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Zucchi

Quarterly Report Mar 22, 2016

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Quarterly Report

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VINCENZO ZUCCHI S.P.A.

Via Legnano, 24 – 20127 Rescaldina (MI) Codice Fiscale e Partita IVA 00771920154 Numero REA MI 443968 Capitale sociale Euro 7.546.782,57

Resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2015 – Terzo trimestre 2015

Il presente documento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 10 marzo 2016, è messo a disposizione del pubblico presso la sede della società, sul sito internet della Società www.gruppozucchi.com, nonché presso il meccanismo di stoccaggio centralizzato gestito da Computershare (****) in data 22 marzo 2016.

ORGANI SOCIALI

Consiglio di Amministrazione

Presidente Angelo Turi

Amministratori Paolo Pedersoli Barbara Adami Lami Miriam Denise Caggiano Patrizia Polliotto Giuseppe Fornari Giovanni Battista Vacchi

Deleghe conferite:

Al Presidente Angelo Turi spetta la rappresentanza legale della Società. Restano attribuiti al Consiglio di Amministrazione tutti gli altri poteri.

Dirigente preposto

Stefano Crespi

Collegio Sindacale

Sindaci effettivi Marcello Romano - Presidente Micaele Fonini Scaranari Chiara

Sindaci Supplenti Fabio Carusi Michele Altamore Alessandra Di Nasso

Revisori contabili indipendenti

KPMG S.p.A.

INDICE

ORGANI SOCIALI 2
ANDAMENTO GESTIONALE 4
PROSPETTI CONTABILI CONSOLIDATI RICLASSIFICATI 16
AREA E PRINCIPI DI CONSOLIDAMENTO, PRINCIPI CONTABILI E CRITERI DI VALUTAZIONE 31
ATTESTAZIONE DEL RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE 33

ANDAMENTO GESTIONALE

Andamento del
Gruppo
Nei primi nove mesi dell'esercizio 2015 il Gruppo Zucchi ha conseguito ricavi consolidati
pari a 66.729 migliaia di Euro con una riduzione del 5,2% rispetto all'analogo periodo
dell'esercizio precedente rideterminato.
Il fatturato al 30 settembre 2015 della Business Unit "Zucchi e Filiali" è diminuito del 5,7%
rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente risentendo dell'indebolimento del
mercato interno soprattutto nei canali della grande distribuzione e in quello promozionale.
La Business Unit "Mascioni e filiali", riclassificata nelle Discontinued operation, ha diminuito
il fatturato del 20,6% rispetto all'esercizio precedente.
I risultati conseguiti al 30 settembre
2015
evidenziano, rispetto allo stesso periodo
dell'esercizio precedente
rideterminato, miglioramenti in termini di incidenza
dei costi
operativi per effetto degli interventi
posti
in essere
dal management e finalizzati alla
riduzione dei costi.
Nonostante la riduzione del fatturato, le politiche di riduzione dei costi operativi hanno
consentito di non peggiorare ulteriormente l'EBIT; infatti il margine delle attività operative
migliora rispetto al corrispondente periodo dell'esercizio precedente rideterminato. Al 30
settembre 2015 l'EBIT è negativo per 11.582 migliaia di Euro, registrando un decremento
di
1.384
migliaia
di
Euro,
rispetto
allo
stesso
periodo
dell'esercizio
precedente
rideterminato,
a
fronte
dell'aumento
degli
oneri
e
(proventi)
non
ricorrenti
e
di
ristrutturazione ammontanti a 5.795 migliaia di Euro al 30 settembre 2015 (rispetto ai 188
migliaia di Euro dei prime nove mesi dell'esercizio precedente rideterminato).
L'incremento
degli oneri finanziari
netti, che passano da
1.109
migliaia
di Euro
dell'esercizio precedente rideterminato a 2.276 migliaia di Euro al 30 settembre 2015, è
principalmente dovuto alle differenze cambio che sono negative per 1.198 migliaia di Euro
al 30 settembre 2015, mentre erano positive per 193 migliaia di Euro nel corrispondente
periodo 2014 rideterminato
Rapporti
infragruppo e
con parti
correlate
Per quanto concerne le operazioni effettuate con parti correlate, ivi comprese le operazioni
infragruppo, si precisa che le stesse non sono qualificabili né come atipiche né come
inusuali, rientrando nel normale corso di attività delle società del Gruppo. Dette operazioni
sono regolate a condizioni di mercato, tenuto conto delle caratteristiche dei beni e dei
servizi prestati.
Situazione
patrimoniale
della
Capogruppo,
In data 4 febbraio 2015, il Consiglio di Amministrazione della Vincenzo Zucchi S.p.A., a
seguito di una preliminare analisi dei dati di bilancio al 31 dicembre 2014, ha constatato la
sussistenza della fattispecie prevista dall'art. 2447 cod.civ
iniziative per il
risanamento
della gestione e
Il Consiglio di Amministrazione ha, pertanto, convocato l'Assemblea Straordinaria affinché
potessero essere assunti i provvedimenti ai sensi dell'art. 2447 cod. civ
per il
mantenimento
delle condizioni
In data 20 aprile 2015, l'Assemblea degli Azionisti ha preso atto del fatto che le banche
finanziatrici hanno manifestato una disponibilità di massima ad accogliere la proposta di
di continuità
aziendale
ristrutturazione dei debiti, senza però averla ancora definitivamente ed interamente
approvata e, pertanto, senza ancora consentire alla Vincenzo Zucchi S.p.A., prima della
data dell'assemblea straordinaria, il deposito, con gli effetti di cui all'art. 182 sexies della
legge Fallimentare, del ricorso ex art. 182-bis, sesto comma, della Legge Fallimentare tale
da determinare, nel periodo di tempo intercorrente fra tale deposito e l'omologazione
dell'accordo di ristrutturazione del debito ex art. 182-bis della Legge Fallimentare, la
sospensione degli effetti dell'art. 2447 cod.civ
L'Assemblea ha, pertanto, preso atto del fatto che sussistono i presupposti per il deposito,
ai sensi dell'art. 182 sexies della legge Fallimentare, del ricorso ex art. 161, sesto comma,
della Legge Fallimentare, e che, ove gli accordi con le banche finanziatrici non divengano
efficaci e non vengano eseguiti, gli amministratori si attiveranno per convocare una
apposita assemblea straordinaria.
Per ogni ulteriore informazione si rinvia al paragrafo sulla Continuità aziendale.
Continuità
aziendale
Vengono richiamate le parti del bilancio in cui sono descritte le attività del Gruppo, insieme
con i fattori che verosimilmente ne influenzeranno il futuro sviluppo, la performance
economica, la posizione finanziaria, i flussi di cassa, la liquidità e i finanziamenti, gli
obiettivi del Gruppo, le sue politiche e i processi di gestione del capitale, gli obiettivi di
gestione dei rischi finanziari, i dettagli degli strumenti finanziari e delle attività di copertura
e la propria esposizione ai rischi di credito e di liquidità.
Il Gruppo ha chiuso
il periodo
al 30 giugno 2015
(ultima situazione assoggettata a
revisione contabile) con una perdita di circa 10,1 milioni di Euro, un patrimonio netto totale
negativo per circa
31,2 milioni di Euro (comprensivo di tale perdita) ed una posizione
finanziaria netta consolidata negativa di circa 73,7 milioni di Euro.
La Capogruppo aveva chiuso l'esercizio al 31 dicembre 2014 con una perdita di circa 33,0
milioni di Euro, un patrimonio netto negativo per circa 27,6 milioni di Euro (comprensivo di
tale perdita) ed una posizione finanziaria netta negativa di circa 92,7 milioni di Euro. La
perdita d'esercizio conseguita dalla Capogruppo nell'esercizio 2014 era maturata, oltre che
dalla riduzione del fatturato che non ha generato sufficiente margine utile alla copertura dei
costi di struttura, anche per effetto delle svalutazioni
della partecipazione detenuta in
Mascioni e del finanziamento concesso alla controllata di diritto brasiliano per la quale era
stata decisa la
dismissione dei punti vendita. La perdita conseguita dalla Capogruppo
aveva determinato la ricorrenza della fattispecie di cui all'articolo 2447 del codice civile.
Con riferimento alle perdite realizzate nell'esercizio 2014, il Consiglio di Amministrazione
proporrà all'Assemblea di deliberare, in una successiva assemblea, la riduzione del
capitale sociale ex art. 2447, senza modificare il numero delle azioni in circolazione, con
una contestuale operazione di aumento di capitale riservato di 10 milioni di Euro, come
definito nell'accordo di ristrutturazione sottoscritto con le banche finanziatrici in data 23
dicembre 2015, di cui si dirà successivamente.
La Capogruppo si è impegnata in attività e processi di natura straordinaria al fine di
perseguire il risanamento della gestione.
Alla luce dei risultati non positivi di un primo accordo di ristrutturazione, sottoscritto ai sensi
dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha stipulato in data 21
marzo 2013 con Banca Imi S.p.A., Unicredit S.p.A., Intesa San Paolo S.p.A., Banca di
Legnano S.p.A. (ora Banca Popolare di Milano s.c.a.r.l.), Banca Popolare di Bergamo
S.p.A., Banco Popolare soc. coop., Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. e Unicredit
Factoring S.p.A. un secondo Accordo di Ristrutturazione, omologato in data 4 giugno 2013.
La prima data di valutazione dei covenants relativi all'Accordo di Ristrutturazione era quella

del 31 dicembre 2014. La situazione economica dei mercati in cui opera la Vincenzo Zucchi S.p.A. ed i risultati economici conseguiti non hanno consentito il rispetto degli obiettivi di tale accordo. Le principali ragioni del mancato adempimento dell'Accordo di Ristrutturazione, asseverato ai sensi dell'art. 67, comma 3, lettera d) della Legge Fallimentare, in data 18 marzo 2013 dal Dr. Franco Carlo Papa, devono essere certamente ricondotte all'attuale congiuntura economica e del mercato di riferimento, ma soprattutto alla difficoltà della Capogruppo di rispondere in modo sufficientemente rapido ed efficace alla stessa stante anche il ritardo nella realizzazione di alcuni investimenti per effetto dello slittamento dell'aumento di capitale, previsto in tale accordo, rispetto alle tempistiche previste nel piano industriale di cui all'accordo di ristrutturazione sottoscritto nel mese di marzo 2013.

In tale scenario, i risultati conseguiti negli esercizi 2013 e 2014, sono stati negativamente influenzati dal differente mix produttivo di prodotti Buy (si riferisce ad approvvigionamenti di prodotti finiti e come tali già disponibili per la vendita al consumatore finale) rispetto a quelli Make (si riferisce a prodotti realizzati attraverso l'ausilio di terzisti esterni nonché delle unità produttive del gruppo) che ha determinato una maggiore incidenza del costo del venduto rispetto ai valori previsti nel piano industriale di cui all'Accordo di Ristrutturazione, dal differente mix di vendite rispetto al piano, nonché dalle mutate prospettive di alcune aree di business (a seguito del perdurare della crisi del mercato e, non per ultimo, del ritardo nella realizzazione di alcuni investimenti per effetto dello slittamento dell'aumento di capitale rispetto alle tempistiche previste nel piano industriale di cui all'accordo di ristrutturazione sottoscritto nel mese di marzo 2013).

Alla luce di tale situazione di oggettiva difficoltà, la Vincenzo Zucchi S.p.A., esaminando nel dettaglio le criticità ha predisposto un nuovo piano industriale, basato su un sostanziale cambiamento del modello di business sottostante (che considera l'evoluzione delle dinamiche dei consumi incidendo sull'architettura dell'offerta, le logiche distributive e di goto-market, le modalità di approvvigionamento, la riduzione dei costi di struttura), sottoponendo quindi ai creditori un nuovo accordo di ristrutturazione che mira al raggiungimento di un risanamento della Società e quindi di un concreto soddisfacimento degli stessi, pur nella considerazione del protrarsi di una situazione di mercato avverso.

