli utili e le perdite su attività finanziarie valutate al costo ammortizzato diverse dai crediti, su partecipazioni e su altri investimenti nonché gli altri proventi ed oneri non strettamente correlati alla gestione operativa.
Nel primo trimestre 2022 gli altri oneri netti si sono attestati a 4 milioni e si confrontano con proventi netti pari a 198 milioni registrati nel primo trimestre 2021; questi ultimi includevano la plusvalenza realizzata con la cessione del ramo di attività di Banca Depositaria di Fideuram Bank Luxembourg (194 milioni).
Nell'avvio del 2022 non si registrano utili o perdite delle attività operative cessate, mentre nel corrispondente periodo del 2021 erano stati contabilizzati utili per 48 milioni relativi all'apporto degli sportelli oggetto di cessione.

Nei primi tre mesi del 2022 l'utile dell'operatività corrente prima della contabilizzazione delle imposte sul reddito si è attestato a 2.144 milioni, in flessione del 17,9% rispetto al dato del medesimo periodo del 2021.
Le imposte su base corrente e differita sono state pari a 781 milioni, corrispondenti ad un tax rate del 36,4%, più alto rispetto a quello del primo trimestre del 2021 (32%).
La voce è scesa a 16 milioni dai 52 milioni registrati nei primi tre mesi del 2021, principalmente a seguito del rilascio dell'effetto attualizzazione dei fondi relativi agli oneri di integrazione e incentivazione all'esodo del personale.
La voce comprende gli importi riconducibili alle rivalutazioni di crediti, debiti, immobili e all'iscrizione di nuove attività immateriali attuate, in applicazione del principio contabile IFRS 3, in sede di rilevazione delle operazioni di acquisizione di partecipazioni e/o aggregati patrimoniali. Tale voce nel primo trimestre 2022 si è attestata a 54 milioni, che si confrontano con i 16 milioni contabilizzati nel medesimo periodo dello scorso anno.
La voce include i tributi imposti da disposizioni legislative e/o finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario e di conseguenza al di fuori del governo aziendale. Nel primo trimestre 2022 tali oneri sono ammontati a 266 milioni e si confrontano con i 196 milioni dello stesso periodo dell'esercizio precedente.
I tributi contabilizzati nel periodo in esame sono così ripartiti: 251 milioni riferibili ai fondi di risoluzione, 5 milioni ai fondi di garanzia dei depositi, 5 milioni riconducibili ai tributi contabilizzati dalle banche estere e 5 milioni al Fondo Atlante.
Nei primi tre mesi del 2022 la voce evidenzia con segno negativo 3 milioni di utili netti di competenza di terzi relativi a società dell'area di consolidamento integrale, e si raffronta con un valore positivo di 4 milioni (perdite nette di competenza di terzi) relativo al primo trimestre 2021.
I risultati dei primi tre mesi del 2022 risentono delle vicende riguardanti Russia e Ucraina. Nonostante i cambiamenti di scenario il Gruppo Intesa Sanpaolo chiude il primo trimestre con un utile netto di 1.024 milioni, a conferma di un modello di business diversificato e resiliente. Escludendo le rettifiche di valore per gli eventi riguardanti Russia e Ucraina, il risultato netto si attesterebbe a circa 1,7 miliardi, con un incremento del 10,2% rispetto al primo trimestre 2021 anziché una contrazione del 32,5%, grazie ad una buona tenuta dei ricavi e ad un'accurata gestione dei costi operativi.
Per consentire una valutazione più immediata delle consistenze patrimoniali del Gruppo, viene predisposto anche uno stato patrimoniale sintetico riclassificato.
Lo schema presenta, oltre agli importi relativi al periodo di riferimento, anche i corrispondenti dati di raffronto. Per consentire un confronto omogeneo, i dati riferiti ai periodi precedenti sono normalmente riesposti, ove necessario e se materiali, anche per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.
In proposito, in assenza di variazioni del perimetro di consolidamento, rispetto a fine 2021 non si segnalano riesposizioni e pertanto la rappresentazione dei dati di fine 2021 è invariata rispetto al Bilancio di quell'esercizio.
Con riferimento all'evoluzione trimestrale del 2021, i dati patrimoniali di quell'esercizio risultano riesposti per:
Per quanto riguarda l'acquisizione del Gruppo UBI e le correlate operazioni societarie, anche per lo stato patrimoniale, per poter disporre di dati trimestrali immediatamente confrontabili, si era proceduto già nel 2021 all'esclusione linea per linea delle consistenze patrimoniali relative agli sportelli UBI e ISP ceduti nel primo e nel secondo trimestre 2021; tali valori nello Stato patrimoniale riclassificato a raffronto erano stati convenzionalmente appostati nella voce Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione. Tale riesposizione è avvenuta sulla base di risultanze contabili.
Con riferimento alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, oggetto di riesposizione come sopra indicato, non si è ritenuto necessario "rideterminare" i dati patrimoniali per escludere - sulla base di risultanze gestionali - le consistenze (investimenti e riserve tecniche) connesse alla produzione riferibile alla clientela delle filiali cedute a terzi, così come avvenuto per il conto economico, in relazione alla contenuta materialità e alla conseguente mancata rilevanza ai fini della comparabilità.
In conseguenza di quanto sopra, dal momento che le riesposizioni dei dati patrimoniali sono state effettuate – come normalmente avviene – sulla base di risultanze contabili, non sono stati predisposti schemi riclassificati "rideterminati" con riferimento ai dati patrimoniali.
Rispetto allo schema previsto dalla Circolare n. 262/05 della Banca d'Italia, vengono poi effettuate alcune aggregazioni e riclassificazioni. I dettagli analitici delle riesposizioni, delle aggregazioni e delle riclassificazioni sono forniti, con distinti prospetti, tra gli allegati al bilancio, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.
Inoltre, si ricorda che, come già avvenuto a dicembre 2021:
Le aggregazioni e riclassificazioni di voci effettuate nello Stato patrimoniale riclassificato hanno riguardato:
15 Società fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita il 31 dicembre 2021.
16 Società fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita il 31 dicembre 2021.

| (milioni di euro) | ||||
|---|---|---|---|---|
| Attività | 31.03.2022 | 31.12.2021 | variazioni | |
| assolute | % | |||
| Cassa e disponibilità liquide | 17.444 | 14.756 | 2.688 | 18,2 |
| Finanziamenti verso banche | 158.500 | 162.121 | -3.621 | -2,2 |
| Finanziamenti verso clientela | 468.366 | 465.254 | 3.112 | 0,7 |
| Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e con impatto sul conto economico |
465.787 2.579 |
463.458 1.796 |
2.329 783 |
0,5 43,6 |
| Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti | 56.111 | 43.325 | 12.786 | 29,5 |
| Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico | 52.872 | 51.636 | 1.236 | 2,4 |
| Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 64.793 | 66.841 | -2.048 | -3,1 |
| Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 |
196.949 | 206.800 | -9.851 | -4,8 |
| Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 |
81 | 85 | -4 | -4,7 |
| Partecipazioni | 1.633 | 1.652 | -19 | -1,2 |
| Attività materiali e immateriali | 19.885 | 20.134 | -249 | -1,2 |
| Attività di proprietà | 18.343 | 18.613 | -270 | -1,5 |
| Diritti d'uso acquisiti con il leasing | 1.542 | 1.521 | 21 | 1,4 |
| Attività fiscali | 18.610 | 18.808 | -198 | -1,1 |
| Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | 1.556 | 1.422 | 134 | 9,4 |
| Altre voci dell'attivo | 16.444 | 16.169 | 275 | 1,7 |
| Totale attività | 1.073.244 | 1.069.003 | 4.241 | 0,4 |
| Passività | 31.03.2022 | 31.12.2021 | variazioni | |
|---|---|---|---|---|
| assolute | % | |||
| Debiti verso banche al costo ammortizzato | 180.224 | 165.250 | 14.974 | 9,1 |
| Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione | 537.289 | 543.418 | -6.129 | -1,1 |
| Passività finanziarie di negoziazione | 58.726 | 56.306 | 2.420 | 4,3 |
| Passività finanziarie designate al fair value | 3.848 | 3.674 | 174 | 4,7 |
| Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 |
2.280 | 2.139 | 141 | 6,6 |
| Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 |
80.086 | 84.770 | -4.684 | -5,5 |
| Passività fiscali | 2.288 | 2.285 | 3 | 0,1 |
| Passività associate ad attività in via di dismissione | 37 | 30 | 7 | 23,3 |
| Altre voci del passivo | 23.531 | 21.954 | 1.577 | 7,2 |
| di cui debiti per leasing | 1.385 | 1.394 | -9 | -0,6 |
| Riserve tecniche | 113.471 | 118.296 | -4.825 | -4,1 |
| Fondi per rischi e oneri | 6.480 | 6.815 | -335 | -4,9 |
| di cui fondi per impegni e garanzie finanziarie rilasciate | 562 | 508 | 54 | 10,6 |
| Capitale | 10.084 | 10.084 | - | - |
| Riserve | 48.995 | 44.856 | 4.139 | 9,2 |
| Riserve da valutazione | -1.320 | -709 | 611 | 86,2 |
| Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione | 120 | 476 | -356 | -74,8 |
| Acconti su dividendi | -1.399 | -1.399 | - | - |
| Strumenti di capitale | 7.220 | 6.282 | 938 | 14,9 |
| Patrimonio di pertinenza di terzi | 260 | 291 | -31 | -10,7 |
| Risultato netto | 1.024 | 4.185 | -3.161 | -75,5 |
| Totale passività e patrimonio netto | 1.073.244 | 1.069.003 | 4.241 | 0,4 |
| Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di |
dismissione.
| (milioni di euro) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Attività | 2022 | 2021 | ||||
| 31/3 | 31/12 | 30/9 | 30/6 | 31/3 | ||
| Cassa e disponibilità liquide | 17.444 | 14.756 | 15.133 | 14.628 | 13.709 | |
| Finanziamenti verso banche | 158.500 | 162.121 | 164.890 | 148.205 | 128.188 | |
| Finanziamenti verso clientela | 468.366 | 465.254 | 463.295 | 463.297 | 464.661 | |
| Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato | 465.787 | 463.458 | 460.903 | 461.348 | 463.129 | |
| Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e con impatto sul conto economico |
2.579 | 1.796 | 2.392 | 1.949 | 1.532 | |
| Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti |
56.111 | 43.325 | 41.286 | 42.615 | 44.857 | |
| Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico | 52.872 | 51.636 | 59.924 | 59.826 | 55.455 | |
| Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 64.793 | 66.841 | 63.589 | 66.415 | 60.778 | |
| Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 |
196.949 | 206.800 | 205.631 | 206.138 | 206.388 | |
| Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 |
81 | 85 | 82 | 80 | 79 | |
| Partecipazioni | 1.633 | 1.652 | 1.738 | 1.707 | 1.708 | |
| Attività materiali e immateriali | 19.885 | 20.134 | 19.408 | 19.451 | 18.908 | |
| Attività di proprietà | 18.343 | 18.613 | 17.800 | 17.815 | 17.158 | |
| Diritti d'uso acquisiti con il leasing | 1.542 | 1.521 | 1.608 | 1.636 | 1.750 | |
| Attività fiscali | 18.610 | 18.808 | 18.805 | 19.014 | 19.582 | |
| Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | 1.556 | 1.422 | 3.181 | 1.566 | 3.169 | |
| Altre voci dell'attivo | 16.444 | 16.169 | 14.456 | 14.653 | 14.499 | |
| Totale attività | 1.073.244 | 1.069.003 | 1.071.418 | 1.057.595 | 1.031.981 |
| Passività | 2022 | 2021 | |||
|---|---|---|---|---|---|
| 31/3 | 31/12 | 30/9 | 30/6 | 31/3 | |
| Debiti verso banche al costo ammortizzato | 180.224 | 165.250 | 179.514 | 164.840 | 151.746 |
| Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione | 537.289 | 543.418 | 523.699 | 519.223 | 512.263 |
| Passività finanziarie di negoziazione | 58.726 | 56.306 | 57.533 | 57.335 | 53.544 |
| Passività finanziarie designate al fair value | 3.848 | 3.674 | 3.266 | 3.361 | 3.116 |
| Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 |
2.280 | 2.139 | 2.563 | 2.518 | 2.414 |
| Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 |
80.086 | 84.770 | 83.093 | 83.010 | 82.040 |
| Passività fiscali | 2.288 | 2.285 | 2.618 | 2.490 | 3.303 |
| Passività associate ad attività in via di dismissione | 37 | 30 | 1.404 | 78 | 3.585 |
| Altre voci del passivo | 23.531 | 21.954 | 24.955 | 31.674 | 26.283 |
| di cui debiti per leasing | 1.385 | 1.394 | 1.519 | 1.570 | 1.708 |
| Riserve tecniche | 113.471 | 118.296 | 118.616 | 119.475 | 119.943 |
| Fondi per rischi e oneri | 6.480 | 6.815 | 6.873 | 7.041 | 7.437 |
| di cui fondi per impegni e garanzie finanziarie rilasciate | 562 | 508 | 534 | 548 | 576 |
| Capitale | 10.084 | 10.084 | 10.084 | 10.084 | 10.084 |
| Riserve | 48.995 | 44.856 | 46.508 | 46.671 | 47.529 |
| Riserve da valutazione | -1.320 | -709 | -569 | -476 | -738 |
| Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione | 120 | 476 | 677 | 661 | 777 |
| Acconti su dividendi | -1.399 | -1.399 | - | - | - |
| Strumenti di capitale | 7.220 | 6.282 | 6.279 | 6.269 | 6.202 |
| Patrimonio di pertinenza di terzi | 260 | 291 | 299 | 318 | 937 |
| Risultato netto | 1.024 | 4.185 | 4.006 | 3.023 | 1.516 |
| Totale passività e patrimonio netto | 1.073.244 | 1.069.003 | 1.071.418 | 1.057.595 | 1.031.981 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.
| (milioni di euro) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci | 31.03.2022 | 31.12.2021 | variazioni | ||||
| incidenza % |
incidenza % |
assolute | % | ||||
| Conti correnti | 21.908 | 4,7 | 21.727 | 4,7 | 181 | 0,8 | |
| Mutui | 246.880 | 52,7 | 250.940 | 53,9 | -4.060 | -1,6 | |
| Anticipazioni e finanziamenti | 163.054 | 34,8 | 160.874 | 34,6 | 2.180 | 1,4 | |
| Crediti da attività commerciale | 431.842 | 92,2 | 433.541 | 93,2 | -1.699 | -0,4 | |
| Operazioni pronti c/termine | 22.593 | 4,9 | 17.621 | 3,8 | 4.972 | 28,2 | |
| Crediti rappresentati da titoli | 7.143 | 1,5 | 7.015 | 1,5 | 128 | 1,8 | |
| Crediti deteriorati | 6.788 | 1,4 | 7.077 | 1,5 | -289 | -4,1 | |
| Finanziamenti verso clientela | 468.366 | 100,0 | 465.254 | 100,0 | 3.112 | 0,7 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.
Al 31 marzo 2022 i finanziamenti verso clientela del Gruppo hanno superato i 468 miliardi, registrando una moderata crescita (+0,7%) da inizio anno. Tale dinamica è stata determinata dalle operazioni pronti c/termine, in progresso di 5 miliardi (+28,2%), che hanno più che compensato la riduzione dei crediti commerciali (-0,4%, pari a -1,7 miliardi). Questi ultimi sono la risultante della flessione dei mutui a imprese e privati (-1,6%, corrispondente -4 miliardi) solo in parte contrastata dalla positiva evoluzione dei finanziamenti a breve sotto forma di anticipazioni e finanziamenti (+1,4%, pari a +2,2 miliardi) e dei conti correnti (+0,8%, pari a +0,2 miliardi). I crediti deteriorati, anche a seguito delle azioni di deleveraging, si sono ulteriormente ridimensionati (-0,3 miliardi) attestandosi a 7,1 miliardi. Infine, i crediti rappresentati da titoli hanno mostrato un aumento dell'1,8%.

Nel comparto domestico dei prestiti a medio/lungo termine, le erogazioni dei primi tre mesi del 2022 destinate alle famiglie (comprensive della clientela small business, avente esigenze assimilabili alle famiglie produttrici) si sono approssimate a 6 miliardi e quelle destinate alle imprese del perimetro Banca dei Territori (inclusive delle aziende con fatturato fino a 350 milioni) sono ammontate a 5,3 miliardi. I finanziamenti in capo al nuovo comparto agribusiness si sono attestati a 642 milioni. Le erogazioni a medio/lungo termine alla clientela della Divisione IMI Corporate & Investment Banking, esclusa la parte estero, sono state pari a 4,6 miliardi. Complessivamente le erogazioni sul perimetro Italia, inclusive dei finanziamenti al terzo settore, delle erogazioni tramite reti terze e di UBI Leasing e Prestitalia, si sono approssimate a 17 miliardi; comprendendo anche l'operatività delle banche estere e la parte IMI C&IB estero, le erogazioni a medio/lungo termine del Gruppo hanno raggiunto i 22,2 miliardi. Al 31 marzo 2022 la quota di mercato detenuta dal Gruppo Intesa Sanpaolo sul territorio nazionale è stimata al 20,3% per gli impieghi totali a clientela; la stima è basata sui dati del campione di segnalazione decadale della Banca d'Italia, non essendo ancora disponibili i dati del sistema bancario complessivo di fine marzo.
| (milioni di euro) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| 31.03.2022 | 31.12.2021 | variazioni | |||
| assolute | % | ||||
| Banca dei Territori | 253.602 | 250.984 | 2.618 | 1,0 | |
| IMI Corporate & Investment Banking | 150.851 | 152.151 | -1.300 | -0,9 | |
| International Subsidiary Banks | 38.706 | 38.970 | -264 | -0,7 | |
| Private Banking | 13.700 | 13.833 | -133 | -1,0 | |
| Asset Management | 430 | 783 | -353 | -45,1 | |
| Insurance | - | - | - | - | |
| Totale aree di business | 457.289 | 456.721 | 568 | 0,1 | |
| Centro di governo | 11.077 | 8.533 | 2.544 | 29,8 | |
| Gruppo Intesa Sanpaolo | 468.366 | 465.254 | 3.112 | 0,7 | |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

Nell'analisi per settori di attività la Banca dei Territori, che rappresenta il 55,4% dell'aggregato riconducibile alle realtà operative del Gruppo, ha registrato una crescita da inizio anno (+1%), riconducibile ai finanziamenti nei confronti delle imprese e dei privati. La Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha mostrato un calo di 1,3 miliardi (-0,9%), ascrivibile ai finanziamenti a medio/lungo termine per operazioni di finanza strutturata nonché nei confronti di clientela internazionale. Anche gli impieghi della Divisione International Subsidiary Banks sono risultati in lieve flessione (-0,7%, pari a -0,3 miliardi), segnatamente per il minor apporto della controllata operante in Egitto. Quanto alle altre Divisioni operative, i cui stock sono di entità relativamente modesta in relazione alle specifiche operatività, si sono ridotti sia i crediti della Divisione Private Banking (-1%) sia quelli della Divisione Asset Management.
I finanziamenti sugli asset centrali del Centro di Governo hanno presentato un progresso da porre in relazione con l'operatività in pronti contro termine attivi.

| (milioni di euro) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Voci 31.03.2022 |
31.12.2021 | Variazione | |||
| Esposizione netta |
Incidenza % |
Esposizione netta |
Incidenza % |
Esposizione netta |
|
| Sofferenze | 2.139 | 0,4 | 2.130 | 0,5 | 9 |
| Inadempienze probabili | 4.202 | 0,9 | 4.325 | 0,9 | -123 |
| Crediti Scaduti / Sconfinanti | 447 | 0,1 | 622 | 0,1 | -175 |
| Crediti Deteriorati | 6.788 | 1,4 | 7.077 | 1,5 | -289 |
| Crediti deteriorati in Stage 3 (soggetti a impairment) | 6.747 | 1,4 | 7.038 | 1,5 | -291 |
| Crediti deteriorati valutati al fair value con contropartita il conto economico |
41 | - | 39 | - | 2 |
| Crediti in bonis | 454.397 | 97,1 | 451.143 | 97,0 | 3.254 |
| Stage 2 | 50.072 | 10,7 | 54.389 | 11,7 | -4.317 |
| Stage 1 | 403.293 | 86,2 | 395.755 | 85,1 | 7.538 |
| Crediti in bonis valutati al fair value con contropartita il conto economico |
1.032 | 0,2 | 999 | 0,2 | 33 |
| Crediti in bonis rappresentati da titoli | 7.143 | 1,5 | 7.015 | 1,5 | 128 |
| Stage 2 | 931 | 0,2 | 865 | 0,2 | 66 |
| Stage 1 | 6.212 | 1,3 | 6.150 | 1,3 | 62 |
| Crediti detenuti per la negoziazione | 38 | - | 19 | - | 19 |
| Totale finanziamenti verso clientela | 468.366 | 100,0 | 465.254 | 100,0 | 3.112 |
| di cui forborne performing | 7.886 | 8.103 | -217 | ||
| di cui forborne non performing | 2.606 | 2.644 | -38 | ||
| Finanziamenti verso clientela classificati tra le attività in via di dismissione (*) |
1.325 | 1.206 | 119 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.
(*) Al 31 marzo 2022 e al 31 dicembre 2021 la voce si riferisce ai portafogli, o esposizioni single name, di sofferenze e inadempienze probabili oggetto di cessione.
Al 31 marzo 2022 i crediti deteriorati netti del Gruppo si sono attestati a 6,8 miliardi, valore che rappresenta un minimo storico. La riduzione da inizio anno (-4,1%) conferma l'andamento virtuoso già rilevato nel corso degli esercizi precedenti. Si registra un'incidenza delle attività deteriorate sul totale dei crediti netti verso clientela dell'1,4% (1,1% in base alla definizione EBA), valore contenuto e in ulteriore miglioramento (1,5% registrato a dicembre 2021, 1,2% in base alla definizione EBA), con una copertura dei crediti deteriorati pari al 52,8%.
In particolare, a fine marzo 2022 i finanziamenti classificati in sofferenza, al netto delle rettifiche di valore contabilizzate, si sono attestati a 2,1 miliardi (+0,4%), con un'incidenza sul totale dei crediti netti pari allo 0,4%; alla stessa data il livello di copertura si è attestato al 70,6%. Le inadempienze probabili, pari a 4,2 miliardi, si sono ridotte del 2,8%, con un'incidenza sul totale degli impieghi netti a clientela pari allo 0,9% e un livello di copertura del 35,7%. I crediti scaduti e sconfinanti sono ammontati a 447 milioni (-28,1%), con una copertura pari al 21,3%. Le esposizioni forborne, generate da concessioni verso debitori in difficoltà nel far fronte ai propri impegni finanziari, nell'ambito delle attività deteriorate, si sono attestate a 2,6 miliardi, con una copertura del 43,9%; le esposizioni forborne presenti nei finanziamenti in bonis sono ammontate a 7,9 miliardi.
La copertura dei crediti in bonis è salita allo 0,6% anche in relazione agli accantonamenti, effettuati nel trimestre, a fronte del conflitto Russo-Ucraino (sul tema si veda quanto riportato nello specifico paragrafo).

| (milioni di euro) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia di strumenti finanziari | Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico |
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
Titoli valutati al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti |
TOTALE attività finanziarie |
Passività finanziarie di negoziazione (*) |
| Titoli di debito emessi da Governi | |||||
| 31.03.2022 | 19.718 | 48.376 | 37.120 | 105.214 | X |
| 31.12.2021 | 20.361 | 49.536 | 24.845 | 94.742 | X |
| Variazione assoluta | -643 | -1.160 | 12.275 | 10.472 | X |
| Variazione % | -3,2 | -2,3 | 49,4 | 11,1 | X |
| Altri titoli di debito | |||||
| 31.03.2022 | 3.346 | 14.011 | 18.991 | 36.348 | X |
| 31.12.2021 | 3.020 | 14.032 | 18.480 | 35.532 | X |
| Variazione assoluta | 326 | -21 | 511 | 816 | X |
| Variazione % | 10,8 | -0,1 | 2,8 | 2,3 | X |
| Titoli di capitale | |||||
| 31.03.2022 | 1.294 | 2.406 | X | 3.700 | X |
| 31.12.2021 | 1.192 | 3.273 | X | 4.465 | X |
| Variazione assoluta | 102 | -867 | X | -765 | X |
| Variazione % | 8,6 | -26,5 | X | -17,1 | X |
| Quote OICR | |||||
| 31.03.2022 | 4.185 | X | X | 4.185 | X |
| 31.12.2021 | 3.943 | X | X | 3.943 | X |
| Variazione assoluta | 242 | X | X | 242 | X |
| Variazione % | 6,1 | X | X | 6,1 | X |
| Debiti verso banche e verso clientela | |||||
| 31.03.2022 | X | X | X | X | -24.318 |
| 31.12.2021 | X | X | X | X | -22.262 |
| Variazione assoluta | X | X | X | X | 2.056 |
| Variazione % | X | X | X | X | 9,2 |
| Derivati finanziari | |||||
| 31.03.2022 | 21.583 | X | X | 21.583 | -23.413 |
| 31.12.2021 | 20.895 | X | X | 20.895 | -23.239 |
| Variazione assoluta | 688 | X | X | 688 | 174 |
| Variazione % | 3,3 | X | X | 3,3 | 0,7 |
| Derivati creditizi | |||||
| 31.03.2022 | 2.746 | X | X | 2.746 | -2.807 |
| 31.12.2021 | 2.225 | X | X | 2.225 | -2.332 |
| Variazione assoluta | 521 | X | X | 521 | 475 |
| Variazione % | 23,4 | X | X | 23,4 | 20,4 |
| TOTALE 31.03.2022 | 52.872 | 64.793 | 56.111 | 173.776 | -50.538 |
| TOTALE 31.12.2021 | 51.636 | 66.841 | 43.325 | 161.802 | -47.833 |
| Variazione assoluta | 1.236 | -2.048 | 12.786 | 11.974 | 2.705 |
| Variazione % | 2,4 | -3,1 | 29,5 | 7,4 | 5,7 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.
(*) L'importo della voce non comprende i "certificates" che sono inclusi nella tabella della raccolta diretta bancaria.
La tabella sopra riportata evidenzia la composizione delle altre attività e passività finanziarie, escluse le compagnie assicurative. Le passività finanziarie di negoziazione non comprendono i "certificates", in quanto ricompresi negli aggregati della raccolta diretta bancaria.
Le altre attività finanziarie del Gruppo Intesa Sanpaolo, escluse quelle delle compagnie assicurative, si sono attestate a circa 174 miliardi, in progresso di 12 miliardi da inizio anno (+7,4%). Anche le passività finanziarie di negoziazione hanno mostrato un aumento (+5,7%), approssimandosi a 51 miliardi.
L'incremento del totale attività finanziarie è ascrivibile principalmente all'andamento dei titoli di debito (+11,3 miliardi). Per quanto concerne le passività finanziarie di negoziazione, la crescita riguarda tutte le componenti, segnatamente i debiti verso banche e verso clientela (+2,1 miliardi).
I titoli valutati al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti sono saliti da 43 a 56 miliardi (+29,5%), sostanzialmente per investimenti in titoli governativi a tasso fisso e a limitato rischio di credito (benchmark JPM EMU IG ex-Germany) ed elevata liquidità (HQLA). Tali investimenti consentono di coprire il rischio di tasso della raccolta a vista, utilizzata dalla clientela quale forma di investimento alternativo ai tradizionali investimenti monetari (es. titoli governativi/fondi monetari) in un contesto di tassi negativi e, al contempo, consentono di ridurre parzialmente l'eccesso di liquidità della banca. I titoli di debito HTC risultano prevalentemente classificati a Stage 1 (93,3%).
Per contro le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva si sono attestate a circa 65 miliardi, con una riduzione del 3,1% da inizio anno imputabile sia ai titoli di debito sia ai titoli di capitale. I titoli di debito HTCS risultano quasi interamente classificati a Stage 1 (99,6%).
| (milioni di euro) | |||
|---|---|---|---|
| Titoli di debito: stage allocation | Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
Titoli valutati al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti |
TOTALE |
| Stage 1 | |||
| 31.03.2022 | 62.146 | 52.331 | 114.477 |
| 31.12.2021 | 63.367 | 39.467 | 102.834 |
| Variazione assoluta | -1.221 | 12.864 | 11.643 |
| Variazione % | -1,9 | 32,6 | 11,3 |
| Stage 2 | |||
| 31.03.2022 | 241 | 3.767 | 4.008 |
| 31.12.2021 | 201 | 3.844 | 4.045 |
| Variazione assoluta | 40 | -77 | -37 |
| Variazione % | 19,9 | -2,0 | -0,9 |
| Stage 3 | |||
| 31.03.2022 | - | 13 | 13 |
| 31.12.2021 | - | 14 | 14 |
| Variazione assoluta | - | -1 | -1 |
| Variazione % | - | -7,1 | -7,1 |
| TOTALE 31.03.2022 | 62.387 | 56.111 | 118.498 |
| TOTALE 31.12.2021 | 63.568 | 43.325 | 106.893 |
| Variazione assoluta | -1.181 | 12.786 | 11.605 |
| Variazione % | -1,9 | 29,5 | 10,9 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

| (milioni di euro) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci | 31.03.2022 | 31.12.2021 | variazioni | |||
| incidenza % |
incidenza % |
assolute | % | |||
| Raccolta diretta bancaria | 549.325 | 44,0 | 555.565 | 43,5 | -6.240 | -1,1 |
| Raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche | 195.093 | 15,7 | 204.479 | 16,0 | -9.386 | -4,6 |
| Raccolta indiretta | 696.472 | 55,8 | 719.231 | 56,4 | -22.759 | -3,2 |
| Elisioni (a) | -193.456 | -15,5 | -202.963 | -15,9 | -9.507 | -4,7 |
| Attività finanziarie della clientela | 1.247.434 | 100,0 | 1.276.312 | 100,0 | -28.878 | -2,3 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.
(a) Le elisioni si riferiscono a componenti della raccolta indiretta che costituiscono anche forme di raccolta diretta (passività finanziarie del comparto assicurativo valutate al fair value e riserve tecniche).
Al 31 marzo 2022 le attività finanziarie della clientela si sono cifrate a 1.247 miliardi, registrando un calo da inizio anno (-2,3%, pari a -28,9 miliardi) determinato dalla raccolta indiretta (-3,2%, pari a -22,8 miliardi) e, in misura minore, dalla raccolta diretta assicurativa e bancaria.
La tabella che segue include i debiti verso clientela, i titoli in circolazione, compresi quelli valutati al fair value, nonché i certificates, che rappresentano una forma di raccolta alternativa a quella obbligazionaria.
| Voci | 31.03.2022 | 31.12.2021 | (milioni di euro) variazioni |
||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| incidenza % |
incidenza % |
assolute | % | ||||
| Conti correnti e depositi | 442.200 | 80,6 | 442.520 | 79,7 | -320 | -0,1 | |
| Operazioni pronti c/termine e prestito titoli | 2.397 | 0,4 | 2.691 | 0,5 | -294 | -10,9 | |
| Obbligazioni | 56.608 | 10,3 | 62.452 | 11,2 | -5.844 | -9,4 | |
| Certificati di deposito | 2.694 | 0,5 | 2.931 | 0,5 | -237 | -8,1 | |
| Passività subordinate | 12.348 | 2,2 | 12.599 | 2,3 | -251 | -2,0 | |
| Altra raccolta | 33.078 | 6,0 | 32.372 | 5,8 | 706 | 2,2 | |
| di cui: valutata al fair value (*) | 12.036 | 2,2 | 12.147 | 2,2 | -111 | -0,9 | |
| Raccolta diretta bancaria | 549.325 | 100,0 | 555.565 | 100,0 | -6.240 | -1,1 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.
(*) Valori riferiti a Certificati di investimento (certificates) ed altre forme di raccolta inclusi nello schema di Stato patrimoniale nelle voci "Passività finanziarie di negoziazione" e "Passività finanziarie designate al fair value". In dettaglio:
al 31 marzo 2022 la voce risultava costituita per 8.188 milioni da certificates classificati fra le Passività finanziarie di negoziazione e per 3.848 milioni da certificates (3.844 milioni) e altre forme di raccolta (4 milioni) classificati fra le Passività designate al fair value;
al 31 dicembre 2021 la voce risultava costituita per 8.473 milioni da certificates classificati fra le Passività finanziarie di negoziazione e per 3.674 milioni da certificates (3.670 milioni) e altre forme di raccolta (4 milioni) classificati fra le Passività designate al fair value.


