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Intesa Sanpaolo

Quarterly Report Aug 10, 2022

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Quarterly Report

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Relazione semestrale al 30 giugno 2022

Questo documento contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come "è possibile," "si dovrebbe," "si prevede," "ci si attende," "si stima," "si ritiene," "si intende," "si progetta," "obiettivo" oppure dall'uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall'uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende operare.

A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.

Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data di approvazione del presente documento. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l'osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative.

Relazione semestrale al 30 giugno 2022

Intesa Sanpaolo S.p.A. Sede Legale: Piazza S. Carlo, 156 10121 Torino Sede Secondaria: Via Monte di Pietà, 8 20121 Milano Capitale Sociale Euro 10.368.870.930,08 Registro delle Imprese di Torino e Codice Fiscale 00799960158 Rappresentante del Gruppo IVA "Intesa Sanpaolo" Partita IVA 11991500015 (IT11991500015) N. Iscr. Albo Banche 5361 Codice ABI 3069.2 Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia Capogruppo del gruppo bancario "Intesa Sanpaolo" iscritto all'Albo dei Gruppi Bancari

Sommario

Il Gruppo Intesa Sanpaolo 7
Cariche sociali 11
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE
Introduzione 15

Il primo semestre del 2022 in sintesi 17 Dati economici e Indicatori Alternativi di Performance 18 Dati patrimoniali e Indicatori Alternativi di Performance 20 Indicatori Alternativi di Performance e altri indicatori 21 Il primo semestre 2022 24

BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO

Prospetti contabili consolidati 61
Stato patrimoniale consolidato 62
Conto economico consolidato 64
Prospetto della redditività consolidata complessiva
Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato
65
66
Rendiconto finanziario consolidato 68
Note illustrative 69
Politiche contabili 71
Eventi successivi alla chiusura del semestre 86
I risultati economici 87
Gli aggregati patrimoniali
I risultati per settori di attività e per aree geografiche
111
130
Il presidio dei rischi 160
L'azionariato, le operazioni con parti correlate ed altre informazioni 202
Le previsioni per l'intero esercizio 209
Attestazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato ai sensi
dell'art. 154 bis del D. Lgs. n. 58/1998
211
Relazione della Società di revisione 213
Allegati 217
Glossario 243
Contatti 259
Calendario finanziario 263

7

IL GRUPPO INTESA SANPAOLO

Il Gruppo Intesa Sanpaolo: presenza in Italia

Banche

NORD OVEST
INTESA SANPAOLO Controllate
Filiali Società Filiali
1.083 Banca 5 1
Fideuram 109

NORD EST

INTESA SANPAOLO Controllate
Filiali Società Filiali
727 Fideuram 60
CENTRO
INTESA SANPAOLO Controllate
Filiali Società Filiali
762 Fideuram 49

SUD

INTESA SANPAOLO Controllate
Filiali Società Filiali
632 Fideuram 34

ISOLE

INTESA SANPAOLO Controllate
Filiali Società Filiali
217 Fideuram 10

Dati al 30 giugno 2022

Credito al Consumo 2

1 Le attività di Factoring e Leasing sono svolte direttamente dalla Capogruppo Intesa Sanpaolo S.p.A. 2 Le attività di Credito al consumo sono svolte anche direttamente dalla Capogruppo Intesa Sanpaolo S.p.A.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo: presenza internazionale

Banche, Filiali e Uffici di Rappresentanza

Leasing

Wealth Management

Cariche sociali

Consiglio di Amministrazione

Presidente Gian Maria GROS-PIETRO
Vice Presidente Paolo Andrea COLOMBO
Consigliere delegato e Chief Executive Officer Carlo MESSINA (a)
Consiglieri Franco CERUTI
Roberto FRANCHINI ()
Anna GATTI
Liana LOGIURATO
Maria MAZZARELLA
Fabrizio MOSCA (
)
Milena Teresa MOTTA ()
Luciano NEBBIA
Bruno Maria PARIGI
Bruno PICCA
Alberto Maria PISANI (
)
Livia POMODORO
Maria Alessandra STEFANELLI
Paola TAGLIAVINI
Daniele ZAMBONI
Maria Cristina ZOPPO (
)
Dirigente preposto alla redazione
dei documenti contabili societari
Fabrizio DABBENE
Società di Revisione EY S.p.A.

(a) Direttore Generale

(*) Componente del Comitato per il Controllo sulla Gestione

(**) Presidente del Comitato per il Controllo sulla Gestione

13

Relazione intermedia sulla Gestione

Introduzione

La Relazione semestrale al 30 giugno 2022 è costituita dalla Relazione intermedia sulla gestione e dal Bilancio consolidato semestrale abbreviato, comprendente i Prospetti contabili consolidati e le correlate Note illustrative.

Come più specificamente indicato nel capitolo "Politiche Contabili" delle Note illustrative, il Bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto secondo le prescrizioni dell'art. 154-ter del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 e con l'applicazione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e delle relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Standards Interpretations Committee (IFRS-IC), omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.

In particolare, il Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2022 – sottoposto a revisione contabile limitata da parte della società EY S.p.A. – è redatto in conformità alle prescrizioni dello IAS 34 che regola i bilanci intermedi.

La Relazione intermedia sulla gestione e le Note illustrative al Bilancio consolidato semestrale abbreviato contengono, inoltre, alcune informazioni non direttamente riconducibili ai prospetti contabili, quali, a titolo esemplificativo, i dati inerenti all'evoluzione trimestrale e gli Indicatori Alternativi di Performance. Relativamente a questi ultimi, si rinvia al capitolo "Indicatori Alternativi di Performance e Altre informazioni" della Relazione sull'andamento della gestione che accompagna il Bilancio consolidato 2021 per una descrizione dettagliata, confermando che, con specifico riferimento al contesto conseguente alla pandemia da COVID-19, in coerenza con le indicazioni ESMA nella presente Relazione semestrale non sono stati introdotti nuovi indicatori né sono state apportate modifiche agli indicatori utilizzati.

A supporto dei commenti sui risultati del periodo, nelle Note illustrative al Bilancio consolidato semestrale abbreviato vengono presentati e illustrati gli schemi di conto economico e di stato patrimoniale riclassificati.

Negli schemi riclassificati i dati sono normalmente riesposti, ove necessario e se materiali, per consentire raffronti più immediati. In particolare, gli importi vengono resi il più possibile omogenei con riferimento ai diversi periodi rappresentati, soprattutto in relazione alle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. Tale omogeneizzazione avviene tramite dati "riesposti", che accolgono/escludono i valori delle società entrate/uscite nel/dal perimetro di consolidamento.

Come già evidenziato nelle precedenti informative periodiche, in seguito all'acquisizione del Gruppo UBI Banca, nel 2021 si è reso opportuno il ricorso anche a dati "rideterminati" da affiancare ai dati riesposti per allinearli/integrarli attraverso dati gestionali. Tale modalità espositiva viene confermata nella presente Relazione semestrale con riferimento ai primi due trimestri del 2021 presentati per il raffronto.

In particolare, come illustrato in maggior dettaglio nel seguito della presente Relazione, per poter presentare dati economici comparativi omogenei in grado di tenere conto degli effetti delle cessioni di sportelli a BPER e a Banca Popolare di Puglia e Basilicata avvenute nel primo semestre 2021 e correlate all'operazione di acquisizione, nonché dell'ingresso delle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione, ci si è avvalsi anche – in relazione alla natura delle riesposizioni necessarie – di dati gestionali. I dati dei primi due trimestri 2021 "rideterminati" sulla base di evidenze contabili e gestionali sono presentati in schemi di conto economico riclassificato aggiuntivi rispetto a quelli costruiti sulla base dei dati effettivi di chiusura dei diversi periodi, mentre le tabelle di dettaglio sono state integrate, o duplicate, con l'evidenza separata dei "Dati rideterminati". In allegato alla presente Relazione vengono inclusi i raccordi di tali "Dati rideterminati" con i dati contabili.

Quanto ai dati patrimoniali, per poter disporre di dati trimestrali immediatamente confrontabili alla luce delle operazioni societarie correlate all'acquisizione del Gruppo UBI Banca, già nel 2021 si era proceduto all'esclusione linea per linea delle consistenze patrimoniali relative agli sportelli UBI e ISP ceduti nel primo e nel secondo trimestre 2021; tali valori nello Stato patrimoniale riclassificato erano stati convenzionalmente appostati nella voce Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione. Tale riesposizione è avvenuta sulla base di risultanze contabili.

Con riferimento alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, oggetto di riesposizione come sopra indicato, nel 2021 non si era ritenuto necessario "rideterminare" i dati patrimoniali per escludere – sulla base di risultanze gestionali – le consistenze (investimenti e riserve tecniche) connesse alla produzione riferibile alla clientela delle filiali cedute a terzi, così come avvenuto per il conto economico, in relazione alla contenuta materialità e alla conseguente non rilevanza ai fini della comparabilità.

Per effetto di quanto sopra, dal momento che le riesposizioni dei dati patrimoniali sono state effettuate – come normalmente avviene – sulla base di risultanze contabili, non sono stati predisposti separati schemi riclassificati "rideterminati" con riferimento ai dati patrimoniali.

Anche per i dati patrimoniali di raffronto risulta pertanto confermata l'esposizione utilizzata nel 2021 relativamente alle entità dell'ex Gruppo UBI Banca.

I dettagli analitici delle riesposizioni effettuate e delle riclassificazioni rispetto allo schema previsto dalla Circolare 262 della Banca d'Italia – oltre che delle citate "rideterminazioni" – sono forniti con distinti prospetti pubblicati tra gli allegati, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.

Si segnala da ultimo che sul sito internet di Intesa Sanpaolo, all'indirizzo www.group.intesasanpaolo.com, sono come sempre disponibili anche i comunicati stampa ed ogni altra documentazione finanziaria pubblicata nel semestre.

Introduzione

17

Il primo semestre del 2022 in sintesi

Dati economici e Indicatori Alternativi di Performance(°)

Dati economici consolidati (milioni di euro) Variazioni
assolute %
Interessi netti 4.047
3.947
100 2,5
Commissioni nette 4.529
4.670
-141 -3,0
Risultato dell'attività assicurativa 867
854
13 1,5
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.323
1.139
184 16,2
Proventi operativi netti 10.756
ਰੇਟ
10.661
0,9
-5.111
Costi operativi
-5.242
-131 -2,5
Risultato della gestione operativa 5.645
5.419
226 4,2
-1.432
Rettifiche di valore nette su crediti
-1.001
431 43,1
Risultato netto 2.354
3.023
-669 -22,1

(°) Per più dettagliate informazioni circa gli Indicatori Alternativi di Performance si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sull'andamento della gestione del Bilancio 2021.

Dati rideterminati

Dati patrimoniali e Indicatori Alternativi di Performance(°)

Dati patrimoniali consolidati (milioni di euro) Variazioni
%
Attività finanziarie 161.006
162.021
-1.015 -0,6
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate ai sensi
dello IAS 39
180.717
206.885
-26.168 -12,6
Finanziamenti verso clientela 471.649
465.871
5.778 1,2
Totale attività 1.032.315
1.070.816
-38.501 -3,6
Raccolta diretta bancaria 549.360
557.248
-7.888 -1,4
Raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche 180.788
204.479
-23.691 -11,6
Raccolta indiretta: 662.784
725.137
-62.353 -8,6
di cui: Risparmio gestito 436.493
477.530
-41.037 -8,6
Patrimonio netto 64.017
63.775
242 0,4
Finanziamenti verso clientela / Raccolta diretta bancaria (%)
(Loan to deposit ratio)
85,9%
83,6%

30.06.2022 31.12.2021

(°) Per più dettagliate informazioni circa gli Indicatori Alternativi di Performance si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sull'andamento della gestione del Bilancio 2021.

Indicatori Alternativi di Performance e altri indicatori(°)

30.06.2022 31.12.2021

(°) Per più dettagliate informazioni circa gli Indicatori Alternativi di Performance si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sull'andamento della gestione del Bilancio 2021.

30.06.2022 30.06.2021 (Dati economici) 31.12.2021 (Dati patrimoniali)

Utile per azione (euro)
Utile base per azione (basic EPS) (d) 0,12
0,16
Utile diluito per azione (diluted EPS) (e) 0,12
0,16
Indicatori di rischiosità consolidati (%)
Sofferenze nette / Finanziamenti verso clientela 0,3
0,5
Crediti deteriorati netti / Finanziamenti verso clientela 1,3
1,5
Rettifiche di valore accumulate su sofferenze / Sofferenze lorde con
clientela
63,9
70,4
Rettifiche di valore accumulate su crediti deteriorati lordi / Crediti
deteriorati lordi con clientela
44,8
53,6
Struttura operativa 30.06.2022 31.12.2021 Variazioni
assolute
Numero dei dipendenti (f) 96.723 97.698 -975
Italia 74.265 75.300 -1.035
Estero 22.458 22.398 60
Numero dei consulenti finanziari 5.688 5.654 34
Numero degli sportelli bancari (g) 4.648 4.719 -71
Italia 3.684 3.740 -56
Estero 964 979 -15

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

(f) L'organico indicato si riferisce al numero puntuale dei dipendenti a fine periodo conteggiando anche i part time come pari a 1 unità.

(g) Il dato comprende le Filiali Retail/Exclusive, le Filiali Terzo Settore, le Filiali Agribusiness, i Centri Imprese e i Centri Corporate.

30.06.2022 30.06.2021 (Dati economici) 31.12.2021 (Dati patrimoniali)

Il primo semestre 2022

Lo scenario macroeconomico e geopolitico

L'economia e i mercati finanziari e valutari

A partire dalla fine di febbraio, l'invasione russa dell'Ucraina ha provocato un violento aumento delle quotazioni di numerose materie prime. L'impatto è stato particolarmente forte nel mercato del gas naturale, a motivo della maggiore rilevanza dei vincoli infrastrutturali e dell'elevata dipendenza dell'Unione Europea dalle importazioni dalla Russia per la copertura del proprio fabbisogno energetico. Inoltre, considerazioni strategiche hanno indotto molti stati europei a imboccare un percorso accelerato di riduzione delle importazioni di petrolio e gas dalla Russia, fenomeno che ha accentuato le pressioni sul mercato globale dell'energia. L'inflazione, già in aumento dal 2021, ha subito una rapida accelerazione su scala globale, anche per gli effetti indiretti dello shock energetico su altri beni e servizi. La congiuntura globale ha risentito anche dei confinamenti sanitari imposti in Cina per il controllo di nuovi focolai pandemici, i quali hanno portato a un drastico rallentamento del PIL cinese nel primo semestre. Negli Stati Uniti la dinamica della domanda interna ha iniziato a rallentare.

Nell'area dell'euro, la crescita del PIL è rimasta ancora positiva nel primo semestre, malgrado le ripercussioni dello shock energetico sul potere d'acquisto delle famiglie e sui margini di profitto delle imprese. La domanda è stata sostenuta da misure fiscali tese ad attenuare l'effetto dei rincari sui bilanci di famiglie e imprese, mentre è continuata la ripresa dell'attività nei servizi più penalizzati dalla crisi pandemica nel biennio 2020-21. L'occupazione totale è aumentata ulteriormente. Una dinamica analoga ha caratterizzato l'economia italiana, che beneficia anche di una forte crescita dell'attività edile. Nel secondo trimestre, la crescita del PIL rispetto al periodo precedente è stata pari all'1%; rispetto allo stesso trimestre del 2021 l'incremento è stato del 4,6%.

La rapida salita dell'inflazione verso livelli che non si vedevano da decenni e una ripresa post-pandemia più veloce del previsto hanno indotto le banche centrali ad avviare il ritiro dello stimolo monetario. La svolta è stata molto rapida negli Stati Uniti, a motivo di evidenti segnali di surriscaldamento del mercato del lavoro e di eccesso di domanda. La Federal Reserve ha già interrotto gli acquisti netti di titoli e ha attuato un primo rialzo dei tassi ufficiali di 25 punti base nel mese di marzo. Ad esso è seguito un secondo rialzo di 50 punti base a maggio e quindi un terzo di 75 punti base in giugno. I vertici della Banca centrale hanno anche avviato un piano di riduzione del portafoglio titoli acquisito negli scorsi anni.

Anche la Banca Centrale Europea ha iniziato ad eliminare le misure di stimolo introdotte durante la crisi pandemica, ma a un ritmo più lento. Le pressioni inflazionistiche sono meno diffuse rispetto agli Stati Uniti e lo shock energetico ha in proporzione maggiori effetti negativi sulla domanda interna. Nel primo trimestre, gli acquisti netti relativi al programma PEPP (Pandemic Emergency Purchasing Programme) sono stati gradualmente ridotti, fino a sospenderli il 31 marzo. La Banca centrale ha attuato un temporaneo aumento mensile degli acquisti netti APP (Asset Purchase Programme) in aprile e maggio, ma li ha poi sospesi del tutto dal 1° luglio 2022. A giugno, ha avvisato i mercati che a luglio sarebbe iniziata una fase di rialzo dei tassi ufficiali1 .

La svolta della politica monetaria ha causato un rapido aumento dei tassi a medio e lungo termine sui mercati europei. I tassi a 5 e 10 anni sono saliti rispettivamente di 176 e 185 punti base rispetto al dicembre 2021. Unitamente alla maggiore incertezza dello scenario internazionale, l'aumento dei tassi e la riduzione degli acquisti ufficiali hanno portato a un ulteriore allargamento del differenziale Btp-Bund, che a fine giugno si collocava a circa 200 punti base. La divergenza dei tassi fra Stati Uniti ed Europa e la maggiore esposizione dell'Area euro al conflitto russo-ucraino hanno indebolito l'euro, sceso da 1,13 di fine dicembre fino a 1,05 euro a fine giugno.

Il primo semestre 2022 ha registrato un forte trend ribassista sui mercati azionari internazionali ed un generalizzato incremento dell'avversione al rischio.

Sono cresciute le preoccupazioni degli investitori sulle prospettive del ciclo economico e degli utili societari, per l'effetto combinato di fattori quali: l'ulteriore aumento delle pressioni inflazionistiche, ormai estese dai prezzi dell'energia e delle materie prime ai principali beni di consumo; le nuove strozzature sulle catene di fornitura globali, accentuate dalla politica "zero-Covid" in Cina; le politiche monetarle restrittive adottate dalle banche centrali.

In questo contesto, lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina a fine febbraio ha introdotto un forte elemento di incertezza sulle prospettive congiunturali e delle società quotate, in particolare nell'area dell'euro.

La stagione dei risultati del 1° trimestre 2022 è stata nel complesso positiva, con numerose società che hanno riconfermato i propri obiettivi per fine anno; tuttavia, il tema principale per gli investitori è adesso la sostenibilità dei livelli attuali di redditività, in un contesto operativo che potrebbe indebolirsi nei prossimi trimestri.

L'indice Euro Stoxx ha chiuso il semestre in calo del 20,1%; il CAC 40 ha registrato una performance negativa (-17,2%), e anche il DAX ha mostrato un ribasso del 19,5%; l'IBEX 35 ha invece sovraperformato (-7,1%). Al di fuori dell'Area euro, l'indice del mercato svizzero SMI ha chiuso il periodo a -16,9%, mentre l'indice FTSE 100 nel Regno Unito è rimasto quasi invariato (-2,9%).

1 Il 21 luglio 2022 la Banca Centrale Europea ha alzato i tre tassi di riferimento di 50 punti base.

Il mercato azionario statunitense ha registrato forti flessioni: l'indice S&P 500 ha chiuso il semestre a -20,6%, mentre l'indice dei titoli tecnologici NASDAQ Composite ha evidenziato una diminuzione superiore (-29,5%). I principali mercati azionari in Asia hanno contenuto i ribassi: l'indice NIKKEI 225 a -6,9%, l'indice benchmark cinese SSE A Share a -6,6%.

Il mercato azionario italiano ha registrato performance inferiori rispetto ai benchmark dell'Area euro: l'indice FTSE MIB ha chiuso il semestre a -22,1%, in linea con l'indice FTSE Italia All Share. I titoli a media capitalizzazione hanno mostrato una flessione più ampia: il FTSE Italia STAR è risultato in ribasso del -29,2%.

I mercati obbligazionari corporate europei chiudono i primi sei mesi del 2022 negativamente, con i premi al rischio (misurati come Asset Swap Spread-ASW) in forte aumento rispetto ai livelli di inizio anno.

Le politiche monetarie delle banche centrali sono state tra i principali driver delle performance di mercato sin dal mese di gennaio, quando le attese di un minor stimolo monetario da parte della BCE hanno pesato sull'andamento degli spread. Il sentiment degli investitori è poi progressivamente peggiorato a causa dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, delle preoccupazioni sulle prospettive del ciclo economico, e soprattutto dei repentini aumenti dei prezzi che hanno spinto BCE e Federal Reserve ad accelerare il processo di normalizzazione dei tassi.

In termini di performance, i titoli corporate Investment Grade hanno visto i loro spread aumentare a 136 punti base rispetto ai 63 di inizio anno (fonte IHS Markit iBoxx), con limitate differenze tra emittenti finanziari ed industriali. Escludendo il picco toccato a marzo 2020 a causa dello scoppio della pandemia, gli attuali valori rappresentano i massimi degli ultimi 5 anni. In questo contesto, in termini relativi, si è verificato un maggiore aumento per i titoli con scadenze più brevi con la conseguenza di un leggero appiattimento delle curve. Negativo anche l'andamento dei titoli High Yield, con gli spread a 540 punti base rispetto ai 300 iniziali (fonte IHS Markit iBoxx).

Il mercato primario ha risentito dell'aumento dei tassi di mercato registrando una contrazione delle nuove emissioni, specialmente nella seconda parte del semestre. Anche le emissioni ESG hanno registrato volumi in calo rispetto al primo semestre 2021 (-20% secondo i dati forniti da Bloomberg). Lo spaccato per tipologia di bond sostenibile indica che il calo è stato dovuto principalmente alla diminuzione dei titoli Social (-80%), mentre le emissioni di Green bonds e di Sustainability-Linked bonds sono risultate in crescita rispetto all'anno precedente. L'aumento dei tassi ha avuto un effetto anche in termini di prezzo di collocamento dei titoli ESG, con il progressivo venire meno del beneficio, per l'emittente, di emettere titoli "sostenibili" rispetto a titoli con le stesse caratteristiche ma non legati a temi ESG (cosiddetto "greenium").

Le economie e i mercati emergenti

Il primo semestre del 2022 appare contrassegnato da segnali contrastanti nel primo e secondo trimestre sul fronte dell'espansione economica. Il primo trimestre ha riportato un aumento ancora sostenuto del PIL, conseguente alla fase di ripresa manifestatasi nel 2021; il secondo trimestre mostra segnali di rallentamento indotti da un quadro mondiale caratterizzato da elevata inflazione e ripercussioni negative del conflitto russo-ucraino oltre che dei riflessi della pandemia nelle varie regioni mondiali.

Una forte moderazione dei ritmi di crescita ha interessato l'Asia, dove il PIL cinese è salito dello 0,4% anno su anno nel secondo trimestre, rispetto al 4,8% del 1° trimestre. In India l'economia è progredita del 4,1% nel 1° trimestre dal 5,4% registrato nel 4° trimestre del 2021.

Nei Paesi con controllate ISP, nel primo trimestre nell'Area Centro-orientale (CEE) e Sud-orientale (SEE), la dinamica del PIL è stata del 7,4% e del 6,1% rispettivamente, a fronte di un 6,4% per entrambe le aree nel trimestre precedente. In dettaglio, si segnala un andamento particolarmente sostenuto in Slovenia (+9,8%) e Ungheria (+8,2%) in Area CEE ed ancora in Croazia (+7,0%) e Romania (+6,4%) in Area SEE, e uno più contenuto in Repubblica Ceca (+4,8%) e Slovacchia (+3,1%) per l'Area CEE e in Serbia (+4,4%) per l'Area SEE. In Europa orientale (EE), il PIL del primo trimestre è crollato in Ucraina (-15,5% anno su anno) mentre è cresciuto seppure debolmente in Moldavia (+1,1%) e, grazie alla significativa performance nei mesi di gennaio e febbraio, in Russia (+3,5%).

Gli indicatori del ciclo rilevati nel secondo trimestre, pur segnalando ancora dinamiche contrastanti sul piano globale, evidenziano nel complesso segnali di rallentamento della crescita.

L'incremento dei corsi delle materie prime – in particolare del gas e del petrolio – ulteriormente spinto dal protrarsi del conflitto in Ucraina, nonché le strozzature nelle catene globali dell'offerta di semilavorati e prodotti intermedi continuano nel contempo ad esercitare pressioni al rialzo sulla dinamica dei prezzi a livello mondiale e tra le economie emergenti.

Nei Paesi con controllate ISP, il tasso tendenziale d'inflazione si è portato a giugno sopra il 14% medio in area CEE e sopra il 12% medio in area SEE, con punte del 17,2% in Repubblica Ceca, dell'11,7% in Ungheria e, rispettivamente, del 15,1% in Romania e dell'11,9% in Serbia. In area EE, a giugno l'inflazione in Russia è aumentata ancora del 15,9%, rispetto ad un picco del 17,8% rilevato in aprile, del 31,8% in Moldavia e del 21,5% in Ucraina. Nello stesso mese si registrava un lieve calo in Egitto (13,2% da 13,5% a maggio).

In ragione dei rischi crescenti per la stabilità dei prezzi a livello mondiale, nel 1° semestre la politica monetaria è stata caratterizzata da diversi incrementi dei tassi di policy, con interventi di entità significativa in non poche realtà.

Nei Paesi con controllate ISP, le Banche Centrali hanno proceduto nel semestre ad un aumento dei tassi di riferimento di 200 punti base, 325 punti base e 535 punti base rispettivamente in Romania, Repubblica Ceca e in Ungheria portati nei tre casi al 3,75%, al 7,0% e al 7,75% (al 9,75% con un ulteriore aumento di 200 punti base il 12 luglio in Ungheria). Nello stesso periodo, in Russia dopo l'aumento al 9,5% il 24 febbraio e il sensibile rialzo al 20% il 28 febbraio, la Banca centrale, sostenuta da un allentamento delle pressioni inflazionistiche, ha effettuato quattro ribassi del tasso di riferimento, riportato al 9,5% a giugno. Anche in Moldavia e Ucraina il tasso di policy è salito significativamente nel semestre, rispettivamente al 18,5% e al 25%, dal 6,5% e rispettivamente dal 9% a fine 2021. Nello stesso periodo, la Banca centrale egiziana ha a sua volta operato due rialzi: il primo a marzo (+100 bps al 10,25%) e il secondo a maggio (+200 punti base al 12,25%).

Nel primo semestre del 2022 l'indice azionario MSCI emergenti (-18,8%) si è deprezzato in linea con quanto è avvenuto sui mercati a livello mondiale (-21,2%) e sui principali listini dei Paesi avanzati (EuroStoxx50 -19,6%, S&P500 -20,6%). Tra i Paesi BRICS, l'indice Moex russo (-41,8%) ha evidenziato performance inferiori agli altri: il Bovespa brasiliano (-5,9%), il Nifty 500 indiano (-10,7%), il SSEC di Shanghai (-6,6%) e il Ftse All Share di Johannesburg (-10,1%).

Tra i Paesi con controllate ISP, in area CEE/SEE, cali a due cifre sono stati registrati dagli indici azionari di Ungheria (- 22,6%), Repubblica Ceca (-12,2%) e Slovenia (-10,7%). Più resilienti, ma sempre penalizzati dalle vendite, sono risultati gli indici in Slovacchia (-6,2%), Romania (-5,9%) e Croazia (-3,2%). Sono riuscite a mantenersi di poco sopra la parità le borse in Serbia (+2,3%) e Bosnia Erzegovina (+2,1%). La Borsa in Ucraina è rimasta chiusa dal mese di febbraio. Nell'area MENA la piazza azionaria egiziana ha chiuso il semestre in calo del 22,8%.

Sui mercati valutari, tra i BRICS si segnala in rapporto al dollaro USA la forza del rublo russo, sui massimi dal 2015, in forte apprezzamento dopo una fase di debolezza attraversata dall'inizio del conflitto in Ucraina fino ai primi giorni di marzo. Il funzionamento del mercato dei capitali in Russia è tuttavia limitato dalle sanzioni internazionali verso il paese dai paesi occidentali e da restrizioni nei movimenti di capitale da parte della Banca centrale russa. Sostenuti dagli elevati prezzi delle materie prime, anche se da aprile penalizzati dai timori di un rallentamento dell'economia globale, sono risultati il real brasiliano, in apprezzamento, e il rand sudafricano, deprezzatosi marginalmente rispetto al biglietto verde. Le incertezze che gravano sull'Asia con il raffreddamento della crescita economica hanno penalizzato il renminbi cinese e la rupia indiana.

Nei Paesi con controllate ISP, in area CEE/SEE, tutte le valute, in parallelo con l'euro, si sono deprezzate rispetto al dollaro USA, con quest'ultimo favorito da una crescente avversione al rischio sui mercati internazionali. La variazione maggiore ha interessato il fiorino ungherese. Nell'area MENA il pound egiziano si è ampiamente indebolito, seguito in area EE dal leu moldavo e dalla grivnia ucraina. In rapporto all'euro, tra i Paesi CEE/SEE, si segnala la debolezza in particolare del fiorino ungherese e dello zloty polacco. Negli altri casi le variazioni sono state marginali.

Il clima di cautela degli investitori ha portato al diffuso ampliamento sia degli spread di rendimento tra i bond emergenti ed i governativi statunitensi (Embi Plus +75 punti base) sia dei Credit Default Swap (+152 punti base).

Il sistema creditizio italiano

I tassi e gli spread

Nel primo semestre 2022 il tasso sul complesso dei depositi bancari è rimasto stabile, così come la remunerazione dei conti correnti, prossima allo zero. I tassi sui nuovi depositi con durata prestabilita offerti alle famiglie sono risultati mediamente più bassi rispetto al 2021 e quelli corrisposti alle società non-finanziarie hanno continuato a registrare ampie oscillazioni arrivando a segnare valori negativi a marzo e maggio, per la prima volta nella storia. Anche il tasso sulle obbligazioni in essere non ha mostrato particolari variazioni. Pertanto, il costo complessivo sulla raccolta da clientela è rimasto invariato sui minimi.

Per i tassi sui prestiti, il periodo si è caratterizzato tra stabilità e aumenti. La tendenza più rilevante ha riguardato il tasso fisso sulle erogazioni di mutui alle famiglie che, seguendo la risalita dei tassi di mercato a lungo termine, ha segnato progressivi rialzi di mese in mese, per un totale di 0,7 punti percentuali in più tra fine 2021 e maggio 2022, arrivando al 2,1%. Diversamente, il tasso variabile è rimasto su un livello molto basso. Quanto ai flussi di prestiti alle imprese, i tassi sono risultati poco variati fino a maggio, con primi rialzi a fine semestre. Similmente, anche il tasso medio sullo stock di prestiti a famiglie e imprese ha cominciato a mostrare segni di inversione di tendenza, per pochi centesimi rispetto al minimo di fine 2021.

Ciò considerato, la forbice tra tassi attivi e passivi ha smesso di ridursi. Tuttavia, come nei dieci anni precedenti, il mark-down sui depositi a vista è rimasto decisamente negativo, registrando un marginale miglioramento a fine semestre in relazione all'andamento dei tassi euribor. Il mark-up sui tassi a breve nei mesi primaverili è risultato in linea con fine 2021.

Gli impieghi

Sul mercato del credito nel secondo trimestre le condizioni di offerta hanno registrato un generale irrigidimento, soprattutto per i prestiti alle imprese, dovuto alla percezione delle banche di un rischio aumentato. Dal lato della domanda da parte delle imprese, alle maggiori richieste legate al finanziamento delle scorte e del capitale circolante in un contesto di forte aumento dei costi di produzione si è contrapposto un calo delle esigenze per investimenti. Ne è risultata una crescita modesta dei prestiti alle imprese, con una ripresa della componente a breve termine, dopo oltre nove anni in contrazione, a fronte di una svolta in lieve calo di quella a medio-lungo.

I finanziamenti alle famiglie hanno proseguito a un ritmo di crescita robusto, pari al 4% anno su anno in media nel secondo trimestre. L'andamento è rimasto sostenuto dai prestiti alle famiglie consumatrici per l'acquisto della casa, che a giugno hanno raggiunto un tasso di variazione del 5% anno su anno, massimo da oltre dieci anni. Tuttavia, le erogazioni per nuovi contratti di mutuo si sono leggermente ridotte rispetto al volume elevato registrato nello stesso periodo del 2021. La dinamica del credito al consumo si è rafforzata, ma è rimasta modesta.

Dal lato della qualità del credito, non sono emersi particolari segni di deterioramento. Il ritmo di formazione di nuovi crediti deteriorati è rimasto storicamente basso, pari all'1% nel primo trimestre 2022 in termini di flusso rapportato ai finanziamenti in bonis e annualizzato, in calo rispetto all'ultimo trimestre 2021. Sono proseguiti gli interventi di de-risking da parte delle banche, attraverso operazioni di cessione e cartolarizzazione di crediti deteriorati. In rapporto al totale dei prestiti, a maggio le sofferenze nette sono rimaste stabili allo 0,9%, come a fine 2021. Per i gruppi bancari significativi, l'incidenza del totale dei crediti deteriorati è scesa a marzo al 3% al lordo delle rettifiche di valore, dal 3,1% di fine 2021, ed è rimasta invariata a 1,4% in termini netti.

La raccolta diretta

La raccolta da clientela ha continuato a registrare una crescita robusta dei conti correnti, in atto dal 2013, ma più moderata rispetto al 2021. Il ritmo di sviluppo dei conti correnti, in rallentamento fino a febbraio 2022, si è ravvivato a marzo e aprile a seguito di una rinnovata preferenza per la liquidità nel clima di incertezza causato dal conflitto russo-ucraino e nonostante l'accentuata dinamica inflattiva. Successivamente, nel bimestre maggio-giugno, la crescita dei conti correnti è tornata a rallentare, registrando significativi deflussi. A fronte del calo delle obbligazioni, la componente a vista dei depositi ha continuato a trainare l'aumento della raccolta complessiva da clientela, risultato più moderato rispetto al 2021.

Le giacenze sui depositi delle imprese sono rimaste elevate, sebbene il ritmo di crescita sia stato più contenuto dopo le eccezionali scorte di liquidità accumulate nel 2020-21 e il semestre abbia riportato nel complesso un deflusso netto. Più costante è stato il tasso di crescita dei depositi delle famiglie, anch'essi tuttavia in rallentamento a giugno, registrando un afflusso di risparmi di circa 12 miliardi nel semestre, più che dimezzato rispetto allo stesso periodo del 2021.

La raccolta indiretta e il risparmio gestito

Per la raccolta amministrata, anche nella prima parte del 2022 si è assistito a una riduzione dei titoli di debito che famiglie e imprese detengono in custodia presso le banche. La prosecuzione di tale tendenza riflette il calo continuo delle obbligazioni bancarie nei portafogli della clientela retail e, sulla base dei dati fino a maggio, anche dei titoli di Stato. All'opposto, come già osservato nel 2021, nel primo trimestre si è registrato un aumento della consistenza valutata al fair value dei titoli di capitale a custodia, in particolare di fondi comuni.

Il mercato del risparmio gestito si è dimostrato nel complesso piuttosto resiliente, in particolare con riferimento alla raccolta dei fondi comuni che ha visto buoni afflussi fino ad aprile a cui sono seguiti moderati deflussi nel bimestre maggio-giugno. Il risultato complessivo di periodo è rimasto positivo grazie ai fondi azionari e bilanciati che hanno continuato a registrare afflussi netti lungo tutto il semestre, nonostante l'elevata volatilità sui mercati finanziari Al contrario, significativi deflussi hanno interessato i fondi obbligazionari. Buoni sono risultati i flussi di raccolta delle gestioni patrimoniali retail, mentre quel le istituzionali hanno segnato consistenti deflussi. Il comparto delle assicurazioni vita ha registrato una contrazione della nuova produzione, sia delle polizze a elevato contenuto finanziario sia di quelle tradizionali.

L'impatto per il Gruppo ISP del conflitto militare fra Russia e Ucraina

Le controllate ISP in Russia e in Ucraina

Il Gruppo è presente in Russia e in Ucraina tramite due società controllate:

  • − Joint-Stock Company Banca Intesa (Banca Intesa Russia), partecipata al 47% da Intesa Sanpaolo e al 53% da Intesa Sanpaolo Holding International (Lussemburgo). Trattasi di una banca corporate con sede a Mosca, facente parte della Divisione IMI Corporate & Investment Banking, che opera con 27 filiali e circa 950 persone. La presenza in Russia del Gruppo risale a 48 anni fa (all'epoca come Ufficio di Rappresentanza). La banca partecipa al finanziamento di grandi progetti russi nazionali e internazionali ma offre anche una gamma completa di servizi bancari per piccole e medie imprese, clienti privati e aziende. La rete di filiali regionali va da Kaliningrad a Vladivostok;
  • − Pravex Bank Joint-Stock Company, partecipata al 100% da Intesa Sanpaolo. Si tratta di una piccola banca commerciale con sede a Kiev, facente parte della Divisione International Subsidiary Banks, che opera con 45 filiali prevalentemente nella regione di Kiev e circa 760 persone. Intesa Sanpaolo ha acquisito la banca nel 2008, continuando ad operare ininterrottamente nel paese da tale data.

Ambedue le realtà stanno continuando ad operare nonostante le criticità della situazione attuale, in particolare per Pravex, con il supporto delle strutture di Capogruppo. Al momento non si riscontrano atti governativi che possano far concludere che Intesa Sanpaolo non abbia il controllo delle due entità, né al momento sono state assunte decisioni diverse da quelle del mantenimento dell'investimento nelle due realtà da parte della Capogruppo. Intesa Sanpaolo ha mantenuto i diritti di governance e di influenza nelle due realtà, in continuità rispetto alla situazione prebellica.

Gli impatti contabili incorporati nella situazione consolidata al 30 giugno 2022 – illustrati più oltre nel presente paragrafo – muovono quindi dall'assunto della continuità operativa (going concern), ossia della volontà attuale della Capogruppo di mantenere le partecipazioni in Banca Intesa Russia e Pravex Bank sotto il proprio controllo.

Il presidio dei rischi

In concomitanza con l'inizio del conflitto, il 24 febbraio 2022, in coerenza con quanto previsto dal "Modello per la gestione delle Crisi", Intesa Sanpaolo ha attivato la propria Unità di Emergenza per il presidio della situazione e la valutazione dei potenziali rischi e dei conseguenti impatti sul Gruppo.

L'Unità di Emergenza, all'interno della quale sono presenti tutte le aree di Governo e le Divisioni di business, ha deliberato la creazione di due Task Force, con potere di indirizzo e monitoraggio, per affrontare le priorità immediate, rendere più efficace il processo decisionale e di escalation e per responsabilizzare i team operativi:

  • − la Task Force "Risk Management and Control" con gli obiettivi di:
    • o monitorare, valutare e identificare le azioni di mitigazione dei rischi finanziari derivanti dall'emergenza Ucraina-Russia;
    • o applicare procedure rigorose per il rispetto delle sanzioni pecuniarie imposte dalle Autorità competenti;

− la Task Force "Operational Resilience" con gli obiettivi di:

  • o organizzare e mantenere una comunicazione inter-funzionale continua;
  • o gestire la sicurezza dei dipendenti e dei loro familiari, il modello operativo, la Business Continuity e la Cybersecurity.

Le due Task Force, presiedute rispettivamente dal Chief Risk Officer e dal Responsabile della Divisione International Subsidiary Banks, vedono la partecipazione del Top Management di Intesa Sanpaolo.

Intesa Sanpaolo ha inoltre costituito, il 7 marzo 2022 l'unità tecnica con funzioni consultive "Russia-Ukraine Conflict Crisis Unit" deputata a esaminare con approccio inter-funzionale l'operatività di particolare rilevanza/complessità per esposizione e struttura, valutandone i principali rischi creditizi, legali, operativi, di compliance, nonché reputazionali ed identificando accuratamente le azioni di rimedio, secondo il principio generale di massima prudenza e coerentemente con i valori ESG e di impatto caratterizzanti il Gruppo.

Alla Crisis Unit, presieduta dal Chief Lending Officer, hanno partecipato il Chief Compliance Officer, il Group General Counsel, nonché i Responsabili di Divisione per la discussione delle operazioni di pertinenza della propria unità di business.

La Crisis Unit ha operato con tale modalità sino al 30 giugno: superata la fase emergenziale, in un contesto in cui la crisi ha assunto connotati strutturali, è stato deciso di ripristinare i processi deliberativi ordinari, riservando tuttavia al Chief Lending Officer la possibilità di convocare la Crisis Unit qualora ritenuto necessario.

Le Task Force si riuniscono con cadenza regolare con l'obiettivo, tra gli altri, di predisporre opportune informative per il Top Management che, all'occorrenza, sono condivise anche con il JST (Joint Supervisory Team) della BCE.

La situazione è monitorata in modo continuativo sia a livello di Capogruppo sia in tutte le banche del Gruppo coinvolte direttamente dal conflitto o vicine ad esso, con le quali i contatti sono diretti e costanti.

Viene prodotta costante informativa ai Comitati endoconsiliari e al Consiglio di Amministrazione.

Per ulteriori approfondimenti relativi agli impatti del conflitto sul profilo di rischio del Gruppo Intesa Sanpaolo si rimanda a quanto descritto nel capitolo "Il Presidio dei rischi" delle Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato.

La Task Force "Risk Management and Control" e la "Crisis Unit"

Tra le prime azioni si è provveduto a bloccare la nuova operatività che potesse comportare un incremento del rischio verso controparti residenti in Russia, Bielorussia e Ucraina. In tale contesto è iniziata anche la revisione dei rating delle singole società russe.

Con specifico riguardo al presidio del rischio di credito:

  • − è stata avviata una valutazione analitica delle esposizioni verso i due Paesi in cui è in corso la crisi, al fine di garantire un miglior presidio dell'evoluzione prospettica del profilo di rischio;
  • − per supportare le piccole e medie imprese energivore e quelle con fatturato derivante in larga parte dall'export verso Russia e Ucraina, sono state tempestivamente messe a disposizione personalizzazioni dedicate dei prodotti creditizi esistenti;
  • − è stato attuato un accentramento temporaneo del processo deliberativo con riferimento alle entità: (i) Russe/Bielorusse; (ii) di qualsiasi nazionalità controllate (direttamente o indirettamente) da controparti Russe/Bielorusse.

A inizio marzo è stata inoltre attivata, nell'ambito dell'Action Plan crediti, una nuova iniziativa finalizzata alla prevenzione dei flussi a credito deteriorato con lo scopo di effettuare un'analisi diagnostica sulle controparti che potrebbero essere maggiormente impattate dalla crisi geopolitica in corso. L'iniziativa ha riguardato le controparti performing delle Divisioni Banca dei Territori e IMI Corporate & Investment Banking operative in modo più significativo con i mercati di Russia e Ucraina ovvero quelle controparti caratterizzate da una movimentazione estera verso/da Russia e Ucraina superiore ad una determinata soglia rispetto al totale esborsi/introiti verso/da estero complessivi nell'orizzonte temporale degli ultimi 13 mesi; l'obiettivo dell'iniziativa è stato quello di valutare per ciascuna controparte l'eventuale necessità di un intervento creditizio straordinario per far fronte alle criticità legate al conflitto in atto. Gli esiti dell'iniziativa, conclusasi alla fine di marzo, hanno evidenziato per circa il 95% delle posizioni criticità superabili senza interventi creditizi straordinari e solo per una quota residuale (0,02%) è in corso la valutazione per la classificazione a credito deteriorato. Nel secondo trimestre l'iniziativa è stata reiterata e mirata sulle controparti che nell'iniziativa del primo trimestre avevano manifestato qualche criticità (superabile senza interventi straordinari ma erano ravvisabili criticità sul fronte approvvigionamenti/mercati di sbocco oppure su cui erano in corso, anche sul piano legale, verifiche finalizzate all'incasso delle creditorie del cliente) con l'obiettivo di fornire un aggiornamento dell'analisi diagnostica della controparte: gli esiti provvisori dell'iniziativa confermano sostanzialmente i risultati del primo trimestre.

Il conflitto tra Russia e Ucraina ha portato all'imposizione di pesanti sanzioni alla Russia, adottate in maniera progressiva, da parte dei paesi occidentali. Al fine di assicurare la conformità alle normative, Intesa Sanpaolo ha tempestivamente avviato iniziative, monitorate attraverso uno specifico cruscotto a livello di Gruppo, volte a presidiare l'evoluzione delle liste dei soggetti sanzionati a livello europeo e internazionale, individuare i soggetti sanzionati al fine del blocco delle posizioni e dei pagamenti, rispettare la specifica disposizione relativa al divieto di accettare depositi oltre alla soglia definita dalla regolamentazione europea, individuare e bloccare gli strumenti finanziari oggetto di sanzione. Al 30 giugno 2022 l'esposizione verso controparti russe incluse nelle liste SDN di nomi a cui si applicano le sanzioni era pari a 0,4 miliardi.

La Russia ha reagito con contro-sanzioni e, al fine di mitigare l'impatto sulla volatilità del cambio e proteggere la restante quota di riserve, ha introdotto, con un decreto presidenziale del 5 marzo 2022, restrizioni ai movimenti di capitale in valute forti e la possibilità di ripagare in valuta locale i prestiti contratti in valuta straniera. Il combinato di queste misure indebolisce nettamente la capacità della Russia di effettuare operazioni cross-border, inclusa la capacità di ripagamento dei titoli sovrani. In seguito alla decisione del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti di non rinnovare alle banche russe la licenza ad operare in USD\$, le Russia non ha onorato il pagamento relativo agli interessi su due emissioni governative, e alla data del 27 giugno sono scaduti i 30 giorni di periodo di grazia.

Si segnala inoltre che le tre principali agenzie di rating (Fitch, Moody's e Standard & Poor's) hanno, in maniera progressiva, ridotto il merito di credito della Russia fino ad arrivare al ritiro del giudizio di rating.

Intesa Sanpaolo era intervenuta in data 17 marzo 2022 sui rating interni sovereign e transfer attribuiti al Paese, applicando una riduzione di 7 notch, che ha portato al declassamento della Russia fino a CCC (livello a cui sono state contestualmente portate anche Ucraina e Bielorussia).

In generale, è utile evidenziare che il Gruppo sta attentamente monitorando l'evoluzione delle ricadute della crisi russoucraina sull'economia reale e sulle principali variabili finanziarie, conducendo anche specifiche analisi di scenario e di stress con le quali vengono valutati i potenziali impatti in termini di redditività e di adeguatezza patrimoniale. Tali analisi si concentrano tanto sugli effetti diretti, quali il deterioramento degli attivi verso i paesi convolti, quanto sugli effetti indiretti, tra i quali le ricadute per la restante clientela del Gruppo derivanti dal mutato contesto economico e finanziario. Per quanto il quadro sia in costante evoluzione, escludendo scenari estremi di escalation del conflitto che potrebbero portare a esiti oggi difficilmente valutabili, da tali analisi è emerso che il Gruppo sarebbe comunque in grado di garantire – anche attraverso l'attivazione di specifiche azioni – il rispetto dei vincoli regolamentari e dei limiti, più stringenti, fissati internamente.

La Task Force "Operational Resilience"

Sin dall'inizio della crisi sono stati stabiliti e mantenuti contatti con tutti i dipendenti di Pravex Bank, supportando i dipendenti e i loro familiari che sono espatriati in conseguenza del conflitto. Le persone sono state accolte dalle altre banche del Gruppo presenti nei paesi limitrofi all'Ucraina (Romania, Moldova, Slovacchia e Ungheria) e successivamente trasferite, su base volontaria, in Italia, per essere ospitate in appartamenti del Gruppo e assistite per tutte le necessità2 . Sono state predisposte postazioni di lavoro dedicate ai colleghi ucraini presso uno dei palazzi ove opera il Gruppo a Bergamo.

In merito agli aspetti di Business Continuity in Ucraina, i sistemi sono operativi, è stata attivata da subito una copia dei dati presso un data center a Leopoli e successivamente, in seguito alle modifiche regolamentari della banca centrale ucraina (National Bank of Ukraine), è stata attivata una copia dei dati anche all'estero, presso un data center cloud in Polonia. In ottica di uniformità della strategia delle soluzioni cloud, è stato avviato il trasferimento dei dati in cloud in Germania.

Nel primo trimestre, dopo lo scoppio del conflitto, hanno operato mediamente circa 28 delle 45 filiali di Pravex Bank e non si sono registrati problemi di liquidità. Nei primi mesi del conflitto sono state interessate dai bombardamenti due filiali a Kharkiv, una a Mariupol e una a Kiev. Nel secondo trimestre le filiali aperte sono state mediamente 31 al giorno; in considerazione dell'intensificarsi degli attacchi in alcune zone del paese a partire dalla seconda metà di giugno, è in corso di aggiornamento la metodologia di valutazione del rischio, volta a guidare il processo decisionale di apertura delle singole filiali sulla base di specifici indicatori. In giugno è stata danneggiata la filiale di Kremenchuk.

In Russia, presso la banca controllata dal Gruppo, i sistemi sono attivi e le filiali lavorano senza problemi operativi; per garantire il funzionamento della banca, a seguito dell'interruzione di servizi offerti da provider occidentali, è stato necessario identificare partner locali che stanno garantendo i servizi tramite specifiche soluzioni di contingency.

È attivo anche un monitoraggio dell'operatività di Eximbank, controllata moldova del Gruppo. In seguito al peggioramento della situazione geopolitica e grazie all'autorizzazione concessa dalla Banca Centrale Moldova ad inizio aprile per il trasferimento dei dati fuori dal paese, è stato realizzato il back up fisico del data center in Romania, e a giugno sono state ultimate le attività di trasferimento dei back up in cloud in Germania.

Per quanto riguarda gli aspetti di Cybersecurity, da inizio 2022, ai primi segnali di una maggiore instabilità della situazione ucraina, il Gruppo ha avviato un'attività di threat intelligence (intelligence sulle minacce) ad-hoc e rafforzato i presidi di cybersecurity su tutto il perimetro del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Si è proceduto ad innalzare i livelli di allerta anche attraverso analisi specifiche degli indicatori di compromissione raccolti da servizi di threat intelligence di Gruppo e dalle fonti esterne di info-sharing, per intercettare ogni eventuale minaccia cyber e definire le opportune contromisure da implementare.

Numerosi controlli di sicurezza erano già presenti e normati in tutte le società del Gruppo, come le politiche stringenti di controllo accessi e basate sul principio del privilegio minimo per lo svolgimento delle attività richieste, il processo di fornitura delle credenziali di accesso a infrastrutture e strumenti aziendali controllato e monitorato oltre alla strong authentication necessaria per accedere alla rete aziendale. Con l'innalzamento del livello di rischio all'inizio del conflitto, sono stati rafforzati i presidi di controllo e di sorveglianza. Al fine di ridurre l'esposizione a rischi cyber, le connessioni con le banche del Gruppo più a rischio sono state ridotte, tramite un processo di aperture selettive dei soli servizi vitali e critici e di monitoraggio continuo. Sono inoltre analizzate le mail con allegati e/o con link a siti web, possibili fonti di propagazione di attacchi malevoli. Dopo l'iniziale blocco delle mail contenenti allegati e provenienti dalle banche del Gruppo più a rischio, sono stati implementati ulteriori sistemi di controllo preventivo che hanno consentito l'invio di tali mail alla Capogruppo con un livel lo di rischio ridotto.

Nel corso di una giornata festiva del mese di maggio il sito istituzionale di Banca Intesa Russia è stato oggetto di un lieve attacco cyber di tipo DDoS (Distributed Denial of Service) senza comportare impatti significativi per la clientela. Specifiche iniziative di awareness sui rischi cyber, con focus sul tema del phishing, sono state intraprese per sensibilizzare ulteriormente tutto il personale del Gruppo. Sono state inoltre pubblicate news nella intranet di Gruppo, inviate informative al personale, inserito un messaggio di alert al momento del login sui computer aziendali che è stato disattivato progressivamente da metà giugno con la possibilità di riproporlo periodicamente in futuro. Inoltre, è stato inserito un messaggio di warning in tutte le mail provenienti dall'esterno del Gruppo; nel secondo trimestre 2022 è stato rilasciato per il personale un corso di formazione obbligatorio sui temi di cybersecurity.

È stato infine attivato un tavolo specifico per la riconduzione ed il monitoraggio degli extra-costi sostenuti per la gestione dell'emergenza in corso.

Solo alcuni degli interventi sopra descritti e messi in atto al fine di garantire la continuità operativa del Gruppo ricadono nell'ambito di competenza del rischio operativo, in particolare gli extra-costi sostenuti per l'ambito Business Continuity e le perdite derivanti da danni fisici direttamente cagionati alle sedi/filiali situati nella zona del conflitto.

2 Si veda in proposito l'informativa su "Le iniziative del Gruppo Intesa Sanpaolo a favore dell'Ucraina" presentata nel prosieguo del presente paragrafo.

Le iniziative del Gruppo Intesa Sanpaolo a favore dell'Ucraina

In seguito alla grave crisi umanitaria che sta colpendo l'intera popolazione dell'Ucraina, Intesa Sanpaolo si è immediatamente attivata mettendo a disposizione un importo di 10 milioni per misure di solidarietà e accoglienza nei confronti delle persone e famiglie coinvolte, importo che è stato destinato per il 60% ad iniziative in Ucraina e ai confini, e per il 40% ad interventi in Italia. Sono stati definiti accordi di collaborazione con organizzazioni umanitarie nazionali e internazionali per realizzare progetti di protezione umanitaria, alloggio, sostegno economico diretto, assistenza sanitaria e psicologica, distribuzione di beni di prima necessità e integrazione dei rifugiati ucraini in Italia. Gli accordi riguardano in particolare:

  • − UNHCR Agenzia ONU per i Rifugiati, per la fornitura di beni essenziali tra i quali generi alimentari, alloggi di emergenza, coperte, prodotti per l'igiene, ma anche assistenza economica diretta alle persone, per affrontare le spese di base. L'iniziativa supporta le autorità ucraine al fine di creare centri di accoglienza e svolge anche attività di protezione contro lo sfruttamento e gli abusi. Il sostegno a UNHCR è stato ulteriormente rafforzato dall'iniziativa di crowdfunding sulla piattaforma digitale ForFunding.it, raccolta fondi alla quale hanno contributo cittadini e imprese e dove per ogni donazione effettuata, Intesa Sanpaolo ha raddoppiato l'importo donato;
  • − Caritas Italiana, attraverso il progetto "A.P.R.I. Accogliere Promuovere Proteggere Integrare i Profughi Ucraini in Italia", per sostenere le Caritas diocesane nell'accoglienza dei profughi su tutto il territorio italiano, con servizi che vanno dalla prima accoglienza all'integrazione per favorirne l'inclusione socioeconomica;
  • − CESVI, a supporto dei rifugiati con particolare attenzione a famiglie con bambini, disabili e anziani in Ucraina, Romania e Ungheria;
  • − Banco Farmaceutico Onlus, con il progetto "Pharma4Ucraina", per la distribuzione gratuita di farmaci emergenziali e il sostegno alle relative spese di trasporto, con la consegna alla popolazione ucraina;
  • − CIR Consiglio Italiano Rifugiati, per il supporto legale e strutturato a tutela dei minori soli e dei nuclei famigliari monoparentali;
  • − Vicariato di Roma, per iniziative di solidarietà e accoglienza della comunità ucraina grazie anche alle azioni del progetto Next Gen Together, che mira ad avvicinare le "periferie al centro", puntando sul rispetto e sull'uguaglianza dei diritti;
  • − Confederazione Nazionale delle Misericordie d'Italia, per l'accoglienza di 34 bambini e bambine tra i 9 mesi e i 18 anni nella struttura di "Casa della Stella" nel comune di Fosciandora (LU). Il progetto prevede attività educative/scolastiche, attività extra-scolastiche, assistenza medica;
  • − FEBA Federazione Europea dei Banchi Alimentari, per garantire la fornitura di cibo al Banco Alimentare Ucraino per il periodo luglio 2022-marzo 2023 in modo adeguato, non solo attraverso la gestione delle donazioni ma anche tramite l'acquisto diretto di alimenti;
  • − AVSI: in partenariato con AVSI Polska, per accrescere i livelli di occupazione e occupabilità di 150 donne rifugiate e l'inserimento socio-educativo di 50 minori sotto loro tutela (figli e minori affidati);
  • − Azione Contro la Fame, per garantire l'accesso all'acqua potabile e a servizi igienico-sanitari (WASH) adeguati, per i rifugiati ucraini e per le comunità ospitanti in Moldavia;
  • − ONG Bambini nel Deserto Onlus, a sostegno della sanità ucraina con il progetto "Ambulanze Ucraina 2022/23" che prevede l'acquisto di veicoli di soccorso usati (autoambulanze, furgoni, pickup e altri mezzi), la completa riparazione e aggiornamento dei mezzi e la consegna alle autorità civili ucraine, alla frontiera con la Polonia;
  • − Robert F. Kennedy Human Rights Italia, per la sensibilizzazione degli studenti ai diritti umani e percorsi per l'inserimento dei rifugiati ucraini nel mercato del lavoro italiano.

È stata inoltre attivata un'iniziativa di crowdfunding sulla piattaforma digitale del Gruppo ForFunding.it a favore della Fondazione RAVA con l'obiettivo di sostenere l'acquisto di medicinali e strumenti di primo soccorso per gli Ospedali Pediatrici in Ucraina. Anche per questa iniziativa, Intesa Sanpaolo ha contribuito con una donazione diretta, in aggiunta ai fondi raccolti con la piattaforma di crowdfunding.

La Divisione International Subsidiary Banks del Gruppo è particolarmente impegnata con diverse iniziative, attivate direttamente e tramite alcune delle controllate nell'Europa dell'Est, che riguardano:

  • − una raccolta fondi in 5 Paesi destinati a diverse ONG locali;
  • − la fornitura di servizi bancari a condizioni agevolate (azzeramento delle commissioni di prelievo, bonifico e di gestione conto);
  • − la sospensione per due mesi del pagamento delle quote dei prestiti e dei mutui;
  • − l'introduzione della lingua ucraina sulle piattaforme digitali di alcune delle sue controllate nell'Est Europa.

Il Fondo di Beneficenza Intesa Sanpaolo ha garantito il supporto a due enti direttamente presenti in Ucraina:

  • − Medici senza Frontiere, per la distribuzione di forniture mediche d'emergenza agli ospedali, la formazione al personale delle strutture sanitarie nella gestione degli afflussi di massa di feriti nonché per fornire assistenza alla salute di base e alla salute mentale;
  • − Fondazione Soleterre, per garantire l'accoglienza e la continuità assistenziale a bambini oncologici, favorirne l'evacuazione rapida e sicura e attivare la collaborazione con gli ospedali in Italia che si sono resi disponibili al ricovero dei minori ospedalizzati.

Sono state, inoltre, donate 6.300 ore di permessi retribuiti ai dipendenti disposti a fare volontariato per ospitare i rifugiati o collaborare fuori dall'Italia con ONG e organizzazioni non-profit per scopi umanitari e sociali (1.500 ore già usufruite).

Intesa Sanpaolo ha aderito all'iniziativa ABI per una donazione volontaria di 10 euro dei dipendenti bancari alla quale si è aggiunta una donazione equivalente della Banca (1.350 dipendenti aderenti).

Infine, Intesa Sanpaolo sta offrendo ospitalità in Italia a dipendenti di Pravex Bank e loro familiari mettendo a disposizione 40 appartamenti di proprietà del Gruppo e strutture residenziali a Bergamo. Trattasi prevalentemente di personale femminile della banca con al seguito i figli, oltre alle famiglie di dipendenti uomini che per la legge marziale non possono lasciare il Paese. Le persone sono per lo più provenienti dalle zone Est dell'Ucraina e dalla capitale Kiev. Sono attualmente 208 i colleghi e loro familiari che hanno accolto l'invito a venire in Italia; gli ospiti hanno ricevuto una prima accoglienza dalla Caritas mentre Intesa Sanpaolo garantisce i principali servizi e le basilari necessità economiche. Sono state inoltre individuate ulteriori iniziative per sostenere e facilitare l'integrazione delle famiglie dei colleghi di Pravex Bank a Bergamo come attività sportive, supporto alle attività amministrative, la garanzia all'accesso alla scuola fornendo dispositivi per la didattica a distanza con le scuole ucraine.

Le principali tematiche contabili e l'approccio del Gruppo Intesa Sanpaolo

Come noto, il 24 febbraio 2022 la tensione progressivamente cresciuta tra Russia e Ucraina è sfociata in conflitto, che per intensità non era presente in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale. La situazione è stata da subito strettamente monitorata e valutata da Intesa Sanpaolo, anche alla luce delle indicazioni fornite dai regulator sul tema3 , avendo il Gruppo:

  • − una presenza diretta con due controllate nei paesi belligeranti (Pravex Bank Public Joint-Stock Company e Banca Intesa Russia), dunque particolarmente esposte alle conseguenze del conflitto;
  • − esposizioni cross border erogate nell'ambito della sua attività di corporate ed investment banking.

Relativamente a queste ultime, occorre ricordare che, nella sua attività di lending, la Divisione IMI C&IB ha nel tempo finanziato controparti residenti nella Federazione Russa; oltre due terzi dei crediti verso la clientela russa riguardano primari gruppi industriali, contraddistinti da consolidati rapporti commerciali con clienti appartenenti alle principali filiere internazionali e da una quota rilevante derivante da export di materie prime.

I crediti a clientela russa rappresentano circa l'1% dei crediti a clientela totali del Gruppo Intesa Sanpaolo (al netto delle garanzie di Export Credit Agencies - ECA). Al 30 giugno 2022 le esposizioni ammontano, in termini di valori lordi, a 949 milioni con riferimento a Banca Intesa Russia (dati al 31 marzo 2022 aggiornati al cambio del 30 giugno 2022, come più avanti descritto, 659 milioni secondo le evidenze gestionali aggiornate al 30 giugno 2022) e a 3.851 milioni con riferimento alle esposizioni cross border verso clientela residente in Russia (al netto delle garanzie ECA). A tali valori si aggiungono esposizioni verso banche per complessivi 581 milioni e in titoli per complessivi 156 milioni4 . Le esposizioni verso clientela residente in Ucraina ammontano a 242 milioni, di cui 158 milioni riferiti alla controllata Pravex Bank (dati al 31 dicembre 2021 aggiornati al cambio del 30 giugno 2022, come più avanti descritto). A tali valori si aggiungono esposizioni verso banche e in titoli per complessivi 117 milioni. La pluralità delle esposizioni verso controparti russe5 ed ucraine è essenzialmente rappresentata da crediti alla clientela soggetti a valutazione secondo il principio IFRS 9 "Strumenti finanziari", per i quali rilevano fattori di rischio prevalentemente riconducibili al rischio geopolitico, da applicare in base al Paese di residenza delle controparti. In particolare rileva il c.d. rischio di "Trasferimento", cioè il rischio che le controparti non onorino gli impegni di ripagamento del debito non per aspetti direttamente attinenti al loro business (come detto le esposizioni di Intesa Sanpaolo sono prevalentemente rappresentate da primari gruppi industriali, contraddistinti da consolidati rapporti commerciali con le principali filiere internazionali ed operanti essenzialmente nei settori delle commodity/energia con rilevanti introiti derivanti dalle attività di esportazione), quanto piuttosto per vincoli governativi imposti.

Ciò detto, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha effettuato un'analisi normativa dei principi contabili internazionali per verificare eventuali indicazioni o razionali sottostanti la misurazione dell'Expected Credit Loss (anche ECL, nel prosieguo) in contesti di crisi/guerra come quella attuale. Dalle analisi effettuate del principio contabile IFRS 9 e dei correlati Annex, non risultano esservi indicazioni o esemplificazioni volte a delineare specifiche linee guida mirate alla misurazione delle Expected Credit Losses in contesti bellici o a definire metodologie specifiche dell'incremento del rischio di credito conseguente a crisi geopolitiche improvvise e gravi come quella attuale. I riferimenti più assimilabili al contesto attuale appaiono essere quelli riportati nelle Application Guidance del principio stesso, che permettono/suggeriscono l'utilizzo del c.d. "collective assessment" ai fini della verifica della sussistenza di un Significant Increase in Credit Risk (SICR) in ottica di staging delle esposizioni creditizie6 , nonché, in continuità con i trattamenti impostati per cogliere le criticità di un'altra recente situazione emergenziale quale il COVID-197 , l'utilizzo di management overlay nel calcolo dell'ECL, al fine di definire le modalità più opportune per incorporare negli accantonamenti gli aspetti legati al conflitto in corso.

Il Gruppo ha quindi deciso di adottare, sin dal Resoconto trimestrale al 31 marzo 2022, un approccio valutativo fortemente guidato dall'emergere del rischio geopolitico applicato in base al Paese di residenza delle controparti, sia ai fini della determinazione del SICR sia del calcolo dell'ECL mediante applicazione di management overlay. Tale modalità è stata ritenuta la più opportuna per incorporare accantonamenti legati al rischio Paese e geopolitico relativi al conflitto in corso altrimenti non adeguatamente colti dai sistemi di misurazione del rischio normalmente in uso. Le scelte sono state applicate coerentemente alle esposizioni cross border e alle esposizioni delle due controllate. Come già osservato, con specifico riferimento alle esposizioni cross border, si sottolinea come le imprese russe finanziate vantassero tutte, prima dello scoppio del conflitto, rating elevati e pertanto per la maggior parte di esse l'evoluzione del business non presenta rischi aumentati diversi da quelli indotti dal contesto geopolitico. Per queste ultime, quindi, il rischio attualmente prevalente è il rischio di trasferimento e cioè il rischio che esse non onorino gli impegni di ripagamento del debito non per aspetti direttamente attinenti al loro business, quanto piuttosto per vincoli governativi imposti. Tale tipologia di rischio è stata colta sia mediante una revisione dei rating delle controparti russe, con conseguente downgrading verso le classi a maggior rischio e classificazione nello Stage 2 o nello Stage 3, sia mediante l'introduzione di management overlay consistenti nell'applicazione di un tasso di

3 Si vedano in particolare i documenti "ESMA Public Statement: ESMA coordinates regulatory response to the war in Ukraine and its impact on EU financial markets – 14.03.2022" ed "ESMA: Public Statement – Implication of Russia's invasion of Ukraine on half-yearly financial reports – 13.05.2022, "CONSOB richiama l'attenzione degli emittenti vigilati sull'impatto della guerra in Ucraina in ordine alle informazioni privilegiate e alle rendicontazioni finanziarie – 22 marzo 2022" ed infine "Richiamo di attenzione n. 3/22 del 19 maggio 2022".

4 Sono inoltre presenti rischi di firma verso clientela per 370 milioni presso Banca Intesa Russia, 293 milioni Cross Border verso clientela residente (netto ECA) e complessivi 200 milioni essenzialmente verso banche residenti russe. Le esposizioni in contratti derivati OTC sono limitate e ammontano a 7 milioni in termini di fair value.

5 Le marginali esposizioni verso controparti bielorusse sono per semplicità - a questi fini - trattate e indicate congiuntamente alle esposizioni verso la Federazione Russa.

6 In particolare, si vedano IFRS 9 B5.5.1, IFRS 9 B5.5.4, IFRS 9 B5.5.5, IFRS 9 B5.5.18 e IFRS 9 B5.5.52.

7 IFRS 9 and COVID-19: Accounting for expected credit losses applying IFRS 9 Financial Instruments in the light of current uncertainty resulting from the COVID-19 pandemic.

perdita stimato secondo un approccio basato sulla traslazione del rischio del Paese di residenza e nella considerazione degli elementi di incertezza e di rischio connessi al conflitto a fronte di potenziali ulteriori peggioramenti del merito creditizio delle controparti.

Tali scelte muovono da quanto già agito in sede di Resoconto intermedio al 31 marzo 2022, in sostanziale continuità metodologica, rappresentandone un'evoluzione resasi necessaria / possibile alla luce dell'evoluzione del quadro di riferimento nonché del maggior lasso temporale disponibile. Le scelte sono, infatti, caratterizzate da razionali fortemente guidati dalle incertezze e dagli elementi di rischio alla luce dal protrarsi del conflitto, in particolare:

  • − si è proceduto a verificare ulteriormente la consistenza dei rating delle principali controparti direttamente interessate dal conflitto, procedendo al loro eventuale aggiornamento, al fine di cogliere nelle valutazioni un profilo di rischio quanto più aggiornato possibile;
  • − in tale contesto si è altresì preso atto del deterioramento di specifiche posizioni che sono state classificate tra le inadempienze probabili (Stage 3) e conseguentemente sottoposte a valutazione analitica8 ;
  • − si sono ulteriormente svalutate le posizioni delle due controllate residenti in Russia ed Ucraina, considerando le inevitabili ricadute sui soggetti residenti nei Paesi direttamente coinvolti nel conflitto.

Prima di illustrare più in dettaglio le scelte valutative relative alle due partecipate, occorre premettere alcune indicazioni in merito alle modalità con cui Pravex e Banca Intesa Russia contribuiscono alla redazione della situazione consolidata. Attesa la permanenza del controllo esercitato dalla Capogruppo su Pravex, si è proceduto a consolidare integralmente la posizione patrimoniale della controllata sulla base del reporting package riferito al 31 dicembre 2021 aggiornato al cambio al 30 giugno 2022, apportando centralmente le rettifiche di valore legate alla svalutazione degli asset della banca. La scelta di utilizzare il reporting package dello scorso 31 dicembre, in continuità con quanto effettuato al 31 marzo 2022, è stata guidata valutando congiuntamente:

  • − la bassa materialità, rispetto al dato consolidato del Gruppo, e l'invarianza dei saldi patrimoniali e, sostanzialmente, del conto economico della partecipata;
  • − le evidenti difficoltà logistiche e di esecuzione delle strutture amministrative della Banca ucraina, anche con riferimento ai canali informatici a disposizione, dopo aver valutato le concrete possibilità operative e l'alto rischio di incorrere in importanti difficoltà operative che avrebbero potuto condizionare in modo significativo il processo di chiusura dei conti di periodo.

Verificato il mantenimento del controllo su Banca Intesa Russia, analoghe considerazioni sono state adottate anche per il consolidamento di tale partecipata per la quale sono stati assunti i dati patrimoniali ed economici del reporting package del 31 marzo 2022 aggiornato al cambio al 30 giugno 2022, apportando centralmente – anche in questo caso – le rettifiche di valore legate alle ulteriori svalutazioni degli asset della Banca. La decisione trova origine nell'aggravarsi della situazione, anche con riferimento all'estrema sensibilità rispetto ai temi di sicurezza informatica, e nella limitata materialità della partecipata.

Per entrambe le realtà, Pravex e Banca Intesa Russia, le suddette modalità di consolidamento sono supportate anche dal riscontro di dati "gestionali" patrimoniali al 30 giugno che non evidenziano – negli aggregati complessivi – significative differenze rispetto a quelli rappresentati al 31 dicembre 2021 per Pravex ed al 31 marzo 2022 per Banca Intesa Russia con la sola eccezione di un calo di circa il 30% degli impieghi verso clientela di quest'ultima in conseguenza del blocco di nuova operatività.

In particolare, con riferimento alle esposizioni della controllata Pravex Bank, il perdurare della situazione bellica in una cospicua porzione del Paese, ha portato a definire ai fini della valutazione del portafoglio crediti un approccio del tutto specifico, fortemente guidato da razionali che hanno tenuto in considerazione le incertezze e gli elementi di rischio connessi al conflitto. Tale approccio è stato adottato su tutto il portafoglio crediti performing di Pravex (la Banca non presentava sostanzialmente al 31 dicembre 2021 posizioni NPL) cui è stato applicato uno specifico management overlay a livello di ECL che ha comportato una svalutazione tale da portare il livello di copertura al 73% (in aumento rispetto al 60% applicato al 31 marzo alla luce del protrarsi del conflitto e delle conseguenti ricadute sull'economia ucraina).

In relazione a tali effetti valutativi, ai fini del bilancio consolidato del Gruppo, l'equity della partecipata risulta azzerato.

Anche per quanto riguarda Banca Intesa Russia, si è proceduto all'adozione di un approccio classificatorio e valutativo dei crediti performing che tiene in forte considerazione il rischio geopolitico derivante dalla crisi in corso, che peraltro contribuisce a determinare – secondo le più recenti indicazioni della Direzione Studi e Ricerche del Gruppo – una previsione di PIL della Russia in contrazione del 10% nel 2022 e dell'1% nel 2023. Pertanto, alle valutazioni effettuate a marzo dalla controllata sulla base delle indicazioni della Capogruppo, si è "aggiunto" un ulteriore fattore prudenziale determinato centralmente che tiene conto dell'aggravarsi della situazione economica domestica alla luce del protrarsi del conflitto – non più ormai considerato poter cessare in tempi relativamente brevi – e dell'accresciuto isolamento dell'economia russa. Per effetto di tale ulteriore accantonamento la copertura complessiva sui crediti in bonis della controllata russa si attesta a circa il 25% sul valore lordo dei crediti in bonis a clientela iscritti nel bilancio consolidato (dati contabili al 31 marzo 2022, utilizzati per il consolidamento al 30 giugno 2022). Tale percentuale cresce ad oltre il 30% se si tiene conto della riduzione degli impieghi operata dalla partecipata nel secondo trimestre e non recepita nei dati oggetto di consolidamento per i motivi sopra esposti. Per effetto di tali ulteriori aggravi valutativi, ai fini del bilancio consolidato del Gruppo, l'equity della partecipata risulta

Anche il patrimonio immobiliare delle due partecipate è stato oggetto di valutazione: considerata l'estrema incertezza che contraddistingue l'attuale scenario bellico e l'attuale assenza di un mercato immobiliare in Ucraina, si è ritenuto prudente attuare un azzeramento del valore degli asset ad uso investimento e delle filiali e degli altri immobili ad uso funzionale di

azzerato.

8 L'importo delle esposizioni verso Russia-Ucraina contabilizzato al 30 giugno 2022 fra le inadempienze probabili è pari a 0,4 miliardi lordi e a 0,2 miliardi netti.

Pravex. Per la sola sede centrale di Kiev, tenuto conto della sua funzione strategica rispetto all'esercizio dell'attività bancaria, dell'attuale controllo che è possibile esercitare sullo stato di conservazione dell'immobile e della sua localizzazione, si è valutato di mantenere invariato il valore in attesa di effettuare nei prossimi mesi ulteriori considerazioni alla luce degli sviluppi di contesto. Con riferimento al patrimonio immobiliare di Banca Intesa Russia, a fronte di una sostanziale assenza di evidenze rilevanti su cui basare una analisi specifica sui trend di mercato, non si sono riscontrati elementi per procedere ad una svalutazione.

Entrambe le partecipate hanno inoltre limitati investimenti in titoli di Stato dei rispettivi Paesi. Le valutazioni dei titoli sono state effettuate dalle strutture di risk management centrali con l'utilizzo: i) di quotazioni rilevate sul mercato secondario russo per i titoli detenuti da Banca Intesa Russia, con conseguente classificazione degli stessi al livello 2 di fair value in relazione alla scarsa liquidità del mercato di riferimento; ii) di spread impliciti, per i titoli detenuti da Pravex, con conseguente classificazione al livello 3 di fair value, stante l'assenza di prezzi eseguibili sul mercato secondario. Approccio similare è stato adottato per le modeste esposizioni in titoli della Capogruppo e del settore assicurativo.

Complessivamente tali processi valutativi hanno portato alla rilevazione nel semestre, al lordo degli effetti fiscali, di 1.093 milioni di rettifiche su crediti e di 33 milioni su titoli e sugli immobili.

Per quanto riguarda invece la verifica della congruità del valore delle attività immateriali, ed in particolare dell'avviamento, nell'ambito del conflitto russo-ucraino, si richiamano le recenti indicazioni fornite dalle Autorità e dagli organismi di settore:

  • − ESMA Public Statement "Implications of Russia's invasion of Ukraine on half-yearly financial reports" del 13 Maggio 2022, tramite il quale l'Autorità fornisce agli organi di amministrazione e agli organi di controllo dei soggetti regolati raccomandazioni su una serie di argomenti inerenti al processo di produzione dell'informativa di bilancio semestrale, tra cui quello dei controlli per riduzioni di valore (impairment test) delle attività non finanziarie;
  • − Richiamo di Attenzione CONSOB n. 3/22 del 19 maggio, col quale l'Autorità riprende i contenuti del Public Statement ESMA;
  • − OIV Discussion Paper n.1/2022 "Impairment test dei non financial assets a seguito della Guerra in Ucraina", nel quale vengono suggerite le analisi da seguire nel contesto del conflitto per valutare se ricorrano o meno le condizioni per ripetere l'impairment test in sede di informativa semestrale 2022.

In premessa si ricorda che avendo condotto un recente impairment test al 31 dicembre 2021, in sede di reportistica infrannuale non risulta necessaria l'elaborazione di un nuovo calcolo dei valori recuperabili delle cosiddette Cash Generating Unit (CGU), a meno di evidenti segnali (indicatori di impairment) che facciano supporre non più recuperabile il valore residuo degli avviamenti allocati.

Muovendo le analisi dalle indicazioni fornite da ESMA e OIV, ai fini delle valutazioni effettuate per la presente Relazione semestrale, Intesa Sanpaolo ha provveduto anzitutto ad analizzare lo scenario macroeconomico aggiornato predisposto dalla Direzione Studi e Ricerche, che è risultato sostanzialmente allineato alle previsioni per l'Area euro e per l'Italia rilasciate dalla BCE e da Banca d'Italia, oltre che alle previsioni di consenso, su cui incidono, da un lato, le criticità conseguenti all'avvio del conflitto russo-ucraino e, dall'altro, le tensioni del primo semestre sui mercati internazionali delle materie prime. Ciò si traduce in una riduzione dei tassi di crescita del PIL rispetto a quanto ipotizzabile a fine 2021 ed in un parallelo incremento delle stime di inflazione. Anche in considerazione delle mutate attese sui livelli dei prezzi, lo scenario previsionale sui tassi di interesse incorpora le manovre di normalizzazione della politica monetaria in avvio da parte della BCE.

Ciò premesso, per quanto riguarda le prospettive reddituali del Gruppo nell'attuale contesto macroeconomico, a fronte di un impatto negativo sugli utili 2022, prevalentemente dovuto alle maggiori rettifiche su crediti legate al conflitto russo-ucraino, si prevede un significativo recupero della redditività già a partire dal 2023, grazie al contributo positivo del margine di interesse derivante dal rialzo dei tassi di mercato, compensando gli effetti negativi sulle altre componenti reddituali e consentendo, dunque, di confermare sostanzialmente le proiezioni reddituali per gli esercizi 2023, 2024 e 2025 così come risultanti dal Piano d'Impresa approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 4 febbraio 2022 e utilizzate ai fini del più recente impairment test riferito al Bilancio 2021.

Tenuto conto anche dell'attenzione che i principi contabili rivolgono all'analisi dell'informativa di fonte esterna, le proiezioni reddituali del Gruppo elaborate internamente sono state confrontate, trovando conferma, con le previsioni di consenso aggiornate degli analisti finanziari.

Con riguardo alle altre variabili che incidono sul valore recuperabile delle CGU (costo del capitale e tasso di crescita), si è provveduto al loro aggiornamento sulla base della situazione di mercato corrente e di quella prospettica risultante dallo scenario macroeconomico predisposto dalla Direzione Studi e Ricerche e ad analizzarne la variazione intervenuta rispetto al precedente impairment test; in particolare è emerso un incremento del costo del capitale per tutte le CGU, ascrivibile principalmente alle componenti del tasso risk free e del rischio paese, che però rientra ampiamente nei limiti di stress risultanti dalle sensitivity condotte in sede di Bilancio 2021; inoltre, è stato verificato che le stime di Intesa Sanpaolo con riferimento al costo del capitale fossero coerenti rispetto ai tassi di sconto impliciti nelle valutazioni dei principali analisti finanziari.

Gli ampi buffer rispetto ai valori contabili che ancora residuano per le CGU a cui risultano allocate poste di avviamento, concentrate nei settori dell'asset management, private banking e assicurativo, anche a fronte di condizioni estreme di stress, portano al momento a ritenere che l'eventuale prolungamento degli effetti negativi del conflitto bellico e/o del contesto di elevata incertezza non sia suscettibile di modificare le risultanze dell'ultimo impairment test condotto in sede di Bilancio al 31 dicembre 2021.

Sulla base delle analisi svolte, nonostante il contesto macroeconomico e le tensioni sul fronte geopolitico, Intesa Sanpaolo non ha rilevato indicatori interni ed esterni che abbiano fatto presumere la presenza di perdite di valore sugli avviamenti allocati alle CGU, tali da richiedere l'elaborazione di un nuovo impairment test in sede di Relazione semestrale al 30 giugno 2022.

Per quanto riguarda le altre attività intangibili iscritte in bilancio a fronte di business combination, sulla base dell'analisi dello scenario macroeconomico aggiornato, dell'andamento della raccolta e dei riscatti, sia per quanto riguarda il business del risparmio gestito che quello assicurativo, non sono emersi indicatori di impairment.

Gli impatti della pandemia da COVID-19

Le prime settimane del 2022 sono state caratterizzate nel nostro Paese da una nuova ondata di contagi provocata dalla rapida diffusione della variante Omicron, iniziata sul finire del 2021, che ha portato alla proroga dello stato di emergenza fino al 31 marzo 2022 (Decreto Natale - D.L. n. 221 del 24 dicembre 2021). Il Gruppo si è conseguentemente attivato per aggiornare le proprie disposizioni interne in coerenza con la progressiva rimodulazione del quadro normativo in tema di COVID-19 da parte del Governo italiano. In particolare:

  • − è stato rimosso l'obbligo di presenza minima, consentendo il rientro in ufficio solo su base volontaria e nel limite del 50% per struttura, in parallelo con il contenimento di missioni, trasferte ed incontri. Solo a partire dal 7 marzo, con l'iniziale allentamento della crescita dei contagi, nelle sedi di direzione centrale è stata ripristinata la presenza obbligatoria minima pari al 40%;
  • − per le filiali l'accesso della clientela, nelle sole zone rosse e arancioni obbligatoriamente previo appuntamento, è rimasto subordinato al rispetto delle distanze, all'impiego di adeguati dispositivi di protezione individuale, a misure di igienizzazione e contingentato nel numero alla capienza massima preventivamente determinata e segnalata all'ingresso;
  • − è stato ulteriormente prorogato al 31 marzo 2022 il termine per la concessione della prestazione lavorativa in modalità smart working per le persone in situazione di fragilità o disabilità grave (disposizione applicata anche a coloro che assistono familiari conviventi con fragilità o disabilità grave, ai destinatari di certificazione di sorveglianza sanitaria eccezionale, alle donne in gravidanza ed allattamento, nonché ai soggetti esentati dalla vaccinazione per patologia o per allergie);
  • − la modifica del regime di quarantena, rimodulato in correlazione con lo stato vaccinale della persona interessata (Decreto Legge di fine anno n. 229 del 30 dicembre 2021 e Circolari esplicative del Ministero della Salute del 30 dicembre 2021 e del 4 febbraio 2022), ha imposto una revisione delle istruzioni operative interne per il rientro nelle sedi di lavoro dei casi positivi e dei contatti stretti;
  • − dal 1° febbraio 2022 l'accesso a taluni servizi, tra i quali quelli bancari e finanziari, è stato consentito esclusivamente a soggetti in possesso di Green pass almeno "base" (D.L. n. 1 del 7 gennaio 2022);
  • − a partire dal 15 febbraio 2022, per gli ultracinquantenni, l'accesso alle sedi di lavoro è stato limitato ai soli possessori di Green pass "rafforzato" (disposizione introdotta dal D.L. n. 1 del 7 gennaio 2022);
  • − in relazione ad una modifica del D.Lgs. 81/2008, che ha rafforzato gli obblighi dei "preposti" (responsabili di strutture) in materia di sorveglianza e segnalazione, è stata intensificata l'attività di controllo e vigilanza sull'adempimento degli obblighi in tutte le filiali e sedi.

Il Decreto Legge n. 24 del 24 marzo 20229 , emanato in relazione alla cessazione dello stato di emergenza, ha previsto, in parallelo con l'eliminazione delle zone colorate di rischio e delle quarantene precauzionali per i contatti stretti:

  • − l'obbligo fino al 30 aprile del Green pass "base" per tutti i lavoratori, a prescindere dall'età anagrafica, per l'accesso ai luoghi di lavoro (abolizione del Green pass "rafforzato" per gli ultra cinquantenni);
  • − l'eliminazione dal 1° aprile del Green pass "base" per l'accesso della clientela ai servizi bancari, finanziari e commerciali; − l'impiego dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie nei luoghi di lavoro fino al 30 aprile.

Sono state conseguentemente ridefinite le norme interne aziendali per recepire i contenuti obbligatori del dettato legislativo e per adottare, laddove possibile e opportuno, un approccio di maggior prudenza alla luce della situazione sanitaria, in particolare per quanto concerne le situazioni di vulnerabilità. Più in dettaglio:

  • a) sono state temporaneamente confermate alcune misure precauzionali (misurazione della temperatura, igienizzazione, distanziamento e capienza) con riferimento in particolare a riunioni, eventi/convegni e formazione in presenza, mentre è decaduto l'obbligo di compilazione del questionario per il rientro nelle sedi lavorative dopo un'assenza superiore ai quindici giorni; nelle filiali è stato confermato l'accesso libero per la clientela nel rispetto delle misure di igienizzazione delle mani, distanziamento e utilizzo di adeguati presidi di protezione individuale, nonché dei vincoli di capienza massima individuati in precedenza;
  • b) relativamente alle situazioni di vulnerabilità, per le persone fragili, disabili e per i casi di esenzione dalla vaccinazione (sulla base dei requisiti previsti dal D.M. del 3 febbraio 2022 o dalla Circolare del Ministero della Salute dell'8 ottobre 2021) è stata prevista la proroga della modalità di lavoro agile fino al 30 giugno 2022, subordinatamente alla presentazione di idonea attestazione/certificazione. La proroga è stata riconosciuta anche alle donne in stato di gravidanza. Nei casi di personale in allattamento o con convivente fragile la prestazione del lavoro in modalità flessibile è stata estesa fino al 30 aprile. La legge di conversione ha peraltro stabilito la proroga al 30 giugno 2022 per i genitori con figli fragili (disabilità grave o bisogni educativi speciali).

Nelle more di un possibile aggiornamento delle disposizioni di legge in materia di fragilità, l'Azienda ha successivamente deciso di prorogare prudenzialmente al 1° settembre – fatte salve future condizioni legislative più favorevoli – il rientro dal lavoro agile di coloro per i quali sussista una maggiore esposizione al rischio di contagio da COVID-19 (lavoratori fragili, disabili e soggetti per i quali vige l'esenzione da vaccinazione, soggetti vulnerabili, lavoratori con figli in condizioni di disabilità grave per i quali ricorrono le condizioni di cui al D.M. del 4 febbraio 2022 o alla Circolare del Ministero del la Salute dell'8 ottobre 2021, gravidanze che presentino particolari situazioni cliniche);

c) è stato mantenuto l'obbligo di segnalazione al datore del lavoro della positività diagnosticata con test molecolare/antigenico e di rispetto dell'isolamento domiciliare per 7/10 gg secondo la situazione vaccinale. Viene consentito il rientro solo a seguito di tampone molecolare/antigenico negativo al termine del periodo di isolamento.

A partire dal 1° maggio, con la decadenza dell'obbligo legale per i lavoratori di esibire il Green pass per accedere ai luoghi di lavoro stabilita dal D.L. 24/2022, sono venuti meno i relativi controlli con sospensione della rilevazione in ingresso della temperatura corporea e conseguente disattivazione, ove presenti, dei dispositivi termoscanner e lettore QR code. È stato confermato il divieto di accesso alle sedi aziendali in presenza di febbre (oltre 37,5°) o di altri sintomi riconducibili al COVID-19.

In tema di utilizzo dei dispositivi di sicurezza, il 28 aprile è stata emanata dal Ministero della Salute un'Ordinanza – efficace fino alla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. 24/2022 e comunque non oltre il 15 giugno 2022 – che ha

9 Convertito nella legge n. 52 del 19 maggio 2022, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 23 maggio.

Nelle filiali, invece, dal 1° maggio per i clienti che accedono ai locali aziendali è solo raccomandato l'uso di mascherina, senza la necessità di prendere appuntamento, ma con numero massimo di presenze ammesse indicato dalla segnaletica esposta. L'Unità di Emergenza, attivata agli inizi della pandemia, è stata operativa fino ad aprile 2022 quando, nel corso dell'ultima seduta, si è deciso di sospendere gli incontri periodici e di ricorrere alla convocazione solo in caso di necessità. Resta invece

ancora attivo il monitoraggio costante dell'evoluzione della situazione pandemica. Dopo l'uscita dalle misure sopra descritte, il ricorso allo smart working da parte delle strutture centrali si conferma elemento

integrante di un nuovo modello di prestazione dell'attività lavorativa basato sul rafforzamento della responsabilizzazione individuale e sul migliore bilanciamento tra vita professionale ed extra-professionale, attraverso il progetto "Next Way of Working", volto ad introdurre le nuove modalità di lavoro nel periodo post-COVID. In tale ambito stanno proseguendo gli interventi immobiliari e tecnologici avviati nel 2021, volti ad agevolare il personale nell'utilizzo strutturale di una modalità di lavoro flessibile basata sull'alternanza di lavoro in ufficio e da casa, nonché nell'evoluzione delle competenze, anche grazie all'internalizzazione di attività critiche (es. digitale) e alla continua riqualificazione verso attività ad alto valore aggiunto per la Banca.

Più in dettaglio, sulla piazza di Milano – dove è stata completata la prima fase correlata all'integrazione di UBI Banca – sono in corso gli interventi immobiliari per il complesso di Via Melchiorre Gioia 22. Nelle ultime settimane sono state avviate le attività realizzative sulle piazze di Vicenza, Brescia e Varese mentre è in finalizzazione, in vista di un successivo avvio dei lavori, la progettazione dell'intervento immobiliare su Assago. Progettazione che è invece ancora in corso per la piazza di Bergamo.

Si sono infine conclusi gli interventi sull'immobile di Roma, sito in piazzale G. Douhet 31, e quelli sul Nuovo Centro Direzionale di Torino, limitatamente ai progetti avviati nel corso del 2021 e ad inizio 2022.

In parallelo all'attività di rivisitazione degli spazi, proseguono sia l'implementazione degli strumenti tecnologici (rilascio della funzionalità di prenotazione degli spazi all'interno del tool di pianificazione e prenotazione), sia le campagne di comunicazione volte a supportare il personale in questa fase di cambiamento.

Per quanto concerne le misure straordinarie a sostegno dell'economia, delle imprese e delle famiglie italiane, alla fine di giugno 2022 risultavano perfezionate da parte di Intesa Sanpaolo – la prima banca in Italia a concedere moratorie, anticipando lo specifico quadro normativo – circa 956 mila richieste di sospensione dei pagamenti, per 117 miliardi di volumi10, principalmente riferibili al Decreto Legge 18/2020 Art. 56 "Cura Italia". Il flusso di richieste ha riguardato la clientela imprese per il 77% dei volumi totali.

In tema di scadenza delle moratorie ex Decreto Legge 18/2020, si ricorda che il D.L. 73/2021 (cosiddetto "Sostegni bis") del 25 maggio 2021 ha prolungato le misure fino al 31 dicembre 2021, subordinatamente ad alcune restrizioni (tra le quali la richiesta esplicita da parte del cliente da formalizzarsi entro il 15 giugno 2021).

Relativamente al perimetro domestico, alla data del 30 giugno 2022 residuavano in essere moratorie per circa 0,3 miliardi (4,8 miliardi a fine 2021), riconducibili per il 47% a clientela imprese, oltre a circa 0,3 miliardi di moratorie terminate ma con maturazione dei termini per la ripresa dei pagamenti nei mesi successivi, riferibili pressoché integralmente a clientela imprese (6,7 miliardi a dicembre 2021). Si segnala che per effetto del phase-out delle disposizioni dell'EBA relative ai criteri per l'esenzione dalla valutazione forborne (cosiddette moratorie EBA compliant), a giugno 2022 le moratorie in essere qualificabili come tali ai sensi delle Linee Guida EBA erano pari a 0,033 miliardi (1,1 miliardi a fine 2021).

Le moratorie scadute che hanno già maturato le condizioni per la ripresa dei pagamenti in chiusura di semestre ammontavano a 39,8 miliardi (34,7 miliardi a fine 2021); su tale portafoglio si è rilevato – al termine della prima parte del 2022 – un tasso di incidenza dei flussi di nuovi default nell'ordine del 3% (2,7% a fine 2021); si è inoltre confermata esigua l'incidenza degli sconfinamenti rilevanti.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha sostenuto le iniziative legislative e non legislative intraprese per contrastare la situazione di crisi collegata alla pandemia non soltanto in Italia, ma anche nei vari Paesi in cui opera.

A livello consolidato il valore delle esposizioni oggetto di moratoria in essere al 30 giugno 2022 ammontava a 0,3 miliardi (4,9 miliardi a dicembre 2021), sostanzialmente riconducibile al perimetro domestico, a fronte di moratorie scadute per 44,7 miliardi (circa 47 miliardi a fine 2021). Come a livello domestico, anche a livello consolidato le moratorie in essere qualificabili come tali ai sensi delle Linee Guida EBA erano pari a 0,033 miliardi (1,1 miliardi a fine 2021).

Riguardo alle specifiche misure a sostegno del sistema produttivo, Intesa Sanpaolo, la prima Banca in Italia a firmare il protocollo d'intesa con SACE, ha messo a disposizione un plafond complessivo di 50 miliardi dedicato ai finanziamenti per le Imprese. Complessivamente, alla fine del primo semestre 2022, includendo anche il Fondo PMI, risultavano erogati da inizio pandemia crediti garantiti dallo Stato (in applicazione del Decreto Legge c.d. "Liquidità" n. 23 dell'8 aprile 2020) per un ammontare pari a 48 miliardi11, dei quali 13 miliardi SACE e 35 miliardi Fondo PMI (43 miliardi, dei quali 11 miliardi SACE e 32 miliardi Fondo PMI, a dicembre 2021).

A livello consolidato, considerando anche l'attività negli altri Paesi di presenza del Gruppo, il debito residuo delle esposizioni oggetto di finanziamenti rientranti nell'ambito di schemi di garanzia pubblica per i quali è stato completato l'iter sia di

10 Moratorie complessivamente accordate sino al 30 giugno 2022, includendo l'ex Gruppo UBI Banca e considerando la cessione delle filiali realizzata nel primo semestre 2021. Al netto di rinnovi, rimborsi ed estinzioni l'importo è pari a 40,5 miliardi.

11 Includendo l'ex Gruppo UBI Banca e considerando la cessione delle filiali realizzata nel primo semestre 2021.

acquisizione delle garanzie che di erogazione, il cui perfezionamento può non essere coincidente, totalizzava a fine giugno 2022 35,3 miliardi (40 miliardi a dicembre 2021).

Si ricorda inoltre che il Decreto "Rilancio" (D.L. 34/2020) ha introdotto alcune misure a sostegno del rilancio del settore delle costruzioni. Ha innanzi tutto elevato al 110% la detrazione fiscale spettante per gli interventi di riqualificazione del patrimonio immobiliare sotto il profilo energetico e sismico (cosiddetto Superbonus al 110% introdotto dall'art. 119) effettuati da privati, al di fuori di attività di impresa, arti e professioni, condomini e soggetti diversi dalle imprese. In luogo della detrazione, il contribuente può optare per l'applicazione da parte del fornitore di un corrispondente sconto sul corrispettivo, ovvero per la cessione a terzi (incluse anche le banche) di un credito di imposta equivalente alla detrazione. Il Decreto ha inoltre previsto la possibilità di trasformare le principali detrazioni fiscali spettanti in ambito edilizio ed energetico in sconto sul corrispettivo dovuto e in credito d'imposta cedibile (art. 121) nonché la possibilità, per i beneficiari dei crediti d'imposta riconosciuti da provvedimenti emanati per fronteggiare l'emergenza da COVID-19, di optare, in luogo dell'utilizzo diretto, per la cessione anche parziale degli stessi ad altri soggetti (art. 122). A fronte di tali interventi, il Gruppo ha attivato soluzioni dedicate non soltanto per coloro che intendono cedere il loro credito direttamente ma anche per le imprese che praticano lo sconto in fattura per l'acquisto dei crediti fiscali e la relativa liquidazione, con prezzi predefiniti e un servizio di consulenza dedicata attraverso una partnership con la società Deloitte.

Il processo di acquisizione dei crediti è sottoposto ad articolati controlli tali da poter dimostrare che la Banca stessa assolve effettivamente agli obblighi di specifica diligenza richiesta.

Dall'inizio dell'operatività fino ai primi di giugno risultano già formalmente acquistati crediti per 12,4 miliardi (6,2 miliardi perfezionati e 6,2 miliardi sottoscritti), mentre quelli in corso di acquisizione ammontano ad ulteriori 9 miliardi. Allo stato attuale, considerando oltre ai crediti già acquistati anche quelli in corso di formalizzazione ed i plafond connessi alle imprese, la tax capacity di Intesa Sanpaolo risulta pressoché pienamente assorbita. Sono pertanto allo studio da parte delle strutture di business della Banca nuove soluzioni che permettano di venire incontro alle perduranti richieste del mercato.

Si segnala che, in occasione dell'Assemblea degli azionisti dello scorso aprile, è stato pubblicato un opuscolo – disponibile anche sul sito istituzionale di Gruppo, nella sezione Newsroom – che rendiconta in maniera dettagliata tutti gli obiettivi che è stato possibile conseguire attraverso la donazione di 100 milioni al Sistema sanitario nazionale effettuata da Intesa Sanpaolo allo scoppio della pandemia da COVID-19. Dell'importo complessivamente messo a disposizione, 88,5 milioni di donazioni sono stati gestiti per il tramite della Protezione Civile, sulla base di uno specifico protocollo di collaborazione, mentre i restanti 11,5 milioni di erogazioni liberali sono stati destinati direttamente da Intesa Sanpaolo a specifici beneficiari: ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo e Regione Veneto. Complessivamente le somme sono state primariamente destinate al rafforzamento strutturale permanente del Servizio sanitario nazionale e degli enti chiamati ad affrontare l'emergenza.

Nel corso del primo semestre 2022, con l'uscita del Paese dalla fase di emergenza sanitaria, si sono fortemente attenuati gli effetti sull'andamento degli aggregati patrimoniali del Gruppo specificatamente riconducibili alla pandemia, per il progressivo affermarsi di uno scenario di generale incertezza prodotto dall'invasione russa dell'Ucraina.

La dinamica della raccolta diretta bancaria ha continuato ad essere sostenuta dalla componente a breve termine, in particolare conti correnti, verso i quali convergono le scelte di liquidità della clientela in attesa di investimento. Il fenomeno, già presente prima dello scoppio dell'emergenza sanitaria, aveva registrato una forte accelerazione nel corso del 2020, ma dal 2021 la crescita sta proseguendo a ritmi via via decrescenti. A fine giugno 2022 la raccolta diretta bancaria mostrava una flessione dell'1,4% su base semestrale ma una crescita del 3% in termini tendenziali.

Sul fronte della raccolta indiretta, l'evoluzione delle masse gestite, che nel 2021 aveva beneficiato del ritrovato clima di fiducia indotto dalla ripresa economica, dopo le chiusure provocate dall'emergenza sanitaria, nella prima metà del 2022 ha risentito dell'accresciuta volatilità dei mercati per i molteplici fattori di preoccupazione legati al conflitto militare russo-ucraino e al rialzo dell'inflazione – che stanno mettendo a rischio il pieno recupero dei livelli di attività pre-pandemia – cui sono andati a sovrapporsi gli effetti dell'inversione di tendenza della politica monetaria europea annunciata in giugno. In chiusura di semestre, le masse gestite dalle società riconducibili alla Divisione Asset Management, al netto delle duplicazioni, risultavano in flessione dell'11,2% rispetto al 31 dicembre 2021.

Per quanto riguarda le evidenze gestionali relative al business assicurativo, lo scenario di incertezza ha fatto registrare una contrazione della raccolta lorda che ha riguardato sia il comparto vita (-11% rispetto allo stesso periodo del 2021), sia quello danni, nonostante la crescita del settore "no motor" (+2%). La raccolta netta è stata parimenti negativa in quanto ha risentito di una ripresa delle liquidazioni, in particolare nei primi mesi dell'anno, imputabile alla maggior mortalità conseguente al COVID-19 rispetto al secondo semestre del 2021.

Quanto ai riflessi del contesto pandemico sui proventi operativi del Gruppo nei sei mesi in esame, gli interessi netti hanno continuato a risentire positivamente sia dell'attività di finanziamento, seppur in rallentamento, sia degli accresciuti benefici derivanti dalle operazioni TLTRO III con la BCE che hanno generato interessi attivi pari a 645 milioni, rilevati al tasso di interesse dell'1% fino al 23 giugno 2022 - termine dello "special interest rate period" - e allo 0,5% fino alla fine del semestre (515,5 milioni nel primo semestre 2021). A fine giugno 2022 il rifinanziamento TLTRO III risultava in essere per 114,8 miliardi, in flessione rispetto ai 132 miliardi di dicembre per effetto di un rimborso anticipato avvenuto in chiusura di semestre12, a fronte dei 129,8 miliardi del giugno 2021.

Complessivamente, rispetto ai primi sei mesi del 2021 gli interessi netti totali sono aumentati del 2,5% a 4.047 milioni.

Le commissioni nette sono scese del 3% a 4.529 milioni. L'aggregato ha risentito di una minore contribuzione del comparto relativo alle attività di gestione, intermediazione e consulenza, condizionato dalla volatilità dei mercati, che ha frenato soprattutto le voci di ricavo legate al risparmio gestito.

Nonostante il sopra descritto andamento della raccolta, il risultato dell'attività assicurativa è leggermente cresciuto a 867 milioni (+1,5%) grazie all'aumentato apporto del margine tecnico, principalmente riferibile al ramo vita, che ha controbilanciato la contenuta flessione del margine finanziario.

12 Rimborso anticipato di 17 miliardi nominali ottenuti da Intesa Sanpaolo nell'asta del dicembre 2019 ed aventi scadenza nel dicembre 2022.

Nei primi sei mesi dell'esercizio i costi sostenuti dal Gruppo Intesa Sanpaolo per interventi correlati allo scenario pandemico si sono attestati a circa 11 milioni in termini di spese correnti, in calo di circa 1 milione rispetto al corrispondente periodo del 2021, mentre non si sono registrati investimenti, quantificabili invece in circa 2 milioni nel medesimo periodo del 2021. Complessivamente gli oneri operativi hanno totalizzato 5.111 milioni, evidenziando una diminuzione di 131 milioni, pari al -2,5%, anche in relazione sinergie in atto dal processo di integrazione con l'ex Gruppo UBI Banca.

Relativamente alle rettifiche di valore su crediti, nel corso del semestre si è evidenziata un'importante riduzione dei management overlay a presidio della vulnerabilità delle moratorie, stante il progressivo aumento delle moratorie che hanno maturato i termini per la ripresa dei pagamenti senza evidenziare elementi di criticità significativi. Nonostante ciò, le rettifiche complessive sono risultate in crescita a 1.432 milioni, rispetto ai 1.001 milioni dei primi sei mesi 2021, in quanto hanno incorporato i sopra descritti effetti di valutazione connessi al rischio Russia-Ucraina.

Con riferimento infine agli impatti della pandemia sui diversi profili di rischio, si rinvia al capitolo "Il presidio dei rischi".

I primi sei mesi dell'esercizio 2022 di Intesa Sanpaolo

I risultati a livello consolidato

Il commento ai risultati consolidati del primo semestre 2022 fa riferimento allo schema di conto economico riclassificato che – in continuità con il Bilancio 2021 e con il Resoconto intermedio al 31 marzo 2022 – per consentire un raffronto in termini omogenei presenta i dati relativi ai primi due trimestri del 2021 "rideterminati", sulla base di dati gestionali, al fine di: (i) escludere linea per linea le risultanze reddituali relative agli sportelli UBI Banca ceduti nei primi tre mesi del 2021 e a quelli UBI e ISP ceduti nel secondo trimestre 2021, sinteticamente e convenzionalmente appostate nella voce Utili (perdite) delle attività operative cessate; (ii) includere linea per linea i dati delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, entrate nell'area di consolidamento a partire dal secondo trimestre del 2021, depurati delle risultanze reddituali riconducibili alla produzione riferibile alla clientela delle filiali cedute a BPER, con la convenzionale attribuzione del risultato netto alla voce Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi, quindi senza impatto sull'utile di periodo.

Nonostante il conto economico consolidato del secondo trimestre si sia chiuso con un risultato netto in significativa crescita rispetto al trimestre precedente (+29,9%), l'utile netto consolidato dei primi sei mesi del 2022, pari a 2.354 milioni, si presenta in flessione se confrontato con i 3.023 milioni del corrispondente periodo 2021 (-22,1%; -669 milioni).

Pur a fronte di un andamento positivo della gestione operativa, l'utile netto è stato condizionato in primis dagli effetti valutativi correlati al conflitto tra Russia e Ucraina: complessivamente le rettifiche per rischio verso controparti russe e ucraine, per la quasi totalità riconducibili ad esposizioni creditizie, in bilancio e fuori bilancio, hanno totalizzato 1.126 milioni lordi, dei quali 822 milioni di pertinenza del primo trimestre (922 milioni al netto dell'effetto fiscale, dei quali 646 milioni nei primi tre mesi dell'esercizio). Sul risultato netto ha inoltre influito l'aumentato onere fiscale in quanto la fiscalità diretta del semestre ha risentito, nel raffronto con l'anno precedente, di un più contenuto beneficio derivante dall'affrancamento di attività immateriali (117 milioni a fronte dei circa 460 milioni del 2021).

I proventi operativi netti hanno totalizzato 10.756 milioni, in lieve progresso rispetto ai primi sei mesi del 2021 (+95 milioni; +0,9%), quale risultante di andamenti compensati fra le diverse voci di ricavo.

Gli interessi netti sono aumentati del 2,5% a 4.047 milioni, in virtù di un'accelerazione nel secondo trimestre. Il progresso è stato favorito dalla positiva evoluzione (i) dei rapporti con banche, ancora sostenuti dai benefici delle operazioni TLTRO con la BCE, (ii) dei differenziali sui derivati di copertura e (iii) degli interessi sugli investimenti in titoli. Sono invece risultati in contenuta flessione sia l'intermediazione con clientela, seppur in significativa crescita nel secondo trimestre, sia gli altri interessi netti, fra i quali sono inclusi quelli sulle attività deteriorate, che continuano a risentire delle politiche di de-risking in atto.

Le commissioni hanno per contro evidenziato una flessione del 3% a 4.529 milioni. L'andamento negativo dei mercati finanziari ha penalizzato il comparto gestione, intermediazione e consulenza che ha registrato una diminuzione dei proventi complessivi del

9,1%, essenzialmente riconducibile all'intermediazione e collocamento di titoli e alle gestioni patrimoniali, nonostante l'accresciuto apporto della distribuzione di prodotti assicurativi. Sono invece risultate in miglioramento le contribuzioni dell'attività bancaria commerciale (+4,5%), in particolare dei servizi di incasso/pagamento e delle carte di debito/credito, e delle altre commissioni (+16,1%), principalmente su finanziamenti.

Il risultato dell'attività assicurativa, che raggruppa le voci di costo e di ricavo del business assicurativo delle compagnie vita e danni operanti nell'ambito del Gruppo, in virtù del positivo andamento del secondo trimestre è cresciuto dell'1,5% a 867 milioni, sintetizzando un miglioramento del margine tecnico a fronte di una contenuta riduzione del margine finanziario.

Il risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value è cresciuto del 16,2% a 1.323 milioni. Il progresso della voce è stato determinato dal "Risultato netto da operazioni di trading e da strumenti finanziari in fair value option", nonché dal "Risultato netto da dividendi e da cessione di attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da cessione di attività al costo ammortizzato", oltre che da minori riacquisti di passività finanziarie di propria emissione.

La voce altri proventi (oneri) operativi netti, nella quale sono compendiati gli utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto ed altri proventi ed oneri della gestione caratteristica, ha mostrato un saldo di -10 milioni che va a confrontarsi con i +51 milioni del primo semestre 2021. L'evoluzione deriva dall'effetto combinato della riduzione, da 49 milioni a 20 milioni, degli utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto, in presenza di altri proventi/oneri di gestione netti per -30 milioni a fronte dei +2 milioni netti registrati nei sei mesi del 2021.

Beneficiando delle sinergie derivanti dal processo di integrazione con l'ex Gruppo UBI Banca, i costi operativi, pari a 5.111 milioni, hanno confermato la tendenza decrescente (-131 milioni; -2,5%). Più in dettaglio, le spese per il personale sono diminuite del 2,8% a 3.181 milioni, principalmente in relazione alla riduzione degli organici medi (-3.070 risorse; -3,1%), mentre le spese amministrative sono scese del 4% a 1.307 milioni, in particolare quelle per servizi informatici, in virtù della rimodulazione dei contratti seguita all'incorporazione di UBI.S, la ex società di servizi del Gruppo UBI, e quelle di gestione immobili, in relazione agli interventi in atto di razionalizzazione degli spazi immobiliari utilizzati. Soltanto gli ammortamenti, 623 milioni, si sono mossi in controtendenza (+2,5%) quale effetto degli investimenti IT e nonostante i minori ammortamenti conseguenti alla razionalizzazione immobiliare.

La favorevole dinamica dei ricavi e dei costi sopra descritta ha permesso al risultato della gestione operativa di migliorarsi a 5.645 milioni (+226 milioni; +4,2%) e al cost/income di scendere dal 49,2% al 47,5%.

Le rettifiche di valore nette su crediti hanno totalizzato 1.432 milioni, rispetto ai 1.001 milioni dei primi sei mesi 2021 (+431 milioni; +43,1%) in quanto incorporano gli effetti di valutazione connessi al rischio Russia-Ucraina per complessivi 1.093 milioni, dei quali 801 milioni riferibili al primo trimestre e 292 milioni al secondo. Tali effetti sono stati parzialmente mitigati da una riduzione dei management overlay a presidio della vulnerabilità delle moratorie (circa 300 milioni), stante il progressivo aumento delle moratorie che hanno maturato i termini per la ripresa dei pagamenti senza evidenziare elementi di criticità significativi. In conseguenza dell'approccio valutativo di collective assessment adottato per incorporare negli accantonamenti gli aspetti legati al conflitto militare in corso, l'incremento della voce

risulta sostanzialmente concentrato a livello di Stage 2 (+299 milioni) e di Stage 1 (+106 milioni), nonché a livello di accantonamenti per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate (+135 milioni), solo parzialmente compensato dalle diminuite rettifiche sulle esposizioni a Stage 3 (-92 milioni).

Il costo del rischio, espresso dal rapporto tra rettifiche di valore nette e crediti netti, si è così attestato in termini annualizzati a 61 punti base (27 punti base se si esclude lo stanziamento relativo all'esposizione verso Russia e Ucraina al netto del parziale rilascio di rettifiche generiche effettuate nel 2020 per i futuri impatti di COVID-19) che vanno a confrontarsi con i 43 punti base, sempre annualizzati, del primo semestre 2021 e con i 59 punti base dell'intero 2021 (25 punti base escludendo gli stanziamenti addizionali per accelerare il processo di de-risking).

Sono stati contabilizzati altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività per complessivi 123 milioni, dei quali 87 milioni riconducibili a rettifiche di valore nette, anche per valutazioni del rischio Russia e Ucraina su titoli e immobili (33 milioni), ed i restanti 36 milioni ad accantonamenti ai fondi per rischi ed oneri per controversie legali e contenzioso tributario. La voce si presenta in forte riduzione dai 354 milioni del 2021 (-65,3%) che incorporavano, tra gli altri, uno stanziamento di 126 milioni, effettuato nel secondo trimestre, per rischi ed oneri del comparto assicurativo (eccedenza dei sinistri rispetto ai premi maturati e accantonamento stimato per gli oneri prospettici sulle polizze in essere).

Gli altri proventi (oneri) netti, che includono utili e perdite realizzati su investimenti nonché proventi ed oneri non strettamente correlati alla gestione operativa, sono risultati pari a 143 milioni ed incorporano la plusvalenza di 194 milioni derivante dalla cessione di Intesa Sanpaolo Formazione avvenuta a fine giugno nell'ambito del progetto Digit'Ed (più oltre descritto), nonché 48 milioni quale erogazione liberale una tantum in favore delle persone di Intesa Sanpaolo - ad esclusione di quelle con qualifica di dirigente o retribuzione equivalente - per mitigare l'impatto dell'inflazione (si veda in proposito quanto riportato nel successivo paragrafo "Gli eventi rilevanti"). Il semestre 2021 aveva registrato 191 milioni che a loro volta incorporavano la plusvalenza di 194 milioni rilevata nel primo trimestre in seguito alla cessione da parte di Fideuram Bank Luxembourg a State Street del ramo d'azienda relativo alle attività di banca depositaria.

Non si rilevano utili delle attività operative cessate, a fronte dei 58 milioni dei primi sei mesi del 2021 relativi all'apporto degli sportelli ceduti.

Quale effetto delle appostazioni contabili sopra descritte il risultato corrente lordo si è attestato a 4.233 milioni, in contenuta flessione rispetto ai 4.313 milioni del periodo di raffronto (-80 milioni; -1,9%).

Le imposte sul reddito si sono quantificate in 1.456 milioni a fronte dei 922 milioni dei primi sei mesi del 2021 (+57,9%), definendo un tax rate in crescita dal 21,4% al 34,4%. Come più sopra anticipato, l'evoluzione riflette il più contenuto beneficio derivante dall'affrancamento di attività immateriali (117 milioni a fronte dei circa 460 milioni registrati nel semestre 2021).

Al netto delle imposte sono stati poi rilevati: oneri di integrazione e incentivazione all'esodo per 39 milioni, in diminuzione dai 107 milioni di raffronto, unitamente ad effetti economici negativi dell'allocazione dei costi di acquisizione per 101 milioni, in aumento dai precedenti 34 milioni.

Si è invece mantenuto stabile, comunque sempre rilevante, l'importo degli oneri finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario, pari a 278 milioni al netto delle imposte (400 milioni lordi). Tali oneri sono rappresentati per circa il 90% (248 milioni netti, 362 milioni lordi) dal costo per l'intero esercizio 2022 dei contributi ordinari al fondo di risoluzione unico per le banche italiane ed estere del Gruppo, in flessione rispetto ai sei mesi di raffronto che includevano anche una contribuzione addizionale (261 milioni netti, 381 milioni lordi, inclusivi di una componente addizionale pari a 69 milioni netti e a 103 milioni lordi).

Dopo l'attribuzione degli utili netti di competenza dei terzi per 5 milioni (perdita di 52 milioni nel 2021), il conto economico consolidato del semestre si è chiuso, come indicato, con un utile

netto di 2.354 milioni, in flessione rispetto ai 3.023 milioni registrati nel 2021.

Il conto economico consolidato del secondo trimestre ha evidenziato, rispetto al trimestre precedente, proventi operativi netti in leggero calo a 5.347 milioni (-62 milioni; -1,1%) per la minore contribuzione del risultato delle attività e passività finanziarie al fair value (-27,5%), dovuta principalmente a minori utili da cessioni, ed un contenuto calo delle commissioni nette (-1,4%), condizionate dall'andamento dei mercati finanziari. Tali andamenti hanno trovato solo parziale compensazione nella pur vivace ripresa degli interessi netti (+6,9%), trainati in particolare dall'intermediazione con clientela, e del risultato della gestione assicurativa (+15,7%), che in entrambi i casi hanno raggiunto livelli superiori a quelli dei cinque trimestri precedenti.

I costi operativi sono complessivamente saliti a 2.612 milioni (+113 milioni; +4,5%). La crescita ha interessato in primis le spese amministrative (+13,6%), in relazione sia ad una certa stagionalità nella fatturazione che caratterizza il secondo trimestre, sia per la ripresa operativa sottostante ad alcune categorie di spesa, come ad esempio i servizi informatici e le spese pubblicitarie/promozionali legate a mostre e iniziative culturali. Anche le spese per il personale sono risultate in aumento (+2,4%), a fronte di una modesta riduzione degli organici medi (-112 risorse; -0,1%), principalmente per effetto della componente variabile, ordinaria e non, quest'ultima rappresentata dalla quota anticipata del piano di incentivazione LECOIP 3.0 2022-2025. Solo gli ammortamenti si sono mossi in controtendenza (-2,2%).

In conseguenza del descritto andamento di ricavi e costi, il risultato lordo della gestione operativa è sceso a 2.735 milioni, dai 2.910 milioni del primo trimestre 2022 (-175 milioni; -6,0%), mentre il cost/income è passato dal 46,2% al 48,8%.

Le rettifiche di valore nette su crediti sono state pari a 730 milioni, rispetto ai 702 milioni dei tre mesi precedenti, ed includono una quota aggiuntiva di rettifiche connesse al rischio Russia-Ucraina per 292 milioni, dopo gli 801 milioni stanziati nei primi mesi del 2022. La dinamica della voce sintetizza un incremento delle rettifiche a livello di Stage 3 (+362 milioni) a fronte di riduzioni che hanno interessato lo Stage 2 (-128 milioni), lo Stage 1 (-127 milioni) e gli accantonamenti per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate (-74 milioni).

Gli altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività sono rimasti sostanzialmente stabili a 63 milioni (+3 milioni), quale effetto combinato di aumentati accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri e di diminuite rettifiche nette, che in entrambi i periodi hanno incorporato anche gli effetti delle valutazioni del rischio Russia e Ucraina su titoli e immobili.