La prospettata violazione al 31 dicembre 2014 di alcuni obblighi finanziari (covenants) previsti nell'accordo di ristrutturazione, sottoscritto con le banche finanziatrici in data 21 marzo 2013, e l'avvenuto mancato pagamento della rata di rimborso di detto accordo in scadenza al 31 dicembre 2014, hanno determinato la possibilità che le banche finanziatrici si avvalessero, tra gli altri, del diritto a richiedere il rimborso anticipato dell'utilizzo delle linee di credito in essere.

La Capogruppo ha avviato già dallo scorso mese di luglio 2014 delle negoziazioni con le banche finanziatrici. Nel corso delle discussioni la Capogruppo e le banche finanziatrici hanno sempre considerato negli accordi di ristrutturazione ex art. 182-bis Legge Fallimentare lo strumento più idoneo a regolamentare gli impegni che saranno assunti a sostegno del nuovo accordo di ristrutturazione. A tale riguardo, va precisato che l'efficacia degli impegni che verranno assunti nell'ambito degli accordi sarà subordinata al passaggio in giudicato del decreto di omologazione degli Accordi stessi da parte del Tribunale competente.

Nelle more della revisione del piano economico-finanziario, la Vincenzo Zucchi S.p.A., in accordo con le Banche Finanziatrici, ha inoltrato, in data 30 ottobre 2014, una richiesta di Stand Still a valere sull'accordo di ristrutturazione del debito ai sensi dell'art. 182-bis L.F. stipulato in data 21 marzo 2013 al fine di garantire il mantenimento delle linee di credito accordate e dallo stesso disciplinate. Le Banche Finanziatrici non hanno mai formalmente dato seguito alla suddetta richiesta concedendo, in tal modo, uno Stand Still di fatto alla Società.

In data 20 aprile 2015, l'Assemblea degli Azionisti della Vincenzo Zucchi S.p.A., riunita in seduta straordinaria per assumere gli opportuni provvedimenti stante la situazione di cui

all'art. 2447 del codice civile, ha preso atto della manifestata disponibilità delle banche
finanziatrici a proseguire nel dialogo finalizzato alla ristrutturazione dei debiti nonché alla
definizione della correlata manovra finanziaria.

Al fine di porre le condizioni per poter addivenire alla formalizzazione di un accordo di ristrutturazione con le banche finanziatrici ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di procedere al deposito del ricorso ex art. 161, sesto comma, della Legge Fallimentare, determinando, nel periodo di tempo intercorrente fra tale deposito e l'omologazione dell'accordo di ristrutturazione del debito ex art. 182-bis della Legge Fallimentare, l'inapplicabilità dell'art. 2447 cod. civ. e l'inoperatività della causa di scioglimento di cui all'art. 2484, n. 4, codice civile.

Alla luce della summenzionata delibera, l'Assemblea ha disposto di rinviare ogni decisione sui provvedimenti ex art. 2447 codice civile, consentendo, nelle more, alla Capogruppo di addivenire ad un nuovo accordo di ristrutturazione del debito ai sensi dell'art. 182-bis della Legge Fallimentare.

In data 23 aprile 2015 la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha depositato, presso il Tribunale competente, la domanda di ammissione alla procedura ex art. 161, sesto comma, R.D. 267/1942.

In questo contesto la Società ha beneficiato degli effetti protettivi del patrimonio previsti dalla normativa applicabile che hanno consentito alla Vincenzo Zucchi S.p.A. di proseguire, in piena continuità, nella propria attività commerciale nell'interesse della propria clientela e del mercato, focalizzandosi anche sul processo di definizione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti.

In data 24 aprile 2015, il Tribunale di Busto Arsizio ha concesso alla Vincenzo Zucchi S.p.A. un termine di 120 giorni per il deposito della proposta del nuovo accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell'art. 182-bis Legge Fallimentare, o della proposta del piano, e della documentazione di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.

Alla luce della suddetta situazione patrimoniale e finanziaria, la Capogruppo ha conferito mandato ad un advisor, già dallo scorso mese di febbraio, per la ricerca di soggetti finanziari o industriali che siano interessati ad investire nella Vincenzo Zucchi S.p.A. e nel Gruppo. Tale decisione è stata assunta anche per contribuire al rafforzamento patrimoniale e finanziario della Società ed eventualmente agevolare la negoziazione con le Banche Finanziatrici.

L'individuazione di un potenziale investitore, industriale o finanziario, avrebbe consentito di agevolare la manovra con le banche finanziatrici non richiedendo il finanziamento di Euro 10 milioni, previsto nel piano di risanamento, consentendo cosi una più celere conclusione dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario.

In data 5 agosto 2015, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha inoltrato una richiesta di proroga del concordato in bianco a causa della complessità delle attività di ristrutturazione in corso che procedevano positivamente verso gli obiettivi del piano in corso di asseverazione.

In data 7 agosto 2015, il Tribunale di Busto Arsizio concedeva alla Vincenzo Zucchi S.p.A. un ulteriore termine di 60 giorni per il deposito della proposta del nuovo accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell'art. 182-bis Legge Fallimentare e della documentazione di cui all'articolo 161 della Legge Fallimentare.

In data 8 ottobre 2015, la società Vincenzo Zucchi S.p.A., nell'ambito del processo di risanamento in corso che prevedeva, inter alia, la ricerca di soggetti finanziari o industriali interessati ad investire nella Società e nel Gruppo, al fine di contribuire al rafforzamento patrimoniale e finanziario dell'Emittente, nonché agevolare la negoziazione con le banche finanziatrici, deliberava di accettare la proposta vincolante ricevuta da Astrance Capital

SAS concedendo un periodo di esclusiva fino alla data del deposito di un accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis L.F..

La proposta prevedeva, tra l'altro, che Astrance Capital SAS acquisisca il controllo di GB Holding S.r.l., e sottoscriva e liberi, tramite la predetta GB Holding S.r.l., un aumento di capitale riservato per euro 10 milioni.

Non essendo ancora pervenuti con le Banche Finanziatrici alla firma dell'accordo di ristrutturazione del debito, in data 27 ottobre 2015, il Tribunale di Busto Arsizio, preso atto della mancanza del deposito della proposta di concordato, del piano e della documentazione di cui ai commi 1° e 2° dell'articolo 161 L.F ovvero di un ricorso per l'omologazione di accordo di ristrutturazione ai sensi dell'art. 182-bis L.F., dichiarava inammissibile il ricorso di cui all'articolo 161, comma 6, della L.F.

Solo in data 23 dicembre 2015, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha sottoscritto un accordo di ristrutturazione del debito bancario al quale hanno aderito il pool di banche creditrici composto da Unicredit S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Banca Popolare di Milano S.c.a.r.l., Banca Popolare di Bergamo S.p.A. nonché Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., Astrance Capital S.A.S., GB Holding S.r.l. e Gianluigi Buffon.

L'accordo di ristrutturazione del debito bancario prevede:

  • la costituzione di una SPV alla quale la Società conferirà il ramo d'azienda costituito da: (a) una parte, pari ad Euro 30.000.000,00 (trenta milioni) (il "Debito Trasferito"), del debito della Società nei confronti delle banche finanziatrici, risultante al 30 settembre 2015 (la "Data di Riferimento"); (b) gli immobili di proprietà della Società ubicati a Isca Pantanelle, Notaresco, Casorezzo, Vimercate e Rescaldina (gli "Immobili") ed ogni rapporto agli stessi connesso; nonché (c) i rapporti con cinque dipendenti della Società (il "Ramo d'Azienda"). In alternativa al conferimento del Ramo d'Azienda in una SPV, la Società potrà decidere di conferire gli Immobili in un fondo d'investimento alternativo immobiliare di gradimento delle Banche Finanziatrici con contestuale accollo del Debito Trasferito da parte del fondo stesso ed integrale liberazione della Società da ogni obbligo relativo al Debito Trasferito;

  • che, in aggiunta a quanto precede, la SPV riconoscerà alle Banche Finanziatrici un ammontare pari al 75% (settantacinque per cento) dell'importo dei proventi netti derivanti dalla vendita degli Immobili ed eccedenti il Debito Trasferito (l'"Earn-Out Immobiliare");

  • che la parte di Debito Trasferito che non sia stata rimborsata con la vendita degli Immobili sarà oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile;

  • che, nell'ambito dell'operazione, la SPV stipulerà con la Società un contratto di locazione avente ad oggetto l'immobile sito in Rescaldina a fronte della corresponsione di un canone annuo pari ad Euro 1 (uno) milione, eventualmente incrementato per un importo pari al costo dei dipendenti trasferiti con il Ramo d'Azienda, nell'ipotesi in cui la Società optasse in effetti per il trasferimento del Ramo di azienda.

  • che la differenza tra l'esposizione complessiva nei confronti delle Banche Finanziatrici alla Data di Riferimento ed il Debito Trasferito nonché gli interessi maturati e maturandi, ai sensi dei contratti originari (il "Debito Residuo"), ammontante complessivamente a circa 49 milioni di Euro, saranno oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile con effetto dalla data di efficacia dell'accordo di ristrutturazione.

Peraltro, sulla base di separati accordi con la Società, il socio GB Holding S.r.l. ovvero l'investitore Astrance Capital SAS si sono impegnati a riconoscere alle Banche Finanziatrici un Earn-Out calcolato in funzione dell'IRR (interest return rate) realizzato da Astrance/GBH sull'investimento pari ad Euro 10 milioni e suddiviso tra le Banche Finanziatrici, pro quota, in base alla somma tra il Debito Residuo e le linee di credito autoliquidanti concesse.