La raccolta diretta bancaria del Gruppo è ammontata a 549 miliardi, in diminuzione da inizio anno (-1,1%, pari a -6,2 miliardi).
La dinamica è riconducibile principalmente alla riduzione della provvista obbligazionaria (-5,8 miliardi), per effetto delle scadenze di titoli non rinnovati da altrettante emissioni, in presenza di abbondante liquidità sui depositi che rappresentano una forma di provvista poco onerosa. Le altre componenti hanno presentato variazioni di entità modesta.
Al 31 marzo 2022 la quota sul mercato domestico della raccolta diretta (depositi e obbligazioni) del Gruppo Intesa Sanpaolo è stimata al 22,3%; come descritto in precedenza per gli impieghi, tale stima si fonda sui dati del campione di segnalazione decadale della Banca d'Italia.
| 31.03.2022 | 31.12.2021 | variazioni | |||
|---|---|---|---|---|---|
| assolute | % | ||||
| Banca dei Territori | 291.418 | 291.807 | -389 | -0,1 | |
| IMI Corporate & Investment Banking | 91.797 | 94.844 | -3.047 | -3,2 | |
| International Subsidiary Banks | 51.361 | 51.529 | -168 | -0,3 | |
| Private Banking | 56.706 | 54.212 | 2.494 | 4,6 | |
| Asset Management | 17 | 21 | -4 | -19,0 | |
| Insurance | - | - | - | - | |
| Totale aree di business | 491.299 | 492.413 | -1.114 | -0,2 | |
| Centro di governo | 58.026 | 63.152 | -5.126 | -8,1 | |
| Gruppo Intesa Sanpaolo | 549.325 | 555.565 | -6.240 | -1,1 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

Nell'analisi della raccolta per settori di attività la Banca dei Territori, che rappresenta il 59,3% dell'aggregato riconducibile alle realtà operative del Gruppo, si è attestata su livelli di poco inferiori a quelli di inizio anno (-0,1%, pari a -0,4 miliardi) in relazione alla dinamica dei titoli in circolazione. La Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha mostrato un calo (-3,2%, pari a -3 miliardi), principalmente ascrivibile alla diminuzione dei debiti verso clientela internazionale e financial institutions e dei titoli in circolazione della Direzione Internazionale. Per contro ha presentato una crescita il Private Banking (+4,6%, pari a +2,5 miliardi). La dinamica della raccolta della Divisione International Subsidiary Banks (-0,3%) è prevalentemente attribuibile alle controllate operanti in Egitto e Serbia.
La diminuzione della provvista del Centro di Governo è in buona parte riconducibile al ridimensionamento dello stock di titoli wholesale.
| (milioni di euro) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci | 31.03.2022 | 31.12.2021 | variazioni | |||
| incidenza % |
incidenza % |
assolute | % | |||
| Fondi comuni di investimento (a) | 168.070 | 24,1 | 176.220 | 24,5 | -8.150 | -4,6 |
| Fondi pensione aperti e polizze individuali pensionistiche | 12.126 | 1,7 | 12.585 | 1,8 | -459 | -3,6 |
| Gestioni patrimoniali | 75.517 | 10,9 | 78.879 | 11,0 | -3.362 | -4,3 |
| Riserve tecniche e passività finanziarie assicurative | 181.303 | 26,0 | 186.343 | 25,9 | -5.040 | -2,7 |
| Rapporti con clientela istituzionale | 22.894 | 3,3 | 20.378 | 2,8 | 2.516 | 12,3 |
| Risparmio gestito | 459.910 | 66,0 | 474.405 | 66,0 | -14.495 | -3,1 |
| Raccolta amministrata | 236.562 | 34,0 | 244.826 | 34,0 | -8.264 | -3,4 |
| Raccolta indiretta | 696.472 | 100,0 | 719.231 | 100,0 | -22.759 | -3,2 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.
(a) La voce non comprende i fondi detenuti da compagnie assicurative del Gruppo e gestiti da SGR del Gruppo, i cui valori sono inclusi nelle riserve tecniche, e i fondi istituiti da terzi e gestiti da società del Gruppo, i cui valori sono inclusi nella raccolta amministrata.

Al 31 marzo 2022 la raccolta indiretta, superiore ai 696 miliardi, è risultata in flessione del 3,2% da inizio anno. Tale dinamica, condizionata dall'andamento negativo dei mercati finanziari nel primo trimestre, ha interessato sia la componente gestita sia quella amministrata.
Il risparmio gestito, che con 460 miliardi costituisce i due terzi dell'aggregato complessivo, ha mostrato una riduzione (-3,1%, pari a -14,5 miliardi), attribuibile per oltre la metà ai fondi comuni di investimento (-8,2 miliardi), alle riserve tecniche e passività finanziarie assicurative (-5 miliardi), alle gestioni patrimoniali (-3,4 miliardi), nonché ai fondi pensione aperti e alle polizze individuali pensionistiche (-0,5 miliardi). In positivo si sono mossi i rapporti con clientela istituzionale (+2,5 miliardi). Nei primi tre mesi del 2022 la nuova produzione vita delle compagnie assicurative del Gruppo Intesa Sanpaolo, comprensiva dei prodotti previdenziali, si è attestata a 3,8 miliardi. Anche la raccolta amministrata ha registrato un andamento negativo (-3,4%, pari a -8,3 miliardi), concentrato nei titoli e prodotti di terzi affidati in custodia.
La posizione interbancaria netta al 31 marzo 2022 ha presentato uno sbilancio negativo di 21,7 miliardi, valore più elevato rispetto al dato di circa 3 miliardi rilevato a inizio anno. L'evoluzione riflette una significativa crescita dei debiti verso banche ad oltre 180 miliardi (+9,1%), principalmente per effetto di operazioni in pronti contro termine, e una riduzione dei finanziamenti verso banche a 158,5 miliardi (-2,2%). L'indebitamento verso la BCE per le operazioni TLTRO è rimasto invariato a 132 miliardi rispetto a fine 2021.

| (milioni di euro) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia di strumenti finanziari |
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 |
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione |
TOTALE Attività finanziarie di pertinenza |
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di |
|||
| Attività finanziarie detenute per la negoziazione e derivati di copertura |
Attività finanziarie designate al fair value |
Attività finanziarie disponibili per la vendita |
valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 |
delle imprese di assicurazione valutate ai sensi dello IAS 39 |
assicurazione valutate ai sensi dello IAS 39 (*) |
||
| Titoli di debito emessi da Governi |
|||||||
| 31.03.2022 | 118 | 3.547 | 67.520 | - | 71.185 | X | |
| 31.12.2021 | 123 | 3.772 | 71.782 | - | 75.677 | X | |
| Variazione assoluta | -5 | -225 | -4.262 | - | -4.492 | X | |
| Variazione % | -4,1 | -6,0 | -5,9 | - | -5,9 | X | |
| Altri titoli di debito | |||||||
| 31.03.2022 | 628 | 990 | 15.915 | - | 17.533 | X | |
| 31.12.2021 | 668 | 1.021 | 16.758 | - | 18.447 | X | |
| Variazione assoluta | -40 | -31 | -843 | - | -914 | X | |
| Variazione % | -6,0 | -3,0 | -5,0 | - | -5,0 | X | |
| Titoli di capitale | |||||||
| 31.03.2022 | - | 3.330 | 2.149 | - | 5.479 | X | |
| 31.12.2021 | - | 3.510 | 2.262 | - | 5.772 | X | |
| Variazione assoluta | - | -180 | -113 | - | -293 | X | |
| Variazione % | - | -5,1 | -5,0 | - | -5,1 | X | |
| Quote OICR | |||||||
| 31.03.2022 | 161 | 87.362 | 13.984 | - | 101.507 | X | |
| 31.12.2021 | 171 | 92.017 | 13.621 | - | 105.809 | X | |
| Variazione assoluta | -10 | -4.655 | 363 | - | -4.302 | X | |
| Variazione % | -5,8 | -5,1 | 2,7 | - | -4,1 | X | |
| Crediti verso banche e verso clientela |
|||||||
| 31.03.2022 | - | 929 | - | 81 | 1.010 | X | |
| 31.12.2021 | - | 739 | - | 85 | 824 | X | |
| Variazione assoluta | - | 190 | - | -4 | 186 | X | |
| Variazione % | - | 25,7 | - | -4,7 | 22,6 | X | |
| Debiti verso banche | |||||||
| 31.03.2022 | X | X | X | X | X | -643 | (**) |
| 31.12.2021 | X | X | X | X | X | -623 | (**) |
| Variazione assoluta | X | X | X | X | X | 20 | |
| Variazione % | X | X | X | X | X | 3,2 | |
| Derivati finanziari | |||||||
| 31.03.2022 | 316 | - | - | - | 316 | -101 | (***) |
| 31.12.2021 | 356 | - | - | - | 356 | -103 | (***) |
| Variazione assoluta | -40 | - | - | - | -40 | -2 | |
| Variazione % | -11,2 | - | - | - | -11,2 | -1,9 | |
| Derivati creditizi | |||||||
| 31.03.2022 | - | - | - | - | - | - | (***) |
| 31.12.2021 | - | - | - | - | - | - | (***) |
| Variazione assoluta | - | - | - | - | - | - | |
| Variazione % | - | - | - | - | - | - | |
| TOTALE 31.03.2022 | 1.223 | 96.158 | 99.568 | 81 | 197.030 | -744 | |
| TOTALE 31.12.2021 | 1.318 | 101.059 | 104.423 | 85 | 206.885 | -726 | |
| Variazione assoluta | -95 | -4.901 | -4.855 | -4 | -9.855 | 18 | |
| Variazione % | -7,2 | -4,8 | -4,6 | -4,7 | -4,8 | 2,5 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.
(*) L'importo della voce non comprende le "Passività finanziarie del comparto assicurativo designate al fair value" incluse nella tabella della raccolta diretta assicurativa.
(**) Valore incluso nello schema di Stato Patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39".
(***) Valore incluso nello schema di Stato Patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39".
Le attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese assicurative ai sensi dello IAS 39, riepilogate nella tabella sopra riportata, sono ammontate, rispettivamente, a 197 miliardi e a 744 milioni. Le attività finanziarie sono risultate in ridimensionamento da inizio anno (-4,8%, pari a -9,9 miliardi), per effetto della dinamica cedente delle attività finanziarie designate al fair value (-4,8%, pari a -4,9 miliardi), in particolare su quote OICR, e delle attività finanziarie disponibili per la vendita (-4,6%, pari al -4,9 miliardi), segnatamente su titoli di debito governativi e su altri titoli di debito. Anche le attività finanziarie detenute per la negoziazione e derivati di copertura, seppur l'apporto risulti di modesta entità, hanno presentato un calo (-7,2%).
| (milioni di euro) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci | 31.03.2022 | 31.12.2021 | variazioni | |||
| incidenza % |
incidenza % |
assolute | % | |||
| Passività finanziarie del comparto assicurativo designate al fair value IAS39 (*) |
79.985 | 41,0 | 84.667 | 41,4 | -4.682 | -5,5 |
| Prodotti Index Linked | - | - | - | - | - | - |
| Prodotti Unit Linked | 79.985 | 41,0 | 84.667 | 41,4 | -4.682 | -5,5 |
| Riserve tecniche | 113.471 | 58,2 | 118.296 | 57,9 | -4.825 | -4,1 |
| Rami Vita | 111.721 | 57,3 | 116.540 | 57,0 | -4.819 | -4,1 |
| Riserve matematiche | 98.518 | 50,6 | 99.110 | 48,5 | -592 | -0,6 |
| Riserve tecniche con rischio a carico degli assicurati (**) e riserve da gestione dei fondi pensione |
9.034 | 4,6 | 9.217 | 4,5 | -183 | -2,0 |
| Altre riserve | 4.169 | 2,1 | 8.213 | 4,0 | -4.044 | -49,2 |
| Ramo danni | 1.750 | 0,9 | 1.756 | 0,9 | -6 | -0,3 |
| Altra raccolta assicurativa (***) | 1.637 | 0,8 | 1.516 | 0,7 | 121 | 8,0 |
| Raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche | 195.093 | 100,0 | 204.479 | 100,0 | -9.386 | -4,6 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.
(*) Valori inclusi nello schema di Stato patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 ".
(**) La voce comprende polizze unit e index linked con rischio assicurativo significativo.
(***) Valori inclusi nello schema di Stato patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39". La voce comprende le passività subordinate.

La raccolta diretta assicurativa, al 31 marzo 2022, ha superato i 195 miliardi, in flessione (-4,6%, pari a -9,4 miliardi) rispetto a dicembre 2021. La dinamica è ascrivibile sia al calo delle passività finanziarie designate al fair value, costituite da prodotti unit linked (-5,5%, pari a -4,7 miliardi), sia al decremento delle riserve tecniche (-4,1%, pari a -4,8 miliardi) - che costituiscono il debito verso la clientela che ha sottoscritto polizze tradizionali o con rischio assicurativo significativo - imputabile al ramo vita, che rappresenta la quasi totalità delle riserve. In positivo si è mossa l'altra raccolta assicurativa, che comprende le passività subordinate, risultata in aumento di 0,1 miliardi (+8%).

In questa voce sono appostate le attività e le relative passività non più riferite alla normale operatività in quanto oggetto di procedure di dismissione. Al 31 marzo 2022 sono state rilevate attività in corso di cessione per 1,6 miliardi e passività associate per 37 milioni. Le attività in via di dismissione al 31 marzo 2022 accolgono principalmente i portafogli e le esposizioni single-name di crediti deteriorati di Intesa Sanpaolo che saranno oggetto di cessione nell'ambito delle strategie di de-risking del Gruppo. Complessivamente, i crediti deteriorati allocati tra le attività in dismissione ammontano, al netto delle rettifiche di valore, a 1,3 miliardi.
Al 31 marzo 2022 il patrimonio netto del Gruppo, incluso l'utile maturato nell'esercizio, si è attestato a 64.724 milioni, a fronte dei 63.775 milioni rilevati a inizio anno. La crescita è da ricondurre agli strumenti di capitale emessi (+0,9 miliardi); l'aggregato incorpora 1.024 milioni di utile maturato nei primi tre mesi dell'esercizio.
Il Gruppo ha assegnato a riserve l'utile di 4.185 milioni dell'esercizio 2021 in attesa di distribuire a maggio 2022 l'importo cash a saldo agli azionisti, per un payout ratio complessivo – acconto e saldo – pari al 70% dell'utile netto consolidato 2021.
| (milioni di euro) | |||
|---|---|---|---|
| Voci | Riserva 31.12.2021 |
Variazione del periodo |
Riserva 31.03.2022 |
| Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (titoli di debito) |
-332 | -330 | -662 |
| Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (titoli di capitale) |
-147 | -290 | -437 |
| Attività materiali | 1.598 | -19 | 1.579 |
| Copertura di investimenti esteri | - | -1 | -1 |
| Copertura dei flussi finanziari | -607 | 64 | -543 |
| Differenze di cambio | -1.088 | -85 | -1.173 |
| Attività non correnti in via di dismissione | - | - | - |
| Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazione del proprio merito creditizio) |
-77 | 30 | -47 |
| Utili (Perdite) attuariali su piani previdenziali a benefici definiti | -417 | 12 | -405 |
| Quota delle riserve da valutazione relative alle partecipazioni valutate al patrimonio netto |
53 | 8 | 61 |
| Leggi speciali di rivalutazione | 308 | - | 308 |
| Riserve da valutazione (escluse le riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione) |
-709 | -611 | -1.320 |
| Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione | 476 | -356 | 120 |
Le riserve da valutazione bancarie presentano un valore negativo (-1.320 milioni) e in ampliamento rispetto al 31 dicembre 2021 (-709 milioni) principalmente per effetto delle riserve su titoli di debito (-330 milioni), delle riserve su titoli di capitale (-290 milioni) e sulle differenze di cambio (-85 milioni). Le riserve da valutazione delle imprese di assicurazione evidenziano un valore positivo pari a 120 milioni che si confronta con i 476 milioni di fine 2021.
| (milioni di euro) | |||
|---|---|---|---|
| Fondi propri e coefficienti di solvibilità | 31.03.2022 | ||
| IFRS9 | IFRS9 | IFRS9 | |
| "Fully loaded" | "Transitional" | "Transitional" | |
| Fondi propri | |||
| Capitale primario di Classe 1 (CET1) al netto delle rettifiche regolamentari | 44.874 | 45.629 | 47.247 |
| Capitale aggiuntivo di Classe 1 (AT1) al netto delle rettifiche regolamentari | 7.248 | 7.248 | 6.264 |
| CAPITALE DI CLASSE 1 (TIER 1) | 52.122 | 52.877 | 53.511 |
| Capitale di Classe 2 (T2) al netto delle rettifiche regolamentari | 9.206 | 8.459 | 8.941 |
| TOTALE FONDI PROPRI | 61.328 | 61.336 | 62.452 |
| Attività di rischio ponderate | |||
| Rischi di credito e di controparte | 290.081 | 289.653 | 288.691 |
| Rischi di mercato e di regolamento | 15.441 | 15.441 | 12.792 |
| Rischi operativi | 25.305 | 25.305 | 25.305 |
| Altri rischi specifici (a) | 115 | 115 | 115 |
| ATTIVITA' DI RISCHIO PONDERATE | 330.942 | 330.514 | 326.903 |
| Coefficienti di solvibilità % | |||
| Common Equity Tier 1 ratio | 13,6% | 13,8% | 14,5% |
| Tier 1 ratio | 15,7% | 16,0% | 16,4% |
| Total capital ratio | 18,5% | 18,6% | 19,1% |
I fondi propri, le attività ponderate per il rischio ed i coefficienti di solvibilità al 31 marzo 2022 sono stati determinati in base alla disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013, così come modificate rispettivamente dalla Direttiva 2019/878/UE (CRD V) e dal Regolamento (UE) 2019/876 (CRR II), che traspongono nell'Unione Europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (c.d. framework Basilea 3), e sulla base delle relative Circolari della Banca d'Italia.
Le disposizioni normative relative ai fondi propri, che prevedevano l'introduzione del framework Basilea 3 in maniera graduale, risultano pienamente in vigore, essendo terminato, con l'esercizio 2018, lo specifico periodo transitorio durante il quale alcuni elementi che a regime sono computabili o deducibili integralmente nel Common Equity, impattavano sul Capitale primario di Classe 1 solo per una quota percentuale. Con riferimento all'introduzione dell'IFRS 9, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha scelto di adottare il cosiddetto "approccio statico" previsto dal Regolamento (UE) 2017/2395. Tale approccio consente la re-introduzione nel Common Equity di una quota progressivamente decrescente fino al 2022 (95% nel 2018, 85% nel 2019, 70% nel 2020, 50% nel 2021 e 25% nel 2022) dell'impatto dell'IFRS 9, calcolato al netto dell'effetto fiscale, risultante dal confronto tra le rettifiche di valore IAS 39 al 31 dicembre 2017 e quelle IFRS 9 al 1° gennaio 2018, escludendo la riclassifica degli strumenti finanziari, e dopo aver azzerato la shortfall al 31 dicembre 2017.
Il Regolamento (UE) 2017/2395 disciplina anche gli obblighi informativi che gli enti sono tenuti a rispettare, rimandando all'EBA l'emanazione degli orientamenti specifici sul tema. Recependo quanto previsto dalla normativa, l'EBA ha emesso specifiche guidelines secondo cui le banche che adottano un trattamento transitorio con riferimento all'impatto dell'IFRS 9 (quale l'approccio statico citato in precedenza) sono tenute a pubblicare, con frequenza trimestrale, i valori consolidati "Fully loaded" (come se non fosse stato applicato il trattamento transitorio) e "Transitional" di Common Equity Tier 1 (CET1) capital, Tier 1 capital, Total Capital, Total risk-weighted asset, Capital Ratio e Leverage Ratio.
Al 31 marzo 2022, tenendo conto del trattamento transitorio adottato per mitigare l'impatto dell'IFRS 9, i Fondi Propri ammontano a 61.336 milioni; alla medesima data, considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9, i Fondi Propri ammontano a 61.328 milioni. I fondi propri calcolati considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9 ("Fully Loaded") tengono conto di quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2019 che ha previsto la rateizzazione ai fini fiscali delle rettifiche di valore operate in sede di First Time Adoption del principio contabile, con conseguente rilevazione di DTA; tali DTA sono state considerate per il 75% del loro valore contabile ai fini del calcolo dei fondi propri "Transitional", in linea con quanto previsto dall'articolo 473 bis della CRR con riferimento all'applicazione dell'"approccio statico", mentre nei fondi propri "Fully loaded" sono state incluse integralmente tra gli elementi deducibili. L'impatto di tali DTA sui fondi propri "Fully loaded" è comunque transitorio in quanto le stesse saranno riassorbite entro il 2028.
Peraltro, si segnala che il Gruppo al momento non si è avvalso né del nuovo regime transitorio IFRS 9 relativo alle rettifiche di valore dei crediti successive al 31 dicembre 2019 né della reintroduzione del filtro prudenziale per le esposizioni verso le amministrazioni centrali classificate nella categoria FVOCI, entrambe introdotte dalla Commissione Europea con il Regolamento 2020/873 del 24 giugno 2020.
I fondi propri tengono altresì conto dell'importo applicabile, oggetto di deduzione dal Capitale primario, correlato alla copertura minima delle perdite sulle esposizioni deteriorate, c.d. Minimum Loss Coverage, sulla base di quanto disciplinato dal Regolamento (UE) 2019/630 del 17 aprile 2019.

Ai fini del calcolo dei fondi propri al 31 marzo 2022 si è tenuto conto dell'utile del primo trimestre al netto del relativo dividendo, coerente con il payout ratio (70%) previsto dal Piano d'Impresa 2022-2025, e degli altri oneri prevedibili.
Al 31 marzo 2022, tenendo conto del trattamento transitorio adottato per mitigare l'impatto dell'IFRS 9, le attività ponderate per il rischio ammontano a 330.514 milioni, derivanti in misura prevalente dai rischi di credito e di controparte e, in misura minore, dai rischi operativi e di mercato. Alla medesima data, considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9, le attività ponderate per il rischio ammontano a 330.942 milioni.
Il Capitale primario di Classe 1 e le Attività di rischio ponderate al 31 marzo 2022 tengono conto dell'impatto dell'applicazione del cosiddetto "Danish Compromise" (art. 49.1 del Regolamento (UE) 575/2013), a seguito della specifica autorizzazione ricevuta dalla BCE nel 2019, per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale.
Sulla base di quanto esposto in precedenza, i coefficienti di solvibilità al 31 marzo 2022 calcolati tenendo conto del trattamento transitorio per l'impatto dell'IFRS 9 ("IFRS 9 Transitional") si collocano sui seguenti valori: Common Equity ratio 13,8%, Tier 1 ratio 16,0% e Total capital ratio 18,6%. Considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9 ("IFRS 9 Fully Loaded") i coefficienti di solvibilità al 31 marzo 2022 sono i seguenti: Common Equity ratio 13,6%, Tier 1 ratio 15,7% e Total capital ratio 18,5%.
Si segnala, infine, che il 3 febbraio 2022 Intesa Sanpaolo ha reso nota la decisione finale della BCE riguardante il requisito patrimoniale da rispettare a partire dal 1° marzo 2022 a livello consolidato, in seguito agli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP). Il requisito da rispettare complessivamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio risulta attualmente pari all'8,86%, tenendo conto dei requisiti di Countercyclical Capital Buffer stabiliti alla presente data dalle competenti autorità nazionali nei vari Paesi in cui è presente il Gruppo.
| (milioni di euro) | |||
|---|---|---|---|
| Voci | 31.03.2022 | 31.12.2021 | |
| Patrimonio netto di Gruppo | 64.724 | 63.775 | |
| Patrimonio netto di terzi | 260 | 291 | |
| Patrimonio netto dallo Stato patrimoniale | 64.984 | 64.066 | |
| Acconti su dividendi (a) | 1.399 | 1.399 | |
| Rettifiche per strumenti computabili nell'AT1 o nel T2 e utile di periodo | |||
| - Altri strumenti di capitale computabili nell'AT1 | -7.247 | -6.263 | |
| - Interessi di minoranza computabili nell'AT1 | -1 | -1 | |
| - Interessi di minoranza computabili nel T2 | -1 | -1 | |
| - Interessi di minoranza non computabili a regime | -254 | -286 | |
| - Utile di periodo non computabile (b) | -760 | -3.031 | |
| - Azioni proprie incluse tra le rettifiche regolamentari | 259 | 266 | |
| - Altre componenti non computabili a regime (c) | -3.097 | -194 | |
| Capitale primario di Classe 1 (CET1) prima delle rettifiche regolamentari | 55.282 | 55.955 | |
| Rettifiche regolamentari (incluse rettifiche del periodo transitorio) (d) -9.653 |
|||
| Capitale primario di Classe 1 (CET1) al netto delle rettifiche regolamentari 45.629 |
(a) Il Patrimonio netto dallo Stato patrimoniale non comprende l'acconto su dividendi pagato in data 24 novembre 2021 per 1.399 milioni (al netto della quota non distribuita a fronte delle azioni proprie detenute alla record date, per un importo di circa 2 milioni).
(b) Nel Capitale primario di Classe 1 al 31 marzo 2022 si è tenuto conto dell'utile maturato alla data, al netto del relativo dividendo, calcolato tenendo conto del payout previsto dal Piano d'Impresa 2022-2025 (70% per il 2022), e degli altri oneri prevedibili (rateo cedolare sugli strumenti di Additional Tier 1 al netto dell'effetto fiscale).
(c) L'importo al 31 marzo 2022 include principalmente il dividendo e la quota destinata a beneficenza a valere sull'utile 2021, deliberati dall'Assemblea del 29 aprile 2022.
(d) Le rettifiche del periodo transitorio al 31 marzo 2022 tengono conto del filtro prudenziale che consente la re-introduzione nel Common Equity di una quota progressivamente decrescente fino al 2022 (25% nel 2022) dell'impatto dell'IFRS 9.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo opera attraverso una struttura organizzativa articolata in sei Business Unit. Ad esse si aggiunge il Centro di Governo, con funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo dell'intero Gruppo.

L'informativa di settore del Gruppo Intesa Sanpaolo si basa sugli elementi che il management utilizza per assumere le proprie decisioni operative (c.d. "management approach") ed è dunque coerente con i requisiti informativi previsti dall'IFRS 8. Oltre a riflettere le responsabilità operative sancite dall'assetto organizzativo del Gruppo, i settori di attività sono costituiti dall'aggregazione di linee di business che presentano caratteristiche simili con riferimento alla tipologia di prodotti e servizi venduti.
Ove necessario e se materiali, i dati divisionali dei periodi posti a confronto sono stati riesposti in coerenza con le variazioni di perimetro delle Business Unit. La riesposizione su basi omogenee dei dati di raffronto – in assenza di nuove riesposizioni nel corso del primo trimestre 2022 – è risultata in continuità con il Bilancio 2021.
In particolare, la riesposizione – oltre alla divisionalizzazione, nell'ambito delle singole Divisioni di ISP, di UBI Banca e delle altre entità dell'ex Gruppo UBI avvenuta a partire dalla Relazione semestrale al 30 giugno 2021 – ha riguardato:
Si segnala inoltre che nel corso del 2021 si è proceduto ad una revisione delle modalità di allocazione dei costi e dei ricavi tra Business Unit e Centro di Governo, anche in relazione alla necessità di integrazione di UBI Banca secondo le logiche di segment reporting del Gruppo Intesa Sanpaolo.
Nella tabella riportata nel seguito sono indicati i principali dati che sintetizzano l'evoluzione dei settori di attività del Gruppo Intesa Sanpaolo nel primo trimestre 2022 rispetto ai dati di raffronto omogenei, secondo la logica dei dati "rideterminati" descritta per i dati consolidati.
Nell'analisi di dettaglio condotta sui settori di attività, cui si fa rinvio, sono illustrati i dati di conto economico e i principali aggregati patrimoniali. Per ogni settore è stato infine calcolato il capitale assorbito in base agli RWA (Risk Weighted Assets), questi ultimi determinati sulla base delle disposizioni in vigore (Circolare n. 285) emanate dalla Banca d'Italia a seguito del recepimento della Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e del Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013, modificato dal Regolamento (UE) 2019/876 del 20 maggio 2019, noto anche come CRR II, che traspongono nell'Unione Europea gli
17 Società fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita il 31 dicembre 2021.
18 Società fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita il 31 dicembre 2021.

standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (c.d. framework Basilea 3). Il capitale assorbito tiene anche conto delle modifiche regolamentari introdotte dalla BCE a decorrere dal 12 marzo 2020, che prevedono che il requisito di Pillar 2 possa essere rispettato utilizzando parzialmente strumenti di capitale diversi dal Common Equity Tier 1. Per ogni Divisione il capitale assorbito viene integrato, laddove necessario, con dati gestionali di capitale "economico" per tenere conto dei rischi non coperti dalla metrica regolamentare.

| (milioni di euro) | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Banca dei Territori |
IMI Corporate & Investment Banking |
International Subsidiary Banks |
Private Banking |
Asset Management |
Insurance | Centro di Governo |
Totale | |
| Proventi operativi netti | ||||||||
| 31.03.2022 | 2.194 | 1.394 | 499 | 570 | 253 | 385 | 119 | 5.414 |
| 31.03.2021 (Dati rideterminati) | 2.226 | 1.412 | 468 | 601 | 301 | 383 | 99 | 5.490 |
| Variazione % | -1,4 | -1,3 | 6,6 | -5,2 | -15,9 | 0,5 | 20,2 | -1,4 |
| Costi operativi | ||||||||
| 31.03.2022 | -1.521 | -318 | -256 | -215 | -49 | -84 | -61 | -2.504 |
| 31.03.2021 (Dati rideterminati) | -1.593 | -312 | -250 | -207 | -51 | -87 | -87 | -2.587 |
| Variazione % | -4,5 | 1,9 | 2,4 | 3,9 | -3,9 | -3,4 | -29,9 | -3,2 |
| Risultato della gestione operativa |
||||||||
| 31.03.2022 | 673 | 1.076 | 243 | 355 | 204 | 301 | 58 | 2.910 |
| 31.03.2021 (Dati rideterminati) | 633 | 1.100 | 218 | 394 | 250 | 296 | 12 | 2.903 |
| Variazione % | 6,3 | -2,2 | 11,5 | -9,9 | -18,4 | 1,7 | 0,2 | |
| Risultato netto | ||||||||
| 31.03.2022 | 528 | 168 | 35 | 245 | 145 | 201 | -298 | 1.024 |
| 31.03.2021 | 218 | 721 | 104 | 395 | 172 | 225 | -319 | 1.516 |
| Variazione % | -76,7 | -66,3 | -38,0 | -15,7 | -10,7 | -6,6 | -32,5 |
| (milioni di euro) | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Banca dei Territori |
IMI Corporate & Investment Banking |
International Subsidiary Banks |
Private Banking |
Asset Management |
Insurance | Centro di Governo |
Totale | |
| Finanziamenti verso clientela | ||||||||
| 31.03.2022 | 253.602 | 150.851 | 38.706 | 13.700 | 430 | - | 11.077 | 468.366 |
| 31.12.2021 | 250.984 | 152.151 | 38.970 | 13.833 | 783 | - | 8.533 | 465.254 |
| Variazione % | 1,0 | -0,9 | -0,7 | -1,0 | -45,1 | - | 29,8 | 0,7 |
| Raccolta diretta bancaria | ||||||||
| 31.03.2022 | 291.418 | 91.797 | 51.361 | 56.706 | 17 | - | 58.026 | 549.325 |
| 31.12.2021 | 291.807 | 94.844 | 51.529 | 54.212 | 21 | - | 63.152 | 555.565 |
| Variazione % | -0,1 | -3,2 | -0,3 | 4,6 | -19,0 | - | -8,1 | -1,1 |
| Attività di rischio ponderate | ||||||||
| 31.03.2022 | 91.052 | 119.684 | 34.183 | 12.109 | 1.805 | - | 71.681 | 330.514 |
| 31.12.2021 | 94.336 | 112.204 | 34.403 | 11.617 | 1.836 | - | 72.507 | 326.903 |
| Variazione % | -3,5 | 6,7 | -0,6 | 4,2 | -1,7 | - | -1,1 | 1,1 |
| Capitale assorbito | ||||||||
| 31.03.2022 | 7.821 | 10.301 | 3.580 | 1.062 | 186 | 4.005 | 4.279 | 31.234 |
| 31.12.2021 | 8.103 | 9.641 | 3.596 | 1.006 | 196 | 4.137 | 4.013 | 30.692 |
| Variazione % | -3,5 | 6,8 | -0,4 | 5,6 | -5,1 | -3,2 | 6,6 | 1,8 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

| Dati economici | 31.03.2022 | 31.03.2021 | (milioni di euro) variazioni |
|
|---|---|---|---|---|
| assolute | % | |||
| Interessi netti | 971 | 991 | -20 | -2,0 |
| Commissioni nette | 1.190 | 1.199 | -9 | -0,8 |
| Risultato dell'attività assicurativa | - | - | - | - |
| Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value | 30 | 29 | 1 | 3,4 |
| Altri proventi (oneri) operativi netti | 3 | 7 | -4 | -57,1 |
| Proventi operativi netti | 2.194 | 2.226 | -32 | -1,4 |
| Spese del personale | -828 | -876 | -48 | -5,5 |
| Spese amministrative | -692 | -715 | -23 | -3,2 |
| Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali | -1 | -2 | -1 | -50,0 |
| Costi operativi | -1.521 | -1.593 | -72 | -4,5 |
| Risultato della gestione operativa | 673 | 633 | 40 | 6,3 |
| Rettifiche di valore nette su crediti | 141 | -285 | 426 | |
| Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività | -15 | -17 | -2 | -11,8 |
| Altri proventi (oneri) netti | - | - | - | - |
| Utile (Perdita) delle attività operative cessate | - | - | - | - |
| Risultato corrente lordo | 799 | 331 | 468 | |
| Imposte sul reddito | -265 | -109 | 156 | |
| Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) | -2 | -2 | - | - |
| Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) | -3 | -2 | 1 | 50,0 |
| Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) | - | - | - | - |
| Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) | - | - | - | - |
| Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi | -1 | - | 1 | - |
| Risultato netto | 528 | 218 | 310 |
| (milioni di euro) | ||||
|---|---|---|---|---|
| Dati operativi | 31.03.2022 | 31.12.2021 | variazioni | |
| assolute | % | |||
| Finanziamenti verso clientela | 253.602 | 250.984 | 2.618 | 1,0 |
| Raccolta diretta bancaria | 291.418 | 291.807 | -389 | -0,1 |
| Attività di rischio ponderate | 91.052 | 94.336 | -3.284 | -3,5 |
| Capitale assorbito | 7.821 | 8.103 | -282 | -3,5 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.
Nel primo trimestre 2022 i proventi operativi netti della Banca dei Territori, pari a 2.194 milioni, che rappresentano circa il 40% dei ricavi consolidati del Gruppo, hanno evidenziato una modesta diminuzione (-1,4%) rispetto al corrispondente periodo dello scorso esercizio.
In dettaglio, si segnala un calo degli interessi netti del 2%, principalmente riconducibile alle operazioni di derisking realizzate nel corso del 2021, che hanno ridotto considerevolmente lo stock di attività deteriorate. Anche le commissioni nette hanno registrato una flessione (-0,8%), in particolare quelle rivenienti dal comparto del risparmio gestito e della bancassurance, condizionati dal contesto di mercato sfavorevole. Tra le altre componenti di ricavo, che peraltro forniscono un apporto marginale ai proventi della Divisione, il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value si è incrementato (+1 milione) mentre gli altri proventi operativi netti si sono ridotti (-4 milioni). I costi operativi, pari a 1.521 milioni, sono diminuiti del 4,5% in relazione a consistenti risparmi sulle spese del personale, prevalentemente attribuibili alla riduzione dell'organico a seguito delle uscite per accordi, e al contenimento delle spese amministrative, principalmente relative ai service in ambito immobiliare. Per effetto dei fenomeni descritti, il risultato della gestione operativa è ammontato a 673 milioni, in progresso del 6,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il risultato corrente lordo si è attestato a 799 milioni, in significativo incremento rispetto ai 331 milioni dei primi tre mesi del 2021 grazie al rilascio di rettifiche generiche effettuate nel 2020 per i futuri impatti di COVID-19 principalmente sulle posizioni in bonis oggetto di moratorie. Infine, il risultato netto, dopo l'attribuzione alla Divisione di imposte per 265 milioni, di oneri di integrazione per 2 milioni, degli effetti dell'allocazione dei
costi di acquisizione per 3 milioni e dell'utile di pertinenza di terzi per 1 milione, si è collocato a 528 milioni, superiore di 310 milioni rispetto al medesimo periodo del 2021.
Nell'evoluzione trimestrale, si rileva un aumento del risultato della gestione operativa rispetto al quarto trimestre 2021, principalmente ascrivibile alla diminuzione degli oneri operativi. Positiva anche la dinamica del risultato corrente lordo, che ha beneficiato delle sopracitate riprese di valore su crediti, e del risultato netto.
Le consistenze patrimoniali a fine marzo 2022 hanno evidenziato una leggera crescita dei volumi intermediati complessivi di raccolta e impiego rispetto a inizio anno (+0,4%). In dettaglio, i crediti verso clientela, pari a 253.602 milioni, hanno mostrato un incremento (+2,6 miliardi, pari a +1%) riconducibile al buon andamento dei finanziamenti nei confronti delle imprese e dei privati. La raccolta diretta bancaria, pari a 291.418 milioni, si è attestata su livelli di poco inferiori a quelli di inizio anno (-0,4 miliardi, pari a -0,1%) in relazione alla dinamica dei titoli in circolazione.