La voce altri proventi (oneri) netti, che comprende utili e perdite realizzati su investimenti e proventi/oneri non strettamente correlati alla gestione operativa, ha evidenziato un valore di +147 milioni a fronte dei precedenti -4 milioni. Include i già citati 194 milioni di plusvalenza dalla cessione di Intesa Sanpaolo Formazione e i 48 milioni di contributo una tantum in favore del personale per mitigare l'impatto dell'inflazione.

Quale effetto delle appostazioni contabili sopra descritte il risultato corrente lordo è diminuito a 2.089 milioni, dai 2.144 milioni del primo trimestre (-55 milioni; -2,6%).

Le imposte sul reddito sono diminuite a 675 milioni (-13,6%), avendo beneficiato del riallineamento dei valori fiscali di alcune attività intangibili per 117 milioni, definendo un tax rate del 32,3% (36,4% nel primo trimestre). Al netto delle imposte sono poi stati rilevati: oneri di integrazione e incentivazione all'esodo per 23 milioni ed effetti economici negativi dell'allocazione dei costi di acquisizione per 47 milioni. Gli oneri finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario sono stati pari a 12 milioni (16 milioni lordi), principalmente riconducibili alle contribuzioni delle banche estere, a fronte dei 266 milioni contabilizzati nel primo trimestre, per la quasi totalità costituiti dal costo stimato per l'intero esercizio 2022 dei contributi ordinari al fondo di risoluzione unico per le banche italiane del Gruppo.

Dopo l'attribuzione ai terzi degli utili netti di competenza per 2 milioni (3 milioni nei tre mesi precedenti), il conto economico consolidato del secondo trimestre si è chiuso con un utile netto di 1.330 milioni, in miglioramento del 29,9% rispetto ai precedenti 1.024 milioni.

Con riferimento agli aggregati patrimoniali, al 30 giugno 2022 i finanziamenti verso clientela risultavano pari a 471,6 miliardi, in aumento di 5,8 miliardi (+1,2%) rispetto a dicembre 2021.

La positiva evoluzione dell'aggregato è stata determinata in primis dai crediti di natura commerciale; cresciuti di 4,6 miliardi (+1,1%) a 438,7 miliardi. Al loro interno la vivace dinamica delle forme tecniche a breve termine, essenzialmente destinate al finanziamento delle scorte e del circolante delle imprese (+7,5% i conti correnti; +3,9% le anticipazioni e i finanziamenti), ha più che compensato il calo dei finanziamenti a medio/lungo termine. Questi ultimi stanno risentendo di una debole domanda da parte delle imprese pur a fronte di un positivo andamento dei mutui per l'acquisto della casa da parte delle famiglie.

Sono parimenti aumentati anche i crediti di natura finanziaria, costituiti dalle operazioni di pronti contro termine e soggetti per loro natura ad una certa variabilità in corso d'anno. Dopo la flessione di dicembre e il picco di marzo, in giugno tali crediti si sono attestati a 19,8 miliardi (+2,2 miliardi nei sei mesi; +12,6%), in linea con i

livelli di dodici mesi prima.

I crediti rappresentati da titoli sono rimasti sostanzialmente invariati a 6,9 miliardi (-1,3%) mentre i crediti deteriorati sono ulteriormente scesi a 6,2 miliardi (-13%). La loro incidenza è conseguentemente diminuita al 2,3% in termini lordi e all'1,3% in termini netti (rispettivamente 3,2% e 1,5% a fine 2021)13. Poiché le cessioni perfezionate nel periodo (si veda in proposito quanto riportato più oltre in tema di iniziative di de-risking) hanno avuto per oggetto esposizioni caratterizzate da un livello di copertura superiore a quello medio della rispettiva categoria, la copertura dei crediti deteriorati è scesa al 44,8%, dal 53,6% di fine 2021, a fronte di un aumento dallo 0,54% allo 0,59% di quella sui crediti in bonis.

Dal lato della provvista, in chiusura di semestre la raccolta diretta bancaria si presentava in diminuzione a 549,4 miliardi (-7,9 miliardi; -1,4%). A fronte di una sostanziale stabilità (-1% a 439,5 miliardi) della raccolta nella forma tecnica dei conti correnti e depositi, che rappresenta l'80% dell'aggregato totale, è proseguito il trend negativo delle obbligazioni (-12,1% a 54,9 miliardi), riflesso di volumi di emissioni inferiori agli stock in scadenza per l'abbondante liquidità presente nei depositi.

Hanno parimenti mostrato una flessione, ancorché in termini più modesti, i certificati di deposito (-4,2% a 2,8 miliardi), le passività subordinate (-1,3% a 12,4 miliardi), relativamente alle quali si registra un'emissione da circa 860 milioni di Tier 2 effettuata in giugno in sede di rinnovo di una scadenza, e la raccolta di natura finanziaria rappresentata dalle operazioni di pronti contro termine e prestito titoli (-17,3% a 2,2 miliardi).

Soltanto la voce altra raccolta è risultata in aumento (+15,7% a 37,4 miliardi), principalmente per le marginazioni della clientela che opera in derivati, i cui valori sono aumentati in seguito al rialzo

dei tassi. La componente valutata al fair value, per la quasi totalità costituita da certificati di investimento, ha mostrato solo un modesto incremento del 2,1% a 12,4 miliardi.

La raccolta diretta assicurativa – che include anche le riserve tecniche, ovvero il debito verso la clientela che ha sottoscritto polizze tradizionali o con rischio assicurativo significativo – a giugno 2022 totalizzava 180,8 miliardi, in flessione di 23,7 miliardi nel semestre (-11,6%). La tendenza riflessiva, che è andata accentuandosi nel secondo trimestre in relazione all'accresciuto clima di incertezza, ha interessato entrambe le componenti principali.

Le passività finanziarie designate al fair value, costituite da prodotti unit linked, sono diminuite a 74,3 miliardi (-10,3 miliardi; -12,2%), avendo risentito della volatilità dei mercati finanziari; le riserve tecniche sono scese a 104,8 miliardi (-13,5 miliardi; -11,4%), andamento interamente riconducibile al ramo vita, che ne rappresenta la quasi totalità.

Per contro l'altra raccolta assicurativa, che comprende le passività subordinate, è aumentata a 1,7 miliardi (+0,1 miliardi; +8,9%).

L'andamento negativo dei mercati finanziari, determinato dai molteplici fattori di preoccupazione legati al conflitto militare in atto, al rialzo dell'inflazione ed all'inversione di tendenza della politica monetaria europea, ha frenato la raccolta indiretta da

13 In base alla definizione EBA, l'incidenza dei crediti deteriorati è risultata pari all'1,8% in termini lordi ed all'1% in termini netti (rispettivamente 2,4% e 1,2% a dicembre 2021).

La flessione dell'aggregato è riconducibile per 21,3 miliardi (-8,6%) alla raccolta amministrata – scesa a 226,3 miliardi, corrispondenti al 34,1% dell'aggregato totale – e per 41 miliardi (-8,6%) al risparmio gestito, diminuito a 436,5 miliardi, equivalenti al 65,9% del totale. All'interno del risparmio gestito tutte le componenti sono risultate in flessione: i fondi (-11,9% a 155,3 miliardi), le riserve tecniche e passività finanziarie assicurative (-6,3% a 174,5 miliardi), le gestioni patrimoniali (-10,1% a 73,6 miliardi) e i fondi pensione (-7,4% a 11,7 miliardi). Soltanto i rapporti con la clientela istituzionale si sono mossi in controtendenza (+4,8% a 21,4 miliardi).

I risultati delle Business unit

Il Gruppo Intesa Sanpaolo opera attraverso una struttura organizzativa articolata in sei settori di attività: Banca dei Territori, IMI Corporate & Investment Banking, International Subsidiary Banks, Asset Management, Private Banking e Insurance. Ad essi si aggiunge il Centro di Governo – con funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo dell'intero Gruppo – cui fanno capo anche le attività di Tesoreria e di ALM.

Gli apporti dei proventi operativi netti dei singoli settori di attività (escludendo il Centro di governo) confermano il preponderante contributo dell'attività bancaria commerciale in Italia (il 42% dei proventi operativi netti delle aree di business), in presenza di un apporto comunque significativo dell'attività di corporate e investment banking (24% circa), dell'attività bancaria commerciale all'estero (10%), del private banking (11% circa), dell'attività assicurativa (8% circa) e dell'asset management (5% circa).

Ove necessario e se materiali, i dati divisionali sono stati riesposti in coerenza con le variazioni di perimetro delle Business Unit al fine di consentire un confronto omogeneo.

Nel primo semestre del 2022 la Banca dei Territori – che presidia la tradizionale attività di intermediazione creditizia in Italia e i servizi finanziari ad essa correlati – ha realizzato proventi operativi netti per 4.380 milioni, in lieve diminuzione (-0,6%) rispetto al corrispondente periodo dello scorso esercizio, da ascrivere sia alla flessione degli interessi netti (-1,3%), essenzialmente riconducibile alle operazioni di de-risking, che hanno ridotto considerevolmente lo stock di attività deteriorate, sia, in misura minore, al leggero calo delle commissioni nette (-0,5%).

Tra le altre componenti di ricavo, che peraltro forniscono un apporto marginale ai proventi della Divisione, si sono incrementati sia il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value (+8 milioni) sia gli altri proventi operativi netti (+1 milione).

I costi operativi si sono ridotti (-3,3% a 3.078 milioni), sia nella componente delle spese del personale, prevalentemente per i

risparmi derivanti dalle uscite per accordi, che in quella delle spese amministrative, principalmente discrezionali nonché relative ai service in ambito immobiliare. Per effetto delle dinamiche descritte, il risultato della gestione operativa è ammontato a 1.302 milioni (+6,2%). In crescita anche il risultato corrente lordo, pari a 1.016 milioni (536 milioni nella prima metà del 2021), che ha beneficiato del rilascio di rettifiche generiche effettuate nel 2020 per i futuri impatti di COVID-19 principalmente

sulle posizioni in bonis oggetto di moratorie. Il risultato netto, dopo l'attribuzione alla Divisione di imposte e oneri di integrazione si è collocato a 656 milioni (326 milioni l'importo del 1° semestre 2021).

Le consistenze patrimoniali della Divisione a fine giugno 2022 hanno evidenziato una leggera crescita dei volumi intermediati complessivi di raccolta e impiego rispetto a inizio anno (+0,6%). In dettaglio, i crediti verso clientela hanno mostrato un incremento (+1,7%, pari a +4,3 miliardi) riconducibile al buon andamento dei finanziamenti nei confronti dei privati, prevalentemente a medio/lungo termine e, in misura minore, delle imprese, incluse quelle operanti nell'agroalimentare.

La raccolta diretta bancaria si è attestata su livelli di poco inferiori a quelli di inizio anno (-0,4%, pari a -1,2 miliardi) in relazione alla dinamica dei titoli in circolazione nonché dei debiti verso clientela imprese, quest'ultima in parte compensata dallo sviluppo della raccolta proveniente da privati.

La Divisione IMI Corporate & Investment Banking – che presidia l'attività di corporate e transaction banking, investment banking, public finance e capital markets in Italia e all'estero – ha rilevato nei primi sei mesi del 2022 proventi operativi netti per 2.563 milioni, in progresso rispetto al primo semestre 2021 (2,5%). In dettaglio, gli interessi netti hanno registrato un calo (-12,3% a 968 milioni), ascrivibile alla minore contribuzione dell'intermediazione con clientela e al minor apporto del portafoglio titoli in ambito Global Market, mentre le commissioni nette sono aumentate (+2,3% a 569 milioni), principalmente per la dinamica rilevata nel comparto del commercial banking e della finanza strutturata. Il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value costituisce la voce di ricavo che ha presentato il maggior incremento (+22,3% a 1.027 milioni), beneficiando dei maggiori proventi connessi al portafoglio titoli di trading e all'operatività in certificates, inclusiva dell'impatto positivo derivante dal debt value adjustment (DVA). I costi

operativi sono ammontati a 665 milioni con un incremento del 2,6% essenzialmente riconducibile alle spese amministrative. Per effetto delle dinamiche descritte dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa è aumentato del 2,4% rispetto al valore rilevato nel primo semestre dello scorso esercizio, attestandosi a 1.898 milioni. Il risultato corrente lordo, pari a 767 milioni, ha registrato una forte riduzione (-57,4%) a causa delle significative rettifiche di valore appostate in relazione agli eventi riguardanti Russia e Ucraina. Infine, l'utile netto si è attestato a 404 milioni (-67,6%).

I volumi intermediati hanno evidenziato una contenuta flessione rispetto a inizio anno (-0,7%). Nel dettaglio, gli impieghi a clientela hanno registrato un lieve aumento (+0,4% a circa 153 miliardi), principalmente per la maggior attività nei confronti di clientela global corporate, essenzialmente a breve termine, e financial institutions, che ha più che compensato la riduzione dei finanziamenti a medio/lungo termine per operazioni di finanza strutturata. La raccolta diretta bancaria si è ridotta di 2,3 miliardi (-2,4%) a causa della diminuzione dei debiti verso clientela internazionale e financial institutions e dei titoli in circolazione.

Nel primo semestre 2022 i proventi operativi netti della Divisione International Subsidiary Banks – che presidia l'attività del Gruppo sui mercati esteri tramite banche commerciali controllate e partecipate – si sono attestati a 1.045 milioni, in aumento (+8,1%) rispetto al corrispondente periodo del precedente esercizio (+8,8% a cambi costanti) per la dinamica di tutte le principali componenti: interessi netti (+9,1% a 708 milioni), commissioni nette (+10,3% a 290 milioni) e risultato delle attività e passività finanziarie al fair value (+8,2% a 79 milioni). I costi operativi, pari a 518 milioni, hanno presentato una crescita (+2,4%; +2,7% a cambi costanti) su tutte le componenti e, segnatamente, sulle spese amministrative. Per l'andamento descritto dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa ha registrato un aumento (+14,3%), attestandosi a 527 milioni. Per contro, è risultato in diminuzione il risultato corrente lordo (-11,9% a 327 milioni), a causa di maggiori rettifiche di valore nette su crediti per gli

eventi riguardanti Russia e Ucraina. La Divisione ha chiuso il semestre con un risultato netto di 166 milioni (-33,9%). I volumi intermediati della Divisione hanno evidenziato a fine giugno 2022 un incremento (+2%, pari a +1,8 miliardi) rispetto a inizio anno riconducibile sia alla raccolta diretta bancaria (+1,8%), soprattutto nella componente dei debiti verso clientela, sia ai crediti verso clientela (+2,2%). La dinamica della raccolta è principalmente attribuibile alle controllate operanti in Croazia, Slovenia e Slovacchia mentre quella degli impieghi alle controllate attive in Serbia, Croazia e Slovacchia.

La Divisione Private Banking – che ha la missione di servire il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals), creando valore attraverso l'offerta di prodotti e servizi mirati all'eccellenza – ha realizzato nei primi sei mesi del 2022 un risultato corrente lordo di 719 milioni, in calo di 220 milioni (-23,4%) rispetto al primo semestre del 2021 che comprendeva – tra gli altri proventi netti – la plusvalenza di 194 milioni relativa alla cessione del ramo di banca depositaria da parte di Fideuram Bank Lux. La dinamica in diminuzione dei ricavi è da ricondurre a tutte le componenti: commissioni nette (-21 milioni), risultato netto delle attività finanziarie al fair value (-13 milioni), interessi netti (-7 milioni) e altri proventi operativi netti (-6 milioni). La Divisione ha chiuso il semestre con un utile netto di 514 milioni, in calo del 18,5% rispetto al corrispondente periodo del 2021.

Al 30 giugno 2022 le masse gestite e amministrate, che includono anche il contributo dei mandati fiduciari a SIREF

Fiduciaria, sono state pari a 265,6 miliardi (-28,2 miliardi da inizio anno). Tale andamento è riconducibile alla performance di mercato che ha inciso negativamente sui patrimoni, solo parzialmente compensata dalla raccolta netta positiva. La componente di risparmio gestito si è attestata a 150,5 miliardi (-16,3 miliardi).

La Divisione Asset Management – che ha la missione di sviluppare soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo e la presenza nel segmento dell'open market tramite la società controllata Eurizon Capital SGR e le sue partecipate – ha registrato nel primo semestre 2022 proventi operativi netti per 495 milioni, in riduzione (-21,8%) rispetto al primo semestre 2021 principalmente per l'andamento delle commissioni nette (-123 milioni), penalizzate dall'intonazione sfavorevole dei mercati finanziari. I costi operativi hanno mostrato un calo (-4,8%) da ascrivere soprattutto al contenimento delle spese amministrative (in relazione alle sinergie derivanti dall'integrazione con Pramerica perfezionata a fine giugno 2021) e alle spese del personale. Dato l'andamento descritto dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa è stato pari a 395 milioni (-25,2%). La Divisione ha chiuso il primo semestre con un risultato netto pari a 302 milioni (-19,7%).

Complessivamente, il risparmio gestito dalla Divisione Asset Management si è attestato a 314 miliardi, in calo di 40 miliardi (-11,2%) rispetto a fine dicembre 2021. Tale dinamica è principalmente ascrivibile alla svalutazione delle masse gestite correlata all'andamento negativo dei mercati.

Nel primo semestre 2022 la Divisione Insurance – costituita da Intesa Sanpaolo Vita, Intesa Sanpaolo Life, Fideuram Vita, Intesa Sanpaolo Assicura, Intesa Sanpaolo RBM Salute e Cargeas (oltre a Intesa Sanpaolo Insurance Agency) con la missione di sviluppare in modo sinergico l'offerta dei prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo – ha conseguito un risultato dell'attività assicurativa di 830 milioni, in lieve aumento (+0,6%) rispetto al primo semestre 2021. La dinamica è ascrivibile all'incremento del margine tecnico, che ha più che compensato la riduzione del margine finanziario conseguente all'andamento dei mercati finanziari.

Il risultato corrente lordo, pari a 639 milioni, ha evidenziato una sostenuta crescita (+28,1%), per effetto della riduzione dei costi operativi (-7,4%), dell'aumento dei proventi operativi netti (+0,4%) e di minori accantonamenti netti (-123 milioni, considerato che nel primo semestre 2021 era incluso l'accantonamento di 126 milioni rappresentante l'eccedenza dei

sinistri rispetto ai premi maturati al 30 giugno 2021 e la stima per gli oneri prospettici anche in conseguenza di un maggior utilizzo delle prestazioni da parte degli assicurati al termine dei lunghi periodi di lockdown). L'utile netto è ammontato a 437 milioni (-0,5%).

Gli eventi rilevanti

Di seguito si indicano gli eventi rilevanti intervenuti nel primo semestre dell'esercizio 2022 nonché alcuni avvenimenti successivi alla chiusura dello stesso.

Relativamente al completamento dell'integrazione di UBI Banca:

  • − come già dettagliatamente illustrato nel Bilancio 2021, al quale si rimanda, a metà febbraio 2022 si è concluso il progetto di integrazione di IW Bank, che ha avuto per oggetto la scissione parziale dell'intero ramo bancario della società ed il suo conferimento alla controllante Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking (prima scissione) e, contestualmente, da quest'ultima ad Intesa Sanpaolo (seconda scissione), unitamente alla modifica dello statuto di IW Bank, con la variazione della denominazione in IW Private Investments SIM S.p.A. e la rinuncia all'autorizzazione a svolgere attività bancaria. In conseguenza della scissione, IW SIM è ora dedicata all'offerta di servizi di investimento (servizi di consulenza e collocamento) per la quale è stata richiesta e ottenuta, con provvedimento del 1° dicembre 2021, specifica autorizzazione da parte di Consob. La stipula degli atti è avvenuta l'11 gennaio 2022 con efficacia giuridica dal 14 febbraio 2022 e completamento delle attività di migrazione informatica nel fine settimana del 12-13 febbraio;
  • − per quanto riguarda invece UBI Leasing, dopo che il 13 dicembre 2021 era stata ricevuta l'autorizzazione di BCE all'incorporazione della società nella Capogruppo ed il 26 gennaio 2022 il progetto di fusione era stato depositato presso il Registro delle Imprese di Torino, come previsto dall'art. 2501-ter C.C., l'operazione è stata deliberata dal Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo del 1° marzo 2022. L'atto di fusione è stato stipulato in data 19 aprile 2022 con efficacia giuridica dal 16 maggio e decorrenza degli effetti contabili e fiscali dal 1° gennaio 2022. In quanto avente per oggetto una società interamente controllata, l'incorporazione di UBI Leasing è avvenuta ai sensi dell'art. 2505 del Codice Civile;
  • − in data 21 gennaio 2022 si è perfezionato il trasferimento da Intesa Sanpaolo a Fideuram Bank (Luxembourg) della partecipazione totalitaria in UBI Trustee, società dell'ex Gruppo UBI Banca con sede in Lussemburgo e specializzata in servizi fiduciari dedicati alla clientela HNWI (High Net Worth Individual) e UHNWI (Upper High Net Worth Individual).

Il 1° gennaio 2022 è divenuto efficace il progetto di fusione per incorporazione di VUB Leasing A.S. (VUBL) nella controllante Vseobecna Uverova Banka A.S. (VUB), società del Gruppo entrambe operanti in Slovacchia, autorizzato dalla BCE il 12 novembre 2021. L'operazione ha visto la scissione del portafoglio di leasing finanziario e di crediti al consumo di VUBL ed il suo trasferimento mediante fusione per incorporazione nella controllante VUB, mentre il portafoglio di leasing operativo di VUBL è stato trasferito mediante fusione in una società per azioni di nuova costituzione, denominata VUB Operating Leasing A.S., operativa dal 1° gennaio 2022. Completati i sopra descritti passaggi, VUBL è stata messa in liquidazione.

L'11 gennaio 2022, a margine delle autorizzazioni ricevute dalle autorità di vigilanza svizzera (FINMA) e lussemburghese (CSSF), è stata perfezionata la partnership, annunciata nell'agosto 2021, fra Reyl & Cie S.A. e 1875 Finance Holding A.G. (1875 Finance), multifamily office e gestore patrimoniale indipendente per clienti privati e istituzionali con sede a Ginevra. Il perfezionamento è avvenuto tramite l'acquisizione da parte di Reyl di una partecipazione del 40% in 1875 Finance. La partnership permette alle due società di creare opportunità di sviluppo trasversali e di svolgere così un ruolo attivo per accelerare il consolidamento del settore delle gestioni patrimoniali in Svizzera.

Nell'ambito della partnership realizzata nel corso del 2021 fra Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking e il Gruppo svizzero Reyl (per i cui dettagli si rimanda al Bilancio 2021), nel gennaio 2022, una volta ricevuto il nulla osta da parte dell'autorità di vigilanza svizzera FINMA, è avvenuto il perfezionamento dell'operazione di fusione per incorporazione di Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval in Reyl & Cie S.A., che ha avuto efficacia giuridica e decorrenza degli effetti contabili e fiscali dal 1° gennaio 2022. L'entità risultante dalla fusione ha mantenuto la denominazione dell'incorporante Reyl & Cie S.A.

Nei primi mesi del 2022 sono proseguite le cessioni delle quote nel capitale della Banca d'Italia. Come già indicato nel Bilancio 2021, la Legge recante il Bilancio di Previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 ed il Bilancio Pluriennale per il triennio 2022-2024 ha modificato le disposizioni in materia di capitale della Banca d'Italia prevedendo che ciascun partecipante non possa possedere, direttamente o indirettamente, una quota superiore al 5% - rispetto alla precedente soglia del 3% - e che, come in precedenza, per le quote possedute in eccesso a tale soglia non spettino diritti economici e patrimoniali. Anche a seguito di tale modifica di legge, nel corso dei mesi di gennaio e febbraio 2022 le operazioni di cessione delle quote hanno subito una significativa accelerazione; in particolare, nei primi due mesi dell'anno sono state perfezionate 23 operazioni che hanno determinato la cessione di ulteriori quote, pari al 9,9% del capitale, a fronte di un prezzo corrispondente al valore di bilancio (allineato al valore nominale di 25 mila euro per singola quota).

Al termine delle sopracitate cessioni, il Gruppo Intesa Sanpaolo è arrivato a detenere 15.000 quote, pari esattamente al 5% del capitale sociale della Banca d'Italia, in linea con il limite massimo previsto per legge, per un controvalore di 375 milioni.

Si segnala infine che, in data 31 marzo 2022, l'Assemblea Ordinaria dei Partecipanti al capitale della Banca d'Italia ha approvato il Bilancio dell'esercizio 2021 e la proposta di riparto dell'utile netto a norma dello statuto. In tale occasione è stato deliberato, come nel precedente esercizio, un dividendo complessivo di 340 milioni. L'Assemblea ha inoltre deliberato di stanziare un ammontare pari a 40 milioni alla posta speciale per la stabilizzazione dei dividendi, istituita al fine di agevolare l'attuazione della dividend policy, che ha raggiunto l'ammontare complessivo di 240 milioni. Tenuto conto che l'IFRS 9 stabilisce che i dividendi debbano essere rilevati nel momento in cui sorge il diritto a ricevere il pagamento, Intesa Sanpaolo ha rilevato nel conto economico del primo trimestre l'importo di propria spettanza, pari a 17 milioni.

Il 3 febbraio 2022 Intesa Sanpaolo ha reso nota la decisione finale della BCE riguardante il requisito patrimoniale da rispettare a partire dal 1° marzo 2022 a livello consolidato, in seguito agli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP). Il requisito da rispettare complessivamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio risulta attualmente pari all'8,91%.

A determinare tale requisito concorrono:

  • − il requisito SREP in termini di Total Capital ratio pari al 9,79%, che comprende il requisito minimo di Pillar 1 dell'8%, nel cui ambito il 4,5% in termini di CET1, e un requisito aggiuntivo di Pillar 2 dell'1,79%, nel cui ambito l'1,01% in termini di CET1 applicando la modifica regolamentare introdotta dalla BCE a decorrere dal 12 marzo 202014;
  • − i requisiti aggiuntivi, interamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio, relativi a:
    • Capital Conservation Buffer, pari al 2,5%,
    • O-SII Buffer (Other Systemically Important Institutions Buffer), pari allo 0,75%,
    • riserva di capitale anticiclica (Countercyclical Capital Buffer), pari allo 0,15%15 .

Il 4 febbraio 2022 è stato approvato e presentato alla comunità finanziaria il Piano d'Impresa 2022-2025. La relativa documentazione (comunicato stampa e presentazione) è disponibile sul sito istituzionale di Gruppo, alla sezione Investor Relations. Nello specifico paragrafo che segue vengono illustrate le attività realizzative portate avanti nel corso del 2022.

Il 15 febbraio 2022 Intesa Sanpaolo e Nextalia SGR, per conto del Fondo Nextalia Private Equity16, hanno definito un accordo vincolante finalizzato alla creazione di una nuova società, leader nella formazione e nel digital learning, facendo leva sull'infrastruttura di apprendimento innovativa di Intesa Sanpaolo. La società, denominata Digit'Ed, si rivolgerà sia al segmento business, ovvero alle grandi aziende, piccole e medie imprese, alla pubblica amministrazione e agli ordini professionali, sia al segmento consumer, anche in collaborazione con prestigiose istituzioni italiane e internazionali, rispondendo così alle crescenti esigenze del mercato della formazione, legate alla trasformazione digitale, all'evoluzione delle competenze e al re-skilling.

L'accordo vincolante ha previsto la cessione da parte di Intesa Sanpaolo di Intesa Sanpaolo Formazione, la società del Gruppo focalizzata su iniziative di formazione rivolte alla crescita delle imprese e del territorio, a favore della quale – in vista della predetta cessione – è stato altresì previsto il conferimento dalla Capogruppo di uno specifico ramo di attività dedicato alla progettazione ed erogazione di servizi e prodotti formativi per i dipendenti del Gruppo con sede in Italia.

L'accordo si colloca nell'ambito di un'operazione complessiva che vedrà la newco Digit'Ed (controllata da Nextalia Holdco, società interamente controllata dal Fondo Nextalia Private Equity) quale soggetto aggregatore delle migliori realtà attive nel settore: oltre a Intesa Sanpaolo Formazione, anche Altaformazione, leader in Italia nello sviluppo di soluzioni innovative nella formazione e digital learning, con particolare focus sul segmento corporate, e Università Telematica San Raffaele, università privata on line che vanta convenzioni con aziende pubbliche e private.

Dopo la sottoscrizione, il 17 giugno, dell'accordo con le Organizzazioni Sindacali per regolare il trasferimento del personale di Intesa Sanpaolo Formazione e del correlato ramo di ISP, il 22 giugno 2022 si è dato corso al conferimento verso Intesa Sanpaolo Formazione del ramo di ISP dedicato alla progettazione ed all'erogazione dei servizi formativi per i dipendenti del Gruppo. A fronte del conferimento, tenuto conto che l'operazione è stata contabilizzata in continuità di valori secondo la policy del Gruppo ISP, trattandosi di operazione "under common control", Intesa Sanpaolo Formazione ha deliberato un aumento di capitale pari allo sbilancio contabile del ramo conferito. Quest'ultimo è stato oggetto di valutazione da parte di un esperto indipendente ai sensi dell'art. 2343-ter, comma 2, lettera b) del Codice Civile.

Il 29 giugno 2022 – ad esito dell'iter autorizzativo di Banca d'Italia per l'esternalizzazione, della sopra richiamata procedura sindacale e del completamento delle attività IT per il conferimento e per la cessione – si è perfezionata la prima fase dell'operazione, con la cessione di Intesa Sanpaolo Formazione ad Altaformazione, in precedenza acquisita da Digit'Ed. Si è così proceduto a cancellare la partecipazione in Intesa Sanpaolo Formazione, rilevando una plusvalenza sul conto economico consolidato di 191 milioni al netto dell'effetto fiscale (194 milioni lordi). Sempre in data 29 giugno ISP, in una logica coerente con il Piano d'Impresa 2022-2025, ha reinvestito parte del corrispettivo ricevuto per la vendita di Intesa Sanpaolo Formazione nel capitale di Digit'Ed, per un importo pari a circa 22 milioni, corrispondente ad una quota del 20%. Successivamente, una volta che sarà stata perfezionata anche l'acquisizione di Università Telematica San Raffaele (entro la fine del 2022), è previsto che l'investimento di ISP in Digit'Ed si incrementi, in modo da mantenere invariata la quota del 20% nel capitale della società. L'interessenza in Digit'Ed è stata classificata come partecipazione collegata ai sensi dello IAS 28.

Accanto alle operazioni societarie descritte, sono stati stipulati accordi per avviare, a partire dalla data del closing, una partnership commerciale pluriennale con la quale è stata prevista, tra l'altro, la fornitura da parte di Intesa Sanpaolo Formazione di contenuti e servizi di formazione in favore di ISP e delle società del Gruppo ISP.

Il 26 aprile 2022 si è perfezionata l'operazione di conferimento a Mooney S.p.A. del ramo aziendale di Banca 5 deputato alla produzione dei prodotti/servizi distribuiti dal Gruppo Mooney, rientrante nell'ambito degli accordi di partnership strategica in essere dal 2019 (si veda in proposito quanto riportato nella Relazione sull'andamento della gestione del Bilancio consolidato 2021). La cessione a Mooney Group S.p.A. delle azioni della società conferitaria Mooney è stata completata il 3 maggio 2022, con regolamento attraverso l'emissione di una nota di credito "Pay in kind (PIK)" nei confronti di Banca 5. A fronte della cancellazione del ramo ceduto e dell'iscrizione al fair value della nota di credito, è stata rilevata una plusvalenza, al lordo del correlato effetto fiscale, pari a 12,4 milioni.

Con riferimento invece all'accordo siglato nel dicembre 2021, anticipato nel Bilancio 2021, si segnala che il 14 luglio 2022 Intesa Sanpaolo, attraverso Banca 5 S.p.A., ed Enel, attraverso la società interamente controllata Enel X S.r.l., hanno perfezionato l'acquisizione da Schumann Investments S.A., società controllata dal fondo internazionale di private equity CVC Capital Partners Fund VI, del 70% del capitale sociale di Mooney Group, società fintech operante nei servizi di proximity banking e payments. In particolare, dopo aver ottenuto le necessarie autorizzazioni amministrative, Enel X ha acquisito il 50% del capitale di Mooney Group, mentre Banca 5, che già deteneva una quota del 30%, ha aumentato la propria partecipazione

14 La modifica prevede che il requisito di Pillar 2 venga rispettato utilizzando parzialmente strumenti di capitale diversi dal Common Equity Tier 1.

15 Countercyclical Capital Buffer calcolato considerando l'esposizione al 30 giugno 2022 nei vari Paesi in cui è presente il Gruppo e i rispettivi requisiti stabiliti dalle competenti autorità nazionali relativi al 2023 se disponibili o al più recente aggiornamento del periodo di riferimento (requisito pari a zero per l'Italia per i primi nove mesi del 2022).

16 ISP è oggi limited partner del Fondo Nextalia Private Equity, in quanto detiene in via diretta ed indiretta a livello di Gruppo una quota nel fondo pari al 10,86%.

al 50%, venendosi in tal modo a creare un controllo congiunto di entrambe le parti sulla società. L'operazione ha comportato per il Gruppo ISP un investimento pari a circa 100 milioni.

Il 29 aprile 2022 si è tenuta l'Assemblea degli azionisti di Intesa Sanpaolo, regolarmente costituita in unica convocazione e valida a deliberare in quanto partecipanti per il tramite del rappresentante designato – ai sensi dell'art. 106, comma 4, del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020, convertito dalla L. n. 27 del 24 aprile 2020, e successive modificazioni – n. 2.901 titolari del diritto di voto per n. 10.884.970.586 azioni ordinarie prive del valore nominale, pari al 56,02013% del capitale sociale. L'Assemblea ha deliberato favorevolmente in merito a tutti i punti all'ordine del giorno.

In sede ordinaria, le deliberazioni hanno riguardato il Bilancio 2021, la distribuzione del dividendo e di parte della Riserva sovrapprezzo; la nomina dei componenti del Consiglio di Amministrazione e del Comitato per il Controllo sulla Gestione per gli esercizi 2022-2023-2024; le politiche di remunerazione e i piani di incentivazione; i riacquisti di azioni proprie finalizzati all'annullamento (buyback), a servizio dei piani di incentivazione e per l'operatività di mercato.

In sede straordinaria, le deliberazioni hanno interessato l'annullamento di azioni proprie senza riduzione del capitale sociale e la conseguente modifica dell'art. 5 (Capitale Sociale) dello Statuto nonché le deleghe al Consiglio di Amministrazione per deliberare in merito agli aumenti di capitale gratuiti e a pagamento a servizio dei piani di incentivazione approvati.

I contenuti delle singole deliberazioni e le relative maggioranze deliberative sono dettagliatamente illustrati nel comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale di Gruppo www.group.intesasanpaolo.com, al quale si fa rinvio17 .

Il nuovo Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, nella prima riunione svoltasi sempre in data 29 aprile, all'unanimità ha nominato Carlo Messina Consigliere Delegato e CEO, delegando i poteri necessari ed opportuni ad assicurare unitarietà alla gestione della Società.

Il 6 maggio 2022 il Consiglio con delibera unanime – ferma restando l'astensione degli interessati – ha costituito al proprio interno il Comitato Nomine, il Comitato Remunerazioni, il Comitato Rischi e Sostenibilità nonché il Comitato per le operazioni con parti correlate, le cui prerogative e funzioni rispondono alle previsioni dello Statuto e della normativa di Vigilanza vigenti. Tutti i Comitati sono presieduti da Consiglieri indipendenti. I nominativi dei componenti ed i relativi elementi informativi sono disponibili nella sezione Governance, Comitati del Consiglio di Amministrazione, del sito istituzionale di Gruppo.

Con specifico riferimento alle deleghe approvate dall'Assemblea del 29 aprile 2022 per gli aumenti di capitale a servizio dei piani di incentivazione autorizzati in sede ordinaria, si rammenta che, al fine di valorizzare il ruolo chiave delle persone del Gruppo nel conseguimento degli obiettivi del Piano d'Impresa 2022-2025 attraverso uno strumento di partecipazione azionaria diffusa al capitale della Banca, il 15 febbraio il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo aveva deliberato di sottoporre all'Assemblea i seguenti due piani di incentivazione a lungo termine, basati su strumenti finanziari di Intesa Sanpaolo S.p.A. e rivolti alla generalità dei dipendenti del Gruppo:

  • − il Performance Share Plan 2022-2025, destinato al Management del Gruppo, che prevede l'assegnazione di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione a fronte di un aumento di capitale gratuito, sottoposte a condizioni di performance in relazione al conseguimento, nell'arco del Piano d'Impresa, di specifici obiettivi chiave;
  • − il Leveraged Employee Co-Investment Plan LECOIP 3.0 2022-2025, destinato a tutti i dipendenti del perimetro italiano del Gruppo appartenenti al cluster dei Professional, che prevede: i) l'attribuzione di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione rivenienti da un aumento gratuito di capitale (Free Share) per un ammontare pari all'anticipo sul Premio Variabile di Risultato maturato per l'anno 2022 (ferma restando la facoltà per il dipendente di richiedere che tale anticipo gli venga corrisposto per cassa e quindi non aderire al LECOIP 3.0); ii) l'assegnazione gratuita di ulteriori azioni a fronte del medesimo aumento gratuito di capitale (Matching Share) in funzione del ruolo ricoperto e della seniority; iii) la sottoscrizione, in determinate proporzioni rispetto alle azioni gratuite ricevute, di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione rivenienti da un aumento di capitale a pagamento riservato ai dipendenti, a un prezzo di emissione scontato rispetto al valore di mercato (Azioni Scontate).

Il 13 giugno 2022 si è concluso il periodo di esercizio del diritto di recesso dall'adesione all'offerta, terminata il 30 maggio 2022, dei Certificate, emessi da J.P. Morgan, destinati ai dipendenti Professional del perimetro italiano del Gruppo nel contesto del Piano LECOIP 3.0 2022-2025. Complessivamente, sono risultate adesioni da parte di n. 45.629 dipendenti, pari al 66,43% degli aventi diritto, per un controvalore delle azioni assegnate (Free Share e Matching Share) pari a 139.931.221 euro.

Il 21 giugno 2022 il Consiglio di Amministrazione di ISP ha esercitato la delega conferitagli dall'Assemblea per gli aumenti di capitale a favore dei dipendenti del Gruppo funzionali all'attuazione del Piano LECOIP 3.0 2022-2025. Più precisamente, sono stati deliberati:

  • − un aumento di capitale a titolo gratuito per un importo massimo di 350.000.000 euro, con emissione di massime numero 160.000.000 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo, aventi le stesse caratteristiche di quelle già in circolazione e con godimento regolare;
  • − un aumento di capitale a pagamento, con esclusione del diritto d'opzione ai sensi dell'art. 2441, ottavo comma, del Codice Civile, per un importo massimo, al netto di uno sconto di emissione, di 850.000.000 euro, con emissione di massime numero 387.000.000 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo, aventi le stesse caratteristiche di quelle già in circolazione e con godimento regolare, applicando uno sconto massimo del 19,5% sul prezzo di mercato del titolo calcolato come la media dei prezzi osservati nei 30 giorni precedenti alla data di emissione.

Il 30 giugno 2022, sulla base della media aritmetica del prezzo dell'azione ordinaria di Intesa Sanpaolo rilevato in ciascun giorno lavorativo nei 30 giorni di calendario precedenti – pari a 1,9080 euro – sono state assegnate ai dipendenti del Gruppo 33.745.462 Free Share, 39.591.828 Matching Share e 386.972.658 Azioni Scontate sottoscritte. Di conseguenza, sono stati assegnati ai dipendenti del Gruppo 73.337.290 Certificate emessi da J.P. Morgan, ossia strumenti finanziari rappresentativi del predetto numero di Free Share e Matching Share.

17 Lo Statuto sociale con le modifiche approvate dall'Assemblea Straordinaria è stato iscritto presso il Registro delle imprese di Torino il 7 giugno 2022, relativamente alle deleghe al Consiglio di Amministrazione a deliberare gli aumenti di capitale sociale funzionali all'attuazione dei Piani di Incentivazione a Lungo Termine, e il 1° luglio 2022, con riferimento all'annullamento di azioni proprie, una volta rilasciati dalla Banca Centrale Europea i provvedimenti autorizzativi necessari per dar corso al procedimento di iscrizione e procedere con l'acquisto di azioni proprie connesso all'annullamento.

Nella medesima giornata, inoltre:

− è stata data esecuzione a:

  • o un aumento di capitale sociale gratuito, ai sensi dell'art. 2349, comma 1, del Codice Civile, per un importo pari a 83.200.000 euro, con emissione di 160.000.000 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo, mediante utilizzo della Riserva Straordinaria;
  • o un aumento di capitale sociale a pagamento, con esclusione del diritto di opzione, a favore dei dipendenti del Gruppo Intesa Sanpaolo ai sensi dell'articolo 2441, ottavo comma, del Codice Civile, per un importo pari a 201.225.782,16 euro, con emissione di 386.972.658 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo a un prezzo pari a 1,5671 euro (applicando uno sconto pari al 17,867% alla predetta media aritmetica del prezzo rilevato nei 30 giorni di calendario precedenti), di cui 0,52 euro da imputare a capitale sociale e 1,0471 euro a sovrapprezzo.
  • − con riferimento al Performance Share Plan, sono state assegnate ai manager i diritti che, al termine del Piano,

matureranno in azioni Intesa Sanpaolo, subordinatamente al verificarsi delle condizioni previste nel relativo regolamento e nel rispetto dei limiti di numero e di controvalore stabiliti dall'Assemblea del 29 aprile 2022.

Complessivamente, quindi, sono state emesse 546.972.658 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo prive di valore nominale aventi godimento regolare, cedola 47. Il capitale sociale di Intesa Sanpaolo è pertanto salito da 10.084.445.147,92 euro (rappresentato da n. 19.430.463.305 azioni ordinarie) a 10.368.870.930,08 euro, suddiviso in n. 19.977.435.963 azioni ordinarie prive di valore nominale18 .

L'aumento di capitale a pagamento ha portato ad un aumento del patrimonio netto consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo pari a 606,4 milioni di euro, di cui 201,2 milioni di capitale sociale e 405,2 milioni di riserva sovrapprezzo.

Per quanto riguarda invece l'acquisto di azioni proprie finalizzato all'annullamento (buyback), il 24 giugno 2022 è pervenuta l'autorizzazione della BCE per un esborso complessivo massimo di 3.400 milioni di euro e per un numero di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo non superiore a 2.615.384.615, così come approvato dall'Assemblea del 29 aprile 2022.

Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, riunitosi nella medesima giornata, ha deliberato di dare esecuzione all'acquisto con un programma iniziale di 1.700 milioni di euro e di rinviare a un momento successivo, entro l'approvazione dei risultati al 31 dicembre 2022, le decisioni in merito all'esecuzione per il restante ammontare autorizzato. Il programma di acquisto di azioni proprie – effettuabile anche in parte e/o in via frazionata ed affidato per l'esecuzione ad un intermediario terzo incaricato, in piena indipendenza e senza alcun coinvolgimento del Gruppo Intesa Sanpaolo – ha preso avvio il 4 luglio 2022 e si ritiene possa concludersi entro la fine di ottobre 2022.

Nel periodo dal 4 al 22 luglio 2022 sono state complessivamente acquistate da Intesa Sanpaolo 237.965.083 azioni, equivalenti all'1,19% del capitale sociale, a un prezzo medio di acquisto per azione di 1,6863 euro, per un controvalore totale di 401.278.748,01 euro.

L'annullamento delle azioni proprie acquistate verrà realizzato senza riduzione nominale del capitale sociale e potrà essere eseguito anche con più atti in via frazionata, prima che sia stato completato il programma di acquisto. Intesa Sanpaolo comunicherà al mercato le operazioni di annullamento in conformità alla normativa e provvederà ad aggiornare lo Statuto e a comunicare la nuova composizione del capitale sociale.

In continuità ed in coerenza con quanto già perfezionato nel corso del 2020 e del 2021 relativamente alle attività di acquiring di Intesa Sanpaolo e UBI Banca, nel corso del 2022 il Gruppo ha intrapreso un'iniziativa progettuale finalizzata ad ampliare a livello internazionale la partnership strategica con il Gruppo Nexi, mediante il trasferimento a Nexi Payments del ramo d'azienda avente ad oggetto le attività di merchant acquiring della controllata croata PBZ Card. Analogamente alle due precedenti operazioni, l'accordo prevede:

− la cessione al Gruppo Nexi del ramo acquiring di PBZ Card (comprensivo di tutti i contratti stipulati con i merchant croati); − la stipula di una partnership commerciale tra PBZ Group e l'acquirente su base esclusiva in linea con i termini delle operazioni concluse in Italia, a partire dal 2022 e per una durata di 25 anni.

L'operazione è stata approvata dai CdA di ISP e PBZ rispettivamente in data 6 maggio 2022 e 31 maggio 2022 ed il suo perfezionamento è atteso entro la fine del 2022 condizionatamente all'ottenimento delle necessarie autorizzazioni.

Ancorché il business di merchant acquiring di PBZ Card rappresenti un ramo autonomo di attività, sulla base di quanto previsto dall'IFRS 5 non è stato considerato come "attività operativa cessata" e pertanto, in sede di Relazione semestrale al 30 giugno 2022, si è proceduto alla riclassifica tra le attività in via di dismissione dei soli saldi patrimoniali.

Come illustrato nell'ultima informativa di Bilancio, nel corso del 2021 è stata avviata una partnership strategica con il Gruppo Tinexta nell'ambito della quale Intesa Sanpaolo ha conferito in Innolva S.p.A. (controllata al 100% da Tinexta) la propria partecipazione in Intesa Sanpaolo Forvalue S.p.A. (ridenominata Forvalue) acquisendo in contropartita una partecipazione del 25% nella stessa Innolva.

Nel corso del secondo trimestre 2022, Tinexta ha informato ISP di avere ricevuto da una primaria azienda globale specializzata in sistemi di informazioni creditizie e di business information un'offerta irrevocabile per l'acquisto del 100% di Innolva. L'offerta formulata, che non riguarda Forvalue (la quale sarà previamente acquistata da un'altra società del Gruppo Tinexta), è stata accettata da Tinexta il 30 maggio 2022 con closing previsto entro il mese di agosto, subordinato al risolversi di alcune condizioni sospensive, tra le quali il nulla osta ai fini Golden Power ed il perfezionamento dell'accordo di compravendita tra l'azienda promotrice dell'offerta e ISP per il 25% del capitale sociale da quest'ultima detenuto in Innolva. Sulla base delle Facoltà di Autonomia Gestionale del Gruppo, la cessione è stata deliberata dal Comitato della Direzione M&A e Partecipazioni di ISP in data 30 maggio 2022.

Trattandosi di una partecipazione sottoposta ad influenza notevole, ai sensi dell'IFRS 5 nella Relazione semestrale al 30 giugno 2022 si è provveduto a riclassificare tra le attività in via di dismissione esclusivamente il valore di carico della partecipazione.

18 Parallelamente sono stati espletati i correlati adempimenti presso il Registro delle imprese di Torino, con il deposito dell'attestazione di aumento del capitale (1° luglio) e l'iscrizione dello Statuto con la nuova composizione del capitale sociale (5 luglio 2022).

In seguito a mutate condizioni di mercato e di orientamento strategico all'interno del Gruppo ISP, si è valutato di procedere ad una riorganizzazione delle attività poste in essere da due società. Il 28 giugno sono stati pertanto pubblicati, sul meccanismo di stoccaggio autorizzato e sul sito istituzionale di Gruppo, i documenti (progetti di fusione e relazioni illustrative) relativi alle seguenti operazioni societarie:

  • fusione per incorporazione di Intesa Sanpaolo Agents4You S.p.A. in Intesa Sanpaolo S.p.A.
  • Trattasi di società dell'ex Gruppo Banca Popolare di Vicenza dedita all'attività di agenzia in attività finanziaria di cui all'art.128-quater T.U.B., senza personale proprio. In vista dello scioglimento del contratto di agenzia che la società aveva in essere con la Capogruppo Intesa Sanpaolo, con il quale si esaurisce la mission stessa della società, nell'ambito dell'integrazione dell'ex Gruppo UBI Banca è stata intrapresa una riorganizzazione delle attività di commercializzazione con la progressiva convergenza della rete di collaboratori di Agents4You in Prestitalia. Il 27 luglio 2022 l'operazione ha ricevuto l'autorizzazione di BCE;
  • fusione per incorporazione di Intesa Sanpaolo Smart Care S.r.l. in Intesa Sanpaolo S.p.A.

Trattasi di una società specializzata nella prestazione di servizi accessori ad alcuni prodotti assicurativi offerti da società del Gruppo. Non ha dipendenti ma opera con personale distaccato da ISP. L'operazione sarà preceduta dalla (i) rilevazione, da parte di ISP, della quota societaria detenuta da Intesa Sanpaolo Vita S.p.A. e dalla (ii) cessione, da parte della società incorporanda, di taluni asset strumentali e dispositivi tecnologici a favore di Intesa Sanpaolo Assicura S.p.A. (società della Divisione Insurance), destinata a portare avanti la nuova operatività.

Poiché al momento della stipula dell'atto di fusione le due società risulteranno interamente possedute dalla società incorporante, la fusione avverrà con le modalità semplificate previste dall'art. 2505 del Codice Civile con decorrenza degli effetti contabili e fiscali dal 1° gennaio 2022.

Il 30 giugno 2022, una volta ricevute le necessarie approvazioni da parte delle autorità di vigilanza, è stata perfezionata da parte di Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking, attraverso la propria controllata lussemburghese Fideuram Bank (Luxembourg) S.A., l'acquisizione del 100% della Compagnie de Banque Privée Quilvest S.A. (CBPQ), banca private lussemburghese, controllata interamente dalla holding Quilvest Wealth Management, con filiali in Belgio, che conta circa 140 dipendenti e serve una solida base di clienti High Net Worth Individual europei ed extraeuropei, con circa 8 miliardi di asset gestiti (inclusi i prestiti).

L'operazione, che fa seguito all'accordo sottoscritto il 17 settembre 2021, porterà alla creazione di un ulteriore hub nell'Unione Europea, accanto a Reyl & Cie in Svizzera, destinato alla clientela europea ed internazionale che consentirà di sviluppare le attività di private banking in aree con promettenti previsioni di crescita, come il Lussemburgo ed il Belgio.

Nel corso del 2023, Fideuram Bank (Luxembourg) verrà fusa con la società acquisita per il tramite di un'operazione di fusione inversa in cui sarà la stessa CBPQ ad incorporare Fideuram Bank (Luxembourg). La nuova realtà beneficerà così dell'ingresso di un team di manager con competenze consolidate nell'offerta di servizi private alla clientela internazionale.

Il prezzo corrisposto alla data del closing, pari a 180 milioni, è stato riconosciuto sulla base della situazione patrimoniale della società al 31 dicembre 2021 e sarà soggetto ad un aggiustamento entro il Bilancio 2022 per tener conto delle variazioni patrimoniali della società intervenute tra il 31 dicembre 2021 ed il closing.

Con riferimento all'allocazione del costo di acquisizione e alla rilevazione al fair value di attività e passività del soggetto acquisito e nuove attività intangibili non già iscritte nel bilancio di CBPQ, in primis quelle legate al valore delle masse in gestione/amministrazione, avvalendosi della facoltà prevista dall'IFRS 3 che concede al soggetto acquirente 12 mesi per completare in via definitiva il processo di PPA (Purchase Price Allocation), in occasione della Relazione semestrale al 30 giugno 2022 si è optato per esporre un importo provvisorio dell'avviamento derivante dall'aggregazione aziendale, pari alla differenza tra il costo di acquisizione e il patrimonio netto IAS/IFRS di CBPQ alla data del closing (91 milioni). Le attività di allocazione del costo di acquisizione saranno completate in via definitiva entro il Bilancio 2022.

Si evidenzia inoltre che nel corso del secondo trimestre del 2022 il Gruppo, avvalendosi delle disposizioni di cui all'art. 15 del D.L. n. 185/2008, ha provveduto al riallineamento dei valori fiscali di alcune attività intangibili iscritte in seguito alle operazioni straordinarie e di riorganizzazione aziendale, nonché di acquisizione di partecipazioni di controllo, effettuate nel corso del 2021. I citati riallineamenti hanno generato un beneficio al conto economico consolidato del secondo trimestre per complessivi 117 milioni, dei quali: 43,3 milioni riconducibili a Intesa Sanpaolo (in relazione all'incorporazione di UBI Banca), 13,2 milioni a Intesa Sanpaolo Private Banking (con riferimento alla scissione da UBI Banca del ramo aziendale "Top Private"), 13,7 milioni a Eurizon Capital (in seguito all'incorporazione di Pramerica SGR), 19,5 milioni a Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking (relativamente all'acquisizione della partecipazione di controllo in Reyl & Cie) e 27,3 milioni a Intesa Sanpaolo Vita (per effetto dell'acquisizione del 100% di Cargeas).

I maggiori valori delle attività immateriali rilevati nel bilancio di esercizio per effetto di un'operazione straordinaria (conferimento di azienda, fusione o scissione) possono essere oggetto di affrancamento ai sensi dell'art. 15, comma 10, D.L. n. 185/2008, subordinatamente al versamento di un'imposta sostitutiva del 16%, effettuato in un'unica soluzione entro il termine di versamento a saldo delle imposte sui redditi relative all'esercizio nel corso del quale è stata realizzata l'operazione (2021), pertanto entro il 30 giugno 2022. L'imposta sostitutiva, al pari delle imposte dirette che sostituisce, non è deducibile ai fini dell'IRES, dell'IRAP e di eventuali addizionali. Gli effetti del riallineamento decorrono dal periodo d'imposta in cui l'imposta sostitutiva è versata (quindi dal 2022). La deduzione delle quote di ammortamento delle attività immateriali oggetto di affrancamento è effettuata a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello nel corso del quale è versata l'imposta sostitutiva (nel caso in esame, quindi, dal 2023).

La disciplina dell'affrancamento in esame, diversamente dal riallineamento di cui all'art. 110, commi 8 e 8-bis, del D.L. n. 104/2020, non richiede l'istituzione di un alcun vincolo di sospensione d'imposta sulle preesistenti riserve e, dunque, non necessita di alcuna delibera assembleare.

A completamento dell'informativa sui primi sei mesi del 2022, si conferma la prosecuzione del piano di uscite volontarie incentivate ai sensi dell'accordo sindacale del 29 settembre 2020 ed il perfezionamento delle prime uscite relative all'accordo del 16 novembre 2021.

Si segnala infine che, nell'ambito del comparto assicurativo, il 19 luglio 2022 è stato reso pubblico l'accordo mediante il quale Intesa Sanpaolo Vita e Reale Group hanno avviato una partnership che prevede il conferimento di un ramo d'azienda di Blue Assistance – Società di servizi di Reale Group specializzata nell'assistenza sanitaria – alla nuova società InSalute Servizi. Quest'ultima, che sarà partecipata al 65% da Intesa Sanpaolo Vita ed al 35% da Blue Assistance, opererà all'interno della Divisione Insurance di Intesa Sanpaolo e sarà dedicata alla gestione dei sinistri e allo sviluppo di un network di strutture sanitarie convenzionate (TPA – Third Part Administrator) a supporto dell'offerta assicurativa di Intesa Sanpaolo RBM Salute. Il closing dell'operazione è previsto entro il primo semestre del 2023, previo ottenimento delle autorizzazioni necessarie. InSalute Servizi sarà attiva nella gestione delle prestazioni sanitarie e assistenziali verso la clientela captive di Intesa

Sanpaolo, verso i Fondi Sanitari Integrativi, le Casse Assistenziali, le Mutue, le Aziende e gli altri Enti operanti nei comparti della sanità integrativa e dell'assistenza, confermando la strategia della Divisione Insurance di Intesa Sanpaolo ed il suo piano di sviluppo nell'assicurazione sanitaria, avviato nel 2020 con l'acquisizione di RBM Salute. La società di servizi di Reale Group proseguirà, parallelamente a questa nuova joint venture, le proprie attività con le Compagnie del Gruppo Intesa e il business extra-captive, senza alcuna variazione di impegno rispetto alle strategie pianificate.

Nell'attuale contesto macro-economico molto difficile, che sta determinando profonde conseguenze sull'economia mondiale con riflessi decisamente negativi in termini di considerevole aumento dell'inflazione, dei prezzi energetici, dei beni alimentari e, in generale, di tutti i prezzi al consumo, Intesa Sanpaolo si dimostra sempre attenta ai bisogni della società a sostegno delle persone e delle imprese con tutti gli strumenti a disposizione.

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In particolare, per venire incontro alle persone del Gruppo che si trovano anch'esse, insieme alle loro famiglie, a fronteggiare un contesto economico particolarmente critico, il Gruppo ha deciso di intervenire con un'erogazione liberale straordinaria di 500 euro lordi pro-capite in favore di tutto il personale in Italia e all'estero in servizio alla data del 30 giugno 2022, ad esclusione di quello con qualifica di dirigente o retribuzione equivalente, per complessivi 48 milioni.

Il Piano d'Impresa 2022-2025

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha dimostrato, negli ultimi anni, di essere in grado di generare valore per tutti gli stakeholder, realizzando importanti risultati anche in contesti esterni difficili, in particolare durante la crisi COVID-19 e il recente conflitto in Ucraina.

Oggi Intesa Sanpaolo si presenta tra i principali operatori del settore ed è ben posizionata per cogliere le future opportunità, grazie a molteplici punti di forza, fra i quali un'indiscussa solidità patrimoniale, un modello di business flessibile, un network internazionale consolidato, continui investimenti in tecnologia e una posizione di primo piano in ambito ESG.

In questi primi mesi è stato dato pieno avvio alle principali iniziative industriali del Piano d'Impresa 2022-2025, un Piano che proietta la Banca nel prossimo decennio, confermando l'obiettivo di 6,5 miliardi di risultato netto al 2025 e il 70% di dividend payout in ogni anno del Piano d'Impresa.

L'aspettativa di tassi in rialzo, la capacità della Banca di gestire i costi con forte attenzione e flessibilità, il massivo deleveraging realizzato – grazie al quale sono stati raggiunti i livelli più bassi di sempre in termini di stock di crediti deteriorati e NPL ratio – rappresentano il volano per un'ulteriore crescita, anche in un contesto di grande complessità come è quello attuale.

Il Gruppo ha l'ambizione di essere un Wealth Management, Protection & Advisory leader nel panorama europeo, caratterizzato da Zero-NPL, dalla forte spinta digitale e dal focus sulle commissioni, continuando allo stesso tempo ad eccellere in ambito ESG e offrendo la migliore esperienza professionale per le proprie Persone. Questo insieme di ingredienti consentirà ad Intesa Sanpaolo di rappresentare anche il migliore investimento per gli Azionisti, sia in una logica di breve che di medio-lungo periodo.

Questi obiettivi verranno conseguiti attraverso una strategia imperniata su quattro cardini fondamentali (i "Pillar" del Piano) e sviluppata grazie alla qualità delle Persone che compongono la Banca:

  • − massivo de-risking upfront, abbattendo il costo del rischio;
  • − riduzione strutturale dei costi, grazie alla tecnologia;
  • − crescita delle commissioni, grazie a Wealth Management, Protection e Advisory;
  • − forte impegno ESG, con una posizione ai vertici mondiali per impatto sociale e grande focus sul clima.

Massivo de-risking upfront, abbattendo il Costo del rischio

Nella prima parte dell'anno Intesa Sanpaolo ha conseguito un ulteriore miglioramento della qualità dell'attivo, con una riduzione dei crediti deteriorati lordi di 4,1 miliardi rispetto a fine 2021, favorita anche dalle operazioni di de-risking più sotto descritte. Sono stati così conseguiti in anticipo gli obiettivi di Piano, portando l'incidenza dei crediti deteriorati lordi all'1,8% e dei netti all'1,0%, secondo la metodologia EBA.

In parallelo sono state completate quattro operazioni di trasferimento del rischio di credito (cartolarizzazioni sintetiche) per complessivi 5,9 miliardi, dei quali 1,9 miliardi finalizzati nel primo trimestre su un portafoglio di crediti immobiliari commerciali e 4 miliardi nel secondo trimestre su un portafoglio di mutui residenziali e contratti di leasing. L'unità Active Credit Portfolio Steering ha inoltre rafforzato le iniziative di efficientamento del capitale e migliorato le strategie di credito, indirizzando circa 11 miliardi di nuovi prestiti verso settori a basso rischio / alto rendimento.

L'evoluzione delle strategie creditizie è proseguita, tra l'altro, con la piena integrazione dell'ESG Sectorial Strategy (Heatmap ESG) e l'avvio delle attività per l'estensione del framework alle Banche estere del Gruppo, partendo da Banca Intesa Beograd e VUB Banka. Lo sviluppo del progetto ESG-Climate Credit Framework si pone come obiettivo l'Integrazione delle metriche

ESG-Climate nel processo di underwriting. L'avvio del progetto Nuovo Framework Settoriale ha invece la finalità di far evolvere i principali processi del credito (di concessione e di gestione proattiva del credito) integrandoli con le informazioni settoriali.

È proseguito il piano degli sviluppi informatici del Programma Nuova Concessione del Credito (ONE), con l'obiettivo di estendere l'utilizzo del nuovo processo digitale, ampliandone il perimetro e i prodotti gestiti.

Nell'ambito della gestione proattiva degli altri rischi, la protezione antifrode in ambito cybersecurity è stata estesa a nuovi prodotti e servizi per la clientela retail, ricorrendo anche a soluzioni di Intelligenza Artificiale (A.I. – Artificial Intelligence). Sono state adottate soluzioni di Open Source Intelligence per potenziare la capacità di intelligence sulle minacce informatiche. È stato lanciato l'Anti Financial Crime Digital HUB (AFC Digital Hub) con l'obiettivo di combattere il riciclaggio di denaro e il terrorismo con nuove tecnologie.

Con riferimento in particolare alle iniziative di de-risking, nel primo semestre 2022 sono state portate avanti le attività di strutturazione delle operazioni di cessione dei portafogli preliminarmente individuati nel corso del 2021, il cui perfezionamento è atteso nella seconda parte dell'esercizio.

Ad integrazione di quanto già illustrato nel Bilancio 2021, si segnala che il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo il 15 marzo 2022 ha approvato il conferimento al fondo Back2Bonis19 di una esposizione creditizia di Intesa Sanpaolo, classificata ad inadempienza probabile (NBV 216 milioni), a fronte della sottoscrizione di nuove quote del fondo stesso, del quale Intesa Sanpaolo risultava il secondo partecipante con circa il 29% delle quote, grazie ai conferimenti effettuati anche dalla ex UBI Banca20. Il closing dell'operazione è avvenuto l'11 aprile 2022. Al momento del closing ISP ha pertanto proceduto alla cancellazione dell'esposizione e alla contestuale rilevazione al fair value, quale valore di prima iscrizione, delle quote ricevute dal fondo. Dal momento che il valore di conferimento concordato con la SGR (supportato dall'apposita analisi di congruità) è risultato allineato al NBV dei crediti oggetto di conferimento, l'operazione non ha comportato la rilevazione di effetti economici.

Alla fine del mese di aprile è stata perfezionata, per il tramite di una operazione di cartolarizzazione con successiva richiesta di rilascio della garanzia statale "GACS", la cessione di un portafoglio di sofferenze per 3,9 miliardi lordi (0,9 miliardi netti) che al 31 dicembre 2021 risultavano contabilizzate fra i crediti deteriorati sulla base di quanto previsto dal principio IFRS 9, ovvero fattorizzando uno scenario probabilistico di vendita secondo prezzi di mercato.

Riduzione strutturale dei Costi, grazie alla tecnologia

La costituzione della nuova Banca Digitale (Isybank) è stata ben avviata. È operativa l'unità "Domain Isy Tech" con 230 specialisti dedicati ed è stato finalizzato il contratto con Thought Machine. La squadra manageriale è stata potenziata con l'assunzione del nuovo responsabile di Isybank e dei nuovi responsabili della Direzione Sales & Marketing Digital Retail e del Domain Isy Tech.

In vista del lancio della Digital Bank, sono state definite l'offerta target e le funzionalità di Isybank, nonché la roadmap per la migrazione dei clienti ISP; è stato inoltre consolidato il masterplan tecnologico e ne è stata avviata l'implementazione.

Come già trattato nel paragrafo "Gli impatti della pandemia da COVID-19" sta procedendo la realizzazione del progetto Next Way of Working, finalizzato ad una migliore conciliazione dei tempi di vita lavorativa e familiare, che prevede l'adeguamento degli spazi lavorativi alle esigenze legate ad un maggior ricorso allo smart working.

É proseguito il percorso di razionalizzazione della rete distributiva retail, che ha visto la chiusura di circa 500 filiali a partire dal quarto trimestre 2021. Allo stesso modo, si è consolidata la razionalizzazione del patrimonio immobiliare in Italia, con una riduzione di circa 260 mila metri quadri tra il quarto trimestre 2021 e il primo semestre 2022. Sono stati inoltre venduti 23 immobili di proprietà per un valore di circa 24 milioni.

L'insourcing delle competenze core IT è stato avviato con l'assunzione di circa 270 risorse. Il laboratorio di intelligenza artificiale di Torino (AI Lab) è già operativo (costituito Centai Institute). La piattaforma digitale per la gestione analitica dei costi è stata attivata ed è pienamente operativa. Sono state già identificate più di 20 iniziative di efficientamento. È stata condotta una selezione di strumenti per supportare le attività di negoziazione e di ricerca di potenziali fornitori.

Nel primo semestre 2022 sono state perfezionate circa 1.000 uscite volontarie21 (circa 3.850 le cessazioni dal 2021), che contribuiranno ulteriormente al contenimento dei costi.

Proseguono le attività per estendere l'infrastruttura tecnologica a tutto il Gruppo, incluso il perimetro Internazionale, attraverso lo sviluppo di un unico sistema core banking / digitale di front end. Le attività progettuali per l'adozione della nuova piattaforma target di core banking system all'estero sono state avviate in Slovacchia e Albania.

A testimonianza dell'eccellenza delle soluzioni tecnologiche sviluppate dal Gruppo, l'App Mobile di Intesa Sanpaolo è stata nuovamente riconosciuta da Forrester come "Overall Digital Experience Leader" e quest'anno si è classificata prima tra tutte le app bancarie dell'area EMEA (Europe, Middle East, Africa) che sono state valutate.

Crescita delle Commissioni, grazie a Wealth Management, Protection & Advisory

Il nuovo modello di servizio per la clientela Exclusive è stato completamente implementato. Il servizio di consulenza evoluta "Valore Insieme", dedicato ai clienti Affluent ed Exclusive, è stato potenziato con nuovi prodotti assicurativi e di asset management; anche grazie a questi interventi, nel primo semestre sono stati sottoscritti circa 26 mila nuovi contratti e ottenuti 8,2 miliardi di nuovi flussi di attività finanziarie. A supporto dei gestori sono state introdotte nuove funzionalità di Robo4Advisor di BlackRock per generare consigli di investimento su prodotti selezionati (fondi, certificates e prodotti assicurativi). Sono state inoltre adottate le piattaforme Aladdin Wealth e Aladdin Risk di BlackRock per i servizi di investimento.

19 Fondo di credito costituito nel 2019 dal Gruppo Prelios e da AMCO con l'obiettivo di creare una piattaforma multi-originator per gestire posizioni classificate ad inadempienza probabile con sottostante immobiliare.

20 Sulla base della percentuale di possesso e della partecipazione al processo decisionale del fondo, a fine 2021 l'investimento risultava iscritto nel bilancio consolidato del Gruppo ISP tra le interessenze sottoposte a influenza notevole ai sensi dello IAS 28 ad un valore di 141 milioni. Al 30 giugno 2022, anche in seguito al perfezionamento dell'operazione, il valore di bilancio dell'investimento risultava salito a circa 397 milioni. Si segnala in proposito che nel mese di giugno è stata perfezionata un'operazione di swap in contropartita con un'altra banca italiana avente per oggetto parte delle quote del fondo Idea CCR II detenute da ISP a fronte della sottoscrizione delle quote del fondo Back2Bonis detenute dalla controparte.

21 Riferite agli accordi già firmati con i sindacati.

Sono state sviluppate nuove funzionalità per gli strumenti di consulenza dedicati alla clientela UHNWI (Ultra High Net Worth Individuals), è stato rafforzato il modello di servizio per i family office ed è in corso un progetto per includere i principi ESG nel modello di consulenza e nel reporting. È stato avviato un progetto di sviluppo dell'offerta creditizia destinato alle reti distributive di Fideuram e ISPB. È stata integrata con successo ed è pienamente operativa la piattaforma online di investimento e trading (ex IW Bank) in Fideuram. Il rafforzamento della divisione Private Banking in ambito internazionale è proseguito con l'acquisizione di Compagnie de Banque Privée Quilvest S.A. (CBPQ) e l'integrazione di Reyl (completata migrazione IT e razionalizzazione presenza in America Latina).

Sono stati lanciati molteplici nuovi prodotti di asset management e assicurativi dedicati alle reti distributive del Gruppo, prevedendo, tra l'altro, un'offerta dedicata per i clienti con eccesso di liquidità ed è proseguito il rafforzamento dell'offerta di prodotti ESG di asset management e assicurativi, con un'incidenza sul totale del risparmio gestito di Eurizon cresciuta al 49%.

È stato avviato il Programma Caring, che prevede una suite di servizi assicurativi, di gestione del risparmio e di supporto alla persona pensati per le esigenze della clientela senior. L'offerta danni si è poi arricchita con soluzioni dedicate alla tutela della salute e con prodotti dedicati alla clientela corporate. Ulteriore sviluppo nel business della protezione e della salute sarà inoltre garantito dalla futura operatività di "InSalute Servizi", un nuovo Third-Party Administrator in collaborazione con Reale Group.

Numerose le iniziative dedicate alle aziende e alle financial institution:

  • − è stata lanciata la piattaforma digitale IncentNow e sono stati avviati webinar e workshop per fornire informazioni alle aziende clienti in merito ai bandi pubblici relativi al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza;
  • − sono state avviate iniziative di advisory focalizzate sulla clientela corporate nei settori Infrastrutture, TMT ed Energia, connesse a tematiche selezionate e a piani di ripresa post pandemia;
  • − si presenta in forte sviluppo la consulenza ESG alle aziende per guidare la transizione energetica con un approccio scalabile, con focus sui settori dell'energia, delle infrastrutture e dell'Automotive&Industry;
  • − è in corso il potenziamento delle piattaforme digitali al servizio della clientela Corporate, con focus sui servizi Cash e Trade e sull'offerta di Global Markets anche mediante il lancio di Cardea, piattaforma innovativa e digitale per le istituzioni finanziarie.

Prosegue lo sviluppo dei pagamenti digitali, che a fine giugno ammontavano a 51 milioni (15 milioni a giugno 2021). Il recente perfezionamento dell'accordo con ENEL per l'acquisizione congiunta della Fintech Mooney Group S.p.A. (si veda in proposito il precedente paragrafo "Gli eventi rilevanti"), permetterà al Gruppo Intesa Sanpaolo di acquisire nuovi clienti e di espandere il modello di servizio digitale a livello internazionale. Intesa Sanpaolo è stata inoltre la prima banca in Europa ad attivare Huawei Pay, attraverso l'app Huawei Wallet, per le carte PagoBancomat, ampliando così l'offerta di servizi di pagamento per i nostri clienti privati e supportando il piano di sviluppo del circuito nazionale.

La Banca ha lanciato un'iniziativa di value proposition ESG per i segmenti di clientela corporate e PMI delle Banche del Gruppo in Slovacchia, Ungheria, Croazia, Serbia ed Egitto, definendo i settori prioritari oggetto della strategia commerciale ed è in corso lo sviluppo di sinergie tra la Divisione IMI Corporate & Investment Banking e le Banche del Gruppo in Slovacchia, Repubblica Ceca, Croazia e Ungheria. È proseguito il rafforzamento del modello di Servizio per la clientela condivisa con Banca dei Territori ed è stato finalizzato l'accordo (Master Cooperation Agreement) su Bancassurance con un primario gruppo assicurativo per la distribuzione di prodotti su 5 Banche Locali (Slovacchia, Croazia, Ungheria, Serbia, Slovenia). Sta inoltre proseguendo l'ampliamento dei servizi digitali in diversi Paesi di presenza del Gruppo, in ambito Corporate & SME, Retail e Wealth Management.

Forte impegno nell'ESG, con una posizione ai vertici mondiali per impatto sociale e grande focus sul clima

Intesa Sanpaolo si conferma come motore dell'economia reale e sociale del Paese attraverso erogazioni a medio e lungo termine a favore di famiglie e imprese.

La Banca sta portando avanti e rafforzando l'impegno sociale attraverso numerose iniziative, tra le quali figurano gli interventi a favore dei bisognosi, il credito sociale e l'impegno a sviluppare uno dei più grandi programmi di social housing in Italia.

Viene altresì confermato il forte impegno per lo sviluppo della cultura e il supporto alla promozione dell'innovazione.

Grande attenzione è inoltre riservata ai temi green economy, circular economy e transizione ecologica, anche in relazione al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza 2021-2026.

In tutte le aree di business sono stati implementati gli obiettivi di zero emissioni nette.

La Governance ESG è stata rafforzata: dallo scorso aprile il Comitato Rischi è stato trasformato nel Comitato Rischi e Sostenibilità ed ha acquisito maggiori responsabilità sulle tematiche ESG.

Si rimanda per ulteriori approfondimenti al paragrafo ESG e Sostenibilità.

Le persone del Gruppo sono la risorsa più importante

Il Gruppo mette costantemente in atto una serie di iniziative dedicate al rafforzamento del proprio capitale umano, che rappresenta la risorsa più importante per il raggiungimento dei propri obiettivi di Piano.

L'assunzione di professional, unitamente alla riqualificazione e alla formazione delle risorse interne, garantisce il mantenimento e lo sviluppo di skill adeguate a superare le sfide che il Gruppo dovrà affrontare nei prossimi anni. Proseguono inoltre l'International Talent Program e le iniziative mirate di sviluppo e formazione destinate alle risorse chiave del middle management.

Nel corso del primo semestre, Intesa Sanpaolo e Nextalia SGR hanno dato vita alla newco Digit'Ed, nuova società che si pone l'obiettivo di diventare leader internazionale nella formazione e nel digital learning (si veda in proposito il precedente paragrafo "Gli eventi rilevanti").

Particolare attenzione viene inoltre posta al benessere delle persone, per favorire il quale vengono costantemente organizzati live webinar, podcast, contenuti video e altre iniziative tematiche.

Come già indicato, è stato implementato il nuovo piano d'incentivazione a lungo termine per supportare gli obiettivi del Piano d'Impresa e favorire l'imprenditorialità individuale.

Sono stati definiti e condivisi gli obiettivi di Diversity&Inclusion 2022 per ogni unità organizzativa, inclusa l'implementazione del nuovo impegno per la parità di genere nell'accesso ai ruoli di senior leadership, ed è stato avviato il monitoraggio degl i obiettivi relativi al 2022 per ogni Divisione ed Area di Governo.

L'attenzione riservata da Intesa Sanpaolo alle proprie persone è stata premiata attraverso il conseguimento di due importanti riconoscimenti, il Top Employer 2022, attribuito alla nostra banca dal Top Employers Institute, e il posizionamento al primo posto nella classifica Top Companies 2022 di LinkedIn.

In considerazione della forte valenza ESG attribuita da Intesa Sanpaolo allo sviluppo delle proprie persone, si rimanda per ulteriori informazioni al successivo paragrafo ESG e Sostenibilità.

ESG e sostenibilità

Nel primo semestre 2022 il Gruppo Intesa Sanpaolo ha avviato le attività per il perseguimento degli obiettivi dichiarati nel Piano d'Impresa 2022-2025, in cui le tematiche ESG rappresentano uno dei quattro pilastri per la solida e sostenibile creazione di valore e per l'ulteriore rafforzamento della leadership di Intesa Sanpaolo in ambito sostenibilità. Con un'attenzione allo scenario globale e, segnatamente, al conflitto Russia-Ucraina, come già indicato, il Gruppo si è impegnato in molteplici iniziative umanitarie a favore della popolazione dell'Ucraina e delle persone della controllata Pravex Bank.

Intesa Sanpaolo continua ad essere un modello di riferimento per la sostenibilità come dimostrato dal posizionamento ai vertici nei principali indici e classifiche: è l'unica Banca italiana presente nei Dow Jones Sustainability Indices World e Europe ed è classificata prima tra i peers da MSCI, Sustainalytics e Bloomberg (ESG Disclosure Score); nel corso del 1° semestre, Intesa Sanpaolo è stata confermata nel Bloomberg GEI Index, ha ricevuto il premio S&P Global Sustainability Award – Bronze Class (febbraio 2022) ed è stata riconosciuta Best Italian Company in ESG (Large Cap) nella classifica di Institutional Investor (luglio 2022).

Il Gruppo ha aderito a tutte le principali iniziative delle Nazioni Unite, tra cui il Global Compact, riguardanti il settore finanziario nell'ambito della sostenibilità e che si inquadrano nell'ambito del raggiungimento degli UN Sustainable Development Goals: i Principles for Responsible Banking, i Principles for Sustainable Insurance e i Principles for Responsible Investment. Intesa Sanpaolo supporta le raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD) e ha pubblicato nel 2021 il suo primo TCFD Report, che include specifiche informazioni sul clima in conformità a tali Raccomandazioni; inoltre, la Banca ha adottato gli Stakeholder Capitalism Metrics sviluppati dal World Economic Forum, un insieme di indicatori e informative ESG che danno evidenza dell'impegno per la creazione di valore a lungo termine e del contributo agli UN Sustainable Development Goals. Nel mese di giugno Intesa Sanpaolo è diventata "investor signatory" di CDP, favorendo ulteriormente la trasparenza sui temi climatici e ambientali.

A testimonianza dell'impegno nel contrasto al cambiamento climatico, il Gruppo ha aderito a tutte le alleanze Net-Zero promosse dalla UNEP Finance Initiative: Net-Zero Banking Alliance (NZBA), Net-Zero Asset Managers Initiative (NZAMI), Net-Zero Asset Owner Alliance (NZOA) e Net-Zero Insurance Alliance (NZIA) e ha definito, all'interno del Piano d'Impresa 2022-2025, gli obiettivi di riduzione delle emissioni al 2030 allineati al Net-Zero per i settori dell'oil&gas, della produzione di energia, dell'automotive e dell'estrazione del carbone. Intesa Sanpaolo si impegna inoltre a portare le emissioni proprie a Net-Zero nel 2030, anche con l'acquisto del 100% di energia da fonti rinnovabili nel Gruppo (tale obiettivo è già stato raggiunto in Italia nel 2021). In seguito all'adesione del Gruppo alle alleanze Net-Zero, nell'aprile 2022 l'impegno di Intesa Sanpaolo alla convalida SBTi è stato pubblicato sul sito web SBTi.

È stata inoltre attivata la partecipazione della Banca in varie task force delle Net-Zero Alliances e della Glasgow Financial Alliance for Net-Zero (GFANZ), al fine di supportare la definizione degli obiettivi (target setting) per l'attività bancaria, l'asset management e l'attività assicurativa. A giugno 2022, GFANZ ha pubblicato un rapporto intermedio per la consultazione "Financial Institution Net-zero Transition Plans", in cui nel capitolo Metrics and Targets Intesa Sanpaolo è stata menzionata come best practice per i suoi target annunciati nel Piano d'Impresa 2022-2025.

In relazione alla conservazione del capitale naturale, il Piano d'Impresa 2022-2025 prevede lo sviluppo di una specifica policy sulla biodiversità e un importante progetto di riforestazione, con l'obiettivo di oltre 100 milioni di alberi piantati direttamente o tramite finanziamenti alla clientela; si segnala che Intesa Sanpaolo è già attiva in derivati legati alle quote di emissione di CO2 nell'ambito dell'European Emission Trading Scheme (ETS), mentre per quanto riguarda il mercato volontario, è in fase di sviluppo un nuovo modello di servizio focalizzato sulle attività di gestione forestale, con una proposta iniziale incentrata sui finanziamenti e sulla consulenza alle PMI.

In tema di Governance ESG, le Linee guida del Gruppo per la governance dei rischi ESG sono state riviste in linea con gli sviluppi normativi (es. Taxonomy Regulation) e le iniziative climatiche e ambientali in corso e, ad aprile 2022, in occasione del rinnovo degli Organi, il Comitato Rischi è stato ridenominato Comitato Rischi e Sostenibilità con il rafforzamento delle sue attribuzioni in tema di sostenibilità.

Il Programma interno ISP4ESG, avviato nel 2019 per consolidare la leadership di Intesa Sanpaolo nella sostenibilità, è un'iniziativa di significativo impatto che coinvolge tutte le diverse strutture del Gruppo e ha l'obiettivo di integrare le logiche ESG nella strategia e nel modello di business. Nel corso del primo semestre tale Programma ha proseguito le attività negli ambiti dei filoni progettuali previsti: Governance, Credito Sostenibile, Investimenti Sostenibili e Corporate Center. Inoltre, grazie al lavoro svolto dal team del Programma e dai Sustainability Manager e con il supporto della Cabina di regia ESG, che ha confermato il suo ruolo fondamentale nella proposizione strategica per le tematiche ESG, è stato predisposto il Piano ESG di Gruppo che, come indicato, rappresenta uno dei quattro pillar del nuovo Piano di Impresa 2022-2025. Il Piano non solo pone la sostenibilità come uno dei 4 pilastri della strategia della Banca, ma ne aumenta l'impegno, conferma e rafforza ulteriormente l'attenzione di Intesa Sanpaolo ai temi sociali e culturali, al contrasto del cambiamento climatico e al tema della biodiversità. All'interno del Programma o come ambiti ad esso collegati si evidenziano le seguenti progettualità strategiche e di rilievo per il Gruppo: il percorso di definizione dei processi di messa a terra e monitoraggio del Target Setting avviato a valle dell'adesione alle specifiche alleanze in ambito Net-Zero; il progetto ESG-Climate Credit Framework per l'introduzione di fattori ESG nella valutazione del portafoglio creditizio del Gruppo; il progetto EU Taxonomy Green Enhancement, avviato nel primo semestre 2022, per indirizzare le attività rivolte a identificare l'allineamento del portafoglio crediti a tali regolamenti. Infine, focalizzato sull'ambito disclosure, è proseguito il progetto ESG Reporting, iniziato nel 2021, per guidare le diverse esigenze di reporting emergenti in ambito ESG al fine di tener conto degli obblighi regolamentari e degli standard volontari a cui si è aderito.

L'inclusione finanziaria e il sostegno al tessuto produttivo

Intesa Sanpaolo si è confermata punto di riferimento a sostegno del sistema economico del Paese: nel primo semestre la Banca ha destinato nuovo credito a medio lungo termine all'economia reale per circa 42,2 miliardi di euro, dei quali 32,4 miliardi in Italia. Inoltre Intesa Sanpaolo, a supporto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ha messo a disposizione un plafond di oltre 400 miliardi di finanziamenti a medio-lungo termine per imprese e famiglie con l'obiettivo di rafforzare la crescita del Paese nell'orizzonte 2021-2026.

Nel nuovo Piano d'Impresa, il Gruppo ha previsto importanti iniziative con finalità sociali, impegnandosi a erogare nuovo credito in tale ambito per circa 25 miliardi a sostegno delle attività non-profit, delle persone vulnerabili, che hanno difficile accesso a forme di finanziamento o che sono state colpite da calamità naturali. Nei primi sei mesi dell'anno sono stati erogati oltre 522 miliardi di social lending.

In particolare, si evidenziano finanziamenti a sostegno di enti non-profit per 170 milioni e la messa a disposizione di 21 milioni nell'ambito del Fund for Impact. Con riferimento a quest'ultimo, esso prevede un sostegno diretto a famiglie e individui per garantire un accesso più ampio e sostenibile al credito, con programmi dedicati come: "per Merito", la prima linea di credito non garantita dedicata a tutti gli studenti universitari, "Mamma@work", un prestito a condizioni agevolate rivolto alle madri lavoratrici per conciliare maternità e lavoro nei primi anni di vita dei figli, "per Crescere", per la formazione e l'educazione dei bambini in età scolare rivolto alle famiglie a basso reddito, "per avere Cura", per sostenere le famiglie che si prendono cura di persone non autosufficienti, e altre soluzioni (es. Obiettivo Pensione, "per Esempio" e "XME StudioStation").

Infine, il nuovo Piano d'Impresa ha previsto finanziamenti dedicati al nuovo tema della rigenerazione urbana, prevedendo interventi in infrastrutture e servizi sostenibili, ospedali, reti a banda larga e mobilità smart. Nel primo semestre 2022, Intesa Sanpaolo ha assunto impegni per oltre 500 milioni di euro di nuovi finanziamenti per il sostegno agli investimenti in student housing, servizi e infrastrutture sostenibili, in aggiunta alle più importanti iniziative di riqualificazione urbana in corso in Italia. Sono state inoltre promosse delle iniziative accademiche per definire metodologie di valutazione ESG per l'impatto degli interventi di rigenerazione urbana.

Supporto per far fronte ai bisogni sociali

L'impatto sociale che Intesa Sanpaolo si è impegnata a generare nell'arco dei prossimi anni rappresenta il naturale proseguimento dell'impegno e dell'attenzione che ha sempre dedicato ai bisogni delle persone e delle comunità in cui opera. Nel Piano d'Impresa 2022-2025 il Gruppo ha annunciato investimenti e donazioni per 500 milioni a favore dei giovani e delle persone vulnerabili. In particolare Intesa Sanpaolo, da sempre attenta a investire sui giovani anche per promuovere l'occupazione e il diritto all'istruzione, sostiene Giovani e Lavoro, il programma nato dalla partnership tra Intesa Sanpaolo e Generation Italy, che ha l'obiettivo di offrire nell'orizzonte del Piano d'Impresa corsi di formazione gratuiti a oltre 3 mila giovani tra i 18 e i 29 anni attualmente non occupati, per aiutarli ad acquisire le competenze che le aziende ricercano; nel primo semestre 2022 il programma ha visto la partecipazione di 5.500 giovani candidati, circa 1.000 studenti intervistati e 400 studenti formati/in formazione attraverso 17 corsi. Oltre 2.600 sono stati gli studenti formati/in formazione dal 2019 e oltre 2.200 le aziende coinvolte dall'inizio del Programma. A maggio è stata avviata la seconda edizione del programma Generation4Universities, finalizzato ad aiutare gli studenti di talento all'ultimo anno di università e che offre stage a circa 100 studenti provenienti da 36 università, coinvolgendo 31 aziende italiane di primo livello come potenziali datori di lavoro.

Nell'ambito dei programmi di educazione inclusiva, nel primo semestre dell'anno sono state rafforzate le partnership con le principali università e scuole italiane (circa 600 scuole e oltre 1.900 studenti tra gennaio e giugno), sostenendo il merito e la mobilità sociale ed è stato lanciato il progetto School4Life per combattere l'abbandono scolastico precoce, con la collaborazione di aziende e scuole in stretto contatto con studenti, insegnanti e famiglie. Si evidenzia inoltre l'iniziativa Tesi in Azienda, che mira a indirizzare gli studenti nella scelta dei temi più attuali del mondo del lavoro e che nel primo semestre 2022 ha coinvolto circa 70 studenti.

Tra le iniziative del Piano dedicate ai bisogni delle persone e delle comunità in cui il Gruppo opera, risalta uno dei progetti più estesi di social housing in Italia, rivolto ai giovani e agli anziani, che prevede la promozione di abitazioni (circa 6.000-8.000 nell'orizzonte di Piano) per gli studenti o i giovani lavoratori e per le persone senior con un reddito basso e che vivono da soli, con in corso il set-up del Piano. Inoltre, grazie alla creazione di circa 30 senior community hub, le persone anziane potranno usufruire di attività sociali/di svago e di servizi sanitari e socioassistenziali dedicati.

Infine, nell'ambito del supporto alle persone in difficoltà, Intesa Sanpaolo è da sempre attenta ai temi dell'inclusione e del contrasto alla povertà e tra i principali obiettivi del nuovo Piano è prevista l'espansione del programma di assistenza alimentare e alloggiativa, che permetterà di realizzare oltre 50 milioni di interventi fornendo aiuti concreti sul territorio in Italia e all'estero. Nei primi sei mesi dell'anno sono stati realizzati oltre 6 milioni di interventi (anche a sostegno dell'emergenza umanitaria in Ucraina) includendo 5,8 milioni di pasti, oltre 300.000 dormitori/letti, 73.000 prescrizioni di farmaci, circa 35.000 capi di abbigliamento.

22 Esclusi i finanziamenti legati all'emergenza COVID-19.

Innovazione, trasformazione digitale e cybersecurity

In coerenza con il ruolo strategico attribuito alla digitalizzazione e alla multicanalità, così come esposto nel paragrafo Il Piano d'Impresa 2022-2025, Intesa Sanpaolo si è impegnata per i prossimi anni nell'estensione dell'infrastruttura tecnologica all'intero Gruppo, nella realizzazione della nuova Banca Digitale Isybank e nel rafforzamento del business dei pagamenti digitali. Nondimeno, Il Gruppo attribuisce importanza strategica alla protezione delle informazioni dei clienti e tra gli obiettivi di Piano vi è l'impegno a estendere la protezione antifrode in ambito cybersecurity a nuovi prodotti e servizi per la clientela retail, grazie anche all'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale (A.I. – Artificial Intelligence).

Riconoscendo il valore fondamentale dell'innovazione per la crescita della nuova economia, il Gruppo si è impegnato per la promozione di circa 800 progetti di innovazione nell'orizzonte del nuovo Piano d'Impresa, di cui 139 sono stati lanciati tra gennaio e giugno. Particolare attenzione sarà dedicata alla crescita delle startup ad alto potenziale, fornendo servizi non finanziari (es. percorsi di accelerazione) e in connessione a fondi di venture capital, anche grazie a NEVA SGR.

In particolare, sono in corso iniziative di sviluppo di ecosistemi d'innovazione in tre città italiane: a Torino si è conclusa la terza classe del Programma gestito da Techstars "Torino Cities of the Future" ed è in corso la quarta classe, con 35 startup accelerate dall'avvio nel 2019 (con 11 team italiani), 48 milioni di capitale raccolto e oltre 180 nuove risorse assunte dopo l'accelerazione; a Firenze è terminata la prima classe del programma triennale "Italian Lifestyle Accelerator Program", gestito da Nana Bianca, con 6 startup italiane accelerate (oltre 210 si sono candidate, l'85% italiane) e oltre 2 milioni di capitale raccolto; infine a Napoli è stato avviato il nuovo programma di accelerazione in ambito Bioeconomia "Terra Next", promosso con Cassa Depositi e Prestiti, con il supporto di Cariplo Factory e di diversi partner scientifici locali e con il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica; il programma è rivolto a 8 startup (sono state ricevute circa 130 candidature, di cui l'83% italiane).

Sempre in ambito di sviluppo di ecosistemi d'innovazione, l'iniziativa UP2Stars è rivolta a 40 startup per lo sviluppo di 4 pilastri verticali (Digitale/Industria 4.0; Bioeconomia, con focus su Agritech e Foodtech; Medtech/Healthcare; Aerospace): il primo programma è terminato a maggio (oltre 230 le candidature), il secondo terminerà a luglio (oltre 150 i candidati) ed è iniziata la fase di candidatura per il terzo programma.

Inoltre, sono in corso 2 programmi di accelerazione di sturtup per clienti che prevedono attività di coaching e mentoring a supporto.

Nell'ambito della ricerca applicata, si segnala che sono in corso di sviluppo 12 progetti multidisciplinari nei settori A.I., robotica e neuroscienze.

Per favorire l'accelerazione della business transformation, sono state coinvolte oltre 20 aziende in programmi di open innovation ed è in corso il supporto al "Bando Evoluzioni" di Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Cariplo per la digitalizzazione del Terzo settore.

Attenta alla diffusione della cultura dell'innovazione, la Banca ha lanciato una raccolta di podcast sui temi dell'innovazione ("A Prova di Futuro"); sono inoltre stati realizzati 25 eventi di posizionamento e match-making, che hanno visto il coinvolgimento di oltre 1.700 partecipanti, e pubblicati 6 report di innovazione su tecnologie e tendenze di settore.

Infine, Neva SGR ha previsto di investire circa 100 milioni in startup nel corso del Piano d'Impresa 2022-2025; in particolare in Israele sono stati già investiti oltre 20 milioni negli ambiti IT, Quantum Computing, Agri-Foodtech e Cybersecurity.

I prodotti di investimento sostenibile e assicurazione sostenibile

Intesa Sanpaolo è impegnata a rafforzare ulteriormente l'offerta di prodotti di investimento sostenibile, che integrano i criteri finanziari con considerazioni ambientali, sociali e di governance (ESG), così come dichiarato nel Piano d'Impresa 2022-2025, ponendosi due importanti obiettivi: incrementare il risparmio gestito in fondi classificati ai sensi degli artt. 8 e 9 della Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR) a circa 156 miliardi e raggiungere il 60% del totale Asset under Management in prodotti di investimento sostenibile23 . Eurizon offre una gamma diversificata in tutte le asset class di fondi classificati ai sensi degli artt. 8 e 9 della SFDR, con una penetrazione in aumento al 49% sul patrimonio totale dei fondi gestiti al 30 giugno 2022.

In un'ottica di miglioramento dell'offerta ESG, Fideuram si è impegnata a sviluppare servizi di consulenza ESG dedicati e ha lanciato un programma di formazione completo per la certificazione ESG per i banker, con oltre 25 mila ore di formazione fruite nel primo semestre 2022.

In linea con gli obiettivi di Gruppo e la rilevanza strategica che l'integrazione dei fattori ESG sta assumendo per il settore finanziario ed assicurativo, la Divisione Insurance si è impegnata nello sviluppo di un'offerta ESG dedicata per il ramo danni e nell'arricchimento dell'offerta ESG/climate all'interno della gamma vita di Gruppo: in particolare, ha previsto un rafforzamento dell'offerta unit-linked/multiramo che include opzioni di investimento ESG e un percorso di riduzione della carbon intensity in direzione Net-Zero per gli investimenti diretti.

Il supporto per la transizione ESG/climate

Il grande focus sul clima presente nel nuovo Piano d'Impresa 2022-2025 prevede l'impegno del Gruppo per favorire la transizione verso un'economia a basse emissioni, attraverso azioni dirette di mitigazione delle proprie emissioni e sostenendo le iniziative e i progetti green a favore dei propri clienti; a tal fine sono stati messi a disposizione 76 miliardi di nuovo credito disponibile a supporto della green economy, circular economy e transizione ecologica in relazione al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza 2021-2026, di cui sono stati già erogati circa 24 miliardi nel 2021 e nel 1° semestre 2022.

È stato confermato nel nuovo Piano l'impegno per l'Economia Circolare promuovendo la diffusione di tale modello, rinnovando la partnership con la Fondazione Ellen McArthur e annunciando 8 miliardi di linee di credito per l'economia

23 Perimetro Eurizon – Fondi ex art. 8 e 9 SFDR 2088.

circolare; nella prima metà del 2022 sono stati valutati e validati 192 progetti per un importo di 5,3 miliardi, accordati 2,3 miliardi in 82 transazioni (di cui oltre 1,2 miliardi relativi a green finance) ed erogati 933 milioni (di cui 584 milioni relativi a green finance).

Allo scopo di supportare i clienti nella transizione ESG/climate la Banca mette a disposizione delle imprese clienti Skills4ESG, una piattaforma di formazione online dedicata alle tematiche di sostenibilità e i Nuovi Laboratori ESG (già attivati i primi 3 a Venezia, Padova e Brescia), in collaborazione con partner specializzati. Come già indicato, è previsto anche un servizio di consulenza ESG accelerata alle aziende, con l'obiettivo di guidarle verso la transizione energetica attraverso un approccio scalabile. Nel perimetro delle banche estere, è stata lanciata una proposta di value proposition per i segmenti corporate e PMI delle banche del Gruppo in Slovacchia, Ungheria, Croazia, Serbia ed Egitto.

Per sostenere le PMI che ambiscono a migliorare il profilo di sostenibilità, Intesa Sanpaolo propone il finanziamento S-Loan, declinato in 5 linee di prodotto: S-Loan ESG, S-Loan Diversity, S-Loan Climate Change, S-Loan Agribusiness e S-Loan Tourism. Tra gennaio e giugno sono stati concessi 1,5 miliardi (2,9 miliardi dal lancio). L'offerta è stata ampliata a ottobre 2021 con Digital Loan (D-Loan) volto a migliorare la digitalizzazione delle aziende (16 milioni erogati nei primi sei mesi, 17,4 milioni dal lancio).

Per S-Loan e per la piattaforma di formazione Skills4ESG dedicata ai clienti corporate, nel marzo 2022 la Banca ha vinto il Milano Finanza Banking Awards.

Le Persone del Gruppo

Come dichiarato nel Piano d'Impresa 2022-2025, le persone hanno sempre rappresentato e continuano a rappresentare la risorsa principale del Gruppo, nonché il fattore abilitante al suo successo futuro. La continua valorizzazione, la crescita e la soddisfazione delle Persone rappresentano obiettivi fondamentali da perseguire: il Gruppo continuerà ad investire sui suoi talenti, incentivando la diversità e l'inclusione, creando un ecosistema unico di competenze adeguato all'evoluzione della Banca.

Al fine di supportare la crescita del Gruppo e il ricambio generazionale, nell'arco dell'orizzonte di Piano saranno realizzate 4.600 assunzioni a tempo indeterminato (circa 900 professionisti già assunti nel 2021 e nel primo semestre 2022); è inoltre prevista la riqualificazione/riconversione di circa 8.000 persone verso iniziative prioritarie e strategiche (circa 850 già coinvolte nel 1° semestre 2022).

Sono inoltre previste iniziative diffuse per il benessere e la sicurezza delle persone e nuovi piani di incentivazione a lungo termine al fine di coinvolgere le persone del Gruppo nel raggiungimento degli obiettivi di Piano.

Intesa Sanpaolo continuerà ad investire sui suoi talenti: nel nuovo Piano d'Impresa è stata definita una strategia innovativa a loro dedicata e rivolta a circa 1.000 talenti e key people; nel corso del primo semestre 2022, nell'ambito dell'International Talent Program oltre 100 talenti hanno già completato la formazione e per altre 200 persone è in corso, inoltre circa 430 risorse chiave del middle management sono state coinvolte in iniziative mirate di sviluppo e formazione.

In tema di valorizzazione delle diversità e promozione dell'inclusione, il Gruppo promuove un ambiente inclusivo grazie a una serie di iniziative dedicate e a un focus sulle pari opportunità di genere; inoltre, allo scopo di valorizzare il talento femminile in contesti lavorativi equi ed inclusivi, si è definito nell'ambito del nuovo Piano l'obiettivo del 50% di nuove nomine in posizioni senior riservate alle donne del Gruppo.

In un contesto di continua evoluzione di competenze e flessibilità richieste, è stato studiato un ecosistema di apprendimento basato sia su programmi di riqualificazione e riconversione, sia sulle job community, famiglie professionali con percorsi e titoli omogenei. La formazione rimane l'importante veicolo di crescita delle persone, grazie anche a un'infrastruttura di apprendimento innovativa che prevede l'utilizzo delle più moderne tecnologie (es. Intelligenza Artificiale): l'obiettivo è raggiungere 50 milioni di ore erogate nell'intero arco di Piano; nel 1° semestre 2022 sono state erogate circa 4,5 milioni di ore di formazione, di cui oltre 220.000 ore su tematiche ESG.

Infine, Intesa Sanpaolo con il nuovo Piano intende promuovere la semplificazione dei processi grazie alla tecnologia, declinata nei seguenti obiettivi: sviluppo di un'infrastruttura cloud che abilita una nuova "piattaforma HR" di Gruppo, semplificazione organizzativa per migliorare efficienza e time-to-market e definizione di modelli organizzativi innovativi in aree selezionate del Gruppo.

Il Progetto Cultura

Progetto Cultura è il programma pluriennale di iniziative con cui Intesa Sanpaolo esprime il proprio impegno per la promozione di arte e cultura, contribuendo responsabilmente, in modo diretto e concreto, alla crescita culturale e sociale del Paese. Le attività sono ideate e realizzate dalla Direzione Arte, Cultura e Beni Storici in dialogo con importanti realtà pubbliche e private, nazionali e internazionali. Al settore culturale è attribuito un ruolo fondamentale nel favorire società più innovative, sostenibili e inclusive. In questa logica Progetto Cultura – considerato componente identitaria del Gruppo – rappresenta un fattore chiave per consolidare la leadership di Intesa Sanpaolo in ambito ESG e per rafforzarne la dimensione di banca d'impatto.

Le Gallerie d'Italia

Gallerie d'Italia, il grande progetto museale di Intesa Sanpaolo, dalla metà di maggio si è ampliato: le Gallerie sono diventate 4 con l'apertura del museo di Torino che si aggiunge a quelli di Milano e Vicenza, ed è stata inaugurata a Napoli la nuova sede. È stato presentato il nuovo logo, disegnato dall'architetto Michele De Lucchi sotto la supervisione del Presidente Emerito Giovanni Bazoli, definito come "segno iconico e universale, in grado di rappresentare non solo un articolato sistema museale, ma anche un'identità, un'appartenenza e una filosofia".

Visitatori, progetti espositivi, attività didattiche e inclusive

Nel primo semestre, le visite e le attività si sono svolte nel rigoroso rispetto delle normative anti-COVID. I visitatori sono stati quasi 185.000. L'ingresso è gratuito fino al 18° anno di età.

Il numero delle opere dalle collezioni di proprietà valorizzate sono circa 2.000, di cui 1.100 esposte nei percorsi di visita permanenti e 900 fruibili nei caveau di Milano e Vicenza, cui si aggiunge l'Archivio Publifoto a Torino.

Nei primi mesi dell'anno sono proseguite 7 mostre temporanee aperte alla fine del 2021 e, tra maggio e giugno, sono state inaugurate 6 nuove mostre. A Torino (due mostre sul cambiamento climatico): La fragile meraviglia, mostra fotografica di Paolo Pellegrin a cura di Walter Guadagnini con Mario Calabresi; Dalla guerra alla luna 1945-1969. Sguardi dall'Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo, a cura di Giovanna Calvenzi e Aldo Grasso. A Napoli: La fragilità e la forza, mostra della 19a edizione di Restituzioni a cura di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti e Carla Di Francesco, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica. A Milano: I Marmi Torlonia, a cura di Salvatore Settis e Carlo Gasparri, in collaborazione con Ministero della Cultura e Fondazione Torlonia; Collezione Henraux 1960-1970 a cura di Edoardo Bonaspetti, in collaborazione con Fondazione Henraux. A Vicenza: Christoph Niemann. Illustrissimo, in collaborazione con Festival Illustri. Inoltre, la mostra Tra pennelli e immagini virtuali a cura di Luca Beatrice, in Fiera Milano City nell'ambito della partnership con Miart in collaborazione con Intesa Sanpaolo Private Banking.

Nella programmazione di Gallerie d'Italia è centrale il rapporto con il mondo della scuola e il tema dell'accessibilità e inclusione. Nel primo semestre 2022 sono stati realizzati 587 percorsi didattici (visite e laboratori) a cui hanno partecipato 12.604 bambini e ragazzi e 129 percorsi per pubblici fragili a cui hanno preso parte 1.810 persone che vivono situazioni di disabilità e di disagio sociale. Tutte le attività educative sono proposte gratuitamente.

Da ricordare che alle Gallerie d'Italia lavorano stabilmente più di 120 giovani storici dell'arte nell'ambito della collaborazione con Civita Mostre e Musei.

Inaugurazione delle nuove Gallerie d'Italia a Torino e Napoli

A pochi giorni di distanza, il 16 e 20 maggio, sono stati inaugurate le nuove Gallerie d'Italia a Torino e a Napoli, con una conferenza di presentazione ufficiale alla presenza dei vertici della Banca, delle autorità istituzionali e della stampa.

I due imponenti interventi architettonici, sotto la guida di Michele De Lucchi, sono stati avviati nel 2020 e in due anni hanno portato alla trasformazione in musei di due storici palazzi di proprietà nel centro di Torino e di Napoli, Palazzo Turinetti in Piazza San Carlo e l'edificio già del Banco di Napoli in via Toledo. I progetti sono stati realizzati grazie alla collaborazione delle altre strutture aziendali, in primo luogo Direzione Immobili e Logistica, delle imprese, dei professionisti esterni, delle Soprintendenze, dei curatori e degli storici dell'arte.

L'identità delle Gallerie di Torino è legata alla fotografia e al mondo digitale, a cui sono dedicati tre piani ipogei allestiti con soluzioni tecnologiche d'avanguardia ai quali si accede da una grande gradonata già divenuta, in poche settimane, nuova icona della città. La fotografia è valorizzata come strumento di indagine sull'attualità (con mostre originali prodotte su committenza, attente in particolare ai temi ESG) e come documento storico (grazie alla presenza dell'Archivio Publifoto, formato da 7 milioni di immagini). Al piano -3, i materiali dell'archivio fotografico sono consultabili da studiosi ed è stata installata una grande parete interattiva (Archivio Vivo) che consente la fruizione di 10.000 foto digitalizzate. Al piano -1 si trovano le aule didattiche e al piano -3 un'enorme sala immersiva (40 x 14 m, 17 proiettori 4k). Al piano nobile è ospitato il percorso storico formato da 41 opere dalle raccolte d'arte del Gruppo, tra cui l'importante ciclo pittorico dell'antico Oratorio della Compagnia di San Paolo (a cura di Fernando Mazzocca, Alessandro Morandotti, Gelsomina Spione). Dal 17 maggio al 30 giugno, i visitatori sono stati quasi 30.000. L'App di Gallerie d'Italia è una guida digitale che consente un'esperienza di visita "evoluta" (1.550 download).

Le nuove Gallerie di Napoli, rispetto alla precedente sede, triplicano gli spazi, ricavati nel monumentale edificio progettato da Marcello Piacentini nel 1940. Propongono un ampio percorso formato da circa 680 opere di proprietà dall'antichità al contemporaneo. Il primo piano presenta il Martirio di Sant'Orsola di Caravaggio, capolavoro delle collezioni, insieme a dipinti e sculture di ambito napoletano e meridionale dai primi del Seicento agli inizi del Novecento (a cura di Fernando Mazzocca) e accoglie tre aule didattiche e una biblioteca. Al secondo piano sono allestiti l'intera raccolta di vasi attici e magnogreci in dialogo con reperti dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli (a cura di Fabrizio Paolucci) e un nucleo di opere del XX e XXI secolo (a cura di Luca Massimo Barbero). Il vasto salone centrale al piano terra è destinato a mostre temporanee e a grandi iniziative culturali. Dal 21 maggio al 30 giugno, i visitatori sono stati quasi 60.000.

Patrimonio artistico

Le raccolte d'arte di Intesa Sanpaolo contano circa 35.000 opere, dall'archeologia al contemporaneo. Per dimensioni e qualità, è ritenuta una delle più importanti Corporate Collection al mondo.

Sul fronte della conservazione, nel primo semestre sono stati restaurati oltre 150 beni di proprietà. Sul fronte della valorizzazione, 155 opere sono andate in prestito a 34 mostre temporanee ospitate in sedi italiane ed estere (tra cui Ca' Pesaro-Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Venezia; Palazzo Reale, Milano; Fondazione Alda Fendi-Rhinoceros Gallery, Roma; Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo, Parma; Mart-Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto; Palazzo del Governatore, Parma; Petit Palais, Parigi; Ambasciata Italiana di Bruxelles).

Sono state attuate significative iniziative di valorizzazione di nuclei collezionistici della Banca che hanno un particolare valore identitario per i territori, in sinergia con Banca dei Territori (tra cui le esposizioni di opere dalle raccolte della ex Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia nelle sedi di Pistoia Musei - Fondazione Caript).

II 28 marzo è stata inaugurata la Galleria di Palazzo degli Alberti a Prato: Intesa Sanpaolo, proprietaria dello storico Palazzo degli Alberti, ha promosso e realizzato la riapertura dell'omonima Galleria dove è conservata l'importante collezione appartenuta alla Cariprato (oggi di Banca Popolare di Vicenza in LCA).

È stato portato avanti il Progetto Diogene, programma di assessment che prevede la verifica della collocazione, dello stato di conservazione e della classificazione delle opere di proprietà dislocate nelle diverse sedi della Banca.

Nell'ambito del coordinamento Art Advisory & Fair Value, infine, è continuato il processo di monitoraggio e valutazione del patrimonio d'arte di Gruppo (con la redazione della consueta "analisi di scenario" relativa all'andamento del mercato nel primo semestre 2022). Sono stati inoltre svolti servizi di art advisory, per le necessità e i patrimoni artistici dei clienti di Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking.

Archivio Storico

L'Archivio Storico di Gruppo, uno dei primi e più importanti archivi bancari a livello europeo, custodisce 20 km lineari di documenti tra il 1397 e i primi anni Duemila; tra i fondi fotografici, gestisce l'Archivio Publifoto.

Sono proseguiti nel semestre: le attività – sia sugli archivi ex UBI Banca che su altri archivi di Gruppo – di acquisizione (documenti, ma anche foto, oggetti museali e libri), restauro, inventariazione e catalogazione; "PAD-Progetto Archivi Digitali" (dedicato all'archiviazione della documentazione digitale delle diverse strutture della Banca); i progetti "Mappa Storica" (dedicata alla storia e ai patrimoni documentari delle banche confluite nel Gruppo) e "Carte dell'Arte" (dedicato a documenti relativi al patrimonio artistico di Gruppo); i progetti che adottano la nuova modalità Linked Open Data (LOD) per la pubblicazione dei dati ("Fondo EGELI", "Archivi che imprese!" e "Archivio Publifoto").

Sono inoltre attive le Sale di studio a Milano e Roma. Si segnalano nel semestre 120 domande di studio, 32 tesi in corso, 136 giornate di consultazione in presenza.

Sul fronte della valorizzazione, i materiali dell'Archivio Storico sono stati protagonisti delle mostre Storie restituite al Teatro di Bollate e Quando lo spazio è arte alle Gallerie d'Italia di Milano.

Si sono mantenute costanti le collaborazioni con archivi, istituzioni culturali e università, tra cui Fondazione Einaudi di Roma, Fondazione 1563 per l'Arte e la Cultura di Torino (Archivio storico della Compagnia di San Paolo), Università La Sapienza di Roma.

In riferimento all'Archivio Publifoto, è stato predisposto l'impegnativo trasferimento nel museo di Torino. Parallelamente è stata portata avanti l'attività di digitalizzazione delle foto (ad oggi, oltre 30.000, di cui 10.000 fruibili sul sito) e di pubblicazione in modalità LOD. Tra le iniziative di valorizzazione: mostre Come saremo, Prima della prima e Dalla guerra alla luna (Gallerie d'Italia di Vicenza, Milano e Torino), Diabolik alla Mole (Museo del Cinema di Torino), Hostia. Pier Paolo Pasolini (Terme di Diocleziano, Roma), oltre che approfondimenti nell'ambito di Archivissima di Torino.

Restituzioni

Intesa Sanpaolo contribuisce alla tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico del Paese con il programma di restauri Restituzioni, curato dalla Banca sin dal 1989 in collaborazione con il Ministero della Cultura.

Contestualmente all'apertura delle nuove Gallerie d'Italia a Napoli, è stata inaugurata la mostra finale della 19a edizione del progetto, relativa alla campagna di restauri eseguiti nel 2019-2021: La fragilità e la forza. Antonello da Messina, Bellini, Carpaccio, Giulio Romano, Boccioni, Manet. 200 capolavori restaurati; 231 opere recuperate provenienti da tutte le Regioni italiane (due opere da Francia e Brasile); 54 Enti di tutela (Soprintendenze, Direzioni Regionali Musei e Musei Autonomi) e 81 Enti proprietari (tra musei, chiese e siti archeologici) coinvolti; 80 laboratori di restauro e centinaia di storici dell'arte impegnati nel salvataggio e nello studio delle opere. Il 23 giugno è stata dedicata alla mostra una giornata di presentazione, a cui hanno partecipato i rappresentanti del Ministero della Cultura e tutti i professionisti coinvolti.

Si è concluso ed è stato presentato con una cerimonia ufficiale nel Santuario di Monte Berico di Vicenza (10 giugno) il restauro del grande dipinto di Paolo Veronese (40 mq) Cena di san Gregorio Magno, nell'ambito di Restituzioni monumentali. È stato dato il via alla 20a edizione del programma, con la call aperta agli enti pubblici di tutela per la segnalazione dei progetti di restauro delle opere che saranno selezionate e inserite in Restituzioni 2025.

Valorizzazione digitale

Progetto Cultura continua l'impegno nella produzione di iniziative digitali sui canali web e social di Gallerie d'Italia e di Gruppo per promuovere e condividere le proprie collezioni storico-artistiche, mostre e attività culturali, oltre che per fornire, attraverso modalità innovative e coinvolgenti, contenuti e approfondimenti aggiuntivi, con riscontri interessanti in termini di visualizzazioni e interazioni24 .

24 Tra le più significative iniziative di valorizzazione digitale del semestre si evidenziano (dati forniti da Direzione Comunicazione e Immagine):

Inaugurazione delle Gallerie d'Italia di Torino e mostra La fragile meraviglia: contenuti organici + advertising sui canali social Gallerie d'Italia e Intesa Sanpaolo: 26,2 milioni di impression, 85,9 mila click, 1,2 milioni di interazioni; valorizzazione Amplify (Intesa Sanpaolo): 172,7 mila impression; siti web di proprietà: 95,5 mila visualizzazioni di pagina; diretta streaming della conferenza stampa di inaugurazione (ANSA): 676 mila visualizzazioni, raggiunte 796 mila persone con un picco di utenti collegati simultaneamente di 11,1 mila persone;

Inaugurazione delle Gallerie d'Italia di Napoli: contenuti organici + adv sui canali social Gallerie d'Italia: 20,6 milioni di impression, 30,1 mila click, 734 mila interazioni; valorizzazione Amplify (Intesa Sanpaolo): 81,67 mila impression; siti web di proprietà: 80,4 mila visualizzazioni di pagina; diretta streaming conferenza stampa di inaugurazione (ANSA): 518 mila visualizzazioni, raggiunte 648 mila persone con un picco di utenti collegati simultaneamente di 10,1 mila persone;

mostra Restituzioni - La fragilità e la forza: contenuti organici + adv sui canali social Gallerie d'Italia: 10,4 mila impression; valorizzazione Amplify (Intesa Sanpaolo): 64 mila impression;

mostra I marmi Torlonia: contenuti organici + adv sui canali social Gallerie d'Italia: 12,1 milioni di impression,1,8 milioni di interazioni e 154 mila click; siti web di proprietà: 45 mila visualizzazioni di pagina.

Partnership nazionali e internazionali

Progetto Cultura cura rapporti di collaborazione con musei e istituzioni – in Italia e nel mondo – per il sostegno delle loro attività e per la produzione sinergica di iniziative (progetti, mostre, festival) attorno ad arte, fotografia, musica, archivi, libri e lettura.

In relazione al primo semestre 2022, si segnalano le partnership con: Fondazione Compagnia di San Paolo, Torino (accordo pluriennale che riguarda le attività di Fondazione Museo delle Antichità Egizie, Fondazione 1563 per l'Arte e la Cultura, Polo del '900, Filarmonica Teatro Regio); Fondazione Camera, Torino; Castello di Rivoli-Museo d'Arte contemporanea; Museo Nazionale del Cinema, Torino; Musei Reali, Torino; Pinacoteca di Brera, Milano; Museo Poldi Pezzoli, Milano; Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze; Gallerie dell'Accademia, Firenze; Casa Museo della Fondazione Bruschi di Arezzo (amministrata da Intesa Sanpaolo); Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì-Musei di San Domenico; Museo Nazionale Romano; Museo Archeologico Nazionale di Napoli; Comune di Vicenza-Basilica Palladiana; Miart - Fiera internazionale d'arte moderna e contemporanea di Milano; Salone Internazionale del Libro di Torino (ospitati alle Gallerie d'Italia 4 appuntamenti del progetto "Un libro tante scuole"); Archivissima - Il Festival e La Notte degli Archivi, Torino (14 eventi ospitati alle Gallerie d'Italia); Circolo dei lettori, Milano; La Grande Invasione-Festival della lettura di Ivrea; Festival L'Arca di Noa, Arona. Inoltre: presentazione del progetto di restauro del Conservatorio Pollini di Padova con Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e Comune di Padova; in preparazione alla sponsorizzazione di "Bergamo Brescia Capitale italiana della cultura 2023", sostegno alla realizzazione del dossier di programmazione "La città illuminata" prodotto dal Centro di Ricerca ASK dell'Università Bocconi; sostegno al convegno internazionale di studi "Il genio universale di Canova" (a Bassano del Grappa, Possagno e Vicenza). In ambito internazionale, momenti di valorizzazione di opere di proprietà all'Ambasciata Italiana di Bruxelles e al Petit Palais e Ambasciata Italiana di Parigi, in sinergia con International Affairs.

Nell'ambito di Edizioni Gallerie d'Italia | Skira sono stati pubblicati, oltre ai cataloghi relativi alle mostre, i volumi Organizzazioni private dell'arte contemporanea, Collezionisti e valore dell'arte in Italia, Fotografie. Due secoli di storia e immagini e il "silent book" Luna al museo. Tra le sponsorizzazioni musicali: Orchestra Filarmonica del Teatro Regio di Torino, Associazione Alessandro Scarlatti di Napoli e a Milano Società del Quartetto, Palazzo Marino in Musica, Festival Milano Musica.