  • la conferma o la concessione, a seconda dei casi, alla Società delle linee di credito autoliquidanti da parte delle Banche Finanziatrici, per un importo massimo complessivo cumulato pari ad Euro 17.538.00,00 subordinatamente alla stipula, entro la data di omologa definitiva dell'accordo di ristrutturazione, da parte della Società di polizze
assicurative a garanzia della validità ed esigibilità dei propri crediti commerciali oggetto di
anticipazione e/o sconto a valere sulle suddette linee di credito autoliquidanti (le "Linee di
Credito Autoliquidanti").
- il rilascio, da parte della Società, di alcune dichiarazioni e garanzie ed il rispetto da parte
della stessa di alcuni parametri finanziari (Patrimonio Netto ed Indebitamento Finanziario
Consentito) e di obblighi di fare e non fare tipici per operazioni di ristrutturazione del debito.
I suddetti obblighi resteranno efficaci sino alla successiva tra (i) la data di sostituzione delle
Linee di Credito Autoliquidanti ed il rimborso di ogni somma dovuta a titolo di anticipazione
dei crediti commerciali effettuata ai sensi dell'accordo di ristrutturazione e (ii) il 31 dicembre
2017, salvo per alcuni parametri che resteranno efficaci sino alla scadenza dell'Accordo di
Ristrutturazione, ossia la data che cade il giorno successivo al 6° mese all'ultimo
pagamento dovuto in base all'accordo stesso ed il 31 dicembre 2020.
L'accordo in oggetto scadrà in data 31 dicembre 2020.
Le previsioni dell'accordo di ristrutturazione, ad eccezione di quelle relative alla
concessione delle Linee di Credito Autoliquidanti, si applicheranno, ai sensi dell'articolo
182-septies della Legge Fallimentare, anche a Banco Popolare S.C.
L'efficacia
dell'accordo
è
subordinata
al
passaggio
in
giudicato
del
decreto
di
omologazione dello stesso nonché ad altre condizioni sospensive tipiche per operazioni di
ristrutturazione (quali, la consegna alle banche finanziatrici di alcuni documenti societari e
l'inesistenza di eventi che possano avere un effetto significativo pregiudizievole sulla
Società e la sua attività).
Si evidenzia che l'esperto Prof. Maurizio Dallocchio ha già rilasciato, ai sensi dell'art. 182
bis del R.D. 16 marzo 1942 n. 267 e successive modificazioni, l'attestazione in merito
all'attuabilità
dell'accordo
di
ristrutturazione
dei
debiti,
con
particolare
riferimento
all'idoneità dello stesso ad assicurare l'integrale pagamento dei creditori estranei
all'accordo.
La Società si è attivata affinché l'accordo di ristrutturazione venga depositato per
l'omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio ai sensi dell'art. 182 bis e septies
della L.F., essendo l'accordo subordinato, tra l'altro, al passaggio in giudicato del decreto
di omologa.
La ristrutturazione del debito prevede altresì la deliberazione di un aumento di capitale
sociale di Zucchi pari ad Euro 10.000.000,00 (l'"Aumento di Capitale Zucchi") con
esclusione del diritto di opzione e riservato a GBH, ovvero ad una società di nuova
costituzione la quale sarà controllata da Astrance e partecipata per una quota di minoranza
anche da GBH e nella quale sarà trasferita la partecipazione detenuta da GBH in Zucchi
(la "Newco"). L'Aumento di Capitale Zucchi è garantito da un impegno da parte di Astrance
ad effettuare un investimento pari ad Euro 10.000.000 in GBH, ovvero in Newco, necessrio
alla sottoscrizione e liberazione dell'Aumento di Capitale
Zucchi in denaro, anche
eventualmente, per una parte mediante compensazione con il credito derivante da
eventuali erogazioni effettuate ai sensi dell'articolo 182-quater, commi 2 e 3, della Legge
Fallimentare, che GBH si è già impegnata ad effettuare per un importo pari ad Euro 2
milioni al fine di sopperire ad eventuali fabbisogni di cassa della Società nel tempo
decorrente tra la data di deposito del ricorso ex articoli 182-bis e septies della Legge
Fallimentare e quella dell'omologazione dell'accordo di ristrutturazione.
In questa prospettiva ha predisposto un piano industriale (relativo al periodo 2015-2020),
finalizzato ad enucleare un percorso di ristrutturazione e rilancio della società, teso a
recuperare redditività e capacità di generare cassa con la gestione operativa, nonché a
migliorare la gestione finanziaria.
La suddetta manovra
finanziaria
supporta il nuovo piano industriale, approvato dal
Consiglio di Amministrazione della Vincenzo Zucchi S.p.A. in data 17 dicembre 2015. Il
menzionato piano prevede una nuova proposizione commerciale ("power of one"), da
realizzarsi mediante la razionalizzazione dell'offerta, il riposizionamento dei marchi in ottica
di maggiore complementarietà e la conversione in doppia-insegna ("Zucchi" e "Bassetti")

dei punti vendita. Il percorso si sviluppa in due fasi successive, con l'obiettivo di ottimizzare il trade-off tra una sufficiente generazione di cassa nell'orizzonte considerato e il riposizionamento dei marchi al fine di garantire la continuità aziendale nel lungo termine.

La prima fase, relativa al periodo compreso tra il 2015 e il 2017, può definirsi di "turnaround" ed è caratterizzata dalla semplificazione dell'offerta, dalla razionalizzazione dei punti vendita (attraverso la chiusura di quelli che si trovano in una situazione di perdita strutturale), da iniziative volte alla stabile riduzione del costo del venduto (nobilitazione e confezionamento) e dei costi operativi (anche con revisione dell'organico), nonché dalla chiusura della filiale brasiliana (già avvenuta nel mese di luglio 2015).

La seconda fase (2017-2020) è invece di "sviluppo" ed è destinata a tradursi nella maggiore complementarietà dei marchi (grazie all'eliminazione delle sovrapposizioni sui posizionamenti di prezzo) e nell'uscita della Zucchi dal canale promozionale, con l'obiettivo di procedere al riposizionamento sulla fascia alta; il tutto in un contesto di crescita sui mercati esteri (anche grazie alla prevista accelerazione di quello cinese), che potrà essere sfruttata mediante l'instaurazione di adeguati rapporti negoziali con distributori locali e con lo sviluppo del business delle licenze attive.

In data 23 dicembre 2015 è stata altresì notificata alla Società da parte del Pubblico Ministero istanza di fallimento ex articolo 7, n.1 della Legge Fallimentare con udienza di comparizione fissata per il 2 febbraio 2016. In tale udienza, il Tribunale di Busto Arsizio, preso atto dell'avvenuto deposito dell'accordo di ristrutturazione, ha sospeso l'efficacia dell'istanza di fallimento.

L'istanza sopra menzionata, che si colloca in linea consequenziale al decreto di inammissibilità del ricorso di cui all'articolo 161, comma 6, della L.F. precedentemente depositato dalla Società, non è idonea ad inficiare il processo di ristrutturazione, in quanto il deposito del ricorso ex articolo 182-bis e septies della Legge Fallimentare ed il successivo provvedimento omologativo saranno idonei a far venir meno il presupposto oggettivo dello stato di insolvenza, come posto a base dell'istanza di fallimento, ed a rendere possibile il rigetto della stessa.

Contestualmente alla sottoscrizione dell'accordo di ristrutturazione, Gianluigi Buffon ("GB") e GB Holding S.r.l. ("GBH") hanno comunicato che, nel contesto dello stesso accordo, hanno raggiunto un'intesa con Astrance Capital SAS ("Astrance"), in forza della quale Astrance acquisirà indirettamente il controllo della Società.

In particolare, l'intesa prevede:

  • un impegno di Astrance a costituire una società di diritto italiano ("NewCo"), controllata da Astrance medesima;

  • l'impegno di GB a cedere ad Astrance, che si impegna ad acquistare direttamente o tramite NewCo, le azioni Zucchi detenute (pari al 22,284% del capitale sociale);

  • un impegno di GBH a cedere ad Astrance, che si impegna ad acquistare per sé o per persona da nominare, le azioni Zucchi detenute (pari al 33,978% del capitale sociale) a fronte dell'attribuzione a GBH di una quota del 15% di NewCo;

  • il riconoscimento da parte di Astrance a GBH di un'opzione di vendita della partecipazione da questa detenuta in NewCo, opzione che potrà essere esercitata a partire dal 30 giugno 2020 e sino al 31 dicembre 2020;

  • il riconoscimento da parte di GBH ad Astrance di un'opzione di acquisto della partecipazione detenuta dalla prima in NewCo, opzione che potrà essere esercitata in ogni tempo;

  • l'impegno di Astrance ad eseguire in favore di GBH un finanziamento infruttifero dell'importo complessivo di Euro 10.000.000 al fine di dotare quest'ultima società delle risorse necessarie per la sottoscrizione dell'Aumento di Capitale Zucchi ed altri impegni di Astrance funzionali a fornire a GBH i mezzi necessari per far fronte agli obblighi assunti nell'accordo di ristrutturazione.

In data 28 dicembre 2015, la Società ha proceduto al deposito della richiesta di omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio, ai sensi dell'art. 182 bis e septies della L.F., dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario stipulato lo scorso 23 dicembre 2015, nonché degli altri accordi raggiunti con alcuni fornitori della Società per il congelamento del relativo debito pari a circa Euro 3,5 milioni.

In data 2 marzo 2016, il Tribunale di Busto Arsizio ha notificato il provvedimento di omologa dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario, sottoscritto in data 23 dicembre 2015, in base all'articolo 182-bis della Legge Fallimentare.

Il provvedimento ha esteso gli effetti dell'accordo di ristrutturazione a Banco Popolare ai sensi dell'articolo 182-septies della Legge Fallimentare. Il Tribunale di Busto Arsizio ha altresì dichiarato improcedibile l'istanza di fallimento proposta con ricorso depositato in data 21 dicembre 2015 dal Pubblico Ministero.

Tale accordo, ai sensi di legge, assumerà efficacia successivamente al passaggio in giudicato del decreto di omologa, ossia trascorsi quindici giorni dalla pubblicazione dello stesso presso il Registro delle Imprese.

Con l'accoglimento da parte delle banche finanziatrici della proposta di ristrutturazione dei debiti e quindi in virtù della conseguente stipula e omologa dell'accordo di ristrutturazione e con l'esecuzione del relativo contenuto, il patrimonio netto della Società risulterà reintegrato per effetto del rafforzamento patrimoniale che deriverà dall'attuazione dell'aumento di capitale riservato nonché per effetto delle componenti economiche positive che potranno essere rilevate nel conto economico di bilancio a seguito della remissione da parte delle banche coinvolte di una porzione del loro credito (pari a circa Euro 49 milioni) ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1236 cod. civ..

Con riferimento alla società controllata Mascioni S.p.A., si segnala che in data 2 ottobre 2015, la società Vincenzo Zucchi S.p.A. ha perfezionato il trasferimento, a PHI Fund II F.C.R. DE REGIMEN SIMPLIFICADO, fondo gestito da PHI Asset Management Partners, SGECR, S.A., (di seguito "PHI"), dell'intera partecipazione detenuta nella controllata Mascioni S.p.A, per un importo complessivo di 150 mila Euro. Non si ravvisano potenziali rischi a carico della Vincenzo Zucchi S.p.A. connessi alle condizioni del contratto di vendita e derivanti dalla cessione della partecipazione.

Le parti hanno altresì concordato che, qualora, nell'ambito ed in esecuzione di un piano di concordato preventivo di Mascioni - supportato da PHI -, PHI sottoscriva, contestualmente (o successivamente) all'omologa non più impugnabile di tale piano concordatario, un aumento di capitale della Mascioni in esito al quale PHI detenga non meno del 71,65% del capitale sociale di Mascioni (post-omologa), PHI si impegnerà a far si che Mascioni rinunci, previa eventuale autorizzazione, se necessaria, degli organi della procedura del concordato preventivo di Mascioni, ad Euro 500 mila del totale del credito vantato da Mascioni nei confronti della Società (indipendentemente dal riconoscimento di tale credito al privilegio). Medesima rinuncia verrà effettuata anche nel caso in cui la Società ottenga l'omologa non più impugnabile di un piano di ristrutturazione ex articolo 182-bis della Legge Fallimentare.

Con riferimento alla realizzabilità delle iniziative sopra descritte, volte al riequilibrio economico-finanziario del Gruppo, si evidenzia l'esistenza di rilevanti incertezze che possono far sorgere dubbi significativi riguardo alla continuità aziendale tra le quali:

ß incertezze legate alla realizzabilità dei risultati delle azioni previste nel piano di risanamento, ed al raggiungimento degli obiettivi previsti nei budget/piani previsionali predisposti dalle singole controllate. Le condizioni generali dell'economia possono

influenzare le assunzioni di riferimento utilizzate per lo sviluppo di tali piani con effetti negativi e/o positivi sui risultati previsti;

  • ß esistenza di significativi importi di debiti commerciali scaduti nei confronti dei propri fornitori, alcuni anche strategici, nonché di debiti previdenziali e tributari;
  • ß esistenza di possibili fabbisogni di cassa derivanti dalla stagionalità del business, nel periodo compreso tra i mesi di maggio e settembre, in attesa che si possa perfezionare l'aumento di capitale disciplinato nell'accordo di ristrutturazione sottoscritto con le banche e vengano attivate le linee di credito autoliquidanti disciplinate nello stesso accordo;
  • ß passaggio in giudicato del provvedimento di omologa dell'accordo di ristrutturazione del debito sottoscritto con le banche creditrici in data 23 dicembre 2015 e conseguente realizzazione dell'aumento di capitale, la cui mancata esecuzione costituisce condizione risolutiva dell'accordo di ristrutturazione, nei termini e alle condizioni previste nell'accordo di ristrutturazione. La realizzazione dell'accordo di ristrutturazione consente alla Società di ripristinare il patrimonio positivo versando oggi nella fattispecie di cui all'articolo 2447 c.c..

Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, pur in presenza delle incertezze sopra descritte, dopo avere effettuato le necessarie verifiche, alla luce dei risultati delle azioni di risanamento, già poste in essere sopra descritte, e dell'accordo di ristrutturazione sottoscritto con le banche finanziatrici e omologato dal Tribunale di Busto Arsizio, ritiene che, allo stato, sussista una ragionevole aspettativa che il Gruppo e la Capogruppo possano beneficiare delle risorse finanziarie e patrimoniali necessarie per continuare l'esistenza operativa in un prevedibile futuro, così come definito dai principi contabili di riferimento e che, per queste ragioni, si possa continuare ad adottare il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio.

Obblighi
informativi ai
sensi dell'art.
114, comma 5
In ottemperanza alla richiesta avanzata dalla Consob, protocollo n. 910055189, avente ad
oggetto gli obblighi di informativa ai sensi dell'art. 114, comma 5 del D. Lgs. n. 58/1998, si
segnala quanto segue:
del D.Lgs 58 a.
il grado di rispetto di eventuali covenant, dei negative pledge e di ogni altra
clausola dell'indebitamento della Vincenzo Zucchi S.p.A. comportante limiti
all'utilizzo delle risorse finanziarie, con l'indicazione a data aggiornata del valore
assunto dai parametri di riferimento di dette clausole
In data 23 dicembre 2015 Vincenzo Zucchi S.p.A. (la "Società") ha sottoscritto un
accordo di ristrutturazione del debito bancario al quale hanno aderito il pool di banche
creditrici composto da Unicredit S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Banca Popolare di
Milano S.c.a.r.l., Banca Popolare di Bergamo S.p.A. nonché Banca Nazionale del
Lavoro S.p.A., Astrance Capital S.A.S., GB Holding S.r.l. e Gianluigi Buffon.
L'accordo di ristrutturazione del debito bancario prevede:
-
la costituzione di una SPV alla quale la Società conferirà il ramo d'azienda
costituito da: (a) una parte, pari ad Euro 30.000.000,00 (trenta milioni) (il "Debito
Trasferito"), del debito della Società nei confronti delle banche finanziatrici,
risultante al 30
settembre 2015 (la "Data di Riferimento"); (b) gli immobili di
proprietà della Società ubicati a Isca Pantanelle, Notaresco, Casorezzo, Vimercate
e Rescaldina (gli "Immobili") ed ogni rapporto agli stessi connesso; nonché (c) i
rapporti con cinque dipendenti della Società (il "Ramo d'Azienda"). In alternativa al
conferimento del Ramo d'Azienda in una SPV, la Società potrà decidere di
conferire gli Immobili in un fondo d'investimento alternativo immobiliare di
gradimento delle Banche Finanziatrici con contestuale accollo del Debito Trasferito
da parte del fondo stesso ed integrale liberazione della Società da ogni obbligo
relativo al Debito Trasferito;
-
che, in aggiunta a quanto precede, la SPV riconoscerà alle Banche Finanziatrici un
ammontare pari al 75% (settantacinque per cento) dell'importo dei proventi netti
derivanti dalla vendita degli Immobili ed eccedenti il Debito Trasferito (l'"Earn-Out
Immobiliare");
-
che la parte di Debito Trasferito che non sia stata rimborsata con la vendita degli
Immobili sarà oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo
1236 del codice civile;
-
che, nell'ambito dell'operazione, la SPV stipulerà con la Società un contratto di
locazione avente ad oggetto l'immobile sito in Rescaldina a fronte della
corresponsione di un canone annuo pari ad Euro 1 (uno) milione, eventualmente
incrementato per un importo pari al costo dei dipendenti trasferiti con il Ramo
d'Azienda, nell'ipotesi in cui la Società optasse in effetti per il trasferimento del
Ramo di azienda;
-
che la differenza tra l'esposizione complessiva nei confronti delle Banche
Finanziatrici alla Data di Riferimento ed il Debito Trasferito nonché gli interessi
maturati e maturandi, ai sensi dei contratti originari (il "Debito Residuo") saranno
oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice
civile con effetto dalla data di efficacia dell'accordo di ristrutturazione.
Peraltro,
sulla base di separati accordi con la Società, il socio GB Holding S.r.l. ovvero
l'investitore Astrance Capital SAS si sono impegnati a riconoscere alle Banche
Finanziatrici un Earn-Out calcolato in funzione dell'IRR (interest return rate)
realizzato da Astrance/GBH sull'investimento pari ad Euro 10 milioni e suddiviso
tra le Banche Finanziatrici, pro quota, in base alla somma tra il Debito Residuo e le
linee di credito autoliquidanti concesse;
  • la conferma o la concessione, a seconda dei casi, alla Società delle linee di credito autoliquidanti da parte delle Banche Finanziatrici, per un importo massimo complessivo cumulato pari ad Euro 17.538.00,00 subordinatamente alla stipula, entro la data di omologa definitiva dell'accordo di ristrutturazione, da parte della Società di polizze assicurative a garanzia della validità ed esigibilità dei propri crediti commerciali oggetto di anticipazione e/o sconto a valere sulle suddette linee di credito autoliquidanti (le "Linee di Credito Autoliquidanti");
  • il rilascio, da parte della Società, di alcune dichiarazioni e garanzie ed il rispetto da parte della stessa di alcuni parametri finanziari (Patrimonio Netto ed Indebitamento Finanziario Consentito) e di obblighi di fare e non fare tipici per operazioni di ristrutturazione del debito. I suddetti obblighi resteranno efficaci sino alla successiva tra (i) la data di sostituzione delle Linee di Credito Autoliquidanti ed il rimborso di ogni somma dovuta a titolo di anticipazione dei crediti commerciali effettuata ai sensi dell'accordo di ristrutturazione e (ii) il 31 dicembre 2017, salvo per alcuni parametri che resteranno efficaci sino alla scadenza dell'Accordo di Ristrutturazione, ossia la data che cade il giorno successivo al 6° mese all'ultimo pagamento dovuto in base all'accordo stesso ed il 31 dicembre 2020.

L'accordo in oggetto scadrà in data 31 dicembre 2020.

Le previsioni dell'accordo di ristrutturazione, ad eccezione di quelle relative alla concessione delle Linee di Credito Autoliquidanti, si applicheranno, ai sensi dell'articolo 182-septies della Legge Fallimentare, anche a Banco Popolare S.C.

L'efficacia dell'accordo è subordinata al passaggio in giudicato del decreto di omologazione dello stesso nonché ad altre condizioni sospensive tipiche per operazioni di ristrutturazione (quali, la consegna alle banche finanziatrici di alcuni documenti societari e l'inesistenza di eventi che possano avere un effetto significativo pregiudizievole sulla Società e la sua attività).

In data 28 dicembre 2015 la Società ha depositato la richiesta di omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio, ai sensi dell'art. 182 bis e septies della L.F., dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario.

Non esistono altri contratti che prevedano il rispetto di eventuali covenants, negative pledge e di ogni altra clausola dell'indebitamento.

b. l'approvazione e/o stato di avanzamento del piano di ristrutturazione del debito finanziario del gruppo Zucchi

In data 17 dicembre 2015 il Consiglio di Amministrazione della Vincenzo Zucchi S.p.A. ha approvato un nuovo piano industriale propedeutico alla ristrutturazione dell'indebitamento, da espletarsi mediante la manovra finanziaria che, unitamente all'individuazione di nuove linee strategiche sotto il profilo industriale, salvaguardi la continuità aziendale (diretta o, quantomeno, indiretta), la quale costituisce la migliore tutela dell'integrità e del valore del patrimonio sociale e, pertanto, sia pure in via mediata, delle aspettative di soddisfacimento del ceto creditorio.

Al cospetto del progressivo delinearsi della situazione di crisi, il Gruppo ha da tempo intrapreso misure idonee ad avviare con celerità il percorso di turnaround, attivandosi con la massima tempestività al fine di individuare (e, successivamente, di implementare) le misure industriali e finanziarie più acconce allo scopo.

In questa prospettiva la Società ha predisposto un piano industriale (relativo al periodo 2015-2020), finalizzato ad enucleare un percorso di ristrutturazione e rilancio della società, teso a recuperare redditività e capacità di generare cassa con la gestione

operativa, nonché a migliorare la gestione finanziaria.
In particolare, il menzionato piano prevede una nuova proposizione commerciale
("power
of
one"),
da
realizzarsi
mediante
la
razionalizzazione
dell'offerta,
il
riposizionamento dei marchi in ottica di maggiore complementarietà e la conversione in
doppia-insegna ("Zucchi" e "Bassetti") dei punti vendita. Date le tensioni finanziarie del
gruppo, il percorso si sviluppa in due fasi successive, con l'obiettivo di ottimizzare il
trade-off tra una sufficiente generazione di
cassa nell'orizzonte considerato e il
riposizionamento dei marchi al fine di garantire la continuità aziendale nel lungo
termine.
La prima fase, relativa al periodo compreso tra il 2015 e il 2017, può definirsi di
"turnaround"
ed
è
caratterizzata
dalla
semplificazione
dell'offerta,
dalla
razionalizzazione dei punti vendita (attraverso la chiusura di quelli che si trovano in una
situazione di perdita strutturale), da iniziative volte alla stabile riduzione del costo del
venduto (nobilitazione e confezionamento) e dei costi operativi (anche con revisione
dell'organico), nonché dalla chiusura della filiale brasiliana.
La seconda fase (2017-2020) è invece di "sviluppo" ed è destinata a tradursi nella
maggiore complementarietà dei marchi (grazie all'eliminazione delle sovrapposizioni
sui posizionamenti di prezzo) e nell'uscita della Zucchi dal canale promozionale, con
l'obiettivo di procedere al riposizionamento sulla fascia alta; il tutto in un contesto di
crescita sui mercati esteri (anche grazie alla prevista accelerazione di quello cinese),
che potrà essere sfruttata mediante l'instaurazione di adeguati rapporti negoziali con
distributori locali e con lo sviluppo del business delle licenze attive.
c.
lo stato di implementazione del piano industriale di Zucchi, con l'evidenziazione
degli eventuali scostamenti dei dati consuntivati rispetto a quelli previsti.
Si rinvia a quanto esposto nei punti precedenti.