| (milioni di euro) | ||||
|---|---|---|---|---|
| Dati economici | 31.03.2022 | 31.03.2021 | variazioni | |
| assolute | % | |||
| Interessi netti | 475 | 563 | -88 | -15,6 |
| Commissioni nette | 296 | 271 | 25 | 9,2 |
| Risultato dell'attività assicurativa | - | - | - | - |
| Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value | 624 | 577 | 47 | 8,1 |
| Altri proventi (oneri) operativi netti | -1 | 1 | -2 | |
| Proventi operativi netti | 1.394 | 1.412 | -18 | -1,3 |
| Spese del personale | -115 | -110 | 5 | 4,5 |
| Spese amministrative | -198 | -197 | 1 | 0,5 |
| Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali | -5 | -5 | - | - |
| Costi operativi | -318 | -312 | 6 | 1,9 |
| Risultato della gestione operativa | 1.076 | 1.100 | -24 | -2,2 |
| Rettifiche di valore nette su crediti | -723 | -66 | 657 | |
| Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività | -25 | -3 | 22 | |
| Altri proventi (oneri) netti | - | - | - | - |
| Utile (Perdita) delle attività operative cessate | - | - | - | - |
| Risultato corrente lordo | 328 | 1.031 | -703 | -68,2 |
| Imposte sul reddito | -155 | -325 | -170 | -52,3 |
| Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) | -5 | -5 | - | - |
| Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) | - | 20 | -20 | |
| Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) | - | - | - | - |
| Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) | - | - | - | - |
| Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi | - | - | - | - |
| Risultato netto | 168 | 721 | -553 | -76,7 |
| (milioni di euro) | ||||
|---|---|---|---|---|
| Dati operativi | 31.03.2022 | 31.12.2021 | variazioni | |
| assolute | % | |||
| Finanziamenti verso clientela | 150.851 | 152.151 | -1.300 | -0,9 |
| Raccolta diretta bancaria (a) | 91.797 | 94.844 | -3.047 | -3,2 |
| Attività di rischio ponderate | 119.684 | 112.204 | 7.480 | 6,7 |
| Capitale assorbito | 10.301 | 9.641 | 660 | 6,8 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.
Nel primo trimestre 2022 la Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha realizzato proventi operativi netti pari a 1.394 milioni (che rappresentano oltre il 25% del dato consolidato di Gruppo), in flessione dell'1,3% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno.
In dettaglio, gli interessi netti, pari a 475 milioni, hanno mostrato un calo del 15,6% ascrivibile alla minore contribuzione dell'intermediazione con clientela e al minor apporto del portafoglio titoli in ambito Global Market. Le commissioni nette, pari a 296 milioni, sono aumentate del 9,2%, per effetto dell'andamento rilevato nei comparti del commercial banking e della finanza strutturata. Il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value, pari a 624 milioni, ha evidenziato una crescita (+8,1%) beneficiando soprattutto dei maggiori proventi nell'operatività in derivati. I costi operativi sono ammontati a 318 milioni con un incremento dell'1,9% essenzialmente riconducibile alle spese del personale. Per effetto delle dinamiche descritte dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa è diminuito del 2,2% rispetto al valore rilevato nel primo trimestre dello scorso esercizio, attestandosi a 1.076 milioni. Il risultato corrente lordo, pari a 328 milioni, ha registrato una forte riduzione (-68,2%) a causa delle significative rettifiche di valore appostate in relazione agli eventi riguardanti Russia e Ucraina. Infine, l'utile netto si è attestato a 168 milioni (-76,7%).

La Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha mostrato nel primo trimestre 2022 una considerevole crescita del risultato della gestione operativa rispetto al quarto trimestre 2021 dovuta a maggiori ricavi rivenienti dalle attività e passività finanziarie al fair value, che hanno beneficiato di più consistenti realizzi su titoli HTC, nonché a più contenuti oneri operativi. Per contro il risultato corrente lordo e l'utile netto sono stati negativamente impattati dalle sopracitate rettifiche su crediti.
I volumi intermediati della Divisione hanno evidenziato una flessione rispetto a inizio anno (-1,8%). Nel dettaglio, gli impieghi a clientela, pari a 150.851 milioni, hanno registrato una riduzione di 1,3 miliardi (-0,9%), principalmente ascrivibile ai finanziamenti a medio/lungo termine per operazioni di finanza strutturata nonché nei confronti di clientela internazionale. La raccolta diretta bancaria, pari a 91.797 milioni, si è ridotta di 3 miliardi (-3,2%) a causa della diminuzione dei debiti verso clientela internazionale e financial institutions e dei titoli in circolazione della Direzione Internazionale.

| Dati economici | 31.03.2022 | (milioni di euro) 31.03.2021 variazioni |
||
|---|---|---|---|---|
| assolute | % | |||
| Interessi netti | 342 | 323 | 19 | 5,9 |
| Commissioni nette | 140 | 122 | 18 | 14,8 |
| Risultato dell'attività assicurativa | - | - | - | - |
| Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value | 30 | 30 | - | - |
| Altri proventi (oneri) operativi netti | -13 | -7 | 6 | 85,7 |
| Proventi operativi netti | 499 | 468 | 31 | 6,6 |
| Spese del personale | -134 | -129 | 5 | 3,9 |
| Spese amministrative | -92 | -92 | - | - |
| Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali | -30 | -29 | 1 | 3,4 |
| Costi operativi | -256 | -250 | 6 | 2,4 |
| Risultato della gestione operativa | 243 | 218 | 25 | 11,5 |
| Rettifiche di valore nette su crediti | -136 | -47 | 89 | |
| Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività | -5 | -7 | -2 | -28,6 |
| Altri proventi (oneri) netti | 1 | 2 | -1 | -50,0 |
| Utile (Perdita) delle attività operative cessate | - | - | - | - |
| Risultato corrente lordo | 103 | 166 | -63 | -38,0 |
| Imposte sul reddito | -49 | -44 | 5 | 11,4 |
| Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) | -9 | -9 | - | - |
| Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) | - | - | - | - |
| Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) | -10 | -9 | 1 | 11,1 |
| Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) | - | - | - | - |
| Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi | - | - | - | - |
| Risultato netto | 35 | 104 | -69 | -66,3 |
| (milioni di euro) | ||||
|---|---|---|---|---|
| Dati operativi | 31.03.2022 | 31.12.2021 | variazioni | |
| assolute | % | |||
| Finanziamenti verso clientela | 38.706 | 38.970 | -264 | -0,7 |
| Raccolta diretta bancaria | 51.361 | 51.529 | -168 | -0,3 |
| Attività di rischio ponderate | 34.183 | 34.403 | -220 | -0,6 |
| Capitale assorbito | 3.580 | 3.596 | -16 | -0,4 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.
La Divisione International Subsidiary Banks presidia l'attività del Gruppo sui mercati esteri tramite banche commerciali controllate e partecipate che svolgono prevalentemente attività bancaria retail.
Nel primo trimestre del 2022 i proventi operativi netti della Divisione si sono attestati a 499 milioni, in crescita del 6,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso esercizio (+6,1% a cambi costanti). L'analisi di dettaglio evidenzia che gli interessi netti sono stati pari a 342 milioni (+5,9%), principalmente grazie alla dinamica favorevole registrata da CIB Bank (+19 milioni). Le commissioni nette, pari a 140 milioni, hanno mostrato un consistente aumento (+14,8%) essenzialmente riconducibile a PBZ – inclusa Intesa Sanpaolo Bank (Slovenia) e Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina (+7 milioni), VUB Banka (+6 milioni) e Banca Intesa Beograd, inclusa Intesa Leasing Beograd (+5 milioni). Tra le altre componenti di ricavo, il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value è rimasto stabile mentre gli altri oneri operativi netti si sono incrementati (+6 milioni).
I costi operativi, pari a 256 milioni, hanno presentato una crescita (+2,4%; +1,8% a cambi costanti) principalmente riconducibile alle spese del personale.
Per l'andamento descritto dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa ha registrato un progresso dell'11,5%, attestandosi a 243 milioni. Per contro il risultato corrente lordo, pari a 103 milioni, è diminuito del 38%, a causa di maggiori rettifiche di valore nette su crediti per gli eventi riguardanti Russia e Ucraina. La Divisione ha chiuso il primo trimestre 2022 con un risultato netto di 35 milioni (-66,3%).

Nel confronto trimestrale, i primi tre mesi del 2022 evidenziano un'evoluzione positiva del risultato della gestione operativa rispetto al quarto trimestre 2021 ascrivibile ai risparmi dei costi operativi, che nel fine anno scontavano i consueti effetti stagionali. Il risultato corrente lordo e l'utile netto si sono attestati su valori inferiori rispetto a quelli del trimestre precedente a causa delle sopracitate maggiori rettifiche di valore su crediti che hanno più che compensato i minori accantonamenti netti e rettifiche di valore su altre attività.
I volumi intermediati della Divisione hanno evidenziato a fine marzo 2022 una lieve flessione (-0,5%) da inizio anno riconducibile sia alla raccolta diretta bancaria (-0,3%), nella componente dei debiti verso clientela, sia ai crediti verso clientela (-0,7%). La dinamica della raccolta è principalmente attribuibile alle controllate operanti in Egitto e Serbia mentre quella degli impieghi alla controllata attiva in Egitto.

| Dati economici | 31.03.2022 | 31.03.2021 | (milioni di euro) variazioni |
|
|---|---|---|---|---|
| assolute | % | |||
| Interessi netti | 47 | 52 | -5 | -9,6 |
| Commissioni nette | 509 | 522 | -13 | -2,5 |
| Risultato dell'attività assicurativa | - | - | - | - |
| Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value | 11 | 20 | -9 | -45,0 |
| Altri proventi (oneri) operativi netti | 3 | 7 | -4 | -57,1 |
| Proventi operativi netti | 570 | 601 | -31 | -5,2 |
| Spese del personale | -109 | -110 | -1 | -0,9 |
| Spese amministrative | -87 | -79 | 8 | 10,1 |
| Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali | -19 | -18 | 1 | 5,6 |
| Costi operativi | -215 | -207 | 8 | 3,9 |
| Risultato della gestione operativa | 355 | 394 | -39 | -9,9 |
| Rettifiche di valore nette su crediti | 2 | - | 2 | - |
| Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività | 4 | -7 | 11 | |
| Altri proventi (oneri) netti | - | 194 | -194 | |
| Utile (Perdita) delle attività operative cessate | - | - | - | - |
| Risultato corrente lordo | 361 | 581 | -220 | -37,9 |
| Imposte sul reddito | -104 | -181 | -77 | -42,5 |
| Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) | -8 | -4 | 4 | |
| Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) | -5 | - | 5 | - |
| Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) | - | - | - | - |
| Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) | - | - | - | - |
| Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi | 1 | -1 | 2 | |
| Risultato netto | 245 | 395 | -150 | -38,0 |
| (milioni di euro) | ||||
|---|---|---|---|---|
| Dati operativi | 31.03.2022 | 31.12.2021 | variazioni | |
| assolute | % | |||
| Risparmio gestito (1) | 155.824 | 163.705 | -7.881 | -4,8 |
| Attività di rischio ponderate | 12.109 | 11.617 | 492 | 4,2 |
| Capitale assorbito | 1.062 | 1.006 | 56 | 5,6 |
(1) Dati riesposti in coerenza con i criteri di rendicontazione della raccolta indiretta consolidata.
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.
La Divisione Private Banking ha la missione di servire il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals), creando valore attraverso l'offerta di prodotti e servizi mirati all'eccellenza. La Divisione coordina l'operatività di Fideuram, Sanpaolo Invest, Intesa Sanpaolo Private Banking, Fideuram Asset Management SGR, IW Private Investments SIM, SIREF Fiduciaria, Fideuram Asset Management (Ireland), Fideuram Bank (Luxembourg) e del Gruppo bancario svizzero Reyl (in Svizzera, Regno Unito, Singapore, Emirati Arabi Uniti e Malta). Inoltre con l'obiettivo di offrire una gamma di prodotti ampia e dedicata, fruendo di soluzioni digitali che si arricchiranno nel tempo, è stata creata la nuova business unit Banca Diretta, per rispondere alle esigenze dei clienti che vogliono operare in autonomia sugli investimenti e sul trading on-line.
Nel primo trimestre del 2022 la Divisione ha realizzato un risultato corrente lordo pari a 361 milioni, in calo di 220 milioni (-37,9%) rispetto al valore dei primi tre mesi del 2021, che comprendeva la plusvalenza di 194 milioni realizzata con la cessione del ramo di attività di Banca Depositaria di Fideuram Bank (Luxembourg), contabilizzata nella voce Altri proventi netti. Il risultato della gestione operativa ha mostrato una dinamica cedente (-39 milioni), attribuibile alla riduzione dei proventi operativi netti (-31 milioni) e all'aumento dei costi operativi (+8 milioni), riconducibili principalmente alle spese amministrative. L'evoluzione dei ricavi è da ricondurre principalmente alla diminuzione delle commissioni nette (-13 milioni), segnatamente quelle derivanti dalla raccolta amministrata, del risultato delle attività e passività finanziarie al fair value (-9 milioni) e degli interessi netti (-5 milioni). La Divisione ha chiuso il primo trimestre 2022 con un utile netto di 245 milioni, in calo del 38% rispetto al corrispondente periodo del 2021.

Relativamente alle masse gestite e amministrate, si segnala che i valori vengono esposti in coerenza con i criteri di rendicontazione della raccolta indiretta utilizzati nel consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo, in particolare attraverso l'elisione di conti correnti della clientela correlati alle operazioni di investimento, di obbligazioni e di certificates che, pur facendo parte del patrimonio del cliente, trovano già rappresentazione nell'ambito della raccolta diretta. Si evidenzia inoltre una riallocazione dei prodotti di terzi da risparmio gestito a risparmio amministrato.
Al 31 marzo 2022 le masse gestite e amministrate, che includono anche il contributo dei mandati fiduciari a SIREF Fiduciaria, sono state pari a 276,6 miliardi (-11,4 miliardi da inizio anno). Tale andamento è riconducibile alla performance di mercato che ha inciso negativamente sui patrimoni, solo parzialmente compensata dalla raccolta netta positiva. La componente di risparmio gestito si è attestata a 155,8 miliardi (-7,9 miliardi).

| Dati economici | 31.03.2022 | 31.03.2021 | (milioni di euro) variazioni |
|
|---|---|---|---|---|
| assolute | % | |||
| Interessi netti | - | - | - | - |
| Commissioni nette | 241 | 286 | -45 | -15,7 |
| Risultato dell'attività assicurativa | - | - | - | - |
| Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value | -5 | -1 | 4 | |
| Altri proventi (oneri) operativi netti | 17 | 16 | 1 | 6,3 |
| Proventi operativi netti | 253 | 301 | -48 | -15,9 |
| Spese del personale | -23 | -23 | - | - |
| Spese amministrative | -25 | -26 | -1 | -3,8 |
| Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali | -1 | -2 | -1 | -50,0 |
| Costi operativi | -49 | -51 | -2 | -3,9 |
| Risultato della gestione operativa | 204 | 250 | -46 | -18,4 |
| Rettifiche di valore nette su crediti | - | - | - | - |
| Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività | - | - | - | - |
| Altri proventi (oneri) netti | - | - | - | - |
| Utile (Perdita) delle attività operative cessate | - | - | - | - |
| Risultato corrente lordo | 204 | 250 | -46 | -18,4 |
| Imposte sul reddito | -57 | -68 | -11 | -16,2 |
| Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) | -1 | - | 1 | - |
| Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) | -1 | - | 1 | - |
| Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) | - | - | - | - |
| Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) | - | - | - | - |
| Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi | - | -10 | -10 | |
| Risultato netto | 145 | 172 | -27 | -15,7 |
| Dati operativi | 31.03.2022 | 31.12.2021 | variazioni | (milioni di euro) |
|---|---|---|---|---|
| assolute | % | |||
| Risparmio gestito | 341.006 | 354.048 | -13.042 | -3,7 |
| Attività di rischio ponderate | 1.805 | 1.836 | -31 | -1,7 |
| Capitale assorbito | 186 | 196 | -10 | -5,1 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.
La Divisione Asset Management ha la missione di sviluppare le migliori soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo e la presenza nel segmento dell'open market tramite la società controllata Eurizon Capital SGR e le sue partecipate.
I proventi operativi netti del primo trimestre 2022, pari a 253 milioni, hanno evidenziato una riduzione del 15,9% rispetto al corrispondente periodo dello scorso esercizio principalmente ascrivibile all'andamento delle commissioni nette (-45 milioni), penalizzate dall'intonazione sfavorevole dei mercati finanziari, e, in misura minore, al contributo negativo derivante dalla valutazione al fair value del portafoglio finanziario in cui sono investite le disponibilità liquide della Divisione. In particolare i ricavi commissionali hanno risentito della contrazione delle commissioni di performance incassate nel periodo solo parzialmente compensate da un incremento delle commissioni di gestione correlate all'aumento dei patrimoni gestiti. L'evoluzione dei costi operativi (-3,9%) è riconducibile al contenimento delle spese amministrative, da porre in relazione con gli effetti delle sinergie derivanti dall'integrazione con Pramerica perfezionata a fine giugno 2021, e degli ammortamenti su immobilizzazioni immateriali e materiali. Dato l'andamento descritto dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa è stato pari a 204 milioni, in diminuzione del 18,4% rispetto ai primi tre mesi 2021. La Divisione ha chiuso il primo trimestre 2022 con un risultato netto pari a 145 milioni (-15,7%).

Al 31 marzo 2022 il risparmio gestito dalla Divisione Asset Management si è attestato complessivamente a 341 miliardi, in calo di 13 miliardi (-3,7%) rispetto a fine dicembre 2021. Tale dinamica è ascrivibile alla svalutazione delle masse gestite correlata all'andamento negativo dei mercati, solo parzialmente compensata dai flussi di raccolta netta (+1,9 miliardi), riconducibili ai fondi comuni e gestioni patrimoniali (+0,2 miliardi) e ai prodotti assicurativi/previdenziali e destinati a clientela istituzionale (+1,7 miliardi).
Al 31 marzo 2022 la quota del mercato italiano di Eurizon Capital sul patrimonio gestito è risultata pari al 16,8% (al lordo delle duplicazioni). Escludendo il comparto dei fondi chiusi, in cui la società ha una presenza limitata, la quota di risparmio gestito a fine marzo sale al 17,4%.

| (milioni di euro) | ||||
|---|---|---|---|---|
| Dati economici | 31.03.2022 | 31.03.2021 | variazioni | |
| assolute | % | |||
| Interessi netti | - | - | - | - |
| Commissioni nette | - | - | - | - |
| Risultato dell'attività assicurativa | 388 | 386 | 2 | 0,5 |
| Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value | - | - | - | - |
| Altri proventi (oneri) operativi netti | -3 | -3 | - | - |
| Proventi operativi netti | 385 | 383 | 2 | 0,5 |
| Spese del personale | -33 | -34 | -1 | -2,9 |
| Spese amministrative | -46 | -48 | -2 | -4,2 |
| Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali | -5 | -5 | - | - |
| Costi operativi | -84 | -87 | -3 | -3,4 |
| Risultato della gestione operativa | 301 | 296 | 5 | 1,7 |
| Rettifiche di valore nette su crediti | - | - | - | - |
| Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività | -7 | -3 | 4 | |
| Altri proventi (oneri) netti | - | - | - | - |
| Utile (Perdita) delle attività operative cessate | - | - | - | - |
| Risultato corrente lordo | 294 | 293 | 1 | 0,3 |
| Imposte sul reddito | -73 | -80 | -7 | -8,8 |
| Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) | -2 | -1 | 1 | |
| Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) | -17 | -5 | 12 | |
| Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) | - | - | - | - |
| Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) | - | - | - | - |
| Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi | -1 | 18 | -19 | |
| Risultato netto | 201 | 225 | -24 | -10,7 |
| (milioni di euro) | ||||
|---|---|---|---|---|
| Dati operativi | 31.03.2022 | 31.12.2021 | variazioni | |
| assolute | % | |||
| Raccolta diretta assicurativa (1) | 195.093 | 204.481 | -9.388 | -4,6 |
| Attività di rischio ponderate | - | - | - | - |
| Capitale assorbito | 4.005 | 4.137 | -132 | -3,2 |
(1) Inclusi i titoli subordinati emessi dalle compagnie.
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.
La Divisione Insurance è costituita da Intesa Sanpaolo Vita, Intesa Sanpaolo Life, Fideuram Vita, Intesa Sanpaolo Assicura, Intesa Sanpaolo RBM Salute e Cargeas, con la missione di sviluppare in modo sinergico l'offerta dei prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo. Nel perimetro della Divisione Insurance rientrano inoltre Intesa Sanpaolo Insurance Agency e Newco TPA.
Nel primo trimestre del 2022 la Divisione ha conseguito un risultato dell'attività assicurativa pari a 388 milioni, in lieve aumento (+0,5%, pari a +2 milioni) rispetto al medesimo periodo del 2021. L'andamento è ascrivibile all'aumento del margine finanziario, costituito dal reddito operativo degli investimenti al netto delle retrocessioni agli assicurati, che ha compensato la riduzione del margine tecnico. Il risultato corrente lordo, pari a 294 milioni, ha evidenziato una sostanziale stabilità (+0,3%) per effetto di maggiori accantonamenti netti collegati agli impairment su titoli impattati dal peggioramento dello scenario finanziario in conseguenza degli eventi riguardanti Russia e Ucraina, che hanno controbilanciato la riduzione dei costi operativi e l'aumento dei proventi operativi netti.
Il cost/income, pari al 21,8%, si è mantenuto su ottimi livelli, inferiori a quelli osservati nel primo trimestre del 2021.
Infine l'utile netto è ammontato a 201 milioni (-10,7%), dopo l'attribuzione delle imposte per 73 milioni, degli oneri di integrazione e incentivazione all'esodo per 2 milioni, degli effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione per 17 milioni (in aumento rispetto al trimestre di raffronto per gli effetti relativi all'acquisizione delle società assicurative dell'ex Gruppo UBI Banca, non presenti a marzo 2021) e dell'utile di pertinenza di terzi per 1 milione (nei primi tre mesi del 2021 la voce incorporava la convenzionale attribuzione del risultato netto di pertinenza delle società assicurative dell'ex Gruppo UBI).