Progetti di formazione di Gallerie d'Italia Academy e Officina delle idee

Nell'ambito di "Gallerie d'Italia Academy", si è svolta la 2a edizione del corso executive "Gestione dei patrimoni artisticoculturali e delle collezioni corporate" per la formazione di giovani manager, realizzato con Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo, Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali-Ministero della Cultura, Fondazione 1563 per l'Arte e la Cultura, Intesa Sanpaolo Formazione (30 studenti, 8 borse di studio messe a disposizione dalle Fondazioni, 60 docenti, 5 moduli didattici, 162 ore di lezioni in presenza ospitate nelle sedi di Gallerie d'Italia e in modalità webinar).

Tra le iniziative di "Officina delle Idee", si segnala il Progetto Euploos in collaborazione con Gallerie degli Uffizi di Firenze, che impegna un gruppo di lavoro multidisciplinare formato da giovani storici dell'arte, fotografi e informatici nella realizzazione del catalogo digitale dei disegni del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi (nel primo semestre, prodotte 936 schede scientifiche e 2.645 immagini fotografiche che si aggiungono alle 37.000 schede e 15.250 immagini prodotte nei precedenti 6 anni di collaborazione).

Principali rischi e incertezze

Le informazioni sui principali rischi e incertezze cui il Gruppo Intesa Sanpaolo è esposto trovano illustrazione nella Relazione intermedia sulla gestione e nelle Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato.

Nella parte introduttiva del presente capitolo è stata fornita, come di consueto, una rappresentazione sintetica del quadro macroeconomico con i principali rischi connessi allo scenario geopolitico internazionale25. Sempre nel presente capitolo, in coerenza con le indicazioni contenute nel public statement di ESMA del 13 maggio 2022:

  • − si è dato conto dei principali aspetti di rischio per il Gruppo ISP conseguenti al conflitto militare tra Russia e Ucraina, nonché al perdurare dello scenario pandemico da COVID-19. Ulteriori indicazioni in tal senso sono peraltro incluse nel capitolo "Il presidio dei rischi" delle Note illustrative;
  • − alla luce del mutato scenario in termini di tassi e inflazione che ha fatto seguito allo scoppio del conflitto russo-ucraino, sono state riportate le valutazioni del management circa le previsioni di scenario e di redditività utilizzate a fine 2021, nell'ambito della verifica di congruità dei valori delle attività intangibili e dell'avviamento, unitamente a quelle relative alla coerenza delle proiezioni economiche presentate nel Piano d'Impresa 2022-2025;
  • − le informazioni sui rischi in generale e, più in particolare, sui rischi finanziari (rischi di credito e rischi di mercato), sui rischi operativi e sui rischi delle imprese di assicurazione sono come sempre dettagliatamente presentate nel capitolo "Il presidio dei rischi" delle Note illustrative al bilancio consolidato semestrale abbreviato.

Per quando riguarda infine la solidità patrimoniale, i relativi elementi informativi sono contenuti nello specifico paragrafo delle Note illustrative dedicato ai fondi propri ed ai coefficienti di solvibilità. Ulteriori elementi di dettaglio sono come di consueto resi disponibili con l'aggiornamento dell'Informativa sul Terzo Pilastro di Basilea 3.

Quanto, infine, al presupposto della continuità aziendale, gli Amministratori di Intesa Sanpaolo ribadiscono di avere la ragionevole certezza che la Società e il Gruppo continueranno nella loro esistenza operativa in un futuro prevedibile e che, di conseguenza, la Relazione semestrale al 30 giugno 2022 è stata predisposta in questa prospettiva di continuità. Precisano, quindi, di non avere rilevato nella struttura patrimoniale e finanziaria consolidata e nell'andamento operativo del Gruppo sintomi che possano indurre incertezze sul punto della continuità aziendale.

25 Ulteriori indicazioni in termini prospettici sono fornite nel capitolo "Le previsioni per l'intero esercizio" presentato in chiusura delle Note illustrative.

59

Bilancio consolidato semestrale abbreviato

Prospetti contabili consolidati

61

Prospetti contabili consolidati

Stato patrimoniale consolidato

Voci dell'attivo 30.06.2022 31.12.2021 (milioni di euro)
Variazioni
assolute %
10. Cassa e disponibilità liquide 18.370 14.756 3.614 24,5
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 53.131 52.731 400 0,8
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 47.165 47.181 -16 -0,0
b) attività finanziarie designate al fair value 1 4 -3 -75,0
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 5.965 5.546 419 7,6
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 60.363 67.580 -7.217 -10,7
35. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi
dello IAS 39
180.637 206.800 -26.163 -12,7
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 657.716 668.866 -11.150 -1,7
a) Crediti verso banche 140.800 163.937 -23.137 -14,1
b) Crediti verso clientela 516.916 504.929 11.987 2,4
45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
80 85 -5 -5,9
50. Derivati di copertura 8.012 1.732 6.280
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) -6.313 392 -6.705
70. Partecipazioni 1.902 1.652 250 15,1
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 199 208 -9 -4,3
90. Attività materiali 10.655 10.792 -137 -1,3
100. Attività immateriali 9.310 9.342 -32 -0,3
di cui:
- avviamento 3.673 3.574 99 2,8
110. Attività fiscali 18.745 18.808 -63 -0,3
a) correnti 3.623 3.555 68 1,9
b) anticipate 15.122 15.253 -131 -0,9
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.303 1.422 -119 -8,4
130. Altre attività 18.205 13.837 4.368 31,6
Totale dell'attivo 1.032.315 1.069.003 -36.688 -3,4

Stato patrimoniale consolidato

Voci del passivo e del patrimonio netto 30.06.2022 31.12.2021 (milioni di euro)
Variazioni
assolute %
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 690.781 710.055 -19.274 -2,7
a) debiti verso banche 152.420 165.258 -12.838 -7,8
b) debiti verso la clientela 460.455 458.239 2.216 0,5
c) titoli in circolazione 77.906 86.558 -8.652 -10,0
15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
2.304 2.146 158 7,4
20. Passività finanziarie di negoziazione 55.227 56.306 -1.079 -1,9
30. Passività finanziarie designate al fair value 4.753 3.674 1.079 29,4
35. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai
sensi dello IAS 39
74.454 84.770 -10.316 -12,2
40. Derivati di copertura 3.933 4.868 -935 -19,2
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) -5.069 53 -5.122
60. Passività fiscali 2.806 2.285 521 22,8
a) correnti 301 363 -62 -17,1
b) differite 2.505 1.922 583 30,3
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 92 30 62
80. Altre passività 28.251 15.639 12.612 80,6
90. Trattamento di fine rapporto del personale 906 1.099 -193 -17,6
100. Fondi per rischi e oneri 4.803 5.716 -913 -16,0
a) impegni e garanzie rilasciate 561 508 53 10,4
b) quiescenza e obblighi simili 168 290 -122 -42,1
c) altri fondi per rischi e oneri 4.074 4.918 -844 -17,2
110. Riserve tecniche 104.809 118.296 -13.487 -11,4
120. Riserve da valutazione -1.603 -709 894
125. Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione -523 476 -999
130. Azioni rimborsabili - - -
140. Strumenti di capitale 7.204 6.282 922 14,7
150. Riserve 18.208 17.706 502 2,8
155. Acconti su dividendi (-) - -1.399 -1.399
160. Sovrapprezzi di emissione 28.056 27.286 770 2,8
170. Capitale 10.369 10.084 285 2,8
180. Azioni proprie (-) -48 -136 -88 -64,7
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 248 291 -43 -14,8
200. Utile (Perdita) di periodo (+/-) 2.354 4.185 -1.831 -43,8
Totale del passivo e del patrimonio netto 1.032.315 1.069.003 -36.688 -3,4

Conto economico consolidato

30.06.2022 30.06.2021 (milioni di euro)
Variazioni
assolute %
10. Interessi attivi e proventi assimilati 5.472 5.207 265 5,1
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 5.155 5.073 82 1,6
20. Interessi passivi e oneri assimilati -1.389 -1.174 215 18,3
30. Margine di interesse 4.083 4.033 50 1,2
40. Commissioni attive 5.759 5.884 -125 -2,1
50. Commissioni passive -1.360 -1.264 96 7,6
60. Commissioni nette 4.399 4.620 -221 -4,8
70.
80.
Dividendi e proventi simili
Risultato netto dell'attività di negoziazione
140
193
82
409
58
-216
70,7
-52,8
90. Risultato netto dell'attività di copertura 46 45 1 2,2
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 78 522 -444 -85,1
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 210 123 87 70,7
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva -124 428 -552
c) passività finanziarie -8 -29 -21 -72,4
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value
con impatto a conto economico
551 99 452
a) attività e passività finanziarie designate al fair value 557 -31 588
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value -6 130 -136
Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle
115. imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39 -122 2.362 -2.484
120. Margine di intermediazione 9.368 12.172 -2.804 -23,0
130. Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di: -1.264 -1.076 188 17,5
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -1.217 -1.066 151 14,2
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
-47 -10 37
Rettifiche/riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di
135. assicurazione ai sensi dello IAS 39 -113 -2 111
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -1 -19 -18 -94,7
150. Risultato netto della gestione finanziaria 7.990 11.075 -3.085 -27,9
160. Premi netti 4.858 4.989 -131 -2,6
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -3.566 -6.532 -2.966 -45,4
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 9.282 9.532 -250 -2,6
190. Spese amministrative: -5.488 -5.650 -162 -2,9
a) spese per il personale
b) altre spese amministrative
-3.217
-2.271
-3.362
-2.288
-145
-17
-4,3
-0,7
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -106 -141 -35 -24,8
a) impegni e garanzie rilasciate -74 60 -134
b) altri accantonamenti netti -32 -201 -169 -84,1
210. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali -335 -320 15 4,7
220. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali -456 -410 46 11,2
230. Altri oneri/proventi di gestione 486 475 11 2,3
240. Costi operativi -5.899 -6.046 -147 -2,4
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 204 41 163
Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e
260. immateriali -3 -4 -1 -25,0
270. Rettifiche di valore dell'avviamento - - -
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 14 189 -175 -92,6
290.
300.
Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte
Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente
3.598
-1.239
3.712
-725
-114
514
-3,1
70,9
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 2.359 2.987 -628 -21,0
320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte - - -
330. Utile (Perdita) di periodo 2.359 2.987 -628 -21,0
340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi -5 36 -41
350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 2.354 3.023 -669 -22,1
Utile base per azione (basic EPS) - euro 0,12 0,16
Utile diluito per azione (diluted EPS) - euro 0,12 0,16

Prospetto della redditività consolidata complessiva

30.06.2022 30.06.2021 (milioni di euro)
Variazioni
assolute %
10. Utile (Perdita) di periodo 2.359 2.987 -628 -21,0
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico 15 264 -249 -94,3
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva -503 230 -733
30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del
proprio merito creditizio)
190 9 181
40. Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva - - -
50. Attività materiali 168 -6 174
60. Attività immateriali - - -
70. Piani a benefici definiti 160 31 129
80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - -
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto - - -
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico -1.928 -370 1.558
100. Coperture di investimenti esteri -8 - 8
110. Differenze di cambio 30 79 -49 -62,0
120. Coperture dei flussi finanziari 189 97 92 94,8
130. Strumenti di copertura (elementi non designati) - - -
140. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
-1.092 -422 670
145. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva di
pertinenza delle imprese di assicurazione
-1.066 -142 924
150. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - -
160. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto 19 18 1 5,6
170. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte -1.913 -106 1.807
180. Redditività complessiva (Voce 10+170) 446 2.881 -2.435 -84,5
190. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi -15 -34 19 55,9
200. Redditività complessiva consolidata di pertinenza della Capogruppo 461 2.915 -2.454 -84,2

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2022

(milioni di euro)
30.06.2022
Capitale
azioni
ordinarie
altre
azioni
Sovrap
prezzi
di
emissione
Riserve
di utili
altre Riserve
da
valutazione
Riserve da
valutazione di
pertinenza
delle imprese
di
assicurazione
Strumenti
di
capitale
Acconti
su
dividendi
Azioni
proprie
Utile
(Perdita)
di
periodo
Patrimonio
netto
Patrimonio
netto
del
Gruppo
Patrimonio
netto
di terzi
ESISTENZE AL 31.12.2021 10.223 - 27.309 16.936 1.089 -757 476 6.282 -1.399 -136 4.043 64.066 63.775 291
Modifica saldi apertura - - - - - - - - - - - - - -
ESISTENZE AL 1.1.2022 10.223 - 27.309 16.936 1.089 -757 476 6.282 -1.399 -136 4.043 64.066 63.775 291
ALLOCAZIONE RISULTATO
ESERCIZIO PRECEDENTE (a)
Riserve - - - 1.312 - - - - - - -1.312 - - -
Dividendi e altre destinazioni - - - - - - - - 1.399 - -2.731 -1.332 -1.316 -16
VARIAZIONI DEL PERIODO
Variazioni di riserve - - 598 - -273 - - - - - - 325 325 -
Operazioni sul patrimonio netto
Emissione nuove azioni 285 - 405 - - - - - - 89 - 779 779 -
Acquisto azioni proprie - - - - - - - - - -1 - -1 -1 -
Acconti su dividendi - - - - - - - - - - - - - -
Distribuzione dividendi - - -233 - - - - - - - - -233 -233 -
Variazione strumenti di capitale - - - - - - - 922 - - - 922 922 -
Derivati su proprie azioni - - - - - - - - - - - - - -
Stock option - - - - - - - - - - - - - -
Variazioni interessenze partecipative - - - - - - - - - - - - - -
Altre variazioni 40 - -3 -744 - - - - - - - -707 -695 -12
Redditività complessiva del periodo - - - - - -914 -999 - - - 2.359 446 461 -15
PATRIMONIO NETTO AL 30.06.2022 10.548 - 28.076 17.504 816 -1.671 -523 7.204 - -48 2.359 64.265 64.017 248
del Gruppo 10.369 - 28.056 17.392 816 -1.603 -523 7.204 - -48 2.354 64.017
di terzi 179 - 20 112 - -68 - - - - 5 248

(a) La voce comprende i dividendi ed eventuali importi destinati al fondo beneficenza della Capogruppo, nonché relativi alle società consolidate di pertinenza di terzi.

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2021

(milioni di euro)
30.06.2021
Capitale
Sovrap
prezzi
di
Riserve Riserve
da
valutazione
Riserve da
valutazione di
pertinenza
Strumenti
di
capitale
Azioni
proprie
Utile
(Perdita)
di
Patrimonio
netto
Patrimonio
netto
del
Patrimonio
netto
di terzi
azioni
ordinarie
altre
azioni
emissione di utili altre delle imprese
di
assicurazione
periodo Gruppo
ESISTENZE AL 31.12.2020 10.241 - 27.463 16.790 992 -570 809 7.441 -130 3.285 66.321 65.871 450
Modifica saldi apertura - - - - - - - - - - - - -
ESISTENZE AL 1.1.2021 10.241 - 27.463 16.790 992 -570 809 7.441 -130 3.285 66.321 65.871 450
ALLOCAZIONE RISULTATO ESERCIZIO
PRECEDENTE (a)
Riserve - - - 2.736 - - - - - -2.736 - - -
Dividendi e altre destinazioni - - - - - - - - - -549 -549 -549 -
VARIAZIONI DEL PERIODO
Variazioni di riserve - - -155 - 23 - - - - - -132 -135 3
Operazioni sul patrimonio netto
Emissione nuove azioni - - - - - - - - 20 - 20 20 -
Acquisto azioni proprie - - - - - - - - - - - - -
Distribuzione dividendi - - - - - - - - - - - - -
Variazione strumenti di capitale - - - - - - - -1.172 - - -1.172 -1.172 -
Derivati su proprie azioni - - - - - - - - - - - - -
Stock option - - - - - - - - - - - - -
Variazioni interessenze partecipative - - - - - - - - - - - - -
Altre variazioni -16 - - -801 - -2 - - - - -819 -718 -101
Redditività complessiva del periodo - - - - - 42 -148 - - 2.987 2.881 2.915 -34
PATRIMONIO NETTO AL 30.06.2021 10.225 - 27.308 18.725 1.015 -530 661 6.269 -110 2.987 66.550 66.232 318
del Gruppo 10.084 - 27.286 18.480 1.015 -476 661 6.269 -110 3.023 66.232
di terzi 141 - 22 245 - -54 - - - -36 318

67

Rendiconto finanziario consolidato

30.06.2022 (milioni di euro)
30.06.2021
A. ATTIVITA' OPERATIVA
1. Gestione 5.246 4.610
Risultato di periodo (+/-) 2.359 2.987
Plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre attività/passività valutate al fair value con impatto
a conto economico (-/+)
-958 450
Plus/minusvalenze su attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39 (-/+) 4.917 -1.437
Plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) -46 -45
Plus/minusvalenze su attività di copertura di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39 (-/+)
Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/-)
-
1.603
-
1.476
Rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) 791 731
Accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) 106 140
Premi netti non incassati (-) -5 8
Altri proventi/oneri assicurativi non incassati (-/+)
Imposte, tasse e crediti d'imposta non liquidati (+/-)
-1.783
1.351
1.146
662
Rettifiche/riprese di valore nette delle attività operative cessate al netto dell'effetto fiscale (+/-) - -
Altri aggiustamenti (+/-) -3.089 -1.508
2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie 11.164 -22.565
Attività finanziarie detenute per la negoziazione -980 -1.362
Attività finanziarie designate al fair value
Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
-41
-425
-8
-734
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 4.974 -9.032
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 13.503 2.827
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 10.511 -14.548
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39
Altre attività
9
-16.387
313
-21
3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie (*) -13.394 21.274
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato -21.244 20.888
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 157 495
Passività finanziarie di negoziazione 110 -2.547
Passività finanziarie designate al fair value
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39
1.679
-651
305
-527
Altre passività 6.555 2.660
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa
B. ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO
3.016 3.319
1. Liquidità generata da 170 85
Vendite di partecipazioni 13 -
Dividendi incassati su partecipazioni 77 46
Vendite di attività materiali 79 39
Vendite di attività immateriali
Vendite di società controllate e di rami d'azienda
1
-
-
-
2. Liquidità assorbita da 550 -441
Acquisti di partecipazioni -61 -5
Acquisti di attività materiali -153 -44
Acquisti di attività immateriali -311 -40
Acquisti di società controllate e di rami d'azienda 1.075 -352
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento 720 -356
C. ATTIVITÀ DI PROVVISTA
Emissioni/acquisti di azioni proprie
Emissione/acquisti di strumenti di capitale
658
781
20
-1.395
Distribuzione dividendi e altre finalità -1.565 -710
Vendita/acquisto di controllo di terzi -21 -13
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista -147 -2.098
LIQUIDITÀ NETTA GENERATA/ASSORBITA NEL PERIODO 3.589 865
RICONCILIAZIONE
Voci di bilancio
Cassa e disponibilità liquide all'inizio del periodo 14.756 13.733
Liquidità totale netta generata/assorbita nel periodo
Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi
3.589
25
865
30
CASSA E DISPONIBILITA' LIQUIDE ALLA CHIUSURA DEL PERIODO 18.370 14.628

LEGENDA: (+) generata (–) assorbita

(*) Con riferimento all'informativa prevista dal par. 44 B dello IAS 7, si precisa che le variazioni delle passività derivanti da attività di finanziamento ammontano a -13.394 milioni (liquidità assorbita) e sono riferibili per -33.143 milioni a flussi finanziari, per -4.376 milioni a variazioni di fair value e per +24.125 milioni ad altre variazioni.

69

Note illustrative

Politiche contabili

Principi generali di redazione

Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2022 è redatto secondo le prescrizioni dell'art. 154-ter del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58. Esso, peraltro, è predisposto applicando i principi contabili IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e le relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Standards - Interpretations Committee (IFRS-IC) omologati dalla Commissione Europea ed in vigore al 30 giugno 2022, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.

In particolare, il Bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto in conformità alle prescrizioni dello IAS 34, che regola i bilanci intermedi.

I principi contabili adottati per la predisposizione del presente Bilancio consolidato semestrale abbreviato, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle attività e passività di bilancio, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi, sono rimasti invariati rispetto a quelli adottati per la predisposizione del Bilancio 2021 del Gruppo Intesa Sanpaolo, al quale si fa rinvio per un'esposizione completa.

La predisposizione dell'informativa finanziaria richiede anche il ricorso a stime e ad assunzioni che possono determinare significativi effetti sui valori iscritti nello Stato patrimoniale e nel Conto economico, nonché sull'informativa relativa alle attività e passività potenziali riportate in bilancio. L'elaborazione di tali stime implica l'utilizzo delle informazioni disponibili e l'adozione di valutazioni soggettive, fondate anche sull'esperienza storica, utilizzata ai fini della formulazione di assunzioni ragionevoli per la rilevazione dei fatti di gestione. Per loro natura le stime e le assunzioni utilizzate possono variare di esercizio in esercizio e, pertanto, non è da escludersi che negli esercizi successivi i valori iscritti in bilancio possano variare anche in maniera significativa a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate.

In presenza di incertezze più significative e/o di attività oggetto di misurazione di particolare materialità la valutazione è supportata, con il ricorso a periti/esperti esterni, da specifiche fairness opinion.

Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l'impiego di valutazioni soggettive da parte della direzione aziendale sono:

  • − la quantificazione delle perdite per riduzione di valore dei crediti, delle partecipazioni e, in genere, delle altre attività finanziarie;
  • − l'utilizzo di modelli valutativi per la rilevazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
  • − la valutazione della congruità del valore degli avviamenti e delle altre attività immateriali;
  • − la quantificazione del fair value degli immobili e del patrimonio artistico di pregio;
  • − la quantificazione dei fondi del personale e dei fondi per rischi e oneri;
  • − le stime e le assunzioni sulla recuperabilità della fiscalità differita attiva;
  • − le ipotesi demografiche (legate alla mortalità prospettica della popolazione assicurata) e finanziarie (derivanti dalla possibile evoluzione dei mercati finanziari) utilizzate nello strutturare i prodotti assicurativi e nel definire le basi di calcolo delle riserve integrative previste da normativa assicurativa, oltre alle riserve shadow e da Liability adequacy test previste dall'IFRS 4.
  • In relazione alle principali poste oggetto di stima, si segnala in particolare:
  • − con riferimento alla quantificazione delle perdite per riduzione di valore dei crediti si rinvia a quanto rappresentato nel capitolo "Il primo semestre 2022" della Relazione intermedia sulla gestione ed al capitolo "Il presidio dei rischi" delle Note illustrative;
  • − con riferimento ai modelli per la determinazione del fair value si rinvia a quanto rappresentato nella sezione "Il presidio dei rischi" delle Note illustrative;
  • − in relazione alla congruità del valore delle attività immateriali, con specifico riferimento all'avviamento, nell'ambito del conflitto russo-ucraino, si rinvia a quanto rappresentato nel capitolo "Il primo semestre 2022" della Relazione intermedia sulla gestione;
  • − in relazione alla recuperabilità della fiscalità differita attiva, non si ravvisano elementi di criticità tali da richiedere una rideterminazione dei valori recuperabili.

Trovano applicazione a partire dal 1° gennaio 2022 le disposizioni del Regolamento n. 1080/2021 del 28 giugno 2021 che recepisce alcune modifiche di minore rilevanza, pubblicate dallo IASB in data 14 maggio 2020, ai principi contabili internazionali IAS 16 Immobili, impianti e macchinari, IAS 37 Accantonamenti, passività e attività potenziali e IFRS 3 Aggregazioni aziendali.

Le modifiche riguardano:

  • − lo IAS 16 Componenti di costo: le modifiche, che non risultano di interesse per il Gruppo, introducono il divieto di detrarre dal costo degli immobili, impianti e macchinari, gli importi ricevuti dalla vendita di articoli prodotti mentre la società stava predisponendo l'asset per le finalità previste. La società dovrà riconoscere tali proventi delle vendite e i relativi costi nel conto economico;
  • − lo IAS 37 Contratti onerosi: viene precisato che per valutare se un contratto sia oneroso occorre includere nella stima tutti i costi direttamente correlati al contratto e non i soli costi incrementali necessari all'adempimento del contratto. Di conseguenza, la valutazione sull'eventuale onerosità di un contratto include i costi incrementali (ad esempio il costo del materiale diretto impiegato nella lavorazione), ma anche tutti i costi che l'impresa non può evitare a seguito della stipula del contratto (ad esempio la quota del costo del personale e dell'ammortamento dei macchinari impiegati per l'adempimento del contratto);
  • − l'IFRS 3 Riferimenti al Conceptual Framework: sono stati aggiornati alcuni riferimenti alla nuova versione del Conceptual Framework del 2018 che, tuttavia, non comportano modifiche rispetto alle modalità di contabilizzazione preesistenti. Inoltre, viene esplicitato il divieto di rilevare attività potenziali (ovvero quelle attività la cui esistenza sarà confermata solo da eventi futuri incerti) nelle operazioni di aggregazione aziendale (precedentemente questo divieto era riportato esplicitamente solo nelle Basis for Conclusion).
  • − Con il Regolamento in oggetto vengono anche recepiti i consueti miglioramenti annuali Ciclo annuale di miglioramenti agli IFRS 2018-2020 - che chiariscono la formulazione o correggono errori, sviste o conflitti tra i requisiti dei principi. Tra tali emendamenti minori, vengono apportate modifiche all'IFRS 9 Strumenti Finanziari con alcuni chiarimenti in merito alle commissioni da includere nel test del 10% per la derecognition delle passività finanziarie; in proposito viene specificato che devono essere incluse soltanto le commissioni pagate o incassate tra le parti e non anche le commissioni direttamente attribuibili a parti terze.

Tenuto conto della portata degli emendamenti in esame, che introducono modifiche e chiarimenti di minore rilevanza, il Regolamento non comporta impatti significativi per il Gruppo.

Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato di Intesa Sanpaolo, predisposto utilizzando l'Euro quale moneta di conto e redatto in forma sintetica come consentito dal principio IAS 34, è composto dallo Stato patrimoniale consolidato, dal Conto economico consolidato, dal Prospetto della redditività consolidata complessiva, dal Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato, dal Rendiconto finanziario consolidato e da note illustrative sull'andamento della gestione, ed è corredato da informazioni sugli eventi importanti che si sono verificati nel semestre, sui principali rischi ed incertezze per i mesi restanti dell'esercizio e sulle operazioni rilevanti con parti correlate.

A seguito della scelta del Gruppo di avvalersi dell'opzione di applicazione del c.d. Deferral Approach, prevista anche per i conglomerati finanziari a prevalenza bancaria, negli schemi consolidati previsti dalla Circolare 262, a partire dal Bilancio 2018, sono state aggiunte specifiche voci di Stato patrimoniale e di Conto economico per rappresentare la valorizzazione delle attività e passività di pertinenza delle imprese assicurative e i relativi effetti economici valutati ai sensi dello IAS 39.

Gli importi indicati nei Prospetti contabili e nelle note illustrative sono espressi, qualora non diversamente specificato, in milioni di euro.

Le attività in via di dismissione accolgono principalmente portafogli o singole posizioni, classificati a sofferenze e inadempienze probabili, che saranno oggetto di prossima cessione nell'ambito delle strategie di de-risking del Gruppo. La voce ricomprende, inoltre, la partecipazione in Zhong Ou Asset Management Co. Ltd., per la quale il perfezionamento della cessione è atteso una volta completato l'iter autorizzativo, e le attività e passività afferenti al ramo d'azienda di PBZ Card dedicato all'attività di merchant acquiring, che sarà trasferito al Gruppo Nexi entro la fine del 2022. Infine tra le attività in via di dismissione al 30 giugno 2022 figura la partecipazione in Innolva che prossimamente sarà ceduta a una primaria azienda globale specializzata in sistemi di informazioni creditizie e di business information.

Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2021 è corredato dall'attestazione del Consigliere delegato – CEO e del Dirigente preposto, ai sensi dell'art. 154 bis del TUF ed è sottoposto a revisione contabile limitata da parte della società di revisione EY S.p.A.

Adozione dell'IFRS 9 da parte delle Compagnie assicurative del Gruppo

Lo standard contabile IFRS 9, emanato dallo IASB a luglio 2014 ed omologato dalla Commissione Europea tramite il Regolamento n. 2067/2016, ha sostituito, a partire dal 1° gennaio 2018, lo IAS 39 nella disciplina della classificazione e misurazione degli strumenti finanziari. L'IFRS 9 è articolato nelle tre diverse aree della classificazione e misurazione degl i strumenti finanziari, dell'impairment (Expected Credit Loss) e dell'hedge accounting.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, in qualità di conglomerato finanziario a prevalenza bancaria, si è avvalso dell'opzione di applicazione del c.d. "Deferral Approach" (o Temporary Exemption), in virtù della quale le attività e le passività finanziarie delle Compagnie assicurative controllate continuano ad essere rilevate in bilancio ai sensi di quanto prescritto dallo IAS 39, fino all'entrata in vigore del nuovo principio contabile internazionale sui contratti assicurativi (IFRS 17), il 1° gennaio 2023. Il rinvio dell'adozione dell'IFRS 9 da parte delle società riferibili alla Divisione Insurance ha imposto, quindi, a partire dal 1° gennaio 2018, l'applicazione di due differenti principi contabili per le attività e passività finanziarie nell'ambito del bilancio consolidato di Gruppo.

In questo contesto, a partire dal 1° gennaio 2023, la Divisione Insurance del Gruppo si troverà ad applicare congiuntamente e per la prima volta il principio IFRS 9 e l'IFRS 17 Contratti assicurativi. L'implementazione dell'IFRS 9 da parte delle Compagnie ripercorre le scelte del Gruppo Intesa Sanpaolo nella definizione delle proprie policy contabili al fine di garantire la corretta e omogenea applicazione del nuovo principio.

Di seguito viene fornita disclosure delle principali aree di impatto del nuovo principio contabile nonché del processo di implementazione dell'IFRS 9 - Strumenti finanziari in corso, in ottemperanza alle indicazioni dell'Autorità Europea degli Strumenti Finanziari e dei Mercati (ESMA)26 ed in relazione a quanto richiesto dallo IAS 8 paragrafi 30 e 31. Mentre nel successivo paragrafo è fornita analoga informativa con riferimento alla prima applicazione del nuovo principio IFRS 17 oltre ad illustrare le interrelazioni tra i due principi.

Le compagnie appartenenti alla Divisione Insurance hanno partecipato tramite la Capogruppo Assicurativa Intesa Sanpaolo Vita al progetto di Gruppo Intesa Sanpaolo avviato a settembre 2015 e volto ad approfondire le diverse aree di influenza del principio, a definire i suoi impatti qualitativi e quantitativi, nonché ad individuare ed implementare gli interventi applicativi ed organizzativi necessari. In particolare, si è tenuto conto dell'obiettivo di perseguire un'adozione omogenea del principio contabile, pur in presenza di operatività assicurativa legata in particolare alle specificità di prodotto delle gestioni separate.

Classificazione e Misurazione

Per poter rispettare il dettato dell'IFRS 9 – che introduce un modello per cui la classificazione delle attività finanziarie è guidata, da un lato, dalle caratteristiche contrattuali dei flussi di cassa degli strumenti e, dall'altro, dall'intento gestionale con il quale sono detenuti – si sono declinate le modalità di effettuazione del test sulle caratteristiche contrattuali dei cash flow (cosiddetto SPPI Test), mentre è in fase di finalizzazione la definizione dei business model a tendere.

Per quel che attiene al test SPPI sulle attività finanziarie, la Divisione Insurance adotterà la metodologia definita a livel lo di Gruppo Intesa Sanpaolo e utilizzata dal 2018; è stata – inoltre – finalizzata l'analisi della composizione dei portafogli di titoli e crediti attualmente in essere, al fine di individuarne la corretta classificazione al momento della First Time Adoption (FTA) del nuovo principio.

Per quanto riguarda i titoli di debito è stato effettuato un esame di dettaglio delle caratteristiche dei flussi di cassa degli strumenti classificati al costo ammortizzato e nella categoria delle Attività finanziarie disponibili per la vendita secondo lo IAS 39, al fine di identificare le attività che, non superando il test SPPI, dovranno essere valutate al fair value con impatti a conto economico secondo l'IFRS 9. Dalle analisi condotte, sul perimetro della Divisione Insurance, solamente una percentuale non materiale – rispetto al complesso del portafoglio – dei titoli di debito non supera il test SPPI, principalmente riconducibile a titoli strutturati.

Inoltre, si segnala che i fondi di investimento (fondi aperti e fondi chiusi) dovranno essere valutati obbligatoriamente al fair value con impatto a conto economico, con un conseguente futuro incremento di volatilità di conto economico per questi strumenti, attualmente classificati tra le Attività disponibili per la vendita.

Per quanto riguarda la classificazione dei titoli di capitale che rientrano nel perimetro di applicazione dell'IFRS 9, la Divisione Insurance è orientata a non avvalersi dell'opportunità di esercitare l'opzione per la classificazione degli strumenti di capitale al Fair value con imputazione a patrimonio netto (FVTOCI senza recycling a conto economico).

Infine, con riferimento ai crediti si evidenzia che il loro contributo complessivo alle attività finanziare della Divisione risulta essere poco significativo ed, essendo principalmente rappresentato da conti correnti e da altre forme tecniche a breve termine, non sono attese casistiche di fallimento dell'SPPI test o particolari impatti in fase di FTA.

Per quanto riguarda il secondo driver di classificazione delle attività finanziarie (business model), ossia l'intenzione con cui le attività finanziarie sono detenute, è in fase conclusiva l'individuazione dei business model "a tendere". Le Compagnie appartenenti alla Divisione Insurance si stanno orientando verso l'adozione di un business model Hold To Collect and Sell, ad eccezione dei portafogli collegati ai prodotti linked e fondi pensione aperti, per i quali sarà adottato un Business Model Other, con misurazione degli attivi a fair value con impatti a conto economico. In proposito, e con riferimento ai titoli di debito, non sono attese significative variazioni rispetto alla classificazione ai sensi dello IAS 39, ad eccezione di marginali casistiche riferibili a:

  • − titoli di debito attualmente classificati tra le Attività disponibili per la vendita che non superano l'SPPI test. Tale riclassifica non comporta alcun impatto sul patrimonio netto complessivo determinato secondo le regole del principio IFRS 9;
  • − titoli di debito attualmente classificati tra i Loans & Receivables che, a seconda dell'esito dell'SPPI Test, saranno classificati a fair value con impatti a conto economico o a fair value con contropartita il patrimonio netto. Tale riclassifica comporta un impatto non significativo rispetto agli attuali livelli patrimoniali.

Per quanto riguarda le passività finanziarie non si segnalano modifiche rispetto alle attuali modalità di classificazione e valutazione delle stesse ai sensi dello IAS 39.

Impairment

Per quel che riguarda l'Impairment è stata definita dalla Capogruppo Intesa Sanpaolo una metodologia comune ed un processo accentrato presso la struttura Risk Management di Intesa Sanpaolo per la quantificazione dell'Expected credit loss per tutte le società del Gruppo. Pertanto, per una completa illustrazione delle scelte adottate dal Gruppo in merito all'applicazione dell'impairment ai sensi dell'IFRS 9 si rinvia alla Politiche contabili del Bilancio 2021 e all'illustrazione riportata nella Parte E della Nota integrativa relativa al presidio dei rischi.

In questa sede si evidenzia che per le Compagnie della Divisione Insurance l'applicazione del nuovo modello Expected Credit Losses rileva principalmente con riferimento al portafoglio dei titoli di debito classificati nella categoria Fair value con imputazione a patrimonio netto. Non risulta essere invece significativa per quanto riguarda i crediti.

I principali elementi alla base della metodologia possono essere considerati i seguenti:

  • − modalità di tracking della qualità creditizia dei portafogli di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato ed al fair value con contropartita il patrimonio netto;
  • − definizione dei parametri per la determinazione del significativo deterioramento del rischio di credito, ai fini della corretta allocazione delle esposizioni in bonis nello stage 1 o nello stage 2, basata sulla variazione delle probabilità di default lifetime rispetto al momento dell'iscrizione iniziale in bilancio dello strumento finanziario. Con riferimento, invece, alle

26 Il 13 maggio 2022 l'ESMA ha pubblicato il documento "Public Statement - Transparency on implementation of IFRS 17 Insurance Contracts" contenente le considerazioni del Regulator in merito all'implementazione dell'IFRS 17 Contratti assicurativi, volte a promuovere l'applicazione coerente ed efficace del principio da parte degli emittenti, nonché il tipo di disclosure che gli stessi devono fornire nelle fasi immediatamente precedenti l'applicazione del nuovo principio. ESMA evidenzia inoltre come gli emittenti che applicheranno simultaneamente sia l'IFRS 17 che l'IFRS 9 dovranno tenere conto delle disposizioni a suo tempo emanate in vista della prima applicazione dell'IFRS 9 (ESMA "Public Statement on the first-time implementation of IFRS 9").

esposizioni impaired, l'allineamento delle definizioni di default contabile e regolamentare consente di considerare identiche le correnti logiche di classificazione delle esposizioni nel novero di quelle "deteriorate"/"impaired" rispetto alle logiche di classificazione delle esposizioni all'interno dello stage 3;

− definizione dei modelli – inclusivi delle informazioni forward-looking – per lo staging (relativamente all'utilizzo della PD lifetime come indicatore relativo di deterioramento) e per il calcolo dell'expected credit loss (ECL) ad un anno (da applicare alle esposizioni in stage 1) e lifetime (da applicare alle esposizioni in stage 2 e stage 3). Per tener conto delle informazioni forward-looking e degli scenari macroeconomici in cui il Gruppo potrà trovarsi ad operare, si è scelto di adottare l'approccio del c.d. "Most likely scenario+Add on".

Con riferimento allo "staging" dei titoli, bisogna considerare che operazioni di compravendita successive al primo acquisto (effettuate con riferimento al medesimo ISIN) possono rientrare abitualmente nell'ordinaria attività di gestione delle posizioni (con conseguente necessità di individuare una metodologia da adottare per l'identificazione delle vendite e rimborsi al fine di determinare le quantità residue delle singole transazioni cui associare una qualità creditizia/rating all'origination da comparare con quella della data di reporting). In questo contesto, in analogia alla scelta adottata a partire dal 2018 dal Gruppo Intesa Sanpaolo, anche la Divisione Insurance adotterà la metodologia "first-in-first-out" o "FIFO" (per il riversamento a conto economico dell'ECL registrata, in caso di vendite e rimborsi) che contribuisce ad una gestione più trasparente del portafoglio, anche dal punto di vista degli operatori di front office, consentendo, contestualmente, un continuo aggiornamento della valutazione del merito creditizio sulla base dei nuovi acquisti.

Infine, un elemento assolutamente rilevante ai fini delle stime sulle perdite attese risulta l'inclusione dei fattori forward-looking e, in particolare, degli scenari macroeconomici. Da un punto di vista metodologico, l'approccio che il Gruppo Intesa Sanpaolo ha adottato è rappresentato dal c.d. "Most likely scenario+Add-on", che prevede, ai fini del calcolo della perdita attesa (ECL) e dello "stage assignment", di considerare la perdita su crediti determinata per lo scenario base, ritenuto maggiormente probabile e utilizzato anche per altre finalità all'interno del Gruppo (ad esempio per la predisposizione del budget e del piano d'impresa), a cui deve essere sommata una rettifica (Add-on) volta a riflettere gli effetti derivanti dalla non linearità delle variabili utilizzate per il condizionamento dei parametri macro-economici. Analoga impostazione verrà applicata quindi anche per le società della Divisione Insurance.

Hedge accounting

Per quanto riguarda l'Hedge Accounting, le novità regolamentari riguardano esclusivamente il General Hedge e sono strettamente legate alla scelta di avvalersi dell'opzione opt-in / opt-out (ossia la possibilità di implementare il nuovo standard IFRS 9 piuttosto che mantenere il vecchio principio IAS 39). Il Gruppo Intesa Sanpaolo, sulla base degli approfondimenti effettuati sulla gestione delle operazioni di copertura, ha deciso l'esercizio, in fase di FTA dell'IFRS 9, dell'opzione opt-out, confermando tale scelta fino ad oggi. Alla luce di tale indicazione, anche per la Divisione Insurance le operazioni di copertura continueranno ad essere gestite nel rispetto di quanto previsto dallo IAS 39 (carve-out), attualmente in vigore.

Impatti economici e patrimoniali

I principali impatti attesi dall'adozione del nuovo principio per la Divisione Insurance deriveranno, in prima battuta, dall'applicazione del nuovo modello contabile di impairment con riferimento ai titoli di debito (basato sul concetto di "expected loss" invece che sull'approccio "incurred loss", attualmente previsto dallo IAS 39), che determinerà un incremento delle rettifiche di valore, nonché dall'applicazione delle nuove regole per il trasferimento delle esposizioni tra i diversi "stage" di classificazione previsti dal principio.

Sulla base delle analisi effettuate e delle implementazioni in corso, si stima che l'impatto, da rilevare in contropartita del patrimonio netto in sede di prima applicazione del nuovo principio contabile, risulterà non significativo rispetto agli attuali livelli patrimoniali di bilancio e regolamentari del Gruppo e rispetto all'impatto rilevato alla prima applicazione del principio per il Gruppo ISP al 1° gennaio 2018.

Impatti organizzativi e sui sistemi informativi

L'adozione del nuovo principio comporta interventi di natura organizzativa e sui sistemi informativi.

Sono stati identificati i principali impatti organizzativi che riguardano la revisione e l'adattamento dei processi operativi esistenti, il disegno e l'implementazione di nuovi processi, nonché l'ampliamento delle competenze disponibili all'interno delle diverse strutture sia operative sia amministrative e di controllo.

Per quanto riguarda i sistemi informativi, sono stati effettuati gli interventi sugli applicativi di gestione titoli delle Compagnie assicurative al fine di adeguarli ai requisiti previsti dal nuovo standard ed è stato implementato uno scambio di flussi con cadenza mensile tra le Compagnie assicurative e le strutture preposte di Intesa Sanpaolo relativamente allo staging e all'expected credit losses per i titoli classificati a fair value con contropartita il patrimonio netto.

Riesposizione dei dati comparativi e Parallel Running

Con riferimento alle modalità di rappresentazione degli effetti di prima applicazione del principio, la Divisione Insurance adotterà la facoltà prevista al paragrafo 7.2.15 dell'IFRS 9, secondo cui – ferma restando l'applicazione retrospettiva delle nuove regole di misurazione e rappresentazione richiesta dallo standard – non è prevista la riesposizione obbligatoria su basi omogenee dei dati di confronto nel bilancio di prima applicazione del nuovo principio. In particolare, la Divisione Insurance adotterà il c.d. Classification Overlay secondo quanto previsto dal paragrafo C28A e seguenti. dell'IFRS 17 - come modificati dallo IASB in data 9 dicembre 2021 e in attesa di omologazione da parte della Commissione Europea - dedicato alle compagnie che adottano contemporaneamente per la prima volta i principi IFRS 9 e IFRS 17. Il Classification Overlay prevede, per la predisposizione dei periodi comparativi, l'applicazione dei requisiti di classificazione e misurazione così come previsto dal principio IFRS 9 utilizzando reasonable e supportable information ed inoltre non è richiesta l'applicazione delle disposizioni in merito all'impairment.

Le compagnie della Divisione Assicurativa effettueranno il c.d. "parallel running" dell'applicazione del nuovo principio a partire dal secondo semestre del 2022 a seguito degli affinamenti necessari degli applicativi di gestione titoli, in fase di completamento.

IFRS 17 Contratti assicurativi

Nel presente paragrafo è fornita disclosure delle principali aree di impatto del nuovo principio contabile IFRS 17 Contratti assicurativi nonché del relativo processo di implementazione in corso, in ottemperanza alle indicazioni dell'Autorità Europea degli Strumenti Finanziari e dei Mercati (ESMA) citate in precedenza ed in relazione a quanto richiesto dallo IAS 8 paragrafi 30 e 31. Viene inoltre fornita informativa con riferimento alle interrelazioni tra il nuovo principio IFRS 17 e l'IFRS 9, che le società della Divisione Insurance applicheranno simultaneamente e per la prima volta a partire dal 1° gennaio 2023.

Il nuovo principio contabile IFRS 17 "Contratti assicurativi" pubblicato dallo IASB nel mese di maggio 2017 ed oggetto di successive modifiche pubblicate in data 25 giugno 2020, è stato omologato con il Regolamento UE n. 2036/2021 del 19 novembre 2021 ed entrerà obbligatoriamente in vigore a partire dal 1° gennaio 2023. Il principio richiede obbligatoriamente di presentare il periodo comparativo, ossia l'esercizio 2022, riesposto.

In proposito, si evidenzia che il Regolamento prevede l'omologazione del principio IFRS 17 a livello europeo e consente – su base opzionale – di esentare i contratti caratterizzati da mutualizzazione intergenerazionale e congruità dei flussi finanziari dall'applicazione dell'obbligo di raggruppamento in coorti annuali di cui all'IFRS 17.

Overview del Principio IFRS 17

Il principio IFRS 17 sostituisce l'IFRS 4 che, sin dal momento della sua pubblicazione iniziale, era considerato un "interim standard" e – in quanto tale – non aveva tra i propri scopi quello di prevedere una metodologia unica di rappresentazione dei contratti assicurativi, rimandando ai modelli contabili previsti dalle normative locali dei singoli paesi. Il superamento di questo aspetto – unitamente ad una migliore informativa sui risultati economici dei contratti assicurativi – è alla base del nuovo standard.

Si riportano a seguire le principali previsioni del principio:

  • − l'iscrizione iniziale della passività assicurativa: al momento della sottoscrizione del contratto con il soggetto assicurato, l'impresa riconosce una passività il cui ammontare è dato dalla somma algebrica del valore attuale dei flussi di cassa attesi contrattuali (Present value future cash flow – "PVFCF"), attualizzati e inclusivi anche di un opportuno Risk adjustment ("RA") per i rischi di tipo non finanziario e del margine economico atteso (Contractual Service Margin – "CSM"), che rappresenta il valore attuale degli utili futuri al lordo delle imposte;
  • − i raggruppamenti di contratti: l'applicazione dell'IFRS 17 prevede l'identificazione di "portafogli" di contratti assicurativi (ovvero di gruppi di contratti che condividono rischi simili e gestiti unitariamente). Ciascun portafoglio viene ulteriormente suddiviso in gruppi composti da contratti con caratteristiche simili in termini di profittabilità attesa, prevedendo pertanto la distinzione tra i contratti profittevoli (con margine economico atteso positivo) e onerosi (con margine economico atteso negativo);
  • − i modelli di misurazione previsti dal principio: il principio IFRS 17 prevede il modello di misurazione denominato General Model ("GM") applicabile a tutti i contratti, ad eccezione dei contratti con partecipazione diretta agli utili, per i quali viene applicato il Variable Fee Approach ("VFA"), qualora siano rispettati i criteri di eleggibilità dipendenti dalla natura stessa della partecipazione agli utili. È previsto inoltre un modello semplificato opzionale (Premium Allocation Approach – "PAA") per la valutazione della Liability for Remaining Coverage ("LFRC", assimilabile alla Riserva per frazioni di premi) per i contratti con periodo di copertura uguale o inferiore all'anno e per tutti i contratti nel caso in cui la valutazione non sia materialmente differente da quella risultante dall'applicazione del General Model;
  • − transition: in sede di prima applicazione, il principio contabile IFRS 17 prevede che tutti i contratti presenti in portafoglio siano contabilizzati come se le regole introdotte fossero sempre state in vigore - tale metodo di transition prende il nome di Full Retrospective Approach ("FRA"). Poiché la sua applicabilità può risultare molto complessa a causa dell'indisponibilità delle serie storiche degli attributi necessari per gestire la capillarità del modello dati target previsto dall'lFRS 17, che ne consentano la piena applicazione, il principio prevede la possibilità di utilizzare altri due metodi, tra loro opzionali:
    • o il Modified Retrospective Approach ("MRA"), che approssima i risultati ottenuti dal FRA attraverso un approccio retrospettivo, ma prevede alcune semplificazioni circa la stima del CSM, il livello di aggregazione dei contratti, l'utilizzo delle coorti annuali ed i tassi di sconto da utilizzare;
    • o il Fair Value Approach ("FVA"), che rappresenta l'approccio più semplice secondo cui il CSM/Loss Component (in caso di contratti onerosi) è calcolato come differenza tra il fair value del gruppo di contratti cui si riferisce ed il valore dei Fulfillment Cash Flows alla medesima data (rappresentato dalla somma di PVFCF e RA);
  • − la misurazione successiva della passività assicurativa: l'IFRS 17 richiede una misurazione ad ogni reporting period degli elementi sopra indicati (i flussi di cassa e il margine economico attesi), per verificare la congruità delle stime rispetto alle condizioni correnti di mercato. Gli effetti di eventuali disallineamenti devono essere recepiti nei bilanci alla prima reporting date di consuntivazione: a conto economico qualora i cambiamenti siano riferiti a eventi già avvenuti nel passato oppure a riduzione del margine economico atteso (CSM) qualora i cambiamenti siano riferiti a eventi futuri. Con riferimento alle variazioni delle sole variabili finanziarie (e non delle restanti, quindi principalmente relative al comportamento degli assicurati), è rimessa scelta alle imprese di individuare – per ciascun raggruppamento di contratti (cfr. più avanti) – se rappresentare gli effetti delle modifiche nel conto economico o nel patrimonio netto (c.d. Opzione OCI);
  • − la misurazione del ricavo assicurativo: l'IFRS 17 prevede una esposizione nel conto economico della redditività "per margini" conseguiti nel corso della vita delle polizze, ossia quando l'impresa eroga i servizi agli assicurati, non prevedendo pertanto la rilevazione di alcun ricavo al momento della sottoscrizione del contratto;
  • − la misurazione della performance: nell'ottica di una disclosure che garantisca una migliore comparabilità degli andamenti delle Compagnie, è prevista una rappresentazione distinta e separata delle due componenti principali che tipicamente concorrono a formare la redditività delle imprese assicuratrici: la prima, che rappresenta il profitto derivante dall'attività assicurativa prestata (il c.d. "margine tecnico") e la seconda che raggruppa invece tutte le componenti di carattere "finanziario" (i risultati degli investimenti, gli effetti delle variabili finanziarie utilizzate nelle valutazioni dei contratti, ecc.). I cambiamenti nelle stime future di premi collegati a contratti in essere alla data di reporting (flussi di cassa da ricevere) e di pagamenti (flussi di cassa da riconoscere) sono rilevati a conto economico lungo la durata residua contrattuale delle polizze di riferimento.

L'IFRS 17 introduce pertanto nuove logiche di determinazione della redditività delle compagnie assicurative anche al fine di perseguire una maggiore comparabilità dell'informativa finanziaria prodotta dai competitor del settore. Tali nuove logiche porteranno a potenziali impatti nel disegno dei nuovi prodotti assicurativi con particolare riferimento al pricing ed a nuove logiche di misurazione dei rischi in ottica di Asset and Liability Management. L'informativa finanziaria vedrà l'introduzione di nuovi key performance indicators basati sulla marginalità di prodotto rispetto all'attuale raccolta premi presa a riferimento sia a livello nazionale sia a livello internazionale.

Le compagnie assicurative infine dovranno disegnare un nuovo modello operativo target che permetta la gestione delle nuove grandezze reddituali previste dal principio con importanti investimenti sia dal punto di vista dei processi interni sia dal punto di vista informatico.

Il Progetto di implementazione per la Divisione Insurance: impatti organizzativi ed informatici

Nell'ambito del Gruppo ISP il principio IFRS 17 risulta applicabile ai prodotti assicurativi della Divisione Insurance. Per completezza si evidenzia che sono in corso verifiche per individuare eventuali altre casistiche impattate dal nuovo principio sul resto del perimetro del Gruppo che non si prevede comunque siano significative, anche alla luce delle esclusioni dall'applicazione previste dall'IFRS 17.

Il progetto di implementazione dell'IFRS 17 per la Divisione Insurance ha preso avvio a giugno 2019 ed è articolato in più filoni che sono stati impostati in modo omogeneo per tutte le compagnie della Divisione Insurance, tenendo conto delle specificità di business di ciascuna compagnia:

  • − definizione dell'impianto metodologico: sono stati identificati gli argomenti chiave ai quali corrispondono altrettante scelte metodologiche declinate nei cosiddetti Technical Paper, in termini di classificazione dei prodotti, determinazione dei cash flow prospettici e calcolo del CSM;
  • − evoluzione dei sistemi informativi: la Big Picture progettuale che comprende la mappa degli applicativi e le relative interfacce informatiche, definita a dicembre 2020, è stata confermata e implementata anche per le compagnie di recente acquisizione e prevede la medesima struttura informatica per tutte le Compagnie della Divisione Insurance, tenendo in considerazione le peculiarità di ciascuna. Nel 2020 è stata completata la migrazione sul nuovo sistema contabile SAP per le compagnie Intesa Sanpaolo Vita, Fideuram Vita, Intesa Sanpaolo Assicura e Intesa Sanpaolo Life. Per quanto riguarda Intesa Sanpaolo RBM Salute, la migrazione è stata completata durante il mese di luglio 2021 (con data effetto contabile 1° luglio 2021).

Sono state effettuate le attività di analisi e di predisposizione dei business requirement. Durante il mese di ottobre 2021 è stata effettuata la migrazione della Contabilità tecnica sul sistema SAP DATA HUB e SAP FPSL per le compagnie Intesa Sanpaolo Vita, Fideuram Vita, Intesa Sanpaolo Assicura. Per Intesa Sanpaolo RBM Salute le attività di migrazione sono state completate nel mese di gennaio 2022.

Alla data del 30 giugno 2022 è stata completata l'implementazione finalizzata a includere nella filiera di contabilità e bilancio la parte dei processi relativi al calcolo delle misure prospettiche introdotte dall'IFRS 17 (principalmente cash flow, risk adjustment e CSM).

Con particolare riferimento ai motori attuariali, gli sviluppi informatici ad essi connessi sono in corso di finalizzazione. Per quanto riguarda le compagnie acquisite dal Gruppo Intesa nel corso del 2020 e 2021 (Intesa Sanpaolo RBM Salute, Cargeas e le compagnie vita ex UBI) il relativo progetto di integrazione prevede la completa adozione dei sistemi target di divisione;

  • − sviluppo di attività di formazione: prevista per l'intera durata del progetto e suddivisa tra Top Management, tecnica ed operativa, prevedendo specifiche sessioni dedicate agli amministratori delle compagnie della Divisione Insurance e della Capogruppo;
  • − modifiche dei processi e della normativa interna: è stato formalizzato il target operating model, ossia il disegno e la formalizzazione dei sistemi, processi organizzativi e relativi uffici responsabili, in modo da presidiare il nuovo processo di formazione del bilancio;
  • − transition e parallel run 2022: nel corso del secondo semestre verranno finalizzate le attività relative alla quantificazione dei saldi di apertura al 1° gennaio 2022 e verrà avviata la produzione dei dati comparativi dei trimestri 2022 per tutte le compagnie della Divisione Insurance.

Da un punto di vista organizzativo il progetto IFRS 17 include, oltre al processo di predisposizione del bilancio, l'implementazione di sistemi e processi riferiti alla Pianificazione e Controllo e all'Asset and Liability Management, al fine di garantire la capacità di governo delle compagnie del Gruppo secondo le nuove metriche introdotte dal principio IFRS 17.

Si evidenzia infine che sono previsti incontri periodici con la società di Revisione EY volti a promuovere un confronto in merito alle scelte metodologiche identificate nell'ambito progettuale.

Scelte metodologiche della Divisione Insurance

Le principali incertezze metodologiche affrontate dalla Divisione Insurance nella fase iniziale del progetto hanno riguardato la definizione della curva di sconto, la quantificazione dei cash flow in ottica IFRS 17 ed il CSM per il quale, allo stato attuale, non è ancora definita la best practice a livello di mercato sia italiano che europeo con particolare riferimento alle provvigioni di distribuzione prospettiche.

Di seguito sono riportate le principali scelte metodologiche sulle quali si sta orientando la Divisione Insurance, uniformi per tutte le compagnie incluse nel perimetro di consolidamento:

  • − Livello di aggregazione e opzione "carve out" sulle coorti: il livello di aggregazione permette di definire la granularità con cui viene valutata la redditività di un gruppo di contratti, andando a raggruppare:
    • o nel medesimo portafoglio quelli che presentano rischi simili e che sono gestiti insieme;
    • o che hanno la stessa profittabilità attesa all'emissione (c.d. bucket di profittabilità);
    • o che appartengano alla stessa generazione (c.d. coorte annuale).

Limitatamente al primo punto, la Divisione Insurance ha adottato la scelta di aggregare i contratti appartenenti al Business Danni in base alla Line of Business ("LoB") Solvency II di appartenenza; per il Business Vita l'aggregazione in gruppi di contratti avviene per i prodotti inclusi nella stessa Gestione Separata, prodotti Multiramo collegati alla stessa Gestione Separata, prodotti di tipo Unit, prodotti collegati a Fondi Pensione e prodotti di puro rischio (es. Temporanee caso morte - TCM).

Per quanto riguarda i contratti appartenenti a prodotti Multiramo o collegati ad una Gestione Separata, si è deciso di esercitare l'opzione di non applicare il requisito della Coorte Annuale ("Carve Out") così come previsto dal Regolamento di omologazione dell'IFRS 17 a livello europeo e quindi aggregare queste tipologie contrattuali solo con riguardo al concetto di rischi simili e gestiti insieme e all'appartenenza allo stesso bucket di profittabilità.

  • − Curva di sconto: la Divisione Insurance ha deciso di utilizzare un approccio Bottom-Up, che prevede l'utilizzo di tassi privi di rischio con l'aggiunta di un premio di liquidità, stimato sulla base del premio di rischio insito all'interno del portafoglio titoli di ciascuna compagnia, ripartito per singola gestione separata, portafoglio unit, fondi pensione e portafoglio libero.
  • − Risk adjustment: viene determinato utilizzando una metodologia di tipo Value at Risk (VaR) che stima l'incertezza dei rischi non finanziari sulla base del 75° percentile della distribuzione specifica di ciascun rischio considerato.
  • − Variable Fee Approach (VFA): come evidenziato in precedenza, il VFA è un modello previsto dallo Standard obbligatorio per i contratti che prevedono una significativa partecipazione discrezionale agli utili da parte dell'assicurato. Per determinare se la partecipazione discrezionale agli utili è significativa, viene eseguito un test sia di natura qualitativa che quantitativa per verificare i requisiti previsti. Nell'ambito dei prodotti della Divisione Insurance vengono misurati con il Variable Fee Approach tutti i contratti di tipo Linked assicurativi e tutti i contratti collegati ad una gestione separata, sia individuali che di tipo Multiramo.
  • − Premium Allocation Approach (PAA): come evidenziato il PAA è un metodo opzionale ed applicabile ai contratti con durata inferiore all'anno o ai contratti con durata superiore all'anno per i quali si dimostra che l'applicazione del modello PAA non porti a risultati significativamente diversi da quelli che si otterrebbero con il modello generale. La Divisione Insurance ha deciso di applicare tale modello al solo Business Danni, definendo come regola generale quella di utilizzare il modello PAA per le polizze assicurative con durata non superiore all'anno.
  • − Coverage Unit: le Coverage Unit rappresentano il driver con il quale viene determinato il pattern di rilascio del CSM a conto economico, tenendo in considerazione la quantità di servizio fornita all'assicurato e la durata attesa del gruppo di contratti. Le Coverage Unit sono determinate in maniera differenziata a seconda che si tratti di Business Vita o Business Danni. In particolare, per il Business Danni le Coverage Unit sono identificate tramite i premi di competenza del periodo mentre per il Business Vita sono identificate dai capitali assicurati di periodo rispetto ai capitali assicurati a vita intera, che rappresentano l'impegno della compagnia verso gli assicurati nel periodo di valutazione.
  • − Contract boundaries: la determinazione dei Contract Boundaries viene utilizzata per definire se una determinata opzione contrattuale debba essere inclusa nella proiezione dei flussi di cassa già dall'emissione del contratto oppure se l'esercizio della stessa comporti la generazione di un nuovo gruppo di contratti.
  • − Vengono incluse nei Contract Boundaries IFRS 17 tutte le opzioni contrattuali che prevedono, già all'emissione dei contratti, le condizioni di esercizio dell'opzione in termini di pricing. Qualora l'esercizio dell'opzione non abbia condizioni prestabilite all'emissione, ma queste vengono definite solo in un secondo momento oppure al momento stesso dell'esercizio da parte dell'assicurato, queste sono escluse dai Contract Boundaries IFRS 17 e non vengono proiettate nei flussi di cassa del contratto principale; l'esercizio dell'opzione genera un nuovo gruppo di contratti differente da quello del contratto principale.
  • − Approccio di Transition: la valutazione attualmente allo studio è di utilizzare tutti e tre i metodi di transition previsti dallo Standard a seconda della disponibilità dei dati storici richiesti dal principio per la determinazione del CSM alla data di FTA. In particolare, per le generazioni di contratti più recenti viene utilizzato il metodo Full Retrospective Approach, fatta eccezione per le compagnie acquisite (ISP RBM Salute, Cargeas ed ex UBI), per i quali viene utilizzato il metodo Fair Value Approach. Per i contratti vita multiramo e i contratti danni meno recenti viene utilizzato il metodo Modified Retrospective Approach, mentre per i restanti prodotti e annualità verrà utilizzato il Fair Value Approach.
  • − Interazione IFRS 9 e IFRS 17 e utilizzo dell'opzione OCI: in alcuni casi, l'interazione tra l'IFRS 17 e l'IFRS 9 potrebbe generare mismatch tra le modalità di contabilizzazione dei contratti di assicurazione e delle attività finanziarie ad essi correlate. Per ridurre tali mismatch, l'IFRS 17 consente di effettuare una disaggregazione dei proventi ed oneri finanziari derivanti da contratti assicurativi tra il conto economico (risultato finanziario) e l'Other Comprehensive Income (OCI) a Patrimonio Netto. La scelta di effettuare la disaggregazione è fatta a livello di portafoglio per i contratti assicurativi e deve essere presa in coerenza con il metodo di valutazione degli attivi. In particolare:
    • o per quanto riguarda i contratti valutati con il General Model e con il Premium Allocation Approach, la rivalutazione finanziaria dei flussi di cassa futuri e del risk adjustment a tassi storici è contabilizzata a conto economico, mentre la differenza tra la rivalutazione a tassi storici e quelli correnti è contabilizzata a Other Comprehensive Income;
    • o per i contratti valutati al Variable Fee Approach, l'IFRS 17 prevede che il risultato finanziario dei contratti assicurativi sia disaggregato tra conto economico e Other Comprehensive Income: in sostanza viene riclassificata a Other Comprehensive Income la differenza tra il risultato finanziario dei contratti assicurativi e il risultato finanziario a conto economico derivante dagli strumenti finanziari sottostanti (c.d. Mirroring). Il trattamento contabile del Mirroring previsto dal principio IFRS 17 può essere assimilato nelle finalità allo Shadow Accounting previsto dall'IFRS 4 attualmente in vigore.

Ai sensi dell'IFRS 9, la Divisione Insurance sta finalizzando la definizione del business model a tendere: Hold To Collect and Sell per tutti gli strumenti finanziari di debito, ad eccezione di quelli collegati ai prodotti linked e ai fondi pensione aperti (ai quali verrebbe applicato il Business Model Other). Per quanto riguarda la classificazione dei titoli di capitale che rientrano nel perimetro di applicazione dell'IFRS 9, la Divisione Insurance è orientata ad una valutazione a fair value con contropartita a conto economico.

Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo Adozione dell'IFRS 9 da parte delle Compagnie assicurative del Gruppo.

Conseguentemente, al fine di ridurre i potenziali mismatch contabili, si è deciso di adottare l'opzione OCI su tutti i portafogli di contratti assicurativi, con l'eccezione di quelli relativi alle unit linked non collegati a prodotti multiramo e ai fondi pensione aperti.

Principali differenze tra il framework IFRS 17 e Solvency II

Le principali differenze tra lo Standard IFRS 17 e Solvency II in relazione alla valutazione delle passività assicurative sono primariamente legate all'identificazione dei contract boundaries, alla determinazione della curva di sconto e alla modalità di calcolo del Margine di Prudenza (rispettivamente Risk Adjustment o Risk Margin). In particolare:

  • − per quanto riguarda i Contract Boundaries, le principali differenze riguardano sia la logica di determinazione che la periodicità della valutazione. In Solvency II i contract boundaries sono basati su una logica di rischio per la compagnia e sono determinati a ciascuna data di valutazione; in IFRS 17 invece sulla possibilità di re-pricing da parte della compagnia e sono determinati all'emissione dei contratti;
  • − per quanto riguarda le curve di sconto, la principale differenza riguarda la modalità e la granularità con cui la stessa viene calcolata; in particolare, per Solvency II esiste un'unica curva di sconto composta da una curva base priva di rischio più un premio di liquidità (Volatility Adjustment), definito dall'EIOPA sulla base di un portafoglio di riferimento medio di mercato. Nel Framework IFRS 17 invece è possibile calcolare le curve di sconto per ogni portafoglio identificato sulla base degli specifici pool di attivi di riferimento;
  • − per il Margine di Prudenza, la differenza tra Risk Margin e Risk Adjustment è dovuta sia ad una differente metodologia di calcolo che ad un diverso perimetro di rischi identificati. Il Risk Margin Solvency II è calcolato con una metodologia Cost of Capital, applicata al requisito di Capitale della Compagnia valutato con un percentile al 95%, considerando i rischi tecnici, il rischio di credito e il rischio operativo; per il Risk Adjustment IFRS 17 il Principio non prevede una metodologia standard ma esclusivamente la determinazione dello stesso sulla base di specifici rischi non finanziari.

Impatti economici e patrimoniali

Il nuovo principio prevede l'introduzione di nuove grandezze patrimoniali e differenti modalità di riconoscimento della redditività dei prodotti assicurativi nei bilanci delle compagnie, che potrebbero portare sia impatti patrimoniali in sede di prima applicazione del principio, sia volatilità di conto economico a target.

L'impatto patrimoniale in sede di prima applicazione dipende dal livello dei tassi di mercato alla data di transition (ad un minor livello dei tassi corrisponde un maggior impatto negativo sul patrimonio), nonché dagli approcci di transition adottati.

Il risultato di conto economico è invece strettamente correlato alla modalità di rilascio del CSM nel tempo e all'aggiustamento dello stesso a seguito delle revisioni delle ipotesi operative e finanziarie incluse nei flussi di cassa e nel risk adjustment.

Sulla base delle analisi effettuate e delle implementazioni in corso, si stima che l'impatto, da rilevare in contropartita del patrimonio netto in sede di prima applicazione del nuovo principio contabile, risulterà non critico rispetto agli attuali livelli patrimoniali di bilancio e regolamentari del Gruppo Intesa Sanpaolo. Al riguardo si ricorda che ai fini regolamentari il Gruppo Intesa Sanpaolo, in quanto "conglomerato finanziario", è stato autorizzato all'applicazione del c.d. "Danish Compromise" che consente la ponderazione al 370% degli investimenti significativi nelle controllate assicurative in luogo della loro deduzione dal CET1. Le principali differenze da imputare a patrimonio netto sono originate dalla differenza tra le passività assicurative IFRS 17 (inclusive degli utili futuri – CSM) valorizzate al fair value, rispetto alle riserve IFRS 4, che fattorizzano le riserve quantificate secondo le regole dell'Autorità di Vigilanza locale, oltre alla riserva Shadow e da Liability Adequacy Test, non completamente rappresentative di un valore di fair value.

Area e metodi di consolidamento

Area di consolidamento

La Relazione semestrale consolidata include Intesa Sanpaolo e le società da questa direttamente o indirettamente controllate, controllate congiuntamente o sottoposte ad influenza notevole, comprendendo – come specificamente previsto dai principi IAS/IFRS – anche le società operanti in settori di attività diversi da quello di appartenenza della Capogruppo, nonché le partecipazioni di private equity. Analogamente, sono incluse anche le entità strutturate quando ne ricorrano i requisiti di effettivo controllo, anche indipendentemente dall'esistenza di una quota partecipativa.

Sono escluse dall'area di consolidamento, e classificate sulla base di quanto previsto dall'IFRS 9, alcune interessenze superiori al 20% in quanto di importo contenuto oppure in quanto Intesa Sanpaolo, direttamente o indirettamente, detiene esclusivamente diritti patrimoniali su una porzione dei frutti degli investimenti, non ha accesso alle politiche di gestione e può esercitare diritti di governance limitati alla tutela dei propri interessi patrimoniali.

Sono inoltre escluse dall'area di consolidamento integrale le interessenze partecipative detenute, direttamente o attraverso fondi, in società che svolgono attività di venture capital. Tali interessenze partecipative sono incluse nella categoria delle Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.

Sono, infine, escluse dall'area di consolidamento le società non partecipate delle quali si sono ricevute azioni in pegno con diritto di voto superiore al 20%, in considerazione della finalità di tale strumento che è quella di tutela del credito concesso e non di esercizio del controllo e di indirizzo delle politiche finanziarie ed economiche, al fine di usufruire dei benefici economici da esse derivanti.

Si rammenta che Intesa Sanpaolo non esercita su Risanamento S.p.A. e sulle società da questa controllate l'attività di direzione e coordinamento di cui all'art. 2497 C.C. e seguenti.

Rispetto al 31 dicembre 2021, le variazioni nel perimetro di consolidamento integrale hanno riguardato l'ingresso di:

  • − Newco TPA S.p.A., società di nuova costituzione nell'ambito del Gruppo assicurativo, partecipata al 100% da ISP Vita;
  • − Compagnie de Banque Privée Quilvest (CBPQ), partecipata al 100% da Fideuram Bank (Luxembourg) S.A.;
  • − VUB Operating Leasing A.S. (società dedicata per lo sviluppo del leasing operativo), precedentemente consolidata con il metodo del patrimonio netto;

e l'uscita di:

  • − Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval, fusa per incorporazione in Reyl & Cie;
  • − VUB Leasing, cessata in quanto oggetto di scissione in Vseobecna Uverova Banka per l'attività di leasing finanziario e in VUB Operating Leasing (sopra indicata) per l'attività di leasing operativo;
  • − UBI Leasing, fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo;
  • − PBZ Stambena Stedionica, fusa per incorporazione in PBZ Privredna Banka Zagreb;
  • − Intesa Sanpaolo (Qingdao) Service Company Limited, ora consolidata con il metodo del patrimonio netto in considerazione della situazione patrimoniale che presenta importi contenuti.

Metodi di consolidamento

I metodi utilizzati per il consolidamento dei dati delle società controllate (consolidamento integrale) e per il consolidamento delle società collegate nonché delle società sottoposte a controllo congiunto (metodo del patrimonio netto) sono invariati rispetto a quelli adottati per il Bilancio annuale 2021 del Gruppo Intesa Sanpaolo al quale, pertanto, si fa rinvio.

I bilanci della Capogruppo e delle altre società utilizzati per predisporre il Bilancio consolidato semestrale abbreviato fanno riferimento al 30 giugno 2022.

In taluni limitati casi, per partecipate di rilevanza non significativa, sono stati utilizzati gli ultimi dati ufficiali disponibili.

In particolare, relativamente alla controllata ucraina Pravex Bank, in considerazione della limitata incidenza sul bilancio consolidato dei saldi patrimoniali ed economici della banca e delle evidenti difficoltà logistiche e di esecuzione da parte delle relative strutture amministrative, anche con riferimento ai canali informatici a disposizione, la decisione del Gruppo (come già al 31 marzo 2022) è stata quella di procedere al consolidamento integrale della controllata ucraina mantenendo nei libri i saldi patrimoniali al 31 dicembre 2021 (contro-valutati al tasso di cambio al 30 giugno 2022) e apportando centralmente le rettifiche di valore legate alla valutazione degli assets della banca. Tale scelta è supportata anche dall'evidenza di dati "gestionali" patrimoniali al 30 giugno che non mostrano significative differenze rispetto a quelli del 31 dicembre 2021.

Quanto alla controllata Banca Intesa Russia, in considerazione della limitata materialità della partecipata e dei possibili rischi di sicurezza informatica si è ritenuto di procedere al consolidamento integrale mantenendo i saldi patrimoniali ed economici del 31 marzo 2022 (contro-valutati al tasso di cambio al 30 giugno 2022) e apportando centralmente le rettifiche di valore legate alla valutazione degli assets della banca, in analogia a quanto già indicato per Pravex Bank.

Ove necessario – in casi comunque di rilevanza del tutto marginale – i bilanci delle società consolidate, eventualmente redatti in base a criteri contabili diversi, sono stati resi conformi ai principi del Gruppo.

I bilanci delle imprese operanti in aree diverse dall'Eurozona sono convertiti in Euro applicando alle voci dell'attivo e del passivo patrimoniale i cambi correnti alla data di chiusura del periodo di riferimento ed alle voci del conto economico i cambi medi del periodo stesso.

Il prospetto che segue evidenzia le società controllate in via esclusiva oggetto di consolidamento al 30 giugno 2022.

Denominazione imprese Sede Sede Tipo RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE Disponib.
operativa legale rapporto
(a)
Impresa partecipante quota
%
voti %
(b)
1 Acantus S.p.A. (h)
Capitale Eur 600.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
2 Anti Financial Crime Digital HUB (h)
Capitale Eur 100.000
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo Innovation Center S.p.A.
Intesa Sanpaolo
10,00
60,00
70,00
3 Asteria Investment Managers S.A.
Capitale Chf 14.000.000
Ginevra Ginevra 1 REYL & Cie S.A. 64,00
4 Banca 5 S.p.A.
Capitale Eur 30.000.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
5 Banca Comerciala Eximbank S.A.
Capitale Mdl 1.250.000.000
Chisinau Chisinau 1 Intesa Sanpaolo 100,00
6 Banca Intesa AD Beograd
Capitale Rsd 21.315.900.000
Novi Beograd Beograd 1 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. 100,00
7 Bank of Alexandria S.A.E.
Capitale Egp 5.000.000.000
Il Cairo Il Cairo 1 Intesa Sanpaolo 80,00
8 Banka Intesa Sanpaolo d.d. (d)
Capitale Eur 22.173.218
Koper Koper 1 Intesa Sanpaolo
Privredna Banka Zagreb d.d.
48,13
51,00
99,13
9 Cargeas Assicurazioni S.p.A.
Capitale Eur 32.812.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo Vita S.p.A. 100,00
10 CBP Quilvest PE Fund GP S.a r.l. (h)
Capitale Usd 20.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Compagnie de Banque Privée Quilvest S.A. 100,00
11 Cib Bank Ltd.
Capitale Huf 50.000.000.003
Budapest Budapest 1 Intesa Sanpaolo 100,00
12 CIB Insurance Broker Ltd.
Capitale Huf 10.000.000
Budapest Budapest 1 Cib Bank Ltd. 100,00
13 CIB Leasing Ltd.
Capitale Huf 53.000.000
Budapest Budapest 1 Cib Bank Ltd. 100,00
14 CIB Rent Operative Leasing Ltd.
Capitale Huf 5.000.000
Budapest Budapest 1 Cib Bank Ltd. 100,00
15 Colline e oltre S.p.A. (h)
Capitale Eur 50.000
Pavia Pavia 1 Intesa Sanpaolo 51,00
16 Compagnia Italiana Finanziaria - CIF S.r.l.
Capitale Eur 10.000
Milano Milano 1 IN.FRA - Investire nelle Infrastrutture S.r.l. 61,45
17 Compagnie de Banque Privée Quilvest S.A.
Capitale Usd 32.537.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Fideuram Bank Luxembourg S.A. 100,00
18 Consorzio Studi e ricerche fiscali Gruppo Intesa Sanpaolo (h) Roma Roma 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking
S.p.A.
7,50
Capitale Eur 258.228 Eurizon Capital SGR S.p.A. 5,00
Intesa Sanpaolo Vita S.p.A. 7,50
Intesa Sanpaolo 80,00
19 Dagobah Leaseco S.r.l. (h)
Capitale Eur 10.000
Conegliano Conegliano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
100,00
20 Duomo Funding Plc (e) Dublino Dublino 2 Intesa Sanpaolo -
21 Epsilon SGR S.p.A.
Capitale Eur 5.200.000
Milano Milano 1 Eurizon Capital SGR S.p.A. 100,00
22 Etoile François Premier S.a.r.l. (c)
Capitale Eur 5.000
Parigi Parigi 1 Risanamento Europa S.r.l. 100,00
23 Eurizon Asset Management Croatia D.O.O.
Capitale Hrk 5.000.000
Zagabria Zagabria 1 Eurizon asset Management Slovakia Sprav.
Spol. A.S.
100,00
24 Eurizon Asset Management Hungary Ltd.
Capitale Huf 600.000.000
Budapest Budapest 1 Eurizon asset Management Slovakia Sprav.
Spol. A.S.
100,00
25 Eurizon Asset Management Slovakia Sprav. Spol. A.S.
Capitale Eur 4.093.560
Bratislava Bratislava 1 Eurizon Capital SGR S.p.A. 100,00
Denominazione imprese Sede Sede Tipo RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE Disponib.
operativa legale rapporto
(a)
Impresa partecipante quota
%
voti %
(b)
26 Eurizon Capital Asia Limited (già Eurizon Capital (HK) limited) (h)
Capitale Hkd 78.000.000
Hong Kong West
Kowloon
1 Eurizon Capital SGR S.p.A. 100,00
27 Eurizon Capital Real Asset SGR S.p.A.(h)
Capitale Eur 4.166.667
Milano Milano 1 Eurizon Capital SGR S.p.A.
Intesa Sanpaolo Vita S.p.A.
19,98
40,01
59,99
51,00
24,50
75,50
28 Eurizon Capital S.A.
Capitale Eur 7.974.600
Lussemburgo Lussemburgo 1 Eurizon Capital SGR S.p.A. 100,00
29 Eurizon Capital SGR S.p.A.
Capitale Eur 99.000.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
30 Eurizon Slj Capital Ltd.
Capitale GBP 1.001.000
Londra Londra 1 Eurizon Capital SGR S.p.A. 65,00
31 Exelia S.r.l. (h)
Capitale Ron 8.252.600
Brasov Brasov 1 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. 100,00
32 Exetra S.p.A.
Capitale Eur 158.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 85,00
33 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A.
Capitale Eur 300.000.000
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo 100,00
34 Fideuram Asset Management (Ireland) Dac
(già Fideuram Asset Management (Ireland) Ltd.)
Capitale Eur 1.000.000
Dublino Dublino 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking
S.p.A.
100,00
35 Fideuram Asset Management SGR
Capitale Eur 25.870.000
Milano Milano 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking
S.p.A.
99,52
36 Fideuram Asset Management Uk Ltd. (h)
Capitale Gbp 100.000
Londra Londra 1 Fideuram Asset Management (Ireland) Dac 100,00
37 Fideuram Bank (Luxembourg) S.A.
Capitale Eur 40.000.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking
S.p.A.
100,00
38 Fideuram Vita S.p.A.
Capitale Eur 357.446.836
Roma Roma 1 Intesa Sanpaolo
Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking
S.p.A.
80,01
19,99
100,00
39 Gap Manco Sarl (h)
Capitale Eur 12.500
Lussemburgo Lussemburgo 1 REYL & Cie S.A. 100,00
40 Iberia Distressed Assets Manager Sarl (h)
Capitale Eur 12.500
Lussemburgo Lussemburgo 1 REYL Finance (MEA) Ltd. 100,00
41 IIF SME Manager Ltd. (h)
Capitale Usd 1.000
George Town George Town 1 Asteria Investment Managers S.A. 100,00
42 IMI Capital Market USA Corp.
Capitale Usd 5.000
New York New York 1 IMI Investments S.A. 100,00
43 IMI Finance Luxemburg S.A. (h)
Capitale Eur 100.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. 100,00
44 IMI Investments S.A.
Capitale Eur 21.660.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo 100,00
45 IMMIT - Immobili Italiani S.r.l.
Capitale Eur 185.680.000
Bergamo Bergamo 1 Intesa Sanpaolo 100,00
46 Immobiliare Cascina Rubina S.r.l. (c)
Capitale Eur 10.000
Milano Milano 1 Risanamento S.p.A. 100,00
47 IN.FRA - Investire nelle Infrastrutture S.r.l.
Capitale Eur 10.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
48 Iniziative Logistiche S.r.l.
Capitale Eur 10.000
Milano Milano 1 IN.FRA - Investire nelle Infrastrutture S.r.l. 60,02
49 Intesa Invest A.D. Beograd (h)
Capitale Rsd 236.975.800
Beograd Beograd 1 Banca Intesa AD Beograd 100,00
50 Intesa Leasing (Closed Joint-Stock Company)
Capitale Rub 3.000.000
Mosca Mosca 1 Joint-Stock Company Banca Intesa 100,00
51 Intesa Leasing d.o.o. Beograd
Capitale Rsd 960.374.301
Beograd Beograd 1 Banca Intesa AD Beograd 100,00
52 Intesa Sanpaolo (Qingdao) Service Company Limited (h)
Capitale Cny 80.000.000
Qingdao Qingdao 1 Intesa Sanpaolo 100,00

Denominazione imprese Sede Sede Tipo RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE Disponib.
operativa legale rapporto
(a)
Impresa partecipante quota
%
voti %
(b)
53 Intesa Sanpaolo Agents4you S.p.A. (h)
Capitale Eur 120.000
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo 100,00
54 Intesa Sanpaolo Assicura S.p.A.
Capitale Eur 27.912.258
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo Vita S.p.A. 100,00
55 Intesa Sanpaolo Albania Sh.A.
Capitale All 5.562.517.674
Tirana Tirana 1 Intesa Sanpaolo 100,00
56 Intesa Sanpaolo Bank Ireland Plc
Capitale Eur 400.500.000
Dublino Dublino 1 Intesa Sanpaolo 100,00
57 Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg S.A.
Capitale Eur 1.389.370.555
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. 100,00
58 Intesa Sanpaolo Banka d.d. Bosna I Hercegovina
Capitale Bam 44.782.000
Sarajevo Sarajevo 1 Privredna Banka Zagreb d.d. 99,99 100,00
59 Intesa Sanpaolo Brasil S.A. - Banco Multiplo
Capitale Brl 945.428.281
San Paolo San Paolo 1 Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo Holding International S.A.
99,90
0,10
100,00
60 Intesa Sanpaolo Casa S.p.A. (h)
Capitale Eur 1.000.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
61 Intesa Sanpaolo Expo Institutional Contact S.r.l. (h)
Capitale Eur 50.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
62 Intesa Sanpaolo Funding LLC (già Intesa Funding LLC)
Capitale Usd 25.000
New York Wilmington 1 Intesa Sanpaolo 100,00
63 Intesa Sanpaolo Harbourmaster III S.A.
Capitale Eur 5.500.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. 100,00
64 Intesa Sanpaolo Highline S.r.l. (h)
Capitale Eur 500.000
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo 100,00
65 Intesa Sanpaolo Holding International S.A.
Capitale Eur 2.157.957.270
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo 100,00
66 Intesa Sanpaolo House Luxemburg S.A.
Capitale Eur 24.990.317
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. 100,00
67 Intesa Sanpaolo Imi Securities Corp.
Capitale Usd 44.500.000
New York New York 1 IMI Capital Markets USA Corp. 100,00
68 Intesa Sanpaolo Innovation Center S.p.a.
Capitale Eur 9.254.940
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo Vita S.p.A.
99,99
0,01
100,00
69 Intesa Sanpaolo Insurance Agency S.p.A.
Capitale Eur 500.000
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo Vita S.p.A. 100,00
70 Intesa Sanpaolo International Value Services Ltd.
Capitale Hrk 100.000
Zagabria Zagabria 1 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. 100,00
71 Intesa Sanpaolo Life Designed activity company (già Intesa
Sanpaolo Life Ltd.)
Capitale Eur 625.000
Dublino Dublino 1 Intesa Sanpaolo Vita S.p.A. 100,00
72 Intesa Sanpaolo Private Argentina S.A. (h)
Capitale Ars 13.404.506
Buenos Aires Buenos Aires 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking
S.p.A.
REYL & Cie S.A.
4,97
95,03
73 Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A.
Capitale Eur 117.497.424
Milano Milano 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking
S.p.A.
100,00
100,00
74 Intesa Sanpaolo Provis S.p.A.
Capitale Eur 6.725.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
75 Intesa Sanpaolo RBM Salute S.p.A. (g)
Capitale Eur 305.208.000
Venezia Venezia 1 Intesa Sanpaolo Vita S.p.A. 73,79
76 Intesa Sanpaolo RE.O.CO. S.p.A.
Capitale Eur 13.000.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
77 Intesa Sanpaolo Rent FORYOU S.p.A.
Capitale Eur 630.000
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo 100,00

Denominazione imprese Sede Sede Tipo RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE Disponib.
operativa legale rapporto
(a)
Impresa partecipante quota
%
voti %
(b)
78 Intesa Sanpaolo Romania S.A. Commercial Bank
Capitale Ron 1.156.639.410
Bucarest Bucarest 1 Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo Holding International S.A.
99,73
0,27
79 Intesa Sanpaolo Servicos e emprendimentos Ltda. em
Liquidacao (h)
Capitale Brl 3.283.320
San Paolo San Paolo 1 Intesa Sanpaolo 100,00
100,00
80 Intesa Sanpaolo Servitia S.A.
Capitale Eur 1.500.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. 100,00
81 Intesa Sanpaolo Smart Care S.r.l.
Capitale Eur 1.633.000
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo Vita S.p.A.
51,01
48,99
82 Intesa Sanpaolo Vita S.p.A. Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo 100,00
99,99
83 Capitale Eur 320.422.509
Inveniam S.A. (h)
Capitale Chf 50.000
Zurigo Zurigo 1 REYL Private Office Luxemburg Sarl 100,00
84 ISP CB Ipotecario S.r.l. (h)
Capitale Eur 120.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 60,00
85 ISP CB Pubbico S.r.l. (h)
Capitale Eur 120.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 60,00
86 ISP OBG S.r.l. (h)
Capitale Eur 42.038
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 60,00
87 IW Private Investments SIM S.p.A.
Capitale Eur 67.950.000
Milano Milano 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking
S.p.A.
100,00
88 Joint-Stock Company Banca Intesa
Capitale Rub 10.820.180.800
Mosca Mosca 1 Intesa Sanpaolo Holding International S.A.
Intesa Sanpaolo
53,02
46,98
89 Lux Gest Asset Management S.A.
Capitale Eur 200.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg S.A. 100,00
100,00
90 Mecenate S.r.l in liquidazione (h)
Capitale Eur 10.000
Arezzo Arezzo 1 Intesa Sanpaolo 95,00
91 Milano Santa Giulia S.p.A. (c)
Capitale Eur 139.041
Milano Milano 1 Risanamento S.p.A. 100,00
92 Morval Bank & Trust Cayman Ltd. (h)
Capitale Usd 7.850.000
Isole Cayman Isole Cayman 1 REYL & Cie S.A. 100,00
93 MSG Comparto Quarto S.r.l. (c)
Capitale Eur 20.000
Milano Milano 1 Milano Santa Giulia S.p.A. 100,00
94 MSG Comparto Secondo S.r.l. (c)
Capitale Eur 50.000
Milano Milano 1 Milano Santa Giulia S.p.A. 100,00
95 MSG Comparto Terzo S.r.l. (c)
Capitale Eur 20.000
Milano Milano 1 Milano Santa Giulia S.p.A. 100,00
96 Neva S.G.R S.p.A. (già Imi Fondi Chiusi S.p.A.) (h)
Capitale Eur 2.000.000
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo Innovation Center S.p.A. 100,00
97 NewcoTPA S.p.A.
Capitale Eur 500.000
Torino Torino 1 Intesa Sanpaolo Vita S.p.A. 100,00
98 Obviam AG S.A. (h)
Capitale Chf 500.000
Berna Berna 1 Asteria Investment Managers S.A. 100,00
99 OOO Intesa Realty Russia (h)
Capitale Rub 10.000
Mosca Mosca 1 Intesa Sanpaolo 100,00
100 Oro Italia Trading S.p.A. in liquidazione (h)
Capitale Eur 500.000
Arezzo Arezzo 1 Intesa Sanpaolo 100,00
101 PBZ Card d.o.o.
Capitale Hrk 43.422.200
Zagabria Zagabria 1 Privredna Banka Zagreb d.d. 100,00
102 PBZ Leasing d.o.o.
Capitale Hrk 15.000.000
Zagabria Zagabria 1 Privredna Banka Zagreb d.d. 100,00
103 Porta Nuova Gioia
Capitale Eur 6.585.050
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
104 Portugal Real Estate Opportunities Manager Sarl (h)
Capitale Eur 12.500
Lussemburgo Lussemburgo 1 REYL Finance (MEA) Ltd. 100,00

Denominazione imprese Sede Sede Tipo RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE Disponib.
operativa legale rapporto
(a)
Impresa partecipante quota
%
voti %
(b)
105 Pravex Bank Joint-Stock Company
Capitale Uah 979.089.724
Kiev Kiev 1 Intesa Sanpaolo 100,00
106 Prestitalia S.p.A.
Capitale Eur 205.722.715
Bergamo Bergamo 1 Intesa Sanpaolo 100,00
107 Private Equity International S.A. (f)
Capitale Eur 107.000.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Intesa Sanpaolo 94,39 100,00
108 Privredna Banka Zagreb d.d.
Capitale Hrk 1.876.574.700
Zagabria Zagabria 1 Intesa Sanpaolo Holding International S.A. 100,00
109 Qingdao Yicai Fund Distribution Co. Ltd.
Capitale Cny 491.000.000
Qingdao Qingdao 1 Intesa Sanpaolo 100,00
110 RB Participations S.A.
Capitale Chf 100.000
Ginevra Ginevra 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking
S.p.A.
100,00
111 Recovery Property Utilisation and Services Zrt.
Capitale Huf 20.000.000
Budapest Budapest 1 Cib Bank Ltd. 100,00
112 REYL & Cie (Malta) Holding Ltd. (h)
Capitale Eur 730.000
Valletta Valletta 1 REYL & Cie S.A. 100,00
113 REYL & Cie (Malta) Ltd. (h)
Capitale Eur 730.000
Valletta Valletta 1 REYL & Cie (Malta) Holding Ltd. 100,00
114 REYL & Cie S.A. (i) Ginevra Ginevra 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking
S.p.A.
39,00
Capitale Chf 31.500.001 RB Participations S.A. 30,00
115 REYL & CO (UK) Llp. (h)
Capitale Gbp 2.500.000
Londra Londra 1 REYL & CO Holdings Ltd. 69,00
100,00
116 REYL & CO Holdings Ltd. (h)
Capitale Gbp 2.400.000
Londra Londra 1 REYL & Cie S.A. 100,00
117 REYL Finance (MEA) Ltd. (h)
Capitale Usd 2.875.000
Dubai Dubai 1 REYL & Cie S.A. 100,00
118 REYL Overseas AG (h)
Capitale Chf 500.000
Zurigo Zurigo 1 REYL & Cie S.A. 100,00
119 REYL Prime Solution S.A. en Liquidation (h)
Capitale Chf 100.000
Ginevra Ginevra 1 REYL & Cie S.A. 100,00
120 REYL Private Office Luxemburg Sarl (h)
Capitale Eur 50.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 REYL & Cie S.A. 100,00
121 REYL Singapore Holding Pte. Ltd. (h)
Capitale Sgd 1.201
Singapore Singapore 1 REYL & Cie S.A. 75,00
122 REYL Singapore Pte. Ltd. (h)
Capitale Sgd 500.000
Singapore Singapore 1 REYL & Cie S.A.
REYL Singapore Holding Pte. Ltd.
76,00
24,00
100,00
123 Ri. Rental S.r.l. (c)
Capitale Eur 10.000
Milano Milano 1 Risanamento S.p.A. 100,00
124 Risanamento Europa S.r.l. (c)
Capitale Eur 10.000
Milano Milano 1 Risanamento S.p.A. 100,00
125 Risanamento S.p.A. (c)
Capitale Eur 197.951.784
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 48,88
126 Romulus Funding Corporation (e) New York New York 2 Intesa Sanpaolo
Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking
-
127 Sanpaolo Invest SIM S.p.A.
Capitale Eur 15.264.760
Torino Torino 1 S.p.A. 100,00
128 Società Benefit Cimarosa 1 S.p.A. (h)
Capitale Eur 100.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
129 Società Italiana di Revisione e Fiduciaria – S.I.RE.F. S.p.A.
Capitale Eur 2.600.000
Milano Milano 1 Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking
S.p.A.
100,00
130 SRM Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (h)
Capitale Eur 90.000
Napoli Napoli 1 Intesa Sanpaolo 60,00 20,00
131 Sviluppo Comparto 3 S.r.l. (c)
Capitale Eur 50.000
Milano Milano 1 Milano Santa Giulia S.p.A. 100,00
132 Tatooine Leaseco S.r.l. (h)
Capitale Eur 10.000
Conegliano Conegliano 1 Intesa Sanpaolo 100,00
133 UBI Finance S.r.l. (h)
Capitale Eur 10.000
Milano Milano 1 Intesa Sanpaolo 60,00

Denominazione imprese Sede
operativa
Sede
legale
Tipo
rapporto
(a)
RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE
Impresa partecipante
quota
%
Disponib.
voti %
(b)
134 UBI Trustee S.A. (h)
Capitale Eur 250.000
Lussemburgo Lussemburgo 1 Fideuram Bank Luxembourg S.A.
100,00
135 Vseobecna Uverova Banka A.S.
Capitale Eur 430.819.064
Bratislava Bratislava 1 Intesa Sanpaolo Holding International S.A.
100,00
136 VUB Operating Leasing A.S.
Capitale Eur 25.000
Bratislava Bratislava 1 Vseobecna Uverova Banka A.S.
100,00

(a) Tipo di rapporto:

1 - maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria;

2 - altre forme di controllo.

(b) Ove differente dalla quota % viene indicata la disponibilità dei voti nell'assemblea ordinaria, distinguendo, ove applicabile, tra diritti di voto effettivi e potenziali.

(c) Società non soggetta ad attività di direzione e coordinamento ai sensi dell'art. 2497 e segg. C.C.

(d) Si segnala la presenza di un impegno di legge nei confronti degli azionisti di minoranza per l'acquisto del residuo 0,8% del capitale sociale.

(e) Società per la quale si ha il controllo ai sensi dell'IFRS10 pur non detenendo una quota di interessenza sociale.

(f) La controllata Private Equity International ha emesso in data 23/12/2016 una nuova categoria di azioni di classe C, pari al 5,6 % del capitale della società. Tali azioni non dispongono di diritti di voto in assemblea e il loro rendimento è correlato ai risultati economici di determinati investimenti in portafoglio alla medesima Private Equity International.

(g) Si segnala la presenza di opzioni put and call agreement sul 26,21% del capitale sociale detenuto da azionisti di minoranza.

(h) Società consolidata con il metodo del patrimonio netto in considerazione della limitata materialità.

(i) Si segnala la presenza di opzioni put and call agreement sul 31% del capitale sociale detenuto da azionisti di minoranza.

Eventi successivi alla chiusura del semestre

Per completezza si richiamano di seguito i principali eventi successivi alla chiusura del semestre, più ampiamente descritti nella parte iniziale della presente Relazione. In particolare:

  • o il 4 luglio ha preso avvio il programma di acquisto di azioni proprie finalizzato all'annullamento (buyback), deliberato dal Consiglio di Amministrazione del 24 giugno sulla base dell'autorizzazione ricevuta dall'Assemblea del 29 aprile 2022 e dalla Banca Centrale Europea. Nel periodo dal 4 al 22 luglio 2022 sono state complessivamente acquistate da Intesa Sanpaolo 237.965.083 azioni, equivalenti all'1,19% del capitale sociale, a un prezzo medio di acquisto per azione di 1,6863 euro, per un controvalore totale di 401.278.748,01 euro;
  • o il 14 luglio 2022 Intesa Sanpaolo, attraverso Banca 5 S.p.A., ed Enel, attraverso la società interamente controllata Enel X S.r.l., hanno perfezionato l'acquisizione da Schumann Investments S.A., società controllata dal fondo internazionale di private equity CVC Capital Partners Fund VI, del 70% del capitale sociale di Mooney Group S.p.A., società fintech operante nei servizi di proximity banking e payments. In particolare, dopo aver ottenuto le necessarie autorizzazioni amministrative, Enel X ha acquisito il 50% del capitale di Mooney, mentre Banca 5, che già deteneva il 30%, ha aumentato la propria partecipazione al 50%, venendosi in tal modo a creare un controllo congiunto di entrambe le parti sulla società;
  • o il 19 luglio 2022 è stato reso pubblico l'accordo mediante il quale Intesa Sanpaolo Vita e Reale Group hanno avviato una partnership che prevede il conferimento di un ramo d'azienda di Blue Assistance – Società di servizi di Reale Group specializzata nell'assistenza sanitaria – alla nuova società InSalute Servizi. Quest'ultima, che sarà partecipata al 65% da Intesa Sanpaolo Vita ed al 35% da Blue Assistance, opererà all'interno della Divisione Insurance di Intesa Sanpaolo e sarà dedicata alla gestione dei sinistri e allo sviluppo di un network di strutture sanitarie convenzionate a supporto dell'offerta assicurativa di Intesa Sanpaolo RBM Salute. Il closing dell'operazione è previsto entro il primo semestre 2023, previo ottenimento delle autorizzazioni necessarie.

I risultati economici

Aspetti generali

Per consentire una lettura più immediata dei risultati, viene predisposto un conto economico consolidato riclassificato sintetico. I dati sono normalmente riesposti, ove necessario e se materiali, per consentire raffronti più immediati. In particolare, gli importi vengono resi il più possibile omogenei con riferimento ai diversi periodi rappresentati, soprattutto in relazione alle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

Tale omogeneizzazione avviene tramite dati "riesposti", che accolgono/escludono i valori delle società entrate/uscite nel/dal perimetro di consolidamento. In relazione all'acquisizione del Gruppo UBI Banca, nel 2021 si è reso opportuno il ricorso anche a dati "rideterminati" da affiancare ai dati riesposti per allinearli/integrarli attraverso dati gestionali.

In particolare, la riesposizione su basi omogenee dei dati di raffronto – in assenza di nuove riesposizioni nel corso del primo semestre 202227 – è risultata in continuità con il Bilancio 2021. In dettaglio, risultano riesposti i dati del 1° trimestre 2021 per il recepimento delle risultanze reddituali linea per linea di Reyl & Cie S.A., RB Participations S.A. e Asteria Investment Managers S.A. (Gruppo Reyl), entrate nell'area di consolidamento integrale nel secondo trimestre 2021 a seguito dell'acquisizione da parte di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking del controllo di RB Participations S.A. e di Reyl & Cie S.A. che a sua volta possiede il controllo di Asteria Investment Managers S.A.

Inoltre, come già evidenziato nel Bilancio 2021, per i primi tre trimestri del 2021, per garantire un appropriato commento delle dinamiche gestionali delle voci coinvolte, si segnala una riesposizione tra spese amministrative e spese del personale di importo non materiale in relazione all'internalizzazione, intervenuta nel corso del 2021, di attività precedentemente conferite in outsourcing dal Gruppo UBI, con la conseguente riassunzione di personale in precedenza ceduto o distaccato presso i service esterni.

Per i quattro trimestri del 2021 e per il 1° trimestre 2022 si è inoltre proceduto alla riesposizione dalle spese del personale alle commissioni passive degli oneri relativi ad alcuni sistemi di incentivazione di personale dipendente delle reti distributive del Gruppo (finanziati attraverso i ricavi commissionali generati dalle reti stesse sulla base di criteri di quantificazione di carattere deterministico correlati ai suddetti ricavi), che a partire dal secondo trimestre 2022 vengono riclassificati dalle spese per il personale alle commissioni passive, in analogia al trattamento contabile previsto per i sistemi di incentivazione dei consulenti finanziari non dipendenti.

Con riferimento all'acquisizione del Gruppo UBI Banca ed alle correlate operazioni societarie, a partire dal Resoconto al 31 marzo 2021, per poter fornire un raffronto omogeneo dei dati di conto economico anche con riferimento agli effetti delle cessioni di sportelli a BPER e alla Banca Popolare Puglia e Basilicata correlate all'operazione di acquisizione del Gruppo UBI avvenute nel primo trimestre 2021 e di quelle pianificate (e successivamente perfezionate) nel secondo trimestre di quell'anno, ci si era avvalsi anche – in relazione alla natura delle riesposizioni necessarie – di dati gestionali. Di conseguenza, per presentare i valori "rideterminati" sulla base di evidenze contabili e gestionali erano stati predisposti schemi riclassificati aggiuntivi rispetto a quelli determinati sulla base dei dati effettivi di chiusura dei diversi periodi, riesposti ove necessario, e le relative tabelle di dettaglio erano state integrate, o duplicate, con l'evidenza separata dei "Dati rideterminati".

Nel secondo trimestre 2021 era stata poi perfezionata l'acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo Vita del 100% del capitale sociale di Cargeas, di Assicurazioni Vita28 (già Aviva Vita) e di Lombarda Vita29 con cui UBI aveva avviato partnership pluriennali e che erano in precedenza consolidate con il metodo del patrimonio netto in funzione delle quote di interessenza detenute. Le componenti reddituali di tali compagnie assicurative sono state influenzate anch'esse dalla cessione delle filali UBI a BPER, che ha fatto venire meno la marginalità delle polizze vendute alla clientela appartenente a tali filiali. Al fine quindi di fornire una rappresentazione su base omogenea dei dati di raffronto delle risultanze reddituali linea per linea riferibili alle compagnie assicurative acquisite nel secondo semestre 2021 si era reso necessario far ricorso – anche per questa fattispecie – a dati gestionali per quantificare gli effetti della citata produzione connessa alla clientela delle filiali cedute a BPER.

Per effetto di quanto sopra esposto ed al fine di supportare adeguatamente con raffronti omogenei i commenti andamentali nella presente Relazione semestrale viene mantenuta la "rideterminazione" dei valori del 2021 rappresentata nel Bilancio di quell'esercizio, che in dettaglio ha riguardato:

o per i dati del 1° trimestre 2021:

  • o l'esclusione linea per linea delle risultanze reddituali relative agli sportelli UBI ceduti nel primo trimestre 2021 e a quelli UBI e ISP ceduti nel secondo trimestre 2021, sinteticamente e convenzionalmente appostate nella voce Utile (Perdita) delle attività operative cessate dello schema "rideterminato";
  • o l'inclusione linea per linea dei dati delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, opportunamente "rideterminati" sulla base di evidenze gestionali per escludere le risultanze reddituali riconducibili alla produzione riferibile alla clientela appartenente alle filiali cedute a BPER, con la convenzionale attribuzione del risultato netto alla voce Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi del conto economico "rideterminato", quindi senza impatto sull'utile di periodo;
  • o l'eliminazione del contributo alla voce Altri proventi (oneri) operativi netti del risultato di pertinenza delle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita) e Lombarda Vita (precedentemente consolidate con il metodo del patrimonio netto) con convenzionale attribuzione del risultato netto alla voce Utile (Perdita) del periodo di pertinenza

27 In quanto perfezionato in data 30 giugno 2022, l'ingresso nel perimetro di consolidamento della banca private lussemburghese Compagnie de Banque Privée Quilvest (Gruppo Fideuram) non ha reso necessarie riesposizioni dei dati economici dei trimestri precedenti.

28 Società fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita il 31 dicembre 2021.

29 Società fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita il 31 dicembre 2021.

di terzi del conto economico "rideterminato" (dunque senza effetto sull'utile netto), già deputata ad accogliere sinteticamente gli effetti economici dei risultati linea per linea delle citate società;

  • o per i dati del 2° trimestre 2021:
    • o l'esclusione linea per linea delle risultanze reddituali relative agli sportelli UBI e ISP ceduti nel secondo trimestre 2021, che vengono sinteticamente e convenzionalmente appostate nella voce Utile (Perdita) delle attività operative cessate dello schema "rideterminato";
    • o l'inclusione linea per linea dei dati della compagnia assicurativa Cargeas per i mesi di aprile e maggio, con convenzionale attribuzione del risultato netto alla voce Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi, quindi senza impatto sull'utile di periodo.

Nessuna "rideterminazione" dei valori ha interessato i dati del 3° e del 4° trimestre 2021 e del 1° e 2° trimestre 2022.

Tutti i commenti che seguono, fanno dunque riferimento – al fine di consentire raffronti omogenei – ai valori "rideterminati". I dettagli analitici delle riesposizioni effettuate e delle riclassificazioni rispetto allo schema previsto dalla Circolare 262 della Banca d'Italia – oltre che delle citate "rideterminazioni" – sono forniti con distinti prospetti pubblicati tra gli allegati, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.

  • Le riclassificazioni e aggregazioni del conto economico consolidato riguardano le seguenti fattispecie:
  • − i dividendi relativi ad azioni o quote detenute in portafoglio, nonché quelli incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli, che sono riallocati nell'ambito della voce Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • − il Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione (valutato ai sensi del lo IAS 39, in relazione all'esercizio dell'opzione di differimento nell'applicazione dell'IFRS 9 da parte del Gruppo), che compendia le quote di Interessi netti, Dividendi e Risultato delle attività e passività finanziarie riguardanti l'attività assicurativa, è riappostato, unitamente ai premi netti e al saldo di proventi ed oneri della gestione assicurativa, alla specifica voce Risultato dell'attività assicurativa, cui è ricondotto anche l'effetto dell'adeguamento della riserva tecnica, per la componente di competenza degli assicurati, correlato all'impairment di titoli in portafoglio alle compagnie assicurative del Gruppo. Sono peraltro ricondotti nell'ambito della voce Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore su altre attività i sinistri liquidati al netto dei premi emessi a copertura degli stessi che trovano corrispondenza nell'utilizzo dell'accantonamento effettuato nel 2021 in relazione a squilibri finanziari generatisi anche in conseguenza di maggiori utilizzi delle prestazioni da parte degli assicurati al termine dei lunghi periodi di lockdown;
  • − i differenziali su derivati, classificati nel portafoglio di negoziazione, stipulati a copertura di operazioni in divisa, che, in funzione della stretta correlazione esistente, sono ricondotti tra gli interessi netti;
  • − le commissioni periodiche su rapporti di conto corrente con saldi attivi applicate alla clientela (ad esclusione del segmento clientela retail e PMI), in coerenza con quanto previsto dai fogli informativi, che vengono ricondotte nell'ambito del margine di interesse, in quanto volte a rifondere il costo finanziario sostenuto dalla Banca;
  • − il Risultato netto dell'attività di negoziazione, il Risultato netto dell'attività di copertura, il Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico nonché gli utili e perdite da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da cessione o riacquisto di passività finanziarie, che sono riallocati nell'unica voce Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • − la quota del premio all'emissione dei Certificate riconosciuta alle reti per il loro collocamento, che viene riclassificata dal Risultato netto delle attività e delle passività valutate al Fair Value alle Commissioni nette;
  • − le componenti di rendimento delle polizze assicurative stipulate per far fronte alle indennità contrattuali ed ai piani di fidelizzazione dei consulenti finanziari, che sono portate a diretta riduzione del Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value, coerentemente con l'effetto valutativo degli asset di riferimento, anziché essere evidenziate – in quanto di competenza dei consulenti stessi – tra gli Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività (per gli effetti valutativi) ovvero tra le Commissioni nette o gli Altri proventi (oneri) operativi netti, in funzione della tipologia di polizza assicurativa utilizzata (per gli effetti da realizzo);
  • − i proventi operativi di entità operanti in settori del tutto distinti dall'ambito bancario e finanziario, sinteticamente riallocati nell'ambito degli Altri proventi (oneri) operativi netti, inclusi quelli delle entità non soggette a Direzione e coordinamento nell'ambito del Gruppo (Risanamento e le sue controllate);
  • − gli oneri relativi ad alcuni sistemi di incentivazione di personale dipendente delle reti distributive del Gruppo, ove finanziati attraverso i ricavi commissionali generati dalle reti stesse sulla base di criteri di quantificazione di carattere deterministico correlati ai suddetti ricavi, che vengono riclassificati dalle Spese per il personale alle Commissioni passive, in analogia al trattamento contabile previsto per i sistemi di incentivazione dei consulenti finanziari non dipendenti;
  • − gli oneri relativi ad un'erogazione liberale una tantum alle persone di Intesa Sanpaolo esclusi i dirigenti/comparabili a dirigenti - per mitigare l'impatto dell'inflazione, che sono stati riclassificati dalle Spese per il personale agli Altri proventi (oneri) netti;
  • − le spese amministrative relative a recuperi di spese e di imposte e tasse, che sono portate a riduzione della voce anziché essere evidenziate tra gli Altri proventi e, con riferimento al Gruppo CIB, quelle riferite agli importi della "bank tax" versata trimestralmente allo Stato ungherese, nonché della nuova tassa straordinaria "Windfall tax" introdotta in Ungheria sugli extra profitti delle banche, le quali – stante la loro natura – vengono ricondotte alle Imposte sul reddito;
  • − gli utili e perdite da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (finanziamenti e titoli di debito rappresentativi di finanziamenti), che sono appostati tra le Rettifiche di valore nette su crediti;
  • − le Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relative ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, gli effetti economici delle modifiche contrattuali nonché gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito riferiti a impegni e garanzie rilasciate, ricondotti nell'ambito dell'unica voce Rettifiche di valore nette su crediti;
  • − il rientro del time value del Trattamento di fine rapporto del personale e dei Fondi per rischi ed oneri, che è ricondotto tra gli Interessi netti, in quanto il fenomeno deriva direttamente dall'applicazione del criterio del costo ammortizzato, in assenza di variazioni nella previsione dei flussi futuri attesi, coerentemente con il trattamento del time value delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato;
  • − le Rettifiche di valore nette per rischio di credito relative ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato diverse dai crediti e le rettifiche di valore per deterioramento di partecipazioni nonché di attività materiali ed immateriali (inclusi gli

immobili e altri beni, anche derivanti dall'attività di escussione di garanzie o di acquisto in asta e destinati alla vendita sul mercato nel prossimo futuro), che sono riclassificate alla voce Altri accantonamenti netti e Rettifiche di valore nette su altre attività, la quale recepisce dunque – oltre agli accantonamenti per rischi ed oneri diversi da quelli relativi a impegni e garanzie – gli effetti valutativi delle attività diverse dai crediti, con la sola eccezione delle svalutazioni delle attività intangibili che confluiscono, al netto degli effetti fiscali, nella voce rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili;

  • − gli utili (perdite) realizzati su attività finanziarie valutate al costo ammortizzato diverse dai crediti, su partecipazioni e su altri investimenti, che vengono riappostati alla voce Altri proventi (oneri) netti. La voce recepisce dunque sinteticamente, oltre ai proventi ed oneri non strettamente correlati alla gestione operativa, gli effetti da realizzo delle attività diverse dai crediti. Fanno eccezione gli utili (perdite) realizzati su titoli di debito che, in considerazione del modello di business che prevede una gestione strettamente correlata con gli altri strumenti finanziari, vengono ricondotti nell'ambito del Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value;
  • − gli Oneri di integrazione e di incentivazione all'esodo del personale, che sono riclassificati, al netto dell'effetto fiscale, a voce propria dalle voci Spese del personale, Spese amministrative e da altre voci di conto economico;
  • − gli Effetti puramente contabili dell'allocazione dei costi di acquisizione che, al netto dell'effetto fiscale, sono ricondotti a voce propria. Essi normalmente rappresentano le quote di ammortamento, nonché eventuali svalutazioni, delle attività e passività finanziarie e delle immobilizzazioni materiali e immateriali oggetto di valutazione al fair value nell'ambito dell'applicazione del principio IFRS 3;
  • − i tributi e gli altri oneri finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario, che sono ricondotti, al netto delle imposte, alla specifica voce;
  • − le Rettifiche di valore dell'avviamento e le svalutazioni delle altre attività intangibili, che ove presenti sono esposte, come in precedenza indicato, al netto delle imposte.

48

Conto economico riclassificato

30.06.2022 30.06.2021 (milioni di euro)
Variazioni
assolute %
Interessi netti 4.047 4.013 34 0,8
Commissioni nette 4.529 4.764 -235 -4,9
Risultato dell'attività assicurativa 867 811 56 6,9
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.323 1.140 183 16,1
Altri proventi (oneri) operativi netti -10 65 -75
Proventi operativi netti 10.756 10.793 -37 -0,3
Spese del personale -3.181 -3.324 -143 -4,3
Spese amministrative -1.307 -1.354 -47 -3,5
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -623 -606 17 2,8
Costi operativi -5.111 -5.284 -173 -3,3
Risultato della gestione operativa 5.645 5.509 136 2,5
Rettifiche di valore nette su crediti -1.432 -1.007 425 42,2
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -123 -351 -228 -65,0
Altri proventi (oneri) netti 143 191 -48 -25,1
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 4.233 4.342 -109 -2,5
Imposte sul reddito -1.456 -921 535 58,1
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -39 -107 -68 -63,6
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -101 -34 67
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -278 -292 -14 -4,8
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle
imposte)
- - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -5 35 -40
Risultato netto 2.354 3.023 -669 -22,1

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

Conto economico riclassificato – Dati rideterminati

(milioni di euro)
30.06.2022 30.06.2021 Variazioni
Dati
rideterminati
assolute %
Interessi netti 4.047 3.947 100 2,5
Commissioni nette 4.529 4.670 -141 -3,0
Risultato dell'attività assicurativa 867 854 13 1,5
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.323 1.139 184 16,2
Altri proventi (oneri) operativi netti -10 51 -61
Proventi operativi netti 10.756 10.661 95 0,9
Spese del personale -3.181 -3.273 -92 -2,8
Spese amministrative -1.307 -1.361 -54 -4,0
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -623 -608 15 2,5
Costi operativi -5.111 -5.242 -131 -2,5
Risultato della gestione operativa 5.645 5.419 226 4,2
Rettifiche di valore nette su crediti -1.432 -1.001 431 43,1
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -123 -354 -231 -65,3
Altri proventi (oneri) netti 143 191 -48 -25,1
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - 58 -58
Risultato corrente lordo 4.233 4.313 -80 -1,9
Imposte sul reddito -1.456 -922 534 57,9
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -39 -107 -68 -63,6
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -101 -34 67
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -278 -279 -1 -0,4
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle
imposte)
- - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -5 52 -57
Risultato netto 2.354 3.023 -669 -22,1

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Evoluzione trimestrale del conto economico riclassificato

Voci 2022
2021
(milioni di euro)

trimestre

trimestre

trimestre

trimestre

trimestre

trimestre
Interessi netti 2.091 1.956 1.954 1.999 2.000 2.013
Commissioni nette 2.248 2.281 2.508 2.315 2.373 2.391
Risultato dell'attività assicurativa 465 402 410 365 438 373
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 556 767 108 378 344 796
Altri proventi (oneri) operativi netti -13 3 16 25 16 49
Proventi operativi netti 5.347 5.409 4.996 5.082 5.171 5.622
Spese del personale -1.609 -1.572 -1.820 -1.633 -1.650 -1.674
Spese amministrative -695 -612 -845 -693 -706 -648
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -308 -315 -338 -302 -300 -306
Costi operativi -2.612 -2.499 -3.003 -2.628 -2.656 -2.628
Risultato della gestione operativa 2.735 2.910 1.993 2.454 2.515 2.994
Rettifiche di valore nette su crediti -730 -702 -1.222 -543 -599 -408
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -63 -60 -415 -82 -218 -133
Altri proventi (oneri) netti 147 -4 78 63 -7 198
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - - - -
Risultato corrente lordo 2.089 2.144 434 1.892 1.691 2.651
Imposte sul reddito -675 -781 -82 -619 -82 -839
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle
imposte)
-23 -16 -291 -41 -55 -52
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto
delle imposte)
-47 -54 46 -51 -18 -16
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle
imposte)
-12 -266 -22 -210 -83 -209
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al
netto delle imposte)
- - - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -2 -3 94 12 54 -19
Risultato netto 1.330 1.024 179 983 1.507 1.516

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

Evoluzione trimestrale del conto economico riclassificato – Dati rideterminati

Voci 2022
2021
(milioni di euro)

trimestre

trimestre

trimestre

trimestre

trimestre
Dati
rideterminati

trimestre
Dati
rideterminati
Interessi netti 2.091 1.956 1.954 1.999 1.995 1.952
Commissioni nette 2.248 2.281 2.508 2.315 2.361 2.309
Risultato dell'attività assicurativa 465 402 410 365 456 398
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 556 767 108 378 344 795
Altri proventi (oneri) operativi netti -13 3 16 25 19 32
Proventi operativi netti 5.347 5.409 4.996 5.082 5.175 5.486
Spese del personale -1.609 -1.572 -1.820 -1.633 -1.648 -1.625
Spese amministrative -695 -612 -845 -693 -710 -651
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -308 -315 -338 -302 -301 -307
Costi operativi -2.612 -2.499 -3.003 -2.628 -2.659 -2.583
Risultato della gestione operativa 2.735 2.910 1.993 2.454 2.516 2.903
Rettifiche di valore nette su crediti -730 -702 -1.222 -543 -599 -402
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -63 -60 -415 -82 -220 -134
Altri proventi (oneri) netti 147 -4 78 63 -7 198
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - - 10 48
Risultato corrente lordo 2.089 2.144 434 1.892 1.700 2.613
Imposte sul reddito -675 -781 -82 -619 -85 -837
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle
imposte)
-23 -16 -291 -41 -55 -52
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto
delle imposte)
-47 -54 46 -51 -18 -16
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle
imposte)
-12 -266 -22 -210 -83 -196
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al
netto delle imposte)
- - - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -2 -3 94 12 48 4
Risultato netto 1.330 1.024 179 983 1.507 1.516

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Proventi operativi netti

Nel primo semestre 2022 il Gruppo Intesa Sanpaolo ha conseguito una solida performance operativa in un contesto di riferimento complesso e sfidante. I proventi operativi netti sono ammontati a 10.756 milioni, in moderata crescita (+0,9%) rispetto ai 10.661 milioni del corrispondente periodo 2021. Tale dinamica è stata determinata dall'incremento del risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value, degli interessi netti e, in misura minore, dei proventi derivanti dall'attività assicurativa, che hanno ampiamente compensato il calo delle commissioni nette e degli altri proventi operativi netti.