PROSPETTI CONTABILI CONSOLIDATI RICLASSIFICATI

Conto
economico
consolidato e
Il prospetto seguente riporta i dati sintetici e riclassificati secondo criteri gestionali dei conti
economici consolidati al 30 settembre 2015 e al 30 settembre 2014 rideterminato.
riclassificato Nel prospetto seguente è stata creata una voce di risultato intermedio, prima dei costi e
proventi non ricorrenti e di ristrutturazione, denominata "Margine delle attività operative",
maggiormente indicativa dei risultati della gestione ordinaria del gruppo.
Si segnala inoltre che nel prospetto è stato riportato un indicatore di performance
alternativo (EBITDA) che è costituito
dal risultato operativo (EBIT) incrementato degli
ammortamenti relativi alle voci "immobili, impianti e macchinari" ed "attività immateriali",
nonché delle svalutazioni delle immobilizzazioni, delle svalutazioni
dei crediti compresi
nell'attivo circolante e delle rimanenze e degli accantonamenti per rischi.
I risultati delle Discontinued operation (rappresentato dal segmento operativo Mascioni e
Filiali) sono esposti separatamente nel prospetto di conto economico e nella struttura
patrimoniale e finanziaria; i corrispondenti valori relativi all'esercizio precedente, ove
presenti,
sono
riclassificati
ed
esposti
separatamente
a
fini
comparativi,
nonché
rideterminati essendosi realizzate le condizioni di cui all'IFRS 5.
Il conto economico
al 30 settembre 2014 è
stato riclassificato di conseguenza per
consentire la comparabilità con quello al 30 settembre 2015.
Sotto il profilo patrimoniale, i valori del segmento operativo "Mascioni e Filiali" sono stati
riclassificati nei saldi attivi e passivi tra le Discontinued operation.
Il presente bilancio consolidato al 30 settembre 2015 si riferisce al Gruppo Zucchi ante
cessione delle quote di partecipazione nella Mascioni S.p.A., in quanto tale operazione ha
avuto efficacia dal 2 ottobre 2015. Peraltro, dal momento che l'operazione di cessione è
divenuta altamente probabile,
ai sensi dell'IFRS 5
– Attività destinate alla vendita e
Discontinued operation, l'insieme delle attività e passività relative alla Mascioni S.p.A. e
filiali, che costituisce un settore operativo, si qualifica per il Gruppo Zucchi come
"Discontinued operation" e come tale è stato rappresentato nel presente bilancio. Tale
rappresentazione, per quanto riguarda la relazione sulla gestione, ha comportato quanto
segue:
ß
per il periodo al 30 settembre 2015 e, a fini comparativi, per il 30 settembre 2014,
le voci di costo e di ricavo relative alle
Discontinued operation
sono state
classificate nella voce Utile/(perdita) delle
Discontinued operation
del conto
economico;
ß
le attività correnti e non correnti relative alle Discontinued operation sono state
riclassificate, al 30 settembre 2015 e, ai fini comparativi per il 31 dicembre 2014,
nella voce Discontinued operation della situazione patrimoniale-finanziaria;
ß
le passività (escluso il patrimonio netto) relative alle Discontinued operation sono
state riclassificate, al 30 settembre 2015 e, ai fini comparativi per il 31 dicembre
2014, nella voce Discontinued operation della situazione patrimoniale-finanziaria.
La predisposizione del Resoconto intermedio di gestione richiede da parte degli
Amministratori l'applicazione di principi e metodologie contabili che, in talune circostanze,
si basano su difficili e soggettive valutazioni e stime basate sull'esperienza storica ed
assunzioni che vengono di volta in volta considerate ragionevoli e realistiche in funzione
delle relative circostanze. L'applicazione di tali stime ed assunzioni influenza gli importi
riportati negli schemi di bilancio, quali la situazione patrimoniale – finanziaria e il conto

economico, nonché l'informativa fornita. I valori finali delle voci di bilancio per le quali sono state utilizzate le suddette stime ed assunzioni, possono differire da quelli riportati nei bilanci a causa dell'incertezza che caratterizza le assunzioni e le condizioni sulle quali si basano le stime. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ogni variazione sono riflessi contabilmente nel periodo in cui avviene la revisione di stima. Le voci di bilancio che richiedono più di altre una maggiore soggettività da parte degli Amministratori nell'elaborazione delle stime e per le quali una modifica delle condizioni sottostanti le assunzioni utilizzate potrebbe avere un impatto significativo sul Resoconto intermedio sono: la svalutazione degli attivi immobilizzati, l'ammortamento delle immobilizzazioni, le imposte differite, il fondo svalutazione crediti, i fondi rischi, i piani pensionistici e altri benefici successivi al rapporto di lavoro. La determinazione di eventuali perdite di valore di attività immobilizzate è generalmente effettuata in modo completo solo in sede di redazione del bilancio annuale, allorquando sono disponibili tutte le informazioni eventualmente necessarie, salvo i casi in cui vi siano indicatori di impairment che richiedono un'immediata valutazione di eventuali perdite di valore.

Le imposte sul reddito sono riconosciute sulla base della miglior stima dell'aliquota attesa per l'intero esercizio.

Il Resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2015 non è sottoposto a revisione contabile.

La pubblicazione del presente Resoconto intermedio di gestione è stata autorizzata dal Consiglio di Amministrazione della Vincenzo Zucchi S.p.A. in data 10 marzo 2016.