La raccolta diretta assicurativa, pari a 195.093 milioni, ha mostrato un calo (-4,6%, pari a -9,4 miliardi) rispetto a inizio anno ascrivibile sia alle passività finanziarie valutate al fair value, costituite da prodotti unit linked, sia alle riserve tecniche, per effetto dell'impatto del contesto internazionale sui mercati finanziari.
La raccolta premi vita e previdenza della Divisione, pari a 3,9 miliardi, ha mostrato una flessione del 19,5% circa rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno, imputabile ai prodotti unit linked (-23,3%), in conseguenza dell'incertezza dei mercati finanziari, e ai prodotti tradizionali (-15,3%), in linea con la strategia di focalizzazione dell'offerta su prodotti a minor impatto di capitale. In incremento invece la raccolta sui prodotti previdenziali (+2%).
I premi del business protezione sono stati pari a 394 milioni, in diminuzione del 4% circa rispetto al medesimo periodo del 2021 riesposto includendo Cargeas per omogeneità di confronto, per effetto di una review di portafoglio di alcune linee di business.
Al Centro di Governo, cui è demandato il presidio delle funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo dell'intero Gruppo, fanno capo anche la Direzione NPE nonché le attività di Tesoreria e di ALM Strategico. Le risultanze economiche del Centro di Governo sono state rideterminate anche per tener conto della revisione dei criteri di allocazione dei costi e dei ricavi alle Divisioni operative intervenuta nel corso del 2021.
Le attività delle Strutture del Centro di Governo hanno evidenziato nel primo trimestre 2022 un risultato della gestione operativa pari a 58 milioni, che si confronta con 12 milioni del medesimo periodo del precedente esercizio. Tale andamento è riconducibile sia alla crescita dei proventi operativi netti, principalmente attribuibile alla dinamica degli interessi netti, sia al contenimento dei costi operativi che hanno mostrato una riduzione, riconducibile a sinergie sulle spese amministrative e a risparmi sulle spese del personale. Il risultato corrente lordo si è attestato a 55 milioni a fronte di un risultato negativo di 39 milioni dei primi tre mesi dello scorso anno che includevano più elevati accantonamenti netti. Il primo trimestre 2022 si è chiuso con un risultato netto di -298 milioni a fronte di -319 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Il conto economico del Centro di Governo comprende la quasi totalità degli oneri imposti da disposizioni legislative e/o finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario e, di conseguenza, al di fuori del governo aziendale, essenzialmente riferibili ai fondi di risoluzione. Tali oneri sono ammontati - al netto delle imposte - a 256 milioni e si confrontano con 187 milioni del primo trimestre 2021.
Nell'ambito della Tesoreria e Finanza di Gruppo sono ricomprese le attività di tesoreria di servizio in euro e in valuta, la gestione integrata dei fabbisogni e delle eccedenze di liquidità, nonché dei rischi finanziari (ALM) e di regolamento.
Nel primo trimestre del 2022 Intesa Sanpaolo ha confermato il proprio ruolo sistemico di "partecipante critico" all'interno dei sistemi di regolamento della BCE (T2 per il cash e T2S per i titoli), confermando le quote di mercato mantenute nel 2021.
Nel corso del trimestre sono proseguite le attività progettuali, molto rilevanti per il 2022. Più in dettaglio: con riferimento al nuovo sistema di EBA Clearing per il regolamento dei bonifici SEPA ("CGS" - luglio 2022) è stata implementata la fase di sviluppo software che si è conclusa ad aprile cui seguirà il periodo di test&training; riguardo all'avvio della nuova piattaforma di regolamento cash e titoli della BCE ("Target Services" - T2/T2S Consolidation), in questa prima parte dell'anno è stata attuata la fase di User Acceptance Test in ambiente di collaudo, per poi passare da settembre a testare in ambiente di produzione e traguardare così novembre per il go-live; relativamente all'ECMS (gestione centralizzata del collaterale, ultimo dei "Target Services" della BCE), per il quale sono terminate le fasi progettuali per la valutazione di impatti e requisiti funzionali, sta iniziando lo sviluppo del software che occuperà buona parte del 2022.
Nel trimestre le preoccupazioni sull'andamento dell'inflazione si sono materializzate e sono state subito esacerbate dall'invasione russa dell'Ucraina, dal confronto sanzionatorio da parte dei paesi occidentali verso la Russia e dal conseguente rialzo di tutti i prezzi delle principali commodities (gas, petrolio e grano in primis).
Il tasso di inflazione annuale in Europa, che aveva già sorpreso i banchieri centrali con un dato al 5% a fine 2021, a fine marzo ha visto le prime stime attestarsi in area 7%. Al fine di poter disporre della necessaria flessibilità, ma al contempo di rispettare la sequenza annunciata nel percorso di normalizzazione dei tassi, la BCE ha deciso di concludere gli acquisti netti di titoli (APP) nel terzo trimestre del 2022. Solo successivamente potrà essere valutato un eventuale rialzo dei tassi ufficiali. Il Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP) è terminato nel mese di marzo come già ampiamente previsto.
I tassi hanno registrato una forte risalita (l'Euribor a 1 anno è passato da -0,501% di fine 2021 a -0,07% di fine marzo 2022) così come le curve di costo fondi della Banca, sebbene in termini di spread creditizio non si sia registrato alcun peggioramento sostanziale. Intesa Sanpaolo mantiene una solida posizione di liquidità.
Negli Stati Uniti, come nelle attese, la FED ha avviato la fase di politica monetaria restrittiva. Nella riunione di metà marzo, per la prima volta dal 2018, il costo del denaro è stato rivisto al rialzo di 25 bps, con nuovi tassi di riferimento che ora si collocano nell'intervallo 0,25-0,50%; il mercato si è già posizionato su aspettative di ancora maggiori rialzi rispetto alle previsioni degli stessi membri della FED. A fine marzo, infatti, i prezzi dei futures incorporavano 200 bps di rialzo entro fine anno.
Con riferimento all'operatività di funding a medio/lungo termine, l'ammontare complessivo delle emissioni del Gruppo collocate sul mercato domestico, attraverso reti proprie e direct listing, è stato pari a circa 1,3 miliardi. Nell'ambito dei titoli collocati si è registrata una prevalenza (95%) della componente costituita da strumenti finanziari strutturati, rappresentati principalmente da strutture legate ad indici. Nella scomposizione per vita media, il 66% è costituito da strumenti con scadenza fino a 5 anni, il 14% con scadenza a 6 e 7 anni ed il restante 20% con scadenza a 8 e 10 anni.
Nel periodo sono state perfezionate operazioni di raccolta istituzionale unsecured per un controvalore complessivo di 1,043 miliardi, di cui 1,018 miliardi tramite l'emissione di titoli obbligazionari collocati presso investitori istituzionali e 25 milioni tramite l'emissione di titoli obbligazionari e certificates da parte della Divisione IMI Corporate & Investment Banking collocati presso investitori istituzionali.
In particolare, nel mese di marzo è stata eseguita un'operazione pubblica destinata a mercati internazionali per 1 miliardo. Si tratta di strumenti subordinati di tipo AT1 a tasso fisso con durata perpetua e rimborsabili anticipatamente dall'emittente a partire dal 28 marzo 2028. I termini contrattuali prevedono che il pagamento degli interessi sia a totale discrezione dell'emittente (seppur soggetto a talune limitazioni regolamentari). Inoltre, qualora il Common Equity Tier 1 (CET1) del Gruppo o di Intesa Sanpaolo scenda al di sotto del 5,125%, il valore nominale degli strumenti verrà ridotto temporaneamente dell'importo necessario a ripristinare la suddetta soglia (5,125% del CET1), tenendo conto anche degli altri strumenti con caratteristiche similari.
Sempre nel mese di marzo, è stato effettuato un piazzamento privato in JPY per un controvalore totale pari a 18 milioni di euro.
Nel corso del primo trimestre dell'anno, a valere sul programma di emissione UBI Finance CB1, nei mesi di gennaio e febbraio la serie n. 30 è stata oggetto di estinzione parziale per un ammontare complessivo di 300 milioni, azzerando il nominale.
Nell'ambito del programma di emissione di OBG garantito da ISP CB Pubblico nel mese di gennaio è stata parzialmente estinta la serie n. 10 per un ammontare di 100 milioni, portando il nominale a residui 150 milioni.
A valere sul programma di emissione garantito da ISP CB Ipotecario, nel mese di gennaio è scaduta la serie n. 17 per un ammontare di 1 miliardo. Inoltre, nel mese di febbraio è stata emessa la serie n. 28, per un ammontare di 1 miliardo. Il titolo, a tasso variabile con scadenza 7 anni, quotato presso la Borsa di Lussemburgo con rating Aa3 di Moody's, è stato interamente sottoscritto dalla Capogruppo ed è stanziabile sull'Eurosistema.
Infine, nel mese di marzo, è stata effettuata un'emissione di Covered Bond da parte della controllata VUB Banka. Si tratta di titoli a tasso fisso per un ammontare di 500 milioni con scadenza 5 anni.
Per quanto concerne la gestione del collateral, Intesa Sanpaolo si avvale da tempo anche della procedura denominata A.Ba.Co. (Attivi Bancari Collateralizzati), che permette l'utilizzo di prestiti bancari - erogati a società non finanziarie - a garanzia delle operazioni di finanziamento con la Banca d'Italia: al 31 marzo 2022 l'importo outstanding, al lordo degli hair-cut applicabili agli impieghi costituiti in pegno da parte del Gruppo, ammontava a circa 18,6 miliardi.
Nel trimestre la prospettiva di una progressiva attenuazione degli effetti della pandemia ha ceduto il passo agli inattesi sviluppi bellici in Est Europa. Nonostante il quadro inflazionistico infiammato dall'accelerazione delle materie prime continui a spingere le Banche Centrali verso una graduale riduzione delle misure di stimolo monetario, i mercati del credito hanno mantenuto una volatilità sorprendentemente contenuta. La rotazione di portafoglio è stata finalizzata alla riduzione della componente governativa core che ha raggiunto livelli di spread estremamente elevati al di sotto dei tassi swap, mentre la componente Italia è stata gestita dinamicamente a ridosso dell'elezione del Presidente della Repubblica. La componente non governativa mantiene un'esposizione contenuta nei confronti del mercato corporate a causa delle incertezze di mercato e della prossima attesa riduzione dello stimolo quantitativo da parte della BCE.
Con riferimento al mercato repo i volumi scambiati sui titoli di stato italiani sono notevolmente aumentati rispetto all'anno precedente ed i tassi si sono attestati su livelli inferiori alla depo facility.
Lo spread tra i tassi govies dei paesi core e quelli italiani è rimasto pressoché invariato rispetto al 2021; ha fatto eccezione l'allargamento registrato sullo scavalco di fine trimestre, significativamente più rilevante di quello osservato sul fine trimestre 2021.
Nell'ambito delle attività di Asset & Liability Management (ALM) del Gruppo, la gestione operativa dei rischi finanziari del banking book di Gruppo è svolta dalla Tesoreria & Finanza di Gruppo sotto il monitoraggio dell'Area Chief Risk Officer. Il rischio di tasso è monitorato e gestito considerando anzitutto la sensitività del valore di mercato delle varie poste del banking book agli spostamenti paralleli della curva dei tassi, nonché la sensitività del margine d'interesse; sono inoltre utilizzate specifiche analisi di scenario circa l'evoluzione dei tassi, nonché ipotesi comportamentali su alcune poste particolari. Le scelte strategiche in materia di rischio tasso sono definite dal Comitato Rischi Finanziari di Gruppo - sessione ALCO, nell'ambito di limiti fissati dal Consiglio di Amministrazione: la struttura di Tesoreria & Finanza di Gruppo svolge un ruolo attivo di supporto alle decisioni del Comitato, formulando analisi e proposte. La componente strutturale del rischio di liquidità è gestita, sulla base delle policy di liquidità definite a livello di Gruppo, presidiando gli equilibri attuali e prospettici di liquidità, a breve e a lungo termine, definendo il piano di funding sui diversi canali e strumenti (domestico/internazionale, retail/corporate, secured/ unsecured, preferred/non preferred/subordinati) nonché nel rispetto degli indicatori di liquidità (LCR, NSFR e gli altri indicatori di RAF) e nel rispetto degli obiettivi di gap impieghi-raccolta delle Unità di Business.
Le politiche relative all'assunzione e i processi di gestione dei rischi ai quali il Gruppo è o potrebbe essere esposto sono approvate dal Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, in qualità di Capogruppo, con il supporto del Comitato Rischi. Il Comitato per il Controllo sulla Gestione, organo con funzioni di controllo, vigila sull'adeguatezza, efficienza, funzionalità e affidabilità del processo di gestione dei rischi e del Risk Appetite Framework.
Il Consigliere Delegato e CEO esercita il potere di proposta di adozione delle delibere che riguardano il sistema dei rischi e cura l'esecuzione di tutte le delibere del Consiglio di Amministrazione, con particolare riguardo all'attuazione degli indirizzi strategici, del RAF e delle politiche di governo dei rischi.
Gli Organi beneficiano anche dell'azione di alcuni comitati manageriali in tema di presidio dei rischi. Tali comitati, tra i quali va segnalato il Comitato di Direzione, operano nel rispetto delle responsabilità primarie degli Organi societari sul sistema dei controlli interni e delle prerogative delle funzioni aziendali di controllo, in particolare della funzione di controllo dei rischi.
L'Area di Governo Chief Risk Officer, collocata a diretto riporto del Consigliere Delegato e CEO, nella quale sono concentrate le funzioni di risk management, inclusi i controlli sul processo di gestione dei rischi, e di validazione interna, costituisce componente rilevante della "seconda linea di difesa" del sistema dei controlli interni, separata e indipendente rispetto alle funzioni di supporto al business. L'Area ha la responsabilità di: (i) governare il macro processo di definizione, approvazione, controllo e attuazione del Risk Appetite Framework del Gruppo con il supporto delle altre funzioni aziendali coinvolte; (ii) coadiuvare gli Organi societari nel definire e attuare, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali, gli indirizzi e le politiche in materia di gestione dei rischi del Gruppo; (iii) coordinarne e verificarne l'attuazione da parte delle unità preposte del Gruppo, anche nei diversi ambiti societari; (iv) garantire la misurazione e il controllo dell'esposizione di Gruppo alle diverse tipologie di rischio; (v) attuare i controlli di II livello sia sul credito sia sugli altri rischi, diversi da quelli creditizi, oltre ad assicurare la convalida dei sistemi interni per la misurazione e gestione dei rischi.
La Capogruppo svolge nei confronti delle Società del Gruppo un ruolo di indirizzo e coordinamento19, mirato a garantire un efficace ed efficiente presidio dei rischi a livello di gruppo, esercitando la responsabilità nella definizione delle linee guida e delle regole metodologiche inerenti al processo di gestione dei rischi, perseguendo, in particolare, l'informativa integrata a livello di gruppo nei confronti degli Organi della Capogruppo, in merito alla completezza, adeguatezza, funzionalità e affidabilità del sistema dei controlli interni. Con particolare riferimento alle Funzioni aziendali di controllo, all'interno del Gruppo si distinguono due tipologie di modelli: (i) il Modello di gestione accentrata basato sull'accentramento delle attività presso la Capogruppo e (ii) il Modello di gestione decentrata che prevede la presenza di Funzioni aziendali di controllo istituite localmente, che svolgono l'attività sotto l'azione di indirizzo e coordinamento delle omologhe Funzioni aziendali di controllo della Capogruppo, cui riportano funzionalmente.
Gli Organi aziendali delle Società del Gruppo, indipendentemente dal modello di controllo adottato all'interno della propria Società, sono consapevoli delle scelte effettuate dalla Capogruppo e sono responsabili dell'attuazione, nell'ambito delle rispettive realtà aziendali, delle strategie e politiche perseguite in materia di controlli, favorendone l'integrazione nell'ambito dei controlli di gruppo.
Gli strumenti per la misurazione e la gestione dei rischi concorrono a definire un quadro di controllo in grado di valutare i rischi assunti dal Gruppo secondo una prospettiva regolamentare ed economica; il livello di assorbimento di capitale economico, definito come la massima perdita "inattesa" in cui il Gruppo può incorrere in un orizzonte temporale di un anno, rappresenta una metrica chiave per definire l'assetto finanziario e la tolleranza del Gruppo al rischio e per orientare l'operatività, assicurando l'equilibrio tra i rischi assunti e il ritorno per gli azionisti. Esso viene stimato, oltre che sulla base della situazione attuale, anche a livello prospettico, in funzione delle ipotesi di budget e dello scenario economico previsto. La valutazione del capitale è inclusa nel reporting aziendale ed è sottoposta trimestralmente al Comitato di Direzione, al Comitato Rischi e al Consiglio di Amministrazione, nell'ambito del Tableau de Bord dei rischi di Gruppo. La copertura dei rischi, a seconda della loro natura, frequenza e dimensione d'impatto potenziale, è affidata ad una costante combinazione tra azioni e interventi di attenuazione/immunizzazione, procedure/processi di controllo e protezione patrimoniale.
19 In proposito, si specifica che Intesa Sanpaolo non esercita su Risanamento S.p.A. e sulle sue controllate attività di direzione e coordinamento ai sensi degli artt. 2497 e seguenti del Codice Civile.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, relativamente al recepimento delle riforme degli accordi del Comitato di Basilea ("Basilea 3"), ha intrapreso adeguate iniziative progettuali, ampliando gli obiettivi del Progetto Basilea 2, al fine di migliorare i sistemi di misurazione e i connessi sistemi di gestione dei rischi.
Per quanto riguarda i rischi creditizi, non si segnalano variazioni rispetto a quanto in essere a dicembre 2021.
L'aggiornamento periodico e il relativo allineamento all'evoluzione della normativa dei sistemi IRB nonché la loro estensione alle controllate italiane provenienti dal Gruppo UBI ed estere (secondo il piano di roll-out di Gruppo) procedono in accordo con la Regulatory Roadmap condivisa con i Supervisori.
Per quanto riguarda il rischio di controparte, non si segnalano variazioni nell'ambito di applicazione rispetto al 31 dicembre 2021.
Per quanto attiene ai rischi operativi, il Gruppo ha ottenuto l'autorizzazione all'utilizzo del Metodo Avanzato AMA (modello interno) per la determinazione del relativo requisito patrimoniale a partire dalla segnalazione al 31 dicembre 2009. Non si segnalano variazioni nell'ambito di applicazione rispetto al 31 dicembre 2021.
Il resoconto annuale del processo di controllo prudenziale ai fini di adeguatezza patrimoniale (ICAAP), basato sull'utilizzo esteso delle metodologie interne di misurazione dei rischi, di determinazione del capitale interno e del capitale complessivo disponibile, è stato approvato e inviato alla BCE nel mese di aprile 2022.
Nell'ambito dell'adozione di "Basilea 3", il Gruppo pubblica le informazioni riguardanti l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti alla loro identificazione, misurazione e gestione nel documento denominato Terzo Pilastro di Basilea 3 o "Pillar 3".
Il documento viene pubblicato sul sito Internet (group.intesasanpaolo.com) con cadenza trimestrale.
Come già rappresentato, al 31 marzo 2022 il Gruppo presenta le seguenti esposizioni per cassa verso controparti residenti in Russia e Ucraina al netto delle garanzie ECA e al lordo delle rettifiche di valore effettuate20:
| (miliardi di euro) | |||
|---|---|---|---|
| 31.03.2022 | |||
| Russia | Ucraina | ||
| Crediti verso clientela | 4,44 | 0,22 | |
| Banca Intesa Russia | 0,59 | 0,00 | |
| Pravex | 0,00 | 0,15 | |
| Esposizioni cross-border | 3,85 | 0,07 | |
| Crediti verso banche | 0,39 | 0,05 | |
| Banca Intesa Russia | 0,34 | 0,00 | |
| Pravex | 0,00 | 0,05 | |
| Esposizioni cross-border | 0,05 | 0,00 | |
| Titoli | 0,12 | 0,05 | |
| Banca Intesa Russia | 0,03 | 0,00 | |
| Pravex | 0,00 | 0,04 | |
| Divisione IMI CIB | 0,03 | 0,00 | |
| Divisione Insurance | 0,06 | 0,01 |
Nell'insieme il Gruppo ha effettuato accantonamenti relativi agli impatti derivanti dal conflitto per complessivi 822 milioni al lordo dell'effetto fiscale, rivenienti prevalentemente dai rischi creditizi in essere verso clientela, valutati in base al principio IFRS 9.
Dalle analisi effettuate del principio contabile e dei correlati Annex, non risultano esservi indicazioni o esemplificazioni volte a delineare specifiche linee guida mirate alla misurazione delle Expected Credit Losses in contesti bellici o a definire metodologie specifiche dell'incremento del rischio di credito conseguente a crisi geopolitiche improvvise e gravi come quella attuale. I riferimenti più assimilabili al contesto attuale appaiono essere quelli riportati nelle Application Guidance del principio stesso, che permettono/suggeriscono l'utilizzo del c.d. "collective assessment" ai fini della verifica della sussistenza di un Significant Increase in Credit Risk (SICR) in ottica di staging delle esposizioni creditizie21, nonché, in continuità con i trattamenti impostati per cogliere le criticità di un'altra recente situazione emergenziale quale il COVID-1922, nell'utilizzo di
20 Oltre alle esposizioni per cassa rappresentate nella Tabella, sono presenti rischi di firma verso clientela per 0,2 miliardi presso Banca Intesa Russia, 0,6 miliardi Cross Border verso clientela (netto ECA) e complessivi 0,3 miliardi verso banche. Inoltre risultano in essere esposizioni in contratti derivati OTC per 22 milioni in termini di fair value.
21 In particolare, si vedano IFRS 9 B5.5.1, IFRS 9 B5.5.4, IFRS 9 B5.5.5 e IFRS 9 B5.5.18.
22 IFRS 9 and COVID-19: Accounting for expected credit losses applying IFRS 9 Financial Instruments in the light of current uncertainty resulting from the COVID-19 pandemic.

management overlay nel calcolo dell'ECL, al fine di definire le modalità più opportune per incorporare negli accantonamenti gli aspetti legati al conflitto in corso.
Il Gruppo ha quindi deciso di adottare un approccio valutativo fortemente guidato dall'emergere del rischio geopolitico c.d. "di trasferimento", cioè il rischio che le controparti non onorino gli impegni di pagamento del debito a seguito di restrizioni o decisioni del Paese di residenza e non per aspetti direttamente attinenti al loro business. Tale approccio è stato seguito sia ai fini della determinazione del "Significant Increase in Credit Risk" (SICR), con la classificazione a Stage 2 anche per effetto della revisione dei rating delle controparti e conseguente downgrading verso le classi a maggior rischio, che ai fini della ECL, mediante l'introduzione di management overlay consistenti nell'applicazione di un tasso di perdita stimato secondo un approccio basato sulla traslazione del rischio del paese di residenza e nell'introduzione di un margine di prudenza a fronte di potenziali ulteriori peggioramenti del merito creditizio delle controparti.
La situazione di assoluta gravità presente su tutto il territorio ucraino, inoltre, ha portato a definire ai fini della valutazione del portafoglio crediti della banca ucraina controllata un approccio del tutto specifico, fortemente guidato da razionali di prudenza. Tale approccio è stato adottato su tutto il portafoglio crediti performing di Pravex (la banca non presentava sostanzialmente al 31 dicembre 2021 posizioni NPL) cui è stato applicato uno specifico management overlay a livello di ECL che ha comportato una svalutazione forfettaria tale da portare il livello di copertura al 60%.
Per quanto riguarda le azioni di sostegno alla clientela impattata dalla pandemia si è proseguito in continuità con gli ultimi mesi del 2021; per maggiori dettagli in merito si rimanda a quanto indicato nel Bilancio al 31 dicembre 2021 (Parte E – Sezione 2. Rischi del consolidato prudenziale – 1.1 Rischio di credito – Informazioni di natura qualitativa – Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19).
In particolare, per quanto riguarda gli elementi di vulnerabilità delle esposizioni oggetto di misure di moratoria considerati ai fini del Bilancio al 31 dicembre 2021 (rappresentati sia da overlay incorporati nei modelli satellite, che da trigger straordinari di scivolamento a Stage 2) si è proceduto alla loro rivalutazione, mantenendo ancora una congrua prudenza, ma tenendo conto sia del sostanziale rientro delle concessioni, ormai quasi totalmente scadute, che delle positive evidenze osservate sul complesso delle esposizioni con ripresa dei pagamenti già avvenuta. Per gli overlay incorporati nei modelli satellite, si è proceduto alla ristima – attraverso anche osservazioni interne del differenziale tra i tassi di default dei portafogli con e senza moratorie – dei parametri tesi a determinare l'effetto della riduzione dei flussi di default durante il periodo di validità delle moratorie e la traslazione degli stessi sui periodi successivi. Per i trigger straordinari di scivolamento a Stage 2, si sono mantenute le stesse logiche applicate ai fini di Bilancio al 31 dicembre 2021, aggiornando il perimetro di applicazione che è diminuito per effetto di raggiunti termini di ripresa dei pagamenti (si ricorda che al 31 marzo 2022 risultano 0,6 miliardi di moratorie ancora in essere e 2,6 miliardi di moratorie terminate ma con maturazione dei termini di ripresa dei pagamenti nei mesi successivi). Nel contempo, il peggioramento del contesto macroeconomico innestato dalla crisi è stato incorporato nel portafoglio domestico, sia attraverso l'adozione di uno scenario macroeconomico aggiornato (con una riduzione al 3,0% delle aspettative di crescita nel 2022 e all'1,6% nel 2023) per il condizionamento forward-looking dei parametri di rischio, che, al fine di tener adeguatamente conto delle ricadute indirette del conflitto sui macrosettori particolarmente esposti agli effetti di perduranti pressioni inflazionistiche su prodotti energetici e materie prime, attraverso management overlay aggiuntivi con un aggravio dei tassi di default stimati sui settori trasporti, manufatturiero e famiglie rispetto agli esiti dei modelli satellite. Nell'insieme tali interventi hanno generato minori accantonamenti per rettifiche su crediti per circa 300 milioni.
Con riferimento alle azioni legate alla gestione proattiva del credito, nel 1° trimestre 2022, non sono da segnalare particolari evidenze relative al portafoglio moratorie, essendosi chiusa a fine 2021 la specifica iniziativa diagnostica attivata su questo portafoglio e proseguita per tutto l'anno nell'ambito dell'Action Plan crediti. Le controparti oggetto di moratorie sono state infatti per tutto il 2021 oggetto di iniziative specifiche di Action Plan volte a contenere il deterioramento, mediante l'attivazione di interventi sulle posizioni critiche. Non sono previste al momento nuove specifiche iniziative anche in considerazione dell'impatto degli sconfini rilevanti e dei nuovi default che continua a mantenersi contenuto sul portafoglio in oggetto.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo dispone di un vasto insieme di tecniche e di strumenti per la misurazione e la gestione dei rischi di credito, in grado di assicurare un controllo analitico della qualità del portafoglio degli impieghi alla clientela e alle istituzioni finanziarie, nonché delle esposizioni soggette a rischio paese.
Per quanto riguarda, in particolare, gli impieghi a clientela, la misurazione del rischio fa ricorso a modelli di rating interni differenziati a seconda del segmento di operatività della controparte (Corporate, SME Retail, Retail, Stati Sovrani, Enti del Settore Pubblico e Banche). Tali modelli consentono di sintetizzare la qualità creditizia della controparte in una misura, il rating, che ne riflette la probabilità di insolvenza con un orizzonte temporale di un anno, calibrata su un livello medio del ciclo economico. I rating calcolati sono, inoltre, raccordati alle classificazioni delle agenzie ufficiali di rating per mezzo di una scala omogenea di riferimento.
Il rating e i fattori mitiganti del credito (garanzie, forme tecniche e covenants) assumono un ruolo fondamentale nel processo di concessione e gestione del credito.
| (milioni di euro) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Voci | 31.03.2022 | 31.12.2021 | Variazione | ||||
| Esposizione lorda |
Rettifiche di valore complessive |
Esposizione netta |
Esposizione lorda |
Rettifiche di valore complessive |
Esposizione netta |
Esposizione netta |
|
| Sofferenze | 7.264 | -5.125 | 2.139 | 7.194 | -5.064 | 2.130 | 9 |
| Inadempienze probabili | 6.537 | -2.335 | 4.202 | 7.281 | -2.956 | 4.325 | -123 |
| Crediti Scaduti / Sconfinanti | 568 | -121 | 447 | 774 | -152 | 622 | -175 |
| Crediti Deteriorati | 14.369 | -7.581 | 6.788 | 15.249 | -8.172 | 7.077 | -289 |
| Crediti deteriorati in Stage 3 (soggetti a impairment) |
14.318 | -7.571 | 6.747 | 15.202 | -8.164 | 7.038 | -291 |
| Crediti deteriorati valutati al fair value con contropartita il conto economico |
51 | -10 | 41 | 47 | -8 | 39 | 2 |
| Crediti in bonis | 457.131 | -2.734 | 454.397 | 453.596 | -2.453 | 451.143 | 3.254 |
| Stage 2 | 52.072 | -2.000 | 50.072 | 56.129 | -1.740 | 54.389 | -4.317 |
| Stage 1 | 404.027 | -734 | 403.293 | 396.468 | -713 | 395.755 | 7.538 |
| Crediti in bonis valutati al fair value con contropartita il conto economico |
1.032 | - | 1.032 | 999 | - | 999 | 33 |
| Crediti in bonis rappresentati da titoli | 7.171 | -28 | 7.143 | 7.039 | -24 | 7.015 | 128 |
| Stage 2 | 952 | -21 | 931 | 882 | -17 | 865 | 66 |
| Stage 1 | 6.219 | -7 | 6.212 | 6.157 | -7 | 6.150 | 62 |
| Crediti detenuti per la negoziazione | 38 | - | 38 | 19 | - | 19 | 19 |
| Totale finanziamenti verso clientela | 478.709 | -10.343 | 468.366 | 475.903 | -10.649 | 465.254 | 3.112 |
| di cui forborne performing | 8.336 | -450 | 7.886 | 8.616 | -513 | 8.103 | -217 |
| di cui forborne non performing | 4.645 | -2.039 | 2.606 | 4.568 | -1.924 | 2.644 | -38 |
| Finanziamenti verso clientela classificati tra le attività in via di dismissione (*) |
5.323 | -3.998 | 1.325 | 4.504 | -3.298 | 1.206 | 119 |
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.
(*) Al 31 marzo 2022 e al 31 dicembre 2021 la voce si riferisce ai portafogli, o esposizioni single name, di sofferenze e inadempienze probabili oggetto di cessione.
Al 31 marzo 2022 i crediti deteriorati lordi del Gruppo erano scesi a 14,4 miliardi, evidenziando una contrazione di 880 milioni (-5,8%) nel confronto con dicembre. La loro incidenza risultava pertanto diminuita al 3% dal 3,20% di fine 2021 (2,3% e 2,4% rispettivamente a marzo 2022 e a dicembre 2021 secondo la definizione EBA).
Tale evoluzione è stata possibile grazie anche al favorevole andamento dei nuovi flussi netti in entrata da crediti in bonis: nel corso dei primi tre mesi gli ingressi lordi sono stati pari a 0,7 miliardi, in flessione dagli 1,1 miliardi del quarto trimestre 2021 ma in aumento rispetto agli 0,6 miliardi del primo trimestre 2021. In termini netti, al netto cioè delle uscite verso crediti in bonis, il flusso in entrata è stato di 0,4 miliardi, pressochè dimezzato se raffrontato con gli 0,8 miliardi dell'ultima parte del 2021, ma in linea con i primi mesi del 2021.
Come si può notare dalla tabella, la diminuzione dell'aggregato è stata determinata per 744 milioni (-10,2%) dalle inadempienze probabili in relazione alle iniziative di de-risking portate avanti nel periodo, per la cui descrizione si rimanda al capitolo iniziale "Il primo trimestre del 2022". Conseguentemente ed anche in relazione agli effetti valutativi di fine periodo, a marzo 2022 i crediti deteriorati classificati fra le attività in via di dismissione erano saliti a 5,3 miliardi lordi e a 1,3 miliardi netti.
Alla fine del primo trimestre 2022 i crediti deteriorati netti del Gruppo totalizzavano 6,8 miliardi, valore che rappresenta un minimo storico. La riduzione da inizio anno (-4,1%) conferma l'andamento virtuoso già rilevato nel corso degli esercizi precedenti. Si evidenzia un'incidenza delle attività deteriorate sul totale dei crediti netti verso clientela dell'1,4% (1,1% in base

alla definizione EBA), valore contenuto e in ulteriore miglioramento (1,5% registrato a dicembre 2021, 1,2% in base alla definizione EBA), con una copertura dei crediti deteriorati pari al 52,8%.
In particolare, a fine marzo 2022 i finanziamenti classificati in sofferenza, al netto delle rettifiche di valore contabilizzate, si sono attestati a 2,1 miliardi (+0,4%), con un'incidenza sul totale dei crediti netti pari allo 0,4% e un livello di copertura del 70,6%. Le inadempienze probabili, pari a 4,2 miliardi, si sono ridotte del 2,8%, con un'incidenza sul totale degli impieghi netti a clientela pari allo 0,9% e un livello di copertura del 35,7%. I crediti scaduti e sconfinanti sono ammontati a 447 milioni (-28,1%), con una copertura pari al 21,3%.
I crediti in bonis per 50,1 miliardi sono classificati in Stage 2 con un calo di 4,3 miliardi rispetto al 31 dicembre 2021 per effetto da una parte del rientro a Stage 1 in seguito alla ricalibrazione degli overlay sulle moratorie e sui trigger straordinari e dall'altra per la riclassificazione a Stage 2 delle esposizioni verso controparti russe.
Le esposizioni forborne, generate da concessioni verso debitori in difficoltà nel far fronte ai propri impegni finanziari, nell'ambito delle attività deteriorate, si sono quantificate in 2,6 miliardi, con una copertura del 43,9%; le esposizioni forborne presenti nei finanziamenti in bonis sono ammontate a 7,9 miliardi.
La copertura dei crediti in bonis è salita allo 0,6% anche in relazione agli accantonamenti, effettuati nel trimestre, a fronte del conflitto Russo-Ucraino: stabile allo 0,2% la copertura dei crediti in Stage 1, in crescita al 3,8% quella dei crediti in Stage 2.
Gli impatti della pandemia sui rischi di credito sono stati trattati nel paragrafo che precede al quale si fa pertanto rinvio.
Con riferimento al rischio di controparte non si rilevano nel trimestre 2022 variazioni delle metriche di rischio riconducibili al contesto conseguente alla pandemia da COVID-19, e si rimanda a quanto descritto nell'apposita sezione del Bilancio al 31 dicembre 2021.
Si riporta di seguito una rappresentazione del VaR gestionale giornaliero del solo portafoglio di trading, fornendo inoltre evidenza dell'esposizione complessiva dei principali risk taking center.
| (milioni di euro) | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 2022 | 2021 | ||||||||
| 1° trimestre medio |
1° trimestre minimo |
1° trimestre massimo |
4° trimestre medio |
3° trimestre medio |
2° trimestre medio |
1° trimestre medio |
|||
| Totale GroupTrading Book (a) | 21,4 | 15,4 | 28,0 | 19,9 | 20,4 | 25,8 | 41,3 | ||
| di cui: Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo |
3,8 | 2,4 | 5,2 | 2,7 | 2,6 | 2,8 | 3,2 | ||
| di cui: Divisione IMI C&IB | 17,5 | 13,9 | 23,2 | 19,1 | 20,5 | 25,9 | 38,1 |
La tabella riporta su ogni riga la variabilità storica del VaR gestionale giornaliero calcolato sulla serie storica trimestrale rispettivamente del Gruppo Intesa Sanpaolo (inclusivo delle altre controllate), della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo e della Divisione IMI C&IB; la stima del valore minimo e del valore massimo sul perimetro complessivo non corrisponde alla somma dei valori individuali di colonna poiché è ricalcolata sulla serie storica aggregata.
(a) Il dato Group Trading Book include il VaR gestionale della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo, della Divisione IMI C&IB (perimetro Trading Book) e delle altre controllate.
Nel corso del primo trimestre 2022, come evidenziato dalla tabella precedente, si rileva una sostanziale stabilità dei rischi complessivi di trading rispetto alle medie del quarto trimestre 2021 (21,4 milioni nel primo trimestre 2022 e 19,9 milioni nel quarto trimestre 2021) e più in generale una riduzione rispetto alle medie del primo e secondo trimestre 2021. Tali riduzioni sono principalmente riconducibili ad "effetto rolling" di scenario stante le ridotte volatilità di mercato registrate successivamente agli eccezionali shock di mercato connessi alla diffusione pandemica del COVID-19.
L'effetto sopra descritto, ovvero la riduzione per "effetto rolling" di scenario, risulta più marcato se si confronta il primo trimestre 2022 con il primo trimestre 2021 (21,4 milioni nel primo trimestre 2022 rispetto ai 41,3 milioni del primo trimestre 2021).
| (milioni di euro) | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 2022 | 2021 | |||||||
| 1° trimestre medio |
1° trimestre minimo |
1° trimestre massimo |
1° trimestre medio |
1° trimestre minimo |
1° trimestre massimo |
|||
| Totale GroupTrading Book (a) | 21,4 | 15,4 | 28,0 | 41,3 | 27,9 | 57,8 | ||
| di cui: Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo |
3,8 | 2,4 | 5,2 | 3,2 | 2,4 | 5,6 | ||
| di cui: Divisione IMI C&IB | 17,5 | 13,9 | 23,2 | 38,1 | 26,3 | 51,9 |
La tabella riporta su ogni riga la variabilità storica del VaR gestionale giornaliero calcolato sulla serie storica dei primi tre mesi dell'anno rispettivamente del Gruppo Intesa Sanpaolo (inclusivo delle altre controllate), della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo e della Divisione IMI C&IB; la stima del valore minimo e del valore massimo sul perimetro complessivo non corrisponde alla somma dei valori individuali di colonna poiché è ricalcolata sulla serie storica aggregata.
(a) Il dato Group Trading Book include il VaR gestionale della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo, della Divisione IMI C&IB (perimetro Trading Book) e delle altre controllate.

Con riferimento al trend del VaR di trading nel corso del primo trimestre 2022, la dinamica è prevalentemente spiegata dalla Divisione IMI C&IB. Di seguito il grafico andamentale:

Analizzando l'andamento della composizione del profilo di rischio del Gruppo per il portafoglio di Trading, nel primo trimestre 2022 si osserva la tendenziale prevalenza del rischio credit spread e tasso di interesse, rispettivamente pari al 37% e al 20% del VaR gestionale complessivo. Con riferimento invece ai singoli "risk taking center", si osserva la prevalenza del rischio cambio e tasso di interesse per la Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo (rispettivamente pari al 50% e 38%) e del fattore di rischio credit spread e tasso di interesse per la Divisione IMI C&IB (rispettivamente pari al 40% e 20%).
| 1° trimestre 2022 | Azioni | Tassi | Credit spread |
Cambi | Altri parametri |
Merci |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo Divisione IMI C&IB |
5% 14% |
38% 20% |
7% 40% |
50% 3% |
0% 19% |
0% 4% |
| Totale | 12% | 20% | 37% | 11% | 16% | 4% |
(a) La tabella riporta su ogni riga il contributo dei fattori di rischio fatto 100% il capitale a rischio complessivo, distinguendo tra la Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo e la Divisione IMI C&IB, nonché fornendo la distribuzione sul perimetro complessivo di gruppo, calcolato come media delle stime giornaliere del primo trimestre 2022.
Il controllo dei rischi relativamente all'attività del Gruppo Intesa Sanpaolo si avvale anche di analisi di scenario e prove di stress. A fine marzo, gli impatti di selezionati scenari relativi all'evoluzione di prezzi azionari, tassi di interesse, spread creditizi, tassi di cambio e prezzi delle materie prime sono così sintetizzati nella tabella che segue.
| (milioni di euro) | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| TASSI EQUITY D'INTERESSE |
CREDIT SPREAD | CAMBI | MATERIE PRIME | |||||||
| Crash | Bullish | +40bps | lower rate |
-25bps | +25bps | -5% | +5% | Crash | Bullish | |
| Totale Trading Book | 103 | 15 | -13 | 10 | 4 | 1 | 18 | -4 | -10 | 4 |
In particolare:
In relazione all'utilizzo del limite complessivo riferito alle attività di trading e al business model Hold To Collect and Sell (HTCS), si rileva nel corso del primo trimestre un aumento del VaR gestionale di mercato da 139 milioni (quarto trimestre 2021 VaR gestionale medio) a 196 milioni (primo trimestre 2022 VaR gestionale medio). L'incremento del VaR gestionale medio è principalmente da ricondursi all'ingresso di nuovi scenari di volatilità nella coda della distribuzione come conseguenza dell'evoluzione delle variabili finanziari nel corso del primo trimestre 2022 influenzate in primo luogo dal cambio di aspettative circa le potenziali azioni di riduzione degli stimoli monetari da parte delle banche centrali.
L'efficacia del modello di calcolo del VaR deve essere monitorata giornalmente per mezzo di analisi di backtesting che, relativamente al perimetro regolamentare, consentono di confrontare:
Il backtesting consente di verificare la capacità del modello di cogliere correttamente, da un punto di vista statistico, la variabilità nella valutazione giornaliera delle posizioni di trading, coprendo un periodo di osservazione di un anno (circa 250 stime). Eventuali criticità relative all'adeguatezza del modello interno sono rappresentate da situazioni in cui le rilevazioni giornaliere dei profitti/perdite di backtesting evidenzino sull'anno di osservazione più di quattro rilevazioni in cui la perdita giornaliera è superiore alla stima del valore a rischio. La normativa vigente richiede che i test retrospettivi siano effettuati considerando sia la serie di P&L effettivi che quelli ipotetici.
Nel corso dell'ultimo anno la misura di VaR regolamentare per il Gruppo Intesa Sanpaolo si è dimostrata sufficientemente conservativa registrando solo due eccezioni di backtesting23 .
Nel primo trimestre 2022, il 25 febbraio si è registrata una eccezione di P&L Ipotetico e il 1° marzo un'eccezione di P&L Effettivo. Entrambe non sono dovute a movimenti di portafoglio ma al picco di volatilità sui mercati a seguito della crisi in Ucraina.

23 Nelle ultime 250 osservazioni la Banca ha registrato due eccezioni di P&L Effettivo ed una eccezione di P&L Ipotetico. Per il conteggio complessivo, come da normativa di riferimento, si conta il massimo tra le eccezioni di P&L Effettivo e le eccezioni di P&L Ipotetico, risultano dunque due eccezioni di backtesting nel corso dell'ultimo anno.