Interessi netti

(milioni di euro)
Voci 30.06.2022 30.06.2021 Rettifiche 30.06.2021
Dati
rideterminati
Variazioni
(Dati rideterminati)
assolute %
Rapporti con clientela 3.893 3.969 -72 3.897 -4 -0,1
Titoli in circolazione -857 -835 - -835 22 2,6
Intermediazione con clientela 3.036 3.134 -72 3.062 -26 -0,8
Titoli valutati al costo ammortizzato che non costituiscono
finanziamenti
297 278 - 278 19 6,8
Altre attività e passività finanziarie valutate al fair value
con impatto a conto economico
-88 -7 - -7 81
Altre attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
390 310 - 310 80 25,8
Attività finanziarie 599 581 - 581 18 3,1
Rapporti con banche 381 326 - 326 55 16,9
Differenziali su derivati di copertura -240 -312 - -312 -72 -23,1
Altri interessi netti 271 284 6 290 -19 -6,6
Interessi netti 4.047 4.013 -66 3.947 100 2,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Gli interessi netti, pari a 4.047 milioni, hanno presentato un aumento (+2,5%) rispetto al primo semestre 2021. In particolare, hanno evidenziato una maggiore contribuzione le attività finanziarie (+3,1%, pari a +18 milioni), attribuibile all'aumento delle altre attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e dei titoli valutati al costo ammortizzato, in parte compensato dal calo sulle altre passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico; viceversa l'intermediazione con clientela è risultata in moderata flessione (-0,8%, pari a -26 milioni), principalmente a seguito dell'aumento degli interessi passivi su titoli in circolazione. Tra le altre componenti hanno contribuito positivamente gli interessi netti sui rapporti con banche (+16,9%), grazie al maggiore impatto economico derivante dalle operazioni TLTRO con la BCE, e gli interessi delle coperture delle poste a vista, compresi nei differenziali su derivati di copertura, risultati in miglioramento del 23,1%. Infine, gli altri interessi netti, che includono gli interessi sulle attività deteriorate per 232 milioni, hanno mostrato un

ridimensionamento di 19 milioni (-6,6%), in conseguenza alle azioni di deleveraging realizzate.

(milioni di euro)
Voci 2022 Variazioni
trimestre trimestre assolute %
Rapporti con clientela 1.998 1.895 103 5,4
Titoli in circolazione -436 -421 15 3,6
Intermediazione con clientela 1.562 1.474 88 6,0
Titoli valutati al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti 150 147 3 2,0
Altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico -35 -53 -18 -34,0
Altre attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 209 181 28 15,5
Attività finanziarie 324 275 49 17,8
Rapporti con banche 173 208 -35 -16,8
Differenziali su derivati di copertura -115 -125 -10 -8,0
Altri interessi netti 147 124 23 18,5
Interessi netti 2.091 1.956 135 6,9

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

Il flusso di interessi netti registrato nel secondo trimestre 2022 ha mostrato una significativa accelerazione rispetto al primo trimestre, grazie al maggiore contributo degli interessi sui rapporti con la clientela e sulle attività finanziarie.

(milioni di euro)
30.06.2022 30.06.2021 Variazioni
Dati
rideterminati
assolute %
Banca dei Territori 1.938 1.964 -26 -1,3
International Subsidiary Banks 708 649 59 9,1
Private Banking 99 106 -7 -6,6
Asset Management - - - -
Insurance - - - -
Totale aree di business 3.713 3.823 -110 -2,9
Centro di governo 334 124 210
Gruppo Intesa Sanpaolo 4.047 3.947 100 2,5
IMI Corporate & Investment Banking 968 1.104 -136 -12,3

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

La Banca dei Territori, che rappresenta circa il 52% del risultato delle aree di business operative, ha evidenziato interessi netti pari a 1.938 milioni, in calo rispetto a quelli dei primi sei mesi 2021 (-1,3%, pari a -26 milioni), principalmente per i minori interessi sulle attività deteriorate a seguito delle operazioni di de-risking. Anche il margine di interesse di IMI Corporate & Investment Banking ha registrato una flessione (-12,3%, pari a -136 milioni) imputabile alla minore contribuzione dell'intermediazione con clientela e al minor apporto del portafoglio titoli in ambito Global Market. Per contro si rileva una crescita degli interessi netti per l'International Subsidiary Banks (+9,1%, pari a +59 milioni), grazie alla dinamica favorevole evidenziata dalla controllata operante in Ungheria. La Divisione Private Banking, che in termini relativi presenta una minore incidenza sul consolidato, ha ridotto l'apporto al margine di 7 milioni (-6,6%).

L'evoluzione positiva degli interessi netti del Centro di Governo è ascrivibile ai benefici sui differenziali incassati sulla copertura delle poste a vista, ai nuovi tiraggi TLTRO avvenuti nell'esercizio 2021 e ai maggiori volumi del portafoglio titoli di Tesoreria.

Commissioni nette

(milioni di euro)
Voci 30.06.2022 30.06.2021 Variazioni
Attive Passive Nette Attive Passive Nette assolute %
Garanzie rilasciate / ricevute 215 -114 101 198 -103 95 6 6,3
Servizi di incasso e pagamento 376 -73 303 362 -81 281 22 7,8
Conti correnti 693 - 693 725 - 725 -32 -4,4
Servizio Bancomat e carte di credito 405 -214 191 358 -185 173 18 10,4
Attività bancaria commerciale 1.689 -401 1.288 1.643 -369 1.274 14 1,1
Intermediazione e collocamento titoli 539 -162 377 729 -130 599 -222 -37,1
Intermediazione valute 8 -3 5 11 -1 10 -5 -50,0
Gestioni patrimoniali 1.856 -482 1.374 1.934 -431 1.503 -129 -8,6
Distribuzione prodotti assicurativi 824 - 824 804 - 804 20 2,5
Altre commissioni intermediazione / gestione 214 -88 126 191 -81 110 16 14,5
Attività di gestione, intermediazione e consulenza 3.441 -735 2.706 3.669 -643 3.026 -320 -10,6
Altre commissioni nette 668 -133 535 582 -118 464 71 15,3
Commissioni nette 5.798 -1.269 4.529 5.894 -1.130 4.764 -235 -4,9

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

(milioni di euro)
Voci 30.06.2022 30.06.2021 Variazioni
(Dati rideterminati)
Commissioni
Nette
Commissioni
Nette
Rettifiche Dati
rideterminati
assolute %
Garanzie rilasciate / ricevute 101 95 -2 93 8 8,6
Servizi di incasso e pagamento 303 281 -5 276 27 9,8
Conti correnti 693 725 -29 696 -3 -0,4
Servizio Bancomat e carte di credito 191 173 -6 167 24 14,4
Attività bancaria commerciale 1.288 1.274 -42 1.232 56 4,5
Intermediazione e collocamento titoli 377 599 -26 573 -196 -34,2
Intermediazione valute 5 10 -4 6 -1 -16,7
Gestioni patrimoniali 1.374 1.503 -2 1.501 -127 -8,5
Distribuzione prodotti assicurativi 824 804 -15 789 35 4,4
Altre commissioni intermediazione / gestione 126 110 -2 108 18 16,7
Attività di gestione, intermediazione e
consulenza
2.706 3.026 -49 2.977 -271 -9,1
Altre commissioni nette 535 464 -3 461 74 16,1
Commissioni nette 4.529 4.764 -94 4.670 -141 -3,0

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Le commissioni nette conseguite nei primi sei mesi del 2022 si sono attestate a 4.529 milioni, in flessione (-3%) rispetto ai 4.670 milioni registrati nel medesimo periodo del 2021.

Tale risultato è stato determinato dalla riduzione delle commissioni sull'attività di gestione, intermediazione e consulenza (-9,1%, pari a -271 milioni), che è stata penalizzata dall'andamento riflessivo dei mercati finanziari. Nel dettaglio è diminuito l'apporto legato all'intermediazione e collocamento titoli (-34,2%, pari a -196 milioni) e alle gestioni patrimoniali (-8,5%, pari a -127 milioni); per contro hanno mostrato una crescita la distribuzione di prodotti assicurativi (+4,4%, pari a +35 milioni) e le altre commissioni di intermediazione / gestione (+16,7%, pari a +18 milioni). L'attività bancaria commerciale ha evidenziato un aumento (+4,5%, pari a +56 milioni), grazie soprattutto agli incrementi sui servizi di incasso e pagamento (+27 milioni) e sul servizio bancomat e carte di credito (+24 milioni). Hanno agito in positivo anche le altre commissioni nette (+16,1%, pari a +74 milioni), segnatamente quelle correlate ai finanziamenti concessi alle imprese e agli altri servizi bancari.

(milioni di euro)
Voci 2022 Variazioni

trimestre

trimestre
assolute %
Garanzie rilasciate / ricevute 54 47 7 14,9
Servizi di incasso e pagamento 164 139 25 18,0
Conti correnti 348 345 3 0,9
Servizio Bancomat e carte di credito 108 83 25 30,1
Attività bancaria commerciale 674 614 60 9,8
Intermediazione e collocamento titoli 152 225 -73 -32,4
Intermediazione valute 3 2 1 50,0
Gestioni patrimoniali 673 701 -28 -4,0
Distribuzione prodotti assicurativi 421 403 18 4,5
Altre commissioni intermediazione / gestione 53 73 -20 -27,4
Attività di gestione, intermediazione e consulenza 1.302 1.404 -102 -7,3
Altre commissioni nette 272 263 9 3,4
Commissioni nette 2.248 2.281 -33 -1,4

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

La voce nel secondo trimestre 2022 ha mostrato un dato più basso in confronto al primo trimestre, in conseguenza dell'andamento in calo sull'attività di gestione, intermediazione e consulenza, principalmente ascrivibile ai titoli e alle gestioni patrimoniali, solo in parte controbilanciato dal positivo andamento dell'attività bancaria commerciale.

(milioni di euro)
30.06.2022 30.06.2021 Variazioni
Dati
rideterminati
assolute %
Banca dei Territori 2.377 2.388 -11 -0,5
IMI Corporate & Investment Banking 569 556 13 2,3
International Subsidiary Banks 290 263 27 10,3
Private Banking 1.009 1.030 -21 -2,0
Asset Management 472 595 -123 -20,7
Insurance 1 1 - -
Totale aree di business 4.718 4.833 -115 -2,4
Centro di governo -189 -163 26 16,0
Gruppo Intesa Sanpaolo 4.529 4.670 -141 -3,0

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Relativamente ai settori di attività, la Banca dei Territori, che rappresenta circa la metà del risultato delle unità operative, ha evidenziato una lieve flessione delle commissioni (-0,5%, pari a -11 milioni), in particolare quelle rivenienti dal comparto del risparmio gestito e della bancassurance, condizionate dal contesto di mercato sfavorevole. Hanno mostrato una riduzione dei ricavi commissionali anche l'Asset Management (-20,7%, pari a -123 milioni), penalizzati dall'intonazione sfavorevole dei mercati finanziari, e il Private Banking (-2%, pari a -21 milioni). Hanno per contro registrato un incremento IMI Corporate & Investment Banking (+2,3%, pari a +13 milioni), per effetto dell'andamento rilevato nei comparti del commercial banking e della finanza strutturata, e l'International Subsidiary Banks (+10,3%, pari a +27 milioni), essenzialmente riconducibile alle controllate operanti in Slovacchia, Serbia e Croazia.

In applicazione del principio contabile IFRS 15, che richiede di illustrare la disaggregazione dei ricavi provenienti dai contratti con i clienti (ad eccezione di quelli riferiti a contratti di leasing, contratti assicurativi e strumenti finanziari), vengono di seguito esposte la disaggregazione delle commissioni attive e le commissioni passive per settore di attività.

(milioni di euro)
Voci Banca
dei
Territori
IMI
Corporate
&
Investment
Banking
International
Subsidiary
Banks
Private
Banking
Asset
Management
Insurance Centro
di
Governo
(a)
Totale
30.06.2022
Totale
30.06.2021
Dati
rideterminati
Variazioni
assolute %
Garanzie rilasciate 48 143 23 1 - - - 215 196 19 9,7
Servizi di incasso e
pagamento
213 56 97 3 - - 7 376 357 19 5,3
Conti correnti 596 19 73 5 - - - 693 696 -3 -0,4
Servizio Bancomat e
carte di credito
271 1 121 8 - - 4 405 352 53 15,1
Attività bancaria
commerciale
1.128 219 314 17 - - 11 1.689 1.601 88 5,5
Intermediazione e
collocamento titoli
651 119 9 144 222 - -606 539 703 -164 -23,3
Intermediazione
valute
2 - 2 1 - - 3 8 7 1 14,3
Gestioni patrimoniali 55 1 13 939 993 - -145 1.856 1.932 -76 -3,9
Distribuzione prodotti
assicurativi
459 - 16 349 - 1 -1 824 789 35 4,4
Altre commissioni
intermediazione /
gestione
100 18 6 92 - - -2 214 189 25 13,2
Attività di gestione,
intermediazione e
consulenza
1.267 138 46 1.525 1.215 1 -751 3.441 3.620 -179 -4,9
Altre commissioni
nette
171 316 51 9 91 - 30 668 579 89 15,4
Commissioni attive 2.566 673 411 1.551 1.306 1 -710 5.798 5.800 -2 -
Commissioni
passive
-189 -104 -121 -542 -834 - 521 -1.269 -1.130 139 12,3
Commissioni nette 2.377 569 290 1.009 472 1 -189 4.529 4.670 -141 -3,0

(a) Al Centro di Governo sono ricondotte le elisioni infrasettoriali.

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Risultato dell'attività assicurativa

(milioni di euro)
Voci (a) 30.06.2022 30.06.2021 Variazioni
Vita Danni e
Salute
Totale Vita Danni e
Salute
Totale assolute %
Margine tecnico 76 221 297 100 171 271 26 9,6
Premi netti (b) 4.209 552 4.761 4.461 586 5.047 -286 -5,7
Oneri netti relativi ai sinistri e ai riscatti (c) -5.030 -205 -5.235 -5.013 -307 -5.320 -85 -1,6
Oneri netti relativi alla variazione delle riserve tecniche (d) 1.447 7 1.454 -376 -1 -377 1.831
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati su prodotti
assicurativi (e)
-490 - -490 984 - 984 -1.474
Commissioni nette su contratti d'investimento (f) 189 -1 188 186 -1 185 3 1,6
Provvigioni passive su contratti assicurativi (g) -292 -102 -394 -237 -85 -322 72 22,4
Altri proventi e oneri tecnici (h) 43 -30 13 95 -21 74 -61 -82,4
Margine finanziario 533 3 536 499 11 510 26 5,1
Reddito operativo degli investimenti -9.911 3 -9.908 5.203 11 5.214 -15.122
Interessi netti 1.125 1 1.126 910 1 911 215 23,6
Dividendi 243 3 246 165 2 167 79 47,3
Utili/perdite da realizzo -894 -1 -895 1.166 8 1.174 -2.069
Utili/perdite da valutazione -10.340 - -10.340 3.006 - 3.006 -13.346
Commissioni passive gestione portafogli (i) -45 - -45 -44 - -44 1 2,3
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati 10.444 - 10.444 -4.704 - -4.704 15.148
Prodotti assicurativi (j) 518 - 518 -970 - -970 1.488
Plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi attribuite agli
assicurati (k)
49 - 49 -39 - -39 88
Prodotti di investimento (l) 9.877 - 9.877 -3.695 - -3.695 13.572
Risultato dell'attività assicurativa al lordo degli effetti da
consolidamento
609 224 833 599 182 781 52 6,7
Effetti da consolidamento 34 - 34 30 - 30 4 13,3
Risultato dell'attività assicurativa 643 224 867 629 182 811 56 6,9

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

(a) La tabella riporta le componenti economiche del business assicurativo suddivise tra quelle relative a:

  • i prodotti considerati assicurativi ai fini IAS/IFRS, che comprendono i contratti nei quali il rischio assicurato è considerato significativo o nei quali la decisione del rendimento dei contratti non è a mercato ma dipende dalle scelte della compagnia; - i prodotti d'investimento, che comprendono prodotti di natura finanziaria nei quali il rischio assicurativo non è considerato significativo. Questi ultimi vengono

contabilizzati nel bilancio consolidato alla stregua di movimenti finanziari.

(b) La voce comprende i premi emessi relativi ai soli prodotti considerati assicurativi ai fini IAS/IFRS, al netto delle quote cedute in riassicurazione. Per il Ramo Danni è inclusa anche la variazione della riserva premi.

(c) La voce comprende le somme pagate (sinistri, riscatti e scadenze) e la variazione della riserva sinistri ramo danni e della riserva per somme da pagare, al netto delle quote cedute in riassicurazione.

(d) La voce comprende la variazione delle riserve tecniche, al netto delle quote cedute in riassicurazione.

(e) La voce comprende la quota del risultato degli investimenti (a fronte di prodotti assicurativi) di pertinenza degli assicurati, compreso l'impatto dello shadow accounting.

(f) La voce comprende le commissioni nette sui prodotti d'investimento; in particolare i caricamenti pagati dai clienti, le commissioni di gestione prelevate dalle unit finanziarie e le commissioni passive retrocesse dalle compagnie alla rete di vendita e alla società di gestione.

(g) La voce comprende le provvigioni passive sui prodotti assicurativi (inclusi i prodotti unit e index linked assicurativi e i fondi pensione) pagate alla rete di vendita.

(h) Voce residuale che include le commissioni attive di gestione sui prodotti assicurativi (unit e index assicurative e fondi pensione), i rebates, gli interessi netti sui conti correnti della compagnia e sui prestiti subordinati e altri proventi e oneri tecnici.

(i) La voce comprende le commissioni pagate alle società di gestione per la gestione dei portafogli relativi a prodotti assicurativi tradizionali (gestioni separate) e fondi pensione. Sono incluse anche le commissioni dei fondi consolidati sottostanti unit assicurative.

(j) La voce comprende la quota del risultato degli investimenti (a fronte di prodotti assicurativi) di pertinenza degli assicurati, senza l'impatto dello shadow accounting.

(k) La voce comprende la quota parte delle plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi di competenza degli assicurati (shadow accounting).

(l) La voce si riferisce alla valutazione delle passività finanziarie valutate a fair value che rappresentano il debito verso gli assicurati relativo ai prodotti d'investimento.

Voci (a) 30.06.2022 30.06.2021
Dati rideterminati
(milioni di euro)
Variazioni
Vita Danni e
Salute
Totale Vita Danni e
Salute
Totale assolute %
Margine tecnico 76 221 297 64 214 278 19 6,8
Premi netti (b) 4.209 552 4.761 4.867 677 5.544 -783 -14,1
Oneri netti relativi ai sinistri e ai riscatti (c) -5.030 -205 -5.235 -5.756 -334 -6.090 -855 -14,0
Oneri netti relativi alla variazione delle riserve tecniche (d) 1.447 7 1.454 -149 3 -146 1.600
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati su prodotti
assicurativi (e)
-490 - -490 1.088 - 1.088 -1.578
Commissioni nette su contratti d'investimento (f) 189 -1 188 199 -1 198 -10 -5,1
Provvigioni passive su contratti assicurativi (g) -292 -102 -394 -280 -105 -385 9 2,3
Altri proventi e oneri tecnici (h) 43 -30 13 95 -26 69 -56 -81,2
Margine finanziario 533 3 536 528 18 546 -10 -1,8
Reddito operativo degli investimenti -9.911 3 -9.908 5.093 18 5.111 -15.019
Interessi netti 1.125 1 1.126 1.012 4 1.016 110 10,8
Dividendi 243 3 246 177 2 179 67 37,4
Utili/perdite da realizzo -894 -1 -895 1.071 8 1.079 -1.974
Utili/perdite da valutazione -10.340 - -10.340 2.877 5 2.882 -13.222
Commissioni passive gestione portafogli (i) -45 - -45 -44 -1 -45 - -
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati 10.444 - 10.444 -4.565 - -4.565 15.009
Prodotti assicurativi (j) 518 - 518 -1.074 - -1.074 1.592
Plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi attribuite agli
assicurati (k)
49 - 49 -39 - -39 88
Prodotti di investimento (l) 9.877 - 9.877 -3.452 - -3.452 13.329
Risultato dell'attività assicurativa al lordo degli effetti da
consolidamento
609 224 833 592 232 824 9 1,1
Effetti da consolidamento 34 - 34 30 - 30 4 13,3
Risultato dell'attività assicurativa 643 224 867 622 232 854 13 1,5

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

(a) La tabella riporta le componenti economiche del business assicurativo suddivise tra quelle relative a:

  • i prodotti considerati assicurativi ai fini IAS/IFRS, che comprendono i contratti nei quali il rischio assicurato è considerato significativo o nei quali la decisione del rendimento dei contratti non è a mercato ma dipende dalle scelte della compagnia;

  • i prodotti d'investimento, che comprendono prodotti di natura finanziaria nei quali il rischio assicurativo non è considerato significativo. Questi ultimi vengono contabilizzati nel bilancio consolidato alla stregua di movimenti finanziari.

(b) La voce comprende i premi emessi relativi ai soli prodotti considerati assicurativi ai fini IAS/IFRS, al netto delle quote cedute in riassicurazione. Per il Ramo Danni è inclusa anche la variazione della riserva premi.

(c) La voce comprende le somme pagate (sinistri, riscatti e scadenze) e la variazione della riserva sinistri ramo danni e della riserva per somme da pagare, al netto delle quote cedute in riassicurazione.

(d) La voce comprende la variazione delle riserve tecniche, al netto delle quote cedute in riassicurazione.

(e) La voce comprende la quota del risultato degli investimenti (a fronte di prodotti assicurativi) di pertinenza degli assicurati, compreso l'impatto dello shadow accounting.

(f) La voce comprende le commissioni nette sui prodotti d'investimento; in particolare i caricamenti pagati dai clienti, le commissioni di gestione prelevate dalle unit finanziarie e le commissioni passive retrocesse dalle compagnie alla rete di vendita e alla società di gestione.

(g) La voce comprende le provvigioni passive sui prodotti assicurativi (inclusi i prodotti unit e index linked assicurativi e i fondi pensione) pagate alla rete di vendita.

(h) Voce residuale che include le commissioni attive di gestione sui prodotti assicurativi (unit e index assicurative e fondi pensione), i rebates, gli interessi netti sui conti correnti della compagnia e sui prestiti subordinati e altri proventi e oneri tecnici.

(i) La voce comprende le commissioni pagate alle società di gestione per la gestione dei portafogli relativi a prodotti assicurativi tradizionali (gestioni separate) e fondi pensione. Sono incluse anche le commissioni dei fondi consolidati sottostanti unit assicurative.

(j) La voce comprende la quota del risultato degli investimenti (a fronte di prodotti assicurativi) di pertinenza degli assicurati, senza l'impatto dello shadow accounting.

(k) La voce comprende la quota parte delle plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi di competenza degli assicurati (shadow accounting).

(l) La voce si riferisce alla valutazione delle passività finanziarie valutate a fair value che rappresentano il debito verso gli assicurati relativo ai prodotti d'investimento.

Il risultato dell'attività assicurativa raggruppa le voci di costo e ricavo del business assicurativo delle compagnie vita e danni operanti nell'ambito del Gruppo. Nel primo semestre 2022 tale risultato si è attestato a 867 milioni, in crescita dell'1,5% rispetto allo stesso periodo 2021 (854 milioni). La dinamica è ascrivibile all'aumento del margine tecnico (+6,8%, pari a +19 milioni), determinato dalle diverse componenti tra le quali si evidenzia una riduzione degli oneri relativi ai riscatti superiore alla contrazione dei premi netti. Per contro il margine finanziario, costituito dal reddito operativo degli investimenti al netto delle retrocessioni agli assicurati, presenta un calo contenuto (-1,8%, pari a -10 milioni).

Voci (a) 2022 (milioni di euro)
Variazioni

trimestre

trimestre
assolute %
Margine tecnico 155 142 13 9,2
Premi netti (b) 2.220 2.541 -321 -12,6
Oneri netti relativi ai sinistri e ai riscatti (c) -2.576 -2.659 -83 -3,1
Oneri netti relativi alla variazione delle riserve tecniche (d) 917 537 380 70,8
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati su prodotti assicurativi (e) -328 -162 166
Commissioni nette su contratti d'investimento (f) 77 111 -34 -30,6
Provvigioni passive su contratti assicurativi (g) -179 -215 -36 -16,7
Altri proventi e oneri tecnici (h) 24 -11 35
Margine finanziario 290 246 44 17,9
Reddito operativo degli investimenti -6.126 -3.782 2.344 62,0
Interessi netti 635 491 144 29,3
Dividendi 172 74 98
Utili/perdite da realizzo -753 -142 611
Utili/perdite da valutazione -6.157 -4.183 1.974 47,2
Commissioni passive gestione portafogli (i) -23 -22 1 4,5
Risultato degli investimenti di pertinenza degli assicurati 6.416 4.028 2.388 59,3
Prodotti assicurativi (j) 369 149 220
Plus/minus da valutazione sui prodotti assicurativi attribuite agli assicurati (k) 8 41 -33 -80,5
Prodotti di investimento (l) 6.039 3.838 2.201 57,3
Risultato dell'attività assicurativa al lordo degli effetti da consolidamento 445 388 57 14,7
Effetti da consolidamento 20 14 6 42,9
Risultato dell'attività assicurativa 465 402 63 15,7

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

Per le note cfr. tabelle precedenti.

Il risultato della gestione assicurativa, comprensivo dei rami vita e danni/salute, nel secondo trimestre 2022 ha mostrato un valore superiore al primo, grazie al miglioramento del margine finanziario e, in misura minore, del margine tecnico.

(milioni di euro)
Produzione 30.06.2022 30.06.2021
Premi
periodici
Premi
unici
Totale di cui
nuova
produzione
Totale Rettifiche Totale
Dati
rideterminati
Rami Vita 182 4.031 4.213 4.030 4.464 410 4.874
Premi emessi prodotti tradizionali 85 2.716 2.801 2.715 2.660 371 3.031
Premi emessi prodotti Unit Linked 95 1.009 1.104 1.009 1.477 33 1.510
Premi emessi prodotti di Capitalizzazione 2 2 4 2 8 2 10
Premi emessi Fondi pensione - 304 304 304 319 4 323
Rami Danni 616 118 734 216 684 63 747
Premi emessi 616 118 734 216 684 63 747
Premi ceduti in riassicurazione -61 -15 -76 -16 -80 -8 -88
Premi emessi netti da prodotti assicurativi 737 4.134 4.871 4.230 5.068 465 5.533
Produzione contratti Index Linked - - - - - - -
Produzione contratti Unit Linked 39 4.032 4.071 4.036 4.288 111 4.399
Totale produzione relativa ai contratti di
investimento
39 4.032 4.071 4.036,0 4.288 111 4.399
Produzione totale 776 8.166 8.942 8.266 9.356 576 9.932

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Nei primi sei mesi del 2022 la produzione totale del comparto assicurativo si è attestata a 8,9 miliardi, in flessione rispetto alla produzione realizzata nel corrispondente periodo dello scorso esercizio (9,9 miliardi). Il calo è principalmente ascrivibile alle unit linked, sia quelle di natura prevalentemente finanziaria di ramo III (-328 milioni) sia quelle di natura prevalentemente assicurativa (-406 milioni); anche nel ramo danni e salute si rileva una diminuzione, seppure di entità più contenuta. La nuova produzione è complessivamente ammontata a 8,3 miliardi, corrispondente a oltre il 90% della raccolta premi complessiva delle compagnie del Gruppo, costituita per la maggior parte da nuovi contratti a premio unico.

Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value

(milioni di euro)
Voci 30.06.2022 30.06.2021 Rettifiche 30.06.2021
Dati
rideterminati
Variazioni
(Dati rideterminati)
assolute %
Risultato netto da operazioni di trading e da strumenti
finanziari in fair value option
526 410 - 410 116 28,3
Risultato netto da operazioni di copertura in hedge
accounting
46 45 - 45 1 2,2
Risultato netto da attività valutate obbligatoriamente al fair
value con impatto a conto economico
115 138 -1 137 -22 -16,1
Risultato netto da dividendi e da cessione di attività valutate
al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da
cessione di attività al costo ammortizzato
646 593 - 593 53 8,9
Risultato netto da riacquisto di passività finanziarie -10 -46 - -46 -36 -78,3
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair
value
1.323 1.140 -1 1.139 184 16,2

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Nel primo semestre 2022 il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value, pari a 1.323 milioni, ha evidenziato una crescita rispetto al corrispondente periodo 2021.

L'incremento, pari al 16,2%, è principalmente ascrivibile al risultato netto da operazioni di trading e strumenti finanziari in fair value option (+28,3%, pari a +116 milioni), riconducibile ai maggiori proventi connessi al portafoglio titoli di trading e all'operatività in certificates, inclusiva dell'impatto positivo derivante dal debt value adjustment (DVA). Hanno fornito un apporto positivo anche il risultato netto da dividendi e da cessione di attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (+8,9%, pari a +53 milioni) e il risultato netto da riacquisto di passività finanziarie, che si è ridotto a -10 milioni rispetto ai -46 milioni dei primi sei mesi 2021. In negativo ha agito il risultato netto da attività valutate al fair value in contropartita a conto economico (-16,1%, pari a -22 milioni), mentre è rimasto sostanzialmente stabile il risultato netto da operazioni di copertura in hedge accounting (+1 milione).

1/21 e 2/21: Dati rideterminati

(milioni di euro)
Voci 2022 Variazioni

trimestre

trimestre
assolute %
Risultato netto da operazioni di trading e da strumenti finanziari in fair value option 222 304 -82 -27,0
Risultato netto da operazioni di copertura in hedge accounting 44 2 42
Risultato netto da attività valutate obbligatoriamente al fair value con impatto a conto
economico
49 66 -17 -25,8
Risultato netto da dividendi e da cessione di attività valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva e da cessione di attività al costo ammortizzato
243 403 -160 -39,7
Risultato netto da riacquisto di passività finanziarie -2 -8 -6 -75,0
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 556 767 -211 -27,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

Il risultato del secondo trimestre 2022 mostra un valore inferiore rispetto al primo trimestre, per effetto essenzialmente del minor apporto del risultato netto da dividendi e da cessione di attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e da cessione di attività al costo ammortizzato e del risultato netto da operazioni di trading e da strumenti finanziari in fair value option.

Altri proventi (oneri) operativi netti

Nel primo semestre 2022 gli altri oneri operativi netti sono stati pari a 10 milioni e si confrontano con 51 milioni di proventi operativi netti contabilizzati nel medesimo periodo 2021. In tale voce confluiscono sia proventi ed oneri di natura operativa - compresi quelli delle entità controllate non soggette a direzione e coordinamento ed operanti in settori del tutto distinti dall'ambito bancario e finanziario – sia gli utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto. La contrazione è riconducibile sia agli altri oneri di gestione, pari a 30 milioni a fronte di 2 milioni di proventi rilevati nel primo semestre 2021, sia al calo dei dividendi e utili delle partecipazioni valutate al patrimonio netto, che si attestano nei primi sei mesi del 2022 a 20 milioni (49 milioni il dato del medesimo periodo del precedente esercizio).

Costi operativi

(milioni di euro)
Voci 30.06.2022 30.06.2021 Rettifiche 30.06.2021
Dati
rideterminati
Variazioni
(Dati rideterminati)
assolute %
Salari e stipendi 2.252 2.299 -40 2.259 -7 -0,3
Oneri sociali 573 601 -11 590 -17 -2,9
Altri oneri del personale 356 424 - 424 -68 -16,0
Spese del personale 3.181 3.324 -51 3.273 -92 -2,8
Spese per servizi informatici 402 420 6 426 -24 -5,6
Spese di gestione immobili 145 169 -1 168 -23 -13,7
Spese generali di funzionamento 201 196 -1 195 6 3,1
Spese legali e professionali 137 147 7 154 -17 -11,0
Spese pubblicitarie e promozionali 52 49 - 49 3 6,1
Costi indiretti del personale 33 22 - 22 11 50,0
Altre spese 256 270 -3 267 -11 -4,1
Imposte indirette e tasse 96 98 -1 97 -1 -1,0
Recupero di spese ed oneri -15 -17 - -17 -2 -11,8
Spese amministrative 1.307 1.354 7 1.361 -54 -4,0
Immobilizzazioni materiali 282 291 - 291 -9 -3,1
Immobilizzazioni immateriali 341 315 2 317 24 7,6
Ammortamenti 623 606 2 608 15 2,5
Costi operativi 5.111 5.284 -42 5.242 -131 -2,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Nei primi sei mesi del 2022 i costi operativi si sono attestati a 5.111 milioni, in diminuzione del 2,5% rispetto al primo semestre 2021.

Le spese del personale, pari a 3.181 milioni, hanno registrato una flessione del 2,8%, principalmente per effetto dei risparmi derivanti dalle uscite per accordi.

Le spese amministrative si sono attestate a 1.307 milioni, in calo del 4%. Si sono evidenziati risparmi diffusi, in particolare nelle spese di gestione immobili, nelle spese per servizi informatici, nelle spese legali e professionali e nelle altre spese. Gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali e immateriali che, secondo quanto previsto dal principio IFRS 16, includono anche la quota relativa ai diritti d'uso acquisiti con il leasing operativo, hanno evidenziato un aumento (+2,5%) rispetto al dato del primo semestre 2021, riconducibile alle immobilizzazioni immateriali.

Il cost/income ratio si è attestato nel primo semestre 2022 al 47,5% in miglioramento rispetto al valore del medesimo periodo 2021 (49,2%).

(milioni di euro)
Voci 2022 Variazioni
trimestre trimestre assolute %
Salari e stipendi 1.159 1.093 66 6,0
Oneri sociali 288 285 3 1,1
Altri oneri del personale 162 194 -32 -16,5
Spese del personale 1.609 1.572 37 2,4
Spese per servizi informatici 212 190 22 11,6
Spese di gestione immobili 73 72 1 1,4
Spese generali di funzionamento 105 96 9 9,4
Spese legali e professionali 72 65 7 10,8
Spese pubblicitarie e promozionali 34 18 16 88,9
Costi indiretti del personale 20 13 7 53,8
Altre spese 135 121 14 11,6
Imposte indirette e tasse 50 46 4 8,7
Recupero di spese ed oneri -6 -9 -3 -33,3
Spese amministrative 695 612 83 13,6
Immobilizzazioni materiali 139 143 -4 -2,8
Immobilizzazioni immateriali 169 172 -3 -1,7
Ammortamenti 308 315 -7 -2,2
Costi operativi 2.612 2.499 113 4,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

I costi operativi del secondo trimestre 2022 risultano in crescita in raffronto al valore del primo trimestre, per effetto dell'andamento delle spese amministrative e del personale.

30.06.2022 30.06.2021 (milioni di euro)
Variazioni
Dati
rideterminati
assolute %
Banca dei Territori 3.078 3.182 -104 -3,3
IMI Corporate & Investment Banking 665 648 17 2,6
International Subsidiary Banks 518 506 12 2,4
Private Banking 427 421 6 1,4
Asset Management 100 105 -5 -4,8
Insurance 176 190 -14 -7,4
Totale aree di business 4.964 5.052 -88 -1,7
Centro di governo 147 190 -43 -22,6
Gruppo Intesa Sanpaolo 5.111 5.242 -131 -2,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Con riferimento ai costi operativi, la Banca dei Territori, che contabilizza circa il 62% degli oneri delle aree operative, ha evidenziato consistenti risparmi rispetto al primo semestre 2021 (-3,3%, pari a -104 milioni) attribuibili alle spese del personale, in relazione alle uscite per accordi, e alle spese amministrative, principalmente discrezionali nonché relative ai service in ambito immobiliare. Hanno registrato un calo, seppur di lieve entità, anche l'Asset Management (-4,8%, pari a -5 milioni), riconducibile al contenimento delle spese amministrative e delle spese del personale, e l'Insurance (-7,4%, pari a -14 milioni). Per contro si rilevano aumenti per IMI Corporate & Investment Banking (+2,6%, pari a +17 milioni) e per l'International Subsidiary Banks (+2,4%, pari a +12 milioni), in relazione a maggiori spese amministrative, e per il Private Banking (+1,4%, pari a +6 milioni), ascrivibili alle spese amministrative e, in misura minore, agli ammortamenti su immobilizzazioni materiali e immateriali. Infine, il Centro di Governo ha mostrato un ridimensionamento dei costi del 22,6%, pari a -43 milioni, grazie a sinergie sulle spese amministrative e a risparmi sulle spese del personale.

Risultato della gestione operativa

Il risultato della gestione operativa del periodo in esame è ammontato a 5.645 milioni, in crescita (+4,2%) rispetto al valore contabilizzato nel primo semestre 2021, grazie all'effetto combinato dell'aumento dei ricavi e del contenimento dei costi operativi.

Rettifiche di valore nette su crediti

(milioni di euro)
Voci 30.06.2022 30.06.2021 Rettifiche 30.06.2021
Dati
rideterminati
Variazioni
(Dati rideterminati)
assolute %
Sofferenze -105 -548 6 -542 -437 -80,6
Inadempienze probabili -624 -319 - -319 305 95,6
Crediti scaduti / sconfinanti -125 -85 - -85 40 47,1
Crediti Stage 3 -854 -952 6 -946 -92 -9,7
di cui titoli di debito - - - - - -
Crediti Stage 2 -402 -103 - -103 299
di cui titoli di debito -9 -1 - -1 8
Crediti Stage 1 -101 5 - 5 -106
di cui titoli di debito 2 9 - 9 -7 -77,8
Rettifiche/Riprese nette su crediti -1.357 -1.050 6 -1.044 313 30,0
Utili/perdite da modifiche contrattuali senza
cancellazioni
-1 -18 - -18 -17 -94,4
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per
rischio di credito relativo a impegni e garanzie
finanziarie rilasciate
-74 61 - 61 -135
Rettifiche di valore nette su crediti -1.432 -1.007 6 -1.001 431 43,1

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Le rettifiche su crediti si sono attestate a 1.432 milioni, evidenziando un consistente incremento rispetto ai 1.001 milioni contabilizzati nel primo semestre 2021. La crescita è stata determinata da maggiori rettifiche sui crediti in Stage 2 (+299 milioni), in Stage 1 (+106 milioni) e da accantonamenti su impegni e garanzie rilasciate per 74 milioni, che si confrontano con 61 milioni di riprese di valore registrati su tale voce nel primo semestre 2021.

I crediti non performing in Stage 3 hanno mostrato un calo (-92 milioni) come risultante di una riduzione delle rettifiche su sofferenze (-437 milioni), solo in parte controbilanciata dagli aumenti su inadempienze probabili (+305 milioni) e su crediti scaduti/sconfinanti (+40 milioni). A giugno 2022 l'incidenza dei deteriorati lordi sul complesso dei crediti si è attestata al 2,3%, in calo rispetto al dato di marzo 2022 (3%) e di dicembre 2021 (3,2%), anche in relazione alla cessione di circa 4 miliardi di crediti deteriorati avvenuta nel secondo trimestre.

Sugli aggregati hanno inciso significativamente le rettifiche di valore apportate sulle controparti russe e ucraine per 1.093 milioni.

Il costo del credito annualizzato, espresso dal rapporto tra rettifiche di valore nette e crediti netti, si attesta nel primo semestre 2022 a 61 punti base (27 punti base se si esclude lo stanziamento per l'esposizione a Russia e Ucraina al netto del parziale rilascio di rettifiche generiche effettuate nel 2020 per i futuri impatti di COVID-19), di poco superiore al valore rilevato per l'esercizio 2021 (59 punti base, 25 escluso lo stanziamento addizionale per accelerare la riduzione dei crediti deteriorati). A giugno 2022 la copertura sui crediti deteriorati si cifra al 44,8%. Nel dettaglio le sofferenze hanno richiesto rettifiche nette per 105 milioni – che si raffrontano con 542 milioni del medesimo periodo 2021 – con un livello di copertura pari al 63,9%. Il contenuto valore delle rettifiche su sofferenze deriva sia dai limitati flussi in ingresso sia dalle operazioni di deleveraging su esposizioni deteriorate. Le rettifiche nette sulle inadempienze probabili, pari a 624 milioni risultano in forte aumento rispetto ai 319 milioni registrati nel primo semestre 2021 anche per la riclassificazione nel comparto di due controparti russe; la copertura su tali posizioni si attesta al 37,8%. Le rettifiche su crediti scaduti e sconfinanti sono ammontate a 125 milioni (85 milioni il dato dei primi sei mesi 2021) e la loro copertura è pari al 21,3%. La copertura sulle posizioni forborne nell'ambito delle attività deteriorate è del 37,3%. Infine, la copertura sui finanziamenti in bonis si attesta allo 0,6%, ed incorpora il rischio fisiologico sul portafoglio crediti, ivi inclusi gli accantonamenti, effettuati nel semestre, a fronte del conflitto Russo-Ucraino (sul tema si veda quanto riportato nello specifico paragrafo).

(milioni di euro)
Voci 2022 Variazioni
trimestre trimestre assolute %
Sofferenze -95 -10 85
Inadempienze probabili -422 -202 220
Crediti scaduti / sconfinanti -91 -34 57
Crediti Stage 3 -608 -246 362
di cui titoli di debito - - - -
Crediti Stage 2 -137 -265 -128 -48,3
di cui titoli di debito -4 -5 -1 -20,0
Crediti Stage 1 13 -114 127
di cui titoli di debito 2 - 2 -
Rettifiche/Riprese nette su crediti -732 -625 107 17,1
Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni 2 -3 5
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito relativo a impegni e
garanzie finanziarie rilasciate
- -74 -74
Rettifiche di valore nette su crediti -
-730
-
-702
-
28
-
4,0

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

Nel confronto trimestrale, il secondo trimestre 2022 mostra rettifiche su crediti di poco superiori a quelle del primo trimestre dell'esercizio corrente, principalmente riconducibili a maggiori appostazioni sulle inadempienze probabili.

Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività

(milioni di euro)
Voci 30.06.2022 30.06.2021 Rettifiche 30.06.2021
Dati
rideterminati
Variazioni
(Dati rideterminati)
assolute %
Altri accantonamenti netti -36 -317 -2 -319 -283 -88,7
Rettifiche di valore nette su titoli valutati al costo ammortizzato
e su titoli valutati al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
-65 -2 - -2 63
Rettifiche di valore nette su altre attività -13 -32 - -32 -19 -59,4
Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di
assicurazione ai sensi dello IAS39
-9 - -1 -1 8
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su
altre attività
-123 -351 -3 -354 -231 -65,3

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Nell'ambito dello schema di conto economico riclassificato, questa voce comprende principalmente gli altri accantonamenti netti ai fondi rischi ed oneri e le rettifiche di valore nette su altre attività e su titoli valutati al costo ammortizzato e al fair value. Nei primi sei mesi del 2022 gli altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività sono ammontati a 123 milioni, nettamente inferiori rispetto ai 354 milioni contabilizzati nello stesso periodo dell'esercizio precedente, che includevano l'accantonamento di 126 milioni in ambito assicurativo rappresentante l'eccedenza dei sinistri rispetto ai premi maturati al 30 giugno 2021 e la stima per gli oneri prospettici. Relativamente al valore registrato nel primo semestre dell'anno corrente, la componente principale (65 milioni) è costituita dalle rettifiche su titoli valutati al costo ammortizzato e al fair value.

1/21 e 2/21: Dati rideterminati

(milioni di euro)
Voci 2022 Variazioni
trimestre trimestre assolute %
Altri accantonamenti netti -27 -9 18
Rettifiche di valore nette su titoli valutati al costo ammortizzato
e su titoli valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva
-31 -34 -3 -8,8
Rettifiche di valore nette su altre attività -4 -9 -5 -55,6
Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello
IAS39
-1 -8 -7 -87,5
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -63 -60 3 5,0
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

Il valore del secondo trimestre 2022 risulta sostanzialmente in linea con il valore del primo trimestre.

Altri proventi (oneri) netti

In questa voce del conto economico riclassificato sono aggregati gli utili e le perdite su attività finanziarie valutate al costo ammortizzato diverse dai crediti, su partecipazioni e su altri investimenti nonché gli altri proventi ed oneri non strettamente correlati alla gestione operativa.

Nel primo semestre 2022 gli altri proventi netti si sono attestati a 143 milioni, comprendenti 194 milioni di plusvalenza derivante dalla cessione di Intesa Sanpaolo Formazione e 48 milioni di oneri di erogazione liberale una tantum alle persone di Intesa Sanpaolo - ad esclusione di quelle con qualifica di dirigente o retribuzione equivalente - per mitigare l'impatto dell'inflazione. Il dato è risultato inferiore ai 191 milioni registrati nel primo semestre 2021, che includeva la plusvalenza realizzata con la cessione del ramo di attività di Banca Depositaria di Fideuram Bank Luxembourg (194 milioni).

Utile (Perdita) delle attività operative cessate

Nel primo semestre 2022 non si registrano utili o perdite delle attività operative cessate, mentre nel corrispondente periodo 2021 erano stati contabilizzati utili per 58 milioni relativi all'apporto degli sportelli oggetto di cessione.

Risultato corrente lordo

Nei primi sei mesi del 2022 l'utile dell'operatività corrente prima della contabilizzazione delle imposte sul reddito si è attestato a 4.233 milioni, in diminuzione dell'1,9% rispetto al dato del medesimo periodo del 2021.

Imposte sul reddito

Le imposte su base corrente e differita sono state pari a 1.456 milioni, corrispondenti ad un tax rate del 34,4%, più alto rispetto a quello del primo semestre del 2021 (21,4%), che aveva beneficiato in misura maggiore del riallineamento dei valori fiscali di attività immateriali.

Oneri di integrazione e di incentivazione all'esodo (al netto delle imposte)

La voce è scesa a 39 milioni dai 107 milioni registrati nei primi sei mesi del 2021, principalmente a seguito del rilascio dell'effetto di attualizzazione dei fondi relativi agli oneri di integrazione e incentivazione all'esodo del personale.

Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte)

La voce comprende gli importi riconducibili alle rivalutazioni di crediti, debiti, immobili e all'iscrizione di nuove attività immateriali attuate, in applicazione del principio contabile IFRS 3, in sede di rilevazione delle operazioni di acquisizione di partecipazioni e/o aggregati patrimoniali. Tale voce nel primo semestre 2022 ha registrato oneri pari a 101 milioni, che si confrontano con i 34 milioni contabilizzati nel medesimo periodo dello scorso anno.

Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte)

La voce include i tributi imposti da disposizioni legislative e/o finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario e di conseguenza al di fuori del governo aziendale. Nel primo semestre 2022 tali oneri sono ammontati a 278 milioni e si raffrontano con i 279 milioni dello stesso periodo dell'esercizio precedente.

I tributi contabilizzati nel periodo in esame sono così ripartiti: 248 milioni riferibili ai fondi di risoluzione, 14 milioni ai fondi di garanzia dei depositi, 10 milioni riconducibili ai tributi contabilizzati dalle banche estere, 5 milioni al Fondo Atlante e 1 milione allo Schema volontario per il Fondo di tutela dei depositi.

Utile (perdita) del periodo di pertinenza di terzi

Nei primi sei mesi del 2022 la voce evidenzia con segno negativo 5 milioni di utili netti di competenza di terzi relativi a società dell'area di consolidamento integrale, e si raffronta con un valore positivo di 52 milioni (perdite nette di competenza di terzi) relativo al primo semestre 2021.

Risultato netto

Nonostante i repentini cambiamenti di scenario il Gruppo Intesa Sanpaolo chiude il primo semestre 2022 con un utile netto di 2.354 milioni, a conferma di un modello di business diversificato e resiliente. Escludendo le rettifiche di valore per gli eventi riguardanti Russia e Ucraina, il risultato netto si attesterebbe a circa 3,3 miliardi, con un incremento dell'8,4% rispetto al primo semestre 2021 anziché una contrazione del 22,1%, grazie ad una buona tenuta dei ricavi e ad un'accurata gestione dei costi operativi.

Gli aggregati patrimoniali

Aspetti generali

Per consentire una valutazione più immediata delle consistenze patrimoniali del Gruppo, viene predisposto anche uno stato patrimoniale sintetico riclassificato.

Lo schema presenta, oltre agli importi relativi al periodo di riferimento, anche i corrispondenti dati di raffronto. Per consentire un confronto omogeneo, i dati riferiti ai periodi precedenti sono normalmente riesposti, ove necessario e se materiali, anche per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento.

Rispetto a fine 2021 si segnala la riesposizione – per i quattro trimestri 2021 e per il primo trimestre 2022 – conseguente all'ingresso a fine giugno 2022 nel perimetro di consolidamento30 della banca private lussemburghese Compagnie de Banque Privée Quilvest (Gruppo Fideuram).

Con riferimento all'evoluzione trimestrale del 2021, i dati patrimoniali di quell'esercizio erano stati riesposti, già nel Bilancio 2021, per:

  • − l'inclusione linea per linea delle consistenze patrimoniali di Reyl & Cie S.A., RB Participations S.A. e Asteria Investment Managers S.A. (Gruppo Reyl), entrate nell'area di consolidamento nel secondo trimestre 2021;
  • − l'inclusione linea per linea delle consistenze patrimoniali delle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita)31 Lombarda Vita32 e Cargeas, consolidate a partire dal secondo trimestre 2021.

Per quanto riguarda l'acquisizione del Gruppo UBI Banca e le correlate operazioni societarie, anche per lo stato patrimoniale, per poter disporre di dati trimestrali immediatamente confrontabili, si era proceduto già nel 2021 all'esclusione linea per linea delle consistenze patrimoniali relative agli sportelli UBI e ISP ceduti nel primo e nel secondo trimestre 2021; tali valori nello Stato patrimoniale riclassificato a raffronto erano stati convenzionalmente appostati nella voce Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione. Tale riesposizione è avvenuta sulla base di risultanze contabili.

Con riferimento alle società assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, oggetto di riesposizione come sopra indicato, non si è ritenuto necessario "rideterminare" i dati patrimoniali per escludere - sulla base di risultanze gestionali - le consistenze (investimenti e riserve tecniche) connesse alla produzione riferibile alla clientela delle filiali cedute a terzi, così come avvenuto per il conto economico, in relazione alla contenuta materialità e alla conseguente mancata rilevanza ai fini della comparabilità.

In conseguenza di quanto sopra, dal momento che le riesposizioni dei dati patrimoniali sono state effettuate – come normalmente avviene – sulla base di risultanze contabili, non sono stati predisposti schemi riclassificati "rideterminati" con riferimento ai dati patrimoniali.

Rispetto allo schema previsto dalla Circolare n. 262/05 della Banca d'Italia, vengono poi effettuate alcune aggregazioni e riclassificazioni. I dettagli analitici delle riesposizioni, delle aggregazioni e delle riclassificazioni sono forniti, con distinti prospetti, tra gli allegati al bilancio, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.

Le aggregazioni e riclassificazioni di voci effettuate nello Stato patrimoniale riclassificato hanno riguardato:

  • − l'evidenza separata delle attività finanziarie che costituiscono Finanziamenti verso banche e Finanziamenti verso clientela, indipendentemente dai rispettivi portafogli contabili di allocazione;
  • − l'evidenza separata delle attività finanziarie che non costituiscono finanziamenti, distinte tra attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, attività finanziarie valutate al fair value con impatto al conto economico e attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, al netto di quanto riclassificato nelle voci Finanziamenti verso banche e Finanziamenti verso clientela;
  • − l'evidenza separata delle attività e passività finanziarie del comparto assicurativo, valutate ai sensi dello IAS 39 in relazione all'applicazione del Deferral approach da parte delle società assicurative del Gruppo;
  • − l'aggregazione in unica voce delle Attività materiali ed immateriali, con articolazione nelle sottovoci Attività di proprietà e Diritti d'uso acquisiti con il leasing;
  • − l'inclusione del valore dei Derivati di copertura e dell'Adeguamento di valore delle attività/passività finanziarie oggetto di copertura generica tra le Altre voci dell'attivo/Altre voci del passivo;
  • − l'inclusione delle riserve tecniche a carico dei riassicuratori nelle Altre voci dell'attivo;
  • − l'evidenza separata dei Debiti verso banche al costo ammortizzato;
  • − l'aggregazione in un'unica voce dell'ammontare dei Debiti verso clientela al costo ammortizzato e dei Titoli in circolazione;
  • − il raggruppamento in unica voce (Fondi Rischi ed Oneri) dei fondi aventi destinazione specifica (Trattamento di fine rapporto, Fondi per rischi ed oneri, Fondi per impegni e garanzie finanziarie rilasciate);
  • − la riclassificazione dei Debiti per leasing in specifica sottovoce nell'ambito delle Altre voci del passivo;
  • − l'indicazione delle Riserve in modo aggregato, e al netto delle eventuali azioni proprie.

30 Dal momento che l'ingresso nel perimetro di consolidamento è avvenuto a fine giugno 2022, in assenza di contributo alle grandezze economiche del Gruppo, il consolidamento – e di conseguenza la riesposizione – ha riguardato i soli dati patrimoniali.

31 Società fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita il 31 dicembre 2021.

32 Società fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita il 31 dicembre 2021.

Infine, come già avvenuto a dicembre 2021, si ricorda quanto segue:

  • − in relazione al pagamento dell'acconto dividendi 2021 da parte della Capogruppo, nello schema di Stato patrimoniale riclassificato si è proceduto all'aggiunta, nell'ambito delle voci del patrimonio netto, di una specifica voce, in coerenza con il corrispondente prospetto contabile;
  • − in seguito all'aggiornamento della Circolare 262 di Banca d'Italia, che ha previsto che nella voce "Cassa e disponibilità liquide" del prospetto contabile siano rilevati tutti i crediti "a vista", nelle forme tecniche di conto correnti e depositi, verso le banche e le Banche Centrali (ad eccezione della riserva obbligatoria), si è coerentemente provveduto all'apertura, nello stato patrimoniale riclassificato, della specifica voce Cassa e disponibilità liquide in precedenza ricompresa nelle Altre voci dell'attivo.

Stato patrimoniale riclassificato

(milioni di euro)
Attività 30.06.2022 31.12.2021 Variazioni
assolute %
Cassa e disponibilità liquide 18.370 15.693 2.677 17,1
Finanziamenti verso banche 138.555 162.139 -23.584 -14,5
Finanziamenti verso clientela 471.649 465.871 5.778 1,2
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 469.338 464.075 5.263 1,1
Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e con
impatto sul conto economico
2.311 1.796 515 28,7
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti 49.850 43.325 6.525 15,1
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 51.943 51.638 305 0,6
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 59.213 67.058 -7.845 -11,7
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi
dello IAS 39
180.637 206.800 -26.163 -12,7
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato
ai sensi dello IAS 39
80 85 -5 -5,9
Partecipazioni 1.902 1.652 250 15,1
Attività materiali e immateriali 19.965 20.141 -176 -0,9
Attività di proprietà 18.389 18.616 -227 -1,2
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.576 1.525 51 3,3
Attività fiscali 18.745 18.808 -63 -0,3
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.303 1.422 -119 -8,4
Altre voci dell'attivo 20.103 16.184 3.919 24,2
Totale attività 1.032.315 1.070.816 -38.501 -3,6
Passività 30.06.2022 31.12.2021 Variazioni
assolute %
Debiti verso banche al costo ammortizzato 152.413 165.262 -12.849 -7,8
Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione 536.958 545.101 -8.143 -1,5
Passività finanziarie di negoziazione 55.227 56.308 -1.081 -1,9
Passività finanziarie designate al fair value 4.753 3.674 1.079 29,4
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
2.297 2.139 158 7,4
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi
dello IAS 39
74.454 84.770 -10.316 -12,2
Passività fiscali 2.806 2.292 514 22,4
Passività associate ad attività in via di dismissione 92 30 62
Altre voci del passivo 28.532 21.974 6.558 29,8
di cui debiti per leasing 1.417 1.398 19 1,4
Riserve tecniche 104.809 118.296 -13.487 -11,4
Fondi per rischi e oneri 5.709 6.816 -1.107 -16,2
di cui fondi per impegni e garanzie finanziarie rilasciate 561 508 53 10,4
Capitale 10.369 10.084 285 2,8
Riserve 46.216 44.856 1.360 3,0
Riserve da valutazione -1.603 -709 894
Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione -523 476 -999
Acconti su dividendi - -1.399 -1.399
Strumenti di capitale 7.204 6.282 922 14,7
Patrimonio di pertinenza di terzi 248 379 -131 -34,6
Risultato netto 2.354 4.185 -1.831 -43,8
Totale passività e patrimonio netto 1.032.315 1.070.816 -38.501 -3,6

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

Evoluzione trimestrale dei dati patrimoniali riclassificati

Attività 2022 2021 (milioni di euro)
30/6 31/3 31/12 30/9 30/6 31/3
Cassa e disponibilità liquide 18.370 18.666 15.693 16.250 15.623 14.652
Finanziamenti verso banche 138.555 158.521 162.139 164.909 148.223 128.207
Finanziamenti verso clientela 471.649 468.995 465.871 463.917 463.904 465.231
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 469.338 466.416 464.075 461.525 461.955 463.699
Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività
complessiva e con impatto sul conto economico
2.311 2.579 1.796 2.392 1.949 1.532
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono
finanziamenti
49.850 56.111 43.325 41.286 42.615 44.857
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
51.943 52.875 51.638 59.926 59.827 55.458
complessiva 59.213 65.016 67.058 63.806 66.660 61.039
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate
al fair value ai sensi dello IAS 39
180.637 196.949 206.800 205.631 206.138 206.388
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate
al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39
80 81 85 82 80 79
Partecipazioni 1.902 1.633 1.652 1.738 1.707 1.708
Attività materiali e immateriali 19.965 19.891 20.141 19.415 19.459 18.916
Attività di proprietà 18.389 18.345 18.616 17.803 17.819 17.161
Diritti d'uso acquisiti con il leasing 1.576 1.546 1.525 1.612 1.640 1.755
Attività fiscali 18.745 18.610 18.808 18.805 19.014 19.582
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.303 1.556 1.422 3.181 1.566 3.173
Altre voci dell'attivo 20.103 16.461 16.184 14.482 14.675 14.514
Totale attività 1.032.315 1.075.365 1.070.816 1.073.428 1.059.491 1.033.804
Passività 2022 2021
30/6 31/3 31/12 30/9 30/6 31/3
Debiti verso banche al costo ammortizzato 152.413 180.234 165.262 179.552 164.875 151.787
Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione 536.958 539.278 545.101 525.546 520.960 513.930
Passività finanziarie di negoziazione 55.227 58.729 56.308 57.535 57.336 53.547
Passività finanziarie designate al fair value 4.753 3.848 3.674 3.266 3.361 3.116
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione
valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39
2.297 2.280 2.139 2.563 2.518 2.414
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione
valutate al fair value ai sensi dello IAS 39
74.454 80.086 84.770 83.093 83.010 82.040
Passività fiscali 2.806 2.296 2.292 2.627 2.497 3.310
Passività associate ad attività in via di dismissione 92 37 30 1.404 78 3.585
Altre voci del passivo 28.532 23.553 21.974 24.984 31.700 26.301
di cui debiti per leasing 1.417 1.389 1.398 1.523 1.574 1.713
Riserve tecniche 104.809 113.471 118.296 118.616 119.475 119.943
Fondi per rischi e oneri 5.709 6.481 6.816 6.873 7.042 7.437
di cui fondi per impegni e garanzie finanziarie rilasciate 561 562 508 534 548 576
Capitale 10.369 10.084 10.084 10.084 10.084 10.084
Riserve 46.216 48.995 44.856 46.508 46.671 47.529
Riserve da valutazione -1.603 -1.320 -709 -569 -476 -738
Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione -523 120 476 677 661 777
Acconti su dividendi - -1.399 -1.399 - - -
Strumenti di capitale 7.204 7.220 6.282 6.279 6.269 6.202
Patrimonio di pertinenza di terzi 248 348 379 384 407 1.024
Risultato netto
Totale passività e patrimonio netto
2.354
1.032.315
1.024
1.075.365
4.185
1.070.816
4.006
1.073.428
3.023
1.059.491
1.516
1.033.804

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

OPERATIVITA' BANCARIA

Finanziamenti verso clientela

Finanziamenti verso clientela: composizione

(milioni di euro)
Voci 30.06.2022 31.12.2021 Variazioni
incidenza
%
incidenza
%
assolute %
Conti correnti 23.407 5,0 21.768 4,7 1.639 7,5
Mutui 247.587 52,5 250.941 53,9 -3.354 -1,3
Anticipazioni e finanziamenti 167.740 35,5 161.449 34,6 6.291 3,9
Crediti da attività commerciale 438.734 93,0 434.158 93,2 4.576 1,1
Operazioni pronti c/termine 19.836 4,2 17.621 3,8 2.215 12,6
Crediti rappresentati da titoli 6.924 1,5 7.015 1,5 -91 -1,3
Crediti deteriorati 6.155 1,3 7.077 1,5 -922 -13,0
Finanziamenti verso clientela 471.649 100,0 465.871 100,0 5.778 1,2

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

Al 30 giugno 2022 i finanziamenti verso clientela del Gruppo si sono approssimati a 472 miliardi, registrando una crescita (+1,2%) da inizio anno. Tale dinamica è stata determinata soprattutto dai crediti commerciali (+1,1%, pari a +4,6 miliardi), in particolare dalle anticipazioni e finanziamenti (+3,9%, pari a +6,3 miliardi), supportati dall'operatività di factoring, e dai conti correnti (+7,5%, pari a +1,6 miliardi), che hanno più che compensato la riduzione dei mutui (-1,3%, pari a -3,4 miliardi). Sono, inoltre, risultate in aumento le operazioni in pronti contro termine (+12,6%, pari a +2,2 miliardi) mentre i crediti deteriorati, anche a seguito della cessione avvenuta ad aprile (0,9 miliardi di crediti deteriorati netti), si sono ulteriormente ridimensionati attestandosi a 6,2 miliardi. Infine, i crediti rappresentati da titoli hanno mostrato una lieve flessione dell'1,3%.

Nel comparto domestico dei prestiti a medio/lungo termine, le erogazioni dei primi sei mesi del 2022 destinate alle famiglie (comprensive della clientela small business, avente esigenze assimilabili alle famiglie produttrici) sono state pari a circa 12,5 miliardi e quelle destinate alle imprese del perimetro Banca dei Territori (inclusive delle aziende con fatturato fino a 350 milioni) sono ammontate a 9,9 miliardi. I finanziamenti in capo al nuovo comparto agribusiness si sono attestati a 1,2 miliardi. Le erogazioni a medio/lungo termine alla clientela della Divisione IMI Corporate & Investment Banking, esclusa la parte estero, sono state pari a 8,3 miliardi. Complessivamente le erogazioni sul perimetro Italia, inclusive dei finanziamenti al terzo settore, delle erogazioni tramite reti terze e dell'ex UBI Leasing e Prestitalia, hanno raggiunto i 32,4 miliardi; comprendendo anche l'operatività delle banche estere e la parte IMI C&IB estero, le erogazioni a medio/lungo termine del Gruppo hanno totalizzato 42,2 miliardi.

Al 30 giugno 2022 la quota di mercato detenuta dal Gruppo Intesa Sanpaolo sul territorio nazionale è stimata al 20% per gli impieghi totali a clientela; la stima è basata sui dati del campione di segnalazione decadale della Banca d'Italia, non essendo ancora disponibili i dati del sistema bancario complessivo di fine giugno.

(milioni di euro)
30.06.2022 31.12.2021 Variazioni
assolute %
Banca dei Territori 254.916 250.592 4.324 1,7
IMI Corporate & Investment Banking 153.210 152.543 667 0,4
International Subsidiary Banks 39.820 38.970 850 2,2
Private Banking 14.607 14.450 157 1,1
Asset Management 308 783 -475 -60,7
Insurance - - - -
Totale aree di business 462.861 457.338 5.523 1,2
Centro di governo 8.788 8.533 255 3,0
Gruppo Intesa Sanpaolo 471.649 465.871 5.778 1,2

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

Nell'analisi per settori di attività la Banca dei Territori, che rappresenta il 55% dell'aggregato riconducibile alle realtà operative del Gruppo, ha registrato una crescita da inizio anno (+1,7%, pari a +4,3 miliardi), riconducibile al buon andamento dei finanziamenti nei confronti dei privati e in misura minore delle imprese. La Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha mostrato un lieve aumento (+0,4%), principalmente ascrivibile alla maggior attività nei confronti di clientela global corporate e financial institutions. Anche gli impieghi della Divisione International Subsidiary Banks sono risultati in incremento (+2,2%), segnatamente per il maggior apporto delle controllate operanti in Serbia, Croazia e Slovacchia. Quanto alle altre Divisioni operative, i cui stock sono di entità relativamente modesta in relazione alle specifiche operatività, i crediti della Divisione Private Banking sono aumentati (+1,1%), nella componente in conto corrente, mentre quelli della Divisione Asset Management hanno subito un forte ridimensionamento (-60,7%).

I finanziamenti sugli asset centrali del Centro di Governo hanno presentato un aumento (+3%) legato all'operatività in pronti contro termine attivi.

Note illustrative – Gli aggregati patrimoniali

Finanziamenti verso clientela: qualità del credito

(milioni di euro)
Voci 30.06.2022
31.12.2021
Variazione
Esposizione
netta
Incidenza
%
Esposizione
netta
Incidenza
%
Esposizione
netta
Sofferenze 1.237 0,3 2.130 0,5 -893
Inadempienze probabili 4.377 0,9 4.325 0,9 52
Crediti Scaduti / Sconfinanti 541 0,1 622 0,1 -81
Crediti Deteriorati 6.155 1,3 7.077 1,5 -922
Crediti deteriorati in Stage 3 (soggetti a impairment) 6.124 1,3 7.038 1,5 -914
Crediti deteriorati valutati al fair value con contropartita il
conto economico
31 - 39 - -8
Crediti in bonis 458.485 97,2 451.760 97,0 6.725
Stage 2 52.878 11,2 54.389 11,7 -1.511
Stage 1 404.562 85,8 396.372 85,1 8.190
Crediti in bonis valutati al fair value con contropartita il
conto economico
1.045 0,2 999 0,2 46
Crediti in bonis rappresentati da titoli 6.924 1,5 7.015 1,5 -91
Stage 2 1.048 0,2 865 0,2 183
Stage 1 5.876 1,3 6.150 1,3 -274
Crediti detenuti per la negoziazione 85 - 19 - 66
Totale finanziamenti verso clientela 471.649 100,0 465.871 100,0 5.778
di cui forborne performing 7.980 8.103 -123
di cui forborne non performing 2.420 2.644 -224
Finanziamenti verso clientela classificati tra le attività in
via di dismissione (*)
1.023 1.206 -183

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(*) Al 30 giugno 2022 e al 31 dicembre 2021 la voce si riferisce ai portafogli, o esposizioni single name, di sofferenze e inadempienze probabili oggetto di cessione.

Al 30 giugno 2022 i crediti deteriorati netti del Gruppo, anche a seguito della già citata cessione, si sono attestati a 6,2 miliardi, valore che rappresenta un nuovo minimo storico. La riduzione da inizio anno (-13%) conferma l'andamento virtuoso già rilevato nel corso degli esercizi precedenti. Si registra un'incidenza delle attività deteriorate sul totale dei crediti netti verso clientela dell'1,3% (1% in base alla definizione EBA), valore contenuto e in ulteriore miglioramento rispetto a dicembre 2021 (1,5%, 1,2% in base alla definizione EBA), con una copertura dei crediti deteriorati pari al 44,8%.

In particolare, a fine giugno 2022 i finanziamenti classificati in sofferenza, al netto delle rettifiche di valore contabilizzate, si sono attestati a 1,2 miliardi (-41,9%), con un'incidenza sul totale dei crediti netti pari allo 0,3%; alla stessa data il livello di copertura si è attestato al 63,9%. Le inadempienze probabili, pari a 4,4 miliardi sono aumentate dell'1,2%, con un'incidenza sul totale degli impieghi netti a clientela pari allo 0,9% e un livello di copertura del 37,8%. I crediti scaduti e sconfinanti sono ammontati a 541 milioni (-13%), con una copertura pari al 21,3%. Le esposizioni forborne, generate da concessioni verso debitori in difficoltà nel far fronte ai propri impegni finanziari, nell'ambito delle attività deteriorate, si sono attestate a 2,4 miliardi, con una copertura del 37,3%; le esposizioni forborne presenti nei finanziamenti in bonis sono ammontate a 8 miliardi.

La copertura dei crediti in bonis è salita allo 0,59% (0,54% il dato di dicembre) anche in relazione agli accantonamenti, effettuati nel semestre, a fronte del conflitto Russo-Ucraino (sul tema si veda quanto riportato nello specifico paragrafo).

Altre attività e passività finanziarie dell'operatività bancaria: composizione

(milioni di euro)
Tipologia di strumenti finanziari Attività finanziarie
valutate al fair value
con impatto a conto
economico
Attività finanziarie
valutate al fair value
con impatto sulla
redditività
complessiva
Titoli valutati al costo
ammortizzato che non
costituiscono
finanziamenti
TOTALE
attività
finanziarie
Passività
finanziarie
di negoziazione
(*)
Titoli di debito emessi da Governi
30.06.2022 13.831 43.056 29.830 86.717 X
31.12.2021 20.361 49.575 24.845 94.781 X
Variazione assoluta -6.530 -6.519 4.985 -8.064 X
Variazione % -32,1 -13,1 20,1 -8,5 X
Altri titoli di debito
30.06.2022 3.787 13.993 20.020 37.800 X
31.12.2021 3.020 14.210 18.480 35.710 X
Variazione assoluta 767 -217 1.540 2.090 X
Variazione % 25,4 -1,5 8,3 5,9 X
Titoli di capitale
30.06.2022 1.392 2.164 X 3.556 X
31.12.2021 1.192 3.273 X 4.465 X
Variazione assoluta 200 -1.109 X -909 X
Variazione % 16,8 -33,9 X -20,4 X
Quote OICR
30.06.2022 4.425 X X 4.425 X
31.12.2021 3.943 X X 3.943 X
Variazione assoluta 482 X X 482 X
Variazione % 12,2 X X 12,2 X
Debiti verso banche e verso clientela
30.06.2022 X X X X -16.425
31.12.2021 X X X X -22.262
Variazione assoluta X X X X -5.837
Variazione % X X X X -26,22
Derivati finanziari
30.06.2022 26.325 X X 26.325 -28.980
31.12.2021 20.897 X X 20.897 -23.241
Variazione assoluta 5.428 X X 5.428 5.739
Variazione % 26,0 X X 26,0 24,7
Derivati creditizi
30.06.2022 2.183 X X 2.183 -2.173
31.12.2021 2.225 X X 2.225 -2.332
Variazione assoluta -42 X X -42 -159
Variazione % -1,9 X X -1,9 -6,8
TOTALE 30.06.2022 51.943 59.213 49.850 161.006 -47.578
TOTALE 31.12.2021 51.638 67.058 43.325 162.021 -47.835
Variazione assoluta 305 -7.845 6.525 -1.015 -257
Variazione % 0,6 -11,7 15,1 -0,6 -0,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(*) L'importo della voce non comprende i "certificates" che sono inclusi nella tabella della raccolta diretta bancaria.

La tabella sopra riportata evidenzia la composizione delle altre attività e passività finanziarie, escluse le compagnie assicurative. Le passività finanziarie di negoziazione non comprendono i "certificates", in quanto ricompresi negli aggregati della raccolta diretta bancaria.

Le altre attività finanziarie del Gruppo Intesa Sanpaolo, escluse quelle delle compagnie assicurative, si sono attestate a 161 miliardi, in lieve diminuzione di 1 miliardo da inizio anno (-0,6%). Anche le passività finanziarie di negoziazione hanno mostrato un moderato calo (-0,5%), approssimandosi a 48 miliardi.

L'andamento del totale attività finanziarie è ascrivibile principalmente all'andamento dei titoli di debito (-8,1 miliardi), in buona parte compensati dall'incremento dei derivati finanziari (+5,4 miliardi) e degli altri titoli di debito (+2,1 miliardi). La dinamica riflessiva delle passività finanziarie di negoziazione è il risultato degli andamenti contrapposti dei debiti verso banche e verso clientela, in flessione di 5,8 miliardi, e dei derivati, in progresso di 5,6 miliardi.

Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico si sono approssimate a 51,9 miliardi, registrando un aumento (+0,6%, pari a +0,3 miliardi) attribuibile essenzialmente allo sviluppo dei derivati finanziari e creditizi, e in misura minore di quote di OICR, titoli di capitale e altri titoli di debito, a fronte del significativo ridimensionamento dei titoli governativi. I titoli valutati al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti sono stati pari a 49,9 miliardi, segnando un forte rialzo netto (+15,1%), interamente determinato dai titoli di debito per effetto, da una parte, della costituzione di un portafoglio di titoli governativi a tasso fisso e a limitato rischio di credito per coprire il rischio di tasso della raccolta a vista e, dall'altro, di alcune dismissioni nell'ambito di una ricomposizione del portafoglio verso titoli di maggiore liquidabilità emessi da controparti caratterizzate da standing creditizio più elevato. I titoli di debito HTC risultano prevalentemente classificati a Stage 1 (92%). Per contro le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva si sono attestati a 59 miliardi, con una riduzione dell'11,7% da inizio anno imputabile sia ai titoli di debito sia ai titoli di capitale. I titoli di debito HTCS risultano quasi interamente classificati a Stage 1 (99,3%).

Titoli di debito: stage allocation

(milioni di euro)
Titoli di debito: stage allocation Attività finanziarie
valutate al fair value
con impatto sulla
redditività complessiva
Titoli valutati al costo
ammortizzato che
non costituiscono
finanziamenti
TOTALE
Stage 1
30.06.2022 56.628 45.947 102.575
31.12.2021 63.584 39.467 103.051
Variazione assoluta -6.956 6.480 -476
Variazione % -10,9 16,4 -0,5
Stage 2
30.06.2022 421 3.894 4.315
31.12.2021 201 3.844 4.045
Variazione assoluta 220 50 270
Variazione % 1,3 6,7
Stage 3
30.06.2022 - 9 9
31.12.2021 - 14 14
Variazione assoluta - -5 -5
Variazione % - -35,7 -35,7
TOTALE 30.06.2022 57.049 49.850 106.899
TOTALE 31.12.2021 63.785 43.325 107.110
Variazione assoluta -6.736 6.525 -211
Variazione % -10,6 15,1 -0,2
Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

Attività finanziarie della clientela

(milioni di euro)
Voci 30.06.2022 31.12.2021 Variazioni
incidenza
%
incidenza
%
assolute %
Raccolta diretta bancaria 549.360 45,3 557.248 43,4 -7.888 -1,4
Raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche 180.788 14,9 204.479 15,9 -23.691 -11,6
Raccolta indiretta 662.784 54,6 725.137 56,5 -62.353 -8,6
Elisioni (a) -179.137 -14,8 -202.963 -15,8 -23.826 -11,7
Attività finanziarie della clientela 1.213.795 100,0 1.283.901 100,0 -70.106 -5,5

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(a) Le elisioni si riferiscono a componenti della raccolta indiretta che costituiscono anche forme di raccolta diretta (passività finanziarie del comparto assicurativo valutate al fair value e riserve tecniche).

Al 30 giugno 2022 le attività finanziarie della clientela, al netto delle elisioni, si sono cifrate a 1.214 miliardi, registrando un calo da inizio anno (-5,5%, pari a -70,1 miliardi) determinato dalla raccolta indiretta (-8,6%, pari a -62,4 miliardi) e, in misura minore, dalla raccolta diretta assicurativa e bancaria (-4,1%, pari a -31,6 miliardi).

Raccolta diretta bancaria

La tabella che segue include i debiti verso clientela, i titoli in circolazione, compresi quelli valutati al fair value, nonché i certificates, che rappresentano una forma di raccolta alternativa a quella obbligazionaria.

(milioni di euro)
Voci 30.06.2022 31.12.2021 Variazioni
incidenza
%
incidenza
%
assolute %
Conti correnti e depositi 439.546 80,0 444.203 79,7 -4.657 -1,0
Operazioni pronti c/termine e prestito titoli 2.226 0,4 2.691 0,5 -465 -17,3
Obbligazioni 54.897 10,0 62.452 11,2 -7.555 -12,1
Certificati di deposito 2.807 0,5 2.931 0,5 -124 -4,2
Passività subordinate 12.440 2,3 12.599 2,3 -159 -1,3
Altra raccolta 37.444 6,8 32.372 5,8 5.072 15,7
di cui: valutata al fair value (*) 12.402 2,3 12.147 2,2 255 2,1
Raccolta diretta bancaria 549.360 100,0 557.248 100,0 -7.888 -1,4

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(*) Valori riferiti a Certificati di investimento (certificates) ed altre forme di raccolta inclusi nello schema di Stato patrimoniale nelle voci "Passività finanziarie di negoziazione" e "Passività finanziarie designate al fair value". In dettaglio:

  • al 30 giugno 2022 la voce risultava costituita per 7.649 milioni da certificates classificati fra le Passività finanziarie di negoziazione e per 4,753 milioni da certificates (4.749 milioni) e altre forme di raccolta (4 milioni) classificati fra le Passività designate al fair value;

  • al 31 dicembre 2021 la voce risultava costituita per 8.473 milioni da certificates classificati fra le Passività finanziarie di negoziazione e per 3.674 milioni da certificates (3.670 milioni) e altre forme di raccolta (4 milioni) classificati fra le Passività designate al fair value.

La raccolta diretta bancaria del Gruppo è ammontata ad oltre 549 miliardi, in diminuzione da inizio anno (-1,4%, pari a -7,9 miliardi).

La dinamica è riconducibile principalmente alla riduzione della provvista obbligazionaria (-7,6 miliardi) e dei buoni di risparmio (-3,9 miliardi), che costituiscono una componente dei depositi. A fronte del ridimensionamento di queste forme di provvista maggiormente onerose, si rileva la presenza di abbondante liquidità sui depositi e sull'altra raccolta. Quest'ultima ha beneficiato delle marginazioni della clientela che opera in derivati, i cui valori sono aumentati in seguito al rialzo dei tassi.

Al 30 giugno 2022 la quota sul mercato domestico della raccolta diretta (depositi e obbligazioni) del Gruppo Intesa Sanpaolo è stimata al 22,2%; come descritto in precedenza per gli impieghi, tale stima si fonda sui dati del campione di segnalazione decadale della Banca d'Italia.

30.06.2022 31.12.2021 (milioni di euro)
variazioni
assolute %
Banca dei Territori 290.507 291.697 -1.190 -0,4
IMI Corporate & Investment Banking 92.522 94.844 -2.322 -2,4
International Subsidiary Banks 52.465 51.529 936 1,8
Private Banking 55.926 55.895 31 0,1
Asset Management 17 21 -4 -19,0
Insurance - - - -
Totale aree di business 491.437 493.986 -2.549 -0,5
Centro di governo 57.923 63.262 -5.339 -8,4
Gruppo Intesa Sanpaolo 549.360 557.248 -7.888 -1,4

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

Nell'analisi della raccolta per settori di attività la Banca dei Territori, che rappresenta circa il 59% dell'aggregato riconducibile alle realtà operative del Gruppo, si è attestata su livelli di poco inferiori a quelli di inizio anno (-0,4%, pari a -1,2 miliardi) in relazione alla dinamica dei titoli in circolazione nonché dei debiti verso clientela imprese. La Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha mostrato un calo (-2,4%, pari a -2,3 miliardi), principalmente ascrivibile alla diminuzione dei debiti verso clientela internazionale e financial institutions e dei titoli in circolazione della Direzione Internazionale. Per contro ha presentato una crescita l'International Subsidiary Banks (+1,8%, pari a +0,9 miliardi) prevalentemente attribuibile alle controllate operanti in Croazia, Slovenia e Slovacchia. La raccolta del Private Banking è rimasta stabile.

La diminuzione della provvista del Centro di Governo è imputabile alle ingenti scadenze di titoli wholesale.

Raccolta indiretta

(milioni di euro)
Voci 30.06.2022 31.12.2021 Variazioni
incidenza
%
incidenza
%
assolute %
Fondi comuni di investimento (a) 155.310 23,5 176.313 24,3 -21.003 -11,9
Fondi pensione aperti e polizze individuali pensionistiche 11.653 1,8 12.585 1,8 -932 -7,4
Gestioni patrimoniali 73.639 11,1 81.911 11,3 -8.272 -10,1
Riserve tecniche e passività finanziarie assicurative 174.529 26,3 186.343 25,7 -11.814 -6,3
Rapporti con clientela istituzionale 21.362 3,2 20.378 2,8 984 4,8
Risparmio gestito 436.493 65,9 477.530 65,9 -41.037 -8,6
Raccolta amministrata 226.291 34,1 247.607 34,1 -21.316 -8,6
Raccolta indiretta 662.784 100,0 725.137 100,0 -62.353 -8,6

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(a) La voce non comprende i fondi detenuti da compagnie assicurative del Gruppo e gestiti da SGR del Gruppo, i cui valori sono inclusi nelle riserve tecniche, e i fondi istituiti da terzi e gestiti da società del Gruppo, i cui valori sono inclusi nella raccolta amministrata.

Al 30 giugno 2022 la raccolta indiretta, prossima a 663 miliardi, è risultata in flessione dell'8,6% da inizio anno. Tale dinamica, condizionata dall'andamento negativo dei mercati finanziari nel semestre, ha interessato in egual misura sia la componente gestita sia quella amministrata. Il risparmio gestito, che con 436,5 miliardi costituisce i due terzi dell'aggregato complessivo, ha mostrato una riduzione (-8,6%, pari a -41 miliardi), attribuibile per oltre la metà, ai fondi comuni di investimento (-21 miliardi), alle riserve tecniche e passività finanziarie assicurative (-11,8 miliardi), alle gestioni patrimoniali (-8,3 miliardi), nonché ai fondi pensione aperti e alle polizze individuali pensionistiche (-0,9 miliardi). In positivo si sono mossi i rapporti con clientela istituzionale (+1 miliardo). Nel primo semestre 2022 la nuova produzione vita delle compagnie assicurative del Gruppo Intesa Sanpaolo, comprensiva dei prodotti previdenziali, si è attestata a 8,1 miliardi. Anche la raccolta amministrata ha registrato un andamento negativo (-8,6%, pari a -21,3 miliardi), concentrato nei titoli e prodotti di terzi affidati in custodia.

Posizione interbancaria netta

La posizione interbancaria netta al 30 giugno 2022 ha presentato uno sbilancio negativo di 13,9 miliardi, valore più elevato rispetto al dato di circa 3 miliardi rilevato a inizio anno. L'evoluzione riflette una significativa riduzione dei finanziamenti verso banche (-14,5%) più marcata rispetto alla flessione dei debiti verso banche (-7,8%), influenzata dal rimborso di 17 miliardi effettuato nel mese di giugno, che ha ridotto l'indebitamento verso la BCE per le operazioni TLTRO a 115 miliardi.

OPERATIVITA' ASSICURATIVA

Attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese assicurative ai sensi dello IAS 39

(milioni di euro)
Tipologia di strumenti
finanziari
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39
Attività finanziarie
di pertinenza delle
imprese di
assicurazione
valutate al costo
ammortizzato
TOTALE
Attività
finanziarie di
pertinenza
delle imprese
di
Passività
finanziarie di
pertinenza delle
imprese di
assicurazione
valutate ai sensi
Attività finanziarie
detenute per la
negoziazione
e derivati di
copertura
Attività finanziarie
designate al fair
value
Attività finanziarie
disponibili per la
vendita
ai sensi dello IAS 39 assicurazione
valutate ai
sensi dello
IAS 39
dello IAS 39
(*)
Titoli di debito emessi da Governi
30.06.2022 110 3.552 59.920 - 63.582 X
31.12.2021 123 3.772 71.782 - 75.677 X
Variazione assoluta -13 -220 -11.862 - -12.095 X
Variazione % -10,6 -5,8 -16,5 - -16,0 X
Altri titoli di debito
30.06.2022 564 984 15.967 - 17.515 X
31.12.2021 668 1.021 16.758 - 18.447 X
Variazione assoluta -104 -37 -791 - -932 X
Variazione % -15,6 -3,6 -4,7 - -5,1 X
Titoli di capitale
30.06.2022 - 2.897 1.957 - 4.854 X
31.12.2021 - 3.510 2.262 - 5.772 X
Variazione assoluta - -613 -305 - -918 X
Variazione % - -17,5 -13,5 - -15,9 X
Quote OICR
30.06.2022 141 80.171 13.122 - 93.434 X
31.12.2021 171 92.017 13.621 - 105.809 X
Variazione assoluta -30 -11.846 -499 - -12.375 X
Variazione % -17,5 -12,9 -3,7 - -11,7 X
Crediti verso banche e verso clientela
30.06.2022 - 1.054 - 80 1.134 X
31.12.2021 - 739 - 85 824 X
Variazione assoluta - 315 - -5 310 X
Variazione % - 42,6 - -5,9 37,6 X
Debiti verso banche
30.06.2022 X X X X X -646 (**)
31.12.2021 X X X X X -623 (**)
Variazione assoluta X X X X X 23
Variazione % X X X X X 3,7
Derivati finanziari
30.06.2022 198 - - - 198 -126 (***)
31.12.2021 356 - - - 356 -103 (***)
Variazione assoluta -158 - - - -158 23
Variazione % -44,4 - - - -44,4 22,3
Derivati creditizi
30.06.2022 - - - - - - (***)
31.12.2021 - - - - - - (***)
Variazione assoluta - - - - - -
Variazione % - - - - - -
TOTALE 30.06.2022 1.013 88.658 90.966 80 180.717 -772
TOTALE 31.12.2021 1.318 101.059 104.423 85 206.885 -726
Variazione assoluta -305 -12.401 -13.457 -5 -26.168 46
Variazione % -23,1 -12,3 -12,9 -5,9 -12,6 6,3

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(*) L'importo della voce non comprende le "Passività finanziarie del comparto assicurativo designate al fair value" incluse nella tabella della raccolta diretta assicurativa.

(**) Valore incluso nello schema di Stato patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39".

(***) Valore incluso nello schema di Stato patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39".

Le attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese assicurative ai sensi dello IAS 39, riepilogate nella tabella sopra riportata, sono ammontate, rispettivamente, a 181 miliardi e a 772 milioni. Le attività finanziarie sono risultate in flessione da inizio anno (-12,6%, pari a -26,2 miliardi), per effetto della dinamica cedente delle attività finanziarie disponibili per la vendita (-12,9%, pari al -13,5 miliardi), segnatamente su titoli di debito governativi, e delle attività finanziarie designate al fair value (-12,3%, pari a -12,4 miliardi), in particolare su quote OICR. Anche le attività finanziarie detenute per la negoziazione e derivati di copertura, seppur l'apporto risulti di modesta entità, hanno presentato un calo (-23,1%).

Raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche

(milioni di euro)
Voci 30.06.2022 31.12.2021 Variazioni
incidenza
%
incidenza
%
assolute %
Passività finanziarie del comparto assicurativo designate al fair
value IAS 39 (*)
74.328 41,1 84.667 41,4 -10.339 -12,2
Prodotti Index Linked - - - - - -
Prodotti Unit Linked 74.328 41,1 84.667 41,4 -10.339 -12,2
Riserve tecniche 104.809 58,0 118.296 57,8 -13.487 -11,4
Rami Vita 103.090 57,0 116.540 56,9 -13.450 -11,5
Riserve matematiche 97.597 54,0 99.110 48,5 -1.513 -1,5
Riserve tecniche con rischio a carico degli assicurati (**) e riserve
da gestione dei fondi pensione
8.490 4,7 9.217 4,5 -727 -7,9
Altre riserve -2.997 -1,7 8.213 3,9 -11.210
Ramo danni 1.719 1,0 1.756 0,9 -37 -2,1
Altra raccolta assicurativa (***) 1.651 0,9 1.516 0,8 135 8,9
Raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche 180.788 100,0 204.479 100,0 -23.691 -11,6

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(*) Valori inclusi nello schema di Stato patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 ".

(**) La voce comprende polizze unit e index linked con rischio assicurativo significativo.

(***) Valori inclusi nello schema di Stato patrimoniale nella voce "Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39". La voce comprende le passività subordinate.

La raccolta diretta assicurativa, al 30 giugno 2022, si è approssimata a 181 miliardi, in flessione (-11,6%, pari a -23,7 miliardi) rispetto a dicembre 2021. La dinamica è ascrivibile sia al calo delle passività finanziarie designate al fair value, costituite da prodotti unit linked (-12,2%, pari a -10,3 miliardi), sia al decremento delle riserve tecniche (-11,4%, pari a -13,5 miliardi), che costituiscono il debito verso la clientela che ha sottoscritto polizze tradizionali o con rischio assicurativo significativo, imputabile al ramo vita, che rappresenta la quasi totalità delle riserve. In positivo si è mossa l'altra raccolta assicurativa (+8,9%) che comprende le passività subordinate.

ATTIVITÀ NON CORRENTI IN VIA DI DISMISSIONE E PASSIVITÀ ASSOCIATE

In questa voce sono appostate le attività e le relative passività non più riferite alla normale operatività in quanto oggetto di procedure di dismissione. Al 30 giugno 2022 sono state rilevate attività in corso di cessione per 1,3 miliardi e passività associate per 92 milioni. Le attività in via di dismissione al 30 giugno 2022 accolgono i portafogli e le esposizioni single-name di crediti deteriorati di Intesa Sanpaolo, che saranno oggetto di cessione - nell'ambito delle strategie di de-risking del Gruppo nel corso del 2022. Complessivamente, i crediti deteriorati allocati tra le attività in dismissione ammontano, al netto delle rettifiche di valore, a 1 miliardo.

ESPOSIZIONE AL RISCHIO SOVRANO PER PAESE DI RESIDENZA DELLA CONTROPARTE

Nella tabella che segue è riportato, sulla base di dati gestionali, il dettaglio delle esposizioni al rischio di credito sovrano del Gruppo Intesa Sanpaolo con riferimento all'Attività bancaria.

(milioni di euro)
TITOLI DI DEBITO
GRUPPO BANCARIO
TOTALE (1)
Attività
finanziarie
valutate al costo
ammortizzato
Attività
finanziarie
valutate al fair value con
impatto sulla redditività
complessiva
Attività
finanziarie
valutate al fair value con
impatto a conto
economico
Paesi UE 30.639 33.928 -2.145 62.422 11.164
Austria 685 321 40 1.046 -
Belgio 1.907 1.573 198 3.678 -
Bulgaria - - -1 -1 -
Croazia 152 1.180 84 1.416 1.436
Cipro - - - - -
Repubblica Ceca - - - - -
Danimarca - - -4 -4 -
Estonia - - - - -
Finlandia 279 - -9 270 -
Francia 6.265 2.242 -375 8.132 33
Germania 367 824 50 1.241 -
Grecia - 180 54 234 -
Ungheria 162 1.078 33 1.273 117
Irlanda 586 373 -19 940 -
Italia 14.680 18.631 -2.450 30.861 9.140
Lettonia - - - - 23
Lituania - - - - -
Lussemburgo 462 704 247 1.413 -
Malta - - - - -
Paesi Bassi 861 60 86 1.007 -
Polonia 25 64 - 89 -
Portogallo 389 977 -76 1.290 -
Romania 53 329 7 389 4
Slovacchia - 542 2 544 170
Slovenia - 280 2 282 195
Spagna 3.766 4.564 -14 8.316 46
Svezia - 6 - 6 -
Paesi non UE
Albania 115 474 1 590 1
Egitto 228 1.528 - 1.756 467
Giappone - 2.346 - 2.346 -
Russia - 55 - 55 -
Serbia 7 545 - 552 97
Regno Unito - 126 10 136 -
U.S.A. 1.079 5.475 175 6.729 -

Dati gestionali

(1) I titoli di debito da attività assicurativa (esclusi i titoli nei quali risultano investite le disponibilità raccolte con polizze assicurative emesse a totale rischio degli assicurati) relativi all'Italia ammontano a 49.387 milioni.

Come evidenziato nella tabella, alla fine del primo semestre 2022 l'esposizione del Gruppo bancario in titoli verso lo Stato italiano ammontava a circa 31 miliardi (31 miliardi al 31 dicembre 2021), a cui si aggiungono oltre 9 miliardi rappresentati da impieghi, anch'essi sostanzialmente invariati rispetto a fine 2021.

IL PATRIMONIO NETTO

Al 30 giugno 2022 il patrimonio netto del Gruppo, incluso l'utile maturato nell'esercizio, si è attestato a 64.017 milioni, a fronte dei 63.775 milioni rilevati a inizio anno. La crescita è da ricondurre agli strumenti di capitale (+0,9 miliardi); l'aggregato incorpora 2.354 milioni di utile maturato nel primo semestre dell'esercizio corrente e sconta il pagamento cash a saldo dei dividendi nel mese di maggio.

Riserve da valutazione

(milioni di euro)
Voci Riserva Variazione del Riserva
31.12.2021 periodo 30.06.2022
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
(titoli di debito) -332 -1.089 -1.421
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
(titoli di capitale) -147 -501 -648
Attività materiali 1.598 168 1.766
Copertura di investimenti esteri - -8 -8
Copertura dei flussi finanziari -607 122 -485
Differenze di cambio -1.088 43 -1.045
Attività non correnti in via di dismissione - - -
Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico
(variazione del proprio merito creditizio) -77 190 113
Utili (Perdite) attuariali su piani previdenziali a benefici definiti -417 159 -258
Quota delle riserve da valutazione relative alle partecipazioni valutate al patrimonio
netto 53 19 72
Leggi speciali di rivalutazione 308 3 311
Riserve da valutazione (escluse le riserve da valutazione di pertinenza delle
imprese di assicurazione) -709 -894 -1.603
Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 476 -999 -523

Le riserve da valutazione bancarie presentano un valore negativo (-1.603 milioni) e in ampliamento rispetto al 31 dicembre 2021 (-709 milioni) principalmente per effetto delle riserve su titoli di debito (-1.089 milioni) e delle riserve su titoli di capitale (-501 milioni). Le riserve da valutazione delle imprese di assicurazione evidenziano un valore negativo pari a 523 milioni che si confronta con un dato positivo di 476 milioni a fine 2021.

I FONDI PROPRI E I COEFFICIENTI DI SOLVIBILITÀ

(milioni di euro)
Fondi propri e coefficienti di solvibilità 30.06.2022 31.12.2021
IFRS 9
"Fully loaded"
IFRS 9
"Transitional"
IFRS 9
"Transitional"
Fondi propri
Capitale primario di Classe 1 (CET1) al netto delle rettifiche regolamentari 40.566 41.321 47.247
Capitale aggiuntivo di Classe 1 (AT1) al netto delle rettifiche regolamentari 7.207 7.207 6.264
CAPITALE DI CLASSE 1 (TIER 1) 47.773 48.528 53.511
Capitale di Classe 2 (T2) al netto delle rettifiche regolamentari 9.064 8.317 8.941
TOTALE FONDI PROPRI 56.837 56.845 62.452
Attività di rischio ponderate
Rischi di credito e di controparte 285.109 284.714 288.691
Rischi di mercato e di regolamento 14.197 14.197 12.792
Rischi operativi 26.335 26.335 25.305
Altri rischi specifici (a) 95 95 115
ATTIVITA' DI RISCHIO PONDERATE 325.736 325.341 326.903
Coefficienti di solvibilità %
Common Equity Tier 1 ratio 12,5% 12,7% 14,5%
Tier 1 ratio 14,7% 14,9% 16,4%
Total capital ratio 17,4% 17,5% 19,1%

(a) La voce include tutti gli altri elementi non considerati nelle precedenti voci che entrano nel computo dei requisiti patrimoniali complessivi.

I fondi propri, le attività ponderate per il rischio ed i coefficienti di solvibilità al 30 giugno 2022 sono stati determinati in base alla disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013, così come modificate rispettivamente dalla Direttiva 2019/878/UE (CRD V) e dal Regolamento (UE) n. 2019/876 (CRR II), che traspongono nell'Unione europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (cd. framework Basilea 3), e sulla base delle relative Circolari della Banca d'Italia.

Le disposizioni normative relative ai fondi propri, che prevedevano l'introduzione del framework Basilea 3 in maniera graduale, risultano pienamente in vigore, essendo terminato, con l'esercizio 2018, lo specifico periodo transitorio durante il quale alcuni elementi che a regime sono computabili o deducibili integralmente nel Common Equity, impattavano sul Capitale primario di Classe 1 solo per una quota percentuale. Con riferimento all'introduzione dell'IFRS 9, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha scelto di adottare il cosiddetto "approccio statico" previsto dal Regolamento (UE) n. 2017/2395. Tale approccio consente la re-introduzione nel Common Equity di una quota progressivamente decrescente fino al 2022 (95% nel 2018, 85% nel 2019, 70% nel 2020, 50% nel 2021 e 25% nel 2022) dell'impatto dell'IFRS 9, calcolato al netto dell'effetto fiscale, risultante dal confronto tra le rettifiche di valore IAS 39 al 31 dicembre 2017 e quelle IFRS 9 al 1° gennaio 2018, escludendo la riclassifica degli strumenti finanziari, e dopo aver azzerato la shortfall al 31 dicembre 2017.

Il Regolamento (UE) n. 2017/2395 disciplina anche gli obblighi informativi che gli enti sono tenuti a rispettare, rimandando all'EBA l'emanazione degli orientamenti specifici sul tema. Recependo quanto previsto dalla normativa, l'EBA ha emesso specifiche guidelines secondo cui le banche che adottano un trattamento transitorio con riferimento all'impatto dell'IFRS 9 (quale l'approccio statico citato in precedenza) sono tenute a pubblicare, con frequenza trimestrale, i valori consolidati "Fully loaded" (come se non fosse stato applicato il trattamento transitorio) e "Transitional" di Common Equity Tier 1 (CET1) capital, Tier 1 capital, Total Capital, Total risk-weighted assets, Capital Ratio e Leverage Ratio.

Fondi propri

Al 30 giugno 2022, tenendo conto del trattamento transitorio adottato per mitigare l'impatto dell'IFRS 9, i Fondi Propri ammontano a 56.845 milioni; alla medesima data, considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9, i Fondi Propri ammontano a 56.837 milioni. I fondi propri calcolati considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9 ("Fully Loaded") tengono conto di quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2019 che ha previsto la rateizzazione ai fini fiscali delle rettifiche di valore operate in sede di First Time Adoption del principio contabile, con conseguente rilevazione di DTA; tali DTA sono state considerate per il 75% del loro valore contabile ai fini del calcolo dei fondi propri "Transitional", in linea con quanto previsto dall'articolo 473 bis della CRR con riferimento all'applicazione dell'"approccio statico", mentre nei fondi propri "Fully loaded" sono state incluse integralmente tra gli elementi deducibili. L'impatto di tali DTA sui fondi propri "Fully loaded" è comunque transitorio in quanto le stesse saranno riassorbite entro il 2028.

Peraltro, si segnala che il Gruppo al momento non si è avvalso né del nuovo regime transitorio IFRS 9 relativo alle rettifiche di valore dei crediti successive al 31 dicembre 2019 né della reintroduzione del filtro prudenziale per le esposizioni verso le amministrazioni centrali classificate nella categoria FVOCI, entrambe introdotte dalla Commissione Europea con il Regolamento (UE) n. 2020/873 del 24 giugno 2020.

I fondi propri tengono altresì conto dell'importo applicabile, oggetto di deduzione dal Capitale primario, correlato alla copertura minima delle perdite sulle esposizioni deteriorate, cd. Minimum Loss Coverage, sulla base di quanto disciplinato dal Regolamento (UE) n. 2019/630 del 17 aprile 2019.

Al 30 giugno 2022, i fondi propri tengono conto della deduzione effettuata a seguito dell'autorizzazione ricevuta da BCE all'acquisto di azioni proprie finalizzato al loro annullamento (buyback), come approvato dall'Assemblea del 29 aprile 2022, per un ammontare pari a 3,4 miliardi di euro.

Ai fini del calcolo dei fondi propri al 30 giugno 2022 si è tenuto conto dell'utile del primo semestre al netto del relativo dividendo - calcolato tenendo conto di un payout ratio del 70%, pari a quello previsto dal Piano d'Impresa 2022-2025 - e degli altri oneri prevedibili.

Attività ponderate per il rischio

Al 30 giugno 2022, tenendo conto del trattamento transitorio adottato per mitigare l'impatto dell'IFRS 9, le attività ponderate per il rischio ammontano a 325.341 milioni, derivanti in misura prevalente dai rischi di credito e di controparte e, in misura minore, dai rischi operativi e di mercato. Alla medesima data, considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9, le attività ponderate per il rischio ammontano a 325.736 milioni.

Il Capitale primario di Classe 1 e le Attività di rischio ponderate al 30 giugno 2022 tengono conto dell'impatto dell'applicazione del cosiddetto "Danish Compromise" (art. 49.1 del Regolamento (UE) n. 575/2013), a seguito della specifica autorizzazione ricevuta dalla BCE nel 2019, per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale.

Coefficienti di solvibilità

Sulla base di quanto esposto in precedenza, i coefficienti di solvibilità al 30 giugno 2022 calcolati tenendo conto del trattamento transitorio per l'impatto dell'IFRS 9 ("IFRS 9 Transitional") si collocano sui seguenti valori: Common Equity ratio 12,7%, Tier 1 ratio 14,9% e Total capital ratio 17,5%. Considerando la piena inclusione dell'impatto dell'IFRS 9 ("IFRS 9 Fully Loaded") i coefficienti di solvibilità al 30 giugno 2022 sono i seguenti: Common Equity ratio 12,5%, Tier 1 ratio 14,7% e Total capital ratio 17,4%.

Si segnala, infine, che il 3 febbraio 2022 Intesa Sanpaolo ha reso nota la decisione finale della BCE riguardante il requisito patrimoniale da rispettare a partire dal 1° marzo 2022 a livello consolidato, in seguito agli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP). Il requisito da rispettare complessivamente in termini di Common Equity Tier 1 ratio risulta attualmente pari all'8,91%, comprensivo dei requisiti di Capital Conservation Buffer, O-SII Buffer e Countercyclical Capital Buffer33 .

33 Il Countercyclical Capital Buffer è calcolato considerando l'esposizione al 30 giugno 2022 nei vari Paesi in cui è presente il Gruppo e i rispettivi requisiti stabiliti dalle competenti autorità nazionali relativi al 2023 se disponibili o al più recente aggiornamento del periodo di riferimento (requisito pari a zero per l'Italia per i primi nove mesi del 2022).

Riconciliazione tra Patrimonio di bilancio e Capitale primario di Classe 1

(milioni di euro)
Voci 30.06.2022 31.12.2021
Patrimonio netto di Gruppo 64.017 63.775
Patrimonio netto di terzi 248 291
Patrimonio netto dallo Stato patrimoniale 64.265 64.066
Acconti su dividendi (a) - 1.399
Rettifiche per strumenti computabili nell'AT1 o nel T2 e utile di periodo
- Altri strumenti di capitale computabili nell'AT1 -7.207 -6.263
- Interessi di minoranza computabili nell'AT1 - -1
- Interessi di minoranza computabili nel T2 - -1
- Interessi di minoranza non computabili a regime -248 -286
- Utile di periodo non computabile (b) -1.748 -3.031
- Azioni proprie incluse tra le rettifiche regolamentari (c) 3.552 266
- Acquisto azioni proprie finalizzato all'annullamento (buyback) (d) -3.400 -
- Altre componenti non computabili a regime -151 -194
Capitale primario di Classe 1 (CET1) prima delle rettifiche regolamentari 55.063 55.955
Rettifiche regolamentari (incluse rettifiche del periodo transitorio) (e) -13.742 -8.708
Capitale primario di Classe 1 (CET1) al netto delle rettifiche regolamentari
41.321

(a) Il Patrimonio netto dallo Stato patrimoniale al 31 dicembre 2021 non comprende l'acconto su dividendi pagato in data 24 novembre 2021 per 1.399 milioni (al netto della quota non distribuita a fronte delle azioni proprie detenute alla record date, per un importo di circa 2 milioni).

(b) Nel Capitale primario di Classe 1 al 30 giugno 2022 si è tenuto conto dell'utile maturato alla data, al netto del relativo dividendo, calcolato tenendo conto di un payout del 70%, pari a quello previsto dal Piano d'Impresa 2022-2025, e degli altri oneri prevedibili (rateo cedolare sugli strumenti di Additional Tier 1 al netto dell'effetto fiscale).

(c) L'importo al 30 giugno 2022 include, oltre all'ammontare di azioni proprie contabili, anche gli importi per cui il Gruppo ha ricevuto autorizzazione al riacquisto.

(d) L'importo al 30 giugno 2022 è riferito alla sterilizzazione dell'ammontare di azioni proprie finalizzato all'annullamento (buyback), oggetto di autorizzazione BCE del 24 giugno 2022.

(e) Le rettifiche del periodo transitorio al 30 giugno 2022 tengono conto del filtro prudenziale che consente la re-introduzione nel Common Equity di una quota progressivamente decrescente fino al 2022 (25% nel 2022) dell'impatto dell'IFRS 9.

I risultati per settori di attività e per aree geografiche

Il Gruppo Intesa Sanpaolo opera attraverso una struttura organizzativa articolata in sei Business Unit. Ad esse si aggiunge il Centro di Governo, con funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo dell'intero Gruppo.

L'informativa di settore del Gruppo Intesa Sanpaolo si basa sugli elementi che il management utilizza per assumere le proprie decisioni operative (c.d. "management approach") ed è dunque coerente con i requisiti informativi previsti dall'IFRS 8. Oltre a riflettere le responsabilità operative sancite dall'assetto organizzativo del Gruppo, i settori di attività sono costituiti dall'aggregazione di linee di business che presentano caratteristiche simili con riferimento alla tipologia di prodotti e servizi venduti.

Ove necessario e se materiali, i dati divisionali dei periodi posti a confronto sono stati riesposti in coerenza con le variazioni di perimetro delle Business Unit. In particolare, la riesposizione – oltre alla divisionalizzazione, nell'ambito delle singole Divisioni di ISP, di UBI Banca e delle altre entità dell'ex Gruppo UBI avvenuta a partire dalla Relazione semestrale al 30 giugno 2021 – ha riguardato:

  • In coerenza con la logica dei dati "rideterminati" descritta per i dati consolidati, l'esclusione delle risultanze reddituali relative agli sportelli UBI ceduti nel primo trimestre 2021 e a quelli UBI e ISP ceduti nel secondo trimestre 2021, sinteticamente e convenzionalmente appostate nella voce Utili (perdite) delle attività operative cessate del Centro di Governo;
  • l'inclusione nell'ambito della Divisione Insurance delle risultanze economiche (secondo la logica dei dati "rideterminati" descritta per i dati consolidati) e patrimoniali di Assicurazioni Vita34 (già Aviva Vita), Lombarda Vita35 e Cargeas, (al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione, come indicato nel commento ai risultati economici consolidati), entrate nell'area di consolidamento integrale in relazione al perfezionamento dell'acquisizione del 100% del capitale;
  • l'inclusione, nell'ambito della Divisione Private Banking, delle risultanze economiche e patrimoniali del Gruppo Reyl, entrato nell'area di consolidamento integrale nel secondo trimestre 2021 in relazione al perfezionamento dell'acquisizione della quota di controllo da parte di Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking, nonché delle risultanze patrimoniali della banca private lussemburghese Compagnie de Banque Privée Quilvest, entrata nel perimetro di consolidamento a fine giugno 2022;
  • la divisionalizzazione delle risultanze economiche e patrimoniali di UBI Leasing, a seguito della fusione per incorporazione nella Capogruppo avvenuta nel secondo trimestre 2022;
  • la riclassifica, dalla voce Spese del personale alla voce Commissioni nette, degli oneri relativi ad alcuni sistemi di incentivazione di personale dipendente della Divisione Banca dei Territori e della Divisione Private Banking, ove finanziati attraverso i ricavi commissionali generati sulla base di criteri di quantificazione di carattere deterministico correlati ai suddetti ricavi, in analogia al trattamento contabile previsto per i sistemi di incentivazione dei consulenti finanziari non dipendenti.

34 Società fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita il 31 dicembre 2021.

35 Società fusa per incorporazione in Intesa Sanpaolo Vita il 31 dicembre 2021.

Nella tabella riportata nel seguito sono indicati i principali dati che sintetizzano l'evoluzione dei settori di attività del Gruppo Intesa Sanpaolo nel primo semestre 2022 rispetto ai dati di raffronto omogenei, secondo la logica dei dati "rideterminati" descritta per i dati consolidati.

Nell'analisi di dettaglio condotta sui settori di attività, cui si fa rinvio, è contenuta una descrizione dei prodotti e dei servizi offerti, della tipologia di clientela servita e delle iniziative realizzate nel semestre; sono inoltre illustrati i dati di conto economico e i principali aggregati patrimoniali. Per ogni settore è stato infine calcolato il capitale assorbito in base agli RWA (Risk Weighted Assets), questi ultimi determinati sulla base delle disposizioni in vigore (Circolare n. 285) emanate dalla Banca d'Italia a seguito del recepimento della Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e del Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013, modificato dal Regolamento (UE) 2019/876 del 20 maggio 2019, noto anche come CRR II, che traspongono nell'Unione Europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (c.d. framework Basilea 3). Il capitale assorbito tiene anche conto delle modifiche regolamentari introdotte dalla BCE a decorrere dal 12 marzo 2020, che prevedono che il requisito di Pillar 2 possa essere rispettato utilizzando parzialmente strumenti di capitale diversi dal Common Equity Tier 1. Per ogni Divisione il capitale assorbito viene integrato, laddove necessario, con dati gestionali di capitale "economico" per tenere conto dei rischi non coperti dalla metrica regolamentare.

(milioni di euro)
Banca
dei
Territori
IMI
Corporate
&
Investment
Banking
International
Subsidiary
Banks
Private
Banking
Asset
Management
Insurance Centro
di
Governo
Totale
Proventi operativi netti
30.06.2022 4.380 2.563 1.045 1.135 495 824 314 10.756
30.06.2021 (Dati rideterminati) 4.408 2.501 967 1.182 633 821 149 10.661
Variazione % -0,6 2,5 8,1 -4,0 -21,8 0,4 0,9
Costi operativi
30.06.2022 -3.078 -665 -518 -427 -100 -176 -147 -5.111
30.06.2021 (Dati rideterminati) -3.182 -648 -506 -421 -105 -190 -190 -5.242
Variazione % -3,3 2,6 2,4 1,4 -4,8 -7,4 -22,6 -2,5
Risultato della gestione
operativa
30.06.2022 1.302 1.898 527 708 395 648 167 5.645
30.06.2021 (Dati rideterminati) 1.226 1.853 461 761 528 631 -41 5.419
Variazione % 6,2 2,4 14,3 -7,0 -25,2 2,7 4,2
Risultato netto
30.06.2022 656 404 166 514 302 437 -125 2.354
30.06.2021 326 1.247 251 631 376 439 -247 3.023
Variazione % -67,6 -33,9 -18,5 -19,7 -0,5 -49,4 -22,1
(milioni di euro)
Banca
dei
Territori
IMI
Corporate
&
Investment
Banking
International
Subsidiary
Banks
Private
Banking
Asset
Management
Insurance Centro
di
Governo
Totale
Finanziamenti verso clientela
30.06.2022 254.916 153.210 39.820 14.607 308 - 8.788 471.649
31.12.2021 250.592 152.543 38.970 14.450 783 - 8.533 465.871
Variazione % 1,7 0,4 2,2 1,1 -60,7 - 3,0 1,2
Raccolta diretta bancaria
30.06.2022 290.507 92.522 52.465 55.926 17 - 57.923 549.360
31.12.2021 291.697 94.844 51.529 55.895 21 - 63.262 557.248
Variazione % -0,4 -2,4 1,8 0,1 -19,0 - -8,4 -1,4
Attività di rischio ponderate
30.06.2022 88.709 118.466 34.607 13.068 1.850 - 68.641 325.341
31.12.2021 93.821 112.719 34.403 11.617 1.836 - 72.507 326.903
Variazione % -5,4 5,1 0,6 12,5 0,8 - -5,3 -0,5
Capitale assorbito
30.06.2022 7.620 10.202 3.681 1.148 188 4.439 4.143 31.421
31.12.2021 8.059 9.704 3.648 1.014 196 4.137 4.012 30.770
Variazione % -5,4 5,1 0,9 13,2 -4,1 7,3 3,3 2,1

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

SETTORI DI ATTIVITA'

Banca dei Territori

(milioni di euro)
Dati economici 30.06.2022 30.06.2021 Variazioni
assolute %
Interessi netti 1.938 1.964 -26 -1,3
Commissioni nette 2.377 2.388 -11 -0,5
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 59 51 8 15,7
Altri proventi (oneri) operativi netti 6 5 1 20,0
Proventi operativi netti 4.380 4.408 -28 -0,6
Spese del personale -1.672 -1.736 -64 -3,7
Spese amministrative -1.405 -1.443 -38 -2,6
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -1 -3 -2 -66,7
Costi operativi -3.078 -3.182 -104 -3,3
Risultato della gestione operativa 1.302 1.226 76 6,2
Rettifiche di valore nette su crediti -259 -666 -407 -61,1
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -38 -24 14 58,3
Altri proventi (oneri) netti 11 - 11 -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 1.016 536 480 89,6
Imposte sul reddito -333 -178 155 87,1
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -7 -16 -9 -56,3
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -18 -15 3 20,0
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -2 -1 1
Risultato netto 656 326 330
(milioni di euro)
30.06.2022 31.12.2021 Variazioni
assolute %
254.916 250.592 4.324 1,7
290.507 291.697 -1.190 -0,4
88.709 93.821 -5.112 -5,4
7.620 8.059 -439 -5,4

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

Nel primo semestre 2022 i proventi operativi netti della Banca dei Territori, pari a 4.380 milioni, che rappresentano il 41% circa dei ricavi consolidati del Gruppo, hanno evidenziato una lieve diminuzione (-0,6%) rispetto al corrispondente periodo dello scorso esercizio.

In dettaglio, si segnala una flessione degli interessi netti dell'1,3%, principalmente riconducibile alle operazioni di de-risking, che hanno ridotto considerevolmente lo stock di attività deteriorate. Le commissioni nette hanno registrato un leggero calo (-0,5%), in particolare quelle rivenienti dal comparto del risparmio gestito e della bancassurance, condizionate dal contesto di mercato sfavorevole, che hanno sopravanzato l'aumento delle fees sui collocamenti di certificates, nonché quelle del commercial banking nella componente dei servizi di incasso e pagamento, inclusi i servizi telematici, e dei finanziamenti e garanzie. Tra le altre componenti di ricavo, che peraltro forniscono un apporto marginale ai proventi della Divisione, si sono incrementati sia il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value (+8 milioni) sia gli altri proventi operativi netti (+1 milione). I costi operativi, pari a 3.078 milioni, sono diminuiti del 3,3% in relazione a risparmi sulle spese del personale, prevalentemente attribuibili alla riduzione dell'organico a seguito delle uscite per accordi, e al contenimento delle spese amministrative, principalmente discrezionali nonché relative ai service in ambito immobiliare. Per effetto dei fenomeni descritti, il risultato della gestione operativa è ammontato a 1.302 milioni, in progresso del 6,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il risultato corrente lordo è salito a 1.016 milioni, a fronte di 536 milioni della prima metà del 2021, beneficiando del rilascio di rettifiche generiche effettuate nel 2020 per i futuri impatti di COVID-19 principalmente sulle

posizioni in bonis oggetto di moratorie. Infine, il risultato netto, dopo l'attribuzione alla Divisione di imposte per 333 milioni, di oneri di integrazione per 7 milioni, degli effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione per 18 milioni e dell'utile di pertinenza di terzi per 2 milioni, si è collocato a 656 milioni, valore raddoppiato rispetto ai 326 milioni del medesimo periodo del 2021. Nell'evoluzione trimestrale si rileva una riduzione del risultato della gestione operativa rispetto al primo trimestre 2022, ascrivibile all'incremento degli oneri operativi che ha più che compensato la crescita dei ricavi. Il risultato corrente lordo e il risultato netto del secondo trimestre sono stati inoltre penalizzati anche dal venir meno delle significative riprese di valore su crediti del trimestre precedente.

Le consistenze patrimoniali a fine giugno 2022 hanno evidenziato una leggera crescita dei volumi intermediati complessivi di raccolta e impiego rispetto a inizio anno (+0,6%). In dettaglio, i crediti verso clientela, pari a 254.916 milioni, hanno mostrato un incremento (+1,7%, pari a +4,3 miliardi) riconducibile al buon andamento dei finanziamenti nei confronti dei privati, prevalentemente a medio/lungo termine e, in misura minore, delle imprese, incluse quelle operanti nell'agroalimentare. La raccolta diretta bancaria, pari a 290.507 milioni, si è attestata su livelli di poco inferiori a quelli di inizio anno (-0,4%, pari a -1,2 miliardi) in relazione alla dinamica dei titoli in circolazione nonché dei debiti verso clientela imprese. La flessione di questi ultimi è stata in parte compensata dallo sviluppo della raccolta proveniente da privati.