1.1-30.09.2014
III Trimestre 2014
1.1-30.09.2015
Var.%
III Trimestre 2015
rideterminato
rideterminato
(in migliaia di euro)
Vendite
66.729 100,0%
70.377 100,0%
(5,2%)
22.766
100,0%
24.942
100,0%
Costo del venduto
39.143
58,7%
41.259
58,6%
(5,1%)
12.483
54,8%
14.302
57,3%
Margine industriale
27.586
41,3%
29.118
41,4%
(5,3%)
10.283
45,2%
10.640
42,7%
Spese di vendita e distribuzione
23.167
34,7%
25.621
36,4%
(9,6%)
7.259
31,9%
8.432
33,8%
Pubblicità e promozione
1.066
1,6%
1.915
2,7%
(44,3%)
314
1,4%
585
2,3%
Costi di struttura
10.469
15,7%
12.497
17,8%
(16,2%)
3.555
15,6%
3.858
15,5%
Altri (ricavi) e costi
(1.329)
(2,0%)
(905)
(1,3%)
46,9%
(468)
(2,1%)
(485)
(1,9%)
Margine delle attività operative
(5.787)
(8,7%)
(10.010) (14,2%)
(42,2%)
(377)
(1,7%)
(1.750)
(7,0%)
Oneri e (proventi) non ricorrenti e di
ristrutturazione
5.795
8,7%
188
0,3%
(+)
1.977
8,7%
(95)
(0,4%)
Risultato operativo (EBIT)
(11.582) (17,4%)
(10.198) (14,5%)
13,6%
(2.354)
(10,3%)
(1.655)
(6,6%)
Oneri e (proventi) finanziari netti
2.276
3,4%
1.109
1,6%
105,2%
1.537
6,8%
417
1,7%
Oneri e (proventi) da partecipazione
-
-
-
0,0%
(11)
0,0%
(100,0%)
0,0%
0,0%
Risultato prima delle imposte
(13.858) (20,8%)
(11.296) (16,1%)
22,7%
(3.891)
(17,1%)
(2.072)
(8,3%)
Imposte
476
0,7%
438
0,6%
8,7%
286
1,3%
100
0,4%
Risultato del periodo derivante
dalle Continuing operation
(14.334) (21,5%)
(11.734) (16,7%)
22,2%
(4.177)
(18,3%)
(2.172)
(8,7%)
Risultato del periodo derivante
dalle Discontinued operation
-
0,0%
(3.697)
(5,3%)
(100,0%)
-
0,0%
-
0,0%
Risultato del periodo
(14.334) (21,5%)
(15.431) (21,9%)
(7,1%)
(4.177)
(18,3%)
(2.172)
(8,7%)
Attribuibile a:
Azionisti della controllante
(14.334)
-21,5%
(14.383)
-20,4%
(0,3%)
(4.177)
-18,3%
(1.762)
-7,1%
Azionisti di minoranza
-
0,0%
(1.048)
-1,5%
(100,0%)
0
0,0%
(410)
-1,6%
RISULTATO OPERATIVO (EBIT)
(11.582) (17,4%)
(10.198) (14,5%)
(2.354)
(10,3%)
(1.655)
(6,6%)
Ammortamenti e svalutazioni
1.939
2,9%
2.772
3,9%
(30,1%)
606
2,7%
907
3,6%
Acc.to fondo svalutaz. crediti
514
0,8%
177
0,3%
190,4%
496
2,2%
177
0,7%
Acc.ti fondi rischi e oneri
5.691
8,5%
106
0,2%
5.268,9%
2.203
9,7%
13
0,1%
Acc.to fondo svalut. rimanenze
-
0,0%
19
0,0%
(100,0%)
-
0,0%
-
0,0%
EBITDA
(3.438)
(5,2%)
(7.124) (10,1%)
(51,7%)
951
4,2%
(558)
(2,2%)
Oneri (proventi) non ricorrenti
151
0,2%
128
0,2%
18,0%
(447)
(2,0%)
46
0,2%
EBITDA al netto degli oneri e
proventi non ricorrenti e di
ristrutturazione
(3.287)
(4,9%)
(6.996)
(9,9%)
(53,0%)
504
2,2%
(512)
(2,1%)
(-)
(+)
(-)
(7,9%)
42,2%
137,1%
Var.%
(8,7%)
(12,7%)
(3,4%)
(13,9%)
(46,3%)
(3,5%)
(78,5%)
268,6%
87,8%
186,0%
92,3%
92,3%
(100,0%)
(33,2%)
180,2%
(270,4%)
(198,4%)
Ricavi delle
vendite e delle
prestazioni
In applicazione di quanto previsto dell'IFRS 8 "Settori operativi", che introduce il concetto
dell'approccio direzionale per predisporre l'informativa di settore, si segnala che il più alto
livello decisionale operativo (CODM – Chief Operating Decision Maker) si identifica nel
Consiglio di Amministrazione. I settori di attività, i cui andamenti e risultati vengono
periodicamente rivisti dal CODM, al fine di allocare le risorse e valutarne i risultati, sono
rappresentati dalle
seguenti Business Unit:
Vincenzo Zucchi con le proprie filiali
commerciali estere, Hospitality.It con la consociata americana Mascioni USA Inc., Basitalia
S.r.l. che svolge prevalentemente attività di gestione dei contratti di locazione dei punti
vendita e Mascioni S.p.A. con le sua controllat a Mascioni America Inc. classificate tra le
Discontinued operation.
La Business Unit Zucchi e Filiali si occupa della vendita e della commercializzazione di
articoli di biancheria per la casa a marchio Zucchi e Bassetti e con alcuni marchi differenti
dai propri per i quali è in essere un contratto di licenza.
Gli articoli in precedenza citati sono venduti nella fascia medio e medio-alta del mercato
attraverso principalmente l'utilizzo di dettaglianti tradizionali, di una catena di negozi
monomarca diretti o in franchising e della grande distribuzione ("GDO").
La Business Unit Hospitality si occupa della vendita e della commercializzazione di articoli
per gli hotels e le comunità.
Basitalia S.r.l. si occupa della gestione e valorizzazione dei punti vendita commerciali ad
oggi quasi per conto esclusivamente della Capogruppo.
La Business Unit Mascioni
(rappresentante la
Discontinued operation) si occupa
prevalentemente dell'attività di nobilitazione di tessuti per conto terzi (tra cui la Vincenzo
Zucchi S.p.A.) e del confezionamento e commercializzazione di biancheria per la casa sul
mercato americano attraverso la sua controllata Mascioni America Inc
Fatturato per
settore di attività
1.1-30.09.2015 1.1-30.09.2014
rideterminato
Var.% III Trimestre
2015
III Trimestre 2014
rideterminato
Var.%
(in migliaia di euro)
Vincenzo Zucchi e Filiali
Hospitality
64.981
1.748
68.905
1.497
(5,7%)
16,8%
22.233
533
24.355
579
(8,7%)
(7,9%)
Basitalia Leasing
Rettifiche
Vendite consolidate
-
-
66.729
-
(25)
70.377
0,0%
4,3%
(5,2%)
-
-
22.766
-
8
24.942
0,0%
28,1%
(8,7%)
Discontinued operaton 25.678 32.340 (20,6%) 6.979 8.743 (20,2%)
Fatturato per
area geografica
La voce "Rettifiche" si riferisce all'elisione delle operazioni infragruppo.
(in migliaia di euro) 1.1-30.09.2014 1.1-30.09.2014
rideterminato
Var.% III Trimestre 2015 III Trimestre 2014
rideterminato
Var.%
Italia 44.359 66,5% 49.195 69,9% (9,8%) 13.926 61,2% 16.616
66,6%
(16,2%)
Estero:
Altri paesi europei
Paesi extraeuropei
17.801 26,7%
4.569
6,8%
22.370 33,5%
16.332 23,2%
4.850
6,9%
21.182 30,1%
9,0%
(5,8%)
5,6%
7.228 31,7%
1.612
7,2%
8.840 38,8%
6.418
25,7%
1.908
7,7%
8.326
33,4%
12,6%
(15,5%)
6,2%
Vendite consolidate 66.729
100%
70.377
100%
(5,2%) 22.766
100%
24.942
100%
(8,7%)
Disconinued operation 25.678 32.340 (20,6%) 6.979 8.743 (20,2%)
Costi per il
personale
Il costo del personale delle Continuing operation è stato pari a 17.330 migliaia di Euro in
diminuzione di 1.818 migliaia di Euro rispetto al
valore registrato nello stesso periodo
dell'esercizio precedente rideterminato (19.148 migliaia di Euro).
Per quanto riguarda le Discontinued operation il costo del personale è passato da 10.770
migliaia di Euro al 30.09.2014 a 9.285 migliaia di Euro al 30 settembre 2015 con una
diminuzione di 1.485 migliaia di Euro.
I dipendenti del Gruppo al 30 settembre 2015 risultano pari a 1.055 unità (di cui 317 relativi
alle Discontinued operation), in calo di 37 unità rispetto ai 1.092 dipendenti di fine 2014
(328 unità relative alle
Discontinued operation) e di 149 unità rispetto ai 1.204 al 30
settembre 2014 (330 relative alle Discontinued operation).
Si segnala che alla data del 30 settembre 2015 n. 304 dipendenti della Vincenzo Zucchi
S.p.A. hanno fatto ricorso alla CIG per un totale di 122.421 ore di lavoro.
Ammortamenti Gli ammortamenti degli immobili, impianti e macchinari e delle attività immateriali delle
Continuing operation ammontano nei primi nove mesi del 2015 a 1.939 migliaia di Euro
(2.772 migliaia di Euro nel corrispondente periodo dell'esercizio precedente rideterminato);
di cui 1.749 migliaia di Euro relativi a immobili, impianti e macchinari (2.225 migliaia di
Euro nei primi nove mesi 2014 rideterminato) e 190 migliaia di Euro ad attività immateriali
(427 migliaia di Euro nel corrispondente periodo 2014 rideterminato).
La diminuzione,
rispetto al corrispondente periodo 2014, è la conseguenza
della conclusione dei piani di
ammortamento dei beni iscritti tra le immobilizzazioni.
Gli ammortamenti degli immobili, impianti e macchinari e delle attività immateriali delle
Discontinued operation ammontano nei primi nove mesi del 2015 a 1.329 migliaia di Euro
(1.557 migliaia di Euro nel corrispondente periodo dell'esercizio precedente rideterminato);
di cui 1.323 migliaia di Euro relativi a immobili, impianti e macchinari (1.551 migliaia di
Euro nei primi nove mesi 2014 rideterminato) e 6 migliaia di Euro ad attività immateriali
(stesso importo nel corrispondente periodo 2014 rideterminato).
Altri costi e
ricavi
1.1-30.09.2014
1.1-30.09.2015
Var.%
(in migliaia di euro)
rideterminato
Altri ricavi
(1.991)
(1.983)
0,4%
Altri costi
662
1.078
(38,6%)
(1.329)
(905)
46,9%
La voce "Altri ricavi" per le Continuing operation include principalmente gli affitti dei negozi
(421 migliaia di Euro maturati dall'attività della Capogruppo e della controllata Basitalia
S.r.l.), sopravvenienze attive (869 migliaia di Euro) e ricavi per servizi e per addebiti a terzi
(64 migliaia di Euro).
Gli "Altri costi"
delle Continuing
operation
risultano composti prevalentemente da
sopravvenienze passive (110 migliaia di Euro) e
dai costi per i fabbricati affittati (448
migliaia di Euro).
Oneri e
(proventi) di
ristrutturazione
Il conto economico accoglie al 30 settembre 2015 un saldo netto negativo di componenti di
reddito non ricorrenti e di ristrutturazione per 5.795 migliaia di Euro, nei primi nove mesi del
2014 rideterminato tale saldo era negativo per 188 migliaia di Euro.
Al 30 settembre 2015 i "Proventi di ristrutturazione" sono costituiti dalle plusvalenze pari a
960 migliaia di Euro realizzate dalla Capogruppo in seguito alle cessioni dei negozi di
Milano Solferino e C.so Buenos Aires, perfezionate lo scorso mese di luglio 2015.
Gli "Oneri di ristrutturazione" si riferiscono agli oneri relativi ad incentivi all'esodo stanziati
per 2.832 migliaia di Euro, e corrisposti per 32 migliaia di Euro, nell'ambito del processo di
riorganizzazione della Capogruppo, nonché ulteriori costi stanziati dalla Capogruppo per
2.362 migliaia di Euro,
e corrisposti per 862 migliaia di Euro,
relativi al processo di
ristrutturazione del debito.
Comprendono inoltre 146 migliaia di Euro di oneri accessori relativi alle vendite dei negozi
di Milano Solferino e C,so Buenos Aires, da parte della Capogruppo, e 71 migliaia di Euro
per la vendita di un negozio della controllata Bassetti Espanola, nonché stanziamenti
effettuati dalla Capogruppo per rischi relativi ad alcune controversie in atto per 450 migliaia
di Euro.
Nello stesso periodo dell'esercizio precedente gli "Oneri e (proventi) non ricorrenti e di
ristrutturazione" erano costituiti dalla plusvalenza di 95 migliaia di Euro realizzata dalla
Capogruppo dalla cessione parziale dello stabilimento di Urago d'Oglio, già in dismissione.
Gli "Oneri di ristrutturazione" si riferivano agli oneri sostenuti dalla Capogruppo in relazione
all'impegno di esecuzione di alcuni lavori assunto nei confronti dell'Amministrazione
Comunale di Casorezzo nell'ambito della nuova convezione stipulata in data 10 marzo
2014 per 135 migliaia di Euro garantiti da una polizza fideiussoria cauzioni. Le spese
accessorie sostenute per la stipula della suddetta convenzione ammontavano a 88 migliaia
di Euro. L'ulteriore importo di 60 migliaia di Euro si riferiva ad un accantonamento
effettuato per un contenzioso interessante la controllata Bassetti Espanola S.A
Risultato
operativo
(EBIT)
Il risultato operativo al 30 settembre 2015 è stato negativo per 11.582 migliaia di Euro,
rispetto al risultato
negativo di 10.198
migliaia di Euro
del corrispondente periodo
dell'esercizio precedente rideterminato.
Prima dei costi e proventi non ricorrenti e di
ristrutturazione, il risultato operativo del periodo è passato da 10.010 migliaia di Euro
negativo nei primi nove mesi del 2014 rideterminati ad una perdita operativa
di 5.787
migliaia di Euro al 30 settembre 2015.
Il Risultato Operativo Lordo (EBITDA) dei primi nove mesi del 2015 è negativo per 3.438
migliaia di Euro rispetto a 7.124 migliaia di Euro negativo del corrispondente periodo 2014
rideterminato.
I risultati conseguiti al 30 settembre
2015
evidenziano, rispetto allo stesso periodo
dell'esercizio precedente, miglioramenti in termini di incidenza dei costi operativi per effetto
degli interventi posti in essere dal management e finalizzati alla riduzione dei costi; infatti,
nonostante la riduzione del fatturato, le azioni correttive poste in essere hanno consentito
di non peggiorare ulteriormente i risultati.
Oneri e
(proventi)
finanziari netti
(in migliaia di euro)
Proventi finanziari
Oneri finanziari
Differenze cambio nette
Altri
Totale
Gli oneri finanziari correlati all'indebitamento del Gruppo ammontano a 1.063 migliaia di
Euro (1.349 migliaia di Euro
al 30 settembre
dell'1,6% sul fatturato (1,9% nel
decremento degli oneri finanziari è dovuto al minor debito consolidato derivante dal minor
utilizzo delle linee autoliquidanti.
1.1-30.09.2015
(17)
1.063
1.198
32
2.276
2014
corrispondente periodo del 2014
1.1-30.09.2014
rideterminato
(95)
1.349
(193)
48
1.109
rideterminato) con una incidenza
Var.%
(82,1%)
(21,2%)
(720,7%)
(33,3%)
105,2%
rideterminato). Il
La voce include anche differenze su cambio il cui saldo è negativo per 1.198 migliaia di
Euro (193 migliaia di Euro positivi nel corrispondente periodo dell'esercizio precedente
rideterminato).
Imposte 1.1-30.09.2015
(in migliaia di Euro)
Imposte correnti
355
Imposte differite passive
(2)
Imposte differite attive
123
476
Le imposte correnti sono costituite principalmente dall'IRAP accantonata dalle società
italiane appartenenti al Gruppo.
Sono state rilevate variazioni delle imposte differite attive e/o passive considerando le
differenze temporanee che daranno luogo ad ammontari imponibili nella determinazione
dell'utile imponibile (o della perdita fiscale) dei futuri esercizi nei quali il valore contabile
dell'attività o passività sarà recuperato o pagato.
maturate dall'utilizzo di accantonamenti effettuati negli esercizi precedenti.
Si segnala che le imposte differite, nonostante sussistano sufficienti differenze temporanee
tassabili, sono state determinate senza considerare le perdite fiscali non utilizzate, relative
alla sola Capogruppo, e illimitatamente riportabili.
In fase di consolidamento, sono state rilevate variazioni delle imposte differite di importo
non significativo relativi agli adeguamenti registrati.
1.1-30.09.2014
rideterminato
169
(216)
485
438
Tali variazioni sono principalmente
Risultato del
periodo
Il periodo
chiuso al 30 settembre 2015
competenza di terzi, di 14.334 migliaia di Euro, contro una perdita di 15.431 migliaia di
Euro nel corrispondente periodo del 2014 rideterminato.
Al 30 settembre 2015 il risultato di terzi, che
azionarie della Mascioni S.p.A. riclassificata tra le Discontinued operation è pari a zero
(negativo per 1.048 migliaia di Euro al 30 settembre 2014 rideterminato).
Al netto della quota di competenza di terzi il periodo mostra una perdita attribuibile agli
azionisti della controllante di 14.334 migliaia di Euro contro una perdita di 14.383 migliaia
di Euro nei primi nove mesi del 2014 rideterminato.
registra una perdita, si riferisce interamente alle minoranze prima della quota di
Struttura
patrimoniale e (in migliaia di euro) 30.09.2015 31.12.2014 30.09.2014
finanziaria
consolidata Crediti commerciali 19.529 26.979 25.593
Altri crediti e crediti per imposte correnti 4.570 3.613 7.413
Rimanenze 26.930 37.238 45.021
Debiti a breve (commerciali e altri debiti) (33.905) (27.223) (38.170)
Capitale circolante netto 17.124 40.607 39.857
Attività realtive alle Discontinued operation 28.276 31.568 47.151
Immobili, impianti e macchinari 36.256 37.945 40.180
Investimenti immobiliari - - -
Attività immateriali 769 929 1.670
Partecipazioni contabilizzate con il metodo del P.N. e altre
Altre attività non correnti
114
1.323
114
1.395
756
2.806
Attivo non corrente 38.462 40.383 45.412
Passività relative alle Discontinued operation (28.295) (31.587) (31.837)
Benefici a dipendenti e altri debiti esigibili altre
l'esercizio successivo
(8.082) (9.659) (8.865)
Fondi per rischi e oneri e passività per imposte differite (11.801) (8.339) (8.376)
Capitale investito netto 35.684 62.973 83.342
Coperto da:
Debiti correnti verso banche ed altri finanziatori 80.636 97.306 63.177
Disponibilità liquide e attività finanziarie a breve (10.499) (5.398) (4.924)
Debiti finanziari verso banche ed altri finanziatori - - 28.913
Debiti finanziari verso terzi a breve - - -
Crediti finanziari verso terzi a breve termine (5) (1.968) (1.564)
Crediti finanziari verso collegate a breve termine (48) (498) (806)
Posizione finanziaria netta 70.084 89.442 84.896
Capitale e riserve di terzi (5) (5) 4.345
Patrimonio netto del Gruppo (34.395) (26.464) (5.899)
Totale come sopra 35.684 62.973 83.342
Capitale
investito netto
Il capitale investito al netto delle passività di funzionamento è complessivamente diminuito
rispetto al 31 dicembre 2014 di 27.289 migliaia di Euro; tale variazione è imputabile alla
diminuzione del capitale circolante netto per 23.483 migliaia di Euro (per effetto della
stagionalità), alla diminuzione delle attività relative alle Discontinued operation per 3.292
migliaia di Euro, alla diminuzione del capitale immobilizzato per 1.921 migliaia di Euro, alla
diminuzione dei benefici ai dipendenti e delle altre passività non finanziarie a medio e
lungo termine per 1.577 migliaia di Euro, nonché all'aumento dei fondi per rischi e oneri
per 33 migliaia di Euro.
La riduzione del capitale circolante netto
è determinata
dalla somma algebrica della
diminuzione dei crediti commerciali per 12.321 migliaia di Euro e dell'aumento dei debiti a
breve per 7.125 migliaia di Euro, prevalentemente di natura commerciale, dei crediti a
breve per 2.849 migliaia di Euro, rappresentati in particolare dagli anticipi ai fornitori, che,
congiuntamente ai debiti a breve, hanno finanziato l'aumento
delle rimanenze di
magazzino per 9.441 migliaia di Euro.
Investimenti Gli investimenti in immobilizzazioni immateriali e materiali sono complessivamente
ammontati a
240
migliaia di Euro (1.972
migliaia di Euro al 30 settembre 2014
rideterminato).
Gli investimenti in immobili, impianti e macchinari di 210 migliaia di Euro (1.913 migliaia di
Euro nei primi nove mesi 2014 rideterminato) comprendono 69 migliaia di Euro per acquisti
e ammodernamenti di impianti e fabbricati, nonché 129 migliaia di Euro relativi
all'allestimento e l'ammodernamento dei punti vendita.
Gli investimenti in immobilizzazioni immateriali si riferiscono prevalentemente all'acquisto
di un software per l'unificazione gestionale della rete negozi della Capogruppo.
Si segnala che le aree di Casorezzo, Isca Pantanelle e Notaresco sono considerate in
dismissione, ma non sono classificate tra le attività correnti destinate alla vendita non
essendosi verificate tutte le condizioni previste dall'IFRS 5. La valutazione complessiva
delle suddette aree, ottenuta da un terzo indipendente nel mese di febbraio 2015, alla data
del 31 dicembre 2014 ammonta a circa 23,3 milioni di Euro (valore complessivo di
iscrizione a bilancio pari a circa 17,3 milioni di Euro).
Posizione
finanziaria netta
L'indebitamento finanziario netto ammonta al 30 settembre 2015 a 70.084 migliaia di Euro
con una diminuzione di 19.358
migliaia di Euro rispetto al 31
conseguenza di:
(in migliaia di euro)
dicembre 2014, in
Diminuzione del capitale circolante netto
Diminuzione delle attività fisse nette
Diminuzione delle passività non finanziarie a medio
e lungo termine
Variazione del patrimonio netto:
di terzi
-
del Gruppo
7.931
Le dinamiche che hanno determinato la riduzione della posizione finanziaria netta sono
descritte e commentate dalla voce "Capitale investito netto".
(23.483)
(1.921)
(1.885)
7.931
(19.358)
Patrimonio
netto del
Gruppo
Rispetto al 31 dicembre 2014 il patrimonio netto del Gruppo, negativo per 34.395 migliaia
di Euro, è diminuito di 7.931 migliaia di Euro, quale saldo risultante dai seguenti movimenti:
(in migliaia di euro)
Risultato dell'esercizio
Aumento capitale sociale
Differenze di conversione
Utile attuariale da valutazione TFR IAS 19
(14.334)
5.000
1.403
(7.931)
Fatti di rilievo
avvenuti dopo il
Deposito ricorso ex art. 161, sesto comma, della Legge Fallimentare
30 settembre
2015
In data 27 ottobre
2015, il Tribunale di Busto Arsizio, preso atto della mancanza del
deposito della proposta di concordato, del piano e della documentazione di cui ai commi 1°
e 2° dell'articolo 161 L.F ovvero di un ricorso per l'omologazione di accordo
di
ristrutturazione ai sensi dell'art. 182-bis L.F., ha dichiarato inammissibile il ricorso di cui
all'articolo 161, comma 6, della L.F.
Cessione partecipazione Mascioni S.p.A.
Con riferimento alla società controllata Mascioni S.p.A., si segnala che in data 2 ottobre
2015, la società Vincenzo Zucchi S.p.A. ha perfezionato il trasferimento, a PHI Fund II
F.C.R. DE REGIMEN SIMPLIFICADO, fondo gestito da PHI Asset Management Partners,
SGECR, S.A., (di seguito "PHI"), dell'intera partecipazione detenuta nella controllata
Mascioni S.p.A, per un importo complessivo di 150 mila Euro, al lordo dei costi connessi
alla cessione. Non si ravvisano potenziali rischi a carico della Vincenzo Zucchi S.p.A.
connessi alle condizioni del contratto di vendita e derivanti dalla cessione della
partecipazione.
Le parti hanno altresì concordato che, qualora, nell'ambito ed in esecuzione di un piano di
concordato preventivo di Mascioni - supportato da PHI -, PHI sottoscriva, contestualmente
(o successivamente) all'omologa non più
impugnabile di tale piano concordatario, un
aumento di capitale della Mascioni in esito al quale PHI detenga non meno del 71,65% del
capitale sociale di Mascioni (post-omologa),
PHI si impegnerà a far si che Mascioni
rinunci, previa eventuale autorizzazione, se necessaria, degli organi della procedura del
concordato preventivo di Mascioni, ad Euro 500 mila del totale del credito vantato da
Mascioni nei confronti della Società (indipendentemente dal riconoscimento di tale credito
al privilegio). Medesima rinuncia verrà effettuata anche nel caso in cui la Società ottenga
l'omologa non più impugnabile di un piano di ristrutturazione ex articolo 182-bis della
Legge Fallimentare.
Accordo con Astrance Capital SAS
In data 8 ottobre 2015, la società Vincenzo Zucchi S.p.A., nell'ambito del processo di
risanamento in corso che prevedeva, inter alia, la ricerca di soggetti finanziari o industriali
interessati ad investire nella Società e nel Gruppo, al fine di contribuire al rafforzamento
patrimoniale e finanziario dell'Emittente, nonché agevolare la negoziazione con le banche
finanziatrici, ha deliberato di accettare la proposta vincolante ricevuta da Astrance Capital
SAS concedendo un periodo di esclusiva fino alla data del deposito di un accordo di
ristrutturazione ex art. 182-bis L.F
La proposta prevedeva, tra l'altro, che Astrance Capital SAS acquisisca il controllo di GB
Holding S.r.l., e sottoscriva e liberi, tramite la predetta GB Holding S.r.l., un aumento di
capitale riservato per euro 10 milioni successivamente all'intervenuta omologa dell'accordo
di ristrutturazione.
Accordo di ristrutturazione del debito con le banche finanziatrici ex art. 182bis L.F.
In data 23 dicembre 2015, la Vincenzo Zucchi S.p.A. ha sottoscritto un accordo di
ristrutturazione del debito bancario al quale hanno aderito il pool di
banche creditrici
composto da Unicredit S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Banca Popolare di Milano S.c.a.r.l.,
Banca Popolare di Bergamo S.p.A. nonché Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., Astrance
Capital S.A.S., GB Holding S.r.l. e Gianluigi Buffon.
L'accordo di ristrutturazione del debito bancario prevede:
- la costituzione di una SPV alla quale la Società conferirà il ramo d'azienda costituito da:
(a) una parte, pari ad Euro 30.000.000,00 (trenta milioni) (il "Debito Trasferito"), del debito