Con riferimento ai rischi di mercato gestionale e regolamentare non si rilevano nel trimestre 2022 variazioni delle metriche di rischio riconducibili al contesto conseguente alla pandemia da COVID-19, e si rimanda a quanto descritto nell'apposita sezione del Bilancio al 31 dicembre 2021.
Il rischio di tasso di interesse generato dal portafoglio bancario del Gruppo Intesa Sanpaolo, misurato mediante la Shift sensitivity del valore, si è attestato a fine marzo 2022 ad un valore pari a -1.810 milioni.
La sensitivity del margine di interesse – nell'ipotesi di variazione di +50, -50 e di +100 punti base dei tassi – ammonta a fine marzo 2022, rispettivamente a 920 milioni, -782 milioni e 1.622 milioni.
Il rischio tasso, misurato in termini di VaR, ha registrato a fine marzo 2022 un valore pari a 546 milioni.
Il rischio di prezzo generato dal portafoglio azionario di minoranza quotato, in gran parte detenuto nella categoria HTCS, ammonta a fine marzo 2022 a 166 milioni.
Nella tabella sottostante si fornisce una rappresentazione dell'andamento delle principali misure di rischio nel corso del primo trimestre 2022 relativamente al portafoglio bancario del Gruppo.
| (milioni di euro) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| 1° trimestre 2022 | 31.03.2022 | 31.12.2021 | |||
| medio | minimo | massimo | |||
| Shift Sensitivity del Fair Value +100 bp | -1.969 | -1.810 | -2.134 | -1.810 | -1.756 |
| Shift Sensitivity del Margine di Interesse -50bp | -808 | -768 | -875 | -782 | -880 |
| Shift Sensitivity del Margine di Interesse +50bp | 985 | 920 | 1.105 | 920 | 962 |
| Shift Sensitivity del Margine di Interesse +100bp | 1.810 | 1.622 | 2.094 | 1.622 | 1.847 |
| Value at Risk Tasso d'interesse | 551 | 546 | 559 | 546 | 509 |
Infine, nella tabella sottostante si fornisce un'analisi di sensitività del portafoglio bancario al rischio di prezzo, che mette in rilievo l'impatto sul Patrimonio Netto, simulando uno shock dei prezzi pari a ±10%, per le sopracitate attività quotate detenute nella categoria HTCS.
| Impatto sul patrimonio netto al 31.03.2022 |
(milioni di euro) Impatto sul patrimonio netto al 31.12.2021 |
||
|---|---|---|---|
| Shock di prezzo | -10% | -166 | -177 |
| Shock di prezzo | 10% | 166 | 177 |
Con riferimento al rischo di tasso di interesse generato dal portafoglio bancario del Gruppo Intesa Sanpaolo, non si rilevano nel trimestre 2022 variazioni delle misure di rischio riconducibili al contesto conseguente alla pandemia da COVID-19, e si rimanda a quanto descritto nell'apposita sezione del Bilancio al 31 dicembre 2021.
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La posizione di liquidità del Gruppo, che continua ad essere sostenuta da adeguate attività liquide di elevata qualità (HQLA) e dal significativo contributo di raccolta stabile da clientela, si è mantenuta nel primo trimestre dell'esercizio 2022 ampiamente all'interno dei limiti di rischio previsti dalla vigente Policy di Liquidità di Gruppo. Entrambi i livelli degli indicatori regolamentari LCR e NSFR risultano superiori ai requisiti minimi normativi.
Nel corso degli ultimi 12 mesi, il Liquidity Coverage Ratio (LCR) del Gruppo Intesa Sanpaolo, misurato secondo il Regolamento Delegato (UE) n. 2015/61, si è attestato in media al 191,1%.
A fine marzo 2022, il valore puntuale delle riserve HQLA, disponibili a pronti presso le diverse Tesorerie del Gruppo, ammonta a complessivi 184 miliardi (187 miliardi a dicembre 2021). Includendo le altre riserve marketable e/o stanziabili presso le Banche Centrali, incluse le autocartolarizzazioni retained, le riserve di liquidità libere di Gruppo ammontano a complessivi 189 miliardi (192 miliardi a dicembre 2021).
Al 31 marzo 2022, il NSFR del Gruppo Intesa Sanpaolo, sostenuto da una solida base di raccolta stabile della clientela, da adeguata raccolta cartolare wholesale di medio-lungo termine e dalla raccolta TLTRO con BCE, è pari al 128,3%. Tale indicatore resta peraltro ampiamente superiore al 100% anche escludendo l'apporto positivo della raccolta TLTRO.
Anche le prove di stress, in considerazione dell'elevata disponibilità delle riserve di liquidità disponibili, mostrano per il Gruppo risultati superiori alla soglia limite, con un avanzo di liquidità in grado di fronteggiare fuoriuscite di cassa straordinarie per un periodo di tempo superiore a 3 mesi.
Adeguata e tempestiva informativa sull'evolversi delle condizioni di mercato e della posizione della Banca e/o del Gruppo è regolarmente rilasciata agli Organi aziendali e ai Comitati interni, al fine di assicurare la piena conoscenza e governabilità dei fattori di rischio prevalenti. Tutte le necessarie misure preventive di gestione e controllo, già attivate sin dall'inizio dell'emergenza sanitaria COVID-19, permangono attive nell'obiettivo di cogliere eventuali segnali di potenziale inasprimento delle condizioni di liquidità.
Con riferimento al rischo di liquidità del Gruppo Intesa Sanpaolo, non si rilevano nel trimestre 2022 variazioni delle misure di rischio riconducibili al contesto conseguente alla pandemia da COVID-19, e si rimanda a quanto descritto nell'apposita sezione del Bilancio al 31 dicembre 2021.
| (milioni di euro) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Attività/Passività misurate al fair value | 31.03.2022 | 31.12.2021 | ||||
| Livello 1 | Livello 2 | Livello 3 | Livello 1 | Livello 2 | Livello 3 | |
| 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico |
24.142 | 26.439 | 3.429 | 24.263 | 25.082 | 3.386 |
| a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione | 22.412 | 25.690 | 140 | 22.615 | 24.379 | 187 |
| di cui: titoli di capitale | 793 | - | 20 | 674 | - | 17 |
| di cui: OICR | 142 | - | 25 | 116 | - | 25 |
| b) Attività finanziarie designate al fair value | - | 1 | 3 | 1 | 3 | - |
| c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate | ||||||
| al fair value | 1.730 | 748 | 3.286 | 1.647 | 700 | 3.199 |
| di cui: titoli di capitale | 147 | 109 | 225 | - | - | - |
| di cui: OICR | 1.583 | 148 | 2.287 | 1.486 | 149 | 2.166 |
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto | ||||||
| sulla redditività complessiva | 58.005 | 7.811 | 445 | 59.084 | 8.004 | 492 |
| di cui: titoli di capitale | 1.438 | 575 | 393 | 1.537 | 1.314 | 421 |
| 3. Derivati di copertura | - | 4.665 | - | - | 1.732 | - |
| 4. Attività materiali | - | - | 7.299 | - | - | 7.364 |
| 5. Attività immateriali | - | - | - | - | - | - |
| Totale | 82.147 | 38.915 | 11.173 | 83.347 | 34.818 | 11.242 |
| 1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione | 24.386 | 34.086 | 254 | 22.241 | 33.946 | 119 |
| 2. Passività finanziarie designate al fair value | - | 3.823 | 25 | 6 | 3.642 | 26 |
| 3. Derivati di copertura | - | 5.205 | - | - | 4.868 | - |
| Totale | 24.386 | 43.114 | 279 | 22.247 | 42.456 | 145 |
Le attività valutate al fair value del Gruppo (escluse le compagnie assicurative) evidenziano la prevalenza degli strumenti di livello 1 (62% circa del totale delle attività valutate al fair value al 31 marzo 2022 a fronte del 64% di dicembre 2021) misurati attraverso il ricorso a quotazioni di mercato, senza lasciare quindi alcuna discrezionalità al valutatore.
Nell'ambito delle Attività si osserva infatti che gli strumenti di livello 3, caratterizzati da una maggiore discrezionalità nella determinazione del fair value, rappresentano una quota contenuta del totale portafoglio delle Attività stesse, con un'incidenza dell'8,4% (8,7% al 31 dicembre 2021); esse includono attività materiali valutate al fair value con livello 3 riferite a patrimonio immobiliare e patrimonio artistico di pregio che rappresentano il 65% del totale attività di bilancio al fair value di livello 3. Tra le Attività finanziarie di livello 3, la quota principale è rappresentata dalla quota di OICR e tra essi 309 milioni sono
rappresentati da quote del Fondo Atlante e dell'Italian Recovery Fund attivati nell'ambito della normativa a sostegno del sistema bancario.
Con riferimento alle attività di Livello 2 si rileva rispetto a dicembre 2021 un aumento dell'incidenza sul totale delle attività valutate al fair value (che passa dal 26,9% al 29,4%). Tale incremento è da imputare prevalentemente ai derivati di copertura in conseguenza sia dell'incremento dei tassi di interesse sulle posizioni in essere sia dell'incremento dei volumi. Quanto alle passività, la quota di strumenti di livello 3 è inferiore all'1% rispetto al totale delle passività.
| (milioni di euro) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Attività/Passività misurate al fair value | 31.03.2022 | 31.12.2021 | |||||
| Livello 1 | Livello 2 | Livello 3 | Livello 1 | Livello 2 | Livello 3 | ||
| 1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione | 350 | 228 | 443 | 344 | 293 | 390 | |
| di cui: titoli di capitale | - | - | - | - | - | - | |
| di cui: OICR | 113 | - | 48 | 122 | - | 49 | |
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value | 95.607 | 20 | 531 | 100.515 | 143 | 401 | |
| di cui: titoli di capitale | 3.330 | - | - | 3.510 | - | - | |
| di cui: OICR | 87.362 | - | - | 91.908 | 109 | - | |
| 3. Attività finanziarie disponibili per la vendita | 88.594 | 6.596 | 4.378 | 93.910 | 6.305 | 4.208 | |
| di cui: titoli di capitale | 2.086 | 7 | 56 | 2.201 | 7 | 54 | |
| di cui: OICR | 10.010 | - | 3.974 | 9.879 | - | 3.742 | |
| 4. Derivati di copertura | - | 202 | - | - | 291 | - | |
| 5. Attività materiali | - | - | 7 | - | - | 8 | |
| 6. Attività immateriali | - | - | - | - | - | - | |
| Totale | 184.551 | 7.046 | 5.359 | 194.769 | 7.032 | 5.007 | |
| 1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione | 12 | 53 | 36 | - | 42 | 61 | |
| 2. Passività finanziarie valutate al fair value | - | 79.985 | - | - | 84.667 | - | |
| 3. Derivati di copertura | - | - | - | - | - | - | |
| Totale | 12 | 80.038 | 36 | - | 84.709 | 61 |
Per le compagnie assicurative le attività finanziarie valutate al fair value sono misurate per il 93,7% attraverso il ricorso a quotazioni di mercato, senza lasciare quindi alcuna discrezionalità al valutatore.
Le attività di livello 3, che presentano invece la maggiore discrezionalità nella determinazione del fair value, rappresentano al 31 marzo 2022 il 2,7% del totale delle attività valutate al fair value contro il 2,4% di dicembre 2021.
Le passività al fair value sono quasi interamente misurate con input di livello 2.

L'esposizione al rischio in prodotti strutturati di credito si attesta al 31 marzo 2022 a 3.772 milioni, con un incremento netto di 151 milioni rispetto ai 3.621 milioni del 31 dicembre 2021. L'esposizione include investimenti in ABS (Asset Backed Securities) per 1.934 milioni, in CLO (Collateralized Loan Obligations) per 1.761 milioni ed in CDO (Collateralized Debt Obligations) per 77 milioni, che si confermano quale operatività marginale anche nel primo trimestre 2022.
| (milioni di euro) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Categorie contabili | 31.03.2022 | 31.12.2021 | variazioni | ||||
| Collateralized Loan Obligations |
Asset Backed Securities |
Collateralized Debt Obligations |
Totale | assolute | % | ||
| Attività finanziarie detenute per la negoziazione | 541 | 637 | - | 1.178 | 1.049 | 129 | 12,3 |
| Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value |
- | 3 | - | 3 | 3 | - | - |
| Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
796 | 917 | - | 1.713 | 1.701 | 12 | 0,7 |
| Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 424 | 377 | 77 | 878 | 868 | 10 | 1,2 |
| Totale | 1.761 | 1.934 | 77 | 3.772 | 3.621 | 151 | 4,2 |
La presente informativa include quali prodotti strutturati di credito titoli di debito detenuti dal Gruppo il cui tranching all'emissione presenti diversi gradi di subordinazione e che non siano stati emessi nell'ambito di operazioni originate da entità del Gruppo Intesa Sanpaolo e da Public Entity, oltre che di operazioni con cui il Gruppo finanzia la propria clientela corporate e financial institution (operatività posta in essere dal Gruppo per il tramite della controllata Duomo Funding Plc).
La strategia dell'operatività in prodotti strutturati di credito denota la prevalenza di investimenti, aventi l'obiettivo di sfruttare le opportunità di mercato, rispetto alle dismissioni del portafoglio intervenute nel periodo.
L'esposizione in ABS e CLO valutati al fair value passa da 2.753 milioni di dicembre 2021 a 2.894 milioni di marzo 2022, con un incremento netto di 141 milioni da ascrivere prevalentemente all'operatività su posizioni della Divisione IMI Corporate & Investment Banking, a valere sul portafoglio delle attività detenute per la negoziazione ed in misura minore delle attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.
L'esposizione in titoli di debito classificati tra le attività valutate al costo ammortizzato a fine marzo 2022 è pari a 878 milioni, e si confronta con una esposizione di 868 milioni a dicembre 2021 (+10 milioni).
Da un punto di vista economico, al 31 marzo 2022 si rileva un risultato complessivo di -4 milioni che risente delle tensioni geopolitiche, per le quali nei primi due mesi dell'anno si è assistito ad una diminuzione della liquidità dei mercati di riferimento ed all'aumento degli spread di credito (nei primi tre mesi del 2021 l'impatto economico era stato pari a +3 milioni).
Il risultato sulle attività di negoziazione, voce 80 del conto economico, ammonta a -4 milioni ed è afferente alle esposizioni in ABS e CLO, riferibile principalmente ad effetti valutativi per -5 milioni e ad utili da realizzo pari a +1 milione (+5 milioni l'impatto economico al 31 marzo 2021, relativo a componenti valutative per +3 milioni e ad utili da cessione pari a +2 milioni). Il risultato delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value si conferma nullo, come nei primi tre mesi del 2021.
Le esposizioni in titoli di debito classificati tra le attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva registrano nel primo trimestre 2022 una variazione negativa di fair value per -6 milioni a riserva di patrimonio netto (da riserva di -1 milione di dicembre 2021 a -7 milioni di marzo 2022); si rilevano inoltre impatti da cessioni sul portafoglio pari a -1 milione (nulli al 31 marzo 2021).
Sui titoli di debito classificati tra le attività valutate al costo ammortizzato, al 31 marzo 2022 il risultato è pari a +1 milione, sostanzialmente riferibile a componenti valutative, e si confronta con i -2 milioni dei primi tre mesi del 2021.
| (milioni di euro) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Risultati di conto economico per categoria contabile |
31.03.2022 | 31.03.2021 | variazioni | ||||
| Collateralized Loan Obligations |
Asset Backed Securities |
Collateralized Debt Obligations |
Totale | assolute | % | ||
| Attività finanziarie detenute per la negoziazione | -3 | -1 | - | -4 | 5 | -9 | |
| Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value |
- | - | - | - | - | - | - |
| Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
- | -1 | - | -1 | - | 1 | - |
| Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato |
- | 1 | - | 1 | -2 | 3 | |
| Totale | -3 | -1 | - | -4 | 3 | -7 |

Agli effetti di questa rilevazione, sono considerate Special Purpose Entities (SPE) le entità legali costituite per il raggiungimento di uno specifico obiettivo, ben definito e limitato (raccolta fondi sul mercato, acquisizione/cessione/gestione di determinati assets, sia per la realizzazione di operazioni di cartolarizzazione di attivi, sia per la provvista di fondi attraverso operazioni di autocartolarizzazione ed emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite, sviluppo e/o finanziamento di specifiche iniziative di business, operazioni di leveraged buy out, gestione del rischio di credito connesso al proprio portafoglio).
Sponsor dell'operazione è, di norma, un soggetto che chiede la strutturazione dell'operazione che coinvolge la SPE al fine di raggiungere determinati obiettivi. A volte lo sponsor può essere la Banca stessa, che costituisce una SPE per conseguire uno degli obiettivi sopra citati.
Per le categorie di SPE identificate come entità strutturate non consolidate non si segnalano modifiche ai criteri in base ai quali il Gruppo Intesa Sanpaolo decide per l'inserimento o meno delle società nel perimetro di consolidamento rispetto a quanto già riportato nel Bilancio 2021.
Nel corso del primo trimestre dell'anno, a valere sul programma di emissione UBI Finance CB1, nei mesi di gennaio e febbraio la serie n. 30 è stata oggetto di estinzione parziale per un ammontare complessivo di 300 milioni, azzerando il nominale.
Nell'ambito del programma di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite garantito da ISP CB Pubblico, nel mese di gennaio è stata parzialmente estinta la serie n. 10 per un ammontare di 100 milioni, portando il nominale a residui 150 milioni. A valere sul programma di emissione garantito da ISP CB Ipotecario, nel mese di gennaio è scaduta la serie n. 17 per un ammontare di 1 miliardo. Inoltre, nel mese di febbraio è stata emessa la serie n. 28, per un ammontare di 1 miliardo. Il titolo, a tasso variabile con scadenza 7 anni, è quotato presso la Borsa di Lussemburgo con rating Aa3 di Moody's, è stato interamente sottoscritto dalla Capogruppo ed è stanziabile sull'Eurosistema.
La BCE ha pubblicato, nel 2017, specifiche Linee Guida sulle Leveraged Transactions ("Guidance on Leveraged Transactions"), che si applicano a tutti gli enti significativi sottoposti alla vigilanza diretta della BCE stessa. Obiettivo dichiarato della regolamentazione è il rafforzamento dei presidi aziendali sulle operazioni qualificate "a leva", in presenza di un loro incremento a livello globale e in un contesto di mercato fortemente competitivo, caratterizzato da un periodo prolungato di tassi bassi e dalla conseguente ricerca di rendimenti.
Il perimetro oggetto delle Linee Guida della BCE include, oltre alle esposizioni nei confronti di soggetti la cui maggioranza del capitale è detenuta da uno o più sponsor finanziari, anche le esposizioni nelle quali il livello di leva finanziaria del prenditore, misurato come rapporto tra Indebitamento finanziario complessivo e MOL, risulti superiore a 4. Sono peraltro esplicitamente escluse dal perimetro delle Leveraged Transactions le controparti con rating in area Investment Grade, persone fisiche, istituti di credito, istituti finanziari e società del settore finanziario in genere, enti pubblici, enti "no profit", nonché le controparti con affidamenti al di sotto di una certa soglia di materialità (5 milioni), le controparti SME Retail e quelle SME Corporate (quest'ultime se non possedute da sponsor finanziario). Sono inoltre escluse le operazioni di specialised lending (project finance, real estate e object financing) e alcune altre tipologie di affidamenti, quali le operazioni di trade finance.
Al 31 marzo 2022 per il Gruppo Intesa Sanpaolo le operazioni che rispondono alla definizione di "Leveraged Transactions" delle Linee Guida BCE ammontano a circa 34,9 miliardi, riferiti a 2.373 linee di credito (35,3 miliardi il dato corrispondente al 31 dicembre 2021).
Si segnala che, coerentemente con quanto richiesto dalle Linee Guida BCE, nell'ambito del Credit Risk Appetite è stato sottoposto all'approvazione del Consiglio di Amministrazione uno specifico limite per lo stock in essere di Leveraged Transactions e dei limiti sui flussi di nuove operazioni, in linea con l'appetito di rischio della Banca su questa tipologia di operatività.
La consistenza del portafoglio hedge fund di Capogruppo al 31 marzo 2022 risulta pari a 46 milioni per il trading book e 199 milioni per il banking book, a fronte rispettivamente di 27 milioni e di 200 milioni al 31 dicembre 2021.
Gli investimenti nel portafoglio di banking book sono contabilizzati nella categoria delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value e riguardano fondi che adottano strategie di investimento a medio/lungo termine e tempi di riscatto superiori a quelli previsti per i fondi UCITS (Undertakings for Collective Investment in Transferable Securities).
Nel primo trimestre 2022 si è registrato un incremento degli stock di 18 milioni rispetto al 31 dicembre 2021, per nuovi investimenti effettuati nel comparto del trading.
Quanto agli effetti economici, al 31 marzo 2022 si rileva un risultato complessivamente positivo per +3 milioni, riferibile alla valutazione dei fondi in portafoglio tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione, che si confronta con un impatto complessivo di +5 milioni dei primi tre mesi del 2021 (-4 milioni dalle attività finanziarie detenute per la negoziazione e +9 milioni dalle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value).
Nel Gruppo Intesa Sanpaolo, si segnala che al 31 marzo 2022 risultano nel portafoglio di Eurizon Capital SGR anche hedge fund per 52 milioni, con un impatto a conto economico di -1 milione nel primo trimestre dell'anno. Questi ultimi sono detenuti secondo una logica di seeding, che prevede la costituzione di un portafoglio di servizio composto da quote di fondi comuni di investimento per i quali è stata avviata la commercializzazione, a sostegno dei fondi stessi.

Considerando i soli rapporti con clientela, alla data del 31 marzo 2022, il Gruppo Intesa Sanpaolo presentava, in relazione all'operatività di intermediazione in derivati con le controparti clientela retail, imprese non finanziarie ed enti ed amministrazioni pubbliche (escluse quindi, oltre alle istituzioni creditizie, anche le imprese finanziarie e quelle assicurative) un fair value positivo, al lordo degli accordi di netting, pari a 5.459 milioni (6.917 milioni al 31 dicembre 2021). Il valore nozionale di tali derivati era pari a 44.665 milioni (64.254 milioni al 31 dicembre 2021).
Si segnala che il fair value positivo dei contratti in essere con i 10 clienti più esposti era di 3.502 milioni (4.416 milioni al 31 dicembre 2021).
Per contro, il fair value negativo riferito al totale dei contratti in essere, determinato con gli stessi criteri, per le medesime tipologie di contratti, nei confronti delle stesse controparti, risultava - sempre alla data del 31 marzo 2022 - pari a 3.564 milioni (2.192 milioni al 31 dicembre 2021). Il valore nozionale di tali derivati era pari a 61.168 milioni, (34.378 milioni al 31 dicembre 2021).
Il fair value degli strumenti finanziari derivati stipulati con la clientela è stato determinato tenendo conto, come per tutti gli altri derivati OTC, della qualità creditizia delle singole controparti (cosiddetto bilateral Credit Value Adjustment). Sui contratti in rimanenza al 31 marzo 2022 ciò ha comportato la rilevazione a conto economico, nell'ambito del "Risultato netto dell'attività di negoziazione", di un impatto positivo di 33 milioni.
Per quanto concerne le metodologie utilizzate nella determinazione del fair value degli strumenti finanziari, si rinvia ai paragrafi specificatamente dedicati a tale argomento nell'ambito della Parte A – Politiche contabili della Nota integrativa consolidata del Bilancio 2021.
Il rischio operativo è definito come il rischio di subire perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni24 .
Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha da tempo definito il framework complessivo per la gestione dei rischi operativi, stabilendo normativa e processi organizzativi per la misurazione, la gestione e il controllo degli stessi.
Per la determinazione del requisito patrimoniale, il Gruppo adotta una combinazione dei Metodi previsti dalla normativa (metodo avanzato in partial use con i metodi standardizzato e base); l'assorbimento patrimoniale così ottenuto è di 2.024 milioni al 31 marzo 2022, invariato rispetto al 31 dicembre 2021.
Per quanto riguarda i rischi operativi, con riferimento al primo trimestre 2022 non vi sono specifici aggiornamenti da riportare e si rimanda a quanto descritto nell'apposita sezione del Bilancio al 31 dicembre 2021.
I rischi connessi alle vertenze legali sono oggetto di attenta analisi da parte sia della Capogruppo sia delle singole società del Gruppo interessate. In presenza di vertenze per le quali risulta probabile un esborso ed è possibile effettuare una stima attendibile del relativo ammontare, si provvede ad effettuare stanziamenti ai Fondi per rischi ed oneri.
Con riguardo alle vertenze rilevanti in corso, si segnalano di seguito le evoluzioni significative del trimestre, rinviando per il pregresso e per l'illustrazione puntuale delle singole vertenze rilevanti alla Nota integrativa del Bilancio 2021 del Gruppo Intesa Sanpaolo.
Nell'ambito del giudizio davanti alla Corte Costituzionale, originato dall'ordinanza di rimessione del 20 luglio 2021 con cui il Tribunale di Firenze ha sottoposto la questione di legittimità costituzionale del D.L. 99/2017, la Corte ha inizialmente fissato l'udienza di discussione al 5 luglio 2022, rinviandola poi al 4 ottobre 2022. Entro il 14 settembre la banca potrà depositare una memoria per fornire ulteriori elementi di approfondimento ed argomentazioni per la trattazione orale del caso davanti alla Corte.
Con riferimento al Contenzioso Escluso si è registrata la prima pronuncia della Corte di Cassazione (ordinanza del 28 marzo 2022 n. 9945): la Corte ha accolto l'eccezione di carenza di legittimazione passiva sollevata dalla Banca in un contenzioso relativo a un credito già classificato come "deteriorato" alla data della cessione e quindi non incluso nell'Insieme Aggregato. La causa era stata avviata, prima della cessione, contro Veneto Banca in bonis e poi riassunta anche nei confronti di Intesa Sanpaolo dopo l'avvio della procedura di liquidazione della banca veneta.
Nel febbraio 2022, la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata ha inviato ad Intesa Sanpaolo (quale successore di UBI Banca, a sua volta incorporante la good bank Nuova Banca delle Marche) e ad un ex esponente di Banca delle Marche, un atto di diffida stragiudiziale e messa in mora per il risarcimento del danno patrimoniale e di immagine asseritamente subito per una somma quantificabile in non meno di 50 milioni.
La Fondazione asserisce di aver aderito nel corso del 2012 all'operazione di aumento del capitale sociale deliberata nell'ottobre 2011 dall'allora Banca delle Marche, acquistando azioni per un importo complessivo di oltre 40 milioni, esclusivamente per aver confidato (i) nei dati contenuti nei bilanci di esercizio della Banca e (ii) nel "Prospetto Informativo" predisposto per il predetto aumento del capitale, che si sarebbero poi rivelati totalmente errati e fuorvianti.
24 Per la componente di perdite economiche, nel rischio operativo sono compresi anche i rischi: legale, di condotta, di non conformità, di financial crime, IT e cyber, di sicurezza fisica, di continuità operativa, di informativa finanziaria, terze parti e di modello. Sono esclusi rischi strategici e di reputazione.

La Banca ha respinto totalmente la richiesta risarcitoria, eccependo in primo luogo la propria carenza di legittimazione passiva e l'intervenuta prescrizione25, e contestando integralmente le pretese anche nel merito.
Con riferimento alla sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite n. 8770/2020 in materia di derivati stipulati da Enti locali si riepilogano di seguito le variazioni intervenute nel primo trimestre 2022.
Si sono registrati tre nuovi contenziosi:
Con riferimento al contenzioso già pendente con la Provincia di Imperia, è stato notificato un atto di citazione con il quale l'Ente contesta la nullità del derivato e chiede la restituzione dei differenziali versati, oltre il risarcimento del danno senza quantificare la propria domanda. L'iniziativa fa seguito al procedimento di mediazione chiusosi a novembre 2021 con esito negativo.
Sono inoltre pervenute due sentenze con riguardo ai seguenti contenziosi:
Per quanto riguarda il contenzioso del lavoro, anche relativo all'ex Gruppo UBI Banca, al 31 marzo 2022, come già al 31 dicembre 2021, non risultano in essere controversie rilevanti sotto l'aspetto sia qualitativo che quantitativo. In generale, tutte le cause di lavoro sono assistite da accantonamenti specifici, adeguati a fronteggiare eventuali esborsi.
Nel corso del trimestre non sono sorte nuove controversie di importo significativo in capo ad Intesa Sanpaolo. Sulle controllate italiane ed estere non sono stati segnalati eventi di rilievo, salvo che per Intesa Sanpaolo Private Banking di cui si dirà nel prosieguo.
I rischi derivanti dal contenzioso fiscale in essere sono presidiati da adeguati accantonamenti ai fondi per rischi e oneri.
Di seguito si riportano le evoluzioni più significative intervenute nel trimestre, rinviando per il pregresso e per l'illustrazione puntuale delle singole controversie rilevanti alla Nota integrativa del Bilancio 2021 del Gruppo Intesa Sanpaolo.
Rispetto a fine 2021, i principali eventi che hanno dato luogo a movimentazioni significative del petitum (-10 milioni) sono rappresentati:
Per quanto riguarda le principali contestazioni in essere, si evidenzia quanto segue.
Con riferimento all'avviso di accertamento ai fini IVA per l'anno d'imposta 2014 notificato dall'Ufficio dei Grandi Contribuenti della Direzione Regionale Lombardia in data 29 ottobre 2019 alla ex Mediocredito Italiano in tema di leasing nautico, per un valore complessivo di circa 5,5 milioni (imposte, interessi e sanzioni) e per il quale era stato presentato il relativo ricorso, si segnala che con la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Milano n. 572-05 depositata il 28 febbraio 2022, i giudici hanno confermato l'imposta accertata (con i relativi interessi) ancora in contenzioso, ma hanno ritenuto non dovute le sanzioni. Prima della sentenza, peraltro, l'Ufficio in autotutela aveva già ridotto la pretesa di complessivi 1,5 milioni. Pende termine per l'appello. La controversia è cautelata per le componenti sanzioni e interessi relative al primo dei due rilievi contestati, afferente ad una specifica posizione contrattuale in cui vi è stato l'intervento in causa del cliente che ha riconosciuto a proprio carico l'imposta dovuta a seguito di soccombenza definitiva nel contenzioso, ma non anche l'onere per
25 Si ricorda che tali contenziosi sono assistiti dalle garanzie e obblighi di manleva assunti dal Venditore (Fondo Nazionale di Risoluzione) a favore di UBI Banca in relazione all'acquisizione delle Nuove Banche derivanti dalla risoluzione di Banca delle Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio e Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti e coprono, pertanto, anche le eventuali passività originate dalle attività svolte dalle Banche (c.d. "Old Banks") prima di essere sottoposte alla procedura di risoluzione, in relazione, tra l'altro, ai rischi di natura legale, o in genere connessi al contenzioso in essere o minacciato, ovvero alle violazioni di legge e alle eventuali passività potenziali.

interessi e sanzioni. In relazione al secondo rilievo, l'attuale accantonamento riguarda imposta e interessi accertati perché si ritiene che il rischio di condanna alle sanzioni sia possibile, ma non probabile per la presenza di ulteriori sentenze di merito favorevoli rilasciate ad altre società di leasing e perché sussistono valide ragioni di incertezza sull'ambito applicativo della norma nel 2014 che giustificano l'applicazione della esimente.
In materia di imposta di registro, si segnala che lo scorso gennaio è stata depositata sentenza favorevole da parte della Corte di Cassazione in tema di riqualificazione, secondo il novellato art. 20 del D.P.R. n. 131/1986, che ha annullato l'avviso di liquidazione (valore della controversia di complessivi 8,3 milioni) emesso dall'Agenzia delle Entrate nei confronti della Banca e di IMI Investimenti, quali coobbligati in solido, avente ad oggetto due operazioni di conferimento di rami d'azienda afferenti all'attività di private equity e successiva scissione parziale intercorsa tra le società Manzoni e Melville.
Nelle precedenti informative di bilancio, relativamente alla suddetta materia dell'imposta di registro proporzionale in seguito a riqualificazione dell'operazione di riorganizzazione, ex art. 20 del D.P.R. n. 131/1986, da conferimento di azienda e cessione di partecipazione in cessione d'azienda, si è evidenziata la pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 39/2021 del 16 marzo 2021, le cui conclusioni confermavano quelle della precedente sentenza della stessa Corte n. 158 del 21 luglio 2020.
Alla luce di questa seconda pronuncia della Corte Costituzionale si riteneva conclusa l'annosa querelle con esiti favorevoli alla Banca nei numerosi contenziosi pendenti in Cassazione, ma la Corte di Cassazione con Ordinanza n. 10283/2022 del 31 marzo 2022, nel presupposto che in base al principio di alternatività IVA/registro sia fondamentale addivenire ad una definizione unitaria della nozione di azienda ai fini di tali imposte, ha rimesso alla Corte di Giustizia UE il giudizio di compatibilità dell'articolo 20 del TUR (secondo cui l'applicazione dell'imposta di registro va effettuata sulla base del contenuto dell'atto presentato alla registrazione, senza tener conto degli elementi extra testuali non direttamente desumibili), rispetto alla normativa IVA che disciplina il trattamento delle cessioni di azienda (operazioni non soggette al tributo) e dei singoli beni (operazioni imponibili).
Da ultimo, un cenno agli accertamenti e alle verifiche in corso da parte dell'Amministrazione finanziaria, che al momento non hanno determinato alcun rilievo.
In merito ai questionari notificati a fine 2021 a ISP e alle incorporate Mediocredito Italiano e Accedo, da parte dell'Agenzia delle Entrate non ci sono novità.
In data 14 gennaio 2022 l'Agenzia delle Entrate - Direzione Provinciale Milano II ha notificato un questionario ai fini dell'imposta di registro relativo alla cessione di ramo d'azienda (n. 17 filiali ex UBI) da ISP a Banca Popolare di Puglia e Basilicata (BPPB) perfezionata il 21 maggio 2021 (data di efficacia 24 maggio 2021), chiedendo la trasmissione di documentazione e informazioni varie funzionali alla quantificazione del valore ai fini dell'imposta di registro del ramo d'azienda ceduto.
Si ricorda che in relazione a tale atto di cessione fu versata imposta di registro per complessivi 467 mila euro (onere ripartito in eguale misura tra ISP e BPPB), determinata prudenzialmente su una base imponibile di 75,5 milioni, quale sbilancio risultante dalla situazione patrimoniale alla data di riferimento (30 giugno 2020), pur a fronte di un corrispettivo di cessione di 8,9 milioni. ISP ha risposto al questionario fornendo la documentazione e le informazioni richieste a mezzo PEC del 18 febbraio 2022, previa condivisione della risposta con BPPB. Non risulta che analogo questionario sia stato per il momento ancora notificato a BPPB.
In data 23 febbraio 2022 l'Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale della Lombardia – Ufficio Grandi Contribuenti ha notificato un questionario in merito alla dichiarazione dei redditi a fini IRES ed IRAP di UBI Banca per l'annualità 2018 chiedendo: bilancio di verifica, prospetto di dettaglio delle variazioni fiscali in diminuzione a fini IRES, nonché prospetto di dettaglio e nota descrittiva del trattamento contabile e fiscale dei componenti relativi alle variazioni in diminuzione riconducibili alla transizione dallo IAS 39 all'IFRS 9.
Si ricorda inoltre che in data 22 dicembre 2021 è stato notificato ad Intesa Sanpaolo dall'Agenzia delle Entrate un avviso di (presunta) irregolarità relativo al periodo d'imposta 2017 con il quale l'ammontare delle perdite fiscali residue al 31 dicembre 2017 utilizzabili ai fini dell'addizionale IRES (aliquota 3,5%), indicato in dichiarazione per 7,9 miliardi verrebbe modificato in 1,96 miliardi, con una minore perdita riportabile pari a 5,94 miliardi. Si rinvia alla Nota Integrativa al Bilancio 2021 per un'analisi più dettagliata. ISP ha risposto all'avviso con comunicazione in data 5 aprile 2022. Nessuna contestazione è stata sinora notificata dall'Agenzia delle Entrate.
Per quanto concerne le filiali di Intesa Sanpaolo localizzate all'estero non si segnalano novità, e pertanto si rimanda al Bilancio 2021, salvo che per il seguente aspetto. Con riguardo alla verifica iniziata ad aprile 2021 dall'Agenzia delle Entrate di Madrid per l'anno 2016 ai fini delle imposte sui redditi della filiale di Madrid dell'incorporata UBI Banca, chiusa il 31 dicembre 2018, il 5 aprile 2022 si è tenuto l'ultimo incontro tra i verificatori ed il rappresentante di ISP (avv. Antonio Pérez), in esito al quale è stata accertata una minor perdita di 722 mila euro rispetto ai 724 mila euro dichiarati. Non risulta dovuta alcuna imposta o sanzione.
Con riguardo alle altre società italiane del Gruppo, si rinvia alla Nota Integrativa al Bilancio 2021 per l'analisi del contenzioso IRES e IRAP di Intesa Sanpaolo Private Banking, relativo alla deduzione (avvenuta negli anni 2011 e seguenti) della quota di ammortamento dell'avviamento, scaturita dai conferimenti dei rami aziendali "private" di Intesa Sanpaolo e della Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna nel 2009, Banca di Trento e Bolzano e Cassa di Risparmio di Firenze nel 2010, Cassa di Risparmio Pistoia e Lucchesia e Cassa di Risparmio dell'Umbria nel 2013, affrancati dalla conferitaria ai sensi dell'art. 15, comma 10, del D.L. 29 novembre 2008, n. 185.
Si segnala che nel trimestre è stata depositata, il 18 marzo 2022, la sentenza favorevole di secondo grado n. 1044 in merito agli anni 2014 e 2015. La Commissione Tributaria Regionale della Lombardia ha respinto l'appello dell'Agenzia delle Entrate avverso la sentenza di primo grado che aveva accolto i ricorsi (riuniti) IRES e IRAP relativi a tali periodi d'imposta.