Business Tradizionale attività di intermediazione creditizia in Italia e servizi finanziari ad essa correlati.
Missione Servire la clientela Retail, Exclusive, le Piccole e Medie Imprese, comprese quelle Agribusiness e
non profit, creando valore attraverso:

il presidio capillare del territorio;

l'attenzione alla specificità dei mercati locali e dei bisogni dei segmenti di clientela servita;

lo sviluppo del livello di servizio reso alla clientela attraverso i diversi canali, al fine di rendere

Gruppo in Italia;

Gruppo sul territorio.
più efficace l'offerta commerciale;
lo sviluppo e la gestione di prodotti e servizi per la clientela di riferimento e dei prodotti leasing, factoring e finanza agevolata per il
la centralità delle figure dei responsabili delle Direzioni Regionali, delle Direzioni di Area e delle filiali quali punti di riferimento del
Struttura organizzativa
Direzioni Sales & Marketing
Wealth Management &
Protection; Sales &
Marketing Digital Retail e
Sales & Marketing Imprese
A presidio del territorio Retail, composto dai segmenti Privati Retail, Affluent e Aziende Retail, del
territorio Exclusive (clienti privati con caratteristiche di elevato standing di patrimonio e reddito e
bisogni finanziari complessi) e del territorio Imprese (piccole imprese, imprese e imprese top a
elevata complessità e potenziale di crescita).
Direzione Agribusiness A servizio dell'agricoltura e dell'agroalimentare.
Direzione Impact Volta allo sviluppo delle iniziative della Impact Bank e al servizio degli enti non profit.
Banca 5: dedicata ai servizi di prossimità tramite i punti vendita Mooney presenti sul territorio
Società prodotto nazionale.
Prestitalia: intermediario finanziario operante nel mercato italiano del credito al consumo,
specializzato nel comparto della cessione del quinto.
Struttura distributiva Oltre 3.400 punti operativi, comprensivi delle filiali Retail e Imprese, capillarmente distribuite sul
territorio nazionale, delle filiali Agribusiness dedicate alle imprese che operano nell'agroalimentare
e delle filiali Impact dedicate al Terzo Settore. La struttura territoriale si articola in 14 Direzioni:
Agribusiness, Impact e 12 Direzioni Regionali. In queste ultime, a diretto riporto del Direttore
Regionale, sono presenti (per favorire la focalizzazione commerciale e garantire un miglior
presidio del livello di servizio) tre Direttori Commerciali, specializzati per "territorio commerciale" (Retail, Exclusive e Imprese), che

coordinano circa 300 aree commerciali. Ad aprile sono state costituite la Direzione Isybank nell'ambito delle iniziative strategiche di sviluppo della nuova Banca Digitale, prevista dal Piano d'Impresa, e la Direzione Filiale Digitale a presidio delle attività di relazione commerciale con la clientela attraverso il canale telefonico e gli altri canali a questo collegati (chat, videochiamata) e l'offerta a distanza.

Risparmio e Previdenza

Il servizio di consulenza evoluta a pagamento "Valore Insieme", lanciato nel 2017, propone un innovativo modello di consulenza globale su tutto il patrimonio del cliente, incluso quello immobiliare, accompagnandolo anche nella pianificazione del trasferimento della ricchezza ai propri cari. Nel primo semestre 2022 è stata ampliata la gamma dell'offerta dedicata alla clientela che beneficia di "Valore Insieme", con l'inserimento di nuovi fondi esterni

assicurativi di case terze e di Eurizon nella polizza "Patrimonio ProInsurance" e con la nuova gestione patrimoniale multimanager "GP Multimanager Exclusive".

Con l'obiettivo di favorire il percorso da risparmiatore ad investitore, sono stati realizzati prodotti per soddisfare le esigenze di clienti interessati a ridurre l'eccesso di liquidità sul conto corrente anche attraverso un ingresso graduale nei mercati, sempre in ottica di ulteriore diversificazione dei portafogli della clientela. In tale ambito è nato il Servizio Target sui fondi "Eurizon Next" che permette lo spostamento automatico delle quote investite inizialmente in un fondo di ingresso molto conservativo verso uno o più fondi della gamma a maggior diversificazione, al fine di consentire un ingresso graduale sui mercati; è stata ampliata l'offerta in ambito risparmio gestito con i fondi "Eurizon Step 50 Futuro Sostenibile ESG"," Epsilon STEP 30 Megatrend ESG", "Eurizon Step 70 PIR Italia", "Epsilon Difesa 100 Azioni ESG", "Eurizon Equity Circular Economy" e "Imprese Difesa 100 ESG", fondo dedicato alle imprese. Tra i prodotti di investimento assicurativo sono stati proposti l'innovativo fondo interno a contenimento della volatilità "Crescita Guidata" della polizza "Valore ProInsurance" e il fondo interno con ingresso graduale sui mercati "Sviluppo nel Tempo 40" della polizza "Prospettiva Sostenibile". È nata, inoltre, la polizza multiramo "Patrimonio StabilitàInsurance" che permette ai clienti di scegliere la combinazione più coerente con il proprio profilo finanziario, grazie ad una componente garantita di ramo I e ad una selezione di 9 fondi interni di ramo III. È altresì proseguito il collocamento di certificates con una gamma differenziata per tipologia di struttura, protezione, orizzonte temporale e valuta.

Con l'obiettivo di migliorare l'efficienza e la qualità della consulenza sugli investimenti per la clientela privata, la rete può avvalersi del nuovo strumento Robo4Advisor per la generazione di consigli di investimento a supporto dell'azione di consulenza dei gestori su un primo perimetro di prodotti (fondi, polizze finanziarie e certificates).

Mutui

A seguito del forte rialzo dei tassi di mercato (IRS), con conseguenti effetti sui tassi dei Mutui Domus principalmente a tasso fisso, Intesa Sanpaolo ha offerto un'alternativa valida e competitiva con i mutui a tasso variabile con CAP. Questa soluzione risulta particolarmente indicata per la clientela che desidera beneficiare dell'attuale valore favorevole dell'Euribor, usufruendo di un tasso variabile più contenuto rispetto agli attuali livelli di tasso fisso, e

contestualmente tutelarsi da eventuali innalzamenti futuri del parametro grazie alla presenza di un tasso massimo fissato all'erogazione del mutuo. Il mutuo variabile con CAP prevede infatti che per il periodo prescelto – metà o tutta la durata del piano - il tasso di interesse non possa mai superare quello massimo fissato contrattualmente. È continuata inoltre l'offerta dei finanziamenti della gamma "Green", con condizioni di tasso dedicate per chi acquista immobili ad elevata efficienza energetica (classe ≥ B) o effettua una riqualificazione dell'immobile volta ad aumentarne l'efficienza energetica.

Protezione e Welfare

"XME Protezione" è una soluzione multigaranzia, flessibile che permette di acquistare coperture assicurative (Moduli) nelle aree di bisogno dei clienti, relative a casa e famiglia. Da maggio l'offerta salute di "XME Protezione" si è arricchita del nuovo Modulo dedicato al benessere dentale che riconosce all'assicurato, in caso di malattia o infortunio, il pagamento diretto delle prestazioni o il riconoscimento di un indennizzo per cure odontoiatriche,

implantologia, protesica e ortodonzia. Nell'ambito dello sviluppo delle coperture assicurative per il mondo business, è stata attivata la promozione "Speciale Infortuni" dedicata alla Polizza Collettiva Infortuni per le aziende clienti, che prevede sulla prima annualità uno sconto del 20% sul premio totale di polizza.

Giovani

Intesa Sanpaolo continua ad avvicinare i giovani al mondo bancario con soluzioni personalizzate e gratuite quali "XME Conto UP!", conto corrente per i minori di 18 anni, e "XME Conto under 35". Per quanto riguarda i mutui, al fine di rafforzare il posizionamento verso i giovani, la Banca, in coerenza con la finalità del DL n. 73/2021 (c.d. Sostegni Bis), prorogato fino a dicembre 2022, ha reso ancora più conveniente il "Mutuo Giovani" innalzando l'età massima a 36 anni non compiuti e

facendosi carico dell'imposta sostitutiva anche per clienti con ISEE maggiore di 40.000 euro; per l'offerta dei mutui con garanzia del Fondo Prima Casa la Banca ha previsto l'azzeramento delle spese di istruttoria e incasso rata oltre a tassi estremamente competitivi declinati da fine giugno anche con tasso variabile con CAP. È proseguito il programma "Giovani e Lavoro", finalizzato a sostenere l'occupazione di giovani tra i 18 e i 29 anni, che offre una formazione qualificata gratuita, sia per i giovani sia per le imprese che aderiscono, favorendo un incontro efficace tra domanda e offerta di lavoro. Con il programma "Generation4Universities", invece, il focus si sposta sui giovani universitari e prevede un percorso di formazione in aziende partner, le quali al termine offriranno opportunità di stage ai partecipanti. Intesa Sanpaolo è partner della Carta Giovani Nazionale (CGN), l'iniziativa promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, e destinata ai giovani italiani ed europei residenti in Italia di età compresa tra 18 e 35 anni, riservando condizioni agevolate sui propri prodotti e servizi.

Prodotti Transazionali e Pagamenti Digitali

A supporto della diffusione delle carte e dei pagamenti digitali sono proseguite le iniziative promozionali dedicate ai prodotti transazionali come, ad esempio, la possibilità per i clienti "Valore Insieme" sottoscrittori del "Pacchetto Exclusive" di ricevere la "Carta di Credito Exclusive" con canone gratuito. La "Carta di Credito Exclusive", oltre ad essere uno strumento di pagamento, permette di accedere ad un'ampia gamma di servizi e benefici esclusivi,

coperture assicurative per viaggi e animali domestici gratuite, trattamento prioritario presso le filiali Hub e online. Intesa Sanpaolo è la prima banca in Europa ad aver attivato da luglio, attraverso l'App Huawei Wallet, "Huawei Pay" per le carte PagoBancomat, ampliando così l'offerta per i clienti privati e supportando il piano di sviluppo del circuito nazionale. Anche in ambito Business sono proseguite le promozioni sui Pos, che dal 30 giugno 2022 sono divenuti obbligatori per tutti i

commercianti e professionisti, oltre all'abilitazione del servizio di Instant Issuing anche per le carte commercial, che prevede l'immediato utilizzo della carta digitale subito dopo l'acquisto, senza quindi dover aspettare la carta fisica.

Multicanalità

Nel primo semestre 2022 è ulteriormente proseguito lo sviluppo dell'attività bancaria multicanale e digitale, con l'introduzione di nuovi Customer Journey in logica multicanale ed il potenziamento di quelli disponibili al fine di migliorare l'offerta e l'experience della clientela, rendendo maggiormente fruibili da remoto i servizi offerti dai canali digitali. Quasi tutti i prodotti del catalogo retail, tra cui conto corrente, carte di credito, di debito e prepagate,

anche personalizzate, prestiti personali, polizza "ViaggiaConMe" e prodotti non bancari, come smartphone, tablet e PC, possono essere acquistati da Internet Banking e/o App. Dal 28 febbraio è possibile aprire un deposito amministrato e aggiornare il Questionario di Profilatura MIFID in totale

autonomia attraverso la App Intesa Sanpaolo Mobile e Internet Banking. La società di ricerche statunitense Forrester Research ha riconosciuto l'App Intesa Sanpaolo Mobile "Overall Digital Experience Leader", prima assoluta tra tutte le App di banking valutate in Europa, Medio Oriente e Africa con le migliori funzionalità e customer experience. Lo sviluppo della digitalizzazione sulla clientela business è proseguito con la nuova versione dell'App Inbiz, che consente di firmare contratti digitali in mobilità e di eseguire nuove tipologie di pagamento. In particolare, è possibile inizializzare il pagamento dei bollettini postali, sia in bianco sia premarcati, e di quelli CBILL/PagoPA; per questi ultimi è anche possibile compilare i dati semplicemente inquadrando il QR-code stampato sulla richiesta di pagamento. È disponibile gratuitamente per i clienti imprese ed enti pubblici, oltre che per la rete commerciale, una nuova piattaforma digitale "Incent Now", frutto della partnership con Deloitte, per l'utilizzo dei fondi del PNRR. Ad aprile è stata costituita la Direzione Filiale Digitale a presidio delle attività di relazione commerciale con la clientela attraverso il canale telefonico e gli altri canali a questo collegati (chat, videochiamata) e l'offerta a distanza.

Accordi

A inizio 2022, in abbinamento ai 500 milioni destinati al Bonus Turismo del PNRR (grazie al Decreto Legge n.152 del 2021), Intesa Sanpaolo ha innalzato a 1,2 miliardi il plafond destinato al settore turistico attraverso specifiche soluzioni finanziarie indirizzate a massimizzare l'efficacia degli incentivi pubblici: cessione del credito di imposta, finanziamenti a breve e lungo termine. In questa cornice si colloca l'accordo siglato con le associazioni di

categoria Confindustria Alberghi, Federalberghi e Federterme al fine di contribuire all'accelerazione degli investimenti nel comparto. Inoltre è stato rinnovato l'accordo con Confcommercio ed è stata prorogata anche nel 2022 l'iniziativa "Rimborso commissioni micropagamenti" che prevede la gratuità sulle transazioni fino a 10 euro effettuate su Pos fisso e mobile con carte Visa, Mastercard, PagoBancomat e Maestro. Sono stati anche rinnovati e ampliati gli accordi con le associazioni confindustriali, UCIMU e SMI - Sistema Moda Italia. Gli accordi hanno lo scopo di facilitare l'accesso agli strumenti finanziari e consulenziali di Motore Italia, il programma strategico con un plafond di 50 miliardi attivato nel 2021 per consentire alle piccole e medie imprese di rilanciarsi attraverso progetti di sviluppo e nuovo credito e conseguire gli obiettivi del PNRR. Dopo gli accordi territoriali siglali nel 2021 per la costituzione dei Laboratori ESG di Brescia e Padova, nel 2022 è stato sottoscritto l'accordo di Venezia (ISP, ISPIC, Fondazione di Venezia, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico, Fondazione Friuli, Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e Fondazione Cini).

Finanziamenti

Nel corso del semestre sono continuate le iniziative collegate al sopracitato programma Motore Italia, offrendo soluzioni per la liquidità e gli investimenti nella transizione sostenibile e digitale, in linea con gli obiettivi del PNRR. Per favorire la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese il Ministero dello Sviluppo Economico ha stanziato l'incentivo "Investimenti sostenibili 4.0" per 678 milioni e Intesa Sanpaolo ha introdotto soluzioni a supporto quali finanziamento per anticipo contributi a fondo perduto e finanziamento MLT.

All'interno dell'impegno di Intesa Sanpaolo volto a promuovere la parità di genere e valorizzare il ruolo della donna si inseriscono una serie di iniziative con l'obiettivo di potenziare l'offerta a supporto dell'imprenditoria femminile attraverso un'offerta di soluzioni finanziarie dedicate quali "S-Loan Diversity", per supportare le imprese nella promozione della donna nel contesto socio-economico e "Finanziamento Business Gemma", per conciliare l'attività imprenditoriale con le necessità della vita privata. Con riferimento ai bonus fiscali edilizi, sono state introdotte significative semplificazioni di processo e innovazioni digitali al fine di garantire un servizio più efficiente, intuitivo e tempestivo nella procedura di certificazione e cessione del credito. In linea con il Piano d'Impresa che pone al centro il forte impegno in campo ESG, è stata rinnovata l'innovativa offerta "S-Loan", riconoscendo un beneficio sul tasso del finanziamento in base all'impegno dell'azienda a generare un impatto positivo verso l'ambiente, la società o il buon governo: da marzo 2022 è stata infatti prevista la concessione di uno sconto già al momento della sottoscrizione del finanziamento e di un secondo sconto al momento della verifica dei KPI ESG su cui l'azienda aveva deciso di impegnarsi. Tale novità si applica a tutte le 5 linee "S-Loan": ESG, Diversity, Climate Change, Turismo e Agribusiness. Inoltre, a seguito della crisi energetica, Intesa Sanpaolo ha messo in campo diverse iniziative per aiutare le aziende a far fronte a questa nuova emergenza: è nata l'iniziativa circolante impresa per costi energetici con lo scopo di consentire alle imprese di diluire in 18 mesi il costo delle bollette del primo semestre 2022, pagando la prima rata posticipata di 6 mesi e le restanti 11 con cadenza mensile, rinviando così di 6 mesi l'inizio del pagamento con e senza garanzia del Fondo di Garanzia per le PMI; inoltre sono state messe a disposizione nuove misure finanziarie immediate per supportare le PMI energivore e quelle con fatturato derivante in larga parte dall'export, specie verso Russia e Ucraina.

Sviluppo Filiere

Il Programma Filiere, forma di credito innovativa lanciata da Intesa Sanpaolo per favorire l'accesso al credito ai fornitori attraverso la valorizzazione dell'appartenenza alla filiera produttiva, si è arricchito di nuove offerte commerciali destinate alle capofiliere appartenenti ai settori dell'Agribusiness, della Logistica/Trasporti e del Sistema Salute. La Banca ha deciso di sviluppare nell'ambito del Programma Sviluppo Filiere, offerte dedicate ai settori

maggiormente impattati dal PNRR, contenenti prodotti e servizi a supporto delle specificità dei diversi business, anche in ambito ESG e digitalizzazione.

Direzione Agribusiness

La Direzione Agribusiness, centro di eccellenza del Gruppo Intesa Sanpaolo dedicato all'agricoltura e all'agroalimentare, punta a valorizzare il legame con i territori e a cogliere le potenzialità di uno dei settori produttivi più importanti del Paese: l'agroalimentare vede l'Italia al terzo posto per valore aggiunto tra i grandi Paesi europei. La Direzione si avvale di 223 punti operativi distribuiti su tutto il territorio nazionale con specialisti, concentrati nelle aree a maggior vocazione agricola del Paese, al servizio di circa 80 mila clienti. La Direzione Agribusiness si propone come interlocutore principale e qualificato per accompagnare gli operatori in tutte le fasi dello sviluppo e sostenere investimenti finalizzati a promuovere nuovi progetti imprenditoriali, con una particolare attenzione ai criteri della sostenibilità e della circular economy. L'attività della Direzione ha contribuito alla definizione di importanti accordi: nel mese di marzo Intesa Sanpaolo e la Federazione Nazionale Agroalimentare (Agrocepi) hanno siglato un protocollo di intesa al fine di offrire a tutti gli associati soluzioni di sostegno per il rilancio e la crescita del settore agroalimentare. A giugno è stato rinnovato l'accordo con Coldiretti ed è stato messo a disposizione un importante plafond di 3 miliardi di finanziamenti in favore delle aziende associate per accompagnarle nel processo trasformativo verso l'agricoltura italiana del futuro, in coerenza con le iniziative pubbliche e, in particolare, i primi bandi del PNRR dedicati al settore agricolo. Inoltre, è stato siglato un nuovo accordo con il Consorzio Tutela del Grana Padano DOP per rafforzare l'accesso al credito per le aziende della filiera casearia. Grazie all'apprezzamento riscosso dal Pegno Rotativo, sono state introdotte alcune novità che vanno dall'ampliamento dei finanziamenti che possono essere assistiti da questa garanzia all'allargamento della famiglia di prodotti agroalimentari assumibili in pegno.

Direzione Impact

La Direzione Impact è dedicata alla gestione della clientela del Terzo Settore e al coordinamento dei processi di attivazione e gestione del Fund for Impact, del valore di 300 milioni che permette di erogare nuovi finanziamenti sino a 1,5 miliardi a chi ha un buon progetto di vita e di lavoro ma non può accedere al credito ordinario. Le iniziative appoggiate sul fondo saranno anche valutate quanto a generazione di impatto sociale. Per l'acquisizione di nuova clientela sono state attivate diverse iniziative con offerte Welcome Pack in abbinamento "Conto+Pos" con soluzioni alternative tra loro in base alle esigenze di operatività del cliente. Inoltre, da quest'anno è attivo il RIM-Rilevatore d'impatto, un questionario digitale quali-quantitativo che i gestori Impact indirizzeranno alla propria clientela non profit laica e religiosa per misurare l'impatto sociale e le ricadute positive generate dai finanziamenti concessi dalle filiali dedicate all'economia del bene comune. Grazie al RIM verranno elaborati gli "output di impatto sociale" che l'organizzazione ipotizza di generare grazie anche al finanziamento ottenuto. Infine, da metà marzo, è partita la sesta edizione del bando nazionale per start up a finalità sociale "Welfare, che impresa!" promosso, oltre che da Intesa Sanpaolo, anche da Fondazione Italiana Accenture, Fondazione Bracco, Fondazione Snam e da Fondazione Vismara. Il bando premia i migliori progetti imprenditoriali di welfare di comunità promossi da enti non profit in grado di produrre benefici in termini di sviluppo locale in particolare nei settori welfare comunitario, rigenerazione del patrimonio e del paesaggio, valorizzazione delle aree interne, sostenibilità ambientale e circular economy nonché agricoltura sociale. La Direzione Impact offre agli enti vincitori un finanziamento a condizioni agevolate (vincolato alle valutazioni di merito creditizio della banca) fino a 50.000 euro e un conto corrente a condizioni agevolate per 36 mesi che include una carta di debito con canone mensile gratuito.

Società prodotto

Banca 5 nel 2019 ha costituito con SisalPay una newco, denominata Mooney, con l'obiettivo di offrire prodotti bancari, servizi di pagamento e transazionali in oltre 40.000 esercizi distribuiti sul territorio nazionale. La rete, pienamente operativa da inizio 2020, integra l'offerta dei servizi e prodotti di Banca 5 e SisalPay. A fine 2021 Intesa Sanpaolo, attraverso la controllata Banca 5, ed Enel, attraverso la controllata Enel X, hanno firmato un accordo per l'acquisto del 70% del capitale sociale di Mooney Group da CVC Capital Partners. Nel corso del primo semestre 2022 sono proseguite le attività propedeutiche alla finalizzazione dell'operazione che si è perfezionata a metà luglio. In particolare, come indicato nel capitolo iniziale della presente Relazione, dopo aver ottenuto le necessarie autorizzazioni, Enel X ha acquisito il 50% del capitale di Mooney, mentre Banca 5, che già deteneva il 30%, ha aumentato la propria partecipazione al 50%. Grazie alla partnership tra Intesa Sanpaolo ed Enel, Mooney accelererà la propria crescita e sviluppo nel settore dei servizi di prossimità, dei pagamenti digitali, della mobilità e dei servizi energetici.

Al 30 giugno 2022 erano circa 45.800 i punti vendita Mooney presenti sul territorio nazionale, di cui circa 40.000 abilitati ad offrire i servizi bancari, tra cui prelievo e bonifico (riservati ai clienti Intesa Sanpaolo).

Prestitalia è la "fabbrica prodotto" del Gruppo Intesa Sanpaolo per la cessione del quinto e per l'anticipo del Trattamento di Fine Rapporto. Società finanziaria che opera nel mercato del credito al consumo, con una forte specializzazione sulla cessione del quinto, è uno dei principali operatori del settore con uno stock medio di circa 2 miliardi. Al 30 giugno ha erogato complessivamente finanziamenti per quasi 400 milioni tramite le oltre 19.100 pratiche finalizzate.

La gamma di offerta comprende "XME Prestito Pensionati INPS", "XME Anticipo TFS" (prodotto riservato agli ex dipendenti pubblici che vogliono fruire di tutta o parte della propria indennità di buonuscita senza attendere le tempistiche previste dalla Pubblica Amministrazione) e "XME Prestito Cessione del Quinto" che offre, oltre alla soluzione per i dipendenti pubblici, anche quella riservata ai dipendenti privati.

Nel corso del primo semestre 2022 ha preso avvio il processo di razionalizzazione delle Reti Agenti, con integrazione volontaria in Prestitalia dei collaboratori di provenienza Agents4You (ad oggi 85 attivi). L'obiettivo della sinergia, oltre che sviluppare il business legato al prodotto Cessione del Quinto (CQS), è quello di ampliare l'offerta commerciale estendendo il catalogo ad alcuni prodotti come protezione e servizi di pagamento e favorire l'acquisizione di nuovi clienti.

IMI Corporate & Investment Banking

(milioni di euro)
Dati economici 30.06.2022 30.06.2021 Variazioni
assolute %
Interessi netti 968 1.104 -136 -12,3
Commissioni nette 569 556 13 2,3
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.027 840 187 22,3
Altri proventi (oneri) operativi netti -1 1 -2
Proventi operativi netti 2.563 2.501 62 2,5
Spese del personale -235 -234 1 0,4
Spese amministrative -421 -403 18 4,5
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -9 -11 -2 -18,2
Costi operativi -665 -648 17 2,6
Risultato della gestione operativa 1.898 1.853 45 2,4
Rettifiche di valore nette su crediti -1.072 -55 1.017
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -59 2 -61
Altri proventi (oneri) netti - - - -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 767 1.800 -1.033 -57,4
Imposte sul reddito -353 -563 -210 -37,3
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -10 -10 - -
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) - 20 -20
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi - - - -
Risultato netto 404 1.247 -843 -67,6
(milioni di euro)
Dati operativi 30.06.2022 31.12.2021 Variazioni
assolute %
Finanziamenti verso clientela 153.210 152.543 667 0,4
Raccolta diretta bancaria (a) 92.522 94.844 -2.322 -2,4
Attività di rischio ponderate 118.466 112.719 5.747 5,1
Capitale assorbito 10.202 9.704 498 5,1

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

(a) L'importo della voce comprende i "certificates".

Nel primo semestre 2022 la Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha realizzato proventi operativi netti pari a 2.563 milioni (che rappresentano il 24% circa del dato consolidato di Gruppo), in progresso del 2,5% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno.

In dettaglio, gli interessi netti, pari a 968 milioni, hanno mostrato un calo del 12,3% ascrivibile alla minore contribuzione dell'intermediazione con clientela e al minor apporto del portafoglio titoli in ambito Global Market. Le commissioni nette, pari a 569 milioni, sono aumentate del 2,3%, per effetto dell'andamento rilevato nei comparti del commercial banking e della finanza strutturata che ha compensato le minori commissioni rivenienti dall'investment banking. Il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value, pari a 1.027 milioni, ha evidenziato una significativa crescita (+187 milioni; +22,3%) beneficiando dei maggiori proventi connessi al portafoglio titoli di trading e all'operatività in certificates, inclusiva dell'impatto positivo derivante dal debt value adjustment (DVA). I costi operativi sono ammontati a 665 milioni con un incremento del 2,6% essenzialmente riconducibile alle spese amministrative. Per effetto delle dinamiche descritte dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa è aumentato del 2,4% rispetto al valore rilevato nel primo semestre dello scorso esercizio, attestandosi a 1.898 milioni. Il risultato corrente lordo, pari a 767 milioni, ha registrato una forte riduzione (-57,4%) a causa delle significative rettifiche di valore appostate in relazione agli eventi riguardanti Russia e Ucraina. Infine, l'utile netto si è attestato a 404 milioni (-67,6%).

La Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha mostrato nel secondo trimestre 2022 un consistente decremento del risultato della gestione operativa rispetto al primo, principalmente ascrivibile a più contenuti ricavi rivenienti dalle attività e

passività finanziarie al fair value, che scontano minori realizzi su titoli HTC e HTCS. Per contro il risultato corrente lordo e l'utile netto sono stati positivamente impattati da minori rettifiche su crediti su posizioni esposte al conflitto Russia – Ucraina rispetto al trimestre precedente.

I volumi intermediati della Divisione hanno evidenziato una contenuta flessione rispetto a inizio anno (-0,7%). Nel dettaglio, gli impieghi a clientela, pari a 153.210 milioni, hanno registrato un lieve aumento (+0,4%), principalmente ascrivibile alla maggior attività nei confronti di clientela global corporate, essenzialmente a breve termine, e financial institutions, che ha più che compensato la riduzione dei finanziamenti a medio/lungo termine per operazioni di finanza strutturata. La raccolta diretta bancaria, pari a 92.522 milioni, si è ridotta di 2,3 miliardi (-2,4%) a causa della diminuzione dei debiti verso clientela internazionale e financial institutions e dei titoli in circolazione della Direzione Internazionale.

Attività di corporate e transaction banking, investment banking, public finance e capital markets, in Italia e all'estero.

Missione

Business

Supportare come "partner strategico e globale" lo sviluppo equilibrato e sostenibile delle imprese e delle istituzioni finanziarie, anche a livello internazionale, tramite una rete specializzata di hub, filiali, uffici di rappresentanza e controllate che svolgono attività di corporate banking. Favorire la collaborazione tra i settori pubblico e privato con l'obiettivo di supportare la realizzazione di infrastrutture ed investimenti sostenibili, anche perseguendo opportunità di sviluppo all'estero in

Paesi strategici per il Gruppo. Mettere a disposizione di tutta la clientela del Gruppo Intesa Sanpaolo le competenze specialistiche negli ambiti di Investment Banking, Finanza Strutturata, Capital Markets e Transaction Banking.

Struttura organizzativa

Direzione Global Corporate

La Direzione sviluppa e gestisce le relazioni con le aziende corporate italiane ed estere con esigenze diversificate e presenza multinazionale e con gli Enti Pubblici domestici. Garantisce un'offerta globale e integrata di prodotti e servizi per settore economico di riferimento sulla clientela di competenza, integrando i tradizionali prodotti e servizi di commercial banking con quelli di investment banking e capital markets, perseguendo il cross-selling di prodotti e servizi presidiati

dalla Divisione IMI Corporate & Investment Banking, da altre Divisioni e dalle società prodotto del Gruppo. A livello centrale si avvale dell'azione commerciale delle unità di Industry e a livello territoriale del network Italia (Aree) e del network internazionale della Direzione Internazionale. Il coverage si completa inoltre di due unità specificatamente dedicate a deal strategici di Investment Banking a supporto delle Industry (Global Strategic Coverage) e delle Aree territoriali (Network Origination Coverage). La specializzazione per industry comprende tutti i settori industriali: Automotive & Industrials; Basic Materials & Healthcare; Energy; Food & Beverage and Distribution; Infrastructure & Real Estate Partners; Retail and Luxury; Telecom, Media and Technology. Un team con competenze specifiche è dedicato allo sviluppo della clientela Public Finance.

Direzione Internazionale La Direzione garantisce lo sviluppo internazionale della Divisione in accordo con le altre strutture di
relazione e prodotto, assicura la corretta gestione delle attività operative e commerciali di hub, filiali
estere, uffici di rappresentanza, e sovraintende alla gestione delle controllate estere (Intesa Sanpaolo
Bank Luxembourg, Intesa Sanpaolo Bank Ireland, Intesa Sanpaolo Brasil - Banco Multiplo, Banca
Intesa – Russia, Intesa Sanpaolo IMI Securities Corp.), assicurandone il coordinamento complessivo.
La Direzione presidia la relazione commerciale con le financial institutions, sui mercati domestici e
Direzione Global Banking &
Sovereign Institutions
internazionali, con un modello di servizio dedicato e organizzato per segmento di clientela (i.e.
Banche, Assicurazioni, Asset Managers, Financial Sponsors, Fondi Sovrani e Governi).
L'attività di sviluppo commerciale, particolarmente diversificata e innovativa, si concretizza nella
proposta di soluzioni integrate che facilitino il cross-selling di prodotti di Capital Markets,
Investment Banking, Commercial Banking e Transaction Banking.
Direzione Global Transaction
Banking
La Direzione è dedicata al presidio, per tutto il Gruppo, dei prodotti e servizi di transaction
banking. Sviluppa una vasta gamma di prodotti e servizi digitali per rispondere alle esigenze di
investimento e di ottimizzazione del circolante della clientela, in Italia e all'estero.
Global Markets & Investment
Banking
Nel perimetro della struttura rientrano le attività di capital markets, finanza strutturata, M&A
advisory e primary market (equity e debt capital markets) a supporto di tutta la clientela del
Gruppo, incluse le medie imprese.
Inoltre, viene presidiata la gestione del portafoglio e del rischio di proprietà attraverso l'accesso
diretto o indiretto ai mercati.
Struttura distributiva La Divisione IMI Corporate & Investment Banking, in Italia, si avvale complessivamente di 25 filiali
dedicate alla clientela corporate o al servizio della clientela pubblica. A livello internazionale, è
presente in 25 Paesi a supporto dell'attività cross-border dei suoi clienti con una rete specializzata
costituita da hub, filiali, uffici di rappresentanza e controllate che svolgono attività di corporate
banking.

Direzione Global Corporate

Nel primo semestre 2022 la Direzione Global Corporate ha confermato il ruolo di partner strategico e finanziario per la propria clientela italiana ed estera, sostenendola attraverso l'organizzazione e partecipazione a numerose operazioni di financing e investment banking, grazie alle competenze specialistiche legate al modello per Industry e alle capacità di origination di due team dedicati allo sviluppo di operazioni strategiche di investment banking e finanza strutturata.

Nel corso del semestre sono proseguite le misure a sostegno delle imprese clienti per far fronte alle conseguenze economiche e finanziarie legate all'emergenza sanitaria e al nuovo contesto geopolitico. La Banca intende continuare a svolgere un ruolo attivo per supportare il rilancio dell'economia italiana, a sostegno del PNRR, anche attraverso la valorizzazione delle filiere produttive, propulsore indispensabile per l'Italia e cuore del sistema economico e produttivo.

Il Gruppo ha partecipato a diversi prestiti sindacati, tra i quali quelli a favore di Alstom, Athenahealth, Fabbrica Italiana Sintetici, Axpo Holding, Open Fiber, UPL, De Nora, HeidelbergCement, Saipem, IP, Saras e CityFibre. La Direzione nel corso del primo semestre 2022 ha rafforzato l'attività di coverage sui temi ESG con risorse dedicate al fine di offrire il miglior servizio e supporto ai clienti nelle loro strategie di sostenibilità e nella transizione energetica con l'offerta di strumenti finanziari. Grazie alle competenze specialistiche sulle tematiche ESG, il Gruppo ha preso parte a diversi finanziamenti sindacati, tra cui a favore di Enel, Teva Pharmaceutical Industries, OVS, El Corte Ingles, Telefonica, Marcegaglia e Pirelli. Sono stati conclusi vari finanziamenti ESG bilaterali tra cui quelli a favore di Iren e Came. Si evidenzia il supporto all'acquisition financing in importanti operazioni realizzate nel corso del semestre, come l'acquisizione di Acciai speciali Terni da parte di Arvedi e di una quota di Pluto Train 2 da parte di Global Infrastructure Partners. La Banca ha partecipato ad operazioni di project financing, tra cui i finanziamenti a Open Fiber, Milione, Dunas Transmissao de Energia, Doral e Green Arrow. Nell'M&A il Gruppo ha, inter alia, partecipato come financial advisor alle acquisizioni di un portafoglio di impianti fotovoltaici di NextEnergy Capital da parte di Tages Capital e di una quota di maggioranza di un portafoglio di impianti fotovoltaici di Acea da parte di Equitix. Nel Debt Capital Markets la Banca ha svolto il ruolo di Bookrunner in numerose emissioni, tra cui APRR, Carnival, Cellnex, Fabbrica Italiana Sintetici, Ford Motor Credit, General Motors Financial, Keurig Dr Pepper, RCI Banque, Stellantis e TotalEnergies e di Placement Agents nella seconda emissione nella storia di Alia Servizi Ambientali. Inoltre, ha completato con successo il collocamento di obbligazioni di tipo "green", tra cui quelle emesse da A2A (agendo in veste di Global Coordinator), Hera, Iberdrola, Suez, Terna (hybrid) e Volkswagen, nonché di obbligazioni di tipo "sustainability-linked", tra cui quelle emesse da A2A, ENEL, Snam e Webuild (in quest'ultimo caso agendo anche in veste di ESG Structuring Advisor).

Nell'Equity Capital Markets la Banca ha svolto, tra l'altro, il ruolo di Sponsor per il listing di Iveco Group su Euronext Milan, nel contesto dell'operazione di spin-off da CNH Industrial ed il ruolo di Intermediario Coordinatore per l'OPA sulle azioni e di dealer manager per l'acquisto delle obbligazioni convertibili nell'ambito dell'operazione di acquisizione di Falck Renewables da parte di Infrastructure Investments Fund.

Direzione Internazionale

Nel corso del primo semestre la Direzione, d'intesa con altre funzioni della Capogruppo, ha seguito e segue tuttora con la massima attenzione la situazione politica e economica creatasi a seguito dello scoppio della guerra in Ucraina, per limitare gli impatti della crisi sulle attività della rete internazionale anche alla luce del susseguirsi delle numerose sanzioni internazionali sempre più stringenti.

La Direzione Internazionale ha inoltre continuato a fornire il proprio supporto per il monitoraggio dell'evoluzione dell'emergenza COVID-19 sull'intero network internazionale della Divisione IMI Corporate & Investment Banking, sia nelle aree dove la pandemia ha mostrato segnali di arretramento sia nelle aree dove si è invece manifestato un acuirsi degli effetti. È proseguito il programma di sviluppo del business internazionale denominato "Accelerate", esteso anche ai prodotti di Global Transaction Banking, per i quali è divenuta operativa la specifica iniziativa "Horizon".

In linea con le direttrici presentate al mercato nel Piano Industriale 2022-2025, maggior enfasi e attenzione è posta su iniziative e controparti attive in ambito ESG, anche a supporto della clientela internazionale maggiormente sensibile a tali tematiche, per confermare Intesa Sanpaolo fra i principali player mondiali attivi sull'offerta di prodotti e servizi ESG driven.

È stato completato l'assetto del nuovo European Hub, basato a Milano, che sovrintende le attività delle filiali di Intesa Sanpaolo nel territorio dell'Unione Europea (Francoforte, Madrid, Parigi e Varsavia), con l'avvenuta cessione della filiale di Amsterdam di Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg a Intesa Sanpaolo, con efficacia da gennaio 2022.

L'attuale network estero della Divisione è presente in 25 Paesi, attraverso 16 filiali wholesale, 9 uffici di rappresentanza (cui a livello di Gruppo si aggiunge l'ufficio di Bruxelles facente capo a European Regulatory & Public Affairs e deputato alla gestione dei rapporti con i regolatori sovranazionali), 4 banche corporate (Intesa Sanpaolo Bank Ireland, Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg, Intesa Sanpaolo Brasil S.A. e Banca Intesa-Russia) oltre a Intesa Sanpaolo IMI Securities Corporation a New York.

Direzione Global Banking & Sovereign Institutions

In un contesto di mercato di particolare complessità e straordinarietà, la Direzione ha continuato ad assistere i propri clienti in importanti operazioni di finanza operativa e straordinaria, confermando il trend di crescita molto significativo dell'attività e dei risultati. Nel settore bancario, sia domestico sia internazionale, il Gruppo ha continuato ad assumere ruoli di advisory, arranging e financing in operazioni finalizzate ad ottimizzare e rafforzare la struttura di capitale, sia sul mercato equity che su quello del debito, nonché in transazioni di rifinanziamento e cessione di attivi in bonis e problematici. Tra le altre, per quanto attiene al mercato italiano, si ricordano i ruoli di Sole Financial Advisor nell'OPA di Sparkasse su Civibank, il ruolo di Joint Bookrunner in due emissioni, "SNP" e "T2", di BPER e quello di Arranger nella cartolarizzazione GACS di ICCREA. Sui mercati internazionali, il Gruppo ha agito come Joint Lead Manager e Active Bookrunner nell'emissione multi-tranche di Toronto Dominion Bank, Joint Bookrunner nell'emissione senior non preferred di BBVA e ha partecipato a numerose emissioni in USD, EUR e GBP per i più importanti gruppi bancari globali tra cui HSBC, DB, UBS, BNP, CACIB, Goldman Sachs, JP Morgan e Citi. È continuata, inoltre, l'attività di commercial banking a supporto dei "central securities deposit", quali Euroclear e Clearstream, con fornitura di garanzie e linee di credito revolving per l'attività tipica anche in situazioni di mercato particolarmente critiche.

L'attività con le financial institutions non bancarie ed i governi ha continuato a conseguire risultati molto positivi grazie ad un posizionamento efficace sulla clientela e ad un'offerta di prodotti adeguata all'attuale contesto di mercato. In questo ambito, prosegue l'importante attività con la clientela governativa, impegnata a gestire il nuovo debito derivante dagli interventi a sostegno dell'economia in uno scenario post-pandemico e caratterizzato da instabilità geopolitica. Da segnalare sia i ruoli avuti per conto del MEF nel collocamento di BTP (in particolare il nuovo BTP Italia, il nuovo BTP a 30 anni e il nuovo CCTeu con scadenza ottobre 2030) sia, a livello internazionale, i finanziamenti dedicati ad entità governative dell'area Middle East. È proseguita, inoltre, l'attività di supporto alle Fondazioni di origine bancaria e il dialogo crescente con le principali Casse di Previdenza con particolare riguardo ad attività di investimento, capital markets e gestione del rischio. Si segnala il supporto di financing fornito, spesso in collaborazione con alcuni dei maggiori investitori di private assets internazionali, alle piattaforme di direct lending sia in Italia (Credimi e Opym) sia all'estero (Funding Circle, Nucleus). Inoltre, si è continuata a sviluppare l'attività sulle subscription facility, come ad esempio le operazioni con Apollo e Tristan Capital, che ha contribuito ad accrescere la visibilità della Banca nel contesto dell'asset based financing con i principali asset manager internazionali, con i quali si sta sviluppando anche l'operatività in NAV financing. Si è consolidato l'intervento a sostegno dell'economia reale anche attraverso il supporto finanziario ai principali operatori del credito al consumo italiani, in particolare Agos e Compass. Nell'ambito immobiliare, è continuato il presidio sugli investitori istituzionali italiani ed esteri, con focus su operazioni improntate al rispetto delle tematiche ESG e all'innovazione in campo immobiliare, sia per quanto riguarda investimenti a reddito, sia su selezionati progetti di rigenerazione urbana. In tale ambito il Gruppo ha strutturato in qualità di Mandated Lead Arranger un finanziamento "sustainability–linked" a supporto della prima fase di riqualificazione dello scalo ferroviario di Porta Romana a Milano promosso da Coima SGR, il finanziamento a supporto del progetto di riqualificazione del waterfront di Genova, promosso da Orion Capital Managers, e diversi interventi di riqualificazione nelle asset class "student housing" e "private rented sector" promossi da primari operatori internazionali attraverso fondi immobiliari di diritto italiano. In campo internazionale si segnala un'intensa attività di origination volta, tra le altre cose, ad accreditare Intesa Sanpaolo quale riferimento dei principali operatori immobiliari nella transizione da strutture di debito secured a strutture unsecured, anche attraverso l'emissione di strumenti obbligazionari quotati. Infine, si segnala l'efficace collaborazione con la Divisione Private Banking che ha portato i primi importanti risultati, tra cui segnaliamo in particolare le IPO Technoprobe e Generalfinance.

L'attività con le istituzioni finanziarie nei mercati emergenti continua ad essere gestita in modo coerente al contesto di riferimento, tenendo conto delle implicazioni del rialzo dei tassi sulle prospettive di crescita dei Paesi e sul merito creditizio delle istituzioni finanziarie nostre controparti, con una strategia selettiva ed improntata al presidio del rischio. Si conferma centrale il supporto della Banca alle esportazioni e alle iniziative commerciali dei propri clienti industriali e finanziari, con l'assunzione dei rischi concentrata soprattutto in Africa, Asia e America Latina, mentre risulta impattata dal conflitto in Ucraina l'attività svolta nei Paesi nell'area ex CIS (Comunità degli Stati Indipendenti). Per quanto riguarda l'attività Structured Deals, l'estrema volatilità dei prezzi delle commodities, ancorché a fronte di un generale rialzo degli stessi, ha avuto un impatto negativo sullo sviluppo di nuove operazioni, mentre alcune operazioni già in essere sono state oggetto di ripagamenti anticipati. Da segnalare la massima attenzione dedicata dalla Banca alla gestione delle operazioni in fase di esecuzione con controparti russe, sia in ambito commodities financing che in ambito buyers credit. L'attività di finanziamento di operazioni di supply chain financing rimane invece significativa soprattutto presso la filiale di New York, ma è in progressivo sviluppo nel resto dell'Europa ed in Asia.

Per quanto concerne l'attività legata ai fondi di Private Equity il Gruppo ha registrato un buon numero di operazioni concluse con i propri clienti nel periodo di riferimento, in un contesto nel quale le mutate condizioni dei mercati finanziari hanno parzialmente rallentato l'attività di origination di transazioni basate su strumenti di debito obbligazionari, mentre sull'operatività, tipicamente domestica, del segmento mid-market, al momento non si evidenziano impatti di rilievo rispetto al positivo trend registrato alla fine dell'anno scorso. All'interno del mercato italiano, nell'ambito dell'OPA obbligatoria lanciata da Investindustrial su La Doria, società leader nel settore alimentare, si segnalano i ruoli di Sole Financial Advisor, MLA, Global Coordinator e ESG Coordinator dell'acquisition financing. Inoltre, si evidenziano i ruoli di MLA e Bookrunner dell'acquisition financing a supporto di Cobepa per l'acquisizione di Salice, leader nella produzione di componenti per sistemi di chiusura per il settore dell'arredamento. Sui mercati internazionali, dove il Gruppo ha continuato a consolidare la presenza, si ricordano i ruoli di Joint Lead Arranger e Joint Bookrunner nell'acquisizione di Athenahealth, società leader nel mercato americano dei servizi tecnologici per il settore sanitario, da parte di Bain Capital ed Hellmann & Friedman e i ruoli di Joint Lead Arranger e Bookrunner nel finanziamento per l'acquisizione di McAfee, società statunitense operante nel settore della sicurezza informatica a livello mondiale, da parte di Advent International, Permira e Crosspoint Capital. A livello di Fund Financing, si evidenzia il continuo consolidamento del business soprattutto a livello internazionale, con una crescita molto sostenuta dei volumi e delle transazioni, tra le quali il finanziamento in pool in favore del fondo Permira VIII, al quale la Banca ha partecipato in qualità di MLA ed il finanziamento, sempre in pool, per la Umbrella Facility di Advent, diretto ai cinque fondi ad oggi attivi di Advent.

Per quanto riguarda i Sovereign Wealth Funds ed i Pension Funds, nonostante il progressivo rallentamento dell'economia a livello globale, il Gruppo ha ulteriormente consolidato le relazioni con i principali player internazionali del settore e con nuovi

fondi (Khazanah, Aware Super, Australian Super), partecipando a diverse operazioni effettuate nei loro settori di riferimento, soprattutto Energy, Infra e TMT, in tutte le principali aree geografiche globali. Tra le operazioni di finanziamento dirette ai fondi sovrani si segnala il rinnovo della partecipazione con il ruolo di MLA nel prestito sindacato in favore di PIF, la più grande operazione di lending diretto ad un fondo sovrano ad oggi realizzata, ed il ruolo di Joint Bookrunner a sostegno del fondo Mubadala nell'emissione di propri strumenti obbligazionari. Intesa Sanpaolo ha inoltre partecipato, con primari ruoli di Underwriter, MLA e Bookrunner, ai finanziamenti per l'acquisizione di una quota di Cetin (infrastrutture per telecomunicazioni) da parte di GIC, e all'acquisizione dell'operatore energetico Spark Infrastructure da parte di un consorzio formato da KKR, OTPP e PSP. Da ultimo, si ricordano anche le operazioni realizzate con le società controllate dai fondi sovrani, quali il rifinanziamento della compagnia idrica Yorkshire Water / Kelda (GIC), il rifinanziamento di Deutsche Glasfaser (OMERS), società attiva nello sviluppo di linee di fibra ottica in Germania, e il rifinanziamento di Società Gasdotti Italia (OTPP, SLAM). Tali operazioni si vanno ad aggiungere ad un portafoglio di operazioni che ha raggiunto negli ultimi anni una consistenza tale da far emergere il Gruppo quale operatore qualificato e riconosciuto all'interno del mercato dei Sovereign Wealth Funds e Pension Funds a livello globale.

Direzione Global Transaction Banking

Nel corso del primo semestre 2022, la Direzione Global Transaction Banking ha affiancato le imprese sia PMI sia corporate internazionali nel proseguimento del proprio business - nel rispetto delle normative in vigore - durante il periodo di forte criticità geopolitica che si è venuto a creare a inizio anno. In tale contesto, la Direzione ha supportato le unità che internamente alla Capogruppo sono state identificate per gestire la task force creata a partire dalla crisi geopolitica per quanto concerneva aspetti collegati a operazioni in essere di trade finance e ai pagamenti.

La Direzione ha inoltre avviato i programmi collegati al Piano Industriale 2022 -2025 per le iniziative di propria competenza, con lo scopo di rafforzare la value proposition in ambito internazionale - anche grazie alla valutazione di partnership con attori terzi e attraverso una spinta sempre maggiore verso l'innovazione di prodotto e di processo - e supportare l'advisory ai clienti con la propria rete di specialisti dedicati alle soluzioni di pagamento, cash management e trade finance. In particolare, sono state avviate tutte le iniziative utili al rafforzamento dell'offerta internazionale di cash management e trade finance oltre alla revisione del modello operativo con lo scopo di permettere l'efficientamento del tempo di delivery in risposta alle esigenze dei clienti. È continuata inoltre la messa a terra della partnership con Kyriba su aspetti legati alla supply chain e alla gestione della liquidità aziendale.

È proseguito costantemente il percorso di digitalizzazione del portafoglio di servizi attraverso l'integrazione di nuove soluzioni all'interno del portale di corporate banking, Inbiz, con lo scopo di fornire soluzioni a valore aggiunto per la gestione della tesoreria oltre che supportare l'import / export.

Global Markets & Investment Banking

Le incertezze dovute alla guerra russo-ucraina e il trend inflattivo, generato principalmente dal comparto energetico, hanno indotto le Banche Centrali a ricorrere a politiche monetarie non più accomodanti. Come conseguenza, la prima parte del 2022 si è caratterizzata per una forte ondata di volatilità e ridotta liquidità sui mercati che ha contagiato tutte le asset class condizionando pesantemente l'appetito al rischio degli investitori e di conseguenza le preferenze di allocazione di portafoglio. Relativamente all'area Global Market Securities, i flussi sui mercati valutari sono cresciuti a causa soprattutto degli incrementi dei differenziali sui tassi tra Paesi a seguito delle azioni delle rispettive Banche Centrali. I comparti Agricolture ed Energy hanno sperimentato un nuovo effetto scarsità, rinnovando l'interesse della clientela anche in questo ambito. Rialzi dei tassi molto violenti e incertezza sull'andamento dell'economia hanno portato gli operatori a rivedere le proprie scelte di investimento, in alcuni casi alleggerendo il rischio Italia, in altri scegliendo di sfruttare i rendimenti più elevati sul tratto lungo della curva, in un sostanziale bilanciamento; il rialzo dei tassi ha inoltre agevolato l'attività di collocamento dei certificates che, unitamente a un ampio product mix e a una forte azione commerciale, ha visto un netto incremento rispetto alla prima metà del 2021. Nel comparto del Credito, l'attività di Secondario ha sofferto la scarsa liquidità dovuta al progressivo allargamento degli spread di credito. L'azione commerciale di Market Hub ha beneficiato del sempre maggiore interesse per la piattaforma multi-asset: ha contribuito alla crescita dei volumi intermediati (soprattutto in ambito Equity) ampliando ulteriormente la gamma di servizi offerti e attraendo nuovi clienti dall'Italia e dall'estero.

Le attività svolte dall'unità Global Market Solutions and Financing hanno confermato la posizione di leadership in Italia sia nelle attività di supporto alla clientela nella gestione dei rischi finanziari, anche con innovative soluzioni ESG-linked, sia nel settore delle cartolarizzazioni e dell'asset based financing; l'unità ha strutturato, finanziato e distribuito soluzioni per la propria clientela e il Gruppo ISP mirate all'ottimizzazione del funding e del capitale economico e regolamentare, al deconsolidamento di attivi performing e non performing ed al miglioramento della posizione finanziaria netta della propria clientela. L'unità ha inoltre consolidato la propria presenza estera, supportando sia nella gestione dei rischi che finanziariamente la clientela corporate e financial institution europea ed extra-europea, nonché importanti investitori esteri nelle loro operazioni di acquisizione di portafogli granulari, in Italia e nelle principali giurisdizioni estere.

La Direzione Finance & Investments, alla luce delle mutate condizioni di politica monetaria e delle tensioni internazionali ha provveduto a realizzare un ampio de-risking sulle proprie posizioni di banking privilegiando emittenti con elevato rating creditizio ed un profilo ESG coerente con gli obiettivi del Gruppo. La gestione è stata orientata al nuovo regime di volatilità mantenendo livelli di copertura ridotti che sono stati incrementati verso la fine del semestre alla luce della stabilizzazione dei mercati finanziari. Nel corso del semestre è proseguita l'attività di investimento in fondi in ottica di ottimizzazione degli RWA. La Direzione ha garantito il finanziamento dei portafogli di proprietà, la gestione della posizione di liquidità della Divisione e l'attività in derivati OTC con la clientela.

Nel contesto di incertezza che ha dominato anche il mercato primario, in forte contrazione dei volumi nei primi mesi 2022, il team di Equity Capital Markets ha mantenuto il consueto presidio del mercato italiano intervenendo in qualità di Sole Bookrunner nell'ABB di azioni Zignago Vetro e come Joint Global Coordinator nell'ambito dell'aumento di capitale offerto in opzione di Saipem. Il team ha altresì ricoperto il ruolo di Sponsor per il listing di Iveco Group su Euronext Milan, nel contesto dell'operazione di spin-off da CNH Industrial, e ha assistito Revo (Spac quotata nel maggio 2021) nella business combination con Elba Assicurazioni. Nell'ambito delle offerte pubbliche di acquisto, IMI C&IB ha agito in qualità di coordinatore della raccolta delle adesioni nell'ambito delle offerte pubbliche di acquisto obbligatorie totalitarie lanciate da Green BidCo su Falck Renewables, da Amalfi Holding (veicolo di InvestIndustrial) su La Doria e da IDI su BFC Media, oltre che nell'ambito dell'offerte pubbliche di acquisto volontarie totalitarie lanciate da Cassa di Risparmio di Bolzano su azioni e warrant Banca Popolare di Cividale. Nel corso del primo semestre IMI C&IB ha infine svolto il ruolo di Specialista o Corporate Broker per oltre 50 società quotate sul mercato italiano, confermando così la propria leadership in tale segmento di mercato.

Sui mercati obbligazionari l'elevata volatilità ha avuto un impatto evidente anche sugli investimenti ESG con conseguente calo delle emissioni di debito sostenibile. In tale contesto, il team di Debt Capital Markets di IMI C&IB si confermato ai vertici in Italia per numero di emissioni con il ruolo di joint bookrunner, agendo nel segmento Corporate nelle emissioni obbligazionarie di primari emittenti italiani ed esteri, tra cui i sustainability-linked bond di Enel, Snam, Webuild, A2A, i green bond di Suez SA, Hera e Iberdrola e i senior unsecured bond di Stellantis, APRR, Cellnex, Autostrade per l'Italia, Ford Motor e McAfee.

Nell'ambito delle Financial Institutions, il team ha seguito diverse emissioni tra cui i covered bond di Credit Agricole Ital ia, VUB Banka e Slovenska Sporitelna, gli Additional Tier 1 di Intesa Sanpaolo e Deutsche Bank, il senior non preferred bond di BBVA, il Tier 2 di BPER Banca e il collocamento dell'ABS Quarzo. Nel segmento sovereign IMI C&IB è stata joint bookrunner per la Repubblica Italiana nelle emissioni del BTP a 30 anni, del BTP Italia e del CCTeu.

La Divisione IMI C&IB ha prestato i propri servizi di M&A Advisory in numerose operazioni tra le più rilevanti in Italia, tra le quali nel settore TMT, ad ION Group, nell'acquisizione di Cerved Group tramite OPA volontaria, e ad IDI, nell'acquisizione di BFC Media tramite OPA obbligatoria; nel settore Consumer & Retail, ad Investindustrial, nell'acquisizione di La Doria tramite OPA obbligatoria e nel settore Energy, a Next Energy Capital, nell'ambito della cessione di un portafoglio fotovoltaico, e a Falck, attraverso l'emissione di una fairness opinion riguardo la cessione di una quota detenuta in Falck Renewables.

Nel corso del primo semestre 2022 il team di Finanza Strutturata ha confermato la sua leadership sul mercato italiano e proseguito con successo il business sul mercato internazionale, mantenendo un approccio selettivo nell'attività di origination a supporto di investimenti in tutti i settori di riferimento. L'approccio originate to share e la diversificazione geografica, hanno condotto alla conclusione di numerose operazioni di finanziamento a supporto di importanti operatori industriali e di investitori finanziari, italiani ed internazionali, in coerenza con la strategia di crescita della Divisione IMI C&IB, sia in termini di volumi sia di posizionamento, con particolare attenzione alle tematiche ESG. In riferimento al mercato internazionale, Il primo semestre ha confermato l'interesse in Europa nei confronti del settore Infrastrutture, pur con un rallentamento temporaneo nel primo trimestre in conseguenza alle incertezze relative al conflitto. Il mercato UK è stato caratterizzato da un progressivo aumento del livello di attività, in un contesto di liquidità in particolare nelle asset class infrastrutture, rinnovabili e TMT. Contestualmente, il mercato asiatico ha continuato ad essere dinamico con diverse opportunità concentrate nel settore delle rinnovabili, così come la Finanza Strutturata statunitense che ha visto come trend primario un forte incremento di richieste di finanziamento sull'onda del processo di Energy Transition che sta caratterizzando il mercato Energetico degli ultimi anni.

La Direzione Corporate Finance Mid-Cap si è progressivamente rafforzata, diventando il centro di competenza e il punto di riferimento per le operazioni di Corporate Finance a favore dei clienti Imprese della Banca dei Territori e dei Domestic Corporate & Institutional Clients delle Banche della Divisione International Subsidiary Banks. Oltre a numerose operazioni di M&A Advisory e di Finanza Strutturata, la Direzione ha concluso in ambito Equity Capital Markets con il ruolo di Joint Global Coordinator & Joint Bookrunner, in un momento di mercato particolarmente complesso, l'IPO di Technoprobe, l'IPO più grande mai realizzata sul segmento Growth di tutte le piazze europee di Euronext. Nel primo semestre sono infine proseguite le attività per l'incremento delle sinergie con la Divisione Private Banking.

International Subsidiary Banks

30.06.2021 (milioni di euro)
Dati economici 30.06.2022 Variazioni
assolute %
Interessi netti 708 649 59 9,1
Commissioni nette 290 263 27 10,3
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 79 73 6 8,2
Altri proventi (oneri) operativi netti -32 -18 14 77,8
Proventi operativi netti 1.045 967 78 8,1
Spese del personale -268 -264 4 1,5
Spese amministrative -190 -183 7 3,8
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -60 -59 1 1,7
Costi operativi -518 -506 12 2,4
Risultato della gestione operativa 527 461 66 14,3
Rettifiche di valore nette su crediti -188 -78 110
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -14 -16 -2 -12,5
Altri proventi (oneri) netti 2 4 -2 -50,0
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 327 371 -44 -11,9
Imposte sul reddito -118 -84 34 40,5
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -19 -19 - -
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) - - - -
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) -24 -17 7 41,2
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi - - - -
Risultato netto 166 251 -85 -33,9
(milioni di euro)
Dati operativi 30.06.2022 31.12.2021 Variazioni
assolute %
Finanziamenti verso clientela 39.820 38.970 850 2,2
Raccolta diretta bancaria 52.465 51.529 936 1,8
Attività di rischio ponderate 34.607 34.403 204 0,6
Capitale assorbito 3.681 3.648 33 0,9

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

La Divisione International Subsidiary Banks presidia l'attività del Gruppo sui mercati esteri tramite banche commerciali controllate e partecipate che svolgono prevalentemente attività bancaria retail.

Nel primo semestre del 2022 i proventi operativi netti della Divisione si sono attestati a 1.045 milioni, in crescita dell'8,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso esercizio (+8,8% a cambi costanti). L'analisi di dettaglio evidenzia che gli interessi netti sono stati pari a 708 milioni (+9,1%), principalmente grazie alla dinamica favorevole registrata da CIB Bank (+51 milioni), solo in parte compensata dalla flessione di PBZ – inclusa Intesa Sanpaolo Bank (Slovenia) e Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina (-11 milioni). Le commissioni nette, pari a 290 milioni, hanno mostrato un consistente aumento (+10,3%) essenzialmente riconducibile a VUB Banka (+13 milioni), PBZ – inclusa Intesa Sanpaolo Bank (Slovenia) e Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina (+12 milioni), e Banca Intesa Beograd, inclusa Intesa Leasing Beograd (+10 milioni). Tra le altre componenti di ricavo, hanno mostrato un incremento rispetto ai primi sei mesi del 2021, in positivo, il risultato delle attività e passività finanziarie al fair value (+6 milioni) e, in negativo, gli altri oneri operativi netti (+14 milioni).

I costi operativi, pari a 518 milioni, hanno presentato una crescita (+2,4%; +2,7% a cambi costanti) su tutte le componenti e, segnatamente, sulle spese amministrative.

Per l'andamento descritto dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa ha registrato un progresso del 14,3%, attestandosi a 527 milioni. Per contro il risultato corrente lordo, pari a 327 milioni, è diminuito dell'11,9%, a causa di maggiori rettifiche di valore nette su crediti per gli eventi riguardanti Russia e Ucraina. La Divisione ha chiuso il primo semestre 2022 con un risultato netto di 166 milioni (-33,9%).

Nel confronto trimestrale, il secondo trimestre 2022 ha evidenziato un'evoluzione positiva del risultato della gestione operativa rispetto al primo, ascrivibile alla dinamica favorevole dei ricavi che ha più che compensato l'aumento degli oneri operativi. Il risultato corrente lordo e l'utile netto sono stati inoltre positivamente influenzati dalle minori rettifiche di valore nette su crediti.

I volumi intermediati della Divisione hanno evidenziato a fine giugno 2022 un incremento (+2%, pari a +1,8 miliardi) rispetto a inizio anno riconducibile sia alla raccolta diretta bancaria (+1,8%), soprattutto nella componente dei debiti verso clientela, sia ai crediti verso clientela (+2,2%). La dinamica della raccolta è principalmente attribuibile alle controllate operanti in Croazia, Slovenia e Slovacchia mentre quella degli impieghi alle controllate attive in Serbia, Croazia e Slovacchia.

Nel primo semestre del 2022 la Divisione International Subsidiary Banks ha proseguito il percorso di sviluppo delle attività, con un modello di business focalizzato sulla crescita delle commissioni nelle principali controllate europee e un continuo focus sul wealth management in Cina.

In particolare, sono proseguite le attività di evoluzione del modello di servizio nel wealth management per la clientela affluent e private rafforzando il presidio commerciale, la divulgazione di tematiche di educazione finanziaria e lo sviluppo di processi innovativi di advisory.

In ambito bancassurance, è stato formalizzato l'accordo con un primario gruppo assicurativo per la distribuzione di prodotti assicurativi su 5 banche locali (in Slovacchia, Croazia, Ungheria, Serbia, Slovenia) e sono state inoltre definite le modalità di sales support e avviate le sessioni di training con la filiera.

Con riferimento al rafforzamento dei ricavi commissionali, è proseguito lo sviluppo delle iniziative commerciali sinergiche con la Divisione IMI C&IB con beneficio sulle banche del Gruppo in Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e Croazia (chiuse 12 operazioni di Global Markets e 3 di debito e investment banking). Relativamente all'evoluzione e al rafforzamento del modello di servizio per la clientela condivisa con la Banca dei Territori, sono state avviate le attività commerciali sul territorio italiano e si è conclusa l'ottimizzazione del processo di approvazione del credito.

In merito al focus su nuove opportunità di business relative alla transizione ESG, è stata lanciata un'iniziativa di ESG Business Positioning per i segmenti Corporate e SME delle banche in Slovacchia, Ungheria, Croazia, Serbia ed Egitto: sono stati individuati «quick wins» per l'uso dei plafond Green e Circular e sono state avviate le attività per rendere disponibile la soluzione S-Loan; sono inoltre stati definiti i settori prioritari oggetto della strategia commerciale in tema ESG.

In ambito digital banking, lato Corporate&SME, sono state completate le attività per il lancio del prodotto "Confirming" (Factoring) su 5 ulteriori geografie del perimetro della Divisione (Slovacchia, Serbia, Romania, Slovenia e Albania) ed è stata attivata l'interconnessione Italia-Ungheria. Limitatamente al Retail&WM, sono invece proseguite le attività per l'acquisizione di clienti prospect ed è inoltre continuata l'espansione delle funzionalità in ambito creditizio, wealth management e commerciale. Riguardo la spinta alla convergenza IT, risultano avviate le attività progettuali di analisi funzionale e tecnica per l'adozione di una piattaforma unica e multi-bank. È in corso la definizione dello scenario di implementazione della piattaforma di gestione dei corporate loans (ECA) in Slovacchia.

Infine, con riferimento al wealth management in Cina, è proseguita l'attività di business di Yi Tsai attraverso il rafforzamento del network (28 financial advisors reclutati nei primi sei mesi per un totale di 128 suddivisi in 5 branches) e l'ampliamento dell'offerta prodotti.

Business

Presidio dell'attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche commerciali controllate e partecipate.

Missione

Indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate estere che svolgono prevalentemente attività bancaria retail. La Divisione è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell'operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche

estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione IMI Corporate & Investment Banking.

Struttura organizzativa
HUB Europa Sud-Orientale
(SEE HUB)
Presenze in Croazia, Bosnia-Erzegovina, Slovenia.
HUB Europa Centrale
(CE HUB)
Presenze in Slovacchia, Ungheria, Repubblica Ceca.
Altre banche Presenze in Albania, Romania, Serbia, Egitto, Ucraina, Moldavia.
Struttura distributiva 910 filiali in 12 Paesi.

HUB Europa Sud-Orientale (SEE HUB)

Nel primo semestre dell'anno i proventi operativi netti del gruppo Privredna Banka Zagreb sono ammontati a 211 milioni, in aumento rispetto all'analogo periodo del 2021 (+1%), grazie alla dinamica favorevole delle commissioni e alla riduzione degli altri oneri operativi netti. I costi operativi, pari a 92 milioni, hanno registrato un incremento (+1,4%) riconducibile alle spese amministrative. Il risultato della gestione operativa si è attestato a 119 milioni (+0,7%). Il risultato corrente lordo è ammontato a 107 milioni (+15,9%), beneficiando di minori rettifiche su crediti; l'utile netto è stato pari a 82 milioni (+18,8%).

Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina ha chiuso il primo semestre 2022 con un risultato della gestione operativa pari a 11 milioni, in diminuzione rispetto alla prima metà dello scorso esercizio (-6,9%). Tale dinamica è riconducibile sia al decremento dei proventi operativi netti sia all'aumento degli oneri operativi. Il risultato corrente lordo è ammontato a 9,3 milioni, in crescita rispetto al primo semestre 2021 (+13,8%), principalmente grazie a più contenute rettifiche su crediti; l'utile netto si è attestato a 7,5 milioni (+18,4%).

Intesa Sanpaolo Bank (Slovenia) ha realizzato proventi operativi netti pari a 37 milioni, in crescita (+10,5%) rispetto al medesimo periodo del 2021, grazie all'incremento delle commissioni nette e degli interessi netti. I costi operativi sono risultati in aumento (+3,7%) rispetto al primo semestre del 2021. Il risultato corrente lordo e l'utile netto, pari rispettivamente a 9,5 milioni e 4,8 milioni, hanno registrato una contrazione (rispettivamente -23% e -35%) principalmente a causa di più elevate rettifiche su crediti e di maggiori accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività.

HUB Europa Centrale (CE HUB)

Il gruppo VUB Banka ha conseguito un risultato della gestione operativa pari a 128 milioni, in aumento rispetto alla prima metà del 2021 (+8%) per effetto dello sviluppo dei proventi operativi netti (+4,7%) che hanno più che compensato l'incremento dei costi operativi (+0,9%). Il risultato corrente lordo, pari a 106 milioni, ha evidenziato una crescita del 10,1%. L'utile netto, anch'esso in aumento (+4,6%), è ammontato a 64 milioni.

Il gruppo CIB Bank ha presentato proventi operativi netti pari a 147 milioni, in crescita rispetto allo stesso periodo del 2021 grazie alla dinamica positiva degli interessi netti e, in misura minore, del risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value. I costi operativi sono risultati in leggera diminuzione (-0,3%). Il risultato netto si è attestato a 25 milioni (+65%).

Altre banche

Intesa Sanpaolo Bank Albania ha evidenziato un risultato della gestione operativa pari a 9,3 milioni, in diminuzione (-8,7%) rispetto al primo semestre 2021 a causa dell'incremento degli oneri operativi (+9,6%), in presenza di ricavi sostanzialmente stabili. Il risultato corrente lordo, pari a 8,9 milioni, e l'utile netto (5,3 milioni) si sono attestati su livelli inferiori rispetto a quelli dello stesso periodo del precedente esercizio (rispettivamente -6,6% e -8%).

Intesa Sanpaolo Bank Romania ha registrato un risultato della gestione operativa pari a 6,3 milioni, in aumento rispetto ai primi sei mesi del 2021 (+41,6%), per effetto dei maggiori proventi operativi netti (+13,1%), che hanno più che compensato i più elevati oneri operativi (+4,6%). La società ha chiuso il primo semestre 2022 con un utile di 3,5 milioni, in considerevole aumento rispetto ai -7,2 milioni del medesimo periodo del precedente esercizio.

Banca Intesa Beograd, inclusa Intesa Leasing Beograd, ha realizzato un risultato della gestione operativa pari a 95 milioni, in aumento del 18% rispetto al primo semestre 2021. I proventi operativi netti hanno evidenziato una crescita del 14,4% prevalentemente riconducibile alle commissioni nette. I costi operativi sono risultati in incremento (+8,8%) segnatamente nella componente delle spese amministrative. Il risultato corrente lordo si è attestato a 77 milioni (+9,3%) mentre l'utile netto è ammontato a 54 milioni (+7,9%).

Bank of Alexandria, ha conseguito un risultato della gestione operativa pari a 103 milioni, in riduzione del 5% rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio. I proventi operativi netti, pari a 181 milioni, sono risultati in leggera flessione (-0,4%) per effetto della dinamica delle commissioni nette e degli altri oneri operativi netti. I costi operativi hanno mostrato un incremento del 6,3%. Il risultato netto è ammontato a 61 milioni, in calo del 5,2% rispetto al primo semestre 2021.

Pravex. Nonostante la situazione di estrema gravità/incertezza che caratterizza l'Ucraina, anche a giugno 2022 (in analogia a quanto effettuato a marzo) si è proceduto con il consolidamento integrale di Pravex avendo riscontrato la sussistenza del controllo da parte di Intesa Sanpaolo. Tuttavia, alla luce delle evidenti difficoltà logistiche e di esecuzione delle strutture amministrative della banca locale, anche con riferimento ai canali informatici, la scelta del Gruppo è stata quella di procedere al consolidamento integrale utilizzando i saldi patrimoniali di dicembre 2021, apportando centralmente le rettifiche di valore legate alla svalutazione di specifici assets della banca, in particolare crediti verso la clientela, titoli di debito e immobili. Con specifico riferimento ai dati di conto economico, considerata la limitata operatività della controllata nel semestre e, più in generale, la contenuta incidenza sui risultati di Gruppo, non si è proceduto al consolidamento del conto economico "ordinario" e si è, di contro, preso atto degli effetti valutativi definiti centralmente. La scelta è supportata anche dall'evidenza dei dati "gestionali" patrimoniali al 30 giugno che non mostrano significative differenze rispetto a quelli del 31 dicembre 2021.

Eximbank ha registrato un risultato della gestione operativa pari a 3 milioni, in significativo aumento rispetto ai primi sei mesi del 2021 grazie alla dinamica favorevole dei proventi operativi netti (+58%). L'utile netto, pari a 2,6 milioni, risulta pressoché raddoppiato rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio.

Private Banking

(milioni di euro)
Dati economici 30.06.2022
30.06.2021
Variazioni
assolute %
Interessi netti 99 106 -7 -6,6
Commissioni nette 1.009 1.030 -21 -2,0
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 19 32 -13 -40,6
Altri proventi (oneri) operativi netti 8 14 -6 -42,9
Proventi operativi netti 1.135 1.182 -47 -4,0
Spese del personale -212 -215 -3 -1,4
Spese amministrative -177 -170 7 4,1
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -38 -36 2 5,6
Costi operativi -427 -421 6 1,4
Risultato della gestione operativa 708 761 -53 -7,0
Rettifiche di valore nette su crediti -3 1 -4
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività 14 -17 31
Altri proventi (oneri) netti - 194 -194
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 719 939 -220 -23,4
Imposte sul reddito -179 -287 -108 -37,6
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -16 -10 6 60,0
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -10 -11 -1 -9,1
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi - - - -
Risultato netto 514 631 -117 -18,5
(milioni di euro)
Dati operativi 30.06.2022 31.12.2021 Variazioni
assolute %
Risparmio gestito (1) 150.528 166.830 -16.302 -9,8
Attività di rischio ponderate 13.068 11.617 1.451 12,5
Capitale assorbito 1.148 1.014 134 13,2

(1) Dati riesposti in coerenza con i criteri di rendicontazione della raccolta indiretta consolidata.

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

La Divisione Private Banking ha la missione di servire il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals), creando valore attraverso l'offerta di prodotti e servizi mirati all'eccellenza. La Divisione coordina l'operatività di Fideuram, Sanpaolo Invest, Intesa Sanpaolo Private Banking, Fideuram Asset Management SGR, IW Private Investments, SIREF Fiduciaria, Fideuram Asset Management (Ireland), Fideuram Bank (Luxembourg) e del Gruppo bancario svizzero Reyl (in Svizzera, Regno Unito, Singapore, Emirati Arabi Uniti e Malta). A decorrere dal 30 giugno 2022, la Divisione ha acquisito il 100% di Compagnie de Banque Privée Quilvest S.A., banca private lussemburghese con filiali in Belgio, con l'obiettivo di creare un ulteriore hub nell'Unione Europea. Inoltre, con l'obiettivo di offrire una gamma di prodotti ampia e dedicata, fruendo di soluzioni digitali che si arricchiranno nel tempo, è stata creata la nuova business unit Banca Diretta, per rispondere alle esigenze dei clienti che vogliono operare in autonomia sugli investimenti e sul trading online.

Nel primo semestre del 2022 la Divisione ha realizzato un risultato corrente lordo pari a 719 milioni, in calo di 220 milioni (-23,4%) rispetto al valore dei primi sei mesi del 2021, che comprendeva la plusvalenza di 194 milioni realizzata con la cessione del ramo di attività di Banca Depositaria di Fideuram Bank (Luxembourg), contabilizzata nella voce Altri proventi netti. Il risultato della gestione operativa ha mostrato una dinamica cedente (-53 milioni), attribuibile alla riduzione dei proventi operativi netti (-47 milioni) e all'aumento dei costi operativi (+6 milioni), riconducibile alle spese amministrative e, in misura minore, agli ammortamenti su immobilizzazioni materiali e immateriali. L'evoluzione dei ricavi è da ricondurre principalmente alla diminuzione delle commissioni nette (-21 milioni), del risultato delle attività e passività finanziarie al fair value (-13 milioni),

degli interessi netti (-7 milioni) e degli altri proventi operativi netti (-6 milioni). La Divisione ha chiuso il primo semestre 2022 con un utile netto di 514 milioni, in calo del 18,5% rispetto al corrispondente periodo del 2021.

Relativamente alle masse gestite e amministrate, si segnala che i valori vengono esposti in coerenza con i criteri di rendicontazione della raccolta indiretta utilizzati nel consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo, in particolare attraverso l'elisione di conti correnti della clientela correlati alle operazioni di investimento, di obbligazioni e di certificates che, pur facendo parte del patrimonio del cliente, trovano già rappresentazione nell'ambito della raccolta diretta. Si evidenzia inoltre una riallocazione dei prodotti di terzi da risparmio gestito a risparmio amministrato.

Al 30 giugno 2022 le masse gestite e amministrate, che includono anche il contributo dei mandati fiduciari a SIREF Fiduciaria, sono state pari a 265,6 miliardi (-28,2 miliardi da inizio anno). Tale andamento è riconducibile alla performance di mercato che ha inciso negativamente sui patrimoni, solo parzialmente compensata dalla raccolta netta positiva. La componente di risparmio gestito si è attestata a 150,5 miliardi (-16,3 miliardi).

Nei primi sei mesi del 2022 sono state realizzate le seguenti operazioni societarie:

  • la fusione per incorporazione di Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval in Reyl & Cie;
  • l'acquisizione da parte di Fideuram Bank (Luxembourg) di Ubi Trustee;
  • la scissione parziale di IW Bank a favore di Fideuram di un ramo d'azienda costituito dai rapporti bancari e dalle attività bancarie;
  • la scissione parziale di Fideuram a favore di Intesa Sanpaolo di un compendio costituito dai rapporti di mutui in bonis e relativa provvista e personale;
  • la trasformazione di IW Bank in Società di Intermediazione Mobiliare;
  • l'acquisizione da parte di Fideuram di una partecipazione del 14,9% nel capitale sociale di Alpian, banca digitale svizzera in fase di start up con sede a Ginevra, già partecipata da Reyl & Cie;
  • l'acquisizione da parte di Fideuram Bank (Luxembourg) della Compagnie de Banque Privée Quilvest.

Infine sono state avviate anche le seguenti operazioni:

  • la costituzione da parte di Fideuram Asset Management (Ireland) di una nuova società di investimento nel Regno Unito al fine di svolgere le attività attualmente gestite dalla branch di Londra;
  • la fusione per incorporazione in Fideuram della controllata Sanpaolo Invest SIM.

Business Attività di raccolta e gestione del risparmio attraverso reti di consulenti finanziari e private bankers
dipendenti, al servizio della clientela con un potenziale di risparmio elevato.
Missione Occuparsi del benessere dei clienti e proteggerne l'intero patrimonio con una consulenza di
eccellenza.
La relazione di ascolto, soddisfazione e fiducia tra cliente e private banker è ciò che rende unico il
modello di business della Divisione Private Banking.
Struttura organizzativa
Fideuram e Sanpaolo Invest
(Italia)
Dedicate alla produzione, gestione e distribuzione di servizi e prodotti finanziari alla clientela di
alto profilo attraverso un network di 4.896 consulenti finanziari appartenenti alle reti Fideuram e
Sanpaolo Invest.
Intesa Sanpaolo
Private Banking
(Italia)
Banca dedicata alla clientela private (attività finanziarie superiori a 1 milione), alla quale eroga
servizi finanziari volti a proteggere, valorizzare ed accompagnare nel tempo il patrimonio
attraverso una rete di 953 private bankers dipendenti e 95 liberi professionisti con contratto di
agenzia.
IW Private Investments
(Italia)
Società specializzata nella consulenza e nella pianificazione finanziaria di individui e famiglie con
una distintiva proposizione commerciale nel trading. Opera attraverso una rete di 599 consulenti
finanziari.
Reyl & Cie
(Svizzera)
Banca svizzera dedicata allo sviluppo della clientela private internazionale che opera tramite un
gruppo di società specializzate nel wealth management e nel private banking. Complessivamente
opera attraverso una rete di 53 private bankers.
SIREF Fiduciaria
(Italia)
Società specializzata nell'erogazione di servizi fiduciari.
Fideuram Bank
(Lussemburgo)
Banca lussemburghese che, in seguito all'acquisto del ramo di attività di Wealth Management e
Private Banking di Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg, opera attraverso una rete di 17 private
bankers.
Compagnie de Banque
Privée Quilvest S.A.
(Lussemburgo)
Banca lussemburghese con filiali in Belgio che opera attraverso una rete di 28 private bankers.
Struttura distributiva Network di 262 filiali in Italia, 8 filiali all'estero e 6.641 consulenti finanziari.

Asset Management

(milioni di euro)
Dati economici 30.06.2022 30.06.2021 Variazioni
assolute %
Interessi netti - - - -
Commissioni nette 472 595 -123 -20,7
Risultato dell'attività assicurativa - - - -
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value -15 -2 13
Altri proventi (oneri) operativi netti 38 40 -2 -5,0
Proventi operativi netti 495 633 -138 -21,8
Spese del personale -48 -50 -2 -4,0
Spese amministrative -49 -51 -2 -3,9
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -3 -4 -1 -25,0
Costi operativi -100 -105 -5 -4,8
Risultato della gestione operativa 395 528 -133 -25,2
Rettifiche di valore nette su crediti - - - -
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività - - - -
Altri proventi (oneri) netti - - - -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 395 528 -133 -25,2
Imposte sul reddito -89 -141 -52 -36,9
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -1 -1 - -
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -2 - 2 -
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle
imposte)
- - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -1 -10 -9 -90,0
Risultato netto 302 376 -74 -19,7
Dati operativi 30.06.2022 31.12.2021 (milioni di euro)
Variazioni
assolute %
Risparmio gestito 314.493 354.048 -39.555 -11,2
Attività di rischio ponderate 1.850 1.836 14 0,8
Capitale assorbito 188 196 -8 -4,1

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

La Divisione Asset Management ha la missione di sviluppare le migliori soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo e la presenza nel segmento dell'open market tramite la società controllata Eurizon Capital SGR e le sue partecipate.

I proventi operativi netti del primo semestre 2022, pari a 495 milioni, hanno evidenziato una riduzione del 21,8% rispetto al corrispondente periodo dello scorso esercizio principalmente ascrivibile all'andamento delle commissioni nette (-123 milioni), penalizzate dall'intonazione sfavorevole dei mercati finanziari, e, in misura minore, al contributo negativo derivante dalla valutazione al fair value del portafoglio finanziario in cui sono investite le disponibilità liquide della Divisione. In particolare, i ricavi commissionali hanno risentito della contrazione delle commissioni di performance incassate nel periodo e, in misura minore, delle commissioni di gestione correlata alla diminuzione dei patrimoni gestiti. La partecipata cinese Penghua, consolidata a patrimonio netto, ha apportato nel semestre 38 milioni di ricavi. L'evoluzione dei costi operativi (-4,8%) è riconducibile soprattutto al contenimento delle spese amministrative, da porre in relazione con gli effetti delle sinergie derivanti dall'integrazione con Pramerica perfezionata a fine giugno 2021, e delle spese del personale. Dato l'andamento descritto dei ricavi e dei costi, il risultato della gestione operativa è stato pari a 395 milioni, in decremento del 25,2% rispetto ai primi sei mesi 2021. La Divisione ha chiuso il primo semestre 2022 con un risultato netto pari a 302 milioni (-19,7%).

Al 30 giugno 2022 il risparmio gestito dalla Divisione Asset Management si è attestato complessivamente a 314 miliardi, in calo di 40 miliardi (-11,2%) rispetto a fine dicembre 2021. Tale dinamica è ascrivibile alla svalutazione delle masse gestite

correlata all'andamento negativo dei mercati, cui si aggiungono deflussi di raccolta netta (-1,8 miliardi), riconducibili ai fondi comuni (-1,2 miliardi), alle gestioni patrimoniali per clientela retail e private (-0,4 miliardi), nonché ai prodotti assicurativi/previdenziali e destinati a clientela istituzionale (-0,2 miliardi).

Al 30 giugno 2022 la quota del mercato italiano di Eurizon Capital sul patrimonio gestito è risultata pari al 17% (al lordo delle duplicazioni). Escludendo il comparto dei fondi chiusi, in cui la società ha una presenza limitata, la quota di risparmio gestito a fine giugno sale al 17,6%.

Per quanto riguarda gli eventi di rilevanza societaria, nel corso del primo semestre 2022 la controllata Eurizon Capital Real Asset SGR è stata interessata da un cambiamento nella compagine sociale che ha portato Eurizon Capital SGR a detenere il 51% dei diritti di voto e il 20% del capitale sociale. Tale nuova configurazione partecipativa deriva dalle delibere assunte il 31 gennaio 2022 dall'Assemblea dei soci di Eurizon Capital Real Asset SGR al fine di regolare l'ingresso del Gruppo Poste Italiane nel capitale della stessa società e da una concomitante operazione di cessione di azioni di Eurizon Capital Real Asset SGR da Eurizon Capital SGR al preesistente socio Intesa Sanpaolo Vita.

Business Asset management.
Missione Fornire prodotti di risparmio gestito di tipo collettivo (OICR) e individuale alle reti bancarie interne
al Gruppo, nonché sviluppare la presenza nel segmento dell'open market attraverso specifici
accordi di distribuzione con altre reti e investitori istituzionali.
Struttura organizzativa
Eurizon Capital SGR
(Italia)
Specializzata nella gestione attiva del risparmio sia per la clientela retail (fondi comuni di
investimento e gestioni patrimoniali) sia per la clientela istituzionale, alla quale offre un'ampia
gamma di prodotti e servizi di investimento.
Epsilon SGR
(Italia)
Specializzata nella gestione di portafoglio su basi quantitative. È controllata al 100% da Eurizon
Capital SGR.
Eurizon Capital
Real Asset SGR
(Italia)
Specializzata negli investimenti alternativi. È controllata da Eurizon Capital SGR che detiene il
51% dei diritti di voto e il 20% del capitale della società, e partecipata da Intesa Sanpaolo Vita
(40% del capitale) e dal Gruppo Poste Italiane (40% del capitale).
Eurizon Capital S.A.
(Lussemburgo)
La società gestisce e distribuisce OICR di diritto lussemburghese rivolti alla clientela retail e
istituzionale e offre un'ampia gamma di servizi dedicati agli investitori istituzionali. È centro di
specializzazione nella gestione a limitato tracking error (LTE) e di prodotti monetari. È controllata
al 100% da Eurizon Capital SGR.
Eurizon Capital Asia Limited
(Hong Kong)
Società controllata al 100% da Eurizon Capital SGR, costituita per sviluppare le attività di
consulenza in materia di strumenti finanziari, di gestione di portafogli e di distribuzione sul mercato
asiatico.
Eurizon Asset Management
Slovakia
(Slovacchia)
Società di asset management slovacca, controllata al 100% da Eurizon Capital SGR, cui fanno
capo l'ungherese Eurizon Asset Management Hungary e la croata Eurizon Asset Management
Croatia d.o.o. (polo dell'asset management nell'Est Europa). Eurizon Asset Management Slovakia
promuove e gestisce fondi comuni di investimento di diritto slovacco destinati al mercato locale.
Eurizon Asset Management
Croatia d.o.o.
(Croazia)
Società di asset management croata, controllata in via totalitaria dalla società slovacca Eurizon
Asset Management Slovakia. Promuove e gestisce fondi comuni di investimento di diritto croato e
offre servizi di gestione di portafoglio individuale per la clientela retail e istituzionale.
Eurizon Asset Management
Hungary
(Ungheria)
Società di asset management ungherese, controllata in via totalitaria dalla società slovacca
Eurizon Asset Management Slovakia. Promuove e gestisce fondi comuni di investimento di diritto
ungherese e offre servizi di gestione di portafoglio individuale per la clientela retail e istituzionale.
Eurizon SLJ Capital
(Inghilterra)
Società di diritto inglese controllata da Eurizon Capital SGR con il 65% del capitale, attiva nella
ricerca e nella fornitura di servizi di investimento e consulenza.
Penghua Fund Management
Company Limited
(Cina)
Fund manager di diritto cinese partecipata da Eurizon Capital SGR per il 49% del capitale.

Insurance

(milioni di euro)
Dati economici 30.06.2022
30.06.2021
Variazioni
assolute %
Interessi netti - - - -
Commissioni nette 1 1 - -
Risultato dell'attività assicurativa 830 825 5 0,6
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value - - - -
Altri proventi (oneri) operativi netti -7 -5 2 40,0
Proventi operativi netti 824 821 3 0,4
Spese del personale -68 -72 -4 -5,6
Spese amministrative -99 -108 -9 -8,3
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -9 -10 -1 -10,0
Costi operativi -176 -190 -14 -7,4
Risultato della gestione operativa 648 631 17 2,7
Rettifiche di valore nette su crediti - - - -
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -9 -132 -123 -93,2
Altri proventi (oneri) netti - - - -
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - - -
Risultato corrente lordo 639 499 140 28,1
Imposte sul reddito -166 -110 56 50,9
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -4 -7 -3 -42,9
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) -32 -12 20
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) - - - -
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte) - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi - 69 -69
Risultato netto 437 439 -2 -0,5
(milioni di euro)
Dati operativi 30.06.2022 31.12.2021 Variazioni
assolute %
Raccolta diretta assicurativa (1) 180.792 204.481 -23.689 -11,6
Attività di rischio ponderate - - - -
Capitale assorbito 4.439 4.137 302 7,3

(1) Inclusi i titoli subordinati emessi dalle compagnie.

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione.

La Divisione Insurance è costituita da Intesa Sanpaolo Vita, Intesa Sanpaolo Life, Fideuram Vita, Intesa Sanpaolo Assicura, Intesa Sanpaolo RBM Salute e Cargeas, con la missione di sviluppare in modo sinergico l'offerta dei prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo. Nel perimetro della Divisione Insurance rientra inoltre Intesa Sanpaolo Insurance Agency.

Nel primo semestre del 2022 la Divisione ha conseguito un risultato dell'attività assicurativa pari a 830 milioni, in lieve aumento (+0,6%, pari a +5 milioni) rispetto al medesimo periodo del 2021. La dinamica è ascrivibile all'incremento del margine tecnico che ha più che compensato la riduzione del margine finanziario, conseguente all'andamento dei mercati finanziari. Il risultato corrente lordo, pari a 639 milioni, ha evidenziato una sostenuta crescita (+28,1%), per effetto della riduzione dei costi operativi, dell'aumento dei proventi operativi netti e di minori accantonamenti netti. Questi ultimi includevano, nel primo semestre 2021, l'accantonamento di 126 milioni rappresentante l'eccedenza dei sinistri rispetto ai premi maturati al 30 giugno 2021 e la stima per gli oneri prospettici anche in conseguenza di un maggior utilizzo delle prestazioni da parte degli assicurati al termine dei lunghi periodi di lockdown.

Il cost/income, pari al 21,4%, si è mantenuto su ottimi livelli, inferiori a quelli osservati nel primo semestre del 2021.

Infine, l'utile netto è ammontato a 437 milioni (-0,5%), dopo l'attribuzione delle imposte per 166 milioni, degli oneri di integrazione e incentivazione all'esodo per 4 milioni, degli effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione per 32 milioni (in aumento rispetto al semestre di raffronto per gli effetti relativi all'acquisizione delle società assicurative dell'ex Gruppo UBI Banca, presenti solo a partire dal secondo trimestre 2021). Con riferimento agli utili/perdite di pertinenza di terzi, che nel periodo non presentano valori materiali, si segnala che nei primi sei mesi del 2021 la voce incorporava la convenzionale attribuzione del risultato netto di pertinenza delle società assicurative dell'ex Gruppo UBI.

La raccolta diretta assicurativa, pari a 180.792 milioni, ha mostrato un calo (-11,6%, pari a -23,7 miliardi) rispetto a inizio anno ascrivibile sia alle passività finanziarie valutate al fair value, costituite da prodotti unit linked, sia alle riserve tecniche, per effetto dell'impatto del contesto internazionale sui mercati finanziari.

La raccolta premi vita e previdenza della Divisione, pari a 8,3 miliardi, ha mostrato una flessione dell'11% circa rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno, imputabile ai prodotti unit linked (-28%), in conseguenza dell'incertezza dei mercati finanziari. In incremento invece la raccolta dei prodotti tradizionali e previdenziali, inclusivi delle polizze multiramo (rispettivamente +18% e +2%).

I premi del business protezione sono stati pari a 734 milioni, in diminuzione dell'1,6% rispetto al medesimo periodo del 2021. I premi del comparto non motor (escluse le CPI – Credit Protection Insurance) sono risultati in leggero aumento (+2%), trainati principalmente dalle Line of Business (LoB) Imprese e Infortuni (rispettivamente +32% e +39%), a fronte di una riduzione delle altre componenti.

Business Insurance ramo vita e ramo danni.
Missione Sviluppare l'offerta di prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo.
Struttura organizzativa
Intesa Sanpaolo Vita Capogruppo assicurativa specializzata nell'offerta di prodotti assicurativi, di previdenza e per la
tutela della persona e del patrimonio a servizio della Banca dei Territori. La Compagnia controlla
al 100% Intesa Sanpaolo Life, Intesa Sanpaolo Assicura, Intesa Sanpaolo Insurance Agency e
detiene il 73,8% di Intesa Sanpaolo RBM Salute e il 49% di Intesa Sanpaolo Smart Care.
Quest'ultima, dedicata alla commercializzazione di prodotti hardware e software e alla prestazione
di servizi telematici di assistenza, è controllata al 51% da Intesa Sanpaolo (Divisione Banca dei
Territori). Infine, detiene il 40% di Eurizon Capital Real Asset SGR, società operativa dal 31
dicembre 2019 controllata da Eurizon Capital SGR (Divisione Asset Management) che detiene il
51% dei diritti di voto e il 20% del capitale.
Intesa Sanpaolo Life Specializzata nei prodotti vita a più alto tenore finanziario, quali i prodotti unit linked.
Fideuram Vita Specializzata nell'offerta di prodotti assicurativi, di previdenza e per la tutela della persona e del
patrimonio a servizio della Divisione Private Banking.
Intesa Sanpaolo Assicura Dedicata al business danni, offre alla clientela un'ampia gamma di prodotti in grado di coprire i
danni alla persona, ai veicoli, alla casa e tutelare i finanziamenti.
Cargeas Assicurazioni Specializzata nel business danni gestisce i prodotti auto, casa, salute e coperture per le piccole
medie imprese.
Intesa Sanpaolo RBM Salute Specializzata nel business salute.
Intesa Sanpaolo Insurance
Agency
Agenzia che svolge attività di intermediazione assicurativa di prodotti sia vita che danni.

Centro di Governo

Al Centro di Governo, cui è demandato il presidio delle funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo dell'intero Gruppo, fanno capo anche la Direzione NPE nonché le attività di Tesoreria e di ALM Strategico.

Le attività delle Strutture del Centro di Governo hanno evidenziato nel primo semestre 2022 un risultato della gestione operativa pari a 167 milioni, che si confronta con -41 milioni del medesimo periodo del precedente esercizio. Tale andamento è riconducibile alla crescita dei proventi operativi netti, principalmente attribuibile alla dinamica degli interessi netti, nonché al contenimento dei costi operativi che hanno mostrato una riduzione, riconducibile a sinergie sulle spese amministrative e a risparmi sulle spese del personale. Il risultato corrente lordo si è attestato a 370 milioni a fronte di un risultato negativo di 360 milioni dei primi sei mesi dello scorso anno che includevano rettifiche nette su crediti (riprese nette nel primo semestre 2022) e più elevati accantonamenti netti. Il primo semestre 2022 si è chiuso con un risultato netto di -125 milioni a fronte di -247 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Il conto economico del Centro di Governo comprende la quasi totalità degli oneri imposti da disposizioni legislative e/o finalizzati a mantenere la stabilità del sistema bancario e, di conseguenza, al di fuori del governo aziendale, essenzialmente riferibili ai fondi di risoluzione. Tali oneri sono ammontati - al netto delle imposte - a 254 milioni e si confrontano con 262 milioni della prima metà del 2021.

Attività di Tesoreria

Nell'ambito della Tesoreria e Finanza di Gruppo sono ricomprese le attività di tesoreria di servizio in euro e in valuta, la gestione integrata dei fabbisogni e delle eccedenze di liquidità, nonché dei rischi finanziari (ALM) e di regolamento.

Nel primo semestre del 2022 Intesa Sanpaolo ha confermato il proprio ruolo sistemico di "partecipante critico" all'interno dei sistemi di regolamento della BCE (T2 per il cash e T2S per i titoli), mantenendo stabili le proprie quote di mercato sui livelli del 2021.

Per l'area Pagamenti sono proseguite a pieno ritmo le attività di test & training relative ai diversi progetti in corso. In particolare: il go-live del nuovo sistema "CGS" (Continuous Gross Settlement) di EBA Clearing (regolamento dei bonifici SEPA); l'avvio della nuova piattaforma di regolamento cash e titoli della BCE ("Target Services" - T2/T2S Consolidation); l'ECMS (gestione centralizzata del collaterale) per il quale sta terminando la fase di sviluppo del software e sta iniziando la fase di test & training.

Il periodo è stato caratterizzato dalla cessazione dello stato di emergenza sanitaria per la pandemia e, sin dai primi mesi dell'anno, dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Inoltre, il repentino, e in parte inaspettato, materializzarsi dell'inflazione che ha visto toccare l'8,1% come dato annuale in Europa, ha costretto la BCE ad accelerare la normalizzazione della propria politica monetaria.

Come ampiamente previsto, nel mese di marzo è terminato il Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP). Dal 1° luglio sono terminati gli acquisti netti di titoli (APP) e il 21 luglio la BCE ha iniziato ad alzare i tassi ufficiali di 50 punti base.

I tassi di mercato, in attesa di interventi sui tassi ufficiali, hanno registrato una forte risalita (l'Euribor a 1 anno è passato da -0,50% di fine 2021 a circa +1% a fine giugno); lo stesso trend ha riguardato le curve di costo fondi della Banca, sebbene in termini di spread creditizio si sia registrato un incremento più contenuto.

In tale contesto, Intesa Sanpaolo ha mantenuto una solida posizione di liquidità, anche considerando il rimborso volontario anticipato di una tranche della TLTRO (17 miliardi che portano l'esposizione complessiva a 114,8 miliardi).

Gli outstandings di raccolta cartolare di breve termine sono rimasti stabili, nonostante l'elevata volatilità e il chiaro contesto di rischio geopolitico costringa molti investitori alla cautela.

Negli Stati Uniti, come nelle attese, la FED ha avviato nel 2022 la fase di politica monetaria restrittiva: da marzo a giugno nelle tre riunioni della Banca Centrale Americana i tassi sono aumentati complessivamente di 150 punti base (25 punti base a marzo, 50 punti base a maggio e 75 punti base a giugno). I nuovi tassi di riferimento ora si collocano nell'intervallo 1,50- 1,75%. La FED ha sottolineato il forte impegno a riportare l'inflazione sotto controllo. A fine giugno le aspettative incorporate nei prezzi dei futures americani stimavano altri 180/190 punti base di possibili rialzi entro fine anno.

Nel primo semestre dell'anno, nel quadro dell'operatività di funding a medio/lungo termine, l'ammontare complessivo delle emissioni del Gruppo collocate sul mercato domestico attraverso reti proprie e direct listing è stato pari a 5,6 miliardi. Nell'ambito dei titoli collocati si è registrata una prevalenza (53%) della componente costituita da strumenti finanziari strutturati, rappresentati principalmente da strutture legate ad indici. Nella scomposizione per vita media, il 64% è costituito da strumenti con scadenza fino a 5 anni, l'11% con scadenza a 6 e 7 anni ed il restante 25% con scadenza a 8 e 10 anni.

Nel mese di giugno sono state collocate tramite la rete della Divisione Private Banking emissioni obbligazionarie per un controvalore complessivo di 2,5 miliardi, di cui 1,64 miliardi tramite l'emissione di titoli obbligazionari senior preferred, con durata 3 e 5 anni, e 860 milioni tramite un'emissione obbligazionaria subordinata Tier 2, con durata 10 anni, riservata a clienti professionali e controparti qualificate.

Nel periodo sono state perfezionate operazioni di raccolta istituzionale unsecured per un controvalore complessivo di circa 1,2 miliardi, di cui circa 1,1 miliardi tramite l'emissione di titoli obbligazionari collocati presso investitori istituzionali e 79 milioni tramite l'emissione di titoli obbligazionari e certificates da parte della Divisione IMI Corporate & Investment Banking collocati presso investitori istituzionali. In particolare, nel mese di marzo è stata eseguita un'operazione pubblica destinata a mercati internazionali per 1 miliardo. Si tratta di strumenti subordinati di tipo AT1 a tasso fisso con durata perpetua e rimborsabil i anticipatamente dall'emittente a partire dal 28 marzo 2028. I termini contrattuali prevedono che il pagamento degli interessi sia a totale discrezione dell'emittente (seppur soggetto a talune limitazioni regolamentari). Inoltre, qualora il Common Equity Tier 1 (CET1) del Gruppo o di Intesa Sanpaolo scenda al di sotto del 5,125%, il valore nominale degli strumenti verrà ridotto temporaneamente dell'importo necessario a ripristinare la suddetta soglia (5,125% del CET1), tenendo conto anche degli altri strumenti con caratteristiche similari.

Nel semestre infine sono stati effettuati piazzamenti privati in Euro, JPY e RON per un controvalore totale pari a 125 milioni di euro.

Con riferimento ai programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (Covered Bond), nel corso del primo semestre dell'anno, nell'ambito del programma garantito da ISP CB Pubblico la serie retained n. 10 è stata oggetto di riduzione di

100 milioni nel mese di gennaio e di estinzione totale anticipata per 150 milioni a giugno. Sempre nel mese di giugno è stata parzialmente estinta la serie n. 12 per un ammontare di 225 milioni, portando il nominale a residui 1,05 miliardi.

A valere sul programma garantito da ISP CB Ipotecario nel mese di gennaio è scaduta la serie n. 17 per un ammontare di 1 miliardo. A febbraio è stata invece emessa la serie n. 28, per un ammontare di 1 miliardo. Il titolo, a tasso variabile con scadenza 7 anni, quotato presso la Borsa di Lussemburgo con rating Aa3 di Moody's, è stato interamente sottoscritto dalla Capogruppo ed è stanziabile sull'Eurosistema.

Nel mese di marzo è stata effettuata un'emissione di Covered Bond da parte della controllata VUB Banka. Si tratta di titoli a tasso fisso per un ammontare di 500 milioni con scadenza 5 anni.

Per quanto riguarda il programma garantito da UBI Finance, la serie n. 30 è stata oggetto di riduzione di 200 milioni a gennaio e di estinzione totale anticipata per 100 milioni a febbraio. Nel mese di aprile la serie n. 3 è stata interamente ammortizzata per i residui 11,3 milioni in essere. A maggio è stata parzialmente estinta la serie n. 28 per un ammontare di 100 milioni, portando il nominale a residui 600 milioni, mentre la serie n. 29 è stata oggetto di estinzione anticipata per un totale di 600 milioni.

Per quanto concerne la gestione del collateral, Intesa Sanpaolo si avvale da tempo anche della procedura denominata A.Ba.Co. (Attivi Bancari Collateralizzati), che permette l'utilizzo di prestiti bancari - erogati a società non finanziarie - a garanzia delle operazioni di finanziamento con la Banca d'Italia: al 30 giugno 2022 l'importo outstanding, al lordo degli haircut applicabili agli impieghi costituiti in pegno da parte del Gruppo, ammontava a circa 16,9 miliardi.

Nel periodo la prospettiva di una progressiva attenuazione degli effetti della pandemia ha ceduto il passo agli inattesi sviluppi bellici in Est Europa. A causa del quadro inflazionistico infiammato dall'accelerazione delle materie prime, le banche centrali si sono orientate verso una crescente riduzione delle misure di stimolo monetario innescando la volatilità dei mercati del credito. Nel corso del semestre la rotazione di portafoglio è stata finalizzata alla riduzione della componente governativa core che ha raggiunto livelli di spread estremamente elevati nei confronti dei tassi swap. La componente Italia è stata gestita dinamicamente a ridosso dell'elezione del Presidente della Repubblica e successivamente mantenuta al di sotto dei limiti di investimento. La componente non governativa ha mantenuto un'esposizione contenuta nei confronti del mercato Corporate a causa delle incertezze di mercato e delle attese di riduzione dello stimolo quantitativo da parte della BCE.

Con riferimento al mercato repo, i volumi scambiati sui titoli di stato italiani sono notevolmente aumentati rispetto al semestre precedente ed i tassi si sono attestati su livelli inferiori alla depo facility. Nel corso del semestre, lo spread tra i tassi govies dei Paesi core e quelli italiani è rimasto invariato; sullo scavalco di fine semestre si è verificata una discesa dei tassi associata ad un significativo allargamento degli spread.

ALM Strategico

Nell'ambito delle attività di Asset & Liability Management (ALM) del Gruppo, la gestione operativa dei rischi finanziari del banking book di Gruppo è svolta dalla Tesoreria & Finanza di Gruppo sotto il monitoraggio dell'Area CRO. Il rischio di tasso è monitorato e gestito considerando anzitutto la sensitività del valore di mercato delle varie poste del banking book agli spostamenti paralleli della curva dei tassi, nonché la sensitività del margine d'interesse; sono inoltre utilizzate specifiche analisi di scenario circa l'evoluzione dei tassi, nonché ipotesi comportamentali su alcune poste particolari. Le scelte strategiche in materia di rischio tasso sono definite dal Comitato Rischi Finanziari di Gruppo - sessione Asset & Liability Committee - ALCO, nell'ambito di limiti fissati dal Consiglio di Amministrazione: la struttura di Tesoreria & Finanza di Gruppo svolge un ruolo attivo di supporto alle decisioni del Comitato, formulando analisi e proposte. La componente strutturale del rischio di liquidità è gestita, sulla base delle policy di liquidità definite a livello di Gruppo, presidiando gli equilibri attuali e prospettici di liquidità, a breve e a lungo termine, definendo il piano di funding sui diversi canali e strumenti (domestico/internazionale, retail/corporate, secured/unsecured, preferred/non preferred/subordinati) nonché nel rispetto degli indicatori di liquidità (LCR, NSFR e gli altri indicatori di RAF) e in coerenza con gli obiettivi di gap impieghi-raccolta delle Unità di Business.

LE AREE GEOGRAFICHE DI OPERATIVITA'

(milioni di euro)
Italia Europa Resto
del Mondo
Totale
Proventi operativi netti
30.06.2022 8.531 1.766 459 10.756
30.06.2021 (Dati rideterminati) 8.582 1.653 426 10.661
Variazione % -0,6 6,8 7,7 0,9
Finanziamenti verso clientela
30.06.2022 383.874 65.373 22.402 471.649
31.12.2021 383.765 62.328 19.778 465.871
Variazione % - 4,9 13,3 1,2
Raccolta diretta bancaria
30.06.2022 471.043 68.832 9.485 549.360
31.12.2021 480.993 68.136 8.119 557.248
Variazione % -2,1 1,0 16,8 -1,4

I raggruppamenti per aree geografiche sono effettuati facendo riferimento alla localizzazione delle entità costituenti il Gruppo.

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e nel perimetro operativo e delle attività in via di dismissione. I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Con riferimento alla suddivisione per aree geografiche di operatività – effettuata con riferimento alla localizzazione delle entità costituenti il Gruppo – l'attività continua ad essere in massima parte concentrata nel mercato domestico. All'Italia sono infatti da ascrivere il 79% dei ricavi, l'81% dei finanziamenti verso clientela e l'86% della raccolta diretta bancaria da clientela.

Per quanto riguarda l'andamento operativo del primo semestre 2022, i finanziamenti verso clientela hanno evidenziato una sostanziale stabilità in Italia e una crescita in Europa e nel Resto del Mondo, mentre la raccolta diretta bancaria è risultata in calo in Italia e in incremento in Europa e, soprattutto, nel Resto del Mondo.

I ricavi hanno mostrato una lieve flessione in Italia e un aumento in Europa e nel Resto del Mondo.

Per indicazioni di dettaglio riguardo alla presenza del Gruppo in Italia e all'estero si rimanda alla rappresentazione riportata all'inizio del presente fascicolo (Il Gruppo Intesa Sanpaolo: presenza in Italia - presenza internazionale).

Il presidio dei rischi

I PRINCIPI DI BASE DEL PRESIDIO DEI RISCHI

Le politiche relative all'assunzione e i processi di gestione dei rischi ai quali il Gruppo è o potrebbe essere esposto sono approvate dal Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, in qualità di Capogruppo, con il supporto del Comitato Rischi e Sostenibilità. Il Comitato per il Controllo sulla Gestione, organo con funzioni di controllo, vigila sull'adeguatezza, efficienza, funzionalità e affidabilità del processo di gestione dei rischi e del Risk Appetite Framework.

Il Consigliere Delegato e CEO esercita il potere di proposta di adozione delle delibere che riguardano il sistema dei rischi e cura l'esecuzione di tutte le delibere del Consiglio di Amministrazione, con particolare riguardo all'attuazione degli indirizzi strategici, del RAF e delle politiche di governo dei rischi.

Gli Organi beneficiano anche dell'azione di alcuni comitati manageriali in tema di presidio dei rischi. Tali comitati, tra i quali va segnalato il Comitato di Direzione, operano nel rispetto delle responsabilità primarie degli Organi societari sul sistema dei controlli interni e delle prerogative delle funzioni aziendali di controllo, in particolare della funzione di controllo dei rischi.

L'Area di Governo Chief Risk Officer, collocata a diretto riporto del Consigliere Delegato e CEO, nella quale sono concentrate le funzioni di risk management, inclusi i controlli sul processo di gestione dei rischi, e di validazione interna, costituisce componente rilevante della "seconda linea di difesa" del sistema dei controlli interni, separata e indipendente rispetto alle funzioni di supporto al business. L'Area ha la responsabilità di: (i) governare il macro processo di definizione, approvazione, controllo e attuazione del Risk Appetite Framework del Gruppo con il supporto delle altre funzioni aziendali coinvolte; (ii) coadiuvare gli Organi societari nel definire e attuare, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali, gli indirizzi e le politiche in materia di gestione dei rischi del Gruppo; (iii) coordinarne e verificarne l'attuazione da parte delle unità preposte del Gruppo, anche nei diversi ambiti societari; (iv) garantire la misurazione e il controllo dell'esposizione di Gruppo alle diverse tipologie di rischio; (v) attuare i controlli di II livello sia sul credito sia sugli altri rischi, diversi da quelli creditizi, oltre ad assicurare la convalida dei sistemi interni per la misurazione e gestione dei rischi.

La Capogruppo svolge nei confronti delle Società del Gruppo un ruolo di indirizzo e coordinamento36, mirato a garantire un efficace ed efficiente presidio dei rischi a livello di gruppo, esercitando la responsabilità nella definizione delle linee guida e delle regole metodologiche inerenti al processo di gestione dei rischi, perseguendo, in particolare, l'informativa integrata a livello di gruppo nei confronti degli Organi della Capogruppo, in merito alla completezza, adeguatezza, funzionalità e affidabilità del sistema dei controlli interni. Con particolare riferimento alle Funzioni aziendali di controllo, all'interno del Gruppo si distinguono due tipologie di modelli: (i) il Modello di gestione accentrata, basato sull'accentramento delle attività presso la Capogruppo e (ii) il Modello di gestione decentrata, che prevede la presenza di Funzioni aziendali di controllo istituite localmente, che svolgono l'attività sotto l'azione di indirizzo e coordinamento delle omologhe Funzioni aziendali di controllo della Capogruppo, cui riportano funzionalmente.

Gli Organi aziendali delle Società del Gruppo, indipendentemente dal modello di controllo adottato all'interno della propria Società, sono consapevoli delle scelte effettuate dalla Capogruppo e sono responsabili dell'attuazione, nell'ambito delle rispettive realtà aziendali, delle strategie e politiche perseguite in materia di controlli, favorendone l'integrazione nell'ambito dei controlli di gruppo.

Gli strumenti per la misurazione e la gestione dei rischi concorrono a definire un quadro di controllo in grado di valutare i rischi assunti dal Gruppo secondo una prospettiva regolamentare ed economica; il livello di assorbimento di capitale economico, definito come la massima perdita "inattesa" in cui il Gruppo può incorrere in un orizzonte temporale di un anno, rappresenta una metrica chiave per definire l'assetto finanziario e la tolleranza del Gruppo al rischio e per orientare l'operatività, assicurando l'equilibrio tra i rischi assunti e il ritorno per gli azionisti. Esso viene stimato, oltre che sulla base della situazione attuale, anche a livello prospettico, in funzione delle ipotesi di budget e dello scenario economico previsto. La valutazione del capitale è inclusa nel reporting aziendale ed è sottoposta trimestralmente al Comitato di Direzione, al Comitato Rischi e Sostenibilità e al Consiglio di Amministrazione, nell'ambito del Tableau de Bord dei rischi di Gruppo. La copertura dei rischi, a seconda della loro natura, frequenza e dimensione d'impatto potenziale, è affidata ad una costante combinazione tra azioni e interventi di attenuazione/immunizzazione, procedure/processi di controllo e protezione patrimoniale.

Con riferimento al conflitto russo-ucraino, è utile evidenziare che il Gruppo sta attentamente monitorando l'evoluzione delle ricadute della crisi sull'economia reale e sulle principali variabili finanziarie, conducendo anche specifiche analisi di scenario e di stress con le quali vengono valutati i potenziali impatti in termini di redditività e di adeguatezza patrimoniale. Tali analisi si concentrano tanto sugli effetti diretti, quali il deterioramento degli attivi verso i paesi convolti, quanto sugli effetti indiretti, tra i quali le ricadute per la restante clientela del Gruppo derivanti dal mutato contesto economico e finanziario. Per quanto il quadro sia in costante evoluzione, escludendo scenari estremi di escalation del conflitto che potrebbero portare a esiti oggi difficilmente valutabili, da tali analisi è emerso che il Gruppo sarebbe comunque in grado di garantire – anche attraverso l'attivazione di specifiche azioni – il rispetto dei vincoli regolamentari e dei limiti, più stringenti, fissati internamente.

36 In proposito, si specifica che Intesa Sanpaolo non esercita su Risanamento S.p.A. e sulle sue controllate attività di direzione e coordinamento ai sensi degli artt. 2497 e seguenti del Codice Civile.

LA NORMATIVA BASILEA 3

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, relativamente al recepimento delle riforme degli accordi del Comitato di Basilea ("Basilea 3"), ha intrapreso adeguate iniziative progettuali, ampliando gli obiettivi del Progetto Basilea 2, al fine di migliorare i sistemi di misurazione e i connessi sistemi di gestione dei rischi.

Per quanto riguarda i rischi creditizi non si segnalano modifiche rispetto a dicembre 2021. L'aggiornamento periodico e il relativo allineamento all'evoluzione della normativa dei sistemi IRB nonché la loro estensione procedono in accordo con la Regulatory Roadmap condivisa con i Supervisori.

Al 30 giugno 2022 la situazione è rappresentata nella tabella seguente.

1) ISP autorizzata FIRB dal dicembre 2008, LGD AIRB dal dicembre 2010 ed EAD dal 2017, Banca IMI (2012, dal 2020 incorporata in Capogruppo), ISP Ireland (2010), VUB (2010), Intesa Sanpaolo Bank (2017), ISP Luxembourg (2017). Dal 2017 il modello Corporate è utilizzato anche per calcolare il rischio sul portafoglio Equity di Banking book con LGD 65%/90%.

  • 2) VUB autorizzata da giugno 2012 con riferimento ai modelli PD ed LGD Mutui Retail.
  • 3) VUB autorizzata da giugno 2014.
  • 4) ISP e Banca IMI (incorporata in Capogruppo nel 2020) autorizzate dal 2017.

Per quanto riguarda il rischio di controparte su derivati (OTC ed ETD) e SFT, il Gruppo ha ulteriormente migliorato la misurazione e il monitoraggio, affinando gli strumenti richiesti nell'ambito della normativa di Basilea 3. Ai fini segnaletici Intesa Sanpaolo è autorizzata all'utilizzo dei modelli interni (sia per la determinazione dell'Exposure at default a fronte del rischio di sostituzione, che per il CVA capital charge, a fronte del rischio di migrazione). Rispetto al 31 dicembre 2021 sono state apportate – anche in relazione a specifiche interlocuzioni con ECB – le seguenti modifiche al modello:

  • adeguamento all'art. 162 (par. 2(d)) CRR nella determinazione della scadenza utilizzata nel calcolo del requisito per le esposizioni derivanti da SFT, relativamente al perimetro valutato a modello interno;
  • rimozione di criteri di ammissibilità legati alla liquidità e al rating creditizio per titoli sottostanti SFT, non vincolanti per posizioni trattate nell'ambito del Counterparty Credit Risk ai sensi dell'art. 271 (par. 2) CRR;
  • calibrazione del valore atteso delle distribuzioni previste dei tassi di cambio verso Euro, in modo che coincida con le quotazioni forward degli stessi.

Per quanto attiene ai rischi operativi, il Gruppo ha ottenuto l'autorizzazione all'utilizzo del Metodo Avanzato AMA (modello interno) per la determinazione del relativo requisito patrimoniale a partire dalla segnalazione al 31 dicembre 2009. Al 30 giugno 2022 il perimetro relativo al Metodo Avanzato è costituito da Intesa Sanpaolo (incluse le ex Banche e Società rivenienti dal Gruppo UBI Banca in essa incorporate nel corso del 2021 e del primo semestre 2022) e dalle principali banche e società delle Divisioni Private Banking e Asset Management, da VUB Bank e PBZ Banka.

Il resoconto annuale del processo di controllo prudenziale ai fini di adeguatezza patrimoniale (ICAAP), basato sull'utilizzo esteso delle metodologie interne di misurazione dei rischi, di determinazione del capitale interno e del capitale complessivo disponibile, è stato approvato e inviato alla BCE nel mese di aprile 2022.

Nell'ambito dell'adozione di "Basilea 3", il Gruppo pubblica le informazioni riguardanti l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti alla loro identificazione, misurazione e gestione nel documento denominato Terzo Pilastro di Basilea 3 o "Pillar 3".

Il documento viene pubblicato sul sito Internet (group.intesasanpaolo.com) con cadenza trimestrale.

GLI IMPATTI PER IL GRUPPO ISP DEL CONFLITTO MILITARE FRA RUSSIA E UCRAINA E GLI IMPATTI DEL CONTESTO CONSEGUENTE ALLA PANDEMIA DA COVID-19

La valutazione delle esposizioni verso controparti residenti in Russia e Ucraina

Come già rappresentato, al 30 giugno 2022 il Gruppo presenta le seguenti esposizioni per cassa verso controparti residenti in Russia e Ucraina al netto delle garanzie ECA e al lordo delle rettifiche di valore effettuate:

(milioni di euro)
30.06.2022
Russia (1) Ucraina (2)
Crediti verso clientela 4.800 242
Banca Intesa Russia 949 -
Pravex - 158
Esposizioni cross-border 3.851 84
Crediti verso banche 581 57
Banca Intesa Russia 536 -
Pravex - 57
Esposizioni cross-border 45 -
Titoli 156 60
Banca Intesa Russia 56 -
Pravex - 48
Divisione IMI C&IB 37 -
Divisione Insurance 63 12

(1) I valori relativi a Banca Intesa Russia sono riferiti al 31 marzo 2022, data di riferimento per il consolidamento della partecipata, valorizzati al cambio del rublo al 30 giugno 2022 (sensibilmente cresciuto rispetto al cambio del 31 marzo 2022). I dati gestionali della partecipata al 30 giugno 2022 mostrano una diminuzione a 659 milioni per i crediti verso clientela.