della Società nei confronti delle banche finanziatrici, risultante al 30 settembre 2015 (la "Data di Riferimento"); (b) gli immobili di proprietà della Società ubicati a Isca Pantanelle, Notaresco, Casorezzo, Vimercate e Rescaldina (gli "Immobili") ed ogni rapporto agli stessi connesso; nonché (c) i rapporti con cinque dipendenti della Società (il "Ramo d'Azienda"). In alternativa al conferimento del Ramo d'Azienda in una SPV, la Società potrà decidere di conferire gli Immobili in un fondo d'investimento alternativo immobiliare di gradimento delle Banche Finanziatrici con contestuale accollo del Debito Trasferito da parte del fondo stesso ed integrale liberazione della Società da ogni obbligo relativo al Debito Trasferito;

  • che, in aggiunta a quanto precede, la SPV riconoscerà alle Banche Finanziatrici un ammontare pari al 75% (settantacinque per cento) dell'importo dei proventi netti derivanti dalla vendita degli Immobili ed eccedenti il Debito Trasferito (l'"Earn-Out Immobiliare");

  • che la parte di Debito Trasferito che non sia stata rimborsata con la vendita degli Immobili sarà oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile;

  • che, nell'ambito dell'operazione, la SPV stipulerà con la Società un contratto di locazione avente ad oggetto l'immobile sito in Rescaldina a fronte della corresponsione di un canone annuo pari ad Euro 1 (uno) milione, eventualmente incrementato per un importo pari al costo dei dipendenti trasferiti con il Ramo d'Azienda, nell'ipotesi in cui la Società optasse in effetti per il trasferimento del Ramo di azienda.

  • che la differenza tra l'esposizione complessiva nei confronti delle Banche Finanziatrici alla Data di Riferimento ed il Debito Trasferito nonché gli interessi maturati e maturandi, ai sensi dei contratti originari (il "Debito Residuo") saranno oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile con effetto dalla data di efficacia dell'accordo di ristrutturazione. Peraltro, sulla base di separati accordi con la Società, il socio GB Holding S.r.l. ovvero l'investitore Astrance Capital SAS si sono impegnati a riconoscere alle Banche Finanziatrici un Earn-Out calcolato in funzione dell'IRR (interest return rate) realizzato da Astrance/GBH sull'investimento pari ad Euro 10 milioni e suddiviso tra le Banche Finanziatrici, pro quota, in base alla somma tra il Debito Residuo e le linee di credito autoliquidanti concesse.

  • la conferma o la concessione, a seconda dei casi, alla Società delle linee di credito autoliquidanti da parte delle Banche Finanziatrici, per un importo massimo complessivo cumulato pari ad Euro 17.538.00,00 subordinatamente alla stipula, entro la data di omologa definitiva dell'accordo di ristrutturazione, da parte della Società di polizze assicurative a garanzia della validità ed esigibilità dei propri crediti commerciali oggetto di anticipazione e/o sconto a valere sulle suddette linee di credito autoliquidanti (le "Linee di Credito Autoliquidanti").

  • il rilascio, da parte della Società, di alcune dichiarazioni e garanzie ed il rispetto da parte della stessa di alcuni parametri finanziari (Patrimonio Netto ed Indebitamento Finanziario Consentito) e di obblighi di fare e non fare tipici per operazioni di ristrutturazione del debito. I suddetti obblighi resteranno efficaci sino alla successiva tra (i) la data di sostituzione delle Linee di Credito Autoliquidanti ed il rimborso di ogni somma dovuta a titolo di anticipazione dei crediti commerciali effettuata ai sensi dell'accordo di ristrutturazione e (ii) il 31 dicembre 2017, salvo per alcuni parametri che resteranno efficaci sino alla scadenza dell'Accordo di Ristrutturazione, ossia la data che cade il giorno successivo al 6° mese all'ultimo pagamento dovuto in base all'accordo stesso ed il 31 dicembre 2020.

L'accordo in oggetto scadrà in data 31 dicembre 2020.