Gli investimenti delle società del segmento assicurativo del Gruppo Intesa Sanpaolo (Intesa Sanpaolo Vita, Intesa Sanpaolo Assicura, Intesa Sanpaolo Life, Fideuram Vita, Intesa Sanpaolo RBM Salute e Cargeas) vengono realizzati a fronte del patrimonio libero ed a copertura delle obbligazioni contrattuali assunte nei confronti della clientela. Queste ultime sono relative alle polizze vita di tipo tradizionale rivalutabile, a quelle di tipo Index e Unit linked, ai fondi pensione e alle polizze danni.
I portafogli di investimento ammontano complessivamente, a valori di bilancio e alla data del 31 marzo 2022, a 198.349 milioni. Di questi, una quota pari a 102.185 milioni è relativa alle polizze vita tradizionali rivalutabili, il cui rischio finanziario è condiviso con gli assicurati in virtù del meccanismo di determinazione dei rendimenti delle attività in gestione separata, alle polizze danni ed agli investimenti a fronte del patrimonio libero; l'altra componente, il cui rischio è interamente sopportato dagli assicurati, è costituita da investimenti a fronte di polizze Unit Linked e Fondi Pensione ed è pari a 96.164 milioni.
In considerazione del diverso tipo di rischiosità, l'analisi dei portafogli investimenti, dettagliata nel seguito, è incentrata sugli attivi detenuti a copertura delle polizze vita tradizionali rivalutabili, delle polizze danni e del patrimonio libero.
In termini di composizione per asset class, al netto delle posizioni in strumenti finanziari derivati, l'83,8% delle attività, pari a 85.441 milioni, è costituito da titoli obbligazionari, mentre la quota relativa a titoli di capitale pesa per il 2,1% ed è pari a 2.150 milioni. La restante parte, pari a 14.377 milioni, è costituita da investimenti in OICR, Private Equity e Hedge Fund (14,1%).
Il valore di bilancio dei derivati ammonta a 216,8 milioni circa; di questi la quota relativa a derivati di gestione efficace26 ammonta a 14,3 milioni, la restante parte (202,5 milioni) è riferita a derivati classificati di copertura.
Gli investimenti a fronte del patrimonio libero di Intesa Sanpaolo Vita e Fideuram Vita sono pari, alla fine dei primi tre mesi del 2022 ed a valori di mercato, a 2.316 milioni e presentano una rischiosità, in termini di VaR (intervallo di confidenza 99%, holding period 10 giorni), pari a 39 milioni.
L'analisi del portafoglio titoli obbligazionari in termini di sensitivity del fair value al movimento dei tassi d'interesse evidenzia che un movimento parallelo della curva di +100 punti base comporta una variazione negativa di 5.646 milioni.
La distribuzione per fasce di rating del portafoglio è la seguente. Gli attivi di tipo obbligazionario con rating AAA/AA pesano per circa l'8,5% del totale investimenti mentre il 6,9% circa si colloca nell'area della singola A. I titoli dell'area low investment grade (BBB) costituiscono circa l'80,4% del totale, mentre è minima (4,2%) la quota di titoli speculative grade o unrated.
All'interno dell'area BBB una parte considerevole è costituita da titoli emessi dalla Repubblica Italiana.
L'analisi dell'esposizione in termini di emittenti/controparti evidenzia le seguenti componenti: i titoli emessi da Governi e Banche Centrali rappresentano il 79,6% circa del totale investimenti, le società finanziarie (in prevalenza banche) contribuiscono per circa l'11,7% dell'esposizione mentre i titoli industriali ammontano a circa l'8,7%.
Alla fine del primo trimestre 2022, la sensitivity del fair value dei titoli obbligazionari rispetto ad una variazione del merito creditizio degli emittenti, intesa come shock dei credit spread di mercato di +100 punti base, è risultata pari a 5.919 milioni ed è imputabile per 5.044 milioni agli emittenti governativi e per 875 milioni agli emittenti corporate (società finanziarie e industriali).
26 Il Regolamento ISVAP n.36 del 31 gennaio 2011 in materia di investimenti definisce "derivati di gestione efficace" tutti i derivati finalizzati al raggiungimento di prefissati obiettivi di investimento in maniera più veloce, agevole, economica o più flessibile rispetto a quanto sia possibile operando sugli attivi sottostanti.

115
Politiche contabili

Come noto, attraverso il D.Lgs. n. 25 del 15 febbraio 2016, è stata recepita nell'ordinamento nazionale la Direttiva 2013/50/UE, che ha modificato la Direttiva 2004/109/CE (c.d. Direttiva Transparency). Nel recepimento della disciplina europea, sono state modificate, tra l'altro, le disposizioni relative alle relazioni finanziarie, innovando le regole inerenti alla pubblicazione, da parte di emittenti quotati aventi l'Italia come Stato membro d'origine, di informazioni periodiche aggiuntive rispetto alle relazioni finanziarie annuali e semestrali. La formulazione dell'art. 154-ter (Relazioni finanziarie), commi 5 e 5-bis del TUF, consente alla Consob di disporre, nei confronti degli emittenti sopra indicati, l'obbligo di pubblicare le informazioni periodiche aggiuntive. Nell'esercizio delle proprie competenze – e a seguito di un processo di consultazione – la Consob ha tuttavia rimesso agli emittenti la scelta sulla pubblicazione dei resoconti trimestrali.
In questo contesto, Intesa Sanpaolo pubblica – su base volontaria – informazioni finanziarie periodiche aggiuntive, rispetto alla relazione finanziaria annuale e semestrale, riferite al 31 marzo e al 30 settembre di ciascun esercizio, che prevedono – per quanto riguarda i relativi elementi informativi – la redazione di resoconti intermedi sulla gestione approvati dal Consiglio di Amministrazione, in sostanziale continuità con il passato.
Il Resoconto intermedio al 31 marzo 2022 è redatto, in forma consolidata, con l'applicazione dei criteri di rilevazione e di valutazione previsti dai principi contabili IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e dalle relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Standards Interpretations Committee (IFRS-IC) ed omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.
I principi contabili adottati per la predisposizione del presente Resoconto consolidato intermedio di gestione, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle attività e passività di bilancio, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi, sono rimasti invariati rispetto a quelli adottati per la predisposizione del Bilancio 2021 del Gruppo Intesa Sanpaolo, ai quali si fa rinvio per un'esposizione completa.
In relazione ai riflessi dell'impatto conseguente alla pandemia da COVID-19 si richiamano le indicazioni fornite nel Bilancio 2021 circa le indicazioni fornite dalle Autorità e dallo IASB a partire dall'inizio dell'emergenza sanitaria nonché le scelte applicative operate da Intesa Sanpaolo.
Trovano applicazione a partire dal 1° gennaio 2022 le disposizioni del Regolamento n. 1080/2021 del 28 giugno 2021 che recepisce alcune modifiche di minore rilevanza, pubblicate dallo IASB in data 14 maggio 2020, ai principi contabili internazionali IAS 16 Immobili, impianti e macchinari, IAS 37 Accantonamenti, passività e attività potenziali e IFRS 3 Aggregazioni aziendali.
Le modifiche riguardano:
Tenuto conto della portata degli emendamenti in esame, che introducono modifiche e chiarimenti di minore rilevanza, non si prevede che il Regolamento comporti impatti per il Gruppo.
Il Resoconto intermedio al 31 marzo 2022, predisposto utilizzando l'Euro quale moneta di conto, è composto dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni del patrimonio netto e da note illustrative, ed è corredato da informazioni sugli eventi importanti che si sono verificati nel periodo e sui principali rischi ed incertezze per i mesi restanti dell'esercizio.

Gli importi indicati nei Prospetti contabili e nelle note illustrative sono espressi, qualora non diversamente specificato, in milioni di euro.
I prospetti contabili presentano, oltre agli importi del periodo di riferimento, anche i corrispondenti dati di raffronto riferiti al 31 marzo 2021 per il conto economico e al 31 dicembre 2021 per lo stato patrimoniale.
Le attività in via di dismissione accolgono principalmente portafogli o singole posizioni, classificati a sofferenze e inadempienze probabili, che saranno oggetto di cessione nell'ambito delle strategie di de-risking del Gruppo. Tra le attività in via di dismissione figurano inoltre: la partecipazione in Zhong Ou Asset Management Co. Ltd. il cui closing, una volta completato l'iter autorizzativo, è atteso entro la fine del 2022; le attività e passività afferenti il ramo d'azienda di Banca 5 deputato alla produzione dei prodotti/servizi distribuiti dal Gruppo Mooney, oggetto di conferimento a Mooney, nell'ambito della partnership in essere, nell'aprile 2022; la partecipazione totalitaria in Intesa Sanpaolo Formazione e il ramo oggetto di conferimento nella stessa da parte di ISP, rientranti nell'ambito di un progetto finalizzato alla creazione di una nuova realtà leader nella formazione e nel digital learning atteso completarsi nel corso del 2022.
Il Resoconto intermedio al 31 marzo 2022 è corredato dall'attestazione del Dirigente preposto, ai sensi dell'art. 154 bis del TUF, e i prospetti contabili consolidati sono sottoposti a revisione contabile limitata da parte della società di revisione ai soli fini del rilascio dell'attestazione prevista dall'art. 26 (2) del Regolamento dell'Unione Europea n. 575/2013 e dalla Decisione della Banca Centrale Europea n. 2015/656.
Con riferimento all'attività di revisione contabile, si rammenta che l'Assemblea degli azionisti del 30 aprile 2019 ha conferito l'incarico per la revisione legale dei conti, per gli esercizi dal 2021 al 2029, alla società EY S.p.A.

Il Resoconto consolidato include Intesa Sanpaolo e le società da questa direttamente o indirettamente controllate, controllate congiuntamente o sottoposte ad influenza notevole, comprendendo – come specificamente previsto dai principi IAS/IFRS – anche le società operanti in settori di attività diversi da quello di appartenenza della Capogruppo, nonché le partecipazioni di private equity. Analogamente, sono incluse anche le entità strutturate quando ne ricorrano i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall'esistenza di una quota partecipativa.
Sono escluse dall'area di consolidamento, e classificate sulla base di quanto previsto dall'IFRS 9, alcune interessenze superiori al 20% - peraltro di importo contenuto - in quanto Intesa Sanpaolo, direttamente o indirettamente, detiene esclusivamente diritti patrimoniali su una porzione dei frutti degli investimenti o non ha accesso alle politiche di gestione e può esercitare diritti di governance limitati alla tutela dei propri interessi patrimoniali.
Sono inoltre escluse dall'area di consolidamento integrale le interessenze partecipative detenute, direttamente o attraverso fondi, in società che svolgono attività di venture capital. Tali interessenze partecipative sono incluse nella categoria delle Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.
Sono, infine, escluse dall'area di consolidamento le società non partecipate delle quali si sono ricevute azioni in pegno con diritto di voto superiore al 20%, in considerazione della finalità di tale strumento che è quella di tutela del credito concesso e non di esercizio del controllo e di indirizzo delle politiche finanziarie ed economiche, al fine di usufruire dei benefici economici da esse derivanti.
Si rammenta che Intesa Sanpaolo non esercita su Risanamento S.p.A. e sulle società da questa controllate l'attività di direzione e coordinamento di cui all'art. 2497 C.C. e seguenti.
Rispetto al 31 dicembre 2021 non si rilevano variazioni di rilievo nel perimetro di consolidamento integrale. Per completezza, si indicano comunque l'ingresso di:
I metodi utilizzati per il consolidamento dei dati delle società controllate (consolidamento integrale) e per il consolidamento delle società collegate nonché delle società sottoposte a controllo congiunto (metodo del patrimonio netto) sono invariati rispetto a quelli adottati per il Bilancio annuale 2021 del Gruppo Intesa Sanpaolo al quale, pertanto, si fa rinvio.
I bilanci della Capogruppo e delle altre società utilizzati per predisporre il Resoconto fanno riferimento al 31 marzo 2022.
In taluni limitati casi, per partecipate di rilevanza non significativa, sono stati utilizzati gli ultimi dati ufficiali disponibili.
In particolare, relativamente alla controllata ucraina Pravex Bank, in considerazione della limitata incidenza sul bilancio consolidato dei saldi patrimoniali ed economici della banca e delle evidenti difficoltà logistiche e di esecuzione da parte delle relative strutture amministrative, anche con riferimento ai canali informatici a disposizione, la decisione del Gruppo è stata quella di procedere al consolidamento integrale della controllata ucraina mantenendo nei libri i saldi patrimoniali al 31 dicembre 2021 e apportando centralmente le rettifiche di valore legate alla svalutazione degli assets della banca. Quanto alla controllata Banca Intesa Russia, le relative risultanze patrimoniali ed economiche al 31 marzo 2022 sono state recepite mediante il consolidamento linea per linea.
Ove necessario – in casi comunque di rilevanza del tutto marginale – i bilanci delle società consolidate, eventualmente redatti in base a criteri contabili diversi, sono stati resi conformi ai principi del Gruppo.
I bilanci delle imprese operanti in aree diverse dall'Eurozona sono convertiti in Euro applicando alle voci dell'attivo e del passivo patrimoniale i cambi correnti alla data di chiusura del periodo di riferimento ed alle voci del conto economico i cambi medi del periodo stesso.
Il Consiglio di Amministrazione
Milano, 6 maggio 2022


Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Fabrizio Dabbene, dichiara, ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza, che l'informativa contabile contenuta nel presente Resoconto intermedio al 31 marzo 2022 corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.
Milano, 6 maggio 2022
Fabrizio Dabbene Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari


Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 pubblicato e Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 modificato
Raccordo tra Conto Economico consolidato al 31 marzo 2021 pubblicato e Conto economico al 31 marzo 2021 modificato
Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 pubblicato e Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 riesposto
Raccordo tra Conto Economico consolidato al 31 marzo 2021 pubblicato e Conto economico consolidato al 31 marzo 2021 riesposto
Stato Patrimoniale consolidato riesposto
Conto Economico consolidato riesposto
Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato e Stato Patrimoniale consolidato riclassificato
Raccordo tra Conto Economico consolidato riesposto e Conto Economico consolidato riclassificato
Conto economico consolidato riclassificato - Raccordo con dati rideterminati



Lo Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 pubblicato, non ha necessitato di modifiche.

Raccordo tra Conto Economico consolidato al 31 marzo 2021 pubblicato e Conto economico consolidato al 31 marzo 2021 modificato
Il Conto Economico consolidato al 31 marzo 2021 pubblicato, non ha necessitato di modifiche.


Raccordo tra Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 pubblicato e Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 riesposto
Lo Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 pubblicato, non ha necessitato di riesposizioni.

| 31.03.2021 | Variazione perimetro di consolidamento (a) |
(milioni di euro) 31.03.2021 Riesposto |
||
|---|---|---|---|---|
| 10. | Interessi attivi e proventi assimilati | 2.581 | 5 | 2.586 |
| di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo | 2.541 | - | 2.541 | |
| 20. | Interessi passivi e oneri assimilati | -570 | -1 | -571 |
| 30. | Margine di interesse | 2.011 | 4 | 2.015 |
| 40. | Commissioni attive | 2.941 | 15 | 2.956 |
| 50. | Commissioni passive | -621 | -3 | -624 |
| 60. | Commissioni nette | 2.320 | 12 | 2.332 |
| 70. | Dividendi e proventi simili | 29 | - | 29 |
| 80. | Risultato netto dell'attività di negoziazione | 305 | 4 | 309 |
| 90. | Risultato netto dell'attività di copertura | 45 | - | 45 |
| 100. | Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: | 387 | - | 387 |
| a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 53 | - | 53 | |
| b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 361 | - | 361 | |
| c) passività finanziarie | -27 | - | -27 | |
| 110. | Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico |
23 | - | 23 |
| a) attività e passività finanziarie designate al fair value | -12 | - | -12 | |
| b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 35 | - | 35 | |
| 115. | Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39 |
759 | - | 759 |
| 120. | Margine di intermediazione | 5.879 | 20 | 5.899 |
| 130. | Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: | -440 | - | -440 |
| a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | -432 | - | -432 | |
| b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | -8 | - | -8 | |
| 135. | Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39 |
-1 | - | -1 |
| 140. | Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni | -12 | - | -12 |
| 150. 160. |
Risultato netto della gestione finanziaria Premi netti |
5.426 2.542 |
20 - |
5.446 2.542 |
| 170. | Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa | -2.847 | - | -2.847 |
| 180. 190. |
Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa Spese amministrative: |
5.121 -2.904 |
20 -17 |
5.141 -2.921 |
| a) spese per il personale | -1.684 | -17 | -1.701 | |
| b) altre spese amministrative | -1.220 | - | -1.220 | |
| 200. | Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri | -96 | - | -96 |
| a) impegni e garanzie rilasciate | 33 | - | 33 | |
| b) altri accantonamenti netti | -129 | - | -129 | |
| 210. | Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali | -162 | -1 | -163 |
| 220. | Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali | -214 | -1 | -215 |
| 230. | Altri oneri/proventi di gestione | 270 | - | 270 |
| 240. | Costi operativi | -3.106 | -19 | -3.125 |
| 250. | Utili (Perdite) delle partecipazioni | 50 | 1 | 51 |
| 260. | Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali | - | - | - |
| 270. | Rettifiche di valore dell'avviamento | - | - | - |
| 280. | Utili (Perdite) da cessione di investimenti | 186 | - | 186 |
| 290. | Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte | 2.251 | 2 | 2.253 |
| 300. | Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente | -718 | - | -718 |
| 310. | Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte | 1.533 | 2 | 1.535 |
| 320. | Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte | - | - | - |
| 330. | Utile (Perdita) di periodo | 1.533 | 2 | 1.535 |
| 340. | Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi | -17 | -2 | -19 |
| 350. | Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo | 1.516 | - | 1.516 |
(a) La riesposizione si riferisce ai risultati economici dei primi 3 mesi del 2021 del Gruppo Reyl, nonché la riesposizione tra spese amministrative e spese del personale in relazione all'internalizzazione, intervenuta nel corso del 2021, di attività precedentemente conferite in outsourcing dal Gruppo UBI, con la conseguente riassunzione di personale in precedenza ceduto o distaccato presso i service esterni.



Lo Stato Patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 pubblicato, non ha necessitato di riesposizioni.

| 31.03.2022 | 31.03.2021 | (milioni di euro) Variazioni |
|||
|---|---|---|---|---|---|
| Riesposto | assolute | % | |||
| 10. | Interessi attivi e proventi assimilati | 2.641 | 2.586 | 55 | 2,1 |
| di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo | 2.486 | 2.541 | -55 | -2,2 | |
| 20. | Interessi passivi e oneri assimilati | -676 | -571 | 105 | 18,4 |
| 30. | Margine di interesse | 1.965 | 2.015 | -50 | -2,5 |
| 40. | Commissioni attive | 2.905 | 2.956 | -51 | -1,7 |
| 50. | Commissioni passive | -693 | -624 | 69 | 11,1 |
| 60. | Commissioni nette | 2.212 | 2.332 | -120 | -5,1 |
| 70. | Dividendi e proventi simili | 34 | 29 | 5 | 17,2 |
| 80. | Risultato netto dell'attività di negoziazione | 200 | 309 | -109 | -35,3 |
| 90. | Risultato netto dell'attività di copertura | 2 | 45 | -43 | -95,6 |
| 100. | Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: | 210 | 387 | -177 | -45,7 |
| a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 205 | 53 | 152 | ||
| b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 12 | 361 | -349 | -96,7 | |
| c) passività finanziarie | -7 | -27 | -20 | -74,1 | |
| 110. | Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico |
249 | 23 | 226 | |
| a) attività e passività finanziarie designate al fair value | 225 | -12 | 237 | ||
| b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 24 | 35 | -11 | -31,4 | |
| 115. | Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39 |
129 | 759 | -630 | -83,0 |
| 120. | Margine di intermediazione | 5.001 | 5.899 | -898 | -15,2 |
| 130. | Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: | -673 | -440 | 233 | 53,0 |
| a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
-640 -33 |
-432 -8 |
208 25 |
48,1 | |
| 135. | Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39 | -58 | -1 | 57 | |
| 140. | Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni | -2 | -12 | -10 | -83,3 |
| 150. | Risultato netto della gestione finanziaria | 4.268 | 5.446 | -1.178 | -21,6 |
| 160. | Premi netti | 2.589 | 2.542 | 47 | 1,8 |
| 170. | Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa | -2.198 | -2.847 | -649 | -22,8 |
| 180. | Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa | 4.659 | 5.141 | -482 | -9,4 |
| 190. | Spese amministrative: | -2.829 | -2.921 | -92 | -3,1 |
| a) spese per il personale b) altre spese amministrative |
-1.561 -1.268 |
-1.701 -1.220 |
-140 48 |
-8,2 3,9 |
|
| 200. | Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri | -37 | -96 | -59 | -61,5 |
| a) impegni e garanzie rilasciate | -74 | 33 | -107 | ||
| b) altri accantonamenti netti | 37 | -129 | 166 | ||
| 210. | Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali | -168 | -163 | 5 | 3,1 |
| 220. | Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali | -230 | -215 | 15 | 7,0 |
| 230. | Altri oneri/proventi di gestione | 249 | 270 | -21 | -7,8 |
| 240. | Costi operativi | -3.015 | -3.125 | -110 | -3,5 |
| 250. | Utili (Perdite) delle partecipazioni | 3 | 51 | -48 | -94,1 |
| 260. | Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali | - | - | - | |
| 270. | Rettifiche di valore dell'avviamento | - | - | - | |
| 280. | Utili (Perdite) da cessione di investimenti | 2 | 186 | -184 | -98,9 |
| 290. | Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte | 1.649 | 2.253 | -604 | -26,8 |
| 300. | Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente | -622 | -718 | -96 | -13,4 |
| 310. | Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte | 1.027 | 1.535 | -508 | -33,1 |
| 320. | Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte | - | - | - | |
| 330. | Utile (Perdita) di periodo | 1.027 | 1.535 | -508 | -33,1 |
| 340. | Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi | -3 | -19 | -16 | -84,2 |
| 350. | Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo | 1.024 | 1.516 | -492 | -32,5 |


| (milioni di euro) | |||
|---|---|---|---|
| 31.03.2022 | 31.12.2021 | ||
| Attività | |||
| Cassa e disponibilità liquide | 17.444 | 14.756 | |
| Voce 10 | Cassa e disponibilità liquide | 17.444 | 14.756 |
| Finanziamenti verso banche | 158.500 | 162.121 | |
| Voce 40a (parziale) | Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso banche | 158.473 | 162.083 |
| Voce 20a (parziale) | Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Finanziamenti verso banche | - | - |
| Voce 20b (parziale) | Attività finanziarie designate al fair value - Finanziamenti verso banche | - | - |
| Voce 20c (parziale) | Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - Finanziamenti verso banche | 27 | 38 |
| Voce 30 (parziale) | Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti verso banche |
- | - |
| Finanziamenti verso clientela | 468.366 | 465.254 | |
| Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato | 465.787 | 463.458 | |
| Voce 40b (parziale) | Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso clientela | 458.617 | 456.415 |
| Voce 40b (parziale) | Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (enti pubblici, imprese non finanziarie ed altri) |
7.170 | 7.043 |
| Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e con impatto sul conto economico | 2.579 | 1.796 | |
| Voce 20a (parziale) | Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Finanziamenti verso clientela | 38 | 19 |
| Voce 20b (parziale) | Attività finanziarie designate al fair value - Finanziamenti verso clientela | - | - |
| Voce 20c (parziale) | Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - Finanziamenti verso clientela | 1.073 | 1.038 |
| Voce 30 (parziale) | Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti verso clientela |
1.468 | 739 |
| Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti | 56.111 | 43.325 | |
| Voce 40a (parziale) | Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (banche) | 2.236 | 1.854 |
| Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie ed | |||
| Voce 40b (parziale) | assicurazioni) | 53.875 | 41.471 |
| Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico | 52.872 | 51.636 | |
| Voce 20a (parziale) | Attività finanziarie detenute per la negoziazione | 48.204 | 47.162 |
| Voce 20b (parziale) | Attività finanziarie designate al fair value - Titoli di debito | 4 | 4 |
| Voce 20c (parziale) | Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 4.664 | 4.470 |
| Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 64.793 | 66.841 | |
| Voce 30 (parziale) | Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 64.793 | 66.841 |
| Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 | 196.949 | 206.800 | |
| Voce 35 | Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 |
196.949 | 206.800 |
| Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 | 81 | 85 | |
| Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai | |||
| Voce 45 | sensi dello IAS 39 | 81 | 85 |
| Partecipazioni | 1.633 | 1.652 | |
| Voce 70 Partecipazioni | 1.633 | 1.652 | |
| Attività materiali e immateriali | 19.885 | 20.134 | |
| Attività di proprietà | 18.343 | 18.613 | |
| Voce 90 (parziale) | Attività materiali | 9.148 | 9.271 |
| Voce 100 Attività immateriali | 9.195 | 9.342 | |
| Diritti d'uso acquisiti con il leasing | 1.542 | 1.521 | |
| Voce 90 (parziale) | Attività materiali | 1.542 | 1.521 |
| Attività fiscali | 18.610 | 18.808 | |
| Voce 110 | Attività fiscali | 18.610 | 18.808 |
| Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | 1.556 | 1.422 | |
| Voce 120 | Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | 1.556 | 1.422 |
| Altre voci dell'attivo | 16.444 | 16.169 | |
| Voce 50 | Derivati di copertura | 4.665 | 1.732 |
| Voce 60 | Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | -2.865 | 392 |
| Voce 80 | Riserve tecniche a carico dei riassicuratori | 183 | 208 |
| Voce 130 | Altre attività | 14.461 | 13.837 |
| Totale attività | 1.073.244 | 1.069.003 |

(milioni di euro)
Passività 31.03.2022 31.12.2021
Totale passività e patrimonio netto 1.073.244 1.069.003

| (milioni di euro) | |||
|---|---|---|---|
| Voci | 31.03.2022 | 31.03.2021 | |
| Riesposto | |||
| Interessi netti | 1.956 | 2.013 | |
| Voce 30 | Margine di interesse | 1.965 | 2.015 |
| - Voce 30 (parziale) | Margine di interesse - Rapporti tra Banche/Altre imprese e Comparto Assicurativo | -8 | -9 |
| - Voce 30 (parziale) | Margine di interesse - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento | 2 | 2 |
| - Voce 30 (parziale) | Margine di interesse (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) | 18 | 17 |
| + Voce 60 (parziale) | Commissioni nette (Commissioni tassi negativi) | 12 | 7 |
| + Voce70 (parziale) | Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva (Dividendi incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli) |
1 | - |
| + Voce 80 (parziale) | Differenziali Hedging swap | -29 | -15 |
| + Voce 190 a) (parziale) | Spese per il personale (Rientro time value trattamento di fine rapporto e altri fondi del personale) | -5 | -4 |
| + Voce 200 (parziale) | Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Rientro time value fondi rischi ed oneri) | - | - |
| Commissioni nette | 2.286 | 2.395 | |
| Voce 60 | Commissioni nette | 2.212 | 2.332 |
| - Voce 60 (parziale) | Commissioni nette - Contributo comparto assicurativo | 70 | 51 |
| - Voce 60 (parziale) | Commissioni nette - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento | 1 | - |
| - Voce 60 (parziale) | Commissioni nette (Commissioni tassi negativi) | -12 | -7 |
| + Voce 80 (parziale) | Risultato netto dell'attività di negoziazione (Collocamento Certificates) | 17 | 16 |
| + Voce 110 a) (parziale) | Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (a) attività e passività finanziarie designate al fair value (Collocamento Certificates) |
13 | 12 |
| + Voce 110 b) (parziale) | Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze assicurative stipulate a favore delle Reti di consulenti finanziari) |
-3 | 2 |
| + Voce 190 b) (parziale) | Altre spese amministrative (Recuperi spese varie) | -12 | -11 |
| Risultato dell'attività assicurativa | 402 | 373 | |
| Voce 115 | Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39 |
129 | 759 |
| Voce 160 | Premi netti | 2.589 | 2.542 |
| Voce 170 | Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa | -2.198 | -2.847 |
| + Voce 30 (parziale) | Margine di interesse - Rapporti tra Banche/Altre imprese con Comparto Assicurativo | 8 | 9 |
| + Voce 60 (parziale) | Commissioni nette - Contributo comparto assicurativo | -70 | -51 |
| + Voce 80 (parziale) | Rapporti tra Banche/Altre imprese con Comparto Assicurativo | -23 | -37 |
| + Voce 135 (parziale) | Impairment titoli con impatto sulla redditività complessiva quota di competenza degli assicurati | -50 | -1 |
| - Voce 160 (parziale) | Premi netti (Polizze: eccedenza dei sinistri rispetto ai premi emessi) | -47 | - |
| - Voce 170 (parziale) | Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa (Polizze: accantonamenti per sinistri liquidati e in corso) |
65 | - |
| + Voce 210 (parziale) | Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali | -1 | -1 |

| (milioni di euro) | |||
|---|---|---|---|
| Voci | 31.03.2022 | 31.03.2021 | |
| Riesposto | |||
| Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value | 767 | 796 | |
| Voce 80 | Risultato netto dell'attività di negoziazione | 200 | 309 |
| Voce 90 | Risultato netto dell'attività di copertura | 2 | 45 |
| Voce 110 a) | Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (a) attività e passività designate al fair value |
225 | -12 |
| Voce 110 b) | Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value |
24 | 35 |
| Voce 100 b) | Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
12 | 361 |
| Voce 100 c) | Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di passività finanziarie | -7 | -27 |
| + Voce 70 (parziale) | Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva (inclusi i dividendi su OICR) |
34 | 29 |
| - Voce 70 (parziale) | Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva (Dividendi incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli) |
-1 | - |
| - Voce 80 (parziale) | Risultato netto dell'attività di negoziazione (Collocamento Certificates) | -17 | -16 |
| - Voce 80 (parziale) | Rapporti tra Banche/Altre imprese con Comparto Assicurativo | 23 | 37 |
| - Voce 80 (parziale) | Differenziali Hedging swap | 29 | 15 |
| - Voce 80 (parziale) | Risultato netto dell'attività di negoziazione (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) | - | 10 |
| + Voce 100 a) (parziale) | Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie ed assicurazioni) - Effetto correlato al risultato di negoziazione |
221 | 59 |
| - Voce 100 b) (parziale) | Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) |
- | -29 |
| - Voce 110 a) (parziale) | Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (a) attività e passività finanziarie designate al fair value (Collocamento Certificates) |
-13 | -12 |
| - Voce 110 b) (parziale) | Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze assicurative stipulate a favore delle Reti di consulenti finanziari) |
23 | -10 |
| - Voce 110 b) (parziale) | Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Oneri riguardanti il sistema bancario) |
7 | 2 |
| - Voce 100 c) (parziale) | Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di passività finanziarie - (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) |
-1 | - |
| + Voce 230 (parziale) | Altri oneri/ proventi di gestione (Negoziazione e valutazione altre attività) | 6 | - |