(2) I valori relativi a Pravex sono riferiti al 31 dicembre 2021, data di riferimento per il consolidamento della partecipata, valorizzati al cambio della grivnia al 30 giugno 2022. I dati gestionali della partecipata al 30 giugno 2022 non presentano variazioni rilevanti rispetto a quelli del 31 dicembre 2021.

Oltre alle esposizioni per cassa esposte in Tabella, vi sono rischi di firma verso clientela per 370 milioni presso Banca Intesa Russia e 89 milioni presso Pravex, oltre a 293 milioni di firma Cross Border verso clientela residente (netto ECA).

Sono altresì presenti 200 milioni di esposizioni cross border per firma verso banche residenti (essenzialmente riferite a controparti russe).

Inoltre risultano in essere esposizioni in contratti derivati OTC per 7 milioni in termini di fair value.

Si segnala, infine, che le esposizioni cross border verso controparti ucraine sono coperte da garanzie prestate da soggetti appartenenti all'Unione Europea e statunitensi.

Nell'insieme il Gruppo ha effettuato accantonamenti relativi agli impatti derivanti dal conflitto per complessivi 1.126 milioni al lordo dell'effetto fiscale, rivenienti prevalentemente dai rischi creditizi in essere verso clientela, valutati in base al principio IFRS 9. A partire da marzo 2022, tra gli ambiti di maggiore attenzione in tema di valutazioni creditizie nel contesto emergenziale innestato dal conflitto in Ucraina, un focus particolare è stato dedicato all'esposizione del Gruppo verso controparti residenti in Russia e Ucraina. In particolare, sono state adottate iniziative ad hoc volte a rafforzare il presidio del rischio di credito, anche attraverso l'aggiornamento della valutazione del merito creditizio, delle controparti aventi residenza o casa madre residente nella Federazione Russa, in Bielorussia ed in Ucraina. In tale contesto si è altresì preso atto del deterioramento di specifiche posizioni che sono state classificate tra le inadempienze probabili e conseguentemente sottoposte a valutazione analitica. Al 30 giugno tali posizioni riguardano per 324 milioni controparti residenti in Russia.

Per quanto riguarda il portafoglio per il quale non sono stati ravvisati segnali di deterioramento, dalle analisi effettuate del principio contabile e dei correlati Annex, non risultano esservi indicazioni o esemplificazioni volte a delineare specifiche linee guida mirate alla misurazione delle Expected Credit Losses in contesti bellici o a definire metodologie specifiche dell'incremento del rischio di credito conseguente a crisi geopolitiche improvvise e gravi come quella attuale. I riferimenti più assimilabili al contesto attuale appaiono essere quelli riportati nelle Application Guidance del principio stesso, che permettono/suggeriscono l'utilizzo del c.d. "collective assessment" ai fini della verifica della sussistenza di un Significant Increase in Credit Risk (SICR) in ottica di staging delle esposizioni creditizie37, nonché, in continuità con i trattamenti impostati per cogliere le criticità di un'altra recente situazione emergenziale quale il COVID-1938, nell'utilizzo di management overlay nel calcolo dell'ECL, al fine di definire le modalità più opportune per incorporare negli accantonamenti gli aspetti legati al conflitto in corso.

Con specifico riferimento alle posizioni cross border, il Gruppo ha quindi deciso di adottare un approccio valutativo fortemente guidato dall'emergere del rischio geopolitico c.d. "di trasferimento", cioè il rischio che le controparti non onorino gli impegni di pagamento del debito a seguito di restrizioni o decisioni del Paese di residenza e non per aspetti direttamente attinenti al loro business, quindi applicato in base al Paese di residenza delle controparti. Tale approccio ha operato sia ai fini della determinazione del SICR e relativa classificazione a Stage 2, che ai fini di calcolo dell'ECL mediante applicazione di management overlay. Tale modalità è stata ritenuta la più opportuna per incorporare accantonamenti legati al rischio paese e geopolitico relativi al conflitto in corso altrimenti non adeguatamente colti dai sistemi di misurazione del rischio normalmente

37 In particolare, si vedano IFRS 9 B5.5.1, IFRS 9 B5.5.4, IFRS 9 B5.5.5, IFRS 9 B5.5.18 e IFRS 9 B5.5.52.

38 IFRS 9 and COVID-19: Accounting for expected credit losses applying IFRS 9 Financial Instruments in the light of current uncertainty resulting from the COVID-19 pandemic.

in uso. Nel contempo, è stata effettuata una attività di rating review delle controparti più significative esposte al rischio paese correlato al conflitto, che ha portato a downgrading rilevanti rispetto ai rating attribuiti anteriormente all'inizio del conflitto. Nel dettaglio le scelte introdotte ai fini del calcolo ECL sulle esposizioni cross border sono state:

  • − applicazione della PD through the cycle associata al rating attribuito, senza procedere al condizionamento forward looking, approccio ritenuto più prudente in quanto la metodologia di condizionamento, in relazione alle logiche attualmente adottate nei modelli satellite, non sarebbe stata rappresentativa del rischio specifico legato ai paesi in conflitto;
  • − calcolo di un ulteriore buffer prudenziale, tale da determinare equivalenza con l'utilizzo di un tasso di perdita stimato secondo un approccio basato sulla traslazione del rischio del paese di residenza della modellistica Pillar II (LGD fissa da modello transfer risk pari al 55%, non condizionata);
  • − introduzione di ulteriori margini di prudenza rispetto alle stime di ECL derivanti dai sopraindicati elementi, a fronte di potenziali ulteriori peggioramenti del merito creditizio delle controparti russe.

Le scelte sono state applicate coerentemente a posizioni cross border presenti principalmente nella Capogruppo e nelle banche estere della Divisione IMI C&IB, nonché, per importi minori, nelle banche della Divisione International Subsidiary Banks.

Con riferimento ai crediti verso clientela erogati da Pravex, la situazione di assoluta gravità presente su tutto il territorio ucraino, inoltre, ha portato a definire ai fini della valutazione del portafoglio crediti della banca ucraina controllata un approccio del tutto specifico, fortemente guidato da razionali che hanno tenuto in considerazione le incertezze e gli elementi di rischio connessi al conflitto. Tale approccio è stato adottato su tutto il portafoglio crediti performing di Pravex (la banca non presentava sostanzialmente al 31 dicembre 2021 posizioni NPL) cui è stato applicato uno specifico management overlay a livello di ECL che ha comportato una svalutazione tale da portare il livello di copertura al 73% (in aumento rispetto a circa il 60% applicato al 31 marzo alla luce dell'aggravarsi del conflitto con le conseguenti ricadute sull'economia ucraina).

Per quanto riguarda Banca Intesa Russia si sono definite scelte prudenziali specifiche, pur tenendo conto peraltro della diversa situazione di rischio/operativa rispetto alla partecipata Ucraina. Si è proceduto quindi all'adozione di un approccio classificatorio e valutativo dei crediti performing che tiene in forte considerazione il rischio geopolitico derivante dalla crisi in corso, che peraltro contribuisce a determinare – secondo le più recenti indicazioni della Direzione Studi – un PIL della Russia in contrazione del 10% per il 2022 e dell'1% nel 2023. Pertanto, alle valutazioni effettuate a marzo dalla controllata, sulla base delle indicazioni della Capogruppo e sostanzialmente coerenti con quelle adottate sui clienti "cross-border" esposti anche verso la partecipata, si è aggiunto un ulteriore fattore prudenziale determinato centralmente che tiene conto dell'aggravarsi della situazione economica domestica alla luce del protrarsi del conflitto – non più ormai considerato poter cessare in tempi relativamente brevi – e dell'accresciuto isolamento dell'economia russa. Per effetto di tale ulteriore accantonamento la copertura complessiva sui crediti in bonis della controllata russa si attesta a circa il 25% sul valore lordo del credito riveniente dal package al 31 marzo 2022, utilizzato per il consolidamento al 30 giugno 2022. Tale percentuale cresce ad oltre il 30% se si tiene conto della riduzione degli impieghi operata dalla partecipata nel secondo trimestre.

Complessivamente nel semestre sui crediti di Banca Intesa Russia, Pravex e sulle esposizioni cross-border sono state apportate rettifiche di valore per 1.093 milioni (di cui 178 milioni sulle posizioni classificate tra i crediti deteriorati).

In aggiunta ai suddetti impatti derivanti dalla valutazione del portafoglio crediti di Gruppo, sono state inoltre iscritte rettifiche di valore con riferimento alle limitate posizioni in titoli per complessivi 32 milioni (oltre a 8 milioni di impatti negativi sulle riserve da valutazione). Il patrimonio immobiliare di Pravex è stato infine svalutato per 1 milione (oltre ad un ulteriore impatto negativo sulle riserve da valutazione di 1 milione).

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Per quanto riguarda le azioni di sostegno adottate dal Gruppo in risposta alla pandemia da COVID-19, si rimanda allo specifico paragrafo della Relazione intermedia sulla gestione.

Come già indicato nelle precedenti informative, il percorso di progressivo ripristino dei processi creditizi pienamente ordinari con valutazioni one-to-one si era già svolto nel corso del 2021 con il progressivo phase out delle Linee guida EBA sulle "general payment moratoria" e si è definitivamente compiuto dal 1° aprile 2022, in seguito alla cessazione dello stato di emergenza, con il pieno ritorno anche in termini di soluzioni offerte al catalogo prodotti ordinario della Banca.

Nel mese di aprile è stata inoltre attivata la possibilità, prevista dal Decreto Mille Proroghe per i finanziamenti cosiddetti "30 mila euro" di cui alle lettere m) e m-bis), dell'articolo 13, comma 1, del Decreto Legge 8 aprile 2020, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla Legge 5 giugno 2020, n. 40, di richiedere da parte del soggetto finanziato e previo accordo tra le parti, il differimento per massimo 6 mesi del periodo di preammortamento del finanziamento il cui termine iniziale di rimborso del capitale è previsto nel corso dell'anno 2022.

Con riferimento alle azioni legate alla gestione proattiva del credito, nel 2021 era stata attivata una specifica iniziativa diagnostica sul portafoglio moratorie proseguita per tutto l'anno nell'ambito dell'Action Plan crediti con l'obiettivo di contenere il deterioramento, mediante l'attivazione di interventi sulle posizioni critiche. Nel secondo trimestre 2022 è stata attivata una nuova iniziativa diagnostica sulle moratorie scadute o in scadenza nel 1° semestre 2022 che denotano qualche elemento di rischio. L'esito dell'iniziativa evidenzia che per oltre il 96% non si manifestano criticità significative o le stesse sono monitorate con eventuali interventi pianificati del terzo trimestre.

Alla data del 30 giugno 2022 residuavano in essere moratorie per circa 0,3 miliardi (4,8 miliardi a fine 2021) oltre a circa 0,3 miliardi di moratorie terminate ma con maturazione dei termini per la ripresa dei pagamenti nei mesi successivi (6,7 miliardi a dicembre 2021). L'impatto degli sconfini rilevanti e dei nuovi default continua a mantenersi contenuto; sulle moratorie scadute che hanno già maturato le condizioni per la ripresa dei pagamenti l'incidenza rilevata dei flussi di nuovi default è stata nell'ordine del 3%.

Come riportato nell'ambito della Relazione intermedia sulla gestione, nel corso del semestre si è evidenziata un'importante riduzione dei management overlay a presidio della vulnerabilità delle moratorie, stante il progressivo aumento delle moratorie che hanno maturato i termini per la ripresa dei pagamenti senza evidenziare elementi di criticità significativi. In particolare, per quanto riguarda gli elementi di vulnerabilità delle esposizioni oggetto di misure di moratoria considerati ai fini del Bilanc io al 31 dicembre 2021 (rappresentati da overlay incorporati nei modelli satellite e da trigger straordinari di scivolamento a Stage 2), si è proceduto ad una loro rivalutazione mantenendo ancora una congrua prudenza, come meglio dettagliato nel paragrafo "Management overlay e trigger di scivolamento a Stage 2". Al fine di tenere adeguatamente conto delle ricadute indirette del

conflitto sui macrosettori particolarmente esposti agli effetti di perduranti pressioni inflazionistiche su prodotti energetici e materie prime, è stato adottato lo scenario macroeconomico aggiornato per il condizionamento forward looking dei parametri di rischio e sono stati applicati management overlay, con un aggravio dei tassi di default stimati sui settori trasporti, manifatturiero e famiglie rispetto agli esiti dei modelli satellite e sono stati introdotti trigger straordinari di scivolamento a Stage 2 sui settori vulnerabili.

RISCHI DI CREDITO

Le strategie, il Risk Appetite Framework, le Facoltà e le Regole di Concessione e gestione del credito nel Gruppo Intesa Sanpaolo sono indirizzate:

  • al raggiungimento di un obiettivo sostenibile e coerente con l'appetito per il rischio e la creazione di valore del Gruppo, garantendo la qualità delle attività creditizie;
  • alla diversificazione del portafoglio, limitando la concentrazione delle esposizioni su controparti/gruppi, settori di attività economica o aree geografiche;
  • ad un'efficiente selezione dei gruppi economici e dei singoli affidati, attraverso un'accurata analisi del merito creditizio finalizzata a contenere il rischio di insolvenza e a mitigare le perdite a queste potenzialmente connesse;
  • a privilegiare, nell'attuale fase congiunturale, gli interventi creditizi volti a supportare l'economia reale, il sistema produttivo e a sviluppare le relazioni con la clientela;
  • al costante controllo delle relazioni e delle relative esposizioni, effettuato sia con procedure informatiche sia con un'attività di sorveglianza sistematica delle posizioni presentanti irregolarità, allo scopo di cogliere tempestivamente eventuali sintomi di deterioramento.

Il Gruppo dispone di un vasto insieme di tecniche e di strumenti per la misurazione e la gestione dei rischi di credito, in grado di assicurare un controllo analitico della qualità del portafoglio degli impieghi alla clientela e alle istituzioni finanziarie, nonché delle esposizioni soggette a rischio paese.

Per quanto riguarda in particolare gli impieghi a clientela, la misurazione del rischio fa ricorso a modelli di rating interni differenziati a seconda del segmento di operatività della controparte (Corporate, SME Retail, Retail, Stati Sovrani, Enti del Settore Pubblico e Banche). Tali modelli consentono di sintetizzare la qualità creditizia della controparte in una misura, il rating, che ne riflette la probabilità di insolvenza con un orizzonte temporale di un anno, calibrata su un livello medio del ciclo economico. I rating calcolati sono, inoltre, raccordati alle classificazioni delle agenzie ufficiali di rating per mezzo di una scala omogenea di riferimento.

Il rating e i fattori mitiganti del credito (garanzie, forme tecniche e covenants) assumono un ruolo fondamentale nel processo di concessione e gestione del credito.

Il Gruppo ha sempre gestito proattivamente e prudentemente il proprio portafoglio di rischi. Nel prossimo orizzonte di pianificazione, il Gruppo perseguirà una strategia strutturale di de-risking, già significativamente avviata nello scorso Piano di Impresa, collocandosi tra i migliori in Europa per ratio e stock di crediti deteriorati (Zero-NPL Bank) e generando un netto calo del Costo del rischio. Quest'ultimo sarà mantenuto sempre a un livello conservativo, grazie sia alle cospicue riserve di accantonamento sui crediti, sia a una continua prudente gestione del credito.

Rispetto al 31 dicembre 2021 si segnala che il Gruppo, in data 27 aprile, ha perfezionato un'operazione di cartolarizzazione di portafogli di crediti in sofferenza, precedentemente ceduti a un veicolo ex Legge 130/99, per 3,9 miliardi al lordo delle rettifiche di valore, che rispettano i requisiti normativi per il rilascio della garanzia GACS.

Il veicolo di cartolarizzazione ha emesso titoli senior e titoli subordinati pari, rispettivamente all'87% e 13% del prezzo del portafoglio ceduto.

I titoli senior sono stati integralmente sottoscritti, e rimarranno detenuti, da Intesa Sanpaolo. Per questi titoli, cui è stato assegnato un rating investment grade da parte delle agenzie specializzate, è stata rilasciata la garanzia GACS nel mese di giugno 2022.

I titoli subordinati, inizialmente sottoscritti anch'essi da Intesa Sanpaolo, sono stati ceduti per il 95% a investitori terzi e mantenuti per il restante 5% in ottemperanza agli obblighi regolamentari vigenti, con il conseguente pieno deconsolidamento contabile e regolamentare del portafoglio.

Qualità del credito

Il costante controllo della qualità del portafoglio crediti è perseguito attraverso l'adozione di precise modalità operative in tutte le fasi gestionali della relazione di affidamento.

Il complesso dei crediti con segnali d'attenzione e deteriorati è oggetto di uno specifico processo di gestione che contempla anche il puntuale monitoraggio attraverso un sistema di controllo e di periodico reporting direzionale. In particolare, tale attività si esplica tramite il ricorso a metodologie di misurazione e controllo andamentale che consentono la costruzione di indicatori sintetici di rischio. La qualità del portafoglio crediti viene perseguita attraverso l'adozione di precise modalità operative in tutte le fasi gestionali della relazione di affidamento, avvalendosi sia di procedure informatiche che di attività rivolte alla sorveglianza sistematica delle posizioni, allo scopo di cogliere tempestivamente eventuali sintomi di squilibrio e promuovere gli interventi correttivi volti a prevenire situazioni di possibile deterioramento.

Per quanto attiene all'intercettamento e all'inserimento in via automatica delle posizioni nei processi di gestione del credito, esso avviene con controlli a cadenza giornaliera e mensile attraverso l'utilizzo di oggettivi indicatori di rischiosità, che permettono di formulare valutazioni tempestive sull'insorgere o sul persistere di eventuali anomalie ed interagiscono con i processi e le procedure di gestione e controllo del credito.

Nel Gruppo, in conformità a predefinite regole, le posizioni alle quali è attribuita una valutazione di rischiosità elevata, confermata nel tempo, sono intercettate (in via manuale o automatica) e, in relazione al profilo di rischio, sono classificate, in conformità alle disposizioni regolamentari in materia di qualità del credito, nelle seguenti categorie:

  • sofferenze: il complesso delle esposizioni "per cassa" e "fuori bilancio" nei confronti di soggetti in stato di insolvenza o in situazioni sostanzialmente equiparabili;
  • inadempienze probabili ("unlikely to pay"): le esposizioni "per cassa" e "fuori bilancio" di debitori nei confronti dei quali la banca, a suo giudizio, ritiene possibile che gli stessi possano non adempiere integralmente (in linea capitale e/o interessi) alle loro obbligazioni creditizie, senza il ricorso ad azioni quali l'escussione delle garanzie. Tale valutazione prescinde dalla presenza di eventuali importi (o rate) scaduti e non pagati;
  • esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate: in tale categoria rientrano le esposizioni per cassa diverse da quelle definite come sofferenze o inadempienze probabili, che, alla data di riferimento della segnalazione, sono scadute o sconfinanti continuativamente da oltre 90 giorni. L'esposizione complessiva verso un debitore deve essere rilevata come scaduta e/o sconfinante qualora, alla data di riferimento della segnalazione, l'ammontare del capitale, degli interessi e/o delle commissioni non pagato alla data in cui era dovuto, superi entrambe le seguenti soglie (di seguito congiuntamente definite "Soglie di Rilevanza"):
    • o limite assoluto pari a 100 euro per le esposizioni retail e pari a 500 euro per le esposizioni diverse da quelle retail (c.d. "Soglia Assoluta") da confrontare con l'importo complessivo scaduto e/o sconfinante del debitore;
    • o limite relativo dell'1% da confrontare con il rapporto tra l'importo complessivo scaduto e/o sconfinante e l'importo complessivo di tutte le esposizioni iscritte a bilancio verso lo stesso debitore (c.d. "Soglia Relativa").

Infine, sempre nell'ambito delle esposizioni deteriorate, sono ricomprese anche le singole esposizioni oggetto di concessioni, che soddisfano la definizione di "Non-performing exposures with forbearance measures" previste dagli ITS EBA (Implementing Technical Standards – European Banking Authority) che non formano una categoria a sé stante di attività deteriorate, ma ne costituiscono un sottoinsieme. Allo stesso modo, le esposizioni caratterizzate da "forbearance measures" sono presenti tra i crediti in bonis.

La fase gestionale di tali esposizioni, in stretta aderenza alle previsioni regolamentari rispetto a tempi e modalità di classificazione, è coadiuvata da automatismi di sistema che garantiscono preordinati iter gestionali autonomi e indipendenti.

La tabella che segue riporta esposizione lorda, rettifiche di valore complessive ed esposizione netta dei Finanziamenti verso clientela in relazione al loro profilo di rischio.

(milioni di euro)
Voci 30.06.2022 31.12.2021 Variazione
Esposizione
lorda
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Esposizione
lorda
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Esposizione
netta
Sofferenze 3.429 -2.192 1.237 7.194 -5.064 2.130 -893
Inadempienze probabili 7.032 -2.655 4.377 7.281 -2.956 4.325 52
Crediti Scaduti / Sconfinanti 687 -146 541 774 -152 622 -81
Crediti Deteriorati 11.148 -4.993 6.155 15.249 -8.172 7.077 -922
Crediti deteriorati in Stage 3 (soggetti a
impairment)
11.107 -4.983 6.124 15.202 -8.164 7.038 -914
Crediti deteriorati valutati al fair value con
contropartita il conto economico
41 -10 31 47 -8 39 -8
Crediti in bonis 461.219 -2.734 458.485 454.213 -
-2.453
451.760 6.725
Stage 2 54.920 -2.042 52.878 56.129 -1.740 54.389 -1.511
Stage 1 405.254 -692 404.562 397.085 -713 396.372 8.190
Crediti in bonis valutati al fair value con
contropartita il conto economico
1.045 - 1.045 999 - 999 46
Crediti in bonis rappresentati da titoli 6.957 -33 6.924 7.039 -24 7.015 -91
Stage 2 1.074 -26 1.048 882 -17 865 183
Stage 1 5.883 -7 5.876 6.157 -7 6.150 -274
Crediti detenuti per la negoziazione 85 - 85 19 - 19 66
Totale finanziamenti verso clientela 479.409 -7.760 471.649 476.520 -10.649 465.871 5.778
di cui forborne performing 8.424 -444 7.980 8.616 -513 8.103 -123
di cui forborne non performing 3.862 -1.442 2.420 4.568 -1.924 2.644 -224
Finanziamenti verso clientela classificati tra le
attività in via di dismissione (*)
4.127 -3.104 1.023 4.504 -3.298 1.206 -183

Dati riesposti, ove necessario e se materiali, per tenere conto delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento e delle attività in via di dismissione.

(*) Al 30 giugno 2022 e al 31 dicembre 2021 la voce si riferisce ai portafogli, o esposizioni single name, di sofferenze e inadempienze probabili oggetto di cessione.

Al 30 giugno 2022 i crediti deteriorati lordi del Gruppo erano scesi a 11,1 miliardi, in diminuzione di 4,1 miliardi (-26,9%) da dicembre. La loro incidenza risultava pertanto diminuita al 2,3% dal 3,2% di fine 2021 (1,8% e 2,4% rispettivamente a giugno 2022 e a dicembre 2021 secondo la definizione EBA).

Tale evoluzione è stata possibile grazie alle iniziative di de-risking portate avanti nel periodo (si veda in proposito quanto riportato nella Relazione intermedia sulla gestione con riferimento alle iniziative di de-risking), ed in particolare alla cartolarizzazione di sofferenze con garanzia GACS perfezionata nel mese di aprile per 3,9 miliardi (0,9 miliardi netti).

Il processo di riduzione dei crediti deteriorati continua peraltro a beneficiare di nuovi flussi in entrata da crediti in bonis che, seppur in leggera ripresa, si mantengono su livelli contenuti.

Nel corso dei primi sei mesi gli ingressi lordi sono stati pari a 1,9 miliardi, dei quali 0,7 miliardi nel primo trimestre e 1,2 miliardi nel secondo, inclusivi questi ultimi di 0,3 miliardi relativi ad esposizioni Russia-Ucraina classificate ad inadempienze probabili. Nel semestre di raffronto 2021 il flusso in entrata lordo era stato di 1,4 miliardi.

In termini netti, al netto cioè delle uscite verso crediti in bonis, il flusso in entrata è stato di 1,4 miliardi (0,4 miliardi nei primi tre mesi e 1 miliardo nel secondo trimestre, inclusivo dei citati 0,3 miliardi relativi a Russia-Ucraina), a fronte degli 0,9 miliardi del primo semestre 2021.

Dalla tabella emerge come la diminuzione dei crediti deteriorati lordi sia stata determinata dalle sofferenze per 3,8 miliardi (-52,3%), in relazione alla cartolarizzazione sopra citata, e dalle inadempienze probabili per 249 milioni (-3,4%), nonostante la sopra richiamata classificazione in tale categoria di esposizioni verso Russia-Ucraina.

A fine giugno 2022 i crediti deteriorati classificati fra le attività in via di dismissione ammontavano a 4,1 miliardi lordi e a 1 miliardo netto.

I crediti deteriorati netti del Gruppo, anche in virtù della citata cartolarizzazione, si sono attestati in chiusura di semestre a 6,2 miliardi, valore che rappresenta un nuovo minimo storico. La riduzione da inizio anno (-922 milioni; -13%) conferma l'andamento virtuoso già rilevato nel corso degli esercizi precedenti. Si registra un'incidenza delle attività deteriorate sul totale dei finanziamenti netti verso clientela dell'1,3% (1% in base alla definizione EBA), valore contenuto e in ulteriore miglioramento rispetto a dicembre 2021 (1,5%, 1,2% in base alla definizione EBA). Poiché le cessioni perfezionate nel periodo hanno avuto per oggetto esposizioni caratterizzate da un livello di copertura superiore a quello medio della rispettiva categoria, la copertura dei crediti deteriorati è scesa al 44,8%, dal 53,6% di fine 2021.

Più in dettaglio, a giugno 2022 i finanziamenti classificati in sofferenza, al netto delle rettifiche di valore contabilizzate, si sono quantificati in 1,2 miliardi (-41,9%), con un'incidenza sul totale dei finanziamenti netti pari allo 0,3% e un livello di copertura al 63,9%. Le inadempienze probabili, pari a 4,4 miliardi, sono aumentate dell'1,2%, con un'incidenza sul totale degli impieghi netti a clientela pari allo 0,9% e un livello di copertura del 37,8%. I crediti scaduti e sconfinanti sono ammontati a 541 milioni (-13%), con una copertura pari al 21,3%. Le esposizioni forborne, generate da concessioni verso debitori in difficoltà nel far fronte ai propri impegni finanziari, nell'ambito delle attività deteriorate, si sono attestate a 2,4 miliardi, con una copertura del 37,3%; le esposizioni forborne presenti nei finanziamenti in bonis sono ammontate a 8 miliardi.

Alla fine del primo semestre 2022 i crediti in bonis netti risultavano pari a 458,5 miliardi, in incremento da dicembre di 6,7 miliardi (+1,5%), registrando un aumento della copertura complessiva (dallo 0,54% allo 0,59%) che ha interessato in particolare i crediti in Stage 2 (dal 3,10% al 3,72%), a fronte di una stabilità per quelli in Stage 1 (0,17%).

I crediti netti in Stage 2 sono risultati in flessione del 2,8% a 52,9 miliardi. Tale evoluzione incorpora in realtà un aumento per effetto delle classificazioni delle controparti russe e ucraine e di controparti italiane per il peggioramento dello scenario economico, ma nel contempo anche diminuzioni nette – prevalentemente nel perimetro domestico – per classificazione a Stage 1 anche per la progressiva estinzione delle moratorie con una generale ripresa dei termini di pagamento.

Scenario macroeconomico ai fini del condizionamento forward looking

Gli effetti della guerra russo - ucraina, in particolare sotto il profilo del mercato dell'energia, dei beni alimentari e della fiducia dei mercati, erano stati già oggetto di una prima valutazione ed incorporati nella revisione dello scenario di riferimento implementata a marzo 2022. In occasione della Relazione Semestrale al 30 giugno 2022, il Gruppo ha proceduto a un nuovo aggiornamento dello scenario macroeconomico di riferimento ai fini del calcolo dell'ECL. Si rammenta, infatti, come il protrarsi dell'invasione russa dell'Ucraina abbia impartito una nuova scossa ad un contesto economico che già iniziava a manifestare problemi di alcune filiere produttive globali.

L'aggiornamento di giugno, le cui ipotesi di base riflettono un rallentamento generalizzato della crescita reale per effetto dello shock energetico, della contrazione dell'economia cinese e di politiche monetarie restrittive, contiene una previsione al rialzo dei tassi di inflazione (in considerazione delle perduranti tensioni sulle materie prime) e dei tassi di interesse (in considerazione delle più recenti decisioni di politica monetaria e del sentiero di rialzi intrapreso anche in Europa). Le revisioni rispetto allo scenario centrale di marzo, avvengono a sostanziale invarianza delle stime di crescita del prodotto interno lordo precedentemente formulate lungo l'orizzonte previsionale (2022-2024) e, peraltro, sono allineate a quelle formulate nel corso del mese di giugno 2022 dalla BCE e dalla Banca d'Italia.

Nella previsione di base, si conferma uno scenario espansivo per l'Area euro, ma con più ampi rischi di rallentamento. L'elevata inflazione, la svolta della politica monetaria, i riflessi del conflitto in Ucraina e il rallentamento dell'economia cinese limitano le prospettive di crescita per i prossimi trimestri. Tuttavia, la ripartenza dei servizi, la tenuta del mercato del lavoro e un ciclo degli investimenti non ancora concluso dovrebbero permettere all'Eurozona un'espansione al 3% nel 2022 e al 2,1% l'anno successivo. L'inflazione dovrebbe ulteriormente aumentare prima di flettere (in particolare la componente core, attualmente sostenuta dalla trasmissione dei rincari dei costi). La media annua è stimata al 7,2% nel 2022 e al 3,6% nel 2023. La Banca Centrale Europea ha indicato, in data 9 giugno 2022, che intendeva procedere a un rialzo dei tassi di interesse di riferimento di 25 punti base con la riunione di politica monetaria di luglio e porre fine agli acquisti netti di attività nell'ambito dell'Asset Purchase Program (APP) a partire dal 1° luglio 2022. Tuttavia, il 21 luglio la BCE ha annunciato un rialzo dei tassi di 50 punti base, invece che di 25, rinunciando altresì a fornire indicazioni per il futuro, tranne che i tassi saliranno ancora. Tali decisioni si riflettono sulle proiezioni dei tassi di interesse a breve termine con incremento dei tassi Euribor e riflettono la volontà di contrastare il perdurare di livelli indesiderati di inflazione. Lo scostamento maggiormente significativo rispetto alle previsioni di marzo 2022 è relativo ai tassi di interesse che incorporano un percorso al rialzo più rapido, dovuto al ridimensionamento degli scenari di rischio negativi per la crescita reale (in particolare, quelli connessi alla sospensione totale e immediata delle forniture di gas russo) e, soprattutto, a un nuovo peggioramento delle prospettive di inflazione.

In Italia, il settore manifatturiero continuerà ad essere penalizzato dai rincari delle materie prime, ma le costruzioni restano in una fase ultra-espansiva, e i servizi hanno ampi spazi di recupero. Le previsioni di crescita del PIL sono invariate rispetto allo

scenario di marzo 2022. Dopo un 2021 migliore del previsto (il PIL è rimbalzato di 6,6%, recuperando quasi interamente i livelli di fine 2019), nel 2022 la crescita si è assestata, a seguito degli effetti dei rincari delle materie prime energetiche, al 3,0%. Il primo trimestre 2022 si è rivelato migliore delle attese e l'andamento congiunturale non mostra un drastico peggioramento nel secondo. La guerra ha avuto un impatto negativo sugli indici di fiducia, che però è risultato di entità significativa quasi esclusivamente sul morale dei consumatori, il che segnala come, ancora una volta, il canale d'impatto pressoché esclusivo sia rappresentato dallo shock inflazionistico. Dal lato delle imprese, l'industria è il settore largamente più impattato, ma anche nel manifatturiero il morale delle aziende, seppur in calo, resta in territorio espansivo e superiore alla media storica; infatti, l'industria è entrata nel nuovo scenario postbellico partendo da livelli di attività ampiamente espansivi (il fatturato a marzo ha toccato un massimo dall'inizio della serie storica nel 2000). Nei servizi (e nel commercio al dettaglio) è in atto un trend di graduale ripresa in conseguenza della consistente diminuzione del rischio sanitario e del conseguente recupero della mobilità personale; le costruzioni rimangono in una vigorosa fase espansiva. Una significativa riduzione della crescita è prevista per il 2023 all'1,6%, con assestamento sempre al 1,6% nel 2024 in linea con le previsioni formulate a marzo.

L'inflazione, trainata dai forti rincari delle materie prime energetiche, ha subito un balzo nei primi mesi dell'anno ed è prevista assestarsi al 6,1% medio annuo nel 2022, in linea con le previsioni di marzo. Ancora una volta energia ed alimentari sono largamente responsabili delle pressioni verso l'alto, ma è in atto una chiara dinamica al rialzo anche per l'inflazione core. A seguito del protrarsi degli effetti della crisi geopolitica internazionale sui prezzi delle materie prime, in particolare sui prezzi di petrolio e, soprattutto, del gas naturale, l'inflazione si manterrà elevata nel 2023 ed è prevista tornare su valori moderati solo dal 2024. L'incremento dei prezzi degli immobili nello scenario di riferimento, rispetto alla precedente previsione, è imputabile alla positiva correlazione con l'andamento delle previsioni inflazionistiche; tuttavia, la dinamica attesa dei prezzi reali è peggiorata rispetto a marzo.

La proiezione dello spread BTP-Bund è stata rivista al rialzo. La revisione riflette in parte il maggior rialzo dei tassi sulla curva tedesca e, per il resto, un impatto più forte dell'incertezza politica connessa alle elezioni del 2023. Per quanto concerne il tasso di disoccupazione non si prevede un significativo scostamento rispetto alle previsioni di marzo 2022.

Per gli Stati Uniti si ipotizza nello scenario base un rallentamento della crescita, solo in parte contrastato dalla domanda interna, sostenuta dai risparmi delle famiglie e dalla crescita dei salari in un contesto di domanda di lavoro ancora superiore all'offerta. La conseguente dinamica inflazionistica, accentuata dalle strozzature nell'offerta, potrebbe richiedere interventi particolarmente restrittivi da parte della Federal Reserve.

Ai fini del condizionamento forward-looking dei parametri di ECL la metodologia adottata dal Gruppo prevede, oltre allo scenario base, anche gli scenari alternativi (migliorativo/peggiorativo) che riflettono la dispersione rispetto alle previsioni estreme di Consensus Economics o specifici shocks standardizzati, selezionati statisticamente dalle serie storiche, per le variabili tipicamente non rilevabili da Consensus. In particolare, lo scenario "peggiorativo" è stato costruito secondo la metodologia prevista, ma introducendo successivamente delle modifiche che restituissero uno scenario di graduale scivolamento in recessione dell'economia globale, al fine di tener conto dell'aumento di tale rischio rispetto alle precedenti previsioni.

Nello scenario peggiorativo, la drastica riduzione della crescita del PIL nel 2023 e nel 2024 è associata a tassi di disoccupazione più elevati, inflazione inizialmente sostanzialmente uguale ma poi molto più bassa nell'anno terminale. Si è ipotizzato che i tassi sui fed funds e i tassi BCE siano sostanzialmente uguali allo scenario base fino al 2023, ma che poi siano ridotti dal 2024 negli Stati Uniti, e che restino invariati nell'Area dell'Euro su livelli neutrali. L'andamento degli indici azionari e dei prezzi immobiliari è significativamente più debole rispetto allo scenario di base. I prezzi immobiliari calano in Italia sia nel 2023, sia nel 2024. Lo spread BTP-Bund risulta più elevato di 16 punti base nel 2022, di 47 punti base nel 2023 e di 57 punti base nel 2024.

Lo scenario "migliorativo" è stato elaborato sulla base delle previsioni di crescita del PIL più elevate nel sondaggio di Consensus Economics pubblicato a maggio 2022. Si ipotizzano per 2023 e 2024 tassi di crescita reale più elevati, inflazione allineata a quella dello scenario base nei primi anni e più elevata nell'anno terminale, tassi di interesse più elevati su tutte le scadenze, un andamento degli indici azionari e dei prezzi immobiliari significativamente più robusto che nello scenario di base.

Di seguito la rappresentazione delle principali variabili e relative previsioni utilizzate per la determinazione delle perdite su crediti in prospettiva forward-looking, nella articolazione dello scenario base e degli scenari alternativi. L'applicazione dello scenario aggiornato ha determinato maggiori rettifiche su crediti per un importo stimato pari a circa 80 milioni.

Scenari macroeconomici Intesa Sanpaolo per il calcolo dell'ECL al 30 giugno 2022

Base Migliorativo Peggiorativo
2022 2023 2024 2022 2023 2024 2022 2023 2024
Area euro Equity ESTOXX 50 (% per anno)
Euro/\$ (% per anno)
EurIRS 10Y (valore assoluto)
-1,6
-8,4
1,63
0,8
4,6
2,00
1,4
4,0
2,09
3,3
-8,4
1,77
7,1
5,3
2,39
2,9
3,0
2,63
-1,9
-8,0
1,65
-1,6
3,9
2,14
1,9
4,5
2,21
PIL Reale Italia (% per anno)
Inflazione Italia (% per anno)
3,0
6,1
1,6
2,7
1,6
1,4
2,9
6,1
2,2
2,6
2,5
1,8
2,9
6,1
0,1
2,6
0,1
-0,1
Italia Prezzi immobili Italia (% per anno)
Rendimento BTP 10 anni (valore
assoluto)
3,0
2,92
1,9
3,73
1,4
3,72
4,9
3,04
3,8
3,98
4,4
4,08
2,3
2,94
-2,0
4,05
-2,3
4,34
BTP-Bund Spread 10 anni (valore
assoluto)
Disoccupazione Italia (valore assoluto)
1,94
8,4
2,27
7,8
1,97
7,5
1,93
8,4
2,13
7,8
1,79
7,1
2,10
8,4
2,74
8,2
2,54
8,3
Area USA PIL Reale US (% per anno)
Disoccupazione US (valore assoluto)
2,5
3,4
1,8
3,4
1,6
3,7
2,4
3,4
2,2
3,4
2,8
3,3
2,2
3,5
0,4
3,8
-0,6
4,6

Management overlay e trigger di scivolamento a Stage 2

Per quanto riguarda gli elementi di vulnerabilità delle esposizioni oggetto di misure di moratoria considerati ai fini del Bi lancio al 31 dicembre 2021 (rappresentati sia da overlay incorporati nei modelli satellite, che da trigger straordinari di scivolamento a Stage 2) si è proceduto alla loro rivalutazione, mantenendo ancora una congrua prudenza, ma tenendo conto sia del sostanziale rientro delle concessioni, ormai quasi totalmente scadute, che delle positive evidenze osservate sul complesso delle esposizioni con ripresa dei pagamenti già avvenuta. Per gli overlay incorporati nei modelli satellite, si è proceduto alla ristima – attraverso anche osservazioni interne del differenziale tra i tassi di default dei portafogli con e senza moratorie – dei parametri tesi a determinare l'effetto della riduzione dei flussi di default durante il periodo di validità delle moratorie e la traslazione degli stessi sui periodi successivi. Per i trigger straordinari di scivolamento a Stage 2, si sono mantenute le stesse logiche applicate ai fini di Bilancio al 31 dicembre 2021, aggiornando il perimetro di applicazione che è diminuito per effetto di raggiunti termini di ripresa dei pagamenti (si ricorda che al 30 giugno 2022 risultano circa 0,3 miliardi di moratorie ancora in essere e circa 0,3 miliardi di moratorie terminate ma con maturazione dei termini di ripresa dei pagamenti nei mesi successivi). Nel contempo, il peggioramento del contesto macroeconomico innestato dalla crisi è stato incorporato nel portafoglio domestico, oltre che attraverso l'adozione dello scenario macroeconomico aggiornato per il condizionamento forward-looking dei parametri di rischio precedentemente descritto, anche attraverso management overlay aggiuntivi con un aggravio dei tassi di default stimati sui settori trasporti, manufatturiero e famiglie rispetto agli esiti dei modelli satellite. Ciò al fine di tener adeguatamente conto delle ricadute indirette del conflitto sui macrosettori particolarmente esposti agli effetti di perduranti pressioni inflazionistiche su prodotti energetici e materie prime, Sono stati, inoltre, introdotti trigger straordinari di scivolamento a Stage 2 in presenza di vulnerabilità settoriali e livello di rischio superiore a determinate soglie stabilite che hanno sostanzialmente compensato il minore effetto derivante da quelli precedentemente previsti e correlati alla presenza di moratorie non scadute o con termini di ripresa dei pagamenti non trascorsi.

Nell'insieme gli interventi relativi ai management overlay hanno generato rilasci di accantonamenti nel primo trimestre dell'anno, per circa 300 milioni, con un valore residuo al 30 giugno 2022 di circa 400 milioni.

Analisi di sensitività della ECL

L'ECL, determinata nella logica del principio IFRS 9, è stata oggetto di analisi di sensitività al fine di analizzarne la variabilità relativamente ai singoli scenari alternativi. Tale analisi è stata condotta sul portafoglio crediti in bonis (Stage 1 e Stage 2) e relativamente al perimetro rappresentativo del Gruppo (include Capogruppo e le Banche della Divisione IMI C&IB che rappresentano circa l'80% dell'esposizione complessiva del Gruppo). La sensitivity è stata determinata assumendo come ipotesi di riferimento quelle dei singoli scenari alternativi (migliorativo e peggiorativo) utilizzati ai fini della determinazione del condizionamento forward-looking, ponderati al 100%, in luogo dello scenario Most-Likely, e mantenendo attivi gli effetti derivanti dall'adozione dei management overlay descritti in precedenza. Si riepilogano nel prosieguo gli impatti quantitativi delle analisi di sensitività condotte sulla ECL, al 30 giugno 2022, secondo la metodologia sopra descritta e sulla base degli scenari determinati internamente dalla Direzione studi e Ricerche. La sensitivity del portafoglio comporterebbe un aumento di 124 milioni della ECL con lo scenario peggiorativo, in aggiunta all'Add On già applicato nella chiusura al 30 giugno 2022. Lo scenario migliorativo produrrebbe una diminuzione di 88 milioni, che si aggiungerebbe alla rimozione del già citato Add On. In termini di effetti sullo Stage 2 si avrebbe uno scivolamento a Stage 2 di 4,6 miliardi di esposizioni con lo scenario peggiorativo e un rientro in Stage 1 di 0,6 miliardi di esposizione con lo scenario migliorativo, stimati rispetto alle esposizioni classificate in Stage 2 nella chiusura al 30 giugno 2022.

Rischio di controparte

Il rischio di controparte è una particolare fattispecie di rischio di credito, relativo ai contratti derivati (OTC – Over The Counter ed ETD – Exchange-Trade-Derivatives) e SFT (Securities Financing Transactions) che si riferisce all'eventuale insolvenza della controparte prima della scadenza di un contratto avente valore di mercato positivo.

Il Gruppo adotta tecniche di mitigazione del rischio di controparte tramite accordi bilaterali di netting che consentono, nel caso di default della controparte, la compensazione delle posizioni creditorie e debitorie. Questo avviene tramite la sottoscrizione di accordi di tipo ISDA - International Swaps and Derivatives Association, per derivati OTC, che permettono, nel rispetto della normativa di vigilanza, anche la riduzione degli assorbimenti di capitale regolamentare. Inoltre, la Banca pone in essere, ove possibile, accordi di marginazione, solitamente con frequenza giornaliera, per la copertura dell'operatività in derivati bilaterali OTC (CSA - Credit Support Annex) e SFT (GMRA - Global Master Repurchase Agreement e GMSLA - General Market Securities Lending Agreement).

Ai fini segnaletici, Intesa Sanpaolo ha ottenuto l'autorizzazione all'utilizzo della metodologia dei modelli interni per il calcolo del requisito a fronte di rischio di controparte per derivati (OTC ed ETD) e SFT.

Tali metodologie avanzate di misurazione dei rischi vengono utilizzate anche a livello gestionale per assicurare il cosiddetto "use test": la Direzione Centrale Risk Management IMI C&IB provvede infatti giornalmente al calcolo, alla validazione e all'invio delle metriche ai sistemi di monitoraggio creditizio, ai fini della misurazione degli utilizzi delle linee di credito per derivati e SFT. Le altre banche del Gruppo, che presentano operatività che comporta requisito per rischio di controparte residuale rispetto a Capogruppo, applicano comunque a livello gestionale le metriche avanzate in modalità semplificata.

Ai fini di assicurare lo "use test" del modello, il Gruppo ha implementato i processi richiesti nell'ambito della normativa di "Basilea 3". In particolare, vengono effettuate prove di stress al fine di misurare gli impatti sulle misure di rischio in presenza di condizioni di mercato estreme. Vengono anche condotte analisi di backtesting per accertare la robustezza del modello. Inoltre, a completamento del processo di analisi di rischio, sono stati attivati i seguenti processi aziendali:

  • definizione e calcolo periodico di prove di stress su scenari di mercato e scenari congiunti mercato/credito sulle misure di rischio controparte;
  • definizione e analisi periodica del rischio di correlazione sfavorevole (Wrong Way Risk), ovvero del rischio di una correlazione positiva tra l'esposizione futura nei confronti di una controparte e la sua probabilità di default;
  • definizione e monitoraggio di limiti gestionali;
  • contribuzione delle misure di rischio di inflows/outflows di collaterale, calcolate tramite il modello interno sul rischio di controparte, per le operazioni in derivati OTC e SFT marginate;
  • reporting periodico al management delle misure calcolate a modello interno di esposizione, requisito di capitale, livello di utilizzo dei limiti gestionali, risultati delle prove di stress e delle analisi di rischio di correlazione sfavorevole;
  • definizione e calcolo periodico di analisi di back-testing per monitorare nel tempo le performance predittive del modello rispetto ai movimenti dei fattori di rischio sottostanti le transazioni in portafoglio.

Rispetto al 31 dicembre 2021 sono state apportate – anche in relazione a specifiche interlocuzioni con ECB – le seguenti modifiche al modello:

  • adeguamento all'art. 162 (par. 2 (d)) CRR nella determinazione della scadenza utilizzata nel calcolo del requisito per le esposizioni derivanti da SFT, relativamente al perimetro valutato a modello interno;
  • rimozione di criteri di ammissibilità legati alla liquidità e al rating creditizio per titoli sottostanti SFT, non vincolanti per posizioni trattate nell'ambito del Counterparty Credit Risk ai sensi dell'art. 271 (par. 2) CRR;
  • calibrazione del valore atteso delle distribuzioni previste dei tassi di cambio verso Euro, in modo che coincida con le quotazioni forward degli stessi.

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Con riferimento al rischio di controparte non si rilevano nel primo semestre 2022 variazioni delle metriche di rischio riconducibili al contesto conseguente alla pandemia da COVID-19, e si rimanda a quanto descritto nel Bilancio al 31 dicembre 2021.

Impatti derivanti dal conflitto russo-ucraino

L'esposizione, già molto limitata, in derivati OTC verso controparti russe o controllate da entità russe, da marzo 2022, è andata ulteriormente riducendosi nel corso del secondo trimestre, per effetto di flussi di cassa o di deal giunti a scadenza o di deal che sono stati oggetto di unwind. In questo periodo, nonostante le difficoltà operative innescate dalle sanzioni applicate alle controparti russe e dalle relative contromisure adottate dalla Banca Centrale Russa, non risultano mancati pagamenti relativi ai contratti. Nello stesso periodo anche la volatilità di mercato si è attenuata, determinando oscillazioni di MtM più contenute rispetto alla fase iniziale della crisi russo-ucraina. Il processo di marginazione non ha registrato ritardi o mancati pagamenti.

RISCHI DI MERCATO

PORTAFOGLIO DI NEGOZIAZIONE

I rischi connessi all'attività di trading, ovvero i rischi di mercato che derivano dall'effetto che le variazioni nelle variabili di mercato possano generare sulle diverse poste patrimoniali del Gruppo, sono quantificati gestionalmente attraverso analisi giornaliere e di periodo con l'obiettivo di determinare la vulnerabilità del portafoglio di negoziazione del Gruppo Intesa Sanpaolo. Di seguito è disponibile l'elenco dei principali risk factors a cui il portafoglio di negoziazione del Gruppo è esposto:

  • − tassi di interesse;
  • − titoli azionari e indici;
  • − fondi di investimento;
  • − tassi di cambio;
  • − volatilità implicite;
  • − spread dei credit default swap (CDS);
  • − spread delle emissioni obbligazionarie;
  • − strumenti di correlazione;
  • − dividend derivatives;
  • − asset backed securities (ABS);
  • − merci.

Per taluni dei fattori di rischio sopra citati e inclusi nelle rilevazioni di VaR gestionale, l'Autorità di Vigilanza ha validato i modelli interni per la segnalazione degli assorbimenti patrimoniali di Intesa Sanpaolo. In particolare, nell'ambito dei rischi di mercato, i profili di rischio validati sono: (i) generico/specifico su titoli di debito e su titoli di capitale; (ii) rischio di posizione su quote di OICR con riferimento alle sole quote in CPPI (Constant Proportion Portfolio Insurance) ed ai portafogli di Hedge fund con look through approach); (iii) rischio di posizione su dividend derivatives; (iv) rischio di posizione in merci.

VaR gestionale

Definizione: il Value at Risk è una stima monetaria del rischio basata su tecniche statistiche in grado di sintetizzare la massima perdita probabile, con un certo livello di confidenza, che una posizione finanziaria o un portafoglio possono subire in un determinato periodo di tempo (c.d. Holding Period) a fronte di variazioni dei fattori di rischio sottostanti i modelli di valutazione causate da dinamiche di mercato.

Metodo: i modelli matematici e statistici che permettono di calcolare il VaR possono essere suddivisi in due macro-categorie: approcci parametrici (varianza/covarianza) e approcci che si basano su tecniche di simulazione, quale il sistema in uso presso Intesa Sanpaolo.

L'approccio utilizzato in Intesa Sanpaolo si caratterizza per:

  • − modello di simulazione storica tramite piattaforma Mark to Future;
  • − intervallo di confidenza pari al 99° percentile;
  • − periodo di smobilizzo considerato pari a 1 giorno;
  • − full revaluation delle posizioni in essere.

Gli scenari di simulazione storica sono calcolati internamente su serie storiche dei fattori di rischio di 1 anno (250 rilevazioni). Ai fini gestionali a ciascuno scenario viene assegnata una probabilità di realizzo non uguale ma che decresce esponenzialmente in funzione del tempo, al fine di privilegiare il contenuto informativo dei dati più recenti. Ai fini regolamentari, per il calcolo del requisito di capitale, gli scenari sono equipesati.

Si rileva che nell'ambito dell'ordinario aggiornamento annuale del framework gestionale dei rischi di mercato, previsto dal Risk Appetite Framework di Gruppo, il Consiglio di Amministrazione, in continuità con il framework del 2021, ha previsto la definizione di un limite specifico riferito alle attività di trading, all'interno di un limite complessivamente riferito alle attività di trading e al business model Hold To Collect and Sell (HTCS).

Sensitivity e greche

Definizione: la sensitivity misura il rischio riconducibile alla variazione del valore teorico di una posizione finanziaria al mutare di una quantità definita dei fattori di rischio ad essa connessi. Sintetizza quindi:

  • − l'ampiezza e la direzione della variazione sotto forma di moltiplicatori o di variazioni monetarie del valore teorico;
  • − senza assunzioni esplicite sull'orizzonte temporale;
  • − senza assunzioni esplicite di correlazione tra i fattori di rischio.

Metodo: l'indicatore di sensitivity può essere costruito impiegando le seguenti tecniche:

  • − calcolo delle derivate prime e seconde delle formule di valutazione;
  • − calcolo della differenza tra il valore iniziale e quello ottenuto applicando shock unidirezionali e indipendenti ai fattori di rischio (delta, gamma, vega, CR01, PV01).

Le misure di sensitività consentono di rendere più accurata la profilatura dei rischi, soprattutto in presenza di componenti opzionali. Esse misurano il rischio riconducibile alla variazione del valore di una posizione finanziaria al mutare di una quantità predefinita dei parametri di valutazione quali, ad esempio, ipotesi di rialzo dei tassi di interesse di un punto base.

Misure di livello

Definizione: le misure di livello, utilizzate anche sotto forma di ratio, sono indicatori a supporto delle metriche di rischio sintetiche che si fondano sull'assunzione che esista una relazione diretta tra l'entità di una posizione finanziaria e il profilo di rischio. In particolare, le misure di livello permettono di monitorare la natura delle esposizioni verso determinati emittenti o gruppi economici.

I principali indicatori rappresentativi di misure di livello sono la posizione nominale (o equivalente) e le metriche di durata media; fanno parte di indicatori di livello anche le misure di Massima Esposizione Negativa della Riserva da valutazione caratterizzanti il business Model HTCS.

Metodo: la determinazione della posizione nominale (o equivalente) avviene attraverso l'individuazione:

  • − del valore nozionale;
  • − del valore di mercato;
  • − della conversione della posizione di uno o più strumenti a quella di uno considerato benchmark (c.d. posizione equivalente);
  • − della FX Exposure.

Nella determinazione della posizione equivalente il rischio è definito dal valore delle differenti attività, convertite in una posizione aggregata che sia "equivalente" in termini di sensibilità alla variazione dei fattori di rischio indagati.

In Intesa Sanpaolo l'approccio è caratterizzato da un esteso ricorso a plafond in termini di MtM, in quanto rappresentativi del valore degli asset iscritti a bilancio.

Stress test

Definizione: le prove di stress sono effettuate periodicamente al fine di evidenziare e monitorare la potenziale vulnerabilità dei portafogli di trading al verificarsi di eventi estremi oltre che rari, non pienamente colti dai modelli di VaR.

Metodo: gli stress test in ambito gestionale vengono applicati periodicamente alle esposizioni a rischio di mercato, tipicamente adottando:

  • − analisi di sensitivity, che misura l'impatto potenziale sulle principali metriche di rischio determinato dalla variazione di un unico fattore di rischio o di semplici fattori multirischio;
  • − analisi di scenario, che misura l'impatto potenziale sulle principali metriche di rischio di un certo scenario che considera più fattori di rischio.

Nell'ambito dello Stress Testing Programme di Gruppo sono previsti i seguenti esercizi di stress:

  • − esercizio multirischio, basato sull'analisi di scenario, consente di valutare in ottica forward-looking gli impatti simultanei sul Gruppo di molteplici fattori di rischio, tenendo conto anche delle interrelazioni fra gli stessi ed eventualmente della capacità di reazione del Top Management;
  • − esercizio multirischio regolamentare, disposto e coordinato dal supervisor/regulator che ne definisce le ipotesi generali e gli scenari, richiede la full revaluation degli impatti, con la conseguente necessità di contribuzioni da parte delle strutture specialistiche delle Aree di Governo Chief Risk Officer e Chief Financial Officer;
  • − esercizio situazionale, disposto dal Top Management o dal supervisor/regulator al fine di valutare in ottica forwardlooking l'impatto di eventi particolari (relativi al contesto geo-politico, finanziario, economico, competitivo, ecc.);
  • − esercizio monorischio o specifico, finalizzato a valutare l'impatto prodotto da scenari (o da uno o più specifici fattori) su aree di rischio specifiche.

Stressed VaR

Definizione: la metrica di Stressed VaR è basata sulle medesime tecniche di misurazione del VaR. Rispetto a queste ultime, viene calcolata applicando condizioni di stress di mercato registrate in un periodo storico ininterrotto di 12 mesi.

Metodo: sulla base delle indicazioni riportate nel documento "Revision to the Basel II market risk framework" di Basilea, l'individuazione di tale periodo è stata effettuata considerando le linee guida seguenti:

  • − il periodo deve costituire uno scenario di stress per il portafoglio;
  • − il periodo deve incidere significativamente sui principali fattori di rischio del portafoglio di Intesa Sanpaolo;

− il periodo deve permettere di utilizzare, per tutti i fattori di rischio in portafoglio, serie storiche reali.

Coerentemente con l'approccio di simulazione storica utilizzato per il calcolo del VaR, quest'ultimo punto è una condizione discriminante nella selezione dell'orizzonte temporale. Infatti, al fine di garantire l'effettiva consistenza dello scenario adottato ed evitare l'utilizzo di fattori driver o comparable, il periodo storico deve garantire l'effettiva disponibilità dei dati di mercato. Alla data di redazione della Relazione semestrale al 30 giugno 2022, il periodo utile per la rilevazione dello Stressed VaR per

Intesa Sanpaolo è tra il 3 ottobre 2011 ed il 20 settembre 2012. Ai fini gestionali la metrica di Stressed VaR viene calcolata sull'intero perimetro dei portafogli valutati al Fair Value del Gruppo

(Trading e FVOCI nell'ambito del perimetro bancario) e la frequenza minima di revisione del periodo stressato è almeno annuale, contestualmente all'ordinario aggiornamento annuale del Risk Appetite Framework.

Incremental Risk Charge (IRC)

Definizione: l'Incremental Risk Charge (IRC) è la massima perdita potenziale del portafoglio di credit trading dovuta a un upgrade/downgrade e fallimento degli emittenti, riferita a un orizzonte temporale annuale, con intervallo di confidenza pari al 99,9%. Tale misura è aggiuntiva rispetto al VaR e consente la corretta rappresentazione del rischio specifico su titoli di debito e derivati di credito poiché coglie, oltre al rischio idiosincratico, anche i rischi di evento e di default.

La misura si applica a tutti i prodotti finanziari sensibili agli spread creditizi inclusi nel portafoglio di trading ad eccezione delle cartolarizzazioni.

Metodo: la simulazione è basata su un Modified Merton Model. Le probabilità di transizione e default sono quelle osservate tramite le matrici storiche delle principali agenzie di rating, con l'applicazione di un valore minimo di probabilità di default maggiore di zero. L'asset correlation viene inferita a partire dall'equity correlation degli emittenti. Il modello è basato sull'ipotesi di constant position con un holding period di un anno.

Un programma regolare di stress viene applicato ai principali parametri del modello (correlazione, matrici di transizione e default e spread creditizi).

VaR gestionale giornaliero di trading

Si riporta di seguito una rappresentazione del VaR gestionale giornaliero del solo portafoglio di trading, fornendo inoltre evidenza dell'esposizione complessiva dei principali risk taking center.

(milioni di euro)
2022 2021
2° trimestre
medio
2° trimestre
minimo
2° trimestre
massimo
1° trimestre
medio
4° trimestre
medio
3° trimestre
medio
2° trimestre
medio
1° trimestre
medio
Totale GroupTrading Book (a) 22,8 17,7 29,6 21,4 19,9 20,4 25,8 41,3
di cui: Direzione Tesoreria e
Finanza di Gruppo
6,1 4,6 7,1 3,8 2,7 2,6 2,8 3,2
di cui: Divisione IMI C&IB 21,2 15,5 28,9 17,5 19,1 20,5 25,9 38,1

La tabella riporta su ogni riga il VaR gestionale medio giornaliero calcolato sulla serie storica trimestrale rispettivamente del Gruppo Intesa Sanpaolo (inclusivo delle altre controllate), della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo e della Divisione IMI C&IB; la stima del valore minimo e del valore massimo sul perimetro complessivo non corrisponde alla somma dei valori individuali di colonna poiché è ricalcolata sulla serie storica aggregata.

(a) Il dato Group Trading Book include il VaR gestionale della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo, della Divisione IMI C&IB (perimetro Trading Book) e delle altre controllate.

Nel corso del secondo trimestre 2022, come evidenziato dalla tabella precedente, si rileva una sostanziale stabilità dei rischi complessivi di trading rispetto alle medie del primo trimestre 2022 (22,8 milioni nel secondo trimestre 2022 e 21,4 milioni nel primo trimestre 2022) e più in generale una riduzione rispetto alle medie del primo e secondo trimestre del 2021. Tali riduzioni sono principalmente riconducibili ad "effetto rolling" di scenario stante le più ridotte volatilità di mercato registrate successivamente agli eccezionali shock di mercato connessi alla diffusione pandemica del COVID-19.

L'effetto sopra descritto, ovvero la riduzione per "effetto rolling" di scenario, risulta più marcato se si confronta il primo semestre 2022 con il primo semestre 2021 (22,1 milioni nel primo semestre 2022 rispetto ai 33,5 milioni del primo semestre 2021).

(milioni di euro)
2022 2021
1° semestre
medio
1° semestre
minimo
1° semestre
massimo
1° semestre
medio
1° semestre
minimo
1° semestre
massimo
Totale GroupTrading Book (a) 22,1 15,4 29,6 33,5 18,8 57,8
di cui: Direzione Tesoreria e Finanza di
Gruppo
di cui: Divisione IMI C&IB
5,0
19,4
2,4
13,9
7,1
28,9
3,0
32,0
2,3
18,9
5,6
51,9

La tabella riporta su ogni riga Il VaR gestionale medio giornaliero calcolato sulla serie storica dei primi sei mesi dell'anno rispettivamente del Gruppo Intesa Sanpaolo (inclusivo delle altre controllate), della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo e della Divisione IMI C&IB; la stima del valore minimo e del valore massimo sul perimetro complessivo non corrisponde alla somma dei valori individuali di colonna poiché è ricalcolata sulla serie storica aggregata.

(a) Il dato Group Trading Book include il VaR gestionale della Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo, della Divisione IMI C&IB (perimetro Trading Book) e delle altre controllate.

Con riferimento al trend del VaR di trading nel corso del secondo trimestre 2022, la dinamica è prevalentemente determinata dalla Divisione IMI C&IB. In maggiore dettaglio, a fronte di una sostanziale stabilità del dato di chiusura del semestre rispetto alla chiusura del primo trimestre 2022, nel corso del secondo trimestre, si è registrata una significativa variabilità prevalentemente dovuta alla gestione del rischio DVA sia tramite indici di credito che tramite rischio Italia. Di seguito il grafico andamentale:

Analizzando l'andamento della composizione del profilo di rischio del Gruppo per il portafoglio di Trading, nel secondo trimestre 2022 si conferma la tendenziale prevalenza del rischio credit spread e tasso di interesse, rispettivamente pari al 39% e al 23% del VaR gestionale complessivo. Con riferimento invece ai singoli "risk taking center", si osserva la prevalenza del rischio cambio e tasso di interesse per la Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo (rispettivamente pari al 57% e 34%) e del fattore di rischio credit spread e tasso di interesse per la Divisione IMI C&IB (rispettivamente pari al 44% e 23%).

Contributo dei fattori di rischio al VaR gestionale complessivo (a)

2° trimestre 2022 Azioni Tassi Credit
spread
Cambi Altri
parametri
Merci
Direzione Tesoreria e Finanza
di Gruppo
Divisione IMI C&IB
3%
12%
34%
23%
6%
44%
57%
4%
0%
11%
0%
6%
Totale 10% 23% 39% 13% 9% 6%

(a) La tabella riporta su ogni riga il contributo dei fattori di rischio fatto 100% il capitale a rischio complessivo, distinguendo tra la Direzione Tesoreria e Finanza di Gruppo e la Divisione IMI C&IB, nonché fornendo la distribuzione sul perimetro complessivo di gruppo, calcolato come media delle stime giornaliere del secondo trimestre 2022.

Il controllo dei rischi relativamente all'attività del Gruppo Intesa Sanpaolo si avvale anche di analisi di scenario e prove di stress. A fine giugno, gli impatti di selezionati scenari relativi all'evoluzione di prezzi azionari, tassi di interesse, spread creditizi, tassi di cambio e prezzi delle materie prime sono così sintetizzati nella tabella che segue:

(milioni di euro)
EQUITY TASSI
D'INTERESSE
CREDIT SPREAD CAMBI MATERIE PRIME
Crash Bullish +40bps lower
rate
-25bp +25bp -5% +5% Crash Bullish
Totale Trading Book 72 44 4 -7 -13 12 40 4 -21 -7

In particolare:

– per le posizioni sui mercati azionari non si verificherebbero potenziali perdite né in caso di repentino aumento dei corsi azioni né in caso di forte riduzione degli stessi;

– per le posizioni su tassi di interesse si verificherebbero potenziali perdite per 7 milioni in caso di ribasso dei tassi di interesse;

– per le posizioni su credit spread si verificherebbero potenziali perdite per 13 milioni in caso di restringimento degli spread creditizi di 25 bps;

  • per le posizioni su cambio non si verificherebbero potenziali perdite né in caso apprezzamento che deprezzamento dell'euro contro le altre valute;
  • infine, per le posizioni in commodities si registrerebbero perdite sia in caso di ribasso che di rialzo dei prezzi delle materie prime diverse dai metalli preziosi.

In relazione all'utilizzo del limite complessivo riferito alle attività di trading e al business model Hold To Collect and Sell (HTCS), si rileva nel corso del secondo trimestre un aumento del VaR gestionale di mercato da 196 milioni (primo trimestre 2022 VaR gestionale medio) a 212 milioni (secondo trimestre 2022 VaR gestionale medio). L'incremento del VaR gestionale medio è principalmente da ricondursi all'ingresso di nuovi scenari di volatilità nella coda della distribuzione come conseguenza dell'evoluzione delle variabili finanziari nel corso del secondo trimestre 2022 influenzate in primo luogo dalle aspettative in merito alle azioni di riduzione degli stimoli monetari da parte delle principali banche centrali.

Backtesting

L'efficacia del modello di calcolo del VaR deve essere monitorata giornalmente per mezzo di analisi di backtesting che, relativamente al perimetro regolamentare, consentono di confrontare:

  • le stime giornaliere del valore a rischio;
  • le rilevazioni giornaliere di profitti/perdite di backtesting per la cui determinazione si utilizzano le evidenze gestionali giornaliere del profit and loss effettivo conseguito dai singoli desk, depurato delle componenti che non sono pertinenti alle verifiche di backtesting: tra queste rientrano a titolo di esempio fees e costi finanziari di gestione delle posizioni che vengono regolarmente rendicontati in ambito gestionale.

Il backtesting consente di verificare la capacità del modello di cogliere correttamente, da un punto di vista statistico, la variabilità nella valutazione giornaliera delle posizioni di trading, coprendo un periodo di osservazione di un anno (circa 250 stime). Eventuali criticità relative all'adeguatezza del modello interno sono rappresentate da situazioni in cui le rilevazioni giornaliere dei profitti/perdite di backtesting evidenzino sull'anno di osservazione più di quattro rilevazioni in cui la perdita giornaliera è superiore alla stima del valore a rischio. La normativa vigente richiede che i test retrospettivi siano effettuati considerando sia la serie di P&L effettivi che quelli ipotetici.

Nel corso dell'ultimo anno si registrano tre eccezioni di backtesting39 per la misura di VaR regolamentare per il Gruppo Intesa Sanpaolo. I breach non sono dovuti a movimenti di portafoglio ma ai picchi di volatilità sui fattori di rischio tasso e credito.

39 Nelle ultime 250 osservazioni la Banca ha registrato tre eccezioni di P&L Effettivo e tre eccezioni di P&L Ipotetico. Per il conteggio complessivo, come da normativa di riferimento, si conta il massimo tra le eccezioni di P&L Effettivo e le eccezioni di P&L Ipotetico, risultano dunque tre eccezioni di backtesting nel corso dell'ultimo anno.

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Con riferimento ai rischi di mercato gestionale e regolamentare non si rilevano nel primo semestre 2022 variazioni delle metriche di rischio riconducibili al contesto conseguente alla pandemia da COVID-19, e si rimanda a quanto descritto nell'apposita sezione del Bilancio al 31 dicembre 2021.

Impatti derivanti dal conflitto russo-ucraino

Non si evidenziano impatti significativi deI conflitto russo-ucraino sulle metriche di misurazione dei rischi di mercato del portafoglio di negoziazione del Gruppo.

PORTAFOGLIO BANCARIO

Informazioni di natura qualitativa

Il portafoglio di "banking book" è definito come il portafoglio commerciale costituito dall'insieme degli elementi di bilancio e fuori bilancio che fanno parte dell'attività di intermediazione creditizia svolta dal Gruppo Intesa Sanpaolo: il rischio di tasso di interesse del banking book (di seguito "rischio tasso" o IRRBB) si riferisce pertanto al rischio attuale e prospettico di variazioni del portafoglio bancario del Gruppo a seguito di variazioni avverse dei tassi di interesse, che si riflettono sia sul valore economico che sul margine di interesse.

Rientra nel portafoglio bancario anche l'esposizione ai rischi di mercato derivante dagli investimenti azionari in società quotate non consolidate integralmente, detenuti prevalentemente dalla Capogruppo.

Il sistema interno di misurazione del rischio di tasso di interesse valuta e descrive l'effetto delle variazioni dei tassi di interesse sul valore economico e sul margine d'interesse e individua tutte le fonti significative di rischio che influenzano il banking book:

  • − rischio di revisione del tasso (repricing risk), ovvero il rischio legato agli sfasamenti temporali nelle scadenze (per le posizioni a tasso fisso) e nella data di revisione del tasso (per le posizioni a tasso variabile) delle attività, passività e poste fuori bilancio;
  • − rischio di curva dei rendimenti (yield curve risk), ovvero il rischio legato ai mutamenti nell'inclinazione e conformazione della curva dei rendimenti;
  • − rischio di base (basis risk), ovvero il rischio legato all'imperfetta correlazione nell'aggiustamento dei tassi attivi e passivi su strumenti diversi, ma con caratteristiche di revisione del prezzo altrimenti analoghe. Al variare dei tassi di interesse, queste differenze possono determinare cambiamenti imprevisti nei flussi finanziari e nei differenziali di rendimento fra attività, passività e posizioni fuori bilancio aventi scadenze o frequenze di revisione del tasso analoghe;
  • − rischio di opzione (optionality risk), ovvero il rischio legato alla presenza di opzioni, automatiche o comportamentali, nelle attività, passività e strumenti fuori bilancio del Gruppo.

Il sistema di misurazione vigente in Intesa Sanpaolo consente inoltre di esaminare il profilo di rischio sulla base di due prospettive, distinte ma complementari:

  • – prospettiva del valore economico (EVE Economic Value of Equity), che considera l'impatto delle variazioni dei tassi d'interesse e delle connesse volatilità sul valore attuale di tutti i flussi futuri di cassa;
  • – prospettiva del margine di interesse (NII Net Interest Income), rivolta all'analisi dell'impatto che le variazioni dei tassi d'interesse e delle connesse volatilità generano sul margine d'interesse.

La prospettiva del valore economico si basa sulla valutazione degli effetti di medio-lungo periodo indotti dalla variazione dei tassi rispetto ad una valutazione di breve periodo fornita dalla prospettiva del margine di interesse.

Il rischio di tasso è presidiato attraverso la fissazione di limiti applicati ad entrambe le prospettive, che si distinguono in:

  • limiti consolidati, che sono definiti in sede di RAF e approvati dal Consiglio di Amministrazione, sia in termini di variazione dell'EVE (shift sensitivity o ΔEVE) sia di sensitivity del margine (ΔNII). I limiti consolidati di ΔEVE riflettono, in coerenza con il contesto e le indicazioni regolamentari, il livello medio atteso (expected exposure) di EVE di Gruppo. Il livello medio atteso viene quantificato nell'ambito del RAF e definito come l'esposizione media che il Gruppo prevede di assumere nel corso dell'anno. Ai limiti consolidati di shift sensitivity di Gruppo si affianca un indicatore di rischio, qualificato come soglia di "early warning" approvato nell'ambito del Risk Appetite Framework (RAF) che consente di controllare l'esposizione al rischio di torsioni della curva;
  • limiti individuali di shift sensitivity e di sensitivity del margine di interesse, che rientrano nel processo di "cascading" del limite RAF di Gruppo, e sono proposti, previa condivisione con le strutture operative, dalla Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato e approvati dal Comitato Rischi Finanziari di Gruppo (CRFG). Tali limiti tengono conto delle caratteristiche dei portafogli delle Banche/Divisioni, con particolare riferimento ai volumi intermediati, alle durate medie, alla tipologia di strumenti negoziati ed alla missione strategica della Società all'interno del Gruppo.

La Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato procede alla verifica mensile che i limiti e l'Early Warning approvati nel Risk Appetite Framework (RAF) siano rispettati a livello consolidato e individuale. Inoltre, il Gruppo si è dotato di uno specifico documento di policy interna del rischio di tasso (Linee Guida IRRBB), soggetto ad approvazione del Consiglio di Amministrazione, che disciplina l'intero framework di gestione del rischio di tasso del Gruppo ed in particolare gli aspetti di governance, le metodologie in uso e la definizione degli scenari.

Nell'ambito delle Linee Guida IRRBB sono definite le metodologie di misurazione dei rischi finanziari generati dal portafoglio bancario:

    1. Sensitivity del valore economico (ΔEVE);
    1. Sensitivity del margine di interesse (ΔNII);
    1. Credit Spread Risk del Banking Book (CSRBB);
    1. Value at Risk (VaR).

Le suddette misure sono disponibili con riferimento a ciascuna valuta rilevante del portafoglio di banking book.

La shift-sensitivity del valore economico (o shift-sensitivity del fair value) misura la variazione del valore economico del banking book ed è calcolata a livello di singolo cash flow per ciascun strumento finanziario, sulla base di diversi shock istantanei di tasso e sulla base di simulazioni storiche di stress volte ad identificare i casi di worst e best case. Essa riflette le variazioni del valore attuale dei flussi di cassa delle posizioni già in bilancio per tutta la durata residua fino a scadenza (run-off balance sheet). I flussi di cassa utilizzati per determinare il present value sono sviluppati al TIT (tasso interno di trasferimento) o al tasso risk-free (Euribor/Libor) e attualizzati con le curve di sconto risk-free. Nel calcolo del present value dei crediti è considerata la componente di perdita attesa, che rappresenta la quantità di flussi di cassa che la Banca si aspetta di non recuperare su una data esposizione e che quindi ne riduce il valore. A tal fine il valore attuale dell'impiego aggiustato per il rischio di credito viene calcolato decurtando i flussi di cassa attesi per il corrispondente livello di perdita attesa secondo una metodologia denominata "cash flow adjustment" (o CFA).

Ai fini del controllo dell'esposizione e del monitoraggio dei limiti, il calcolo avviene sommando algebricamente l'equivalente in Euro delle shift-sensitivity delle posizioni nelle diverse valute applicando uno shock parallelo di +100 bps alle curve dei tassi nelle diverse divise. In modo analogo avviene il calcolo per gli shock non-paralleli ai fini del controllo dell'esposizione e del monitoraggio dell'Early Warning. La sensitivity delle valute rilevanti viene poi corretta, con una tecnica gestionale di "currency aggregation" per tenere in considerazione l'imperfetta correlazione con i tassi della divisa principale (l'Euro).

La sensitivity del margine di interesse concentra l'analisi sull'impatto che cambiamenti dei tassi di interesse possono produrre sull'abilità del Gruppo di generare un livello stabile di utile. La componente degli utili oggetto di misurazione è rappresentata dalla differenza tra i margini di interesse prodotti dalle attività fruttifere e dalle passività onerose, includendo anche i risultati dell'attività di copertura mediante ricorso a derivati. L'orizzonte temporale di riferimento è comunemente limitato al breve-medio termine (da 1 a 3 anni) e valuta l'impatto che l'istituzione sia in grado di proseguire la propria attività (approccio "going concern"). La variazione del margine di interesse viene stimata sia in condizioni di scenari attesi sia in ipotesi di shock dei tassi di interesse e scenari di stress. Ulteriori ipotesi vengono anche adottate relativamente a comportamenti dei clienti (differenziate in funzione degli scenari dei tassi) e del mercato e alla risposta del management del Gruppo/Banca ai cambiamenti economici. La proiezione del margine e la relativa sensitivity a variazioni dei fattori di mercato richiedono pertanto di definire una serie di ipotesi di modellizzazione per lo sviluppo dei volumi e dei tassi (fisso/variabile), l'orizzonte temporale di riferimento, le valute rilevanti, nonché i modelli comportamentali introdotti (prepayment, poste a vista, ecc.) e le ipotesi riguardanti l'evoluzione del portafoglio (bilancio run off, costante o dinamico).

I limiti di sensitivity del margine sono definiti sulla base di uno shock istantaneo e parallelo dei tassi di +/-50 bp, avendo a riferimento un orizzonte temporale di 1 anno e in ipotesi di bilancio costante. Il limite di sensitivity del margine è definito quale limite alla perdita di conto economico e presenta, pertanto, unicamente segno negativo (limite alla riduzione potenziale del margine): l'utilizzo del limite è rappresentato dalla sensitivity che genera una maggiore riduzione del margine nei due scenari di rialzo e ribasso parallelo dei tassi. L'esposizione totale di sensitivity del margine è data dalla somma algebrica dell'esposizione delle singole valute.

Al CRFG viene anche delegata l'allocazione dei sotto limiti alle singole Banche/Società di sensitivity del margine di interesse e la possibilità di definire, anche per la sensitivity del margine, dei sottolimiti in divisa. Il limite assegnato a ciascuna Società viene definito sulla base della volatilità storica osservata sul margine di interesse individuale, in coerenza con le strategie e i limiti definiti per la shift sensitivity.

Il CSRBBCredit Spread Risk del Banking Book viene definito come il rischio determinato dalle variazioni del prezzo del rischio di credito, del premio di liquidità e potenzialmente di altre componenti degli strumenti con rischio creditizio che inducono fluttuazioni del prezzo del rischio di credito, del premio di liquidità e di altre componenti potenziali, che non sia spiegato dal rischio di tasso del banking book o dal rischio di insolvenza atteso (expected credit risk)/rischio di insolvenza imminente ed improvviso (jump to default risk). In coerenza con le Linee Guida EBA, che limitano il perimetro di riferimento ai soli asset (sono quindi esclusi derivati e liabilities), è previsto un monitoraggio specifico per il portafoglio titoli HTCS, le cui variazioni di valore determinano un impatto immediato sul patrimonio del Gruppo.

Il Value at Risk (VaR) rappresenta una misura di tipo probabilistico ed esprime la massima perdita potenziale del valore del portafoglio che potrebbe essere subita entro un determinato orizzonte temporale, dato un intervallo statistico di confidenza fissato. Il VaR viene utilizzato anche per consolidare l'esposizione ai rischi finanziari assunti dalle diverse Società del Gruppo che svolgono attività di banking book, tenendo in considerazione anche i benefici prodotti dall'effetto diversificazione e dalla correlazione tra i diversi fattori di rischio e le differenti valute. Tale misura viene calcolata e monitorata, per l'intero perimetro, dalla Direzione Centrale Rischi Finanziari e di Mercato.

Nel calcolo delle suddette misure di rischio Intesa Sanpaolo adotta modelli comportamentali di rappresentazione delle poste patrimoniali.

Per i mutui, si fa ricorso a tecniche statistiche per determinare la probabilità di estinzione anticipata (prepayment), al fine di ridurre l'esposizione del Gruppo al rischio tasso (overhedge) ed al rischio liquidità (overfunding). La metodologia sviluppata stima coefficienti di prepayment diversificati in funzione della tipologia di clientela, caratteristiche finanziarie dell'operazione, come la tipologia di tasso del finanziamento (fisso, variabile), la durata originaria del finanziamento, il seasoning, inteso come età del finanziamento alla data dell'evento di prepayment. Oggetto dell'analisi sono le estinzioni parziali, le estinzioni totali e le surroghe. Il modello del prepayment esamina inoltre le motivazioni che spingono il cliente a prepagare; rispetto a tale aspetto, è possibile suddividere il fenomeno tra componente strutturale (c.d. "Core Prepayment") e componente congiunturale (c.d. "Coupon Incentive"), collegata principalmente alle variazioni di mercato. I fenomeni legati al prepayment sono monitorati mensilmente ed i coefficienti di prepayment da applicare al modello sono ristimati almeno con periodicità annuale e sono sottoposti a periodiche verifiche di backtesting, opportunamente documentate nell'apposito documento di Model change, per assicurare l'aderenza alla realtà operativa delle ipotesi assunte e per recepire eventuali mutamenti normativi e/o comportamentali.

Per le poste contrattualmente a vista (conti correnti clientela), viene adottato un modello di rappresentazione finanziaria volto a riflettere le caratteristiche comportamentali di stabilità delle masse e di reattività parziale e ritardata alle variazioni dei tassi

di mercato. Il modello è oggetto di monitoraggio continuo e di ristima periodica per recepire tempestivamente le variazioni delle masse e delle caratteristiche della clientela nel tempo intercorse, nonché della normativa regolamentare di riferimento. Al fine di misurare la vulnerabilità del Gruppo al manifestarsi di turbolenze di mercato, il sistema di misurazione del rischio di tasso prevede una valutazione degli effetti prodotti sul valore economico e sul margine di interesse della banca da condizioni di tensione del mercato ("scenario analysis"), ovvero improvvise variazioni nel livello generale dei tassi d'interesse, cambiamenti nelle relazioni tra i tassi di mercato fondamentali (rischio di base), nell'inclinazione e forma della curva dei rendimenti (rischio di curva dei rendimenti), nella liquidità dei principali mercati finanziari o nella volatilità dei tassi di mercato.

  • Tali analisi sono condotte sottoponendo il portafoglio a diversi scenari di variazione dei tassi: – scenari regolamentari previsti dal Supervisory Outlier Test (SOT), che prevede un "early warning" pari al 15% di Tier 1, calcolato in riferimento agli scenari BCBS (Parallel shock up, Parallel shock down, Steepener shock, Flattener shock, Short rates shock up e Short rates shock down);
  • shock diversificati per curva di riferimento dei principali fattori di rischio e calcolati come differenza tra i rendimenti delle curve dei singoli fattori e quelli di una curva relativa al parametro eletto pivot (basis risk);
  • scenari di stress in simulazione storica.

Sono, altresì, previsti degli stress test sui modelli comportamentali, in modo da poter verificare gli impatti finanziari di ipotesi alternative, sottostanti ai parametri comportamentali stimati nei modelli. Gli assunti metodologici sottostanti le ipotesi contenute negli scenari di stress sono opportunatamente descritte nei documenti metodologici di dettaglio.

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Nel corso del primo semestre 2022, le strategie e i presidi posti in essere nell'ambito della gestione del rischio di tasso d'interesse sono stati realizzati nell'ottica di proteggere il margine di interesse da potenziali ulteriori impatti negativi del COVID-19. La stabilizzazione del margine è stata realizzata attraverso interventi di copertura della vischiosità della raccolta a vista da clientela, sia mediante la stipula di derivati di copertura sia in natural hedge con i mutui erogati alla clientela.

Impatti derivanti dal conflitto russo-ucraino

Il conflitto russo-ucraino ha determinato un generalizzato incremento dello spread rispetto ai bund tedeschi e di conseguenza un aumento dei relativi rendimenti; con riferimento al rischio di tasso di interesse generato dal portafoglio bancario del Gruppo Intesa Sanpaolo, questo incremento ha comportato una contrazione dell'esposizione del portafoglio dei titoli governativi.

Informazioni di natura quantitativa

Il rischio di tasso di interesse generato dal portafoglio bancario del Gruppo Intesa Sanpaolo, misurato mediante la Shift sensitivity del valore ha registrato nel corso del 2022 un valore medio pari a -1.889 milioni con un valore massimo pari a -2.134 milioni ed un valore minimo pari a -1.633 milioni, attestandosi a fine giugno 2022 su di un valore pari a -1.948 milioni. Quest'ultimo dato è in aumento di 192 milioni rispetto al valore di fine 2021, pari a -1.756 milioni. Tale variazione è dovuta in prevalenza all'incremento del grado di copertura delle poste a vista modellizzate, realizzato sia mediante derivati che attraverso il natural hedge rappresentato dalle erogazioni di impiego a tasso fisso alla clientela. A parziale compensazione si registra un calo dell'esposizione del portafoglio titoli governativi.

La sensitivity del margine di interesse – nell'ipotesi di variazione di +50, -50 e di +100 punti base dei tassi – ammonta alla fine di giugno 2022, rispettivamente a 880 milioni, a -784 milioni e a 1.399 milioni.

Nella tabella e nei grafici sottostanti si fornisce una rappresentazione dell'andamento della shift-sensitivity del valore economico (o shift-sensitivity del fair value) e della shift-sensitivity del margine di interesse.

(milioni di euro)
1° semestre 2022 30.06.2022 31.12.2021
medio minimo massimo
Shift Sensitivity del Fair Value +100 bp -1.889 -1.633 -2.134 -1.948 -1.756
Shift Sensitivity del Margine di Interesse -50bp -814 -768 -875 -784 -880
Shift Sensitivity del Margine di Interesse +50bp 932 746 1.105 880 962
Shift Sensitivity del Margine di Interesse +100bp 1.606 1.622 2.094 1.399 1.847

Il rischio di tasso di interesse, misurato in termini di VaR, è stato nel corso del 2022 mediamente pari a 612 milioni, con un valore massimo pari a 885 milioni ed un valore minimo pari a 547 milioni, attestandosi a fine giugno 2022 su di un valore pari a 885 milioni. Quest'ultimo dato è in aumento di 376 milioni rispetto al valore di fine 2021, pari a 509 milioni; tale variazione è dovuta in gran parte all'incremento dei tassi d'interesse registrato soprattutto nella seconda parte del semestre.

Il rischio di cambio espresso dagli investimenti partecipativi in divisa estera (banking book) e misurato in termini di VaR, è stato nel corso del 2022 mediamente pari a 156 milioni, con un valore minimo pari a 74 milioni ed un valore massimo pari a 252 milioni, dato quest'ultimo coincidente con quello di fine giugno 2022 (93 milioni il valore di fine 2021). Il dato di fine giugno 2022 risulta in aumento di 159 milioni rispetto al dato di fine 2021; tale variazione è dovuta in gran parte alla forte volatilità del rublo russo a seguito del conflitto russo-ucraino.

Il rischio di prezzo generato dal portafoglio azionario ha registrato nel corso del 2022 un livello medio, misurato in termini di VaR, di 483 milioni, con valori minimo e massimo pari rispettivamente a 463 milioni e a 532 milioni, dato quest'ultimo coincidente con quello di fine giugno 2022 in aumento di 165 milioni rispetto al valore di fine dicembre 2021 pari a 367 milioni. Tale variazione è dovuta in gran parte all'incremento della volatilità dei mercati riscontrati in particolare nella seconda parte del semestre del 2022.

Il VaR complessivo, costituito dalle tre componenti sopra descritte (VaR Interesse, VaR Cambio e VaR Azionario), è stato nel corso del 2022 mediamente pari a 721 milioni, con un valore massimo pari a 1.119 milioni ed un valore minimo pari a 575 milioni, attestandosi a fine giugno 2022 su di un valore pari a 1.119 milioni in aumento di 571 milioni rispetto al valore di fine dicembre 2021 pari a 548 milioni. Tale variazione è ascrivibile ai fenomeni sopra evidenziati.

Nella tabella e nel grafico sottostanti si fornisce una rappresentazione dell'andamento del VaR complessivo e delle sue tre componenti (VaR Interesse, VaR Cambio e VaR Azionario).

(milioni di euro)
30.06.2022 31.12.2021
medio minimo massimo
Value at Risk Tasso d'interesse 612 547 885 885 509
Value at Risk Cambio 156 74 252 252 93
Value at Risk Investimenti Azionari 483 463 532 532 367
Value at Risk complessivo 721 575 1.119 1.119 548

Infine, nella tabella sottostante si fornisce un'analisi di sensitività del portafoglio bancario al rischio di prezzo, che mette in rilievo l'impatto sul Patrimonio Netto, simulando uno shock dei prezzi pari a ±10%, del portafoglio azionario di minoranza quotato, in gran parte detenuto nella categoria HTCS.

Rischio di prezzo: impatto sul patrimonio netto

Impatto sul
patrimonio netto al
30.06.2022
Impatto sul
patrimonio netto al
31.03.2022
(milioni di euro)
Impatto sul
patrimonio netto al
31.12.2021
Shock di prezzo 10% 146 166 177
Shock di prezzo -10% -146 -166 -177

RISCHIO DI LIQUIDITA'

Si definisce rischio di liquidità il rischio che la Banca non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento per l'incapacità sia di reperire fondi sul mercato (funding liquidity risk) sia di smobilizzare i propri attivi (market liquidity risk).

Il sistema interno di controllo e gestione del rischio di liquidità di Intesa Sanpaolo si sviluppa nel quadro del Risk Appetite Framework del Gruppo e nel rispetto delle soglie massime di tolleranza al rischio di liquidità ivi approvate, che stabiliscono che il Gruppo debba mantenere una posizione di liquidità adeguata in modo da fronteggiare periodi di tensione, anche prolungati, sui diversi mercati di approvvigionamento del funding, anche attraverso la costituzione di adeguate riserve di liquidità rappresentate da titoli marketable e rifinanziabili presso Banche Centrali. A tal fine, è richiesto il mantenimento di un equilibrato rapporto fra fonti in entrata e flussi in uscita, sia nel breve che nel medio-lungo termine. Tale obiettivo è sviluppato dalle «Linee Guida di Governo del rischio Liquidità di Gruppo» approvate dagli Organi Societari di Intesa Sanpaolo, applicando le vigenti disposizioni regolamentari in materia.

Tali linee guida illustrano i compiti delle diverse funzioni aziendali, le norme e l'insieme dei processi di controllo e gestione finalizzati ad assicurare un prudente presidio del rischio di liquidità, prevenendo l'insorgere di situazioni di crisi. A tal fine, comprendono le procedure per l'identificazione dei fattori di rischio, la misurazione dell'esposizione al rischio e la verifica del rispetto dei limiti, nonché le regole per l'effettuazione di prove di stress e l'individuazione di appropriate iniziative di attenuazione del rischio, oltre alla predisposizione di piani d'emergenza e del reporting informativo agli organi aziendali.

In particolare, sono definiti in dettaglio i compiti attribuiti agli Organi societari e sono riportati al vertice alcuni importanti adempimenti quali l'approvazione delle metodologie di misurazione, la definizione delle principali ipotesi sottostanti agli scenari di stress e la composizione degli indicatori di attenzione utilizzati per l'attivazione dei piani di emergenza.

Al fine di perseguire una politica di gestione dei rischi integrata e coerente, le decisioni strategiche a livello di Gruppo in materia di governo e gestione del rischio di liquidità sono rimesse agli Organi Societari della Capogruppo. In questa prospettiva, la Capogruppo svolge le proprie funzioni di presidio e gestione della liquidità con riferimento non solo alla propria realtà aziendale, ma anche valutando l'operatività complessiva del Gruppo e il rischio di liquidità a cui esso è esposto.

Le funzioni aziendali della Capogruppo preposte a garantire la corretta applicazione di tali Linee Guida sono, in particolare, la Direzione Centrale Tesoreria e Finanza di Gruppo e la Direzione Centrale Pianificazione e Controllo di Gestione, responsabili nell'ambito dell'area Chief Financial Officer (CFO) della gestione della liquidità, e la Direzione Centrale Market and Financial Risk Management, che nell'ambito dell'area Chief Risk Officer (CRO), ha la responsabilità diretta della misurazione del rischio di liquidità su base consolidata.

Il Chief Audit Officer valuta la funzionalità del complessivo assetto del sistema dei controlli a presidio del processo di misurazione, gestione e controllo dell'esposizione al rischio di liquidità di Gruppo e verifica l'adeguatezza e la rispondenza del processo ai requisiti stabiliti dalla normativa. Gli esiti dei controlli svolti sono sottoposti, con cadenza almeno annuale, agli Organi Societari.

Le metriche di misurazione e gli strumenti di attenuazione del rischio di liquidità, sono formalizzati dalle Linee Guida di Governo del rischio Liquidità di Gruppo che definiscono l'impianto metodologico degli indicatori della liquidità sia di breve termine, che strutturale.

Gli indicatori della liquidità di breve termine intendono assicurare un livello adeguato e bilanciato tra flussi di cassa in uscita e in entrata aventi scadenza certa o stimata compresa nell'orizzonte temporale di 12 mesi, garantendo adeguata disponibilità di riserve liquide (c.d. Liquidity Buffer), liberamente utilizzabili in qualità di strumento principale di mitigazione del rischio di liquidità. A tal fine e in coerenza con la soglia massima di tolleranza al rischio di liquidità, il sistema dei limiti è declinato prevedendo specifici indicatori di breve termine, sia di natura regolamentare sul mese (Liquidity Coverage Ratio - LCR), che di definizione interna (indicatori di Survival Period).

L'indicatore di LCR ha la finalità di rafforzare il profilo di rischio di liquidità di breve termine, assicurando la detenzione di sufficienti attività liquide di elevata qualità (HQLA – High Quality Liquid Assets) non vincolate che possano essere facilmente e immediatamente convertite in contanti nei mercati privati per soddisfare i fabbisogni di liquidità a 30 giorni in uno scenario di stress acuto di liquidità. A tal fine, il Liquidity Coverage Ratio misura il rapporto tra: (i) il valore dello stock di HQLA e (ii) il totale dei deflussi di cassa netti calcolato secondo i parametri di scenario definiti dal Regolamento Delegato (UE) 2015/61 e dai suoi supplementi/modifiche.

Il Survival Period è invece un indicatore interno finalizzato a misurare il primo giorno in cui la Posizione Netta di Liquidità (calcolata come differenza fra le Riserve di Liquidità disponibili e i deflussi netti) diventa negativa, ovvero quando non risulta più disponibile ulteriore liquidità per coprire i deflussi netti simulati. A tal fine sono previste due diverse ipotesi di scenario, baseline e stressed, finalizzate a misurare rispettivamente: (i) l'indipendenza del Gruppo dalla raccolta interbancaria sui mercati finanziari, (ii) il periodo di sopravvivenza in caso di ulteriori tensioni, di mercato e idiosincratiche, di severità medioalta, gestite senza prevedere restrizioni all'attività creditizia nei confronti della clientela. Sull'indicatore di Survival Period in condizioni di stress è stabilito il mantenimento di un orizzonte minimo di sopravvivenza allo scopo di prevedere un livello complessivo di riserve in grado di fronteggiare le maggiori uscite di cassa in un intervallo di tempo adeguato a porre in essere i necessari interventi operativi per ricondurre il Gruppo in condizioni di equilibrio.

La Politica di Liquidità strutturale del Gruppo Intesa Sanpaolo prevede l'adozione del requisito strutturale, Net Stable Funding Ratio (NSFR), previsto dalla normativa regolamentare. Tale indicatore è finalizzato a promuovere un maggiore ricorso alla raccolta stabile, evitando che l'operatività a medio e lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine. A tal fine, esso stabilisce un ammontare minimo "accettabile" di provvista superiore all'anno in relazione alle necessità originate dalle caratteristiche di liquidità e di durata residua delle attività e delle esposizioni fuori bilancio. Ad integrazione, la politica interna di Liquidità strutturale prevede anche degli indicatori di early warning applicati su scadenze superiori a 1 anno, con particolare attenzione ai gap di lungo termine (> 5 anni).

Nell'ambito delle Linee Guida di Governo del Rischio di Liquidità del Gruppo, è inoltre previsto che siano assicurate le modalità di governo di un'eventuale crisi di liquidità, definita come una situazione di difficoltà o incapacità della Banca di far fronte ai propri impegni di cassa in scadenza, a meno di attivare procedure e/o utilizzare strumenti in maniera non riconducibile, per intensità o modalità, all'ordinaria amministrazione. Il Contingency Liquidity Plan, prefiggendosi gli obiettivi di salvaguardia del patrimonio del Gruppo e, contestualmente, di garanzia della continuità operativa in condizioni di grave emergenza sul fronte della liquidità, assicura l'identificazione dei segnali di pre-allarme, il loro continuo monitoraggio, la definizione delle procedure da attivare nel caso si manifestino tensioni sulla liquidità, indicando anche le linee di azione

immediate e gli strumenti di intervento per la risoluzione dell'emergenza. In tale ambito, è formalmente assegnata alla Direzione Centrale Tesoreria e Finanza di Gruppo la responsabilità di redigere il Contingency Funding Plan (CFP), che contiene le diverse linee d'azione attivabili allo scopo di fronteggiare potenziali situazioni di stress, indicando la dimensione degli effetti mitiganti perseguibili in un orizzonte temporale di breve termine.

La posizione di liquidità del Gruppo, che continua ad essere sostenuta da adeguate attività liquide di elevata qualità (HQLA) e dal significativo contributo di raccolta stabile retail, si è mantenuta nel corso di tutto il primo semestre dell'esercizio 2022 all'interno dei limiti di rischio previsti dalla vigente Policy di Liquidità di Gruppo. Entrambi i livelli degli indicatori regolamentari LCR e NSFR risultano superiori ai requisiti normativi. Il Liquidity Coverage Ratio (LCR) del Gruppo Intesa Sanpaolo, misurato secondo il Regolamento Delegato (UE) n. 2015/61, in media40 si è attestato a 191,7% (184,5% a dicembre 2021). Al 30 giugno 2022, il valore puntuale delle riserve HQLA disponibili a pronti risulta pari a 172 miliardi (187 miliardi a fine 2021), composte per circa il 69% da cash a seguito dei riversamenti temporanei di liquidità in eccesso in forma di depositi liberi in banca centrale. Includendo anche le altre riserve marketable e/o stanziabili presso le Banche Centrali, le complessive riserve di liquidità libere del Gruppo ammontano a 181 miliardi (192 miliardi a dicembre 2021).

Anche il NSFR si è confermato ampiamente superiore al 100%, sostenuto da una solida base di raccolta stabile della clientela, da adeguata raccolta cartolare wholesale a medio-lungo termine e dalla raccolta TLTRO con ECB. Al 30 giugno 2022, il NSFR del Gruppo, misurato secondo le istruzioni regolamentari, è pari al 127% (127,3% a dicembre 2021). Tale indicatore resta peraltro ampiamente superiore al 100% anche escludendo l'apporto positivo della raccolta TLTRO. In considerazione dell'elevata consistenza delle riserve di liquidità disponibili (liquide o stanziabili), anche le prove di stress, in uno scenario combinato di crisi di mercato e specifica (con significativa perdita di raccolta clientela), mostrano per il Gruppo Intesa Sanpaolo risultati superiori alla soglia obiettivo, con un avanzo di liquidità in grado di fronteggiare fuoriuscite di cassa straordinarie per un periodo di tempo superiore a 3 mesi.

Adeguata e tempestiva informativa sull'evolversi delle condizioni di mercato e della posizione della Banca e/o del Gruppo è regolarmente rilasciata agli Organi aziendali e ai Comitati interni, al fine di assicurare la piena conoscenza e governabilità dei diversi fattori di rischio.

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Anche nel corso del primo semestre 2022, tutte le necessarie misure preventive di gestione e controllo, già attivate sin dall'inizio dell'emergenza sanitaria COVID-19, permangono attive nell'obiettivo di cogliere eventuali segnali di potenziale inasprimento delle condizioni di liquidità.

Impatti derivanti dal conflitto russo-ucraino

Alla luce delle contenute esposizioni verso controparti russe e ucraine, la posizione consolidata di liquidità del Gruppo non ha subito impatti apprezzabili derivanti dal conflitto russo-ucraino.

40 Il dato esposto si riferisce alla media semplice delle ultime 12 osservazioni mensili, come da Regolamento (UE) 2021/637.

INFORMATIVA IN MATERIA DI PRODOTTI FINANZIARI

In linea con le richieste di massima trasparenza avanzate dagli Organismi di Vigilanza sovranazionali e nazionali, di seguito si riportano informazioni con riferimento alle modalità di determinazione del fair value, ai prodotti strutturati di credito, all'operatività svolta attraverso Special Purpose Entities (SPE), alle leveraged transactions, agli investimenti in hedge fund e all'operatività in derivati di negoziazione stipulati con la clientela. È riportata nella presente sezione anche l'informativa riguardo alla Riforma degli indici di riferimento (Interest Rate Benchmark Reform).

DETERMINAZIONE DEL FAIR VALUE DI ATTIVITA' E PASSIVITA' FINANZIARIE, VERIFICA INDIPENDENTE DEI PREZZI E PRUDENT VALUATION

Il quadro delle valutazioni finanziarie al fair value si articola su tre pilastri: la misurazione del fair value secondo i principi contabili internazionali (IFRS), la verifica indipendente dei prezzi (IPV – Independent Price Verification), e la misurazione del prudent value, questi ultimi stabiliti dalla CRR (Capital Requirement Regulation). I successivi paragrafi descrivono le modalità con cui tali elementi sono stati recepiti ed utilizzati dal Gruppo Intesa Sanpaolo.

Fair value degli strumenti finanziari

Il Gruppo Intesa Sanpaolo disciplina e formalizza la misurazione del fair value degli strumenti finanziari attraverso le "Linee Guida/Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value" di Gruppo, documento predisposto a cura della Direzione Centrale Market and Financial Risk Management e la cui applicazione si estende alla Capogruppo e a tutte le controllate oggetto di consolidamento, ivi comprese le Compagnie Assicurative.

Le "Regole per la Valutazione degli Equity Investments Non Quotati", elaborate dalla Direzione Centrale M&A e Partecipazioni di Gruppo, disciplinano invece la misurazione del fair value dei titoli di capitale non quotati e degli strumenti finanziari aventi come sottostante titoli di capitale non quotati.

Le metodologie di valutazione al fair value degli strumenti finanziari, nonché eventuali aggiustamenti riconducibili ad incertezze valutative sono disciplinate dal Gruppo Intesa Sanpaolo attraverso le "Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value" ed illustrate in dettaglio nel fascicolo di bilancio dell'esercizio 2021, al quale si fa rinvio per maggiori informazioni.

L'IFRS 13 stabilisce una gerarchia del fair value che classifica in tre livelli gli input delle tecniche di valutazione adottate per valutare il fair value. Tale gerarchia attribuisce la massima priorità ai prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche (dati di Livello 1) e minima priorità agli input non osservabili (dati di Livello 3). In particolare:

  • il livello di fair value viene classificato a 1 quando la valutazione dello strumento è ottenuta direttamente da prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche a cui l'entità può accedere alla data di valutazione;
  • il livello di fair value viene classificato a 2 qualora non sia stato riscontrato un prezzo da mercato attivo e la valutazione avvenga via tecnica di valutazione, sulla base di parametri osservabili sul mercato, oppure sull'utilizzo di parametri non osservabili ma supportati e confermati da evidenze di mercato, quali prezzi, spread o altri input (Comparable Approach);
  • il livello di fair value viene classificato a 3 quando le valutazioni sono effettuate utilizzando input diversi, non tutti desunti direttamente da parametri osservabili sul mercato e comportano quindi stime ed assunzioni da parte del valutatore.

Nel caso in cui differenti input siano utilizzati per valutare il fair value di un'attività o passività, la classificazione nella gerarchia è determinata in base all'input di più basso livello utilizzato per la valutazione. Per assegnare la gerarchia del fair value viene data priorità agli input delle tecniche di valutazione piuttosto che alle tecniche di valutazione stesse.

L'allegato "Gerarchia del Fair Value" delle "Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value" definisce, con riferimento ai rispettivi modelli/input di valutazione degli strumenti finanziari, le regole minimali che devono soddisfare gli input di mercato per essere classificati a livello 2, e le soglie di significatività che, qualora superate, portino ad una attribuzione al livello 3.

Per gli strumenti finanziari di livello 1 viene utilizzato il prezzo "corrente" offerto ("denaro") per le attività finanziarie ed il prezzo corrente richiesto ("lettera") per le passività finanziarie, rilevato sul mercato principale al quale si ha accesso, alla chiusura del periodo di riferimento.

Nel caso di strumenti finanziari per i quali il differenziale domanda-offerta risulta scarsamente rilevante, o per le attività e passività finanziarie con caratteristiche tali da portare a posizioni compensative per il rischio di mercato, viene utilizzato un prezzo medio di mercato (sempre riferito all'ultimo giorno del periodo di riferimento) in luogo del prezzo di offerta o del prezzo richiesto.

Sono considerati strumenti finanziari di livello 1 i titoli obbligazionari contribuiti (ovvero per i quali è disponibile il Composite Bloomberg Bond Trader sull'Information Provider Bloomberg o, in alternativa, una quotazione sul circuito EuroMTS o almeno tre quotazioni eseguibili sull'Information Provider Bloomberg), i titoli azionari contribuiti (ovvero quotati sul mercato ufficiale di riferimento), i fondi comuni di investimento armonizzati contribuiti (rientranti nell'ambito di applicazione delle direttive comunitarie), le operazioni in cambi spot, i contratti derivati per i quali siano disponibili quotazioni su un mercato attivo (per esempio futures e opzioni exchanged traded) e i fondi "hedge" per i quali sia disponibile, con la periodicità prevista dal contratto di sottoscrizione, il NAV (Net Asset Value), e in cui tra gli asset nei quali il fondo investe prevalgano, in termini percentuali sul NAV, asset classificati a livello 1, verificato che gli strumenti di livello 3 non superino una predeterminata soglia.

Per differenza, tutti gli altri strumenti finanziari che non appartengono alle categorie sopra descritte o che non presentano la profondità di contribuzione definita dalle "Regole di Valutazione Strumenti Finanziari al Fair Value" non sono considerati strumenti di livello 1.

In assenza di quotazione su un mercato attivo o in assenza di un regolare funzionamento del mercato, cioè quando il mercato non ha un sufficiente e continuativo numero di transazioni, spread denaro-lettera e volatilità non sufficientemente contenuti, la determinazione del fair value degli strumenti finanziari è prevalentemente realizzata grazie all'utilizzo di tecniche di valutazione aventi l'obiettivo di stabilire il prezzo al quale, in una transazione ordinaria l'attività sarebbe venduta o la passività trasferita tra partecipanti al mercato, alla data di valutazione, in condizioni attuali di mercato.

Tali tecniche includono:

  • l'utilizzo di valori di mercato che sono indirettamente collegati allo strumento oggetto di valutazione, derivanti da prodotti similari per caratteristiche di rischio (input di livello 2);
  • valutazioni realizzate utilizzando anche solo in parte input non derivanti da parametri osservabili sul mercato, per i quali sono utilizzate stime e ipotesi da parte del valutatore (input di livello 3).

Nel caso degli input di livello 2, la valutazione è basata su prezzi o spread creditizi desunti dalle quotazioni ufficiali di strumenti sostanzialmente simili in termini di fattori di rischio, utilizzando una data metodologia di calcolo (modello di valutazione). Il ricorso a tale approccio si traduce nella ricerca di transazioni presenti su mercati attivi relative a strumenti che, in termini di fattori di rischio, sono comparabili con lo strumento oggetto di valutazione. Le metodologie di calcolo classificate di livello 2 consentono di riprodurre i prezzi di strumenti finanziari quotati su mercati attivi (calibrazione del modello) senza includere parametri discrezionali – cioè parametri il cui valore non può essere desunto da quotazioni di strumenti finanziari presenti su mercati attivi ovvero non può essere fissato su livelli tali da replicare quotazioni presenti su mercati attivi – tali da influire in maniera determinante sul prezzo di valutazione finale.

Sono valutati secondo modelli che utilizzano input di livello 2:

  • i titoli obbligazionari privi di quotazioni ufficiali espresse da un mercato attivo e il cui fair value è determinato tramite l'utilizzo di un appropriato credit spread, individuato a partire da strumenti finanziari contribuiti e liquidi con caratteristiche similari;
  • i finanziamenti il cui fair value è determinato tramite l'utilizzo di un appropriato credit spread individuato a partire da evidenze di mercato di strumenti finanziari con caratteristiche similari;
  • i contratti derivati la cui valutazione è effettuata mediante appositi modelli, alimentati da parametri di input (quali curve di tasso, cambi e volatilità) osservati sul mercato;
  • i prodotti strutturati di credito (tra cui ABS, CLO HY, CDO) per cui non sono disponibili prezzi significativi e il cui fair value viene determinato utilizzando tecniche di valutazione che tengono conto di parametri desumibili dal mercato;
  • titoli di capitale non contribuiti valutati con il ricorso a transazioni dirette, ovvero transazioni significative sul titolo registrate in un arco di tempo ritenuto sufficientemente breve rispetto al momento della valutazione ed in condizioni di mercato costanti, o per i quali sono utilizzati i cosiddetti modelli valutativi "relativi" basati su moltiplicatori;
  • i fondi hedge in cui prevalgono, in termini percentuali sul NAV, gli asset di livello 2, verificato che gli strumenti di livello 3 non superino una predeterminata soglia.

Nel caso di strumenti classificati a livello 3, per la determinazione del fair value è necessario ricorrere a modelli valutativi che presuppongono l'utilizzo di parametri di input non direttamente osservabili sul mercato e che quindi comportano stime e assunzioni da parte del valutatore. In particolare, la valutazione dello strumento finanziario viene condotta utilizzando una metodologia di calcolo basata su specifiche ipotesi riguardanti:

  • lo sviluppo dei cash-flows futuri, eventualmente condizionati ad eventi futuri cui possono essere attribuite probabilità desunte dall'esperienza storica o sulla base di ipotesi di comportamento;
  • il livello di determinati parametri in input non quotati su mercati attivi, per la cui stima sono comunque privilegiate le informazioni acquisite da prezzi e spread osservati sul mercato. Nel caso queste non siano disponibili, si ricorre a dati storici del fattore di rischio specifico sottostante o a ricerche specializzate in materia (ad es. report di Agenzie di Rating o di primari attori del mercato).

Sono valutati secondo tale metodologia:

  • alcune operazioni in derivati, in titoli obbligazionari o in strutturati di credito complessi valutati con input di livello 3;
  • hedge fund in cui gli asset di livello 3 sono superiori ad una predeterminata soglia;
  • fondi di private equity e fondi immobiliari valutati al NAV, con eventuale applicazione di sconti;
  • quote partecipative e altri titoli di capitale la cui valutazione viene effettuata con l'utilizzo di modelli fondati su flussi finanziari attualizzati o con metodi patrimoniali;
  • finanziamenti il cui fair value è determinato tramite l'utilizzo di un credit spread che non soddisfa i criteri per essere considerato livello 2;
  • finanziamenti con rischio sottostante di natura azionaria, il cui fair value è calcolato sulla base dell'attualizzazione dei flussi contrattuali previsti.

Verifica indipendente dei prezzi (IPV)

La verifica indipendente dei prezzi degli strumenti finanziari (Independent Price Verification – IPV) è "una procedura di verifica regolare dell'esattezza e dell'indipendenza dei prezzi di mercato o dei dati immessi nei modelli" (Art. 4 (1.70) Regolamento (UE) n. 575/2013), effettuata "accanto alla valutazione giornaliera in base ai prezzi di mercato o ad un modello […] da una persona o da una unità indipendente dalle persone o dalle unità che beneficiano del portafoglio di negoziazione" (Art. 105(8) Regolamento (UE) n. 575/2013).

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha strutturato un processo IPV articolato su 3 livelli di controllo, coerentemente con quanto indicato dalla Circolare Banca d'Italia 285/2013, recepita nel Sistema dei Controlli Interni Integrati, che richiede l'integrazione dei processi di gestione dei rischi con i processi e le metodologie di valutazione, anche a fini contabili, delle attività aziendali.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo disciplina e formalizza il processo di verifica indipendente dei prezzi, attraverso le "Linee Guida/Regole di Verifica Indipendente dei Prezzi" di Gruppo, come illustrate in dettaglio nel fascicolo di bilancio dell'esercizio 2021, al quale si fa rinvio per maggiori informazioni.

Valore prudente degli strumenti finanziari

Il quadro delle valutazioni finanziarie si completa con la valutazione prudente delle poste valutate al fair value. Secondo quanto disposto dal Regolamento (UE) n. 575/2013 (Capital Requirement Regulation – CRR), la valutazione prudente comporta il calcolo di specifiche rettifiche di valore supplementari (Additional Valuation Adjustment - AVA) per gli strumenti finanziari valutati al fair value, volto ad intercettare diverse fonti di incertezza valutativa garantendo il raggiungimento di un

adeguato grado di certezza nella valutazione delle posizioni. Il valore totale degli AVA viene dedotto dal capitale primario di classe 1, senza impatto sul fair value contabile.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo, in linea con i criteri indicati nel Regolamento Delegato (UE) n. 2016/101, è soggetto all'applicazione del metodo di base per la determinazione degli AVA sia a livello individuale sia a livello consolidato per tutte le posizioni valutate al fair value. Il valore prudente corrisponde al valore di uscita dalla posizione ("exit price") con un livello di certezza pari al 90%. Il Gruppo disciplina e formalizza la misurazione del valore prudente degli strumenti finanziari attraverso le "Linee Guida/Regole di Valutazione Prudente Strumenti Finanziari al Fair Value" di Gruppo, illustrate in dettaglio nel fascicolo di bilancio dell'esercizio 2021, al quale si fa rinvio per maggiori informazioni.

A partire dal 1° gennaio 2021, cessate le disposizioni transitorie stabilite dal Regolamento Delegato (UE) n. 2020/866, il Gruppo utilizza il coefficiente di aggregazione degli AVA stabilito dal Regolamento Delegato (UE) n. 2016/101.

Gerarchia del fair value

Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value Escluse compagnie assicurative

(milioni di euro)
Attività/Passività misurate al fair value 30.06.2022 31.12.2021
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a
conto economico
18.704 30.780 3.647 24.262 25.080 3.389
a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione 16.858 30.101 206 22.615 24.379 187
di cui: titoli di capitale 900 - 21 67 - 17
di cui: OICR 225 - 26 116 - 25
b) Attività finanziarie designate al fair value - 1 - - 1 3
c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate
al fair value
1.846 678 3.441 1.647 700 3.199
di cui: titoli di capitale 136 48 287 161 116 225
di cui: OICR 1.710 147 2.317 1.486 149 2.166
2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto
sulla redditività complessiva
di cui: titoli di capitale
52.146
1.246
7.797
538
420
380
59.084
1.537
8.004
1.314
492
421
3. Derivati di copertura - 8.012 - - 1.732 -
4. Attività materiali - - 7.273 - - 7.364
5. Attività immateriali - - - - - -
Totale 70.850 46.589 11.340 83.346 34.816 11.245
1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione
2. Passività finanziarie designate al fair value
3. Derivati di copertura
16.599
460
-
38.470
4.266
3.933
158
27
-
22.241
6
-
33.946
3.642
4.868
119
26
-
Totale 17.059 46.669 185 22.247 42.456 145

Con riferimento alle attività, gli strumenti di livello 3, che presentano la maggiore discrezionalità nella determinazione del fair value, rappresentano una quota contenuta del portafoglio, con un'incidenza dell'8,8% sul totale delle attività (8,7% al 31 dicembre 2021). Tra le attività finanziarie di livello 3, la quota principale è rappresentata dalla quota di OICR e tra essi 309 milioni sono rappresentati da quote del Fondo Atlante e dell'Italian Recovery Fund attivati nell'ambito della normativa a sostegno del sistema bancario.

Oltre il 55% delle attività valutate al fair value è misurato attraverso il ricorso a quotazioni di mercato, quindi senza lasciare alcuna discrezionalità al valutatore.

La voce Attività materiali valutate al fair value con livello 3 include il patrimonio immobiliare e il patrimonio artistico di pregio che rappresentano il 64% delle attività di bilancio al fair value di livello 3.

Quanto alle passività, la quota di strumenti di livello 3 è inferiore all'1% rispetto al totale delle passività.

Oltre ai trasferimenti relativi ad attività e passività finanziarie valutate al livello 3 dettagliati nel seguito, si segnala che nel corso del primo semestre del 2022 si sono avuti trasferimenti:

o da livello 1 a livello 2 di:

  • o attività finanziarie di negoziazione per 117 milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2022);
  • o attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per 112 milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2022);
  • o passività finanziarie di negoziazione per 8 milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2022);
  • o passività finanziarie designate al fair value per 3 milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2022);
  • o da livello 2 a livello 1 di:
    • o attività finanziarie di negoziazione per 34 milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2022);

  • o attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per 44 milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2022);
  • o passività finanziarie di negoziazione per 160 milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2022);

o passività finanziarie designate al fair value per 228 milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2022).

I trasferimenti tra livelli di fair value derivano dall'evoluzione dell'osservabilità dei prezzi o dati di mercato utilizzati per effettuare le valutazioni degli strumenti e della significatività degli input non osservabili.

Il passaggio da livello 1 a livello 2 è conseguenza del venir meno della presenza di un mercato attivo per quello strumento verificata analizzando l'affidabilità e la reciproca coerenza delle quotazioni disponibili secondo quanto previsto nella Fair Value Policy di Gruppo. Per contro, i titoli per i quali viene effettuata una valutazione da mark-to-model utilizzando input osservabili sul mercato – classificati, dunque, a livello 2 – vengono trasferiti al livello 1 nel momento in cui si riscontra l'esistenza di un mercato attivo.

Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value Compagnie assicurative

(milioni di euro)
Attività/Passività misurate al fair value 30.06.2022 31.12.2021
Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 317 142 501 344 293 390
di cui: titoli di capitale - - - - - -
di cui: OICR 95 - 46 122 - 49
2. Attività finanziarie valutate al fair value 88.139 23 496 100.515 143 401
di cui: titoli di capitale 2.897 - - 3.510 - -
di cui: OICR 80.171 - - 91.908 109 -
3. Attività finanziarie disponibili per la vendita 81.307 5.130 4.529 93.910 6.305 4.208
di cui: titoli di capitale 1.894 7 56 2.202 7 54
di cui: OICR 8.999 - 4.123 9.879 - 3.742
4. Derivati di copertura - 53 - - 291 -
5. Attività materiali - - 7 - - 8
6. Attività immateriali - - - - - -
Totale 169.763 5.348 5.533 194.769 7.032 5.007
1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione 21 42 - - 42 61
2. Passività finanziarie valutate al fair value - 74.328 - - 84.667 -
3. Derivati di copertura - 63 - - - -
Totale 21 74.433 - - 84.709 61

Per le compagnie assicurative gli strumenti di livello 3, che presentano la maggiore discrezionalità nella determinazione del fair value, rappresentano una quota contenuta del portafoglio; con riferimento alle Attività l'incidenza è pari al 3% (2,4% al 31 dicembre 2021).

Il 94% delle attività finanziarie valutate al fair value del comparto assicurativo è misurato attraverso il ricorso a quotazioni di mercato, quindi senza lasciare alcuna discrezionalità al valutatore.

Le passività al fair value sono quasi interamente misurate con input di livello 2.

Oltre ai trasferimenti relativi ad attività e passività finanziarie del comparto assicurativo valutate al livello 3 dettagliati nel seguito, si segnala che nel corso del primo semestre del 2022 si sono avuti trasferimenti:

o da livello 1 a livello 2 di:

o attività finanziarie di negoziazione per 19 milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2022);

  • o attività finanziarie valutate al fair value per 11 milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2022);
  • o attività finanziarie disponibile per la vendita per 153 milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2022);
  • o da livello 2 a livello 1 di:

o attività finanziarie valutate al fair value per 5 milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2022);

o attività finanziarie disponibile per la vendita per 267milioni (valore di bilancio al 30 giugno 2022).

I trasferimenti tra livelli di fair value derivano dall'evoluzione dell'osservabilità dei prezzi o dati di mercato utilizzati per effettuare le valutazioni degli strumenti e della significatività degli input non osservabili.

Il passaggio da livello 1 a livello 2 è conseguenza del venir meno della presenza di un mercato attivo per quello strumento verificata analizzando l'affidabilità e la reciproca coerenza delle quotazioni disponibili secondo quanto previsto nella Fair Value Policy di Gruppo. Per contro, i titoli per i quali viene effettuata una valutazione da mark-to-model utilizzando input osservabili sul mercato – classificati, dunque, a livello 2 – vengono trasferiti al livello 1 nel momento in cui si riscontra l'esistenza di un mercato attivo.

Variazioni semestrali delle attività valutate al fair value su base ricorrente (Livello 3) Escluse compagnie assicurative

TOTALE Attività valutate al fair value con impatto a conto economico
di cui: a) Attività
finanziarie
detenute per la
negoziazione
di cui: b) Attività
finanziarie
designate al fair
value
di cui: c) Altre
attività finanziarie
obbligatoriamente
valutate al fair
value
Attività
finanziarie
valutate al fair
value con impatto
sulla redditività
complessiva
Derivati
di
copertura
Attività
materiali
(milioni di euro)
Attività
immateriali
1. Esistenze iniziali 3.389 187 3 3.199 492 - 7.364 -
2. Aumenti 715 89 - 626 75 - 119 -
2.1 Acquisti 324 12 - 312 57 - 15 -
2.2 Profitti imputati a: 120 7 - 113 17 - - -
2.2.1 Conto economico 120 7 - 113 - - - -
- di cui plusvalenze 114 6 - 108 - - - -
2.2.2 Patrimonio netto - X X X 17 - - -
2.3 Trasferimenti da altri livelli 76 13 - 63 - - - -
2.4 Altre variazioni in aumento 195 57 - 138 1 - 104 -
3. Diminuzioni -457 -70 -3 -384 -147 - -210 -
3.1 Vendite -132 -10 -3 -119 -47 - -35 -
3.2 Rimborsi -5 - - -5 - - - -
3.3 Perdite imputate a: -75 -22 - -53 -16 - -21 -
3.3.1 Conto economico -75 -22 - -53 - - -17 -
- di cui minusvalenze -75 -22 - -53 - - - -
3.3.2 Patrimonio netto - X X X -16 - -4 -
3.4 Trasferimenti ad altri livelli -61 -33 - -28 -61 - - -
3.5 Altre variazioni in
diminuzione
-184 -5 - -179 -23 - -154 -
4. Rimanenze finali 3.647 206 - 3.441 420 - 7.273 -

Variazioni semestrali delle attività valutate al fair value su base ricorrente (Livello 3) Compagnie assicurative

(milioni di euro)
Attività
finanziarie
detenute
per la
negoziazione
Attività
finanziarie
valutate al
fair value
Attività
finanziarie
disponibili per
la vendita
Derivati di
copertura
Attività
materiali
Attività
immateriali
1. Esistenze iniziali 390 401 4.208 - 8 -
2. Aumenti 225 185 711 - - -
2.1 Acquisti 59 - 447 - - -
2.2 Profitti imputati a: - - 215 - - -
2.2.1 Conto economico - - - - - -
- di cui plusvalenze - - - - - -
2.2.2 Patrimonio netto X X 215 - - -
2.3 Trasferimenti da altri livelli 128 - 48 - - -
2.4 Altre variazioni in aumento 38 185 1 - - -
3. Diminuzioni -114 -90 -390 - -1 -
3.1 Vendite -15 - -243 - - -
3.2 Rimborsi - - -13 - - -
3.3 Perdite imputate a: -99 - -133 - - -
3.3.1 Conto economico -99 - -5 - - -
- di cui minusvalenze -23 - - - - -
3.3.2 Patrimonio netto X X -128 - - -
3.4 Trasferimenti ad altri livelli - - - - - -
3.5 Altre variazioni in diminuzione - -90 -1 - -1 -
4. Rimanenze finali 501 496 4.529 - 7 -

Variazioni semestrali delle passività valutate al fair value su base ricorrente (Livello 3) Escluse compagnie assicurative

(milioni di euro)
Passività
finanziarie
detenute
per la
negoziazione
Passività
finanziarie
designate al
fair value
Derivati di
copertura
1. Esistenze iniziali 119 26 -
2. Aumenti 100 1 -
2.1 Emissioni 1 - -
2.2 Perdite imputate a: 1 1 -
2.2.1 Conto economico 1 1 -
- di cui minusvalenze 1 1 -
2.2.2 Patrimonio netto X - -
2.3 Trasferimenti da altri livelli 98 - -
2.4 Altre variazioni in aumento - - -
3. Diminuzioni -61 - -
3.1 Rimborsi - - -
3.2 Riacquisti - - -
3.3 Profitti imputati a: -16 - -
3.3.1 Conto economico -16 - -
- di cui plusvalenze -16 - -
3.3.2 Patrimonio netto X - -
3.4 Trasferimenti ad altri livelli -41 - -
3.5 Altre variazioni in diminuzione -4 - -
4. Rimanenze finali 158 27 -

Variazioni semestrali delle passività valutate al fair value su base ricorrente (Livello 3) Compagnie assicurative

(milioni di euro)
Passività
finanziarie
detenute
per la
negoziazione
Passività
finanziarie
valutate al
fair value
Derivati di
copertura
1. Esistenze iniziali 61 - -
2. Aumenti - - -
2.1 Emissioni - - -
2.2 Perdite imputate a: - - -
2.2.1 Conto economico - - -
- di cui minusvalenze - - -
2.2.2 Patrimonio netto X X -
2.3 Trasferimenti da altri livelli - - -
2.4 Altre variazioni in aumento - - -
3. Diminuzioni -61 - -
3.1 Rimborsi - - -
3.2 Riacquisti - - -
3.3 Profitti imputati a: - - -
3.3.1 Conto economico - - -
- di cui plusvalenze - - -
3.3.2 Patrimonio netto X X -
3.4 Trasferimenti ad altri livelli - - -
3.5 Altre variazioni in diminuzione -61 - -
4. Rimanenze finali - - -

Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente Escluse compagnie assicurative

(milioni di euro)
Attività/Passività non misurate al fair value 30.06.2022 31.12.2021
o misurate al fair value su base non ricorrente Valore di
bilancio
Fair value Valore di
bilancio
Fair value
1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 657.716 648.426 668.866 677.651
2. Attività materiali detenute a scopo di investimento - - - -
3. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.303 1.303 1.422 1.422
Totale 659.019 649.729 670.288 679.073
1. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 690.781 689.632 710.055 712.203
2. Passività associate ad attività in via di dismissione 92 92 30 30
Totale 690.873 689.724 710.085 712.233

Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente Compagnie assicurative

(milioni di euro)
Attività/Passività non misurate al fair value 30.06.2022 31.12.2021
o misurate al fair value su base non ricorrente Valore di
bilancio
Fair value Valore di
bilancio
Fair value
1. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza - - - -
2. Crediti verso banche 40 40 41 41
3. Crediti verso clientela 40 41 44 44
4. Attività materiali detenute a scopo di investimento - - - -
5. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - - - -
Totale 80 81 85 85
1. Debiti verso banche 646 621 623 650
2. Debiti verso clientela 296 296 188 188
3. Titoli in circolazione 1.362 1.264 1.335 1.338
4. Passività associate ad attività in via di dismissione - - - -
Totale 2.304 2.181 2.146 2.176

Analisi di sensitività per attività e passività finanziarie valutate a livello 3

Come richiesto dal principio IFRS 13, la tabella che segue evidenzia, per le attività e le passività finanziarie valutate al fair value di livello 3, gli effetti del cambiamento di uno o più dei parametri non osservabili significativi utilizzati nelle tecniche di valutazione impiegate per la determinazione del fair value. Si precisa che in tabella sono valorizzati soltanto gli effetti complessivamente materiali al 30 giugno 2022.

Attività/passività finanziarie Parametri non osservabili Sensitivity
(migliaia di
euro)
Variazione
parametro
non
osservabile
Titoli e Finanziamenti FVTPL e FVTOCI Credit spread -564 1 bp
Titoli e Finanziamenti FVTPL e FVTOCI Correlazione 204 1%
Derivati OTC - Equity Volatilità storica 1.300 10%
Derivati OTC - Equity Correlazione tra sottostanti basket equity 190 10%
Derivati OTC - Equity CPPI Correlazione storica -40 10%

Informativa sul c.d. "Day one profit/loss"

L'IFRS 9 stabilisce che l'iscrizione iniziale degli strumenti finanziari deve avvenire al fair value. Normalmente, il fair value di uno strumento finanziario alla data di rilevazione iniziale in bilancio è pari al "prezzo di transazione"; in altre parole, al costo o all'importo erogato per le attività finanziarie o alla somma incassata per le passività finanziarie. L'affermazione che all'atto dell'iscrizione iniziale in bilancio il fair value di uno strumento finanziario coincide con il prezzo della transazione è intuitivamente generalmente riscontrabile nel caso di transazioni del livello 1 della gerarchia del fair value. Anche nel caso del

livello 2, che si basa su prezzi derivati indirettamente dal mercato (comparable approach), l'iscrizione iniziale vede, in molti casi, sostanzialmente coincidere fair value e prezzo. Eventuali differenze tra prezzo e fair value sono di norma da attribuire ai cosiddetti margini commerciali che transitano a conto economico al momento della prima valutazione dello strumento finanziario. Nel caso del livello 3, invece, sussiste una discrezionalità parziale dell'operatore nella valutazione dello strumento e, pertanto, proprio per la maggiore soggettività nella determinazione del fair value non è disponibile un inequivocabile termine di riferimento da raffrontare con il prezzo della transazione. Per lo stesso motivo, risulta difficile determinare con precisione anche un eventuale margine commerciale da imputare a conto economico. In tal caso, l'iscrizione iniziale deve sempre avvenire al prezzo della transazione. La successiva valutazione non può includere la differenza tra prezzo e fair value riscontrata all'atto della prima valutazione, definita anche come Day-One-Profit (DOP). Tale differenza deve essere riconosciuta a conto economico solo se deriva da cambiamenti dei fattori su cui i partecipanti al mercato basano le loro valutazioni nel fissare i prezzi (incluso l'effetto tempo). Ove lo strumento abbia una scadenza definita e non sia immediatamente disponibile un modello che monitori i cambiamenti dei fattori su cui gli operatori basano i prezzi, è ammesso il transito del DOP a conto economico linearmente sulla vita dello strumento finanziario stesso. Nel caso in cui uno strumento classificato nel livello 3 della gerarchia del fair value venga riclassificato nel livello 2, i residui Day-One-Profit sospesi patrimonialmente vengono iscritti a conto economico in un'unica soluzione. Analogamente, nel caso di operazioni gestite "a libro" nell'ambito dell'operatività della Banca, i Day-One-Profit registrati sulle operazioni di livello 3 (incluse nella suddetta gestione "a libro") sono rilevati a conto economico nel momento in cui la Banca pone in essere operazioni che nella sostanza eliminano i rischi dello strumento di livello 3 che ha generato il DOP.

Alla fine del primo semestre 2022, così come alla fine dell'esercizio 2021, l'ammontare del DOP sospeso nello Stato patrimoniale risulta di importo non materiale (0,1 milioni circa).

INFORMATIVA SUI PRODOTTI STRUTTURATI DI CREDITO

L'esposizione al rischio in prodotti strutturati di credito si attesta al 30 giugno 2022 a 3.779 milioni, con un incremento netto di 158 milioni rispetto allo stock di 3.621 milioni del 31 dicembre 2021. L'esposizione include investimenti in ABS (Asset Backed Securities) per 1.932 milioni, in CLO (Collateralized Loan Obligations) per 1.775 milioni ed in CDO (Collateralized Debt Obligations) per 72 milioni, che si confermano quale operatività marginale anche nel primo semestre 2022.

(milioni di euro)
Categorie contabili 30.06.2022 31.12.2021 variazioni
Collateralized
Loan
Obligations
Asset
Backed
Securities
Collateralized
Debt
Obligations
Totale assolute %
Attività finanziarie detenute per la negoziazione 521 668 - 1.189 1.049 140 13,3
Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al
fair value
- 3 - 3 3 - -
Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
781 881 - 1.662 1.701 -39 -2,3
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 473 380 72 925 868 57 6,6
Totale 1.775 1.932 72 3.779 3.621 158 4,4

La presente informativa include quali prodotti strutturati di credito, titoli di debito detenuti dal Gruppo il cui tranching all'emissione presenti diversi gradi di subordinazione e che non siano stati emessi nell'ambito di operazioni originate da entità del Gruppo Intesa Sanpaolo e da Public Entity, oltre che di operazioni con cui il Gruppo finanzia la propria clientela corporate e financial institution (operatività posta in essere dal Gruppo per il tramite della controllata Duomo Funding Plc).

La strategia dell'operatività in prodotti strutturati di credito denota la prevalenza di investimenti, aventi l'obiettivo di sfruttare le opportunità di mercato, rispetto alle dismissioni del portafoglio intervenute nel periodo.

L'esposizione in ABS e CLO valutati al fair value passa da 2.753 milioni di dicembre 2021 a 2.854 milioni di giugno 2022, con un incremento netto di 101 milioni da ascrivere prevalentemente all'operatività su posizioni della Divisione IMI Corporate & Investment Banking, a valere in maggior misura sul portafoglio delle attività detenute per la negoziazione.

L'esposizione in titoli di debito classificati tra le attività valutate al costo ammortizzato di 925 milioni a giugno 2022, si confronta con una esposizione di 868 milioni a dicembre 2021 per un incremento di 57 milioni.

Da un punto di vista economico, al 30 giugno 2022 si rileva un risultato complessivo di -19 milioni che continua a risentire delle tensioni geopolitiche, in un contesto caratterizzato nel primo semestre 2022 da una diminuzione della liquidità dei mercati di riferimento, dall'allargamento degli spread di credito e dall'aumento dell'inflazione (nei primi sei mesi del 2021 l'impatto economico era stato pari a +8 milioni).

Il risultato sulle attività di negoziazione, voce 80 del conto economico, ammonta a -22 milioni ed è afferente a componenti valutative sulle esposizioni in CLO ed ABS (+7 milioni l'impatto economico al 30 giugno 2021, relativo ad effetti valutativi per +4 milioni e ad utili da cessione pari a +3 milioni).

Il risultato delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value nullo al 30 giugno 2022, si confronta con +1 milione dei primi sei mesi del 2021.

Le esposizioni in titoli di debito classificati tra le attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, registrano nel primo semestre 2022 una variazione negativa di fair value per -25 milioni a riserva di patrimonio netto (da riserva di -1 milione di dicembre 2021 a -26 milioni di giugno 2022); non si rilevano impatti da cessioni sul portafoglio, così come al 30 giugno 2021.

Sui titoli di debito classificati tra le attività valutate al costo ammortizzato, al 30 giugno 2022 il risultato è pari a +3 milioni, sostanzialmente riferibile ad utili da realizzo, e si confronta con l'impatto nullo dei primi sei mesi del 2021.

(milioni di euro)
Risultati di conto economico
per categoria contabile
30.06.2022 30.06.2021 variazioni
Collateralized
Loan
Obligations
Asset
Backed
Securities
Collateralized
Debt
Obligations
Totale assolute %
Attività finanziarie detenute per la negoziazione -17 -5 - -22 7 -29
Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al
fair value
- - - - 1 -1
Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
- - - - - - -
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - 1 2 3 - 3 -
Totale -17 -4 2 -19 8 -27

INFORMATIVA CIRCA L'OPERATIVITA' SVOLTA ATTRAVERSO SPECIAL PURPOSE ENTITIES (SPE)

Agli effetti di questa rilevazione, sono considerate Special Purpose Entities (SPE) le entità legali costituite per il raggiungimento di uno specifico obiettivo, ben definito e limitato (raccolta fondi sul mercato, acquisizione/cessione/gestione di determinati assets sia per la realizzazione di operazioni di cartolarizzazione di attivi sia per la provvista di fondi attraverso operazioni di autocartolarizzazione ed emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite, sviluppo e/o finanziamento di specifiche iniziative di business, operazioni di leveraged buy out, gestione del rischio di credito connesso al proprio portafoglio).

Sponsor dell'operazione è, di norma, un soggetto che chiede la strutturazione dell'operazione che coinvolge la SPE al fine di raggiungere determinati obiettivi. A volte lo sponsor può essere la Banca stessa, che costituisce una SPE per conseguire uno degli obiettivi sopra citati.

Per le categorie di SPE identificate come entità strutturate non consolidate non si segnalano modifiche ai criteri in base ai quali il Gruppo Intesa Sanpaolo decide per l'inserimento o meno delle società nel perimetro di consolidamento rispetto a quanto già riportato nel Bilancio 2021.

Con riferimento ai programmi di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (Covered Bond), nel corso del primo semestre dell'anno, nell'ambito del programma garantito da ISP CB Pubblico, la serie retained n. 10 è stata oggetto di riduzione di 100 milioni nel mese di gennaio e di estinzione totale anticipata per 150 milioni in giugno. Sempre in giugno, è stata parzialmente estinta la serie n. 12 per un ammontare di 225 milioni, portando il nominale a residui 1.050 milioni.

A valere sul programma garantito da ISP CB Ipotecario, in gennaio sono stati effettuati riacquisti di crediti UTP per 112 milioni mentre in maggio è stato ceduto un portafoglio di 2,7 miliardi.

Nel mese di gennaio è scaduta la serie n. 17 per un ammontare di 1 miliardo. In febbraio è stata invece emessa la serie n. 28, per un ammontare di 1 miliardo. Il titolo, a tasso variabile con scadenza 7 anni, è quotato presso la Borsa di Lussemburgo con rating Aa3 di Moody's, è stato interamente sottoscritto dalla Capogruppo ed è stanziabile sull'Eurosistema.

Nell'ambito del programma garantito da ISP OBG, nel mese di gennaio sono stati effettuati riacquisti di crediti UTP per 281 milioni, mentre nel mese di giugno è stata perfezionata l'operazione di cessione di un portafoglio di 6,2 miliardi.

Per quanto riguarda infine il programma garantito da UBI Finance, in gennaio sono stati effettuati riacquisti di crediti UTP e crediti commerciali per 72 milioni, mentre in giugno è stato ceduto un portafoglio di 822 milioni.

La serie n. 30 è stata oggetto di riduzione per 200 milioni in gennaio e di estinzione totale anticipata per 100 milioni in febbraio. In aprile la serie n. 3 è stata interamente ammortizzata per i residui 11,3 milioni in essere. In maggio la serie n. 28 è stata parzialmente estinta per un ammontare di 100 milioni, portando il nominale a residui 600 milioni, mentre la serie n. 29 è stata oggetto di estinzione anticipata per un totale di 600 milioni.

Per quanto riguarda le operazioni di cartolarizzazione, nel primo semestre è avvenuta la chiusura delle operazioni Brera SME, a valere sul veicolo Brera Sec S.r.l., e Berica ABS 4, con il riacquisto totale dei crediti da parte dell'Originator Intesa Sanpaolo nel mese di marzo. Il relativo prezzo è stato così regolato: nel caso di Brera SME, a fine aprile per un ammontare di 1.781 milioni; nel caso dell'operazione ex Banca Popolare di Vicenza Berica ABS 4, nell'ultima decade di giugno per 236 milioni.

La cartolarizzazione Brera SME è stata estinta anticipatamente con rimborso totale anticipato dei titoli agli inizi di maggio, mentre quella di Berica ABS 4 a fine giugno.

INFORMATIVA SULLE LEVERAGED TRANSACTIONS

La BCE ha pubblicato, nel 2017, specifiche Linee Guida sulle Leveraged Transactions ("Guidance on Leveraged Transactions"), che si applicano a tutti gli enti significativi sottoposti alla vigilanza diretta della BCE stessa. Obiettivo dichiarato della regolamentazione è il rafforzamento dei presidi aziendali sulle operazioni qualificate "a leva", in presenza di un loro incremento a livello globale e in un contesto di mercato fortemente competitivo, caratterizzato da un periodo prolungato di tassi bassi e dalla conseguente ricerca di rendimenti.

Il perimetro oggetto delle Linee Guida della BCE include, oltre alle esposizioni nei confronti di soggetti la cui maggioranza del capitale è detenuta da uno o più sponsor finanziari, anche le esposizioni nelle quali il livello di leva finanziaria del prenditore, misurato come rapporto tra Indebitamento finanziario complessivo e MOL, risulti superiore a 4. Sono peraltro esplicitamente escluse dal perimetro delle Leveraged Transactions le controparti con rating in area Investment Grade, persone fisiche, istituti di credito, istituti finanziari e società del settore finanziario in genere, enti pubblici, enti "no profit", nonché le controparti con affidamenti al di sotto di una certa soglia di materialità (5 milioni), le controparti SME Retail e quelle SME Corporate

(quest'ultime se non possedute da sponsor finanziario). Sono inoltre escluse le operazioni di specialised lending (project finance, real estate e object financing) e alcune altre tipologie di affidamenti, quali le operazioni di trade finance.

Al 30 giugno 2022 per il Gruppo Intesa Sanpaolo le operazioni che rispondono alla definizione di "Leveraged Transactions" delle Linee Guida BCE ammontano a circa 31,1 miliardi, riferiti a 2.400 linee di credito (35,3 miliardi il dato corrispondente al 31 dicembre 2021). Il calo rispetto al 31 dicembre 2021 è concentrato sulla Capogruppo ed è dovuto in prevalenza a controparti di importo rilevante che in seguito al miglioramento del loro rating, passato in area investment grade, nel corso del secondo trimestre 2022, sono uscite dal perimetro di segnalazione.

Si segnala che, coerentemente con quanto richiesto dalle Linee Guida BCE, nell'ambito del Credit Risk Appetite è stato sottoposto all'approvazione del Consiglio di Amministrazione uno specifico limite per lo stock in essere di Leveraged Transactions e dei limiti sui flussi di nuove operazioni, in linea con l'appetito di rischio della Banca su questa tipologia di operatività.

INFORMATIVA SUGLI INVESTIMENTI IN HEDGE FUND

La consistenza del portafoglio hedge fund di Capogruppo al 30 giugno 2022 risulta pari a 138 milioni per il trading book e 198 milioni per il banking book, a fronte rispettivamente di 27 milioni e di 200 milioni al 31 dicembre 2021.

Gli investimenti nel portafoglio di banking book sono contabilizzati nella categoria delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value e riguardano fondi che adottano strategie di investimento a medio/lungo termine e tempi di riscatto superiori a quelli previsti per i fondi UCITS (Undertakings for Collective Investment in Transferable Securities).

Nel primo semestre 2022 si è registrato un incremento degli stock di 109 milioni rispetto al 31 dicembre 2021, per nuovi investimenti effettuati nel comparto del trading, principalmente per posizioni assunte nel secondo trimestre 2022 (maggiori investimenti per 93 milioni).

Quanto agli effetti economici, al 30 giugno 2022 si rileva un risultato complessivamente negativo per -6 milioni, riferibile alla valutazione dei fondi in portafoglio tra le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, che si confronta con un impatto complessivo di +12 milioni dei primi sei mesi del 2021 (-4 milioni dalle attività finanziarie detenute per la negoziazione e +16 milioni dalle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value), imputabile per +10 milioni ad effetti valutativi e per +2 milioni ad impatti da realizzo.

Nel Gruppo Intesa Sanpaolo, si rileva che al 30 giugno 2022 risultano nel portafoglio di Eurizon Capital SGR anche hedge fund per 50 milioni, con un impatto a conto economico di -3 milioni nel primo semestre dell'anno. Questi ultimi sono detenuti secondo una logica di seeding, che prevede la costituzione di un portafoglio di servizio composto da quote di fondi comuni di investimento per i quali è stata avviata la commercializzazione, a sostegno dei fondi stessi.

INFORMATIVA CIRCA L'OPERATIVITA' IN DERIVATI DI NEGOZIAZIONE STIPULATI CON LA CLIENTELA

Considerando i soli rapporti con clientela, alla data del 30 giugno 2022, il Gruppo Intesa Sanpaolo presentava, in relazione all'operatività di intermediazione in derivati con le controparti clientela retail, imprese non finanziarie ed enti ed amministrazioni pubbliche (escluse quindi, oltre alle istituzioni creditizie, anche le imprese finanziarie e quelle assicurative) un fair value positivo, al lordo degli accordi di netting, pari a 4.568 milioni (6.917 milioni al 31 dicembre 2021). Il valore nozionale di tali derivati era pari a 33.327 milioni (64.254 milioni al 31 dicembre 2021).

In particolare il nozionale dei contratti plain vanilla risultava pari a 30.191 milioni (59.649 milioni al 31 dicembre 2021), mentre gli strutturati erano pari a 3.136 milioni (4.605 milioni al 31 dicembre 2021).

Si segnala che il fair value positivo dei contratti in essere con i 10 clienti più esposti era di 2.641 milioni (4.416 milioni al 31 dicembre 2021).

Per contro, il fair value negativo riferito al totale dei contratti in essere, determinato con gli stessi criteri, per le medesime tipologie di contratti, nei confronti delle stesse controparti, risultava - sempre alla data del 30 giugno 2022 - pari a 5.142 milioni (2.192 milioni al 31 dicembre 2021). Il valore nozionale di tali derivati era pari a 70.769 milioni, (34.378 milioni al 31 dicembre 2021).

In particolare il nozionale dei contratti plain vanilla risultava pari a 65.508 milioni (31.493 milioni al 31 dicembre 2021), mentre quello degli strutturati era pari a 5.261 milioni (2.885 milioni al 31 dicembre 2021).

Il fair value degli strumenti finanziari derivati stipulati con la clientela è stato determinato tenendo conto, come per tutti gli altri derivati OTC, della qualità creditizia delle singole controparti (cosiddetto bilateral Credit Value Adjustment). Sui contratti in rimanenza al 30 giugno 2022, ciò ha comportato la rilevazione a conto economico, nell'ambito del "Risultato netto dell'attività di negoziazione", di un impatto positivo di 74 milioni.

Per quanto concerne le metodologie utilizzate nella determinazione del fair value degli strumenti finanziari, si rinvia ai paragrafi specificatamente dedicati a tale argomento nell'ambito delle Note illustrative delle politiche contabili.

Si precisa che sono stati considerati "strutturati" i contratti costituiti dalla combinazione di più strumenti derivati elementari e che i valori sopra riportati non includono i fair value dei derivati embedded in obbligazioni strutturate emesse nonché le relative coperture poste in essere dal gruppo.

INTEREST RATE BENCHMARK REFORM

Interest Rate Benchmark Reform – Aspetti generali

I tassi benchmark europei sono stati oggetto negli ultimi anni di una profonda riforma le cui ragioni sono da ricercarsi in gran parte nell'introduzione del Regolamento dell'Unione Europea (Benchmark Regulation, Regolamento (UE) n. 2016/1011), pubblicato nel 2016 e in vigore da gennaio 2018.

Nel caso specifico dei benchmark di tasso a breve termine, dichiarati critici dalle autorità europee, si sono rese necessarie riforme riferite a:

  • Euribor: da novembre 2019 è stata resa pienamente operativa la revisione da parte di EMMI (European Money Market Institute) della metodologia di rilevazione del fixing (c.d. metodologia ibrida), utilizzando ove presenti le transazioni concluse sul mercato monetario non garantito fino a 12 mesi da parte delle banche contributrici.
  • Eonia: da ottobre 2019 il calcolo del fixing è avvenuto a partire dal tasso risk free pubblicato dalla Banca Centrale Europea (tasso €STR), rilevato sulla base delle transazioni overnight concluse dalle primarie banche europee. La Commissione Europea ad ottobre 2021 ha designato €STR anche come tasso da applicare ove si renda necessario attivare uno "statutory replacement" di Eonia.

Il tasso €STR costituisce anche la base per la rilevazione del tasso c.d. fallback di Euribor, da indicare nei contratti e da utilizzare in caso di eventuale futura cessazione permanente della pubblicazione di Euribor. Per agevolare la rilevazione dei tassi sostitutivi, da aprile 2021 la BCE ha avviato la pubblicazione giornaliera del Compounded €STR Index e dei tassi medi composti €STR.

Al di fuori dei confini dell'Area euro, negli ultimi anni le autorità di vigilanza, le banche centrali, le associazioni specializzate, nonché gli stessi operatori di mercato hanno attivamente lavorato nelle diverse giurisdizioni per identificare dei tassi risk free (RFR – Risk Free Rates) che potessero fungere da nuovi benchmark sul mercato monetario.

Più in dettaglio, dal 2016 in poi i diversi working group hanno indicato, anche attraverso raccomandazioni ufficiali, i tassi risk free che fungeranno da tassi di fallback del Libor e che, oltre a rispettare i principi IOSCO, risultano maggiormente rappresentativi delle reali condizioni di mercato, in quanto basati su transazioni effettive con volumi ampi e stabili. Il quadro di sintesi dei tassi risk free è il seguente:

IBOR Risk Free Rate Administrator Secured or Unsecured Transaction
GBP LIBOR SONIA Bank of England Unsecured o/n wholesale deposits
USD LIBOR SOFR New York Fed Secured o/n UST repo
JPY LIBOR TONAR Bank of Japan Unsecured o/n call rate
CHF LIBOR SARON SIX Swisse Exchange Ltd. Secured interbank o/n report
EUR LIBOR €STR ECB Unsecured o/n wholesale deposits

Fonte: ICE Benchmark Administration, Intesa Sanpaolo

Con l'annuncio del 5 marzo 2021, la Financial Conduct Authority (FCA) ha confermato la cessazione della pubblicazione o la perdita di rappresentatività (i) immediatamente dopo il 31 dicembre 2021 per tutte le scadenze del Libor della sterlina, euro, franco svizzero, e yen giapponese e delle scadenze 1 settimana e 2 mesi per il Libor del dollaro americano e (ii) immediatamente dopo il 30 giugno 2023 per le restanti scadenze del dollaro (ovvero overnight, 1 mese, 3 mesi, 6 mesi e 12 mesi).

Il 29 settembre 2021 l'FCA ha inoltre annunciato l'esercizio dei suoi poteri imponendo all'Amministratore del Libor ICE Benchmark Administration (IBA) la pubblicazione in forma sintetica del Libor della sterlina e dello yen per le scadenze a 1, 3 e 6 mesi, chiarendo che l'utilizzo di tali indici Libor sintetici è ammesso esclusivamente per i contratti già in essere e non ancora convertiti ai tassi alternativi risk free SONIA e TORF, rispettivamente per sterlina e yen, e questo al fine di garantire una cessazione ordinata del Libor. Pur se tale pubblicazione in forma sintetica è garantita per tutto il 2022, l'FCA ha sottolineato che l'esercizio di tali poteri si accompagna ad una revisione annuale, segnalando già la sua intenzione a non rinnovare la pubblicazione del Libor yen (che pertanto cesserà a fine 2022) e la possibilità di progressive restrizioni all'uso del Libor sintetico della sterlina in contratti legacy.

Per quanto riguarda infine il Dollaro USA, la principale delle divise coinvolte dalla dismissione del Libor, l'Alternative Reference Rates Committee (ARRC) si è attivata su vari fronti al fine di favorire la transizione dal Libor ai tassi alternativi basati sull'indice SOFR, in particolare:

  • pubblicazione delle raccomandazioni sulla best practice per diverse categorie di prodotto (es. prestiti, obbligazioni a tasso variabile, derivati ecc.) e relative tempistiche di cessazione dell'uso del Libor dollaro in nuovi contratti;
  • annuncio delle convenzioni per le varie categorie di contratti (es. prestiti in pool, obbligazioni a tasso variabile, crosscurrency swap ecc.);
  • pubblicazione delle clausole di fallback per varie categorie di prodotti.

Interest Rate Benchmark Reform – attività in ambito Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo ha mantenuto negli ultimi anni un elevato livello di attenzione alle evoluzioni in ambito benchmark, avviando sin dal 2016, un progetto dedicato che ha visto la partecipazione di tutte le Funzioni aziendali coinvolte a diverso titolo. Facendo leva sulle attività di cantieri specialistici e nei limiti di spesa previsti dal Capital Budget di progetto, anche nel corso

del primo semestre del 2022 sono proseguite le attività progettuali, con focus in particolare sui seguenti aspetti: – proseguimento delle negoziazioni bilaterali con le controparti per la modifica del tasso di remunerazione del collaterale

dei Credit Support Annex (CSA) da €STR addizionato di uno spread pari a 8,5 punti base ad €STR flat laddove richiesto dalle rispettive controparti;

  • progressivo maggior utilizzo di derivati contro tasso €STR;
  • definitiva cessazione dell'offerta di prodotti indicizzati al Libor in GBP, CHF e JPY;
  • prosecuzione delle iniziative per favorire e anticipare, per quanto possibile, la cessazione dell'USD Libor secondo le raccomandazioni dell'ARRC e, laddove applicabile, della legge europea o statunitense in tema di "statutory replacement", in preparazione della definitiva transizione al tasso SOFR da giugno 2023 e correlata attività per l'inclusione di robuste clausole di fallback nei contratti outstanding indicizzati al Libor:
    • o prosecuzione delle attività di cantieri e filoni progettuali dedicati al prodotto Bond indicizzato a tassi risk free overnight (per la Proprietà e la clientela) e attivazione delle iniziative per la gestione di emissioni a breve e MLT;
    • o con riferimento alla transizione con le Casse di Compensazione per i derivati in USD oggetto di clearing con sottostante USD Libor, il Gruppo ha partecipato alla Consultation della Controparte Centrale (CCP) LCH rivolta ai propri membri per raccogliere i feedback su aspetti operativi della gestione della transizione – che si effettuerà nel corso del secondo trimestre del 2023 – in modo simile a quanto già fatto a dicembre 2021 per i derivati con sottostanti GBP, JPY, CHF e EUR Libor. Tale meccanismo di transizione attiva, simile a quanto era stato previsto già nel corso del 2021 per altre divise Libor,– si basa su regole standard per tutti gli aderenti e tiene conto dei criteri di determinazione degli spread sulla base delle fallback provisions elaborate dall'industry nell'ambito della riforma dei benchmark;
  • completamento della predisposizione della struttura informatica necessaria all'utilizzo dei RFR nei sistemi contabili e gestionali della Banca;
  • informativa costante verso le Sussidiarie e Filiali estere del Gruppo;
  • collaborazione con le autorità italiane a supporto dello sviluppo del mercato dei nuovi tassi RFR;
  • partecipazione a survey e consultazioni pubbliche a livello europeo;
  • fornitura dei riscontri in materia di preparazione alla transizione per autorità estere di Nazioni presso cui sono presenti realtà del Gruppo, nonché al Joint Supervisory Team ECB di riferimento per aspetti generali riferiti al Gruppo;
  • pianificazione per ulteriore erogazione di attività formative specialistiche per i colleghi via aule remote e corsi su piattaforma per la formazione digitale;
  • aggiornamento dell'informativa alla clientela presente sulle pagine dei siti internet del Gruppo dedicate ad illustrare la tematica della transizione dei benchmark.

Intesa Sanpaolo ha inoltre partecipato in continuità a numerose iniziative, tra le quali le più rilevanti sono state le attività dei gruppi di lavoro a livello europeo, organizzate da EMMI e da ESMA (quest'ultima ha sostituito BCE nella gestione del Segretariato del Working Group on euro risk free rates).

In quest'ultimo ambito, in particolare, Intesa Sanpaolo ha agito anche nell'ultimo anno in qualità di voting member e partecipante a singoli filoni progettuali nel Working Group on euro risk free rates, nel quale ricopre dal 2020 anche il nuovo ruolo di Ambassador per l'Italia.

Come indicato nelle "Politiche contabili" del Bilancio 2021, a cui si rinvia per approfondimenti, a partire dal 2021 è applicabile obbligatoriamente e per la prima volta il Regolamento n. 25/2021 del 13 gennaio 2021 che recepisce il documento "Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse – fase 2 Modifiche all'IFRS 9, allo IAS 39, all'IFRS 7, all'IFRS 4 e all'IFRS 16", pubblicato dallo IASB in data 27 agosto 2020, in merito alle tematiche relative alla seconda fase del progetto sulla revisione dei tassi (Interest Rate Benchmark Reform – IBOR Reform). Le principali modifiche introdotte riguardano i possibili impatti contabili derivanti dall'applicazione dei nuovi tassi (c.d. replacement issue), in particolare la rappresentazione contabile delle modifiche dei contratti in essere e le coperture contabili. Per le modifiche che presentano le caratteristiche previste dal principio non si sono determinati impatti per il Gruppo Intesa Sanpaolo, in linea con l'obiettivo delle modifiche introdotte dallo IASB che mirano ad evitare effetti distorsivi in bilancio per effetto della riforma.

Rinviando alla Parte A Sezione 5 - Altri Aspetti del Bilancio 2021 per una analisi di maggior dettaglio in merito agli strumenti finanziari impattati dall'IBOR Reform alla data del bilancio e sulle modalità di gestione della transizione adottate dal Gruppo, si evidenzia che alla luce degli interventi normativi e delle attività intraprese dal Gruppo non sono emerse criticità nel completare la transizione entro le scadenze previste, né si prevedono criticità per la futura dismissione del LIBOR USD. In particolare, per la gestione dello stock degli strumenti in essere, il Gruppo ha previsto, da un lato l'adozione massiva dei nuovi Risk Free Rates (RFR) sugli strumenti finanziari di nuova stipula, abbandonando quindi l'utilizzo dei benchmark impattati dalla riforma e stabilizzando lo stock delle operazioni da transare, e dall'altro predisponendo le soluzioni per il passaggio ai nuovi RFR, definite sulla base delle principali raccomandazioni internazionali, in grado di minimizzare gli impatti finanziari della transizione.

Con riferimento ai benchmark oggetto di cessazione a fine 2021 le corrispondenti attività di transizione si sono concluse in modo positivo per tutti i rispettivi benchmark.

In particolare, per quanto riguarda i residuali contratti derivati ancora in posizione a fine 2021, con tasso di riferimento Eonia come indice sottostante (c.d. EONIA OIS) nonché i contratti in cui EONIA è l'indice di remunerazione dei collaterali, si rileva che al 30 giugno 2022 non residuano posizioni aperte.

Anche con specifico riferimento ai contratti derivati indicizzati ai Libor oggetto di cessazione al 31 dicembre 2021 (principalmente rispetto a quelli espressi in divisa GBP, CHF, JPY ed EUR), si evidenzia che le corrispondenti esposizioni si sono azzerate a inizio anno.

Relativamente agli altri strumenti indicizzati al LIBOR GBP sono state completate le azioni di rinegoziazione secondo le principali raccomandazioni internazionali diffuse e riconosciute dagli operatori di mercato.

Analogamente sui finanziamenti indicizzati al LIBOR JPY e LIBOR CHF sono state completate le azioni di transizione verso i rispettivi RFR.

Con riferimento infine agli strumenti indicizzati al LIBOR USD si segnala che la transizione dovrà essere effettuata entro il 30 giugno 2023; il 31 dicembre 2021 rappresentava la data ultima per la pubblicazione dei soli tassi LIBOR USD ad una settimana ed a due mesi.

La data di cessazione del LIBOR USD non determina particolari incertezze se non per quelle legate alle tempistiche di negoziazione che potrebbero essere posticipate dalle stesse controparti. Si prevede comunque che verranno seguite fasi del tutto analoghe a quelle verificatesi per gli strumenti indicizzati agli altri benchmark oggetto di cessazione a fine 2021, sia per gli strumenti cash che per i derivati.

Per quanto riguarda infine lo stock di strumenti in essere indicizzati al LIBOR USD, se lato finanziamenti si evidenzia una sostanziale stabilità, con riferimento agli strumenti derivati, la riduzione delle rispettive esposizioni aperte al rischio – in alcuni casi – è stata effettuata con operazioni di segno opposto (in termini di sensitivity) che, se da un lato possono aver determinato un incremento nel numero di operazioni e dei nominali se considerati in termini assoluti, dall'altro hanno comportato una progressiva riduzione dell'esposizione a tale benchmark in termini di misure di rischio.

Si ricorda, inoltre, che il Gruppo Intesa Sanpaolo applica dal Bilancio 2019 il Regolamento n. 34/2020 del 15 gennaio 2020 che ha adottato il documento emesso dallo IASB sulla "Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse (modifiche all'IFRS 9 Strumenti finanziari, allo IAS 39 Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione e all'IFRS 7 Strumenti finanziari: informazioni integrative)", con cui sono state introdotte alcune modifiche in tema di coperture (hedge accounting) con la finalità di evitare che le incertezze sull'ammontare e sulle tempistiche dei flussi di cassa derivanti dalla riforma dei tassi possano comportare l'interruzione delle coperture in essere e difficoltà a designare nuove relazioni di copertura.

I derivati di copertura impattati dalla IBOR Reform sono rappresentati esclusivamente da derivati indicizzati al LIBOR USD.

RISCHI OPERATIVI

Il rischio operativo è definito come il rischio di subire perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni41 .

Il Gruppo Intesa Sanpaolo adotta una strategia di assunzione e gestione dei rischi operativi orientata a criteri di prudente gestione e finalizzata a garantire solidità e continuità aziendale nel lungo periodo. Inoltre, il Gruppo pone particolare attenzione al conseguimento di un equilibrio ottimale tra obiettivi di crescita e di redditività e rischi conseguenti.

In coerenza con tali finalità, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha da tempo definito un framework per il governo dei rischi operativi, stabilendo normativa e processi organizzativi per la misurazione, la gestione e il controllo degli stessi.

Modello di Governo

Un framework di gestione dei rischi operativi efficace ed efficiente presuppone che lo stesso sia strettamente integrato nei processi decisionali e nella gestione dell'operatività aziendale. Per tale ragione, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha scelto di coinvolgere con responsabilità diretta nel processo di gestione dei rischi operativi (c.d. Operational Risk Management) le Unità Organizzative (business unit, strutture centrali/di supporto) della Capogruppo, delle Banche e delle Società del Gruppo.

Il processo di governo dei rischi operativi del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola nelle seguenti fasi:

  • identificazione: individuazione e descrizione delle potenziali aree di rischio operativo (es. eventi operativi, presenza di criticità, applicabilità dei fattori di rischio, scenari di rischio rilevanti);
  • misurazione e valutazione: determinazione dell'esposizione ai rischi operativi (es. autodiagnosi42, determinazione del capitale economico e regolamentare, analisi preventive dei rischi operativi e ICT, definizione della rilevanza delle criticità individuate);

41 Per la componente di perdite economiche, nel rischio operativo sono compresi anche i rischi: legale, di condotta, di non conformità, di financial crime, IT e cyber, di sicurezza fisica, di continuità operativa, di informativa finanziaria, terze parti e di modello. Sono esclusi rischi strategici e di reputazione.

42 L'autodiagnosi è il processo annuale attraverso il quale le Unità Organizzative identificano il proprio livello di esposizione al rischio operativo e ICT. Essa comprende l'Operational Risk Assessment e l'ICT Risk Assessment, a loro volta costituiti dalle attività di Valutazione del Contesto Operativo (VCO) e Analisi di Scenario (AS).

  • monitoraggio e controllo: presidio nel continuo dell'evoluzione dell'esposizione ai rischi operativi, anche al fine di prevenire l'accadimento di eventi dannosi e di promuovere l'attiva gestione del rischio stesso;
  • mitigazione: contenimento dei rischi operativi tramite opportune azioni di mitigazione e idonee strategie di trasferimento del rischio stesso attraverso un approccio risk-driven;
  • comunicazione: predisposizione dei flussi informativi connessi alla gestione dei rischi operativi, volti a consentire l'adeguata conoscenza dell'esposizione a tali rischi.

Rischio ICT

Il Gruppo Intesa Sanpaolo considera il sistema informativo uno strumento di primaria importanza per il conseguimento dei propri obiettivi strategici, di business e di responsabilità sociale, anche in considerazione della criticità dei processi aziendali che da esso dipendono. Conseguentemente si impegna a creare un ambiente resiliente e ad investire in attività e infrastrutture volte a minimizzare l'impatto potenziale di eventi ICT e a proteggere il proprio business, la propria immagine, i propri clienti e i propri dipendenti.

Il Gruppo si è dotato, quindi, di un sistema di principi e regole finalizzati a identificare e misurare il rischio ICT a cui sono esposti gli asset aziendali, valutare i presidi esistenti e individuare le adeguate modalità di trattamento di tali rischi, coerente con il processo di gestione dei rischi operativi.

In linea con il quadro metodologico definito per il governo dei rischi operativi, il modello di governo del rischio ICT è sviluppato in ottica di integrazione e coordinamento delle competenze specifiche delle strutture coinvolte.

Per Rischio ICT (Information and Communication Technology) si intende il rischio di incorrere in perdite economiche, di reputazione e di quote di mercato, in relazione all'utilizzo di tecnologia dell'informazione e della comunicazione. Nella rappresentazione integrata dei rischi aziendali a fini prudenziali tale tipologia di rischio è considerata, secondo gli specifici aspetti, tra i rischi operativi, reputazionali e strategici. Il rischio ICT comprende il rischio Cyber e il rischio IT.

Modello interno per la misurazione del Rischio Operativo

Il modello interno per il calcolo dell'assorbimento patrimoniale (metodo avanzato o AMA) del Gruppo Intesa Sanpaolo è concepito in modo da combinare tutte le principali fonti informative sia di tipo quantitativo (perdite operative interne ed esterne, stime derivanti da Analisi di Scenario) che qualitativo (Valutazione del Contesto Operativo - VCO).

Il capitale a rischio è quindi individuato come la misura minima, a livello di Gruppo, necessaria per fronteggiare la massima perdita potenziale; è stimato utilizzando un modello di Loss Distribution Approach (modello statistico di derivazione attuariale per il calcolo del Value at Risk delle perdite operative), applicato sia ai dati storici sia ai risultati dell'analisi di scenario su un orizzonte temporale di un anno, con un livello di confidenza del 99,9%. La metodologia prevede inoltre l'applicazione di un fattore di correzione, derivante dalle analisi qualitative sulla rischiosità del contesto operativo (VCO), per tenere conto dell'efficacia dei controlli interni nelle varie Unità Organizzative.

La componente di mitigazione assicurativa del modello interno è stata autorizzata dall'Autorità Competente nel mese di giugno 2013 e ha esplicato i suoi benefici gestionali e sul requisito patrimoniale con pari decorrenza.

Requisito patrimoniale a fronte dei Rischi Operativi

Ai fini di Vigilanza il Gruppo adotta, per la determinazione del requisito patrimoniale, il Metodo Avanzato (AMA) in partial use con i metodi standardizzato (TSA) e base (BIA).

Al 30 giugno 2022 il perimetro relativo al Metodo Avanzato è costituito da Intesa Sanpaolo (incluse le ex Banche e Società rivenienti dal Gruppo UBI Banca in essa incorporate nel corso del 2021 e del primo semestre 2022) e dalle principali banche e società delle Divisioni Private Banking e Asset Management, da VUB Bank e PBZ Banka.

L'assorbimento patrimoniale così determinato è di 2.107 milioni al 30 giugno 2022, in leggero incremento rispetto ai 2.024 milioni del 31 dicembre 2021.

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Per quanto riguarda i rischi operativi, con riferimento al primo semestre 2022, non vi sono specifici aggiornamenti da riportare e si rimanda a quanto descritto nell'apposita sezione del Bilancio al 31 dicembre 2021.

Impatti derivanti dal conflitto russo-ucraino

Per quanto concerne i rischi operativi, gli impatti relativi al conflitto russo-ucraino riguardano taluni interventi messi in atto al fine di garantire la continuità operativa del Gruppo, in particolare gli extra-costi sostenuti per l'ambito Business Continuity e le perdite derivanti da danni fisici direttamente cagionati alle sedi/filiali situati nella zona del conflitto.

Rischi legali

Al 30 giugno 2022 risultavano pendenti a livello di Gruppo – con esclusione di Risanamento S.p.A. non soggetta a direzione e coordinamento da parte di Intesa Sanpaolo – circa 40.600 vertenze, diverse da quelle di tipo fiscale, con un petitum43 complessivo di circa 3.830 milioni. Tale importo comprende l'insieme delle vertenze in essere per le quali il rischio di esborso di risorse economiche derivante dalla potenziale soccombenza è stato valutato possibile o probabile e, quindi, non include le vertenze per le quali il rischio è stato valutato remoto.

I rischi connessi alle suddette vertenze sono stati oggetto di specifica ed attenta analisi da parte della Capogruppo e delle società del Gruppo. In presenza di vertenze per le quali si stima sussista una probabilità di esborso superiore al 50% e qualora sia possibile effettuare una stima attendibile del relativo ammontare (c.d. vertenze con rischio probabile), si è provveduto a disporre specifici e congrui accantonamenti al Fondo per Rischi e Oneri. Ferma restando l'alea di incertezza che caratterizza ogni contenzioso, la stima delle obbligazioni che potrebbero emergere dalle controversie – e pertanto l'entità degli accantonamenti eventualmente costituiti – deriva dalle valutazioni previsionali circa l'esito del giudizio. Tali valutazioni previsionali vengono in ogni caso effettuate sulla base di tutte le informazioni disponibili al momento della stima.

Le vertenze con rischio probabile sono circa 31.900 con un petitum di 1.984 milioni e accantonamenti per 800 milioni. La componente riferita alla Capogruppo Intesa Sanpaolo risulta pari a circa 5.490 controversie con un petitum di 1.627 milioni e accantonamenti per 611 milioni. Le controversie riferite alle altre controllate italiane risultano circa 830 con un petitum di 252 milioni ed accantonamenti per 94 milioni mentre quelle riferite alle controllate estere sono circa 25.600 con un petitum di 105 milioni e accantonamenti per 95 milioni. La numerosità è fortemente impattata da alcune fattispecie di contenziosi "massivi" presenti all'estero con riferimento a contestazioni su posizioni creditizie relativi alla controllata Serba Banca Intesa Beograd e a prestiti in valuta diversa da quella locale relativi a Privredna Banka Zagreb (complessivamente 24.800 posizioni). Per maggiori dettagli si rimanda alla Nota integrativa del Bilancio 2021. In Italia la numerosità riguarda le tematiche inerenti l'anatocismo e ai servizi di investimento (3.360 posizioni).

L'articolazione per principali categorie delle vertenze con rischio probabile evidenzia la prevalenza di fattispecie correlate alla ordinaria attività bancaria e creditizia del Gruppo: le vertenze riguardanti contestazioni relative ai prodotti e servizi bancari e di investimento o su posizioni creditizie e revocatorie fallimentari rappresentano circa il 75% del petitum e il 75% degli accantonamenti. Le restanti vertenze sono rappresentate prevalentemente da altri procedimenti civili e amministrativi, da cause giuslavoristiche o procedimenti di tipo penale o connessi a irregolarità operative.

Con riguardo alle vertenze rilevanti in corso, si segnalano di seguito le evoluzioni significative del semestre, rinviando per il pregresso e per l'illustrazione puntuale delle singole vertenze rilevanti alla Nota integrativa del Bilancio 2021 del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Contenzioso tra Intesa Sanpaolo Vita S.p.A. e RB Holding S.p.A. e la famiglia Favaretto

Nel maggio 2020 Intesa Sanpaolo Vita S.p.A. ha perfezionato un'operazione di investimento nella società RBM Assicurazioni Salute S.p.A., la principale compagnia assicurativa italiana nel ramo salute detenuta dalla società RB Holding S.p.A. riferibile alla famiglia del Dott. Roberto Favaretto, operazione che ha portato all'attuale controllo di Intesa Vita S.p.A. della società assicurativa, ora denominata Intesa Sanpaolo RBM Salute S.p.A.

Nello scorso maggio Intesa Sanpaolo Vita ha inviato alla socia di minoranza RB Holding S.p.A. una richiesta di indennizzo ai sensi e per gli effetti del contratto di investimento in relazione all'emergere di situazioni che hanno dato luogo (o potrebbero dar luogo) a passività quantificabili allo stato in oltre 129 milioni di euro e sostanzialmente riguardanti:

  • − l'incremento dell'onere dei sinistri concernenti la Polizza mètaSalute conseguente all'eliminazione delle pratiche commerciali scorrette oggetto di un procedimento avviato dall'AGCM,
  • − posizioni creditorie (per 'regolazioni di premio') iscritte all'attivo del bilancio al momento del closing ed interamente svalutate successivamente al closing a seguito della verificata inesigibilità dei crediti stessi,
  • − penali per ritardi relativi a pagamenti di sinistri relativi alla Polizza ASDEP Assistenza Sanitaria Dipendenti Enti Pubblici.

RB Holding S.p.A. ha respinto ogni addebito e nella seconda decade di luglio, con la famiglia Favaretto, ha presentato una domanda alla Camera Arbitrale di Milano deducendo l'invalidità di alcune clausole del contratto di investimento e del patto parasociale del 2020 (tra cui quelle relative alle opzioni di acquisto e di vendita della partecipazione di minoranza e al patto di non concorrenza), inadempimenti di Intesa Sanpaolo Vita a impegni contrattuali (quale il patto di consultazione in relazione al rinnovo del contratto mètaSalute e alla cessazione del rapporto con il precedente AD), la violazione da parte di quest'ultima di regole di buona fede e correttezza, con una richiesta di risarcimento di danni per complessivi 423,5 milioni di euro.

Intesa Sanpaolo Vita entro il termine assegnato del 5 settembre depositerà una prima memoria di risposta e di nomina del proprio arbitro, ritenendo, con i propri legali, di avere argomenti difensivi utili per contrastare le domande di RB Holding, ferma la richiesta di indennizzo formulata da Intesa Sanpaolo Vita lo scorso maggio, il cui contenuto potrà anche essere oggetto di domanda riconvenzionale nell'arbitrato instaurato da RB Holding e dalla famiglia Favaretto, senza quindi dover fare ricorso ad un separato procedimento contenzioso.

Ove consultazioni tra le parti portassero all'individuazione dell'interesse verso una composizione transattiva, la pendenza del contenzioso non impedisce la verifica della percorribilità di tale ipotesi.

Contenzioso derivante dall'operazione di acquisizione di certe attività, passività e rapporti giuridici facenti capo a Banca Popolare di Vicenza S.p.A. in LCA e a Veneto Banca S.p.A. in LCA

Nell'ambito del giudizio davanti alla Corte Costituzionale, originato dall'ordinanza di rimessione del 20 luglio 2021 con cui il Tribunale di Firenze ha sottoposto la questione di legittimità costituzionale del D.L. 99/2017, la Corte ha inizialmente fissato l'udienza di discussione al 5 luglio 2022, rinviandola poi al 4 ottobre 2022. Entro il 14 settembre la Banca potrà depositare una memoria per fornire ulteriori elementi di approfondimento ed argomentazioni per la trattazione orale del caso davanti alla Corte.

43 I dati di petitum includono il valore delle domande formulate e non comprendono le pretese di valore indeterminato, vale a dire quelle che all'instaurarsi della vertenza non contengono una specifica richiesta economica; il valore di queste vertenze viene determinato nel corso del procedimento allorché emergono gli elementi sufficienti per la valutazione.

Con riferimento al Contenzioso Escluso si è registrata la prima pronuncia della Corte di Cassazione (ordinanza del 28 marzo 2022 n. 9945): la Corte ha accolto l'eccezione di carenza di legittimazione passiva sollevata dalla Banca in un contenzioso relativo a un credito già classificato come "deteriorato" alla data della cessione e quindi non incluso nell'Insieme Aggregato. La causa era stata avviata, prima della cessione, contro Veneto Banca in bonis e poi riassunta anche nei confronti di Intesa Sanpaolo dopo l'avvio della procedura di liquidazione della banca veneta.

Nel 2019 e nel 2021 Intesa Sanpaolo ha inviato alle Banche in LCA alcune comunicazioni (claim) contenenti richieste (o riserva di richiesta) di rimborso/indennizzo relativamente a danni già subìti o potenziali e a violazioni delle suddette Dichiarazioni e Garanzie, in relazione al Contenzioso Pregresso e al Contezioso Escluso nonché in relazione al valore e alla recuperabilità di talune attività trasferite a Intesa Sanpaolo.

II termine previsto dal Contratto di Cessione (20 giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta di indennizzo), entro il quale le Banche in LCA avrebbero dovuto comunicare a Intesa Sanpaolo ogni contestazione in relazione ai claim formulati, è stato più volte prorogato d'intesa con i Commissari Liquidatori ed attualmente è fissato al 31 ottobre 2022.

Società Italiana per le Condotte d'Acqua S.p.A. in Amministrazione Straordinaria

A giugno 2022 è pervenuto atto di diffida e messa in mora da parte dei Commissari dell'Amministrazione Straordinaria Società Italiana per le Condotte d'Acqua S.p.A. ammessa alla procedura "Marzano" con D.M. 6 agosto 2018.

La controparte ipotizza la responsabilità della Banca per aver concesso abusivamente credito alla società, contribuendo alla prosecuzione in perdita della sua attività e all'aggravamento del dissesto.

I Commissari formulano una richiesta di risarcimento, allo stato stragiudiziale, per 380 milioni con riserva di fornire una più puntuale quantificazione del danno. È in corso l'istruttoria della predetta richiesta e, nell'attuale fase, non appare formulabile alcuna previsione di rischio, anche in ragione del fatto che nella diffida viene ipotizzato il concorso di altre banche nella causazione del dissesto, senza individuarne le specifiche condotte.

L'Amministrazione Straordinaria ha inoltre promosso nei confronti di Intesa Sanpaolo tre giudizi di revocatoria fallimentare dinanzi al Tribunale di Roma, con richiesta di restituzione di somme per circa 16 milioni.

Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata

Nel febbraio 2022, la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata ha inviato ad Intesa Sanpaolo (quale successore di UBI Banca, a sua volta incorporante la good bank Nuova Banca delle Marche44) e ad un ex esponente di Banca delle Marche, un atto di diffida stragiudiziale e messa in mora per il risarcimento del danno patrimoniale e di immagine asseritamente subito per una somma quantificabile in non meno di 50 milioni.

La Fondazione asserisce di aver aderito nel corso del 2012 all'operazione di aumento del capitale sociale deliberata nell'ottobre 2011 dall'allora Banca delle Marche, acquistando azioni per un importo complessivo di oltre 40 milioni, esclusivamente per aver confidato (i) nei dati contenuti nei bilanci di esercizio della banca e (ii) nel "Prospetto Informativo" predisposto per il predetto aumento del capitale, che si sarebbero poi rivelati totalmente errati e fuorvianti.

La Banca ha respinto totalmente la richiesta risarcitoria, eccependo in primo luogo la propria carenza di legittimazione passiva e l'intervenuta prescrizione, e contestando integralmente le pretese anche nel merito.

Fondazione Monte dei Paschi di Siena

Nel 2014 la Fondazione Monte dei Paschi di Siena (Fondazione) ha proposto un'azione di risarcimento dei danni con riferimento al finanziamento concesso nel 2011 da un pool di banche (banche finanziatrici) e destinato a fornirle le risorse per la sottoscrizione dell'aumento di capitale di Banca MPS. I danni lamentati sarebbero conseguenza della "minusvalenza" derivante dalla riduzione del valore di mercato delle azioni Banca MPS acquistate con l'utilizzo delle somme erogate dalle banche. FMPS ha convenuto 8 ex amministratori della Fondazione, in carica nel 2011, e le banche finanziatrici, fra cui figurano Intesa Sanpaolo e Banca IMI. La pretesa risarcitoria è quantificata in circa 286 milioni in solido fra tutti i convenuti. Alle banche finanziatrici viene attribuita una responsabilità di natura extra-contrattuale per avere concorso nella presunta violazione, da parte degli ex amministratori, del limite statutario del rapporto debito-patrimonio della Fondazione.

A seguito della conclusione dell'accordo transattivo intervenuto lo scorso dicembre, le banche del pool e la Fondazione hanno depositato istanza congiunta per l'estinzione parziale del giudizio di primo grado.

Per quanto concerne il giudizio d'impugnazione promosso dalle banche in punto di difetto di giurisdizione, la Corte d'Appello di Firenze con provvedimento del 29 aprile 2022 ha dichiarato l'estinzione dei rapporti processuali fra le banche e la Fondazione.

Engineering Service S.r.l.

Nel 2015 Engineering Service S.r.l. ha promosso giudizio civile nei confronti del MISE, di BPER e di UBI, in relazione alla concessione di agevolazioni pubbliche all'imprenditoria. Parte attrice imputa alla nostra Banca (ed a BPER) ritardi nella gestione dell'istruttoria e delle erogazioni, ritardi che avrebbero determinato una crisi di liquidità dell'impresa e la conseguente perdita del contributo pubblico.

Nei confronti del nostro Istituto è stata formulata domanda di risarcimento danni per 28 milioni circa.

Le difese della Banca hanno sostenuto che i tempi dell'istruttoria sono dipesi da BPER, verso la quale è stata quindi svolta domanda di manleva.

Il Tribunale di Roma, con sentenza del novembre 2021, divenuta definitiva per mancata impugnazione, ha rigettato integralmente la domanda dell'attrice, condannandola alla rifusione delle spese legali nei confronti di tutte le parti convenute.

44 Si ricorda che tali contenziosi sono assistiti dalle garanzie e obblighi di manleva assunti dal Venditore (Fondo Nazionale di Risoluzione) a favore di UBI Banca in relazione all'acquisizione delle Nuove Banche derivanti dalla risoluzione di Banca delle Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio e Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti e coprono, pertanto, anche le eventuali passività originate dalle attività svolte dalle Banche (c.d. "Old Banks") prima di essere sottoposte alla procedura di risoluzione, in relazione, tra l'altro, ai rischi di natura legale, o in genere connessi al contenzioso in essere o minacciato, ovvero alle violazioni di legge e alle eventuali passività potenziali.

Gruppo Elifani

Causa promossa nel 2009 da Edilizia Immobiliare San Giorgio 89 S.r.l. (ora incorporata in Enselfin, che si è costituita in sua sostituzione), San Paolo Edilizia S.r.l., Hotel Cristallo S.r.l. e dal socio garante Mario Elifani per ottenere il risarcimento dei danni subiti per asserita condotta illegittima della Banca, per avere la stessa richiesto garanzie sproporzionate rispetto al credito concesso, escusso garanzie pignoratizie, applicato interessi usurari su mutui ed effettuato erronee segnalazioni in Centrale Rischi.

La controversia ha come presupposto le medesime circostanze in massima parte già lamentate nei giudizi in tema di anatocismo e interessi ultralegali promosse dalle suddette società nel 2004 e definite transattivamente a inizio 2014.

Il giudizio ha avuto esito favorevole per la Banca sia in primo che in secondo grado, mentre con ordinanza del dicembre 2019 la Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso delle controparti, con rinvio. Le controparti hanno riassunto la causa avanti la Corte d'Appello di Milano quantificando la domanda in circa 100 milioni.

Da ultimo, con sentenza del giugno 2022 la Corte d'Appello di Milano, in sede di rinvio, ha rigettato le domande svolte dagli attori, condannandoli alle spese.

Contenzioso in materia di strumenti finanziari derivati

Con riferimento ai contenziosi con Enti locali, si sono registrate quattro nuove vertenze nel corso del semestre:

  • − la Provincia di Catanzaro ha disposto l'annullamento in autotutela della determina dirigenziale di approvazione dell'operazione in derivati stipulata in pool anche con altri istituti bancari. La Banca, unitamente alle altre componenti il pool, ha presentato ricorso dinanzi al Tar di Catanzaro per ottenere l'annullamento del provvedimento. La quota di rischio potenziale in capo ad Intesa Sanpaolo è pari a 3,6 milioni;
  • − la Provincia di Varese, dopo la chiusura con esito negativo di una mediazione promossa ad aprile, nel mese di luglio ha avviato un giudizio dinnanzi al Tribunale di Milano per far accertare la nullità relativa a due derivati stipulati con la Banca, chiedendone la condanna per 7,2 milioni sia a titolo restitutorio, che risarcitorio per responsabilità contrattuale o extracontrattuale.
  • − la Provincia di Imperia ha notificato un atto di citazione, con il quale l'Ente contesta la nullità del derivato e chiede la restituzione dei differenziali versati, oltre il risarcimento del danno senza quantificare la propria domanda. L'iniziativa fa seguito al procedimento di mediazione chiusosi a novembre 2021 con esito negativo. Il rischio potenziale in capo alla Banca è pari a 5 milioni;
  • − il Comune di Marsciano ha avviato un giudizio dinanzi al Tribunale di Perugia per far accertare la nullità del derivato stipulato con la Banca, chiedendo la restituzione di 81 mila euro per differenziali pagati e costi impliciti.

Sono inoltre pervenute quattro sentenze con riguardo ai seguenti contenziosi:

  • − Comune di Faenza: con decisione dell'1 febbraio 2022 la Corte d'appello di Bologna, richiamando i principi espressi dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 8770/2020, ha confermato la nullità del contratto per mancata indicazione del Mark To Market (MTM) e la condanna della Banca a restituire i differenziali addebitati all'Ente. In esecuzione della sentenza di primo grado, la Banca aveva già provveduto al pagamento di 2,8 milioni. È stato proposto ricorso per Cassazione;
  • − Comune di Santa Maria Capua Vetere: il Tribunale di Roma, con sentenza del 2 marzo 2022, ha rigettato la domanda di nullità dei due contratti derivati, così come formulata dall'Ente ed ha accolto la riconvenzionale della Banca per i flussi non pagati dal Comune per 119 mila euro. Il giudice ha, invece, accolto la domanda di accertamento dei costi impliciti non comunicati in fase di stipula e condannato la Banca al pagamento di 1,1 milioni oltre interessi e rivalutazione. La sentenza non è stata appellata e sono in corso contatti con l'Ente per concordare le modalità di adempimento al dispositivo;
  • − Comune di Vittorio Veneto: il Tribunale di Venezia, con sentenza non definitiva del 29 marzo 2022, ha dichiarato la nullità di due contratti per carenza degli elementi del MTM e degli scenari probabilistici, ritenuti essenziali in adesione all'orientamento sfavorevole delle SS.UU. 8770/2020. Il giudice, con separata ordinanza, ha rimesso la causa in istruttoria disponendo CTU per la determinazione dei flussi spettanti al Comune. Il giudizio è stato, quindi, rinviato al 26 ottobre 2022. Il rischio potenziale a carico della Banca è pari a 5,8 milioni;
  • − Provincia di Pavia: con decisione del 4 maggio 2022, la Corte d'Appello di Milano, facendo propri i principi espressi dalla Cassazione, ha confermato la nullità del contratto per mancata indicazione del MTM e degli scenari probabilistici. In esecuzione della sentenza di primo grado, la Banca aveva già provveduto al pagamento di 10,1 milioni. Si sta valutando l'opportunità di proporre ricorso per Cassazione.

Con riguardo al contenzioso in essere, nel primo semestre di segnala che la vertenza promossa nel dicembre 2013 dal Comune di Mogliano Veneto e approdata in Cassazione ha trovato definizione nel più ampio contesto di un'operazione creditizia di rinegoziazione del mutuo che rappresenta il debito sottostante al derivato oggetto di causa. A seguito dell'accordo raggiunto, la Banca e il Comune di Mogliano hanno depositato rinuncia agli atti del procedimento e la Corte di Cassazione, con decreto del 13 gennaio 2022, ha dichiarato estinto il giudizio. L'operazione ha comportato l'estinzione del contratto derivato, con oneri a carico della Banca per complessivi 5,3 milioni.

Per quanto riguarda il contenzioso pendente con le Società controllate da Enti pubblici, si segnala che nel giudizio promosso dall'Azienda Socio Sanitaria territoriale Valle Olona, il Tribunale di Busto Arsizio, con sentenza del 6 aprile 2022, ha dichiarato la nullità per indeterminatezza dell'oggetto del contratto e condannato la Banca a restituire l'importo di 1,8 milioni già versato all'Ente. La sentenza è stata appellata.

Contenzioso del lavoro

Per quanto riguarda il contenzioso del lavoro, anche relativo all'ex Gruppo UBI Banca, al 30 giugno 2022, come già al 31 dicembre 2021, non risultano in essere controversie rilevanti sotto l'aspetto sia qualitativo che quantitativo. In generale, tutte le cause di lavoro sono assistite da accantonamenti specifici, adeguati a fronteggiare eventuali esborsi.

Contenzioso fiscale

A livello di Gruppo, a giugno 2022 il valore complessivo delle pretese per contenziosi fiscali (imposte, sanzioni e interessi) è di 222 milioni (215 milioni al 31 dicembre 2021).

I rischi relativi sono presidiati da adeguati accantonamenti ai fondi per rischi e oneri, pari a 68 milioni (76 milioni al 31 dicembre 2021).

Con riguardo alla Capogruppo, sono pendenti 579 pratiche di contenzioso (628 pratiche al 31 dicembre 2021), per un valore complessivo della pretesa (imposta, sanzioni e interessi) di 128,6 milioni (135,4 milioni al 31 dicembre 2021), conteggiato tenendo conto sia dei procedimenti in sede amministrativa, sia dei procedimenti in sede giurisdizionale nei diversi gradi di merito e di legittimità.

Relativamente a tali contesti, i rischi effettivi al 30 giugno 2022 sono stati quantificati per la Capogruppo in 55,2 milioni (56,5 milioni al 31 dicembre 2021).

Nel corso del semestre le controversie definite (c.d. rilievi chiusi) da Capogruppo sono state 146 per un contestato totale di 17,4 milioni con un esborso di 2,4 milioni riferibili principalmente alle contestazioni IMU (2 milioni).

Rispetto ai dati al 31 dicembre 2021, per le partecipate italiane sono state registrate maggiori pretese per complessivi 16 milioni con un minor accantonamento di 2 milioni.

Le principali variazioni sono relative a un avviso di accertamento IRES e IRAP per l'anno 2017 notificato ad aprile 2022 alla Intesa Sanpaolo Private Banking (pretesa complessiva 8,5 milioni) e un avviso di accertamento per l'anno 2011 notificato a giugno 2022 alla Cargeas Assicurazioni dove è stata accertata una maggiore imposta sulle assicurazioni per 1,3 milioni, oltre 0,5 milioni per interessi e 2,8 milioni per sanzioni, per un totale complessivo di 4,6 milioni.

Le vertenze fiscali delle controllate estere sono di ammontare contenuto e sono cautelate per il 67% del rischio. In specie, trattasi di contestazioni del valore complessivo di 6 milioni (9 milioni al 31 dicembre 2021) fronteggiate da accantonamenti per 4 milioni (8 milioni al 31 dicembre 2021). Le pretese si sono quindi ridotte di 3 milioni e l'accantonamento di 4 milioni. Le variazioni del contestato e del correlato fondo rischi sono principalmente dovute alla definizione di talune controversie afferenti ad Alexbank integralmente cautelate.

Nei paragrafi che seguono sono fornite informazioni sulle controversie attualmente in essere più rilevanti.

Capogruppo

Contenziosi in materia di imposta di registro su riqualificazione di operazioni di conferimento d'azienda e cessione di partecipazioni in cessione di azienda e conseguente accertamento di maggior valore dell'azienda

Si segnala il contenzioso relativo al conferimento d'azienda e successiva cessione della partecipazione da Banca di Trento e Bolzano a Intesa Sanpaolo riqualificato dall'Agenzia delle Entrate in cessione diretta dell'azienda (sempre ai sensi del citato art. 20 D.P.R. n. 131/1986) con richiesta di imposta di registro proporzionale (0,8 milioni) oltre interessi (0,3 milioni), importi a suo tempo accantonati. La Corte di Cassazione, con sentenza depositata nel semestre, ha rilevato che la riqualificazione dell'atto di conferimento di un ramo d'azienda, seguito dalla cessione delle partecipazioni nella conferitaria, non è più consentita dalla legge (ai sensi dell'art. 20 del D.P.R. n. 131/1986) e dalla natura di imposta d'atto che riveste l'imposta di registro, come anche osservato dalla Corte Costituzionale nella pronuncia n. 158/2020; per l'effetto, è stato rilasciato quanto a suo tempo accantonato (1,1 milioni).

Si rinvia alla Nota integrativa al Bilancio consolidato 2021 per maggiori informazioni su queste vertenze.

Contenzioso in tema di IMU su immobili non reimpossessati a seguito della risoluzione dei relativi contratti di leasing Il petitum complessivo è di 7 milioni, interamente cautelato nel fondo rischi contenzioso. Si rinvia alla Nota integrativa al Bilancio consolidato 2021 per maggiori informazioni su queste vertenze.

Contenzioso in tema di IVA su operazioni di leasing nautico

Con riguardo alla incorporata Mediocredito Italiano, si ricorda la contestazione in tema di IVA scaturita dalla verifica fiscale generale da parte della Guardia di Finanza di Milano in data 17 aprile 2019. Nel rinviare alla Nota integrativa al Bilancio consolidato 2021, si segnala quanto segue circa lo stato delle contestazioni:

  • − relativamente all'anno d'imposta 2014, è stata depositata la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Milano, parzialmente favorevole alla Banca, con la quale i giudici, nel prendere atto della riduzione delle imposte, precedentemente annullate in autotutela dall'Agenzia delle Entrate, hanno riconosciute non dovute le sanzioni applicate, riducendo l'originario avviso dagli iniziali 5,5 milioni circa, agli attuali 2 milioni circa. È in corso di predisposizione l'appello;
  • − per l'anno d'imposta 2015, l'avviso di accertamento è stato definito con un esborso di circa 2 milioni con utilizzo del fondo rischi contenzioso fiscale già costituito nel 2019 per 2,9 milioni;
  • − per l'anno 2016, è stato notificato avviso di accertamento con l'unico rilievo della non imponibilità ex art. 8-bis del D.P.R. n. 633/72 cui è stato applicato il regime di non imponibilità che è oggetto di accantonamento integrale (per imposta, sanzioni ed interessi) ma che sarà comunque impugnata (petitum 1,5 milioni).

Per il 2014 la Banca ha effettuato accantonamenti in merito alla prima contestazione, solo per il rischio per imposta e interessi e non anche per sanzioni, mentre per la seconda, prudenzialmente, su interessi e sanzioni ritenendo possibile esercitare la rivalsa fiscale sul cliente per l'imposta. Per l'anno 2016, l'accantonamento è stato effettuato per l'imposta e relativi interessi.

Per quanto concerne le filiali di Intesa Sanpaolo localizzate all'estero non si segnalano novità di rilievo rispetto alle verifiche già segnalate nella Nota integrativa al Bilancio consolidato 2021, rispetto alle quali si coglie l'occasione per segnalare solo

* * *

che si è chiusa senza debenza di alcuna somma la verifica iniziata ad aprile 2021 dall'Agenzia delle entrate di Madrid per l'anno 2016 ai fini delle imposte sui redditi con riguardo alla filiale di Madrid dell'incorporata UBI Banca.

Società del Gruppo

In merito alle società italiane del Gruppo, di seguito si forniscono degli aggiornamenti sui principali temi.

Per i contenziosi di Intesa Sanpaolo Private Banking in materia di deducibilità dell'ammortamento di avviamenti emersi da conferimenti di rami aziendali, si rinvia alla Nota integrativa al Bilancio consolidato 2021 e al Resoconto intermedio al 31 marzo 2022. In proposito, si segnala che a marzo 2022 è stata depositata la sentenza di secondo grado relativa agli anni 2014 e 2015 favorevole alla banca mentre ad aprile 2022 sono stati notificati gli avvisi di accertamento IRES e IRAP per l'anno 2017 per una pretesa complessiva di 8,5 milioni (4 milioni per imposte, 4 milioni per sanzioni e 0,5 milioni per interessi). A giugno sono stati depositati in Commissione Tributaria Provinciale i ricorsi.

Il totale contestato ammonta dunque, per imposte, sanzioni ed interessi, a 60,9 milioni. Il rischio di passività è valutato di tipo possibile, in quanto la legittimità dell'affrancamento degli avviamenti che si generano ex novo in capo alla conferitaria è stata esplicitamente ammessa dall'Agenzia con la Circolare n. 8/E del 2010 ed è coerente con le previsioni dell'art. 15, comma 10, del D.L. n. 185/2008.

Anche per Cargeas Assicurazioni si rinvia alla Nota integrativa al Bilancio consolidato 2021. Al riguardo si segnala che l'avviso di accertamento per l'anno 2010 (petitum di 5,7 milioni complessivi), è stato impugnato avanti gli Organi della giustizia tributaria e l'udienza di discussione della controversia avanti la Commissione Tributaria Provinciale di Milano si è tenuta il 25 febbraio 2022 e a tutt'oggi si è in attesa del deposito della relativa sentenza.

Inoltre, la società ha ricevuto il 6 giugno 2022 l'avviso di accertamento per l'anno 2011 dove è stata accertata una maggiore imposta per 1,3 milioni, 0,5 milioni per interessi e 2,8 milioni per sanzioni, pari al 200% dell'imposta accertata (sanzione minima ex lege), per un totale complessivo di 4,6 milioni.

Le motivazioni contenute nell'atto impositivo sopra indicato riferito all'anno 2011 sono identiche a quelle indicate nel precedente e già citato atto riferito all'anno 2010, non avendo l'Agenzia delle Entrate apportato alcuna variazione ed integrazione alle medesime.

Per questo motivo e in attesa di conoscere l'esito della decisione che verrà assunta dalla Commissione Tributaria Provinciale di Milano in riferimento all'udienza tenutasi in data 25 febbraio 2022 con riguardo alla controversia afferente all'annualità 2010, la Società ritiene che anche il rischio di soccombenza afferente all'annualità 2011, al pari di quello dell'anno 2010, sia da ritenere possibile, ma non probabile.

Provis ha pratiche di contenzioso IMU e TASI, pendenti o comunque prossime all'avvio, del valore complessivo di 3,6 milioni a fronte delle quali l'accantonamento al fondo rischi è pari a 3,9 milioni, comprensivo di spese legali.

Con riguardo alle società controllate estere, per Intesa Sanpaolo Bank Albania, Intesa Sanpaolo Brasil S.A. – Banco Multiplo, Intesa Sanpaolo Banka D.D. Bosna I Hercegovina, Pravex Bank, PBZ Card d.o.o. e per UBI Trustee S.A. si rinvia alla Nota integrativa al Bilancio consolidato 2021.

Di seguito alcune novità afferenti a società anch'esse già oggetto di commento nei precedenti Bilanci.

Alexbank ha in corso due verifiche fiscali relative rispettivamente alla corporate income tax, con riferimento al periodo d'imposta 2018. Al momento non risultano formulate contestazioni. Inoltre, è pendente un contenzioso avente ad oggetto il mancato versamento dell'imposta di bollo. La quantificazione della passività potenziale è stata aggiornata e risulta integralmente accantonata. La verifica fiscale sull'imposta di bollo relativa al periodo d'imposta 2019 si è chiusa senza rilievi.

Si è chiusa senza rilievi la verifica fiscale su IMI SEC in relazione alle imposte dirette, avente ad oggetto le annualità 2015 e 2016; è invece in corso un audit condotto dallo Stato di New York sempre in relazione al reddito d'impresa, avente ad oggetto le annualità 2015, 2016 e 2017. Al momento non si segnalano rilievi.

Da aprile 2022, EXELIA è stata oggetto di verifica fiscale da parte dell'amministrazione fiscale rumena con riferimento alla Corporate Income Tax relativamente ai periodi d'imposta 2016 e 2017. Al momento non si segnalano rilievi.

Si ricorda infine il contenzioso pendente in Brasile relativo alla ex controllata Banco Sudameris Brasil (ora Banco Santander Brasil), ceduta nel 2003 ad ABN AMRO Brasil (ora Gruppo Santander), il cui onere economico ricade su Intesa Sanpaolo per gli impegni assunti a suo tempo con la cessionaria.

Il contenzioso di che trattasi – l'onere relativo al quale non è stato oggetto di definizione con il Settlement Agreement del 2019 con il Banco Santander Brasil – è denominato "Causa PDD1" e verte in tema di imposte sui redditi e contribuzione sociale per il 1995.

La novità del semestre concerne il rilascio, in data 13 giugno 2022, di un parere da parte del Prof. Tercio Sampaio Ferraz nel quale, tra l'altro, viene confermata la tesi sostenuta da Intesa Sanpaolo per cui la definizione transattiva con riguardo all'anno 1995, sulla scorta di apposita norma locale brasiliana (art. 17 della Legge n. 9799/1999), oggetto di contenzioso amministrativo chiuso a favore della contribuente con due decisioni del Tribunale Amministrativo (CARF), non può essere messa nuovamente in discussione.

Tali argomentazioni consentono di confermare il rischio di soccombenza in giudizio come remoto per la componente interessi (pari a circa 25 milioni). Su imposte e sanzioni (corrispondenti a complessivi 15,6 milioni) prudenzialmente si conferma l'accantonamento al 50% di tale ammontare, pari a complessivi 7,8 milioni (+1 milione rispetto al 31 dicembre 2021). L'incremento è dovuto all'apprezzamento della valuta brasiliana sull'euro rispetto all'ultimo cambio rilevato.

RISCHI ASSICURATIVI

Portafogli di investimento

Gli investimenti delle società del segmento assicurativo del Gruppo Intesa Sanpaolo (Intesa Sanpaolo Vita, Intesa Sanpaolo Assicura, Intesa Sanpaolo Life, Fideuram Vita, Intesa Sanpaolo RBM Salute e Cargeas) vengono realizzati a fronte del patrimonio libero ed a copertura delle obbligazioni contrattuali assunte nei confronti della clientela. Queste ultime sono relative alle polizze vita di tipo tradizionale rivalutabile, a quelle di tipo Index e Unit linked, ai fondi pensione e alle polizze danni.

I portafogli di investimento ammontano complessivamente, a valori di bilancio e alla data del 30 giugno 2022, a 193.489 milioni. Di questi, una quota pari a 104.681 milioni è relativa alle polizze vita tradizionali rivalutabili, il cui rischio finanziario è condiviso con gli assicurati in virtù del meccanismo di determinazione dei rendimenti delle attività in gestione separata, alle polizze danni ed agli investimenti a fronte del patrimonio libero; l'altra componente, il cui rischio è interamente sopportato dagli assicurati, è costituita da investimenti a fronte di polizze Unit Linked e Fondi Pensione ed è pari a 88.808 milioni.

In considerazione del diverso tipo di rischiosità, l'analisi dei portafogli investimenti, dettagliata nel seguito, è incentrata sugli attivi detenuti a copertura delle polizze vita tradizionali rivalutabili, delle polizze danni e del patrimonio libero.

In termini di composizione per asset class, al netto delle posizioni in strumenti finanziari derivati, l'84,3% delle attività, pari a 88.140 milioni, è costituito da titoli obbligazionari mentre la quota relativa a titoli di capitale pesa per il 2,1% ed è pari a 2.222 milioni. La restante parte, pari a 14.244 milioni, è costituita da investimenti in OICR, Private Equity e Hedge Fund (13,6%).

Il valore di bilancio dei derivati ammonta a 75,6 milioni circa; di questi la quota relativa a derivati di gestione efficace45 ammonta a 85,3 milioni circa, la restante parte (-9,7 milioni circa) è riferita a derivati classificati di copertura.

Gli investimenti a fronte del patrimonio libero di Intesa Sanpaolo Vita e Fideuram Vita sono pari, alla fine dei primi sei mesi del 2022 ed a valori di mercato, a 2.092 milioni circa e presentano una rischiosità, in termini di VaR (intervallo di confidenza 99%, holding period 10 giorni), pari a 33 milioni circa.

L'analisi del portafoglio titoli obbligazionari in termini di sensitivity del fair value al movimento dei tassi d'interesse evidenzia che un movimento parallelo della curva di +100 punti base comporta una variazione negativa di 4.760 milioni circa.

La distribuzione per fasce di rating del portafoglio è la seguente. Gli attivi di tipo obbligazionario con rating AAA/AA pesano per circa il 7,4% del totale investimenti mentre l'8,4% circa si colloca nell'area della singola A. I titoli dell'area low investment grade (BBB) costituiscono circa l'80,1% del totale mentre è minima (4,1%) la quota di titoli speculative grade o unrated.

All'interno dell'area BBB una parte considerevole è costituita da titoli emessi dalla Repubblica Italiana.

L'analisi dell'esposizione in termini di emittenti/controparti evidenzia le seguenti componenti: i titoli emessi da Governi e Banche Centrali rappresentano il 78% circa del totale investimenti, le società finanziarie (in prevalenza banche) contribuiscono per circa il 13,2% dell'esposizione mentre i titoli industriali ammontano a circa l'8,8%.

Alla fine del primo semestre 2022, la sensitivity del fair value dei titoli obbligazionari rispetto ad una variazione del merito creditizio degli emittenti, intesa come shock dei credit spread di mercato di +100 punti base, è risultata pari a 5.086 milioni ed è imputabile per 4.242 milioni agli emittenti governativi e per 844 milioni agli emittenti corporate (società finanziarie e industriali).

Impatti derivanti dalla pandemia COVID-19

Per quanto riguarda i rischi assicurativi, con riferimento al primo semestre 2022, non vi sono specifici aggiornamenti da riportare e si rimanda a quanto descritto nell'apposita sezione del Bilancio al 31 dicembre 2021.

Impatti derivanti dal conflitto russo-ucraino

A seguito dell'escalation della tensione geopolitica tra Russia e Ucraina, la funzione Risk Management effettua costantemente monitoraggi sull'evoluzione dei rischi e dei loro effetti sul business del Gruppo Assicurativo, con particolare focus sulle esposizioni ai Paesi direttamente coinvolti nel conflitto. In tale ambito si segnala che l'esposizione è residuale (inferiore allo 0,2% del totale degli attivi).

45 Il Regolamento ISVAP n.36 del 31 gennaio 2011 in materia di investimenti definisce "derivati di gestione efficace" tutti i derivati finalizzati al raggiungimento di prefissati obiettivi di investimento in maniera più veloce, agevole, economica o più flessibile rispetto a quanto sia possibile operando sugli attivi sottostanti.

L'azionariato, le operazioni con parti correlate ed altre informazioni

L'azionariato

Sulla base delle evidenze del Libro Soci e delle più recenti informazioni a disposizione, la situazione degli azionisti titolari di quote superiori al 3% del capitale rappresentato da azioni con diritto di voto, soglia oltre la quale la normativa italiana attualmente in vigore (art. 120 TUF) prevede l'obbligo di comunicazione alla società partecipata ed alla Consob46, è illustrata nella tabella che segue47 .

Azionista N. Azioni
ordinarie
% di possesso
Compagnia di San Paolo 1.188.947.304 5,951%
Fondazione Cariplo 961.333.900 4,812%

Le operazioni con parti correlate

1. Aspetti procedurali

Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo S.p.A. ha adottato, nel rispetto delle procedure previste dalla normativa, il Regolamento di Gruppo per la gestione delle operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo S.p.A., Soggetti Collegati del Gruppo e Soggetti Rilevanti ex art. 136 TUB.

Tale Regolamento, da ultimo aggiornato a giugno del 2021, tiene conto sia della disciplina emanata dalla Consob, ai sensi dell'art. 2391 bis C.C., che delle disposizioni di vigilanza introdotte dalla Banca d'Italia il 12 dicembre 2011 in materia di attività di rischio e conflitti di interesse delle banche e dei gruppi bancari nei confronti di "Soggetti Collegati" ed emanate in attuazione dell'art. 53, comma 4 e ss. del Testo Unico Bancario e in conformità alla delibera del CICR del 29 luglio 2008, n. 277 nonché, in aggiunta, delle regole stabilite dall'art. 136 del Testo Unico Bancario.

Il Regolamento disciplina per l'intero Gruppo Intesa Sanpaolo i seguenti aspetti:

  • − i criteri per identificare le Parti Correlate e i Soggetti Collegati;
  • − il processo di istruttoria, deliberazione e informazione agli Organi sociali per le operazioni realizzate con Parti Correlate e Soggetti Collegati;
  • − l'informazione al mercato per le operazioni con Parti Correlate;
  • − i limiti prudenziali e gli adempimenti di segnalazione periodica alla Banca d'Italia per le attività di rischio nei confronti dei Soggetti Collegati;
  • − le regole che riguardano i controlli e i presidi organizzativi;
  • − le regole generali di disclosure e di astensione per la gestione degli interessi personali degli esponenti, dei dipendenti e dei collaboratori aziendali anche diversi dai Soggetti Collegati.

Ai sensi del Regolamento sono considerati Parti Correlate di Intesa Sanpaolo: i soggetti che esercitano il controllo o l'influenza notevole, le entità controllate e collegate, le joint venture, i fondi pensione del Gruppo, gli Esponenti e i Key Manager di Intesa Sanpaolo, con i relativi stretti familiari e le entità partecipate rilevanti.

L'insieme dei Soggetti Collegati di Gruppo è costituito dai Soggetti Collegati di ciascuna banca del Gruppo (compresa la Capogruppo) e di ciascun intermediario vigilato rilevante con fondi propri superiori al 2% del totale dei fondi propri a livello consolidato. Rispetto a ciascuna banca o intermediario vigilato rilevante del Gruppo sono Soggetti Collegati: i) gli azionisti che esercitano il controllo, l'influenza notevole o che sono comunque tenuti a richiedere autorizzazione ai sensi dell'art. 19 TUB o in grado di nominare un componente dell'organo con funzione di gestione o di supervisione strategica e i relativi gruppi societari; ii) le entità controllate, controllate congiuntamente e collegate, nonché le entità da queste controllate anche congiuntamente ad altri; iii) gli esponenti aziendali con i relativi parenti fino al secondo grado e le entità partecipate rilevanti.

46 Ai sensi dell'art 119 bis, comma 7, del Regolamento Emittenti, le società e i soggetti abilitati che detengono azioni a titolo di gestione del risparmio possono avvalersi dell'esenzione dalla segnalazione per le partecipazioni gestite superiori al 3% e inferiori al 5%.

47 Nel Bilancio 2021 era anche riportato che JP Morgan Chase & Co. in data 21 dicembre 2021 aveva dichiarato (mod. 120 B) di detenere una partecipazione aggregata pari al 4,571%, della quale solo lo 0,963% rappresentato da diritti di voto riferibili ad azioni e che BlackRock Inc. il 4 dicembre 2020 aveva dichiarato (mod. 120 B) di detenere, a titolo di gestione del risparmio, una partecipazione aggregata pari al 5,066%.

In via di autoregolamentazione, la Banca ha esteso la disciplina in materia di operazioni con Parti Correlate e quella sull'attività di rischio e conflitti di interesse nei confronti dei Soggetti Collegati a:

  • a) gli azionisti di Intesa Sanpaolo e relativi gruppi societari che abbiano una partecipazione al capitale con diritto di voto della Banca superiore alla soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate calcolata sulle sole azioni in proprietà o in gestione, nonché le entità da questi controllate anche congiuntamente ad altri;
  • b) le società nelle quali gli esponenti di Intesa Sanpaolo o i loro stretti familiari i) hanno cariche esecutive o di presidente dell'organo di amministrazione, ii) detengono una partecipazione qualificata uguale o superiore al 10% del capitale o dei diritti di voto di tale entità, o una posizione di influenza notevole;
  • c) le società con le quali il Gruppo presenta significativi legami partecipativi e finanziari in quanto riferibili ad almeno due dei seguenti indicatori:
    • o partecipazione della controparte al capitale di Intesa Sanpaolo con una quota compresa tra l'1% e la soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate;
    • o partecipazione da parte di entità del Gruppo Intesa Sanpaolo nella controparte superiore al 10% dei diritti di voto;
    • o esposizione significativa creditizia del Gruppo verso la controparte.

Tale soluzione consente di sviluppare uno standard più elevato di monitoraggio delle transazioni con le principali entità in potenziale rischio di conflitto di interessi.

Il Regolamento contempla le diverse cautele istruttorie che devono essere osservate dalle strutture della Capogruppo e dalle società controllate nella realizzazione di operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo, Soggetti Collegati di Gruppo e Soggetti rilevanti ex art. 136 TUB, al fine di soddisfare le esigenze di correttezza sostanziale delle transazioni, richiedendo, tra l'altro, un esame dettagliato delle motivazioni, degli interessi, degli effetti dal punto di vista patrimoniale, economico e finanziario e delle condizioni dell'operazione.

In coerenza con la regolamentazione adottata dalla Consob e dalla Banca d'Italia, è inoltre previsto un regime di esenzioni, integrali o parziali, dall'applicazione della disciplina.

Per quanto attiene ai profili deliberativi delle operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo e Soggetti Collegati di Gruppo, il procedimento viene differenziato per:

  • − operazioni di importo esiguo: di controvalore inferiore o pari a 250 mila euro per le persone fisiche ed 1 milione per i soggetti diversi dalle persone fisiche (escluse dall'applicazione della disciplina);
  • − operazioni di minore rilevanza: di controvalore superiore alle soglie di esiguità (250 mila euro per le persone fisiche ed 1 milione per i soggetti diversi dalle persone fisiche), ma inferiore o pari alle soglie di maggiore rilevanza di seguito indicate;
  • − operazioni di maggiore rilevanza: di controvalore superiore alla soglia del 5% degli indicatori definiti dalla Consob e dalla Banca d'Italia (circa 2,8 miliardi per il Gruppo Intesa Sanpaolo);
  • − operazioni di competenza assembleare, a norma di legge o di Statuto.

Nel processo finalizzato all'approvazione delle operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo e Soggetti Collegati di Gruppo, un ruolo qualificato è svolto dal Comitato per le operazioni con Parti Correlate, in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dal Codice di autodisciplina delle società quotate e dall'art. 148 del Testo Unico della Finanza. Il Comitato per le operazioni con Parti Correlate può avvalersi, ove ritenuto opportuno, di esperti indipendenti in relazione alla significatività, alle particolari caratteristiche economiche o strutturali dell'operazione o alla natura della parte correlata o soggetto collegato.

Per le operazioni di maggiore rilevanza le strutture devono coinvolgere il Comitato nelle fasi dell'istruttoria e delle trattative, attraverso l'invio di un flusso completo e tempestivo e con la facoltà del Comitato di richiedere ulteriori informazioni e formulare osservazioni.

Tutte le operazioni – che non siano esenti in base al Regolamento – realizzate dalla Capogruppo con una parte correlata o soggetto collegato sono riservate alla competenza deliberativa del Consiglio, previo parere del Comitato per le operazioni con Parti Correlate.

Il Regolamento prevede specifici presidi nel caso in cui sia deliberata un'operazione di minore o maggiore rilevanza, nonostante il parere negativo del Comitato di indipendenti.

Le operazioni realizzate dalle società controllate con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo e Soggetti Collegati di Gruppo devono essere deliberate dal Consiglio di Amministrazione delle stesse società interessate previo benestare della Capogruppo, che viene rilasciato secondo l'iter sopra descritto.

Il Regolamento definisce altresì i criteri generali per l'informativa da rendere, almeno trimestralmente, anche ai sensi dell'art. 150 del Testo Unico della Finanza, agli amministratori e all'organo di controllo in ordine alle operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati perfezionate nel periodo di riferimento dalla Capogruppo o da società controllate, al fine di fornire un quadro completo dell'insieme delle operazioni più significative poste in essere, nonché dei volumi e delle principali caratteristiche di tutte quelle delegate. L'informativa deve riguardare tutte le operazioni, anche se esenti da procedura deliberativa, di controvalore superiore alle soglie di esiguità; sono escluse le operazioni di minore rilevanza di finanziamento e di raccolta bancaria infragruppo (sempre che non riguardino una società controllata con interessi significativi di altra parte correlata o soggetto collegato e presentino condizioni non di mercato o standard). Per le operazioni di minore rilevanza infragruppo ordinarie e a condizioni di mercato è, invece, prevista un'informativa di tipo aggregato su base annuale.

Le operazioni realizzate dalle banche italiane controllate con Parti Correlate e Soggetti Collegati di Gruppo, che non siano considerate esenti, fermo il benestare della Capogruppo, devono essere deliberate dal relativo Consiglio di Amministrazione, previo parere di un Comitato di Consiglieri indipendenti costituito all'interno del Consiglio di Amministrazione della banca stessa. Sono, inoltre, previste regole specifiche di rendicontazione delle operazioni agli Organi della Banca.

Il Regolamento disciplina inoltre l'operatività con Soggetti Rilevanti ai sensi dell'art. 136 TUB, che deve essere applicato da tutte le Banche italiane del Gruppo Intesa Sanpaolo, ivi inclusa la Capogruppo. Tale norma richiede l'adozione di una procedura deliberativa aggravata (delibera unanime dell'organo amministrativo, con esclusione del voto dell'esponente interessato, e voto favorevole dei componenti l'organo di controllo) per consentire agli esponenti bancari di assumere, direttamente o indirettamente, obbligazioni con la banca nella quale gli stessi rivestono la carica di esponente.

Sono inoltre fatti salvi gli obblighi previsti dal Codice Civile (art. 2391) e dall'art. 53 TUB in materia di interessi degli amministratori.

In particolare, l'art. 2391 C.C. stabilisce che ciascun Consigliere dia notizia di ogni interesse detenuto, per conto proprio o di terzi, che possa rilevare nell'esercizio della funzione gestoria, con riferimento ad una determinata operazione. Ai sensi della predetta disposizione, sono di competenza del Consiglio le delibere relative a quelle operazioni, anche con Parti Correlate, nelle quali il Consigliere Delegato sia titolare di un interesse per conto proprio o di terzi ed osservi quindi l'obbligo di astensione dal compiere l'operazione, investendo della stessa l'organo collegiale ex art. 2391 C.C.

In aggiunta, l'art. 53 TUB prevede che gli amministratori delle banche debbano astenersi dalle deliberazioni in cui abbiano un conflitto di interessi per conto proprio o di terzi.

2. Informazioni sui saldi con parti correlate

I saldi creditori e debitori in essere al 30 giugno 2022 nei conti consolidati nei confronti di parti correlate - diverse da quelle infragruppo consolidate integrali - risultano di ammontare complessivamente non rilevante rispetto alla dimensione patrimoniale del Gruppo. Parimenti non risulta rilevante l'incidenza dei proventi e oneri con parti correlate sul risultato di gestione consolidato.

30.06.2022
Importo
(milioni di euro)
Incidenza
(%)
Totale attività finanziarie (1) 3.188 0,3
Totale altre attività (2) 35 0,2
Totale passività finanziarie (3) 1.439 0,2
Totale altre passività (4) 582 0,4

(1) Include le voci 10, 20, 30, 35, 40, 45 e 70 dell'attivo di Stato Patrimoniale.

(2) Include le voci 50, 60, 120 e 130 dell'attivo di Stato Patrimoniale.

(3) Include le voci 10, 15, 20, 30 e 35 del passivo di Stato Patrimoniale.

(4) Include le voci 40, 50, 70, 80, 90, 100 e 110 del passivo di Stato Patrimoniale.

30.06.2022
Importo
(milioni di euro)
Incidenza
(%)
Totale interessi attivi 38 0,7
Totale interessi passivi (1) 10 -
Totale commissioni attive 22 0,4
Totale commissioni passive -28 2,1
Totale costi di funzionamento (2) -55 1,0

(1) Il saldo positivo degli interessi passivi è dovuto ai differenziali dei derivati di copertura, che rettificano gli interessi rilevati sugli strumenti finanziari coperti.

(2) Include la voce 190 del conto economico.

Nei confronti di società collegate, nel periodo si registrano riprese di valore nette su finanziamenti pari a circa 7 milioni. Si riportano di seguito i principali termini di riferimento dell'operatività con ciascuna categoria di controparte correlata, sulla base dei soggetti indicati nello IAS 24, al netto dell'operatività con entità consolidate integralmente, con la categoria degli Azionisti rilevanti di Intesa Sanpaolo e relativi gruppi societari (entità controllate anche congiuntamente ad altri, control lanti o sottoposte a comune controllo) che abbiano una partecipazione al capitale con diritto di voto della Banca superiore alla sogl ia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate calcolata sulle sole azioni in proprietà o in gestione, nonché con gli ulteriori soggetti inclusi nel perimetro definito in via di autoregolamentazione.

Nella tabella che segue non viene invece rappresentata l'incidenza delle operazioni con parti correlate sui flussi finanziari del Gruppo, in quanto non significativa.

Per maggiore chiarezza e coerentemente con le segnalazioni inviate alle Autorità di Vigilanza, si precisa che le poste fuori bilancio sono state dettagliate su due righe distinte, raggruppando da un lato le garanzie/impegni rilasciati e dall'altro le garanzie/impegni ricevuti. Nella prima categoria sono stati inclusi anche gli impegni revocabili rilasciati il cui importo complessivo è pari a 252 milioni.

Cassa e disponibilità liquide
-
-
-
-
-
-
-
9
-
Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto a conto economico
-
-
226
-
-
226
-
45
-
a) Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
-
-
-
-
-
-
-
-
-
b) attività finanziarie designate al fair value
-
-
-
-
-
-
-
-
-
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente
valutate al fair value
-
-
226
-
-
226
-
45
-
Attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva
-
-
-
-
-
-
21
-
-
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese
di assicurazione valutate al fair value ai sensi
dello IAS 39
-
-
-
-
-
-
3
-
-
Attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato
1
50
665
19
-
735
42
188
17
a) Crediti verso banche
-
-
-
-
-
-
-
-
-
b) Crediti verso clientela
1
50
665
19
-
735
42
188
17
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese
di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Altre attività
18
-
16
-
1
35
-
-
-
Partecipazioni
63
34
1.805
-
-
1.902
-
-
-
Passività finanziarie valutate al costo
96
16
675
26
203
1.016
256
157
4
ammortizzato
a) debiti verso banche
1
-
1
-
-
2
-
-
-
b) debiti verso la clientela
95
16
674
26
203
1.014
256
157
4
Passività finanziarie di pertinenza delle
imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Passività finanziarie di negoziazione
-
-
5
-
-
5
-
1
-
Passività finanziarie designate al fair value
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Passività finanziarie di pertinenza delle
imprese di assicurazione valutate al fair value
ai sensi dello IAS 39
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Altre passività
3
-
25
21
519
568
13
1
-
Garanzie e impegni rilasciati
20
21
624
8
1
674
10
171
1
Garanzie e impegni ricevuti
-
9
3
9
-
21
13
18
-
Entità
controllate
non
consolidate
integralmente
Entità
sottoposte
a controllo
congiunto
e relative
controllate
Entità
collegate
e relative
controllate
Esponenti,
Key
Manager e
soggetti ad
essi
riconducibili
Fondi
Pensione
TOTALE Azionisti
(*)
Società con
le quali il
Gruppo
presenta
significativi
legami
partecipativi
e finanziari
(**)
(milioni di euro)
Altre società
riconducibili
agli
Esponenti
(***)

(*) In via di autoregolamentazione, azionisti e relativi gruppi societari che detengono una partecipazione al capitale superiore alla soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate calcolata sulle sole azioni in proprietà o in gestione, nonché le entità da questi controllate congiuntamente.

(**) In via di autoregolamentazione, società che presentano almeno due dei seguenti indicatori: i) partecipazione della controparte al capitale di Intesa Sanpaolo con una quota compresa tra l'1% e la soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate; ii) partecipazione da parte di entità del Gruppo ISP nella controparte superiore al 10% dei diritti di voto; iii) esposizione significativa creditizia del Gruppo verso la controparte.

(***) In via di autoregolamentazione, società nelle quali gli esponenti di Intesa Sanpaolo o i loro stretti familiari i) hanno cariche esecutive o di presidente dell'organo di amministrazione; ii) detengono una partecipazione qualificata uguale o superiore al 10% del capitale o dei diritti di voto di tale entità, o sulla quale tali persone possono esercitare un'influenza notevole.

Per completezza si segnala che le entità collegate maggiormente significative incluse nel perimetro delle parti correlate, secondo quanto previsto dalla formulazione dello IAS 24 in vigore, sono Back2Bonis, Intrum Italy S.p.A., RSCT Fund-Comparto Crediti, Zhong Ou A.M. Co Ltd, FI.NAV Comparto A1 Crediti, Penghua Fund Management Co. Ltd., Equiter S.p.A., Mooney Group S.p.A., Innolva S.p.A., Neva First-FCC, Camfin S.p.A., Alpian S.A., Cassa di Risparmio di Fermo S.p.A., Digit'Ed Holding S.p.A., 1875 Finance Holding AG, Bancomat S.p.A. Tra le principali entità sottoposte a controllo congiunto (joint venture) si segnalano: Mir Capital Sca Sicar, PBZ Croatia Osiguranje Public Limited Company for Compulsory Pension Fund Management e VUB Generali Dochodkova Spravcovska Spolocnost AS.

3. Informazioni sulle operazioni con parti correlate

Si rappresenta che le operazioni con parti correlate infragruppo, consolidate integrali, non sono incluse nel presente documento in quanto elise a livello consolidato.

Operazioni di maggiore rilevanza

Nel corso del periodo non sono state effettuate dal Gruppo Intesa Sanpaolo operazioni qualificabili come di "maggiore rilevanza" non ordinarie e non a condizioni di mercato o standard soggette – in applicazione del Regolamento di Gruppo per la gestione delle Operazioni con Parti Correlate di Intesa Sanpaolo S.p.A., Soggetti Collegati del Gruppo e Soggetti Rilevanti ex art. 136 TUB – all'obbligo di pubblicazione di un documento informativo al mercato.

Si ricorda che le operazioni di maggiore rilevanza nel periodo sono quelle che superano la soglia del 5% dei Fondi Propri a livello consolidato (circa 2,8 miliardi) o degli altri indicatori definiti dalla normativa Consob.

Altre operazioni significative

Le operazioni realizzate dal Gruppo Intesa Sanpaolo con parti correlate generalmente rientrano nell'ambito dell'ordinaria operatività del Gruppo e sono di norma poste in essere a condizioni di mercato e comunque sulla base di valutazioni di reciproca convenienza economica, nel rispetto delle procedure interne sopra richiamate.

Si segnalano di seguito le principali operazioni "di minore rilevanza" perfezionate nel periodo da società del Gruppo Intesa Sanpaolo con controparti correlate.

I rapporti tra il Gruppo Intesa Sanpaolo e gli esponenti aziendali, i key manager, i relativi stretti familiari e i soggetti da questi partecipati in misura rilevante, sono riconducibili alla normale operatività del Gruppo e sono posti in essere applicando, ove ne ricorrano i presupposti, le convenzioni riservate a tutto il personale dipendente con pieno rispetto e trasparenza delle condizioni praticate.

Con riferimento all'operatività con gli Azionisti, che detengono quote del capitale con diritto di voto di Intesa Sanpaolo S.p.A. superiori alla soglia minima prevista dalla disciplina sulla comunicazione delle partecipazioni rilevanti nelle società con azioni quotate calcolata sulle sole azioni in proprietà o in gestione, e con gli altri azionisti rilevanti in ragione della presenza di significativi legami partecipativi e finanziari, sono state realizzate operazioni di natura ordinaria concluse a condizioni di mercato.

Si segnalano, in particolare:

  • − le operazioni in strumenti finanziari OTC poste in essere da Intesa Sanpaolo S.p.A. nell'ambito della corrente attività con società dei gruppi JP Morgan Chase & Co e BlackRock Inc.;
  • − contratti di fornitura di servizi da BlackRock Investment Management (UK) Ltd, per l'utilizzo di una piattaforma informatica di sviluppo del framework di climate risk management.

Per quanto riguarda le operazioni con entità controllate congiuntamente o collegate, nonché con le società partecipate rilevanti in ragione della presenza di significativi legami partecipativi e finanziari, si segnalano:

  • − le estinzioni anticipate di operazioni di cartolarizzazione relative alle società veicolo UBI SPV Lease 2016 S.r.l. (per un controvalore pari a 2,2 miliardi) e Brera Sec S.r.l. (per un controvalore pari a 1,8 miliardi);
  • − l'adesione pro-quota all'aumento di capitale deliberato da Bank of Qingdao Co. Ltd, oltre alla negoziazione per l'acquisto di un'ulteriore quota partecipativa fino al raggiungimento di una quota massima del 19%, per un esborso complessivo massimo di 270 milioni. A seguito dell'adesione all'aumento di capitale perfezionata a febbraio 2022, sono state assegnate ad Intesa Sanpaolo S.p.A. nuove azioni, per un esborso di 176 milioni di euro, che hanno consentito di raggiungere una partecipazione complessiva pari al 17,5%;
  • − l'acquisto per 23,5 milioni, da parte di Mooney Group S.p.A., delle azioni ordinarie della IMEL Mooney S.p.A. detenute da Banca 5 ad esito del conferimento di un proprio ramo d'azienda nella IMEL Mooney S.p.A. e la successiva sottoscrizione, con Mooney Group S.p.A., di un accordo commerciale con la stessa Banca 5 nonché un contratto di fornitura da parte di Intesa Sanpaolo S.p.A. per l'erogazione del servizio di partecipazione indiretta ai servizi di pagamento;
  • − la cessione dello 0,0666% circa del capitale di Banca d'Italia (n. 200 quote ad un prezzo unitario di 25 mila euro), per complessivi 5 milioni, nonché operazioni in strumenti finanziari OTC con la Cassa di Risparmio di Fermo S.p.A.;
  • − nell'ambito delle operazioni di de-risking di Gruppo, il conferimento di crediti da parte di Intesa Sanpaolo S.p.A. a Back2Bonis per un controvalore di circa 216 milioni;
  • − la sottoscrizione di quote di un fondo chiuso di venture capital focalizzato su iniziative biotech, istituito da parte di Indaco Venture Partners SGR S.p.A., per un controvalore pari a 20 milioni;
  • − la stipula di un contratto di fornitura di servizi tra Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. e Alpian S.A. volto a regolare le condizioni per lo sviluppo e l'utilizzo del software da parte di Fideuram in via esclusiva in Italia e Lussemburgo. Il contratto è stato stipulato in data 12 maggio 2022, con efficacia fino al 2028 e per un controvalore di 5 milioni. Tale contratto è conseguente alla sottoscrizione di una partecipazione diretta nella società pari al 14,9% che ha determinato una posizione di influenza notevole del Gruppo Intesa Sanpaolo sulla società Alpian S.A.;
  • − un finanziamento soci di circa 41 milioni concesso a ISM Investimenti S.p.A.;
  • − la sottoscrizione di diversi accordi di natura commerciale di durata pluriennale, per un controvalore complessivo di circa 1,4 miliardi, con Digit'Ed S.p.A. nell'ambito della più ampia operazione finalizzata alla cessione di Intesa Sanpaolo Formazione;
  • − la stipula di un contratto con Destination Gusto per la fornitura di premi da utilizzare nell'ambito di programmi di fidelizzazione della clientela per un controvalore di 2 milioni;
  • − la modifica di un accordo commerciale esistente con Forvalue S.p.A.

Per quanto concerne l'operatività con i Fondi Pensione, si evidenziano le operazioni in strumenti finanziari OTC poste in essere da Intesa Sanpaolo S.p.A., nell'ambito della corrente attività con il Fondo Pensioni per il Personale Cariplo.

Da ultimo si segnalano gli affidamenti e le proroghe delle linee a favore di Bonifiche Ferraresi S.p.A., ISM Investimenti S.p.A., Camfin S.p.A., Cotril S.p.A., Intermarine S.p.A., Trasporti Romagna S.p.A., VUB Generali Dochodkova Spravcocska Spolocnost A.S., Duomo Funding PLC, Società per l'Aeroporto Civile di Bergamo Orio al Serio S.p.A. e Altaformazione S.p.A.

Altre informazioni rilevanti

Con riferimento alle società valutate al patrimonio netto, sono state registrate rettifiche di valore delle partecipazioni in Mir Capital S.C.A. SICAR.

L'andamento del titolo

Il primo semestre 2022 è stato caratterizzato dalle crescenti preoccupazioni sulle prospettive del ciclo economico e da un generalizzato aumento dell'avversione al rischio degli investitori a causa delle accresciute pressioni inflazionistiche, delle strozzature sulle catene di fornitura globali e delle politiche monetarie restrittive delle banche centrali, nel contesto del conflitto tra Russia e Ucraina. Nei primi sei mesi dell'anno l'indice bancario europeo ha registrato una performance negativa del 20,3%, sostanzialmente in linea con l'indice Euro Stoxx (-20,1%).

Nel medesimo periodo, l'indice bancario Italiano ha registrato un calo del 24,6%, determinato dalle preoccupazioni sulle prospettive dell'economia (pur in assenza di chiari segnali di deterioramento della qualità dell'attivo) e dall'allargamento dello spread sovrano, sottoperformando il comparto europeo del 4,3% e l'indice FTSE MIB del 2,5%.

La quotazione dell'azione ordinaria Intesa Sanpaolo nel primo semestre del 2022 ha registrato una dinamica correlata a quella degli indici relativi al settore bancario, con una tendenza al rialzo fino alla prima decade di febbraio, un marcato calo fino ai primi di marzo e un successivo andamento fluttuante, chiudendo il semestre in diminuzione del 21,7% rispetto a fine 2021.

La capitalizzazione di Intesa Sanpaolo è scesa a 35,6 miliardi di euro a fine giugno 2022 dai 44,2 miliardi di fine 2021.

Utile per azione

Il capitale sociale di Intesa Sanpaolo è costituito interamente da azioni ordinarie.

Il risultato netto loro attribuibile è determinato tenendo conto del valore dei dividendi unitari attribuiti, ripartendo poi la quota residua dell'utile netto – nell'ipotesi teorica di una sua totale assegnazione – in egual misura tra tutte le azioni in circolazione. L'indicatore Utile per azione (EPS – Earnings Per Share) viene presentato sia nella configurazione "base", sia in quella "diluita": l'EPS base è calcolato rapportando l'utile teoricamente attribuibile ai portatori delle azioni alla media ponderata delle azioni stesse in circolazione (escluse le azioni proprie riacquistate), mentre l'EPS diluito tiene conto anche degli effetti di eventuali future emissioni.

30.06.2022 30.06.2021
Azioni
ordinarie
Azioni
ordinarie
Media ponderata azioni (numero) 19.400.527.970 19.370.331.364
Risultato attribuibile alle diverse categorie di azioni (milioni di euro) 2.354 3.023
Utile base per azione (basic EPS) (euro) 0,12 0,16
Utile diluito per azione (diluted EPS) (euro) 0,12 0,16
Utile base per azione (basic EPS) annualizzato (*)
(euro)
0,24 0,31
Utile diluito per azione (diluted EPS) annualizzato (*) (euro) 0,24 0,31
(*) L'utile non è indicativo della previsione di redditività netta dell'intero esercizio in quanto ottenuto annualizzando il risultato di periodo.

Price/book value

(milioni di euro)
30.06.2022 1° sem 2022 2021 2020 2019 2018
Capitalizzazione di borsa 35.560 43.431 44.535 34.961 36.911 44.947
Patrimonio netto 64.017 63.896 64.823 60.920 54.996 53.646
Price / book value 0,56 0,68 0,69 0,57 0,67 0,84

L'indicatore riflette il valore attribuito dal mercato al capitale sociale di un'azienda quotata e, quindi, indirettamente, al complesso delle attività ad essa riconducibili. Pur misurando il grado di apprezzamento che operatori ed analisti finanziari attribuiscono alle potenzialità reddituali ed alla solidità patrimoniale dell'azienda, il rapporto risente in misura significativa dei fattori esogeni che influiscono sulle quotazioni azionarie.

Anche per il Gruppo Intesa Sanpaolo, il livello e l'evoluzione dell'indicatore – al 30 giugno 2022 calcolato sia sui dati medi che su quelli di fine semestre – risultano influenzati dalla dinamica dei mercati e del settore di appartenenza. I dati di raffronto relativi agli esercizi dal 2018 al 2021 sono dati medi annui.

Rating

Nel corso del primo semestre 2022, i rating assegnati dalle Agenzie internazionali a Intesa Sanpaolo S.p.A. non hanno subito variazioni. I giudizi, inalterati alla data di approvazione della presente Relazione, coincidono pertanto con quelli indicati nel Bilancio 2021, come di seguito esposti.

AGENZIA DI RATING
DBRS
Morningstar
Fitch
Ratings
Moody's S&P Global
Ratings
Debito a breve termine R-1 (low)(1) F2 P-2 A-2
Debito a lungo termine (senior preferred unsecured) BBB (high) BBB Baa1 BBB
Outlook / Trend sul debito a lungo termine Stabile Stabile Stabile Positivo
Viability - bbb - -
(1) Con Trend stabile

Si segnala che in data 26 luglio 2022 S&P Global Ratings ha peggiorato l'Outlook dell'Italia a Stabile (da Positivo) e affermato i rating a livello "BBB/A-2.