Le previsioni dell'accordo di ristrutturazione, ad eccezione di quelle relative alla concessione delle Linee di Credito Autoliquidanti, si applicheranno, ai sensi dell'articolo 182-septies della Legge Fallimentare, anche a Banco Popolare S.C.

L'efficacia dell'accordo è subordinata al passaggio in giudicato del decreto di omologazione dello stesso nonché ad altre condizioni sospensive tipiche per operazioni di ristrutturazione (quali, la consegna alle banche finanziatrici di alcuni documenti societari e l'inesistenza di eventi che possano avere un effetto significativo pregiudizievole sulla Società e la sua attività).

Si evidenzia che l'esperto Prof. Maurizio Dallocchio ha già rilasciato, ai sensi dell'art. 182 bis del R.D. 16 marzo 1942 n. 267 e successive modificazioni, l'attestazione in merito

all'attuabilità
dell'accordo
di
ristrutturazione
dei
debiti,
con
particolare
riferimento
all'idoneità
dello stesso ad assicurare l'integrale pagamento dei creditori estranei
all'accordo.
La Società si è attivata affinché l'accordo di ristrutturazione venga depositato per
l'omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio ai sensi dell'art. 182 bis e septies
della L.F., essendo l'accordo subordinato, tra l'altro, al passaggio in giudicato del decreto
di omologa.
La ristrutturazione del debito prevede altresì:
- la deliberazione di un aumento di capitale sociale di Zucchi pari ad Euro 10.000.000,00
(l'"Aumento di Capitale Zucchi") con esclusione del diritto di opzione e riservato a GBH,
ovvero ad una società di nuova costituzione la quale sarà controllata da Astrance e
partecipata per una quota di minoranza anche da GBH e nella quale sarà trasferita la
partecipazione detenuta da GBH in Zucchi (la "Newco"); e
- l'impegno da parte di Astrance ad effettuare un investimento pari ad Euro 10.000.000 in
GBH ovvero in Newco nonché il contestuale impegno di quest'ultime a sottoscrivere e
liberare l'Aumento di Capitale Zucchi in denaro, anche eventualmente, per una parte
mediante compensazione con il credito derivante da eventuali erogazioni effettuate ai sensi
dell'articolo 182-quater, commi 2 e 3, della Legge Fallimentare, che GBH si è già
impegnata ad effettuare per
un importo pari ad Euro 2 milioni al fine di sopperire ad
eventuali fabbisogni di cassa della Società nel tempo decorrente tra la data di deposito del
ricorso ex articoli 182-bis e septies della Legge Fallimentare e quella dell'omologazione
dell'accordo di ristrutturazione.
In data 23 dicembre 2015 è stata altresì notificata alla Società da parte del Pubblico
Ministero istanza di fallimento ex articolo 7, n.1 della Legge Fallimentare con udienza di
comparizione fissata per il 2 febbraio 2016. In tale udienza, il Tribunale di Busto Arsizio,
preso atto dell'avvenuto deposito dell'accordo di ristrutturazione,
ha sospeso l'efficacia
dell'istanza di fallimento.
L'istanza sopra menzionata, che si colloca in linea consequenziale al decreto di
inammissibilità del ricorso di cui all'articolo 161, comma 6, della L.F. precedentemente
depositato dalla Società, non è idonea ad inficiare il processo di ristrutturazione, in quanto
il deposito del ricorso ex articolo 182-bis e septies della Legge Fallimentare ed il
successivo provvedimento omologativo saranno idonei a far venir meno il presupposto
oggettivo dello stato di insolvenza, come posto a base dell'istanza di fallimento, ed a
rendere possibile il rigetto della stessa.
Contestualmente alla sottoscrizione dell'accordo di ristrutturazione, Gianluigi Buffon ("GB")
e GB Holding S.r.l. ("GBH") hanno comunicato che, nel contesto dello stesso accordo,
hanno raggiunto un'intesa con Astrance Capital SAS ("Astrance"), in forza della quale
Astrance acquisirà indirettamente il controllo della Società.
In particolare, l'intesa prevede:
- un impegno di Astrance a costituire una società di diritto italiano ("NewCo"), controllata
da Astrance medesima;
- l'impegno di GB a cedere ad Astrance, che si impegna ad acquistare direttamente o
tramite NewCo, le azioni Zucchi detenute (pari al 22,284% del capitale sociale);
- un impegno di GBH a cedere ad Astrance, che si impegna ad acquistare per sé o per
persona da nominare, le azioni Zucchi detenute (pari al 33,978% del capitale sociale) a
fronte dell'attribuzione a GBH di una quota del 15% di NewCo;
-
il riconoscimento da parte di Astrance a GBH di un'opzione di vendita della
partecipazione da questa detenuta in NewCo, opzione che potrà essere esercitata a
partire dal 30 giugno 2020 e sino al 31 dicembre 2020;
-
il riconoscimento da parte di GBH ad Astrance di un'opzione di acquisto della
partecipazione detenuta dalla prima in NewCo, opzione che potrà essere esercitata in ogni

tempo;

  • l'impegno di Astrance ad eseguire in favore di GBH un finanziamento infruttifero dell'importo complessivo di Euro 10.000.000 al fine di dotare quest'ultima società delle risorse necessarie per la sottoscrizione dell'Aumento di Capitale Zucchi ed altri impegni di Astrance funzionali a fornire a GBH i mezzi necessari per far fronte agli obblighi assunti nell'accordo di ristrutturazione.

In data 28 dicembre 2015, la Società ha proceduto al deposito della richiesta di omologazione da parte del Tribunale di Busto Arsizio, ai sensi dell'art. 182 bis e septies della L.F., dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario stipulato lo scorso 23 dicembre 2015, nonché degli altri accordi raggiunti con alcuni fornitori della Società per il congelamento del relativo debito pari a circa Euro 3,5 milioni.

In data 2 marzo 2016, il Tribunale di Busto Arsizio ha notificato il provvedimento di omologa dell'accordo di ristrutturazione del debito bancario, sottoscritto in data 23 dicembre 2015, in base all'articolo 182-bis della Legge Fallimentare.

Il provvedimento ha esteso gli effetti dell'accordo di ristrutturazione a Banco Popolare ai sensi dell'articolo 182-septies della Legge Fallimentare. Il Tribunale di Busto Arsizio ha altresì dichiarato improcedibile l'istanza di fallimento proposta con ricorso depositato in data 21 dicembre 2015 dal Pubblico Ministero.

Tale accordo, ai sensi di legge, assumerà efficacia successivamente al passaggio in giudicato del decreto di omologa, ossia trascorsi quindici giorni dalla pubblicazione dello stesso presso il Registro delle Imprese.

Cessione marchio Mascioni Hotel Collection

Si segnala, infine, che, nell'ambito del processo di cessione della partecipazione Mascioni, Basitalia S.r.l., società controllata da Vincenzo Zucchi S.p.A., in data 26 febbraio 2016 ha ceduto il marchio Mascioni Hotel Collection a Mascioni S.p.A. al prezzo di Euro 200 mila.

In data 30 dicembre 2015, il Consiglio di Amministrazione, nel migliore interesse dei creditori e dei soci, ha deciso di avocare a sé le operazioni rientranti nella delega precedentemente attribuita a Giovanni Battista Vacchi.

****

Non si rilevano altri eventi di particolare rilevanza successivi alla data della chiusura dell'esercizio.

Per ulteriori informazione si rinvia a quanto esposto nel paragrafo sulla Continuità aziendale.

Evoluzione
prevedibile della
gestione
Il contesto dei mercati è caratterizzato ancora da significativa incertezza. Il permanere di
una situazione di stagnazione dell'economia reale nei mercati europei, seppur con qualche
debole segnale di ripresa dei consumi nei primi mesi del 2015, unitamente ad un contesto
geo-politico, economico e sociale a livello internazionale particolarmente complesso
rendono lo scenario oltremodo incerto e ancor più complessa l'attività previsionale.
Infatti, i risultati dell'esercizio 2015 sono stati comunque influenzati da rischi ed incertezze
dipendenti oltre che da molteplici fattori congiunturali, non tutti inerenti la sfera di controllo
del Gruppo e, in particolare, dall'oscillazione dei prezzi delle materie prime, anche
dall'attività di ristrutturazione e riorganizzazione del Gruppo.
Le vendite nette conseguite nel 2015 sono state, infatti, inferiori di oltre il 14% rispetto a
quelle realizzate nel 2014.
Per ogni ulteriore informazione si rinvia al paragrafo sulla Continuità aziendale.

AREA E PRINCIPI DI CONSOLIDAMENTO, PRINCIPI CONTABILI E CRITERI DI VALUTAZIONE

Area di
consolidamento
Il bilancio consolidato al 30 settembre 2015 comprende i bilanci della Vincenzo Zucchi
S.p.A. e delle seguenti Società controllate, consolidati con il metodo integrale:
(in migliaia di Euro) Capitale sociale % di possesso in
consolidato al
30.09.2015
% di
partecipazione
diretta
indiretta tramite società
Basitalia S.r.l.
Conegliano (TV)
Euro 120 100,0 100,0
Bassetti Espanola S.A.
La Roca del Valles (Spagna)
Euro 299 100,0 100,0
Bassetti Deutschland G.m.b.H.
Martinsried Bei Munchen (Germania)
Euro 200 100,0 100,0
Bassetti Schweiz AG
Lugano (Svizzera)
Fr. Sv. 200 100,0 100,0
Zucchi S.A.
Bruxelles (Belgio)
Euro 62 100,0 99,0 1,0 Bassetti Schweiz AG
Zucchi do Brasil Com. e Imp. Ltda
San Paolo (Brasile)
Reais 2.570 100,0 75,0 25,0 Bassetti Schweiz AG
Ta Tria Epsilon Bianca S.A.
Atene (Grecia)
Euro 800 100,0 100,0
Hospitality.IT S.r.l. (*)
Rescaldina (MI)
Euro 100 100,0 100,0
Mascioni USA INC.
New York (USA)
\$ USA 80 100,00 100,0
Mascioni S.p.A.
Milano
Euro 5.000 71,65 71,65
Mascioni America Inc.
New York (USA)
\$ USA 1 71,65 - 100,0 Mascioni S.p.A.
(*) Società in liquidazione
con il metodo del patrimonio netto:
(in migliaia di Euro)
Capitale sociale % di possesso in
consolidato al
30.09.2015
% di
partecipazione
diretta
Le partecipazioni nelle seguenti Società collegate, non consolidate, sono state valutate
indiretta tramite società
Intesa S.r.l.
Arconate (MI)
Euro 22 24,5 24,5 -
alla Nota 17 del bilancio d'esercizio della Capogruppo al 31.12.2014. Per un ampia informativa relativa alle partecipazioni detenute si rinvia a quanto indicato
all'Euro, sono i seguenti:
Esercizio 2014
medio
al 30/9
al 31/12
1,202
1,214
Real brasiliano 3,584 4,481 3,093 3,082 3,109 3,221
(IAS/IFRS).
Franco svizzero
Dollaro U.S.A.
Milano, 10 marzo 2016
medio
1,057
1,111
Il Consiglio di Amministrazione
1.1-30.09.2015
al 30/9
1,092
1,120
consolidato al 30 settembre 2014 e al 31 dicembre 2014.
1,216
1,349
1.1-30.09.2014
1,206
1,258
I criteri di consolidamento sono analoghi a quelli adottati per la redazione del bilancio
I cambi applicati nella conversione dei bilanci delle società estere di paesi non aderenti
medio
1,213
1,321
L'informativa trimestrale è stata redatta ai sensi dell'art. 154-ter "Relazioni finanziarie" del
TUF, introdotto dal D.Lgs. 195/2007, applicando i principi contabili internazionali

ATTESTAZIONE DEL RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE AL 30 SETTEMBRE 2015 ai sensi dell'art. 154 bis del D. Lgs. 58/98

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