| Voci | 31.03.2022 | (milioni di euro) 31.03.2021 |
|
|---|---|---|---|
| Riesposto | |||
| Altri proventi (oneri) operativi netti | 49 | ||
| Voce 70 | Dividendi e proventi simili | 34 | 29 |
| Voce 230 | Altri oneri / proventi di gestione | 249 | 270 |
| + Voce 30 (parziale) | Margine di interesse - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento | -2 | -2 |
| + Voce 60 (parziale) | Commissioni nette - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento | -1 | - |
| - Voce 70 (parziale) | Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività complessiva (inclusi i dividendi su OICR) |
-34 | -29 |
| - Voce 230 (parziale) | Altri oneri/ proventi di gestione (Recuperi spese) | -5 | -6 |
| - Voce 230 (parziale) | Altri oneri/ proventi di gestione (Recuperi imposte indirette) | -236 | -248 |
| - Voce 230 (parziale) | Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri non ricorrenti) | 4 | - |
| - Voce 230 (parziale) | Altri oneri/ proventi di gestione (Svalutazioni durature immobilizzazioni materiali riacquisite) | - | - |
| - Voce 230 (parziale) | Altri oneri/ proventi di gestione (Utili/perdite da cessione di immobilizzazioni materiali riacquisite) | - | - |
| - Voce 230 (parziale) | Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri/proventi di integrazione) | 1 | - |
| - Voce 230 (parziale) | Altri oneri/ proventi di gestione (Negoziazione e valutazione altre attività) | -6 | - |
| Altre spese amministrative (Riconduzione operatività entità non bancaria, finanziaria e assicurativa - | |||
| + Voce 190 b) (parziale) | leasing operativo) | -2 | -1 |
| + Voce 210 (parziale) | Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Riconduzione operatività entità non bancaria, finanziaria e assicurativa - leasing operativo) |
-11 | -5 |
| Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Riconduzione operatività entità non bancaria, | |||
| + Voce 220 (parziale) + Voce 250 (parziale) |
finanziaria e assicurativa - leasing operativo) Utili (Perdite) delle partecipazioni (valutate al patrimonio netto) |
-1 13 |
-1 42 |
| Proventi operativi netti | 5.414 | 5.626 | |
| Spese del personale | -1.577 | -1.678 | |
| Voce 190 a) | Spese per il personale | -1.561 | -1.701 |
| - Voce 190 a) (parziale) | Spese per il personale (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) | -21 | 19 |
| - Voce 190 a) (parziale) | Spese per il personale (Rientro time value trattamento di fine rapporto e altri fondi del personale) | 5 | 4 |
| + Voce 230 (parziale) | Altri oneri / proventi di gestione (Recuperi spese) | - | - |
| Spese amministrative | -612 | -648 | |
| Voce 190 b) | Altre spese amministrative | -1.268 | -1.220 |
| - Voce 190 b) (parziale) | Altre spese amministrative (Oneri di integrazione) | 12 | 6 |
| - Voce 190 b) (parziale) | Altre spese amministrative (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) | 377 | 300 |
| - Voce 190 b) (parziale) | Altre spese amministrative (Recuperi spese varie) | 12 | 11 |
| - Voce 190 b) (parziale) | Altre spese amministrative (Riconduzione operatività entità non bancaria, finanziaria e assicurativa - leasing operativo) |
2 | 1 |
| - Voce 190 b) (parziale) | Altre spese amministrative ("Bank tax" del Gruppo CIB) | 12 | - |
| + Voce 230 (parziale) | Altri oneri / proventi di gestione (Recuperi imposte indirette) | 236 | 248 |
| + Voce 230 (parziale) | Altri oneri / proventi di gestione (Recuperi di spese) | 5 | 6 |
| Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali | -315 | -306 | |
| Voce 210 | Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali | -168 | -163 |
| Voce 220 | Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali | -230 | -215 |
| - Voce 210 (parziale) | Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali | 1 | 1 |
| - Voce 210 (parziale) | Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Oneri di integrazione) | 12 | 9 |
| - Voce 210 (parziale) | Rettifiche / riprese di valore su attività materiali (Svalutazioni) | 1 | - |
| Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Riconduzione operatività entità non bancaria, | |||
| - Voce 210 (parziale) | finanziaria e assicurativa - leasing operativo) | 11 | 5 |
| - Voce 220 (parziale) | Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Oneri di integrazione) | 23 | 39 |
| - Voce 220 (parziale) - Voce 220 (parziale) |
Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Svalutazioni) Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) |
- 34 |
- 17 |
| - Voce 220 (parziale) | Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Riconduzione operatività entità non bancaria, finanziaria e assicurativa - leasing operativo) |
1 | 1 |
| Costi operativi | -2.504 | -2.632 | |
| Risultato della gestione operativa | 2.910 | 2.994 |

| Voci | 31.03.2022 | (milioni di euro) 31.03.2021 |
|
|---|---|---|---|
| Riesposto | |||
| Rettifiche di valore nette su crediti | -702 | -408 | |
| Voce 140 | Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni | -2 | -12 |
| Voce 200 a) | Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito relativo a impegni e garanzie rilasciate | -74 | 33 |
| + Voce 100 a) (parziale) | Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti | -16 | -6 |
| + Voce 100 a) (parziale) | Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (enti pubblici, imprese non finanziarie ed altri) |
- | - |
| + Voce 100 a) (parziale) | Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) |
29 | 8 |
| + Voce 130 a) (parziale) | Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti |
-627 | -435 |
| + Voce 130 a) (parziale) | Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (enti pubblici, imprese non finanziarie ed altri) |
-5 | 3 |
| + Voce 130 b) (parziale) | Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti |
-7 | 1 |
| Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività | -60 | -133 | |
| Voce 135 | Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39 | -58 | -1 |
| Voce 260 | Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali | - | - |
| Voce 200 b) | Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Altri accantonamenti netti | 37 | -129 |
| + Voce 110 b) (parziale) | Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze assicurative stipulate a favore delle Reti di consulenti finanziari) |
-20 | 8 |
| + Voce 130 a) (parziale) | Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie ed assicurazioni) |
-7 | -1 |
| + Voce 130 a) (parziale) | Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito verso Banche |
-1 | 1 |
| + Voce 130 b) (parziale) | Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Titoli di debito |
-26 | -9 |
| - Voce 135 (parziale) | Impairment titoli con impatto sulla redditività complessiva quota di competenza degli assicurati | 50 | 1 |
| + Voce 160 (parziale) | Premi netti (Polizze: eccedenza dei sinistri rispetto ai premi emessi) | 47 | - |
| + Voce 170 (parziale) | Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa (Polizze: accantonamenti per sinistri liquidati e in corso) |
-65 | - |
| - Voce 200 (parziale) | Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Oneri di integrazione) | -7 | - |
| - Voce 200 b) (parziale) | Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Rientro time value fondi rischi ed oneri) | - | - |
| - Voce 200 b) (parziale) | Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) | -1 | - |
| + Voce 210 (parziale) | Rettifiche / riprese di valore su attività materiali (Svalutazioni) | -1 | - |
| + Voce 220 (parziale) | Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Svalutazioni) | - | - |
| + Voce 230 (parziale) | Altri oneri/ proventi di gestione (Svalutazioni durature immobilizzazioni materiali riacquisite) | - | - |
| + Voce 250 (parziale) | Utili (Perdite) di partecipazioni (Rettifiche/Riprese di valore per deterioramento di partecipazioni collegate) | -8 | -3 |
| Altri proventi (oneri) netti | -4 | 198 | |
| Voce 250 | - | 3 | 51 |
| Voce 280 | Utili (Perdite) da cessione di investimenti | 2 | 186 |
| Voce 100 a) (parziale) | Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie ed assicurazioni) |
221 | 57 |
| Voce 100 a) (parziale) | Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (Banche) |
- | 2 |
| - Voce 100 a) (parziale) | Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie ed assicurazioni) - Effetto correlato al risultato di negoziazione |
-221 | -59 |
| + Voce 230 (parziale) | Altri oneri/ proventi di gestione (Utili/perdite da cessione di immobilizzazioni materiali riacquisite) | - | - |
| + Voce 230 (parziale) | Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri non ricorrenti) | -4 | - |
| - Voce 250 (parziale) | Utili (Perdite) di partecipazioni (valutate al patrimonio netto) | -13 | -42 |
| - Voce 250 (parziale) | Utili (Perdite) di partecipazioni (Rettifiche/Riprese di valore per deterioramento di partecipazioni collegate) | 8 | 3 |
| Utile (Perdita) delle attività operative cessate - |
|||
| Voce 320 | Utile (Perdita) dei gruppi di attività operative cessate al netto delle imposte | - | - - |
| + Voce 320 (parziale) | Utile (Perdita) dei gruppi di attività operative cessate al netto delle imposte (Imposte) | - | - |
| Risultato corrente lordo | 2.144 | 2.651 | |

| 31.03.2022 | (milioni di euro) 31.03.2021 |
||
|---|---|---|---|
| Voci | |||
| Riesposto | |||
| Imposte sul reddito | -781 | -839 | |
| Voce 300 | Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente | -622 | -718 |
| + Voce 190 b) (parziale) | Altre spese amministrative ("Bank tax" del Gruppo CIB) | -12 | - |
| - Voce 300 (parziale) | Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Oneri di integrazione) | -4 | -21 |
| - Voce 300 (parziale) | Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) | -25 | -7 |
| - Voce 300 (parziale) | Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) | -118 | -93 |
| - Voce 300 (parziale) | Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili) |
- | - |
| - Voce 320 (parziale) | Utile (Perdita) dei gruppi di attività operative cessate al netto delle imposte (Imposte) | - | - |
| Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) | -16 | -52 | |
| + Voce 190 a) (parziale) | Spese per il personale (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo) | 21 | -19 |
| + Voce 190 b) (parziale) | Altre spese amministrative (Oneri di integrazione) | -12 | -6 |
| + Voce 200 (parziale) | Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Oneri di integrazione) | 7 | - |
| + Voce 210 (parziale) | Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Oneri di integrazione) | -12 | -9 |
| + Voce 220 (parziale) | Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Oneri di integrazione) | -23 | -39 |
| + Voce 230 (parziale) | Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri/proventi di integrazione) | -1 | - |
| + Voce 300 (parziale) | Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Oneri di integrazione) | 4 | 21 |
| Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) | -54 | -16 | |
| + Voce 30 (parziale) | Margine di interesse (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) | -18 | -17 |
| + Voce 80 (parziale) | Risultato netto dell'attività di negoziazione (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) | - | -10 |
| + Voce 100 a) (parziale) | Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) |
-29 | -8 |
| + Voce 100 b) (parziale) | Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) |
- | 29 |
| + Voce 100 c) (parziale) | Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di passività finanziarie - (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) |
1 | - |
| + Voce 200 b) (parziale) | Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) | 1 | - |
| + Voce 220 (parziale) | Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) | -34 | -17 |
| + Voce 300 (parziale) | Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) | 25 | 7 |
| Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) | -266 | -209 | |
| + Voce 110 b) (parziale) | - | -7 | -2 |
| + Voce 190 b) (parziale) | Altre spese amministrative (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) | -377 | -300 |
| + Voce 300 (parziale) | Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) | 118 | 93 |
| Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) | - | - | |
| Voce 270 | - | - | - |
| Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre | |||
| + Voce 300 (parziale) | attività intangibili ) | - | - |
| Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi | -3 | -19 | |
| Voce 340 | - | -3 | -19 |
| Risultato netto | 1.024 | 1.516 | |



| 31.03.2021 Dati riesposti |
Cessione rami di attività |
Inclusione compagnie assicurative |
(milioni di euro) 31.03.2021 Dati rideterminati |
|
|---|---|---|---|---|
| Interessi netti | 2.013 | -61 | - | 1.952 |
| Commissioni nette | 2.395 | -82 | - | 2.313 |
| Risultato dell'attività assicurativa | 373 | - | 25 | 398 |
| Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value | 796 | -1 | - | 795 |
| Altri proventi (oneri) operativi netti | 49 | - | -17 | 32 |
| Proventi operativi netti | 5.626 | -144 | 8 | 5.490 |
| Spese del personale | -1.678 | 58 | -9 | -1.629 |
| Spese amministrative | -648 | 13 | -16 | -651 |
| Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali | -306 | - | -1 | -307 |
| Costi operativi | -2.632 | 71 | -26 | -2.587 |
| Risultato della gestione operativa | 2.994 | -73 | -18 | 2.903 |
| Rettifiche di valore nette su crediti | -408 | 6 | - | -402 |
| Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività | -133 | - | -1 | -134 |
| Altri proventi (oneri) netti | 198 | - | - | 198 |
| Utile (Perdita) delle attività operative cessate | - | 48 | - | 48 |
| Risultato corrente lordo | 2.651 | -19 | -19 | 2.613 |
| Imposte sul reddito | -839 | 6 | -4 | -837 |
| Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) | -52 | - | - | -52 |
| Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) | -16 | - | - | -16 |
| Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) | -209 | 13 | - | -196 |
| Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) |
- | - | - | - |
| Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi | -19 | - | 23 | 4 |
| Risultato netto | 1.516 | - | - | 1.516 |
I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.



Si riporta di seguito la definizione di alcuni termini utilizzati nell'informativa di Bilancio e/o di Pillar 3 con esclusione dei termini entrati nel lessico comune italiano oppure inseriti in un contesto che già ne chiarisce il significato.
Strumenti finanziari il cui rendimento e rimborso sono garantiti da un portafoglio di attività (collateral) dell'emittente (solitamente uno Special Purpose Vehicle – SPV), destinato in via esclusiva al soddisfacimento dei diritti incorporati negli strumenti finanziari stessi. Esempi di attività poste a garanzia (collateral) sono i mutui ipotecari, i crediti vantati da società di emissione di carte di credito, i crediti commerciali a breve termine, i finanziamenti per acquisto di auto.
Finanziamenti al servizio di operazioni di acquisizioni aziendali.
Forma di remunerazione dei titoli junior rivenienti da operazioni di cartolarizzazione. Tali titoli, in aggiunta ad una cedola fissa, maturano proventi periodici (trimestrali, semestrali, ecc.) il cui importo è funzione del margine economico prodotto dall'operazione (riflettente a sua volta la performance delle attività cartolarizzate).
Intermediario finanziario che assiste l'Autorità Governativa o le società coinvolte in privatizzazioni o altre operazioni di corporate finance, i cui compiti vanno dalla predisposizione di perizie valutative, alla stesura di documenti e consulenza generale in relazione alla specifica operazione.
Approccio dei rating interni nell'ambito del Nuovo Accordo di Basilea che si distingue nei metodi base (IRB) e avanzato. Il metodo avanzato è utilizzabile solo dagli istituti che soddisfino requisiti minimi più stringenti rispetto all'approccio base. In questo caso tutte le stime degli input (PD, LGD, EAD, Maturity) per la valutazione del rischio di credito avvengono internamente. Nel metodo base solo la PD è invece stimata dalla Banca.
Gestione integrata dell'attivo e del passivo finalizzata ad allocare le risorse in un'ottica di ottimizzazione del rapporto rischiorendimento.
Gli investimenti alternativi comprendono una vasta gamma di forme di investimento tra cui anche investimenti di private equity (vedi) e investimenti in hedge funds (vedi).
Si devono intendere per "stretti familiari" di un soggetto quei familiari che ci si attende possano influenzare, o essere influenzati dal soggetto interessato nei loro rapporti con l'entità. Essi includono il convivente (incluso il coniuge non legalmente separato) ed i figli del soggetto, i figli del convivente e le persone a carico del soggetto o del convivente.
Approccio introdotto da Basilea 2 per la determinazione del requisito patrimoniale a fronte di rischio operativo, basato su modelli interni di stima e valutazione. I modelli interni AMA si articolano normalmente in due componenti:
Commissione avente carattere di compenso per il lavoro di assistenza nella fase di strutturazione ed organizzazione di un finanziamento.
Nel settore della finanza strutturata è la figura che – pur sotto varie forme e con diverse configurazioni di incarico (mandated lead arranger, joint lead arranger, sole arranger ecc.) – opera come coordinatore degli aspetti organizzativi dell'operazione.
Decisioni di investimento in mercati, aree geografiche, settori, prodotti.
Legalmente rappresenta un diritto reale a favore di un creditore su un bene di proprietà di un'altra controparte, che può essere il soggetto debitore o un terzo. Tipicamente si configura sotto forma di ipoteca su beni immobili o creazione di collaterale in operazioni di pronti contro termine e finanziamenti dalla Banca Centrale.
Attività rivolta alla gestione e amministrazione, sotto varie forme, di risorse patrimoniali affidate dalla clientela.
Attivi utilizzabili come collaterale presso la BCE per ottenere liquidità a tassi agevolati. Le attività stanziabili si dividono in tre tipologie:
In funzione della qualità e del tipo di tasso l'ammontare di liquidità ottenibile è determinato attraverso l'applicazione di haircut (tagli sul valore nominale).

Capitale aggiuntivo di Classe 1. Nella categoria dell'AT1 vengono in genere ricompresi gli strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie (che sono computabili nel Common Equity) e che rispettano i requisiti normativi per l'inclusione in tale livello dei Fondi propri.
Un'attività immateriale è un'attività non monetaria identificabile priva di consistenza fisica.
Processo di determinazione del valore attuale di un pagamento o di flussi di pagamenti da ricevere in futuro.
Nelle società quotate è l'insieme dei momenti di controllo sull'attività e sulla contabilità societaria che viene svolto sia da strutture interne (internal audit) sia da società di revisione indipendenti (external audit).
Aggiustamenti di valutazione supplementari necessari per adattare il valore equo al valore prudente delle posizioni. Per effettuare una prudent valuation delle posizioni misurate al fair value, l'EBA prevede due metodologie di calcolo dell'AVA (Simplified approach e Core approach). I requisiti per la valutazione prudente si applicano a tutte le posizioni valutate al valore equo indipendentemente dal fatto che siano detenute o meno nel portafoglio di negoziazione, dove il termine "posizione" si riferisce unicamente a strumenti finanziari e merci.
Coefficiente beta di un emittente o di un gruppo di emittenti comparabili, espressione dell'interrelazione tra il rendimento effettivo di un titolo di capitale e il rendimento complessivo del mercato di riferimento.
La struttura di una società bancaria o finanziaria che si occupa della trattazione di tutte le operazioni che vengono effettuate dalle unità operative (front office).
Analisi retrospettive volte a verificare l'affidabilità delle misurazioni delle fonti di rischio associate alle posizioni dei portafogli di attività.
Solitamente riferito a titoli o comunque a strumenti finanziari in genere, identifica la parte di tale portafoglio destinato all'attività "proprietaria".
Contratto che prevede lo scambio, tra due controparti, di pagamenti legati a tassi variabili basati su un diverso indice.
In genere identifica un comportamento commisurato al miglior livello raggiunto dalle conoscenze riferite ad un certo ambito tecnico/professionale.
È la differenza rilevabile tra i prezzi denaro e lettera su un determinato strumento finanziario o gruppo di strumenti finanziari.
Il "brand name" rientra tra le attività immateriali legate al marketing identificate dall'IFRS 3 quale potenziale attività immateriale rilevabile in sede di purchase price allocation. Il termine "brand" non è usato nei principi contabili in una accezione restrittiva come sinonimo di "logo" e "nome", ma piuttosto come termine generale di marketing che definisce quell'insieme di asset intangibili fra loro complementari (tra cui, oltre al nome e al logo, le competenze, la fiducia riposta dal consumatore, la qualità dei servizi, ecc.) che concorrono a definire il c.d. "brand equity".
Stato previsionale dell'andamento dei costi e dei ricavi futuri di un'azienda.
Ai sensi del principio contabile internazionale IFRS 3, operazione o altro evento in cui un acquirente acquisisce il controllo di una o più attività aziendali.
È il modello di business con cui sono gestiti gli strumenti finanziari.
Per quanto riguarda il business model, l'IFRS 9 individua tre fattispecie in relazione alla modalità con cui sono gestiti i flussi di cassa e le vendite delle attività finanziarie: Hold to Collect (HTC), Hold to Collect and Sell (HTCS), Others/Trading.
Tasso di crescita annuale composto di un investimento in un determinato periodo di tempo. Se n è il numero di anni il CAGR è calcolato nel seguente modo: (Valore corrente/Valore iniziale)^(1/n) -1.
Modello che consente di determinare il "costo opportunità", ovvero l'ammontare del reddito di esercizio necessario a remunerare il costo del capitale.
Costituisce l'insieme di tutte le varie classi di obbligazioni (tranche) emesse da un veicolo (SPV), garantite dal portafoglio acquisito, che hanno rischi e rendimenti diversi per soddisfare le esigenze di diverse categorie di investitori. I rapporti di subordinazione tra le varie tranche sono regolati da una serie di norme che specificano la distribuzione delle perdite generate dal collateral:
Termine genericamente riferito a "reti" o società che operano esclusivamente con clientela dell'azienda o del gruppo di appartenenza.
Operazione di trasferimento del rischio relativo ad attività finanziarie o reali a una Società veicolo, effettuata mediante la cessione delle attività sottostanti ovvero mediante l'utilizzo di contratti derivati. In Italia la materia è regolata principalmente dalla Legge 30 aprile 1999, n. 130 e successive modifiche.
Sono considerate Semplici, Trasparenti e Standardizzate le cartolarizzazioni, ad eccezione dei programmi ABCP e delle operazioni ABCP, conformi ai requisiti stabiliti agli articoli 20, 21 e 22 del Regolamento 2017/2402. Per le operazioni e i programmi ABCP i requisiti sono stabiliti rispettivamente dagli articoli 24 e 25-26 del medesimo Regolamento. Per le loro caratteristiche le cartolarizzazioni STS possono beneficiare di un trattamento prudenziale agevolato in base al Regolamento 2017/2401, il quale prevede dei fattori di ponderazione minimi ("floor") più bassi rispetto alle altre operazioni di cartolarizzazione.
È la copertura dell'esposizione alla variabilità dei flussi di cassa riconducibili ad un particolare rischio.
Rappresenta il più piccolo gruppo identificabile di attività che genera flussi finanziari in entrata che sono ampiamente indipendenti dai flussi finanziari in entrata generati da altre attività o gruppi di attività.
Strumenti finanziari contrattualmente configurabili come derivati di natura opzionale che replicano l'andamento di un'attività sottostante. Mediante l'acquisto di un certificate l'investitore consegue il diritto di ricevere ad una certa data una somma parametrata al valore del sottostante. I certificates, in altre parole, consentono all'investitore di acquisire una posizione indiretta sull'attività sottostante. In alcuni casi, tramite la struttura opzionale, l'investitore può ottenere la protezione totale o parziale del capitale investito che si concretizza nella restituzione, totale o parziale, dei premi pagati qualunque sia l'andamento dei parametri prefissati nei contratti stessi.
I certificates sono strumenti cartolarizzati, in quanto tali sono liberamente negoziabili secondo le modalità dei titoli di credito (sono negoziati sul mercato SeDeX - Securitised Derivatives Exchange - gestito da Borsa Italiana e sul mercato EuroTLX).
Trasferimento di un credito senza che il cedente offra alcuna garanzia nel caso in cui il debitore non adempia. Il cedente garantisce dunque al cessionario solo l'esistenza del credito ceduto e non anche la solvibilità del debitore.
Trasferimento di un credito in cui il cedente è garante del pagamento per il terzo obbligato. Il cedente garantisce dunque al cessionario sia l'esistenza del credito ceduto che la solvibilità del debitore.
Nella determinazione del rischio creditizio, il CCF è il fattore che permette di trasformare l'EAD (Exposure At Default) di una esposizione fuori bilancio in quella di una esposizione per cassa. Ove la banca non utilizzi modelli interni per stimare tali fattori (CCF interni), essi vengono indicati come segue dalle regole di vigilanza (CCF regolamentari):
a) 100% nel caso di elemento a rischio pieno;
La controparte centrale è il soggetto che, in una transazione, si interpone tra due contraenti evitando che questi siano esposti al rischio di inadempienza della propria controparte contrattuale e garantendo il buon fine dell'operazione. La controparte centrale si tutela dal conseguente rischio assunto raccogliendo garanzie (in titoli e contante, c.d. margini) commisurate al valore dei contratti garantiti e al rischio inerente. Il servizio di controparte centrale può essere esercitato, oltre che sui mercati che prevedono espressamente tale servizio, anche in riferimento a transazioni condotte fuori dai mercati regolamentati (c.d. transazioni over the counter – OTC).
Strumenti finanziari emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione, garantiti da un portafoglio costituito da crediti, titoli obbligazionari e altre attività finanziarie (incluse tranche di cartolarizzazioni). Nel caso dei CDO sintetici, il trasferimento del rischio avviene tramite il ricorso a derivati di credito in luogo della vendita di attività (CDO cash).

Gli indici ABX rientrano nella tipologia degli Indici su ABS. Ogni ABX si riferisce ad un basket di 20 reference obligations appartenenti ad uno specifico settore di ABS. Ogni ABX (per un totale di cinque) riproduce una classe di rating (AAA, AA, A, BBB, and BBB-).
In particolare, l'indice ABX.HE, emesso il 19 Gennaio 2006 (Annex Date) è costituito da reference obligation del settore home equity degli ABS (Residential Mortgage-Backed Security – RMBS). Il CDS su un ABX.HE copre pertanto il rischio di credito degli RMBS sottostanti ovvero il rischio relativo alle 20 reference obligations che costituiscono l'indice.
Per gli ABX il mercato, di fatto, non fornisce la valutazione delle curve di credito ma direttamente la valutazione dei prezzi. Il settlement ammesso per i contratti sugli Indici ABX, come riportato nella documentazione ISDA 2005, è il PAUG (Pay As You Go); esso prevede che il venditore di protezione paghi, all'acquirente di protezione, le perdite subite man mano che queste si verificano, senza però determinare la chiusura del contratto. Occorre tenere presente che la copertura realizzata tramite acquisto di indici ABX, anche se strutturata in modo da corrispondere al meglio alle caratteristiche del portafoglio coperto, resta comunque soggetta ai cosiddetti rischi di base. In altre parole, non essendo una copertura specifica delle singole posizioni, essa può generare volatilità a conto economico nelle fasi di non perfetta correlazione tra prezzi dell'indice e valori di mercato delle posizioni coperte.
Trattasi di CDO con collaterale rappresentato da finanziamenti concessi a nominativi Corporate.
Operazioni di cartolarizzazione di crediti garantiti da ipoteche su immobili aventi natura commerciale.
Titoli emessi a fronte di mutui ipotecari in cui l'ammontare complessivo dell'emissione è frazionato in tranche con differente scadenza e rendimento. Le tranche sono ripagate secondo un ordine specificato all'emissione.
Titoli a breve termine emessi per raccogliere fondi in alternativa ad altre forme di indebitamento.
Attività principale verso la quale sono orientate le scelte strategiche e le politiche aziendali.
I "core deposits" rappresentano un'attività immateriale legata alle relazioni con la clientela ("customer related intangible"), generalmente rilevata in aggregazioni in campo bancario. Il valore di tale intangibile è di fatto inerente ai benefici futuri di cui l'acquirente delle masse raccolte potrà beneficiare grazie al fatto che si tratta di una forma di raccolta che presenta costi normalmente inferiori a quelli di mercato.
È il rapporto tra il Capitale primario di classe 1 (CET1) ed il totale delle attività a rischio ponderate.
Fascia di clientela corrispondente alle imprese di medie e grandi dimensioni (mid corporate, large corporate).
Indice economico rappresentato dal rapporto tra gli oneri operativi ed i proventi operativi netti.
Differisce dal costo in quanto prevede l'ammortamento progressivo del differenziale tra il valore di iscrizione ed il valore nominale di un'attività o di una passività sulla base del tasso effettivo di rendimento.
Costi marginali direttamente attribuibili all'acquisizione, all'emissione o alla dismissione di un'attività o passività finanziaria. È un costo che non sarebbe stato sostenuto se l'entità non avesse acquisito, emesso o dismesso lo strumento finanziario.
Il covenant è una clausola, concordata esplicitamente in fase contrattuale, che riconosce al soggetto finanziatore il diritto di rinegoziare o revocare il credito al verificarsi degli eventi nella clausola stessa, collegando le performance economico-finanziarie del debitore ad eventi risolutivi/modificativi delle condizioni contrattuali (scadenza, tassi, ecc.).
Rappresenta la copertura percentuale della rettifica di valore a fronte dell'esposizione lorda.
Speciale obbligazione bancaria che, oltre alla garanzia della banca emittente può usufruire anche della garanzia di un portafoglio di mutui ipotecari od altri prestiti di alta qualità ceduti, per tale scopo, ad un'apposita società veicolo (fattispecie disciplinata dall'art. 7-bis della Legge 130 del 30 aprile 1999).
Tecnica consistente nel formare un portafoglio composto da due asset, uno non rischioso avente un certo tasso di rendimento (risk free) e uno rischioso con un rendimento considerato tendenzialmente superiore. L'obiettivo della procedura di ribilanciamento è quello di evitare che il valore del portafoglio scenda sotto un valore prefissato (floor) che cresce nel tempo al tasso risk free e coincide a scadenza con il capitale da garantire.
Contratto col quale un soggetto, dietro pagamento di un premio, trasferisce ad un altro soggetto il rischio creditizio insito in un prestito o in un titolo, al verificarsi di un determinato evento legato al deterioramento del grado di solvibilità del debitore (nel caso della option occorre anche l'esercizio del diritto da parte dell'acquirente dell'opzione).
Contratti derivati che hanno come sottostante il merito creditizio di un determinato emittente/prenditore, misurato da un'agenzia di rating o comunque definito sulla base di criteri oggettivi, allo scopo di trasferire rischi creditizi. La principale funzione dei derivati sul rischio di credito consiste nella possibilità di gestire il rischio di credito associato ad una determinata attività (obbligazione e/o prestito) senza che l'attività stessa venga ceduta. Inoltre permettono di scindere il rischio di credito (possibilità che il debitore cada in default e non adempia ai propri pagamenti) di una determinata attività, da altre tipologie di rischio, quale ad esempio il rischio di interesse (possibilità che i tassi di mercato si muovano in direzione svantaggiosa per il creditore).
Tecniche e strumenti utilizzati dagli emittenti per migliorare il rating delle loro emissioni (costituzione di depositi a garanzia, concessione di linee di liquidità, ecc.).
Assimilabili a titoli obbligazionari emessi dall'acquirente di protezione o da una società veicolo i cui detentori (venditori di protezione) – in cambio di un rendimento pari alla somma del rendimento di un titolo di pari durata e del premio ricevuto per la copertura del rischio di credito – assumono il rischio di perdere (totalmente o parzialmente) il capitale a scadenza ed il connesso flusso di interessi al verificarsi di un determinato evento.
Tecnica che mira ad evidenziare la penalizzazione dovuta al merito creditizio della controparte ed utilizzata nella determinazione del fair value degli strumenti finanziari derivati non quotati.
Contratto col quale l'acquirente di protezione si riserva il diritto, dietro il pagamento di un premio, di riscuotere dal venditore di protezione una somma dipendente dalla differenza positiva, tra lo spread di mercato e quello fissato nel contratto, applicata al valore nozionale dell'obbligazione.
Attività finalizzata alla fidelizzazione della clientela tramite la vendita di prodotti e servizi tra loro integrati.
Tecniche utilizzate dagli enti per ridurre il rischio di credito associato alle esposizioni da essi detenute.
Premio per il rischio Paese; esprime la componente del costo del capitale volta a remunerare specificamente il rischio implicito di un definito Paese (ossia il rischio connesso all'instabilità economico-finanziaria, politica e valutaria).
Documento tramite il quale le controparti che negoziano uno strumento derivato over the counter stabiliscono i termini di contribuzione e trasferimento delle garanzie sottostanti al fine di mitigare il rischio di credito nel caso di posizione "in the money" dello strumento stesso. Tale documento, sebbene non obbligatorio ai fini della transazione, rappresenta una delle quattro componenti che contribuiscono alla definizione del Master Agreement secondo gli standard stabiliti dalla ISDA ("Internation Swaps and Derivatives Association").
Primo giorno del primo periodo di riferimento successivo al cambiamento del modello di business che ha comportato la riclassificazione delle attività finanziarie.
Identifica la condizione di dichiarata impossibilità ad onorare i propri debiti e/o il pagamento dei relativi interessi.
Valore riferito ad un'opzione che esprime la sensibilità del prezzo del titolo sottostante. Nelle opzioni call il delta è positivo, poiché all'aumentare del prezzo del titolo sottostante, il prezzo dell'opzione aumenterà. Nel caso di un'opzione put il delta è negativo, in quanto un rialzo del prezzo del titolo sottostante genera una riduzione nel prezzo dell'opzione.
I derivati embedded o incorporati sono clausole (termini contrattuali) incluse in uno strumento finanziario, che producono effetti uguali a quelli di un derivato autonomo.
Generalmente identifica una unità operativa presso la quale è accentrata una particolare attività.
Contratto regolato in euro il cui effetto economico è uguale a quello di un acquisto o di una vendita a termine di una divisa in cambio di valuta nazionale. Alla data di scadenza viene regolato in euro il differenziale fra il cambio a termine implicito nel contratto ed il cambio corrente a pronti.