Dividendi pagati

Il 25 maggio 2022 (con data stacco 23 maggio e record date 24 maggio) è stato messo in pagamento il saldo del dividendo relativo all'esercizio 2021 per un importo complessivo di 1.532 milioni, corrispondente a 7,89 centesimi di euro48 per ciascuna delle n. 19.415.679.213 azioni ordinarie in circolazione alla record date (escluse quindi le n. 14.784.092 azioni proprie detenute dalla Banca alla medesima data, cui non spettano dividendi).

Si rammenta che il 24 novembre 2021 (con stacco cedola 22 novembre e record date 23 novembre) era stato messo in pagamento un acconto dividendi pari a 7,21 centesimi di euro per ciascuna delle n. 19.399.837.165 azioni ordinarie in circolazione alla record date (escluse le n. 30.626.140 azioni proprie detenute dalla Banca), per un importo complessivo di 1.399 milioni.

Pertanto il dividendo relativo all'esercizio 2021 è stato pari a 15,1 centesimi di euro per azione per un monte dividendi complessivo di 2.931 milioni corrispondenti ad un payout ratio pari al 70% dell'utile netto consolidato.

48 Di cui 1,20 centesimi di euro per azione a titolo di parziale distribuzione della quota libera della Riserva sovrapprezzo.

Le previsioni per l'intero esercizio

Lo scenario economico è reso particolarmente incerto dal conflitto russo-ucraino e dalle sue ripercussioni sui rapporti fra Russia e Unione Europea, in particolare in ambito energetico. Se le forniture energetiche russe proseguiranno nei prossimi mesi, e se la politica fiscale continuerà a compensare in parte gli effetti del rincaro di gas e petrolio, la crescita nei servizi compenserà la contrazione dell'attività manifatturiera, scongiurando il rischio di recessione. Invece, in caso di interruzione delle forniture di gas, la caduta dell'attività economica potrebbe essere significativa, a partire dal trimestre autunnale. Nel primo caso, l'inflazione avrebbe già toccato il massimo di questo ciclo e calerebbe con decisione nel resto del 2022. Nel secondo, sarebbe destinata a salire ulteriormente. Inoltre, la somma di shock energetico e restrizione monetaria accresce il rischio di recessione globale, che presumibilmente coinvolgerebbe anche l'Italia.

Nei prossimi mesi si prospetta un'accelerazione del rialzo dei tassi ufficiali americani, che i mercati vedono arrivare a 3,25- 3,50% entro fine anno. Nell'area dell'euro, i mercati scontano oltre 160 punti base di rialzi dei tassi ufficiali BCE entro fine 2022, di cui 50 punti base già effettuati il 21 luglio.

L'Italia si appresta a rinnovare il Parlamento il 25 settembre. La conclusione anticipata della legislatura ha già fatto aumentare i premi per il rischio sul debito sovrano, malgrado il basso volume di emissioni atteso nel secondo semestre e la riduzione del rapporto debito/PIL. L'incertezza sugli sviluppi post-elettorali della politica economica continuerà a pesare sui mercati nel secondo semestre 2022.

Sulla dinamica delle economie nei Paesi con controllate ISP, gravano, come per la maggior parte delle economie mondiali, le incognite relative all'andamento del conflitto russo-ucraino e alla forte accelerazione dei tassi di inflazione ma anche i timori sulla possibile diffusione di nuove varianti del COVID-19.

Gli indicatori ad alta frequenza rilasciati nelle maggiori economie nel secondo trimestre dell'anno confermano nel complesso difficoltà nella ripresa dei maggiori Paesi, prevista ancora del 3,6% sul piano globale e del 3,8% nei mercati emergenti nel World Economic Outlook rilasciato dal FMI lo scorso aprile.

Nei Paesi con controllate ISP, la dinamica del PIL è vista in complessivo rallentamento nell'Area CEE/SEE, per via delle ricadute derivanti dal conflitto, della dinamica dei prezzi e delle possibili restrizioni negli approvvigionamenti delle materie prime energetiche (gas e petrolio) e della politica monetaria restrittiva adottata dalle Banche centrali per far fronte al rialzo (ben sopra ai target desiderati dalla Autorità monetarie) dei tassi di inflazione. In leggero rallentamento è attesa anche in Area MENA l'economia egiziana. Una sensibile caduta del PIL è invece attesa nei Paesi direttamente interessati dal conflitto in Area EE, in Russia ed in particolare in Ucraina.

Con riguardo al sistema bancario italiano, per il resto del 2022 si prospetta il proseguimento di una crescita modesta dei prestiti alle imprese, sostenuta essenzialmente dalle esigenze legate alla gestione corrente in un quadro di elevato aumento dei costi di produzione e di restrizione delle condizioni di accesso ai mercati finanziari, in particolare obbligazionari. Il credito alle famiglie è visto mantenere un ritmo relativamente più robusto di quello alle imprese, sebbene in rallentamento a seguito di una domanda di mutui più contenuta anche per effetto del rialzo dei tassi di interesse. Il tono dell'offerta bancaria, del resto, resterà influenzato in senso prudenziale dalla percezione di rischi aumentati.

La raccolta da clientela dovrebbe vedere il proseguimento di una buona dinamica dei depositi, sebbene in graduale rallentamento. Permarranno condizioni per una crescita moderata dei conti correnti, soprattutto per il perdurare di un clima di incertezza. D'altro canto, dal lato delle imprese l'accumulo di liquidità in conto corrente dovrebbe continuare a ridimensionarsi. Per le famiglie si prospetta una graduale ricomposizione di portafoglio verso forme di investimento più remunerate. Costo della raccolta bancaria e tassi sui prestiti cominceranno a riflettere gli impatti della normalizzazione della politica monetaria e il più alto premio per il rischio sul debito sovrano.

Per l'industria dell'asset management e delle assicurazioni vita, per quanto i fattori di fondo rimangano positivi, il secondo semestre potrà essere condizionato da un contesto sfavorevole sui mercati finanziari e dall'aumento dei tassi di interesse.

Quanto al Gruppo Intesa Sanpaolo, le iniziative industriali del Piano di Impresa 2022-2025 sono ben avviate ed è confermato l'obiettivo di 6,5 miliardi di euro di utile netto nel 2025.

Per il 2022 si prevede una redditività ai vertici del settore:

  • utile netto di oltre 4 miliardi di euro assumendo che non intervengano cambiamenti critici nell'offerta di materie prime / energia;
  • utile netto ben superiore a 3 miliardi di euro anche con l'ipotesi molto conservativa di una copertura di circa il 40% dell'esposizione verso Russia e Ucraina, che implica il passaggio a Stage 3 della maggior parte dell'esposizione.

Si prevede una solida posizione patrimoniale, con un obiettivo di Common Equity Tier 1 ratio fully phased-in superiore al 12% nell'orizzonte del Piano di Impresa 2022-2025 secondo le regole di Basilea 3 / Basilea 4.

Si prevede una forte distribuzione di valore:

  • payout ratio pari al 70% dell'utile netto consolidato in ciascun anno del Piano di Impresa (1.648 milioni di euro già maturati a valere sull'utile netto del primo semestre 2022);
  • l'odierno Consiglio di Amministrazione ha previsto come acconto dividendi cash da distribuire a valere sui risultati del 2022 un ammontare non inferiore a 1,1 miliardi e la delibera consiliare in merito all'acconto dividendi verrà definita il 4 novembre prossimo, in occasione dell'approvazione dei risultati consolidati al 30 settembre 2022, in relazione ai risultati del terzo trimestre 2022 e di quelli prevedibili per il quarto trimestre 2022;

– ulteriore distribuzione agli azionisti di 3,4 miliardi di euro tramite buyback(*), di cui 1,7 miliardi in corso e 1,7 miliardi da eseguire subordinatamente alla delibera - entro l'approvazione dei risultati al 31 dicembre 2022 - da parte del Consiglio di Amministrazione;

– eventuale ulteriore distribuzione da valutare anno per anno a partire dal 2023.

Le prospettive per il 2022 sono soggette ad affinamento nei prossimi mesi in base all'evoluzione degli eventi riguardanti Russia e Ucraina.

Il Consiglio di Amministrazione

Milano, 29 luglio 2022

________

(*) Importo equivalente al dividendo sospeso per il 2019.

Attestazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato ai sensi dell'art. 154 bis del D. Lgs. n. 58/1998

    1. I sottoscritti Carlo Messina, in qualità di Consigliere Delegato e CEO, e Fabrizio Dabbene, in qualità di Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, di Intesa Sanpaolo, attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154 bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
    2. l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e
    3. l'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato, nel corso del primo semestre 2022.
    1. La verifica dell'adeguatezza e dell'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2022 è avvenuta sulla base di metodologie definite da Intesa Sanpaolo in coerenza con i modelli COSO e, per la componente IT, COBIT, che costituiscono framework di riferimento per il sistema di controllo interno generalmente accettati a livello internazionale49 .
    1. Si attesta, inoltre, che:
    2. 3.1. Il bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2022:
      • è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
      • corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
      • è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento.
    3. 3.2. La relazione intermedia sulla gestione comprende un'analisi attendibile dei riferimenti agli eventi importanti che si sono verificati nei primi sei mesi dell'esercizio e alla loro incidenza sul bilancio consolidato semestrale abbreviato, unitamente a una descrizione dei principali rischi e incertezze per i sei mesi restanti dell'esercizio. La relazione intermedia sulla gestione comprende, altresì, un'analisi attendibile sulle operazioni rilevanti con parti correlate.

Milano, 29 luglio 2022

Carlo Messina Fabrizio Dabbene

Consigliere Delegato e CEO Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

49 Il COSO Framework è stato elaborato dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission, organismo statunitense che ha l'obiettivo di migliorare la qualità dell'informativa societaria, attraverso la definizione di standard etici ed un sistema di corporate governance ed organizzativo efficace. Il COBIT Framework - Control OBjectives for IT and related technology è un insieme di regole predisposto dall'IT Governance Institute, organismo statunitense che ha l'obiettivo di definire e migliorare gli standard aziendali nel settore IT.

Relazione della Società di revisione

EY S.p.A. Via Meravigli, 12 20123 Milano

Tel: +39 02 722121 Fax: +39 02 722122037 ey.com

Relazione di revisione contabile limitata sul bilancio consolidato semestrale abbreviato

Agli Azionisti di Intesa Sanpaolo S.p.A.

Introduzione

Abbiamo svolto la revisione contabile limitata del bilancio consolidato semestrale abbreviato, costituito dallo stato patrimoniale consolidato, dal conto economico consolidato, dal prospetto della redditività consolidata complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato e dalle relative note illustrative di Intesa Sanpaolo S.p.A. (di seguito la "Banca") e controllate (il "Gruppo Intesa Sanpaolo") al 30 giugno 2022. Gli Amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l'informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) adottato dall'Unione Europea. È nostra la responsabilità di esprimere una conclusione sul bilancio consolidato semestrale abbreviato sulla base della revisione contabile limitata svolta.

Portata della revisione contabile limitata

Il nostro lavoro è stato svolto secondo i criteri per la revisione contabile limitata raccomandati dalla Consob con Delibera n. 10867 del 31 luglio 1997. La revisione contabile limitata del bilancio consolidato semestrale abbreviato consiste nell'effettuare colloqui, prevalentemente con il personale della Banca responsabile degli aspetti finanziari e contabili, analisi di bilancio ed altre procedure di revisione contabile limitata. La portata di una revisione contabile limitata è sostanzialmente inferiore rispetto a quella di una revisione contabile completa svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) e, conseguentemente, non ci consente di avere la sicurezza di essere venuti a conoscenza di tutti i fatti significativi che potrebbero essere identificati con lo svolgimento di una revisione contabile completa. Pertanto, non esprimiamo un giudizio sul bilancio consolidato semestrale abbreviato.

Conclusioni

Sulla base della revisione contabile limitata svolta, non sono pervenuti alla nostra attenzione elementi che ci facciano ritenere che il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Intesa Sanpaolo al 30 giugno 2022 non sia stato redatto, in tutti gli aspetti significativi, in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l'informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) adottato dall'Unione Europea.

Milano, 3 agosto 2022

EY S.p.A.

Guido Celona (Revisore Legale)

EY S.p.A. Sede Legale: Via Meravigli, 12 – 20123 Milano Sede Secondaria: Via Lombardia, 31 – 00187 Roma Capitale Sociale Euro 2.525.000,00 i.v. Iscritta alla S.O. del Registro delle Imprese presso la CCIAA di Milano Monza Brianza Lodi Codice fiscale e numero di iscrizione 0044000584 - numero R.E.A. di Milano 606158 - P.IVA 00891231003 Iscritta al Registro Revisori Legali al n. 70945 Pubblicato sulla G.U. Suppl. 13 - IV Serie Speciale del 17/2/1998 Iscritta all'Albo Speciale delle società di revisione Consob al progressivo n. 2 delibera n.10831 del 16/7/1997

Raccordi tra prospetti contabili consolidati pubblicati e prospetti contabili consolidati modificati

Raccordo tra Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 pubblicato e Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 modificato

Raccordo tra Conto economico consolidato al 30 giugno 2021 pubblicato e Conto economico al 30 giugno 2021 modificato

Raccordi tra prospetti contabili consolidati modificati/pubblicati e prospetti contabili consolidati riesposti

Raccordo tra Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 pubblicato e Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 riesposto

Raccordo tra Conto economico consolidato al 30 giugno 2021 pubblicato e Conto economico consolidato al 30 giugno 2021 riesposto

Prospetti contabili consolidati riesposti

Stato patrimoniale consolidato riesposto

Conto economico consolidato riesposto

Raccordi tra prospetti contabili consolidati riesposti e schemi di bilancio consolidati riclassificati

Raccordo tra Stato patrimoniale consolidato e Stato patrimoniale consolidato riclassificato

Raccordo tra Conto economico consolidato riesposto e Conto economico consolidato riclassificato

Conto economico consolidato riclassificato - Raccordo con dati rideterminati

Conto economico consolidato riclassificato - Raccordo con dati rideterminati

Raccordi tra prospetti contabili consolidati pubblicati e prospetti contabili consolidati modificati

Raccordo tra Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 pubblicato e Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 modificato

Lo Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 pubblicato non ha necessitato di modifiche.

Raccordo tra Conto economico consolidato al 30 giugno 2021 pubblicato e Conto economico consolidato al 30 giugno 2021 modificato

Il Conto economico consolidato al 30 giugno 2021 pubblicato non ha necessitato di modifiche.

Raccordi tra prospetti contabili consolidati modificati/pubblicati e prospetti contabili consolidati riesposti

Raccordo tra Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 pubblicato e Stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2021 riesposto

(milioni di euro)
Voci dell'attivo 31.12.2021 Variazione
perimetro di
consolidamento
(a)
31.12.2021
Riesposto
10. Cassa e disponibilità liquide 14.756 937 15.693
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 52.731 2 52.733
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 47.181 2 47.183
b) attività finanziarie designate al fair value 4 - 4
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 5.546 - 5.546
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi
67.580 217 67.797
35. dello IAS 39 206.800 - 206.800
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 668.866 635 669.501
a) Crediti verso banche 163.937 18 163.955
b) Crediti verso clientela 504.929 617 505.546
45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
85 - 85
50. Derivati di copertura 1.732 - 1.732
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 392 - 392
70. Partecipazioni 1.652 - 1.652
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 208 - 208
90. Attività materiali 10.792 4 10.796
100. Attività immateriali
di cui:
9.342 3 9.345
- avviamento 3.574 - 3.574
110. Attività fiscali 18.808 - 18.808
a) correnti 3.555 - 3.555
b) anticipate 15.253 - 15.253
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.422 - 1.422
130. Altre attività 13.837 15 13.852
Totale dell'attivo 1.069.003 1.813 1.070.816

(a) La riesposizione si riferisce all'ingresso del Gruppo Quilvest.

Voci del passivo e del patrimonio netto 31.12.2021 Variazione
perimetro di
consolidamento
(a)
(milioni di euro)
31.12.2021
Riesposto
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 710.055 1.699 711.754
a) debiti verso banche 165.258 12 165.270
b) debiti verso la clientela 458.239 1.687 459.926
c) titoli in circolazione 86.558 - 86.558
15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
2.146 - 2.146
20. Passività finanziarie di negoziazione 56.306 2 56.308
30. Passività finanziarie designate al fair value 3.674 - 3.674
35. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai
sensi dello IAS 39
84.770 - 84.770
40. Derivati di copertura 4.868 - 4.868
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) 53 - 53
60. Passività fiscali 2.285 7 2.292
a) correnti 363 7 370
b) differite 1.922 - 1.922
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 30 - 30
80. Altre passività 15.639 16 15.655
90. Trattamento di fine rapporto del personale 1.099 - 1.099
100. Fondi per rischi e oneri 5.716 1 5.717
a) impegni e garanzie rilasciate 508 - 508
b) quiescenza e obblighi simili 290 - 290
c) altri fondi per rischi e oneri 4.918 1 4.919
110. Riserve tecniche 118.296 - 118.296
120. Riserve da valutazione -709 - -709
125. Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione 476 - 476
130. Azioni rimborsabili - - -
140. Strumenti di capitale 6.282 - 6.282
150. Riserve 17.706 - 17.706
155. Acconti su dividendi (-) -1.399 - -1.399
160. Sovrapprezzi di emissione 27.286 - 27.286
170. Capitale 10.084 - 10.084
180. Azioni proprie (-) -136 - -136
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 291 88 379
200. Utile (Perdita) di periodo (+/-) 4.185 - 4.185
Totale del passivo e del patrimonio netto 1.069.003 1.813 1.070.816

(a) La riesposizione si riferisce all'ingresso del Gruppo Quilvest.

Raccordo tra Conto economico consolidato al 30 giugno 2021 pubblicato e Conto economico consolidato al 30 giugno 2021 riesposto

(milioni di euro)
30.06.2021 Variazione
perimetro
di
consolidamento
(a)
Riclassifica
sistemi di
incentivazione di
personale
dipendente delle
reti distributive
(b)
30.06.2021
Riesposto
10. Interessi attivi e proventi assimilati 5.207 9 - 5.216
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 5.073 - - 5.073
20. Interessi passivi e oneri assimilati -1.174 -2 - -1.176
30. Margine di interesse 4.033 7 - 4.040
40. Commissioni attive 5.884 25 - 5.909
50. Commissioni passive -1.264 -5 -13 -1.282
60. Commissioni nette 4.620 20 -13 4.627
70.
80.
Dividendi e proventi simili
Risultato netto dell'attività di negoziazione
82
409
-
7
-
-
82
416
90. Risultato netto dell'attività di copertura 45 - - 45
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 522 - - 522
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 123 - - 123
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
428 - - 428
c) passività finanziarie -29 - - -29
110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value
con impatto a conto economico
99 - - 99
a) attività e passività finanziarie designate al fair value -31 - - -31
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle
130 - - 130
115. imprese di assicurazione ai sensi dello IAS 39 2.362 - - 2.362
120. Margine di intermediazione 12.172 34 -13 12.193
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: -1.076 - - -1.076
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -1.066 - - -1.066
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
-10 - - -10
135. Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di
assicurazione ai sensi dello IAS39
-2 - - -2
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -19 - - -19
150. Risultato netto della gestione finanziaria 11.075 34 -13 11.096
160. Premi netti 4.989 - - 4.989
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -6.532 - - -6.532
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 9.532 34 -13 9.553
190. Spese amministrative: -5.650 -33 13 -5.670
a) spese per il personale -3.362 -31 13 -3.380
b) altre spese amministrative -2.288 -2 - -2.290
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -141 - - -141
a) impegni e garanzie rilasciate 60 - - 60
b) altri accantonamenti netti -201 - - -201
210. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali -320 -1 - -321
220. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali -410 -1 - -411
230. Altri oneri/proventi di gestione 475 - - 475
240. Costi operativi -6.046 -35 13 -6.068
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 41 2 - 43
260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e
immateriali
-4 - - -4
270. Rettifiche di valore dell'avviamento - - - -
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 189 - - 189
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 3.712 1 - 3.713
300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente -725 - - -725
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 2.987 1 - 2.988
320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte - - - -
330. Utile (Perdita) di periodo 2.987 1 - 2.988
340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi 36 -1 - 35
350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 3.023 - - 3.023

(a) La riesposizione si riferisce ai risultati economici dei primi 5 mesi del 2021 del Gruppo Reyl.

(b) La riesposizione si riferisce ad oneri relativi ad alcuni sistemi di incentivazione di personale dipendente delle reti distrubutive correlati ai ricavi commissionali generati dalle reti stesse, in analogia al trattamento contabile previsto per i sistemi di incentivazione dei consulenti finanziari non dipendenti.

Prospetti contabili consolidati riesposti

Stato patrimoniale consolidato riesposto

(milioni di euro)
Voci dell'attivo 30.06.2022 31.12.2021 Variazioni
Riesposto assolute %
10. Cassa e disponibilità liquide 18.370 15.693 2.677 17,1
20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 53.131 52.733 398 0,8
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 47.165 47.183 -18 -0,0
b) attività finanziarie designate al fair value 1 4 -3 -75,0
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 5.965 5.546 419 7,6
30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 60.363 67.797 -7.434 -11,0
35. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi
dello IAS 39
180.637 206.800 -26.163 -12,7
40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 657.716 669.501 -11.785 -1,8
a) Crediti verso banche 140.800 163.955 -23.155 -14,1
b) Crediti verso clientela 516.916 505.546 11.370 2,2
45. Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
80 85 -5 -5,9
50. Derivati di copertura 8.012 1.732 6.280
60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) -6.313 392 -6.705
70. Partecipazioni 1.902 1.652 250 15,1
80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori 199 208 -9 -4,3
90. Attività materiali 10.655 10.796 -141 -1,3
100. Attività immateriali 9.310 9.345 -35 -0,4
di cui: -
- avviamento 3.673 3.574 99 2,8
110. Attività fiscali 18.745 18.808 -63 -0,3
a) correnti 3.623 3.555 68 1,9
b) anticipate 15.122 15.253 -131 -0,9
120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.303 1.422 -119 -8,4
130. Altre attività 18.205 13.852 4.353 31,4

Totale dell'attivo 1.032.315 1.070.816 -38.501 -3,6

(milioni di euro)
Voci del passivo e del patrimonio netto 30.06.2022 31.12.2021 Variazioni
Riesposto assolute %
10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 690.781 711.754 -20.973 -2,9
a) debiti verso banche 152.420 165.270 -12.850 -7,8
b) debiti verso la clientela 460.455 459.926 529 0,1
c) titoli in circolazione 77.906 86.558 -8.652 -10,0
15. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo
ammortizzato ai sensi dello IAS 39
2.304 2.146 158 7,4
20. Passività finanziarie di negoziazione 55.227 56.308 -1.081 -1,9
30. Passività finanziarie designate al fair value 4.753 3.674 1.079 29,4
35. Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai
sensi dello IAS 39
74.454 84.770 -10.316 -12,2
40. Derivati di copertura 3.933 4.868 -935 -19,2
50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) -5.069 53 -5.122
60. Passività fiscali 2.806 2.292 514 22,4
a) correnti 301 370 -69 -18,6
b) differite 2.505 1.922 583 30,3
70. Passività associate ad attività in via di dismissione 92 30 62
80. Altre passività 28.251 15.655 12.596 80,5
90. Trattamento di fine rapporto del personale 906 1.099 -193 -17,6
100. Fondi per rischi e oneri 4.803 5.717 -914 -16,0
a) impegni e garanzie rilasciate 561 508 53 10,4
b) quiescenza e obblighi simili 168 290 -122 -42,1
c) altri fondi per rischi e oneri 4.074 4.919 -845 -17,2
110. Riserve tecniche 104.809 118.296 -13.487 -11,4
120. Riserve da valutazione -1.603 -709 894
125. Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione -523 476 -999
130. Azioni rimborsabili - - -
140. Strumenti di capitale 7.204 6.282 922 14,7
150. Riserve 18.208 17.706 502 2,8
155. Acconti su dividendi (-) - -1.399 -1.399
160. Sovrapprezzi di emissione 28.056 27.286 770 2,8
170. Capitale 10.369 10.084 285 2,8
180. Azioni proprie (-) -48 -136 -88 -64,7
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) 248 379 -131 -34,6
200. Utile (Perdita) di periodo (+/-) 2.354 4.185 -1.831 -43,8
Totale del passivo e del patrimonio netto 1.032.315 1.070.816 -38.501 -3,6

Conto economico consolidato riesposto

30.06.2022 30.06.2021 (milioni di euro)
Variazioni
Riesposto assolute %
10. Interessi attivi e proventi assimilati 5.472 5.216 256 4,9
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 5.155 5.073 82 1,6
20. Interessi passivi e oneri assimilati -1.389 -1.176 213 18,1
30. Margine di interesse 4.083 4.040 43 1,1
40. Commissioni attive 5.759 5.909 -150 -2,5
50. Commissioni passive -1.360 -1.282 78 6,1
60. Commissioni nette 4.399 4.627 -228 -4,9
70. Dividendi e proventi simili 140 82 58 70,7
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 193 416 -223 -53,6
90. Risultato netto dell'attività di copertura 46 45 1 2,2
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 78 522 -444 -85,1
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva
210
-124
123
428
87
-552
70,7
c) passività finanziarie -8 -29 -21 -72,4
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a
110. conto economico 551 99 452
a) attività e passività finanziarie designate al fair value 557 -31 588
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value -6 130 -136
115. Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di
assicurazione ai sensi dello IAS 39
-122 2.362 -2.484
120. Margine di intermediazione 9.368 12.193 -2.825 -23,2
130. Rettifiche/ riprese di valore nette per rischio di credito di: -1.264 -1.076 188 17,5
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato -1.217 -1.066 151 14,2
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva -47 -10 37
135. Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello
IAS39
-113 -2 111
140. Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -1 -19 -18 -94,7
150. Risultato netto della gestione finanziaria 7.990 11.096 -3.106 -28,0
160. Premi netti 4.858 4.989 -131 -2,6
170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -3.566 -6.532 -2.966 -45,4
180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa 9.282 9.553 -271 -2,8
190. Spese amministrative: -5.488 -5.670 -182 -3,2
a) spese per il personale -3.217 -3.380 -163 -4,8
b) altre spese amministrative -2.271 -2.290 -19 -0,8
200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -106 -141 -35 -24,8
a) impegni e garanzie rilasciate -74 60 -134
b) altri accantonamenti netti -32 -201 -169 -84,1
210. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività materiali -335 -321 14 4,4
220. Rettifiche/ riprese di valore nette su attività immateriali -456 -411 45 10,9
230. Altri oneri/proventi di gestione 486 475 11 2,3
240. Costi operativi -5.899 -6.068 -169 -2,8
250. Utili (Perdite) delle partecipazioni 204 43 161
260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali -3 -4 -1 -25,0
270. Rettifiche di valore dell'avviamento - - -
280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 14 189 -175 -92,6
290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 3.598 3.713 -115 -3,1
300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente -1.239 -725 514 70,9
310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 2.359 2.988 -629 -21,1
320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte - - -
330. Utile (Perdita) di periodo 2.359 2.988 -629 -21,1
340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi -5 35 -40
350. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza della capogruppo 2.354 3.023 -669 -22,1

Raccordi tra prospetti contabili consolidati riesposti e schemi di bilancio consolidati riclassificati

Raccordo tra Stato patrimoniale consolidato e Stato patrimoniale consolidato riclassificato

(milioni di euro)
Attività 30.06.2022 31.12.2021
Riesposto
Cassa e disponibilità liquide 18.370 15.693
Voce 10 Cassa e disponibilità liquide 18.370 15.693
Finanziamenti verso banche 138.555 162.139
Voce 40a (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso banche 138.528 162.101
Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Finanziamenti verso banche - -
Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value - Finanziamenti verso banche - -
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - Finanziamenti verso banche
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti
27 38
Voce 30 (parziale) verso banche - -
Finanziamenti verso clientela 471.649 465.871
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato 469.338 464.075
Voce 40b (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti verso clientela 462.391 457.032
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (enti pubblici, imprese non
Voce 40b (parziale) finanziarie ed altri) 6.947 7.043
Crediti verso clientela valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e con impatto sul conto economico 2.311 1.796
Voce 20a (parziale) Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Finanziamenti verso clientela 85 19
Voce 20b (parziale) Attività finanziarie designate al fair value - Finanziamenti verso clientela - -
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value - Finanziamenti verso clientela 1.076 1.038
Voce 30 (parziale) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti
verso clientela
1.150 739
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato che non costituiscono finanziamenti 49.850 43.325
Voce 40a (parziale) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (banche) 2.272 1.854
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie ed
Voce 40b (parziale) assicurazioni) 47.578 41.471
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 51.943 51.638
Voce 20a (parziale)
Voce 20b (parziale)
Attività finanziarie detenute per la negoziazione
Attività finanziarie designate al fair value - Titoli di debito
47.080
1
47.164
4
Voce 20c (parziale) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 4.862 4.470
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 59.213 67.058
Voce 30 (parziale) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 59.213 67.058
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 180.637 206.800
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello
Voce 35 IAS 39 180.637 206.800
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39
Attività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai
80 85
Voce 45 sensi dello IAS 39 80 85
Partecipazioni 1.902 1.652
Voce 70 Partecipazioni 1.902 1.652
Attività materiali e immateriali 19.965 20.141
Attività di proprietà 18.389 18.616
Voce 90 (parziale) Attività materiali 9.079 9.271
Voce 100 Attività immateriali 9.310 9.345
Diritti d'uso acquisiti con il leasing
Voce 90 (parziale)
Attività materiali 1.576
1.576
1.525
1.525
Attività fiscali 18.745 18.808
Voce 110 Attività fiscali 18.745 18.808
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.303 1.422
Voce 120 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 1.303 1.422
Altre voci dell'attivo 20.103 16.184
Voce 50 Derivati di copertura 8.012 1.732
Voce 60 Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) -6.313 392
Voce 80
Voce 130
Riserve tecniche a carico dei riassicuratori
Altre attività
199
18.205
208
13.852
Totale attività
1.032.315 1.070.816

(milioni di euro)
Passività 30.06.2022 31.12.2021
Riesposto
Debiti verso banche al costo ammortizzato 152.413 165.262
Voce 10 a) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche 152.420 165.270
- Voce 10 a) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche (di cui debiti per leasing) -7 -8
Debiti verso clientela al costo ammortizzato e titoli in circolazione 536.958 545.101
Voce 10 b) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela 460.455 459.926
Voce 10 c) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli in circolazione 77.906 86.558
- Voce 10 b) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela (di cui debiti per leasing) -1.403 -1.383
Passività finanziarie di negoziazione 55.227 56.308
Voce 20 Passività finanziarie di negoziazione 55.227 56.308
Passività finanziarie designate al fair value 4.753 3.674
Voce 30 Passività finanziarie designate al fair value 4.753 3.674
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai sensi dello IAS 39 2.297 2.139
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai
Voce 15 sensi dello IAS 39 2.304 2.146
- Voce 15 (parziale) Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai
sensi dello IAS 39 (di cui debiti per leasing)
-7 -7
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello IAS 39 74.454 84.770
Voce 35 Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al fair value ai sensi dello
IAS 39
74.454 84.770
Passività fiscali 2.806 2.292
Voce 60 Passività fiscali 2.806 2.292
Passività associate ad attività in via di dismissione 92 30
Voce 70 Passività associate ad attività in via di dismissione 92 30
Altre voci del passivo 28.532 21.974
Voce 40 Derivati di copertura 3.933 4.868
Voce 50 Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) -5.069 53
Voce 80 Altre passività 28.251 15.655
Voce 10 a) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso banche (di cui debiti per leasing) 7 8
Voce 10 b) (parziale) Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Debiti verso clientela (di cui debiti per leasing) 1.403 1.383
Passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione valutate al costo ammortizzato ai
Voce 15 (parziale) sensi dello IAS 39 (di cui debiti per leasing) 7 7
Riserve tecniche 104.809 118.296
Voce 110 Riserve tecniche 104.809 118.296
Fondi per rischi e oneri 5.709 6.816
Voce 90 Trattamento di fine rapporto del personale 906 1.099
Voce 100 a) Fondi per rischi e oneri - Impegni e garanzie rilasciate 561 508
Voce 100 b) Fondi per rischi e oneri - Quiescenza e obblighi simili 168 290
Voce 100 c) Fondi per rischi e oneri - Altri fondi per rischi e oneri 4.074 4.919
Capitale 10.369 10.084
Voce 170 Capitale 10.369 10.084
Riserve 46.216 44.856
Voce 130 Azioni rimborsabili - -
Voce 150 Riserve 18.208 17.706
Voce 160 Sovrapprezzi di emissione 28.056 27.286
- Voce 180 Azioni proprie -48 -136
Riserve da valutazione -1.603 -709
Voce 120 Riserve da valutazione -1.603 -709
Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione -523 476
Voce 125 Riserve da valutazione di pertinenza delle imprese di assicurazione -523 476
Acconti su dividendi - -1.399
Voce 155 Acconti su dividendi (-) - -1.399
Strumenti di capitale 7.204 6.282
Voce 140 Strumenti di capitale 7.204 6.282
Patrimonio di pertinenza di terzi 248 379
Voce 190 Patrimonio di pertinenza di terzi 248 379
Risultato netto 2.354 4.185
Voce 200 Utile (Perdita) di periodo (+/-) 2.354 4.185
Totale passività e patrimonio netto 1.032.315 1.070.816

Raccordo tra Conto economico consolidato riesposto e Conto economico consolidato riclassificato

(milioni di euro)
Voci 30.06.2022 30.06.2021
Riesposto
Interessi netti 4.047 4.013
Voce 30 Margine di interesse 4.083 4.040
- Voce 30 (parziale) Margine di interesse - Rapporti tra Banche/Altre imprese e Comparto Assicurativo -12 -18
- Voce 30 (parziale) Margine di interesse - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento 5 4
- Voce 30 (parziale) Margine di interesse (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) 42 -
+ Voce 60 (parziale) Commissioni nette (Commissioni tassi negativi) 27 20
+ Voce70 (parziale) Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto
a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività
complessiva (Dividendi incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli)
1 6
+ Voce 80 (parziale) Differenziali Hedging swap -89 -32
+ Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Rientro time value trattamento di fine rapporto e altri fondi del personale) -10 -7
+ Voce 200 (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Rientro time value fondi rischi ed oneri) - -
Commissioni nette 4.529 4.764
Voce 60 Commissioni nette 4.399 4.627
- Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Contributo comparto assicurativo 144 124
- Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento 2 2
- Voce 60 (parziale) Commissioni nette (Commissioni tassi negativi) -27 -20
+ Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Collocamento Certificates) 25 27
+ Voce 110 a) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
(a) attività e passività finanziarie designate al fair value (Collocamento Certificates)
49 25
+ Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze
assicurative stipulate a favore delle Reti di consulenti finanziari)
-8 3
+ Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Oneri sistemi di incentivazione di personale dipendente delle reti distributive) -28 -
+ Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Recuperi spese varie) -27 -24
Risultato dell'attività assicurativa 867 811
Risultato netto delle attività e passività finanziarie di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi
Voce 115 dello IAS39 -122 2.362
Voce 160 Premi netti 4.858 4.989
Voce 170 Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa -3.566 -6.532
+ Voce 30 (parziale) Margine di interesse - Rapporti tra Banche/Altre imprese con Comparto Assicurativo 12 18
+ Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Contributo comparto assicurativo -144 -124
+ Voce 80 (parziale) Rapporti tra Banche/Altre imprese con Comparto Assicurativo -85 -26
+ Voce 135 (parziale) Impairment titoli con impatto sulla redditività complessiva quota di competenza degli assicurati -104 -1
- Voce 160 (parziale) Premi netti (Polizze: premi emessi a copertura dei sinistri) -97 -
- Voce 160 (parziale) Premi netti (Polizze: eccedenza dei sinistri prospettici rispetto ai premi in corso di maturazione) - 58
- Voce 170 (parziale) Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa (Polizze: sinistri liquidati coperti da accantonamenti) 116 -
Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa (Polizze: accantonamenti per sinistri liquidati e in
- Voce 170 (parziale) corso) - 68
+ Voce 210 (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali -1 -1

Voci 30.06.2022 (milioni di euro)
30.06.2021
Riesposto
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.323 1.140
Voce 80 Risultato netto dell'attività di negoziazione 193 416
Voce 90 Risultato netto dell'attività di copertura 46 45
Voce 110 a) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
(a) attività e passività designate al fair value
557 -31
Voce 110 b) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
(b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
-6 130
Voce 100 b) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
-124 428
Voce 100 c) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di passività finanziarie -8 -29
+ Voce 70 (parziale) Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto
a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività
complessiva (inclusi i dividendi su OICR)
140 82
- Voce 70 (parziale) Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto
a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività
complessiva (Dividendi incassati e pagati nell'ambito dell'attività di prestito titoli)
-1 -6
- Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Collocamento Certificates) -25 -27
- Voce 80 (parziale) Rapporti tra Banche/Altre imprese con Comparto Assicurativo 85 26
- Voce 80 (parziale) Differenziali Hedging swap 89 32
- Voce 80 (parziale) Risultato netto dell'attività di negoziazione (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione) - 10
+ Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(governi, imprese finanziarie ed assicurazioni) - Effetto correlato al risultato di negoziazione
361 154
- Voce 100 b) (parziale) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
redditività complessiva (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione)
- -29
- Voce 110 a) (parziale) Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
(a) attività e passività finanziarie designate al fair value (Collocamento Certificates)
-49 -25
- Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze
assicurative stipulate a favore delle Reti di consulenti finanziari)
60 -20
- Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Oneri riguardanti il sistema bancario)
7 2
- Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Importi ricondotti a rettiche di valore nette
su crediti)
-6 -
- Voce 100 c) (parziale) Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di passività finanziarie - (Effetti dell'allocazione dei costi di
acquisizione)
-2 -16
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Negoziazione e valutazione altre attività) 6 -2

Voci 30.06.2022 (milioni di euro)
30.06.2021
Riesposto
Altri proventi (oneri) operativi netti -10 65
Voce 70 Dividendi e proventi simili 140 82
Voce 230 Altri oneri / proventi di gestione 486 475
+ Voce 30 (parziale) Margine di interesse - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento -5 -4
+ Voce 60 (parziale) Commissioni nette - Riclassifica operatività entità non soggette a direzione e coordinamento -2 -2
+ Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze
assicurative stipulate a favore delle Reti di consulenti finanziari)
-13 -
Dividendi e proventi simili su titoli di capitale detenuti per la negoziazione, valutati al fair value con impatto
a conto economico o per cui è esercitata l'opzione di valutazione al fair value con impatto sulla redditività
- Voce 70 (parziale) complessiva (inclusi i dividendi su OICR) -140 -82
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Recuperi spese) -11 -13
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Recuperi imposte indirette) -465 -445
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri non ricorrenti) 15 6
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Effetti valutativi altre attività) - -1
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Svalutazioni durature immobilizzazioni materiali riacquisite) - -
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Utili/perdite da cessione di immobilizzazioni materiali riacquisite) - -
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri/proventi di integrazione) 3 -
- Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Negoziazione e valutazione altre attività)
Altre spese amministrative (Riconduzione operatività entità non bancaria, finanziaria e assicurativa -
-6 2
+ Voce 190 b) (parziale) leasing operativo) -6 -2
+ Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Riconduzione operatività entità non bancaria,
finanziaria e assicurativa - leasing operativo)
-24 -12
+ Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Riconduzione operatività entità non bancaria,
finanziaria e assicurativa - leasing operativo)
-2 -2
+ Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) delle partecipazioni (valutate al patrimonio netto) 20 63
Proventi operativi netti 10.756 10.793
Spese del personale -3.181 -3.324
Voce 190 a) Spese per il personale -3.217 -3.380
- Voce 190 a) (parziale)
- Voce 190 a) (parziale)
Spese per il personale (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo)
Spese per il personale (Rientro time value trattamento di fine rapporto e altri fondi del personale)
-50
10
49
7
- Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Oneri sistemi di incentivazione di personale dipendente delle reti distributive) 28 -
- Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Erogazione liberale a favore del personale) 48 -
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Recuperi spese) - -
Spese amministrative -1.307 -1.354
Voce 190 b) Altre spese amministrative -2.271 -2.290
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Oneri di integrazione) 26 22
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi) 391 419
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Recuperi spese varie) 27 24
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative (Riconduzione operatività entità non bancaria, finanziaria e assicurativa -
leasing operativo)
6 2
- Voce 190 b) (parziale) Altre spese amministrative ("Bank tax" e "Windfall tax" del Gruppo CIB) 38 11
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri / proventi di gestione (Recuperi imposte indirette) 465 445
+ Voce 230 (parziale)
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali
Altri oneri / proventi di gestione (Recuperi di spese) 11
-623
13
-606
Voce 210 Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali -335 -321
Voce 220 Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali -456 -411
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali 1 1
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Oneri di integrazione) 27 17
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività materiali (Svalutazioni) 1 -
- Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Riconduzione operatività entità non bancaria,
finanziaria e assicurativa - leasing operativo)
24 12
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Oneri di integrazione) 45 60
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Svalutazioni) - -
- Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) 68 34
Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Riconduzione operatività entità non bancaria,
- Voce 220 (parziale) finanziaria e assicurativa - leasing operativo) 2 2
Costi operativi -5.111 -5.284
Risultato della gestione operativa 5.645 5.509

Voci 30.06.2022 (milioni di euro)
30.06.2021
Riesposto
Rettifiche di valore nette su crediti -1.432 -1.007
Voce 140 Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni -1 -19
Voce 200 a)
+ Voce 100 a) (parziale)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito relativo a impegni e garanzie rilasciate
Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti
-74
-154
60
-31
+ Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(enti pubblici, imprese non finanziarie ed altri)
3 -
+ Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti
(Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione)
51 50
+ Voce 110 b) (parziale) Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Importi ricondotti a rettiche di valore nette
su crediti)
6 -
+ Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Finanziamenti
-1.181 -1.083
+ Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Titoli di debito (enti pubblici, imprese non finanziarie ed altri)
-10 7
+ Voce 130 b) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva - Finanziamenti
-6 2
+ Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Accantonamenti per oneri non ricorrenti) -66 7
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -123 -351
Voce 135 Rettifiche/Riprese di valore nette di pertinenza delle imprese di assicurazione ai sensi dello IAS39 -113 -2
Voce 260 Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali -3 -4
Voce 200 b) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Altri accantonamenti netti -32 -201
Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (b)
altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Componenti rendimento delle polizze
+ Voce 110 b) (parziale)
+ Voce 130 a) (parziale)
assicurative stipulate a favore delle Reti di consulenti finanziari)
Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Titoli di debito (governi, imprese finanziarie ed assicurazioni)
-39
-24
17
9
+ Voce 130 a) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
ammortizzato - Titoli di debito verso Banche
-2 1
+ Voce 130 b) (parziale) Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al fair value con
impatto sulla redditività complessiva - Titoli di debito
-41 -12
- Voce 135 (parziale) Impairment titoli con impatto sulla redditività complessiva quota di competenza degli assicurati 104 1
+ Voce 160 (parziale) Premi netti (Polizze: premi emessi a copertura dei sinistri) 97 -
+ Voce 160 (parziale) Premi netti (Polizze: eccedenza dei sinistri prospettici rispetto ai premi in corso di maturazione) - -58
+ Voce 170 (parziale) Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa (Polizze: sinistri liquidati coperti da accantonamenti)
Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa (Polizze: accantonamenti per sinistri liquidati e in
-116 -
+ Voce 170 (parziale) corso)
Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
- -68
- Voce 130 a) (parziale) ammortizzato - Titoli di debito verso Banche (Oneri riguardanti il sistema bancario) 2 -
- Voce 200 (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Oneri di integrazione) -2 -
- Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Rientro time value fondi rischi ed oneri) - -
- Voce 200 b) (parziale) Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) -11 -
- Voce 200 b) (parziale)
- Voce 200 b) (parziale)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Accantonamenti per oneri non ricorrenti)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - Altri accantonamenti netti (Accantonamenti/Rilasci
ricondotti al Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value)
66
-
-7
-
+ Voce 210 (parziale) Rettifiche / riprese di valore su attività materiali (Svalutazioni) -1 -
+ Voce 220 (parziale) Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Svalutazioni) - -
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Svalutazioni durature immobilizzazioni materiali riacquisite) - -
+ Voce 230 (parziale) Altri oneri/ proventi di gestione (Effetti valutativi altre attività) - 1
+ Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (Rettifiche/Riprese di valore per deterioramento di partecipazioni collegate) -8 -28
Altri proventi (oneri) netti 143 191
Voce 250 Utili (Perdite) di partecipazioni 204 43
Voce 280 Utili (Perdite) da cessione di investimenti 14 189
Voce 100 a) (parziale) Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
(governi, imprese finanziarie ed assicurazioni)
Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
361 154
Voce 100 a) (parziale) (Banche)
Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Titoli di debito
- -
- Voce 100 a) (parziale) (governi, imprese finanziarie ed assicurazioni) - Effetto correlato al risultato di negoziazione -361 -154
+ Voce 190 a) (parziale) Spese per il personale (Erogazione liberale a favore del personale) -48 -
+ Voce 230 (parziale)
+ Voce 230 (parziale)
Altri oneri/ proventi di gestione (Utili/perdite da cessione di immobilizzazioni materiali riacquisite)
Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri non ricorrenti)
-
-15
-
-6
- Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (valutate al patrimonio netto) -20 -63
- Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione) - -
- Voce 250 (parziale) Utili (Perdite) di partecipazioni (Rettifiche/Riprese di valore per deterioramento di partecipazioni collegate) 8 28
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - -
Voce 320
+ Voce 320 (parziale)
Utile (Perdita) dei gruppi di attività operative cessate al netto delle imposte
Utile (Perdita) dei gruppi di attività operative cessate al netto delle imposte (Imposte)
-
-
-
-
Risultato corrente lordo 4.233 4.342

Riesposto
Imposte sul reddito
-1.456
-921
Voce 300
Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente
-1.239
-725
+ Voce 190 b) (parziale)
Altre spese amministrative ("Bank tax" e "Windfall tax" del Gruppo CIB)
-38
-11
- Voce 300 (parziale)
Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Oneri di integrazione)
-10
-41
- Voce 300 (parziale)
Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione)
-47
-15
- Voce 300 (parziale)
Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi)
-122
-129
Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre
- Voce 300 (parziale)
attività intangibili)
-
-
- Voce 320 (parziale)
Utile (Perdita) dei gruppi di attività operative cessate al netto delle imposte (Imposte)
-
-
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte)
-39
-107
+ Voce 190 a) (parziale)
Spese per il personale (Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo)
50
-49
+ Voce 190 b) (parziale)
Altre spese amministrative (Oneri di integrazione)
-26
-22
+ Voce 200 (parziale)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (Oneri di integrazione)
2
-
+ Voce 210 (parziale)
Rettifiche / riprese di valore nette su attività materiali (Oneri di integrazione)
-27
-17
+ Voce 220 (parziale)
Rettifiche / riprese di valore nette su attività immateriali (Oneri di integrazione)
-45
-60
+ Voce 230 (parziale)
Altri oneri/ proventi di gestione (Oneri/proventi di integrazione)
-3
-
+ Voce 300 (parziale)
Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Oneri di integrazione)
10
41
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte)
-101
-34
+ Voce 30 (parziale)
Margine di interesse (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione)
-42
-
+ Voce 80 (parziale)
Risultato netto dell'attività di negoziazione (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione)
-
-10
Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Finanziamenti
+ Voce 100 a) (parziale)
(Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione)
-51
-50
Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla
+ Voce 100 b) (parziale)
redditività complessiva (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione)
-
29
Utile (Perdita) da cessione o riacquisto di passività finanziarie - (Effetti dell'allocazione dei costi di
+ Voce 100 c) (parziale)
acquisizione)
2
16
+ Voce 200 b) (parziale)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione)
11
-
+ Voce 220 (parziale)
Rettifiche / riprese di valore su attività immateriali (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione)
-68
-34
+ Voce 250 (parziale)
Utili (Perdite) di partecipazioni (Effetto dell'allocazione dei costi di acquisizione)
-
-
+ Voce 300 (parziale)
Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (Effetti dell'allocazione dei costi di acquisizione)
47
15
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte)
-278
-292
Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico
+ Voce 110 b) (parziale)
(b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (Oneri riguardanti il sistema bancario)
-7
-2
Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a attività finanziarie valutate al costo
+ Voce 130 a) (parziale)
ammortizzato - Titoli di debito verso Banche (Oneri riguardanti il sistema bancario)
-2
-
+ Voce 190 b) (parziale)
Altre spese amministrative (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi)
-391
-419
+ Voce 300 (parziale)
Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Contributi ai Fondi di risoluzione e tutela depositi)
122
129
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al netto delle imposte)
-
-
Voce 270
Rettifiche di valore dell'avviamento
-
-
Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente (Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre
+ Voce 300 (parziale)
attività intangibili )
-
-
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi
-5
35
Voce 340
Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi
-5
35
Risultato netto
2.354
3.023
Voci 30.06.2022 (milioni di euro)
30.06.2021

Conto economico consolidato riclassificato - Raccordo con dati rideterminati

Conto economico consolidato riclassificato - Raccordo con dati rideterminati

30.06.2022 30.06.2021
Dati
riesposti
Cessione
rami
di attività
Inclusione
compagnie
assicurative
(milioni di euro)
30.06.2021
Dati
rideterminati
Interessi netti 4.047 4.013 -66 - 3.947
Commissioni nette 4.529 4.764 -94 - 4.670
Risultato dell'attività assicurativa 867 811 - 43 854
Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 1.323 1.140 -1 - 1.139
Altri proventi (oneri) operativi netti -10 65 - -14 51
Proventi operativi netti 10.756 10.793 -161 29 10.661
Spese del personale -3.181 -3.324 65 -14 -3.273
Spese amministrative -1.307 -1.354 13 -20 -1.361
Ammortamento immobilizzazioni immateriali e materiali -623 -606 - -2 -608
Costi operativi -5.111 -5.284 78 -36 -5.242
Risultato della gestione operativa 5.645 5.509 -83 -7 5.419
Rettifiche di valore nette su crediti -1.432 -1.007 6 - -1.001
Altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività -123 -351 - -3 -354
Altri proventi (oneri) netti 143 191 - - 191
Utile (Perdita) delle attività operative cessate - - 58 - 58
Risultato corrente lordo 4.233 4.342 -19 -10 4.313
Imposte sul reddito -1.456 -921 6 -7 -922
Oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) -39 -107 - - -107
Effetti economici dell'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle
imposte)
-101 -34 - - -34
Tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle
imposte)
-278 -292 13 - -279
Rettifiche di valore dell'avviamento e delle altre attività intangibili (al
netto delle imposte)
- - - - -
Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi -5 35 - 17 52
Risultato netto 2.354 3.023 - - 3.023

I dati rideterminati sono stati predisposti per tenere conto, nell'ambito dell'acquisizione del Gruppo UBI, della riallocazione, sulla base di dati gestionali, del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell'inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione.

Glossario

Si riporta di seguito la definizione di alcuni termini utilizzati nell'informativa di Bilancio e/o di Pillar 3 con esclusione dei termini entrati nel lessico comune italiano oppure inseriti in un contesto che già ne chiarisce il significato.

ABS – Asset Backed Securities

Strumenti finanziari il cui rendimento e rimborso sono garantiti da un portafoglio di attività (collateral) dell'emittente (solitamente uno Special Purpose Vehicle – SPV), destinato in via esclusiva al soddisfacimento dei diritti incorporati negli strumenti finanziari stessi. Esempi di attività poste a garanzia (collateral) sono i mutui ipotecari, i crediti vantati da società di emissione di carte di credito, i crediti commerciali a breve termine, i finanziamenti per acquisto di auto.

Acquisition finance o Leverage & Acquisition Finance

Finanziamenti al servizio di operazioni di acquisizioni aziendali.

Additional return

Forma di remunerazione dei titoli junior rivenienti da operazioni di cartolarizzazione. Tali titoli, in aggiunta ad una cedola fissa, maturano proventi periodici (trimestrali, semestrali, ecc.) il cui importo è funzione del margine economico prodotto dall'operazione (riflettente a sua volta la performance delle attività cartolarizzate).

Advisor

Intermediario finanziario che assiste l'Autorità Governativa o le società coinvolte in privatizzazioni o altre operazioni di corporate finance, i cui compiti vanno dalla predisposizione di perizie valutative, alla stesura di documenti e consulenza generale in relazione alla specifica operazione.

AIRB (Advanced Internal Rating Based) Approach

Approccio dei rating interni nell'ambito del Nuovo Accordo di Basilea che si distingue nei metodi base (IRB) e avanzato. Il metodo avanzato è utilizzabile solo dagli istituti che soddisfino requisiti minimi più stringenti rispetto all'approccio base. In questo caso tutte le stime degli input (PD, LGD, EAD, Maturity) per la valutazione del rischio di credito avvengono internamente. Nel metodo base solo la PD è invece stimata dalla Banca.

ALM – Asset & Liability Management

Gestione integrata dell'attivo e del passivo finalizzata ad allocare le risorse in un'ottica di ottimizzazione del rapporto rischiorendimento.

Alternative investment

Gli investimenti alternativi comprendono una vasta gamma di forme di investimento tra cui anche investimenti di private equity (vedi) e investimenti in hedge funds (vedi).

Altre parti correlate – stretti familiari

Si devono intendere per "stretti familiari" di un soggetto quei familiari che ci si attende possano influenzare, o essere influenzati dal soggetto interessato nei loro rapporti con l'entità. Essi includono il convivente (incluso il coniuge non legalmente separato) ed i figli del soggetto, i figli del convivente e le persone a carico del soggetto o del convivente.

AMA – Advanced Measurement Approach

Approccio introdotto da Basilea 2 per la determinazione del requisito patrimoniale a fronte di rischio operativo, basato su modelli interni di stima e valutazione. I modelli interni AMA si articolano normalmente in due componenti:

  • (i) quantitativa, basata su dati di perdita interni ed esterni;
  • (ii) qualitativa, normalmente basata su questionari con punteggio ordinale legato alla percezione della rischiosità degli eventi di perdita.

Arrangement (commissione di)

Commissione avente carattere di compenso per il lavoro di assistenza nella fase di strutturazione ed organizzazione di un finanziamento.

Arranger

Nel settore della finanza strutturata è la figura che – pur sotto varie forme e con diverse configurazioni di incarico (mandated lead arranger, joint lead arranger, sole arranger ecc.) – opera come coordinatore degli aspetti organizzativi dell'operazione.

Asset allocation

Decisioni di investimento in mercati, aree geografiche, settori, prodotti.

Asset encumbrance

Legalmente rappresenta un diritto reale a favore di un creditore su un bene di proprietà di un'altra controparte, che può essere il soggetto debitore o un terzo. Tipicamente si configura sotto forma di ipoteca su beni immobili o creazione di collaterale in operazioni di pronti contro termine e finanziamenti dalla Banca Centrale.

Asset management – Wealth management

Attività rivolta alla gestione e amministrazione, sotto varie forme, di risorse patrimoniali affidate dalla clientela.

Asset stanziabili

Attivi utilizzabili come collaterale presso la BCE per ottenere liquidità a tassi agevolati. Le attività stanziabili si dividono in tre tipologie:

  • (i) credit claim (prestiti bancari);
  • (ii) cartolarizzazioni (vedi) e covered bond (vedi);
  • (iii) titoli di debito;
  • che devono soddisfare alcuni requisiti di qualità minima in termini di:
  • (i) debitori ammessi;
  • (ii) rating della controparte.

In funzione della qualità e del tipo di tasso l'ammontare di liquidità ottenibile è determinato attraverso l'applicazione di haircut (tagli sul valore nominale).

AT1 – Additional Tier 1

Capitale aggiuntivo di Classe 1. Nella categoria dell'AT1 vengono in genere ricompresi gli strumenti di capitale diversi dalle azioni ordinarie (che sono computabili nel Common Equity) e che rispettano i requisiti normativi per l'inclusione in tale livello dei Fondi propri.

Attività intangibile o immateriale

Un'attività immateriale è un'attività non monetaria identificabile priva di consistenza fisica.

Attualizzazione

Processo di determinazione del valore attuale di un pagamento o di flussi di pagamenti da ricevere in futuro.

Audit

Nelle società quotate è l'insieme dei momenti di controllo sull'attività e sulla contabilità societaria che viene svolto sia da strutture interne (internal audit) sia da società di revisione indipendenti (external audit).

AVA – Additional Valuation Adjustment

Aggiustamenti di valutazione supplementari necessari per adattare il valore equo al valore prudente delle posizioni. Per effettuare una prudent valuation delle posizioni misurate al fair value, l'EBA prevede due metodologie di calcolo dell'AVA (Simplified approach e Core approach). I requisiti per la valutazione prudente si applicano a tutte le posizioni valutate al valore equo indipendentemente dal fatto che siano detenute o meno nel portafoglio di negoziazione, dove il termine "posizione" si riferisce unicamente a strumenti finanziari e merci.

β

Coefficiente beta di un emittente o di un gruppo di emittenti comparabili, espressione dell'interrelazione tra il rendimento effettivo di un titolo di capitale e il rendimento complessivo del mercato di riferimento.

Back office

La struttura di una società bancaria o finanziaria che si occupa della trattazione di tutte le operazioni che vengono effettuate dalle unità operative (front office).

Backtesting

Analisi retrospettive volte a verificare l'affidabilità delle misurazioni delle fonti di rischio associate alle posizioni dei portafogli di attività.

Banking book

Solitamente riferito a titoli o comunque a strumenti finanziari in genere, identifica la parte di tale portafoglio destinato all'attività "proprietaria".

Basis swap

Contratto che prevede lo scambio, tra due controparti, di pagamenti legati a tassi variabili basati su un diverso indice.

Best practice

In genere identifica un comportamento commisurato al miglior livello raggiunto dalle conoscenze riferite ad un certo ambito tecnico/professionale.

Bid-ask spread

È la differenza rilevabile tra i prezzi denaro e lettera su un determinato strumento finanziario o gruppo di strumenti finanziari.

Brand name

Il "brand name" rientra tra le attività immateriali legate al marketing identificate dall'IFRS 3 quale potenziale attività immateriale rilevabile in sede di purchase price allocation. Il termine "brand" non è usato nei principi contabili in una accezione restrittiva come sinonimo di "logo" e "nome", ma piuttosto come termine generale di marketing che definisce quell'insieme di asset intangibili fra loro complementari (tra cui, oltre al nome e al logo, le competenze, la fiducia riposta dal consumatore, la qualità dei servizi, ecc.) che concorrono a definire il c.d. "brand equity".

Budget

Stato previsionale dell'andamento dei costi e dei ricavi futuri di un'azienda.

Business combination

Ai sensi del principio contabile internazionale IFRS 3, operazione o altro evento in cui un acquirente acquisisce il controllo di una o più attività aziendali.

Business model

È il modello di business con cui sono gestiti gli strumenti finanziari.

Per quanto riguarda il business model, l'IFRS 9 individua tre fattispecie in relazione alla modalità con cui sono gestiti i flussi di cassa e le vendite delle attività finanziarie: Hold to Collect (HTC), Hold to Collect and Sell (HTCS), Others/Trading.

CAGR – Compound Annual Growth Rate

Tasso di crescita annuale composto di un investimento in un determinato periodo di tempo. Se n è il numero di anni il CAGR è calcolato nel seguente modo: (Valore corrente/Valore iniziale)^(1/n) -1.

Capital Asset Pricing Model (CAPM)

Modello che consente di determinare il "costo opportunità", ovvero l'ammontare del reddito di esercizio necessario a remunerare il costo del capitale.

Capital structure

Costituisce l'insieme di tutte le varie classi di obbligazioni (tranche) emesse da un veicolo (SPV), garantite dal portafoglio acquisito, che hanno rischi e rendimenti diversi per soddisfare le esigenze di diverse categorie di investitori. I rapporti di subordinazione tra le varie tranche sono regolati da una serie di norme che specificano la distribuzione delle perdite generate dal collateral:

  • Equity Tranche: rappresenta la porzione più rischiosa del portafoglio, anche conosciuta come "first loss" ed è subordinata a tutte le altre tranche; essa pertanto sopporta per prima le perdite che si possono verificare nel corso del recupero delle attività sottostanti.
  • Mezzanine Tranche: rappresenta la tranche con grado di subordinazione intermedio tra quello della tranche equity e quello della tranche senior. La tranche mezzanine è di regola suddivisa in 2-4 tranche con gradi diversi di rischio, subordinate le une alle altre. Esse tipicamente si contraddistinguono per un rating compreso nel range BBB-AAA.
  • Senior/Supersenior Tranche: rappresenta la tranche con il più elevato grado di credit enhancement ovvero il maggiore grado di privilegio in termini di priorità di remunerazione e rimborso. Essa è comunemente denominata anche super senior tranche e, se rated, presenta un rating superiore ad AAA essendo la stessa senior rispetto alla tranche mezzanine AAA.

Captive

Termine genericamente riferito a "reti" o società che operano esclusivamente con clientela dell'azienda o del gruppo di appartenenza.

Cartolarizzazione

Operazione di trasferimento del rischio relativo ad attività finanziarie o reali a una Società veicolo, effettuata mediante la cessione delle attività sottostanti ovvero mediante l'utilizzo di contratti derivati. In Italia la materia è regolata principalmente dalla Legge 30 aprile 1999, n. 130 e successive modifiche.

Cartolarizzazioni sintetiche

Le "cartolarizzazioni sintetiche" si distinguono da quelle tradizionali perché - mentre in queste ultime i crediti vengono fisicamente ceduti a una società veicolo e sono cancellati dal bilancio della cedente - nelle prime avviene semplicemente un trasferimento del rischio sugli stessi, tramite contratti derivati su credito o garanzie, e i crediti restano nel bilancio della società cedente.

Cartolarizzazioni STS

Sono considerate Semplici, Trasparenti e Standardizzate le cartolarizzazioni, ad eccezione dei programmi ABCP e delle operazioni ABCP, conformi ai requisiti stabiliti agli articoli 20, 21 e 22 del Regolamento 2017/2402. Per le operazioni e i programmi ABCP i requisiti sono stabiliti rispettivamente dagli articoli 24 e 25-26 del medesimo Regolamento. Per le loro caratteristiche le cartolarizzazioni STS possono beneficiare di un trattamento prudenziale agevolato in base al Regolamento 2017/2401, il quale prevede dei fattori di ponderazione minimi ("floor") più bassi rispetto alle altre operazioni di cartolarizzazione.

Cash flow hedge

È la copertura dell'esposizione alla variabilità dei flussi di cassa riconducibili ad un particolare rischio.

Cash Generating Unit (CGU ovvero unità generatrice di flussi finanziari)

Rappresenta il più piccolo gruppo identificabile di attività che genera flussi finanziari in entrata che sono ampiamente indipendenti dai flussi finanziari in entrata generati da altre attività o gruppi di attività.

Certificati di investimento - Certificates

Strumenti finanziari contrattualmente configurabili come derivati di natura opzionale che replicano l'andamento di un'attività sottostante. Mediante l'acquisto di un certificate l'investitore consegue il diritto di ricevere ad una certa data una somma parametrata al valore del sottostante. I certificates, in altre parole, consentono all'investitore di acquisire una posizione indiretta sull'attività sottostante. In alcuni casi, tramite la struttura opzionale, l'investitore può ottenere la protezione totale o parziale del capitale investito che si concretizza nella restituzione, totale o parziale, dei premi pagati qualunque sia l'andamento dei parametri prefissati nei contratti stessi.

I certificates sono strumenti cartolarizzati, in quanto tali sono liberamente negoziabili secondo le modalità dei titoli di credito (sono negoziati sul mercato SeDeX - Securitised Derivatives Exchange - gestito da Borsa Italiana e sul mercato EuroTLX).

Cessione pro-soluto

Trasferimento di un credito senza che il cedente offra alcuna garanzia nel caso in cui il debitore non adempia. Il cedente garantisce dunque al cessionario solo l'esistenza del credito ceduto e non anche la solvibilità del debitore.

Cessione pro-solvendo

Trasferimento di un credito in cui il cedente è garante del pagamento per il terzo obbligato. Il cedente garantisce dunque al cessionario sia l'esistenza del credito ceduto che la solvibilità del debitore.

CCF - Credit Conversion Factor (Fattore di Conversione Creditizio)

Nella determinazione del rischio creditizio, il CCF è il fattore che permette di trasformare l'EAD (Exposure At Default) di una esposizione fuori bilancio in quella di una esposizione per cassa. Ove la banca non utilizzi modelli interni per stimare tali fattori (CCF interni), essi vengono indicati come segue dalle regole di vigilanza (CCF regolamentari):

a) 100% nel caso di elemento a rischio pieno;

b) 50% nel caso di elemento a rischio medio;

c) 20% nel caso di elemento a rischio medio-basso;

d) 0% nel caso di elemento a rischio basso.

CCP – Central Counterparty Clearing House

La controparte centrale è il soggetto che, in una transazione, si interpone tra due contraenti evitando che questi siano esposti al rischio di inadempienza della propria controparte contrattuale e garantendo il buon fine dell'operazione. La controparte centrale si tutela dal conseguente rischio assunto raccogliendo garanzie (in titoli e contante, c.d. margini) commisurate al valore dei contratti garantiti e al rischio inerente. Il servizio di controparte centrale può essere esercitato, oltre che sui mercati che prevedono espressamente tale servizio, anche in riferimento a transazioni condotte fuori dai mercati regolamentati (c.d. transazioni over the counter – OTC).

CDO – Collateralised Debt Obligation

Strumenti finanziari emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione, garantiti da un portafoglio costituito da crediti, titoli obbligazionari e altre attività finanziarie (incluse tranche di cartolarizzazioni). Nel caso dei CDO sintetici, il trasferimento del rischio avviene tramite il ricorso a derivati di credito in luogo della vendita di attività (CDO cash).

CDS su indici ABX

Gli indici ABX rientrano nella tipologia degli Indici su ABS. Ogni ABX si riferisce ad un basket di 20 reference obligations appartenenti ad uno specifico settore di ABS. Ogni ABX (per un totale di cinque) riproduce una classe di rating (AAA, AA, A, BBB, and BBB-).

In particolare, l'indice ABX.HE, emesso il 19 Gennaio 2006 (Annex Date) è costituito da reference obligation del settore home equity degli ABS (Residential Mortgage-Backed Security – RMBS). Il CDS su un ABX.HE copre pertanto il rischio di credito degli RMBS sottostanti ovvero il rischio relativo alle 20 reference obligations che costituiscono l'indice.

Per gli ABX il mercato, di fatto, non fornisce la valutazione delle curve di credito ma direttamente la valutazione dei prezzi. Il settlement ammesso per i contratti sugli Indici ABX, come riportato nella documentazione ISDA 2005, è il PAUG (Pay As You Go); esso prevede che il venditore di protezione paghi, all'acquirente di protezione, le perdite subite man mano che queste si verificano, senza però determinare la chiusura del contratto. Occorre tenere presente che la copertura realizzata tramite acquisto di indici ABX, anche se strutturata in modo da corrispondere al meglio alle caratteristiche del portafoglio coperto, resta comunque soggetta ai cosiddetti rischi di base. In altre parole, non essendo una copertura specifica delle singole posizioni, essa può generare volatilità a conto economico nelle fasi di non perfetta correlazione tra prezzi dell'indice e valori di mercato delle posizioni coperte.

CLO - Collateralised Loan Obligation

Trattasi di CDO con collaterale rappresentato da finanziamenti concessi a nominativi Corporate.

CMBS - Commercial Mortgage-Backed Securities

Operazioni di cartolarizzazione di crediti garantiti da ipoteche su immobili aventi natura commerciale.

CMO - Collateralised Mortgage Obligation

Titoli emessi a fronte di mutui ipotecari in cui l'ammontare complessivo dell'emissione è frazionato in tranche con differente scadenza e rendimento. Le tranche sono ripagate secondo un ordine specificato all'emissione.

Commercial paper

Titoli a breve termine emessi per raccogliere fondi in alternativa ad altre forme di indebitamento.

Core Business

Attività principale verso la quale sono orientate le scelte strategiche e le politiche aziendali.

Core deposits

I "core deposits" rappresentano un'attività immateriale legata alle relazioni con la clientela ("customer related intangible"), generalmente rilevata in aggregazioni in campo bancario. Il valore di tale intangibile è di fatto inerente ai benefici futuri di cui l'acquirente delle masse raccolte potrà beneficiare grazie al fatto che si tratta di una forma di raccolta che presenta costi normalmente inferiori a quelli di mercato.

Common Equity Tier 1 Ratio (CET1 Ratio)

È il rapporto tra il Capitale primario di classe 1 (CET1) ed il totale delle attività a rischio ponderate.

Corporate

Fascia di clientela corrispondente alle imprese di medie e grandi dimensioni (mid corporate, large corporate).

Cost/income ratio

Indice economico rappresentato dal rapporto tra gli oneri operativi ed i proventi operativi netti.

Costo ammortizzato

Differisce dal costo in quanto prevede l'ammortamento progressivo del differenziale tra il valore di iscrizione ed il valore nominale di un'attività o di una passività sulla base del tasso effettivo di rendimento.

Costi della transazione

Costi marginali direttamente attribuibili all'acquisizione, all'emissione o alla dismissione di un'attività o passività finanziaria. È un costo che non sarebbe stato sostenuto se l'entità non avesse acquisito, emesso o dismesso lo strumento finanziario.

Covenant

Il covenant è una clausola, concordata esplicitamente in fase contrattuale, che riconosce al soggetto finanziatore il diritto di rinegoziare o revocare il credito al verificarsi degli eventi nella clausola stessa, collegando le performance economico-finanziarie del debitore ad eventi risolutivi/modificativi delle condizioni contrattuali (scadenza, tassi, ecc.).

Coverage ratio – Grado di copertura

Rappresenta la copertura percentuale della rettifica di valore a fronte dell'esposizione lorda.

Covered bond – Obbligazioni Bancarie Garantite

Speciale obbligazione bancaria che, oltre alla garanzia della banca emittente può usufruire anche della garanzia di un portafoglio di mutui ipotecari od altri prestiti di alta qualità ceduti, per tale scopo, ad un'apposita società veicolo (fattispecie disciplinata dall'art. 7-bis della Legge 130 del 30 aprile 1999).

CPPI (Constant Proportion Portfolio Insurance)

Tecnica consistente nel formare un portafoglio composto da due asset, uno non rischioso avente un certo tasso di rendimento (risk free) e uno rischioso con un rendimento considerato tendenzialmente superiore. L'obiettivo della procedura di ribilanciamento è quello di evitare che il valore del portafoglio scenda sotto un valore prefissato (floor) che cresce nel tempo al tasso risk free e coincide a scadenza con il capitale da garantire.

Credit default swap/option

Contratto col quale un soggetto, dietro pagamento di un premio, trasferisce ad un altro soggetto il rischio creditizio insito in un prestito o in un titolo, al verificarsi di un determinato evento legato al deterioramento del grado di solvibilità del debitore (nel caso della option occorre anche l'esercizio del diritto da parte dell'acquirente dell'opzione).

Credit derivatives – Derivati sul rischio di credito

Contratti derivati che hanno come sottostante il merito creditizio di un determinato emittente/prenditore, misurato da un'agenzia di rating o comunque definito sulla base di criteri oggettivi, allo scopo di trasferire rischi creditizi. La principale funzione dei derivati sul rischio di credito consiste nella possibilità di gestire il rischio di credito associato ad una determinata attività (obbligazione e/o prestito) senza che l'attività stessa venga ceduta. Inoltre permettono di scindere il rischio di credito (possibilità che il debitore cada in default e non adempia ai propri pagamenti) di una determinata attività, da altre tipologie di rischio, quale ad esempio il rischio di interesse (possibilità che i tassi di mercato si muovano in direzione svantaggiosa per il creditore).

Credit enhancement

Tecniche e strumenti utilizzati dagli emittenti per migliorare il rating delle loro emissioni (costituzione di depositi a garanzia, concessione di linee di liquidità, ecc.).

Credit-linked notes

Assimilabili a titoli obbligazionari emessi dall'acquirente di protezione o da una società veicolo i cui detentori (venditori di protezione) – in cambio di un rendimento pari alla somma del rendimento di un titolo di pari durata e del premio ricevuto per la copertura del rischio di credito – assumono il rischio di perdere (totalmente o parzialmente) il capitale a scadenza ed il connesso flusso di interessi al verificarsi di un determinato evento.

Credit risk adjustment

Tecnica che mira ad evidenziare la penalizzazione dovuta al merito creditizio della controparte ed utilizzata nella determinazione del fair value degli strumenti finanziari derivati non quotati.

Credit spread option

Contratto col quale l'acquirente di protezione si riserva il diritto, dietro il pagamento di un premio, di riscuotere dal venditore di protezione una somma dipendente dalla differenza positiva, tra lo spread di mercato e quello fissato nel contratto, applicata al valore nozionale dell'obbligazione.

Cross selling

Attività finalizzata alla fidelizzazione della clientela tramite la vendita di prodotti e servizi tra loro integrati.

CRM – Credit Risk Mitigation

Tecniche utilizzate dagli enti per ridurre il rischio di credito associato alle esposizioni da essi detenute.

CRP – Country Risk Premium

Premio per il rischio Paese; esprime la componente del costo del capitale volta a remunerare specificamente il rischio implicito di un definito Paese (ossia il rischio connesso all'instabilità economico-finanziaria, politica e valutaria).

CSA – Credit Support Annex

Documento tramite il quale le controparti che negoziano uno strumento derivato over the counter stabiliscono i termini di contribuzione e trasferimento delle garanzie sottostanti al fine di mitigare il rischio di credito nel caso di posizione "in the money" dello strumento stesso. Tale documento, sebbene non obbligatorio ai fini della transazione, rappresenta una delle quattro componenti che contribuiscono alla definizione del Master Agreement secondo gli standard stabiliti dalla ISDA ("Internation Swaps and Derivatives Association").

Data di riclassificazione

Primo giorno del primo periodo di riferimento successivo al cambiamento del modello di business che ha comportato la riclassificazione delle attività finanziarie.

Default

Identifica la condizione di dichiarata impossibilità ad onorare i propri debiti e/o il pagamento dei relativi interessi.

Delta

Valore riferito ad un'opzione che esprime la sensibilità del prezzo del titolo sottostante. Nelle opzioni call il delta è positivo, poiché all'aumentare del prezzo del titolo sottostante, il prezzo dell'opzione aumenterà. Nel caso di un'opzione put il delta è negativo, in quanto un rialzo del prezzo del titolo sottostante genera una riduzione nel prezzo dell'opzione.

Derivati embedded o incorporati

I derivati embedded o incorporati sono clausole (termini contrattuali) incluse in uno strumento finanziario, che producono effetti uguali a quelli di un derivato autonomo.

Desk

Generalmente identifica una unità operativa presso la quale è accentrata una particolare attività.

Detenute per la negoziazione – (HFT - Held For Trading)

Attività o passività finanziarie che soddisfano una delle condizioni seguenti:

  • sono acquisite o sostenute principalmente al fine di essere vendute o riacquistate a breve;
  • al momento della rilevazione iniziale sono parte di un portafoglio di strumenti finanziari identificati che sono gestiti insieme e per i quali è provata l'esistenza di una recente ed effettiva strategia rivolta all'ottenimento di un utile nel breve periodo;
  • sono derivati diversi da quelli posti in essere quale strumento di copertura designato ed efficace.

Domestic Currency Swap

Contratto regolato in euro il cui effetto economico è uguale a quello di un acquisto o di una vendita a termine di una divisa in cambio di valuta nazionale. Alla data di scadenza viene regolato in euro il differenziale fra il cambio a termine implicito nel contratto ed il cambio corrente a pronti.

Duration

Costituisce un indicatore del rischio di tasso d'interesse a cui è sottoposto un titolo o un portafoglio obbligazionario. Nella sua configurazione più frequente è calcolato come media ponderata delle scadenze dei pagamenti per interessi e capitale associati ad un titolo obbligazionario.

EAD – Exposure At Default

Relativa alle posizioni in o fuori bilancio, è definita come la stima del valore futuro di un'esposizione al momento del default del debitore. Sono legittimate a stimare l'EAD solo le banche che soddisfano i requisiti per l'adozione dell'approccio AIRB (vedi). Per le altre è necessario fare riferimento alle stime regolamentari.

ECAI – External Credit Assessment Institution

Agenzia esterna per la valutazione del merito di credito.

ECL – Expected Credit Loss (Perdita attesa su crediti)

L'adozione del principio contabile IFRS 9 ha determinato la revisione della modalità di determinazione delle rettifiche di valore su crediti, passando da un concetto di perdita subita (Incurred Credit Loss) ad uno di perdita attesa (Expected Credit Loss, ECL). La quantificazione delle svalutazioni avviene attraverso l'inclusione di scenari prospettici e differisce in funzione del deterioramento della qualità creditizia, con orizzonte temporale ad 1 anno per le posizioni classificate nello Stadio 1 e su tutta la vita (lifetime ECL) dello strumento per quelle incluse negli Stadi 2 e 3.

EHQLA – Extremely High Quality Liquid Asset

Attività vincolate che sono nozionalmente ammissibili alla qualifica di attività aventi una liquidità e una qualità creditizia elevatissima; le EHQLA e le HQLA vincolate nozionalmente ammissibili sono le attività elencate agli articoli 11, 12 e 13 del regolamento delegato (UE) 2015/61 della Commissione.

Embedded value

Trattasi di una misura del valore intrinseco di una compagnia di assicurazione vita. Viene calcolato come somma del patrimonio netto rettificato e dei flussi attualizzati rappresentativi dei margini reddituali lungo il periodo di durata residua del portafoglio polizze in essere al momento della valutazione.

Eonia (Euro overnight index average)

Media ponderata dei tassi overnight comunicati alla BCE da un campione di banche operanti nell'area dell'Euro. Dal 2 ottobre 2019 il tasso Eonia è stato calcolato come €STR (Euro Short-Term Rate, tasso di interesse overnight per i mercati monetari in euro) incrementato di 8,5 punti base. L'Eonia, calcolato secondo questa metodologia, è stato pubblicato fino al 3 gennaio del 2022. Successivamente è stato sostituito in via definitiva da €STR addizionato di uno spread fisso pari a 8,5 bps, quantificati e ufficializzati dalla stessa BCE sulla base di evidenze storiche.

ERP (Equity Risk Premium)

Premio per il rischio richiesto dagli investitori nel mercato di riferimento, ovvero il rendimento atteso in eccesso rispetto alle attività prive di rischio. Ai fini dell'impairment test dell'avviamento, ISP utilizza quello calcolato con criterio storico (media geometrica del periodo 1928-2021 della differenza fra i rendimenti azionari e quelli risk free) dalla New York University-Stern School of Business.

ETD – Exchange Trade Derivatives

Contratti derivati standard (futures e opzioni su diverse tipologie di sottostanti) scambiati su mercati regolamentati.

EVA – Economic Value Added

L'indicatore misura il valore creato (se positivo) o distrutto (se negativo) dalle imprese. A differenza degli altri parametri che misurano le performance aziendali, l'EVA è calcolato al netto del costo del capitale di rischio, cioè dell'investimento effettuato dagli azionisti.

Factoring

Contratto di cessione di crediti commerciali attivato da società specializzate, ai fini di gestione e d'incasso, al quale, di norma, può associarsi un finanziamento a favore del cedente.

Fair value

È il corrispettivo al quale un'attività potrebbe essere scambiata o una passività estinta, in una libera transazione tra parti consapevoli ed indipendenti.

Fair value hedge

È la copertura dell'esposizione al rischio di variazione del fair value di una posta di bilancio.

Fair Value Option (FVO)

La Fair Value Option costituisce un'opzione per la classificazione di uno strumento finanziario. Attraverso l'esercizio dell'opzione anche uno strumento finanziario non derivato e non detenuto con finalità di trading può essere valutato al fair value con imputazione a conto economico.

Fairness/Legal opinion

Parere rilasciato, su richiesta, da esperti di riconosciuta professionalità e competenza, in merito alla congruità delle condizioni economiche e/o alla legittimità e/o agli aspetti tecnici di una determinata operazione.

Fattore "g" (tasso di crescita "g")

Rappresenta il fattore utilizzato per la proiezione in perpetuità dei flussi finanziari ai fini del cosiddetto "Terminal value".

FIFO: First In First Out

Criterio utilizzato per il riconoscimento a conto economico delle perdite attese (ECL) imputate su un titolo, al momento della sua vendita.

Filtri prudenziali

Nell'ambito delle modalità di calcolo del patrimonio di vigilanza, correzioni apportate alle voci di bilancio, allo scopo di salvaguardare la qualità del patrimonio di vigilanza stesso e di ridurne la potenziale volatilità indotta dall'applicazione dei principi contabili internazionali "IAS/IFRS".

Fondi comuni armonizzati

Fondi comuni rientranti nell'ambito della direttiva CEE 20.12.1985, n. 611, e successive modificazioni, caratterizzati dalla forma aperta, dalla possibilità dell'offerta al pubblico delle quote e da taluni limiti agli investimenti. Con riferimento a questi ultimi si ricorda, tra l'altro, l'obbligo di investire prevalentemente in strumenti finanziari quotati.

Forward Rate Agreement – Forwards

Contratti a termine su tassi di interesse, cambi o indici azionari, generalmente trattati su mercati over the counter, nei quali le condizioni vengono fissate al momento della stipula, ma la cui esecuzione avverrà ad una data futura predeterminata, mediante la ricezione od il pagamento di differenziali calcolati con riferimento a parametri diversi a seconda dell'oggetto del contratto.

Front office

Il complesso delle strutture operative destinate ad operare direttamente con la clientela.

Funding

Approvvigionamento, sotto varie forme, dei fondi necessari al finanziamento dell'attività aziendale o di particolari operazioni finanziarie.

Future

Contratti a termine standardizzati, con cui le parti si impegnano a scambiarsi, a un prezzo predefinito e a una data futura, valori mobiliari o merci. Tali contratti di norma sono negoziati su mercati organizzati, dove viene garantita la loro esecuzione. Nella pratica, i future su valori mobiliari spesso non implicano lo scambio fisico del sottostante valore.

FVTOCI (FVOCI) – Fair Value Through Other Comprehensive Income

Modalità di rilevazione delle variazioni del fair value delle attività finanziarie nell'ambito del prospetto della redditività complessiva (quindi nel patrimonio netto) e non nel conto economico.

FVTPL – Fair Value Through Profit and Loss

Modalità di rilevazione delle variazioni del fair value degli strumenti finanziari con contropartita nel conto economico.

GBV (Gross Book Value)

Valore contabile di un credito considerato al lordo delle rettifiche di valore.

Global custody

Complesso integrato di servizi comprendente, oltre alla custodia dei titoli, lo svolgimento delle attività di carattere amministrativo relative al regolamento titoli, incassi e pagamenti, banca depositaria, gestione della liquidità non investita, nonché varie forme di reporting sulla performance del portafoglio.

GMSLA – Global Master Securities Lending Agreement

Trattasi di contratti di marginazione utilizzati per la mitigazione del rischio di controparte in operazioni di prestito titoli.

GMRA – Global Master Repurchase Agreement

Trattasi di contratti di marginazione utilizzati per la mitigazione del rischio di controparte in operazioni di pronti contro termine.

Goodwill

Identifica l'avviamento pagato per l'acquisizione di una interessenza partecipativa.

Governance

Identifica l'insieme degli strumenti e delle norme che regolano la vita societaria con particolare riferimento alla trasparenza dei documenti e degli atti sociali ed alla completezza dell'informativa al mercato.

Grandfathering

Periodo di transizione per l'entrata a regime della nuova composizione dei fondi propri secondo Basilea 3 ed altre disposizioni di minore rilevanza. In particolare ha riguardato l'esclusione graduale dai fondi propri dei vecchi strumenti ammessi nel patrimonio di vigilanza da Basilea 2 e non più contemplati da Basilea 3.

Greca

Identifica la situazione di maggiore o minore sensibilità con la quale un contratto derivato, tipicamente un'opzione, reagisce a variazioni di valore del sottostante o di altri parametri di riferimento (tipicamente le volatilità implicite, i tassi di interesse, i prezzi azionari, i dividendi, le correlazioni).

Hedge accounting

Regole relative alla contabilizzazione delle operazioni di copertura.

Hedge fund

Fondo comune di investimento che impiega strumenti di copertura allo scopo di raggiungere un risultato migliore in termini di rapporto tra rischio e rendimento.

HQLA (High Quality Liquid Asset)

Attività vincolate che sono nozionalmente ammissibili alla qualifica di attività aventi una liquidità e una qualità creditizia elevata; le EHQLA e le HQLA vincolate nozionalmente ammissibili sono le attività elencate agli articoli 11, 12 e 13 del regolamento delegato (UE) 2015/61 della Commissione.

IAS/IFRS

I principi IAS (International Accounting Standards) sono emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB), organismo responsabile dell'emanazione dei principi contabili internazionali. I principi emanati successivamente al luglio 2002 sono denominati IFRS (International Financial Reporting Standards).

ICAAP – Internal Capital Adequacy Assessment Process

La disciplina del "Secondo Pilastro" richiede alle banche di dotarsi di processi e strumenti di Internal Capital Adequacy Assessment Process, (ICAAP) per determinare il livello di capitale interno adeguato a fronteggiare ogni tipologia di rischio, anche diversi da quelli presidiati dal requisito patrimoniale complessivo ("Primo Pilastro"), nell'ambito di una valutazione dell'esposizione, attuale e prospettica, che tenga conto delle strategie e dell'evoluzione del contesto di riferimento.

IFRS-IC (International Financial Reporting Standards Interpretations Committee)

Comitato dello IASB che statuisce le interpretazioni ufficiali dei principi contabili internazionali IAS/IFRS.

IMA – Internal Models Approach (Metodo dei modelli interni)

Approccio per calcolare il requisito di capitale per il rischio di mercato utilizzando i modelli interni.

IMM – Internal Model Method

Metodo per il calcolo delle Exposure At Default (vedi), nell'ambito delle valutazioni sul rischio di controparte, tramite modelli interni basati sul concetto di Expected Positive Exposure.

Impairment

Con riferimento ad un'attività finanziaria, si individua una situazione di impairment quando il valore di bilancio di tale attività è superiore alla stima dell'ammontare recuperabile della stessa.

Ai sensi dello IAS 36 debbono essere sottoposte annualmente ad impairment test:

  • le attività immateriali a vita utile indefinita;
  • l'avviamento acquisito in un'operazione di aggregazione aziendale;
  • qualsiasi attività, se esiste un'indicazione che possa aver subito una riduzione di valore.

Il test d'impairment consiste nella stima del valore recuperabile (che è il maggiore fra il suo fair value dedotti i costi di vendita e il suo valore d'uso) di un'attività o di un gruppo di attività.

Imposte (attività e passività fiscali) differite

Le passività fiscali differite sono gli importi delle imposte sul reddito dovute negli esercizi futuri riferibili alle differenze temporanee imponibili.

Le attività fiscali differite sono gli importi delle imposte sul reddito recuperabili negli esercizi futuri riferibili a:

  • a) differenze temporanee deducibili;
  • b) riporto a nuovo di perdite fiscali non utilizzate; e
  • c) riporto a nuovo di crediti d'imposta non utilizzati.

Le differenze temporanee sono le differenze tra il valore contabile di un'attività o di una passività nello Stato patrimoniale e il suo valore riconosciuto ai fini fiscali. Le differenze temporanee possono essere:

a) differenze temporanee imponibili, cioè differenze temporanee che, nella determinazione del reddito imponibile (perdita fiscale) di esercizi futuri, si tradurranno in importi imponibili quando il valore contabile dell'attività o della passività sarà realizzato o estinto;

b) differenze temporanee deducibili, cioè differenze temporanee che, nella determinazione del reddito imponibile (perdita fiscale) di esercizi futuri, si tradurranno in importi deducibili quando il valore contabile dell'attività o della passività sarà realizzato o estinto.

Index linked

Polizze, anche vita, la cui prestazione a scadenza dipende dall'andamento di un parametro di riferimento che può essere un indice azionario, un paniere di titoli o un altro indicatore. La polizza può prevedere la garanzia di un capitale o di un rendimento minimo.

Internal dealing

Coloro che esercitano funzioni di amministrazione, di controllo o di direzione (i soggetti rilevanti) di un emittente quotato, nonché le persone a loro strettamente legate, devono notificare il compimento di operazioni su strumenti finanziari quotati emessi dalla società o su strumenti derivati e ad essi collegati e devono rispettare le restrizioni ad operare su tali strumenti, nei termini previsti dall'art. 19 del Regolamento (UE) n. 596/2014, relativo agli abusi di mercato (c.d. MAR) e dalla normativa delegata (Regolamenti (UE) n. 2016/522 e n. 2016/523).

La normativa europea ha integrato quanto previsto dall'art. 114 comma 7 del D. Lgs. n.58/1998 (Testo Unico della Finanza) relativamente all'obbligo di comunicare le operazioni su titoli per coloro che detengano almeno il 10% del capitale sociale di un emittente quotato e per le persone loro strettamente legate.

Intraday

Si definisce come tale un'operazione di investimento/disinvestimento effettuata nel corso della stessa giornata di contrattazione di un titolo. Il termine è anche impiegato con riferimento a prezzi quotati durante la giornata.

Investimenti immobiliari

Si intendono gli immobili posseduti per ricavarne reddito e/o beneficiare dell'incremento di valore.

Investment grade

Termine utilizzato con riferimento a titoli obbligazionari di alta qualità che hanno ricevuto un rating (vedi) medio-alto (ad esempio non inferiore a BBB- nella scala di S&P Global).

IRC – Incremental Risk Charge

Massima perdita potenziale del portafoglio di trading dovuta a un upgrade/downgrade e fallimento degli emittenti, riferita a un orizzonte temporale annuale, con intervallo di confidenza pari al 99,9%.

IRS – Interest Rate Swap

Contratto che prevede lo scambio di flussi tra le controparti su un determinato nozionale con tasso fisso/variabile o variabile/variabile.

ISDA – International Swaps and Derivatives Association

Associazione dei partecipanti al mercato dei derivati over the counter. Ha sede a New York e ha creato un contratto standardizzato per concludere transazioni in derivati.

Joint venture

Accordo tra due o più imprese per lo svolgimento di una determinata attività economica attraverso, solitamente, la costituzione di una società per azioni.

Junior

In una operazione di cartolarizzazione è la tranche più subordinata dei titoli emessi, che sopporta per prima le perdite che si possono verificare nel corso del recupero delle attività sottostanti.

Ke (Cost of Equity)

Costo del capitale proprio, è il rendimento minimo richiesto per investimenti di pari rischiosità.

Ke – g

Differenza fra il tasso di attualizzazione dei flussi e il tasso di crescita di lungo periodo; a parità di flussi se tale differenza diminuisce si incrementa il value in use.

LCR – Liquidity Coverage Ratio

Requisito prudenziale finalizzato ad assicurare che una banca mantenga un livello adeguato di attività liquide di elevata qualità non vincolate che possano essere convertite in contanti per soddisfare il suo fabbisogno di liquidità nell'arco di 30 giorni di calendario in condizioni di forte stress. Il coefficiente di copertura della liquidità è pari al rapporto tra le riserve di liquidità e deflussi netti di liquidità nell'arco di un periodo di stress di 30 giorni di calendario.

LDA – Loss Distribution Approach

Metodo di valutazione quantitativa del rischio operativo mediante analisi attuariale dei singoli eventi di perdita interni ed esterni; per estensione, con il termine Loss Distribution Approach si intende anche il modello di calcolo del capitale storico per Unità di Business.

Lead manager – Bookrunner

Capofila del sindacato di emissione di un prestito obbligazionario; tratta col debitore, è responsabile della scelta dei "co-lead manager" e degli altri membri del sindacato di garanzia d'accordo col debitore stesso; definisce le modalità dell'operazione, ne gestisce l'esecuzione (quasi sempre impegnandosi a collocare sul mercato la quota più importante) e tiene la contabilità (bookrunner); oltre al rimborso delle spese e alle normali commissioni, percepisce per questa sua funzione una commissione particolare.

LGD – Loss Given Default

Rappresenta la percentuale di credito che si stima essere irrecuperabile in caso di default del debitore.

LTV – Loan to Value Ratio

Rappresenta il rapporto tra l'ammontare del mutuo ed il valore del bene per il quale viene richiesto il finanziamento o il prezzo pagato dal debitore per acquisire la proprietà.

Il LTV è la misura di quanto pesano i mezzi propri impiegati dal debitore per l'acquisto del bene sul valore del bene posto a garanzia del finanziamento. Maggiore è la percentuale espressa dal LTV, minori sono i mezzi propri del debitore impiegati per l'acquisto del bene, minore è la protezione di cui gode il creditore.

M–Maturity

Vita residua di un'esposizione, calcolata secondo regole prudenziali. Per le banche autorizzate all'uso di rating interni viene considerata esplicitamente se si adotta il metodo avanzato, mentre viene fissata a 2,5 anni in caso di utilizzo dell'approccio di base.

Macro-hedging

Utilizzo di macro-coperture. Procedura di copertura mediante un unico prodotto derivato per diverse posizioni.

Mark to Market

Processo di valutazione di un portafoglio di titoli o altri strumenti finanziari sulla base dei prezzi espressi dal mercato.

Market dislocation

Turbolenza nei mercati finanziari caratterizzata da forte diminuzione degli scambi con difficoltà a reperire prezzi significativi su infoproviders specializzati.

Market making

Attività finanziaria svolta da intermediari specializzati il cui compito è quello di garantire liquidità e spessore al mercato, sia attraverso la loro presenza continuativa sia mediante la loro funzione di guida competitiva nella determinazione dei prezzi.

Market neutral

Strategie di operatività in titoli finalizzate ad immunizzare i relativi portafogli dal rischio connesso alle variazioni di mercato.

Mark-down

Differenza tra euribor a 1 mese e tasso sui conti correnti di famiglie e imprese.

Mark-up

Differenza tra tasso applicato al complesso di famiglie ed imprese sui finanziamenti con durata inferiore ad un anno e l'euribor a 1 mese.

Merchant banking

Sotto questa accezione sono ricomprese le attività di sottoscrizione di titoli – azionari o di debito – della clientela corporate per il successivo collocamento sul mercato, l'assunzione di partecipazioni azionarie a carattere più permanente ma sempre con l'obiettivo di una successiva cessione, l'attività di consulenza aziendale ai fini di fusioni e acquisizioni o di ristrutturazioni.

Mezzanine

In una operazione di cartolarizzazione, è la tranche con grado di subordinazione intermedio tra quello della tranche junior e quello della tranche senior.

Monoline

Compagnie assicuratrici che, in cambio di una commissione, garantiscono il rimborso di determinate emissioni obbligazionarie. Nate negli anni '70 per assicurare le emissioni degli enti locali contro l'insolvenza, i loro servizi sono stai poi particolarmente apprezzati per le emissioni di prodotti finanziari complessi: la struttura e le attività sottostanti tali emissioni sono infatti spesso estremamente problematiche; con l'intervento delle monoline, le porzioni di debito garantite da quest'ultime divengono molto più semplici da valutare e più appetibili per gli investitori avversi al rischio, in quanto il rischio di insolvenza viene assunto dall'assicurazione.

NAV – Net Asset Value

È il valore della quota in cui è frazionato il patrimonio del fondo.

NBV – Net Book Value

Valore contabile di un credito considerato al netto delle rettifiche di valore.

Non Performing Exposure (NPE) – Non Performing Loan (NPL)

Termini utilizzati per indicare i crediti deteriorati, ovvero crediti ad andamento non regolare. Al contrario il termine performing si riferisce ad esposizioni creditizie con andamento regolare.

I crediti deteriorati sono classificati in tre categorie:

  • (i) sofferenze: crediti la cui totale riscossione non è certa poiché i soggetti debitori si trovano in stato di insolvenza (anche non accertato giudizialmente) o in situazioni sostanzialmente equiparabili;
  • (ii) inadempienze probabili (unlikely to pay): esposizioni diverse dalle sofferenze per le quali la banca valuta improbabile, senza il ricorso ad azioni quali l'escussione delle garanzie, che il debitore adempia integralmente alle sue obbligazioni creditizie (in linea capitale e/o interessi), a prescindere dalla presenza di eventuali rate o importi scaduti e non pagati;
  • (iii) crediti scaduti e/o sconfinanti (past due): esposizioni scadute e/o sconfinanti da oltre 90 giorni e che superano una prefissata soglia di materialità.

L'EBA ha inoltre introdotto un'ulteriore categoria, trasversale rispetto alle precedenti, ovvero quella delle esposizioni che siano state oggetto di misure di tolleranza/concessioni (forbearance). Tali esposizioni possono essere sia crediti deteriorati (forborne non performing) sia in bonis (forborne performing). Le misure di tolleranza consistono in concessioni nei confronti di un debitore che si trovi o sia in procinto di trovarsi in difficoltà a rispettare i propri impegni finanziari ("difficoltà finanziarie") e comprendono ad esempio la rinegoziazione dei termini del contratto o il rifinanziamento totale/parziale del debito.

NSFR – Net Stable Funding Ratio

Requisito prudenziale finalizzato a promuovere un maggiore ricorso alla raccolta stabile, evitando che l'operatività a medio e lungo termine possa dare luogo ad eccessivi squilibri da finanziare a breve termine. Il requisito è pari al rapporto tra il finanziamento stabile a disposizione dell'ente e il finanziamento stabile richiesto all'ente ed è espresso in percentuale.

OIS – Overnight Indexed Swap

Contratto che prevede lo scambio del flusso netto derivante dalla differenza tra un tasso di interesse fisso e uno variabile applicata su un capitale di riferimento. Il tasso fisso è stabilito all'inizio del contratto, quello variabile è determinato alla scadenza ed è pari alla media, con capitalizzazione composta, dei tassi giornalieri overnight rilevati nel periodo di durata del contratto.

Option

Rappresenta il diritto, ma non l'impegno, acquisito col pagamento di un premio, di acquistare (call option) o di vendere (put option) uno strumento finanziario ad un prezzo determinato (strike price) entro (American option) oppure ad (European option) una data futura determinata.

O-SII (Other Sistemically Important Institutions)

Trattasi di Istituzioni la cui rilevanza sistemica, riferita sostanzialmente al rischio sistemico che possono generare in caso di fallimento, non è definita a livello globale ma a livello territorialmente più ristretto, ad esempio. a livello di un singolo Paese. Le O-SII devono mantenere una riserva di capitale (buffer) in percentuale delle proprie esposizioni complessive ponderate per il rischio. Nel contesto italiano le O-SII sono identificate dalla Banca d'Italia che, ai sensi delle disposizioni della direttiva CRD IV (Direttiva 2013/36/UE), è tenuta a spiegare i criteri della scelta i quali devono rispettare le linee guida dell'EBA.

A differenza delle precedenti, le G-SII (Global Sistemically Important Institutions) sono Istituzioni a rilevanza sistemica globale. La metodologia per individuare e classificare le G-SII nelle diverse sottocategorie è definita nel Regolamento Delegato UE/2014/1222 della Commissione Europea. La classificazione prevede in totale cinque sottocategorie di G-SII, in ordine crescente di rilevanza sistemica cui sono associate percentuali crescenti di riserve di capitale da mantenere a regime.

OTC – Over The Counter

Definizione relativa ad operazioni concluse direttamente tra le parti, senza utilizzare un mercato organizzato.

Outsourcing

Ricorso ad attività di supporto operativo effettuate da società esterne.

Glossario

Packages

Strategia costituita da un asset in formato funded il cui rischio di credito è coperto da un credit default swap specificatamente negoziato. Se presenti, gli eventuali rischi di tasso e cambio possono essere coperti con derivati finanziari.

PD – Probability of Default

Rappresenta la probabilità che, su un orizzonte temporale di un anno o pari alla vita attesa dello strumento finanziario, il debitore vada in default.

Plain vanilla (derivati)

Prodotti il cui prezzo dipende da quello dello strumento sottostante, che è quotato sui mercati regolamentati.

POCI - Purchased or Originated Credit Impaired Asset

Attività deteriorate acquisite o originate per le quali al momento dell'iscrizione in bilancio vanno rilevate le perdite attese lungo tutta la vita del credito e sono automaticamente classificate nello Stage 3.

Prestiti sindacati (Syndicated lending)

Prestiti organizzati e garantiti da un consorzio (pool) di banche ed altre istituzioni finanziarie.

Pricing

In senso lato, si riferisce generalmente alle modalità di determinazione dei prezzi degli strumenti finanziari e/o dei costi dei prodotti e servizi offerti dalla Banca.

Prime Broker

Il Prime Broker è un intermediario finanziario su scala internazionale che opera come agente nel processo di settlement (liquidazione delle posizioni) effettuando le transazioni finanziarie disposte dal gestore con la massima riservatezza. Il Prime Broker, inoltre, svolge un ruolo di finanziatore del gestore, concedendo linee di credito e prestando i titoli necessari per dar luogo a vendite allo scoperto e acquisendo direttamente idonee garanzie a fronte del credito erogato al fondo. Contemporaneamente il Prime Broker opera uno stringente controllo sulle esposizioni di rischio dell'hedge fund (vedi), al fine di assicurare condizioni di stabilità finanziaria. Tra i servizi svolti vi sono altresì quelli di detenzione e deposito delle disponibilità liquide e dei valori mobiliari del fondo, la cura del processo di compensazione e liquidazione nonché la registrazione di tutte le operazioni di mercato.

Private banking

Attività diretta a fornire alla clientela primaria gestione di patrimoni, consulenza e servizi personalizzati.

Private equity

Attività mirata all'acquisizione di interessenze partecipative ed alla loro successiva cessione a controparti specifiche, senza collocamento pubblico.

Programma di emissione di commercial paper garantiti da attività (asset-backed commercial paper programme) o "programma ABCP"

Programma di cartolarizzazione i cui titoli assumono in prevalenza la forma di commercial paper garantiti da attività con durata originaria pari o inferiore ad un anno, come definito dal Regolamento (UE) 2017/2402.

Project finance

Tecnica con la quale si finanziano progetti industriali sulla base di una previsione dei flussi di cassa generati dagli stessi. L'esame si fonda su una serie di valutazioni che si discostano da quelle generalmente poste in essere per l'analisi dei rischi creditizi ordinari. Dette valutazioni includono, oltre all'analisi dei flussi di cassa, l'esame tecnico del progetto, l'idoneità degli sponsor che si impegnano a realizzarlo, i mercati di distribuzione del prodotto.

Rating

Valutazione della qualità di una società o delle sue emissioni di titoli di debito sulla base della solidità finanziaria della società stessa e delle sue prospettive. Tale valutazione viene eseguita da agenzie specializzate o dalla banca sulla base di modelli interni.

Real estate (finance)

Operazioni di finanza strutturata nel settore degli immobili.

Retail

Fascia di clientela che comprende principalmente i privati, i professionisti, gli esercenti e gli artigiani.

Risk-free

Rendimento di investimenti privi di rischio: per le CGU Italia e per i Paesi della CGU Banche estere con prospettive "normali" di sviluppo è stato adottato il rendimento dei Bund a 10 anni, mentre per i Paesi con prospettive "elevate" di sviluppo è stato utilizzato il rendimento dei Bund a 30 anni.

Risk Management

Attività di acquisizione, misurazione, valutazione e gestione globale delle varie tipologie di rischio e delle relative coperture.

RMBS – Residential Mortgage-Backed Securities

Titoli (ABS) emessi nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione di crediti garantiti da ipoteche su immobili aventi natura residenziale.

ROE – Return On Equity

Esprime la redditività del capitale proprio in termini di utile netto. È l'indicatore di maggior interesse per gli azionisti in quanto consente di valutare la redditività del capitale di rischio.

RTS – Regulation Technical Standards

Norme tecniche di Regolamentazione.

RWA – Risk Weighted Assets

Attività per cassa e fuori bilancio (derivati e garanzie) classificate e ponderate in base a diversi coefficienti legati ai rischi, ai sensi delle normative prudenziali emanate dagli organi di vigilanza per il calcolo dei coefficienti di solvibilità.

Scoring

Sistema di analisi della clientela aziendale che si concretizza in un indicatore ottenuto sia dall'esame dei dati di bilancio sia dalla valutazione delle previsioni di andamento settoriale, analizzati sulla base di metodologie di carattere statistico.

Senior/super senior

In un'operazione di cartolarizzazione è la tranche con il maggiore grado di privilegio in termini di priorità di remunerazione e rimborso.

Sensitivity

Identifica la situazione di maggiore o minore sensibilità con la quale determinate attività o passività reagiscono a variazioni dei tassi o di altri parametri di riferimento.

Servicer

Nelle operazioni di cartolarizzazione è il soggetto che – sulla base di un apposito contratto di servicing – continua a gestire i crediti o le attività cartolarizzate dopo che sono state cedute alla società veicolo incaricata dell'emissione dei titoli.

SGR – Società di gestione del risparmio

Società per azioni alle quali è riservata la possibilità di prestare congiuntamente il servizio di gestione collettiva e individuale di patrimoni. In particolare, esse sono autorizzate a istituire fondi comuni di investimento, a gestire fondi comuni di propria o altrui istruzione, nonché patrimoni di Sicav, e a prestare il servizio di gestione su base individuale di portafogli di investimento.

SICR – Significant Inrease in Credit Risk (Incremento significativo del rischio di credito)

Criterio utilizzato per verificare il passaggio di stage: se il rischio di credito dello strumento finanziario è significativamente aumentato dopo la rilevazione iniziale, le rettifiche di valore sono pari alle perdite attese lungo tutta la vita dello strumento (lifetime ECL). La banca stabilisce che si è verificato un incremento significativo del rischio di credito sulla base di evidenze qualitative e quantitative:

  • la variazione (oltre soglie determinate) della probabilità di default (PD) lifetime rispetto al momento dell'iscrizione iniziale in bilancio dello strumento finanziario. Si tratta di una valutazione effettuata adottando un criterio "relativo", che si configura come il "driver" principale;
  • l'eventuale presenza di uno scaduto che, ferme restando le soglie di significatività identificate dalla normativa, risulti tale da almeno 30 giorni. In presenza di tale fattispecie, in altri termini, la rischiosità creditizia dell'esposizione si ritiene presuntivamente "significativamente incrementata" e, dunque, ne consegue il "passaggio" nello stage 2 (ove l'esposizione precedentemente fosse ricompresa nello stage 1);
  • l'eventuale presenza di misure di forbearance, che sempre in via presuntiva comportano la classificazione delle esposizioni tra quelle il cui rischio di credito risulta "significativamente incrementato" rispetto all'iscrizione iniziale;
  • per le banche appartenenti al perimetro estero, infine, sono considerati ai fini del passaggio tra stage e ove opportuno anche alcuni degli indicatori dei sistemi di monitoraggio del credito specificatamente utilizzati da ciascuna banca. Il riferimento, in particolare, è alle c.d. "watch-list", ovvero a quei sistemi di monitoraggio del credito che – sulla base della qualità creditizia attuale della controparte debitrice – ricomprendono all'interno di un determinato range le esposizioni in bonis al di sopra di un determinato livello di rischiosità.

SPE/SPV

La Special Purpose Entity o Special Purpose Vehicle è una società appositamente costituita da uno o più soggetti per lo svolgimento di una specifica operazione. Le SPE/SPV, generalmente, non hanno strutture operative e gestionali proprie ma si avvalgono di quelle dei diversi attori coinvolti nell'operazione.

Speculative grade

Termine col quale si identificano gli emittenti con rating basso (per esempio, inferiore a BBB- nella scala di S&P Global).

SPPI (Solely Payment of Principal and Interest) Test

È uno dei due (l'altro è il "business model") criteri, o driver di classificazione dai quali dipende la classificazione delle attività finanziarie ed il criterio di valutazione. L'obiettivo del SPPI test è individuare gli strumenti, definibili come "basic lending arrangement" ai sensi del principio, i cui termini contrattuali prevedono a determinate date flussi finanziari rappresentati unicamente da pagamenti di capitale e dell'interesse sull'importo del capitale da restituire. Le attività con caratteristiche contrattuali diverse da quelle SPPI devono essere obbligatoriamente valutate al FVTPL (vedi).

Spread

Con questo termine di norma si indicano la differenza tra due tassi di interesse, lo scarto tra le quotazioni denaro e lettera nelle contrattazioni in titoli o la maggiorazione che l'emittente di valori mobiliari riconosce in aggiunta ad un tasso di riferimento.

SRT – Significant Risk Transfer

L'ente cedente in una cartolarizzazione tradizionale può escludere le esposizioni sottostanti dal calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio se un rischio di credito significativo associato alle esposizioni sottostanti è stato trasferito a terzi. In base all'articolo 244 del Regolamento (UE) 2017/2401 vi è un trasferimento significativo del rischio di credito in uno dei seguenti casi: (i) gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio delle posizioni verso la cartolarizzazione mezzanine detenute dall'ente cedente nella cartolarizzazione non superano il 50% degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio di tutte le posizioni verso la cartolarizzazione mezzanine della cartolarizzazione; (ii) se non vi sono posizioni verso la cartolarizzazione mezzanine, l'ente cedente non detiene più del 20% del valore dell'esposizione del segmento prime perdite nella cartolarizzazione. Condizioni similari per un significativo trasferimento del rischio mediante protezione del credito di tipo reale o di tipo personale sono previste anche per le cartolarizzazioni sintetiche in base all'articolo 245 del Regolamento (UE) 2017/2401.

Stage 1 (Stadio 1)

Rappresenta gli strumenti finanziari il cui rischio di credito non si è incrementato significativamente rispetto alla data di rilevazione iniziale. Per questi strumenti finanziari viene contabilizzata una perdita attesa pari ad un anno.

Stage 2 (Stadio 2)

Rappresenta gli strumenti finanziari il cui rischio di credito si è incrementato significativamente rispetto alla data di rilevazione iniziale. Per questi strumenti finanziari viene contabilizzata una perdita attesa lifetime.

Stage 3 (Stadio 3)

Rappresenta gli strumenti finanziari deteriorati/in default. Per questi strumenti finanziari viene contabilizzata la perdita attesa lifetime.

Stakeholders

Soggetti che, a vario titolo, interagiscono con l'attività dell'impresa, partecipando ai risultati, influenzandone le prestazioni, valutandone l'impatto economico, sociale e ambientale.

Stock option

Termine utilizzato per indicare le opzioni offerte a manager di una società, che consentono di acquistare azioni della società stessa sulla base di un prezzo di esercizio predeterminato (strike price).

Stress test

Procedura di simulazione utilizzata al fine di misurare l'impatto di scenari di mercato estremi sull'esposizione complessiva al rischio della Banca.

Structured export finance

Operazioni di finanza strutturata nel settore del finanziamento all'esportazione di beni e servizi.

Strumenti finanziari quotati in un mercato attivo

Uno strumento finanziario è considerato come quotato su un mercato attivo se le quotazioni, che riflettono normali operazioni di mercato, sono prontamente e regolarmente disponibili tramite Borse, Mediatori, Intermediari, Società del settore, servizi di quotazione o enti autorizzati, e tali prezzi rappresentano effettive e regolari operazioni di mercato verificatesi sulla base di un normale periodo di riferimento.

Subprime

Non esiste una definizione univoca di "mutui subprime". In sintesi, si classificano come subprime i mutui erogati a soggetti con merito creditizio basso, o per una cattiva storia del credito (mancati pagamenti, transazioni sul debito o sofferenze) o per elevato rapporto rata/reddito o ancora per un alto rapporto Loan to Value (LTV).

Per contro sono considerati "prime" i mutui in cui sia i criteri utilizzati per l'erogazione del finanziamento (LTV, debt-to income, ecc.) che la qualità (storia) della controparte sono sufficientemente conservativi per considerare l'erogazione effettuata di "alta qualità" (dal punto di vista della controparte) e di basso profilo di rischio.

Swaps

Operazioni consistenti, di norma, nello scambio di flussi finanziari tra operatori secondo diverse modalità contrattuali. Nel caso di uno swap di tassi d'interesse, le controparti si scambiano flussi di pagamento indicizzati o meno a tassi d'interesse, calcolati su un capitale nozionale di riferimento (ad esempio: una controparte corrisponde un flusso sulla base di un tasso fisso, l'altra sulla base di un tasso variabile). Nel caso di uno swap di valute, le controparti si scambiano specifici ammontari di due diverse valute, restituendoli nel tempo secondo modalità predefinite che possono riguardare sia il capitale nozionale sia i flussi indicizzati dei tassi d'interesse.

Tasso di interesse effettivo

Il tasso di interesse effettivo è il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri del credito, per capitale ed interesse, all'ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti al credito. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi lungo la vita residua attesa del credito.

Tax rate

Aliquota fiscale effettiva, determinata dal rapporto tra le imposte sul reddito e l'utile ante imposte.

Terminal value

Valore di un'impresa al termine del periodo di previsione analitica dei flussi; viene calcolato moltiplicando il flusso di cassa analitico dell'ultimo periodo per (1 + g) e dividendo tale importo per (Ke-g) (vedi).

Tier 1

Il Capitale di classe 1 (Tier 1) comprende il Capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) e il Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 - AT1).

Tier 1 ratio

È il rapporto tra il Capitale di classe 1 (Tier 1, vedi) e il totale delle attività ponderate per il rischio (RWA, vedi).

Tier 2

Il Capitale di Classe 2 (Tier 2) è composto principalmente dalle passività subordinate computabili e dalle eventuali eccedenze delle rettifiche di valore rispetto alle perdite attese (excess reserve) per le posizioni ponderate secondo i metodi AIRB (vedi). Anche per gli strumenti subordinati che non rispettano i requisiti previsti dalle nuove disposizioni normative di Basilea 3 sono previste specifiche disposizioni transitorie (grandfathering, vedi), volte all'esclusione graduale dai Fondi propri (in un arco temporale di 8 anni) degli strumenti non più computabili.

Time value

Variazione del valore finanziario di uno strumento in relazione al diverso orizzonte temporale in corrispondenza del quale saranno disponibili od esigibili determinati flussi monetari.

Total capital ratio

Indice di patrimonializzazione riferito al complesso degli elementi costituenti i Fondi propri (Tier 1 e Tier 2, vedi). È rappresentato dal rapporto fra i Fondi propri e il totale della attività ponderate per il rischio (RWA, vedi).

Total return swap

Contratto che prevede l'impegno di una parte, di solito proprietaria del titolo o credito di riferimento, a pagare periodicamente ad un investitore (venditore di protezione) i flussi generati, per capitale ed interessi, dall'attività stessa. Per contro, l'investitore si obbliga a corrispondere un tasso variabile nonché l'eventuale deprezzamento dell'attività rispetto alla data di stipula del contratto.

Trading book

Solitamente riferito a titoli o comunque a strumenti finanziari in genere, identifica la parte di tale portafoglio destinato all'attività di negoziazione.

Trustee (Immobiliari)

Veicoli immobiliari.

Underwriting (commissione di)

Commissione percepita dalla banca in via anticipata sulla base dell'assunzione del rischio di sottoscrizione a fronte di un finanziamento.

Valore d'uso

È il valore attuale dei flussi finanziari futuri che si prevede abbiano origine da un'attività o da un'unità generatrice di flussi finanziari.

Valutazione collettiva dei crediti in bonis

Con riferimento ad un gruppo omogeneo di attività finanziarie ad andamento regolare, la valutazione collettiva definisce la misura del rischio di credito potenzialmente insito nelle stesse, pur non essendo ancora possibile la sua riconduzione ad una specifica posizione.

VaR – Value at Risk

Valore che indica la massima perdita possibile su un portafoglio per effetto dell'andamento del mercato, con una certa probabilità ed ipotizzando che le posizioni richiedano un determinato periodo di tempo per il relativo smobilizzo.

Vega

Coefficiente che misura la sensibilità del valore di un'opzione in rapporto ad un cambiamento (aumento o diminuzione) della volatilità.

Vintage

Termine utilizzato per indicare l'anzianità degli NPE/NPL (vedi). Da intendersi anche come data di genesi del collaterale sottostante la cartolarizzazione, quale fattore importante per giudicare la rischiosità di tale collaterale.

Vita attesa

Si riferisce alla massima vita contrattuale e prende in considerazione pagamenti anticipati attesi, estensioni, opzioni call e similari. Le eccezioni sono costituite da certi strumenti finanziari revolving come carte di credito, scoperti di conto, che includono sia componenti utilizzate che inutilizzate per le quali la possibilità contrattuale della banca di chiedere il rimborso e annullare le linee inutilizzate non limita l'esposizione a perdite su crediti al periodo contrattuale. La vita attesa di queste linee di credito è la loro vita effettiva. Quando i dati non sono sufficienti o le analisi non definitive, può essere considerato un fattore "maturity" per riflettere la vita stimata sulla base di altri casi sperimentati o casi analoghi di concorrenti. Non sono prese in considerazione future modifiche contrattuali nel determinare la vita attesa o "Exposure At Default" (vedi) finché non si verificano.

Warrant

Strumento negoziabile che conferisce al detentore il diritto di acquistare dall'emittente o di vendere a quest'ultimo titoli a reddito fisso o azioni secondo precise modalità.

Waterfall

Caratteristica di Cashflow projection di un CDO considerata nel processo di pricing di tali prodotti di credito strutturati per la modellizzazione dei flussi e per la loro allocazione. Essa definisce in che ordine le varie tranche saranno rimborsate nel caso in cui falliscano i Test previsti per la verifica del rapporto di Overcollateralizzazione e di copertura degli interessi.

What-if

Forma di analisi in cui si cerca di definire quale possa essere la reazione di determinate grandezze al variare di parametri di base.

Wholesale banking

Attività orientata prevalentemente verso operazioni di rilevante importanza concluse con primarie controparti.

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Approvazione del Resoconto intermedio al 30 settembre 2022: 4 novembre 2022

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