Costituisce un indicatore del rischio di tasso d'interesse a cui è sottoposto un titolo o un portafoglio obbligazionario. Nella sua configurazione più frequente è calcolato come media ponderata delle scadenze dei pagamenti per interessi e capitale associati ad un titolo obbligazionario.
Relativa alle posizioni in o fuori bilancio, è definita come la stima del valore futuro di un'esposizione al momento del default del debitore. Sono legittimate a stimare l'EAD solo le banche che soddisfano i requisiti per l'adozione dell'approccio AIRB (vedi). Per le altre è necessario fare riferimento alle stime regolamentari.
Agenzia esterna per la valutazione del merito di credito.
L'adozione del principio contabile IFRS 9 ha determinato la revisione della modalità di determinazione delle rettifiche di valore su crediti, passando da un concetto di perdita subita (Incurred Credit Loss) ad uno di perdita attesa (Expected Credit Loss, ECL). La quantificazione delle svalutazioni avviene attraverso l'inclusione di scenari prospettici e differisce in funzione del deterioramento della qualità creditizia, con orizzonte temporale ad 1 anno per le posizioni classificate nello Stadio 1 e su tutta la vita (lifetime ECL) dello strumento per quelle incluse negli Stadi 2 e 3.
Attività vincolate che sono nozionalmente ammissibili alla qualifica di attività aventi una liquidità e una qualità creditizia elevatissima; le EHQLA e le HQLA vincolate nozionalmente ammissibili sono le attività elencate agli articoli 11, 12 e 13 del regolamento delegato (UE) 2015/61 della Commissione.
Trattasi di una misura del valore intrinseco di una compagnia di assicurazione vita. Viene calcolato come somma del patrimonio netto rettificato e dei flussi attualizzati rappresentativi dei margini reddituali lungo il periodo di durata residua del portafoglio polizze in essere al momento della valutazione.
Media ponderata dei tassi overnight comunicati alla BCE da un campione di banche operanti nell'area dell'Euro. Dal 2 ottobre 2019 il tasso Eonia è stato calcolato come €STR (Euro Short-Term Rate, tasso di interesse overnight per i mercati monetari in euro) incrementato di 8,5 punti base. L'Eonia, calcolato secondo questa metodologia, è stato pubblicato fino al 3 gennaio del 2022. Successivamente è stato sostituito in via definitiva da €STR addizionato di uno spread fisso pari a 8,5 bps, quantificati e ufficializzati dalla stessa BCE sulla base di evidenze storiche.
Premio per il rischio richiesto dagli investitori nel mercato di riferimento, ovvero il rendimento atteso in eccesso rispetto alle attività prive di rischio. Ai fini dell'impairment test dell'avviamento, ISP utilizza quello calcolato con criterio storico (media geometrica del periodo 1928-2021 della differenza fra i rendimenti azionari e quelli risk free) dalla New York University-Stern School of Business.
Contratti derivati standard (futures e opzioni su diverse tipologie di sottostanti) scambiati su mercati regolamentati.
L'indicatore misura il valore creato (se positivo) o distrutto (se negativo) dalle imprese. A differenza degli altri parametri che misurano le performance aziendali, l'EVA è calcolato al netto del costo del capitale di rischio, cioè dell'investimento effettuato dagli azionisti.
Contratto di cessione di crediti commerciali attivato da società specializzate, ai fini di gestione e d'incasso, al quale, di norma, può associarsi un finanziamento a favore del cedente.
È il corrispettivo al quale un'attività potrebbe essere scambiata o una passività estinta, in una libera transazione tra parti consapevoli ed indipendenti.
È la copertura dell'esposizione al rischio di variazione del fair value di una posta di bilancio.
La Fair Value Option costituisce un'opzione per la classificazione di uno strumento finanziario. Attraverso l'esercizio dell'opzione anche uno strumento finanziario non derivato e non detenuto con finalità di trading può essere valutato al fair value con imputazione a conto economico.
Parere rilasciato, su richiesta, da esperti di riconosciuta professionalità e competenza, in merito alla congruità delle condizioni economiche e/o alla legittimità e/o agli aspetti tecnici di una determinata operazione.
Rappresenta il fattore utilizzato per la proiezione in perpetuità dei flussi finanziari ai fini del cosiddetto "Terminal value".
Criterio utilizzato per il riconoscimento a conto economico delle perdite attese (ECL) imputate su un titolo, al momento della sua vendita.
Nell'ambito delle modalità di calcolo del patrimonio di vigilanza, correzioni apportate alle voci di bilancio, allo scopo di salvaguardare la qualità del patrimonio di vigilanza stesso e di ridurne la potenziale volatilità indotta dall'applicazione dei principi contabili internazionali "IAS/IFRS".
Fondi comuni rientranti nell'ambito della direttiva CEE 20.12.1985, n. 611, e successive modificazioni, caratterizzati dalla forma aperta, dalla possibilità dell'offerta al pubblico delle quote e da taluni limiti agli investimenti. Con riferimento a questi ultimi si ricorda, tra l'altro, l'obbligo di investire prevalentemente in strumenti finanziari quotati.
Contratti a termine su tassi di interesse, cambi o indici azionari, generalmente trattati su mercati over the counter, nei quali le condizioni vengono fissate al momento della stipula, ma la cui esecuzione avverrà ad una data futura predeterminata, mediante la ricezione od il pagamento di differenziali calcolati con riferimento a parametri diversi a seconda dell'oggetto del contratto.
Il complesso delle strutture operative destinate ad operare direttamente con la clientela.
Approvvigionamento, sotto varie forme, dei fondi necessari al finanziamento dell'attività aziendale o di particolari operazioni finanziarie.
Contratti a termine standardizzati, con cui le parti si impegnano a scambiarsi, a un prezzo predefinito e a una data futura, valori mobiliari o merci. Tali contratti di norma sono negoziati su mercati organizzati, dove viene garantita la loro esecuzione. Nella pratica, i future su valori mobiliari spesso non implicano lo scambio fisico del sottostante valore.
Modalità di rilevazione delle variazioni del fair value delle attività finanziarie nell'ambito del prospetto della redditività complessiva (quindi nel patrimonio netto) e non nel conto economico.
Modalità di rilevazione delle variazioni del fair value degli strumenti finanziari con contropartita nel conto economico.
Valore contabile di un credito considerato al lordo delle rettifiche di valore.
Complesso integrato di servizi comprendente, oltre alla custodia dei titoli, lo svolgimento delle attività di carattere amministrativo relative al regolamento titoli, incassi e pagamenti, banca depositaria, gestione della liquidità non investita, nonché varie forme di reporting sulla performance del portafoglio.
Trattasi di contratti di marginazione utilizzati per la mitigazione del rischio di controparte in operazioni di prestito titoli.
Trattasi di contratti di marginazione utilizzati per la mitigazione del rischio di controparte in operazioni di pronti contro termine.
Identifica l'avviamento pagato per l'acquisizione di una interessenza partecipativa.
Identifica l'insieme degli strumenti e delle norme che regolano la vita societaria con particolare riferimento alla trasparenza dei documenti e degli atti sociali ed alla completezza dell'informativa al mercato.
Periodo di transizione per l'entrata a regime della nuova composizione dei fondi propri secondo Basilea 3 ed altre disposizioni di minore rilevanza. In particolare ha riguardato l'esclusione graduale dai fondi propri dei vecchi strumenti ammessi nel patrimonio di vigilanza da Basilea 2 e non più contemplati da Basilea 3.
Identifica la situazione di maggiore o minore sensibilità con la quale un contratto derivato, tipicamente un'opzione, reagisce a variazioni di valore del sottostante o di altri parametri di riferimento (tipicamente le volatilità implicite, i tassi di interesse, i prezzi azionari, i dividendi, le correlazioni).
Regole relative alla contabilizzazione delle operazioni di copertura.
Fondo comune di investimento che impiega strumenti di copertura allo scopo di raggiungere un risultato migliore in termini di rapporto tra rischio e rendimento.
Attività vincolate che sono nozionalmente ammissibili alla qualifica di attività aventi una liquidità e una qualità creditizia elevata; le EHQLA e le HQLA vincolate nozionalmente ammissibili sono le attività elencate agli articoli 11, 12 e 13 del regolamento delegato (UE) 2015/61 della Commissione.

I principi IAS (International Accounting Standards) sono emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB), organismo responsabile dell'emanazione dei principi contabili internazionali. I principi emanati successivamente al luglio 2002 sono denominati IFRS (International Financial Reporting Standards).
La disciplina del "Secondo Pilastro" richiede alle banche di dotarsi di processi e strumenti di Internal Capital Adequacy Assessment Process, (ICAAP) per determinare il livello di capitale interno adeguato a fronteggiare ogni tipologia di rischio, anche diversi da quelli presidiati dal requisito patrimoniale complessivo ("Primo Pilastro"), nell'ambito di una valutazione dell'esposizione, attuale e prospettica, che tenga conto delle strategie e dell'evoluzione del contesto di riferimento.
Comitato dello IASB che statuisce le interpretazioni ufficiali dei principi contabili internazionali IAS/IFRS.
Approccio per calcolare il requisito di capitale per il rischio di mercato utilizzando i modelli interni.
Metodo per il calcolo delle Exposure At Default (vedi), nell'ambito delle valutazioni sul rischio di controparte, tramite modelli interni basati sul concetto di Expected Positive Exposure.
Con riferimento ad un'attività finanziaria, si individua una situazione di impairment quando il valore di bilancio di tale attività è superiore alla stima dell'ammontare recuperabile della stessa.
Ai sensi dello IAS 36 debbono essere sottoposte annualmente ad impairment test:
Il test d'impairment consiste nella stima del valore recuperabile (che è il maggiore fra il suo fair value dedotti i costi di vendita e il suo valore d'uso) di un'attività o di un gruppo di attività.
Le passività fiscali differite sono gli importi delle imposte sul reddito dovute negli esercizi futuri riferibili alle differenze temporanee imponibili.
Le attività fiscali differite sono gli importi delle imposte sul reddito recuperabili negli esercizi futuri riferibili a:
Le differenze temporanee sono le differenze tra il valore contabile di un'attività o di una passività nello Stato patrimoniale e il suo valore riconosciuto ai fini fiscali. Le differenze temporanee possono essere:
Polizze, anche vita, la cui prestazione a scadenza dipende dall'andamento di un parametro di riferimento che può essere un indice azionario, un paniere di titoli o un altro indicatore. La polizza può prevedere la garanzia di un capitale o di un rendimento minimo.
Coloro che esercitano funzioni di amministrazione, di controllo o di direzione (i soggetti rilevanti) di un emittente quotato, nonché le persone a loro strettamente legate, devono notificare il compimento di operazioni su strumenti finanziari quotati emessi dalla società o su strumenti derivati e ad essi collegati e devono rispettare le restrizioni ad operare su tali strumenti, nei termini previsti dall'art. 19 del Regolamento (UE) n. 596/2014, relativo agli abusi di mercato (c.d. MAR) e dalla normativa delegata (Regolamenti (UE) n. 2016/522 e n. 2016/523).
La normativa europea ha integrato quanto previsto dall'art. 114 comma 7 del D. Lgs. n.58/1998 (Testo Unico della Finanza) relativamente all'obbligo di comunicare le operazioni su titoli per coloro che detengano almeno il 10% del capitale sociale di un emittente quotato e per le persone loro strettamente legate.
Si definisce come tale un'operazione di investimento/disinvestimento effettuata nel corso della stessa giornata di contrattazione di un titolo. Il termine è anche impiegato con riferimento a prezzi quotati durante la giornata.
Si intendono gli immobili posseduti per ricavarne reddito e/o beneficiare dell'incremento di valore.
Termine utilizzato con riferimento a titoli obbligazionari di alta qualità che hanno ricevuto un rating (vedi) medio-alto (ad esempio non inferiore a BBB- nella scala di S&P Global).
Massima perdita potenziale del portafoglio di trading dovuta a un upgrade/downgrade e fallimento degli emittenti, riferita a un orizzonte temporale annuale, con intervallo di confidenza pari al 99,9%.
Contratto che prevede lo scambio di flussi tra le controparti su un determinato nozionale con tasso fisso/variabile o variabile/variabile.
Associazione dei partecipanti al mercato dei derivati over the counter. Ha sede a New York e ha creato un contratto standardizzato per concludere transazioni in derivati.
Accordo tra due o più imprese per lo svolgimento di una determinata attività economica attraverso, solitamente, la costituzione di una società per azioni.
In una operazione di cartolarizzazione è la tranche più subordinata dei titoli emessi, che sopporta per prima le perdite che si possono verificare nel corso del recupero delle attività sottostanti.
Costo del capitale proprio, è il rendimento minimo richiesto per investimenti di pari rischiosità.
Differenza fra il tasso di attualizzazione dei flussi e il tasso di crescita di lungo periodo; a parità di flussi se tale differenza diminuisce si incrementa il value in use.
Requisito prudenziale finalizzato ad assicurare che una banca mantenga un livello adeguato di attività liquide di elevata qualità non vincolate che possano essere convertite in contanti per soddisfare il suo fabbisogno di liquidità nell'arco di 30 giorni di calendario in condizioni di forte stress. Il coefficiente di copertura della liquidità è pari al rapporto tra le riserve di liquidità e deflussi netti di liquidità nell'arco di un periodo di stress di 30 giorni di calendario.
Metodo di valutazione quantitativa del rischio operativo mediante analisi attuariale dei singoli eventi di perdita interni ed esterni; per estensione, con il termine Loss Distribution Approach si intende anche il modello di calcolo del capitale storico per Unità di Business.
Capofila del sindacato di emissione di un prestito obbligazionario; tratta col debitore, è responsabile della scelta dei "co-lead manager" e degli altri membri del sindacato di garanzia d'accordo col debitore stesso; definisce le modalità dell'operazione, ne gestisce l'esecuzione (quasi sempre impegnandosi a collocare sul mercato la quota più importante) e tiene la contabilità (bookrunner); oltre al rimborso delle spese e alle normali commissioni, percepisce per questa sua funzione una commissione particolare.
Rappresenta la percentuale di credito che si stima essere irrecuperabile in caso di default del debitore.
Rappresenta il rapporto tra l'ammontare del mutuo ed il valore del bene per il quale viene richiesto il finanziamento o il prezzo pagato dal debitore per acquisire la proprietà.
Il LTV è la misura di quanto pesano i mezzi propri impiegati dal debitore per l'acquisto del bene sul valore del bene posto a garanzia del finanziamento. Maggiore è la percentuale espressa dal LTV, minori sono i mezzi propri del debitore impiegati per l'acquisto del bene, minore è la protezione di cui gode il creditore.
Vita residua di un'esposizione, calcolata secondo regole prudenziali. Per le banche autorizzate all'uso di rating interni viene considerata esplicitamente se si adotta il metodo avanzato, mentre viene fissata a 2,5 anni in caso di utilizzo dell'approccio di base.
Utilizzo di macro-coperture. Procedura di copertura mediante un unico prodotto derivato per diverse posizioni.
Processo di valutazione di un portafoglio di titoli o altri strumenti finanziari sulla base dei prezzi espressi dal mercato.
Turbolenza nei mercati finanziari caratterizzata da forte diminuzione degli scambi con difficoltà a reperire prezzi significativi su infoproviders specializzati.
Attività finanziaria svolta da intermediari specializzati il cui compito è quello di garantire liquidità e spessore al mercato, sia attraverso la loro presenza continuativa sia mediante la loro funzione di guida competitiva nella determinazione dei prezzi.
Strategie di operatività in titoli finalizzate ad immunizzare i relativi portafogli dal rischio connesso alle variazioni di mercato.
Differenza tra euribor a 1 mese e tasso sui conti correnti di famiglie e imprese.
Differenza tra tasso applicato al complesso di famiglie ed imprese sui finanziamenti con durata inferiore ad un anno e l'euribor a 1 mese.

Sotto questa accezione sono ricomprese le attività di sottoscrizione di titoli – azionari o di debito – della clientela corporate per il successivo collocamento sul mercato, l'assunzione di partecipazioni azionarie a carattere più permanente ma sempre con l'obiettivo di una successiva cessione, l'attività di consulenza aziendale ai fini di fusioni e acquisizioni o di ristrutturazioni.
In una operazione di cartolarizzazione, è la tranche con grado di subordinazione intermedio tra quello della tranche junior e quello della tranche senior.
Compagnie assicuratrici che, in cambio di una commissione, garantiscono il rimborso di determinate emissioni obbligazionarie. Nate negli anni '70 per assicurare le emissioni degli enti locali contro l'insolvenza, i loro servizi sono stai poi particolarmente apprezzati per le emissioni di prodotti finanziari complessi: la struttura e le attività sottostanti tali emissioni sono infatti spesso estremamente problematiche; con l'intervento delle monoline, le porzioni di debito garantite da quest'ultime divengono molto più semplici da valutare e più appetibili per gli investitori avversi al rischio, in quanto il rischio di insolvenza viene assunto dall'assicurazione.
È il valore della quota in cui è frazionato il patrimonio del fondo.
Valore contabile di un credito considerato al netto delle rettifiche di valore.
Termini utilizzati per indicare i crediti deteriorati, ovvero crediti ad andamento non regolare. Al contrario il termine performing si riferisce ad esposizioni creditizie con andamento regolare.
I crediti deteriorati sono classificati in tre categorie:
L'EBA ha inoltre introdotto un'ulteriore categoria, trasversale rispetto alle precedenti, ovvero quella delle esposizioni che siano state oggetto di misure di tolleranza/concessioni (forbearance). Tali esposizioni possono essere sia crediti deteriorati (forborne non performing) sia in bonis (forborne performing). Le misure di tolleranza consistono in concessioni nei confronti di un debitore che si trovi o sia in procinto di trovarsi in difficoltà a rispettare i propri impegni finanziari ("difficoltà finanziarie") e comprendono ad esempio la rinegoziazione dei termini del contratto o il rifinanziamento totale/parziale del debito.
Requisito prudenziale finalizzato a promuovere un maggiore ricorso alla raccolta stabile, evitando che l'operatività a medio e lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine. Il requisito è pari al rapporto tra il finanziamento stabile a disposizione dell'ente e il finanziamento stabile richiesto all'ente ed è espresso in percentuale.
Contratto che prevede lo scambio del flusso netto derivante dalla differenza tra un tasso di interesse fisso e uno variabile applicata su un capitale di riferimento. Il tasso fisso è stabilito all'inizio del contratto, quello variabile è determinato alla scadenza ed è pari alla media, con capitalizzazione composta, dei tassi giornalieri overnight rilevati nel periodo di durata del contratto.
Rappresenta il diritto, ma non l'impegno, acquisito col pagamento di un premio, di acquistare (call option) o di vendere (put option) uno strumento finanziario ad un prezzo determinato (strike price) entro (American option) oppure ad (European option) una data futura determinata.
Trattasi di Istituzioni la cui rilevanza sistemica, riferita sostanzialmente al rischio sistemico che possono generare in caso di fallimento, non è definita a livello globale ma a livello territorialmente più ristretto, ad esempio. a livello di un singolo Paese. Le O-SII devono mantenere una riserva di capitale (buffer) in percentuale delle proprie esposizioni complessive ponderate per il rischio. Nel contesto italiano le O-SII sono identificate dalla Banca d'Italia che, ai sensi delle disposizioni della direttiva CRD IV (Direttiva 2013/36/UE), è tenuta a spiegare i criteri della scelta i quali devono rispettare le linee guida dell'EBA.
A differenza delle precedenti, le G-SII (Global Sistemically Important Institutions) sono Istituzioni a rilevanza sistemica globale. La metodologia per individuare e classificare le G-SII nelle diverse sottocategorie è definita nel Regolamento Delegato UE/2014/1222 della Commissione Europea. La classificazione prevede in totale cinque sottocategorie di G-SII, in ordine crescente di rilevanza sistemica cui sono associate percentuali crescenti di riserve di capitale da mantenere a regime.
Definizione relativa ad operazioni concluse direttamente tra le parti, senza utilizzare un mercato organizzato.
Ricorso ad attività di supporto operativo effettuate da società esterne.
Strategia costituita da un asset in formato funded il cui rischio di credito è coperto da un credit default swap specificatamente negoziato. Se presenti, gli eventuali rischi di tasso e cambio possono essere coperti con derivati finanziari.
Rappresenta la probabilità che, su un orizzonte temporale di un anno o pari alla vita attesa dello strumento finanziario, il debitore vada in default.
Prodotti il cui prezzo dipende da quello dello strumento sottostante, che è quotato sui mercati regolamentati.
Attività deteriorate acquisite o originate per le quali al momento dell'iscrizione in bilancio vanno rilevate le perdite attese lungo tutta la vita del credito e sono automaticamente classificate nello Stage 3.
Prestiti organizzati e garantiti da un consorzio (pool) di banche ed altre istituzioni finanziarie.
In senso lato, si riferisce generalmente alle modalità di determinazione dei prezzi degli strumenti finanziari e/o dei costi dei prodotti e servizi offerti dalla Banca.
Il Prime Broker è un intermediario finanziario su scala internazionale che opera come agente nel processo di settlement (liquidazione delle posizioni) effettuando le transazioni finanziarie disposte dal gestore con la massima riservatezza. Il Prime Broker, inoltre, svolge un ruolo di finanziatore del gestore, concedendo linee di credito e prestando i titoli necessari per dar luogo a vendite allo scoperto e acquisendo direttamente idonee garanzie a fronte del credito erogato al fondo. Contemporaneamente il Prime Broker opera uno stringente controllo sulle esposizioni di rischio dell'hedge fund (vedi), al fine di assicurare condizioni di stabilità finanziaria. Tra i servizi svolti vi sono altresì quelli di detenzione e deposito delle disponibilità liquide e dei valori mobiliari del fondo, la cura del processo di compensazione e liquidazione nonché la registrazione di tutte le operazioni di mercato.
Attività diretta a fornire alla clientela primaria gestione di patrimoni, consulenza e servizi personalizzati.
Attività mirata all'acquisizione di interessenze partecipative ed alla loro successiva cessione a controparti specifiche, senza collocamento pubblico.
Programma di cartolarizzazione i cui titoli assumono in prevalenza la forma di commercial paper garantiti da attività con durata originaria pari o inferiore ad un anno, come definito dal Regolamento (UE) 2017/2402.
Tecnica con la quale si finanziano progetti industriali sulla base di una previsione dei flussi di cassa generati dagli stessi. L'esame si fonda su una serie di valutazioni che si discostano da quelle generalmente poste in essere per l'analisi dei rischi creditizi ordinari. Dette valutazioni includono, oltre all'analisi dei flussi di cassa, l'esame tecnico del progetto, l'idoneità degli sponsor che si impegnano a realizzarlo, i mercati di distribuzione del prodotto.
Valutazione della qualità di una società o delle sue emissioni di titoli di debito sulla base della solidità finanziaria della società stessa e delle sue prospettive. Tale valutazione viene eseguita da agenzie specializzate o dalla banca sulla base di modelli interni.
Operazioni di finanza strutturata nel settore degli immobili.
Fascia di clientela che comprende principalmente i privati, i professionisti, gli esercenti e gli artigiani.
Rendimento di investimenti privi di rischio: per le CGU Italia e per i Paesi della CGU Banche estere con prospettive "normali" di sviluppo è stato adottato il rendimento dei Bund a 10 anni, mentre per i Paesi con prospettive "elevate" di sviluppo è stato utilizzato il rendimento dei Bund a 30 anni.
Attività di acquisizione, misurazione, valutazione e gestione globale delle varie tipologie di rischio e delle relative coperture.
Titoli (ABS) emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione di crediti garantiti da ipoteche su immobili aventi natura residenziale.
Esprime la redditività del capitale proprio in termini di utile netto. È l'indicatore di maggior interesse per gli azionisti in quanto consente di valutare la redditività del capitale di rischio.
Norme tecniche di Regolamentazione.
Attività per cassa e fuori bilancio (derivati e garanzie) classificate e ponderate in base a diversi coefficienti legati ai rischi, ai sensi delle normative prudenziali emanate dagli organi di vigilanza per il calcolo dei coefficienti di solvibilità.

Sistema di analisi della clientela aziendale che si concretizza in un indicatore ottenuto sia dall'esame dei dati di bilancio sia dalla valutazione delle previsioni di andamento settoriale, analizzati sulla base di metodologie di carattere statistico.
In un'operazione di cartolarizzazione è la tranche con il maggiore grado di privilegio in termini di priorità di remunerazione e rimborso.
Identifica la situazione di maggiore o minore sensibilità con la quale determinate attività o passività reagiscono a variazioni dei tassi o di altri parametri di riferimento.
Nelle operazioni di cartolarizzazione è il soggetto che – sulla base di un apposito contratto di servicing – continua a gestire i crediti o le attività cartolarizzate dopo che sono state cedute alla società veicolo incaricata dell'emissione dei titoli.
Società per azioni alle quali è riservata la possibilità di prestare congiuntamente il servizio di gestione collettiva e individuale di patrimoni. In particolare, esse sono autorizzate a istituire fondi comuni di investimento, a gestire fondi comuni di propria o altrui istruzione, nonché patrimoni di Sicav, e a prestare il servizio di gestione su base individuale di portafogli di investimento.
Criterio utilizzato per verificare il passaggio di stage: se il rischio di credito dello strumento finanziario è significativamente aumentato dopo la rilevazione iniziale, le rettifiche di valore sono pari alle perdite attese lungo tutta la vita dello strumento (lifetime ECL). La banca stabilisce che si è verificato un incremento significativo del rischio di credito sulla base di evidenze qualitative e quantitative:
La Special Purpose Entity o Special Purpose Vehicle è una società appositamente costituita da uno o più soggetti per lo svolgimento di una specifica operazione. Le SPE/SPV, generalmente, non hanno strutture operative e gestionali proprie ma si avvalgono di quelle dei diversi attori coinvolti nell'operazione.
Termine col quale si identificano gli emittenti con rating basso (per esempio, inferiore a BBB- nella scala di S&P Global).
È uno dei due (l'altro è il "business model") criteri, o driver di classificazione dai quali dipende la classificazione delle attività finanziarie ed il criterio di valutazione. L'obiettivo del SPPI test è individuare gli strumenti, definibili come "basic lending arrangement" ai sensi del principio, i cui termini contrattuali prevedono a determinate date flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti di capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire. Le attività con caratteristiche contrattuali diverse da quelle SPPI devono essere obbligatoriamente valutate al FVTPL (vedi).
Con questo termine di norma si indicano la differenza tra due tassi di interesse, lo scarto tra le quotazioni denaro e lettera nelle contrattazioni in titoli o la maggiorazione che l'emittente di valori mobiliari riconosce in aggiunta ad un tasso di riferimento.
L'ente cedente in una cartolarizzazione tradizionale può escludere le esposizioni sottostanti dal calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio se un rischio di credito significativo associato alle esposizioni sottostanti è stato trasferito a terzi. In base all'articolo 244 del Regolamento (UE) 2017/2401 vi è un trasferimento significativo del rischio di credito in uno dei seguenti casi: (i) gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio delle posizioni verso la cartolarizzazione mezzanine detenute dall'ente cedente nella cartolarizzazione non superano il 50% degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio di tutte le posizioni verso la cartolarizzazione mezzanine della cartolarizzazione; (ii) se non vi sono posizioni verso la cartolarizzazione mezzanine, l'ente cedente non detiene più del 20% del valore dell'esposizione del segmento prime perdite nella cartolarizzazione. Condizioni similari per un significativo trasferimento del rischio mediante protezione del credito di tipo reale o di tipo personale sono previste anche per le cartolarizzazioni sintetiche in base all'articolo 245 del Regolamento (UE) 2017/2401.
Rappresenta gli strumenti finanziari il cui rischio di credito non si è incrementato significativamente rispetto alla data di rilevazione iniziale. Per questi strumenti finanziari viene contabilizzata una perdita attesa pari ad un anno.
Rappresenta gli strumenti finanziari il cui rischio di credito si è incrementato significativamente rispetto alla data di rilevazione iniziale. Per questi strumenti finanziari viene contabilizzata una perdita attesa lifetime.
Rappresenta gli strumenti finanziari deteriorati/in default. Per questi strumenti finanziari viene contabilizzata la perdita attesa lifetime.
Soggetti che, a vario titolo, interagiscono con l'attività dell'impresa, partecipando ai risultati, influenzandone le prestazioni, valutandone l'impatto economico, sociale e ambientale.
Termine utilizzato per indicare le opzioni offerte a manager di una società, che consentono di acquistare azioni della società stessa sulla base di un prezzo di esercizio predeterminato (strike price).
Procedura di simulazione utilizzata al fine di misurare l'impatto di scenari di mercato estremi sull'esposizione complessiva al rischio della Banca.
Operazioni di finanza strutturata nel settore del finanziamento all'esportazione di beni e servizi.
Uno strumento finanziario è considerato come quotato su un mercato attivo se le quotazioni, che riflettono normali operazioni di mercato, sono prontamente e regolarmente disponibili tramite Borse, Mediatori, Intermediari, Società del settore, servizi di quotazione o enti autorizzati, e tali prezzi rappresentano effettive e regolari operazioni di mercato verificatesi sulla base di un normale periodo di riferimento.
Non esiste una definizione univoca di "mutui subprime". In sintesi, si classificano come subprime i mutui erogati a soggetti con merito creditizio basso, o per una cattiva storia del credito (mancati pagamenti, transazioni sul debito o sofferenze) o per elevato rapporto rata/reddito o ancora per un alto rapporto Loan to Value (LTV).
Per contro sono considerati "prime" i mutui in cui sia i criteri utilizzati per l'erogazione del finanziamento (LTV, debt-to income, ecc.) che la qualità (storia) della controparte sono sufficientemente conservativi per considerare l'erogazione effettuata di "alta qualità" (dal punto di vista della controparte) e di basso profilo di rischio.
Operazioni consistenti, di norma, nello scambio di flussi finanziari tra operatori secondo diverse modalità contrattuali. Nel caso di uno swap di tassi d'interesse, le controparti si scambiano flussi di pagamento indicizzati o meno a tassi d'interesse, calcolati su un capitale nozionale di riferimento (ad esempio: una controparte corrisponde un flusso sulla base di un tasso fisso, l'altra sulla base di un tasso variabile). Nel caso di uno swap di valute, le controparti si scambiano specifici ammontari di due diverse valute, restituendoli nel tempo secondo modalità predefinite che possono riguardare sia il capitale nozionale sia i flussi indicizzati dei tassi d'interesse.
Il tasso di interesse effettivo è il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri del credito, per capitale ed interesse, all'ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti al credito. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi lungo la vita residua attesa del credito.
Aliquota fiscale effettiva, determinata dal rapporto tra le imposte sul reddito e l'utile ante imposte.
Valore di un'impresa al termine del periodo di previsione analitica dei flussi; viene calcolato moltiplicando il flusso di cassa analitico dell'ultimo periodo per (1 + g) e dividendo tale importo per (Ke-g) (vedi).
Il Capitale di classe 1 (Tier 1) comprende il Capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) e il Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 - AT1).
È il rapporto tra il Capitale di classe 1 (Tier 1, vedi) e il totale delle attività ponderate per il rischio (RWA, vedi).
Il Capitale di Classe 2 (Tier 2) è composto principalmente dalle passività subordinate computabili e dalle eventuali eccedenze delle rettifiche di valore rispetto alle perdite attese (excess reserve) per le posizioni ponderate secondo i metodi AIRB (vedi). Anche per gli strumenti subordinati che non rispettano i requisiti previsti dalle nuove disposizioni normative di Basilea 3 sono previste specifiche disposizioni transitorie (grandfathering, vedi), volte all'esclusione graduale dai Fondi propri (in un arco temporale di 8 anni) degli strumenti non più computabili.
Variazione del valore finanziario di uno strumento in relazione al diverso orizzonte temporale in corrispondenza del quale saranno disponibili od esigibili determinati flussi monetari.
Indice di patrimonializzazione riferito al complesso degli elementi costituenti i Fondi propri (Tier 1 e Tier 2, vedi). È rappresentato dal rapporto fra i Fondi propri e il totale della attività ponderate per il rischio (RWA, vedi).
Contratto che prevede l'impegno di una parte, di solito proprietaria del titolo o credito di riferimento, a pagare periodicamente ad un investitore (venditore di protezione) i flussi generati, per capitale ed interessi, dall'attività stessa. Per contro, l'investitore si obbliga a corrispondere un tasso variabile nonché l'eventuale deprezzamento dell'attività rispetto alla data di stipula del contratto.

Solitamente riferito a titoli o comunque a strumenti finanziari in genere, identifica la parte di tale portafoglio destinato all'attività di negoziazione.
Veicoli immobiliari.
Commissione percepita dalla banca in via anticipata sulla base dell'assunzione del rischio di sottoscrizione a fronte di un finanziamento.
È il valore attuale dei flussi finanziari futuri che si prevede abbiano origine da un'attività o da un'unità generatrice di flussi finanziari.
Con riferimento ad un gruppo omogeneo di attività finanziarie ad andamento regolare, la valutazione collettiva definisce la misura del rischio di credito potenzialmente insito nelle stesse, pur non essendo ancora possibile la sua riconduzione ad una specifica posizione.
Valore che indica la massima perdita possibile su un portafoglio per effetto dell'andamento del mercato, con una certa probabilità ed ipotizzando che le posizioni richiedano un determinato periodo di tempo per il relativo smobilizzo.
Coefficiente che misura la sensibilità del valore di un'opzione in rapporto ad un cambiamento (aumento o diminuzione) della volatilità.
Termine utilizzato per indicare l'anzianità degli NPE/NPL (vedi). Da intendersi anche come data di genesi del collaterale sottostante la cartolarizzazione, quale fattore importante per giudicare la rischiosità di tale collaterale.
Si riferisce alla massima vita contrattuale e prende in considerazione pagamenti anticipati attesi, estensioni, opzioni call e similari. Le eccezioni sono costituite da certi strumenti finanziari revolving come carte di credito, scoperti di conto, che includono sia componenti utilizzate che inutilizzate per le quali la possibilità contrattuale della banca di chiedere il rimborso e annullare le linee inutilizzate non limita l'esposizione a perdite su crediti al periodo contrattuale. La vita attesa di queste linee di credito è la loro vita effettiva. Quando i dati non sono sufficienti o le analisi non definitive, può essere considerato un fattore "maturity" per riflettere la vita stimata sulla base di altri casi sperimentati o casi analoghi di concorrenti. Non sono prese in considerazione future modifiche contrattuali nel determinare la vita attesa o "Exposure At Default" (vedi) finché non si verificano.
Strumento negoziabile che conferisce al detentore il diritto di acquistare dall'emittente o di vendere a quest'ultimo titoli a reddito fisso o azioni secondo precise modalità.
Caratteristica di Cashflow projection di un CDO considerata nel processo di pricing di tali prodotti di credito strutturati per la modellizzazione dei flussi e per la loro allocazione. Essa definisce in che ordine le varie tranche saranno rimborsate nel caso in cui falliscano i Test previsti per la verifica del rapporto di Overcollateralizzazione e di copertura degli interessi.
Forma di analisi in cui si cerca di definire quale possa essere la reazione di determinate grandezze al variare di parametri di base.
Attività orientata prevalentemente verso operazioni di rilevante importanza concluse con primarie controparti.



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Approvazione della Relazione semestrale al 30 giugno 2022: 29 luglio 2022 Approvazione del Resoconto intermedio al 30 settembre 2022: 4 novembre 2022

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